Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
n. 195 e n. 196 del 14 settembre 2010 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missione
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Campagna e Digiacomo sono
in congedo per oggi, l'onorevole Scoma dal 21 al 23 settembre 2010.
I congedi testé comunicati sono conformi alla recente normativa in
materia.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Caputo è in missione per
ragioni del suo ufficio dal 21 al 22 settembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per le Infrastrutture, le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
N. 211 - Notizie sulla continuità dei collegamenti con le Isole
Eolie (ME).
Firmatario: Panarello Filippo
N. 920 - Interventi a tutela dei portatori di handicap automuniti.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 923 - Opportune iniziative al fine di ratificare il contratto
di servizio necessario alla destinazione di parte dei fondi FAS
alla Sicilia per interventi infrastrutturali.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 956 - Iniziative per migliorare il servizio di trasporto
ferroviario nella provincia di Messina.
Firmatari: Laccoto Giuseppe; Picciolo Giuseppe
N. 976 - Notizie sull'applicazione dell'art. 33 della l.r. n. 6
del 2009, rubricato 'Recupero edifici situati nei centri storici e
zone omogenee'.
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 1006 - Iniziative per aumentare il numero di collegamenti
aerei nazionali da e per la Sicilia.
Firmatario: Aricò Alessandro
N. 1009 - Installazione nelle gallerie della rete autostradale
regionale di apparecchiature atte a garantire la continuità delle
conversazioni telefoniche.
Firmatario: Marziano Bruno
N. 1012 - Iniziative per ridurre i tempi di percorrenza dei treni
nella tratta Palermo - Catania.
Firmatari: Scammacca Della Bruca Guglielmo; Adamo Giulia; Mineo
Francesco
N. 1043 - Iniziative per consentire allo IACP di Acireale (CT) di
svolgere i compiti di gestione del patrimonio immobiliare di alcuni
comuni del Catanese.
Firmatario: Raia Concetta
N. 1052 - Iniziative presso il Governo nazionale per il
finanziamento dell'opera 'variante della strada statale 115 sud
occidentale sicula', tra gli abitati di Trapani e Mazara del Vallo.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1081 - Interventi per potenziare l'autolinea di collegamento
tra il comune di Floresta (ME) e Messina.
Firmatario: Corona Roberto
N. 1090 - Provvedimenti urgenti al fine di ripristinare la
viabilità interrotta nella s.s. n. 188 tra Salemi e Marsala e nella
s.s. n. 188 A tra Salemi e Trapani.
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 1106 - Richiesta di interventi urgenti di messa in sicurezza
degli stabili pericolanti di Viale Biagio Pecorino a Catania.
Firmatario: Arena Giuseppe
N. 1118 - Riapertura dei termini previsti dalla legge regionale n.
20 del 2007 in materia di edilizia agevolata
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore
N. 1139 - Iniziative per la definizione della pianta organica del
Consorzio autostrade siciliane (CAS) nel rispetto della normativa
prevista dal contratto nazionale di lavoro.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1140 - Interventi per una rapida stipula del contratto di
servizio con Trenitalia e per scongiurare la politica di
disinvestimento nelle ferrovie del Sud.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1159 - Interventi urgenti per la risagomatura spondale e la
pulizia dell'alveo del fiume Verdura, in provincia di Agrigento.
Firmatario: Bosco Antonino
N. 1161 - Chiarimenti circa l'ingiustificato aumento della rata di
mutuo agevolato da parte della società cooperativa edilizia San
Michele Arcangelo.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1167 - Notizie in merito allo stato d'avanzamento dell'iter di
realizzazione dell'autoporto di Vittoria (RG).
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1168 - Rimozione del divieto di reclutamento di nuovo personale
ovvero di progressione di carriera di quello in servizio per
l'Azienda siciliana trasporti.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1194 - Interventi, a livello centrale, in ordine alla
dismissione del patrimonio immobiliare da parte di 'Ferrovie dello
Stato s.p.a.' nella Regione siciliana.
Firmatari: Musotto Francesco; Arena Giuseppe; Colianni Paolo
N. 1223 - Chiarimenti in ordine all'iter di approvazione e ai
contenuti del piano regolatore generale del porto di Siracusa.
Firmatario: Marziano Bruno
N. 1253 - Iniziative riguardo all'istituzione dell'ecopass a
Messina.
Firmatario: Currenti Carmelo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Riconoscimento di bottega-scuola alle imprese artigiane (n. 607)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
Pogliese, Buzzanca, Falcone, Mancuso, Vinciullo in data 16
settembre 2010
Norme per l'introduzione del quoziente familiare in Sicilia (n.
608)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo
in data 17 settembre 2010.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Norme per le strutture residenziali destinate all'assistenza dei
soggetti fragili (n. 606)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli De
Benedictis, Laccoto, Digiacomo, Ferrara in data 16 settembre
2010.
inviato in data 16 settembre 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme sulla pubblicazione degli atti giudiziari (n. 554)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 15 settembre 2010
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Incentivi per le imprese che assumono lavoratori ex detenuti (n.
579)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 14 settembre 2010
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive
(n. 605)
di iniziativa governativa
inviato in data 15 settembre 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Modifiche alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, in materia
di credito d'imposta per l'occupazione (n. 601)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 17 settembre 2010
Istituzione del parco geominerario delle zolfare siciliane (n.
603)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 20 settembre 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Galvagno, in data 6 agosto
2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 601
Modifiche alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, in materia
di credito di imposta per l'occupazione'.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 13 agosto 2010, ha impugnato
l'articolo 5 della deliberazione legislativa recante Interventi
per l'eliminazione delle carcasse di animali e per la prevenzione
del randagismo. Interventi in favore dei comuni in crisi
finanziaria (ddl nn. 336-338) approvata dall'Assemblea il 5 agosto
2010 per violazione dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituto autonomo case popolari di Messina - Nomina commissario
straordinario (n. 108/I)
reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010
CEFPAS - Designazione componente in seno al consiglio di
amministrazione (n. 109/I)
reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Palermo. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 110/I)
reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Messina. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 111/I)
reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Trapani. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 112/I)
reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010
Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta. Designazione
componente del collegio dei sindaci (n. 113/I)
reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre
2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'Assessore regionale per il turismo, in una delle sue tante
interviste, ha dichiarato che per rilanciare il turismo della
Sicilia necessiterebbe incentivare e attrarre quello omosessuale,
in quanto ricco e quindi dai grandi ritorni economici per la
Regione;
la dichiarazione dell'Assessore Strano ha suscitato varie
polemiche e, comunque, critiche per almeno due considerazioni, e
cioè che parlare di turismo omosessuale significherebbe, da un
lato, diffondere una cultura, quella gay, che è anni luce lontana
dalle nostre tradizioni e dal nostro sentire comune, dall'altro,
sottolineare che vi può essere un turismo di nicchia, come quello
omosessuale, vorrebbe dire creare appunto delle differenziazioni,
per cui nello stesso momento, in cui se ne parla si evidenzierebbe
un distinguo e quindi si creerebbero discriminazioni e la
ghettizzazione delle stesse persone omosessuali;
considerato che, volendo tralasciare tutte le superiori
considerazioni, alcuni esperti hanno invece sostenuto la povertà e,
dunque, l'inconcludenza dell'idea lanciata dall'Assessore per il
turismo, in quanto tale turismo, per quanto incentivato, non
potrebbe portare quei vantaggi economici di cui si illude il
titolare di uno degli Assessorati cardine della Regione siciliana;
atteso che da quando l'Assessore Strano ha ricevuto la
responsabilità di Governo, non pare che la Sicilia abbia fatto
alcun salto di qualità in termini di offerta, né tanto meno in
termini di ricadute economiche per il territorio regionale;
tenuto conto che nell'originario programma del Governo, sostenuto
dall'odierno interrogante, non pare che vi fosse traccia della
linea programmatica tracciata dall'Assessore per il turismo;
per sapere se l'idea di incentivare il turismo omosessuale in
Sicilia rappresenti un punto cardine del suo programma politico-
amministrativo e se il fatto di non averlo menzionato nella stesura
del programma medesimo, presentato agli elettori siciliani, sia
stata una mera svista, che magari si premurerà di correggere con
una o più conferenze stampa itineranti per il mondo, o se, invece,
trattasi di una brillante novità di un Assessore, intelligente ed
intuitivo, che finalmente ha capito come risolvere tutti i problemi
della Sicilia, almeno nel campo turistico». (1376)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'Assessorato Risorse agricole e alimentari della Regione
siciliana, con apposito bando, ha espletato nel 2010 il ritiro
straordinario dal mercato di ton. 50.000 di arance individuando,
con lo stesso bando, 2 categorie di destinatari:
1) i produttori agrumicoli, che venivano sostenuti in un periodo
di gravi difficoltà di commercializzazione ed ai quali veniva
riconosciuto dalla Regione un importo per ogni ton. di arance
consegnate pari ad euro/ton 210,00, a fronte di un prezzo di
mercato pari ad euro/ton. 130,00;
2) le imprese di lavorazione del prodotto, le quali sono state
incaricate alla trasformazione degli agrumi in succo di arancia per
la distribuzione del prodotto a fini umanitari, in forza alle
indicazioni del banco alimentare;
considerato che:
i problemi del settore agrumario vanno risolti puntando su fattori
che tengano conto del momento storico di economia globale in cui ci
troviamo;
in particolare, sarebbe opportuno avviare politiche tendenti a
valorizzare la qualità dei suoi prodotti piuttosto che la quantità,
anche alla luce del fatto che il mercato attuale è caratterizzato
da facilità di interscambi e da una logica meramente economico-
finanziaria. Pertanto il succo di arancia, così come qualsiasi
altro prodotto, viene comprato dalle aziende di commercializzazione
laddove viene offerto al prezzo più basso;
ritenuto che:
l'obiettivo del piano strategico deve essere quello di riconoscere
e far riconoscere principalmente al succo di arancia rossa di
Sicilia la sua caratteristica di unicità, affermando e facendo
affermare in tutte le sedi competenti che esso può essere prodotto
solo in Sicilia e solo da arance rosse di Sicilia. In tal modo,
esso non potrà più subire la concorrenza sleale dei prodotti di
altre regioni italiane o peggio di altri Paesi comunitari o extra-
UE;
ritenuto inoltre che la Regione siciliana dovrebbe assumere tutte
le iniziative utili affinché questo prodotto siciliano di
eccellenza venga tutelato con apposito disciplinare che non
consenta mai più che si possano commercializzare succhi, con
denominazione 'arance rosse', provenienti da altri Paesi e/o
dall'Italia, e che non provengono da prodotti IGP, avviando
apposite iniziative promozionali e di marketing territoriale per
valorizzare un marchio che tuteli il succo di arance di Sicilia;
per sapere, con riferimento alla scorsa campagna di ritiro delle
arance:
se siano state consegnate da parte dei produttori agrumicoli le
ton. 50.000 di arance previste;
se siano state pagate ai produttori agrumicoli le consegne
effettuate;
se siano stati rispettati i termini ed i tempi di consegna,
previsti dal regolamento emesso dall'Assessorato, per la consegna
degli agrumi, la trasformazione in succo e la distribuzione dei
prodotti ottenuti ai fini umanitari;
quanto prodotto da distribuire a fini umanitari sia stato ottenuto
dalla trasformazione e quanto di questo ne sia stato distribuito;
quale sia il programma dell'Assessorato per il prodotto tutt'oggi
non distribuito;
quale sia l'ente di controllo deputato alla verifica che la
qualità del prodotto consegnato risponda a quella prevista dal
bando;
infine, quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere per
ottenere un marchio che tuteli il succo di arance di Sicilia al
fine di proteggerlo dalle incursioni di mistificatori che
utilizzano impropriamente il marchio 'arance rosse di Sicilia'».
(1377)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con decreto depositato il 9 settembre u.s., la sezione di Catania
del Tribunale amministrativo regionale, ritenendo fondati i profili
di illegittimità sollevati dall'ANCE Sicilia e dall'ANCE di
Catania, ha accolto la richiesta urgente di sospensiva della gara
relativa ai lavori di riqualificazione dell'aeroporto Fontanarossa,
rinviando la trattazione del merito al 7 ottobre p.v.;
i due profili di illegittimità, rilevati dal Giudice
amministrativo all'interno del bando della S.A.C., impugnato
dall'associazione dei costruttori edili e resi noti dal quotidiano
'La Sicilia', risulterebbero gravemente lesivi del generale
principio di libera concorrenza ed accesso al mercato, determinando
grave pregiudizio nei confronti delle numerose imprese siciliane
estromesse dalla partecipazione alla gara;
considerato che:
l'accoglimento da parte del TAR degli elementi che hanno spinto
l'ANCE a presentare ricorso desta viva preoccupazione, gettando più
di un'ombra inquietante sulla regolarità della procedura seguita
dall'ente appaltante nella predisposizione del bando di gara;
l'inserimento di una errata categoria di iscrizione lavori, stando
sempre alle notizie di stampa, infatti, ha di fatto escluso tutte
le imprese siciliane dalla partecipazione alla gara, riservando
l'accesso solo a soggetti dotati di particolari qualifiche
specialistiche, il cui ristretto novero includerebbe esclusivamente
imprese del Nord Italia, mentre il bando di gara si riferirebbe
alla realizzazione di opere ed interventi di natura generale e non
solo specialistico, ravvisandosi in tale discutibile scelta
l'estrema gravità del danno verso gli interessi collettivi;
rilevata la gravissima ed ingiustificata circostanza che l'ente
appaltante, la S.A.C., società di gestione dell'aeroporto di
Catania, nonostante il bando sia stato pubblicato il 6 agosto e la
data di presentazione delle offerte sia stata fissata per il 15
settembre, abbia incredibilmente imposto la presentazione delle
istanze per il rilascio dell'attestato di presa visione dell'intera
documentazione del bando di gara entro il 10 di agosto (a soli
quattro giorni dalla sua pubblicazione);
ritenuto di dover esprimere piena solidarietà alla scrupolosa ed
attenta azione dell'ANCE ed all'intera categoria siciliana, che in
questa come in altre circostanze ha più volte rilevato la palese
illegittimità di numerosi appalti pubblici, auspicando, a tal fine,
un intervento deciso della magistratura ordinaria volto ad
accertare eventuali responsabilità dei gravi fatti denunciati in
sede amministrativa;
per sapere:
quali urgenti provvedimenti intendano adottare a tutela dei
legittimi interessi dell'intera imprenditoria siciliana, già
gravemente in difficoltà ed oggi spettatrice inerme del continuo
saccheggio economico condotto dai potenti gruppi imprenditoriali
settentrionali;
se non ritengano opportuno, in considerazione dei risvolti
economici ed occupazionali che determinerà la riqualificazione ed
adeguamento dell'aeroporto di Fontanarossa, disporre un'ispezione
urgente volta a verificare la sussistenza dei profili di
illegittimità della procedura di gara che hanno determinato la
sospensiva disposta dal TAR di Catania». (1378)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ARENA
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
l'Agenzia per l'impiego ha predisposto un'ipotesi di riassetto
organizzativo del personale che dovrà operare negli sportelli
multifunzionali;
in base al lavoro prodotto dalla suddetta Agenzia, si prevede che
il personale venga utilizzato nell'ambito dello stesso ente
coprendo anche le funzioni stabilite dal modello di accreditamento
e idealtipico;
si prevede che il personale non impiegabile nello sportello
dell'ente di appartenenza, perché al di fuori dei parametri
stabiliti in base al modello idealtipico, verrà collocato
parzialmente o totalmente presso altro ente;
detta condizione determinerebbe che il personale in soprannumero,
rimanendo in carica nell'ente di appartenenza, verrebbe tuttavia
impiegato in altro ente in posizione di comando, mentre l'ente di
appartenenza riceverebbe il finanziamento anche per il personale
posizionato altrove;
sempre in base a tale ipotesi di riassetto organizzativo
risulterebbe un bacino di personale non collocabile negli
sportelli;
considerato che:
l'amministrazione intende istituire le strutture di coordinamento
(direzione) in base agli sportelli assegnati, posizionando in
queste strutture il personale che si presume essere quello non
collocabile;
le sedi di coordinamento (direzione) verrebbero riconosciute a
quegli enti che hanno un numero di sportelli con ottanta dipendenti
su almeno quattro province e con quaranta dipendenti su almeno due
province, favorendo di fatto soltanto enti che hanno operato al di
fuori dei parametri oggi considerati funzionali di 7,5, avendo
molte più unità di quelle necessarie;
non è dato sapere le modalità di avviamento degli addetti di
quegli enti che non avevano mai avuto autorizzati gli sportelli
funzionali;
secondo le direttive impartite al dirigente generale dell'Agenzia
da parte dell'Assessore per la famiglia, andavano garantite le
unità assunte sino al 31 dicembre 2008;
le strutture intermedie di coordinamento, prima denominate
sportello di coordinamento, non verrebbero riconosciute ad enti che
gestiscono sportelli e personale sufficienti per giustificare le
strutture di coordinamento (direzione) su base provinciale
autonoma, pur afferendo in maniera funzionale ad un ente associato
con sede di coordinamento costituito ed accreditato;
per sapere:
quante siano realmente le unità in cosiddetto esubero e non
collocabili;
se, nell'ambito dell'ipotesi di riassetto organizzativo sopra
citato, siano previste modalità differenziate che permettano agli
enti che hanno unità di personale inferiore agli standard del
modello idealtipico un utilizzo di personale in esubero dagli altri
enti, mentre per i nuovi enti accreditati consentono di fatto nuove
assunzioni;
quali siano le fonti di finanziamento delle sedi di coordinamento
e se si prevedano nuove autorizzazioni ad assunzioni utilizzando
l'escamotage delle 'unità non collocabili' nel nuovo assetto
organizzativo, che consentirebbe qualche centinaio di nuove
assunzioni in violazione degli obiettivi di contenimento della
spesa». (1379)
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che nella zona montana della
provincia di Siracusa sono numerosi gli operai impiegati nella
forestale;
considerato che:
negli ultimi tre mesi, per cause non ancora chiare e definite, gli
operai de quibus non hanno ancora percepito lo stipendio,
nonostante lavorino per portare avanti le rispettive famiglie e
sicuramente 'non per hobby';
oltre a non avere percepito lo stipendio, gli operai non hanno
ancora oggi ricevuto il pagamento degli arretrati contrattuali
relativo agli anni 2006/2008;
visto che:
da più parti si levano voci di solidarietà nei confronti dei
lavoratori che lamentano l'inaccettabilità dell'accaduto;
molti lavoratori, a causa del ritardo nel pagamento degli
stipendi, sono incappati in spiacevoli situazioni di disagio, come
il taglio dei servizi di fornitura della luce, dell'acqua o il
sequestro dei propri beni da parte dell'ente riscossore in Sicilia;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario intervenire su una vicenda
ancora oggi poco chiara e definita, che sta diventando vergognosa e
surreale oltre ad aver arrecato gravissimi danni al personale del
settore forestale;
se non ritengano urgente e non più rinviabile procedere al
pagamento delle spettanze vantate dai lavoratori, al fine di dare
dignità e tranquillità economica a chi tutte le mattine si reca a
lavorare per mantenere la propria famiglia». (1380)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la stazione ferroviaria di contrada Targia nel comune di Siracusa,
inaugurata nel 1998, in concomitanza con la chiusura del passaggio
della linea ferrata lungo corso Gelone, via Agatocle, via Piave, la
Mazzarrona ed il completamento del tunnel sotterraneo che passa
sotto contrada Pizzuta, collegandosi al nuovo scalo merci di
contrada Pantanelli, versa in uno stato di totale abbandono;
nonostante i lavori effettuati, l'impianto è ad oggi utilizzato
solamente per il transito di cinque treni: uno proveniente da
Augusta, tre da Siracusa ed uno diretto a Modica;
considerato che:
dopo il passaggio dei cinque convogli sopra elencati, la stazione
chiude al pubblico, con l'impossibilità per chiunque di acquistare
biglietti;
a causa del ridotto utilizzo della stazione, il sito è diventato
luogo di ricovero per cani randagi, con tutti i rischi che questo
comporta per i passanti;
a rendere la zona maggiormente degradata contribuisce la presenza
nelle vicinanze dell'ex stabilimento delle Eternit, che si trova in
stato di totale abbandono;
visto che:
Trenitalia ha investito oltre cinquanta milioni di euro per la
realizzazione di un parcheggio all'interno dell'area ferroviaria,
per l'accesso funzionale ai disabili e un sovrapassaggio, dotato di
scalo ferroviario con due banchine e tre binari, oltre ad una sala
d'attesa e altre sale per il personale addetto;
ad oggi, la stazione risulta di difficile accesso, visto
l'inadeguato ingresso lungo la ex strada statale 114, oggi strada
provinciale;
per sapere se non intendano, con l'urgenza del caso, promuovere un
vertice con i dirigenti di Trenitalia, al fine di rendere più
funzionale l'impianto ferroviario di contrada Targia ed evitare che
un investimento così cospicuo non si traduca nell'ennesimo spreco
di risorse pubbliche e rappresenti un duplice danno per la
collettività oltre che un pericolo per i cittadini». (1381)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
ormai da tempo, l'area ferroviaria di piazza Regina Margherita,
nella città di Avola (SR), non riserva all'utenza un'accoglienza
dignitosa;
nonostante i recenti interventi di ristrutturazione, la stazione,
come altre della provincia di Siracusa, risulta ad oggi sprovvista
di sportelli abilitati alla rivendita di biglietti, di controllore
e di servizi igienici;
considerato che:
negli ultimi mesi, sono sempre di più i residenti della zona che
lamentano la massiccia presenza nel sito di siringhe spesso sporche
di sangue e con l'ago ancora inserito;
l'intera area ferroviaria, a causa della presenza di
tossicodipendenti e della scarsa - o meglio assente - illuminazione
risulta del tutto impraticabile nelle ore serali e notturne;
visto che la situazione sopra descritta, oltre a minare la
sicurezza dei bambini e delle famiglie che vivono nella zona,
rappresenta un costante pericolo per i pendolari e i turisti,
costretti a districarsi tra le siringhe, abbandonate la notte prima
dai drogati nelle aiuole e nei viali;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di individuare concrete soluzioni e mettere a termine ad una
situazione di pericolo e di degrado sociale che poco si addice ad
una città come Avola, da sempre meta di turisti e dal consolidato
prestigio». (1382)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
negli anni passati, soprattutto fra il 1960 e la fine degli anni
70, il polo petrolchimico siracusano impegnava oltre 20.000
lavoratori;
negli ultimi anni, tutto è cambiato e nella zona industriale
siracusana gli addetti impegnati sono ad oggi meno di 10.000, con
una espulsione violenta e senza pietà di oltre 10.000 lavoratori;
considerato che:
da circa vent'anni, nonostante tutte le assicurazioni, si procede
a rilento verso una riconversione del polo petrolchimico in polo
energetico, al fine di ridare slancio e vitalità ad un sito che
diversamente è destinato alla chiusura definitiva;
ad oggi, nel sito industriale siracusano è rimasto poco e nulla
delle rappresentanze della chimica di base;
accertato che:
le maggiori realtà imprenditoriali della chimica, presenti ancora
oggi nella zona industriale siracusana, sono due società del gruppo
ENI, la Polimeri Europa e la Syndial, che tuttavia, insieme, non
riescono ad assorbire più di 600 dipendenti;
anche le aziende impegnate in attività di raffinazione all'interno
dell'area industriale, come la Esso italiana e la Isab, impiegano
non più 600 dipendenti la prima e circa 1000 la seconda;
il maggior numero di lavoratori del petrolchimico fa parte del
così detto 'indotto', il settore cioè delle piccole imprese
appaltatrici;
visto che:
il persistere dei ritardi nella conversione del polo petrolchimico
siracusano in polo energetico rischia di indurre alcuni dei pochi
investitori rimasti ad abbandonare il sito industriale;
la mancata realizzazione del polo energetico avvierà la fine della
zona industriale siracusana e di un indotto che oggi impegna 10.000
dipendenti che andranno incontro al licenziamento e incrementeranno
la disoccupazione al Sud;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire al fine di accelerare le
procedure necessarie per la riconversione del polo petrolchimico
siracusano in polo energetico;
se non intendano sollecitare il Governo nazionale, responsabile in
parte dei ritardi denunciati, e dare un futuro ecocompatibile ad
una area che diversamente sarà costretta alla chiusura con serie
ripercussioni sull'occupazione siciliana e di quella della
provincia di Siracusa in particolare». (1383)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
in questi giorni, l'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana ha provveduto, con proprie direttive, alla
riorganizzazione della gestione dei beni culturali in Sicilia e
alla nomina dei nuovi dirigenti;
la città di Palazzolo Acreide, unitamente a Pantalica, è stata
riconosciuta quale città patrimonio dell'umanità ed inserita nella
'world heritage list';
considerato che il nuovo piano di gestione dei beni culturali in
Sicilia, così come attuato, penalizza fortemente la zona montana
della provincia di Siracusa, la città di Palazzolo Acreide e il suo
imponente patrimonio culturale e archeologico;
preso atto che :
in seguito alla riforma posta in essere dall'Assessorato regionale
Beni culturali, la casa museo Antonino Uccello, sita a Palazzolo
Acreide, sarà accorpata al museo Bellomo di Siracusa e privata di
quell'autonomia gestionale ed organizzativa che, fino ad oggi, le
ha consentito di raggiungere oltre 35 mila visitatori l'anno;
oltre al declassamento della casa museo Antonino Uccello, non si è
ritenuto opportuno istituire il parco archeologico di Akrai, così
come è avvenuto per Noto e Lentini, nonostante la storia e
l'unicità delle ricchezze che animano la zona archeologica di
Akrai;
visto che:
negli ultimi anni, molte risorse sono state investite per
rilanciare le ricerche archeologiche sul territorio Ibleo e per
recuperare importanti monumenti storici e fra questi, primo tra
tutti, il restauro del Palazzo Cappellani, che avrebbe dovuto
ospitare un antiquarium per esporre la famosa collezione Judica;
una decisione di questo tipo, oltre a rendere del tutto inutile
ogni investimento avvenuto negli ultimi anni, arreca un evidente
danno tanto alla città di Palazzolo Acreide, quanto all'intero
comprensorio Ibleo e ai beni culturali che esso ospita;
per sapere:
quali metodi e criteri siano stati adoperati per individuare ed
istituire i parchi archeologi in Sicilia, nonché secondo quale
irrazionale logica si sia provveduto all'accorpamento di alcuni
siti, così come è avvenuto per la casa museo Antonino Uccello unita
al museo Bellomo di Siracusa;
se non si ritenga opportuno, al fine di non arrecare danni e
mortificazioni ad un'area di grande importanza storico-culturale e
archeologica, come quella di Akrai, rivedere le scelte operate e
istituire il parco archeologico di Akrai, al fine di assicurare una
gestione unitaria dei beni culturali sul territorio ibleo, già
cantato anche da Virgilio, sul quale si sono combattute epiche
lotte a difesa della libertà della città di Siracusa e di tutta la
Sicilia e sorge uno dei teatri greci più famosi al mondo». (1385)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'unità operativa semplice di talassemia di Siracusa fa parte
della rete regionale dei servizi, istituita in Sicilia con apposito
decreto assessoriale, che conta oggi ben 19 centri in tutta
l'Isola;
ad oggi, sono oltre 120 i giovani pazienti in cura presso l'unità
operativa semplice di talassemia di Siracusa;
considerato che:
negli ultimi mesi, nella predetta struttura sanitaria, che dispone
di due medici, un responsabile e un aiuto, si è assistito ad un
depotenziamento del personale, in seguito al trasferimento di un
medico al reparto di pediatria;
secondo quanto sostenuto e più volte denunciato dalle famiglie e
dall'associazione dei pazienti, sempre più spesso, in assenza del
medico di ruolo, vengono impiegati, nel reparto della struttura
operativa di talassemia, medici non specializzati;
visto che:
in seguito ad un tavolo tecnico, si è valutata la possibilità di
prevedere nella nuova pianta organica, che è ancora in bozza, la
cancellazione dell'unità semplice di talassemia di Siracusa e il
suo accorpamento all'unità operativa complessa di pediatria;
una decisione di questo tipo, oltre a disattendere le direttive
imposte dal decreto assessoriale che ha istituito la rete regionale
dei servizi, priverebbe oltre 120 giovani pazienti, in cura presso
l'unità di talassemia di Siracusa, di cure adeguate e
specialistiche;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di garantire la permanenza e l'efficienza dell'unità semplice
di talassemia ed assicurare alle famiglie e agli oltre 120 giovani
pazienti che quotidianamente sono costretti a convivere con i
problemi derivanti da una simile patologia, di poter continuare a
ricevere le cure di cui hanno bisogno e di cui non possono,
purtroppo, fare a meno». (1386)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che il comparto cerealicolo, da
sempre fiore all'occhiello dell'agricoltura siciliana, negli ultimi
anni ha subito un forte arresto, a causa della crisi che ha
investito tutto il settore agricolo, con serie ripercussioni sia
sulla produzione che sulle vendite;
considerato che:
il prezzo del grano duro siciliano, seppur in lieve crescita, è
ancora oggi nettamente al di sotto degli attuali costi di
produzione e inferiore al prezzo praticato negli altri Paesi;
la crescita del prezzo del grano, registrata negli ultimi mesi, è
principalmente legata alla distruzione per incendi di parecchi
ettari di coltivazioni in Russia e al calo del raccolto in Ucraina,
Kazakistan e Canada;
preso atto che:
il drastico calo della produzione cerealicola russa rischia di
avere gravissime ripercussioni sull'allevamento del bestiame, vista
la scarsa reperibilità di mangimi, oltre che sulla produzione di
latte e di latticini;
la crisi agro-cerealicola che ha investito la Repubblica russa
potrebbe protrarsi per tutto il 2011;
visto che:
per contrastare gli effetti devastanti, derivanti dalla scarsa
produzione di grano, la Russia sarà costretta ad iniziare una nuova
fase della sua economia, cioè quella dell'importazione di prodotti
cerealicoli;
il Ministero dell'agricoltura kazako ha già dichiarato la
disponibilità del suo Paese ad esportare ingenti quantità di grano
verso la Russia, al fine di soddisfare le necessità dell'intero
Paese;
accertato che:
un ritorno, da parte della Russia, a un disastroso import di
stampo sovietico potrebbe generare un forte rialzo dei prezzi in
tutti i continenti, con effetti sul commercio internazionale e sui
prezzi delle materie prime agricole;
l'eccessivo rialzo delle quotazioni del grano legato ad una
eccessiva richiesta di risorse dalla Russia provocherebbe
inevitabili speculazioni anche sul territorio italiano;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario adoperarsi al fine di
attuare politiche in grado di accorciare la filiera cerealicola
siciliana, che rappresenta l'anello di forza della produzione
nazionale, e conferire al mondo agricolo italiano, ed in
particolare siciliano, una maggiore contrattualità necessaria ed
indispensabile a fronteggiare le inevitabili speculazioni che
deriveranno dalla massiccia importazione di grano che venga messo
in atto dalla Russia;
se non ritengano utile ed indispensabile attivare una positiva
politica di avvicinamento fra i produttori del grano e i fornai
siciliani al, fine di calmierare il prezzo del pane». (1387)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore agricolo, ciclicamente, ha da sempre caratterizzato il
Mezzogiorno, influenzandone l'economia e determinandone la crescita
e le crisi;
ad oggi, nonostante la crisi incalzante e consolidata,
l'agricoltura continua a rappresentare uno dei settori-traino
dell'economia del Mezzogiorno;
considerato che:
una delle cause principali della crisi del mercato agricolo locale
è la concorrenza, spesso sleale, innescata dall'arrivo, sempre più
massiccio, di prodotti agricoli dall'estero;
uno dei prodotti che maggiormente sta subendo una concorrenza
sleale è il pomodoro San Marzano siciliano, a causa dell'incremento
di importazione di pomodori dalla Cina, cresciuta del 272 per cento
negli ultimi 10 anni;
accertato che il più delle volte il prodotto proveniente dalla
Cina non solo risulta essere qualitativamente inferiore a quello
italiano, ma rappresenta un rischio concreto per la salute dei
consumatori, così come è stato più volte accertato dai sequestri
avvenuti;
visto che:
spesso, il prodotto cinese, una volta trasformato dalle aziende
italiane in conserva, finisce per essere spacciato come 'made in
Italy', considerato che la normativa europea impone l'indicazione
solamente del luogo di confezionamento del prodotto e non quello di
coltivazione;
un utilizzo così massiccio di prodotto estero, più del 15 per
cento di tutta la produzione nazionale, provoca una impazzimento
del mercato nazionale e con gravissimi e non riparabili danni alle
aziende agricole siciliane;
per sapere:
se non ritengano urgente e indispensabile adoperarsi al fine di
individuare misure capaci di regolare l'ingresso selvaggio di
prodotti agroalimentari dall'estero, ed in particolare dal
continente asiatico, al fine di salvaguardare la produzione locale
e i produttori agricoli siciliani;
se non ritengano indispensabile e improcrastinabile applicare
misure di salvaguardia dei prodotti agricoli 'made in Italy', in
modo da mettere fine ad una concorrenza di mercato che si fa sempre
più sleale, a danno dei produttori siciliani». (1388)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nel 2009 i parti in Sicilia sono stati 48.364;
su 48.364 parti registrati nell'Isola nel 2009, solo 21.884 sono
avvenuti in maniera spontanea, cioè con parto vaginale, mentre ben
24.024, oltre il 50%, sono avvenuti, in sala operatoria, con taglio
cesareo;
considerato che:
il parto cesareo è sempre più spesso una scelta riconducibile non
soltanto alla paura delle neomamme di partorire in maniera
spontanea, ma anche alla scarsa e spesso assente informazione da
parte delle strutture sanitarie;
la tendenza sopra descritta si registra in quasi tutte le province
siciliane, a partire da Palermo, Catania, Siracusa, Trapani e
Messina, dove il numero dei parti cesarei supera, e di molto, il
numero dei parti spontanei;
il numero di parti cesarei registrato negli ospedali è di gran
lunga inferiore a quello registrato nelle case di cura private;
il parto, dovrebbe essere un evento il più possibile spontaneo e
naturale e non invece un azione violenta a danno delle donne;
visto che:
il Ministro della salute ha per primo denunciato questo fenomeno,
condannando duramente chiunque pensi di poter lucrare nel settore
delicato della sanità, inducendo le pazienti alla scelta del parto
cesareo, ben più remunerato del parto spontaneo;
i dati ad oggi registrati, oltre a non lasciar intravedere alcun
calo, ma piuttosto una sensibile e continua crescita, non
permettono di escludere del tutto un legame tra il numero elevato
di parti chirurgici e la volontà di qualche soggetto di fare lucro;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di attuare misure concrete e capaci di mettere fine a
eventuali speculazioni da parte di operatori sanitari privati o
pubblici ed avviare una politica di comunicazione ed informazione
che possa condurre le neomamme ad una scelta di parto matura e
consapevole». (1389)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore agricolo, ed in particolare la coltivazione del
pomodoro Pachino IGP, ha da sempre caratterizzato la città di
Pachino (SR), influenzandone l'economia e determinandone la
crescita;
ad oggi, il pomodoro di Pachino è un prodotto ortofrutticolo
conosciuto ed esportato in tutto il mondo;
considerato che:
negli ultimi anni, si è registrata una crisi crescente del sistema
produttivo agricolo pachinese;
la crescente crisi del comparto agricolo ha innescato un
progressivo quanto inarrestabile declino dell'economia pachinese
con forti e negative ripercussioni sull'intera classe
imprenditoriale agricola locale;
accertato che nei prossimi anni la situazione, destinata a
peggiorare in assenza di provvedimenti, interesserà oltre 12.000
famiglie legate al comparto e ben 1.500 aziende con all'attivo
oltre 5.000 dipendenti fra fissi e stagionali;
visto che:
negli ultimi anni, a poco sono serviti gli sforzi
dell'amministrazione locale e del consorzio IGP, costantemente
impegnati a promuovere l'agricoltura locale ed i suoi prodotti;
neanche in occasione della seconda edizione della festa del
pomodoro Pachino, che si è svolta poche settimane fa, si è riusciti
a dare forza ad un settore che appare sempre più in discesa;
per sapere se non ritengano urgente e necessario adoperarsi al
fine di individuare misure capaci di arrestare la crisi che in
questi anni attanaglia il settore agricolo pachinese e sviluppare
un piano capace di rilanciare il pomodoro di Pachino, icona della
produzione agricola siracusana». (1390)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che, con apposito decreto, l'Assessorato Salute ha
provveduto alla ripartizione dei posti letto per la rianimazione
negli ospedali delle province siciliane;
considerato che:
la provincia di Siracusa è stata ancora una volta fortemente
penalizzata dall'azione del Governo regionale;
l'ospedale unico di Avola e di Noto (SR) è stato fra i maggiori
colpiti dalla riforma sanitaria siciliana, tanto è vero che nello
stabilimento del Di Maria di Avola, ad oggi, nonostante le numerose
promesse e assicurazioni, non è stata ancora autorizzata l'apertura
del reparto di rianimazione;
il reparto di rianimazione all'interno dell'ospedale unico di
Avola e di Noto rappresenta, oggi, un supporto indispensabile e non
surrogabile per fronteggiare le emergenze sanitarie della provincia
di Siracusa e in modo particolare della zona sud;
visto che, allo stato attuale, nella provincia di Siracusa si
registra la presenza di soli 8 posti letto per la rianimazione,
cioè uno ogni 50 mila abitanti, del tutto insufficienti a garantire
un adeguato ed equo diritto alla salute;
in altre province similari dell'Isola come Ragusa, Caltanissetta,
Agrigento, Trapani ed Enna, si registrano da un minimo di 12 posti
letto ad un massimo di 22 posti letto, con un rapporto di molto
superiore a quello della provincia di Siracusa e che di conseguenza
il diritto alla salute appare maggiormente garantito;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire
rivedendo la distribuzione dei posti letto provvedendo al
riconoscimento del reparto di rianimazione all'interno
dell'ospedale unico Avola-Noto, ed in particolare all'interno dello
stabilimento del Di Maria, al fine di garantire equità di
trattamento in tutte le province siciliane nel diritto alla
salute». (1391)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che l'istituto omnicomprensivo
di Favignana (TP) è costituito da cinque plessi che comprendono
anche le frazioni di Levanzo e Marettimo;
considerato che:
l'istituto, come lamentato dall'assessore del comune di Favignana
e dal suo sindaco, è a corto di collaboratori scolastici;
questa grave assenza non consentirebbe lo svolgimento delle
regolari pulizie e della vigilanza nei cinque plessi dell'istituto;
se la sostituzione di un bidello risulta semplice in una scuola
sita in terra ferma, dove basta la nomina del supplente da parte
del dirigente scolastico, ciò non è altrettanto semplice nelle
piccole isole, dove bisogna fare i conti con la disponibilità dei
collegamenti marittimi;
accertato che:
alla carenza di bidelli nell'istituto, si associa il
riconoscimento a Marettimo di una sola pluriclasse di 14 alunni,
con tutti i disagi dovuti alla presenza in classe di bambini che
vanno dalla prima classe alla quinta;
a Levanzo, gli unici due alunni iscritti saranno costretti ad
iscriversi a Trapani, imponendo il trasferimento dei genitori;
visto che:
l'assenza di bidelli non consentirebbe una regolare pulizia
dell'istituto, costringendo gli alunni a frequentare ambienti
sporchi o obbligando il dirigente scolastico a predisporre la
temporanea e saltuaria chiusura dell'istituto con ingenti danni
sulla formazione dei ragazzi;
l'attivazione di una sola pluralità a Marittimo comporterà seri
problemi all'insegnate, costretta a dover svolgere
contemporaneamente cinque programmi diversi, cosa non certo
semplice da gestire e che si ripercuoterà inevitabilmente sul
rendimento degli alunni;
per sapere se non ritengano urgente e necessario intervenire al
fine di assicurare a tutti i cittadini uguali diritti e tutelare
un'area geografica di grande importanza che, se viene a perdere
anche la scuola, difficilmente riuscirà a salvarsi dallo
spopolamento e dall'abbandono». (1392)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
nella notte del 12 settembre 2010, alle ore 22.00, nel Golfo della
Sirte, a circa 30 miglia dalle coste libiche, il motopesca 'Ariete'
della marineria di Mazara del Vallo (TP) è stato fatto oggetto di
ripetute raffiche di mitraglia da parte di una motovedetta libica;
questo mitragliamento è l'ennesimo episodio di una lunga 'guerra'
che si combatte tra i pescatori mazaresi e la Libia;
il Presidente libico si ostina a rivendicare la propria
giurisdizione all'interno del Golfo della Sirte, ben oltre, quindi,
il limite di 12 miglia dalle acque territoriali sancito dal diritto
internazionale, che può essere esteso fino ad un'area contigua di
24 miglia;
considerato che:
il grave episodio avrebbe potuto provocare una strage, se non
fosse stato per la prontezza degli uomini dell'equipaggio
dell''Ariete' che si sono sdraiati a terra per schivare le raffiche
sparate ad altezza d'uomo;
il diritto internazionale prevede la possibilità di un'area di
'sfruttamento economico' fino a 200 miglia dalle coste, che deve
però essere riconosciuta dalla Comunità internazionale;
tale area però non è mai stata riconosciuta alla Libia;
tenuto conto che:
la vicenda assume una connotazione più grave perché sulla
motovedetta libica erano presenti, durante il mitragliamento, 6
militari italiani della Guardia di finanza con mansioni di
consulenti ed osservatori e che la motovedetta che ha aperto il
fuoco è una delle 6 navi donate dall'Italia alla Libia in seguito
all'accordo, tra i due Paesi, per combattere l'immigrazione,
sottoscritto nel 2007 dal Governo Prodi e poi integrato dal
Ministro Maroni nel 2009;
pare che tale accordo non preveda, neppure marginalmente,
soluzioni per risolvere, definitivamente, l'annosa 'querelle' tra
la marineria italiana e la Libia, fatto che costituisce una 'grave
dimenticanza';
per sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire presso i
Ministri competenti per definire e risolvere questo antico
contenzioso, al fine di prevenire e scongiurare altri episodi di
questo tipo che potrebbero provocare irrimediabili tragedie».
(1393)
POGLIESE - VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per l'economia, premesso
che:
la Corte dei conti ha sollevato numerosi rilievi sulle modalità di
finanziamento agli enti, bloccando quindi diversi bandi di
assegnazioni dei fondi comunitari;
tale situazione, di fatto, rende inutilizzati i fondi comunitari;
il mancato utilizzo ed il mancato impegno delle somme comunitarie
entro il mese di dicembre 2010 provocherà la restituzione dei fondi
alla Comunità europea;
considerato che:
si tratta di rilevanti risorse finanziarie necessarie per lo
sviluppo economico ed occupazionale della Sicilia;
in questo delicato momento di crisi economica la perdita di
risorse ingenti determina un gravissimo danno al territorio,
facendo venire meno importanti mezzi e strumenti di sostegno
all'economia;
considerato, altresì, che i fondi comunitari, alla luce delle
riduzioni delle risorse nazionali, rappresentano per la Regione
siciliana l'unica risorsa finanziaria utile e necessaria per
avviare azioni di sostegno e di aiuto all'economia ed
all'occupazione;
ritenuto che:
appare indispensabile evitare la perdita dei fondi comunitari;
alla luce delle riserve della Corte dei conti in merito ad alcuni
bandi regionali nel settore della formazione è indispensabile
salvaguardare le risorse per garantire la creazione di immediata
occupazione;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per evitare la
restituzione dei fondi comunitari». (1394)
CAPUTO - POGLIESE - VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la società 'Acque potabili siciliane' è la società che gestisce il
servizio idrico integrato della maggior parte dei comuni della
provincia di Palermo;
lo scorso mese di luglio il consiglio di amministrazione ha
deliberato la messa in liquidazione della società;
considerato che:
tale situazione potrebbe arrecare grave pregiudizio all'efficienza
di un servizio pubblico con grave nocumento per la cittadinanza;
è necessario garantire il mantenimento dei livelli occupazionali;
ritenuto che la cessazione della società compromette l'erogazione
di un importante servizio pubblico;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per evitare
pericoli di interruzione o di sospensione del servizio in danno dei
cittadini;
le modalità di gestione del servizio a seguito della cessazione
della società;
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare la creazione di
altri nuovi disoccupati». (1375)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 17 settembre 2010, è stata
presentata la mozione numero 215 Revoca dell'adozione del Piano
paesaggistico della Provincia regionale di Ragusa , degli
onorevoli Ragusa, Maira, Cordaro, Gianni, Cascio Salvatore, Dina,
Fagone e Caronia.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che è stato firmato il decreto di adozione del Piano
paesaggistico della Provincia regionale di Ragusa;
tenuto conto che moltissimi rappresentanti del territorio ibleo
contestano il metodo utilizzato e la mancanza di confronto e di
concertazione;
preso atto che il piano presentato non ha tenuto conto delle
attività che insistono sul territorio e del relativo sviluppo
strategico,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi nel più breve tempo possibile per la revoca
dell'adozione del Piano paesaggistico della Provincia regionale di
Ragusa». (215)
RAGUSA-MAIRA-CORDARO-GIANNI-CASCIO S.-DINA-FAGONE-CARONIA
Avverto che la stessa sarà posta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alla mozione numero 214
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento del testo,
il titolo della mozione n. 214 dell'onorevole Caputo ed altri,
annunziata nella seduta n. 195 del 14 settembre 2010, è il
seguente: Istituzione di una Commissione parlamentare di indagine
sulla gestione e sull'utilizzo dei fondi comunitari del POR
2000/2006 e 2007/2013 .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale il 15 settembre 2010 e protocollata al n. 7394/Aula Pg
del 17 settembre successivo, l'onorevole Mario Parlavecchio ha
dichiarato, ai sensi dell'articolo 23 del Regolamento interno
dell'ARS, di aderire al Gruppo parlamentare UDC'.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cracolici e Musotto l'ordine del giorno n. 397 Promulgazione, con
l'omissione delle parti impugnate, della delibera legislativa
recante Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali e
per la prevenzione del randagismo. Interventi in favore dei comuni
in crisi finanziaria' (disegno di legge nn. 336-338/A).
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di
una legge da parte del Presidente della Regione ha come
conseguenza la consumazione del suo potere di promulgazione
Presidente, provocando la caducazione di tutte le norme non
promulgate;
considerato che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative, ma
anche con atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 194 del 5 agosto
2010, ha approvato il disegno di legge recante 'Interventi per
l'eliminazione delle carcasse di animali e per la prevenzione del
randagismo. Interventi in favore dei comuni in crisi finanziaria'
(disegno di legge nn. 336-338/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 13 agosto 2010;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente
della Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di
consentire alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 194 del 5 agosto 2010,
recante 'Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali e
per la prevenzione del randagismo. Interventi in favore dei comuni
in crisi finanziaria' (disegno di legge nn. 336-338/A)».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 212 Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla vicenda dell'Ente Fiera del Mediterraneo di
Palermo , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone e
Vinciullo;
numero 213 Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla vicenda del bene 'Verbumcaudo' di Polizzi Generosa
(PA), confiscato alla criminalità mafiosa , degli onorevoli
Caputo, Pogliese, Buzzanca, Vinciullo e Falcone;
numero 214 Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla gestione e sull'utilizzo dei fondi comunitari del
POR 2000/2006 e 2007/2013 , degli onorevoli Caputo, Pogliese,
Buzzanca, Vinciullo e Falcone.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova
composizione
del Governo regionale
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova
composizione del Governo regionale.
Informo che il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, ha
chiesto una ulteriore ora di tempo prima di rendere le
comunicazioni.
Onorevoli colleghi, accogliendo la richiesta, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 17.20 comunico, altresì, che è
convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
presso il mio studio.
(La seduta sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore
17.38)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova composizione
del Governo regionale.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
CORDARO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della
Regione, assessori, onorevoli colleghi, noi vorremmo questa sera,
ammesso che il Presidente della Regione sia in condizione di
onorare l'impegno preso nella scorsa Conferenza dei Capigruppo
LOMBARDO, presidente della Regione. Ci tentiamo.
CORDARO. Lo so, vediamo se ci riesce, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, il Presidente della Regione è qui
e, quindi, ha già onorato l'impegno.
CORDARO. Signor Presidente, la prego, non ho ancora finito.
Ammesso che il Presidente della Regione riesca ad onorare l'impegno
di presentare il suo Governo oggi, vorremmo avere garanzie da lei e
dal Presidente della Regione che, dopo l'intervento del medesimo,
vi sia la possibilità di svolgere in maniera compiuta un dibattito
d'Aula alla presenza del Presidente della Regione.
Il fatto che vi siano sei illustri signori e signore seduti al
banco del Governo e che vi siano altre sei sedie vuote, il fatto
ancora che alcuni assessori in carica, per quel che mi risulta fino
a stamattina, siano seduti da questa parte dell'Aula - e faccio
riferimento agli onorevoli Cimino, Leanza, Di Mauro, non vedo
l'assessore, o ex assessore, Bufardeci - questo denota poca
chiarezza circa la formazione o meno del nuovo Governo e, rispetto
a questo, sono certo che il presidente Lombardo vorrà fare
chiarezza nel suo intervento.
Però, ribadisco un tema: l'Aula va rispettata e, quindi, pacta
sunt servanda.
RINALDI. Che c'entra questo con l'ordine dei lavori?
CORDARO. Onorevole Rinaldi, noi chiediamo, proprio sull'ordine dei
lavori, che il dibattito venga garantito e che non si faccia nessun
rinvio dopo l'intervento del Presidente della Regione.
Se il Presidente della Regione, per un qualsiasi motivo di cui
egli è a conoscenza o potrebbe venire a conoscenza da qui a qualche
minuto, sa già che non potrà oggi ascoltare il dibattito, si rinvia
a domani mattina, si rinvia a domani pomeriggio, perché credo che
sia utile e necessario, non tanto per noi che siamo addetti ai
lavori, ma soprattutto per chi ci ascolta a casa, capire cosa
avviene in quest'Aula. Quindi, signor Presidente, è necessaria una
parola di chiarezza da subito.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, il Presidente della Regione
svolgerà il suo intervento, alla fine del quale ci sarà il
dibattito dell'Aula.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega
Cordaro ha fatto una valutazione di carattere generale. Io la
condivido, ma la specifico: se gli onorevoli Leanza, Cimino, Di
Mauro e Bufardeci, in questa seduta odierna, pomeridiana, sono
seduti dalla nostra parte è perché sono parlamentari e, quindi,
dimissionari dalla carica di assessore, ma parlamentari; hanno
ripreso il loro posto di parlamentari. Ma non sono gli unici
dimissionari. Non si sono dimessi fino ad ora formalmente gli
assessori Russo e Chinnici - gli altri assessori sono tutti
dimissionari -, come mai siedono al banco del Governo se la prassi
di quest'Aula ha sempre fatto valere la presenza degli assessori in
carica e l'assenza dei dimissionari? Il 28 dicembre 2009 al
dibattito non fu presente l'assessore Beninati, che si era dimesso
il giorno prima e non è stato presente fisicamente al banco del
Governo durante il dibattito.
Come mai il Governo è così composto se gli assessori qui presenti
sono dimissionari?
E' sicuramente, dal punto di vista formale, una scorrettezza e noi
vorremmo che il dibattito iniziasse invece in modo corretto.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, alla Presidenza dell'Assemblea non
sono arrivate, al momento, comunicazioni formali relative a
dimissioni di assessori.
Abbiamo appreso dall'onorevole Cimino, dall'onorevole Bufardeci e
dall'onorevole Leanza, spontaneamente, delle loro dimissioni; ma di
altre dimissioni io non ho notizia. Per cui adesso l'intervento del
Presidente della Regione ci chiarirà tutto il resto.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova
composizione del Governo regionale
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della
Regione.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, intanto la
ringrazio e ringrazio l'Aula per l'attenzione. Devo dire che
partecipai, come lei ben sa perché la presiedeva, a quella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di una settimana
fa, nella quale si fissò questa data perché io relazionassi su un
programma di rilancio dell'attività di Governo e comunicassi
all'Aula, non a cose fatte, bensì comunicassi direttamente all'Aula
i nomi degli Assessori che comporranno questa Giunta. In verità,
sarà che l'ho letto sulla stampa - non vorrei sbagliarmi, credo che
si fosse detto nel suo studio martedì scorso - ma, da un canto,
pensavo che il dibattito dovesse iniziare domani, da qualche parte
certamente ho letto che sarebbe stato rinviato al 28 settembre. Ho
letto male?
Fatto sta che se l'Aula deve esaurire stasera il dibattito, perché
forse ci saranno degli impegni importanti domani, e dovrà esaurirlo
a tutti i costi, allora, scusatemi, siccome - ripeto - io ricordavo
che il dibattito avrebbe dovuto iniziare domani, poi ho letto del
28 settembre, io sono pronto anche ad iniziarlo stasera, signor
Presidente e onorevoli deputati. Vi dico solo che ho bisogno di
un'ora di tempo, dopo di che riprendiamo tranquillamente perché non
vorrei perdermi nessuno degli interventi che seguiranno alla mia
relazione.
Quindi, se lei, signor Presidente, ci comunicherà, a conclusione
del mio intervento, quali sono le sue determinazioni, io ne
prenderò atto per potermi regolare di conseguenza. Però non credo,
ripeto, di essermi impegnato ad essere qua per il dibattito. Per
carità, può darsi che ricordo male, ma ho letto del 28 e ho letto
di domani. Ma in ogni caso, dopo un'ora o tre quarti d'ora
riprendiamo e si esaurisce tutto in nottata, se la gran parte dei
deputati, come mi pare di capire per come si sono espressi
attraverso i loro capigruppo, avessero degli impegni domani, come
in effetti li abbiamo tutti.
Dopodiché, comprendo come gli altri l'attenzione, la
consapevolezza che è diffusa, non soltanto in Sicilia, e lo
testimoniano, oltre le tante autorevoli presenze di ospiti, tanti
esponenti dei mezzi di comunicazione presenti per l'importanza di
questo momento politico che stiamo vivendo e che - sarà successo
tante altre volte in Sicilia - credo che noi stiamo determinando.
In questo momento, in questo passaggio, come nei precedenti per la
verità - ce ne sono stati diversi di passaggi e di momenti delicati
ed importanti in questi due anni e mezzo, che mi vedono da quando
sono stato in tal senso impegnato dai Siciliani quale Presidente
della Regione, due anni e mezzo molto interessanti, indubbiamente
un'esperienza esaltante quanto faticosa e sofferta -, in questi
momenti importanti, signor Presidente e onorevoli colleghi, a
guidare le mie scelte e quelle del Governo che presiedo e ho
presieduto, io ho avuto una sola bussola, quella dell'autonomia
speciale, quella dell'interesse esclusivo e costante della Sicilia
che mi sono sforzato - tra limiti ed errori - di perseguire.
Quella dell'autonomia, dalle nostre parti, è una formula abusata.
La sentiamo proclamare nei grandi discorsi, la sentiamo proclamare
in questa Aula e nei dibattiti, anche perché il termine autonomia'
ha una assonanza perfetta con lo Statuto autonomistico e con la
nostra tradizione storica. Ma è una autonomia - lo abbiamo detto
tante volte - che quasi mai è stata appieno attuata.
Mi sono permesso di farvi omaggio di una ricerca su quella
esperienza storica, salvo quella parentesi temporale. Anche allora
ricorderà chi, come me o più di me, allora aveva qualche anno per
ricordare - credo in pochi, per la verità, tra i presenti, rischio
di assumere il ruolo di decano tra di voi -, era il 1958. Fu una
esperienza esecrata, ripudiata e letteralmente scomunicata; quella
formula dell'autonomia fu sacrificata, ieri e oggi, sull'altare
delle fedeltà romane e delle rendite derivanti dall'antico mestiere
dell'ascaro; fu calpestata all'insegna poi, giorno per giorno,
della frenesia del fare, dello spendere, dell'assumere, del
concedere e del governare per governare.
La vera autonomia, per me, in questi due anni e mezzo, da quando
ho imboccato certamente una strada diversa, sofferta e faticosa,
come la definivo poco fa, ma altrettanto esaltante, è stata libertà
di guardare impietosamente la realtà per com'è - certo, da un
osservatorio molto diverso da quello che avevo fino a due anni e
mezzo fa, un osservatorio straordinario e privilegiato quale quello
della Presidenza della Regione - per riconoscere i nostri stessi
errori - l'ho sempre detto - per criticarci, per chiedere scusa; ma
questa autonomia di giudizio, di analisi, ci consente di guardare
la realtà per com'è, di esprimere la determinazione di cambiare a
qualunque costo.
La realtà - per quanto più direttamente ci compete - di una
macchina regionale dai bilanci esausti, dai mille sprechi, incapace
di dare risposte rapide e certe; la realtà di una sanità, assessore
Russo, ieri costosissima e al tempo stesso affetta dal più alto
tasso di fuga dei nostri cittadini in cerca di salute; di una
Terra, forse la più fertile e la più ricca di risorse, ma anche la
più povera di benessere e di lavoro perché, non certo in questi
ultimi 20-30 anni ma molti, molti di più, abbiamo consegnato - o ce
le siamo fatte strappare - le chiavi della nostra vita e della
nostra speranza accontentandosi, i pochi privilegiati, del piccolo
premio che poteva spettare a loro.
Ed è stato uno sfruttamento ininterrotto di tutto: dalle foreste
al grano, dal sale al petrolio, dall'aria al vento, dall'acqua al
sudore della fronte.
Autonomia ha significato - e mi auguro significherà - tentare
almeno e riuscire, perché no, a voltare pagina, a rimpossessarci
della nostra terra e del nostro futuro, a pensare da noi, a
progettare noi lo sviluppo tra mille ostacoli, tra un milione di
difficoltà, a costruirlo con le nostre mani.
Lo so che non ci siamo abituati, i più provano un senso di
vertigine quando si tratta di cominciare a guidare noi questa
autovettura; ma credo che stiamo tentando di farlo, abbiamo il
dovere di farlo.
Governati da fuori - e questo è il contrario dell'autonomia -
paghiamo il più grave divario di qualunque Paese europeo; governati
da chi ci impone il sacrificio di un'ultima manovra finanziaria che
a noi costa, solo a noi, un miliardo di euro e che, mese per mese,
da luglio ad agosto ad esempio, brucia 16 miliardi di euro del
debito pubblico che cresce, e assiste, questo Governo che ci impone
questa manovra che di buono - dovevamo accontentarci - ha portato
quale beneficio, per il quale abbiamo dovuto ringraziare e non
solo, la proroga per una vita dignitosa di 22 mila 500 persone e
altrettante, più o meno, famiglie.
E assiste questo Governo al declino del nostro Paese, di un'Italia
rassegnata a patire i conflitti di un bipolarismo personalizzato e
paralizzante, che annichilisce coscienze e intelligenze.
Autonomia vuol dire superare e, mi auguro, archiviare quella
logica degli schieramenti, almeno per me ha significato questo,
dalla quale negli ultimi sedici anni non è venuto gran che di
buono, e cominciare a lavorare per uno schieramento che io ritengo
il migliore, forse l'unico: lo schieramento della Sicilia.
I benpensanti, le anime candide del bipolarismo a tutti i costi,
che pure è stato fallimentare, si scandalizzano - e lo leggiamo
sulla stampa, lo sentiremo - per ribaltoni e trasformismi.
Trasformista e ribaltonista è chi ha lasciato maggioranza e
programma di risanamento della Sicilia che un Presidente, eletto
direttamente dalla gente e scrivendolo nero su bianco nel suo
programma, interpreta e realizza su mandato degli elettori
(interruzioni dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non interrompiamo il Presidente
della Regione.
LOMBARDO, presidente della Regione. E' un momento importante, è un
momento di svolta. Comprendo il nervosismo.
CORDARO. Ma che momento importante Presidente, la smetta
LOMBARDO, presidente della Regione. Comprendo il nervosismo,
comprendo anche questa importante ultima ulteriore conversione solo
formale e, comunque, indubbiamente la possibilità di completare
questo mio fastidioso intervento. E devo dire, quindi, il dovere di
risanare e di riformare. Chi è ribaltonista? E' ribaltonista
(si verificano numerose e continue interruzioni dai banchi
di destra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo chiesto al Presidente
della Regione di riferire in Aula. Lasciate parlare il Presidente
della Regione, poi avrete la possibilità di parlare.
LOMBARDO, presidente della Regione. Riprendo il mio intervento
dopo questa folcloristica interruzione con il suo permesso, signor
Presidente, e nonostante il disturbo di taluni.
A proposito di ribaltonismo occorre ricordare la controriforma
sanitaria presentata dal capogruppo del PDL contro la legge di
Massimo Russo
(interruzioni dai banchi di destra)
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, lasciate
disturbare chi si assume questa brillante responsabilità
PRESIDENTE. Colleghi, se non riusciamo a mantenere un clima più
sereno, dovrò sospendere l'Aula. Quindi vi invito .
(proteste dai banchi di destra)
LOMBARDO, presidente della Regione. Non vogliono questo i nostri
amici
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avrete la possibilità di
intervenire in coda all'intervento del Presidente della Regione.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, io mi
accorgo di questa reazione folcloristica, anche se, per la verità,
poi non so a che cosa serve, forse a dimostrare che si interrompe
l'intervento del Presidente, il quale riprende con grande serenità
da dove ha lasciato e senza chiedere neppure il recupero, perché
non credo che ci siano limiti di tempo.
Chiediamo ai siciliani chi è ribaltonista: l'assessore Russo, che
presenta un disegno di legge in omaggio ad un piano di rientro per
riformare e riportare sul binario della correttezza e della
legalità il nostro sistema sanitario, o voi e il capogruppo del PDL
che ha presentato una controriforma
(interruzioni dai banchi di destra)
LOMBARDO, presidente della Regione. Chi è? Chi è? Certo che poi
l'avete votata Ma certo, ma bravi, ma bravi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito i deputati a mantenere un
comportamento più sobrio. Onorevole Presidente, lei si rivolga
all'intera Aula.
LEONTINI. Il Presidente della Regione non ci deve insultare
CORDARO. E' una provocazione continua
PRESIDENTE. Onorevole Leontini Onorevole Cordaro
Onorevole Presidente della Regione, la invito a parlare con tutta
l'Aula, non si rivolga soltanto ad una parte, parli con tutta
l'Aula. Molto di quello che succederà in Aula dipenderà anche dai
toni che lei userà. Io la posso aiutare quanto più possibile a
mantenere bassi i toni della seduta, però mi aiuti anche lei.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, io parlo
più agevolmente con tutta l'Aula, anche perché, avvalendomi del
sistema di amplificazione, credo che mi senta tutta l'Aula,
naturalmente se non vengo interrotto. In caso contrario, non posso
parlare con alcuno.
Quindi, mi chiedevo, molto pacatamente, se ribaltonista è un piano
di risanamento della sanità contenuto in un disegno di legge
presentato da questo Governo, in omaggio ad un piano di rientro
concordato con lo Stato
BENINATI. Basta, basta, signor Presidente. C'è un limite
LOMBARDO, presidente della Regione. A maggior ragione, a maggior
ragione
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la richiamo all'ordine.
DINA. L'abbiamo votata anche noi la riforma
(continue interruzioni dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Onorevole Caputo Onorevole Cordaro, il Presidente
della Regione sta facendo dichiarazioni politiche, non sta
insultando, per cui non c'è motivo di assumere un atteggiamento,
per così dire, aggressivo.
Avrete la possibilità dopo di intervenire e dire quello che
vorrete a difesa delle vostre tesi.
Onorevole Colianni, dia una mano anche lei, prego. Onorevole
Formica, onorevole Leontini, vi invito alla calma.
Onorevole Presidente, ha facoltà di parlare.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi rendo conto che raccontare i fatti e la storia della
nostra riforma sanitaria viene vissuto come una provocazione da
taluno qua dentro e questo, devo dirvi, mi rammarica, mi rammarica
sinceramente.
Quella riforma sanitaria che ci ha consentito
BENINATI. Sta provocando...
FORMICA. Noi l'abbiamo votata. Diciamo la verità
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei avrà la possibilità di
intervenire. Onorevole Formica, la richiamo all'ordine, lei avrà la
possibilità di intervenire dopo il Presidente della Regione.
Se continuiamo così sarò costretto a sospendere la seduta.
LOMBARDO, presidente della Regione. Disdicevole, disdicevole.
BENINATI. Sono tutte bugie
LOMBARDO, presidente della Regione. Ma le bugie sono quelle che
cercate di imporre col chiasso e la violenza, ma non ci riuscirete,
assolutamente. Vedete, io ho cominciato a rappresentare una piccola
minoranza molto civile, gli studenti universitari
CORDARO. Ma sia serio
LOMBARDO, presidente della Regione. Guardi, non mi richiami al
senso di serietà perché lei non ne ha i titoli né politici né
morali. E non mi interrompa, non mi interrompa.
(reiterate interruzioni e proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.07, è ripresa alle ore 18.17)
La seduta è ripresa.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione, onorevole
Lombardo.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io non avevo richiamato il voto finale sul disegno di
legge di riforma sanitaria, non ho detto lei ha votato a favore o
un altro ha votato contro . Ho semplicemente detto che dinanzi al
disegno di legge di riforma, coerente con quel piano di rientro che
era stato congegnato nel corso della scorsa legislatura - assessore
per la sanità era, ha fatto bene a ricordarlo, il professore
Lagalla - si vedeva contrapposto un altro disegno di legge, recante
come prima firma quella del capogruppo del PDL.
Il che è anomalo, e non è una provocazione ricordarlo. Sarebbe
come se un ministro del Governo nazionale presentasse un disegno di
legge: per esempio, il ministro della giustizia sulle
intercettazioni, e il capogruppo di un partito alleato, come la
Lega, presentasse un contro disegno di legge, una riforma in
materia di intercettazioni diversa, non dico necessariamente
contraria.
Questa è la realtà, ed è la verità: é stato quello uno dei primi
punti e momenti di divaricazione all'interno della maggioranza.
Poi c'è stato, non dimentichiamolo, un voto quasi casuale, per
nulla casuale, che interferiva sul sistema dei rifiuti per come era
stato congegnato, niente di male, in particolare l'abolizione
dell'Agenzia regionale per l'acqua e per i rifiuti e le politiche
della Giunta e del Governo che, pian piano, progressivamente
rimettevano in discussione quel piano che era incentrato su un
sistema di termovalorizzazione, sovradimensionato rispetto alla
stessa produzione di rifiuti in Sicilia che, in ogni caso, si
sarebbe chiuso a scapito delle casse della Regione con un
risarcimento per le ditte, più o meno aggiudicatarie di gare di
sospetta legittimità, con un risarcimento di trecentoventinove
milioni di euro.
Anche lì c'è stato un altro momento di rottura. Nessuno ha
ribaltato niente.
Cosa avrebbe dovuto fare il Presidente, e il Governo? Avrebbe
dovuto mediare? Accomodare? Fare un passo indietro? Conciliare?
Avrebbe dovuto, magari, lasciare tal quale un sistema sanitario,
ricercando e trovando con un Governo nazionale amico vie di
accomodamento che non ci avrebbero consentito di riformare, di
risparmiare e di migliorare alcunché?
E' stata lì la divaricazione. Nessuno ha messo fuori nessuno. Non
voglio neppure ricordare, non ci vuole tanto, quel voto, più
simbolico che altro, sul documento di programmazione economica e
finanziaria del Governo; il quale Governo ha deciso di andare
avanti, di non fare marcia indietro, di non effettuare curve ad U'
come si suole dire e ha trovato, lungo la stessa strada, delle
nuove sintonie che gli hanno consentito di procedere, pur tra mille
ostacoli - dicevo di una esperienza molto sofferta - e tra mille
difficoltà. Se non si fossero trovate quelle sintonie, se non ci
fossero stati i numeri per andare avanti, se ci fossero stati, o ci
saranno, i numeri perché questa esperienza e questo percorso che io
ho avuto il privilegio, la fortuna, l'onore e anche l'onere, e la
fatica di iniziare, e rispetto al quale, non è che non cambio di
novanta gradi, non cambio neppure di un grado la direzione, non
succede nulla.
Saremo a posto, intanto con la nostra coscienza, e saremo a posto
al cospetto della gente che ci ha e mi ha investito della sua
fiducia.
E poi, se permettete, ribaltone o non ribaltone: a Roma viene
definito ribaltone un dissenso espresso al presidente del Consiglio
e, invece, sarebbe coerenza, a Palermo, esercitarsi al tiro al
bersaglio sul programma
DINA. Quale programma?
LOMBARDO, presidente della Regione e sul Presidente della
Regione; avete fatto caso?
Un mese fa, due mesi fa, un programma di risanamento
difficilissimo, onorevole collega, molto, molto complicato, per
cercare di fare chiarezza agli occhi dei siciliani e, per quanto
possibile, di fare, come dire, pulizia . Questo è il nostro
lavoro
Per quanto riguarda questo Governo, quello che stasera presentiamo
e del quale tratteggiamo brevemente qualche punto programmatico che
riguarda l'Aula e che riguarda l'Amministrazione, un Governo
rispetto al quale avete chiesto poco fa chi si siede qua, chi si
siede là? , io sto facendo la mia relazione. Non c'è dubbio,
credevo in anteprima assoluta, per qualche nome sì, perché ne sono
circolati tanti di nomi in questi giorni, intendo annunciare i
componenti di questa Giunta direttamente all'Assemblea regionale
siciliana.
Ma questa è anche l'occasione per ringraziare quanti non restano
in questo Governo, per il lavoro fatto con grande scrupolo e con
grande abnegazione.
Noi dobbiamo portare avanti alcune, poche, essenziali, radicali
riforme: intanto, la prima di tutte in ordine di tempo, secondo me
di importanza, dovrà riguardare noi stessi, noi E cioè la Regione,
una Regione che è un immenso, un grande pachiderma, un motore
immobile che tutto pretende di ispirare della vita dei siciliani e
delle imprese dei siciliani; tutto pretende di regolare, di
controllare, di autorizzare o di negare.
Una Regione piena zeppa di leggi e di regolamenti, di circolari e
di decreti, per molti versi inefficiente, per molti versi
parassitaria. Una Regione nella quale - anche se lei, signor
Presidente, ci richiama all'impegno legislativo, alla produzione
legislativa - dovremmo cominciare a cimentarci in un impegno
delegificativo, se così si può dire, in un'opera di delegificazione
e di semplificazione delle tante leggi che nel frattempo, in questi
sessant'anni, sono state prodotte, molte delle quali in contrasto
l'una con l'altra, che certo facilitano la complicazione
burocratica, non semplificano il lavoro e l'impegno della
burocrazia.
Questa Regione, secondo me, se vogliamo semplificare, accelerare,
rendere un servizio, deve dimagrire, dobbiamo farla seriamente
dimagrire. Secondo me é giunto il momento di decentrare.
Io non so che federalismo avremo nel nostro Paese, signor
Presidente, onorevoli colleghi.
Ho la sensazione che avremo un federalismo del tutto particolare,
un federalismo che sarà tale al Nord, perchè il Nord ha acquisito
consapevolezza della sua forza, anche della sua forza politica,
della sua forza economica e anche della sua forza culturale e,
ormai, è difficile che si neghi il federalismo al Nord. Alle
regioni del Nord, quindi, saranno devolute tante competenze e sarà
consentito di trattenere tributi e fisco che consentiranno loro di
realizzare, di attuare, di poter esercitare quelle competenze.
Ho la sensazione - devo dire - che qui abbiamo qualche punto a
nostro favore.
Non per volere richiamare qualche merito, ma leggo il disegno in
questa ipotesi di piano per il Sud, di questi 100 miliardi, e ho la
sensazione che mentre ci sarà il federalismo al Nord, la
secessione, di fatto, con tanto di bollo, si realizzerà affidando
al Governo centrale la parte residua del Paese, come se non fosse
merito, in grande parte, di questa impostazione centralista il
divario che ci allontana sempre di più dal Nord. E, quindi, mentre
le regioni ricche del Nord si autogoverneranno, governeranno tante
competenze in materia di trasporti ferroviari, di scuola o di
università, le stesse competenze, certo attingendo alle poche o
molte risorse - noi abbiamo le accise petrolifere - per le regioni
incapaci e molto peggio, invece continueranno a restare in mano al
Governo centrale.
Ma se così non fosse? Dobbiamo impegnarci perché non sia così.
Io credo nel federalismo, nella nostra capacità, nella
responsabilità con cui eserciteremo le funzioni che ci spettano, in
più di quelle che abbiamo. Abbiamo citato, ad esempio, alcune di
queste funzioni e di questi poteri: in una Regione come la Sicilia,
aggiungeteci la scuola, l'università, i trasporti, le ferrovie, non
c'è dubbio che diventa un mastodonte ingovernabile.
Ecco perché è il caso di cominciare a pensare ad un decentramento
di poteri e di competenze verso il basso perché non vorremmo che al
centralismo statale si sostituisse - per la verità, ci siamo già -
il centralismo regionale, che si potenziasse questo centralismo
della nostra Regione.
Allora, competenze, risorse e poteri a chi? Naturalmente ai
comuni, mantenendo alla Regione una funzione importantissima di
capacità strategica, di programmazione, di controllo delle
politiche che in quella strategia sono contenute. Una Regione, la
conquista della cui presidenza, alleggerita enormemente anch'essa
del peso di un eccessivo potere, non faccia mai più - mi auguro -
perdere la testa ad alcuno.
I comuni, quindi, come destinatari di questo decentramento:
sappiamo infatti che, sotto l'occhio vigile ed esigente del
cittadino, i comuni rendono efficienti i servizi e, naturalmente,
tra le tante competenze, devolvono verso l'alto le politiche di
respiro sovracomunale, ad esempio quella della formazione. In molte
altre Regioni la formazione è devoluta alle province; qui i comuni
la riportano verso che cosa? Verso quello che era previsto nel
nostro Statuto speciale del 1946, cioè i liberi consorzi dei
comuni, che, secondo alcuni parametri - da 100 a 200 mila abitanti,
ad esempio - vedono riunirsi liberamente i comuni; sono
amministrati, naturalmente, dai sindaci di quei comuni; svolgono
quelle funzioni; sostituiscono le province che, alla scadenza
naturale dei mandati elettivi in essere, vengono abolite.
Si realizza una previsione: non si eleggono consiglieri e
assessori e si fa un'altra cosa ancora. Una cosa, ovviamente, di
grandissima importanza. Non vedo perché, in dieci o in venti comuni
da 5.000 abitanti, debbano stare venti ragionieri comunali,
segretari ed altro quando, in un grande comune come Palermo, con
pochi collaboratori che gli stanno accanto, debba stare un solo
segretario comunale. Lì, piano piano, quando lo consentiranno i
pensionamenti, si razionalizzerà, naturalmente per risparmiare e
per investire risorse nello sviluppo e nel lavoro. E i vertici, i
vertici dei comuni - e non solo dei comuni, perché no - tornano ad
essere scelti guardando ai meriti personali dei candidati piuttosto
che all'effetto del traino delle liste che sostengono i candidati
stessi.
In uno con questa riforma bisognerà affrontare il tema di un'altra
grande riforma.
Abbiamo una risorsa enorme, costosa ed enorme, quella del
personale della Regione, che ha bisogno di una riorganizzazione
produttiva di questo grande bacino di uomini e donne; i precari,
sottratti al ricatto della proroga, che vengano impiegati al meglio
e che, vigendo il blocco delle assunzioni, dovranno - certo,
gradualmente - raggiungere gli stessi livelli di proporzione dei
cosiddetti comuni o regioni virtuose tra dipendenti pubblici e
popolazione.
A proposito di precariato e di proroghe, di occupazione e
disoccupazione, non c'è posto in cui andiamo, non c'è comune in
cui ci si reca dove non si assiste alla protesta forte, ad esempio
dei precari della scuola. E qua, certamente, abbiamo previsto il
tempo pieno nei quartieri a rischio delle grandi città. E' sempre
un problema di corrispondenza di risorse con i progetti e con i
sogni.
Bisogna reperire queste benedette risorse.
Abbiamo sbagliato a credere che la riforma della scuola non
sarebbe costata molto - io ricordo queste dichiarazioni, può darsi
che mi sbagli, le ho anche lette -, che il precariato sarebbe stato
gradualmente riassorbito e che non ci sarebbero stati disoccupati.
Non è così
Migliaia e migliaia di persone vengono private del diritto ad una
vita dignitosa e queste, come sempre, prevalentemente al Sud,
prevalentemente in Sicilia.
Le risorse servono, certo, saranno tante, ma le politiche della
inclusione sociale, del sostegno alla fasce deboli di cui si è
letto ad iniziativa dell'Assessore per la famiglia, ieri e l'altro
ieri, sono una grande cosa, anche se questa è gente che vuole
soprattutto rendersi utile alla comunità e continuare a fare il
proprio mestiere.
Certamente, in questa riforma del federalismo per la quale, domani
sera, ci sarà un pre-incontro a Roma con alcuni presidenti di
Regione e, dopodomani, ci sarà il clou dell'incontro dei presidenti
delle Regioni con i rappresentanti dello Stato, qualche clausola
importante - come dicevo prima - per la Sicilia ci sarà, e vi dico
come l'abbiamo ottenuta e conquistata.
C'è una parola relativa alla perequazione infrastrutturale; quando
il Governo si impegna a realizzare e a rispettare una perequazione
strutturale, infrastrutturale, il che vuol dire che la stessa alta
velocità che c'è tra Milano e Bologna, tra Messina e Palermo non so
quanto dovremmo aspettare perché questo si realizzi. Certo, in
questo Piano per il Sud, non a carico del nostro bilancio, un
impegno preciso in tal senso ci vuole.
Poi c'è il tema delle accise. Se non ricordo male - non ho qui la
legge sul federalismo - si parla di una corrispondenza tra
trattenuta delle accise o ristorno delle accise e nuove funzioni
che si esercitano. Cento, non abbiamo la forza politica e non solo,
mediatica e culturale delle regioni del Nord. Questo vuol dire una
cosa molto semplice: se governiamo noi la scuola e tratteniamo una
parte delle accise per gli stipendi, gli stipendi riguardano anche
persone e docenti che non devono obbligare i discenti a starsene
ammassati in 40 in una classe o a non fare anche loro, non vedo
perché non ne abbiano il diritto, il tempo pieno.
E, poi, una attenzione particolarissima, e non posso non
sottolineare l'impegno svolto dagli assessori in carica in questi
campi, in maniera particolare nelle politiche che riguardano la
produzione.
Certo, la produzione industriale attraversa in Sicilia una fase
più che critica, drammatica.
Credo che proprio domani, il 22 settembre, l'assessore Venturi sia
stato invitato e finalmente si vedrà chi fa proposte credibili ed
affidabili per rilevare lo stabilimento FIAT di Termini Imerese.
Ma é un pullulare di crisi in un sistema industriale che ha
bisogno di strumenti di cui non disponiamo. C'è poco da fare, se la
tanto promessa, decantata, ripetuta fiscalità di vantaggio speciale
non viene conquistata con determinazione all'Europa, per le regioni
del Sud, tra Tunisia e Malta, quel poco di piccola e piccolissima
impresa meridionale e siciliana, prenderà la via di quelle economie
e di quegli approdi, e anche il resto del lavoro sarà trascinato
dietro.
Mi pare opportuno portare avanti la riforma delle tante aree
industriali che, una volta per tutte, si concentrino - compresi i
700 o più componenti di assemblea o consiglieri di amministrazione
ridotti ad un centesimo - a governare un'unica Agenzia per lo
sviluppo industriale della Sicilia.
E' lo stesso discorso: sono tutti enti in perdita, con bilanci in
rosso, sicuramente pieni di personale. Questo non può non valere
per un unico istituto dell'edilizia popolare: per quanto riguarda i
nove, dieci istituti per le case popolari, anche qua che sia un
unico istituto. E, insieme, governandoli secondo criteri di
efficienza e di economicità, si può rendere un servizio ai tanti
cittadini in attesa anche della prima casa.
Più drammatica, ancora più drammatica perché tocca sicuramente
molti più cittadini e produttori, è la situazione in agricoltura,
dove credo che non ci siano prodotti, dall'arancia al grano,
dall'olio al vino, che si vendono a più della metà dei costi di
produzione.
Qua c'è da disboscare enti che farebbero ricerca, che sono
impegnati in tutti i campi, dal grano alla pera che sfida la forza
di gravità e decolla piuttosto che cadere a terra e quant'altro, in
maniera tale che si possano orientare le risorse disponibili verso
una qualità che si conquista con la ricerca, la tracciabilità e i
controlli, controlli sulle importazioni, valorizzando il prodotto
biologico - siamo la prima Regione in Europa per quanto riguarda le
produzioni biologiche -, promozione e riconquista dei mercati,
anche attraverso poche grosse organizzazioni di produttori e un
rapporto più immediato - difficilissimo intaccare la rete della
grande distribuzione alla quale, nel frattempo, abbiamo consentito
di conquistare il territorio -, un rapporto più immediato tra
produttori e consumatori.
Poi, il reddito aggiuntivo, per le famiglie e per l'impresa
agricola, dell'energia alternativa, quella del fotovoltaico in
maniera particolare, che, se è di piccola taglia - ma anche
l'eolico è di piccola taglia, si chiama mini eolico - piuttosto che
deturpare l'ambiente e il territorio a vantaggio di grandi gruppi e
di loro punti di riferimento territoriali, gioverà alle famiglie e
agli imprenditori.
Una politica che venda meglio, concentrando e promuovendo il
nostro prodotto turistico, che si avvale di mille risorse ma che va
meglio conosciuto e va sicuramente meglio promosso.
E, poi, certo viene richiamato da più parti - mi viene
rimproverato, non credo di avere rifiutato nessuna firma, per la
verità, a nessun decreto - un impulso straordinario
nell'accelerazione della spesa, con un Governo costituito da non
deputati, ma da uomini e donne che non sono deputati e che, certo,
non avranno l'esperienza ma mi auguro che sappiano confrontarsi con
i deputati e con l'Aula con umiltà e con concretezza. Aula e
deputati che svolgano a pieno la loro funzione legislativa e che
possano svolgerla con gli assessori e con chi vuole portare avanti
questo programma.
Ho accennato qualche punto, ci sarà un dibattito e ci dovrà essere
un confronto a tutto campo con le forze della produzione, con le
forze del lavoro naturalmente, che sarà compiutamente definito e
che credo che potrà avvalersi nella sua attuazione della componente
legislativa, dei parlamentari che intendono contribuirvi. Ho
interloquito, attraverso la stampa, con parecchi di loro
registrandone una non disponibilità e con altri, non solo
attraverso la stampa, registrando, invece, una volontà di
collaborazione con il Partito Democratico, con il Movimento per
l'Autonomia, con Futuro e Libertà, con l'API, con l'UDC per la
verità non ho capito. Non vorrei che si aprisse un problema di
simbolo ma, devo dirlo con franchezza, leggo che il segretario
nazionale o l'ex rappresenterebbe il fallimento. Non entro nel
merito, sarà ciascuno di loro, ma anche tanti altri, che ritengono
di esprimere un contributo per questa azione riformista.
Cosa voglio dire, per questa azione riformista? Voglio dire una
cosa molto semplice, l'ho detto e lo ripeto, senza iattanza e senza
superbia io la porto avanti così.
Se non ci sono le condizioni, se - come dice qualcuno - si
scommette, si cospira o si investe perché non ci siano i numeri, lo
dico con molta franchezza formalmente e ufficialmente, se ne prende
atto e i cittadini ne iniziano una di esperienza. Molto bene.
Non c'è dubbio, però, che se qualcuno, come in passato, si è
illuso che io muti di un grado questa azione politica per
convenienze, per comodità, per paure o vantaggi, indubbiamente,
dico formalmente e solennemente che non sarà così. So che ho
scontentato e che vado scontentando tanta gente, ma mi pongo sempre
dinanzi ad un interrogativo, signor Presidente, onorevoli colleghi:
che faccio? Mollo? Assecondo la legittima e sacrosanta esigenza di
conquistare grandi consensi o faccio il mio dovere dinanzi ai
siciliani?
Certo, di amici tra virgolette e di non amici ce ne sono tanti.
Quando uno dice basta con la grande distribuzione organizzata , la
grande distribuzione, quella che garantisce mille nuovi posti di
lavoro e ne fa chiudere cinquemila di piccole e medie imprese
commerciali, qualche piede lo pesta, non c'è dubbio, quando si dice
di no. Certo, qualcuno viene infastidito, viene molestato.
Leggo perforazioni , io dico convenienza e sicurezza . Se sono
sicure e non esplodono, che cosa ci guadagniamo a far alzare queste
livelle e possibilmente ad inquinare le falde acquifere?
Vorremmo partecipare agli utili; questo significa impadronirci di
nuovo delle nostre cose e del nostro territorio.
Abbiamo dato fastidio.
L'assessore Russo ora inaugura attrezzature e qualche reparto
ospedaliero e credo che abbiamo un piano di investimenti per la
sanità di 800, 900 milioni di euro. Ci vorrà tempo; molte di queste
cose, naturalmente, si realizzeranno più avanti quando le
responsabilità passeranno sicuramente, o possibilmente, di mano.
Poi vi è la storia della valorizzazione termica e quant'altro.
Pestare i piedi e ostacolare quei progetti provoca anche delle
reazioni, che vuol dire comunicazione, vuol dire promozione, vuol
dire cospicui e notevoli investimenti. Ma che facciamo?
Scegliamo la scorciatoia della convenienza, quella che ci fa
governare da sultani, magari per videoconferenza, lontano da qui,
nel superattico di Roma? Credo proprio di no
Continuiamo fino a quando queste condizioni permangono, e come lo
facciamo?
Ritrovandoci attorno ad un programma. Sentirò tutti voi e, se mi
convincerò a cambiare uno o due punti, li cambierò; se mi
convincerò ad aggiungerne cento o ad eliminarne tre su quattro che
avrò detto, lo farò. Me ne assumo la responsabilità, me ne assumo
la responsabilità.
Un programma che duri per la legislatura e che poi, nonostante i
cattivi presagi di qualcuno, ha ripreso - certo, si dice non è
detta ancora l'ultima parola - ora si avvia, inizia l'autunno;
abbiamo letto sulla stampa, qualche giorno fa, delle nostre
condizioni di salute che, grazie a Dio, - le mani sono così, credo
nel Signore e non ho da fare assolutamente nessuno scongiuro - sono
buone per la legislatura e anche per il tempo che servirà. Ed è un
tempo lungo, non ci sono dubbi.
Certo, se la strada è sbagliata la cambieremo, daremo ragione a
chi ci richiama ai nostri errori; ma non possiamo fare marcia
indietro.
Cosa vuol dire ritrovarci insieme come condizione per potere
collaborare, e stavolta si collabora a tutto campo, senza prudenze
e senza timori. Ci si imbarca, se si vuole - nessuno ci obbliga - e
solo se si vuole, per un viaggio senza ritorno perchè ci areneremmo
e sicuramente, piuttosto che conquistare il porto dello sviluppo e
di un futuro migliore per i nostri figli, andremmo ad infrangerci
sugli scogli. E' chiaro il concetto?
Vuol dire che se abbiamo riserve sulla compagnia, se dovessimo
pensare, io per primo, come se niente fosse, che quanti non
soltanto si sono allontanati ma hanno cominciato a sparare a zero
in tutti i modi possibili ed immaginabili su di noi, lungo questo
percorso dovessero essere i nostri compagni di strada di domani,
non avremmo capito niente Meglio nulla, meglio perdere ma
certamente restare a posto con la nostra coscienza e restare a
posto con i siciliani.
Ecco perché è importante anche il discorso del dopo, che qualcuno
non si è sentito - lo capisco perfettamente - di fare.
A noi, vedete, è spettato questo e ho detto che per me, tra mille
fatiche e sofferenze, incomprensioni ed aggressioni, questa
esperienza resta comunque irripetibile, tanto è esaltante.
Ho l'ambizione, forse la superbia, di avere ripreso, se non
iniziato, un percorso. Certo, saranno altri, e anche i nostri
figli, a raggiungerlo.
Il traguardo, secondo me, mi auguro secondo la maggioranza di noi,
sarà quello di una Sicilia libera e capace di assicurare ai nostri
figli benessere e lavoro.
Ora leggo, come ho anticipato, i nomi degli assessori che invito a
fare parte del mio Governo.
So bene, dall'esperienza dei miei rapporti con l'Aula - i miei
non sono molto grandi, ve ne sarete accorti, ho fatto qualche
discorso, ho partecipato alla lunga maratona della finanziaria -
che è fondamentale, non c'è dubbio, che è importante sapersi
rapportare. Questo è fondamentale, signori assessori. Non è
ammissibile che non si sia, nei confronti dei cittadini e, primi
fra tutti, nei confronti degli investiti del mandato popolare, i
novanta, disponibili, attenti e comprensivi.
Anch'io, guardando anche ai sentimenti e agli affetti, alle
qualità straordinarie, all'esperienza, guardando a questi valori,
non è che ho calpestato ma ho dovuto mettere da parte, se non
avessi applicato poi, convincendomene, questa valutazione sulla
Giunta, che esprime il Presidente, di uomini e donne che, per una
ragione o per un'altra - non che sia un peccato, so bene che io
sono spacciato da questo punto di vista, ma non ho da candidarmi a
nulla dopo, state certi non lo dico a voi -, indubbiamente, vista
la delicatezza del momento, è il primo concetto che mi sono
sforzato di esprimere, nella consapevolezza diffusa dell'importanza
del momento ho dovuto e ho voluto esprimerla rigorosamente questa
regola, confermando e indicando assessori ai quali successivamente
saranno confermate o no le deleghe: l'assessore Massimo Russo,
l'assessore Pier Carmelo Russo, l'assessore Mario Centorrino,
l'assessore Marco Venturi, l'assessore Caterina Chinnici,
l'assessore Gaetano Armao, il dottore Gian Maria Sparma, il
professore Andrea Piraino, la dottoressa Letizia Di Liberti, il
professore Sebastiano Missineo.
Preciso che il dottor Gian Maria Sparma è un direttore regionale,
lo conoscete, il professore Andrea Piraino è un docente
dell'Università di questa città oltre che segretario
dell'Associazione dei Comuni, anche la dottoressa Letizia Di
Liberti è un direttore regionale, il dottor Elio D'Antrassi è uno
dei più grandi esperti di commercializzazione dei prodotti
agricoli, il professore Sebastiano Missineo, il dottor Giosuè
Marino è stato Prefetto di questa città e oggi è il Commissario
nazionale antiracket. Questi sono i dodici assessori della Giunta
che comincerà ad operare da domani e al cui fianco avrò l'onore di
lavorare comunque io.
Signor Presidente, la ringrazio, come ringrazio gli assessori per
l'attenzione.
Domani mattina, alle ore 9.30, presenterò alla stampa i nuovi
assessori.
Mi scuso se ho ceduto alle provocazioni, ma sarebbe stata una
provocazione già di per sé, insomma, se c'è stato qualche momento
di legittima conflittualità in Aula.
Vorrei dirle, signor Presidente, sia nel caso che lei decidesse
perché il dibattito si svolga adesso sia nel caso in cui debba
svolgersi il 28 settembre o giovedì pomeriggio, che io avrei
bisogno, poiché non intendo perdere nessuno degli interventi dei
deputati, di circa un'ora di tempo prima dell'inizio del dibattito
in quanto avevo già preso un impegno dal quale non posso esimermi.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, all'inizio della seduta avevamo
chiesto garanzie, non tanto al Presidente della Regione, al quale
sappiamo probabilmente di non poter chiedere molte garanzie, ma a
lei, circa la continuità del dibattito.
Anche i bambini sanno che dalle ore 19.00 alle 20.00, quando il
Presidente Lombardo vorrebbe riprendere il dibattito, vanno in onda
tutti i telegiornali regionali e nazionali.
Credo che sia interesse della gente, ma anche del Presidente
Lombardo, dare la possibilità di confrontarsi per chiarirci su
quello che egli ha detto. Pertanto, chiedo al Presidente
dell'Assemblea di invitare il Presidente della Regione a
posticipare il suo impegno alle ore 20.00 perché è di tutta
evidenza che in un'ora l'Aula può certamente svolgere il suo
dibattito anche perché i tempi, a differenza di quelli per il
Presidente Lombardo, per i deputati sono contingentati.
Signor Presidente, quindi, per una volta, inviti il Presidente
Lombardo a mantenere l'impegno sulla continuità del dibattito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che abbiamo avuto una seduta
particolarmente tesa, con momenti anche di tensione che fanno parte
della politica, quindi nessuna meraviglia.
Io considero utile che lei valuti, alla luce delle dichiarazioni
del Presidente della Regione ed anche dello stato dell'Aula,
l'opportunità, a questo punto, di fare una verifica con una
riunione dei Capigruppo. E' chiaro che bisogna procedere al
dibattito d'Aula, ma occorre valutare come farlo, come
organizzarlo. Ritengo infatti che, comunque, un dibattito così
impegnativo meriti un'organizzazione dei lavori, una tempistica che
consenta a tutti i Gruppi di poter esprimere la propria opinione
ma, allo stesso tempo, come è stato fatto rilevare giustamente, che
ci sia la possibilità per tutti i Gruppi di avere anche
un'attenzione da parte dei media, se non pari - perché poi non
siamo noi a decidere l'attenzione che i media hanno rispetto agli
eventi - ma comunque delle attenzioni, almeno in quelle fasce
orarie, per consentire, appunto, a tutti i gruppi parlamentari, da
questo scranno, di parlare ai Siciliani.
Rimango convinto, signor Presidente, se lei addiviene alla
decisione di sospendere la seduta per qualche minuto e valutare
come procedere, e mi appello in questo caso agli altri Capigruppo,
che sarebbe opportuno valutare anche la possibilità di un rinvio
della discussione. Non è la prima volta, non credo che sarà
l'ultima, anche alla luce di dichiarazioni programmatiche che,
forse, con l'ausilio anche del resoconto stenografico, possiamo
valutare con maggiori dettagli, in maniera tale che si profili un
dibattito politico vero e non un dibattito nervoso per lo stato
d'animo che vive quest'Aula
E' una questione che rinvio all'eventuale Conferenza dei
Capigruppo che lei convocherà, mi auguro, da qui a qualche minuto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.33)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo le dichiarazioni del
Presidente della Regione il quale, a causa di impegni precedenti,
si è dovuto allontanare per qualche ora dal Palazzo, la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, testé riunitasi, ha
stabilito che il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione e sulla composizione della nuova Giunta di
Governo si svolgerà domani mattina, 22 settembre 2010, alle ore
10.30, per concludersi entro le ore 13.00, con le dichiarazioni dei
presidenti dei Gruppi parlamentari o, eventualmente, dei
vicecapigruppo, se un gruppo così stabilirà, soprattutto le due
anime del Gruppo Misto. Ciascun gruppo avrà a disposizione venti
minuti per fare le proprie dichiarazioni politiche.
L'Assemblea tornerà a riunirsi martedì 28 settembre 2010, alle ore
16.00, per continuare il dibattito sulle dichiarazioni del
Presidente della Regione, ovviamente con iscrizioni libere da parte
di tutti i deputati. In quella sede, tutti i deputati che vorranno
partecipare al dibattito avranno la possibilità di farlo.
Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 22 settembre
2010, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 215 - «Revoca dell'adozione del piano paesaggistico della
provincia regionale di Ragusa».
RAGUSA - MAIRA - CORDARO - GIANNI
CASCIO S.- DINA - FAGONE - CARONIA
III -Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
sulla nuova composizione del Governo regionale.
La seduta è tolta alle ore 19.35
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Infrastrutture e
mobilità»
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che il
Governo regionale, con il decreto n. 112 del 25 giugno 2008, ha
avviato il percorso di privatizzazione della Tirrenia ed ha
proposto la cessione, a titolo gratuito, della Siremar s.p.a., che
assicura parte significativa dei collegamenti con le Isole Eolie,
alla Regione siciliana;
considerato che:
la Regione siciliana ha richiesto un confronto per valutare la
praticabilità della predetta ipotesi di cessione;
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sembrerebbe
intenzionato a revocare, alla scadenza del 31 dicembre 2008, la
concessione alla Tirrenia e quindi alla Siremar;
la soppressione dei collegamenti attualmente assicurati dalla
Siremar avrebbe ripercussioni negative sul diritto alla mobilità
degli eoliani e sull'attività di un importante polo turistico
della Sicilia;
la condizione attuale dei collegamenti marittimi è inadeguata
alla domanda dei cittadini e degli operatori turistici;
l'assenza di informazione, da parte delle istituzioni su un tema
così rilevante, alimenta la comprensibile preoccupazione degli
amministratori e dei cittadini su una possibile penalizzazione
delle Isole Eolie;
per sapere:
se non ritengano utile fornire tempestive informazioni
all'Assemblea regionale ed alla comunità eoliana sullo stato del
confronto con il Governo nazionale sul futuro della Siremar;
se non considerino necessario sollecitare il Governo nazionale al
fine di garantire la continuità dei servizi attualmente svolti
dalla Siremar anche per il futuro;
se non valutino opportuno definire un programma di interventi
volti a potenziare i collegamenti con le Isole Eolie per
assicurare la piena fruizione ai residenti del diritto alla
mobilità e consentire un ulteriore sviluppo delle attività legate
al turismo nell'interesse dell'economia siciliana.». (211)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 211, a firma
dell'onorevole Panarello, si rappresenta quanto segue.
In particolare, sotto i profili strettamente correlati alle
competenze dell'Assessorato infrastrutture, nel corso del 2008 è
stato aperto un tavolo tecnico con i rappresentati degli organi
istituzionali del Governo nazionale competenti in materia di
trasporto marittimo per affrontare la questione della
privatizzazione della società Tirrenia e delle società regionali
collegate.
Inoltre, nell'ambito di ulteriori riunioni tenutesi nel corso
dell'anno 2009, i rappresentanti del Dipartimento Trasporti hanno
più volte evidenziato la necessità che le linee esercitate dalla
SIREMAR già nel 2008 fossero garantite anche per il 2009, ed,
infatti, così è avvenuto sino alla fine del 2009. Sempre sul
finire dell'anno 2009 è stato firmato un accordo di programma tra
il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti e il Presidente della Regione che
prevede, fra l'altro, la stipula di una convenzione tra il MEF ed
il MIT da una parte e la Siremar dall'altra.
In particolare, l'art. 3, comma 2, dell'Accordo recita: Al fine
di salvaguardare la continuità territoriale ed il diritto alla
mobilità delle comunità dei cittadini delle isole minori, sino
all'aggiudicazione della gara ed alla formalizzazione del
contratto di servizio definitivo, saranno garantiti i
collegamenti, nell'ambito dello stanziamento pari ad euro
55.694.895,00, sulla base delle rotte definite d'intesa con la
stessa Regione Siciliana . In atto è stato definito un piano
relativo agli assetti nautici della Società Siremar che ha
mantenuto l'assetto delle linee.
Per quanto riguarda il secondo punto (garantire la continuità dei
servizi attualmente svolti dalla Siremar) si precisa che sono
state avviate le procedure atte ad istituire un costante dialogo
con il Governo nazionale a tutela dei diritti delle popolazioni
isolane in termini di collegamenti marittimi.
Per quanto riguarda il terzo punto (interventi volti a potenziare
i collegamenti con le isole Eolie per assicurare piena fruizione
ai residenti del diritto alla mobilità ...) si precisa che, nel
rispetto della normativa vigente (ll.rr. 12/2002 e 4/2008 ), sono
stati stipulati contratti con obbligo di servizio pubblico
assicurando ai cittadini delle Isole minori garanzie assolute in
termini di continuità territoriale e di diritto alla mobilità,
compatibilmente con le risorse finanziarie destinate con il
bilancio di previsione regionale.
Da ultimo giova precisare, relativamente ai profili connessi alla
gestione della Società Tirrenia, che per la stessa è in atto una
politica di interventi finalizzata alla costituzione della
Mediterranea holding attraverso la mediazione dell'Assessorato
dell'Economia.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali le autonomie locali, premesso che:
lo Stato italiano, con norme specifiche, ha sempre tutelato il
portatore di handicap, sia nell'ambito familiare, sia in quello
lavorativo: tutto ciò, giustamente, per rendere la vita la più
normale possibile a chi, per nascita o per trauma, è costretto a
convivere con un handicap che può raggiungere anche il 100 per
cento di invalidità;
tra le tante normative vigenti, vi è il decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, che, al comma 3 dell'art.
11, recita testualmente che: 'la circolazione e la sosta sono
consentite nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali
urbane, così come definite dall'art. 3 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285;
qualora è autorizzato l'accesso ad una sola categoria di veicoli
per l'espletamento dei servizi di trasporto di pubblica utilità;
visto che:
nonostante sia evidente, dal disposto della legislazione
nazionale, la volontà di rendere meno problematica la vita ai
diversamente abili che hanno, come unico mezzo di locomozione,
vetture con accompagnatore o automobili modificate in funzione del
proprio handicap, le nuove frontiere in tema di controlli delle
zone a traffico limitato rendono vane le peculiarità e i diritti
riconosciuti ai diversamente abili dal suddetto D.P.R.;
nella quasi totalità delle città siciliane, che adottano zone a
traffico limitato o isole pedonali, i comuni hanno installato
sistemi di controllo visivo con telecamere collegate a centraline
posizionate nei comandi dei vigili urbani;
tali telecamere leggono esclusivamente le targhe posteriori delle
autovetture, quindi non inquadrano, nei loro obiettivi, eventuali
pass esposti nel parabrezza anteriore, così come disposto dal
vigente codice della strada. Di conseguenza, l'autovettura che ha
a bordo un portatore di handicap viene puntualmente sanzionata
fino a quando il disabile non riesca a dimostrare che era a bordo
della medesima auto, il tutto con un ricorso da presentare ai vari
comandi di polizia municipale e relativa perdita di tempo, denaro
e disagio personale;
allo stato attuale, l'unica soluzione al problema è che il
disabile comunichi anticipatamente, a tutti i sindaci dei singoli
comuni, l'itinerario che deve effettuare, la targa della macchina
utilizzata per il viaggio, la copia del contrassegno e la data
certa di quando intenda effettuare lo spostamento. E' evidente che
deve rinunciare ad eventuali modifiche del percorso
precedentemente stabilito e comunicato, limitando di conseguenza,
ulteriormente, le sue già scarse possibilità di movimento;
considerato che:
la realtà attuale è costellata da un intreccio incredibile di
violazioni, sia dal punto di vista normativo sia, cosa ancora più
grave, per quanto concerne libertà di movimento dei singoli
disabili, libertà sancita dalla Costituzione italiana;
è impensabile che, in uno Stato dove la parità di trattamento tra
normodotati e diversamente abili è sinonimo di democrazia e
sviluppo sociale, si perseveri a creare difficoltà a chi ha un
handicap, difficoltà spesso risolvibili con soluzioni economiche
facilmente attuabili;
per il rispetto delle norme vigenti e per garantire libertà di
movimento a tutti i disabili basta munire le telecamere di
congegni elettronici atti al rilevamento di pass forniti
gratuitamente a tutti i portatori di handicap che ne hanno
diritto;
per sapere se non ritengano utile ed improcrastinabile
predisporre un atto normativo che obblighi tutti i comuni della
Sicilia che attivano isole pedonali o zone a traffico limitato
videosorvegliate a munire le telecamere di controllo di specifici
lettori di pass elettronici da fornire gratuitamente a tutti i
portatori di handicap che ne facciano richiesta e che ne abbiano
diritto, in modo da facilitare gli spostamenti all'interno delle
aree a traffico limitato o isole pedonali.». (920)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 920, a firma
dell'onorevole Vinciullo, con la quale si chiedono notizie circa
gli interventi a tutela dei portatori di handicap automuniti, si
rappresenta quanto segue.
Premettendo che la materia proposta con l'atto ispettivo in
questione esula dalle competenze proprie dell'Assessorato
Infrastrutture e Mobilità, giova comunque fare cenno alla
normativa di riferimento e, specificamente, all'art 7 del Codice
della strada il quale recita che:
- nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco:
riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di
polizia stradale, vigili del fuoco, dei servizi di soccorso,
nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o
impedita capacità motoria, munite di contrassegno speciale, ovvero
a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;
comma 4. Omissis ... nei casi in cui sia stata vietata o limitata
la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali
condizioni e cautele ai veicoli utilizzati dalle persone con
limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno
speciale.
- art. 188 del Codice della strada (circolazione e sosta dei
veicoli al servizio di persone invalide) che così recita: comma 1.
Per la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle
persone invalide gli enti proprietari della strada sono tenuti ad
allestire e mantenere apposite strutture, nonché di segnaletica
necessaria, per consentire ed agevolare la mobilità di esse,
secondo quanto stabilito dal regolamento.
comma 2. I soggetti legittimati ad usufruire delle strutture di
cui al comma 1 sono autorizzati dal sindaco del Comune di
residenza nei casi e con i limiti determinati dal regolamento e
con le formalità nel medesimo indicate.
- art. 381 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del codice
della strada D.P.R. 495/1992 del 16 dicembre 1992 e ss.mm.ii.
(strutture e segnaletica per la mobilità delle persone invalide)
che affronta inoltre tale problematica occupandosi di rilascio
delle autorizzazioni per agevolare la mobilità delle persone
invalide.
Attesa l'assenza di competenze sulla problematica in oggetto,
l'Assessorato Infrastrutture e Mobilità valuterà l'opportunità di
sensibilizzare gli amministratori dei Comuni a porre in essere gli
eventuali interventi a beneficio dei portatori di handicap
automuniti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
le competenze in materia di servizi ferroviari di interesse
locale effettuati nelle regioni a Statuto speciale, di cui
all'articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, a
decorrere dall'entrata in vigore della legge 23 luglio 2009, n.
99, sono transitate nelle mani delle regioni medesime;
a tal fine, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede
al trasferimento delle risorse, in conformità agli ordinamenti
finanziari delle singole regioni, nei limiti degli stanziamenti di
bilancio, utilizzando le risorse da destinare a titolo di
pagamento dei corrispettivi derivanti dal contratto di servizio
posto in essere con lo Stato in favore di Trenitalia s.p.a.;
il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, in legge 28 gennaio 2009, n. 2, recante 'Misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese
e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico
nazionale', all'articolo 25, comma 1, ha istituito, nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle
finanze, un fondo con una dotazione finanziaria di 960 milioni di
euro per l'anno 2009, per investimenti del gruppo Ferrovie dello
Stato;
il comma del succitato art. 25 obbliga le Ferrovie a relazionare
annualmente al Ministero dell'economia e delle finanze
sull'impiego di dette somme, sui risultati conseguiti e sul
rispetto delle percentuali di assegnazione delle quote di
investimento al Nord e al Sud del Paese, pari rispettivamente al
15 e all'85 per cento, trattandosi di fondi FAS con vincoli di
destinazione geografica;
preso atto che:
il trasferimento delle risorse disponibili effettuato dal
Ministero ammonta a 100 milioni di euro;
il decreto-legge n. 185 del 29 novembre 2008 mette a disposizione
per la Sicilia, nella ripartizione per aree geografiche del Sud,
circa 94 milioni di euro per l'acquisizione di materiale rotabile
Trenitalia s.p.a. e circa 90 milioni di euro per investimenti
infrastrutturali R.F.I.;
con i contratti di almeno sei anni, Trenitalia destinerà alla
Sicilia un'ulteriore quota derivante dall'autofinanziamento per
acquisto di nuovo materiale rotabile;
considerato che:
i fondi trasferiti dal Ministero permettono il mantenimento, da
parte di Trenitalia s.p.a., degli attuali servizi;
l'utilizzazione dei fondi previsti nel decreto-legge n. 185
permette il rinnovo di tutto il parco rotabile vetusto presente
nell'Isola e la velocizzazione di alcune linee con significativi
recuperi di percorrenza;
le somme destinate all'acquisizione del materiale rotabile
possono contribuire alla salvaguardia dell'occupazione nelle
industrie metalmeccaniche ferroviarie presenti nell'Isola;
per sapere quali motivazioni ad oggi abbiano impedito la ratifica
del contratto di servizio mediante il quale si utilizzano i fondi
FAS previsti nel decreto-legge sopra indicato e se pertanto non
ritengano opportuno e urgente provvedere alla stipula del
contratto medesimo al fine di consentire la destinazione dei fondi
alla Sicilia per interventi infrastrutturali.». (923)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 923, a firma
dell'onorevole Cracolici, riguardante la richiesta di notizie in
ordine alla mancata sottoscrizione del Contratto di Servizio con
la società Trenitalia, giova precisare che il contesto normativo
entro il quale la Regione Siciliana si trova ad operare per la
regolamentazione della materia in questione è il D. Legislativo n.
422/1997 peraltro di severa ispirazione europea.
Detta normativa ha previsto e disciplinato un preciso percorso
procedimentale, scandito da passaggi amministrativi intermedi, la
cui definizione renderà possibile il concretizzarsi del processo
di regionalizzazione del trasporto ferroviario di rilevanza
locale, consentendo, quindi, alla Regione l'azionabilità delle
competenze trasferite dallo Stato con l'acquisizione degli
strumenti giuridico-operativi di governo del comparto, fra cui il
Contratto di Servizio, con l'impresa di trasporto individuata.
In atto, in assenza di certezza circa l'effettiva disponibilità
di risorse di provenienza statale da assegnare a regime alla
Sicilia per l'esercizio di nuove competenze, non è stata ancora
definita la fase relativa al trasferimento dallo Stato dei compiti
e delle funzioni in ordine ai servizi ferroviari di pertinenza di
Trenitalia.
Al riguardo si precisa che, a fronte di un fabbisogno finanziario
pari a poco più di euro 117.000.000,00, sufficienti, a detta di
TRENITALIA, per assicurare i servizi minimi (10.799.000,00 di
treni Km. annui), il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha
prospettato una disponibilità iniziale di risorse pari a euro
110.000.000,00 successivamente incrementata, con proposta, a euro
117.000.000,00, con successivo ridimensionamento a euro
111.535.920,00 (ultima versione dell'Accordo di Programma Quadro).
Si precisa inoltre che il Fondo da cui il Ministero dovrà
prelevare le risorse da ripartire alle Regioni a statuto speciale
per il pagamento dei corrispettivi contrattuali al gestore del
servizio ferroviario è stato incrementato fino al 2011 con una
parte di fondi FAS, per euro 50.000.000,00 (art. 25, comma 2, dl
185/2008).
La variabilità nel tempo delle somme messe a disposizione dallo
Stato ha determinato la necessità di incontri con le strutture
ministeriali per approfondimenti e per verificare la sussistenza
di ulteriori margini di manovra per incrementare la dotazione di
euro 111.535.920,00 (ultima versione dell'Accordo di Programma
Quadro) riconosciuta alla Sicilia al fine di ridurre il gap
rispetto all'effettivo fabbisogno finanziario pari ad euro
117.000.000,00.
Nell'ambito dei suddetti incontri è stato proposto al Ministero
che il Contratto di Servizio da stipularsi debba costituire parte
integrante di un progetto più complessivo di ammodernamento e di
sviluppo della modalità ferroviaria da inserire in un apposito
Accordo Quadro che aggiorni quello siglato nell'ottobre del 2001
fra Stato, RFI e Regione siciliana e permetta di individuare le
strategie operative assicurando il rispettivo apporto finanziario
e indicando le scadenze temporali di attuazione dei vari
interventi.
Questi ultimi, inseriti in apposito Contratto di programma con
RFI, dovranno articolarsi in interventi sui binari e sugli
impianti, diversamente per gli interventi finalizzati al rinnovo
sul materiale rotabile andranno inseriti nel Contratto di Servizio
con Trenitalia.
L'impegno dell'Amministrazione è quindi finalizzato ad evitare
che lo Stato disimpegni le risorse destinate alla Regione e ciò
sembra potersi realizzare ricomprendendo il CDS in un ampio
Accordo di Programma finalizzato al conseguimento degli obiettivi
prefissati unitamente al Contratto di Programma con RFI per la
parte relativa ai profili tecnologici e strutturali della rete.
Conclusivamente si ribadisce che la stipula del CDS costituirà un
adempimento dovuto solo nel momento in cui si concretizzerà il
trasferimento delle competenze e delle relative risorse alla
nostra Regione e che, comunque, la sottoscrizione del CDS non
comporta un'immediata possibilità per la Sicilia di beneficiare
delle già citate risorse con riguardo agli investimenti in
materiale rotabile.
Vedasi in proposito analoga situazione per altre Regioni che
hanno già stipulato il CDS con TRENITALIA e non hanno ancora avuto
riconosciuta la quota parte dei fondi di cui all'art. 25, comma 2,
DL 185/2008.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
LACCOTO - PICCIOLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la Giunta regionale ha autorizzato la firma del contratto con RFI
-Trenitalia;
il nuovo orario di Trenitalia prevede parecchie soppressioni di
fermate di treni che, conseguentemente, provocano disagi ai
numerosi pendolari della provincia di Messina;
considerato che:
le innumerevoli proteste di studenti e lavoratori che, a causa
delle nuove soppressioni, sono costretti a subire loro malgrado
vane attese e viaggi di lunga durata;
le somme che la Regione versa all'azienda Trenitalia dovrebbero
servire non solo per gli investimenti indirizzati al miglioramento
delle strutture, ma soprattutto per fornire migliori servizi agli
utenti;
visto che:
l'azienda Trenitalia negli ultimi periodi ha messo in atto una
sconsiderata politica di disinteresse sempre più rilevante dei
servizi prestati, soprattutto nella provincia di Messina, con la
negativa conseguenza prima dell'abbandono e oggi della totale
chiusura di tante stazioni;
gli ultimi provvedimenti di cui sopra hanno determinato uno stato
di preoccupazione oltre che di disagio nei cittadini;
per sapere:
se non ritengano che, prima della firma del contratto, si debba
intervenire per assicurare il ripristino delle fermate soppresse a
seguito dell'entrata in vigore dell'attuale orario;
se non ritengano, altresì, doveroso intervenire al fine di
scongiurare la chiusura di alcune stazioni indispensabili ai
cittadini-utenti.». (956)
Risposta. - «L'atto parlamentare n. 956, a firma degli onorevoli
Laccoto e Picciolo, solleva sostanzialmente due questioni.
Con riferimento al punto l, relativo alla soppressione di fermate
per servizio-viaggiatori con conseguente disagio per gli utenti,
va, preliminarmente, chiarito che la Giunta regionale, con
Deliberazione n. 551 del 18 dicembre 2009, ha approvato una
proposta di Accordo di Programma, Stato-Regione per il
trasferimento a quest'ultima di funzioni, compiti e risorse
inerenti alla materia dei servizi ferroviari regionali,
condizionando la stipula del CDS con Trenitalia all'assunzione, da
parte dello Stato e delle stesse Ferrovie, di precisi impegni in
tema di investimenti in Sicilia, sull'infrastruttura di rete e sul
materiale rotabile, fermo restando, come già detto in riscontro a
precedenti analoghe interrogazioni sull'argomento, che la stipula
del CDS non può prescindere dalla definizione dell'Accordo di
programma di cui sopra. Definizione, al momento, non attuata per
l'incertezza sulla dotazione finanziaria complessiva da trasferire
alla nostra Regione, per cui, al momento, i rapporti con
Trenitalia continuano ad essere gestiti dallo Stato.
Fatta questa opportuna precisazione, con riferimento a quanto
lamentato dagli interroganti in ordine alla soppressione delle
fermate di alcuni treni che provocano notevoli disagi all'utenza
pendolare della provincia di Messina, non si può che ribadire che
il progetto di nuovo orario adottato da Trenitalia prevede una
diversa architettura dei servizi sulle principali direttrici di
traffico, fra cui la PA-ME, che si articola in un cadenzamento -
ogni ora nell'arco della giornata - dell'orario di arrivo e
partenza dei treni fra i due capoluoghi e nella previsione, sempre
fra i due capoluoghi, di un treno veloce con 5 fermate intermedie
(tempo di percorrenza 2 ore e 50') in modo da essere competitivo
con quello stradale, alternato a un treno lento con fermate in
diverse stazioni dell'itinerario e con tempi di percorrenza
leggermente superiori (3 ore e 30') che svolga una capillare
funzione di raccolta di viaggiatori lungo i più popolosi centri
della costa.
L'architettura del nuovo orario prevede, altresì, l'istituzione
di un servizio cadenzato fra Messina e Milazzo in modo da venire
incontro al forte pendolarismo giornaliero fra le due città e fra
Termini e Palermo.
Pertanto, il nuovo orario, nel suo impianto complessivo, è stato
concepito per soddisfare le esigenze sia degli spostamenti
d'estremità fra Palermo e Messina, sia di quelli intermedi con un
occhio particolare anche al forte pendolarismo che si genera sulle
relazioni afferenti le due grandi aree metropolitane, vale a dire
Messina-Milazzo e v.v., e Cefalù-Termini-Palermo e v.v..
L'adozione di tale nuova architettura richiede, però, un maggiore
impegno di risorse finanziarie rispetto a quelle attualmente
disponibili, di circa 7 milioni di euro, per il reperimento delle
quali, nell'ambito della manovra finanziaria della Regione
relativa all'anno corrente, era stata formalizzata apposita
richiesta all'Assessore regionale per l'Economia.
Purtroppo, in questa fase, le ristrettezze finanziarie che hanno
caratterizzato l'approntamento della manovra finanziaria stessa
non hanno consentito al momento di far fronte all'ulteriore
fabbisogno finanziario rappresentato da Trenitalia per attuare
integralmente l'architettura progettuale del nuovo orario
ferroviario.
Tuttavia, deve farsi rilevare che, fermo restando l'impianto
complessivo dell'orario, si è cercato, comunque, di alleviare i
disagi prevedendo qualche fermata in più e ripristinando 3 coppie
di treni giornalieri instradati sulla linea lenta Patti-Oliveri-
Novara-Milazzo-Messina.
Siamo però consapevoli che la soluzione soddisfacente del
problema passi inevitabilmente dall'attuazione integrale del
progetto d'orario cadenzato nelle varie articolazioni cui si è
appena fatto cenno e che, pertanto, una volta che la Regione avrà
trasferiti funzioni, compiti e risorse e potrà quindi programmare
in proprio i provvedimenti d'orario, si studieranno per tempo
ulteriori correttivi, in un'ottica di integrazione modale con
altri vettori e non tralasciando, se del caso, e compatibilmente
sempre con la situazione complessiva della finanza regionale, la
proposta di Trenitalia di reperire gli ulteriori 7 milioni di euro
per dare concretezza al progetto di orario cadenzato.
Con riferimento al punto 2, relativo alla disabilitazione di
diversi impianti ferroviari della rete siciliana, la politica
perseguita dal Gruppo FS è quella di una riduzione dei costi di
gestione attraverso forti investimenti in tecnologie innovative di
esercizio (vedi SCC, il più avanzato sistema di gestione integrata
a distanza della circolazione in uso in campo ferroviario che
consente di gestire in modo integrato la circolazione, la
diagnostica e la manutenzione, le informazioni al pubblico, la
videosorveglianza, di semplificare le procedure di gestione e di
ottenere la massima tempestività ed efficacia nella risoluzione
dei problemi di circolazione anche su linee ad intenso traffico),
che ha consentito la chiusura delle stazioni ferroviarie, una
volta che tutte le operazioni connesse all'esercizio ferroviario
possono, a seguito dell'introduzione di siffatte tecnologie,
essere accentrate in un unico posto di comando. L'architettura
tecnologica e funzionale del sistema prevede sale di controllo
presenziate, dove sono concentrate le tecnologie e
l'organizzazione, e postazioni remote, solitamente impresenziate
(stazioni, posti di comunicazione, posti di movimento, etc) che
garantiscono il colloquio tra il posto di comando e le linee
gestite.
In particolare, il cuore del sistema è ubicato nella stazione di
Palermo centrale e gestisce, attraverso diverse postazioni
periferiche, tutta la circolazione sull'intera rete siciliana.
Pertanto, la politica delle ferrovie per le piccole stazioni a
bassissima frequentazione è quella di attivare, attraverso RFI, la
stipula di contratti di comodato d'uso gratuito (come definiti
all'articolo 1803 del Codice Civile) con Enti Locali o
associazioni no profit.
Tali contratti prevedono la cessione dei locali di stazione non
più funzionali all'esercizio ferroviario per destinarli ad
attività sociali, culturali, di assistenza (tra cui, ad esempio,
esposizioni artistiche, accoglienza turistica, ludoteca, riunioni
di quartiere, protezione civile, vigili urbani, assistenza ai
disagiati, pro-loco, etc.).
In cambio è richiesto che l'ente o l'associazione si faccia
carico della piccola manutenzione, della guardianìa e della
pulizia del fabbricato.
Nella stessa prospettiva la capogruppo Ferrovie dello Stato sta
studiando con le Regioni e le Province Autonome la possibilità di
sottoscrivere contratti per l'affidamento in comodato degli
immobili delle piccole stazioni, in un'ottica di investimento e
qualità.
I contratti di comodato gratuito stipulati da Rete Ferroviaria
Italiana e vigenti nel 2007 sono circa 370; numerosi altri
contratti sono in corso di stipula e numerose sono le piccole
stazioni in tutta Italia destinate ad essere cedute in comodato.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
GUCCIARDI. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
l'articolo 33 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,
autorizza l'ex Assessorato Lavori pubblici (competente per materia
prima dell'entrata in vigore della legge di riforma
dell'Amministrazione della Regione siciliana) a stipulare con gli
istituti di credito convenzioni per la conclusione di contratti di
mutuo ventennale con i proprietari di immobili situati nei centri
storici e nelle zone omogenee A' nei piani regolatori generali
(PRG) dei comuni, per la manutenzione straordinaria, il restauro,
il ripristino funzionale e l'adeguamento alle prescrizioni
antisismiche di tali immobili;
la stessa norma pone a carico del bilancio regionale il 100 per
cento del costo degli interessi;
considerato che:
tali disposizioni sono finalizzate ad agevolare il recupero di
edifici ed unità immobiliari ad uso residenziale al fine di
salvarli dalla situazione di serio degrado nella quale versano i
centri storici dei comuni siciliani;
la riqualificazione dei centri storici è quanto mai urgente
poiché, senza adeguati provvedimenti, è a rischio la sopravvivenza
oltre che la loro stessa integrità;
la Sicilia è ricchissima di testimonianze storiche ed
architettoniche custodite anche in piccoli comuni e che
rappresentano la memoria e l'identità di quei luoghi;
gli interventi di ripristino e di recupero dei centri storici
appaiono indispensabili anche al fine di garantire la pubblica
incolumità, poiché nell'incuria numerosi edifici rischiano di
crollare, nonché per rivitalizzare il comparto dell'edilizia,
soffocato dalla crisi economica;
ritenuto che:
l'applicazione della normativa sopra citata, nel sostenere gli
investimenti dei proprietari di immobili, potrebbe costituire,
pertanto, un valido strumento per il recupero di edifici ed unità
immobiliari ad uso residenziale all'interno dei centri storici;
la norma, infatti, prevede anche che i mutui coprano il 100 per
cento del costo degli interventi di restauro per un importo
massimo di 300 mila euro e comunque non superiore a 2.000 euro/mq;
per sapere le ragioni per le quali non sia stata data attuazione
alla norma contenuta nell'articolo 33 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, e se non ritenga di dovere adottare al più
presto tutti i provvedimenti necessari.». (976)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo n. 976, a firma
dell'onorevole Gucciardi, si rappresenta quanto segue.
Giova preliminarmente precisare che con l'art. 33 della l.r.
6/2009 sono state previste agevolazioni economiche per interventi
di recupero di immobili classificati netto storico o ubicati nei
centri storici o in zone omogenee A' in favore dei proprietari
degli stessi, conseguibili attraverso la stipula di apposite
convenzioni con Istituti di credito per la concessione di mutui
con ammortamento ventennale e pagamento dei relativi interessi a
totale carico dell'amministrazione regionale.
La disponibilità ventennale impegnata per tale finalità è pari ad
12.500.000 per il triennio 2009/2011.
Sulla scorta dei criteri delineati dalla norma, il competente
Servizio del Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti, in
data 6 novembre 2009, ha inoltrato alla Ragioneria Generale della
Regione copia del bando per il Recupero edifici situati nei centri
storici, in coerenza con gli adempimenti di cui al comma 1
dell'art. 33 della l.r. 6/2009, per la condivisione della
documentazione predisposta (bando) e per la predisposizione del
relativo schema di convenzione.
Conseguentemente, la Ragioneria Generale della Regione, in data
23 dicembre 2009, ha predisposto uno schema di convenzione tra il
Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti e le Aziende di
credito, nel quale sono regolati i rapporti e le modalità per la
concessione da parte delle stesse Aziende di credito dei
finanziamenti, attraverso operazioni di mutuo, per la
realizzazione degli interventi di recupero in edifici situati nei
centri storici, assistiti da contribuzione regionale per l'intero
pagamento degli interessi di mutuo.
Pertanto, in data 17 febbraio 2010, lo stesso Servizio, per il
tramite del Dirigente Generale del Dipartimento Infrastrutture
Mobilità e Trasporti, ha inoltrato la documentazione (bando,
modello istanza, modello scheda tecnica, avviso manifestazione di
interesse per le banche, convenzione tipo, decreto di
approvazione) per pervenire alla pubblicazione del bando per la
concessione delle agevolazioni per il recupero edifici situati nei
centri storici, secondo criteri e procedure largamente condivisi
(dirigenti generali, assessori, Commissione parlamentare,
Ragioneria Generale).
La suddetta documentazione è stata restituita dagli Uffici di
diretta collaborazione alle mie dipendenze in data 2 marzo 2010,
affinché il Dirigente Generale provvedesse ad una ...
rimodulazione della proposta che sia più rispondente all'impianto
semplificatorio delineato dalla norma di riferimento ... (che) ...
trovi attuazione anche sulla base di un'accelerata previsione di
riscontro della regolarità delle istanze che perverranno
all'Assessorato e del necessario rapporto di tale fase con
l'Istituto bancario ... .
In data 30 marzo 2010, l'intera documentazione, rimodulata in
coerenza con la disposizione assessoriale richiamata (prot.
464/2010), è stata approvata dal Dirigente Generale e
conseguentemente, in dipendenza delle modifiche apportate,
inoltrata alla Ragioneria Generale della Regione per le necessarie
modifiche alla Convenzione con gli istituti bancari.
La stessa Ragioneria Generale, in data 2 aprile 2010 ha
restituito la Convenzione con gli Istituti bancari, debitamente
modificata. L'intera documentazione (convenzione con gli Istituti
bancari, avviso pubblico e procedura secondo la quale non appena
sarà pervenuta anche una sola adesione da parte di un Istituto
bancario si provvederà alla pubblicazione dell'avviso) è stata
approvata con D.D.G. n. 610 in data 12 aprile 2010.
Da ultimo, in data 23 aprile 2010, nella GURS n. 23 è stato
pubblicato l'avviso contenente la richiesta per la manifestazione
di interesse da parte di Istituti bancari alla sottoscrizione
della Convenzione predisposta di concerto con la Ragioneria
Generale della Regione ed approvata, unitamente all'avviso
pubblico per la concessione delle agevolazioni previste dalla
norma in oggetto indicata, con il richiamato Decreto del Dirigente
Generale n. 610 del 2 aprile 2010.
La mancata adesione di almeno un Istituto di credito ad oltre 60
giorni dalla pubblicazione dell'avviso ha reso necessaria una
rivisitazione del sistema, attualmente all'esame degli Uffici, la
cui definizione è stata sollecitata di recente.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
ARICÒ. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
dopo una lunga crisi che stava portando al fallimento della
compagnia di bandiera italiana, nel dicembre del 2008 nasceva la
nuova ALITALIA - CAI alla quale il Governo Italiano ha conferito
tutte le attività della vecchia ed ormai defunta compagnia aerea
ALITALIA;
a seguito del suo insediamento, il nuovo consiglio di
amministrazione della CAI operava una serie di operazioni ed
iniziative miranti alla ristrutturazione della società ALITALIA,
inclusi la riduzione del personale in servizio ed il drastico
taglio del numero di voli nazionali ed internazionali unitamente
alla riduzione di svariate destinazioni, anch'esse nazionali ed
estere;
i sopra citati tagli del numero dei voli colpivano in maniera
eccezionale gli aeroporti siciliani, che si sono ritrovati
all'inizio del 2009 con un numero inferiore di collegamenti di
circa il 40 per cento rispetto alla originaria programmazione
ALITALIA, che aveva pianificato i voli anche in considerazione
della difficoltà di collegamenti tra la Sicilia ed il resto
d'Italia;
avvalorando la tesi di un presunto disinteresse di CAI per la
Sicilia, alla data del 25 febbraio 2009 gli stipendi arretrati dei
lavoratori ALITALIA dell'aeroporto Falcone e Borsellino non erano
ancora stati corrisposti, unico caso in Italia. Ci sono volute una
serie di interrogazioni parlamentari e le pressioni del Governo
della Regione siciliana presso il Governo centrale per sbloccare
la situazione nell'aprile dello scorso anno;
considerato che:
nell'ottobre 2009, il gruppo ALITALIA-CAI presentava il nuovo
brand del prodotto Roma/Milano - Milano/Roma, contenente una nuova
offerta e tutti i servizi per i collegamenti fra Roma Fiumicino e
Milano Linate, a partire dalla struttura dei nuovi varchi dedicati
che consentiranno una riduzione dei tempi necessari a raggiungere
l'imbarco, ed oltre 70 collegamenti giornalieri, con la partenza
di un volo ogni 15 minuti nelle ore di punta e l'arrivo di 15 voli
entro le 9,30 del mattino, a favore dei pendolari che viaggiano su
questa rotta;
per pubblicizzare questa iniziativa, il gruppo ALITALIA-CAI ha
sostenuto una spesa di svariati milioni di euro, acquistando spazi
su tutte le testate nazionali ed internazionali e lanciando una
imponente campagna all'interno degli aeroporti di Roma e Milano, a
volte francamente detrattiva nei confronti delle altre
destinazioni, incluso quelle siciliane;
i collegamenti giornalieri tra Roma e gli aeroporti siciliani
sono circa la metà di quelli tra Roma e Milano e, nonostante la
peculiarità della Sicilia, non è mai stata offerta ai viaggiatori
isolani facilitazione alcuna nei servizi, come varchi dedicati e
diminuzione dei tempi di imbarco;
ad oltre un anno dall'inizio della nuova gestione della compagnia
ALITALIA da parte di CAI, è chiara la volontà dei vertici
dell'azienda di non adeguare gli aeroporti siciliani a quelli del
resto d'Italia, considerando gli scali di Palermo e Catania, e di
conseguenza i viaggiatori siciliani, come scali e passeggeri di
'serie B';
per sapere:
quali provvedimenti, anche legislativi, in virtù delle potestà
fornite dallo Statuto autonomistico siciliano, intendano adottare
per colmare il gap tra gli scali aeroportuali siciliani e quelli
del resto d'Italia;
quali iniziative intendano intraprendere nei confronti del
Governo centrale per informare gli organismi preposti di questo
inaccettabile stato di cose e modificare le strategie del gruppo
ALITALIA-CAI al fine di non penalizzare ulteriormente i
viaggiatori siciliani, assicurando pari dignità ai collegamenti
tra la Sicilia e gli scali del resto d'Italia.». (1006)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1006, a firma
dell'onorevole Aricò, occorre premettere che la Regione siciliana
ha competenza per la regolamentazione relativamente ai
collegamenti assoggettati agli Oneri di servizio pubblico per il
Trasporto Aereo' dagli aeroporti dell'Isola maggiore verso
Pantelleria e Lampedusa, restando la materia legata ai principi
del libero mercato adottati dalle singole compagnie aeree, ivi
compreso il gruppo Alitalia-CAI.
E', tuttavia, intenzione del Governo regionale, di intesa con il
Governo nazionale, intraprendere delle iniziative specifiche per
incrementare il numero di collegamenti aerei da e per la Sicilia,
fermo restando, comunque, che negli ultimi anni il trasporto low-
cost operato da numerose compagnie aeree ha di per sé comportato
un incremento dei collegamenti di cui si è detto.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
MARZIANO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che nella rete autostradale siciliana sono presenti
numerose gallerie di varia lunghezza e che in tali gallerie sono
frequentissime le interruzioni delle conversazioni telefoniche
tramite telefoni cellulari con conseguente notevole disagio per
gli utenti;
considerato che molto spesso i contratti di telefonia prevedono
il cosiddetto 'scatto alla risposta', per cui la frequente
interruzione delle conversazioni telefoniche comporta un notevole
onere aggiuntivo per gli utenti e contemporaneamente un
arricchimento per i gestori;
considerato inoltre che tale disagio dipende unicamente dalla
mancata apposizione nelle gallerie, da parte dei gestori di
telefonia mobile (Tim, Vodafone, Wind, 3), di idonee
apparecchiature atte a garantire la continuità delle conversazioni
nelle stesse;
per sapere quali iniziative intenda assumere nei confronti dei
gestori di telefonia mobile per costringerli a dotare le gallerie
autostradali siciliane di tali apparecchiature e se non ritengono
opportuno vincolare qualsiasi ulteriore eventuale concessione o
autorizzazione a tali gestori al rispetto di tale obbligo nei
confronti degli utenti siciliani.». (1009)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1009, a
firma dell'onorevole Marziano, si rappresenta quanto segue.
La Direzione regionale per la Sicilia dell'ANAS S.p.A. con
apposita nota trasmessa al Dipartimento delle Infrastrutture,
della Mobilità e dei Trasporti ha comunicato che nell'ambito delle
proprie mansioni istituzionali, non effettua installazioni di
ripetitori o linee telefoniche all'interno delle proprie
infrastrutture in quanto trattasi di attività di esclusiva
competenza delle compagnie telefoniche.
Pertanto, qualsiasi intervento volto al miglioramento ed
all'ampliamento dei servizi offerti all'utenza telefonica viene
eseguito dalle rispettive compagnie telefoniche previo rilascio di
apposita ordinanza emessa dall'ANAS.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
SCAMMACCA DELLA BRUCA - ADAMO - MINEO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
la rete ferroviaria siciliana è, notoriamente, una delle più
vecchie e anacronistiche dell'intera rete nazionale;
l'assoluto disinteresse, da parte dei vertici delle Ferrovie
dello Stato, al miglioramento un servizio che dovrebbe essere di
vitale importanza per l'intera economia regionale, è palesemente
vergognoso. Le ferrovie dello Stato hanno chiuso gli scali merce
di tutta la Sicilia, lasciando in funzione solo quello di Catania
Librino e costringendo, di fatto, le aziende siciliane a
effettuare i loro trasporti su mezzi gommati, con un evidente
aumento del traffico stradale e dell'inquinamento atmosferico. A
Siracusa la nuova fossa di manutenzione, inaugurata in pompa magna
e costata l'incredibile cifra di 16 miliardi di vecchie lire, non
è mai entrata in funzione, mentre in grossi centri, come per
esempio Lentini ed Augusta, le stazioni sono state private dei più
semplici servizi all'utente, come le biglietterie e i punti di
ristoro. Nonostante i ripetuti interventi da parte dei vertici
regionali, le FF.SS., continuano in questa politica di totale
disinteresse delle problematiche siciliane, ritenendo, forse, che
la Sicilia è una Regione di 'serie B';
tenuto conto che, mentre le stesse FF.SS. pubblicizzano, su tutti
mezzi di comunicazione, la velocità di collegamento dei nuovi
treni tra Roma e Milano (3 ore per 850 chilometri, alla media di
circa 283 chilometri all'ora), in Sicilia per percorrere i 200
chilometri che separano Catania da Palermo occorrono ben 6 ore, ad
una velocità di ben 33 chilometri all'ora, media che non si
riscontra neanche nelle ferrovie dei Paesi del Sub-Sahara;
considerato che:
nel 2009, la fondazione SABIR, in un convegno tenutosi proprio
nei locali dell'ARS, presentò un progetto di fattibilità su una
dorsale ferroviaria della linea Palermo-Catania che prevedendo,
inizialmente, una razionalizzazione delle fermate e degli orari,
avrebbe accorciato i tempi di percorrenza portandoli a 3 ore e 20
minuti, il tutto senza spendere un centesimo. In seguito,
utilizzando i fondi europei 2007/2013, con una spesa di due
miliardi e 600 milioni, i tempi di percorrenza sarebbero scesi a
solo 1 ora e 40 minuti. Il progetto, tra l'altro, permetteva, agli
abitanti delle province di Enna e Caltanissetta di potere
raggiungere Catania e Palermo in tempi decisamente europei. Lo
stesso progetto è stato omaggiato, dalla fondazione SABIR, al
Ministro delle infrastrutture;
di contro, le Ferrovie dello Stato puntano su un loro progetto
che prevedrebbe una galleria di ben 40 chilometri sotto i Nebrodi
dal costo di oltre 6 miliardi di euro, in pratica la stessa cifra
stanziata dal Governo italiano per la costruzione del ponte sullo
Stretto di Messina, ovviamente con tempi di realizzazione biblici.
Inoltre, tale progetto taglia fuori completamente le province di
Enna e Caltanissetta, che già per posizionamento territoriale e
condizioni climatiche hanno i loro grossi problemi nei
collegamenti viari con il resto della Sicilia;
visto che nei messaggi pubblicitari delle Ferrovie dello Stato le
linee ad alta velocità vengono indicate come 'Le linee che
uniscono l'Italia', risulta indiscutibile ed incontestabile che
per le stesse FF.SS. il Sud, e la Sicilia in particolare, non
fanno parte dell'Italia;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare, nei confronti dei vertici
delle Ferrovie dello Stato, al fine di avere garantito in Sicilia
un servizio pubblico degno di un Paese europeo;
se non ritengano improcrastinabile ed urgente intervenire presso
il Ministero delle infrastrutture affinché il progetto della
fondazione SABIR sia ripristinato e realizzato.». (1012)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1012, a firma
degli onorevoli Scammacca della Bruca, Adamo e Mineo, si
rappresenta quanto segue.
Con riferimento alle iniziative adottate nei confronti dei
vertici delle Ferrovie dello Stato al fine di garantire un
efficiente servizio pubblico si rassegna che il Governo regionale
già da tempo persegue una politica di rilancio del trasporto
ferroviario che mira a migliorare i collegamenti non soltanto
sulle due direttrici costiere, ma anche fra le aree interne della
Sicilia. In questo disegno programmatico, ad esempio, è stato già
finanziato con la programmazione comunitaria 2000-2006 (ed a
cavallo con la programmazione comunitaria 2007-2013), ed è in
corso di realizzazione la velocizzazione ed ammodernamento della
Palermo-Agrigento, ed è attualmente oggetto di particolare
attenzione anche il problema della velocizzazione del collegamento
ferroviario fra le due principali aree metropolitane della
Sicilia, quelle di Palermo e Catania; ciò al fine di offrire
all'utenza una valida alternativa modale per gli spostamenti tra
la parte orientale ed occidentale dell'Isola, dando in tal modo
concretezza all'obiettivo perseguito dal Piano Regionale dei
Trasporti di riequilibrare a favore del trasporto collettivo su
ferro la domanda di trasporto in Sicilia.
La velocizzazione dell'itinerario Palermo-Catania richiede un non
indifferente impegno economico, considerato che necessita il
tracciato di una revisione estesa in quanto quest'ultimo sconta
una concezione progettuale ed attuativa oramai datata.
A tale finalità corrisponde il progetto elaborato dalla
Fondazione "SABIR", oggetto del secondo punto dell'interrogazione
in parola, il quale tuttavia ha un costo di attuazione
particolarmente elevato (circa 2,8 miliardi di euro),
incompatibile pertanto con l'attuale ristretta disponibilità di
risorse. Conseguentemente, allo stato attuale, sono percorribili
solamente alcuni interventi parziali, e comunque funzionali, che
fanno parte dello studio di cui sopra e che hanno un limitato
impatto finanziario.
In tal senso, secondo detta logica, da parte della Società
Trenitalia alcune misure vanno nella direzione di velocizzare il
collegamento, ma a costo zero. Infatti, a partire
dall'introduzione dell'orario viaggiatori del dicembre u.s. è
stata prevista la circolazione di una coppia di treni giornalieri
veloci' nel senso che effettuano solamente quattro fermate per
servizio viaggiatori con una traccia d'orario assolutamente rigida
e con un tempo di percorrenza di 2 ore e 59 minuti (tra i due
capoluoghi), a fronte di una percorrenza media di ore 3.30/3.40
degli altri servizi ferroviari. Purtroppo, però, nonostante la
buona volontà, il provvedimento d'orario, stando alle rilevazioni
periodiche sui servizi ferroviari dell'Isola, svolte dal
competente Servizio del Dipartimento Infrastrutture Mobilità e
Trasporti, non ha sortito l'effetto sperato di incrementare il
ricorso all'uso del mezzo ferroviario da parte dell'utenza
(frequentazione media di circa 10 viaggiatori).
In riferimento, invece, alla necessità di ammodernamento
infrastrutturale della tratta in questione, al fine di dare
un'ulteriore risposta finalizzata a ridurre in maniera
significativa i tempi di percorrenza tra i due capoluoghi,
portandoli ad una media di circa 2 ore e 40 minuti (all'incirca i
tempi impiegati dai servizi automobilistici via autostrada),
R.F.I. sta predisponendo un piano di interventi che agisce sulla
velocizzazione degli itinerari di ingresso ed uscita delle
stazioni, attraverso un progetto del costo di circa 30 milioni di
euro, già contemplato nel contratto di programma Stato/R.F.I..
Un'ulteriore attività progettuale, mirata sempre a contrarre
ulteriormente i tempi di percorrenza (al di sotto dei 150 minuti),
come detto in precedenza, compatibilmente sempre con una
disponibilità futura di risorse, dovrebbe essere rivolta alla
revisione di alcune parti del tracciato che necessiterebbero di
una ricostruzione quasi integrale, in quanto presentano un profilo
plano-altimetrico particolarmente sfavorevole, tale da
condizionare pesantemente l'esercizio ferroviario (vedi la tratta
fra Villarosa e Dittaino, che comunque al momento difetta di un
progetto da parte delle ferrovie.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
RAIA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che con decreto del
Presidente della Regione n. 134/2000 è stato esteso l'ambito
territoriale dell'I.A.C.P. di Acireale (CT) per un totale di 26
comuni, riducendo in modo corrispondente la competenza
dell'I.A.C.P. di Catania;
visto che la perdurante opposizione dell'IACP di Catania ha
impedito il subentro dell'Istituto di Acireale nella proprietà e
nella gestione di tutti gli immobili di edilizia economica e
popolare insistenti nei comuni di ricompresi nelle nuove
competenze territoriali;
accertata, anche per via giudiziaria, la competenza dell'IACP di
Acireale nell'ambito del comprensorio costituito con D.P.R.S. n.
134/2000;
rilevato che la mancata esecuzione, da parte dell'IACP di
Catania, di quanto disposto nel sopra citato DPRS n. 134/2000
determina un danno all'IACP di Acireale per il periodo che va dal
1 ottobre 2000 al 31 dicembre 2008, quantificato dai commissari
ad acta inviati dall'ex Assessore per i lavori pubblici in euro
2.063.108,24, più un ulteriore ammontare di euro 774.553,20 per
gli immobili di nuova costruzione, tuttora gestiti dall'IACP di
Catania;
ricordato che un inopinato finanziamento all'IACP di Catania,
concesso con decreto del dirigente generale dell'ex Assessorato ai
lavori pubblici per la manutenzione straordinaria di edifici
ricadenti nelle competenze dell'IACP di Acireale, è stato
annullato dal TAR di Catania (ordinanza n. 180/08), ma che - ciò
nonostante - l'IACP di Catania non consente di fatto gli
interventi manutentivi sugli immobili;
osservato che, oltre ai danni e agli impedimenti sopra ricordati,
l'IACP di Acireale è messo nell'impossibilità di operare
correttamente ed efficacemente anche per mancanza di necessarie
figure professionali, impossibili da assumere per il divieto di
assunzioni posto in base e al rispetto del patto di stabilità;
considerato che con numerose note l'IACP di Acireale ha
richiamato l'attenzione della Regione sull'errore di avere incluso
l'IACP tra gli enti pubblici sottoposti a vigilanza e controllo
della Regione ai sensi dell'art. 1, commi 1 e 3, della legge
regionale n. 10 del 2000, visto che non usufruisce di
trasferimenti, né diretti né indiretti, da parte della Regione,
come esplicitamente richiesto dalla legge regionale n. 25 del
2008;
per sapere quali misure intendano adottare, e in che tempi, per
risolvere una vicenda assolutamente chiara sul piano giuridico e
che, in mancanza di opportune e tempestive decisioni, rischia di
mettere nell'impossibilità di assolvere alle funzioni
dell'Istituto, creando altresì le condizioni per possibili danni
erariali, di cui sarà difficile e costoso il recupero e
l'individuazione delle responsabilità.». (1043)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1043, a firma
dell'onorevole Raia, si rappresenta quanto segue.
Premesso che con la stessa si lamentano le difficoltà dell'ente
nello svolgimento dei compiti di gestione del patrimonio
immobiliare insistente nel territorio catanese, dovuta, tra
l'altro, a detta dello stesso Ente, alla mancanza di necessarie
figure professionali e alla impossibilità di procedere a nuove
assunzioni a causa del divieto imposto dalla Giunta di Governo con
propria delibera n. 221/2008, tenuto conto delle notizie acquisite
da parte degli Uffici entro breve termine, analogamente a come
avvenuto per altri istituti, sarà prodotta alla Giunta regionale
apposita richiesta di deroga alla richiamata deliberazione.
Relativamente all'altro profilo dell'interrogazione riguardante
il contenzioso e la definizione dei rapporti tra IACP di Acireale
e IACP di Catania, anche a seguito di pronunciamenti
giurisdizionali, dopo l'iniziale nomina di commissari ad acta che,
nell'espletamento del loro incarico, hanno impartito a tal uopo
specifiche disposizioni, poiché tali disposizioni sono rimaste
inevase, è stato investito il Dipartimento ed il competente
Dirigente Generale per l'individuazione delle iniziative
propositive e delle determinazioni necessarie per la definizione
della vicenda.
Non appena l'attività procedimentale già avviata sarà portata a
compimento, con l'urgenza che il caso richiede, sarà mia cura
informare l'onorevole interrogante del relativo esito.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
ODDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la Provincia regionale di Trapani ha concluso l'iter
amministrativo dell'intervento 'variante alla strada statale 115
sud occidentale sicula' compresa tra lo svincolo 'Birgi' sulla
A29/dir ed il collegamento alla strada statale 115 al chilometro
48+000 in corrispondenza dell'abitato di Mazara del Vallo;
la realizzazione dell'opera di cui trattasi, che è compresa tra
gli abitati di Trapani e Mazara del Vallo, è stata ritenuta opera
di primaria importanza sotto il profilo economico-sociale e
turistico dalla Provincia regionale di Trapani, e rappresenta una
soluzione strategica alla viabilità provinciale, visti anche gli
elevati livelli di traffico e di incidentalità dell'attuale strada
statale;
mediante la realizzazione di tale infrastruttura si giungerà alla
chiusura dell'anello autostradale costiero, previsto nella
proposta di piano regionale dei trasporti, ed alla connessione tra
l'autostrada A 29 (Palermo - Mazara del Vallo) e la A 29 dir
(Palermo - Trapani);
tale infrastruttura permetterà di realizzare un collegamento con
l'aeroporto di Trapani - Birgi, aumentando le possibilità di
accesso a tale infrastruttura e al porto di Trapani;
l'opera è stata, a suo tempo, inserita - dal Governo della
Regione siciliana nell'accordo di programma quadro stipulato tra
Stato e Regione, relativo alla viabilità stradale - fra gli
interventi da attuare prioritariamente di concerto con l'ANAS,
competente per legge ad intervenire;
considerato che tale intervento è stato ricompreso fin dal 2001
nella legge obiettivo di cui alla delibera CIPE n 121/2001,
pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002,
supplemento ordinario n. 51;
con delibera di Giunta n. 323 del mese di novembre 2009 la
Provincia regionale di Trapani si è impegnata ad attivare sul
piano istituzionale tutte le iniziative e le procedure occorrenti
per ottenere, da parte della Regione siciliana, il finanziamento
integrale dei lavori di detta infrastruttura nell'ambito dei fondi
FAS (fondo aree sottoutilizzate) di cui alla deliberazione CIPE
03/2006 anche in relazione all'istanza presentata al Presidente
della Regione siciliana, con nota prot. n. 61825/5 del 2 ottobre
2008;
gli strumenti di programmazione (FESR, FAS) agevolano il percorso
per il reperimento delle risorse finanziarie agli interventi
progettuali che risultano muniti di tutti gli adempimenti
amministrativi propedeutici alla realizzazione dell'opera
pubblica;
negli ultimi 20 mesi il Governo nazionale ha depauperato le
potenzialità previste originariamente nei fondi FAS, svilendone la
portata ed il significato, avendo impegnato diversi miliardi di
euro per provvedimenti estranei alle finalità del fondo per le
aree sottoutilizzate;
per sapere:
se non ritengano indispensabile e ragionevole attivarsi nei
confronti del Governo nazionale al fine di provvedere al
finanziamento dell'opera 'variante alla strada statale 115 sud
occidentale sicula' compresa tra lo svincolo 'Birgi' sulla A29/dir
ed il collegamento alla strada statale 115 al chilometro 48+000 in
corrispondenza dell'abitato di Mazara del Vallo;
se non ritengano opportuno intraprendere tutte le iniziative
politico-istituzionali idonee a sensibilizzare l'attuale Esecutivo
nazionale, stante la perdurante assunzione di provvedimenti
'antimeridionalisti'». (1052)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1052, a firma
dell'onorevole Oddo, si precisa che l'intervento in questione, di
competenza dell'ANAS S.p.A., è previsto nella sezione
programmatica dell'Accordo di programma Quadro del trasporto
stradale - testo coordinato sottoscritto in data 28 dicembre 2006,
privo di copertura finanziaria; lo stesso intervento è, inoltre,
previsto, dal 1 programma operativo delle opere strategiche
(legge 443/2001 detta legge obiettivo).
L'istruttoria relativa al progetto preliminare dell'opera, pari a
circa 370 milioni di euro, è stato riavviato dal Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti a seguito del parere ambientale e
urbanistico-localizzativo rilasciato dalla Regione siciliana
(settembre - ottobre 2009).
Giova in merito fare cenno alla recente corrispondenza
intervenuta in merito alla questione in parola e di cui si è avuta
informazione da parte degli uffici dell'Assessorato.
Con nota prot. 64521 del 15 febbraio 2010 il Ministro delle
Infrastrutture ha rappresentato al Presidente della Provincia di
Trapani che era in corso di valutazione la possibilità di
prevedere il finanziamento dell'opera Variante alla SS. 115 a
valere sulle risorse delle prossime programmazioni auspicando una
compartecipazione della Regione siciliana.
Con nota prot. 20376/RE del 23 marzo 2010, il Presidente della
Provincia di Trapani, a seguito degli impegni presi nell'ambito di
una riunione convocata dal Presidente della Regione in data 16
marzo 2010, ha formalizzato la disponibilità a partecipare al
cofinanziamento dell'opera per un importo massimo di 30 milioni di
euro.
Con nota prot. 31650 dell'8 aprile 2010 il Presidente della
Regione siciliana ha evidenziato al Ministro per le Infrastrutture
la valenza strategica dell'opera in argomento per lo sviluppo dei
centri aeroportuali di Trapani-Birgi e Palermo e che la stessa
completa un'importante arteria ponendo in stretta relazione due
rilevanti centri della Provincia di Trapani; pertanto, il
Presidente della Regione ha manifestato la propria disponibilità a
cofinanziate l'infrastruttura nei limiti delle risorse
disponibili, auspicando, al contempo, un significativo intervento
finanziario da parte dello Stato.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
CORONA. - «All'Assessore per le infrastrutture e le mobilità,
premesso che la società INTERBUS in atto collega attraverso il
servizio di autolinea il comune di Floresta (ME) con Messina,
attraversando i comuni di S. Domenica Vittoria, Randazzo,
Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo e Giardini;
considerato che si apprende che questa società ha soppresso la
corsa di sabato delle ore 5.20, che collega anche il comune di
Randazzo con la riviera Jonica ed in particolare con Giardini e
Taormina;
ritenuto che:
la soppressione già attuata, oltre a causare gravissimi disagi ai
lavoratori pendolari che svolgono la loro attività nel Messinese,
danneggerebbe le attività economiche dell'intera zona, in quanto
questa corsa è frequentemente utilizzata dai turisti che vogliono
raggiungere da Giardini e Taormina il comune di Randazzo;
evidenziato inoltre che la stessa linea collega le cittadine di
cui sopra con l'unico presidio ospedaliero, quello di Taormina;
per sapere se intenda convocare la società INTERBUS ed i sindaci
delle cittadine interessate al fine di assumere provvedimenti
finalizzati non solo al mantenimento della corsa ma, se possibile,
ad implementarla, per evitare l'isolamento dei comuni montani
della Valle dell'Alcantara.». (1081)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1081, a firma
dell'onorevole Corona, sono state acquisite notizie dalla Società
Interbus circa i termini della questione ed, in particolare, la
stessa ha evidenziato la mancanza di utenza nella fascia oraria
che interessa nella giornata del sabato relativamente alla corsa
che collega anche il Comune di Randazzo con la Riviera Jonica ed
in particolare con Giardini e Taormina.
La stessa Società rappresenta, comunque, che il collegamento
Floresta-Messina mediante coincidenza Randazzo è assicurato nella
giornata del sabato con le Autolinee: S.Teodoro-Randazzo-Messina e
Naso-Catania.
Atteso che il servizio di autolinea svolto dalla Interbus S.p.A.
è regolamentato da apposito contratto di affidamento provvisorio
stipulato ai sensi del comma 6 dell'art. 27 della legge regionale
n. 19/2005, e che pertanto la società ha avuto la facoltà di
razionalizzare i servizi di linea secondo il numero di utenza da
servire, sarà cura dell'Assessorato Infrastrutture attivarsi
presso la stessa società per sollecitare il ripristino della corsa
delle ore 5.20 del sabato, qualora sia accertata e documentata
l'esigenza di mobilità dell'utenza che deve servirsi
dell'autolinea.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
GUCCIARDI. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che a seguito delle ininterrotte piogge che hanno
caratterizzato la stagione invernale, la s.s. 188, di collegamento
tra Salemi a Marsala, e la s.s. 188 A, che collega Salemi - Vita -
Trapani, sono state interessate da smottamenti di terreno, con la
conseguente interruzione della viabilità;
considerato che:
la strada s.s. 188 A è la principale arteria di collegamento tra
i comuni dell'entroterra trapanese e della Valle del Belice con il
capoluogo di provincia;
la strada s.s. 188 è la principale via di collegamento tra vari
comuni della Provincia di Trapani con la città di Marsala;
le superiori strade rivestono particolare rilievo per le attività
economiche, commerciali, ma soprattutto agricole, di gran parte
del territorio della provincia di Trapani;
l'interruzione alla viabilità ha causato grave nocumento a tutti
i soggetti interessati che, per lavoro, per studio, per attività
commerciali ed agricole, quotidianamente transitano sulle stesse;
l'intransitabilità delle strade ha, inoltre, determinato un
notevole disagio ai mezzi pubblici per raggiungere i vari centri
della provincia, ed in particolar modo alle ambulanze che prestano
interventi in caso di urgenze sanitarie;
preso atto che nessun intervento per ripristinare la viabilità,
ad oggi, sembra essere stato posto in essere dagli organi a ciò
preposti;
ritenuto che è indifferibile ed urgente provvedere alla
riattivazione della circolazione nelle strade de quibus;
per sapere:
quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di ripristinare
la circolazione nella strada s.s. 188, che collega Salemi a
Marsala, e nella s.s. 188 A, che collega Salemi - Vita - Trapani;
se non ritenga di avviare le relative procedure finalizzate a
ripristinare la viabilità nelle citate strade, ovvero se non
ritenga di intervenire con urgenza estrema presso altri competenti
organi per realizzare il predetto obiettivo.». (1090)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1090, a firma
dell'onorevole Gucciardi, l'ANAS, con nota prot CPA-0030897-P del
12 maggio 2010, ha riferito le iniziative intraprese e le attività
in corso finalizzate ad un celere ripristino della viabilità della
SS. 188 tra Salemi e Marsala, attualmente interdetto al transito,
nel tratto compreso tra i km 30+730 e 32+450.
L'ANAS S.p.A. ha infatti individuato le cause degli smottamenti
nella mancata canalizzazione delle acque meteoriche sulla
strabella comunale che corre parallelamente alla SS 188 in cima
alla scarpata di monte, con conseguente destabilizzazione della
stessa, ed ha richiesto al Comune di Salemi di porre in essere i
provvedimenti necessari all'eliminazione della problematica.
L'interdizione al transito è dovuta al pericolo per gli utenti
derivante dalla instabilità delle pendici indotta dalla
circolazione idrica.
Le cause degli smottamenti e la necessità di un intervento
comunale propedeutico a quello dell'ANAS sono stati confermati in
seguito a sopralluoghi congiunti fra ANAS S.p.A. Protezione Civile
e Comune di Salemi.
L'ANAS, per quanto di competenza, ha manifestato l'intenzione di
intervenire tempestivamente sulle scarpate della strada per il
ripristino della viabilità in condizioni di sicurezza, non appena
saranno eseguiti gli interventi di competenza comunale, ed inoltre
ha avviato le attività propedeutiche alla progettazione di un più
ampio intervento di consolidamento del costone.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
ARENA. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che il progetto Librino, nato circa quarant'anni fa e
originariamente simbolo di un ambizioso avanguardismo
architettonico che avrebbe dovuto offrire un volto razionale nella
distribuzione degli spazi abitativi e delle infrastrutture
primarie nella periferia sud catanese, rappresenta ancora oggi
purtroppo l'ennesima 'brutta storia' di degrado urbanistico che
tante altre città siciliane ed italiane hanno vissuto e continuano
a vivere;
considerato che:
emblema di un tale fallimento di riqualificazione urbanistica è
il caso delle 'palazzine dello IACP di Catania del viale Biagio
Pecorino di Librino', frutto di un programma di edilizia
sperimentale sovvenzionata ex art. 4 legge n. 94 del 1982, che
all'epoca della loro realizzazione, risalente a circa trent'anni
fa, costituirono un 'pionieristico quanto avventuroso esempio' di
progettazione edilizia basato sull'impiego di materiali plastici
non tradizionali, quali ad esempio il linoleum, materiale a tutti
noto poiché normalmente utilizzato in ospedali, scuole ed in
genere locali pubblici, o come i pannelli di materiale vinilico,
impiegati nei rivestimenti per i bagni in luogo delle più comuni
ed igieniche piastrelle;
il complesso residenziale in oggetto ha, sin dalla sua
ultimazione, mostrato tutte le sue criticità strutturali, frutto
di scelte progettuali discutibili, la più grave delle quali
interessa le coperture delle palazzine, realizzate in 'cartone
impregnato di catrame'. L'estrema permeabilità di tale materiale
ha determinato copiose infiltrazioni d'acqua che hanno reso
invivibili le abitazioni e contribuito a provocare gravissime
lesioni che fanno temere danni irreparabili per la pubblica
incolumità.
la situazione descritta offre scenari ben più inquietanti, avuto
riguardo alle insalubri condizioni in cui versano i locali
terranei del plesso in oggetto, dove tra le immondizie e le pozze
d'acqua conseguenti alle infiltrazioni giocano i figli dei tanti
abitanti delle palazzine sperimentali;
alle reiterate, civili iniziative di protesta degli inquilini,
costretti a provvedere di propria iniziativa alle opere di
manutenzione straordinaria, necessarie a fronteggiare i tanti
danni causati dalle recenti condizioni meteo, nessuno degli
impegni assunti dallo IACP di Catania per un'effettiva messa in
sicurezza degli stabili ha avuto concretamente seguito;
il Ministero delle infrastrutture, interpellato in merito alla
grave situazione, ha rappresentato che 'le soluzioni adottate e le
scelte progettuali ed esecutive, con particolare riguardo ai
materiali utilizzati per la realizzazione delle coperture' siano
riconducibili allo IACP ed al progettista incaricato, evidenziando
come tali opere abbiano ricevuto in passato le dovute approvazioni
dall'Istituto autonomo catanese;
per sapere:
quali urgenti iniziative intenda intraprendere per individuare le
responsabilità amministrative che hanno determinato il verificarsi
ed il perdurare dell'incresciosa situazione descritta;
quali immediati interventi intenda predisporre affinché sia
garantito ai cittadini inquilini degli alloggi popolari in oggetto
l'effettivo diritto di abitazione gravemente compromesso da
sconsiderate e superficiali scelte che rischiano di nuocere
gravemente alla loro salute.». (1106)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1106, a firma
dell'onorevole Arena, si rappresenta quanto segue.
Bisogna preliminarmente osservare che gli stabili in argomento
sono stati realizzati nell'ambito di un programma più vasto di
edilizia sperimentale indetto dal Ministero dei Lavori Pubblici,
oggi Ministero Infrastrutture e trasporti, il quale, tramite
l'utilizzo di propri fondi, ha avviato un programma di
sperimentazione edilizia sovvenzionata e agevolata e,
particolarmente, con la legge n. 94/82 - art. 4 - mediante l'uso
di materiali e/o componenti innovativi ed applicazione di
tecnologie industrializzate e/o prefabbricate.
Il C.E.R. mediante avviso pubblico in data 16 giugno 1984 ha dato
avvio al finanziamento per la realizzazione di n. 120 alloggi nel
comune di Catania tra i quali rientrano gli alloggi oggetto
dell'atto ispettivo.
Con D.M. n. 1301 del 17 aprile 1989 del ministero LL.PP. è stata
stipulata la Convenzione/Contratto tra il C.E.R., il Consorzio
COSPER (titolare del progetto) e l'I.A.C.P. di Catania in
attuazione del programma di edilizia sperimentale per la
realizzazione di n. 116 alloggi in località Librino per un importo
complessivo di lire 12.320.684.000.
Nell'attuazione della predetta convenzione, al Comitato esecutivo
C.E.R. sono stati attribuiti i seguenti compiti:
-Esame ed approvazione del P.I.D. (Programma Intervento
definitivo);
-Esame ed approvazione di eventuali variazioni dei lavori;
-Alta vigilanza sulla realizzazione del programma e riscontro
risultati;
-Raccolta e pubblicazione di dati e documenti inerenti la
realizzazione del programma;
-Approvazione degli atti di collaudo;
-Approvazione del rapporto conclusivo sulla sperimentazione;
-Accredito fondi.
I lavori vennero consegnati al Consorzio COSPER in data 8
novembre 1991 e con verbale del 29 ottobre 1999 gli alloggi
realizzati furono affidati agli assegnatari.
Sin dalla realizzazione le opere hanno evidenziato carenze insite
alle tecnologie e soluzioni tecniche adottate con inevitabili
disagi per l'utenza.
A seguito di quanto premesso sono state inoltrate richieste di
notizie da parte dell'Assessorato all'I.A.C.P. di Catania riguardo
lo stato degli edifici siti in via Biagio Pecorino - loc. Librino
- nel comune di Catania, realizzati ai sensi dell'art. 4 della
legge 94/82 - programma sperimentale di edilizia residenziale
sovvenzionata.
Lo stesso ha trasmesso:
- copia della determina dirigenziale n. 37 del 29 aprile 2009
riguardante Opere di s.u. per il ripristino delle coperture
danneggiate da eventi atmosferici'; copia della relazione tecnica
sullo stato degli edifici; copia della relazione sull'intervento,
le modalità di finanziamento, il collaudo delle opere realizzate
ed, infine, l'assegnazione degli alloggi agli assegnatari.
Si precisa ancora che l'I.A.C.P. di Catania è, più volte,
intervenuto nel tempo, con propri fondi, per sanare le carenze
predette rilevabili specificatamente nelle coperture degli edifici
che furono realizzate con lastre di onduline in cartone pressato
ricoperto di bitume e, nel contempo, ha chiesto al Ministero
Infrastrutture di poter accedere alle eventuali economie derivanti
dal progetto generale al fine di operare un ulteriore intervento
necessario ed urgente per danni causati da avversità atmosferiche
alle coperture.
L'importo presunto di tale intervento ammontava a circa euro
300.000,00.
Ancora l'istituto ha manifestato la necessità di un ulteriore
finanziamento di euro 500.000,00 per il totale rifacimento delle
predette coperture degli edifici realizzati in loc. Librino al
fine di dare una definitiva soluzione al problema.
Da quanto sopra relazionato appare evidente la totale estraneità
della Regione siciliana nella esecuzione del progetto dei lavori,
nella gestione degli edifici realizzati e un qualsivoglia
intervento manutentivi nonché la contenuta responsabilità
dell'istituto di Catania.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
VINCIULLO - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per le attività produttive e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che la legge regionale n.
20/2007 stabilisce la data del 31 dicembre 2008 quale termine
ultimo per l'inizio dei lavori per la realizzazione di programmi
di edilizia agevolata convenzionata riservata alle imprese e
cooperative edilizie;
considerato che:
le difficoltà riscontrate dalle imprese e cooperative, sia per il
reperimento delle aree sia per il complesso iter burocratico
conseguente, non hanno consentito l'avvio di buona parte degli
interventi in programma entro la data prevista dalla l.r. 20/2007;
l'impossibilità di accedere alla totalità degli interventi
previsti dalla citata legge ha determinato una perdita di oltre
100 milioni di euro destinati alla costruzione di oltre 600
alloggi per altrettanti nuclei familiari dei soci delle
cooperative;
una perdita economica di tale entità ha avuto una pesante
ricaduta sul settore edilizio, già fortemente provato dalla
pesante crisi economica che lo sta colpendo;
alla luce di quanto sopra, appare sempre più evidente la
necessità di approvare una proroga al termine ultimo per l'inizio
dei lavori per la realizzazione di programmi di edilizia agevolata
convenzionata riservati alle imprese e cooperative edilizie, al
fine di consentire una definizione degli adempimenti previsti e la
conseguente apertura dei cantieri;
tenuto conto che:
l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un immediato effetto sul
fronte occupazionale e darebbe un nuovo impulso alla risoluzione
del problema, oramai atavico, dell'edilizia sociale;
la tematica abitativa ha oramai assunto connotati di emergenza
sociale, che non investe più le fasce cosiddette deboli, ma anche
la classe media, proprio per le difficoltà di questa ad accedere
al mercato immobiliare;
gli interventi in questione rappresentano quindi un sistema di
acquisizione del bene casa a prezzi calmierati;
visto che, in più occasioni, le organizzazioni degli edili hanno
manifestato la necessità e l'urgenza di predisporre un disegno di
legge volto alla riapertura dei termini previsti dalla l.r.
20/2007;
il Governo regionale ha scelto di non inserire nel disegno di
legge sul cosiddetto 'Piano Casa' le norme che avrebbero
consentito la riapertura dei termini stabiliti dalla l.r. 20/2007,
sprecando un'utile occasione e approvando un d.d.l. che, così come
strutturato, difficilmente contribuirà al rilancio economico e
occupazionale del settore edile in Sicilia;
per sapere se non ritengano opportuno predisporre un emendamento
di iniziativa governativa volto a prorogare la scadenza del
31/12/2008 prevista dalla legge regionale n. 20/2007 come termine
ultimo per l'inizio dei lavori per la realizzazione di programmi
di edilizia agevolata convenzionata riservati ad imprese e
cooperative edilizie e rilanciare così l'economia legata a un
settore colpito da una crisi inarrestabile.». (1118)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1118, a firma
degli onorevoli Vinciullo e Pogliese, si precisa che la stessa
appare ormai superata essendo finalmente intervenuta la norma di
cui all'articolo 70, comma 5, della l.r. n. 11 del 12 maggio 2010
(Legge finanziaria) pubblicata nella GURS n. 23 del 14 maggio
2010, con la quale viene stabilito che i termini previsti
dall'art. 6, comma 2, della l.r. 8 maggio 2007, n. 13, e i termini
di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 4 della legge regionale 21
agosto 2007, n. 20, sono stati prorogati di ventiquattro mesi
dall'entrata in vigore di tale legge.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il personale del Consorzio autostrade siciliane (CAS) è in stato
di agitazione perché rivendica, senza avere finora ottenuto
risposte soddisfacenti, la definizione della pianta organica e
l'inquadramento corrispondente alle mansioni svolte;
i cosiddetti 'trimestrali' hanno, nel contempo, dato luogo a
numerose manifestazioni di protesta per sollecitare una
prospettiva di lavoro stabile;
considerato che:
il commissario straordinario, recentemente nominato, ha ereditato
una situazione pesante per l'inerzia e le iniziative discutibili
della precedente gestione, come denunciato in precedenti atti
parlamentari; in particolare, il presidente del CAS, rimosso nel
2009, mentre denunciava un presunto eccesso di personale di
esazione, contemporaneamente prospettava ai trimestrali centinaia
di assunzioni a tempo indeterminato, come si evince dal verbale
del 22-1-2009 sottoscritto presso la task-force regionale;
questo modo di procedere ha determinato la frustrazione delle
legittime aspettative del personale di ruolo ed alimentato enormi
aspettative tra i trimestrali;
nel frattempo, il predetto presidente non compiva alcun atto per
definire il contenzioso esistente né la nuova pianta organica;
dava corso, invece, all'assunzione di personale, attraverso
procedure di mobilità 'ad personam', in violazione delle norme
vigenti e delle più elementari regole di pubblicità e trasparenza;
questi comportamenti hanno determinato, oltre al caos
organizzativo, la mancata copertura dei posti in organico nel
settore dell'esazione, il blocco del passaggio dei lavoratori part-
time a full-time per consentire l'espletamento del servizio,
l'elusione dell'impegno, previsto dal contratto e dagli accordi
aziendali, di immettere in servizio una parte di trimestrali;
il passaggio di lavoratori dal part-time a full-time ed il
reclutamento a tempo indeterminato dei trimestrali è regolamentato
dal contratto nazionale di lavoro e non può dare luogo ad
interventi discrezionali e, probabilmente, per questa ragione non
ha avuto finora corso, determinando disservizi e un ricorso
eccessivo allo straordinario, sanzionato dall'ispettorato del
lavoro di Messina;
il commissario straordinario, dopo l'insediamento, ha
commissionato ad esperti la nuova pianta organica che tenga conto
dei parametri definiti tra l'associazione delle aziende
autostradali e dei sindacati nazionali di categoria;
per sapere:
se non valutino necessario porre fine a questa situazione di
stallo che mortifica i diritti dei lavoratori e penalizza la
funzionalità della più importante azienda di proprietà della
Regione;
se non ritengano urgente convocare i sindacati ed il commissario
straordinario per concordare, sulla base della proposta degli
esperti, la nuova pianta organica del CAS e dare corso a tutti gli
atti conseguenti per rispettare le legittime aspettative dei
lavoratori part-time e dei trimestrali applicando le norme
previste dal contratto nazionale di lavoro.». (1139)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1139, a firma
dell'onorevole Panarello, si rappresenta quanto segue.
Si è tenuto conto delle puntuali informazioni del Commissario
straordinario del CAS che in prima battuta, nel precisare che
nessun esperto è stato nominato per la redazione della pianta
organica, ha evidenziato di avere provveduto alla nomina del
Servizio di Valutazione controllo Strategico (deliberazione n.
2/AS dell'1 febbraio 2010 dell'assemblea dei soci del CAS in
accoglimento alla proposta del Commissario straordinario con
deliberazione n. 3/C del 15 gennaio 2010).
Lo stesso Commissario, nel precisare che il suddetto Servizio di
Valutazione è chiamato ad espletare le funzioni previste dall'art.
6 del D.lgs. n. 286/99 sino alla costituzione dell'Organismo
indipendente di valutazione ex articoli 14 e 30 del D.lgs.
150/2009, ha elencato le funzioni principali di detto organismo
insediatosi in data 4 marzo 2010.
Il Commissario, nel fornire indicazioni circa il lavoro avviato
dal Servizio di valutazione in ordine all'acquisizione della
documentazione necessaria nonché alle audizioni con i Dirigenti
del Consorzio e con i componenti del Collegio dei revisori ha,
comunque, precisato che non rientra tra le competenze dello stesso
la redazione di una nuova Pianta organica essendo quest'ultimo
compito di stretta pertinenza dell'Assemblea del CAS (art. 9 dello
Statuto) previa approvazione della Giunta regionale su proposta
dell'Organo Tutorio (art. 14 dello Statuto).
Il Servizio di valutazione, in un'ottica di fattiva
collaborazione, si è, comunque, impegnato a supportare il
Commissario straordinario nella funzione di progettazione e
redazione della nuova macrostruttura dell'ente con la relativa
dotazione organica. In particolare, per tale funzione di supporto,
si è impegnato a tenere conto delle criticità emergenti
dall'analisi dei dati e delle performance prodotte, tenendo conto,
tra l'altro, della seppur minima valutazione della congruità
economico-gestionale di eventuali rimodulazioni organizzative,
nonché degli standard oggettivi che in Italia altre Aziende di
Servizi autostradali hanno adottato per i parametri su cui
costruire una struttura efficiente e produttiva. Dai dati già
acquisiti è stato rilevato che l'organico operante all'interno del
CAS apparirebbe sovradimensionato, con un deficit, a livello di
quadri e dirigenti soprattutto nel settore tecnico.
Sotto il profilo, invece, della definizione del contratto dei
dirigenti sembrerebbe che la questione è in fase di definitiva
soluzione sì da attivare la definitiva chiusura del lungo
contenzioso che si è aperto tra il CAS ed il proprio personale
dirigente.
Con riferimento ancora a quanto rilevato dall'interrogante circa
l'assunzione di personale attraverso procedure di mobilità, il
Commissario ha rappresentato che in atto il CAS si sta avvalendo
di professionalità esterne all'Ente solo in regime di comando da
altri Enti giusto per ovviare alle carenze di professionalità
interne.
Con riguardo al punto in cui si rileva un ricorso eccessivo allo
straordinario lo stesso servizio di valutazione di cui si è detto
sta verificando i parametri ottimali tenendo conto degli standard
e dei parametri nazionali onde pervenire ad un maggiore risparmio
in termini economici nonché di maggiore efficienza ed efficacia in
termini organizzativi.
Da ultimo, giova fare cenno alla complessa vicenda del precariato
operante nel CAS (lavoratori part-time e trimestrali),
quest'ultimo, infatti, dovrà necessariamente tenere conto delle
reali esigenze di personale dell'Ente e solo successivamente
valuterà la possibilità di eventuali stabilizzazioni secondo le
vigenti disposizioni di legge.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, premesso che nell'anno trascorso Trenitalia ha
proceduto, con una serie di successive eliminazioni, a ridisegnare
la frequenza e la rete dei servizi offerti nella Sicilia sud
orientale cui, adesso, si aggiunge la cancellazione dei convogli
durante i festivi e per la prossima estate sulla tratta Siracusa -
Ragusa - Caltanissetta;
considerato che con l'avvicinarsi della stagione estiva e
l'incremento dei flussi turistici è prevedibile un'implementazione
della richiesta, appare incomprensibile e sbagliata la scelta di
Trenitalia di non supportare tale domanda garantendo i servizi
necessari;
osservato che da parte di Trenitalia è stata individuata la
mancanza di un contratto di servizio con la Regione siciliana tra
le motivazioni della mancata conferma o dell'incremento del
traffico ferroviario nelle tratte della Sicilia sud-orientale;
per sapere:
se non ritenga urgente e necessario mettere in regola la Regione
siciliana stipulando rapidamente il contratto di servizio con
Trenitalia, come fatto dalle altre regioni del Paese;
se non valuti di dover aprire una vertenza nazionale per
ricontrattare un'inversione di tendenza e una più equilibrata
distribuzione delle risorse che, invece, hanno finora visto un
disinvestimento nelle ferrovie del Sud e molteplici investimenti
al nord.». (1140)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1140, a firma
dell'onorevole De Benedictis, riguardante notizie in ordine alla
mancata sottoscrizione del Contratto di Servizio con la società
Trenitalia, giova precisare che il contesto normativo entro il
quale la Regione Siciliana si trova ad operare per la
regolamentazione della materia in questione è il D. Legislativo n.
422/1997, peraltro di severa ispirazione europea.
Detta normativa ha previsto e disciplinato un preciso percorso
procedimentale, scandito da passaggi amministrativi intermedi, la
cui definizione renderà possibile il concretizzarsi del processo
di regionalizzazione del trasporto ferroviario di rilevanza
locale, consentendo, quindi, alla Regione l'azionabilità delle
competenze trasferite dallo Stato con l'acquisizione degli
strumenti giuridico-operativi di governo del comparto, fra cui il
Contratto di Servizio, con l'impresa di trasporto individuata.
In atto, in assenza di certezza circa l'effettiva disponibilità
di risorse di provenienza statale da assegnare a regime alla
Sicilia per l'esercizio di nuove competenze, non è stata ancora
definita la fase relativa al trasferimento dallo Stato dei compiti
e delle funzioni in ordine ai servizi ferroviari di pertinenza di
Trenitalia.
Al riguardo si precisa che, a fronte di un fabbisogno finanziario
pari a poco più di euro 117.000.000,00, sufficienti a detta di
TRENITALIA per assicurare i servizi minimi (10.799.000,00 di treni
Km. annui), il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha
prospettato una disponibilità iniziale di risorse pari a euro
110.000.000,00 successivamente incrementata, con proposta, a euro
117.000.000,00, con successivo ridimensionamento a euro
111.535.920,00 (ultima versione dell'Accordo di Programma Quadro
). Si precisa inoltre che il Fondo da cui il Ministero dovrà
prelevare le risorse da ripartire alle Regioni a Statuto speciale
per il pagamento dei corrispettivi contrattuali al gestore del
servizio ferroviario è stato incrementato fino al 2011, con una
parte di fondi FAS, per euro 50.000.000,00 (art. 25, comma 2, d.l.
185/2008).
La variabilità nel tempo delle somme messe a disposizione dallo
Stato ha determinato la necessità di incontri con le strutture
ministeriali per approfondimenti e per verificare la sussistenza
di ulteriori margini di manovra per incrementare la dotazione di
euro 111.535.920,00 (ultima versione dell'Accordo di Programma
Quadro) riconosciuta alla Sicilia al fine di ridurre il gap
rispetto all'effettivo fabbisogno finanziario pari ad euro
117.000.000,00.
Nell'ambito dei suddetti incontri è stato proposto al Ministero
che il Contratto di Servizio da stipularsi debba costituire parte
integrante di un progetto più complessivo di ammodernamento e di
sviluppo della modalità ferroviaria da inserire in un apposito
Accordo Quadro che aggiorni quello siglato nell'ottobre del 2001
fra Stato, RFI e Regione Siciliana e permetta di individuare le
strategie operative, assicurando il rispettivo apporto finanziario
e indicando le scadenze temporali di attuazione dei vari
interventi. Questi ultimi, inseriti in apposito Contratto di
programma con RFI, dovranno articolarsi in interventi sui binari e
sugli impianti, diversamente per gli interventi finalizzati al
rinnovo sul materiale rotabile andranno inseriti nel Contratto di
Servizio con Trenitalia.
L'impegno dell'Amministrazione è quindi finalizzato ad evitare
che lo Stato disimpegni le risorse destinate alla Regione e ciò
sembra potersi realizzare ricomprendendo il CDS in un ampio
Accordo di Programma finalizzato al conseguimento degli obiettivi
prefissati unitamente al Contratto di Programma con RFI per la
parte relativa ai profili tecnologici e strutturali della rete.
Conclusivamente si ribadisce che la stipula del CDS costituirà un
adempimento dovuto solo nel momento in cui si concretizzerà il
trasferimento delle competenze e delle relative risorse alla
nostra Regione e che, comunque, la sottoscrizione del CDS non
comporta un'immediata possibilità per la Sicilia di beneficiare
delle già citate risorse con riguardo agli investimenti in
materiale rotabile. Vedasi in proposito analoga situazione per
altre Regioni che hanno già stipulato il CDS con TRENITALIA e non
hanno ancora avuto riconosciuta la quota parte dei fondi di cui
all'art. 25, comma 2, DL 185/2008).».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
BOSCO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che l'alveo
del fiume Verdura da mesi si presenta in precarie condizioni di
sicurezza, specie in prossimità delle località Piano di Monaco e
Giraffe (AG), a seguito delle copiose e continue precipitazioni
delle ultime stagioni e dell'assenza di manutenzione dell'alveo;
considerato che:
è stata riconosciuta la situazione di grave pericolo da cui
deriva la condizione di estrema urgenza di cui all'art. 146 del
D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, giusta dichiarazione dell'ufficio
del genio civile di Agrigento U.O.B. C 5 Infrastrutture e
Trasporti prot. n. 1529, rif. n. 6751 del 4.03.2009;
alcuni comuni territorialmente interessati, e fra questi quello
di Villafranca Sicula, hanno più volte denunciato la grave
situazione di pericolo per ampie porzioni di territori interessati
da coltivazioni di pregio;
anche privati hanno più volte indirizzato richieste di intervento
agli uffici competenti, segnalando il rischio di ingenti perdite
economiche;
sottolineato che, come ampiamente previsto, si sono verificati
episodi di esondazione con allagamento di intere aziende agricole
e conseguente perdita dei frutti pendenti, danni permanenti agli
impianti e alle infrastrutture agricole;
per sapere:
quali siano gli atti fin qui adottati nel merito delle questioni
sopra esposte;
quali immediati interventi abbiano frattanto adottato al fine di
risarcire i privati, così duramente danneggiati, anche a causa dei
ritardi degli organi competenti nell'affrontare sì grave
emergenza;
quali interventi si intendano effettuare per il ripristino
dell'alveo del fiume Verdura e per un'adeguata risagomatura
spondale.». (1159)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1159, a firma
dell'onorevole Bosco si rappresenta quanto segue.
Il Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti con apposito
pro-memoria, data la rilevanza della problematica generale, ha
rappresentato le criticità esistenti sulle competenze
dell'Assessorato Infrastrutture e Mobilità in materia di "Assetto
del Territorio".
Allo scopo di operare una corretta strategia politica del
territorio appare necessaria una rivisitazione, intesa nei termini
di un riordino organico dell'intera normativa vigente in materia
di ecosistemi fluviali, al fine di migliorare lo stato di
conservazione ed il funzionamento dei corsi d'acqua e mitigare il
rischio idrogeologico nel territorio della Regione Siciliana.
In relazione alle competenze ed alle risorse finanziarie
disponibili per soddisfare le numerose richieste che pervengono
alla redazione di perizie riguardanti interventi di manutenzione
straordinaria e di "urgenza" (art. 146 DPR 554/1999) e per
l'autorizzazione all'esecuzione di interventi di "somma urgenza"
(art. 147 DPR 554/1999) nei corsi d'acqua volti principalmente
alla rimozione dagli alvei di materiale terroso e di vegetazione
e/o alla riparazione di danni derivanti da eventi calamitosi, si
evidenzia che:
- il capitolo di bilancio 672010, deputato alla spesa per
"interventi per l'esecuzione di opere pubbliche relative alla
costruzione, al completamento, alla riparazione, alla sistemazione
ed alla manutenzione straordinaria di opere idrauliche ad
eccezione di quelle di prima, seconda e terza categoria e di
quelle che, a norma delle vigenti leggi, sono di competenza
dell'Assessorato Agricoltura e Foreste anche se di competenza
degli enti locali della Regione", nel bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2010 risulta soppresso;
- il capitolo di bilancio 672075, deputato alla spesa per
"interventi da realizzare nell'ambito degli ecosistemi fluviali
relativi alla manutenzione straordinaria, alla rimozione dagli
alvei di rifiuti o di corpi estranei, nonché spese per l'esecuzione
di perizie in danno per il ripristino dello stato dei luoghi
interessati da manomissioni", non risulta più indicato nel bilancio
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2010;
- il capitolo di bilancio 672013, deputato alla spesa per
"interventi per l'esecuzione di lavori e opere pubbliche in zone
colpite da eventi calamitosi nonché per il consolidamento ed il
trasferimento di abitati situati in zone franose " (per i quali sia
acclarato il nesso di causalità tra il danno riscontrato e l'evento
calamitoso che lo ha generato), con le risorse stanziate nel
corrente esercizio finanziario, ha consentito di autorizzare
prioritariamente soltanto parte delle richieste di autorizzazioni
per l'esecuzione di interventi di "somma urgenza" ai sensi
dell'art. 147 del Regolamento approvato con DPR 554/1999.
In assenza di adeguate risorse economiche per la corretta
imputazione della spesa negli ultimi esercizi finanziari non sono
state rilasciate autorizzazioni a redigere perizie sia per
interventi di "urgenza", ai sensi dell'art. 146 del Regolamento
approvato con DPR 554/1999, sia per interventi di manutenzione
straordinaria, anche in relazione ai costi da sostenere ed alle
risorse umane e strumentali da impegnare per tale attività.
Lo stanziamento sull'unico capitolo di bilancio con dotazione
finanziaria assegnata per il corrente esercizio finanziario,
ovvero il capitolo 672013, con un importo pari a 7.900.000,00,
deputato alla spesa, anche in via sostitutiva agli enti locali,
degli "interventi per l'esecuzione di lavori ed opere pubbliche in
zone colpite da eventi calamitosi ... ", allo stato attuale
risulta quasi azzerato in dipendenza degli interventi già
autorizzati agli Uffici del Genio civile, in via prioritaria, e
dei relativi impegni assunti per l'esecuzione di lavori in regime
di "somma urgenza" ai sensi dell'art. 147 del succitato
Regolamento.
Quanto sopra per far fronte alle richieste di riparazione di
danni causati dagli eventi meteorici di particolare entità
verificatisi nel territorio della regione nella fine dell'anno
scorso nei mesi di gennaio e febbraio c.a.
In particolare nel corrente esercizio finanziario sono stati
autorizzati complessivamente n. 29 interventi richiesti dagli
Uffici del Genio Civile dell'Isola in regime di "somma urgenza" di
cui all'art. 147 del Regolamento approvato con DPR 554/1999,
mentre sono ancora in "lista d'attesa" n. 21 interventi ricadenti
nella identica fattispecie.
Pertanto, per le motivazioni sopra esposte, anche per
l'intervento di urgenza in oggetto (art. 146 DPR 554/1999) non è
stato possibile intraprendere alcuna iniziativa, così come meglio
rappresentato, in linea generale, agli Ingegneri capi degli Uffici
del Genio Civile dell'Isola, con le circolari prot. n. 47270 del
21/07/09, prot. n. 23575 del 16/03/2010 e prot. n. 7001 del
29/01/2010 a firma del Dirigente Generale del Dipartimento
Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
la società cooperativa edilizia San Michele Arcangelo, con
decreto assessoriale n. 080/89XIV del 16 febbraio 1989, ha
ottenuto un contributo per 40 semestralità di £. 24.341.140, pari
al 3,606095% della spesa complessiva di £. 675.000.000;
in data 13 aprile e 21 dicembre 1989 sono stati stipulati i
contratti di mutuo edilizio agevolato, ai sensi della l.r. 20
dicembre 1975, n. 79, ed il contratto di somministrazione rateale
su mutuo in contanti, ai sensi della l.r. n. 79 del 1975 sopra
richiamata e successive modifiche;
a partire da giugno 1991 fino a dicembre del 2008 tutti i soci
della predetta cooperativa hanno regolarmente corrisposto la
relativa rata di mutuo, con un importo semestrale di euro
1.480,00;
considerato che, senza alcuna motivazione, a fine dicembre 2009
sono pervenuti ai mutuatari dei bollettini di pagamento con un
importo della rata aumentato di oltre il 100%;
ritenuto che, nonostante diversi solleciti scritti sia
all'istituto bancario che all'Assessorato, gli interessati non
hanno ottenuto alcuna spiegazione in ordine ai chiarimenti
richiesti sull'aumento delle rate di mutuo;
per sapere:
quali siano state le ragioni per le quali l'istituto mutuante San
Michele Arcangelo ha raddoppiato l'importo delle rate;
per quale motivo non si sia dato riscontro alle diverse lettere
raccomandate inviate ad Unicredit e all'ex Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della
pesca.». (1161)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1161, a firma
dell'onorevole Barbagallo, si rappresenta quanto segue:
Alla Cooperativa edilizia "San Michele Arcangelo" di Augusta è
stato concesso ai sensi delle leggi regionali 20/12/1975, n. 79,
06/05/1981, n. 86 e 30/05/1984, n. 37, il concorso interessi sui
mutui di L. 675.000.000 e di L. 147.000.000 stipulati per la
realizzazione in Augusta del programma edilizio di n. 10 alloggi.
(D.A. n. 80 del 16/02/1989 e D.A. n. 1714 del 12/10/1989).
Il sodalizio ha stipulato i superiori mutui con il Banco di
Sicilia con i contratti rep. N. 7529 del 13/04/1989 (mutuo di L.
675.000.000) e rep. N. 9531 del 05/12/1989 (mutuo di L.
147.000.000) successivamente definiti, rispettivamente, con gli
atti di erogazione finale e quietanza rep. N. 12647 e rep. N.
12648 del 22/10/1990.
Premesso ciò, si rassegna che ai sensi dell'art. 53 della l.r.
06/05/1981, n. 86, l'erogazione dei contributi in conto interessi
per i mutui agevolati di che trattasi è regolata dalla legge
27/05/1975 n. 166 e dal D.M. 30/12/1976 emanato dal Ministro per
il Tesoro di concerto con il Ministro per i Lavori Pubblici (GURI
n. 77 del 21/03/1977).
Ai sensi dell'art. 1 del citato D.M. 30/12/1976, il contributo
viene corrisposto agli Istituti mutuanti a decorrere dalla data di
stipula del contratto di mutuo, viene utilizzato anche nel periodo
di preammortamento, periodo che decorre dalla prima
somministrazione del mutuo, e viene determinato nella sua misura
definitiva al momento della stipula dell'atto di erogazione finale
e quietanza con relativo inizio dell'ammortamento.
In conseguenza dell'anticipato utilizzo del contributo nel
periodo di preammortamento, il mutuatario dovrà corrispondere nel
periodo finale dell'ammortamento le semestralità del mutuo anche
per la parte non più coperta dal contributo regionale.
Secondo le disposizioni degli articoli 4 e 5 del D.M. 30/12/1976
risultano emessi i provvedimenti n. 2118 del 04/10/1996 e n. 2478
del 06/11/1996 con i quali sono state determinate le misure
definitive dei contributi in conto interessi sui mutui in parola
definiti con i citati atti finali n. 12647/90 e n. 12648/90.
In particolare, si evidenzia che per il mutuo di L. 675.000.000
il contributo regionale complessivo ammonta a L. 1.111.038.400
corrispondente a n. 40 semestralità definitive ciascuna di L.
27.775.960, risulta interamente fruito, per l'abbattimento al
tasso agevolato sia degli interessi di preammortamento che degli
interessi di ammortamento sino alla semestralità con scadenza
30/06/2009, secondo il seguente prospetto:
Per concorso interessi di preammortamento al 22/10/1990
(data stipula atto di erogazione rep. 12647) più interessi
di ammortamento dal 23/10/1990 al 31/12/1990 L. 99.802.228
Per n. 36 rate semestrali ciascuna di L. 27.775.960 per il
pagamento del concorso interessi di ammortamento
dal 30/06/1991 e fino al 31/12/2008 L. 999.934.560
Per rata finale a saldo al 30/06/2009 L. 11.301.612
---------------------
---
TOTALE CONTRIBUTO REGIONALE L. 1.111.038.400
Pertanto, come espressamente convenuto tra le parti nel citato
atto finale n. 12647/90 (art. 4) le rate semestrali nn. 38, 39, e
40, scadenti 31/12/2009, 30/06/2010 e 31112/2010 sono a totale
carico dei mutuatari.
Il contributo regionale complessivo per il mutuo di L.
147.000.000 ammonta a L. 241.959.600 corrispondente a n. 40
semestralità definitive ciascuna di L. 6.048.990 che è stato
interamente fruito, per l'abbattimento al tasso agevolato sia
degli interessi di preammortamento che
degli interessi di ammortamento sino alla semestralità con
scadenza 30/06/2010, secondo il seguente prospetto:
Per concorso interessi di preammortamento al 22./10/1990
(data stipula atto di erogazione rep. 12648) più interessi
di ammortamento dal 23/10/1990 al 31/12/1990 L. 9.417.803
Per n. 38 rate semestrali ciascuna di L. 6.078.990 per il
pagamento del concorso interessi di ammortamento
a partire dal 30/06/1991 e fino al 3 1/12/2009 L. 229.861.620
Per rata finale a saldo al 30/06/2010 L. 2.680.177
-----------------------
--
TOTALE CONTRIBUTO REGIONALE L. 241.959.600
E, come espressamente convenuto tra le parti nel citato atto
finale n. 12648/90 (art. 4), la rata semestrale n. 40 con scadenza
31/12/2010 è a totale carico dei mutuatari.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che attraverso articoli
giornalistici di stampa, locale e regionale, apparsi il 26 aprile
2010, la confederazione nazionale dell'artigianato (CNA) di
Vittoria (RG) denunciava la mancanza dei fondi per la missione a
Ragusa del funzionario regionale che, al momento, ricopre la
carica di presidente dell'UREGA, e pertanto l'intero iter di
aggiudicazione dell'opera alle aziende appaltatrici è rimasto
bloccato;
tenuto conto che, in conseguenza di tale blocco dell'iter
realizzativo, potrebbe scattare il disimpegno delle somme
stanziate per la realizzazione dell'opera, considerata di
importanza fondamentale e strategica per l'intera economia
provinciale e regionale;
per sapere:
se le preoccupazioni espresse dal presidente della CNA di
Vittoria siano fondate e quali provvedimenti intendano
eventualmente adottare al fine di evitare l'eventuale disimpegno
delle somme stanziate per la realizzazione dell'autoporto di
Vittoria;
quale sia l'iter di realizzazione del medesimo autoporto di
Vittoria e se non ritengano opportuno attivare tutte le procedure
atte ad accelerare la realizzazione di questa fondamentale opera,
imprescindibile per l'intera economia locale e regionale.». (1167)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1167, a firma
dell'onorevole Incardona, con cui si chiedevano notizie circa lo
stato di avanzamento dell'iter di realizzazione dell'autoporto di
Vittoria (RG), il Dipartimento delle Infrastrutture, della
Mobilità e Trasporti ha provveduto a trasmettere la nota prot.
55546 del 21.06.2010, del competente Servizio, nella quale si
rappresenta quanto segue.
Per la realizzazione dell'autoporto di Vittoria con l'APQ
logistica e trasporto merci del 31/12/06 sono state individuate le
risorse finanziarie necessarie per la realizzazione di un primo
stralcio funzionai e pari a 14.205.252, di cui 6.669.000 a
valere sui fondi della L.R. 20/2003 ed 7.536.251 a valere sui
fondi FAS di cui alla delibera CIPE 35/2005. Nell'anno 2008 in
considerazione delle criticità riscontrate nell'attuazione
dell'intervento, che non avrebbero consentito il rispetto dei
vincoli imposti dalla delibera 35/2005, è stato necessario
procedere alla riprogrammazione di tali risorse. Successivamente,
per la realizzazione dell'intervento sono state assegnate con
Delibera di Giunta n. 273 del 29/10/2008 risorse equivalenti a
quelle riprogrammate, provenienti dalla rimodulazione della
Delibera CIPE 3/2006, che prevedeva per il loro utilizzo
l'aggiudicazione dei lavori al 31/12/2009.
Ciò premesso, il Comune di Vittoria ha proceduto alla
pubblicazione del bando di gara per la realizzazione
dell'intervento. L'UREGA di Ragusa, in considerazione dei tempi
che per legge devono decorrere dalla data di pubblicazione del
bando al termine fissato per la presentazione delle offerte, aveva
fissato per il 26/11/2009 la data di inizio delle procedure di
gara.
Tuttavia, per la sopravvenuta necessità di rettificare la
ripartizione degli importi indicati nelle categorie inserite nel
bando da parte del Comune di Vittoria, la Commissione ha potuto
iniziare la gara in data 15/12/2009.
Conclusa l'istruttoria delle offerte presentate e pervenuta la
documentazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti da
parte delle imprese sorteggiate, predisposta, quindi, da parte
della Commissione la graduatoria dei ribassi delle offerte,
stabilita la soglia di anomalia, si è reso necessario da parte
della sub commissione appositamente nominata la valutazione delle
offerte anomale.
L'espletamento delle operazioni di verifica delle offerte da
parte della sub commissione è proseguito con continuità, ad
eccezione di un breve periodo, per consentire alla Commissione di
Gara di formulare la proposta di aggiudicazione sulla base degli
atti inerenti la valutazione di congruità.
Si ritiene che l'iter procedurale sopra descritto possa
concludersi entro i1 30 giugno 2010.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'Azienda siciliana trasporti ha una carenza, rispetto
all'organico vigente approvato dal c.d.a. in data 21 aprile 2006,
di ben 201 unità;
nonostante il ricorso al lavoro straordinario e al personale in
somministrazione, non riesce a garantire l'efficienza e la
regolarità dei servizi resi;
considerato che:
con deliberazione della Giunta regionale n. 221 del 30 agosto
2008 è stato espressamente vietato agli enti pubblici sottoposti a
vigilanza e/o controllo della Regione di bandire concorsi,
effettuare selezioni di personale, nonché di procedere ad
assunzioni o a promozioni indipendentemente dalla qualifica o
dalla funzioni da ricoprire;
tale scelta impedisce di rispettare gli accordi sindacali
sottoscritti ai fini degli avanzamenti di carriera;
considerato, inoltre, che:
l'azienda è oggi costretta a sopportare maggiori costi non solo
per il ricorso al lavoro straordinario, ma anche per l'utilizzo di
personale a tempo pieno per turni di servizio che potrebbero
essere espletati da personale part-time;
l'azienda non riesce a rispettare i limiti legali delle ore
giornaliere di guida;
ritenuto che:
l'attuale situazione di paralisi, sia per il reclutamento di
personale che per le progressioni di carriera di quello già in
servizio, rischia di compromettere irreversibilmente il futuro
della società;
le scelte operate dall'azienda in materia di attribuzione di
qualifiche superiori stanno determinando macroscopiche condizioni
di disparità di trattamento e ingiuste penalizzazioni per
dipendenti in possesso di titoli professionali di assoluto rilievo
(lauree specifiche, etc.);
l'attuale divieto di assunzioni e di progressione delle carriere
non consente il rispetto delle norme contrattuali e della
sicurezza dell'esercizio;
per sapere le ragioni per le quali, malgrado le richieste
ufficiali dell'azienda, non venga rimosso il divieto di
reclutamento di nuovo personale né il divieto di progressione di
carriera per il personale in servizio.». (1168)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1168, a firma
dell'onorevole Barbagallo, si rappresenta quanto segue:
Fra le attività di competenza del Dipartimento delle
Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti figura quella
relativa alla gestione dei contratti di affidamento provvisorio di
trasporto pubblico e, fra questi, quello stipulato con l'Azienda
Siciliana Trasporti S.p.a.
Tale gestione si esplica soprattutto nella vigilanza sulle norme
contrattuali, nelle modifiche delle autolinee e delle relative
corse nel rispetto delle norme in materia e nel pagamento dei
corrispettivi contrattuali che hanno sostituito i contributi di
esercizio di cui alla l.r. n. 68/83.
Si precisa inoltre che la vigilanza ed il controllo sull'Azienda
Siciliana Trasporti, a seguito della trasformazione in s.p.a.,
avvenuta con deliberazione di Giunta n. 9 del 9 gennaio 2006 e
successiva 76 del 13 gennaio 2006, è stato esercitato
dall'onorevole Assessore del Turismo pro tempore, e, per gli
effetti della delibera di Giunta n. 50 del 27 febbraio 2008, come
riaffermato con direttiva presidenziale n 25732 del 14 maggio
2008, l'esercizio dei diritti dell'azionista è stato assunto
dall'assessorato Regionale Bilancio e Finanze presso cui è stato
istituito l'apposito Servizio IX Partecipazione (già Servizio
Patrimonio, Partecipazione e Liquidazione), tra le cui competenze
si annovera quella dell'esercizio dei diritti dell'azionista, così
come confermato dalla l.r. n. 19/2008, articolo 2.
Ora, sebbene quanto richiesto con l'interrogazione esuli dalle
competenze del servizio l del Dipartimento regionale
Infrastrutture e Mobilità, che, si precisa, fra i propri compiti
non annovera quello della vigilanza amministrativa dell'Azienda,
tuttavia, dagli atti d'ufficio e dalle informazioni assunte presso
i vertici dell'Azienda Siciliana Trasporti s.p.a., pare evidente
che lo stato di malessere denunciato per la carenza di personale
delle varie qualifiche potrebbe influenzare negativamente
"l'esecuzione dei contratti di affidamento" finalizzati al
trasporto pubblico di persone.
Si precisa ancora che la delibera di Giunta regionale n. 221 del
21 settembre 2008 fa espresso "divieto per gli enti pubblici
sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione siciliana di
cui all'articolo l, commi l e 3, della l.r. 15 maggio 2000 n. 10 e
per le società a partecipazione maggioritaria della Regione di
bandire concorsi, effettuare selezione di personale,
indipendentemente dalla qualifica o funzione da ricoprire, nonché
di procedere all'assunzione di personale a tempo determinato o
indeterminato ovvero a promozioni".
Precedentemente, l'articolo 20 della L.R. 15 settembre 2005 n. 10
prevedeva per l'AST, al fine di garantire il regolare esercizio
dei servizi affidati e nelle more della trasformazione in s.p.a.,
la possibilità di procedere alla stipula dei contratti di
somministrazione a tempo determinato di cui al D. Lgs. 276/2003,
nei limiti della consistenza numerica dell'organico aziendale in
vigore.
Come è noto, detta trasformazione in società di capitali è
intervenuta il 9 gennaio 2006.
Oggi l'Azienda Siciliana trasporti ha un contratto di affidamento
provvisorio di trasporto pubblico locale con questa
amministrazione per una percorrenza annua di Km. 23.460.128 e
analoghi contratti di affidamento con quindici comuni dell'Isola.
Tenuto conto inoltre che la scadenza di detti contratti verrà a
breve prorogata per ulteriori cinque anni in virtù del D.D.G. n.
632 del 10 agosto 2009, detta azienda dovrà chiarire come
garantirà il rispetto degli impegni che con gli stessi contratti
assumerà, con particolare riferimento all'articolo 6 del contratto
di affidamento nella parte in cui recita l'impresa si impegna ad
impiegare, con le modalità ed il rispetto di quanto stabilito dal
CCNL degli autoferrotranvieri e della normativa di settore, tutte
le unità lavorative necessarie, comprese le sostituzioni, per
garantire il totale disimpegno delle linee nel rispetto dei
programmi di esercizio , o delle responsabilità che si assume con
l'articolo 10 dello stesso contratto dove l'impresa è
responsabile dei servizi di trasporto oggetto del presente
contratto e si obbliga ad esercitarli nel rispetto dei programmi
di esercizio allegati, applicando le tariffe di cui all'articolo
8, nel rispetto delle vigenti norme in materia di regolarità e
sicurezza .».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
MUSOTTO ED ALTRI - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il patrimonio ferroviario fisso è un bene pubblico e appartiene,
nello specifico, alla schiera dei beni demaniali accidentali,
conferiti allo Stato e alle Regioni e la cui alienazione è
subordinata ancora oggi a sviluppi normativi in attesa dei decreti
attuativi del c.d. 'federalismo demaniale' e, per quanto concerne
la Regione siciliana, alle specifiche norme di attuazione dello
Statuto;
nel corso degli anni '90 e nei primi anni del 2000, tuttavia, i
provvedimenti legislativi che si sono occupati di dismissione del
patrimonio immobiliare degli enti pubblici sono andati
moltiplicandosi e, recentemente, il legislatore, con il decreto-
legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 6 agosto
2008, n. 133, ha affrontato la 'questione demaniale', introducendo
nella stessa legge un 'piano della alienazioni immobiliari' che
declina la visione del Ministero dell'economia e delle finanze in
tema di demanio dello Stato;
se, da un lato, gli enti territoriali devono essere posti nelle
condizioni di gestire e di valorizzare meglio una parte di questi
immobili pubblici secondo un 'federalismo di valorizzazione',
dall'altro, al decentramento delle funzioni pubbliche a favore di
Regioni ed enti locali deve far seguito il trasferimento anche
degli strumenti per la loro attuazione e, tra questi, oltre
ovviamente alle risorse finanziarie (imposte), rientra anche parte
del capitale fisico, come i beni immobili oggi appartenenti allo
Stato;
considerato che:
il decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, c.d. Tremonti,
convertito nella legge 23 novembre 2001, n. 410 e successive
modificazioni ed integrazioni, costituisce tuttora la disciplina
fondamentale in tema di dismissione del patrimonio pubblico ed in
particolare, il comma 6-quater dell'art. 1 dispone che 'Sui beni
immobili non più strumentali alla gestione caratteristica
dell'impresa ferroviaria, di proprietà di Ferrovie dello Stato
s.p.a. o delle società dalla stessa direttamente o indirettamente
controllate, che siano ubicati in aree naturali protette e in
territori sottoposti a vincolo paesaggistico, in caso di
alienazione degli stessi è riconosciuto il diritto di prelazione
degli enti locali e degli altri soggetti pubblici gestori delle
aree protette ( )';
sono diversi gli aspetti critici del decreto messi in luce da
vari osservatori, quali, ad esempio, la possibilità prevista dalla
norma di attribuire i beni immobili direttamente a fondi
immobiliari costituiti da enti territoriali, ma a cui possono
partecipare anche soggetti privati, il che esporrebbe al rischio
di una svendita del patrimonio immobiliare pubblico;
è emersa recentemente la posizione assunta dal Consiglio di Stato
che considera il bene patrimoniale ferroviario un bene di pubblico
servizio, conseguentemente sottratto a qualsivoglia operazione di
svendita a privati o ad enti differenti da quelli riconosciuti
dall'ordinamento amministrativo dello Stato;
ritenuto che:
il federalismo demaniale, sebbene improntato alla devoluzione
dell'attuale patrimonio immobiliare dello Stato ai diversi livelli
di governo sulla base di criteri economici di pertinenza di tale
patrimonio alle funzioni attribuite agli enti decentrati, ha in
realtà insito il grave rischio di determinare un'allocazione
basata su criteri di puro profitto che, se attuata, lascerebbe
allo Stato i beni di minor valore commerciale;
in Sicilia è in atto un crescente processo di dismissione di
linee, stazioni ed immobili di vario tipo da parte di RFI (Rete
ferrovie italiane), con messa all'asta di circa 50 immobili tra
appartamenti, terreni e stazioni locali;
tale operazione determina una palese violazione dell'art. 32
dello Statuto della Regione siciliana che stabilisce che 'I beni
del demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche esistenti
nella Regione, sono assegnati alla Regione, eccetto quelli che
interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere
nazionale' ed il rango costituzionale di tale norma non consente a
leggi ordinarie di introdurre discipline configgenti con essa;
in tale direzione è orientata la Corte Costituzionale che, con
propria sentenza (la n. 383 de 1991) pronunciandosi relativamente
ad un caso di conflitto di competenza tra una Regione a Statuto
speciale (in quel caso la Valle d'Aosta) e lo Stato, dichiarava
che erano da ritenersi ' compresi nel trasferimento anche i beni
per i quali la causa di esclusione venga a cessare in un momento
successivo all'entrata in vigore dello Statuto';
appare più che legittima l'aspettativa da parte della Regione
siciliana di avere restituiti dalle Ferrovie dello Stato i beni e
le aree non più destinate ad assolvere al servizio pubblico,
incautamente oggetto di aste;
negli ultimi anni, inoltre, in Sicilia si registra un disimpegno
di Trenitalia, con la cancellazione di numerosi treni a lunga e
breve percorrenza, la chiusura delle officine di manutenzione a
Messina, Siracusa e Palermo, degli uffici collegati, e non ultimo
il quotidiano smantellamento del sistema ferroviario nello stretto
di Messina;
per sapere quali iniziative intendano adottare per ottenere
l'assegnazione, in forza dell'art. 32 dello Statuto, dei beni
demaniali dello Stato ricadenti nel territorio regionale e in
particolare dei beni e delle aree non più utilizzati da RFI e da
Trenitalia.». (1194)
Risposta. - «Con riferimento alle questioni evidenziate nell'atto
parlamentare n. 1194, a firma degli onorevoli Musotto ed altri,
sulla base degli elementi informativi forniti da Ferservizi S.p.a.
- Polo Territoriale di Palermo, specifica struttura con competenza
sulla gestione del patrimonio immobiliare e mobiliare di FS, si
rappresenta che i procedimenti di vendita posti in atto da
Ferrovie dello Stato sono esercitati in coerenza alla legge
210/1985, trasformazione dell'Azienda Autonoma Ferrovia dello
Stato in Ente Ferrovie dello Stato.
Ed in particolare:
- l'art. 15 della predetta legge recita: I beni mobili ed
immobili, trasferiti all'Ente o comunque acquisiti nell'esercizio
dell'art. 2 della presente legge, costituiscono patrimonio
giuridicamente ed amministrativamente distinto dai restanti beni
delle amministrazioni pubbliche e di essi l'Ente ha piena
disponibilità secondo il regime civilistico della proprietà
privata, salvo i limiti su di essi gravanti per le esigenze della
difesa nazionale. I beni destinati al pubblico servizio non
possono essere sottratti alla loro destinazione senza il consenso
dell'Ente. Gli utili netti della gestione sono destinati a
costituire un fondo di riserva per l'ammontare di eventuali
perdite di esercizio o per fini di auto finanziamento". Di fatto,
quindi, viene sancita la sdemanializzazione dei beni acquisiti al
patrimonio del nuovo Ente ;
- l'art. 24 della predetta legge propone inoltre: È in facoltà
dell'Amministrazione statale e in subordine delle Regioni e degli
Enti Locali territoriali richiedere all'Ente, con preferenza su
terzi, la cessione a titolo oneroso dei beni che siano ritenuti
idonei al soddisfacimento di esigenze pubbliche. .
Si precisa, inoltre, che con Delibera CIPE del 12.08.1992, l'Ente
è stato trasformato in Società per Azioni, ma l'acquisizione di
tale nuova veste giuridica non ha comportato mutamenti per quanto
concerne i procedimenti di alienazione del patrimonio non più
strumentale all'esercizio ed al trasporto, per i quali, pertanto,
continua a trovare applicazione il quadro normativo sopra
delineato.
A titolo meramente esemplificativo viene richiamato il caso
relativo alla cessione dei fabbricati di Santa Ninfa (TP) e di
Margonia-Naro (AG), per i quali Ferservizi - Polo Territoriale di
Palermo - in qualità di mandataria di FS SpA, ha interessato il
Sindaco del Comune di Santa Ninfa (con nota 5423 del 13.10.2008) e
il Sindaco di Naro (con nota 2831 del 26.05.2008), indicando che i
beni erano posti in vendita con pubblicità sui maggiori
quotidiani. Alle rispettive note erano allegate le brochure
illustrative ed inviti ad offrire che fornivano le modalità di
gara.
Nell'invito ad offrire è espressamente individuato al punto 5
"Vincoli e Prelazioni" che la vendita è subordinata al mancato
esercizio da parte di soggetti legittimati, della preferenza
accordata dall'art. 24 della L. 210/1985.
Non risulta agli atti di Ferservizi che, per entrambi i beni, i
rispettivi Comuni abbiano esercitato tale diritto di preferenza,
che, qualora fosse stato esercitato, avrebbe dato facoltà alle
Amministrazioni Comunali stesse di aggiudicazione, ai fini della
vendita, dei beni al valore raggiunto tramite la massima offerta
pervenuta dal mercato.
Tale aspetto sta ad indicare che proprio in virtù della legge
succitata le amministrazioni pubbliche possono intervenire
nell'acquisto dei beni ma sempre a titolo oneroso e secondo i
valori tipici del mercato immobiliare.
In generale, i procedimenti di vendita riferiti a beni non più
strumentali all'esercizio ferroviario e al trasporto, validi per
tutto il territorio nazionale, sono di due specie:
PROCEDURE ORDINARIE
Beni liberi: gara tramite invito ad offrire, con pubblicazione su
due quotidiani di valenza nazionale e sul sito Internet di
Ferrovie dello Stato, www.ferroviedellostato.it nella sezione:
"Opportunità di Business - Vendita Immobili".
Nei procedimenti di gara, nell'invito ad offrire è specificato
che è riservato agli Enti Pubblici il diritto di preferenza di cui
alla legge 210/1985 ovvero ai sensi del D. Legislativo 42/2004
(per gli immobili con specifico vincolo storico/monumentale);
Beni non residenziali locati: come sopra, dando nell'invito ad
offrire, ove esistano le condizioni, evidenza dell'eventuale
diritto di prelazione ai sensi della legge 392/1978;
Alloggi (ubicati sia in fabbricati alloggi che in case cantoniere
o in ex Fabbricati Viaggiatori) occupati con titolo: normalmente
vengono utilizzate le previsioni normative di cui alle leggi
605/1966, 513/1977 e 560/1993. Trattasi di normative riguardanti
il riscatto degli alloggi dell'edilizia economica e popolare.
Per i locatari non rientranti nelle casistiche di cui sopra,
vengono applicati i criteri economici della legge 410/2001 o
specifici Accordi intervenuti tra FS/OO.SS. del 2 aprile 1998 e
successive integrazioni.
PROCEDURE ECCEZIONALI
Per casi particolari (richieste di Enti o Istituzioni pubbliche
per chiare e specifiche finalità pubbliche, per immobili
interclusi, per regolamentazione di diritti di accessione, in casi
specifici di transazione di contenziosi) si fa ricorso anche alla
trattativa diretta sempre a valori coerenti con il mercato
funzionalmente alla natura del bene, alla sua ubicazione e
quant'altro.
In conclusione, volendo fornire una panoramica generale sulle
operazioni già definite e su quelle programmate, si rappresenta
che:
Nel biennio 2008/2009 sono stati venduti, nella Regione
siciliana, 40 alloggi e 11 immobili diversi, sostanzialmente con
le procedure ordinarie sopra rappresentate.
Le procedure di vendita riferite all'ex stazione di Santa
Ninfa e di Margonia non hanno ancora trovato finalizzazione di
vendita. Per quanto riguarda la prima, Santa Ninfa, pubblicizzato
a gara secondo le procedure ordinarie di cui sopra nel settembre
2008, è pervenuta una sola offerta di poco superiore alla base di
gara, per cui si è proceduto alla stipula del relativo rogito. Per
quanto attiene alla stazione di Margonia la stessa è stata oggetto
di tre diversi procedimenti di gara tutti andati deserti;
attualmente è pubblicizzato sul sito internet sopra specificato al
prezzo di euro 51.000,00 rispetto al valore di euro 69.000,00
della prima procedura di gara. In tale ambito le procedure in
essere permettono, per beni andati deserti in gara, la possibilità
che il proprietario (FS) possa accettare offerte spontanee
comunque non inferiori al valore proposto in gara.
I programmi operativi individuano, per il 2010, per la
Regione Sicilia, circa 15 immobili non residenziali, terreni ed
unità commerciali, e circa 100 unità residenziali, tra occupate e
libere, da sottoporre preventivamente ad attività patrimoniali,
catastali e di due-diligence sullo stato urbanistico e sullo stato
manutentivo dei beni prima di poter essere introdotti nei
procedimenti di vendita come sopra descritti.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
MARZIANO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
in data 29 settembre 2003 il consiglio comunale di Siracusa ha
approvato lo schema di massima del piano regolatore generale del
porto di Siracusa;
tale piano giace da quasi sette anni presso gli uffici competenti
di codesto Assessorato per la relazione della progettazione
definitiva;
tale piano esclude in ogni caso le aree del porto piccolo e della
baia Santa Panagia dalla possibilità di realizzazione di porti
turistici;
considerato invece che, nel corso dell'ultima seduta del
consiglio comunale di Siracusa, il sindaco della città di Siracusa
ha fatto riferimento a ben 3 procedure amministrative riguardanti
la realizzazione dei porti turistici e precisamente:
1) marina di Archimede, in fase di realizzazione;
2) società Spero adiacente al primo;
3) altra richiesta di porto turistico è tata avanzata per l'area
prospiciente il parcheggio Talete da parte della società Port
Royal, il cui iter è alle battute iniziali e che insisterebbe
proprio su una delle aree escluse dallo schema di massima del
nuovo piano regolare del porto;
ritenuto che:
già in sede di redazione del piano regolatore del porto della
città, una abnorme previsione di incremento demografico della
città, rivelatasi però assolutamente errata, sta determinando
un'ingiustificata ed elevate espansione della città che, in alcuni
casi, sta determinando l'aggressione di parti sensibili del
territorio cittadino;
la previsione di ben 3 porti turistici potrebbe rivelarsi errata,
esattamente come quella sull'incremento demografico della città;
per sapere:
se non ritenga di dover accelerare l'iter di redazione del piano
regolatore generale del porto di Siracusa, in modo da evitare da
parte dell'amministrazione comunale scelte che potrebbero
determinare gravi guasti ambientali e danni irreversibili
all'assetto urbanistico della città ed al tempo stesso avviare
ingiustificate operazioni immobiliari;
se non ritenga, inoltre, nelle more di tale atto, di invitare,
attraverso gli strumenti a disposizione dell'Assessorato
(commissario ad acta, ispezione, etc.), l'amministrazione comunale
a non assumere scelte non coerenti con le previsioni dello stesso
piano.». (1223)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo n. 1223, a firma
dell'onorevole Marziano, si rileva che l'argomento trattato
riguarda l'iter istruttorio di approvazione del piano Regolatore
del Porto di Siracusa. Considerato che il suddetto compito, di
competenza dell'Assessorato Territorio e Ambiente, come riferito
dal dirigente responsabile del Dipartimento delle Infrastrutture,
della mobilità e dei Trasporti, non rientra tra quelli
istituzionali attribuiti a questo Assessorato nulla può riferirsi
in merito.
Peraltro, non trova riscontro la circostanza rappresentata
dall'onorevole interrogante relativa alla presentazione del
P.R.P., da oltre sette anni presso gli Uffici di questo
Assessorato.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile
CURRENTI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il Comune di Messina ha istituito una tassa, definita ecopass,
che viene caricata sui biglietti di coloro che, a piedi o con
mezzi di trasporto, usufruiscono delle navi traghetto in arrivo e
in partenza dagli imbarcaderi della Città dello Stretto con
destinazione la Calabria. Motivazione di detto ecopass è
l'inquinamento atmosferico ed il danno causato dai mezzi pesanti
che attraversano la città e diretti agli imbarcaderi;
appare abbastanza demagogica tale giustificazione, tenendo conto
che la Regione siciliana, a firma dell'onorevole Oddo con proprio
finanziamento, ha realizzato l'imbarcadero di Tremestieri proprio
per evitare che i mezzi pesanti possano circolare all'interno di
Messina;
da questo balzello sono esonerati gli abitanti di Messina e delle
città calabresi di destinazione;
considerato che:
per ovvi motivi di conformazione geografica, i siciliani che si
devono recare nel resto dell'Italia con propri mezzi, costretti
all'attraversamento dello Stretto proprio da Messina, unica via di
transito marittimo, sono quindi obbligati al pagamento di questa
tassa;
tutte le compagnie marittime che collegano la Sicilia con il
resto d'Italia applicano tariffe agevolate per i residenti in
Sicilia, nel rispetto di quanto stabilito dalla 'Dichiarazione
sulle regioni insulari del Trattato CE' ed in linea con gli
orientamenti espressi dal Parlamento europeo sulla tutela delle
regioni insulari nella stessa Unione europea;
l'applicazione di tale tassa, quindi, non solo viola apertamente
le disposizioni comunitarie nel momento stesso in cui non
riconosce il diritto all'insularità dei siciliani, ma determina
una evidente disparità di trattamento tra stessi conterranei,
creando di fatto siciliani di 'serie A' e siciliani di 'serie B';
visto che:
oltre alla beffa, vi è anche un danno inquantificabile per
l'economia regionale. Infatti, al già pesante handicap delle
distanze notevoli che penalizza i produttori siciliani per i costi
abnormi di spedizione, si deve aggiungere adesso anche questa
ulteriore tegola decisa dal Comune di Messina che, tra l'altro, è
in netto contrasto con quanto stabilito dalla legislazione vigente
in materia;
d'altronde è del tutto incomprensibile come mai i mezzi pesanti
debbano pagare una tassa contro l'inquinamento del centro urbano
di Messina quando gli stessi autotrasportatori imbarcano i loro
mezzi a Tremestieri, che si trova fuori dal perimetro urbano,
accettando di buon grado il maggiore costo chilometrico per il
raggiungimento del nuovo porto, proprio per evitare intralci al
traffico cittadino;
tenuto conto che:
è inammissibile che un ente locale come il Comune di Messina
possa decidere autonomamente l'imposizione di una tassa,
assolutamente iniqua e dannosa per un'intera Regione, senza un
confronto con le autorità regionali preposte;
è altresì grave l'atteggiamento tenuto dal Comune di Messina di
totale chiusura al dialogo con i rappresentanti sindacali degli
autotrasportatori siciliani, partendo dall'egoistico presupposto
che chi vuole andare nel resto del Paese deve passare da Messina;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare al fine di porre rimedio alla
scellerata decisione adottata dal Comune di Messina di istituire
un tassa sul traghettamento con l'esonero solo per gli abitanti di
Messina, creando, di fatto, un'assurda discriminazione con il
resto dei siciliani;
se non reputino opportuno verificare e quantificare il danno che
simile scelta arrecherà all'economia regionale, imputando al
Comune di Messina, nel caso di eventuale perseveranza in tale
decisione, il pagamento di tutti i danni causati ai produttori ed
autotrasportatori siciliani;
se non ritengano imprescindibile attivarsi a sostegno degli
autotrasportatori siciliani nella causa civile che gli stessi si
apprestano ad intentare contro il Comune di Messina.». (1253)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1253, a firma
dell'onorevole Currenti, si rappresenta quanto segue.
La questione sollevata è stata affrontata in sede di Consulta
regionale per l'Autotrasporto in data 24/3/2010 e successivamente
in data 22/6/2010 ed in tale sede sono state, in particolare,
analizzate le criticità sollevate dalle associazioni di categoria
e considerate le possibili soluzioni. Sempre nell'ambito dei
suddetti incontri sono stati evidenziati i vizi di
costituzionalità sui contenuti della determina sindacale
scaturenti dal previsto passaggio obbligato a pagamento dei mezzi
pesanti attraverso il centro abitato di Messina nonché le
perplessità sull'effettiva efficacia di un provvedimento di
carattere finanziario che possa considerarsi risolutivo dei
problemi ambientali e di incidentalità stradale nel Comune di
Messina.
Per affrontare ulteriormente la questione si è svolto un incontro
con il Sindaco di Messina allo scopo principale di mediare le
esigenze della categoria dei trasportatori con quelle
dell'Amministrazione. Sono quindi scaturite alcune proposte
alternative, condivise con le associazioni di categoria degli
autotrasportatori, che potrebbero mitigare le lamentate ricadute
negative del settore derivanti dall'istituzione dell'ecopass ed in
particolare:
- l'abrogazione immediata dell'ecopass relativamente alla
chiocciola di accesso all'approdo di Tremestieri, almeno fino alla
sentenza del TAR, al quale hanno ricorso talune associazioni di
categoria;
- l'ampliamento della fascia oraria di esenzione dell'ecopass
dall'attuale 22.00/07.00 a 20.00/07.00 limitatamente ai mezzi
pesanti che effettivamente attraversano Messina per raggiungere il
porto e viceversa.».
L'Assessore
on. Luigi Gentile