Presidenza del presidente Cascio
SCILLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta numero 192 che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Dà lettura del processo verbale della seduta n. 193.
MANCUSO. Chiedo di parlare sul processo verbale della seduta
numero 193.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri si è
consumato in quest'Aula un fatto rilevante sotto il profilo
regolamentare che certamente creerà un precedente per
quest'Assemblea che ritengo, a mio avviso, gravissimo.
Come ha appena letto l'onorevole Scilla, segretario di turno in
Aula, ieri si è proceduto alla verifica del numero legale richiesta
da cinque deputati del Gruppo parlamentare cui appartengo.
Il Presidente che ieri presiedeva l'Assemblea, come lei legge dal
verbale, una volta verificato che la presenza era di 40
parlamentari compreso il suo voto, perché è conteggiato in modo
automatico, ha stabilito che l'Assemblea era in numero legale e
alla mia osservazione che non poteva assolutamente dare per
scontato, numericamente, ed anche dal verbale che agli atti
contiene questo documento, ha proceduto a continuare nei lavori
dell'Assemblea.
Non ritengo che questo sia possibile, non ritengo che questo
Parlamento debba subire un atteggiamento del genere senza che
nessuno intervenga nel merito. E come emerge dagli atti, lo ripeto,
dato che si evince dalla lettura del verbale che ha appena fatto il
segretario d'Aula, erano presenti 40 deputati ai quali si è
aggiunto il voto del Presidente pro tempore, e ad una verifica dei
40 e dal verbale risulta che il voto del Presidente era compreso in
tal numero e che nonostante ciò l'Assemblea ha proseguito nei suoi
lavori.
Cosa significa questo precedente? Come ci dovremmo comportare da
questo momento in avanti? Per quale motivo la Presidenza voleva
ripetere la votazione considerato che il voto è stato più che
regolare ed è stato certificato dagli Uffici?
Signor Presidente, mi aiuti, quindi, a capire perché qualora
venisse approvato da quest'Assemblea il verbale della seduta n.
193, noi sanciremo da oggi un precedente gravissimo per ciò che è
successo in quest'Assemblea ne corso della stessa seduta di cui
parlo.
Spero che questo modo di procedere non sia ripetuto e gli
atteggiamenti di ieri, forse dettati dalla fretta, e da un
atteggiamento vacanziero da parte sia della Presidenza che
dell'Assemblea, venga meno perché al di là di tutto qui le regole
stabilite dal Regolamento interno devono essere rispettate
soprattutto da chi ha la responsabilità istituzionale di presiedere
il Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, come lei sa, ieri non ero presente
in Aula, ma c'era il Presidente di turno. Da comunicazioni che ho
avuto dagli Uffici nella serata di ieri e nella giornata odierna,
credo che alla fine la Presidenza abbia ben fatto ad annullare,
sostanzialmente, quella votazione e a chiedere all'Aula la
possibilità di ripetere la votazione stessa.
Poi, tale votazione, di fatto, non si è effettuata perché credo
che i richiedenti stessi abbiano soprasseduto a quella richiesta e,
quindi, nella sostanza, comunque non c'è stata una turbativa dei
lavori dell'Assemblea. Pertanto, fermo restando che l'auspicio di
questa Presidenza è che non si ripetano più episodi come quelli di
ieri, credo che possiamo considerare chiuso l'incidente e che si
possa approvare il verbale della seduta numero 193 di ieri.
MANCUSO. Esprimo il mio voto contrario all'approvazione del
verbale della seduta numero 193.
PRESIDENTE. Con il voto contrario dell'onorevole Mancuso,
l'Assemblea approva il verbale della seduta numero 193.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Aricò, Barbagallo, Calanducci, Agostino, Donegani, Falcone,
Gennuso, Marinello, Mineo, Picciolo, Pogliese, Raia e Termine.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2010» (n. 594)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per l'economia
(Cimino) in data 5 agosto 2010
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2009» (n. 595)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per l'economia
(Cimino) in data 5 agosto 2010
«Gestione e vigilanza dei Parchi e delle Riserve naturali» (n.
596)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per il territorio e
l'ambiente (Di Mauro) in data 5 agosto 2010
«Istituzione del sistema integrato dei servizi sociali per la
promozione del benessere delle persone, delle famiglie e delle
comunità nella Regione siciliana» (n. 597)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per la famiglia
(Leanza) in data 5 agosto 2010
«Politiche giovanili» (n. 598)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per la famiglia
(Leanza) in data 5 agosto 2010
«Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza»
(n. 599)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per la famiglia
(Leanza) in data 5 agosto 2010
«Sistema educativo integrato per la prima infanzia» (n. 600)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per la famiglia
(Leanza) in data 5 agosto 2010
«Modifiche alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 in materia
di credito d'imposta per l'occupazione» (n. 601)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli D'Asero,
Lupo e Savona in data 5 agosto 2010
«Norme in materia previdenziale a tutela dei dipendenti regionali
familiari di portatori di handicap - modifiche alla legge regionale
15 maggio 2000, n. 10» (n. 602)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Formica,
Oddo, Ardizzone, Gucciardi, Ruggirello, Vitrano, Gennuso e Leanza
Edoardo in data 5 agosto 2010.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Interventi in favore dei comuni della provincia di Palermo colpiti
dalle piogge alluvionali tra l'autunno e l'inverno 2009/2010 (n.
585)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 4 agosto 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme per il riordino degli istituti regionali paritari (n. 591)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 4 agosto 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Minardo, in data 5 agosto
2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 563
Norma di attuazione della dotazione organica della Regione
siciliana'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che, con nota n. 697/10 del 9 luglio 2010,
pervenuta in data 2 agosto 2010, l'Arbitro Bancario Finanziario -
risoluzione stragiudiziale controversie - Collegio di Napoli, ha
sollevato questione di legittimità costituzionale relativamente
all'articolo 19, comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state approvate le seguenti
risoluzioni:
- dalla Commissione legislativa Cultura, formazione, lavoro' (V)
nella seduta n. 146 del 4 agosto 2010 la risoluzione n. 6/V Azioni
volte alla soluzione della vertenza Keller';
- dalla Commissione legislativa Ambiente e territorio' (IV) nella
seduta n. 119 del 4 agosto 2010 la risoluzione n. 1/IV Azioni da
adottare per preservare l'integrità del territorio e del paesaggio
della città di Siracusa'.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
SCILLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la chiesa madre di Lentini, in provincia di Siracusa, intitolata a
Santa Maria la Cava e a S. Alfio, già basilica e sede vescovile, ha
subìto gravissimi danni in seguito al terremoto del 13 e 16
dicembre del 1990, che ha colpito la Sicilia sud-orientale;
in data 31 dicembre 1991, è stata approvata la legge n. 433 del
1991 che, fra l'altro, stanziava significativi finanziamenti per
consolidare e/o ristrutturare tutti gli immobili colpiti da detto
evento calamitoso;
la sopra citata chiesa è stata inserita tra gli immobili di
rilevante pregio artistico ed architettonico;
in seguito alle varie rimodulazioni che si sono susseguite negli
anni, sono ancora disponibili le somme necessarie per potere
consolidare e ristrutturare l'edificio religioso di cui sopra;
preso atto che:
di conseguenza, essendo stato eseguito un progetto stralcio, la
chiesa madre di Lentini è stata consegnata alla curia arcivescovile
di Siracusa ancora non ultimata;
il progetto originariamente prevedeva un impegno finanziario di
lire 1.800.000.000;
di detto progetto è stato finanziato, come detto, un primo
stralcio, utilizzato per i lavori di consolidamento, per un importo
a base d'asta di circa 800.000.000 di lire, e di questi sono stati
effettivamente spesi, a seguito di ribasso, 517.000.000 di lire;
per la parte non eseguita del progetto iniziale è stato
successivamente richiesto uno stralcio delle priorità, tenendo
conto di una disponibilità di euro 500.000,00, così come si evince
dall'ultimo piano di rimodulazione dei fondi della legge 433/91;
considerato che:
la comunità di Lentini, da anni, giustamente, reclama l'immediata
riapertura della chiesa madre, ancora oggi puntellata e non del
tutto agibile, a causa della collocazione di reti di protezione dei
soffitti pericolanti per possibile distacco degli stucchi e delle
cornici in gesso;
la sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali della provincia
di Siracusa, con prot. n. 2946/80P, ha fatto pervenire, tanto al
dipartimento regionale della Protezione civile di Palermo, quanto
al servizio regionale di Protezione civile della provincia di
Siracusa, uno stralcio funzionale del progetto per il
consolidamento ed il restauro degli stucchi e delle cornici in
gesso interni alla chiesa madre, così come ripetutamente richiesti
dal dipartimento regionale di Protezione civile;
tale progetto, dell'importo complessivo di euro 986.435,42, di cui
811.409,85 per l'esecuzione di lavori, ed euro 175.025,57 per somme
a disposizione, è immediatamente esecutivo;
accertato che:
il direttore generale della Protezione civile, ing. Salvatore
Cocina, con proprio d.d.g. n.1778 del 22 dicembre 2009, firmava il
decreto di finanziamento per i lavori di recupero e conservazione
della chiesa madre di Lentini, per un importo pari a euro
1.025.000,00, impegnandoli sul cap. 516007;
la Ragioneria generale della Presidenza, con proprio provvedimento
n. 581 del 30/12/2009, restituiva, non registrato, il provvedimento
de quo con i relativi allegati, pregando di provvedere in merito
alle osservazioni esposte;
in seguito alla mancata registrazione, con DDG n. 117 il nuovo
direttore generale della Protezione civile firmava, in data
30/03/2010, per identico importo, un nuovo decreto di finanziamento
dei lavori;
detto decreto veniva registrato dalla Ragioneria generale della
Presidenza con proprio provvedimento n. 02 cap. 516007 del 13
aprile 2010;
visto che già con precedenti interrogazioni (n. 155 del 2 ottobre
2008 e n. 1116 del 23 marzo 2010) era stata sollevata, dal
sottoscritto interrogante, la necessità di procedere all'immediata
attivazione di tutti i provvedimenti atti a finanziare i lavori di
consolidamento e di restauro della chiesa madre di Lentini;
considerato infine che il decreto di finanziamento è stato firmato
da oltre 3 mesi e che, nonostante sia passato tutto questo tempo,
non sono ancora iniziate le procedure per la gara di appalto dei
lavori;
per sapere:
quali siano state le motivazioni che, ad oggi, dopo oltre 100
giorni, abbiano impedito di attivare le procedure di gara per il
consolidamento e il restauro della chiesa madre di Lentini;
se non ritenga necessario e non più procrastinabile intervenire
nei confronti del direttore generale, nei limiti consentiti dalla
legge, per chiedere l'immediata attivazione della gara de qua, onde
impedire che, a causa anche della vetustà delle impalcature, possa
accadere una disgrazia all'interno della chiesa;
se non ritenga, con l'urgenza del caso, di attivare tutte le
procedure idonee per consentire la riapertura della chiesa e la sua
fruizione totale tanto ai devoti, quanto a tutti quei turisti che
si recano a Lentini per ammirare uno degli edifici religiosi più
significativi della provincia di Siracusa, non solo perché legato
al culto di S. Alfio, ma anche perché già basilica e sede
vescovile». (1319)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro, premesso che:
con d.a. del 7 aprile 2000, pubblicato sulla GURS del 14 aprile
2000, l'Assessore per i beni culturali pro tempore bandì una
selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 267 (ridotti
a 260 con d.a. del 27 settembre 2001) operatori tecnici del ruolo
tecnico dei beni culturali di cui alla tabella A della l.r. 8/99.
Di questi, n. 132 erano operatori tecnici distributori, n. 41
operatori tecnici di restauro e n. 87 operatori addetti al
laboratorio;
con successiva comunicazione del 27 settembre 2001 n. 21471, lo
stesso Assessore comunicava che le unità lavorative potevano essere
selezionate anche tra gli iscritti nelle qualifiche corrispondenti
o analoghe a quelle contemplate dal prontuario ministeriale delle
qualifiche di iscrizione alla SCICA;
a tal proposito, la commissione regionale per l'impiego, con
delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001, chiarì che sarebbero state
considerate valide, per l'accesso alle selezioni, anche le
qualifiche equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;
alla luce di quanto sopra, i partecipanti al bando de quo, in
possesso di tali requisiti equipollenti, presentarono regolari
domande allegando i titoli in oggetto, domande che furono giudicate
regolari dagli organi preposti al controllo delle medesime domande;
considerato che:
con nota del 9 agosto 2005, il centro per l'impiego di Siracusa ha
comunicato, a coloro che avevano presentato le domande con le
qualifiche equipollenti, la mancanza dei titoli richiesti dalla
nota assessoriale n. 21471 del 27 aprile 2001, abrogando, di fatto,
la propria precedente delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001;
con nota del 5 ottobre 2005, n. 25245, il centro per l'impiego di
Siracusa comunicava la cancellazione dalla graduatoria di cui
sopra, di tutti coloro che avevano presentato domande basandosi su
quanto stabilito dalla delibera n. 180/01, affermando che '(...) ad
oggi non è pervenuto nessun atto a giustificazione del possesso
della qualifica richiesta';
visto che:
alcuni degli esclusi dal concorso hanno depositato, in data
29/11/2005, ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale
(TAR) avverso la cancellazione dalla graduatoria del concorso di
cui sopra;
con ordinanza n. 1399/2005 il TAR ha accolto le istanze cautelari
proposte dai ricorrenti, ai fini dell'ammissione con riserva alla
selezione;
con sentenza n. 952 del 18 giugno 2008 lo stesso TAR ha accolto,
in maniera definitiva, i ricorsi degli esclusi dalla selezione de
qua, intimando la loro immediata reintroduzione nella graduatoria
finale del bando;
nella sentenza, tra l'altro, si legge che '(...) non è dato
comprendere, né da un punto di vista formale, né da ben più
probante piano sostanziale, quali siano le differenze tali da non
consentire l'ammissione del ricorrente a tale selezione con
specifico riferimento ai profili professionali di Operatore tecnico
distributore';
tenuto conto che alla data odierna, l'Assessorato regionale Beni
culturali non ha ancora provveduto ad attuare quanto stabilito
dalla sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno 2008, escludendo, di
fatto, i vincitori del ricorso al loro sacrosanto diritto al posto
di lavoro;
per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile applicare
quanto stabilito dalla sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno 2008,
inserendo i vincitori del ricorso nella graduatoria finale della
selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 260 operatori
tecnici del ruolo tecnico dei beni culturali e ambientali di cui
alla tabella A della l.r. 8/99, procedendo immediatamente alla loro
assunzione nei ruoli della Regione». (1320)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la decisione dei dirigenti aziendali di FIAT ha penalizzato in
modo grave la Sicilia in quanto è stata determinata la volontà
della definitiva chiusura dello stabilimento di Termini Imerese
(PA);
la decisione dei vertici aziendali, oltre a pregiudicare il
diritto al lavoro dei dipendenti dello stabilimento siciliano,
penalizza anche lo sviluppo industriale dell'Isola;
la FIAT nel tempo ha avuto e ricevuto numerosi sostegni, anche di
natura finanziaria, dalla Regione siciliana;
considerato che:
la definitiva chiusura dello stabilimento compromette il futuro
occupazionale degli attuali dipendenti di Termini Imerese nonché lo
sviluppo economico ed industriale siciliano;
per la soluzione per lo stabilimento, si è appreso di una
sottoscrizione di un protocollo d'intesa con l'imprenditore Gian
Mario Rossignolo il cui progetto è stato valutato, positivamente,
dall'Invitalia quale advisor incaricato dal Ministero
dell'economia, per la valutazione delle proposte sullo stabilimento
di Termini Imerese;
tale scelta appare inidonea in quanto vi sono dubbi
sull'affidabilità dell'impresa Rossignolo. Sarebbe, emerso,
infatti, che alcuni progetti per lo sviluppo economico del predetto
imprenditore nella Regione Calabria ed altri quali Delfai e
Pininfarina, si sono rilevati dannosi per gli enti pubblici
coinvolti. Inoltre, la scelta del progetto di Rossignolo appare
preoccupante atteso che il suo braccio destro', Malvino, è stato
coinvolto in alcune vicende giudiziarie in Calabria;
tale situazione non offre garanzie di solidità e affidabilità;
ritenuto che:
vi è il rischio che le già precarie condizioni dello stabilimento
FIAT di Termini Imerese potrebbero ulteriormente aggravarsi con la
scelta del progetto avanzato dall'imprenditore Rossignolo;
gli interventi finanziari pubblici finalizzati al predetto
progetto potrebbero rilevarsi rischiosi sia per il futuro dello
stabilimento di Termini Imerese sia per il futuro occupazionale ed
economico in generale poiché vi può essere il timore della non
affidabilità di Rossignolo e delle ripercussioni negative di
un'eventuale operazione fallimentare come le precedenti;
per sapere:
i criteri in base ai quali abbia individuato il progetto proposto
dall'imprenditore Gian Mario Rossignolo, in merito alla vicenda
dello stabilimento FIAT di Termini Imerese;
nel dettaglio i contenuti dell'operazione e la garanzie che lo
stabilimento FIAT di Termini Imerese non subirà ripercussioni in
negativo. (1321)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e per la funzione pubblica, premesso che:
con la legge regionale n. 10 del 15 maggio 2000 è stata istituita
l'Aran Sicilia, Agenzia per la rappresentanza negoziale della
Regione siciliana;
l'Aran Sicilia è l'organismo tecnico, dotato di personalità
giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa,
gestionale e contabile, preposto alla negoziazione nel pubblico
impiego in Sicilia. Ha il compito di rappresentare legalmente la
pubblica amministrazione in sede di contrattazione collettiva
regionale e pertanto svolge ogni attività necessaria alla
definizione dei contratti collettivi del personale dipendente dalla
Regione e dagli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza
e controllo della Regione;
tenuto conto che per la sua attività l'Aran si avvale delle
risorse derivanti da contributi posti a carico dell'amministrazione
regionale. Il comitato direttivo dell'Agenzia è nominato dal
Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale, e
gode del trattamento economico previsto per i componenti del
comitato direttivo dell'Aran nazionale, dimezzato del 50 per cento;
considerato che l'Aran si è rilevato organismo eccessivamente
oneroso in relazione alle funzioni svolte; dette funzioni
potrebbero essere assicurate con il supporto dell'Aran nazionale
dopo avere stipulato con la stessa apposita convenzione. Inoltre,
il personale potrebbe essere assegnato in un'area 'Relazioni
sindacali' creato presso il dipartimento regionale della funzione
pubblica e del personale;
per sapere se, in un momento, come quello attuale, di tagli alle
spese giudicate superflue da parte dell'amministrazione pubblica,
non ritengano improcrastinabile e necessario provvedere alla
soppressione dell'Aran Sicilia, organismo oneroso e facilmente
sostituibile, ottenendo un risparmio delle spese che gravano sul
bilancio della Regione. (1322)
(L'interrogante chiede lo
svolgimento con urgenza)
GRECO-ADAMO-MINEO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
da tempo si sono aggravate le già precarie condizioni igienico-
sanitarie dell'ospedale G.F. Ingrassia di Palermo e ciò anche in
considerazione dell'arrivo della stagione estiva;
all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che
rendono impraticabile il normale svolgimento dell'attività
sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di
infezioni, pattuglie di cani abbandonati ed alla ricerca di cibo
circolano nel parco dell'ospedale con grave pericolo per gli
utenti;
rilevato che da tempo si sono levate vibrate proteste di parenti
dei pazienti ricoverati finalizzate sia ad una disinfestazione
generale e periodica del nosocomio per migliorarne la condizione
sanitaria sia ad un allertamento degli enti preposti affinché il
parco sia liberato dalle decine di cani randagi che dello stesso
hanno fatto il loro territorio;
considerato che fronteggiare la crisi della sanità in Sicilia
presuppone prioritariamente anche attività che puntino a tutelare i
pazienti ponendo fine alle condizioni di degrado igienico sanitarie
in cui versano molte strutture sanitarie dell'Isola;
per sapere se siano a conoscenza della grave situazione sin qui
delineata e, ove così non fosse, se non ritengano necessario
predispone una ispezione presso il nosocomio in oggetto per
verificare quanto esposto». (1323)
CAMPAGNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
con decreti del Presidente della Regione del 19 gennaio 2010 sulla
base delle deliberazioni della Giunta regionale del 29 dicembre
2009, del 14 e 15 gennaio 2010 sono stati conferiti nove incarichi
di dirigente generale a soggetti esterni all'amministrazione
regionale, segnatamente al cons. Palma, al dottor Vernuccio,
all'avvocato Interlandi, al professore Lo Nigro, alla dottoressa
Monterosso, al dottore Barbagallo, al dottore Spanna, al dottore
Guizzardi, al dottore Zappia;
dal primo momento, subito dopo le deliberazioni della Giunta del
29 dicembre 2009, sulla base delle informazioni pubblicate dalla
stampa regionale, è apparsa a tutti evidente l'illegittimità del
procedimento e sono emersi dubbi sul possesso dei requisiti minimi
da parte dei nominati;
sebbene il problema fosse evidente, la vicenda è stata trattata in
Giunta in almeno cinque sedute nel corso del primo semestre del
2010 (come emerge chiaramente dalla lettura dell'elenco delle
delibere sul sito della segreteria di Giunta), dando corso ad una
'telenovela' sulla stampa regionale che ha anche suscitato qualche
facile ironia ma che, certamente, ha determinato grande incertezza
nell'apparato amministravo della Regione;
per cercare una soluzione, la Giunta ha coinvolto nell'esame della
problematica anche una commissione di 'saggi' interni
all'amministrazione, che invero avrebbe reso valutazioni
contrastanti tra gennaio e giugno, oltre ad un illustre professore
universitario;
in questo periodo, anche se pubblicamente messi in discussione, i
dirigenti generali esterni hanno svolto le funzioni di direzione
dei dipartimenti sulla base dei decreti di nomina del Presidente
della Regione, in carenza del previsto contratto individuale;
infine, dopo questo lungo lavorio, il 24 giugno 2010 la Giunta
regionale ha preso parzialmente atto della realtà delle cose ed ha
deliberato di 'ritirare' i provvedimenti di nomina della dottoressa
Monterosso, del dottore Zappia, dell'avv. Interlandi e del dottor
Vernuccio, poiché gli stessi non avrebbero avuto i requisiti minimi
previsti dalla legge per svolgere l'incarico e, nel caso dell'avv.
Interlandi e del dottor Vernuccio, sarebbero addirittura stati
incompatibili con la funzione, in base a quanto disposto dall'art.
53 del d.lgs. n. 165/2001;
considerato che:
le suddette nomine risultano illegittime stante che sono state
conferite in violazione dell'art. 19, comma 6, del decreto
legislativo n. 165/2001 (come modificato dall'art. 40 del decreto
legislativo n. 150/2009) il quale dispone, in particolare, che:
'(...) Tali incarichi sono conferiti, fornendone esplicita
motivazione, a persone di particolare e comprovata qualificazione
professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione, che
abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati
ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per
almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano
conseguito una particolare specializzazione professionale,
culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e
post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete
esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche
presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che
conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per
l'accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della
ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei
ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato';
le nomine risultano illegittime, altresì, in quanto,
contrariamente al disposto dell'art. 11, comma 4, della l.r. n.
20/2003 il quale statuisce che: '(...) L'incarico di dirigente
generale è conferito, con decreto del Presidente della Regione,
previa delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
competente'; i provvedimenti sono stati adottati, in mancanza della
proposta dell'Assessore competente, dal Presidente della Regione
che ha avocato a sé il compito di procedere alle suddette
proposte';
l'illegittimità risulta ancor più evidente ove si constati che il
Presidente della Regione ha avocato a sé il potere di formulare la
proposta in ordine ai soggetti cui conferire l'incarico di
dirigenti generali in ragione della '(...) mancanza, in atto, della
preposizione degli Assessori regionali ai singoli rami di
amministrazione, secondo l'assetto istituzionale derivante dagli
articoli 4 e 8 della richiamata legge regionale n. 19/2008', pur
essendo in carica alcuni degli Assessori;
lo stesso potere di avocazione è stato esercitato illegittimamente
in quanto, contrariamente al disposto dall'art. 2, comma 2, del
testo unico sull'ordinamento del Governo regionale (DPRS n. 70/79)
- il quale statuisce che '(...) anche al fine di assicurare la
tempestività dell'azione amministrativa, il Presidente della
Regione può avocare la trattazione di materie o di singoli affari
di competenza assessoriale, emettendo, previa la deliberazione di
Giunta Regionale, i relativi provvedimenti finali, che, ove
comportino spesa, sono imputati agli appositi capitoli di bilancio'
-, nel caso di specie nessuna previa deliberazione di Giunta ha
autorizzato il Presidente della Regione ad esercitare i poteri
riservati dalla legge alla competenza assessoriale;
il sopra richiamato articolo 2, comma 2, del testo unico
sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione regionale è
stato, inoltre, erroneamente richiamato in queste ed altre vicende,
poiché esso riguarda chiaramente la sostituzione dell'Assessore per
provvedimenti di competenza assessoriale - tra l'altro, con
evidenza, la norma si riferisce alla situazione antecedente alla
legge regionale n. 10/2000, quando i provvedimenti erano firmati
esclusivamente dall'Assessore - e non il subentro nella
partecipazione dell'Assessore, con prerogative proprie, nel
procedimento complesso di nomina dei dirigenti generali che si
conclude, peraltro, con un decreto presidenziale;
l'articolo 11, comma 4, della l.r. n. 20/2003 riconosce alla
proposta dell'Assessore, quale presupposto indefettibile, un valore
vincolante, al fine di garantire la coesione tra l'apparato
burocratico (dirigente generale) e il vertice politico preposto al
ramo dell'Amministrazione;
di conseguenza, il Presidente della Regione ha illegittimamente
esercitato le competenze riservate agli Assessori preposti al ramo
competente al solo fine di appropriarsi di tutti i vertici
amministrativi con l'esclusiva logica dell'occupazione di tutti i
posti di potere;
per ammissione stessa del Governo regionale, i dirigenti generali
oggetto del provvedimento di 'ritiro' hanno esercitato funzioni
pubbliche in carenza dei requisiti e senza che vi fosse una
legittima investitura e venisse sottoscritto il contratto con la
p.a.;
i quattro dirigenti generali rimossi possono avviare procedura di
rivalsa nei confronti dell'amministrazione regionale per il
riconoscimento economico del lavoro svolto e delle proprie
aspettative almeno per la durata minima del contratto 'promesso'
(due anni), con potenziale danno alle casse regionali;
ritenuto che:
l'articolo 21 septies delle legge n. 241/1990, introdotto dalla
legge n. 15/2005, il quale dispone che '(...) è nullo il
provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali',
fa venir meno le ipotesi del cosiddetto 'funzionario di fatto',
tale per una investitura esistente ma viziata, in quanto la
caducazione con effetto retroattivo del titulus fa venire meno uno
degli elementi essenziali del provvedimento amministrativo
(consequenziale) emanato, ossia l'imputabilità degli effetti del
provvedimento all'amministrazione pubblica volontà);
gli atti adottati dai dirigenti esterni la cui nomina è stata
annullata ex tunc si risolve non in una illegittimità, bensì in una
autonoma invalidità in quanto l'assenza di investitura ovvero il
titolo per cui la volontà dell'agente diventa volontà dell'ufficio
impedisce la configurabilità del rapporto di immedesimazione
organica, che permette di imputare gli atti della persona fisica
all'ente;
il caso di specie (rapporto di pubblico impiego privatizzato ex
art. 36 d.lgs. n. 165/2001) è sussumibile nella fattispecie in
merito alla quale il Consiglio di Stato, nell'Adunanza plenaria
1/1992, ha disposto che '(...) nel caso in cui un soggetto assume
un rapporto di pubblico impiego sulla base di atti o comportamenti
diversi da quelli presi in considerazione dalla legge, non può il
giudice 'accertare un rapporto che non è sorto'';
l'articolo 21 septies della legge n. 241/1990 non lascia alcuna
possibilità di sostenere che gli atti emanati dai dirigenti esterni
per mancanza dei requisiti ed in situazioni di incompatibilità
siano affetti da invalidità derivata ad effetto viziante, quanto
piuttosto nulli per carenza degli elementi essenziali con
conseguente improduttività di effetti;
pertanto, in eventuali futuri contenziosi su atti finali firmati
dai dirigenti generali esterni rimossi, l'amministrazione regionale
potrebbe facilmente trovarsi di fronte alla dichiarazione del
giudice di nullità degli stessi atti per le motivazioni sopra
accennate;
per sapere:
quali iniziative siano state intraprese per neutralizzare i danni
conseguenti alla nullità dei provvedimenti adottati dai dirigenti
generali rimossi;
come intendano comportarsi per quanto riguarda il pagamento degli
emolumenti spettanti ai quattro dirigenti generali per i quali si è
proceduto al 'ritiro' dei provvedimenti di nomina, e come intenda
procedere per evitare il potenziale danno alle casse regionali a
seguito del paventato contenzioso». (1324)
MANCUSO-LEONTINI-CORONA-LIMOLI- BOSCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
da quanto si apprende dai mass media, le società a partecipazione
regionale ad oggi vivono una stagione del tutto 'innovativa'
ovvero, oltre ad essere presiedute da consigli di amministrazione
che sistematicamente sono composti da stretti collaboratori del
Presidente della Regione, le stesse società sono fucine di
consulenze che gravano sul bilancio della Regione per diversi
milioni di euro;
in un periodo ormai abbastanza lungo in cui l'economia regionale è
soffocata e dalla crisi internazionale e dall'immobilismo del
Governo, sembra paradossale impiegare risorse per compiti e
funzioni che possono essere tranquillamente assolti dal personale
regionale;
tra le varie società regionali, Sicilia e-Servizi si è
contraddistinta per un metodo 'impeccabile' di riconoscimento del
merito politico affidando consulenze per oltre 400 mila euro a
personaggi più o meno noti;
considerato che:
tra i propositi tanto sbandierati dal Presidente della Regione vi
era in particolare quello di abbattere e sconfiggere le spese
superflue e clientelari e che lo stesso è stato ovviamente
disatteso come gran parte dei propositi e degli annunci sin qui
resi;
le consulenze andrebbero ricercate e affidate solo quando è
davvero indispensabile e dunque impossibile trovare una determinata
professionalità all'interno dell'organico regionale;
il know how aziendale di Sicilia e-Servizi, realizzato dalla
precedente amministrazione regionale, è d'indiscusso valore a tal
punto da essere l'unica superstite delle società votate
all'informatizzazione della pubblica amministrazione regionale e
che appare strano che anche all'interno della società stessa non vi
siano persone in grado di soddisfare i fabbisogni affidati a
consulenti esterni;
ripercorrendo la mappa degli incarichi conferiti nel solo 2010, è
impossibile non evidenziare la reale pochezza del lavoro da
svolgere e come tale il presupposto su descritto è ancora più
valido;
una politica riformatrice dettata alla rivalsa dell'identità e
dell'autonomia non può certo vantarsi di amministrare bene
generando questi atti;
è compito del Governo assicurare e valorizzare le professionalità
piuttosto che mortificarle con la nomina di consulenti che spesso
hanno come unico scopo quello di sostituire in un determinato ruolo
il dipendente;
per sapere:
se la società Sicilia e-Servizi continui a operare con assoluta
prevalenza di personale 'affittato' dai soci privati a tariffe che
vanno da 470 a 1030 euro al giorno e conseguente aggravio dei costi
a carico dell'amministrazione regionale;
quali siano le ragioni per cui il Governo a tutt'oggi avalli la
scelta del ricorso a consulenti esterni all'amministrazione;
se non reputino inadeguato in questo periodo di congiuntura
economica lo sperpero di denaro pubblico che spesso si configura
come danno erariale;
se non reputino opportuno rivedere l'intera politica delle
consulenze assicurando trasparenza negli incarichi e ponendo gli
stessi in un 'gradino di scelta' calpestabile solo in casi di
assoluta e motivata necessità;
se non ritengano improcrastinabile revocare i vertici di Sicilia e-
Servizi che, di fatto, hanno prodotto e continuano a perpetuare
spreco di denaro pubblico, e che ciò oggi è ancora più
insopportabile in ragione dell'oggettiva e gravissima difficoltà
economica in cui vive la Regione. Tanto più in virtù del fatto che
l'amministratore delegato di quella società si trova in palese
situazione di conflitto d'interessi, essendo dipendente del socio
privato, poiché nel bando di gara era espressamente previsto che la
figura di a.d. è di spettanza del socio pubblico, che avrebbe
potuto utilizzare, dunque, per meglio essere rappresentato, propri
dirigenti o soggetti di fiducia dell'amministrazione regionale;
se non ritengano infine di dovere disporre un'inchiesta
amministrativa, al fine di verificare se quanto pagato al socio
privato, nella qualità di affidatario del contratto di servizio,
sia stato realizzato e già collaudato, così da stabilire di quali
progetti concreti trattasi e se questi siano già fruibili dalla
pubblica amministrazione regionale e dai cittadini siciliani».
(1325)
CORDARO-MAIRA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la società ATO AG 1 SO.GE.I.R. s.p.a. di Sciacca (AG) gestisce la
discarica pubblica per 17 comuni in contrada Saraceno/Salinella
presso il comune di Sciacca (AG);
da mesi è in corso da parte di deputati nazionali, tra cui
l'onorevole Giuseppe Marinello, deputato nazionale PDL, una
attività ispettiva avente per oggetto le modalità gestionali poste
in essere dalla SO.GE.I.R. s.p.a. ATO AG 1;
detta iniziativa si contraddistingue palesemente per il tentativo
di sollevare interrogativi circa la legittimità operativa della
società nonché per allarmare l'opinione pubblica circa i rischi per
la salute e l'ambiente derivanti dalla gestione;
conseguentemente all'iniziativa parlamentare, sono state avviate
azioni dal comando dei carabinieri di Palermo sia da parte del
nucleo operativo ecologico che dai Nas e di altri enti vari,
preposti all'attività di controllo e alle relative procedure
autorizzative della discarica pubblica de qua, il cui esito è stato
sempre positivo;
le società BONO-SAP ATI, che gestivano prima dell'ATO AG1
SO.GE.I.R. s.p.a. la discarica sita nel comune di Sciacca, hanno
altresì richiesto al sindaco del comune e all'Assessore regionale
per l'energia di mettere in atto misure di controllo sull'attività
svolta in materia di rifiuti a partire dalla gestione della
discarica e delle opere connesse;
considerato che:
il Presidente dell'ATO AG 1 SO.GE.I.R. s.p.a., dottore Vincenzo
Marinello, ha formulato, nei mesi scorsi, una dettagliata relazione
tecnica, controfirmata dal responsabile settore rifiuti e dal
direttore tecnico, nella quale sono enunciati e motivati nel merito
tutti gli aspetti sollevati dall'interrogazione dell'on. Giuseppe
Marinello, deputato nazionale del PDL;
ritenuto che le azioni compiute sinora tese ad accertare la
conformità di esercizio della discarica pubblica hanno avuto come
esito la dimostrazione del corretto funzionamento degli impianti e
della gestione da parte dell'ATO AG 1 SO.GE.I.R. s.p.a.;
per sapere:
se non ritengano opportuno accertare la corretta gestione da parte
della SO.GE.I.R. s.p.a. della discarica pubblica sita in contrada
Saraceno/Salinella nel comune di Sciacca e in tal modo porre fine a
strumentali iniziative tese a delegittimare l'operato del soggetto
pubblico gestore;
se non ritengano opportuno, nell'ambito delle proprie competenze,
adottare idonee misure allo scopo di verificare l'esistenza di
manovre tese ad agevolare interessi di altri soggetti privati nella
gestione della discarica». (1326)
CRACOLICI-DIGIACOMO-MARZIANO-PANARELLO-DE BENEDICTIS-PICCIOLO-
FARAONE-RAIA-MATTARELLA-APPRENDI-BARBAGALLO-LACCOTO-CORDARO-ARICO'-
DI BENEDETTO-MARROCCO-MUSOTTO- FERRARA-DE LUCA-CASCIO S.-AMMATUNA-
RUGGIRELLO-DONEGANI -ADAMO-TERMINE-CATALANO
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
l'istituto educativo per audiofonolesi di Marsala (TP), unico in
ambito regionale, è una istituzione educativa che accoglie ed
assiste ragazzi con deficit uditivo di diversa gravità e ragazzi
affetti da problemi di linguaggio, talvolta associati a problemi
relativi alla sfera cognitiva o affettivo-relazionale;
si tratta di una struttura impegnata a favorire il processo di
integrazione scolastica ai propri iscritti che vanno dai tre ai
diciotto anni, provenienti dalla provincia di Trapani e da tutte le
altre province della Regione;
l'utenza dell'istituto è di 75 ragazzi suddivisi in classi che
vanno dalla scuola materna alla scuola secondaria superiore. Gli
educatori seguono, orientano, indirizzano ed assistono gli allievi
in convitto e semiconvitto in ogni attività programmata, curandone
in modo particolare gli aspetti formativi ed educativi e mirando
all'arricchimento culturale di ciascun educando;
l'istituto non si limita al ricovero e all'assistenza dei sordi,
trattandosi, infatti, di un vero e proprio centro socio-
psicopedagogico-sanitario utile alla crescita culturale ed
educativa, nonché al recupero di capacità psico-fisiche e
relazionali miranti ad un'adeguata integrazione nel sociale del
ragazzo con difficoltà;
nell'anno in corso, all'interno della struttura convittuale, si è
aperto il centro provinciale multifunzionale per minorati
dell'udito e della parola il quale offre alla comunità dei sordi
della provincia di Trapani numerosi servizi, quali lo sportello
informativo, consulenze psicologiche, legali ed audiologiche;
considerato che:
nel 2009, la Regione ha stanziato 80 mila euro per il
funzionamento dell'istituto, ma con decreto presidenziale 18
novembre 2009 recante 'Limitazione agli impegni di spesa ai sensi
dell'art. 4, comma 2 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6' la
somma è stata dimezzata, divenendo, pertanto, inferiore alla somma
di 45 mila euro appostata nel bilancio 2008;
per il 2010, il bilancio regionale ha previsto una spesa di soli
18 mila euro, peraltro non ancora assegnati ed erogati alla
struttura;
è comprensibile come la somma indicata nel bilancio 2010 di 18
mila euro non sia minimamente sufficiente a garantire una regolare
prosecuzione delle attività ordinarie dell'istituto che,
prevedibilmente, non riuscirà più ad assicurare all'utenza il
livello di servizi descritti in premessa;
risulta evidente che continuare a non assegnare a detto istituto
un sia pur minimo finanziamento da parte della Regione siciliana
significherebbe privare ragazzi in difficoltà di un indispensabile
supporto educativo fondamentale a garantire l'inalienabile diritto
allo studio;
per sapere:
se risulti chiaro come la soppressione dei predetti servizi
priverebbe 75 ragazzi audiofonolesi del diritto allo studio;
se non ritenga che l'esiguità dei finanziamenti in favore
dell'istituto educativo per audiofonolesi di Marsala ne comprometta
l'ordinario funzionamento, con grave danno per i ragazzi convittori
e semiconvittori;
quali iniziative ritenga opportuno adottare al fine di evitare
interruzioni nella gestione di una struttura la cui funzione
educativa, svolta finora con professionalità e competenza, risulta
essenziale ed irrinunciabile;
se non ritenga di procedere tempestivamente alle opportune
variazioni di bilancio per garantire almeno la cifra di 80 mila
euro come appostati fino al 2009». (1327)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
la Regione non ha ancora provveduto all'erogazione, in favore
degli enti locali, delle trimestralità nonostante l'approvazione
della documento di programmazione economica e finanziaria;
il mancato trasferimento delle risorse agli enti locali crea una
gravissima situazione di paralisi per le amministrazioni locali,
già in difficoltà per i tagli delle risorse dal Governo centrale;
considerato che:
il trasferimento delle risorse agli enti locali è previsto dalla
legge finanziaria già approvata;
il mancato stanziamento mette a rischio il pagamento degli
stipendi dei dipendenti;
ritenuto che:
tale situazione evidenzia uno stato di disagio per i dipendenti e
per i servizi ai cittadini;
non vi sono ragioni ostative per non procedere all'immediato
trasferimento agli enti locali delle risorse previste dalla legge
al fine di evitare pregiudizievoli conseguenze;
per sapere:
quali siano i motivi che hanno impedito, ad oggi, lo stanziamento
delle risorse agli enti locali;
quali provvedimenti il Governo della Regione intenda adottare al
fine di disporre l'immediato trasferimento delle risorse
finanziarie come previsto dalla legge». (1328)
CAPUTO
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
l'ARAS è attualmente in amministrazione commissariale affidata al
dottor Alessandro Chiarelli;
il commissario ha annunciato l'intenzione di non procedere al
rinnovo contrattuale per le sei unità di personale in forza
all'ufficio provinciale di Ragusa il cui contratto scade il 31
agosto e contestualmente per i 10 lavoratori in forza nelle altre
sedi della Sicilia;
l'orientamento sarebbe quello di trasformare l'attuale rapporto
contrattuale con una formula atipica mediante ricorso a convenzioni
di collaborazioni esterne;
rilevato che i 6 lavoratori di Ragusa interessati dagli annunciati
tagli hanno vissuto una condizione di precariato per circa 10 anni
sino al 2008;
per sapere se sia a conoscenza degli orientamenti annunciati dal
commissario dell'ARAS e quali iniziative intenda adottare allo
scopo di evitare indiscriminati tagli al personale che opera presso
l'ufficio provinciale di Ragusa». (1329)
DIGIACOMO-AMMATUNA-RAGUSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il primo istituto d'istruzione secondaria superiore 'Platone' di
Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, ha ormai da anni
all'attivo quattro indirizzi di istruzione scolastica: liceo
classico, liceo linguistico, liceo delle scienze umane e liceo
artistico;
l'istituto de quo è situato a Palazzolo Acreide, paese con quasi
10.000 abitanti in provincia di Siracusa, su cui gravitano anche
gli alunni dei comuni limitrofi, come Canicattini, Buccheri,
Buscemi, Ferla, Cassaro, che, per le loro dimensioni e il loro
numero di abitanti, non hanno le possibilità di avere alcun
istituto di istruzione secondaria superiore;
considerato che:
per l'anno scolastico 2010/2011 sono pervenute numerose e
significative iscrizioni alle prime classi dei vari indirizzi
dell'istituto: liceo classico n. 34 alunni, liceo linguistico n. 18
alunni, liceo delle scienze umane n. 21 alunni e liceo artistico n.
18 alunni, tra cui un alunno diversamente abile;
la presenza di quattro indirizzi di istruzione ha, fino ad oggi,
garantito agli alunni che frequentano l'istituto di potere
scegliere liberamente l'indirizzo che meglio si sposa con le loro
inclinazioni culturali e professionali;
visto che:
ad oggi, non è ancora stata autorizzata la prima classe relativa
all'indirizzo artistico, nonostante l'iscrizione di 18 alunni, di
cui uno diversamente abile, e l'unicità del corso in tutta la zona
montana della provincia di Siracusa;
sulle quattro classi assegnate all'istituto 'Platone', per l'anno
scolastico 2010/2011, non è compresa la prima classe del liceo
artistico, con conseguente incremento dell'evasione dall'obbligo
scolastico, cancellazione degli iscritti dall'anagrafe alunni e
comprensibili problemi nell'attribuzione dei posti riservati al
personale docente e a quello ATA;
per sapere:
quale criterio sia stato adoperato per l'assegnazione delle classi
e se, in considerazione dell'ampio territorio che l'istituto si
trova costretto ad abbracciare, non si ritenga necessario
autorizzare nell'istituto 'Platone' un numero pari a 5 prime classi
per l'anno scolastico 2010/2011, al fine di garantire un diritto
allo studio equo e commisurato alle aspettative di ogni singolo
studente e soddisfare le richieste di iscrizione al primo anno ad
oggi pervenute;
se con la mancata autorizzazione della prima classe del liceo
artistico non si neghi agli studenti il legittimo diritto di
scegliere indirizzi di studio consoni alle loro attitudini e al
contempo sopprimere un corso in grado di offrire competenze per
l'inserimento immediato dei giovani nel mondo del lavoro, così come
dimostrato negli ultimi anni». (1330)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che il Governo regionale, con i
soliti metodi antidemocratici che lo contraddistinguono e senza
consultare né l'Assemblea regionale siciliana né le Commissioni
parlamentari competenti, ha deciso di varare la riforma delle
sovrintendenze siciliane;
preso atto che il Governo, con decreto, ha deciso di suddividere
le sovrintendenze in due fasce, mettendo nella prima quelle di
Palermo, Messina e Catania e, nella seconda, Siracusa, Agrigento,
Ragusa, Enna, Caltanissetta e Trapani;
considerato che con detto ignobile provvedimento la sovrintendenza
della provincia di Siracusa viene declassata rispetto a quelle di
Messina, Palermo e Catania;
Siracusa, la città più antica del Mediterraneo, la cui fondazione,
certa e documentata, è precedente perfino a quella della città di
Roma, in quanto il dì natale del 734 a.C. per la città di Siracusa
è una data certa, mentre il 21 aprile del 754, per Roma, è una data
immersa solo nella leggenda;
Siracusa, per secoli, è stata la capitale della Magna Grecia, che
ha dominato non solo la Sicilia, ma tutto l'Adriatico, scontrandosi
in epiche lotte con la città di Atene, più volte mortificandola,
non solo in ambito militare, ma anche e soprattutto in quello
culturale;
lo stesso Platone ebbe a scegliere la città di Archimede, anziché
Atene, come luogo privilegiato delle sue meditazioni filosofiche;
non c'è sito della Pentacoli dove non emergono resti unici al
mondo di una città che, secondo la tradizione, ha superato perfino
un milione di abitanti quando altre, compresa la città di Roma, non
arrivavano nemmeno a un decimo della sua popolazione;
le più imponenti vestigia del passato classico, dal teatro greco
alle mura dionigiane, dal castello Eurialo al canale Galermo,
dimostrano una sapienza e una tecnica nella costruzione di
monumenti per la cultura, per la difesa militare e per
l'approvvigionamento idrico che tutto il mondo, ancora oggi, ammira
e invidia;
dopo la città di Roma, esistono in provincia di Siracusa le più
estese catacombe esistenti al mondo, in quanto, come luogo di
approdo, Siracusa è stata, dopo Antiochia, la prima sede della
chiesa universale, scelta dall'apostolo Paolo nel suo viaggio verso
Roma;
per le sue vestigia e i resti di Pantalica, per la presenza
dell'Impero romano d'Oriente, di cui Siracusa fu, perfino, capitale
degli arabi, del barocco, dell'architettura di epoca fascista, la
città di Siracusa è stata inserita nel patrimonio universale
dell'UNESCO;
considerato inoltre che, oltre alla città di Siracusa, nella
provincia aretusea insistono le città di Noto, capitale del
Barocco, di Palazzolo, con il paesaggio naturalistico ed unico
degli iblei, la città di Lentini con il suo sito archeologico;
accertato che il Governo regionale è assolutamente all'oscuro di
questa storia millenaria, tant'è che ha ritenuto di dover umiliare
e mortificare la città di Siracusa e la sua provincia, declassando,
in maniera vergognosa, la sua sovrintendenza, che è chiamata a
controllare e vigilare sul più ingente patrimonio storico e
archeologico esistente al mondo;
per sapere:
se non intendano revocare, immediatamente, il provvedimento e
riconoscere alla Sovrintendenza della provincia di Siracusa quel
rispetto dovuto alla sua storia, alla sua cultura, alla sua
millenaria e documentata civiltà;
per quale motivo, invece, il Governo dove, fra l'altro, siede un
siracusano, non abbia ritenuto opportuno costituire una
macrosovrintendenza per garantire omogeneità di indirizzo e di
intervento su un'area molto più vasta di quella dell'attuale
provincia di Siracusa dove, a suo tempo, ebbe a dominare,
politicamente e culturalmente, la Pentapoli di Siracusa;
se la 'Città più bella e potente che il mondo antico ci ha
lasciato', come ebbe a riconoscere, a differenza degli attuali
governanti, una delle menti più illuminate dell'antichità,
Cicerone, non meriti di avere una sovrintendenza simile a quella di
altre province di Sicilia che non possono, ahimè per loro, vantare
una storia millenaria né una tradizione culturale, di fronte alla
quale perfino Atene ha dovuto inchinare la sua testa». (1331)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore agricolo da sempre ha contraddistinto il Mezzogiorno,
influenzandone l'economia e determinandone la crescita;
ad oggi, sono oltre 130 mila i braccianti iscritti nelle liste di
collocamento del Mezzogiorno;
considerato che:
i dati del rapporto SVIMEZ 2010 sullo stato dell'economia del
Mezzogiorno evidenziano come dal 2001 al 2009 il Sud agricolo abbia
perso 115.000 posti di lavoro e registrato un calo di produttività
pari a -1,7 per cento e di investimenti pari a -12 per cento
rispetto al 2008;
il futuro dell'agricoltura siciliana appare sempre di più minato
dalla mancanza di provvedimenti governativi seri e capaci di
frenare una crisi che allo stato dei fatti si mostra inarrestabile;
visto che:
a giudicare da quanto denunciato dalle associazioni di categoria,
anche in seguito alla manifestazione di Napoli del 26 luglio, alla
quale hanno preso parte gli agricoltori del Meridione, uno dei
provvedimenti imminenti da concretizzare per apportare un po' di
ossigeno al settore agricolo sarebbe la proroga della
fiscalizzazione, che ha prodotto dall'1 agosto il raddoppio degli
oneri previdenziali a carico delle aziende agricole;
numerosi comuni siciliani hanno approvato specifiche mozioni a
sostegno degli agricoltori siciliani;
per sapere:
se non ritengano urgente adoperarsi al fine di individuare misure
capaci di arrestare la crisi che in questi anni attanaglia il
settore agricolo e di sviluppare un piano utile al rilancio
dell'agricoltura nel Mezzogiorno, e in particolar modo in Sicilia;
se non ritengano indispensabile e urgente richiedere la proroga
della fiscalizzazione degli oneri sociali nella Regione». (1332)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che nella Gazzetta
ufficiale della Repubblica italiana del 31.5.2010, n. 125, è stato
pubblicato il decreto-legge n. 78, contenente 'Misure urgenti in
materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività
economica' convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010,
n. 122;
preso atto che l'art. 5 di tale decreto, intitolato 'Economie
negli organi costituzionali, di governo e negli apparati politici',
introduce, ai commi 6, 7 e 8, delle modifiche agli art. 82 e 83 del
testo unico degli enti locali (d. lgs. n. 267/00), riducendo gli
importi delle indennità spettanti agli amministratori;
considerato che:
alcune amministrazioni comunali hanno deciso di applicare
immediatamente il d.l. de quo, mentre altre hanno più correttamente
demandato l'applicazione delle riduzioni all'emanazione di un
decreto ministeriale per quanto riguarda il comma 6 dell'articolo
citato;
con la legge regionale n. 30 del 23.12.2000, modificata con la
legge regionale n. 22 del 16.12.2008, contenente norme sullo status
degli amministratori locali e misure di contenimento della spesa
pubblica, il legislatore regionale ha inteso disciplinare in modo
integrale ed esaustivo la misura delle indennità da corrispondere
agli amministratori comunali;
il completo quadro normativo, posto in essere dal legislatore
regionale nell'esercizio della sua potestà legislativa esclusiva,
induce a ritenere che l'impianto non sia suscettibile di
integrazione attraverso fonti normative statali;
benché la circostanza che le norme statali de quibus siano state
emanate per motivi di stabilizzazione finanziaria e di
competitività economica, ciò non rende le norme immediatamente
operanti, dovendo il quadro normativo necessariamente essere
rimodulato in relazione alla specificità della disciplina
regionale;
accertato che la Corte costituzionale, con sentenze n. 449 del
2005 e n. 86 del 2006 e n. 157 del 2007, si è espressa riconoscendo
che 'la legge statale può prescrivere criteri e obiettivi (ad
esempio, il contenimento della spesa pubblica), ma non imporre alle
Regioni minutamente gli strumenti concreti da utilizzare per
raggiungere quegli obiettivi, in quanto ciò si risolverebbe con
un'indebita invasione dell'area riservata dall'art. 119 Cost. alle
autonomie regionali';
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare;
se non sia il caso di emanare immediatamente una circolare
esplicativa al fine di evitare disparità di trattamento fra i vari
comuni dell'Isola». (1333)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
i livelli di assistenza sanitaria dovrebbero essere uniformi su
tutto il territorio nazionale senza disparità di trattamento fra i
cittadini delle varie regioni e delle varie province d'Italia;
tale principio non viene riconosciuto ai cittadini della provincia
di Siracusa;
preso atto che nell'ASP 8 di Siracusa, per quanto riguarda
l'assistenza della medicina specialistica ambulatoriale, relativa
alla branca di patologia clinica, le assegnazioni dell'aggregato di
spesa, per l'anno 2009, risultavano inferiori del 35 per cento,
rispetto al calcolo desunto dall'allegato A del decreto 0779/2010
del 15 marzo 2010, che prende a riferimento la quota capitaria
pesata, secondo gli indicatori ministeriali, per popolazione
residente alla data dell'1 gennaio 2009;
considerato che:
lo stesso decreto 0779/2010 si prefigge, tra l'altro, l'obiettivo
di correggere le disparità e le ingiustizie esistenti tra le
diverse province siciliane nell'attribuzione delle risorse rispetto
alle quote capitarie;
questo indirizzo è in linea con l'obbiettivo di una equa
distribuzione delle risorse disponibili in tutto il territorio
regionale;
accertato che l'incremento dell'1,2 per cento assegnato
all'aggregato di spesa per settore nel 2010, rispetto a quanto
previsto nel 2009, è del tutto inadeguato per riequilibrare una
copertura del fabbisogno inferiore del 35 per cento rispetto alla
quota capitaria pesata e, soprattutto, dovuta ai cittadini della
provincia di Siracusa;
per sapere se non ritengano opportuno reperire ulteriori risorse
per raggiungere in tempi brevissimi l'encomiabile e indispensabile
obbiettivo di offrire a tutte le province siciliane risorse
equamente distribuite su tutto il territorio. Tutto ciò al fine di
arrestare la migrazione dei cittadini siracusani verso altre
province, dotate di maggiori risorse, e di conseguenza assicurare
alla provincia di Siracusa quanto le è dovuto anche dal recente
decreto assessoriale». (1334)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le risorse agricole e alimentari,
premesso che:
ancora una volta, prima ancora dell'inizio della stagione di
caccia, il calendario venatorio 2010-2011 viene sospeso con una
sentenza del Tribunale amministrativo regionale, rito che si ripete
ormai dal 2005 con la conseguenza che, da allora ad oggi,
l'apertura della caccia viene procrastinata e, solo a leggere le
svariate sentenze, con motivazioni tutte riconducibili ad
inadempienze degli Assessorati competenti, i quali non hanno ancora
ottemperato alla armonizzazione su scala regionale degli
adempimenti che devono precedere l'adozione di un piano di gestione
da parte dei beneficiari finali, i cacciatori, elemento essenziale
per la valorizzazione delle attività umane radicate nel territorio
siciliano, alfine di garantire uniformità nella rete italiana
'Natura 2000';
considerato che il d.m. 24626/02 del 3/09/2002, individuando
analiticamente gli adempimenti previsti per l'adozione di un piano
di gestione e la strategia gestionale dei siti, recita che i
relativi provvedimenti devono mettere in risalto tutte le attività
economiche, sociali, culturali, sportive ivi compresi gli
appassionati di caccia, gli armieri ed articoli sportivi, i
pubblici esercizi e le imprese dell'accoglienza turistica, che
subirebbero ingenti danni morali e materiali per il ritardato avvio
del calendario venatorio;
verificato che gran parte del territorio siciliano è interdetto
alla caccia: quattro grandi parchi regionali, 76 riserve naturali
ed il demanio forestale che, per dare un dato pubblicato sul sito
internet, si può notare che su 283 mila ettari totali di superficie
boschiva, l'Azienda foreste (tra demanio, parchi e riserve) ne
gestisce 193 mila interdetti alla caccia, con la logica conseguenza
che si può tranquillamente affermare che più del 65% della fauna
selvatica non potrà mai essere cacciabile ;
ritenuto che è ormai tempo di definire con strumenti normativi
efficaci le regole che devono governare la disciplina della caccia
nel territorio della Regione siciliana, che rappresenta certamente
un mondo economico rilevante;
ritenuto inoltre che occorre intervenire al più presto per
affermare il diritto dei cacciatori ad esercitare l'attività
venatoria nel pieno rispetto della legalità e senza rischiare di
subire sanzioni perseguibili penalmente che hanno negli anni
ridotto di oltre il 50 per cento il numero delle autorizzazioni
alla caccia rilasciate in Sicilia con gravissimi danni all'erario
regionale;
per sapere se intendano attuare ogni iniziativa utile a confermare
l'inizio della stagione venatoria e se non ritengano di avviare
urgentemente una riscrittura della normativa in materia di caccia
che recepisca non solo le direttive europee, ma anche le relative
guide alla loro lettura, onde evitare di affidare la loro
interpretazione a solerti funzionari, riscrittura che inoltre
contenga la stesura di un nuovo piano faunistico regionale, un
regolamento delle misure di conservazione dei siti 'Natura 2000'
(ZPS e SIC), la costituzione dei comitati di gestione degli ambiti
territoriali, il rispetto del limite di legge del 25% di territorio
inibito all'attività venatoria, la possibilità di esercitare la
caccia nei demani forestali, la definizione di calendari venatori a
valenza triennale, l'abolizione delle ripartizioni faunistico-
venatorie, come previsto dalla legge e il passaggio della
competenze all'ufficio caccia della varie province, al fine di
alleviare il senso di frustrazione di cittadini che vogliono, nel
pieno rispetto della legge, delle direttive, dell'ambiente, della
natura e della conservazione delle specie protette, esercitare
ogni diritto-dovere e l'attività venatoria come nel resto del
Paese». (1335)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
al km 106 dell'autostrada Palermo - Catania e a 13 km da Enna, vi
è una galleria con il manto stradale fortemente sconnesso che
determina grave pericolo per la grande mole di traffico veicolare
che la percorre;
nonostante le ripetute segnalazioni degli utenti, l'ANAS non ha
ancora provveduto alle necessarie riparazioni;
considerato che il problema permane da tempo e, nonostante il
grave rischio d'incidenti, l'ANAS ad oggi, non è ancora intervenuta
per effettuare i necessari interventi per garantire la sicurezza
degli utenti;
per sapere se non ritengano opportuno segnalare all'ANAS il grave
problema affinché intervenga immediatamente per scongiurare
incidenti che potrebbero costare anche la vita ai tanti utenti che
percorrono questa galleria». (1336)
POGLIESE-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
tutte le precedenti interrogazioni sul tema sono state
puntualmente ignorate, il che è inaccettabile;
la vicenda ha assunto una pesantezza ed una gravità
ineguagliabile;
in quest'ultimo anno si è consumata una lotta di potere,
sotterranea e nascosta, sulla pelle dei tanti dipendenti che nel
servizio avevano ed hanno il loro lavoro;
in questo periodo che vede una recessione mondiale ed una perdita
esponenziale di occupazione, che in Sicilia è altamente
amplificata, obiettivo primario della VI Commissione legislativa
permanente 'Servizi sociali e sanitari' è stato quello della
salvaguardia dei livelli occupazionali;
da come, però, si è sviluppata la vicenda si deve registrare una
situazione alquanto 'distorta' che ha fatto leva sulla necessità di
lavoro e che ha portato i lavoratori coinvolti a subire un vero e
proprio ricatto;
si è assistito e denunciato a più riprese anche sui giornali ad
uno sciacallaggio del diritto dei lavoratori della SISE. Coloro i
quali, infatti, non si sono piegati e non hanno rinunciato ai loro
diritti costituzionalmente garantiti, non sono stati riassorbiti
nel nuovo soggetto;
preso atto che:
di contro, nonostante le più volte avanzate e denunciate azioni
illegittime per contrarietà, chiara ed evidente, a precisi vincoli
e divieti normativi posti sulle nuove assunzioni dalla l.r. 5/2009,
si è assistito all'inserimento di ben due direttori generali per un
unico servizio e si tenta, ancora adesso, di sdoganare alcune
figure per rinominarle quale direttore generale della SEUS;
la cosa alquanto sconcertante è che si è voluto sgombrare il campo
costringendo chi in SISE, pur avendo acclarati e consistenti titoli
scolastici e professionali, è stato, di fatto, costretto a non
accettare la assunzione in SEUS, in quanto veniva posto in essere
un vero e proprio dimensionamento, proponendo, a tali soggetti, la
assunzione al livello c;
agendo per tale via ed eliminando concretamente le professionalità
interne, si è voluto, illegittimamente, superare il divieto posto
dalla normativa e rendere possibile l'ingresso di figure esterne al
posto di direttore generale;
ancora si è ancorati alla 'favola' dell'avvicendamento nel
servizio di due soggetti assolutamente estranei e diversi;
ritenuto che, pertanto, sostenere ancora la non sussistenza del
trasferimento d'azienda oltre che anacronistico è alquanto
pericoloso, in quanto si rischiano, con il contenzioso che ne
seguirà, pesanti risvolti economici negativi a carico della Regione
stessa;
per sapere:
quali provvedimenti, con l'urgenza del caso, intendano adottare al
fine eliminare le illegittimità rilevate e, precisamente, se
intendano ammettere l'ingresso nella SEUS di quelle figure
dirigenziali che, pur possedendo titoli e professionalità, non sono
state coinvolte, nel ruolo loro spettante, dal nuovo soggetto;
se e quali iniziative intendano intraprendere per eliminare
l'illegittimità posta circa le nuove assunzioni, evitando
avvicendamenti che sarebbero anche contrari alle regole di
amministrazione». (1337)
VINCIULLO-FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che la legge n. 296 del 1996 individua, come
obiettivo per ogni comune d'Italia, il raggiungimento del 50 per
cento di raccolta differenziata;
preso atto che:
nell'anno 2009, nessun capoluogo siciliano ha raggiunto il tetto
massimo previsto dalla legge n. 296 del 1996;
nonostante il mancato raggiungimento dell'obiettivo da parte di
tutti i comuni siciliani, tuttavia, il comune di Siracusa, con una
percentuale di differenziata pari al 3,8 per cento, così come
emerso da un indagine Istat sugli indicatori ambientali urbani, è
risultato essere l'ultimo comune d'Italia nella raccolta
differenziata;
considerato che un dato così basso evidenzia un disservizio nella
città aretusea oltre ad arrecare alla stessa un danno in termini di
immagine e vivibilità con possibili negative ricadute sul settore
turistico;
visto che, secondo l'analisi del Presidente dell'ATO Ambiente
s.r.l., le responsabilità di una percentuale così bassa in merito
alla raccolta differenziata sono da individuare, principalmente,
nella confusione legislativa e nelle varie crisi di Governo che in
questo ultimo anno hanno investito la Regione siciliana;
lo stesso Presidente ha denunciato il rischio concreto di un
ulteriore peggioramento del servizio di raccolta differenziata nel
2010, a causa del mancato trasferimento di fondi da parte della
Regione;
a dire del Presidente dell'ATO SR1, se i fondi fossero stati
stanziati nei tempi dovuti, sarebbe stato possibile procedere al
finanziamento e alla realizzazione di progetti pronti, come quello
del nuovo impianto di compostaggio, oltre all'acquisto di nuovi
mezzi e al potenziamento del servizio di porta a porta;
se gli interventi sopra citati fossero stati attuati nei tempi
previsti, non solo avrebbero evitato di far registrare un dato così
basso nella raccolta differenziata, ma avrebbero addirittura fatto
registrare un dato pari al 30 per cento, risultato inusuale per i
comuni siciliani;
per sapere:
quali siano stati i motivi che fino ad oggi hanno impedito al
Governo regionale di predisporre il trasferimento delle somme a
finanziamento dei progetti dell'ATO Ambiente SR1, indispensabili
per l'espletamento di una regolare ed efficiente gestione dei
rifiuti nella città di Siracusa;
se non si ritenga urgente e necessario intervenire, visto il dato
allarmante emerso dall'indagine Istat, al fine di evitare un
ulteriore indebolimento del servizio di raccolta differenziata e
contribuire invece a porre le basi affinché la città di Siracusa,
viste le potenzialità descritte dal presidente dell'ATO Ambiente
SR1, possa diventare d'esempio per tutti i comuni del Sud». (1338)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che l'Assessorato per i beni
culturali promuove, sostiene e sovvenziona, ogni anno, attività di
carattere culturale volte alla promozione dell'identità siciliana,
come regolamentato della nuova legge regionale n. 19 del 16
dicembre 2008 'Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti
regionali. Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della
Regione';
atteso che per le attività di cui sopra, l'Assessorato eroga
contributi e sovvenzionamenti sia per manifestazioni direttamente
promosse dall'Assessore che sotto forma di patrocini onerosi;
preso atto che più volte non sono state accolte istanze di
richiesta di contributi presentate da comuni o enti interessati,
anche loro, alla promozione di iniziative culturali;
per sapere:
secondo quale metodo e norma vengano erogati questi contributi;
quali criteri di valutazione vengano utilizzati per individuare i
soggetti beneficiari di suddetti interventi finanziari;
se sia possibile avere:
le copie di tutti gli atti e provvedimenti stanziati dall'atto del
suo insediamento;
l'elenco dettagliato degli enti o soggetti beneficiari di tali
contributi e delle somme corrisposte;
il ricevimento degli atti in parola entro 30 giorni dalla data
della presente, così come regolamentato dalla legge nazionale 7
agosto 1990, n. 241, e successive modifiche». (1339)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
ormai da tempo, il titolare di un rifornimento Q8 nel territorio
del comune di Siracusa lamenta vessazioni a suo carico, che vanno
da multe salate ad obblighi di chiusura settimanali;
il titolare del rifornimento ha chiamato l'amministrazione
comunale a rispondere, sia sul piano giudiziario che economico,
delle vessazioni fino ad oggi subite;
considerato che un atteggiamento errato ed ingiustificato da parte
degli enti preposti, oltre a causare un danno ingente all'impianto
de quo, può provocare possibili contenziosi con il comune per
cattiva amministrazione della cosa pubblica a danno della
collettività;
visto che:
il d.lgs. 32 dell'11 febbraio 1998 garantisce il pieno rispetto
delle disposizioni dell'ordinamento comunitario in materia di
tutela della concorrenza al fine di assicurare il corretto e
uniforme funzionamento del mercato: l'installazione e l'esercizio
di un impianto di distribuzione di carburanti non possono essere
subordinati alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto di
vincoli, con finalità commerciali, relativi a contingentamenti
numerici, distanze minime commerciali o che pongano restrizioni od
obblighi circa la possibilità di offrire, nel medesimo impianto o
nella stessa area, attività e servizi integrativi;
l'Avvocatura dello Stato, con una nota del 3 novembre 2008 n.
43712, afferma l'immediata applicabilità nella Regione siciliana
della norma di cui all'art. 83 bis del decreto-legge 112/2008,
convertito in legge 06/08/2008, n. 133, in considerazione della
dichiarata ed effettiva natura di norma costituente espressione di
principi generali in materia di tutela della concorrenza e dei
livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell'art. 117 della
Costituzione;
per sapere:
se intendano intervenire tempestivamente al fine di fare chiarezza
sulla vicenda ed evitare così il sorgere di lunghi ed inutili
contenziosi tra le parti, con il rischio del riconoscimento di
eventuali responsabilità a carico dell'ente pubblico che
finirebbero per gravare sulle tasche della collettività». (1340)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il Parco dei Nebrodi ha approvato il bilancio di previsione
dell'esercizio finanziario 2010, reso esecutivo dall'Assessorato
Territorio e ambiente, prevedendo un trasferimento regionale per
spese di gestione pari a 1.988,126 euro;
la somma sopra indicata è quantificata in riferimento al
trasferimento regionale del 2009, già decurtato del 5 per cento;
a dispetto di quanto preventivato dall'ente Parco, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente ha riconosciuto, per le
spese di gestione, una somma pari a 435.959,37 euro;
considerato che:
la somma, preventivata dall'ente Parco dei Nebrodi, risultava
essere appena sufficiente a coprire tutte le spese correnti e a
garantire la regolarità e l'efficienza dei compiti istituzionali
riconducibili al Parco;
la somma, cosi come riconosciuta dall'Assessorato regionale,
risulta essere assolutamente insufficiente e non consente affatto
lo svolgimento dei compiti istituzionali assegnati al Parco dalla
legge, ovvero il funzionamento del corpo di vigilanza, le attività
di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi, la gestione e la
tutela del territorio, nonché la promozione, divulgazione e
fruizione del parco stesso;
visto che:
a seguito della comunicazione circa la drastica riduzione dei
fondi di gestione da parte dell'Assessorato regionale, l'ente Parco
ha posto in essere tutta una serie di iniziative volte a ridurre al
minimo le spese di gestione: riduzione e razionalizzazione delle
utenze, accorpamento di uffici con conseguente riduzione delle
spese di locazione, tagli alle spese di missione del personale e
degli organi di rappresentanza nonché tagli alle consulenze;
nonostante le lodevoli iniziative sopra elencate, ad oggi
risultano impegnate spese per gestione pari a circa 378 mila euro;
per sapere se non si ritenga urgente e necessario attivarsi da
subito ed individuare iniziative utili alla gestione del Parco dei
Nebrodi che, per le caratteristiche storiche, naturalistiche ed
ambientali ospita visitatori da ogni parte del mondo». (1341)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la strada statale 194 dalla provincia di Siracusa raggiunge la
provincia di Ragusa, congiungendosi con la SS 514;
trattasi di un'arteria molto trafficata e che è soggetta tra
l'altro a continui incidenti, purtroppo anche mortali;
su detta strada statale, all'altezza del nuovo ospedale di
Lentini, si sta realizzando una nuova rotatoria per razionalizzare
e decongestionare il traffico in ingresso e in uscita dal
nosocomio;
preso atto che:
limitrofa a detta strada statale, vi è un'area di pertinenza del
consorzio ASI di Siracusa con numerosi insediamenti commerciali e
industriali e con la presenza di un centro alle dirette dipendenze
dell'ASI di prossima apertura;
spesso i mezzi che escono da questa area sono stati coinvolti in
numerosi incidenti anche mortali;
da più parti sono pervenute richieste, sia all'Anas che alla
provincia regionale di Siracusa, di intervenire e di finanziare una
nuova rotatoria, in prossimità del centro ASI di Lentini, al fine
di rendere più sicura e razionale l'immissione sulla SS 194;
constatato che:
vi è la disponibilità della provincia regionale di Siracusa a
contribuire alla realizzazione dell'opera de qua;
l'Anas potrebbe utilizzare i ribassi d'asta ottenuti
dall'aggiudicazione della costruenda rotatoria davanti al nuovo
ospedale di Lentini;
accertato che l'Anas sta concordando con l'Assessorato regionale
Infrastrutture tutti i nuovi interventi sulle strade di competenza
statale e che di conseguenza la parte rimanente delle somme per
realizzare la rotatoria potrebbero essere impegnate dal nuovo
accordo di programma quadro in fase di definizione;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire con l'urgenza
del caso per concordare con l'Anas tutte le procedure necessarie
affinché la rotatoria venga inserita tra le opere immediatamente
finanziabili al fine di far diminuire gli incidenti che purtroppo
hanno reso 'funesta' la predetta strada statale». (1342)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, premesso che:
il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato tre impianti
per l'estrazione di metano nel Canale di Sicilia, a ridosso del
territorio della provincia di Agrigento, da parte di società
satellite dell'Eni, senza adire, a quanto pare, il Governo
siciliano e senza che lo stesso abbia fatto sentire la sua voce
negativa di fronte ad un provvedimento che potrebbe avere
conseguenze disastrose e nefaste in tutto il Mar Mediterraneo e
sulle sue storiche coste;
lo stesso Ministero, nelle scorse settimane, ha provveduto, al
fine di accelerarne l'insediamento, alla valutazione d'impatto
ambientale relativamente alle tre piattaforme che dovrebbero
stazionare nel Canale;
considerato che dal Ministero non sono giunti, ancora oggi,
elementi soddisfacenti riguardanti i rischi ambientali correlati
agli impianti de quibus e soprattutto nell'area interessata non ci
sono giacimenti tali da giustificare impianti e investimenti di
questo tipo e di questa entità;
visto che la Libia ha già autorizzato trivellazioni in mare ed
estrazioni di petrolio che, seppur in territorio libico, distano
soli 500 chilometri dalla costa siciliana, costituendo ciò un serio
e grave pericolo per il mare che circonda la Sicilia;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire
presso il Governo nazionale al fine di bloccare il rilascio di
qualsiasi autorizzazione di ricerca nel territorio prospiciente a
quello della Regione, al fine di prevenire eventuali rischi di
inquinamento che potrebbero provocare danni irreparabili
all'ambiente e a tutto il popolo siciliano». (1343)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
con decreto dirigenziale del 29.06.2010 n. 819 l'Assessorato
Risorse agricole ha trasformato la u.o. 80 SOAT di Agira (EN) in
sportello verde della SOAT di Troina;
l'ufficio, attivo dal 3.10.2007, svolge un importante ruolo di
divulgazione ed assistenza tecnica per gli imprenditori agricoli
dell'intero comprensorio;
nel corso degli anni ha anche avviato una serie di corsi di
formazione in tema di uso ed acquisto di fitofarmaci;
tra le altre attività ha svolto animazione del territorio per la
costituzione dei GAL ed attività di centro agro-meteorologico;
considerato che:
la chiusura dell'u.o. SOAT di Agira costituisce un grave danno per
il settore dell'agricoltura di Agira e del suo comprensorio in
quanto verrebbero meno tutte le attività che l'u.o. ha svolto in
questi anni, assicurando agli imprenditori agricoli di usufruire di
importanti servizi;
in conseguenza della chiusura dell'u.o. di Agira si registrerà un
aggravio di spesa per gli utenti, aggravio che in questo momento di
crisi dell'economia agricola sarebbe opportuno evitare e
scongiurare;
i locali presso cui si trovano gli uffici dell'u.o. SOAT di Agira
sono stati concessi in uso gratuito dal comune di Agira e che,
pertanto, non vi sono costi aggiuntivi ostativi al mantenimento
dell'unità operativa;
ritenuto che:
la chiusura dell'unità operativa SOAT di Agira determina il venir
meno di un importante e fondamentale servizio reso alla
collettività di Agira e dell'intero comprensorio;
tale determinazione, inoltre, provoca gravi disservizi per il
comparto agricolo oggi in grave crisi;
per sapere:
quali motivi abbiano indotto il Governo a decidere per la
soppressione di una unità operativa efficiente e ben funzionante;
quali provvedimenti intendano adottare per evitare la chiusura
dell'u.o. SOAT di Agira e l'insorgere di disservizi in danno degli
operatori agricoli di Agira e del relativo comprensorio». (1344)
CAPUTO
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1343
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con richiesta di
risposta orale n. 1343 Interventi a livello nazionale per bloccare
l'autorizzazione per trivellazioni nel Canale di Sicilia , a firma
dell'onorevole Vinciullo, testé annunciata, è da intendersi
preclusa - per identità di contenuto - a seguito dell'approvazione
della mozione n. 194 Interventi in ordine al progetto di ricerca
di idrocarburi 'D 354 C. R-SL' al largo delle coste di Sciacca e
Menfi, in provincia di Agrigento, e Castelvetrano, in provincia di
Trapani nella seduta d'Aula n. 191 del 3 agosto 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 3 agosto 2010,
protocollata il 5 agosto successivo al n. 6818/AULAPG, l'onorevole
Bonomo ha dichiarato di apporre la firma alla mozione n. 209
Iniziative atte a promuovere, presso il Parlamento europeo, la
modifica del Reg. CE 1342/2002, in materia di ristrutturazione dei
vigneti' , presentata dall'onorevole Adamo ed altri in data 20
luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di deliberazione da parte del Consiglio di
Presidenza
PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Presidenza, nella seduta
n. 21 del 22 luglio 2010, ha deliberato quanto segue:
- di applicare la ritenuta in caso di assenza nelle sedute in cui
si svolgono votazioni su testi legislativi o su atti d'indirizzo
politico, uniformando l'importo a quanto previsto al Senato,
passando dagli attuali euro 129,00 a euro 258,23;
- di adottare, in conformità al parere reso dalla Commissione per
il Regolamento nella riunione del 21 luglio 2010, sul significato
da attribuire all'inciso il congedo non costituisce assenza di
cui al comma 1 dell'art. 84 del Regolamento generale, le seguenti
disposizioni:
a) a decorrere dalla ripresa autunnale dei lavori parlamentari, il
deputato che intenda porsi in congedo dovrà preventivamente far
pervenire la propria richiesta esclusivamente alla Presidenza
dell'ARS per il tramite del Presidente del Gruppo di appartenenza;
b) la richiesta dovrà essere motivata. Il Presidente
dell'Assemblea, apprezzate le motivazioni, ove ravvisi giustificato
il congedo, ne darà comunicazione in Aula, ai sensi dell'art. 84,
comma 1, del Regolamento interno, nella seduta di riferimento,
cosicché soltanto il formale annunzio all'Assemblea farà sì, ai
sensi dell'ultima parte del citato comma 1 dell'art. 84, che il
congedo, così giustificato, non costituisca assenza ai fini
amministrativi.
Le nuove modalità operative saranno applicate dalla ripresa dei
lavori dopo la pausa estiva.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Commemorazione per la scomparsa dell'onorevole Cintola
(Tutti i deputati in piedi ascoltano in silenzio)
PRESIDENTE. Colleghi, nel pomeriggio dello scorso venerdì 30
luglio, è mancato il collega Salvatore Cintola. Noi tutti lo
ricordiamo e lo ricorderemo come Totò Cintola.
Ed è proprio il diminutivo del suo nome, Totò , che sintetizza il
personaggio, tutta la sua sicilianità, il carattere forte,
determinato che si estrinsecava nel modo sanguigno di fare politica
e che contraddistingueva la sua presenza ed i suoi interventi in
Aula.
Quello di Totò Cintola è un percorso di esperienza amministrativa
e politica che parte da lontano, dal contatto con i contadini della
Sua Partitico che ne segnano profondamente la militanza nell'area
socialista.
Inizia l'impegno attivo in politica con l'elezione nel Consiglio
comunale di Partinico, dove rimane dal 1975 al 1985.
Quasi sempre, al Governo della città, ricopre anche l'incarico di
Vicesindaco dal 1978 al 1980.
Dal 1984 al 1992, è Consigliere di amministrazione all'AMAP di
Palermo.
Nel 1990, approda in Consiglio provinciale a Palermo, dove ricopre
il ruolo di Assessore con delega al Bilancio e al Personale fino al
1993.
Nel 1996, si candida all'Assemblea regionale siciliana dove viene
eletto nella lista del Partito Socialista Sicilia.
Sono gli anni del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica
che lo vedono impegnato nella ricerca della costruzione del nuovo
quadro politico regionale e nazionale.
Aderisce al CDU con il quale, nel 2001, si candida e viene
rieletto all'Assemblea regionale siciliana.
E' Vicepresidente della Commissione verifica dei poteri, della II
Commissione Bilancio e programmazione nonché della Commissione
Statuto e riforme istituzionali.
Dal 30 agosto 2004, è Assessore regionale al Bilancio e finanze
nel Governo Cuffaro.
Nel 2006, è ricandidato e rieletto, ancora una volta,
all'Assemblea regionale siciliana con la lista dell'UDC.
Nel corso della legislatura, è componente della II Commissione
Bilancio e programmazione e della Commissione per il Regolamento.
Nel 2007, matura l'esperienza di Assessore al Comune di Palermo,
con delega all'Igiene e alla Sanità nella Giunta del Sindaco Diego
Cammarata.
Alle elezioni politiche del 2008, viene eletto, sempre nelle liste
dell'UDC, al Senato della Repubblica, scranno che occupa fino
all'ottobre del 2009, quando decide di optare per il seggio in
Assemblea regionale.
Nella legislatura, è componente della Commissione Ambiente e
territorio.
La sua lunga esperienza politica, vissuta a tutti i livelli
istituzionali, gli ha consentito di essere sempre competente e
puntuale negli interventi ricchi di contenuti tecnici oltre che
politici. Interventi caratterizzati da grande sensibilità e
passione verso i problemi del sociale, con particolare riferimento
a quelli del lavoro.
Problematiche che lo hanno visto presente in prima linea nel
dibattito politico al quale ha sempre partecipato esponendosi in
primo piano con la forza della convinzione delle idee.
Alla determinazione con la quale si gettava nella mischia, al
momento giusto, sapeva far prevalere le ragione della mediazione.
Senza rinunziare mai ai contenuti, diveniva elemento di sintesi.
Non sono mancati, nel corso della sua vita politica, momenti
difficili che ha saputo superare con dignità e coraggio. Momenti
difficile che, sicuramente e, soprattutto nell'ultimo periodo,
hanno segnato il suo mondo interiore ed anche, credo, il suo
fisico.
Ognuno di noi, sono sicuro, ricorderà il suo sguardo vivace, in
piedi, in prossimità dell'uscita dell'Aula, con la sigaretta
seminascosta nel palmo della mano, pronto a cogliere la più piccola
sfumatura di ciò che, in quel momento, veniva detto in Aula per
chiedere immediatamente la parola e fare sentire la sua voce.
Questa é l'immagine di Totò Cintola che ci mancherà e che
conserveremo nella nostra memoria.
Nel suo ricordo esprimo, a nome mio personale, del Consiglio di
Presidenza e dell'Assemblea regionale siciliana tutta, le più
sentite e sincere condoglianze ai familiari, oggi presenti in Aula,
e a quanti gli hanno voluto bene.
(Applausi)
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche al
Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente
'Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali'»
(336-338/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge nn. 336-338/A «Modifiche al
Titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3 concernente
'Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali'», posto
al numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione legislativa a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi A3 e A4, a firma
dell'onorevole Caronia.
Si procede con l'emendamento A3. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art ... - Finanziamenti ai rifugi sanitari e prevenzione del
randagismo
1. I finanziamenti di cui al comma 1 dell'articolo 98 della legge
regionale n. 11 del 12 maggio 2010 «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2010» sono erogati anche alle associazioni
animaliste iscritte alla Sezione B' dell'Albo delle Associazioni
per la protezione degli animali di cui all'articolo 19 della legge
regionale n. 15/2000 del decreto presidenziale del 27 giugno 2003,
n. 15, purché gestiscano da almeno due anni rifugi per animali nel
territorio della regione siciliana».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art ... - 1. La Regione, al fine di prevenire danni all'ambiente
e di tutelare la salute pubblica, favorisce e sostiene la
realizzazione del servizio di ritiro, raccolta, trasporto ed
eliminazione mediante incenerimento delle carcasse degli animali da
compagnia.
2. A tal fine l'Assessore regionale per la salute stabilisce con
proprio decreto, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, un piano di ripartizione dei contributi da erogare
ai comuni, in funzione della popolazione canina iscritta
all'anagrafe di cui alla legge n. 15/2000, che operano la raccolta
e lo smaltimento delle carcasse degli animali in modo diretto o
tramite imprese autorizzate nel settore nonché la tariffa del
servizio da aggiornare annualmente.
3. Per le finalità di cui sopra a valere sui fondi previsti
dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2 e successive modifiche ed integrazioni è destinata nell'esercizio
finanziario 2010 la somma di 100 migliaia di euro ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore. La Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 373 «Opportune iniziative finalizzate al reperimento del
Manifesto per i diritti della persona con diabete'»,
dell'onorevole Marziano;
numero 363 «Interventi per evitare la chiusura del centro di
assistenza ai malati di Alzheimer di Palermo», dell'onorevole
Caputo.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno numero 373, a firma
dell'onorevole Marziano, che impegna il Governo della Regione a
recepire il manifesto dei diritti della persona con diabete' quale
documento indispensabile per migliorare la qualità dell'assistenza
sia in ambito ospedaliero che territoriale. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Regione siciliana ha recepito la legge n. 115 del 1987 in cui
il diabete si identifica quale patologia di alto interesse sociale
e si istituiscono presso le ASP i servizi specialistici
diabetologici per la prevenzione e la cura del diabete;
nel corso degli ultimi anni sono stati emanati dall'Assessorato
della salute decreti che hanno stabilito quali presidi, ausili e
farmaci possano essere concessi, la relativa esenzione dal ticket
sanitario, gli indirizzi terapeutici e preventivi, questi ultimi
spesso contraddittori perché inseriti assieme ad altre patologie;
considerato che:
i centri diabetologici di prevenzione, diagnosi e cura si sono
occupati prevalentemente della cura, tralasciando la prevenzione
della malattia e delle sue complicanze;
le aziende sanitarie hanno immesso nel loro sistema assistenziale
una serie di limitazioni nella concessione dei presidi e dei
farmaci;
alcuni tipi di insulina sono disponibili solo nelle farmacie delle
aziende sanitarie dove si concentrano numerosi utenti con gravi
disagi;
l'informazione all'educazione terapeutica nei confronti del malato
e dei suoi familiari, in particolar modo bambini e adolescenti, è
assai carente, così come l'aggiornamento professionale del
personale sanitario e parasanitario;
nel mondo del lavoro si riscontrano considerevoli difficoltà in
ragione del presupposto che il diabetico sia un lavoratore ad alto
rischio;
si registra una pressoché inesistente assistenza alla donna
diabetica in gravidanza;
in Sicilia non esiste la tessera personale del diabetico, così
come stabilito nella sopra citata legge n. 115 del 1987, ma solo un
libretto nel quale annotare i presidi assegnati;
per le visite specialistiche finalizzate alla prevenzione delle
complicanze si verificano lunghe liste di attesa;
occorre adottare indirizzi nelle politiche sanitarie di
prevenzione che coinvolgano le associazioni dei diabetici;
ritenuto che:
alla luce degli elementi sopra forniti, oggi si impone una
rivisitazione delle metodologie di prevenzione e cura del diabete;
il 'Manifesto dei diritti della persona con diabete' sancisce che
i diritti di coloro che hanno il diabete sono gli stessi diritti
umani e sociali delle persone senza diabete;
sempre il suddetto Manifesto individua come diritti la parità di
accesso all'informazione, all'educazione terapeutica, al
trattamento del diabete e alla diagnosi e cura delle complicanze;
il sistema sanitario deve garantire alla persona con diabete l'uso
di metodi diagnostici e terapeutici appropriati in modo uniforme su
tutto il territorio nazionale;
il diritto delle persone con diabete a vivere una vita sociale,
educativa, lavorativa alla pari delle persone senza diabete deve
essere considerato l'obiettivo primario delle azioni di governo,
impegna il Governo della Regione
a recepire il 'Manifesto dei diritti della persona con diabete'
quale documento indispensabile per migliorare la qualità
dell'assistenza, sia in ambito ospedaliero che territoriale, alle
persone con diabete, nonché quale strumento necessario ai fini
dell'adozione di indirizzi nelle politiche sanitarie di
coinvolgimento delle associazioni e degli utenti, rappresentativi
dei diabetici». (373)
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'ordine del giorno numero 363, a firma
dell'onorevole Caputo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il servizio di assistenza specializzata per i malati
di Alzheimer di Palermo è un servizio sanitario pubblico di
notevole importanza e di grande utilità sia per soggetti affetti da
tale grave patologia che per i loro familiari;
considerato che la struttura sanitaria di Palermo - sita in via La
Loggia - è in grado di potere offrire il servizio di assistenza
specializzata;
ritenuto che la mancata apertura del centro è in contrasto con il
diritto alla salute dei cittadini e determina una carenza di
assistenza sanitaria pubblica,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire perchè venga reso immediatamente operativo e
fruibile per i cittadini il centro di assistenza ai malati di
Alzheimer di Via La Loggia di Palermo evitandone la chiusura».
(363)
CRACOLICI. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.
MUSOTTO. Chiedo anch'io di apporre la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di cremazione delle salme e della conservazione,
affidamento e/o dispersione delle ceneri» (468/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge numero 468/A «Disposizioni in materia di cremazione delle
salme e della conservazione, affidamento e/o dispersione delle
ceneri», posto al numero 2).
Ricordo che nella seduta n. 193 del 4 agosto 2010 era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli. Si passa
all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Oggetto e finalità
1. La Regione, ai sensi degli articoli 2 e 19 della Costituzione,
sostiene il diritto di ciascun individuo di disporre delle proprie
spoglie mortali.
2. La presente legge disciplina la cremazione, la conservazione
delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti, l'affidamento
delle medesime e la loro dispersione, nel rispetto dei principi
sanciti dalla normativa statale e secondo le modalità stabilite
dalla medesima.
3. La Regione valorizza la scelta della cremazione per ragioni
igienico-sanitarie e in quanto pratica funeraria di minor impatto
sull'ambiente, salvaguardando la dignità di ogni persona, la sua
libertà di scelta, le sue convinzioni religiose e culturali, il suo
diritto a una corretta e adeguata informazione.
4. La Regione garantisce, attraverso una adeguata formazione, la
professionalità del personale addetto ai crematori».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
1.1:
«1. Al fine di garantire il diritto di ciascun individuo di
disporre delle proprie spoglie mortali, la presente legge
disciplina la cremazione, la conservazione delle ceneri derivanti
dalla cremazione dei defunti, l'affidamento delle medesime e la
loro dispersione, nel rispetto dei principi sanciti dalla normativa
statale.
2. La Regione promuove, attraverso un'adeguata formazione, la
professionalità del personale addetto ai crematori».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Cremazione dei defunti e destinazione delle ceneri
1. La cremazione dei cadaveri, la conservazione delle ceneri
all'interno dei cimiteri e il loro trasporto dall'impianto di
cremazione a destinazione avvengono secondo quanto previsto dal
decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.
2. Le ceneri devono essere riposte in un'urna sigillata, recante
il sigillo del crematorio e i dati anagrafici. Al fine di
assicurare l'identità delle ceneri, i soggetti gestori degli
impianti di cremazione adottano sistemi identificativi non termo
deperibili, da applicare all'esterno del feretro e da rinvenire, a
cremazione finita, allo scopo di certificare la correlazione tra il
cadavere e le ceneri consegnate.
3. L'urna può essere:
a) tumulata;
b) inumata, e solo qualora il materiale dell'urna sia
biodegradabile;
c) conservata all'interno dei cimiteri in appositi luoghi a ciò
destinati;
d) consegnata al soggetto affidatario indicato in vita dal defunto
all'atto della scelta dell'affido.
4. La consegna dell'urna cineraria, agli effetti dell'articolo 343
del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, deve risultare da
apposito verbale redatto in tre esemplari, dei quali:
a) il primo conservato dal responsabile del servizio cimiteriale;
b) il secondo conservato da chi prende in consegna l'urna;
c) il terzo trasmesso all'ufficio di stato civile.
5. Il secondo esemplare del verbale di cui al comma 4 deve essere
consegnato da chi prende in consegna l'urna all'incaricato del
servizio di custodia del cimitero in cui vengono custodite le
ceneri e da questi conservato.
6. Il trasporto delle ceneri non è soggetto alle misure
precauzionali igieniche previste per il trasporto delle salme,
salvo diversa indicazione dell'autorità sanitaria.
7. Ogni cimitero deve avere un cinerario comune come previsto dal
comma 6 dell'articolo 80 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, per la raccolta e la
conservazione collettiva delle ceneri provenienti dalla cremazione
delle salme per le quali sia stata espressa la volontà del defunto
di scegliere tale forma di dispersione dopo la cremazione, oppure
per le quali i familiari del defunto non abbiano provveduto ad
altra destinazione.
8. Il cinerario di cui al comma 7, costruito in muratura oppure in
lamiera, è conformato in modo idoneo al contenimento di materiale
sfuso e munito di dispositivo per il prelievo delle ceneri dalla
parte opposta a quella della loro immissione.
9. L'ufficiale di stato civile può autorizzare la cremazione delle
salme inumate da almeno dieci anni e tumulate da almeno venti,
previo consenso dei familiari. In caso di irreperibilità dei
familiari, il comune autorizza la cremazione dei resti non
interamente scheletrizzati decorsi trenta giorni dalla
pubblicazione nell'Albo pretorio di uno specifico avviso.
10. Per la cremazione di resti mortali non è necessaria la
documentazione di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 79 del decreto
del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 e
successive modifiche ed integrazioni».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
2.1:
«Al comma 1 dopo le parole 10 settembre 1990, n. 285 aggiungere
le seguenti e successive modifiche ed integrazioni e dalla
presente legge .
I commi 9 e 10 sono soppressi».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Affidamento ai familiari e dispersione
delle ceneri
1. La volontà della persona per l'inumazione o la tumulazione o la
dispersione o l'affidamento delle proprie ceneri ai familiari può
essere manifestata in vita in uno dei seguenti modi:
a) con disposizione testamentaria;
b) mediante disposizione olografa depositata presso una
associazione che abbia tra i propri fini statutari la cremazione
dei cadaveri degli associati.
2. In mancanza di disposizione testamentaria o di qualsiasi altra
espressione di volontà scritta da parte del defunto, la
conservazione delle ceneri negli appositi luoghi cimiteriali è
rimessa alla volontà:
a) del coniuge;
b) del parente più prossimo ai sensi degli articoli 74 e seguenti
del Codice Civile e, in caso di concorrenza di più parenti nello
stesso grado, della maggioranza degli stessi;
c) del convivente, in quanto non vi siano o non si oppongano altri
aventi titolo;
d) del tutore di minore o interdetto.
3. Nel rispetto della volontà del defunto, la dispersione delle
ceneri è consentita:
a) in aree a ciò destinate all'interno dei cimiteri;
b) in aree private;
c) in natura.
4. La dispersione delle ceneri in natura è libera ed è consentita
nei seguenti luoghi:
a) in montagna, a distanza di almeno 200 metri da centri e
insediamenti abitativi;
b) in mare o nei laghi, a distanza di oltre 100 metri dalla riva;
c) nei fiumi;
d) negli altri luoghi individuati nell'ambito degli spazi
cimiteriali.
5. La dispersione in mare, nei laghi, nei fiumi e in altri corsi
d'acqua è consentita nei tratti liberi da manufatti e da natanti.
6. La dispersione in aree private deve avvenire al di fuori dei
centri abitati, all'aperto, con il consenso dei proprietari e non
può dar luogo ad attività aventi fini di lucro.
7. La dispersione delle ceneri è, in ogni caso, vietata nei centri
abitati, come definiti dalla vigente legislazione.
8. La dispersione delle ceneri è eseguita dalle seguenti persone:
a) dalla persona indicata dal defunto in apposita disposizione
testamentaria;
b) dal coniuge;
c) da altro familiare avente diritto, ai sensi della lettera b)
del comma 2;
d) dal convivente, in quanto non vi siano o non si oppongano altri
aventi titolo;
e) dall'esecutore testamentario;
f) in caso di iscrizione del defunto ad una associazione che abbia
tra i propri fini statutari la cremazione dei cadaveri degli
associati, dal rappresentante legale dell'associazione o da un suo
delegato;
g) dal personale autorizzato dal comune.
9. In caso di affidamento delle ceneri ad un familiare, le
modalità di consegna, custodia e controllo sono definite da
appositi regolamenti comunali con l'osservanza delle tutele
previste dal secondo comma dell'articolo 343 del regio decreto 27
luglio 1934, n. 1265.
10. Resta valida la possibilità di rinuncia all'affidamento
dell'urna da parte del soggetto indicato dal defunto. La rinuncia
all'affidamento deve risultare da dichiarazione resa all'ufficiale
dello stato civile che ha autorizzato la cremazione.
11. L'affidatario indicato dal defunto che, anche dopo la consegna
dell'urna, rinunci all'affidamento o l'incaricato che, per
sopravvenuti motivi, non effettui la dispersione delle ceneri ha
l'obbligo di:
a) comunicare la sua decisione alla autorità pubblica che aveva
autorizzato l'affidamento e la dispersione;
b) fare custodire le ceneri, quale destinazione finale, nel
cinerario comune del cimitero.
12. Se, per qualsiasi motivo, non sia possibile procedere
all'affidamento personale, le ceneri sono conferite nel cinerario
comune di cui al comma 7 dell'articolo 2».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
3.1:
«Sopprimere i commi 1, 2, 8, 9, 10 e 11».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Piano regionale di coordinamento
1. Per dare attuazione a quanto disposto dall'articolo 6 della
legge 30 marzo 2001, n. 130, entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge la Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale competente, approva il Piano regionale di
coordinamento per la realizzazione dei crematori da parte dei
comuni, anche in associazione tra essi, contenente
l'identificazione dei bacini di utenza, corredato dalle relative
norme di attuazione.
2. Il Piano prevede un'ubicazione degli impianti crematori capace
di assicurare servizi rapidi ed economici alla popolazione e
disciplina la creazione di cinerari comuni e di strutture per il
commiato.
3. I crematori devono essere realizzati all'interno delle aree
cimiteriali esistenti o di ampliamenti delle stesse. Nel caso di
aree di nuovo impianto e con destinazione specifica, è possibile
ridurre le fasce di rispetto a 50 metri. Non è consentito
l'utilizzo di crematori mobili.
4. I crematori possono essere realizzati e gestiti, anche in forma
associata, dai comuni, con il coinvolgimento, attraverso
convenzioni o concessioni, degli enti morali e/o delle associazioni
senza fini di lucro che abbiano tra i propri fini statutari la
cremazione dei cadaveri degli associati.
5. La Regione prevede interventi finanziari per favorire la
realizzazione di impianti crematori e di cinerari comuni, a norma
del comma 6 dell'articolo 80 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.
6. Gli interventi finanziari sono, altresì, finalizzati alla
realizzazione, all'interno dei recinti cimiteriali, dei giardini
della memoria', aree destinate alla dispersione delle ceneri, da
mantenere verdeggianti, durante l'alternarsi delle stagioni, in
omaggio ai defunti.
7. Le aree di cui al comma 6 devono essere opportunamente curate
dal punto di vista agronomico, per evitare l'insorgenza di
inquinamento e l'alterazione dell'equilibrio ecologico del suolo».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
4.1:
«Al comma 1 le parole contenente l'identificazione sono
sostituite dalle seguenti contenente l'individuazione .
Al comma 3 il periodo Nel caso di aree di nuovo impianto e con
destinazione specifica, è possibile ridurre le fasce di rispetto a
50 metri' è soppresso».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Senso comunitario della morte e spazi
per il commiato
1. Affinché non sia perduto o affievolito il senso comunitario
della morte, ogni comune cura che in seno al giardino della memoria
sia reso disponibile all'utenza un archivio informatico delle
biografie dei defunti, adiacente al cinerario comune previsto dal
comma 6 dell'articolo 80 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.
2. Nell'archivio di cui al comma 1 può assegnarsi uno spazio per
l'inserimento di cenni biografici e di immagini, secondo la
normativa predisposta dall'amministrazione comunale. Le inserzioni
sono autorizzate, previo esame ed approvazione da parte di una
apposita commissione, con procedure analoghe a quelle attinenti i
tradizionali epigrammi e le strutture sepolcrali.
3. Al fine di consentire forme rituali di commemorazione del
defunto e un dignitoso commiato anche nel caso di cremazione, la
Regione promuove la realizzazione, da parte dei comuni, anche in
forma associata, di spazi per il commiato.
4. Per spazi per il commiato si intendono luoghi, all'interno del
cimitero, anche attigui al crematorio, nei quali sono deposti i
feretri e si svolgono riti di commiato nonché gli spazi pubblici
idonei ai funerali civili.
5. La realizzazione di spazi per il commiato comporta il servizio
di un cerimoniere adeguatamente formato, con i criteri scaturenti
dalla realizzazione dei provvedimenti regionali di cui all'articolo
8.
6. Il Piano regionale di coordinamento prevede l'allestimento di
spazi per il commiato per ogni nuovo crematorio».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Informazione ai cittadini
1. La Regione promuove campagne informative per diffondere la
conoscenza delle diverse pratiche funerarie e per favorire la
scelta della cremazione. Specifiche e dettagliate informazioni sono
destinate alla cremazione, all'affidamento delle ceneri e alle
modalità di dispersione o conservazione delle stesse, con
particolare riguardo all'equilibrio ecologico del territorio e alla
tutela dell'ambiente».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Cremazione di indigenti
1. Nel caso di indigenza accertata del defunto, gli oneri e le
spese derivanti dalla cremazione e dagli adempimenti cimiteriali ad
essa connessi sono sostenuti, conformemente alle normative statali
e nei limiti delle ordinarie disponibilità di bilancio, dal comune
di ultima residenza del defunto, indipendentemente dal luogo nel
quale avviene la cremazione, sulla base delle tariffe stabilite dal
regolamento comunale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Provvedimenti regionali
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale
competente, definisce:
a) le modalità e i casi in cui deve essere effettuata la rimozione
di protesi, anche elettroalimentate, su cadaveri destinati a
cremazione;
b) le modalità di tenuta dei registri cimiteriali comunali;
c) i requisiti formativi e i piani di formazione obbligatori per
il personale dei crematori e per i cerimonieri degli spazi per il
commiato;
d) i livelli informativi minimi che le strutture sanitarie
regionali, i comuni, le associazioni e gli operatori privati che
operano nel settore funerario devono assicurare ai cittadini
riguardo ai costi medi delle diverse forme di funerale, di
sepoltura e di destinazione delle ceneri».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Norma finanziaria
1. Per l'attuazione della presente legge è autorizzata, per il
triennio 2010-2012, la spesa complessiva annua di 500 migliaia di
euro, di cui 440 migliaia di euro per la realizzazione degli
impianti crematori e 60 migliaia di euro per le campagne
informative, cui si fa fronte a valere sui fondi previsti
dall'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2, in favore degli enti locali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge numero 468/A
avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme di proroga
degli sportelli multifunzionali» (592/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge numero 592/A «Norme in materia di sportelli multifunzionali»,
posto al numero 3).
Ricordo che nella seduta n. 193 del 4 agosto scorso era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Comunico che, secondo il programma dei lavori deliberato
all'unanimità dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, nella riunione del 28 luglio 2010, comunicato in Aula
nella seduta n. 190, di pari data, in riferimento al disegno di
legge n. 592 Norme in materia di proroga degli sportelli
multifunzionali , si procederà all'esame esclusivamente delle
disposizioni di proroga dei progetti attuativi degli sportelli
multifunzionali, e cioè dei commi 4, 5 e 7 dell'articolo 1,
conseguentemente riformulato, con i relativi emendamenti.
Le disposizioni contenute negli altri commi e tutti gli altri
emendamenti contenuti nel fascicolo sono quindi trasmessi alla
competente Commissione di merito per essere esaminati in autonomo
disegno di legge.
CRACOLICI. Cosa ha stralciato, signor Presidente?
PRESIDENTE. Tutto quello che non riguarda la proroga degli
sportelli multifunzionali.
Posso rileggere, se volete, la comunicazione:
Secondo il programma dei lavori deliberato all'unanimità dalla
Conferenza dei Capigruppo, nella riunione del 28 luglio 2010,
comunicato in Aula nella seduta n. 190 di pari data, in riferimento
al ddl n. 592 Norme in materia di proroga degli sportelli
multifunzionali , si procederà all'esame esclusivamente delle
disposizioni di proroga dei progetti attuativi degli sportelli
multifunzionali, e cioè dei commi 4, 5 e 7 dell'articolo 1,
conseguentemente riformulato, con i relativi emendamenti.
Le disposizioni contenute negli altri commi e tutti gli altri
emendamenti contenuti nel fascicolo sono stralciati e trasmessi
alla competente Commissione di merito per essere esaminati in
autonomo disegno di legge .
LEANZA NICOLA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e del
lavoro. Signor Presidente, volevo sottolineare che il comma 1, così
come anche il comma 2, sono stati esaminati in Commissione e sono
assolutamente attinenti rispetto allo stesso sistema.
Il comma 1, è certamente attinente agli sportelli multifunzionali.
PRESIDENTE. Il comma 1 è stato riformulato, l'ho letto, e
rimangono in vita i commi 4, 5, 7 e l'1, come riformulato.
CRACOLICI. E' una norma di risparmio.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, io apprendo con profondo
rammarico questa sua ipotesi e la prego di volerla riconsiderare
perché il comma 6 che attiene al mio dipartimento Istruzione e
formazione professionale è già passato dalla Commissione di
merito, è stato discusso ed è stato pure approvato.
Si tratta di un comma che si riferisce ad una materia che è stata
discussa sia in quinta Commissione sia in Commissione Bilancio e
per questo è stata ricompresa nel testo del disegno di legge. La
prego, quindi, se possibile, di non stralciare le parti già
discusse nelle Commissioni perché sarebbe un atto superfluo dal
momento che, ripeto, le stesse ne hanno discusso e hanno espresso
il loro parere.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge
in questione costituisce in tutti i suoi commi un unicum e, per
quanto attiene gli sportelli multifunzionali, sicuramente i commi
da 1 a 5 hanno una premianza specifica.
Il comma 6, che intende riportare alla costituzione originaria la
dotazione del Fondo della formazione professionale per consentire
la copertura del PROF, mira ad interdire alcune procedure di messa
in mobilità che alcuni enti hanno posto in essere, stante la
carenza finanziaria del fondo destinato a questo tipo di attività.
Signor Presidente, il testo è stato esaminato dalla quinta
Commissione e dalla Commissione Bilancio e c'è coerenza assoluta
nel testo: trattandosi di interventi integrati, sportelli e
formazione molto spesso sono gestiti dagli stessi enti e rischiamo
di mettere a dura prova la sopravvivenza di enti e, quindi, c'è la
fondata preoccupazione anche per il lavoro di alcuni lavoratori -
finora sono 80, ma diventeranno forse 350, 400 - i quali rischiano
di essere messi in mobilità.
La decisione si intesta alla sua persona e al suo ruolo, anche
perché la scelta fatta di inserire questa integrazione nel fondo
del PROF discende dal fatto che un progetto che attingeva a fondi
extraregionali è stato, ahimè, bocciato dalla Corte dei conti.
Pertanto, si rischia veramente di mettere in mobilità circa 400
persone se non si provvede con questa integrazione finanziaria di
un capitolo che afferisce sicuramente ad un'attività coerente con
la legge stessa.
Le Commissioni si sono pronunziate, sia quella di merito sia la
Commissione Bilancio, e il Governo è consapevole di questa scelta;
tutto il Parlamento ha preso parte in quanto le due Commissioni
congiunte hanno avuto un incontro con i rappresentanti degli enti,
con i rappresentanti sindacali dei lavoratori e, tutti insieme, si
è addivenuti a questa scelta unanime delle due Commissioni insieme.
Pertanto, la prego di volere ritornare sulla sua scelta perché
onestamente non se ne vedono i motivi.
Siamo di fronte ad una integrazione finanziaria, non ci sono
scelte nuove rispetto al passato.
La finalità è solo quella di impedire che il personale sia messo
in mobilità, stante la carenza del fondo; il personale doveva
transitare su fondi extraregionali e questo non è stato, purtroppo,
possibile a causa della bocciatura del progetto da parte della
Corte dei conti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io mi devo scusare perché sono
arrivato in ritardo e quindi non ho ascoltato la sua comunicazione
circa i commi da stralciare.
Onorevole Dina, ad adiuvandum le rivolgo un complimento, se le può
essere utile. Circa lo stralcio da parte della Presidenza per la
copertura dei 4 milioni di euro, voglio solo ricordare che al pari
della necessità che questa sera l'Aula ha di intervenire sugli
sportelli multifunzionali perché rischiamo di mandare a casa 1.800
persone, la stessa identica cosa avviene per quanto riguarda altre
categorie parimenti coperte, come gli sportelli multifunzionali, da
una legge della Regione, la numero 24.
Signor Presidente, è accaduto che, a causa del fatto che in questi
due anni c'è stato, diciamo così, un po' di subbuglio, un po' di
maretta all'Assessorato Lavoro, vista l'alternanza degli assessori
al ramo e quindi non c'è stata la possibilità di programmare per
tempo la copertura finanziaria necessaria a quanto prevede la
legge, per colpe che i lavoratori non hanno e in forza di diritti
che, invece, i lavoratori hanno, oggi ci troviamo di fronte alla
reale, concreta possibilità che, per colpe non loro, ma per la
mancata copertura finanziaria circa la previsione di spesa che
grava sulla Regione, in forza di una legge regionale, la legge 24,
non essendoci la copertura finanziaria adeguata, ma a fronte delle
spese obbligatorie, si è provveduto, al pari degli sportelli
multifunzionali, vista l'esigenza estrema e il pericolo estremo che
vadano a casa 400 persone, a dare copertura finanziaria - parziale,
per giunta - con questo provvedimento.
Il provvedimento è stato esitato, come ha detto il collega Dina,
sia dalla quinta Commissione sia dalla Commissione Bilancio e non
poteva essere altrimenti, signor Presidente, perché non si tratta
di finanziamenti aggiuntivi richiesti per fare chissà che cosa, ma
di una somma che doveva essere allocata in bilancio ad inizio anno,
una somma insufficiente perché l'assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, in Commissione ieri ha chiesto una
copertura maggiore per il piano.
Non si tratta, dunque, di avere più soldi per coprire il piano, ma
di mettere i soldi per riconoscere a quegli enti e al relativo
personale che ne aveva diritto e che erroneamente non è stato
riconosciuto, nonostante questi enti siano stati sottoposti ai
controlli di legittimità previsti, da parte dell'Assessorato e
degli uffici periferici, per verificare la congruità delle
richieste, controlli che sono stati effettuati, certificati e che,
quindi, hanno portato alla definizione di una cifra pari a 4
milioni di euro per il giusto riconoscimento a questo personale.
In più, signor Presidente, le dico che - lo chiarirà meglio
l'Assessore per il lavoro - ci vorranno altri soldi per la
copertura della legge 24. Pertanto, la invito a recedere sulla sua
decisione perché significherebbe mandare a casa parecchi
lavoratori.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, signori deputati, vorrei spiegare
all'Assemblea come nasce la richiesta di questi 4 milioni di euro
integrando sia l'intervento dell'onorevole Formica sia l'intervento
dell'onorevole Dina.
Quando io mi sono trovato a definire il piano di formazione
professionale avevo una cifra già indicata, accanto ad essa c'era
la previsione di un piano che corrispondeva appunto alla cifra.
Questa cifra veniva ad essere calcolata tenendo conto degli
aumenti salariali, di una misura detta futuro semplice che
avrebbe dovuto assorbire 400 esuberi ed ancora di una cifra che era
stanziata.
Nella realtà, a questa cifra stanziata al momento del bilancio
sono stati tolti 6 milioni, gli aumenti salariali non sono stati
considerati e questa misura futuro semplice , che doveva servire a
riassorbire un particolare nucleo di lavoratori come ricordava
l'onorevole Formica, non è scattata perché la Corte dei conti ha
posto dei rilievi. Stiamo provvedendo, insieme con l'assessore
Leanza - si trattava di un avviso interdipartimentale - a
ripresentarla.
Da qui nasce la necessità, fermo restando la possibilità di
cercare di riassorbire con delle economie il taglio di bilancio che
c'è stato, ferma restando la necessità di discutere con gli enti
l'eventuale integrazione degli oneri contrattuali, anche qui
sperando in altre economie di gestione. Nasce, però, l'assoluta
necessità di finanziare questi lavoratori dell'ex Corap che
sarebbero dovuti entrare nell'avviso e che sono rimasti
sostanzialmente in mobilità senza stipendio.
Mi permetto di dire che non si tratta, quindi, di un'integrazione
fatta così senza un fine prestabilito, non si tratta di
un'integrazione fatta senza che ci siano dei soggetti destinatari
precisi. Si tratta di una somma che, per la verità, era stata
chiesta in misura maggiore rispetto a quella che, poi, la
Commissione ovviamente, a secondo delle sue esigenze, ha ritenuto
di potere dare e che serve unicamente a questo nucleo di
lavoratori, in attesa che questi possano essere riassorbiti dalla
riproposizione dell'avviso interdipartimentale che prende il nome
in gergo di futuro semplice .
Signor Presidente, la prego - ripeto, ovviamente la mia è una
richiesta, lascio poi a lei la decisione finale - di non stralciare
questa norma perché ci metterebbe in seria difficoltà creando, tra
l'altro, una disparità tra lavoratori, perché, ipoteticamente, ci
sarebbero i lavoratori degli sportelli che ricevono questi stipendi
mancati e i lavoratori della formazione messi in esubero che,
invece, si vedrebbero, in qualche modo, penalizzati rispetto ad
una ipotesi che era stata assicurata come prestabilita.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me ne vogliano
né lei, né i colleghi, né chi ci collabora nel Parlamento in modo
eccezionale ogni giorno. Io credo che lei debba prendere in
considerazione, insieme ai presidenti dei Gruppi parlamentari,
anche l'eventualità di riunirci la settimana prossima perché, da un
lato, sotto il profilo politico, si attende in queste ore il varo
della nuova Giunta di cui da circa 60 giorni sentiamo parlare sui
giornali, non si sa bene secondo quale principio, o se e quando con
l'accordo politico.
In secondo luogo, mi preme sottolineare che lei questa sera ha
ripristinato le regole nel Parlamento perché fino a ieri - gliene
ho raccontato una parte, poi non so se gli uffici le hanno riferito
-, nella legge sulle carcasse è stato inserito un comma che
riguarda un'operazione economica rilevante sugli ATO rifiuti - non
so se lei ne è al corrente - tipicamente, non voglio utilizzare
termini arabi nei confronti di chi queste cose le ha votate, le ha
volute, superando tutte le questioni che riguardano sia il
Regolamento sia il buon andamento del Parlamento
Lei ha fatto una scelta giusta, corretta sotto il profilo
regolamentare, che io condivido pienamente. Peraltro, mi pare che
il nostro Gruppo sia l'unico che ha presentato emendamenti e,
quindi, dovremmo rinunciare a tutti quei princìpi che abbiamo messo
a disposizione del Parlamento.
Però, prima delle decisioni che lei vorrà prendere, vorrei che
tenesse in considerazione non solo queste quisquilie, in quanto si
parla di questo, non esistono solo la formazione o gli sportelli
multifunzionali, esistono anche i forestali, e 20 milioni di euro
vengono presi da quel capitolo. Esiste tutta un'altra schiera di
soggetti che, in questo momento, non solo non ha ancora percepito
lo stipendio di agosto o settembre, ma non ha percepito neanche lo
stipendio di febbraio e dove gli interventi della Regione da porre
in essere sono molto più urgenti rispetto a quello qui prospettato
oggi. Non credo che un'azione di affezione parlamentare possa
prevaricare nei confronti di altri lavoratori che aspettano lo
stipendio da questa Regione.
Pertanto, la prima proposta, signor Presidente, innanzi tutto è
che si ritorni in Commissione Bilancio - per carità, si può fare
anche nella giornata odierna - per rimodulare i 20 milioni di euro
che sono stati sottratti dal capitolo della forestale, anzi
dall'Azienda, esattamente dall'antincendio.
Gli ultimi articoli di stampa sul fatto che mezza Sicilia sta
bruciando mi pare di averli letti oggi, e non vorrei che
l'emergenza poi ci costringesse a dovere correre in Assemblea alla
fine di questo mese Nei nostri emendamenti abbiamo indicato una
serie di capitoli di cui ritengo si possa fare a meno in questi
mesi, anzi dai quali ritengo si possa attingere per fare fronte
agli impegni.
Noi siamo d'accordo con la sua decisione di volere rispettare le
norme del Regolamento per il buon andamento dell'Istituzione.
Tuttavia, in via subordinata, considerate le sue dichiarazioni e le
sue decisioni, nell'eventualità che lei, signor Presidente, voglia
rimettere in campo qualsiasi norma - non solo quelle scritte ma
anche quelle ipotizzabili - le chiedo di rinviare questo testo in
Commissione e, nel giro di un'ora, ritornare in Aula con un testo
condiviso e, soprattutto, con una copertura finanziaria che non sia
a discapito di un altro comparto, quale quello dei forestali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari presso il mio
studio.
(La seduta, sospesa alle ore 16.42, è ripresa alle ore 19.05)
Presidenza del presidente Cascio
Commemorazione della signora Elvira Giorgianni Sellerio
(Tutti i deputati in piedi ascoltano in silenzio)
PRESIDENTE. Il Parlamento regionale siciliano vuole dare l'ultimo
saluto alla signora dell'editoria italiana, Elvira Giorgianni
Sellerio, scomparsa martedì scorso all'età di 74 anni.
La scomparsa di Elvira Sellerio lascia un vuoto incolmabile nello
scenario culturale siciliano e italiano. E' stata per la nostra
città e per questa terra un punto di riferimento perché ha saputo
investire sui valori della cultura ed ha valorizzato e promosso nel
mondo il miglior volto della Sicilia, grazie alla sua lungimirante
capacità di fare impresa.
La casa editrice che la Sellerio ha fondato, ha costituito un
esempio emblematico e straordinario di sana e proficua
imprenditoria, in un'Isola dove, a causa delle molte
contrapposizioni e delle tante problematiche, è spesso faticoso
rimanere competitivi e non arrendersi ad un contesto socio-
economico non sempre facile da gestire. Una donna che con
intelligenza, sensibilità e tenacia ha creduto nella Sicilia e
nella forza della cultura.
Elvira Sellerio rimane per tutti noi un esempio da seguire perché
la sua sensibilità, le sue grandi doti morali e umani e le sue
inestimabili capacità hanno portato in alto l'immagine dell'Isola
ed Ella ha dimostrato come sia possibile fare impresa anche qui.
Da quest'Aula, quindi, quale giusto tributo al grande patrimonio
culturale ed umano che ci ha lasciato, giungano ai familiari le più
sentite condoglianze, insieme al ricordo indelebile e commosso che
conserveremo di lei.
(Applausi)
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge «Norme
di proroga
degli sportelli multifunzionali» (592/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del disegno di
legge numero 592/A «Norme di proroga degli sportelli
multifunzionali».
La Presidenza, sulla scorta delle decisioni assunte in precedenza
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si era
determinata a stralciare i commi dell'articolo 1 del disegno di
legge in discussione non strettamente riguardanti la proroga degli
sportelli multifunzionali.
Senonché, alla luce di quanto emerso dopo i chiarimenti forniti
dal Governo in Aula e ribaditi nel corso della nuova riunione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari testé tenutasi,
quest'ultima ha deliberato perché si proceda alla discussione
dell'intero articolo 1, comprensivo quindi dei commi in questione.
Questa Presidenza, per parte sua - essendo già stato votato il
passaggio dell'esame degli articoli -, ha acceduto a tale nuova
determinazione tenuto conto del convinto e unanime consenso
manifestato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, circostanza che, quale situazione nuova e
sopravvenuta, consente alla Presidenza, ai sensi dell'articolo 111
del Regolamento interno, di apprezzare favorevolmente il deliberato
emerso nell'odierna riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
in forza della mutata copertura finanziaria proposta dal Governo.
Si passa, pertanto, alla discussione dell'articolo 1. Comunico
che, al riguardo, è stato presentato un emendamento relativo alla
modifica della copertura finanziaria.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerata la
determinazione della Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari, a cui ha partecipato il nostro capogruppo, onorevole
Leontini, e lo spirito di collaborazione, e considerato che
l'emendamento che il Governo si appresta a presentare, a nostro
avviso anche se non del tutto soddisfacente dell'azione che
volevamo svolgere, ma la disponibilità del Governo è un buon
segnale, informo che gli emendamenti presentati a mia firma al
disegno di legge sono tutti ritirati, eccetto l'emendamento che
prevede, per il comma 1, la rendicontazione degli sportelli da 12 a
18 mesi.
E' l'unico emendamento che rimane in piedi e spero che il Governo
accolga questa proposta del nostro Gruppo parlamentare. Nella
sostanza, chiediamo che la rendicontazione, peraltro un buon
segnale per questa nuova fase considerato che è la prima volta che
si fissa un termine - poi possiamo rivederlo negli anni a venire -
di 18 mesi, almeno nella prima fase riteniamo indispensabile per la
rendicontazione degli sportelli multifunzionali.
PRESIDENTE. Quindi rimane l'emendamento 1.3, a sua firma:
«Al comma 1 sostituire le parole entro 12 mesi con entro 18
mesi ».
L'Assemblea prende atto del ritiro di tutti gli altri emendamenti
a sua firma.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sento di
esprimere apprezzamento all'emendamento perché già comunque
fissiamo dei tempi certi rispetto alla rendicontazione. Quindi, c'è
il parere favorevole del Governo.
Vorrei altresì sottolineare che mi farò cura di tramutare gli
emendamenti che l'onorevole Mancuso, insieme ad altri colleghi, ha
presentato e che rientrano in qualche modo nella voce politiche
attive del lavoro , in una direttiva da inviare agli sportelli
multifunzionali rispetto alle tante cose interessanti che sono
state dette e che, comunque, fanno parte già del ruolo che svolgono
gli sportelli multifunzionali ma che, in ogni caso, possono aiutare
ulteriormente nel rendere il servizio più efficiente e più efficace
proprio in relazione all'attività degli sportelli.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in considerazione di questo
l'emendamento 1.1 è ritirato, così come gli emendamenti 1.2, 1.4,
1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16,
1.17, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27,
1.28, 1.29, 1.30, 1.31, 1.32, 1.33, 1.34, 1.35, 1.36, 1.37, 1.38,
1.39, 1.40, 1.41, 1.42, 1.43, 1.44, 1.45, 1.46, 1.47, 1.48, 1.49,
1.50, 1.51, 1.52 e 1.53.
Rimane in vita l'emendamento 1.3. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
LEANZA, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.54,
con cui viene modificata la copertura finanziaria, che così recita:
«Il comma 7 è così sostituito:
Agli oneri discendenti dai commi 5 e 6 del presente articolo si
provvede mediante riduzione delle disponibilità di cui alle
seguenti UPB per gli importi di seguito indicati:
- UPB 4.2.2.3.2 (Capitolo 615605) - 1.000
- UPB 4.2.1.3.2 (Capitolo 212527) - 3.000
- UPB 4.2.1.3.3 (Capitolo 215724) - 6.000
- UPB 10.5.1.3.2 (Capitolo 156604) - 10.000 ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
«Art. 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 360 «Interventi atti a revocare le iniziative adottate dalla
società 'Sviluppo Italia Sicilia' in merito ad un bando per la
selezione di 100 soggetti», degli onorevoli Caputo, Pogliese,
Buzzanca, Falcone e Vinciullo;
- n. 367 «Misure per evitare il licenziamento dei tecnici dei
Comuni di Catania e Carlentini assunti in forza della legge n. 433
del 1991», dell'onorevole Vinciullo;
- n. 381 «Provvedimenti in favore dei lavoratori ex Telecom»,
degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo;
- n. 382 «Provvedimenti urgenti per la proroga del rapporto di
lavoro per i 1.700 lavoratori degli sportelli multifunzionali»,
degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo,
Limoli, Bosco e Mancuso;
- n. 391 «Tutela delle garanzie occupazionali dei dipendenti del
Consorzio autostrade siciliane», dell'onorevole Formica;
- n. 392 «Iniziative volte ad impedire la chiusura dello
stabilimento Keller di Carini e garantire la produzione e i livelli
occupazionali», degli onorevoli Cracolici, Raia, De Benedictis, Di
Guardo, Panarello, Apprendi, Lupo, Di Benedetto, Faraone, Ferrara,
Marinello, Galvagno e Vitrano;
- n. 393 «Avviamento al lavoro dei vincitori del concorso per
operatore tecnico presso l'Assessorato Beni culturali, i quali
hanno ottenuto sentenze a loro favorevoli dinanzi al giudice
amministrativo», dell'onorevole Vinciullo;
- n. 394 «Iniziative a favore dei lavoratori part-time ex bacino
Spatafora», dell'onorevole Caronia;
- n. 387 «Iniziative conseguenti alla mobilitazione per
l'indizione dei tre referendum in materia di pubblicizzazione delle
risorse idriche e revoca dei provvedimenti di nomina dei commissari
nelle province per la consegna degli impianti di distribuzione»,
degli onorevoli Panepinto, Apprendi, Di Guardo, Digiacomo, Galvagno
e Termine.
Si passa all'ordine del giorno n. 360. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che 'Sviluppo Italia Sicilia', società partecipata della
Regione, ha reso noto di avere pubblicato un bando per la selezione
di 100 soggetti esterni all'Amministrazione comunale per svolgere,
con rapporti di lavoro a tempo determinato, diverse funzioni di
assistenza, orientamento e supporto ai soggetti formatori avviati
dal competente Assessorato regionale;
considerato che tale iniziativa non ha altra funzione che quella
di continuare a creare nuove forme di precariato a totale carico
del bilancio regionale, creando ulteriori forme di assunzioni
clientelari per mansioni che ben possono essere svolte dagli stessi
impiegati regionali o comunque attraverso l'utilizzo di personale
precario già retribuito dalla Regione siciliana;
ritenuto che, nonostante le indicazioni più volte espresse
dall'Assemblea regionale e riprese anche dalla Corte dei Conti
circa la non opportunità di costituire nuovi bacini di precariato,
la Giunta di Governo continua a disattendere tali indicazioni,
perseverando nell'impegnare risorse regionali per soggetti di nuovo
precariato;
ritenuto altresì che la procedura adottata è stata ritenuta
irregolare da vari settori dell'Amministrazione regionale,
impegna il Governo della Regione e, per esso, il competente
assessore regionale
a revocare qualunque iniziativa in merito adottata da 'Sviluppo
Italia Sicilia'». (360)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Il Governo lo accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 367. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, nella notte del 13 dicembre 1990, le province di
Siracusa, Ragusa e Catania sono state interessate da un devastante
evento calamitoso, comunemente chiamato 'terremoto di Santa Lucia',
proprio perché verificatosi in occasione dei festeggiamenti in
onore della Patrona e martire siracusana;
preso atto che il Parlamento nazionale il 31 dicembre 1991 ha
approvato la legge n. 433, avente ad oggetto la ricostruzione degli
immobili privati e pubblici colpiti e devastati da detto evento
calamitoso;
accertato che oltre ai fondi previsti per la ricostruzione, i
comuni colpiti dal sisma vennero autorizzati ad assumere, a tempo
determinato, dei tecnici al fine di istruire le migliaia di
pratiche che erano state presentate nei vari comuni delle tre
province;
tenuto conto che:
nel dicembre del 2002, la legge finanziaria nazionale autorizzava
i comuni colpiti dal sisma del 13 e 17 dicembre 1990 a trasformare
i contratti dei tecnici 'de quibus', da tempo determinato a tempo
indeterminato;
la Regione siciliana ha recepito la legislazione nazionale, tanto
è vero che tutti i sindaci delle province di Siracusa, Catania e
Ragusa, hanno proceduto alla stabilizzazione dei tecnici assunti in
forza della legge n. 433 del 1991 (e successive modifiche e
integrazioni);
accertato che soltanto i comuni di Catania e Carlentini (SR), ad
oggi, non solo non hanno provveduto alla trasformazione dei
contratti in essere in contratti a tempo indeterminato, ma,
addirittura, hanno proceduto illegittimamente al licenziamento di
tutti i tecnici di cui in premessa;
considerato che tale comportamento, sicuramente illegittimo, ha
creato un' odiosa ed insopportabile disparità di trattamento a
danno solo dei tecnici dei Comuni di Catania e Carlentini che,
oltre alla mancata stabilizzazione, sono stati costretti a subire
un licenziamento ingiusto ed ingiustificato,
impegna il Governo della Regione
1) ad adottare tutti i provvedimenti utili al fine di ristabilire
equità di trattamento tra i tecnici dei Comuni di Catania e
Carlentini e quelli dei rimanenti comuni delle province di
Siracusa, Ragusa e Catania;
2) a nominare ispettori presso i Comuni di Catania e Carlentini al
fine di verificare quali siano state le motivazioni che hanno
spinto le due Amministrazioni a non stabilizzare i tecnici di cui
sopra;
3) ad inserire i tecnici dei Comuni di Catania e di Carlentini
esclusi dalla stabilizzazione fra coloro i quali potranno godere
dei benefici previsti dalla legge a favore dei lavoratori precari
degli enti locali e della Regione, in considerazione che detti
tecnici hanno sicuramente almeno gli stessi diritti dei PIP di
Palermo che sono stati sottratti alla competenza del Comune e
sottoposti a quella della Regione». (367)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione; chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 381. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che si terranno a Salemi (TP) i funerali di Francesco
Gucciardi, dipendente della ex Telecom s.r.l., che dopo 10 anni di
cassa integrazione straordinaria si è tolto la vita in preda alla
disperazione e dopo aver avuto notizia della immediata e prossima
scadenza dell'ammortizzatore sociale della cassa integrazione;
considerato che da oltre 10 anni i circa 150 dipendenti della ex
Telecom s.r.l. avevano chiesto ai vari Presidenti della Regione e
all'Assemblea regionale siciliana di attivare le procedure per
garantire il diritto al lavoro di tali operai specializzati che
dopo tanti anni di lavoro sono stati licenziati e inseriti in
provvedimenti di casa integrazione;
ritenuto che:
le audizioni presso quasi tutte le Commissioni parlamentari
dell'ARS e gli impegni assunti dai diversi Assessori regionali con
preposizione al lavoro non hanno sortito effetto alcuno;
non si può assistere inermi e prendere atto dei gesti estremi di
disperazione già attuati e che quasi certamente potrebbero
ripetersi, atteso che è assurdo che il Governo della Regione non
trovi una soluzione che garantisca il reinserimento di detti
lavoratori altamente specializzati;
atteso che esistono strumenti legislativi in grado di garantire il
reinserimento lavorativo di queste persone e che il Governo ha il
dovere di individuare percorsi occupazionali,
impegna il Governo della Regione
ad individuare percorsi lavorativi per consentire l'immediato
reinserimento, dopo una cassa integrazione decennale, per i
cassintegrati della ex 'Telecom s.r.l.'». (381)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Favorevole nei limiti delle competenze del Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione; chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 382. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il contratto per i 1700 lavoratori degli sportelli multifunzionali
è già scaduto e che solo alla fine dello scorso mese di giugno è
stata concessa una brevissima proroga di un mese;
se entro il 30 luglio 2010 non si provvederà a concedere un
ulteriore periodo di proroga, in attesa dell'avvio della
stabilizzazione, i 1700 operatori della formazione perderanno il
posto di lavoro;
considerato che:
la mancata programmazione di un'adeguata politica del lavoro sta
mettendo in ginocchio i livelli occupazionali creando un elevato
numero di disoccupati;
ritenuto che:
i 1700 lavoratori impiegati presso gli sportelli multifunzionali
che hanno svolto la loro prestazione lavorativa vanno tutelati;
la mancata proroga mette a rischio il diritto al lavoro di 1700
persone ed alimenta il rischio di nuova disoccupazione,
impegna il Governo della Regione
ad adottare gli opportuni provvedimenti ed interventi:
1) per consentire un'ulteriore termine di proroga per un periodo
di tempo maggiore a quello concesso lo scorso mese di giugno;
2) per avviare la procedura di stabilizzazione dei predetti 1700
lavoratori». (382)
L'ordine del giorno n. 382 è superato a seguito dell'approvazione
del disegno di legge n. 592/A.
Si passa all'ordine del giorno n. 391. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti e del Ministero dell'economia e delle finanze del luglio
scorso, è stata statuita la decadenza della concessione al
Consorzio autostrade siciliane (CAS) per la costruzione e
l'esercizio delle autostrade A 18 Siracusa-Gela, A 18 Messina-
Catania e A 20 Messina-Palermo, nonché degli ulteriori interventi
menzionati dall'art. 2, c. 2, della convenzione stessa;
considerato che:
il Consorzio autostrade siciliane (CAS) ha la natura giuridica di
ente pubblico regionale non economico sottoposto a controllo e
vigilanza della Regione, costituito dall'unificazione (art. 16,
lett. b) della legge n. 531 del 1982) dei tre distinti consorzi
concessionari ANAS operanti in Sicilia per la costruzione e
gestione delle suddette autostrade, il che riconduce all'ambito
della più generale disciplina riguardante il settore pubblico
allargato della Regione e anche il rapporto di lavoro dei
dipendenti del Consorzio;
il predetto decreto interministeriale nulla dispone in ordine al
personale dipendente del CAS e sulle relative garanzie
occupazionali,
impegna il Governo della Regione
in esito alla soluzione della concessione sulla gestione dei
tratti autostradali a garantire, nell'ambito dei processi di
razionalizzazione nell'utilizzo e nella ricollocazione del
personale del settore pubblico allargato della Regione e delle sue
partecipate, le medesime garanzie occupazionali assicurate al
complesso degli addetti anche ai dipendenti del Consorzio
autostrade siciliane (CAS)?». (391)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. E' accolto dal Governo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 392. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i vertici aziendali della Keller hanno comunicato, mediante il
nuovo piano industriale, la decisione di concentrare tutta la
produzione nella fabbrica di Villacidro in Sardegna e
contestualmente di chiudere il sito di Carini;
i 204 lavoratori della Keller si trovano attualmente e fino ad
ottobre in cassa integrazione straordinaria in deroga in seguito
all'accordo del 27 gennaio 2010 in base al quale le parti
istituzionali si impegnavano a garantire loro un percorso formativo
in prospettiva della ripresa produttiva e lavorativa, con
l'integrazione economica aggiuntiva all'importo della cassa
straordinaria in deroga;
l'Assessorato delle attività produttive si è impegnato altresì a
garantire il monitoraggio della vertenza e dell'effettiva ripresa
produttiva, finalizzata al mantenimento occupazionale di tutti i
lavoratori e, in caso di nuove commesse, ad una distribuzione equa
del portafoglio ordini tra Palermo e Cagliari;
la vertenza Keller negli anni ha avuto come protagonisti
imprenditori interessati allo sfruttamento e alla speculazione
sulle aree in cui è allocato il sito di Palermo e Carini anziché
impegnarsi alla redazione di piani industriali che contenessero
scelte d'investimento atte a garantire la produzione di materiale
rotabile, quale vocazione primaria di questi stabilimenti;
nel 2007 l'imprenditore Piero Mancini, proprietario della Keller
dal 2002, in assenza di adeguati investimenti, ha scelto di vendere
l'azienda ad una società di Bologna, la 'Busi Impianti';
considerato che:
manager dell'azienda hanno dichiarato sulla stampa che Villacidro
dispone, rispetto allo stabilimento di Carini, di caratteristiche
infrastrutturali superiori ed una capacità di raddoppiare le
attività produttive con investimenti minori, elementi che hanno
visto la Regione Sardegna soggetto attivo, mentre, la Regione
siciliana nulla avrebbe fatto per trattenere l'azienda;
sempre dalle dichiarazioni dei vertici dell'azienda si apprende
dell'esistenza di accordi di 'partnership' con altre società anche
estere per la realizzazione di impianti fotovoltaici;
ritenuto che:
in Sicilia da tempo è in atto un processo che può determinare gli
effetti di una complessiva desertificazione industriale,
cancellando centinaia di posti lavoro e azzerando professionalità
che andrebbero valorizzate e migliorate nei processi di innovazione
tecnologica se vi fosse una precisa strategia industriale,
impegna il Governo della Regione
a mettere in atto idonee misure con l'obiettivo di acquisire
chiaramente quali siano gli orientamenti dei vertici aziendali
circa la destinazione finale dello stabilimento di Carini;
a porre in essere tutte le iniziative finalizzate ad impedire la
chiusura del sito Keller di Carini salvaguardandone la vocazione
originaria e le e professionalità consolidate nel tempo». (392)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Il parere è favorevole per quanto ci riguarda. Abbiamo
cercato di fare diverse iniziative, comunque favorevoli, si tratta
di un problema molto serio. Certamente, per la parte che compente
al Governo ce la metteremo tutta per evitare che chiuda lo
stabilimento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per rispetto
delle Commissioni III e V che ieri, in maniera congiunta, hanno
trattato la questione dei lavoratori Keller, vorrei dire una cosa,
in maniera da sintetizzare e non ripetere quello che è scritto
nell'ordine del giorno.
Abbiamo questa situazione: la Regione siciliana, attraverso una
cordata imprenditoriale ha partecipato in queste settimane, ed è
notizia di oggi, di una questione che si è riaperta relativa alla
Tirrenia.
Nel gruppo che fa capo a questa cordata c'è il gruppo Busi, che
costituisce uno dei soggetti imprenditoriali che partecipa,
appunto, al rilevamento della Tirrenia e Siremar, al di là di come
finirà.
Il gruppo Busi è lo stesso che controlla il pacchetto azionario
che gestisce la Keller a Carini e in Sardegna. Credo che tutto si
possa consentire, ma avere a che fare con un gruppo imprenditoriale
che, come primo atto, annuncia di dismettere lo stabilimento in
Sicilia, e ne altresì annuncia la chiusura, rischiando di mettere
204 lavoratori in mobilità, come ha fatto il gruppo Busi, non può
costituire un buon biglietto da visita, una credenziale seria, per
potere intraprendere qualunque tipo di affare con chi - ripeto -
pensa alla Sicilia come terra di rapina.
Ecco perché, signor Presidente, l'ordine del giorno che stiamo per
approvare ha soprattutto lo scopo di dire al Governo di
intraprendere ogni iniziativa utile, e tra queste vi è quella di
chiedere al gruppo industriale interessato di fare una cordata
imprenditoriale su un altro settore strategico, come le autostrade
del mare, con la Regione, ma non farlo in maniera unilaterale
decidendo di dismettere lo stabilimento che produce vagoni
ferroviari a Carini e mettere in mezzo alla strada 204 lavoratori
siciliani.
Ecco perché non è un burocratico impegno che si chiede al Governo,
ma qualcosa di più rispetto al tema più generale che riguarda una
vertenza industriale.
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda dei
lavoratori della Keller è certamente molto conosciuta e molto
dibattuta. Siccome non possiamo e non dobbiamo sottovalutare il
dramma che vivono tantissimi lavoratori, vorrei ricordare che, allo
stato, in questo momento, in Sicilia circa 400 imprese hanno
chiesto la cassa integrazione in deroga e la mobilità, è chiaro che
c'è l'intenzione da parte dei grandi gruppi industriali di
utilizzare la Sicilia come terra di conquista e di consumo
Per la vicenda in questione, così come per altre vicende, non vi è
soltanto l'impegno del Governo a determinarsi per le questioni
affrontate dall'onorevole Cracolici, ma vi è soprattutto l'impegno
a contattare immediatamente l'assessore per le attività produttive
e la Presidenza della Regione per porre in essere quegli atti
necessari affinché il Gruppo in questione abbia più rispetto dei
lavoratori e dello stabilimento di Carini.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cordaro e Dina hanno
chiesto di apporre la firma all'ordine del giorno n. 392.
L'Assemblea ne prende atto
Lo pongo in votazione con il parere favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 393. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto assessoriale del 7 aprile 2000, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 14 aprile 2000,
l'Assessore regionale Beni culturali 'pro tempore' bandì una
selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 267 (ridotti
a 260 con D.A. del 27 settembre 2001) operatori tecnici del ruolo
tecnico dei Beni culturali ed ambientali di cui alla tabella 'A'
della legge regionale n. 8 del 1999. Di questi, 132 erano operatori
tecnici distributori, 41 operatori tecnici di restauro e 87
operatori addetti al laboratorio;
con successiva comunicazione n. 21471 del del 27 settembre 2001,
lo stesso Assessore comunicava che le unità lavorative potevano
essere selezionate anche tra gli iscritti nelle qualifiche
corrispondenti o analoghe a quelle contemplate dal prontuario
ministeriale delle qualifiche di iscrizione alla SCICA;
a tal proposito, la Commissione regionale per l'impiego, con
delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001, chiarì che sarebbero state
considerate valide, per l'accesso alle selezioni, anche le
qualifiche equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;
alla luce di quanto sopra, i partecipanti al bando 'de quo', in
possesso di tali requisiti equipollenti, presentarono regolari
domande allegando i titoli in oggetto, domande che furono giudicate
regolari dagli organi preposti al controllo delle stesse;
considerato che:
con nota del 9 agosto 2005, il Centro per l'impiego di Siracusa ha
comunicato a coloro che avevano presentato le domande con le
qualifiche equipollenti la mancanza dei titoli richiesti con la
nota assessoriale n. 21471 del 27 aprile 2001, abrogando, di fatto,
la propria precedente delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001;
con nota n. 25245 del 5 ottobre 2005, il Centro per l'impiego di
Siracusa, comunicava la cancellazione dalla graduatoria di cui
sopra, di tutti coloro che avevano presentato domande basandosi su
quanto stabilito dalla delibera n. 180/01, affermando che '(...) ad
oggi non è pervenuto nessun atto a giustificazione del possesso
della qualifica richiesta';
visto che:
alcuni degli esclusi dal concorso hanno depositato, in data 29
novembre 2005, ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale
(TAR) avverso la cancellazione dalla graduatoria del concorso di
cui sopra;
con ordinanza n. 1399/2005 il TAR ha accolto le istanze cautelari
proposte dai ricorrenti, ai fini dell'ammissione con riserva alla
selezione;
con sentenza n. 952 del 18 giugno 2008 lo stesso TAR ha accolto,
in maniera definitiva, i ricorsi degli esclusi dalla selezione 'de
qua', intimando la loro immediata reintroduzione nella graduatoria
finale del bando;
nella sentenza, tra l'altro, si legge che non è dato comprendere,
né da un punto di vista formale, né da ben più probante piano
sostanziale, quali siano le differenze tali da non consentire
l'ammissione del ricorrente a tale selezione con specifico
riferimento ai profili professionali di operatore tecnico
distributore;
tenuto conto che:
alla data odierna, l'Assessorato regionale dei beni culturali non
ha ancora provveduto ad attuare quanto stabilito dalla sentenza del
TAR n. 952 del 18 giugno 2008, escludendo, di fatto, i vincitori
del ricorso dal loro sacrosanto diritto al posto di lavoro,
impegna il Governo della Regione
ad applicare quanto stabilito dalla sentenza del TAR n. 952 del 18
giugno 2008, inserendo i vincitori del ricorso nella graduatoria
finale della selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di
260 operatori tecnici del ruolo tecnico dei Beni culturali di cui
alla tabella 'A' della l.r. n. 8 del 1999, procedendo
immediatamente alla loro assunzione nei ruoli della Regione». (393)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Il Governo lo accetta come raccomandazione, però devo
dire, onestamente, che già sono stati avviati tutti gli atti.
Pertanto, chiederemo immediatamente al direttore generale
dell'Assessorato dei beni culturali e all'assessore Armao di dare
notizie anche all'onorevole Vinciullo relativamente alla questione
in oggetto, che è una questione seria, perché sono vincitori di
concorso e, comunque, in qualche modo, si doveva trovare una giusta
soluzione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi,.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 394. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
alcuni articoli di stampa degli ultimi giorni hanno fatto
emergere, ancora una volta, l'annoso problema della mancata
apertura al pubblico nelle ore pomeridiane di alcuni musei
d'importanza rilevante per la cultura siciliana, o per la totale
mancata apertura in alcuni giorni, per carenza cronica di personale
addetto alla fruizione dei beni culturali siciliani, aggravata
dall'esaurimento delle ore suppletive attribuite ai lavoratori in
regime di part-time in servizio presso la 'Beni culturali s.p.a.';
dette ore suppletive avevano dato per un periodo limitato la
possibilità di una più funzionale gestione delle aperture al
pubblico;
considerato che risulta impossibile prorogare il lavoro suppletivo
in questione, per i limiti imposti dalla normativa vigente,
impegna il Governo della Regione
al fine di una maggiore fruizione, ad autorizzare la società 'Beni
culturali s.p.a.' al consolidamento contrattuale, concertato con le
organizzazioni sindacali, fino al 50% delle ore settimanali già
attribuite come lavoro suppletivo, destinate esclusivamente alla
fruizione, ai lavoratori in regime di part-time ex bacino
Spatafora, nei limiti delle postazioni in bilancio della stessa e
senza oneri a carico della Regione». (394)
Comunico che gli onorevoli Cordaro e Dina hanno chiesto di apporre
la firma all'ordine del giorno n. 394.
L'Assemblea ne prende atto.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
semplicemente rimarcare l'aspetto emergenziale di questo ordine del
giorno poiché in queste ultime ore, purtroppo, i giornali riportano
una notizia alquanto sconcertante: molti turisti che cercano di
recarsi nei musei siciliani li trovano inesorabilmente chiusi.
Credo che questo sia assolutamente in controtendenza con quella
che è l'iniziativa che il Governo sembra avere voluto mettere in
atto, quella di potenziare alcuni musei, quando poi, di fatto,
vengono a trovarsi chiusi. Dall'altra, gli ex lavoratori della ex
ditta Spatafora, che sono stati per legge assorbiti da Beni
culturali S.p.A.', si trovano in una condizione di impossibilità ad
effettuare un servizio che li veda impegnati per più di venti ore
poiché il loro contratto è stato fatto part-time. La possibilità di
fare delle ore suppletive ha un limite, sforato il quale è chiaro
che ci sarebbero dei problemi per l'amministrazione.
Quindi, ritengo che il Governo debba potersi impegnare a trovare
una soluzione in modo tale che questi lavoratori possano, quanto
meno, avere un impiego settimanale di trenta, trentasei ore,
sarebbe l'ideale. Rispetto, poi, alle economie di Beni culturali
S.p.A.', sarebbe opportuno utilizzare i fondi che sono all'interno
della società e che vengono a volte restituiti dalla società
stessa, dando così ai lavoratori la possibilità di effettuare
queste ore suppletive, ma soprattutto consentendo ai musei di
rimanere aperti, visto che questi stessi lavoratori sono impegnati
nella fruizione dei musei e, quindi, servono materialmente per
tenere aperti i musei.
Credo che sia assolutamente utile approvare l'ordine del giorno in
questo momento proprio perché siamo in piena estate, il flusso dei
turisti è maggiore e noi abbiamo anche il compito di fare conoscere
al meglio le bellezze che la nostra Terra offre.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Lo accogliamo come raccomandazione.
CIMINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, non vorrei essere poco cortese, però, alcuni ordini del
giorno toccano materia molto specifica ed anche delicata che, di
fatto, impegnano il Governo, impegnano anche l'Assemblea stessa che
propone l'ordine del giorno.
In molti casi, non è presente l'Assessore al ramo rispetto
all'argomento che si discute e che conosce la materia nello
specifico.
Giuridicamente - e l'Assemblea ha fatto anche uno studio in questo
senso - la valenza dell'ordine del giorno, della raccomandazione
rispetto all'attività del Governo è realmente poca cosa.
Io riterrei, anziché insistere su iniziative sulle quali, di
fatto, l'Assessore al ramo ha la necessità di interloquire anche
con la società, per capire realmente qual è il problema, di
affrontare l'argomento per avere il parere favorevole del Governo,
quando l'Assessore competente che è l'assessore Armao, sia
presente. In sua assenza, non mi pare francamente corretto.
Pertanto, sono dell'avviso che su alcuni argomenti così delicati,
l'impegno del Governo debba essere quello di affrontare la
problematica per cercare di risolverla e non già di impegnarsi
formalmente attraverso un ordine del giorno come chiede l'onorevole
Caronia, su cose che, poi, di fatto, non è così semplice poter
risolvere in quanto di società, caro onorevole Caronia, che hanno
restituito risorse alla Regione, io - da due anni da quando sono
Assessore per il bilancio -, non ne conosco neanche una.
PRESIDENTE. Penso che il Governo possa accoglierlo come
raccomandazione ed in ogni caso esso possa costituire una linea di
indirizzo per il Governo.
Si passa all'ordine del giorno n. 387. Ne do lettura.
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il comitato promotore in difesa dell'acqua pubblica ha provveduto
alla consegna presso la Corte di Cassazione di oltre un milione di
firme per indire il referendum articolato in tre quesiti che dovrà
svolgersi nella primavera del 2011;
la campagna a tutela di un bene comune così prezioso come l'acqua
ha avuto e continua ad avere una diffusione ed una capacità di
sensibilizzazione sull'opinione pubblica tale da definirsi
straordinaria;
il livello di mobilitazione si è tenuto alto in ogni Regione e,
con maggiore impegno, in quelle realtà dove grande continua ad
essere il bisogno di una giusta e corretta gestione delle risorse
idriche, quali la Sicilia e, in particolar modo, la provincia di
Agrigento;
rilevato che:
in alcune realtà della Sicilia, parallelamente al lavoro messo in
atto dalla rete dei movimenti per l'acqua, è in atto da mesi uno
scontro fra gli amministratori locali e i soggetti gestori per non
consegnare loro le reti e gli impianti di distribuzione;
l'Agenzia regionale rifiuti e acque (ARRA), irritualmente, nomina
commissari nei comuni che non hanno ancora consegnato gli impianti
idrici, violando norme costituzionali che tutelano l'autonomia
degli enti locali;
in alcuni comuni, manifestazioni popolari hanno fisicamente
impedito ai commissari inviati dall'ARRA di insediarsi,
determinando in qualche caso seri problemi di ordine pubblico;
in questo quadro, già nella seduta dell'Assemblea regionale
siciliana n. 103 del 21 luglio 2009, è stato approvato l'ordine del
giorno n. 168, che impegna il Governo della Regione ad intervenire
per la sospensione dei commissariamenti disposti dall'ARRA per la
consegna delle reti e impianti idrici dei comuni sino al 30
dicembre 2009;
il succitato ordine del giorno continua ad oggi ad essere
disatteso, sebbene temporalmente superato, e nonostante ancora oggi
decine di Sindaci continuino a protestare affinché si sospendano
tutte le procedure relative alla consegna degli impianti idrici ai
soggetti gestori e venga data piena attuazione alle disposizioni
contenute nel sopracitato ordine del giorno;
l'indizione nei prossimi mesi del referendum ha posto sullo
scenario nazionale la richiesta dei soggetti promotori al Governo
nazionale di moratoria degli affidamenti dei servizi idrici
previsti dal decreto Ronchi e alle amministrazioni locali di non
dare corso alle scadenze previste dallo stesso decreto,
impegna il Governo della Regione
a revocare ogni atto di nomina dei commissari nelle province in
cui gli amministratori locali si sono opposti fermamente alla
consegna ai soggetti gestori degli impianti e delle reti di
distribuzione;
a dare corso rapidamente all'istruttoria che consenta l'impiego di
circa 800 milioni di euro, previsti nell'Accordo di Programma
Quadro, in direzione dell'infrastrutturazione idrica in Sicilia».
(394)
Il parere del Governo?
LEANZA Nicola, assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro. Anche questo, proprio per la particolarità della
materia, il Governo lo accetta come raccomandazione, quindi vi è
l'impegno ad attivarsi.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche al titolo I della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
concernente Interventi per l'eliminazione delle carcasse animali'»
(336-338/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge nn. 336-338/A «Modifiche al titolo I della
legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, concernente Interventi per
l'eliminazione delle carcasse animali'».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Bufardeci, Campagna, Caputo, Caronia,
Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Currenti, D'Asero, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Dina, Fagone, Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Forzese,
Galvagno, Gentile, Gianni, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola,
Lentini, Leontini, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese,
Marrocco, Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello, Panepinto,
Ragusa, Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Scoma, Torregrossa,
Vinciullo.
Sono in congedo: Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco, Buzzanca,
Calanducci, D'Agostino, Donegani, Falcone, Gennuso, Mineo,
Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Termine.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti ..53
Votanti 52
Maggioranza ..27
Favorevoli . 52
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizione in
materia di cremazione delle salme e della conservazione e
affidamento
e/o dispersione delle ceneri» (468/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 468/A «Disposizione in materia di
cremazione delle salme e della conservazione e affidamento e/o
dispersione delle ceneri».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Bufardeci, Campagna, Caputo, Caronia,
Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Currenti, D'Asero, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Dina, Fagone, Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Forzese,
Galvagno, Gentile, Gianni, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Leontini, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese,
Marrocco, Marziano, Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello,
Panepinto, Ragusa, Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Scoma,
Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Sono in congedo: Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco, Buzzanca,
Calanducci, D'Agostino, Donegani, Falcone, Gennuso, Mineo,
Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Termine.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 54
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia
di sportelli multifunzionali» (592/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 592/A «Norme in materia di sportelli
multifunzionali».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Bufardeci, Campagna,
Caputo, Caronia, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Currenti,
D'Asero, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Mauro, Dina, Fagone,
Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Forzese, Galvagno, Gentile,
Gianni, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,
Leontini, Lupo, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello, Panepinto, Ragusa,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scilla, Vinciullo.
Sono in congedo: Aricò, Barbagallo, Beninati, Bosco, Buzzanca,
Calanducci, D'Agostino, Donegani, Falcone, Gennuso, Mineo,
Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 50
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, avverto che i punti III e IV dell'ordine del
giorno, concernenti rispettivamente: Discussione della mozione
numero 210 Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
autostrade siciliane , degli onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli,
Corona e Bosco, e Discussione sulle comunicazioni del Governo
sulla situazione della finanza regionale considerati anche gli
effetti della manovra economica nazionale, saranno posti
all'ordine del giorno della prossima seduta, alla ripresa dei
lavori parlamentari.
Dichiaro, a questo punto, chiusa la sessione estiva.
Avverto, sin d'ora, che le Commissioni sono autorizzate a riunirsi
a decorrere da martedì 7 settembre p.v. in vista della ripresa
autunnale dei lavori d'Aula, fissata per martedì 14 settembre 2010.
Informo, infine, che in prossimità della citata seduta d'Assemblea
sarà convocata una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la programmazione dei lavori della sessione
autunnale.
Colgo l'occasione per rivolgere buone vacanze a tutti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 14 settembre
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Istruzione e formazione professionale .
III -Discussione della mozione:
N. 210 - Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
autostrade siciliane.
MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BOSCO
IV - Discussione sulle comunicazioni del Governo sulla situazione
della finanza regionale considerati anche gli effetti della manovra
economica nazionale
La seduta è tolta alle ore 19.32
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli