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Resoconto d'Aula della Seduta n. 197 di martedì 21 settembre 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle  sedute
  n.   195  e  n.  196  del  14  settembre  2010  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Campagna e Digiacomo  sono
  in congedo per oggi, l'onorevole Scoma dal 21 al 23 settembre 2010.
   I congedi testé comunicati sono conformi alla recente normativa in
  materia.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che  l'onorevole Caputo  è  in  missione  per
  ragioni del suo ufficio dal 21 al 22 settembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per   le   Infrastrutture,  le  risposte  scritte   alle   seguenti
  interrogazioni:

   N.  211  - Notizie sulla continuità dei collegamenti con le  Isole
  Eolie (ME).
   Firmatario: Panarello Filippo

   N. 920 - Interventi a tutela dei portatori di handicap automuniti.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  923  - Opportune iniziative al fine di ratificare il contratto
  di  servizio  necessario alla destinazione di parte dei  fondi  FAS
  alla Sicilia per interventi infrastrutturali.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.  956  -  Iniziative  per migliorare il  servizio  di  trasporto
  ferroviario nella provincia di Messina.
   Firmatari: Laccoto Giuseppe; Picciolo Giuseppe

   N.  976 - Notizie sull'applicazione dell'art. 33 della l.r.  n.  6
  del 2009, rubricato 'Recupero edifici situati nei centri storici  e
  zone omogenee'.
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N.  1006  -  Iniziative per  aumentare il numero  di  collegamenti
  aerei nazionali da e per la Sicilia.
   Firmatario: Aricò Alessandro

   N.  1009  -  Installazione nelle gallerie della rete  autostradale
  regionale  di apparecchiature atte a garantire la continuità  delle
  conversazioni telefoniche.
   Firmatario: Marziano Bruno

   N.  1012 - Iniziative per ridurre i tempi di percorrenza dei treni
  nella tratta Palermo - Catania.
   Firmatari:  Scammacca Della Bruca Guglielmo; Adamo  Giulia;  Mineo
  Francesco

   N.  1043 - Iniziative per consentire allo IACP di Acireale (CT) di
  svolgere i compiti di gestione del patrimonio immobiliare di alcuni
  comuni del Catanese.
   Firmatario: Raia Concetta

   N.   1052  -  Iniziative  presso  il  Governo  nazionale  per   il
  finanziamento  dell'opera 'variante della strada  statale  115  sud
  occidentale sicula', tra gli abitati di Trapani e Mazara del Vallo.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  1081  -  Interventi per potenziare l'autolinea di collegamento
  tra il comune di Floresta (ME) e Messina.
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  1090  -  Provvedimenti  urgenti al  fine  di  ripristinare  la
  viabilità interrotta nella s.s. n. 188 tra Salemi e Marsala e nella
  s.s. n. 188 A tra Salemi e Trapani.
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N.  1106  -  Richiesta di interventi urgenti di messa in sicurezza
  degli stabili pericolanti di Viale Biagio Pecorino a Catania.
   Firmatario: Arena Giuseppe

   N. 1118 - Riapertura dei termini previsti dalla legge regionale n.
  20 del 2007 in materia di edilizia agevolata
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore

   N.  1139 - Iniziative per la definizione della pianta organica del
  Consorzio  autostrade siciliane (CAS) nel rispetto della  normativa
  prevista dal contratto nazionale di lavoro.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1140  -  Interventi per una rapida stipula  del  contratto  di
  servizio   con  Trenitalia  e  per  scongiurare  la   politica   di
  disinvestimento nelle ferrovie del Sud.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.  1159  - Interventi urgenti per la risagomatura spondale  e  la
  pulizia dell'alveo del fiume Verdura, in provincia di Agrigento.
   Firmatario: Bosco Antonino

   N. 1161 - Chiarimenti circa l'ingiustificato aumento della rata di
  mutuo  agevolato  da parte della società cooperativa  edilizia  San
  Michele Arcangelo.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  1167 - Notizie in merito allo stato d'avanzamento dell'iter di
  realizzazione dell'autoporto di Vittoria (RG).
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N. 1168 - Rimozione del divieto di reclutamento di nuovo personale
  ovvero  di  progressione  di carriera di  quello  in  servizio  per
  l'Azienda siciliana trasporti.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.   1194  -  Interventi,  a  livello  centrale,  in  ordine  alla
  dismissione del patrimonio immobiliare da parte di 'Ferrovie  dello
  Stato s.p.a.' nella Regione siciliana.
   Firmatari: Musotto Francesco; Arena Giuseppe; Colianni Paolo

   N.  1223  -  Chiarimenti in ordine all'iter di approvazione  e  ai
  contenuti del piano regolatore generale del porto di Siracusa.
   Firmatario: Marziano Bruno

   N.  1253  -  Iniziative  riguardo all'istituzione  dell'ecopass  a
  Messina.
   Firmatario: Currenti Carmelo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   Riconoscimento di bottega-scuola alle imprese artigiane  (n. 607)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
  Pogliese,  Buzzanca,  Falcone,  Mancuso,  Vinciullo   in  data   16
  settembre 2010

   Norme  per  l'introduzione del quoziente familiare in Sicilia  (n.
  608)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo
  in data 17 settembre 2010.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato ed inviato alla competente Commissione:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Norme  per le strutture residenziali destinate all'assistenza  dei
  soggetti fragili (n. 606)
   -  di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  De
  Benedictis,  Laccoto,   Digiacomo, Ferrara  in  data  16  settembre
  2010.
   inviato in data 16 settembre  2010.
      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   Norme sulla pubblicazione degli atti giudiziari (n. 554)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 15 settembre 2010

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Incentivi per le imprese che assumono lavoratori ex detenuti  (n.
  579)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 14 settembre 2010

   Costituzione  dell'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle
  attività produttive
   (n. 605)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 15 settembre 2010

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Modifiche  alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, in  materia
  di credito d'imposta per l'occupazione (n. 601)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 17 settembre 2010

   Istituzione  del  parco geominerario delle zolfare  siciliane  (n.
  603)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 20 settembre 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Galvagno, in data  6  agosto
  2010,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  601
   Modifiche  alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, in  materia
  di credito di imposta per l'occupazione'.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana,  con ricorso notificato il 13 agosto 2010, ha  impugnato
  l'articolo  5  della deliberazione legislativa recante   Interventi
  per  l'eliminazione delle carcasse di animali e per la  prevenzione
  del   randagismo.  Interventi  in  favore  dei  comuni   in   crisi
  finanziaria  (ddl nn. 336-338) approvata dall'Assemblea il 5 agosto
  2010 per violazione dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione.
                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Istituto  autonomo  case popolari di Messina - Nomina  commissario
  straordinario (n. 108/I)
   reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010

   CEFPAS   -  Designazione  componente  in  seno  al  consiglio   di
  amministrazione (n. 109/I)
   reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010

   Istituto   autonomo   case  popolari  di   Palermo.   Designazione
  componente del collegio dei sindaci (n. 110/I)
   reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010

   Istituto   autonomo   case  popolari  di   Messina.   Designazione
  componente del collegio dei sindaci (n. 111/I)
   reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010

   Istituto   autonomo   case  popolari  di   Trapani.   Designazione
  componente del collegio dei sindaci (n. 112/I)
   reso in data 14 settembre 2010 e inviato in data 15 settembre 2010

   Istituto  autonomo   case popolari di Caltanissetta.  Designazione
  componente del collegio dei sindaci (n. 113/I)
   reso  in  data  14 settembre 2010 e inviato in data  15  settembre
  2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'Assessore  regionale  per il turismo, in  una  delle  sue  tante
  interviste,  ha  dichiarato  che per rilanciare  il  turismo  della
  Sicilia  necessiterebbe incentivare e attrarre quello  omosessuale,
  in  quanto  ricco  e  quindi dai grandi ritorni  economici  per  la
  Regione;

   la   dichiarazione  dell'Assessore  Strano  ha   suscitato   varie
  polemiche  e,  comunque, critiche per almeno due considerazioni,  e
  cioè  che  parlare  di turismo omosessuale significherebbe,  da  un
  lato,  diffondere una cultura, quella gay, che è anni luce  lontana
  dalle  nostre  tradizioni e dal nostro sentire comune,  dall'altro,
  sottolineare che vi può essere un turismo di nicchia,  come  quello
  omosessuale,  vorrebbe dire creare appunto delle  differenziazioni,
  per  cui nello stesso momento, in cui se ne parla si evidenzierebbe
  un   distinguo  e  quindi  si  creerebbero  discriminazioni  e   la
  ghettizzazione delle stesse persone omosessuali;

   considerato   che,   volendo  tralasciare   tutte   le   superiori
  considerazioni, alcuni esperti hanno invece sostenuto la povertà e,
  dunque,  l'inconcludenza dell'idea lanciata dall'Assessore  per  il
  turismo,  in  quanto  tale  turismo, per  quanto  incentivato,  non
  potrebbe  portare  quei vantaggi economici  di  cui  si  illude  il
  titolare di uno degli Assessorati cardine della Regione siciliana;

   atteso   che   da  quando  l'Assessore  Strano  ha   ricevuto   la
  responsabilità  di  Governo, non pare che la  Sicilia  abbia  fatto
  alcun  salto  di qualità in termini di offerta, né  tanto  meno  in
  termini di ricadute economiche per il territorio regionale;

   tenuto  conto che nell'originario programma del Governo, sostenuto
  dall'odierno  interrogante, non pare che  vi  fosse  traccia  della
  linea programmatica tracciata dall'Assessore per il turismo;

   per  sapere  se  l'idea di incentivare il turismo  omosessuale  in
  Sicilia  rappresenti  un punto cardine del suo programma  politico-
  amministrativo e se il fatto di non averlo menzionato nella stesura
  del  programma  medesimo, presentato agli elettori  siciliani,  sia
  stata  una  mera svista, che magari si premurerà di correggere  con
  una  o più conferenze stampa itineranti per il mondo, o se, invece,
  trattasi  di una brillante novità di un Assessore, intelligente  ed
  intuitivo, che finalmente ha capito come risolvere tutti i problemi
  della Sicilia, almeno nel campo turistico». (1376)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'Assessorato   Risorse  agricole  e  alimentari   della   Regione
  siciliana,  con  apposito bando, ha espletato nel  2010  il  ritiro
  straordinario  dal  mercato di ton. 50.000 di arance  individuando,
  con lo stesso bando, 2 categorie di destinatari:

   1)  i  produttori agrumicoli, che venivano sostenuti in un periodo
  di  gravi  difficoltà di commercializzazione  ed  ai  quali  veniva
  riconosciuto  dalla  Regione un importo per  ogni  ton.  di  arance
  consegnate  pari  ad  euro/ton 210,00, a fronte  di  un  prezzo  di
  mercato pari ad euro/ton. 130,00;

   2)  le  imprese di lavorazione del prodotto, le quali  sono  state
  incaricate alla trasformazione degli agrumi in succo di arancia per
  la  distribuzione  del  prodotto a fini umanitari,  in  forza  alle
  indicazioni del banco alimentare;

   considerato che:

   i problemi del settore agrumario vanno risolti puntando su fattori
  che tengano conto del momento storico di economia globale in cui ci
  troviamo;

   in  particolare,  sarebbe opportuno avviare politiche  tendenti  a
  valorizzare la qualità dei suoi prodotti piuttosto che la quantità,
  anche  alla  luce del fatto che il mercato attuale è caratterizzato
  da  facilità  di  interscambi e da una logica meramente  economico-
  finanziaria.  Pertanto  il succo di arancia,  così  come  qualsiasi
  altro prodotto, viene comprato dalle aziende di commercializzazione
  laddove viene offerto al prezzo più basso;

   ritenuto che:
   l'obiettivo del piano strategico deve essere quello di riconoscere
  e  far  riconoscere  principalmente al succo di  arancia  rossa  di
  Sicilia  la  sua  caratteristica di unicità, affermando  e  facendo
  affermare in tutte le sedi competenti che esso può essere  prodotto
  solo  in  Sicilia e solo da arance rosse di Sicilia. In  tal  modo,
  esso  non  potrà più subire la concorrenza sleale dei  prodotti  di
  altre  regioni italiane o peggio di altri Paesi comunitari o extra-
  UE;

   ritenuto inoltre che la Regione siciliana dovrebbe assumere  tutte
  le   iniziative  utili  affinché  questo  prodotto   siciliano   di
  eccellenza  venga  tutelato  con  apposito  disciplinare  che   non
  consenta  mai  più  che  si  possano commercializzare  succhi,  con
  denominazione  'arance  rosse',  provenienti  da  altri  Paesi  e/o
  dall'Italia,  e  che  non  provengono  da  prodotti  IGP,  avviando
  apposite  iniziative promozionali e di marketing  territoriale  per
  valorizzare un marchio che tuteli il succo di arance di Sicilia;

   per  sapere, con riferimento alla scorsa campagna di ritiro  delle
  arance:

   se  siano  state consegnate da parte dei produttori agrumicoli  le
  ton. 50.000 di arance previste;

   se  siano  state  pagate  ai  produttori  agrumicoli  le  consegne
  effettuate;

   se  siano  stati  rispettati i termini ed  i  tempi  di  consegna,
  previsti  dal regolamento emesso dall'Assessorato, per la  consegna
  degli  agrumi,  la  trasformazione in succo e la distribuzione  dei
  prodotti ottenuti ai fini umanitari;

   quanto prodotto da distribuire a fini umanitari sia stato ottenuto
  dalla trasformazione e quanto di questo ne sia stato distribuito;

   quale  sia il programma dell'Assessorato per il prodotto tutt'oggi
  non distribuito;

   quale  sia  l'ente  di  controllo deputato alla  verifica  che  la
  qualità  del  prodotto consegnato risponda a  quella  prevista  dal
  bando;

   infine,  quali  provvedimenti urgenti intendano intraprendere  per
  ottenere  un  marchio che tuteli il succo di arance di  Sicilia  al
  fine   di   proteggerlo  dalle  incursioni  di  mistificatori   che
  utilizzano  impropriamente il marchio 'arance rosse  di  Sicilia'».
  (1377)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CORONA

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con  decreto depositato il 9 settembre u.s., la sezione di Catania
  del Tribunale amministrativo regionale, ritenendo fondati i profili
  di   illegittimità  sollevati  dall'ANCE  Sicilia  e  dall'ANCE  di
  Catania,  ha accolto la richiesta urgente di sospensiva della  gara
  relativa ai lavori di riqualificazione dell'aeroporto Fontanarossa,
  rinviando la trattazione del merito al 7 ottobre p.v.;

   i   due   profili   di   illegittimità,   rilevati   dal   Giudice
  amministrativo  all'interno  del  bando  della  S.A.C.,   impugnato
  dall'associazione dei costruttori edili e resi noti dal  quotidiano
  'La   Sicilia',  risulterebbero  gravemente  lesivi  del   generale
  principio di libera concorrenza ed accesso al mercato, determinando
  grave  pregiudizio  nei confronti delle numerose imprese  siciliane
  estromesse dalla partecipazione alla gara;

   considerato che:

   l'accoglimento  da parte del TAR degli elementi che  hanno  spinto
  l'ANCE a presentare ricorso desta viva preoccupazione, gettando più
  di  un'ombra  inquietante sulla regolarità della procedura  seguita
  dall'ente appaltante nella predisposizione del bando di gara;

   l'inserimento di una errata categoria di iscrizione lavori, stando
  sempre  alle notizie di stampa, infatti, ha di fatto escluso  tutte
  le  imprese  siciliane dalla partecipazione alla  gara,  riservando
  l'accesso   solo  a  soggetti  dotati  di  particolari   qualifiche
  specialistiche, il cui ristretto novero includerebbe esclusivamente
  imprese  del  Nord Italia, mentre il bando di gara  si  riferirebbe
  alla realizzazione di opere ed interventi di natura generale e  non
  solo   specialistico,  ravvisandosi  in  tale  discutibile   scelta
  l'estrema gravità del danno verso gli interessi collettivi;

   rilevata  la gravissima ed ingiustificata circostanza  che  l'ente
  appaltante,  la  S.A.C.,  società  di  gestione  dell'aeroporto  di
  Catania, nonostante il bando sia stato pubblicato il 6 agosto e  la
  data  di  presentazione delle offerte sia stata fissata per  il  15
  settembre,  abbia  incredibilmente imposto la  presentazione  delle
  istanze per il rilascio dell'attestato di presa visione dell'intera
  documentazione  del bando di gara entro il 10  di  agosto  (a  soli
  quattro giorni dalla sua pubblicazione);

   ritenuto  di dover esprimere piena solidarietà alla scrupolosa  ed
  attenta azione dell'ANCE ed all'intera categoria siciliana, che  in
  questa  come in altre circostanze ha più volte rilevato  la  palese
  illegittimità di numerosi appalti pubblici, auspicando, a tal fine,
  un   intervento  deciso  della  magistratura  ordinaria  volto   ad
  accertare  eventuali responsabilità dei gravi fatti  denunciati  in
  sede amministrativa;

   per sapere:

   quali  urgenti  provvedimenti  intendano  adottare  a  tutela  dei
  legittimi   interessi  dell'intera  imprenditoria  siciliana,   già
  gravemente  in difficoltà ed oggi spettatrice inerme  del  continuo
  saccheggio  economico  condotto dai potenti gruppi  imprenditoriali
  settentrionali;

   se   non  ritengano  opportuno,  in  considerazione  dei  risvolti
  economici  ed occupazionali che determinerà la riqualificazione  ed
  adeguamento  dell'aeroporto di Fontanarossa, disporre  un'ispezione
  urgente   volta  a  verificare  la  sussistenza  dei   profili   di
  illegittimità  della  procedura di gara che  hanno  determinato  la
  sospensiva disposta dal TAR di Catania». (1378)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ARENA

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   l'Agenzia  per  l'impiego ha predisposto un'ipotesi  di  riassetto
  organizzativo  del  personale  che dovrà  operare  negli  sportelli
  multifunzionali;

   in  base al lavoro prodotto dalla suddetta Agenzia, si prevede che
  il   personale  venga  utilizzato  nell'ambito  dello  stesso  ente
  coprendo  anche le funzioni stabilite dal modello di accreditamento
  e idealtipico;

   si  prevede  che  il  personale  non impiegabile  nello  sportello
  dell'ente  di  appartenenza,  perché  al  di  fuori  dei  parametri
  stabiliti   in   base  al  modello  idealtipico,  verrà   collocato
  parzialmente o totalmente presso altro ente;

   detta  condizione determinerebbe che il personale in soprannumero,
  rimanendo  in  carica nell'ente di appartenenza, verrebbe  tuttavia
  impiegato  in altro ente in posizione di comando, mentre l'ente  di
  appartenenza  riceverebbe il finanziamento anche per  il  personale
  posizionato altrove;

   sempre   in   base  a  tale  ipotesi  di  riassetto  organizzativo
  risulterebbe   un   bacino  di  personale  non  collocabile   negli
  sportelli;

   considerato che:

   l'amministrazione intende istituire le strutture di  coordinamento
  (direzione)  in  base  agli  sportelli assegnati,  posizionando  in
  queste  strutture  il personale che si presume  essere  quello  non
  collocabile;

   le  sedi  di  coordinamento (direzione) verrebbero riconosciute  a
  quegli enti che hanno un numero di sportelli con ottanta dipendenti
  su  almeno quattro province e con quaranta dipendenti su almeno due
  province, favorendo di fatto soltanto enti che hanno operato al  di
  fuori  dei  parametri oggi considerati funzionali  di  7,5,  avendo
  molte più unità di quelle necessarie;

   non  è  dato  sapere le modalità di avviamento  degli  addetti  di
  quegli  enti  che non avevano mai avuto autorizzati  gli  sportelli
  funzionali;

   secondo  le direttive impartite al dirigente generale dell'Agenzia
  da  parte  dell'Assessore per la famiglia,  andavano  garantite  le
  unità assunte sino al 31 dicembre 2008;

   le   strutture  intermedie  di  coordinamento,  prima   denominate
  sportello di coordinamento, non verrebbero riconosciute ad enti che
  gestiscono  sportelli e personale sufficienti per  giustificare  le
  strutture   di   coordinamento  (direzione)  su  base   provinciale
  autonoma,  pur afferendo in maniera funzionale ad un ente associato
  con sede di coordinamento costituito ed accreditato;

   per sapere:

   quante  siano  realmente  le unità in  cosiddetto  esubero  e  non
  collocabili;

   se,  nell'ambito  dell'ipotesi  di riassetto  organizzativo  sopra
  citato,  siano previste modalità differenziate che permettano  agli
  enti  che  hanno  unità di personale inferiore  agli  standard  del
  modello idealtipico un utilizzo di personale in esubero dagli altri
  enti, mentre per i nuovi enti accreditati consentono di fatto nuove
  assunzioni;

   quali  siano le fonti di finanziamento delle sedi di coordinamento
  e  se  si  prevedano nuove autorizzazioni ad assunzioni utilizzando
  l'escamotage  delle  'unità  non  collocabili'  nel  nuovo  assetto
  organizzativo,  che  consentirebbe  qualche  centinaio   di   nuove
  assunzioni  in  violazione degli obiettivi  di  contenimento  della
  spesa». (1379)

                                                            CRACOLICI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari,  premesso che  nella  zona  montana  della
  provincia  di  Siracusa  sono numerosi gli operai  impiegati  nella
  forestale;

   considerato che:

   negli ultimi tre mesi, per cause non ancora chiare e definite, gli
  operai   de   quibus  non  hanno  ancora  percepito  lo  stipendio,
  nonostante  lavorino  per portare avanti le rispettive  famiglie  e
  sicuramente 'non per hobby';

   oltre  a  non avere percepito lo stipendio, gli operai  non  hanno
  ancora  oggi  ricevuto  il pagamento degli  arretrati  contrattuali
  relativo agli anni 2006/2008;

   visto che:

   da  più  parti  si  levano voci di solidarietà nei  confronti  dei
  lavoratori che lamentano l'inaccettabilità dell'accaduto;

   molti   lavoratori,  a  causa  del  ritardo  nel  pagamento  degli
  stipendi, sono incappati in spiacevoli situazioni di disagio,  come
  il  taglio  dei  servizi di fornitura della luce, dell'acqua  o  il
  sequestro dei propri beni da parte dell'ente riscossore in Sicilia;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente e necessario intervenire su una vicenda
  ancora oggi poco chiara e definita, che sta diventando vergognosa e
  surreale  oltre ad aver arrecato gravissimi danni al personale  del
  settore forestale;

   se  non  ritengano  urgente  e  non più  rinviabile  procedere  al
  pagamento delle spettanze vantate dai lavoratori, al fine  di  dare
  dignità e tranquillità economica a chi tutte le mattine si  reca  a
  lavorare per mantenere la propria famiglia». (1380)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la stazione ferroviaria di contrada Targia nel comune di Siracusa,
  inaugurata nel 1998, in concomitanza con la chiusura del  passaggio
  della linea ferrata lungo corso Gelone, via Agatocle, via Piave, la
  Mazzarrona  ed  il completamento del tunnel sotterraneo  che  passa
  sotto  contrada  Pizzuta,  collegandosi al  nuovo  scalo  merci  di
  contrada Pantanelli, versa in uno stato di totale abbandono;

   nonostante  i  lavori effettuati, l'impianto è ad oggi  utilizzato
  solamente  per  il  transito di cinque treni:  uno  proveniente  da
  Augusta, tre da Siracusa ed uno diretto a Modica;

   considerato che:
   dopo  il passaggio dei cinque convogli sopra elencati, la stazione
  chiude  al pubblico, con l'impossibilità per chiunque di acquistare
  biglietti;

   a  causa  del ridotto utilizzo della stazione, il sito è diventato
  luogo  di ricovero per cani randagi, con tutti i rischi che  questo
  comporta per i passanti;

   a  rendere la zona maggiormente degradata contribuisce la presenza
  nelle vicinanze dell'ex stabilimento delle Eternit, che si trova in
  stato di totale abbandono;

   visto che:

   Trenitalia  ha investito oltre cinquanta milioni di  euro  per  la
  realizzazione  di un parcheggio all'interno dell'area  ferroviaria,
  per l'accesso funzionale ai disabili e un sovrapassaggio, dotato di
  scalo ferroviario con due banchine e tre binari, oltre ad una  sala
  d'attesa e altre sale per il personale addetto;

   ad   oggi,  la  stazione  risulta  di  difficile  accesso,   visto
  l'inadeguato ingresso lungo la ex strada statale 114,  oggi  strada
  provinciale;

   per sapere se non intendano, con l'urgenza del caso, promuovere un
  vertice  con  i  dirigenti di Trenitalia, al fine  di  rendere  più
  funzionale l'impianto ferroviario di contrada Targia ed evitare che
  un  investimento così cospicuo non si traduca nell'ennesimo  spreco
  di  risorse  pubbliche  e  rappresenti  un  duplice  danno  per  la
  collettività oltre che un pericolo per i cittadini». (1381)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   ormai  da  tempo, l'area ferroviaria di piazza Regina  Margherita,
  nella  città  di  Avola (SR), non riserva all'utenza un'accoglienza
  dignitosa;

   nonostante i recenti interventi di ristrutturazione, la  stazione,
  come  altre della provincia di Siracusa, risulta ad oggi sprovvista
  di  sportelli abilitati alla rivendita di biglietti, di controllore
  e di servizi igienici;

   considerato che:

   negli  ultimi mesi, sono sempre di più i residenti della zona  che
  lamentano la massiccia presenza nel sito di siringhe spesso sporche
  di sangue e con l'ago ancora inserito;

   l'intera   area   ferroviaria,   a   causa   della   presenza   di
  tossicodipendenti e della scarsa - o meglio assente - illuminazione
  risulta del tutto impraticabile nelle ore serali e notturne;

   visto  che  la  situazione  sopra descritta,  oltre  a  minare  la
  sicurezza  dei  bambini  e delle famiglie che  vivono  nella  zona,
  rappresenta  un  costante pericolo per i  pendolari  e  i  turisti,
  costretti a districarsi tra le siringhe, abbandonate la notte prima
  dai drogati nelle aiuole e nei viali;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine  di individuare concrete soluzioni e mettere a termine ad  una
  situazione di pericolo e di degrado sociale che poco si  addice  ad
  una  città  come Avola, da sempre meta di turisti e dal consolidato
  prestigio». (1382)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   negli  anni passati, soprattutto fra il 1960 e la fine degli  anni
  70,   il  polo  petrolchimico  siracusano  impegnava  oltre  20.000
  lavoratori;

   negli  ultimi  anni,  tutto è cambiato e  nella  zona  industriale
  siracusana  gli addetti impegnati sono ad oggi meno di 10.000,  con
  una espulsione violenta e senza pietà di oltre 10.000 lavoratori;

   considerato che:

   da  circa vent'anni, nonostante tutte le assicurazioni, si procede
  a  rilento verso una riconversione del polo petrolchimico  in  polo
  energetico,  al fine di ridare slancio e vitalità ad  un  sito  che
  diversamente è destinato alla chiusura definitiva;

   ad  oggi, nel sito industriale siracusano è rimasto poco  e  nulla
  delle rappresentanze della chimica di base;

   accertato che:

   le  maggiori realtà imprenditoriali della chimica, presenti ancora
  oggi nella zona industriale siracusana, sono due società del gruppo
  ENI,  la  Polimeri Europa e la Syndial, che tuttavia, insieme,  non
  riescono ad assorbire più di 600 dipendenti;

   anche le aziende impegnate in attività di raffinazione all'interno
  dell'area  industriale, come la Esso italiana e la Isab,  impiegano
  non più 600 dipendenti la prima e circa 1000 la seconda;

   il  maggior  numero di lavoratori del petrolchimico fa  parte  del
  così  detto  'indotto',  il  settore  cioè  delle  piccole  imprese
  appaltatrici;

   visto che:

   il persistere dei ritardi nella conversione del polo petrolchimico
  siracusano in polo energetico rischia di indurre alcuni  dei  pochi
  investitori rimasti ad abbandonare il sito industriale;

   la mancata realizzazione del polo energetico avvierà la fine della
  zona industriale siracusana e di un indotto che oggi impegna 10.000
  dipendenti che andranno incontro al licenziamento e incrementeranno
  la disoccupazione al Sud;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente intervenire al fine di  accelerare  le
  procedure  necessarie per la riconversione del  polo  petrolchimico
  siracusano in polo energetico;

   se non intendano sollecitare il Governo nazionale, responsabile in
  parte  dei  ritardi denunciati, e dare un futuro ecocompatibile  ad
  una  area  che diversamente sarà costretta alla chiusura con  serie
  ripercussioni   sull'occupazione  siciliana  e  di   quella   della
  provincia di Siracusa in particolare». (1383)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   in  questi  giorni, l'Assessore per i beni culturali e  l'identità
  siciliana    ha    provveduto,   con   proprie   direttive,    alla
  riorganizzazione  della gestione dei beni culturali  in  Sicilia  e
  alla nomina dei nuovi dirigenti;

   la  città  di Palazzolo Acreide, unitamente a Pantalica,  è  stata
  riconosciuta quale città patrimonio dell'umanità ed inserita  nella
  'world heritage list';

   considerato  che il nuovo piano di gestione dei beni culturali  in
  Sicilia,  così come attuato, penalizza fortemente la  zona  montana
  della provincia di Siracusa, la città di Palazzolo Acreide e il suo
  imponente patrimonio culturale e archeologico;

   preso atto che :

   in seguito alla riforma posta in essere dall'Assessorato regionale
  Beni  culturali, la casa museo Antonino Uccello, sita  a  Palazzolo
  Acreide,  sarà accorpata al museo Bellomo di Siracusa e privata  di
  quell'autonomia gestionale ed organizzativa che, fino ad  oggi,  le
  ha consentito di raggiungere oltre 35 mila visitatori l'anno;

   oltre al declassamento della casa museo Antonino Uccello, non si è
  ritenuto  opportuno istituire il parco archeologico di Akrai,  così
  come  è  avvenuto  per  Noto  e Lentini,  nonostante  la  storia  e
  l'unicità  delle  ricchezze che animano  la  zona  archeologica  di
  Akrai;

   visto che:

   negli  ultimi  anni,  molte  risorse  sono  state  investite   per
  rilanciare  le ricerche archeologiche sul territorio  Ibleo  e  per
  recuperare  importanti monumenti storici e fra  questi,  primo  tra
  tutti,  il  restauro  del Palazzo Cappellani,  che  avrebbe  dovuto
  ospitare un antiquarium per esporre la famosa collezione Judica;

   una  decisione  di questo tipo, oltre a rendere del tutto  inutile
  ogni  investimento avvenuto negli ultimi anni, arreca  un  evidente
  danno  tanto  alla  città di Palazzolo Acreide,  quanto  all'intero
  comprensorio Ibleo e ai beni culturali che esso ospita;

   per sapere:

   quali  metodi  e criteri siano stati adoperati per individuare  ed
  istituire  i  parchi  archeologi in Sicilia, nonché  secondo  quale
  irrazionale  logica  si sia provveduto all'accorpamento  di  alcuni
  siti, così come è avvenuto per la casa museo Antonino Uccello unita
  al museo Bellomo di Siracusa;

   se  non  si  ritenga opportuno, al fine di non  arrecare  danni  e
  mortificazioni ad un'area di grande importanza storico-culturale  e
  archeologica,  come quella di Akrai, rivedere le scelte  operate  e
  istituire il parco archeologico di Akrai, al fine di assicurare una
  gestione  unitaria  dei  beni culturali sul territorio  ibleo,  già
  cantato  anche  da  Virgilio, sul quale si sono  combattute  epiche
  lotte a difesa della libertà della città di Siracusa e di tutta  la
  Sicilia e sorge uno dei teatri greci più famosi al mondo». (1385)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'unità  operativa  semplice di talassemia di  Siracusa  fa  parte
  della rete regionale dei servizi, istituita in Sicilia con apposito
  decreto  assessoriale,  che  conta oggi  ben  19  centri  in  tutta
  l'Isola;

   ad  oggi, sono oltre 120 i giovani pazienti in cura presso l'unità
  operativa semplice di talassemia di Siracusa;

   considerato che:

   negli ultimi mesi, nella predetta struttura sanitaria, che dispone
  di  due  medici, un responsabile e un aiuto, si è assistito  ad  un
  depotenziamento  del personale, in seguito al trasferimento  di  un
  medico al reparto di pediatria;

   secondo  quanto sostenuto e più volte denunciato dalle famiglie  e
  dall'associazione dei pazienti, sempre più spesso, in  assenza  del
  medico  di  ruolo, vengono impiegati, nel reparto  della  struttura
  operativa di talassemia, medici non specializzati;

   visto che:

   in  seguito ad un tavolo tecnico, si è valutata la possibilità  di
  prevedere  nella nuova pianta organica, che è ancora in  bozza,  la
  cancellazione  dell'unità semplice di talassemia di Siracusa  e  il
  suo accorpamento all'unità operativa complessa di pediatria;

   una  decisione di questo tipo, oltre a disattendere  le  direttive
  imposte dal decreto assessoriale che ha istituito la rete regionale
  dei  servizi, priverebbe oltre 120 giovani pazienti, in cura presso
  l'unità   di   talassemia  di  Siracusa,   di   cure   adeguate   e
  specialistiche;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine  di garantire la permanenza e l'efficienza dell'unità semplice
  di  talassemia ed assicurare alle famiglie e agli oltre 120 giovani
  pazienti  che  quotidianamente sono costretti  a  convivere  con  i
  problemi  derivanti da una simile patologia, di poter continuare  a
  ricevere  le  cure  di  cui hanno bisogno e  di  cui  non  possono,
  purtroppo, fare a meno». (1386)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari, premesso che il comparto  cerealicolo,  da
  sempre fiore all'occhiello dell'agricoltura siciliana, negli ultimi
  anni  ha  subito  un  forte arresto, a causa  della  crisi  che  ha
  investito  tutto  il settore agricolo, con serie ripercussioni  sia
  sulla produzione che sulle vendite;

   considerato che:

   il  prezzo  del grano duro siciliano, seppur in lieve crescita,  è
  ancora  oggi  nettamente  al  di  sotto  degli  attuali  costi   di
  produzione e inferiore al prezzo praticato negli altri Paesi;

   la crescita del prezzo del grano, registrata negli ultimi mesi,  è
  principalmente  legata  alla distruzione per  incendi  di  parecchi
  ettari di coltivazioni in Russia e al calo del raccolto in Ucraina,
  Kazakistan e Canada;

   preso atto che:

   il  drastico  calo della produzione cerealicola russa  rischia  di
  avere gravissime ripercussioni sull'allevamento del bestiame, vista
  la  scarsa  reperibilità di mangimi, oltre che sulla produzione  di
  latte e di latticini;

   la  crisi  agro-cerealicola che ha investito la  Repubblica  russa
  potrebbe protrarsi per tutto il 2011;

   visto che:

   per  contrastare  gli effetti devastanti, derivanti  dalla  scarsa
  produzione di grano, la Russia sarà costretta ad iniziare una nuova
  fase  della sua economia, cioè quella dell'importazione di prodotti
  cerealicoli;

   il   Ministero  dell'agricoltura  kazako  ha  già  dichiarato   la
  disponibilità del suo Paese ad esportare ingenti quantità di  grano
  verso  la  Russia,  al fine di soddisfare le necessità  dell'intero
  Paese;

   accertato che:

   un  ritorno,  da  parte  della Russia, a un disastroso  import  di
  stampo  sovietico potrebbe generare un forte rialzo dei  prezzi  in
  tutti i continenti, con effetti sul commercio internazionale e  sui
  prezzi delle materie prime agricole;

   l'eccessivo  rialzo  delle quotazioni  del  grano  legato  ad  una
  eccessiva   richiesta   di  risorse  dalla   Russia   provocherebbe
  inevitabili speculazioni anche sul territorio italiano;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente e necessario  adoperarsi  al  fine  di
  attuare  politiche  in grado di accorciare la  filiera  cerealicola
  siciliana,  che  rappresenta l'anello  di  forza  della  produzione
  nazionale,   e  conferire  al  mondo  agricolo  italiano,   ed   in
  particolare  siciliano, una maggiore contrattualità  necessaria  ed
  indispensabile  a  fronteggiare  le  inevitabili  speculazioni  che
  deriveranno  dalla massiccia importazione di grano che venga  messo
  in atto dalla Russia;

   se  non  ritengano utile ed indispensabile attivare  una  positiva
  politica  di avvicinamento fra i produttori del grano  e  i  fornai
  siciliani al, fine di calmierare il prezzo del pane». (1387)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore agricolo, ciclicamente, ha da sempre caratterizzato il
  Mezzogiorno, influenzandone l'economia e determinandone la crescita
  e le crisi;

   ad   oggi,   nonostante   la  crisi  incalzante   e   consolidata,
  l'agricoltura  continua  a  rappresentare  uno  dei  settori-traino
  dell'economia del Mezzogiorno;

   considerato che:

   una delle cause principali della crisi del mercato agricolo locale
  è  la concorrenza, spesso sleale, innescata dall'arrivo, sempre più
  massiccio, di prodotti agricoli dall'estero;

   uno  dei  prodotti  che maggiormente sta subendo  una  concorrenza
  sleale è il pomodoro San Marzano siciliano, a causa dell'incremento
  di importazione di pomodori dalla Cina, cresciuta del 272 per cento
  negli ultimi 10 anni;

   accertato  che  il  più delle volte il prodotto proveniente  dalla
  Cina  non  solo risulta essere qualitativamente inferiore a  quello
  italiano,  ma  rappresenta un rischio concreto per  la  salute  dei
  consumatori,  così come è stato più volte accertato  dai  sequestri
  avvenuti;

   visto che:

   spesso,  il  prodotto cinese, una volta trasformato dalle  aziende
  italiane  in conserva, finisce per essere spacciato come  'made  in
  Italy',  considerato che la normativa europea impone  l'indicazione
  solamente del luogo di confezionamento del prodotto e non quello di
  coltivazione;

   un  utilizzo  così massiccio di prodotto estero, più  del  15  per
  cento  di  tutta la produzione nazionale, provoca una  impazzimento
  del  mercato nazionale e con gravissimi e non riparabili danni alle
  aziende agricole siciliane;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente e indispensabile adoperarsi al fine  di
  individuare  misure  capaci  di regolare  l'ingresso  selvaggio  di
  prodotti   agroalimentari  dall'estero,  ed  in   particolare   dal
  continente asiatico, al fine di salvaguardare la produzione  locale
  e i produttori agricoli siciliani;

   se  non  ritengano  indispensabile e  improcrastinabile  applicare
  misure  di  salvaguardia dei prodotti agricoli 'made in Italy',  in
  modo da mettere fine ad una concorrenza di mercato che si fa sempre
  più sleale, a danno dei produttori siciliani». (1388)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nel 2009 i parti in Sicilia sono stati 48.364;

   su  48.364 parti registrati nell'Isola nel 2009, solo 21.884  sono
  avvenuti in maniera spontanea, cioè con parto vaginale, mentre  ben
  24.024, oltre il 50%, sono avvenuti, in sala operatoria, con taglio
  cesareo;

   considerato che:

   il  parto cesareo è sempre più spesso una scelta riconducibile non
  soltanto  alla  paura  delle  neomamme  di  partorire  in   maniera
  spontanea,  ma  anche alla scarsa e spesso assente informazione  da
  parte delle strutture sanitarie;

   la tendenza sopra descritta si registra in quasi tutte le province
  siciliane,  a  partire  da Palermo, Catania,  Siracusa,  Trapani  e
  Messina,  dove il numero dei parti cesarei supera, e di  molto,  il
  numero dei parti spontanei;

   il  numero  di parti cesarei registrato negli ospedali è  di  gran
  lunga inferiore a quello registrato nelle case di cura private;

   il  parto, dovrebbe essere un evento il più possibile spontaneo  e
  naturale e non invece un azione violenta a danno delle donne;

   visto che:

   il  Ministro della salute ha per primo denunciato questo fenomeno,
  condannando  duramente chiunque pensi di poter lucrare nel  settore
  delicato della sanità, inducendo le pazienti alla scelta del  parto
  cesareo, ben più remunerato del parto spontaneo;

   i  dati ad oggi registrati, oltre a non lasciar intravedere  alcun
  calo,   ma  piuttosto  una  sensibile  e  continua  crescita,   non
  permettono  di escludere del tutto un legame tra il numero  elevato
  di parti chirurgici e la volontà di qualche soggetto di fare lucro;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine  di  attuare  misure  concrete e  capaci  di  mettere  fine  a
  eventuali  speculazioni da parte di operatori  sanitari  privati  o
  pubblici  ed  avviare una politica di comunicazione ed informazione
  che  possa  condurre le neomamme ad una scelta di  parto  matura  e
  consapevole». (1389)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore  agricolo,  ed  in  particolare  la  coltivazione  del
  pomodoro  Pachino  IGP,  ha da sempre caratterizzato  la  città  di
  Pachino   (SR),  influenzandone  l'economia  e  determinandone   la
  crescita;

   ad  oggi,  il  pomodoro  di  Pachino è un prodotto  ortofrutticolo
  conosciuto ed esportato in tutto il mondo;

   considerato che:

   negli ultimi anni, si è registrata una crisi crescente del sistema
  produttivo agricolo pachinese;

   la   crescente  crisi  del  comparto  agricolo  ha  innescato   un
  progressivo  quanto  inarrestabile declino dell'economia  pachinese
  con    forti   e   negative   ripercussioni   sull'intera    classe
  imprenditoriale agricola locale;

   accertato  che  nei  prossimi  anni  la  situazione,  destinata  a
  peggiorare  in assenza di provvedimenti, interesserà  oltre  12.000
  famiglie  legate  al  comparto e ben 1.500 aziende  con  all'attivo
  oltre 5.000 dipendenti fra fissi e stagionali;

   visto che:

   negli    ultimi   anni,   a   poco   sono   serviti   gli   sforzi
  dell'amministrazione  locale  e del  consorzio  IGP,  costantemente
  impegnati a promuovere l'agricoltura locale ed i suoi prodotti;

   neanche  in  occasione  della seconda  edizione  della  festa  del
  pomodoro Pachino, che si è svolta poche settimane fa, si è riusciti
  a dare forza ad un settore che appare sempre più in discesa;

   per  sapere  se  non ritengano urgente e necessario adoperarsi  al
  fine  di  individuare misure capaci di arrestare la  crisi  che  in
  questi  anni attanaglia il settore agricolo pachinese e  sviluppare
  un  piano capace di rilanciare il pomodoro di Pachino, icona  della
  produzione agricola siracusana». (1390)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che,  con  apposito  decreto,  l'Assessorato  Salute   ha
  provveduto  alla  ripartizione dei posti letto per la  rianimazione
  negli ospedali delle province siciliane;

   considerato che:

   la  provincia  di  Siracusa è stata ancora  una  volta  fortemente
  penalizzata dall'azione del Governo regionale;

   l'ospedale  unico di Avola e di Noto (SR) è stato fra  i  maggiori
  colpiti  dalla riforma sanitaria siciliana, tanto è vero che  nello
  stabilimento del Di Maria di Avola, ad oggi, nonostante le numerose
  promesse e assicurazioni, non è stata ancora autorizzata l'apertura
  del reparto di rianimazione;

   il  reparto  di  rianimazione all'interno dell'ospedale  unico  di
  Avola e di Noto rappresenta, oggi, un supporto indispensabile e non
  surrogabile per fronteggiare le emergenze sanitarie della provincia
  di Siracusa e in modo particolare della zona sud;

   visto  che,  allo stato attuale, nella provincia  di  Siracusa  si
  registra  la  presenza di soli 8 posti letto per  la  rianimazione,
  cioè uno ogni 50 mila abitanti, del tutto insufficienti a garantire
  un adeguato ed equo diritto alla salute;

   in  altre province similari dell'Isola come Ragusa, Caltanissetta,
  Agrigento, Trapani ed Enna, si registrano da un minimo di 12  posti
  letto  ad  un massimo di 22 posti letto, con un rapporto  di  molto
  superiore a quello della provincia di Siracusa e che di conseguenza
  il diritto alla salute appare maggiormente garantito;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario e  urgente  intervenire
  rivedendo   la   distribuzione  dei  posti  letto  provvedendo   al
  riconoscimento    del    reparto   di   rianimazione    all'interno
  dell'ospedale unico Avola-Noto, ed in particolare all'interno dello
  stabilimento  del  Di  Maria,  al  fine  di  garantire  equità   di
  trattamento  in  tutte  le  province  siciliane  nel  diritto  alla
  salute». (1391)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione  professionale, premesso che l'istituto  omnicomprensivo
  di  Favignana  (TP) è costituito da cinque plessi  che  comprendono
  anche le frazioni di Levanzo e Marettimo;

   considerato che:

   l'istituto, come lamentato dall'assessore del comune di  Favignana
  e dal suo sindaco, è a corto di collaboratori scolastici;

   questa  grave  assenza  non  consentirebbe  lo  svolgimento  delle
  regolari pulizie e della vigilanza nei cinque plessi dell'istituto;

   se  la  sostituzione di un bidello risulta semplice in una  scuola
  sita  in  terra ferma, dove basta la nomina del supplente da  parte
  del  dirigente  scolastico,  ciò non è altrettanto  semplice  nelle
  piccole  isole, dove bisogna fare i conti con la disponibilità  dei
  collegamenti marittimi;

   accertato che:

   alla   carenza   di   bidelli   nell'istituto,   si   associa   il
  riconoscimento a Marettimo di una sola pluriclasse  di  14  alunni,
  con  tutti  i disagi dovuti alla presenza in classe di bambini  che
  vanno dalla prima classe alla quinta;

   a  Levanzo,  gli  unici due alunni iscritti saranno  costretti  ad
  iscriversi a Trapani, imponendo il trasferimento dei genitori;

   visto che:

   l'assenza  di  bidelli  non  consentirebbe  una  regolare  pulizia
  dell'istituto,  costringendo  gli  alunni  a  frequentare  ambienti
  sporchi  o  obbligando  il dirigente scolastico  a  predisporre  la
  temporanea  e  saltuaria chiusura dell'istituto con  ingenti  danni
  sulla formazione dei ragazzi;

   l'attivazione  di una sola pluralità a Marittimo  comporterà  seri
  problemi     all'insegnate,    costretta    a    dover     svolgere
  contemporaneamente  cinque  programmi  diversi,  cosa   non   certo
  semplice  da  gestire  e  che si ripercuoterà  inevitabilmente  sul
  rendimento degli alunni;

   per  sapere  se non ritengano urgente e necessario intervenire  al
  fine  di  assicurare a tutti i cittadini uguali diritti e  tutelare
  un'area  geografica di grande importanza che, se  viene  a  perdere
  anche   la   scuola,  difficilmente  riuscirà  a   salvarsi   dallo
  spopolamento e dall'abbandono». (1392)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   nella notte del 12 settembre 2010, alle ore 22.00, nel Golfo della
  Sirte, a circa 30 miglia dalle coste libiche, il motopesca 'Ariete'
  della  marineria di Mazara del Vallo (TP) è stato fatto oggetto  di
  ripetute raffiche di mitraglia da parte di una motovedetta libica;

   questo  mitragliamento è l'ennesimo episodio di una lunga 'guerra'
  che si combatte tra i pescatori mazaresi e la Libia;

   il   Presidente  libico  si  ostina  a  rivendicare   la   propria
  giurisdizione all'interno del Golfo della Sirte, ben oltre, quindi,
  il limite di 12 miglia dalle acque territoriali sancito dal diritto
  internazionale, che può essere esteso fino ad un'area  contigua  di
  24 miglia;

   considerato che:

   il  grave  episodio avrebbe potuto provocare una  strage,  se  non
  fosse   stato   per   la  prontezza  degli  uomini  dell'equipaggio
  dell''Ariete' che si sono sdraiati a terra per schivare le raffiche
  sparate ad altezza d'uomo;

   il  diritto  internazionale prevede la possibilità di  un'area  di
  'sfruttamento  economico' fino a 200 miglia dalle coste,  che  deve
  però essere riconosciuta dalla Comunità internazionale;

   tale area però non è mai stata riconosciuta alla Libia;

   tenuto conto che:

   la   vicenda  assume  una  connotazione  più  grave  perché  sulla
  motovedetta  libica  erano presenti, durante il  mitragliamento,  6
  militari  italiani  della  Guardia  di  finanza  con  mansioni   di
  consulenti  ed osservatori e che la motovedetta che  ha  aperto  il
  fuoco  è  una delle 6 navi donate dall'Italia alla Libia in seguito
  all'accordo,  tra  i  due  Paesi,  per  combattere  l'immigrazione,
  sottoscritto  nel  2007  dal  Governo Prodi  e  poi  integrato  dal
  Ministro Maroni nel 2009;

   pare   che   tale  accordo  non  preveda,  neppure  marginalmente,
  soluzioni  per risolvere, definitivamente, l'annosa 'querelle'  tra
  la  marineria italiana e la Libia, fatto che costituisce una 'grave
  dimenticanza';

   per sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire presso i
  Ministri   competenti  per  definire  e  risolvere  questo   antico
  contenzioso,  al fine di prevenire e scongiurare altri  episodi  di
  questo  tipo  che  potrebbero  provocare  irrimediabili  tragedie».
  (1393)

                                                 POGLIESE - VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione  professionale e all'Assessore per l'economia,  premesso
  che:

   la Corte dei conti ha sollevato numerosi rilievi sulle modalità di
  finanziamento  agli  enti,  bloccando  quindi  diversi   bandi   di
  assegnazioni dei fondi comunitari;

   tale situazione, di fatto, rende inutilizzati i fondi comunitari;

   il  mancato utilizzo ed il mancato impegno delle somme comunitarie
  entro il mese di dicembre 2010 provocherà la restituzione dei fondi
  alla Comunità europea;

   considerato che:

   si  tratta  di  rilevanti risorse finanziarie  necessarie  per  lo
  sviluppo economico ed occupazionale della Sicilia;

   in  questo  delicato  momento di crisi  economica  la  perdita  di
  risorse  ingenti  determina  un  gravissimo  danno  al  territorio,
  facendo  venire  meno  importanti mezzi  e  strumenti  di  sostegno
  all'economia;

   considerato,  altresì,  che i fondi comunitari,  alla  luce  delle
  riduzioni  delle risorse nazionali, rappresentano  per  la  Regione
  siciliana  l'unica  risorsa  finanziaria  utile  e  necessaria  per
  avviare   azioni   di   sostegno  e  di   aiuto   all'economia   ed
  all'occupazione;

   ritenuto che:

   appare indispensabile evitare la perdita dei fondi comunitari;

   alla  luce delle riserve della Corte dei conti in merito ad alcuni
  bandi  regionali  nel  settore  della formazione  è  indispensabile
  salvaguardare  le risorse per garantire la creazione  di  immediata
  occupazione;

   per  sapere quali provvedimenti intendano adottare per evitare  la
  restituzione dei fondi comunitari». (1394)

                                        CAPUTO - POGLIESE - VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la società 'Acque potabili siciliane' è la società che gestisce il
  servizio  idrico  integrato della maggior parte  dei  comuni  della
  provincia di Palermo;

   lo  scorso  mese  di  luglio il consiglio  di  amministrazione  ha
  deliberato la messa in liquidazione della società;

   considerato che:

   tale situazione potrebbe arrecare grave pregiudizio all'efficienza
  di un servizio pubblico con grave nocumento per la cittadinanza;

   è necessario garantire il mantenimento dei livelli occupazionali;

   ritenuto  che la cessazione della società compromette l'erogazione
  di un importante servizio pubblico;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano  o intendano  adottare  per  evitare
  pericoli di interruzione o di sospensione del servizio in danno dei
  cittadini;

   le  modalità  di gestione del servizio a seguito della  cessazione
  della società;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  salvaguardare  i livelli occupazionali ed evitare la  creazione  di
  altri nuovi disoccupati». (1375)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE.  Avverto che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, in data 17 settembre  2010,  è  stata
  presentata la mozione numero 215  Revoca dell'adozione  del  Piano
  paesaggistico   della  Provincia  regionale  di   Ragusa ,   degli
  onorevoli Ragusa, Maira, Cordaro, Gianni, Cascio Salvatore,  Dina,
  Fagone e Caronia.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  è stato firmato il decreto di adozione  del  Piano
  paesaggistico della Provincia regionale di Ragusa;

   tenuto  conto che moltissimi rappresentanti del territorio  ibleo
  contestano  il metodo utilizzato e la mancanza di confronto  e  di
  concertazione;

   preso  atto  che  il piano presentato non ha tenuto  conto  delle
  attività  che  insistono sul territorio e  del  relativo  sviluppo
  strategico,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  nel  più  breve  tempo  possibile  per  la  revoca
  dell'adozione del Piano paesaggistico della Provincia regionale di
  Ragusa». (215)

           RAGUSA-MAIRA-CORDARO-GIANNI-CASCIO S.-DINA-FAGONE-CARONIA

   Avverto  che  la  stessa sarà posta all'ordine del  giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 214

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento  del  testo,
  il  titolo  della mozione n. 214 dell'onorevole Caputo  ed  altri,
  annunziata  nella  seduta  n. 195 del  14  settembre  2010,  è  il
  seguente:  Istituzione di una Commissione parlamentare di indagine
  sulla  gestione  e  sull'utilizzo dei fondi  comunitari  del   POR
  2000/2006 e 2007/2013 .
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota pervenuta  alla  Segreteria
  generale  il  15 settembre 2010 e protocollata al n. 7394/Aula  Pg
  del  17  settembre successivo, l'onorevole Mario  Parlavecchio  ha
  dichiarato,  ai  sensi  dell'articolo 23 del  Regolamento  interno
  dell'ARS, di aderire al Gruppo parlamentare  UDC'.
   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato  dagli  onorevoli
  Cracolici e Musotto l'ordine del giorno n. 397  Promulgazione, con
  l'omissione  delle  parti  impugnate, della  delibera  legislativa
  recante  Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali e
  per la prevenzione del randagismo. Interventi in favore dei comuni
  in crisi finanziaria'  (disegno di legge nn. 336-338/A).
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996,  ha  ribadito il principio che la promulgazione parziale  di
  una   legge  da  parte  del  Presidente  della  Regione  ha   come
  conseguenza  la  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione
  Presidente,  provocando  la caducazione  di  tutte  le  norme  non
  promulgate;

   considerato che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative, ma
  anche  con  atti  di  indirizzo  espliciti  (mozioni,  ordini  del
  giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 194 del 5 agosto
  2010,  ha  approvato il disegno di legge recante  'Interventi  per
  l'eliminazione delle carcasse di animali e per la prevenzione  del
  randagismo.  Interventi in favore dei comuni in crisi finanziaria'
  (disegno di legge nn. 336-338/A);

   la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
  in data 13 agosto 2010;

   ritenuto  che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  sia  promulgata,  sia pur parzialmente,  dal  Presidente
  della  Regione,  con  l'altra  che  discende  dall'opportunità  di
  consentire  alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
  legislativa  approvata  nella seduta n. 194  del  5  agosto  2010,
  recante 'Interventi per l'eliminazione delle carcasse di animali e
  per la prevenzione del randagismo. Interventi in favore dei comuni
  in crisi finanziaria' (disegno di legge nn. 336-338/A)».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  212   Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di
  indagine  sulla  vicenda  dell'Ente  Fiera  del  Mediterraneo   di
  Palermo ,  degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca,  Falcone  e
  Vinciullo;

   numero  213   Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di
  indagine  sulla vicenda del bene 'Verbumcaudo' di Polizzi Generosa
  (PA),   confiscato  alla  criminalità  mafiosa ,  degli  onorevoli
  Caputo, Pogliese, Buzzanca, Vinciullo e Falcone;

   numero  214   Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di
  indagine  sulla gestione e sull'utilizzo dei fondi comunitari  del
  POR  2000/2006  e  2007/2013 , degli onorevoli  Caputo,  Pogliese,
  Buzzanca, Vinciullo e Falcone.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


        Comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova
                             composizione
                         del Governo regionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni   del   Presidente   della   Regione   sulla   nuova
  composizione del Governo regionale.
   Informo  che il Presidente della Regione, onorevole Lombardo,  ha
  chiesto   una  ulteriore  ora  di  tempo  prima  di   rendere   le
  comunicazioni.
   Onorevoli colleghi, accogliendo la richiesta, sospendo la  seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 17.20 comunico, altresì, che  è
  convocata  la  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  presso il mio studio.

         (La seduta sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore
                                17.38)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova composizione
  del Governo regionale.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della
  Regione,  assessori, onorevoli colleghi, noi vorremmo questa  sera,
  ammesso  che  il  Presidente della Regione  sia  in  condizione  di
  onorare l'impegno preso nella scorsa Conferenza dei Capigruppo

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Ci tentiamo.

   CORDARO. Lo so, vediamo se ci riesce, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, il Presidente della Regione  è  qui
  e, quindi, ha già onorato l'impegno.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  la prego,  non  ho  ancora  finito.
  Ammesso che il Presidente della Regione riesca ad onorare l'impegno
  di presentare il suo Governo oggi, vorremmo avere garanzie da lei e
  dal  Presidente della Regione che, dopo l'intervento del  medesimo,
  vi  sia la possibilità di svolgere in maniera compiuta un dibattito
  d'Aula alla presenza del Presidente della Regione.
   Il  fatto  che vi siano sei illustri signori e signore  seduti  al
  banco  del Governo e che vi siano altre sei sedie vuote,  il  fatto
  ancora che alcuni assessori in carica, per quel che mi risulta fino
  a  stamattina, siano seduti da questa parte dell'Aula  -  e  faccio
  riferimento  agli  onorevoli Cimino, Leanza,  Di  Mauro,  non  vedo
  l'assessore,  o  ex  assessore,  Bufardeci  -  questo  denota  poca
  chiarezza circa la formazione o meno del nuovo Governo e,  rispetto
  a  questo,  sono  certo  che  il  presidente  Lombardo  vorrà  fare
  chiarezza nel suo intervento.
   Però,  ribadisco  un tema: l'Aula va rispettata e,  quindi,  pacta
  sunt servanda.

   RINALDI. Che c'entra questo con l'ordine dei lavori?

   CORDARO. Onorevole Rinaldi, noi chiediamo, proprio sull'ordine dei
  lavori, che il dibattito venga garantito e che non si faccia nessun
  rinvio dopo l'intervento del Presidente della Regione.
   Se  il  Presidente della Regione, per un qualsiasi motivo  di  cui
  egli è a conoscenza o potrebbe venire a conoscenza da qui a qualche
  minuto, sa già che non potrà oggi ascoltare il dibattito, si rinvia
  a  domani mattina, si rinvia a domani pomeriggio, perché credo  che
  sia  utile  e  necessario, non tanto per noi che siamo  addetti  ai
  lavori,  ma  soprattutto per chi ci ascolta  a  casa,  capire  cosa
  avviene in quest'Aula. Quindi, signor Presidente, è necessaria  una
  parola di chiarezza da subito.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro,  il  Presidente  della   Regione
  svolgerà  il  suo  intervento, alla  fine  del  quale  ci  sarà  il
  dibattito dell'Aula.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il   collega
  Cordaro  ha  fatto  una valutazione di carattere  generale.  Io  la
  condivido,  ma  la specifico: se gli onorevoli Leanza,  Cimino,  Di
  Mauro  e  Bufardeci,  in questa seduta odierna,  pomeridiana,  sono
  seduti  dalla  nostra parte è perché sono parlamentari  e,  quindi,
  dimissionari  dalla  carica di assessore,  ma  parlamentari;  hanno
  ripreso  il  loro  posto di parlamentari. Ma  non  sono  gli  unici
  dimissionari.  Non  si  sono dimessi fino ad  ora  formalmente  gli
  assessori  Russo  e  Chinnici  - gli  altri  assessori  sono  tutti
  dimissionari -, come mai siedono al banco del Governo se la  prassi
  di quest'Aula ha sempre fatto valere la presenza degli assessori in
  carica  e  l'assenza  dei  dimissionari? Il  28  dicembre  2009  al
  dibattito non fu presente l'assessore Beninati, che si era  dimesso
  il  giorno  prima e non è stato presente fisicamente al  banco  del
  Governo durante il dibattito.
   Come  mai il Governo è così composto se gli assessori qui presenti
  sono dimissionari?
   E' sicuramente, dal punto di vista formale, una scorrettezza e noi
  vorremmo che il dibattito iniziasse invece in modo corretto.

   PRESIDENTE. Onorevole Leontini, alla Presidenza dell'Assemblea non
  sono  arrivate,  al  momento,  comunicazioni  formali  relative   a
  dimissioni di assessori.
   Abbiamo appreso dall'onorevole Cimino, dall'onorevole Bufardeci  e
  dall'onorevole Leanza, spontaneamente, delle loro dimissioni; ma di
  altre dimissioni io non ho notizia. Per cui adesso l'intervento del
  Presidente della Regione ci chiarirà tutto il resto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Comunicazioni   del   Presidente   della   Regione   sulla   nuova
  composizione del Governo regionale

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Presidente  della
  Regione.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, intanto  la
  ringrazio  e  ringrazio  l'Aula per  l'attenzione.  Devo  dire  che
  partecipai,  come  lei  ben  sa  perché  la  presiedeva,  a  quella
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di una  settimana
  fa,  nella quale si fissò questa data perché io relazionassi su  un
  programma  di  rilancio  dell'attività  di  Governo  e  comunicassi
  all'Aula, non a cose fatte, bensì comunicassi direttamente all'Aula
  i  nomi  degli Assessori che comporranno questa Giunta. In  verità,
  sarà che l'ho letto sulla stampa - non vorrei sbagliarmi, credo che
  si  fosse  detto nel suo studio martedì scorso - ma, da  un  canto,
  pensavo che il dibattito dovesse iniziare domani, da qualche  parte
  certamente ho letto che sarebbe stato rinviato al 28 settembre.  Ho
  letto male?
   Fatto sta che se l'Aula deve esaurire stasera il dibattito, perché
  forse ci saranno degli impegni importanti domani, e dovrà esaurirlo
  a tutti i costi, allora, scusatemi, siccome - ripeto - io ricordavo
  che  il dibattito avrebbe dovuto iniziare domani, poi ho letto  del
  28  settembre,  io sono pronto anche ad iniziarlo  stasera,  signor
  Presidente  e  onorevoli deputati. Vi dico solo che ho  bisogno  di
  un'ora di tempo, dopo di che riprendiamo tranquillamente perché non
  vorrei  perdermi nessuno degli interventi che seguiranno  alla  mia
  relazione.
   Quindi,  se  lei, signor Presidente, ci comunicherà, a conclusione
  del  mio  intervento,  quali  sono le  sue  determinazioni,  io  ne
  prenderò atto per potermi regolare di conseguenza. Però non  credo,
  ripeto,  di  essermi impegnato ad essere qua per il dibattito.  Per
  carità,  può darsi che ricordo male, ma ho letto del 28 e ho  letto
  di  domani.  Ma  in  ogni  caso, dopo un'ora  o  tre  quarti  d'ora
  riprendiamo e si esaurisce tutto in nottata, se la gran  parte  dei
  deputati,  come  mi  pare  di  capire per  come  si  sono  espressi
  attraverso  i loro capigruppo, avessero degli impegni domani,  come
  in effetti li abbiamo tutti.
   Dopodiché,    comprendo   come   gli   altri   l'attenzione,    la
  consapevolezza  che  è  diffusa, non  soltanto  in  Sicilia,  e  lo
  testimoniano,  oltre le tante autorevoli presenze di ospiti,  tanti
  esponenti  dei mezzi di comunicazione presenti per l'importanza  di
  questo  momento politico che stiamo vivendo e che -  sarà  successo
  tante altre volte in Sicilia - credo che noi stiamo determinando.
   In questo momento, in questo passaggio, come nei precedenti per la
  verità - ce ne sono stati diversi di passaggi e di momenti delicati
  ed  importanti in questi due anni e mezzo, che mi vedono da  quando
  sono  stato  in tal senso impegnato dai Siciliani quale  Presidente
  della  Regione, due anni e mezzo molto interessanti,  indubbiamente
  un'esperienza  esaltante quanto faticosa e sofferta  -,  in  questi
  momenti  importanti,  signor Presidente  e  onorevoli  colleghi,  a
  guidare  le  mie  scelte e quelle del Governo  che  presiedo  e  ho
  presieduto,  io  ho  avuto una sola bussola, quella  dell'autonomia
  speciale, quella dell'interesse esclusivo e costante della  Sicilia
  che mi sono sforzato - tra limiti ed errori - di perseguire.
   Quella  dell'autonomia, dalle nostre parti, è una formula abusata.
  La  sentiamo proclamare nei grandi discorsi, la sentiamo proclamare
  in questa Aula e nei dibattiti, anche perché il termine  autonomia'
  ha  una  assonanza perfetta con lo Statuto autonomistico e  con  la
  nostra  tradizione storica. Ma è una autonomia - lo  abbiamo  detto
  tante volte - che quasi mai è stata appieno attuata.
   Mi  sono  permesso  di  farvi omaggio di  una  ricerca  su  quella
  esperienza storica, salvo quella parentesi temporale. Anche  allora
  ricorderà chi, come me o più di me, allora aveva qualche  anno  per
  ricordare - credo in pochi, per la verità, tra i presenti,  rischio
  di  assumere il ruolo di decano tra di voi -, era il 1958.  Fu  una
  esperienza esecrata, ripudiata e letteralmente scomunicata;  quella
  formula  dell'autonomia fu sacrificata, ieri  e  oggi,  sull'altare
  delle fedeltà romane e delle rendite derivanti dall'antico mestiere
  dell'ascaro;  fu  calpestata all'insegna poi,  giorno  per  giorno,
  della  frenesia  del  fare,  dello  spendere,  dell'assumere,   del
  concedere e del governare per governare.
   La  vera autonomia, per me, in questi due anni  e mezzo, da quando
  ho  imboccato certamente una strada diversa, sofferta  e  faticosa,
  come la definivo poco fa, ma altrettanto esaltante, è stata libertà
  di  guardare  impietosamente la realtà per com'è  -  certo,  da  un
  osservatorio molto diverso da quello che avevo fino a  due  anni  e
  mezzo fa, un osservatorio straordinario e privilegiato quale quello
  della  Presidenza della Regione - per riconoscere i  nostri  stessi
  errori - l'ho sempre detto - per criticarci, per chiedere scusa; ma
  questa   autonomia di giudizio, di analisi, ci consente di guardare
  la  realtà per com'è, di esprimere la determinazione di cambiare  a
  qualunque costo.
   La  realtà  -  per  quanto più direttamente ci compete  -  di  una
  macchina regionale dai bilanci esausti, dai mille sprechi, incapace
  di dare risposte rapide e certe; la realtà di una sanità, assessore
  Russo,  ieri  costosissima e al tempo stesso affetta dal  più  alto
  tasso  di  fuga  dei nostri cittadini in cerca di  salute;  di  una
  Terra, forse la più fertile e la più ricca di risorse, ma anche  la
  più  povera  di benessere e di lavoro perché, non certo  in  questi
  ultimi 20-30 anni ma molti, molti di più, abbiamo consegnato - o ce
  le  siamo  fatte strappare - le chiavi della nostra  vita  e  della
  nostra  speranza accontentandosi, i pochi privilegiati, del piccolo
  premio che poteva spettare a loro.
   Ed  è  stato uno sfruttamento ininterrotto di tutto: dalle foreste
  al  grano, dal sale al petrolio, dall'aria al vento, dall'acqua  al
  sudore della fronte.
   Autonomia  ha  significato - e mi auguro  significherà  -  tentare
  almeno  e  riuscire, perché no, a voltare pagina, a  rimpossessarci
  della  nostra  terra  e del nostro futuro,  a  pensare  da  noi,  a
  progettare  noi lo sviluppo tra mille ostacoli, tra un  milione  di
  difficoltà, a costruirlo con le nostre mani.
   Lo  so  che  non  ci  siamo abituati, i più provano  un  senso  di
  vertigine  quando  si  tratta di cominciare a  guidare  noi  questa
  autovettura;  ma  credo che stiamo tentando di  farlo,  abbiamo  il
  dovere di farlo.
   Governati  da  fuori  - e questo è il contrario  dell'autonomia  -
  paghiamo il più grave divario di qualunque Paese europeo; governati
  da chi ci impone il sacrificio di un'ultima manovra finanziaria che
  a  noi costa, solo a noi, un miliardo di euro e che, mese per mese,
  da  luglio  ad agosto ad esempio, brucia 16 miliardi  di  euro  del
  debito pubblico che cresce, e assiste, questo Governo che ci impone
  questa  manovra che di buono - dovevamo accontentarci - ha  portato
  quale  beneficio,  per il quale abbiamo dovuto  ringraziare  e  non
  solo,  la  proroga per una vita dignitosa di 22 mila 500 persone  e
  altrettante, più o meno, famiglie.
   E assiste questo Governo al declino del nostro Paese, di un'Italia
  rassegnata a patire i conflitti di un bipolarismo personalizzato  e
  paralizzante, che annichilisce coscienze e intelligenze.
   Autonomia  vuol  dire  superare e, mi  auguro,  archiviare  quella
  logica  degli  schieramenti, almeno per me ha  significato  questo,
  dalla  quale  negli  ultimi sedici anni non è venuto  gran  che  di
  buono,  e cominciare a lavorare per uno schieramento che io ritengo
  il migliore, forse l'unico: lo schieramento della Sicilia.
   I  benpensanti, le anime candide del bipolarismo a tutti i  costi,
  che  pure  è  stato fallimentare, si scandalizzano - e lo  leggiamo
  sulla stampa, lo sentiremo - per ribaltoni e trasformismi.
   Trasformista  e  ribaltonista  è chi  ha  lasciato  maggioranza  e
  programma  di  risanamento della Sicilia che un Presidente,  eletto
  direttamente  dalla  gente e scrivendolo nero  su  bianco  nel  suo
  programma, interpreta e realizza su mandato degli elettori

                  (interruzioni dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non interrompiamo  il  Presidente
  della Regione.

   LOMBARDO, presidente della Regione. E' un momento importante, è un
  momento di svolta. Comprendo il nervosismo.

   CORDARO. Ma che momento importante  Presidente, la smetta

   LOMBARDO,  presidente  della  Regione.  Comprendo  il  nervosismo,
  comprendo anche questa importante ultima ulteriore conversione solo
  formale  e,  comunque, indubbiamente la possibilità  di  completare
  questo mio fastidioso intervento. E devo dire, quindi, il dovere di
  risanare e di riformare. Chi è ribaltonista? E' ribaltonista

      (si verificano numerose e continue interruzioni dai banchi
                              di destra)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo  chiesto  al  Presidente
  della  Regione di riferire in Aula. Lasciate parlare il  Presidente
  della Regione, poi avrete la possibilità di parlare.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Riprendo  il  mio  intervento
  dopo  questa folcloristica interruzione con il suo permesso, signor
  Presidente, e nonostante il disturbo di taluni.
   A  proposito  di  ribaltonismo occorre ricordare la  controriforma
  sanitaria  presentata dal capogruppo del PDL  contro  la  legge  di
  Massimo Russo

                  (interruzioni dai banchi di destra)

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Signor Presidente,  lasciate
  disturbare chi si assume questa brillante responsabilità

   PRESIDENTE.  Colleghi, se non riusciamo a mantenere un  clima  più
  sereno, dovrò sospendere l'Aula. Quindi vi invito  .

                    (proteste dai banchi di destra)

   LOMBARDO, presidente della Regione. Non vogliono questo  i  nostri
  amici

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  avrete   la   possibilità   di
  intervenire in coda all'intervento del Presidente della Regione.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  io  mi
  accorgo  di questa reazione folcloristica, anche se, per la verità,
  poi  non  so a che cosa serve, forse a dimostrare che si interrompe
  l'intervento del Presidente, il quale riprende con grande  serenità
  da  dove  ha lasciato e senza chiedere neppure il recupero,  perché
  non credo che ci siano limiti di tempo.
   Chiediamo ai siciliani chi è ribaltonista: l'assessore Russo,  che
  presenta un disegno di legge in omaggio ad un piano di rientro  per
  riformare  e  riportare  sul  binario  della  correttezza  e  della
  legalità il nostro sistema sanitario, o voi e il capogruppo del PDL
  che ha presentato una controriforma

                  (interruzioni dai banchi di destra)

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Chi è? Chi è? Certo  che  poi
  l'avete votata  Ma certo, ma bravi, ma bravi

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, invito i deputati a mantenere  un
  comportamento  più  sobrio. Onorevole Presidente,  lei  si  rivolga
  all'intera Aula.

   LEONTINI. Il Presidente della Regione  non ci deve insultare

   CORDARO. E' una provocazione continua

   PRESIDENTE. Onorevole Leontini  Onorevole Cordaro
   Onorevole Presidente della Regione, la invito a parlare con  tutta
  l'Aula,  non  si  rivolga soltanto ad una parte,  parli  con  tutta
  l'Aula.  Molto di quello che succederà in Aula dipenderà anche  dai
  toni  che  lei  userà. Io la posso aiutare quanto più  possibile  a
  mantenere bassi i toni della seduta, però mi aiuti anche lei.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  io  parlo
  più  agevolmente  con tutta l'Aula, anche perché,  avvalendomi  del
  sistema  di  amplificazione,  credo  che  mi  senta  tutta  l'Aula,
  naturalmente se non vengo interrotto. In caso contrario, non  posso
  parlare con alcuno.
   Quindi, mi chiedevo, molto pacatamente, se ribaltonista è un piano
  di  risanamento  della  sanità contenuto in  un  disegno  di  legge
  presentato  da  questo Governo, in omaggio ad un piano  di  rientro
  concordato con lo Stato

   BENINATI. Basta, basta,  signor Presidente. C'è un limite

   LOMBARDO,  presidente della Regione. A maggior ragione, a  maggior
  ragione

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la richiamo all'ordine.

   DINA. L'abbiamo votata anche noi la riforma

             (continue interruzioni  dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caputo  Onorevole Cordaro,  il  Presidente
  della   Regione  sta  facendo  dichiarazioni  politiche,  non   sta
  insultando,  per  cui non c'è motivo di assumere un  atteggiamento,
  per così dire, aggressivo.
   Avrete  la  possibilità  dopo di intervenire  e  dire  quello  che
  vorrete a difesa delle vostre tesi.
   Onorevole  Colianni,  dia  una mano anche  lei,  prego.  Onorevole
  Formica, onorevole Leontini, vi invito alla calma.
   Onorevole Presidente, ha facoltà di parlare.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  mi rendo conto che raccontare i fatti e la storia  della
  nostra  riforma  sanitaria viene vissuto come una  provocazione  da
  taluno  qua dentro e questo, devo dirvi, mi rammarica, mi rammarica
  sinceramente.
   Quella riforma sanitaria che ci ha consentito

   BENINATI. Sta provocando...

   FORMICA. Noi l'abbiamo votata. Diciamo la verità

   PRESIDENTE.   Onorevole  Formica,  lei  avrà  la  possibilità   di
  intervenire. Onorevole Formica, la richiamo all'ordine, lei avrà la
  possibilità di intervenire dopo il Presidente della Regione.
   Se continuiamo così sarò costretto a sospendere la seduta.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Disdicevole, disdicevole.

   BENINATI. Sono tutte bugie

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Ma le bugie sono  quelle  che
  cercate di imporre col chiasso e la violenza, ma non ci riuscirete,
  assolutamente. Vedete, io ho cominciato a rappresentare una piccola
  minoranza molto civile, gli studenti universitari

   CORDARO. Ma sia serio

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Guardi, non  mi  richiami  al
  senso  di  serietà  perché lei non ne ha i titoli  né  politici  né
  morali. E non mi interrompa, non mi interrompa.

       (reiterate interruzioni e proteste  dai banchi di destra)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.07, è ripresa alle ore 18.17)

   La seduta è ripresa.
   Ha  facoltà  di  parlare  il Presidente della  Regione,  onorevole
  Lombardo.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  non avevo richiamato il voto finale sul  disegno  di
  legge di riforma sanitaria, non ho detto  lei ha votato a favore  o
   un altro ha votato contro . Ho semplicemente detto che dinanzi  al
  disegno di legge di riforma, coerente con quel piano di rientro che
  era stato congegnato nel corso della scorsa legislatura - assessore
  per  la  sanità  era,  ha  fatto bene a ricordarlo,  il  professore
  Lagalla - si vedeva contrapposto un altro disegno di legge, recante
  come prima firma quella del capogruppo del PDL.
   Il  che  è  anomalo, e non è una provocazione ricordarlo.  Sarebbe
  come se un ministro del Governo nazionale presentasse un disegno di
  legge:   per   esempio,   il   ministro   della   giustizia   sulle
  intercettazioni,  e il capogruppo di un partito  alleato,  come  la
  Lega,  presentasse  un  contro disegno di  legge,  una  riforma  in
  materia   di  intercettazioni  diversa,  non  dico  necessariamente
  contraria.
   Questa  è la realtà, ed è la verità: é stato quello uno dei  primi
  punti e momenti di divaricazione all'interno della maggioranza.

   Poi  c'è  stato, non dimentichiamolo, un voto quasi  casuale,  per
  nulla casuale, che interferiva sul sistema dei rifiuti per come era
  stato  congegnato,  niente  di  male, in  particolare  l'abolizione
  dell'Agenzia  regionale per l'acqua e per i rifiuti e le  politiche
  della  Giunta  e  del  Governo che, pian   piano,  progressivamente
  rimettevano  in  discussione quel piano che era  incentrato  su  un
  sistema  di termovalorizzazione,  sovradimensionato  rispetto  alla
  stessa  produzione  di rifiuti in Sicilia che,  in  ogni  caso,  si
  sarebbe  chiuso  a  scapito  delle  casse  della  Regione  con   un
  risarcimento  per le ditte, più o meno aggiudicatarie  di  gare  di
  sospetta  legittimità,  con  un risarcimento  di  trecentoventinove
  milioni di euro.
   Anche  lì  c'è  stato  un  altro momento di  rottura.  Nessuno  ha
  ribaltato niente.
   Cosa  avrebbe  dovuto  fare il Presidente, e il  Governo?  Avrebbe
  dovuto  mediare?  Accomodare? Fare un passo  indietro?  Conciliare?
  Avrebbe  dovuto,  magari, lasciare tal quale un sistema  sanitario,
  ricercando  e  trovando  con  un Governo  nazionale  amico  vie  di
  accomodamento  che  non ci avrebbero consentito  di  riformare,  di
  risparmiare e di migliorare alcunché?
   E'  stata lì la divaricazione. Nessuno ha messo fuori nessuno. Non
  voglio  neppure  ricordare,  non ci vuole  tanto,  quel  voto,  più
  simbolico  che altro, sul documento di programmazione  economica  e
  finanziaria  del  Governo; il quale Governo  ha  deciso  di  andare
  avanti, di non fare marcia indietro, di non effettuare curve ad  U'
  come  si  suole  dire e ha trovato, lungo la stessa  strada,  delle
  nuove sintonie che gli hanno consentito di procedere, pur tra mille
  ostacoli  - dicevo di una esperienza molto sofferta - e  tra  mille
  difficoltà. Se non si fossero trovate quelle sintonie,  se  non  ci
  fossero stati i numeri per andare avanti, se ci fossero stati, o ci
  saranno, i numeri perché questa esperienza e questo percorso che io
  ho  avuto il privilegio, la fortuna, l'onore e anche l'onere, e  la
  fatica  di  iniziare, e rispetto al quale, non è che non cambio  di
  novanta  gradi,  non cambio neppure di un grado la  direzione,  non
  succede nulla.
   Saremo a posto, intanto con la nostra coscienza, e saremo a  posto
  al  cospetto  della  gente che ci ha e mi ha  investito  della  sua
  fiducia.
   E  poi,  se  permettete, ribaltone o non ribaltone: a  Roma  viene
  definito ribaltone un dissenso espresso al presidente del Consiglio
  e,  invece,  sarebbe coerenza, a Palermo, esercitarsi  al  tiro  al
  bersaglio sul programma

   DINA. Quale programma?

   LOMBARDO,  presidente  della  Regione   e  sul  Presidente   della
  Regione; avete fatto caso?
   Un   mese   fa,   due   mesi  fa,  un  programma  di   risanamento
  difficilissimo,  onorevole collega, molto,  molto  complicato,  per
  cercare  di  fare chiarezza agli occhi dei siciliani e, per  quanto
  possibile,  di  fare, come dire,  pulizia .   Questo  è  il  nostro
  lavoro
   Per quanto riguarda questo Governo, quello che stasera presentiamo
  e del quale tratteggiamo brevemente qualche punto programmatico che
  riguarda  l'Aula  e  che  riguarda  l'Amministrazione,  un  Governo
  rispetto al quale avete chiesto poco fa  chi si siede qua,  chi  si
  siede  là? ,  io  sto  facendo la mia relazione.  Non  c'è  dubbio,
  credevo in anteprima assoluta, per qualche nome sì, perché ne  sono
  circolati  tanti  di  nomi in questi giorni, intendo  annunciare  i
  componenti  di  questa Giunta direttamente all'Assemblea  regionale
  siciliana.
   Ma  questa è anche l'occasione per ringraziare quanti non  restano
  in  questo Governo, per il lavoro fatto con grande scrupolo  e  con
  grande abnegazione.
   Noi  dobbiamo  portare avanti alcune, poche, essenziali,  radicali
  riforme: intanto, la prima di tutte in ordine di tempo, secondo  me
  di importanza, dovrà riguardare noi stessi, noi  E cioè la Regione,
  una  Regione  che  è  un immenso, un grande pachiderma,  un  motore
  immobile che tutto pretende di ispirare della vita dei siciliani  e
  delle  imprese  dei  siciliani;  tutto  pretende  di  regolare,  di
  controllare, di autorizzare o di negare.
   Una Regione piena zeppa di leggi e di regolamenti, di circolari  e
  di   decreti,  per  molti  versi  inefficiente,  per  molti   versi
  parassitaria.  Una  Regione nella quale  -  anche  se  lei,  signor
  Presidente,  ci  richiama all'impegno legislativo, alla  produzione
  legislativa  -  dovremmo  cominciare a  cimentarci  in  un  impegno
  delegificativo, se così si può dire, in un'opera di delegificazione
  e di semplificazione delle tante leggi che nel frattempo, in questi
  sessant'anni, sono state prodotte, molte delle quali  in  contrasto
  l'una   con   l'altra,  che  certo  facilitano   la   complicazione
  burocratica,   non  semplificano  il  lavoro  e   l'impegno   della
  burocrazia.
   Questa  Regione, secondo me, se vogliamo semplificare, accelerare,
  rendere  un  servizio,  deve dimagrire, dobbiamo  farla  seriamente
  dimagrire. Secondo me é giunto il momento di decentrare.
   Io  non  so  che  federalismo  avremo  nel  nostro  Paese,  signor
  Presidente, onorevoli colleghi.
   Ho  la sensazione che avremo un federalismo del tutto particolare,
  un  federalismo che sarà tale al Nord, perchè il Nord ha  acquisito
  consapevolezza  della sua forza, anche della  sua  forza  politica,
  della  sua  forza  economica e anche della sua forza  culturale  e,
  ormai,  è  difficile  che  si neghi il federalismo  al  Nord.  Alle
  regioni del Nord, quindi, saranno devolute tante competenze e  sarà
  consentito di trattenere tributi e fisco che consentiranno loro  di
  realizzare, di attuare, di poter esercitare quelle competenze.
   Ho  la  sensazione - devo dire - che qui abbiamo qualche  punto  a
  nostro favore.
   Non  per volere richiamare qualche merito, ma leggo il disegno  in
  questa ipotesi di piano per il Sud, di questi 100 miliardi, e ho la
  sensazione  che  mentre  ci  sarà  il  federalismo  al   Nord,   la
  secessione,  di fatto, con tanto di bollo, si realizzerà  affidando
  al  Governo centrale la parte residua del Paese, come se non  fosse
  merito,  in  grande  parte, di questa impostazione  centralista  il
  divario che ci allontana sempre di più dal Nord. E, quindi,  mentre
  le  regioni ricche del Nord si autogoverneranno, governeranno tante
  competenze  in  materia di trasporti ferroviari,  di  scuola  o  di
  università,  le stesse competenze, certo attingendo  alle  poche  o
  molte  risorse - noi abbiamo le accise petrolifere - per le regioni
  incapaci e molto peggio, invece continueranno a restare in mano  al
  Governo centrale.
   Ma se così non fosse? Dobbiamo impegnarci perché non sia così.
   Io   credo   nel   federalismo,  nella  nostra   capacità,   nella
  responsabilità con cui eserciteremo le funzioni che ci spettano, in
  più  di  quelle che abbiamo. Abbiamo citato, ad esempio, alcune  di
  queste funzioni e di questi poteri: in una Regione come la Sicilia,
  aggiungeteci la scuola, l'università, i trasporti, le ferrovie, non
  c'è dubbio che diventa un mastodonte ingovernabile.
   Ecco  perché è il caso di cominciare a pensare ad un decentramento
  di poteri e di competenze verso il basso perché non vorremmo che al
  centralismo statale si sostituisse - per la verità, ci siamo già  -
  il  centralismo  regionale, che si potenziasse  questo  centralismo
  della nostra Regione.
   Allora,  competenze,  risorse  e poteri  a  chi?  Naturalmente  ai
  comuni,  mantenendo  alla Regione una funzione  importantissima  di
  capacità   strategica,  di  programmazione,  di   controllo   delle
  politiche  che in quella strategia sono contenute. Una Regione,  la
  conquista  della cui presidenza, alleggerita enormemente  anch'essa
  del  peso di un eccessivo potere, non faccia mai più - mi auguro  -
  perdere la testa ad alcuno.
   I  comuni,  quindi,  come  destinatari  di  questo  decentramento:
  sappiamo  infatti  che,  sotto  l'occhio  vigile  ed  esigente  del
  cittadino,  i  comuni rendono efficienti i servizi e, naturalmente,
  tra  le  tante  competenze, devolvono verso l'alto le politiche  di
  respiro sovracomunale, ad esempio quella della formazione. In molte
  altre  Regioni la formazione è devoluta alle province; qui i comuni
  la  riportano  verso che cosa? Verso quello che  era  previsto  nel
  nostro  Statuto  speciale  del 1946, cioè  i  liberi  consorzi  dei
  comuni, che, secondo alcuni parametri - da 100 a 200 mila abitanti,
  ad   esempio   -   vedono  riunirsi  liberamente  i  comuni;   sono
  amministrati,  naturalmente, dai sindaci di quei  comuni;  svolgono
  quelle  funzioni;  sostituiscono le  province  che,  alla  scadenza
  naturale dei mandati elettivi in essere, vengono abolite.

   Si  realizza  una  previsione:  non  si  eleggono  consiglieri   e
  assessori  e  si fa un'altra cosa ancora. Una cosa, ovviamente,  di
  grandissima importanza. Non vedo perché, in dieci o in venti comuni
  da   5.000  abitanti,  debbano  stare  venti  ragionieri  comunali,
  segretari  ed  altro quando, in un grande comune come Palermo,  con
  pochi  collaboratori che gli stanno accanto, debba  stare  un  solo
  segretario  comunale. Lì, piano piano, quando  lo  consentiranno  i
  pensionamenti,  si razionalizzerà, naturalmente per  risparmiare  e
  per  investire risorse nello sviluppo e nel lavoro. E i vertici,  i
  vertici dei comuni - e non solo dei comuni, perché no - tornano  ad
  essere scelti guardando ai meriti personali dei candidati piuttosto
  che  all'effetto del traino delle liste che sostengono i  candidati
  stessi.
   In uno con questa riforma bisognerà affrontare il tema di un'altra
  grande riforma.
   Abbiamo  una  risorsa  enorme,  costosa  ed  enorme,  quella   del
  personale  della  Regione, che ha bisogno di  una  riorganizzazione
  produttiva  di questo grande bacino di uomini e donne;  i  precari,
  sottratti al ricatto della proroga, che vengano impiegati al meglio
  e  che,  vigendo  il  blocco delle assunzioni,  dovranno  -  certo,
  gradualmente  -  raggiungere gli stessi livelli di proporzione  dei
  cosiddetti  comuni  o  regioni virtuose tra dipendenti  pubblici  e
  popolazione.
   A  proposito  di  precariato  e  di  proroghe,  di  occupazione  e
  disoccupazione, non c'è posto in cui  andiamo, non  c'è  comune  in
  cui  ci si reca dove non si assiste alla protesta forte, ad esempio
  dei  precari  della scuola. E qua, certamente, abbiamo previsto  il
  tempo  pieno nei quartieri a rischio delle grandi città. E'  sempre
  un  problema di corrispondenza di risorse con i progetti  e  con  i
  sogni.
   Bisogna reperire queste benedette risorse.
   Abbiamo  sbagliato  a  credere che la  riforma  della  scuola  non
  sarebbe costata molto - io ricordo queste dichiarazioni, può  darsi
  che mi sbagli, le ho anche lette -, che il precariato sarebbe stato
  gradualmente  riassorbito e che non ci sarebbero stati disoccupati.
  Non è così
   Migliaia e migliaia di persone vengono private del diritto ad  una
  vita  dignitosa  e  queste, come sempre,  prevalentemente  al  Sud,
  prevalentemente in Sicilia.
   Le  risorse  servono, certo, saranno tante, ma le politiche  della
  inclusione  sociale, del sostegno alla fasce deboli  di  cui  si  è
  letto  ad iniziativa dell'Assessore per la famiglia, ieri e l'altro
  ieri,  sono  una  grande cosa, anche se questa è  gente  che  vuole
  soprattutto  rendersi utile alla comunità e continuare  a  fare  il
  proprio mestiere.
   Certamente, in questa riforma del federalismo per la quale, domani
  sera,  ci  sarà  un  pre-incontro a Roma con alcuni  presidenti  di
  Regione e, dopodomani, ci sarà il clou dell'incontro dei presidenti
  delle  Regioni  con i rappresentanti dello Stato, qualche  clausola
  importante - come dicevo prima - per la Sicilia ci sarà, e vi  dico
  come l'abbiamo ottenuta e conquistata.
   C'è una parola relativa alla perequazione infrastrutturale; quando
  il  Governo si impegna a realizzare e a rispettare una perequazione
  strutturale, infrastrutturale, il che vuol dire che la stessa  alta
  velocità che c'è tra Milano e Bologna, tra Messina e Palermo non so
  quanto  dovremmo  aspettare perché questo si  realizzi.  Certo,  in
  questo  Piano  per  il  Sud, non a carico del nostro  bilancio,  un
  impegno preciso in tal senso ci vuole.
   Poi c'è il tema delle accise. Se non ricordo male - non ho qui  la
  legge  sul  federalismo  -  si  parla  di  una  corrispondenza  tra
  trattenuta  delle accise o ristorno delle accise e  nuove  funzioni
  che si esercitano. Cento, non abbiamo la forza politica e non solo,
  mediatica e culturale delle regioni del Nord. Questo vuol dire  una
  cosa molto semplice: se governiamo noi la scuola e tratteniamo  una
  parte  delle accise per gli stipendi, gli stipendi riguardano anche
  persone  e  docenti che non devono obbligare i discenti a  starsene
  ammassati  in  40 in una classe o a non fare anche loro,  non  vedo
  perché non ne abbiano il diritto, il tempo pieno.
   E,   poi,  una  attenzione  particolarissima,  e  non  posso   non
  sottolineare l'impegno svolto dagli assessori in carica  in  questi
  campi,  in  maniera particolare nelle politiche che  riguardano  la
  produzione.

   Certo,  la produzione industriale attraversa in Sicilia  una  fase
  più che critica, drammatica.
   Credo che proprio domani, il 22 settembre, l'assessore Venturi sia
  stato  invitato e finalmente si vedrà chi fa proposte credibili  ed
  affidabili per rilevare lo stabilimento FIAT di Termini Imerese.
   Ma  é  un  pullulare  di crisi in un sistema  industriale  che  ha
  bisogno di strumenti di cui non disponiamo. C'è poco da fare, se la
  tanto promessa, decantata, ripetuta fiscalità di vantaggio speciale
  non viene conquistata con determinazione all'Europa, per le regioni
  del  Sud,  tra Tunisia e Malta, quel poco di piccola e piccolissima
  impresa meridionale e siciliana, prenderà la via di quelle economie
  e  di  quegli approdi, e anche il resto del lavoro sarà  trascinato
  dietro.
   Mi  pare  opportuno  portare avanti la riforma  delle  tante  aree
  industriali che, una volta per tutte, si concentrino -  compresi  i
  700  o più componenti di assemblea o consiglieri di amministrazione
  ridotti  ad  un  centesimo - a governare un'unica  Agenzia  per  lo
  sviluppo industriale della Sicilia.
   E'  lo stesso discorso: sono tutti enti in perdita, con bilanci in
  rosso,  sicuramente pieni di personale. Questo non può  non  valere
  per un unico istituto dell'edilizia popolare: per quanto riguarda i
  nove,  dieci istituti per le case popolari, anche qua  che  sia  un
  unico  istituto.  E,  insieme,  governandoli  secondo  criteri   di
  efficienza  e di economicità, si può rendere un servizio  ai  tanti
  cittadini in attesa anche della prima casa.
   Più  drammatica,  ancora più drammatica perché  tocca  sicuramente
  molti  più  cittadini e produttori, è la situazione in agricoltura,
  dove  credo  che  non  ci  siano prodotti, dall'arancia  al  grano,
  dall'olio  al  vino, che si vendono a più della metà dei  costi  di
  produzione.
   Qua  c'è  da  disboscare  enti  che farebbero  ricerca,  che  sono
  impegnati in tutti i campi, dal grano alla pera che sfida la  forza
  di gravità e decolla piuttosto che cadere a terra e quant'altro, in
  maniera tale che si possano orientare le risorse disponibili  verso
  una  qualità che si conquista con la ricerca, la tracciabilità e  i
  controlli,  controlli sulle importazioni, valorizzando il  prodotto
  biologico - siamo la prima Regione in Europa per quanto riguarda le
  produzioni  biologiche  -,  promozione e riconquista  dei  mercati,
  anche  attraverso poche grosse organizzazioni di  produttori  e  un
  rapporto  più  immediato - difficilissimo intaccare la  rete  della
  grande  distribuzione alla quale, nel frattempo, abbiamo consentito
  di  conquistare  il  territorio -, un rapporto  più  immediato  tra
  produttori e consumatori.
   Poi,  il  reddito  aggiuntivo, per le  famiglie  e  per  l'impresa
  agricola,  dell'energia  alternativa, quella  del  fotovoltaico  in
  maniera  particolare,  che,  se è di  piccola  taglia  -  ma  anche
  l'eolico è di piccola taglia, si chiama mini eolico - piuttosto che
  deturpare l'ambiente e il territorio a vantaggio di grandi gruppi e
  di loro punti di riferimento territoriali, gioverà alle famiglie  e
  agli imprenditori.
   Una  politica  che  venda meglio, concentrando  e  promuovendo  il
  nostro prodotto turistico, che si avvale di mille risorse ma che va
  meglio conosciuto e va sicuramente meglio promosso.
   E,   poi,  certo  viene  richiamato  da  più  parti  -  mi   viene
  rimproverato,  non credo di avere rifiutato nessuna firma,  per  la
  verità,    a    nessun   decreto   -   un   impulso   straordinario
  nell'accelerazione della spesa, con un Governo  costituito  da  non
  deputati, ma da uomini e donne che non sono deputati e che,  certo,
  non avranno l'esperienza ma mi auguro che sappiano confrontarsi con
  i  deputati  e  con  l'Aula con umiltà e con  concretezza.  Aula  e
  deputati  che svolgano a pieno la loro funzione legislativa  e  che
  possano svolgerla con gli assessori e con chi vuole portare  avanti
  questo programma.
   Ho accennato qualche punto, ci sarà un dibattito e ci dovrà essere
  un  confronto a tutto campo con le forze della produzione,  con  le
  forze  del  lavoro naturalmente, che sarà compiutamente definito  e
  che credo che potrà avvalersi nella sua attuazione della componente
  legislativa,  dei  parlamentari  che  intendono  contribuirvi.   Ho
  interloquito,   attraverso  la  stampa,  con   parecchi   di   loro
  registrandone  una  non  disponibilità  e  con  altri,   non   solo
  attraverso   la  stampa,  registrando,  invece,  una   volontà   di
  collaborazione  con il Partito Democratico, con  il  Movimento  per
  l'Autonomia,  con  Futuro e Libertà, con l'API, con  l'UDC  per  la
  verità  non  ho  capito. Non vorrei che si aprisse un  problema  di
  simbolo  ma,  devo  dirlo con franchezza, leggo che  il  segretario
  nazionale  o  l'ex rappresenterebbe il fallimento.  Non  entro  nel
  merito,  sarà ciascuno di loro, ma anche tanti altri, che ritengono
  di esprimere un contributo per questa azione riformista.
   Cosa  voglio dire, per questa azione riformista? Voglio  dire  una
  cosa molto semplice, l'ho detto e lo ripeto, senza iattanza e senza
  superbia io la porto avanti così.
   Se  non  ci  sono  le  condizioni, se - come dice  qualcuno  -  si
  scommette, si cospira o si investe perché non ci siano i numeri, lo
  dico con molta franchezza formalmente e ufficialmente, se ne prende
  atto e i cittadini ne iniziano una di esperienza. Molto bene.
   Non  c'è  dubbio,  però, che se qualcuno, come in  passato,  si  è
  illuso  che  io  muti  di  un  grado  questa  azione  politica  per
  convenienze,  per  comodità, per paure o  vantaggi,  indubbiamente,
  dico  formalmente  e  solennemente che non sarà  così.  So  che  ho
  scontentato e che vado scontentando tanta gente, ma mi pongo sempre
  dinanzi ad un interrogativo, signor Presidente, onorevoli colleghi:
  che faccio? Mollo? Assecondo la legittima e sacrosanta esigenza  di
  conquistare  grandi  consensi o faccio il  mio  dovere  dinanzi  ai
  siciliani?
   Certo,  di  amici tra virgolette e di non amici ce ne sono  tanti.
  Quando uno dice  basta con la grande distribuzione organizzata , la
  grande  distribuzione, quella che garantisce mille nuovi  posti  di
  lavoro  e  ne  fa  chiudere cinquemila di piccole e  medie  imprese
  commerciali, qualche piede lo pesta, non c'è dubbio, quando si dice
  di no. Certo,  qualcuno viene infastidito, viene molestato.
   Leggo   perforazioni , io dico  convenienza e sicurezza . Se  sono
  sicure e non esplodono, che cosa ci guadagniamo a far alzare queste
  livelle e possibilmente ad inquinare le falde acquifere?
   Vorremmo partecipare agli utili; questo significa impadronirci  di
  nuovo delle nostre cose e del nostro territorio.
   Abbiamo dato fastidio.
   L'assessore  Russo  ora inaugura attrezzature  e  qualche  reparto
  ospedaliero  e  credo che abbiamo un piano di investimenti  per  la
  sanità di 800, 900 milioni di euro. Ci vorrà tempo; molte di queste
  cose,   naturalmente,  si  realizzeranno  più  avanti   quando   le
  responsabilità passeranno sicuramente, o possibilmente, di mano.
   Poi  vi  è  la  storia della valorizzazione termica e quant'altro.
  Pestare  i  piedi  e ostacolare quei progetti provoca  anche  delle
  reazioni,  che vuol dire comunicazione, vuol dire promozione,  vuol
  dire cospicui e notevoli investimenti. Ma che facciamo?
   Scegliamo  la  scorciatoia della convenienza,  quella  che  ci  fa
  governare da sultani, magari per videoconferenza, lontano  da  qui,
  nel superattico di Roma? Credo proprio di no
   Continuiamo fino a quando queste condizioni permangono, e come  lo
  facciamo?
   Ritrovandoci attorno ad un programma. Sentirò tutti voi e,  se  mi
  convincerò  a  cambiare  uno  o  due  punti,  li  cambierò;  se  mi
  convincerò ad aggiungerne cento o ad eliminarne tre su quattro  che
  avrò  detto, lo farò. Me ne assumo la responsabilità, me ne  assumo
  la responsabilità.
   Un  programma che duri per la legislatura e che poi, nonostante  i
  cattivi  presagi di qualcuno, ha ripreso - certo, si  dice   non  è
  detta  ancora  l'ultima parola  - ora si avvia,  inizia  l'autunno;
  abbiamo  letto  sulla  stampa,  qualche  giorno  fa,  delle  nostre
  condizioni di salute che, grazie a Dio, - le mani sono così,  credo
  nel Signore e non ho da fare assolutamente nessuno scongiuro - sono
  buone per la legislatura e anche per il tempo che servirà. Ed è  un
  tempo lungo, non ci sono dubbi.
   Certo,  se  la strada è sbagliata la cambieremo, daremo ragione  a
  chi  ci  richiama  ai  nostri errori; ma non possiamo  fare  marcia
  indietro.
   Cosa  vuol  dire  ritrovarci insieme  come condizione  per  potere
  collaborare, e stavolta si collabora a tutto campo, senza  prudenze
  e senza timori. Ci si imbarca, se si vuole - nessuno ci obbliga - e
  solo se si vuole, per un viaggio senza ritorno perchè ci areneremmo
  e  sicuramente, piuttosto che conquistare il porto dello sviluppo e
  di  un  futuro migliore per i nostri figli, andremmo ad infrangerci
  sugli scogli. E' chiaro il concetto?
   Vuol  dire  che se abbiamo riserve sulla compagnia,  se  dovessimo
  pensare,  io  per  primo,  come se niente  fosse,  che  quanti  non
  soltanto si sono allontanati ma hanno cominciato a sparare  a  zero
  in  tutti i modi possibili ed immaginabili su di noi, lungo  questo
  percorso  dovessero essere i nostri compagni di strada  di  domani,
  non  avremmo  capito  niente   Meglio  nulla,  meglio  perdere   ma
  certamente  restare  a posto con la nostra coscienza  e  restare  a
  posto con i siciliani.
   Ecco  perché è importante anche il discorso del dopo, che qualcuno
  non si è sentito - lo capisco perfettamente - di fare.
   A  noi, vedete, è spettato questo e ho detto che per me, tra mille
  fatiche   e  sofferenze,  incomprensioni  ed  aggressioni,   questa
  esperienza resta comunque irripetibile, tanto è esaltante.
   Ho  l'ambizione,  forse  la superbia, di  avere  ripreso,  se  non
  iniziato,  un  percorso. Certo, saranno altri,  e  anche  i  nostri
  figli, a raggiungerlo.
   Il traguardo, secondo me, mi auguro secondo la maggioranza di noi,
  sarà  quello di una Sicilia libera e capace di assicurare ai nostri
  figli benessere e lavoro.
   Ora leggo, come ho anticipato, i nomi degli assessori che invito a
  fare parte del mio Governo.
   So  bene, dall'esperienza dei miei rapporti con l'Aula -   i  miei
  non  sono  molto  grandi, ve ne sarete accorti,  ho  fatto  qualche
  discorso,  ho  partecipato alla lunga maratona della finanziaria  -
  che  è  fondamentale,  non  c'è dubbio, che  è  importante  sapersi
  rapportare.  Questo  è  fondamentale,  signori  assessori.  Non   è
  ammissibile  che non si sia, nei confronti dei cittadini  e,  primi
  fra  tutti,  nei confronti degli investiti del mandato popolare,  i
  novanta, disponibili, attenti e comprensivi.
   Anch'io,  guardando  anche  ai sentimenti  e  agli  affetti,  alle
  qualità  straordinarie, all'esperienza, guardando a questi  valori,
  non  è  che  ho  calpestato ma ho dovuto mettere da parte,  se  non
  avessi  applicato  poi, convincendomene, questa  valutazione  sulla
  Giunta,  che esprime il Presidente, di uomini e donne che, per  una
  ragione  o  per un'altra - non che sia un peccato, so bene  che  io
  sono spacciato da questo punto di vista, ma non ho da candidarmi  a
  nulla  dopo, state certi non lo dico a voi -, indubbiamente,  vista
  la  delicatezza  del  momento, è il  primo  concetto  che  mi  sono
  sforzato di esprimere, nella consapevolezza diffusa dell'importanza
  del  momento ho dovuto e ho voluto esprimerla rigorosamente  questa
  regola,  confermando e indicando assessori ai quali successivamente
  saranno  confermate  o  no le deleghe: l'assessore  Massimo  Russo,
  l'assessore  Pier  Carmelo  Russo,  l'assessore  Mario  Centorrino,
  l'assessore   Marco   Venturi,   l'assessore   Caterina   Chinnici,
  l'assessore  Gaetano  Armao,  il  dottore  Gian  Maria  Sparma,  il
  professore  Andrea Piraino, la dottoressa Letizia  Di  Liberti,  il
  professore Sebastiano Missineo.
   Preciso  che il dottor Gian Maria Sparma è un direttore regionale,
  lo   conoscete,  il  professore  Andrea  Piraino   è   un   docente
  dell'Università    di   questa   città   oltre    che    segretario
  dell'Associazione  dei  Comuni,  anche  la  dottoressa  Letizia  Di
  Liberti è un direttore regionale, il dottor Elio D'Antrassi  è  uno
  dei   più   grandi  esperti  di  commercializzazione  dei  prodotti
  agricoli,  il  professore  Sebastiano Missineo,  il  dottor  Giosuè
  Marino  è  stato  Prefetto di questa città e oggi è il  Commissario
  nazionale  antiracket. Questi sono i dodici assessori della  Giunta
  che comincerà ad operare da domani e al cui fianco avrò l'onore  di
  lavorare comunque io.
   Signor Presidente, la ringrazio, come ringrazio gli assessori  per
  l'attenzione.
   Domani  mattina,  alle ore 9.30, presenterò alla  stampa  i  nuovi
  assessori.
   Mi  scuso  se  ho ceduto alle provocazioni, ma sarebbe  stata  una
  provocazione  già di per sé, insomma, se c'è stato qualche  momento
  di legittima conflittualità in Aula.
   Vorrei  dirle,  signor Presidente, sia nel caso che lei  decidesse
  perché  il  dibattito si svolga adesso sia nel caso  in  cui  debba
  svolgersi  il  28  settembre o giovedì  pomeriggio,  che  io  avrei
  bisogno,  poiché non intendo perdere nessuno degli  interventi  dei
  deputati,  di circa un'ora di tempo prima dell'inizio del dibattito
  in quanto avevo già preso un impegno dal quale non posso esimermi.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  all'inizio  della  seduta   avevamo
  chiesto  garanzie, non tanto al Presidente della Regione, al  quale
  sappiamo probabilmente di non poter chiedere molte garanzie,  ma  a
  lei, circa la continuità del dibattito.
   Anche  i  bambini sanno che dalle ore 19.00 alle 20.00, quando  il
  Presidente Lombardo vorrebbe riprendere il dibattito, vanno in onda
  tutti i telegiornali regionali e nazionali.
   Credo  che  sia  interesse della gente, ma  anche  del  Presidente
  Lombardo,  dare  la possibilità di confrontarsi  per  chiarirci  su
  quello   che   egli  ha  detto.  Pertanto,  chiedo  al   Presidente
  dell'Assemblea   di  invitare  il  Presidente   della   Regione   a
  posticipare  il  suo  impegno alle ore  20.00  perché  è  di  tutta
  evidenza  che  in  un'ora  l'Aula può certamente  svolgere  il  suo
  dibattito  anche  perché i tempi, a differenza  di  quelli  per  il
  Presidente Lombardo, per i deputati sono contingentati.
   Signor  Presidente,  quindi, per una volta, inviti  il  Presidente
  Lombardo a mantenere l'impegno sulla continuità del dibattito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, credo che abbiamo avuto una  seduta
  particolarmente tesa, con momenti anche di tensione che fanno parte
  della politica, quindi nessuna meraviglia.
   Io  considero  utile che lei valuti, alla luce delle dichiarazioni
  del  Presidente  della  Regione  ed anche  dello  stato  dell'Aula,
  l'opportunità,  a  questo  punto, di  fare  una  verifica  con  una
  riunione  dei  Capigruppo.  E'  chiaro  che  bisogna  procedere  al
  dibattito   d'Aula,   ma   occorre  valutare   come   farlo,   come
  organizzarlo.  Ritengo  infatti che, comunque,  un  dibattito  così
  impegnativo meriti un'organizzazione dei lavori, una tempistica che
  consenta  a  tutti i Gruppi di poter esprimere la propria  opinione
  ma, allo stesso tempo, come è stato fatto rilevare giustamente, che
  ci   sia  la  possibilità  per  tutti  i  Gruppi  di  avere   anche
  un'attenzione  da  parte dei media, se non pari -  perché  poi  non
  siamo  noi a decidere l'attenzione che i media hanno rispetto  agli
  eventi  -  ma  comunque delle attenzioni, almeno  in  quelle  fasce
  orarie, per consentire, appunto, a tutti i gruppi parlamentari,  da
  questo scranno, di parlare ai Siciliani.
   Rimango  convinto,  signor  Presidente,  se  lei  addiviene   alla
  decisione  di  sospendere la seduta per qualche minuto  e  valutare
  come  procedere, e mi appello in questo caso agli altri Capigruppo,
  che  sarebbe opportuno valutare anche la possibilità di  un  rinvio
  della  discussione.  Non  è  la prima volta,  non  credo  che  sarà
  l'ultima,  anche  alla  luce di dichiarazioni  programmatiche  che,
  forse,  con  l'ausilio  anche del resoconto stenografico,  possiamo
  valutare  con maggiori dettagli, in maniera tale che si profili  un
  dibattito  politico vero e non un dibattito nervoso  per  lo  stato
  d'animo che vive quest'Aula
   E'   una   questione  che  rinvio  all'eventuale  Conferenza   dei
  Capigruppo che lei convocherà, mi auguro, da qui a qualche minuto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  convoco  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.33)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  dopo  le   dichiarazioni   del
  Presidente  della Regione il quale, a causa di impegni  precedenti,
  si  è dovuto allontanare per qualche ora dal Palazzo, la Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  testé  riunitasi,   ha
  stabilito  che il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche  del
  Presidente della Regione e sulla composizione della nuova Giunta di
  Governo  si  svolgerà domani mattina, 22 settembre 2010,  alle  ore
  10.30, per concludersi entro le ore 13.00, con le dichiarazioni dei
  presidenti   dei   Gruppi   parlamentari  o,   eventualmente,   dei
  vicecapigruppo,  se  un gruppo così stabilirà, soprattutto  le  due
  anime  del  Gruppo Misto. Ciascun gruppo avrà a disposizione  venti
  minuti per fare le proprie dichiarazioni politiche.
   L'Assemblea tornerà a riunirsi martedì 28 settembre 2010, alle ore
  16.00,   per  continuare  il  dibattito  sulle  dichiarazioni   del
  Presidente della Regione, ovviamente con iscrizioni libere da parte
  di  tutti i deputati. In quella sede, tutti i deputati che vorranno
  partecipare al dibattito avranno la possibilità di farlo.
   Così resta stabilito.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 22 settembre
  2010, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


     I  -Comunicazioni.

     II   -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
       lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

       N. 215 -  «Revoca dell'adozione del piano paesaggistico  della
              provincia regionale di Ragusa».

                                    RAGUSA - MAIRA - CORDARO - GIANNI
                                 CASCIO  S.- DINA -  FAGONE - CARONIA

     III  -Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
       sulla nuova composizione del Governo regionale.

                   La seduta è tolta alle ore 19.35

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Infrastrutture  e
  mobilità»

   PANARELLO.   -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  il  turismo,  le  comunicazioni e i  trasporti,  premesso  che  il
  Governo  regionale, con il decreto n. 112 del 25 giugno  2008,  ha
  avviato  il  percorso  di privatizzazione  della  Tirrenia  ed  ha
  proposto la cessione, a titolo gratuito, della Siremar s.p.a., che
  assicura parte significativa dei collegamenti con le Isole  Eolie,
  alla Regione siciliana;

   considerato che:

   la  Regione  siciliana ha richiesto un confronto per valutare  la
  praticabilità della predetta ipotesi di cessione;

   il  Ministro  delle  infrastrutture e dei  trasporti  sembrerebbe
  intenzionato  a revocare, alla scadenza del 31 dicembre  2008,  la
  concessione alla Tirrenia e quindi alla Siremar;

   la  soppressione  dei collegamenti attualmente  assicurati  dalla
  Siremar  avrebbe ripercussioni negative sul diritto alla  mobilità
  degli  eoliani  e  sull'attività di un importante  polo  turistico
  della Sicilia;

   la  condizione  attuale dei collegamenti marittimi  è  inadeguata
  alla domanda dei cittadini e degli operatori turistici;

   l'assenza di informazione, da parte delle istituzioni su un  tema
  così  rilevante,  alimenta la comprensibile  preoccupazione  degli
  amministratori  e  dei  cittadini su una possibile  penalizzazione
  delle Isole Eolie;

   per sapere:

   se   non   ritengano   utile   fornire  tempestive   informazioni
  all'Assemblea regionale ed alla comunità eoliana sullo  stato  del
  confronto con il Governo nazionale sul futuro della Siremar;

   se non considerino necessario sollecitare il Governo nazionale al
  fine  di  garantire  la continuità dei servizi attualmente  svolti
  dalla Siremar anche per il futuro;

   se  non  valutino opportuno definire un programma  di  interventi
  volti  a  potenziare  i  collegamenti  con  le  Isole  Eolie   per
  assicurare  la  piena  fruizione ai  residenti  del  diritto  alla
  mobilità e consentire un ulteriore sviluppo delle attività  legate
  al turismo nell'interesse dell'economia siciliana.». (211)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 211,  a  firma
  dell'onorevole Panarello, si rappresenta quanto segue.
   In  particolare,  sotto  i  profili strettamente  correlati  alle
  competenze dell'Assessorato infrastrutture, nel corso del  2008  è
  stato  aperto  un tavolo tecnico con i rappresentati degli  organi
  istituzionali  del  Governo nazionale  competenti  in  materia  di
  trasporto   marittimo   per   affrontare   la   questione    della
  privatizzazione  della società Tirrenia e delle società  regionali
  collegate.
   Inoltre,  nell'ambito di ulteriori riunioni  tenutesi  nel  corso
  dell'anno 2009, i rappresentanti del Dipartimento Trasporti  hanno
  più  volte evidenziato la necessità che le linee esercitate  dalla
  SIREMAR  già  nel 2008 fossero garantite anche per  il  2009,  ed,
  infatti,  così  è  avvenuto sino alla fine del  2009.  Sempre  sul
  finire dell'anno 2009 è stato firmato un accordo di programma  tra
  il  Ministero  dell'Economia e delle Finanze, il  Ministero  delle
  Infrastrutture e dei Trasporti e il Presidente della  Regione  che
  prevede, fra l'altro, la stipula di una convenzione tra il MEF  ed
  il MIT da una parte e la Siremar dall'altra.
   In  particolare, l'art. 3, comma 2, dell'Accordo recita:  Al fine
  di  salvaguardare la continuità territoriale ed  il  diritto  alla
  mobilità  delle  comunità dei cittadini delle isole  minori,  sino
  all'aggiudicazione   della  gara  ed  alla   formalizzazione   del
  contratto   di   servizio   definitivo,   saranno   garantiti    i
  collegamenti,  nell'ambito  dello  stanziamento   pari   ad   euro
  55.694.895,00,  sulla base delle rotte definite  d'intesa  con  la
  stessa  Regione  Siciliana . In atto è  stato  definito  un  piano
  relativo  agli  assetti  nautici  della  Società  Siremar  che  ha
  mantenuto l'assetto delle linee.
   Per quanto riguarda il secondo punto (garantire la continuità dei
  servizi  attualmente  svolti dalla Siremar) si  precisa  che  sono
  state  avviate le procedure atte ad istituire un costante  dialogo
  con  il  Governo nazionale a tutela dei diritti delle  popolazioni
  isolane in termini di collegamenti marittimi.
   Per quanto riguarda il terzo punto (interventi volti a potenziare
  i  collegamenti con le isole Eolie per assicurare piena  fruizione
  ai  residenti del diritto alla mobilità ...) si precisa  che,  nel
  rispetto della normativa vigente (ll.rr. 12/2002 e 4/2008 ),  sono
  stati   stipulati  contratti  con  obbligo  di  servizio  pubblico
  assicurando  ai cittadini delle Isole minori garanzie assolute  in
  termini  di  continuità territoriale e di diritto  alla  mobilità,
  compatibilmente  con  le  risorse  finanziarie  destinate  con  il
  bilancio di previsione regionale.
   Da ultimo giova precisare, relativamente ai profili connessi alla
  gestione  della Società Tirrenia, che per la stessa è in atto  una
  politica   di  interventi  finalizzata  alla  costituzione   della
  Mediterranea  holding  attraverso la  mediazione  dell'Assessorato
  dell'Economia.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  turismo,  le  comunicazioni e i trasporti e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali le autonomie locali, premesso che:

   lo  Stato  italiano, con norme specifiche, ha sempre tutelato  il
  portatore  di handicap, sia nell'ambito familiare, sia  in  quello
  lavorativo:  tutto ciò, giustamente, per rendere la  vita  la  più
  normale  possibile a chi, per nascita o per trauma, è costretto  a
  convivere  con un handicap che può raggiungere anche  il  100  per
  cento di invalidità;

   tra  le  tante normative vigenti, vi è il decreto del  Presidente
  della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, che, al comma 3 dell'art.
  11,  recita  testualmente che: 'la circolazione e  la  sosta  sono
  consentite  nelle zone a traffico limitato e nelle  aree  pedonali
  urbane, così come definite dall'art. 3 del decreto legislativo  30
  aprile 1992, n. 285;

   qualora  è autorizzato l'accesso ad una sola categoria di veicoli
  per l'espletamento dei servizi di trasporto di pubblica utilità;

   visto che:

   nonostante   sia   evidente,  dal  disposto  della   legislazione
  nazionale,  la  volontà di rendere meno problematica  la  vita  ai
  diversamente  abili  che hanno, come unico mezzo  di  locomozione,
  vetture con accompagnatore o automobili modificate in funzione del
  proprio  handicap, le nuove frontiere in tema di  controlli  delle
  zone  a  traffico limitato rendono vane le peculiarità e i diritti
  riconosciuti ai diversamente abili dal suddetto D.P.R.;

   nella  quasi totalità delle città siciliane, che adottano zone  a
  traffico  limitato  o  isole pedonali, i comuni  hanno  installato
  sistemi  di controllo visivo con telecamere collegate a centraline
  posizionate nei comandi dei vigili urbani;

   tali telecamere leggono esclusivamente le targhe posteriori delle
  autovetture, quindi non inquadrano, nei loro obiettivi,  eventuali
  pass  esposti  nel  parabrezza anteriore, così come  disposto  dal
  vigente codice della strada. Di conseguenza, l'autovettura che  ha
  a  bordo  un  portatore di handicap viene puntualmente  sanzionata
  fino  a quando il disabile non riesca a dimostrare che era a bordo
  della medesima auto, il tutto con un ricorso da presentare ai vari
  comandi di polizia municipale e relativa perdita di tempo,  denaro
  e disagio personale;

   allo  stato  attuale,  l'unica soluzione al  problema  è  che  il
  disabile comunichi anticipatamente, a tutti i sindaci dei  singoli
  comuni,  l'itinerario che deve effettuare, la targa della macchina
  utilizzata  per il viaggio, la copia del contrassegno  e  la  data
  certa di quando intenda effettuare lo spostamento. E' evidente che
  deve    rinunciare   ad   eventuali   modifiche    del    percorso
  precedentemente stabilito e comunicato, limitando di  conseguenza,
  ulteriormente, le sue già scarse possibilità di movimento;

   considerato che:

   la  realtà  attuale è costellata da un intreccio  incredibile  di
  violazioni, sia dal punto di vista normativo sia, cosa ancora  più
  grave,  per  quanto  concerne libertà  di  movimento  dei  singoli
  disabili, libertà sancita dalla Costituzione italiana;

   è impensabile che, in uno Stato dove la parità di trattamento tra
  normodotati  e  diversamente  abili è  sinonimo  di  democrazia  e
  sviluppo  sociale, si perseveri a creare difficoltà a  chi  ha  un
  handicap,  difficoltà spesso risolvibili con soluzioni  economiche
  facilmente attuabili;

   per  il  rispetto delle norme vigenti e per garantire libertà  di
  movimento  a  tutti  i  disabili basta  munire  le  telecamere  di
  congegni   elettronici  atti  al  rilevamento  di   pass   forniti
  gratuitamente  a  tutti  i  portatori di  handicap  che  ne  hanno
  diritto;

   per   sapere   se   non   ritengano  utile  ed  improcrastinabile
  predisporre  un atto normativo che obblighi tutti i  comuni  della
  Sicilia  che  attivano isole pedonali o zone a  traffico  limitato
  videosorvegliate a munire le telecamere di controllo di  specifici
  lettori  di pass elettronici da fornire gratuitamente  a  tutti  i
  portatori  di handicap che ne facciano richiesta e che ne  abbiano
  diritto,  in modo da facilitare gli spostamenti all'interno  delle
  aree a traffico limitato o isole pedonali.». (920)

   Risposta.  - «In riferimento all'interrogazione n. 920,  a  firma
  dell'onorevole Vinciullo, con la quale si chiedono  notizie  circa
  gli  interventi a tutela dei portatori di handicap automuniti,  si
  rappresenta quanto segue.
   Premettendo  che  la  materia proposta con  l'atto  ispettivo  in
  questione   esula   dalle   competenze  proprie   dell'Assessorato
  Infrastrutture  e  Mobilità,  giova  comunque  fare   cenno   alla
  normativa  di riferimento e, specificamente, all'art 7 del  Codice
  della strada il quale recita che:

   - nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco:
  riservare  limitati spazi alla sosta dei veicoli degli  organi  di
  polizia  stradale,  vigili  del fuoco, dei  servizi  di  soccorso,
  nonché  di  quelli adibiti al servizio di persone con  limitata  o
  impedita capacità motoria, munite di contrassegno speciale, ovvero
  a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;
   comma 4. Omissis ... nei casi in cui sia stata vietata o limitata
  la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali
  condizioni  e  cautele  ai veicoli utilizzati  dalle  persone  con
  limitata  o  impedita  capacità motoria, muniti  del  contrassegno
  speciale.

   -  art.  188  del Codice della strada (circolazione e  sosta  dei
  veicoli al servizio di persone invalide) che così recita: comma 1.
  Per  la  circolazione  e la sosta dei veicoli  al  servizio  delle
  persone invalide gli enti proprietari della strada sono tenuti  ad
  allestire  e  mantenere apposite strutture, nonché di  segnaletica
  necessaria,  per  consentire ed agevolare  la  mobilità  di  esse,
  secondo quanto stabilito dal regolamento.
   comma  2. I soggetti legittimati ad usufruire delle strutture  di
  cui  al  comma  1  sono  autorizzati dal  sindaco  del  Comune  di
  residenza  nei  casi e con i limiti determinati dal regolamento  e
  con le formalità nel medesimo indicate.

   - art. 381 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del codice
  della  strada  D.P.R. 495/1992 del 16 dicembre  1992  e  ss.mm.ii.
  (strutture  e segnaletica per la mobilità delle persone  invalide)
  che  affronta  inoltre tale problematica occupandosi  di  rilascio
  delle  autorizzazioni  per  agevolare la  mobilità  delle  persone
  invalide.

   Attesa  l'assenza  di competenze sulla problematica  in  oggetto,
  l'Assessorato Infrastrutture e Mobilità valuterà l'opportunità  di
  sensibilizzare gli amministratori dei Comuni a porre in essere gli
  eventuali  interventi  a  beneficio  dei  portatori  di   handicap
  automuniti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   le  competenze  in  materia di servizi  ferroviari  di  interesse
  locale  effettuati  nelle  regioni  a  Statuto  speciale,  di  cui
  all'articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, a
  decorrere  dall'entrata in vigore della legge 23 luglio  2009,  n.
  99, sono transitate nelle mani delle regioni medesime;

   a  tal  fine, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede
  al  trasferimento  delle risorse, in conformità  agli  ordinamenti
  finanziari delle singole regioni, nei limiti degli stanziamenti di
  bilancio,  utilizzando  le  risorse  da  destinare  a  titolo   di
  pagamento  dei corrispettivi derivanti dal contratto  di  servizio
  posto in essere con lo Stato in favore di Trenitalia s.p.a.;

   il  decreto-legge  29  novembre 2008,  n.  185,  convertito,  con
  modificazioni,  in  legge 28 gennaio 2009, n. 2,  recante  'Misure
  urgenti  per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese
  e  per  ridisegnare  in  funzione anticrisi il  quadro  strategico
  nazionale', all'articolo 25, comma 1, ha istituito, nello stato di
  previsione  della  spesa  del  Ministero  dell'economia  e   delle
  finanze, un fondo con una dotazione finanziaria di 960 milioni  di
  euro  per l'anno 2009, per investimenti del gruppo Ferrovie  dello
  Stato;

   il  comma del succitato art. 25 obbliga le Ferrovie a relazionare
  annualmente   al   Ministero   dell'economia   e   delle   finanze
  sull'impiego  di  dette  somme, sui  risultati  conseguiti  e  sul
  rispetto   delle  percentuali  di  assegnazione  delle  quote   di
  investimento  al Nord e al Sud del Paese, pari rispettivamente  al
  15  e  all'85 per cento, trattandosi di fondi FAS con  vincoli  di
  destinazione geografica;

   preso atto che:

   il   trasferimento  delle  risorse  disponibili  effettuato   dal
  Ministero ammonta a 100 milioni di euro;

   il decreto-legge n. 185 del 29 novembre 2008 mette a disposizione
  per  la Sicilia, nella ripartizione per aree geografiche del  Sud,
  circa  94 milioni di euro per l'acquisizione di materiale rotabile
  Trenitalia  s.p.a.  e  circa 90 milioni di euro  per  investimenti
  infrastrutturali R.F.I.;

   con  i  contratti di almeno sei anni, Trenitalia  destinerà  alla
  Sicilia  un'ulteriore  quota derivante dall'autofinanziamento  per
  acquisto di nuovo materiale rotabile;

   considerato che:

   i  fondi trasferiti dal Ministero permettono il mantenimento,  da
  parte di Trenitalia s.p.a., degli attuali servizi;

   l'utilizzazione  dei  fondi previsti  nel  decreto-legge  n.  185
  permette  il  rinnovo di tutto il parco rotabile vetusto  presente
  nell'Isola  e  la velocizzazione di alcune linee con significativi
  recuperi di percorrenza;

   le   somme  destinate  all'acquisizione  del  materiale  rotabile
  possono  contribuire  alla  salvaguardia  dell'occupazione   nelle
  industrie metalmeccaniche ferroviarie presenti nell'Isola;

   per sapere quali motivazioni ad oggi abbiano impedito la ratifica
  del  contratto di servizio mediante il quale si utilizzano i fondi
  FAS  previsti  nel decreto-legge sopra indicato e se pertanto  non
  ritengano   opportuno  e  urgente  provvedere  alla  stipula   del
  contratto medesimo al fine di consentire la destinazione dei fondi
  alla Sicilia per interventi infrastrutturali.». (923)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 923,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici, riguardante la richiesta di  notizie  in
  ordine  alla mancata sottoscrizione del Contratto di Servizio  con
  la  società Trenitalia, giova precisare che il contesto  normativo
  entro  il  quale la Regione Siciliana si trova ad operare  per  la
  regolamentazione della materia in questione è il D. Legislativo n.
  422/1997 peraltro di severa ispirazione europea.
   Detta  normativa  ha previsto e disciplinato un preciso  percorso
  procedimentale, scandito da passaggi amministrativi intermedi,  la
  cui  definizione renderà possibile il concretizzarsi del  processo
  di   regionalizzazione  del  trasporto  ferroviario  di  rilevanza
  locale,  consentendo,  quindi, alla Regione  l'azionabilità  delle
  competenze   trasferite  dallo  Stato  con  l'acquisizione   degli
  strumenti giuridico-operativi di governo del comparto, fra cui  il
  Contratto di Servizio, con l'impresa di trasporto individuata.
   In  atto,  in assenza di certezza circa l'effettiva disponibilità
  di  risorse  di  provenienza statale da assegnare  a  regime  alla
  Sicilia  per  l'esercizio di nuove competenze, non è stata  ancora
  definita la fase relativa al trasferimento dallo Stato dei compiti
  e  delle funzioni in ordine ai servizi ferroviari di pertinenza di
  Trenitalia.
   Al riguardo si precisa che, a fronte di un fabbisogno finanziario
  pari  a  poco più di euro 117.000.000,00, sufficienti, a detta  di
  TRENITALIA,  per  assicurare i servizi  minimi  (10.799.000,00  di
  treni Km. annui), il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha
  prospettato  una  disponibilità iniziale di risorse  pari  a  euro
  110.000.000,00 successivamente incrementata, con proposta, a  euro
  117.000.000,00,   con   successivo   ridimensionamento   a    euro
  111.535.920,00 (ultima versione dell'Accordo di Programma Quadro).
   Si  precisa  inoltre  che  il Fondo da  cui  il  Ministero  dovrà
  prelevare le risorse da ripartire alle Regioni a statuto  speciale
  per  il  pagamento dei corrispettivi contrattuali al  gestore  del
  servizio  ferroviario è stato incrementato fino al  2011  con  una
  parte  di fondi FAS, per euro 50.000.000,00 (art. 25, comma 2,  dl
  185/2008).
   La  variabilità nel tempo delle somme messe a disposizione  dallo
  Stato  ha  determinato la necessità di incontri con  le  strutture
  ministeriali  per approfondimenti e per verificare la  sussistenza
  di  ulteriori margini di manovra per incrementare la dotazione  di
  euro  111.535.920,00  (ultima versione dell'Accordo  di  Programma
  Quadro)  riconosciuta  alla Sicilia al  fine  di  ridurre  il  gap
  rispetto  all'effettivo  fabbisogno  finanziario  pari   ad   euro
  117.000.000,00.
   Nell'ambito  dei suddetti incontri è stato proposto al  Ministero
  che  il Contratto di Servizio da stipularsi debba costituire parte
  integrante di un progetto più complessivo di ammodernamento  e  di
  sviluppo  della  modalità ferroviaria da inserire in  un  apposito
  Accordo  Quadro che aggiorni quello siglato nell'ottobre del  2001
  fra  Stato,  RFI e Regione siciliana e permetta di individuare  le
  strategie  operative assicurando il rispettivo apporto finanziario
  e   indicando  le  scadenze  temporali  di  attuazione  dei   vari
  interventi.
   Questi  ultimi, inseriti in apposito Contratto di  programma  con
  RFI,  dovranno  articolarsi  in  interventi  sui  binari  e  sugli
  impianti,  diversamente per gli interventi finalizzati al  rinnovo
  sul materiale rotabile andranno inseriti nel Contratto di Servizio
  con Trenitalia.
   L'impegno  dell'Amministrazione è quindi finalizzato  ad  evitare
  che  lo Stato disimpegni le risorse destinate alla Regione  e  ciò
  sembra  potersi  realizzare ricomprendendo  il  CDS  in  un  ampio
  Accordo  di Programma finalizzato al conseguimento degli obiettivi
  prefissati  unitamente al Contratto di Programma con  RFI  per  la
  parte relativa ai profili tecnologici e strutturali della rete.
   Conclusivamente si ribadisce che la stipula del CDS costituirà un
  adempimento  dovuto  solo nel momento in cui si  concretizzerà  il
  trasferimento  delle  competenze e  delle  relative  risorse  alla
  nostra  Regione  e che, comunque, la sottoscrizione  del  CDS  non
  comporta  un'immediata possibilità per la Sicilia  di  beneficiare
  delle  già  citate  risorse  con  riguardo  agli  investimenti  in
  materiale rotabile.
   Vedasi  in  proposito analoga situazione per  altre  Regioni  che
  hanno già stipulato il CDS con TRENITALIA e non hanno ancora avuto
  riconosciuta la quota parte dei fondi di cui all'art. 25, comma 2,
  DL 185/2008.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   LACCOTO   -   PICCIOLO.  -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la Giunta regionale ha autorizzato la firma del contratto con RFI
  -Trenitalia;

   il  nuovo orario di Trenitalia prevede parecchie soppressioni  di
  fermate  di  treni  che,  conseguentemente,  provocano  disagi  ai
  numerosi pendolari della provincia di Messina;

   considerato che:

   le  innumerevoli proteste di studenti e lavoratori che,  a  causa
  delle  nuove  soppressioni, sono costretti a subire loro  malgrado
  vane attese e viaggi di lunga durata;

   le  somme  che la Regione versa all'azienda Trenitalia dovrebbero
  servire non solo per gli investimenti indirizzati al miglioramento
  delle strutture, ma soprattutto per fornire migliori servizi  agli
  utenti;

   visto che:

   l'azienda  Trenitalia negli ultimi periodi ha messo in  atto  una
  sconsiderata  politica di disinteresse sempre  più  rilevante  dei
  servizi prestati, soprattutto nella provincia di Messina,  con  la
  negativa  conseguenza prima dell'abbandono  e  oggi  della  totale
  chiusura di tante stazioni;

   gli ultimi provvedimenti di cui sopra hanno determinato uno stato
  di preoccupazione oltre che di disagio nei cittadini;

   per sapere:

   se  non ritengano che, prima della firma del contratto, si  debba
  intervenire per assicurare il ripristino delle fermate soppresse a
  seguito dell'entrata in vigore dell'attuale orario;

   se  non  ritengano,  altresì, doveroso  intervenire  al  fine  di
  scongiurare  la  chiusura  di  alcune stazioni  indispensabili  ai
  cittadini-utenti.». (956)

   Risposta.  - «L'atto parlamentare n. 956, a firma degli onorevoli
  Laccoto e Picciolo, solleva sostanzialmente due questioni.
   Con riferimento al punto l, relativo alla soppressione di fermate
  per  servizio-viaggiatori con conseguente disagio per gli  utenti,
  va,   preliminarmente,  chiarito  che  la  Giunta  regionale,  con
  Deliberazione  n.  551  del 18 dicembre  2009,  ha  approvato  una
  proposta   di   Accordo   di  Programma,  Stato-Regione   per   il
  trasferimento  a  quest'ultima  di  funzioni,  compiti  e  risorse
  inerenti   alla   materia   dei  servizi   ferroviari   regionali,
  condizionando la stipula del CDS con Trenitalia all'assunzione, da
  parte  dello Stato e delle stesse Ferrovie, di precisi impegni  in
  tema di investimenti in Sicilia, sull'infrastruttura di rete e sul
  materiale rotabile, fermo restando, come già detto in riscontro  a
  precedenti analoghe interrogazioni sull'argomento, che la  stipula
  del  CDS  non  può  prescindere dalla definizione dell'Accordo  di
  programma  di cui sopra. Definizione, al momento, non attuata  per
  l'incertezza sulla dotazione finanziaria complessiva da trasferire
  alla  nostra  Regione,  per  cui,  al  momento,  i  rapporti   con
  Trenitalia continuano ad essere gestiti dallo Stato.
   Fatta  questa  opportuna precisazione, con riferimento  a  quanto
  lamentato  dagli  interroganti in ordine alla  soppressione  delle
  fermate  di  alcuni treni che provocano notevoli disagi all'utenza
  pendolare della provincia di Messina, non si può che ribadire  che
  il  progetto  di nuovo orario adottato da Trenitalia  prevede  una
  diversa  architettura dei servizi sulle principali  direttrici  di
  traffico,  fra cui la PA-ME, che si articola in un cadenzamento  -
  ogni  ora  nell'arco  della giornata -  dell'orario  di  arrivo  e
  partenza dei treni fra i due capoluoghi e nella previsione, sempre
  fra  i due capoluoghi, di un treno veloce con 5 fermate intermedie
  (tempo  di  percorrenza 2 ore e 50') in modo da essere competitivo
  con  quello  stradale, alternato a un treno lento con  fermate  in
  diverse  stazioni  dell'itinerario  e  con  tempi  di  percorrenza
  leggermente  superiori  (3  ore e 30') che  svolga  una  capillare
  funzione  di  raccolta di viaggiatori lungo i più popolosi  centri
  della costa.
   L'architettura  del nuovo orario prevede, altresì,  l'istituzione
  di  un  servizio cadenzato fra Messina e Milazzo in modo da venire
  incontro al forte pendolarismo giornaliero fra le due città e  fra
  Termini e Palermo.
   Pertanto, il nuovo orario, nel suo impianto complessivo, è  stato
  concepito   per  soddisfare  le  esigenze  sia  degli  spostamenti
  d'estremità fra Palermo e Messina, sia di quelli intermedi con  un
  occhio particolare anche al forte pendolarismo che si genera sulle
  relazioni afferenti le due grandi aree metropolitane, vale a  dire
  Messina-Milazzo e v.v., e Cefalù-Termini-Palermo e v.v..
   L'adozione di tale nuova architettura richiede, però, un maggiore
  impegno  di  risorse  finanziarie rispetto  a  quelle  attualmente
  disponibili, di circa 7 milioni di euro, per il reperimento  delle
  quali,   nell'ambito  della  manovra  finanziaria  della   Regione
  relativa   all'anno  corrente,  era  stata  formalizzata  apposita
  richiesta all'Assessore regionale per l'Economia.
   Purtroppo, in questa fase, le ristrettezze finanziarie che  hanno
  caratterizzato  l'approntamento della manovra  finanziaria  stessa
  non  hanno  consentito  al  momento di  far  fronte  all'ulteriore
  fabbisogno  finanziario  rappresentato da Trenitalia  per  attuare
  integralmente   l'architettura  progettuale   del   nuovo   orario
  ferroviario.
   Tuttavia,  deve  farsi  rilevare che, fermo  restando  l'impianto
  complessivo  dell'orario, si è cercato, comunque, di  alleviare  i
  disagi  prevedendo qualche fermata in più e ripristinando 3 coppie
  di  treni  giornalieri instradati sulla linea lenta Patti-Oliveri-
  Novara-Milazzo-Messina.
   Siamo  però  consapevoli  che  la  soluzione  soddisfacente   del
  problema  passi  inevitabilmente  dall'attuazione  integrale   del
  progetto  d'orario cadenzato nelle varie articolazioni  cui  si  è
  appena fatto cenno e che, pertanto, una volta che la Regione  avrà
  trasferiti  funzioni, compiti e risorse e potrà quindi programmare
  in  proprio  i  provvedimenti d'orario, si studieranno  per  tempo
  ulteriori  correttivi,  in un'ottica di  integrazione  modale  con
  altri  vettori  e non tralasciando, se del caso, e compatibilmente
  sempre  con la situazione complessiva della finanza regionale,  la
  proposta di Trenitalia di reperire gli ulteriori 7 milioni di euro
  per dare concretezza al progetto di orario cadenzato.
   Con  riferimento  al  punto 2, relativo alla  disabilitazione  di
  diversi  impianti  ferroviari della rete  siciliana,  la  politica
  perseguita  dal Gruppo FS è quella di una riduzione dei  costi  di
  gestione attraverso forti investimenti in tecnologie innovative di
  esercizio (vedi SCC, il più avanzato sistema di gestione integrata
  a  distanza  della  circolazione in uso in campo  ferroviario  che
  consente  di  gestire  in  modo  integrato  la  circolazione,   la
  diagnostica  e  la manutenzione, le informazioni al  pubblico,  la
  videosorveglianza, di semplificare le procedure di gestione  e  di
  ottenere  la  massima tempestività ed efficacia nella  risoluzione
  dei  problemi di circolazione anche su linee ad intenso traffico),
  che  ha  consentito  la chiusura delle stazioni  ferroviarie,  una
  volta  che  tutte le operazioni connesse all'esercizio ferroviario
  possono,  a  seguito  dell'introduzione  di  siffatte  tecnologie,
  essere  accentrate  in  un unico posto di comando.  L'architettura
  tecnologica  e  funzionale del sistema prevede sale  di  controllo
  presenziate,    dove   sono   concentrate    le    tecnologie    e
  l'organizzazione,  e postazioni remote, solitamente  impresenziate
  (stazioni,  posti di comunicazione, posti di movimento,  etc)  che
  garantiscono  il  colloquio tra il posto di  comando  e  le  linee
  gestite.
   In  particolare, il cuore del sistema è ubicato nella stazione di
  Palermo   centrale  e  gestisce,  attraverso  diverse   postazioni
  periferiche, tutta la circolazione sull'intera rete siciliana.
   Pertanto,  la politica delle ferrovie per le piccole  stazioni  a
  bassissima frequentazione è quella di attivare, attraverso RFI, la
  stipula  di  contratti di comodato d'uso gratuito  (come  definiti
  all'articolo   1803  del  Codice  Civile)  con   Enti   Locali   o
  associazioni no profit.
   Tali  contratti prevedono la cessione dei locali di stazione  non
  più   funzionali  all'esercizio  ferroviario  per  destinarli   ad
  attività  sociali, culturali, di assistenza (tra cui, ad  esempio,
  esposizioni artistiche, accoglienza turistica, ludoteca,  riunioni
  di  quartiere,  protezione civile, vigili  urbani,  assistenza  ai
  disagiati, pro-loco, etc.).
   In  cambio  è  richiesto  che l'ente o l'associazione  si  faccia
  carico  della  piccola  manutenzione,  della  guardianìa  e  della
  pulizia del fabbricato.
   Nella  stessa prospettiva la capogruppo Ferrovie dello Stato  sta
  studiando con le Regioni e le Province Autonome la possibilità  di
  sottoscrivere  contratti  per  l'affidamento  in  comodato   degli
  immobili  delle  piccole stazioni, in un'ottica di investimento  e
  qualità.
   I  contratti  di comodato gratuito stipulati da Rete  Ferroviaria
  Italiana  e  vigenti  nel  2007 sono  circa  370;  numerosi  altri
  contratti  sono  in corso di stipula e numerose  sono  le  piccole
  stazioni in tutta Italia destinate ad essere cedute in comodato.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   GUCCIARDI. - «All'Assessore per le infrastrutture e la  mobilità,
  premesso che:

   l'articolo  33  della  legge regionale  14  maggio  2009,  n.  6,
  autorizza l'ex Assessorato Lavori pubblici (competente per materia
  prima    dell'entrata   in   vigore   della   legge   di   riforma
  dell'Amministrazione della Regione siciliana) a stipulare con  gli
  istituti di credito convenzioni per la conclusione di contratti di
  mutuo  ventennale con i proprietari di immobili situati nei centri
  storici  e  nelle  zone omogenee A' nei piani regolatori  generali
  (PRG)  dei comuni, per la manutenzione straordinaria, il restauro,
  il   ripristino  funzionale  e  l'adeguamento  alle   prescrizioni
  antisismiche di tali immobili;

   la  stessa norma pone a carico del bilancio regionale il 100  per
  cento del costo degli interessi;

   considerato che:

   tali  disposizioni sono finalizzate ad agevolare il  recupero  di
  edifici  ed  unità  immobiliari ad uso  residenziale  al  fine  di
  salvarli  dalla situazione di serio degrado nella quale versano  i
  centri storici dei comuni siciliani;

   la  riqualificazione  dei centri storici  è  quanto  mai  urgente
  poiché, senza adeguati provvedimenti, è a rischio la sopravvivenza
  oltre che la loro stessa integrità;

   la   Sicilia   è   ricchissima  di  testimonianze   storiche   ed
  architettoniche   custodite  anche  in  piccoli   comuni   e   che
  rappresentano la memoria e l'identità di quei luoghi;

   gli  interventi  di ripristino e di recupero dei  centri  storici
  appaiono  indispensabili anche al fine di  garantire  la  pubblica
  incolumità,  poiché  nell'incuria numerosi  edifici  rischiano  di
  crollare,  nonché  per  rivitalizzare il  comparto  dell'edilizia,
  soffocato dalla crisi economica;

   ritenuto che:

   l'applicazione  della normativa sopra citata, nel  sostenere  gli
  investimenti  dei  proprietari di immobili,  potrebbe  costituire,
  pertanto, un valido strumento per il recupero di edifici ed  unità
  immobiliari ad uso residenziale all'interno dei centri storici;

   la  norma, infatti, prevede anche che i mutui coprano il 100  per
  cento  del  costo  degli  interventi di restauro  per  un  importo
  massimo di 300 mila euro e comunque non superiore a 2.000 euro/mq;

   per  sapere le ragioni per le quali non sia stata data attuazione
  alla  norma  contenuta nell'articolo 33 della legge  regionale  14
  maggio  2009,  n.  6, e se non ritenga di dovere adottare  al  più
  presto tutti i provvedimenti necessari.». (976)

   Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo n. 976,  a  firma
  dell'onorevole Gucciardi, si rappresenta quanto segue.
   Giova  preliminarmente precisare che con  l'art.  33  della  l.r.
  6/2009  sono state previste agevolazioni economiche per interventi
  di  recupero di immobili classificati netto storico o ubicati  nei
  centri  storici  o in zone omogenee  A' in favore dei  proprietari
  degli  stessi,  conseguibili attraverso  la  stipula  di  apposite
  convenzioni  con Istituti di credito per la concessione  di  mutui
  con  ammortamento ventennale e pagamento dei relativi interessi  a
  totale carico dell'amministrazione regionale.
   La disponibilità ventennale impegnata per tale finalità è pari ad
    12.500.000 per il triennio 2009/2011.
   Sulla  scorta  dei criteri delineati dalla norma,  il  competente
  Servizio del Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti,  in
  data  6 novembre 2009, ha inoltrato alla Ragioneria Generale della
  Regione copia del bando per il Recupero edifici situati nei centri
  storici,  in  coerenza  con gli adempimenti  di  cui  al  comma  1
  dell'art.  33  della  l.r.  6/2009,  per  la  condivisione   della
  documentazione  predisposta (bando) e per la  predisposizione  del
  relativo schema di convenzione.
   Conseguentemente, la Ragioneria Generale della Regione,  in  data
  23  dicembre 2009, ha predisposto uno schema di convenzione tra il
  Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti e le  Aziende  di
  credito, nel quale sono regolati i rapporti e le modalità  per  la
  concessione   da  parte  delle  stesse  Aziende  di  credito   dei
  finanziamenti,   attraverso   operazioni   di   mutuo,   per    la
  realizzazione degli interventi di recupero in edifici situati  nei
  centri  storici, assistiti da contribuzione regionale per l'intero
  pagamento degli interessi di mutuo.
   Pertanto,  in data 17 febbraio 2010, lo stesso Servizio,  per  il
  tramite  del  Dirigente  Generale del Dipartimento  Infrastrutture
  Mobilità  e  Trasporti,  ha  inoltrato la  documentazione  (bando,
  modello istanza, modello scheda tecnica, avviso manifestazione  di
  interesse   per   le   banche,  convenzione   tipo,   decreto   di
  approvazione) per pervenire alla pubblicazione del  bando  per  la
  concessione delle agevolazioni per il recupero edifici situati nei
  centri  storici, secondo criteri e procedure largamente  condivisi
  (dirigenti    generali,   assessori,   Commissione   parlamentare,
  Ragioneria Generale).
   La  suddetta  documentazione è stata restituita dagli  Uffici  di
  diretta  collaborazione alle mie dipendenze in data 2 marzo  2010,
  affinché   il   Dirigente  Generale  provvedesse   ad   una    ...
  rimodulazione della proposta che sia più rispondente  all'impianto
  semplificatorio delineato dalla norma di riferimento ... (che) ...
  trovi  attuazione anche sulla base di un'accelerata previsione  di
  riscontro   della   regolarità  delle  istanze   che   perverranno
  all'Assessorato  e  del  necessario  rapporto  di  tale  fase  con
  l'Istituto bancario ...  .
   In  data  30  marzo 2010, l'intera documentazione, rimodulata  in
  coerenza  con  la  disposizione  assessoriale  richiamata   (prot.
  464/2010),   è   stata   approvata  dal   Dirigente   Generale   e
  conseguentemente,   in   dipendenza  delle  modifiche   apportate,
  inoltrata alla Ragioneria Generale della Regione per le necessarie
  modifiche alla Convenzione con gli istituti bancari.
   La   stessa  Ragioneria  Generale,  in  data  2  aprile  2010  ha
  restituito  la  Convenzione con gli Istituti bancari,  debitamente
  modificata. L'intera documentazione (convenzione con gli  Istituti
  bancari,  avviso pubblico e procedura secondo la quale non  appena
  sarà  pervenuta  anche una sola adesione da parte di  un  Istituto
  bancario  si  provvederà alla pubblicazione dell'avviso)  è  stata
  approvata con D.D.G. n. 610 in data 12 aprile 2010.
   Da  ultimo,  in  data 23 aprile 2010, nella GURS n.  23  è  stato
  pubblicato  l'avviso contenente la richiesta per la manifestazione
  di  interesse  da  parte di Istituti bancari  alla  sottoscrizione
  della  Convenzione  predisposta  di  concerto  con  la  Ragioneria
  Generale   della  Regione  ed  approvata,  unitamente   all'avviso
  pubblico  per  la  concessione delle agevolazioni  previste  dalla
  norma in oggetto indicata, con il richiamato Decreto del Dirigente
  Generale n. 610 del 2 aprile 2010.
   La  mancata adesione di almeno un Istituto di credito ad oltre 60
  giorni  dalla  pubblicazione dell'avviso ha  reso  necessaria  una
  rivisitazione del sistema, attualmente all'esame degli Uffici,  la
  cui definizione è stata sollecitata di recente.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   ARICÒ.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   dopo  una  lunga  crisi che stava portando  al  fallimento  della
  compagnia  di bandiera italiana, nel dicembre del 2008 nasceva  la
  nuova  ALITALIA - CAI alla quale il Governo Italiano ha  conferito
  tutte  le attività della vecchia ed ormai defunta compagnia  aerea
  ALITALIA;

   a   seguito   del  suo  insediamento,  il  nuovo   consiglio   di
  amministrazione  della  CAI operava una  serie  di  operazioni  ed
  iniziative  miranti alla ristrutturazione della società  ALITALIA,
  inclusi  la  riduzione del personale in servizio  ed  il  drastico
  taglio  del  numero di voli nazionali ed internazionali unitamente
  alla  riduzione di svariate destinazioni, anch'esse  nazionali  ed
  estere;

   i  sopra  citati tagli del numero dei voli colpivano  in  maniera
  eccezionale  gli  aeroporti  siciliani,  che  si  sono   ritrovati
  all'inizio  del  2009 con un numero inferiore di  collegamenti  di
  circa  il  40  per  cento rispetto alla originaria  programmazione
  ALITALIA,  che  aveva pianificato i voli anche  in  considerazione
  della  difficoltà  di  collegamenti tra la  Sicilia  ed  il  resto
  d'Italia;

   avvalorando  la tesi di un presunto disinteresse di  CAI  per  la
  Sicilia, alla data del 25 febbraio 2009 gli stipendi arretrati dei
  lavoratori ALITALIA dell'aeroporto Falcone e Borsellino non  erano
  ancora stati corrisposti, unico caso in Italia. Ci sono volute una
  serie  di  interrogazioni parlamentari e le pressioni del  Governo
  della  Regione siciliana presso il Governo centrale per  sbloccare
  la situazione nell'aprile dello scorso anno;

   considerato che:

   nell'ottobre  2009,  il gruppo ALITALIA-CAI presentava  il  nuovo
  brand del prodotto Roma/Milano - Milano/Roma, contenente una nuova
  offerta e tutti i servizi per i collegamenti fra Roma Fiumicino  e
  Milano Linate, a partire dalla struttura dei nuovi varchi dedicati
  che  consentiranno una riduzione dei tempi necessari a raggiungere
  l'imbarco,  ed oltre 70 collegamenti giornalieri, con la  partenza
  di un volo ogni 15 minuti nelle ore di punta e l'arrivo di 15 voli
  entro le 9,30 del mattino, a favore dei pendolari che viaggiano su
  questa rotta;

   per  pubblicizzare questa iniziativa, il gruppo  ALITALIA-CAI  ha
  sostenuto una spesa di svariati milioni di euro, acquistando spazi
  su  tutte  le testate nazionali ed internazionali e lanciando  una
  imponente campagna all'interno degli aeroporti di Roma e Milano, a
  volte   francamente   detrattiva   nei   confronti   delle   altre
  destinazioni, incluso quelle siciliane;

   i  collegamenti  giornalieri tra Roma e gli  aeroporti  siciliani
  sono  circa  la metà di quelli tra Roma e Milano e, nonostante  la
  peculiarità  della Sicilia, non è mai stata offerta ai viaggiatori
  isolani  facilitazione alcuna nei servizi, come varchi dedicati  e
  diminuzione dei tempi di imbarco;

   ad oltre un anno dall'inizio della nuova gestione della compagnia
  ALITALIA  da  parte  di  CAI,  è chiara  la  volontà  dei  vertici
  dell'azienda di non adeguare gli aeroporti siciliani a quelli  del
  resto d'Italia, considerando gli scali di Palermo e Catania, e  di
  conseguenza  i  viaggiatori siciliani, come scali e passeggeri  di
  'serie B';

   per sapere:

   quali  provvedimenti, anche legislativi, in virtù  delle  potestà
  fornite  dallo Statuto autonomistico siciliano, intendano adottare
  per  colmare il gap tra gli scali aeroportuali siciliani e  quelli
  del resto d'Italia;

   quali  iniziative  intendano  intraprendere  nei  confronti   del
  Governo  centrale per informare gli organismi preposti  di  questo
  inaccettabile stato di cose e modificare le strategie  del  gruppo
  ALITALIA-CAI   al   fine  di  non  penalizzare   ulteriormente   i
  viaggiatori  siciliani, assicurando pari dignità  ai  collegamenti
  tra la Sicilia e gli scali del resto d'Italia.». (1006)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1006, a  firma
  dell'onorevole Aricò, occorre premettere che la Regione  siciliana
  ha   competenza   per   la   regolamentazione   relativamente   ai
  collegamenti assoggettati agli  Oneri di servizio pubblico per  il
  Trasporto   Aereo'  dagli  aeroporti  dell'Isola  maggiore   verso
  Pantelleria  e Lampedusa, restando la materia legata  ai  principi
  del  libero  mercato adottati dalle singole compagnie  aeree,  ivi
  compreso il gruppo Alitalia-CAI.
   E', tuttavia, intenzione del Governo regionale, di intesa con  il
  Governo  nazionale, intraprendere delle iniziative specifiche  per
  incrementare il numero di collegamenti aerei da e per la  Sicilia,
  fermo restando, comunque, che negli ultimi anni il trasporto  low-
  cost  operato da numerose compagnie aeree ha di per sé  comportato
  un incremento dei collegamenti di cui si è detto.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   MARZIANO.  - «All'Assessore per le infrastrutture e la  mobilità,
  premesso  che  nella  rete  autostradale siciliana  sono  presenti
  numerose  gallerie di varia lunghezza e che in tali gallerie  sono
  frequentissime  le  interruzioni delle  conversazioni  telefoniche
  tramite  telefoni cellulari con conseguente notevole  disagio  per
  gli utenti;

   considerato  che molto spesso i contratti di telefonia  prevedono
  il  cosiddetto  'scatto  alla  risposta',  per  cui  la  frequente
  interruzione delle conversazioni telefoniche comporta un  notevole
  onere   aggiuntivo   per   gli  utenti  e  contemporaneamente   un
  arricchimento per i gestori;

   considerato  inoltre  che tale disagio dipende  unicamente  dalla
  mancata  apposizione  nelle gallerie,  da  parte  dei  gestori  di
  telefonia   mobile   (Tim,   Vodafone,   Wind,   3),   di   idonee
  apparecchiature atte a garantire la continuità delle conversazioni
  nelle stesse;

   per  sapere  quali iniziative intenda assumere nei confronti  dei
  gestori  di telefonia mobile per costringerli a dotare le gallerie
  autostradali siciliane di tali apparecchiature e se non  ritengono
  opportuno  vincolare qualsiasi ulteriore eventuale  concessione  o
  autorizzazione  a  tali gestori al rispetto di  tale  obbligo  nei
  confronti degli utenti siciliani.». (1009)

   Risposta.   -   «Con riferimento all'interrogazione  n.  1009,  a
  firma dell'onorevole Marziano, si rappresenta quanto segue.
   La  Direzione  regionale  per  la Sicilia  dell'ANAS  S.p.A.  con
  apposita  nota  trasmessa  al Dipartimento  delle  Infrastrutture,
  della Mobilità e dei Trasporti ha comunicato che nell'ambito delle
  proprie  mansioni  istituzionali, non  effettua  installazioni  di
  ripetitori   o   linee  telefoniche  all'interno   delle   proprie
  infrastrutture  in  quanto  trattasi  di  attività  di   esclusiva
  competenza delle compagnie telefoniche.
   Pertanto,   qualsiasi  intervento  volto  al   miglioramento   ed
  all'ampliamento  dei servizi offerti all'utenza  telefonica  viene
  eseguito dalle rispettive compagnie telefoniche previo rilascio di
  apposita ordinanza emessa dall'ANAS.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   SCAMMACCA  DELLA  BRUCA - ADAMO - MINEO. - «Al  Presidente  della
  Regione  e  all'Assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità,
  premesso che:

   la  rete  ferroviaria siciliana è, notoriamente,  una  delle  più
  vecchie e anacronistiche dell'intera rete nazionale;

   l'assoluto  disinteresse,  da parte dei  vertici  delle  Ferrovie
  dello  Stato, al miglioramento un servizio che dovrebbe essere  di
  vitale  importanza per l'intera economia regionale, è  palesemente
  vergognoso.  Le ferrovie dello Stato hanno chiuso gli scali  merce
  di  tutta la Sicilia, lasciando in funzione solo quello di Catania
  Librino   e  costringendo,  di  fatto,  le  aziende  siciliane   a
  effettuare  i  loro trasporti su mezzi gommati,  con  un  evidente
  aumento  del traffico stradale e dell'inquinamento atmosferico.  A
  Siracusa la nuova fossa di manutenzione, inaugurata in pompa magna
  e  costata l'incredibile cifra di 16 miliardi di vecchie lire, non
  è  mai  entrata  in  funzione, mentre in grossi centri,  come  per
  esempio Lentini ed Augusta, le stazioni sono state private dei più
  semplici  servizi all'utente, come le biglietterie e  i  punti  di
  ristoro.  Nonostante i ripetuti interventi da  parte  dei  vertici
  regionali,  le  FF.SS., continuano in questa  politica  di  totale
  disinteresse delle problematiche siciliane, ritenendo, forse,  che
  la Sicilia è una Regione di 'serie B';

   tenuto conto che, mentre le stesse FF.SS. pubblicizzano, su tutti
  mezzi  di  comunicazione, la velocità di  collegamento  dei  nuovi
  treni  tra Roma e Milano (3 ore per 850 chilometri, alla media  di
  circa  283  chilometri all'ora), in Sicilia per percorrere  i  200
  chilometri che separano Catania da Palermo occorrono ben 6 ore, ad
  una  velocità  di  ben 33 chilometri all'ora,  media  che  non  si
  riscontra neanche nelle ferrovie dei Paesi del Sub-Sahara;

   considerato che:

   nel  2009,  la fondazione SABIR, in un convegno tenutosi  proprio
  nei  locali dell'ARS, presentò un progetto di fattibilità  su  una
  dorsale  ferroviaria della linea Palermo-Catania  che  prevedendo,
  inizialmente, una razionalizzazione delle fermate e  degli  orari,
  avrebbe accorciato i tempi di percorrenza portandoli a 3 ore e  20
  minuti,   il  tutto  senza  spendere  un  centesimo.  In  seguito,
  utilizzando  i  fondi  europei 2007/2013, con  una  spesa  di  due
  miliardi e 600 milioni, i tempi di percorrenza sarebbero  scesi  a
  solo 1 ora e 40 minuti. Il progetto, tra l'altro, permetteva, agli
  abitanti  delle  province  di  Enna  e  Caltanissetta  di   potere
  raggiungere  Catania  e Palermo in tempi decisamente  europei.  Lo
  stesso  progetto  è  stato omaggiato, dalla fondazione  SABIR,  al
  Ministro delle infrastrutture;

   di  contro,  le Ferrovie dello Stato puntano su un loro  progetto
  che  prevedrebbe una galleria di ben 40 chilometri sotto i Nebrodi
  dal  costo di oltre 6 miliardi di euro, in pratica la stessa cifra
  stanziata dal Governo italiano per la costruzione del ponte  sullo
  Stretto di Messina, ovviamente con tempi di realizzazione biblici.
  Inoltre,  tale progetto taglia fuori completamente le province  di
  Enna  e  Caltanissetta, che già per posizionamento territoriale  e
  condizioni   climatiche   hanno  i  loro   grossi   problemi   nei
  collegamenti viari con il resto della Sicilia;

   visto che nei messaggi pubblicitari delle Ferrovie dello Stato le
  linee  ad  alta  velocità  vengono indicate  come  'Le  linee  che
  uniscono  l'Italia', risulta indiscutibile ed  incontestabile  che
  per  le  stesse  FF.SS. il Sud, e la Sicilia in  particolare,  non
  fanno parte dell'Italia;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare, nei confronti  dei  vertici
  delle  Ferrovie dello Stato, al fine di avere garantito in Sicilia
  un servizio pubblico degno di un Paese europeo;

   se  non ritengano improcrastinabile ed urgente intervenire presso
  il  Ministero  delle  infrastrutture affinché  il  progetto  della
  fondazione SABIR sia ripristinato e realizzato.». (1012)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1012, a  firma
  degli   onorevoli  Scammacca  della  Bruca,  Adamo  e  Mineo,   si
  rappresenta quanto segue.
   Con  riferimento  alle  iniziative  adottate  nei  confronti  dei
  vertici  delle  Ferrovie  dello Stato  al  fine  di  garantire  un
  efficiente servizio pubblico si rassegna che il Governo  regionale
  già  da  tempo  persegue  una politica di rilancio  del  trasporto
  ferroviario  che  mira  a migliorare i collegamenti  non  soltanto
  sulle  due direttrici costiere, ma anche fra le aree interne della
  Sicilia. In questo disegno programmatico, ad esempio, è stato  già
  finanziato  con  la  programmazione comunitaria  2000-2006  (ed  a
  cavallo  con  la programmazione comunitaria 2007-2013),  ed  è  in
  corso  di realizzazione la velocizzazione ed ammodernamento  della
  Palermo-Agrigento,  ed  è  attualmente  oggetto   di   particolare
  attenzione anche il problema della velocizzazione del collegamento
  ferroviario  fra  le  due  principali  aree  metropolitane   della
  Sicilia,  quelle  di  Palermo e Catania; ciò al  fine  di  offrire
  all'utenza  una valida alternativa modale per gli spostamenti  tra
  la  parte  orientale ed occidentale dell'Isola, dando in tal  modo
  concretezza  all'obiettivo  perseguito  dal  Piano  Regionale  dei
  Trasporti  di  riequilibrare a favore del trasporto collettivo  su
  ferro la domanda di trasporto in Sicilia.
   La velocizzazione dell'itinerario Palermo-Catania richiede un non
  indifferente  impegno  economico,  considerato  che  necessita  il
  tracciato  di  una revisione estesa in quanto quest'ultimo  sconta
  una concezione progettuale ed attuativa oramai datata.
   A   tale   finalità  corrisponde  il  progetto  elaborato   dalla
  Fondazione  "SABIR", oggetto del secondo punto dell'interrogazione
  in   parola,   il  quale  tuttavia  ha  un  costo  di   attuazione
  particolarmente   elevato   (circa   2,8   miliardi   di    euro),
  incompatibile  pertanto con l'attuale ristretta  disponibilità  di
  risorse.  Conseguentemente, allo stato attuale, sono  percorribili
  solamente  alcuni interventi parziali, e comunque funzionali,  che
  fanno  parte  dello  studio di cui sopra e che hanno  un  limitato
  impatto finanziario.
   In  tal  senso,  secondo  detta logica, da  parte  della  Società
  Trenitalia  alcune misure vanno nella direzione di velocizzare  il
  collegamento,    ma   a   costo   zero.   Infatti,    a    partire
  dall'introduzione  dell'orario viaggiatori  del  dicembre  u.s.  è
  stata  prevista la circolazione di una coppia di treni giornalieri
   veloci'  nel senso che effettuano solamente quattro  fermate  per
  servizio viaggiatori con una traccia d'orario assolutamente rigida
  e  con  un  tempo di percorrenza di 2 ore e 59 minuti (tra  i  due
  capoluoghi),  a fronte di una percorrenza media di  ore  3.30/3.40
  degli  altri  servizi ferroviari.  Purtroppo, però, nonostante  la
  buona  volontà, il provvedimento d'orario, stando alle rilevazioni
  periodiche   sui   servizi  ferroviari  dell'Isola,   svolte   dal
  competente  Servizio  del Dipartimento Infrastrutture  Mobilità  e
  Trasporti,  non  ha sortito l'effetto sperato di  incrementare  il
  ricorso   all'uso  del  mezzo  ferroviario  da  parte  dell'utenza
  (frequentazione media di circa 10 viaggiatori).
   In   riferimento,   invece,  alla  necessità  di   ammodernamento
  infrastrutturale  della  tratta in  questione,  al  fine  di  dare
  un'ulteriore   risposta   finalizzata   a   ridurre   in   maniera
  significativa  i  tempi  di  percorrenza  tra  i  due  capoluoghi,
  portandoli ad una media di circa 2 ore e 40 minuti (all'incirca  i
  tempi  impiegati  dai  servizi  automobilistici  via  autostrada),
  R.F.I.  sta predisponendo un piano di interventi che agisce  sulla
  velocizzazione  degli  itinerari  di  ingresso  ed  uscita   delle
  stazioni, attraverso un progetto del costo di circa 30 milioni  di
  euro, già contemplato nel contratto di programma Stato/R.F.I..
   Un'ulteriore  attività  progettuale, mirata  sempre  a  contrarre
  ulteriormente i tempi di percorrenza (al di sotto dei 150 minuti),
  come   detto  in  precedenza,  compatibilmente  sempre   con   una
  disponibilità  futura  di risorse, dovrebbe  essere  rivolta  alla
  revisione  di  alcune parti del tracciato che necessiterebbero  di
  una ricostruzione quasi integrale, in quanto presentano un profilo
  plano-altimetrico    particolarmente    sfavorevole,    tale    da
  condizionare pesantemente l'esercizio ferroviario (vedi la  tratta
  fra  Villarosa e Dittaino, che comunque al momento difetta  di  un
  progetto da parte delle ferrovie.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   RAIA.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la  mobilità,  premesso  che  con  decreto  del
  Presidente  della  Regione n. 134/2000  è  stato  esteso  l'ambito
  territoriale  dell'I.A.C.P. di Acireale (CT) per un totale  di  26
  comuni,   riducendo   in   modo   corrispondente   la   competenza
  dell'I.A.C.P. di Catania;

   visto  che  la  perdurante opposizione dell'IACP  di  Catania  ha
  impedito  il subentro dell'Istituto di Acireale nella proprietà  e
  nella  gestione  di  tutti gli immobili di  edilizia  economica  e
  popolare   insistenti  nei  comuni  di  ricompresi   nelle   nuove
  competenze territoriali;

   accertata, anche per via giudiziaria, la competenza dell'IACP  di
  Acireale  nell'ambito del comprensorio costituito con D.P.R.S.  n.
  134/2000;

   rilevato  che  la  mancata  esecuzione,  da  parte  dell'IACP  di
  Catania,  di  quanto disposto nel sopra citato  DPRS  n.  134/2000
  determina un danno all'IACP di Acireale per il periodo che va  dal
  1   ottobre  2000 al 31 dicembre 2008, quantificato dai commissari
  ad  acta  inviati dall'ex Assessore per i lavori pubblici in  euro
  2.063.108,24,  più un ulteriore ammontare di euro  774.553,20  per
  gli  immobili  di nuova costruzione, tuttora gestiti dall'IACP  di
  Catania;

   ricordato  che  un inopinato finanziamento all'IACP  di  Catania,
  concesso con decreto del dirigente generale dell'ex Assessorato ai
  lavori  pubblici  per  la  manutenzione straordinaria  di  edifici
  ricadenti  nelle  competenze  dell'IACP  di  Acireale,   è   stato
  annullato dal TAR di Catania (ordinanza n. 180/08), ma che  -  ciò
  nonostante  -  l'IACP  di  Catania  non  consente  di  fatto   gli
  interventi manutentivi sugli immobili;

   osservato che, oltre ai danni e agli impedimenti sopra ricordati,
  l'IACP   di   Acireale  è  messo  nell'impossibilità  di   operare
  correttamente  ed efficacemente anche per mancanza  di  necessarie
  figure  professionali, impossibili da assumere per il  divieto  di
  assunzioni posto in base e al rispetto del patto di stabilità;

   considerato   che  con  numerose  note  l'IACP  di  Acireale   ha
  richiamato l'attenzione della Regione sull'errore di avere incluso
  l'IACP  tra  gli enti pubblici sottoposti a vigilanza e  controllo
  della  Regione  ai  sensi dell'art. 1, commi 1 e  3,  della  legge
  regionale   n.   10  del  2000,  visto  che  non   usufruisce   di
  trasferimenti,  né diretti né indiretti, da parte  della  Regione,
  come  esplicitamente  richiesto dalla legge regionale  n.  25  del
  2008;

   per  sapere quali misure intendano adottare, e in che tempi,  per
  risolvere  una vicenda assolutamente chiara sul piano giuridico  e
  che,  in mancanza di opportune e tempestive decisioni, rischia  di
  mettere    nell'impossibilità   di   assolvere    alle    funzioni
  dell'Istituto,  creando altresì le condizioni per possibili  danni
  erariali,   di  cui  sarà  difficile  e  costoso  il  recupero   e
  l'individuazione delle responsabilità.». (1043)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1043, a  firma
  dell'onorevole Raia, si rappresenta quanto segue.
   Premesso  che con la stessa si lamentano le difficoltà  dell'ente
  nello   svolgimento  dei  compiti  di  gestione   del   patrimonio
  immobiliare  insistente  nel  territorio  catanese,  dovuta,   tra
  l'altro,  a  detta dello stesso Ente, alla mancanza di  necessarie
  figure  professionali e alla impossibilità di  procedere  a  nuove
  assunzioni a causa del divieto imposto dalla Giunta di Governo con
  propria delibera n. 221/2008, tenuto conto delle notizie acquisite
  da  parte  degli Uffici entro breve termine, analogamente  a  come
  avvenuto  per altri istituti, sarà prodotta alla Giunta  regionale
  apposita richiesta di deroga alla richiamata deliberazione.
   Relativamente  all'altro profilo dell'interrogazione  riguardante
  il  contenzioso e la definizione dei rapporti tra IACP di Acireale
  e   IACP   di   Catania,   anche  a  seguito   di   pronunciamenti
  giurisdizionali, dopo l'iniziale nomina di commissari ad acta che,
  nell'espletamento del loro incarico, hanno impartito  a  tal  uopo
  specifiche  disposizioni,  poiché tali disposizioni  sono  rimaste
  inevase,  è  stato  investito  il Dipartimento  ed  il  competente
  Dirigente   Generale   per   l'individuazione   delle   iniziative
  propositive  e delle determinazioni necessarie per la  definizione
  della vicenda.
   Non  appena l'attività procedimentale già avviata sarà portata  a
  compimento,  con  l'urgenza che il caso richiede,  sarà  mia  cura
  informare l'onorevole interrogante del relativo esito.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   ODDO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la   Provincia   regionale   di  Trapani   ha   concluso   l'iter
  amministrativo dell'intervento 'variante alla strada  statale  115
  sud  occidentale  sicula' compresa tra lo svincolo  'Birgi'  sulla
  A29/dir  ed  il collegamento alla strada statale 115 al chilometro
  48+000 in corrispondenza dell'abitato di Mazara del Vallo;

   la  realizzazione dell'opera di cui trattasi, che è compresa  tra
  gli  abitati di Trapani e Mazara del Vallo, è stata ritenuta opera
  di  primaria  importanza  sotto  il  profilo  economico-sociale  e
  turistico dalla Provincia regionale di Trapani, e rappresenta  una
  soluzione  strategica alla viabilità provinciale, visti anche  gli
  elevati livelli di traffico e di incidentalità dell'attuale strada
  statale;

   mediante la realizzazione di tale infrastruttura si giungerà alla
  chiusura   dell'anello  autostradale  costiero,   previsto   nella
  proposta di piano regionale dei trasporti, ed alla connessione tra
  l'autostrada  A 29 (Palermo - Mazara del Vallo)  e  la  A  29  dir
  (Palermo - Trapani);

   tale infrastruttura permetterà di realizzare un collegamento  con
  l'aeroporto  di  Trapani  - Birgi, aumentando  le  possibilità  di
  accesso a tale infrastruttura e al porto di Trapani;

   l'opera  è  stata,  a  suo tempo, inserita -  dal  Governo  della
  Regione  siciliana nell'accordo di programma quadro stipulato  tra
  Stato  e  Regione,  relativo alla viabilità  stradale  -  fra  gli
  interventi  da  attuare prioritariamente di concerto  con  l'ANAS,
  competente per legge ad intervenire;

   considerato che tale intervento è stato ricompreso fin  dal  2001
  nella  legge  obiettivo  di  cui alla delibera  CIPE  n  121/2001,
  pubblicata  nella  Gazzetta ufficiale n. 68  del  21  marzo  2002,
  supplemento ordinario n. 51;

   con  delibera  di  Giunta n. 323 del mese  di  novembre  2009  la
  Provincia  regionale  di Trapani si è impegnata  ad  attivare  sul
  piano  istituzionale tutte le iniziative e le procedure occorrenti
  per  ottenere,  da parte della Regione siciliana, il finanziamento
  integrale dei lavori di detta infrastruttura nell'ambito dei fondi
  FAS  (fondo  aree sottoutilizzate) di cui alla deliberazione  CIPE
  03/2006  anche  in relazione all'istanza presentata al  Presidente
  della  Regione siciliana, con nota prot. n. 61825/5 del 2  ottobre
  2008;

   gli strumenti di programmazione (FESR, FAS) agevolano il percorso
  per  il  reperimento  delle  risorse finanziarie  agli  interventi
  progettuali   che  risultano  muniti  di  tutti  gli   adempimenti
  amministrativi   propedeutici   alla   realizzazione    dell'opera
  pubblica;

   negli  ultimi  20  mesi il Governo nazionale  ha  depauperato  le
  potenzialità previste originariamente nei fondi FAS, svilendone la
  portata  ed  il significato, avendo impegnato diversi miliardi  di
  euro  per  provvedimenti estranei alle finalità del fondo  per  le
  aree sottoutilizzate;

   per sapere:

   se  non  ritengano  indispensabile e  ragionevole  attivarsi  nei
  confronti   del  Governo  nazionale  al  fine  di  provvedere   al
  finanziamento  dell'opera 'variante alla strada  statale  115  sud
  occidentale sicula' compresa tra lo svincolo 'Birgi' sulla A29/dir
  ed il collegamento alla strada statale 115 al chilometro 48+000 in
  corrispondenza dell'abitato di Mazara del Vallo;

   se  non  ritengano  opportuno intraprendere tutte  le  iniziative
  politico-istituzionali idonee a sensibilizzare l'attuale Esecutivo
  nazionale,   stante  la  perdurante  assunzione  di  provvedimenti
  'antimeridionalisti'». (1052)

   Risposta. -  «Con riferimento all'interrogazione n. 1052, a firma
  dell'onorevole Oddo, si precisa che l'intervento in questione,  di
  competenza   dell'ANAS   S.p.A.,   è   previsto   nella    sezione
  programmatica  dell'Accordo  di  programma  Quadro  del  trasporto
  stradale - testo coordinato sottoscritto in data 28 dicembre 2006,
  privo  di  copertura finanziaria; lo stesso intervento è, inoltre,
  previsto,  dal  1   programma operativo  delle  opere  strategiche
  (legge 443/2001 detta legge obiettivo).
   L'istruttoria relativa al progetto preliminare dell'opera, pari a
  circa  370 milioni di euro, è stato riavviato dal Ministero  delle
  Infrastrutture e dei Trasporti a seguito del parere  ambientale  e
  urbanistico-localizzativo  rilasciato  dalla   Regione   siciliana
  (settembre - ottobre 2009).
   Giova   in   merito   fare  cenno  alla  recente   corrispondenza
  intervenuta in merito alla questione in parola e di cui si è avuta
  informazione da parte degli uffici dell'Assessorato.
   Con  nota  prot.  64521 del 15 febbraio 2010  il  Ministro  delle
  Infrastrutture ha rappresentato al Presidente della  Provincia  di
  Trapani  che  era  in  corso  di  valutazione  la  possibilità  di
  prevedere  il  finanziamento dell'opera Variante alla  SS.  115  a
  valere sulle risorse delle prossime programmazioni auspicando  una
  compartecipazione della Regione siciliana.
   Con  nota  prot. 20376/RE del 23 marzo 2010, il Presidente  della
  Provincia di Trapani, a seguito degli impegni presi nell'ambito di
  una  riunione convocata dal Presidente della Regione  in  data  16
  marzo  2010,  ha  formalizzato la disponibilità a  partecipare  al
  cofinanziamento dell'opera per un importo massimo di 30 milioni di
  euro.
   Con  nota  prot.  31650 dell'8 aprile 2010  il  Presidente  della
  Regione siciliana ha evidenziato al Ministro per le Infrastrutture
  la  valenza strategica dell'opera in argomento per lo sviluppo dei
  centri  aeroportuali di Trapani-Birgi e Palermo e  che  la  stessa
  completa  un'importante arteria ponendo in stretta  relazione  due
  rilevanti   centri  della  Provincia  di  Trapani;  pertanto,   il
  Presidente della Regione ha manifestato la propria disponibilità a
  cofinanziate    l'infrastruttura   nei   limiti   delle    risorse
  disponibili, auspicando, al contempo, un significativo  intervento
  finanziario da parte dello Stato.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   CORONA.  -  «All'Assessore per le infrastrutture e  le  mobilità,
  premesso  che  la società INTERBUS in atto collega  attraverso  il
  servizio  di  autolinea il comune di Floresta  (ME)  con  Messina,
  attraversando   i  comuni  di  S.  Domenica  Vittoria,   Randazzo,
  Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo e Giardini;

   considerato  che si apprende che questa società ha  soppresso  la
  corsa  di  sabato delle ore 5.20, che collega anche il  comune  di
  Randazzo  con la riviera Jonica ed in particolare con  Giardini  e
  Taormina;

   ritenuto che:

   la soppressione già attuata, oltre a causare gravissimi disagi ai
  lavoratori  pendolari che svolgono la loro attività nel Messinese,
  danneggerebbe le attività economiche dell'intera zona,  in  quanto
  questa  corsa è frequentemente utilizzata dai turisti che vogliono
  raggiungere da Giardini e Taormina il comune di Randazzo;

   evidenziato  inoltre che la stessa linea collega le cittadine  di
  cui sopra con l'unico presidio ospedaliero, quello di Taormina;

   per  sapere se intenda convocare la società INTERBUS ed i sindaci
  delle  cittadine  interessate al fine  di  assumere  provvedimenti
  finalizzati non solo al mantenimento della corsa ma, se possibile,
  ad  implementarla,  per evitare l'isolamento  dei  comuni  montani
  della Valle dell'Alcantara.». (1081)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1081, a  firma
  dell'onorevole Corona, sono state acquisite notizie dalla  Società
  Interbus  circa  i termini della questione ed, in particolare,  la
  stessa  ha  evidenziato la mancanza di utenza nella fascia  oraria
  che  interessa nella giornata del sabato relativamente alla  corsa
  che  collega anche il Comune di Randazzo con la Riviera Jonica  ed
  in particolare con Giardini e Taormina.
   La  stessa  Società  rappresenta, comunque, che  il  collegamento
  Floresta-Messina mediante coincidenza Randazzo è assicurato  nella
  giornata del sabato con le Autolinee: S.Teodoro-Randazzo-Messina e
  Naso-Catania.
   Atteso  che il servizio di autolinea svolto dalla Interbus S.p.A.
  è  regolamentato da apposito contratto di affidamento  provvisorio
  stipulato  ai sensi del comma 6 dell'art. 27 della legge regionale
  n.  19/2005,  e  che pertanto la società ha avuto  la  facoltà  di
  razionalizzare i servizi di linea secondo il numero di  utenza  da
  servire,   sarà  cura  dell'Assessorato  Infrastrutture  attivarsi
  presso la stessa società per sollecitare il ripristino della corsa
  delle  ore  5.20 del sabato, qualora sia accertata  e  documentata
  l'esigenza    di   mobilità   dell'utenza   che   deve    servirsi
  dell'autolinea.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   GUCCIARDI. - «All'Assessore per le infrastrutture e la  mobilità,
  premesso  che  a  seguito  delle  ininterrotte  piogge  che  hanno
  caratterizzato la stagione invernale, la s.s. 188, di collegamento
  tra Salemi a Marsala, e la s.s. 188 A, che collega Salemi - Vita -
  Trapani, sono state interessate da smottamenti di terreno, con  la
  conseguente interruzione della viabilità;

   considerato che:

   la  strada s.s. 188 A è la principale arteria di collegamento tra
  i comuni dell'entroterra trapanese e della Valle del Belice con il
  capoluogo di provincia;

   la  strada s.s. 188 è la principale via di collegamento tra  vari
  comuni della Provincia di Trapani con la città di Marsala;

   le superiori strade rivestono particolare rilievo per le attività
  economiche,  commerciali, ma soprattutto agricole, di  gran  parte
  del territorio della provincia di Trapani;

   l'interruzione alla viabilità ha causato grave nocumento a  tutti
  i  soggetti interessati che, per lavoro, per studio, per  attività
  commerciali ed agricole, quotidianamente transitano sulle stesse;

   l'intransitabilità  delle  strade  ha,  inoltre,  determinato  un
  notevole  disagio ai mezzi pubblici per raggiungere i vari  centri
  della provincia, ed in particolar modo alle ambulanze che prestano
  interventi in caso di urgenze sanitarie;

   preso  atto  che nessun intervento per ripristinare la viabilità,
  ad  oggi, sembra essere stato posto in essere dagli organi  a  ciò
  preposti;

   ritenuto   che   è  indifferibile  ed  urgente  provvedere   alla
  riattivazione della circolazione nelle strade de quibus;

   per sapere:

   quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di ripristinare
  la  circolazione  nella  strada s.s. 188,  che  collega  Salemi  a
  Marsala, e nella s.s. 188 A, che collega Salemi - Vita - Trapani;

   se  non  ritenga di avviare le relative procedure  finalizzate  a
  ripristinare  la  viabilità nelle citate  strade,  ovvero  se  non
  ritenga di intervenire con urgenza estrema presso altri competenti
  organi per realizzare il predetto obiettivo.». (1090)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1090,  a  firma
  dell'onorevole Gucciardi, l'ANAS, con  nota prot CPA-0030897-P del
  12 maggio 2010, ha riferito le iniziative intraprese e le attività
  in corso finalizzate ad un celere ripristino della viabilità della
  SS.  188 tra Salemi e Marsala, attualmente interdetto al transito,
  nel tratto compreso tra i km 30+730 e 32+450.
   L'ANAS  S.p.A. ha infatti individuato le cause degli  smottamenti
  nella   mancata   canalizzazione  delle  acque  meteoriche   sulla
  strabella  comunale che corre parallelamente alla SS 188  in  cima
  alla  scarpata  di monte, con conseguente destabilizzazione  della
  stessa,  ed ha richiesto al Comune di Salemi di porre in essere  i
  provvedimenti necessari all'eliminazione della problematica.
   L'interdizione  al transito è dovuta al pericolo per  gli  utenti
  derivante   dalla   instabilità  delle   pendici   indotta   dalla
  circolazione idrica.
   Le  cause  degli  smottamenti  e la necessità  di  un  intervento
  comunale propedeutico a quello dell'ANAS sono stati confermati  in
  seguito a sopralluoghi congiunti fra ANAS S.p.A. Protezione Civile
  e Comune di Salemi.
   L'ANAS, per quanto di competenza, ha manifestato l'intenzione  di
  intervenire  tempestivamente sulle scarpate della  strada  per  il
  ripristino della viabilità in condizioni di sicurezza, non  appena
  saranno eseguiti gli interventi di competenza comunale, ed inoltre
  ha  avviato le attività propedeutiche alla progettazione di un più
  ampio intervento di consolidamento del costone.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   ARENA.  -  «All'Assessore per le infrastrutture  e  la  mobilità,
  premesso  che  il progetto Librino, nato circa quarant'anni  fa  e
  originariamente    simbolo    di   un   ambizioso    avanguardismo
  architettonico che avrebbe dovuto offrire un volto razionale nella
  distribuzione   degli  spazi  abitativi  e  delle   infrastrutture
  primarie  nella  periferia sud catanese, rappresenta  ancora  oggi
  purtroppo  l'ennesima 'brutta storia' di degrado  urbanistico  che
  tante altre città siciliane ed italiane hanno vissuto e continuano
  a vivere;

   considerato che:

   emblema  di un tale fallimento di riqualificazione urbanistica  è
  il  caso  delle 'palazzine dello IACP di Catania del viale  Biagio
  Pecorino   di  Librino',  frutto  di  un  programma  di   edilizia
  sperimentale  sovvenzionata ex art. 4 legge n. 94  del  1982,  che
  all'epoca  della loro realizzazione, risalente a circa  trent'anni
  fa, costituirono un 'pionieristico quanto avventuroso esempio'  di
  progettazione  edilizia basato sull'impiego di materiali  plastici
  non  tradizionali, quali ad esempio il linoleum, materiale a tutti
  noto  poiché  normalmente utilizzato in  ospedali,  scuole  ed  in
  genere  locali pubblici, o come i pannelli di materiale  vinilico,
  impiegati  nei rivestimenti per i bagni in luogo delle più  comuni
  ed igieniche piastrelle;

   il   complesso  residenziale  in  oggetto  ha,  sin   dalla   sua
  ultimazione,  mostrato tutte le sue criticità strutturali,  frutto
  di  scelte  progettuali  discutibili, la  più  grave  delle  quali
  interessa  le  coperture delle palazzine, realizzate  in  'cartone
  impregnato  di catrame'. L'estrema permeabilità di tale  materiale
  ha  determinato  copiose  infiltrazioni  d'acqua  che  hanno  reso
  invivibili  le  abitazioni e contribuito  a  provocare  gravissime
  lesioni  che  fanno  temere  danni irreparabili  per  la  pubblica
  incolumità.

   la  situazione descritta offre scenari ben più inquietanti, avuto
  riguardo  alle  insalubri  condizioni  in  cui  versano  i  locali
  terranei del plesso in oggetto, dove tra le immondizie e le  pozze
  d'acqua  conseguenti alle infiltrazioni giocano i figli dei  tanti
  abitanti delle palazzine sperimentali;

   alle  reiterate,  civili iniziative di protesta degli  inquilini,
  costretti  a  provvedere  di  propria  iniziativa  alle  opere  di
  manutenzione  straordinaria, necessarie  a  fronteggiare  i  tanti
  danni  causati  dalle  recenti  condizioni  meteo,  nessuno  degli
  impegni  assunti dallo IACP di Catania per un'effettiva  messa  in
  sicurezza degli stabili ha avuto concretamente seguito;

   il  Ministero delle infrastrutture, interpellato in  merito  alla
  grave situazione, ha rappresentato che 'le soluzioni adottate e le
  scelte  progettuali  ed  esecutive, con  particolare  riguardo  ai
  materiali  utilizzati per la realizzazione delle coperture'  siano
  riconducibili allo IACP ed al progettista incaricato, evidenziando
  come tali opere abbiano ricevuto in passato le dovute approvazioni
  dall'Istituto autonomo catanese;

   per sapere:

   quali urgenti iniziative intenda intraprendere per individuare le
  responsabilità amministrative che hanno determinato il verificarsi
  ed il perdurare dell'incresciosa situazione descritta;

   quali  immediati  interventi  intenda  predisporre  affinché  sia
  garantito ai cittadini inquilini degli alloggi popolari in oggetto
  l'effettivo  diritto  di  abitazione  gravemente  compromesso   da
  sconsiderate  e  superficiali  scelte  che  rischiano  di  nuocere
  gravemente alla loro salute.». (1106)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1106, a  firma
  dell'onorevole Arena, si rappresenta quanto segue.
   Bisogna  preliminarmente osservare che gli stabili  in  argomento
  sono  stati  realizzati nell'ambito di un programma più  vasto  di
  edilizia  sperimentale indetto dal Ministero dei Lavori  Pubblici,
  oggi  Ministero  Infrastrutture e  trasporti,  il  quale,  tramite
  l'utilizzo   di   propri  fondi,  ha  avviato  un   programma   di
  sperimentazione   edilizia   sovvenzionata    e    agevolata    e,
  particolarmente, con la legge n. 94/82 - art. 4 -  mediante  l'uso
  di   materiali  e/o  componenti  innovativi  ed  applicazione   di
  tecnologie industrializzate e/o prefabbricate.
   Il C.E.R. mediante avviso pubblico in data 16 giugno 1984 ha dato
  avvio al finanziamento per la realizzazione di n. 120 alloggi  nel
  comune  di  Catania  tra  i quali rientrano  gli  alloggi  oggetto
  dell'atto ispettivo.
   Con  D.M. n. 1301 del 17 aprile 1989 del ministero LL.PP. è stata
  stipulata  la  Convenzione/Contratto tra il C.E.R.,  il  Consorzio
  COSPER  (titolare  del  progetto)  e  l'I.A.C.P.  di  Catania   in
  attuazione   del  programma  di  edilizia  sperimentale   per   la
  realizzazione di n. 116 alloggi in località Librino per un importo
  complessivo di lire 12.320.684.000.
   Nell'attuazione della predetta convenzione, al Comitato esecutivo
  C.E.R. sono stati attribuiti i seguenti compiti:
   -Esame   ed   approvazione   del  P.I.D.  (Programma   Intervento
      definitivo);
  -Esame ed approvazione di eventuali variazioni dei lavori;
  -Alta vigilanza sulla realizzazione del programma e riscontro
  risultati;
  -Raccolta e pubblicazione di dati e documenti inerenti la
  realizzazione del programma;
  -Approvazione degli atti di collaudo;
  -Approvazione del rapporto conclusivo sulla sperimentazione;
  -Accredito fondi.
   I  lavori  vennero  consegnati al  Consorzio  COSPER  in  data  8
  novembre  1991  e  con  verbale del 29 ottobre  1999  gli  alloggi
  realizzati furono affidati agli assegnatari.
   Sin dalla realizzazione le opere hanno evidenziato carenze insite
  alle  tecnologie  e  soluzioni tecniche adottate  con  inevitabili
  disagi per l'utenza.
   A  seguito  di quanto premesso sono state inoltrate richieste  di
  notizie da parte dell'Assessorato all'I.A.C.P. di Catania riguardo
  lo  stato degli edifici siti in via Biagio Pecorino - loc. Librino
  -  nel  comune di Catania, realizzati ai sensi dell'art.  4  della
  legge  94/82  -  programma sperimentale di  edilizia  residenziale
  sovvenzionata.
   Lo stesso ha trasmesso:

   -  copia  della determina dirigenziale n. 37 del 29  aprile  2009
  riguardante   Opere  di  s.u.  per il ripristino  delle  coperture
  danneggiate da eventi atmosferici'; copia della relazione  tecnica
  sullo  stato degli edifici; copia della relazione sull'intervento,
  le  modalità di finanziamento, il collaudo delle opere  realizzate
  ed, infine, l'assegnazione degli alloggi agli assegnatari.
   Si  precisa  ancora  che  l'I.A.C.P. di  Catania  è,  più  volte,
  intervenuto  nel  tempo, con propri fondi, per sanare  le  carenze
  predette rilevabili specificatamente nelle coperture degli edifici
  che  furono realizzate con lastre di onduline in cartone  pressato
  ricoperto  di  bitume  e, nel contempo, ha  chiesto  al  Ministero
  Infrastrutture di poter accedere alle eventuali economie derivanti
  dal  progetto generale al fine di operare un ulteriore  intervento
  necessario  ed urgente per danni causati da avversità atmosferiche
  alle coperture.
   L'importo  presunto  di tale intervento ammontava  a  circa  euro
  300.000,00.
   Ancora  l'istituto ha manifestato la necessità  di  un  ulteriore
  finanziamento  di euro 500.000,00 per il totale rifacimento  delle
  predette  coperture degli edifici realizzati in  loc.  Librino  al
  fine di dare una definitiva soluzione al problema.
   Da  quanto sopra relazionato appare evidente la totale estraneità
  della  Regione siciliana nella esecuzione del progetto dei lavori,
  nella   gestione  degli  edifici  realizzati  e  un   qualsivoglia
  intervento   manutentivi   nonché  la   contenuta   responsabilità
  dell'istituto di Catania.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   VINCIULLO   -   POGLIESE.   -  «Al  Presidente   della   Regione,
  all'Assessore  per le attività produttive e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che la legge  regionale  n.
  20/2007  stabilisce  la data del 31 dicembre  2008  quale  termine
  ultimo  per l'inizio dei lavori per la realizzazione di  programmi
  di  edilizia  agevolata  convenzionata riservata  alle  imprese  e
  cooperative edilizie;

   considerato che:

   le difficoltà riscontrate dalle imprese e cooperative, sia per il
  reperimento  delle  aree  sia  per il complesso  iter  burocratico
  conseguente,  non  hanno consentito l'avvio di buona  parte  degli
  interventi in programma entro la data prevista dalla l.r. 20/2007;

   l'impossibilità  di  accedere  alla  totalità  degli   interventi
  previsti  dalla citata legge ha determinato una perdita  di  oltre
  100  milioni  di  euro  destinati alla costruzione  di  oltre  600
  alloggi   per   altrettanti  nuclei  familiari  dei   soci   delle
  cooperative;

   una  perdita  economica  di  tale entità  ha  avuto  una  pesante
  ricaduta  sul  settore  edilizio,  già  fortemente  provato  dalla
  pesante crisi economica che lo sta colpendo;

   alla  luce  di  quanto  sopra,  appare  sempre  più  evidente  la
  necessità di approvare una proroga al termine ultimo per  l'inizio
  dei lavori per la realizzazione di programmi di edilizia agevolata
  convenzionata  riservati alle imprese e cooperative  edilizie,  al
  fine di consentire una definizione degli adempimenti previsti e la
  conseguente apertura dei cantieri;

   tenuto conto che:

   l'apertura di nuovi cantieri produrrebbe un immediato effetto sul
  fronte  occupazionale e darebbe un nuovo impulso alla  risoluzione
  del problema, oramai atavico, dell'edilizia sociale;

   la  tematica  abitativa ha oramai assunto connotati di  emergenza
  sociale, che non investe più le fasce cosiddette deboli, ma  anche
  la  classe media, proprio per le difficoltà di questa ad  accedere
  al mercato immobiliare;

   gli  interventi in questione rappresentano quindi un  sistema  di
  acquisizione del bene casa a prezzi calmierati;

   visto  che, in più occasioni, le organizzazioni degli edili hanno
  manifestato la necessità e l'urgenza di predisporre un disegno  di
  legge  volto  alla  riapertura  dei termini  previsti  dalla  l.r.
  20/2007;

   il  Governo  regionale ha scelto di non inserire nel  disegno  di
  legge   sul   cosiddetto  'Piano  Casa'  le  norme  che  avrebbero
  consentito la riapertura dei termini stabiliti dalla l.r. 20/2007,
  sprecando un'utile occasione e approvando un d.d.l. che, così come
  strutturato,  difficilmente contribuirà al  rilancio  economico  e
  occupazionale del settore edile in Sicilia;

   per  sapere se non ritengano opportuno predisporre un emendamento
  di  iniziativa  governativa  volto a  prorogare  la  scadenza  del
  31/12/2008 prevista dalla legge regionale n. 20/2007 come  termine
  ultimo  per l'inizio dei lavori per la realizzazione di  programmi
  di  edilizia  agevolata  convenzionata  riservati  ad  imprese   e
  cooperative  edilizie  e rilanciare così l'economia  legata  a  un
  settore colpito da una crisi inarrestabile.». (1118)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1118, a  firma
  degli  onorevoli Vinciullo e Pogliese, si precisa  che  la  stessa
  appare  ormai superata essendo finalmente intervenuta la norma  di
  cui  all'articolo 70, comma 5, della l.r. n. 11 del 12 maggio 2010
  (Legge  finanziaria) pubblicata nella GURS n.  23  del  14  maggio
  2010,  con  la  quale  viene  stabilito  che  i  termini  previsti
  dall'art. 6, comma 2, della l.r. 8 maggio 2007, n. 13, e i termini
  di  cui  ai  commi 1 e 2 dell'articolo 4 della legge regionale  21
  agosto  2007,  n.  20, sono stati prorogati di  ventiquattro  mesi
  dall'entrata in vigore di tale legge.».
                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile
   PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   il  personale del Consorzio autostrade siciliane (CAS) è in stato
  di  agitazione  perché  rivendica,  senza  avere  finora  ottenuto
  risposte  soddisfacenti, la definizione della  pianta  organica  e
  l'inquadramento corrispondente alle mansioni svolte;

   i  cosiddetti  'trimestrali' hanno, nel contempo,  dato  luogo  a
  numerose   manifestazioni   di  protesta   per   sollecitare   una
  prospettiva di lavoro stabile;

   considerato che:

   il commissario straordinario, recentemente nominato, ha ereditato
  una  situazione pesante per l'inerzia e le iniziative  discutibili
  della  precedente  gestione, come denunciato  in  precedenti  atti
  parlamentari; in particolare, il presidente del CAS,  rimosso  nel
  2009,  mentre  denunciava  un presunto  eccesso  di  personale  di
  esazione,  contemporaneamente prospettava ai trimestrali centinaia
  di  assunzioni a tempo indeterminato, come si evince  dal  verbale
  del 22-1-2009 sottoscritto presso la task-force regionale;

   questo  modo  di  procedere ha determinato la frustrazione  delle
  legittime aspettative del personale di ruolo ed alimentato  enormi
  aspettative tra i trimestrali;

   nel  frattempo, il predetto presidente non compiva alcun atto per
  definire il contenzioso esistente né la nuova pianta organica;

   dava  corso,  invece,  all'assunzione  di  personale,  attraverso
  procedure  di  mobilità 'ad personam', in violazione  delle  norme
  vigenti e delle più elementari regole di pubblicità e trasparenza;
  questi   comportamenti   hanno   determinato,   oltre   al    caos
  organizzativo,  la  mancata copertura dei posti  in  organico  nel
  settore dell'esazione, il blocco del passaggio dei lavoratori part-
  time  a  full-time  per  consentire l'espletamento  del  servizio,
  l'elusione  dell'impegno, previsto dal contratto e  dagli  accordi
  aziendali, di immettere in servizio una parte di trimestrali;

   il  passaggio  di  lavoratori dal part-time  a  full-time  ed  il
  reclutamento a tempo indeterminato dei trimestrali è regolamentato
  dal  contratto  nazionale  di lavoro  e  non  può  dare  luogo  ad
  interventi discrezionali e, probabilmente, per questa ragione  non
  ha  avuto  finora  corso,  determinando disservizi  e  un  ricorso
  eccessivo  allo  straordinario,  sanzionato  dall'ispettorato  del
  lavoro di Messina;

   il    commissario   straordinario,   dopo   l'insediamento,    ha
  commissionato ad esperti la nuova pianta organica che tenga  conto
  dei   parametri   definiti   tra  l'associazione   delle   aziende
  autostradali e dei sindacati nazionali di categoria;

   per sapere:

   se  non  valutino  necessario porre fine a questa  situazione  di
  stallo  che  mortifica  i diritti dei lavoratori  e  penalizza  la
  funzionalità  della  più  importante azienda  di  proprietà  della
  Regione;

   se  non ritengano urgente convocare i sindacati ed il commissario
  straordinario  per  concordare, sulla base  della  proposta  degli
  esperti, la nuova pianta organica del CAS e dare corso a tutti gli
  atti  conseguenti  per  rispettare le  legittime  aspettative  dei
  lavoratori  part-time  e  dei  trimestrali  applicando  le   norme
  previste dal contratto nazionale di lavoro.». (1139)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1139, a  firma
  dell'onorevole Panarello, si rappresenta quanto segue.
   Si  è  tenuto  conto delle puntuali informazioni del  Commissario
  straordinario  del  CAS che in prima battuta,  nel  precisare  che
  nessun  esperto  è  stato nominato per la redazione  della  pianta
  organica,  ha  evidenziato  di avere provveduto  alla  nomina  del
  Servizio  di  Valutazione controllo Strategico  (deliberazione  n.
  2/AS  dell'1  febbraio 2010 dell'assemblea dei  soci  del  CAS  in
  accoglimento  alla  proposta  del  Commissario  straordinario  con
  deliberazione n. 3/C del 15 gennaio 2010).
   Lo  stesso Commissario, nel precisare che il suddetto Servizio di
  Valutazione è chiamato ad espletare le funzioni previste dall'art.
  6  del  D.lgs.  n.  286/99  sino alla costituzione  dell'Organismo
  indipendente  di  valutazione  ex articoli  14  e  30  del  D.lgs.
  150/2009,  ha  elencato le funzioni principali di detto  organismo
  insediatosi in data 4 marzo 2010.
   Il  Commissario, nel fornire indicazioni circa il lavoro  avviato
  dal  Servizio  di  valutazione  in ordine  all'acquisizione  della
  documentazione  necessaria nonché alle audizioni con  i  Dirigenti
  del  Consorzio  e con i componenti del Collegio dei  revisori  ha,
  comunque, precisato che non rientra tra le competenze dello stesso
  la  redazione  di  una nuova Pianta organica essendo  quest'ultimo
  compito di stretta pertinenza dell'Assemblea del CAS (art. 9 dello
  Statuto)  previa approvazione della Giunta regionale  su  proposta
  dell'Organo Tutorio (art. 14 dello Statuto).
   Il   Servizio   di   valutazione,   in   un'ottica   di   fattiva
  collaborazione,  si  è,  comunque,  impegnato  a   supportare   il
  Commissario  straordinario  nella  funzione  di  progettazione   e
  redazione  della  nuova macrostruttura dell'ente con  la  relativa
  dotazione organica. In particolare, per tale funzione di supporto,
  si   è   impegnato  a  tenere  conto  delle  criticità   emergenti
  dall'analisi dei dati e delle performance prodotte, tenendo conto,
  tra  l'altro,  della  seppur  minima valutazione  della  congruità
  economico-gestionale  di  eventuali  rimodulazioni  organizzative,
  nonché  degli  standard oggettivi che in Italia altre  Aziende  di
  Servizi  autostradali  hanno  adottato  per  i  parametri  su  cui
  costruire  una  struttura efficiente e produttiva.  Dai  dati  già
  acquisiti è stato rilevato che l'organico operante all'interno del
  CAS  apparirebbe sovradimensionato, con un deficit, a  livello  di
  quadri e dirigenti soprattutto nel settore tecnico.
   Sotto  il  profilo, invece, della definizione del  contratto  dei
  dirigenti  sembrerebbe che la questione è in  fase  di  definitiva
  soluzione  sì  da  attivare  la  definitiva  chiusura  del   lungo
  contenzioso  che  si è aperto tra il CAS ed il  proprio  personale
  dirigente.
   Con  riferimento ancora a quanto rilevato dall'interrogante circa
  l'assunzione  di  personale attraverso procedure di  mobilità,  il
  Commissario  ha rappresentato che in atto il CAS si sta  avvalendo
  di  professionalità esterne all'Ente solo in regime di comando  da
  altri  Enti  giusto  per ovviare alle carenze  di  professionalità
  interne.
   Con  riguardo al punto in cui si rileva un ricorso eccessivo allo
  straordinario lo stesso servizio di valutazione di cui si è  detto
  sta  verificando i parametri ottimali tenendo conto degli standard
  e  dei parametri nazionali onde pervenire ad un maggiore risparmio
  in termini economici nonché di maggiore efficienza ed efficacia in
  termini organizzativi.
   Da ultimo, giova fare cenno alla complessa vicenda del precariato
  operante   nel   CAS   (lavoratori   part-time   e   trimestrali),
  quest'ultimo,  infatti, dovrà necessariamente tenere  conto  delle
  reali  esigenze  di  personale dell'Ente  e  solo  successivamente
  valuterà  la possibilità di eventuali stabilizzazioni  secondo  le
  vigenti disposizioni di legge.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile
   DE  BENEDICTIS.  -  «All'Assessore per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità,   premesso   che  nell'anno  trascorso   Trenitalia   ha
  proceduto, con una serie di successive eliminazioni, a ridisegnare
  la  frequenza  e  la  rete dei servizi offerti nella  Sicilia  sud
  orientale  cui, adesso, si aggiunge la cancellazione dei  convogli
  durante i festivi e per la prossima estate sulla tratta Siracusa -
  Ragusa - Caltanissetta;

   considerato  che  con  l'avvicinarsi  della  stagione  estiva   e
  l'incremento dei flussi turistici è prevedibile un'implementazione
  della  richiesta, appare incomprensibile e sbagliata la scelta  di
  Trenitalia  di  non supportare tale domanda garantendo  i  servizi
  necessari;

   osservato  che  da  parte di Trenitalia è  stata  individuata  la
  mancanza di un contratto di servizio con la Regione siciliana  tra
  le  motivazioni  della  mancata  conferma  o  dell'incremento  del
  traffico ferroviario nelle tratte della Sicilia sud-orientale;

   per sapere:

   se  non ritenga urgente e necessario mettere in regola la Regione
  siciliana  stipulando  rapidamente il contratto  di  servizio  con
  Trenitalia, come fatto dalle altre regioni del Paese;

   se  non  valuti  di  dover  aprire  una  vertenza  nazionale  per
  ricontrattare  un'inversione di tendenza  e  una  più  equilibrata
  distribuzione  delle risorse che, invece, hanno  finora  visto  un
  disinvestimento  nelle ferrovie del Sud e molteplici  investimenti
  al nord.». (1140)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1140, a  firma
  dell'onorevole De Benedictis, riguardante notizie in  ordine  alla
  mancata  sottoscrizione del Contratto di Servizio con  la  società
  Trenitalia,  giova  precisare che il contesto normativo  entro  il
  quale   la   Regione  Siciliana  si  trova  ad  operare   per   la
  regolamentazione della materia in questione è il D. Legislativo n.
  422/1997, peraltro di severa ispirazione europea.
   Detta  normativa  ha previsto e disciplinato un preciso  percorso
  procedimentale, scandito da passaggi amministrativi intermedi,  la
  cui  definizione renderà possibile il concretizzarsi del  processo
  di   regionalizzazione  del  trasporto  ferroviario  di  rilevanza
  locale,  consentendo,  quindi, alla Regione  l'azionabilità  delle
  competenze   trasferite  dallo  Stato  con  l'acquisizione   degli
  strumenti giuridico-operativi di governo del comparto, fra cui  il
  Contratto di Servizio, con l'impresa di trasporto individuata.
   In  atto,  in assenza di certezza circa l'effettiva disponibilità
  di  risorse  di  provenienza statale da assegnare  a  regime  alla
  Sicilia  per  l'esercizio di nuove competenze, non è stata  ancora
  definita la fase relativa al trasferimento dallo Stato dei compiti
  e  delle funzioni in ordine ai servizi ferroviari di pertinenza di
  Trenitalia.
   Al riguardo si precisa che, a fronte di un fabbisogno finanziario
  pari  a  poco più di euro 117.000.000,00, sufficienti a  detta  di
  TRENITALIA per assicurare i servizi minimi (10.799.000,00 di treni
  Km.  annui),  il  Ministero delle Infrastrutture  e  Trasporti  ha
  prospettato  una  disponibilità iniziale di risorse  pari  a  euro
  110.000.000,00 successivamente incrementata, con proposta, a  euro
  117.000.000,00,   con   successivo   ridimensionamento   a    euro
  111.535.920,00  (ultima versione dell'Accordo di Programma  Quadro
  ).  Si  precisa  inoltre che il Fondo da cui  il  Ministero  dovrà
  prelevare le risorse da ripartire alle Regioni a Statuto  speciale
  per  il  pagamento dei corrispettivi contrattuali al  gestore  del
  servizio  ferroviario è stato incrementato fino al 2011,  con  una
  parte di fondi FAS, per euro 50.000.000,00 (art. 25, comma 2, d.l.
  185/2008).
   La  variabilità nel tempo delle somme messe a disposizione  dallo
  Stato  ha  determinato la necessità di incontri con  le  strutture
  ministeriali  per approfondimenti e per verificare la  sussistenza
  di  ulteriori margini di manovra per incrementare la dotazione  di
  euro  111.535.920,00  (ultima versione dell'Accordo  di  Programma
  Quadro)  riconosciuta  alla Sicilia al  fine  di  ridurre  il  gap
  rispetto  all'effettivo  fabbisogno  finanziario  pari   ad   euro
  117.000.000,00.
   Nell'ambito  dei suddetti incontri è stato proposto al  Ministero
  che  il Contratto di Servizio da stipularsi debba costituire parte
  integrante di un progetto più complessivo di ammodernamento  e  di
  sviluppo  della  modalità ferroviaria da inserire in  un  apposito
  Accordo  Quadro che aggiorni quello siglato nell'ottobre del  2001
  fra  Stato,  RFI e Regione Siciliana e permetta di individuare  le
  strategie operative, assicurando il rispettivo apporto finanziario
  e   indicando  le  scadenze  temporali  di  attuazione  dei   vari
  interventi.  Questi  ultimi, inseriti  in  apposito  Contratto  di
  programma con RFI, dovranno articolarsi in interventi sui binari e
  sugli  impianti,  diversamente per gli interventi  finalizzati  al
  rinnovo sul materiale rotabile andranno inseriti nel Contratto  di
  Servizio con Trenitalia.
   L'impegno  dell'Amministrazione è quindi finalizzato  ad  evitare
  che  lo Stato disimpegni le risorse destinate alla Regione  e  ciò
  sembra  potersi  realizzare ricomprendendo  il  CDS  in  un  ampio
  Accordo  di Programma finalizzato al conseguimento degli obiettivi
  prefissati  unitamente al Contratto di Programma con  RFI  per  la
  parte relativa ai profili tecnologici e strutturali della rete.
   Conclusivamente si ribadisce che la stipula del CDS costituirà un
  adempimento  dovuto  solo nel momento in cui si  concretizzerà  il
  trasferimento  delle  competenze e  delle  relative  risorse  alla
  nostra  Regione  e che, comunque, la sottoscrizione  del  CDS  non
  comporta  un'immediata possibilità per la Sicilia  di  beneficiare
  delle  già  citate  risorse  con  riguardo  agli  investimenti  in
  materiale  rotabile.  Vedasi in proposito analoga  situazione  per
  altre Regioni che hanno già stipulato il CDS con TRENITALIA e  non
  hanno  ancora avuto riconosciuta la quota parte dei fondi  di  cui
  all'art. 25, comma 2, DL 185/2008).».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   BOSCO.  -  «All'Assessore per le infrastrutture e la  mobilità  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che l'alveo
  del  fiume  Verdura da mesi si presenta in precarie condizioni  di
  sicurezza, specie in prossimità delle località Piano di  Monaco  e
  Giraffe  (AG),  a seguito delle copiose e continue  precipitazioni
  delle ultime stagioni e dell'assenza di manutenzione dell'alveo;

   considerato che:

   è  stata  riconosciuta  la situazione di grave  pericolo  da  cui
  deriva  la condizione di estrema urgenza di cui all'art.  146  del
  D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, giusta dichiarazione dell'ufficio
  del  genio  civile  di  Agrigento  U.O.B.  C  5  Infrastrutture  e
  Trasporti prot. n. 1529, rif. n. 6751 del 4.03.2009;

   alcuni  comuni territorialmente interessati, e fra questi  quello
  di  Villafranca  Sicula,  hanno  più  volte  denunciato  la  grave
  situazione di pericolo per ampie porzioni di territori interessati
  da coltivazioni di pregio;

   anche privati hanno più volte indirizzato richieste di intervento
  agli  uffici competenti, segnalando il rischio di ingenti  perdite
  economiche;

   sottolineato  che, come ampiamente previsto, si  sono  verificati
  episodi  di esondazione con allagamento di intere aziende agricole
  e  conseguente perdita dei frutti pendenti, danni permanenti  agli
  impianti e alle infrastrutture agricole;

   per sapere:

   quali  siano gli atti fin qui adottati nel merito delle questioni
  sopra esposte;

   quali immediati interventi abbiano frattanto adottato al fine  di
  risarcire i privati, così duramente danneggiati, anche a causa dei
  ritardi   degli   organi  competenti  nell'affrontare   sì   grave
  emergenza;
   quali  interventi  si  intendano  effettuare  per  il  ripristino
  dell'alveo  del  fiume  Verdura  e  per  un'adeguata  risagomatura
  spondale.». (1159)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1159, a  firma
  dell'onorevole Bosco si rappresenta quanto segue.
   Il Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti con apposito
  pro-memoria,  data  la rilevanza della problematica  generale,  ha
  rappresentato    le    criticità   esistenti   sulle    competenze
  dell'Assessorato Infrastrutture e Mobilità in materia di  "Assetto
  del Territorio".
   Allo  scopo  di  operare  una  corretta  strategia  politica  del
  territorio appare necessaria una rivisitazione, intesa nei termini
  di  un  riordino organico dell'intera normativa vigente in materia
  di  ecosistemi  fluviali,  al  fine  di  migliorare  lo  stato  di
  conservazione ed il funzionamento dei corsi d'acqua e mitigare  il
  rischio idrogeologico nel territorio della Regione Siciliana.
   In   relazione  alle  competenze  ed  alle  risorse   finanziarie
  disponibili  per soddisfare le numerose richieste  che  pervengono
  alla  redazione di perizie riguardanti interventi di  manutenzione
  straordinaria  e  di  "urgenza" (art.  146  DPR  554/1999)  e  per
  l'autorizzazione all'esecuzione di interventi di  "somma  urgenza"
  (art.  147  DPR  554/1999) nei corsi d'acqua volti  principalmente
  alla  rimozione dagli alvei di materiale terroso e di  vegetazione
  e/o  alla riparazione di danni derivanti da eventi calamitosi,  si
  evidenzia che:
   -  il  capitolo  di  bilancio 672010,  deputato  alla  spesa  per
  "interventi  per  l'esecuzione di opere  pubbliche  relative  alla
  costruzione, al completamento, alla riparazione, alla sistemazione
  ed   alla  manutenzione  straordinaria  di  opere  idrauliche   ad
  eccezione  di  quelle  di prima, seconda e terza  categoria  e  di
  quelle  che,  a  norma  delle vigenti leggi,  sono  di  competenza
  dell'Assessorato  Agricoltura e Foreste  anche  se  di  competenza
  degli  enti  locali  della Regione", nel  bilancio  della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2010 risulta soppresso;
   -  il  capitolo  di  bilancio  672075,  deputato  alla  spesa  per
  "interventi  da  realizzare nell'ambito degli  ecosistemi  fluviali
  relativi  alla  manutenzione straordinaria,  alla  rimozione  dagli
  alvei di rifiuti o di corpi estranei, nonché spese per l'esecuzione
  di  perizie  in  danno  per il ripristino dello  stato  dei  luoghi
  interessati da manomissioni", non risulta più indicato nel bilancio
  della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2010;
   -  il  capitolo  di  bilancio  672013,  deputato  alla  spesa  per
  "interventi  per l'esecuzione di lavori e opere pubbliche  in  zone
  colpite  da  eventi calamitosi nonché per il consolidamento  ed  il
  trasferimento di abitati situati in zone franose " (per i quali sia
  acclarato il nesso di causalità tra il danno riscontrato e l'evento
  calamitoso  che  lo  ha  generato), con le  risorse  stanziate  nel
  corrente   esercizio  finanziario,  ha  consentito  di  autorizzare
  prioritariamente  soltanto parte delle richieste di  autorizzazioni
  per   l'esecuzione  di  interventi  di  "somma  urgenza"  ai  sensi
  dell'art. 147 del Regolamento approvato con DPR 554/1999.
   In  assenza  di  adeguate  risorse  economiche  per  la  corretta
  imputazione della spesa negli ultimi esercizi finanziari non  sono
  state  rilasciate  autorizzazioni  a  redigere  perizie  sia   per
  interventi  di  "urgenza", ai sensi dell'art. 146 del  Regolamento
  approvato  con  DPR 554/1999, sia per interventi  di  manutenzione
  straordinaria,  anche in relazione ai costi da sostenere  ed  alle
  risorse umane e strumentali da impegnare per tale attività.
   Lo  stanziamento  sull'unico capitolo di bilancio  con  dotazione
  finanziaria  assegnata  per  il  corrente  esercizio  finanziario,
  ovvero  il  capitolo 672013, con un importo pari a   7.900.000,00,
  deputato  alla spesa, anche in via sostitutiva agli  enti  locali,
  degli "interventi per l'esecuzione di lavori ed opere pubbliche in
  zone  colpite  da  eventi calamitosi ...  ",  allo  stato  attuale
  risulta   quasi  azzerato  in  dipendenza  degli  interventi   già
  autorizzati  agli Uffici del Genio civile, in via  prioritaria,  e
  dei  relativi impegni assunti per l'esecuzione di lavori in regime
  di   "somma   urgenza"  ai  sensi  dell'art.  147  del   succitato
  Regolamento.
   Quanto  sopra  per  far fronte alle richieste di  riparazione  di
  danni   causati  dagli  eventi  meteorici  di  particolare  entità
  verificatisi  nel  territorio della regione nella  fine  dell'anno
  scorso nei mesi di gennaio e febbraio c.a.
   In  particolare  nel  corrente esercizio finanziario  sono  stati
  autorizzati  complessivamente  n. 29  interventi  richiesti  dagli
  Uffici del Genio Civile dell'Isola in regime di "somma urgenza" di
  cui  all'art.  147  del Regolamento approvato  con  DPR  554/1999,
  mentre  sono ancora in "lista d'attesa" n. 21 interventi ricadenti
  nella identica fattispecie.
   Pertanto,   per   le   motivazioni  sopra  esposte,   anche   per
  l'intervento di urgenza in oggetto (art. 146 DPR 554/1999)  non  è
  stato  possibile intraprendere alcuna iniziativa, così come meglio
  rappresentato, in linea generale, agli Ingegneri capi degli Uffici
  del  Genio Civile dell'Isola, con le circolari prot. n. 47270  del
  21/07/09,  prot.  n.  23575 del 16/03/2010 e  prot.  n.  7001  del
  29/01/2010   a  firma  del  Dirigente  Generale  del  Dipartimento
  Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
  attività produttive, premesso che:

   la  società  cooperativa  edilizia  San  Michele  Arcangelo,  con
  decreto  assessoriale  n.  080/89XIV  del  16  febbraio  1989,  ha
  ottenuto un contributo per 40 semestralità di £. 24.341.140,  pari
  al 3,606095% della spesa complessiva di £. 675.000.000;

   in  data  13  aprile  e 21 dicembre 1989 sono stati  stipulati  i
  contratti  di  mutuo edilizio agevolato, ai sensi  della  l.r.  20
  dicembre 1975, n. 79, ed il contratto di somministrazione  rateale
  su  mutuo  in contanti, ai sensi della l.r. n. 79 del  1975  sopra
  richiamata e successive modifiche;

   a  partire da giugno 1991 fino a dicembre del 2008 tutti  i  soci
  della  predetta  cooperativa  hanno  regolarmente  corrisposto  la
  relativa  rata  di  mutuo,  con  un  importo  semestrale  di  euro
  1.480,00;

   considerato  che, senza alcuna motivazione, a fine dicembre  2009
  sono  pervenuti  ai mutuatari dei bollettini di pagamento  con  un
  importo della rata aumentato di oltre il 100%;

   ritenuto   che,   nonostante  diversi   solleciti   scritti   sia
  all'istituto  bancario che all'Assessorato,  gli  interessati  non
  hanno   ottenuto  alcuna  spiegazione  in  ordine  ai  chiarimenti
  richiesti sull'aumento delle rate di mutuo;

   per sapere:

   quali siano state le ragioni per le quali l'istituto mutuante San
  Michele Arcangelo ha raddoppiato l'importo delle rate;

   per  quale motivo non si sia dato riscontro alle diverse  lettere
  raccomandate  inviate ad Unicredit e all'ex Assessorato  regionale
  della   cooperazione,  del  commercio,  dell'artigianato  e  della
  pesca.». (1161)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1161, a  firma
  dell'onorevole Barbagallo, si rappresenta quanto segue:
   Alla  Cooperativa edilizia "San Michele Arcangelo" di  Augusta  è
  stato  concesso ai sensi delle leggi regionali 20/12/1975, n.  79,
  06/05/1981,  n. 86 e 30/05/1984, n. 37, il concorso interessi  sui
  mutui  di  L.  675.000.000 e di L. 147.000.000  stipulati  per  la
  realizzazione in Augusta del programma edilizio di n. 10  alloggi.
  (D.A. n. 80 del 16/02/1989 e D.A. n. 1714 del 12/10/1989).
   Il  sodalizio  ha  stipulato i superiori mutui con  il  Banco  di
  Sicilia con i contratti rep. N. 7529 del 13/04/1989 (mutuo  di  L.
  675.000.000)  e  rep.  N.  9531  del  05/12/1989  (mutuo   di   L.
  147.000.000)  successivamente definiti, rispettivamente,  con  gli
  atti  di  erogazione finale e quietanza rep. N. 12647  e  rep.  N.
  12648 del 22/10/1990.
   Premesso  ciò, si rassegna che ai sensi dell'art. 53  della  l.r.
  06/05/1981, n. 86, l'erogazione dei contributi in conto  interessi
  per  i  mutui  agevolati di che trattasi è  regolata  dalla  legge
  27/05/1975  n. 166 e dal D.M. 30/12/1976 emanato dal Ministro  per
  il  Tesoro di concerto con il Ministro per i Lavori Pubblici (GURI
  n. 77 del 21/03/1977).
   Ai  sensi  dell'art. 1 del citato D.M. 30/12/1976, il  contributo
  viene corrisposto agli Istituti mutuanti a decorrere dalla data di
  stipula del contratto di mutuo, viene utilizzato anche nel periodo
  di    preammortamento,   periodo   che   decorre    dalla    prima
  somministrazione del mutuo, e viene determinato nella sua   misura
  definitiva al momento della stipula dell'atto di erogazione finale
  e quietanza con relativo inizio dell'ammortamento.
   In   conseguenza  dell'anticipato  utilizzo  del  contributo  nel
  periodo di preammortamento, il mutuatario dovrà corrispondere  nel
  periodo  finale dell'ammortamento le semestralità del mutuo  anche
  per la parte non più coperta dal contributo regionale.
   Secondo  le disposizioni degli articoli 4 e 5 del D.M. 30/12/1976
  risultano emessi i provvedimenti n. 2118 del 04/10/1996 e n.  2478
  del  06/11/1996  con  i  quali sono state  determinate  le  misure
  definitive dei contributi in conto interessi sui mutui  in  parola
  definiti con i citati atti finali n. 12647/90 e n. 12648/90.
   In  particolare, si evidenzia che per il mutuo di L.  675.000.000
  il  contributo  regionale complessivo ammonta a  L.  1.111.038.400
  corrispondente  a  n. 40 semestralità definitive  ciascuna  di  L.
  27.775.960,  risulta  interamente fruito,  per  l'abbattimento  al
  tasso  agevolato sia degli interessi di preammortamento che  degli
  interessi  di  ammortamento  sino alla semestralità  con  scadenza
  30/06/2009, secondo il seguente prospetto:

    Per concorso interessi di preammortamento al 22/10/1990
    (data stipula atto di erogazione rep. 12647) più  interessi
    di ammortamento dal 23/10/1990  al 31/12/1990  L.  99.802.228

    Per n. 36 rate semestrali ciascuna di L. 27.775.960 per il
    pagamento del concorso interessi di ammortamento
    dal 30/06/1991 e fino al 31/12/2008       L. 999.934.560

    Per rata finale a saldo al 30/06/2009     L.   11.301.612
                                               ---------------------
    ---
    TOTALE CONTRIBUTO REGIONALE               L. 1.111.038.400

   Pertanto,  come espressamente convenuto tra le parti  nel  citato
  atto finale n. 12647/90 (art. 4) le rate semestrali nn. 38, 39,  e
  40,  scadenti  31/12/2009, 30/06/2010 e 31112/2010 sono  a  totale
  carico dei mutuatari.
   Il   contributo  regionale  complessivo  per  il  mutuo   di   L.
  147.000.000  ammonta  a  L. 241.959.600  corrispondente  a  n.  40
  semestralità  definitive  ciascuna di L.  6.048.990  che  è  stato
  interamente  fruito,  per l'abbattimento al  tasso  agevolato  sia
  degli        interessi        di        preammortamento        che
  degli  interessi  di  ammortamento  sino  alla  semestralità   con
  scadenza 30/06/2010, secondo il seguente prospetto:

    Per concorso interessi di preammortamento al 22./10/1990
    (data stipula atto di erogazione rep. 12648) più interessi
    di ammortamento dal 23/10/1990 al 31/12/1990 L.    9.417.803

    Per n. 38 rate semestrali ciascuna di L. 6.078.990 per il
    pagamento del concorso interessi di ammortamento
    a partire dal 30/06/1991 e fino al 3 1/12/2009 L. 229.861.620

    Per rata finale a saldo al 30/06/2010     L.     2.680.177
                                             -----------------------
    --
    TOTALE CONTRIBUTO REGIONALE               L. 241.959.600

   E,  come  espressamente convenuto tra le parti  nel  citato  atto
  finale n. 12648/90 (art. 4), la rata semestrale n. 40 con scadenza
  31/12/2010 è a totale carico dei mutuatari.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  le
  infrastrutture  e  la  mobilità, premesso che attraverso  articoli
  giornalistici di stampa, locale e regionale, apparsi il 26  aprile
  2010,  la  confederazione  nazionale  dell'artigianato  (CNA)   di
  Vittoria  (RG) denunciava la mancanza dei fondi per la missione  a
  Ragusa  del  funzionario  regionale che, al  momento,  ricopre  la
  carica  di  presidente  dell'UREGA, e pertanto  l'intero  iter  di
  aggiudicazione  dell'opera  alle aziende  appaltatrici  è  rimasto
  bloccato;

   tenuto  conto  che,  in  conseguenza  di  tale  blocco  dell'iter
  realizzativo,   potrebbe  scattare  il  disimpegno   delle   somme
  stanziate   per   la  realizzazione  dell'opera,  considerata   di
  importanza   fondamentale  e  strategica  per  l'intera   economia
  provinciale e regionale;

   per sapere:

   se  le  preoccupazioni  espresse  dal  presidente  della  CNA  di
  Vittoria   siano   fondate   e   quali   provvedimenti   intendano
  eventualmente  adottare al fine di evitare l'eventuale  disimpegno
  delle  somme  stanziate  per  la realizzazione  dell'autoporto  di
  Vittoria;

   quale  sia  l'iter  di  realizzazione del medesimo  autoporto  di
  Vittoria  e se non ritengano opportuno attivare tutte le procedure
  atte  ad accelerare la realizzazione di questa fondamentale opera,
  imprescindibile per l'intera economia locale e regionale.». (1167)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1167,  a  firma
  dell'onorevole Incardona, con cui si chiedevano notizie  circa  lo
  stato di avanzamento dell'iter di realizzazione dell'autoporto  di
  Vittoria  (RG),  il  Dipartimento  delle   Infrastrutture,   della
  Mobilità  e  Trasporti ha provveduto a trasmettere la  nota  prot.
  55546  del  21.06.2010, del competente Servizio,  nella  quale  si
  rappresenta quanto segue.
   Per   la  realizzazione  dell'autoporto  di  Vittoria  con  l'APQ
  logistica e trasporto merci del 31/12/06 sono state individuate le
  risorse  finanziarie necessarie per la realizzazione di  un  primo
  stralcio  funzionai e pari a   14.205.252, di cui     6.669.000  a
  valere  sui  fondi della L.R. 20/2003 ed   7.536.251 a valere  sui
  fondi  FAS  di cui alla delibera CIPE 35/2005. Nell'anno  2008  in
  considerazione   delle   criticità   riscontrate   nell'attuazione
  dell'intervento,  che  non avrebbero consentito  il  rispetto  dei
  vincoli   imposti  dalla  delibera  35/2005,  è  stato  necessario
  procedere  alla riprogrammazione di tali risorse. Successivamente,
  per  la  realizzazione dell'intervento sono  state  assegnate  con
  Delibera  di  Giunta n. 273 del 29/10/2008 risorse  equivalenti  a
  quelle   riprogrammate,  provenienti  dalla  rimodulazione   della
  Delibera   CIPE  3/2006,  che  prevedeva  per  il  loro   utilizzo
  l'aggiudicazione dei lavori al 31/12/2009.
   Ciò   premesso,   il  Comune  di  Vittoria  ha   proceduto   alla
  pubblicazione   del   bando   di   gara   per   la   realizzazione
  dell'intervento.  L'UREGA di Ragusa, in considerazione  dei  tempi
  che  per  legge  devono decorrere dalla data di pubblicazione  del
  bando al termine fissato per la presentazione delle offerte, aveva
  fissato  per  il 26/11/2009 la data di inizio delle  procedure  di
  gara.
   Tuttavia,  per  la  sopravvenuta  necessità  di  rettificare   la
  ripartizione  degli importi indicati nelle categorie inserite  nel
  bando  da  parte del Comune di Vittoria, la Commissione ha  potuto
  iniziare la gara in data 15/12/2009.
   Conclusa  l'istruttoria delle offerte presentate e  pervenuta  la
  documentazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti  da
  parte  delle  imprese sorteggiate, predisposta, quindi,  da  parte
  della  Commissione  la  graduatoria  dei  ribassi  delle  offerte,
  stabilita  la  soglia di anomalia, si è reso necessario  da  parte
  della  sub commissione appositamente nominata la valutazione delle
  offerte anomale.
   L'espletamento  delle  operazioni di verifica  delle  offerte  da
  parte  della  sub  commissione  è proseguito  con  continuità,  ad
  eccezione di un breve periodo, per consentire alla Commissione  di
  Gara  di formulare la proposta di aggiudicazione sulla base  degli
  atti inerenti la valutazione di congruità.
   Si   ritiene   che  l'iter  procedurale  sopra  descritto   possa
  concludersi entro i1 30 giugno 2010.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'Azienda   siciliana   trasporti  ha   una   carenza,   rispetto
  all'organico vigente approvato dal c.d.a. in data 21 aprile  2006,
  di ben 201 unità;

   nonostante  il ricorso al lavoro straordinario e al personale  in
  somministrazione,  non  riesce  a  garantire  l'efficienza  e   la
  regolarità dei servizi resi;

   considerato che:

   con  deliberazione della Giunta regionale n. 221  del  30  agosto
  2008 è stato espressamente vietato agli enti pubblici sottoposti a
  vigilanza   e/o  controllo  della  Regione  di  bandire  concorsi,
  effettuare   selezioni  di  personale,  nonché  di  procedere   ad
  assunzioni  o  a  promozioni indipendentemente dalla  qualifica  o
  dalla funzioni da ricoprire;

   tale   scelta  impedisce  di  rispettare  gli  accordi  sindacali
  sottoscritti ai fini degli avanzamenti di carriera;

   considerato, inoltre, che:

   l'azienda è oggi costretta a sopportare maggiori costi  non  solo
  per il ricorso al lavoro straordinario, ma anche per l'utilizzo di
  personale  a  tempo  pieno  per turni di servizio  che  potrebbero
  essere espletati da personale part-time;

   l'azienda  non  riesce  a rispettare i limiti  legali  delle  ore
  giornaliere di guida;

   ritenuto che:

   l'attuale  situazione  di paralisi, sia per  il  reclutamento  di
  personale  che  per le progressioni di carriera di quello  già  in
  servizio,  rischia  di compromettere irreversibilmente  il  futuro
  della società;

   le  scelte  operate  dall'azienda in materia di  attribuzione  di
  qualifiche  superiori stanno determinando macroscopiche condizioni
  di   disparità  di  trattamento  e  ingiuste  penalizzazioni   per
  dipendenti in possesso di titoli professionali di assoluto rilievo
  (lauree specifiche, etc.);

   l'attuale divieto di assunzioni e di progressione delle  carriere
  non   consente  il  rispetto  delle  norme  contrattuali  e  della
  sicurezza dell'esercizio;

   per  sapere  le  ragioni  per  le quali,  malgrado  le  richieste
  ufficiali   dell'azienda,  non  venga  rimosso   il   divieto   di
  reclutamento  di nuovo personale né il divieto di progressione  di
  carriera per il personale in servizio.». (1168)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1168, a  firma
  dell'onorevole Barbagallo, si rappresenta quanto segue:
   Fra   le   attività   di   competenza  del   Dipartimento   delle
  Infrastrutture,  della  Mobilità e  dei  Trasporti  figura  quella
  relativa alla gestione dei contratti di affidamento provvisorio di
  trasporto  pubblico e, fra questi, quello stipulato con  l'Azienda
  Siciliana Trasporti S.p.a.
   Tale  gestione si esplica soprattutto nella vigilanza sulle norme
  contrattuali,  nelle modifiche delle autolinee  e  delle  relative
  corse  nel  rispetto delle norme in materia e  nel  pagamento  dei
  corrispettivi  contrattuali che hanno sostituito i  contributi  di
  esercizio di cui alla l.r. n. 68/83.
   Si  precisa inoltre che la vigilanza ed il controllo sull'Azienda
  Siciliana  Trasporti,  a seguito della trasformazione  in  s.p.a.,
  avvenuta  con  deliberazione di Giunta n. 9 del 9 gennaio  2006  e
  successiva   76   del   13  gennaio  2006,  è   stato   esercitato
  dall'onorevole  Assessore del Turismo  pro  tempore,  e,  per  gli
  effetti della delibera di Giunta n. 50 del 27 febbraio 2008,  come
  riaffermato  con  direttiva presidenziale n 25732  del  14  maggio
  2008,  l'esercizio  dei  diritti dell'azionista  è  stato  assunto
  dall'assessorato Regionale Bilancio e Finanze presso cui  è  stato
  istituito  l'apposito  Servizio IX  Partecipazione  (già  Servizio
  Patrimonio, Partecipazione e Liquidazione), tra le cui  competenze
  si annovera quella dell'esercizio dei diritti dell'azionista, così
  come confermato dalla l.r. n. 19/2008, articolo 2.
   Ora,  sebbene quanto richiesto con l'interrogazione  esuli  dalle
  competenze    del   servizio   l   del   Dipartimento    regionale
  Infrastrutture  e Mobilità, che, si precisa, fra i propri  compiti
  non  annovera  quello della vigilanza amministrativa dell'Azienda,
  tuttavia, dagli atti d'ufficio e dalle informazioni assunte presso
  i  vertici dell'Azienda Siciliana Trasporti s.p.a., pare  evidente
  che  lo  stato di malessere denunciato per la carenza di personale
  delle   varie   qualifiche   potrebbe  influenzare   negativamente
  "l'esecuzione   dei  contratti  di  affidamento"  finalizzati   al
  trasporto pubblico di persone.
   Si  precisa ancora che la delibera di Giunta regionale n. 221 del
  21  settembre  2008  fa espresso "divieto per  gli  enti  pubblici
  sottoposti  a  vigilanza e/o controllo della Regione siciliana  di
  cui all'articolo l, commi l e 3, della l.r. 15 maggio 2000 n. 10 e
  per  le  società a partecipazione maggioritaria della  Regione  di
  bandire    concorsi,    effettuare   selezione    di    personale,
  indipendentemente dalla qualifica o funzione da ricoprire,  nonché
  di  procedere  all'assunzione di personale a tempo  determinato  o
  indeterminato ovvero a promozioni".
   Precedentemente, l'articolo 20 della L.R. 15 settembre 2005 n. 10
  prevedeva  per  l'AST, al fine di garantire il regolare  esercizio
  dei  servizi affidati e nelle more della trasformazione in s.p.a.,
  la   possibilità  di  procedere  alla  stipula  dei  contratti  di
  somministrazione a tempo determinato di cui al D.  Lgs.  276/2003,
  nei  limiti della consistenza numerica dell'organico aziendale  in
  vigore.
   Come  è  noto,  detta  trasformazione in società  di  capitali  è
  intervenuta il 9 gennaio 2006.
   Oggi l'Azienda Siciliana trasporti ha un contratto di affidamento
  provvisorio    di   trasporto   pubblico   locale    con    questa
  amministrazione  per  una percorrenza annua di  Km.  23.460.128  e
  analoghi contratti di affidamento con quindici comuni dell'Isola.
   Tenuto  conto inoltre che la scadenza di detti contratti verrà  a
  breve  prorogata per ulteriori cinque anni in virtù del D.D.G.  n.
  632  del  10  agosto  2009,  detta  azienda  dovrà  chiarire  come
  garantirà  il rispetto degli impegni che con gli stessi  contratti
  assumerà, con particolare riferimento all'articolo 6 del contratto
  di  affidamento nella parte in cui recita  l'impresa si impegna ad
  impiegare, con le modalità ed il rispetto di quanto stabilito  dal
  CCNL  degli autoferrotranvieri e della normativa di settore, tutte
  le  unità  lavorative  necessarie, comprese le  sostituzioni,  per
  garantire  il  totale  disimpegno delle  linee  nel  rispetto  dei
  programmi di esercizio , o delle responsabilità che si assume  con
  l'articolo   10   dello  stesso  contratto   dove    l'impresa   è
  responsabile  dei  servizi  di  trasporto  oggetto  del   presente
  contratto  e si obbliga ad esercitarli nel rispetto dei  programmi
  di  esercizio  allegati, applicando le tariffe di cui all'articolo
  8,  nel  rispetto delle vigenti norme in materia di  regolarità  e
  sicurezza .».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   MUSOTTO  ED  ALTRI - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   il  patrimonio ferroviario fisso è un bene pubblico e appartiene,
  nello  specifico,  alla  schiera dei beni  demaniali  accidentali,
  conferiti  allo  Stato  e  alle Regioni e  la  cui  alienazione  è
  subordinata ancora oggi a sviluppi normativi in attesa dei decreti
  attuativi del c.d. 'federalismo demaniale' e, per quanto  concerne
  la  Regione  siciliana, alle specifiche norme di attuazione  dello
  Statuto;

   nel  corso degli anni '90 e nei primi anni del 2000, tuttavia,  i
  provvedimenti legislativi che si sono occupati di dismissione  del
  patrimonio   immobiliare   degli   enti   pubblici   sono   andati
  moltiplicandosi e, recentemente, il legislatore, con  il  decreto-
  legge  25  giugno 2008, n. 112, convertito nella  legge  6  agosto
  2008, n. 133, ha affrontato la 'questione demaniale', introducendo
  nella  stessa  legge un 'piano della alienazioni immobiliari'  che
  declina la visione del Ministero dell'economia e delle finanze  in
  tema di demanio dello Stato;

   se,  da un lato, gli enti territoriali devono essere posti  nelle
  condizioni di gestire e di valorizzare meglio una parte di  questi
  immobili  pubblici  secondo  un 'federalismo  di  valorizzazione',
  dall'altro, al decentramento delle funzioni pubbliche a favore  di
  Regioni  ed  enti  locali deve far seguito il trasferimento  anche
  degli  strumenti  per  la loro attuazione  e,  tra  questi,  oltre
  ovviamente alle risorse finanziarie (imposte), rientra anche parte
  del  capitale fisico, come i beni immobili oggi appartenenti  allo
  Stato;

   considerato che:

   il  decreto-legge  25  settembre 2001,  n.  351,  c.d.  Tremonti,
  convertito  nella  legge 23 novembre 2001,  n.  410  e  successive
  modificazioni  ed integrazioni, costituisce tuttora la  disciplina
  fondamentale in tema di dismissione del patrimonio pubblico ed  in
  particolare, il comma 6-quater dell'art. 1 dispone che  'Sui  beni
  immobili   non   più  strumentali  alla  gestione   caratteristica
  dell'impresa  ferroviaria, di proprietà di  Ferrovie  dello  Stato
  s.p.a.  o delle società dalla stessa direttamente o indirettamente
  controllate,  che  siano ubicati in aree naturali  protette  e  in
  territori   sottoposti  a  vincolo  paesaggistico,  in   caso   di
  alienazione  degli stessi è riconosciuto il diritto di  prelazione
  degli  enti  locali e degli altri soggetti pubblici gestori  delle
  aree protette ( )';

   sono  diversi gli aspetti critici del decreto messi  in  luce  da
  vari osservatori, quali, ad esempio, la possibilità prevista dalla
  norma   di  attribuire  i  beni  immobili  direttamente  a   fondi
  immobiliari  costituiti da enti territoriali,  ma  a  cui  possono
  partecipare anche soggetti privati, il che esporrebbe  al  rischio
  di una svendita del patrimonio immobiliare pubblico;

   è emersa recentemente la posizione assunta dal Consiglio di Stato
  che considera il bene patrimoniale ferroviario un bene di pubblico
  servizio, conseguentemente sottratto a qualsivoglia operazione  di
  svendita  a  privati  o ad enti differenti da quelli  riconosciuti
  dall'ordinamento amministrativo dello Stato;

   ritenuto che:

   il  federalismo  demaniale, sebbene improntato  alla  devoluzione
  dell'attuale patrimonio immobiliare dello Stato ai diversi livelli
  di  governo sulla base di criteri economici di pertinenza di  tale
  patrimonio  alle funzioni attribuite agli enti decentrati,  ha  in
  realtà  insito  il  grave  rischio di  determinare  un'allocazione
  basata  su  criteri  di puro profitto che, se attuata,  lascerebbe
  allo Stato i beni di minor valore commerciale;

   in  Sicilia  è  in atto un crescente processo di  dismissione  di
  linee,  stazioni ed immobili di vario tipo da parte di  RFI  (Rete
  ferrovie  italiane), con messa all'asta di circa 50  immobili  tra
  appartamenti, terreni e stazioni locali;

   tale  operazione  determina una palese  violazione  dell'art.  32
  dello  Statuto della Regione siciliana che stabilisce che 'I  beni
  del  demanio  dello  Stato, comprese le acque pubbliche  esistenti
  nella  Regione,  sono assegnati alla Regione, eccetto  quelli  che
  interessano   la  difesa  dello  Stato  o  servizi  di   carattere
  nazionale' ed il rango costituzionale di tale norma non consente a
  leggi ordinarie di introdurre discipline configgenti con essa;

   in  tale  direzione è orientata la Corte Costituzionale che,  con
  propria  sentenza (la n. 383 de 1991) pronunciandosi relativamente
  ad  un  caso di conflitto di competenza tra una Regione a  Statuto
  speciale  (in  quel caso la Valle d'Aosta) e lo Stato,  dichiarava
  che  erano da ritenersi ' compresi nel trasferimento anche i  beni
  per  i  quali la causa di esclusione venga a cessare in un momento
  successivo all'entrata in vigore dello Statuto';

   appare  più  che legittima l'aspettativa da parte  della  Regione
  siciliana di avere restituiti dalle Ferrovie dello Stato i beni  e
  le  aree  non  più  destinate ad assolvere al  servizio  pubblico,
  incautamente oggetto di aste;

   negli  ultimi anni, inoltre, in Sicilia si registra un disimpegno
  di  Trenitalia, con la cancellazione di numerosi treni a  lunga  e
  breve  percorrenza, la chiusura delle officine di  manutenzione  a
  Messina, Siracusa e Palermo, degli uffici collegati, e non  ultimo
  il quotidiano smantellamento del sistema ferroviario nello stretto
  di Messina;

   per  sapere  quali  iniziative intendano  adottare  per  ottenere
  l'assegnazione,  in  forza dell'art. 32 dello  Statuto,  dei  beni
  demaniali  dello  Stato ricadenti nel territorio  regionale  e  in
  particolare dei beni e delle aree non più utilizzati da RFI  e  da
  Trenitalia.». (1194)

   Risposta. - «Con riferimento alle questioni evidenziate nell'atto
  parlamentare  n. 1194, a firma degli onorevoli Musotto  ed  altri,
  sulla base degli elementi informativi forniti da Ferservizi S.p.a.
  - Polo Territoriale di Palermo, specifica struttura con competenza
  sulla  gestione del patrimonio immobiliare e mobiliare di  FS,  si
  rappresenta  che  i  procedimenti di  vendita  posti  in  atto  da
  Ferrovie  dello  Stato  sono esercitati  in  coerenza  alla  legge
  210/1985,  trasformazione  dell'Azienda  Autonoma  Ferrovia  dello
  Stato in Ente Ferrovie dello Stato.
   Ed in particolare:

   -  l'art.  15  della  predetta legge recita:  I  beni  mobili  ed
  immobili,  trasferiti all'Ente o comunque acquisiti nell'esercizio
  dell'art.   2  della  presente  legge,  costituiscono   patrimonio
  giuridicamente ed amministrativamente distinto dai  restanti  beni
  delle   amministrazioni  pubbliche  e  di  essi  l'Ente  ha  piena
  disponibilità  secondo  il  regime  civilistico  della   proprietà
  privata, salvo i limiti su di essi gravanti per le esigenze  della
  difesa  nazionale.  I  beni  destinati al  pubblico  servizio  non
  possono  essere sottratti alla loro destinazione senza il consenso
  dell'Ente.  Gli  utili  netti  della  gestione  sono  destinati  a
  costituire  un  fondo  di  riserva per  l'ammontare  di  eventuali
  perdite di esercizio o per fini di auto finanziamento". Di  fatto,
  quindi, viene sancita la sdemanializzazione dei beni acquisiti  al
  patrimonio del nuovo Ente ;

   -  l'art. 24 della predetta legge propone inoltre:  È in  facoltà
  dell'Amministrazione statale e in subordine delle Regioni e  degli
  Enti  Locali  territoriali richiedere all'Ente, con preferenza  su
  terzi,  la  cessione a titolo oneroso dei beni che siano  ritenuti
  idonei al soddisfacimento di esigenze pubbliche. .
   Si  precisa, inoltre, che con Delibera CIPE del 12.08.1992, l'Ente
  è  stato  trasformato in Società per Azioni, ma  l'acquisizione  di
  tale  nuova veste giuridica non ha comportato mutamenti per  quanto
  concerne  i  procedimenti di alienazione  del  patrimonio  non  più
  strumentale  all'esercizio ed al trasporto, per i quali,  pertanto,
  continua   a   trovare  applicazione  il  quadro  normativo   sopra
  delineato.
   A  titolo  meramente  esemplificativo viene  richiamato  il  caso
  relativo  alla cessione dei fabbricati di Santa Ninfa  (TP)  e  di
  Margonia-Naro (AG), per i quali Ferservizi - Polo Territoriale  di
  Palermo  -  in qualità di mandataria di FS SpA, ha interessato  il
  Sindaco del Comune di Santa Ninfa (con nota 5423 del 13.10.2008) e
  il Sindaco di Naro (con nota 2831 del 26.05.2008), indicando che i
  beni   erano   posti  in  vendita  con  pubblicità  sui   maggiori
  quotidiani.  Alle  rispettive  note  erano  allegate  le  brochure
  illustrative  ed inviti ad offrire che fornivano  le  modalità  di
  gara.
   Nell'invito  ad offrire è espressamente individuato  al  punto  5
  "Vincoli  e  Prelazioni" che la vendita è subordinata  al  mancato
  esercizio  da  parte  di  soggetti legittimati,  della  preferenza
  accordata dall'art. 24 della L. 210/1985.
   Non  risulta agli atti di Ferservizi che, per entrambi i beni,  i
  rispettivi  Comuni abbiano esercitato tale diritto di  preferenza,
  che,  qualora  fosse stato esercitato, avrebbe dato  facoltà  alle
  Amministrazioni Comunali stesse di aggiudicazione, ai  fini  della
  vendita,  dei beni al valore raggiunto tramite la massima  offerta
  pervenuta dal mercato.
   Tale  aspetto  sta ad indicare che proprio in virtù  della  legge
  succitata   le   amministrazioni  pubbliche  possono   intervenire
  nell'acquisto  dei  beni ma sempre a titolo oneroso  e  secondo  i
  valori tipici del mercato immobiliare.
   In  generale, i procedimenti di vendita riferiti a beni  non  più
  strumentali all'esercizio ferroviario e al trasporto,  validi  per
  tutto il territorio nazionale, sono di due specie:

   PROCEDURE ORDINARIE

   Beni liberi: gara tramite invito ad offrire, con pubblicazione su
  due  quotidiani  di  valenza nazionale  e  sul  sito  Internet  di
  Ferrovie  dello  Stato, www.ferroviedellostato.it  nella  sezione:
  "Opportunità di Business - Vendita Immobili".
   Nei  procedimenti di gara, nell'invito ad offrire  è  specificato
  che è riservato agli Enti Pubblici il diritto di preferenza di cui
  alla  legge  210/1985  ovvero ai sensi del D. Legislativo  42/2004
  (per gli immobili con specifico vincolo storico/monumentale);

   Beni  non  residenziali locati: come sopra, dando nell'invito  ad
  offrire,  ove  esistano  le  condizioni,  evidenza  dell'eventuale
  diritto di prelazione ai sensi della legge 392/1978;

   Alloggi (ubicati sia in fabbricati alloggi che in case cantoniere
  o  in  ex Fabbricati Viaggiatori) occupati con titolo: normalmente
  vengono  utilizzate  le previsioni normative  di  cui  alle  leggi
  605/1966,  513/1977 e 560/1993. Trattasi di normative  riguardanti
  il riscatto degli alloggi dell'edilizia economica e popolare.
   Per  i  locatari non rientranti nelle casistiche  di  cui  sopra,
  vengono  applicati  i  criteri economici della  legge  410/2001  o
  specifici  Accordi intervenuti tra FS/OO.SS. del 2 aprile  1998  e
  successive integrazioni.

   PROCEDURE ECCEZIONALI

   Per  casi  particolari (richieste di Enti o Istituzioni pubbliche
  per   chiare   e  specifiche  finalità  pubbliche,  per   immobili
  interclusi, per regolamentazione di diritti di accessione, in casi
  specifici di transazione di contenziosi) si fa ricorso anche  alla
  trattativa  diretta  sempre  a  valori  coerenti  con  il  mercato
  funzionalmente  alla  natura  del  bene,  alla  sua  ubicazione  e
  quant'altro.
   In  conclusione,  volendo fornire una panoramica  generale  sulle
  operazioni  già  definite e su quelle programmate, si  rappresenta
  che:

       Nel  biennio  2008/2009  sono stati  venduti,  nella  Regione
  siciliana,  40 alloggi e 11 immobili diversi, sostanzialmente  con
  le procedure ordinarie sopra rappresentate.

       Le  procedure  di vendita riferite all'ex stazione  di  Santa
  Ninfa  e  di  Margonia non hanno ancora trovato finalizzazione  di
  vendita.  Per quanto riguarda la prima, Santa Ninfa, pubblicizzato
  a  gara  secondo le procedure ordinarie di cui sopra nel settembre
  2008, è pervenuta una sola offerta di poco superiore alla base  di
  gara, per cui si è proceduto alla stipula del relativo rogito. Per
  quanto attiene alla stazione di Margonia la stessa è stata oggetto
  di   tre  diversi  procedimenti  di  gara  tutti  andati  deserti;
  attualmente è pubblicizzato sul sito internet sopra specificato al
  prezzo  di  euro  51.000,00 rispetto al valore di  euro  69.000,00
  della  prima  procedura di gara. In tale ambito  le  procedure  in
  essere permettono, per beni andati deserti in gara, la possibilità
  che   il  proprietario  (FS)  possa  accettare  offerte  spontanee
  comunque non inferiori al valore proposto in gara.

       I  programmi  operativi individuano,  per  il  2010,  per  la
  Regione  Sicilia, circa 15 immobili non residenziali,  terreni  ed
  unità commerciali, e circa 100 unità residenziali, tra occupate  e
  libere,  da  sottoporre preventivamente ad attività  patrimoniali,
  catastali e di due-diligence sullo stato urbanistico e sullo stato
  manutentivo  dei  beni  prima  di  poter  essere  introdotti   nei
  procedimenti di vendita come sopra descritti.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile

   MARZIANO.  - «All'Assessore per le infrastrutture e la  mobilità,
  premesso che:

   in  data  29 settembre 2003 il consiglio comunale di Siracusa  ha
  approvato  lo schema di massima del piano regolatore generale  del
  porto di Siracusa;

   tale piano giace da quasi sette anni presso gli uffici competenti
  di  codesto  Assessorato  per  la  relazione  della  progettazione
  definitiva;

   tale piano esclude in ogni caso le aree del porto piccolo e della
  baia  Santa  Panagia dalla possibilità di realizzazione  di  porti
  turistici;

   considerato  invece  che,  nel  corso  dell'ultima   seduta   del
  consiglio comunale di Siracusa, il sindaco della città di Siracusa
  ha  fatto riferimento a ben 3 procedure amministrative riguardanti
  la realizzazione dei porti turistici e precisamente:

   1) marina di Archimede, in fase di realizzazione;

   2) società Spero adiacente al primo;

   3)  altra richiesta di porto turistico è tata avanzata per l'area
  prospiciente  il  parcheggio Talete da parte  della  società  Port
  Royal,  il  cui  iter è alle battute iniziali e  che  insisterebbe
  proprio  su  una  delle aree escluse dallo schema di  massima  del
  nuovo piano regolare del porto;

   ritenuto che:

   già  in  sede  di redazione del piano regolatore del porto  della
  città,  una  abnorme  previsione di incremento  demografico  della
  città,  rivelatasi  però  assolutamente errata,  sta  determinando
  un'ingiustificata ed elevate espansione della città che, in alcuni
  casi,  sta  determinando  l'aggressione  di  parti  sensibili  del
  territorio cittadino;

   la previsione di ben 3 porti turistici potrebbe rivelarsi errata,
  esattamente come quella sull'incremento demografico della città;

   per sapere:

   se  non ritenga di dover accelerare l'iter di redazione del piano
  regolatore  generale del porto di Siracusa, in modo da evitare  da
  parte   dell'amministrazione  comunale   scelte   che   potrebbero
  determinare   gravi   guasti  ambientali  e  danni   irreversibili
  all'assetto  urbanistico della città ed al  tempo  stesso  avviare
  ingiustificate operazioni immobiliari;

   se  non  ritenga, inoltre, nelle more di tale atto, di  invitare,
  attraverso   gli   strumenti   a   disposizione   dell'Assessorato
  (commissario ad acta, ispezione, etc.), l'amministrazione comunale
  a  non assumere scelte non coerenti con le previsioni dello stesso
  piano.». (1223)

   Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo n. 1223, a  firma
  dell'onorevole  Marziano,  si  rileva  che  l'argomento   trattato
  riguarda  l'iter istruttorio di approvazione del piano  Regolatore
  del  Porto  di Siracusa. Considerato che il suddetto  compito,  di
  competenza  dell'Assessorato Territorio e Ambiente, come  riferito
  dal  dirigente responsabile del Dipartimento delle Infrastrutture,
  della   mobilità   e  dei  Trasporti,  non  rientra   tra   quelli
  istituzionali attribuiti a questo Assessorato nulla può  riferirsi
  in merito.
   Peraltro,   non  trova  riscontro  la  circostanza  rappresentata
  dall'onorevole   interrogante  relativa  alla  presentazione   del
  P.R.P.,   da  oltre  sette  anni  presso  gli  Uffici  di   questo
  Assessorato.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile
   CURRENTI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   il  Comune  di Messina ha istituito una tassa, definita  ecopass,
  che  viene  caricata sui biglietti di coloro che, a  piedi  o  con
  mezzi di trasporto, usufruiscono delle navi traghetto in arrivo  e
  in  partenza  dagli  imbarcaderi della  Città  dello  Stretto  con
  destinazione   la  Calabria.  Motivazione  di  detto   ecopass   è
  l'inquinamento atmosferico ed il danno causato dai  mezzi  pesanti
  che attraversano la città e diretti agli imbarcaderi;

   appare abbastanza demagogica tale giustificazione, tenendo  conto
  che  la Regione siciliana, a firma dell'onorevole Oddo con proprio
  finanziamento, ha realizzato l'imbarcadero di Tremestieri  proprio
  per  evitare che i mezzi pesanti possano circolare all'interno  di
  Messina;

   da questo balzello sono esonerati gli abitanti di Messina e delle
  città calabresi di destinazione;

   considerato che:

   per  ovvi motivi di conformazione geografica, i siciliani che  si
  devono  recare  nel resto dell'Italia con propri mezzi,  costretti
  all'attraversamento dello Stretto proprio da Messina, unica via di
  transito  marittimo, sono quindi obbligati al pagamento di  questa
  tassa;

   tutte  le  compagnie marittime che collegano la  Sicilia  con  il
  resto  d'Italia  applicano tariffe agevolate per  i  residenti  in
  Sicilia,  nel  rispetto di quanto stabilito  dalla  'Dichiarazione
  sulle  regioni  insulari del Trattato CE'  ed  in  linea  con  gli
  orientamenti  espressi dal Parlamento europeo sulla  tutela  delle
  regioni insulari nella stessa Unione europea;

   l'applicazione di tale tassa, quindi, non solo viola  apertamente
  le   disposizioni  comunitarie  nel  momento  stesso  in  cui  non
  riconosce  il  diritto all'insularità dei siciliani, ma  determina
  una  evidente  disparità  di trattamento tra  stessi  conterranei,
  creando di fatto siciliani di 'serie A' e siciliani di 'serie B';

   visto che:

   oltre  alla  beffa,  vi  è  anche un danno  inquantificabile  per
  l'economia  regionale.  Infatti, al  già  pesante  handicap  delle
  distanze notevoli che penalizza i produttori siciliani per i costi
  abnormi  di  spedizione, si deve aggiungere  adesso  anche  questa
  ulteriore tegola decisa dal Comune di Messina che, tra l'altro,  è
  in netto contrasto con quanto stabilito dalla legislazione vigente
  in materia;

   d'altronde  è del tutto incomprensibile come mai i mezzi  pesanti
  debbano  pagare una tassa contro l'inquinamento del centro  urbano
  di  Messina quando gli stessi autotrasportatori imbarcano  i  loro
  mezzi  a  Tremestieri,  che si trova fuori dal  perimetro  urbano,
  accettando  di  buon grado il maggiore costo chilometrico  per  il
  raggiungimento  del nuovo porto, proprio per evitare  intralci  al
  traffico cittadino;

   tenuto conto che:

   è  inammissibile  che un ente locale come il  Comune  di  Messina
  possa   decidere  autonomamente  l'imposizione   di   una   tassa,
  assolutamente  iniqua e dannosa per un'intera  Regione,  senza  un
  confronto con le autorità regionali preposte;

   è  altresì grave l'atteggiamento tenuto dal Comune di Messina  di
  totale  chiusura  al dialogo con i rappresentanti sindacali  degli
  autotrasportatori  siciliani, partendo dall'egoistico  presupposto
  che chi vuole andare nel resto del Paese deve passare da Messina;

   per sapere:

   quali iniziative intendano adottare al fine di porre rimedio alla
  scellerata  decisione adottata dal Comune di Messina di  istituire
  un tassa sul traghettamento con l'esonero solo per gli abitanti di
  Messina,  creando,  di  fatto, un'assurda discriminazione  con  il
  resto dei siciliani;

   se  non reputino opportuno verificare e quantificare il danno che
  simile  scelta  arrecherà  all'economia  regionale,  imputando  al
  Comune  di  Messina,  nel caso di eventuale perseveranza  in  tale
  decisione, il pagamento di tutti i danni causati ai produttori  ed
  autotrasportatori siciliani;

   se  non  ritengano  imprescindibile attivarsi  a  sostegno  degli
  autotrasportatori siciliani nella causa civile che gli  stessi  si
  apprestano ad intentare contro il Comune di Messina.». (1253)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1253, a  firma
  dell'onorevole Currenti, si rappresenta quanto segue.
   La  questione  sollevata è stata affrontata in sede  di  Consulta
  regionale  per l'Autotrasporto in data 24/3/2010 e successivamente
  in  data  22/6/2010  ed in tale sede sono state,  in  particolare,
  analizzate le criticità sollevate dalle associazioni di  categoria
  e  considerate  le  possibili soluzioni.  Sempre  nell'ambito  dei
  suddetti   incontri   sono   stati   evidenziati   i    vizi    di
  costituzionalità   sui   contenuti   della   determina   sindacale
  scaturenti dal previsto passaggio obbligato a pagamento dei  mezzi
  pesanti  attraverso  il  centro  abitato  di  Messina  nonché   le
  perplessità  sull'effettiva  efficacia  di  un  provvedimento   di
  carattere  finanziario  che  possa  considerarsi  risolutivo   dei
  problemi  ambientali  e di incidentalità stradale  nel  Comune  di
  Messina.
   Per affrontare ulteriormente la questione si è svolto un incontro
  con  il  Sindaco di Messina allo scopo principale  di  mediare  le
  esigenze   della   categoria   dei   trasportatori   con    quelle
  dell'Amministrazione.  Sono  quindi  scaturite   alcune   proposte
  alternative,  condivise  con le associazioni  di  categoria  degli
  autotrasportatori,  che potrebbero mitigare le lamentate  ricadute
  negative del settore derivanti dall'istituzione dell'ecopass ed in
  particolare:

   -   l'abrogazione   immediata  dell'ecopass  relativamente   alla
  chiocciola di accesso all'approdo di Tremestieri, almeno fino alla
  sentenza  del  TAR, al quale hanno ricorso talune associazioni  di
  categoria;

   -  l'ampliamento  della  fascia oraria di esenzione  dell'ecopass
  dall'attuale  22.00/07.00  a 20.00/07.00  limitatamente  ai  mezzi
  pesanti che effettivamente attraversano Messina per raggiungere il
  porto e viceversa.».

                              L'Assessore
                           on. Luigi Gentile