Presidenza del vicepresidente Formica
BUZZANCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per le Infrastrutture, le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
N. 505 - Interventi per estendere alle scuole siciliane l'esonero
dal pagamento della tassa per il servizio di raccolta, recupero e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 721 - Iniziative per riconoscere la validità dei titoli di
specializzazione rilasciati dall'istituto Walden di Belpasso (CT)
per i corsi svoltisi a Patti (ME).
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Gli allegati dell'interrogazione n. 505 sono consultabili
nell'apposita banca dati informatizzata, accessibile anche dal sito
internet dell'Assemblea. Gli stessi allegati sono altresì
disponibili presso l'Archivio del Servizio Lavori d'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
assegnato alla Commissione:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Riconoscimento di bottega-scuola alle imprese artigiane (n. 607)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 21 settembre 2010
parere III.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere pervenuta
è stata assegnata alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Consorzio ASI di Ragusa - Designazione presidente del collegio dei
revisori dei conti (n. 114/I)
pervenuta in data 20 settembre 2010
inviata in data 21 settembre 2010.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi, Cimino, Lo
Giudice e Panepinto sono in congedo per oggi.
I congedi testé comunicati sono conformi alla recente normativa in
materia.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 215 Revoca dell'adozione
del Piano paesaggistico della Provincia regionale di Ragusa , degli
onorevoli Ragusa, Maira, Cordaro, Gianni, Cascio Salvatore, Dina,
Fagone e Caronia.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Onorevoli colleghi, relativamente al III punto dell'ordine del
giorno, per consentire l'ingresso in Aula del Presidente della
Regione, sospendo, brevemente, la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 10.54, è ripresa alle ore 11.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo avuto comunicazione da
parte del Presidente della Regione che sta per arrivare in
Assemblea. Intanto, è presente l'assessore Armao, in qualità di
rappresentante del Governo.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
l'assessore Armao e la sua presenza anticipatrice, però la
cafonaggine del Presidente Lombardo non può non essere
stigmatizzata, in quanto l'assessore Armao è un nominato dal
Presidente Lombardo. Il Presidente Lombardo è colui che ha rubato i
voti alla maggioranza che lo ha eletto presidente e si è consegnato
a nuove maggioranze.
Ieri, il Presidente Lombardo ha fatto un intervento delirante che
merita, oggi, di essere replicato.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, cerchiamo di usare termini più
rispettosi.
LEONTINI. Il Presidente della Regione è assente e l'assessore
Armao è presente.
Io non credo che la presenza dell'assessore Armao possa essere,
per noi, esaustiva. Il nostro interlocutore è Lombardo in quanto
eletto, cioè il Presidente Lombardo votato da noi e che oggi, anzi
ieri, si è comportato come si è comportato in occasione del proprio
intervento. La presenza del Presidente Lombardo è fondamentale ed
insostituibile; non può esserci assessore che lo rappresenti.
Pertanto, protesteremo fin quando non arriverà in Aula, perché, ad
ascoltare il nostro intervento, deve esserci il Presidente
Lombardo
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leontini. Invito i colleghi
parlamentari, al di là della situazione politica che si è venuta a
determinare, ad usare termini rispettosi di questo Parlamento.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, raccolgo il suo appello, ma le chiedo
come dovremmo chiamare il comportamento di un presidente della
Regione che si impegna a continuare il dibattito finito il proprio
intervento, poi chiede di rinviarlo e, quindi, rimangiandosi la
parola data - ma non è la prima volta - dopo il suo intervento e
chiede ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di fissare alle ore
10.30 l'inizio della discussione in quanto alle ore 13.00 dovrà
prendere un aereo
Ce n'è anche per lei, fra poco, onorevole Colianni. La smetta di
ragliare e dia la possibilità ai deputati di intervenire
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, si rivolga alla Presidenza
CORDARO. Il comportamento del Presidente Lombardo, che ci ha
intimato degli orari, si chiama cafonaggine istituzionale,
Presidente Formica
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego ancora una volta di
moderare i termini
CORDARO. E' bene che qui cominciamo a chiamare le cose con il loro
nome, oppure sarà difficile fare capire ai siciliani quello che si
sta consumando in quest'Aula.
Allora, la prego signor Presidente, cerchi nell'interesse
dell'Assemblea di far rispettare quel poco di prestigio che è
rimasto a quest'Aula, al di là di quello che fa qualche collega.
Non è possibile iniziare il dibattito alle ore 11.31 e consentire
che il Presidente Lombardo ci contingenti l'orario già
contingentato.
Quindi, il Presidente Lombardo avrà il garbo istituzionale, se
gliene è rimasto un po', di attendere la conclusione di tutti gli
interventi; dopo di che, vivaddio, si occuperà, per quello che
potrà, anche degli interessi della Sicilia.
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione si scusa per il ritardo,
ma è stato causato da impegni istituzionali relativi alla
trattativa di Fincantieri e, comunque, nell'ambito delle funzioni
che svolge giornalmente.
composizione del governo regionale
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
sulla nuova composizione del Governo regionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nella Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari di ieri e con le comunicazioni del
Presidente che sono state rese all'Aula era stato stabilito che
oggi intervenissero i Capigruppo o deputati designati dai
Capigruppo nell'ambito di venti minuti per ciascun Gruppo
parlamentare. Il dibattito continuerà poi nella giornata di martedì
28 settembre per tutti gli altri interventi. Prego, pertanto, i
Presidenti dei Gruppi parlamentari di iscriversi o di fare le
designazioni.
Per il Gruppo parlamentare dell'UDC, nell'ambito dei venti minuti,
si sono iscritti a parlare gli onorevoli Gianni e Maira.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Gianni.
GIANNI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ieri sono rimasto esterrefatto. Una crisi come
quella che stiamo attraversando è, senza dubbio, una crisi
terribile e ieri è andata in scena una delle peggiori
interpretazioni della sceneggiata che lei negli ultimi due anni ci
ha fatto vedere. E francamente, Presidente, mentre lei a qualcuno
fa antipatia e qualcuno ha quasi nausea, a me invece ieri faceva
tenerezza, molta tenerezza.
Diceva Francesco Saverio Nitti che la storia e la vita sono fatte
di dimenticanze . Lei, pur essendo giovane e pur essendo
psichiatra, ha grandi problemi di dimenticanze.
Era soltanto qualche anno fa, il 27 febbraio del 2008, che lei
dichiarava testualmente: Chi rinnega Cuffaro è un verme . Ripeto:
Chi rinnega Cuffaro è un verme ( Lombardo, 27 febbraio 2008).
Il 23 luglio 2008: Onorevole Lombardo, lei ha ereditato, ha preso
il posto di Salvatore Cuffaro. Lei era sostenitore di quel Governo
ed ha ereditato tutto quello che quel Governo ha fatto.
Il suo Governo, in uno dei suoi esponenti politici, ha la più
grave responsabilità della storia della politica regionale, in
quanto l'assessore per la sanità, negli anni nei quali ha ricoperto
questo incarico, ha prodotto un disavanzo di duemila miliardi di
vecchie lire (Firmato Cracolici).
Questo assessore si chiamava Giovanni Pistorio.
CRACOLICI. Sono scritti nei giornali
GIANNI. No, sono resoconti stenografici, queste sono le sue
dichiarazioni del 23 luglio 2008.
Si ricorderà allora del giugno 2009, quando lei ha detto al
Presidente Lombardo Lei fino ad oggi ha dimostrato di essere non
un autonomista, ma un ascaro Anche questo firmato Cracolici.
CRACOLICI. La ringrazio, a nome della mia memoria.
GIANNI. Sono qui perché lei non dimentichi, così come per
l'onorevole Lombardo che ha problemi di memoria.
Veda, onorevole Lombardo, lei è un grande giocoliere. E' un
mistificatore in arte e nella vita. Lei non può dire, infatti, che
è stato eletto con il voto dei siciliani. E' un imbroglio. Lei è
stato eletto con i voti di noi tutti che eravamo nelle liste, che
insieme a lei abbiamo fatto un programma e un progetto che lei ha
negato, ha bruciato, osteggiato. E oggi, onorevole Lombardo, lei
sta palesando il famoso ribaltone. Un grande ribaltone.
Dice Firdusi ne Il libro dei re': Chi non obbedirà alla ragione
sarà dilaniato dalle sue stesse opere . Lei sta lavorando per farsi
dilaniare da se stesso; lei ha ridotto alla fame e allo stremo
delle forze questa Regione; lei ha bruciato l'economia, le poche
che c'erano. Altro che fondi FAS, quelli sono fondi farsa
Nella sua incapacità gestionale politica e amministrativa, ha
fatto già perdere 900 milioni di euro della Comunità europea Altri
250 li perderemo nella prossime settimane. Mentre l'industria sta
fallendo, l'agricoltura langue e quant'altro.
E un'altra cosa mi meraviglia, e mi rivolgo al segretario del PD,
onorevole Lupo, e leggo una sua dichiarazione del 2 agosto del
2009:
Il nostro PD dialogherà con la gente, non con Lombardo e
Micciché, faremo una opposizione dura al Governo regionale che
prende in giro i siciliani accontentandosi di false elemosine e
quant'altro .
E ancora Finocchiaro: Lombardo, un disastro (27 febbraio2008
ore 10.17, ) mentre eravamo in campagna elettorale. Con lui ho
rapporti personali buoni. Quelli politici: un disastro. E' stato
contemporaneamente presidente della provincia, vice sindaco di
Catania e ancora ci sono centinaia di milioni di euro di debiti che
chiedono vendetta .
Voglio finire con due battute, Presidente.
Dice la Finocchiaro: Si tratta della conferma di una concezione
del potere fatta di occupazione della pubblica amministrazione, di
clientele, di inefficienze e di sprechi. Oggi tutto è uguale a
ieri, Lombardo come Cuffaro . Aggiungerei io: due facce della
stessa medaglia.
In tutto questo, la rivoluzione di Micciché si spegne con una
poltrona al Governo nazionale.
Le regalo l'ultima. Lupo, 17 ottobre 2009 - appena un anno fa -:
«Lombardo, che oggi si dice opposto a Cuffaro, era nella sua
maggioranza ed è anche sua la responsabilità per cui la
decuffarizzazione non è altro che una lombardizzazione per
ampliare fette di potere e tutte in area in cui prima non era
abbastanza forte». Lupo parla di lei, Lombardo. «Le riforme sono
solo tentativi di distrazione. Il cittadino ne viene confuso e ne
subisce le conseguenze».
Veda, lei ha distrutto tutti i partiti; ha distrutto quel poco di
buono che poteva esserci. Ha distrutto i riferimenti per tentare di
evitare la confusione, il caos, in cui lei sguazza bene; li ha
distrutti in maniera terribile ed incredibile.
Ma nemmeno questo mi dispiace e mi disturba quanto il fatto che,
nel suo più grande cinismo, lei se ne freghi della povertà che
ormai diventa più crescente, se ne freghi del fatto che ci sono
ogni giorno centinaia di aziende che falliscono, se ne freghi di
tutto quello che può portare un minimo di ristoro ai siciliani.
Onorevole Lombardo, qualcuno meglio di me, prima di me e più
importante di me, una persona molto seria e qualificata di questa
Regione e di questo Stato, un giorno disse: Questa Terra un giorno
sarà bellissima .
Io lo voglio ripetere, aggiungendo solo qualcosa di mio: Un giorno
la Sicilia sarà bellissima, quando lei non sarà più presidente
della Regione
(Applausi provenienti dai banchi di destra)
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, vorrei
soltanto sapere se è un dibattito nel quale si contesta la validità
di un programma o di valutazione oppure è consentito, non conosco
il Regolamento, anche di arricchirlo di insulti a base di
mistificazioni o quant'altro?
Questo è consentito? Se è consentito, allora risponderemo agli
insulti
CORDARO. Non sono insulti. Lei sta imbrogliando i siciliani
LOMBARDO, presidente della Regione. Non a lei, perché lei non
merita neanche di essere insultato, perché lei si insulta da sé
CORDARO Vergogna Vergogna
LOMBARDO, presidente della Regione Ma la smetta
PRESIDENTE. Non aizziamo gli animi. Sarà cura della Presidenza
evitare che ci siano insulti.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, chieda
all'onorevole Cordaro di uscire o me ne vado io e voi dibattete da
soli Volete questo Allora, redarguisca questo pseudo deputato
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, non rivolga insulti; non
contribuisca pure lei
(Tumulti in Aula)
Onorevoli colleghi Onorevoli colleghi Onorevoli colleghi
Onorevole Arena, non penso che convenga ad alcuno esacerbare gli
animi
Onorevoli colleghi, per rispondere anche alla richiesta avanza dal
presidente Lombardo. Veda, onorevole Presidente, certamente la
Presidenza in un Parlamento - e questo è un Parlamento - non può
limitare il dibattito su un tema importante e cruciale come questo,
trattandosi del programma e della nascita di una nuova maggioranza
e di un nuovo governo.
Però è ovvio che sarà cura di questa Presidenza evitare e
interrompere, all'istante, i deputati che dovessero eccedere e
passare agli insulti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so,
obiettivamente, se il mio intervento servirà a calmare gli animi.
Anzi, ho la preoccupazione che non sarà così, e me ne scuso fin da
adesso.
Prendendo lo spunto da quello che è successo poc'anzi, vorrei
rappresentare all'Aula e all'opinione pubblica - riferendomi
soprattutto a ieri - che se quest'Aula ha avuto un abbassamento di
stile, se ieri durante l'intervento del Presidente della Regione
quest'Aula si è lasciata andare ad alcune escandescenze non è
certamente da addebitare soltanto all'Aula. Mi permetta il
Presidente della Regione di sottolineare che il suo atteggiamento è
servito da sprint per alcune situazioni dell'Aula, un po' come sta
succedendo oggi. Infatti, affrontare quest'Aula, che è degnissima
di tradizioni e di cultura, con arroganza, con il sorrisetto a
ottanta denti, con lo sfottò', con il battere le mani agli
interventi dei colleghi o ai commenti dei colleghi deputati, non è
stile da Presidente della Regione.
Anche l'intervento che è stato fatto poc'anzi dal Presidente della
Regione non è utile a placare gli animi, perché è un intervento non
consono allo stile di presidente della Regione. Se l'Aula ha
reazioni esagitate non possiamo dare la colpa all'Aula, ma oserei
dire che c'è un concorso di circostanze con prevalenza di
responsabilità nell'atteggiamento del Presidente della Regione.
Passando ad altro: Governo tecnico.
Noi abbiamo sempre sostenuto che la Sicilia, per la gravità dei
problemi che ha, aggravati dal comportamento delle giunte Lombardo
precedenti, soprattutto le ultime due e in particolare l'ultima, è
proprio sull'orlo della crisi più totale. Non ci sono risposte
concrete per le imprese, non ci sono risposte concrete per la
disoccupazione, non ci sono risposte vere per i giovani, non ci
sono risposte adeguate per il precariato che incombe, cose da
affrontare con temi della politica invece vengono affrontate con
tecnici.
Raffaele Lombardo ha eliminato dalla nuova Giunta gli assessori
che forse funzionavano meglio e che, guarda caso, erano politici.
Ha eliminato Leanza che, negli ultimi giorni, è riuscito a far
uscire dall'Assessorato dei decreti che danno respiro a certe
categorie disagiate della Regione siciliana; ha eliminato Bufardeci
che ha cercato con grande fatica di dare risposte all'agricoltura.
Anche lo stesso Cimino si è barcamenato tra i conti che non
tornavano per le difficoltà dei finanziamenti che non arrivano e
che sono tutte da addebitare all'atteggiamento, oserei dire
personale, del Presidente della Regione. Con chi li ha sostituiti?
Con tecnici tutti da sperimentare.
Lombardo ha commissariato questa Regione. E' un Governo dove
bisogna barcamenarsi tra le divise e le toghe, dove non c'è
politica. Fermo restando il più grande apprezzamento personale per
i magistrati che sono in Giunta
CRACOLICI. E le divise di chi sono?
MAIRA per i rappresentanti delle istituzioni come il Questore
Marino. Il termine divise è riferito al Questore Giosuè Marino,
che certamente non ha un'esperienza politica, ha un'esperienza
molto apprezzata ed altissima di natura relativa ad indagini
poliziesche. Cosa ci sta a fare in un governo un ex Questore? Ma
non è questo il problema.
Ciò che ha fatto saltare i nervi all'Aula ieri sono state le bugie
palesi del Presidente della Regione. Ne prendo una per tutte: la
sanità. Ci ha accusato di avere ostacolato la riforma sulla sanità.
Onorevoli colleghi, vorrei ricordare a noi stessi, ma anche a
Raffaele Lombardo, che la riforma sanitaria l'abbiamo votata noi e
il PDL, dopo averla anche migliorata. E se c'è una forza politica
che non l'ha votata è stato il PD che oggi entra a vele spiegate in
questa maggioranza.
Vorrei ricordare - e lo ricordo questa volta direttamente al
Presidente della Regione, mi dispiace che non ci sia l'assessore
Russo, perché avrei avuto piacere di ricordarlo anche a lui - che
la riforma sanitaria, che sarebbe una buona riforma sanitaria, è un
fallimento, e continuerà ad esserlo negli anni a venire, per la
gestione della riforma che sta attuando l'assessore Russo. Se
dovessimo avere il riscontro immediato del fatto che è una riforma
che funziona o meno, basterebbe fare un giro - e invito l'Aula a
proporlo alla Commissione Sanità allargata, invito i giornalisti
della carta e della televisione a farlo in autonomia - per
verificare la bontà di questa riforma sanitaria, basterebbe fare un
giro per i pronti soccorsi dei presidi ospedalieri, Presidente
Formica, dove il terzo mondo sarebbe già un ottimo livello, dove ci
sono centinaia di persone buttate per giorni sulle sedie, dove ci
sono casi urgenti che non possono essere nemmeno controllati. E' la
malasanità. Sarà un caso - forse è sfortunato Russo o porta sfiga -
, ma da quando ha introdotto la riforma sanitaria ci sono due o
tre casi di malasanità la settimana.
C'è un collegamento? Bisognerebbe pur vederlo. Bisognerebbe
spiegarlo a tutti quei siciliani che per le cose più assurde che
possono succedere nelle sale operatorie o nelle sale parto vedono i
loro figli, le loro mogli, i loro parenti colpiti dalla malasanità.
E nessuno parla.
Provocherò qua un dibattito a richiesta sul cosiddetto caso di
Mazzarino. In quella circostanza l'assessore Russo, per scrollarsi
di dosso responsabilità sue ed esclusivamente sue, aveva messo su
un processo ai medici. La Commissione di indagine sanitaria ha
escluso che ci fosse responsabilità dei sanitari, la responsabilità
era tutta della organizzazione sanitaria conseguente alla riforma
sanitaria.
L'assessore Russo, che sembra al di sopra delle leggi, non le
rispetta. Credo che sia un caso unico quello nel quale un Assessore
per la sanità ammette e confessa in Commissione Sanità di avere
dato lui i nomi dei direttori sanitari e dei direttori
amministrativi - li ha dati con dei pizzini' consegnati ai
direttori generali -. Lo ha ammesso in Commissione e non succede
niente Una palese violazione della legge E anche quest'Aula è
sorda a queste cose E l'assessore Russo calpesta tutti con la sua
arroganza e con le sue scorte
Secondo me farebbe bene a leggersi gli articoli, i fondi su La
Repubblica scritti dal suo collega Giuseppe Ajala sull'uso delle
scorte. Certamente l'assessore Russo, e glielo auguro, non ha
bisogno di queste tutele E, peraltro, se dovessimo calcolare
quello che ha prodotto professionalmente, credo che non sarebbe un
conto positivo. Il povero collega Davide Costa ancora piange gli
errori del Pubblico Ministero Massimo Russo.
E non è soltanto la sanità. Gli esempi potrebbero essere tanti.
Questa Giunta e l'operato di Raffaele Lombardo hanno creato le
condizioni per rompere l'armonia nell'ultimo partito che restava
armonico, il partito dell'UDC. Infatti, nel momento in cui il
Presidente Lombardo accetta, d'accordo con l'onorevole
PierFerdinando Casini, di indicare un assessore di riferimento, che
ha il mio apprezzamento personale per le sue qualità umane e
professionali, ha sostanzialmente creato le condizioni per rompere
un quadro interno al Gruppo dell'UDC e ha fatto spaccare questo
partito.
Non è merito suo, in verità. Avevamo dei problemi interni, ma lui
ci ha messo del suo creando, ancora una volta, un frazionamento che
ha coinvolto quest'Aula, compreso il gruppo del Partito Democratico
- il Partito Democratico non si illuda di essere un gruppo compatto
- a delle divisioni. Divisioni che sono emerse in questi giorni e
che sono il preludio di uno spaccamento del PD. Che è ancora più
grave perché è uno spaccamento di idee, di cultura, di difesa di
alcuni valori che il PD non difende più e non può difendere più. E
il PD non li può difendere più perché ha saltato il fosso, perchè è
entrato in un Governo che è autoreferenziale, in un Governo che
calpesta gli interessi dei siciliani, in un Governo che non ha
prospettiva. E' un Governo che cadrà alla prima occasione.
Mi auguro, nell'interesse della Sicilia, che questo accada il più
presto possibile.
L'UDC, da due anni coerente con l'impegno preso con gli elettori,
auspica, da sempre, che si vada a nuove elezioni. Quando ci sono
svolte cosiddette epocali, per me in negativo, positive secondo la
erronea impostazione del Presidente Lombardo, che riguardano la
politica di una regione come la Sicilia, c'è un solo mezzo per
verificare: il ricorso al corpo elettorale.
Che si vada alle elezioni e vedremo se le tanto decantate riforme
del Presidente Lombardo sono state capite, attuate oppure no. Io
ritengo di no
(Applausi provenienti dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Onorevoli deputati, ricordo che il dibattito, così
come stabilito ieri nella Conferenza dei Capigruppo, continuerà
nella giornata di martedì, 28 settembre 2010, e le conclusioni del
Presidente Lombardo si svolgeranno sempre nella stessa giornata di
martedì.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha
facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, giornate convulse, giornate contraddistinte da un clima
politico acceso, ma che sicuramente hanno tracciato una linea ed
una demarcazione netta per quello che è un metodo di gestire la
politica rispetto al passato.
Sicilia laboratorio: oramai è un epitaffio che ci portiamo dietro
da diversi anni. I laboratori solitamente, se accompagnati da
scienziati illuminati, riescono a dare risultati. Ma per vedere i
risultati ci vuole tempo E ci vuole una collaborazione di
scienziati; nessuno pensi di poter essere l'unico illuminato per
potere raggiungere i risultati.
Il nostro Presidente della Regione ha deciso di fare una assoluta
innovazione rispetto a quello che era il quadro della politica
tradizionale. Ha deciso di rompere alcuni schemi, di andare avanti
secondo un programma che individua come il programma vincente, una
squadra di tecnici.
Signor Presidente, invero, non mi appassionano per cultura e per
formazione i tecnici. Ai tecnici preferisco la politica, preferisco
la mediazione. Al governo dei tecnici preferisco un governo che sia
stato direttamente chiesto dal popolo siciliano. E lei mi risponde,
ed è giusto, che è stato direttamente investito di questa
responsabilità.
I governi dei tecnici, ribadisco, a mio avviso non esistono.
Esistono le maggioranze parlamentari e sulle maggioranze
parlamentari si fanno i governi. Per quelli in piena autonomia da
Roma - come lei ha stabilito di fare, in modo audace - si tratta di
una sfida alla quale questo Parlamento, a mio avviso, deve guardare
con grande interesse, al di là di quelli che sono gli schieramenti
della politica tradizionale ai quali ormai, da tempo, non riesco
più ad appassionarmi.
Ci vogliono grandi progetti. Ci vuole un sogno che lei deve
regalare ai siciliani, ci vuole un sogno e cioè deve recuperare
credibilità prima di tutto fra il popolo siciliano ed anche
all'interno di quest'Aula.
Sul governo dei tecnici e sui nominativi da lei formulati si
possono fare le più svariate considerazioni. Una delle quali - ed è
quella che io le formulo - è quella di potere rivedere qualche
posizione. Inoltre, su qualche nominativo, io non credo che,
obiettivamente, sia il massimo che la Sicilia possa e debba avere.
L'appello che va fatto, a mio avviso, è al senso del dovere, al
suo Governo, al senso delle istituzioni che i tecnici dovranno
avere ed al senso delle responsabilità.
Più che chiamarlo governo di tecnici, mi piacerebbe che si
chiamasse governo delle responsabilità. Meno attento a quelle che
sono le dinamiche interne di palazzo - che, credo, i siciliani
capiscano sempre meno - e più attento al bisogno dei siciliani
senza lavoro, al mondo della scuola, a quei lavoratori, caro
Presidente, di Sigonella, per farle solo un esempio, che ancora
aspettano che questa Regione siciliana li difenda rispetto
all'arroganza che sovrasta l'indifferenza e a volte l'ignavia di un
governo straniero che viene a casa nostra e che decide quando
mandare a casa la forza lavoro che, con generosità, ha servito il
proprio Paese per più di quarant'anni.
L'appello al senso del dovere ed alle istituzioni è quello che
oggi fortemente ci deve rappresentare. Troppo impegnata è la
politica regionale nelle dinamiche interne a ciò che succede fuori
dal Palazzo.
Il Governo ha indiscutibilmente alcuni punti a favore. Lei ne ha
citato qualcuno che condivido, signor Presidente, e mi riferisco
alla sanità. Al di là di quelle che sono le formule parlamentari
che si sono avvicendate, va dato merito a questo Assessore di avere
dato un cambio di rotta indipendentemente da chi ha votato la
riforma sanitaria. Era impensabile poter immaginare che, a distanza
di tredici, quattordici chilometri l'uno dall'altro, ci potessero
essere ospedali replicanti di se stessi, che questa politica
regionale in passato ha voluto determinare come un serbatoio
infinito di prebende elettorali. Inimmaginabile potere pensare che,
nel 2010, una sanità moderna possa prevedere replicazioni di
primariati, a distanza di tredici chilometri l'uno dall'altro,
mentre la gente recrimina e vuole sanità di alto livello.
Non voglio disquisire con chi mi ha preceduto nell'intervento, ma
la malasanità ha poco a che vedere con le responsabilità di ciascun
medico, di ciascun individuo che si assume le responsabilità di
quello che fa.
Il Governo, la politica regionale, la buona politica, il buon
governo ha, invece, il dovere di sopprimere quelle che sono state
le sacche di sprechi che, oramai, si sono differenziate nell'arco
degli anni.
Signor Presidente, bisogna dare attenzione anche al mondo della
scuola - lei l'ha citato -, il mondo della scuola e del precariato
della scuola
Signor Presidente, più di 930 milioni di euro vengono spesi dalla
Regione siciliana per ciò che riguarda la formazione professionale.
Per una norma assurda della nostra Regione non si possono stanziare
fondi nei riguardi della formazione, per esempio, all'interno della
sanità.
Possibile che i medici specialisti della nostra Regione non
possano accedere a quei fondi?
Possibile che quei fondi destinati alla formazione debbano essere
destinati a formare gente che deve fare o il parrucchiere o la
ricostruzione delle unghie e non possono essere, invece, destinati
a quella sacca di persone che oggi gridano vendetta e che sono i
precari della scuola?
Allora, l'occhio va rivolto non al passato, ma - mi sia consentito
- va rivolto al futuro, ma al futuro con un minimo di sospetto.
All'interno del Gruppo Misto la differenziazione è di chi vuole
sostenere questo Governo, ma lo sosterrà per progetti; niente
possibilità al buio di poter intravedere il rilancio della Regione.
Noi lo faremo con grande attenzione e valuteremo, all'interno del
Gruppo Misto, un sostegno al Governo a tempo; valuteremo di
sostenere quindi il Governo con una autonomia di capacità critica.
Faccia ritornare a questo Parlamento, ma soprattutto ai siciliani,
la capacità di potere sognare un percorso diverso che, fino ad ora,
è stato contrassegnato da forti, assurde dinamiche interne che la
gente non capisce, e che si rifiuta di capire, e dia il segnale
definitivo della svolta.
Se farà questo, il popolo siciliano le sarà vicino e la
maggioranza, al di là delle maggioranze precostituite di questo
Parlamento, sarà con lei.
Se lei fallirà in questo obiettivo, signor Presidente - purtroppo
- se ne assumerà tutta la responsabilità.
PRESIDENTE. Desidero avvertire i colleghi che, così come ieri
aveva dichiarato in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, il Presidente Lombardo sarà in Aula fino alle ore
13.00 in quanto ha un impegno che, già da ieri, aveva fatto
presente.
Quindi, per consentire a tutti di poter usufruire della presenza
del Governatore, vi chiedo di limitare di qualche minuto gli
interventi per poter così consentire a tutti i gruppi di parlare
alla presenza del Governatore.
Ribadisco che la richiesta del Governatore non è stata fatta ora
ma era già stata fatta presente nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari di ieri.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, inizio il mio intervento con una frase che è
fondamentale per spiegare anche questo particolare momento Un
populu diventa poviru e servu quannu ci arrubbanu a lingua additata
di patri: è persu pi sempri di Ignazio Buttita.
Ho voluto iniziare così questo intervento - poi le darò anche
l'appunto, signor Presidente - perché il rapporto con quest'Aula -
e l'abbiamo già verificato ieri e stamattina - rischia di essere
soffocato, dimenticando quella che è una delle nostre radici ed è
una delle nostre facoltà e cioè quella di parlare, quella anche di
protestare, quella di dire no rispetto a tante cose che non possono
essere condivise nell'interesse della nostra Terra.
Questo ha contraddistinto - scusate colleghi questo passaggio
personale - il mio rapporto nel Gruppo dell'MPA. Io sono stato
sospeso quando ho detto no, prima con rispetto, poi quando in
quest'Aula ho contestato fortemente quella norma di riordino per i
rifiuti e la famosa legge del piano casa. Sono stato sospeso perché
avevo commesso un delitto di lesa maestà Fatto sta che a seguito
di quegli interventi abbiamo impedito che alcune norme, alcuni
emendamenti che io definii porcherie rientrassero nel nostro
sistema giuridico amministrativo, emendamenti che erano stati
proposti e difesi da un'ala ben particolare di questo Parlamento.
Noi abbiamo avuto la capacità, Presidente Lombardo, di fare
emergere ormai due sentimenti tra la gente. Lo so perché io sto tra
la gente, non sono assolutamente prigioniero del Palazzo. La gente
oggi esprime sinteticamente due considerazioni di questa classe
politica. Una considerazione è l'espressione: U megghiu avi a
rugna . Dice così perché non capisce più, signor Presidente
dell'Assemblea; mi scusi questo sicilianismo . E l'altro concetto
che ormai prevale tra la gente, perché altro che milazzismo e altro
che trasformismo e ribaltonismo, è quello che la lite è pa cutra .
Lo sa, Presidente dell'Assemblea, lo sa Presidente della Regione e
voi colleghi parlamentari cosa è a cutra ?
La cutra è una cosa molto particolare che risale alla nostra
storia ed ha due significati, uno macabro e uno meno macabro.
Quello macabro riguarda la definizione di quella cutra che stava
sopra la bara (in questo caso la bara della democrazia e della
politica), e l'altro significato simboleggia la spartizione dei
beni del defunto dopo che viene accompagnato al cimitero. La
spartizione tra gli eredi per prendersi a cutra .
Questo è il sentimento che tra i siciliani, oggi, caro Presidente,
abbiamo avuto la capacità di fare emergere, cioè, altro che grandi
manovre politiche di alto respiro: la lite per la cutra.
Rispetto a tutto questo io ho poco da aggiungere quando già il 20
maggio 2010, lo voglio ricordare a questa Aula, io non ho aspettato
né agosto, né sapere se c'era qualche speranza per avere uno spazio
in un nuovo Governo, ho mandato una lettera al Presidente della
Regione, che non avrà letto e gliela riconsegno oggi. Alora pagai
anche gli spazi giornalistici per pubblicarla sui giornali e io, in
quel momento, momento non sospetto - 20 maggio 2010 - ho scritto,
tra l'altro, Io sono pronto a sostenerla , rivolto al Presidente,
se lei, sbagliando, porterà avanti l'ipotesi di un Governo formato
da soli tecnici a questa esclusiva condizione. L'appoggerò solo a
questa esclusiva condizione. Il primo atto che lei e il suo Governo
di tecnici dovrà proporre al Parlamento siciliano è un disegno di
legge di tale contenuto: le elezioni per il rinnovo del Parlamento
siciliano e del Presidente della Regione sono abolite, i componenti
dell'Assemblea regionale siciliana e del Governo regionale,
dall'entrata in vigore della presente legge, dovranno essere scelti
a sorteggio dall'Albo dei professori universitari e della
Magistratura e dagli albi degli ordini professionali tenuti dagli
atenei. Non può essere sorteggiato chi ha svolto attività politica
o ha ricoperto cariche negli organi elettivi anche per un solo
giorno dall'entrata in vigore della presente legge .
Lei, Presidente, non ha fatto questo primo atto e, quindi, le
confermo la mia contrarietà a questa scelta scellerata come ho
fatto in tempi non sospetti, il 20 maggio 2010.
Poi, nell'esortarla, Presidente, così proseguivo: La prego,
signor Presidente, di non aggiungere la sua autorevole persona a
quel lungo elenco di amministratori regionali che hanno
strumentalizzato i sentimenti dei siciliani nascondendosi dietro
forme di governo verginale che alimentano ulteriormente il distacco
tra l'idem sentire dei siciliani ed i palazzi del potere che sono
la regìa del destino di tutti noi siciliani.
Per quanto mi sono permesso di esprimerle, la invito a presentarsi
in Parlamento e, se ritiene che la Sicilia possa essere ancora
governata da lei, lanci pubblicamente un sincero e definitivo
appello ai parlamentari liberi e forti che, per evitare di
indebolire ulteriormente la Sicilia, potrebbero, disattendendo gli
ordini romani di scuderia, sostenerla con una Giunta formata
esclusivamente da parlamentari eletti dai siciliani.
Non commetta, signor Presidente - allora ho ribadito -
l'ulteriore errore di farsi indicare dalle forze politiche i
tecnici di area per formare una nuova Giunta regionale in quanto
amplierà sicuramente quel distacco dei siciliani nei confronti dei
palazzi del Governo regionale.
Ognuno di noi, come lei, signor Presidente, è stato eletto dal
popolo siciliano. Ogni parlamentare deve passare dalle forche
caudine del consenso. La maggior parte degli attuali parlamentari
siciliani ha dimostrato già di essere cosciente che il consenso si
conquista con grandi scelte rivoluzionarie ispirate da autentico
amore e rispetto per la nostra terra.
Si presenti in Parlamento - le ho scritto a maggio del 2010 -
signor Presidente, e dia la possibilità ad ogni singolo
parlamentare di autodeterminarsi nell'esclusivo interesse della
Sicilia, anche mettendoci la propria faccia, in un nuovo Governo
che deve garantire vere riforme e diffusa serenità. Se questo non è
possibile, faccia appello al suo grande senso di responsabilità. Si
dimetta e spieghi ai siciliani le vere ragioni e i condizionamenti
che hanno impedito ad un governatore e ad un intero Parlamento,
democraticamente eletto, di potere svolgere i propri compiti e le
proprie funzioni .
Da maggio ad ora siamo rimasti nella paralisi. Avremmo avuto il
tempo di rifare le elezioni e, finalmente, di avere una compagine
consona alla santità Paolina che lei va ricercando tra la gente e
tra i suoi collaboratori. E così, magari, avremmo evitato
l'ulteriore offesa a questo Parlamento, signor Presidente. Infatti,
qui non ci sono delinquenti, non ci sono stupidi, non ci sono
persone che, da questo punto di vista, non hanno già dimostrato nel
loro passato di sapere amministrare.
Lei ieri non ha spiegato il perché non vuole avere a che fare con
questa Aula. Anche i colleghi deputati, a cui va la mia personale
solidarietà, che hanno ben lavorato nel precedente Governo, sono
stati ripudiati, messi da parte, come se, alla fin fine, questo
Parlamento fosse il male di tutta la Sicilia.
No, Presidente, un secondo atto lei avrebbe dovuto fare perché
ieri ha parlato del Governo ladro, ha parlato del Governo centrale.
Ma lei è nel Governo centrale La smetta, la dobbiamo smettere di
caricare sul Governo centrale le nostre deficienze Lei è nel
Governo, faccia dimettere il suo sottosegretario una volta per
tutte Questo le darà dignità, Presidente, dignità politica.
Infatti, è facile approvare a Roma alcune manovre che penalizzano
direttamente la Sicilia e poi, quando si incontrano i siciliani,
dire che è colpa di Berlusconi del quale si è in contemporanea
alleati.
Questo con il Milazzismo non c'entra nulla, Presidente Questo ha
un altro significato. Lei non è ribaltonista, lei si è dimostrato
incapace e parassita E lo sa perché è incapace e parassita E qui
le consegnerò quello che abbiamo fatto insieme ad agosto del 2009,
perché abbiamo lavorato al libro bianco, abbiamo fatto tante cose
che ci sono state richieste dal Presidente Lombardo perché dovevamo
portare avanti le grandi riforme. Pertanto, Presidente, le consegno
nuovamente quel sunto del libro bianco e, visto che lei ha chiesto
suggerimenti all'Aula, qui ci sono i suggerimenti per quanto
riguarda il Governo rivoluzionario autonomistico. Qua c'è anche
quel testo, Presidente Lombardo, che abbiamo scritto nel febbraio
del 2008, quando già si preparava il programma del successivo
Governo Lombardo.
Rispetto a tutto questo, oggi, continuando così, lei dà il colpo
di grazia alla Regione siciliana.
La Regione siciliana è, sotto il profilo finanziario, al dissesto.
Io ho combattuto per inserire degli articoli nella finanziaria
regionale - questo lo dico agli amici del PD e concludo - e quella
è stata la vera rivoluzione. Ma entro il 30 giugno del 2010 il
Governo avrebbe dovuto portare a questo Parlamento la reale
situazione economica e finanziaria. Cosa che non si è fatta. Non
c'entra Berlusconi, non c'entra l'Aula L'Aula aveva deciso di fare
l'operazione verità. C'entra semplicemente una grande miopia
politica che oggi si vuole mascherare con la foglia della
verginità.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, al fine di chiarire che le argomentazioni politiche non
vogliono essere degli insulti, mi preme sottolineare e specificare
che dovrò iniziare la mia riflessione e il mio intervento facendo
riferimento ad alcune espressioni contenute nel discorso di ieri
del Presidente della Regione, sul cui significato, dal suo punto di
vista non insultante, io ritengo di avere una visione
diametralmente opposta. E parto proprio dalle qualificazioni e
dagli aggettivi che lo stesso Presidente ha voluto utilizzare
indirizzandoli alla nostra parte, alla nostra posizione, alla mia
persona.
Presidente della Regione, la diversità di opinioni non è
ribaltonismo.
Il ribaltonismo non è quello di chi esprime una posizione diversa
e vota una sola volta in modo difforme e viene estromesso dal
Governo.
Lei, nel Parlamento nazionale, con i suoi uomini ha votato contro
un numero svariato di volte e nessuno l'ha messa fuori dal Governo.
E' accaduto anche recentemente al Presidente della Camera dei
Deputati di esprimere posizioni diverse e nessuno ha inteso
estromettere dalla compagine governativa le espressioni di quella
posizione.
Il ribaltonista è colui che, attraverso tre crisi e quattro
governi in due anni, ha rovesciato il risultato della campagna
elettorale nella quale è stato votato dalla maggior parte dei
deputati dello schieramento iniziale che siedono in quest'Aula, e
dai partiti che li esprimono nella società siciliana. E'
esattamente il capovolgimento, il rovesciamento.
Prima crisi, a cinque giorni dalle elezioni europee, finalizzata
ad espellere il primo alleato.
Seconda crisi, 28 dicembre 2009, finalizzata ad espellere il
secondo alleato.
Ricorderete, allora c'era la motivazione che ci si sentiva
assediati dagli assessori dell'UDC che forse erano renitenti o
riluttanti. Noi della maggioranza non avemmo mai notizie di questo
tipo. Apprendemmo dalla stampa della estromissione dell'UDC.
Il 28 dicembre noi fummo puniti perché votammo il Documento di
programmazione economica e finanziaria che il PD, oggi alleato di
Lombardo, forse titolato da quel documento, si trovò a presentare.
Ed ecco perchè questa volta, terza crisi, noi siamo stati lucidi
e lungimiranti. E lo siamo da un anno a mezzo a questa parte quando
dicevamo agli spezzoni di posizione del PDL che rimanevano
all'interno di quella coalizione che la finalità, l'epilogo sarebbe
stato l'estromissione definitiva perché il tradimento fu pensato e
concepito sin dall'inizio.
Questa terza crisi è stata anticipata da una dichiarazione del
Presidente resa alla stampa, nella quale il Presidente dice: Noi
cerchiamo di tenere a galla la barca con l'apporto di chi ci sta .
Nella sua coalizione, fino ad un mese fa, c'era chi dichiarava di
volerci stare e ha detto continua con il governo politico della
Sicilia e noi stiamo con te .
La malafede e la finalità di tradire definitivamente sta nella
posizione di chi è andato ulteriormente oltre, non ha tenuto conto
di chi ci sta, ma è andato con chi fino a ieri non ci stava.
Il ribaltonismo è questo
La definizione del tradimento completo sta in questa dichiarazione
Scon chi ci sta , hanno dichiarato alcuni degli assessori oggi
dimissionari. E' il loro punto di riferimento politico che ci
stavano; mal per loro, noi eravamo contrari, ma lo hanno
dichiarato.
Gli hanno detto di non fare il governo organicamente legato al PD,
a trazione PD, perché non possiamo rimanere con te . Lui si è
voluto ugualmente muovere e tradire definitivamente.
E' questo il ribaltonismo Non quello di chi ha espresso una
posizione diversa una volta. E Lombardo ha espresso per dieci volte
posizione contraria alla Camera e al Senato.
Fino ad ora - si è votato qualche minuto fa - la posizione è stata
difforme da quella della maggioranza. Allora, chi prima ha perduto
oggi vince
Presidente Formica, noi oggi avremo come interlocutori che
governano la Sicilia i rappresentanti del PD. Questo è il
ribaltonismo. Oggi sono chiamati loro, che avevano perduto, a
guidare il governo della Regione siciliana.
Questo è il tradimento ribaltonista con compiti primari di
governo.
Addirittura, ci si è consegnati al PD a tal punto da decidere chi
poteva rimanere e chi non poteva rimanere. Se oggi non c'è più
l'assessore Strano, o non è entrato, per esempio, l'assessore
Ortisi - che era in pectore - lo si deve al condizionamento
prevalente, cioè al monopolio politico del PD sulla composizione e
sulla vita di questo nuovo Governo.
Questo è il ribaltonismo. Quindi, ribaltonista è esattamente il
Presidente della Regione che è andato avanti in questo modo. Ha
avuto una condotta avventuriera. Perché avventuriera? Dichiarazione
del Presidente Lombardo: Faranno parte di questo governo l'MPA -
udite udite - il PD, Futuro e libertà. Sull'UDC non so, non so
dirvi, non so se c'è o non c'è . E come la chiamate questa da parte
di un capo del Governo? Avventura. E chi si dà alle avventure come
si chiama nel vocabolario italiano senza insultare nessuno? Voi
siete più bravi di me, chi si dà all'avventura come si chiama?
Avventuriero.
Allora la condotta avventuriera è questa, perché la condotta
avventuriera è quella che tradisce persino le proprie
dichiarazioni.
Avete sentito ieri: l'autonomismo rispetto alla politica romana
che consentiva lo sfruttamento della Sicilia e delle sue risorse;
la politica romana è quella alla quale è andato ad abbeverarsi
Lombardo quando, ieri sera, è venuto qui a dire che dell'UDC non sa
perché l'indicazione dell'UDC gliel'ha data la politica romana,
mentre l'UDC che lo ha votato e che avrebbe continuato a votarlo se
lui non lo avesse estromesso è fatto fuori dalla politica romana.
Questo è l'autonomismo di Lombardo Questa è la sua contraddizione
quotidiana E' questo l'imbroglio della politica siciliana Altro
che politica romana, nei confronti della quale lui si erge ad
interlocutore frontale e contrappositore
La politica romana è quella che oggi gli fa scavalcare la politica
siciliana. E' quella che gli fa dire che l'UDC forse c'è e forse
non c'è: Non lo so, vediamo . Gli ha dato un nome: Casini, il
Casini contro il quale lui divenne lombardo, il Casini contro il
quale lui fondò una posizione che, nella politica regionale, andò
contro Casini.
Ecco i trasformismi, ecco i continui ribaltamenti di posizione.
Oggi, a scavalco della politica siciliana, con indicazioni fornite
dalla politica romana, arriviamo al punto che dei sessantuno
deputati che hanno votato questo Presidente e questo Governo, ne
rimangono solo venti.
Se i conti che Lombardo ha fatto ieri sono fondati, 50, 27 del
PD, 14 dell'MPA - siamo a 41 - e 9 sparsi dalle varie diaspore,
quindi: 13 e 8, 21. Quaranta in meno Sessantuno all'inizio e,
adesso, ventuno dell'originale schieramento Come lo chiamate
questo se non ribaltone?
Si prendono i voti da una parte e si canalizzano verso la parte
diametralmente opposta: chi vince, perde; chi perde, vince :
questa è la logica della politica lombardiana.
C'era una politica siciliana, prima di Lombardo, che era uno
scontro tra avversari. E c'è una politica siciliana, dopo Lombardo,
che è la faida all'interno dei partiti alimentata dal potere di
Lombardo, potere ottenuto attraverso lo schieramento che lo ha
votato.
L'onorevole Lupo è sicuramente un esempio di questa storia. Chi
vince, perde e chi perde, vince E per vincere la sua battaglia a
coordinatore regionale, l'onorevole Lupo disse: mai con Lombardo .
Lupo vinse la sua battaglia a coordinatore regionale e soccombette
come linea politica a quella di Cracolici. Infatti, oggi prevale la
linea politica di Cracolici contro quella di Lupo. E quindi il lupo
è diventato agnello e gli agnelli si sono trasformati in lupi. C'è
un trasformismo delle pelli politiche che è continuo. Questa è
l'Era Lombardo.
Per quanto riguarda la sanità, onorevoli colleghi, correggetemi se
sbaglio, ma chi dice cose diverse dalla verità, nel vocabolario
della lingua italiana si definisce mendace , oppure con vari
sinonimi imbroglione o falso . Io non so quale sia l'aggettivo
giusto, ma il disegno di legge di riforma della sanità è stato
presentato dal PDL e dall'UDC un mese e 12 giorni prima del disegno
di legge depositato dall'assessore Russo e dal Presidente Lombardo.
Quindi, non è vero che Leontini si è contrapposto a Russo; al
contrario, è stato Russo che si è contrapposto a Leontini, un mese
e 12 giorni dopo La malafede del governatore e dell'assessore,
infatti, andavano in quella direzione. E, nonostante questo, noi
abbiamo contribuito a migliorare, attraverso il dialogo paziente,
la interlocuzione. Tanto è vero che, dallo scempio della
eliminazione dei 5.700 posti letto - ve lo ricorderete - passammo,
attraverso il dialogo e il confronto, alla riduzione di 2.300 posti
letto.
Evitammo quattromila posti letto in meno nell'idea sterminatrice
che l'incompetente assessore Russo voleva attuare; assessore mai
tecnico della sanità, tecnico di altre cose, e soltanto esterno.
Si è detto che il territorio è più forte; ma quando mai? Da un
anno a questa parte, avete visto un territorio più forte? Avete
vista attuata la riabilitazione o la lungodegenza? L'attuazione di
questa norma esiste.
E contro quella norma, che noi avevamo contribuito a migliorare,
il Partito Democratico ha votato contro, in maniera compatta. Nella
settantasettesima seduta, il 25 marzo 2009, erano presenti 81
deputati, 80 votanti, 51 favorevoli al disegno di legge e 29
contrari. Tutti noi votammo a favore e l'onorevole Cracolici ha
votato contro dichiarando testualmente che stiamo creando un
sistema che, probabilmente vedrà la qualità professionale dei
funzionari ASP sporcata dal fatto che la selezione arriverà per
criteri di appartenenza e di lottizzazione politica, al partito del
presidente o al suo schieramento . E dopo aggiunge La ciccia della
spartizione delle nomine costituisce il vero cemento di questa
legge e di questo Governo. La formazione professionale è bloccata,
i fondi FAS bloccati, i fondi europei bloccati. Questo Governo non
h e non sarà in grado di dare soluzioni ad uno solo dei problemi
che affliggono la Sicilia. Per questo noi votiamo contro .
Falso, quindi, quello che ieri è stato detto in questa Aula E non
so chi dice il falso come si deve qualificare Nel vocabolario
della lingua italiana ci sono tanti sinonimi e tanti contrari,
andate a cercare
Per il resto, la Sicilia è commissariata. Agli inizi di questa
legislatura, il presidente Lombardo parlava con la Liga veneta,
perché aveva un'idea di federalismo che sposava alcuni indirizzi.
Poi, strada facendo, ha cancellato l'aggettivo veneta e il
presidente Lombardo si è trovato solo a parlare con Liga, anche con
Liga. E noi lo abbiamo appreso dalla stampa, ma abbiamo anche detto
che a volte si è un po' distratti quando si parla con tutti.
Bisogna evitare di parlare con tutti e questo noi lo abbiamo detto
anche in questa Aula, a proposito di formazione, e di tante altre
cose. Nel momento in cui era difficile parlare con noi, era più
facile parlare. Si cancella soltanto l'aggettivo veneta'.
Noi queste cose le abbiamo sempre stigmatizzate e sottolineate,
per questo siamo all'opposizione
L'uomo solo al potere. Vedete, la fotografia è questa E dico così
perché il programma ieri non esisteva. Immaginate un programma che,
in modo estemporaneo, aggiunge l'abolizione delle province, che non
è competenza di questo Parlamento. Siamo alla follia pura
L'abolizione delle province diventa il programma innovatore Ma
rispetto a quale programma precedente? Quale programma ha
dichiarato in quest'Aula? L'introduzione della seconda scheda
elettorale nelle elezioni amministrative Ma ti hanno votato per
questi due punti di programma gli elettori? Erano argomenti
inseriti nel programma originario? Ti hanno votato per questo a
Presidente della Regione? O sono forse intenzioni estemporanee per
accarezzare e blandire il pelo delle nuove pantere o delle nuove
pelli di chi oggi fa parte di questo Governo e ne fa parte con
monopolio dei condizionamenti e delle posizioni?
Il PD trasformista ha cambiato varie pelli in questa vicenda
parlamentare e politica e oggi si trova a celebrare, anche al suo
interno, quello che è accaduto all'esterno. Chi vince perde; chi
perde vince, come dice sempre l'onorevoli Limoli, mio amico. E noi
siamo arrivati a questo La politica lombardiana è questa e
l'onorevole Cracolici ne è specularmene l'attuatore all'interno del
suo partito. Infatti, leggiamo tutti le dialettiche vivaci,
sappiamo delle spaccature, delle tripartizioni, delle bipartizioni.
Ma soprattutto va a lui il merito della formula: chi vince perde e
chi perde vince.
La Sicilia è commissariata. Si arriva al punto che si commissaria
il gas e, senza avere i poteri, il Commissario del gas fa contratti
a dirigenti per 230 mila euro. Ci sono persino i sindacati che
protestano e chiedono gli atti.
Il sottogoverno e il Governo siciliano sono occupati dalla mano
lombardiana, non c'è un solo trombato dell'MPA che non faccia parte
del sottogoverno siciliano. Non c'è merito, non ci sono competenze,
non ci sono capacità Ci sono le tessere di partito e le
appartenenze rigide all'MPA e alle coalizioni cangianti che, di
volta in volta, accompagnano questo progressivo tradimento e
ribaltone.
E' questa la fotografia della situazione siciliana
Langue l'occupazione Langue la produzione
Il Prodotto Interno Lordo è sceso in questi due anni di sei punti
percentuali Per non parlare del disastro delle politiche
comunitarie, che ci ha fatto diventare lo zimbello europeo, così
come troviamo scritto in tutti i giornali. Lo disse anche Tremonti,
dandoci dei cialtroni perché, pur avendo ottenuto 8,6 miliardi di
euro per il 2007-2013, abbiamo saputo spendere appena 440 milioni.
Non abbiamo raggiunto la soglia minima di impegno e già i primi 55
milioni di Fondi hanno ripreso la via dell'Europa. Gli accordi di
programma-quadro, con un valore di 18 miliardi di euro, hanno visto
la Sicilia capace di spenderne appena il 27 per cento. I contratti
di programma, con una dotazione di 2,7 miliardi di euro, risultano
essere spesi soltanto nella misura di 17 milioni, pari all'1,9 per
cento. Alle imprese erano destinati negli ultimi anni 7 miliardi di
euro, e di questi ne risultano erogati soltanto 3 miliardi.
E' un fallimento, e la Sicilia è ingessata e bloccata E rispetto
a questo blocco c'è il movimento continuo della politica, una
politica che è casta, ma non nel senso di pura, è casta nel senso
di corporazione, di potere nel Palazzo, che si è allontanata
definitivamente dal territorio, che con le alchimie e le formule va
sempre contro la volontà degli elettori e contro i bisogni del
territorio.
Questa è la casta, questa è la corporazione E lo dico con le
parole di Gian Antonio Stella, che nelle pagine del Corriere della
Sera di qualche giorno fa scriveva alcuni commenti di Anna
Finocchiaro sul Presidente Lombardo: uomo temibilissimo, perché ha
costruito un sistema di potere clientelare spaventoso, che ha
riportato la Sicilia al Medioevo'.
Oggi il PD guida il Governo E concludo con le parole di Gian
Antonio Stella che dice: resta una sola domanda: ma i siciliani
tutto questo scempio lo meritavano veramente?'.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo l'intervento dell'onorevole
Arena, è iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Preciso che,
per scelta sia dell'onorevole Arena che dell'onorevole D'Agostino,
concordata con la Presidenza, parleranno sette minuti ciascuno per
consentire all'onorevole Bonomo di potere intervenite.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Arena.
ARENA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il dibattito odierno è un dibattito vivace,
dove non mancano condimenti piccanti: mistificatore della vita ,
cafonaggine , rubare i voti , vergogna , tracotanza ,
tradimento . Sono sicuramente denominatori comuni che hanno
caratterizzato gli interventi che hanno preceduto il mio.
Vorrei proprio partire da questo e dal registrare come il galateo
parlamentare, di cui qualcuno si è lamentato, ha sicuramente
trovato ingresso in maniera ufficiale nelle pratiche di quest'Aula,
che frequento da poco, proprio per cercare di soffermarmi nei pochi
minuti che la Presidenza mi riserva, su alcune considerazioni,
spero di carattere politico e lontane dall'insulto,
dall'improperio, dal vilipendio e dall'offesa gratuita, come invece
hanno fatto alcuni colleghi che, piuttosto che iscriversi in
palestra o frequentare lezioni di latino o greco, di cui dicono di
essere appassionati, sono molto pronti ad insultare e poco pronti a
ragionare.
C'è questo neologismo che ha fatto ingresso da qualche giorno in
quest'Aula, questa forzatura eccessiva del termine ribaltonismo.
Vorrei dire all'onorevole Leontini, che mi ha preceduto, che la
storia c è maestra e i ribaltoni in questo Paese, quasi sempre,
hanno poi finito per schiacciare la gente.
E allora, mistificatore nella vita e nella politica, caro
onorevole Leontini, è colui il quale approfitta del consenso
elettorale per arricchire se stesso. Nella vita, tradisce la
volontà la volontà del popolo siciliano chi approfitta ed estorce
il suo consenso con false promesse per non combinare un bel nulla,
per lasciare questa terra, che purtroppo continua a sprofondare
anche per il servilismo - questo sì, vergognoso, questo sì, cafone,
questo sì ladro - di tutti coloro i quali in questi anni non hanno
fatto altro che inginocchiarsi, piegarsi ossequiosamente alle
volontà di quel Governo centrale di cui molto spesso qualcuno parla
a sproposito. Come per esempio l'onorevole De Luca - e mi dispiace
che non sia in Aula -, l'Harry Potter dei poveri, che ci affascina
con i suoi libri bianchi, gialli, rossi e neri consegnando le sue
verità assolute. Sembra la reincarnazione di Keynes con questi suoi
ragionamenti incomprensibili, un grande economista e grande
caposcuola cui probabilmente Cateno De Luca si ispira quando
consegna con le sue verità assolute e con i frutti di elucubrazioni
- non figli voglio sperare, visto che lui ha parlato in siciliano,
lingua che io amo, di cipudde e pomodoru - che poi potrebbero
portarlo a sragionare durante la notte, queste formule, queste
alchimie e questi ragionamenti che dovrebbero risolvere i problemi
della nostra terra.
Caro onorevole De Luca, onorevoli colleghi, la scelta scellerata
di cui si parlava poc'anzi è proprio quella di tutti coloro i quali
si ostinano oggi a gridare al reato di lesa maestà perché in una
nuova Giunta, una giunta di tecnici che non piace all'onorevole
Fiorenza, ma che mi auguro piaccia e serva alla Sicilia per
risolvere i problemi e uscire dal guado, annovera tra le proprie
fila non mestieranti della politica, non accattoni o straccioni che
molto spesso hanno contrabbandato il proprio appoggio, il proprio
consenso scambiandoselo per favori, ma annovera fior di siciliani
che nella vita, piuttosto che fare quella politica di cui i
siciliani oggi hanno la nausea, hanno fatto qualcos'altro, hanno e
ricoprono un ruolo di grande importanza.
Sento molto spesso che in Aula ci si appassiona a criticare le
grandi vergogne di una sanità che è stata la peggiore d'Europa.
PRESIDENTE. Moderiamo i termini
ARENA. E non lo dico io, ma lo dicono i giornali di mezzo mondo.
La sanità in questi anni è stata un'autentica vergogna.
Se oggi c'è un assessore regionale che da qualche anno, cioè
dall'insediamento della Giunta Lombardo, tenta di portare avanti
(Brusio in Aula)
ARENA. Signor Presidente, Lei deve richiamare i signori deputati
Poc'anzi sono stati usati espressioni quali chi tradisce , chi
ruba e hanno parlato. Che mi si consenta il regolare svolgimento
dell'intervento.
Dicevo che, se nella Giunta oggi vi sono uomini come l'assessore
Russo, che da qualche anno ha rilanciato l'immagine della sanità
rivoluzionando un sistema che era figlio e frutto di quel sistema
di potere che ha distrutto questa Terra, non ritengo ci sia niente
di male.
Se nella formazione professionale è stato chiamato un illustre
docente universitario, il professor Centorrino, a mettere ordine in
quella grande vergogna della formazione professionale, che è
servita ad ingrassare e ad arricchire anche sacche di quella
politica - probabilmente le cose che dico sono scomode ma sono vere
- a non formare nessuno, non penso che questo sia reato di lesa
maestà.
Se dopo tutti questi anni in cui si è avuto un decadimento
culturale e d'immagine di una Sicilia che ha avuto e continua ad
avere una economia bloccata, un'industria bloccata, un'università
di cui vergognarsi, oggi si trovano degli assessori di grande
livello, sia quelli che c'erano che quelli che sono stati nominati,
ad esempio illustri docenti universitari, non penso sia un reato,
non penso sia un'offesa a quella politica che, fino ad oggi, ha ben
governato in questo Governo.
(proteste da parte degli onorevoli Leanza Nicola, Mancuso e
Gentile)
Signor Presidente, non capisco il brusìo in Aula e, tra l'altro,
quando gli altri hanno parlato, li ho ascoltati, cercando di capire
ed anche di registrare alcune loro frasi.
Questo Governo, sin dal suo insediamento, ha sempre operato
nell'esclusivo interesse della Sicilia e dei siciliani. Se oggi c'è
stato un cambio - e qui non è una questione personale - a noi non
interessa che esce e chi entra; chi non c'è più ha ben lavorato, ha
ben operato, ma siamo sicuri che chi ci sarà da oggi, lavorerà
anche di più, affinché questa Terra possa continuare ad avere
quelle risposte che da tanto, troppo tempo si attende.
Qui non interessa a nessuno il sottogoverno, non interessa a
nessuno la spartizione del potere. Su dieci siciliani intervistati,
undici non sanno di che si tratta. Ai siciliani interessa
qualcos'altro E quindi tradisce questa volontà chi si allontana da
questa volontà. E c'è chi si ostina ancora oggi, figlio di quella
perversa logica che porta certa politica ad inginocchiare questo
territorio, a continuare ad insistere.
Oggi abbiamo una Giunta finalmente libera dai ricatti delle
segreterie politiche Oggi abbiano una Giunta che finalmente può
decidere serenamente, visto che sono tecnici, visto che non devono
ricambiare il favore, visto che sono lontani dalla politica.
Abbiamo una Giunta che potrà, nell'esclusivo interesse di questa
Terra, continuare a lavorare serenamente.
(Il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, si allontana
dall'Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Arena, non lascia spazio al suo collega che
deve ancora intervenire e provoca reazioni dell'Aula inutilmente.
Pertanto, così termina il suo intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.
(Proteste dai banchi di destra per l'interruzione dell'intervento
dell'onorevole Arena)
Onorevoli colleghi Onorevoli colleghi, deve ancora parlare
l'onorevole D'Agostino.
Ricordo che il Presidente della Regione, già ieri, durante la
Conferenza dei Capigruppo, ha garantito la sua presenza in Aula
fino alle ore 13.00.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ringraziare il Presidente Lombardo per le cose che ha detto ieri,
ma anche per la consequenzialità della quale, per le cose dette in
questi anni, il Presidente Lombardo e i suoi governi hanno dato
atto. Quindi, non soltanto per le cose dette, ma anche per le cose
già fatte.
(Il Presidente della Regione, onorevole Lombardo, rientra in Aula)
D'AGOSTINO. Noi dell'MPA siamo, e abbiamo dimostrato di esserlo,
un vero partito autonomista. Questo è un grande Governo, autonomo
dai veti, autonomo dall'obbedienza di palazzo, autonomo dal
servilismo, autonomo dalla piaggeria, autonomo dai condizionamenti
e dai ricatti e anche, signor Presidente, dalle facili suggestioni
delle appartenenze partitiche che comodamente ci fanno stare a
volte a destra, a volte a sinistra, ma mai ci fanno rimanere fedeli
agli elettori, al programma che forse anche distrattamente abbiamo
letto nel momento della sua presentazione e che abbiamo fatto
votare agli elettori e, in fondo, non ci fanno rimanere fedeli a
quelli a cui noi, come Assemblea regionale, dovremmo essere fedeli
sempre: ai siciliani
Onorevole Presidente Lombardo, lei è stato fedele al mandato che
il leader di un partito autonomista ha avuto dal popolo siciliano e
ad un Governo e ad un programma di Governo che è stato portato
avanti con rigore, con forza e con grande convinzione. Chi credeva
che Lombardo fosse un democristiano furbo, che voleva continuare
sulla scia dei compromessi e delle mediazioni senza fine, si deve
oggi ricredere perché il Presidente Lombardo ed il Movimento per
l'autonomia è composto da deputati, da militanti, da amministratori
che oggi stanno dimostrando di essere convintamene autonomisti e
stanno difendendo le ragioni di una terra maltrattata, soprattutto
e in maniera particolare negli ultimi anni.
Lei, onorevole Presidente, ha avuto il coraggio - per la prima
volta dopo cinquant'anni - di fare le riforme. L'ha fatto sulla
sanità, sui dipartimenti, sui rifiuti e devo dire anche che le
finanziarie che abbiamo votato, i bilanci che abbiamo approvato
sono stati vere e proprie riforme. Con essi abbiamo evitato il
dissanguamento delle nostre casse, abbiamo bloccato l'emorragia che
negli anni precedenti ha creato i salassi di bilancio, che non
dobbiamo al Governo Lombardo ma a chi ci ha preceduto.
Caro onorevole Gianni, ci saranno stati errori nel passato, ma
chiunque avesse fatto l'assessore alla sanità o in altri posti
avrebbe commesso più o meno gli stessi errori. Era il sistema che
non andava e bisognava cambiare l'andazzo. E' quello che noi oggi
stiamo facendo e i colleghi del PDL e dell'UDC in questa Aula non
si rendono conto della portata di quello che sta accadendo.
Su questo, chi l'ha sostenuta, onorevole Presidente Lombardo, ha
deciso su queste riforme di non ritrovarsi più. Questi sono i veri
ribaltonisti, quelli che non hanno capito la portata della riforma
sulla sanità, quelli che non hanno voluto la riforma sui
dipartimenti, quelli che hanno osteggiato la riforma sui rifiuti,
quelli che vogliono un bilancio a portata di deputato anno per
anno. Questi sono i veri ribaltonisti, custodi del partitismo
sfrenato che conserva, preserva o prepara fulgide carriere da
novelli ascari siciliani.
Noi qui abbiamo invece il coraggio di dire, come lei ieri ha avuto
il coraggio di dire che questo è un viaggio senza ritorno ; o si
va avanti su questa strada, o si va a votare. Noi gettiamo le basi
di questa rivoluzione culturale, di questo autonomismo che deve
impregnare tutti gli assessorati e tutta l'attività amministrativa
regionale sul fallimento culturale oltre che politico di questo
bipolarismo che ci rende ciechi. Allora andiamo con un programma di
tre, quattro, punti chiari, forti, evidenti, e che continuino sulla
scia del cambiamento di questa Regione. La semplificazione
amministrativa, la deregulation, il blocco totale delle assunzioni,
l'assorbimento dei precari presso gli enti pubblici, anche
attraverso un blocco delle assunzioni in tutta la Regione
siciliana, la riforma elettorale, l'abolizione delle province,
l'abolizione degli enti che oggi riteniamo inutili. Sappiamo cosa
diremo ai siciliani quando ritorneremo a votare. Diremo che non li
abbiamo mai traditi per vuote formule politiche. Diremo che abbiamo
lottato per la nostra dignità.
E le ricordo, Presidente Lombardo, che siamo a credito con il
Governo nazionale per i Fondi FAS, per le autostrade che ci sono
state rubate, per la Tirrenia che non ci viene riconosciuta, per i
precari che non ci sono stati garantiti. E ieri il Presidente ha
pure detto che la riforma Gelmini non ha funzionato, L'abbiamo
visto nel primo anno e anzi ha prodotto molti più danni in questa
Terra di quelli che avrebbe potuto produrre altrove.
Bene, noi non ci piegheremo alla sottomissione politica e non
accetteremo le mance, onorevole Presidente.
E per questo motivo andremo avanti convinti che le nostre idee, il
nostro programma, l'attenzione morale e politica e l'impegno del
Presidente Lombardo siano salutari per questa Regione e siano
salutari per tutti i siciliani
LOMBARDO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vi chiedo scusa ma, come ho già detto, devo
necessariamente andare via per prendere un aereo per Roma alle
quattordici.
Desidero ringraziare i deputati intervenuti e chiarire che
l'apprezzamento è assoluto, non soltanto per gli atti che si
compiono in Giunta insieme, se c'è l'Assessore Bufardeci che
governa, bene o male, lo fa ovviamente attraverso la mia Presidenza
della Giunta alla quale porta gli atti, non fosse altro che per
ragioni di legittima condivisione, io apprezzo anche l'operato
dell'Assessore Bufardeci.
Aggiungo anche una cosa. Siccome anch'io rischio di perdere il
filo, sono solito scrivermi le cose e leggere e non farmi prendere
dalla foga oratoria. Pertanto, se chicchessia di voi, anche
parlamentari dell'opposizione, si fosse sentito offeso da me, io
chiedo loro scusa e apprezzo, lo esprimo a voce alta, l'operato di
coloro che mi hanno dato l'onore di collaborare con me.
Grazie e vi chiedo scusa ancora.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo seguire due strade. Se, e
non mi pare il caso, volete continuare, continuiamo. Diversamente,
e mi parrebbe più opportuno, possiamo rinviare a martedì, come già
era stato stabilito, la continuazione del dibattito.
CORDARO E FALCONE. Era già stato stabilito che avremmo continuato
martedì.
PRESIDENTE. Pertanto, martedì proseguirà il dibattito con
interventi che saranno liberi per tutti i parlamentari.
La seduta è rinviata a martedì, 28 settembre 2010, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del regolamento interno, della mozione:
N. 215 - Revoca dell'adozione del Piano paesaggistico della
Provincia regionale di Ragusa.
RAGUSA - MAIRA - CORDARO - GIANNI - CASCIO S.
- DINA
FAGONE - CARONIA
III - Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
sulla nuova composizione del Governo regionale.
La seduta è tolta alle ore 13.02
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Istruzione e
formazione professionale»
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali
e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
la legge n. 31/2008, all'art 33 bis, attribuisce al Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, la competenza a
corrispondere ai comuni le somme per lo svolgimento, nei confronti
delle istituzioni scolastiche statali, del servizio di raccolta,
recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
il Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca,
con nota n. 616 del 9 aprile 2008, ha comunicato in sede di
conferenza stato-città ed autonomie locali, che è stato sancito
l'accordo attuativo della legge n. 31/2008;
considerato che:
le scuole statali non sono più tenute a pagare ai comuni le
bollette per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei
rifiuti solidi urbani, comprese quelle antecedenti al 2008;
il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha
comunicato (con nota n. 553 dell'11 aprile 2008) alla società
Equitalia ed agli uffici scolastici regionali le decisioni assunte
alla luce di quanto previsto dall'art. 33 bis della legge n.
31/2008;
ritenuto che:
la questione è stata risolta soltanto per le scuole delle regioni
a statuto ordinario, mentre le scuole siciliane continuano ad
essere oggetto di notifiche esattoriali e, in qualche caso, anche
di riscossioni coatte, effettuate da Equitalia;
la legge finanziaria (n. 31/2008) è valida in tutto il territorio
nazionale;
le scuole della nostra Regione non possono essere penalizzate per
le competenze derivanti dallo Statuto autonomistico;
lo Statuto siciliano dovrebbe costituire un valore aggiunto e non
una specialità in negativo nei confronti delle scuole delle altre
regioni italiane;
per sapere:
quali siano le ragioni per cui il suddetto onere non sia stato
ancora posto a carico della Regione nell'ambito delle spese di
funzionamento delle nostre istituzioni scolastiche;
quali iniziative siano state assunte per sollevare le scuole
siciliane da un onere finanziario cui le stesse non possono
autonomamente far fronte.». (505)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 505 si
trasmette copia della relazione del Dirigente del Servizio Scuola
dell'infanzia ed istruzione di ogni ordine e grado statale nonché
copia del parere reso in merito dall'Ufficio legislativo e legale
della Regione siciliana.».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
Relativamente all'interrogazione n. 505, si comunica che copie
della relazione del Dirigente del Servizio Scuola dell'infanzia ed
istruzione di ogni ordine e grado statale nonché del parere reso
in merito dall'Ufficio legislativo e legale della Regione
siciliana sono consultabili nell'apposita banca dati
informatizzata, accessibile anche dal sito internet dell'Assemblea
regionale siciliana, e sono, altresì, disponibili presso
l'archivio del Servizio Lavori d'Aula' dell'A.R.S..
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
l'istituto Walden di Belpasso ha rilasciato, per i corsi svoltisi
a Patti (ME) dei titoli di specializzazione per le attività di
sostegno;
i corsi si sono svolti in forza e in virtù di un giudicato
amministrativo;
a seguito del titolo rilasciato, diversi studenti hanno preso
servizio e, in qualche caso, sono stati immessi in ruolo;
considerato che:
il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
(con nota prot. 9059 del maggio 2007) e l'Ufficio scolastico
regionale della pubblica istruzione (con nota prot. 10913 di pari
data) hanno comunicato che, essendo cambiata la legislazione in
materia di formazione degli insegnanti di sostegno, non avrebbero
riconosciuto alcuna validità ai titoli rilasciati al termine dei
corsi gestiti da enti diversi dalle università;
il Tribunale amministrativo regionale, con due distinte sentenze,
ha nominato un commissario ad acta col compito di consentire lo
svolgimento dei predetti corsi, dichiarando nulle le note
ministeriali sopra richiamate in quanto la sentenza era giunta
prima che intervenisse il mutamento normativo;
la magistratura (TAR) si è espressa, riguardo al mutamento della
normativa, a favore dell'istituzione dei corsi, in quanto la
sentenza era stata emessa prima del cambiamento normativo (anno
2000); tanto che l'ordinanza interministeriale n. 460 del 4
novembre 1998, all'art. 6, esplicita che detto cambiamento
(entrata in regime dei decreti del Presidente della Repubblica nn.
470-471 del 1996) sarebbe dovuto avvenire entro l'anno accademico
2001-2002;
considerato ancora che:
il 14 gennaio 2009 è stata depositata la sentenza del Consiglio
di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (n. 6/09) che
annulla le precedenti pronunce del TAR (pur non dichiarando
esplicitamente l'invalidità dei titoli);
il direttore dell'Ufficio scolastico regionale ha invitato a non
considerare validi i titoli conseguiti dai corsisti poiché
l'attivazione di detti corsi spettava in via esclusiva alle
istituzioni universitarie;
ritenuto che:
negare la validità giuridica di un titolo di specializzazione,
conseguito dagli interessati in assoluta buona fede e sulla base
del giusto affidamento in essi generato dalla presenza di ripetuti
atti autorizzativi, significa perpetrare un danno a dei lavoratori
che hanno ottenuto dei titoli di specializzazione al termine di
corsi organizzati secondo specifici criteri approvati in sede
ministeriale;
gli interessati hanno pagato le previste 'tasse di iscrizione e
frequenza' pari a complessivi seimila euro e affrontato
l'impegnativa attività di specializzazione biennale;
il mancato riconoscimento dei titoli di specializzazione
conseguiti ha comportato una conseguente contrazione nel numero
degli insegnanti specializzati da immettere nella scuola, per cui,
in atto, in ambito regionale, si riscontra la necessità del
trasferimento di incarichi di sostegno (circa 400) a docenti privi
di titolo di specializzazione;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per tutelare coloro che
hanno conseguito il titolo di specializzazione per le attività di
sostegno, limitatamente ai titoli rilasciati dall'istituto Walden
di Belpasso per i corsi svoltisi a Patti (ME);
se siano state rispettate le norme sul giusto procedimento
amministrativo, se sia stata violata l'ordinanza dell'Assessorato
regionale Beni culturali n. 1502 del 25 settembre 1995, se sia
stato violato il principio del diritto al lavoro e al diritto
acquisito e se sia stato rispettato il principio di imparzialità
della Pubblica Amministrazione.». (721)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 721, a firma
dell'onorevole Barbagallo, si trasmette copia della relazione del
Dirigente del Servizio Scuola dell'infanzia ed istruzione di ogni
ordine e grado non statale riguardante l'interrogazione n. 831, a
firma dell'onorevole Falcone, concernente analoga problematica,
dalla quale si evince che l'Amministrazione regionale non ha
alcuna competenza in ordine alla validità dei titoli di
specializzazione di cui trattasi.».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE
PROFESSIONALE
DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'ISTRUZIONE
E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
«La scrivente Amministrazione è a conoscenza di tutto l'iter
seguito dai corsi in oggetto, gestiti dall'Istituto Walden nel
comune di Patti ed autorizzati nunc ex tunc dall'allora
Assessorato dei beni culturali, ambientali e della pubblica
istruzione - Dipartimento regionale della pubblica istruzione,
nonché dei contenziosi scaturiti dal disconoscimento da parte
degli organi dello Stato (vedi U.S.R. e UU.SS.PP., della validità
dei titoli conseguiti nei succitati corsi.
Si rappresenta che:
- la scrivente Amministrazione regionale non entra nel merito
circa la validità dei titoli di che trattasi, in quanto la
disciplina dei titoli di accesso all'insegnamento è componente
imprescindibile del sistema di reclutamento disciplinato dal
legislatore nazionale, secondo quanto si desume dal decreto
delegato 471/74 e dall'art. 325 del T.U. in materia di istruzione
approvato con d. n. 29794.
La materia dello stato giuridico del personale docente rientra
fra le attribuzioni che restano di titolarità dello Stato, ai
sensi dell'art. 4 del D.P. R. 246/85, pertanto, per i diplomi
abilitanti e i titoli in esame sono un'abilitazione specifica
all'insegnamento per i diversamente abili, va riconosciuta la
competenza del Ministero P. I..
Appare opportuno evidenziare che sono in atto pendenti presso il
Giudice del lavoro di Patti alcuni contenziosi con insegnanti in
possesso dei titoli.
Si ritiene, infine, che questa Amministrazione non abbia
competenze atte ad influenzare gli organi dello Stato circa la
gestione delle graduatorie del personale docente.».
Il Dirigente del
Servizio
arch. Lacagnina