Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione della nuova disciplina dei congedi degli onorevoli
deputati
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nuova disciplina
dei congedi degli onorevoli deputati, già comunicata nella seduta
n. 194 del 5 agosto 2010:
«Il Consiglio di Presidenza, nella seduta n. 21 del 22 luglio
2010, ha deliberato quanto segue:
- di applicare la ritenuta in caso di assenza nelle sedute in cui
si svolgono votazioni su testi legislativi o su atti d'indirizzo
politico, uniformando l'importo a quanto previsto al Senato,
passando dagli attuali euro 129,00 a euro 258,23;
- di adottare, in conformità al parere reso dalla Commissione per
il Regolamento nella riunione del 21 luglio 2010, sul significato
da attribuire all'inciso il congedo non costituisce assenza di
cui al comma 1 dell'art. 84 del Regolamento generale, le seguenti
disposizioni:
a) a decorrere dalla ripresa autunnale dei lavori parlamentari, il
deputato che intenda porsi in congedo dovrà preventivamente far
pervenire la propria richiesta esclusivamente alla Presidenza
dell'ARS per il tramite del Presidente del Gruppo di appartenenza;
b) la richiesta dovrà essere motivata. Il Presidente
dell'Assemblea, apprezzate le motivazioni, ove ravvisi giustificato
il congedo, ne darà comunicazione in Aula, ai sensi dell'art. 84,
comma 1, del Regolamento interno, nella seduta di riferimento,
cosicché soltanto il formale annunzio all'Assemblea farà sì, ai
sensi dell'ultima parte del citato comma 1 dell'art. 84, che il
congedo, così giustificato, non costituisca assenza ai fini
amministrativi.
Le nuove modalità operative saranno applicate dalla ripresa dei
lavori dopo la pausa estiva».
Pertanto, secondo la nuova normativa testé letta, le odierne
richieste di congedo pervenute alla Presidenza non possono essere
considerate valide per difetto di congrua motivazione, ad eccezione
di quelle degli onorevoli Mancuso, Scilla e Beninati che sono
considerati in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'onorevole Scoma è in missione dall'8 al 14 ottobre
2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la Salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
N. 175 - Misure per fronteggiare lo stato di emergenza in cui
versa l'ospedale di Marsala (TP).
Firmatario: Marrocco Livio
N. 308 - Tutela e salvaguardia del diritto alla salute, alla luce
di un caso di errata diagnosi verificatasi presso il centro di
igiene mentale di Marsala (TP).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 499 - Notizie sulla gestione della società 'Multiservizi
s.p.a.'.
Firmatari: Lentini Salvatore; D'Agostino Nicola
N. 1042 - Chiarimenti in ordine ai motivi che hanno determinato la
richiesta di personale medico in servizio presso gli uffici
dell'Assessorato regionale della salute.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1114 - Modifiche del decreto assessoriale n. 751/2010 al fine
di evitare disagi e disfunzioni nel presidio ospedaliero di
Corleone (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1151 - Chiarimenti in ordine al funzionamento del servizio di
anatomia patologica nella provincia di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1206 - Provvedimenti per ovviare alle carenze di personale
nella azienda sanitaria provinciale di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1233 - Proroga del provvedimento di deroga per il parametro
'vanadio' presente nelle acque potabili.
Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo
N. 1268 - Notizie sugli atti della gara per l'affidamento, a mezzo
di procedura aperta, del servizio quinquennale di consulenza e
brokeraggio assicurativo per conto delle aziende sanitarie della
Regione siciliana.
Firmatari: Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Istituzione del parco geominerario delle zolfare siciliana (n.
603)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Fagone,
Bosco, Caronia, Cascio S., Cimino, Colianni, Currenti, Di
Benedetto, Dina, Donegani, Federico, Forzese, Galvagno, Gentile,
Leanza E., Maira, Marinello, Marinese, Marziano, Mattarella,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Rinaldi, Speziale, Termine,
Torregrossa in data 6 agosto 2010;
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive (n. 605)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'assessore per le attività
produttive (Venturi) in data 7 settembre 2010.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle Commissioni:
BILANCIO (II)
Assestamento del bilancio della Regione (n. 594)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'assessore per l'economia (Cimino) in
data 5 agosto 2010, e inviato in data 10 agosto 2010
Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2009 (n. 595)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'assessore per l'economia (Cimino) in
data 5 agosto 2010, e inviato in data 10 agosto 2010.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Orari degli esercizi commerciali e grandi strutture di vendita (n.
604)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'assessore per le attività produttive
(Venturi) in data 11 agosto 2010, e inviato in data 13 settembre
2010
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Costituzione del consorzio unico regionale di ricerca (n. 586)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 6 settembre 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme per la tutela e la promozione della lingua siciliana (n.
588)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 6 settembre 2010.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 6850/CPPG del 6 agosto
2010, l'onorevole Adamo ha comunicato il ritiro del disegno di
legge n. 587 del 21 luglio 2010 Irretroattività della sentenza
della Corte costituzionale 23 aprile 2010, n. 143'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed
assegnate alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Consorzio universitario della provincia di Trapani - Designazione
componente in seno al consiglio di amministrazione (n. 106/I)
pervenuta in data 6 agosto 2010
inviata in data 10 agosto 2010
Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana -
sezione consultiva - designazione componente (n. 107/I)
pervenuta in data 6 agosto 2010
inviata in data 10 agosto 2010
Istituto autonomo case popolari di Messina. Nomina del commissario
straordinario (n. 108/I)
pervenuta in data 11 agosto 2010
inviata in data 7 settembre 2010
CEFPAS - Designazione componente in seno al consiglio di
amministrazione (n. 109/I)
pervenuta in data 8 settembre 2010
inviata in data 9 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Palermo. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 110/I)
pervenuta in data 8 settembre 2010
inviata in data 9 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Messina. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 111/I)
pervenuta in data 9 settembre 2010
inviata in data 13 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Trapani. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 112/I)
pervenuta in data 9 settembre 2010
inviata in data 13 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 113/I)
pervenuta in data 9 settembre 2010
inviata in data 13 settembre 2010.
Comunicazione della situazione di cassa
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 7 settembre
2010, il prospetto concernente la previsione e situazione
trimestrale di cassa e di tesoreria della Regione in attuazione
dell'articolo 52, comma 5, della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6. Situazione al 31.12.2009. Situazione al 31.03.2010. Situazione
al 30.06.2010.
Comunico, altresì, che copia della sopra citata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione di trasmissione di documento relativo al P.O. FERS
Sicilia 2007/2013
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso, in data 6 agosto 2010, copia della documentazione
relativa al P.O. FESR Sicilia 2007/2013 - Documento: Requisiti di
ammissibilità e criteri di selezione'. Modifiche.
Copia del documento sopra citato è stata trasmessa alle
Commissione I, III, IV, V e Unione europea.
Comunicazione di trasmissione di atti da parte della Corte dei
Conti
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei Conti ha trasmesso copia
della relazione sulla verifica del rendiconto generale della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2009.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
negli ultimi anni, la provincia di Siracusa è stata costretta a
subire una proliferazione incontrollata ed incontrastata di centri
commerciali che sono sorti ovunque come funghi;
la grande distribuzione, negli anni, ha assunto una posizione
sempre più dominante, sia nel settore alimentare che non, a scapito
del pluralismo e dell'equilibrio tra le diverse tipologie di
strutture distributive;
centinaia di piccoli centri sono stati costretti a chiudere,
buttando sul lastrico centinaia di famiglie che con la loro
attività conducevano una vita onesta ed operosa;
preso atto che:
il Comune di Melilli (SR), ha già convocato, per il 16 settembre
2010, una conferenza di servizi per esaminare un'ulteriore
richiesta di apertura di un nuovo centro commerciale, denominato
Outlet turistico e che dovrebbe avere un estensione di 32.000 mq ed
un bacino di utenza previsto pari a 2,5 milioni di persone, quando
la provincia di Siracusa non arriva nemmeno a 400.000 abitanti;
constatato che:
più dell'80% delle grandi strutture distributive attivate, tra
l'anno 2000 e il 2009, nel territorio della provincia di Siracusa,
sono insediate nel territorio del Comune di Melilli, ma a ridosso
del capoluogo, che è costretto a subire tutti gli aspetti nefasti
di questa presenza;
per la loro ubicazione, i centri commerciali presenti oggi in
provincia di Siracusa stanno provocando un vero e proprio tracollo
del commercio tradizionale oltre che nella stessa città di
Siracusa, anche nei comuni limitrofi di Floridia, Solarino, Priolo
Gargallo, Sortino, Augusta, Carlentini, Lentini e Melilli, che
stanno assistendo ad una vera desertificazione dei loro centri
abitati, dove sempre più attività commerciali sono costrette alla
chiusura;
visto che:
la provincia di Siracusa, attualmente, con rapporto
superficie/abitanti pari allo 0,39%, risulta essere la prima
provincia siciliana per presenza di grandi strutture di vendita per
abitante;
lo stesso Assessorato regionale Attività produttive ha rivelato
che, al 31 dicembre 2008, tenuto conto della popolazione residente
di 400.764 abitanti, quindi superiore all'attuale, il rapporto
superfici destinate a grandi strutture di vendita/popolazione era,
nella provincia di Siracusa, pari a 251 mq per 1000 abitanti, e
dunque ben oltre sia la media regionale, 189 mq per 1000 abitanti,
che quella nazionale, 208 mq per 1000 abitanti;
il nuovo insediamento commerciale, con una superficie dichiarata
di 32.000 mq, contribuirebbe, inevitabilmente, ad un ulteriore e
insostenibile innalzamento del rapporto superficie/abitante, oltre
a presentare concreti motivi di incompatibilità ambientale e
territoriale;
per sapere se non ritengano urgente e necessario intervenire per
regolamentare l'insediamento di queste grandi strutture di
distribuzione, al fine di tutelare le piccole realtà commerciali
che, negli ultimi anni, hanno subìto gli inevitabili effetti di una
crisi economica diffusa e che adesso, costrette a dovere
fronteggiare la proliferazione incontrollata ed incontrastata di
centri commerciali sul territorio, vanno incontro ad una
inevitabile chiusura». (1345)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il grano duro siciliano, elemento dalle elevate e conosciute
proprietà nutritive, è da sempre stato, nel panorama mondiale,
sinonimo di qualità e garanzia;
il comparto cerealicolo, che negli anni addietro ha rappresentato
il fiore all'occhiello dell'agricoltura siciliana, negli ultimi
anni ha subito un arresto, a causa della crisi che ha investito
tutto il settore agricolo, con serie ripercussioni sia sulla
produzione che sulle vendite;
considerato che:
il prezzo del grano duro siciliano si aggira, oggi, intorno ai
16/18 centesimi di euro, nettamente al di sotto degli attuali costi
di produzione e inferiore al prezzo praticato nei paesi esteri,
abbondantemente sopra i 20 centesimi di euro;
un numero sempre maggiore di aziende impegnate nella lavorazione
del grano duro, importano grano da altre parti del mondo,
approfittando del prezzo più vantaggioso e di una normativa
nazionale e comunitaria che agevola le importazioni, arrecando seri
danni, al mercato nazionale ed in particolare alla produzione
cerealicola siciliana;
in Italia, nel 2010, l'importazione di grano dalla Russia è
triplicata rispetto al 2009, raggiungendo quota 32 milioni di chili
solo nel primo quadrimestre di quest'anno, a discapito del prodotto
siciliano di accertata superiorità qualitativa;
visto che:
da uno studio praticato dall'Ismea (Istituto di servizi per il
mercato agricolo alimentare), si registra, nel 2010, un calo del
prezzo del grano pari a - 30% rispetto al 2009; infatti, come
dimostra l'Ismea, se nel 2009 una tonnellata di grano duro veniva
venduta nel mercato a 222,00 euro, oggi viene venduto a 156,43
euro;
oltre al calo dei prezzi, negli ultimi anni, si è registrata in
Sicilia anche una consistente diminuzione della superficie seminata
e della produzione: dati Istat infatti dimostrano, infatti, come
nel 2009 la produzione era stata di 6.272.443 quintali di grano
duro su una superficie di 228.539 ettari, e come nel 2010 sia scesa
a 5.716.013 quintali su una superficie di appena 200.378 ettari;
nonostante nell'ultimo mese il prezzo del grano abbia fatto
registrare qualche piccolo balzo in avanti, principalmente legato
alla distruzione per incendi di parecchi ettari di coltivazioni in
Russia e al calo del raccolto in Ucraina, Kazakistan e Canada, per
i cerealicoltori risulta ancora difficile coprire i costi di
produzione;
per sapere:
se non ritengano necessario avviare innovative e concrete
politiche agricole in grado, prima di tutto, di salvaguardare la
cerealicoltura siciliana, attraverso la valorizzazione della
produzione locale che necessita di riacquistare la dignità mondiale
oramai perduta;
se non ritengano di primaria importanza, per la difesa del grano
duro siciliano, attuare leggi e regole capaci di contrastare
l'ingresso di prodotti cerealicoli dai Paesi esteri che, una volta
trasformati in prodotti derivati, approfittando di una lacuna
legislativa che non impone al produttore l'obbligo di indicare la
provenienza delle materie impiegate, vengono spacciati al
consumatore per 'made in Italy', nonostante le inferiori qualità e
i minori controlli all'origine». (1346)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
in questi anni, il latte siciliano ha subìto un drastico
deprezzamento, con serie ripercussioni sugli allevatori, sempre di
più costretti a svendere il loro prodotto e a rinunciare a ogni
margine di guadagno con il rischio, il più delle volte, di non
riuscire neanche a coprire i reali costi della produzione;
oggi, un litro di latte bovino è pagato, in media, agli allevatori
appena 33,05 centesimi di euro, mentre un litro di latte di pecora
è pagato appena 55 centesimi di euro, per poi essere rivenduti al
consumatore quattro volte il prezzo di acquisto;
nel Lazio, ad esempio, il latte vaccino viene venduto a 38
centesimi di euro;
preso atto che:
da un'analisi di mercato, emergono concrete e preoccupanti
possibilità di un peggioramento della situazione e ciò anche a
causa dell'introduzione, sempre più consistente, nel mercato
italiano di latte proveniente non solo dai Paesi comunitari, ma
spesso anche da Paesi extracomunitari;
è sempre più diffuso, nelle aziende dedite alla trasformazione del
latte, l'utilizzo di latte o addirittura cagliate provenienti
dall'estero per la realizzazione dei prodotti caseari;
constatato che:
ad oggi, il latte siciliano, per le indiscutibili qualità e per il
prezzo con cui viene immesso nel mercato dalle aziende di
distribuzione, potrebbe essere pagato agli allevatori almeno 50
centesimi di euro quello vaccino, ed almeno 80 centesimi di euro
quello di pecora;
la situazione di grave crisi in cui versano migliaia di allevatori
siciliani non può essere più tollerata, soprattutto se si considera
che i nostri allevatori negli ultimi anni hanno investito
soprattutto sulla qualità;
il comparto lattiero è di fondamentale importanza per l'economia
siciliana e pretende il giusto rispetto, soprattutto in
considerazione del fatto che, in altre regioni italiane, il prezzo
è più remunerativo rispetto a quello praticato in Sicilia;
visto che il persistere di queste condizioni di svantaggio è stato
più volte denunciato sia dalle associazioni di categoria che dagli
stessi allevatori che, in più occasioni, hanno fatto giungere il
loro appello al Governo regionale;
per sapere:
se non intendano provvedere all'emanazione di provvedimenti
normativi volti a contenere la crisi che, oramai da molti anni,
investe il settore dell'allevamento, individuare nuove strategie
capaci di rilanciare un settore che diversamente è destinato ad
andare incontro ad un inevitabile collasso;
se non ritengano indispensabile intervenire, con l'urgenza del
caso, presso i Ministeri delle Politiche agricole, dell'economia e
del lavoro, per chiedere speciali misure a favore del settore
agricolo in Sicilia e in modo particolare dei nostri allevatori;
se, infine, non ritengano indispensabile ed urgente emanare delle
norme al fine di garantire la stabilizzazione triennale della
riduzione degli oneri previdenziali a carico delle aziende agricole
ricadenti nelle zone montane e svantaggiate, compreso,
evidentemente, l'azzeramento delle accise per i carburanti ad uso
agricolo e per tutte le aziende della filiera agricola». (1347)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
alla fine del 2009, aveva avuto inizio la gara per la
privatizzazione di Tirrenia, società di traghetti dello Stato;
la Regione siciliana, a differenza di altre regioni, aveva
rifiutato l'assegnazione gratuita, in via preliminare, della
compagnia Siremar, preferendo presentarsi all'asta per
l'assegnazione tanto di Siremar che di Tirrenia con altri quindici
concorrenti;
preso atto che:
progressivamente i candidati all'asta si sono ritirati, ad
esclusione della cordata siciliana raggruppata in Mediterranea
Holding, unica società ad aver presentato un'offerta per i
traghetti dello Stato e di cui la Regione siciliana detiene il 37%
delle azioni;
a conclusione della gara per la privatizzazione di Tirrenia, è
risultata aggiudicataria la società Mediterranea Holding;
considerato che:
la cordata Mediterranea Holding, dopo aver esaminato accuratamente
il contratto, si era detta favorevole alla stipula, senza lasciar
presagire l'insorgere di problemi di alcun tipo;
il 4 agosto 2010, data in cui era prevista la firma del contratto
di acquisto della Tirrenia da parte della Mediterranea Holding, la
stessa, non si è presentata alla stipulazione dell'atto finale,
vanificando così oltre sette mesi di lavori impiegati per
l'espletamento delle procedure di aggiudicazione;
visto che:
i soci privati della Mediterranea avevano destato preoccupazioni
per la presenza nella cordata della Regione siciliana, imponendo
più volte la riscrittura degli accordi di governance e lasciando
intuire una sempre meno disponibilità al quieto vivere con il
partner pubblico;
il mancato perfezionamento del contratto di acquisizione da parte
della Mediterranea Holding produce l'immediato annullamento della
gara comportando l'obbligo di dovere ripetere l'intera procedura
con un ulteriore allungamento dei tempi di privatizzazione della
società;
l'annullamento della gara produce danni notevoli alla Regione
siciliana, in quanto socio di maggioranza;
anche il Ministero delle infrastrutture ha riconosciuto la gravità
della vicenda, sentendo il dovere di attivarsi al fine di mantenere
il servizio e garantirne la continuità in attesa di nuove
procedure;
ad oggi, non sono pervenute soddisfacenti e adeguate motivazioni a
spiegare cosa abbia spinto la Mediterranea Holding a sottrarsi alla
firma del contratto, e tutto ciò contribuendo ad alimentare dubbi
ed ombre attorno ad una procedura che per importanza economica e
per la compartecipazione di un ente come la Regione siciliana
impone l'obbligo della massima trasparenza;
per sapere:
se non ritengano necessario ed urgente avviare un'accurata ed
adeguata indagine al fine di far luce su una questione che ad oggi
non trova naturali giustificazioni;
se intendano chiamare a rispondere, di quanto accaduto, i
rappresentanti della Mediterranea Holding per eventuali
responsabilità che hanno portato all'annullamento della gara,
arrecando danni sia in termini economici che di tempo alla Regione
siciliana». (1349)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
stenta a fermarsi in Sicilia la crisi che, oramai, da qualche anno
colpisce il settore del commercio, arrecando seri e preoccupanti
danni agli esercenti che assistono impotenti ad un continuo calo
delle vendite;
il calo delle vendite è in gran parte da addebitare alla sempre
maggiore svalutazione del potere di acquisto e alla necessità delle
famiglie di ridurre le spese per giungere a fine mese;
preso atto che nonostante l'anticipazione degli sconti stagionali,
la crisi delle vendite, che colpisce maggiormente i piccoli centri
dell'Isola, ha fatto registrare un calo pari al - 30%, con una
maggiore prevalenza nel settore dell'abbigliamento;
constatato che:
al Sud sono sempre di più le famiglie che si vedono costrette a
rinunciare agli acquisti, a prescindere dalla classe sociale a cui
appartengono;
nei comuni del Nord Italia, dove si registra un numero maggiore di
insediamenti industriali, l'economia accenna già ad una seppur
lenta ripresa, mentre al Sud nulla sembra muoversi;
visto che:
il coordinatore regionale di Confcommercio Sicilia individua,
quale principale fattore della degenerante crisi delle vendite,
l'inadeguatezza della classe politica siciliana, indifferentemente
dalle appartenenze politiche, a trovare soluzioni capaci di
affrontare il problema e avviare una nuova positiva stagione
economica;
lo stesso coordinatore fa notare come, da quando al Governo
regionale della Sicilia c'è Raffaele Lombardo, poco o nulla è
cambiato rispetto al passato e che, addirittura, la Sicilia
occidentale sembra essere in evidente ritardo rispetto al resto
dell'Isola;
per sapere:
se intendano avviare iniziative in grado di risollevare l'economia
dell'Isola e rilanciare il settore del commercio sempre più diretto
verso un inevitabile tracollo;
se non ritengano utile e necessario sensibilizzare gli organi di
Governo nazionale affinché venga applicata una politica fiscale di
vantaggio per il Sud, in grado di incrementare il potere di
acquisto delle famiglie e metterle nelle condizioni di poter
acquistare con più tranquillità e serenità senza la preoccupazione
di arrivare a fine mese». (1350)
VINCIULLO
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
al fine di realizzare il programma generale per la valorizzazione
e la qualificazione del sistema agricolo, agroalimentare e
agroambientale siciliano, l'Assessorato regionale Agricoltura e
foreste aveva dato avvio al Progetto rete di laboratori per
l'agroalimentare e l'ambiente, all'interno del quale è stata
istituita l'unità operativa ASCA, quale strumento di supporto alle
imprese agricole siciliane per la valorizzazione e la
certificazione delle produzioni agroalimentari di qualità;
per l'implementazione ed il mantenimento del sistema di gestione
dell'ASCA, la realizzazione di un sistema di monitoraggio per i
prodotti orticoli, la gestione dell'attività di analisi chimica,
nonché la messa a punto di metodi innovativi per la ricerca,
sarebbero stati conferiti incarichi professionali a professionisti
chimici;
successivamente, al fine di coordinare la rete dei laboratori ASCA
e le struttura di ricerca presenti sul territorio, sembra sia stato
avviato il progetto Sarinet, cui sarebbe stata preposta una
governance regionale affidata agli stessi professionisti già
precedentemente incaricati in sede di realizzazione dell'ASCA;
considerato che non sembrerebbe, tuttavia, che i suddetti progetti
abbiano fornito i risultati auspicati, poiché presumibilmente detti
laboratori presentano un livello di funzionamento non elevato e,
d'altro canto, i tentativi approntati nel tempo per ricondurre ad
un unico sistema la rete dei laboratori non sembrano ancora
riusciti;
per sapere:
quale sia lo stato di avanzamento nella realizzazione della rete
SARINET Rete per i servizi avanzati e la ricerca ;
se ritenga che gli incarichi ai professionisti incaricati della
realizzazione dei progetti di cui in premessa siano stati conformi
'all'obbligo di assicurare l'ottimale perseguimento delle finalità'
oggetto dell'incarico;
se non ritenga di accertare attraverso gli uffici i risultati
conseguiti dalle attività in premessa ricordate». (1351)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la Camera di commercio di Messina ha costituito, negli anni
scorsi, una 'Azienda Speciale Servizi' con l'obiettivo di sostenere
l'attuazione di progetti a favore delle imprese;
considerato che:
stante i trasferimenti finanziari effettuati in favore
dell'azienda, a carico del bilancio camerale, la finalità
statutaria dell'azienda di coprire, con proprie risorse, i costi
strutturali non appare conseguita;
nel contempo sono state effettuate assunzioni con modalità
discrezionali tipiche delle aziende private;
importanti organizzazioni sindacali hanno denunciato il rifiuto,
opposto dai vertici camerali, di fornire informazioni sulle
modalità di reclutamento del personale e sull'autonomia finanziaria
dell'azienda speciale;
la stampa cittadina ha dato ampio risalto a un'indagine della
magistratura sull'attività dell'azienda e sul reclutamento del
personale;
sembrerebbe che tutte le persone assunte abbiano un legame di
parentela con amministratori e dirigenti della camera di commercio;
la mancanza di convincenti spiegazioni da parte dei vertici
camerali alimenta il sospetto che si siano volute trasferire
'all'esterno' dell'azienda attività, finanziate dalla Camera di
commercio, che potevano essere svolte con risorse professionali
interne;
le affermazioni dei vertici camerali, a proposito delle
assunzioni, oltre ad essere elusive, appaiono in contrasto con le
norme regionali che disciplinano le modalità di assunzione
(evidenza pubblica) anche nelle società partecipate;
la condizione di disagio, da parte dei dipendenti e delle imprese,
è aggravata dalle note difficoltà economiche in cui versa la camera
di commercio di Messina, che ha chiuso il bilancio 2007 con un
debito, per oneri previdenziali, di otto milioni di euro,
presumibilmente cresciuti negli ultimi tre anni;
l'iniziativa della magistratura e le conseguenti polemiche hanno
creato preoccupazione tra i dipendenti, gli operatori economici e
l'opinione pubblica;
per sapere:
se non valutino necessario promuovere una tempestiva e rigorosa
ispezione al fine di accertare i fatti citati ed in relazione ai
poteri di vigilanza e controllo che la legge assegna alla Regione;
se non ritengano opportuno verificare, in particolare, le date
delle assunzioni effettuate dall'azienda e le procedure utilizzate,
anche al fine di valutare la loro conformità con la legge regionale
del 2007 (che impone anche alle società partecipate da enti
pubblici regionali di reclutare il personale con procedure di
evidenza pubblica) e con la delibera della Giunta di Governo del 29
dicembre 2008 che vieta le assunzioni negli enti pubblici regionali
o sottoposti al controllo della regione e delle società
partecipate». (1352)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il Ministero per le politiche agricole e forestali ha, da oltre un
anno, assegnato la somma di 10 milioni di euro provenienti dal
fondo del piano irriguo nazionale per il completamento di un tratto
della diga Garcia;
l'erogazione del finanziamento consentirebbe di completare la
prima parte della rete adduttrice. La realizzazione dell'opera
pubblica assume grande importanza per l'agricoltura della Valle del
Belice;
considerato che è opportuno evitare ulteriori danni
all'agricoltura della Valle del Belice ed assicurare l'erogazione
delle somme indispensabili per realizzare il primo stralcio delle
opere ed evitare che le risorse idriche vengano, come accaduto sin
d'ora, sottratte all'agricoltura per la mancanza delle opere di
adduzione;
ritenuto che si tratta di opere pubbliche necessarie per lo
svolgimento delle attività legate al comparto agricolo in quanto
attinenti all'adduzione delle risorse agricole;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare al fine di
sollecitare l'assegnazione delle somme finanziate dal Ministero per
le risorse agricole;
quali atti verranno adottati per evitare la perdita del
finanziamento;
i provvedimenti che verranno adottati per realizzare le opere di
completamento della rete adduttrice diga Garcia (PA)». (1354)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'Assessore per la salute ha annunciato l'assunzione di 2900
medici nel settore della sanità siciliana;
tale decisione appare in netto contrasto con la politica dei tagli
e di razionalizzazione della spesa pubblica effettuata dal Governo
della Regione;
l'assunzione del personale, inoltre, comporterà per la Regione
un'ulteriore spesa di denaro pubblico che, in questo momento di
crisi, non appare giustificata né supportata da valide ragioni di
esigenza pubblica;
considerato che la sanità siciliana ha subito numerosi tagli alla
spesa con conseguenze dannose per i cittadini in termini di qualità
e di efficienza del servizio pubblico;
ritenuto che l'assunzione di 2.900 medici all'interno del settore
della sanità non è supportato da valide esigenze di organico e di
funzionalità del servizio sanitario;
per sapere:
i motivi che abbiano determinato la necessità di procedere
all'assunzione di 2.900 medici nel settore della sanità;
la collocazione del predetto personale e le risorse economiche e
finanziarie attraverso cui garantire la copertura delle relative
assunzioni;
se non ritenga, altresì, opportuno l'invio in VI Commissione
legislativa permanente 'Servizi sociali e sanitari' della pianta
organica dei medici siciliani e del piano degli esuberi». (1357)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'assemblea dei soci della Mediterranea Holding, di cui la Regione
siciliana è il maggiore azionista, nella seduta del 31 agosto 2010
ha deliberato l'aumento di capitale sino alla concorrenza di 25
milioni di euro;
la predetta decisione crea molta preoccupazione in quanto sono
incerte sia gli obiettivi sia le scelte strategiche della holding;
la situazione economica della compagnia di navigazione Tirrenia è
compromessa da una gravissima esposizione debitoria;
considerato che:
l'attuale situazione economica della Regione presenta gravi
difficoltà finanziarie tali da indurre ad una nuova manovra
correttiva;
le risorse finanziarie provenienti dalla Comunità europea verranno
restituite perché né impegnate né spese;
ritenuto che:
la decisione dell'aumento del capitale sociale è in netto
contrasto con la situazione economica della Regione;
tale scelta può determinare pesanti ed ingenti esborsi alle casse
della Regione;
per sapere:
quali siano i costi che la Regione dovrà affrontare per sostenere
l'iniziativa;
quali ricadute in termini economici ed occupazionali ci saranno
per la Sicilia». (1358)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
gli uffici regionali dell'Assessorato Beni culturali, con sede in
Palermo, via delle Croci, e dell'Assessorato Attività produttive di
via degli Emiri, sono immobili oggetto di confisca in danno
dell'imprenditore Piazza;
attualmente la Regione siciliana provvede al pagamento, a favore
dello Stato, di un canone annuo per l'utilizzo dei predetti
immobili;
considerato che:
si tratta di beni confiscati alla mafia e che sono utilizzati
dalla Regione come sede di uffici regionali;
la normativa vigente in materia di beni confiscati prevede
l'assegnazione agli enti pubblici;
ritenuto che:
la Regione siciliana può essere legittimata ad utilizzare gli
immobili confiscati alla mafia;
l'assegnazione degli immobili, oltre al fattore sociale in quanto
il bene sarebbe utilizzato dalla collettività, consentirebbe anche
di evitare il pagamento del canone annuo che la Regione siciliana
versa allo Stato;
per sapere:
l'ammontare del canone che la Regione siciliana versa allo Stato
per l'utilizzo degli immobili ove insistono gli uffici regionali
ubicati in Palermo, piazza Croci e via degli Emiri;
i provvedimenti che intendano adottare al fine di evitare che la
Regione continui a pagare ingenti somme di denaro». (1360)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la privatizzazione della Tirrenia non è stata portata a termine in
quanto la Mediterranea Holding non ha sottoscritto il relativo
contratto;
l'annullamento della gara per l'acquisto della compagnia di
navigazione Tirrenia crea una grave incertezza per il futuro
occupazionale dei lavoratori e dell'intera azienda;
la Regione siciliana risulta essere il socio di maggioranza della
holding, atteso che possiede il 37% delle quote della Mediterranea
Holding, unica concorrente rimasta in gara;
considerato che tale situazione determina una grave incertezza di
sviluppo economico ed occupazionale non solo della compagnia di
navigazione, ma dell'intero territorio regionale;
ritenuto che necessita conoscere le motivazioni della mancata
sottoscrizione del contratto e la natura delle conseguenze
finanziarie per la Regione e le conseguenze in ambito occupazionale
e di sviluppo economico per la Sicilia;
per sapere:
le motivazioni dell'annullamento della gara per l'acquisto della
compagnia di navigazione della Tirrenia;
se la Regione siciliana, in quanto socio di maggioranza, subirà
conseguenze finanziarie per la mancata realizzazione
dell'operazione». (1361)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la Sicilia è la regione con il più alto numero di presenza di
soggetti invalidi con diritto al trattamento pensionistico;
è emerso che tra i componenti delle commissioni mediche, che
devono deliberare sul riconoscimento dell'invalidità, vi sono
persone che ricoprono ruoli politici o cariche istituzionali
elettive;
considerato che tale situazione può compromettere la funzionalità
delle commissioni, in quanto la presenza di politici o di coloro i
quali ricoprono cariche pubbliche può compromettere la terzietà
delle commissioni;
ritenuto che è necessario conoscere i nomi dei componenti le
commissioni provinciali;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato in merito alla verifica dei
componenti delle commissioni anche al fine di valutare
l'opportunità di ipotesi di incompatibilità o di soppressione delle
commissioni con affidamento delle competenze a funzionari dell'ASP
e dell'Assessorato regionale Salute;
i nomi dei componenti le commissioni». (1363)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il fenomeno della cosiddetta alga tossica, presente nel mare della
costa della provincia di Palermo, è un fenomeno già noto, da almeno
due anni, alle autorità competenti;
nel 2008 è stata inserita la somma di 200 mila euro per effettuare
studi e ricerche sull'alga tossica e per attività di bonifica della
fascia costiera;
considerato che:
anche in questa stagione estiva si è ripresentato il problema
legato alla presenza dell'alga tossica nei litorali della costa
marittima palermitana;
il fenomeno ha causato danni alla persona ed alle attività
economiche locali. Infatti, a causa delle intossicazioni i soggetti
colpiti hanno abbandonato le località turistiche e le strutture
ricettive;
il predetto evento ambientale, già conosciuto, si è riproposto con
estrema puntualità;
occorre effettuare un'attività di prevenzione e controllo per
evitare il crearsi di pericoli per la salute pubblica e,
conseguentemente, per evitare danni alle attività economiche legate
alle attività turistiche e balneari;
per sapere quali atti o provvedimenti abbiano o intendano adottare
per evitare pericoli o danni alla salute dei cittadini e per
sostenere gli imprenditori e le attività turistiche che hanno
subìto un danno dal fenomeno ambientale dell'alga tossica». (1365)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
da diverse settimane continuano a sollevarsi proteste per ricerche
petrolifere che si starebbero effettuando al largo di Pantelleria
(TP);
sembra accertata l'esistenza di una piattaforma a circa 13 miglia
dalla costa;
si ipotizza che detta piattaforma sia un impianto relativo ad una
concessione per l'estrazione in mare di prodotti petroliferi;
considerato che sembra sia stata registrata la presenza nelle
acque di Pantelleria di natanti presumibilmente di proprietà di una
società petrolifera;
per sapere se non ritenga di intervenire con urgenza presso il
Governo nazionale per far piena luce sulla vicenda, scongiurando i
timori di eventuali trivellazioni al largo della Sicilia, nonché di
sollecitare il Ministro dell'ambiente a fornire tempestive e
precise risposte in merito alla vicenda». (1367)
GUCCIARDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
per i fondi comunitari non spesi entro il prossimo 31 dicembre
scatterà il disimpegno automatico con la conseguente restituzione
delle somme all'Unione europea;
la Regione siciliana risulta essere una delle regioni a rischio
perdita dei fondi comunitari;
considerato che:
le risorse comunitarie rappresentano le uniche risorse in grado di
favorire lo sviluppo economico ed occupazionale del territorio
atteso che il Governo centrale ha ridotto i margini entro cui le
regioni possono ricorrere alla spesa pubblica regioni;
la perdita delle risorse finanziarie dei fondi comunitari per il
settore legato all'agricoltura determinerebbe un grave ed
irreparabile danno al territorio;
la complessità della normativa ha reso ancora più difficile
l'applicazione dei piani;
ritenuto che è inevitabile porre l'attenzione sulla necessità di
non perdere i fondi comunitari anche alla luce della riduzione
della spesa pubblica delle Regioni;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per evitare il disimpegno
automatico di fondi comunitari non spesi;
stante la complessità della normativa, quali provvedimenti abbiano
adottato per rafforzare l'assistenza tecnica presso gli uffici
regionali, in modo da semplificare o rendere più accessibili le
procedure;
l'ammontare dell'entità delle somme non spese per le quali è
previsto il disimpegno automatico». (1368)
CAPUTO
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
gli abitanti e proprietari dei fondi agricoli di contrada Piana
Scunchipani manifestano la propria preoccupazione per come si
stanno svolgendo i lavori di realizzazione delle bretelle laterali
lungo la SS 624;
le opere destinate al miglioramento della rete stradale hanno
invece arrecato più disagi che benefici e ciò anche in conseguenza
del mantenimento della viabilità a cantiere aperto;
la mobilità viene garantita attraversando una pista sterrata di
polvere bianca, lungo la quale opera il cantiere, priva di
segnaletica, delle barriere di protezione (guardrail) anche in
prossimità e lungo le rampe di accesso ai cavalcavia con dislivelli
di almeno quattro metri;
l'attraversamento dei mezzi lungo dette piste produce una densa
nuvola di polvere bianca che, oltre ad interferire negativamente
sulla visibilità degli automobilisti che transitano lungo la SS
624, si diffonde nell'area circostante e quindi nelle abitazioni
adiacenti;
anche l'accesso a codesta strada dalla SS 624, seppur provvisorio,
presenta un indice di pericolosità assai elevato poiché collocato
in prossimità di un dosso e non idoneo in termini dimensionali a
reggere la quantità di veicoli che ogni giorno sono costretti ad
utilizzarlo;
considerato che:
questa condizione, seppur temporalmente circoscritta
all'esecuzione delle opere previste, deve comunque garantire
requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente (d.lgs.
81/08);
insieme alle difficoltà contingenti, emergono problemi relativi
alla funzionalità dell'opera, a seguito di una errata valutazione
in sede progettuale, quali l'assenza di un raccordo con la SS 624,
in prossimità del bivio S. Bartolo, e l'interruzione della strada
alla stazione di servizio Agip, che hanno, di fatto, reso le
complanari così realizzate un'inutile spreco di denaro pubblico,
nonché un danno all'ambiente agricolo e rurale della contrada ed un
incremento del rischio per tutti coloro che non avranno la
possibilità di accedere alle strade laterali provenendo da ovest,
poiché prive di innesto con la SS 115 e costretti a lunghi percorsi
per brevi spostamenti;
specificamente, un cittadino che abita o che si deve recare alla
fine della contrada Piana Scunchipani, in prossimità della contrada
S. Bartolo, per immettersi nella SS 624 dovrà prima recarsi allo
svincolo di Raganella, percorrendo circa 4 km, e poi ritornare
indietro e transitare per altri 4 km per ritrovarsi alla fine al
punto di partenza. Conseguentemente, se un abitante della Piana
dovrà recarsi a Menfi (che dista 8 km dal bivio S. Bartolo) dovrà
prima fare 8 km per immettersi nella statale (quattro all'andata e
quattro al ritorno) e, da qui, partire per Menfi, raddoppiando il
proprio percorso;
rilevato che:
nella fase iniziale i lavori in prossimità del bivio S. Bartolo
sembravano indirizzati alla realizzazione di uno svincolo per
consentire l'ingresso e l'uscita dalle complanari, dal momento che
erano state costruite le rampe di accesso per assolvere a tale
funzione, mentre adesso stanno per essere dismesse prima ancora di
essere state completate, lasciando, di fatto, le nuove bretelle
delle strade senza uscita;
i cittadini che hanno costituito un comitato, dopo un incontro con
il sindaco di Sciacca, con la ditta esecutrice dei lavori, la
Sigenco, e con l'ANAS, hanno rilevato che, ad oggi, non sono stati
risolti nemmeno le problematiche legati alla salute ed alla
sicurezza dei cittadini;
ritenuto che il comitato ha fattivamente avanzato un piano
articolato di proposte distinguendo gli interventi urgenti e quelli
da eseguire prima della chiusura dei collegamenti con la SS 624 e,
infine, delle proposte di miglioramento del progetto;
per sapere:
se sia a conoscenza dei fatti sin qui descritti e quali iniziative
abbia posto in essere per fronteggiare le problematiche emerse;
se non ritenga opportuno e urgente convocare un tavolo tecnico
alla presenza del comitato dei cittadini per affrontare le
questioni emerse e consentire in tal modo che i lavori continuino
anche nel rispetto delle istanze avanzate e decise». (1369)
MARINELLO
«All'Assessore per la salute, premesso che il direttore generale
dell'azienda ospedaliera universitaria policlinico 'G. Martino' di
Messina, a seguito degli episodi che hanno coinvolto la struttura
sanitaria, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud dell'1
settembre 2010, ha denunziato di essere stato informato della rissa
scoppiata in ostetricia-ginecologia solo il giorno dopo;
rilevato che da tale episodio il direttore generale, dottore
Pecoraro, trae conferma di un difficile rapporto con la struttura e
con il personale medico, peraltro da lui già denunziata ad inizio
d'anno quando parlò di 'un bruttissimo clima' perché lì 'i
cambiamenti non piacciono. Qualcuno pensa che io non capisca le
regole del gioco, la verità è che non le condivido' e,
successivamente, insistendo sulle resistenze di centri di potere
alla sua azione di risanamento nei conti e nel funzionamento dei
servizi, e rivelando l'esistenza di pratiche massoniche che
darebbero al tutto una precisa configurazione associativa;
considerata la gravità degli episodi accaduti e delle
dichiarazioni del direttore generale;
considerate altresì la richiesta di rimozione dei dirigenti del
policlinico di Messina, formulata dal presidente della Commissione
parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari;
per sapere:
quali misure siano state adottate per verificare la veridicità
delle dichiarazioni del direttore del policlinico;
quali provvedimenti intendano adottare per impedire che le
strutture pubbliche siano asservite a pratiche massoniche;
come valuti le richieste fin qui avanzate dal presidente della
Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari». (1370)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
APPRENDI - FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la rete ospedaliera pubblica, recentemente definita con decreto
dell'Assessore regionale per la salute, ha ripartito in ciascuna
provincia e per ogni presidio ospedaliero, tutti i posti letto
relativi alle varie discipline mediche e chirurgiche;
in riferimento ai posti letto dedicati ad 'anestesia/rianimazione'
e limitandoci qui al confronto fra le province in cui operano
solamente le aziende sanitarie provinciali (e non anche aziende
ospedaliere ed universitarie, come è nelle province di Catania,
Messina e Palermo), risulta che nella provincia di Siracusa sono
stati assegnati 12 posti letto (tutti nell'ospedale del capoluogo),
a Ragusa 20 (8 nel capoluogo, 6 a Vittoria e 6 a Modica), a
Caltanissetta 20 (12 nel capoluogo e 8 a Gela), ad Agrigento 20 (12
nel capoluogo ed 8 a Sciacca), a Trapani 22 (8 nel capoluogo, 8 a
Marsala e 6 a Castelvetrano) e ad Enna 12 (8 nel capoluogo e 4 a
Nicosia);
rapportata alla popolazione residente, la suddetta distribuzione
comporta per la provincia di Siracusa l'assegnazione in assoluto
più bassa fra tutte le province dell'Isola, con una presenza di 3
posti letto ogni 10 mila abitanti, a fronte di 6 posti letto ogni
10 mila abitanti a Ragusa, 7 a Caltanissetta, 4 ad Agrigento, 5 a
Trapani e 7 ad Enna;
considerato che:
la suddetta ripartizione discrimina platealmente l'assistenza
sanitaria indirizzata alla popolazione residente nella provincia di
Siracusa nei confronti di quella di tutte le altre province
dell'Isola;
essa appare priva di qualunque giustificazione clinica e tecnica
e, in una provincia la cui offerta sanitaria è storicamente
penalizzata rispetto ad altri territori regionali, si configura
come un'ennesima discriminazione ai danni della sua popolazione;
quanto sopra si pone in grave violazione della legge regionale n.
5/2009, laddove si stabilisce il principio della omogeneità
territoriale per l'assistenza sanitaria nella Regione;
per sapere in quali modi e tempi intendano intervenire per
incrementare la dotazione di posti letto dedicati ad 'anestesia-
rianimazione' nella provincia di Siracusa, coprendo le restanti
porzioni del territorio in aggiunta a quelle direttamente afferenti
all'ospedale del capoluogo». (1371)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il piano sanitario nazionale, il piano sanitario regionale e lo
stesso atto aziendale dell'ASP di Messina (atto deliberativo n.
1980 del 14 maggio 2010, soggetto a controllo regionale ex articolo
16 l.r. n. 5 del 2009) evidenziano il ruolo e l'importanza
strategica della riabilitazione nel garantire il diritto alla
salute del cittadino;
peraltro, sempre in detti atti, è stata affermata anche la
notevole riduzione dei costi sociali quando il potenziamento dei
servizi territoriali riesce a ridurre il ricorso ad
ospedalizzazioni riabilitative, assai costose per le casse
regionali, e, comunque, spesso inutili in quanto inappropriate per
il quadro clinico del paziente;
proprio per fare fronte al crescente fabbisogno dell'utenza l'ASP
di Messina, nel 2007, ha indetto un concorso per assumere a tempo
indeterminato otto dirigenti medici fisiatri, la cui graduatoria
degli 8 vincitori è stata esitata nel dicembre 2007 con delibera n.
3969 del 28 dicembre 2007;
orbene, ad oggi, nessuno dei vincitori di concorso è stato
assunto; ai dirigenti di cui sopra è stato proposto un contratto
(quinquennale non rinnovabile) di incarico a termine (delibere 1461
del 18/04/08; 3021 del 11/09/08; 3860 del 10/11/08) senza nessuna
garanzia di stabilizzazione anche in vista dell'approssimarsi della
scadenza della graduatoria (28 dicembre 2010);
proprio in evidente contraddizione con quanto sintetizzato in
premessa (la decantata priorità nazionale e regionale nel risolvere
al più presto l'emergenza riabilitazione), l'ASP di Messina ha
recentemente provveduto ad assumere a tempo indeterminato numerosi
dirigenti medici già vincitori di concorso, ma nessun fisiatra: tra
essi anche 5 ginecologi vincitori di concorso (vedi delibera ASP
Messina n. 493 del 9 febbraio 2010), nel contesto di altre
assunzioni (radiologi ed anestesisti), motivate con
l'argomentazione che trattasi di figure professionali di cui l'ASP
è carente e 'tutte' ricadenti nell'aria prioritaria della medicina
dell'emergenza;
in questa sede si rileva il singolare fatto che anche i ginecologi
sono stati ricondotti all'area medica della gestione
dell'emergenza, considerando l'assunzione di queste figure
professionali, per motivi di carenza in organico, prioritaria
rispetto a quella dei fisiatri, che sono oggettivamente assai
carenti all'ASP di Messina;
da non sottovalutare, da ultimo, il rischio che il perdurante
quadro d'incertezza e precarietà possa indurre più di uno di questi
professionisti vincitori di concorso a rivolgersi a strutture
private in cerca di una assunzione che, di fatto, priverebbe la
sanità pubblica di risorse umane difficili da reperire, creando
ancor di più una situazione di svantaggio della sanità pubblica
rispetto al privato erogatore dei medesimi servizi;
considerata la lodevole iniziativa dell'assessore Russo che, con
recente circolare alle aziende sanitarie, ha imposto massima
trasparenza nei concorsi pubblici, dei quali deve essere data
massima pubblicità nei siti istituzionali;
considerato, inoltre, che:
a novembre deve essere approvato il nuovo piano sanitario;
da notizie di stampa, l'Assessore per la salute, con riferimento
ai primari, intende 'eliminare situazioni di incertezza e
precariato, velocizzare i tempi per la normalizzazione del sistema
sanitario', nobili principi che ben si addicono alla vicende del
concorso pubblico di dirigente medico di medicina fisica e
riabilitazione;
per sapere:
se l'ASP di Messina intenda fare nuova richiesta all'Assessorato
Salute per altre assunzioni di dirigenti medici (a copertura del
turn over);
se si intendano richiedere gli otto fisiatri vincitori di concorso
o assumere, come già avvenuto, altre figure professionali non
rientranti nell'area dell'emergenza;
se non ritengano, quindi, di intervenire presso l'ASP di Messina
affinché, nel rispetto del principio di 'velocizzare i tempi per la
normalizzazione del sistema sanitario', si proceda alla definitiva
assunzione degli otto vincitori di concorso pubblico, con
'l'obiettivo di eliminare situazioni di incertezza e precariato'
nell'interesse superiore di tutti coloro che necessitano di cure
riabilitative;
in caso contrario, per sapere come, alla scadenza dei contratti a
tempo determinato, l'ASP intenda garantire il servizio svolto in
atto dai fisiatri e se la loro mancata assunzione, a causa dei
ritardi nelle diagnosi e negli accertamenti, non dirotterebbe
inevitabilmente il paziente bisognoso di terapie verso strutture
private». (1373)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il I istituto di istruzione secondaria superiore 'Platone' di
Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, ha ottenuto
l'autorizzazione a istituite quattro indirizzi di istruzione
scolastica: liceo classico, liceo linguistico, liceo delle scienze
umane e liceo artistico;
l'istituto de quo è situato a Palazzolo Acreide, paese con quasi
10.000 abitanti in provincia di Siracusa, su cui gravitano anche
gli alunni dei comuni limitrofi, come Canicattini, Buccheri,
Buscemi, Ferla, Cassaro, che, per le loro dimensioni e il loro
numero di abitanti, non hanno le possibilità di avere alcun
istituto di istruzione secondaria superiore;
considerato che:
per l'anno scolastico 2010/2011 sono pervenute numerose e
significative iscrizioni alle prime classi dei vari indirizzi
dell'istituto: 91 alunni, tra cui uno diversamente abile;
la presenza di quattro indirizzi di istruzione ha, fino ad oggi,
garantito agli alunni che frequentano l'istituto di poter scegliere
liberamente l'indirizzo che meglio si sposa con le loro
inclinazioni culturali e professionali;
visto che:
ad oggi, non è ancora stata autorizzata la prima classe relativa
all'indirizzo artistico, nonostante l'iscrizione di 18 alunni, di
cui uno diversamente abile, e l'unicità del corso in tutta la zona
montana della provincia di Siracusa;
allo stato attuale, non è stata autorizzata neanche la prima
classe, in un primo momento riconosciuta, con conseguente
soppressione della sezione del liceo delle scienze umane;
l'assegnazione di sole tre classi all'istituto 'Platone', per
l'anno scolastico 2010/2011, oltre a comportare la soppressione
della prima classe del liceo artistico e della prima del liceo
delle scienze umane, produce un incremento dell'evasione
dell'obbligo scolastico, la cancellazione degli iscritti
dall'anagrafe alunni e comprensibili problemi nell'attribuzione dei
posti riservati al personale docente e a quello ATA;
la mancata attivazione delle classi di cui sopra comporterà un
inevitabile trasferimento degli alunni verso la città più vicina,
con notevoli disagi per le famiglie e per gli alunni stessi, oltre
a comportare un aggravio di spese per il comune e la Regione
siciliana, obbligati a partecipare alle spese di trasferta
affrontate dalle famiglie per permettere ai propri figli di
raggiungere la scuola più vicina;
per sapere:
quale criterio sia stato adoperato per l'assegnazione delle classi
e se, in considerazione dell'ampio territorio che l'istituto si
trova costretto ad abbracciare, non si ritenga necessario
autorizzare nell'istituto 'Platone' un numero pari a 5 prime classi
per l'anno scolastico 2010/2011, al fine di garantire un diritto
alla studio equo e commisurato alle aspettative di ogni singolo
studente e soddisfare le richieste di iscrizione al primo anno ad
oggi pervenute;
se con la mancata autorizzazione della prima classe del liceo
artistico e della prima classe del liceo delle scienze umane non si
neghi agli studenti il legittimo diritto di scegliere indirizzi di
studio consoni alle loro attitudini, e al contempo sopprimere un
corso in grado di offrire competenze per l'inserimento immediato
dei giovani nel mondo del lavoro, così come dimostrato negli ultimi
anni». (1375)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'Assessore regionale per l'Economia ha annunciato, per i primi
del mese di settembre, la proposta di una manovra correttiva
finanziaria e di bilancio;
tale proposta è il risultato di un bilancio e di una finanziaria
approvati unicamente sulla base di false entrate o, verosimilmente,
sulla base di fondi di incerta natura, quali i fondi FAS a
copertura di spese ed uscite;
considerato che nell'attuale gravità della situazione economica in
cui versa attualmente la Regione l'ipotesi di una manovra
finanziaria aggiuntiva crea un ulteriore aggravamento per le casse
regionali con grave nocumento per i siciliani;
ritenuto che:
le conseguenze di una manovra economica producono effetti
pregiudizievoli per i siciliani;
tale situazione può esporre la Regione ad un grave dissesto
finanziario con conseguenze anche per gli enti locali che, a causa
delle grosse difficoltà finanziarie, rischiano lo sforamento del
patto di stabilità;
per sapere:
quali provvedimenti o atti abbiano o intendano adottare per
evitare il dissesto economico-finanziario della Regione e la
perdita di fondi comunitari;
i motivi e le cause che inducano l'Assessore per l'economia ad una
manovra finanziaria e di bilancio». (1356)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
il Presidente della Regione ha annunciato la possibilità della
costituzione di un polo bancario siciliano;
tale annuncio appare inopportuno in considerazione delle
condizioni economiche e finanziarie in cui versa la Regione e,
conseguentemente, tutti gli enti locali siciliani;
considerato che la costituzione di un polo bancario rappresenta
un'operazione ad alto rischio per la Regione in quanto l'ente
verrebbe esposto a ingenti danni economici con ripercussioni per le
casse regionali;
ritenuto che l'eventuale costituzione di un polo bancario con la
partecipazione della Regione assume rilevanza per la stessa;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato in merito alla costituzione
del polo bancario siciliano;
le risorse con le quali intendano realizzare il predetto progetto
e quali conseguenze subirà la Regione in caso di esito negativo
dell'operazione». (1364)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
CAPUTO
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
nella città e nella provincia di Catania la caccia è uno sport che
interessa migliaia di appassionati e le varie associazioni vengono
continuamente sollecitate dai molti aspiranti cacciatori che
protestano vivamente poiché ingiustamente lesi nelle loro
sacrosante aspettative di effettuare l'esame per l'abilitazione
all'esercizio venatorio;
l'ultima graduatoria degli aspiranti cacciatori risale al 2008 e
che, dai dati della federazione siciliana della caccia, risultano
ancora 280 domande da verificare relative all'anno 2008, circa 300
domande relative all'anno 2009 e, per l'anno in corso, insistono
centinaia di richieste, situazione che non sussiste in nessun'altra
regione italiana;
considerato che:
esiste un regolamento apposito che disciplina la materia e non si
capiscono i motivi per i quali vi siano tutti questi scandalosi e
ingiustificati ritardi;
la stagione venatoria 2010/2011, che dovrebbe iniziare il prossimo
1 settembre, potrebbe ritardare o addirittura saltare a causa della
sospensione da parte del TAR del calendario venatorio;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga risolto il
problema esposto in premessa;
se non ritengano di dover avviare una procedura ispettiva al fine
di accertare i motivi del ritardo e le eventuali responsabilità per
adottare i successivi provvedimenti consequenziali;
se non intendano pianificare per tempo e programmare nel miglior
modo possibile il calendario d'esami per l'abilitazione alla
caccia, migliorare e rimpinguare la commissione esaminatrice
affinché vengano evase le pratiche arretrate nel minor tempo
possibile e venga stilato per tempo il calendario venatorio
2011/2012, per evitare disagi e inutili aspettative ai cacciatori
della città e provincia di Catania che pagano regolarmente la quota
associativa». (1348)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che il comune di Mussomeli, insieme con tutti i sindaci
della provincia nissena, ha richiesto la sostituzione
dell'elicottero modello A 109 Power, in uso al servizio 118
dell'ASP di Caltanissetta, come da nota protocollata con n. 16772
risalente al 6 agosto 2010;
considerato che:
l'ospedale S. Elia di Caltanissetta, per la sua posizione di
centralità nella provincia nissena, possiede uno dei cinque
elicotteri utilizzati dal servizio 118 in Sicilia e che di tale
servizio usufruiscono anche le limitrofe province di Enna e
Agrigento;
l'ospedale S. Elia risulta, alla data odierna, mancante del
reparto di emodinamica e che la contestuale fase di
ristrutturazione rende indispensabile il servizio di elisoccorso;
tra tutti i cinque velivoli in dotazione al servizio 118 siciliano
solo quello destinato all'ASP di Caltanissetta non possiede le
caratteristiche tecniche per il normale svolgimento del servizio in
qualsiasi condizione atmosferica;
più volte, durante il periodo estivo, l'elicottero in dotazione
all'ASP nissena (modello A 109 Power) non si è potuto erigere in
volo a causa delle alte temperature, con inevitabili rischi per i
pazienti;
per sapere se siano consapevoli dello stato di disagio finora
descritto, se le motivazioni tecniche che stanno alla base dei
mancati decolli siano state verificate e risultate fondate e se e
quali provvedimenti intendano assumere per risolvere tale
mancanza». (1353)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
TORREGROSSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
recentemente alcuni amministratori degli enti locali sono stati
vittime di episodi criminosi di intimidazioni e danneggiamento;
diversi atti intimidatori, infatti, hanno colpito, distintamente,
il sindaco di Altofonte (PA), Vincenzo Di Girolamo, ed il
consigliere comunale di Borgetto (PA), Giuseppe Barbato;
tali episodi non sono rimasti casi isolati ma sono stati reiterati
con gravi minacce e danneggiamenti. Diversi, infatti, sono stati
gli atti di intimidazioni rivolti agli amministratori;
considerato che:
si tratta di atti destinati ai danni di amministratori di comuni
che ricadono all'interno di un vasto territorio tristemente
condizionato dalla presenza della criminalità organizzata;
tali accadimenti sono da considerarsi gravi e preoccupanti e non
devono essere sottovalutati, atteso che sono stati indirizzati a
chi riveste la qualità di primo cittadino, come nel caso del
sindaco di Altofonte - Vincenzo Di Girolamo - e a chi ricopre
cariche elettive, come nel caso di Giuseppe Barbato, consigliere
comunale di Borgetto;
ritenuto che tali gravi accadimenti dimostrano che la criminalità
organizzata intende colpire le istituzioni e che pertanto i fatti
accaduti, oltre ad essere valutati nelle opportune sedi
investigative e giudiziarie, devono anche essere attenzionate dalla
politica;
per sapere quali atti o provvedimenti abbiano adottato o intendano
adottare per iniziative di sostegno degli amministratori locali che
subiscono atti di intimidazione». (1355)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
le nomine di alcuni dirigenti e direttori effettuati dal Governo
sono in attesa della regolarizzazione in quanto non sono stati
ancora sottoscritti i relativi contratti;
tale situazione ha determinato la paralisi degli uffici con grave
nocumento per la Regione e per i cittadini, i quali si vedono
costretti a subire le conseguenze negative di una mancanza di
programmazione politica, finanziaria ed economica;
considerato che:
gli uffici della Regione, attualmente, sono privi di una struttura
burocratica in grado di offrire efficienti ed adeguati servizi
amministrativi;
l'impossibilità di sottoscrivere atti da parte dei direttori o
dirigenti preposti impedisce il normale svolgimento delle attività
gestionali e contribuisce a creare le condizioni per la perdita dei
fondi comunitari;
ritenuto che tale situazione espone gli uffici ad una grave ed
ingiustificata paralisi amministrativa, determinando un danno ai
siciliani non solo in termini di efficienza dei servizi pubblici ma
anche in termini di misure a sostegno dello sviluppo economico ed
occupazionale dell'Isola;
per sapere quali atti e provvedimenti abbiano adottato o intendano
adottare per evitare la paralisi amministrativa degli uffici
regionali e la perdita dei fondi comunitari». (1359)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
attualmente il numero dei beni confiscati ed assegnati ai comuni è
pari a 461 immobili suddivisi in aziende, fondi e immobili;
quasi tutti i predetti beni si trovano in totale stato di
abbandono per l'impossibilità degli enti locali che, in assenza di
adeguate risorse finanziarie, non hanno capacità economiche per
intervenire con opere di ristrutturazione;
considerato che tale situazione rende vano e privo di efficacia
qualsiasi intervento, investigativo e giudiziario, di sottrazione
dei beni alla criminalità proprio perché, una volta assegnati agli
enti locali, diventa impossibile la loro utilizzazione perché
inagibili e in totale stato di abbandono o in condizioni di
vetustà;
ritenuto che:
è necessario recuperare l'immenso patrimonio immobiliare sottratto
alla mafia e consentirne il pieno utilizzo per fini sociali;
le risorse finanziarie, in caso di inadeguatezza di quelle della
Regione, possono essere reperite dai trasferimenti dei fondi FAS ai
comuni;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per il recupero del
patrimonio immobiliare sottratto alla criminalità organizzata ed
evitarne lo stato di abbandono;
quali provvedimenti abbiano adottato per chiedere al Ministro
dell'economia e finanze di destinare parte dei fondi FAS ai comuni
per il recupero del patrimonio sequestrato e confiscato alla
mafia». (1362)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la Regione ha previsto il trasferimento del reparto di
cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Civico di Palermo a
Taormina (ME);
tale decisione appare in totale violazione del diritto alla salute
dei cittadini, ed in particolare del diritto alla salute dei
bambini;
considerato che:
il capoluogo siciliano verrebbe privato di un'importante struttura
ospedaliera che pone gli utenti e, quindi, i bambini ad altissimo
rischio di pericolo di vita;
le strutture di pronto intervento potrebbero non essere
sufficienti a sopperire alle emergenze per determinate patologie o
per determinate condizioni di salute del minore;
ritenuto che:
il reparto di cardiochirurgia pediatrica di Palermo non deve
essere trasferito;
ogni altra diversa decisione può compromettere o recare
pregiudizio alla salute dei minori.
per sapere:
quali motivazioni abbiano indotto il Governo della Regione al
trasferimento del reparto di cardiochirurgia pediatrico di Palermo;
quali provvedimenti intendano adottare per garantire la tutela del
diritto alla salute dei minori affetti da patologie che necessitano
di servizi di cardiochirurgia pediatrica». (1366)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
secondo quanto è stato denunciato da numerosi residenti nel comune
di Noto (SR) insieme al circolo Legambiente di Noto ed al comitato
'Paesaggio è Futuro' di Noto, in diversi esposti, rispettivamente
inviati in data 15 giugno 2009, 21 luglio 2010 e 2 agosto 2010 alla
Procura della Repubblica presso il tribunale di Siracusa, nonché
all'Assessorato regionale Beni culturali, all'Assessorato regionale
Territorio, alla sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa, al
Genio civile di Siracusa, al comune di Noto e ad altri enti, due
agenzie immobiliari maltesi, la Land Overseas e la Go Sicily
Properties, in collaborazione con lo studio dell'ingegnere G.B.
Palma di Ragusa, hanno pubblicizzato a mezzo di opuscoli la vendita
in territorio di Noto, c.da Busulmone, di 28 villini residenziali
di nuova edificazione da realizzarsi all'interno di un unico
appezzamento di terreno da suddividersi in corrispondenti 28 lotti
all'interno di un unico complesso edilizio denominato 'Borgo
Lucia';
la lottizzazione di cui sopra non risulta approvata né, secondo
quanto affermerebbe il comune di Noto, oggetto di istanza di
approvazione e l'area interessata dall'insediamento è soggetta a
destinazione agricola classificata 'E' nel vigente piano regolatore
generale;
nei summenzionati esposti si afferma che le agenzie immobiliari
avrebbero venduto 20 dei 28 lotti previsti e si documentano
fotograficamente lavori di movimento terra, abusivamente
realizzati, che hanno causato:
a) il tracciamento di nuove strade interpoderali carrabili,
finalizzate alla lottizzazione dell'area;
b) la distruzione di una cappella rupestre bizantina, constatata
dai tecnici della sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa, su
segnalazione di un residente della zona;
c) l'alterazione della strada comunale che attraversa il fondo in
oggetto, manomettendo gli alvei dei corpi idrici ivi presenti;
considerato che:
l'area oggetto della lottizzazione abusiva è intensamente
interessata da vigneti, mandorli e soprattutto ulivi e carrubbi
plurisecolari, nonché zona vocata dop 'Monti Iblei' - sottozona
'val Tellaro' e doc 'Eloro e Noto';
quanto in oggetto configura azioni di palese e grave illegittimità
ai danni del paesaggio netino e del sistema naturale dei luoghi;
per sapere quali iniziative abbiano o intendano attuare per
impedire il prosieguo delle violazioni di legge qui esposte e per
assicurare la tutela dei luoghi in oggetto.
DE BENEDICTIS
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 14 maggio 2009 è stato sottoscritto dal Governo regionale
un accordo che concedeva un preciso numero di ore agli operai
forestali;
detti operai da diverse settimane vivono una situazione di disagio
per il mancato rispetto dei termini di quell'accordo, accompagnato
da ritardi nell'erogazione delle spettanze dovute;
per conoscere se non ritenga di dare immediata soluzione alla
problematica, nel rispetto degli accordi stipulati, del lavoro e
della dignità degli operai forestali». (96)
GUCCIARDI
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 212 «Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla vicenda dell'Ente Fiera del Mediterraneo di
Palermo», degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone e
Vinciullo;
numero 213 «Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla vicenda del bene 'Verbumcaudo' di Polizzi Generosa
(PA), confiscato alla criminalità mafiosa», degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Buzzanca, Vinciullo e Falcone;
numero 214 «Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla gestione e sull'utilizzo di 400 milioni di euro del
POR 2000-2006, a rischio di restituzione», degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Buzzanca, Vinciullo e Falcone, presentate il 7 settembre
2010.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
L'Ente Fiera del Mediterraneo di Palermo ad oggi è stato
interessato da continue nomine di commissari;
tale situazione ha determinato di fatto l'inattività di un polo
fieristico che si limita esclusivamente alla retribuzione dei
dipendenti;
considerato che:
L'Ente Fiera rappresentava un importante polo fieristico non solo
per la città di Palermo, ma anche per il Meridione d'Italia;
il Governo avrebbe dovuto sostenere l'attività dell'Ente in modo
da realizzare uno dei più importanti poli fieristici d'Italia e
consentire la realizzazione di un valido strumento di rilancio del
commercio e dell'economia della Regione siciliana;
la nomina, ogni sei mesi, di nuovi commissari non contribuisce
allo sviluppo dell'Ente ma semplicemente alla sua estinzione,
atteso che l'Ente oggi si limita a pagare le retribuzioni ai
dipendenti che di fatto non hanno mansioni o funzioni da svolgere;
tale situazione crea un gravissimo danno alla Regione siciliana;
la vicenda evidenzia una carenza di controlli amministrativi,
gestionali e finanziari;
ritenuto che sull'intera vicenda occorre acquisire ogni notizia ed
informazione necessaria al fine di fare chiarezza sui mancati
controlli amministrativi, gestionali e finanziari e se vi sia una
responsabilità obiettiva dei soggetti preposti dell'Amministrazione
regionale,
impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'Assemblea, una commissione parlamentare di indagine
sulla vicenda dell'inattività dell'Ente Fiera del Mediterraneo di
Palermo garantendo la presenza di almeno un deputato per ciascun
Gruppo parlamentare costituito.
La commissione accerterà le cause di eventuali sperperi, omissione
dei controlli amministrativi, gestionali e finanziari ed eventuali
responsabilità politiche degli organi preposti al controllo
dell'Ente.
L'indagine dovrà assumere tutti gli elementi utili al fine di:
1) verificare l'entità delle risorse economiche che sono state
impiegate dalla Regione per il mantenimento dell'Ente;
2) valutare eventuali responsabilità oggettive dei soggetti o
degli organi preposti;
3) valutare eventuali inefficienze e sprechi a partire dalle
modalità del sistema delle procedure di acquisto di prodotti o
merci;
4) valutare e verificare in che modo il personale dipendente abbia
potuto esercitare le proprie funzioni nonostante la non attività
dell'Ente». (212)
CAPUTO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il complesso dei beni ex 'Feudo Verbumcaudo', confiscato al boss
di 'cosa nostra' Michele Greco ed assegnato al Comune di Polizzi
Generosa (PA), è oggetto di questioni di rilevante gravità, atteso
che ai danni di esponenti politici e del responsabile della CGIL
della zona delle Petralie sono stati compiuti gravissimi atti di
intimidazione e minacce;
numerose sono state le iniziative intraprese per l'assegnazione
del bene ed il suo utilizzo per scopi sociali;
il bene in questione, infatti, è stato oggetto di singolari
vicissitudini: già nel 2008 veniva assegnato al Comune di Polizzi
Generosa che lo conferiva alla cooperativa Placido Rizzotto per
l'avvio di un progetto di lavoro e di sviluppo economico del
territorio; iniziativa mai realizzata a causa dell'abbandono da
parte della cooperativa;
la situazione del complesso aziendale confiscato al boss Michele
Greco è resa ancora più complicata dal fatto che il bene risulta
ipotecato dal Banco di Sicilia quale creditore dello stesso Greco.
L'immobile, quindi, è stato messo in vendita ma senza alcun esito
in quanto l'asta risulta ancora bloccata;
considerato che la vicenda inerente all'assegnazione del bene in
questione necessita di opportuni chiarimenti, anche a seguito dei
gravissimi e reiterati atti di intimidazione e minacce compiuti
contro Vincenzo Liarda ed altri esponenti politici;
ritenuto, infine, che sull'intera vicenda occorra acquisire ogni
notizia ed informazione necessaria al fine di fare chiarezza
sull'ipoteca che grava sul bene, poiché in tal modo non può essere
garantito il pieno utilizzo del bene confiscato alla mafia,
impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'Assemblea, una commissione parlamentare di indagine
sulla vicenda del bene ex 'Feudo Verbumcaudo' di Polizzi Generosa,
confiscato al boss della mafia Michele Greco, garantendo la
presenza di almeno un deputato per ciascun Gruppo parlamentare
costituito». (213)
CAPUTO-BUZZANCA-POGLIESE-VINCIULLO-FALCONE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Governo della Regione ha preannunciato il pericolo
della restituzione di 400 milioni di euro del POR 2000/2006 se
entro il prossimo 30 settembre non si procederà alla relativa
rendicontazione;
considerato che:
si tratta di un fatto molto grave, atteso che la Regione sta
attraversando un periodo di crisi economica ed occupazionale che ha
visto la chiusura di industrie ed aziende storiche ed il
licenziamento e la messa in cassa integrazione per migliaia di
lavoratori;
i fondi comunitari rappresentano, soprattutto alla luce della
riduzione delle risorse nazionali e regionali, ingenti risorse
economiche e finanziarie per la realizzazione di progetti di
sviluppo e di sostegno economico ed occupazionale;
gli stessi fondi costituiscono un importante strumento per le
attività produttive dell'Isola;
la loro perdita si tradurrebbe in perdita di ingenti risorse
finanziarie necessarie anche per potenziare gli investimenti e
rendere più competitive le realtà economiche del territorio;
ritenuto che sul punto occorre accertare le motivazioni e le
responsabilità di carattere amministrativo e politico sulla
gestione e sull'utilizzo dei fondi comunitari 2000/2006 e
2007/2013,
impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a costituire, ai sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'Assemblea, una commissione parlamentare di indagine
sulla gestione e sull'utilizzo dei fondi comunitari del POR
2000/2006 e 2007/2013, garantendo la presenza di almeno un deputato
per ciascun Gruppo parlamentare costituito». (214)
CAPUTO-POGLIESE-BUZZANCA-VINCIULLO-FALCONE
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di decadenza di atti e di seggio in Commissione
resosi vacante
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della scomparsa dell'onorevole
Salvatore Cintola, decade l'interrogazione n. 1133, presentata
dallo stesso parlamentare.
Ne decade, altresì, la firma dalla mozione n. 173 e dalla
interrogazione n. 967.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, inoltre, che a seguito della scomparsa dell'onorevole
Cintola, risulta vacante il seggio da lui ricoperto in IV
Commissione legislativa permanente Ambiente e territorio'. Alla
relativa sostituzione si provvederà a termini di Regolamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 6 agosto 2010,
(protocollata al n. 6861/AulaPG di pari data), l'onorevole Falcone
ha chiesto di apporre la firma alla mozione n. 210 Chiarimenti ed
iniziative riguardo alla situazione del Consorzio autostrade
siciliane', presentata dall'onorevole Mancuso ed altri in data 20
luglio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione pervenuta da parte del Vicepresidente della Regione
e assessore per l'economia onorevole Cimino
PRESIDENTE. Do lettura della nota prot. n. 4538 del 13 settembre
2010, pervenuta in data odierna da parte del Vicepresidente della
Regione e assessore per l'economia, onorevole Cimino:
Egregio Presidente, con riferimento alla seduta fissata per
martedì 14 settembre p.v., sono spiacente di dover comunicare che a
causa di indifferibili impegni istituzionali per i quali devo
recarmi a Roma al Ministero dell'Economia e delle Finanze per
questioni inerenti le problematiche relative ai fondi PAR FAS, non
mi sarà possibile partecipare ai lavori d'Aula.
d'ordine dell'Assessore
Il Capo di Gabinetto
(dr. Salvatore Sammartano)
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 14 settembre 2010, sotto la presidenza
del Presidente dell'Assemblea, onorevole Cascio, presenti il
Vicepresidente vicario, onorevole Formica, e il Vicepresidente,
onorevole Oddo, con la partecipazione del Presidente della Regione,
onorevole Lombardo, e dell'Assessore per il Territorio, onorevole
Di Mauro, ha stabilito all'unanimità la seguente agenda dei lavori
per la presente e per la prossima settimana.
L'Aula terrà seduta da martedì 21 per Comunicazioni del
Presidente della Regione sulla nuova composizione del Governo
regionale , per la discussione della mozione n. 210 Chiarimenti ed
iniziative riguardo al Consorzio autostrade siciliane e per lo
svolgimento della discussione sulle comunicazioni del Governo sulla
situazione della finanza regionale considerati anche gli effetti
della manovra economica nazionale.
Le Commissioni legislative permanenti, nell'ambito delle
rispettive competenze, daranno priorità all'esame dei seguenti
disegni di legge:
nn. 520-114/A Disposizioni per la trasparenza, la
semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale , già rinviato in
Commissione;
n. 447 Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008 ;
n. 595 Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2009 ;
n. 594 Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2010 ;
n. 583 Armonizzazione di norme di contabilità regionale al ciclo
di programmazione finanziaria e di bilancio nazionale ;
n. 605 Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive ;
n. 545 Semplificazioni dell'ordinamento dei beni culturali e del
paesaggio ;
n. 403 Interventi per il mercato del lavoro .
L'Assemblea ne prende atto.
e formazione professionale
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale .
Si procede con l'interrogazione numero 254 Misure per assicurare
le condizioni di sicurezza negli edifici e negli impianti
scolastici nella nostra regione , dell'onorevole Panepinto. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che il recente
drammatico episodio di Rivoli, in provincia di Torino, dove un
giovane studente è morto e un altro è in coma per il crollo di un
controsoffitto della locale scuola, ha richiamato l'attenzione
sullo stato di vetustà e precarietà degli edifici scolastici del
Paese;
richiamata l'attenzione sulle numerose segnalazioni,
intensificatesi proprio a seguito della triste vicenda di Rivoli,
di casi di crolli d'intonaci, di controsoffittature, di impianti
non a norma delle scuole siciliane;
ricordato che, nonostante la mancata attuazione del dettato, lo
Statuto attribuisce compiti primari alla Regione in materia di
scuola;
per sapere se sia stato fatto un aggiornamento dello stato di
sicurezza degli edifici scolastici siciliani, quali misure intenda
adottare e quali risorse intenda mettere a disposizione per
assicurare la rapida realizzazione delle condizioni di sicurezza
negli edifici e negli impianti scolastici della nostra Regione».
(254)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, vorrei porre una questione
preliminare. Molte di queste interrogazioni sono state formulate
nel 2009, quindi relativamente in parte superate dal sopraggiungere
degli eventi. Ovviamente, sono pronto a fornire la relativa
risposta, però in alcuni casi si tratta di manifestare elementi di
conoscenza che sono, in qualche modo, superati.
Se questa mia osservazione ha un senso, io proporrei, nei limiti
in cui i presentatori lo accettino, di non dare corso alle
interrogazioni presentate nel 2009 e di fornire risposta scritta.
Se, al contrario, si preferisce procedere ad una discussione, io
sono pronto a svolgerla.
PRESIDENTE. Grazie, signor assessore, per la verità questa
interrogazione è del novembre del 2008. Purtroppo, è consuetudine
di questo Parlamento discutere di interrogazioni, interpellanze e
mozioni a distanza di anni, ma ritrovo assolutamente pertinente il
suo intervento.
Per cui, se l'onorevole Panepinto non ha nulla in contrario,
chiederei all'Assessore di rispondere per iscritto. Sempreché
l'onorevole Panepinto sia d'accordo; è necessario che ci sia il
suo avallo.
Molto spesso le interrogazioni vengono presentate in un certo
momento e quando vengono discusse il momento è abbondantemente
superato.
Questa è una cosa che quest'Aula ha già conosciuto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei
apparire assolutamente scortese nei confronti dell'assessore
Centorrino; però se, al di là della rubrica di oggi, introduciamo
questo metodo, le poche attività che ci sono consentite dal clima
politico-parlamentare e cioè quelle di carattere ispettivo,
conviene che lei, signor Presidente, non convochi più le sedute in
cui è previsto lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni
e iniziamo rapporti di carattere epistolare con gli assessori.
Per esempio, l'interrogazione numero 254 è stata presentata quasi
due anni fa, ma è un'interrogazione tuttora sentita dagli studenti
perché pone un problema: c'è un bando emanato dall'Assessorato per
l'istruzione che prevedeva interventi dello Stato, dei Comuni e
della Regione per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Per un fatto di cortesia può anche rispondermi per iscritto,
signor assessore, però il tema è: questi fondi che dovevano
arrivare dallo Stato, queste graduatorie pubblicate in Gazzetta
Ufficiale, fanno parte del grandissimo balletto di questi ultimi
mesi dove tutto è falso o farsa? Mi può anche rispondere per
iscritto perché non vorrei apparire scortese. Però al Presidente
dell'Assemblea, conoscendo la sua sensibilità, vorrei chiedere se
dobbiamo limitare questa parte delle nostre attività. Se mi
consente la battuta, potremmo fare tutto on line , rimaniamo a
casa e risparmiamo la spesa della luce.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, dovremmo invece cercare di
discutere, quanto più possibile in tempo, le interrogazioni
rispetto alla loro data di presentazione. Per la verità, in alcune
rubriche ci siamo anche riusciti. Ciò dipende dalla sensibilità
degli assessori, come lei saprà.
L'assessore Centorrino è in carica da poco tempo per cui non può
farsi carico di interrogazioni presentate ancor prima che venisse
nominato assessore.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione numero 254.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema
che solleva l'onorevole Panepinto è un problema di attualità, anche
se l'interrogazione è stata presentata nel 2008. Quindi, io prego
l'onorevole Panepinto di esimermi dalla ripetizione dei numeri
relativi ad anni precedenti.
La graduatoria cui lei si riferisce è stata messa in atto, è stata
finanziata e sta seguendo il suo normale iter. Allo stato attuale,
che è quello che più interessa, di fronte ad un'evidenza del
problema drammatico - problema che si complica ulteriormente con
gli effetti dei tagli connessi alla riforma Gelmini, che
implicheranno un utilizzo delle aule con un numero di studenti che
non sempre potrà rispettare lo standard di due metri quadri a
studente e tutte le problematiche connesse - purtroppo, di fronte a
questo problema, noi abbiamo soltanto l'annunzio da parte del
sottosegretario Mantovani, sottosegretario del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, di un programma straordinario di
interventi urgenti finalizzato alla prevenzione e alla riduzione
del rischio.
Questo programma si pone l'obiettivo di rimuovere all'incirca
millesettecento situazioni di rischio che sono state verificate da
una squadra di tecnici nel 2009; si stanno presentando i progetti e
si attende che il Ministero delle infrastrutture dia luogo ad un
esame di questi progetti.
La Regione ha ricevuto dei progetti da parte dei comuni che erano
stati sensibilizzati e li ha trasmessi al Ministero delle
infrastrutture.
Ovviamente, capisco che questa non è una risposta sufficiente al
bisogno, ma negli anni precedenti la Regione ha speso fino al 2008:
nel 2010 si sta aspettando l'esecuzione di questo programma che ci
era stato promesso dal sottosegretario Mantovani.
In ogni caso - ho dimenticato all'inizio di salutare l'Assemblea -
sarà mia premura informare l'Assemblea non appena la graduatoria
relativa a questo piano sarà formata, in maniera che ognuno abbia
contezza dell'impiego delle risorse e delle situazioni che sono
state considerate più a rischio di altre. Chiederò, poi, col
permesso del Presidente, alla V Commissione, che è la mia
commissione di appartenenza, di verificare questo programma.
Per il resto, onorevole Panepinto, sono a sua disposizione per
darle i dati precedenti, ma purtroppo sono dati ormai scaduti.
Io le chiedo scusa se ho introdotto questa considerazione, non
voleva essere assolutamente limitativa di una discussione, perché
abbiamo esaminato tutto; voleva essere soltanto realisticamente una
constatazione ed anche un invito a me stesso per primo a rispondere
sollecitamente a tutte le interrogazioni presentate.
PRESIDENTE. Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 363
Piano di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche nel
comune di Catania , dell'onorevole Pogliese, si intende trasformata
in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 700 Revoca
dello sfratto all'Istituto statale d'arte di Catania dall'ex
collegio dei Gesuiti , dell'onorevole Pogliese, si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, io fornirò la risposta scritta,
però il problema che l'onorevole Pogliese pone nell'interrogazione
a sua firma - se vuole ne discuteremo insieme - è un problema che
bisognerebbe porre all'Assessorato dei beni culturali, perché il
bene a cui fa cenno rientra nella competenza dell'Assessorato dei
beni culturali.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 781 Iniziative a
tutela delle scuole primarie paritarie operanti in Sicilia , a
firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
nell'anno scolastico 2008-2009 in Sicilia, numerose scuole
primarie paritarie non hanno inoltrato la regolare domanda al fine
di stipulare la nuova convenzione con l'Assessorato regionale Beni
culturali e ambientali e per la pubblica istruzione;
tale impedimento è stato determinato, senza ombra di dubbio, dalle
innovazioni introdotte, sicuramente indispensabili necessarie, che
non hanno avuto la dovuta pubblicità, al fine di far partecipare
tutti alla stipula della convenzione;
preso atto che:
nell'anno solare in corso sono stati riaperti i termini de quibus
e, nonostante ciò, alcuni istituti, ignari di quanto emanato dalla
pubblica amministrazione, non sono riusciti comunque ad attivare le
procedure per poter accedere a tale convenzione;
ancora una volta l'iter burocratico previsto dall'Assessorato Beni
culturali è risultato di difficile comprensione ed applicazione;
per sapere se non ritengano utile e necessario riaprire i termini
di cui sopra e comunicarlo per iscritto a tutti gli istituti
paritari che gestiscono scuole primarie, per consentire loro di
poter esercitare la possibilità di stipulare la convenzione, così
come hanno fatto le altre scuole primarie, e scongiurare, di
conseguenza, il licenziamento di centinaia di insegnanti». (781)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
all'onorevole Vinciullo ed anche ad altri parlamentari che si sono
interessati a questo problema che il Governo dovrebbe dare una
risposta sulla base di uno schema di delibera che abbiamo fornito
alla Giunta.
Riassumo brevemente il problema. Il problema nasce dal fatto che
una serie di scuole paritarie è stata ammessa ad un finanziamento
sulla base di un termine che non tutti hanno osservato.
Le scuole paritarie escluse da questo finanziamento hanno chiesto
di essere riconsiderate e, poiché questo implica una variazione di
spesa, io proporrò alla Giunta - sono pervenute parecchie
sollecitazioni, innanzitutto dall'onorevole Vinciullo ma anche da
altri deputati - affinché nell'assestamento di bilancio venga
considerata questa cifra, che non è una cifra particolarmente
significativa e che, probabilmente, si potrebbe individuare anche
nella non utilizzazione completa dei fondi destinati alle scuole
paritarie esistenti.
Mi dispiace che non siano presenti i deputati che avevano
sollecitato in tal senso.
Presidenza del Vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
soddisfatto della risposta dell'assessore. Dispiace che la risposta
arrivi con un anno di ritardo, ma credo che la responsabilità non
sia dell'assessore Centorrino, semmai di chi precedentemente ha
retto questo Assessorato che non ha ritenuto opportuno rispondere
ad una sollecitazione da parte del Parlamento.
Pur tuttavia, mi dichiaro soddisfatto della risposta
dell'assessore Centorrino.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 784 Nomina del
consiglio di amministrazione dell'educandato Maria Adelaide di
Palermo , a firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
l'educandato 'Maria Adelaide' di Palermo è privo dal mese di
luglio 2009 del consiglio di amministrazione e che da allora non
sono stati più nominati i componenti dello stesso;
gli educandati femminili di tutta Italia sono disciplinati ancora
da un regio decreto del 1931, che prevede che l'amministrazione
degli stessi sia garantita da un organismo esterno, in quanto
all'epoca dell'emanazione del decreto le donne potevano dedicarsi
solo alla didattica e all'assistenza;
situazione diversa vivono i convitti nazionali maschili, dove il
rettore è anche il presidente del c.d.a.;
l'educandato 'Maria Adelaide' ospita circa 700 studenti
provenienti non solo dal Palermitano, in quanto molte delle
frequentanti arrivano dalle isole minori, dove non avrebbero la
possibilità di frequentare istituti superiori;
da 3 mesi i fornitori non riescono a percepire le loro spettanze e
che, di conseguenza, sono a rischio perfino le forniture dei pasti;
la preside dell'istituto ha più volte sollecitato, per iscritto,
la nomina dei 3 componenti del c.d.a.;
a tutt'oggi la Regione non ha provveduto nemmeno alla nomina di un
commissario straordinario per svolgere almeno la normale attività
amministrativa;
per sapere:
se non ritengano necessaria ed improcrastinabile la nomina del
consiglio di amministrazione per garantire il corretto svolgimento
dell'anno scolastico e scongiurare la chiusura dell'istituto;
se non ritengano utile ed indispensabile sollecitare il Governo
nazionale affinché venga abolita questa insopportabile, odiosa ed
anacronistica sperequazione fra educandati femminili e convitti
nazionali maschili, in modo da consentire alla preside
dell'istituto Maria Adelaide di poter svolgere le funzioni di
presidente del consiglio di amministrazione, come avviene con i
pari grado maschili». (784)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, posso dare assicurazione
all'onorevole Vinciullo che quanto ella metteva in risalto è stato
già risolto perché abbiamo nominato il consiglio di amministrazione
del collegio Maria Adelaide.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Per accordo tra le parti, le interrogazioni numero 807
Tempestiva emanazione dei provvedimenti di finanziamento dei piani
regionali offerta formativa 2008, 2009 e 2010 , dell'onorevole
Oddo, numero 818 Iniziative atte a scongiurare la chiusura a
Sortino delle classi serali distaccate dell'Istituto per
l'agricoltura di Palazzolo Acreide (SR) , dell'onorevole Vinciullo,
numero 831 Notizie sui corsi biennali di specializzazione per il
sostegno tenuti dall'istituto 'Walden' di Belpasso (CT) ,
dell'onorevole Falcone, e numero 834 Iniziative atte ad impedire
il mantenimento di una pluriclassse nella scuola media di
Pedagaggi, frazione montana di Carlentini (SR) , degli onorevoli
Vinciullo e Pogliese, si intendono trasformate in interrogazioni
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 861 Assegnazione dei locali
occupati dal centro sociale EXPERIA'all'ente regionale per il
diritto allo studio universitario (ERSU) , a firma degli onorevoli
Pogliese e Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza e
all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione, premesso che:
in data 30 ottobre 2009, a Catania, le Forze dell'ordine hanno
finalmente sgombrato i locali di via Plebiscito, n. 282; questo
ampio immobile, di rilevante valore storico ed architettonico, è di
proprietà della Regione. Per oltre 17 anni è stato occupato
abusivamente da un sedicente centro sociale autodenominatosi
'EXPERIA';
considerato che, con il decreto del Presidente della Repubblica n.
246 del 1985, in base degli artt. 2 e 11, si impone che tutti gli
immobili ex sede della GIL (Gioventù del littorio) siano trasferiti
alle Regioni che, a loro volta, li devono destinare all'Ente
regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU) per
finalità di assistenza universitaria;
tenuto conto che:
detto immobile fu la sede della 'Gioventù Italiana del Littorio'
(GIL);
il suddetto immobile sorge nel centro di Catania, a pochi passi
dalle più importanti facoltà universitarie della città etnea
(giurisprudenza, lettere, scienze politiche);
i locali si prestano in maniera perfetta a diventare non solo un
centro di aggregazione universitario, ma possono essere adibiti
anche a mensa universitaria, struttura non esistente in zona e
necessaria agli studenti dell'ateneo catanese;
per sapere se non ritengano utile ed essenziale affidare i locali
citati in via Plebiscito n. 282, di proprietà della Regione,
all'Ente regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
di Catania affinché possano essere adibiti a centro di aggregazione
universitaria e mensa riservata agli studenti dell'ateneo
catanese». (861)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'interrogazione si riferisce all'assegnazione dei locali occupati
dal centro sociale Experia all'ente regionale per il diritto allo
studio universitario (ERSU).
E' un'interrogazione a cui siamo fornendo una risposta
particolareggiata tratta dalla relazione che ci è pervenuta
dall'ERSU di Catania.
L'ERSU di Catania mi comunica che, per le notizie in suo possesso,
sta attendendo che si completi l'azione della Soprintendenza, con
riferimento alla manutenzione di questo ente che è stato sgomberato
dagli occupanti abusivi. Questo edificio può essere adibito a
locali con supporto alla didattica, biblioteche, mentre loro sono
dubbiosi sulla possibilità di adibirlo a mensa universitaria perché
questo richiederebbe l'instaurazione di una disponibilità di rete
fognaria, particolari spazi previsti dalla legge e così via.
Si riserva, qualora sia possibile superare dette criticità, di
recuperare anche questa funzione.
Sono lieto di poter dare risposta positiva, nel senso che il
problema fatto emergere dall'onorevole Pogliese, è avviato a
soluzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono soddisfatto
della risposta parziale che mi è stata esternata dall'assessore
Centorrino. Vorrei soltanto sollecitare l'assessore affinché
continui l'azione di vigilanza su questa problematica, poiché si
tratta di una vicenda ventennale che è stata caratterizzata da una
occupazione abusiva di immobili regionali all'interno di un
contesto territoriale, qual è il quartiere dell'antico corso di
Catania, dove insistono tre facoltà universitarie e dove c'è
l'assoluta necessità di strutture a supporto della didattica o di
centri di aggregazione giovanile o di mense, come era stata
sollecitato all'interno della interrogazione.
Da parte del sottoscritto, dell'onorevole Vinciullo e degli altri
firmatari, quello che viene sottolineato e che ovviamente per noi
rappresenta un obiettivo prioritario, è l'utilizzo che deve essere
destinato per finalità di assistenza universitaria, come sancito
dal D.P.R. n. 285 del 1986.
Venti anni di occupazione abusiva impongono un percorso accelerato
e molto breve da parte degli enti preposti in tal senso e, quindi,
l'Assessorato regionale mi auguro possa dare un impulso alla
risoluzione di questa ventennale problematica.
PRESIDENTE. L'onorevole Pogliese si dichiara, dunque, parzialmente
soddisfatto.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero 886
Opportune iniziative per garantire adeguati servizi e strutture
agli studenti dell'Università di Catania , dell'onorevole Raia, si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 903 Interventi
in merito alle vicende legate al concorso per dirigenti scolastici
svoltosi nel 2006 , dell'onorevole Vinciullo, si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, l'interrogazione
numero 911 Misure per impedire il trasferimento del corso di
laurea in ostetricia del polo universitario di Trapani a Palermo ,
dell'onorevole Marrocco e l'interrogazione numero 915 Revoca del
decreto del rettore dell'Università degli studi di Palermo che
dispone il trasferimento del corso di laurea in ostetricia dalla
sede di Trapani a quella di Palermo , dell'onorevole Gucciardi, si
intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 964
Provvedimenti urgenti in merito alle vicende legate al concorso
per dirigenti scolastici svolto in Sicilia , degli onorevoli
Vinciullo e Falcone, e l'interrogazione numero 987 Iniziative a
livello nazionale per la rimodulazione del progetto pilota
sull'educazione motoria promosso dal Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca ed indirizzato alle scuole
primarie , dell'onorevole Vinciullo, si intendono trasformate in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, decadono le
interpellanze numero 79 Attivazione di borse di studio di sostegno
alla ricerca e alla formazione 'post lauream' da assegnare ai
giovani laureati siciliani per la frequenza presso gli atenei della
Regione , dell'onorevole Faraone, numero 80 Iniziative urgenti
per avviare una più efficace politica di spesa dei fondi europei ,
dell'onorevole Limoli e numero 83 Rinvio dell'applicazione dei
regolamenti statali per il riordino della scuola secondaria
superiore , degli onorevoli Gucciardi e Barbagallo.
Si passa all'interrogazione numero 1097 Iniziative a tutela degli
alunni diversamente abili e degli insegnanti di sostegno delle
scuole statali della Sicilia , dell'onorevole Vinciullo. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il Governo nazionale, per mere esigenze di bilancio, negli anni
scolastici 2008/2009 e 2009/2010, ha già tagliato, nella scuola
statale siciliana, oltre 7000 mila posti di lavoro tra personale
docente e non docente e si appresta, nell'anno scolastico
2010/2011, a sopprimerne ulteriori 5000 posti, impedendo di fatto
lo svolgimento dei percorsi formativi e didattici, soprattutto per
gli studenti diversamente abili, aggiungendo, nello stesso tempo,
migliaia di disoccupati alla già drammatica crisi occupazionale che
sta vivendo la nostra Regione;
il Governo nazionale, con l'integrale attuazione dei commi 413 e
414 dell'art. 2 della legge n. 244 del dicembre 2007 (finanziaria
Prodi), ha sancito di fatto l'impossibilità di assumere, con
contratti a tempo determinato, insegnanti di sostegno, in deroga al
rapporto alunni-docenti pur in presenza di certificazioni di gravi
disabilità, e con ciò violando:
gli artt. 2, 3, 4, 10, 30, 31, 34, 35 e 38 della Costituzione;
l'art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle
persone con disabilità, adottata dall'Assemblea generale delle
Nazioni Unite il 13 dicembre 2006;
gli artt. 1, 3, 5, 8, 12, 13 della legge n. 104/1992 (legge quadro
per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle
persone);
l'art. 40, comma 1, della legge n. 449 del 27 dicembre 1997
(deroga al rapporto docenti/alunni in presenza di disabilità
gravi);
l'art. 1, comma 605, lett. b, (individuazione di organici
corrispondenti alle effettive esigenze rilevate) della legge n.
296/2006 (finanziaria 2007);
le sentenze della Corte costituzionale n. 215/1987; n. 406/1992;
n. 52/2000; n. 226/2000; n. 251/2008;
tutte queste violazioni di legge e di diritti, riconosciute da
tanti autorevoli organismi nazionale ed internazionali sono state
commesse solo per raggiungere l'obiettivo 'ragionieristico', e
contrario ai più elementari principi della didattica, di un docente
ogni due alunni diversamente abili, stabilendo, per legge, un
'mostro giuridico' che porta a risparmiare solo sui più deboli;
tenuto conto che:
in Sicilia, nell'anno scolastico 2008/2009, sono state soppresse
880 cattedre di sostegno, destinate agli alunni diversamente abili,
passando da 12789 posti del 2007/2008 agli 11909 posti del
2008/2009;
nell'anno scolastico 2009/2010 sono state soppresse altre 693
cattedre, sempre riservate agli alunni diversamente abili, in modo
da passare da 11909 a 11216 cattedre, e cioè a 1573 posti in meno
in soli due anni, in modo da raggiungere il rapporto di 1:1,80
circa (un insegnante di sostegno ogni 1,80 alunni diversamente
abili);
nell'anno scolastico 2010/2011 si prevede il taglio di altre 716
cattedre, riservate ai docenti di sostegno, passando dalle attuali
11216 a 10500, a fronte di una stima certa di 21000 alunni
diversamente abili, con un rapporto assurdo ed insopportabile pari
ad un insegnante di sostegno ogni due alunni diversamente abili;
considerato che:
la Sicilia non può sostenere nell'anno scolastico 2010-2011 la
perdita di ulteriori 5000 posti di lavoro, di cui ben 716 posti
riservati agli insegnanti di sostegno;
la Sicilia conta un numero di studenti con disabilità (art. 3,
commi 2 e 3, legge n. 104/92) statisticamente superiore alle altre
regioni, dovuto ai gravissimi 'effetti teratogeni' causati
dall'inquinamento provocato dai numerosissimi insediamenti
petrolchimici ed industriali che hanno devastato il nostro
territorio;
privando un numero così alto di alunni del proprio insegnante di
sostegno, si preclude, per tutta la vita, a questi ragazzi la
possibilità di inserirsi autonomamente nella società del domani;
visto che:
la sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 22 febbraio 2010
ha giudicato illegittimi i commi 413 e 414 dell'art. 2 della legge
244/2007 (finanziaria Prodi), in quanto in aperto ed evidente
contrasto con il quadro normativo internazionale e ordinario,
nonché con la consolidata ed univoca giurisprudenza della Corte
costituzionale, a protezione dei soggetti diversamente abili;
la Corte costituzionale ha precisato che i due commi dell'art. 2
della legge 244/2007 (finanziaria Prodi) devono considerarsi
illegittimi nella parte in cui fissano un limite massimo al numero
dei posti degli insegnanti di sostegno (comma 413) e escludono la
possibilità di assumere insegnanti di sostegno in deroga,
nonostante la presenza di studenti con disabilità grave (comma
414);
per sapere:
se intendano promuovere, nei confronti del Governo nazionale,
iniziative al fine di ottenere la possibilità, sin dall'anno
scolastico 2010/2011, di poter nominare un insegnante di sostegno
ogni 1,70 alunni diversamente abili (rapporto 1:1,70) con
l'obiettivo di assicurare un insegnante di sostegno per ogni alunno
diversamente abile 'grave' (art. 3, commi 2 e 3, l. 104/92) e di un
insegnante di sostegno ogni 2 alunni con disabilità 'lieve o
media';
quali provvedimenti intendano intraprendere, nei confronti del
Governo nazionale, per bloccare, nell'anno scolastico 2010/2011,
ulteriori perdite di posti di lavoro per docenti e non docenti
nelle scuole statali siciliane;
soprattutto, quali provvedimenti intendano adottare per garantire
agli alunni diversamente abili, che frequentano le scuole
siciliane, il diritto ad inserirsi autonomamente nel contesto
classe». (1097).
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevole Vinciullo, credo che la
risposta, sia pure parziale, al problema da lei sollevato, possa
essere stata data oggi in Commissione quando si è parlato, appunto,
del rapporto esistente in Sicilia tra aventi diritto
all'assistenza, ai sensi di legge, sia all'assistenza nel rapporto
uno a uno, sia all'assistenza in un rapporto diverso, e il dottore
Di Stefano ha fornito argomentazioni sulla possibilità di
recuperare posti sufficienti per ristabilire questo rapporto in
termini accettabili.
Per quanto riguarda questo Assessorato, sarà replicato un progetto
finanziato con il Fondo sociale europeo, che riguarda l'assistenza
ai disabili e che dovrebbe prevedere anche l'impiego di docenti
precari e di personale ATA.
Questo progetto non ha avuto un grande successo nella sua prima
applicazione, ci ha dato però la possibilità di individuarne alcuni
limiti ed alcune utilizzazioni non corrette per cui speriamo che la
seconda applicazione, che partirà dall'1 gennaio, possa funzionare
e possa contribuire alla soluzione di un problema importante che
abbiamo sentito oggi, con accenti molto vibranti, sollevare in
Commissione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Giulia Adamo comunica il
congedo, per motivi di salute, dell'onorevole Franco Mineo per la
seduta d'Aula di oggi 14 settembre.
L'Assemblea ne prende atto.
e formazione professionale
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica
Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Si riprende lo svolgimento di interrogazioni e
interpellanze della rubrica Istruzione e formazione
professionale .
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, questo tema deve essere necessariamente trattato e mi
dispiace vedere l'Aula deserta quando si parla del destino dei
nostri figli, e soprattutto del destino dei bambini diversamente
abili della Sicilia.
Si tratta di un'interrogazione risalente al 17 marzo 2010 e,
nonostante siano passati parecchi mesi, resta sempre d'attualità.
Come ricorda l'Assessore, oggi in V Commissione abbiamo ampiamente
parlato di questo argomento non solo ascoltando l'Assessore e il
direttore generale per la pubblica istruzione, ma soprattutto la
rappresentante di un sindacato di famiglie che riunisce famiglie
toccate dall'avere avuto un bambino diversamente abile.
In questi giorni stiamo, purtroppo, assistendo anche ad una
caduta di stile insopportabile nel senso che si parla
quotidianamente di macelleria sociale, un termine aspro, forte,
duro, insopportabile a sentirsi, e si accusa il ministro Gelmini di
essere la causa di ogni male. E' la causa di tanti mali nella
scuola italiana, per carità, nessuno lo mette in discussione; ma
sicuramente il problema dei bambini diversamente abili, dei ragazzi
diversamente abili, non inizia con il ministro Gelmini. Inizia, per
essere chiari, con la legge 244, la cosiddetta finanziaria Prodi-
Padoa Schioppa che, ai commi 413 e 414 dell'articolo 2, ha previsto
l'innalzamento del rapporto insegnante di sostegno - ragazzi
diversamente abili. Per cui noi oggi ci siamo trovati di fronte a
situazioni veramente drammatiche.
Avevamo esaminato la provincia di Messina, ma credo che la
situazione sia analoga in tutte le province dove vi sono bambini
assolutamente incapaci, impossibilitati perfino ad entrare in
classe, che vengono privati del proprio insegnante di sostegno
proprio perché un insegnante deve curare contemporaneamente due
bambini.
Abbiamo chiesto ripetutamente, con forza, alle associazioni, ai
deputati, all'Assessore - e mi fa piacere che l'assessore in questa
battaglia sia accanto alla scuola siciliana - abbiamo chiesto al
direttore generale, Guido Di Stefano, di applicare immediatamente
la deroga in maniera tale che tutti i bambini che hanno questo
famigerato riconoscimento del comma 3 dell'articolo 3 della legge
104 possano essere messi nelle condizioni di poter anche loro
frequentare con dignità quotidianamente la scuola.
Mi piace anche la modestia con la quale l'Assessore ha
riconosciuto che quest'anno, nel cercare di dare vita a
provvedimenti tampone per i docenti precari, ma che aveva come
soggetto utilizzatore vero i bambini diversamente abili, ci sono
state delle difficoltà perché soltanto chi ha l'intelligenza di
ammetterlo che ci sono state delle difficoltà, può correggerle.
Io so che l'Assessore sta già lavorando, con grande attenzione, in
maniera tale che quello che non riuscirà ad assicurare lo Stato ai
bambini siciliani diversamente abili, lo riconosca e lo assicuri la
Regione Sicilia.
Noi vogliamo che tutti i bambini abbiano pari diritti, ma in modo
particolare i diversamente abili.
Io spero che dal 7 gennaio si possa dare vita a questi progetti di
integrazione in tutte le scuole della Sicilia in maniera tale che i
bambini diversamente abili possano frequentare con dignità, possano
frequentare in maniera agevole l'istituzione scolastica, perché la
scuola non deve essere per loro un luogo di parcheggio e di
umiliazione quotidiana, ma deve diventare un luogo di crescita.
Pertanto, mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1136 Notizie circa
la distribuzione agli alunni delle scuole siciliane nell'ambito del
programma Frutta nelle scuole' di cui al regolamento CE n.
1234/2007 del Consiglio e del regolamento CE n. 288/2009 della
Commissione, di frutta proveniente da altre regioni , a firma
dell'onorevole Vinciullo.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, purtroppo e con rammarico devo
dichiarare l'incompetenza del mio Assessorato con riferimento a
questa denuncia molto circostanziata fatta dall'onorevole
Vinciullo.
Sarà mia cura mettermi in contatto con lui per avere i necessari
riferimenti e andare a vedere al Ministero quali sono stati i
criteri che hanno presieduto a questa distribuzione che, a quanto
ho capito, non ha privilegiato il prodotto locale ma un prodotto
proveniente da fuori.
Onorevole Vinciullo, sono a sua disposizione per andare al
Ministero e verificare.
PRESIDENTE. Per assenza dei rispettivi firmatari, decadono le
interpellanze numero 84 Interventi urgenti per scongiurare il
taglio dell'organico dei docenti per l'anno scolastico 2010/2011,
di cui ai regolamenti attuativi della 'Riforma Gelmini' pubblicati
sul sito del M.I.U.R. , dell'onorevole Gucciardi, e numero 87
Iniziative per contrastare i tagli ai finanziamenti destinati
alla Sicilia per la messa in sicurezza degli edifici scolastici ,
dell'onorevole Mattarella.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 1200
Riapertura dei termini per interventi in favore delle scuole e
delle facoltà universitarie siciliane per lo svolgimento di
attività per la formazione civile degli alunni , dell'onorevole
Vinciullo, si intende trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, decade l'interpellanza
numero 90 Chiarimenti sulla riduzione dell'offerta scolastica da
parte dell'IPSSAR 'P. Piazza' di Palermo , degli onorevoli
Apprendi e Faraone.
Per assenza dei firmatari, le interrogazioni numero 1265
Interventi urgenti a sostegno dei percorsi di istruzione e
formazione per l'anno scolastico 2010/2011 , degli onorevoli
Gucciardi, Barbagallo, Laccoto e Galvagno, e numero 1266
Iniziative urgenti per consentire il regolare svolgimento
dell'anno scolastico 2010-2011 , dell'onorevole Gucciardi, si
intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 14
settembre 2010, alle ore 18.05, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
- Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della scomparsa
dell'onorevole Salvatore Cintola.
La seduta è tolta alle ore 18.02
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che lo scenario della situazione locale in ordine
alla questione 'ospedale di Marsala' è particolarmente penoso,
considerata la totale assenza di un polo oncologico all'interno
della struttura ospedaliera marsalese;
tenuto conto che:
sul territorio di Marsala la media è di un malato di tumore a
famiglia;
il bacino d'utenza complessivo della città di Marsala è sempre in
aumento;
visto che:
città come Salemi e Castelvetrano dispongono di reparti di
oncologia;
il malato oncologico marsalese è costretto a doversi spostare
nelle città vicine per sottoporsi ai cicli chemioterapici;
considerato che:
tali spostamenti recano un enorme disagio;
i medici marsalesi si ritrovano con le mani legate in quanto non
si danno loro mezzi adeguati per mettere il loro sapere al servizio
degli ammalati;
le associazioni di volontariato non possono far fronte alle
richieste di aiuto senza un supporto istituzionale;
per sapere quali interventi intendano attuare affinché vengano
attivati servizi e strutture adeguate all'interno dell'ospedale
marsalese». (175)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 175 con la quale
l'onorevole Marrocco chiede misure per fronteggiare lo stato di
emergenza in cui versa l'ospedale di Marsala (TP), si rappresenta
che il recente D.A. n. 1378 del 25 maggio 2010 riguardante
l'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani ha previsto, per il
Distretto Tp2, n. 2 Unità operative di oncologia allocate
rispettivamente presso gli stabilimenti di Mazara e di
Castelvetrano i cui posti letto sono funzionalmente dipendenti
dalla Unità operativa complessa di oncologia dello stabilimento di
Trapani.
Con tale assetto organizzativo si intendono mantenere le funzioni
presso i presìdi ospedalieri del Distretto evitando la
frammentazione della risposta sanitaria.
Tuttavia la presenza o assenza di Unità operative non pregiudica
la possibilità di ottenere funzioni assistenziali, se compatibili
con il fabbisogno della popolazione e la presenza di tecnologie
all'interno dei presidi ospedalieri, garantendo i servizi necessari
per i pazienti residenti nel Distretto».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nei mesi scorsi il centro di salute mentale della AUSL 9 di
Trapani si è trovato protagonista di una spiacevole vicenda
relativa alla presunta errata diagnosi ai danni del signor Crimi,
cittadino di Marsala (TP);
tale episodio ha scatenato una crescente polemica sul caso di
malasanità in Sicilia con notevoli conseguenze negative circa
l'efficienza, la serietà e la professionalità delle strutture
sanitarie siciliane e del personale ivi addetto;
in particolare, la vicenda riguarda l'errata diagnosi effettuata
al signor Crimi che, affetto da patologia del tipo depressione , è
stato curato dai medici del servizio di igiene mentale di Marsala
per la patologia di tipo alzheimer. I sanitari hanno erroneamente
diagnosticato l'alzheimer, prescrivendo le relative cure mediche
del caso, anzichè lo stato depressivo;
la gravità della situazione è altresì rappresentata dalla
circostanza, che ha suscitato particolare clamore, che i sanitari
in servizio presso il centro di igiene mentale di Marsala non sono
medici specializzati in malattie mentali, ma si tratta di un
reumatologo, un ginecologo e un diabetologo. Il centro, invece,
dovrebbe avere medici specializzati nel settore psichiatrico,
neurologico e geriatrico;
considerato che tale situazione, oltre al danno alla salute
provocato al signor Crimi, ha anche generato un grave clima di
incertezza sull'efficienza e sulla qualità della sanità in Sicilia,
creando grave allarmismo tra la cittadinanza;
ritenuto che è necessario tutelare e salvaguardare la salute dei
cittadini;
per sapere:
quali provvedimenti il Governo intenda adottare in merito ai fatti
che si sono verificati presso il centro di salute mentale di
Marsala;
in particolare, quali provvedimenti intenda adottare per la tutela
e salvaguardia del diritto alla salute». (308)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 308 con la quale
l'onorevole Caputo chiede notizie in merito alla salvaguardia del
diritto alla salute, alla luce di un caso di errata diagnosi
verificatosi presso il centro di igiene mentale di Marsala (TP), si
rappresenta preliminarmente che il caso in parola riguarda un
paziente il cui nominativo risulta diverso da quello indicato
nell'interrogazione stessa.
Sono state avviate sul caso da questo Assessorato le procedure per
lo svolgimento di un accesso ispettivo.
In data 2 marzo 2010 è stata acquisita copia della documentazione
clinica disponibile presso il Dipartimento Salute Mentale di
Marsala e copia della perizia psichiatrica sul paziente redatta dal
Responsabile del CSM di Marsala su richiesta, formulata il 20
aprile 2007, del Giudice del Lavoro del tribunale di Marsala.
La verifica è stata condotta da esperti iscritti nell'elenco dei
professionisti disponibili a collaborare con la Regione per lo
svolgimento di attività di verifica ai sensi dell'avviso pubblico
approvato con D.A. 21 settembre 2009, n. 1960.
L'esame della documentazione clinica messa a disposizione ha
evidenziato che il paziente presentava al momento della presa in
carico del CSM di Marsala un quadro clinico di depressione
associato a turbe comportamentali e deficit cognitivo per il quale
è stato trattato adeguatamente ancorché detta sintomatologia
potrebbe anche rappresentare la fase preclinica di una demenza
degenerativa primaria oppure una condizione clinica di
pseudodemenza.
Per quanto riguarda la qualificazione del personale che ha avuto
in cura il paziente, dalla documentazione acquisita da questo
Assessorato risulta che il personale medico in servizio presso il
DSM di Marsala è stato inquadrato con la qualifica di Assistente
medico di Psichiatria o di Aiuto di Psichiatria negli anni 1986 -
1990 (a secondo della data di assunzione) e, successivamente, con
la qualifica di Dirigente medico di Psichiatria dal 1 gennaio
1993».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
LENTINI - D'AGOSTINO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premesso che:
la società Multiservizi è nata nel 1997 per volontà della Regione,
come partner strategico della pubblica amministrazione, al fine di
assicurare il contenimento dei costi e l'ottimizzazione dei
risultati;
considerato che:
al di là degli intenti che l'hanno vista nascere, la suddetta
società si è trasformata in un mero carrozzone, così come è stata
definita anche dalla Corte dei conti in sede di giudizio contabile;
infatti, l'obiettivo originario della sua costituzione, una
gestione snella ed efficace attraverso lo strumento privatistico,
si è, di fatto, ridotto all'ennesima opportunità per moltiplicare
le poltrone dei consigli di amministrazione e procedere liberamente
ad assunzioni clientelari;
considerato, inoltre, che:
con decreto presidenziale, datato 5 marzo 2007, si stabilisce che
i componenti di nomina regionale nei consigli di amministrazione
delle società pubbliche o miste non possono essere più di cinque;
la legislazione europea in materia di società a prevalente
capitale pubblico riporta il principio secondo cui l'affidamento di
servizi pubblici ad una s.p.a. a capitale misto, appositamente
costituita da un ente pubblico, va qualificato come gestione
diretta del servizio da parte dell'ente pubblico;
rilevato che nonostante i numerosi rilievi mossi dalla Corte dei
conti con riferimento alla gestione economica della Multiservizi,
detta società, a capitale pubblico, ha proceduto ad effettuare
assunzioni di personale, senza adeguarsi alle norme di evidenza
pubblica, così come dovuto, stante la partecipazione di denaro
pubblico;
per sapere:
quale sia ad oggi la consistenza numerica del personale assunto
dalla Multiservizi s.p.a.;
secondo quali criteri e quali esigenze si sia proceduto alle
numerose assunzioni di questi anni;
quali siano le tipologie delle posizioni occupazionali ed
assistenziali dalle quali provengono i lavoratori attualmente in
servizio presso la società in argomento;
se il trattamento economico-giuridico applicato ai dipendenti sia
equiparato a quello dei dipendenti dell'amministrazione regionale;
quanti siano i dipendenti assunti a tempo determinato, quelli a
tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale e da quale bacino
provengano;
quanti di essi provengono dal bacino del precariato;
quanto personale sia stato cooptato attraverso il ricorso allo
strumento interinale;
quali siano i motivi che hanno giustificato il ricorso al predetto
strumento interinale, atteso che vi è, a tutt'oggi, un enorme
numero di precari a carico delle casse della pubblica
amministrazione in attesa di essere stabilizzato;
se il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire a
tutela della norma comunitaria che prevede, per l'assunzione presso
le società a prevalente capitalizzazione pubblica, l'adozione di
procedure di rilevanza pubblica:
se non ritenga, inoltre, opportuno avviare una specifica indagine
amministrativa volta a verificare con quali procedure e forme di
pubblicità sia avvenuta, a partire dalla sua costituzione ad oggi,
la selezione del personale assunto presso la società Multiservizi a
partecipazione regionale;
quale sia la composizione numerica e nominativa del consiglio di
amministrazione della società Multiservizi degli ultimi 5 anni e a
quanto ammonti il compenso del presidente, del vicepresidente e
degli altri componenti il consiglio di amministrazione;
se il Governo della Regione non ritenga, nella logica del
risanamento della pubblica amministrazione, di dover avviare una
specifica indagine nei confronti della gestione della società a
partecipazione pubblica, anche per allontanare possibili tentazioni
di logiche spartitorie ed assicurare un miglioramento dei servizi
erogati in termini di efficienza ed efficacia;
quali iniziative, infine, siano state intraprese a tutt'oggi dal
Governo regionale per rispondere adeguatamente alle criticità della
gestione della Multiservizi, espresse dalla magistratura contabile,
affinché non sia quel carrozzone dai costi non indifferenti per i
cittadini». (499)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 499 con la quale
l'onorevole Lentini chiede notizie sulla gestione della società
"Multiservizi s.p.a.", si rappresenta quanto segue.
Premesso che l'attività svolta dalla Multiservizi presso le
Aziende del Servizio sanitario regionale è regolata dall' "Accordo
modificativo del contratto di servizio dell'8 gennaio 2001 -
integrato con le convenzioni del 25 febbraio 2002 e del 4 novembre
2003 - stipulato in data 7 novembre 2005 tra l'Assessorato
regionale della sanità e la Multiservizi S.p.a., il controllo
esercitato da questa Amministrazione consiste principalmente nella
verifica della conformità dell'attività svolta dal personale della
Multiservizi alle "specifiche del servizio (c.d. "SDS")
individuate nelle convenzioni attuative che regolano i rapporti tra
la Multiservizi ed i singoli enti sanitari e della verifica delle
relazioni semestrali inviate dagli Enti stessi. Trattasi in buona
sostanza di un contratto di prestazione di servizi nella
considerazione che il predetto "Accordo" recita: "le prestazioni
rese non saranno calcolate e pagate in dipendenza della quantità di
ore di lavoro espletate dalle unità operative, ma dei servizi
effettivamente prestati. A tal fine i servizi si considerano
espletati al raggiungimento del risultato quantitativo concordato
nelle apposite S.D.S., indipendentemente dal numero di risorse
lavorative e/o dalle ore di servizio utilizzate".
Accertata la conformità dei servizi resi, l'Assessorato dispone il
successivo pagamento degli acconti trimestrali, nonché dei saldi
semestrali.
Consistenza numerica del personale
La Regione siciliana detiene il 100% delle azioni della Società
Multiservizi S.p.a. in quanto, a seguito dell'entrata in vigore
della normativa comunitaria relativa alle società con affidamento
in house, la Multiservizi ha provveduto ad adeguare il proprio
statuto societario determinando così l'esercizio del diritto di
recesso da parte della società Investire Partecipazioni S.p.a.
che deteneva il 49% del pacchetto azionario.
Come risulta dall' "Accordo modificativo" in atto vigente sono
contrattualizzati n. 1038 dipendenti di cui n. 786 assegnati alle
Aziende del Servizio sanitario e n. 204 sono utilizzati per
attività connesse a Istituti gestiti da altri Assessorati.
Criteri seguiti per le assunzioni e le tipologie delle posizioni
occupazionali dei lavoratori
I criteri sono individuati nella Convenzione principale
sottoscritta nel 2001, e nelle "Convenzioni aggiuntive".
1) Convenzione per l'affidamento dei servizi sanitari (servizi
ausiliari e di supporto alle Aziende Ospedaliere, alle AA.SS.LL. e
all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia) dell'8
gennaio 2001:
la società Servizi Sanità s.p.a., va a riavviare al lavoro
tutte le unità di personale del bacino ex Gepi, così come previsto
dalla legge regionale n. 26/1995, nonché le unità di personale
socio sanitario individuate dalla Delibera n. 67 del 30/07/1997
della Commissione Regionale per l'Impiego, per un totale di n. 574
unità . da inquadrare ai sensi del C.C.N.L. Aziende del
Terziario. .
2) Convenzione Aggiuntiva al Contratto di Servizio dell' 8 gennaio
2001, sottoscritta in data 25 febbraio 2002, (per lo svolgimento di
ulteriori prestazioni):
. la Giunta Regionale di Governo, con deliberazione n. 509 del
18 dicembre 2001, si è determinata per l'inserimento delle ultime
13 unità di personale dell'ex bacino Gepi - Nova, presso la
Multiservizi S.p.a. (già Servizi Sanità S.p.a.) . con successiva
deliberazione n. 33 del 28 gennaio 2002 la Giunta di Governo ha
preso atto dei contenuti della relazione prot. n. 155 del 18
gennaio 2002 dell'Assessorato regionale della sanità con la quale,
a seguito degli incontri tenutisi con l'Assessorato del lavoro, la
Prefettura e la Presidenza della Regione, in data 17/12/2001 si è
giunti alla definizione di un percorso di stabilizzazione di 90
unità di personale L.S.U. .
Con la stessa delibera la Giunta di Governo ha preso altresì atto
della necessità di addivenire alla stabilizzazione dei lavoratori
disoccupati e destinatari di favorevoli ordinanze del TAR Sicilia,
Sezione Il, anno 2001, che hanno rinunciato alle ulteriori
coltivazioni di ricorsi, c.d. "Taristi" o "Ricorrenti" e, la
conseguente assunzione presso la Multiservizi s.p.a. che ha
pertanto avviato al processo occupazionale n. 69 lavoratori
disoccupati nominativamente individuati dall'Assessorato regionale
del lavoro.
3) Convenzione Aggiuntiva del Contratto di Servizio dell'8 gennaio
/2001, sottoscritta il 14 novembre 2003:
con deliberazione n. 352 del 29 ottobre 2002, la Giunta regionale
di Governo ha preso atto della proposta dell'Assessorato regionale
della sanità di integrare il contratto stipulato con la
Multiservizi in conformità a quanto convenuto fra la Presidenza
della Regione e l'Assessorato del lavoro per l'ultimo contingente
di lavoratori c.d. "Taristi" o "Ricorrenti" che sono stati
definitivamente quantificati in 44 unità lavorative a completamento
dell'elenco predisposto dall'Ufficio Provinciale del Lavoro con
nota prot. n. 1054/Gab del 13 marzo 2002.
Inoltre a seguito della deliberazione n. 1183 del 30 ottobre 2002
dell'Azienda Ospedaliera Cervello, l'Assessorato della sanità ha
proceduto all'integrazione della Convenzione aggiuntiva del 25
febbraio 2002 per ulteriori 3 unità lavorative, già impiegate dal
marzo 2002 nell'espletamento di servizi di supporto amministrativo
e non inserite nella precedente convenzione.
4) Accordo sottoscritto in data 7 novembre 2005, modificativo del
contratto di servizio dell' 8 gennaio 2001:
tale Accordo modificativo del Contratto di servizio dell' 8
gennaio 2001, integrato con le convenzioni del 25 febbraio 2002 e
del 4 novembre 2003, prevede un totale di n. 786 unità di personale
e, all'art. 2, che le prestazioni rese dalla Multiservizi s.p.a.
non saranno calcolate e pagate in dipendenza della quantità di ore
di lavoro espletate dalle unità lavorative, ma dei servizi
effettivamente prestati. A tal fine i servizi si considerano
espletati al raggiungimento del risultato quantitativo e
qualitativo concordato nelle apposite SDS (Specifiche del
Servizio), indipendentemente dal numero di risorse lavorative e/o
delle ore di servizio utilizzate.
Il Piano Industriale 2005-2008 presentato dalla Società in data 15
febbraio 2005 riporta la seguente situazione di organico:
- organico nominale di n. 988 unità (più 23 indiretti di sede);
- organico effettivo di n. 950 (più 23 indiretti di sede).
5) Convenzione aggiuntiva all'atto "Accordo modificativo del
contratto di servizio dell' 8 gennaio 2001 integrato con le
convenzioni del 25 febbraio 2002 e del 14 novembre 2003" del 7
novembre 2005, sottoscritta in data 2 agosto 2007, in adempimento a
quanto determinato con la deliberazione n. 249 del 18 maggio 2006,
dalla Giunta regionale di Governo, che ha condiviso il contenuto
del promemoria del Comitato Regionale per il lavoro, l'occupazione
e le politiche sociali della Presidenza della Regione, inerente
alle determinazioni da assumere relativamente alle problematiche
conseguenti alle procedure di liquidazione del "Centro Paolo
Borsellino" di Palermo e riguardanti la utilizzazione del personale
nell'ambito della Società Multiservizi.
Con tale convenzione l'Assessorato della sanità ha affidalo alla
Multiservizi la gestione di un progetto denominalo "Modello
operativo condiviso ed integrato di umanizzazione dell'accesso ed
utilizzo dei servizi socio-sanitari per minori e per adulti affetti
da patologie croniche".
Nel Progetto esecutivo finale del 19 luglio 2007, allegato alla
Convenzione, sono state individuate n. 23 unità lavorative distinte
nelle categorie professionali individuate nel progetto stesso.
Trattamento giuridico applicato ai dipendenti
Con delibera di Giunta n. 295 del 18 luglio 2008 è stata disposta
a partire dal 18 febbraio 2008 l'applicazione dell'orario di lavoro
del C.C.R.L. e, conseguentemente, le ore di lavoro del personale
Multiservizi sono state ridotte da 40 a 36 settimanali.
Interventi da parte del Governo regionale
Con deliberazione n. 222 del 30 settembre 2008 "Riordino delle
partecipazioni della Regione siciliana in società di capitali" la
Giunta di Governo ha deliberato di approvare " il Piano di
riordino delle società partecipate della Regione siciliana
predisposto dalla Ragioneria generale della Regione, dando mandato
alla Ragioneria generale della Regione di adottare tutti gli
adempimenti necessari per l'attuazione del predetto Piano, di
individuare i parametri per la suddivisione delle società in
dimensionali".
Con deliberazione n. 251 del 29 giugno 2010 è stata ulteriormente
autorizzata la proroga fino al 30 settembre 2010 delle vigenti
convenzioni (Accordo modificativo del contratto di servizio dell' 8
gennaio 2010 e Convenzione accessoria Progetto Borsellino ) con la
Multiservizi; la Giunta ha inoltre stabilito che dovrà tenersi
conto della diminuzione del personale con la conseguente
riduzione del costo complessivo ed altresì di operare una
rimodulazione dei servizi, sentite le Aziende sanitarie interessate
».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
presso gli uffici dell'Assessorato regionale della salute svolge
attività lavorativa personale sanitario attraverso lo strumento del
distacco di cui alla legge regionale n. 15 del 2004;
per le casse regionali tale situazione comporta un esborso pari a
circa 3,5 milioni di euro, oltre alle somme di denaro delle
retribuzioni per il personale di ruolo;
considerato che:
la norma per consentire il distacco di personale presso
l'Assessorato regionale Salute richiede la carenza degli organici;
attualmente risultano alle dipendenze dell'Amministrazione
regionale duemila dirigenti;
ritenuto che:
le scelte del Governo regionale sono state finalizzate ad una
politica sanitaria che ha effettuato tagli finanziari ed economici
il cui effetto é stato negativo ed ha creato gravi disservizi e
disfunzioni, mettendo anche in pericolo la salute e l'incolumità
dei cittadini;
il distacco di personale sanitario presso gli uffici regionali é
in contrasto con i provvedimenti legislativi e amministrativi di
razionalizzazione della spesa sanitaria approvati ed emanati dal
Governo regionale;
tale situazione non appare economicamente vantaggiosa per le casse
regionali, atteso che l'Amministrazione dispone di personale di
ruolo qualificato;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare in merito ai
motivi che hanno determinato la necessità di richiedere personale
medico e sanitario presso gli uffici dell'Assessorato regionale
della Salute, atteso che esiste già personale qualificato di
ruolo». (1042)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 1042 con la quale
l'onorevole Caputo chiede chiarimenti in ordine ai motivi che hanno
determinato la richiesta di personale medico in servizio presso gli
uffici dell'Assessorato regionale della salute, si rappresenta
quanto segue.
L'articolo 1, comma 10, della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, recita Per la piena attuazione delle misure per il
contenimento della spesa sanitaria, presso l'Assessorato regionale
della sanità può essere disposto il comando di personale delle
aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere nel
numero massimo di 35 unità da inquadrare con provvedimento del
dirigente generale del dipartimento presso cui il personale è
comandato. Gli oneri per il trattamento principale sono a carico
dell'Amministrazione di destinazione. Al personale di cui al
presente comma si applicano le disposizioni previste dall'articolo
17 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41. . La predetta
previsione legislativa, pertanto, non condiziona il reclutamento di
detto personale in comando alla verifica quali-quantitativa degli
organici dell'Amministrazione regionale.
Si ritiene peraltro doveroso sottolineare che tale personale in
comando ha fattivamente e concretamente contribuito all'adozione
dei numerosi provvedimenti connessi all'attuazione del Piano di
rientro ».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con decreto assessoriale 751/2010 veniva disposto il riordino, il
funzionamento e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale dell'azienda sanitaria provinciale di Palermo;
dal predetto provvedimento si evince l'eliminazione dei reparto di
geriatria e di psichiatria del presidio ospedaliero di Corleone
(PA), oltre al ridimensionamento della funzionalità dell'intero
presidio;
considerato che:
il presidio ospedaliero di Corleone rappresenta un'importante
struttura sanitaria non solo per gli abitanti del comune, ma per
tutti i cittadini che risiedono nel vastissimo comprensorio cui
ricade l'utenza dell'ospedale di Corleone;
tale decisione è in contrasto con il diritto alla salute del
cittadino ed è stata adottata senza aver tenuto nella giusta
considerazione le esigenze dei cittadini dell'intera area;
ritenuto che:
la nuova normativa adottata dall'Assessore per la salute mette in
pericolo ed a rischio la salute pubblica di migliaia di cittadini;
il predetto provvedimento di legge viola il diritto alla salute e
rende meno funzionale l'intero presidio ospedaliero di Corleone;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare al fine di garantire la
piena efficienza e funzionalità del presidio ospedaliero di
Corleone, con particolare riguardo alla geriatria ed alla
psichiatria;
se intendano intervenire a tutela del diritto alla salute dei
cittadini di Corleone e dell'intero comprensorio». (1114)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 1114 con la quale
l'onorevole Caputo chiede notizie in merito a modifiche del decreto
assessoriale n. 751/2010 al fine di evitare disagi e disfunzioni
nel presidio ospedaliero di Corleone (PA), si rappresenta che il
recente D.A. n. 1375/2010 ha assegnato allo stabilimento di
Corleone n. 46 posti letto per acuti distribuiti nelle Unità
operative di chirurgia generale, medicina generale, ginecologia ed
ostetricia e pediatria; inoltre 15 posti letto dell'Unità operativa
di Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dello stabilimento
"Guadagna" di Palermo sono stati riallocati presso lo stabilimento
di Corleone.
Al fine di potenziare l'assistenza sanitaria, e per dare una
valida risposta ai pazienti abbisognevoli di trattamenti post-
acuzie sono stati inoltre assegnati 16 posti letto di
riabilitazione e 16 di lungodegenza portando quindi la dotazione
totale di posti letto dello stabilimento di Corleone a 78 unità.
Alla luce di quanto sopra è evidente che l'assetto sanitario dello
stabilimento di Corleone, oggetto della rimodulazione, risponde
pienamente alle esigenze di salute della popolazione del
territorio».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
nell'ASP di Siracusa è attivo un unico servizio di anatomia
patologica intra-aziendale ubicato presso il presidio ospedaliero
Umberto I di Siracusa;
nel febbraio 2010 l'u.o.c. di chirurgia generale dell'ospedale di
Lentini (SR) lamentava, dopo ripetute sollecitazioni verbali, di
aver ricevuto 'su quasi 100 richieste di esami istopatologici, non
oltre 10 risposte riguardanti quadri clinici non urgenti' e fra
queste 'del tutto assenti le risposte riguardanti le patologie
neoplastiche';
nella stessa comunicazione si lamentava l'impossibilità di
effettuare esami intraoperatori, essenziali per la scelta del tipo
di intervento chirurgico, presso le sale operatorie dei vari
presidi ospedalieri dell'ASP;
si evidenziava infine che 'il ritardo di consegna dei referti
istopatologici può condizionare in maniera irreversibile il
trattamento dei pazienti oncologici', declinando ogni
responsabilità per 'i procedimenti medico-legali che sicuramente
nasceranno per il perdurare di tale situazione';
considerato che:
secondo quanto riportato dalla stampa locale, l'ASP di Siracusa
avrebbe cercato di sopperire alle carenze di organico nel servizio
di anatomia patologica con procedure di incarico che sono state
oggetto di denuncia alla magistratura dimostratesi poi illegittime;
da quanto si è avuto modo di apprendere, non risulta che ad oggi
il servizio di anatomia patologica abbia conseguito significativi
miglioramenti, continuandosi a manifestarsi ritardi nella consegna
dei referti richiesti che, in particolare per i casi di pertinenza
oncologica, vanno dai trenta ai quaranta giorni;
osservato che quanto sopra appare di eccezionale gravità per il
trattamento di quelle patologie che richiedono la tempestività
degli esami istopatologici;
per sapere:
se non ritenga di disporre accertamenti per appurare la veridicità
e l'esatta consistenza di quanto qui rappresentato in ordine alle
gravi carenze del servizio di anatomia patologica nella provincia
di Siracusa e quali iniziative intenda eventualmente assumere per
sostenere l'ASP nella loro risoluzione;
se sia possibile assicurare il pieno rispetto delle condizioni di
legittimità in tutte le procedure di assunzione del personale
attualmente in servizio nell'ASP di Siracusa». (1151)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 1151 con la quale
l'onorevole De Benedictis chiede notizie in merito al funzionamento
del servizio di anatomia patologica nella provincia di Siracusa, a
seguito di accertamenti disposti dalla Direzione aziendale
dell'A.S.P. di Siracusa per appurare la veridicità e l'esattezza
dei dati relativi alle gravi carenze denunciate in ordine al
funzionamento dell'Unità operativa di Anatomia Patologica si
rappresenta quanto appresso.
A seguito dell'accorpamento dell'Azienda ospedaliera Umberto I e
dell'Azienda U.S.L. 8 di Siracusa, la Direzione generale
dell'A.S.P. ha avviato un progetto di implementazione di un unico
laboratorio di anatomia patologica che rispondesse alle esigenze di
diagnostica cito-istologica di tutta la provincia, con
l'eliminazione dell'intervento privato e con il dirottamento delle
risorse necessarie verso l'unica struttura pubblica di anatomia
patologica ubicata presso il presidio ospedaliero Umberto I di
Siracusa. Ciò nell'ottica di un importante contenimento dei costi e
di un maggior controllo sulla qualità delle prestazioni.
Il progetto di rete di anatomia patologica è stato avviato nel
gennaio 2010, in concomitanza alla scadenza del contratto in atto
esistente con la GLEF s.r.l., e dopo avere acquisito la
disponibilità del dott. Claudio Castobello, Direttore dell'Unità
operativa complessa di anatomia patologica del presidio ospedaliero
Umberto I , a far fronte al derivante volume di attività.
La Direzione dell'A.S.P. ha avviato, quindi, un importante
processo di riorganizzazione anche in termini tecnologici, ancora
oggi in fase di completamento, potenziamento delle risorse umane e
acquisizione delle attrezzature necessarie, con il ricorso a
procedure straordinarie per far fronte all'urgenza del caso
(deliberazione n. 156 del 18 febbraio 2010).
Per quanto riguarda i ritardi lamentati dal Direttore dell'unità
operativa complessa di chirurgia generale del presidio ospedaliero
di Lentini, con nota del 10 febbraio 2010 la Direzione aziendale ha
immediatamente richiesto notizie al Direttore dell'unità operativa
complessa di anatomia patologica il quale, con nota prot. n.
17/2010 AP del 17 febbraio 2010, sosteneva che le emergenze e le
urgenze derivanti dall'attività dei presidi ospedalieri della
provincia erano state evase e garantite con estrema perizia e
sollecitudine.
Il dott. Castobello affermava, altresì, che tutti i casi segnalati
come possibili casi di neoplasia erano stati evasi anticipatamente
e riportate per le vie brevi (fax o referti provvisori) ai reparti
di provenienza, proprio per evitare i ritardi nella stesura del
referto su supporto informatico. I presupposti ritardi hanno
riguardato solamente referti necessitanti di indagini suppletive
con ricerca di fattori prognostici e, comunque, sono avvenuti solo
nel mese di gennaio, in piena fase iniziale, e sono stati
ampiamente risolti nel mese di febbraio, a seguito dell'adeguamento
dell'organico, del completamento della ristrutturazione dei locali
e dell'acquisizione delle attrezzature richieste.
A conferma di quanto sopra la nota del Direttore dell'unità
operativa complessa di chirurgia del presidio ospedaliero di
Lentini che, in data 3 marzo 2010, comunicava la riduzione dei
ritardi lamentati nella consegna dei referti a tempi accettabili.
Per quanto riguarda l'impossibilità di effettuare gli esami
estemporanei, il dott. Castobello, con nota prot. n. 63/2010 AP del
28 giugno 2010, ribadisce fortemente che mai e in nessun modo è
venuta meno la disponibilità ad effettuare un esame al criostato
congelatore in house, in quanto la Direzione aziendale, già nella
prima fase di avviamento del progetto, ha immediatamente provveduto
all'acquisto di 4 criostati congelatori che sono stati
immediatamente collocati in ogni presidio ospedaliero della
provincia, e utilizzati, all'occorrenza, da un tecnico e da un
medico dell'unità operativa di anatomia patologica.
In atto il progetto di rete di anatomia patologica, da gennaio di
quest'anno ha visto incrementato del 300% il numero degli esami
istologici e citologici richiesti dai cinque ospedali dell'A.S.P.,
oltre a tutta l'attività diagnostica ambulatoriale esterna. A tale
centro, nell'arco degli ultimi tre mesi, sono anche afferiti gli
esami citologici provenienti dalla 14 strutture consultoriali della
provincia. La struttura, nonostante l'altissimo carico di lavoro,
oggi è in grado di esitare in soli 3 giorni procedure diagnostiche
in codice rosso che da circa 400 casi mese sono passati a 1400
casi, con oltre 8000 prestazioni e preparati mese.
Per quanto attiene alla dotazione organica, la Direzione
aziendale, ravvisata la necessità di incrementare la componente
medica e tecnica dell'unità operativa, ha proceduto al conferimento
di incarico temporaneo a 3 medici e 4 tecnici, mediante l'utilizzo
delle preesistenti graduatorie».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 1206 con la quale
l'onorevole De Benedictis chiede notizie circa eventuali
provvedimenti per ovviare alle carenze di personale nell'azienda
sanitaria provinciale di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
A seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5, recante Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale sono stati emanati il decreto assessoriale n. 1150/2009,
concernente gli indirizzi e i criteri per il riordino, la
rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale, ed il decreto assessoriale n. 736/2010,
riguardante le linee guida per l'adozione degli atti aziendali, con
le quali le Aziende devono individuare le "strutture" nel rispetto
delle indicazioni e degli appositi "standard" ivi previsti, con
conseguente ridefinizione del numero delle strutture
(complesse/semplici) e del relativo organico.
In materia di personale, conseguentemente, si è reso necessario
procedere ad una analisi del fabbisogno di personale delle nuove
aziende sanitarie, e con il recente decreto assessoriale n. 1868
del 22 luglio 2010 sono state emanate le linee di indirizzo
regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche. Ogni
Azienda, pertanto, dovrà procedere, entro il termine del 31 agosto
2010, alla rideterminazione delle dotazioni organiche, sulla base
del numero dei posti individuati di cui all'allegato 2 del citato
decreto n. 1868, tramite una scelta "flessibile" dei profili
professionali e del comparto, della normativa vigente in materia di
organizzazione del lavoro, di quanto definito in merito con le
linee generali di indirizzo regionali, e di ogni ulteriore
disposizione normativa e contrattuale, nazionale e regionale,
vigente in materia di gestione delle risorse umane, nel rispetto
degli standard di personale (rapporto dirigenza medica/posti letto,
infermieri/posto letto e operatori sanitari/posto letto).
Pertanto, entro il suddetto termine del 31 agosto 2010, anche
l'Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa potrà procedere in sede
di rideterminazione della dotazione organica, alla scelta
flessibile dei profili professionali nuovi e di quelli esistenti,
sulla base dei numeri già individuati nell'allegato 2 del citato
D.A. n. 1868/2010».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
POGLIESE - VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che:
con nota dell'ACOSET, prot. n. 7910, pervenuta a 11 comuni della
fascia pedemontana meridionale dell'Etna, si invitavano le
amministrazioni ad emettere apposita ordinanza per l'utilizzo
dell'acqua fornita dall'ACOSET stessa esclusivamente per uso
igienico - sanitario;
contemporaneamente l'azienda ACOSET ha trasmesso all'Assessorato
Salute istanza di proroga del provvedimento di deroga per il
parametro vanadio presente nelle acque potabili;
le ordinanze emesse dai comuni creano una situazione di allarmismo
tra i cittadini e difficoltà per i titolari di esercizi
commerciali;
per quanto riguarda la problematica in generale, è stata inviata
nota DIRS/1/2033 del 29-5-2007 al Ministero della salute che
riporta, tra l'altro, che: 'Attesi gli studi scientifici
dell'università di Catania, su richiesta del Ministero della Salute
e dell'assessorato regionale Sanità della Sicilia, pubblicati sulla
rivista scientifica 'Journal of preventive medicine and higiene
1998, 39 74-73', che non evidenziano cluster di particolari
patologie, correlate al consumo di acqua contenente vanadio nella
popolazione etnea, dimostrandosi, invece, dalla odds ratio un
benefico effetto dell'acqua sulla patologia diabetica; attesi gli
studi e le nuove evidenze scientifiche, condotte presso l'ISS, che
hanno evidenziato che la presenza del vanadio nelle acque, non
induce effetti genotossici';
verificata la nota n. 16406/P./I.4c.d.l.l. del 5-7-2006, il
Ministero della salute - direzione generale prevenzione-Uff. IV, ha
tra l'altro comunicato che 'si ritiene doveroso premettere che i
valori massimi ammissibili, fissati con decreti interministeriali
ai sensi dell'art. 13 del d.lgs. 31/01, non rappresentano un
potenziale rischio per la salute umana, come confermato da numerosi
pareri del Consiglio Superiore di Sanità';
per sapere se, in tempi brevi, intendano commissionare nuovi studi
scientifici che possano chiarire in maniera definitiva la questione
in oggetto e se, nelle more, intendano prorogare il provvedimento
di deroga e produrre richiesta al Ministero della salute circa la
necessità 'di una revisione del valore parametrico del vanadio'».
(1233)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 1233 con la quale
l'onorevole Pogliese chiede notizie circa la proroga del
provvedimento di deroga per il parametro "vanadio" presente nelle
acque potabili, si rappresenta quanto segue.
Premesso che allo stato attuale non è possibile trarre un nesso di
causa-effetto tra la qualità delle acque in distribuzione potabile
nell'area del massiccio etneo e l'incremento di patologie nella
popolazione, studi qualificati condotti dall'Istituto Superiore di
Sanità nell'ambito di attività che investono direttamente le
competenze di questo Assessorato parrebbero escludere l'insorgenza
di effetti nocivi sulla salute umana in relazione alle alte
concentrazioni di vanadio nelle acque dell'area interessata.
Va detto anche che questa Amministrazione ha rivolto una
particolare attenzione alle criticità riguardanti il problema del
superamento dei valori di parametro relativamente all'elemento
vanadio nelle acque in distribuzione potabile nell'area etnea.
Invero, al 31 dicembre 2007 era scaduta la deroga accordata alla
Acoset s.p.a., principale gestore delle acque in distribuzione
potabile presso taluni comuni del massiccio etneo, per cui è stata
avviata, giustappunto dal mese di ottobre 2009, una intensa
attività epistolare che ha portato all'inoltro da parte della
Acoset s.p.a. medesima della riproposizione della richiesta di
deroga corredata degli interventi tecnici e progettuali per la
realizzazione dei presidi tecnologici necessari ai fini del
contenimento dei valori di parametro relativamente all'elemento
vanadio.
La documentazione è stata trasmessa al Ministero della salute che,
ove ricorrano gli estremi favorevoli agli esiti della istruttoria,
dovrà emettere apposito decreto con il quale autorizzare la Regione
al rilascio della deroga per un termine necessario
all'approntamento degli interventi di cui si è già detto.
Al riguardo il Ministero della salute ha già trasmesso il
carteggio al Consiglio Superiore di Sanità che al più preso
dovrebbe esaminare la richiesta sulla scorta, anche, della
documentazione scientifica prodotta dall'Istituto Superiore di
Sanità comprovante la mancanza di effetti negativi sulla salute
umana delle concentrazioni relative al vanadio.
Con riguardo ai quesiti specifici posti nell'interrogazione in
oggetto si precisa che è in corso di valutazione la possibilità di
avviare studi scientifici mirati (che possano fugare eventuali
dubbi sulla possibilità che le concentrazioni di vanadio presenti
nelle acque in distribuzione potabile nei comuni del massiccio
etneo) che, appare doveroso sottolineare, dovranno essere preceduti
da approfonditi studi di tecniche e metodologie epidemiologiche la
cui esecuzione richiede comunque tempi di progettazione e
realizzazione di lungo periodo.
Per quanto riguarda la richiesta concernente la necessità di
proroga del provvedimento di deroga e produrre richiesta al
Ministero della salute circa la revisione del valore parametrico
del vanadio si fa presente che la proroga della deroga può essere
accordata solo previa autorizzazione del Ministero della salute e
del Ministero dell'ambiente.
Al riguardo si fa presente che già a seguito di apposita richiesta
inoltrata da questa Amministrazione il Consiglio Superiore di
Sanità è stato all'uopo convocato e sugli esiti delle
determinazioni assunte dallo stesso Consiglio Superiore si è in
attesa di comunicazioni ufficiali da parte del Ministero della
salute».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MANCUSO - LIMOLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che l'azienda ospedaliera 'Ospedali Riuniti
Villa Sofia Cervello', in qualità di azienda capofila delle aziende
sanitarie della Regione siciliana, ha promosso una gara per
l'affidamento, mediante procedura aperta, del servizio quinquennale
di brokeraggio assicurativo per conto delle aziende sanitarie della
Regione;
il disciplinare di gara prevede, all'art. 7, che alla società
aggiudicataria, oltre alla remunerazione derivante dall'esecuzione
quinquennale dell'attività di brokeraggio, l'amministrazione
corrisponderà una somma, a titolo di asserita remunerazione per
attività di consulenza, individuata, come importo posto a base
d'asta, in euro 400.000,00;
rilevato che è circostanza notoria ed ormai incontestata che
l'attività di brokeraggio assicurativo non deve mai comportare un
costo aggiuntivo per la pubblica amministrazione, in quanto il
broker ricava la propria remunerazione percependo un'aliquota del
compenso dovuto alla compagnia assicurativa, tanto che tale
principio ha trovato ripetuta conferma in diverse pronunce
giurisprudenziali anche recenti; in particolare, da ultimo, il TAR
Veneto, con la sentenza n. 1368 del 6 maggio 2009, ha evidenziato
come le commissioni corrisposte al broker non possono configurarsi
quale costo aggiuntivo per le U.L.S.S. proprio in quanto sono parte
delle aliquote che normalmente le compagnie di assicurazione
riconoscono alla propria rete di vendita diretta - ossia alle
proprie agenzie. Come per altro confermato, tra gli altri, dal TAR
Abruzzo con la sentenza n. 397 del 26 luglio 2006; dalla Corte dei
conti, sezione giurisdizionale per la Lombardia, con la sentenza n.
1536 del 2004, ed ancora dalla Corte dei conti, sezione I
giurisdizionale, con la sentenza n. 179 del 17 aprile 2008;
verificato inoltre che anche la dottrina (prof. Anna Moscarini,
prof. Sergio Paci) è pacifica in ordine al superiore principio e
che persino l'AIBA (associazione italiana brokers di assicurazioni
e riassicurazioni), dalla quale - in quanto per definizione ente
portatore degli interessi di della categoria di operatori - sarebbe
lecito attendersi una posizione contraria, ha viceversa spesso
insistito sul concetto di gratuità per la pubblica amministrazione
dell'attività di brokeraggio assicurativo;
ritenuto che la scelta della stazione appaltante di riconoscere
all'aggiudicatario un importo (rilevante) ed ulteriore rispetto al
già ingentissimo compenso che lo stesso percepirà attraverso la
stipula dei vari contratti assicurativi per ben 17 aziende
sanitarie è destinata, da un lato, a produrre un significativo
danno erariale e, dall'altro, a beneficiare l'aggiudicatario stesso
della percezione di un inatteso e non dovuto 'doppio guadagno';
osservato che:
in questa particolare fase congiunturale nella quale la
popolazione siciliana deve fronteggiare, oltre ai noti effetti
della generale crisi economica, anche i maggiori costi derivanti
dall'improvvida scelta del Governo regionale di prevedere nella
legge finanziaria significativi aumenti di tasse ed oneri, appare
assurdo che la Regione decida di regalare 400.000,00 euro a chi si
aggiudicherà la gara in questione, percependo, già per questa
ragione, elevatissimi compensi derivanti, per quanto già chiarito
in precedenza, dall'incasso della quota parte di premio che verrà
pagata alla compagnie assicurative;
accertato che è noto che l'attività di consulenza rientra in
quelle che vengono remunerate al broker attraverso la percezione di
una percentuale del premio assicurativo e che tale previsione del
bando di gara, nella parte in cui riconosce al broker un ulteriore
ed ingente importo a carico delle finanze regionali, appare
caratterizzata da un inutile e grave spreco di denaro pubblico;
evidenziato che non sembra in linea con la dovuta terzietà della
stazione appaltante la circostanza della quale si chiede altresì
specifica conferma per cui la Regione siciliana risulta main
sponsor di un master (Mims 2010) in materia di management per la
sanità che si tiene presso l'Università Bocconi di Milano, la cui
organizzazione, tra gli altri, è affidata alla Marsch s.p.a.,
primaria azienda nel settore del brokeraggio assicurativo, dandosi
in tal modo vita ad una strana sinergia tra ente committente e
potenziale partecipante alla gara;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per evitare un simile sperpero
di denaro pubblico;
in particolare, se non ritengano di intervenire, ciascuno
nell'esercizio delle proprie attribuzioni, al fine provvedere e/o
promuovere i necessari atti amministrativi affinché la procedura
venga sospesa e/o revocata ed il bando e il disciplinare di gara
debitamente modificati con l'eliminazione della parte in cui viene
attribuito (o meglio regalato) all'aggiudicatario un ulteriore
compenso pari ad euro 400.000;
se corrisponda al vero che la Regione siciliana risulti main
sponsor di un master (Mims 2010) in materia di management per la
sanità che si tiene presso l'Università Bocconi di Milano, la cui
organizzazione, tra gli altri, è affidata alla Marsch s.p.a.».
(1268)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione n. 1268 con la quale
l'onorevole Mancuso chiede notizie in merito agli atti della gara
per l'affidamento, a mezzo di procedura aperta, del servizio
quinquennale di consulenza e brokeraggio assicurativo per conto
delle aziende sanitarie della Regione siciliana, si rappresenta
quanto segue.
Premesso che il servizio oggetto dell'appalto è assolutamente
innovativo e non ha precedenti in altre realtà italiane, si precisa
che il valore posto a base d'asta è riferito ad un quinquennio e
sarà, comunque, oggetto di miglioria in sede di gara a seguito dei
ribassi che verranno praticati dai concorrenti.
Inoltre il disciplinare di gara prescrive, all'art. 21, penalità
da imputare all'aggiudicatario che incorra in inadempimento
contrattuale sia per le prestazioni rientranti nell'assistenza che
per quelle ascrivibili alla consulenza. E' disposto, infatti,
testualmente che:
"L'impresa aggiudicataria del servizio è soggetta all'applicazione
di penalità in caso di ritardi nell'esecuzione del contratto o
esecuzione non conforme alle modalità indicate nel contratto.In
particolare, verrà applicata una penale giornaliera pari all'1 %
dell'importo posto a base d'asta ( 4.000,00/die), per l'attività
di consulenza per ogni giorno di ritardo oltre le scadenze
prefissate alla lettera d) art. 3 del presente disciplinare. ".
Invero l'articolo 3, lettera d), prevede che le attività di cui
alla lettere a), b) e c) del medesimo disciplinare dovranno essere
formalizzate con la presentazione di un documento di Risk
Assessment entro 120 giorni dalla sottoscrizione del contratto. Per
maggiore comprensione si riportano sinteticamente le attività
previste dai punti a), b) e c):
a) analisi tecnico-assicurativa delle polizze esistenti e delle
eventuali migliori condizioni rinvenibili sul mercato assicurativo
attuale anche con ricorso a strumenti di finanziamento del rischio;
b) redazione di una check list per la riduzione dell'incidenza del
rischio in caso di crisi e per la limitazione al minimo dell'entità
del danno, con individuazione immediata di azioni correttive per
non subire danni di immagine e gestire la comunicazione al
pubblico;
c) analisi dei rischi e individuazione di eventuali soluzioni di
Risk Financing.
Continua l'articolo 21: "Verrà, altresì, applicata una penale
giornaliera pari all'1% dell'importo posto a base d'asta (
4.000,00 /die) per l'attività di consulenza per ogni giorno di
ritardo oltre le scadenze prefissate alla lettera g) art. 3 del
presente disciplinare ".
L'articolo 3, lettera g), prevede la presentazione del Piano
Assicurativo Ottimale delle Aziende Sanitarie che deve includere il
documento di Risk Assessment. Il P.A.O. deve essere presentato
entro 60 giorni dalla presentazione del Piano Assicurativo di breve
periodo.
Sempre l'articolo 21 precisa: "Verrà, poi, applicata una penale
giornaliera pari ad 5.000,00 per l'attività di assistenza per
ogni giorno di ritardo oltre le scadenze prefissate alle lettere
f), h), l), q), r), art. 3 del presente disciplinare".
Si riportano, in sintesi, le scadenze e tempi prefissati alle
lettere f), h), l), q), r) dell'articolo 3 del disciplinare,
omettendo tutte le prestazioni descritte nelle stesse:
entro 120 gg. dal contratto deve essere presentato un Piano
Assicurativo di breve periodo del Sistema Sanitario Regionale;
entro ulteriori 120 gg. dall'approvazione del Piano di breve
periodo devono essere predisposti tutti i capitolati di gara delle
17 Aziende Sanitarie ed ultimate tutte le procedure per
l'affidamento delle coperture assicurative di breve periodo;
è previsto inoltre il controllo sulla emissione delle polizze,
appendici, notifica delle scadenze dei pagamenti dei premi e/o
eventuali conguagli con almeno 30 giorni di anticipo.
Inoltre l'articolo 18 del disciplinare di gara testualmente
prescrive: "Il pagamento del corrispettivo relativo al servizio di
consulenza sarà disposto, da parte dell'Azienda Capofila, a cadenza
trimestrale, previa produzione, da parte del Broker, aggiudicatario
del servizio, di una relazione esaustiva sullo stato di avanzamento
dei lavori, che dovrà essere condiviso ed attestato dagli Uffici
delegati di ogni singola Azienda che usufruirà del servizio, ed a
seguito di presentazione di regolare fattura
Qualora si verificassero contestazioni, i termini di pagamento
rimarranno sospesi e riprenderanno a decorrere con la definizione
della pendenza. L'Azienda Capofila, a garanzia della puntuale
osservanza delle clausole contrattuali, può sospendere, ferma
restando l'applicazione delle eventuali penalità, i pagamenti al
fornitore cui sono state contestate inadempienze nell'esecuzione
del servizio, fino a che non si sia posto in regola con gli
obblighi contrattuali (art. 1460 c.c.).
Resta tuttavia espressamente inteso che in nessun caso, ivi
compreso il caso di ritardi di pagamento dei corrispettivi dovuti,
il fornitore potrà sospendere il servizio e, comunque, le attività
previste nel contratto, ferma restando, in caso contrario, per
l'Azienda Capofila la possibilità di perseguire detto comportamento
come inadempimento contrattuale con le modalità di legge.".
Per quanto sopra evidenziato esistono, nei documenti di gara,
sufficienti clausole di salvaguardia e garanzia per evitare che la
remunerazione correlata alla consulenza non assicurativa venga
erogata solo ove le prestazioni siano rese correttamente e nei
tempi programmati.
Né può eccepirsi che il disciplinare della gara indetta per le
Aziende Sanitarie della Regione siciliana non sia coerente con i
contenuti della segnalazione n. AS623 dell'Autorità Garante della
concorrenza e del mercato, con la quale la stessa Autorità contesta
procedure di gara che attengano all'affidamento congiunto del
servizio assicurativo (contratti assicurativi) e del servizio di
consulenza e brokeraggio assicurativo. Infatti l'Autorità non
condivide bandi risolti solo alla categoria professionale del
broker assicurativo e finalizzati alla ricerca di:
a) un pacchetto di contratti assicurativi adeguati alle necessità
di copertura dei rischi;
b) un soggetto incaricato dello svolgimento del servizio
professionale di consulenza e di brokeraggio assicurativo nei
confronti della stazione appaltante.
Il modus operandi introdotto dalla procedura di gara della Regione
siciliana è ben motivato dall'esigenza di inglobare in un unico
soggetto, professionista esperto in materia assicurativa e di
gestione e prevenzione del rischio, l'unico interlocutore delle
Direzioni strategiche delle 17 Aziende Sanitarie, che assuma anche
un ruolo consultivo per gli Uffici dell'Assessorato, mettendo a
disposizione del Committente Aziende Sanitarie regionali, nonché
dell'Assessorato della salute, la propria struttura ed esperienza,
il know-how, le informazioni indispensabili, un sistema informativo
di supporto affinché, attraverso il servizio appaltato, il S.S.R.,
al termine del quinquennio di esecuzione del servizio, sia nelle
condizioni di gestire e prevenire, in autonomia, gli eventi ed i
fatti che possono determinare, per le strutture sanitarie
regionali, un danno economico o anche solo un danno di immagine».
L'Assessore
dott. Massimo Russo