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Resoconto d'Aula della Seduta n. 198 di mercoledì 22 settembre 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUZZANCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per   le   Infrastrutture,  le  risposte  scritte   alle   seguenti
  interrogazioni:

   N.  505 - Interventi per estendere alle scuole siciliane l'esonero
  dal  pagamento della tassa per il servizio di raccolta, recupero  e
  smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  721  -  Iniziative per riconoscere la validità dei  titoli  di
  specializzazione rilasciati dall'istituto Walden di  Belpasso  (CT)
  per i corsi svoltisi a Patti (ME).
   Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.
      Gli  allegati  dell'interrogazione  n.  505  sono  consultabili
  nell'apposita banca dati informatizzata, accessibile anche dal sito
  internet   dell'Assemblea.  Gli  stessi   allegati   sono   altresì
  disponibili presso l'Archivio del Servizio Lavori d'Aula.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  assegnato alla Commissione:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Riconoscimento di bottega-scuola alle imprese artigiane (n. 607)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 21 settembre 2010
   parere III.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere pervenuta
  è stata assegnata alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Consorzio ASI di Ragusa - Designazione presidente del collegio dei
  revisori dei conti (n. 114/I)
   pervenuta in data 20 settembre  2010
   inviata in data 21 settembre  2010.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Apprendi,  Cimino,  Lo
  Giudice e Panepinto sono in congedo per oggi.
   I congedi testé comunicati sono conformi alla recente normativa in
  materia.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, della mozione numero 215  Revoca dell'adozione
  del Piano paesaggistico della Provincia regionale di Ragusa , degli
  onorevoli  Ragusa, Maira, Cordaro, Gianni, Cascio Salvatore,  Dina,
  Fagone e Caronia.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Onorevoli  colleghi,  relativamente al III punto  dell'ordine  del
  giorno,  per  consentire l'ingresso in Aula  del  Presidente  della
  Regione, sospendo, brevemente, la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.54, è ripresa alle ore 11.28)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo avuto  comunicazione  da
  parte  del  Presidente  della  Regione  che  sta  per  arrivare  in
  Assemblea.  Intanto, è presente l'assessore Armao,  in  qualità  di
  rappresentante del Governo.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,    rispetto
  l'assessore  Armao  e  la  sua  presenza  anticipatrice,  però   la
  cafonaggine   del   Presidente  Lombardo   non   può   non   essere
  stigmatizzata,  in  quanto l'assessore  Armao  è  un  nominato  dal
  Presidente Lombardo. Il Presidente Lombardo è colui che ha rubato i
  voti alla maggioranza che lo ha eletto presidente e si è consegnato
  a nuove maggioranze.
   Ieri, il Presidente Lombardo ha fatto un intervento delirante  che
  merita, oggi, di essere replicato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leontini, cerchiamo di  usare  termini  più
  rispettosi.

   LEONTINI.   Il  Presidente della Regione è assente  e  l'assessore
  Armao è presente.
   Io  non  credo che la presenza dell'assessore Armao possa  essere,
  per  noi,  esaustiva. Il nostro interlocutore è Lombardo in  quanto
  eletto, cioè il Presidente Lombardo votato da noi e che oggi,  anzi
  ieri, si è comportato come si è comportato in occasione del proprio
  intervento.  La presenza del Presidente Lombardo è fondamentale  ed
  insostituibile;  non  può  esserci assessore  che  lo  rappresenti.
  Pertanto, protesteremo fin quando non arriverà in Aula, perché,  ad
  ascoltare   il  nostro  intervento,  deve  esserci  il   Presidente
  Lombardo

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Leontini.  Invito   i   colleghi
  parlamentari, al di là della situazione politica che si è venuta  a
  determinare, ad usare termini rispettosi di questo Parlamento.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, raccolgo il suo appello, ma le  chiedo
  come  dovremmo  chiamare il comportamento di  un  presidente  della
  Regione  che si impegna a continuare il dibattito finito il proprio
  intervento,  poi  chiede di rinviarlo e, quindi,  rimangiandosi  la
  parola  data  - ma non è la prima volta - dopo il suo intervento  e
  chiede  ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di fissare  alle  ore
  10.30  l'inizio  della discussione in quanto alle ore  13.00  dovrà
  prendere un aereo
   Ce  n'è anche per lei, fra poco, onorevole Colianni. La smetta  di
  ragliare e dia la possibilità ai deputati di intervenire

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, si rivolga alla Presidenza

   CORDARO.  Il  comportamento del Presidente  Lombardo,  che  ci  ha
  intimato   degli   orari,  si  chiama  cafonaggine   istituzionale,
  Presidente Formica

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro, la  prego  ancora  una  volta  di
  moderare i termini

   CORDARO. E' bene che qui cominciamo a chiamare le cose con il loro
  nome, oppure sarà difficile fare capire ai siciliani quello che  si
  sta consumando in quest'Aula.
   Allora,   la   prego  signor  Presidente,  cerchi   nell'interesse
  dell'Assemblea  di  far rispettare quel poco  di  prestigio  che  è
  rimasto  a  quest'Aula, al di là di quello che fa qualche  collega.
  Non  è  possibile iniziare il dibattito alle ore 11.31 e consentire
  che   il   Presidente   Lombardo  ci   contingenti   l'orario   già
  contingentato.
   Quindi,  il  Presidente Lombardo avrà il garbo  istituzionale,  se
  gliene  è rimasto un po', di attendere la conclusione di tutti  gli
  interventi;  dopo  di che, vivaddio, si occuperà,  per  quello  che
  potrà, anche degli interessi della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Il Presidente della Regione si scusa per il  ritardo,
  ma   è   stato  causato  da  impegni  istituzionali  relativi  alla
  trattativa  di Fincantieri e, comunque, nell'ambito delle  funzioni
  che svolge giornalmente.

   composizione del governo regionale

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
            sulla nuova composizione del Governo regionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nella Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  di  ieri  e  con  le  comunicazioni  del
  Presidente  che  sono state rese all'Aula era stato  stabilito  che
  oggi   intervenissero  i  Capigruppo  o  deputati   designati   dai
  Capigruppo   nell'ambito  di  venti  minuti  per  ciascun    Gruppo
  parlamentare. Il dibattito continuerà poi nella giornata di martedì
  28  settembre  per tutti gli altri interventi. Prego,  pertanto,  i
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari di iscriversi  o  di  fare  le
  designazioni.
   Per il Gruppo parlamentare dell'UDC, nell'ambito dei venti minuti,
  si sono iscritti a parlare gli onorevoli Gianni e Maira.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Gianni.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, ieri sono rimasto esterrefatto. Una crisi  come
  quella  che  stiamo  attraversando  è,  senza  dubbio,  una   crisi
  terribile   e   ieri   è  andata  in  scena  una   delle   peggiori
  interpretazioni della sceneggiata che lei negli ultimi due anni  ci
  ha  fatto  vedere. E francamente, Presidente, mentre lei a qualcuno
  fa  antipatia e qualcuno ha quasi nausea, a me invece  ieri  faceva
  tenerezza, molta tenerezza.
   Diceva Francesco Saverio Nitti che  la storia e la vita sono fatte
  di   dimenticanze .  Lei,  pur  essendo  giovane  e   pur   essendo
  psichiatra, ha grandi problemi di dimenticanze.
   Era  soltanto  qualche anno fa, il 27 febbraio del 2008,  che  lei
  dichiarava testualmente:  Chi rinnega Cuffaro è un verme .  Ripeto:
   Chi rinnega Cuffaro è un verme  ( Lombardo,  27 febbraio 2008).
   Il 23 luglio 2008:  Onorevole Lombardo, lei ha ereditato, ha preso
  il  posto di Salvatore Cuffaro. Lei era sostenitore di quel Governo
  ed ha ereditato tutto quello che quel Governo ha fatto.
   Il  suo  Governo, in uno dei suoi esponenti politici,  ha  la  più
  grave  responsabilità  della storia della  politica  regionale,  in
  quanto l'assessore per la sanità, negli anni nei quali ha ricoperto
  questo  incarico, ha prodotto un disavanzo di duemila  miliardi  di
  vecchie lire   (Firmato Cracolici).
   Questo assessore si chiamava Giovanni Pistorio.

   CRACOLICI. Sono scritti nei giornali

   GIANNI.  No,  sono  resoconti stenografici,  queste  sono  le  sue
  dichiarazioni del 23 luglio 2008.
   Si  ricorderà  allora del giugno 2009, quando  lei  ha  detto   al
  Presidente  Lombardo  Lei fino ad oggi ha dimostrato di essere  non
  un autonomista, ma un ascaro  Anche questo firmato Cracolici.

   CRACOLICI. La ringrazio, a nome della mia memoria.

   GIANNI.  Sono  qui  perché  lei  non  dimentichi,  così  come  per
  l'onorevole Lombardo che ha problemi di memoria.
   Veda,  onorevole  Lombardo,  lei è un  grande  giocoliere.  E'  un
  mistificatore in arte e nella vita. Lei non può dire, infatti,  che
  è  stato eletto con il voto dei siciliani. E' un imbroglio.  Lei  è
  stato  eletto con i voti di noi tutti che eravamo nelle liste,  che
  insieme a lei abbiamo fatto un programma e un progetto che  lei  ha
  negato,  ha  bruciato, osteggiato. E oggi, onorevole Lombardo,  lei
  sta palesando il famoso ribaltone. Un grande ribaltone.
   Dice  Firdusi ne  Il libro dei re':  Chi non obbedirà alla ragione
  sarà dilaniato dalle sue stesse opere . Lei sta lavorando per farsi
  dilaniare  da  se stesso; lei ha ridotto alla fame  e  allo  stremo
  delle  forze questa Regione; lei ha bruciato l'economia,  le  poche
  che c'erano. Altro che fondi FAS, quelli sono fondi farsa
   Nella  sua  incapacità  gestionale politica e  amministrativa,  ha
  fatto già perdere 900 milioni di euro della Comunità europea  Altri
  250  li perderemo nella prossime settimane. Mentre l'industria  sta
  fallendo, l'agricoltura langue e quant'altro.
   E  un'altra cosa mi meraviglia, e mi rivolgo al segretario del PD,
  onorevole  Lupo, e leggo una sua dichiarazione del   2  agosto  del
  2009:
    Il  nostro  PD  dialogherà  con la  gente,  non  con  Lombardo  e
  Micciché,  faremo  una  opposizione dura al Governo  regionale  che
  prende  in  giro i siciliani accontentandosi di false  elemosine  e
  quant'altro .
   E  ancora  Finocchiaro:  Lombardo, un disastro   (27  febbraio2008
  ore  10.17,  ) mentre eravamo in campagna elettorale.  Con  lui  ho
  rapporti  personali buoni. Quelli politici: un disastro.  E'  stato
  contemporaneamente  presidente della  provincia,  vice  sindaco  di
  Catania e ancora ci sono centinaia di milioni di euro di debiti che
  chiedono vendetta .
   Voglio finire con due battute, Presidente.
   Dice  la  Finocchiaro:  Si tratta della conferma di una concezione
  del potere fatta di occupazione della pubblica amministrazione,  di
  clientele,  di  inefficienze e di sprechi. Oggi tutto  è  uguale  a
  ieri,  Lombardo  come  Cuffaro . Aggiungerei io:  due  facce  della
  stessa medaglia.
   In  tutto  questo, la rivoluzione di Micciché si  spegne  con  una
  poltrona al Governo nazionale.
   Le  regalo l'ultima. Lupo, 17 ottobre 2009 - appena un anno fa  -:
  «Lombardo,  che  oggi  si  dice opposto a Cuffaro,  era  nella  sua
  maggioranza  ed  è  anche  sua  la  responsabilità   per   cui   la
   decuffarizzazione   non  è  altro  che  una   lombardizzazione per
  ampliare  fette  di potere e tutte in area in cui   prima  non  era
  abbastanza  forte». Lupo parla di lei, Lombardo. «Le  riforme  sono
  solo  tentativi di distrazione. Il cittadino ne viene confuso e  ne
  subisce le conseguenze».
   Veda, lei ha distrutto tutti i partiti; ha distrutto quel poco  di
  buono che poteva esserci. Ha distrutto i riferimenti per tentare di
  evitare  la  confusione, il caos, in cui lei sguazza  bene;  li  ha
  distrutti in maniera terribile ed incredibile.
   Ma  nemmeno questo mi dispiace e mi disturba quanto il fatto  che,
  nel  suo  più  grande cinismo, lei se ne freghi della  povertà  che
  ormai  diventa più crescente, se ne freghi del fatto  che  ci  sono
  ogni  giorno centinaia di aziende che falliscono, se ne  freghi  di
  tutto quello che può portare un minimo di ristoro ai siciliani.
   Onorevole  Lombardo, qualcuno meglio di me,  prima  di  me  e  più
  importante di me, una persona molto seria e qualificata  di  questa
  Regione e di questo Stato, un giorno disse:  Questa Terra un giorno
  sarà bellissima .
   Io lo voglio ripetere, aggiungendo solo qualcosa di mio: Un giorno
  la  Sicilia  sarà  bellissima, quando lei non sarà  più  presidente
  della Regione

             (Applausi provenienti dai  banchi di destra)

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  vorrei
  soltanto sapere se è un dibattito nel quale si contesta la validità
  di  un  programma o di valutazione oppure è consentito, non conosco
  il   Regolamento,  anche  di  arricchirlo  di  insulti  a  base  di
  mistificazioni o quant'altro?
   Questo  è  consentito? Se è consentito, allora  risponderemo  agli
  insulti

   CORDARO. Non sono insulti. Lei sta imbrogliando i siciliani

   LOMBARDO,  presidente della Regione.  Non a lei,  perché  lei  non
  merita neanche di essere insultato, perché lei si insulta da sé

   CORDARO  Vergogna  Vergogna

   LOMBARDO, presidente della Regione  Ma la smetta

   PRESIDENTE.  Non  aizziamo gli animi. Sarà cura  della  Presidenza
  evitare che ci siano insulti.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  chieda
  all'onorevole Cordaro di uscire o me ne vado io e voi dibattete  da
  soli  Volete questo  Allora, redarguisca questo pseudo deputato

   PRESIDENTE.   Onorevole  Presidente,  non  rivolga  insulti;   non
  contribuisca pure lei

                           (Tumulti in Aula)

   Onorevoli   colleghi   Onorevoli  colleghi   Onorevoli   colleghi
  Onorevole  Arena, non penso che convenga ad alcuno  esacerbare  gli
  animi
   Onorevoli colleghi, per rispondere anche alla richiesta avanza dal
  presidente  Lombardo.  Veda, onorevole  Presidente,  certamente  la
  Presidenza in un Parlamento - e questo è un Parlamento  -  non  può
  limitare il dibattito su un tema importante e cruciale come questo,
  trattandosi  del programma e della nascita di una nuova maggioranza
  e di un nuovo governo.
   Però  è  ovvio  che  sarà  cura  di questa  Presidenza  evitare  e
  interrompere,  all'istante, i deputati  che  dovessero  eccedere  e
  passare agli insulti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   non   so,
  obiettivamente, se il mio intervento servirà a calmare  gli  animi.
  Anzi, ho la preoccupazione che non sarà così, e me ne scuso fin  da
  adesso.
   Prendendo  lo  spunto  da quello che è successo  poc'anzi,  vorrei
  rappresentare  all'Aula  e  all'opinione  pubblica  -   riferendomi
  soprattutto a ieri - che se quest'Aula ha avuto un abbassamento  di
  stile,  se  ieri durante l'intervento del Presidente della  Regione
  quest'Aula  si  è  lasciata andare ad alcune  escandescenze  non  è
  certamente   da  addebitare  soltanto  all'Aula.  Mi  permetta   il
  Presidente della Regione di sottolineare che il suo atteggiamento è
  servito da sprint per alcune situazioni dell'Aula, un po' come  sta
  succedendo  oggi. Infatti, affrontare quest'Aula, che è  degnissima
  di  tradizioni  e  di cultura, con arroganza, con il  sorrisetto  a
  ottanta  denti,  con  lo   sfottò', con il  battere  le  mani  agli
  interventi dei colleghi o ai commenti dei colleghi deputati, non  è
  stile da Presidente della Regione.
   Anche l'intervento che è stato fatto poc'anzi dal Presidente della
  Regione non è utile a placare gli animi, perché è un intervento non
  consono  allo  stile  di  presidente della Regione.  Se  l'Aula  ha
  reazioni  esagitate non possiamo dare la colpa all'Aula, ma  oserei
  dire  che  c'è  un  concorso  di  circostanze  con  prevalenza   di
  responsabilità nell'atteggiamento del Presidente della Regione.
   Passando ad altro: Governo tecnico.
   Noi  abbiamo  sempre sostenuto che la Sicilia, per la gravità  dei
  problemi  che ha, aggravati dal comportamento delle giunte Lombardo
  precedenti, soprattutto le ultime due e in particolare l'ultima,  è
  proprio  sull'orlo  della crisi più totale. Non  ci  sono  risposte
  concrete  per  le  imprese, non ci sono risposte  concrete  per  la
  disoccupazione,  non ci sono risposte vere per i  giovani,  non  ci
  sono  risposte  adeguate per il precariato  che  incombe,  cose  da
  affrontare  con  temi della politica invece vengono affrontate  con
  tecnici.
   Raffaele  Lombardo ha eliminato dalla nuova Giunta  gli  assessori
  che  forse  funzionavano meglio e che, guarda caso, erano politici.
  Ha  eliminato  Leanza che, negli ultimi giorni, è  riuscito  a  far
  uscire  dall'Assessorato  dei decreti che  danno  respiro  a  certe
  categorie disagiate della Regione siciliana; ha eliminato Bufardeci
  che  ha cercato con grande fatica di dare risposte all'agricoltura.
  Anche  lo  stesso  Cimino si è barcamenato  tra  i  conti  che  non
  tornavano  per le difficoltà dei finanziamenti che non  arrivano  e
  che   sono  tutte  da  addebitare  all'atteggiamento,  oserei  dire
  personale,  del Presidente della Regione. Con chi li ha sostituiti?
  Con tecnici tutti da sperimentare.
   Lombardo  ha  commissariato questa Regione.  E'  un  Governo  dove
  bisogna  barcamenarsi  tra  le divise e  le  toghe,  dove  non  c'è
  politica. Fermo restando il più grande apprezzamento personale  per
  i magistrati che sono in Giunta

   CRACOLICI. E le divise di chi sono?

   MAIRA per  i  rappresentanti delle istituzioni  come  il  Questore
  Marino.  Il termine  divise  è riferito al Questore Giosuè  Marino,
  che  certamente  non  ha un'esperienza politica,  ha  un'esperienza
  molto  apprezzata  ed  altissima di  natura  relativa  ad  indagini
  poliziesche.  Cosa ci sta a fare in un governo un ex  Questore?  Ma
  non è questo il problema.
   Ciò che ha fatto saltare i nervi all'Aula ieri sono state le bugie
  palesi  del Presidente della Regione. Ne prendo una per  tutte:  la
  sanità. Ci ha accusato di avere ostacolato la riforma sulla sanità.
   Onorevoli  colleghi, vorrei ricordare a noi  stessi,  ma  anche  a
  Raffaele Lombardo, che la riforma sanitaria l'abbiamo votata noi  e
  il  PDL,  dopo averla anche migliorata. E se c'è una forza politica
  che non l'ha votata è stato il PD che oggi entra a vele spiegate in
  questa maggioranza.
   Vorrei  ricordare  -  e  lo ricordo questa volta  direttamente  al
  Presidente  della Regione, mi dispiace che non ci  sia  l'assessore
  Russo, perché avrei avuto piacere di ricordarlo anche a lui  -  che
  la riforma sanitaria, che sarebbe una buona riforma sanitaria, è un
  fallimento,  e  continuerà ad esserlo negli anni a venire,  per  la
  gestione  della  riforma  che sta attuando  l'assessore  Russo.  Se
  dovessimo avere il riscontro  immediato del fatto che è una riforma
  che  funziona o meno, basterebbe fare un giro - e invito  l'Aula  a
  proporlo alla Commissione  Sanità  allargata,  invito i giornalisti
  della  carta  e  della  televisione a  farlo  in  autonomia  -  per
  verificare la bontà di questa riforma sanitaria, basterebbe fare un
  giro  per  i  pronti  soccorsi dei presidi ospedalieri,  Presidente
  Formica, dove il terzo mondo sarebbe già un ottimo livello, dove ci
  sono centinaia di persone buttate  per giorni sulle sedie, dove  ci
  sono casi urgenti che non possono essere nemmeno controllati. E' la
  malasanità. Sarà un caso - forse è sfortunato Russo o porta sfiga -
  ,   ma da quando ha introdotto la riforma sanitaria  ci sono due  o
  tre casi di malasanità la settimana.
   C'è   un  collegamento?  Bisognerebbe  pur  vederlo.  Bisognerebbe
  spiegarlo  a  tutti quei siciliani che per le cose più assurde  che
  possono succedere nelle sale operatorie o nelle sale parto vedono i
  loro figli, le loro mogli, i loro parenti colpiti dalla malasanità.
  E nessuno parla.
   Provocherò  qua  un dibattito a richiesta sul cosiddetto  caso  di
  Mazzarino.  In quella circostanza l'assessore Russo, per scrollarsi
  di  dosso responsabilità sue ed esclusivamente sue, aveva messo  su
  un  processo  ai  medici. La Commissione di indagine  sanitaria  ha
  escluso che ci fosse responsabilità dei sanitari, la responsabilità
  era  tutta della organizzazione sanitaria conseguente alla  riforma
  sanitaria.
   L'assessore  Russo,  che sembra al di sopra delle  leggi,  non  le
  rispetta. Credo che sia un caso unico quello nel quale un Assessore
  per  la  sanità ammette e confessa in Commissione Sanità  di  avere
  dato   lui   i  nomi  dei  direttori  sanitari  e   dei   direttori
  amministrativi  -  li  ha  dati con dei    pizzini'  consegnati  ai
  direttori  generali -. Lo ha ammesso in Commissione e  non  succede
  niente   Una  palese violazione della legge  E anche  quest'Aula  è
  sorda a queste cose  E l'assessore Russo calpesta tutti con la  sua
  arroganza e con le sue scorte
   Secondo  me farebbe bene a leggersi gli articoli, i fondi  su   La
  Repubblica scritti  dal suo collega Giuseppe Ajala  sull'uso  delle
  scorte.  Certamente   l'assessore Russo, e glielo  auguro,  non  ha
  bisogno  di  queste  tutele  E, peraltro,  se  dovessimo  calcolare
  quello che ha prodotto professionalmente, credo che non sarebbe  un
  conto  positivo. Il povero collega Davide Costa ancora  piange  gli
  errori del Pubblico Ministero Massimo Russo.
   E  non  è soltanto la sanità. Gli esempi potrebbero essere  tanti.
  Questa  Giunta  e  l'operato di Raffaele Lombardo hanno  creato  le
  condizioni  per rompere l'armonia nell'ultimo partito  che  restava
  armonico,  il  partito dell'UDC. Infatti, nel  momento  in  cui  il
  Presidente    Lombardo   accetta,   d'accordo    con    l'onorevole
  PierFerdinando Casini, di indicare un assessore di riferimento, che
  ha  il  mio  apprezzamento personale per le  sue  qualità  umane  e
  professionali, ha sostanzialmente creato le condizioni per  rompere
  un  quadro  interno al Gruppo dell'UDC e ha fatto  spaccare  questo
  partito.
   Non  è merito suo, in verità. Avevamo dei problemi interni, ma lui
  ci ha messo del suo creando, ancora una volta, un frazionamento che
  ha coinvolto quest'Aula, compreso il gruppo del Partito Democratico
  - il Partito Democratico non si illuda di essere un gruppo compatto
  -  a delle divisioni. Divisioni che sono emerse in questi giorni  e
  che  sono  il preludio di uno spaccamento del PD. Che è ancora  più
  grave  perché è uno spaccamento di idee, di cultura, di  difesa  di
  alcuni valori che il PD non difende più e non può difendere più.  E
  il PD non li può difendere più perché ha saltato il fosso, perchè è
  entrato  in  un Governo che è autoreferenziale, in un  Governo  che
  calpesta  gli  interessi dei siciliani, in un Governo  che  non  ha
  prospettiva. E' un Governo che cadrà alla prima occasione.
   Mi  auguro, nell'interesse della Sicilia, che questo accada il più
  presto possibile.
   L'UDC,  da due anni coerente con l'impegno preso con gli elettori,
  auspica,  da sempre, che si vada a nuove elezioni. Quando  ci  sono
  svolte cosiddette epocali, per me in negativo, positive secondo  la
  erronea  impostazione del Presidente Lombardo,  che  riguardano  la
  politica  di  una regione come la Sicilia, c'è un  solo  mezzo  per
  verificare: il ricorso al corpo elettorale.
   Che  si vada alle elezioni e vedremo se le tanto decantate riforme
  del  Presidente Lombardo sono state capite, attuate oppure  no.  Io
  ritengo di no

              (Applausi provenienti dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Onorevoli deputati, ricordo che  il  dibattito,  così
  come  stabilito  ieri  nella Conferenza dei Capigruppo,  continuerà
  nella giornata di martedì, 28 settembre 2010, e le conclusioni  del
  Presidente Lombardo si svolgeranno sempre nella stessa giornata  di
  martedì.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza.   Ne  ha
  facoltà.

   FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  giornate convulse, giornate contraddistinte da  un  clima
  politico  acceso, ma che sicuramente hanno tracciato una  linea  ed
  una  demarcazione netta per quello che è un metodo  di  gestire  la
  politica rispetto al passato.
   Sicilia laboratorio: oramai è un epitaffio che ci portiamo  dietro
  da  diversi  anni.  I  laboratori solitamente, se  accompagnati  da
  scienziati illuminati, riescono a dare risultati. Ma per  vedere  i
  risultati  ci  vuole  tempo   E  ci  vuole  una  collaborazione  di
  scienziati;  nessuno pensi di poter essere l'unico  illuminato  per
  potere raggiungere i risultati.
   Il  nostro Presidente della Regione ha deciso di fare una assoluta
  innovazione  rispetto  a quello che era il  quadro  della  politica
  tradizionale. Ha deciso di rompere alcuni schemi, di andare  avanti
  secondo un programma che individua come il programma vincente,  una
  squadra di tecnici.
   Signor Presidente, invero, non mi appassionano per cultura  e  per
  formazione i tecnici. Ai tecnici preferisco la politica, preferisco
  la mediazione. Al governo dei tecnici preferisco un governo che sia
  stato direttamente chiesto dal popolo siciliano. E lei mi risponde,
  ed   è  giusto,  che  è  stato  direttamente  investito  di  questa
  responsabilità.
   I governi dei tecnici, ribadisco, a mio avviso non esistono.
   Esistono   le   maggioranze  parlamentari  e   sulle   maggioranze
  parlamentari  si fanno i governi. Per quelli in piena autonomia  da
  Roma - come lei ha stabilito di fare, in modo audace - si tratta di
  una sfida alla quale questo Parlamento, a mio avviso, deve guardare
  con  grande interesse, al di là di quelli che sono gli schieramenti
  della  politica tradizionale ai quali ormai, da tempo,  non  riesco
  più ad appassionarmi.
   Ci  vogliono  grandi  progetti. Ci vuole un  sogno  che  lei  deve
  regalare  ai  siciliani, ci vuole un sogno e cioè  deve  recuperare
  credibilità  prima  di  tutto  fra il  popolo  siciliano  ed  anche
  all'interno di quest'Aula.
   Sul  governo  dei  tecnici e sui nominativi da  lei  formulati  si
  possono fare le più svariate considerazioni. Una delle quali - ed è
  quella  che  io  le  formulo - è quella di potere rivedere  qualche
  posizione.  Inoltre,  su  qualche nominativo,  io  non  credo  che,
  obiettivamente, sia il massimo che la Sicilia possa e debba avere.
   L'appello  che va fatto, a mio avviso, è al senso del  dovere,  al
  suo  Governo,  al  senso delle istituzioni che i  tecnici  dovranno
  avere ed al senso delle responsabilità.
   Più  che  chiamarlo  governo  di tecnici,  mi  piacerebbe  che  si
  chiamasse  governo delle responsabilità. Meno attento a quelle  che
  sono  le  dinamiche  interne di palazzo - che, credo,  i  siciliani
  capiscano  sempre  meno  - e più attento al bisogno  dei  siciliani
  senza  lavoro,  al  mondo  della scuola, a  quei  lavoratori,  caro
  Presidente,  di  Sigonella, per farle solo un esempio,  che  ancora
  aspettano   che  questa  Regione  siciliana  li  difenda   rispetto
  all'arroganza che sovrasta l'indifferenza e a volte l'ignavia di un
  governo  straniero  che viene a casa  nostra e  che  decide  quando
  mandare  a casa la forza lavoro che, con generosità, ha servito  il
  proprio Paese per più di quarant'anni.
   L'appello  al  senso del dovere ed alle istituzioni è  quello  che
  oggi  fortemente  ci  deve rappresentare.  Troppo  impegnata  è  la
  politica regionale nelle dinamiche interne a ciò che succede  fuori
  dal Palazzo.
   Il  Governo ha indiscutibilmente alcuni punti a favore. Lei ne  ha
  citato  qualcuno che condivido, signor Presidente, e  mi  riferisco
  alla  sanità.  Al di là di quelle che sono le formule  parlamentari
  che si sono avvicendate, va dato merito a questo Assessore di avere
  dato  un  cambio  di rotta indipendentemente da chi  ha  votato  la
  riforma sanitaria. Era impensabile poter immaginare che, a distanza
  di  tredici, quattordici chilometri l'uno dall'altro, ci  potessero
  essere  ospedali  replicanti  di se  stessi,  che  questa  politica
  regionale  in  passato  ha  voluto determinare  come  un  serbatoio
  infinito di prebende elettorali. Inimmaginabile potere pensare che,
  nel  2010,  una  sanità  moderna possa  prevedere  replicazioni  di
  primariati,  a  distanza  di tredici chilometri  l'uno  dall'altro,
  mentre la gente recrimina e vuole sanità di alto livello.
   Non voglio disquisire con chi mi ha preceduto nell'intervento,  ma
  la malasanità ha poco a che vedere con le responsabilità di ciascun
  medico,  di  ciascun individuo che si assume le  responsabilità  di
  quello che fa.
   Il  Governo,  la  politica regionale, la buona politica,  il  buon
  governo  ha, invece, il dovere di sopprimere quelle che sono  state
  le  sacche  di sprechi che, oramai, si sono differenziate nell'arco
  degli anni.
   Signor  Presidente, bisogna dare attenzione anche al  mondo  della
  scuola  - lei l'ha citato -, il mondo della scuola e del precariato
  della scuola
   Signor Presidente, più di 930 milioni di euro vengono spesi  dalla
  Regione siciliana per ciò che riguarda la formazione professionale.
  Per una norma assurda della nostra Regione non si possono stanziare
  fondi nei riguardi della formazione, per esempio, all'interno della
  sanità.
   Possibile  che  i  medici  specialisti della  nostra  Regione  non
  possano accedere a quei fondi?
   Possibile che quei fondi destinati alla formazione debbano  essere
  destinati  a  formare gente che deve fare o il  parrucchiere  o  la
  ricostruzione delle unghie e non possono essere, invece,  destinati
  a  quella sacca di persone che oggi gridano vendetta e che  sono  i
  precari della scuola?
   Allora, l'occhio va rivolto non al passato, ma - mi sia consentito
  - va rivolto al futuro, ma al futuro con un minimo di sospetto.
   All'interno  del Gruppo Misto la differenziazione è di  chi  vuole
  sostenere  questo  Governo,  ma lo sosterrà  per  progetti;  niente
  possibilità al buio di poter intravedere il rilancio della Regione.
   Noi  lo faremo con grande attenzione e valuteremo, all'interno del
  Gruppo  Misto,  un  sostegno  al Governo  a  tempo;  valuteremo  di
  sostenere quindi il Governo con una autonomia di capacità critica.
   Faccia ritornare a questo Parlamento, ma soprattutto ai siciliani,
  la capacità di potere sognare un percorso diverso che, fino ad ora,
  è  stato contrassegnato da forti, assurde dinamiche interne che  la
  gente  non  capisce, e che si rifiuta di capire, e dia  il  segnale
  definitivo della svolta.
   Se   farà  questo,  il  popolo  siciliano  le  sarà  vicino  e  la
  maggioranza,  al  di là delle maggioranze precostituite  di  questo
  Parlamento, sarà con lei.
   Se  lei fallirà in questo obiettivo, signor Presidente - purtroppo
  - se ne assumerà tutta la responsabilità.

   PRESIDENTE.  Desidero avvertire i colleghi  che,  così  come  ieri
  aveva   dichiarato   in  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  il Presidente Lombardo sarà in Aula  fino  alle  ore
  13.00  in  quanto  ha  un impegno che, già  da  ieri,  aveva  fatto
  presente.
   Quindi,  per consentire a tutti di poter usufruire della  presenza
  del  Governatore,  vi  chiedo di limitare  di  qualche  minuto  gli
  interventi  per poter così consentire a tutti i gruppi  di  parlare
  alla presenza del Governatore.
   Ribadisco  che la richiesta del Governatore non è stata fatta  ora
  ma era già stata fatta presente nella Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari di ieri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, inizio il mio intervento con una frase  che  è
  fondamentale  per  spiegare anche questo  particolare  momento   Un
  populu diventa poviru e servu quannu ci arrubbanu a lingua additata
  di patri: è persu pi sempri  di Ignazio Buttita.
   Ho  voluto  iniziare così  questo intervento - poi le  darò  anche
  l'appunto, signor Presidente - perché il rapporto con quest'Aula  -
  e  l'abbiamo già verificato ieri e stamattina - rischia  di  essere
  soffocato, dimenticando quella che è una delle nostre radici  ed  è
  una delle nostre facoltà e cioè quella di parlare, quella anche  di
  protestare, quella di dire no rispetto a tante cose che non possono
  essere condivise nell'interesse della nostra Terra.
   Questo  ha  contraddistinto  - scusate colleghi  questo  passaggio
  personale  -  il mio rapporto nel Gruppo dell'MPA.  Io  sono  stato
  sospeso  quando  ho  detto no, prima con rispetto,  poi  quando  in
  quest'Aula ho contestato fortemente quella norma di riordino per  i
  rifiuti e la famosa legge del piano casa. Sono stato sospeso perché
  avevo  commesso un delitto di lesa maestà  Fatto sta che a  seguito
  di  quegli  interventi  abbiamo impedito che alcune  norme,  alcuni
  emendamenti  che  io  definii  porcherie  rientrassero  nel  nostro
  sistema  giuridico  amministrativo,  emendamenti  che  erano  stati
  proposti e difesi da un'ala ben particolare di questo Parlamento.
   Noi  abbiamo  avuto  la  capacità, Presidente  Lombardo,  di  fare
  emergere ormai due sentimenti tra la gente. Lo so perché io sto tra
  la  gente, non sono assolutamente prigioniero del Palazzo. La gente
  oggi  esprime  sinteticamente due considerazioni di  questa  classe
  politica.  Una  considerazione è l'espressione:  U  megghiu  avi  a
  rugna .  Dice  così  perché  non  capisce  più,  signor  Presidente
  dell'Assemblea;  mi scusi questo sicilianismo . E l'altro  concetto
  che ormai prevale tra la gente, perché altro che milazzismo e altro
  che trasformismo e ribaltonismo, è quello che  la lite è pa cutra .
  Lo sa, Presidente dell'Assemblea, lo sa Presidente della Regione  e
  voi colleghi parlamentari cosa è   a cutra ?
   La  cutra  è  una  cosa molto particolare che risale  alla  nostra
  storia  ed  ha  due  significati, uno macabro e uno  meno  macabro.
  Quello macabro riguarda la definizione di quella  cutra  che  stava
  sopra  la  bara  (in questo caso la bara della democrazia  e  della
  politica),  e  l'altro significato simboleggia la  spartizione  dei
  beni  del  defunto  dopo  che viene accompagnato  al  cimitero.  La
  spartizione  tra gli eredi per prendersi  a cutra .
   Questo è il sentimento che tra i siciliani, oggi, caro Presidente,
  abbiamo avuto la capacità di fare emergere, cioè, altro che  grandi
  manovre politiche di alto respiro: la lite per la cutra.
   Rispetto a tutto questo io ho poco da aggiungere quando già il  20
  maggio 2010, lo voglio ricordare a questa Aula, io non ho aspettato
  né agosto, né sapere se c'era qualche speranza per avere uno spazio
  in  un  nuovo  Governo, ho mandato una lettera al Presidente  della
  Regione,  che non avrà letto e gliela riconsegno oggi. Alora  pagai
  anche gli spazi giornalistici per pubblicarla sui giornali e io, in
  quel  momento, momento non sospetto - 20 maggio 2010 - ho  scritto,
  tra  l'altro,  Io sono pronto a sostenerla , rivolto al Presidente,
   se lei, sbagliando, porterà avanti l'ipotesi di un Governo formato
  da  soli tecnici a questa esclusiva condizione. L'appoggerò solo  a
  questa esclusiva condizione. Il primo atto che lei e il suo Governo
  di  tecnici dovrà proporre al Parlamento siciliano è un disegno  di
  legge  di tale contenuto: le elezioni per il rinnovo del Parlamento
  siciliano e del Presidente della Regione sono abolite, i componenti
  dell'Assemblea   regionale  siciliana  e  del  Governo   regionale,
  dall'entrata in vigore della presente legge, dovranno essere scelti
  a   sorteggio  dall'Albo  dei  professori  universitari   e   della
  Magistratura  e dagli albi degli ordini professionali tenuti  dagli
  atenei.  Non può essere sorteggiato chi ha svolto attività politica
  o  ha  ricoperto cariche negli organi elettivi anche  per  un  solo
  giorno dall'entrata in vigore della presente legge .
   Lei,  Presidente,  non ha fatto questo primo atto  e,  quindi,  le
  confermo  la  mia  contrarietà a questa scelta scellerata  come  ho
  fatto in tempi non sospetti, il 20 maggio 2010.
   Poi,  nell'esortarla,  Presidente,  così  proseguivo:   La  prego,
  signor  Presidente, di non aggiungere la sua autorevole  persona  a
  quel   lungo   elenco   di  amministratori  regionali   che   hanno
  strumentalizzato  i  sentimenti dei siciliani nascondendosi  dietro
  forme di governo verginale che alimentano ulteriormente il distacco
  tra  l'idem sentire dei siciliani ed i palazzi del potere che  sono
  la regìa del destino di tutti noi siciliani.
   Per quanto mi sono permesso di esprimerle, la invito a presentarsi
  in  Parlamento  e,  se ritiene che la Sicilia possa  essere  ancora
  governata  da  lei,  lanci pubblicamente un  sincero  e  definitivo
  appello  ai  parlamentari  liberi  e  forti  che,  per  evitare  di
  indebolire ulteriormente la Sicilia, potrebbero, disattendendo  gli
  ordini  romani  di  scuderia, sostenerla  con  una  Giunta  formata
  esclusivamente da parlamentari eletti dai siciliani.
    Non   commetta,  signor  Presidente  -  allora  ho   ribadito   -
  l'ulteriore  errore  di  farsi indicare  dalle  forze  politiche  i
  tecnici  di area per formare una nuova Giunta regionale  in  quanto
  amplierà sicuramente quel distacco dei siciliani nei confronti  dei
  palazzi del Governo regionale.
   Ognuno  di  noi, come lei, signor Presidente, è stato  eletto  dal
  popolo  siciliano.  Ogni  parlamentare deve  passare  dalle  forche
  caudine  del  consenso. La maggior parte degli attuali parlamentari
  siciliani ha dimostrato già di essere cosciente che il consenso  si
  conquista  con grandi scelte rivoluzionarie ispirate  da  autentico
  amore e rispetto per la nostra terra.
   Si  presenti  in Parlamento - le ho scritto a maggio  del  2010  -
  signor   Presidente,  e  dia  la  possibilità   ad   ogni   singolo
  parlamentare  di  autodeterminarsi nell'esclusivo  interesse  della
  Sicilia,  anche mettendoci la propria faccia, in un  nuovo  Governo
  che deve garantire vere riforme e diffusa serenità. Se questo non è
  possibile, faccia appello al suo grande senso di responsabilità. Si
  dimetta e  spieghi ai siciliani le vere ragioni e i condizionamenti
  che  hanno  impedito  ad un governatore e ad un intero  Parlamento,
  democraticamente eletto, di potere svolgere i propri compiti  e  le
  proprie funzioni .
   Da  maggio ad ora siamo rimasti nella paralisi. Avremmo  avuto  il
  tempo  di  rifare le elezioni e, finalmente, di avere una compagine
  consona  alla santità Paolina che lei va ricercando tra la gente  e
  tra   i   suoi  collaboratori.  E  così,  magari,  avremmo  evitato
  l'ulteriore offesa a questo Parlamento, signor Presidente. Infatti,
  qui  non  ci  sono delinquenti, non ci sono stupidi,  non  ci  sono
  persone che, da questo punto di vista, non hanno già dimostrato nel
  loro passato di sapere amministrare.
   Lei  ieri non ha spiegato il perché non vuole avere a che fare con
  questa  Aula. Anche i colleghi deputati, a cui va la mia  personale
  solidarietà,  che hanno ben lavorato nel precedente  Governo,  sono
  stati  ripudiati,  messi da parte, come se, alla fin  fine,  questo
  Parlamento fosse il male di tutta la Sicilia.
   No,  Presidente,  un secondo atto lei avrebbe dovuto  fare  perché
  ieri ha parlato del Governo ladro, ha parlato del Governo centrale.
  Ma  lei è nel Governo centrale  La smetta, la dobbiamo smettere  di
  caricare  sul  Governo  centrale le nostre deficienze   Lei  è  nel
  Governo,  faccia  dimettere il suo sottosegretario  una  volta  per
  tutte   Questo  le  darà  dignità,  Presidente,  dignità  politica.
  Infatti,  è  facile approvare a Roma alcune manovre che penalizzano
  direttamente  la Sicilia e poi, quando si incontrano  i  siciliani,
  dire  che  è  colpa  di Berlusconi del quale si è in  contemporanea
  alleati.
   Questo con il Milazzismo non c'entra nulla, Presidente  Questo  ha
  un  altro  significato. Lei non è ribaltonista, lei si è dimostrato
  incapace e parassita  E lo sa perché è incapace e parassita  E  qui
  le  consegnerò quello che abbiamo fatto insieme ad agosto del 2009,
  perché  abbiamo lavorato al libro bianco, abbiamo fatto tante  cose
  che ci sono state richieste dal Presidente Lombardo perché dovevamo
  portare avanti le grandi riforme. Pertanto, Presidente, le consegno
  nuovamente quel sunto del libro bianco e, visto che lei ha  chiesto
  suggerimenti  all'Aula,  qui  ci sono  i  suggerimenti  per  quanto
  riguarda  il  Governo rivoluzionario autonomistico. Qua  c'è  anche
  quel  testo, Presidente Lombardo, che abbiamo scritto nel  febbraio
  del  2008,  quando  già  si preparava il programma  del  successivo
  Governo Lombardo.
   Rispetto  a tutto questo, oggi, continuando così, lei dà il  colpo
  di grazia alla Regione siciliana.
   La Regione siciliana è, sotto il profilo finanziario, al dissesto.
   Io  ho  combattuto  per inserire degli articoli nella  finanziaria
  regionale - questo lo dico agli amici del PD e concludo - e  quella
  è  stata  la  vera rivoluzione. Ma entro il 30 giugno del  2010  il
  Governo  avrebbe  dovuto  portare  a  questo  Parlamento  la  reale
  situazione  economica e finanziaria. Cosa che non si è  fatta.  Non
  c'entra Berlusconi, non c'entra l'Aula  L'Aula aveva deciso di fare
  l'operazione  verità.  C'entra  semplicemente  una  grande   miopia
  politica  che  oggi  si  vuole  mascherare  con  la  foglia   della
  verginità.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi,  al fine di chiarire che le argomentazioni politiche  non
  vogliono  essere degli insulti, mi preme sottolineare e specificare
  che  dovrò iniziare la mia riflessione e il mio intervento  facendo
  riferimento  ad alcune espressioni contenute nel discorso  di  ieri
  del Presidente della Regione, sul cui significato, dal suo punto di
  vista   non   insultante,  io  ritengo   di   avere   una   visione
  diametralmente  opposta.  E parto proprio  dalle  qualificazioni  e
  dagli  aggettivi  che  lo stesso Presidente  ha  voluto  utilizzare
  indirizzandoli alla nostra parte, alla nostra posizione,  alla  mia
  persona.
   Presidente  della  Regione,  la  diversità  di  opinioni   non   è
  ribaltonismo.
   Il  ribaltonismo non è quello di chi esprime una posizione diversa
  e  vota  una  sola  volta in modo difforme e viene  estromesso  dal
  Governo.

   Lei,  nel Parlamento nazionale, con i suoi uomini ha votato contro
  un numero svariato di volte e nessuno l'ha messa fuori dal Governo.
   E'  accaduto  anche recentemente al Presidente  della  Camera  dei
  Deputati  di  esprimere  posizioni  diverse  e  nessuno  ha  inteso
  estromettere dalla compagine governativa le espressioni  di  quella
  posizione.
   Il  ribaltonista  è  colui che, attraverso  tre  crisi  e  quattro
  governi  in  due  anni, ha rovesciato il risultato  della  campagna
  elettorale  nella  quale  è stato votato dalla  maggior  parte  dei
  deputati  dello schieramento iniziale che siedono in quest'Aula,  e
  dai   partiti   che  li  esprimono  nella  società  siciliana.   E'
  esattamente il capovolgimento, il rovesciamento.
   Prima  crisi, a cinque giorni dalle elezioni europee,  finalizzata
  ad espellere il primo alleato.
   Seconda  crisi,  28  dicembre 2009, finalizzata  ad  espellere  il
  secondo alleato.
   Ricorderete,  allora  c'era  la  motivazione  che  ci  si  sentiva
  assediati  dagli  assessori dell'UDC che forse  erano  renitenti  o
  riluttanti. Noi della maggioranza non avemmo mai notizie di  questo
  tipo. Apprendemmo dalla stampa della estromissione dell'UDC.
   Il  28  dicembre noi fummo puniti perché votammo il  Documento  di
  programmazione economica e finanziaria che il PD, oggi  alleato  di
  Lombardo, forse titolato da quel documento, si trovò a presentare.
   Ed  ecco perchè questa volta, terza crisi,  noi siamo stati lucidi
  e lungimiranti. E lo siamo da un anno a mezzo a questa parte quando
  dicevamo   agli  spezzoni  di  posizione  del  PDL  che  rimanevano
  all'interno di quella coalizione che la finalità, l'epilogo sarebbe
  stato l'estromissione definitiva perché il tradimento fu pensato  e
  concepito sin dall'inizio.
   Questa  terza  crisi è stata anticipata da una  dichiarazione  del
  Presidente  resa alla stampa, nella quale il Presidente dice:   Noi
  cerchiamo di tenere a galla la barca con l'apporto di chi ci sta .
   Nella sua coalizione, fino ad un mese fa, c'era chi dichiarava  di
  volerci  stare  e ha detto  continua con il governo politico  della
  Sicilia e noi stiamo con te .
   La  malafede  e la finalità di tradire definitivamente  sta  nella
  posizione di chi è andato ulteriormente oltre, non ha tenuto  conto
  di chi ci sta, ma è andato con chi fino a ieri non ci stava.
   Il ribaltonismo è questo
   La definizione del tradimento completo sta in questa dichiarazione
  Scon  chi  ci  sta , hanno dichiarato alcuni degli  assessori  oggi
  dimissionari.  E'  il  loro punto di riferimento  politico  che  ci
  stavano;   mal  per  loro,  noi  eravamo  contrari,  ma  lo   hanno
  dichiarato.
   Gli hanno detto di non fare il governo organicamente legato al PD,
  a  trazione  PD, perché  non possiamo rimanere con te .  Lui  si  è
  voluto ugualmente muovere e tradire definitivamente.
   E'  questo  il  ribaltonismo  Non quello di chi  ha  espresso  una
  posizione diversa una volta. E Lombardo ha espresso per dieci volte
  posizione contraria alla Camera e al Senato.
   Fino ad ora - si è votato qualche minuto fa - la posizione è stata
  difforme da quella della maggioranza. Allora, chi prima ha  perduto
  oggi vince
   Presidente  Formica,  noi  oggi  avremo  come  interlocutori   che
  governano  la  Sicilia  i  rappresentanti  del  PD.  Questo  è   il
  ribaltonismo.  Oggi  sono chiamati loro,  che  avevano  perduto,  a
  guidare il governo della Regione siciliana.
   Questo  è  il  tradimento  ribaltonista  con  compiti  primari  di
  governo.
   Addirittura, ci si è consegnati al PD a tal punto da decidere  chi
  poteva  rimanere  e chi non poteva rimanere. Se oggi  non  c'è  più
  l'assessore  Strano,  o  non è entrato,  per  esempio,  l'assessore
  Ortisi  -  che  era  in  pectore - lo si  deve  al  condizionamento
  prevalente, cioè al monopolio politico del PD sulla composizione  e
  sulla vita di questo nuovo Governo.
   Questo  è  il ribaltonismo. Quindi, ribaltonista è esattamente  il
  Presidente  della Regione che è andato avanti in  questo  modo.  Ha
  avuto una condotta avventuriera. Perché avventuriera? Dichiarazione
  del  Presidente Lombardo:  Faranno parte di questo governo l'MPA  -
  udite  udite  - il PD, Futuro e libertà. Sull'UDC non  so,  non  so
  dirvi, non so se c'è o non c'è . E come la chiamate questa da parte
  di  un capo del Governo? Avventura. E chi si dà alle avventure come
  si  chiama  nel vocabolario italiano senza insultare  nessuno?  Voi
  siete  più  bravi  di me, chi si dà all'avventura come  si  chiama?
  Avventuriero.
   Allora  la  condotta  avventuriera è questa,  perché  la  condotta
  avventuriera   è   quella   che   tradisce   persino   le   proprie
  dichiarazioni.
   Avete  sentito  ieri: l'autonomismo rispetto alla politica  romana
  che  consentiva lo sfruttamento della Sicilia e delle sue  risorse;
  la  politica  romana  è quella alla quale è andato  ad  abbeverarsi
  Lombardo quando, ieri sera, è venuto qui a dire che dell'UDC non sa
  perché  l'indicazione dell'UDC gliel'ha data  la  politica  romana,
  mentre l'UDC che lo ha votato e che avrebbe continuato a votarlo se
  lui non lo avesse estromesso è fatto fuori dalla politica romana.
   Questo è l'autonomismo di Lombardo  Questa è la sua contraddizione
  quotidiana   E' questo l'imbroglio della politica siciliana   Altro
  che  politica  romana, nei confronti della quale  lui  si  erge  ad
  interlocutore frontale e contrappositore
   La politica romana è quella che oggi gli fa scavalcare la politica
  siciliana.  E' quella che gli fa dire che l'UDC forse c'è  e  forse
  non  c'è:   Non  lo so, vediamo . Gli ha dato un nome:  Casini,  il
  Casini  contro il quale lui divenne lombardo, il Casini  contro  il
  quale  lui fondò una posizione che, nella politica regionale,  andò
  contro Casini.
   Ecco i trasformismi, ecco i continui ribaltamenti di posizione.
   Oggi, a scavalco della politica siciliana, con indicazioni fornite
  dalla  politica  romana,  arriviamo al  punto  che  dei  sessantuno
  deputati  che hanno votato questo Presidente e questo  Governo,  ne
  rimangono solo venti.
   Se  i  conti che Lombardo ha fatto ieri sono fondati, 50,  27  del
  PD,  14  dell'MPA  - siamo a 41 - e 9 sparsi dalle varie  diaspore,
  quindi:  13  e  8, 21. Quaranta in meno  Sessantuno  all'inizio  e,
  adesso,   ventuno  dell'originale schieramento   Come  lo  chiamate
  questo se non  ribaltone?
   Si  prendono i voti da una parte e si canalizzano verso  la  parte
  diametralmente  opposta:   chi vince,  perde;  chi  perde,  vince :
  questa è la logica della politica lombardiana.
   C'era  una  politica  siciliana, prima di Lombardo,  che  era  uno
  scontro tra avversari. E c'è una politica siciliana, dopo Lombardo,
  che  è  la  faida all'interno dei partiti alimentata dal potere  di
  Lombardo,  potere  ottenuto attraverso lo schieramento  che  lo  ha
  votato.
   L'onorevole  Lupo è sicuramente un esempio di questa storia.   Chi
  vince, perde e chi perde, vince   E per vincere la sua battaglia  a
  coordinatore regionale, l'onorevole Lupo disse:  mai con Lombardo .
  Lupo  vinse la sua battaglia a coordinatore regionale e soccombette
  come linea politica a quella di Cracolici. Infatti, oggi prevale la
  linea politica di Cracolici contro quella di Lupo. E quindi il lupo
  è  diventato agnello e gli agnelli si sono trasformati in lupi. C'è
  un  trasformismo  delle pelli politiche che è  continuo.  Questa  è
  l'Era Lombardo.
   Per quanto riguarda la sanità, onorevoli colleghi, correggetemi se
  sbaglio,  ma  chi  dice cose diverse dalla verità, nel  vocabolario
  della  lingua  italiana  si definisce  mendace ,  oppure  con  vari
  sinonimi   imbroglione  o  falso . Io non so quale sia  l'aggettivo
  giusto,  ma  il  disegno di legge di riforma della sanità  è  stato
  presentato dal PDL e dall'UDC un mese e 12 giorni prima del disegno
  di legge depositato dall'assessore Russo e dal Presidente Lombardo.
   Quindi,  non  è vero che Leontini si è contrapposto  a  Russo;  al
  contrario, è stato Russo che si è contrapposto a Leontini, un  mese
  e  12  giorni  dopo  La malafede del governatore e  dell'assessore,
  infatti,  andavano in quella direzione. E, nonostante  questo,  noi
  abbiamo  contribuito a migliorare, attraverso il dialogo  paziente,
  la   interlocuzione.  Tanto  è  vero  che,  dallo   scempio   della
  eliminazione dei 5.700 posti letto - ve lo ricorderete -  passammo,
  attraverso il dialogo e il confronto, alla riduzione di 2.300 posti
  letto.

   Evitammo  quattromila posti letto in meno nell'idea  sterminatrice
  che  l'incompetente assessore Russo voleva attuare;  assessore  mai
  tecnico della sanità, tecnico di altre cose, e soltanto esterno.
   Si  è  detto che il territorio è più forte; ma quando mai?  Da  un
  anno  a  questa parte, avete visto un territorio più  forte?  Avete
  vista attuata la riabilitazione o la lungodegenza? L'attuazione  di
  questa norma esiste.
   E  contro  quella norma, che noi avevamo contribuito a migliorare,
  il Partito Democratico ha votato contro, in maniera compatta. Nella
  settantasettesima  seduta,  il 25 marzo  2009,  erano  presenti  81
  deputati,  80  votanti,  51 favorevoli al disegno  di  legge  e  29
  contrari.  Tutti  noi votammo a favore e l'onorevole  Cracolici  ha
  votato  contro  dichiarando testualmente  che   stiamo  creando  un
  sistema  che,  probabilmente  vedrà la  qualità  professionale  dei
  funzionari  ASP  sporcata dal fatto che la selezione  arriverà  per
  criteri di appartenenza e di lottizzazione politica, al partito del
  presidente o al suo schieramento . E dopo aggiunge  La ciccia della
  spartizione  delle  nomine costituisce il vero  cemento  di  questa
  legge  e di questo Governo. La formazione professionale è bloccata,
  i  fondi FAS bloccati, i fondi europei bloccati. Questo Governo non
  h  e  non  sarà in grado di dare soluzioni ad uno solo dei problemi
  che affliggono la Sicilia. Per questo noi votiamo contro .
   Falso, quindi, quello che ieri è stato detto in questa Aula  E non
  so  chi  dice  il falso come si deve qualificare   Nel  vocabolario
  della  lingua  italiana ci sono tanti sinonimi  e  tanti  contrari,
  andate a cercare
   Per  il  resto, la Sicilia è commissariata. Agli inizi  di  questa
  legislatura,  il  presidente Lombardo parlava con la  Liga  veneta,
  perché  aveva un'idea di federalismo che sposava alcuni  indirizzi.
  Poi,  strada  facendo,  ha  cancellato l'aggettivo   veneta   e  il
  presidente Lombardo si è trovato solo a parlare con Liga, anche con
  Liga. E noi lo abbiamo appreso dalla stampa, ma abbiamo anche detto
  che a volte si è un po' distratti quando si parla con tutti.
   Bisogna evitare di parlare con tutti e questo noi lo abbiamo detto
  anche  in questa Aula, a proposito di formazione, e di tante  altre
  cose.  Nel  momento in cui era difficile parlare con noi,  era  più
  facile parlare. Si cancella soltanto l'aggettivo  veneta'.
   Noi  queste  cose le abbiamo sempre stigmatizzate e  sottolineate,
  per questo siamo all'opposizione
   L'uomo solo al potere. Vedete, la fotografia è questa  E dico così
  perché il programma ieri non esisteva. Immaginate un programma che,
  in modo estemporaneo, aggiunge l'abolizione delle province, che non
  è competenza di questo Parlamento. Siamo alla follia pura
   L'abolizione  delle province diventa il programma  innovatore   Ma
  rispetto   a   quale  programma  precedente?  Quale  programma   ha
  dichiarato  in  quest'Aula?  L'introduzione  della  seconda  scheda
  elettorale  nelle elezioni amministrative  Ma ti hanno  votato  per
  questi  due  punti  di  programma  gli  elettori?  Erano  argomenti
  inseriti  nel  programma originario? Ti hanno votato per  questo  a
  Presidente della Regione? O sono forse intenzioni estemporanee  per
  accarezzare  e blandire il pelo delle nuove pantere o  delle  nuove
  pelli  di  chi  oggi fa parte di questo Governo e ne fa  parte  con
  monopolio dei condizionamenti e delle posizioni?
   Il  PD  trasformista  ha cambiato varie pelli  in  questa  vicenda
  parlamentare e politica e oggi si trova a celebrare, anche  al  suo
  interno,  quello che è accaduto all'esterno. Chi vince  perde;  chi
  perde vince, come dice sempre l'onorevoli Limoli, mio amico. E  noi
  siamo  arrivati  a  questo   La politica  lombardiana  è  questa  e
  l'onorevole Cracolici ne è specularmene l'attuatore all'interno del
  suo  partito.  Infatti,   leggiamo  tutti  le  dialettiche  vivaci,
  sappiamo delle spaccature, delle tripartizioni, delle bipartizioni.
  Ma soprattutto va a lui il merito della formula: chi vince perde  e
  chi perde vince.
   La  Sicilia è commissariata. Si arriva al punto che si commissaria
  il gas e, senza avere i poteri, il Commissario del gas fa contratti
  a  dirigenti  per  230 mila euro. Ci sono persino i  sindacati  che
  protestano e chiedono gli atti.

   Il  sottogoverno e il Governo siciliano sono occupati  dalla  mano
  lombardiana, non c'è un solo trombato dell'MPA che non faccia parte
  del sottogoverno siciliano. Non c'è merito, non ci sono competenze,
  non  ci  sono  capacità   Ci  sono  le  tessere  di  partito  e  le
  appartenenze  rigide all'MPA e alle coalizioni  cangianti  che,  di
  volta  in  volta,  accompagnano  questo  progressivo  tradimento  e
  ribaltone.
   E' questa la fotografia della situazione siciliana
   Langue l'occupazione  Langue la produzione
   Il  Prodotto Interno Lordo è sceso in questi due anni di sei punti
  percentuali    Per  non  parlare  del  disastro   delle   politiche
  comunitarie,  che ci ha fatto diventare lo zimbello  europeo,  così
  come troviamo scritto in tutti i giornali. Lo disse anche Tremonti,
  dandoci  dei cialtroni perché, pur avendo ottenuto 8,6 miliardi  di
  euro  per il 2007-2013, abbiamo saputo spendere appena 440 milioni.
  Non abbiamo raggiunto la soglia minima di impegno e già i primi  55
  milioni  di Fondi hanno ripreso la via dell'Europa. Gli accordi  di
  programma-quadro, con un valore di 18 miliardi di euro, hanno visto
  la  Sicilia capace di spenderne appena il 27 per cento. I contratti
  di  programma, con una dotazione di 2,7 miliardi di euro, risultano
  essere spesi soltanto nella misura di 17 milioni, pari all'1,9  per
  cento. Alle imprese erano destinati negli ultimi anni 7 miliardi di
  euro, e di questi ne risultano erogati soltanto 3 miliardi.
   E'  un fallimento, e la Sicilia è ingessata e bloccata  E rispetto
  a  questo  blocco  c'è  il movimento continuo della  politica,  una
  politica  che è casta, ma non nel senso di pura, è casta nel  senso
  di  corporazione,  di  potere nel Palazzo,  che  si  è  allontanata
  definitivamente dal territorio, che con le alchimie e le formule va
  sempre  contro  la volontà degli elettori e contro  i  bisogni  del
  territorio.
   Questa  è  la  casta, questa è la corporazione  E lo dico  con  le
  parole di Gian Antonio Stella, che nelle pagine del Corriere  della
  Sera  di  qualche  giorno  fa  scriveva  alcuni  commenti  di  Anna
  Finocchiaro sul Presidente Lombardo:  uomo temibilissimo, perché ha
  costruito  un  sistema  di potere clientelare  spaventoso,  che  ha
  riportato la Sicilia al Medioevo'.
   Oggi  il  PD  guida il Governo  E concludo con le parole  di  Gian
  Antonio  Stella che dice:  resta una sola domanda: ma  i  siciliani
  tutto questo scempio lo meritavano veramente?'.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dopo l'intervento  dell'onorevole
  Arena,  è  iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Preciso  che,
  per  scelta sia dell'onorevole Arena che dell'onorevole D'Agostino,
  concordata con la Presidenza, parleranno sette minuti ciascuno  per
  consentire all'onorevole Bonomo di potere intervenite.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Arena.

   ARENA.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  il dibattito odierno è un  dibattito  vivace,
  dove  non mancano condimenti piccanti:  mistificatore della  vita ,
   cafonaggine ,    rubare   i   voti ,    vergogna ,    tracotanza ,
   tradimento .  Sono  sicuramente  denominatori  comuni  che   hanno
  caratterizzato gli interventi che hanno preceduto il mio.
   Vorrei  proprio partire da questo e dal registrare come il galateo
  parlamentare,  di  cui  qualcuno si  è  lamentato,  ha  sicuramente
  trovato ingresso in maniera ufficiale nelle pratiche di quest'Aula,
  che frequento da poco, proprio per cercare di soffermarmi nei pochi
  minuti  che  la  Presidenza mi riserva, su  alcune  considerazioni,
  spero    di    carattere    politico   e   lontane    dall'insulto,
  dall'improperio, dal vilipendio e dall'offesa gratuita, come invece
  hanno  fatto  alcuni  colleghi  che, piuttosto  che  iscriversi  in
  palestra o frequentare lezioni di latino o greco, di cui dicono  di
  essere appassionati, sono molto pronti ad insultare e poco pronti a
  ragionare.
   C'è  questo neologismo che ha fatto ingresso da qualche giorno  in
  quest'Aula, questa forzatura eccessiva del termine ribaltonismo.
   Vorrei  dire all'onorevole Leontini, che mi ha preceduto,  che  la
  storia  c  è  maestra e i ribaltoni in questo Paese, quasi  sempre,
  hanno poi finito per schiacciare la gente.
   E   allora,  mistificatore  nella  vita  e  nella  politica,  caro
  onorevole  Leontini,  è  colui  il quale  approfitta  del  consenso
  elettorale  per  arricchire  se stesso.  Nella  vita,  tradisce  la
  volontà  la volontà del popolo siciliano chi approfitta ed  estorce
  il  suo consenso con false promesse per non combinare un bel nulla,
  per  lasciare  questa terra, che purtroppo continua  a  sprofondare
  anche per il servilismo - questo sì, vergognoso, questo sì, cafone,
  questo sì ladro - di tutti coloro i quali in questi anni non  hanno
  fatto  altro  che  inginocchiarsi,  piegarsi  ossequiosamente  alle
  volontà di quel Governo centrale di cui molto spesso qualcuno parla
  a  sproposito. Come per esempio l'onorevole De Luca - e mi dispiace
  che  non sia in Aula -, l'Harry Potter dei poveri, che ci affascina
  con  i suoi libri bianchi, gialli, rossi e neri consegnando le  sue
  verità assolute. Sembra la reincarnazione di Keynes con questi suoi
  ragionamenti  incomprensibili,  un  grande  economista   e   grande
  caposcuola  cui  probabilmente Cateno  De  Luca  si  ispira  quando
  consegna con le sue verità assolute e con i frutti di elucubrazioni
  -  non figli voglio sperare, visto che lui ha parlato in siciliano,
  lingua  che  io  amo,  di cipudde e pomodoru - che  poi  potrebbero
  portarlo  a  sragionare  durante la notte, queste  formule,  queste
  alchimie  e questi ragionamenti che dovrebbero risolvere i problemi
  della nostra terra.
   Caro  onorevole De Luca, onorevoli colleghi, la scelta  scellerata
  di cui si parlava poc'anzi è proprio quella di tutti coloro i quali
  si  ostinano oggi a gridare al reato di lesa maestà perché  in  una
  nuova  Giunta,  una  giunta di tecnici che non piace  all'onorevole
  Fiorenza,  ma  che  mi  auguro piaccia e  serva  alla  Sicilia  per
  risolvere  i problemi e uscire dal guado, annovera tra  le  proprie
  fila non mestieranti della politica, non accattoni o straccioni che
  molto  spesso hanno contrabbandato il proprio appoggio, il  proprio
  consenso  scambiandoselo per favori, ma annovera fior di  siciliani
  che  nella  vita,  piuttosto che fare  quella  politica  di  cui  i
  siciliani oggi hanno la nausea, hanno fatto qualcos'altro, hanno  e
  ricoprono un ruolo di grande importanza.
   Sento  molto  spesso che in Aula ci si appassiona a  criticare  le
  grandi vergogne di una sanità che è stata la peggiore d'Europa.

   PRESIDENTE. Moderiamo i termini

   ARENA.  E non lo dico io, ma lo dicono i giornali di mezzo  mondo.
  La sanità in questi anni è stata un'autentica vergogna.
   Se  oggi  c'è  un  assessore regionale che da qualche  anno,  cioè
  dall'insediamento della Giunta Lombardo, tenta di portare avanti

                           (Brusio in Aula)

   ARENA.  Signor Presidente, Lei deve richiamare i signori  deputati
   Poc'anzi  sono stati usati espressioni quali  chi tradisce ,   chi
  ruba   e hanno parlato. Che mi si  consenta il regolare svolgimento
  dell'intervento.
   Dicevo  che,  se nella Giunta oggi vi sono uomini come l'assessore
  Russo,  che  da qualche anno ha rilanciato l'immagine della  sanità
  rivoluzionando un sistema che era figlio e frutto di  quel  sistema
  di  potere che ha distrutto questa Terra, non ritengo ci sia niente
  di male.
   Se  nella  formazione professionale è stato chiamato  un  illustre
  docente universitario, il professor Centorrino, a mettere ordine in
  quella  grande  vergogna  della  formazione  professionale,  che  è
  servita  ad  ingrassare  e ad arricchire  anche  sacche  di  quella
  politica - probabilmente le cose che dico sono scomode ma sono vere
  -  a  non  formare nessuno, non penso che questo sia reato di  lesa
  maestà.
   Se  dopo  tutti  questi  anni in cui si  è  avuto  un  decadimento
  culturale  e  d'immagine di una Sicilia che ha avuto e continua  ad
  avere  una  economia bloccata, un'industria bloccata, un'università
  di  cui  vergognarsi,  oggi si trovano degli  assessori  di  grande
  livello, sia quelli che c'erano che quelli che sono stati nominati,
  ad  esempio illustri docenti universitari, non penso sia un  reato,
  non penso sia un'offesa a quella politica che, fino ad oggi, ha ben
  governato in questo Governo.

      (proteste da parte degli onorevoli Leanza Nicola, Mancuso e
                               Gentile)

   Signor  Presidente, non capisco il brusìo in Aula e, tra  l'altro,
  quando gli altri hanno parlato, li ho ascoltati, cercando di capire
  ed anche di registrare alcune loro frasi.
   Questo  Governo,  sin  dal  suo insediamento,  ha  sempre  operato
  nell'esclusivo interesse della Sicilia e dei siciliani. Se oggi c'è
  stato  un cambio - e qui non è una questione personale - a noi  non
  interessa che esce e chi entra; chi non c'è più ha ben lavorato, ha
  ben  operato,  ma  siamo sicuri che chi ci sarà da  oggi,  lavorerà
  anche  di  più,  affinché questa Terra possa  continuare  ad  avere
  quelle risposte che da tanto, troppo tempo si attende.
   Qui  non  interessa  a nessuno il sottogoverno,  non  interessa  a
  nessuno la spartizione del potere. Su dieci siciliani intervistati,
  undici   non  sanno  di  che  si  tratta.  Ai  siciliani  interessa
  qualcos'altro  E quindi tradisce questa volontà chi si allontana da
  questa  volontà. E c'è chi si ostina ancora oggi, figlio di  quella
  perversa  logica  che porta certa politica ad inginocchiare  questo
  territorio, a continuare ad insistere.
   Oggi  abbiamo  una  Giunta  finalmente libera  dai  ricatti  delle
  segreterie  politiche  Oggi abbiano una Giunta che finalmente   può
  decidere serenamente, visto che sono tecnici, visto che non  devono
  ricambiare  il  favore,  visto  che sono  lontani  dalla  politica.
  Abbiamo  una Giunta che potrà, nell'esclusivo interesse  di  questa
  Terra, continuare a lavorare serenamente.

    (Il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, si allontana
                              dall'Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Arena, non lascia spazio al suo collega  che
  deve  ancora  intervenire e provoca reazioni dell'Aula inutilmente.
  Pertanto, così termina il suo intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.

   (Proteste dai banchi di destra per l'interruzione dell'intervento
                         dell'onorevole Arena)

   Onorevoli  colleghi   Onorevoli  colleghi,  deve  ancora   parlare
  l'onorevole D'Agostino.
   Ricordo  che  il  Presidente della Regione, già ieri,  durante  la
  Conferenza  dei  Capigruppo, ha garantito la sua presenza  in  Aula
  fino alle ore 13.00.

   D'AGOSTINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  ringraziare  il Presidente Lombardo per le cose che ha detto  ieri,
  ma  anche per la consequenzialità della quale, per le cose dette in
  questi  anni,  il Presidente Lombardo e i suoi governi  hanno  dato
  atto. Quindi, non soltanto per le cose dette, ma anche per le  cose
  già fatte.

  (Il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, rientra in Aula)

   D'AGOSTINO.  Noi dell'MPA siamo, e abbiamo dimostrato di  esserlo,
  un  vero  partito autonomista. Questo è un grande Governo, autonomo
  dai   veti,  autonomo  dall'obbedienza  di  palazzo,  autonomo  dal
  servilismo,  autonomo dalla piaggeria, autonomo dai condizionamenti
  e  dai ricatti e anche, signor Presidente, dalle facili suggestioni
  delle  appartenenze partitiche che comodamente  ci  fanno  stare  a
  volte a destra, a volte a sinistra, ma mai ci fanno rimanere fedeli
  agli  elettori, al programma che forse anche distrattamente abbiamo
  letto  nel  momento  della sua presentazione e  che  abbiamo  fatto
  votare  agli elettori e, in fondo, non ci fanno rimanere  fedeli  a
  quelli  a cui noi, come Assemblea regionale, dovremmo essere fedeli
  sempre: ai siciliani
   Onorevole  Presidente Lombardo, lei è stato fedele al mandato  che
  il leader di un partito autonomista ha avuto dal popolo siciliano e
  ad  un  Governo  e ad un programma di Governo che è  stato  portato
  avanti  con rigore, con forza e con grande convinzione. Chi credeva
  che  Lombardo  fosse un democristiano furbo, che voleva  continuare
  sulla  scia dei compromessi e delle mediazioni senza fine, si  deve
  oggi  ricredere perché il Presidente Lombardo ed il  Movimento  per
  l'autonomia è composto da deputati, da militanti, da amministratori
  che  oggi  stanno dimostrando di essere convintamene autonomisti  e
  stanno  difendendo le ragioni di una terra maltrattata, soprattutto
  e in maniera particolare negli ultimi anni.
   Lei,  onorevole Presidente, ha avuto il coraggio -  per  la  prima
  volta  dopo  cinquant'anni - di fare le riforme. L'ha  fatto  sulla
  sanità,  sui  dipartimenti, sui rifiuti e devo dire  anche  che  le
  finanziarie  che  abbiamo votato, i bilanci che  abbiamo  approvato
  sono  stati  vere  e proprie riforme. Con essi abbiamo  evitato  il
  dissanguamento delle nostre casse, abbiamo bloccato l'emorragia che
  negli  anni  precedenti ha creato i salassi di  bilancio,  che  non
  dobbiamo al Governo Lombardo ma a chi ci ha preceduto.
   Caro  onorevole  Gianni, ci saranno stati errori nel  passato,  ma
  chiunque  avesse  fatto l'assessore alla sanità o  in  altri  posti
  avrebbe  commesso più o meno gli stessi errori. Era il sistema  che
  non  andava e bisognava cambiare l'andazzo. E' quello che noi  oggi
  stiamo  facendo e i colleghi del PDL e dell'UDC in questa Aula  non
  si rendono conto della portata di quello che sta accadendo.
   Su  questo, chi l'ha sostenuta, onorevole Presidente Lombardo,  ha
  deciso su queste riforme di non ritrovarsi più. Questi sono i  veri
  ribaltonisti, quelli che non hanno capito la portata della  riforma
  sulla   sanità,  quelli  che  non  hanno  voluto  la  riforma   sui
  dipartimenti, quelli che hanno osteggiato la riforma  sui  rifiuti,
  quelli  che  vogliono un bilancio a portata di  deputato  anno  per
  anno.  Questi  sono  i  veri ribaltonisti, custodi  del  partitismo
  sfrenato  che  conserva,  preserva o prepara  fulgide  carriere  da
  novelli ascari siciliani.
   Noi qui abbiamo invece il coraggio di dire, come lei ieri ha avuto
  il  coraggio di dire che  questo è un viaggio senza ritorno ; o  si
  va  avanti su questa strada, o si va a votare. Noi gettiamo le basi
  di  questa  rivoluzione culturale, di questo autonomismo  che  deve
  impregnare  tutti gli assessorati e tutta l'attività amministrativa
  regionale  sul  fallimento culturale oltre che politico  di  questo
  bipolarismo che ci rende ciechi. Allora andiamo con un programma di
  tre, quattro, punti chiari, forti, evidenti, e che continuino sulla
  scia   del   cambiamento  di  questa  Regione.  La  semplificazione
  amministrativa, la deregulation, il blocco totale delle assunzioni,
  l'assorbimento   dei  precari  presso  gli  enti  pubblici,   anche
  attraverso   un  blocco  delle  assunzioni  in  tutta  la   Regione
  siciliana,  la  riforma  elettorale, l'abolizione  delle  province,
  l'abolizione  degli enti che oggi riteniamo inutili. Sappiamo  cosa
  diremo ai siciliani quando ritorneremo a votare. Diremo che non  li
  abbiamo mai traditi per vuote formule politiche. Diremo che abbiamo
  lottato per la nostra dignità.
   E  le  ricordo,  Presidente Lombardo, che siamo a credito  con  il
  Governo  nazionale per i Fondi FAS, per le autostrade che  ci  sono
  state rubate, per la Tirrenia che non ci viene riconosciuta, per  i
  precari  che  non ci sono stati garantiti. E ieri il Presidente  ha
  pure  detto  che la  riforma Gelmini  non ha funzionato,  L'abbiamo
  visto  nel primo anno e anzi ha prodotto molti più danni in  questa
  Terra di quelli che avrebbe potuto produrre altrove.
   Bene,  noi  non  ci piegheremo alla sottomissione politica  e  non
  accetteremo le mance, onorevole Presidente.
   E per questo motivo andremo avanti convinti che le nostre idee, il
  nostro  programma, l'attenzione morale e politica e  l'impegno  del
  Presidente  Lombardo  siano salutari per  questa  Regione  e  siano
  salutari per tutti i siciliani

   LOMBARDO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   vi   chiedo  scusa  ma,  come  ho   già   detto,   devo
  necessariamente  andare via per prendere un  aereo  per  Roma  alle
  quattordici.
   Desidero  ringraziare  i  deputati  intervenuti  e  chiarire   che
  l'apprezzamento  è  assoluto, non soltanto  per  gli  atti  che  si
  compiono  in  Giunta  insieme,  se c'è  l'Assessore  Bufardeci  che
  governa, bene o male, lo fa ovviamente attraverso la mia Presidenza
  della  Giunta  alla quale porta gli atti, non fosse altro  che  per
  ragioni  di  legittima  condivisione, io apprezzo  anche  l'operato
  dell'Assessore Bufardeci.
   Aggiungo   anche una cosa. Siccome anch'io rischio di  perdere  il
  filo,  sono solito scrivermi le cose e leggere e non farmi prendere
  dalla  foga  oratoria.  Pertanto,  se  chicchessia  di  voi,  anche
  parlamentari dell'opposizione, si fosse sentito offeso  da  me,  io
  chiedo loro scusa e apprezzo, lo esprimo a voce alta, l'operato  di
  coloro che mi hanno dato l'onore di collaborare con me.
   Grazie e vi chiedo scusa ancora.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo seguire due strade. Se, e
  non  mi pare il caso, volete continuare, continuiamo. Diversamente,
  e  mi parrebbe più opportuno, possiamo rinviare a martedì, come già
  era stato stabilito, la  continuazione del dibattito.

   CORDARO E  FALCONE. Era già stato stabilito che avremmo continuato
  martedì.

   PRESIDENTE.   Pertanto,  martedì  proseguirà  il   dibattito   con
  interventi che saranno liberi per tutti i parlamentari.
   La seduta è rinviata a martedì, 28 settembre 2010, alle ore 16.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni.

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del regolamento interno, della mozione:
   N. 215 -   Revoca  dell'adozione del Piano  paesaggistico  della
          Provincia regionale di Ragusa.

                      RAGUSA - MAIRA - CORDARO - GIANNI - CASCIO S.
                                                             - DINA
                                                   FAGONE - CARONIA

  III  - Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
   sulla nuova composizione del Governo regionale.

                   La seduta è tolta alle ore 13.02

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte  scritte  ad  interrogazioni -  Rubrica   «Istruzione  e
  formazione professionale»

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  beni culturali
  e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   la  legge  n.  31/2008, all'art 33 bis, attribuisce al  Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca, la competenza  a
  corrispondere ai comuni le somme per lo svolgimento, nei confronti
  delle  istituzioni scolastiche statali, del servizio di  raccolta,
  recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

   il  Ministero  dell'Istruzione, dell'università e della  ricerca,
  con  nota  n.  616  del 9 aprile 2008, ha comunicato  in  sede  di
  conferenza  stato-città ed autonomie locali, che è  stato  sancito
  l'accordo attuativo della legge n. 31/2008;

   considerato che:

   le  scuole  statali  non sono più tenute a pagare  ai  comuni  le
  bollette  per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento  dei
  rifiuti solidi urbani, comprese quelle antecedenti al 2008;

   il  Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha
  comunicato  (con  nota n. 553 dell'11 aprile  2008)  alla  società
  Equitalia ed agli uffici scolastici regionali le decisioni assunte
  alla  luce  di  quanto previsto dall'art. 33 bis  della  legge  n.
  31/2008;

   ritenuto che:

   la questione è stata risolta soltanto per le scuole delle regioni
  a  statuto  ordinario,  mentre le scuole siciliane  continuano  ad
  essere oggetto di notifiche esattoriali e, in qualche caso,  anche
  di riscossioni coatte, effettuate da Equitalia;

   la legge finanziaria (n. 31/2008) è valida in tutto il territorio
  nazionale;

   le scuole della nostra Regione non possono essere penalizzate per
  le competenze derivanti dallo Statuto autonomistico;

   lo Statuto siciliano dovrebbe costituire un valore aggiunto e non
  una  specialità in negativo nei confronti delle scuole delle altre
  regioni italiane;

   per sapere:

   quali  siano le ragioni per cui il suddetto onere non  sia  stato
  ancora  posto  a carico della Regione nell'ambito delle  spese  di
  funzionamento delle nostre istituzioni scolastiche;

   quali  iniziative  siano state assunte per  sollevare  le  scuole
  siciliane  da  un  onere  finanziario cui le  stesse  non  possono
  autonomamente far fronte.». (505)

   Risposta.  -  «Con  riferimento  all'interrogazione  n.  505   si
  trasmette copia della relazione del Dirigente del Servizio  Scuola
  dell'infanzia ed istruzione di ogni ordine e grado statale  nonché
  copia  del parere reso in merito dall'Ufficio legislativo e legale
  della Regione siciliana.».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino
   Relativamente  all'interrogazione n. 505, si comunica  che  copie
  della relazione del Dirigente del Servizio Scuola dell'infanzia ed
  istruzione  di ogni ordine e grado statale nonché del parere  reso
  in   merito  dall'Ufficio  legislativo  e  legale  della   Regione
  siciliana    sono    consultabili   nell'apposita    banca    dati
  informatizzata, accessibile anche dal sito internet dell'Assemblea
  regionale   siciliana,   e  sono,  altresì,   disponibili   presso
  l'archivio del Servizio  Lavori d'Aula' dell'A.R.S..

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   l'istituto Walden di Belpasso ha rilasciato, per i corsi svoltisi
  a  Patti  (ME) dei titoli di specializzazione per le  attività  di
  sostegno;

   i  corsi  si  sono  svolti in forza e in virtù  di  un  giudicato
  amministrativo;

   a  seguito  del titolo rilasciato, diversi studenti  hanno  preso
  servizio e, in qualche caso, sono stati immessi in ruolo;

   considerato che:

   il  Ministero  dell'istruzione, dell'università e  della  ricerca
  (con  nota  prot.  9059  del maggio 2007) e  l'Ufficio  scolastico
  regionale della pubblica istruzione (con nota prot. 10913 di  pari
  data)  hanno  comunicato che, essendo cambiata la legislazione  in
  materia  di formazione degli insegnanti di sostegno, non avrebbero
  riconosciuto alcuna validità ai titoli rilasciati al  termine  dei
  corsi gestiti da enti diversi dalle università;

   il Tribunale amministrativo regionale, con due distinte sentenze,
  ha  nominato  un commissario ad acta col compito di consentire  lo
  svolgimento  dei  predetti  corsi,  dichiarando  nulle   le   note
  ministeriali  sopra  richiamate in quanto la sentenza  era  giunta
  prima che intervenisse il mutamento normativo;

   la  magistratura (TAR) si è espressa, riguardo al mutamento della
  normativa,  a  favore  dell'istituzione dei corsi,  in  quanto  la
  sentenza  era  stata emessa prima del cambiamento normativo  (anno
  2000);  tanto  che  l'ordinanza interministeriale  n.  460  del  4
  novembre   1998,  all'art.  6,  esplicita  che  detto  cambiamento
  (entrata in regime dei decreti del Presidente della Repubblica nn.
  470-471  del 1996) sarebbe dovuto avvenire entro l'anno accademico
  2001-2002;

   considerato ancora che:

   il  14  gennaio 2009 è stata depositata la sentenza del Consiglio
  di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (n. 6/09) che
  annulla  le  precedenti  pronunce del  TAR  (pur  non  dichiarando
  esplicitamente l'invalidità dei titoli);

   il  direttore dell'Ufficio scolastico regionale ha invitato a non
  considerare  validi  i  titoli  conseguiti  dai  corsisti   poiché
  l'attivazione  di  detti  corsi spettava  in  via  esclusiva  alle
  istituzioni universitarie;

   ritenuto che:

   negare  la  validità giuridica di un titolo di  specializzazione,
  conseguito  dagli interessati in assoluta buona fede e sulla  base
  del giusto affidamento in essi generato dalla presenza di ripetuti
  atti autorizzativi, significa perpetrare un danno a dei lavoratori
  che  hanno  ottenuto dei titoli di specializzazione al termine  di
  corsi  organizzati  secondo specifici criteri  approvati  in  sede
  ministeriale;

   gli  interessati hanno pagato le previste 'tasse di iscrizione  e
  frequenza'   pari   a  complessivi  seimila  euro   e   affrontato
  l'impegnativa attività di specializzazione biennale;

   il   mancato   riconoscimento  dei  titoli  di   specializzazione
  conseguiti  ha comportato una conseguente contrazione  nel  numero
  degli insegnanti specializzati da immettere nella scuola, per cui,
  in  atto,  in  ambito  regionale, si riscontra  la  necessità  del
  trasferimento di incarichi di sostegno (circa 400) a docenti privi
  di titolo di specializzazione;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano state assunte per  tutelare  coloro  che
  hanno conseguito il titolo di specializzazione per le attività  di
  sostegno, limitatamente ai titoli rilasciati dall'istituto  Walden
  di Belpasso per i corsi svoltisi a Patti (ME);

   se  siano  state  rispettate  le norme  sul  giusto  procedimento
  amministrativo,  se sia stata violata l'ordinanza dell'Assessorato
  regionale  Beni culturali n. 1502 del 25 settembre  1995,  se  sia
  stato  violato  il principio del diritto al lavoro  e  al  diritto
  acquisito  e  se sia stato rispettato il principio di imparzialità
  della Pubblica Amministrazione.». (721)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 721,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo, si trasmette copia della relazione  del
  Dirigente del Servizio Scuola dell'infanzia ed istruzione di  ogni
  ordine e grado non statale riguardante l'interrogazione n. 831,  a
  firma  dell'onorevole  Falcone, concernente analoga  problematica,
  dalla  quale  si  evince che l'Amministrazione  regionale  non  ha
  alcuna   competenza  in  ordine  alla  validità  dei   titoli   di
  specializzazione di cui trattasi.».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

                           REGIONE SICILIANA
       ASSESSORATO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE
                             PROFESSIONALE
                DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE
                   E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

   «La  scrivente  Amministrazione è a conoscenza  di  tutto  l'iter
  seguito  dai  corsi in oggetto, gestiti dall'Istituto  Walden  nel
  comune   di  Patti  ed  autorizzati   nunc  ex  tunc   dall'allora
  Assessorato  dei  beni  culturali,  ambientali  e  della  pubblica
  istruzione  -  Dipartimento regionale della  pubblica  istruzione,
  nonché  dei  contenziosi  scaturiti dal disconoscimento  da  parte
  degli  organi dello Stato (vedi U.S.R. e UU.SS.PP., della validità
  dei titoli conseguiti nei succitati corsi.
   Si rappresenta che:
   -  la  scrivente Amministrazione regionale non entra  nel  merito
  circa  la  validità  dei  titoli di che  trattasi,  in  quanto  la
  disciplina  dei  titoli di accesso all'insegnamento  è  componente
  imprescindibile  del  sistema  di  reclutamento  disciplinato  dal
  legislatore  nazionale,  secondo  quanto  si  desume  dal  decreto
  delegato  471/74 e dall'art. 325 del T.U. in materia di istruzione
  approvato con d. n. 29794.
   La  materia  dello stato giuridico del personale docente  rientra
  fra  le  attribuzioni che restano di titolarità  dello  Stato,  ai
  sensi  dell'art.  4 del D.P. R. 246/85, pertanto,  per  i  diplomi
  abilitanti  e  i  titoli  in esame sono un'abilitazione  specifica
  all'insegnamento  per  i diversamente abili,  va  riconosciuta  la
  competenza del Ministero P. I..
   Appare opportuno evidenziare che sono in atto pendenti presso  il
  Giudice  del lavoro di Patti alcuni contenziosi con insegnanti  in
  possesso dei titoli.
   Si   ritiene,  infine,  che  questa  Amministrazione  non   abbia
  competenze  atte ad influenzare gli organi dello  Stato  circa  la
  gestione delle graduatorie del personale docente.».

                           Il Dirigente del
                               Servizio
                            arch. Lacagnina