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Resoconto d'Aula della Seduta n. 199 di martedì 28 settembre 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi,  è in missione per
  ragioni del suo ufficio, dal 3 al 6 ottobre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
  per  l'istruzione  e  la  formazione,  le  risposte  scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -   numero   248    «Iniziative  per  consentire   il    regolare
  funzionamento del convitto per audiolesi di Marsala (TP)»
   Firmatario: Lo Giudice Giuseppe.

   -  Con  nota  protocollo  numero 112  del  16  gennaio  2009,  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali;  con  nota protocollo numero 6893 del  19  giugno  2009
  l'Assessore  per  la sanità ha rappresentato  che  la  materia  in
  oggetto  rientra  nell'esclusiva competenza dell'Assessorato  Beni
  culturali;  con nota protocollo numero 930/IN. 15  del  28  maggio
  2010  il  Presidente  della  Regione ha delegato  l'Assessore  per
  l'istruzione.

   -  numero  363  «Piano  di  ridimensionamento  delle  istituzioni
  scolastiche nel comune di Catania».
   Firmatario: Pogliese Salvatore.

   -  Con  nota  protocollo 575 del 12 febbraio 2009  il  Presidente
  della  Regione  ha delegato l'Assessore per i beni culturali;  con
  nota protocollo numero 935/In. 15 del 28 maggio 2010 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione  (Modifica
  competenze  ai sensi della legge regionale numero 19  del  2008  e
  relativo Regolamento di attuazione). Nel corso della seduta numero
  195  del  14 settembre 2010, per accordo tra le parti,  è  rimasto
  stabilito che all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
  (Vedi  resoconto  stenografico della  seduta  numero  195  del  14
  settembre 2010).

   -  numero 700 «Revoca dello sfratto dell'Istituto statale  d'arte
  di Catania (ISA) dall'ex Collegio dei gesuiti».
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo.
   -  Con  nota  protocollo  numero 2645  del  29  ottobre  2009  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali; con nota protocollo numero 993/In. 15 del 9 giugno 2010
  il   Presidente   della  Regione  ha  delegato   l'Assessore   per
  l'istruzione. (Modifica competenze ai sensi della legge  regionale
  numero  19  del  2008 e relativo Regolamento di  attuazione).  Nel
  corso  della seduta numero 195 del 14 settembre 2010, per  accordo
  tra  le  parti, è rimasto stabilito che all'interrogazione venisse
  fornita  risposta  scritta.  (Vedi  resoconto  stenografico  della
  seduta  numero  195  del 14 settembre 2010). Con  nota  protocollo
  numero   2090/Gab.   del  21  settembre  2010,   l'Assessore   per
  l'istruzione ha eccepito la propria incompetenza (Comunicato nella
  seduta numero 199 del 28 settembre 2010).

   -  numero  707  «Interventi per salvaguardare gli  insegnanti  di
  sostegno  e  per la difesa del diritto allo studio  nella  Regione
  siciliana».
   Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   -  Con  nota  protocollo  numero 2646  del  29  ottobre  2009  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali; con nota protocollo numero 995/IN. 15 del 9 giugno 2010
  il   Presidente   della  Regione  ha  delegato   l'Assessore   per
  l'istruzione.

   -  numero  708 «Provvedimenti per scongiurare la soppressione  di
  693  posti  di  insegnanti  di sostegno  nella  scuola  siciliana,
  prevista dalla riforma Gelmini»
   Firmatario: Rinaldi Francesco.

   -  Con  nota  protocollo  numero 2647  del  29  ottobre  2009  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali; con nota protocollo numero 996/IN. 15 del 9 giugno 2010
  il   Presidente   della  Regione  ha  delegato   l'Assessore   per
  l'istruzione.

   -   numero  807  «Tempestiva  emanazione  dei  provvedimenti   di
  finanziamento dei piani regionali offerta formativa 2008,  2009  e
  2010».
   Firmatario: Oddo Camillo.

   -  Con  nota 2916/In. 15 del 20 novembre 2009 il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per il lavoro; con nota protocollo
  numero  1051/In. 15 del 14 giugno 2010 il Presidente della Regione
  ha  delegato l'Assessore per l'istruzione (Modifica competenze  ai
  sensi  della  legge  regionale  numero  19  del  2008  e  relativo
  Regolamento di attuazione). Nel corso della seduta numero 195  del
  14  settembre 2010, per accordo tra le parti, è rimasto  stabilito
  che  all'interrogazione  venisse fornita risposta  scritta.  (Vedi
  resoconto  stenografico della seduta numero 195 del  14  settembre
  2010).

   - numero 818 «Iniziative atte a scongiurare la chiusura a Sortino
  delle classi serali distaccate dell'Istituto per l'agricoltura  di
  Palazzolo Acreide (SR)».
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   -  Con  nota  protocollo  numero 2936 del  23  novembre  2009  il
  Presidente  della  Regione  ha delegato  l'Assessore  per  i  beni
  culturali;  con nota protocollo numero 1053/In. 15 del  14  giugno
  2010  il  Presidente  della  Regione ha delegato  l'Assessore  per
  l'istruzione (Modifica competenze ai sensi legge regionale  numero
  19 del 2008 e relativo Regolamento di attuazione). Nel corso della
  seduta numero 195 del 14 settembre 2010, per accordo tra le parti,
  è   rimasto  stabilito  che  all'interrogazione  venisse   fornita
  risposta scritta. (Vedi resoconto stenografico della seduta numero
  195 del 14 settembre 2010).
   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 700

   PRESIDENTE.   Comunico   che,  nel   fornire   risposta   scritta
  all'interrogazione  con  richiesta di risposta  orale  numero  700
  «Revoca  dello  sfratto dell'Istituto statale  d'arte  di  Catania
  (ISA) dall'ex Collegio dei gesuiti», testé annunciata, l'Assessore
  per  l'istruzione  e la formazione professionale  ha  eccepito  la
  propria incompetenza.
   Sarà  pertanto  cura  della Presidenza della  Regione  assicurare
  riscontro all'interrogazione in questione provvedendo a rispondere
  direttamente   ovvero   tramite  altro   Assessore   appositamente
  delegato.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -   «Norme  per  la  raccolta,  la  lavorazione,  la  validazione
  biologica, la distribuzione del sangue umano e degli emocomponenti
  per l'uso trasfusionale e per l'autosufficienza regionale» (numero
  609),
   - di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo in data 23 settembre 2010;

   -  «Norme in materia di polizia mortuaria, di attività e  servizi
  necroscopici, funebri e cimiteriali» (numero 610),
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi
  in data 24 settembre 2010.

   - «Istituzione della provincia regionale di Gela» (numero 611),
   -  di  iniziativa del consiglio provinciale, presentato ai  sensi
  dell'articolo 41 della legge regionale numero 1/2004  in  data  27
  settembre 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Ardizzone,  in  data  22
  settembre   2010,  ha chiesto di apporre la firma  al  disegno  di
  legge    numero   537   «Istituzione   dell'elenco   delle   guide
  enogastronomiche e delle risorse  agroalimentari e dell'elenco dei
  ristoranti di qualità. Circuiti gastronomici».

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole Cimino  per
  la  corrente  seduta  e  l'onorevole De  Benedictis  per  l'intera
  settimana, entrambi per motivi di salute.
   I  congedi  testé comunicati sono conformi alla recente normativa
  in materia.

   L'Assemblea ne prende atto.
                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato reso il seguente  parere  dalla
  Commissione:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -  «Consorzio ASI di Ragusa. Designazione presidente del collegio
  dei revisori dei conti»   (numero 114/I),
   - reso in data 22 settembre 2010,
   - inviato in data 23 settembre 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,

   premesso che:

   nel   luglio  2006,  ben  ottanta  ettari  di  terreno  di  pineta
  nell'isola  di  Marettimo e oltre cinquanta  ettari  nell'isola  di
  Levanzo  (isole  Egadi) sono stati messi in vendita  mediante  asta
  pubblica dalla Parmatour S.p.A., proprietaria di una vasta area  di
  straordinario interesse paesaggistico e naturalistico;

   nel  riepilogo generale della perizia di stima giurata (pagina  7)
  dell'ingegnere Giovanni Cascio del 21 luglio 2006,  si  indicano  9
  lotti  (920.730  mq)  di proprietà della Parmatour  S.p.A.  per  un
  valore  di  euro 1.568.594,75 e nell'isola di Levanzo  sette  lotti
  (54.524 mq) per un valore di euro 747.550,00;

   si  tratta  di  un  territorio  caratterizzato  da  una  massiccia
  presenza  di  pini  di  Aleppo e ricoperto da macchia  mediterranea
  ricca  di  essenze rare che rendono l'isola uno  dei  più  belli  e
  incontaminati luoghi della Sicilia e per questo meta di turisti  da
  tutta Europa;

   a  seguito della messa in vendita di tali beni, Marettimo  diventò
  oggetto  di  trattative di compravendita, con  l'evidente  fine  di
  realizzare,  su  lembi  di territorio ancora integri,  speculazioni
  turistico-edilizie  che  avrebbero messo a rischio  di  distruzione
  veri e propri paradisi naturalistici;

   considerato che:

   in  seguito  all'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste
  per salvaguardare il patrimonio dell'isola di Marettimo, la Regione
  siciliana  ha  formalizzato  la volontà  di  acquisire  al  proprio
  demanio   regionale  i  terreni  di  proprietà   della   Parmatour,
  precisando,  nella  nota del 12 settembre 2006 protocollo  1684/C1,
  che 'le modalità di acquisto dei terreni dovranno essere effettuate
  secondo  le  regole  imposte dal quadro normativo  vigente',  ossia
  secondo il rispetto dei vincoli naturalistici a cui sono sottoposti
  gli ottanta ettari di zona boschiva;

   la  dichiarazione di volontà da parte della Regione siciliana  non
  ha  avuto  seguito  e  quindi  sembra essere  lontano  un  accordo,
  permanendo un'enorme distanza fra le richieste, che il sottoscritto
  interrogante   giudica   esorbitanti,   della   Parmatour   e    le
  disponibilità economiche a disposizione della Regione stessa;

   tenuto conto che:

   la Parmatour S.p.A, società turistica proprietaria di questa vasta
  area   di   importante   valenza  paesaggistica,   risulta   essere
  controllata  dal gruppo Parmalat che, in seguito al ben  noto  crac
  dell'azienda,  è  stata assoggettata a procedura di amministrazione
  straordinaria, ai sensi della legge n. 39 del 18 febbraio 2004;

   il  grave  stato  di  insolvenza, secondo  quanto  rilevato  nella
  sentenza  del 2004, mette a rischio la legittima soddisfazione  dei
  creditori del gruppo Parmalat, tra i quali gli innocenti azionisti;

   l'amministrazione  comunale delle isole Egadi  sta  già  valutando
  l'opportunità di valorizzare con fondi comunali una parte  di  tale
  proprietà,  in  modo  da farla divenire un'area  attrezzata  per  i
  bambini, finalizzata ad attività ludiche con tematiche ambientali;

   per  sapere se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti e  quali
  iniziative  intendano assumere per la salvaguardia  del  patrimonio
  delle isole di Marettimo e Levanzo». (1395)

                                                             MARROCCO

   «All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,

   premesso che:

   il  Castello  della  Colombaia, ex fortezza difensiva  e  prigione
  costruita  su  di  un isolotto all'ingresso del porto  di  Trapani,
  monumento di rilevanza storica e paesaggistica, simbolo della città
  di  Trapani, rischia seriamente di crollare a causa dello stato  di
  degrado ed abbandono in cui versa;

   tale  stato di degrado rende assolutamente necessario stringere  i
  tempi per un intervento volto a salvaguardare una struttura che sta
  a  cuore  ai  cittadini trapanesi ed ai siciliani tutti,  tanto  da
  divenire  'luogo del cuore' a seguito dell'iniziativa del  Fai  per
  individuare  i  beni  paesaggistici  a  rischio,  più  amati  dagli
  italiani;

   recentemente,  da  notizie giornalistiche, si  è  appreso  che  il
  Castello della Colombaia non sarebbe stato più inserito nell'elenco
  dei 143 beni demaniali che lo Stato intende trasferire alla Regione
  siciliana;

   questa circostanza,  ove  confermata, comprometterebbe il percorso
  di  recupero  che era stato già individuato da codesto  Assessorato
  anche   attraverso   lo   stanziamento,  approvato   con   l'ultima
  finanziaria,  di  fondi dal bilancio regionale per  gli  interventi
  urgenti;

   in  ogni  caso  il  mancato  trasferimento  non  consentirebbe  di
  accedere  ai fondi europei per il recupero definitivo alla pubblica
  fruizione del Castello della Colombaia, come già ipotizzato nel già
  richiamato  percorso di recupero, rendendo ancor più  probabile  il
  totale degrado del bene culturale;

   sulla  questione  la  capitaneria di Porto di  Trapani,  con  nota
  numero   36785  del  13  settembre  2010,  ha  affermato   che   il
  procedimento  di 'sdemanializzazione' è comunque in corso,  essendo
  totalmente  autonomo  e preliminare alla cessione  da  parte  dello
  Stato alla Regione siciliana;

   la  stessa capitaneria di Porto ha poi affermato di avere posto in
  essere  tutte le attività che le erano state richieste dall'Agenzia
  del  demanio in merito al procedimento, inviando in data 14  luglio
  2010  la  documentazione tecnica necessaria  alla  valutazione  del
  compendio  di  immobili  della  'Colombaia'  al  fine  di   fornire
  l'agenzia  degli elementi tecnici necessari per il procedimento  di
  'sclassifica';

   per sapere:

   se  non ritenga utile porre in essere ogni possibile intervento al
  fine  di  ottenere  un immediato trasferimento al patrimonio  della
  Regione del Castello della Colombaia di Trapani, onde procedere con
  urgenza  ed  immediatezza agli interventi  di  messa  in  sicurezza
  necessari ad evitare danni irreparabili;

   se  non  ritenga utile intervenire nei confronti dell'Agenzia  del
  demanio  e  del Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  al
  fine  di  chiarire lo stato della procedura di 'sdemanializzazione'
  del  Castello  della  Colombaia  e  le  sue  correlazioni  con   il
  trasferimento al patrimonio della Regione». (1398)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale,

    premesso che:

   il  sindaco  di  Militello  in  Val  di  Catania  (CT)  ha  emesso
  un'ordinanza di chiusura per inagibilità, per motivi di  sicurezza,
  della  scuola del plesso scolastico dell'atrio del Castello,  anche
  il plesso di via Concerie;

   il  provvedimento si lega ai risultati di accertamenti,  verifiche
  ed  indagini geologiche, eseguiti da consulenti e tecnici del genio
  civile per conto del comune di Militello, in ordine alle condizioni
  antisismiche del fabbricato, allo stato dei materiali edili  e  dei
  terreni circostanti;

   oltre  alla precaria staticità delle strutture, le verifiche hanno
  messo  in  luce la mancanza di una rete stradale che,  in  caso  di
  calamità  naturali e terremoti, assicurerebbe una via di  fuga  del
  personale scolastico e dei studenti;

   considerato  che  tali ragioni sono sostenute da un'ordinanza  del
  Presidente del Consiglio dei Ministri e dei competenti organi della
  Protezione civile;

   atteso che:

   le  attività  scolastiche della scuola elementare  si  svolgeranno
  presso l'istituto di viale Regina Margherita, mentre le aule  della
  scuola media inferiore sono state ubicate presso i locali dell'Isis
  Vittorio  Emanuele  Orlando  di  contrada  Piano  Mole,  sempre   a
  Militello Val di Catania, che ospita corsi di istruzione superiore,
  in orario pomeridiano;

   la zona Piano Mole è carente di una idonea viabilità pedonale e di
  segnaletica stradale;

   tali trasferimenti comporteranno, quindi, notevoli disagi per  gli
  studenti che, a causa degli orari, dalle 14,00 alle 19,00, dovranno
  tralasciare   attività  ludiche  e  sportive,   intrattenimenti   e
  incontri, perdendo o, comunque, riducendosi le opportunità di  sana
  crescita;

   per  sapere  quali iniziative urgenti intendano intraprendere,  se
  abbiano  ipotizzato un soccorso regionale, attraverso  un  sostegno
  finanziario della pubblica istruzione e/o della Protezione  civile,
  al  fine  di  garantire  sicurezza  degli  immobili  e  soprattutto
  ristabilire  la normalità delle attività didattiche  e  di  studio,
  nonché  la  qualità della vita degli adolescenti e il contrasto  al
  disagio sociale per l'intera comunità militellese». (1400)

                                                    FALCONE- POGLIESE

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   nel febbraio 2007, il direttore generale dell'AUSL 6 di Palermo ha
  approvato la graduatoria del concorso pubblico per titoli ed  esami
  a n. 1 posto di dirigente medico di pronto soccorso;

   tale  graduatoria  sarebbe ferma ad una  sola  assunzione,  e  ciò
  nonostante  sia notevole la carenza di dirigenti medici nei  pronto
  soccorso dei vari presidi ospedalieri dell'ASP di Palermo;

   i vuoti nell'organico sarebbero stati coperti da medici di guardia
  medica abilitati al 118;

   considerato che altre aziende (ospedale 'Civico', ASP di  Trapani)
  hanno  da  tempo attinto alle relative graduatorie, in alcuni  casi
  fino al loro completo esaurimento;

   per  sapere  se  sia  possibile  per  ovviare  ai  problemi  sopra
  enunciati, procedere allo scorrimento della graduatoria  citata  in
  premessa  e  quali iniziative ritenga eventualmente di adottare  in
  proposito,   soprattutto  al  fine  di  assicurare   normalità   di
  prestazioni all'utenza». (1401)

                                                            GUCCIARDI

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.
   Invito  il  deputato  segretario a  dare  lettura  delle  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   il  consiglio  di  amministrazione ed il presidente  dell'Istituto
  regionale  per il credito alle cooperative - ente economico  dotato
  di  personalità giuridica di diritto pubblico - con sede in Palermo
  -  istituito  con  legge  regionale numero  12/63  -  sottoposto  a
  vigilanza e tutela della Regione - nominati con d.p. numero 95  del
  13/04/2004  sono scaduti da oltre due anni e non sono stati  ancora
  rinnovati;

   al  fine  di  garantire  la  gestione ordinaria  dell'ente  ed  il
  compimento degli atti indifferibili ed urgenti con d.p. numero  279
  del  27  maggio 2008, d.a. numero 3331 del 26 novembre  2008,  d.a.
  numero  1386  del 21 maggio 2009, d.a. numero 2343 del 3  settembre
  2009, d.a. numero 2874 del 28 ottobre 2009, d.a. numero 3065 del 20
  novembre  2009,  numero  157 del 29 marzo 2010,  è  stato  nominato
  commissario  straordinario dell'ente il dottor Antonio Carullo,  il
  cui  mandato,  giusta il citato ultimo decreto,  è  scaduto  il  18
  settembre 2010;

   ai  sensi  e per gli effetti dell'articolo 5 della legge regionale
  20/6/1997, numero 19: 'Nessuno può ricoprire lo stesso incarico per
  più  di  tre mandati consecutivi, fatta eccezione per gli incarichi
  ricoperti da soggetti che non siano dipendenti pubblici e che siano
  nominati sulla base della vigente legislazione, per designazione di
  associazioni rappresentative di interessi economici e sociali';

   la richiamata disposizione di legge, la quale applica un principio
  di ordine generale, previsto dall'articolo 97 della Costituzione  e
  dalla   legislazione  nazionale  (crf.  articolo  6  legge   numero
  14/1978),   per  assicurare  il  buon  andamento  e  l'imparzialità
  dell'attività amministrativa, ha trovato ampio ed univoco riscontro
  giurisprudenziale,  specie nella giurisprudenza della  magistratura
  contabile,   la  quale  ritiene  illegittimo  il  conferimento   di
  ulteriori  incarichi oltre quelli previsti nella legge (cfr.  Corte
  dei conti Reg. sic., sezione controllo, 05.02.1999);

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  adottare  per  ripristinare   la
  situazione  di  legalità, palesemente violata  con  la  nomina  del
  dottor    Antonio    Carullo   quale   commissario    straordinario
  dell'Istituto regionale per il credito alle cooperative  per  oltre
  tre mandati consecutivi;

   quando ed entro quali termini intendano procedere alla nomina  del
  consiglio   di   amministrazione  e  del  presidente  dell'Istituto
  regionale per il credito alle cooperative». (1396)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   in  data  24/06/2008  veniva approvato, con  decreto  ministeriale
  dalla  direzione  generale  degli ammortizzatori  sociali  e  degli
  incentivi  all'occupazione,  il  Programma  AR.CO.  ('programma  di
  sviluppo del territorio per la crescita dell'occupazione');

   Italia  Lavoro  S.p.A.,  in  qualità di  organismo  di  assistenza
  tecnica  del  Ministero  del lavoro e delle  politiche  sociali,  è
  soggetto attuatore del programma AR.CO.;

   per  l'intesa intervenuta fra la Regione siciliana e il  Ministero
  del  lavoro,  Italia  Lavoro S.p.A. è in ambito regionale  soggetto
  attuatore del programma AR.CO.;

   con  avviso  pubblico  a  sportello  rivolto  ad  imprese  per  la
  richiesta  di contributi finalizzati all'inserimento occupazionale,
  pubblicato  nella Gazzetta ufficiale della Repubblica  italiana  n.
  153  del  30/12/2009,  in  coerenza con le finalità  del  programma
  AR.CO.,  si  prevede l'erogazione di contributi  per  l'inserimento
  occupazionale  a favore di micro e piccole imprese dell'artigianato
  e  del  commercio (turismo), per un importo complessivo disponibile
  di  euro  15.191.200,00, equamente ripartito per i  due  settori  -
  artigianato e commercio (turismo);

   l'importo  complessivo  disponibile per  la  Regione  siciliana  è
  anch'esso  equamente ripartito per i due settori  -  artigianato  e
  commercio (turismo) - ed ammonta a euro 1.523.200,00;

   rilevato altresì che:

   in  ragione  dell'intervenuta disponibilità del budget progettuale
  prevista  dal  Ministero  del  lavoro -  direzione  generale  degli
  ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione - come  da  nota
  numero   14/0019791  del  06/08/2010,  le  risorse  finanziarie   a
  disposizione   sono  state  incrementate  di  euro   10.000.000,00,
  raggiungendo così un ammontare complessivo di euro 25.191.200,00;

   la  data di scadenza dell'avviso, prima fissata al 31 agosto 2010,
  è stata prorogata al 31/03/2011;

   atteso che:

   il programma AR.CO. è finalizzato al miglioramento competitivo dei
  settori artigianato (tipico - anche con riferimento alle produzioni
  agroalimentari - del manifatturiero tradizionale, delle lavorazioni
  di   qualità  e  dei  servizi  di  riqualificazione  energetica  ed
  ambientale  connessi al patrimonio edilizio) e commercio (turismo),
  ed  allo sviluppo di reti e network di cooperazione sostenibili per
  favorire la  crescita dell'occupazione;

   gli  interventi  si  integrano con  una  serie  di  iniziative  di
  programmazione regionale volte a far fronte a specifiche situazioni
  di  difficoltà  in cui versano alcune realtà locali,  acuite  dalla
  crisi  globale, per ricondurre le azioni programmate alle effettive
  peculiarità dei territori interessati;

   preso atto che:

   così come previsto dal decreto di approvazione del 24/06/2008,  il
  Ministero del lavoro ha approvato con apposite note direttoriali le
  schede operative regionali nelle quali sono stati individuati,  tra
  l'altro,  i  territori  su  cui attivare le  azioni  del  programma
  AR.CO.;

   per  la Regione siciliana sono stati individuati 225 comuni, tutti
  ricadenti  in  otto province dell'isola, ad esclusione  della  sola
  provincia di Enna, e precisamente: tutti i comuni delle province di
  Siracusa  e Ragusa, 80 comuni della provincia di Palermo, 57  della
  provincia di Catania, 16 della provincia di Caltanissetta, 15 della
  provincia di Agrigento, 12 delle province di Messina e Trapani;

   considerato   che   i   criteri   proposti   dal   progetto    per
  l'individuazione dei territori sono più che compatibili  con  tutte
  le  realtà  economiche,  sociali ed  ambientali  dei  comuni  della
  provincia  di  Enna, specialmente in riferimento al verificarsi  di
  situazioni   locali  di  crisi  di  competitività  e  di   'disagio
  economico',  alla  presenza  di aziende  che  hanno  difficoltà  ad
  ampliare  il  proprio mercato uscendo da quello locale, all'elevato
  pregio  paesaggistico,  naturalistico e culturale  ed  alle  grandi
  potenzialità  in termini di attrazione turistica, non adeguatamente
  valorizzate  attraverso la messa a regime di servizi  di  fruizione
  'commerciale';

   per sapere:

   alla  luce  delle considerazioni sopra esposte, con quali  criteri
  siano  stati individuati i comuni siciliani e che ruolo  ha  svolto
  codesto Assessorato regionale nella scelta;

   quali  determinazioni  si  intendano  assumere  per  sanare   tale
  incomprensibile  esclusione, anche  in  ragione  del  fatto  che  è
  presumibile, alla luce del rifinanziamento, che il programma AR.CO.
  diventi  uno strumento stabile per il rafforzamento delle politiche
  occupazionali ed il sostegno a favore di micro e piccole  imprese».
  (1397)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «All'Assessore per  le  autonomie  locali  e la funzione pubblica,
   premesso che:

   in  data  26/03/2010  il  comune di Messina  ha  pubblicato  nella
  Gazzetta   ufficiale  della  Regione  Siciliana  -  serie  speciale
  concorsi  due  bandi  di concorso, per titoli ed  esami,  relativi,
  rispettivamente, a numero 1 posto di 'Dirigente Amministrativo' e a
  numero 1 posto di 'Dirigente di Ragioneria';

   l'articolo  42, comma 1, legge regionale numero 11  del  12/5/2010
  prevede che: 'Per gli enti locali e per l'amministrazione regionale
  e  per  gli  enti  sottoposti a tutela e vigilanza  della  medesima
  amministrazione,  il termine previsto dal comma 4 dell'articolo  19
  della legge regionale 1 settembre 1993, numero 25 è differito al 31
  dicembre 2013. (...)';

   ai   sensi  dell'articolo  19,  comma  4,  della  legge  regionale
  1/9/1993,     numero     25,     'ai     fini dell'accelerazione  e
  della trasparenza delle procedure concorsuali nonché dell'effettiva
  applicazione  della  riserva di cui al  precedente  comma,  per  un
  triennio  dalla  entrata in vigore della presente  legge,  i  posti
  messi  a concorso sono coperti mediante concorsi pubblici per  soli
  titoli. Per la determinazione dei titoli e dei criteri per la  loro
  valutazione si applica il decreto dell'Assessore regionale per  gli
  enti  locali  del  3 febbraio 1992. La presente  norma  prevale  su
  quelle  previste  nei  regolamenti delle  amministrazioni,  enti  e
  aziende';

   il  comma  5  del citato articolo 19 della legge regionale  numero
  25/1993  recita  testualmente: 'Le norme  di  cui  al  comma  4  si
  applicano anche ai concorsi già banditi ancorché non espletati';

   con  circolare  del  13/09/1993,  protocollo  numero  19738/2,  la
  Presidenza  della  Regione  siciliana, sulla  base  del  prevalente
  orientamento  giurisprudenziale  (per  tutte,  T.A.R.   Lazio,   I,
  21/11/1979,  numero  911),  ha chiarito che  devono  ritenersi  non
  espletati  'i concorsi che non risultano, alla data di  entrata  in
  vigore   della   legge,  'avviati'  in  alcuna  delle   loro   fasi
  procedimentale.  Conseguentemente, qualora  sia  stato  bandito  un
  concorso,  bisogna  attenzionare se la  commissione  già  insediata
  abbia posto in essere una attività deliberativa portata all'esterno
  che realizzi o meno l'avvio di una delle fasi procedimentali';
   con   circolare  numero  20  datata  9/12/1993,  l'ex  Assessorato
  Famiglia  ha  chiarito che per 'concorsi già banditi  ancorché  non
  espletati',  ex  comma  5 dell'articolo 19 legge  regionale  numero
  25/1993, devono intendersi quelli 'che non si trovino in una  fase,
  successiva della procedura', facendo espresso richiamo al parere in
  tal   senso  espresso  dall'Avvocatura  distrettuale  dello  Stato,
  appositamente  adita  dalla  Presidenza  della  Regione  siciliana,
  stabilendo, nel contempo, che, ricorrendo la suddetta ipotesi,  'le
  Amministrazioni in indirizzo provvederanno alla modifica del  bando
  di   concorso   con  conseguente  riapertura  dei  termini',   pena
  l'attivazione  da  parte dell'Assessorato di un intervento  in  via
  sostitutiva senza preventiva diffida a norma di legge;

   il  comune  di Messina, dopo aver pubblicato i suddetti  bandi  di
  concorso,   non  ha  posto  in  essere  alcun  atto  amministrativo
  consequenziale,   ivi   compresa  la   nomina   della   commissione
  esaminatrice;

   per sapere se l'articolo 42, comma 1, della legge regionale numero
  11   del   12/5/2010   possa  applicarsi,  secondo   l'orientamento
  interpretativo e le modalità applicative indicati dalla  Presidenza
  della  Regione  siciliana con circolare del 13/09/1993,  protocollo
  numero  19738/2, e nello specifico, ai sensi della circolare numero
  20/93,   se  la  citata  norma  sia  applicabile  alla  fattispecie
  concorsuale  de  qua,  e in particolare ai bandi  di  concorso  per
  dirigenti, pubblicati da comune di Messina nella Gazzetta ufficiale
  della  Regione  siciliana - serie speciale concorsi  numero  4  del
  26/03/2010, ma non ancora espletati alla data di entrata in  vigore
  del predetto provvedimento legislativo». (1399)

   (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                              RINALDI

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   - numero 216 «Immediata attivazione dei posti in deroga richiesti
  dall'Ufficio  scolastico provinciale di Messina», degli  onorevoli
  Rinaldi,   Picciolo,  Laccoto,  Ardizzone,  Panarello,   Beninati,
  Buzzanca, De Luca e Corona,
   - presentata il 21 settembre 2010;

   -  numero  217  «Campagna  a sostegno  della  vita  -  Contro  la
  lapidazione  di  Sakineh  Mohammadi  Ashtiani»,  degli   onorevoli
  Pogliese, Buzzanca, Caputo, Falcone e Vinciullo,
   - presentata il 22 settembre 2010;

   - numero 218 «Iniziative atte a inserire la Sicilia negli accordi
  bilaterali  tra Italia e Libia», degli onorevoli Adamo,  Marrocco,
  Greco e Aricò,
   - presentata il 23 settembre 2010.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   VITRANO, segretario:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'organico  di  diritto  per  l'anno scolastico  2010-2011  della
  provincia  Messina prevede l'assegnazione di 1.160  insegnanti  di
  sostegno a fronte di 2.128 alunni diversamente abili, di  cui  998
  con   connotazione  di  particolare  gravità  (vedi  nota   U.S.P.
  allegata);

   l'Ufficio   scolastico  provinciale  di  Messina   ha   richiesto
  all'Ufficio  scolastico regionale l'assegnazione di 380  posti  in
  deroga, in aggiunta ai 1.160 già assegnati;

   l'Ufficio scolastico regionale ne ha assegnati soltanto 200;

   la  circolare  del  Ministero dell'istruzione, dell'università  e
  della  ricerca - Dipartimento per l'istruzione - numero 59 del  23
  luglio  2010  (Protocollo  numero 2375) dà  mandato  al  Direttore
  regionale  di  attivare altri posti in deroga e,  dunque,  in  più
  rispetto  a  quelli  già  assegnati alla Regione  siciliana  (vedi
  allegata tabella circolare numero 37 del 13 aprile 2010);

   pertanto,  l'assegnazione di soli 200 posti da parte dell'Ufficio
  scolastico  regionale costituisce un comportamento  antigiuridico,
  gravemente lesivo dei diritti dei soggetti diversamente abili,  in
  quanto  in  contrasto con la predetta circolare e con  le  vigenti
  disposizioni di legge in materia;

   considerato che:

   l'attuale  sistema normativo attribuisce al soggetto disabile  un
  vero  e  proprio  diritto soggettivo perfetto,  costituzionalmente
  garantito, tutelabile con l'attivazione in favore degli alunni  in
  situazione  di  handicap, secondo quanto previsto  dalla  legge  5
  febbraio 1992, numero 104 e successive modifiche  e  integrazioni,
  di   percorsi  individualizzati  attuabili  con  apposite   misure
  organizzative, nonché utilizzando la possibilità di assumere,  con
  contratto  a  tempo  indeterminato e  determinato,  insegnanti  di
  sostegno  in deroga al rapporto docenti-alunni, indicato al  comma
  3,  in  presenza  di handicap gravi (articolo 40, comma  1,  legge
  numero  449  del  22  dicembre  1997  e  successive  modifiche   e
  integrazioni e sentenza Corte Cost. numero 80/2010);

   anche le pronunce giurisprudenziali riconoscono espressamente che
  'il  diritto  alla piena integrazione scolastica del  disabile  in
  condizione  di  gravità può ritenersi realizzato  solo  attraverso
  l'assegnazione  da  parte dell'Amministrazione  scolastica  di  un
  insegnante  di  sostegno in deroga per un  monte  ore  settimanali
  adeguato   alla  specifica  patologia  certificata   dall'ASL   di
  competenza,  sì da vedere garantito il pieno diritto  allo  studio
  dell'alunno   ed   il   suo  completo  inserimento   nell'ambiente
  scolastico' (T.A.R. Campania Napoli, sezione III, 27 febbraio 2009
  numero 1148; Consiglio di Stato, sezione VI, 21 marzo 2005, numero
  1134);

   pertanto,  il  diritto  all'insegnante  di  sostegno  costituisce
  diritto  riconosciuto dall'articolo 13 della legge numero 104  del
  1992,  la  cui  inviolabilità discende dall'essere esso  strumento
  necessario per la tutela del diritto all'educazione ed istruzione,
  alla  salute  e  per  la tutela dello sviluppo  della  personalità
  all'interno delle formazioni sociali, con specifico compito per lo
  Stato  di  rimuovere gli ostacoli economici e sociali che  possono
  impedire il pieno sviluppo della persona umana (articoli 3, 32, 34
  e 38 Cost.);

   ne deriva che l'organizzazione dell'attività di sostegno da parte
  delle  istituzioni  scolastiche non può  comprimere  quel  diritto
  riconosciuto alla persona dalla Costituzione (cfr., fra le  altre,
  sentenza  Corte Costituzionale numero 215/87) e dalla legislazione
  ordinaria, e che il servizio reso dall'insegnante di sostegno deve
  essere  garantito  in  via  sostanziale  (T.A.R.  Liguria  Genova,
  sezione  II, 28 novembre 2008, numero 2068; T.A.R. Liguria Genova,
  sezione II, 18 dicembre 2008, numero 2144);

   considerato, altresì, che:

   come è noto, la Corte Costituzionale, con sentenza numero 80  del
  22 febbraio 2010, ha abrogato la disposizione che fissava il tetto
  massimo   di   posti  di  sostegno  (comprensivo  delle   deroghe)
  attivabili  in  organico  di  fatto  a  livello  nazionale  (tetto
  stabilito dalla legge finanziaria numero 244 del 2007 e successive
  modifiche e integrazioni per problemi di contenimento della  spesa
  pubblica),   nonché   la   disposizione   relativa   al   graduale
  raggiungimento  del  rapporto nazionale di  un  docente  ogni  due
  alunni disabili;

   la  'ratio' della norma, che prevede la possibilità di  stabilire
  ore  aggiuntive  o  posti  di  sostegno,  è,  infatti,  quella  di
  assicurare una specifica forma di tutela ai disabili in condizioni
  di particolare gravità;

   a tale principio si è uniformata la giurisprudenza amministrativa
  (vedi pronunce del Tribunale amministrativo regionale di Catania e
  del   Consiglio  di  giustizia  amministrativa  per   la   Regione
  siciliana;

   pertanto,  il provvedimento sopra citato dell'Ufficio  scolastico
  regionale  che  non  ha proceduto all'assegnazione  dei  posti  in
  deroga  nella misura richiesta dall'Ufficio scolastico provinciale
  costituisce atto illegittimo e 'contra legem',

                   impegna il Governo della Regione

   all'immediata   attivazione  dei  posti   in   deroga   richiesti
  dall'Ufficio  scolastico  provinciale  di  Messina,  al  fine   di
  assicurare ai soggetti diversamente abili il giusto riconoscimento
  dei  diritti  inviolabili, tra i quali  il  diritto  allo  studio,
  costituzionalmente tutelati e garantiti» (216);

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   gli  articoli  2  e  3  della  Convenzione  europea  dei  diritti
  dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dall'Italia con
  legge  4  agosto  1955, numero 848, sanciscono rispettivamente  il
  'Diritto alla vita' e il 'Divieto della tortura';

   la  lapidazione  è  un  tipo di pena  di  morte  nella  quale  il
  condannato è ucciso attraverso il lancio di pietre;

   considerato che:

   una  donna  di 43 anni, madre di due figli, Sakineh  Mohammadi  -
  Ashtiani, rischia nella Repubblica islamica dell'Iran l'esecuzione
  per  lapidazione; che la signora Sakineh Mohammadi -  Ashtiani  ha
  già  ricevuto, come pena, 99 colpi di frusta, come conseguenza del
  presunto adulterio, ritenuto tale dall'ordinamento islamico;

   a   seguito  della  mobilitazione  internazionale  delle   ultime
  settimane  contro  la sua esecuzione, la pena è stata  sospesa  in
  attesa   del   giudizio   di  revisione.   Quindi,   il   pericolo
  dell'inflizione della condanna alla lapidazione non  è  del  tutto
  cessato;

   rilevato che:

   durante  il  processo,  Sakineh ha ritrattato  una  'confessione'
  rilasciata  sotto minaccia durante l'interrogatorio  e  ha  negato
  l'accusa  di  adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto  la
  donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta
  a  fustigazione  e aggiungendo di non aver trovato  le  necessarie
  prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici,
  tra  cui  il presidente del tribunale, l'hanno ritenuta  colpevole
  sulla  base della 'conoscenza del giudice', una disposizione della
  legge  iraniana  che  consente ai giudici  di  esprimere  il  loro
  giudizio  soggettivo e verosimilmente arbitrario  di  colpevolezza
  anche  in  assenza di prove certe e decisive. Giudicata  colpevole
  dalla  maggioranza dei cinque giudici, Sakineh è stata  condannata
  alla lapidazione;

   atteso che:

   il Ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, ed il Ministro
  degli  Esteri,  Franco  Frattini, hanno  lanciato  un  appello  ai
  cittadini   e  ai  comuni  italiani  perchè  partecipassero   alla
  petizione contro la lapidazione di Sakineh, nonché aderissero alle
  iniziative  da  essi stessi promosse a sostegno del  diritto  alla
  vita,  fra  le  quali  quella di esporre all'esterno  dei  palazzi
  comunali una gigantografia di Sakineh;

   molti  Comuni,  Province e Regioni italiane  hanno  già  risposto
  all'appello   partecipando   alla  petizione   ed   esponendo   la
  gigantografia;

   la pena della lapidazione è stata sospesa ma non commutata in via
  definitiva, in attesa del giudizio di revisione;

   l'Assemblea regionale siciliana non può rimanere inerte di fronte
  ad  una campagna di sensibilizzazione di tali dimensioni nazionali
  ed  internazionali per il diritto alla vita e contro le misure  di
  tortura,  essendo  un gesto di doveroso impegno morale  oltre  che
  politico,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  inviare, al Ministero delle pari opportunità un documento  di
  sostegno  all'azione diplomatica intrapresa dal Governo  italiano,
  perchè  questo  possa  sensibilizzare  le  autorità  iraniane  per
  commutare definitivamente la condanna inflitta a Sakineh;

   ad  aderire  alla mobilitazione promossa dal Governo  italiano  -
  così  come  è stato già fatto in altre sedi comunali, regionali  e
  provinciali  -  mediante esposizione, in  uno  spazio  esterno  ai
  palazzi  della Regione, di una gigantografia della signora Sakineh
  Mohammadi Ashtiani, con la scritta 'A SOSTEGNO DELLA VITA - PER LA
  VITA  DI  SAKINEH', ed il logo della Regione siciliana,  la  quale
  farà da monito nei confronti delle future battaglie a sostegno del
  diritto alla vita e contro le misure di tortura imposte ancora  in
  alcuni ordinamenti orientali. E l'impegno a lasciarla esposta fino
  a conclusione della vicenda giudiziaria;

   a  pubblicare nel sito della Regione siciliana il link  ufficiale
  di   'Amnesty   International'  e  della   petizione   contro   la
  lapidazione,  così che i cittadini possano seguire  la  vicenda  e
  aderire alla petizione con facilità» (217);

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che il Governo nazionale, nel corso dell'ultima  visita
  in Italia del premier Muhammar Gheddafi, ha consolidato i rapporti
  privilegiati tra l'Italia e la Libia, rapporti che prevedono,  tra
  l'altro,  l'incremento  degli interscambi  commerciali,  l'aumento
  della presenza di industrie italiane privilegiando nel Paese arabo
  l'Italia nell'esportazione di greggio libico;

   visto  che alla luce di quanto sopra, è stato firmato un  accordo
  bilaterale  che prevede, tra l'altro, la realizzazione  di  grandi
  infrastrutture in Libia tramite tre consorzi di imprese italiane;

   considerato che:

   la  Sicilia, da sempre vittima di innumerevoli 'incidenti' con il
  Governo  libico,  avrebbe dovuto essere  al  centro  di  qualsiasi
  intesa tra i due Stati;

   di  contro,  nessuna azienda siciliana rientra  nei  consorzi  di
  imprese   che   lavoreranno  in  Libia,  nonostante  le   continue
  dichiarazioni  del  Governo nazionale in tema  di  rilancio  delle
  industrie meridionali, in particolar modo di quella siciliana;

   soprattutto, nessun accordo fattivo e realmente operativo è stato
  raggiunto  per  tutelare  la  marineria  siciliana,  continuamente
  perseguitata  dalle  motovedette  di  Gheddafi.  Solo  un   deciso
  intervento  del Governo nazionale presso la Comunità  europea  può
  far recedere i libici dalla decisione unilaterale di allargare  la
  loro zona di acque territoriali fino a 72 miglia, ben oltre le  12
  previste dalla Convenzione internazionale di Montego Bay,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire presso il Governo nazionale affinché  la  Sicilia
  entri  a pieno titolo negli accordi bilaterali tra Italia e Libia,
  sia con l'inserimento di aziende ed imprese siciliane nei progetti
  industriali  concordati  tra i due Paesi,  sia  con  la  firma  di
  precisi accordi immediatamente operativi che tutelino l'incolumità
  del     personale    imbarcato    sui    pescherecci     siciliani
  nell'espletamento del loro lavoro». (218)

   PRESIDENTE.  Avverto che le stesse saranno poste  all'ordine  del
  giorno  della seduta successiva perché se ne determini la data  di
  discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   APPRENDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    nella
  finanziaria  abbiamo  votato un provvedimento  che  riguardava  il
  personale  di   Emergenza  Palermo'  e  vorrei  segnalare,  a  tal
  proposito, che in questi giorni sono accaduti fatti molto  strani.
  Ultimo in ordine di tempo, è accaduto questa mattina in via  Thaon
  de  Revel,  davanti  la  sede degli uffici  regionali,  quando  un
  incaricato  dell'Assessorato  che stava  curando  le  pratiche  di
  questi addetti, gli ex PIP, è stato malmenato, preso a schiaffi  e
  pugni,  ed  anche  minacciato di morte, cosa  che  ovviamente  non
  sarebbe  accaduta mai, se questi avesse continuato ad interessarsi
  delle  pratiche di questo personale. Racconto questo, proprio  per
  segnalare  la  tensione  che è in atto  a  Palermo  e  che  nasce,
  appunto, dalla gestione di questi ex PIP, di queste 3200 unità.
   Quando   è   stata  votata  in  finanziaria  la  norma   per   la
  stabilizzazione, nessuno di noi aveva ipotizzato che queste  unità
  lavorative,  onorevole presidente Lombardo, potessero  tornare  in
  mano  ad  un caporalato, ad una dipendenza politica, ad un ricatto
  politico che è possibile avvenga qualora questo personale tornasse
  ad  essere gestito da una onlus, da una associazione, sfuggendo al
  controllo   democratico  della  struttura   amministrativa   della
  macchina regionale.
   Allora,  da un articolo di stampa della scorsa settimana  abbiamo
  appreso  la  notizia  di una associazione  onlus,  che  si  chiama
  Trinacria,   nata  proprio  per  la  gestione  di   queste   unità
  lavorative.
   Onorevole  Presidente,  non credo che in questo  momento  abbiamo
  bisogno di queste sovrastrutture, credo che il momento che  stiamo
  attraversando abbia bisogno piuttosto di serenità. Lei, più volte,
  ha  parlato  di  voler eliminare il precariato, la  dipendenza  di
  questi  lavoratori  dal sistema clientelare che  ormai  è  vecchio
  nella  nostra Regione. Allora, faccio appello a lei, al Presidente
  dell'Assemblea   regionale,   al  Presidente   della   Commissione
  antimafia,  per  capire cosa c'è attorno a questo  movimento,  per
  capire  chi  sono i soci fondatori di questa associazione,  perché
  c'è  un  silenzio assordante rispetto a questo sia  da  parte  del
  mondo  politico, sia da parte di chi dovrebbe vigilare rispetto  a
  questa sovrastruttura che sta nascendo.
   Per  questo chiedo un intervento forte e chiedo che il Parlamento
  su  tutto ciò assuma un atteggiamento deciso e determinato, signor
  Presidente.
   Stiamo  attraversando  una  fase storica  per  i  mille  problemi
  presenti in campo, questo è un gesto di buona volontà e le chiedo,
  Presidente,   un  gesto  forte  di  coinvolgimento   anche   della
  Commissione antimafia.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, il mio collega e amico onorevole Apprendi  mi
  ha preceduto nel sollevare il problema degli ex PIP.
   Nella  giornata  di  ieri, ho depositato  alla  segreteria  della
  Commissione  regionale  antimafia una nota dettagliata  su  questa
  vicenda,  chiedendo  che venga nominata, e  sottoposta  a  lei  la
  richiesta  di  una  Commissione parlamentare di  indagine  su  una
  vicenda  che  è  l'esempio  del  caporalato,  portato  ai  massimi
  sistemi,  che interessa 3.800 soggetti lavorativi della  città  di
  Palermo.
   E  richiamo,  a  tal  proposito,  la  lettura  dell'articolo  del
  Giornale  di  Sicilia di qualche giorno addietro che riportava  la
  foto  di  un  consigliere comunale di Palermo, a  suo  dire  molto
  vicino  alle posizioni politiche del Presidente della Regione.  In
  tale articolo, contrariamente a quanto ha voluto questo Parlamento
  nel  creare un sistema di assistenza in regime di cooperative  per
  avviare al lavoro queste 3.800 unità, quel consigliere comunale ha
  dichiarato  di  avere  creato una struttura, un'associazione  dove
  fare  convogliare  le 3.800 domande per avviare al  lavoro  quelle
  unità negli enti che ne faranno richiesta.
   Personalmente,  ho  comunicato la mia nota anche  alla  DIGOS  di
  Palermo,  perché  ritengo si tratti di un  fatto  gravissimo,  uno
  scambio  di  voti ed una gestione clientelare senza precedenti  in
  Sicilia,  che vede ancora una volta vicino il presidente Lombardo,
  perché  -  ripeto  - parliamo di un consigliere  comunale  che  ha
  dichiarato  di  essere vicino al suo partito  politico  in  quanto
  iscritto al gruppo consiliare dell'MPA al comune di Palermo.
   Onorevole  presidente Lombardo, a furia di scherzare  sulle  cose
  serie  di questa Regione certamente si prenderà qualche dispiacere
  politico.  Non  sottovaluti  i segnali preoccupanti  che  giungono
  dalla città di Palermo.
   Ho  già informato e chiesto al presidente Speziale di nominare  e
  di  acquisire tutti gli atti e stamattina ho letto - e  spero  sia
  vero  -  che  un  dirigente regionale ha avocato gli  atti  ed  ha
  invitato  i  soggetti  a presentare richiesta  presso  gli  uffici
  dell'Assessorato.   Questo   certamente   grazie    all'intervento
  dell'onorevole Apprendi.
   Credo  che  il  Parlamento, anche in una seduta  importante  come
  quella  odierna, dove diremo ben altre cose, onorevole  presidente
  della  Regione,  debba immediatamente adottare  un  provvedimento,
  perché   bisogna  stroncare  sul  nascere  un'operazione  politica
  clientelare  in  danno di soggetti economicamente svantaggiati  di
  questa  città. E' un episodio vergognoso che impone alla  politica
  la massima attenzione.
   Signor  Presidente, le verrà mediata la richiesta  da  parte  del
  Presidente   della   Commissione   antimafia,   ma    le    chiedo
  ufficialmente, perché venga messo a verbale, che questo Parlamento
  nomini  subito  una  Commissione parlamentare  di  indagine  sulla
  vicenda, sulla gestione e sull'avviamento al lavoro degli  ex  PIP
  di Palermo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire per chiedere, a  chi
  di  competenza,  di  verificare quanto sta  accadendo  alla  Cassa
  regionale, quindi alle tesorerie presso gli Istituti bancari  dove
  vengono  trasferite  le somme per il pagamento  delle  tranche  ai
  comuni.
   Se  chiedessimo  al Presidente della Regione,  come  abbiamo  già
  fatto  con  l'assessore Chinnici, risponderà che  le  tranche  dei
  trasferimenti  regionali  ai comuni sono  state  fatte,  e  questo
  risponde  al  vero, nel senso che il mandato è stato fatto,  ed  è
  stato inviato presso la tesoreria dei comuni.
   Però,  ahimè, quasi tutti i comuni sono obbligati a  prendere  le
  anticipazioni  dalle  banche, quindi pagando  gli  interessi,  non
  avendo   ancora   ricevuto  la  prima  tranche  dei  trasferimenti
  regionali, che doveva avvenire già nel marzo di quest'anno.
   Alcuni comuni non hanno esaurito l'anticipazione massima concessa
  dalle  banche dove hanno aperto i loro conti correnti,  ma  altri,
  invece,   hanno   addirittura   finito   il   loro   budget    per
  l'anticipazione. Quindi, ci troviamo nelle condizioni, da un  lato
  di  pagare  interessi esorbitanti e dall'altro vediamo  i  sindaci
  giornalmente  messi nelle condizioni di elemosinare una  parte  di
  quel trasferimento che è loro dovuto.
   Signor   Presidente,  la  invito  ad  incaricare  la  Commissione
   Bilancio' ad analizzare l'accaduto, al fine di fare un'operazione
  verità, per capire ciò che oggi ha in cassa la Regione in modo  da
  evitare  questo  stillicidio giornaliero di telefonate  presso  le
  Casse regionali e per capire se questi fondi ci sono oppure no. Se
  ci  sono  non si capisce perché la Cassa regionale non  eroghi  le
  somme,  e  se non ci sono vorrei capire come sono stati firmati  i
  mandati,  chi  li ha firmati e con quale responsabilità  contabile
  perché  è  chiaro che un danno erariale è in capo a chi si  prende
  questa responsabilità.
   Questo  è  un  obbligo  che il Parlamento  ha  nei  confronti  di
  funzionari  che,  in modo molto spicciolo, firmano  mandati  senza
  copertura  finanziaria su trasferimenti ordinari della Regione  ai
  Comuni.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, gli Uffici hanno preso nota  delle
  sue  osservazioni  e nei prossimi giorni convocheremo  l'Assessore
  per  l'economia insieme al Ragioniere generale della  Regione  per
  verificare   nella  sede  più  opportuna,  cioè   la   Commissione
   Bilancio', come stanno le cose.
   Per   quanto  riguarda,  invece,  il  problema  sollevato   dagli
  onorevoli  Apprendi e Caputo, invito l'onorevole Presidente  della
  Regione a prendere la parola.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, innanzitutto, su quanto sollevato dall'onorevole Mancuso
  vorrei  precisare  che  farò una rapida  verifica  attraverso  gli
  uffici interessati affinché questa disfunzione venga colmata.
   Per   quanto  riguarda,  invece,  il  problema  sollevato   dagli
  onorevoli Apprendi e Caputo, assicuro che - avendo preso  a  cuore
  questa  Assemblea ed il Governo il lavoro di queste 3.200 persone,
  cui   mi  sento  particolarmente  legato  -  non  ci  sarà  alcuna
  sovrapposizione  di  strutture,  società,  onlus  o   quant'altro.
  Ricordo  che  questi lavoratori, tutti insieme, costituiscono  una
  grande  cooperativa, ovviamente con tutti dentro,  e  potete  star
  certi  che  questa  struttura verrà governata secondo  criteri  di
  assoluta  obiettività, senza nulla chiedere ad  alcuno  e  con  il
  massimo  di efficienza, perché questa è gente che vuole  lavorare,
  vuole  riprendere il lavoro che faceva, vuole che gli  si  assegni
  anche un nuovo lavoro.
   Posso  rassicurare  l'onorevole Caputo,  l'onorevole  Apprendi  e
  quanti   altri   sono   intervenuti   in   materia,   anche    con
  interrogazioni, che ogni tipo di problema sollevato verrà comunque
  rimosso  e vi invito a verificare che ciò avvenga e a darmene,  vi
  prego, riscontro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, mi pare che  l'Assemblea  possa
  fidarsi delle rassicurazioni del Governatore.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito della discussione sulle comunicazioni del Presidente
                             della Regione
            sulla nuova composizione del Governo regionale

   PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:   Seguito
  della discussione sulle comunicazioni del Presidente della Regione
  sulla nuova composizione del Governo regionale'.
   Onorevoli colleghi, darò a ciascun deputato un limite massimo  di
  dieci  minuti,  ma ovviamente, se si riuscisse a utilizzarne  meno
  sarebbe utile, perché tutti avremmo la possibilità di intervenire.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalla settimana
  scorsa,  da quando il Presidente Lombardo in quest'Aula ha esposto
  il  suo nuovo programma, l'aggiornamento del programma, è come  se
  fosse   passato  quasi  un  secolo.  Sono  maturate  tante   altre
  questioni.
   Il  programma, che è stato accompagnato con qualche  integrazione
  successiva  dalla  composizione della nuova  Giunta,  è  quasi  il
  principio  dei   corsi e ricorsi della storia' e,  perché  no,  di
  quest'Aula.
   Mi venivano in mente, ad esempio, le tribolazioni vissute insieme
  all'onorevole Mancuso, con il quale siamo in quest'Aula  da  oltre
  dieci  anni,  più o meno da protagonisti, e abbiamo visto  come  è
  cambiata  la  geografia politica, come si sono  determinate  nuove
  compagini  politiche, come si è frantumato, signor Presidente,  il
  cosiddetto sistema bipolare.
   In questi giorni sulla stampa - se ne è discusso fino a ieri sera
  -  questo  siciliano rappresenta un nuovo esperimento, rappresenta
  un laboratorio. Io direi - come è stato più autorevolmente detto -
  che  il  sistema  Sicilia rappresenta la metafora  di  un  sistema
  bipolare  che ormai è frantumato, ed è sotto gli occhi  di  tutti.
  Oggi,  qualche  altro  autorevole parlamentare,  ha  detto  che  è
  saltato non solo il sistema politico e il sistema sociale,  ma  si
  va verso qualcosa di nuovo.
   E  quanto incida il sistema Sicilia nel sistema Italia se lo sono
  chiesto  ieri  anche in trasmissioni televisive,  in  collegamento
  diretto   era  presente  pure  il  Presidente  della  Regione,   e
  stranamente  ho  visto molta sintonia fra il  sindaco  di  Verona,
  Flavio  Tosi, e il Presidente Lombardo, come se Flavio Tosi  desse
  ragione  al  nuovo  corso  che  è stato  intrapreso  dalla  Giunta
  regionale siciliana.
   Io  sono stato uno di quelli, insieme all'onorevole Mancuso,  che
  probabilmente  più  di  altri abbiamo  guardato,  non  so  se  con
  stupore,   quasi   a   volte   con  rassegnazione,   proprio   nel
  quattordicesimo   Governo,  all'entrata  in  Giunta   di   persone
  altrettanto   autorevoli  come  quelle  indicate  dal   Presidente
  Lombardo e che provenivano dal Gruppo di appartenenza, dall'UDC.
   Non può non dimenticare l'onorevole Dina la graditissima presenza
  del  magistrato  Agata Consoli, ed in quel momento  non  ci  siamo
  assolutamente allarmati, l'abbiamo pure in qualche modo  sostenuta
  ed  apprezzata  per  il suo lavoro, per quello  che  aveva  fatto,
  perché  c'era  l'esigenza - che si avvertiva già  dal  2006  -  di
  supportare l'azione di governo con la presenza dei tecnici.
   Per uno come me che ha fatto politica, mi rendo conto che diventa
  difficile dire che dobbiamo delegare ad altri, come se la politica
  registrasse  la sua incapacità a fare sintesi delle  esigenze  del
  popolo  siciliano - certo, diventa obiettivamente difficile  -  ma
  viviamo  in  una  situazione di estrema  emergenza,  dove  diventa
  obiettivamente  difficile andare a distinguere le ragioni,  se  da
  una parte o dall'altra.
   E'   come  se  dovessimo,  da  un  momento  all'altro,  fare  una
  divisione, è come se in questi due anni possiamo dire che il  bene
  sta  tutto  da un lato e il male sta tutto dall'altro.  A  me  non
  interessa   sapere  ciò  che  è  successo   fino  adesso,   perché
  obiettivamente la politica ne è uscita consumata,  questo  sì.  La
  politica  non ha espresso il meglio di sé, con responsabilità  che
  appartengono  a  più  parti, che appartengono  a  quest'Aula,  che
  appartengono ad alcune indicazioni.
   Ma guardiamo al nuovo corso, a quello che è stato intrapreso.
   Io,  insieme ai miei colleghi dell'UDC, di quell'UDC che va verso
  il partito della Nazione e - consentitemi di fare questa parentesi
  di  carattere  politico - non posso che guardare con soddisfazione
  anche  al nuovo percorso politico che si è avviato, quando  dicevo
  la  metafora della frantumazione del sistema politico, del sistema
  bipolare;  perché ci ritroviamo - e questa è la domanda ricorrente
  che  spesso viene fatta in Sicilia - con la creazione di un  terzo
  polo, possiamo dire che in entrambi i partiti di maggioranza,  nel
  PDL  e nel PD, i due cofondatori, da un lato Fini, cofondatore del
  PDL insieme a Berlusconi, e dall'altro Rutelli, cofondatore del PD
  insieme  a  Veltroni,   non  possiamo non  salutare  positivamente
  questo  nuovo  corso  che  è stato avviato,  dal  punto  di  vista
  politico.
   Come  parlamentare regionale siciliano, quando si  discuteva  dei
  fatti di Giampilieri, ho avuto modo di richiamare l'attenzione del
  Parlamento sulla necessità di fare le riforme.
   Bene,  è arrivato il momento che il Parlamento faccia le riforme,
  non  dobbiamo delegare assolutamente al Governo quello  che  è  il
  nostro compito. E lo possiamo fare
   Il  Governo  ci ha dato una dritta, possiamo essere o non  essere
  d'accordo,  ma  ci misureremo in Aula, per esempio sull'abolizione
  delle  province.  Il mio partito, l'UDC, verso  il  partito  della
  Nazione,  nel  programma elettorale del 2008 poneva  tra  i  primi
  punti  l'abolizione delle province ed è inutile nascondersi dietro
  un  dito. E' stato proprio a livello nazionale lo strapotere della
  Lega  che ha bloccato quelle riforme, perché oggi non solo non  si
  parla  più  di  abrogare le province, ma si parla  addirittura  di
  moltiplicarle, proprio nel Nord d'Italia.
   Chi mi è testimone, io presidente della prima Commissione  Affari
  istituzionali', insieme all'onorevole Gino Joppolo, allora  eletto
  nelle  liste  di  AN, sostenevamo l'esigenza della doppia  scheda,
  perché questo non può essere patrimonio del PD oggi, del PDS  ieri
  o della sinistra in generale. Perché è chiaro che la doppia scheda
  per   l'elezione   diretta  del  sindaco  rende  più   consapevole
  l'elettore  nella  scelta  della  massima  carica  ad  un  vertice
  amministrativo.
   Abbiamo apprezzato positivamente insieme ai due colleghi, Forzese
  e  Parlavecchio,  le indicazioni date dal presidente  Lombardo  in
  ordine  alla  necessità  di riformare la  formazione  mangiasoldi,
  perché se prendiamo atto purtroppo che dal '99 ad oggi gli enti di
  formazione   si   sono  moltiplicati  da   44   ad   oltre   1400,
  obiettivamente  dobbiamo  dire  che  qualcosa  in  questo  settore
  assolutamente non funziona.
   In  questo  momento  non può non mancare il  nostro  appoggio  al
  governo  Lombardo,  e non solo per l'autorevolezza  del  messaggio
  culturale notevole, su questo noi vigileremo.
   Dicevo    l'autorevolezza   delle   persone   indicate,   massimo
  apprezzamento  per Giosuè Marino. Ricordavano e facevano  bene  ed
  avevano  ragione  ad evidenziarlo i miei colleghi della   vecchia
  UDC,  che  quel  progetto di riforma della sanità l'abbiamo  anche
  noi,   e  soprattutto  noi,  quindi  un  apprezzamento  nei  fatti
  all'attività dell'assessore  Massimo Russo.
   Noi  non  possiamo  dire no ad un Governo che  ha  la  faccia  di
  Caterina Chinnici. E non perché diventino dei vessilli, ma  perché
  in  questo  momento  è  necessario inviare un messaggio  culturale
  forte  alla  Sicilia che vuole cambiare. Ciò significa,  onorevole
  Presidente, che il nostro non è un sì incondizionato, noi  infatti
  verificheremo,   giorno   per  giorno,  l'attuazione   di   questo
  programma, di quello che lei ha enunciato.
   Pertanto,  verificheremo lungo il corso della  legislatura  quali
  saranno le azioni che il suo Governo porrà in essere e quale  sarà
  la  risposta  che  quest'Aula dovrà necessariamente  dare  con  il
  concorso di tutti, in primo luogo, del Presidente dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Bonomo.  Ne  ha
  facoltà.

   BONOMO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  La politica è la capacità di  dare  inizio ,
  concetto  di  una  mente fervida e pensante dei  primi  del   900,
  Hannah  Arendt  che riassume in maniera esemplare  ed  in  maniera
  concisa le azioni ed i tempi che API, Alleanza per l'Italia,   sin
  dalla sua nascita promuove e attraversa.
   Alleanza  per  l'Italia  nasce per  dare  inizio  e  favorire  il
  processo di disarticolazione e disgregazione del sistema bipolare.
  Un sistema di bipolare litigioso e asfittico, che non è riuscito a
  dare  una forma stabile e produttiva di governo al nostro  sistema
  Paese  e,  ancora  peggio, molto peggio nella  sua  accezione  più
  negativa, il berlusconismo, caro onorevole Fiorenza - mi rivolgo a
  te -, che ha, di fatto, trovato attraverso l'uso distorto dei mass
  media,  di  fatto,  ha creato una realtà virtuale.  Ed  in  questa
  realtà  virtuale,  la  politica ha trovato un  vecchio  pericoloso
  habitat: la  menzogna. E la storia della politica in Sicilia non è
  sfuggita   alle   becere  logiche  nazionali,   l'inclinazione   a
  trascurare   e  nascondere  la  realtà  ai  cittadini  sostituendo
  attraverso  la  menzogna sistematica un mondo  fittizio  a  quello
  reale;  è  stata  la  pratica  cui  negli  ultimi  venti  anni  il
  cuffarismo  e il berlusconismo si sono dedicati per celare  affari
  di pochi a danno della collettività.
      Non  solo API, ma questa nuova maggioranza in Sicilia ha  dato
  inizio  ad un nuovo corso, che definisco  il corso della  verità';
  l'abitudine  a  dire la verità non è mai stata annoverata  tra  le
  virtù  della  politica,  anzi la bugia  è  sempre  stata  ritenuta
  giustificabile negli affari politici.
   Aver  detto  basta è la vera genesi della rivoluzione del  nostro
  Governo,  è la vera genesi della rivoluzione che stiamo  attuando.
  Un  basta alla menzogna sui conti pubblici e sul loro disastro; un
  basta  alla  menzogna sulla mala sanità siciliana; un  basta  alla
  menzogna  sul disastro negli enti locali; un basta alla   menzogna
  sul sistema delle acque e dei rifiuti.
   Aver preso coscienza delle verità su questi temi, ma peggio, aver
  svelato   un  falso  e   cadùco  sistema  produttivo  industriale,
  energetico  ed agricolo, leggi  Termini Imerese', i poli  chimico-
  industriali  delle   province  di Gela,  Milazzo  e  Siracusa,  il
  sistema   dei   termo-valorizzatori,  lo  scempio  delle   risorse
  dell'agricoltura. Di fatto, questo sistema costringe la politica a
  fare  i  conti con se stessa e la  costringe a trovare  una  nuova
  dimensione,  che  chiamerò la  dimensione  delle  responsabilità',
  verità  e  responsabilità, responsabilità  che  si  fa  carico  di
  fronteggiare  con  assoluta  trasparenza  un'emergenza   economica
  strutturale  gravissima in un unico interesse, quello  del  popolo
  siciliano.  Altro  che  ribaltone  Le forze  responsabili  che  si
  ritrovano  in questa dinamica danno, di fatto, vita  al  patto  di
  responsabilità   che  sostiene  un  rivoluzionario   progetto   di
  rinnovamento per la nostra Terra.
     Tutto ciò certamente non basta ad una rivoluzione siciliana per
  far  sì che possiamo uscire dalla palude economico-politica in cui
  ci  troviamo.  Questa nuova formula politica, questo  laboratorio,
  certamente  deve  avere più coraggio, deve avere il  coraggio  non
  solo  di  rimettere in moto la nostra economia, ma con altrettanta
  forza   e   veemenza   deve  pretendere  dal   Governo   nazionale
  l'applicazione di temi che sono per noi, oramai, indifferibili: la
  fiscalità di vantaggio, ad  esempio, e all'interno del federalismo
  fiscale   lo   spostamento  dei  pesi  fiscali   all'interno   del
  federalismo federale.
   Onorevole  Presidente, le diamo atto di avere avuto una  coerenza
  assoluta nel portare avanti dal secondo governo Lombardo in poi lo
  stesso  programma  di governo, con gli stessi punti,  con  qualche
  aggiunta,  ma  nella sostanza quei punti per i quali ci  riteniamo
  responsabili nei confronti dei cittadini siciliani.
   Riteniamo,  dunque,  un  atto doveroso  rinnovare  la  fiducia  a
  questo  Governo  ed al suo programma; lo facciamo con  convinzione
  rivendicando   in   questa  nuova  formula   politica   un   ruolo
  determinante   nella sua fase costitutiva ed un ruolo determinante
  nella nuove dinamiche della politica regionale.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, prendo la parola per dare il mio contributo  a
  questo  dibattito e per esprimere il mio punto di vista che,  come
  ho  già  detto sulla stampa,  è un punto differente da quello  del
  Gruppo cui appartengo che è   Futuro e Libertà'.
   Non condivido la posizione del mio Gruppo politico perché intanto
  siamo  al  quarto  governo  in due anni  e  cinque  mesi  dal  suo
  insediamento;  siamo  al quarto governo con  quattro  interruzioni
  dell'azione  amministrativa e dell'azione  di  governo;  siamo  in
  presenza  di  un  governo che è soltanto mascherato  come  tecnico
  perché  in  verità l'indicazione è un'indicazione politica,  ed  è
  un'indicazione politica tanto è vero che sulla stampa è stato  più
  volte  ribadito  che  i tecnici oggi presenti nel  quarto  governo
  Lombardo sono tutti espressione dei partiti.
   Pertanto, non siamo di fronte ad un governo tecnico espressione o
  del  Presidente o di un sorteggio fatto e sulla base di una  lista
  di  nomi  messi  lì in un elenco formato antecedentemente   e  poi
  estratto  a  sorte,  ma  siamo in presenza  di  un'indicazione  di
  partito e di una situazione assolutamente nuova anche rispetto  al
  Lombardo ter.
   Oggi,  abbiamo  una  situazione  nella  quale  obiettivamente  il
  Partito  che  esprime anche il maggior numero  di  parlamentari  a
  sostegno  del  Governo, è un partito che è all'origine  di  questa
  legislatura    e    durante   la   campagna    elettorale    stava
  all'opposizione. E quindi, già questo è un fatto che gli  elettori
  non  capiscono, che l'opinione pubblica non comprende, siamo  cioè
  di  fronte ad un'anomalia, anomalia che viene definita anche dalla
  mia parte politica come un laboratorio politico.
   Anche  su  questo  punto  vorrei dissentire  ed  in  questo  caso
  dissento  da  siciliano;  da siciliano dico  basta  ai  laboratori
  politici in Sicilia. Non sono d'accordo che la Sicilia continui ad
  essere  la  cavia  della  politica  nazionale  perchè  quello  che
  vorrebbe  passare  come un vanto, in verità, è  un  ostacolo  allo
  sviluppo,  è  un  ostacolo all'andare avanti da parte  del  nostro
  territorio.
     Si continuano a fare laboratori politici, però non si riesce  a
  programmare, non si riesce a costruire il futuro di questa  Isola,
  non  si  riesce a programmare la spesa e non si riesce  nemmeno  a
  farla  la  spesa, anche se sul concetto di spendere bene  potremmo
  trovarci  d accordo,  però  il problema  è  che  oggi  ancora  non
  sappiamo quando e come si spenderanno i fondi comunitari, cosa  si
  farà.
   Bene, c'è un altro motivo che è di ordine squisitamente politico:
  il  presidente  Lombardo durante la festa del Partito  del  PD  ha
  dichiarato,  così  ha  riportato la  stampa,  che  insieme  al  PD
  vinceranno tutte le elezioni.
   Bene,  quindi  siamo  di fronte ad un progetto  politico  diverso
  rispetto  a  quello  per il quale ho chiesto  i  voti  durante  la
  campagna  elettorale  e  per il quale ho sostenuto  il  presidente
  Lombardo, siamo quindi di fronte ad un progetto politico nuovo, ma
  assolutamente  diverso, contrario e per  altro  io,  che  sono  un
  maggioritarista convinto, anzi un bipolarista convinto, non  posso
  trovarmi  così d'accordo a lavorare perché si torni ad un  sistema
  proporzionale,  un  sistema  che  ha  provocato  tantissimi   guai
  all'Italia,   alla   Sicilia,  un  sistema  che   ha   visto   per
  cinquant'anni  governare sempre una parte,  mentre  l'altra  stava
  all'opposizione.
   Io  sono  un  maggioritarista perché da  quando  c'è  il  sistema
  maggioritario  in  Italia, comunque c'è un'alternanza  al  governo
  della  cosa pubblica e per me questo è un valore assoluto al quale
  non intendo assolutamente rinunciare.
     Si  può  costruire  un terzo polo, si può  costruire  un  nuovo
  centrodestra che può essere alternativo a quello attuale, ma siamo
  sempre  nell'ambito  di  un  sistema  che  vuole  essere  di  tipo
  maggioritario.  E quindi, quando il Presidente Lombardo  riferisce
  in  quest'Aula che si è scardinato il sistema bipolare  e  che  la
  prospettiva  è quella eventualmente di lavorare per  riportare  un
  sistema  di  tipo elettorale che preveda la preferenza,  condivido
  ciò,   ma  che  si  preveda  un  sistema  proporzionale   in   cui
  semplicemente - almeno questo ho capito, onorevole Presidente - si
  vada al voto senza che si formino dei blocchi che sono candidati a
  governare  e che, quindi, poi si possa cambiare in corso  d'opera,
  ebbene, non sono d'accordo con questo stato di cose.
   Io  sono  d'accordo,  invece, ad un sistema bipolare  compiuto  o
  maggioritario  compiuto  che si sarebbe  potuto  realizzare  anche
  attraverso una leggera riforma del sistema che prevedeva i collegi
  uninominali  con  lo sbarramento, per la parte proporzionale,  per
  evitare  il proliferare dei piccoli partiti. Quella sarebbe  stata
  forse  l'unica riforma vera per un'Italia che aspetta da tempo  le
  riforme, per un'Italia che aspetta da tempo che si governi, che ci
  siano   governi  stabili,  che  ci  siano  governi  in  grado   di
  programmare,  di  lavorare, di fare in modo che  nel  corso  della
  legislatura si raggiungano obiettivi concreti, visibili per tutti.
   Ecco perché sarei tendenzialmente portato a dire no, a votare  no
  a questa formula.
   Tuttavia  - vista l'appartenenza al Gruppo di  Futuro e  Libertà'
  al  quale ho aderito, perché la mia esperienza politica si è tutta
  espressa  in Alleanza Nazionale e, quindi, poi nel PDL per  scelta
  del leader di Alleanza Nazionale, l'onorevole Gianfranco Fini,  ho
  continuato  ad  aderire  poi  al PDL Sicilia,  oggi  a   Futuro  e
  Libertà' -, la mia posizione, che tendenzialmente sarebbe di  dire
  no, è una posizione che non è  sì , è una posizione che al momento
  non  pone una chiusura netta verso il Governo, ma che attende -  e
  penso   in   questo  senso  di  rappresentare,  caro   Presidente,
  l'opinione  pubblica  siciliana, allorché le  dico  che  penso  di
  rappresentare quella parte di opinione pubblica che  le  diede  il
  massimo della fiducia, che ha dato a lei oltre il 67 per cento dei
  consensi  e  che,  però,  ad oggi, non ha visto  grandi  risultati
  concreti   e,   quindi,   oggi   non   può   ridare   la   fiducia
  incondizionatamente, ma valuterà di volta di  volta,  allorché  il
  Governo  e  la  maggioranza porteranno in Aula  provvedimenti  che
  certamente tutelano gli interessi della Sicilia. Solo in quel caso
  valuterò l'ipotesi di dare un voto favorevole.
   Aggiungo, inoltre - perché l'ho vista alzare, l'avrei dovuto dire
  prima  - una considerazione riguardo ad una polemica che c'è stata
  in quest'Aula di cui l'onorevole Arena è stato protagonista.
   Vede,   onorevole  Arena,  allorché  i  posti  alle   nomine   di
  sottogoverno  saranno  fatti tutti attraverso  l'individuazione  a
  sorteggio delle persone contenute in un elenco già fatto, e magari
  compilato  da amministrazioni diverse, allora, io la penserò  come
  lei. Ma fino a quando, ad oggi, in tutti i posti di sottogoverno o
  nella  maggior  parte e, fino a quando tutto  ciò  che  si  fa  in
  funzione del potere discrezionale, le nomine che si fanno da parte
  della Regione saranno fatte a favore di persone che hanno militato
  e  militano nell'MPA, allora, caro onorevole Arena, non  sarò  mai
  d'accordo con lei.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Adamo.  Ne  ha
  facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, la politica da troppo tempo, e  non  solo  in
  Sicilia, ha azionato un inspiegabile sistema di autodistruzione.
   La  sua  credibilità  è sotto ogni soglia di  emergenza  e  molti
  cittadini,  troppi  cittadini la ritengono ormai irrimediabilmente
  compromessa e senza futuro.
   E'  una  condizione assai grave, che può colpire  mortalmente  le
  istituzioni.
   La politica viene vissuta come uno strumento di potere, aperto  a
  pochi  e  con obiettivi spesso nascosti, sicuramente di parte.  Il
  cittadino non si fida più del politico e non gli riconosce più  il
  ruolo  di  intermediazione con le istituzioni. Si sente sfruttato,
  ma nello stesso tempo prova a sfruttarlo perché quando non ci sono
  regole sono i rapporti di forza a fare la differenza. La clientela
  diviene così il cemento di una comunicazione distorta tra politico
  e cittadino.
   L'assistenzialismo  si propone come il mezzo per  individuare  le
  soluzioni,  l'affarismo  si  traduce nella  meta  da  raggiungere:
  elementi  che finiscono per essere i disvalori di una società  che
  deve fare i conti anche con le infiltrazioni mafiose.
   Non più soltanto la mafia delle coppole e delle lupare, ma quella
  degli  appalti,  dei  mercati  finanziari,  del  riciclaggio,  per
  aprirsi un varco nell'economia pulita.
   La  Sicilia  ha  subìto e subisce la pressione e l'arroganza  del
  potere e dei disvalori che lo sostengono.
   E'  una  terra che soffre, ma che sa anche lottare e vincere.  E'
  una terra dalle mille contraddizioni. E' un terra che si trova  di
  fronte  a  una  scelta. Senza alcuna deriva  populista  è  infatti
  arrivato  il momento di chiamare i siciliani ad un' assunzione  di
  responsabilità.
   Seguendo  questa logica il tre novembre abbiamo contribuito  alla
  creazione  del  PDL  Sicilia  con  un  programma  valido,   forte,
  innovativo,   sostenuto   dai  nostri   elettori   perché   mirato
  all'esclusivo interesse della Sicilia.
   Dopo  duro  e costante lavoro, la Sicilia comincia finalmente  ad
  essere vista come una regione che vuole imprimere un deciso  colpo
  di  acceleratore per risanare il deficit e offrire ai cittadini un
  modello   di   sviluppo  più  moderno  ed  efficiente,   dell'alta
  competenza  e profilo di alcuni e delle misure concrete intraprese
  dal governo Lombardo, nelle figure degli assessori Michele Cimino,
  Titti   Bufardeci,  Nino  Strano  e  Luigi  Gentile,   che   hanno
  puntualmente  saputo cambiare rotta indirizzando la Sicilia  verso
  la  strada  dello sviluppo economico e sociale. Una inversione  di
  tendenza che guarda in positivo il futuro della Sicilia che  vuole
  intervenire  con decisione sulle attività produttive: agricoltura,
  pesca  e  turismo con l'obiettivo di fronteggiare la  grave  crisi
  economica che ha investito l'Isola.
   Ma  sappiamo,  signor  Presidente, che  un  processo  sincero  di
  cambiamento  può  trasformarsi  in  una  sterile  sostituzione  di
  persone  al  potere.  In un nuovo potere che  si  sostituisce  nei
  metodi,  nelle  azioni,  nei disvalori e che  le  riforme  possono
  trasformarsi  in controriforme. La nuova sanità in  un  operazione
  trasversale   che   dietro   previsioni   di   efficienza   e   di
  razionalizzazione del sistema nasconde soltanto un mero  esercizio
  del  potere di nomina con l'obiettivo dell'occupazione dei  centri
  decisionali.  La nuova politica ambientale in una legge  asfittica
  che  nella terra del Gattopardo finisce per cambiare tutto per non
  cambiare  nulla. La nuova politica dei trasporti in una  occasione
  per  mostrare  i muscoli contro un Governo nazionale,  sordo  alle
  necessità  della  Sicilia, ma senza respiro strategico.  La  nuova
  politica  agricola in una rincorsa alle potenzialità  europee,  ma
  senza  alcuna  capacità  di  sintesi e  soprattutto  con  l'errore
  storico   di   lasciare  questo  settore  produttivo  nelle   mani
  dell'anarchia e della legge del più forte.
   Un  processo sincero di cambiamento si costruisce e si difende se
  ha  come  priorità  i territori, con le rispettive  rappresentanze
  politiche  ed  istituzionali. La sostanziale  pari  dignità  delle
  diverse   realtà   siciliane,   delle   sue   nove   province    è
  un'assicurazione sulla vita per le politiche delle riforme.
   Non  è cambiamento il tentativo di mortificare un territorio  per
  favorirne  un  altro. Non è cambiamento il sistema  subdolo  delle
  nomine  extraterritoriali per una silenziosa occupazione di questa
  o  quell'altra  realtà  locale. Non è cambiamento  la  spartizione
  clientelare. Non è cambiamento la dedizione ad una leadership  che
  non  sa  leggere le dinamiche sociali e che punta a  dividere  per
  essere sempre in lizza.
   Il  cambiamento  nasce e si nutre dal basso, dalla valorizzazione
  di  una  classe  dirigente,  che a  tutti  i  livelli,  opera  sul
  territorio.
   Si  può  anche  avere  la stessa tessera  di  partito  ma  essere
  portatori di interessi divergenti finanche alternativi.
   Ecco perché è necessario misurarsi sui problemi.
     Una  nuova  politica del territorio non potrà mai sopportare  e
  subìre  forme di prevaricazione dall'alto, avrà come  referenti  i
  suoi  rappresentanti  locali  che sono  legittimati  dal  contatto
  diretto  con  i  cittadini  a dare un loro  contributo  fattivo  e
  determinante.
   Non  ci sono fedeltà politiche incrollabili, non ci sono sodalizi
  incrollabili senza reciproco rispetto, senza interlocuzione reale,
  senza scelte responsabili e condivise.
    La Sicilia delle riforme è ancora un cantiere aperto. Noi saremo
  pronti a fare la nostra parte in piena libertà di coscienza  e  di
  azioni,  alleati di tutti coloro che condividono i  nostri  stessi
  principi, senza steccati ideologici e posizioni preconcette. Siamo
  a  lavoro.  Solo in questo modo la politica potrà interrompere  la
  sua autodistruzione dando serenità e sostegno alle istituzioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  non  è certamente semplice  individuare  gli
  aggettivi  ed  i sostantivi più adatti per commentare  ciò  che  è
  accaduto  in  questi ultimi due anni e per commentare altresì  ciò
  che  si  è  consumato  all'interno di questa Assemblea  la  scorsa
  settimana.
     Costituire  quattro  governi  in  due  anni  rappresenta,  caro
  Presidente,  un  primato, un triste primato di cui lei  certamente
  non  può  essere orgoglioso. Roba che non accadeva nemmeno durante
  la  prima Repubblica, quando però l'elezione del Presidente  della
  Regione  avveniva all'interno di questo Parlamento e laddove  quel
  sistema    elettorale   determinava   in   maniera   assolutamente
  fisiologica  l'instabilità, ebbene la media era di cinque  governi
  in una legislatura, quindi un governo all'anno.
   Oggi,  caro  Presidente, assistiamo alla costituzione del  quarto
  governo  in  due  anni,  uno  ogni  sei  mesi.  E  tutto   ciò   è
  particolarmente   grave  per  le  conseguenze   nefaste   che   si
  determinano  in  termini di instabilità,  in  termini  di  mancata
  programmazione,   di   paralisi  della  macchina   burocratica   e
  amministrativa della Regione. Ma è ancora più grave in riferimento
  a  quanto  è  accaduto la scorsa settimana all'interno  di  questa
  Assemblea, laddove lei, onorevole Presidente, ha esternato i nuovi
  compagni  di  viaggio, finalmente ora palesi,  nuovi  compagni  di
  viaggio che hanno stravolto la volontà del responso delle urne del
  13 aprile 2008.
     Lei, caro Presidente, il 13 aprile 2008 è stato eletto con  una
  maggioranza bulgara, con il 65 per cento dei consensi a fronte del
  67  per  cento  dei consensi della coalizione che la  sostenne.  E
  questo   a  testimonianza  dell'effetto  trascinamento   che   lei
  certamente ha avuto dalla coalizione che ha individuato  lei  come
  candidato  che  doveva  rappresentarla, non  certamente  in  senso
  opposto.  E  ciò  avrebbe  imposto a  lei  maggiore  rispetto  nei
  confronti  dei  partiti che hanno indicato lei, maggiore  rispetto
  nei  confronti del popolo siciliano che ha scelto ed  eletto  lei.
  Oggi  assistiamo, invece, alla nascita del quarto governo Lombardo
  in  due  anni.  Il  primo voluto dagli elettori;  il  secondo  con
  l'esclusione   dell'UDC;  il  terzo  con  l'esclusione   del   PDL
  ufficiale; il quarto con l'esclusione dei fedeli alleati  del  PDL
  Sicilia,  del  Gruppo  Sicilia  e  con  l'inclusione  formale   ed
  ufficiale del PD.
   Non  ci  si venga a dire, onorevole Presidente, che tutto  ciò  è
  stato  determinato da quella famosa, eretica votazione  sul  DPEF,
  cosa  che lei in realtà ha esternato martedì scorso in quest'Aula,
  perché lo ricordo a me stesso ed a tutti voi, il PDL non votò quel
  Documento  di programmazione economica e finanziaria,  ma  non  lo
  votò  nemmeno il PD. Il PDL Sicilia lo votò ed oggi è nota a tutti
  quella che è la configurazione di questo nuovo Governo.
   Ebbene,  ho riletto qualche ora fa l'intervento che ebbi modo  di
  esternare all'interno di questa Assemblea il 20 gennaio 2010, data
  in  cui  si  celebrò il dibattito in merito alla costituzione  del
  governo  Lombardo ter. E sono costretto a ripetere alcuni passaggi
  che  feci  durante quella seduta, nella misura in cui non  ho  mai
  gridato  allo  scandalo  quando in alcune amministrazioni  locali,
  caro  Presidente, anche nella nostra provincia,  si  sono  avviate
  esperienze trasversali.
   E'  accaduto a Biancavilla, è accaduto ad Adrano. Ne  ho  parlato
  anche allora. Ma una cosa è dare vita ad esperienze trasversali  a
  livello   amministrativo,  laddove  però  vi  è  una  fondamentale
  differenza, ovvero di un passaggio consumato dal corpo  elettorale
  che  al  secondo turno ha deciso di schierarsi a favore di  quella
  coalizione  trasversale,  una cosa è dare  vita  a  quello  che  è
  accaduto all'interno di questa Assemblea, andando contro ciò che è
  stato il volere degli elettori. Una cosa è amministrare un comune,
  decidere l'ubicazione di una strada o di una scuola, cosa  diversa
  è legiferare, quello che facciamo all'interno di questa Assemblea.
   In  quella occasione, dissi quello che, secondo me, rappresentava
  l'eresia  di  quella  esperienza  governativa  e  feci  il  facile
  profeta,  laddove  evidenziai ciò che sarebbe  accaduto  da  lì  a
  breve,  nel  momento in cui le differenze culturali e  ideologiche
  del  PD  e  del PDL Sicilia sarebbero prima o poi emerse.  Ebbene,
  quelle  differenze  culturali  ed  ideologiche  sono  puntualmente
  emerse durante l'approvazione del primo disegno di legge, il Piano
  casa,  che  è  stato approvato nel marzo del 2010: un  disegno  di
  legge  che  è  stato  stravolto  rispetto  a  quello  inizialmente
  predisposto  dall'allora brillante assessore alle  infrastrutture,
  onorevole  Beninati,  coerente con quello  predisposto  a  livello
  nazionale, e che è stato stravolto coerentemente con le  prese  di
  posizione del PD.
   Abbiamo  così approvato un disegno di legge che non ha certamente
  risolto il problema della riqualificazione del patrimonio edilizio
  siciliano  e, altresì, non è servito a rilanciare uno dei  settori
  trainanti della nostra economia, quale è certamente quello edile.
   E  non  ci  si  venga a dire, caro Presidente, che  tutto  ciò  è
  accaduto  in  maniera similare a quanto è accaduto all'interno  di
  questo  Parlamento  nel 1958, all'esperienza da  lei  puntualmente
  evocata del governo Milazzo.
   Ho   letto  un  libro,  che  lei  gentilmente  ha  donato  a  noi
  parlamentari,   di   Omar  Gelsomino  dal  titolo    La   stagione
  autonomista di Silvio Milazzo . Ebbene, ne ho letto un  passaggio,
  l'onorevole   Beninati   lo  ricorderà  certamente,   laddove   si
  evidenziava come uno dei principali obiettivi che Milazzo comunicò
  all'interno di quell'Aula, quando venne costituito il suo  governo
  52 anni fa, la necessità di attivare rapidamente la spesa pubblica
  imbalsamata.  Queste  erano parole del  presidente  della  regione
  Milazzo.
   Non  ci  si  venga  a  dire che vi sono delle similitudini  nella
  misura in cui all'interno di questa Regione è accaduto esattamente
  il  contrario, se è vero come è vero che il POR 2007-2013,  a  due
  anni  e mezzo di quel programma operativo, vede oggi degli impegni
  pari al 6,7 per cento dello stanziamento complessivo.
   Per  non  parlare poi degli indicatori che sono stati evidenziati
  dalla  Banca d'Italia qualche mese fa sull'economia siciliana  nel
  2009,  indicatori  che testimoniano il fallimento  della  politica
  economica  di  questo Governo in tutti i settori, dall'agricoltura
  all'industria,  dal commercio all'artigianato. Responsabilità  che
  non  possono essere certamente ascritte soltanto a lei,  onorevole
  presidente Lombardo, perché sarebbe disonesto dal punto  di  vista
  intellettuale,  ma  che  certamente  vedono  in   lei   una   dose
  significativa  di  responsabilità per la mancata  attivazione  dei
  bandi   europei,  per  la  mancata  attivazione  di  mille   altre
  iniziative  che sono state non esitate grazie alla paralisi  della
  macchina burocratica amministrativa della Regione.
   Ecco  perché,  e mi avvio alla conclusione, questo ennesimo  atto
  della commedia poteva evitarselo, onorevole presidente Lombardo, e
  cito  la commedia evocando il mio caro amico Peppe Arena,  che  fa
  puntualmente tesoro della sua cultura cinematografica,  simile  ad
  uno  dei  più  famosi film di Hugh Grant  Quattro matrimoni  e  un
  funerale . Lei, caro Presidente, ha celebrato in due anni  quattro
  matrimoni,  si è sposato con i cattolici dell'UDC, si  è  sposato,
  altresì,  con  i  progressisti del PD  ma,  poi,  ha  puntualmente
  tradito  le sue mogli ed a tradito soprattutto i siciliani.  Oggi,
  celebriamo  anche  un  funerale  all'interno  di  quest'Aula,   il
  funerale della politica e della coerenza, contrariamente a  quello
  che  ha detto l'onorevole Bonomo. La politica intesa come scontro,
  talvolta anche come confronto tra visioni alternative della vita e
  del mondo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, il nuovo Governo si inserisce nel filone della
  tradizione della commedia italiana ed in quello dei falsi storici.
  Nella commedia il  Servitore di due padroni  di Carlo Goldoni,  il
  personaggio principale si chiamava non Arlecchino, ma Truffaldino,
  a  metà  tra  una maschera ed un personaggio vero  e  proprio.  La
  commedia tratta di un servo povero e tormentato dalla fame e dalla
  ingordigia  che lotta per sopravvivere, e il cui scopo  è  servire
  per due e mangiare per quattro.
   Con  tutto  il rispetto per la sua persona, onorevole  presidente
  Lombardo,  che  certamente non intendo minimamente paragonare  più
  del  dovuto,  penso  che  visto il comportamento  istituzionale  e
  politico  di  questi anni ci possa essere una minima  connessione,
  per  l'ingordigia di potere che la caratterizza, per il  tentativo
  di  sopravvivenza ad ogni costo, messo in campo fino al  punto  di
  tradire  il  voto dei siciliani, per lo scopo che si  prefigge  di
  servire  due padroni alternativi - il PDL a Roma e il PD a Palermo
  -  nel  tentativo  di  aumentare  consensi  per  il  suo  partito,
  riducendo a mortificare nel contempo la dignità politica di  tanti
  deputati, anzi tutti i deputati di quest'Assemblea. Sì, in effetti
  questa  maschera era un servitore sciocco ed astuto,  lei  è  solo
  astuto,   gli  sciocchi  probabilmente  sono  altri,   forse   chi
  l'appoggia.
   Ma  il  suo Governo si inserisce anche nella vasta tradizione  di
  falsi  storici.  Nel  mese  di agosto,  mi  ha  donato  un  libro,
  accompagnato  da un biglietto, che parla del periodo  di  Milazzo.
  Ebbene,  o  non ricorda bene i fatti, o non ha letto il  libro,  o
  compie volutamente un falso storico.
   L'operazione Milazzo, onorevole presidente Lombardo - la rammento
  adesso   -  venne  considerata,  nella  prima  fase,  una  rivolta
  siciliana,   come   la   definì  nelle  sue  memorie   l'onorevole
  Grammatico, che aveva partecipato per l'MSI.
   Essa  vide la convergenza di due schieramenti, destra e sinistra,
  uniti  per sconfiggere quello di centro, che era profondamente  in
  crisi  al  punto di trovarsi il DC Silvio Milazzo, candidato  alla
  Presidenza della Regione contro quello ufficiale del suo partito.
   Presidente, però lei con Milazzo non c'entra totalmente nulla
   Il periodo in cui il presidente Milazzo fece questa operazione su
  tre  temi  fondamentali, non c'entra nulla; il sistema elettorale,
  come  ha già detto l'onorevole Pogliese, era differente da  quello
  attuale. Lì c'era un sistema proporzionale, oggi c'è un sistema di
  elezione del popolo.
   Il  presidente Milazzo si proponeva con uno schieramento,  veniva
  in  quest'Aula e veniva eletto dall'Assemblea. Lei non fa  questo,
  ci  sarà  un voto, un ordine del giorno, ma il Governo  non  viene
  eletto  dall'Assemblea, viene eletto in maniera differente, quindi
  con un'altra menzogna.
   Tra i tanti motivi per cui si creò il fronte di Milazzo c'era  in
  quel   periodo  un  serio  problema  di  efficacia  ed  efficienza
  amministrativa della macchina della Regione.
   Ebbene,  Presidente, l'onorevole Milazzo nel  suo  intervento  in
  Aula,  che  non  starò qui a ripetere, scrisse  alcune  righe  che
  cercherò di sintetizzare per evitare di prolungarmi  fin quando  i
  mezzi  stagneranno  nelle casse delle banche, la  Regione  resterà
  povera  ed  il  livellamento del reddito di lavoro  delle  regioni
  rispetto al reddito medio nazionale resterà sempre un miraggio'.
   Presidente,  lei, i suoi governi - purtroppo per quattro  mesi  e
  mezzo anch'io ne ho fatto parte - state facendo tutto il contrario
  di  quanto  l'onorevole Milazzo si proponeva di fare.  Il  governo
  Milazzo nacque proprio per accelerare la spesa della Regione,  lei
  fa invece il contrario: paralizza la spesa della Regione, prova ne
  è che in due anni e mezzo, o poco meno, ha fatto quattro governi.
   Onorevole presidente Lombardo, quel libro che ci ha donato, credo
  non  abbia alcuna somiglianza con quanto forse voleva far credere.
  Anzi,  la  prego di evitare, per meschino consenso elettorale,  di
  paragonarsi a personaggi politici siciliani di tutto rispetto  cui
  lei certamente non appartiene.
   L'esperienza  Milazzo,  come  ben  saprà,  dopo  cinque  anni  si
  interruppe:  è  questa  la fine di tutti  coloro  che  pensano  di
  salvarsi facendo  ammuina' come lei.
    Facite   ammuina'  sarebbe  stato  un  comando   contenuto   nel
  Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti  della
  Reale  marina del Regno delle due Sicilie nel 1841. Si  tratta  in
  realtà di un falso storico anche questo.
   Per quanto attiene al Regolamento, il testo, che le voglio subito
  ricordare,  rende  bene  lo stato della Regione  da  quando  ne  è
  Governatore, trae origine da un fatto storico realmente accaduto.
   All'ordine   Facite  ammuina' tutti coloro  che  stavano  a  prua
  vadano  a  poppa,  quelli a poppa vadano a prua  quelli  a  destra
  vadano a sinistra, quelli a sinistra vadano a destra. Tutti quelli
  in sottocoperta  salgano e quelli sul ponte scendano.
   Questo movimento doveva servire a mettere in evidenza l'operosità
  dell'equipaggio,  nella fattispecie dimostra la grande  confusione
  che lei ha determinato nella nostra Assemblea dove chi ha vinto le
  elezioni  ha  finito per perderle, e chi ha perso  ha  finito  per
  vincerle.
   Nel  quadro dei fatti storici si inserisce anche il suo  modo  di
  intendere, in contrasto peraltro con la lingua italiana, la figura
  dei  cosiddetti tecnici, fortemente voluti in questa occasione dal
  Governo da lei costituito. Ma che tecnico è l'assessore Russo?  Ma
  che tecnico è l'assessore Armao? E l'altro assessore Russo?
   Onorevole   Presidente,  i  tecnici  sono  esperti  in   materia,
  presentano un curriculum e danno prova di competenza nel  ramo  in
  cui vengono chiamati. Tutti i colleghi qui lo ricordano, appena mi
  sono  insediato  in VI Commissione, mi creda, di  sanità   non  ne
  capivo  nulla, ma avevo almeno il buon senso di ammetterlo,  avevo
  la  serenità nell'affrontare quella Commissione con tanti colleghi
  esperti  medici.  Onorevole Presidente, la  Sicilia  oggi  non  ha
  subito  il  taglio  di 5700 posti letto che l'assessore  Russo  in
  quella  sede si era deciso, non so convinto da chi, a fare, grazie
  a  tutti  i  colleghi della Commissione che mi  hanno  invitato  a
  bloccare questa follia istituzionale.
   Lei  non  deve  ringraziare sempre l'assessore  Russo,  lei  deve
  ringraziare i componenti della
  Commissione,  e  per una piccola parte me, che non  abbiamo  fatto
  verificare quella catastrofe dei tagli dei posti letto in Sicilia.
  Ci  siamo  limitati a 2580, e oggi alla fine abbiamo  evitato  una
  sciagura del genere.
   Mi  scusi,  ma  l'assessore Russo tecnico non è. E'  un  politico
  esterno  così come l'assessore Armao, che non so più quale tecnico
  sia.  Anzi  lei  ha  pure inventato una nuova figura:  l'assessore
  jolly.  Infatti,  l'assessore Armao  è  entrato  nella  protezione
  civile, ce lo siamo poi trovato ai beni culturali, e forse  adesso
  andrà  all'economia. Lo stesso vale per l'altro  assessore  Russo.
  Questi  non sono assessori tecnici, questi sono assessori  esterni
  politici.
   Signor  Presidente, so che dovrei concludere,  purtroppo,  faccio
  parte  di quei deputati che sono stati in questo Governo, anzi  in
  quel  Governo, e vorrei dire qualche altra parola in  più  se  lei
  permette.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, sa bene che i  limiti  di  tempo
  valgono per tutti. Quindi, la invito a concludere.

   BENINATI.  Gliene  sono  grato, dirò solo  qualche  altra  frase.
  Vorrei  lasciare  un  messaggio ai nuovi assessori  della  Giunta,
  perché non ci sono riuscito, e mi dispiace che anche alla presenza
  di   due   alti  magistrati,  non  ci  siamo  riusciti:  onorevole
  Presidente,  rispetti  il  Regolamento della  Giunta  di  Governo.
  Glielo chiedo da parlamentare, ma anche nel suo interesse.
   Onorevole Presidente, esiste un Regolamento che lei ha firmato il
  12   dicembre  del  2008,  ma  ci  sono  degli  articoli  che  lei
  sistematicamente disattende, non c'è una riunione di Giunta che  è
  regolarmente convocata. E questo ne va anche della credibilità del
  Parlamento  e  della  Giunta  stessa. Allora,  consegno  al  nuovo
  componente  del  Governo,  sua  eccellenza  Marino,  tramite   lei
  onorevole presidente Lombardo, questo Regolamento, nella  speranza
  che  almeno  lui  lo  faccia  rispettare,  affinché  le  carte  si
  trasmettano  48  ore prima, almeno si sappia cosa  si  approva  in
  Giunta,  si  decida una volta per tutte di potere essere  regolari
  almeno in questo.
   Signor   Presidente,  concludo  invitando  il  Presidente   della
  Regione, come avevo fatto anche in quei pochi mesi che sono  stato
  nel  suo Governo, nell'interesse della Sicilia, non nell'interesse
  della  maggioranza  o dell'opposizione, ad approvare  il  bilancio
  della Regione, entro dicembre.
   Lei  forse  non  ha ancora capito il danno che  si  produce  alla
  macchina  regionale quando sistematicamente, ed è già  il  secondo
  anno,  si approva il bilancio a maggio. Lei rende inutile la spesa
  della  Regione, perché il bilancio diventa operativo non prima  di
  due  mesi,  quindi  a  fine giugno e poi  ad  ottobre  si  blocca:
  praticamente  la  Regione  non riesce a spendere  i  soldi.  Oggi,
  capisco,  se  è  vero, come mai alla provincia di Catania  lei  ha
  lasciato un avanzo di amministrazione che fa paura.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, credo che stiamo dentro una pagina nuova e chi
  verrà  dopo  di  noi  giudicherà  se  saremo  stati  in  grado  di
  determinare  una  scossa in una Sicilia paralizzata  in  una  fase
  politica assai convulsa e complessa.
   Credo  che per prima cosa dovremo provare a raccontare la  storia
  vera. In questi giorni, questa vicenda politica è stata raccontata
  e   rappresentata  secondo  codici  e  parole  più  proprie  della
   Cavalleria  rusticana   che  non  dell'analisi  vera,   corretta,
  concreta su quello che è avvenuto in questi due anni.
   Abbiamo  sentito  parole  come   tradimento',   ladro  di  voti',
   onore',  concetti che attengono molto spesso a giudizi di  natura
  morale  e  che  nascondono la capacità di leggere  i  fatti  della
  politica,  i  fatti  che  ci dicono che qui  in  Sicilia  c'è  una
  coalizione  che aveva vinto in maniera, come dire,  debordante  le
  elezioni del 2008, e che sin dalle sue prime battute ha registrato
  l'incapacità  a  provare  ad  avere un programma  condiviso  nella
  gestione della cosa pubblica della nostra Regione.
   Perché non si vuole raccontare che una delle origini della  crisi
  politica  di questa maggioranza, che ha in qualche modo introdotto
  quel virus difficilmente in grado di sanare una malattia grave che
  si è generata nella coalizione vincente del 2008, è stato il primo
  atto  che  questa Assemblea è stata chiamata a valutare,  cioè  la
  legge di riforma dei Dipartimenti di questa Regione.
   In  quella legge vi era un provvedimento voluto da una  parte  di
  questo  Parlamento,  e da parte di chi vi parla  lo  considero  un
  punto  che ha aiutato a generare quella svolta e quella crisi  che
  era  la  cancellazione dell'Agenzia delle acque e dei  rifiuti  di
  questa nostra Regione, uno dei luoghi, lo snodo da cui passava  un
  pezzo  della  gestione  di  quei  servizi  e  di  quelle  attività
  innovative, che in qualche misura dovevano rispondere  a  problemi
  storici   della   nostra   Regione,  la  gestione   delle   acque,
  l'infrastrutturazione e la questione dei rifiuti.
   Cosa  abbiamo avuto, cosa abbiamo oggi dinanzi a noi? E'  inutile
  raccontare  che  la  Sicilia è diventata una grande  pattumiera  a
  cielo  aperto grazie al fallimento di un modello e di  un  sistema
  che  nella gestione del servizio ci ha lasciato le macerie, ma che
  soprattutto  aveva  costruito  nel grande  affare  del  secolo,  i
  termovalorizzatori, che nulla avevano a che fare con il sistema di
  smaltimento dei rifiuti.
   Non c'era uno scontro di ideologie, ma attorno a quel modello che
  si   era  costruito  nella  nostra  Regione,  passava  un  sistema
  affaristico e per certi versi mafioso, che in qualche modo  andava
  a  controllare  il sistema politico della nostra Regione  per  gli
  anni successivi.
   Aver  colpito  al  cuore quel passaggio,  ha  segnato  una  crisi
  irreversibile  che  via  via  si è  alimentata,  anche  con  altri
  provvedimenti. La riforma della Sanità, oggi tutti rivendicano  il
  fatto  che  è  stata  votata  da tutti i  parlamentari,  della  ex
  maggioranza,  ma  non dimentichiamo cosa è stato il  travaglio  ed
  anche  gli  argomenti  usati a difesa di un  vecchio  modello  che
  sostanzialmente   in  Sicilia  regolava  due  pilastri,   consenso
  politico  e un pezzo del sistemo economico, attraverso la gestione
  del sistema sanitario, pubblico e privato.
   E   poi  ancora  le  questioni  inerenti  all'energia,  il  piano
  energetico,  tutto  quello che si è consumato  attorno  ad  alcune
  autorizzazioni, cosa è diventata la Sicilia nella  giungla  di  un
  sistema  non regolato, il far-west energetico, che ha  segnato  la
  caratterista  della  gestione di grandi e importanti  strutture  e
  servizi della nostra Regione. Ed è su questo che si è consumata la
  rottura,  non  sul tradimento, ma sul traditore, su una  categoria
  che  può far bene sfogandosi a dire:  Glielo ho detto e glielo  ho
  cantato ,  ma  non  aiuta a capire la ragione di  una  crisi  che,
  assieme alla crisi di una maggioranza, è diventata la crisi  della
  Sicilia.
   L'onorevole Miccichè qualche giorno fa ha raccontato ai siciliani
  che  la Sicilia muore di fame. Io sottoscrivo quel giudizio,  però
  bisogna  essere  anche conseguenti. Perché muore  di  fame  questa
  Terra? Muore di fame perché chi aveva vinto le elezioni in Sicilia
  è  stato  al centro di una disputa per non affrontare le questioni
  dell'innovazione e del cambiamento, e muore di fame perché abbiamo
  il    Governo   nazionale   più   antimeridionale   nella   storia
  repubblicana,  un  Governo  nazionale  che  ha  deciso  di  essere
  attrazione  nordista,  la cui agenda è dettata dalla mattina  alla
  sera dalla Lega di Bossi.
   Allora,  dobbiamo  dire  la verità, altrimenti  stiamo  recitando
  troppe parti in commedia. La Sicilia oggi è più povera, ma  è  più
  povera  perchè chi governa questo Paese e chi pensava di governare
  la   Sicilia  nella  stessa  logica  del  Governo  nazionale,   ha
  impoverito  il  Paese  e  la Sicilia. Allora,  affrontiamo  questi
  problemi   altrimenti   stiamo  tutti  recitando,   stiamo   tutti
  partecipando ad un grande gioco, infischiandocene dei siciliani.
   Noi,  onorevole Presidente, abbiamo condiviso le fasi di sostegno
  alle riforme e posso dire con grande orgoglio in maniera generosa,
  senza  chiedere  nulla in cambio, ha sostenuto in questa  Aula  un
  profilo  di innovazione e di cambiamento che ha avuto nella  legge
  finanziaria  il suo momento esplicito assieme alla legge  che,  in
  qualche  modo, ha riformato il sistema di gestione dei rifiuti  in
  Sicilia.
   Sono  leggi,  però,  che  ancora in  gran  parte  rimangono  atti
  pubblicati  nella  gazzetta ufficiale.  Abbiamo  la  necessità  di
  passare dalla fase  del fare le riforme'  alla fase  di attuare le
  riforme'.
   Siamo  oggi dentro una nuova stagione, la stagione di un  Governo
  tecnico,  anche  qui  suggerirei ai colleghi -  anch'io  sono  tra
  quanti   pensano  che  la  politica  non  deve  abdicare   -    la
  rappresentanza,  deve  avere anche il coraggio  di  essere  classe
  dirigente anche gestionale, guai ad una politica che abdica, ma se
  oggi siamo ad un Governo tecnico, composto da  personalità che non
  vengono  e  non  sono  espressione,  nel  senso  tradizionale  del
  termine, dei partiti e delle forze politiche, siamo dentro  questo
  Governo per la crisi del sistema politico.
   Non è una scelta, come dire, di bizzarria istituzionale l'essersi
  inventati il Governo tecnico.
     Il Governo tecnico c'è perché è fallito il sistema politico che
  aveva vinto le elezioni.
   Altro che ribaltone o altro che categorie di racconto falsato  di
  questa vicenda politica siciliana
   Il PD, ancora una volta, ha deciso di sostenere questo Governo  e
  di  sostenerlo  su un programma chiaro,  che sia coerente  con  la
  stagione  di cambiamento e di innovazione che la Sicilia  migliore
  si attende.
   Noi  sappiamo di consumare oggi un passaggio politico, complesso,
  che   interroga  un  parte  dei  nostri  elettori  e  dei   nostri
  parlamentari,  che  interroga rispetto  alle  categorie  politiche
  tradizionali.  Ma stiamo facendo questa scelta, innanzitutto,  per
  il  bene  della  Sicilia, prima di tutto  la  Sicilia,  altro  che
  laboratorio o cavia di qualcosa che avverrà nel resto del Paese.
   Stiamo  pensando  innanzitutto alla Sicilia e  se  dalla  Sicilia
  potremo  dare  un  contributo  a  determinare  anche  una   svolta
  nazionale ne saremo ben lieti, ma guai a noi se leggessimo oggi il
  processo  politico  che si è messo in moto  in  Sicilia  come  una
  sperimentazione  nella  nostra Regione di  un  disegno  strategico
  nazionale. E' l'esatto contrario
   Questo  lo  dico  perché  sono convinto  che  l'incontro  con  il
  Presidente  della Regione per quanto ci riguarda,  oltre  che  sul
  terreno  dell'innovazione, del cambiamento, del fare in  modo  che
  questa Terra viva questo nuovo Governo come una scossa, una scossa
  da  dare  al  Governo,  decidendo,  affrontando  con  celerità  la
  soluzione dei problemi, ma anche ai siciliani.
     Noi dobbiamo provare a dare ai siciliani anche un'ambizione nel
  non  aspettare che qualcuno risolva i problemi, ma nell'aiutare  a
  mettersi  in moto ed a sbracciarsi per risolvere tutti  insieme  i
  problemi della nostra Terra.
   Ma  un'altra  parola magica, che in qualche  modo,  oggi,  ci  fa
  incrociare il Presidente della Regione e siamo contenti  e  voglio
  dirlo  qui in maniera chiara, noi accettiamo la sfida che Lombardo
  ha indicato a quest'Aula nel dire facciamo un patto di legislatura
  e  facciamo  in modo che quel patto possa anche guardare  a  nuovi
  obiettivi elettorali nelle competizioni che ci saranno nel futuro.
   Accettiamo  la  sfida   E l'accettiamo in  nome  di  una  parola,
  onorevole Presidente della Regione, e la parola è  Autonomia'.
   Mai  come in questo momento la parola  Autonomia' per la  Sicilia
  significa conflitto perché se si difende l'autonomia non  possiamo
  che   aprire  un  conflitto  col  Governo  nazionale  che  la  sta
  cancellando,   che  la sta riducendo  ad una barzelletta,  pensate
  che cosa è diventato il baratto ed il ricatto attorno alla vicenda
  dei  fondi  FAS. Da un anno questa Regione ha avuto  decretato  il
  provvedimento  che assegna le risorse e da un anno  assistiamo  al
  ricatto  ed  al  baratto che si tenta di perpetrare,   non  contro
  Lombardo per ridurlo alla ragione, ma contro la Sicilia, contro  i
  siciliani.
   Ecco  perché,  onorevole Presidente, la parola  autonomia  -  una
  parola  che  noi  amiamo  - significa in  Sicilia  conflitto,  non
  accondiscendenza,  non  isolamento,  non  separazione,   significa
   conflitto politico ed istituzionale'.
   E noi stiamo sostenendo ed abbiamo deciso di sostenere questo suo
  Governo  e di farlo con una prospettiva strategica, in nome  delle
  riforme  -  dalla legge elettorale per le amministrazioni  locali,
  dallo  scioglimento degli enti inutili ad iniziare dalle  province
  regionali,  dalla possibilità di mettere in moto  la  spesa  della
  nostra  Regione con i fondi strutturali, delegificando ed aiutando
  la   pubblica  amministrazione  a  mettersi  in  moto  ed  a   non
  nascondersi nella burocratica firma che si chiede a qualche altro.
   Abbiamo  bisogno  di  dare una scossa, anche alla  burocrazia  di
  questa Regione, a partire dal fatto, onorevole Presidente, che una
  volta   varato  il  Governo,  nell'arco  di  poche  ore,  dobbiamo
  assicurare  stabilità all'apparato burocratico e  dirigenziale  di
  questa  Regione, nominando tutti i direttori che mancano e facendo
  i   contratti  ai  direttori  ai  quali  ancora  non  sono   stati
  formalmente stipulati.
   Insomma,  abbiamo il dovere di mettere in moto, di  accendere  la
  macchina  del governo, dell'agire, del mettere in moto il processo
  di cambiamento della nostra Regione.
   Ci attendono mesi duri.
   Abbiamo visto i primi segni del dibattito iniziale di quest'Aula,
  un dibattito nervoso, fondato su rancori, su giudizi personali. Io
  credo  che  tutti  noi  abbiamo  il  dovere  di  tenere  fuori  da
  quest'Aula  i  giudizi ed i pregiudizi personali, e di  provare  a
  misurarci  sulle  sfide del fare, delle riforme  da  attuare,  del
  Governo, del controllo e della verifica rispetto alle riforme  che
  si fanno.
   Noi  non  stiamo  firmando  alcuna  cambiale  in  bianco,  stiamo
  accettando  la  sfida di provare a cambiare la  Sicilia,  vorremmo
  cambiarla in questa legislatura e siamo pronti a farlo anche fuori
  dagli schemi tradizionali del bipolarismo.
   Certo,  avverto  che anche l'intervento del collega  Incardona  è
  come  l'intervento di una persona che ha una storia  politica,  ha
  una  sofferenza, vive un travaglio, così come lo vivono tanti  dei
  parlamentari  che appartengono al mio partito, al mio  gruppo,  di
  storie che si sono confrontate e scontrate nell'arco dei decenni e
  che oggi si trovano qui a condividere, possibilmente, una stagione
  ricca di insidie ma anche di grandi opportunità.
   Io  credo che quest'Aula e questa legislatura possano aprire  una
  stagione  nuova  nella  politica siciliana  e  forse  anche  nella
  politica nazionale.
   La  stagione  in  cui il territorio, gli interessi  della  nostra
  gente,  la  rappresentanza  del  proprio  popolo,  costituisce  il
  principale elemento identitario attorno al quale si consumano e si
  segnano le alleanza e gli scontri.
   Da  questo  punto  di vista, raccogliendo anche  la  sfida  e  la
  complessità di questa vicenda.
   Vedere  colleghi che fino a qualche settimana fa appartenevano  a
  gruppi  parlamentari  di  uno  schieramento  che  contrastiamo   e
  consideriamo  non  la  medicina,  ma la causa  della  malattia  di
  questo nostro Paese, cioè un modo di concepire il governo, un modo
  di  concepire  la democrazia. Basta vedere cosa sta succedendo  in
  Italia. Tutti i corpi democratici, tutte le strutture democratiche
  messe  sotto  assedio, dove è in gioco, oggi, persino l'equilibrio
  democratico.
   Bene   Di  fronte a tutto questo, in nome di tutto questo,  credo
  che avremmo fatto un danno alla Sicilia se ci fossimo rinchiusi in
  una  logica  identitaria, in una logica di  appartenenza,  in  una
  logica  della  quale  potremmo dire  sono  problemi  vostri .  No
  Abbiamo  deciso di sporcarci le mani, nel senso più  bello  e  più
  nobile del termine.

   LEONTINI. Espressione consona.

   CRACOLICI.  Capisco che l'onorevole Leontini  quando  sente  dire
   sporcarsi le mani' è un termine al quale è abituato. Intendevo in
  altri termini, onorevole Leontini.
   Il mio era un concetto alternativo alla sua interpretazione.

   MANCUSO. Sai solo insultare. Avevi cominciato bene, ma non ce  la
  fai.

   CRACOLICI. Ho risposto ad un insulto. Credo che oggi si apra  una
  stagione complicata, difficile ma anche bella. Con orgoglio  posso
  dire di essere tra quelli e tra quanti, in qualche modo, in questo
  nostro Parlamento sta provando a costruire una pagina nuova  della
  storia  della Sicilia. Chi verrà dopo di noi giudicherà se  avremo
  fatto  bene  o  male.  Ma  oggi sarebbe  da  codardi,  sarebbe  da
  vigliacchi  nascondersi la testa sotto la sabbia. Ecco  perché  ci
  stiamo  e  ci  staremo  con rigore e con  la  lealtà  che  abbiamo
  dimostrato in questi ultimi anni.

                     (Brusìo dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi, in questa settimana,  dalla  data
  dell'intervento  del  Presidente della Regione  e  dopo  il  primo
  giorno di dibattito in Aula si è fatto tanto parlare circa il modo
  che alcuni colleghi hanno utilizzato per qualificare l'operato del
  Presidente della Regione.
   Qualcuno  lo  ha  definito mistificatore,  qualcun  altro  lo  ha
  definito bugiardo, qualcun altro solo spregiudicato, qualcun altro
  ancora    ribaltonista'.  Determinando   le   legittime   proteste
  dell'onorevole Lombardo. Tutto questo non mi interessa.
   L'esercizio  che  si è sprecato sui media e anche  nel  dibattito
  politico  è  stato  sugli epiteti affibbiati al  Presidente  della
  Regione:       spregiudicato,       bugiardo,       mistificatore,
   ribaltonista'.  Dicevo  epiteti  legittimamente   rigettati   dal
  Presidente  della  Regione,  ma  non  è  questo  il  tema  che  mi
  appassiona  né  è  un  modus  operandi   che  utilizzerò  nel  mio
  intervento.
   Certo   è  complicato,  devo  dire  anche  grazie  al  contributo
  dell'onorevole Cracolici al quale rimprovero una sola cosa, perché
  ha  detto  bene,  condivido in pieno, dobbiamo lasciare  fuori  da
  quest'Aula  giudizi e pregiudizi personali, poi alle parole   mani
  sporcate'  non  ha resistito e quindi ha finito per  esprimere  un
  giudizio  nei  confronti  di un collega,  però,  per  carità,  può
  succedere,  è  un'eccezione:   stiamo  cominciando  bene,   magari
  miglioreremo, da uno passeremo a zero.
   Ma  vedete,  onorevole Cracolici e presidente Lombardo,  è  stato
  proprio  in  occasione  della vicenda  che  riguarda  l'abolizione
  dell'ARRA  che  ho avuto modo, per la prima volta,  di  apprezzare
  quanto  fosse  inaffidabile sotto il profilo politico  un  impegno
  preso dal Presidente della Regione. In I Commissione, che ha preso
  in  esame questo provvedimento, era stato approvato un emendamento
  che bocciava o meglio eliminava l'ARRA, l'Agenzia per i rifiuti  e
  per le acque.
    Il Presidente della Regione aveva preso l'impegno in Aula con un
  partito  della  maggioranza  di  allora,  l'UDC,  di  ripristinare
  l'Agenzia per i rifiuti e per le acque. Personalmente, in  qualità
  di  vicepresidente del Gruppo parlamentare dell'UDC, mi recai  dal
  Presidente  della  Regione  e  gli  sottoposi  l'emendamento,   il
  Presidente  della  Regione disse al suo ex  capogruppo,  onorevole
  Leanza, di firmare quell'emendamento che andava votato in Aula. Lo
  firmò Leanza, lo firmò Leontini, lo firmò Maira, bene arrivammo in
  Aula  e  l'MPA bocciò insieme al PD quell'emendamento  e,  piccola
  nota di colore, il Presidente Lombardo era presente in Aula.
   Questo  è  un  fatto. Rispetto a questo fatto come lo  chiamiamo?
  Mistificatore?  Non  mi  interessa, non  è  un  problema  mio,  lo
  decideranno i siciliani, non è una cosa che mi appassiona. Però mi
  appassiona  il  fatto  che, al di là di quello  che  possa  essere
  l'esercizio  della  democrazia, conclamato  poco  fa  dal  collega
  Cracolici, credo che esercizio della democrazia sia, prima di ogni
  cosa, rispettare il voto degli elettori. Ma quali chiacchiere?  Ma
  quali  discorsi? Ma quali considerazioni?  Gli elettori  nel  2008
  hanno  eletto un presidente non direttamente perché  il  voto  del
  deputato  va  direttamente al presidente, se il  presidente  viene
  votato quel voto non ricade sui deputati.
    Il Presidente della Regione, grazie a quella scheda unica che lo
  ha eletto e che egli oggi vuole eliminare, quella scheda unica che
  lo  ha  eletto  attraverso  il voto di trascinamento,  ha  assunto
  quella  carica con i voti dell'MPA, dell'UDC e del  PDL.  Egli  ha
  tradito  quel voto e ha tradito l'espressione democratica  massima
  che è il voto dei cittadini.
   Chi  è  complice  di  questo tradimento, lo sappia:  i  siciliani
  giudicheranno
   Mistificatore? Ribaltonista? Non mi interessa. Non mi  interessa,
  saranno i siciliani a giudicare.
   Certo,  cosa  c'è di buono a fronte di questo tradimento?  Nulla.
  Anzi,  la  Sicilia  è  alla fame, signor Presidente.  Quarantamila
  posti  di  lavoro  persi  nel  2009  a  causa  di  questo  Governo
  inefficiente. E in ragione di cosa dovrebbe operare  questo  nuovo
  Governo  regionale?   In ragione di una nuova autonomia,  come  la
  definiva poc'anzi l'onorevole Cracolici.
   Ma  dove  è  stato l'onorevole Cracolici? Il presidente Lombardo,
  caro  collega Cracolici, e dico caro senza infingimenti, ha  preso
  fino  ad  un  anno  fa  ordini  da Berlusconi  e  oggi  matura  un
   ribaltone'  con la complicità e su indicazione precisa  di  Fini,
  D'Alema  e Casini. Mi dovete spiegare attraverso quale meccanismo,
  ancora oggi, non riusciamo ad avere in Aula una Giunta di Governo?
   La risposta è semplice: non abbiamo in Aula una Giunta di Governo
  perché  i partiti che hanno indicato, surrettiziamente, i  tecnici
  ancora  non  si  sono  messi d'accordo  con  il  Presidente  della
  Regione,  altrimenti, la dottoressa Di Liberti non  avrebbe  avuto
  ragione di essere estromessa dal Governo
   Ma  se  fosse tecnico,  il professore Piraino, mio amico, ma  che
  aveva  simpatia, o se ne andava a Messina  a farisi  na  passiata'
  per ascoltare il Presidente Casini? Oppure abbiamo dimenticato che
  il  dottore  Sparma,  solo  qualche  mese  fa,  è  stato  indicato
  direttore  generale  dal Presidente della Regione  su  indicazione
  della componente ex AN?
   Amici miei, dobbiamo essere onesti, certi, chiari e coerenti. Non
  è più il tempo delle finzioni.
     Ed allora, rispetto a tutto questo come lo dovremmo chiamare il
  Presidente:  mistificatore',  bugiardo'? Lo dovremmo chiamare solo
   spregiudicato'? Non mi interessa. Saranno i siciliani, a decidere
  soprattutto  a  fronte  delle  tante  riforme  che  il  Presidente
  Lombardo ha fatto e, soprattutto, farà.
   Perché  le  riforme che il Presidente Lombardo ha  fatto  e  farà
  altro  non sono che una vera, mezza riforma. Sapete perché  mezza?
  Non  tanto  e  non  solo perché l'hanno votata, oltre  che  averla
  proposta per primi, i partiti dell'allora maggioranza PDL, UDC, ma
  soprattutto  perché  quella  riforma  della  sanità,  in   maniera
  assolutamente clamorosa, non faceva altro che riprendere il  piano
  di  rientro  del  professore Lagalla che era  stato  immaginato  e
  redatto durante la vigenza del Governo Cuffaro.
   Amici  miei,  questi  sono  fatti,  così  come  sono  fatti   gli
  accadimenti  che  hanno riguardato il voto favorevole  del  PDL  e
  dell'UDC  e  il  voto contrario del PD che, oggi,  si  ammanta  di
  quella  riforma  ma ha finito adesso per farlo di meno  perché  il
  gioco  è  stato scoperto e, quindi, ormai tutti sanno  che  il  PD
  quella riforma non la votò.
   L'unico  che  continua  a sostenerlo di avere  fatto  una  grande
  riforma  con  i  partiti  che oggi l'appoggiano  è  il  Presidente
  Lombardo.
   E  allora  come lo dovremmo chiamare  mistificatore',  bugiardo'?
  No  Non mi interessa. Decideranno i siciliani.
   Per concludere. Il Presidente Lombardo ha detto che avrà comunque
  la  coscienza a posto. Io mi chiedo: ma di quale coscienza  stiamo
  parlando?  Io credo che il cinismo del Presidente Lombardo  gliela
  abbia  divorata tutta la coscienza,  altrimenti egli  non  avrebbe
  mai potuto tornare con un uomo come Casini che nel 2005, quando il
  Presidente  Lombardo  era  già  stato  nominato  Ministro  per  il
  Mezzogiorno  dal Presidente Berlusconi, si oppose e pose  un  veto
  preciso  e  netto  dicendo che se Lombardo  fosse  stato  nominato
  Ministro  per  il Mezzogiorno - Presidente Lombardo è  storia,  io
  c'ero -, l'UDC sarebbe uscito dal Governo.
   Il Presidente Lombardo bevve amaro, uscì dall'UDC, ma era più che
  legittimo, e da lì nacque la vicenda dell'MPA. C'eravamo.
   Concludo signor Presidente. Il Governo tecnico è un falso. E'  un
  falso per quello che ho detto. I tecnici sono stati segnalati  dai
  partiti  ed  in ogni caso, non sono parole mie Presidente  Cascio,
  vorrei  che mi ascoltasse perché è una nota non di colore  ma   di
  sostanza.
    I  tecnici  di rito lombardiano, si sa, sono nati per  obbedire.
  Dicono  di  non servire alcun padrone, ma quando il Presidente  li
  chiama  alla lavagna del sottogoverno scrivono puntualmente  sotto
  dettatura,   si  travestono  da sceriffi  intransigenti,   ma  poi
  bevono  il  calice  della  lottizzazione fino  all'ultima  goccia
  Giuseppe Sottile,  Live Sicilia,  20 settembre 2010.
   Presidente Lombardo -  e ho concluso -  noi, quando dico  noi  mi
  riferisco all'onorevole Cordaro ed il Gruppo che oggi si è formato
  e  che fa riferimento a livello nazionale all'onorevole Romano, le
  auguriamo  lunga  vita, vogliamo fare chiarezza  su  un  tema  che
  appare quasi mitologico.
     Nessuno di noi ha mai espresso o ha mai pensato che a lei debba
  accadere  qualcosa, le chiediamo invece di smetterla di  paventare
  mali che nessuno di noi le ha mai augurato né mai le augurerà. Noi
  però  ci  auguriamo che alla sua lunga vita corrisponda una  corta
  vita  politica  e  di governo perché la Sicilia   vivaddio'  possa
  avere  finalmente  un Presidente della Regione ed  una  Giunta  di
  politici in grado di governarla e di farla ripartire.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà. Alla fine dell'intervento dell'onorevole Mancuso  riterrò
  concluse le iscrizioni a parlare.

   MANCUSO.  Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole  Presidente
  della   Regione.   Vorrei,  prima  che   si   allontanasse,   dire
  all'onorevole Cracolici che ha sbagliato opera nel suo intervento.
  La  Cavalleria Rusticana parla d'amore. L'amore per la  Sicilia  è
  un'altra  cosa. Consiglio a lei e al Presidente della  Regione  un
  libro  che  ho letto ultimamente che è  Il Consiglio d'Egitto   di
  Sciascia  dove  c'è un personaggio, l'abate Vella, che  interpreta
  esattamente  la  finzione per farla diventare realtà.  E  voi  due
  siete  gli artefici di questo  Consiglio d'Egitto' trasformato  in
  Parlamento  siciliano;  fingete qualcosa,  che  poi  alla  fine  è
  l'interpretazione della vita politica dell'onorevole Lombardo.
   Onorevole  Cracolici,  lei sa perché l'onorevole  Lombardo  ha  i
  baffi?  Non  lo  sa, perché lei è di Palermo, molto lontano  dalle
  nostre  terre  della  Piana di Catania. Ha  i  baffi  perché  ride
  sempre,  ride di me, ride di lei, ride di tutti. E' un personaggio
  politico  che  riesce a metterci tutti nel sacco. E lei  è  caduto
  dentro il sacco e dietro i baffi dell'onorevole Lombardo; mica  se
  ne  accorgerà ora, ci vuole tempo, lei l'ha chiesto  vedrete  cari
  siciliani,  noi  cercheremo  di fare un  Governo  di  riforme,  vi
  consegneremo un'altra Sicilia , vedrà onorevole Cracolici
   Lo  dico per esperienza, mai diretta, perché lei deve sapere  che
  l'onorevole Lombardo è stato sempre all'opposizione di  dove  sono
  stato  io. E non sono stato io all'opposizione, è stato  lui  alla
  mia   opposizione.  Perché  se  io,  solo  per  una  volta,   davo
  credibilità all'onorevole Lombardo non sarei mai stato qui per tre
  legislature di seguito e per due volte sindaco di una città.  Mai.
  Perché  chi cade nelle grinfie dell'onorevole Lombardo fa la  fine
  che hanno fatto molti e che farà pure lei e il suo partito.
   Ma  questo lo diranno i siciliani, questo lo vedremo   Lei  è  un
  giocatore  d'azzardo, lei ha puntato dimenticando quello  che  può
  succedere  al suo partito, ma lo ha fatto nell'interesse  del  suo
  partito,  perché  andando alle elezioni oggi, è  chiaro,  lei  non
  avrebbe potuto garantire, e questo ve lo siete detti mille  volte,
  a ventinove colleghi deputati di essere rieletti.
   Mi  sembra  chiaro  che questa posizione politica  sia  un'azione
  conservatrice di un posto all'interno di quest'Assemblea  che  non
  potrà mai più succedere.
   Rispetto  a  questo,  non  mi  impressiono  di  quanto  accaduto:
  ribaltonisti,  insulti,  voti portati di  qua  e  di  là;  non  mi
  sorprendo  perché conosco l'onorevole Lombardo, lo  conosco  bene,
  fino in fondo.
   Con  l'onorevole Lombardo, come tutti quanti voi avete  ascoltato
  in  quest'Aula,  nelle cosiddette dichiarazioni  programmatiche  -
  perché, questa volta, abbiamo inaugurato questo passaggio che  poi
  forse finirà con un voto, con un ordine del giorno che non ricordo
  in  questo Parlamento - addirittura, ci fu una polemica  circa  un
  anno e mezzo fa quando si doveva fare questo dibattito sul Governo
  sul  si poteva fare, non si poteva fare, ci vuole, non ci vuole il
  voto di fiducia .
   E'  un  momento  di riflessione in cui ognuno cerca  di  spiegare
  quello che è successo ma vi assicuro che nessuno capisce né quello
  che è successo né quello che succederà.
   In   questo   momento,   lo  sa  soltanto  l'onorevole   Lombardo
  interpretando l'abate Vella del  Consiglio d'Egitto'.
   Rispetto  a  questo documento, a questo intervento  programmatico
  dell'onorevole Lombardo, non ho sentito una parola che  riguardava
  la situazione economica di questa Regione, neanche una parola.
   Non  ho sentito con quali fondi del bilancio regionale vuole fare
  le riforme; non lo so, ce lo indicherà nella replica.
   Non  ho sentito una parola sulla mafia, nulla. Neanche una parola
  sulla mafia, a meno che non sia stato delegato il Presidente della
  Commissione Antimafia a dire quale sarà la linea programmatica del
  Governo sulla mafia.
   Non  ho sentito una parola sulle imprese, sui commercianti, sugli
  agricoltori, sulla gente che in questo momento in Sicilia muore di
  fame; neanche una parola.
   Ho  sentito due cose che erano nel programma dell'ottimo senatore
  Finocchiaro, ad esempio, l'abolizione delle province. L'ho sentito
  dire  anche  a  Berlusconi, quindi, mi  convinco  perché  lo  dice
  Berlusconi, non perché lo abbia detto la senatrice Finocchiaro  ed
  ora lo dice l'onorevole Lombardo.
   Quello   di   abolire   le  province  rappresenta   qualcosa   di
  impossibile?
   Prima  di scrivere l'ultimo articolo, aboliamo le province  della
  Sicilia;  scriviamo  dove  vanno tutte  queste  competenze,  tutto
  questo personale, tutto ciò che è in carico alla provincia.  Come?
  Con quali regole? Le scriviamo e poi saremo d'accordo pure noi.
   Vediamo  se c'è questo grande risparmio oppure questa parola  che
  non si può pronunciare.
   Berlusconi ha detto che si devono abolire le province, non  della
  Sicilia, d'Italia, di tutta l'Italia.
   Allora,  rispetto a questo, è chiaro che bisogna anche percorrere
  i passaggi giusti.
   Le  province sono previste dalla Costituzione; facciamo il nostro
  disegno di legge, inviamolo ai Parlamenti nazionali e aboliamo  le
  province.
   La  dialettica parlamentare, onorevole Speziale e il procedimento
  istituzionale ce lo spiegherà dopo; ci sono peraltro i tecnici che
  sono più bravi di lei.
   Ormai,  onorevole  Speziale, è in secondo  piano;  può  esprimere
  delle  idee così come le esprimo io. Qui abbiamo i tecnici che  ci
  spiegano  tutto ed anche il contrario di tutto. Siamo  affidati  a
  loro o almeno voi siete affidati a loro.
   La doppia scheda elettorale.
   Qual  è  il  problema?  Se  ne  devono  fare  quattro  di  schede
  elettorali, perché due?
   Qual è questo principio di fare soltanto due schede elettorali?
   In  una,  inseriamo il sindaco; nell'altra, i partiti; nell'altra
  ancora,  ci  mettiamo  la  preferenza  per  i  partiti  e  una  la
  prevediamo  per  Lombardo, in rappresentanza di tutto  ciò  che  è
  questa Sicilia.
   Quattro  schede. Qual è il problema? Due, tre, quattro. Vi  state
  preparando a riformare la Sicilia o vi state preparando a  qualche
  elezione per la quale questa scheda non va bene.
   Ditelo  ai  siciliani. Serve per il lavoro, per gli  agricoltori,
  per  gli  imprenditori la doppia scheda. A chi serve? L'abolizione
  delle  province  a  chi serve? Agli sportelli multifunzionali  che
  stanno scadendo giorno 30? A chi serve questa doppia scheda? Quale
  motivazione  ha  portato avanti il presidente Lombardo  in  questo
  pseudo-programma?
   E' una curiosità.
   Il   Presidente   Lombardo  ha  ribadito,  nelle  settimane   che
  precedevano  il suo intervento in Aula e lo ha ribadito  in  Aula,
   basta  con questi ipermercati . E' una vergogna. Non l'ho capito.
  Cos'è,  un  altro  programma di governo?  Se  è  un  programma  di
  governo,  quello che ha detto è sbagliato. Doveva dire  basta  con
  gli ipermercati  - e su questo siamo tutti d'accordo - ma togliamo
  tutti gli ipermercati che abbiamo creato.
   La  provincia di Catania, onorevole Presidente, come  densità  di
  ipermercati, è la seconda al mondo, dopo New York, dopo  lo  stato
  di  New  York,  la  seconda al mondo. Allora, il Presidente  della
  Regione,  dopo aver fatto assaltare tutta la provincia di  Catania
  di ipermercati, oggi, non ne vuole aprire più.
   Che  programma è? Non ho capito. Che cosa vuole dire? Con chi sta
  parlando?  Perché  ha  questa  voglia  di  non  far  nascere   più
  ipermercati?
   Non  se ne devono fare più? Allora, dobbiamo abolire tutti quelli
  che abbiamo creato perché quello che è stato fatto  è uno schifo .
   E  mi  pare  che, prima di essere Presidente della  Regione,  sia
  stato vicesindaco di Catania e anche Presidente della Provincia.
   L'Assessore  al  territorio,  come  si  chiamava  quella  ragazza
  simpatica  della provincia di Caltanissetta, che non  lo  ricordo?
  Interlandi.
   Ha  visto, onorevole Fiorenza, il Presidente Lombardo  è  il  più
  abile  di  tutti sotto i baffi ma è l'uomo che ha  le  più  grandi
  contraddizioni con sé stesso. E il suo nemico non è nessuno di noi
  perché  noi  siamo pseudo-deputati. Ma cosa vuoi  che  sia  questo
  Parlamento? Ma questa Giunta, cosa vuoi che sia?
   L'unica   ragione   per   portare   avanti   il   suo   programma
  nell'interesse   della   sua   azione   è   sconfiggere   le   sue
  contraddizioni.  E, in queste contraddizioni, c'è  la  più  grande
  contraddizione. Manca solo che il PD prenda quella sedia, si metta
  in  spalla  il Presidente della Regione e lo porti in  processione
  per tutta la Sicilia. Manca solo questo.
   Era un diavolo. Gliene hanno dette di tutti i colori, in tutti  i
  comuni  della Sicilia, in tutti i comizi, in tutte le televisioni.
  Un  diavolo,  guai   Lombardo, il dopo  Cuffaro;  Cuffaro  è  come
  Lombardo;  Lombardo,  attenzione, un sacco di  fregnacce.  Oggi  è
  l'angelo  custode  e  lei,  caro  Presidente  Cracolici,  non  per
  indicarlo  soggettivamente, nella rappresentanza  del  suo  grande
  partito,  avrà  un  angelo  custode che  certamente  non  avrà  in
  custodia  il  suo  partito. Lo distruggerà. Lo distruggerà  perché
  lei,  le  sue buone intenzioni non riuscirà a portarle avanti.  Mi
  dispiace. Mi dispiace per lei, per la storia del suo partito,  per
  gli uomini e per gli elettori del suo partito. Mi cacceranno loro.
  Mi  cacceranno  loro  quando si tornerà alle  urne  e  premieranno
  quella sinistra coerente. Premieranno quella sinistra che ha avuto
  una  bussola  sola  senza voltare la faccia, non  a  noi,  non  al
  Parlamento, non al Presidente ma a loro, agli elettori,  a  quelli
  che credevano in voi.  Oggi, non ci credono più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Mancuso  è   monello  e lo è  perché non capisce, non  si  è  reso
  conto  - eppure è un parlamentare di lungo corso - che non  sempre
  si dice la verità nelle Aule parlamentari. La verità si espone, vi
  si  gira  attorno, ci si costruisce, ci si ricama;  eppure  questo
  concetto   che   è   basilare  non  vuole  entrare   nella   zucca
  dell'onorevole Mancuso ed ha iniziato il suo discorso -  onorevole
  Leanza  Edoardo, non vada via, perché ce n'è per lei che  è  stato
  uno  degli artefici del Governo più dissoluto di questa Regione  -
  dicendo la verità; qual è la verità?
   Dicendo  che al di là dei propositi, al di là delle alleanze,  al
  di  là  delle  riforme (che parola magica Presidente Cascio ),  il
  vero  propellente,  la benzina che ha mandato  avanti  in  maniera
  forte,   alimentato   questo   motore,   dall'inizio   di   questa
  legislatura,  era  una sola e cioè che c'è un Partito  Democratico
  che  sa  perfettamente  che ha avuto 29 deputati  per  eccesso  di
  vittoria  del PDL e per eccesso di sconfitta del PD  stesso  -  il
  paradosso  della  legge elettorale - ma che ha  beneficiato  della
  fortuna e sfortuna degli altri, che la lista di Rita Borsellino si
  è  fermata  a 4.09, perdendo da 6 a 7 deputati, che il  Presidente
  Lombardo nella sua mania di grandezza anziché apprestarsi  a  fare
  due  sole  liste  ne ha fatte 3, non riuscendo a  raggiungere  con
  alcuna  la  fatidica  soglia del 5 per cento dello  sbarramento  e
  quindi  ha  perso altri 6, 7, 8 deputati per cui  il  PD,  essendo
  l'unica  opposizione che ha raggiunto e superato,  ovviamente,  la
  soglia  del  5  per cento, ha beneficiato di tutti i deputati  che
  spettavano all'opposizione perché, come tutti i colleghi sanno, la
  legge  elettorale assegna 55 deputati su 90 a chi vince,  compreso
  il Presidente e 35 a chi perde.
   Bene,  il  motivo  dei ribaltoni, il motivo del sostegno,  oserei
  dire   vergognoso  dal  punto  di  vista  politico  perché,   come
  sottolineava l'onorevole Mancuso, siamo di fronte ad un PD che  si
  è venduto l'anima - ma questo ancora sarebbe nulla -, si è venduto
  gli elettori, si è venduto la storia, si è venduto gli ideali,  si
  è  venduto 60 anni di lotta ed appoggia questo Governo per un solo
  scopo, cioè  evitare di andare a votare e mantenere la poltrona.
   Lo  sapete voi, come lo sappiamo noi, non lo sanno i tecnici  che
  non girano tra la gente, che magari non ricevono persone. Noi  che
  però facciamo politica vera sul territorio, noi che ogni settimana
  riceviamo  il pianto, il pianto di famiglie intere che  non  sanno
  come  dare da mangiare ai loro figli, noi che vediamo lo  sfascio,
  constatiamo  anche che questo PD non prenderà  più  un  voto,  che
  coloro  i  quali  per conservare la poltrona, per  non  andare   a
  votare  in  maniera miope perché non si rendono conto che  facendo
  ciò  per  cui il popolo li ha votati avevano qualcosa da  dire  al
  loro  mondo; prima o poi, si andrà a votare e, quando ciò accadrà,
  vorrei  capire  cosa  direte.  Direte  che  avete  appoggiato  sin
  dall'inizio  un  governatore  che  si  è  fatto  eleggere  da  una
  maggioranza   per   portare  avanti  un   determinato   programma,
  dopodiché,  per avere le mani libere, si è preso gli utili  idioti
  del  PD,  che  è  una  frase a voi cara, cara al  vecchio  Partito
  Comunista,   l'utilizzo degli utili idioti. In  questo caso,  poi,
  state facendo la figura degli utili idioti perché sapete benissimo
  che siete in presenza di un Governo e soprattutto di un Presidente
  della Regione che anziché affrontare i problemi della Sicilia,  li
  ha  lasciati  incancrenire e lo ha fatto fin dall'inizio  partendo
  dai rifiuti.
   Appena  insediato, il deficit in materia di rifiuti  era  di  350
  milioni  di  euro;  dopo due anni e mezzo, senza che  abbia  preso
  alcun provvedimento, volutamente, per arrivare al commissariamento
  ed  avere le mani libere sulla gestione dei fondi destinati per  i
  rifiuti,  quel buco è arrivato a 1 miliardo e 200 milioni di  euro
  e  quei  soldi  li  paga Pantalone e, a catena e  di  conseguenza,
  vorrei  ricordare intanto che la riforma e l'abolizione degli  ATO
  erano  già  state approvate dal Parlamento precedente  e  gli  ATO
  erano  stati  aboliti;   bastava un decreto del  Presidente  della
  Regione e gli ATO, già ad aprile, non sarebbero più esistiti e  si
  sarebbe  cristallizzato il debito già esistente di 350 milioni  di
  euro a quella data.
   Per  sopperire  all'emergenza  rifiuti  che  ci  ha  portato   ad
  assomigliare   alla   Campania,   hanno   saccheggiato   con    le
  anticipazioni  il Fondo delle autonomie locali che da 870  milioni
  è  stato  portato   a meno di 500 milioni e la  conseguenza  -  ne
  accennava l'onorevole Mancuso prima  ma lo sanno tutti i  colleghi
  -  è  che  non potranno essere erogati ai comuni le rate ordinarie
  per  pagare  gli  stipendi; i comuni siciliani  non  potranno  più
  pagare  gli  stipendi, grazie alla grande riforma del  governatore
  Lombardo  ma non ci si è fermati a questa grande riforma. Riforme,
  la  parola  magica  dietro  cui la  foglia  di  fico,  dietro  cui
  nascondersi e nascondere la voglia di conservare la poltrona.
   La sanità. Di cosa stiamo parlando? L'ho vissuta in prima persona
  quella  riforma assieme ad altri colleghi; siamo solo in  presenza
  del  Piano di rientro che è stato adottato dalla Giunta precedente
  e  che  ha  portato ai risparmi che erano stati previsti  in  quel
  Piano di rientro. Al governatore Lombardo non interessava il  tipo
  di  riforma  che si voleva fare; al governatore Lombardo  che  più
  volte  durante  l'iter  ha detto:  muoviamoci,  qualunque  sia  la
  riforma  che  si  vuole attuare, purché la attuiamo ,  interessava
  solo  il  penultimo articolo di quella riforma  che  prevedeva  la
  decadenza dei manager per potere nominare i propri; quella era  la
  riforma che interessava al presidente Lombardo, che non ha portato
  alcuna  novità  e che lascia le Aziende sanitarie   ed  i  servizi
  sanitari della nostra Sicilia in condizioni pietose perché  niente
  di  ciò che era previsto in quella riforma è stato attuato. Non  è
  stata  attuata la medicina sul territorio; sono stati squassati  i
  servizi; sono stati squassati i Dipartimenti; si è messo a rischio
  il  posto  di lavori di centinaia, anzi, di migliaia di  operatori
  della  sanità  e gli ultimi casi stanno a dimostrare  che  anziché
  migliorare il servizio lo si è peggiorato e di molto.
   E, poi, la lottizzazione,  le mani sulla città , come recitava il
  titolo di un vecchio film; qui, le mani sulla Regione. Mai,  nella
  storia   italiana,  neanche  durante  il  fascismo  che  era   una
  dittatura, si era  assistito all'occupazione del podere ma non con
  i  propri uomini perché, ad un certo punto, se un Partito,  se  un
  Presidente  ha  delle  personalità importanti  da  nominare  -  lo
  sottolineava  l'onorevole  Incardona -, ben  vengano,  personalità
  importanti  da nominare. Mai, neppure ai tempi della peggiore  DC,
  si  era assistito alla nomina di  trombati , i  trombati  di tutte
  le  liste che sono diventati direttori regionali, messi ai vertici
  degli enti, ad avere i cordoni della spesa.
   E  quale è stata la conseguenza? Il saccheggio delle istituzioni,
  il  blocco della spesa, l'impossibilità di utilizzare i fondi,  la
  distruzione di questa Regione.
   Ma  per quanto dobbiamo continuare? Vedo che il tempo sta finendo
  e ci vorrebbero delle ore.
   Per  quanto  dobbiamo continuare, amici di sinistra,  con  questa
  vergogna  che  per  salvare la poltrona vi siete venduti  l'anima?
  Spero che questa pantomima non duri a lungo.
   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le valutazioni
  negative  sul  governo Lombardo non sono nate  e  non  nascono  da
  problemi  di carattere personale ma esclusivamente da ragionamenti
  politici.
    C'è una questione di coerenza,  come è stato detto nei confronti
  degli elettori, ma c'è soprattutto la constatazione di mancanza di
  risultati significativi per i siciliani.
     In  questi  due anni, i primati negativi sono aumentati.  Basti
  pensare al tasso di disoccupazione che appare al 15 per cento - in
  Sicilia,  nel  2009, si sono persi 16 mila posti di  lavoro  -   o
  all'indice  di povertà relativa che nella nostra Regione  è  quasi
  pari  al  30  per cento, con un aumento vertiginoso  negli  ultimi
  anni.
   Per non parlare delle norme sul deficit finanziario. Come è noto,
  la  Sicilia è la Regione più indebitata del Mezzogiorno con  quasi
  cinque  miliardi  di  euro  di debiti.  Per  potere  approvare  il
  bilancio,  il governo Lombardo ha dovuto contrarre un nuovo  mutuo
  ed ha dovuto inserire come posta in entrata le risorse finanziarie
  che  dovrebbero  derivare  dalla cosiddetta  valorizzazione  degli
  immobili,  posta  fittizia inserita in bilancio da  tanti  anni  e
  senza alcuna conseguenza concreta.
     La  Regione  è  vicina al collasso finanziario,  non  solo  per
  ragioni  di  carattere economico ma anche per  le  scelte  che  in
  questi anni hanno prodotto un intollerabile immobilismo.
   La  paralisi  amministrativa è stata determinata  in  gran  parte
  dalle  scelte sbagliate sul personale e sui dirigenti.  Vi  sembra
  giusto  che l'ingegnere Lo Monaco si occupi ad interim  oltre  che
  della  Protezione  Civile anche di acque  e  rifiuti?  Oppure  che
  l'architetto  Tolomeo  oltre a dirigere il Corpo  forestale  abbia
  anche  la  responsabilità dell'energia? O che  il  dottore  Felice
  Bonanno, responsabile della programmazione, abbia avuto in seguito
  attribuite la pubblica istruzione e la formazione professionale?
   Perché,  dopo  due anni, non si fanno i contratti  ai  dirigenti?
  Perché si lascia la burocrazia nell'incertezza? Perché si nominano
  dirigenti senza i requisiti per poi revocarli e non difenderli?
   Allora, ci sono problemi di carattere concreto che riguardano  la
  macchina amministrativa.
   A  me  dispiace perché devo parlare di una persona  che  stimo  -
  stimo  entrambi gli assessori seduti in questo momento  al  tavolo
  del   Governo  -  ma  l'assessore  Centorrino  sa  che   il   sito
  dell'Assessorato alla Pubblica istruzione non è aggiornato da  sei
  mesi  e  che non c'è alcuna certezza rispetto anche alle note  che
  l'assessore  invia  alle scuole; non si sa se vengono  ricevute  o
  meno.
   Allora,  bisogna  superare  al  più  presto  questa  vicenda  dei
  dirigenti   perché  abbiamo  la   responsabilità   di   utilizzare
  pienamente  i  fondi  che  ci  vengono  attribuiti  nel  programma
  comunitario 2007-2013.
   Sarebbe  devastante, in una realtà come la  Sicilia,  se  non  ci
  fosse  il  massimo  dell'impegno e  della  mobilitazione  e  senza
  Dipartimenti   e   dirigenti   responsabili   il   lavoro    della
  programmazione diventa arduo.
   Chiedete  ai  funzionari della programmazione cosa  hanno  dovuto
  fare in questi giorni per chiudere il programma 2000 e 2006. Salti
  mortali  perché andavano nei Dipartimenti e non trovavano  nessuno
  che si assumeva la responsabilità.
   Credo che senza stabilità si blocchi tutto e non è giusto che  in
  una Terra come la Sicilia qualcuno non si assuma la responsabilità
  di   rilanciare  la  macchina  amministrativa  perché,  senza   il
  contributo della burocrazia, non possiamo fare niente.
   Dicevo  che ci sono ragioni di carattere politico: quale politica
  economica è stata avviata? Quali investimenti sono stati fatti  ed
  in quale direzione? Qual è l'idea di Regione? Qual è il modello di
  sviluppo?
   Vorrei capire quali sono le priorità.
   Il   Presidente  della  Regione  ha  parlato  di   alleanze,   di
  laboratori, di scenari nuovi. Non sarebbe stato meglio  aprire  ad
  un  confronto  serio  sui contenuti, sulle  questioni  reali,  sui
  problemi da risolvere, su quello che serve veramente ai siciliani?
   Pensando alla condizione dell'attuale classe dirigente, mi  viene
  in  mente un passaggio significativo che ritroviamo nella  seconda
  lettera  di  San  Paolo  ai Tessalonicesi:  Non  fanno  nulla  pur
  essendo sempre in agitazione , ed i cittadini siciliani lo  sanno.
  Manca  un progetto organico; le poche iniziative assunte non  sono
  inserite in un quadro programmatico chiaro.
   La  riforma della formazione professionale, quella delle aree  di
  sviluppo  industriale,  la legge quadro sui  servizi  sociale,  la
  soppressione  degli  enti  inutili,  la  riduzione  dei   deputati
  regionali,  non pensa, onorevole Lombardo, che siano  più  urgenti
  della  soppressione  delle province, che non  si  potrà  fare  per
  questioni tecniche e di carattere legislativo?
   Questo   provvedimento,   infatti,   presenta   delle   oggettive
  difficoltà.
   Il  nuovo  testo  dell'articolo 114 della  Costituzione  dispone,
  infatti,  che  la  Repubblica  è  costituita  dai  comuni,   dalle
  province,  dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo  Stato
  ed  è  stato  già  confermato più volte  dalla  dottrina  e  dalla
  giurisprudenza costituzionale che tutti questi enti sono  elementi
  costitutivi della Repubblica.
   Non  si  può  escludere, pertanto, il rischio di  impugnativa  di
  incostituzionalità  valevole  anche  per  le  Regioni  a   Statuto
  speciale.
   So  bene  che  alcuni colleghi nicchiano, così come so  bene  che
  abbiamo  competenza esclusiva in materia di enti locali, a seguito
  dell'articolo 14 e 15 dello Statuto, ma non è detto che in  questo
  caso  si possa derogare in presenza di un ordinamento di carattere
  generale  che si potrebbe applicare anche per le Regioni  speciali
  e,   in   ogni   caso,  è  preferibile  una  legge  di   carattere
  costituzionale e non una legge ordinaria per abolire le province.
   Ma se vogliamo intervenire sui costi della politica,  non capisco
  perché  non  cominciamo mai dalla Regione; perché  non  cominciamo
  dalla  Regione  e  pensiamo  sempre  agli  altri;  pensiamo   alla
  provincia:  abbiamo eliminato le indennità dei vicepresidenti  dei
  consigli comunali e dei consigli provinciali. Non credo che  se  i
  due vicepresidenti dell'Assemblea, anziché ricevere 5 mila euro al
  mese in più, oltre allo stipendio ordinario, si fossero ridotti di
  500   euro  la  loro  indennità,  sarebbe  successo  qualcosa   di
  scandaloso.
   Per  potere  riformare dobbiamo essere credibili e dobbiamo  auto
  riformare prima noi stessi.
   Da  questo  punto  di  vista, la mia proposta  di  riduzione  dei
  parlamentari  arriverà  in  Aula  grazie  all'impegno  -  lo  devo
  riconoscere  -  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  e  del
  Presidente Cascio.
   E  non è una sfida; è la costituzione oggettiva di un segnale che
  dobbiamo dare in questo periodo di federalismo.
   Tutto  l'orientamento della politica nazionale è per la riduzione
  dei  senatori, dei deputati nazionali, molte Regioni hanno ridotto
  i loro consiglieri.
   Vorrei capire se prevalgono gli interessi di chi pensa di perdere
  il seggio o se prevalgono, invece, gli interessi di cinque milioni
  di  cittadini siciliani che aspettano una risposta concreta.  Sarà
  il   momento  anche  della  chiarezza  e  vorrei  capire  qual   è
  l'orientamento del Governo, che su questo aspetto  non  si  è  mai
  pronunciato.
   So  che negli organismi del Partito Democratico è stato deciso di
  sostenere  il  governo Lombardo, ed è legittimo,  non  sottovalute
  anche  i risultati ottenuti dal mio partito, perché non è cosa  di
  poco  conto sapere che nei territori il PDL e l'UDC sono in grande
  difficoltà,   ma   mi  amareggia  sentire  alcuni   colleghi   che
  individuano  tutti  coloro che non sono con Lombardo  come  quelli
  nostalgici  del  cuffarismo' e del  berlusconismo'.  Mi  amareggia
  perché  chi mi conosce sa che in questi anni sono stato oppositore
  rigoroso ed intransigente di Cuffaro e di tutto il centrodestra  e
  quindi non consento ad alcuno di dare giudizi su comportamenti che
  sono  sotto  gli  occhi di tutti e che si possono  anche  valutare
  sulla base degli atti parlamentari prodotti.
   C'è  un  rischio,  onorevoli colleghi, ma mi  auguro  che  questo
  Governo  riesca  a  dare risultati concreti ai siciliani.  Il  mio
  atteggiamento  dipende da quello che farà Lombardo,  che  dice  di
  avere  gli  stessi  obiettivi del PD: lo dimostri  eliminando  gli
  sprechi, i privilegi, gli arbitri, emarginando gli affaristi  e  i
  trasformisti.
   Occorre  saper dimostrare di lavorare per il bene  di  tutti.  E'
  necessario entrare nel nodo delle questioni reali.
   Dal  presidente Lombardo non ci aspettiamo proclami  ma  risposte
  concrete  sulle riforme da realizzare e sulle tante sfide presenti
  nella  nostra  Isola.  C'è una Commissione,  onorevole  presidente
  Lombardo,   della  quale  faccio  parte,  che  è  la   Commissione
   Statuto', che dovrà rilanciare la propria iniziativa,  perché  il
  rischio  è che la trattativa sul federalismo venga condotta  tutta
  sui  rapporti  di  forza e sugli equilibri nazionali.  Abbiamo  il
  dovere  di  fare  una nostra proposta perché già  alcuni  articoli
  dello  Statuto  sono stati sviliti: la Corte Costituzionale  si  è
  pronunciata contro l'articolo 37, il Fondo di solidarietà previsto
  dall'articolo 38 è stato ridimensionato negli anni fino a  ridursi
  a  nulla. Allora, di fronte ad una politica antimeridionalistica e
  contro  la  Sicilia del Governo Berlusconi, non possiamo  rimanere
  inerti  senza  avanzare una proposta per difendere le  prerogative
  dell'autonomia e del nostro Statuto.
   Non  ci  sono ragioni per mutare il mio comportamento  di  questi
  ultimi  mesi, che non è un comportamento di una persona estremista
  o totalmente antagonista, perché ho sempre cercato di privilegiare
  il bene comune e spesso ho votato provvedimenti di legge, anche in
  dissenso al mio partito. Però, mi aspetto che ci sia un vero salto
  di qualità sul piano economico, nei provvedimenti contro la crisi,
  a  favore dei disoccupati, a favore del reddito delle famiglie. Se
  non  ci saranno novità, le mie valutazioni continueranno ad essere
  negative sia nei confronti dell'attività del Presidente,  sia  nei
  confronti delle scelte del mio partito.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sono ancora iscritti  a  parlare
  gli  onorevoli  Falcone, Bufardeci, Caputo, Caronia,  Lo  Giudice,
  Corona,  Marrocco,  Buzzanca, Musotto,  Lupo,  Vinciullo,  Limoli,
  Scammacca  della Bruca, Rinaldi, Faraone e D'Asero. A  conclusione
  degli  interventi, si procederà con le votazioni degli ordini  del
  giorno presentati.

   GIANNI.   Signor  Presidente,  le  ricordo  che  ho  chiesto   di
  intervenire per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gianni, lei può parlare per  dichiarazione
  di voto sull'ordine del giorno.
   E iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ho  neanche
  avuto il piacere di conoscere la nuova Giunta di Governo, il nuovo
  Governo regionale.
   Mi  dispiace  che nessuno in quest'Aula abbia evidenziato  che  a
  questo Parlamento siciliano, e non tanto ai siciliani, non è  dato
  ancora  conoscere visivamente, e per alcuni casi nemmeno sotto  il
  profilo anagrafico, i nomi, le personalità, la caratura dei  nuovi
  componenti di questo Governo regionale. Abbiamo, invece, sentito i
  trionfalismi di qualche esponente del Partito Democratico  che  ha
  parlato  di periodi di stagione complessa, ma al contempo  di  una
  stagione  straordinaria  perché,  a  suo  dire,  viene   meno   il
  centrodestra in Sicilia.
   Si  sta archiviando una stagione e se ne sta aprendo un'altra. Si
  è  archiviata  una stagione del mal governo, e si è aperta  invece
  una grande stagione di riforme, di iniziative, di provvedimenti. E
  li  abbiamo  visti infatti, abbiamo visto quali sono  state  tutte
  queste iniziative.
   Allora   stasera  dovremo,  seppur  in  assenza  del   presidente
  Lombardo,  continuare  a parlare, perché  alla  fine  comunque  un
  giudizio  politico, ma anche amministrativo, questo Parlamento  lo
  deve  esercitare, e noi parlamentari del Popolo della Libertà  non
  ci  esimeremo  sicuramente, così come non ci siamo sottratti  alla
  volontà  ed al giudizio popolare ogni qual volta il popolo  ci  ha
  chiamati a sottoporci ad un giudizio, che è quello elettorale.
   Qualche  altro  invece, a prescindere da un giudizio  elettorale,
  ritiene di poter governare non col mandato della gente, ma con  un
  gioco di Palazzo. Va bene  Saranno poi gli elettori a decidere. Il
  presidente Lombardo dopo la candidatura sebbene con un partito non
  di  maggioranza relativa, veniva eletto col 64 e oltre  per  cento
  del  consenso dei suffragi elettorali, di quel centrodestra che  a
  livello  nazionale  eleggeva  il presidente  Berlusconi,  di  quel
  centrodestra più l UDC che a livello regionale eleggeva il governo
  Lombardo.
   Ad  un  certo punto il Presidente ha deciso di stravolgere  e  di
  cambiare   ma,  paradossalmente,  ha  cambiato  non  soltanto   la
  coalizione,  ma anche le regole del gioco, il programma.  Oggi  ho
  sentito  parlare  qualche  collega con toni  trionfalistici  sulla
  novità   del   programma.   E,  invece,  siamo   stati   collocati
  all'opposizione,  perché  siamo  stati  l'anomalia  di   Lombardo,
  l'anomalia  di  questo  Governo siciliano.  L'anomalia  di  questo
  Parlamento  siciliano  è  che chi ha  ricevuto  il  suffragio,  il
  mandato per andare a governare, è stato collocato all'opposizione,
  e  chi invece era stato bocciato dalla gente, come la Finocchiaro,
  che  se  ne  è scappata a Roma, non si è voluta insediare  qua  in
  Sicilia,   in  questo  Parlamento  a  rappresentare  il   vessillo
  dell'opposizione.
   Certo,  a  Roma  è molto più facile rimanere dai banchi  e  dalla
  prestigiosa  responsabilità di capogruppo  sebbene  di  minoranza,
  anziché  essere qua in quello scranno dove oggi siamo  chiamati  a
  relazionarci  con  i  siciliani. Ed allora  quali  sono  state  le
  iniziative  di  questo Governo, in un anno e mezzo? Attenzione  il
  Lombardo ter non nasce così per caso, ma nasce per un patto  sulle
  riforme  tra il Partito Democratico e il Movimento per l'Autonomia
  con una parte, se vogliamo, del Gruppo Sicilia, che ha capito oggi
  di avere sbagliato.
   In  questo anno e mezzo, quali riforme ha fatto quel Governo?  Ha
  fatto  quelle  riforme  soltanto perché c'è  stato  il  contributo
  fattivo  e costruttivo del Popolo della Libertà. Noi, come  Popolo
  della  Libertà, abbiamo portato in quest'Aula decine e  decine  di
  emendamenti  migliorativi.  Mi riferisco  alla  finanziaria,  alla
  legge  di  bilancio, alle cooperative edilizie, mi riferisco  alla
  legge  sul  contenimento  della spesa  della  finanza  locale,  mi
  riferisco  alla  razionalizzazione e  alla  riduzione  degli  enti
  inutili,  mi riferisco alle norme sul credito di imposta  ed  alle
  norme sullo sviluppo.
   Ma  di  tutto questo, oggi, assessore Centorrino, lei che è nuovo
  ma   già   ha   fatto  parte  del  precedente  governo   Lombardo,
  cos'abbiamo? Cos'ha questa Sicilia sulla riforma dei rifiuti?
   Mi  dispiace  che  l'assessore Pier Carmelo Russo  lasci  la  sua
  delega.  Questo  Parlamento  ha approvato  una  norma,  salvo  poi
  metterla in un cassetto con una sua circolare. Dove sono andati  a
  finire  i 27 ATO? Li avevamo dovuti ridurre e sono tutti là perché
  c'è  una circolare sua, caro assessore Russo, che ha congelato  la
  riduzione, la razionalizzazione.
   E  la  norma sugli enti inutili? Che fine ha fatto quell'articolo
  che  riduceva  gli enti inutili? Che fine ha fatto  quell'articolo
  che conteneva le spese, gli sprechi della finanza pubblica?
   E  allora  ecco perché dall'altro lato abbiamo visto che  c'erano
  altre  riforme che il PDL non ha votato ed ha osteggiato, come  la
  legge sul Piano casa. Parlate con gli ordini professionali, con le
  categorie  e chiedete quale ricaduta economica positiva  il  Piano
  casa  ha avuto in questa Sicilia in tutti questi mesi. Nessuna   E
  questo perché quando il PDL aveva gridato alla inutilità di quella
  norma non aveva sbagliato.
   Ed allora, ecco che il Popolo della Libertà, nel governo Lombardo
  ter,   non   è   stato  un  partito  ostruzionistico  ma   abbiamo
  contribuito, abbiamo lavorato ed oggi chiediamo che le riforme che
  abbiamo  concorso  a  realizzare  vengano  attuate.  Non  possiamo
  accettare  che  non ci sia un decreto attuativo, un  provvedimento
  amministrativo che acceleri la spesa.
   Ma  qua  non  si  effettua nemmeno la spesa,  abbiamo  una  spesa
  comunitaria  che  è pari al 2 per cento, altro che  Tremonti  o  i
  fondi  FAS.  Prima  dobbiamo spendere i 6  miliardi  e  mezzo  che
  abbiamo.
   Questo  Governo  deve spendere i soldi ed il presidente  Lombardo
  deve  mettere nelle condizioni gli assessori di potere  accelerare
  razionalizzando, qualificando la spesa pubblica.  Abbiamo  sentito
  parlare,  inoltre,  della  riforma degli  Istituti  Autonomi  Case
  Popolari,  un territorio conquistato dal Governo, dal partito  del
  Presidente,  un  territorio  diventato  però  anche   esempio   di
  inefficienze, e non lo diciamo noi, lo dice il Presidente.
   E  poi ha parlato anche delle ASI, dei 700 posti di sottogoverno.
  Ma  il Presidente sa di cosa parliamo? Un componente del Consiglio
  generale prende 80 euro a seduta e si riunisce una volta all'anno.
  Parliamo di 56 mila euro a fronte di un buco di 2 miliardi di euro
  che questa Sicilia si trova nelle casse regionali.
   E  allora,  siamo  pronti  a sostenere  tutte  quelle  iniziative
  legislative  che  siano  nell'interesse  di  questa   Sicilia   ma
  pretendiamo,  altresì, che chi ha la responsabilità gestionale  ed
  amministrativa ponga in essere con provvedimenti certi, razionali,
  equilibrati,  quelle  riforme  anziché  vedere  il    valzer'   di
  direttori  generali  interni che vengono  messi  fuori  e  dentro,
  direttori  generali  esterni, salvo poi metterli  di  nuovo  fuori
  perché  un'osservazione  della  Corte  dei  Conti  dice  che   non
  potevano, non avevano i titoli. E allora, cerchiamo di non cadere,
  di  non  scivolare  su  questi  strafalcioni.  Cerchiamo  di  dare
  coraggio, respiro, dignità e speranza a questa Sicilia.
   Altro che connivenze. Altro che compromesso storico. Noi dobbiamo
  raffrontarci  fra  due anni e mezzo con gli  elettori,  e  poi  là
  vedremo se ha ragione l'onorevole Cracolici o se ha ragione chi si
  pone in verticale ed in coerenza con il popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente dell'Assemblea, assessore  Centorrino,
  che  rappresenta  l'intero neonato Governo di questa  Regione,  il
  quarto  Governo  in due anni, onorevoli colleghi,  la  politica  a
  volte   viene   confusa  nelle  parole  e,  sentendo  l'intervento
  programmatico  del Presidente della Regione della  scorsa  seduta,
  per  un momento ho pensato di essere stato eletto parlamentare  in
  un'altra  Regione di Italia, dove tutto funziona, dove tutto  è  a
  posto,  dove  l'economia  è  forte, dove  i  disoccupati  sono  in
  diminuzione.
   Credo  che  la  Sicilia  non meriti un  pifferaio  magico  né  un
  incantatore di serpenti: la Sicilia ha bisogno di un Governo.
   Allora,  vorrei leggere per un momento all'assessore  Centorrino,
  che  rappresenta il Presidente della Regione, i titoli  di  alcuni
  giornali  che  non sono quelli del presidente Berlusconi  ma  sono
  quotidiani  finanziari nazionali:  Sicilia: fatturato in  calo  ed
  aumento  dei  disoccupati ,  Istat: aumentano gli  emigrati  dalla
  Sicilia ,   Agricoltura,  la Sicilia  perde  quote  di  marchi  di
  qualità ,  L'Istat, diminuisce la spesa delle famiglie siciliane ,
   La  Sicilia  tra  le regioni che hanno determinato  il  calo  più
  consistente ,  Prodotto interno lordo: la Sicilia arretra come  un
  gambero ,   Disoccupazione: primato della  Sicilia ,   Istruzione,
  ambiente,  occupazione:  Sicilia  fanalino  di  coda  del  Paese ,
   Istat:  spesa  media mensile famiglie 2010, 1,7 in meno;  Sicilia
  ultima ,   Sicilia,  riappare lo spettro della povertà ,   Sicilia
  donne e lavoro, due donne su tre fuori al mercato del lavoro ,  In
  Sicilia il top della disoccupazione, maglia nera alla Regione .
   C'è  un  primato:   La Sicilia vince il primato  della  pioggia .
  Lombardo è riuscito a fare piovere in Sicilia. Mi riferisco  anche
  a  lei  onorevole Cracolici, che per un momento non ho  capito  se
  contende al Presidente della Regione la palma dell'incantatore  di
  serpenti  oppure  della piccola vedetta lombarda, perché  guardate
  questo  Governo è stato definito il governo peggiore della Sicilia
  ed è stato presentato come il Governo delle riforme.
   I  miei colleghi sono stati tutti bravi a smentire questo assioma
  che  Lombardo  con  il PD ha fatto le riforme: la  Sanità  è  allo
  sfascio;  il 118 è stato ricostituito con 13 milioni  di  euro  di
  aumento; per quanto riguarda i rifiuti, abbiamo fatto la legge,  e
  il  sistema  è  peggiorato rispetto a prima della  legge;  abbiamo
  fatto  la legge sull'acqua - ricordo i manifesti del PDI:  L'acqua
  è  di  tutti   -  e le società d'ambito continuano  a  gestire  il
  servizio idrico integrato in Sicilia.
   Credo che non dobbiamo compiere soltanto il rituale della replica
  alle  dichiarazioni del Presidente, sarebbe un  fatto  statico  ed
  offenderebbe  l'intelligenza  e la storia  di  questo  Parlamento.
  Abbiamo soltanto il dovere di fare la radiografia di quello che in
  questo momento rappresenta l'esperienza del governo Lombardo e  il
  PD in Sicilia.
   Onorevole   Cracolici,  onorevole  Presidente  della  Regione   -
  presente  l'uno  e assente l'altro, ma parlare con  l'uno  è  come
  parlare  all'altro  -, voi non potete dire ai siciliani  che  oggi
  comincia   una   nuova  epoca  politica  perché   ci   siete   voi
  ufficialmente, perché Bersani ha detto  benedico l'alleanza ed  il
  nuovo  governo in Sicilia' oppure la Finocchiaro dice  ci ho messo
  la  faccia  e  scommetto  me  stessa  sulla  stabilità  di  questo
  Governo'.
   Voi  siete  al  Governo  con gli Assessori indicati  testualmente
  dalle  vostre  componenti da un anno e quattro mesi. Tutto  quello
  che  scrivono i quotidiani economici della Sicilia e gli enti  che
  fanno  statistica sulle condizioni economiche della Sicilia, hanno
  fotografato  la vostra presenza al Governo e la vostra incapacità,
  del  PD  e del Governo Lombardo di assicurare il futuro di  questa
  Sicilia.

            Assume la Presidenza il vicepresidente Formica

   La  Sicilia  è  allo  sbando  sotto  l'aspetto  economico,  sotto
  l'aspetto  programmatico,  sotto  l'aspetto  occupazionale,  sotto
  l'aspetto gestionale.
   Cari  amici  e  colleghi  parlamentari, non  dimenticate  che  la
  Regione  siciliana  è al dissesto economico, altro  che  DPEF   La
  Regione  è al dissesto economico e non si è in grado di assicurare
  i  finanziamenti agli enti locali: e non dite che dovete  fare  la
  riforma delle province
   Cominciate,  facendo  dimettere, voi del PD  e  voi  dell'MPA,  i
  vostri  assessori  ed  i vostri consiglieri provinciali  che  sono
  nelle giunte e nei consigli provinciali. Cominciate da ora
   Ma  abbiate almeno il buon senso e l'onestà intellettuale,  e  lo
  dico   al   presidente   Lombardo   rappresentato   dall'assessore
  Centorrino,  che  questa   cassata siciliana',  che  voi  chiamate
  Governo quarto, è indigesta al popolo siciliano.
   Questo  non è un Governo  Voi non avete sconfitto il bipolarismo
  Avete  creato  un  bipolarismo del tutto nuovo in Sicilia,  perché
  sono in due a comandare in Sicilia: Lombardo con l'MPA e Lumia con
  il  PD.  Tutti  gli  altri siete la legione  straniera  di  questo
  Governo   Siete  pezzi di partiti, siete singoli  deputati,  siete
  gruppi  staccati per la bramosia del potere e non potete avere  la
  dignità  di  chiamarvi partiti. Siete singole  persone  che  avete
  tradito  i  vostri  elettori per avere una cuccia  all'interno  di
  questo  caos  che si chiama  Lombardo quater' e che  si  rivolterà
  contro di voi.
   Altro che buon lavoro  Questo è il disastro della politica, altro
  che scossa
   L'onorevole  Cracolici  diceva di  volere  dare  la  scossa  alla
  Sicilia, ma avete provocato il terremoto in questa Sicilia.  State
  minando le fondamenta di questa Sicilia perché siete soggetti  che
  non  avete né la dignità né la tradizione politica, non  avete  un
  retroterra politico.
   Tutti  gli  altri  che siete entrati in questo Governo  siete  la
  terza,  la  quarta  e la quinta stampella e per un  momento,  cari
  amici  Deputati,  onorevole Presidente, mi lasci tornare  con  una
  vena  di romanticismo politico ad un richiamo ai valori, alle idee
  di Alleanza nazionale.
   Mi rivolgo ai miei amici che oggi si chiamano  Futuro e Libertà'.
   Vorrei  dire che due anni e mezzo fa eravamo nella stessa  lista,
  abbiamo combattuto le stesse battaglie contro la sinistra, abbiamo
  sostenuto  - ahimè noi - il governo Lombardo contro il partito  di
  Anna Finocchiaro.
   Abbiamo chiesto ai nostri elettori del centrodestra, della destra
  che veniva dalle file del Movimento sociale italiano, di andare  a
  votare  un  governo  che era contro l'avanzata  delle  sinistre  e
  adesso voi, amici miei, dell'ex AN avete tradito i vostri elettori
  e  dovete  spiegare nei territori, voi della destra italiana,  che
  andate a votare contro il Popolo delle Libertà e con il PD e con i
  comunisti al governo in Sicilia.
   Questa  è una vergogna  Questa è una offesa, e la pagherete  cara
  dal punto di vista politico perché vorrei vedervi quando tornerete
  all'interno  dei vostri collegi elettorali e dovrete spiegare  che
  voterete insieme a quelli che avete combattuto e contro quelli con
  i  quali siete stati eletti. Questa è la confusione politica. E la
  politica  ha una sua logica, la politica ha i valori,  si  formano
  alleanze, programmi e progetti.
   Una  parola,  Presidente,  a  questa  Giunta  che  devo  dire   è
  prestigiosa da un lato per i nomi ma che ha soltanto un obiettivo,
  quello di blindare in questo preciso momento politico e storico il
  Presidente  della Regione, Raffaele Lombardo. Abbiamo  una  giunta
  che  non saprà parlare ai siciliani perché i docenti universitari,
  perché  i  professionisti, perché i magistrati, perché i prefetti,
  non  sanno parlare la lingua del popolo, non conoscono le esigenze
  del popolo, non conoscono i bisogni degli amministratori.
   Voi non sapete che cosa significa parlare con chi ha bisogno
   E  un'ultima  parola vorrei dirla sull'autonomia  del  Presidente
  della  Regione.  Ma  quale  autonomia?  Poc'anzi  si  parlava   di
  un'autonomia  tradita, ma questa è una autonomia da   macchietta',
  da cartone animato.
   Si  è  visto  mai  un Presidente di un partito che  si  definisce
  autonomista andare a fare l'attesa e l'anticamera davanti e dietro
  la  porta  dei segretari di partito per farsi dare il  timbro  sul
  governo?  Ognuno  di voi, assessori, ha un nome e  un'appartenenza
  politica, ma quale autonomia?
   Questo  è  il  Presidente  della  Regione  più  dipendente  dalle
  segreterie  di  partito,  il  meno  autonomo  che  esista.  E'  il
  Presidente della Regione che ha subito i ricatti politici per fare
  un  governo che gli deve consentire soltanto di passare un momento
  storico. Questa non è la riforma, non è il cambiamento, non  è  il
  colpo  d'ala. Questo è un Governo che sta mortificando la Sicilia,
  ma  un  Governo  che  ha  il pregio di essere  da  una  parte,  la
  minoranza di questa Regione e, cari parlamentari, quando voi  dite
  che  siete all'opposizione, dovete essere orgogliosi perché  siamo
  all'opposizione qui dentro ma siamo nella maggioranza nel Paese.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno a parlare
  da questo podio dopo circa dieci anni, e già per me tutto questo è
  motivo di emozione. Emozione maggiore vista l'importanza di questo
  dibattito,  nel quale intervengo anche a nome dei miei amici,  dei
  miei   colleghi  che  fanno  riferimento  all'area  di  Gianfranco
  Miccichè,  per  dire  innanzitutto  in  maniera  diretta,  chiara,
  inequivoca, la nostra assoluta contrarietà a questo Governo.
   Mi dispiace che il presidente Lombardo non sia presente in questo
  momento  in  Aula, ma lui sa, gliel'ho detto più  volte  anche  in
  altre  sedi, che la Sicilia in questo momento di tutto ha  bisogno
  tranne  che di questa operazione politica. Questa è una operazione
  politica  che  serve  soltanto al presidente Lombardo,  non  serve
  assolutamente ai siciliani.
   Abbiamo  discusso lungamente in queste giornate di dibattito,  in
  questo confronto che vi è stato, se si tratta di un ribaltone,  di
  una  operazione di trasformismo o meno. Ma vedete, quando  dei  61
  deputati  che  hanno portato Raffaele Lombardo alla Presidenza  di
  questa  Regione, togliendo i 13 dell'MPA, soltanto una  decina  di
  quel  numero  così  significativo, di quella  vittoria  che  venne
  salutata  come  un  trionfo, come lo stappare  via  l'opposizione,
  l'eliminare  sostanzialmente il PD dalla scena  politica,  ripeto,
  quando   soltanto   una  decina  fanno  parte  di   questa   nuova
  maggioranza,  mi  pare  che  è nei numeri  che  si  tratta  di  un
  ribaltone,  perché si è sostituita ad una maggioranza altra  forza
  politica. Che a quel numero significativo di circa 40 parlamentari
  del  centrodestra si siano sostituiti circa 27 deputati del PD che
  furono  sconfitti  il  13 e 14 di aprile,  mi  pare  sia  un  dato
  oggettivo ed inequivoco.
   Il  presidente  Lombardo ha parlato molto spesso  di  una  grande
  operazione  rivoluzionaria,  di una grande  operazione  che  vuole
  riformare,  cambiare la Sicilia, ma credo che sia  nei  fatti  che
  questa   sia   un'operazione  che  porta  lo   spostamento   della
  maggioranza  da  centrodestra  ad  uno  spostamento  evidente   ed
  inequivoco    nell'area    del   centrosinistra,    guidata    dal
  centrosinistra.
   Questo non è un momento politico esaltante per la Sicilia, non  è
  neanche  uno  dei  tanti  momenti  in  cui  la  Sicilia  è   stata
  laboratorio.  Ma  laboratorio di che?  Si  è  andati  a  Roma  dal
  segretario  Bersani  ad avere il via libera   E'  Bersani  che  ha
  consentito  sostanzialmente che l'area dei  finiani  avessero  due
  assessori. Si è andati da Bersani a pregarlo di consentire  che  a
  fare  parte  del  Governo continuasse ad essere  l'onorevole  Nino
  Strano. Si è andati a Roma per avere poi il via libera in un altro
  strappo interno al PDL dal Presidente Fini ed ancora di più quello
  che è accaduto nell'UDC.
   L'UDC  siciliano a stragrande maggioranza ha detto  no  a  questa
  ipotesi di Governo e viceversa, nonostante soltanto 3 dei deputati
  che  formavano  il  Gruppo  dell'UDC abbiano  detto  sì  a  questo
  ribaltone,  si  è  avuto poi  questo tipo  di  maggioranza.  Si  è
  addirittura  rotto  un  partito, se ne  sta  formando  uno  nuovo:
   Italia Domani , se non è evidente che a questo punto di siciliano
  e  di  autonomo rispetto alla nostra Isola non c'è niente   Ditemi
  voi   Quale paragone possiamo fare con il 1958, quando  un  grande
  siciliano  ruppe l'asse siciliano proprio perché voleva dimostrare
  di  non  essere  assolutamente dipendente come era stato  prima  e
  come,   purtroppo, è stato dopo nei confronti dell'allora  potente
  di turno, il premier era Amintore Fanfani.
   Poi,  troppe volte prima del '58 e dopo il '58 chi era  capo  del
  Governo  a  Roma  determinava  le  maggioranze  ed  il  nome   del
  Presidente  della  Regione  in  quest'Aula   Che  cosa  andiamo  a
  paragonare: quella operazione con questa? Si è detto che questo  è
  un  Governo tecnico: questo tutto è tranne che un Governo tecnico
  Questo  è un Governo assolutamente politico perché ha spostato  la
  propria bussola ed il proprio asse nel centrosinistra.
   Compongono questo nuovo Governo assessori che non sono politici -
  diciamo  così  -  che non hanno un ruolo di parlamentari,  persone
  tutte  -  per carità - assolutamente rispettabili, con  alcuni  di
  loro  ho  avuto  l'onore ed il privilegio di collaborare  in  vari
  ruoli  nella  mia attività parlamentare di assessore, per  carità,
  ma,  vivaddio, una Sicilia in cui non c'è capannello  di  persone,
  non  c'è manifestazione, non c'è dibattito nel quale non si faccia
  una  considerazione  che  è quella: la  Sicilia  è  ingessata,  la
  Sicilia  vive  di  una drammaticità che è quella di  accentrare  e
  concentrare tutto nelle mani del nostro Presidente, che già questa
  abitudine  la portava avanti in un momento diverso, quello  di  un
  Governo   politico,  nel  quale ricordavo che  in  precedenza,  lo
  stesso PD che ha dato appoggio ad alcune riforme era molto pudìco,
  era  quasi refrattario come dire:  ma noi non ne facciamo  parte ,
  quante  volte ho sentito colleghi del PD dire:  ma noi  non  siamo
  nel Governo, noi non siamo in maggioranza , proprio perché era una
  cosa diversa.
   Oggi,  invece, è il PD che guida, non foss'altro, come  ho  detto
  poc'anzi, per la logica dei numeri: 27 deputati su una cinquantina
  sono oggettivamente l'asse portante di questo Governo.
   Ma   voi  pensate  che  in  una  Sicilia  nella  quale  si  dice,
  giustamente,  che  vi  è una grandissima difficoltà  nella  nostra
  spesa,  nella nostra capacità di attrattiva, serve ancora la  bega
  di  un Governo che dibatte ancora e dibatte in una maniera - se mi
  permettete  - anche squallida, perché a distanza di pochi  giorni,
  in  alcuni  casi potremmo dire, di poche ore, si vede la compagine
  cambiata:  un  importante dirigente chiamato ad un  ruolo  tecnico
  all'interno di un Governo politico, viene già sostituito.
   Il  primo  momento  della Giunta e la presentazione  della  nuova
  Giunta non vede la presenza dei due assessori dell'area di  Futuro
  e  Libertà ,  ma qual è l'immagine che diamo alla Sicilia?  Quella
  che  i siciliani volevano sperando in una capacità di spesa  e  di
  intrapresa,  ribadisco  - mi dispiace che il  Presidente  non  sia
  presente  in  questo momento in Aula - ma chi è stato  con  me  in
  Giunta,  durante  questo  periodo, sa che praticamente  non  c'era
  Giunta  che  non concludevo dicendo:  Raffaele, quello  che  serve
  alla Sicilia e quello sul quale saremo eventualmente valutati sarà
  la  nostra  capacità di spesa; senza la spesa, senza  i  cantieri,
  senza l'avvio dei consumi non c'è economia, non c'è salvezza,  non
  c'è  rilancio  della  nostra occupazione, non c'è  rilancio  della
  nostra Isola
   E  quando questo avviene in presenza non soltanto di risorse, ora
  ho  sentito  il  collega   ed  amico Cracolici  che  ha  fatto  un
  ragionamento  secondo il quale lui è qui al Governo  solo  per  il
  bene  della  Sicilia, per carità, ognuno può sostenere quello  che
  vuole,  ma  dire  che  lui  è qui per  il  bene  della  Sicilia  è
  chiaramente  e  palesemente  una falsità   Si  approfitta  di  una
  condizione che in questo momento il presidente Lombardo offre  pur
  di  andare  avanti, non so per quali prezzi e  non  so  per  quali
  ragioni  e, va avanti con una logica di governo che nulla  ha  che
  fare  con  il  bene  della Sicilia, questo è il bene  di  Raffaele
  Lombardo,  che  non è assolutamente detto che sia  il  bene  della
  Sicilia.
     Perché quando una Regione non riesce a spendere i fondi che ha,
  è  un problema; che il Governo nazionale debba dare le risorse per
  i  FAS è pacifico, siamo stati i primi a sostenerlo e continueremo
  a  farlo,  ma  per carità evitate di dire che le  colpe  sono  del
  Governo nazionale quando ci sono risorse importanti - qualcuno  li
  stima  vicino a 2 miliardi di euro - che non spendiamo. Quando  vi
  sono  investimenti  sui  quali  si  può  essere  d'accordo  o  non
  d'accordo, come quelli dei rigassificatori, ma quando vi sono  gli
  enti  preposti che garantiscono con i loro pareri che  le  ragioni
  prioritarie  della  sicurezza  sono  garantite,  fare  durare   le
  procedure anni, le conferenze dei servizi che non escono i verbali
  dopo mesi, è un male alla nostra economia
   Come  possiamo  sperare che si venga in Sicilia a spendere,  come
  possiamo  essere  attrattivi  Ma lo avete verificato  dimenticando
  solo  per  un  attimo  la  questione  dei  rigassificatori  che  è
  fondamentale   E  ne  parlo perché nel mio territorio,  nella  mia
  provincia è, a mio avviso, elemento fondamentale non soltanto come
  opera  in  sé  per  quello che significa rigassificatore,  ma  per
  quello  che  può  comportare  come  rilancio  della  intera   zona
  industriale che sta morendo e morirà.
   Ditemi voi perché si debbono mantenere ancora investimenti  nella
  nostra  Isola  quando ci vogliono anni per avere anche  un  no.  E
  ancora si mantiene questa posizione.
     Ma lo avete visto? Nell'energia solare siamo stati come regione
  più   irradiata  in  assoluto  nel  Mezzogiorno   e   nel   nostro
  Mediterraneo  superati  dalla  Puglia,  altrettanto  regione   del
  Mezzogiorno, ma, vivaddio, la Sicilia poteva sperare che ci  fosse
  una  capacità di spesa ed una spesa di autorizzazione che evitasse
  di  potere  esaltare un presidente comunista quale Nicky  Vendola,
  che  ci sorpassa per dieci volte tanto in termini di capacità  che
  di  energia solare. E siamo superati dal Trentino Alto Adige,  dal
  Piemonte e dalla Lombardia
   Sono  queste le ragioni per le quali dico che questo Governo  non
  serve  alla  Sicilia,  questo Governo  è  un   ribaltone',  questo
  Governo  è  uno spostamento a sinistra perché lo hanno dichiarato:
   strategicamente  vogliamo lavorare non  soltanto  per  l'oggi  ma
  anche per il domani. Vogliamo creare la base elettorale anche  per
  il rinnovo non soltanto della prossima Assemblea, ma anche per gli
  enti  locali. Insieme vinceremo ovunque.  Lo hanno detto, lo hanno
  dichiarato.
   Ebbene  se  non  è  ribaltone  questo   Una  dichiarazione,   tra
  virgolette,  di  guerra, che cosa è? Se non è  ribaltone?  E  alla
  Sicilia serviva tutto questo
   Concludo  Presidente, mi siano concessi - ho visto  che  a  molti
  colleghi sono stati tollerati molti minuti - pochi secondi ancora.
  Alla  Sicilia  serviva, viceversa, un governo che  operasse  fuori
  dagli  schemi magari, e ricorderete la provocazione che  lanciammo
  anche  al  PD  quando  dicemmo al PD di svincolarsi  dalla  logica
  romana  e di fare un PD Sicilia per dichiararsi autonomo. E  avete
  visto quello che è successo? Sono stati immediatamente rimbrottati
  e  rimandati a casa dal segretario Bersani, determinante viceversa
  nel via libera a questo Governo.
   Alla Sicilia serviva sedersi attorno ad un tavolo, determinare le
  tre,  quattro  emergenze e per primo non fosse  altro  per  averla
  curata  questa  rubrica e avere sperimentato quanto  importante  è
  l'agricoltura  tra queste emergenze ed insieme lavorare  per  fare
  quell'opera senza ulteriori lacerazioni, senza ulteriori  strappi,
  senza   ulteriori  balletti  di  responsabilità  con  il   governo
  nazionale sui fondi. Occorreva tutt'altro: non un Governo che è un
  ribaltone  ed  è  utile soltanto al presidente Lombardo  che  deve
  imparare,  mi permetto di dire, ad operare il concetto principale:
  io appartengo a chi ritiene che si è buoni amministratori quando i
  soldi che si hanno si spendono non quando si lasciano in avanzo di
  amministrazione  che  altri  avranno  o  quando  non  si  spendono
  bloccando  l'economia  o  quando  non  si  dice  subito   un   sì,
  preferibilmente, o un no super motivato, rispetto alla capacità di
  intrapresa  che viene chiesto come intervento e come  investimento
  della nostra Terra
   Per  questo  la nostra posizione è assolutamente contraria  e  ci
  auguriamo che in questo scorcio di tempo che ritengo sarà comunque
  breve  per  quella che è l'esperienza che sulla mia pelle  ho  per
  primo   sperimentato  della  durata  dei  governi  del  presidente
  Lombardo,  si  vada quanto prima a votare perché si ritorni  dagli
  elettori per chiedere ad essi ciò che intendono come Governo della
  nostra Regione, non attraverso le alchimie che servono soltanto  a
  chi le fa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Caronia.   Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli Colleghi,  devo  dire  che
  alla  luce del dibattito che si sta attuando oggi, in questa Aula,
  ho  un  momento  di  smarrimento, non posso  negarlo.  Non  voglio
  assolutamente  infierire, anche perché ho  stima  personale  della
  persona  e del professionista ex assessore Bufardeci, però  queste
  sue  ultime  riflessioni mi lasciano un po' perplessa,  non  posso
  negare  a me stessa questo momento di perplessità perché sì,  devo
  dire,  è  vero il ribaltone c'è stato, il ribaltone c'è ma  non  è
  sicuramente avvenuto soltanto oggi.
   Mi  chiedo  cosa sia successo in questi mesi che sono  preceduti,
  forse  mi  manca  qualche  passaggio, però  credo  che  di  questo
  ribaltone  e  di  questa situazione di cui,  appunto,  l'onorevole
  Bufardeci ha parlato sinora, ne siamo a conoscenza già da  un  bel
  po'.
   Credo  che  questo non sia altro che l'ultimo atto, quello  forse
  più  vero,  quello  che  mette  a nudo  la  realtà,  si  parla  di
  ribaltone, ribaltone adesso non diventa più una parola  dietro  la
  quale  si  nasconde  qualcuno, lo si dice apertamente,  ma  questo
  ribaltone  se  vogliamo chiamarlo, vorrei  mutuare  un  gergo  dei
  giocatori  di dama: questo è uno  scacco matto  con quattro  mosse
  al volere del popolo siciliano
   Io  credo  che si tratti proprio di questo perché si è  consumata
  passo  dopo  passo  una politica che ci ha portato  oggi,  che  ha
  portato  questo Governo a ribaltare quella che era la volontà  del
  popolo siciliano.
   Ricordo  ancora  le  geometrie  variabili,  le  famose  geometrie
  variabili  che hanno condotto personalmente me a fare  una  scelta
  politica di allontanamento dal Partito, l'MPA, nel quale ero stata
  eletta.  Successivamente,  abbiamo  assistito  a  dei  progressivi
  momenti  che  vedevano un momento di riforme, le riforme  che  poi
  sono  diventate oggetto di manifesti che hanno riempito  tutte  le
  città, queste fatidiche riforme che non hanno prodotto nulla.
   Anche  l'onorevole Bufardeci ce lo dice, ce lo ha  detto,  ed  ha
  fatto  parte  di questo Governo sino a qualche giorno fa,  riforme
  che  sono  state annunciate, proclamate, ma che non hanno  sortito
  alcun beneficio per i siciliani.
   Ricordo  ancora quella famosa notte della finanziaria  quando  si
  gridò  al benvenuto ad una importantissima riforma che era  quella
  che vedeva l'accorpamento delle società partecipate. Credo che  si
  stia  ancora discutendo, e si discute da due anni, di come  questo
  accorpamento dovrà avvenire.
   Se  vogliamo mettere da parte l'ipocrisia diciamoci le  cose  per
  come  stanno, non ci prendiamo in giro. Questo è un ribaltone  che
  ha  radici  profonde  e  che  ha delle radici  nella  volontà  del
  presidente  Lombardo  e  di  chi è stato  con  lui  perché  adesso
  dobbiamo  dare  anche  le responsabilità a chi  fino  ad  oggi  ha
  permesso  che questo tipo di Governo fosse in piedi, di  rivoltare
  quella  che  è  la  volontà dei siciliani, la volontà  del  popolo
  siciliano che ha eletto e che ha votato un programma, non soltanto
  gli  uomini, ma anche un programma. Perché io durante il dibattito
  ho  ascoltato più volte le parole dei colleghi e sembra che  quasi
  tutto  sia focalizzato sui partiti, sui soggetti, sugli individui,
  ma  credo che quello che il popolo siciliano ha votato con  questo
  Governo  e  votando noi, sia un programma politico,  un  programma
  politico che era ben delineato con dei punti all'ordine del giorno
  che  sono stati totalmente stravolti. Perché la dichiarazione  che
  il   presidente  Lombardo  ha  fatto  pochi  giorni  fa  parla  di
  tutt'altro.
   Ricordo  bene  ancora quando il presidente Lombardo incitava  noi
  dell'MPA  - allora facevo parte di questa formazione - durante  la
  campagna elettorale a parlare di decentramento come cardine,  come
  elemento fondamentale.
   Ora  si  parla  di abolizione delle province ed  a  tal  riguardo
  vorrei  leggere  una dichiarazione del Presidente  della  Regione,
  tenuta  nella seduta del 18 giugno 2008, appena insediati,  quando
  disse:  A proposito del lavoro non si può non dire una parola  sul
  tema della formazione professionale .
   Ne abbiamo parlato in sede di riunioni delle province, di cui lui
  è  stato  Presidente  per lungo tempo, ed abbiamo  verificato  che
  forse  delegare queste materie o decentrarle alle province sia  la
  scelta  più  corretta.  Ma credo che ci sia qualche  incongruenza,
  oggi si parla di abolirle, allora si voleva decentrare e dare alle
  province la possibilità di occuparsi della formazione.
   Evidentemente c'è qualcosa che non funziona.
   E  che dire poi della lentezza della macchina burocratica che  il
  Presidente della Regione ha condannato.
   Io  ricordo  a  me stessa ed a tutti voi che molti dei  dirigenti
  regionali da più di un anno lavorano ed operano senza che  abbiano
  un  contratto  regolarmente stipulato. Molto  spesso  i  dirigenti
  vengono  a lamentare:  non possiamo firmare, i decreti non possono
  veder  luce  perché  non  abbiamo un contratto ;  o  ancor  peggio
  dirigenti  che  occupano  più caselle perché,  nell'attesa  che  i
  giochi  determinino gli ulteriori spazi si affida  ad  un  singolo
  individuo  la responsabilità di cinque dipartimenti.  Se  esistono
  cinque  dipartimenti,  evidentemente è  necessario  che  ci  siano
  cinque  direttori, è ovvio che cinque cose si faranno male,  forse
  se ne faranno due, ma cinque sicuramente no.
   Allora,  davanti a queste palesi incongruenze, credo  che  stiamo
  assistendo  ad una delle pagine più tristi della storia siciliana,
  che  nulla hanno a che vedere con il milazzismo, nulla hanno a che
  vedere   con   quello  che  potrebbe  essere  l'onore  dell'essere
  Siciliani.  Io  credo che ben poco abbiano a  che  vedere  con  il
  benessere dei Siciliani.
   L'onorevole  Cracolici ha citato l'Autonomia. Forse  io,  più  di
  altri,  posso  dirvi  che  in  questa  Autonomia  ci  ho  creduto,
  l'Autonomia,  il  partito del Presidente, non ha fatto  altro  che
  professare questa famosa autonomia.
     Ebbene, di autonomia all'interno di quella casa ce n'è ben poca
  e avrete modo di vederlo anche voi, perché il Governo che è appena
  stato  varato  sarà  un  governo monocolore,  un  governo  in  cui
  soltanto il Presidente della Regione avrà il potere di scegliere e
  decidere ogni cosa.
   E  purtroppo questo già si vede e si denota per il fatto  che  in
  una  settimana - questo è un Governo annunciato dal mese di maggio
  - sembra che stia per costituirsi ma ad oggi, ad ora- non si sanno
  ancora  le deleghe che ciascun assessore dovrà andare a ricoprire,
  e  tutto  questo non fa altro che rallentare quello  che  potrebbe
  essere l'avvio di queste fatidiche riforme.
   Io   credo   che  la  variabile  tempo  non  sia  una   variabile
  indifferente,  mentre noi parliamo e dissertiamo c'è  tanta  gente
  che  muore di fame, c'è gente che è costretta ad andare fuori,  al
  Nord  dell'Italia, a quel Nord che diventa forte a scapito nostro,
  a  scapito  del  Sud; c'è tanta gente che manda i propri  figli  a
  studiare fuori, perché magari abbiamo la possibilità di finanziare
  dei  master  che  potrebbero  qualificare  i  nostri  giovani,  ma
  purtroppo la Regione tiene i bandi bloccati e non certo per  colpa
  dell'assessore  Centorrino  - lo voglio  pure  dire  -  perché  ha
  mostrato  disponibilità,  ma perché c'è una  volontà  centrale  di
  tenere  bloccati circa un miliardo di euro del solo Fondo  sociale
  europeo, che avrebbero permesso a tanti giovani di qualificarsi ed
  avrebbero permesso a tante imprese di arrivare qui trovando  forza
  lavoro immediatamente fruibile.
   Io  credo che, davanti a queste considerazioni, non si possa  che
  esprimere  un parere assolutamente negativo e contrario  a  quello
  che è stato questo ennesimo annuncio del presidente Lombardo.
   Inoltre, posso soltanto augurarmi - e lo dico senza paura, perché
  mi  rendo perfettamente conto che potrei non essere presente nella
  prossima  legislatura, perché è chiaro che, quando si è sottoposti
  al   vaglio  degli  elettori  bisogna  anche  avere  l'umiltà   di
  dimostrare di aver fatto o non fatto, credo di aver dimostrato - e
  spero  di dimostrarlo sempre - un valore importante che mi è stato
  insegnato dalla mia famiglia.
   Si  parlava l'altro giorno con il presidente Lombardo che i figli
  a  volte  trascinano  i genitori nelle idee nelle  quali  credono.
  Allora, devo dire che invece debbo dare merito a quelli che sono i
  valori che mi sono stati insegnati perché credo nella famiglia. Mi
  è stata insegnata la lealtà e la coerenza, che non sono valori che
  si possono buttare al vento. Sì, non paga, probabilmente in questo
  momento  la nostra fotografia, di chi si oppone, verrà distribuita
  capillarmente a tutti i direttori dei dipartimenti, verranno fatte
  delle  riunioni  per  indicare  coloro  i  quali  dovranno  essere
  ricevuti e chi no, ma non temo questo, perché credo fortemente che
  soltanto il ritorno alle urne possa dare a ciascuno di noi, a  noi
  siciliani, l'orgoglio di poterci chiamare ancora siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, assessore Centorrino,  onorevoli
  colleghi,  mi  auguro  -  e  in questo credo  di  interpretare  le
  aspettative  di  molti  siciliani - che la  formazione  del  nuovo
  Governo  regionale  metta fine all'incertezza politica  di  questi
  ultimi  mesi  e faciliti quella necessaria stabilità istituzionale
  entro  la  quale, Governo e Parlamento, ciascuno  per  le  proprie
  competenze,  contribuiscano  ad una  nuova  fase  di  elaborazione
  politica e programmatica che porti all'attuazione di nuove riforme
  ed  a  un virtuoso processo di crescita economica e sociale,  così
  come  si  aspettano  i cittadini, così come ci impone  il  mandato
  elettorale, facendo prevalere il senso delle istituzioni.
   In  molti, in questi mesi hanno invocato il ricorso al voto  come
  soluzione  finale del contrastato rapporto che c'è  stato  tra  le
  diverse  anime  della maggioranza politica uscita dal  voto  delle
  elezioni regionali del 2008.
   Andare  al voto sarebbe stato secondo me un grave errore.  Perché
  il ricorso alle urne non era una prospettiva certamente dettata da
  una  oggettiva impossibilità nel definire una nuova coalizione  di
  Governo ma, paradossalmente, l'espediente ultimo per impedire  che
  comunque  un  governo  si  formasse, ritenendo  taluni  di  potere
  anteporre  calcoli  politici ed elettorali  ad  un  nuovo  assetto
  politico, seppure segnato da sostanziali mutamenti, che  fosse  in
  grado di garantire governabilità.
   La  formazione  di questo nuovo Governo avviene  in  un  contesto
  politico  particolare.  Il  sostegno  del  Partito  Democratico  è
  certamente  un segnale cui guardare con interesse perché  richiama
  alla  responsabilità  istituzionale una componente  importante  di
  questo Parlamento che, molto coraggiosamente, ha accolto la  sfida
  delle  riforme.  Quella sfida che altri hanno solo propagandato  e
  anzi avversato, almeno quando si è cominciato a capire che fare le
  riforme  avrebbe  significato una netta inversione  della  pratica
  politica, con scelte anche impopolari, anche la riforma sanitaria,
  ma  purtroppo necessarie. L'anomalia non sta dunque nella presenza
  del PD in questo Governo, ma nell'assenza di altre forze politiche
  che  in  campagna  elettorale si sono intestate le  battaglie  del
  rinnovamento  e delle riforme e poi sono rimaste ostaggio  di  una
  ricerca del consenso anacronistica e impraticabile.
   Io  non so se, come piace etichettare ai giornali, questo Governo
  sia  un  laboratorio di sperimentazioni entro il  quale  coltivare
  nuove aggregazioni politiche. Credo che questo sia attualmente  un
  aspetto secondario. Ciò che deve interessarci è che questo Governo
  trovi  la necessaria stabilità per fare quelle riforme che una  ex
  maggioranza apparentemente, solo apparentemente, granitica  non  è
  riuscita a fare perché ostaggio di tatticismi, di veti incrociati,
  di faide tra correnti, di personalismi.
   Il problema, allora, non è se fare o no il terzo polo, se fare  o
  no  una  coalizione  di  legislatura, ma di creare  le  condizioni
  perché  il  Governo  lavori speditamente,  agisca  con  efficacia,
  assecondi le richieste di semplificazione normativa che provengono
  dagli  imprenditori,  agevoli la libertà d'impresa,  sostenga  con
  maggiori  risorse le politiche sociali, completi  il  processo  di
  riforma   sanitaria,  elabori  un  grande  progetto  di   rilancio
  dell'economia puntando sul turismo e sull'innovazione dove le cose
  da fare sono ancora tante, troppe.
   Più  che  interessarci al laboratorio politico, allora,  dobbiamo
  impegnarci,   carissimi  colleghi,  nel   sostegno   alle   azioni
  programmatiche  memori di quello che è accaduto  e  cioè  di  come
  mediazione politica, tatticismi, ambizioni personali, ricerca  del
  consenso  disgiunta  dalla responsabilità  istituzionale  portano,
  purtroppo, ad una sterile pratica del potere per il potere,  senza
  alcun processo di cambiamento.
     Questo  significa,  a  mio  modesto giudizio,  restituire  alla
  politica,  alla luce di quello che è accaduto in questi  mesi,  il
  senso di una rinnovata missione in cui al centro del dibattito  ci
  siano   la  società,  i  suoi  bisogni,  le  comunità,  i  giovani
  siciliani, i lavoratori, gli anziani, la sanità, la solidarietà  e
  la famiglia.
     Come ho già avuto modo di dire in altre circostanze ritengo che
  a  questo nuovo Governo debba riconoscersi un'apertura di  credito
  costituita  dalle  indicazioni programmatiche  che  il  presidente
  Lombardo  ha  già  pubblicamente,  la  volta  scorsa,  rese  note.
  Un'apertura  di  credito  come segno di responsabilità,  carissimi
  colleghi,  rispetto  al momento difficile che  vive  non  solo  la
  Sicilia,  ma  l'intero Paese. Ce lo chiedono i  cittadini,  ce  lo
  impone il mandato elettorale, ce lo indica la nostra coscienza  di
  uomini delle istituzioni. Giudicheremo dunque questo Governo sulle
  cose che saprà realizzare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Corona.  Ne  ha
  facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente,  con tutta  la  nostra  volontà  non
  riusciamo  ancora  a comprendere le ragioni che hanno  portato  il
  presidente Lombardo a fare questo IV Governo ed il PD a votarlo  e
  sostenerlo, ed a volersi indirettamente sporcarsi le mani.
   Non  è  facile  per  chi come me è alla prima legislatura  capire
  questo  percorso  politico del presidente Lombardo,  però  qualche
  considerazione  voglio  farla perché siamo  stati  facili  profeti
  quando  abbiamo  detto  al  suo  II  Governo,  quando  lo  abbiamo
  ascoltato  in  quest'Aula e lo abbiamo sentito  ripetere  ciò  che
  aveva  detto quando ha presentato il I Governo che Lombardo voleva
  passare alla storia di questa Regione siciliana per raggiungere il
  guinnes dei primati.
   Nella buona sostanza, abbiamo detto che dopo il II Governo,  dopo
  l'ambo  Lombardo già pensava al terno. E dopo aver fatto il  terno
  pensava  alla quaterna, oggi lo ribadiamo ancora una volta  perché
  lo  abbiamo  anche ascoltato nell'ultima presentazione  di  questo
  Governo  che  sta  pensando  al Governo  quinquies,  a  fare  cioè
  cinquina.  Se  Lombardo  non è presente  qui,  ancora  una  volta,
  continua ad umiliare questo Parlamento siciliano.
   Questo  Parlamento  siciliano è anche tutta la  burocrazia  ed  i
  tecnici di questa Regione siciliana, perché nel momento in cui  ha
  pensato  di  fare  un Governo tecnico, ed è la prima  volta  nella
  storia  di  questa Regione che non c'è più di un  deputato  in  un
  Governo   che  dovrà  amministrare  e  dare  conto  ai  siciliani,
  significa che Lombardo ha raggiunto un altro primato. Come  penso,
  vorrà  ancora continuare lungo questa strada se troverà  sempre  i
  soliti  che  sostengono, senza averne ragioni, la sua  follia  sul
  piano politico.
   Io  credo che andrà oltre il quinto Governo, se potrà. Il  sesto,
  il  settimo. Ma già oggi dice che questo Governo è un Governo  che
  dovrà durare per tutta la legislatura.
   Io  non ci credo e sono pronto a scommettere che ci sarà a  breve
  un altro Governo.
   Nel momento in cui Lombardo non è presente qui, ci umilia, perché
  non  ascolta  il nostro intervento, non gli interessa  quello  che
  dicono  i rappresentati del popolo siciliano e, soprattutto,  sarà
  nei  corridoi  a promettere posti di assessorato per  il  prossimo
  Governo,  perché  nel momento in cui già ha fatto  questo  Governo
  pensa a farne un altro.
   E'  più  bravo  a  disfare che a rifare.  Cioè,  nella  sostanza,
  applica quella politica del gambero che facendo un passo avanti ne
  vuole fare altri tre perché si è reso conto di avere sbagliato.
   Ogni  Governo  che  fa, Lombardo perde pezzi, perde  credibilità,
  perde coerenza con l'elettorato.
   Io  apprezzo il presidente Lombardo, lo apprezzo soprattutto  per
  il suo coraggio, che è quello che, secondo me, lo contraddistingue
  rispetto al resto del panorama politico. Però questo coraggio  non
  lo  utilizza  per  diventare un eroe di questa Regione  siciliana,
  cioè  non sacrifica la sua vita per gli altri. Questo coraggio  lo
  utilizza solo per difendere se stesso.
   Ha  avuto  la  capacità di fondare un partito  per  difendere  se
  stesso.   E'   il  re  dell'autonomia  siciliana,   ma   mortifica
  l'autonomia di questo Parlamento. Mortifica l'autonomia  dei  suoi
  assessori.  Ogni  assessore  non  ha  l'autonomia  necessaria  per
  decidere  e  scegliere nell'interesse dei siciliani.  Mortifica  i
  partiti  che  lo  hanno sostenuto. Ha mortificato  la  coalizione,
  mortifica  oggi anche chi lo sostiene. Il presidente  Lombardo  ha
  coraggio,  ma  non vuole e non può diventare un  eroe  perché  nel
  momento  in cui un uomo non sa affrontare i problemi e si  suicida
  diventa  un  vile; se invece non potendo affrontare i problemi  in
  politica si consegna ai suoi nemici, ai suoi avversari, diventa un
  traditore.
   Ecco,  Lombardo  è un traditore ed un bugiardo, perché  ci  vuole
  coraggio  ad andare in televisione e dire che il PDL ha  fatto  un
  ribaltone.  Non  è  così  Perché ha mortificato questo  Parlamento
  ribadendo che il Capogruppo del PDL, e tanti altri deputati, hanno
  presentato  una  legge sulla riforma sanitaria, in  contrasto  con
  quella presentata dal suo Governo, dal suo assessore Russo. Ma non
  è  così, perché il presidente Leontini ha presentato un disegno di
  legge  quarantatre  giorni  prima  di  quello  che  ha  presentato
  l'assessore Russo. E' casomai il suo Governo che si è messo contro
  l'autonomia di un Gruppo, o dei gruppi parlamentari, o  di  questo
  Parlamento  che  voleva  certamente una  sanità  migliore,  voleva
  certamente  dei  tagli, voleva certamente ridurre gli  sprechi,  e
  certamente  voleva dare un servizio qualificato ai  siciliani  nel
  settore della sanità.
   Questo Governo ha risparmiato, come dice, un miliardo di euro, ma
  i  nostri  concittadini sanno che non possono ottenere gli  stessi
  servizi  sanitari  di  cui  hanno bisogno  e  che  debbono  essere
  legittimamente  riconosciuti, perché certamente  la  sanità  e  la
  salute  sono  un  bene  primario di  questi  nostri  concittadini.
  Dobbiamo  guardare  principalmente  a  loro,  e  non  certo   alla
  contabilità.
   Questo Presidente, in questi anni, in questi due anni e mezzo  ha
  già  fatto  quattro Governi, e lo ha fatto perdendo sempre  pezzi,
  perché il ribaltonista è lui, e lo sa benissimo
   Infatti,  con  il secondo Governo scarica un partito  alleato  e,
  nello  stesso  tempo,  il giorno dopo, in rappresentanza  del  suo
  partito,   consente  di  eleggere  all'interno  della  Commissione
   Sanità',  che è una Commissione importantissima di  gestione,  un
  deputato  del PD, del Partito Comunista Italiano che qui è  ancora
  presente  per  la  logica  che  viene  portata  avanti  in  questo
  schieramento. Certamente il ribaltone non lo abbiamo fatto noi, lo
  ha fatto lui.
   E  quando  noi  abbiamo votato contro il PDEF, lo  abbiamo  fatto
  perché  abbiamo  recepito quelle che erano  le  indicazioni  della
  Corte dei Conti.
   Quindi,  nessun ribaltone. Ci vuole veramente coraggio, ci  vuole
  una  bella  faccia  tosta  nel dire che il  PDL  ha  ribaltato  la
  situazione.  E'  come quel bue che dice cornuto all'asino.  Questo
  Presidente  è  un mistificatore, è un soggetto politico,  un  caso
  clinico, patologico, da studiare, passerà alla storia; lo sostengo
  convintamente, perché sono stato per anni militante assieme a  lui
  all'interno  di  un glorioso partito che ha dato lustro  a  questo
  Paese  ed  a  questa Regione siciliana. Lì c'erano dei valori.  Io
  credo  che Lombardo doveva guardare a quei valori, che sono quelli
  della  solidarietà,  del  servizio  verso  gli  altri,  verso   il
  territorio,  verso tutti quelli che soffrono, verso i deboli,  non
  ha guardato in faccia nessuno, non ha fatto nulla per alleviare  i
  problemi  di questa Regione, né nel campo economico, né nel  campo
  sanitario,  in  nessun settore. Oggi utilizza una amministrazione,
  più che un governo di tecnici, che sono certamente qualificati, ma
  che non possono avere contezza di quelli che sono i problemi reali
  della  gente,  i problemi politici di questa nostra  Regione,  che
  sono tanti.
   Allora,  sappiamo che fra qualche giorno verrà qui  per  fare  un
  quinto Governo, ma se farà un quinto Governo, allora è chiaro  che
  avrà  raggiunto  il  massimo, ci dispiace di  essere  stati  buoni
  profeti, ma siamo convinti che andando avanti così non si  otterrà
  nulla,  questa Regione è ingessata, non è governata, ma è soltanto
  amministrata, finalizzando le risorse verso i suoi amici sindaci.
   Ma tanto lui amici non ne ha, è un uomo solo che guarda solo a se
  stesso,  a  difendere se stesso e non è capace di  dare  a  questa
  Regione un colpo d'ali che la possa portare avanti. Dice sempre le
  stesse  cose,  predica  bene  ma razzola  male.  Promette  ma  non
  mantiene.  I  siciliani sono stanchi, anche noi  siamo  stanchi  e
  vogliamo realizzare per questa Regione un sogno e dare speranza  a
  questi cittadini. Lui ha distrutto tutto

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Marrocco.  Ne  ha
  facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   preme
  intervenire questo pomeriggio non solo per rappresentare il  senso
  di  una  posizione  dell'area  che  fa  riferimento  a   Futuro  e
  Libertà ,  ma anche e soprattutto per completare l'intervento  del
  capogruppo,  onorevole  Adamo,  che  ha  dato  attraverso  il  suo
  intervento il senso di una posizione che vogliamo completare anche
  nei contenuti espressi attraverso un documento programmatico che è
  stato  dato  ai media. Intervengo anche perché constato fortemente
  quanta e quale sia la difficoltà di tanti di capire ciò che accade
  nella  politica  di oggi, una politica difficile  da  capire,  una
  politica  che cerca di giustificare le proprie posizioni  piegando
  anche   la   lingua  italiana  ad  una  relativizzazione   atroce,
  utilizzando  i  sensi più difficili delle parole  per  cercare  di
  spiegare,   di   giustificare  anche  delle  posizioni   politiche
  difficili.
   Abbiamo    assistito   ad   interventi   che   hanno    veramente
  dell'incredibile,  posizioni che cambiano da un giorno  all'altro.
  Una  Sicilia che un giorno si tenta di amministrare, di governare,
  in  una certa direzione ed il giorno dopo diventa una Sicilia allo
  sfacelo totale.
   Questa   è   una  politica  che  non  mi  appartiene,   lo   dico
  sinceramente, signor Presidente, perché è una politica alla  quale
  non sono mai stato ispirato.
   La  politica,  quella  con la  P' maiuscola  è  la  politica  del
  sacrificio,  del  rispetto,  del senso  del  dovere,  di  un'etica
  ispirata  a  quella  legalità che si tenta di risottolineare  ogni
  giorno attraverso l'esempio, attraverso il dovere quotidiano,  che
  è   anche   il   migliore  antidoto  rispetto   alla   criminalità
  organizzata.  Quella  criminalità  che  non  voglio  assolutamente
  dimenticare  fra quei punti programmatici e che deve orientare  il
  lavoro  quotidiano di questo Governo tecnico, che oggi nasce.  Una
  lotta  alla criminalità che deve essere fatta attraverso la  buona
  amministrazione, il buon governo.
   Ecco  quello  che  chiediamo con forza. Chiediamo  che  le  leggi
  approvate vengano attuate. Chiediamo che quei disegni di  legge  -
  tanti,  buoni  -  che per ora sono posteggiati nelle  Commissioni,
  vengano portati in Aula, vengano discussi e approvati.
   Ma  dobbiamo  anche, signor Presidente, vigilare perché  c'è  una
  burocrazia, una cattiva burocrazia che non vuole assolutamente  il
  bene dei siciliani.
   E  come in politica, e come in ogni settore della nostra società,
  c'è il bene ed il male e noi dobbiamo assolutamente schierarci - e
  lo vogliamo fare con forza - anche attraverso questa posizione che
  oggi sottolineiamo, vogliamo schierarci con chi vuole il bene  del
  nostro territorio.
   E  quanta  difficoltà  c'è da parte di chi interviene  da  questo
  scranno   cercando   di   giustificare  ribaltonismi,   o   pseudo
  ribaltonismi. Ma quanto difficile è la coerenza  Quanto  difficile
  è  riuscire  a  dimostrare coerentemente la propria posizione,  da
  questo  scranno,  dicendo che si è stati eletti per  governare,  e
  parlo di chi sostiene il governo Lombardo.
   Oggi   si  giustifica  chi  si  è  schierato  dall'altra   parte,
  all'opposizione.  Devono giustificare loro ai  siciliani  la  loro
  posizione, parleranno ai siciliani spiegando perché hanno  tradito
  un mandato elettorale. Ecco perché accettiamo una sfida.
   La  sfida  è  quella che il presidente Lombardo  ha  lanciato  in
  questo  Parlamento  ed è la sfida legata alle  responsabilità,  la
  sfida  legata ad un momento difficile che questo nostro territorio
  sta  attraversando, che è la difficoltà non soltanto della  nostra
  Regione  ma  di  un Paese intero, di una Nazione,  di  un  Governo
  nazionale  che, chiaramente, è un po' strabico, guarda un  po'  al
  nord  piuttosto  che al sud, così condizionato  com'è  dalla  Lega
  Nord, magari, di un'Europa che ha grandi difficoltà.
   Ecco   perché   accettiamo  la  sfida   di   un   governo   delle
  responsabilità  Accettiamo la sfida di un governo tecnico  che  si
  vuole misurare, insieme a questo Parlamento, con le cose concrete,
  con quelle necessità, con quelle emergenze - ma non soltanto - con
  quella  politica  programmatica  che  dobbiamo  assolutamente,  da
  subito, mettere in atto.
   Parlo  soprattutto del quoziente familiare, parlo della necessità
  di eliminare gli sprechi, non soltanto quei palliativi che vengono
  dati  in  pasto ai media, come dire legati ai tagli alla politica,
  c'è  di  più  Ci sono gli enti inutili da eliminare,  ci  sono  le
  province da abolire, non soltanto a parole ma con i fatti.
   Preannuncio, signor Presidente, la presentazione di un disegno di
  legge  già pronto, a nostra firma, che sarà presentato domani  per
  l'abolizione delle province, ma non solo questo. C'è la  necessità
  di  misurarsi sulle infrastrutture, c'è la necessità di  misurarsi
  sul  bisogno che ha la piccola e grande impresa siciliana di poter
  fare veicolare i propri prodotti nel nostro territorio.
   C'è bisogno di misurarsi con una riforma seria degli appalti.
   Abbiamo  approvato  una legge tampone che ha  permesso  di  porre
  rimedio ad una emergenza.
   Oggi,  preannunciamo la presentazione di un disegno di  legge  di
  riforma  sugli appalti ed anche sulle infrastrutture. C'è  bisogno
  di misurarsi sulla necessità che questo Governo regionale riesca a
  far fronte ad un grande problema culturale, soprattutto quello  di
  rivendicare  un'autonomia all'esterno di  questo  territorio,  nei
  confronti  di questo Governo e nei confronti anche del  Parlamento
  nazionale.
   Ecco  perché dobbiamo fare in modo che quella legge  voto  che  è
  stata  approvata  in  questo Parlamento per  l'utilizzo  dei  beni
  mobili  e  immobili, dei beni confiscati alla mafia, possa  essere
  approvata  dal  Parlamento  nazionale.  Questo  Governo  si   deve
  misurare anche e soprattutto su questo.
   L'autorevolezza  che questo Governo riuscirà a  mettere  in  atto
  sarà  legata  soprattutto ai risultati che porterà  a  casa.  Ecco
  perché  tutto questo rientra in quella che chiamiamo sfida. Questa
  sfida  che il presidente Lombardo ha lanciato da un punto di vista
  di   responsabilità  che  accogliamo.  Agli  altri   lasciamo   la
  possibilità di giustificare le loro posizioni, perché sappiamo che
  le esigenze, le necessità e le emergenze di questo territorio oggi
  richiedono  concretezza,  oggi  richiedono  responsabilità,   oggi
  richiedono  a  questo Parlamento di dare atto  che  il  presidente
  Lombardo  sta varando un governo di alto profilo tecnico,  con  il
  quale  ci  confronteremo  giorno dopo giorno,  cercando  anche  di
  misurarci  sulla  necessità di portare a termine quanto  ho  detto
  prima.
   In  questo  senso diamo un giudizio positivo, ma diamo  anche  un
  giudizio  legato a quello che faremo. Ecco perché  incalzeremo  il
  Governo su quanto espresso fino ad ora.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo fare subito
  il  plauso  agli  assessori Centorrino e Pier  Carmelo  Russo  per
  essere  qui  stasera  insieme  a noi.  Per  la  verità  c'è  molta
  desolazione  tra  i  banchi del Governo,  dispiace  l'assenza  del
  presidente  Lombardo, dispiace l'assenza degli altri assessori  da
  poco  nominati  e  degli  assessori che hanno  fatto  parte  della
  precedente Giunta di Governo.
   Io,   signor   Presidente,  ho  ascoltato  con  molta  attenzione
  l'intervento del presidente Lombardo, perché per la verità cercavo
  di  trovare degli spunti che potessero darmi indicazioni circa  il
  percorso che deve fare la Sicilia. Cercavo di capire quale era  il
  programma   che   il   presidente   Lombardo   voleva   sottoporre
  all'attenzione   del   Parlamento  e,   tramite   il   Parlamento,
  all'attenzione  dei  siciliani.  Ed  ho  ascoltato   dalla   prima
  all'ultima parola.
   Ho  colto il suo nervosismo, ho colto il suo disappunto, ho colto
  il  suo  disagio,  ma non ho colto alcuno spunto programmatico,  e
  questo mi dispiace. Mi dispiace per il Parlamento, mi dispiace per
  la  Sicilia,  perché vedete, abbiamo ascoltato alcuni  spunti  che
  potevano  anche sembrare interessanti. Il presidente  Lombardo  ha
  parlato  di abolire le province, ma mi sembra una minestra  trita,
  riscaldata e ritrita, perché è fin troppo evidente che non solo la
  norma  costituzionale, ma la stessa legge 9 dell'86,  trascorsi  i
  180  giorni,  suggerisce una procedura abbastanza  travagliata.  E
  quindi questa abolizione delle province, fantomatica, altro non  è
  che un cartellone pubblicitario che si sventola per compiacere  la
  parte sinistra di questo Parlamento.
   In  questi anni, in questi due anni e mezzo cosa abbiamo visto di
  governi  Lombardo? Abbiamo visto la continua pressione del Partito
  Democratico,  abbiamo visto come il PD abbia  in  qualche  maniera
  dettato le linee del governo Lombardo.
   Non  vi  è azione di Governo che non abbia risentito - io dico  -
  della   pressione  determinante  che  il  PD,  pur  con  le  anime
  variegate,  con le diversificazioni che anche questa sera  abbiamo
  ascoltato, e che pure ha portato al cosiddetto Governo quater,  il
  poker di Lombardo.
   Ma,  a chi serve il Governo quater? A cosa serve il Governo poker
  del  presidente Lombardo? Certamente non alla Sicilia, e  non  può
  servire alla Sicilia perché è evidente che la Sicilia oggi è ferma
  e  spiegherò  in  quali settori ed in quanti segmenti  della  vita
  quotidiana.
   Serve  sicuramente al presidente Lombardo. Sentendo il bravissimo
  onorevole  Cracolici,  mi sono reso conto che  sa  arrampicarsi  -
  eccome  - sugli specchi: lui ha parlato qui come se all'improvviso
  avesse scoperto, fulminato dal presidente Lombardo, la luce e come
  se  non  fosse  stato a partire dal 2009, elemento  importante  di
  questo  Parlamento e contemporaneamente membro di  questo  Governo
  con i suoi uomini, con le sue espressioni.
   E  allora,  a  chi  serviva  questo  Governo  poker?  Ripeto,  al
  presidente  Lombardo,  che  doveva  in  qualche  maniera  dare  un
  contentino  al  PD, doveva evitare che altri diktat lo  portassero
  lontano  da quella poltrona, dimenticando che esistono regole  che
  sono  quelle della democrazia sulle quali ritornerò, ma com'è  che
  non  percepiamo queste riforme fatte dal governo Lombardo,  queste
  riforme sventolate in più occasioni anche attraverso i mass  media
  nazionali? La riforma sanitaria che cos'è?
   In  IV Commissione, assessore Russo, abbiamo votato - io dico con
  un  atto  di  fede - la riforma che lei ha proposto. Lei  è  stato
  bravo  a spiegarla in Commissione, è stato bravo a sostenerla  qui
  in Aula, ma quali effetti ha prodotto? Ora scopriamo - non so se è
  vero,  perché  veda, il Parlamento le notizie non le apprende  dal
  Governo,   le  apprende  dai  giornali  -  che  lei   andrà   alle
  infrastrutture  e  alla mobilità, e che un altro  assessore  andrà
  all'energia,  che un altro tecnico, pur valente,  si  occuperà  di
  questo settore.
   Ma  le  sembra giusto, le sembra corretto, le sembra  soprattutto
  conducente  che la Sicilia, i siciliani, i Dipartimenti  ogni  sei
  mesi  debbano  cambiare  un assessore ed  ogni  sei  mesi  debbano
  cambiare  un dirigente e, quindi, ricominciare daccapo e,  quindi,
  accumulare debiti e, quindi, non rendere un servizio alla Sicilia,
  ma al contrario spingere in basso la Sicilia ed i siciliani?
   Abbiamo  sostenuto in quest'Aula che bisognava fare riforme  vere
  ed  abbiamo  sostenuto, per esempio, che bisognava riguardare  con
  attenzione  il Piano casa. Vi ricordate colleghi quanti  dibattiti
  in  quest'Aula  abbiamo fatto per tentare di rendere  aderente  ai
  bisogni  dei  siciliani e dell'economia siciliana il  Piano  casa?
  Ebbene,  anche lì veti incrociati e, in molte occasioni, posizioni
  che nascevano da ideologie differenti, ed il risultato oggi lo  ha
  pubblicato   La Sicilia : a Catania una sola domanda;  se  io  non
  sono  mal  informato,  perché sto approfondendo,  a  Messina  zero
  domande.
   Questo  è  un  fatto grave  Significa che noi, il Parlamento,  il
  Governo  che  determina le scelte legislative non è  in  grado  di
  legiferare,  avendo  a  cuore  e  rispondendo  alle  esigenze  dei
  siciliani.
   Questo  mi  sembra un paradosso, perché questo Governo nasce  per
  definizione del Governatore e per ammissione dello stesso  PD  che
  oggi  finalmente ammette ciò che doveva ammettere due anni  fa:  è
  componente  di  questo Governo, vuole fare un percorso  insieme  a
  Lombardo,  pensa  al  futuro  insieme  al  Lombardo,  quello   che
  l'onorevole  Cracolici  non vuole che si chiami   esperimento'  lo
  chiameremo  come voi volete: laboratorio, lo chiameremo  esercizio
  politico,  ma  la democrazia dove si compone? Dove  si  sostanzia?
  All'interno  del Palazzo? O ha bisogno di passaggi che  vedono  il
  coinvolgimento  diretto  dei cittadini  Perché  se  noi  volessimo
  esasperare ciò che in diverse occasioni afferma Lombardo ed il suo
  Governo,  che giustamente l'onorevole Caronia definisce monocolore
  -  io  non  voglio mancare di rispetto agli assessori,  e  so  che
  queste  professionalità sono di altissimo  livello,  ma  mi  rendo
  conto che un Governo che non passa dal consenso popolare non è  un
  Governo legittimato -, ebbene, dicevo, se volessimo esasperare  il
  principio  che ispira il cammino di Lombardo dovremmo dire  che  è
  necessario    commissariare   tutto,   commissariare   l'Assemblea
  regionale, i consigli comunali, i consigli provinciali, i sindaci,
  i  presidenti  di  provincia, fino a quando Lombardo  riterrà  che
  debbano  stare in piedi. Cioè in questo momento, non  ci  rendiamo
  conto  che  stiamo per sospendere il processo democratico,  perché
  una  coalizione  che sicuramente nasce dall'intesa  tra  le  forze
  politiche,  si  consacra, diventa reale, diventa rispondente  alle
  esigenze  dei  cittadini nel momento in cui vi è un passaggio  che
  vede  i  veri  protagonisti della democrazia  pronunciarsi,  ed  i
  protagonisti  non siamo noi parlamentari, non siete  voi  tecnici,
  non  lo  è  neanche il Governatore nel momento in  cui  non  vuole
  ridare la parola agli elettori.

               Assume la Presidenza il presidente Cascio

   E  se  gli  elettori,  come  auspicato  dall'onorevole  Cracolici
  dovessero decidere che questa nuova coalizione, che vede  Lombardo
  leader  di un pasticcio che va da destra fino a sinistra  passando
  per il centro, avrà il consenso dei siciliani, che ben venga.
   Al contrario, abbiamo sospeso la democrazia prima ancora di avere
  sospese  le  attività produttive, prima ancora di aver sospeso  il
  nostro  interessamento in favore dei siciliani. Vorrei  concludere
  questo  mio  intervento dicendo, e mi rivolgo al  mio  Gruppo,  al
  gruppo  del  Popolo della Libertà, con la coerenza di sempre,  che
  dobbiamo  essere  coerenti  fino  in  fondo,  onorevole  Leontini,
  dobbiamo  interrogarci  se  sia o no  il  caso  di  depositare  in
  quest'Aula  una  mozione di sfiducia nei confronti del  presidente
  Lombardo.  Lo  dobbiamo  fare per essere consequenziali,  dobbiamo
  misurarci e vedere intorno a questa mozione di sfiducia quanti  si
  riconosceranno,  e saranno poi i siciliani a decidere  se  chi  ha
  portato avanti questa iniziativa lo ha fatto nell'interesse  della
  Sicilia e chi al contrario non l'ho ha fatto contro i siciliani.
   Il governo Lombardo è rimasto ostaggio del Partito Democratico, e
  questo  è  fin  troppo evidente, entrambi tengono  in  ostaggio  i
  siciliani e questo, signor Presidente, è insopportabile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  signori  Assessori, ho seguito con grande attenzione il  dibattito
  dell'altra  sera  ed anche quello di questa sera,  e  vorrei  fare
  delle  brevi  considerazioni  anche rispetto  al  contenuto,  alle
  modalità,  a  ciò che si è detto di fronte ad un fatto  certamente
  straordinario, che non credo sia un laboratorio. Infatti,  parlare
  di  laboratorio è assolutamente riduttivo, perché nel  laboratorio
  si  fanno esperimenti, ma qua non c'è un esperimento, qua  c'è  la
  scelta  di  un  Presidente della Regione eletto  dal  popolo,  una
  scelta  coraggiosa,  una  scelta che avrebbe  potuto  avere  altre
  possibilità, altre progettualità, altre strade più facili  sortite
  da  una  maggioranza salda, coesa, e avrebbe potuto  continuare  a
  governare  senza  difficoltà, senza avere una sua  rotta  precisa.
  Invece, ha fatto un'altra scelta, una scelta in salita, una scelta
  che  comprenderla, condividerla, non è certamente facile anche per
  chi  vi  parla  che ha una sua storia, un suo percorso,  ha  avuto
  momenti di difficoltà, di titubanze. E devo dire che tutto  questo
  è  stato spazzato via da tre giorni di dibattiti che ci sono stati
  in  occasione della festa dell'Autonomia a Catania, dove ho  avuto
  la  possibilità di una full immersion  tra i militanti del Partito
  del  Movimento per l'Autonomia. Vi è stata una serie di  dibattiti
  aperti,  leali  con  tutti  i  rappresentati  di  tutte  le  forze
  politiche  italiane e siciliane in cui è venuto fuori  quanto  sia
  fondata,  quanto  sia giusta - anche da parte nostra  e  da  parte
  unanime, io parlo per tutti i componenti del Gruppo, al di là   di
  ciò  che  molte volte come gossip, come necessità mediatica  viene
  fuori - un'adesione convinta ad una scelta difficile.
   Il  presidente  Lombardo - lo sappiamo perfettamente  -  è  stato
  eletto con un grande consenso. E si dimentica che in questa  Aula,
  ed  in  tutti  gli  interventi l'ho sentito dire raramente  (negli
  interventi e anche, molte volte, negli insulti, nelle analisi)  il
  governo  Lombardo  sorge  dopo  l'interruzione  traumatica  di  un
  Governo precedente. E non è un fatto che si può dimenticare.
   Un Governo che è stato tranciato in una sua strada amministrativa
  per  fatti  a  noi tutti noti, quindi, un'interruzione traumatica,
  un'interruzione  che ha avuto le sue conseguenze  all'interno  dei
  partiti,  all'interno delle classi dirigenti. Un'interruzione  che
  ha  apportato indubbiamente una necessità reale, precisa -  che  è
  stata  sentita  da Raffaele Lombardo fin dal primo  momento  -  di
  voltare  pagina,  di cambiare, di dare una nuova veste,  un  nuovo
  volto,  una  nuova speranza di cambiamento ai siciliani.  E  tutto
  questo,   naturalmente,  ha  creato  una  serie  di  fibrillazioni
  all'interno  delle  forze  che  hanno  determinato  l'elezione  di
  Raffaele Lombardo.
   E'  inutile qui stare a dire di tradimenti, di ribaltonisti.  Noi
  stiamo  assistendo  in  Italia  ed  in  tutti  i  partiti  ad  una
  situazione  -  fino ad oggi viene fondato un nuovo partito  -  che
  certamente  non  ha  i presupposti, non ha le radici,  non  ha  la
  coerenza rispetto ai voti che ha avuto dagli elettori. E,  quindi,
  è  assolutamente  stupido, banale l'insulto  di  ribaltonista,  di
  tradimento  Tutte considerazioni che non hanno e che non attengono
  alla realtà di un contesto generale socio-economico e politico del
  nostro  Paese  e  della nostra Regione. E l'hanno  detto  tutti  a
  grande  voce:  è  la  fine  del  bipolarismo   Una  situazione  di
  incomprensione, di partiti che si sgretolano, che implodono in  un
  sistema   socio-economico   di  grande   difficoltà,   soprattutto
  aggravata anche dalla nostra condizione siciliana.
   E,  quindi,  la  necessità di prendere decisioni, di  fare  delle
  scommesse  che certamente non attengono alla gestione del  potere,
  per  il potere; chi fa politica, chi è eletto, chi deve governare,
  è  logico  che  gestisce il potere. E' veramente  banale,  stupido
  sostenere che chi governa non deve gestire il potere e deve  farlo
  soltanto  per  ragioni che tutti noi riteniamo siano  ragioni  del
  bene  comune, nell'interesse dei siciliani, affrontando  le  tante
  emergenze  che  sono presenti nella nostra terra  di  Sicilia.  E,
  quindi,  è  una  scelta coraggiosa, una scelta di  prendere  delle
  decisioni ed ha preso delle decisioni.
   Si  è  parlato, si è detto più volte delle riforme che sono state
  fatte,  delle  riforme  che  si  vogliono  fare.  Ed  è  veramente
  mistificatore,  falso,  dire  che  Raffaele  Lombardo  non  si   è
  presentato  in questa Aula con argomenti probanti rispetto  ad  un
  governo  pregno,  pregnante di riforme,  di  rinnovamento.  Ne  ha
  parlato tutto il tempo, al di là delle polemiche, al di là di  ciò
  che è voluto venire fuori ed ha detto, secondo me, come inizio del
  suo  intervento  programmatico, della necessità  del  dimagrimento
  della  Regione,  del  portare  finalmente  la  Regione  ad  essere
  strumento  al servizio dei cittadini siciliani, al servizio  dello
  sviluppo  non  un moloc che tutto vieta, che tutto  permette,  che
  tutto  ingloba e che tutto decide, ma soltanto un'istituzione  che
  sia  agile, che sia delegificata, che sia alleggerita dalle tante,
  tantissime  norme che purtroppo molte volte sono tra  di  loro  in
  pieno ed assoluto contrasto.
   Io  ho  letto  più volte - e si legge recentemente -  uno  studio
  attento e preciso - da un punto  di vista analitico lo ritengo  di
  grande importanza - del professore Salvatore Raimondi, il quale fa
  una  analisi precisa su tutte le leggi che riguardano per  esempio
  gli   enti   locali.  Leggi  che  non  hanno   mai   trovato   una
  semplificazione, una capacità di comprensione di uso rispetto agli
  amministratori  locali,  ai  sindaci,  agli   amministratori,   ai
  burocrati  dei Comuni che vengono sempre confusi e che  alimentano
  una  grande controversia. Alimenta grandi controversie  di  ordine
  giudiziario    il    rivolgersi    regolarmente    ai    Tribunali
  amministrativi,   tutto   questo   portando   lentezze,   portando
  rallentamenti,   portando  impedimenti   a   chi   vuole   avviare
  un'attività imprenditoriale. Questo è uno dei tanti esempi, quindi
  la necessità di metter mano a tutto questo.
   Ed  anche  la polemica sulle province. Ma vivaddio  Il  fatto  di
  essere  stati presidenti delle province - ed in quest'Aula  ce  ne
  siamo tanti - abbiamo avuto la consapevolezza della necessità  che
  le province vengano, si dice, abolite. Ma che si dia, quanto meno,
  un  nuovo  ruolo  all'ente intermedio che è  presente  nel  nostro
  ordinamento  istituzionale.  Non  si  possono  tenere  ancora   le
  province ex legge 9  E tra l'altro la legge 9 che non è mai  stata
  applicata
   Non dimentichiamo che tante battaglie le abbiamo fatte, anche con
  il  collega Buzzanca, per voler finalmente applicare pienamente la
  legge  9,  che  è  del  1986,  per  quel  che  riguarda  le   aree
  metropolitane. Vivaddio,  si sarebbe data realmente  una  risposta
  concreta  ai  problemi  idrici,  ai  problemi  dei  trasporti,  ai
  problemi   della  raccolta  dei  rifiuti,  cioè  a  quei  problemi
  elementari,  primari per la qualità della vita dei  cittadini.  Ed
  era  un  modo  per  alleggerire  di inutili  prerogative,  inutili
  competenze  le  regioni e renderle utili e fruibili  per  tutti  i
  cittadini. Non si fece mai per ragioni politiche. Infatti,  sempre
  a   Messina,   Catania  e  Palermo,  c'erano  al   vertice   delle
  amministrazioni  della provincia e del comune partiti  diversi  in
  contrasto fra loro.
   E  ancora:  il  numero eccessivo di consiglieri  provinciali,  il
  numero  eccessivo  di assessori che implicano spese  assolutamente
  inutili  ed inefficienti. E, quindi, la necessità di mettere  mano
  ad una revisione del ruolo delle province.
   Anch'io  ho fatto parte dell'URPS, non sono mai stato presidente.
  E  ci rendevamo conto, all'interno dell'URPS, quando ci riunivamo,
  di tale necessità.
   Quindi,  uno  sforzo  enorme che va fatto per  affrontare  questi
  problemi,  per  portare  a termine i problemi  dell'emergenze  dei
  rifiuti,  dell'energia, tutti i problemi che sono stati più  volte
  qui sollevati, discussi e confrontati.
   Ma  vorrei  fare  alcune  brevissime considerazioni  su  ciò  che
  riguarda il quadro politico.
   Ci  stiamo  scandalizzando perché c'è un apporto  del  PD  su  un
  programma  che è stato esposto. Ritengo che non ci siano barriere,
  steccati  nei confronti di alcuno  Anzi, è un ruolo di esaltazione
  dell'Assemblea regionale siciliana che potrebbe avere, rispetto ad
  un  programma,  ad un progetto di riforme che saranno  prospettate
  attraverso dei provvedimenti legislativi, dei disegni di legge che
  certamente saranno al Governo, che saranno - me lo auguro -  delle
  iniziative  parlamentari  rispetto ai quali  il  Parlamento  potrà
  avere  un  ruolo  primario  di  confronto,  di  suggerimento,   di
  cambiamento.  E,  soprattutto,  si potrà  finalmente  avviare  una
  stagione di realizzazione di cose reali e concrete.
    Per chi ha dedicato alla politica un ruolo, poter dare risposte,
  stare  vicino  alla gente e dare  risposte alla gente,  credo  sia
  l'unico momento importante ed essenziale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Musotto, sta per scadere il  tempo  a  sua
  disposizione. La invito a concludere.

   MUSOTTO. Signor Presidente,  sono l'unico rappresentante dell'MPA
  che parla; le chiedo due minuti in più, abbiamo parlato tre in due
  sere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Musotto, nella seduta di  mercoledì  hanno
  parlato   in  sua  sostituzione  altri  due  componenti   dell'MPA
  utilizzando il tempo dell'MPA, per cui oggi lei parla per il tempo
  consentito ad un deputato singolo.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è la necessità
  che   di   fronte  a  queste  proposte  di  riforma  vi   sia   il
  coinvolgimento pieno e totale del Parlamento, di Sala d'Ercole.
   Penso che ci sarà e saremo assolutamente vicini a questo tipo  di
  impostazione che credo che anche il presidente Lombardo vorrà dare
  con  un'aggiunta  di  tecnici. L'aggiunta  di  tecnici  non  è  la
  soluzione,  è  una soluzione prospettata, è uno strumento  che  il
  presidente Lombardo offre all'Assemblea regionale siciliana.
   Mi  auguro,  ma  sono certo, che i rappresentati del  Governo  si
  vorranno confrontare con i parlamentari.
   Di  certo  i  presenti, soprattutto il professore Centorrino,  ma
  anche  l'assessore Russo, i quali sono stati fino ad  oggi   anche
  sensibili.  Indubbiamente, chi ha come  me  una  concezione  della
  politica  secondo la quale la politica deve prendersi  le  proprie
  responsabilità  vorremmo che anche coloro i  quali  sono  definiti
  tecnici si prendano le loro responsabilità. Che decidano,  non  si
  perdano  in  tempi inutili, che abbiano la capacità di comprendere
  quelli  che  sono i meccanismi della Regione siciliana,  i  propri
  dirigenti,  i rapporti con la burocrazia che va cambiata,  che  va
  selezionata, che va indubbiamente esaltata. Per quanto mi riguarda
  sostengo di dare le potenzialità interne alla Regione siciliana. E
  ci sono tantissimi funzionari in gamba e ce ne sono tantissimi che
  vanno   valorizzati  rispetto  a  molte  consulenze  esterne   che
  aggravano soltanto i bilanci della Regione e non trovano  mai  una
  capacità di risoluzione.
   Per  quanto  ci  riguarda credo che saremo qui vigili,  presenti,
  assieme  a  tutti i deputati, a tutti i deputati  del  Gruppo,  ma
  anche con l'intera Sala d'Ercole.
   Vorrei  anche  ringraziare i deputati  dell'MPA  che  sono  stati
  assessori all'interno del Governo, l'assessore Leanza, l'assessore
  Di  Mauro, che hanno fatto il loro dovere fino in fondo  ed  anche
  oggi  faranno  il  loro dovere fino in fondo insieme  a  noi  come
  deputati  di quest'Aula. Ma sarà la nostra attività di  vigilanza,
  di   presenza,   di   grande  attenzione,  di  rigore,   con   una
  consapevolezza,  presidente Lombardo, che  questa  è  un'occasione
  unica  e  storica e non possiamo mai e poi mai perderla,  per  noi
  stessi,  per il nostro passato, per la nostra storia e soprattutto
  per  tutto  ciò che può significare per il futuro, per  la  nostra
  dignità  e  per i nostri figli cui abbiamo dato il nostro  impegno
  politico  ed ai quali, molte volte, diamo la possibilità  e  molte
  volte penalizziamo della nostra presenza, ma per fare qualcosa  di
  serio e di concreto per la nostra terra di Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lupo.  Ne  ha
  facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori, onorevoli colleghi penso che siamo dinanzi  ad
  una  situazione  politica, probabilmente, senza precedenti,  ma  è
  bene analizzarne anche le cause.
   Le  cause  di  questa  situazione  stanno  nel  fatto  che  si  è
  sgretolata una maggioranza che, probabilmente, era solo  apparente
  considerato che immediatamente hanno cominciato a vedersi le crepe
  in  un centrodestra che sembrava granitico ed invece aveva i piedi
  di  argilla. Assistiamo al fallimento del centrodestra in  Sicilia
  come nel resto del Paese, con una spaccatura del PDL molto forte.
   In questa spaccatura il PDL si è sostanzialmente autoribaltato, a
  proposito di ribaltoni  Questa è la verità. Si è frantumato. Si  è
  polverizzato  dimostrando  anche qual  è  la  gravità  del  crollo
  verticale  della  leadership del Presidente del  Consiglio  Silvio
  Berlusconi, il quale non riesce più a tenere insieme i  pezzi  del
  suo partito. Anche l'UDC, di fatto, si è spaccato fino all'odierna
  fuoriuscita di coloro che ritengono irrinunciabile la vicinanza al
  centrodestra, in particolare al Presidente del Consiglio.  Abbiamo
  ascoltato oggi, in maniera sorprendente, interventi di deputati ex
  UDC che non hanno risparmiato critiche a Casini perché a sua volta
  si oppone a Berlusconi. E' una situazione davvero singolare.
   Dinnanzi  a  questa situazione, il Partito Democratico  sente  la
  responsabilità di affrontare le emergenze di questa nostra Sicilia
  ridotta   in   ginocchio  dopo  dieci  anni   di   malgoverno   di
  centrodestra. Il Partito Democratico ha il coraggio  di  assumersi
  le   proprie   responsabilità  per  tutelare  gli  interessi   dei
  siciliani.  Coraggio  che  abbiamo già dimostrato  in  particolare
  quest'anno  approvando importanti leggi di riforma che  invece  il
  PDL non ha votato. La riforma dell'acqua, dei rifiuti, l'esenzione
  del  ticket  dal  2011 per la diagnostica, la stabilizzazione  dei
  lavoratori  precari, il progetto  Scuole Aperte', le zone  franche
  urbane,  misure di contrasto alla crisi economica e sociale  della
  Sicilia   Vorrei ricordare per tutti l'intervento di finanziamento
  di  150  milioni di euro per fronteggiare la crisi della  Fiat  di
  Termini  Imerese,  l'agricoltura, le piccole e  medie  imprese.  E
  contro  l'insieme di queste misure ha votato il PDL contravvenendo
  agli  interessi della Sicilia e dei siciliani. Queste  leggi  oggi
  sono  in  vigore grazie al nostro impegno, all'impegno del Partito
  Democratico.  E  già  in questa occasione si è  registrata  quella
  convergenza  di forze politiche che vede, oggi, qui la possibilità
  di   dar  vita  ad  un  nuovo  Governo  sostenuto  da  una   nuova
  maggioranza.
     Molte di queste riforme devono essere ancora attuate dal  nuovo
  Governo  regionale.  Noi  non  risparmieremo  critiche,  se   sarà
  necessario, anche nei confronti del nuovo Governo regionale, se le
  meriterà se non farà tutto quanto deve fare per attuare le riforme
  che servono alla Sicilia.
   Ho  ascoltato con attenzione i punti programmatici illustrati dal
  Presidente   della  Regione,  che  sono  ancora  frutto   di   una
  interlocuzione  che  c'è  stata nelle  settimane  precedenti,  nei
  giorni precedenti con i partiti. E, per quanto riguarda quella con
  il    mio    partito,   il   decentramento   amministrativo,    la
  semplificazione  amministrativa,  la  delegificazione,  così  come
  l'integrazione  socio-sanitaria,  interventi  per  la  scuola,  la
  riforma  per  la  scuola professionale, penso che  siano  riforme,
  interventi,  provvedimenti  assolutamente  necessari.  Credo   che
  occorra dedicare maggiore attenzione, Presidente, al miglioramento
  anche   della   legge   15,  una  legge  che   abbiamo   approvato
  orgogliosamente all'unanimità in questo Parlamento.  Mi  riferisco
  alla legge numero 15 del 2008, la cosiddetta legge  antimafia' che
  prevede importanti interventi a favore delle aziende delle imprese
  che denunciano il racket.
   Penso  anche che occorra dedicare grande attenzione al tema della
  legalità  come  elemento  trasversale di tutte  le  politiche  che
  questo  Governo regionale dovrà attuare, a partire  da  una  lotta
  seria al lavoro nero. La Regione siciliana ha i suoi ispettori del
  lavoro,  ci  sono  alcuni ispettori del lavoro  che  attendono  di
  essere messi in servizio per potere fare il lavoro che spetta loro
  e  che chiedono peraltro di fare, cioè i sopralluoghi in cantiere.
  Il  lavoro  nero  purtroppo  è spesso causa  di  gravi  infortuni,
  purtroppo a volte molto gravi.
   Credo  che  questo sia qualcosa di concreto che il nuovo  Governo
  regionale  potrà  fare  per dimostrare, ancora  una  volta  e  con
  maggiore  determinazione,  il  proprio  impegno  a  favore   della
  legalità e della difesa dei diritti del lavoro.
   Serve  un piano straordinario per lo sviluppo, piano in grado  di
  rilanciare  i consumi, di rilanciare nuove opportunità di  lavoro.
  Un  piano  che  deve  essere  concertato  con  le  parti  sociali;
  imprenditori e organizzazioni sindacali lo chiedono.
   Nell'intervento in Aula del Presidente della Regione  è  prevista
  questa  concertazione che io penso sia un elemento formidabile  di
  coesione  sociale ed anche di sostegno sociale ad un programma  di
  Governo  che  ne ha assolutamente bisogno. Abbiamo  parlato  della
  riforma della legge elettorale degli enti locali. Anche di  questo
  il  Presidente ha parlato durante il suo intervento sul programma.
  Si  è  parlato  della  cosiddetta  doppia  scheda  elettorale  per
  eleggere  disgiuntamente consiglio comunale e sindaco.  Il  PDL  è
  contrario,  non  l'ho capito, perché qualche deputato  che  mi  ha
  preceduto anche del PDL ha detto che non hanno nulla in contrario,
  ma  mi  pare  di  cogliere grande diffidenza e grande  contrarietà
  invece nei fatti all'interno del corpo del PDL, tra i deputati del
  PDL. E' contrario perché teme di perdere le elezioni.
   Beh,   è   il  riconoscimento  implicito  che  probabilmente,   o
  sicuramente,  i  nostri  candidati a sindaco  sono  più  bravi,  o
  saranno  più  bravi, non lo so. Penso che sia interesse  di  tutti
  affermare  un principio di democrazia, un principio di trasparenza
  democratica,  che il cittadino possa scegliere consapevolmente  il
  candidato  sindaco  che preferisce e non votarlo inconsapevolmente
  per  l'automatico  trascinamento  delle  preferenze  espresse  per
  eleggere un consigliere comunale, così come attualmente è la legge
  sull'elezione del sindaco per i sindaci in Sicilia.
   Io  penso  che  sia un elemento di trasparenza,  di  serietà  che
  dobbiamo  insieme  difendere per una  buona  riforma  della  legge
  elettorale  degli enti locali, cancellando quella  che  in  troppe
  occasioni  si è dimostrata essere, purtroppo, una legge truffa  ai
  danni della volontà del cittadino.
   Un  Governo  tecnico. Un Governo tecnico che valutiamo  adeguato,
  formato  da  persone competenti, persone in grado  di  attuare  il
  programma di Governo.
   Ci   attendiamo   da  questo  nuovo  Governo  regionale,   signor
  Presidente  della  Regione,  una ferma opposizione  rispetto  alle
  politiche antimeridionali e antisociali del Governo nazionale  che
  purtroppo massacrano la Sicilia. Questo lo chiediamo con forza, lo
  chiediamo con determinazione.
    Il Partito Democratico valuterà e sosterrà le scelte della nuova
  Giunta  tecnica esercitando una attenta azione di vigilanza  e  di
  controllo  per affrontare le emergenze economiche e sociali  della
  Sicilia,  a  partire dal crollo dell'occupazione, per  attuare  le
  riforme  già  approvate di cui prima parlavo,  per  realizzare  le
  nuove  riforme  che servono alla Sicilia per cambiare  dopo  dieci
  anni di malgoverno del centrodestra.
   Il  Partito Democratico valuterà e verificherà l'andamento  della
  situazione  politica regionale, ovviamente, senza dare deleghe  in
  bianco  ad  alcuno  e,  ovviamente, neanche al  nuovo  Governo  ma
  esercitando quella funzione di controllo che prima dicevo.
   Ho   sentito   in  questo  dibattito  molti  deputati   del   PDL
  preoccuparsi  per  il  futuro  del  Partito  Democratico.   Stiano
  tranquilli, stiano tranquilli.
   Condividono la soppressione delle province? Facciamola subito.
     Sono  preoccupati per il nostro futuro elettorale? Non ne hanno
  motivo.  Li  rassicuriamo che vinceremo le elezioni amministrative
  prossime, ma anche le elezioni regionali quando sarà il momento.
   Mi  sarei  aspettato,  visto il grande coraggio  con  cui  alcuni
  deputati  del PDL hanno parlato di ritorno alle urne,  di  trovare
  già  depositata una mozione di sfiducia. Ma mi pare di capire  che
  non  ci  sia  assolutamente traccia. E questo  penso  che  denoti,
  invece, le difficoltà del centrodestra che in questo momento non è
  assolutamente  in  grado  neanche di  presentare  una  mozione  di
  sfiducia.
   Ho  sentito  deputati del PDL descrivere una  Sicilia  in  grande
  difficoltà.  Ed  è  vero   Ma sia chiaro che  quella  Sicilia  che
  descrivono è in difficoltà ed è in ginocchio esattamente per  loro
  responsabilità e per loro colpa, per la cattiva azione di  Governo
  del centrodestra degli ultimi anni.
   Avrei  preferito  sentir  parlare di più  di  argomenti  politici
  piuttosto che sentire toni comiziali.
   Qualche  ex  assessore ha descritto il Presidente  della  Regione
  quasi come il male assoluto. Non gliel'ho mai sentito dire durante
  il  periodo in cui ricoprivano la carica di assessore dalla quale,
  mi  pare  di  ricordare,  non si sono dimessi  certamente  per  un
  contrasto di opinioni politiche.
   Il  centrodestra lascia questa Sicilia in ginocchio.  Il  Partito
  Democratico è impegnato per dare risposte a questa Terra che ne ha
  tanto bisogno.
   Le  chiedo ancora un minuto in più per motivi personali visto che
  sono stato citato più volte, e concludo, da altri colleghi che  mi
  hanno preceduto anche nelle sedute precedenti.
   Vorrei  dire a quei colleghi del PDL che amano parlare   del  chi
  vince  perde  e  del chi perde vince , una sorta di  scioglilingua
  forse  caro a chi è esperto del gioco delle tre carte, non lo  so,
  certamente non a noi. A costoro vorrei dire  che oggi non  c'è  un
  PD  che  vince  e  un PD che perde. Oggi vince  tutto  il  Partito
  Democratico perché vincono le democratiche ed i democratici  della
  Sicilia, perché oggi vince il popolo siciliano che si libera, dopo
  dieci  anni, dall'oppressione del berlusconismo e dal suo  cinismo
  che  arriva  perfino a bloccare il trasferimento  dei  fondi  FAS,
  destinati  all'economica siciliana, per trasferirli al  nord,  per
  pagare le multe degli allevatori del nord.
   Tutto  questo oggi finisce, cos'è questo se non cinismo che  noi,
  indubbiamente, siamo impegnati a contrastare?
   Ho sentito parlare spesso, e concludo, di ribaltoni. Credo che il
  vero  ribaltonista  in  Italia sia il  Presidente  del  Consiglio,
  Silvio  Berlusconi,  che  ha vinto le  elezioni  con  i  voti  dei
  siciliani  e  li  ha immediatamente usati contro  la  Sicilia  per
  favorire il nord di Bossi.
   Noi  lavoreremo  nell'interesse  dei  siciliani,  lavoreremo  per
  preparare giorni migliori per la Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Grazie,  signor  Presidente,  per  avermi   dato   la
  possibilità di intervenire.
     Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole
  Presidente  della Regione, onorevoli colleghi, signori  Assessori.
  Intanto, onorevole presidente Lombardo, la ringrazio perché mi sta
  dando  l'onore di assistere al mio modesto intervento.  Credo  che
  fosse una condizione che anche altri colleghi avrebbero desiderato
  in  maniera  tale che lei potesse ascoltare tutti coloro  i  quali
  prima di me hanno parlato.
     Un dibattito politico che nei primi giorni ha lasciato molto  a
  desiderare. Un dibattito politico in cui più che altro  c'è  stato
  un  eccesso  di  personalismo  a  dominare  questo  dibattito.  Un
  dibattito  che  ha mortificato la politica, ma che soprattutto  ha
  mortificato  il  più  antico  Parlamento  che  abbiamo  al  mondo.
  Pensavamo  che  una situazione così difficile, complessa,  potesse
  essere discussa ed avere altri toni. Siamo scaduti quasi tutti nel
  personalismo,  abbiamo cercato di inveire contro gli  altri  senza
  avere la forza di ascoltare i ragionamenti degli altri.
   A  differenza degli altri che sono pentiti, nel senso che l'hanno
  appoggiata  per un anno, sei mesi, due anni, e poi improvvisamente
  ora  hanno scoperto che lei è il male assoluto, lei è il  peggiore
  Presidente  della  Regione, peggio di lei  non  c'è  stato  nessun
  altro;  a  differenza  di costoro, io già  dal  luglio  del  2008,
  anticipando un po' tutti, sono stato all'opposizione, ed oggi così
  parafrasando  i versi di Manzoni   vergine di servo encomio  e  di
  codardo oltraggio  posso dirle oggettivamente quello che penso.
   La  prima cosa che penso è che fin dall'inizio il matrimonio  tra
  il Presidente della Regione ed alcuni partiti, in modo particolare
  l'UDC  e  il  PDL, non è stato un matrimonio fra consenzienti.  Un
  matrimonio  che  c'è  stato imposto dai  partiti,  che  c'è  stato
  imposto dalle nomenclature dei partiti e che parecchi di noi hanno
  mal  digerito e mal sopportato. E pertanto, ritengo che  la  prima
  cosa che occorra fare sia la riforma elettorale che da Roma fino a
  Palermo  e  fino a Siracusa possa modificare l'attuale  metodo  di
  voto.
   Vedete, nel nostro Paese non esiste più la democrazia. La  nostra
  Repubblica  si  è  trasformata  in  un'oligarchia  in  cui  cinque
  oligarchi - che si chiamano Berlusconi, Bersani, Di Pietro, Casini
  e qualche altro ancora  - decidono chi deve fare il deputato e chi
  il  senatore. Chi deve rappresentare un territorio e  chi  non  lo
  deve  fare.  La  prima cosa che dobbiamo invocare  è  una  riforma
  elettorale a livello nazionale. Stessa riforma elettorale  noi  la
  invochiamo  in  Sicilia.  Veda, caro segretario  Lupo,  la  doppia
  scheda  la  vogliamo anche noi  Anche noi vogliamo che  i  sindaci
  vengano  scelti  dal popolo. Anche noi vogliamo che  i  presidenti
  delle Province vengano scelti dal popolo per evitare che alla fine
  siano  i  partiti a trascinarsi i presidenti, siano  i  partiti  a
  trascinarsi i sindaci.
   Ci  sono situazioni in cui la coalizione arriva al 70 per  cento,
  il sindaco arriva a 51 e viene eletto lo stesso.
   Non è possibile che in questo effetto trascinamento, ognuno debba
  presentarsi  agli  elettori  con la propria  faccia,  col  proprio
  programma,  con le proprie idee, con la propria forza  politica  e
  morale - se ce l'ha - e sostenere il confronto con gli altri.
   Credo  che  la  riforma elettorale sulla quale ha parlato,  sulla
  quale  tanti altri hanno parlato prima di me, possa trovarci tutti
  d'accordo  se riforma elettorale significa ridare la democrazia  a
  questa  Regione, se riforma elettorale significa ridare il  potere
  al popolo.
   Durante  questo  dibattito, onorevole  Presidente,  lei  è  stato
  accusato di tutti i mali possibili: ribaltonismo, tradimento.
   Ma  voi pensate che il Lombardo saraceno avrebbe potuto fare  una
  cosa   del  genere  se  non  vi  fossero  stati  dei  ribaltonisti
  all'interno del PDL?
   Onorevole  Gianni,  se  quando  è  stato  cacciato  dal   Governo
  regionale, i suoi amici, anziché non darle solidarietà le avessero
  dato  solidarietà,  pensa che il presidente Lombardo  avrebbe  mai
  potuto fare una cosa del genere?
   La   verità   è   che,  all'interno  della  nostra   maggioranza,
  all'interno  del  nostro  partito, vi sono  stati  tanti  cani  di
  Magonza che hanno preferito accordarsi con Lombardo invece di dare
  solidarietà.
   Perché vi meravigliate di questo risultato?
   Perché  accusate il presidente Lombardo se oggi siamo  in  questa
  situazione?
   Perché  qualche  mese  fa i tecnici, oggi seduti  al  tavolo  col
  presidente  Lombardo,  vi andavano bene ed oggi,  improvvisamente,
  non vi vanno bene?
    L'assessore Carmelo Russo non è lo stesso che sei mesi fa sedeva
  insieme ad alcuni assessori politici che ora scoprono che Raffaele
  Lombardo è il male assoluto?
   Era  il  male assoluto due anni fa, un anno fa, sei mesi fa,  non
  può diventarlo all'improvviso.
   Proprio  perché dobbiamo essere coerenti, proprio perché dobbiamo
  avere  il coraggio delle nostre azioni, presidente Leontini,  così
  come  chiediamo  coerenza  alla  maggioranza,  chiediamo  coerenza
  all'opposizione. Non siamo tutti gli stessi.
   Se,  sino  a  due anni fa, si era opposizione in questo  Governo,
  oggi  non si può accettare la leadership di chi si è ricordato  di
  fare opposizione da qualche giorno a questa parte.
   Dobbiamo   continuare   sulla   strada   iniziata   sapendo   che
  l'opposizione,  cari  Presidenti, è  importante  tanto  quanto  la
  maggioranza.
   A  me  piace  ricordare un passo di Cavour,  quando  diceva:   se
  l'opposizione non esiste bisogna crearla .
   Oggi,  in  questo  Parlamento, c'è un'opposizione.  L'opposizione
  siamo noi, presidente Lombardo.
   Noi  vogliamo  - perché così è, non ci sono dubbi  -  controllare
  l'operato  di  questo Governo; vogliamo sostenere questo  Governo,
  quando  questo  Governo porta avanti provvedimenti  nell'interesse
  della collettività.
   Onorevole  Presidente, a prescindere del trasformismo  di  molti,
  lei  la volta scorsa ha parlato di una cosa importante sulla quale
  il  PDL  è  ampiamente  impegnato,  cioè  la  stabilizzazione  dei
  ventitremila precari.
   Mi  permetto  di  ricordarle che il primo disegno  di  legge  sui
  precari  porta  la  mia  firma e porta la  firma  di  tanti  altri
  colleghi appartenenti a tutti i partiti.
   Se  lei si impegnerà a portare in Aula questo provvedimento,   le
  assicuro che sia io sia molti firmatari di questo disegno di legge
  la  sosterremo  perché  siamo a favore dei  disoccupati;  siamo  a
  favore  delle classi socialmente deboli; siano a favore di chi  da
  anni lavora e viene sfruttato dalle pubbliche amministrazioni.
   Lei,  la  volta  scorsa,  ha parlato dei precari  della  Regione,
  soggetti sui quali si appresta a dare vita ad un provvedimento  di
  stabilizzazione  ma,  onorevole Presidente,  la  vorrei  avvertire
  che,  secondo me, quel provvedimento che lei sta portando  avanti,
  essendo  solo un provvedimento amministrativo, non va  bene.  Deve
  passare  dall'Aula e, nella finanziaria, abbiamo individuato  solo
  ed  esclusivamente i posti vacanti ma non abbiamo mai  autorizzato
  il  Governo  a  procedere alla stabilizzazione dei  precari  della
  Regione.
   C'è  un  disegno di legge e la invito a portarlo in Aula;  glielo
  approveremo  immediatamente. Evitiamo che per un atto di  superbia
  da qui a qualche mese la stabilizzazione dei precari della Regione
  diventi un fatto lontano e non più raggiungibile.
   Lei  ha  parlato,  la  volta  scorsa, della  scuola;  ha  parlato
  dell'impegno che il suo Governo vuole mettere per la sistemazione,
  almeno per un biennio, dei precari della scuola.
   Caro  assessore Centorrino, caro Presidente della Regione,  siamo
  ancora  qui,  pronti a sostenere le ragioni di  chi  ha  perso  il
  lavoro.  Siamo qui a sostenere tutte quelle azioni che hanno  come
  obiettivo l'interesse della Sicilia e dei siciliani.
   La  volta  scorsa, onorevole Presidente, lei ha fatto  una  gaffe
  terribile quando ha parlato della riforma della sanità, quando  ha
  pensato   di   dire  che  il  ribaltone  l'avevamo  iniziato   noi
  presentando un disegno di legge dopo quello dell'assessore Russo.
   Mi permetto di ricordarle che così non è.
   Il  nostro  disegno  di  legge è stato  presentato  nel  mese  di
  settembre; quello dell'assessore Russo, nel mese di ottobre.
   Noi, con il presidente Leontini e con l'UDC, abbiamo lavorato  in
  Commissione  per  dare  vita  ad un disegno  di  legge  che  fosse
  rispondente  agli  interessi dei siciliani.  Presidente  Lombardo,
  abbiamo votato la riforma perché non abbiamo paura delle riforme e
  non  abbiamo  paura  di  quelle leggi  importanti.  Altri  che  la
  sostengono, oggi, non l'hanno fatto.
   Vorrei anche ricordarle che abbiamo in discussione il disegno  di
  legge  sul  quoziente  familiare, una legge importante  che  potrà
  consentire finalmente alla Sicilia, di dare risposte concrete alle
  famiglie  numerose,  alle famiglie disagiate,  alle  famiglie  che
  soffrono.
   Il   nostro   disegno  di  legge  sulla  violenza   alle   donne,
  inspiegabilmente, continua a rimanere in Commissione  Bilancio'.
   Si  tiri  fuori questo disegno di legge; si porti  in  Aula.  C'è
  anche  la  copertura finanziaria. Siamo l'unica Regione in  Italia
  che non ha una legge che protegge le donne vittime della violenza.
   Stesso discorso dicasi per gli oratori.
   Onorevole    Presidente,   perché    lei    pensa    che    sulla
  ripubblicizzazione dell'acqua,  siamo contrari?
   Assessore Russo, dove è detto che nel segreto dell'urna il Popolo
  della Libertà ha votato contro quella legge?
   Le  posso  assicurare che così non è stato,  semmai  è  stato  al
  contrario.
   Ci sono state fette importanti del Popolo della Libertà che hanno
  votato a favore di quella legge.
   C'è  anche il problema degli ipermercati, della protezione civile
  che vede un tecnico occupare contemporaneamente due postazioni.
   La  invitiamo,  presidente Lombardo,  ad  avere  rispetto  per  i
  funzionari   della   Regione  Sicilia;  a  ricorrere   meno   alle
  intelligenze  estranee alla macchina burocratica  regionale  ed  a
  valorizzare  meglio coloro i quali da anni, da  decenni,  lavorano
  per la Sicilia.
   C'è  una bella frase del poeta Virgilio che recita:  è cosa umana
  l'amore, e' ancora più umano il perdono .
   Non  vorrei che, da qui a qualche anno, potremmo essere costretti
  a chiedere perdono ai siciliani per le cose che non abbiamo fatto,
  per  le  cose  che  non abbiamo realizzato, per  la  superbia  che
  abbiamo avuto nel gestire il futuro dei nostri figli.
   Spero che Dio ci assista in questa opera importante, in modo che,
  anziché  continuare  ad  alimentare  lotte  intestine,  si   possa
  finalmente fare gli interessi dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Limoli.  Ne  ha
  facoltà.

   LIMOLI.  Signor  Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli    colleghi,   mi   permetto   sommessamente   ricordare
  all'onorevole  Lupo  che un partito festeggia la  vittoria  quando
  riceve i voti da parte della gente.
   Non  so di cosa possa fregiarsi l'onorevole Lupo nel dire che  ha
  vinto il Partito Democratico.
   Il  Partito  Democratico, nell'aprile 2008, è  stato  sonoramente
  battuto e bocciato dal popolo siciliano e mandato all'opposizione.
  Ci torniamo però subito dopo.
   Il  popolo  siciliano,  onorevole Presidente  della  Regione,  ha
  passato  un momento particolarmente confuso, contorto; ha  passato
  tanti   mesi,   soprattutto  nel  periodo   estivo,   pensando   e
  riflettendo,  in attesa che questo quarto mistero  potesse  essere
  svelato.  E,  finalmente,  martedì  scorso,  a  dire  del   signor
  Governatore, il velo è caduto.
   E cosa si è scoperto, martedì scorso?
   Che  è  stato sancito, finalmente, senza ombra di dubbio  alcuno,
  che  chi  ha  vinto  ha  perduto  e  chi  ha  perduto,  ha  vinto.
  Desidererei  anche avere l'esclusiva di questa  frase,  visto  che
  tanti ne abusano.
   Chiedo  a  lei, signor Presidente, perché anche nelle televisioni
  nazionali,  ieri sera è stata riportata questa frase. Però  è  più
  bello dire  cu vinciu pirdiu e cu pirdiu vinciu .
   Sicuramente, l'onorevole Lupo va scritto fra costoro.
   Cosa è venuto fuori martedì sera?
   Che ancora una volta - e questa volta in maniera molto chiara - è
  stato  conclamato e perpetrato   - spero per l'ultima volta  -  un
  reato  infamante,  politicamente  parlando,  di  tradimento  della
  volontà  del  popolo  siciliano.  Tanti  si  sono  sbizzarriti  ed
  avventurati a spiegare cosa sia il ribaltonismo.
   Io  vengo  da  un  paese  - sapete qual è  -  dove  non  ci  sono
  università,  non ci sono scuole di specializzazione; è  un  popolo
  umile  quello  di  Ramacca  che però è abituato  ad  essere  molto
  concreto e molto schietto.
   Il popolo siciliano ha votato ad aprile del 2008 e ha stabilito -
  credo  che  il  voto sia l'arma più democratica o, forse,  l'unica
  arma  democratica  che oggi sia rimasta  al popolo  -   di  volere
  essere  governato da una coalizione - PDL, UDC ed MPA - che  aveva
  chiesto  i  voti  per potere governare e avere la  guida  politica
  della Sicilia.
   Il  popolo  ha votato. Ha dato a piene mani consensi  infiniti  a
  questa   coalizione   e  ha  stabilito,  inequivocabilmente,   che
  all'opposizione doveva andare il Partito Democratico.
   Oggi, ci ritroviamo nella situazione in cui  coloro i quali hanno
  vinto in maniera democratica si trovano all'opposizione. Coloro  i
  quali  hanno perduto, oggi, sono guida trainante della  coalizione
  del quarto mistero che martedì è stato svelato.
   Onorevole Lupo, onorevole Cracolici, desidererei sapere  o  avere
  spiegato,  come si chiama in italiano il fenomeno che  è  accaduto
  martedì scorso.
   Si chiama ribaltone?
   Credo di sì.
   Lei   è   un   inciucista';  lei  è  un  ribaltonista,  onorevole
  Cracolici,  per  non parlare del Governatore che,  per  la  quarta
  volta  o  meglio  per la terza volta, visto che il  primo  Governo
  aveva una legittimazione popolare,  si macchia di questo reato.
   Chiedo  al Governatore - e di questo lei renderà conto  e  lo  sa
  nell'animo, al di là del sorriso che fa, onorevole Cracolici,  lei
  sarà  chiamato a rendere conto in quelle piazze in  cui  andò  nel
  2008  per dire dell'attuale Governatore di cui ora leggo qualcosa;
  dovrà  rendere conto del sorrisetto che fa qui -, chiedo al signor
  Presidente  dell'Assemblea, per potere avere una legittimazione  a
  parlare ed a sedersi su quella poltrona che oggi per lui considero
  abusiva,  le cose che incominciò a dire nell'ottobre del 2008.  Lì
  inizia il tradimento
   Ricordate,  onorevoli  colleghi,  quando  qua  entrò  in  maniera
  dirompente  ed  assordante  una frase inquietante:   Ma  di  quali
  partiti,  di  quali  coalizioni  Io mi occupo solo  e  punto  alle
  geometrie variabili.
   Ci sono voluti quasi due anni per potere svelare cosa significava
  quella  frase. Geometrie variabili significa:  io, del voto  della
  gente, me ne frego; ti rubo il voto; ti rubo il cuore, ti rubo  la
  speranza  e  poi, per i miei interessi di potere, faccio  ciò  che
  voglio  di  ciò  che  tu  mi hai dato in  buona  fede .  Questo  è
  tradimento; questo è inciucio; questo è ribaltonismo e  si  chiama
  solamente in questo modo.
   E  lei, onorevole Lupo, come può venire qua a dire le cose che ha
  detto?
   Le  leggo  qualcosa, una delle tanti frasi che lei  ha  detto  in
  giro.  Era  il  2 agosto del 2009, onorevole Lupo:  Il  nostro  PD
  dialogherà con la gente e mai con Lombardo. Faremo una opposizione
  dura  al  Governo  regionale con la guida Lombardo  che  prende  e
  continuerà a prendere in giro i siciliani.
   Questo  lo  ha  detto lei, onorevole Lupo. Non credo  che  adesso
  voglia rimuovere, come novello Houdinì, illudendo le persone e  il
  popolo siciliano delle cose di cui lei ha parlato.
   Era  il  7  ottobre 2009 e sentite quello che diceva  l'onorevole
  Lupo.  E' la stessa persona che dieci minuti fa parlava da  questo
  podio;  popolo  siciliano, devi sapere queste  cose:   Lombardo  è
  falsamente  autonomista  e  falsamente  riformista.  Si  perde  in
  politica  quando  si perde l'identità. Non si fanno  alleanze  con
  chiunque per vincere; sarebbe il modo peggiore di perdere.
   E lei cosa ha fatto, cosa sta facendo, onorevole Lupo?
   Mi  faccia  capire se queste cose non sono vere; se lei  in  quel
  momento  non era capace di intendere e di volere e ora sì,  oppure
  viceversa.
   Lei diceva, onorevole Lupo:  Lombardo che oggi si dice opposto  a
  Cuffaro ;   era   nella   sua  maggioranza;   è   anche   sua   la
  responsabilità.    La   decuffarizzazione   non   è   altro    che
  lombardizzazione per ampliare fette di potere in aree in cui prima
  non era abbastanza forte.
   Le  riforme.   Le riforme sono solo tentativi di distrazione.  Il
  cittadino ne viene confuso e ne piange le conseguenze. Questo è il
  pensiero dell'onorevole Lupo.
   Onorevole   Cracolici,  alla  fine  ha  vinto;  ce   l'ha   fatta
  all'interno  del  suo  Gruppo parlamentare  perché  lei  è  uscito
  bastonato dall'elezione del Congresso regionale.
   Lei  però, onorevole Lupo, che si presenta così bene, da  persona
  così  compita,  persona equilibrata, come fa a dimenticare  queste
  cose?
   Nelle piazze dovrà andare a spiegare non solamente lei, onorevole
  Lupo,  questo cambiamento epocale che sicuramente non le fa  onore
  perché  ha  tradito la tradizione vera di milioni di  persone  che
  hanno  creduto  alla sinistra, agli ideali della  sinistra.  E  di
  questo ne dovrà rendere conto.
   E  oggi ho letto - credo anche lei, signor Presidente, anzi,  lei
  meglio  di me, dell'onorevole, il Presidente del Gruppo al Senato,
  la signora Finocchiaro.
   Mi  ricordava Anna dei miracoli  Ha messo le mani sulla testa del
  Governatore e ha detto  Ora è cambiato  . Mi sono preoccupato. Con
  la mano poggiata sulla testa lei ha stabilito che il Governatore è
  cambiato. E rispetto a che cosa?
   Vorrei  ricordare alla signora Finocchiaro quanto mi  piacerebbe,
  signor  Presidente, andare alla trasmissione su   La  7'  con  Gad
  Lerner  oppure  ad  Annozero  con l'ultima  parola  per  avere  un
  confronto, un dibattito,  facendo intervenire solo una persona per
  parlare e dire ciò che vuoi perché abbiamo le carte.
   Fra  l'altro,  le  parla uno  che quanto meno, man  mano  che  ha
  ascoltato   tanti  interventi,  si  stava  confondendo.  Onorevole
  Leontini, mi vuole dire che qua la colpa ce l'ho io? Che qua tutti
  quanti, fermi tutti?
   Onorevole  Musotto, lei sa quanto le voglia bene ma,  dall'aprile
  del 2008, mi trovo a settembre del 2010 e per me non c'è mai stata
  una  sedia, uno sgabellino; sempre in piedi ma mi piace e  sto  in
  piedi  perché così mi mantengo in linea.
   Tengo  a  ribadire  che appartengo al PDL che  con  coerenza  sta
  portando avanti, sotto la guida dei suoi coordinatori, soprattutto
  di  Giuseppe  Castiglione  e di Mimmo Nania  assieme  ad  Angelino
  Alfano  ed a Renato Schifani una linea di coerenza che oggi  viene
  premiata.
   Ringrazio  lei,  onorevole  Cracolici  -  senza  cattiveria  -  e
  l'onorevole  Lupo per averci dato con ciò che avete fatto  martedì
  una   grande   opportunità.  Avete  permesso  il   ricompattamento
  dell'area di centrodestra e ci misureremo molto presto.
   E  lei,  signor  Presidente del Gruppo al  Senato,  signora  Anna
  Finocchiaro, che ha miracolato con una mano; se le metteva tutte e
  due chissà cosa sarebbe successo
   E,  nel  lontano 25 febbraio del 2008, me le faccia  dire  queste
  cose:   L'obiettivo del Governatore è la gestione  del  potere  in
  Sicilia.  Si  tratta della conferma di una concezione  del  potere
  fatta di occupazione della Pubblica amministrazione, di clientele,
  di  inefficienze, di sprechi. Oggi tutto è uguale a ieri: Lombardo
  come Cuffaro.
   Passiamo al 27 febbraio 2008:  Lombardo è un disastro .
   Siamo  all'8  aprile 2008:  Il Governatore è  pericoloso  per  il
  futuro della Sicilia.
   Per concludere:  L'idea di autonomia sbandierata è un inganno  ed
  una  mistificazione; è fumo negli occhi; è inganno cinico. Ciò che
  ci  divide  in  questa  campagna elettorale  con  Lombardo  non  è
  l'ideologia ma la concorrenza tra due modelli: la Sicilia  moderna
  e quella feudale.
   Leggere  oggi  che la senatrice Anna Finocchiaro era  lo  sponsor
  principale  di  questo  Governo  quater,  dico  che   è  un'offesa
  all'intelligenza  dei  siciliani.  Questo  significa  mistificare,
  rinnegare  le  cose che si sono dette e grazie alle  quali,  nelle
  piazze   senatrice  Anna  Finocchiaro,  la  invito  a  tornare   a
  Caltagirone,  in  piazza  Umberto, dove lei  disse  queste  frasi,
  queste cose, questi concetti. Ritorni, ritorni in quella piazza di
  quella  città a dire che oggi, avendo messo una mano  sulla  testa
  del suo avversario, siete diventati tutti e due la stessa cosa
   Dio salvi la Sicilia.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  tutto
  sommato  stasera il dibattito è stato civile e sereno  rispetto  a
  quello  dell'altra volta, dove sono volati insulti,  atteggiamenti
  anche poco ortodossi di alcuni colleghi.
   Ricordo  che, mentre c'era qualcuno che si alzava dal  banco  per
  inveire  contro  il  Presidente, mi arrivava un  messaggio  di  un
  amico, consigliere comunale di un paese della provincia di Messina
  che mi scriveva:  siete peggio di noi .
   Effettivamente, non abbiamo dato un bell'esempio la prima sera.
   E,  allora, rispetto a quegli atteggiamenti, è facile quando  non
  si  vuole  discutere ed affrontare quelli che sono  stati  i  veri
  problemi che hanno causato l'implosione del centrodestra,  cioè  i
  problemi seri della nostra comunità siciliana, quelli della sanità
  che  nessuno di voi ha avuto il coraggio di affrontare e  di  dire
  rispetto  ad  una gestione precedente che è stata interrotta  -  e
  tutti noi sappiamo e abbiamo letto dai giornali come avvenivano le
  erogazioni  dei  servizi, gli appalti e quant'altro  -,  così  per
  quello che riguarda i rifiuti, laddove la lotta era per capire  in
  quali terreni dovevano sorgere impianti e chi doveva costruire gli
  impianti stessi.
   Su  questo è imploso il centrodestra e non per colpa del PD, come
  adesso gli amici del PDL vogliono fare credere. Il PD, è vero,  ha
  perso   le   elezioni  ed  orgogliosamente  ha  fatto   il   ruolo
  dell'opposizione fin quando ha dovuto farlo.
   Ma chi ha fatto il ribaltone?
   Chi è stato traditore?
   Ricordo a me stesso ed agli amici del PDL che, sulla legge  della
  sanità,  anche  se il PDL aveva portato per prima  il  disegno  di
  legge  in  Commissione e successivamente vi era stato  portato  il
  disegno  di  legge del Governo, è stato lì che il  PDL  ha  voluto
  dimostrare  chi  governava la Sicilia e chi  doveva  continuare  a
  gestire la sanità.
   Subito  dopo,  la  legge  sui rifiuti. Su  questo  è  imploso  il
  centrodestra.
   Il  PD,  a  quel punto, aveva due scelte. La prima era  andare  a
  votare,  quindi, interrompere nuovamente un'esperienza  drammatica
  come avevamo già vissuto in questo Parlamento la volta scorsa, con
  il Governo Cuffaro. Vorrei ricordare, infatti, che uscivamo da una
  esperienza drammatica di due anni di aspettativa, in attesa  della
  sentenza sul presidente Cuffaro e con un blocco totale nei  lavori
  della Commissione e dell'Aula.
   Sarebbe  stata  la  stessa  ed  identica  esperienza  quella   di
  Lombardo.
   Il  PD  si  è fermato un attimo ed ha convocato le parti  sociali
  della  nostra  Regione,  a cominciare dalle forze  imprenditoriali
  finendo  con  le  forze  sindacali e tutti,  all'unanimità,  hanno
  indicato  di  non andare a votare, di non bloccare  nuovamente  la
  Sicilia  per quattro anni perché due anni del governo Cuffaro  già
  erano  bastati e non si voleva il blocco per altri  due  anni  del
  governo Lombardo.
   Con grande atto di responsabilità e seguendo anche le indicazioni
  che  ci  sono  state  date  dalle  forze  sociali  e  dalle  forze
  sindacali,  ci siamo assunti la responsabilità di questo  appoggio
  alle  riforme che si sono fatte in soli due mesi rispetto  ai  due
  anni  del  vostro Governo. Lo abbiamo fatto nella  finanziaria  ed
  anche in occasione della legge sui rifiuti.
   Ecco  perché  stiamo  continuando su questa  strada  che  abbiamo
  intrapreso:  per  un  grande  senso  di  responsabilità  verso   i
  siciliani.
   Ma qual è questo ribaltone?
   Avere  indicato alcune persone, come il professore  Centorrino  o
  come  il prefetto Marino o come il dottore Russo e tutti gli altri
  che, in questo momento, compongono la Giunta del governo Lombardo?
     Non sono stati indicati da noi. Ciascuno di loro ha una storia,
  un'esperienza,  una  vita  passata con  dei  risultati  conseguiti
  ciascuno  nel proprio campo e nel proprio settore. Ecco  che  cosa
  abbiamo  fatto.  Abbiamo formato una Giunta che sicuramente  è  di
  alto  profilo  e  di alta immagine. Ci stiamo affidando  a  questo
  nuovo  Governo  nella  speranza che ci siano degli  obiettivi  per
  questa  Sicilia. Gli obiettivi sono quelli che la gente, in questo
  momento,  si  aspetta da noi. Si aspetta sicuramente una  risposta
  per  i precari, che poco fa è stato citato da qualche collega;  si
  aspetta una risposta per i docenti
   Signor Presidente, colgo l'occasione per dire che l'altro giorno,
  finalmente,  mi  è arrivata una risposta su un'interrogazione  che
  avevo  presentato per i docenti che avevano subito un taglio nella
  scuola,  soprattutto  gli insegnanti di sostegno,  che  mi  stanno
  molto  a  cuore. Contento di avere ricevuto la risposta,  leggendo
  quale fosse la motivazione, mi sono accorto che era la risposta di
  un'interrogazione  che  avevo presentato sui  tagli  dello  scorso
  anno.  Io ho chiesto più volte di attivare, nel nostro Parlamento,
  il  question  time, per dare risposte immediate  ai  problemi  che
  toccano seriamente le necessità delle categorie che finora abbiamo
  selezionato.
   Noi dobbiamo dare risposte ai siciliani che da questo Governo che
  nasce così di alto profilo si aspettano tante risposte concrete.
   Rispetto  anche  alle cose che sono state  dette  da  chi  mi  ha
  preceduto,  la colpa non è del PD; la colpa è vostra. La  colpa  è
  vostra  perché  voi  avete creato la rottura e noi,  sulla  vostra
  rottura,   abbiamo  assunto  una  grande  responsabilità,   certo,
  rischiosissima, perché mi rendo conto che abbiamo avuto una svolta
  epocale,  perché assumersi una responsabilità del  genere  e  cioè
  assumersi  la  responsabilità  di andare  avanti  con  il  governo
  Lombardo  e  con  la Giunta che abbiamo varato, sicuramente  è  un
  rischio,  ma  è  altrettanto entusiasmante perché  ci  aspetta  un
  momento  di  Governo che darà sicuramente delle risposte  concrete
  alle esigenze dei siciliani.
   Su  questo vorrei dire agli amici che finora hanno sostenuto  che
  la  Sicilia è un disastro, è ingessata, non ha più risorse, ma chi
  ha  governato  finora  la Sicilia? Chi ha governato  negli  ultimi
  venti  anni  in  Sicilia? E mai possibile che la  colpa  di  tutto
  questo  ora  ricada  sul  Partito  Democratico  e  sul  presidente
  Lombardo,  che  è qui solo da due anni e mezzo a governare  questa
  Sicilia?
   Fatevi  un esame di coscienza prima di inserire sempre il  PD  in
  qualsiasi questione
   Signor  Presidente,  spero  che  da  questo  Governo  nasca   una
  coalizione, una coalizione che possa essere anche il futuro  della
  nostra   Sicilia  e  che  possa  sinceramente  ed  orgogliosamente
  risolvere le aspettative dei siciliani.

                        Sull'ordine dei lavori

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sorvolo  sulle
  modalità  con le quali il Presidente della Regione qualche  giorno
  fa, mi ha pesantemente redarguito.
   Mi  consentirà, signor Presidente, che è stato pesante ed è stato
  visto e ascoltato da tutti.
   Quando  ho detto che mi faceva tenerezza, l'ho detto col cuore  e
  oggi più dell'altro ieri mi fa tanta tenerezza
   Onorevole  presidente Lombardo, mi rivolgo a  lei,  che  è  stato
   rinnegato  tre  volte prima che il gallo abbia cantato  una  sola
  volta'.  L'ha  rinnegato Casini l'altro giorno a Messina,  dicendo
  che  non  faceva  parte  del suo Governo  pur  avendogli  dato  un
  assessore;  l'ha  rinnegato la Finocchiaro  alla  festa  dell'MPA,
  dicendo che il PD era esterno, pur avendo stasera la conferma  del
  collega  Rinaldi,  che apprezzo notevolmente, che  almeno  quattro
  degli  assessori tecnici o presunti tali sono una  emanazione  del
  PD.
   Continuiamo  a imbrogliare la gente, a dire che il  Presidente  è
  stato  eletto  dal popolo siciliano, lei sa, collega,  che  non  è
  così

   SPEZIALE. Ma su cosa sta parlando? Forse sul fatto che non è  più
  Assessore?

   GIANNI.  Onorevole Speziale, lei che mi conosce bene sa  che  non
  sto parlando del fatto di non essere Assessore, anche se mi faceva
  piacere farlo, e l'ho fatto anche bene, talmente bene che ho messo
  in  ombra anche il presidente Lombardo, il quale l'altro giorno  è
  venuto  qua  a  farci le dichiarazioni programmatiche  del  quarto
  Governo  e  non  c'è  una  sola parola  che  riguardi  il  lavoro,
  l'occupazione  e  quanto altro. Ci sono delle  parole  chiare  che
  riguardano  il  federalismo, solo parole, mentre fuori  da  questo
  Parlamento la gente muore di fame.
   Mi  ha  fatto  tanta tenerezza vedere anche questa fotografia.  I
  dodici  Apostoli e Giuda, perché di traditori si tratta.  Oggi  il
  Presidente della Regione rappresenta quella parte che  non  lo  ha
  votato.  Perché,  come  lei sa, onorevole Rinaldi,  il  Presidente
  prende i voti attraverso ciascuno di noi; quando si va a votare la
  gente   scrive  nome  e  cognome  del  candidato  d  il  voto   va
  automaticamente al Presidente.
   Io  ringrazio  il presidente Lombardo per avermi  redarguito,  lo
  ringrazio  perché mi ha consentito di capire quanto sia fragile  e
  debole in questo momento, e per questo mi fa tenerezza.
   Io  non  voterò questo Governo, non lo voterò a titolo personale,
  non  lo  voterò come componente di questo nuovo Partito,  e  vorrò
  vedere,  onorevole  Rinaldi,  quando  sarà  accertato  da   questa
  Presidenza  di  ritornare in Aula per discutere del  problema  dei
  rifiuti, sul quale anche lei stasera è tornato, perché il problema
  dei rifiuti è interessante. Dobbiamo sapere se c'è qualcuno che ha
  rubato,  qualcuno che fatto cose che non doveva  fare,  così  come
  dobbiamo fare un bel ragionamento qui in Aula sulla sanità,  sulle
  nomine, su come abbiamo risparmiato, se per risparmio abbiamo solo
  tagliato Dipartimenti, servizi ed ospedali, o se abbiamo  dato  la
  stessa  tipologia  di servizio ad un prezzo inferiore.  Perché  in
  giro c'è troppa mistificazione.

     Riprende il seguito della discussione sulle comunicazioni del
                       Presidente della Regione
            sulla nuova composizione del Governo regionale

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  dopo
  tanti   interventi  una  domanda,  un  quesito  dobbiamo  porcelo.
  Innanzitutto, qual è il senso della propria idea da  difendere  in
  un  contesto che istituzionalmente rappresenta il massimo  livello
  istituzionale a cui, ritengo, dobbiamo usare il massimo rispetto.
   Ma   se   difendere   la  propria  posizione,   a   volte   anche
  ingiustificata,  che con tanta arroganza vuole essere  quella  che
  nella   realtà  non  rappresenta  la  verità,  io  dico  che   una
  riflessione  dobbiamo farla su quello che significa  menzogna,  su
  quello  che significa la democrazia, il senso della democrazia,  o
  il libero arbitrio, le regole e il rispetto delle stesse.
   Allora, davanti a questa ragione c'è una tendenza a mistificare i
  fatti,  a  far sì che ognuno, nel difendere le proprie  posizioni,
  vuole  sostanzialmente capovolgere quella  che  è  la  realtà  dei
  fatti.
   Ritengo,  innanzitutto, come ho detto in altri  miei  interventi,
  che   al  momento  in  cui  l'elettorato  siciliano,  il  consenso
  popolare, la gente ci ha eletto, nello stesso tempo ha determinato
  la  precisa richiesta di rispetto del programma di coalizione,  di
  rispetto di quello che è il senso della democrazia.
   La  mistificazione,  la  menzogna, il voler  cambiare  posizione,
  dimostrando  che  la nuova posizione - difendendo  o  pensando  di
  difendere   la  nuova  posizione,  a  volte  anche  con  eccessiva
  arroganza  - vuole essere quella giusta, ritengo sia un  passaggio
  su cui tutti dobbiamo riflettere.
   Di  fatto  questo  è  avvenuto. Abbiamo  avuto,  sostanzialmente,
  un'esclusione dal percorso politico nel momento in cui  come  PDL,
  nel difendere posizioni che passano da un confronto politico, come
  la  riforma  della  sanità, dove oggi  si  vuole  fare  capire  il
  contrario di come gli eventi si sono determinati, in cui il PD  ha
  dichiarato di vedere in quell'iniziativa legislativa un momento di
  svolta.  E  il PD sa che mente sapendo di mentire, perché  non  ha
  votato a favore di quella legge.
   Quella  legge  è  stata  votata  dall'allora  maggioranza,  dalla
  coalizione  che allora rappresentava la maggioranza. Sono  questi,
  quindi,  i  fatti  che  sostanzialmente mistificano,  determinano,
  attraverso la menzogna, una nuova realtà. E questo in politica non
  possiamo   permettercelo,  perché  questo  disorienta  la   gente,
  allontana  la  gente  dalla politica, dalle istituzioni,  accentua
  sempre più quello spirito di indignazione verso cui tutti dobbiamo
  combattere.
   Mistificazione,  allora, significa dire che la maggioranza  o  il
  PDL  è  stato escluso perché ha votato contro quel DPEF che ancora
  oggi,  dopo due interventi in Commissione  Bilancio', nella  prima
  seduta  nel  settembre  del 2009 in cui  la  Corte  dei  Conti  in
  un'audizione  ha  evidenziato  una  serie  di  criticità,  abbiamo
  rappresentato questi problemi al Governo, dallo stesso aspettavamo
  un riscontro che mai c'è stato.
   Di   fatto  quel  DPEF  non  aveva  i  contenuti,  non  aveva  le
  condizioni,  non  aveva gli elementi perché venisse  approvato.  E
  questo  è  stato uno dei motivi del confronto, ma questo  non  può
  essere  un alibi per determinare un'esclusione dal Governo,  dalla
  maggioranza,  da  un programma a cui tutti eravamo  vincolati  per
  quello  spirito  di  fedeltà alla democrazia  cui  tutti  dobbiamo
  attenerci.
   Così come è una mistificazione continuare a pensare, e qui c'è il
  concetto importante, a mio avviso, anche del Governo, del senso di
  responsabilità, ad una strategia complessiva che porta  una  serie
  di  cambiamenti,  di  nuove assegnazioni di  responsabilità  e  di
  dirigenza,  che  impone quasi un passaggio da un  arco  basso  cui
  tutti  devono  inchinarsi  per potere determinare  un  momento  di
  incarichi di responsabilità.
   Questo  è quello che, ancora oggi, deve farci preoccupare, perché
  anche   questo  è  un  attacco  alla  democrazia.  Questo   volere
  determinare, inculcare, creare una condizione di sudditanza ad una
  logica di potere.
   Dico,  allora, come diventa pure un argomento delicato  ed  anche
  mistificatore   quello  di  volere  accusare  davanti   a   questa
  difficoltà reale che si determina, per una crisi che è sempre  più
  accentuata,  verso la gestione della burocrazia e della  dirigenza
  che  vede  un momento di continua rotazione e, quindi, di continua
  confusione,  che  determina  un'impossibilità  alle  risposte   di
  certezza che anche la burocrazia richiede.
   Ed  in  questo,  c'è il problema della mancata utilizzazione  dei
  fondi comunitari, che poi diventa il vero problema su cui dobbiamo
  tutti   assieme  condividere  l'importanza  e  la  responsabilità.
  Rischio che realmente corriamo, perché se il POR 2007-2013  ha  un
  suo  tempo determinato e se ad oggi abbiamo questo indice di spesa
  così  basso,  ed  abbiamo  accantonato 360  milioni  di  euro  che
  potevano  essere spesi sul territorio regionale e che  oggi  anche
  col  2010  probabilmente su 872 milioni di euro buona parte  delle
  risorse non saranno impegnate e rendicontate, allora questo  è  il
  vero  problema  ed  è  il  problema  che  va  ad  integrarsi   col
  ragionamento   che   diventa  di  accusa  al   Governo   nazionale
  sull'utilizzo dei fondi FAS.
   Questa Assemblea, questo Parlamento devono esserne coscienti  che
  nelle  zone  dell'obiettivo 1 che utilizzano anche  i  fondi  FAS,
  essendo  gli  stessi fondi FAS momento di integrazione  e  non  di
  sostituzione  dei fondi comunitari vanno, così come è  giusto  che
  sia,  probabilmente spesi dopo perché i fondi comunitari non spesi
  ritornano  alla Comunità, quindi sono delle risorse  che  perdiamo
  definitivamente,  mentre i fondi FAS non spesi restano  a  livello
  nazionale, quindi nel nostro Stato italiano, e vi possiamo  sempre
  attingere, tranne per quella percentuale del cinque per cento  che
  deve essere resa disponibile, su cui gli interventi possono essere
  considerati.
   Altro  argomento importante è la proroga sui precari, che è stata
  concessa  dal  G,overno  nazionale per  la  deroga  sul  patto  di
  stabilità,  atteso  che il rapporto spesa  corrente  -  costo  del
  personale  ha superato ogni limite. Io ritengo che qui  vada  data
  una risposta, perché il 31 ottobre e poi il 31 dicembre ci sono le
  nuove  scadenze  e,  se  non abbiamo una  formulazione  razionale,
  esploderà  il  caso  sociale  e poi non  è  giusto,  non  è  serio
  strumentalizzare  la  posizione  di  tanti  lavoratori,  di  tanti
  precari  che  aspettano una soluzione mentre il Governo  regionale
  dovrebbe  pure  occuparsi  del modo come impegnare  meglio  queste
  risorse di lavoro per utilizzare in maniera razionale la spesa che
  sugli stessi si determina.
   E   allora,  se  questi  sono  i  ragionamenti  su  cui  dobbiamo
  confrontarci,  ritengo  che, perché ci sia una  corretta  gestione
  della cosa pubblica, il percorso vada portato avanti attraverso un
  grande momento di certezza, certezza che determina il futuro,  che
  passa  da  un  momento di coerenza, di rispetto  di  regole  e  di
  affidabilità  che  sicuramente oggi da  questo  Governo  non  sono
  dimostrati.
   Questa  è  la  vera  preoccupazione su cui  dobbiamo  riflettere,
  questo è il vero momento su cui i cittadini valuteranno in maniera
  seria  le risposte che deriveranno da questo ribaltone, perché  se
  non è ribaltone una configurazione politica diametralmente opposta
  a  quella  che ha determinato l'elezione del governatore  e  della
  maggioranza, cosa è?
   Questo è quello che vogliamo evidenziare. Vogliamo un ritorno  al
  concetto  ed  al rispetto di democrazia, vogliamo  che  il  libero
  arbitrio  venga evidenziato come un momento negativo,  speriamo  e
  riteniamo  che il ritorno alle regole ed il concetto  di  coerenza
  faccia  crescere una crisi di coscienza in chi non rispettando  le
  regole sicuramente non creerà condizioni di futuro.
   Noi  crediamo molto alla coerenza ed alla affidabilità e speriamo
  che  in  questa direzione possa venire fuori un momento  di  reale
  verifica  che  porti  alla  volontà  dell'elettorato  attivo  quel
  risultato  che  vuole  essere con le  forze  politiche  che  hanno
  determinato questo momento di grande contraddizione.
   Speriamo  che  la  democrazia possa ritornare  a  vincere,  anche
  attraverso la verifica elettorale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere alla votazione
  degli  ordini  del  giorno, vorrei chiedere  al  Presidente  della
  Regione se intende replicare.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, tanti sono stati gli interventi che abbiamo direttamente
  o   indirettamente  seguito  con  l'attenzione   che   sicuramente
  meritavano, ed in molti di questi sono stati espressi e sono stati
  colti  spunti che non potranno non essere tenuti in considerazione
  nell'azione  amministrativa, ma anche nella  proposta  legislativa
  che  il Governo si intesterà e comunque poi spetterà all'Assemblea
  definire.
   Certo,  il resoconto stenografico sarà attenzionato, rifletteremo
  attentamente, ciascuno di noi, ciascun Assessore insieme a  me  su
  quanto   è  stato  dichiarato  in  questo  lungo  ed  interessante
  dibattito,  anche  se  ci permetteremo di ignorare  i  toni  ed  i
  termini eccessivi. Mi scuso, per la verità, se il primo giorno c'è
  stata  qualche reazione inadeguata ad espressioni, che non possono
  definirsi sicuramente complimenti, né voglio tornarci, rispetto ad
  una azione di Governo che, programma o non programma, Presidente o
  non  Presidente  eletto direttamente dalla gente, è  stata  sempre
  ispirata da un obiettivo: quello di cercare di portare avanti, tra
  mille  difficoltà - sicuramente anche tra tanti errori - un'azione
  di  innovazione, di risanamento e di cambiamento nel Governo della
  Regione.
   Dinanzi a noi abbiamo una scadenza importante, che forse è  stato
  lo stimolo più grande quando mi sono insediato, le prime settimane
  del  dopo  13 aprile, una scadenza che allora stava per  diventare
  legge,  ed  ora  quella legge sta per essere attuata,  quella  del
  federalismo fiscale.
   Siamo  riusciti  nei  giorni scorsi  ad  ottenere  un  tempo  per
  approfondire   il  federalismo  municipale,  che   avrà   riflessi
  importanti  sulla finanza regionale, ed il tema della  definizione
  dei costi standard soprattutto nel campo della sanità. E devo dire
  che   rinvio  o  non  rinvio,  sperequazione  infrastrutturale   o
  attribuzione delle accise, che dir si voglia, non c'è  dubbio  che
  nell'arco di non molti anni, dovremo fare ordine nei nostri conti,
  nel nostro sistema, nelle nostre economie.
   Io  credo che questa sfida della responsabilità l'abbiamo vissuta
  e  l'abbiamo sentita sin dal primo momento dell'azione di Governo.
  Ed  il  rischio  che  corriamo è che se ci attarderemo  in  questa
  azione di quadratura dei nostri conti e del nostro sistema  -  nel
  nostro  Paese  è  un rischio che vedo grande -,  si  alternerà  un
  federalismo a due velocità: le regioni del nord che hanno  di  che
  poterlo finanziare si troveranno trasferite una buona quantità  di
  competenze che potranno governare autonomamente, e le regioni  del
  sud,  noi, Regione autonoma a Statuto speciale, invece, che queste
  risorse  non  le  abbiamo, ci troveremo governati dal  centro  che
  magari utilizzerà le nostre stesse risorse, i fondi strutturali ed
  i  fondi  FAS per realizzare quelle grandi infrastrutture  che  in
  questi anni non abbiamo visto costruite.
   E  devo  dirvi  che in questo momento politico il  Governo  della
  Regione  -  anche se se si sono voluti attribuire gli assessori  a
  questa  o  a  quell'altra area politica -  è  composto,  salvo  il
  Presidente,  da  dodici tecnici i quali risponderanno  nella  loro
  azione amministrativa, ed il Governo, per le proposte legislative,
  a tutta l'Assemblea, e risponderanno a tutti i  siciliani.
   Si  è  voluta  fare una scelta di maggioranza o  di  opposizione,
  avreste   potuto  schierarvi  tutti  a  sostenere  questo  impegno
  straordinario che intendiamo portare avanti.
   Questo  processo  riformista, invece, e  ne  prendiamo  atto  con
  piacere, verrà sostenuto soltanto da alcune formazioni politiche.
   Ogni  legge  che  porteremo in Aula,  se  ne  parla  ed  è  stato
  sottolineato,   il  tema  della  riforma  della   Regione,   della
  delegificazione, della riorganizzazione produttiva del  personale,
  del  decentramento ai comuni, della creazione, dopo 60  anni,  dei
  liberi  consorzi,  sarà  una legge nella quale,  al  di  là  della
  proposta, ci assumeremo la responsabilità.
   Ogni  correttivo,  ogni  idea che serva a migliorarla,  sarà  ben
  accolta, sarà benvenuta.
   Mi  auguro  che queste leggi che partono basandosi sullo  zoccolo
  duro di alcune forze politiche che hanno voluto esprimere - ed  io
  le  ringrazio  -  il  loro assenso a questo programma  riformista,
  possano raccogliere l'apprezzamento ed una valutazione positiva da
  parte di tutta l'Assemblea regionale siciliana.
   Questo  approdo  della  Giunta dei tecnici non  passa  certamente
  attraverso un giudizio negativo su quanti hanno fatto parte,  fino
  ad  ieri  o  fino  ad un anno fa, del Governo. Io che  rappresento
  l'elemento  di continuità dell'azione di governo in  queste  fasi,
  dovrei parlare male di me stesso.
   Ogni    azione,   all'interno   della   Giunta   e    all'interno
  dell'Assemblea,  è stata condivisa ed è stata sostenuta  da  tutti
  noi, anche da chi si schiera in una posizione diversa e secondo me
  sbaglia,  nell'esprimere  questa scelta e  questo  cambiamento  di
  posizione.
   Lo dico con molta franchezza, credo che abbia fatto fino in fondo
  tutto il suo dovere. Non c'è dubbio che si dovrà andare avanti.
   Ci  impegneremo in tal senso, conquistando fette sempre più ampie
  di  consenso,  da  parte di questa Assemblea regionale  siciliana,
  alla quale intendiamo rendere conto.
   Questi   dodici  assessori,  questo  Governo  che  presiedo,   la
  struttura amministrativa in senso ampio, vuole stringere un  patto
  di   collaborazione  e  di  solidarietà,  con  tutti,  con  quanti
  intendono    sostenerci,   giorno   per   giorno,    in    maniera
  particolarissima.
   So  bene  che affrontare alcune riforme, come quella  di  cui  vi
  dicevo,  ma possiamo parlare di tante altre, richiederà un  grande
  coraggio e se ci fosse anche una grande partecipazione, credo  che
  il  lavoro  che  porteremo  avanti, potrebbe  essere  coronato  da
  migliore successo.
   Non   smantellare   ma   mutare   profondamente   una   struttura
  organizzativa, una struttura amministrativa che ha visto in questi
  sessant'anni,  non  negli ultimi dieci,  sette  o  quindici  anni,
  accumulare poteri, competenze, personale, risorse trasferite dallo
  Stato, ovvero incamerare attraverso i tributi.
   Questa  struttura  e  questa  macchina  sono  alla  radice  della
  complicazione burocratica.
   Noi abbiamo all'esame della I Commissione, il disegno di legge di
  semplificazione burocratica che è fatto di tanti accorgimenti:  un
  tot di  tempo, il parere da esprimere e quant'altro, ma quando?
   Una   struttura  burocratica,  così  forte,  così  grande,   così
  pachidermica,  molti  di voi così la definiscono,  che,  peraltro,
  maneggia,  certo più o meno agilmente - più meno  che  più  -  una
  miriade, una quantità infinita di leggi da cui scaturiscono,  poi,
  circolari,  decreti,  pareri che costituiscono  precedenti,  mette
  qualunque dirigente e qualunque funzionario, in una condizione  di
  tale  impasse per cui,  hai voglia'di dare trenta o quarantacinque
  giorni
   Non c'è dubbio che per arrivare ad una posizione di certezza, per
  arrivare   ad   una   posizione  definita,  è   un   rimbalzo   di
  responsabilità;  una  richiesta  di  conforto  su  questo   o   su
  quell'altro punto, fa trascorrere tempi infiniti, cosa che, con un
  lavoro  di  delegificazione,  tra l'altro  se  posso  permettermi,
  stiamo  già  attuando  una  riforma,  rispetto  alla  quale   voi,
  sicuramente, esprimerete il vostro dissenso, magari non lo  farete
  tutti,  ma dentro di voi, una contrarietà la state esprimendo.  Si
  sta  facendo  esattamente come nei nostri comuni  e  nelle  nostre
  province, dove il presidente è eletto direttamente e si nomina una
  giunta che non è fatta di consiglieri provinciali.
   Qui,  l'Assemblea regionale siciliana ed i singoli deputati  che,
  per  carità,  potranno fare gli assessori, si dedicano  pienamente
  all'attività  di  legislazione, di produzione  legislativa  e,  se
  posso   permettermi,   ma   anche  in   questo   è   fondamentale,
  indubbiamente, l'impulso, la proposta che il Governo  dovrà  fare,
  di azione delegificativa, di semplificazione legislativa.
   Io   ricordo,   se  non  sbaglio  sei,  otto  mesi   fa,   quando
  simbolicamente, il ministro per la semplificazione  bruciò  libri,
  bruciò  faldoni  di leggi e leggine con un decreto  che,  poi,  fu
  convertito in legge, vennero tutto ad un tratto eliminate.
   Ci  fu  qualche equivoco, ricorderete forse qualche comune  anche
  della  vostra  provincia fu cancellato, ma poi si  intervenne  per
  rimuovere l'anomalia, ma si eliminarono non so se duemila leggi  o
  qualcosa del genere.
   Noi  ne  abbiamo  tante  che possono essere semplificate;  quanta
  capacità   e   quanta  bravura  da  sfogare  in   un   lavoro   di
  semplificazione legislativa colgo in voi e vi riconosco e  si  può
  tradurre,   ad  esempio,  nella  ricomposizione  di  testi   unici
  essenziali   che,  non  solo  devono  servire  ai  dirigenti,   ai
  burocrati,   ai   dipendenti,  ai  deputati,  ma  devono   servire
  soprattutto ai cittadini perché non si scoraggino dinnanzi a tanti
  punti,  a tanti commi, a tanti articoli di legge che molto  spesso
  li  portano fuori strada e fanno perdere loro il senso per cui una
  legge  viene  fatta ed una legge viene consultata  e  deve  essere
  usata a loro servizio.
   Al di là di questo e dell'azione legislativa che dovrà vederci  e
  dovrà vedervi impegnati  e dovrà vedere impegnato, non c'è dubbio,
  anche  il  Governo  c'è  una  buona, corretta,  corrente  attività
  amministrativa   che   dobbiamo   assicurare   alla   Sicilia   e,
  chiaramente,  alla  valutazione  ed  al  controllo  dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Avete  esposto all'apertura di seduta alcuni rilievi a  proposito
  di  dipendenti, i PIP, piuttosto che i trasferimenti ai comuni, ma
  non v'è dubbio, tanti errori si possono commettere, immediatamente
  dobbiamo  procedere a correggere ed esprimiamo l'impegno di  voler
  correggere  questi errori e dobbiamo assicurare, come  vi  dicevo,
  un'azione amministrativa agile e corretta.
   Il  primo  tema  della spesa delle entrate e  delle  uscite,  del
  bilancio  e dei fondi strutturali non c'è dubbio che dovrà  vedere
  questo  Governo  correre,  non certamente  procedere  speditamente
  bensì  correre.  Nelle  prossime  giornate  i  relativi  documenti
  dovranno essere offerti alla valutazione dell'Assemblea mentre  in
  tutti  gli altri rami dell'Amministrazione si dovrà andare  avanti
  nella  realizzazione delle riforme, a cominciare da  quella  della
  sanità.
   Lo  so  bene  che sta scritto che bisogna puntare sul territorio,
  che la buona sanità non si misura dal numero dei posti letto degli
  ospedali. Ora bisognerà tradurlo in concreti risultati. Come si fa
  con  il  territorio? Sono medici di base, sono  tutto  quello  che
  riguarda  il  pre-ospedale e la riduzione dei  posti  letto  dovrà
  ovviamente  camminare di pari passo con il fatto che questi  posti
  letto  non  devono  servire  perché prevenzione  e  riabilitazione
  dovranno funzionare contemporaneamente a questa riduzione  perché,
  nel  caso  contrario, faremmo soltanto patire gli effetti negativi
  di  una  transizione che dovrà approdare, invece, verso  risultati
  soddisfacenti.
   Poi ci sono, tra le mille cose, i settori produttivi della nostra
  economia  e, a proposito di amministrazione e di attuazione  delle
  leggi,   ricordo  un  punto  della  finanziaria   che   parla   di
  semplificazione di enti e società.
   Non  è  stato  fatto  quello che era scritto  nella  finanziaria,
  compreso il rendiconto e la relazione sui conti delle aziende.  Li
  abbiamo chiesti per iscritto. Il nuovo assessore dovrà farlo e non
  concedere termini ulteriori. Si manderà un ispettore e si vedranno
  ed  acquisiranno  i conti. Penso che sia tutto su  internet  anche
  perché,  grazie a Dio, ormai tutto - come è giusto  che  sia  -  è
  patrimonio di tutti.
   Attività  produttive: vi facevo notare una settimana fa  che  non
  c'è  settore  della  nostra agricoltura e della nostra  produzione
  agricola,  dalla  carne  al latte, dal grano  all'arancia,  i  cui
  prezzi  sono  molto  spesso metà dei costi di produzione  cui  non
  corrisponde  un  ente. Il consorzio per la promozione  del  latte,
  come   il  consorzio  per  la  commercializzazione  della   carne,
  dell'arancia rossa piuttosto che la stazione di granicoltura.
   Ebbene, si vede che questi enti non svolgono la funzione per  cui
  sono  stati  costituiti, comportano dei costi  alti,  non  c'è  da
  scommetterci perché è facile che la scommessa venga vinta. Saranno
  anch'essi  gonfi  di personale  e di dirigenti,  allora,  non  c'è
  dubbio che questi settori produttivi debbano essere rilanciati più
  che  altro  con  l'azione amministrativa senza,  ormai,  frapporre
  alcun indugio.
   Questo noi, tra mille difficoltà, fatiche, sofferenze infinite  -
  vi posso assicurare che certamente non pensavo che questo mestiere
  dovesse  essere tanto faticoso e tanto difficile - non c'è  dubbio
  che questo ci sforzeremo di fare, rendendo conto attraverso di voi
  e   direttamente  al  popolo  siciliano  che,  attraverso   questa
  ispirazione  autonomista  resta la bussola,  resta  la  guida  dei
  nostri passi di ogni giorno. Ed io, sin da ora, vi ringrazio per i
  contributi,  per  le  proposte  ma  anche  per  le  critiche  che,
  civilmente, vorrete esprimere attraverso le mille modalità che  il
  Regolamento  ed  i  nostri rapporti ci consentono  a  me  ed  agli
  assessori  cui  sono  attribuite  le  deleghe,  nell'ordine   che,
  concludendo, cito:

   - dottor Massimo Russo: Salute;
   - dottor Pier Carmelo Russo: Infrastrutture e mobilità;
   -  dottoressa  Caterina  Chinnici: Autonomie  locali  e  funzione
  pubblica;
   - dottor Marco Venturi: Attività produttive;
   - avvocato Gaetano Armao: Economia;
   -   professore   Mario   Centorrino:  Istruzione   e   formazione
  professionale;
   - dottor Giosué Marino: Energia e servizi di pubblica utilità;
   - professor Andrea Piraino: Famiglia, politiche sociali e lavoro;
   -   dottor   Sebastiano  Missineo:  Beni  culturali  e   identità
  siciliana;
   - professore Daniele Tranchida: Turismo, sport e spettacolo;
   - dottor Elio D'Antrassi: Risorse agricole e alimentari;
   - dottore Gian Maria Sparma: Territorio e ambiente.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                           Ordini del giorno

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero  399  «Sostegno  alle  dichiarazioni  programmatiche   del
  Presidente della Regione», degli onorevoli Parlavecchio, Forzese e
  Ardizzone;

   numero  402  «Non  condivisione della  nuova  composizione  della
  Giunta  di  Governo regionale», degli onorevoli  Scoma,  Leontini,
  Formica, Cascio Salvatore, Caronia, De Luca, Beninati, Mancuso  ed
  altri;

   numero  403  «Impegno del Presidente della Regione ad attuare  le
  riforme già approvate e a sostenere i processi di cambiamento e  a
  prestare  massima  attenzione nei confronti dell'Assemblea  e  del
  dibattito  parlamentare»,  degli  onorevoli  Cracolici,   Musotto,
  Adamo, Fiorenza, Bonomo e Ardizzone.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Presidente  della  Regione  ha  svolto  in  Aula  la  propria
  relazione  per  presentare un nuovo programma di  governo  con  il
  quale rilanciare la propria azione amministrativa;

   tra  i  punti cardine del nuovo programma, il Presidente ha posto
  la  riforma  della  Regione siciliana,  che  passa  attraverso  la
  delegificazione;   la   semplificazione   amministrativa   e    la
  responsabilizzazione dei dirigenti; l'attuazione del decentramento
  amministrativo  delle funzioni in favore dei comuni;  l'abolizione
  delle  province;  la riforma della formazione; la  modifica  della
  legge  elettorale per l'elezione dei sindaci con il  ritorno  alla
  doppia   scheda,   affinché   l'elettore   possa   scegliere   più
  consapevolmente il vertice dell'Amministrazione;

   considerato che:

   i fondi comunitari vanno impegnati e spesi entro il 2013;

   occorre rafforzare il ruolo del Governo regionale per rendere più
  incisiva la sua azione nei confronti del Governo nazionale, che ha
  distratto   e   continua  a  distrarre  i  fondi   per   le   aree
  sottoutilizzate (FAS) in favore delle Regioni del Nord;

   occorre  incentivare le imprese e le aziende sane, riducendo  gli
  sprechi  nel mondo della formazione, i cui enti, da 42  nel  1999,
  nel corso degli anni sono diventati oltre 1400;

   considerato  ancora  che  la presenza di  autorevoli  personalità
  all'interno  della  Giunta  di Governo  rappresenta  un  messaggio
  culturale positivo per la Sicilia che cambia,

   apprezza positivamente le innovative dichiarazioni programmatiche
  del  Presidente  della  Regione e lo  impegna  a  darvi  immediata
  attuazione». (399)

                                      PARLAVECCHIO-FORZESE-ARDIZZONE

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   preso atto che:

   il  quarto governo Lombardo è formato esclusivamente da uomini  e
  donne  esterni  al  contesto  parlamentare  e,  asseritamente,  da
  'tecnici';

   questa  scelta  è  stata  esercitata in  un  momento  storico  di
  gravissima crisi occupazionale ed economica della Sicilia;

   una  situazione  di  tale  drammaticità  avrebbe  imposto  scelte
  diverse,  attribuendo  alla classe politica  di  governo  onori  e
  oneri, diritto-dovere di scelte decisive per il futuro dell'Isola;

   scelta  di  dodici tecnici, al di là dell'alto  profilo  umano  e
  personale di alcuni di loro, crea un'ulteriore vulnus all'efficace
  attività  amministrativa di cui ha bisogno 'l'emergenza  Sicilia',
  anche  in  ragione della totale inesperienza politica e gestionale
  di quasi tutti costoro;

   ancora,  lo  stesso  Governo, asseritamene tecnico,  è  di  fatto
  indicato,  nella scelta degli uomini, dai partiti che  formano  la
  nuova  maggioranza,  del tutto diversa e contrastante  con  quella
  voluta dai siciliani;

   tutto  ciò crea ulteriore nocumento alle scelte operative per  il
  rilancio   dell'economia  siciliana  e   nuovo   imbarazzo   nella
  burocrazia  regionale, alle prese, per un  verso,  con  una  nuova
  rotazione   di   assessori  che  blocca  l'attività   di   governo
  eventualmente  avviata  e,  per  altro  verso,  con  l'arrivo   di
  assessori  nuovi  di  zecca  che nulla  conoscono  della  macchina
  regionale e che avranno necessità di una lunga fase di avvio prima
  di poter adottare decisioni ;

   la  scelta  di una Giunta di soli tecnici non deputati comporterà
  gravi  dubbi  di  legittimità  ove, in  caso  di  impedimento  del
  Presidente della Regione (eletto dal popolo), sia sostituito da un
  vicepresidente (non eletto dal popolo);
   la  Giunta di tecnici consente al Presidente della Regione, senza
  tanti  sotterfugi, di portare al Governo della Regione il  Partito
  Democratico, sconfitto alle elezioni regionali,

                                esprime

   un   giudizio  fortemente  negativo  nei  confronti  del  governo
  'Lombardo quater'». (402)

                                              SCOMA-LEONTINI-FORMICA
                                           DE LUCA-CASCIO S.-CARONIA
                                             BENINATI-MANCUSO-RAGUSA
                                        VINCIULLO-BUFARDECI-BUZZANCA
                                              FALCONE-GIANNI- CAPUTO
                                                 DINA-CAMPAGNA-BOSCO
                                               LIMOLI- MINEO-CORDARO
                                                        CORONA-MAIRA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   udite  le  dichiarazioni del Presidente della Regione,  onorevole
  Raffaele Lombardo, per la presentazione del suo quarto Governo;

   apprezzata la composizione della compagine governativa, che  vede
  la  partecipazione di qualificate personalità dell'economia, della
  cultura e dell'Amministrazione, ricche di esperienza e di profonda
  conoscenza dei problemi della Regione;

   valutati   positivamente   i   contenuti   programmatici   e   le
  considerazioni sulla situazione della Sicilia nel quadro della più
  generale crisi del Paese;

   rilevata  in modo particolare la volontà di mettere ordine  nella
  vita istituzionale, amministrativa e finanziaria della Regione  al
  fine  di  contrastare più efficacemente l'assenza  di  adeguati  e
  condivisi  interventi  dello Stato, secondo linee  di  solidarietà
  nazionale   che,   pure   in  un  processo   di   delegificazione,
  semplificazione  amministrativa  e  decentramento   federalistico,
  devono contribuire al mantenimento dell'unità nazionale,

                                approva

   le  dichiarazioni  del  Presidente della  Regione  e  fa  proprio
  l'obiettivo di garantire, con la formazione del nuovo Governo,  un
  impegno  comune dei gruppi parlamentari di sostegno  per  l'intera
  durata   della  legislatura,  lavorando  per  future   convergenze
  politico-programmatiche     nell'interesse della Sicilia,

                                esprime

   l'augurio  di proficuo lavoro alla nuova Giunta regionale  perché
  la  Sicilia possa ritrovare serenità e prospettive in un quadro di
  legalità e di sviluppo economico e sociale;

   l'impegno ad attuare le riforme già approvate ed a portare avanti
  con il conforto legislativo i provvedimenti necessari a segnare in
  maniera strutturale i processi di cambiamento di cui la Sicilia ha
  bisogno;
   l'invito  al Presidente e al suo Governo ad avere, nei  confronti
  dell'Aula  e  del  dibattito parlamentari, la  massima  attenzione
  perché  passaggi  di  riforma,  necessari  ancorché  ardui,  siano
  improntati alla ricerca della massima condivisione possibile anche
  con  il coinvolgimento delle forze sociali, economiche e culturali
  che costituiscono il fulcro del sistema democratico;

   la  consapevolezza  di  trovarsi a svolgere  il  proprio  impegno
  parlamentare  in  un  momento  alto e significativo  della  storia
  siciliana,  alla vigilia di modifiche e di scelte  importanti  non
  solo per la Regione ma per il Paese intero». (403)

                                             CRACOLICI-MUSOTTO-ADAMO
                                           FIORENZA-BONOMO-ARDIZZONE

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor Presidente, dichiaro di  ritirare  l'ordine
  del  giorno  numero 399 e, pertanto, tutte le firme  apposte  allo
  stesso si intendono apposte all'ordine del giorno numero 403.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 402.

   MAIRA. Dichiaro di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 402. Questo ordine
  del  giorno esprime un giudizio fortemente negativo nei  confronti
  di questo Governo.

   MAIRA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Buzzanca, Caputo,
                           Cascio Salvatore,
                 Falcone, Formica, Leontini e Pogliese)

             Votazione per scrutinio nominale dell'ordine
                           del giorno numero 402

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'ordine del giorno numero 402.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi è favorevole  all'ordine
  del giorno preme il pulsante verde; chi è contrario all'ordine del
  giorno  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il  pulsante
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano sì: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Caputo, Caronia,
  Cascio Salvatore, Cordaro, Corona, D'Asero, De Luca, Dina, Fagone,
  Falcone, Formica, Gianni, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso, Mineo,
  Pogliese, Ragusa, Scilla, Torregrossa e Vinciullo.

   Votano  no:  Adamo,  Ammatuna, Apprendi,  Arena,  Aricò,  Bonomo,
  Calanducci,  Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino,
  Di  Benedetto,  Di  Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico,  Ferrara,
  Fiorenza, Gennuso, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza, Lentini,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo,  Musotto,
  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Savona,
  Scammacca e Speziale.

   Sono in congedo: Cimino e De Benedictis.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti          69
   Votanti           68
   Maggioranza       35
   Favorevoli        26
   Contrari          41
   Astenuto           1

                       (L'Assemblea non approva)

   ARDIZZONE. Signor Presidente, dichiaro di avere preso parte  alla
  votazione ma, per un malfunzionamento del sistema elettronico,  il
  mio voto non  risulta registrato.

   PRESIDENTE.  Resta  a  verbale  che  l'onorevole  Ardizzone   era
  presente ed ha votato contro.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  dichiaro
  di  avere  partecipato  alla votazione ma,  pur  avendo  mantenuto
  pigiato  il pulsante di voto, per un malfunzionamento del  sistema
  elettronico  il mio voto non  risulta registrato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'ordine del giorno numero 403. Lo pongo in votazione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dichiarazione  di  voto  sull'ordine  del  giorno  presentato  dai
  colleghi parlamentari a sostegno dell'iniziativa del Governo, alla
  luce  del  dibattito che si è sviluppato stasera, e che i colleghi
  non  me  ne  vogliano,  non  l'ho  considerato  all'altezza  della
  drammatica condizione che stiamo vivendo ed attraversando.
   Mi sarei aspettato un dibattito che approfondisse di più il solco
  di  una  crisi  profonda che attraversa il Paese e la  Sicilia  in
  particolare.
   Lo  dico ai colleghi senza alcun elemento polemico. Noi siamo  da
  dieci  anni  a  questa  parte in Sicilia in  fase  recessiva.  Gli
  investimenti  stranieri sono prossimi allo zero. Gli  investimenti
  nazionali  sono zero. Il tasso di disoccupazione ha un  incremento
  considerevole  che  non ha precedenti nella  storia  della  nostra
  Regione.  Le  imprese che chiudono sono maggiori  di  quelle   che
  sorgono.
   Ci  troviamo di fronte ad una condizione talmente drammatica  che
  non   cogliere  la  profondità  della  crisi  è  un  elemento   di
  insufficienza  della classe dirigente al di là del  fatto  che  si
  appartenga ad una maggioranza o ad una opposizione.
   Avremmo dovuto interrogarci sulle ragioni per le quali la Sicilia
  negli  ultimi dieci anni ha avuto un tasso di crescita negativo  e
  siamo   in  fase  recessiva;  avremmo  dovuto  interrogarci  sulle
  condizioni  generali della Sicilia e, invece, stasera  ho  sentito
  una  polemica,  molte volte sterile e spesse volte inutile,  molte
  volte astiosa, qualche volta ricca di insulti.
   Colleghi,  il  Parlamento siciliano, che  deve  svolgere  la  sua
  funzione,  avrebbe dovuto cogliere questa occasione per aprire  un
  confronto sereno tra le forze politiche.
   Ho  sentito  stasera,  invece, molte volte  sentirsi  orfani  del
  potere...

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, dovrebbe essere anche lei un  po'
  più  veloce perché la dichiarazione di voto l'ho concessa soltanto
  perché  non  l'ho fatta parlare in tempo, visto  che  lei  si  era
  iscritto  tardivamente. Ma siccome eravamo  già  in  votazione,  a
  termini  di  Regolamento non avrei potuto  concederle  la  parola,
  quindi mi aiuti e sia più breve. Grazie.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, ho chiuso il  mio  intervento  con
  l'augurio   che,   anziché   avere   supponenza   e   logiche   di
  contrapposizione,   la   prossima  volta   il   Parlamento   colga
  l'opportunità  per  misurarsi  sulla  profondità  della  crisi   e
  sull'adeguatezza  in  generale  della  classe  dirigente  a  saper
  affrontare  una  crisi  così  profonda anziché  trincerarsi  nella
  difesa strenua di una condizione a volte di privilegio.
   Pertanto,  signor Presidente, il mio voto all'ordine  del  giorno
  presentato dai colleghi a sostegno dell'iniziativa del  Governo  è
  favorevole; volevo che nel dibattito rimanesse traccia  di  questo
  mio orientamento e ringrazio per avermi dato la parola.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  che  la
  votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ammatuna, Aricò,
                         D'Agostino, Faraone,
         Federico, Ferrara, Gucciardi, Marinello, Oddo e Raia)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno numero
                                  403

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine
  del giorno numero 403.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,  Aricò,
  Bonomo,  Calanducci, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti,  Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di Mauro,  Faraone,  Federico,
  Ferrara,  Fiorenza,  Gennuso, Greco, Gucciardi,  Laccoto,  Leanza,
  Lentini,   Lo   Giudice,  Lombardo,  Lupo,  Marinello,   Marrocco,
  Marziano,    Minardo,   Musotto,   Oddo,   Panarello,   Panepinto,
  Parlavecchio,   Picciolo,   Raia,  Rinaldi,   Savona,   Scammacca,
  Speziale, Termine e Vitrano.

   Sono in congedo: Cimino e De Benedictis.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti     49
   Votanti      47
   Maggioranza  24
   Favorevoli   46
   Astenuto      1

                        (L'Assemblea  approva)

   L'onorevole D'Agostino dichiara di avere votato favorevolmente ma
  che, per un malfunzionamento del sistema elettronico,  il suo voto
  non  risulta registrato.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Comunicazione di nota pervenuta da parte dell'onorevole Maira

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, con nota  pervenuta
  alla  Presidenza  il  7  settembre 2010, l'onorevole  Maira  aveva
  richiesto  di  dedicare  una apposita  seduta  d'Aula  alla  crisi
  occupazionale  che investe il mondo della pubblica  istruzione  in
  Sicilia.
   L'argomento,  già segnalato in sede di Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, non era stato calendarizzato in  attesa
  di  conoscere la nuova composizione del Governo regionale  con  le
  relative preposizioni assessoriali.
   In   considerazione  di  quanto  emerso  nell'odierna  seduta   e
  considerata  altresì l'attualità dell'argomento, propongo  che  lo
  stesso sia oggetto di discussione nella seduta di domani.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  29
  settembre 2010, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     I  - Comunicazioni

     II   -  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
     lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

       N. 216 - «Immediata attivazione dei posti in deroga richiesti
              dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina».

                       RINALDI-PICCIOLO-LACCOTO-ARDIZZONE- PANARELLO
                                    BENINATI-BUZZANCA-DE LUCA-CORONA

       N. 217 -   «Campagna  a  sostegno  della  vita  -  Contro  la
              lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani».

                                                   POGLIESE-BUZZANCA
                                            CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO

       N. 218 - «Iniziative atte a inserire la Sicilia negli accordi
              bilaterali tra Italia e Libia».

                                        ADAMO-MARROCCO- GRECO-ARICO'

     III  - Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate
     per  garantire il diritto allo studio e fronteggiare  la  crisi
     occupazionale che investe il settore della pubblica istruzione in
     Sicilia.

                   La seduta è tolta alle ore 22.23.


   ALLEGATO:

   Risposte  scritte  ad  interrogazioni -  Rubrica   «Istruzione  e
  formazione professionale»

   LO GIUDICE.  - «All'Assessore per la sanità e all'Assessore per i
  beni  culturali  e  ambientali  e  per  la  pubblica,  istruzione,
  premesso che:

   da  anni  opera a Marsala (TP) il convitto per audiofonolesi  che
  svolge  attività  formative  con  percorsi  mirati  di  educazione
  uditiva  e fonologica in favore di soggetti sordi, sordomuti,  con
  connessi  disturbi  della  lalia - in regime  di  convittualità  e
  semiconvittualità  -  anche  attraverso  il  lavoro  di  un'equipe
  specialistica   composta   da  audiologi,   pediatri,   sociologi,
  psicologi,  logopedisti, psicomotricisti,  ripetitori  scolastici,
  coordinatori dei progetti e delle attività, autisti, print master,
  operatori  informatici  ed  esperti  di  attività  per  la   prima
  infanzia;

   il convitto, oltre alla specifica attività educativa e didattica,
  è  diventato negli anni un insostituibile punto di riferimento per
  numerose  famiglie siciliane che hanno visto in  questa  struttura
  anche  un importante luogo di crescita culturale e di aggregazione
  sociale  in  virtù dell'intensa attività ludica e  ricreativa  che
  viene offerta ai ragazzi;

   dal  2004 il convitto di Marsala - che fino ad allora ha ricevuto
  annualmente   regolari   trasferimenti   statali   per   il    suo
  funzionamento  -  non  ha  più  ricevuto  inspiegabilmente   alcun
  contributo   né   da   parte  del  Ministero   dell'   istruzione,
  dell'università  e  della  ricerca né  da  parte  della  direzione
  regionale  dello stesso. Si tratta di contributi  che  erano  così
  strutturati:

   per  l'anno 2000 sul bilancio ministeriale al capitolo 2821;  per
  l'anno  2001,  sempre  sul  bilancio del  Ministero  medesimo,  al
  capitolo 5293;

   per il 2002 e 2003 sul capitolo 5293 del bilancio della direzione
  regionale del Ministero dell'istruzione, dell'università  e  della
  ricerca;

   per  finalità  diverse da quelle del Ministero e della  direzione
  regionale  dello  stesso, sul capitolo 36957  del  bilancio  della
  Regione siciliana;

   i  contributi  sopraccitati servivano  a  coprire  le  spese  del
  personale  specialistico  convenzionato composto  da  logopedisti,
  psicomotricisti, audiologi, psicologi e autisti;

   l'Assessorato  regionale Beni culturali e ambientali  e  pubblica
  istruzione  ha concesso dei contributi, ma di importo  minimo  (40
  mila  euro) e comunque di gran lunga inferiori rispetto  a  quelli
  concessi ad altri enti con finalità similari (istituti per ciechi,
  sordi, stamperia Braille) finanziati dallo stesso Assessorato  con
  contributi che vanno da 700 mila fino a 2 milioni di euro;

   nonostante  una specifica richiesta, la direzione  regionale  del
  Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, non ha
  mai  comunicato al convitto se gli appositi capitoli  di  bilancio
  destinati al finanziamento dell'attività della struttura educativa
  siano stati cancellati o meno;

   la  struttura di Marsala non è un «convitto atipico»,  nonostante
  una delibera regionale
  (numero  288  del 30 luglio 2003) successiva a varie ispezioni  da
  parte  della Regione; nel 2004, a seguito di uno specifico  parere
  dell'ufficio   legislativo  e  legale  della   Regione   siciliana
  (protocollo  numero  1013   dell'11 luglio  2004),  la  titolarità
  delle funzioni di vigilanza e controllo per i convitti nazionali è
  passata in capo alla Regione siciliana;

   con  l'articolo numero 36 della legge 8 febbraio 2007, numero  2,
  il convitto è diventato regionale;

   la  mancanza  di  finanziamenti dal 2004 ad oggi ha  impedito  lo
  svolgimento delle attività riabilitative specialistiche,  che  nel
  tempo  hanno  avuto  un'utenza fino a 130 allievi  provenienti  da
  tutte  le  province  siciliane,  grazie  al  lavoro  di  personale
  qualificato   composto   da  numero  9   logopedisti,   numero   7
  psicomotricisti, numero 2 psicologi, numero 1 audiologo;

   il  rettore  del convitto già nel 2006 ha chiesto all'Assessorato
  Beni   culturali   e   ambientali   e   pubblica   istruzione    e
  all'Assessorato Sanità una convenzione per continuare a  garantire
  le  attività  riabilitative  specialistiche,  senza  avere  ancora
  ricevuto alcuna risposta;

   allo  stato  attuale,  la  mancanza  di  personale  specialistico
  impedisce  al  convitto di garantire le cure  riabilitative  e  le
  attività didattiche collaterali a numerosi giovani che, tramite le
  rispettive  famiglie,  si rivolgono alla  struttura  per  chiedere
  supporto;

   il   convitto   di  Marsala  opera  in  un  contesto   ambientale
  contrassegnato da ben conosciuti fenomeni di devianza giovanile  e
  in  un  contesto urbanistico dove sono assai carenti le  strutture
  sportive   e   i   luoghi  di  ritrovo  e  aggregazione   sociale.
  L'allocazione  al  suo interno di un impianto  sportivo  ne  aveva
  fatto fino a qualche anno fa il luogo di incontro di centinaia  di
  giovani impegnati a praticare diverse discipline sportive;

   constatato che l'azienda sanitaria locale numero 9 di Trapani non
  ha  in  pianta  organica le figure professionali di logopedisti  e
  neuropsicomotricisti e, che per tale motivo, le famiglie che hanno
  bisogno  di  interventi  specialistici per  i  loro  figli  devono
  rivolgersi  a  strutture  private con costi  per  le  casse  della
  Regione siciliana notevolmente superiori;

   per sapere:

   se ritengano indispensabile la funzione svolta dal convitto; se e
  in  che  modo  gli  Assessorati in indirizzo ritengano  necessario
  potenziare  l'attività  del  convitto,  visto,  peraltro,  che  le
  competenze sono passate alla Regione siciliana;

   quali  siano  i motivi che hanno impedito fino ad  oggi  di  dare
  corso alla convenzione;

   con  quale  modalità e quando intendano attivare  la  convenzione
  (allo  stato attuale unica strada percorribile) in grado  peraltro
  di determinare un risparmio di risorse pubbliche, considerato che,
  mentre  in un centro convenzionato privato il costo della  terapia
  di  logopedia  o  psicomotoria è di 50 euro, in un  convitto  come
  quello  di  Marsala è addirittura della metà, cioè  di  25  euro».
  (248)

     Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione numero  248,  a
  firma  dell'onorevole  Lo Giudice, si trasmette  copia  della  nota
  dipartimentale protocollo numero 2512 del 24/06/2010 con la quale è
  stata  trasmessa la nota numero 550 del 09/02/2009 del Servizio  al
  diritto  allo Studio ed EE.RR.SS.UU. del 09/02/2009 consistente  in
  un   circostanziato   rapporto  in    ordine   ai   temi   inerenti
  all'interrogazione».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

                           REGIONE SICILIANA
     Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
                   Dipartimento Pubblica Istruzione
    Servizio VIII Diritto allo Studio ed EE.RR.SS.UU. ed assistenza
                          alunni svantaggiati

   «Con  nota protocollo numero 3761 del 22.12.2008 è stata trasmessa
  copia dell'Interrogazione
  numero  248 dell'onorevole Giuseppe Lo Giudice al fine di  redigere
  un circostanziato rapporto.
   Oggetto dell'interrogazione numero 248 è il Convitto Regionale per
  audiofonolesi con sede
  a  Marsala,  una struttura Sperimentale Polifunzionale  che  svolge
  attività formative in favore
  di  soggetti  sordi  e  sordomuti  in  regime  di  convittualità  e
  semiconvittualità.
   Ai  sensi dell'articolo 36 della legge regionale 8 febbraio  2007,
  numero 2, il "Convitto nazionale di Stato audiofonolesi", assume la
  denominazione di "Convitto regionale per audiofonolesi", inoltre lo
  stesso  articolo istituisce un collegio dei revisori dei conti  che
  esercita l'attività di controllo
  sulla  regolarità della gestione e della contabilità  del  Convitto
  stesso.  Corre  obbligo  fare presente che  le  spese  relative  al
  personale del Convitto sono rimaste a carico dello Stato.
   Il  capitolo  numero 372543 del Bilancio della  Regione  Siciliana
  prevede,  per il Convitto Regionale per audiofonolesi  di  Marsala,
  l'assegnazione  di  una  somma annuale  per  il  funzionamento  del
  Convitto pari a   40.000,00 per il 2009 (mentre per il 2008 è stata
  pari a   45.000,00).
   Per   ciò   che   attiene   ai  chiarimenti   richiesti   mediante
  l'interrogazione numero 248 questo Dipartimento ritiene che:
   1)  le  funzioni  esercitate dal Convitto  di  che  trattasi,  con
  particolare  riferimento  alle  attività  formative,  educative   e
  riabilitative  svolte  nei  confronti  dei  soggetti  audiofonolesi
  frequentanti   la  struttura,  sono  da  ritenersi  indispensabili.
  Altrettanto  fondamentale, per il territorio in  cui  opera  e  che
  interessa  un'area interprovinciale, è la valenza che  il  Convitto
  assume come centro culturale e
  di   aggregazione  sociale  per  i  ragazzi  e  le  loro  famiglie,
  attraverso  la  proposizione  di  attività  ludiche,  ricreative  e
  sportive.  L'attività del Convitto potrà essere estesa tramite  una
  revisione   dello   Statuto  che  consenta  un  ampliamento   delle
  competenze istituzionali e il raccordo con le altre
  istituzioni di sostegno ai disabili, quali i C.T.R.H.;
   2)  per  quanto  riguarda la richiesta del  Rettore  Reggente  del
  Convitto  di  una  convenzione  tra l'Ass.to  BB.CC.AA.  e  P.I.  e
  l'Ass.to  alla  Sanità  atta a garantire le attività  riabilitative
  specialistiche, giorno 26.01.2009 si è tenuta una  riunione  a  cui
  hanno partecipato tra gli altri l'Assessore ai BB.CC.AA. e P.I., il
  Direttore   Generale  del  Dipartimento  Pubblica  Istruzione,   il
  Presidente
  del   Consiglio  di  Amministrazione  del  Convitto  Regionale  per
  audiofonolesi  di  Marsala, nel corso della  quale  si  è  trattato
  l'argomento e sono stati individuati i percorsi amministrativi  per
  la sua realizzazione».

                         Il Dirigente generale
                          d.ssa  G. Patrizia
                              Monterosso

   POGLIESE.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   la  proposta  del  piano di ridimensionamento  delle  istituzioni
  scolastiche  nel comune di Catania, approvata dal  tavolo  tecnico
  convocato  dall'Assessorato in indirizzo, prevede la  soppressione
  di  7  autonomie nella scuola di base e l'eliminazione  di  plessi
  scolastici con ulteriori riduzioni di posti di lavoro nei ruoli di
  docente e ATA;

   questo  piano stravolge quello voluto dalle comunità  scolastiche
  autonome  ed  approvato dalla giunta del comune di  Catania  nella
  seduta di lunedì 12 gennaio 2009;

   considerato  che il piano di ridimensionamento, oltre  a  ridurre
  posti di lavoro, non tiene conto che la maggior parte delle scuole
  in  questione  opera in un territorio urbano a  forte  rischio  di
  devianza,   come  si  evince  dalle  statistiche   annuali   sulla
  criminalità minorile in Italia;

   per sapere se non ritenga utile procedere alla trasformazione  da
  circolo  didattico a istituto comprensivo delle  scuole  Battisti,
  Caronda,  S. Giovanni Bosco e Tempesta di Catania, il cui  modello
  organizzativo  è stato gia approvato dalla Regione  nel  2001  nel
  quartiere  catanese  di Librino e - in tempi  recentissimi  -  nel
  limitrofo comune di Misterbianco». (363)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione numero  363,  a
  firma  dell'onorevole Pogliese, si trasmette copia della nota  del
  Servizio  scuola  materna ed istruzione di  ogni  ordine  e  grado
  statale protocollo 1514 del 2/4/2009 trasmessa a questo Ufficio di
  Gabinetto con nota protocollo 2504 del 24/6/2010.
   Dalla  predetta  nota si evince fra l'altro che  la  proposta  di
  riorganizzazione della rete scolastica della Provincia di  Catania
  è  stata  discussa,  integrata  e  approvata  dal  Tavolo  tecnico
  appositamente  convocato  cui hanno partecipato  i  rappresentanti
  delle Istituzioni preposte e i rappresentanti sindacali.
   Per   quanto   riguarda   le  Direzioni  Didattiche   "Battisti",
  "Caronda", "Tempesta" e "San Giovanni Bosco" le stesse sono  state
  inserite nel piano regionale con la proposta di trasformazione  in
  Istituti Comprensivi».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

                           REGIONE SICILIANA
     Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
                   Dipartimento Pubblica Istruzione
     Servizio scuola materna ed istruzione di ogni ordine e grado
                                statale
                         Unità operativa n. IX

   «In  riscontro alla nota protocollo 181 del 2/03/2009, di Codesta
  Direzione, si riferisce sull'argomento oggetto dell'interrogazione
  numero 363 dell'onorevole Salvatore Pogliese.
   Si rappresenta preliminarmente quanto segue.
   Con  l'articolo  64  del  Decreto Legge 25.06.2008,  numero  112,
  convertito dalla legge 6.08.2008, numero 133, sono state  adottate
  disposizioni in materia di organizzazione scolastica.
   Ai  sensi  dell'articolo  64 citato, è  stato  emanato  il  piano
  programmatico del Ministero
  dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di  concerto  con
  il Ministro dell'Economia e delle Finanze.
   Con   l'articolo  3  del  Decreto  Legge  7.10.2008,  numero  154
  "Definizione dei piani di dimensionamento
  delle  Istituzioni scolastiche rientranti nelle  competenze  delle
  regioni e degli Enti Locali" è stato
  integrato l'articolo 64 del D.L. 112/2008 prevedendo la  data  del
  30 novembre di ogni anno per la
  definizione  dei  piani di dimensionamento e  la  diffida  per  le
  Regioni inadempienti e la nomina di
  un Commissario Straordinario.
   Con Legge 4/12/2008 numero 189, di conversione del D.L. 154/2008,
  la data del 30 novembre
  veniva  prorogata al 31/12/2008 ed omessa la parte riguardante  il
  commissario straordinario.
   In  seguito  all'emanazione della citata  normativa  statale,  la
  Regione Siciliana si è attivata
  per  la  definizione  del  Piano di  riorganizzazione  della  rete
  scolastica della Sicilia.
   Con nota del Dirigente Generale prot. 12341 del 29 dicembre 2008,
  è stato convocato il
  Tavolo Tecnico per la riorganizzazione della rete scolastica della
  Sicilia costituito con D.A.
  numero 1110 del 4 novembre 2008.
   I  lavori riguardanti la Provincia Regionale di Catania  si  sono
  svolti  il  giorno  14  gennaio 2009.  Vi  hanno  partecipato:  il
  Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Pubblica Istruzione,
  il   Direttore  Generale  dell'Ufficio  Scolastico  Regionale,  il
  Dirigente dell'Ufficio Scolastico
  Provinciale, l'Assessore alla Pubblica Istruzione della  Provincia
  di Catania, l'Assessore alla
  Pubblica  Istruzione  del  Comune  di  Catania,  i  rappresentanti
  regionali e provinciali dei sindacati
  della Scuola, e dell'A.N.P..
   Questo  Dipartimento ha presentato al Tavolo Tecnico la  proposta
  di riorganizzazione
  della  rete scolastica della Provincia di Catania, la quale,  dopo
  ampia discussione di tutti i
  componenti, è stata integrata, condivisa e approvata dallo stesso.
   Detta  proposta ha privilegiato principalmente gli interventi  di
  trasformazione delle Direzioni Didattiche in Istituti  Comprensivi
  per  garantire la continuità degli studi agli alunni  frequentanti
  le  stesse,  e  si  discosta di poco rispetto a  quella  elaborata
  dall'Amministrazione comunale ed approvata con delibera  numero  3
  del 12/01/2009.
   La  proposta  approvata dal Tavolo Tecnico, è stata inserita  nel
  piano regionale di
  riorganizzazione  della rete scolastica e trasmessa  al  Ministero
  della Pubblica Istruzione con nota
  protocollo 1087 del 17/02/2009 per la relativa intesa.
   Con  nota  3257  del 12/03/2009, Il Ministero dell'Istruzione  ha
  formulato l'intesa sul piano
  di  riorganizzazione  della rete scolastica presentato  da  questo
  Assessorato.
   Si  rappresenta  che  per  la definizione della  riorganizzazione
  della rete scolastica della
  Provincia  di Catania sono stati adottati i principi e le  deroghe
  previsti dalla legge regionale
  24/02/2000 numero 6, richiamati dal decreto istitutivo del  Tavolo
  Tecnico numero 1110/2008.
   Per   quanto   riguarda   le  Direzioni  Didattiche   "Battisti",
  "Caronda", "Tempesta" e "San Giovanni Bosco", le stesse sono state
  inserite nel piano regionale con la proposta di trasformazione  in
  Istituti Comprensivi».

                           Il Dirigente del
                               Servizio
                         d.ssa Anna Buttafuoco

   POGLIESE   -  VINCIULLO.   -  «Al  Presidente  della  Regione   e
  all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la  pubblica
  istruzione, premesso che:

   il   Consiglio  di  giustizia  amministrativa  per   la   Regione
  siciliana,  con  propria sentenza, ha reso definitivo  lo  sfratto
  dell'Istituto  statale d'arte di Catania (ISA)  dal  Collegio  dei
  gesuiti.  Questa  sentenza ha messo la parola  fine  ad  un  lungo
  contenzioso  che ha visto contrapposte la Provincia  regionale  di
  Catania,  che  è  locataria dell'immobile in  uso  all'ISA,  e  la
  Regione siciliana, che dell'immobile è proprietaria;

   per  espellere l'Istituto dall'ex Collegio dei gesuiti, che ne  è
  la  sede storica da oltre 40 anni, si adducono motivi di sicurezza
  e  condizioni  di rischio, non provate da alcun giudizio  espresso
  all'uopo dagli organi preposti;

   lo  spauracchio di danni provocati dal sisma del 1990, che  è  la
  tesi  prediletta  da  chi vuole lo sfratto, è smentito  da  quanto
  dichiarato    dall'allora   preside,    arch.    Rosario    Leone,
  nell'intervista  pubblicata dal quotidiano  'La  Sicilia',  il  28
  luglio 2009;

   lo  stato  attuale  dell'edificio denota,  invece,  che  si  sono
  trascurati  gli interventi necessari per contrastare l'inevitabile
  decadimento della secolare struttura;

   i  locali dell'ex Collegio dei gesuiti, dopo l'esproprio dei beni
  dell'ordine,  furono  adibiti  nel  1778  a  casa  di  educazione,
  trasformata nel 1830 in regio ospizio di beneficenza.  Da  sempre,
  quindi, l'ex Collegio dei gesuiti è stata una fucina di formazione
  e uno storico luogo di produzione, dove i giovani più poveri e gli
  orfani imparavano i mestieri nei laboratori artigianali;

   per  funzionalità,  estensione della superficie,  cubatura  degli
  spazi,  decoro estetico dell'edificio, la sede attuale  è  la  più
  idonea  a  ospitare un istituto a vocazione artistica,  dotato  di
  laboratori con macchinari e apparecchiature;

   considerato che:

   la  Provincia  regionale di Catania da più di  un  mese  discute,
  senza  esito  alcuno, con il Comune di Catania per individuare  la
  disponibilità  di  sedi  alternative. Le sedi  proposte  sono,  in
  realtà,  del  tutto inadeguate, perché non a norma  e  ubicate  in
  luoghi  non  raggiungibili dagli alunni, che per il 60  per  cento
  sono  pendolari. A partire dal settembre 2009, quindi,  circa  700
  studenti non potranno disporre di una sede o dovranno usufruire di
  una   sede  provvisoria  alternativa  non  raggiungibile   per   i
  pendolari;

   lo  sfratto  dell'Istituto  statale  d'arte  di  Catania  dall'ex
  Collegio  dei  gesuiti colpisce non solo gli  studenti  e  i  loro
  genitori,  ma  causerà  anche un drastico ridimensionamento  della
  scuola e un inevitabile taglio dell'occupazione, oltre che la fine
  di una prestigiosa tradizione culturale. Difatti, la situazione in
  atto   sta  determinando  il  crollo  delle  iscrizioni,  con   la
  consequenziale  condanna  a  morte  l'istituto  e  preclusione   a
  numerosi giovani della frequenza della scuola;

   tenuto conto che:

   a  sostegno  della  scuola  si  è  costituita  l'associazione  di
  volontariato  e di impegno civile, denominata 'comitato  emergenza
  sfratto  pro  Istituto statale d'arte di Catania',  formata  dagli
  alunni (ex compresi), dai genitori e dal personale;

   il  comitato civico si è costituito con lo scopo di mantenere  la
  locazione dell'istituto nel Collegio dei gesuiti, che ne è la sede
  storica  da  ben  40  anni, per definire soluzioni  fondate  sulla
  compatibilità tra le opere di ripristino dell'edificio e l'attuale
  locazione della scuola;

   una   soluzione   che  consenta  il  proseguimento  dell'attività
  dell'istituto permetterebbe:

   a)  di  porre  fine a un lungo contenzioso, che ha visto  e  vede
  contrapposte le pubbliche istituzioni;
   b)   di   salvaguardare  due  importanti  risorse  della  cultura
  cittadina:  lo storico edificio e la scuola d'arte, la cui  storia
  si identifica con l'edificio stesso;
   c)  all'erario  pubblico  di risparmiare  un'enorme  quantità  di
  risorse.  Considerata la complessità organizzativa  della  scuola,
  articolata  per  settori  di  indirizzo,  nonché  la  presenza  di
  laboratori  dotati di macchinari e strumentazioni  non  facilmente
  traslocabili,  il  trasferimento dell'istituto  dall'attuale  sede
  imporrebbe   all'amministrazione  costi  elevatissimi,   che   più
  utilmente potrebbero essere stornati per l'esecuzione delle  opere
  di ristrutturazione e messa in sicurezza dell'edificio;
   per sapere:

   se  non  ritengano auspicabile un intervento urgente al  fine  di
  ottenere  la revoca dello sfratto dell'Istituto statale d'arte  di
  Catania dall'ex Collegio dei gesuiti;

   se   non   ritengano  improcrastinabile  l'assegnazione   dell'ex
  Collegio dei gesuiti in comodato d'uso alla Provincia regionale di
  Catania,  al  fine  di  permettere alla  stessa  di  ristrutturare
  l'intero  plesso e consentire, così, la prosecuzione dell'attività
  didattica dell'Istituto statale d'arte di Catania nell'ex Collegio
  dei gesuiti». (700)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione numero  700,  a
  firma degli onorevoli Pogliese
  e  Vinciullo,  si ritiene che questo Assessorato non abbia  alcuna
  competenza  in  ordine  alla  gestione  dell'edificio  cui  si  fa
  riferimento.
   Poiché,  verosimilmente, trattasi di bene  sottoposto  a  vincolo
  architettonico, la competenza relativa alla problematica in  esame
  potrebbe riguardare l'Assessorato Beni Culturali.».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   molti  alunni disabili rimarranno in Sicilia senza insegnanti  di
  sostegno  in quanto sono stati tagliati 693 posti, di cui  112  in
  provincia di Catania;

   i  tagli previsti compromettono seriamente e irreparabilmente  la
  qualità  del  servizio scolastico pubblico in quanto,  oltre  agli
  insegnanti di sostegno, sono stati tagliati altri 5.690 docenti  e
  1.600 di personale ATA;

   considerato che:

   con  la prevista riduzione degli organici di sostegno viene messo
  in  discussione il diritto all'integrazione scolastica, sancito da
  numerose leggi dello Stato;

   la  politica  del Governo nazionale sull'istruzione  in  Sicilia,
  fondata  sul  preminente  obiettivo  di  conseguire  risparmi   ed
  economie di bilancio, è devastante per la nostra Regione;

   ritenuto che:

   la  riduzione  del  numero delle classi  determinerà  un  elevato
  aumento  di  studenti in ogni classe, con conseguente abbassamento
  della qualità dell'istruzione;

   la  scuola in Sicilia, rispetto alle altre Regioni più ricche, è,
  spesso,  l'unico punto di riferimento per le famiglie e le giovani
  generazioni, al cospetto del vuoto sociale che li circonda;

   la  scuola è sicuramente un fattore di crescita civile e  sociale
  nonché  uno  straordinario luogo di accoglienza e di  integrazione
  culturale e sociale, che non può essere subordinata alle  esigenze
  di cassa;

   per sapere:

   se  il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire con
  proprie risorse finanziarie per pagare gli insegnanti di sostegno,
  attraverso  un'apposita  convenzione  e  utilizzando  le   attuali
  graduatorie;

   quali  iniziative  siano  state sinora  assunte  a  difesa  delle
  prerogative  costituzionali e statutarie attribuite  alla  Regione
  siciliana in materia di scuola e diritto allo studio;

   se  non  ritenga di dover assumere tutte le necessarie iniziative
  al  fine di impedire la distruzione di un sistema scolastico  che,
  in  condizioni talvolta difficilissime, ha consentito il progresso
  sociale e culturale della nostra Regione;

   se   non  ritenga,  altresì,  di  dover  intervenire  presso   la
  deputazione nazionale siciliana affinché si impegni a difendere la
  scuola  siciliana, consegnata a logiche di mercato che cancellano,
  di  fatto,  il  diritto  alla scuola  e  allo  studio  per  tutti,
  scaricando sugli enti locali l'onere maggiore di fornire  risposte
  alle domande di istruzione che provengono dal territorio». (707)

   RINALDI.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   i  tagli  previsti dalla riforma Gelmini compromettono gravemente
  la qualità della scuola siciliana;

   in  particolar  modo,  gli  alunni con disabilità  pagheranno  il
  prezzo  più  alto a causa dei tagli al numero degli insegnanti  di
  sostegno, indispensabili alla loro integrazione sociale;

   ritenuto che:

   con  puro calcolo ragionieristico e senza tener conto del  numero
  dei  disabili esistenti nella nostra realtà regionale, la  riforma
  Gelmini  taglia,  di fatto, l'unico sostegno che  è  rappresentato
  dalla scuola alle numerose famiglie con figli disabili;

   l'applicazione  del  piano  di  riequilibrio  degli  organici  di
  sostegno   crea  seri  problemi,  aggravati  dal  fatto   che   le
  amministrazioni  locali riducono nel contempo i  servizi  resi  ai
  soggetti  disabili, anche a causa del taglio dell'ICI  voluto  dal
  Governo  nazionale che ha provocato una gravissima  riduzione  dei
  loro budget finanziari;

   considerato che:

   i   tagli   al  sostegno  destano  molta  preoccupazione   perché
  colpiscono  proprio  la  scuola,  luogo  da  dove  parte  la  vera
  integrazione dei ragazzi diversamente abili;

   togliere  alle  famiglie dei diversamente abili  insegnanti  che,
  quotidianamente  all'interno della Scuola, si  occupano  dei  loro
  ragazzi,  aiutandoli sia a livello scolastico, sia  a  livello  di
  integrazione, equivale a negar loro la speranza che un  domani  ci
  possa essere un posto nella società anche per i loro figli;

   atteso che:

   già  dal  prossimo anno scolastico alle famiglie dei diversamente
  abili  verrà  meno l'assistenza gratuita goduta fino  allo  scorso
  anno;

   gli  alunni  disabili nella nostra Regione sono in netto  aumento
  rispetto allo scorso anno scolastico;

   in  Sicilia, più che nel resto del Paese, la scuola è  per  molti
  disabili l'unica occasione per integrarsi nella società;

   rilevato  che anche la giurisprudenza ormai consolidata considera
  le  ore  di  sostegno  un  diritto individuale  degli  alunni  con
  disabilità e ritiene tali ore l'unica risorsa a tutela del diritto
  allo studio di tali alunni;

   per  sapere  se,  anche  alla  luce  delle  considerazioni  sopra
  esposte,  il  Governo  della Regione non ritenga  di  doversi  far
  carico delle sorti dei propri disabili, delle loro famiglie e  dei
  docenti,

   finanziando  direttamente, in sede di variazioni di  bilancio  la
  somma  di 8 milioni e 500 mila euro necessaria per ridurre di  300
  unità  la  prevista  soppressione di n. 693  insegnanti  'perdenti
  cattedra',  così come stabilito dalla riforma Gelmini, garantendo,
  in  tal modo, il sostegno ai disabili e alle loro famiglie per  il
  periodo scolastico di settembre-giugno». (708)

   Risposta.  - «Con riferimento alle interrogazioni numero  707,  a
  firma dell'onorevole Barbagallo,
  e n. 708, a firma dell'onorevole Rinaldi, si trasmette copia della
  nota  dell'Ufficio  Scolastico  Regionale  protocollo  17963   del
  9/8/2010 e della nota del Dirigente dell'Area Programmazione
  e Coordinamento protocollo 0050 del 38/8/2010».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

               MINISTERO DELL'ISTRUZIONE E DELLA RICERCA
                  U.S.R. SICILIA - DIREZIONE GENERALE
                           UFFICIO DI STAFF

                                        All'Assessorato regionale
                                        dell'Istruzione
                                        e della formazione
                                        professionale
                                        Ufficio di staff del
                                        Direttore generale
                                        Via Ausonia, 122
                                        P  A  L  E  R  M  O

   «In  riferimento alla nota del 3/08/2009, protocollo numero  2672
  di pari oggetto, si specifica quanto segue.
   La  c.d. "riforma Gelminì" non incide in alcun modo sul numero di
  posti  di  sostegno, dato che la riduzione di posti  è  dovuta  al
  fatto  che,  per effetto delle leggi finanziarie del 2007  e  2008
  nonché  del decreto MIUR emesso il 24/04/2008 di concerto  con  il
  Ministero  dell'Economia e delle Finanze, il numero dei  posti  di
  sostegno  complessivamente attìvabili  in  ciascuna  Regione  deve
  gradualmente  raggiungere  il  rapporto  medio  nazionale   di   1
  insegnante specializzato ogni 2 alunni disabili. Ciò ha portato ad
  un  ri-allinearnento graduale del nostro rapporto regionale  verso
  l'1:2 stabilito dalle norme citate.
   Se  osserviamo  il trend del rapporto insegnanti/alunni  disabili
  nella  scuola  siciliana degli ultimi 3 anni possiamo  verificare,
  infatti,  che  siamo  passati dall'1,53 del 2007/08  all'1,73  del
  2008/09  e  all'1,84 del 2009/10. Tale graduale  avvicinamento  al
  rapporto  nazionale di 1:2, fra l'altro, non è omogeneo per  tutte
  le  province  ma ha tenuto conto sia delle situazioni storicamente
  determinatesi,  sia  dei contesti socio- geografici  delle  realtà
  territoriali. La riduzione di posti, pur in presenza  di  rapporti
  alunni-posti   molto   più  favorevoli   di   altre   regioni,   è
  particolarmente  sentita  perché alcuni servizi  non  sono  sempre
  presenti   a   differenza  di  altre  regioni  e  potrebbero   che
  contribuire,  in sinergia con la scuola, alla realizzazione  della
  piena integrazione, ci si riferisce:

     1)  All'effettiva  presenza  nelle  scuole  -  in  attesa  della
  attuazione  di  quanto  previsto dalla nota  MPI  numero  3390  del
  30/11/2001 - di assistenti igienico-personali per garantire ausilio
  materiale  negli  spostamenti e nella  cura  dell'igiene  personale
  degli  alunni  disabili, Tale servizio, come è noto,  compete  agli
  EE.LL. (Comuni e Province) ai sensi della legge regionale numero 15
  del 5/11/04;
   2) All'effettiva presenza nelle classi di assistenti all'autonomia
  e  alla  comunicazione così come previsto dagli articoli 42-45  del
  DPR  24/7/1977  numero 616 e dall'articolo 13 comma 3  della  legge
  104/92.  Tali  figure  di  assistenza specialistica  devono  essere
  fornite, come è noto, dagli EE.LL
  (Comuni  per infanzia, primaria e secondaria di 1  grado e Province
  per la scuola secondaria di
  2  grado)
   Non  va sottaciuta la necessità di una chiara individuazione degli
  alunni disabili aventi diritto al
  sostegno ai sensi della legge 104/92.
   Per  effetto  dell'applicazione del DPCM n. 185,  infatti,  si  è
  verificata in Sicilia un'impropria
  utilizzazione dell'I.C.D-10 che ha fatto rientrare molti  studenti
  diagnosticati con il codice "F81"
  (disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche, DSA)  fra
  i soggetti individuati come disabili
  ai  sensi  dell'articolo 3, commi 1 e 3, della legge 104/92.  Ora,
  pur riconoscendo i problemi
  specifici  presentati  da questi alunni sicuramente  bisognosi  di
  interventi educativo-didattici e
  psicopedagogici  personalizzati, si fa fatica a  riconoscere  come
  disabile ai sensi della legge
  104/92  un  bambino  dislessico o iperattivo o con  difficoltà  di
  apprendimento legate a fattori
  mesologici.  Il riferimento a questi servizi carenti  (o  assenti)
  nel nostro territorio viene fatto perché si è nel tempo creata una
  convinzione  anomala  in Sicilia, e cioè che l'integrazione  della
  persona  disabile  si  possa realizzare salo  e  soltanto  con  la
  presenza dell'insegnante di sostegno.
   Senza  minimamente  sottovalutare l'importanza  e  il  ruolo  del
  docente  specializzato, si ritiene che senza il supporto sinergico
  delle  altre  istituzioni e dei connessi  servizi  sarà  difficile
  realizzare   una  significativa  integrazione  degli   alunni   in
  situazione di disabilità. L'integrazione della persona disabile  è
  una  conseguenza della piena integrazione dei servizi (che  devono
  essere presenti ) offerti e messi in rete. Non esiste integrazione
  scolastica  al di fuori di una vera presa in carico  da  parte  di
  tutti  (così  come indica - crediamo - lo spirito  profondo  della
  legge 104/92).
   In conclusione la recente sentenza della Corte Costituzionale che
  ha portato all'abrogazione di
  parte  della  legge  finanziaria citata porta  a  evitare  che,  a
  partire dall'a.s. 2010/2011, si verifichino
  diminuzioni del numero dei posti di sostegno assegnati alle  varie
  regioni.
   Va  comunque  ricordato che l'accordo Stato-Regione  del  decorso
  anno, pur con vari ritardi, ha
  impegnato  rilevanti risorse per gli anni scolastici  2009/2010  e
  2010/2011 per le esigenze dei soggetti più deboli».

                         Il Direttore Generale
                         dr. Guido di Stefano

                           REGIONE SICILIANA
     Dipartimento regionale Istruzione e Formazione Professionale

                                        Al Dirigente Generale ad
                                        interim
                                        Arch. Felice Bonanno
                                        S  E  D  E

   «In  riscontro alla nota numero 2673 del 3.8.2010, si rappresenta
  che  questo Ufficio ha già attivato, nell'ambito dei finanziamenti
  POR 2007-2013, corsi rivolti alla realizzazione di piani integrati
  atti a garantire il successo formativo e scolastico degli studenti
  che  si  trovano  in situazione di disabilità  e/o  a  rischio  di
  marginalità   sociale,  discendenti  dal  Protocollo   di   Intesa
  stipulato  tra  il  MIUR e la Regione siciliana  per  favorire  la
  programmazione  e  l'attuazione di interventi  congiunti  volti  a
  promuovere l'aumento delle capacità di apprendimento degli  alunni
  disabili e a rischio di marginalità, nonché il miglioramento della
  qualità del servizio scolastico e dell'istruzione in generale.
      Si  rappresenta,  inoltre,  che  l'Avviso  di  riferimento  ha
  disposto  l'utilizzazione obbligatoria, per ciascun  progetto,  di
  due  insegnanti di sostegno attinti dalle graduatorie  provinciali
  ad esaurimento (o, in alternativa, come successivamente stabilito,
  dalle graduatorie d'Istituto).
   Relativamente    agli   ulteriori   quesiti    contenuti    nelle
  interrogazioni  di  cui  all'oggetto,  gli  stessi  non  sono   di
  pertinenza della scrivente Area».

                          Il Dirigente d'Area
                        dr. Domenico Giubilaro

   ODDO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   con  D.A.  numero 115 del 5 dicembre 2008, è stato finanziato  il
  PROF 2008 per un importo di euro 256.922.765,24 e che, a fronte di
  tale  finanziamento, risulterebbe che resta  da  erogare,  per  il
  saldo di gestione, il 46 per cento dell'importo finanziato;

   con  D.D.G. numero 277 dell'8 aprile 2009, è stato finanziato  il
  PROF  2009  per un importo di euro 194.618.000,00 che  prevede  un
  importo in conto personale di 180.000.000,00 di euro, pari  all'88
  per  cento rispetto all'importo finanziato dal PROF 2008 e che,  a
  fronte  di tale finanziamento, risulterebbe necessario un  decreto
  d'integrazione di spesa per il rimanente 12 per cento;

   con  D.D.G. numero 277 dell'8 aprile 2009, è stato finanziato  il
  PROF  2009  per un importo di euro 194.618.000,00 che  prevede  un
  importo  in conto gestione di euro 14.618.000,00, pari al  29  per
  cento  rispetto  all'importo finanziato dal PROF 2008  con  D.D.G.
  numero  116  e  che, a fronte di tale finanziamento,  risulterebbe
  necessario un decreto di integrazione di spesa per il rimanente 71
  per cento;

   relativamente al PROF 2010, a tutt'oggi non è stato emesso  alcun
  avviso di bando nonostante la necessità di emanare un decreto  che
  dovrebbe essere approvato entro il mese di dicembre 2009  al  fine
  di  evitare la messa in mobilità, dal giorno 1  gennaio  2010,  di
  tutti  i  docenti  e  di  parte del personale  amministrativo  con
  rapporto  di  lavoro  a tempo indeterminato  presso  gli  enti  di
  formazione;

   per sapere:

   se  non  ritengano e urgente e doveroso provvedere ad erogare  la
  somma rimanente per il saldo della voce 'gestione' del PROF 2008;

   se  non  valutino urgente e serio provvedere, in tempi brevi,  ad
  emanare il decreto di integrazione delle somme necessarie  per  la
  copertura del finanziamento della voce 'personale' del PROF 2009;

   se  non ritengano indispensabile provvedere ad emanare il decreto
  di  integrazione  delle  somme necessarie  per  la  copertura  del
  finanziamento della voce 'gestione' del PROF 2009;

   quando   e  come  l'Amministrazione  regionale  intenda  emettere
  l'avviso  per il bando relativo al PROF 2010, per quale importo  e
  con quali risorse intenda finanziarlo». (807)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione numero  807,  a
  firma dell'onorevole Oddo, si rappresenta che le argomentazioni in
  essa  contenute  sono abbondantemente superate,  atteso  che  sono
  stati assunti tutti gli impegni di spesa ed erogati quasi tutti  i
  saldi per gli anni 2008 e 2009 mentre il bando relativo al 2010  è
  stato  regolarmente  emanato e si è già provveduto  all'erogazione
  della prima e della seconda anticipazione».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che
  in  data  25 marzo 2009 il sottoscritto interrogante ha presentato
  l'ordine  del  giorno  numero 111 (approvato dall'Assemblea  nella
  seduta  n.  78 di pari data), inerente alla situazione finanziaria
  deficitaria delle IPAB siciliane che va sempre più aggravandosi in
  relazione  al progressivo minore trasferimento di risorse  che  la
  Regione  eroga per garantire ai dipendenti il contratto di  lavoro
  negli  enti  locali  ed  il rispetto delle  norme  di  contabilità
  pubblica;

   considerato che la situazione si è ulteriormente aggravata a  tal
  punto  che  il  personale delle IPAB non percepisce gli  stipendi,
  alcuni  addirittura  da oltre 30 mesi, fra i  quali  il  personale
  dell'IPAB  Sciacca  Baratta di Patti (Me)  e  che,  con  senso  di
  responsabilità, continuano ad assicurare il servizio all'utenza;

   considerato,  inoltre,  che  gli amministratori  delle  IPAB  non
  percepiscono alcuna indennità e svolgono il loro ruolo con spirito
  di servizio sociale;

   ritenuto  imprescindibile  ed  improrogabile  un  intervento  del
  Governo  regionale finalizzato ad una riforma globale  delle  IPAB
  che  tenga conto dell'insostituibile ruolo che le stesse rivestono
  per  le  comunità  ove  sono  allocate; infatti,  esse  forniscono
  prestazioni  socio-assistenziali  a  favore  di  anziani,  minori,
  disabili e soggetti deboli;

   evidenziato che la Regione siciliana ad oggi non ha provveduto al
  riordino  del  sistema  delle  IPAB secondo  quanto  previsto  dal
  decreto legislativo 4 maggio 2001, numero 207;

   per sapere se intendano adottare:

   con urgenza, i provvedimenti economici necessari per fronteggiare
  i   notevoli  disagi  dei  lavoratori  che  non  percepiscono   lo
  stipendio, cosa che mette in difficoltà le famiglie degli  stessi,
  e  per  trovare  una soluzione per l'equilibrio finanziario  delle
  IPAB nei confronti dei creditori ed in particolare dei servizi per
  gli assistiti;

   successivamente, un provvedimento normativo e/o  legislativo  per
  l'applicazione  di  quanto prescritto dal  Titolo  V  della  legge
  regionale  9  maggio  1986, numero 22,  ed  in  particolare  dalle
  disposizioni  di  cui  agli  articoli da  30  a  43,  pianificando
  l'estinzione  o  la  fusione degli enti che non svolgono  attività
  consone  ovvero  che non riescono a raggiungere gli  obiettivi  di
  legge,  ed  a rilanciare l'attività degli enti predetti, definendo
  un  censimento  e  la  qualificazione  dei  loro  patrimoni  anche
  attraverso la stipula di apposite convenzioni con i comuni  ed  il
  servizio sanitario regionale». (818)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  numero  818,  a
  firma  dell'onorevole Vinciullo, si trasmette copia della relazione
  trasmessa dal Servizio scuola dell'Infanzia ed Istruzione  di  ogni
  ordine e grado statale protocollo numero 11743 del 13/09/2010 dalla
  quale si evince che le variazioni degli organici vengono effettuati
  dai   competenti  organi  dello  Stato  e  che  comunque  con  nota
  dipartimentale  del  13/9/2010  sono  stati  richiesti  all'Ufficio
  scolastico regionale notizie circa la mancata attivazione a Sortino
  della prima e quarta classe serale».

                              L'Assessore
                         dr. Mario Centorrino

                           REGIONE SICILIANA
     Assessorato beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
                   Dipartimento Pubblica Istruzione
     Servizio scuola materna ed istruzione di ogni ordine e grado
                                statale
                         Unità operativa n. IX

   «In  riscontro  alla  nota  2675  del  30/08/2010  del  Dirigente
  Generale  di  pari  oggetto, si riferisce  sull'argomento  oggetto
  dell'Interrogazione numero 818 dell'onorevole Vinciullo al fine di
  fornire elementi utili per la risposta dell'Assessore.
   Con  D.P.R.  14  maggio 1985, numero 246, sono state  emanate  le
  norme  di  attuazione  dello Statuto della  Regione  Siciliana  in
  materia di Pubblica Istruzione.
   Il  D.P.R.  246  citato  ha  operato  il  trasferimento  a  norma
  dell'articolo 20 ed in relazione all'articolo 14    lettera  r)  e
  all'articolo   17  lettera  d)  dello  Statuto  delle   competenze
  amministrative dallo Stato alla Regione ed ha riservato allo Stato
  oltre che l'ordinamento degli studi, i programmi di insegnamento e
  gli  esami,  e  lo  stato  giuridico ed  economico  del  personale
  scolastico,  anche  le  variazioni degli  organici  del  personale
  statale.
   L'articolo  6 del D.P.R. 246 citato rappresenta che le variazioni
  degli  organici  del  personale  statale  vengono  effettuate  dai
  competenti  organi dello Stato, anche nei casi in cui  si  rendano
  necessarie a seguito di istituzione di nuove scuole o di  istituti
  di  ogni  ordine  e grado deliberata in base ai piani  predisposti
  dalla Regione d'intesa con l'amministrazione statale.
   Con  nota  protocollo numero 11739 del 13/09/2010  del  Dirigente
  Generale, questo Ufficio ha chiesto al Direttore Generale dell'USR
  notizie  sulla  mancata attivazione delle classi  serali  prima  e
  quarta  presso la sede di Sortino dell'Istituto Professionale  per
  l'Agricoltura di Palazzolo Acreide».

                           Il Dirigente del
                               Servizio
                         d.ssa Anna Buttafuoco