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Resoconto d'Aula della Seduta n. 194 di giovedì 05 agosto 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   SCILLA,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  numero  192  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.
   Dà lettura del processo verbale della seduta n. 193.

   MANCUSO.  Chiedo  di  parlare sul processo  verbale  della  seduta
  numero 193.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ieri   si   è
  consumato  in  quest'Aula  un  fatto  rilevante  sotto  il  profilo
  regolamentare    che   certamente   creerà   un   precedente    per
  quest'Assemblea che ritengo, a mio avviso, gravissimo.
   Come  ha  appena letto l'onorevole Scilla, segretario di turno  in
  Aula, ieri si è proceduto alla verifica del numero legale richiesta
  da cinque deputati del Gruppo parlamentare cui appartengo.
   Il  Presidente che ieri presiedeva l'Assemblea, come lei legge dal
  verbale,   una  volta  verificato  che  la  presenza  era   di   40
  parlamentari  compreso il suo voto, perché è  conteggiato  in  modo
  automatico,  ha  stabilito che l'Assemblea era in numero  legale  e
  alla  mia  osservazione  che  non  poteva  assolutamente  dare  per
  scontato,  numericamente,  ed  anche  dal  verbale  che  agli  atti
  contiene  questo  documento, ha proceduto a continuare  nei  lavori
  dell'Assemblea.
   Non  ritengo  che  questo sia possibile, non  ritengo  che  questo
  Parlamento  debba  subire un atteggiamento  del  genere  senza  che
  nessuno intervenga nel merito. E come emerge dagli atti, lo ripeto,
  dato che si evince dalla lettura del verbale che ha appena fatto il
  segretario  d'Aula,  erano  presenti 40  deputati  ai  quali  si  è
  aggiunto il voto del Presidente pro tempore, e ad una verifica  dei
  40 e dal verbale risulta che il voto del Presidente era compreso in
  tal  numero e che nonostante ciò l'Assemblea ha proseguito nei suoi
  lavori.
   Cosa  significa questo precedente? Come ci dovremmo comportare  da
  questo  momento  in  avanti? Per quale motivo la Presidenza  voleva
  ripetere  la  votazione considerato che il voto  è  stato  più  che
  regolare ed è stato certificato dagli Uffici?
   Signor  Presidente,  mi  aiuti, quindi, a  capire  perché  qualora
  venisse  approvato da quest'Assemblea il verbale  della  seduta  n.
  193,  noi sanciremo da oggi un precedente gravissimo per ciò che  è
  successo  in  quest'Assemblea ne corso della stessa seduta  di  cui
  parlo.
   Spero  che  questo  modo  di procedere  non  sia  ripetuto  e  gli
  atteggiamenti  di  ieri,  forse  dettati  dalla  fretta,  e  da  un
  atteggiamento   vacanziero  da  parte  sia  della  Presidenza   che
  dell'Assemblea, venga meno perché al di là di tutto qui  le  regole
  stabilite   dal   Regolamento  interno  devono  essere   rispettate
  soprattutto da chi ha la responsabilità istituzionale di presiedere
  il Parlamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, come lei sa, ieri non ero  presente
  in  Aula, ma c'era il Presidente di turno. Da comunicazioni che  ho
  avuto  dagli Uffici  nella serata di ieri e nella giornata odierna,
  credo  che  alla fine la Presidenza abbia ben fatto  ad  annullare,
  sostanzialmente,  quella  votazione  e  a  chiedere   all'Aula   la
  possibilità di ripetere la votazione stessa.
   Poi,  tale  votazione, di fatto, non si è effettuata perché  credo
  che i richiedenti stessi abbiano soprasseduto a quella richiesta e,
  quindi,  nella  sostanza, comunque non c'è stata una turbativa  dei
  lavori  dell'Assemblea. Pertanto, fermo restando che l'auspicio  di
  questa Presidenza è che non si ripetano più episodi come quelli  di
  ieri,  credo che possiamo considerare chiuso l'incidente e  che  si
  possa approvare il verbale della seduta numero 193 di ieri.

   MANCUSO.  Esprimo  il  mio  voto  contrario  all'approvazione  del
  verbale della seduta numero 193.

   PRESIDENTE.   Con   il  voto  contrario  dell'onorevole   Mancuso,
  l'Assemblea approva il verbale della seduta numero 193.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Aricò,   Barbagallo,   Calanducci,  Agostino,  Donegani,   Falcone,
  Gennuso, Marinello, Mineo, Picciolo, Pogliese, Raia e Termine.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Assestamento  del  bilancio della Regione per l'anno  finanziario
  2010» (n. 594)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione   (Lombardo)  su  proposta  dell'Assessore  per  l'economia
  (Cimino) in data 5 agosto 2010

   «Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione  siciliana
  per l'esercizio finanziario 2009» (n. 595)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione   (Lombardo)  su  proposta  dell'Assessore  per  l'economia
  (Cimino) in data 5 agosto 2010

   «Gestione  e  vigilanza dei Parchi e delle Riserve  naturali»  (n.
  596)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente  (Di Mauro) in data 5 agosto 2010

   «Istituzione  del  sistema integrato dei servizi  sociali  per  la
  promozione  del  benessere delle persone, delle  famiglie  e  delle
  comunità nella Regione siciliana» (n. 597)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo)  su  proposta dell'Assessore  per  la  famiglia
  (Leanza) in data 5 agosto 2010

   «Politiche giovanili» (n. 598)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo)  su  proposta dell'Assessore  per  la  famiglia
  (Leanza) in data 5 agosto 2010

   «Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza»
  (n. 599)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo)  su  proposta dell'Assessore  per  la  famiglia
  (Leanza) in data 5 agosto 2010

   «Sistema educativo integrato per la prima infanzia» (n. 600)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo)  su  proposta dell'Assessore  per  la  famiglia
  (Leanza) in data 5 agosto 2010

   «Modifiche  alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 in  materia
  di credito d'imposta per l'occupazione» (n. 601)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli D'Asero,
  Lupo e Savona in data 5 agosto 2010

   «Norme  in materia previdenziale a tutela dei dipendenti regionali
  familiari di portatori di handicap - modifiche alla legge regionale
  15 maggio 2000, n. 10» (n. 602)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Formica,
  Oddo,  Ardizzone, Gucciardi, Ruggirello, Vitrano, Gennuso e  Leanza
  Edoardo in data 5 agosto 2010.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   Interventi in favore dei comuni della provincia di Palermo colpiti
  dalle  piogge  alluvionali tra l'autunno e l'inverno 2009/2010  (n.
  585)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 4 agosto 2010

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Norme per il riordino degli istituti regionali paritari (n. 591)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 4 agosto 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Minardo, in  data  5  agosto
  2010,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  563
   Norma   di  attuazione  della  dotazione  organica  della  Regione
  siciliana'.
   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota n. 697/10 del 9  luglio  2010,
  pervenuta  in data 2 agosto 2010, l'Arbitro Bancario Finanziario  -
  risoluzione  stragiudiziale controversie - Collegio di  Napoli,  ha
  sollevato  questione  di  legittimità costituzionale  relativamente
  all'articolo 19, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
  6.
             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  state  approvate  le   seguenti
  risoluzioni:

   -  dalla Commissione legislativa  Cultura, formazione, lavoro' (V)
  nella seduta n. 146 del 4 agosto 2010 la risoluzione n. 6/V  Azioni
  volte alla soluzione della vertenza Keller';

   - dalla Commissione legislativa  Ambiente e territorio' (IV) nella
  seduta  n. 119 del 4 agosto 2010 la risoluzione n. 1/IV  Azioni  da
  adottare  per preservare l'integrità del territorio e del paesaggio
  della città di Siracusa'.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   SCILLA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la chiesa madre di Lentini, in provincia di Siracusa, intitolata a
  Santa Maria la Cava e a S. Alfio, già basilica e sede vescovile, ha
  subìto  gravissimi  danni  in seguito al  terremoto  del  13  e  16
  dicembre del 1990, che ha colpito la Sicilia sud-orientale;

   in  data  31 dicembre 1991, è stata approvata la legge n. 433  del
  1991  che,  fra l'altro, stanziava significativi finanziamenti  per
  consolidare e/o ristrutturare tutti gli immobili colpiti  da  detto
  evento calamitoso;

   la  sopra  citata  chiesa è stata inserita  tra  gli  immobili  di
  rilevante pregio artistico ed architettonico;

   in  seguito alle varie rimodulazioni che si sono susseguite  negli
  anni,  sono  ancora  disponibili le  somme  necessarie  per  potere
  consolidare e ristrutturare l'edificio religioso di cui sopra;

   preso atto che:

   di  conseguenza, essendo stato eseguito un progetto  stralcio,  la
  chiesa madre di Lentini è stata consegnata alla curia arcivescovile
  di Siracusa ancora non ultimata;

   il  progetto  originariamente prevedeva un impegno finanziario  di
  lire 1.800.000.000;

   di  detto  progetto  è  stato finanziato,  come  detto,  un  primo
  stralcio, utilizzato per i lavori di consolidamento, per un importo
  a  base d'asta di circa 800.000.000 di lire, e di questi sono stati
  effettivamente spesi, a seguito di ribasso, 517.000.000 di lire;

   per   la  parte  non  eseguita  del  progetto  iniziale  è   stato
  successivamente  richiesto  uno stralcio  delle  priorità,  tenendo
  conto  di una disponibilità di euro 500.000,00, così come si evince
  dall'ultimo piano di rimodulazione dei fondi della legge 433/91;

   considerato che:

   la  comunità di Lentini, da anni, giustamente, reclama l'immediata
  riapertura  della chiesa madre, ancora oggi puntellata  e  non  del
  tutto agibile, a causa della collocazione di reti di protezione dei
  soffitti pericolanti per possibile distacco degli stucchi  e  delle
  cornici in gesso;

   la  sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali della provincia
  di  Siracusa, con prot. n. 2946/80P, ha fatto pervenire,  tanto  al
  dipartimento  regionale della Protezione civile di Palermo,  quanto
  al  servizio  regionale  di Protezione civile  della  provincia  di
  Siracusa,   uno   stralcio   funzionale   del   progetto   per   il
  consolidamento  ed  il restauro degli stucchi e  delle  cornici  in
  gesso  interni alla chiesa madre, così come ripetutamente richiesti
  dal dipartimento regionale di Protezione civile;

   tale progetto, dell'importo complessivo di euro 986.435,42, di cui
  811.409,85 per l'esecuzione di lavori, ed euro 175.025,57 per somme
  a disposizione, è immediatamente esecutivo;

   accertato che:

   il  direttore  generale  della Protezione civile,  ing.  Salvatore
  Cocina, con proprio d.d.g. n.1778 del 22 dicembre 2009, firmava  il
  decreto  di  finanziamento per i lavori di recupero e conservazione
  della  chiesa  madre  di  Lentini,  per  un  importo  pari  a  euro
  1.025.000,00, impegnandoli sul cap. 516007;

   la Ragioneria generale della Presidenza, con proprio provvedimento
  n. 581 del 30/12/2009, restituiva, non registrato, il provvedimento
  de  quo  con i relativi allegati, pregando di provvedere in  merito
  alle osservazioni esposte;

   in  seguito  alla mancata registrazione, con DDG n. 117  il  nuovo
  direttore  generale  della  Protezione  civile  firmava,  in   data
  30/03/2010, per identico importo, un nuovo decreto di finanziamento
  dei lavori;

   detto  decreto  veniva registrato dalla Ragioneria generale  della
  Presidenza  con  proprio provvedimento n. 02  cap.  516007  del  13
  aprile 2010;

   visto  che già con precedenti interrogazioni (n. 155 del 2 ottobre
  2008  e  n.  1116  del  23  marzo 2010) era  stata  sollevata,  dal
  sottoscritto  interrogante, la necessità di procedere all'immediata
  attivazione di tutti i provvedimenti atti a finanziare i lavori  di
  consolidamento e di restauro della chiesa madre di Lentini;

   considerato infine che il decreto di finanziamento è stato firmato
  da  oltre 3 mesi e che, nonostante sia passato tutto questo  tempo,
  non  sono  ancora iniziate le procedure per la gara di appalto  dei
  lavori;

   per sapere:

   quali  siano  state le motivazioni che, ad oggi,  dopo  oltre  100
  giorni,  abbiano impedito di attivare le procedure di gara  per  il
  consolidamento e il restauro della chiesa madre di Lentini;

   se  non  ritenga necessario e non più procrastinabile  intervenire
  nei  confronti del direttore generale, nei limiti consentiti  dalla
  legge, per chiedere l'immediata attivazione della gara de qua, onde
  impedire che, a causa anche della vetustà delle impalcature,  possa
  accadere una disgrazia all'interno della chiesa;

   se  non  ritenga,  con l'urgenza del caso, di  attivare  tutte  le
  procedure idonee per consentire la riapertura della chiesa e la sua
  fruizione  totale tanto ai devoti, quanto a tutti quei turisti  che
  si  recano  a Lentini per ammirare uno degli edifici religiosi  più
  significativi  della provincia di Siracusa, non solo perché  legato
  al  culto  di  S.  Alfio,  ma  anche perché  già  basilica  e  sede
  vescovile». (1319)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità siciliana e all'Assessore per la famiglia, le  politiche
  sociali e il lavoro, premesso che:

   con  d.a.  del 7 aprile 2000, pubblicato sulla GURS del 14  aprile
  2000,  l'Assessore  per  i beni culturali  pro  tempore  bandì  una
  selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 267  (ridotti
  a  260  con d.a. del 27 settembre 2001) operatori tecnici del ruolo
  tecnico  dei beni culturali di cui alla tabella A della l.r.  8/99.
  Di  questi,  n.  132  erano operatori tecnici distributori,  n.  41
  operatori  tecnici  di  restauro  e  n.  87  operatori  addetti  al
  laboratorio;

   con  successiva comunicazione del 27 settembre 2001 n.  21471,  lo
  stesso Assessore comunicava che le unità lavorative potevano essere
  selezionate  anche tra gli iscritti nelle qualifiche corrispondenti
  o  analoghe a quelle contemplate dal prontuario ministeriale  delle
  qualifiche di iscrizione alla SCICA;

   a  tal  proposito,  la commissione regionale  per  l'impiego,  con
  delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001, chiarì che sarebbero state
  considerate  valide,  per  l'accesso  alle  selezioni,   anche   le
  qualifiche equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;

   alla  luce  di quanto sopra, i partecipanti al bando  de  quo,  in
  possesso  di  tali  requisiti equipollenti,  presentarono  regolari
  domande allegando i titoli in oggetto, domande che furono giudicate
  regolari dagli organi preposti al controllo delle medesime domande;

   considerato che:

   con nota del 9 agosto 2005, il centro per l'impiego di Siracusa ha
  comunicato,  a  coloro che avevano presentato  le  domande  con  le
  qualifiche  equipollenti, la mancanza dei  titoli  richiesti  dalla
  nota assessoriale n. 21471 del 27 aprile 2001, abrogando, di fatto,
  la propria precedente delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001;

   con nota del 5 ottobre 2005, n. 25245, il centro per l'impiego  di
  Siracusa  comunicava  la  cancellazione dalla  graduatoria  di  cui
  sopra, di tutti coloro che avevano presentato domande basandosi  su
  quanto stabilito dalla delibera n. 180/01, affermando che '(...) ad
  oggi  non  è  pervenuto nessun atto a giustificazione del  possesso
  della qualifica richiesta';

   visto che:

   alcuni  degli  esclusi  dal  concorso hanno  depositato,  in  data
  29/11/2005,  ricorso  presso il Tribunale amministrativo  regionale
  (TAR)  avverso la cancellazione dalla graduatoria del  concorso  di
  cui sopra;

   con  ordinanza n. 1399/2005 il TAR ha accolto le istanze cautelari
  proposte  dai ricorrenti, ai fini dell'ammissione con riserva  alla
  selezione;

   con  sentenza n. 952 del 18 giugno 2008 lo stesso TAR ha  accolto,
  in  maniera definitiva, i ricorsi degli esclusi dalla selezione  de
  qua,  intimando la loro immediata reintroduzione nella  graduatoria
  finale del bando;

   nella  sentenza,  tra  l'altro, si legge che  '(...)  non  è  dato
  comprendere,  né  da  un  punto di vista formale,  né  da  ben  più
  probante piano sostanziale, quali siano le differenze tali  da  non
  consentire  l'ammissione  del  ricorrente  a  tale  selezione   con
  specifico riferimento ai profili professionali di Operatore tecnico
  distributore';

   tenuto  conto che alla data odierna, l'Assessorato regionale  Beni
  culturali  non  ha  ancora provveduto ad attuare  quanto  stabilito
  dalla  sentenza  del TAR n. 952 del 18 giugno 2008, escludendo,  di
  fatto, i vincitori del ricorso al loro sacrosanto diritto al  posto
  di lavoro;

   per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile applicare
  quanto stabilito dalla sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno  2008,
  inserendo  i  vincitori del ricorso nella graduatoria finale  della
  selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 260 operatori
  tecnici  del ruolo tecnico dei beni culturali e ambientali  di  cui
  alla tabella A della l.r. 8/99, procedendo immediatamente alla loro
  assunzione nei ruoli della Regione». (1320)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  decisione  dei dirigenti aziendali di FIAT ha  penalizzato  in
  modo  grave  la  Sicilia in quanto è stata determinata  la  volontà
  della  definitiva  chiusura dello stabilimento di  Termini  Imerese
  (PA);

   la  decisione  dei  vertici aziendali,  oltre  a  pregiudicare  il
  diritto  al  lavoro  dei  dipendenti dello stabilimento  siciliano,
  penalizza anche lo sviluppo industriale dell'Isola;

   la  FIAT nel tempo ha avuto e ricevuto numerosi sostegni, anche di
  natura finanziaria, dalla Regione siciliana;

   considerato che:

   la  definitiva chiusura dello stabilimento compromette  il  futuro
  occupazionale degli attuali dipendenti di Termini Imerese nonché lo
  sviluppo economico ed industriale siciliano;

   per  la  soluzione  per  lo stabilimento,  si  è  appreso  di  una
  sottoscrizione  di  un protocollo d'intesa con l'imprenditore  Gian
  Mario  Rossignolo il cui progetto è stato valutato,  positivamente,
  dall'Invitalia    quale    advisor   incaricato    dal    Ministero
  dell'economia, per la valutazione delle proposte sullo stabilimento
  di Termini Imerese;

   tale   scelta   appare   inidonea  in   quanto   vi   sono   dubbi
  sull'affidabilità   dell'impresa   Rossignolo.   Sarebbe,   emerso,
  infatti, che alcuni progetti per lo sviluppo economico del predetto
  imprenditore  nella  Regione  Calabria  ed  altri  quali  Delfai  e
  Pininfarina,  si  sono  rilevati  dannosi  per  gli  enti  pubblici
  coinvolti.  Inoltre,  la scelta del progetto di  Rossignolo  appare
  preoccupante  atteso che il suo braccio destro', Malvino,  è  stato
  coinvolto in alcune vicende giudiziarie in Calabria;

   tale situazione non offre garanzie di solidità e affidabilità;

   ritenuto che:

   vi  è il rischio che le già precarie condizioni dello stabilimento
  FIAT di Termini Imerese potrebbero ulteriormente aggravarsi con  la
  scelta del progetto avanzato dall'imprenditore Rossignolo;

   gli   interventi  finanziari  pubblici  finalizzati  al   predetto
  progetto  potrebbero rilevarsi rischiosi sia per  il  futuro  dello
  stabilimento di Termini Imerese sia per il futuro occupazionale  ed
  economico  in  generale poiché vi può essere il  timore  della  non
  affidabilità  di  Rossignolo  e  delle  ripercussioni  negative  di
  un'eventuale operazione fallimentare come le precedenti;

   per sapere:

   i  criteri in base ai quali abbia individuato il progetto proposto
  dall'imprenditore  Gian Mario Rossignolo, in  merito  alla  vicenda
  dello stabilimento FIAT di Termini Imerese;

   nel  dettaglio  i contenuti dell'operazione e la garanzie  che  lo
  stabilimento  FIAT di Termini Imerese non subirà  ripercussioni  in
  negativo. (1321)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e per la funzione pubblica, premesso che:

   con  la legge regionale n. 10 del 15 maggio 2000 è stata istituita
  l'Aran  Sicilia,  Agenzia  per  la rappresentanza  negoziale  della
  Regione siciliana;

   l'Aran  Sicilia  è  l'organismo  tecnico,  dotato  di  personalità
  giuridica   di  diritto  pubblico  e  di  autonomia  organizzativa,
  gestionale  e  contabile, preposto alla negoziazione  nel  pubblico
  impiego  in  Sicilia. Ha il compito di rappresentare legalmente  la
  pubblica  amministrazione  in  sede  di  contrattazione  collettiva
  regionale   e   pertanto  svolge  ogni  attività  necessaria   alla
  definizione dei contratti collettivi del personale dipendente dalla
  Regione  e dagli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza
  e controllo della Regione;

   tenuto  conto  che  per  la sua attività l'Aran  si  avvale  delle
  risorse derivanti da contributi posti a carico dell'amministrazione
  regionale.  Il  comitato  direttivo  dell'Agenzia  è  nominato  dal
  Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale, e
  gode  del  trattamento  economico previsto  per  i  componenti  del
  comitato direttivo dell'Aran nazionale, dimezzato del 50 per cento;

   considerato  che  l'Aran  si è rilevato  organismo  eccessivamente
  oneroso   in   relazione  alle  funzioni  svolte;  dette   funzioni
  potrebbero  essere  assicurate con il supporto dell'Aran  nazionale
  dopo  avere stipulato con la stessa apposita convenzione.  Inoltre,
  il  personale  potrebbe  essere  assegnato  in  un'area  'Relazioni
  sindacali'  creato presso il dipartimento regionale della  funzione
  pubblica e del personale;

   per  sapere se, in un momento, come quello attuale, di tagli  alle
  spese  giudicate superflue da parte dell'amministrazione  pubblica,
  non   ritengano  improcrastinabile  e  necessario  provvedere  alla
  soppressione  dell'Aran  Sicilia, organismo  oneroso  e  facilmente
  sostituibile,  ottenendo un risparmio delle spese che  gravano  sul
  bilancio della Regione. (1322)

                                       (L'interrogante   chiede    lo
  svolgimento con urgenza)

                                                    GRECO-ADAMO-MINEO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   da  tempo  si sono aggravate le già precarie condizioni  igienico-
  sanitarie  dell'ospedale G.F. Ingrassia di Palermo e ciò  anche  in
  considerazione dell'arrivo della stagione estiva;

   all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che
  rendono   impraticabile   il   normale  svolgimento   dell'attività
  sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di
  infezioni,  pattuglie di cani abbandonati ed alla ricerca  di  cibo
  circolano  nel  parco  dell'ospedale con  grave  pericolo  per  gli
  utenti;

   rilevato  che da tempo si sono levate vibrate proteste di  parenti
  dei  pazienti  ricoverati finalizzate sia  ad  una  disinfestazione
  generale  e  periodica del nosocomio per migliorarne la  condizione
  sanitaria  sia ad un allertamento degli enti preposti  affinché  il
  parco  sia  liberato dalle decine di cani randagi che dello  stesso
  hanno fatto il loro territorio;

   considerato  che  fronteggiare la crisi della  sanità  in  Sicilia
  presuppone prioritariamente anche attività che puntino a tutelare i
  pazienti ponendo fine alle condizioni di degrado igienico sanitarie
  in cui versano molte strutture sanitarie dell'Isola;

   per  sapere se siano a conoscenza della grave situazione  sin  qui
  delineata  e,  ove  così  non fosse, se  non  ritengano  necessario
  predispone  una  ispezione  presso  il  nosocomio  in  oggetto  per
  verificare quanto esposto». (1323)

  CAMPAGNA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   con decreti del Presidente della Regione del 19 gennaio 2010 sulla
  base  delle  deliberazioni della Giunta regionale del  29  dicembre
  2009,  del 14 e 15 gennaio 2010 sono stati conferiti nove incarichi
  di   dirigente  generale  a  soggetti  esterni  all'amministrazione
  regionale,  segnatamente  al  cons.  Palma,  al  dottor  Vernuccio,
  all'avvocato  Interlandi, al professore Lo Nigro,  alla  dottoressa
  Monterosso,  al dottore Barbagallo, al dottore Spanna,  al  dottore
  Guizzardi, al dottore Zappia;

   dal  primo momento, subito dopo le deliberazioni della Giunta  del
  29  dicembre  2009, sulla base delle informazioni pubblicate  dalla
  stampa  regionale,  è apparsa a tutti evidente l'illegittimità  del
  procedimento e sono emersi dubbi sul possesso dei requisiti  minimi
  da parte dei nominati;

   sebbene il problema fosse evidente, la vicenda è stata trattata in
  Giunta  in  almeno cinque sedute nel corso del primo  semestre  del
  2010  (come  emerge  chiaramente dalla  lettura  dell'elenco  delle
  delibere sul sito della segreteria di Giunta), dando corso  ad  una
  'telenovela' sulla stampa regionale che ha anche suscitato  qualche
  facile  ironia ma che, certamente, ha determinato grande incertezza
  nell'apparato amministravo della Regione;

   per cercare una soluzione, la Giunta ha coinvolto nell'esame della
  problematica    anche   una   commissione   di   'saggi'    interni
  all'amministrazione,   che   invero   avrebbe   reso    valutazioni
  contrastanti tra gennaio e giugno, oltre ad un illustre  professore
  universitario;

   in questo periodo, anche se pubblicamente messi in discussione,  i
  dirigenti  generali esterni hanno svolto le funzioni  di  direzione
  dei  dipartimenti sulla base dei decreti di nomina  del  Presidente
  della Regione, in carenza del previsto contratto individuale;

   infine,  dopo  questo lungo lavorio, il 24 giugno 2010  la  Giunta
  regionale ha preso parzialmente atto della realtà delle cose ed  ha
  deliberato di 'ritirare' i provvedimenti di nomina della dottoressa
  Monterosso, del dottore Zappia, dell'avv. Interlandi e  del  dottor
  Vernuccio, poiché gli stessi non avrebbero avuto i requisiti minimi
  previsti  dalla legge per svolgere l'incarico e, nel caso dell'avv.
  Interlandi  e  del  dottor Vernuccio, sarebbero  addirittura  stati
  incompatibili con la funzione, in base a quanto disposto  dall'art.
  53 del d.lgs. n. 165/2001;

   considerato che:

   le  suddette  nomine risultano illegittime stante che  sono  state
  conferite  in  violazione  dell'art.  19,  comma  6,  del   decreto
  legislativo  n. 165/2001 (come modificato dall'art. 40 del  decreto
  legislativo  n.  150/2009) il quale dispone, in  particolare,  che:
  '(...)   Tali   incarichi  sono  conferiti,  fornendone   esplicita
  motivazione,  a  persone di particolare e comprovata qualificazione
  professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione,  che
  abbiano  svolto  attività in organismi ed enti pubblici  o  privati
  ovvero  aziende  pubbliche o private con esperienza  acquisita  per
  almeno  un  quinquennio  in funzioni dirigenziali,  o  che  abbiano
  conseguito    una   particolare   specializzazione   professionale,
  culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e
  post-universitaria,  da pubblicazioni scientifiche  e  da  concrete
  esperienze  di  lavoro  maturate per almeno un  quinquennio,  anche
  presso   amministrazioni   statali,   ivi   comprese   quelle   che
  conferiscono  gli incarichi, in posizioni funzionali  previste  per
  l'accesso  alla  dirigenza,  o  che provengano  dai  settori  della
  ricerca,  della  docenza universitaria, delle  magistrature  e  dei
  ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato';

   le    nomine   risultano   illegittime,   altresì,   in    quanto,
  contrariamente  al disposto dell'art. 11, comma 4,  della  l.r.  n.
  20/2003  il  quale  statuisce che: '(...) L'incarico  di  dirigente
  generale  è  conferito, con decreto del Presidente  della  Regione,
  previa  delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
  competente'; i provvedimenti sono stati adottati, in mancanza della
  proposta  dell'Assessore competente, dal Presidente  della  Regione
  che  ha  avocato  a  sé  il  compito  di  procedere  alle  suddette
  proposte';

   l'illegittimità risulta ancor più evidente ove si constati che  il
  Presidente della Regione ha avocato a sé il potere di formulare  la
  proposta  in  ordine  ai  soggetti  cui  conferire  l'incarico   di
  dirigenti generali in ragione della '(...) mancanza, in atto, della
  preposizione   degli  Assessori  regionali  ai  singoli   rami   di
  amministrazione,  secondo l'assetto istituzionale  derivante  dagli
  articoli  4  e 8 della richiamata legge regionale n. 19/2008',  pur
  essendo in carica alcuni degli Assessori;

   lo stesso potere di avocazione è stato esercitato illegittimamente
  in  quanto,  contrariamente al disposto dall'art. 2, comma  2,  del
  testo  unico sull'ordinamento del Governo regionale (DPRS n. 70/79)
  -  il  quale  statuisce che '(...) anche al fine di  assicurare  la
  tempestività   dell'azione  amministrativa,  il  Presidente   della
  Regione  può avocare la trattazione di materie o di singoli  affari
  di  competenza assessoriale, emettendo, previa la deliberazione  di
  Giunta  Regionale,  i  relativi  provvedimenti  finali,  che,   ove
  comportino spesa, sono imputati agli appositi capitoli di bilancio'
  -,  nel  caso di specie nessuna previa deliberazione di  Giunta  ha
  autorizzato  il  Presidente della Regione ad  esercitare  i  poteri
  riservati dalla legge alla competenza assessoriale;

   il   sopra  richiamato  articolo  2,  comma  2,  del  testo  unico
  sull'ordinamento  del  Governo e dell'Amministrazione  regionale  è
  stato, inoltre, erroneamente richiamato in queste ed altre vicende,
  poiché esso riguarda chiaramente la sostituzione dell'Assessore per
  provvedimenti  di  competenza  assessoriale  -  tra  l'altro,   con
  evidenza,  la  norma si riferisce alla situazione antecedente  alla
  legge  regionale n. 10/2000, quando i provvedimenti  erano  firmati
  esclusivamente   dall'Assessore  -  e   non   il   subentro   nella
  partecipazione   dell'Assessore,  con  prerogative   proprie,   nel
  procedimento  complesso  di nomina dei dirigenti  generali  che  si
  conclude, peraltro, con un decreto presidenziale;

   l'articolo  11,  comma  4, della l.r. n.  20/2003  riconosce  alla
  proposta dell'Assessore, quale presupposto indefettibile, un valore
  vincolante,  al  fine  di  garantire  la  coesione  tra  l'apparato
  burocratico (dirigente generale) e il vertice politico preposto  al
  ramo dell'Amministrazione;

   di  conseguenza,  il Presidente della Regione ha  illegittimamente
  esercitato le competenze riservate agli Assessori preposti al  ramo
  competente  al  solo  fine  di  appropriarsi  di  tutti  i  vertici
  amministrativi  con l'esclusiva logica dell'occupazione di tutti  i
  posti di potere;

   per  ammissione stessa del Governo regionale, i dirigenti generali
  oggetto  del  provvedimento di 'ritiro' hanno  esercitato  funzioni
  pubbliche  in  carenza  dei requisiti e  senza  che  vi  fosse  una
  legittima  investitura e venisse sottoscritto il contratto  con  la
  p.a.;

   i  quattro dirigenti generali rimossi possono avviare procedura di
  rivalsa  nei  confronti  dell'amministrazione  regionale   per   il
  riconoscimento  economico  del  lavoro  svolto  e   delle   proprie
  aspettative  almeno  per la durata minima del contratto  'promesso'
  (due anni), con potenziale danno alle casse regionali;

   ritenuto che:

   l'articolo  21  septies delle legge n. 241/1990, introdotto  dalla
  legge  n.  15/2005,  il  quale  dispone  che  '(...)  è  nullo   il
  provvedimento amministrativo che manca degli elementi  essenziali',
  fa  venir  meno le ipotesi del cosiddetto 'funzionario  di  fatto',
  tale  per  una  investitura  esistente ma  viziata,  in  quanto  la
  caducazione con effetto retroattivo del titulus fa venire meno  uno
  degli   elementi   essenziali   del  provvedimento   amministrativo
  (consequenziale)  emanato, ossia l'imputabilità degli  effetti  del
  provvedimento all'amministrazione pubblica volontà);

   gli  atti  adottati dai dirigenti esterni la cui  nomina  è  stata
  annullata ex tunc si risolve non in una illegittimità, bensì in una
  autonoma  invalidità in quanto l'assenza di investitura  ovvero  il
  titolo  per cui la volontà dell'agente diventa volontà dell'ufficio
  impedisce   la  configurabilità  del  rapporto  di  immedesimazione
  organica,  che  permette di imputare gli atti della persona  fisica
  all'ente;

   il  caso  di specie (rapporto di pubblico impiego privatizzato  ex
  art.  36  d.lgs.  n. 165/2001) è sussumibile nella  fattispecie  in
  merito  alla  quale  il Consiglio di Stato, nell'Adunanza  plenaria
  1/1992,  ha disposto che '(...) nel caso in cui un soggetto  assume
  un  rapporto di pubblico impiego sulla base di atti o comportamenti
  diversi da quelli presi in considerazione dalla legge, non  può  il
  giudice 'accertare un rapporto che non è sorto'';

   l'articolo  21  septies della legge n. 241/1990 non lascia  alcuna
  possibilità di sostenere che gli atti emanati dai dirigenti esterni
  per  mancanza  dei  requisiti ed in situazioni  di  incompatibilità
  siano  affetti  da invalidità derivata ad effetto viziante,  quanto
  piuttosto   nulli  per  carenza  degli  elementi   essenziali   con
  conseguente improduttività di effetti;

   pertanto,  in eventuali futuri contenziosi su atti finali  firmati
  dai dirigenti generali esterni rimossi, l'amministrazione regionale
  potrebbe  facilmente  trovarsi  di fronte  alla  dichiarazione  del
  giudice  di  nullità  degli stessi atti per  le  motivazioni  sopra
  accennate;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state intraprese per neutralizzare i danni
  conseguenti  alla nullità dei provvedimenti adottati dai  dirigenti
  generali rimossi;

   come  intendano comportarsi per quanto riguarda il pagamento degli
  emolumenti spettanti ai quattro dirigenti generali per i quali si è
  proceduto  al 'ritiro' dei provvedimenti di nomina, e come  intenda
  procedere  per evitare il potenziale danno alle casse  regionali  a
  seguito del paventato contenzioso». (1324)

                                MANCUSO-LEONTINI-CORONA-LIMOLI- BOSCO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   da  quanto si apprende dai mass media, le società a partecipazione
  regionale  ad  oggi  vivono  una stagione  del  tutto  'innovativa'
  ovvero,  oltre  ad essere presiedute da consigli di amministrazione
  che  sistematicamente  sono composti da stretti  collaboratori  del
  Presidente  della  Regione,  le  stesse  società  sono  fucine   di
  consulenze  che  gravano  sul bilancio della  Regione  per  diversi
  milioni di euro;

   in un periodo ormai abbastanza lungo in cui l'economia regionale è
  soffocata  e  dalla  crisi internazionale  e  dall'immobilismo  del
  Governo,  sembra  paradossale  impiegare  risorse  per  compiti   e
  funzioni  che possono essere tranquillamente assolti dal  personale
  regionale;

   tra   le   varie  società  regionali,  Sicilia  e-Servizi   si   è
  contraddistinta  per un metodo 'impeccabile' di riconoscimento  del
  merito  politico  affidando consulenze per oltre 400  mila  euro  a
  personaggi più o meno noti;

   considerato che:

   tra i propositi tanto sbandierati dal Presidente della Regione  vi
  era  in  particolare  quello di abbattere e  sconfiggere  le  spese
  superflue  e  clientelari  e  che  lo  stesso  è  stato  ovviamente
  disatteso  come  gran parte dei propositi e degli annunci  sin  qui
  resi;

   le  consulenze  andrebbero  ricercate e  affidate  solo  quando  è
  davvero indispensabile e dunque impossibile trovare una determinata
  professionalità all'interno dell'organico regionale;

   il  know  how  aziendale  di Sicilia e-Servizi,  realizzato  dalla
  precedente amministrazione regionale, è d'indiscusso valore  a  tal
  punto   da   essere   l'unica  superstite  delle   società   votate
  all'informatizzazione  della pubblica amministrazione  regionale  e
  che appare strano che anche all'interno della società stessa non vi
  siano  persone  in  grado  di soddisfare i  fabbisogni  affidati  a
  consulenti esterni;

   ripercorrendo la mappa degli incarichi conferiti nel solo 2010,  è
  impossibile  non  evidenziare  la  reale  pochezza  del  lavoro  da
  svolgere  e  come  tale il presupposto su descritto  è  ancora  più
  valido;

   una  politica  riformatrice dettata alla rivalsa  dell'identità  e
  dell'autonomia   non  può  certo  vantarsi  di  amministrare   bene
  generando questi atti;

   è  compito del Governo assicurare e valorizzare le professionalità
  piuttosto  che mortificarle con la nomina di consulenti che  spesso
  hanno come unico scopo quello di sostituire in un determinato ruolo
  il dipendente;

   per sapere:

   se  la  società Sicilia e-Servizi continui a operare con  assoluta
  prevalenza di personale 'affittato' dai soci privati a tariffe  che
  vanno da 470 a 1030 euro al giorno e conseguente aggravio dei costi
  a carico dell'amministrazione regionale;

   quali  siano le ragioni per cui il Governo a tutt'oggi  avalli  la
  scelta del ricorso a consulenti esterni all'amministrazione;

   se  non  reputino  inadeguato  in questo  periodo  di  congiuntura
  economica  lo  sperpero di denaro pubblico che spesso si  configura
  come danno erariale;

   se   non  reputino  opportuno  rivedere  l'intera  politica  delle
  consulenze  assicurando trasparenza negli incarichi e  ponendo  gli
  stessi  in  un  'gradino di scelta' calpestabile solo  in  casi  di
  assoluta e motivata necessità;

   se non ritengano improcrastinabile revocare i vertici di Sicilia e-
  Servizi  che,  di fatto, hanno prodotto e continuano  a  perpetuare
  spreco   di   denaro  pubblico,  e  che  ciò  oggi  è  ancora   più
  insopportabile  in  ragione dell'oggettiva e gravissima  difficoltà
  economica in cui vive la Regione. Tanto più in virtù del fatto  che
  l'amministratore  delegato di quella società  si  trova  in  palese
  situazione di conflitto d'interessi, essendo dipendente  del  socio
  privato, poiché nel bando di gara era espressamente previsto che la
  figura  di  a.d.  è  di spettanza del socio pubblico,  che  avrebbe
  potuto  utilizzare, dunque, per meglio essere rappresentato, propri
  dirigenti o soggetti di fiducia dell'amministrazione regionale;

   se   non   ritengano   infine  di  dovere  disporre   un'inchiesta
  amministrativa,  al fine di verificare se quanto  pagato  al  socio
  privato,  nella qualità di affidatario del contratto  di  servizio,
  sia  stato realizzato e già collaudato, così da stabilire di  quali
  progetti  concreti  trattasi e se questi siano già  fruibili  dalla
  pubblica  amministrazione  regionale e  dai  cittadini  siciliani».
  (1325)

                                                        CORDARO-MAIRA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la  società ATO AG 1 SO.GE.I.R. s.p.a. di Sciacca (AG) gestisce la
  discarica  pubblica  per  17 comuni in contrada  Saraceno/Salinella
  presso il comune di Sciacca (AG);

   da  mesi  è  in  corso  da parte di deputati  nazionali,  tra  cui
  l'onorevole  Giuseppe  Marinello,  deputato  nazionale   PDL,   una
  attività ispettiva avente per oggetto le modalità gestionali  poste
  in essere dalla SO.GE.I.R. s.p.a. ATO AG 1;

   detta  iniziativa si contraddistingue palesemente per il tentativo
  di  sollevare  interrogativi circa la legittimità  operativa  della
  società nonché per allarmare l'opinione pubblica circa i rischi per
  la salute e l'ambiente derivanti dalla gestione;

   conseguentemente all'iniziativa parlamentare, sono  state  avviate
  azioni  dal  comando dei carabinieri di Palermo sia  da  parte  del
  nucleo  operativo  ecologico che dai Nas  e  di  altri  enti  vari,
  preposti  all'attività  di  controllo  e  alle  relative  procedure
  autorizzative della discarica pubblica de qua, il cui esito è stato
  sempre positivo;

   le   società  BONO-SAP  ATI,  che  gestivano  prima  dell'ATO  AG1
  SO.GE.I.R.  s.p.a. la discarica sita nel comune di  Sciacca,  hanno
  altresì  richiesto al sindaco del comune e all'Assessore  regionale
  per  l'energia di mettere in atto misure di controllo sull'attività
  svolta  in  materia  di  rifiuti  a partire  dalla  gestione  della
  discarica e delle opere connesse;

   considerato che:

   il  Presidente  dell'ATO AG 1 SO.GE.I.R. s.p.a., dottore  Vincenzo
  Marinello, ha formulato, nei mesi scorsi, una dettagliata relazione
  tecnica,  controfirmata  dal responsabile  settore  rifiuti  e  dal
  direttore tecnico, nella quale sono enunciati e motivati nel merito
  tutti  gli aspetti sollevati dall'interrogazione dell'on.  Giuseppe
  Marinello, deputato nazionale del PDL;

   ritenuto  che  le  azioni compiute sinora  tese  ad  accertare  la
  conformità  di esercizio della discarica pubblica hanno avuto  come
  esito la dimostrazione del corretto funzionamento degli impianti  e
  della gestione da parte dell'ATO AG 1 SO.GE.I.R. s.p.a.;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno accertare la corretta gestione da parte
  della  SO.GE.I.R. s.p.a. della discarica  pubblica sita in contrada
  Saraceno/Salinella nel comune di Sciacca e in tal modo porre fine a
  strumentali iniziative tese a delegittimare l'operato del  soggetto
  pubblico gestore;

   se  non ritengano opportuno, nell'ambito delle proprie competenze,
  adottare  idonee  misure  allo scopo di verificare  l'esistenza  di
  manovre tese ad agevolare interessi di altri soggetti privati nella
  gestione della discarica». (1326)

       CRACOLICI-DIGIACOMO-MARZIANO-PANARELLO-DE BENEDICTIS-PICCIOLO-
  FARAONE-RAIA-MATTARELLA-APPRENDI-BARBAGALLO-LACCOTO-CORDARO-ARICO'-
   DI BENEDETTO-MARROCCO-MUSOTTO- FERRARA-DE LUCA-CASCIO S.-AMMATUNA-
                          RUGGIRELLO-DONEGANI -ADAMO-TERMINE-CATALANO

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   l'istituto educativo per audiofonolesi di Marsala (TP),  unico  in
  ambito  regionale,  è  una istituzione educativa  che  accoglie  ed
  assiste  ragazzi con deficit uditivo di diversa gravità  e  ragazzi
  affetti  da  problemi di linguaggio, talvolta associati a  problemi
  relativi alla sfera cognitiva o affettivo-relazionale;

   si  tratta  di una struttura impegnata a favorire il  processo  di
  integrazione  scolastica ai propri iscritti che vanno  dai  tre  ai
  diciotto anni, provenienti dalla provincia di Trapani e da tutte le
  altre province della Regione;

   l'utenza  dell'istituto è di 75 ragazzi suddivisi  in  classi  che
  vanno  dalla  scuola materna alla scuola secondaria superiore.  Gli
  educatori seguono, orientano, indirizzano ed assistono gli  allievi
  in  convitto e semiconvitto in ogni attività programmata, curandone
  in  modo  particolare gli aspetti formativi ed educativi e  mirando
  all'arricchimento culturale di ciascun educando;

   l'istituto  non si limita al ricovero e all'assistenza dei  sordi,
  trattandosi,   infatti,  di  un  vero  e  proprio   centro   socio-
  psicopedagogico-sanitario   utile  alla   crescita   culturale   ed
  educativa,   nonché  al  recupero  di  capacità   psico-fisiche   e
  relazionali  miranti ad un'adeguata integrazione  nel  sociale  del
  ragazzo con difficoltà;

   nell'anno in corso, all'interno della struttura convittuale, si  è
  aperto   il   centro  provinciale  multifunzionale   per   minorati
  dell'udito  e della parola il quale offre alla comunità  dei  sordi
  della  provincia  di Trapani numerosi servizi, quali  lo  sportello
  informativo, consulenze psicologiche, legali ed audiologiche;

   considerato che:

   nel   2009,  la  Regione  ha  stanziato  80  mila  euro   per   il
  funzionamento  dell'istituto,  ma  con  decreto  presidenziale   18
  novembre  2009 recante 'Limitazione agli impegni di spesa ai  sensi
  dell'art. 4, comma 2 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6' la
  somma  è stata dimezzata, divenendo, pertanto, inferiore alla somma
  di 45 mila euro appostata nel bilancio 2008;

   per  il 2010, il bilancio regionale ha previsto una spesa di  soli
  18  mila  euro,  peraltro  non ancora  assegnati  ed  erogati  alla
  struttura;

   è  comprensibile come la somma indicata nel bilancio  2010  di  18
  mila  euro non sia minimamente sufficiente a garantire una regolare
  prosecuzione   delle   attività   ordinarie   dell'istituto    che,
  prevedibilmente,  non  riuscirà più  ad  assicurare  all'utenza  il
  livello di servizi descritti in premessa;

   risulta  evidente che continuare a non assegnare a detto  istituto
  un  sia  pur minimo finanziamento da parte della Regione  siciliana
  significherebbe privare ragazzi in difficoltà di un  indispensabile
  supporto educativo fondamentale a garantire l'inalienabile  diritto
  allo studio;

   per sapere:

   se  risulti  chiaro  come  la soppressione  dei  predetti  servizi
  priverebbe 75 ragazzi audiofonolesi del diritto allo studio;

   se   non  ritenga  che  l'esiguità  dei  finanziamenti  in  favore
  dell'istituto educativo per audiofonolesi di Marsala ne comprometta
  l'ordinario funzionamento, con grave danno per i ragazzi convittori
  e semiconvittori;

   quali  iniziative ritenga opportuno adottare al  fine  di  evitare
  interruzioni  nella  gestione  di una  struttura  la  cui  funzione
  educativa, svolta finora con professionalità e competenza,  risulta
  essenziale ed irrinunciabile;

   se   non  ritenga  di  procedere  tempestivamente  alle  opportune
  variazioni  di bilancio per garantire almeno la cifra  di  80  mila
  euro come appostati fino al 2009».  (1327)

                                                            GUCCIARDI

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   la  Regione  non  ha ancora provveduto all'erogazione,  in  favore
  degli  enti  locali, delle trimestralità nonostante  l'approvazione
  della documento di programmazione economica e finanziaria;

   il  mancato trasferimento delle risorse agli enti locali crea  una
  gravissima  situazione  di paralisi per le amministrazioni  locali,
  già in difficoltà per i tagli delle risorse dal Governo centrale;

   considerato che:

   il  trasferimento delle risorse agli enti locali è previsto  dalla
  legge finanziaria già approvata;

   il  mancato  stanziamento  mette  a  rischio  il  pagamento  degli
  stipendi dei dipendenti;

   ritenuto che:

   tale situazione evidenzia uno stato di disagio per i dipendenti  e
  per i servizi ai cittadini;

   non  vi  sono  ragioni  ostative per non  procedere  all'immediato
  trasferimento agli enti locali delle risorse previste  dalla  legge
  al fine di evitare pregiudizievoli conseguenze;

   per sapere:

   quali  siano i motivi che hanno impedito, ad oggi, lo stanziamento
  delle risorse agli enti locali;

   quali  provvedimenti il Governo della Regione intenda adottare  al
  fine   di   disporre   l'immediato  trasferimento   delle   risorse
  finanziarie come previsto dalla legge». (1328)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:

   l'ARAS è attualmente in amministrazione commissariale affidata  al
  dottor Alessandro Chiarelli;

   il  commissario  ha annunciato l'intenzione di  non  procedere  al
  rinnovo  contrattuale  per  le  sei unità  di  personale  in  forza
  all'ufficio  provinciale di Ragusa il cui  contratto  scade  il  31
  agosto  e contestualmente per i 10 lavoratori in forza nelle  altre
  sedi della Sicilia;

   l'orientamento  sarebbe quello di trasformare  l'attuale  rapporto
  contrattuale con una formula atipica mediante ricorso a convenzioni
  di collaborazioni esterne;

   rilevato che i 6 lavoratori di Ragusa interessati dagli annunciati
  tagli hanno vissuto una condizione di precariato per circa 10  anni
  sino al 2008;

   per  sapere se sia a conoscenza degli orientamenti annunciati  dal
  commissario  dell'ARAS  e quali iniziative  intenda  adottare  allo
  scopo di evitare indiscriminati tagli al personale che opera presso
  l'ufficio provinciale di Ragusa». (1329)

                                            DIGIACOMO-AMMATUNA-RAGUSA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   il  primo istituto d'istruzione secondaria superiore 'Platone'  di
  Palazzolo  Acreide,  in provincia di Siracusa,  ha  ormai  da  anni
  all'attivo  quattro  indirizzi  di  istruzione  scolastica:   liceo
  classico,  liceo  linguistico, liceo delle scienze  umane  e  liceo
  artistico;

   l'istituto de quo è situato a Palazzolo Acreide, paese  con  quasi
  10.000  abitanti  in provincia di Siracusa, su cui gravitano  anche
  gli  alunni  dei  comuni  limitrofi,  come  Canicattini,  Buccheri,
  Buscemi,  Ferla,  Cassaro, che, per le loro dimensioni  e  il  loro
  numero  di  abitanti,  non  hanno le  possibilità  di  avere  alcun
  istituto di istruzione secondaria superiore;

   considerato che:

   per   l'anno  scolastico  2010/2011  sono  pervenute  numerose   e
  significative  iscrizioni  alle prime  classi  dei  vari  indirizzi
  dell'istituto: liceo classico n. 34 alunni, liceo linguistico n. 18
  alunni, liceo delle scienze umane n. 21 alunni e liceo artistico n.
  18 alunni, tra cui un alunno diversamente abile;

   la  presenza di quattro indirizzi di istruzione ha, fino ad  oggi,
  garantito   agli  alunni  che  frequentano  l'istituto  di   potere
  scegliere liberamente l'indirizzo che meglio si sposa con  le  loro
  inclinazioni culturali e professionali;

   visto che:

   ad  oggi,  non è ancora stata autorizzata la prima classe relativa
  all'indirizzo artistico, nonostante l'iscrizione di 18  alunni,  di
  cui  uno diversamente abile, e l'unicità del corso in tutta la zona
  montana della provincia di Siracusa;

   sulle  quattro classi assegnate all'istituto 'Platone', per l'anno
  scolastico  2010/2011,  non è compresa la prima  classe  del  liceo
  artistico,  con  conseguente incremento dell'evasione  dall'obbligo
  scolastico,  cancellazione  degli iscritti dall'anagrafe  alunni  e
  comprensibili  problemi nell'attribuzione dei  posti  riservati  al
  personale docente e a quello ATA;

   per sapere:

   quale criterio sia stato adoperato per l'assegnazione delle classi
  e  se,  in  considerazione dell'ampio territorio che l'istituto  si
  trova   costretto   ad  abbracciare,  non  si  ritenga   necessario
  autorizzare nell'istituto 'Platone' un numero pari a 5 prime classi
  per  l'anno  scolastico 2010/2011, al fine di garantire un  diritto
  allo  studio  equo e commisurato alle aspettative di  ogni  singolo
  studente e soddisfare le richieste di iscrizione al primo  anno  ad
  oggi pervenute;

   se  con  la  mancata autorizzazione della prima classe  del  liceo
  artistico  non  si  neghi  agli studenti il  legittimo  diritto  di
  scegliere  indirizzi di studio consoni alle loro  attitudini  e  al
  contempo  sopprimere  un corso in grado di offrire  competenze  per
  l'inserimento immediato dei giovani nel mondo del lavoro, così come
  dimostrato negli ultimi anni». (1330)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e  l'identità siciliana, premesso che il Governo regionale,  con  i
  soliti  metodi  antidemocratici che lo contraddistinguono  e  senza
  consultare  né  l'Assemblea regionale siciliana né  le  Commissioni
  parlamentari  competenti,  ha deciso di  varare  la  riforma  delle
  sovrintendenze siciliane;

   preso  atto  che il Governo, con decreto, ha deciso di suddividere
  le  sovrintendenze  in due fasce, mettendo nella  prima  quelle  di
  Palermo,  Messina e Catania e, nella seconda, Siracusa,  Agrigento,
  Ragusa, Enna, Caltanissetta e Trapani;

   considerato che con detto ignobile provvedimento la sovrintendenza
  della  provincia di Siracusa viene declassata rispetto a quelle  di
  Messina, Palermo e Catania;

   Siracusa, la città più antica del Mediterraneo, la cui fondazione,
  certa  e documentata, è precedente perfino a quella della città  di
  Roma,  in quanto il dì natale del 734 a.C. per la città di Siracusa
  è una data certa, mentre il 21 aprile del 754, per Roma, è una data
  immersa solo nella leggenda;

   Siracusa, per secoli, è stata la capitale della Magna Grecia,  che
  ha dominato non solo la Sicilia, ma tutto l'Adriatico, scontrandosi
  in  epiche  lotte  con la città di Atene, più volte mortificandola,
  non  solo  in  ambito  militare, ma anche e soprattutto  in  quello
  culturale;

   lo  stesso Platone ebbe a scegliere la città di Archimede, anziché
  Atene, come luogo privilegiato delle sue meditazioni filosofiche;

   non  c'è  sito  della Pentacoli dove non emergono resti  unici  al
  mondo  di una città che, secondo la tradizione, ha superato perfino
  un milione di abitanti quando altre, compresa la città di Roma, non
  arrivavano nemmeno a un decimo della sua popolazione;

   le  più imponenti vestigia del passato classico, dal teatro  greco
  alle  mura  dionigiane,  dal castello Eurialo  al  canale  Galermo,
  dimostrano  una  sapienza  e  una  tecnica  nella  costruzione   di
  monumenti   per   la  cultura,  per  la  difesa  militare   e   per
  l'approvvigionamento idrico che tutto il mondo, ancora oggi, ammira
  e invidia;

   dopo  la città di Roma, esistono in provincia di Siracusa  le  più
  estese  catacombe  esistenti al mondo, in  quanto,  come  luogo  di
  approdo,  Siracusa  è stata, dopo Antiochia, la  prima  sede  della
  chiesa universale, scelta dall'apostolo Paolo nel suo viaggio verso
  Roma;

   per  le  sue  vestigia  e i resti di Pantalica,  per  la  presenza
  dell'Impero romano d'Oriente, di cui Siracusa fu, perfino, capitale
  degli  arabi, del barocco, dell'architettura di epoca fascista,  la
  città  di  Siracusa  è  stata  inserita nel  patrimonio  universale
  dell'UNESCO;

   considerato  inoltre  che,  oltre alla città  di  Siracusa,  nella
  provincia  aretusea  insistono  le  città  di  Noto,  capitale  del
  Barocco,  di  Palazzolo,  con il paesaggio naturalistico  ed  unico
  degli iblei, la città di Lentini con il suo sito archeologico;

   accertato  che il Governo regionale è assolutamente all'oscuro  di
  questa  storia millenaria, tant'è che ha ritenuto di dover umiliare
  e mortificare la città di Siracusa e la sua provincia, declassando,
  in  maniera  vergognosa, la sua sovrintendenza, che  è  chiamata  a
  controllare  e  vigilare  sul  più  ingente  patrimonio  storico  e
  archeologico esistente al mondo;

   per sapere:

   se  non  intendano  revocare, immediatamente, il  provvedimento  e
  riconoscere  alla Sovrintendenza della provincia di  Siracusa  quel
  rispetto  dovuto  alla  sua  storia, alla  sua  cultura,  alla  sua
  millenaria e documentata civiltà;

   per  quale motivo, invece, il Governo dove, fra l'altro, siede  un
  siracusano,   non   abbia   ritenuto   opportuno   costituire   una
  macrosovrintendenza  per garantire omogeneità  di  indirizzo  e  di
  intervento  su  un'area  molto  più vasta  di  quella  dell'attuale
  provincia   di  Siracusa  dove,  a  suo  tempo,  ebbe  a  dominare,
  politicamente e culturalmente, la Pentapoli di Siracusa;

   se  la  'Città  più  bella e potente che il  mondo  antico  ci  ha
  lasciato',  come  ebbe  a riconoscere, a differenza  degli  attuali
  governanti,   una   delle  menti  più  illuminate   dell'antichità,
  Cicerone, non meriti di avere una sovrintendenza simile a quella di
  altre  province di Sicilia che non possono, ahimè per loro, vantare
  una  storia millenaria né una tradizione culturale, di fronte  alla
  quale perfino Atene ha dovuto inchinare la sua testa». (1331)

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore  agricolo da sempre ha contraddistinto il Mezzogiorno,
  influenzandone l'economia e determinandone la crescita;

   ad  oggi, sono oltre 130 mila i braccianti iscritti nelle liste di
  collocamento del Mezzogiorno;

   considerato che:

   i  dati  del  rapporto SVIMEZ 2010 sullo stato  dell'economia  del
  Mezzogiorno evidenziano come dal 2001 al 2009 il Sud agricolo abbia
  perso  115.000 posti di lavoro e registrato un calo di produttività
  pari  a  -1,7  per  cento e di investimenti pari a  -12  per  cento
  rispetto al 2008;

   il  futuro dell'agricoltura siciliana appare sempre di più  minato
  dalla  mancanza  di  provvedimenti governativi  seri  e  capaci  di
  frenare una crisi che allo stato dei fatti si mostra inarrestabile;

   visto che:

   a  giudicare da quanto denunciato dalle associazioni di categoria,
  anche in seguito alla manifestazione di Napoli del 26 luglio,  alla
  quale  hanno  preso  parte gli agricoltori del Meridione,  uno  dei
  provvedimenti imminenti da concretizzare per apportare  un  po'  di
  ossigeno   al   settore   agricolo   sarebbe   la   proroga   della
  fiscalizzazione, che ha prodotto dall'1 agosto il  raddoppio  degli
  oneri previdenziali a carico delle aziende agricole;

   numerosi  comuni  siciliani hanno approvato specifiche  mozioni  a
  sostegno degli agricoltori siciliani;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente adoperarsi al fine di individuare misure
  capaci  di  arrestare  la crisi che in questi  anni  attanaglia  il
  settore  agricolo  e  di  sviluppare un  piano  utile  al  rilancio
  dell'agricoltura nel Mezzogiorno, e in particolar modo in Sicilia;

   se  non  ritengano indispensabile e urgente richiedere la  proroga
  della fiscalizzazione degli oneri sociali nella Regione». (1332)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali   e  la  funzione  pubblica,  premesso  che  nella  Gazzetta
  ufficiale della Repubblica italiana del 31.5.2010, n. 125, è  stato
  pubblicato  il decreto-legge n. 78, contenente 'Misure  urgenti  in
  materia   di   stabilizzazione  finanziaria  e   di   competitività
  economica'  convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010,
  n. 122;

   preso  atto  che  l'art. 5 di tale decreto,  intitolato  'Economie
  negli organi costituzionali, di governo e negli apparati politici',
  introduce, ai commi 6, 7 e 8, delle modifiche agli art. 82 e 83 del
  testo  unico  degli enti locali (d. lgs. n. 267/00), riducendo  gli
  importi delle indennità spettanti agli amministratori;

   considerato che:

   alcune   amministrazioni  comunali  hanno  deciso   di   applicare
  immediatamente il d.l. de quo, mentre altre hanno più correttamente
  demandato  l'applicazione  delle  riduzioni  all'emanazione  di  un
  decreto  ministeriale per quanto riguarda il comma 6  dell'articolo
  citato;

   con  la  legge regionale n. 30 del 23.12.2000, modificata  con  la
  legge regionale n. 22 del 16.12.2008, contenente norme sullo status
  degli  amministratori locali e misure di contenimento  della  spesa
  pubblica, il legislatore regionale ha inteso disciplinare  in  modo
  integrale  ed  esaustivo la misura delle indennità da corrispondere
  agli amministratori comunali;

   il  completo  quadro  normativo, posto in essere  dal  legislatore
  regionale  nell'esercizio della sua potestà legislativa  esclusiva,
  induce   a   ritenere  che  l'impianto  non  sia  suscettibile   di
  integrazione attraverso fonti normative statali;

   benché  la circostanza che le norme statali de quibus siano  state
  emanate   per   motivi   di  stabilizzazione   finanziaria   e   di
  competitività  economica,  ciò non rende  le  norme  immediatamente
  operanti,   dovendo  il  quadro  normativo  necessariamente  essere
  rimodulato   in   relazione  alla  specificità   della   disciplina
  regionale;

   accertato  che la Corte costituzionale, con sentenze  n.  449  del
  2005 e n. 86 del 2006 e n. 157 del 2007, si è espressa riconoscendo
  che  'la  legge  statale può prescrivere criteri  e  obiettivi  (ad
  esempio, il contenimento della spesa pubblica), ma non imporre alle
  Regioni  minutamente  gli  strumenti  concreti  da  utilizzare  per
  raggiungere  quegli  obiettivi, in quanto ciò si  risolverebbe  con
  un'indebita invasione dell'area riservata dall'art. 119 Cost.  alle
  autonomie regionali';
   per sapere:

   quali provvedimenti urgenti intendano adottare;

   se  non  sia  il  caso  di  emanare immediatamente  una  circolare
  esplicativa al fine di evitare disparità di trattamento fra i  vari
  comuni dell'Isola». (1333)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   i  livelli  di assistenza sanitaria dovrebbero essere uniformi  su
  tutto il territorio nazionale senza disparità di trattamento fra  i
  cittadini delle varie regioni e delle varie province d'Italia;

   tale principio non viene riconosciuto ai cittadini della provincia
  di Siracusa;

   preso  atto  che  nell'ASP  8  di Siracusa,  per  quanto  riguarda
  l'assistenza  della medicina specialistica ambulatoriale,  relativa
  alla branca di patologia clinica, le assegnazioni dell'aggregato di
  spesa,  per  l'anno 2009, risultavano inferiori del 35  per  cento,
  rispetto  al calcolo desunto dall'allegato A del decreto  0779/2010
  del  15  marzo  2010, che prende a riferimento la  quota  capitaria
  pesata,   secondo  gli  indicatori  ministeriali,  per  popolazione
  residente alla data dell'1 gennaio 2009;

   considerato che:

   lo  stesso decreto 0779/2010 si prefigge, tra l'altro, l'obiettivo
  di  correggere  le  disparità  e le ingiustizie  esistenti  tra  le
  diverse province siciliane nell'attribuzione delle risorse rispetto
  alle quote capitarie;

   questo  indirizzo  è  in  linea  con  l'obbiettivo  di  una   equa
  distribuzione  delle  risorse disponibili in  tutto  il  territorio
  regionale;

   accertato   che   l'incremento  dell'1,2   per   cento   assegnato
  all'aggregato  di  spesa per settore nel 2010,  rispetto  a  quanto
  previsto  nel  2009, è del tutto inadeguato per  riequilibrare  una
  copertura  del fabbisogno inferiore del 35 per cento rispetto  alla
  quota  capitaria  pesata e, soprattutto, dovuta ai cittadini  della
  provincia di Siracusa;

   per  sapere se non ritengano opportuno reperire ulteriori  risorse
  per  raggiungere in tempi brevissimi l'encomiabile e indispensabile
  obbiettivo  di  offrire  a  tutte  le  province  siciliane  risorse
  equamente distribuite su tutto il territorio. Tutto ciò al fine  di
  arrestare  la  migrazione  dei  cittadini  siracusani  verso  altre
  province,  dotate di maggiori risorse, e di conseguenza  assicurare
  alla  provincia  di Siracusa quanto le è dovuto anche  dal  recente
  decreto assessoriale». (1334)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per le risorse agricole e  alimentari,
  premesso che:

   ancora  una  volta,  prima ancora dell'inizio  della  stagione  di
  caccia,  il  calendario venatorio 2010-2011 viene sospeso  con  una
  sentenza del Tribunale amministrativo regionale, rito che si ripete
  ormai  dal  2005  con  la  conseguenza  che,  da  allora  ad  oggi,
  l'apertura  della caccia viene procrastinata e, solo a  leggere  le
  svariate   sentenze,   con  motivazioni  tutte   riconducibili   ad
  inadempienze degli Assessorati competenti, i quali non hanno ancora
  ottemperato   alla   armonizzazione  su   scala   regionale   degli
  adempimenti che devono precedere l'adozione di un piano di gestione
  da  parte dei beneficiari finali, i cacciatori, elemento essenziale
  per  la valorizzazione delle attività umane radicate nel territorio
  siciliano,  alfine  di  garantire uniformità  nella  rete  italiana
  'Natura 2000';

   considerato  che  il  d.m.  24626/02 del  3/09/2002,  individuando
  analiticamente gli adempimenti previsti per l'adozione di un  piano
  di  gestione  e  la  strategia gestionale dei siti,  recita  che  i
  relativi  provvedimenti devono mettere in risalto tutte le attività
  economiche,   sociali,  culturali,  sportive   ivi   compresi   gli
  appassionati  di  caccia,  gli  armieri  ed  articoli  sportivi,  i
  pubblici  esercizi  e  le imprese dell'accoglienza  turistica,  che
  subirebbero ingenti danni morali e materiali per il ritardato avvio
  del calendario venatorio;

   verificato  che gran parte del territorio siciliano  è  interdetto
  alla  caccia: quattro grandi parchi regionali, 76 riserve  naturali
  ed  il demanio forestale che, per dare un dato pubblicato sul  sito
  internet, si può notare che su 283 mila ettari totali di superficie
  boschiva,  l'Azienda  foreste (tra demanio, parchi  e  riserve)  ne
  gestisce 193 mila interdetti alla caccia, con la logica conseguenza
  che  si  può tranquillamente affermare che più del 65% della  fauna
  selvatica non potrà mai essere cacciabile ;

   ritenuto  che  è  ormai tempo di definire con strumenti  normativi
  efficaci le regole che devono governare la disciplina della  caccia
  nel  territorio della Regione siciliana, che rappresenta certamente
  un mondo economico rilevante;

   ritenuto  inoltre  che  occorre  intervenire  al  più  presto  per
  affermare  il  diritto  dei  cacciatori  ad  esercitare  l'attività
  venatoria  nel pieno rispetto della legalità e senza  rischiare  di
  subire  sanzioni  perseguibili  penalmente  che  hanno  negli  anni
  ridotto  di  oltre  il 50 per cento il numero delle  autorizzazioni
  alla  caccia rilasciate in Sicilia con gravissimi danni  all'erario
  regionale;

   per sapere se intendano attuare ogni iniziativa utile a confermare
  l'inizio  della  stagione venatoria e se non ritengano  di  avviare
  urgentemente una riscrittura della normativa in materia  di  caccia
  che  recepisca non solo le direttive europee, ma anche le  relative
  guide  alla  loro  lettura,  onde  evitare  di  affidare  la   loro
  interpretazione  a  solerti  funzionari,  riscrittura  che  inoltre
  contenga  la  stesura  di un nuovo piano faunistico  regionale,  un
  regolamento  delle misure di conservazione dei siti  'Natura  2000'
  (ZPS  e SIC), la costituzione dei comitati di gestione degli ambiti
  territoriali, il rispetto del limite di legge del 25% di territorio
  inibito  all'attività venatoria, la possibilità  di  esercitare  la
  caccia nei demani forestali, la definizione di calendari venatori a
  valenza  triennale, l'abolizione delle     ripartizioni faunistico-
  venatorie,   come  previsto  dalla  legge  e  il  passaggio   della
  competenze  all'ufficio caccia della varie  province,  al  fine  di
  alleviare  il senso di frustrazione di cittadini che vogliono,  nel
  pieno  rispetto della legge, delle direttive, dell'ambiente,  della
  natura  e  della  conservazione delle specie  protette,  esercitare
  ogni  diritto-dovere  e l'attività venatoria  come  nel  resto  del
  Paese».  (1335)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CORONA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   al  km 106 dell'autostrada Palermo - Catania e a 13 km da Enna, vi
  è  una  galleria  con  il manto stradale fortemente  sconnesso  che
  determina  grave pericolo per la grande mole di traffico  veicolare
  che la percorre;

   nonostante  le ripetute segnalazioni degli utenti, l'ANAS  non  ha
  ancora provveduto alle necessarie riparazioni;

   considerato  che  il problema permane da tempo  e,  nonostante  il
  grave rischio d'incidenti, l'ANAS ad oggi, non è ancora intervenuta
  per  effettuare i necessari interventi per garantire  la  sicurezza
  degli utenti;

   per  sapere se non ritengano opportuno segnalare all'ANAS il grave
  problema   affinché  intervenga  immediatamente   per   scongiurare
  incidenti che potrebbero costare anche la vita ai tanti utenti  che
  percorrono questa galleria». (1336)

                                                   POGLIESE-VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   tutte   le   precedenti  interrogazioni  sul   tema   sono   state
  puntualmente ignorate, il che è inaccettabile;

   la   vicenda   ha   assunto   una  pesantezza   ed   una   gravità
  ineguagliabile;

   in   quest'ultimo  anno  si  è  consumata  una  lotta  di  potere,
  sotterranea  e nascosta, sulla pelle dei tanti dipendenti  che  nel
  servizio avevano ed hanno il loro lavoro;

   in  questo periodo che vede una recessione mondiale ed una perdita
  esponenziale   di   occupazione,  che  in   Sicilia   è   altamente
  amplificata,  obiettivo  primario della VI Commissione  legislativa
  permanente  'Servizi  sociali  e sanitari'  è  stato  quello  della
  salvaguardia dei livelli occupazionali;

   da  come, però, si è sviluppata la vicenda si deve registrare  una
  situazione alquanto 'distorta' che ha fatto leva sulla necessità di
  lavoro  e che ha portato i lavoratori coinvolti a subire un vero  e
  proprio ricatto;

   si  è  assistito e denunciato a più riprese anche sui giornali  ad
  uno  sciacallaggio del diritto dei lavoratori della SISE. Coloro  i
  quali, infatti, non si sono piegati e non hanno rinunciato ai  loro
  diritti  costituzionalmente garantiti, non sono  stati  riassorbiti
  nel nuovo soggetto;

   preso atto che:

   di  contro,  nonostante le più volte avanzate e denunciate  azioni
  illegittime per contrarietà, chiara ed evidente, a precisi  vincoli
  e divieti normativi posti sulle nuove assunzioni dalla l.r. 5/2009,
  si è assistito all'inserimento di ben due direttori generali per un
  unico  servizio  e  si  tenta, ancora adesso, di  sdoganare  alcune
  figure per rinominarle quale direttore generale della SEUS;

   la cosa alquanto sconcertante è che si è voluto sgombrare il campo
  costringendo chi in SISE, pur avendo acclarati e consistenti titoli
  scolastici  e  professionali, è stato, di fatto,  costretto  a  non
  accettare  la assunzione in SEUS, in quanto veniva posto in  essere
  un  vero e proprio dimensionamento, proponendo, a tali soggetti, la
  assunzione al livello c;

   agendo per tale via ed eliminando concretamente le professionalità
  interne,  si è voluto, illegittimamente, superare il divieto  posto
  dalla normativa e rendere possibile l'ingresso di figure esterne al
  posto di direttore generale;

   ancora  si  è  ancorati  alla   'favola'  dell'avvicendamento  nel
  servizio di due soggetti assolutamente estranei e diversi;

   ritenuto  che,  pertanto, sostenere ancora la non sussistenza  del
  trasferimento   d'azienda  oltre  che  anacronistico   è   alquanto
  pericoloso,  in  quanto  si rischiano, con il  contenzioso  che  ne
  seguirà, pesanti risvolti economici negativi a carico della Regione
  stessa;

   per sapere:

   quali provvedimenti, con l'urgenza del caso, intendano adottare al
  fine  eliminare  le  illegittimità  rilevate  e,  precisamente,  se
  intendano   ammettere  l'ingresso  nella  SEUS  di  quelle   figure
  dirigenziali che, pur possedendo titoli e professionalità, non sono
  state coinvolte, nel ruolo loro spettante, dal nuovo soggetto;

   se  e  quali  iniziative  intendano  intraprendere  per  eliminare
  l'illegittimità   posta   circa  le  nuove   assunzioni,   evitando
  avvicendamenti  che  sarebbero  anche  contrari  alle   regole   di
  amministrazione». (1337)

                                                    VINCIULLO-FALCONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso che la legge n. 296 del 1996 individua,  come
  obiettivo  per ogni comune d'Italia, il raggiungimento del  50  per
  cento di raccolta differenziata;

   preso atto che:

   nell'anno 2009, nessun capoluogo siciliano ha raggiunto  il  tetto
  massimo previsto dalla legge n. 296 del 1996;

   nonostante  il mancato raggiungimento dell'obiettivo da  parte  di
  tutti i comuni siciliani, tuttavia, il comune di Siracusa, con  una
  percentuale  di  differenziata pari al 3,8  per  cento,  così  come
  emerso  da un indagine Istat sugli indicatori ambientali urbani,  è
  risultato   essere   l'ultimo  comune   d'Italia   nella   raccolta
  differenziata;

   considerato che un dato così basso evidenzia un disservizio  nella
  città aretusea oltre ad arrecare alla stessa un danno in termini di
  immagine  e vivibilità con possibili negative ricadute sul  settore
  turistico;

   visto  che,  secondo  l'analisi del Presidente  dell'ATO  Ambiente
  s.r.l.,  le responsabilità di una percentuale così bassa in  merito
  alla  raccolta  differenziata sono da individuare,  principalmente,
  nella confusione legislativa e nelle varie crisi di Governo che  in
  questo ultimo anno hanno investito la Regione siciliana;

   lo  stesso  Presidente  ha denunciato il rischio  concreto  di  un
  ulteriore peggioramento del servizio di raccolta differenziata  nel
  2010,  a  causa del mancato trasferimento di fondi da  parte  della
  Regione;

   a  dire  del  Presidente dell'ATO SR1, se i  fondi  fossero  stati
  stanziati  nei tempi dovuti, sarebbe stato possibile  procedere  al
  finanziamento e alla realizzazione di progetti pronti, come  quello
  del  nuovo  impianto di compostaggio, oltre all'acquisto  di  nuovi
  mezzi e al potenziamento del servizio di porta a porta;

   se  gli  interventi sopra citati fossero stati attuati  nei  tempi
  previsti, non solo avrebbero evitato di far registrare un dato così
  basso  nella raccolta differenziata, ma avrebbero addirittura fatto
  registrare un dato pari al 30 per cento, risultato inusuale  per  i
  comuni siciliani;

   per sapere:

   quali  siano  stati  i motivi che fino ad oggi hanno  impedito  al
  Governo  regionale di predisporre il trasferimento  delle  somme  a
  finanziamento  dei  progetti dell'ATO Ambiente SR1,  indispensabili
  per  l'espletamento  di  una regolare ed  efficiente  gestione  dei
  rifiuti nella città di Siracusa;

   se  non si ritenga urgente e necessario intervenire, visto il dato
  allarmante  emerso  dall'indagine Istat,  al  fine  di  evitare  un
  ulteriore  indebolimento del servizio di raccolta  differenziata  e
  contribuire  invece a porre le basi affinché la città di  Siracusa,
  viste  le  potenzialità descritte dal presidente dell'ATO  Ambiente
  SR1, possa diventare d'esempio per tutti i comuni del Sud». (1338)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e  l'identità  siciliana,  premesso che l'Assessorato  per  i  beni
  culturali promuove, sostiene e sovvenziona, ogni anno, attività  di
  carattere  culturale volte alla promozione dell'identità siciliana,
  come  regolamentato  della  nuova legge  regionale  n.  19  del  16
  dicembre  2008  'Norme  per  la riorganizzazione  dei  Dipartimenti
  regionali.  Ordinamento  del  Governo e dell'Amministrazione  della
  Regione';

   atteso  che  per  le  attività di cui sopra,  l'Assessorato  eroga
  contributi  e  sovvenzionamenti sia per manifestazioni direttamente
  promosse dall'Assessore che sotto forma di patrocini onerosi;

   preso  atto  che  più  volte  non sono state  accolte  istanze  di
  richiesta  di  contributi presentate da comuni o enti  interessati,
  anche loro, alla promozione di iniziative culturali;

   per sapere:

   secondo quale metodo e norma vengano erogati questi contributi;

   quali criteri di valutazione vengano utilizzati per individuare  i
  soggetti beneficiari di suddetti interventi finanziari;

   se sia possibile avere:

   le copie di tutti gli atti e provvedimenti stanziati dall'atto del
  suo insediamento;

   l'elenco  dettagliato degli enti o soggetti  beneficiari  di  tali
  contributi e delle somme corrisposte;

   il  ricevimento  degli atti in parola entro 30 giorni  dalla  data
  della  presente,  così come regolamentato dalla legge  nazionale  7
  agosto 1990, n. 241, e successive modifiche». (1339)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   ormai  da  tempo, il titolare di un rifornimento Q8 nel territorio
  del  comune di Siracusa lamenta vessazioni a suo carico, che  vanno
  da multe salate ad obblighi di chiusura settimanali;

   il   titolare   del  rifornimento  ha  chiamato  l'amministrazione
  comunale  a  rispondere, sia sul piano giudiziario  che  economico,
  delle vessazioni fino ad oggi subite;

   considerato che un atteggiamento errato ed ingiustificato da parte
  degli  enti preposti, oltre a causare un danno ingente all'impianto
  de  quo,  può  provocare possibili contenziosi con  il  comune  per
  cattiva   amministrazione  della  cosa  pubblica  a   danno   della
  collettività;

   visto che:

   il  d.lgs.  32 dell'11 febbraio 1998 garantisce il pieno  rispetto
  delle  disposizioni  dell'ordinamento  comunitario  in  materia  di
  tutela  della  concorrenza  al fine di  assicurare  il  corretto  e
  uniforme  funzionamento del mercato: l'installazione e  l'esercizio
  di  un  impianto di distribuzione di carburanti non possono  essere
  subordinati  alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto  di
  vincoli,  con  finalità  commerciali, relativi  a  contingentamenti
  numerici, distanze minime commerciali o che pongano restrizioni  od
  obblighi  circa la possibilità di offrire, nel medesimo impianto  o
  nella stessa area, attività e servizi integrativi;

   l'Avvocatura  dello Stato, con una nota del 3  novembre  2008   n.
  43712,  afferma  l'immediata applicabilità nella Regione  siciliana
  della  norma  di  cui  all'art. 83 bis del decreto-legge  112/2008,
  convertito  in  legge  06/08/2008, n. 133, in considerazione  della
  dichiarata ed effettiva natura di norma costituente espressione  di
  principi  generali  in materia di tutela della  concorrenza  e  dei
  livelli  essenziali delle prestazioni ai sensi dell'art. 117  della
  Costituzione;

   per sapere:

   se intendano intervenire tempestivamente al fine di fare chiarezza
  sulla  vicenda  ed  evitare così il sorgere di  lunghi  ed  inutili
  contenziosi  tra  le  parti, con il rischio del  riconoscimento  di
  eventuali   responsabilità   a  carico   dell'ente   pubblico   che
  finirebbero per gravare sulle tasche della collettività». (1340)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  Parco  dei  Nebrodi  ha approvato il  bilancio  di  previsione
  dell'esercizio  finanziario  2010, reso esecutivo  dall'Assessorato
  Territorio  e  ambiente, prevedendo un trasferimento regionale  per
  spese di gestione pari a 1.988,126 euro;

   la   somma  sopra  indicata  è  quantificata  in  riferimento   al
  trasferimento regionale del 2009, già decurtato del 5 per cento;

   a  dispetto  di quanto preventivato dall'ente Parco, l'Assessorato
  regionale  del territorio e dell'ambiente ha riconosciuto,  per  le
  spese di gestione, una somma pari a 435.959,37 euro;

   considerato che:

   la  somma,  preventivata  dall'ente Parco dei  Nebrodi,  risultava
  essere  appena sufficiente a coprire tutte le spese  correnti  e  a
  garantire  la  regolarità e l'efficienza dei compiti  istituzionali
  riconducibili al Parco;

   la  somma,  cosi  come  riconosciuta  dall'Assessorato  regionale,
  risulta  essere assolutamente insufficiente e non consente  affatto
  lo  svolgimento dei compiti istituzionali assegnati al Parco  dalla
  legge,  ovvero il funzionamento del corpo di vigilanza, le attività
  di  prevenzione e contrasto agli incendi boschivi, la gestione e la
  tutela  del  territorio,  nonché  la  promozione,  divulgazione   e
  fruizione del parco stesso;

   visto che:

   a  seguito  della  comunicazione circa la drastica  riduzione  dei
  fondi di gestione da parte dell'Assessorato regionale, l'ente Parco
  ha posto in essere tutta una serie di iniziative volte a ridurre al
  minimo  le  spese di gestione: riduzione e razionalizzazione  delle
  utenze,  accorpamento  di  uffici con conseguente  riduzione  delle
  spese  di  locazione, tagli alle spese di missione del personale  e
  degli organi di rappresentanza nonché tagli alle consulenze;

   nonostante  le  lodevoli  iniziative  sopra  elencate,   ad   oggi
  risultano impegnate spese per gestione pari a circa 378 mila euro;

   per  sapere  se non si ritenga urgente e necessario  attivarsi  da
  subito ed individuare iniziative utili alla gestione del Parco  dei
  Nebrodi  che,  per  le caratteristiche storiche, naturalistiche  ed
  ambientali ospita visitatori da ogni parte del mondo». (1341)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  strada  statale 194 dalla provincia di Siracusa  raggiunge  la
  provincia di Ragusa, congiungendosi con la SS 514;

   trattasi  di  un'arteria molto trafficata e  che  è  soggetta  tra
  l'altro a continui incidenti, purtroppo anche mortali;

   su  detta  strada  statale,  all'altezza  del  nuovo  ospedale  di
  Lentini,  si sta realizzando una nuova rotatoria per razionalizzare
  e   decongestionare  il  traffico  in  ingresso  e  in  uscita  dal
  nosocomio;

   preso atto che:

   limitrofa  a detta strada statale, vi è un'area di pertinenza  del
  consorzio  ASI di Siracusa con numerosi insediamenti commerciali  e
  industriali e con la presenza di un centro alle dirette  dipendenze
  dell'ASI di prossima apertura;

   spesso  i mezzi che escono da questa area sono stati coinvolti  in
  numerosi incidenti anche mortali;

   da  più  parti  sono  pervenute richieste, sia all'Anas  che  alla
  provincia regionale di Siracusa, di intervenire e di finanziare una
  nuova  rotatoria, in prossimità del centro ASI di Lentini, al  fine
  di rendere più sicura e razionale l'immissione sulla SS 194;

   constatato che:

   vi  è  la  disponibilità della provincia regionale di  Siracusa  a
  contribuire alla realizzazione dell'opera de qua;

   l'Anas    potrebbe   utilizzare   i   ribassi   d'asta    ottenuti
  dall'aggiudicazione  della costruenda rotatoria  davanti  al  nuovo
  ospedale di Lentini;

   accertato  che l'Anas sta concordando con l'Assessorato  regionale
  Infrastrutture tutti i nuovi interventi sulle strade di  competenza
  statale  e  che di conseguenza la parte rimanente delle  somme  per
  realizzare  la  rotatoria  potrebbero essere  impegnate  dal  nuovo
  accordo di programma quadro in fase di definizione;

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire con  l'urgenza
  del  caso  per concordare con l'Anas tutte le procedure  necessarie
  affinché  la  rotatoria venga inserita tra le opere  immediatamente
  finanziabili  al fine di far diminuire gli incidenti che  purtroppo
  hanno reso 'funesta' la predetta strada statale». (1342)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di pubblica utilità, all'Assessore per i beni culturali  e
  l'identità siciliana, premesso che:

   il  Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato tre impianti
  per  l'estrazione di metano nel Canale di Sicilia,  a  ridosso  del
  territorio  della  provincia  di Agrigento,  da  parte  di  società
  satellite  dell'Eni,  senza  adire,  a  quanto  pare,  il   Governo
  siciliano  e  senza che lo stesso abbia fatto sentire la  sua  voce
  negativa   di  fronte  ad  un  provvedimento  che  potrebbe   avere
  conseguenze  disastrose e nefaste in tutto il  Mar  Mediterraneo  e
  sulle sue storiche coste;

   lo  stesso  Ministero, nelle scorse settimane, ha  provveduto,  al
  fine  di  accelerarne  l'insediamento, alla  valutazione  d'impatto
  ambientale   relativamente  alle  tre  piattaforme  che  dovrebbero
  stazionare nel Canale;

   considerato  che  dal  Ministero non  sono  giunti,  ancora  oggi,
  elementi  soddisfacenti riguardanti i rischi  ambientali  correlati
  agli impianti de quibus e soprattutto nell'area interessata non  ci
  sono  giacimenti  tali da giustificare impianti e  investimenti  di
  questo tipo e di questa entità;

   visto  che  la Libia ha già autorizzato trivellazioni in  mare  ed
  estrazioni  di  petrolio che, seppur in territorio libico,  distano
  soli 500 chilometri dalla costa siciliana, costituendo ciò un serio
  e grave pericolo per il mare che circonda la Sicilia;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario e  urgente  intervenire
  presso  il  Governo nazionale al fine di bloccare  il  rilascio  di
  qualsiasi  autorizzazione di ricerca nel territorio prospiciente  a
  quello  della  Regione, al fine di prevenire  eventuali  rischi  di
  inquinamento    che   potrebbero   provocare   danni   irreparabili
  all'ambiente e a tutto il popolo siciliano». (1343)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   con  decreto  dirigenziale  del 29.06.2010  n.  819  l'Assessorato
  Risorse  agricole ha trasformato la u.o. 80 SOAT di Agira  (EN)  in
  sportello verde della SOAT di Troina;

   l'ufficio,  attivo  dal 3.10.2007, svolge un importante  ruolo  di
  divulgazione  ed  assistenza tecnica per gli imprenditori  agricoli
  dell'intero comprensorio;

   nel  corso  degli  anni ha anche avviato una  serie  di  corsi  di
  formazione in tema di uso ed acquisto di fitofarmaci;

   tra  le altre attività ha svolto animazione del territorio per  la
  costituzione dei GAL ed attività di centro agro-meteorologico;

   considerato che:

   la chiusura dell'u.o. SOAT di Agira costituisce un grave danno per
  il  settore  dell'agricoltura di Agira e del  suo  comprensorio  in
  quanto  verrebbero meno tutte le attività che l'u.o. ha  svolto  in
  questi anni, assicurando agli imprenditori agricoli di usufruire di
  importanti servizi;

   in  conseguenza della chiusura dell'u.o. di Agira si registrerà un
  aggravio di spesa per gli utenti, aggravio che in questo momento di
  crisi   dell'economia   agricola  sarebbe   opportuno   evitare   e
  scongiurare;

   i  locali presso cui si trovano gli uffici dell'u.o. SOAT di Agira
  sono  stati  concessi in uso gratuito dal comune di  Agira  e  che,
  pertanto,  non  vi sono costi aggiuntivi ostativi  al  mantenimento
  dell'unità operativa;

   ritenuto che:

   la  chiusura dell'unità operativa SOAT di Agira determina il venir
  meno   di   un  importante  e  fondamentale  servizio   reso   alla
  collettività di Agira e dell'intero comprensorio;

   tale  determinazione,  inoltre, provoca gravi  disservizi  per  il
  comparto agricolo oggi in grave crisi;

   per sapere:

   quali  motivi  abbiano  indotto  il  Governo  a  decidere  per  la
  soppressione di una unità operativa efficiente e ben funzionante;

   quali  provvedimenti  intendano adottare per evitare  la  chiusura
  dell'u.o. SOAT di Agira e l'insorgere di disservizi in danno  degli
  operatori agricoli di Agira e del relativo comprensorio». (1344)

                                                               CAPUTO

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1343

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'interrogazione  con  richiesta   di
  risposta orale n. 1343  Interventi a livello nazionale per bloccare
  l'autorizzazione per trivellazioni nel Canale di Sicilia , a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo,  testé  annunciata,  è   da   intendersi
  preclusa  - per identità di contenuto - a seguito dell'approvazione
  della  mozione n. 194  Interventi in ordine al progetto di  ricerca
  di  idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo delle coste di  Sciacca  e
  Menfi, in provincia di Agrigento, e Castelvetrano, in provincia  di
  Trapani  nella seduta d'Aula n. 191 del 3 agosto 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il  3  agosto  2010,
  protocollata il 5 agosto successivo al n. 6818/AULAPG,  l'onorevole
  Bonomo  ha  dichiarato  di apporre la firma  alla  mozione  n.  209
   Iniziative  atte  a promuovere, presso il Parlamento  europeo,  la
  modifica del Reg. CE 1342/2002, in materia di ristrutturazione  dei
  vigneti'  ,  presentata dall'onorevole Adamo ed altri  in  data  20
  luglio 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di deliberazione da parte del Consiglio di
                              Presidenza

   PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Presidenza, nella  seduta
  n. 21 del 22 luglio 2010, ha deliberato quanto segue:

   -  di applicare la ritenuta in caso di assenza nelle sedute in cui
  si  svolgono  votazioni su testi legislativi o su atti  d'indirizzo
  politico,  uniformando  l'importo  a  quanto  previsto  al  Senato,
  passando dagli attuali euro 129,00 a euro 258,23;

   -  di adottare, in conformità al parere reso dalla Commissione per
  il  Regolamento nella riunione del 21 luglio 2010, sul  significato
  da  attribuire all'inciso  il congedo non costituisce  assenza   di
  cui  al  comma 1 dell'art. 84 del Regolamento generale, le seguenti
  disposizioni:

   a) a decorrere dalla ripresa autunnale dei lavori parlamentari, il
  deputato  che  intenda porsi in congedo dovrà  preventivamente  far
  pervenire  la  propria  richiesta  esclusivamente  alla  Presidenza
  dell'ARS per il tramite del Presidente del Gruppo di appartenenza;

   b)   la   richiesta   dovrà   essere   motivata.   Il   Presidente
  dell'Assemblea, apprezzate le motivazioni, ove ravvisi giustificato
  il  congedo, ne darà comunicazione in Aula, ai sensi dell'art.  84,
  comma  1,  del  Regolamento interno, nella seduta  di  riferimento,
  cosicché  soltanto il formale annunzio all'Assemblea  farà  sì,  ai
  sensi  dell'ultima parte del citato comma 1 dell'art.  84,  che  il
  congedo,  così  giustificato,  non  costituisca  assenza  ai   fini
  amministrativi.

   Le  nuove  modalità operative saranno applicate dalla ripresa  dei
  lavori dopo la pausa estiva.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


        Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Cintola

           (Tutti i deputati in piedi ascoltano in silenzio)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  nel pomeriggio  dello  scorso  venerdì  30
  luglio,  è  mancato  il  collega Salvatore Cintola.  Noi  tutti  lo
  ricordiamo e lo ricorderemo come Totò Cintola.
   Ed è proprio il diminutivo del suo nome,  Totò , che sintetizza il
  personaggio,   tutta  la  sua  sicilianità,  il  carattere   forte,
  determinato che si estrinsecava nel modo sanguigno di fare politica
  e  che  contraddistingueva la sua presenza ed i suoi interventi  in
  Aula.
   Quello  di Totò Cintola è un percorso di esperienza amministrativa
  e politica che parte da lontano, dal contatto con i contadini della
  Sua  Partitico che ne segnano profondamente la militanza  nell'area
  socialista.
   Inizia  l'impegno attivo in politica con l'elezione nel  Consiglio
  comunale di Partinico, dove rimane dal 1975 al 1985.
   Quasi sempre, al Governo della città, ricopre anche l'incarico  di
  Vicesindaco dal 1978 al 1980.
   Dal  1984  al  1992, è Consigliere di amministrazione all'AMAP  di
  Palermo.
   Nel 1990, approda in Consiglio provinciale a Palermo, dove ricopre
  il ruolo di Assessore con delega al Bilancio e al Personale fino al
  1993.
   Nel  1996, si candida all'Assemblea regionale siciliana dove viene
  eletto nella lista del Partito Socialista Sicilia.
   Sono  gli  anni del passaggio dalla prima alla seconda  Repubblica
  che  lo vedono impegnato nella ricerca della costruzione del  nuovo
  quadro politico regionale e nazionale.
   Aderisce  al  CDU  con  il quale, nel 2001,  si  candida  e  viene
  rieletto all'Assemblea regionale siciliana.
   E'  Vicepresidente della Commissione verifica dei poteri, della II
  Commissione   Bilancio e programmazione  nonché  della  Commissione
  Statuto e riforme istituzionali.
   Dal  30  agosto 2004, è Assessore regionale al Bilancio e  finanze
  nel Governo Cuffaro.
   Nel   2006,   è   ricandidato  e  rieletto,  ancora   una   volta,
  all'Assemblea regionale siciliana con la lista dell'UDC.
   Nel  corso  della legislatura, è componente della  II  Commissione
   Bilancio e programmazione  e della Commissione per il Regolamento.
   Nel  2007, matura l'esperienza di Assessore al Comune di  Palermo,
  con  delega all'Igiene e alla Sanità nella Giunta del Sindaco Diego
  Cammarata.
   Alle elezioni politiche del 2008, viene eletto, sempre nelle liste
  dell'UDC,  al  Senato  della Repubblica, scranno  che  occupa  fino
  all'ottobre  del  2009, quando decide di optare per  il  seggio  in
  Assemblea regionale.
   Nella  legislatura,  è  componente della  Commissione  Ambiente  e
  territorio.
   La  sua  lunga  esperienza politica, vissuta  a  tutti  i  livelli
  istituzionali,  gli  ha consentito di essere  sempre  competente  e
  puntuale  negli  interventi ricchi di contenuti tecnici  oltre  che
  politici.   Interventi  caratterizzati  da  grande  sensibilità   e
  passione  verso i problemi del sociale, con particolare riferimento
  a quelli del lavoro.
   Problematiche  che  lo hanno visto presente  in  prima  linea  nel
  dibattito  politico al quale ha sempre partecipato  esponendosi  in
  primo piano con la forza della convinzione delle idee.
   Alla  determinazione  con la quale si gettava  nella  mischia,  al
  momento  giusto, sapeva far prevalere le ragione della  mediazione.
  Senza rinunziare mai ai contenuti, diveniva elemento di sintesi.
   Non  sono  mancati,  nel  corso della sua vita  politica,  momenti
  difficili  che  ha saputo superare con dignità e coraggio.  Momenti
  difficile  che,  sicuramente  e, soprattutto  nell'ultimo  periodo,
  hanno  segnato  il  suo  mondo interiore ed anche,  credo,  il  suo
  fisico.
   Ognuno  di  noi, sono sicuro, ricorderà il suo sguardo vivace,  in
  piedi,  in  prossimità  dell'uscita  dell'Aula,  con  la  sigaretta
  seminascosta nel palmo della mano, pronto a cogliere la più piccola
  sfumatura  di ciò che, in quel momento, veniva detto  in  Aula  per
  chiedere immediatamente la parola e fare sentire la sua voce.
   Questa  é  l'immagine  di  Totò Cintola  che  ci  mancherà  e  che
  conserveremo nella nostra memoria.
   Nel  suo  ricordo esprimo, a nome mio personale, del Consiglio  di
  Presidenza  e  dell'Assemblea regionale  siciliana  tutta,  le  più
  sentite e sincere condoglianze ai familiari, oggi presenti in Aula,
  e a quanti gli hanno voluto bene.

                              (Applausi)


   Presidenza del presidente Cascio


     Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche al
     Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente
      'Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali'»
                              (336-338/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione del disegno di legge nn. 336-338/A «Modifiche  al
  Titolo  I  della  legge regionale 9 marzo 2005,  n.  3  concernente
  'Interventi  per l'eliminazione delle carcasse di animali'»,  posto
  al numero 1).
   Invito i componenti la VI Commissione legislativa a prendere posto
  nell'apposito banco.
   Si  passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi A3 e A4, a  firma
  dell'onorevole Caronia.
   Si procede con l'emendamento A3. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:
     Art ... - Finanziamenti ai rifugi sanitari e prevenzione del
                              randagismo
   1.  I finanziamenti di cui al comma 1 dell'articolo 98 della legge
  regionale  n. 11 del 12 maggio 2010 «Disposizioni programmatiche  e
  correttive  per  l'anno 2010» sono erogati anche alle  associazioni
  animaliste  iscritte alla Sezione  B' dell'Albo delle  Associazioni
  per  la protezione degli animali di cui all'articolo 19 della legge
  regionale n. 15/2000 del decreto presidenziale del 27 giugno  2003,
  n.  15, purché gestiscano da almeno due anni rifugi per animali nel
  territorio della regione siciliana».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A4. Ne do lettura:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art  ... - 1. La Regione, al fine di prevenire danni all'ambiente
  e   di  tutelare  la  salute  pubblica,  favorisce  e  sostiene  la
  realizzazione  del  servizio  di  ritiro,  raccolta,  trasporto  ed
  eliminazione mediante incenerimento delle carcasse degli animali da
  compagnia.
   2.  A tal fine l'Assessore regionale per la salute stabilisce  con
  proprio decreto, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
  presente legge, un piano di ripartizione dei contributi da  erogare
  ai   comuni,   in   funzione  della  popolazione  canina   iscritta
  all'anagrafe di cui alla legge n. 15/2000, che operano la  raccolta
  e  lo  smaltimento delle carcasse degli animali in modo  diretto  o
  tramite  imprese  autorizzate nel settore  nonché  la  tariffa  del
  servizio da aggiornare annualmente.
   3.  Per  le  finalità  di cui sopra a valere  sui  fondi  previsti
  dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002,  n.
  2 e successive modifiche ed integrazioni è destinata nell'esercizio
  finanziario 2010 la somma di 100 migliaia di euro ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore. La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


            Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero  373  «Opportune iniziative finalizzate al reperimento  del
   Manifesto   per   i   diritti   della   persona   con   diabete'»,
  dell'onorevole Marziano;

   numero  363  «Interventi  per evitare la chiusura  del  centro  di
  assistenza  ai  malati  di  Alzheimer di  Palermo»,  dell'onorevole
  Caputo.
   Si  passa  all'esame dell'ordine del giorno numero  373,  a  firma
  dell'onorevole  Marziano, che impegna il Governo  della  Regione  a
  recepire il  manifesto dei diritti della persona con diabete' quale
  documento  indispensabile per migliorare la qualità dell'assistenza
  sia in ambito ospedaliero che territoriale. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Regione siciliana ha recepito la legge n. 115 del 1987 in  cui
  il  diabete si identifica quale patologia di alto interesse sociale
  e   si   istituiscono   presso  le  ASP  i  servizi   specialistici
  diabetologici per la prevenzione e la cura del diabete;

   nel  corso  degli  ultimi anni sono stati emanati dall'Assessorato
  della  salute decreti che hanno stabilito quali presidi,  ausili  e
  farmaci  possano essere concessi, la relativa esenzione dal  ticket
  sanitario,  gli indirizzi terapeutici e preventivi,  questi  ultimi
  spesso contraddittori perché inseriti assieme ad altre patologie;

   considerato che:

   i  centri  diabetologici di prevenzione, diagnosi e cura  si  sono
  occupati  prevalentemente della cura, tralasciando  la  prevenzione
  della malattia e delle sue complicanze;

   le  aziende sanitarie hanno immesso nel loro sistema assistenziale
  una  serie  di  limitazioni nella concessione  dei  presidi  e  dei
  farmaci;

   alcuni tipi di insulina sono disponibili solo nelle farmacie delle
  aziende  sanitarie dove si concentrano numerosi  utenti  con  gravi
  disagi;

   l'informazione all'educazione terapeutica nei confronti del malato
  e  dei suoi familiari, in particolar modo bambini e adolescenti,  è
  assai   carente,   così  come  l'aggiornamento  professionale   del
  personale sanitario e parasanitario;

   nel  mondo  del lavoro si riscontrano considerevoli difficoltà  in
  ragione del presupposto che il diabetico sia un lavoratore ad  alto
  rischio;

   si  registra  una  pressoché  inesistente  assistenza  alla  donna
  diabetica in gravidanza;

   in  Sicilia  non  esiste la tessera personale del diabetico,  così
  come stabilito nella sopra citata legge n. 115 del 1987, ma solo un
  libretto nel quale annotare i presidi assegnati;

   per  le  visite specialistiche finalizzate alla prevenzione  delle
  complicanze si verificano lunghe liste di attesa;

   occorre   adottare   indirizzi  nelle   politiche   sanitarie   di
  prevenzione che coinvolgano le associazioni dei diabetici;

   ritenuto che:

   alla  luce  degli  elementi  sopra forniti,  oggi  si  impone  una
  rivisitazione delle metodologie di prevenzione e cura del diabete;

   il  'Manifesto dei diritti della persona con diabete' sancisce che
  i  diritti  di coloro che hanno il diabete sono gli stessi  diritti
  umani e sociali delle persone senza diabete;

   sempre  il suddetto Manifesto individua come diritti la parità  di
  accesso    all'informazione,   all'educazione    terapeutica,    al
  trattamento del diabete e alla diagnosi e cura delle complicanze;

   il sistema sanitario deve garantire alla persona con diabete l'uso
  di metodi diagnostici e terapeutici appropriati in modo uniforme su
  tutto il territorio nazionale;

   il  diritto  delle persone con diabete a vivere una vita  sociale,
  educativa,  lavorativa alla pari delle persone senza  diabete  deve
  essere considerato l'obiettivo primario delle azioni di governo,

                   impegna il Governo della Regione

   a  recepire  il 'Manifesto dei diritti della persona con  diabete'
  quale   documento   indispensabile  per   migliorare   la   qualità
  dell'assistenza,  sia in ambito ospedaliero che territoriale,  alle
  persone  con  diabete, nonché quale strumento  necessario  ai  fini
  dell'adozione   di   indirizzi   nelle   politiche   sanitarie   di
  coinvolgimento  delle associazioni e degli utenti,  rappresentativi
  dei diabetici». (373)

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame dell'ordine del giorno numero  363,  a  firma
  dell'onorevole Caputo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che il servizio di assistenza specializzata per i  malati
  di  Alzheimer  di  Palermo  è  un servizio  sanitario  pubblico  di
  notevole importanza e di grande utilità sia per soggetti affetti da
  tale grave patologia che per i loro familiari;

   considerato che la struttura sanitaria di Palermo - sita in via La
  Loggia  -  è  in grado di potere offrire il servizio di  assistenza
  specializzata;

   ritenuto che la mancata apertura del centro è in contrasto con  il
  diritto  alla  salute  dei  cittadini e determina  una  carenza  di
  assistenza sanitaria pubblica,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  perchè  venga  reso  immediatamente  operativo  e
  fruibile  per  i  cittadini il centro di assistenza  ai  malati  di
  Alzheimer  di  Via  La Loggia di Palermo evitandone  la  chiusura».
  (363)

   CRACOLICI. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.

   MUSOTTO. Chiedo anch'io di apporre la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno  di  legge  avverrà
  successivamente.


   Presidenza del presidente Cascio


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
       materia di cremazione delle salme e della conservazione,
           affidamento e/o dispersione delle ceneri» (468/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numero  468/A «Disposizioni in materia di  cremazione  delle
  salme  e  della  conservazione, affidamento e/o  dispersione  delle
  ceneri», posto al numero 2).
   Ricordo  che  nella  seduta n. 193 del 4  agosto  2010  era  stato
  approvato   il  passaggio  all'esame  degli  articoli.   Si   passa
  all'articolo 1. Ne do lettura:
                                     «Art. 1.
                                   Oggetto e finalità

   1.  La Regione, ai sensi degli articoli 2 e 19 della Costituzione,
  sostiene il diritto di ciascun individuo di disporre delle  proprie
  spoglie mortali.

   2.  La  presente legge disciplina la cremazione, la  conservazione
  delle  ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti, l'affidamento
  delle  medesime  e la loro dispersione, nel rispetto  dei  principi
  sanciti  dalla  normativa statale e secondo le  modalità  stabilite
  dalla medesima.

   3.  La  Regione valorizza la scelta della cremazione  per  ragioni
  igienico-sanitarie e in quanto pratica funeraria di  minor  impatto
  sull'ambiente,  salvaguardando la dignità di ogni persona,  la  sua
  libertà di scelta, le sue convinzioni religiose e culturali, il suo
  diritto a una corretta e adeguata informazione.

   4.  La Regione garantisce, attraverso una adeguata formazione,  la
  professionalità del personale addetto ai crematori».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  1.1:

   «1.  Al  fine  di  garantire il diritto di  ciascun  individuo  di
  disporre   delle   proprie  spoglie  mortali,  la  presente   legge
  disciplina  la cremazione, la conservazione delle ceneri  derivanti
  dalla  cremazione dei defunti, l'affidamento delle  medesime  e  la
  loro dispersione, nel rispetto dei principi sanciti dalla normativa
  statale.
   2.  La  Regione  promuove, attraverso un'adeguata  formazione,  la
  professionalità del personale addetto ai crematori».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                     «Art. 2.
          Cremazione dei defunti e destinazione delle ceneri

   1.  La  cremazione  dei  cadaveri, la conservazione  delle  ceneri
  all'interno  dei  cimiteri  e  il loro trasporto  dall'impianto  di
  cremazione  a  destinazione avvengono secondo quanto  previsto  dal
  decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.

   2.  Le  ceneri devono essere riposte in un'urna sigillata, recante
  il  sigillo  del  crematorio  e  i  dati  anagrafici.  Al  fine  di
  assicurare  l'identità  delle  ceneri,  i  soggetti  gestori  degli
  impianti  di cremazione adottano sistemi identificativi  non  termo
  deperibili, da applicare all'esterno del feretro e da rinvenire,  a
  cremazione finita, allo scopo di certificare la correlazione tra il
  cadavere e le ceneri consegnate.

   3. L'urna può essere:

   a) tumulata;

   b)   inumata,   e   solo  qualora  il  materiale   dell'urna   sia
  biodegradabile;

   c)  conservata all'interno dei cimiteri in appositi luoghi  a  ciò
  destinati;

   d) consegnata al soggetto affidatario indicato in vita dal defunto
  all'atto della scelta dell'affido.

   4. La consegna dell'urna cineraria, agli effetti dell'articolo 343
  del  regio  decreto  27  luglio 1934, n. 1265,  deve  risultare  da
  apposito verbale redatto in tre esemplari, dei quali:

   a) il primo conservato dal responsabile del servizio cimiteriale;

   b) il secondo conservato da chi prende in consegna l'urna;

   c) il terzo trasmesso all'ufficio di stato civile.

   5.  Il secondo esemplare del verbale di cui al comma 4 deve essere
  consegnato  da  chi  prende in consegna l'urna  all'incaricato  del
  servizio  di  custodia  del cimitero in cui  vengono  custodite  le
  ceneri e da questi conservato.

   6.   Il   trasporto  delle  ceneri  non  è  soggetto  alle  misure
  precauzionali  igieniche  previste per il  trasporto  delle  salme,
  salvo diversa indicazione dell'autorità sanitaria.

   7.  Ogni cimitero deve avere un cinerario comune come previsto dal
  comma   6  dell'articolo  80  del  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica  10  settembre  1990, n.  285,  per  la  raccolta  e  la
  conservazione collettiva delle ceneri provenienti dalla  cremazione
  delle  salme per le quali sia stata espressa la volontà del defunto
  di  scegliere tale forma di dispersione dopo la cremazione,  oppure
  per  le  quali  i familiari del defunto non abbiano  provveduto  ad
  altra destinazione.

   8. Il cinerario di cui al comma 7, costruito in muratura oppure in
  lamiera,  è conformato in modo idoneo al contenimento di  materiale
  sfuso  e  munito di dispositivo per il prelievo delle ceneri  dalla
  parte opposta a quella della loro immissione.

   9. L'ufficiale di stato civile può autorizzare la cremazione delle
  salme  inumate  da  almeno dieci anni e tumulate da  almeno  venti,
  previo  consenso  dei  familiari. In  caso  di  irreperibilità  dei
  familiari,  il  comune  autorizza  la  cremazione  dei  resti   non
  interamente    scheletrizzati   decorsi   trenta    giorni    dalla
  pubblicazione nell'Albo pretorio di uno specifico avviso.

   10.  Per  la  cremazione  di resti mortali  non  è  necessaria  la
  documentazione di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 79  del  decreto
  del  Presidente  della  Repubblica 10  settembre  1990,  n.  285  e
  successive modifiche ed integrazioni».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  2.1:

   «Al  comma 1 dopo le parole  10 settembre 1990, n. 285  aggiungere
  le  seguenti   e  successive  modifiche  ed  integrazioni  e  dalla
  presente legge .
   I commi 9 e 10 sono soppressi».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                  «Art. 3.
                     Affidamento  ai  familiari  e  dispersione
          delle ceneri

   1. La volontà della persona per l'inumazione o la tumulazione o la
  dispersione  o l'affidamento delle proprie ceneri ai familiari  può
  essere manifestata in vita in uno dei seguenti modi:

   a) con disposizione testamentaria;

   b)   mediante   disposizione  olografa   depositata   presso   una
  associazione  che abbia tra i propri fini statutari  la  cremazione
  dei cadaveri degli associati.

   2.  In mancanza di disposizione testamentaria o di qualsiasi altra
  espressione   di   volontà  scritta  da  parte  del   defunto,   la
  conservazione  delle  ceneri negli appositi  luoghi  cimiteriali  è
  rimessa alla volontà:

   a) del coniuge;

   b)  del parente più prossimo ai sensi degli articoli 74 e seguenti
  del  Codice  Civile e, in caso di concorrenza di più parenti  nello
  stesso grado, della maggioranza degli stessi;

   c) del convivente, in quanto non vi siano o non si oppongano altri
  aventi titolo;

   d) del tutore di minore o interdetto.

   3.  Nel  rispetto della volontà del defunto, la dispersione  delle
  ceneri è consentita:

   a) in aree a ciò destinate all'interno dei cimiteri;

   b) in aree private;

   c) in natura.

   4.  La dispersione delle ceneri in natura è libera ed è consentita
  nei seguenti luoghi:

   a)  in  montagna,  a  distanza di almeno 200  metri  da  centri  e
  insediamenti abitativi;

   b) in mare o nei laghi, a distanza di oltre 100 metri dalla riva;

   c) nei fiumi;

   d)   negli  altri  luoghi  individuati  nell'ambito  degli   spazi
  cimiteriali.

   5.  La  dispersione in mare, nei laghi, nei fiumi e in altri corsi
  d'acqua è consentita nei tratti liberi da manufatti e da natanti.

   6.  La  dispersione in aree private deve avvenire al di fuori  dei
  centri abitati, all'aperto, con il consenso dei proprietari  e  non
  può dar luogo ad attività aventi fini di lucro.

   7. La dispersione delle ceneri è, in ogni caso, vietata nei centri
  abitati, come definiti dalla vigente legislazione.

   8. La dispersione delle ceneri è eseguita dalle seguenti persone:

   a)  dalla  persona  indicata dal defunto in apposita  disposizione
  testamentaria;

   b) dal coniuge;

   c)  da  altro familiare avente diritto, ai sensi della lettera  b)
  del comma 2;

   d) dal convivente, in quanto non vi siano o non si oppongano altri
  aventi titolo;

   e) dall'esecutore testamentario;

   f) in caso di iscrizione del defunto ad una associazione che abbia
  tra  i  propri  fini  statutari la cremazione  dei  cadaveri  degli
  associati, dal rappresentante legale dell'associazione o da un  suo
  delegato;

   g) dal personale autorizzato dal comune.

   9.  In  caso  di  affidamento delle ceneri  ad  un  familiare,  le
  modalità  di  consegna,  custodia  e  controllo  sono  definite  da
  appositi   regolamenti  comunali  con  l'osservanza  delle   tutele
  previste  dal secondo comma dell'articolo 343 del regio decreto  27
  luglio 1934, n. 1265.

   10.  Resta  valida  la  possibilità  di  rinuncia  all'affidamento
  dell'urna  da parte del soggetto indicato dal defunto. La  rinuncia
  all'affidamento deve risultare da dichiarazione resa  all'ufficiale
  dello stato civile che ha autorizzato la cremazione.

   11. L'affidatario indicato dal defunto che, anche dopo la consegna
  dell'urna,   rinunci  all'affidamento  o  l'incaricato   che,   per
  sopravvenuti  motivi, non effettui la dispersione delle  ceneri  ha
  l'obbligo di:

   a)  comunicare la sua decisione alla autorità pubblica  che  aveva
  autorizzato l'affidamento e la dispersione;

   b)  fare  custodire  le  ceneri, quale  destinazione  finale,  nel
  cinerario comune del cimitero.

   12.   Se,  per  qualsiasi  motivo,  non  sia  possibile  procedere
  all'affidamento personale, le ceneri sono conferite  nel  cinerario
  comune di cui al comma 7 dell'articolo 2».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  3.1:

   «Sopprimere i commi 1, 2, 8, 9, 10 e 11».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                             Piano regionale di coordinamento

   1.  Per  dare attuazione a quanto disposto dall'articolo  6  della
  legge  30 marzo 2001, n. 130, entro sei mesi dalla data di  entrata
  in  vigore  della presente legge la Giunta regionale,  su  proposta
  dell'Assessore regionale competente, approva il Piano regionale  di
  coordinamento  per  la  realizzazione dei crematori  da  parte  dei
  comuni,    anche    in    associazione   tra    essi,    contenente
  l'identificazione  dei bacini di utenza, corredato  dalle  relative
  norme di attuazione.

   2.  Il Piano prevede un'ubicazione degli impianti crematori capace
  di  assicurare  servizi  rapidi  ed economici  alla  popolazione  e
  disciplina  la creazione di cinerari comuni e di strutture  per  il
  commiato.

   3.  I  crematori devono essere realizzati all'interno  delle  aree
  cimiteriali  esistenti o di ampliamenti delle stesse. Nel  caso  di
  aree  di  nuovo impianto e con destinazione specifica, è  possibile
  ridurre  le  fasce  di  rispetto  a  50  metri.  Non  è  consentito
  l'utilizzo di crematori mobili.

   4. I crematori possono essere realizzati e gestiti, anche in forma
  associata,   dai   comuni,   con   il  coinvolgimento,   attraverso
  convenzioni o concessioni, degli enti morali e/o delle associazioni
  senza  fini  di  lucro che abbiano tra i propri fini  statutari  la
  cremazione dei cadaveri degli associati.

   5.  La  Regione  prevede  interventi finanziari  per  favorire  la
  realizzazione di impianti crematori e di cinerari comuni,  a  norma
  del  comma  6  dell'articolo 80 del decreto  del  Presidente  della
  Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.

   6.  Gli  interventi  finanziari sono,  altresì,  finalizzati  alla
  realizzazione,  all'interno dei recinti cimiteriali,  dei  giardini
  della  memoria', aree destinate alla dispersione delle  ceneri,  da
  mantenere  verdeggianti, durante l'alternarsi  delle  stagioni,  in
  omaggio ai defunti.

   7.  Le  aree di cui al comma 6 devono essere opportunamente curate
  dal  punto  di  vista  agronomico,  per  evitare  l'insorgenza   di
  inquinamento e l'alterazione dell'equilibrio ecologico del suolo».
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  4.1:
   «Al   comma  1  le  parole   contenente  l'identificazione    sono
  sostituite dalle seguenti  contenente l'individuazione .
   Al  comma 3 il periodo  Nel caso di aree di nuovo impianto  e  con
  destinazione specifica, è possibile ridurre le fasce di rispetto  a
  50 metri' è soppresso».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                     «Art. 5.
                        Senso  comunitario della morte e  spazi
         per il commiato

   1.  Affinché  non  sia perduto o affievolito il senso  comunitario
  della morte, ogni comune cura che in seno al giardino della memoria
  sia  reso  disponibile  all'utenza un  archivio  informatico  delle
  biografie  dei defunti, adiacente al cinerario comune previsto  dal
  comma   6  dell'articolo  80  del  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.

   2.  Nell'archivio di cui al comma 1 può assegnarsi uno spazio  per
  l'inserimento  di  cenni  biografici  e  di  immagini,  secondo  la
  normativa  predisposta dall'amministrazione comunale. Le inserzioni
  sono  autorizzate, previo esame ed approvazione  da  parte  di  una
  apposita  commissione, con procedure analoghe a quelle attinenti  i
  tradizionali epigrammi e le strutture sepolcrali.

   3.  Al  fine  di  consentire forme rituali di  commemorazione  del
  defunto  e  un dignitoso commiato anche nel caso di cremazione,  la
  Regione  promuove la realizzazione, da parte dei comuni,  anche  in
  forma associata, di spazi per il commiato.

   4.  Per spazi per il commiato si intendono luoghi, all'interno del
  cimitero,  anche attigui al crematorio, nei quali  sono  deposti  i
  feretri  e  si svolgono riti di commiato nonché gli spazi  pubblici
  idonei ai funerali civili.

   5.  La realizzazione di spazi per il commiato comporta il servizio
  di  un  cerimoniere adeguatamente formato, con i criteri scaturenti
  dalla realizzazione dei provvedimenti regionali di cui all'articolo
  8.

   6.  Il Piano regionale di coordinamento prevede l'allestimento  di
  spazi per il commiato per ogni nuovo crematorio».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Art. 6.
                                 Informazione ai cittadini

   1.  La  Regione  promuove campagne informative per  diffondere  la
  conoscenza  delle  diverse pratiche funerarie  e  per  favorire  la
  scelta della cremazione. Specifiche e dettagliate informazioni sono
  destinate  alla  cremazione, all'affidamento delle  ceneri  e  alle
  modalità   di   dispersione  o  conservazione  delle  stesse,   con
  particolare riguardo all'equilibrio ecologico del territorio e alla
  tutela dell'ambiente».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Art. 7.
                               Cremazione di indigenti

   1.  Nel  caso di indigenza accertata del defunto, gli oneri  e  le
  spese derivanti dalla cremazione e dagli adempimenti cimiteriali ad
  essa  connessi sono sostenuti, conformemente alle normative statali
  e  nei limiti delle ordinarie disponibilità di bilancio, dal comune
  di  ultima residenza del  defunto, indipendentemente dal luogo  nel
  quale avviene la cremazione, sulla base delle tariffe stabilite dal
  regolamento comunale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                                   Provvedimenti regionali

   1.  Entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  la  Giunta regionale, su proposta dell'Assessore  regionale
  competente, definisce:

   a) le modalità e i casi in cui deve essere effettuata la rimozione
  di  protesi,  anche  elettroalimentate,  su  cadaveri  destinati  a
  cremazione;

   b) le modalità di tenuta dei registri cimiteriali comunali;

   c)  i requisiti formativi e i piani di formazione obbligatori  per
  il  personale dei crematori e per i cerimonieri degli spazi per  il
  commiato;

   d)  i  livelli  informativi  minimi  che  le  strutture  sanitarie
  regionali,  i comuni, le associazioni e gli operatori  privati  che
  operano  nel  settore  funerario  devono  assicurare  ai  cittadini
  riguardo  ai  costi  medi  delle  diverse  forme  di  funerale,  di
  sepoltura e di destinazione delle ceneri».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Art. 9.
                          Norma finanziaria

   1.  Per  l'attuazione della presente legge è autorizzata,  per  il
  triennio  2010-2012, la spesa complessiva annua di 500 migliaia  di
  euro,  di  cui  440  migliaia di euro per  la  realizzazione  degli
  impianti   crematori  e  60  migliaia  di  euro  per  le   campagne
  informative,  cui  si  fa  fronte  a  valere  sui  fondi   previsti
  dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002,  n.
  2, in favore degli enti locali».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Art. 10.
                          Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto che la votazione finale del disegno di legge numero  468/A
  avverrà successivamente.


   Presidenza del presidente Cascio


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme di proroga
               degli sportelli multifunzionali» (592/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge numero 592/A «Norme in materia di sportelli multifunzionali»,
  posto al numero 3).
   Ricordo  che  nella seduta n. 193 del 4 agosto  scorso  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Comunico   che,   secondo  il  programma  dei  lavori   deliberato
  all'unanimità   dalla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, nella riunione del 28 luglio 2010, comunicato in Aula
  nella  seduta  n. 190, di pari data, in riferimento al  disegno  di
  legge   n.  592   Norme  in  materia  di  proroga  degli  sportelli
  multifunzionali ,  si  procederà  all'esame  esclusivamente   delle
  disposizioni  di  proroga  dei progetti attuativi  degli  sportelli
  multifunzionali,  e  cioè  dei commi 4,  5  e  7  dell'articolo  1,
  conseguentemente riformulato, con i relativi emendamenti.
   Le  disposizioni  contenute negli altri commi e  tutti  gli  altri
  emendamenti  contenuti  nel fascicolo sono  quindi  trasmessi  alla
  competente  Commissione di merito per essere esaminati in  autonomo
  disegno di legge.

   CRACOLICI. Cosa ha stralciato, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Tutto  quello  che  non  riguarda  la  proroga  degli
  sportelli multifunzionali.
   Posso rileggere, se volete, la comunicazione:
    Secondo  il  programma dei lavori deliberato all'unanimità  dalla
  Conferenza  dei  Capigruppo, nella riunione  del  28  luglio  2010,
  comunicato in Aula nella seduta n. 190 di pari data, in riferimento
  al  ddl  n.  592   Norme  in  materia di  proroga  degli  sportelli
  multifunzionali ,  si  procederà  all'esame  esclusivamente   delle
  disposizioni  di  proroga  dei progetti attuativi  degli  sportelli
  multifunzionali,  e  cioè  dei commi 4,  5  e  7  dell'articolo  1,
  conseguentemente riformulato, con i relativi emendamenti.
   Le  disposizioni  contenute negli altri commi e  tutti  gli  altri
  emendamenti  contenuti  nel fascicolo sono stralciati  e  trasmessi
  alla  competente  Commissione di merito  per  essere  esaminati  in
  autonomo disegno di legge .

   LEANZA  NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  del
  lavoro. Signor Presidente, volevo sottolineare che il comma 1, così
  come  anche il comma 2, sono stati esaminati in Commissione e  sono
  assolutamente attinenti rispetto allo stesso sistema.
   Il comma 1, è certamente attinente agli sportelli multifunzionali.

   PRESIDENTE.  Il  comma  1  è  stato  riformulato,  l'ho  letto,  e
  rimangono in vita i commi 4, 5, 7 e l'1, come riformulato.

   CRACOLICI. E' una norma di risparmio.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor  Presidente,   io  apprendo   con   profondo
  rammarico  questa  sua ipotesi e la prego di volerla  riconsiderare
  perché  il  comma 6 che attiene al mio dipartimento   Istruzione  e
  formazione  professionale   è  già  passato  dalla  Commissione  di
  merito, è stato discusso ed è stato pure approvato.
   Si  tratta di un comma che si riferisce ad una materia che è stata
  discussa  sia in quinta Commissione  sia in Commissione Bilancio  e
  per  questo è stata ricompresa nel testo del disegno di  legge.  La
  prego,  quindi,  se  possibile, di  non  stralciare  le  parti  già
  discusse  nelle  Commissioni perché sarebbe un atto  superfluo  dal
  momento  che, ripeto, le stesse ne hanno discusso e hanno  espresso
  il loro parere.
   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di  legge
  in  questione  costituisce in tutti i suoi commi un unicum  e,  per
  quanto  attiene gli sportelli multifunzionali, sicuramente i  commi
  da 1 a 5 hanno una premianza specifica.
   Il  comma 6, che intende riportare alla costituzione originaria la
  dotazione  del Fondo della formazione professionale per  consentire
  la  copertura del PROF, mira ad interdire alcune procedure di messa
  in  mobilità  che  alcuni enti hanno posto  in  essere,  stante  la
  carenza finanziaria del fondo destinato a questo tipo di attività.
   Signor  Presidente,  il  testo  è  stato  esaminato  dalla  quinta
  Commissione  e  dalla Commissione Bilancio e c'è coerenza  assoluta
  nel  testo:  trattandosi  di  interventi  integrati,  sportelli   e
  formazione molto spesso sono gestiti dagli stessi enti e  rischiamo
  di  mettere a dura prova la sopravvivenza di enti e, quindi, c'è la
  fondata  preoccupazione anche per il lavoro di alcuni lavoratori  -
  finora  sono 80, ma diventeranno forse 350, 400 - i quali rischiano
  di essere messi in mobilità.
   La  decisione  si intesta alla sua persona e al suo  ruolo,  anche
  perché  la  scelta fatta di inserire questa integrazione nel  fondo
  del  PROF discende dal fatto che un progetto che attingeva a  fondi
  extraregionali  è  stato, ahimè, bocciato dalla  Corte  dei  conti.
  Pertanto,  si  rischia veramente di mettere in mobilità  circa  400
  persone  se non si provvede con questa integrazione finanziaria  di
  un  capitolo che afferisce  sicuramente ad un'attività coerente con
  la legge stessa.
   Le  Commissioni si sono pronunziate, sia quella di merito  sia  la
  Commissione Bilancio, e il Governo è consapevole di questa  scelta;
  tutto  il  Parlamento ha preso parte in quanto le  due  Commissioni
  congiunte hanno avuto un incontro con i rappresentanti degli  enti,
  con i rappresentanti sindacali dei lavoratori e, tutti insieme,  si
  è addivenuti a questa scelta unanime delle due Commissioni insieme.
  Pertanto,  la  prego di volere ritornare sulla  sua  scelta  perché
  onestamente non se ne vedono i motivi.
   Siamo  di  fronte  ad una integrazione finanziaria,  non  ci  sono
  scelte nuove rispetto al passato.
   La  finalità è solo quella di impedire che il personale sia  messo
  in  mobilità,  stante  la carenza del fondo;  il  personale  doveva
  transitare su fondi extraregionali e questo non è stato, purtroppo,
  possibile  a  causa della bocciatura del progetto  da  parte  della
  Corte dei conti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  io  mi  devo  scusare  perché  sono
  arrivato  in ritardo e quindi non ho ascoltato la sua comunicazione
  circa i commi da stralciare.
   Onorevole Dina, ad adiuvandum le rivolgo un complimento, se le può
  essere  utile. Circa lo stralcio da parte della Presidenza  per  la
  copertura dei 4 milioni di euro, voglio solo ricordare che al  pari
  della  necessità  che  questa sera l'Aula ha di  intervenire  sugli
  sportelli multifunzionali perché rischiamo di mandare a casa  1.800
  persone, la stessa identica cosa avviene per quanto riguarda  altre
  categorie parimenti coperte, come gli sportelli multifunzionali, da
  una legge della Regione, la numero 24.
   Signor Presidente, è accaduto che, a causa del fatto che in questi
  due  anni c'è stato, diciamo così, un po' di subbuglio, un  po'  di
  maretta  all'Assessorato Lavoro, vista l'alternanza degli assessori
  al  ramo  e quindi non c'è stata la possibilità di programmare  per
  tempo  la  copertura  finanziaria necessaria a  quanto  prevede  la
  legge,  per colpe che i lavoratori non hanno e in forza di  diritti
  che,  invece, i lavoratori hanno, oggi ci troviamo di  fronte  alla
  reale,  concreta  possibilità che, per colpe non loro,  ma  per  la
  mancata  copertura  finanziaria circa la previsione  di  spesa  che
  grava sulla Regione, in forza di una legge regionale, la legge  24,
  non  essendoci la copertura finanziaria adeguata, ma a fronte delle
  spese  obbligatorie,  si  è provveduto,  al  pari  degli  sportelli
  multifunzionali, vista l'esigenza estrema e il pericolo estremo che
  vadano a casa 400 persone, a dare copertura finanziaria - parziale,
  per giunta - con questo provvedimento.
   Il  provvedimento è stato esitato, come ha detto il collega  Dina,
  sia  dalla quinta Commissione sia dalla Commissione Bilancio e  non
  poteva  essere altrimenti, signor Presidente, perché non si  tratta
  di  finanziamenti aggiuntivi richiesti per fare chissà che cosa, ma
  di una somma che doveva essere allocata in bilancio ad inizio anno,
  una  somma  insufficiente perché l'assessore per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, in Commissione ieri ha chiesto  una
  copertura maggiore  per il piano.
   Non si tratta, dunque, di avere più soldi per coprire il piano, ma
  di  mettere  i  soldi per riconoscere a quegli enti e  al  relativo
  personale  che  ne  aveva diritto e che erroneamente  non  è  stato
  riconosciuto,  nonostante  questi enti siano  stati  sottoposti  ai
  controlli  di  legittimità  previsti, da parte  dell'Assessorato  e
  degli   uffici  periferici,  per  verificare  la  congruità   delle
  richieste, controlli che sono stati effettuati, certificati e  che,
  quindi,  hanno  portato alla definizione di  una  cifra  pari  a  4
  milioni di euro per il giusto riconoscimento a questo personale.
   In  più,  signor   Presidente, le dico che -  lo  chiarirà  meglio
  l'Assessore  per  il  lavoro  -  ci vorranno  altri  soldi  per  la
  copertura della legge 24. Pertanto, la invito a recedere sulla  sua
  decisione   perché   significherebbe  mandare   a   casa   parecchi
  lavoratori.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente, signori deputati, vorrei spiegare
  all'Assemblea come nasce la richiesta di questi 4 milioni  di  euro
  integrando sia l'intervento dell'onorevole Formica sia l'intervento
  dell'onorevole Dina.
   Quando  io  mi  sono  trovato a definire il  piano  di  formazione
  professionale avevo una cifra già indicata, accanto ad  essa  c'era
  la previsione di un piano che corrispondeva appunto alla cifra.
   Questa  cifra  veniva  ad  essere calcolata  tenendo  conto  degli
  aumenti  salariali,  di  una  misura detta   futuro  semplice   che
  avrebbe dovuto assorbire 400 esuberi ed ancora di una cifra che era
  stanziata.
   Nella  realtà,  a questa cifra stanziata al momento  del  bilancio
  sono  stati  tolti 6 milioni, gli aumenti salariali non sono  stati
  considerati e questa misura  futuro semplice , che doveva servire a
  riassorbire  un  particolare nucleo di  lavoratori  come  ricordava
  l'onorevole  Formica, non è scattata perché la Corte dei  conti  ha
  posto  dei  rilievi.  Stiamo provvedendo, insieme  con  l'assessore
  Leanza  -  si  trattava  di  un  avviso  interdipartimentale  -   a
  ripresentarla.
   Da  qui  nasce  la  necessità, fermo restando  la  possibilità  di
  cercare di riassorbire con delle economie il taglio di bilancio che
  c'è  stato, ferma restando la necessità di discutere con  gli  enti
  l'eventuale  integrazione  degli  oneri  contrattuali,  anche   qui
  sperando  in  altre economie di gestione. Nasce,  però,  l'assoluta
  necessità  di  finanziare  questi  lavoratori  dell'ex  Corap   che
  sarebbero   dovuti   entrare  nell'avviso  e   che   sono   rimasti
  sostanzialmente in mobilità senza stipendio.
   Mi  permetto di dire che non si tratta, quindi, di un'integrazione
  fatta   così  senza  un  fine  prestabilito,  non  si   tratta   di
  un'integrazione  fatta senza che ci siano dei soggetti  destinatari
  precisi.  Si  tratta  di una somma che, per la  verità,  era  stata
  chiesta  in  misura  maggiore  rispetto  a  quella  che,  poi,   la
  Commissione  ovviamente, a secondo delle sue esigenze, ha  ritenuto
  di   potere  dare  e  che  serve  unicamente  a  questo  nucleo  di
  lavoratori,  in attesa che questi possano essere riassorbiti  dalla
  riproposizione dell'avviso interdipartimentale che prende  il  nome
  in gergo di  futuro semplice .
   Signor  Presidente, la prego - ripeto, ovviamente  la  mia  è  una
  richiesta, lascio poi a lei la decisione finale - di non stralciare
  questa norma perché ci metterebbe in seria difficoltà creando,  tra
  l'altro,  una disparità tra lavoratori, perché, ipoteticamente,  ci
  sarebbero i lavoratori degli sportelli che ricevono questi stipendi
  mancati  e  i  lavoratori della formazione messi  in  esubero  che,
  invece,  si  vedrebbero, in  qualche modo, penalizzati rispetto  ad
  una ipotesi che era stata assicurata come prestabilita.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me ne vogliano
  né  lei, né i colleghi, né chi ci collabora nel Parlamento in  modo
  eccezionale  ogni  giorno.  Io credo  che  lei  debba  prendere  in
  considerazione,  insieme  ai presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,
  anche l'eventualità di riunirci la settimana prossima perché, da un
  lato,  sotto il profilo politico, si attende in queste ore il  varo
  della  nuova Giunta di cui da circa 60 giorni sentiamo parlare  sui
  giornali, non si sa bene secondo quale principio, o se e quando con
  l'accordo politico.
   In  secondo  luogo, mi preme sottolineare che lei questa  sera  ha
  ripristinato le regole nel Parlamento perché fino a ieri  -  gliene
  ho raccontato una parte, poi non so se gli uffici le hanno riferito
  -,  nella  legge  sulle  carcasse è stato  inserito  un  comma  che
  riguarda un'operazione economica rilevante sugli ATO rifiuti -  non
  so  se  lei  ne è al corrente -  tipicamente, non voglio utilizzare
  termini arabi nei confronti di chi queste cose le ha votate, le  ha
  volute,  superando  tutte  le  questioni  che  riguardano  sia   il
  Regolamento sia il buon andamento del Parlamento
   Lei  ha  fatto  una  scelta  giusta,  corretta  sotto  il  profilo
  regolamentare, che io condivido pienamente. Peraltro, mi  pare  che
  il  nostro  Gruppo  sia  l'unico che ha presentato  emendamenti  e,
  quindi, dovremmo rinunciare a tutti quei princìpi che abbiamo messo
  a disposizione del Parlamento.
   Però,  prima  delle decisioni che lei vorrà prendere,  vorrei  che
  tenesse in considerazione non solo  queste quisquilie, in quanto si
  parla  di  questo, non esistono solo la formazione o gli  sportelli
  multifunzionali, esistono anche i forestali, e 20 milioni  di  euro
  vengono  presi da quel capitolo. Esiste tutta un'altra  schiera  di
  soggetti  che, in questo momento, non solo non ha ancora  percepito
  lo  stipendio di agosto o settembre, ma non ha percepito neanche lo
  stipendio di febbraio e dove gli interventi della Regione da  porre
  in  essere sono molto più urgenti rispetto a quello qui prospettato
  oggi.  Non  credo  che  un'azione di affezione  parlamentare  possa
  prevaricare  nei  confronti di altri lavoratori  che  aspettano  lo
  stipendio da questa Regione.
   Pertanto,  la prima proposta, signor Presidente, innanzi  tutto  è
  che  si  ritorni in Commissione Bilancio - per carità, si può  fare
  anche nella giornata odierna - per  rimodulare i 20 milioni di euro
  che  sono  stati  sottratti  dal  capitolo  della  forestale,  anzi
  dall'Azienda, esattamente dall'antincendio.
   Gli  ultimi  articoli di stampa sul fatto che  mezza  Sicilia  sta
  bruciando  mi  pare  di  averli  letti  oggi,  e  non  vorrei   che
  l'emergenza poi ci costringesse a dovere correre in Assemblea  alla
  fine  di  questo mese  Nei nostri emendamenti abbiamo indicato  una
  serie  di  capitoli di cui ritengo si possa fare a meno  in  questi
  mesi,  anzi  dai quali ritengo si possa attingere per  fare  fronte
  agli impegni.
   Noi  siamo d'accordo con la sua decisione di volere rispettare  le
  norme  del  Regolamento  per  il buon  andamento  dell'Istituzione.
  Tuttavia, in via subordinata, considerate le sue dichiarazioni e le
  sue  decisioni, nell'eventualità che lei, signor Presidente, voglia
  rimettere  in  campo qualsiasi norma - non solo quelle  scritte  ma
  anche  quelle ipotizzabili - le chiedo di rinviare questo testo  in
  Commissione e, nel giro di un'ora, ritornare in Aula con  un  testo
  condiviso e, soprattutto, con una copertura finanziaria che non sia
  a discapito di un altro comparto, quale quello dei forestali.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  convoco  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  presso  il  mio
  studio.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.42, è ripresa alle ore 19.05)


   Presidenza del presidente Cascio


        Commemorazione della signora Elvira Giorgianni Sellerio

           (Tutti i deputati in piedi ascoltano in silenzio)

   PRESIDENTE. Il Parlamento regionale siciliano vuole dare  l'ultimo
  saluto  alla  signora  dell'editoria  italiana,  Elvira  Giorgianni
  Sellerio, scomparsa martedì scorso all'età di 74 anni.
   La  scomparsa di Elvira Sellerio lascia un vuoto incolmabile nello
  scenario  culturale siciliano e italiano. E' stata  per  la  nostra
  città  e per questa terra un punto di riferimento perché ha  saputo
  investire sui valori della cultura ed ha valorizzato e promosso nel
  mondo  il miglior volto della Sicilia, grazie alla sua lungimirante
  capacità di fare impresa.
   La  casa  editrice  che la Sellerio ha fondato, ha  costituito  un
  esempio   emblematico   e  straordinario   di   sana   e   proficua
  imprenditoria,   in   un'Isola   dove,   a   causa   delle    molte
  contrapposizioni  e delle tante problematiche,  è  spesso  faticoso
  rimanere  competitivi  e  non  arrendersi  ad  un  contesto  socio-
  economico  non  sempre  facile  da  gestire.  Una  donna  che   con
  intelligenza,  sensibilità e tenacia ha  creduto  nella  Sicilia  e
  nella forza della cultura.
   Elvira  Sellerio rimane per tutti noi un esempio da seguire perché
  la  sua  sensibilità, le sue grandi doti morali e umani  e  le  sue
  inestimabili  capacità hanno portato in alto l'immagine  dell'Isola
  ed Ella ha dimostrato come sia possibile fare impresa anche qui.
   Da  quest'Aula, quindi, quale giusto tributo al grande  patrimonio
  culturale ed umano che ci ha lasciato, giungano ai familiari le più
  sentite condoglianze, insieme al ricordo indelebile e commosso  che
  conserveremo di lei.

                              (Applausi)


   Presidenza del presidente Cascio


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge  «Norme
                              di proroga
               degli sportelli multifunzionali» (592/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del disegno di
  legge    numero   592/A   «Norme   di   proroga   degli   sportelli
  multifunzionali».
   La  Presidenza, sulla scorta delle decisioni assunte in precedenza
  dalla  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  si  era
  determinata  a  stralciare i commi dell'articolo 1 del  disegno  di
  legge  in discussione non strettamente riguardanti la proroga degli
  sportelli multifunzionali.
   Senonché,  alla  luce di quanto emerso dopo i chiarimenti  forniti
  dal Governo in Aula e ribaditi nel corso della nuova riunione della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari testé  tenutasi,
  quest'ultima  ha  deliberato  perché si  proceda  alla  discussione
  dell'intero articolo 1, comprensivo quindi dei commi in questione.
   Questa  Presidenza, per parte sua - essendo già  stato  votato  il
  passaggio  dell'esame degli articoli -, ha acceduto  a  tale  nuova
  determinazione  tenuto  conto  del  convinto  e  unanime   consenso
  manifestato   dalla   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari,   circostanza   che,   quale   situazione   nuova   e
  sopravvenuta, consente alla Presidenza, ai sensi dell'articolo  111
  del Regolamento interno, di apprezzare favorevolmente il deliberato
  emerso nell'odierna riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  in forza della mutata copertura finanziaria proposta dal Governo.
   Si  passa,  pertanto, alla discussione dell'articolo  1.  Comunico
  che,  al riguardo, è stato presentato un emendamento relativo  alla
  modifica della copertura finanziaria.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  considerata  la
  determinazione   della   Conferenza  dei  presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, a cui ha partecipato il nostro capogruppo,  onorevole
  Leontini,  e  lo  spirito  di  collaborazione,  e  considerato  che
  l'emendamento  che  il Governo si appresta a presentare,  a  nostro
  avviso  anche  se  non  del  tutto  soddisfacente  dell'azione  che
  volevamo  svolgere,  ma  la disponibilità del  Governo  è  un  buon
  segnale,  informo che gli emendamenti presentati  a  mia  firma  al
  disegno  di  legge  sono tutti ritirati, eccetto l'emendamento  che
  prevede, per il comma 1, la rendicontazione degli sportelli da 12 a
  18 mesi.
   E'  l'unico emendamento che rimane in piedi e spero che il Governo
  accolga  questa  proposta  del nostro  Gruppo  parlamentare.  Nella
  sostanza,  chiediamo  che  la  rendicontazione,  peraltro  un  buon
  segnale per questa nuova fase considerato che è la prima volta  che
  si fissa un termine - poi possiamo rivederlo negli anni a venire  -
  di 18 mesi, almeno nella prima fase riteniamo indispensabile per la
  rendicontazione degli sportelli multifunzionali.

   PRESIDENTE. Quindi rimane l'emendamento 1.3, a sua firma:
   «Al  comma  1 sostituire le parole  entro 12 mesi  con   entro  18
  mesi ».
   L'Assemblea  prende atto del ritiro di tutti gli altri emendamenti
  a sua firma.

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sento   di
  esprimere   apprezzamento  all'emendamento  perché   già   comunque
  fissiamo dei tempi certi rispetto alla rendicontazione. Quindi, c'è
  il parere favorevole del Governo.
   Vorrei  altresì  sottolineare che mi farò cura  di  tramutare  gli
  emendamenti che l'onorevole Mancuso, insieme ad altri colleghi,  ha
  presentato  e  che rientrano in qualche modo nella voce   politiche
  attive  del  lavoro ,  in una direttiva da inviare  agli  sportelli
  multifunzionali  rispetto  alle tante cose  interessanti  che  sono
  state dette e che, comunque, fanno parte già del ruolo che svolgono
  gli sportelli multifunzionali ma che, in ogni caso, possono aiutare
  ulteriormente nel rendere il servizio più efficiente e più efficace
  proprio in relazione all'attività degli sportelli.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  in  considerazione  di   questo
  l'emendamento 1.1 è ritirato, così come gli emendamenti  1.2,  1.4,
  1.5,  1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16,
  1.17,  1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26,  1.27,
  1.28,  1.29, 1.30, 1.31, 1.32, 1.33, 1.34, 1.35, 1.36, 1.37,  1.38,
  1.39,  1.40, 1.41, 1.42, 1.43, 1.44, 1.45, 1.46, 1.47, 1.48,  1.49,
  1.50, 1.51, 1.52 e 1.53.
   Rimane in vita l'emendamento 1.3. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

   LEANZA,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  1.54,
  con cui viene modificata la copertura finanziaria, che così recita:
   «Il comma 7 è così sostituito:

    Agli oneri discendenti dai commi 5 e 6 del presente articolo si
  provvede mediante riduzione delle disponibilità di cui alle
  seguenti UPB per gli importi di seguito indicati:

  - UPB 4.2.2.3.2 (Capitolo 615605)          - 1.000

  - UPB 4.2.1.3.2 (Capitolo 212527)          - 3.000

  - UPB 4.2.1.3.3 (Capitolo 215724)          - 6.000

  - UPB 10.5.1.3.2 (Capitolo 156604)       - 10.000 ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 2. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

                               «Art. 2.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


            Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  n. 360 «Interventi atti a revocare le iniziative adottate dalla
  società  'Sviluppo Italia Sicilia' in merito ad un  bando   per  la
  selezione  di  100  soggetti»,  degli onorevoli  Caputo,  Pogliese,
  Buzzanca, Falcone e Vinciullo;
   -  n.  367  «Misure per evitare il licenziamento dei  tecnici  dei
  Comuni di Catania e Carlentini assunti in forza della legge n.  433
  del 1991», dell'onorevole Vinciullo;
   -  n.  381  «Provvedimenti in favore dei lavoratori  ex  Telecom»,
  degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo;
   -  n.  382  «Provvedimenti urgenti per la proroga del rapporto  di
  lavoro  per  i  1.700 lavoratori degli sportelli  multifunzionali»,
  degli  onorevoli  Caputo, Pogliese, Buzzanca,  Falcone,  Vinciullo,
  Limoli, Bosco e Mancuso;
   -  n. 391 «Tutela delle garanzie occupazionali dei dipendenti  del
  Consorzio autostrade siciliane», dell'onorevole Formica;
   -   n.  392  «Iniziative  volte  ad  impedire  la  chiusura  dello
  stabilimento Keller di Carini e garantire la produzione e i livelli
  occupazionali», degli onorevoli Cracolici, Raia, De Benedictis,  Di
  Guardo,  Panarello, Apprendi, Lupo, Di Benedetto, Faraone, Ferrara,
  Marinello, Galvagno e Vitrano;
   -  n.  393  «Avviamento al lavoro dei vincitori del  concorso  per
  operatore  tecnico  presso l'Assessorato Beni  culturali,  i  quali
  hanno  ottenuto  sentenze  a  loro favorevoli  dinanzi  al  giudice
  amministrativo», dell'onorevole Vinciullo;
   -  n.  394 «Iniziative a favore dei lavoratori part-time ex bacino
  Spatafora», dell'onorevole Caronia;
   -   n.   387   «Iniziative  conseguenti  alla  mobilitazione   per
  l'indizione dei tre referendum in materia di pubblicizzazione delle
  risorse idriche e revoca dei provvedimenti di nomina dei commissari
  nelle  province  per la consegna degli impianti di  distribuzione»,
  degli onorevoli Panepinto, Apprendi, Di Guardo, Digiacomo, Galvagno
  e Termine.
   Si passa all'ordine del giorno n. 360.  Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che 'Sviluppo Italia Sicilia', società partecipata  della
  Regione, ha reso noto di avere pubblicato un bando per la selezione
  di  100 soggetti esterni all'Amministrazione comunale per svolgere,
  con  rapporti  di lavoro a tempo determinato, diverse  funzioni  di
  assistenza,  orientamento e supporto ai soggetti formatori  avviati
  dal competente Assessorato regionale;

   considerato che tale iniziativa non ha altra funzione  che  quella
  di  continuare  a creare nuove forme di precariato a totale  carico
  del  bilancio  regionale,  creando ulteriori  forme  di  assunzioni
  clientelari per mansioni che ben possono essere svolte dagli stessi
  impiegati  regionali o comunque attraverso l'utilizzo di  personale
  precario già retribuito dalla Regione siciliana;

   ritenuto   che,  nonostante  le  indicazioni  più  volte  espresse
  dall'Assemblea  regionale e riprese anche  dalla  Corte  dei  Conti
  circa  la non opportunità di costituire nuovi bacini di precariato,
  la  Giunta  di  Governo continua a disattendere  tali  indicazioni,
  perseverando nell'impegnare risorse regionali per soggetti di nuovo
  precariato;

   ritenuto  altresì  che  la  procedura adottata  è  stata  ritenuta
  irregolare da vari settori dell'Amministrazione regionale,

      impegna il Governo della Regione e, per esso, il competente
                          assessore regionale

   a  revocare  qualunque iniziativa in merito adottata da  'Sviluppo
  Italia Sicilia'». (360)

   Il parere del Governo?

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Il Governo lo accoglie come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 367. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che,  nella notte del 13 dicembre 1990, le  province  di
  Siracusa,  Ragusa e Catania sono state interessate da un devastante
  evento calamitoso, comunemente chiamato 'terremoto di Santa Lucia',
  proprio  perché  verificatosi in occasione  dei  festeggiamenti  in
  onore della Patrona e martire siracusana;

   preso  atto  che  il Parlamento nazionale il 31 dicembre  1991  ha
  approvato la legge n. 433, avente ad oggetto la ricostruzione degli
  immobili  privati e pubblici colpiti e devastati  da  detto  evento
  calamitoso;

   accertato  che  oltre  ai fondi previsti per la  ricostruzione,  i
  comuni  colpiti dal sisma vennero autorizzati ad assumere, a  tempo
  determinato,  dei  tecnici  al fine  di  istruire  le  migliaia  di
  pratiche  che  erano  state presentate nei vari  comuni  delle  tre
  province;

   tenuto conto che:

   nel  dicembre del 2002, la legge finanziaria nazionale autorizzava
  i  comuni colpiti dal sisma del 13 e 17 dicembre 1990 a trasformare
  i  contratti dei tecnici 'de quibus', da tempo determinato a  tempo
  indeterminato;

   la  Regione siciliana ha recepito la legislazione nazionale, tanto
  è  vero  che tutti i sindaci delle province di Siracusa, Catania  e
  Ragusa, hanno proceduto alla stabilizzazione dei tecnici assunti in
  forza  della  legge  n.  433  del 1991 (e  successive  modifiche  e
  integrazioni);

   accertato che soltanto i comuni di Catania e Carlentini  (SR),  ad
  oggi,  non  solo  non  hanno  provveduto  alla  trasformazione  dei
  contratti  in  essere  in  contratti  a  tempo  indeterminato,  ma,
  addirittura,  hanno proceduto illegittimamente al licenziamento  di
  tutti i tecnici di cui in premessa;

   considerato  che  tale comportamento, sicuramente illegittimo,  ha
  creato  un'  odiosa ed insopportabile disparità  di  trattamento  a
  danno  solo  dei  tecnici dei Comuni di Catania e  Carlentini  che,
  oltre  alla mancata stabilizzazione, sono stati costretti a  subire
  un licenziamento ingiusto ed ingiustificato,

                   impegna il Governo della Regione

   1)  ad adottare tutti i provvedimenti utili al fine di ristabilire
  equità  di  trattamento  tra i tecnici  dei  Comuni  di  Catania  e
  Carlentini  e  quelli  dei  rimanenti  comuni  delle  province   di
  Siracusa, Ragusa e Catania;

   2) a nominare ispettori presso i Comuni di Catania e Carlentini al
  fine  di  verificare  quali siano state le  motivazioni  che  hanno
  spinto  le due Amministrazioni a non stabilizzare i tecnici di  cui
  sopra;

   3)  ad  inserire i tecnici dei Comuni di Catania e  di  Carlentini
  esclusi  dalla  stabilizzazione fra coloro i quali potranno  godere
  dei  benefici previsti dalla legge a favore dei lavoratori  precari
  degli  enti  locali  e della Regione, in considerazione  che  detti
  tecnici  hanno  sicuramente almeno gli stessi diritti  dei  PIP  di
  Palermo  che  sono  stati sottratti alla competenza  del  Comune  e
  sottoposti a quella della Regione». (367)

   Il parere del Governo?

   LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali   e
  il lavoro.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione; chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 381. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  si terranno a Salemi (TP) i funerali  di  Francesco
  Gucciardi, dipendente della ex Telecom s.r.l., che dopo 10 anni  di
  cassa  integrazione straordinaria si è tolto la vita in preda  alla
  disperazione e dopo aver avuto notizia della immediata  e  prossima
  scadenza dell'ammortizzatore sociale della cassa integrazione;

   considerato che da oltre 10 anni i circa 150 dipendenti  della  ex
  Telecom  s.r.l. avevano chiesto ai vari Presidenti della Regione  e
  all'Assemblea  regionale  siciliana di attivare  le  procedure  per
  garantire  il  diritto al lavoro di tali operai  specializzati  che
  dopo  tanti  anni  di lavoro sono stati licenziati  e  inseriti  in
  provvedimenti di casa integrazione;

   ritenuto che:

   le  audizioni  presso  quasi  tutte  le  Commissioni  parlamentari
  dell'ARS e gli impegni assunti dai diversi Assessori regionali  con
  preposizione al lavoro non hanno sortito effetto alcuno;

   non  si può assistere inermi e prendere atto dei gesti estremi  di
  disperazione   già  attuati  e  che  quasi  certamente   potrebbero
  ripetersi,  atteso che è assurdo che il Governo della  Regione  non
  trovi  una  soluzione  che  garantisca il  reinserimento  di  detti
  lavoratori altamente specializzati;

   atteso che esistono strumenti legislativi in grado di garantire il
  reinserimento lavorativo di queste persone e che il Governo  ha  il
  dovere di individuare percorsi occupazionali,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  individuare  percorsi  lavorativi per  consentire  l'immediato
  reinserimento,  dopo  una  cassa  integrazione  decennale,  per   i
  cassintegrati della ex 'Telecom s.r.l.'». (381)

   Il parere del Governo?

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Favorevole nei limiti delle competenze del Governo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione; chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 382. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il contratto per i 1700 lavoratori degli sportelli multifunzionali
  è  già  scaduto e che solo alla fine dello scorso mese di giugno  è
  stata concessa una brevissima proroga di un mese;

   se  entro  il  30  luglio 2010 non si provvederà  a  concedere  un
  ulteriore   periodo   di  proroga,  in  attesa   dell'avvio   della
  stabilizzazione,  i 1700 operatori della formazione  perderanno  il
  posto di lavoro;

   considerato che:

   la  mancata programmazione di un'adeguata politica del lavoro  sta
  mettendo  in ginocchio i livelli occupazionali creando  un  elevato
  numero di disoccupati;

   ritenuto che:

   i  1700  lavoratori impiegati presso gli sportelli multifunzionali
  che hanno svolto la loro prestazione lavorativa vanno tutelati;

   la  mancata proroga mette a rischio il diritto al lavoro  di  1700
  persone ed alimenta il rischio di nuova disoccupazione,

                   impegna il Governo della Regione

   ad adottare gli opportuni provvedimenti ed interventi:

   1)  per  consentire un'ulteriore termine di proroga per un periodo
  di tempo maggiore a quello concesso lo scorso mese di giugno;

   2)  per avviare la procedura di stabilizzazione dei predetti  1700
  lavoratori». (382)

   L'ordine  del giorno n. 382 è superato a seguito dell'approvazione
  del disegno di legge n. 592/A.
   Si passa all'ordine del giorno n. 391. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei
  trasporti e del Ministero dell'economia e delle finanze del  luglio
  scorso,  è  stata  statuita  la  decadenza  della  concessione   al
  Consorzio   autostrade  siciliane  (CAS)  per  la   costruzione   e
  l'esercizio  delle  autostrade A 18 Siracusa-Gela,  A  18  Messina-
  Catania  e  A 20 Messina-Palermo, nonché degli ulteriori interventi
  menzionati dall'art. 2, c. 2, della convenzione stessa;

   considerato che:

   il  Consorzio autostrade siciliane (CAS) ha la natura giuridica di
  ente  pubblico  regionale non economico sottoposto  a  controllo  e
  vigilanza  della  Regione, costituito dall'unificazione  (art.  16,
  lett.  b)  della  legge n. 531 del 1982) dei tre distinti  consorzi
  concessionari  ANAS  operanti  in  Sicilia  per  la  costruzione  e
  gestione  delle  suddette autostrade, il che  riconduce  all'ambito
  della  più  generale  disciplina riguardante  il  settore  pubblico
  allargato  della  Regione  e  anche  il  rapporto  di  lavoro   dei
  dipendenti del Consorzio;

   il  predetto decreto interministeriale nulla dispone in ordine  al
  personale   dipendente   del   CAS  e   sulle   relative   garanzie
  occupazionali,

                   impegna il Governo della Regione

   in  esito  alla  soluzione della concessione  sulla  gestione  dei
  tratti  autostradali  a  garantire,  nell'ambito  dei  processi  di
  razionalizzazione   nell'utilizzo  e   nella   ricollocazione   del
  personale del settore pubblico allargato della Regione e delle  sue
  partecipate,  le  medesime  garanzie  occupazionali  assicurate  al
  complesso   degli  addetti  anche  ai  dipendenti   del   Consorzio
  autostrade siciliane (CAS)?». (391)

   Il parere del Governo?

   LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali   e
  il lavoro. E' accolto dal Governo come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 392. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  vertici  aziendali della Keller hanno comunicato,  mediante  il
  nuovo  piano  industriale, la decisione  di  concentrare  tutta  la
  produzione   nella   fabbrica   di   Villacidro   in   Sardegna   e
  contestualmente di chiudere il sito di Carini;

   i  204  lavoratori della Keller si trovano attualmente e  fino  ad
  ottobre  in  cassa integrazione straordinaria in deroga in  seguito
  all'accordo  del  27  gennaio  2010  in  base  al  quale  le  parti
  istituzionali si impegnavano a garantire loro un percorso formativo
  in   prospettiva   della  ripresa  produttiva  e  lavorativa,   con
  l'integrazione   economica  aggiuntiva  all'importo   della   cassa
  straordinaria in deroga;

   l'Assessorato delle attività produttive si è impegnato  altresì  a
  garantire  il monitoraggio della vertenza e dell'effettiva  ripresa
  produttiva, finalizzata al mantenimento occupazionale  di  tutti  i
  lavoratori e, in caso di nuove commesse, ad una distribuzione  equa
  del portafoglio ordini tra Palermo e Cagliari;

   la   vertenza   Keller  negli  anni  ha  avuto  come  protagonisti
  imprenditori   interessati  allo sfruttamento e  alla  speculazione
  sulle  aree  in cui è allocato il sito di Palermo e Carini  anziché
  impegnarsi  alla  redazione di piani industriali  che  contenessero
  scelte  d'investimento atte a garantire la produzione di  materiale
  rotabile, quale vocazione primaria di questi stabilimenti;

   nel  2007 l'imprenditore Piero Mancini, proprietario della  Keller
  dal 2002, in assenza di adeguati investimenti, ha scelto di vendere
  l'azienda ad una società di Bologna, la 'Busi Impianti';

   considerato che:

   manager  dell'azienda hanno dichiarato sulla stampa che Villacidro
  dispone,  rispetto allo stabilimento di Carini, di  caratteristiche
  infrastrutturali  superiori  ed  una  capacità  di  raddoppiare  le
  attività  produttive con investimenti minori,  elementi  che  hanno
  visto  la  Regione  Sardegna soggetto attivo,  mentre,  la  Regione
  siciliana nulla avrebbe fatto per trattenere l'azienda;

   sempre  dalle dichiarazioni dei vertici dell'azienda  si  apprende
  dell'esistenza di accordi di 'partnership' con altre società  anche
  estere per la realizzazione di impianti fotovoltaici;

   ritenuto che:

   in  Sicilia da tempo è in atto un processo che può determinare gli
  effetti    di   una   complessiva   desertificazione   industriale,
  cancellando  centinaia di posti lavoro e azzerando  professionalità
  che andrebbero valorizzate e migliorate nei processi di innovazione
  tecnologica se vi fosse una precisa strategia industriale,

                   impegna il Governo della Regione

   a  mettere  in  atto  idonee misure con l'obiettivo  di  acquisire
  chiaramente  quali  siano gli orientamenti  dei  vertici  aziendali
  circa la destinazione finale dello stabilimento di Carini;

   a  porre in essere tutte le iniziative finalizzate ad impedire  la
  chiusura  del  sito Keller di Carini salvaguardandone la  vocazione
  originaria e le e professionalità consolidate nel tempo». (392)

   Il parere del Governo?

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro. Il parere è favorevole per quanto ci riguarda.  Abbiamo
  cercato di fare diverse iniziative, comunque favorevoli, si  tratta
  di  un  problema molto serio. Certamente, per la parte che compente
  al  Governo  ce  la  metteremo tutta  per  evitare  che  chiuda  lo
  stabilimento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  per  rispetto
  delle  Commissioni  III e V che ieri, in maniera  congiunta,  hanno
  trattato la questione dei lavoratori Keller, vorrei dire una  cosa,
  in  maniera  da  sintetizzare e non ripetere quello che  è  scritto
  nell'ordine del giorno.
   Abbiamo  questa  situazione: la Regione siciliana, attraverso  una
  cordata  imprenditoriale ha partecipato in queste settimane,  ed  è
  notizia  di oggi, di una questione che si è riaperta relativa  alla
  Tirrenia.
   Nel  gruppo che fa capo a questa cordata c'è il gruppo  Busi,  che
  costituisce   uno  dei  soggetti  imprenditoriali  che   partecipa,
  appunto, al rilevamento della Tirrenia e Siremar, al di là di  come
  finirà.
   Il  gruppo  Busi è lo stesso che controlla il pacchetto  azionario
  che  gestisce la Keller a Carini e in Sardegna. Credo che tutto  si
  possa consentire, ma avere a che fare con un gruppo imprenditoriale
  che,  come  primo  atto, annuncia di dismettere lo stabilimento  in
  Sicilia,  e ne altresì annuncia la chiusura, rischiando di  mettere
  204  lavoratori in mobilità, come ha fatto il gruppo Busi, non  può
  costituire un buon biglietto da visita, una credenziale seria,  per
  potere  intraprendere qualunque tipo di affare con chi -  ripeto  -
  pensa alla Sicilia come terra di rapina.
   Ecco perché, signor Presidente, l'ordine del giorno che stiamo per
  approvare   ha  soprattutto  lo  scopo  di  dire  al   Governo   di
  intraprendere ogni iniziativa utile, e tra queste vi  è  quella  di
  chiedere  al  gruppo industriale interessato di  fare  una  cordata
  imprenditoriale su un altro settore strategico, come le  autostrade
  del  mare,  con  la  Regione, ma non farlo  in maniera  unilaterale
  decidendo   di  dismettere  lo  stabilimento  che  produce   vagoni
  ferroviari  a Carini e mettere in mezzo alla strada 204  lavoratori
  siciliani.
   Ecco perché non è un burocratico impegno che si chiede al Governo,
  ma  qualcosa di più rispetto al tema più generale che riguarda  una
  vertenza industriale.

   LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali   e
  il lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda  dei
  lavoratori  della  Keller  è certamente molto  conosciuta  e  molto
  dibattuta.  Siccome  non possiamo e non dobbiamo  sottovalutare  il
  dramma che vivono tantissimi lavoratori, vorrei ricordare che, allo
  stato,  in  questo  momento, in Sicilia  circa  400  imprese  hanno
  chiesto la cassa integrazione in deroga e la mobilità, è chiaro che
  c'è  l'intenzione  da  parte  dei  grandi  gruppi  industriali   di
  utilizzare la Sicilia come terra di conquista e di consumo
   Per la vicenda in questione, così come per altre vicende, non vi è
  soltanto  l'impegno  del Governo a determinarsi  per  le  questioni
  affrontate dall'onorevole Cracolici, ma vi è soprattutto  l'impegno
  a  contattare immediatamente l'assessore per le attività produttive
  e  la  Presidenza  della Regione per porre in  essere  quegli  atti
  necessari  affinché il Gruppo in questione abbia più  rispetto  dei
  lavoratori e dello stabilimento di Carini.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Cordaro  e  Dina  hanno
  chiesto di apporre la firma all'ordine del giorno n. 392.
   L'Assemblea ne prende atto
   Lo pongo in votazione con il parere favorevole del Governo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 393. Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto  assessoriale  del 7 aprile  2000,  pubblicato  nella
  Gazzetta  Ufficiale  della Regione siciliana del  14  aprile  2000,
  l'Assessore  regionale  Beni  culturali  'pro  tempore'  bandì  una
  selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 267  (ridotti
  a  260  con D.A. del 27 settembre 2001) operatori tecnici del ruolo
  tecnico  dei  Beni culturali ed ambientali di cui alla tabella  'A'
  della legge regionale n. 8 del 1999. Di questi, 132 erano operatori
  tecnici  distributori,  41  operatori  tecnici  di  restauro  e  87
  operatori addetti al laboratorio;

   con  successiva comunicazione n. 21471 del del 27 settembre  2001,
  lo  stesso  Assessore  comunicava che le unità lavorative  potevano
  essere   selezionate  anche  tra  gli  iscritti  nelle   qualifiche
  corrispondenti  o  analoghe  a quelle  contemplate  dal  prontuario
  ministeriale delle qualifiche di iscrizione alla SCICA;

   a  tal  proposito,  la Commissione regionale  per  l'impiego,  con
  delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001, chiarì che sarebbero state
  considerate  valide,  per  l'accesso  alle  selezioni,   anche   le
  qualifiche equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;

   alla  luce di quanto sopra, i partecipanti al bando 'de  quo',  in
  possesso  di  tali  requisiti equipollenti,  presentarono  regolari
  domande allegando i titoli in oggetto, domande che furono giudicate
  regolari dagli organi preposti al controllo delle stesse;

   considerato che:

   con nota del 9 agosto 2005, il Centro per l'impiego di Siracusa ha
  comunicato  a  coloro  che avevano presentato  le  domande  con  le
  qualifiche  equipollenti la mancanza dei titoli  richiesti  con  la
  nota assessoriale n. 21471 del 27 aprile 2001, abrogando, di fatto,
  la propria precedente delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001;

   con  nota n. 25245 del 5 ottobre 2005, il Centro per l'impiego  di
  Siracusa,  comunicava  la cancellazione dalla  graduatoria  di  cui
  sopra, di tutti coloro che avevano presentato domande basandosi  su
  quanto stabilito dalla delibera n. 180/01, affermando che '(...) ad
  oggi  non  è  pervenuto nessun atto a giustificazione del  possesso
  della qualifica richiesta';

   visto che:

   alcuni  degli esclusi dal concorso hanno depositato,  in  data  29
  novembre 2005, ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale
  (TAR)  avverso la cancellazione dalla graduatoria del  concorso  di
  cui sopra;

   con  ordinanza n. 1399/2005 il TAR ha accolto le istanze cautelari
  proposte  dai ricorrenti, ai fini dell'ammissione con riserva  alla
  selezione;

   con  sentenza n. 952 del 18 giugno 2008 lo stesso TAR ha  accolto,
  in  maniera definitiva, i ricorsi degli esclusi dalla selezione 'de
  qua',  intimando la loro immediata reintroduzione nella graduatoria
  finale del bando;

   nella  sentenza, tra l'altro, si legge che non è dato comprendere,
  né  da  un  punto  di vista formale, né da ben più  probante  piano
  sostanziale,  quali  siano le differenze  tali  da  non  consentire
  l'ammissione   del  ricorrente  a  tale  selezione  con   specifico
  riferimento   ai   profili  professionali  di   operatore   tecnico
  distributore;

   tenuto conto che:

   alla data odierna, l'Assessorato regionale dei beni culturali  non
  ha ancora provveduto ad attuare quanto stabilito dalla sentenza del
  TAR  n.  952 del 18 giugno 2008, escludendo, di fatto, i  vincitori
  del ricorso dal loro sacrosanto diritto al posto di lavoro,

                   impegna il Governo della Regione

   ad applicare quanto stabilito dalla sentenza del TAR n. 952 del 18
  giugno  2008,  inserendo i vincitori del ricorso nella  graduatoria
  finale della selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato,  di
  260  operatori tecnici del ruolo tecnico dei Beni culturali di  cui
  alla   tabella   'A'   della  l.r.  n.  8  del   1999,   procedendo
  immediatamente alla loro assunzione nei ruoli della Regione». (393)

   Il parere del Governo?

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro. Il Governo lo accetta come raccomandazione,  però  devo
  dire, onestamente, che già sono stati avviati tutti gli atti.
   Pertanto,   chiederemo   immediatamente  al   direttore   generale
  dell'Assessorato dei beni culturali e all'assessore Armao  di  dare
  notizie  anche all'onorevole Vinciullo relativamente alla questione
  in  oggetto,  che è una questione seria, perché sono  vincitori  di
  concorso e, comunque, in qualche modo, si doveva trovare una giusta
  soluzione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi,.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 394. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   alcuni  articoli  di  stampa  degli  ultimi  giorni  hanno   fatto
  emergere,  ancora  una  volta,  l'annoso  problema  della   mancata
  apertura  al  pubblico  nelle  ore  pomeridiane  di  alcuni   musei
  d'importanza  rilevante per la cultura siciliana, o per  la  totale
  mancata apertura in alcuni giorni, per carenza cronica di personale
  addetto  alla  fruizione  dei beni culturali  siciliani,  aggravata
  dall'esaurimento delle ore suppletive attribuite ai  lavoratori  in
  regime di part-time in servizio presso la 'Beni culturali s.p.a.';

   dette  ore  suppletive  avevano dato per un  periodo  limitato  la
  possibilità  di  una  più  funzionale gestione  delle  aperture  al
  pubblico;

   considerato che risulta impossibile prorogare il lavoro suppletivo
  in questione, per i limiti imposti dalla normativa vigente,

                   impegna il Governo della Regione

   al fine di una maggiore fruizione, ad autorizzare la società 'Beni
  culturali s.p.a.' al consolidamento contrattuale, concertato con le
  organizzazioni  sindacali, fino al 50% delle  ore  settimanali  già
  attribuite  come  lavoro suppletivo, destinate esclusivamente  alla
  fruizione,  ai  lavoratori  in  regime  di  part-time   ex   bacino
  Spatafora, nei limiti delle postazioni in bilancio della  stessa  e
  senza oneri a carico della Regione». (394)

   Comunico che gli onorevoli Cordaro e Dina hanno chiesto di apporre
  la firma all'ordine del giorno n. 394.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  semplicemente rimarcare l'aspetto emergenziale di questo ordine del
  giorno poiché in queste ultime ore, purtroppo, i giornali riportano
  una  notizia  alquanto sconcertante: molti turisti che  cercano  di
  recarsi nei musei siciliani li trovano inesorabilmente chiusi.
   Credo  che  questo sia assolutamente in controtendenza con  quella
  che  è  l'iniziativa che il Governo sembra avere voluto mettere  in
  atto,  quella  di potenziare alcuni musei, quando  poi,  di  fatto,
  vengono  a trovarsi chiusi. Dall'altra, gli ex lavoratori della  ex
  ditta  Spatafora,  che  sono stati per  legge  assorbiti  da   Beni
  culturali S.p.A.', si trovano in una condizione di impossibilità ad
  effettuare un servizio che li veda impegnati per più di  venti  ore
  poiché il loro contratto è stato fatto part-time. La possibilità di
  fare  delle ore suppletive ha un limite, sforato il quale è  chiaro
  che ci sarebbero dei problemi per l'amministrazione.
   Quindi,  ritengo che il Governo debba potersi impegnare a  trovare
  una  soluzione  in modo tale che questi lavoratori possano,  quanto
  meno,  avere  un  impiego  settimanale di  trenta,  trentasei  ore,
  sarebbe  l'ideale. Rispetto, poi, alle economie di  Beni  culturali
  S.p.A.',  sarebbe opportuno utilizzare i fondi che sono all'interno
  della  società  e  che  vengono a volte  restituiti  dalla  società
  stessa,  dando  così  ai  lavoratori la possibilità  di  effettuare
  queste  ore  suppletive,  ma soprattutto consentendo  ai  musei  di
  rimanere  aperti, visto che questi stessi lavoratori sono impegnati
  nella  fruizione  dei  musei e, quindi, servono  materialmente  per
  tenere aperti i musei.
   Credo che sia assolutamente utile approvare l'ordine del giorno in
  questo momento proprio perché siamo in piena estate, il flusso  dei
  turisti è maggiore e noi abbiamo anche il compito di fare conoscere
  al meglio le bellezze che la nostra Terra offre.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il lavoro. Lo accogliamo come raccomandazione.

   CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,   assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  non vorrei essere poco cortese, però, alcuni ordini  del
  giorno  toccano materia molto specifica ed anche delicata  che,  di
  fatto, impegnano il Governo, impegnano anche l'Assemblea stessa che
  propone l'ordine del giorno.
   In  molti  casi,  non  è  presente l'Assessore  al  ramo  rispetto
  all'argomento  che  si  discute  e che  conosce  la  materia  nello
  specifico.
   Giuridicamente - e l'Assemblea ha fatto anche uno studio in questo
  senso  -  la  valenza dell'ordine del giorno, della raccomandazione
  rispetto all'attività del Governo è realmente poca cosa.
   Io  riterrei,  anziché  insistere su iniziative  sulle  quali,  di
  fatto,  l'Assessore  al ramo ha la necessità di interloquire  anche
  con  la  società,  per  capire realmente qual  è  il  problema,  di
  affrontare l'argomento per avere il parere favorevole del  Governo,
  quando   l'Assessore  competente  che  è  l'assessore  Armao,   sia
  presente. In sua assenza, non mi pare francamente corretto.
   Pertanto,  sono dell'avviso che su alcuni argomenti così delicati,
  l'impegno  del  Governo  debba  essere  quello  di  affrontare   la
  problematica  per  cercare di risolverla e non  già  di  impegnarsi
  formalmente attraverso un ordine del giorno come chiede l'onorevole
  Caronia,  su  cose  che, poi, di fatto, non è così  semplice  poter
  risolvere  in quanto di società, caro onorevole Caronia, che  hanno
  restituito  risorse alla Regione, io - da due anni da  quando  sono
  Assessore per il bilancio -, non ne conosco neanche una.

   PRESIDENTE.   Penso   che  il  Governo  possa   accoglierlo   come
  raccomandazione ed in ogni caso esso possa costituire una linea  di
  indirizzo per il Governo.
   Si passa all'ordine del giorno n. 387. Ne do lettura.

                   «L'Assemblea regionale siciliana
   premesso che:

   il  comitato promotore in difesa dell'acqua pubblica ha provveduto
  alla consegna presso la Corte di Cassazione di oltre un milione  di
  firme  per indire il referendum articolato in tre quesiti che dovrà
  svolgersi nella primavera del 2011;

   la  campagna a tutela di un bene comune così prezioso come l'acqua
  ha  avuto  e  continua ad avere una diffusione ed una  capacità  di
  sensibilizzazione   sull'opinione  pubblica   tale   da   definirsi
  straordinaria;

   il  livello  di mobilitazione si è tenuto alto in ogni Regione  e,
  con  maggiore  impegno, in quelle realtà dove  grande  continua  ad
  essere  il bisogno di una giusta e corretta gestione delle  risorse
  idriche,  quali la Sicilia e, in particolar modo, la  provincia  di
  Agrigento;

   rilevato che:

   in  alcune realtà della Sicilia, parallelamente al lavoro messo in
  atto  dalla rete dei movimenti per l'acqua, è in atto da  mesi  uno
  scontro fra gli amministratori locali e i soggetti gestori per  non
  consegnare loro le reti e gli impianti di distribuzione;

   l'Agenzia regionale rifiuti e acque (ARRA), irritualmente,  nomina
  commissari nei comuni che non hanno ancora consegnato gli  impianti
  idrici,  violando  norme  costituzionali che  tutelano  l'autonomia
  degli enti locali;

   in   alcuni  comuni,  manifestazioni  popolari  hanno  fisicamente
  impedito   ai   commissari   inviati   dall'ARRA   di   insediarsi,
  determinando in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;

   in  questo  quadro,  già  nella  seduta  dell'Assemblea  regionale
  siciliana n. 103 del 21 luglio 2009, è stato approvato l'ordine del
  giorno  n. 168, che impegna il Governo della Regione ad intervenire
  per  la sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA per  la
  consegna  delle  reti  e  impianti idrici dei  comuni  sino  al  30
  dicembre 2009;

   il  succitato  ordine  del  giorno  continua  ad  oggi  ad  essere
  disatteso, sebbene temporalmente superato, e nonostante ancora oggi
  decine  di  Sindaci continuino a protestare affinché si  sospendano
  tutte le procedure relative alla consegna degli impianti idrici  ai
  soggetti  gestori  e venga data piena attuazione alle  disposizioni
  contenute nel sopracitato ordine del giorno;

   l'indizione  nei  prossimi  mesi del  referendum  ha  posto  sullo
  scenario  nazionale la richiesta dei soggetti promotori al  Governo
  nazionale  di  moratoria  degli  affidamenti  dei  servizi   idrici
  previsti  dal decreto Ronchi e alle amministrazioni locali  di  non
  dare corso alle scadenze previste dallo stesso decreto,

                   impegna il Governo della Regione

   a  revocare  ogni atto di nomina dei commissari nelle province  in
  cui  gli  amministratori  locali si sono  opposti  fermamente  alla
  consegna  ai  soggetti  gestori degli  impianti  e  delle  reti  di
  distribuzione;

   a dare corso rapidamente all'istruttoria che consenta l'impiego di
  circa  800  milioni  di  euro, previsti nell'Accordo  di  Programma
  Quadro,  in direzione dell'infrastrutturazione idrica in  Sicilia».
  (394)

   Il parere del Governo?

   LEANZA  Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  il  lavoro.  Anche  questo,  proprio  per  la  particolarità  della
  materia,  il Governo lo accetta come raccomandazione, quindi  vi  è
  l'impegno ad attivarsi.


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Modifiche al titolo I  della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
  concernente  Interventi per l'eliminazione delle carcasse animali'»
                              (336-338/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge nn. 336-338/A «Modifiche al titolo  I  della
  legge  regionale  9  marzo 2005, n. 3, concernente   Interventi  per
  l'eliminazione delle carcasse animali'».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Arena, Bufardeci, Campagna,  Caputo,  Caronia,
  Cimino,   Colianni,  Cordaro,  Cracolici,  Currenti,  D'Asero,   De
  Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di  Mauro,
  Dina,   Fagone,  Faraone,  Federico,  Ferrara,  Formica,   Forzese,
  Galvagno,  Gentile,  Gianni,  Incardona,  Laccoto,  Leanza  Nicola,
  Lentini,  Leontini,  Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinello,  Marinese,
  Marrocco,   Mattarella,  Minardo,  Musotto,  Panarello,  Panepinto,
  Ragusa,  Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Torregrossa,
  Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco,  Buzzanca,
  Calanducci,   D'Agostino,   Donegani,  Falcone,   Gennuso,   Mineo,
  Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Termine.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti         ..53
   Votanti         52

   Maggioranza       ..27
   Favorevoli        . 52

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                           «Disposizione in
       materia di cremazione delle salme e della conservazione e
                              affidamento
                 e/o dispersione delle ceneri» (468/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  numero 468/A «Disposizione  in  materia  di
  cremazione  delle  salme  e della conservazione  e  affidamento  e/o
  dispersione delle ceneri».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Arena, Bufardeci, Campagna,  Caputo,  Caronia,
  Cimino,   Colianni,  Cordaro,  Cracolici,  Currenti,  D'Asero,   De
  Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di  Mauro,
  Dina,   Fagone,  Faraone,  Federico,  Ferrara,  Formica,   Forzese,
  Galvagno,  Gentile, Gianni, Gucciardi, Incardona,  Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lentini,  Leontini, Maira, Mancuso,  Marinello,  Marinese,
  Marrocco,   Marziano,  Mattarella,  Minardo,  Musotto,   Panarello,
  Panepinto,  Ragusa, Ruggirello, Savona, Scammacca,  Scilla,  Scoma,
  Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.

   Sono  in  congedo:  Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco,  Buzzanca,
  Calanducci,   D'Agostino,   Donegani,  Falcone,   Gennuso,   Mineo,
  Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Termine.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti      55
   Votanti       54
   Maggioranza   28
   Favorevoli    54

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                           «Norme in materia
                 di sportelli multifunzionali» (592/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge numero 592/A «Norme in materia  di  sportelli
  multifunzionali».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Bufardeci, Campagna,
  Caputo,  Caronia,  Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici,  Currenti,
  D'Asero, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Mauro, Dina,  Fagone,
  Faraone,  Federico,  Ferrara, Formica, Forzese, Galvagno,  Gentile,
  Gianni,  Gucciardi,  Incardona, Laccoto,  Leanza  Nicola,  Lentini,
  Leontini,    Lupo,   Marinello,   Marinese,   Marrocco,   Marziano,
  Mattarella,   Minardo,  Musotto,  Panarello,   Panepinto,   Ragusa,
  Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco,  Buzzanca,
  Calanducci,   D'Agostino,   Donegani,  Falcone,   Gennuso,   Mineo,
  Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           52
   Votanti            51
   Maggioranza        26
   Favorevoli         50
   Astenuto           1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, avverto che i punti III e IV dell'ordine  del
  giorno,  concernenti  rispettivamente:  Discussione  della  mozione
  numero   210   Chiarimenti  ed  iniziative  riguardo  al  Consorzio
  autostrade  siciliane , degli onorevoli Mancuso, Leontini,  Limoli,
  Corona  e  Bosco,  e  Discussione sulle comunicazioni  del  Governo
  sulla  situazione  della finanza regionale  considerati  anche  gli
  effetti   della   manovra  economica  nazionale,   saranno   posti
  all'ordine  del  giorno  della prossima seduta,  alla  ripresa  dei
  lavori parlamentari.

   Dichiaro, a questo punto, chiusa la sessione estiva.
   Avverto, sin d'ora, che le Commissioni sono autorizzate a riunirsi
  a  decorrere  da  martedì 7 settembre p.v. in vista  della  ripresa
  autunnale dei lavori d'Aula, fissata per martedì 14 settembre 2010.
   Informo, infine, che in prossimità della citata seduta d'Assemblea
  sarà   convocata   una   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  per  la  programmazione  dei  lavori  della  sessione
  autunnale.
   Colgo l'occasione per rivolgere buone vacanze a tutti.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 14  settembre
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni.

  II   -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
   rubrica  Istruzione e formazione professionale .

  III  -Discussione della mozione:

   N. 210 -   Chiarimenti  ed  iniziative  riguardo  al   Consorzio
          autostrade siciliane.

                       MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BOSCO

  IV  - Discussione sulle comunicazioni del Governo sulla situazione
   della finanza regionale considerati anche gli effetti della manovra
   economica nazionale

                   La seduta è tolta alle ore 19.32

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli