Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, è in missione per
ragioni del suo ufficio, dal 3 al 6 ottobre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per l'istruzione e la formazione, le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- numero 248 «Iniziative per consentire il regolare
funzionamento del convitto per audiolesi di Marsala (TP)»
Firmatario: Lo Giudice Giuseppe.
- Con nota protocollo numero 112 del 16 gennaio 2009, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali; con nota protocollo numero 6893 del 19 giugno 2009
l'Assessore per la sanità ha rappresentato che la materia in
oggetto rientra nell'esclusiva competenza dell'Assessorato Beni
culturali; con nota protocollo numero 930/IN. 15 del 28 maggio
2010 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
l'istruzione.
- numero 363 «Piano di ridimensionamento delle istituzioni
scolastiche nel comune di Catania».
Firmatario: Pogliese Salvatore.
- Con nota protocollo 575 del 12 febbraio 2009 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali; con
nota protocollo numero 935/In. 15 del 28 maggio 2010 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione (Modifica
competenze ai sensi della legge regionale numero 19 del 2008 e
relativo Regolamento di attuazione). Nel corso della seduta numero
195 del 14 settembre 2010, per accordo tra le parti, è rimasto
stabilito che all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
(Vedi resoconto stenografico della seduta numero 195 del 14
settembre 2010).
- numero 700 «Revoca dello sfratto dell'Istituto statale d'arte
di Catania (ISA) dall'ex Collegio dei gesuiti».
Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo.
- Con nota protocollo numero 2645 del 29 ottobre 2009 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali; con nota protocollo numero 993/In. 15 del 9 giugno 2010
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
l'istruzione. (Modifica competenze ai sensi della legge regionale
numero 19 del 2008 e relativo Regolamento di attuazione). Nel
corso della seduta numero 195 del 14 settembre 2010, per accordo
tra le parti, è rimasto stabilito che all'interrogazione venisse
fornita risposta scritta. (Vedi resoconto stenografico della
seduta numero 195 del 14 settembre 2010). Con nota protocollo
numero 2090/Gab. del 21 settembre 2010, l'Assessore per
l'istruzione ha eccepito la propria incompetenza (Comunicato nella
seduta numero 199 del 28 settembre 2010).
- numero 707 «Interventi per salvaguardare gli insegnanti di
sostegno e per la difesa del diritto allo studio nella Regione
siciliana».
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
- Con nota protocollo numero 2646 del 29 ottobre 2009 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali; con nota protocollo numero 995/IN. 15 del 9 giugno 2010
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
l'istruzione.
- numero 708 «Provvedimenti per scongiurare la soppressione di
693 posti di insegnanti di sostegno nella scuola siciliana,
prevista dalla riforma Gelmini»
Firmatario: Rinaldi Francesco.
- Con nota protocollo numero 2647 del 29 ottobre 2009 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali; con nota protocollo numero 996/IN. 15 del 9 giugno 2010
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
l'istruzione.
- numero 807 «Tempestiva emanazione dei provvedimenti di
finanziamento dei piani regionali offerta formativa 2008, 2009 e
2010».
Firmatario: Oddo Camillo.
- Con nota 2916/In. 15 del 20 novembre 2009 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il lavoro; con nota protocollo
numero 1051/In. 15 del 14 giugno 2010 il Presidente della Regione
ha delegato l'Assessore per l'istruzione (Modifica competenze ai
sensi della legge regionale numero 19 del 2008 e relativo
Regolamento di attuazione). Nel corso della seduta numero 195 del
14 settembre 2010, per accordo tra le parti, è rimasto stabilito
che all'interrogazione venisse fornita risposta scritta. (Vedi
resoconto stenografico della seduta numero 195 del 14 settembre
2010).
- numero 818 «Iniziative atte a scongiurare la chiusura a Sortino
delle classi serali distaccate dell'Istituto per l'agricoltura di
Palazzolo Acreide (SR)».
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
- Con nota protocollo numero 2936 del 23 novembre 2009 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali; con nota protocollo numero 1053/In. 15 del 14 giugno
2010 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
l'istruzione (Modifica competenze ai sensi legge regionale numero
19 del 2008 e relativo Regolamento di attuazione). Nel corso della
seduta numero 195 del 14 settembre 2010, per accordo tra le parti,
è rimasto stabilito che all'interrogazione venisse fornita
risposta scritta. (Vedi resoconto stenografico della seduta numero
195 del 14 settembre 2010).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 700
PRESIDENTE. Comunico che, nel fornire risposta scritta
all'interrogazione con richiesta di risposta orale numero 700
«Revoca dello sfratto dell'Istituto statale d'arte di Catania
(ISA) dall'ex Collegio dei gesuiti», testé annunciata, l'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale ha eccepito la
propria incompetenza.
Sarà pertanto cura della Presidenza della Regione assicurare
riscontro all'interrogazione in questione provvedendo a rispondere
direttamente ovvero tramite altro Assessore appositamente
delegato.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Norme per la raccolta, la lavorazione, la validazione
biologica, la distribuzione del sangue umano e degli emocomponenti
per l'uso trasfusionale e per l'autosufficienza regionale» (numero
609),
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo in data 23 settembre 2010;
- «Norme in materia di polizia mortuaria, di attività e servizi
necroscopici, funebri e cimiteriali» (numero 610),
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi
in data 24 settembre 2010.
- «Istituzione della provincia regionale di Gela» (numero 611),
- di iniziativa del consiglio provinciale, presentato ai sensi
dell'articolo 41 della legge regionale numero 1/2004 in data 27
settembre 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ardizzone, in data 22
settembre 2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di
legge numero 537 «Istituzione dell'elenco delle guide
enogastronomiche e delle risorse agroalimentari e dell'elenco dei
ristoranti di qualità. Circuiti gastronomici».
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole Cimino per
la corrente seduta e l'onorevole De Benedictis per l'intera
settimana, entrambi per motivi di salute.
I congedi testé comunicati sono conformi alla recente normativa
in materia.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere dalla
Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- «Consorzio ASI di Ragusa. Designazione presidente del collegio
dei revisori dei conti» (numero 114/I),
- reso in data 22 settembre 2010,
- inviato in data 23 settembre 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che:
nel luglio 2006, ben ottanta ettari di terreno di pineta
nell'isola di Marettimo e oltre cinquanta ettari nell'isola di
Levanzo (isole Egadi) sono stati messi in vendita mediante asta
pubblica dalla Parmatour S.p.A., proprietaria di una vasta area di
straordinario interesse paesaggistico e naturalistico;
nel riepilogo generale della perizia di stima giurata (pagina 7)
dell'ingegnere Giovanni Cascio del 21 luglio 2006, si indicano 9
lotti (920.730 mq) di proprietà della Parmatour S.p.A. per un
valore di euro 1.568.594,75 e nell'isola di Levanzo sette lotti
(54.524 mq) per un valore di euro 747.550,00;
si tratta di un territorio caratterizzato da una massiccia
presenza di pini di Aleppo e ricoperto da macchia mediterranea
ricca di essenze rare che rendono l'isola uno dei più belli e
incontaminati luoghi della Sicilia e per questo meta di turisti da
tutta Europa;
a seguito della messa in vendita di tali beni, Marettimo diventò
oggetto di trattative di compravendita, con l'evidente fine di
realizzare, su lembi di territorio ancora integri, speculazioni
turistico-edilizie che avrebbero messo a rischio di distruzione
veri e propri paradisi naturalistici;
considerato che:
in seguito all'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste
per salvaguardare il patrimonio dell'isola di Marettimo, la Regione
siciliana ha formalizzato la volontà di acquisire al proprio
demanio regionale i terreni di proprietà della Parmatour,
precisando, nella nota del 12 settembre 2006 protocollo 1684/C1,
che 'le modalità di acquisto dei terreni dovranno essere effettuate
secondo le regole imposte dal quadro normativo vigente', ossia
secondo il rispetto dei vincoli naturalistici a cui sono sottoposti
gli ottanta ettari di zona boschiva;
la dichiarazione di volontà da parte della Regione siciliana non
ha avuto seguito e quindi sembra essere lontano un accordo,
permanendo un'enorme distanza fra le richieste, che il sottoscritto
interrogante giudica esorbitanti, della Parmatour e le
disponibilità economiche a disposizione della Regione stessa;
tenuto conto che:
la Parmatour S.p.A, società turistica proprietaria di questa vasta
area di importante valenza paesaggistica, risulta essere
controllata dal gruppo Parmalat che, in seguito al ben noto crac
dell'azienda, è stata assoggettata a procedura di amministrazione
straordinaria, ai sensi della legge n. 39 del 18 febbraio 2004;
il grave stato di insolvenza, secondo quanto rilevato nella
sentenza del 2004, mette a rischio la legittima soddisfazione dei
creditori del gruppo Parmalat, tra i quali gli innocenti azionisti;
l'amministrazione comunale delle isole Egadi sta già valutando
l'opportunità di valorizzare con fondi comunali una parte di tale
proprietà, in modo da farla divenire un'area attrezzata per i
bambini, finalizzata ad attività ludiche con tematiche ambientali;
per sapere se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali
iniziative intendano assumere per la salvaguardia del patrimonio
delle isole di Marettimo e Levanzo». (1395)
MARROCCO
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
il Castello della Colombaia, ex fortezza difensiva e prigione
costruita su di un isolotto all'ingresso del porto di Trapani,
monumento di rilevanza storica e paesaggistica, simbolo della città
di Trapani, rischia seriamente di crollare a causa dello stato di
degrado ed abbandono in cui versa;
tale stato di degrado rende assolutamente necessario stringere i
tempi per un intervento volto a salvaguardare una struttura che sta
a cuore ai cittadini trapanesi ed ai siciliani tutti, tanto da
divenire 'luogo del cuore' a seguito dell'iniziativa del Fai per
individuare i beni paesaggistici a rischio, più amati dagli
italiani;
recentemente, da notizie giornalistiche, si è appreso che il
Castello della Colombaia non sarebbe stato più inserito nell'elenco
dei 143 beni demaniali che lo Stato intende trasferire alla Regione
siciliana;
questa circostanza, ove confermata, comprometterebbe il percorso
di recupero che era stato già individuato da codesto Assessorato
anche attraverso lo stanziamento, approvato con l'ultima
finanziaria, di fondi dal bilancio regionale per gli interventi
urgenti;
in ogni caso il mancato trasferimento non consentirebbe di
accedere ai fondi europei per il recupero definitivo alla pubblica
fruizione del Castello della Colombaia, come già ipotizzato nel già
richiamato percorso di recupero, rendendo ancor più probabile il
totale degrado del bene culturale;
sulla questione la capitaneria di Porto di Trapani, con nota
numero 36785 del 13 settembre 2010, ha affermato che il
procedimento di 'sdemanializzazione' è comunque in corso, essendo
totalmente autonomo e preliminare alla cessione da parte dello
Stato alla Regione siciliana;
la stessa capitaneria di Porto ha poi affermato di avere posto in
essere tutte le attività che le erano state richieste dall'Agenzia
del demanio in merito al procedimento, inviando in data 14 luglio
2010 la documentazione tecnica necessaria alla valutazione del
compendio di immobili della 'Colombaia' al fine di fornire
l'agenzia degli elementi tecnici necessari per il procedimento di
'sclassifica';
per sapere:
se non ritenga utile porre in essere ogni possibile intervento al
fine di ottenere un immediato trasferimento al patrimonio della
Regione del Castello della Colombaia di Trapani, onde procedere con
urgenza ed immediatezza agli interventi di messa in sicurezza
necessari ad evitare danni irreparabili;
se non ritenga utile intervenire nei confronti dell'Agenzia del
demanio e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al
fine di chiarire lo stato della procedura di 'sdemanializzazione'
del Castello della Colombaia e le sue correlazioni con il
trasferimento al patrimonio della Regione». (1398)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale,
premesso che:
il sindaco di Militello in Val di Catania (CT) ha emesso
un'ordinanza di chiusura per inagibilità, per motivi di sicurezza,
della scuola del plesso scolastico dell'atrio del Castello, anche
il plesso di via Concerie;
il provvedimento si lega ai risultati di accertamenti, verifiche
ed indagini geologiche, eseguiti da consulenti e tecnici del genio
civile per conto del comune di Militello, in ordine alle condizioni
antisismiche del fabbricato, allo stato dei materiali edili e dei
terreni circostanti;
oltre alla precaria staticità delle strutture, le verifiche hanno
messo in luce la mancanza di una rete stradale che, in caso di
calamità naturali e terremoti, assicurerebbe una via di fuga del
personale scolastico e dei studenti;
considerato che tali ragioni sono sostenute da un'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri e dei competenti organi della
Protezione civile;
atteso che:
le attività scolastiche della scuola elementare si svolgeranno
presso l'istituto di viale Regina Margherita, mentre le aule della
scuola media inferiore sono state ubicate presso i locali dell'Isis
Vittorio Emanuele Orlando di contrada Piano Mole, sempre a
Militello Val di Catania, che ospita corsi di istruzione superiore,
in orario pomeridiano;
la zona Piano Mole è carente di una idonea viabilità pedonale e di
segnaletica stradale;
tali trasferimenti comporteranno, quindi, notevoli disagi per gli
studenti che, a causa degli orari, dalle 14,00 alle 19,00, dovranno
tralasciare attività ludiche e sportive, intrattenimenti e
incontri, perdendo o, comunque, riducendosi le opportunità di sana
crescita;
per sapere quali iniziative urgenti intendano intraprendere, se
abbiano ipotizzato un soccorso regionale, attraverso un sostegno
finanziario della pubblica istruzione e/o della Protezione civile,
al fine di garantire sicurezza degli immobili e soprattutto
ristabilire la normalità delle attività didattiche e di studio,
nonché la qualità della vita degli adolescenti e il contrasto al
disagio sociale per l'intera comunità militellese». (1400)
FALCONE- POGLIESE
«All'Assessore per la salute, premesso che:
nel febbraio 2007, il direttore generale dell'AUSL 6 di Palermo ha
approvato la graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami
a n. 1 posto di dirigente medico di pronto soccorso;
tale graduatoria sarebbe ferma ad una sola assunzione, e ciò
nonostante sia notevole la carenza di dirigenti medici nei pronto
soccorso dei vari presidi ospedalieri dell'ASP di Palermo;
i vuoti nell'organico sarebbero stati coperti da medici di guardia
medica abilitati al 118;
considerato che altre aziende (ospedale 'Civico', ASP di Trapani)
hanno da tempo attinto alle relative graduatorie, in alcuni casi
fino al loro completo esaurimento;
per sapere se sia possibile per ovviare ai problemi sopra
enunciati, procedere allo scorrimento della graduatoria citata in
premessa e quali iniziative ritenga eventualmente di adottare in
proposito, soprattutto al fine di assicurare normalità di
prestazioni all'utenza». (1401)
GUCCIARDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
il consiglio di amministrazione ed il presidente dell'Istituto
regionale per il credito alle cooperative - ente economico dotato
di personalità giuridica di diritto pubblico - con sede in Palermo
- istituito con legge regionale numero 12/63 - sottoposto a
vigilanza e tutela della Regione - nominati con d.p. numero 95 del
13/04/2004 sono scaduti da oltre due anni e non sono stati ancora
rinnovati;
al fine di garantire la gestione ordinaria dell'ente ed il
compimento degli atti indifferibili ed urgenti con d.p. numero 279
del 27 maggio 2008, d.a. numero 3331 del 26 novembre 2008, d.a.
numero 1386 del 21 maggio 2009, d.a. numero 2343 del 3 settembre
2009, d.a. numero 2874 del 28 ottobre 2009, d.a. numero 3065 del 20
novembre 2009, numero 157 del 29 marzo 2010, è stato nominato
commissario straordinario dell'ente il dottor Antonio Carullo, il
cui mandato, giusta il citato ultimo decreto, è scaduto il 18
settembre 2010;
ai sensi e per gli effetti dell'articolo 5 della legge regionale
20/6/1997, numero 19: 'Nessuno può ricoprire lo stesso incarico per
più di tre mandati consecutivi, fatta eccezione per gli incarichi
ricoperti da soggetti che non siano dipendenti pubblici e che siano
nominati sulla base della vigente legislazione, per designazione di
associazioni rappresentative di interessi economici e sociali';
la richiamata disposizione di legge, la quale applica un principio
di ordine generale, previsto dall'articolo 97 della Costituzione e
dalla legislazione nazionale (crf. articolo 6 legge numero
14/1978), per assicurare il buon andamento e l'imparzialità
dell'attività amministrativa, ha trovato ampio ed univoco riscontro
giurisprudenziale, specie nella giurisprudenza della magistratura
contabile, la quale ritiene illegittimo il conferimento di
ulteriori incarichi oltre quelli previsti nella legge (cfr. Corte
dei conti Reg. sic., sezione controllo, 05.02.1999);
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per ripristinare la
situazione di legalità, palesemente violata con la nomina del
dottor Antonio Carullo quale commissario straordinario
dell'Istituto regionale per il credito alle cooperative per oltre
tre mandati consecutivi;
quando ed entro quali termini intendano procedere alla nomina del
consiglio di amministrazione e del presidente dell'Istituto
regionale per il credito alle cooperative». (1396)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
in data 24/06/2008 veniva approvato, con decreto ministeriale
dalla direzione generale degli ammortizzatori sociali e degli
incentivi all'occupazione, il Programma AR.CO. ('programma di
sviluppo del territorio per la crescita dell'occupazione');
Italia Lavoro S.p.A., in qualità di organismo di assistenza
tecnica del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è
soggetto attuatore del programma AR.CO.;
per l'intesa intervenuta fra la Regione siciliana e il Ministero
del lavoro, Italia Lavoro S.p.A. è in ambito regionale soggetto
attuatore del programma AR.CO.;
con avviso pubblico a sportello rivolto ad imprese per la
richiesta di contributi finalizzati all'inserimento occupazionale,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n.
153 del 30/12/2009, in coerenza con le finalità del programma
AR.CO., si prevede l'erogazione di contributi per l'inserimento
occupazionale a favore di micro e piccole imprese dell'artigianato
e del commercio (turismo), per un importo complessivo disponibile
di euro 15.191.200,00, equamente ripartito per i due settori -
artigianato e commercio (turismo);
l'importo complessivo disponibile per la Regione siciliana è
anch'esso equamente ripartito per i due settori - artigianato e
commercio (turismo) - ed ammonta a euro 1.523.200,00;
rilevato altresì che:
in ragione dell'intervenuta disponibilità del budget progettuale
prevista dal Ministero del lavoro - direzione generale degli
ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione - come da nota
numero 14/0019791 del 06/08/2010, le risorse finanziarie a
disposizione sono state incrementate di euro 10.000.000,00,
raggiungendo così un ammontare complessivo di euro 25.191.200,00;
la data di scadenza dell'avviso, prima fissata al 31 agosto 2010,
è stata prorogata al 31/03/2011;
atteso che:
il programma AR.CO. è finalizzato al miglioramento competitivo dei
settori artigianato (tipico - anche con riferimento alle produzioni
agroalimentari - del manifatturiero tradizionale, delle lavorazioni
di qualità e dei servizi di riqualificazione energetica ed
ambientale connessi al patrimonio edilizio) e commercio (turismo),
ed allo sviluppo di reti e network di cooperazione sostenibili per
favorire la crescita dell'occupazione;
gli interventi si integrano con una serie di iniziative di
programmazione regionale volte a far fronte a specifiche situazioni
di difficoltà in cui versano alcune realtà locali, acuite dalla
crisi globale, per ricondurre le azioni programmate alle effettive
peculiarità dei territori interessati;
preso atto che:
così come previsto dal decreto di approvazione del 24/06/2008, il
Ministero del lavoro ha approvato con apposite note direttoriali le
schede operative regionali nelle quali sono stati individuati, tra
l'altro, i territori su cui attivare le azioni del programma
AR.CO.;
per la Regione siciliana sono stati individuati 225 comuni, tutti
ricadenti in otto province dell'isola, ad esclusione della sola
provincia di Enna, e precisamente: tutti i comuni delle province di
Siracusa e Ragusa, 80 comuni della provincia di Palermo, 57 della
provincia di Catania, 16 della provincia di Caltanissetta, 15 della
provincia di Agrigento, 12 delle province di Messina e Trapani;
considerato che i criteri proposti dal progetto per
l'individuazione dei territori sono più che compatibili con tutte
le realtà economiche, sociali ed ambientali dei comuni della
provincia di Enna, specialmente in riferimento al verificarsi di
situazioni locali di crisi di competitività e di 'disagio
economico', alla presenza di aziende che hanno difficoltà ad
ampliare il proprio mercato uscendo da quello locale, all'elevato
pregio paesaggistico, naturalistico e culturale ed alle grandi
potenzialità in termini di attrazione turistica, non adeguatamente
valorizzate attraverso la messa a regime di servizi di fruizione
'commerciale';
per sapere:
alla luce delle considerazioni sopra esposte, con quali criteri
siano stati individuati i comuni siciliani e che ruolo ha svolto
codesto Assessorato regionale nella scelta;
quali determinazioni si intendano assumere per sanare tale
incomprensibile esclusione, anche in ragione del fatto che è
presumibile, alla luce del rifinanziamento, che il programma AR.CO.
diventi uno strumento stabile per il rafforzamento delle politiche
occupazionali ed il sostegno a favore di micro e piccole imprese».
(1397)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
in data 26/03/2010 il comune di Messina ha pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana - serie speciale
concorsi due bandi di concorso, per titoli ed esami, relativi,
rispettivamente, a numero 1 posto di 'Dirigente Amministrativo' e a
numero 1 posto di 'Dirigente di Ragioneria';
l'articolo 42, comma 1, legge regionale numero 11 del 12/5/2010
prevede che: 'Per gli enti locali e per l'amministrazione regionale
e per gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della medesima
amministrazione, il termine previsto dal comma 4 dell'articolo 19
della legge regionale 1 settembre 1993, numero 25 è differito al 31
dicembre 2013. (...)';
ai sensi dell'articolo 19, comma 4, della legge regionale
1/9/1993, numero 25, 'ai fini dell'accelerazione e
della trasparenza delle procedure concorsuali nonché dell'effettiva
applicazione della riserva di cui al precedente comma, per un
triennio dalla entrata in vigore della presente legge, i posti
messi a concorso sono coperti mediante concorsi pubblici per soli
titoli. Per la determinazione dei titoli e dei criteri per la loro
valutazione si applica il decreto dell'Assessore regionale per gli
enti locali del 3 febbraio 1992. La presente norma prevale su
quelle previste nei regolamenti delle amministrazioni, enti e
aziende';
il comma 5 del citato articolo 19 della legge regionale numero
25/1993 recita testualmente: 'Le norme di cui al comma 4 si
applicano anche ai concorsi già banditi ancorché non espletati';
con circolare del 13/09/1993, protocollo numero 19738/2, la
Presidenza della Regione siciliana, sulla base del prevalente
orientamento giurisprudenziale (per tutte, T.A.R. Lazio, I,
21/11/1979, numero 911), ha chiarito che devono ritenersi non
espletati 'i concorsi che non risultano, alla data di entrata in
vigore della legge, 'avviati' in alcuna delle loro fasi
procedimentale. Conseguentemente, qualora sia stato bandito un
concorso, bisogna attenzionare se la commissione già insediata
abbia posto in essere una attività deliberativa portata all'esterno
che realizzi o meno l'avvio di una delle fasi procedimentali';
con circolare numero 20 datata 9/12/1993, l'ex Assessorato
Famiglia ha chiarito che per 'concorsi già banditi ancorché non
espletati', ex comma 5 dell'articolo 19 legge regionale numero
25/1993, devono intendersi quelli 'che non si trovino in una fase,
successiva della procedura', facendo espresso richiamo al parere in
tal senso espresso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato,
appositamente adita dalla Presidenza della Regione siciliana,
stabilendo, nel contempo, che, ricorrendo la suddetta ipotesi, 'le
Amministrazioni in indirizzo provvederanno alla modifica del bando
di concorso con conseguente riapertura dei termini', pena
l'attivazione da parte dell'Assessorato di un intervento in via
sostitutiva senza preventiva diffida a norma di legge;
il comune di Messina, dopo aver pubblicato i suddetti bandi di
concorso, non ha posto in essere alcun atto amministrativo
consequenziale, ivi compresa la nomina della commissione
esaminatrice;
per sapere se l'articolo 42, comma 1, della legge regionale numero
11 del 12/5/2010 possa applicarsi, secondo l'orientamento
interpretativo e le modalità applicative indicati dalla Presidenza
della Regione siciliana con circolare del 13/09/1993, protocollo
numero 19738/2, e nello specifico, ai sensi della circolare numero
20/93, se la citata norma sia applicabile alla fattispecie
concorsuale de qua, e in particolare ai bandi di concorso per
dirigenti, pubblicati da comune di Messina nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana - serie speciale concorsi numero 4 del
26/03/2010, ma non ancora espletati alla data di entrata in vigore
del predetto provvedimento legislativo». (1399)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
RINALDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 216 «Immediata attivazione dei posti in deroga richiesti
dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina», degli onorevoli
Rinaldi, Picciolo, Laccoto, Ardizzone, Panarello, Beninati,
Buzzanca, De Luca e Corona,
- presentata il 21 settembre 2010;
- numero 217 «Campagna a sostegno della vita - Contro la
lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani», degli onorevoli
Pogliese, Buzzanca, Caputo, Falcone e Vinciullo,
- presentata il 22 settembre 2010;
- numero 218 «Iniziative atte a inserire la Sicilia negli accordi
bilaterali tra Italia e Libia», degli onorevoli Adamo, Marrocco,
Greco e Aricò,
- presentata il 23 settembre 2010.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
VITRANO, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'organico di diritto per l'anno scolastico 2010-2011 della
provincia Messina prevede l'assegnazione di 1.160 insegnanti di
sostegno a fronte di 2.128 alunni diversamente abili, di cui 998
con connotazione di particolare gravità (vedi nota U.S.P.
allegata);
l'Ufficio scolastico provinciale di Messina ha richiesto
all'Ufficio scolastico regionale l'assegnazione di 380 posti in
deroga, in aggiunta ai 1.160 già assegnati;
l'Ufficio scolastico regionale ne ha assegnati soltanto 200;
la circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca - Dipartimento per l'istruzione - numero 59 del 23
luglio 2010 (Protocollo numero 2375) dà mandato al Direttore
regionale di attivare altri posti in deroga e, dunque, in più
rispetto a quelli già assegnati alla Regione siciliana (vedi
allegata tabella circolare numero 37 del 13 aprile 2010);
pertanto, l'assegnazione di soli 200 posti da parte dell'Ufficio
scolastico regionale costituisce un comportamento antigiuridico,
gravemente lesivo dei diritti dei soggetti diversamente abili, in
quanto in contrasto con la predetta circolare e con le vigenti
disposizioni di legge in materia;
considerato che:
l'attuale sistema normativo attribuisce al soggetto disabile un
vero e proprio diritto soggettivo perfetto, costituzionalmente
garantito, tutelabile con l'attivazione in favore degli alunni in
situazione di handicap, secondo quanto previsto dalla legge 5
febbraio 1992, numero 104 e successive modifiche e integrazioni,
di percorsi individualizzati attuabili con apposite misure
organizzative, nonché utilizzando la possibilità di assumere, con
contratto a tempo indeterminato e determinato, insegnanti di
sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni, indicato al comma
3, in presenza di handicap gravi (articolo 40, comma 1, legge
numero 449 del 22 dicembre 1997 e successive modifiche e
integrazioni e sentenza Corte Cost. numero 80/2010);
anche le pronunce giurisprudenziali riconoscono espressamente che
'il diritto alla piena integrazione scolastica del disabile in
condizione di gravità può ritenersi realizzato solo attraverso
l'assegnazione da parte dell'Amministrazione scolastica di un
insegnante di sostegno in deroga per un monte ore settimanali
adeguato alla specifica patologia certificata dall'ASL di
competenza, sì da vedere garantito il pieno diritto allo studio
dell'alunno ed il suo completo inserimento nell'ambiente
scolastico' (T.A.R. Campania Napoli, sezione III, 27 febbraio 2009
numero 1148; Consiglio di Stato, sezione VI, 21 marzo 2005, numero
1134);
pertanto, il diritto all'insegnante di sostegno costituisce
diritto riconosciuto dall'articolo 13 della legge numero 104 del
1992, la cui inviolabilità discende dall'essere esso strumento
necessario per la tutela del diritto all'educazione ed istruzione,
alla salute e per la tutela dello sviluppo della personalità
all'interno delle formazioni sociali, con specifico compito per lo
Stato di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che possono
impedire il pieno sviluppo della persona umana (articoli 3, 32, 34
e 38 Cost.);
ne deriva che l'organizzazione dell'attività di sostegno da parte
delle istituzioni scolastiche non può comprimere quel diritto
riconosciuto alla persona dalla Costituzione (cfr., fra le altre,
sentenza Corte Costituzionale numero 215/87) e dalla legislazione
ordinaria, e che il servizio reso dall'insegnante di sostegno deve
essere garantito in via sostanziale (T.A.R. Liguria Genova,
sezione II, 28 novembre 2008, numero 2068; T.A.R. Liguria Genova,
sezione II, 18 dicembre 2008, numero 2144);
considerato, altresì, che:
come è noto, la Corte Costituzionale, con sentenza numero 80 del
22 febbraio 2010, ha abrogato la disposizione che fissava il tetto
massimo di posti di sostegno (comprensivo delle deroghe)
attivabili in organico di fatto a livello nazionale (tetto
stabilito dalla legge finanziaria numero 244 del 2007 e successive
modifiche e integrazioni per problemi di contenimento della spesa
pubblica), nonché la disposizione relativa al graduale
raggiungimento del rapporto nazionale di un docente ogni due
alunni disabili;
la 'ratio' della norma, che prevede la possibilità di stabilire
ore aggiuntive o posti di sostegno, è, infatti, quella di
assicurare una specifica forma di tutela ai disabili in condizioni
di particolare gravità;
a tale principio si è uniformata la giurisprudenza amministrativa
(vedi pronunce del Tribunale amministrativo regionale di Catania e
del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana;
pertanto, il provvedimento sopra citato dell'Ufficio scolastico
regionale che non ha proceduto all'assegnazione dei posti in
deroga nella misura richiesta dall'Ufficio scolastico provinciale
costituisce atto illegittimo e 'contra legem',
impegna il Governo della Regione
all'immediata attivazione dei posti in deroga richiesti
dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina, al fine di
assicurare ai soggetti diversamente abili il giusto riconoscimento
dei diritti inviolabili, tra i quali il diritto allo studio,
costituzionalmente tutelati e garantiti» (216);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
gli articoli 2 e 3 della Convenzione europea dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dall'Italia con
legge 4 agosto 1955, numero 848, sanciscono rispettivamente il
'Diritto alla vita' e il 'Divieto della tortura';
la lapidazione è un tipo di pena di morte nella quale il
condannato è ucciso attraverso il lancio di pietre;
considerato che:
una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi -
Ashtiani, rischia nella Repubblica islamica dell'Iran l'esecuzione
per lapidazione; che la signora Sakineh Mohammadi - Ashtiani ha
già ricevuto, come pena, 99 colpi di frusta, come conseguenza del
presunto adulterio, ritenuto tale dall'ordinamento islamico;
a seguito della mobilitazione internazionale delle ultime
settimane contro la sua esecuzione, la pena è stata sospesa in
attesa del giudizio di revisione. Quindi, il pericolo
dell'inflizione della condanna alla lapidazione non è del tutto
cessato;
rilevato che:
durante il processo, Sakineh ha ritrattato una 'confessione'
rilasciata sotto minaccia durante l'interrogatorio e ha negato
l'accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la
donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta
a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie
prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici,
tra cui il presidente del tribunale, l'hanno ritenuta colpevole
sulla base della 'conoscenza del giudice', una disposizione della
legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro
giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza
anche in assenza di prove certe e decisive. Giudicata colpevole
dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh è stata condannata
alla lapidazione;
atteso che:
il Ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, ed il Ministro
degli Esteri, Franco Frattini, hanno lanciato un appello ai
cittadini e ai comuni italiani perchè partecipassero alla
petizione contro la lapidazione di Sakineh, nonché aderissero alle
iniziative da essi stessi promosse a sostegno del diritto alla
vita, fra le quali quella di esporre all'esterno dei palazzi
comunali una gigantografia di Sakineh;
molti Comuni, Province e Regioni italiane hanno già risposto
all'appello partecipando alla petizione ed esponendo la
gigantografia;
la pena della lapidazione è stata sospesa ma non commutata in via
definitiva, in attesa del giudizio di revisione;
l'Assemblea regionale siciliana non può rimanere inerte di fronte
ad una campagna di sensibilizzazione di tali dimensioni nazionali
ed internazionali per il diritto alla vita e contro le misure di
tortura, essendo un gesto di doveroso impegno morale oltre che
politico,
impegna il Presidente della Regione
ad inviare, al Ministero delle pari opportunità un documento di
sostegno all'azione diplomatica intrapresa dal Governo italiano,
perchè questo possa sensibilizzare le autorità iraniane per
commutare definitivamente la condanna inflitta a Sakineh;
ad aderire alla mobilitazione promossa dal Governo italiano -
così come è stato già fatto in altre sedi comunali, regionali e
provinciali - mediante esposizione, in uno spazio esterno ai
palazzi della Regione, di una gigantografia della signora Sakineh
Mohammadi Ashtiani, con la scritta 'A SOSTEGNO DELLA VITA - PER LA
VITA DI SAKINEH', ed il logo della Regione siciliana, la quale
farà da monito nei confronti delle future battaglie a sostegno del
diritto alla vita e contro le misure di tortura imposte ancora in
alcuni ordinamenti orientali. E l'impegno a lasciarla esposta fino
a conclusione della vicenda giudiziaria;
a pubblicare nel sito della Regione siciliana il link ufficiale
di 'Amnesty International' e della petizione contro la
lapidazione, così che i cittadini possano seguire la vicenda e
aderire alla petizione con facilità» (217);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Governo nazionale, nel corso dell'ultima visita
in Italia del premier Muhammar Gheddafi, ha consolidato i rapporti
privilegiati tra l'Italia e la Libia, rapporti che prevedono, tra
l'altro, l'incremento degli interscambi commerciali, l'aumento
della presenza di industrie italiane privilegiando nel Paese arabo
l'Italia nell'esportazione di greggio libico;
visto che alla luce di quanto sopra, è stato firmato un accordo
bilaterale che prevede, tra l'altro, la realizzazione di grandi
infrastrutture in Libia tramite tre consorzi di imprese italiane;
considerato che:
la Sicilia, da sempre vittima di innumerevoli 'incidenti' con il
Governo libico, avrebbe dovuto essere al centro di qualsiasi
intesa tra i due Stati;
di contro, nessuna azienda siciliana rientra nei consorzi di
imprese che lavoreranno in Libia, nonostante le continue
dichiarazioni del Governo nazionale in tema di rilancio delle
industrie meridionali, in particolar modo di quella siciliana;
soprattutto, nessun accordo fattivo e realmente operativo è stato
raggiunto per tutelare la marineria siciliana, continuamente
perseguitata dalle motovedette di Gheddafi. Solo un deciso
intervento del Governo nazionale presso la Comunità europea può
far recedere i libici dalla decisione unilaterale di allargare la
loro zona di acque territoriali fino a 72 miglia, ben oltre le 12
previste dalla Convenzione internazionale di Montego Bay,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché la Sicilia
entri a pieno titolo negli accordi bilaterali tra Italia e Libia,
sia con l'inserimento di aziende ed imprese siciliane nei progetti
industriali concordati tra i due Paesi, sia con la firma di
precisi accordi immediatamente operativi che tutelino l'incolumità
del personale imbarcato sui pescherecci siciliani
nell'espletamento del loro lavoro». (218)
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno poste all'ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella
finanziaria abbiamo votato un provvedimento che riguardava il
personale di Emergenza Palermo' e vorrei segnalare, a tal
proposito, che in questi giorni sono accaduti fatti molto strani.
Ultimo in ordine di tempo, è accaduto questa mattina in via Thaon
de Revel, davanti la sede degli uffici regionali, quando un
incaricato dell'Assessorato che stava curando le pratiche di
questi addetti, gli ex PIP, è stato malmenato, preso a schiaffi e
pugni, ed anche minacciato di morte, cosa che ovviamente non
sarebbe accaduta mai, se questi avesse continuato ad interessarsi
delle pratiche di questo personale. Racconto questo, proprio per
segnalare la tensione che è in atto a Palermo e che nasce,
appunto, dalla gestione di questi ex PIP, di queste 3200 unità.
Quando è stata votata in finanziaria la norma per la
stabilizzazione, nessuno di noi aveva ipotizzato che queste unità
lavorative, onorevole presidente Lombardo, potessero tornare in
mano ad un caporalato, ad una dipendenza politica, ad un ricatto
politico che è possibile avvenga qualora questo personale tornasse
ad essere gestito da una onlus, da una associazione, sfuggendo al
controllo democratico della struttura amministrativa della
macchina regionale.
Allora, da un articolo di stampa della scorsa settimana abbiamo
appreso la notizia di una associazione onlus, che si chiama
Trinacria, nata proprio per la gestione di queste unità
lavorative.
Onorevole Presidente, non credo che in questo momento abbiamo
bisogno di queste sovrastrutture, credo che il momento che stiamo
attraversando abbia bisogno piuttosto di serenità. Lei, più volte,
ha parlato di voler eliminare il precariato, la dipendenza di
questi lavoratori dal sistema clientelare che ormai è vecchio
nella nostra Regione. Allora, faccio appello a lei, al Presidente
dell'Assemblea regionale, al Presidente della Commissione
antimafia, per capire cosa c'è attorno a questo movimento, per
capire chi sono i soci fondatori di questa associazione, perché
c'è un silenzio assordante rispetto a questo sia da parte del
mondo politico, sia da parte di chi dovrebbe vigilare rispetto a
questa sovrastruttura che sta nascendo.
Per questo chiedo un intervento forte e chiedo che il Parlamento
su tutto ciò assuma un atteggiamento deciso e determinato, signor
Presidente.
Stiamo attraversando una fase storica per i mille problemi
presenti in campo, questo è un gesto di buona volontà e le chiedo,
Presidente, un gesto forte di coinvolgimento anche della
Commissione antimafia.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il mio collega e amico onorevole Apprendi mi
ha preceduto nel sollevare il problema degli ex PIP.
Nella giornata di ieri, ho depositato alla segreteria della
Commissione regionale antimafia una nota dettagliata su questa
vicenda, chiedendo che venga nominata, e sottoposta a lei la
richiesta di una Commissione parlamentare di indagine su una
vicenda che è l'esempio del caporalato, portato ai massimi
sistemi, che interessa 3.800 soggetti lavorativi della città di
Palermo.
E richiamo, a tal proposito, la lettura dell'articolo del
Giornale di Sicilia di qualche giorno addietro che riportava la
foto di un consigliere comunale di Palermo, a suo dire molto
vicino alle posizioni politiche del Presidente della Regione. In
tale articolo, contrariamente a quanto ha voluto questo Parlamento
nel creare un sistema di assistenza in regime di cooperative per
avviare al lavoro queste 3.800 unità, quel consigliere comunale ha
dichiarato di avere creato una struttura, un'associazione dove
fare convogliare le 3.800 domande per avviare al lavoro quelle
unità negli enti che ne faranno richiesta.
Personalmente, ho comunicato la mia nota anche alla DIGOS di
Palermo, perché ritengo si tratti di un fatto gravissimo, uno
scambio di voti ed una gestione clientelare senza precedenti in
Sicilia, che vede ancora una volta vicino il presidente Lombardo,
perché - ripeto - parliamo di un consigliere comunale che ha
dichiarato di essere vicino al suo partito politico in quanto
iscritto al gruppo consiliare dell'MPA al comune di Palermo.
Onorevole presidente Lombardo, a furia di scherzare sulle cose
serie di questa Regione certamente si prenderà qualche dispiacere
politico. Non sottovaluti i segnali preoccupanti che giungono
dalla città di Palermo.
Ho già informato e chiesto al presidente Speziale di nominare e
di acquisire tutti gli atti e stamattina ho letto - e spero sia
vero - che un dirigente regionale ha avocato gli atti ed ha
invitato i soggetti a presentare richiesta presso gli uffici
dell'Assessorato. Questo certamente grazie all'intervento
dell'onorevole Apprendi.
Credo che il Parlamento, anche in una seduta importante come
quella odierna, dove diremo ben altre cose, onorevole presidente
della Regione, debba immediatamente adottare un provvedimento,
perché bisogna stroncare sul nascere un'operazione politica
clientelare in danno di soggetti economicamente svantaggiati di
questa città. E' un episodio vergognoso che impone alla politica
la massima attenzione.
Signor Presidente, le verrà mediata la richiesta da parte del
Presidente della Commissione antimafia, ma le chiedo
ufficialmente, perché venga messo a verbale, che questo Parlamento
nomini subito una Commissione parlamentare di indagine sulla
vicenda, sulla gestione e sull'avviamento al lavoro degli ex PIP
di Palermo.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire per chiedere, a chi
di competenza, di verificare quanto sta accadendo alla Cassa
regionale, quindi alle tesorerie presso gli Istituti bancari dove
vengono trasferite le somme per il pagamento delle tranche ai
comuni.
Se chiedessimo al Presidente della Regione, come abbiamo già
fatto con l'assessore Chinnici, risponderà che le tranche dei
trasferimenti regionali ai comuni sono state fatte, e questo
risponde al vero, nel senso che il mandato è stato fatto, ed è
stato inviato presso la tesoreria dei comuni.
Però, ahimè, quasi tutti i comuni sono obbligati a prendere le
anticipazioni dalle banche, quindi pagando gli interessi, non
avendo ancora ricevuto la prima tranche dei trasferimenti
regionali, che doveva avvenire già nel marzo di quest'anno.
Alcuni comuni non hanno esaurito l'anticipazione massima concessa
dalle banche dove hanno aperto i loro conti correnti, ma altri,
invece, hanno addirittura finito il loro budget per
l'anticipazione. Quindi, ci troviamo nelle condizioni, da un lato
di pagare interessi esorbitanti e dall'altro vediamo i sindaci
giornalmente messi nelle condizioni di elemosinare una parte di
quel trasferimento che è loro dovuto.
Signor Presidente, la invito ad incaricare la Commissione
Bilancio' ad analizzare l'accaduto, al fine di fare un'operazione
verità, per capire ciò che oggi ha in cassa la Regione in modo da
evitare questo stillicidio giornaliero di telefonate presso le
Casse regionali e per capire se questi fondi ci sono oppure no. Se
ci sono non si capisce perché la Cassa regionale non eroghi le
somme, e se non ci sono vorrei capire come sono stati firmati i
mandati, chi li ha firmati e con quale responsabilità contabile
perché è chiaro che un danno erariale è in capo a chi si prende
questa responsabilità.
Questo è un obbligo che il Parlamento ha nei confronti di
funzionari che, in modo molto spicciolo, firmano mandati senza
copertura finanziaria su trasferimenti ordinari della Regione ai
Comuni.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, gli Uffici hanno preso nota delle
sue osservazioni e nei prossimi giorni convocheremo l'Assessore
per l'economia insieme al Ragioniere generale della Regione per
verificare nella sede più opportuna, cioè la Commissione
Bilancio', come stanno le cose.
Per quanto riguarda, invece, il problema sollevato dagli
onorevoli Apprendi e Caputo, invito l'onorevole Presidente della
Regione a prendere la parola.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, innanzitutto, su quanto sollevato dall'onorevole Mancuso
vorrei precisare che farò una rapida verifica attraverso gli
uffici interessati affinché questa disfunzione venga colmata.
Per quanto riguarda, invece, il problema sollevato dagli
onorevoli Apprendi e Caputo, assicuro che - avendo preso a cuore
questa Assemblea ed il Governo il lavoro di queste 3.200 persone,
cui mi sento particolarmente legato - non ci sarà alcuna
sovrapposizione di strutture, società, onlus o quant'altro.
Ricordo che questi lavoratori, tutti insieme, costituiscono una
grande cooperativa, ovviamente con tutti dentro, e potete star
certi che questa struttura verrà governata secondo criteri di
assoluta obiettività, senza nulla chiedere ad alcuno e con il
massimo di efficienza, perché questa è gente che vuole lavorare,
vuole riprendere il lavoro che faceva, vuole che gli si assegni
anche un nuovo lavoro.
Posso rassicurare l'onorevole Caputo, l'onorevole Apprendi e
quanti altri sono intervenuti in materia, anche con
interrogazioni, che ogni tipo di problema sollevato verrà comunque
rimosso e vi invito a verificare che ciò avvenga e a darmene, vi
prego, riscontro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che l'Assemblea possa
fidarsi delle rassicurazioni del Governatore.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
della Regione
sulla nuova composizione del Governo regionale
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
sulla nuova composizione del Governo regionale'.
Onorevoli colleghi, darò a ciascun deputato un limite massimo di
dieci minuti, ma ovviamente, se si riuscisse a utilizzarne meno
sarebbe utile, perché tutti avremmo la possibilità di intervenire.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalla settimana
scorsa, da quando il Presidente Lombardo in quest'Aula ha esposto
il suo nuovo programma, l'aggiornamento del programma, è come se
fosse passato quasi un secolo. Sono maturate tante altre
questioni.
Il programma, che è stato accompagnato con qualche integrazione
successiva dalla composizione della nuova Giunta, è quasi il
principio dei corsi e ricorsi della storia' e, perché no, di
quest'Aula.
Mi venivano in mente, ad esempio, le tribolazioni vissute insieme
all'onorevole Mancuso, con il quale siamo in quest'Aula da oltre
dieci anni, più o meno da protagonisti, e abbiamo visto come è
cambiata la geografia politica, come si sono determinate nuove
compagini politiche, come si è frantumato, signor Presidente, il
cosiddetto sistema bipolare.
In questi giorni sulla stampa - se ne è discusso fino a ieri sera
- questo siciliano rappresenta un nuovo esperimento, rappresenta
un laboratorio. Io direi - come è stato più autorevolmente detto -
che il sistema Sicilia rappresenta la metafora di un sistema
bipolare che ormai è frantumato, ed è sotto gli occhi di tutti.
Oggi, qualche altro autorevole parlamentare, ha detto che è
saltato non solo il sistema politico e il sistema sociale, ma si
va verso qualcosa di nuovo.
E quanto incida il sistema Sicilia nel sistema Italia se lo sono
chiesto ieri anche in trasmissioni televisive, in collegamento
diretto era presente pure il Presidente della Regione, e
stranamente ho visto molta sintonia fra il sindaco di Verona,
Flavio Tosi, e il Presidente Lombardo, come se Flavio Tosi desse
ragione al nuovo corso che è stato intrapreso dalla Giunta
regionale siciliana.
Io sono stato uno di quelli, insieme all'onorevole Mancuso, che
probabilmente più di altri abbiamo guardato, non so se con
stupore, quasi a volte con rassegnazione, proprio nel
quattordicesimo Governo, all'entrata in Giunta di persone
altrettanto autorevoli come quelle indicate dal Presidente
Lombardo e che provenivano dal Gruppo di appartenenza, dall'UDC.
Non può non dimenticare l'onorevole Dina la graditissima presenza
del magistrato Agata Consoli, ed in quel momento non ci siamo
assolutamente allarmati, l'abbiamo pure in qualche modo sostenuta
ed apprezzata per il suo lavoro, per quello che aveva fatto,
perché c'era l'esigenza - che si avvertiva già dal 2006 - di
supportare l'azione di governo con la presenza dei tecnici.
Per uno come me che ha fatto politica, mi rendo conto che diventa
difficile dire che dobbiamo delegare ad altri, come se la politica
registrasse la sua incapacità a fare sintesi delle esigenze del
popolo siciliano - certo, diventa obiettivamente difficile - ma
viviamo in una situazione di estrema emergenza, dove diventa
obiettivamente difficile andare a distinguere le ragioni, se da
una parte o dall'altra.
E' come se dovessimo, da un momento all'altro, fare una
divisione, è come se in questi due anni possiamo dire che il bene
sta tutto da un lato e il male sta tutto dall'altro. A me non
interessa sapere ciò che è successo fino adesso, perché
obiettivamente la politica ne è uscita consumata, questo sì. La
politica non ha espresso il meglio di sé, con responsabilità che
appartengono a più parti, che appartengono a quest'Aula, che
appartengono ad alcune indicazioni.
Ma guardiamo al nuovo corso, a quello che è stato intrapreso.
Io, insieme ai miei colleghi dell'UDC, di quell'UDC che va verso
il partito della Nazione e - consentitemi di fare questa parentesi
di carattere politico - non posso che guardare con soddisfazione
anche al nuovo percorso politico che si è avviato, quando dicevo
la metafora della frantumazione del sistema politico, del sistema
bipolare; perché ci ritroviamo - e questa è la domanda ricorrente
che spesso viene fatta in Sicilia - con la creazione di un terzo
polo, possiamo dire che in entrambi i partiti di maggioranza, nel
PDL e nel PD, i due cofondatori, da un lato Fini, cofondatore del
PDL insieme a Berlusconi, e dall'altro Rutelli, cofondatore del PD
insieme a Veltroni, non possiamo non salutare positivamente
questo nuovo corso che è stato avviato, dal punto di vista
politico.
Come parlamentare regionale siciliano, quando si discuteva dei
fatti di Giampilieri, ho avuto modo di richiamare l'attenzione del
Parlamento sulla necessità di fare le riforme.
Bene, è arrivato il momento che il Parlamento faccia le riforme,
non dobbiamo delegare assolutamente al Governo quello che è il
nostro compito. E lo possiamo fare
Il Governo ci ha dato una dritta, possiamo essere o non essere
d'accordo, ma ci misureremo in Aula, per esempio sull'abolizione
delle province. Il mio partito, l'UDC, verso il partito della
Nazione, nel programma elettorale del 2008 poneva tra i primi
punti l'abolizione delle province ed è inutile nascondersi dietro
un dito. E' stato proprio a livello nazionale lo strapotere della
Lega che ha bloccato quelle riforme, perché oggi non solo non si
parla più di abrogare le province, ma si parla addirittura di
moltiplicarle, proprio nel Nord d'Italia.
Chi mi è testimone, io presidente della prima Commissione Affari
istituzionali', insieme all'onorevole Gino Joppolo, allora eletto
nelle liste di AN, sostenevamo l'esigenza della doppia scheda,
perché questo non può essere patrimonio del PD oggi, del PDS ieri
o della sinistra in generale. Perché è chiaro che la doppia scheda
per l'elezione diretta del sindaco rende più consapevole
l'elettore nella scelta della massima carica ad un vertice
amministrativo.
Abbiamo apprezzato positivamente insieme ai due colleghi, Forzese
e Parlavecchio, le indicazioni date dal presidente Lombardo in
ordine alla necessità di riformare la formazione mangiasoldi,
perché se prendiamo atto purtroppo che dal '99 ad oggi gli enti di
formazione si sono moltiplicati da 44 ad oltre 1400,
obiettivamente dobbiamo dire che qualcosa in questo settore
assolutamente non funziona.
In questo momento non può non mancare il nostro appoggio al
governo Lombardo, e non solo per l'autorevolezza del messaggio
culturale notevole, su questo noi vigileremo.
Dicevo l'autorevolezza delle persone indicate, massimo
apprezzamento per Giosuè Marino. Ricordavano e facevano bene ed
avevano ragione ad evidenziarlo i miei colleghi della vecchia
UDC, che quel progetto di riforma della sanità l'abbiamo anche
noi, e soprattutto noi, quindi un apprezzamento nei fatti
all'attività dell'assessore Massimo Russo.
Noi non possiamo dire no ad un Governo che ha la faccia di
Caterina Chinnici. E non perché diventino dei vessilli, ma perché
in questo momento è necessario inviare un messaggio culturale
forte alla Sicilia che vuole cambiare. Ciò significa, onorevole
Presidente, che il nostro non è un sì incondizionato, noi infatti
verificheremo, giorno per giorno, l'attuazione di questo
programma, di quello che lei ha enunciato.
Pertanto, verificheremo lungo il corso della legislatura quali
saranno le azioni che il suo Governo porrà in essere e quale sarà
la risposta che quest'Aula dovrà necessariamente dare con il
concorso di tutti, in primo luogo, del Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bonomo. Ne ha
facoltà.
BONOMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, La politica è la capacità di dare inizio ,
concetto di una mente fervida e pensante dei primi del 900,
Hannah Arendt che riassume in maniera esemplare ed in maniera
concisa le azioni ed i tempi che API, Alleanza per l'Italia, sin
dalla sua nascita promuove e attraversa.
Alleanza per l'Italia nasce per dare inizio e favorire il
processo di disarticolazione e disgregazione del sistema bipolare.
Un sistema di bipolare litigioso e asfittico, che non è riuscito a
dare una forma stabile e produttiva di governo al nostro sistema
Paese e, ancora peggio, molto peggio nella sua accezione più
negativa, il berlusconismo, caro onorevole Fiorenza - mi rivolgo a
te -, che ha, di fatto, trovato attraverso l'uso distorto dei mass
media, di fatto, ha creato una realtà virtuale. Ed in questa
realtà virtuale, la politica ha trovato un vecchio pericoloso
habitat: la menzogna. E la storia della politica in Sicilia non è
sfuggita alle becere logiche nazionali, l'inclinazione a
trascurare e nascondere la realtà ai cittadini sostituendo
attraverso la menzogna sistematica un mondo fittizio a quello
reale; è stata la pratica cui negli ultimi venti anni il
cuffarismo e il berlusconismo si sono dedicati per celare affari
di pochi a danno della collettività.
Non solo API, ma questa nuova maggioranza in Sicilia ha dato
inizio ad un nuovo corso, che definisco il corso della verità';
l'abitudine a dire la verità non è mai stata annoverata tra le
virtù della politica, anzi la bugia è sempre stata ritenuta
giustificabile negli affari politici.
Aver detto basta è la vera genesi della rivoluzione del nostro
Governo, è la vera genesi della rivoluzione che stiamo attuando.
Un basta alla menzogna sui conti pubblici e sul loro disastro; un
basta alla menzogna sulla mala sanità siciliana; un basta alla
menzogna sul disastro negli enti locali; un basta alla menzogna
sul sistema delle acque e dei rifiuti.
Aver preso coscienza delle verità su questi temi, ma peggio, aver
svelato un falso e cadùco sistema produttivo industriale,
energetico ed agricolo, leggi Termini Imerese', i poli chimico-
industriali delle province di Gela, Milazzo e Siracusa, il
sistema dei termo-valorizzatori, lo scempio delle risorse
dell'agricoltura. Di fatto, questo sistema costringe la politica a
fare i conti con se stessa e la costringe a trovare una nuova
dimensione, che chiamerò la dimensione delle responsabilità',
verità e responsabilità, responsabilità che si fa carico di
fronteggiare con assoluta trasparenza un'emergenza economica
strutturale gravissima in un unico interesse, quello del popolo
siciliano. Altro che ribaltone Le forze responsabili che si
ritrovano in questa dinamica danno, di fatto, vita al patto di
responsabilità che sostiene un rivoluzionario progetto di
rinnovamento per la nostra Terra.
Tutto ciò certamente non basta ad una rivoluzione siciliana per
far sì che possiamo uscire dalla palude economico-politica in cui
ci troviamo. Questa nuova formula politica, questo laboratorio,
certamente deve avere più coraggio, deve avere il coraggio non
solo di rimettere in moto la nostra economia, ma con altrettanta
forza e veemenza deve pretendere dal Governo nazionale
l'applicazione di temi che sono per noi, oramai, indifferibili: la
fiscalità di vantaggio, ad esempio, e all'interno del federalismo
fiscale lo spostamento dei pesi fiscali all'interno del
federalismo federale.
Onorevole Presidente, le diamo atto di avere avuto una coerenza
assoluta nel portare avanti dal secondo governo Lombardo in poi lo
stesso programma di governo, con gli stessi punti, con qualche
aggiunta, ma nella sostanza quei punti per i quali ci riteniamo
responsabili nei confronti dei cittadini siciliani.
Riteniamo, dunque, un atto doveroso rinnovare la fiducia a
questo Governo ed al suo programma; lo facciamo con convinzione
rivendicando in questa nuova formula politica un ruolo
determinante nella sua fase costitutiva ed un ruolo determinante
nella nuove dinamiche della politica regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, prendo la parola per dare il mio contributo a
questo dibattito e per esprimere il mio punto di vista che, come
ho già detto sulla stampa, è un punto differente da quello del
Gruppo cui appartengo che è Futuro e Libertà'.
Non condivido la posizione del mio Gruppo politico perché intanto
siamo al quarto governo in due anni e cinque mesi dal suo
insediamento; siamo al quarto governo con quattro interruzioni
dell'azione amministrativa e dell'azione di governo; siamo in
presenza di un governo che è soltanto mascherato come tecnico
perché in verità l'indicazione è un'indicazione politica, ed è
un'indicazione politica tanto è vero che sulla stampa è stato più
volte ribadito che i tecnici oggi presenti nel quarto governo
Lombardo sono tutti espressione dei partiti.
Pertanto, non siamo di fronte ad un governo tecnico espressione o
del Presidente o di un sorteggio fatto e sulla base di una lista
di nomi messi lì in un elenco formato antecedentemente e poi
estratto a sorte, ma siamo in presenza di un'indicazione di
partito e di una situazione assolutamente nuova anche rispetto al
Lombardo ter.
Oggi, abbiamo una situazione nella quale obiettivamente il
Partito che esprime anche il maggior numero di parlamentari a
sostegno del Governo, è un partito che è all'origine di questa
legislatura e durante la campagna elettorale stava
all'opposizione. E quindi, già questo è un fatto che gli elettori
non capiscono, che l'opinione pubblica non comprende, siamo cioè
di fronte ad un'anomalia, anomalia che viene definita anche dalla
mia parte politica come un laboratorio politico.
Anche su questo punto vorrei dissentire ed in questo caso
dissento da siciliano; da siciliano dico basta ai laboratori
politici in Sicilia. Non sono d'accordo che la Sicilia continui ad
essere la cavia della politica nazionale perchè quello che
vorrebbe passare come un vanto, in verità, è un ostacolo allo
sviluppo, è un ostacolo all'andare avanti da parte del nostro
territorio.
Si continuano a fare laboratori politici, però non si riesce a
programmare, non si riesce a costruire il futuro di questa Isola,
non si riesce a programmare la spesa e non si riesce nemmeno a
farla la spesa, anche se sul concetto di spendere bene potremmo
trovarci d accordo, però il problema è che oggi ancora non
sappiamo quando e come si spenderanno i fondi comunitari, cosa si
farà.
Bene, c'è un altro motivo che è di ordine squisitamente politico:
il presidente Lombardo durante la festa del Partito del PD ha
dichiarato, così ha riportato la stampa, che insieme al PD
vinceranno tutte le elezioni.
Bene, quindi siamo di fronte ad un progetto politico diverso
rispetto a quello per il quale ho chiesto i voti durante la
campagna elettorale e per il quale ho sostenuto il presidente
Lombardo, siamo quindi di fronte ad un progetto politico nuovo, ma
assolutamente diverso, contrario e per altro io, che sono un
maggioritarista convinto, anzi un bipolarista convinto, non posso
trovarmi così d'accordo a lavorare perché si torni ad un sistema
proporzionale, un sistema che ha provocato tantissimi guai
all'Italia, alla Sicilia, un sistema che ha visto per
cinquant'anni governare sempre una parte, mentre l'altra stava
all'opposizione.
Io sono un maggioritarista perché da quando c'è il sistema
maggioritario in Italia, comunque c'è un'alternanza al governo
della cosa pubblica e per me questo è un valore assoluto al quale
non intendo assolutamente rinunciare.
Si può costruire un terzo polo, si può costruire un nuovo
centrodestra che può essere alternativo a quello attuale, ma siamo
sempre nell'ambito di un sistema che vuole essere di tipo
maggioritario. E quindi, quando il Presidente Lombardo riferisce
in quest'Aula che si è scardinato il sistema bipolare e che la
prospettiva è quella eventualmente di lavorare per riportare un
sistema di tipo elettorale che preveda la preferenza, condivido
ciò, ma che si preveda un sistema proporzionale in cui
semplicemente - almeno questo ho capito, onorevole Presidente - si
vada al voto senza che si formino dei blocchi che sono candidati a
governare e che, quindi, poi si possa cambiare in corso d'opera,
ebbene, non sono d'accordo con questo stato di cose.
Io sono d'accordo, invece, ad un sistema bipolare compiuto o
maggioritario compiuto che si sarebbe potuto realizzare anche
attraverso una leggera riforma del sistema che prevedeva i collegi
uninominali con lo sbarramento, per la parte proporzionale, per
evitare il proliferare dei piccoli partiti. Quella sarebbe stata
forse l'unica riforma vera per un'Italia che aspetta da tempo le
riforme, per un'Italia che aspetta da tempo che si governi, che ci
siano governi stabili, che ci siano governi in grado di
programmare, di lavorare, di fare in modo che nel corso della
legislatura si raggiungano obiettivi concreti, visibili per tutti.
Ecco perché sarei tendenzialmente portato a dire no, a votare no
a questa formula.
Tuttavia - vista l'appartenenza al Gruppo di Futuro e Libertà'
al quale ho aderito, perché la mia esperienza politica si è tutta
espressa in Alleanza Nazionale e, quindi, poi nel PDL per scelta
del leader di Alleanza Nazionale, l'onorevole Gianfranco Fini, ho
continuato ad aderire poi al PDL Sicilia, oggi a Futuro e
Libertà' -, la mia posizione, che tendenzialmente sarebbe di dire
no, è una posizione che non è sì , è una posizione che al momento
non pone una chiusura netta verso il Governo, ma che attende - e
penso in questo senso di rappresentare, caro Presidente,
l'opinione pubblica siciliana, allorché le dico che penso di
rappresentare quella parte di opinione pubblica che le diede il
massimo della fiducia, che ha dato a lei oltre il 67 per cento dei
consensi e che, però, ad oggi, non ha visto grandi risultati
concreti e, quindi, oggi non può ridare la fiducia
incondizionatamente, ma valuterà di volta di volta, allorché il
Governo e la maggioranza porteranno in Aula provvedimenti che
certamente tutelano gli interessi della Sicilia. Solo in quel caso
valuterò l'ipotesi di dare un voto favorevole.
Aggiungo, inoltre - perché l'ho vista alzare, l'avrei dovuto dire
prima - una considerazione riguardo ad una polemica che c'è stata
in quest'Aula di cui l'onorevole Arena è stato protagonista.
Vede, onorevole Arena, allorché i posti alle nomine di
sottogoverno saranno fatti tutti attraverso l'individuazione a
sorteggio delle persone contenute in un elenco già fatto, e magari
compilato da amministrazioni diverse, allora, io la penserò come
lei. Ma fino a quando, ad oggi, in tutti i posti di sottogoverno o
nella maggior parte e, fino a quando tutto ciò che si fa in
funzione del potere discrezionale, le nomine che si fanno da parte
della Regione saranno fatte a favore di persone che hanno militato
e militano nell'MPA, allora, caro onorevole Arena, non sarò mai
d'accordo con lei.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha
facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la politica da troppo tempo, e non solo in
Sicilia, ha azionato un inspiegabile sistema di autodistruzione.
La sua credibilità è sotto ogni soglia di emergenza e molti
cittadini, troppi cittadini la ritengono ormai irrimediabilmente
compromessa e senza futuro.
E' una condizione assai grave, che può colpire mortalmente le
istituzioni.
La politica viene vissuta come uno strumento di potere, aperto a
pochi e con obiettivi spesso nascosti, sicuramente di parte. Il
cittadino non si fida più del politico e non gli riconosce più il
ruolo di intermediazione con le istituzioni. Si sente sfruttato,
ma nello stesso tempo prova a sfruttarlo perché quando non ci sono
regole sono i rapporti di forza a fare la differenza. La clientela
diviene così il cemento di una comunicazione distorta tra politico
e cittadino.
L'assistenzialismo si propone come il mezzo per individuare le
soluzioni, l'affarismo si traduce nella meta da raggiungere:
elementi che finiscono per essere i disvalori di una società che
deve fare i conti anche con le infiltrazioni mafiose.
Non più soltanto la mafia delle coppole e delle lupare, ma quella
degli appalti, dei mercati finanziari, del riciclaggio, per
aprirsi un varco nell'economia pulita.
La Sicilia ha subìto e subisce la pressione e l'arroganza del
potere e dei disvalori che lo sostengono.
E' una terra che soffre, ma che sa anche lottare e vincere. E'
una terra dalle mille contraddizioni. E' un terra che si trova di
fronte a una scelta. Senza alcuna deriva populista è infatti
arrivato il momento di chiamare i siciliani ad un' assunzione di
responsabilità.
Seguendo questa logica il tre novembre abbiamo contribuito alla
creazione del PDL Sicilia con un programma valido, forte,
innovativo, sostenuto dai nostri elettori perché mirato
all'esclusivo interesse della Sicilia.
Dopo duro e costante lavoro, la Sicilia comincia finalmente ad
essere vista come una regione che vuole imprimere un deciso colpo
di acceleratore per risanare il deficit e offrire ai cittadini un
modello di sviluppo più moderno ed efficiente, dell'alta
competenza e profilo di alcuni e delle misure concrete intraprese
dal governo Lombardo, nelle figure degli assessori Michele Cimino,
Titti Bufardeci, Nino Strano e Luigi Gentile, che hanno
puntualmente saputo cambiare rotta indirizzando la Sicilia verso
la strada dello sviluppo economico e sociale. Una inversione di
tendenza che guarda in positivo il futuro della Sicilia che vuole
intervenire con decisione sulle attività produttive: agricoltura,
pesca e turismo con l'obiettivo di fronteggiare la grave crisi
economica che ha investito l'Isola.
Ma sappiamo, signor Presidente, che un processo sincero di
cambiamento può trasformarsi in una sterile sostituzione di
persone al potere. In un nuovo potere che si sostituisce nei
metodi, nelle azioni, nei disvalori e che le riforme possono
trasformarsi in controriforme. La nuova sanità in un operazione
trasversale che dietro previsioni di efficienza e di
razionalizzazione del sistema nasconde soltanto un mero esercizio
del potere di nomina con l'obiettivo dell'occupazione dei centri
decisionali. La nuova politica ambientale in una legge asfittica
che nella terra del Gattopardo finisce per cambiare tutto per non
cambiare nulla. La nuova politica dei trasporti in una occasione
per mostrare i muscoli contro un Governo nazionale, sordo alle
necessità della Sicilia, ma senza respiro strategico. La nuova
politica agricola in una rincorsa alle potenzialità europee, ma
senza alcuna capacità di sintesi e soprattutto con l'errore
storico di lasciare questo settore produttivo nelle mani
dell'anarchia e della legge del più forte.
Un processo sincero di cambiamento si costruisce e si difende se
ha come priorità i territori, con le rispettive rappresentanze
politiche ed istituzionali. La sostanziale pari dignità delle
diverse realtà siciliane, delle sue nove province è
un'assicurazione sulla vita per le politiche delle riforme.
Non è cambiamento il tentativo di mortificare un territorio per
favorirne un altro. Non è cambiamento il sistema subdolo delle
nomine extraterritoriali per una silenziosa occupazione di questa
o quell'altra realtà locale. Non è cambiamento la spartizione
clientelare. Non è cambiamento la dedizione ad una leadership che
non sa leggere le dinamiche sociali e che punta a dividere per
essere sempre in lizza.
Il cambiamento nasce e si nutre dal basso, dalla valorizzazione
di una classe dirigente, che a tutti i livelli, opera sul
territorio.
Si può anche avere la stessa tessera di partito ma essere
portatori di interessi divergenti finanche alternativi.
Ecco perché è necessario misurarsi sui problemi.
Una nuova politica del territorio non potrà mai sopportare e
subìre forme di prevaricazione dall'alto, avrà come referenti i
suoi rappresentanti locali che sono legittimati dal contatto
diretto con i cittadini a dare un loro contributo fattivo e
determinante.
Non ci sono fedeltà politiche incrollabili, non ci sono sodalizi
incrollabili senza reciproco rispetto, senza interlocuzione reale,
senza scelte responsabili e condivise.
La Sicilia delle riforme è ancora un cantiere aperto. Noi saremo
pronti a fare la nostra parte in piena libertà di coscienza e di
azioni, alleati di tutti coloro che condividono i nostri stessi
principi, senza steccati ideologici e posizioni preconcette. Siamo
a lavoro. Solo in questo modo la politica potrà interrompere la
sua autodistruzione dando serenità e sostegno alle istituzioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, non è certamente semplice individuare gli
aggettivi ed i sostantivi più adatti per commentare ciò che è
accaduto in questi ultimi due anni e per commentare altresì ciò
che si è consumato all'interno di questa Assemblea la scorsa
settimana.
Costituire quattro governi in due anni rappresenta, caro
Presidente, un primato, un triste primato di cui lei certamente
non può essere orgoglioso. Roba che non accadeva nemmeno durante
la prima Repubblica, quando però l'elezione del Presidente della
Regione avveniva all'interno di questo Parlamento e laddove quel
sistema elettorale determinava in maniera assolutamente
fisiologica l'instabilità, ebbene la media era di cinque governi
in una legislatura, quindi un governo all'anno.
Oggi, caro Presidente, assistiamo alla costituzione del quarto
governo in due anni, uno ogni sei mesi. E tutto ciò è
particolarmente grave per le conseguenze nefaste che si
determinano in termini di instabilità, in termini di mancata
programmazione, di paralisi della macchina burocratica e
amministrativa della Regione. Ma è ancora più grave in riferimento
a quanto è accaduto la scorsa settimana all'interno di questa
Assemblea, laddove lei, onorevole Presidente, ha esternato i nuovi
compagni di viaggio, finalmente ora palesi, nuovi compagni di
viaggio che hanno stravolto la volontà del responso delle urne del
13 aprile 2008.
Lei, caro Presidente, il 13 aprile 2008 è stato eletto con una
maggioranza bulgara, con il 65 per cento dei consensi a fronte del
67 per cento dei consensi della coalizione che la sostenne. E
questo a testimonianza dell'effetto trascinamento che lei
certamente ha avuto dalla coalizione che ha individuato lei come
candidato che doveva rappresentarla, non certamente in senso
opposto. E ciò avrebbe imposto a lei maggiore rispetto nei
confronti dei partiti che hanno indicato lei, maggiore rispetto
nei confronti del popolo siciliano che ha scelto ed eletto lei.
Oggi assistiamo, invece, alla nascita del quarto governo Lombardo
in due anni. Il primo voluto dagli elettori; il secondo con
l'esclusione dell'UDC; il terzo con l'esclusione del PDL
ufficiale; il quarto con l'esclusione dei fedeli alleati del PDL
Sicilia, del Gruppo Sicilia e con l'inclusione formale ed
ufficiale del PD.
Non ci si venga a dire, onorevole Presidente, che tutto ciò è
stato determinato da quella famosa, eretica votazione sul DPEF,
cosa che lei in realtà ha esternato martedì scorso in quest'Aula,
perché lo ricordo a me stesso ed a tutti voi, il PDL non votò quel
Documento di programmazione economica e finanziaria, ma non lo
votò nemmeno il PD. Il PDL Sicilia lo votò ed oggi è nota a tutti
quella che è la configurazione di questo nuovo Governo.
Ebbene, ho riletto qualche ora fa l'intervento che ebbi modo di
esternare all'interno di questa Assemblea il 20 gennaio 2010, data
in cui si celebrò il dibattito in merito alla costituzione del
governo Lombardo ter. E sono costretto a ripetere alcuni passaggi
che feci durante quella seduta, nella misura in cui non ho mai
gridato allo scandalo quando in alcune amministrazioni locali,
caro Presidente, anche nella nostra provincia, si sono avviate
esperienze trasversali.
E' accaduto a Biancavilla, è accaduto ad Adrano. Ne ho parlato
anche allora. Ma una cosa è dare vita ad esperienze trasversali a
livello amministrativo, laddove però vi è una fondamentale
differenza, ovvero di un passaggio consumato dal corpo elettorale
che al secondo turno ha deciso di schierarsi a favore di quella
coalizione trasversale, una cosa è dare vita a quello che è
accaduto all'interno di questa Assemblea, andando contro ciò che è
stato il volere degli elettori. Una cosa è amministrare un comune,
decidere l'ubicazione di una strada o di una scuola, cosa diversa
è legiferare, quello che facciamo all'interno di questa Assemblea.
In quella occasione, dissi quello che, secondo me, rappresentava
l'eresia di quella esperienza governativa e feci il facile
profeta, laddove evidenziai ciò che sarebbe accaduto da lì a
breve, nel momento in cui le differenze culturali e ideologiche
del PD e del PDL Sicilia sarebbero prima o poi emerse. Ebbene,
quelle differenze culturali ed ideologiche sono puntualmente
emerse durante l'approvazione del primo disegno di legge, il Piano
casa, che è stato approvato nel marzo del 2010: un disegno di
legge che è stato stravolto rispetto a quello inizialmente
predisposto dall'allora brillante assessore alle infrastrutture,
onorevole Beninati, coerente con quello predisposto a livello
nazionale, e che è stato stravolto coerentemente con le prese di
posizione del PD.
Abbiamo così approvato un disegno di legge che non ha certamente
risolto il problema della riqualificazione del patrimonio edilizio
siciliano e, altresì, non è servito a rilanciare uno dei settori
trainanti della nostra economia, quale è certamente quello edile.
E non ci si venga a dire, caro Presidente, che tutto ciò è
accaduto in maniera similare a quanto è accaduto all'interno di
questo Parlamento nel 1958, all'esperienza da lei puntualmente
evocata del governo Milazzo.
Ho letto un libro, che lei gentilmente ha donato a noi
parlamentari, di Omar Gelsomino dal titolo La stagione
autonomista di Silvio Milazzo . Ebbene, ne ho letto un passaggio,
l'onorevole Beninati lo ricorderà certamente, laddove si
evidenziava come uno dei principali obiettivi che Milazzo comunicò
all'interno di quell'Aula, quando venne costituito il suo governo
52 anni fa, la necessità di attivare rapidamente la spesa pubblica
imbalsamata. Queste erano parole del presidente della regione
Milazzo.
Non ci si venga a dire che vi sono delle similitudini nella
misura in cui all'interno di questa Regione è accaduto esattamente
il contrario, se è vero come è vero che il POR 2007-2013, a due
anni e mezzo di quel programma operativo, vede oggi degli impegni
pari al 6,7 per cento dello stanziamento complessivo.
Per non parlare poi degli indicatori che sono stati evidenziati
dalla Banca d'Italia qualche mese fa sull'economia siciliana nel
2009, indicatori che testimoniano il fallimento della politica
economica di questo Governo in tutti i settori, dall'agricoltura
all'industria, dal commercio all'artigianato. Responsabilità che
non possono essere certamente ascritte soltanto a lei, onorevole
presidente Lombardo, perché sarebbe disonesto dal punto di vista
intellettuale, ma che certamente vedono in lei una dose
significativa di responsabilità per la mancata attivazione dei
bandi europei, per la mancata attivazione di mille altre
iniziative che sono state non esitate grazie alla paralisi della
macchina burocratica amministrativa della Regione.
Ecco perché, e mi avvio alla conclusione, questo ennesimo atto
della commedia poteva evitarselo, onorevole presidente Lombardo, e
cito la commedia evocando il mio caro amico Peppe Arena, che fa
puntualmente tesoro della sua cultura cinematografica, simile ad
uno dei più famosi film di Hugh Grant Quattro matrimoni e un
funerale . Lei, caro Presidente, ha celebrato in due anni quattro
matrimoni, si è sposato con i cattolici dell'UDC, si è sposato,
altresì, con i progressisti del PD ma, poi, ha puntualmente
tradito le sue mogli ed a tradito soprattutto i siciliani. Oggi,
celebriamo anche un funerale all'interno di quest'Aula, il
funerale della politica e della coerenza, contrariamente a quello
che ha detto l'onorevole Bonomo. La politica intesa come scontro,
talvolta anche come confronto tra visioni alternative della vita e
del mondo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il nuovo Governo si inserisce nel filone della
tradizione della commedia italiana ed in quello dei falsi storici.
Nella commedia il Servitore di due padroni di Carlo Goldoni, il
personaggio principale si chiamava non Arlecchino, ma Truffaldino,
a metà tra una maschera ed un personaggio vero e proprio. La
commedia tratta di un servo povero e tormentato dalla fame e dalla
ingordigia che lotta per sopravvivere, e il cui scopo è servire
per due e mangiare per quattro.
Con tutto il rispetto per la sua persona, onorevole presidente
Lombardo, che certamente non intendo minimamente paragonare più
del dovuto, penso che visto il comportamento istituzionale e
politico di questi anni ci possa essere una minima connessione,
per l'ingordigia di potere che la caratterizza, per il tentativo
di sopravvivenza ad ogni costo, messo in campo fino al punto di
tradire il voto dei siciliani, per lo scopo che si prefigge di
servire due padroni alternativi - il PDL a Roma e il PD a Palermo
- nel tentativo di aumentare consensi per il suo partito,
riducendo a mortificare nel contempo la dignità politica di tanti
deputati, anzi tutti i deputati di quest'Assemblea. Sì, in effetti
questa maschera era un servitore sciocco ed astuto, lei è solo
astuto, gli sciocchi probabilmente sono altri, forse chi
l'appoggia.
Ma il suo Governo si inserisce anche nella vasta tradizione di
falsi storici. Nel mese di agosto, mi ha donato un libro,
accompagnato da un biglietto, che parla del periodo di Milazzo.
Ebbene, o non ricorda bene i fatti, o non ha letto il libro, o
compie volutamente un falso storico.
L'operazione Milazzo, onorevole presidente Lombardo - la rammento
adesso - venne considerata, nella prima fase, una rivolta
siciliana, come la definì nelle sue memorie l'onorevole
Grammatico, che aveva partecipato per l'MSI.
Essa vide la convergenza di due schieramenti, destra e sinistra,
uniti per sconfiggere quello di centro, che era profondamente in
crisi al punto di trovarsi il DC Silvio Milazzo, candidato alla
Presidenza della Regione contro quello ufficiale del suo partito.
Presidente, però lei con Milazzo non c'entra totalmente nulla
Il periodo in cui il presidente Milazzo fece questa operazione su
tre temi fondamentali, non c'entra nulla; il sistema elettorale,
come ha già detto l'onorevole Pogliese, era differente da quello
attuale. Lì c'era un sistema proporzionale, oggi c'è un sistema di
elezione del popolo.
Il presidente Milazzo si proponeva con uno schieramento, veniva
in quest'Aula e veniva eletto dall'Assemblea. Lei non fa questo,
ci sarà un voto, un ordine del giorno, ma il Governo non viene
eletto dall'Assemblea, viene eletto in maniera differente, quindi
con un'altra menzogna.
Tra i tanti motivi per cui si creò il fronte di Milazzo c'era in
quel periodo un serio problema di efficacia ed efficienza
amministrativa della macchina della Regione.
Ebbene, Presidente, l'onorevole Milazzo nel suo intervento in
Aula, che non starò qui a ripetere, scrisse alcune righe che
cercherò di sintetizzare per evitare di prolungarmi fin quando i
mezzi stagneranno nelle casse delle banche, la Regione resterà
povera ed il livellamento del reddito di lavoro delle regioni
rispetto al reddito medio nazionale resterà sempre un miraggio'.
Presidente, lei, i suoi governi - purtroppo per quattro mesi e
mezzo anch'io ne ho fatto parte - state facendo tutto il contrario
di quanto l'onorevole Milazzo si proponeva di fare. Il governo
Milazzo nacque proprio per accelerare la spesa della Regione, lei
fa invece il contrario: paralizza la spesa della Regione, prova ne
è che in due anni e mezzo, o poco meno, ha fatto quattro governi.
Onorevole presidente Lombardo, quel libro che ci ha donato, credo
non abbia alcuna somiglianza con quanto forse voleva far credere.
Anzi, la prego di evitare, per meschino consenso elettorale, di
paragonarsi a personaggi politici siciliani di tutto rispetto cui
lei certamente non appartiene.
L'esperienza Milazzo, come ben saprà, dopo cinque anni si
interruppe: è questa la fine di tutti coloro che pensano di
salvarsi facendo ammuina' come lei.
Facite ammuina' sarebbe stato un comando contenuto nel
Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della
Reale marina del Regno delle due Sicilie nel 1841. Si tratta in
realtà di un falso storico anche questo.
Per quanto attiene al Regolamento, il testo, che le voglio subito
ricordare, rende bene lo stato della Regione da quando ne è
Governatore, trae origine da un fatto storico realmente accaduto.
All'ordine Facite ammuina' tutti coloro che stavano a prua
vadano a poppa, quelli a poppa vadano a prua quelli a destra
vadano a sinistra, quelli a sinistra vadano a destra. Tutti quelli
in sottocoperta salgano e quelli sul ponte scendano.
Questo movimento doveva servire a mettere in evidenza l'operosità
dell'equipaggio, nella fattispecie dimostra la grande confusione
che lei ha determinato nella nostra Assemblea dove chi ha vinto le
elezioni ha finito per perderle, e chi ha perso ha finito per
vincerle.
Nel quadro dei fatti storici si inserisce anche il suo modo di
intendere, in contrasto peraltro con la lingua italiana, la figura
dei cosiddetti tecnici, fortemente voluti in questa occasione dal
Governo da lei costituito. Ma che tecnico è l'assessore Russo? Ma
che tecnico è l'assessore Armao? E l'altro assessore Russo?
Onorevole Presidente, i tecnici sono esperti in materia,
presentano un curriculum e danno prova di competenza nel ramo in
cui vengono chiamati. Tutti i colleghi qui lo ricordano, appena mi
sono insediato in VI Commissione, mi creda, di sanità non ne
capivo nulla, ma avevo almeno il buon senso di ammetterlo, avevo
la serenità nell'affrontare quella Commissione con tanti colleghi
esperti medici. Onorevole Presidente, la Sicilia oggi non ha
subito il taglio di 5700 posti letto che l'assessore Russo in
quella sede si era deciso, non so convinto da chi, a fare, grazie
a tutti i colleghi della Commissione che mi hanno invitato a
bloccare questa follia istituzionale.
Lei non deve ringraziare sempre l'assessore Russo, lei deve
ringraziare i componenti della
Commissione, e per una piccola parte me, che non abbiamo fatto
verificare quella catastrofe dei tagli dei posti letto in Sicilia.
Ci siamo limitati a 2580, e oggi alla fine abbiamo evitato una
sciagura del genere.
Mi scusi, ma l'assessore Russo tecnico non è. E' un politico
esterno così come l'assessore Armao, che non so più quale tecnico
sia. Anzi lei ha pure inventato una nuova figura: l'assessore
jolly. Infatti, l'assessore Armao è entrato nella protezione
civile, ce lo siamo poi trovato ai beni culturali, e forse adesso
andrà all'economia. Lo stesso vale per l'altro assessore Russo.
Questi non sono assessori tecnici, questi sono assessori esterni
politici.
Signor Presidente, so che dovrei concludere, purtroppo, faccio
parte di quei deputati che sono stati in questo Governo, anzi in
quel Governo, e vorrei dire qualche altra parola in più se lei
permette.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, sa bene che i limiti di tempo
valgono per tutti. Quindi, la invito a concludere.
BENINATI. Gliene sono grato, dirò solo qualche altra frase.
Vorrei lasciare un messaggio ai nuovi assessori della Giunta,
perché non ci sono riuscito, e mi dispiace che anche alla presenza
di due alti magistrati, non ci siamo riusciti: onorevole
Presidente, rispetti il Regolamento della Giunta di Governo.
Glielo chiedo da parlamentare, ma anche nel suo interesse.
Onorevole Presidente, esiste un Regolamento che lei ha firmato il
12 dicembre del 2008, ma ci sono degli articoli che lei
sistematicamente disattende, non c'è una riunione di Giunta che è
regolarmente convocata. E questo ne va anche della credibilità del
Parlamento e della Giunta stessa. Allora, consegno al nuovo
componente del Governo, sua eccellenza Marino, tramite lei
onorevole presidente Lombardo, questo Regolamento, nella speranza
che almeno lui lo faccia rispettare, affinché le carte si
trasmettano 48 ore prima, almeno si sappia cosa si approva in
Giunta, si decida una volta per tutte di potere essere regolari
almeno in questo.
Signor Presidente, concludo invitando il Presidente della
Regione, come avevo fatto anche in quei pochi mesi che sono stato
nel suo Governo, nell'interesse della Sicilia, non nell'interesse
della maggioranza o dell'opposizione, ad approvare il bilancio
della Regione, entro dicembre.
Lei forse non ha ancora capito il danno che si produce alla
macchina regionale quando sistematicamente, ed è già il secondo
anno, si approva il bilancio a maggio. Lei rende inutile la spesa
della Regione, perché il bilancio diventa operativo non prima di
due mesi, quindi a fine giugno e poi ad ottobre si blocca:
praticamente la Regione non riesce a spendere i soldi. Oggi,
capisco, se è vero, come mai alla provincia di Catania lei ha
lasciato un avanzo di amministrazione che fa paura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, credo che stiamo dentro una pagina nuova e chi
verrà dopo di noi giudicherà se saremo stati in grado di
determinare una scossa in una Sicilia paralizzata in una fase
politica assai convulsa e complessa.
Credo che per prima cosa dovremo provare a raccontare la storia
vera. In questi giorni, questa vicenda politica è stata raccontata
e rappresentata secondo codici e parole più proprie della
Cavalleria rusticana che non dell'analisi vera, corretta,
concreta su quello che è avvenuto in questi due anni.
Abbiamo sentito parole come tradimento', ladro di voti',
onore', concetti che attengono molto spesso a giudizi di natura
morale e che nascondono la capacità di leggere i fatti della
politica, i fatti che ci dicono che qui in Sicilia c'è una
coalizione che aveva vinto in maniera, come dire, debordante le
elezioni del 2008, e che sin dalle sue prime battute ha registrato
l'incapacità a provare ad avere un programma condiviso nella
gestione della cosa pubblica della nostra Regione.
Perché non si vuole raccontare che una delle origini della crisi
politica di questa maggioranza, che ha in qualche modo introdotto
quel virus difficilmente in grado di sanare una malattia grave che
si è generata nella coalizione vincente del 2008, è stato il primo
atto che questa Assemblea è stata chiamata a valutare, cioè la
legge di riforma dei Dipartimenti di questa Regione.
In quella legge vi era un provvedimento voluto da una parte di
questo Parlamento, e da parte di chi vi parla lo considero un
punto che ha aiutato a generare quella svolta e quella crisi che
era la cancellazione dell'Agenzia delle acque e dei rifiuti di
questa nostra Regione, uno dei luoghi, lo snodo da cui passava un
pezzo della gestione di quei servizi e di quelle attività
innovative, che in qualche misura dovevano rispondere a problemi
storici della nostra Regione, la gestione delle acque,
l'infrastrutturazione e la questione dei rifiuti.
Cosa abbiamo avuto, cosa abbiamo oggi dinanzi a noi? E' inutile
raccontare che la Sicilia è diventata una grande pattumiera a
cielo aperto grazie al fallimento di un modello e di un sistema
che nella gestione del servizio ci ha lasciato le macerie, ma che
soprattutto aveva costruito nel grande affare del secolo, i
termovalorizzatori, che nulla avevano a che fare con il sistema di
smaltimento dei rifiuti.
Non c'era uno scontro di ideologie, ma attorno a quel modello che
si era costruito nella nostra Regione, passava un sistema
affaristico e per certi versi mafioso, che in qualche modo andava
a controllare il sistema politico della nostra Regione per gli
anni successivi.
Aver colpito al cuore quel passaggio, ha segnato una crisi
irreversibile che via via si è alimentata, anche con altri
provvedimenti. La riforma della Sanità, oggi tutti rivendicano il
fatto che è stata votata da tutti i parlamentari, della ex
maggioranza, ma non dimentichiamo cosa è stato il travaglio ed
anche gli argomenti usati a difesa di un vecchio modello che
sostanzialmente in Sicilia regolava due pilastri, consenso
politico e un pezzo del sistemo economico, attraverso la gestione
del sistema sanitario, pubblico e privato.
E poi ancora le questioni inerenti all'energia, il piano
energetico, tutto quello che si è consumato attorno ad alcune
autorizzazioni, cosa è diventata la Sicilia nella giungla di un
sistema non regolato, il far-west energetico, che ha segnato la
caratterista della gestione di grandi e importanti strutture e
servizi della nostra Regione. Ed è su questo che si è consumata la
rottura, non sul tradimento, ma sul traditore, su una categoria
che può far bene sfogandosi a dire: Glielo ho detto e glielo ho
cantato , ma non aiuta a capire la ragione di una crisi che,
assieme alla crisi di una maggioranza, è diventata la crisi della
Sicilia.
L'onorevole Miccichè qualche giorno fa ha raccontato ai siciliani
che la Sicilia muore di fame. Io sottoscrivo quel giudizio, però
bisogna essere anche conseguenti. Perché muore di fame questa
Terra? Muore di fame perché chi aveva vinto le elezioni in Sicilia
è stato al centro di una disputa per non affrontare le questioni
dell'innovazione e del cambiamento, e muore di fame perché abbiamo
il Governo nazionale più antimeridionale nella storia
repubblicana, un Governo nazionale che ha deciso di essere
attrazione nordista, la cui agenda è dettata dalla mattina alla
sera dalla Lega di Bossi.
Allora, dobbiamo dire la verità, altrimenti stiamo recitando
troppe parti in commedia. La Sicilia oggi è più povera, ma è più
povera perchè chi governa questo Paese e chi pensava di governare
la Sicilia nella stessa logica del Governo nazionale, ha
impoverito il Paese e la Sicilia. Allora, affrontiamo questi
problemi altrimenti stiamo tutti recitando, stiamo tutti
partecipando ad un grande gioco, infischiandocene dei siciliani.
Noi, onorevole Presidente, abbiamo condiviso le fasi di sostegno
alle riforme e posso dire con grande orgoglio in maniera generosa,
senza chiedere nulla in cambio, ha sostenuto in questa Aula un
profilo di innovazione e di cambiamento che ha avuto nella legge
finanziaria il suo momento esplicito assieme alla legge che, in
qualche modo, ha riformato il sistema di gestione dei rifiuti in
Sicilia.
Sono leggi, però, che ancora in gran parte rimangono atti
pubblicati nella gazzetta ufficiale. Abbiamo la necessità di
passare dalla fase del fare le riforme' alla fase di attuare le
riforme'.
Siamo oggi dentro una nuova stagione, la stagione di un Governo
tecnico, anche qui suggerirei ai colleghi - anch'io sono tra
quanti pensano che la politica non deve abdicare - la
rappresentanza, deve avere anche il coraggio di essere classe
dirigente anche gestionale, guai ad una politica che abdica, ma se
oggi siamo ad un Governo tecnico, composto da personalità che non
vengono e non sono espressione, nel senso tradizionale del
termine, dei partiti e delle forze politiche, siamo dentro questo
Governo per la crisi del sistema politico.
Non è una scelta, come dire, di bizzarria istituzionale l'essersi
inventati il Governo tecnico.
Il Governo tecnico c'è perché è fallito il sistema politico che
aveva vinto le elezioni.
Altro che ribaltone o altro che categorie di racconto falsato di
questa vicenda politica siciliana
Il PD, ancora una volta, ha deciso di sostenere questo Governo e
di sostenerlo su un programma chiaro, che sia coerente con la
stagione di cambiamento e di innovazione che la Sicilia migliore
si attende.
Noi sappiamo di consumare oggi un passaggio politico, complesso,
che interroga un parte dei nostri elettori e dei nostri
parlamentari, che interroga rispetto alle categorie politiche
tradizionali. Ma stiamo facendo questa scelta, innanzitutto, per
il bene della Sicilia, prima di tutto la Sicilia, altro che
laboratorio o cavia di qualcosa che avverrà nel resto del Paese.
Stiamo pensando innanzitutto alla Sicilia e se dalla Sicilia
potremo dare un contributo a determinare anche una svolta
nazionale ne saremo ben lieti, ma guai a noi se leggessimo oggi il
processo politico che si è messo in moto in Sicilia come una
sperimentazione nella nostra Regione di un disegno strategico
nazionale. E' l'esatto contrario
Questo lo dico perché sono convinto che l'incontro con il
Presidente della Regione per quanto ci riguarda, oltre che sul
terreno dell'innovazione, del cambiamento, del fare in modo che
questa Terra viva questo nuovo Governo come una scossa, una scossa
da dare al Governo, decidendo, affrontando con celerità la
soluzione dei problemi, ma anche ai siciliani.
Noi dobbiamo provare a dare ai siciliani anche un'ambizione nel
non aspettare che qualcuno risolva i problemi, ma nell'aiutare a
mettersi in moto ed a sbracciarsi per risolvere tutti insieme i
problemi della nostra Terra.
Ma un'altra parola magica, che in qualche modo, oggi, ci fa
incrociare il Presidente della Regione e siamo contenti e voglio
dirlo qui in maniera chiara, noi accettiamo la sfida che Lombardo
ha indicato a quest'Aula nel dire facciamo un patto di legislatura
e facciamo in modo che quel patto possa anche guardare a nuovi
obiettivi elettorali nelle competizioni che ci saranno nel futuro.
Accettiamo la sfida E l'accettiamo in nome di una parola,
onorevole Presidente della Regione, e la parola è Autonomia'.
Mai come in questo momento la parola Autonomia' per la Sicilia
significa conflitto perché se si difende l'autonomia non possiamo
che aprire un conflitto col Governo nazionale che la sta
cancellando, che la sta riducendo ad una barzelletta, pensate
che cosa è diventato il baratto ed il ricatto attorno alla vicenda
dei fondi FAS. Da un anno questa Regione ha avuto decretato il
provvedimento che assegna le risorse e da un anno assistiamo al
ricatto ed al baratto che si tenta di perpetrare, non contro
Lombardo per ridurlo alla ragione, ma contro la Sicilia, contro i
siciliani.
Ecco perché, onorevole Presidente, la parola autonomia - una
parola che noi amiamo - significa in Sicilia conflitto, non
accondiscendenza, non isolamento, non separazione, significa
conflitto politico ed istituzionale'.
E noi stiamo sostenendo ed abbiamo deciso di sostenere questo suo
Governo e di farlo con una prospettiva strategica, in nome delle
riforme - dalla legge elettorale per le amministrazioni locali,
dallo scioglimento degli enti inutili ad iniziare dalle province
regionali, dalla possibilità di mettere in moto la spesa della
nostra Regione con i fondi strutturali, delegificando ed aiutando
la pubblica amministrazione a mettersi in moto ed a non
nascondersi nella burocratica firma che si chiede a qualche altro.
Abbiamo bisogno di dare una scossa, anche alla burocrazia di
questa Regione, a partire dal fatto, onorevole Presidente, che una
volta varato il Governo, nell'arco di poche ore, dobbiamo
assicurare stabilità all'apparato burocratico e dirigenziale di
questa Regione, nominando tutti i direttori che mancano e facendo
i contratti ai direttori ai quali ancora non sono stati
formalmente stipulati.
Insomma, abbiamo il dovere di mettere in moto, di accendere la
macchina del governo, dell'agire, del mettere in moto il processo
di cambiamento della nostra Regione.
Ci attendono mesi duri.
Abbiamo visto i primi segni del dibattito iniziale di quest'Aula,
un dibattito nervoso, fondato su rancori, su giudizi personali. Io
credo che tutti noi abbiamo il dovere di tenere fuori da
quest'Aula i giudizi ed i pregiudizi personali, e di provare a
misurarci sulle sfide del fare, delle riforme da attuare, del
Governo, del controllo e della verifica rispetto alle riforme che
si fanno.
Noi non stiamo firmando alcuna cambiale in bianco, stiamo
accettando la sfida di provare a cambiare la Sicilia, vorremmo
cambiarla in questa legislatura e siamo pronti a farlo anche fuori
dagli schemi tradizionali del bipolarismo.
Certo, avverto che anche l'intervento del collega Incardona è
come l'intervento di una persona che ha una storia politica, ha
una sofferenza, vive un travaglio, così come lo vivono tanti dei
parlamentari che appartengono al mio partito, al mio gruppo, di
storie che si sono confrontate e scontrate nell'arco dei decenni e
che oggi si trovano qui a condividere, possibilmente, una stagione
ricca di insidie ma anche di grandi opportunità.
Io credo che quest'Aula e questa legislatura possano aprire una
stagione nuova nella politica siciliana e forse anche nella
politica nazionale.
La stagione in cui il territorio, gli interessi della nostra
gente, la rappresentanza del proprio popolo, costituisce il
principale elemento identitario attorno al quale si consumano e si
segnano le alleanza e gli scontri.
Da questo punto di vista, raccogliendo anche la sfida e la
complessità di questa vicenda.
Vedere colleghi che fino a qualche settimana fa appartenevano a
gruppi parlamentari di uno schieramento che contrastiamo e
consideriamo non la medicina, ma la causa della malattia di
questo nostro Paese, cioè un modo di concepire il governo, un modo
di concepire la democrazia. Basta vedere cosa sta succedendo in
Italia. Tutti i corpi democratici, tutte le strutture democratiche
messe sotto assedio, dove è in gioco, oggi, persino l'equilibrio
democratico.
Bene Di fronte a tutto questo, in nome di tutto questo, credo
che avremmo fatto un danno alla Sicilia se ci fossimo rinchiusi in
una logica identitaria, in una logica di appartenenza, in una
logica della quale potremmo dire sono problemi vostri . No
Abbiamo deciso di sporcarci le mani, nel senso più bello e più
nobile del termine.
LEONTINI. Espressione consona.
CRACOLICI. Capisco che l'onorevole Leontini quando sente dire
sporcarsi le mani' è un termine al quale è abituato. Intendevo in
altri termini, onorevole Leontini.
Il mio era un concetto alternativo alla sua interpretazione.
MANCUSO. Sai solo insultare. Avevi cominciato bene, ma non ce la
fai.
CRACOLICI. Ho risposto ad un insulto. Credo che oggi si apra una
stagione complicata, difficile ma anche bella. Con orgoglio posso
dire di essere tra quelli e tra quanti, in qualche modo, in questo
nostro Parlamento sta provando a costruire una pagina nuova della
storia della Sicilia. Chi verrà dopo di noi giudicherà se avremo
fatto bene o male. Ma oggi sarebbe da codardi, sarebbe da
vigliacchi nascondersi la testa sotto la sabbia. Ecco perché ci
stiamo e ci staremo con rigore e con la lealtà che abbiamo
dimostrato in questi ultimi anni.
(Brusìo dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, in questa settimana, dalla data
dell'intervento del Presidente della Regione e dopo il primo
giorno di dibattito in Aula si è fatto tanto parlare circa il modo
che alcuni colleghi hanno utilizzato per qualificare l'operato del
Presidente della Regione.
Qualcuno lo ha definito mistificatore, qualcun altro lo ha
definito bugiardo, qualcun altro solo spregiudicato, qualcun altro
ancora ribaltonista'. Determinando le legittime proteste
dell'onorevole Lombardo. Tutto questo non mi interessa.
L'esercizio che si è sprecato sui media e anche nel dibattito
politico è stato sugli epiteti affibbiati al Presidente della
Regione: spregiudicato, bugiardo, mistificatore,
ribaltonista'. Dicevo epiteti legittimamente rigettati dal
Presidente della Regione, ma non è questo il tema che mi
appassiona né è un modus operandi che utilizzerò nel mio
intervento.
Certo è complicato, devo dire anche grazie al contributo
dell'onorevole Cracolici al quale rimprovero una sola cosa, perché
ha detto bene, condivido in pieno, dobbiamo lasciare fuori da
quest'Aula giudizi e pregiudizi personali, poi alle parole mani
sporcate' non ha resistito e quindi ha finito per esprimere un
giudizio nei confronti di un collega, però, per carità, può
succedere, è un'eccezione: stiamo cominciando bene, magari
miglioreremo, da uno passeremo a zero.
Ma vedete, onorevole Cracolici e presidente Lombardo, è stato
proprio in occasione della vicenda che riguarda l'abolizione
dell'ARRA che ho avuto modo, per la prima volta, di apprezzare
quanto fosse inaffidabile sotto il profilo politico un impegno
preso dal Presidente della Regione. In I Commissione, che ha preso
in esame questo provvedimento, era stato approvato un emendamento
che bocciava o meglio eliminava l'ARRA, l'Agenzia per i rifiuti e
per le acque.
Il Presidente della Regione aveva preso l'impegno in Aula con un
partito della maggioranza di allora, l'UDC, di ripristinare
l'Agenzia per i rifiuti e per le acque. Personalmente, in qualità
di vicepresidente del Gruppo parlamentare dell'UDC, mi recai dal
Presidente della Regione e gli sottoposi l'emendamento, il
Presidente della Regione disse al suo ex capogruppo, onorevole
Leanza, di firmare quell'emendamento che andava votato in Aula. Lo
firmò Leanza, lo firmò Leontini, lo firmò Maira, bene arrivammo in
Aula e l'MPA bocciò insieme al PD quell'emendamento e, piccola
nota di colore, il Presidente Lombardo era presente in Aula.
Questo è un fatto. Rispetto a questo fatto come lo chiamiamo?
Mistificatore? Non mi interessa, non è un problema mio, lo
decideranno i siciliani, non è una cosa che mi appassiona. Però mi
appassiona il fatto che, al di là di quello che possa essere
l'esercizio della democrazia, conclamato poco fa dal collega
Cracolici, credo che esercizio della democrazia sia, prima di ogni
cosa, rispettare il voto degli elettori. Ma quali chiacchiere? Ma
quali discorsi? Ma quali considerazioni? Gli elettori nel 2008
hanno eletto un presidente non direttamente perché il voto del
deputato va direttamente al presidente, se il presidente viene
votato quel voto non ricade sui deputati.
Il Presidente della Regione, grazie a quella scheda unica che lo
ha eletto e che egli oggi vuole eliminare, quella scheda unica che
lo ha eletto attraverso il voto di trascinamento, ha assunto
quella carica con i voti dell'MPA, dell'UDC e del PDL. Egli ha
tradito quel voto e ha tradito l'espressione democratica massima
che è il voto dei cittadini.
Chi è complice di questo tradimento, lo sappia: i siciliani
giudicheranno
Mistificatore? Ribaltonista? Non mi interessa. Non mi interessa,
saranno i siciliani a giudicare.
Certo, cosa c'è di buono a fronte di questo tradimento? Nulla.
Anzi, la Sicilia è alla fame, signor Presidente. Quarantamila
posti di lavoro persi nel 2009 a causa di questo Governo
inefficiente. E in ragione di cosa dovrebbe operare questo nuovo
Governo regionale? In ragione di una nuova autonomia, come la
definiva poc'anzi l'onorevole Cracolici.
Ma dove è stato l'onorevole Cracolici? Il presidente Lombardo,
caro collega Cracolici, e dico caro senza infingimenti, ha preso
fino ad un anno fa ordini da Berlusconi e oggi matura un
ribaltone' con la complicità e su indicazione precisa di Fini,
D'Alema e Casini. Mi dovete spiegare attraverso quale meccanismo,
ancora oggi, non riusciamo ad avere in Aula una Giunta di Governo?
La risposta è semplice: non abbiamo in Aula una Giunta di Governo
perché i partiti che hanno indicato, surrettiziamente, i tecnici
ancora non si sono messi d'accordo con il Presidente della
Regione, altrimenti, la dottoressa Di Liberti non avrebbe avuto
ragione di essere estromessa dal Governo
Ma se fosse tecnico, il professore Piraino, mio amico, ma che
aveva simpatia, o se ne andava a Messina a farisi na passiata'
per ascoltare il Presidente Casini? Oppure abbiamo dimenticato che
il dottore Sparma, solo qualche mese fa, è stato indicato
direttore generale dal Presidente della Regione su indicazione
della componente ex AN?
Amici miei, dobbiamo essere onesti, certi, chiari e coerenti. Non
è più il tempo delle finzioni.
Ed allora, rispetto a tutto questo come lo dovremmo chiamare il
Presidente: mistificatore', bugiardo'? Lo dovremmo chiamare solo
spregiudicato'? Non mi interessa. Saranno i siciliani, a decidere
soprattutto a fronte delle tante riforme che il Presidente
Lombardo ha fatto e, soprattutto, farà.
Perché le riforme che il Presidente Lombardo ha fatto e farà
altro non sono che una vera, mezza riforma. Sapete perché mezza?
Non tanto e non solo perché l'hanno votata, oltre che averla
proposta per primi, i partiti dell'allora maggioranza PDL, UDC, ma
soprattutto perché quella riforma della sanità, in maniera
assolutamente clamorosa, non faceva altro che riprendere il piano
di rientro del professore Lagalla che era stato immaginato e
redatto durante la vigenza del Governo Cuffaro.
Amici miei, questi sono fatti, così come sono fatti gli
accadimenti che hanno riguardato il voto favorevole del PDL e
dell'UDC e il voto contrario del PD che, oggi, si ammanta di
quella riforma ma ha finito adesso per farlo di meno perché il
gioco è stato scoperto e, quindi, ormai tutti sanno che il PD
quella riforma non la votò.
L'unico che continua a sostenerlo di avere fatto una grande
riforma con i partiti che oggi l'appoggiano è il Presidente
Lombardo.
E allora come lo dovremmo chiamare mistificatore', bugiardo'?
No Non mi interessa. Decideranno i siciliani.
Per concludere. Il Presidente Lombardo ha detto che avrà comunque
la coscienza a posto. Io mi chiedo: ma di quale coscienza stiamo
parlando? Io credo che il cinismo del Presidente Lombardo gliela
abbia divorata tutta la coscienza, altrimenti egli non avrebbe
mai potuto tornare con un uomo come Casini che nel 2005, quando il
Presidente Lombardo era già stato nominato Ministro per il
Mezzogiorno dal Presidente Berlusconi, si oppose e pose un veto
preciso e netto dicendo che se Lombardo fosse stato nominato
Ministro per il Mezzogiorno - Presidente Lombardo è storia, io
c'ero -, l'UDC sarebbe uscito dal Governo.
Il Presidente Lombardo bevve amaro, uscì dall'UDC, ma era più che
legittimo, e da lì nacque la vicenda dell'MPA. C'eravamo.
Concludo signor Presidente. Il Governo tecnico è un falso. E' un
falso per quello che ho detto. I tecnici sono stati segnalati dai
partiti ed in ogni caso, non sono parole mie Presidente Cascio,
vorrei che mi ascoltasse perché è una nota non di colore ma di
sostanza.
I tecnici di rito lombardiano, si sa, sono nati per obbedire.
Dicono di non servire alcun padrone, ma quando il Presidente li
chiama alla lavagna del sottogoverno scrivono puntualmente sotto
dettatura, si travestono da sceriffi intransigenti, ma poi
bevono il calice della lottizzazione fino all'ultima goccia
Giuseppe Sottile, Live Sicilia, 20 settembre 2010.
Presidente Lombardo - e ho concluso - noi, quando dico noi mi
riferisco all'onorevole Cordaro ed il Gruppo che oggi si è formato
e che fa riferimento a livello nazionale all'onorevole Romano, le
auguriamo lunga vita, vogliamo fare chiarezza su un tema che
appare quasi mitologico.
Nessuno di noi ha mai espresso o ha mai pensato che a lei debba
accadere qualcosa, le chiediamo invece di smetterla di paventare
mali che nessuno di noi le ha mai augurato né mai le augurerà. Noi
però ci auguriamo che alla sua lunga vita corrisponda una corta
vita politica e di governo perché la Sicilia vivaddio' possa
avere finalmente un Presidente della Regione ed una Giunta di
politici in grado di governarla e di farla ripartire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà. Alla fine dell'intervento dell'onorevole Mancuso riterrò
concluse le iscrizioni a parlare.
MANCUSO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione. Vorrei, prima che si allontanasse, dire
all'onorevole Cracolici che ha sbagliato opera nel suo intervento.
La Cavalleria Rusticana parla d'amore. L'amore per la Sicilia è
un'altra cosa. Consiglio a lei e al Presidente della Regione un
libro che ho letto ultimamente che è Il Consiglio d'Egitto di
Sciascia dove c'è un personaggio, l'abate Vella, che interpreta
esattamente la finzione per farla diventare realtà. E voi due
siete gli artefici di questo Consiglio d'Egitto' trasformato in
Parlamento siciliano; fingete qualcosa, che poi alla fine è
l'interpretazione della vita politica dell'onorevole Lombardo.
Onorevole Cracolici, lei sa perché l'onorevole Lombardo ha i
baffi? Non lo sa, perché lei è di Palermo, molto lontano dalle
nostre terre della Piana di Catania. Ha i baffi perché ride
sempre, ride di me, ride di lei, ride di tutti. E' un personaggio
politico che riesce a metterci tutti nel sacco. E lei è caduto
dentro il sacco e dietro i baffi dell'onorevole Lombardo; mica se
ne accorgerà ora, ci vuole tempo, lei l'ha chiesto vedrete cari
siciliani, noi cercheremo di fare un Governo di riforme, vi
consegneremo un'altra Sicilia , vedrà onorevole Cracolici
Lo dico per esperienza, mai diretta, perché lei deve sapere che
l'onorevole Lombardo è stato sempre all'opposizione di dove sono
stato io. E non sono stato io all'opposizione, è stato lui alla
mia opposizione. Perché se io, solo per una volta, davo
credibilità all'onorevole Lombardo non sarei mai stato qui per tre
legislature di seguito e per due volte sindaco di una città. Mai.
Perché chi cade nelle grinfie dell'onorevole Lombardo fa la fine
che hanno fatto molti e che farà pure lei e il suo partito.
Ma questo lo diranno i siciliani, questo lo vedremo Lei è un
giocatore d'azzardo, lei ha puntato dimenticando quello che può
succedere al suo partito, ma lo ha fatto nell'interesse del suo
partito, perché andando alle elezioni oggi, è chiaro, lei non
avrebbe potuto garantire, e questo ve lo siete detti mille volte,
a ventinove colleghi deputati di essere rieletti.
Mi sembra chiaro che questa posizione politica sia un'azione
conservatrice di un posto all'interno di quest'Assemblea che non
potrà mai più succedere.
Rispetto a questo, non mi impressiono di quanto accaduto:
ribaltonisti, insulti, voti portati di qua e di là; non mi
sorprendo perché conosco l'onorevole Lombardo, lo conosco bene,
fino in fondo.
Con l'onorevole Lombardo, come tutti quanti voi avete ascoltato
in quest'Aula, nelle cosiddette dichiarazioni programmatiche -
perché, questa volta, abbiamo inaugurato questo passaggio che poi
forse finirà con un voto, con un ordine del giorno che non ricordo
in questo Parlamento - addirittura, ci fu una polemica circa un
anno e mezzo fa quando si doveva fare questo dibattito sul Governo
sul si poteva fare, non si poteva fare, ci vuole, non ci vuole il
voto di fiducia .
E' un momento di riflessione in cui ognuno cerca di spiegare
quello che è successo ma vi assicuro che nessuno capisce né quello
che è successo né quello che succederà.
In questo momento, lo sa soltanto l'onorevole Lombardo
interpretando l'abate Vella del Consiglio d'Egitto'.
Rispetto a questo documento, a questo intervento programmatico
dell'onorevole Lombardo, non ho sentito una parola che riguardava
la situazione economica di questa Regione, neanche una parola.
Non ho sentito con quali fondi del bilancio regionale vuole fare
le riforme; non lo so, ce lo indicherà nella replica.
Non ho sentito una parola sulla mafia, nulla. Neanche una parola
sulla mafia, a meno che non sia stato delegato il Presidente della
Commissione Antimafia a dire quale sarà la linea programmatica del
Governo sulla mafia.
Non ho sentito una parola sulle imprese, sui commercianti, sugli
agricoltori, sulla gente che in questo momento in Sicilia muore di
fame; neanche una parola.
Ho sentito due cose che erano nel programma dell'ottimo senatore
Finocchiaro, ad esempio, l'abolizione delle province. L'ho sentito
dire anche a Berlusconi, quindi, mi convinco perché lo dice
Berlusconi, non perché lo abbia detto la senatrice Finocchiaro ed
ora lo dice l'onorevole Lombardo.
Quello di abolire le province rappresenta qualcosa di
impossibile?
Prima di scrivere l'ultimo articolo, aboliamo le province della
Sicilia; scriviamo dove vanno tutte queste competenze, tutto
questo personale, tutto ciò che è in carico alla provincia. Come?
Con quali regole? Le scriviamo e poi saremo d'accordo pure noi.
Vediamo se c'è questo grande risparmio oppure questa parola che
non si può pronunciare.
Berlusconi ha detto che si devono abolire le province, non della
Sicilia, d'Italia, di tutta l'Italia.
Allora, rispetto a questo, è chiaro che bisogna anche percorrere
i passaggi giusti.
Le province sono previste dalla Costituzione; facciamo il nostro
disegno di legge, inviamolo ai Parlamenti nazionali e aboliamo le
province.
La dialettica parlamentare, onorevole Speziale e il procedimento
istituzionale ce lo spiegherà dopo; ci sono peraltro i tecnici che
sono più bravi di lei.
Ormai, onorevole Speziale, è in secondo piano; può esprimere
delle idee così come le esprimo io. Qui abbiamo i tecnici che ci
spiegano tutto ed anche il contrario di tutto. Siamo affidati a
loro o almeno voi siete affidati a loro.
La doppia scheda elettorale.
Qual è il problema? Se ne devono fare quattro di schede
elettorali, perché due?
Qual è questo principio di fare soltanto due schede elettorali?
In una, inseriamo il sindaco; nell'altra, i partiti; nell'altra
ancora, ci mettiamo la preferenza per i partiti e una la
prevediamo per Lombardo, in rappresentanza di tutto ciò che è
questa Sicilia.
Quattro schede. Qual è il problema? Due, tre, quattro. Vi state
preparando a riformare la Sicilia o vi state preparando a qualche
elezione per la quale questa scheda non va bene.
Ditelo ai siciliani. Serve per il lavoro, per gli agricoltori,
per gli imprenditori la doppia scheda. A chi serve? L'abolizione
delle province a chi serve? Agli sportelli multifunzionali che
stanno scadendo giorno 30? A chi serve questa doppia scheda? Quale
motivazione ha portato avanti il presidente Lombardo in questo
pseudo-programma?
E' una curiosità.
Il Presidente Lombardo ha ribadito, nelle settimane che
precedevano il suo intervento in Aula e lo ha ribadito in Aula,
basta con questi ipermercati . E' una vergogna. Non l'ho capito.
Cos'è, un altro programma di governo? Se è un programma di
governo, quello che ha detto è sbagliato. Doveva dire basta con
gli ipermercati - e su questo siamo tutti d'accordo - ma togliamo
tutti gli ipermercati che abbiamo creato.
La provincia di Catania, onorevole Presidente, come densità di
ipermercati, è la seconda al mondo, dopo New York, dopo lo stato
di New York, la seconda al mondo. Allora, il Presidente della
Regione, dopo aver fatto assaltare tutta la provincia di Catania
di ipermercati, oggi, non ne vuole aprire più.
Che programma è? Non ho capito. Che cosa vuole dire? Con chi sta
parlando? Perché ha questa voglia di non far nascere più
ipermercati?
Non se ne devono fare più? Allora, dobbiamo abolire tutti quelli
che abbiamo creato perché quello che è stato fatto è uno schifo .
E mi pare che, prima di essere Presidente della Regione, sia
stato vicesindaco di Catania e anche Presidente della Provincia.
L'Assessore al territorio, come si chiamava quella ragazza
simpatica della provincia di Caltanissetta, che non lo ricordo?
Interlandi.
Ha visto, onorevole Fiorenza, il Presidente Lombardo è il più
abile di tutti sotto i baffi ma è l'uomo che ha le più grandi
contraddizioni con sé stesso. E il suo nemico non è nessuno di noi
perché noi siamo pseudo-deputati. Ma cosa vuoi che sia questo
Parlamento? Ma questa Giunta, cosa vuoi che sia?
L'unica ragione per portare avanti il suo programma
nell'interesse della sua azione è sconfiggere le sue
contraddizioni. E, in queste contraddizioni, c'è la più grande
contraddizione. Manca solo che il PD prenda quella sedia, si metta
in spalla il Presidente della Regione e lo porti in processione
per tutta la Sicilia. Manca solo questo.
Era un diavolo. Gliene hanno dette di tutti i colori, in tutti i
comuni della Sicilia, in tutti i comizi, in tutte le televisioni.
Un diavolo, guai Lombardo, il dopo Cuffaro; Cuffaro è come
Lombardo; Lombardo, attenzione, un sacco di fregnacce. Oggi è
l'angelo custode e lei, caro Presidente Cracolici, non per
indicarlo soggettivamente, nella rappresentanza del suo grande
partito, avrà un angelo custode che certamente non avrà in
custodia il suo partito. Lo distruggerà. Lo distruggerà perché
lei, le sue buone intenzioni non riuscirà a portarle avanti. Mi
dispiace. Mi dispiace per lei, per la storia del suo partito, per
gli uomini e per gli elettori del suo partito. Mi cacceranno loro.
Mi cacceranno loro quando si tornerà alle urne e premieranno
quella sinistra coerente. Premieranno quella sinistra che ha avuto
una bussola sola senza voltare la faccia, non a noi, non al
Parlamento, non al Presidente ma a loro, agli elettori, a quelli
che credevano in voi. Oggi, non ci credono più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Mancuso è monello e lo è perché non capisce, non si è reso
conto - eppure è un parlamentare di lungo corso - che non sempre
si dice la verità nelle Aule parlamentari. La verità si espone, vi
si gira attorno, ci si costruisce, ci si ricama; eppure questo
concetto che è basilare non vuole entrare nella zucca
dell'onorevole Mancuso ed ha iniziato il suo discorso - onorevole
Leanza Edoardo, non vada via, perché ce n'è per lei che è stato
uno degli artefici del Governo più dissoluto di questa Regione -
dicendo la verità; qual è la verità?
Dicendo che al di là dei propositi, al di là delle alleanze, al
di là delle riforme (che parola magica Presidente Cascio ), il
vero propellente, la benzina che ha mandato avanti in maniera
forte, alimentato questo motore, dall'inizio di questa
legislatura, era una sola e cioè che c'è un Partito Democratico
che sa perfettamente che ha avuto 29 deputati per eccesso di
vittoria del PDL e per eccesso di sconfitta del PD stesso - il
paradosso della legge elettorale - ma che ha beneficiato della
fortuna e sfortuna degli altri, che la lista di Rita Borsellino si
è fermata a 4.09, perdendo da 6 a 7 deputati, che il Presidente
Lombardo nella sua mania di grandezza anziché apprestarsi a fare
due sole liste ne ha fatte 3, non riuscendo a raggiungere con
alcuna la fatidica soglia del 5 per cento dello sbarramento e
quindi ha perso altri 6, 7, 8 deputati per cui il PD, essendo
l'unica opposizione che ha raggiunto e superato, ovviamente, la
soglia del 5 per cento, ha beneficiato di tutti i deputati che
spettavano all'opposizione perché, come tutti i colleghi sanno, la
legge elettorale assegna 55 deputati su 90 a chi vince, compreso
il Presidente e 35 a chi perde.
Bene, il motivo dei ribaltoni, il motivo del sostegno, oserei
dire vergognoso dal punto di vista politico perché, come
sottolineava l'onorevole Mancuso, siamo di fronte ad un PD che si
è venduto l'anima - ma questo ancora sarebbe nulla -, si è venduto
gli elettori, si è venduto la storia, si è venduto gli ideali, si
è venduto 60 anni di lotta ed appoggia questo Governo per un solo
scopo, cioè evitare di andare a votare e mantenere la poltrona.
Lo sapete voi, come lo sappiamo noi, non lo sanno i tecnici che
non girano tra la gente, che magari non ricevono persone. Noi che
però facciamo politica vera sul territorio, noi che ogni settimana
riceviamo il pianto, il pianto di famiglie intere che non sanno
come dare da mangiare ai loro figli, noi che vediamo lo sfascio,
constatiamo anche che questo PD non prenderà più un voto, che
coloro i quali per conservare la poltrona, per non andare a
votare in maniera miope perché non si rendono conto che facendo
ciò per cui il popolo li ha votati avevano qualcosa da dire al
loro mondo; prima o poi, si andrà a votare e, quando ciò accadrà,
vorrei capire cosa direte. Direte che avete appoggiato sin
dall'inizio un governatore che si è fatto eleggere da una
maggioranza per portare avanti un determinato programma,
dopodiché, per avere le mani libere, si è preso gli utili idioti
del PD, che è una frase a voi cara, cara al vecchio Partito
Comunista, l'utilizzo degli utili idioti. In questo caso, poi,
state facendo la figura degli utili idioti perché sapete benissimo
che siete in presenza di un Governo e soprattutto di un Presidente
della Regione che anziché affrontare i problemi della Sicilia, li
ha lasciati incancrenire e lo ha fatto fin dall'inizio partendo
dai rifiuti.
Appena insediato, il deficit in materia di rifiuti era di 350
milioni di euro; dopo due anni e mezzo, senza che abbia preso
alcun provvedimento, volutamente, per arrivare al commissariamento
ed avere le mani libere sulla gestione dei fondi destinati per i
rifiuti, quel buco è arrivato a 1 miliardo e 200 milioni di euro
e quei soldi li paga Pantalone e, a catena e di conseguenza,
vorrei ricordare intanto che la riforma e l'abolizione degli ATO
erano già state approvate dal Parlamento precedente e gli ATO
erano stati aboliti; bastava un decreto del Presidente della
Regione e gli ATO, già ad aprile, non sarebbero più esistiti e si
sarebbe cristallizzato il debito già esistente di 350 milioni di
euro a quella data.
Per sopperire all'emergenza rifiuti che ci ha portato ad
assomigliare alla Campania, hanno saccheggiato con le
anticipazioni il Fondo delle autonomie locali che da 870 milioni
è stato portato a meno di 500 milioni e la conseguenza - ne
accennava l'onorevole Mancuso prima ma lo sanno tutti i colleghi
- è che non potranno essere erogati ai comuni le rate ordinarie
per pagare gli stipendi; i comuni siciliani non potranno più
pagare gli stipendi, grazie alla grande riforma del governatore
Lombardo ma non ci si è fermati a questa grande riforma. Riforme,
la parola magica dietro cui la foglia di fico, dietro cui
nascondersi e nascondere la voglia di conservare la poltrona.
La sanità. Di cosa stiamo parlando? L'ho vissuta in prima persona
quella riforma assieme ad altri colleghi; siamo solo in presenza
del Piano di rientro che è stato adottato dalla Giunta precedente
e che ha portato ai risparmi che erano stati previsti in quel
Piano di rientro. Al governatore Lombardo non interessava il tipo
di riforma che si voleva fare; al governatore Lombardo che più
volte durante l'iter ha detto: muoviamoci, qualunque sia la
riforma che si vuole attuare, purché la attuiamo , interessava
solo il penultimo articolo di quella riforma che prevedeva la
decadenza dei manager per potere nominare i propri; quella era la
riforma che interessava al presidente Lombardo, che non ha portato
alcuna novità e che lascia le Aziende sanitarie ed i servizi
sanitari della nostra Sicilia in condizioni pietose perché niente
di ciò che era previsto in quella riforma è stato attuato. Non è
stata attuata la medicina sul territorio; sono stati squassati i
servizi; sono stati squassati i Dipartimenti; si è messo a rischio
il posto di lavori di centinaia, anzi, di migliaia di operatori
della sanità e gli ultimi casi stanno a dimostrare che anziché
migliorare il servizio lo si è peggiorato e di molto.
E, poi, la lottizzazione, le mani sulla città , come recitava il
titolo di un vecchio film; qui, le mani sulla Regione. Mai, nella
storia italiana, neanche durante il fascismo che era una
dittatura, si era assistito all'occupazione del podere ma non con
i propri uomini perché, ad un certo punto, se un Partito, se un
Presidente ha delle personalità importanti da nominare - lo
sottolineava l'onorevole Incardona -, ben vengano, personalità
importanti da nominare. Mai, neppure ai tempi della peggiore DC,
si era assistito alla nomina di trombati , i trombati di tutte
le liste che sono diventati direttori regionali, messi ai vertici
degli enti, ad avere i cordoni della spesa.
E quale è stata la conseguenza? Il saccheggio delle istituzioni,
il blocco della spesa, l'impossibilità di utilizzare i fondi, la
distruzione di questa Regione.
Ma per quanto dobbiamo continuare? Vedo che il tempo sta finendo
e ci vorrebbero delle ore.
Per quanto dobbiamo continuare, amici di sinistra, con questa
vergogna che per salvare la poltrona vi siete venduti l'anima?
Spero che questa pantomima non duri a lungo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le valutazioni
negative sul governo Lombardo non sono nate e non nascono da
problemi di carattere personale ma esclusivamente da ragionamenti
politici.
C'è una questione di coerenza, come è stato detto nei confronti
degli elettori, ma c'è soprattutto la constatazione di mancanza di
risultati significativi per i siciliani.
In questi due anni, i primati negativi sono aumentati. Basti
pensare al tasso di disoccupazione che appare al 15 per cento - in
Sicilia, nel 2009, si sono persi 16 mila posti di lavoro - o
all'indice di povertà relativa che nella nostra Regione è quasi
pari al 30 per cento, con un aumento vertiginoso negli ultimi
anni.
Per non parlare delle norme sul deficit finanziario. Come è noto,
la Sicilia è la Regione più indebitata del Mezzogiorno con quasi
cinque miliardi di euro di debiti. Per potere approvare il
bilancio, il governo Lombardo ha dovuto contrarre un nuovo mutuo
ed ha dovuto inserire come posta in entrata le risorse finanziarie
che dovrebbero derivare dalla cosiddetta valorizzazione degli
immobili, posta fittizia inserita in bilancio da tanti anni e
senza alcuna conseguenza concreta.
La Regione è vicina al collasso finanziario, non solo per
ragioni di carattere economico ma anche per le scelte che in
questi anni hanno prodotto un intollerabile immobilismo.
La paralisi amministrativa è stata determinata in gran parte
dalle scelte sbagliate sul personale e sui dirigenti. Vi sembra
giusto che l'ingegnere Lo Monaco si occupi ad interim oltre che
della Protezione Civile anche di acque e rifiuti? Oppure che
l'architetto Tolomeo oltre a dirigere il Corpo forestale abbia
anche la responsabilità dell'energia? O che il dottore Felice
Bonanno, responsabile della programmazione, abbia avuto in seguito
attribuite la pubblica istruzione e la formazione professionale?
Perché, dopo due anni, non si fanno i contratti ai dirigenti?
Perché si lascia la burocrazia nell'incertezza? Perché si nominano
dirigenti senza i requisiti per poi revocarli e non difenderli?
Allora, ci sono problemi di carattere concreto che riguardano la
macchina amministrativa.
A me dispiace perché devo parlare di una persona che stimo -
stimo entrambi gli assessori seduti in questo momento al tavolo
del Governo - ma l'assessore Centorrino sa che il sito
dell'Assessorato alla Pubblica istruzione non è aggiornato da sei
mesi e che non c'è alcuna certezza rispetto anche alle note che
l'assessore invia alle scuole; non si sa se vengono ricevute o
meno.
Allora, bisogna superare al più presto questa vicenda dei
dirigenti perché abbiamo la responsabilità di utilizzare
pienamente i fondi che ci vengono attribuiti nel programma
comunitario 2007-2013.
Sarebbe devastante, in una realtà come la Sicilia, se non ci
fosse il massimo dell'impegno e della mobilitazione e senza
Dipartimenti e dirigenti responsabili il lavoro della
programmazione diventa arduo.
Chiedete ai funzionari della programmazione cosa hanno dovuto
fare in questi giorni per chiudere il programma 2000 e 2006. Salti
mortali perché andavano nei Dipartimenti e non trovavano nessuno
che si assumeva la responsabilità.
Credo che senza stabilità si blocchi tutto e non è giusto che in
una Terra come la Sicilia qualcuno non si assuma la responsabilità
di rilanciare la macchina amministrativa perché, senza il
contributo della burocrazia, non possiamo fare niente.
Dicevo che ci sono ragioni di carattere politico: quale politica
economica è stata avviata? Quali investimenti sono stati fatti ed
in quale direzione? Qual è l'idea di Regione? Qual è il modello di
sviluppo?
Vorrei capire quali sono le priorità.
Il Presidente della Regione ha parlato di alleanze, di
laboratori, di scenari nuovi. Non sarebbe stato meglio aprire ad
un confronto serio sui contenuti, sulle questioni reali, sui
problemi da risolvere, su quello che serve veramente ai siciliani?
Pensando alla condizione dell'attuale classe dirigente, mi viene
in mente un passaggio significativo che ritroviamo nella seconda
lettera di San Paolo ai Tessalonicesi: Non fanno nulla pur
essendo sempre in agitazione , ed i cittadini siciliani lo sanno.
Manca un progetto organico; le poche iniziative assunte non sono
inserite in un quadro programmatico chiaro.
La riforma della formazione professionale, quella delle aree di
sviluppo industriale, la legge quadro sui servizi sociale, la
soppressione degli enti inutili, la riduzione dei deputati
regionali, non pensa, onorevole Lombardo, che siano più urgenti
della soppressione delle province, che non si potrà fare per
questioni tecniche e di carattere legislativo?
Questo provvedimento, infatti, presenta delle oggettive
difficoltà.
Il nuovo testo dell'articolo 114 della Costituzione dispone,
infatti, che la Repubblica è costituita dai comuni, dalle
province, dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo Stato
ed è stato già confermato più volte dalla dottrina e dalla
giurisprudenza costituzionale che tutti questi enti sono elementi
costitutivi della Repubblica.
Non si può escludere, pertanto, il rischio di impugnativa di
incostituzionalità valevole anche per le Regioni a Statuto
speciale.
So bene che alcuni colleghi nicchiano, così come so bene che
abbiamo competenza esclusiva in materia di enti locali, a seguito
dell'articolo 14 e 15 dello Statuto, ma non è detto che in questo
caso si possa derogare in presenza di un ordinamento di carattere
generale che si potrebbe applicare anche per le Regioni speciali
e, in ogni caso, è preferibile una legge di carattere
costituzionale e non una legge ordinaria per abolire le province.
Ma se vogliamo intervenire sui costi della politica, non capisco
perché non cominciamo mai dalla Regione; perché non cominciamo
dalla Regione e pensiamo sempre agli altri; pensiamo alla
provincia: abbiamo eliminato le indennità dei vicepresidenti dei
consigli comunali e dei consigli provinciali. Non credo che se i
due vicepresidenti dell'Assemblea, anziché ricevere 5 mila euro al
mese in più, oltre allo stipendio ordinario, si fossero ridotti di
500 euro la loro indennità, sarebbe successo qualcosa di
scandaloso.
Per potere riformare dobbiamo essere credibili e dobbiamo auto
riformare prima noi stessi.
Da questo punto di vista, la mia proposta di riduzione dei
parlamentari arriverà in Aula grazie all'impegno - lo devo
riconoscere - dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e del
Presidente Cascio.
E non è una sfida; è la costituzione oggettiva di un segnale che
dobbiamo dare in questo periodo di federalismo.
Tutto l'orientamento della politica nazionale è per la riduzione
dei senatori, dei deputati nazionali, molte Regioni hanno ridotto
i loro consiglieri.
Vorrei capire se prevalgono gli interessi di chi pensa di perdere
il seggio o se prevalgono, invece, gli interessi di cinque milioni
di cittadini siciliani che aspettano una risposta concreta. Sarà
il momento anche della chiarezza e vorrei capire qual è
l'orientamento del Governo, che su questo aspetto non si è mai
pronunciato.
So che negli organismi del Partito Democratico è stato deciso di
sostenere il governo Lombardo, ed è legittimo, non sottovalute
anche i risultati ottenuti dal mio partito, perché non è cosa di
poco conto sapere che nei territori il PDL e l'UDC sono in grande
difficoltà, ma mi amareggia sentire alcuni colleghi che
individuano tutti coloro che non sono con Lombardo come quelli
nostalgici del cuffarismo' e del berlusconismo'. Mi amareggia
perché chi mi conosce sa che in questi anni sono stato oppositore
rigoroso ed intransigente di Cuffaro e di tutto il centrodestra e
quindi non consento ad alcuno di dare giudizi su comportamenti che
sono sotto gli occhi di tutti e che si possono anche valutare
sulla base degli atti parlamentari prodotti.
C'è un rischio, onorevoli colleghi, ma mi auguro che questo
Governo riesca a dare risultati concreti ai siciliani. Il mio
atteggiamento dipende da quello che farà Lombardo, che dice di
avere gli stessi obiettivi del PD: lo dimostri eliminando gli
sprechi, i privilegi, gli arbitri, emarginando gli affaristi e i
trasformisti.
Occorre saper dimostrare di lavorare per il bene di tutti. E'
necessario entrare nel nodo delle questioni reali.
Dal presidente Lombardo non ci aspettiamo proclami ma risposte
concrete sulle riforme da realizzare e sulle tante sfide presenti
nella nostra Isola. C'è una Commissione, onorevole presidente
Lombardo, della quale faccio parte, che è la Commissione
Statuto', che dovrà rilanciare la propria iniziativa, perché il
rischio è che la trattativa sul federalismo venga condotta tutta
sui rapporti di forza e sugli equilibri nazionali. Abbiamo il
dovere di fare una nostra proposta perché già alcuni articoli
dello Statuto sono stati sviliti: la Corte Costituzionale si è
pronunciata contro l'articolo 37, il Fondo di solidarietà previsto
dall'articolo 38 è stato ridimensionato negli anni fino a ridursi
a nulla. Allora, di fronte ad una politica antimeridionalistica e
contro la Sicilia del Governo Berlusconi, non possiamo rimanere
inerti senza avanzare una proposta per difendere le prerogative
dell'autonomia e del nostro Statuto.
Non ci sono ragioni per mutare il mio comportamento di questi
ultimi mesi, che non è un comportamento di una persona estremista
o totalmente antagonista, perché ho sempre cercato di privilegiare
il bene comune e spesso ho votato provvedimenti di legge, anche in
dissenso al mio partito. Però, mi aspetto che ci sia un vero salto
di qualità sul piano economico, nei provvedimenti contro la crisi,
a favore dei disoccupati, a favore del reddito delle famiglie. Se
non ci saranno novità, le mie valutazioni continueranno ad essere
negative sia nei confronti dell'attività del Presidente, sia nei
confronti delle scelte del mio partito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono ancora iscritti a parlare
gli onorevoli Falcone, Bufardeci, Caputo, Caronia, Lo Giudice,
Corona, Marrocco, Buzzanca, Musotto, Lupo, Vinciullo, Limoli,
Scammacca della Bruca, Rinaldi, Faraone e D'Asero. A conclusione
degli interventi, si procederà con le votazioni degli ordini del
giorno presentati.
GIANNI. Signor Presidente, le ricordo che ho chiesto di
intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, lei può parlare per dichiarazione
di voto sull'ordine del giorno.
E iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho neanche
avuto il piacere di conoscere la nuova Giunta di Governo, il nuovo
Governo regionale.
Mi dispiace che nessuno in quest'Aula abbia evidenziato che a
questo Parlamento siciliano, e non tanto ai siciliani, non è dato
ancora conoscere visivamente, e per alcuni casi nemmeno sotto il
profilo anagrafico, i nomi, le personalità, la caratura dei nuovi
componenti di questo Governo regionale. Abbiamo, invece, sentito i
trionfalismi di qualche esponente del Partito Democratico che ha
parlato di periodi di stagione complessa, ma al contempo di una
stagione straordinaria perché, a suo dire, viene meno il
centrodestra in Sicilia.
Si sta archiviando una stagione e se ne sta aprendo un'altra. Si
è archiviata una stagione del mal governo, e si è aperta invece
una grande stagione di riforme, di iniziative, di provvedimenti. E
li abbiamo visti infatti, abbiamo visto quali sono state tutte
queste iniziative.
Allora stasera dovremo, seppur in assenza del presidente
Lombardo, continuare a parlare, perché alla fine comunque un
giudizio politico, ma anche amministrativo, questo Parlamento lo
deve esercitare, e noi parlamentari del Popolo della Libertà non
ci esimeremo sicuramente, così come non ci siamo sottratti alla
volontà ed al giudizio popolare ogni qual volta il popolo ci ha
chiamati a sottoporci ad un giudizio, che è quello elettorale.
Qualche altro invece, a prescindere da un giudizio elettorale,
ritiene di poter governare non col mandato della gente, ma con un
gioco di Palazzo. Va bene Saranno poi gli elettori a decidere. Il
presidente Lombardo dopo la candidatura sebbene con un partito non
di maggioranza relativa, veniva eletto col 64 e oltre per cento
del consenso dei suffragi elettorali, di quel centrodestra che a
livello nazionale eleggeva il presidente Berlusconi, di quel
centrodestra più l UDC che a livello regionale eleggeva il governo
Lombardo.
Ad un certo punto il Presidente ha deciso di stravolgere e di
cambiare ma, paradossalmente, ha cambiato non soltanto la
coalizione, ma anche le regole del gioco, il programma. Oggi ho
sentito parlare qualche collega con toni trionfalistici sulla
novità del programma. E, invece, siamo stati collocati
all'opposizione, perché siamo stati l'anomalia di Lombardo,
l'anomalia di questo Governo siciliano. L'anomalia di questo
Parlamento siciliano è che chi ha ricevuto il suffragio, il
mandato per andare a governare, è stato collocato all'opposizione,
e chi invece era stato bocciato dalla gente, come la Finocchiaro,
che se ne è scappata a Roma, non si è voluta insediare qua in
Sicilia, in questo Parlamento a rappresentare il vessillo
dell'opposizione.
Certo, a Roma è molto più facile rimanere dai banchi e dalla
prestigiosa responsabilità di capogruppo sebbene di minoranza,
anziché essere qua in quello scranno dove oggi siamo chiamati a
relazionarci con i siciliani. Ed allora quali sono state le
iniziative di questo Governo, in un anno e mezzo? Attenzione il
Lombardo ter non nasce così per caso, ma nasce per un patto sulle
riforme tra il Partito Democratico e il Movimento per l'Autonomia
con una parte, se vogliamo, del Gruppo Sicilia, che ha capito oggi
di avere sbagliato.
In questo anno e mezzo, quali riforme ha fatto quel Governo? Ha
fatto quelle riforme soltanto perché c'è stato il contributo
fattivo e costruttivo del Popolo della Libertà. Noi, come Popolo
della Libertà, abbiamo portato in quest'Aula decine e decine di
emendamenti migliorativi. Mi riferisco alla finanziaria, alla
legge di bilancio, alle cooperative edilizie, mi riferisco alla
legge sul contenimento della spesa della finanza locale, mi
riferisco alla razionalizzazione e alla riduzione degli enti
inutili, mi riferisco alle norme sul credito di imposta ed alle
norme sullo sviluppo.
Ma di tutto questo, oggi, assessore Centorrino, lei che è nuovo
ma già ha fatto parte del precedente governo Lombardo,
cos'abbiamo? Cos'ha questa Sicilia sulla riforma dei rifiuti?
Mi dispiace che l'assessore Pier Carmelo Russo lasci la sua
delega. Questo Parlamento ha approvato una norma, salvo poi
metterla in un cassetto con una sua circolare. Dove sono andati a
finire i 27 ATO? Li avevamo dovuti ridurre e sono tutti là perché
c'è una circolare sua, caro assessore Russo, che ha congelato la
riduzione, la razionalizzazione.
E la norma sugli enti inutili? Che fine ha fatto quell'articolo
che riduceva gli enti inutili? Che fine ha fatto quell'articolo
che conteneva le spese, gli sprechi della finanza pubblica?
E allora ecco perché dall'altro lato abbiamo visto che c'erano
altre riforme che il PDL non ha votato ed ha osteggiato, come la
legge sul Piano casa. Parlate con gli ordini professionali, con le
categorie e chiedete quale ricaduta economica positiva il Piano
casa ha avuto in questa Sicilia in tutti questi mesi. Nessuna E
questo perché quando il PDL aveva gridato alla inutilità di quella
norma non aveva sbagliato.
Ed allora, ecco che il Popolo della Libertà, nel governo Lombardo
ter, non è stato un partito ostruzionistico ma abbiamo
contribuito, abbiamo lavorato ed oggi chiediamo che le riforme che
abbiamo concorso a realizzare vengano attuate. Non possiamo
accettare che non ci sia un decreto attuativo, un provvedimento
amministrativo che acceleri la spesa.
Ma qua non si effettua nemmeno la spesa, abbiamo una spesa
comunitaria che è pari al 2 per cento, altro che Tremonti o i
fondi FAS. Prima dobbiamo spendere i 6 miliardi e mezzo che
abbiamo.
Questo Governo deve spendere i soldi ed il presidente Lombardo
deve mettere nelle condizioni gli assessori di potere accelerare
razionalizzando, qualificando la spesa pubblica. Abbiamo sentito
parlare, inoltre, della riforma degli Istituti Autonomi Case
Popolari, un territorio conquistato dal Governo, dal partito del
Presidente, un territorio diventato però anche esempio di
inefficienze, e non lo diciamo noi, lo dice il Presidente.
E poi ha parlato anche delle ASI, dei 700 posti di sottogoverno.
Ma il Presidente sa di cosa parliamo? Un componente del Consiglio
generale prende 80 euro a seduta e si riunisce una volta all'anno.
Parliamo di 56 mila euro a fronte di un buco di 2 miliardi di euro
che questa Sicilia si trova nelle casse regionali.
E allora, siamo pronti a sostenere tutte quelle iniziative
legislative che siano nell'interesse di questa Sicilia ma
pretendiamo, altresì, che chi ha la responsabilità gestionale ed
amministrativa ponga in essere con provvedimenti certi, razionali,
equilibrati, quelle riforme anziché vedere il valzer' di
direttori generali interni che vengono messi fuori e dentro,
direttori generali esterni, salvo poi metterli di nuovo fuori
perché un'osservazione della Corte dei Conti dice che non
potevano, non avevano i titoli. E allora, cerchiamo di non cadere,
di non scivolare su questi strafalcioni. Cerchiamo di dare
coraggio, respiro, dignità e speranza a questa Sicilia.
Altro che connivenze. Altro che compromesso storico. Noi dobbiamo
raffrontarci fra due anni e mezzo con gli elettori, e poi là
vedremo se ha ragione l'onorevole Cracolici o se ha ragione chi si
pone in verticale ed in coerenza con il popolo siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente dell'Assemblea, assessore Centorrino,
che rappresenta l'intero neonato Governo di questa Regione, il
quarto Governo in due anni, onorevoli colleghi, la politica a
volte viene confusa nelle parole e, sentendo l'intervento
programmatico del Presidente della Regione della scorsa seduta,
per un momento ho pensato di essere stato eletto parlamentare in
un'altra Regione di Italia, dove tutto funziona, dove tutto è a
posto, dove l'economia è forte, dove i disoccupati sono in
diminuzione.
Credo che la Sicilia non meriti un pifferaio magico né un
incantatore di serpenti: la Sicilia ha bisogno di un Governo.
Allora, vorrei leggere per un momento all'assessore Centorrino,
che rappresenta il Presidente della Regione, i titoli di alcuni
giornali che non sono quelli del presidente Berlusconi ma sono
quotidiani finanziari nazionali: Sicilia: fatturato in calo ed
aumento dei disoccupati , Istat: aumentano gli emigrati dalla
Sicilia , Agricoltura, la Sicilia perde quote di marchi di
qualità , L'Istat, diminuisce la spesa delle famiglie siciliane ,
La Sicilia tra le regioni che hanno determinato il calo più
consistente , Prodotto interno lordo: la Sicilia arretra come un
gambero , Disoccupazione: primato della Sicilia , Istruzione,
ambiente, occupazione: Sicilia fanalino di coda del Paese ,
Istat: spesa media mensile famiglie 2010, 1,7 in meno; Sicilia
ultima , Sicilia, riappare lo spettro della povertà , Sicilia
donne e lavoro, due donne su tre fuori al mercato del lavoro , In
Sicilia il top della disoccupazione, maglia nera alla Regione .
C'è un primato: La Sicilia vince il primato della pioggia .
Lombardo è riuscito a fare piovere in Sicilia. Mi riferisco anche
a lei onorevole Cracolici, che per un momento non ho capito se
contende al Presidente della Regione la palma dell'incantatore di
serpenti oppure della piccola vedetta lombarda, perché guardate
questo Governo è stato definito il governo peggiore della Sicilia
ed è stato presentato come il Governo delle riforme.
I miei colleghi sono stati tutti bravi a smentire questo assioma
che Lombardo con il PD ha fatto le riforme: la Sanità è allo
sfascio; il 118 è stato ricostituito con 13 milioni di euro di
aumento; per quanto riguarda i rifiuti, abbiamo fatto la legge, e
il sistema è peggiorato rispetto a prima della legge; abbiamo
fatto la legge sull'acqua - ricordo i manifesti del PDI: L'acqua
è di tutti - e le società d'ambito continuano a gestire il
servizio idrico integrato in Sicilia.
Credo che non dobbiamo compiere soltanto il rituale della replica
alle dichiarazioni del Presidente, sarebbe un fatto statico ed
offenderebbe l'intelligenza e la storia di questo Parlamento.
Abbiamo soltanto il dovere di fare la radiografia di quello che in
questo momento rappresenta l'esperienza del governo Lombardo e il
PD in Sicilia.
Onorevole Cracolici, onorevole Presidente della Regione -
presente l'uno e assente l'altro, ma parlare con l'uno è come
parlare all'altro -, voi non potete dire ai siciliani che oggi
comincia una nuova epoca politica perché ci siete voi
ufficialmente, perché Bersani ha detto benedico l'alleanza ed il
nuovo governo in Sicilia' oppure la Finocchiaro dice ci ho messo
la faccia e scommetto me stessa sulla stabilità di questo
Governo'.
Voi siete al Governo con gli Assessori indicati testualmente
dalle vostre componenti da un anno e quattro mesi. Tutto quello
che scrivono i quotidiani economici della Sicilia e gli enti che
fanno statistica sulle condizioni economiche della Sicilia, hanno
fotografato la vostra presenza al Governo e la vostra incapacità,
del PD e del Governo Lombardo di assicurare il futuro di questa
Sicilia.
Assume la Presidenza il vicepresidente Formica
La Sicilia è allo sbando sotto l'aspetto economico, sotto
l'aspetto programmatico, sotto l'aspetto occupazionale, sotto
l'aspetto gestionale.
Cari amici e colleghi parlamentari, non dimenticate che la
Regione siciliana è al dissesto economico, altro che DPEF La
Regione è al dissesto economico e non si è in grado di assicurare
i finanziamenti agli enti locali: e non dite che dovete fare la
riforma delle province
Cominciate, facendo dimettere, voi del PD e voi dell'MPA, i
vostri assessori ed i vostri consiglieri provinciali che sono
nelle giunte e nei consigli provinciali. Cominciate da ora
Ma abbiate almeno il buon senso e l'onestà intellettuale, e lo
dico al presidente Lombardo rappresentato dall'assessore
Centorrino, che questa cassata siciliana', che voi chiamate
Governo quarto, è indigesta al popolo siciliano.
Questo non è un Governo Voi non avete sconfitto il bipolarismo
Avete creato un bipolarismo del tutto nuovo in Sicilia, perché
sono in due a comandare in Sicilia: Lombardo con l'MPA e Lumia con
il PD. Tutti gli altri siete la legione straniera di questo
Governo Siete pezzi di partiti, siete singoli deputati, siete
gruppi staccati per la bramosia del potere e non potete avere la
dignità di chiamarvi partiti. Siete singole persone che avete
tradito i vostri elettori per avere una cuccia all'interno di
questo caos che si chiama Lombardo quater' e che si rivolterà
contro di voi.
Altro che buon lavoro Questo è il disastro della politica, altro
che scossa
L'onorevole Cracolici diceva di volere dare la scossa alla
Sicilia, ma avete provocato il terremoto in questa Sicilia. State
minando le fondamenta di questa Sicilia perché siete soggetti che
non avete né la dignità né la tradizione politica, non avete un
retroterra politico.
Tutti gli altri che siete entrati in questo Governo siete la
terza, la quarta e la quinta stampella e per un momento, cari
amici Deputati, onorevole Presidente, mi lasci tornare con una
vena di romanticismo politico ad un richiamo ai valori, alle idee
di Alleanza nazionale.
Mi rivolgo ai miei amici che oggi si chiamano Futuro e Libertà'.
Vorrei dire che due anni e mezzo fa eravamo nella stessa lista,
abbiamo combattuto le stesse battaglie contro la sinistra, abbiamo
sostenuto - ahimè noi - il governo Lombardo contro il partito di
Anna Finocchiaro.
Abbiamo chiesto ai nostri elettori del centrodestra, della destra
che veniva dalle file del Movimento sociale italiano, di andare a
votare un governo che era contro l'avanzata delle sinistre e
adesso voi, amici miei, dell'ex AN avete tradito i vostri elettori
e dovete spiegare nei territori, voi della destra italiana, che
andate a votare contro il Popolo delle Libertà e con il PD e con i
comunisti al governo in Sicilia.
Questa è una vergogna Questa è una offesa, e la pagherete cara
dal punto di vista politico perché vorrei vedervi quando tornerete
all'interno dei vostri collegi elettorali e dovrete spiegare che
voterete insieme a quelli che avete combattuto e contro quelli con
i quali siete stati eletti. Questa è la confusione politica. E la
politica ha una sua logica, la politica ha i valori, si formano
alleanze, programmi e progetti.
Una parola, Presidente, a questa Giunta che devo dire è
prestigiosa da un lato per i nomi ma che ha soltanto un obiettivo,
quello di blindare in questo preciso momento politico e storico il
Presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Abbiamo una giunta
che non saprà parlare ai siciliani perché i docenti universitari,
perché i professionisti, perché i magistrati, perché i prefetti,
non sanno parlare la lingua del popolo, non conoscono le esigenze
del popolo, non conoscono i bisogni degli amministratori.
Voi non sapete che cosa significa parlare con chi ha bisogno
E un'ultima parola vorrei dirla sull'autonomia del Presidente
della Regione. Ma quale autonomia? Poc'anzi si parlava di
un'autonomia tradita, ma questa è una autonomia da macchietta',
da cartone animato.
Si è visto mai un Presidente di un partito che si definisce
autonomista andare a fare l'attesa e l'anticamera davanti e dietro
la porta dei segretari di partito per farsi dare il timbro sul
governo? Ognuno di voi, assessori, ha un nome e un'appartenenza
politica, ma quale autonomia?
Questo è il Presidente della Regione più dipendente dalle
segreterie di partito, il meno autonomo che esista. E' il
Presidente della Regione che ha subito i ricatti politici per fare
un governo che gli deve consentire soltanto di passare un momento
storico. Questa non è la riforma, non è il cambiamento, non è il
colpo d'ala. Questo è un Governo che sta mortificando la Sicilia,
ma un Governo che ha il pregio di essere da una parte, la
minoranza di questa Regione e, cari parlamentari, quando voi dite
che siete all'opposizione, dovete essere orgogliosi perché siamo
all'opposizione qui dentro ma siamo nella maggioranza nel Paese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno a parlare
da questo podio dopo circa dieci anni, e già per me tutto questo è
motivo di emozione. Emozione maggiore vista l'importanza di questo
dibattito, nel quale intervengo anche a nome dei miei amici, dei
miei colleghi che fanno riferimento all'area di Gianfranco
Miccichè, per dire innanzitutto in maniera diretta, chiara,
inequivoca, la nostra assoluta contrarietà a questo Governo.
Mi dispiace che il presidente Lombardo non sia presente in questo
momento in Aula, ma lui sa, gliel'ho detto più volte anche in
altre sedi, che la Sicilia in questo momento di tutto ha bisogno
tranne che di questa operazione politica. Questa è una operazione
politica che serve soltanto al presidente Lombardo, non serve
assolutamente ai siciliani.
Abbiamo discusso lungamente in queste giornate di dibattito, in
questo confronto che vi è stato, se si tratta di un ribaltone, di
una operazione di trasformismo o meno. Ma vedete, quando dei 61
deputati che hanno portato Raffaele Lombardo alla Presidenza di
questa Regione, togliendo i 13 dell'MPA, soltanto una decina di
quel numero così significativo, di quella vittoria che venne
salutata come un trionfo, come lo stappare via l'opposizione,
l'eliminare sostanzialmente il PD dalla scena politica, ripeto,
quando soltanto una decina fanno parte di questa nuova
maggioranza, mi pare che è nei numeri che si tratta di un
ribaltone, perché si è sostituita ad una maggioranza altra forza
politica. Che a quel numero significativo di circa 40 parlamentari
del centrodestra si siano sostituiti circa 27 deputati del PD che
furono sconfitti il 13 e 14 di aprile, mi pare sia un dato
oggettivo ed inequivoco.
Il presidente Lombardo ha parlato molto spesso di una grande
operazione rivoluzionaria, di una grande operazione che vuole
riformare, cambiare la Sicilia, ma credo che sia nei fatti che
questa sia un'operazione che porta lo spostamento della
maggioranza da centrodestra ad uno spostamento evidente ed
inequivoco nell'area del centrosinistra, guidata dal
centrosinistra.
Questo non è un momento politico esaltante per la Sicilia, non è
neanche uno dei tanti momenti in cui la Sicilia è stata
laboratorio. Ma laboratorio di che? Si è andati a Roma dal
segretario Bersani ad avere il via libera E' Bersani che ha
consentito sostanzialmente che l'area dei finiani avessero due
assessori. Si è andati da Bersani a pregarlo di consentire che a
fare parte del Governo continuasse ad essere l'onorevole Nino
Strano. Si è andati a Roma per avere poi il via libera in un altro
strappo interno al PDL dal Presidente Fini ed ancora di più quello
che è accaduto nell'UDC.
L'UDC siciliano a stragrande maggioranza ha detto no a questa
ipotesi di Governo e viceversa, nonostante soltanto 3 dei deputati
che formavano il Gruppo dell'UDC abbiano detto sì a questo
ribaltone, si è avuto poi questo tipo di maggioranza. Si è
addirittura rotto un partito, se ne sta formando uno nuovo:
Italia Domani , se non è evidente che a questo punto di siciliano
e di autonomo rispetto alla nostra Isola non c'è niente Ditemi
voi Quale paragone possiamo fare con il 1958, quando un grande
siciliano ruppe l'asse siciliano proprio perché voleva dimostrare
di non essere assolutamente dipendente come era stato prima e
come, purtroppo, è stato dopo nei confronti dell'allora potente
di turno, il premier era Amintore Fanfani.
Poi, troppe volte prima del '58 e dopo il '58 chi era capo del
Governo a Roma determinava le maggioranze ed il nome del
Presidente della Regione in quest'Aula Che cosa andiamo a
paragonare: quella operazione con questa? Si è detto che questo è
un Governo tecnico: questo tutto è tranne che un Governo tecnico
Questo è un Governo assolutamente politico perché ha spostato la
propria bussola ed il proprio asse nel centrosinistra.
Compongono questo nuovo Governo assessori che non sono politici -
diciamo così - che non hanno un ruolo di parlamentari, persone
tutte - per carità - assolutamente rispettabili, con alcuni di
loro ho avuto l'onore ed il privilegio di collaborare in vari
ruoli nella mia attività parlamentare di assessore, per carità,
ma, vivaddio, una Sicilia in cui non c'è capannello di persone,
non c'è manifestazione, non c'è dibattito nel quale non si faccia
una considerazione che è quella: la Sicilia è ingessata, la
Sicilia vive di una drammaticità che è quella di accentrare e
concentrare tutto nelle mani del nostro Presidente, che già questa
abitudine la portava avanti in un momento diverso, quello di un
Governo politico, nel quale ricordavo che in precedenza, lo
stesso PD che ha dato appoggio ad alcune riforme era molto pudìco,
era quasi refrattario come dire: ma noi non ne facciamo parte ,
quante volte ho sentito colleghi del PD dire: ma noi non siamo
nel Governo, noi non siamo in maggioranza , proprio perché era una
cosa diversa.
Oggi, invece, è il PD che guida, non foss'altro, come ho detto
poc'anzi, per la logica dei numeri: 27 deputati su una cinquantina
sono oggettivamente l'asse portante di questo Governo.
Ma voi pensate che in una Sicilia nella quale si dice,
giustamente, che vi è una grandissima difficoltà nella nostra
spesa, nella nostra capacità di attrattiva, serve ancora la bega
di un Governo che dibatte ancora e dibatte in una maniera - se mi
permettete - anche squallida, perché a distanza di pochi giorni,
in alcuni casi potremmo dire, di poche ore, si vede la compagine
cambiata: un importante dirigente chiamato ad un ruolo tecnico
all'interno di un Governo politico, viene già sostituito.
Il primo momento della Giunta e la presentazione della nuova
Giunta non vede la presenza dei due assessori dell'area di Futuro
e Libertà , ma qual è l'immagine che diamo alla Sicilia? Quella
che i siciliani volevano sperando in una capacità di spesa e di
intrapresa, ribadisco - mi dispiace che il Presidente non sia
presente in questo momento in Aula - ma chi è stato con me in
Giunta, durante questo periodo, sa che praticamente non c'era
Giunta che non concludevo dicendo: Raffaele, quello che serve
alla Sicilia e quello sul quale saremo eventualmente valutati sarà
la nostra capacità di spesa; senza la spesa, senza i cantieri,
senza l'avvio dei consumi non c'è economia, non c'è salvezza, non
c'è rilancio della nostra occupazione, non c'è rilancio della
nostra Isola
E quando questo avviene in presenza non soltanto di risorse, ora
ho sentito il collega ed amico Cracolici che ha fatto un
ragionamento secondo il quale lui è qui al Governo solo per il
bene della Sicilia, per carità, ognuno può sostenere quello che
vuole, ma dire che lui è qui per il bene della Sicilia è
chiaramente e palesemente una falsità Si approfitta di una
condizione che in questo momento il presidente Lombardo offre pur
di andare avanti, non so per quali prezzi e non so per quali
ragioni e, va avanti con una logica di governo che nulla ha che
fare con il bene della Sicilia, questo è il bene di Raffaele
Lombardo, che non è assolutamente detto che sia il bene della
Sicilia.
Perché quando una Regione non riesce a spendere i fondi che ha,
è un problema; che il Governo nazionale debba dare le risorse per
i FAS è pacifico, siamo stati i primi a sostenerlo e continueremo
a farlo, ma per carità evitate di dire che le colpe sono del
Governo nazionale quando ci sono risorse importanti - qualcuno li
stima vicino a 2 miliardi di euro - che non spendiamo. Quando vi
sono investimenti sui quali si può essere d'accordo o non
d'accordo, come quelli dei rigassificatori, ma quando vi sono gli
enti preposti che garantiscono con i loro pareri che le ragioni
prioritarie della sicurezza sono garantite, fare durare le
procedure anni, le conferenze dei servizi che non escono i verbali
dopo mesi, è un male alla nostra economia
Come possiamo sperare che si venga in Sicilia a spendere, come
possiamo essere attrattivi Ma lo avete verificato dimenticando
solo per un attimo la questione dei rigassificatori che è
fondamentale E ne parlo perché nel mio territorio, nella mia
provincia è, a mio avviso, elemento fondamentale non soltanto come
opera in sé per quello che significa rigassificatore, ma per
quello che può comportare come rilancio della intera zona
industriale che sta morendo e morirà.
Ditemi voi perché si debbono mantenere ancora investimenti nella
nostra Isola quando ci vogliono anni per avere anche un no. E
ancora si mantiene questa posizione.
Ma lo avete visto? Nell'energia solare siamo stati come regione
più irradiata in assoluto nel Mezzogiorno e nel nostro
Mediterraneo superati dalla Puglia, altrettanto regione del
Mezzogiorno, ma, vivaddio, la Sicilia poteva sperare che ci fosse
una capacità di spesa ed una spesa di autorizzazione che evitasse
di potere esaltare un presidente comunista quale Nicky Vendola,
che ci sorpassa per dieci volte tanto in termini di capacità che
di energia solare. E siamo superati dal Trentino Alto Adige, dal
Piemonte e dalla Lombardia
Sono queste le ragioni per le quali dico che questo Governo non
serve alla Sicilia, questo Governo è un ribaltone', questo
Governo è uno spostamento a sinistra perché lo hanno dichiarato:
strategicamente vogliamo lavorare non soltanto per l'oggi ma
anche per il domani. Vogliamo creare la base elettorale anche per
il rinnovo non soltanto della prossima Assemblea, ma anche per gli
enti locali. Insieme vinceremo ovunque. Lo hanno detto, lo hanno
dichiarato.
Ebbene se non è ribaltone questo Una dichiarazione, tra
virgolette, di guerra, che cosa è? Se non è ribaltone? E alla
Sicilia serviva tutto questo
Concludo Presidente, mi siano concessi - ho visto che a molti
colleghi sono stati tollerati molti minuti - pochi secondi ancora.
Alla Sicilia serviva, viceversa, un governo che operasse fuori
dagli schemi magari, e ricorderete la provocazione che lanciammo
anche al PD quando dicemmo al PD di svincolarsi dalla logica
romana e di fare un PD Sicilia per dichiararsi autonomo. E avete
visto quello che è successo? Sono stati immediatamente rimbrottati
e rimandati a casa dal segretario Bersani, determinante viceversa
nel via libera a questo Governo.
Alla Sicilia serviva sedersi attorno ad un tavolo, determinare le
tre, quattro emergenze e per primo non fosse altro per averla
curata questa rubrica e avere sperimentato quanto importante è
l'agricoltura tra queste emergenze ed insieme lavorare per fare
quell'opera senza ulteriori lacerazioni, senza ulteriori strappi,
senza ulteriori balletti di responsabilità con il governo
nazionale sui fondi. Occorreva tutt'altro: non un Governo che è un
ribaltone ed è utile soltanto al presidente Lombardo che deve
imparare, mi permetto di dire, ad operare il concetto principale:
io appartengo a chi ritiene che si è buoni amministratori quando i
soldi che si hanno si spendono non quando si lasciano in avanzo di
amministrazione che altri avranno o quando non si spendono
bloccando l'economia o quando non si dice subito un sì,
preferibilmente, o un no super motivato, rispetto alla capacità di
intrapresa che viene chiesto come intervento e come investimento
della nostra Terra
Per questo la nostra posizione è assolutamente contraria e ci
auguriamo che in questo scorcio di tempo che ritengo sarà comunque
breve per quella che è l'esperienza che sulla mia pelle ho per
primo sperimentato della durata dei governi del presidente
Lombardo, si vada quanto prima a votare perché si ritorni dagli
elettori per chiedere ad essi ciò che intendono come Governo della
nostra Regione, non attraverso le alchimie che servono soltanto a
chi le fa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli Colleghi, devo dire che
alla luce del dibattito che si sta attuando oggi, in questa Aula,
ho un momento di smarrimento, non posso negarlo. Non voglio
assolutamente infierire, anche perché ho stima personale della
persona e del professionista ex assessore Bufardeci, però queste
sue ultime riflessioni mi lasciano un po' perplessa, non posso
negare a me stessa questo momento di perplessità perché sì, devo
dire, è vero il ribaltone c'è stato, il ribaltone c'è ma non è
sicuramente avvenuto soltanto oggi.
Mi chiedo cosa sia successo in questi mesi che sono preceduti,
forse mi manca qualche passaggio, però credo che di questo
ribaltone e di questa situazione di cui, appunto, l'onorevole
Bufardeci ha parlato sinora, ne siamo a conoscenza già da un bel
po'.
Credo che questo non sia altro che l'ultimo atto, quello forse
più vero, quello che mette a nudo la realtà, si parla di
ribaltone, ribaltone adesso non diventa più una parola dietro la
quale si nasconde qualcuno, lo si dice apertamente, ma questo
ribaltone se vogliamo chiamarlo, vorrei mutuare un gergo dei
giocatori di dama: questo è uno scacco matto con quattro mosse
al volere del popolo siciliano
Io credo che si tratti proprio di questo perché si è consumata
passo dopo passo una politica che ci ha portato oggi, che ha
portato questo Governo a ribaltare quella che era la volontà del
popolo siciliano.
Ricordo ancora le geometrie variabili, le famose geometrie
variabili che hanno condotto personalmente me a fare una scelta
politica di allontanamento dal Partito, l'MPA, nel quale ero stata
eletta. Successivamente, abbiamo assistito a dei progressivi
momenti che vedevano un momento di riforme, le riforme che poi
sono diventate oggetto di manifesti che hanno riempito tutte le
città, queste fatidiche riforme che non hanno prodotto nulla.
Anche l'onorevole Bufardeci ce lo dice, ce lo ha detto, ed ha
fatto parte di questo Governo sino a qualche giorno fa, riforme
che sono state annunciate, proclamate, ma che non hanno sortito
alcun beneficio per i siciliani.
Ricordo ancora quella famosa notte della finanziaria quando si
gridò al benvenuto ad una importantissima riforma che era quella
che vedeva l'accorpamento delle società partecipate. Credo che si
stia ancora discutendo, e si discute da due anni, di come questo
accorpamento dovrà avvenire.
Se vogliamo mettere da parte l'ipocrisia diciamoci le cose per
come stanno, non ci prendiamo in giro. Questo è un ribaltone che
ha radici profonde e che ha delle radici nella volontà del
presidente Lombardo e di chi è stato con lui perché adesso
dobbiamo dare anche le responsabilità a chi fino ad oggi ha
permesso che questo tipo di Governo fosse in piedi, di rivoltare
quella che è la volontà dei siciliani, la volontà del popolo
siciliano che ha eletto e che ha votato un programma, non soltanto
gli uomini, ma anche un programma. Perché io durante il dibattito
ho ascoltato più volte le parole dei colleghi e sembra che quasi
tutto sia focalizzato sui partiti, sui soggetti, sugli individui,
ma credo che quello che il popolo siciliano ha votato con questo
Governo e votando noi, sia un programma politico, un programma
politico che era ben delineato con dei punti all'ordine del giorno
che sono stati totalmente stravolti. Perché la dichiarazione che
il presidente Lombardo ha fatto pochi giorni fa parla di
tutt'altro.
Ricordo bene ancora quando il presidente Lombardo incitava noi
dell'MPA - allora facevo parte di questa formazione - durante la
campagna elettorale a parlare di decentramento come cardine, come
elemento fondamentale.
Ora si parla di abolizione delle province ed a tal riguardo
vorrei leggere una dichiarazione del Presidente della Regione,
tenuta nella seduta del 18 giugno 2008, appena insediati, quando
disse: A proposito del lavoro non si può non dire una parola sul
tema della formazione professionale .
Ne abbiamo parlato in sede di riunioni delle province, di cui lui
è stato Presidente per lungo tempo, ed abbiamo verificato che
forse delegare queste materie o decentrarle alle province sia la
scelta più corretta. Ma credo che ci sia qualche incongruenza,
oggi si parla di abolirle, allora si voleva decentrare e dare alle
province la possibilità di occuparsi della formazione.
Evidentemente c'è qualcosa che non funziona.
E che dire poi della lentezza della macchina burocratica che il
Presidente della Regione ha condannato.
Io ricordo a me stessa ed a tutti voi che molti dei dirigenti
regionali da più di un anno lavorano ed operano senza che abbiano
un contratto regolarmente stipulato. Molto spesso i dirigenti
vengono a lamentare: non possiamo firmare, i decreti non possono
veder luce perché non abbiamo un contratto ; o ancor peggio
dirigenti che occupano più caselle perché, nell'attesa che i
giochi determinino gli ulteriori spazi si affida ad un singolo
individuo la responsabilità di cinque dipartimenti. Se esistono
cinque dipartimenti, evidentemente è necessario che ci siano
cinque direttori, è ovvio che cinque cose si faranno male, forse
se ne faranno due, ma cinque sicuramente no.
Allora, davanti a queste palesi incongruenze, credo che stiamo
assistendo ad una delle pagine più tristi della storia siciliana,
che nulla hanno a che vedere con il milazzismo, nulla hanno a che
vedere con quello che potrebbe essere l'onore dell'essere
Siciliani. Io credo che ben poco abbiano a che vedere con il
benessere dei Siciliani.
L'onorevole Cracolici ha citato l'Autonomia. Forse io, più di
altri, posso dirvi che in questa Autonomia ci ho creduto,
l'Autonomia, il partito del Presidente, non ha fatto altro che
professare questa famosa autonomia.
Ebbene, di autonomia all'interno di quella casa ce n'è ben poca
e avrete modo di vederlo anche voi, perché il Governo che è appena
stato varato sarà un governo monocolore, un governo in cui
soltanto il Presidente della Regione avrà il potere di scegliere e
decidere ogni cosa.
E purtroppo questo già si vede e si denota per il fatto che in
una settimana - questo è un Governo annunciato dal mese di maggio
- sembra che stia per costituirsi ma ad oggi, ad ora- non si sanno
ancora le deleghe che ciascun assessore dovrà andare a ricoprire,
e tutto questo non fa altro che rallentare quello che potrebbe
essere l'avvio di queste fatidiche riforme.
Io credo che la variabile tempo non sia una variabile
indifferente, mentre noi parliamo e dissertiamo c'è tanta gente
che muore di fame, c'è gente che è costretta ad andare fuori, al
Nord dell'Italia, a quel Nord che diventa forte a scapito nostro,
a scapito del Sud; c'è tanta gente che manda i propri figli a
studiare fuori, perché magari abbiamo la possibilità di finanziare
dei master che potrebbero qualificare i nostri giovani, ma
purtroppo la Regione tiene i bandi bloccati e non certo per colpa
dell'assessore Centorrino - lo voglio pure dire - perché ha
mostrato disponibilità, ma perché c'è una volontà centrale di
tenere bloccati circa un miliardo di euro del solo Fondo sociale
europeo, che avrebbero permesso a tanti giovani di qualificarsi ed
avrebbero permesso a tante imprese di arrivare qui trovando forza
lavoro immediatamente fruibile.
Io credo che, davanti a queste considerazioni, non si possa che
esprimere un parere assolutamente negativo e contrario a quello
che è stato questo ennesimo annuncio del presidente Lombardo.
Inoltre, posso soltanto augurarmi - e lo dico senza paura, perché
mi rendo perfettamente conto che potrei non essere presente nella
prossima legislatura, perché è chiaro che, quando si è sottoposti
al vaglio degli elettori bisogna anche avere l'umiltà di
dimostrare di aver fatto o non fatto, credo di aver dimostrato - e
spero di dimostrarlo sempre - un valore importante che mi è stato
insegnato dalla mia famiglia.
Si parlava l'altro giorno con il presidente Lombardo che i figli
a volte trascinano i genitori nelle idee nelle quali credono.
Allora, devo dire che invece debbo dare merito a quelli che sono i
valori che mi sono stati insegnati perché credo nella famiglia. Mi
è stata insegnata la lealtà e la coerenza, che non sono valori che
si possono buttare al vento. Sì, non paga, probabilmente in questo
momento la nostra fotografia, di chi si oppone, verrà distribuita
capillarmente a tutti i direttori dei dipartimenti, verranno fatte
delle riunioni per indicare coloro i quali dovranno essere
ricevuti e chi no, ma non temo questo, perché credo fortemente che
soltanto il ritorno alle urne possa dare a ciascuno di noi, a noi
siciliani, l'orgoglio di poterci chiamare ancora siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, assessore Centorrino, onorevoli
colleghi, mi auguro - e in questo credo di interpretare le
aspettative di molti siciliani - che la formazione del nuovo
Governo regionale metta fine all'incertezza politica di questi
ultimi mesi e faciliti quella necessaria stabilità istituzionale
entro la quale, Governo e Parlamento, ciascuno per le proprie
competenze, contribuiscano ad una nuova fase di elaborazione
politica e programmatica che porti all'attuazione di nuove riforme
ed a un virtuoso processo di crescita economica e sociale, così
come si aspettano i cittadini, così come ci impone il mandato
elettorale, facendo prevalere il senso delle istituzioni.
In molti, in questi mesi hanno invocato il ricorso al voto come
soluzione finale del contrastato rapporto che c'è stato tra le
diverse anime della maggioranza politica uscita dal voto delle
elezioni regionali del 2008.
Andare al voto sarebbe stato secondo me un grave errore. Perché
il ricorso alle urne non era una prospettiva certamente dettata da
una oggettiva impossibilità nel definire una nuova coalizione di
Governo ma, paradossalmente, l'espediente ultimo per impedire che
comunque un governo si formasse, ritenendo taluni di potere
anteporre calcoli politici ed elettorali ad un nuovo assetto
politico, seppure segnato da sostanziali mutamenti, che fosse in
grado di garantire governabilità.
La formazione di questo nuovo Governo avviene in un contesto
politico particolare. Il sostegno del Partito Democratico è
certamente un segnale cui guardare con interesse perché richiama
alla responsabilità istituzionale una componente importante di
questo Parlamento che, molto coraggiosamente, ha accolto la sfida
delle riforme. Quella sfida che altri hanno solo propagandato e
anzi avversato, almeno quando si è cominciato a capire che fare le
riforme avrebbe significato una netta inversione della pratica
politica, con scelte anche impopolari, anche la riforma sanitaria,
ma purtroppo necessarie. L'anomalia non sta dunque nella presenza
del PD in questo Governo, ma nell'assenza di altre forze politiche
che in campagna elettorale si sono intestate le battaglie del
rinnovamento e delle riforme e poi sono rimaste ostaggio di una
ricerca del consenso anacronistica e impraticabile.
Io non so se, come piace etichettare ai giornali, questo Governo
sia un laboratorio di sperimentazioni entro il quale coltivare
nuove aggregazioni politiche. Credo che questo sia attualmente un
aspetto secondario. Ciò che deve interessarci è che questo Governo
trovi la necessaria stabilità per fare quelle riforme che una ex
maggioranza apparentemente, solo apparentemente, granitica non è
riuscita a fare perché ostaggio di tatticismi, di veti incrociati,
di faide tra correnti, di personalismi.
Il problema, allora, non è se fare o no il terzo polo, se fare o
no una coalizione di legislatura, ma di creare le condizioni
perché il Governo lavori speditamente, agisca con efficacia,
assecondi le richieste di semplificazione normativa che provengono
dagli imprenditori, agevoli la libertà d'impresa, sostenga con
maggiori risorse le politiche sociali, completi il processo di
riforma sanitaria, elabori un grande progetto di rilancio
dell'economia puntando sul turismo e sull'innovazione dove le cose
da fare sono ancora tante, troppe.
Più che interessarci al laboratorio politico, allora, dobbiamo
impegnarci, carissimi colleghi, nel sostegno alle azioni
programmatiche memori di quello che è accaduto e cioè di come
mediazione politica, tatticismi, ambizioni personali, ricerca del
consenso disgiunta dalla responsabilità istituzionale portano,
purtroppo, ad una sterile pratica del potere per il potere, senza
alcun processo di cambiamento.
Questo significa, a mio modesto giudizio, restituire alla
politica, alla luce di quello che è accaduto in questi mesi, il
senso di una rinnovata missione in cui al centro del dibattito ci
siano la società, i suoi bisogni, le comunità, i giovani
siciliani, i lavoratori, gli anziani, la sanità, la solidarietà e
la famiglia.
Come ho già avuto modo di dire in altre circostanze ritengo che
a questo nuovo Governo debba riconoscersi un'apertura di credito
costituita dalle indicazioni programmatiche che il presidente
Lombardo ha già pubblicamente, la volta scorsa, rese note.
Un'apertura di credito come segno di responsabilità, carissimi
colleghi, rispetto al momento difficile che vive non solo la
Sicilia, ma l'intero Paese. Ce lo chiedono i cittadini, ce lo
impone il mandato elettorale, ce lo indica la nostra coscienza di
uomini delle istituzioni. Giudicheremo dunque questo Governo sulle
cose che saprà realizzare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha
facoltà.
CORONA. Signor Presidente, con tutta la nostra volontà non
riusciamo ancora a comprendere le ragioni che hanno portato il
presidente Lombardo a fare questo IV Governo ed il PD a votarlo e
sostenerlo, ed a volersi indirettamente sporcarsi le mani.
Non è facile per chi come me è alla prima legislatura capire
questo percorso politico del presidente Lombardo, però qualche
considerazione voglio farla perché siamo stati facili profeti
quando abbiamo detto al suo II Governo, quando lo abbiamo
ascoltato in quest'Aula e lo abbiamo sentito ripetere ciò che
aveva detto quando ha presentato il I Governo che Lombardo voleva
passare alla storia di questa Regione siciliana per raggiungere il
guinnes dei primati.
Nella buona sostanza, abbiamo detto che dopo il II Governo, dopo
l'ambo Lombardo già pensava al terno. E dopo aver fatto il terno
pensava alla quaterna, oggi lo ribadiamo ancora una volta perché
lo abbiamo anche ascoltato nell'ultima presentazione di questo
Governo che sta pensando al Governo quinquies, a fare cioè
cinquina. Se Lombardo non è presente qui, ancora una volta,
continua ad umiliare questo Parlamento siciliano.
Questo Parlamento siciliano è anche tutta la burocrazia ed i
tecnici di questa Regione siciliana, perché nel momento in cui ha
pensato di fare un Governo tecnico, ed è la prima volta nella
storia di questa Regione che non c'è più di un deputato in un
Governo che dovrà amministrare e dare conto ai siciliani,
significa che Lombardo ha raggiunto un altro primato. Come penso,
vorrà ancora continuare lungo questa strada se troverà sempre i
soliti che sostengono, senza averne ragioni, la sua follia sul
piano politico.
Io credo che andrà oltre il quinto Governo, se potrà. Il sesto,
il settimo. Ma già oggi dice che questo Governo è un Governo che
dovrà durare per tutta la legislatura.
Io non ci credo e sono pronto a scommettere che ci sarà a breve
un altro Governo.
Nel momento in cui Lombardo non è presente qui, ci umilia, perché
non ascolta il nostro intervento, non gli interessa quello che
dicono i rappresentati del popolo siciliano e, soprattutto, sarà
nei corridoi a promettere posti di assessorato per il prossimo
Governo, perché nel momento in cui già ha fatto questo Governo
pensa a farne un altro.
E' più bravo a disfare che a rifare. Cioè, nella sostanza,
applica quella politica del gambero che facendo un passo avanti ne
vuole fare altri tre perché si è reso conto di avere sbagliato.
Ogni Governo che fa, Lombardo perde pezzi, perde credibilità,
perde coerenza con l'elettorato.
Io apprezzo il presidente Lombardo, lo apprezzo soprattutto per
il suo coraggio, che è quello che, secondo me, lo contraddistingue
rispetto al resto del panorama politico. Però questo coraggio non
lo utilizza per diventare un eroe di questa Regione siciliana,
cioè non sacrifica la sua vita per gli altri. Questo coraggio lo
utilizza solo per difendere se stesso.
Ha avuto la capacità di fondare un partito per difendere se
stesso. E' il re dell'autonomia siciliana, ma mortifica
l'autonomia di questo Parlamento. Mortifica l'autonomia dei suoi
assessori. Ogni assessore non ha l'autonomia necessaria per
decidere e scegliere nell'interesse dei siciliani. Mortifica i
partiti che lo hanno sostenuto. Ha mortificato la coalizione,
mortifica oggi anche chi lo sostiene. Il presidente Lombardo ha
coraggio, ma non vuole e non può diventare un eroe perché nel
momento in cui un uomo non sa affrontare i problemi e si suicida
diventa un vile; se invece non potendo affrontare i problemi in
politica si consegna ai suoi nemici, ai suoi avversari, diventa un
traditore.
Ecco, Lombardo è un traditore ed un bugiardo, perché ci vuole
coraggio ad andare in televisione e dire che il PDL ha fatto un
ribaltone. Non è così Perché ha mortificato questo Parlamento
ribadendo che il Capogruppo del PDL, e tanti altri deputati, hanno
presentato una legge sulla riforma sanitaria, in contrasto con
quella presentata dal suo Governo, dal suo assessore Russo. Ma non
è così, perché il presidente Leontini ha presentato un disegno di
legge quarantatre giorni prima di quello che ha presentato
l'assessore Russo. E' casomai il suo Governo che si è messo contro
l'autonomia di un Gruppo, o dei gruppi parlamentari, o di questo
Parlamento che voleva certamente una sanità migliore, voleva
certamente dei tagli, voleva certamente ridurre gli sprechi, e
certamente voleva dare un servizio qualificato ai siciliani nel
settore della sanità.
Questo Governo ha risparmiato, come dice, un miliardo di euro, ma
i nostri concittadini sanno che non possono ottenere gli stessi
servizi sanitari di cui hanno bisogno e che debbono essere
legittimamente riconosciuti, perché certamente la sanità e la
salute sono un bene primario di questi nostri concittadini.
Dobbiamo guardare principalmente a loro, e non certo alla
contabilità.
Questo Presidente, in questi anni, in questi due anni e mezzo ha
già fatto quattro Governi, e lo ha fatto perdendo sempre pezzi,
perché il ribaltonista è lui, e lo sa benissimo
Infatti, con il secondo Governo scarica un partito alleato e,
nello stesso tempo, il giorno dopo, in rappresentanza del suo
partito, consente di eleggere all'interno della Commissione
Sanità', che è una Commissione importantissima di gestione, un
deputato del PD, del Partito Comunista Italiano che qui è ancora
presente per la logica che viene portata avanti in questo
schieramento. Certamente il ribaltone non lo abbiamo fatto noi, lo
ha fatto lui.
E quando noi abbiamo votato contro il PDEF, lo abbiamo fatto
perché abbiamo recepito quelle che erano le indicazioni della
Corte dei Conti.
Quindi, nessun ribaltone. Ci vuole veramente coraggio, ci vuole
una bella faccia tosta nel dire che il PDL ha ribaltato la
situazione. E' come quel bue che dice cornuto all'asino. Questo
Presidente è un mistificatore, è un soggetto politico, un caso
clinico, patologico, da studiare, passerà alla storia; lo sostengo
convintamente, perché sono stato per anni militante assieme a lui
all'interno di un glorioso partito che ha dato lustro a questo
Paese ed a questa Regione siciliana. Lì c'erano dei valori. Io
credo che Lombardo doveva guardare a quei valori, che sono quelli
della solidarietà, del servizio verso gli altri, verso il
territorio, verso tutti quelli che soffrono, verso i deboli, non
ha guardato in faccia nessuno, non ha fatto nulla per alleviare i
problemi di questa Regione, né nel campo economico, né nel campo
sanitario, in nessun settore. Oggi utilizza una amministrazione,
più che un governo di tecnici, che sono certamente qualificati, ma
che non possono avere contezza di quelli che sono i problemi reali
della gente, i problemi politici di questa nostra Regione, che
sono tanti.
Allora, sappiamo che fra qualche giorno verrà qui per fare un
quinto Governo, ma se farà un quinto Governo, allora è chiaro che
avrà raggiunto il massimo, ci dispiace di essere stati buoni
profeti, ma siamo convinti che andando avanti così non si otterrà
nulla, questa Regione è ingessata, non è governata, ma è soltanto
amministrata, finalizzando le risorse verso i suoi amici sindaci.
Ma tanto lui amici non ne ha, è un uomo solo che guarda solo a se
stesso, a difendere se stesso e non è capace di dare a questa
Regione un colpo d'ali che la possa portare avanti. Dice sempre le
stesse cose, predica bene ma razzola male. Promette ma non
mantiene. I siciliani sono stanchi, anche noi siamo stanchi e
vogliamo realizzare per questa Regione un sogno e dare speranza a
questi cittadini. Lui ha distrutto tutto
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marrocco. Ne ha
facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi preme
intervenire questo pomeriggio non solo per rappresentare il senso
di una posizione dell'area che fa riferimento a Futuro e
Libertà , ma anche e soprattutto per completare l'intervento del
capogruppo, onorevole Adamo, che ha dato attraverso il suo
intervento il senso di una posizione che vogliamo completare anche
nei contenuti espressi attraverso un documento programmatico che è
stato dato ai media. Intervengo anche perché constato fortemente
quanta e quale sia la difficoltà di tanti di capire ciò che accade
nella politica di oggi, una politica difficile da capire, una
politica che cerca di giustificare le proprie posizioni piegando
anche la lingua italiana ad una relativizzazione atroce,
utilizzando i sensi più difficili delle parole per cercare di
spiegare, di giustificare anche delle posizioni politiche
difficili.
Abbiamo assistito ad interventi che hanno veramente
dell'incredibile, posizioni che cambiano da un giorno all'altro.
Una Sicilia che un giorno si tenta di amministrare, di governare,
in una certa direzione ed il giorno dopo diventa una Sicilia allo
sfacelo totale.
Questa è una politica che non mi appartiene, lo dico
sinceramente, signor Presidente, perché è una politica alla quale
non sono mai stato ispirato.
La politica, quella con la P' maiuscola è la politica del
sacrificio, del rispetto, del senso del dovere, di un'etica
ispirata a quella legalità che si tenta di risottolineare ogni
giorno attraverso l'esempio, attraverso il dovere quotidiano, che
è anche il migliore antidoto rispetto alla criminalità
organizzata. Quella criminalità che non voglio assolutamente
dimenticare fra quei punti programmatici e che deve orientare il
lavoro quotidiano di questo Governo tecnico, che oggi nasce. Una
lotta alla criminalità che deve essere fatta attraverso la buona
amministrazione, il buon governo.
Ecco quello che chiediamo con forza. Chiediamo che le leggi
approvate vengano attuate. Chiediamo che quei disegni di legge -
tanti, buoni - che per ora sono posteggiati nelle Commissioni,
vengano portati in Aula, vengano discussi e approvati.
Ma dobbiamo anche, signor Presidente, vigilare perché c'è una
burocrazia, una cattiva burocrazia che non vuole assolutamente il
bene dei siciliani.
E come in politica, e come in ogni settore della nostra società,
c'è il bene ed il male e noi dobbiamo assolutamente schierarci - e
lo vogliamo fare con forza - anche attraverso questa posizione che
oggi sottolineiamo, vogliamo schierarci con chi vuole il bene del
nostro territorio.
E quanta difficoltà c'è da parte di chi interviene da questo
scranno cercando di giustificare ribaltonismi, o pseudo
ribaltonismi. Ma quanto difficile è la coerenza Quanto difficile
è riuscire a dimostrare coerentemente la propria posizione, da
questo scranno, dicendo che si è stati eletti per governare, e
parlo di chi sostiene il governo Lombardo.
Oggi si giustifica chi si è schierato dall'altra parte,
all'opposizione. Devono giustificare loro ai siciliani la loro
posizione, parleranno ai siciliani spiegando perché hanno tradito
un mandato elettorale. Ecco perché accettiamo una sfida.
La sfida è quella che il presidente Lombardo ha lanciato in
questo Parlamento ed è la sfida legata alle responsabilità, la
sfida legata ad un momento difficile che questo nostro territorio
sta attraversando, che è la difficoltà non soltanto della nostra
Regione ma di un Paese intero, di una Nazione, di un Governo
nazionale che, chiaramente, è un po' strabico, guarda un po' al
nord piuttosto che al sud, così condizionato com'è dalla Lega
Nord, magari, di un'Europa che ha grandi difficoltà.
Ecco perché accettiamo la sfida di un governo delle
responsabilità Accettiamo la sfida di un governo tecnico che si
vuole misurare, insieme a questo Parlamento, con le cose concrete,
con quelle necessità, con quelle emergenze - ma non soltanto - con
quella politica programmatica che dobbiamo assolutamente, da
subito, mettere in atto.
Parlo soprattutto del quoziente familiare, parlo della necessità
di eliminare gli sprechi, non soltanto quei palliativi che vengono
dati in pasto ai media, come dire legati ai tagli alla politica,
c'è di più Ci sono gli enti inutili da eliminare, ci sono le
province da abolire, non soltanto a parole ma con i fatti.
Preannuncio, signor Presidente, la presentazione di un disegno di
legge già pronto, a nostra firma, che sarà presentato domani per
l'abolizione delle province, ma non solo questo. C'è la necessità
di misurarsi sulle infrastrutture, c'è la necessità di misurarsi
sul bisogno che ha la piccola e grande impresa siciliana di poter
fare veicolare i propri prodotti nel nostro territorio.
C'è bisogno di misurarsi con una riforma seria degli appalti.
Abbiamo approvato una legge tampone che ha permesso di porre
rimedio ad una emergenza.
Oggi, preannunciamo la presentazione di un disegno di legge di
riforma sugli appalti ed anche sulle infrastrutture. C'è bisogno
di misurarsi sulla necessità che questo Governo regionale riesca a
far fronte ad un grande problema culturale, soprattutto quello di
rivendicare un'autonomia all'esterno di questo territorio, nei
confronti di questo Governo e nei confronti anche del Parlamento
nazionale.
Ecco perché dobbiamo fare in modo che quella legge voto che è
stata approvata in questo Parlamento per l'utilizzo dei beni
mobili e immobili, dei beni confiscati alla mafia, possa essere
approvata dal Parlamento nazionale. Questo Governo si deve
misurare anche e soprattutto su questo.
L'autorevolezza che questo Governo riuscirà a mettere in atto
sarà legata soprattutto ai risultati che porterà a casa. Ecco
perché tutto questo rientra in quella che chiamiamo sfida. Questa
sfida che il presidente Lombardo ha lanciato da un punto di vista
di responsabilità che accogliamo. Agli altri lasciamo la
possibilità di giustificare le loro posizioni, perché sappiamo che
le esigenze, le necessità e le emergenze di questo territorio oggi
richiedono concretezza, oggi richiedono responsabilità, oggi
richiedono a questo Parlamento di dare atto che il presidente
Lombardo sta varando un governo di alto profilo tecnico, con il
quale ci confronteremo giorno dopo giorno, cercando anche di
misurarci sulla necessità di portare a termine quanto ho detto
prima.
In questo senso diamo un giudizio positivo, ma diamo anche un
giudizio legato a quello che faremo. Ecco perché incalzeremo il
Governo su quanto espresso fino ad ora.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo fare subito
il plauso agli assessori Centorrino e Pier Carmelo Russo per
essere qui stasera insieme a noi. Per la verità c'è molta
desolazione tra i banchi del Governo, dispiace l'assenza del
presidente Lombardo, dispiace l'assenza degli altri assessori da
poco nominati e degli assessori che hanno fatto parte della
precedente Giunta di Governo.
Io, signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione
l'intervento del presidente Lombardo, perché per la verità cercavo
di trovare degli spunti che potessero darmi indicazioni circa il
percorso che deve fare la Sicilia. Cercavo di capire quale era il
programma che il presidente Lombardo voleva sottoporre
all'attenzione del Parlamento e, tramite il Parlamento,
all'attenzione dei siciliani. Ed ho ascoltato dalla prima
all'ultima parola.
Ho colto il suo nervosismo, ho colto il suo disappunto, ho colto
il suo disagio, ma non ho colto alcuno spunto programmatico, e
questo mi dispiace. Mi dispiace per il Parlamento, mi dispiace per
la Sicilia, perché vedete, abbiamo ascoltato alcuni spunti che
potevano anche sembrare interessanti. Il presidente Lombardo ha
parlato di abolire le province, ma mi sembra una minestra trita,
riscaldata e ritrita, perché è fin troppo evidente che non solo la
norma costituzionale, ma la stessa legge 9 dell'86, trascorsi i
180 giorni, suggerisce una procedura abbastanza travagliata. E
quindi questa abolizione delle province, fantomatica, altro non è
che un cartellone pubblicitario che si sventola per compiacere la
parte sinistra di questo Parlamento.
In questi anni, in questi due anni e mezzo cosa abbiamo visto di
governi Lombardo? Abbiamo visto la continua pressione del Partito
Democratico, abbiamo visto come il PD abbia in qualche maniera
dettato le linee del governo Lombardo.
Non vi è azione di Governo che non abbia risentito - io dico -
della pressione determinante che il PD, pur con le anime
variegate, con le diversificazioni che anche questa sera abbiamo
ascoltato, e che pure ha portato al cosiddetto Governo quater, il
poker di Lombardo.
Ma, a chi serve il Governo quater? A cosa serve il Governo poker
del presidente Lombardo? Certamente non alla Sicilia, e non può
servire alla Sicilia perché è evidente che la Sicilia oggi è ferma
e spiegherò in quali settori ed in quanti segmenti della vita
quotidiana.
Serve sicuramente al presidente Lombardo. Sentendo il bravissimo
onorevole Cracolici, mi sono reso conto che sa arrampicarsi -
eccome - sugli specchi: lui ha parlato qui come se all'improvviso
avesse scoperto, fulminato dal presidente Lombardo, la luce e come
se non fosse stato a partire dal 2009, elemento importante di
questo Parlamento e contemporaneamente membro di questo Governo
con i suoi uomini, con le sue espressioni.
E allora, a chi serviva questo Governo poker? Ripeto, al
presidente Lombardo, che doveva in qualche maniera dare un
contentino al PD, doveva evitare che altri diktat lo portassero
lontano da quella poltrona, dimenticando che esistono regole che
sono quelle della democrazia sulle quali ritornerò, ma com'è che
non percepiamo queste riforme fatte dal governo Lombardo, queste
riforme sventolate in più occasioni anche attraverso i mass media
nazionali? La riforma sanitaria che cos'è?
In IV Commissione, assessore Russo, abbiamo votato - io dico con
un atto di fede - la riforma che lei ha proposto. Lei è stato
bravo a spiegarla in Commissione, è stato bravo a sostenerla qui
in Aula, ma quali effetti ha prodotto? Ora scopriamo - non so se è
vero, perché veda, il Parlamento le notizie non le apprende dal
Governo, le apprende dai giornali - che lei andrà alle
infrastrutture e alla mobilità, e che un altro assessore andrà
all'energia, che un altro tecnico, pur valente, si occuperà di
questo settore.
Ma le sembra giusto, le sembra corretto, le sembra soprattutto
conducente che la Sicilia, i siciliani, i Dipartimenti ogni sei
mesi debbano cambiare un assessore ed ogni sei mesi debbano
cambiare un dirigente e, quindi, ricominciare daccapo e, quindi,
accumulare debiti e, quindi, non rendere un servizio alla Sicilia,
ma al contrario spingere in basso la Sicilia ed i siciliani?
Abbiamo sostenuto in quest'Aula che bisognava fare riforme vere
ed abbiamo sostenuto, per esempio, che bisognava riguardare con
attenzione il Piano casa. Vi ricordate colleghi quanti dibattiti
in quest'Aula abbiamo fatto per tentare di rendere aderente ai
bisogni dei siciliani e dell'economia siciliana il Piano casa?
Ebbene, anche lì veti incrociati e, in molte occasioni, posizioni
che nascevano da ideologie differenti, ed il risultato oggi lo ha
pubblicato La Sicilia : a Catania una sola domanda; se io non
sono mal informato, perché sto approfondendo, a Messina zero
domande.
Questo è un fatto grave Significa che noi, il Parlamento, il
Governo che determina le scelte legislative non è in grado di
legiferare, avendo a cuore e rispondendo alle esigenze dei
siciliani.
Questo mi sembra un paradosso, perché questo Governo nasce per
definizione del Governatore e per ammissione dello stesso PD che
oggi finalmente ammette ciò che doveva ammettere due anni fa: è
componente di questo Governo, vuole fare un percorso insieme a
Lombardo, pensa al futuro insieme al Lombardo, quello che
l'onorevole Cracolici non vuole che si chiami esperimento' lo
chiameremo come voi volete: laboratorio, lo chiameremo esercizio
politico, ma la democrazia dove si compone? Dove si sostanzia?
All'interno del Palazzo? O ha bisogno di passaggi che vedono il
coinvolgimento diretto dei cittadini Perché se noi volessimo
esasperare ciò che in diverse occasioni afferma Lombardo ed il suo
Governo, che giustamente l'onorevole Caronia definisce monocolore
- io non voglio mancare di rispetto agli assessori, e so che
queste professionalità sono di altissimo livello, ma mi rendo
conto che un Governo che non passa dal consenso popolare non è un
Governo legittimato -, ebbene, dicevo, se volessimo esasperare il
principio che ispira il cammino di Lombardo dovremmo dire che è
necessario commissariare tutto, commissariare l'Assemblea
regionale, i consigli comunali, i consigli provinciali, i sindaci,
i presidenti di provincia, fino a quando Lombardo riterrà che
debbano stare in piedi. Cioè in questo momento, non ci rendiamo
conto che stiamo per sospendere il processo democratico, perché
una coalizione che sicuramente nasce dall'intesa tra le forze
politiche, si consacra, diventa reale, diventa rispondente alle
esigenze dei cittadini nel momento in cui vi è un passaggio che
vede i veri protagonisti della democrazia pronunciarsi, ed i
protagonisti non siamo noi parlamentari, non siete voi tecnici,
non lo è neanche il Governatore nel momento in cui non vuole
ridare la parola agli elettori.
Assume la Presidenza il presidente Cascio
E se gli elettori, come auspicato dall'onorevole Cracolici
dovessero decidere che questa nuova coalizione, che vede Lombardo
leader di un pasticcio che va da destra fino a sinistra passando
per il centro, avrà il consenso dei siciliani, che ben venga.
Al contrario, abbiamo sospeso la democrazia prima ancora di avere
sospese le attività produttive, prima ancora di aver sospeso il
nostro interessamento in favore dei siciliani. Vorrei concludere
questo mio intervento dicendo, e mi rivolgo al mio Gruppo, al
gruppo del Popolo della Libertà, con la coerenza di sempre, che
dobbiamo essere coerenti fino in fondo, onorevole Leontini,
dobbiamo interrogarci se sia o no il caso di depositare in
quest'Aula una mozione di sfiducia nei confronti del presidente
Lombardo. Lo dobbiamo fare per essere consequenziali, dobbiamo
misurarci e vedere intorno a questa mozione di sfiducia quanti si
riconosceranno, e saranno poi i siciliani a decidere se chi ha
portato avanti questa iniziativa lo ha fatto nell'interesse della
Sicilia e chi al contrario non l'ho ha fatto contro i siciliani.
Il governo Lombardo è rimasto ostaggio del Partito Democratico, e
questo è fin troppo evidente, entrambi tengono in ostaggio i
siciliani e questo, signor Presidente, è insopportabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, ho seguito con grande attenzione il dibattito
dell'altra sera ed anche quello di questa sera, e vorrei fare
delle brevi considerazioni anche rispetto al contenuto, alle
modalità, a ciò che si è detto di fronte ad un fatto certamente
straordinario, che non credo sia un laboratorio. Infatti, parlare
di laboratorio è assolutamente riduttivo, perché nel laboratorio
si fanno esperimenti, ma qua non c'è un esperimento, qua c'è la
scelta di un Presidente della Regione eletto dal popolo, una
scelta coraggiosa, una scelta che avrebbe potuto avere altre
possibilità, altre progettualità, altre strade più facili sortite
da una maggioranza salda, coesa, e avrebbe potuto continuare a
governare senza difficoltà, senza avere una sua rotta precisa.
Invece, ha fatto un'altra scelta, una scelta in salita, una scelta
che comprenderla, condividerla, non è certamente facile anche per
chi vi parla che ha una sua storia, un suo percorso, ha avuto
momenti di difficoltà, di titubanze. E devo dire che tutto questo
è stato spazzato via da tre giorni di dibattiti che ci sono stati
in occasione della festa dell'Autonomia a Catania, dove ho avuto
la possibilità di una full immersion tra i militanti del Partito
del Movimento per l'Autonomia. Vi è stata una serie di dibattiti
aperti, leali con tutti i rappresentati di tutte le forze
politiche italiane e siciliane in cui è venuto fuori quanto sia
fondata, quanto sia giusta - anche da parte nostra e da parte
unanime, io parlo per tutti i componenti del Gruppo, al di là di
ciò che molte volte come gossip, come necessità mediatica viene
fuori - un'adesione convinta ad una scelta difficile.
Il presidente Lombardo - lo sappiamo perfettamente - è stato
eletto con un grande consenso. E si dimentica che in questa Aula,
ed in tutti gli interventi l'ho sentito dire raramente (negli
interventi e anche, molte volte, negli insulti, nelle analisi) il
governo Lombardo sorge dopo l'interruzione traumatica di un
Governo precedente. E non è un fatto che si può dimenticare.
Un Governo che è stato tranciato in una sua strada amministrativa
per fatti a noi tutti noti, quindi, un'interruzione traumatica,
un'interruzione che ha avuto le sue conseguenze all'interno dei
partiti, all'interno delle classi dirigenti. Un'interruzione che
ha apportato indubbiamente una necessità reale, precisa - che è
stata sentita da Raffaele Lombardo fin dal primo momento - di
voltare pagina, di cambiare, di dare una nuova veste, un nuovo
volto, una nuova speranza di cambiamento ai siciliani. E tutto
questo, naturalmente, ha creato una serie di fibrillazioni
all'interno delle forze che hanno determinato l'elezione di
Raffaele Lombardo.
E' inutile qui stare a dire di tradimenti, di ribaltonisti. Noi
stiamo assistendo in Italia ed in tutti i partiti ad una
situazione - fino ad oggi viene fondato un nuovo partito - che
certamente non ha i presupposti, non ha le radici, non ha la
coerenza rispetto ai voti che ha avuto dagli elettori. E, quindi,
è assolutamente stupido, banale l'insulto di ribaltonista, di
tradimento Tutte considerazioni che non hanno e che non attengono
alla realtà di un contesto generale socio-economico e politico del
nostro Paese e della nostra Regione. E l'hanno detto tutti a
grande voce: è la fine del bipolarismo Una situazione di
incomprensione, di partiti che si sgretolano, che implodono in un
sistema socio-economico di grande difficoltà, soprattutto
aggravata anche dalla nostra condizione siciliana.
E, quindi, la necessità di prendere decisioni, di fare delle
scommesse che certamente non attengono alla gestione del potere,
per il potere; chi fa politica, chi è eletto, chi deve governare,
è logico che gestisce il potere. E' veramente banale, stupido
sostenere che chi governa non deve gestire il potere e deve farlo
soltanto per ragioni che tutti noi riteniamo siano ragioni del
bene comune, nell'interesse dei siciliani, affrontando le tante
emergenze che sono presenti nella nostra terra di Sicilia. E,
quindi, è una scelta coraggiosa, una scelta di prendere delle
decisioni ed ha preso delle decisioni.
Si è parlato, si è detto più volte delle riforme che sono state
fatte, delle riforme che si vogliono fare. Ed è veramente
mistificatore, falso, dire che Raffaele Lombardo non si è
presentato in questa Aula con argomenti probanti rispetto ad un
governo pregno, pregnante di riforme, di rinnovamento. Ne ha
parlato tutto il tempo, al di là delle polemiche, al di là di ciò
che è voluto venire fuori ed ha detto, secondo me, come inizio del
suo intervento programmatico, della necessità del dimagrimento
della Regione, del portare finalmente la Regione ad essere
strumento al servizio dei cittadini siciliani, al servizio dello
sviluppo non un moloc che tutto vieta, che tutto permette, che
tutto ingloba e che tutto decide, ma soltanto un'istituzione che
sia agile, che sia delegificata, che sia alleggerita dalle tante,
tantissime norme che purtroppo molte volte sono tra di loro in
pieno ed assoluto contrasto.
Io ho letto più volte - e si legge recentemente - uno studio
attento e preciso - da un punto di vista analitico lo ritengo di
grande importanza - del professore Salvatore Raimondi, il quale fa
una analisi precisa su tutte le leggi che riguardano per esempio
gli enti locali. Leggi che non hanno mai trovato una
semplificazione, una capacità di comprensione di uso rispetto agli
amministratori locali, ai sindaci, agli amministratori, ai
burocrati dei Comuni che vengono sempre confusi e che alimentano
una grande controversia. Alimenta grandi controversie di ordine
giudiziario il rivolgersi regolarmente ai Tribunali
amministrativi, tutto questo portando lentezze, portando
rallentamenti, portando impedimenti a chi vuole avviare
un'attività imprenditoriale. Questo è uno dei tanti esempi, quindi
la necessità di metter mano a tutto questo.
Ed anche la polemica sulle province. Ma vivaddio Il fatto di
essere stati presidenti delle province - ed in quest'Aula ce ne
siamo tanti - abbiamo avuto la consapevolezza della necessità che
le province vengano, si dice, abolite. Ma che si dia, quanto meno,
un nuovo ruolo all'ente intermedio che è presente nel nostro
ordinamento istituzionale. Non si possono tenere ancora le
province ex legge 9 E tra l'altro la legge 9 che non è mai stata
applicata
Non dimentichiamo che tante battaglie le abbiamo fatte, anche con
il collega Buzzanca, per voler finalmente applicare pienamente la
legge 9, che è del 1986, per quel che riguarda le aree
metropolitane. Vivaddio, si sarebbe data realmente una risposta
concreta ai problemi idrici, ai problemi dei trasporti, ai
problemi della raccolta dei rifiuti, cioè a quei problemi
elementari, primari per la qualità della vita dei cittadini. Ed
era un modo per alleggerire di inutili prerogative, inutili
competenze le regioni e renderle utili e fruibili per tutti i
cittadini. Non si fece mai per ragioni politiche. Infatti, sempre
a Messina, Catania e Palermo, c'erano al vertice delle
amministrazioni della provincia e del comune partiti diversi in
contrasto fra loro.
E ancora: il numero eccessivo di consiglieri provinciali, il
numero eccessivo di assessori che implicano spese assolutamente
inutili ed inefficienti. E, quindi, la necessità di mettere mano
ad una revisione del ruolo delle province.
Anch'io ho fatto parte dell'URPS, non sono mai stato presidente.
E ci rendevamo conto, all'interno dell'URPS, quando ci riunivamo,
di tale necessità.
Quindi, uno sforzo enorme che va fatto per affrontare questi
problemi, per portare a termine i problemi dell'emergenze dei
rifiuti, dell'energia, tutti i problemi che sono stati più volte
qui sollevati, discussi e confrontati.
Ma vorrei fare alcune brevissime considerazioni su ciò che
riguarda il quadro politico.
Ci stiamo scandalizzando perché c'è un apporto del PD su un
programma che è stato esposto. Ritengo che non ci siano barriere,
steccati nei confronti di alcuno Anzi, è un ruolo di esaltazione
dell'Assemblea regionale siciliana che potrebbe avere, rispetto ad
un programma, ad un progetto di riforme che saranno prospettate
attraverso dei provvedimenti legislativi, dei disegni di legge che
certamente saranno al Governo, che saranno - me lo auguro - delle
iniziative parlamentari rispetto ai quali il Parlamento potrà
avere un ruolo primario di confronto, di suggerimento, di
cambiamento. E, soprattutto, si potrà finalmente avviare una
stagione di realizzazione di cose reali e concrete.
Per chi ha dedicato alla politica un ruolo, poter dare risposte,
stare vicino alla gente e dare risposte alla gente, credo sia
l'unico momento importante ed essenziale.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, sta per scadere il tempo a sua
disposizione. La invito a concludere.
MUSOTTO. Signor Presidente, sono l'unico rappresentante dell'MPA
che parla; le chiedo due minuti in più, abbiamo parlato tre in due
sere.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, nella seduta di mercoledì hanno
parlato in sua sostituzione altri due componenti dell'MPA
utilizzando il tempo dell'MPA, per cui oggi lei parla per il tempo
consentito ad un deputato singolo.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è la necessità
che di fronte a queste proposte di riforma vi sia il
coinvolgimento pieno e totale del Parlamento, di Sala d'Ercole.
Penso che ci sarà e saremo assolutamente vicini a questo tipo di
impostazione che credo che anche il presidente Lombardo vorrà dare
con un'aggiunta di tecnici. L'aggiunta di tecnici non è la
soluzione, è una soluzione prospettata, è uno strumento che il
presidente Lombardo offre all'Assemblea regionale siciliana.
Mi auguro, ma sono certo, che i rappresentati del Governo si
vorranno confrontare con i parlamentari.
Di certo i presenti, soprattutto il professore Centorrino, ma
anche l'assessore Russo, i quali sono stati fino ad oggi anche
sensibili. Indubbiamente, chi ha come me una concezione della
politica secondo la quale la politica deve prendersi le proprie
responsabilità vorremmo che anche coloro i quali sono definiti
tecnici si prendano le loro responsabilità. Che decidano, non si
perdano in tempi inutili, che abbiano la capacità di comprendere
quelli che sono i meccanismi della Regione siciliana, i propri
dirigenti, i rapporti con la burocrazia che va cambiata, che va
selezionata, che va indubbiamente esaltata. Per quanto mi riguarda
sostengo di dare le potenzialità interne alla Regione siciliana. E
ci sono tantissimi funzionari in gamba e ce ne sono tantissimi che
vanno valorizzati rispetto a molte consulenze esterne che
aggravano soltanto i bilanci della Regione e non trovano mai una
capacità di risoluzione.
Per quanto ci riguarda credo che saremo qui vigili, presenti,
assieme a tutti i deputati, a tutti i deputati del Gruppo, ma
anche con l'intera Sala d'Ercole.
Vorrei anche ringraziare i deputati dell'MPA che sono stati
assessori all'interno del Governo, l'assessore Leanza, l'assessore
Di Mauro, che hanno fatto il loro dovere fino in fondo ed anche
oggi faranno il loro dovere fino in fondo insieme a noi come
deputati di quest'Aula. Ma sarà la nostra attività di vigilanza,
di presenza, di grande attenzione, di rigore, con una
consapevolezza, presidente Lombardo, che questa è un'occasione
unica e storica e non possiamo mai e poi mai perderla, per noi
stessi, per il nostro passato, per la nostra storia e soprattutto
per tutto ciò che può significare per il futuro, per la nostra
dignità e per i nostri figli cui abbiamo dato il nostro impegno
politico ed ai quali, molte volte, diamo la possibilità e molte
volte penalizziamo della nostra presenza, ma per fare qualcosa di
serio e di concreto per la nostra terra di Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha
facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi penso che siamo dinanzi ad
una situazione politica, probabilmente, senza precedenti, ma è
bene analizzarne anche le cause.
Le cause di questa situazione stanno nel fatto che si è
sgretolata una maggioranza che, probabilmente, era solo apparente
considerato che immediatamente hanno cominciato a vedersi le crepe
in un centrodestra che sembrava granitico ed invece aveva i piedi
di argilla. Assistiamo al fallimento del centrodestra in Sicilia
come nel resto del Paese, con una spaccatura del PDL molto forte.
In questa spaccatura il PDL si è sostanzialmente autoribaltato, a
proposito di ribaltoni Questa è la verità. Si è frantumato. Si è
polverizzato dimostrando anche qual è la gravità del crollo
verticale della leadership del Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, il quale non riesce più a tenere insieme i pezzi del
suo partito. Anche l'UDC, di fatto, si è spaccato fino all'odierna
fuoriuscita di coloro che ritengono irrinunciabile la vicinanza al
centrodestra, in particolare al Presidente del Consiglio. Abbiamo
ascoltato oggi, in maniera sorprendente, interventi di deputati ex
UDC che non hanno risparmiato critiche a Casini perché a sua volta
si oppone a Berlusconi. E' una situazione davvero singolare.
Dinnanzi a questa situazione, il Partito Democratico sente la
responsabilità di affrontare le emergenze di questa nostra Sicilia
ridotta in ginocchio dopo dieci anni di malgoverno di
centrodestra. Il Partito Democratico ha il coraggio di assumersi
le proprie responsabilità per tutelare gli interessi dei
siciliani. Coraggio che abbiamo già dimostrato in particolare
quest'anno approvando importanti leggi di riforma che invece il
PDL non ha votato. La riforma dell'acqua, dei rifiuti, l'esenzione
del ticket dal 2011 per la diagnostica, la stabilizzazione dei
lavoratori precari, il progetto Scuole Aperte', le zone franche
urbane, misure di contrasto alla crisi economica e sociale della
Sicilia Vorrei ricordare per tutti l'intervento di finanziamento
di 150 milioni di euro per fronteggiare la crisi della Fiat di
Termini Imerese, l'agricoltura, le piccole e medie imprese. E
contro l'insieme di queste misure ha votato il PDL contravvenendo
agli interessi della Sicilia e dei siciliani. Queste leggi oggi
sono in vigore grazie al nostro impegno, all'impegno del Partito
Democratico. E già in questa occasione si è registrata quella
convergenza di forze politiche che vede, oggi, qui la possibilità
di dar vita ad un nuovo Governo sostenuto da una nuova
maggioranza.
Molte di queste riforme devono essere ancora attuate dal nuovo
Governo regionale. Noi non risparmieremo critiche, se sarà
necessario, anche nei confronti del nuovo Governo regionale, se le
meriterà se non farà tutto quanto deve fare per attuare le riforme
che servono alla Sicilia.
Ho ascoltato con attenzione i punti programmatici illustrati dal
Presidente della Regione, che sono ancora frutto di una
interlocuzione che c'è stata nelle settimane precedenti, nei
giorni precedenti con i partiti. E, per quanto riguarda quella con
il mio partito, il decentramento amministrativo, la
semplificazione amministrativa, la delegificazione, così come
l'integrazione socio-sanitaria, interventi per la scuola, la
riforma per la scuola professionale, penso che siano riforme,
interventi, provvedimenti assolutamente necessari. Credo che
occorra dedicare maggiore attenzione, Presidente, al miglioramento
anche della legge 15, una legge che abbiamo approvato
orgogliosamente all'unanimità in questo Parlamento. Mi riferisco
alla legge numero 15 del 2008, la cosiddetta legge antimafia' che
prevede importanti interventi a favore delle aziende delle imprese
che denunciano il racket.
Penso anche che occorra dedicare grande attenzione al tema della
legalità come elemento trasversale di tutte le politiche che
questo Governo regionale dovrà attuare, a partire da una lotta
seria al lavoro nero. La Regione siciliana ha i suoi ispettori del
lavoro, ci sono alcuni ispettori del lavoro che attendono di
essere messi in servizio per potere fare il lavoro che spetta loro
e che chiedono peraltro di fare, cioè i sopralluoghi in cantiere.
Il lavoro nero purtroppo è spesso causa di gravi infortuni,
purtroppo a volte molto gravi.
Credo che questo sia qualcosa di concreto che il nuovo Governo
regionale potrà fare per dimostrare, ancora una volta e con
maggiore determinazione, il proprio impegno a favore della
legalità e della difesa dei diritti del lavoro.
Serve un piano straordinario per lo sviluppo, piano in grado di
rilanciare i consumi, di rilanciare nuove opportunità di lavoro.
Un piano che deve essere concertato con le parti sociali;
imprenditori e organizzazioni sindacali lo chiedono.
Nell'intervento in Aula del Presidente della Regione è prevista
questa concertazione che io penso sia un elemento formidabile di
coesione sociale ed anche di sostegno sociale ad un programma di
Governo che ne ha assolutamente bisogno. Abbiamo parlato della
riforma della legge elettorale degli enti locali. Anche di questo
il Presidente ha parlato durante il suo intervento sul programma.
Si è parlato della cosiddetta doppia scheda elettorale per
eleggere disgiuntamente consiglio comunale e sindaco. Il PDL è
contrario, non l'ho capito, perché qualche deputato che mi ha
preceduto anche del PDL ha detto che non hanno nulla in contrario,
ma mi pare di cogliere grande diffidenza e grande contrarietà
invece nei fatti all'interno del corpo del PDL, tra i deputati del
PDL. E' contrario perché teme di perdere le elezioni.
Beh, è il riconoscimento implicito che probabilmente, o
sicuramente, i nostri candidati a sindaco sono più bravi, o
saranno più bravi, non lo so. Penso che sia interesse di tutti
affermare un principio di democrazia, un principio di trasparenza
democratica, che il cittadino possa scegliere consapevolmente il
candidato sindaco che preferisce e non votarlo inconsapevolmente
per l'automatico trascinamento delle preferenze espresse per
eleggere un consigliere comunale, così come attualmente è la legge
sull'elezione del sindaco per i sindaci in Sicilia.
Io penso che sia un elemento di trasparenza, di serietà che
dobbiamo insieme difendere per una buona riforma della legge
elettorale degli enti locali, cancellando quella che in troppe
occasioni si è dimostrata essere, purtroppo, una legge truffa ai
danni della volontà del cittadino.
Un Governo tecnico. Un Governo tecnico che valutiamo adeguato,
formato da persone competenti, persone in grado di attuare il
programma di Governo.
Ci attendiamo da questo nuovo Governo regionale, signor
Presidente della Regione, una ferma opposizione rispetto alle
politiche antimeridionali e antisociali del Governo nazionale che
purtroppo massacrano la Sicilia. Questo lo chiediamo con forza, lo
chiediamo con determinazione.
Il Partito Democratico valuterà e sosterrà le scelte della nuova
Giunta tecnica esercitando una attenta azione di vigilanza e di
controllo per affrontare le emergenze economiche e sociali della
Sicilia, a partire dal crollo dell'occupazione, per attuare le
riforme già approvate di cui prima parlavo, per realizzare le
nuove riforme che servono alla Sicilia per cambiare dopo dieci
anni di malgoverno del centrodestra.
Il Partito Democratico valuterà e verificherà l'andamento della
situazione politica regionale, ovviamente, senza dare deleghe in
bianco ad alcuno e, ovviamente, neanche al nuovo Governo ma
esercitando quella funzione di controllo che prima dicevo.
Ho sentito in questo dibattito molti deputati del PDL
preoccuparsi per il futuro del Partito Democratico. Stiano
tranquilli, stiano tranquilli.
Condividono la soppressione delle province? Facciamola subito.
Sono preoccupati per il nostro futuro elettorale? Non ne hanno
motivo. Li rassicuriamo che vinceremo le elezioni amministrative
prossime, ma anche le elezioni regionali quando sarà il momento.
Mi sarei aspettato, visto il grande coraggio con cui alcuni
deputati del PDL hanno parlato di ritorno alle urne, di trovare
già depositata una mozione di sfiducia. Ma mi pare di capire che
non ci sia assolutamente traccia. E questo penso che denoti,
invece, le difficoltà del centrodestra che in questo momento non è
assolutamente in grado neanche di presentare una mozione di
sfiducia.
Ho sentito deputati del PDL descrivere una Sicilia in grande
difficoltà. Ed è vero Ma sia chiaro che quella Sicilia che
descrivono è in difficoltà ed è in ginocchio esattamente per loro
responsabilità e per loro colpa, per la cattiva azione di Governo
del centrodestra degli ultimi anni.
Avrei preferito sentir parlare di più di argomenti politici
piuttosto che sentire toni comiziali.
Qualche ex assessore ha descritto il Presidente della Regione
quasi come il male assoluto. Non gliel'ho mai sentito dire durante
il periodo in cui ricoprivano la carica di assessore dalla quale,
mi pare di ricordare, non si sono dimessi certamente per un
contrasto di opinioni politiche.
Il centrodestra lascia questa Sicilia in ginocchio. Il Partito
Democratico è impegnato per dare risposte a questa Terra che ne ha
tanto bisogno.
Le chiedo ancora un minuto in più per motivi personali visto che
sono stato citato più volte, e concludo, da altri colleghi che mi
hanno preceduto anche nelle sedute precedenti.
Vorrei dire a quei colleghi del PDL che amano parlare del chi
vince perde e del chi perde vince , una sorta di scioglilingua
forse caro a chi è esperto del gioco delle tre carte, non lo so,
certamente non a noi. A costoro vorrei dire che oggi non c'è un
PD che vince e un PD che perde. Oggi vince tutto il Partito
Democratico perché vincono le democratiche ed i democratici della
Sicilia, perché oggi vince il popolo siciliano che si libera, dopo
dieci anni, dall'oppressione del berlusconismo e dal suo cinismo
che arriva perfino a bloccare il trasferimento dei fondi FAS,
destinati all'economica siciliana, per trasferirli al nord, per
pagare le multe degli allevatori del nord.
Tutto questo oggi finisce, cos'è questo se non cinismo che noi,
indubbiamente, siamo impegnati a contrastare?
Ho sentito parlare spesso, e concludo, di ribaltoni. Credo che il
vero ribaltonista in Italia sia il Presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni con i voti dei
siciliani e li ha immediatamente usati contro la Sicilia per
favorire il nord di Bossi.
Noi lavoreremo nell'interesse dei siciliani, lavoreremo per
preparare giorni migliori per la Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Grazie, signor Presidente, per avermi dato la
possibilità di intervenire.
Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, signori Assessori.
Intanto, onorevole presidente Lombardo, la ringrazio perché mi sta
dando l'onore di assistere al mio modesto intervento. Credo che
fosse una condizione che anche altri colleghi avrebbero desiderato
in maniera tale che lei potesse ascoltare tutti coloro i quali
prima di me hanno parlato.
Un dibattito politico che nei primi giorni ha lasciato molto a
desiderare. Un dibattito politico in cui più che altro c'è stato
un eccesso di personalismo a dominare questo dibattito. Un
dibattito che ha mortificato la politica, ma che soprattutto ha
mortificato il più antico Parlamento che abbiamo al mondo.
Pensavamo che una situazione così difficile, complessa, potesse
essere discussa ed avere altri toni. Siamo scaduti quasi tutti nel
personalismo, abbiamo cercato di inveire contro gli altri senza
avere la forza di ascoltare i ragionamenti degli altri.
A differenza degli altri che sono pentiti, nel senso che l'hanno
appoggiata per un anno, sei mesi, due anni, e poi improvvisamente
ora hanno scoperto che lei è il male assoluto, lei è il peggiore
Presidente della Regione, peggio di lei non c'è stato nessun
altro; a differenza di costoro, io già dal luglio del 2008,
anticipando un po' tutti, sono stato all'opposizione, ed oggi così
parafrasando i versi di Manzoni vergine di servo encomio e di
codardo oltraggio posso dirle oggettivamente quello che penso.
La prima cosa che penso è che fin dall'inizio il matrimonio tra
il Presidente della Regione ed alcuni partiti, in modo particolare
l'UDC e il PDL, non è stato un matrimonio fra consenzienti. Un
matrimonio che c'è stato imposto dai partiti, che c'è stato
imposto dalle nomenclature dei partiti e che parecchi di noi hanno
mal digerito e mal sopportato. E pertanto, ritengo che la prima
cosa che occorra fare sia la riforma elettorale che da Roma fino a
Palermo e fino a Siracusa possa modificare l'attuale metodo di
voto.
Vedete, nel nostro Paese non esiste più la democrazia. La nostra
Repubblica si è trasformata in un'oligarchia in cui cinque
oligarchi - che si chiamano Berlusconi, Bersani, Di Pietro, Casini
e qualche altro ancora - decidono chi deve fare il deputato e chi
il senatore. Chi deve rappresentare un territorio e chi non lo
deve fare. La prima cosa che dobbiamo invocare è una riforma
elettorale a livello nazionale. Stessa riforma elettorale noi la
invochiamo in Sicilia. Veda, caro segretario Lupo, la doppia
scheda la vogliamo anche noi Anche noi vogliamo che i sindaci
vengano scelti dal popolo. Anche noi vogliamo che i presidenti
delle Province vengano scelti dal popolo per evitare che alla fine
siano i partiti a trascinarsi i presidenti, siano i partiti a
trascinarsi i sindaci.
Ci sono situazioni in cui la coalizione arriva al 70 per cento,
il sindaco arriva a 51 e viene eletto lo stesso.
Non è possibile che in questo effetto trascinamento, ognuno debba
presentarsi agli elettori con la propria faccia, col proprio
programma, con le proprie idee, con la propria forza politica e
morale - se ce l'ha - e sostenere il confronto con gli altri.
Credo che la riforma elettorale sulla quale ha parlato, sulla
quale tanti altri hanno parlato prima di me, possa trovarci tutti
d'accordo se riforma elettorale significa ridare la democrazia a
questa Regione, se riforma elettorale significa ridare il potere
al popolo.
Durante questo dibattito, onorevole Presidente, lei è stato
accusato di tutti i mali possibili: ribaltonismo, tradimento.
Ma voi pensate che il Lombardo saraceno avrebbe potuto fare una
cosa del genere se non vi fossero stati dei ribaltonisti
all'interno del PDL?
Onorevole Gianni, se quando è stato cacciato dal Governo
regionale, i suoi amici, anziché non darle solidarietà le avessero
dato solidarietà, pensa che il presidente Lombardo avrebbe mai
potuto fare una cosa del genere?
La verità è che, all'interno della nostra maggioranza,
all'interno del nostro partito, vi sono stati tanti cani di
Magonza che hanno preferito accordarsi con Lombardo invece di dare
solidarietà.
Perché vi meravigliate di questo risultato?
Perché accusate il presidente Lombardo se oggi siamo in questa
situazione?
Perché qualche mese fa i tecnici, oggi seduti al tavolo col
presidente Lombardo, vi andavano bene ed oggi, improvvisamente,
non vi vanno bene?
L'assessore Carmelo Russo non è lo stesso che sei mesi fa sedeva
insieme ad alcuni assessori politici che ora scoprono che Raffaele
Lombardo è il male assoluto?
Era il male assoluto due anni fa, un anno fa, sei mesi fa, non
può diventarlo all'improvviso.
Proprio perché dobbiamo essere coerenti, proprio perché dobbiamo
avere il coraggio delle nostre azioni, presidente Leontini, così
come chiediamo coerenza alla maggioranza, chiediamo coerenza
all'opposizione. Non siamo tutti gli stessi.
Se, sino a due anni fa, si era opposizione in questo Governo,
oggi non si può accettare la leadership di chi si è ricordato di
fare opposizione da qualche giorno a questa parte.
Dobbiamo continuare sulla strada iniziata sapendo che
l'opposizione, cari Presidenti, è importante tanto quanto la
maggioranza.
A me piace ricordare un passo di Cavour, quando diceva: se
l'opposizione non esiste bisogna crearla .
Oggi, in questo Parlamento, c'è un'opposizione. L'opposizione
siamo noi, presidente Lombardo.
Noi vogliamo - perché così è, non ci sono dubbi - controllare
l'operato di questo Governo; vogliamo sostenere questo Governo,
quando questo Governo porta avanti provvedimenti nell'interesse
della collettività.
Onorevole Presidente, a prescindere del trasformismo di molti,
lei la volta scorsa ha parlato di una cosa importante sulla quale
il PDL è ampiamente impegnato, cioè la stabilizzazione dei
ventitremila precari.
Mi permetto di ricordarle che il primo disegno di legge sui
precari porta la mia firma e porta la firma di tanti altri
colleghi appartenenti a tutti i partiti.
Se lei si impegnerà a portare in Aula questo provvedimento, le
assicuro che sia io sia molti firmatari di questo disegno di legge
la sosterremo perché siamo a favore dei disoccupati; siamo a
favore delle classi socialmente deboli; siano a favore di chi da
anni lavora e viene sfruttato dalle pubbliche amministrazioni.
Lei, la volta scorsa, ha parlato dei precari della Regione,
soggetti sui quali si appresta a dare vita ad un provvedimento di
stabilizzazione ma, onorevole Presidente, la vorrei avvertire
che, secondo me, quel provvedimento che lei sta portando avanti,
essendo solo un provvedimento amministrativo, non va bene. Deve
passare dall'Aula e, nella finanziaria, abbiamo individuato solo
ed esclusivamente i posti vacanti ma non abbiamo mai autorizzato
il Governo a procedere alla stabilizzazione dei precari della
Regione.
C'è un disegno di legge e la invito a portarlo in Aula; glielo
approveremo immediatamente. Evitiamo che per un atto di superbia
da qui a qualche mese la stabilizzazione dei precari della Regione
diventi un fatto lontano e non più raggiungibile.
Lei ha parlato, la volta scorsa, della scuola; ha parlato
dell'impegno che il suo Governo vuole mettere per la sistemazione,
almeno per un biennio, dei precari della scuola.
Caro assessore Centorrino, caro Presidente della Regione, siamo
ancora qui, pronti a sostenere le ragioni di chi ha perso il
lavoro. Siamo qui a sostenere tutte quelle azioni che hanno come
obiettivo l'interesse della Sicilia e dei siciliani.
La volta scorsa, onorevole Presidente, lei ha fatto una gaffe
terribile quando ha parlato della riforma della sanità, quando ha
pensato di dire che il ribaltone l'avevamo iniziato noi
presentando un disegno di legge dopo quello dell'assessore Russo.
Mi permetto di ricordarle che così non è.
Il nostro disegno di legge è stato presentato nel mese di
settembre; quello dell'assessore Russo, nel mese di ottobre.
Noi, con il presidente Leontini e con l'UDC, abbiamo lavorato in
Commissione per dare vita ad un disegno di legge che fosse
rispondente agli interessi dei siciliani. Presidente Lombardo,
abbiamo votato la riforma perché non abbiamo paura delle riforme e
non abbiamo paura di quelle leggi importanti. Altri che la
sostengono, oggi, non l'hanno fatto.
Vorrei anche ricordarle che abbiamo in discussione il disegno di
legge sul quoziente familiare, una legge importante che potrà
consentire finalmente alla Sicilia, di dare risposte concrete alle
famiglie numerose, alle famiglie disagiate, alle famiglie che
soffrono.
Il nostro disegno di legge sulla violenza alle donne,
inspiegabilmente, continua a rimanere in Commissione Bilancio'.
Si tiri fuori questo disegno di legge; si porti in Aula. C'è
anche la copertura finanziaria. Siamo l'unica Regione in Italia
che non ha una legge che protegge le donne vittime della violenza.
Stesso discorso dicasi per gli oratori.
Onorevole Presidente, perché lei pensa che sulla
ripubblicizzazione dell'acqua, siamo contrari?
Assessore Russo, dove è detto che nel segreto dell'urna il Popolo
della Libertà ha votato contro quella legge?
Le posso assicurare che così non è stato, semmai è stato al
contrario.
Ci sono state fette importanti del Popolo della Libertà che hanno
votato a favore di quella legge.
C'è anche il problema degli ipermercati, della protezione civile
che vede un tecnico occupare contemporaneamente due postazioni.
La invitiamo, presidente Lombardo, ad avere rispetto per i
funzionari della Regione Sicilia; a ricorrere meno alle
intelligenze estranee alla macchina burocratica regionale ed a
valorizzare meglio coloro i quali da anni, da decenni, lavorano
per la Sicilia.
C'è una bella frase del poeta Virgilio che recita: è cosa umana
l'amore, e' ancora più umano il perdono .
Non vorrei che, da qui a qualche anno, potremmo essere costretti
a chiedere perdono ai siciliani per le cose che non abbiamo fatto,
per le cose che non abbiamo realizzato, per la superbia che
abbiamo avuto nel gestire il futuro dei nostri figli.
Spero che Dio ci assista in questa opera importante, in modo che,
anziché continuare ad alimentare lotte intestine, si possa
finalmente fare gli interessi dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Limoli. Ne ha
facoltà.
LIMOLI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, mi permetto sommessamente ricordare
all'onorevole Lupo che un partito festeggia la vittoria quando
riceve i voti da parte della gente.
Non so di cosa possa fregiarsi l'onorevole Lupo nel dire che ha
vinto il Partito Democratico.
Il Partito Democratico, nell'aprile 2008, è stato sonoramente
battuto e bocciato dal popolo siciliano e mandato all'opposizione.
Ci torniamo però subito dopo.
Il popolo siciliano, onorevole Presidente della Regione, ha
passato un momento particolarmente confuso, contorto; ha passato
tanti mesi, soprattutto nel periodo estivo, pensando e
riflettendo, in attesa che questo quarto mistero potesse essere
svelato. E, finalmente, martedì scorso, a dire del signor
Governatore, il velo è caduto.
E cosa si è scoperto, martedì scorso?
Che è stato sancito, finalmente, senza ombra di dubbio alcuno,
che chi ha vinto ha perduto e chi ha perduto, ha vinto.
Desidererei anche avere l'esclusiva di questa frase, visto che
tanti ne abusano.
Chiedo a lei, signor Presidente, perché anche nelle televisioni
nazionali, ieri sera è stata riportata questa frase. Però è più
bello dire cu vinciu pirdiu e cu pirdiu vinciu .
Sicuramente, l'onorevole Lupo va scritto fra costoro.
Cosa è venuto fuori martedì sera?
Che ancora una volta - e questa volta in maniera molto chiara - è
stato conclamato e perpetrato - spero per l'ultima volta - un
reato infamante, politicamente parlando, di tradimento della
volontà del popolo siciliano. Tanti si sono sbizzarriti ed
avventurati a spiegare cosa sia il ribaltonismo.
Io vengo da un paese - sapete qual è - dove non ci sono
università, non ci sono scuole di specializzazione; è un popolo
umile quello di Ramacca che però è abituato ad essere molto
concreto e molto schietto.
Il popolo siciliano ha votato ad aprile del 2008 e ha stabilito -
credo che il voto sia l'arma più democratica o, forse, l'unica
arma democratica che oggi sia rimasta al popolo - di volere
essere governato da una coalizione - PDL, UDC ed MPA - che aveva
chiesto i voti per potere governare e avere la guida politica
della Sicilia.
Il popolo ha votato. Ha dato a piene mani consensi infiniti a
questa coalizione e ha stabilito, inequivocabilmente, che
all'opposizione doveva andare il Partito Democratico.
Oggi, ci ritroviamo nella situazione in cui coloro i quali hanno
vinto in maniera democratica si trovano all'opposizione. Coloro i
quali hanno perduto, oggi, sono guida trainante della coalizione
del quarto mistero che martedì è stato svelato.
Onorevole Lupo, onorevole Cracolici, desidererei sapere o avere
spiegato, come si chiama in italiano il fenomeno che è accaduto
martedì scorso.
Si chiama ribaltone?
Credo di sì.
Lei è un inciucista'; lei è un ribaltonista, onorevole
Cracolici, per non parlare del Governatore che, per la quarta
volta o meglio per la terza volta, visto che il primo Governo
aveva una legittimazione popolare, si macchia di questo reato.
Chiedo al Governatore - e di questo lei renderà conto e lo sa
nell'animo, al di là del sorriso che fa, onorevole Cracolici, lei
sarà chiamato a rendere conto in quelle piazze in cui andò nel
2008 per dire dell'attuale Governatore di cui ora leggo qualcosa;
dovrà rendere conto del sorrisetto che fa qui -, chiedo al signor
Presidente dell'Assemblea, per potere avere una legittimazione a
parlare ed a sedersi su quella poltrona che oggi per lui considero
abusiva, le cose che incominciò a dire nell'ottobre del 2008. Lì
inizia il tradimento
Ricordate, onorevoli colleghi, quando qua entrò in maniera
dirompente ed assordante una frase inquietante: Ma di quali
partiti, di quali coalizioni Io mi occupo solo e punto alle
geometrie variabili.
Ci sono voluti quasi due anni per potere svelare cosa significava
quella frase. Geometrie variabili significa: io, del voto della
gente, me ne frego; ti rubo il voto; ti rubo il cuore, ti rubo la
speranza e poi, per i miei interessi di potere, faccio ciò che
voglio di ciò che tu mi hai dato in buona fede . Questo è
tradimento; questo è inciucio; questo è ribaltonismo e si chiama
solamente in questo modo.
E lei, onorevole Lupo, come può venire qua a dire le cose che ha
detto?
Le leggo qualcosa, una delle tanti frasi che lei ha detto in
giro. Era il 2 agosto del 2009, onorevole Lupo: Il nostro PD
dialogherà con la gente e mai con Lombardo. Faremo una opposizione
dura al Governo regionale con la guida Lombardo che prende e
continuerà a prendere in giro i siciliani.
Questo lo ha detto lei, onorevole Lupo. Non credo che adesso
voglia rimuovere, come novello Houdinì, illudendo le persone e il
popolo siciliano delle cose di cui lei ha parlato.
Era il 7 ottobre 2009 e sentite quello che diceva l'onorevole
Lupo. E' la stessa persona che dieci minuti fa parlava da questo
podio; popolo siciliano, devi sapere queste cose: Lombardo è
falsamente autonomista e falsamente riformista. Si perde in
politica quando si perde l'identità. Non si fanno alleanze con
chiunque per vincere; sarebbe il modo peggiore di perdere.
E lei cosa ha fatto, cosa sta facendo, onorevole Lupo?
Mi faccia capire se queste cose non sono vere; se lei in quel
momento non era capace di intendere e di volere e ora sì, oppure
viceversa.
Lei diceva, onorevole Lupo: Lombardo che oggi si dice opposto a
Cuffaro ; era nella sua maggioranza; è anche sua la
responsabilità. La decuffarizzazione non è altro che
lombardizzazione per ampliare fette di potere in aree in cui prima
non era abbastanza forte.
Le riforme. Le riforme sono solo tentativi di distrazione. Il
cittadino ne viene confuso e ne piange le conseguenze. Questo è il
pensiero dell'onorevole Lupo.
Onorevole Cracolici, alla fine ha vinto; ce l'ha fatta
all'interno del suo Gruppo parlamentare perché lei è uscito
bastonato dall'elezione del Congresso regionale.
Lei però, onorevole Lupo, che si presenta così bene, da persona
così compita, persona equilibrata, come fa a dimenticare queste
cose?
Nelle piazze dovrà andare a spiegare non solamente lei, onorevole
Lupo, questo cambiamento epocale che sicuramente non le fa onore
perché ha tradito la tradizione vera di milioni di persone che
hanno creduto alla sinistra, agli ideali della sinistra. E di
questo ne dovrà rendere conto.
E oggi ho letto - credo anche lei, signor Presidente, anzi, lei
meglio di me, dell'onorevole, il Presidente del Gruppo al Senato,
la signora Finocchiaro.
Mi ricordava Anna dei miracoli Ha messo le mani sulla testa del
Governatore e ha detto Ora è cambiato . Mi sono preoccupato. Con
la mano poggiata sulla testa lei ha stabilito che il Governatore è
cambiato. E rispetto a che cosa?
Vorrei ricordare alla signora Finocchiaro quanto mi piacerebbe,
signor Presidente, andare alla trasmissione su La 7' con Gad
Lerner oppure ad Annozero con l'ultima parola per avere un
confronto, un dibattito, facendo intervenire solo una persona per
parlare e dire ciò che vuoi perché abbiamo le carte.
Fra l'altro, le parla uno che quanto meno, man mano che ha
ascoltato tanti interventi, si stava confondendo. Onorevole
Leontini, mi vuole dire che qua la colpa ce l'ho io? Che qua tutti
quanti, fermi tutti?
Onorevole Musotto, lei sa quanto le voglia bene ma, dall'aprile
del 2008, mi trovo a settembre del 2010 e per me non c'è mai stata
una sedia, uno sgabellino; sempre in piedi ma mi piace e sto in
piedi perché così mi mantengo in linea.
Tengo a ribadire che appartengo al PDL che con coerenza sta
portando avanti, sotto la guida dei suoi coordinatori, soprattutto
di Giuseppe Castiglione e di Mimmo Nania assieme ad Angelino
Alfano ed a Renato Schifani una linea di coerenza che oggi viene
premiata.
Ringrazio lei, onorevole Cracolici - senza cattiveria - e
l'onorevole Lupo per averci dato con ciò che avete fatto martedì
una grande opportunità. Avete permesso il ricompattamento
dell'area di centrodestra e ci misureremo molto presto.
E lei, signor Presidente del Gruppo al Senato, signora Anna
Finocchiaro, che ha miracolato con una mano; se le metteva tutte e
due chissà cosa sarebbe successo
E, nel lontano 25 febbraio del 2008, me le faccia dire queste
cose: L'obiettivo del Governatore è la gestione del potere in
Sicilia. Si tratta della conferma di una concezione del potere
fatta di occupazione della Pubblica amministrazione, di clientele,
di inefficienze, di sprechi. Oggi tutto è uguale a ieri: Lombardo
come Cuffaro.
Passiamo al 27 febbraio 2008: Lombardo è un disastro .
Siamo all'8 aprile 2008: Il Governatore è pericoloso per il
futuro della Sicilia.
Per concludere: L'idea di autonomia sbandierata è un inganno ed
una mistificazione; è fumo negli occhi; è inganno cinico. Ciò che
ci divide in questa campagna elettorale con Lombardo non è
l'ideologia ma la concorrenza tra due modelli: la Sicilia moderna
e quella feudale.
Leggere oggi che la senatrice Anna Finocchiaro era lo sponsor
principale di questo Governo quater, dico che è un'offesa
all'intelligenza dei siciliani. Questo significa mistificare,
rinnegare le cose che si sono dette e grazie alle quali, nelle
piazze senatrice Anna Finocchiaro, la invito a tornare a
Caltagirone, in piazza Umberto, dove lei disse queste frasi,
queste cose, questi concetti. Ritorni, ritorni in quella piazza di
quella città a dire che oggi, avendo messo una mano sulla testa
del suo avversario, siete diventati tutti e due la stessa cosa
Dio salvi la Sicilia.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, tutto
sommato stasera il dibattito è stato civile e sereno rispetto a
quello dell'altra volta, dove sono volati insulti, atteggiamenti
anche poco ortodossi di alcuni colleghi.
Ricordo che, mentre c'era qualcuno che si alzava dal banco per
inveire contro il Presidente, mi arrivava un messaggio di un
amico, consigliere comunale di un paese della provincia di Messina
che mi scriveva: siete peggio di noi .
Effettivamente, non abbiamo dato un bell'esempio la prima sera.
E, allora, rispetto a quegli atteggiamenti, è facile quando non
si vuole discutere ed affrontare quelli che sono stati i veri
problemi che hanno causato l'implosione del centrodestra, cioè i
problemi seri della nostra comunità siciliana, quelli della sanità
che nessuno di voi ha avuto il coraggio di affrontare e di dire
rispetto ad una gestione precedente che è stata interrotta - e
tutti noi sappiamo e abbiamo letto dai giornali come avvenivano le
erogazioni dei servizi, gli appalti e quant'altro -, così per
quello che riguarda i rifiuti, laddove la lotta era per capire in
quali terreni dovevano sorgere impianti e chi doveva costruire gli
impianti stessi.
Su questo è imploso il centrodestra e non per colpa del PD, come
adesso gli amici del PDL vogliono fare credere. Il PD, è vero, ha
perso le elezioni ed orgogliosamente ha fatto il ruolo
dell'opposizione fin quando ha dovuto farlo.
Ma chi ha fatto il ribaltone?
Chi è stato traditore?
Ricordo a me stesso ed agli amici del PDL che, sulla legge della
sanità, anche se il PDL aveva portato per prima il disegno di
legge in Commissione e successivamente vi era stato portato il
disegno di legge del Governo, è stato lì che il PDL ha voluto
dimostrare chi governava la Sicilia e chi doveva continuare a
gestire la sanità.
Subito dopo, la legge sui rifiuti. Su questo è imploso il
centrodestra.
Il PD, a quel punto, aveva due scelte. La prima era andare a
votare, quindi, interrompere nuovamente un'esperienza drammatica
come avevamo già vissuto in questo Parlamento la volta scorsa, con
il Governo Cuffaro. Vorrei ricordare, infatti, che uscivamo da una
esperienza drammatica di due anni di aspettativa, in attesa della
sentenza sul presidente Cuffaro e con un blocco totale nei lavori
della Commissione e dell'Aula.
Sarebbe stata la stessa ed identica esperienza quella di
Lombardo.
Il PD si è fermato un attimo ed ha convocato le parti sociali
della nostra Regione, a cominciare dalle forze imprenditoriali
finendo con le forze sindacali e tutti, all'unanimità, hanno
indicato di non andare a votare, di non bloccare nuovamente la
Sicilia per quattro anni perché due anni del governo Cuffaro già
erano bastati e non si voleva il blocco per altri due anni del
governo Lombardo.
Con grande atto di responsabilità e seguendo anche le indicazioni
che ci sono state date dalle forze sociali e dalle forze
sindacali, ci siamo assunti la responsabilità di questo appoggio
alle riforme che si sono fatte in soli due mesi rispetto ai due
anni del vostro Governo. Lo abbiamo fatto nella finanziaria ed
anche in occasione della legge sui rifiuti.
Ecco perché stiamo continuando su questa strada che abbiamo
intrapreso: per un grande senso di responsabilità verso i
siciliani.
Ma qual è questo ribaltone?
Avere indicato alcune persone, come il professore Centorrino o
come il prefetto Marino o come il dottore Russo e tutti gli altri
che, in questo momento, compongono la Giunta del governo Lombardo?
Non sono stati indicati da noi. Ciascuno di loro ha una storia,
un'esperienza, una vita passata con dei risultati conseguiti
ciascuno nel proprio campo e nel proprio settore. Ecco che cosa
abbiamo fatto. Abbiamo formato una Giunta che sicuramente è di
alto profilo e di alta immagine. Ci stiamo affidando a questo
nuovo Governo nella speranza che ci siano degli obiettivi per
questa Sicilia. Gli obiettivi sono quelli che la gente, in questo
momento, si aspetta da noi. Si aspetta sicuramente una risposta
per i precari, che poco fa è stato citato da qualche collega; si
aspetta una risposta per i docenti
Signor Presidente, colgo l'occasione per dire che l'altro giorno,
finalmente, mi è arrivata una risposta su un'interrogazione che
avevo presentato per i docenti che avevano subito un taglio nella
scuola, soprattutto gli insegnanti di sostegno, che mi stanno
molto a cuore. Contento di avere ricevuto la risposta, leggendo
quale fosse la motivazione, mi sono accorto che era la risposta di
un'interrogazione che avevo presentato sui tagli dello scorso
anno. Io ho chiesto più volte di attivare, nel nostro Parlamento,
il question time, per dare risposte immediate ai problemi che
toccano seriamente le necessità delle categorie che finora abbiamo
selezionato.
Noi dobbiamo dare risposte ai siciliani che da questo Governo che
nasce così di alto profilo si aspettano tante risposte concrete.
Rispetto anche alle cose che sono state dette da chi mi ha
preceduto, la colpa non è del PD; la colpa è vostra. La colpa è
vostra perché voi avete creato la rottura e noi, sulla vostra
rottura, abbiamo assunto una grande responsabilità, certo,
rischiosissima, perché mi rendo conto che abbiamo avuto una svolta
epocale, perché assumersi una responsabilità del genere e cioè
assumersi la responsabilità di andare avanti con il governo
Lombardo e con la Giunta che abbiamo varato, sicuramente è un
rischio, ma è altrettanto entusiasmante perché ci aspetta un
momento di Governo che darà sicuramente delle risposte concrete
alle esigenze dei siciliani.
Su questo vorrei dire agli amici che finora hanno sostenuto che
la Sicilia è un disastro, è ingessata, non ha più risorse, ma chi
ha governato finora la Sicilia? Chi ha governato negli ultimi
venti anni in Sicilia? E mai possibile che la colpa di tutto
questo ora ricada sul Partito Democratico e sul presidente
Lombardo, che è qui solo da due anni e mezzo a governare questa
Sicilia?
Fatevi un esame di coscienza prima di inserire sempre il PD in
qualsiasi questione
Signor Presidente, spero che da questo Governo nasca una
coalizione, una coalizione che possa essere anche il futuro della
nostra Sicilia e che possa sinceramente ed orgogliosamente
risolvere le aspettative dei siciliani.
Sull'ordine dei lavori
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sorvolo sulle
modalità con le quali il Presidente della Regione qualche giorno
fa, mi ha pesantemente redarguito.
Mi consentirà, signor Presidente, che è stato pesante ed è stato
visto e ascoltato da tutti.
Quando ho detto che mi faceva tenerezza, l'ho detto col cuore e
oggi più dell'altro ieri mi fa tanta tenerezza
Onorevole presidente Lombardo, mi rivolgo a lei, che è stato
rinnegato tre volte prima che il gallo abbia cantato una sola
volta'. L'ha rinnegato Casini l'altro giorno a Messina, dicendo
che non faceva parte del suo Governo pur avendogli dato un
assessore; l'ha rinnegato la Finocchiaro alla festa dell'MPA,
dicendo che il PD era esterno, pur avendo stasera la conferma del
collega Rinaldi, che apprezzo notevolmente, che almeno quattro
degli assessori tecnici o presunti tali sono una emanazione del
PD.
Continuiamo a imbrogliare la gente, a dire che il Presidente è
stato eletto dal popolo siciliano, lei sa, collega, che non è
così
SPEZIALE. Ma su cosa sta parlando? Forse sul fatto che non è più
Assessore?
GIANNI. Onorevole Speziale, lei che mi conosce bene sa che non
sto parlando del fatto di non essere Assessore, anche se mi faceva
piacere farlo, e l'ho fatto anche bene, talmente bene che ho messo
in ombra anche il presidente Lombardo, il quale l'altro giorno è
venuto qua a farci le dichiarazioni programmatiche del quarto
Governo e non c'è una sola parola che riguardi il lavoro,
l'occupazione e quanto altro. Ci sono delle parole chiare che
riguardano il federalismo, solo parole, mentre fuori da questo
Parlamento la gente muore di fame.
Mi ha fatto tanta tenerezza vedere anche questa fotografia. I
dodici Apostoli e Giuda, perché di traditori si tratta. Oggi il
Presidente della Regione rappresenta quella parte che non lo ha
votato. Perché, come lei sa, onorevole Rinaldi, il Presidente
prende i voti attraverso ciascuno di noi; quando si va a votare la
gente scrive nome e cognome del candidato d il voto va
automaticamente al Presidente.
Io ringrazio il presidente Lombardo per avermi redarguito, lo
ringrazio perché mi ha consentito di capire quanto sia fragile e
debole in questo momento, e per questo mi fa tenerezza.
Io non voterò questo Governo, non lo voterò a titolo personale,
non lo voterò come componente di questo nuovo Partito, e vorrò
vedere, onorevole Rinaldi, quando sarà accertato da questa
Presidenza di ritornare in Aula per discutere del problema dei
rifiuti, sul quale anche lei stasera è tornato, perché il problema
dei rifiuti è interessante. Dobbiamo sapere se c'è qualcuno che ha
rubato, qualcuno che fatto cose che non doveva fare, così come
dobbiamo fare un bel ragionamento qui in Aula sulla sanità, sulle
nomine, su come abbiamo risparmiato, se per risparmio abbiamo solo
tagliato Dipartimenti, servizi ed ospedali, o se abbiamo dato la
stessa tipologia di servizio ad un prezzo inferiore. Perché in
giro c'è troppa mistificazione.
Riprende il seguito della discussione sulle comunicazioni del
Presidente della Regione
sulla nuova composizione del Governo regionale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che dopo
tanti interventi una domanda, un quesito dobbiamo porcelo.
Innanzitutto, qual è il senso della propria idea da difendere in
un contesto che istituzionalmente rappresenta il massimo livello
istituzionale a cui, ritengo, dobbiamo usare il massimo rispetto.
Ma se difendere la propria posizione, a volte anche
ingiustificata, che con tanta arroganza vuole essere quella che
nella realtà non rappresenta la verità, io dico che una
riflessione dobbiamo farla su quello che significa menzogna, su
quello che significa la democrazia, il senso della democrazia, o
il libero arbitrio, le regole e il rispetto delle stesse.
Allora, davanti a questa ragione c'è una tendenza a mistificare i
fatti, a far sì che ognuno, nel difendere le proprie posizioni,
vuole sostanzialmente capovolgere quella che è la realtà dei
fatti.
Ritengo, innanzitutto, come ho detto in altri miei interventi,
che al momento in cui l'elettorato siciliano, il consenso
popolare, la gente ci ha eletto, nello stesso tempo ha determinato
la precisa richiesta di rispetto del programma di coalizione, di
rispetto di quello che è il senso della democrazia.
La mistificazione, la menzogna, il voler cambiare posizione,
dimostrando che la nuova posizione - difendendo o pensando di
difendere la nuova posizione, a volte anche con eccessiva
arroganza - vuole essere quella giusta, ritengo sia un passaggio
su cui tutti dobbiamo riflettere.
Di fatto questo è avvenuto. Abbiamo avuto, sostanzialmente,
un'esclusione dal percorso politico nel momento in cui come PDL,
nel difendere posizioni che passano da un confronto politico, come
la riforma della sanità, dove oggi si vuole fare capire il
contrario di come gli eventi si sono determinati, in cui il PD ha
dichiarato di vedere in quell'iniziativa legislativa un momento di
svolta. E il PD sa che mente sapendo di mentire, perché non ha
votato a favore di quella legge.
Quella legge è stata votata dall'allora maggioranza, dalla
coalizione che allora rappresentava la maggioranza. Sono questi,
quindi, i fatti che sostanzialmente mistificano, determinano,
attraverso la menzogna, una nuova realtà. E questo in politica non
possiamo permettercelo, perché questo disorienta la gente,
allontana la gente dalla politica, dalle istituzioni, accentua
sempre più quello spirito di indignazione verso cui tutti dobbiamo
combattere.
Mistificazione, allora, significa dire che la maggioranza o il
PDL è stato escluso perché ha votato contro quel DPEF che ancora
oggi, dopo due interventi in Commissione Bilancio', nella prima
seduta nel settembre del 2009 in cui la Corte dei Conti in
un'audizione ha evidenziato una serie di criticità, abbiamo
rappresentato questi problemi al Governo, dallo stesso aspettavamo
un riscontro che mai c'è stato.
Di fatto quel DPEF non aveva i contenuti, non aveva le
condizioni, non aveva gli elementi perché venisse approvato. E
questo è stato uno dei motivi del confronto, ma questo non può
essere un alibi per determinare un'esclusione dal Governo, dalla
maggioranza, da un programma a cui tutti eravamo vincolati per
quello spirito di fedeltà alla democrazia cui tutti dobbiamo
attenerci.
Così come è una mistificazione continuare a pensare, e qui c'è il
concetto importante, a mio avviso, anche del Governo, del senso di
responsabilità, ad una strategia complessiva che porta una serie
di cambiamenti, di nuove assegnazioni di responsabilità e di
dirigenza, che impone quasi un passaggio da un arco basso cui
tutti devono inchinarsi per potere determinare un momento di
incarichi di responsabilità.
Questo è quello che, ancora oggi, deve farci preoccupare, perché
anche questo è un attacco alla democrazia. Questo volere
determinare, inculcare, creare una condizione di sudditanza ad una
logica di potere.
Dico, allora, come diventa pure un argomento delicato ed anche
mistificatore quello di volere accusare davanti a questa
difficoltà reale che si determina, per una crisi che è sempre più
accentuata, verso la gestione della burocrazia e della dirigenza
che vede un momento di continua rotazione e, quindi, di continua
confusione, che determina un'impossibilità alle risposte di
certezza che anche la burocrazia richiede.
Ed in questo, c'è il problema della mancata utilizzazione dei
fondi comunitari, che poi diventa il vero problema su cui dobbiamo
tutti assieme condividere l'importanza e la responsabilità.
Rischio che realmente corriamo, perché se il POR 2007-2013 ha un
suo tempo determinato e se ad oggi abbiamo questo indice di spesa
così basso, ed abbiamo accantonato 360 milioni di euro che
potevano essere spesi sul territorio regionale e che oggi anche
col 2010 probabilmente su 872 milioni di euro buona parte delle
risorse non saranno impegnate e rendicontate, allora questo è il
vero problema ed è il problema che va ad integrarsi col
ragionamento che diventa di accusa al Governo nazionale
sull'utilizzo dei fondi FAS.
Questa Assemblea, questo Parlamento devono esserne coscienti che
nelle zone dell'obiettivo 1 che utilizzano anche i fondi FAS,
essendo gli stessi fondi FAS momento di integrazione e non di
sostituzione dei fondi comunitari vanno, così come è giusto che
sia, probabilmente spesi dopo perché i fondi comunitari non spesi
ritornano alla Comunità, quindi sono delle risorse che perdiamo
definitivamente, mentre i fondi FAS non spesi restano a livello
nazionale, quindi nel nostro Stato italiano, e vi possiamo sempre
attingere, tranne per quella percentuale del cinque per cento che
deve essere resa disponibile, su cui gli interventi possono essere
considerati.
Altro argomento importante è la proroga sui precari, che è stata
concessa dal G,overno nazionale per la deroga sul patto di
stabilità, atteso che il rapporto spesa corrente - costo del
personale ha superato ogni limite. Io ritengo che qui vada data
una risposta, perché il 31 ottobre e poi il 31 dicembre ci sono le
nuove scadenze e, se non abbiamo una formulazione razionale,
esploderà il caso sociale e poi non è giusto, non è serio
strumentalizzare la posizione di tanti lavoratori, di tanti
precari che aspettano una soluzione mentre il Governo regionale
dovrebbe pure occuparsi del modo come impegnare meglio queste
risorse di lavoro per utilizzare in maniera razionale la spesa che
sugli stessi si determina.
E allora, se questi sono i ragionamenti su cui dobbiamo
confrontarci, ritengo che, perché ci sia una corretta gestione
della cosa pubblica, il percorso vada portato avanti attraverso un
grande momento di certezza, certezza che determina il futuro, che
passa da un momento di coerenza, di rispetto di regole e di
affidabilità che sicuramente oggi da questo Governo non sono
dimostrati.
Questa è la vera preoccupazione su cui dobbiamo riflettere,
questo è il vero momento su cui i cittadini valuteranno in maniera
seria le risposte che deriveranno da questo ribaltone, perché se
non è ribaltone una configurazione politica diametralmente opposta
a quella che ha determinato l'elezione del governatore e della
maggioranza, cosa è?
Questo è quello che vogliamo evidenziare. Vogliamo un ritorno al
concetto ed al rispetto di democrazia, vogliamo che il libero
arbitrio venga evidenziato come un momento negativo, speriamo e
riteniamo che il ritorno alle regole ed il concetto di coerenza
faccia crescere una crisi di coscienza in chi non rispettando le
regole sicuramente non creerà condizioni di futuro.
Noi crediamo molto alla coerenza ed alla affidabilità e speriamo
che in questa direzione possa venire fuori un momento di reale
verifica che porti alla volontà dell'elettorato attivo quel
risultato che vuole essere con le forze politiche che hanno
determinato questo momento di grande contraddizione.
Speriamo che la democrazia possa ritornare a vincere, anche
attraverso la verifica elettorale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere alla votazione
degli ordini del giorno, vorrei chiedere al Presidente della
Regione se intende replicare.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, tanti sono stati gli interventi che abbiamo direttamente
o indirettamente seguito con l'attenzione che sicuramente
meritavano, ed in molti di questi sono stati espressi e sono stati
colti spunti che non potranno non essere tenuti in considerazione
nell'azione amministrativa, ma anche nella proposta legislativa
che il Governo si intesterà e comunque poi spetterà all'Assemblea
definire.
Certo, il resoconto stenografico sarà attenzionato, rifletteremo
attentamente, ciascuno di noi, ciascun Assessore insieme a me su
quanto è stato dichiarato in questo lungo ed interessante
dibattito, anche se ci permetteremo di ignorare i toni ed i
termini eccessivi. Mi scuso, per la verità, se il primo giorno c'è
stata qualche reazione inadeguata ad espressioni, che non possono
definirsi sicuramente complimenti, né voglio tornarci, rispetto ad
una azione di Governo che, programma o non programma, Presidente o
non Presidente eletto direttamente dalla gente, è stata sempre
ispirata da un obiettivo: quello di cercare di portare avanti, tra
mille difficoltà - sicuramente anche tra tanti errori - un'azione
di innovazione, di risanamento e di cambiamento nel Governo della
Regione.
Dinanzi a noi abbiamo una scadenza importante, che forse è stato
lo stimolo più grande quando mi sono insediato, le prime settimane
del dopo 13 aprile, una scadenza che allora stava per diventare
legge, ed ora quella legge sta per essere attuata, quella del
federalismo fiscale.
Siamo riusciti nei giorni scorsi ad ottenere un tempo per
approfondire il federalismo municipale, che avrà riflessi
importanti sulla finanza regionale, ed il tema della definizione
dei costi standard soprattutto nel campo della sanità. E devo dire
che rinvio o non rinvio, sperequazione infrastrutturale o
attribuzione delle accise, che dir si voglia, non c'è dubbio che
nell'arco di non molti anni, dovremo fare ordine nei nostri conti,
nel nostro sistema, nelle nostre economie.
Io credo che questa sfida della responsabilità l'abbiamo vissuta
e l'abbiamo sentita sin dal primo momento dell'azione di Governo.
Ed il rischio che corriamo è che se ci attarderemo in questa
azione di quadratura dei nostri conti e del nostro sistema - nel
nostro Paese è un rischio che vedo grande -, si alternerà un
federalismo a due velocità: le regioni del nord che hanno di che
poterlo finanziare si troveranno trasferite una buona quantità di
competenze che potranno governare autonomamente, e le regioni del
sud, noi, Regione autonoma a Statuto speciale, invece, che queste
risorse non le abbiamo, ci troveremo governati dal centro che
magari utilizzerà le nostre stesse risorse, i fondi strutturali ed
i fondi FAS per realizzare quelle grandi infrastrutture che in
questi anni non abbiamo visto costruite.
E devo dirvi che in questo momento politico il Governo della
Regione - anche se se si sono voluti attribuire gli assessori a
questa o a quell'altra area politica - è composto, salvo il
Presidente, da dodici tecnici i quali risponderanno nella loro
azione amministrativa, ed il Governo, per le proposte legislative,
a tutta l'Assemblea, e risponderanno a tutti i siciliani.
Si è voluta fare una scelta di maggioranza o di opposizione,
avreste potuto schierarvi tutti a sostenere questo impegno
straordinario che intendiamo portare avanti.
Questo processo riformista, invece, e ne prendiamo atto con
piacere, verrà sostenuto soltanto da alcune formazioni politiche.
Ogni legge che porteremo in Aula, se ne parla ed è stato
sottolineato, il tema della riforma della Regione, della
delegificazione, della riorganizzazione produttiva del personale,
del decentramento ai comuni, della creazione, dopo 60 anni, dei
liberi consorzi, sarà una legge nella quale, al di là della
proposta, ci assumeremo la responsabilità.
Ogni correttivo, ogni idea che serva a migliorarla, sarà ben
accolta, sarà benvenuta.
Mi auguro che queste leggi che partono basandosi sullo zoccolo
duro di alcune forze politiche che hanno voluto esprimere - ed io
le ringrazio - il loro assenso a questo programma riformista,
possano raccogliere l'apprezzamento ed una valutazione positiva da
parte di tutta l'Assemblea regionale siciliana.
Questo approdo della Giunta dei tecnici non passa certamente
attraverso un giudizio negativo su quanti hanno fatto parte, fino
ad ieri o fino ad un anno fa, del Governo. Io che rappresento
l'elemento di continuità dell'azione di governo in queste fasi,
dovrei parlare male di me stesso.
Ogni azione, all'interno della Giunta e all'interno
dell'Assemblea, è stata condivisa ed è stata sostenuta da tutti
noi, anche da chi si schiera in una posizione diversa e secondo me
sbaglia, nell'esprimere questa scelta e questo cambiamento di
posizione.
Lo dico con molta franchezza, credo che abbia fatto fino in fondo
tutto il suo dovere. Non c'è dubbio che si dovrà andare avanti.
Ci impegneremo in tal senso, conquistando fette sempre più ampie
di consenso, da parte di questa Assemblea regionale siciliana,
alla quale intendiamo rendere conto.
Questi dodici assessori, questo Governo che presiedo, la
struttura amministrativa in senso ampio, vuole stringere un patto
di collaborazione e di solidarietà, con tutti, con quanti
intendono sostenerci, giorno per giorno, in maniera
particolarissima.
So bene che affrontare alcune riforme, come quella di cui vi
dicevo, ma possiamo parlare di tante altre, richiederà un grande
coraggio e se ci fosse anche una grande partecipazione, credo che
il lavoro che porteremo avanti, potrebbe essere coronato da
migliore successo.
Non smantellare ma mutare profondamente una struttura
organizzativa, una struttura amministrativa che ha visto in questi
sessant'anni, non negli ultimi dieci, sette o quindici anni,
accumulare poteri, competenze, personale, risorse trasferite dallo
Stato, ovvero incamerare attraverso i tributi.
Questa struttura e questa macchina sono alla radice della
complicazione burocratica.
Noi abbiamo all'esame della I Commissione, il disegno di legge di
semplificazione burocratica che è fatto di tanti accorgimenti: un
tot di tempo, il parere da esprimere e quant'altro, ma quando?
Una struttura burocratica, così forte, così grande, così
pachidermica, molti di voi così la definiscono, che, peraltro,
maneggia, certo più o meno agilmente - più meno che più - una
miriade, una quantità infinita di leggi da cui scaturiscono, poi,
circolari, decreti, pareri che costituiscono precedenti, mette
qualunque dirigente e qualunque funzionario, in una condizione di
tale impasse per cui, hai voglia'di dare trenta o quarantacinque
giorni
Non c'è dubbio che per arrivare ad una posizione di certezza, per
arrivare ad una posizione definita, è un rimbalzo di
responsabilità; una richiesta di conforto su questo o su
quell'altro punto, fa trascorrere tempi infiniti, cosa che, con un
lavoro di delegificazione, tra l'altro se posso permettermi,
stiamo già attuando una riforma, rispetto alla quale voi,
sicuramente, esprimerete il vostro dissenso, magari non lo farete
tutti, ma dentro di voi, una contrarietà la state esprimendo. Si
sta facendo esattamente come nei nostri comuni e nelle nostre
province, dove il presidente è eletto direttamente e si nomina una
giunta che non è fatta di consiglieri provinciali.
Qui, l'Assemblea regionale siciliana ed i singoli deputati che,
per carità, potranno fare gli assessori, si dedicano pienamente
all'attività di legislazione, di produzione legislativa e, se
posso permettermi, ma anche in questo è fondamentale,
indubbiamente, l'impulso, la proposta che il Governo dovrà fare,
di azione delegificativa, di semplificazione legislativa.
Io ricordo, se non sbaglio sei, otto mesi fa, quando
simbolicamente, il ministro per la semplificazione bruciò libri,
bruciò faldoni di leggi e leggine con un decreto che, poi, fu
convertito in legge, vennero tutto ad un tratto eliminate.
Ci fu qualche equivoco, ricorderete forse qualche comune anche
della vostra provincia fu cancellato, ma poi si intervenne per
rimuovere l'anomalia, ma si eliminarono non so se duemila leggi o
qualcosa del genere.
Noi ne abbiamo tante che possono essere semplificate; quanta
capacità e quanta bravura da sfogare in un lavoro di
semplificazione legislativa colgo in voi e vi riconosco e si può
tradurre, ad esempio, nella ricomposizione di testi unici
essenziali che, non solo devono servire ai dirigenti, ai
burocrati, ai dipendenti, ai deputati, ma devono servire
soprattutto ai cittadini perché non si scoraggino dinnanzi a tanti
punti, a tanti commi, a tanti articoli di legge che molto spesso
li portano fuori strada e fanno perdere loro il senso per cui una
legge viene fatta ed una legge viene consultata e deve essere
usata a loro servizio.
Al di là di questo e dell'azione legislativa che dovrà vederci e
dovrà vedervi impegnati e dovrà vedere impegnato, non c'è dubbio,
anche il Governo c'è una buona, corretta, corrente attività
amministrativa che dobbiamo assicurare alla Sicilia e,
chiaramente, alla valutazione ed al controllo dell'Assemblea
regionale siciliana.
Avete esposto all'apertura di seduta alcuni rilievi a proposito
di dipendenti, i PIP, piuttosto che i trasferimenti ai comuni, ma
non v'è dubbio, tanti errori si possono commettere, immediatamente
dobbiamo procedere a correggere ed esprimiamo l'impegno di voler
correggere questi errori e dobbiamo assicurare, come vi dicevo,
un'azione amministrativa agile e corretta.
Il primo tema della spesa delle entrate e delle uscite, del
bilancio e dei fondi strutturali non c'è dubbio che dovrà vedere
questo Governo correre, non certamente procedere speditamente
bensì correre. Nelle prossime giornate i relativi documenti
dovranno essere offerti alla valutazione dell'Assemblea mentre in
tutti gli altri rami dell'Amministrazione si dovrà andare avanti
nella realizzazione delle riforme, a cominciare da quella della
sanità.
Lo so bene che sta scritto che bisogna puntare sul territorio,
che la buona sanità non si misura dal numero dei posti letto degli
ospedali. Ora bisognerà tradurlo in concreti risultati. Come si fa
con il territorio? Sono medici di base, sono tutto quello che
riguarda il pre-ospedale e la riduzione dei posti letto dovrà
ovviamente camminare di pari passo con il fatto che questi posti
letto non devono servire perché prevenzione e riabilitazione
dovranno funzionare contemporaneamente a questa riduzione perché,
nel caso contrario, faremmo soltanto patire gli effetti negativi
di una transizione che dovrà approdare, invece, verso risultati
soddisfacenti.
Poi ci sono, tra le mille cose, i settori produttivi della nostra
economia e, a proposito di amministrazione e di attuazione delle
leggi, ricordo un punto della finanziaria che parla di
semplificazione di enti e società.
Non è stato fatto quello che era scritto nella finanziaria,
compreso il rendiconto e la relazione sui conti delle aziende. Li
abbiamo chiesti per iscritto. Il nuovo assessore dovrà farlo e non
concedere termini ulteriori. Si manderà un ispettore e si vedranno
ed acquisiranno i conti. Penso che sia tutto su internet anche
perché, grazie a Dio, ormai tutto - come è giusto che sia - è
patrimonio di tutti.
Attività produttive: vi facevo notare una settimana fa che non
c'è settore della nostra agricoltura e della nostra produzione
agricola, dalla carne al latte, dal grano all'arancia, i cui
prezzi sono molto spesso metà dei costi di produzione cui non
corrisponde un ente. Il consorzio per la promozione del latte,
come il consorzio per la commercializzazione della carne,
dell'arancia rossa piuttosto che la stazione di granicoltura.
Ebbene, si vede che questi enti non svolgono la funzione per cui
sono stati costituiti, comportano dei costi alti, non c'è da
scommetterci perché è facile che la scommessa venga vinta. Saranno
anch'essi gonfi di personale e di dirigenti, allora, non c'è
dubbio che questi settori produttivi debbano essere rilanciati più
che altro con l'azione amministrativa senza, ormai, frapporre
alcun indugio.
Questo noi, tra mille difficoltà, fatiche, sofferenze infinite -
vi posso assicurare che certamente non pensavo che questo mestiere
dovesse essere tanto faticoso e tanto difficile - non c'è dubbio
che questo ci sforzeremo di fare, rendendo conto attraverso di voi
e direttamente al popolo siciliano che, attraverso questa
ispirazione autonomista resta la bussola, resta la guida dei
nostri passi di ogni giorno. Ed io, sin da ora, vi ringrazio per i
contributi, per le proposte ma anche per le critiche che,
civilmente, vorrete esprimere attraverso le mille modalità che il
Regolamento ed i nostri rapporti ci consentono a me ed agli
assessori cui sono attribuite le deleghe, nell'ordine che,
concludendo, cito:
- dottor Massimo Russo: Salute;
- dottor Pier Carmelo Russo: Infrastrutture e mobilità;
- dottoressa Caterina Chinnici: Autonomie locali e funzione
pubblica;
- dottor Marco Venturi: Attività produttive;
- avvocato Gaetano Armao: Economia;
- professore Mario Centorrino: Istruzione e formazione
professionale;
- dottor Giosué Marino: Energia e servizi di pubblica utilità;
- professor Andrea Piraino: Famiglia, politiche sociali e lavoro;
- dottor Sebastiano Missineo: Beni culturali e identità
siciliana;
- professore Daniele Tranchida: Turismo, sport e spettacolo;
- dottor Elio D'Antrassi: Risorse agricole e alimentari;
- dottore Gian Maria Sparma: Territorio e ambiente.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 399 «Sostegno alle dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione», degli onorevoli Parlavecchio, Forzese e
Ardizzone;
numero 402 «Non condivisione della nuova composizione della
Giunta di Governo regionale», degli onorevoli Scoma, Leontini,
Formica, Cascio Salvatore, Caronia, De Luca, Beninati, Mancuso ed
altri;
numero 403 «Impegno del Presidente della Regione ad attuare le
riforme già approvate e a sostenere i processi di cambiamento e a
prestare massima attenzione nei confronti dell'Assemblea e del
dibattito parlamentare», degli onorevoli Cracolici, Musotto,
Adamo, Fiorenza, Bonomo e Ardizzone.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Presidente della Regione ha svolto in Aula la propria
relazione per presentare un nuovo programma di governo con il
quale rilanciare la propria azione amministrativa;
tra i punti cardine del nuovo programma, il Presidente ha posto
la riforma della Regione siciliana, che passa attraverso la
delegificazione; la semplificazione amministrativa e la
responsabilizzazione dei dirigenti; l'attuazione del decentramento
amministrativo delle funzioni in favore dei comuni; l'abolizione
delle province; la riforma della formazione; la modifica della
legge elettorale per l'elezione dei sindaci con il ritorno alla
doppia scheda, affinché l'elettore possa scegliere più
consapevolmente il vertice dell'Amministrazione;
considerato che:
i fondi comunitari vanno impegnati e spesi entro il 2013;
occorre rafforzare il ruolo del Governo regionale per rendere più
incisiva la sua azione nei confronti del Governo nazionale, che ha
distratto e continua a distrarre i fondi per le aree
sottoutilizzate (FAS) in favore delle Regioni del Nord;
occorre incentivare le imprese e le aziende sane, riducendo gli
sprechi nel mondo della formazione, i cui enti, da 42 nel 1999,
nel corso degli anni sono diventati oltre 1400;
considerato ancora che la presenza di autorevoli personalità
all'interno della Giunta di Governo rappresenta un messaggio
culturale positivo per la Sicilia che cambia,
apprezza positivamente le innovative dichiarazioni programmatiche
del Presidente della Regione e lo impegna a darvi immediata
attuazione». (399)
PARLAVECCHIO-FORZESE-ARDIZZONE
«L'Assemblea regionale siciliana
preso atto che:
il quarto governo Lombardo è formato esclusivamente da uomini e
donne esterni al contesto parlamentare e, asseritamente, da
'tecnici';
questa scelta è stata esercitata in un momento storico di
gravissima crisi occupazionale ed economica della Sicilia;
una situazione di tale drammaticità avrebbe imposto scelte
diverse, attribuendo alla classe politica di governo onori e
oneri, diritto-dovere di scelte decisive per il futuro dell'Isola;
scelta di dodici tecnici, al di là dell'alto profilo umano e
personale di alcuni di loro, crea un'ulteriore vulnus all'efficace
attività amministrativa di cui ha bisogno 'l'emergenza Sicilia',
anche in ragione della totale inesperienza politica e gestionale
di quasi tutti costoro;
ancora, lo stesso Governo, asseritamene tecnico, è di fatto
indicato, nella scelta degli uomini, dai partiti che formano la
nuova maggioranza, del tutto diversa e contrastante con quella
voluta dai siciliani;
tutto ciò crea ulteriore nocumento alle scelte operative per il
rilancio dell'economia siciliana e nuovo imbarazzo nella
burocrazia regionale, alle prese, per un verso, con una nuova
rotazione di assessori che blocca l'attività di governo
eventualmente avviata e, per altro verso, con l'arrivo di
assessori nuovi di zecca che nulla conoscono della macchina
regionale e che avranno necessità di una lunga fase di avvio prima
di poter adottare decisioni ;
la scelta di una Giunta di soli tecnici non deputati comporterà
gravi dubbi di legittimità ove, in caso di impedimento del
Presidente della Regione (eletto dal popolo), sia sostituito da un
vicepresidente (non eletto dal popolo);
la Giunta di tecnici consente al Presidente della Regione, senza
tanti sotterfugi, di portare al Governo della Regione il Partito
Democratico, sconfitto alle elezioni regionali,
esprime
un giudizio fortemente negativo nei confronti del governo
'Lombardo quater'». (402)
SCOMA-LEONTINI-FORMICA
DE LUCA-CASCIO S.-CARONIA
BENINATI-MANCUSO-RAGUSA
VINCIULLO-BUFARDECI-BUZZANCA
FALCONE-GIANNI- CAPUTO
DINA-CAMPAGNA-BOSCO
LIMOLI- MINEO-CORDARO
CORONA-MAIRA
«L'Assemblea regionale siciliana
udite le dichiarazioni del Presidente della Regione, onorevole
Raffaele Lombardo, per la presentazione del suo quarto Governo;
apprezzata la composizione della compagine governativa, che vede
la partecipazione di qualificate personalità dell'economia, della
cultura e dell'Amministrazione, ricche di esperienza e di profonda
conoscenza dei problemi della Regione;
valutati positivamente i contenuti programmatici e le
considerazioni sulla situazione della Sicilia nel quadro della più
generale crisi del Paese;
rilevata in modo particolare la volontà di mettere ordine nella
vita istituzionale, amministrativa e finanziaria della Regione al
fine di contrastare più efficacemente l'assenza di adeguati e
condivisi interventi dello Stato, secondo linee di solidarietà
nazionale che, pure in un processo di delegificazione,
semplificazione amministrativa e decentramento federalistico,
devono contribuire al mantenimento dell'unità nazionale,
approva
le dichiarazioni del Presidente della Regione e fa proprio
l'obiettivo di garantire, con la formazione del nuovo Governo, un
impegno comune dei gruppi parlamentari di sostegno per l'intera
durata della legislatura, lavorando per future convergenze
politico-programmatiche nell'interesse della Sicilia,
esprime
l'augurio di proficuo lavoro alla nuova Giunta regionale perché
la Sicilia possa ritrovare serenità e prospettive in un quadro di
legalità e di sviluppo economico e sociale;
l'impegno ad attuare le riforme già approvate ed a portare avanti
con il conforto legislativo i provvedimenti necessari a segnare in
maniera strutturale i processi di cambiamento di cui la Sicilia ha
bisogno;
l'invito al Presidente e al suo Governo ad avere, nei confronti
dell'Aula e del dibattito parlamentari, la massima attenzione
perché passaggi di riforma, necessari ancorché ardui, siano
improntati alla ricerca della massima condivisione possibile anche
con il coinvolgimento delle forze sociali, economiche e culturali
che costituiscono il fulcro del sistema democratico;
la consapevolezza di trovarsi a svolgere il proprio impegno
parlamentare in un momento alto e significativo della storia
siciliana, alla vigilia di modifiche e di scelte importanti non
solo per la Regione ma per il Paese intero». (403)
CRACOLICI-MUSOTTO-ADAMO
FIORENZA-BONOMO-ARDIZZONE
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'ordine
del giorno numero 399 e, pertanto, tutte le firme apposte allo
stesso si intendono apposte all'ordine del giorno numero 403.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 402.
MAIRA. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 402. Questo ordine
del giorno esprime un giudizio fortemente negativo nei confronti
di questo Governo.
MAIRA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Buzzanca, Caputo,
Cascio Salvatore,
Falcone, Formica, Leontini e Pogliese)
Votazione per scrutinio nominale dell'ordine
del giorno numero 402
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'ordine del giorno numero 402.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole all'ordine
del giorno preme il pulsante verde; chi è contrario all'ordine del
giorno preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Caputo, Caronia,
Cascio Salvatore, Cordaro, Corona, D'Asero, De Luca, Dina, Fagone,
Falcone, Formica, Gianni, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso, Mineo,
Pogliese, Ragusa, Scilla, Torregrossa e Vinciullo.
Votano no: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo,
Calanducci, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara,
Fiorenza, Gennuso, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza, Lentini, Lo
Giudice, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto,
Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Savona,
Scammacca e Speziale.
Sono in congedo: Cimino e De Benedictis.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 26
Contrari 41
Astenuto 1
(L'Assemblea non approva)
ARDIZZONE. Signor Presidente, dichiaro di avere preso parte alla
votazione ma, per un malfunzionamento del sistema elettronico, il
mio voto non risulta registrato.
PRESIDENTE. Resta a verbale che l'onorevole Ardizzone era
presente ed ha votato contro.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, dichiaro
di avere partecipato alla votazione ma, pur avendo mantenuto
pigiato il pulsante di voto, per un malfunzionamento del sistema
elettronico il mio voto non risulta registrato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 403. Lo pongo in votazione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto sull'ordine del giorno presentato dai
colleghi parlamentari a sostegno dell'iniziativa del Governo, alla
luce del dibattito che si è sviluppato stasera, e che i colleghi
non me ne vogliano, non l'ho considerato all'altezza della
drammatica condizione che stiamo vivendo ed attraversando.
Mi sarei aspettato un dibattito che approfondisse di più il solco
di una crisi profonda che attraversa il Paese e la Sicilia in
particolare.
Lo dico ai colleghi senza alcun elemento polemico. Noi siamo da
dieci anni a questa parte in Sicilia in fase recessiva. Gli
investimenti stranieri sono prossimi allo zero. Gli investimenti
nazionali sono zero. Il tasso di disoccupazione ha un incremento
considerevole che non ha precedenti nella storia della nostra
Regione. Le imprese che chiudono sono maggiori di quelle che
sorgono.
Ci troviamo di fronte ad una condizione talmente drammatica che
non cogliere la profondità della crisi è un elemento di
insufficienza della classe dirigente al di là del fatto che si
appartenga ad una maggioranza o ad una opposizione.
Avremmo dovuto interrogarci sulle ragioni per le quali la Sicilia
negli ultimi dieci anni ha avuto un tasso di crescita negativo e
siamo in fase recessiva; avremmo dovuto interrogarci sulle
condizioni generali della Sicilia e, invece, stasera ho sentito
una polemica, molte volte sterile e spesse volte inutile, molte
volte astiosa, qualche volta ricca di insulti.
Colleghi, il Parlamento siciliano, che deve svolgere la sua
funzione, avrebbe dovuto cogliere questa occasione per aprire un
confronto sereno tra le forze politiche.
Ho sentito stasera, invece, molte volte sentirsi orfani del
potere...
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, dovrebbe essere anche lei un po'
più veloce perché la dichiarazione di voto l'ho concessa soltanto
perché non l'ho fatta parlare in tempo, visto che lei si era
iscritto tardivamente. Ma siccome eravamo già in votazione, a
termini di Regolamento non avrei potuto concederle la parola,
quindi mi aiuti e sia più breve. Grazie.
SPEZIALE. Signor Presidente, ho chiuso il mio intervento con
l'augurio che, anziché avere supponenza e logiche di
contrapposizione, la prossima volta il Parlamento colga
l'opportunità per misurarsi sulla profondità della crisi e
sull'adeguatezza in generale della classe dirigente a saper
affrontare una crisi così profonda anziché trincerarsi nella
difesa strenua di una condizione a volte di privilegio.
Pertanto, signor Presidente, il mio voto all'ordine del giorno
presentato dai colleghi a sostegno dell'iniziativa del Governo è
favorevole; volevo che nel dibattito rimanesse traccia di questo
mio orientamento e ringrazio per avermi dato la parola.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che la
votazione avvenga per scrutinio nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ammatuna, Aricò,
D'Agostino, Faraone,
Federico, Ferrara, Gucciardi, Marinello, Oddo e Raia)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno numero
403
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine
del giorno numero 403.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Bonomo, Calanducci, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico,
Ferrara, Fiorenza, Gennuso, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza,
Lentini, Lo Giudice, Lombardo, Lupo, Marinello, Marrocco,
Marziano, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Raia, Rinaldi, Savona, Scammacca,
Speziale, Termine e Vitrano.
Sono in congedo: Cimino e De Benedictis.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
L'onorevole D'Agostino dichiara di avere votato favorevolmente ma
che, per un malfunzionamento del sistema elettronico, il suo voto
non risulta registrato.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione di nota pervenuta da parte dell'onorevole Maira
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, con nota pervenuta
alla Presidenza il 7 settembre 2010, l'onorevole Maira aveva
richiesto di dedicare una apposita seduta d'Aula alla crisi
occupazionale che investe il mondo della pubblica istruzione in
Sicilia.
L'argomento, già segnalato in sede di Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, non era stato calendarizzato in attesa
di conoscere la nuova composizione del Governo regionale con le
relative preposizioni assessoriali.
In considerazione di quanto emerso nell'odierna seduta e
considerata altresì l'attualità dell'argomento, propongo che lo
stesso sia oggetto di discussione nella seduta di domani.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 29
settembre 2010, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 216 - «Immediata attivazione dei posti in deroga richiesti
dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina».
RINALDI-PICCIOLO-LACCOTO-ARDIZZONE- PANARELLO
BENINATI-BUZZANCA-DE LUCA-CORONA
N. 217 - «Campagna a sostegno della vita - Contro la
lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani».
POGLIESE-BUZZANCA
CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO
N. 218 - «Iniziative atte a inserire la Sicilia negli accordi
bilaterali tra Italia e Libia».
ADAMO-MARROCCO- GRECO-ARICO'
III - Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate
per garantire il diritto allo studio e fronteggiare la crisi
occupazionale che investe il settore della pubblica istruzione in
Sicilia.
La seduta è tolta alle ore 22.23.
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Istruzione e
formazione professionale»
LO GIUDICE. - «All'Assessore per la sanità e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica, istruzione,
premesso che:
da anni opera a Marsala (TP) il convitto per audiofonolesi che
svolge attività formative con percorsi mirati di educazione
uditiva e fonologica in favore di soggetti sordi, sordomuti, con
connessi disturbi della lalia - in regime di convittualità e
semiconvittualità - anche attraverso il lavoro di un'equipe
specialistica composta da audiologi, pediatri, sociologi,
psicologi, logopedisti, psicomotricisti, ripetitori scolastici,
coordinatori dei progetti e delle attività, autisti, print master,
operatori informatici ed esperti di attività per la prima
infanzia;
il convitto, oltre alla specifica attività educativa e didattica,
è diventato negli anni un insostituibile punto di riferimento per
numerose famiglie siciliane che hanno visto in questa struttura
anche un importante luogo di crescita culturale e di aggregazione
sociale in virtù dell'intensa attività ludica e ricreativa che
viene offerta ai ragazzi;
dal 2004 il convitto di Marsala - che fino ad allora ha ricevuto
annualmente regolari trasferimenti statali per il suo
funzionamento - non ha più ricevuto inspiegabilmente alcun
contributo né da parte del Ministero dell' istruzione,
dell'università e della ricerca né da parte della direzione
regionale dello stesso. Si tratta di contributi che erano così
strutturati:
per l'anno 2000 sul bilancio ministeriale al capitolo 2821; per
l'anno 2001, sempre sul bilancio del Ministero medesimo, al
capitolo 5293;
per il 2002 e 2003 sul capitolo 5293 del bilancio della direzione
regionale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca;
per finalità diverse da quelle del Ministero e della direzione
regionale dello stesso, sul capitolo 36957 del bilancio della
Regione siciliana;
i contributi sopraccitati servivano a coprire le spese del
personale specialistico convenzionato composto da logopedisti,
psicomotricisti, audiologi, psicologi e autisti;
l'Assessorato regionale Beni culturali e ambientali e pubblica
istruzione ha concesso dei contributi, ma di importo minimo (40
mila euro) e comunque di gran lunga inferiori rispetto a quelli
concessi ad altri enti con finalità similari (istituti per ciechi,
sordi, stamperia Braille) finanziati dallo stesso Assessorato con
contributi che vanno da 700 mila fino a 2 milioni di euro;
nonostante una specifica richiesta, la direzione regionale del
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, non ha
mai comunicato al convitto se gli appositi capitoli di bilancio
destinati al finanziamento dell'attività della struttura educativa
siano stati cancellati o meno;
la struttura di Marsala non è un «convitto atipico», nonostante
una delibera regionale
(numero 288 del 30 luglio 2003) successiva a varie ispezioni da
parte della Regione; nel 2004, a seguito di uno specifico parere
dell'ufficio legislativo e legale della Regione siciliana
(protocollo numero 1013 dell'11 luglio 2004), la titolarità
delle funzioni di vigilanza e controllo per i convitti nazionali è
passata in capo alla Regione siciliana;
con l'articolo numero 36 della legge 8 febbraio 2007, numero 2,
il convitto è diventato regionale;
la mancanza di finanziamenti dal 2004 ad oggi ha impedito lo
svolgimento delle attività riabilitative specialistiche, che nel
tempo hanno avuto un'utenza fino a 130 allievi provenienti da
tutte le province siciliane, grazie al lavoro di personale
qualificato composto da numero 9 logopedisti, numero 7
psicomotricisti, numero 2 psicologi, numero 1 audiologo;
il rettore del convitto già nel 2006 ha chiesto all'Assessorato
Beni culturali e ambientali e pubblica istruzione e
all'Assessorato Sanità una convenzione per continuare a garantire
le attività riabilitative specialistiche, senza avere ancora
ricevuto alcuna risposta;
allo stato attuale, la mancanza di personale specialistico
impedisce al convitto di garantire le cure riabilitative e le
attività didattiche collaterali a numerosi giovani che, tramite le
rispettive famiglie, si rivolgono alla struttura per chiedere
supporto;
il convitto di Marsala opera in un contesto ambientale
contrassegnato da ben conosciuti fenomeni di devianza giovanile e
in un contesto urbanistico dove sono assai carenti le strutture
sportive e i luoghi di ritrovo e aggregazione sociale.
L'allocazione al suo interno di un impianto sportivo ne aveva
fatto fino a qualche anno fa il luogo di incontro di centinaia di
giovani impegnati a praticare diverse discipline sportive;
constatato che l'azienda sanitaria locale numero 9 di Trapani non
ha in pianta organica le figure professionali di logopedisti e
neuropsicomotricisti e, che per tale motivo, le famiglie che hanno
bisogno di interventi specialistici per i loro figli devono
rivolgersi a strutture private con costi per le casse della
Regione siciliana notevolmente superiori;
per sapere:
se ritengano indispensabile la funzione svolta dal convitto; se e
in che modo gli Assessorati in indirizzo ritengano necessario
potenziare l'attività del convitto, visto, peraltro, che le
competenze sono passate alla Regione siciliana;
quali siano i motivi che hanno impedito fino ad oggi di dare
corso alla convenzione;
con quale modalità e quando intendano attivare la convenzione
(allo stato attuale unica strada percorribile) in grado peraltro
di determinare un risparmio di risorse pubbliche, considerato che,
mentre in un centro convenzionato privato il costo della terapia
di logopedia o psicomotoria è di 50 euro, in un convitto come
quello di Marsala è addirittura della metà, cioè di 25 euro».
(248)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 248, a
firma dell'onorevole Lo Giudice, si trasmette copia della nota
dipartimentale protocollo numero 2512 del 24/06/2010 con la quale è
stata trasmessa la nota numero 550 del 09/02/2009 del Servizio al
diritto allo Studio ed EE.RR.SS.UU. del 09/02/2009 consistente in
un circostanziato rapporto in ordine ai temi inerenti
all'interrogazione».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
REGIONE SICILIANA
Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
Dipartimento Pubblica Istruzione
Servizio VIII Diritto allo Studio ed EE.RR.SS.UU. ed assistenza
alunni svantaggiati
«Con nota protocollo numero 3761 del 22.12.2008 è stata trasmessa
copia dell'Interrogazione
numero 248 dell'onorevole Giuseppe Lo Giudice al fine di redigere
un circostanziato rapporto.
Oggetto dell'interrogazione numero 248 è il Convitto Regionale per
audiofonolesi con sede
a Marsala, una struttura Sperimentale Polifunzionale che svolge
attività formative in favore
di soggetti sordi e sordomuti in regime di convittualità e
semiconvittualità.
Ai sensi dell'articolo 36 della legge regionale 8 febbraio 2007,
numero 2, il "Convitto nazionale di Stato audiofonolesi", assume la
denominazione di "Convitto regionale per audiofonolesi", inoltre lo
stesso articolo istituisce un collegio dei revisori dei conti che
esercita l'attività di controllo
sulla regolarità della gestione e della contabilità del Convitto
stesso. Corre obbligo fare presente che le spese relative al
personale del Convitto sono rimaste a carico dello Stato.
Il capitolo numero 372543 del Bilancio della Regione Siciliana
prevede, per il Convitto Regionale per audiofonolesi di Marsala,
l'assegnazione di una somma annuale per il funzionamento del
Convitto pari a 40.000,00 per il 2009 (mentre per il 2008 è stata
pari a 45.000,00).
Per ciò che attiene ai chiarimenti richiesti mediante
l'interrogazione numero 248 questo Dipartimento ritiene che:
1) le funzioni esercitate dal Convitto di che trattasi, con
particolare riferimento alle attività formative, educative e
riabilitative svolte nei confronti dei soggetti audiofonolesi
frequentanti la struttura, sono da ritenersi indispensabili.
Altrettanto fondamentale, per il territorio in cui opera e che
interessa un'area interprovinciale, è la valenza che il Convitto
assume come centro culturale e
di aggregazione sociale per i ragazzi e le loro famiglie,
attraverso la proposizione di attività ludiche, ricreative e
sportive. L'attività del Convitto potrà essere estesa tramite una
revisione dello Statuto che consenta un ampliamento delle
competenze istituzionali e il raccordo con le altre
istituzioni di sostegno ai disabili, quali i C.T.R.H.;
2) per quanto riguarda la richiesta del Rettore Reggente del
Convitto di una convenzione tra l'Ass.to BB.CC.AA. e P.I. e
l'Ass.to alla Sanità atta a garantire le attività riabilitative
specialistiche, giorno 26.01.2009 si è tenuta una riunione a cui
hanno partecipato tra gli altri l'Assessore ai BB.CC.AA. e P.I., il
Direttore Generale del Dipartimento Pubblica Istruzione, il
Presidente
del Consiglio di Amministrazione del Convitto Regionale per
audiofonolesi di Marsala, nel corso della quale si è trattato
l'argomento e sono stati individuati i percorsi amministrativi per
la sua realizzazione».
Il Dirigente generale
d.ssa G. Patrizia
Monterosso
POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
la proposta del piano di ridimensionamento delle istituzioni
scolastiche nel comune di Catania, approvata dal tavolo tecnico
convocato dall'Assessorato in indirizzo, prevede la soppressione
di 7 autonomie nella scuola di base e l'eliminazione di plessi
scolastici con ulteriori riduzioni di posti di lavoro nei ruoli di
docente e ATA;
questo piano stravolge quello voluto dalle comunità scolastiche
autonome ed approvato dalla giunta del comune di Catania nella
seduta di lunedì 12 gennaio 2009;
considerato che il piano di ridimensionamento, oltre a ridurre
posti di lavoro, non tiene conto che la maggior parte delle scuole
in questione opera in un territorio urbano a forte rischio di
devianza, come si evince dalle statistiche annuali sulla
criminalità minorile in Italia;
per sapere se non ritenga utile procedere alla trasformazione da
circolo didattico a istituto comprensivo delle scuole Battisti,
Caronda, S. Giovanni Bosco e Tempesta di Catania, il cui modello
organizzativo è stato gia approvato dalla Regione nel 2001 nel
quartiere catanese di Librino e - in tempi recentissimi - nel
limitrofo comune di Misterbianco». (363)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 363, a
firma dell'onorevole Pogliese, si trasmette copia della nota del
Servizio scuola materna ed istruzione di ogni ordine e grado
statale protocollo 1514 del 2/4/2009 trasmessa a questo Ufficio di
Gabinetto con nota protocollo 2504 del 24/6/2010.
Dalla predetta nota si evince fra l'altro che la proposta di
riorganizzazione della rete scolastica della Provincia di Catania
è stata discussa, integrata e approvata dal Tavolo tecnico
appositamente convocato cui hanno partecipato i rappresentanti
delle Istituzioni preposte e i rappresentanti sindacali.
Per quanto riguarda le Direzioni Didattiche "Battisti",
"Caronda", "Tempesta" e "San Giovanni Bosco" le stesse sono state
inserite nel piano regionale con la proposta di trasformazione in
Istituti Comprensivi».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
REGIONE SICILIANA
Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
Dipartimento Pubblica Istruzione
Servizio scuola materna ed istruzione di ogni ordine e grado
statale
Unità operativa n. IX
«In riscontro alla nota protocollo 181 del 2/03/2009, di Codesta
Direzione, si riferisce sull'argomento oggetto dell'interrogazione
numero 363 dell'onorevole Salvatore Pogliese.
Si rappresenta preliminarmente quanto segue.
Con l'articolo 64 del Decreto Legge 25.06.2008, numero 112,
convertito dalla legge 6.08.2008, numero 133, sono state adottate
disposizioni in materia di organizzazione scolastica.
Ai sensi dell'articolo 64 citato, è stato emanato il piano
programmatico del Ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con
il Ministro dell'Economia e delle Finanze.
Con l'articolo 3 del Decreto Legge 7.10.2008, numero 154
"Definizione dei piani di dimensionamento
delle Istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle
regioni e degli Enti Locali" è stato
integrato l'articolo 64 del D.L. 112/2008 prevedendo la data del
30 novembre di ogni anno per la
definizione dei piani di dimensionamento e la diffida per le
Regioni inadempienti e la nomina di
un Commissario Straordinario.
Con Legge 4/12/2008 numero 189, di conversione del D.L. 154/2008,
la data del 30 novembre
veniva prorogata al 31/12/2008 ed omessa la parte riguardante il
commissario straordinario.
In seguito all'emanazione della citata normativa statale, la
Regione Siciliana si è attivata
per la definizione del Piano di riorganizzazione della rete
scolastica della Sicilia.
Con nota del Dirigente Generale prot. 12341 del 29 dicembre 2008,
è stato convocato il
Tavolo Tecnico per la riorganizzazione della rete scolastica della
Sicilia costituito con D.A.
numero 1110 del 4 novembre 2008.
I lavori riguardanti la Provincia Regionale di Catania si sono
svolti il giorno 14 gennaio 2009. Vi hanno partecipato: il
Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Pubblica Istruzione,
il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, il
Dirigente dell'Ufficio Scolastico
Provinciale, l'Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia
di Catania, l'Assessore alla
Pubblica Istruzione del Comune di Catania, i rappresentanti
regionali e provinciali dei sindacati
della Scuola, e dell'A.N.P..
Questo Dipartimento ha presentato al Tavolo Tecnico la proposta
di riorganizzazione
della rete scolastica della Provincia di Catania, la quale, dopo
ampia discussione di tutti i
componenti, è stata integrata, condivisa e approvata dallo stesso.
Detta proposta ha privilegiato principalmente gli interventi di
trasformazione delle Direzioni Didattiche in Istituti Comprensivi
per garantire la continuità degli studi agli alunni frequentanti
le stesse, e si discosta di poco rispetto a quella elaborata
dall'Amministrazione comunale ed approvata con delibera numero 3
del 12/01/2009.
La proposta approvata dal Tavolo Tecnico, è stata inserita nel
piano regionale di
riorganizzazione della rete scolastica e trasmessa al Ministero
della Pubblica Istruzione con nota
protocollo 1087 del 17/02/2009 per la relativa intesa.
Con nota 3257 del 12/03/2009, Il Ministero dell'Istruzione ha
formulato l'intesa sul piano
di riorganizzazione della rete scolastica presentato da questo
Assessorato.
Si rappresenta che per la definizione della riorganizzazione
della rete scolastica della
Provincia di Catania sono stati adottati i principi e le deroghe
previsti dalla legge regionale
24/02/2000 numero 6, richiamati dal decreto istitutivo del Tavolo
Tecnico numero 1110/2008.
Per quanto riguarda le Direzioni Didattiche "Battisti",
"Caronda", "Tempesta" e "San Giovanni Bosco", le stesse sono state
inserite nel piano regionale con la proposta di trasformazione in
Istituti Comprensivi».
Il Dirigente del
Servizio
d.ssa Anna Buttafuoco
POGLIESE - VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione, premesso che:
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana, con propria sentenza, ha reso definitivo lo sfratto
dell'Istituto statale d'arte di Catania (ISA) dal Collegio dei
gesuiti. Questa sentenza ha messo la parola fine ad un lungo
contenzioso che ha visto contrapposte la Provincia regionale di
Catania, che è locataria dell'immobile in uso all'ISA, e la
Regione siciliana, che dell'immobile è proprietaria;
per espellere l'Istituto dall'ex Collegio dei gesuiti, che ne è
la sede storica da oltre 40 anni, si adducono motivi di sicurezza
e condizioni di rischio, non provate da alcun giudizio espresso
all'uopo dagli organi preposti;
lo spauracchio di danni provocati dal sisma del 1990, che è la
tesi prediletta da chi vuole lo sfratto, è smentito da quanto
dichiarato dall'allora preside, arch. Rosario Leone,
nell'intervista pubblicata dal quotidiano 'La Sicilia', il 28
luglio 2009;
lo stato attuale dell'edificio denota, invece, che si sono
trascurati gli interventi necessari per contrastare l'inevitabile
decadimento della secolare struttura;
i locali dell'ex Collegio dei gesuiti, dopo l'esproprio dei beni
dell'ordine, furono adibiti nel 1778 a casa di educazione,
trasformata nel 1830 in regio ospizio di beneficenza. Da sempre,
quindi, l'ex Collegio dei gesuiti è stata una fucina di formazione
e uno storico luogo di produzione, dove i giovani più poveri e gli
orfani imparavano i mestieri nei laboratori artigianali;
per funzionalità, estensione della superficie, cubatura degli
spazi, decoro estetico dell'edificio, la sede attuale è la più
idonea a ospitare un istituto a vocazione artistica, dotato di
laboratori con macchinari e apparecchiature;
considerato che:
la Provincia regionale di Catania da più di un mese discute,
senza esito alcuno, con il Comune di Catania per individuare la
disponibilità di sedi alternative. Le sedi proposte sono, in
realtà, del tutto inadeguate, perché non a norma e ubicate in
luoghi non raggiungibili dagli alunni, che per il 60 per cento
sono pendolari. A partire dal settembre 2009, quindi, circa 700
studenti non potranno disporre di una sede o dovranno usufruire di
una sede provvisoria alternativa non raggiungibile per i
pendolari;
lo sfratto dell'Istituto statale d'arte di Catania dall'ex
Collegio dei gesuiti colpisce non solo gli studenti e i loro
genitori, ma causerà anche un drastico ridimensionamento della
scuola e un inevitabile taglio dell'occupazione, oltre che la fine
di una prestigiosa tradizione culturale. Difatti, la situazione in
atto sta determinando il crollo delle iscrizioni, con la
consequenziale condanna a morte l'istituto e preclusione a
numerosi giovani della frequenza della scuola;
tenuto conto che:
a sostegno della scuola si è costituita l'associazione di
volontariato e di impegno civile, denominata 'comitato emergenza
sfratto pro Istituto statale d'arte di Catania', formata dagli
alunni (ex compresi), dai genitori e dal personale;
il comitato civico si è costituito con lo scopo di mantenere la
locazione dell'istituto nel Collegio dei gesuiti, che ne è la sede
storica da ben 40 anni, per definire soluzioni fondate sulla
compatibilità tra le opere di ripristino dell'edificio e l'attuale
locazione della scuola;
una soluzione che consenta il proseguimento dell'attività
dell'istituto permetterebbe:
a) di porre fine a un lungo contenzioso, che ha visto e vede
contrapposte le pubbliche istituzioni;
b) di salvaguardare due importanti risorse della cultura
cittadina: lo storico edificio e la scuola d'arte, la cui storia
si identifica con l'edificio stesso;
c) all'erario pubblico di risparmiare un'enorme quantità di
risorse. Considerata la complessità organizzativa della scuola,
articolata per settori di indirizzo, nonché la presenza di
laboratori dotati di macchinari e strumentazioni non facilmente
traslocabili, il trasferimento dell'istituto dall'attuale sede
imporrebbe all'amministrazione costi elevatissimi, che più
utilmente potrebbero essere stornati per l'esecuzione delle opere
di ristrutturazione e messa in sicurezza dell'edificio;
per sapere:
se non ritengano auspicabile un intervento urgente al fine di
ottenere la revoca dello sfratto dell'Istituto statale d'arte di
Catania dall'ex Collegio dei gesuiti;
se non ritengano improcrastinabile l'assegnazione dell'ex
Collegio dei gesuiti in comodato d'uso alla Provincia regionale di
Catania, al fine di permettere alla stessa di ristrutturare
l'intero plesso e consentire, così, la prosecuzione dell'attività
didattica dell'Istituto statale d'arte di Catania nell'ex Collegio
dei gesuiti». (700)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 700, a
firma degli onorevoli Pogliese
e Vinciullo, si ritiene che questo Assessorato non abbia alcuna
competenza in ordine alla gestione dell'edificio cui si fa
riferimento.
Poiché, verosimilmente, trattasi di bene sottoposto a vincolo
architettonico, la competenza relativa alla problematica in esame
potrebbe riguardare l'Assessorato Beni Culturali.».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
molti alunni disabili rimarranno in Sicilia senza insegnanti di
sostegno in quanto sono stati tagliati 693 posti, di cui 112 in
provincia di Catania;
i tagli previsti compromettono seriamente e irreparabilmente la
qualità del servizio scolastico pubblico in quanto, oltre agli
insegnanti di sostegno, sono stati tagliati altri 5.690 docenti e
1.600 di personale ATA;
considerato che:
con la prevista riduzione degli organici di sostegno viene messo
in discussione il diritto all'integrazione scolastica, sancito da
numerose leggi dello Stato;
la politica del Governo nazionale sull'istruzione in Sicilia,
fondata sul preminente obiettivo di conseguire risparmi ed
economie di bilancio, è devastante per la nostra Regione;
ritenuto che:
la riduzione del numero delle classi determinerà un elevato
aumento di studenti in ogni classe, con conseguente abbassamento
della qualità dell'istruzione;
la scuola in Sicilia, rispetto alle altre Regioni più ricche, è,
spesso, l'unico punto di riferimento per le famiglie e le giovani
generazioni, al cospetto del vuoto sociale che li circonda;
la scuola è sicuramente un fattore di crescita civile e sociale
nonché uno straordinario luogo di accoglienza e di integrazione
culturale e sociale, che non può essere subordinata alle esigenze
di cassa;
per sapere:
se il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire con
proprie risorse finanziarie per pagare gli insegnanti di sostegno,
attraverso un'apposita convenzione e utilizzando le attuali
graduatorie;
quali iniziative siano state sinora assunte a difesa delle
prerogative costituzionali e statutarie attribuite alla Regione
siciliana in materia di scuola e diritto allo studio;
se non ritenga di dover assumere tutte le necessarie iniziative
al fine di impedire la distruzione di un sistema scolastico che,
in condizioni talvolta difficilissime, ha consentito il progresso
sociale e culturale della nostra Regione;
se non ritenga, altresì, di dover intervenire presso la
deputazione nazionale siciliana affinché si impegni a difendere la
scuola siciliana, consegnata a logiche di mercato che cancellano,
di fatto, il diritto alla scuola e allo studio per tutti,
scaricando sugli enti locali l'onere maggiore di fornire risposte
alle domande di istruzione che provengono dal territorio». (707)
RINALDI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
i tagli previsti dalla riforma Gelmini compromettono gravemente
la qualità della scuola siciliana;
in particolar modo, gli alunni con disabilità pagheranno il
prezzo più alto a causa dei tagli al numero degli insegnanti di
sostegno, indispensabili alla loro integrazione sociale;
ritenuto che:
con puro calcolo ragionieristico e senza tener conto del numero
dei disabili esistenti nella nostra realtà regionale, la riforma
Gelmini taglia, di fatto, l'unico sostegno che è rappresentato
dalla scuola alle numerose famiglie con figli disabili;
l'applicazione del piano di riequilibrio degli organici di
sostegno crea seri problemi, aggravati dal fatto che le
amministrazioni locali riducono nel contempo i servizi resi ai
soggetti disabili, anche a causa del taglio dell'ICI voluto dal
Governo nazionale che ha provocato una gravissima riduzione dei
loro budget finanziari;
considerato che:
i tagli al sostegno destano molta preoccupazione perché
colpiscono proprio la scuola, luogo da dove parte la vera
integrazione dei ragazzi diversamente abili;
togliere alle famiglie dei diversamente abili insegnanti che,
quotidianamente all'interno della Scuola, si occupano dei loro
ragazzi, aiutandoli sia a livello scolastico, sia a livello di
integrazione, equivale a negar loro la speranza che un domani ci
possa essere un posto nella società anche per i loro figli;
atteso che:
già dal prossimo anno scolastico alle famiglie dei diversamente
abili verrà meno l'assistenza gratuita goduta fino allo scorso
anno;
gli alunni disabili nella nostra Regione sono in netto aumento
rispetto allo scorso anno scolastico;
in Sicilia, più che nel resto del Paese, la scuola è per molti
disabili l'unica occasione per integrarsi nella società;
rilevato che anche la giurisprudenza ormai consolidata considera
le ore di sostegno un diritto individuale degli alunni con
disabilità e ritiene tali ore l'unica risorsa a tutela del diritto
allo studio di tali alunni;
per sapere se, anche alla luce delle considerazioni sopra
esposte, il Governo della Regione non ritenga di doversi far
carico delle sorti dei propri disabili, delle loro famiglie e dei
docenti,
finanziando direttamente, in sede di variazioni di bilancio la
somma di 8 milioni e 500 mila euro necessaria per ridurre di 300
unità la prevista soppressione di n. 693 insegnanti 'perdenti
cattedra', così come stabilito dalla riforma Gelmini, garantendo,
in tal modo, il sostegno ai disabili e alle loro famiglie per il
periodo scolastico di settembre-giugno». (708)
Risposta. - «Con riferimento alle interrogazioni numero 707, a
firma dell'onorevole Barbagallo,
e n. 708, a firma dell'onorevole Rinaldi, si trasmette copia della
nota dell'Ufficio Scolastico Regionale protocollo 17963 del
9/8/2010 e della nota del Dirigente dell'Area Programmazione
e Coordinamento protocollo 0050 del 38/8/2010».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE E DELLA RICERCA
U.S.R. SICILIA - DIREZIONE GENERALE
UFFICIO DI STAFF
All'Assessorato regionale
dell'Istruzione
e della formazione
professionale
Ufficio di staff del
Direttore generale
Via Ausonia, 122
P A L E R M O
«In riferimento alla nota del 3/08/2009, protocollo numero 2672
di pari oggetto, si specifica quanto segue.
La c.d. "riforma Gelminì" non incide in alcun modo sul numero di
posti di sostegno, dato che la riduzione di posti è dovuta al
fatto che, per effetto delle leggi finanziarie del 2007 e 2008
nonché del decreto MIUR emesso il 24/04/2008 di concerto con il
Ministero dell'Economia e delle Finanze, il numero dei posti di
sostegno complessivamente attìvabili in ciascuna Regione deve
gradualmente raggiungere il rapporto medio nazionale di 1
insegnante specializzato ogni 2 alunni disabili. Ciò ha portato ad
un ri-allinearnento graduale del nostro rapporto regionale verso
l'1:2 stabilito dalle norme citate.
Se osserviamo il trend del rapporto insegnanti/alunni disabili
nella scuola siciliana degli ultimi 3 anni possiamo verificare,
infatti, che siamo passati dall'1,53 del 2007/08 all'1,73 del
2008/09 e all'1,84 del 2009/10. Tale graduale avvicinamento al
rapporto nazionale di 1:2, fra l'altro, non è omogeneo per tutte
le province ma ha tenuto conto sia delle situazioni storicamente
determinatesi, sia dei contesti socio- geografici delle realtà
territoriali. La riduzione di posti, pur in presenza di rapporti
alunni-posti molto più favorevoli di altre regioni, è
particolarmente sentita perché alcuni servizi non sono sempre
presenti a differenza di altre regioni e potrebbero che
contribuire, in sinergia con la scuola, alla realizzazione della
piena integrazione, ci si riferisce:
1) All'effettiva presenza nelle scuole - in attesa della
attuazione di quanto previsto dalla nota MPI numero 3390 del
30/11/2001 - di assistenti igienico-personali per garantire ausilio
materiale negli spostamenti e nella cura dell'igiene personale
degli alunni disabili, Tale servizio, come è noto, compete agli
EE.LL. (Comuni e Province) ai sensi della legge regionale numero 15
del 5/11/04;
2) All'effettiva presenza nelle classi di assistenti all'autonomia
e alla comunicazione così come previsto dagli articoli 42-45 del
DPR 24/7/1977 numero 616 e dall'articolo 13 comma 3 della legge
104/92. Tali figure di assistenza specialistica devono essere
fornite, come è noto, dagli EE.LL
(Comuni per infanzia, primaria e secondaria di 1 grado e Province
per la scuola secondaria di
2 grado)
Non va sottaciuta la necessità di una chiara individuazione degli
alunni disabili aventi diritto al
sostegno ai sensi della legge 104/92.
Per effetto dell'applicazione del DPCM n. 185, infatti, si è
verificata in Sicilia un'impropria
utilizzazione dell'I.C.D-10 che ha fatto rientrare molti studenti
diagnosticati con il codice "F81"
(disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche, DSA) fra
i soggetti individuati come disabili
ai sensi dell'articolo 3, commi 1 e 3, della legge 104/92. Ora,
pur riconoscendo i problemi
specifici presentati da questi alunni sicuramente bisognosi di
interventi educativo-didattici e
psicopedagogici personalizzati, si fa fatica a riconoscere come
disabile ai sensi della legge
104/92 un bambino dislessico o iperattivo o con difficoltà di
apprendimento legate a fattori
mesologici. Il riferimento a questi servizi carenti (o assenti)
nel nostro territorio viene fatto perché si è nel tempo creata una
convinzione anomala in Sicilia, e cioè che l'integrazione della
persona disabile si possa realizzare salo e soltanto con la
presenza dell'insegnante di sostegno.
Senza minimamente sottovalutare l'importanza e il ruolo del
docente specializzato, si ritiene che senza il supporto sinergico
delle altre istituzioni e dei connessi servizi sarà difficile
realizzare una significativa integrazione degli alunni in
situazione di disabilità. L'integrazione della persona disabile è
una conseguenza della piena integrazione dei servizi (che devono
essere presenti ) offerti e messi in rete. Non esiste integrazione
scolastica al di fuori di una vera presa in carico da parte di
tutti (così come indica - crediamo - lo spirito profondo della
legge 104/92).
In conclusione la recente sentenza della Corte Costituzionale che
ha portato all'abrogazione di
parte della legge finanziaria citata porta a evitare che, a
partire dall'a.s. 2010/2011, si verifichino
diminuzioni del numero dei posti di sostegno assegnati alle varie
regioni.
Va comunque ricordato che l'accordo Stato-Regione del decorso
anno, pur con vari ritardi, ha
impegnato rilevanti risorse per gli anni scolastici 2009/2010 e
2010/2011 per le esigenze dei soggetti più deboli».
Il Direttore Generale
dr. Guido di Stefano
REGIONE SICILIANA
Dipartimento regionale Istruzione e Formazione Professionale
Al Dirigente Generale ad
interim
Arch. Felice Bonanno
S E D E
«In riscontro alla nota numero 2673 del 3.8.2010, si rappresenta
che questo Ufficio ha già attivato, nell'ambito dei finanziamenti
POR 2007-2013, corsi rivolti alla realizzazione di piani integrati
atti a garantire il successo formativo e scolastico degli studenti
che si trovano in situazione di disabilità e/o a rischio di
marginalità sociale, discendenti dal Protocollo di Intesa
stipulato tra il MIUR e la Regione siciliana per favorire la
programmazione e l'attuazione di interventi congiunti volti a
promuovere l'aumento delle capacità di apprendimento degli alunni
disabili e a rischio di marginalità, nonché il miglioramento della
qualità del servizio scolastico e dell'istruzione in generale.
Si rappresenta, inoltre, che l'Avviso di riferimento ha
disposto l'utilizzazione obbligatoria, per ciascun progetto, di
due insegnanti di sostegno attinti dalle graduatorie provinciali
ad esaurimento (o, in alternativa, come successivamente stabilito,
dalle graduatorie d'Istituto).
Relativamente agli ulteriori quesiti contenuti nelle
interrogazioni di cui all'oggetto, gli stessi non sono di
pertinenza della scrivente Area».
Il Dirigente d'Area
dr. Domenico Giubilaro
ODDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
con D.A. numero 115 del 5 dicembre 2008, è stato finanziato il
PROF 2008 per un importo di euro 256.922.765,24 e che, a fronte di
tale finanziamento, risulterebbe che resta da erogare, per il
saldo di gestione, il 46 per cento dell'importo finanziato;
con D.D.G. numero 277 dell'8 aprile 2009, è stato finanziato il
PROF 2009 per un importo di euro 194.618.000,00 che prevede un
importo in conto personale di 180.000.000,00 di euro, pari all'88
per cento rispetto all'importo finanziato dal PROF 2008 e che, a
fronte di tale finanziamento, risulterebbe necessario un decreto
d'integrazione di spesa per il rimanente 12 per cento;
con D.D.G. numero 277 dell'8 aprile 2009, è stato finanziato il
PROF 2009 per un importo di euro 194.618.000,00 che prevede un
importo in conto gestione di euro 14.618.000,00, pari al 29 per
cento rispetto all'importo finanziato dal PROF 2008 con D.D.G.
numero 116 e che, a fronte di tale finanziamento, risulterebbe
necessario un decreto di integrazione di spesa per il rimanente 71
per cento;
relativamente al PROF 2010, a tutt'oggi non è stato emesso alcun
avviso di bando nonostante la necessità di emanare un decreto che
dovrebbe essere approvato entro il mese di dicembre 2009 al fine
di evitare la messa in mobilità, dal giorno 1 gennaio 2010, di
tutti i docenti e di parte del personale amministrativo con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso gli enti di
formazione;
per sapere:
se non ritengano e urgente e doveroso provvedere ad erogare la
somma rimanente per il saldo della voce 'gestione' del PROF 2008;
se non valutino urgente e serio provvedere, in tempi brevi, ad
emanare il decreto di integrazione delle somme necessarie per la
copertura del finanziamento della voce 'personale' del PROF 2009;
se non ritengano indispensabile provvedere ad emanare il decreto
di integrazione delle somme necessarie per la copertura del
finanziamento della voce 'gestione' del PROF 2009;
quando e come l'Amministrazione regionale intenda emettere
l'avviso per il bando relativo al PROF 2010, per quale importo e
con quali risorse intenda finanziarlo». (807)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 807, a
firma dell'onorevole Oddo, si rappresenta che le argomentazioni in
essa contenute sono abbondantemente superate, atteso che sono
stati assunti tutti gli impegni di spesa ed erogati quasi tutti i
saldi per gli anni 2008 e 2009 mentre il bando relativo al 2010 è
stato regolarmente emanato e si è già provveduto all'erogazione
della prima e della seconda anticipazione».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che
in data 25 marzo 2009 il sottoscritto interrogante ha presentato
l'ordine del giorno numero 111 (approvato dall'Assemblea nella
seduta n. 78 di pari data), inerente alla situazione finanziaria
deficitaria delle IPAB siciliane che va sempre più aggravandosi in
relazione al progressivo minore trasferimento di risorse che la
Regione eroga per garantire ai dipendenti il contratto di lavoro
negli enti locali ed il rispetto delle norme di contabilità
pubblica;
considerato che la situazione si è ulteriormente aggravata a tal
punto che il personale delle IPAB non percepisce gli stipendi,
alcuni addirittura da oltre 30 mesi, fra i quali il personale
dell'IPAB Sciacca Baratta di Patti (Me) e che, con senso di
responsabilità, continuano ad assicurare il servizio all'utenza;
considerato, inoltre, che gli amministratori delle IPAB non
percepiscono alcuna indennità e svolgono il loro ruolo con spirito
di servizio sociale;
ritenuto imprescindibile ed improrogabile un intervento del
Governo regionale finalizzato ad una riforma globale delle IPAB
che tenga conto dell'insostituibile ruolo che le stesse rivestono
per le comunità ove sono allocate; infatti, esse forniscono
prestazioni socio-assistenziali a favore di anziani, minori,
disabili e soggetti deboli;
evidenziato che la Regione siciliana ad oggi non ha provveduto al
riordino del sistema delle IPAB secondo quanto previsto dal
decreto legislativo 4 maggio 2001, numero 207;
per sapere se intendano adottare:
con urgenza, i provvedimenti economici necessari per fronteggiare
i notevoli disagi dei lavoratori che non percepiscono lo
stipendio, cosa che mette in difficoltà le famiglie degli stessi,
e per trovare una soluzione per l'equilibrio finanziario delle
IPAB nei confronti dei creditori ed in particolare dei servizi per
gli assistiti;
successivamente, un provvedimento normativo e/o legislativo per
l'applicazione di quanto prescritto dal Titolo V della legge
regionale 9 maggio 1986, numero 22, ed in particolare dalle
disposizioni di cui agli articoli da 30 a 43, pianificando
l'estinzione o la fusione degli enti che non svolgono attività
consone ovvero che non riescono a raggiungere gli obiettivi di
legge, ed a rilanciare l'attività degli enti predetti, definendo
un censimento e la qualificazione dei loro patrimoni anche
attraverso la stipula di apposite convenzioni con i comuni ed il
servizio sanitario regionale». (818)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione numero 818, a
firma dell'onorevole Vinciullo, si trasmette copia della relazione
trasmessa dal Servizio scuola dell'Infanzia ed Istruzione di ogni
ordine e grado statale protocollo numero 11743 del 13/09/2010 dalla
quale si evince che le variazioni degli organici vengono effettuati
dai competenti organi dello Stato e che comunque con nota
dipartimentale del 13/9/2010 sono stati richiesti all'Ufficio
scolastico regionale notizie circa la mancata attivazione a Sortino
della prima e quarta classe serale».
L'Assessore
dr. Mario Centorrino
REGIONE SICILIANA
Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
Dipartimento Pubblica Istruzione
Servizio scuola materna ed istruzione di ogni ordine e grado
statale
Unità operativa n. IX
«In riscontro alla nota 2675 del 30/08/2010 del Dirigente
Generale di pari oggetto, si riferisce sull'argomento oggetto
dell'Interrogazione numero 818 dell'onorevole Vinciullo al fine di
fornire elementi utili per la risposta dell'Assessore.
Con D.P.R. 14 maggio 1985, numero 246, sono state emanate le
norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in
materia di Pubblica Istruzione.
Il D.P.R. 246 citato ha operato il trasferimento a norma
dell'articolo 20 ed in relazione all'articolo 14 lettera r) e
all'articolo 17 lettera d) dello Statuto delle competenze
amministrative dallo Stato alla Regione ed ha riservato allo Stato
oltre che l'ordinamento degli studi, i programmi di insegnamento e
gli esami, e lo stato giuridico ed economico del personale
scolastico, anche le variazioni degli organici del personale
statale.
L'articolo 6 del D.P.R. 246 citato rappresenta che le variazioni
degli organici del personale statale vengono effettuate dai
competenti organi dello Stato, anche nei casi in cui si rendano
necessarie a seguito di istituzione di nuove scuole o di istituti
di ogni ordine e grado deliberata in base ai piani predisposti
dalla Regione d'intesa con l'amministrazione statale.
Con nota protocollo numero 11739 del 13/09/2010 del Dirigente
Generale, questo Ufficio ha chiesto al Direttore Generale dell'USR
notizie sulla mancata attivazione delle classi serali prima e
quarta presso la sede di Sortino dell'Istituto Professionale per
l'Agricoltura di Palazzolo Acreide».
Il Dirigente del
Servizio
d.ssa Anna Buttafuoco