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Resoconto d'Aula della Seduta n. 201 di mercoledì 13 ottobre 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                   La seduta è aperta alle ore 16.43

   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vinciullo è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, il 13 ottobre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute  le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le autonomie locali e la  funzione
  pubblica

   N.   863  -  Notizie  sull'unione  dei  comuni  della  via   regia
  dell'Alcantara (ME).
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  1253  -  Iniziative  riguardo all'istituzione  dell'ecopass  a
  Messina.
   Firmatario: Currenti Carmelo

   - da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione

   N. 504 - Gestione degli interventi di formazione professionale per
  l'anno   2008.   Programmazione  degli  interventi  di   formazione
  professionale per l'anno 2009.
   Firmatari: Buzzanca Giuseppe; Ardizzone Giovanni

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   Interventi per la valorizzazione del quartiere di Santa Lucia, del
  Foro siracusano e del Borgo di S. Antonio a Siracusa (n. 614)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano
  in data 30 settembre 2010

   Norme  in  materia di ineleggibilità ed incompatibilità di  organi
  elettivi e di componenti nelle giunte degli enti locali (n. 615)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gennuso,
  Marziano in data 30 settembre 2010

   Ordinamento di Palermo capitale della Regione siciliana. Norme sul
  decentramento di funzioni, sulla partecipazione e sul  governo  del
  territorio (n. 616)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
  data 1 ottobre 2010

   Provvedimenti  per  la  riconversione  alfamediale  delle   scuole
  siciliane  e  per  l'introduzione della lettura e  della  scrittura
  dell'alfabeto audiovisivo nel curriculum scolastico (n. 617)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi
  in data 6 ottobre 2010

   Norme  per favorire l'educazione alla legalità e lo sviluppo della
  coscienza  civile  democratica,  la  lotta  contro  la  mafia,   la
  criminalità  organizzata e diffusa e contro i poteri  occulti   (n.
  618)
   -   di   iniziativa   parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli
  Gucciardi, Ferrara, Oddo in data 6 ottobre 2010

   Norme  in  materia  di  sospensione degli amministratori  di  enti
  locali (n. 620)
   -  di  iniziativa  governativa, presentato  dal  Presidente  della
  Regione  (Lombardo)  su proposta dell'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  per la funzione pubblica (Chinnici) in data  12  ottobre
  2010.

   Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegno di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente disegno di legge  presentato  ed
  inviato  alla competente Commissione  Servizi sociali  e  sanitari'
  (VI):

   Disposizioni   concernenti  le  procedure  di  autorizzazione   ed
  accreditamento  per la figura professionale del fisioterapista  (n.
  619)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
  data 7 ottobre  2010.
   - inviato in data 11 ottobre  2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Norme di razionalizzazione e di contenimento della spesa regionale
  per  il  personale, costituzione del bacino unico e disciplina  del
  diritto  di assistenza di soggetti portatori di handicap   disabile
  grave' (n. 584)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 6 ottobre 2010

   Schema  di  progetto  di  legge da proporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante  disposizioni concernenti la sospensione e  la  revoca  del
  trattamento  pensionistico  per  i  soggetti  sottoposti  a  misure
  restrittive  della  libertà personale o  condannati  per  reati  di
  terrorismo o di criminalità organizzata (n. 589)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 6 ottobre 2010
   - parere Antimafia

   Norme  in  materia  di polizia mortuaria, di  attività  e  servizi
  necroscopici, funebri e cimiteriali (n. 610)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 6 ottobre 2010

   Istituzione della provincia regionale di Gela (n. 611)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 6 ottobre 2010

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Interventi per la valorizzazione del quartiere di Santa Lucia, del
  Foro siracusano e del Borgo di S. Antonio a Siracusa (n. 613)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 7 ottobre 2010

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Norme   in   materia   di  istruzione,  orientamento,   formazione
  professionale ed occupazione (n. 576)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 30 settembre 2010

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Falcone e Pogliese, in data
  28  settembre 2010, hanno chiesto di apporre la firma al disegno di
  legge  n. 608  Norme per l'introduzione del quoziente familiare  in
  Sicilia'.
   L'Assemblea ne prende atto.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota  prot.  n.  7887/CPPG  del  7
  ottobre  2010,  l'onorevole Marziano ha comunicato  il  ritiro  del
  disegno di legge n. 614 del 30 settembre 2010 di identico contenuto
  del  disegno di legge n. 613  Interventi per la valorizzazione  del
  quartiere  di Santa Lucia, del Foro siracusano e del  borgo  di  S.
  Antonio a Siracusa' del 28 settembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta  ed
  assegnata alla competente Commissione  Attività produttive' (III):

   Proposta dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali
  lapidei di pregio (n. 115/III)
   - pervenuta in data 30 settembre  2010
   - inviata in data 1 ottobre  2010.

    Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che, con ordinanza del Tribunale di  Palermo,
  sezione  prima  civile,  del  16  luglio  2010,  è  stata  ritenuta
  rilevante   e   non  manifestamente  infondata  la   questione   di
  legittimità  costituzionale della legge della Regione siciliana  n.
  29/1951  e  s.m.i. nella parte in cui non prevede l'incompatibilità
  tra  la  carica  di  deputato  dell'Assemblea  regionale  e  quella
  sopravvenuta  di presidente o assessore della provincia  regionale,
  nonché  della legge della Regione siciliana n. 8/09 nella parte  in
  cui  fa  decorrere  il  termine  di dieci  giorni  per  l'esercizio
  dell'opzione del passaggio in giudicato della sentenza che  accerta
  l'incompatibilità, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte
  costituzionale.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA Edoardo, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  circolare dell'ex Assessorato Lavoro del 9 giugno 2000,  sulla
  scorta  dell'articolo 9 della legge regionale n. 55/80,  modificata
  dall'articolo  11  della  legge regionale n.  38/84,  individua  le
  associazioni  e i patronati che svolgono attività in  favore  degli
  emigrati  e  degli immigrati, stabilisce i criteri di  ripartizione
  dei  contributi in funzione della consistenza e della  qualità  dei
  servizi   e   delle  attività  svolte  secondo  criteri   oggettivi
  (l'attività  svolta  nell'anno precedente,  il  numero  delle  sedi
  attraverso  le  quali  i  patronati e le associazioni  operano  nel
  territorio  della  Sicilia,  in Italia e  all'estero,  la  capacità
  organizzativa volta a portare, ove occorra, l'assistenza e  l'aiuto
  della   madrepatria  ai  siciliani  che  hanno  dovuto   affrontare
  difficoltà di inserimento in un contesto sociale molto diverso  dal
  proprio);

   dall'insieme di questi criteri sono state individuate delle  fasce
  di  attribuzione identificative della minore o maggiore operatività
  dei  predetti enti nonché della realizzazione di contatti  efficaci
  con la fascia sociale, certamente non privilegiata, dei migranti, e
  disposti i contributi corrispondenti;

   in  sede di approvazione della legge di bilancio regionale è stato
  concesso  -  surrettiziamente  - un contributo  di  40.000,00  euro
  inserito  nella  tabella  allegata 1 ma gravante  sui  capitoli  di
  bilancio  che finanziano l'articolo 9 della legge 55/80, in  chiara
  violazione  dei  criteri  di cui sopra, realizzando  di  fatto  una
  iniquità nei confronti di tutte le altre associazioni;

   ritenuto che tutto ciò rappresenta un esempio di odioso privilegio
  attraverso  un  provvedimento singolare, concesso in dispregio  dei
  principi  di  equità, trasparenza e buon andamento  della  pubblica
  amministrazione;

   per  sapere se intendano ripristinare le condizioni di  parità  di
  accesso  e di giustizia per tutti quegli enti che usufruiscono  dei
  fondi   della   legge  55/80,  predisponendo  anche   un   adeguato
  stanziamento di bilancio per potere rilanciare tutte le attività in
  favore degli emigrati e degli immigrati». (1402)

                                                              FARAONE

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  considerato che con la legge regionale n. 11 del 2010,  sono  stati
  prelevati   dal   comune   3.256  ex   pip   (piani   d'inserimento
  professionale),  da  dieci anni utilizzati in servizi  di  pulizia,
  sorveglianza e supporto amministrativo nelle scuole, nelle spiagge,
  nei  sottopassi e in vari enti pubblici, facendoli transitare  alla
  Regione in attesa di un'effettiva collocazione;

   visto  che stanno per scadere i mesi di sussidio di 620  euro  più
  gli assegni familiari loro assegnati;

   preso  nota  dell'avviso  pubblico  emanato  ad  agosto  u.s.  dal
  dipartimento  regionale  alle  politiche  sociali  per  l'avvio  di
  progetti  triennali  e  l'utilizzo  di  24  milioni  di  euro   per
  quest'anno  e  di 36 milioni per il prossimo e altrettanti  per  il
  2012, stanziati dalla Regione;

   appreso che sarebbe stata costituita a Palermo una nuova onlus, la
  'Social  Trinacria',  con sede provvisoria presso  il  dipartimento
  regionale delle politiche sociali, di cui dovrebbero fare parte gli
  stessi precari di 'Emergenza Palermo' e che siglerà i contratti con
  gli enti che hanno richiesto la loro opera, tra cui gli ospedali  e
  l'ufficio scolastico provinciale, per circa 2.660 persone;

   ritenuto che questa società sarà in convenzione con la società  di
  gestione,  individuata dal Presidente della Regione,  in  'Sviluppo
  Italia Sicilia';

   rilevato   che  due  dei  consiglieri  della  onlus  in  questione
  sarebbero  stretti  collaboratori  del  segretario  generale  della
  Regione;

   visto  che  la  onlus  in questione, oltre che dell'avviamento  al
  lavoro  del bacino di 'Emergenza Palermo' secondo l'apposito elenco
  ad  esaurimento,  si  occuperà  anche  di  educazione,  formazione,
  promozione sociale, culturale e sportiva;

   osservato  che,  in  questo quadro, sarebbe  in  corso  l'adesione
  all'onlus  da  parte  degli ex pip attraverso il  coordinamento  di
  Mimmo Russo, consigliere comunale dell'MPA, tradizionale leader  di
  questo bacino di precari;

   per  sapere se le notizie sopra riportate corrispondano al vero  e
  per  quale  ragione  si  ritenga di  dover  inserire  un  ulteriore
  soggetto  per la gestione di tale personale, consegnando il  bacino
  degli ex Pip al rischio di un nuovo 'caporalato'». (1406)
                                                             APPRENDI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che il corpo nazionale  dei
  vigili del fuoco è, senza ombra di dubbio, la realtà più vicina  ed
  importante  per  l'intera comunità nazionale, sempre  impegnato  in
  prima fila per la salvezza di vite umane e la tutela e salvaguardia
  del  bene  comune,  ed ha sempre dimostrato un altissimo  senso  di
  responsabilità, sia quando è intervenuto in occasione  di  disastri
  dovuti a calamità naturali, sia quando il suo intervento ha salvato
  dal  pericolo  il  singolo  individuo, spesso  mettendo  a  rischio
  l'incolumità dei suoi uomini;

   tenuto conto che:

   in  una  moltitudine  di occasioni, una per tutte  l'alluvione  di
  Giampilieri, Scaletta, Ponte Schiavo, Molino, Pezzolo e tanti altri
  centri del versante jonico del Messinese, i vigili del fuoco  hanno
  dimostrato  impegno ed abnegazione nell'espletare il  loro  duro  e
  rischioso  lavoro  e generosità ed eroismo nel salvare  tante  vite
  umane;

   in occasione, appunto, dell'alluvione del Messinese il personale è
  intervenuto ininterrottamente dall'1 ottobre 2009 al 31 marzo 2010;

   visto  che  ad  oggi,  il corpo nazionale dei  vigili  del  fuoco,
  relativamente  all'alluvione  del Messinese,  non  ha  ricevuto  il
  rimborso  delle spese sostenute nelle fasi di prima emergenza,  ivi
  comprese, tra le altre, quelle relative alle prestazioni di  lavoro
  straordinario effettuato dal suo personale;

   considerato  che  con  nota dello scorso 10  agosto  il  capo  del
  dipartimento   della   Protezione  civile,  Guido   Bertolaso,   ha
  evidenziato  che  in  data  20  novembre  2009  ad  effettuare   il
  trasferimento della somma di 20 milioni di euro e in data 7  luglio
  2010  il trasferimento di un ulteriore somma di 10 milioni di  euro
  finalizzata  ai  sensi degli artt. 1, comma  7,  dell'OPCM  del  10
  ottobre  2009, n. 3815 e 9, comma 2, dell'OPCM del 15 aprile  2010,
  n.  3865  al fine di rimborsare le spese sostenute per l'intervento
  nell'alluvione  del  messinese al corpo nazionale  dei  vigili  del
  fuoco;

   per sapere:

   a  cosa  sia  dovuta  la  mancata erogazione  dei  rimborsi  della
  Protezione civile al corpo nazionale dei vigili del fuoco;

   se questi fondi siano stati utilizzati per scopi diversi». (1407)

                                                             POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   la  Sicilia, per le sue bellezze e il suo paesaggio è un'Isola  ad
  alta  vocazione  turistica,  visitata ogni  anno  da  numerosissimi
  viaggiatori;

   i  comuni  siciliani,  ognuno con la  loro  storia,  con  la  loro
  vocazione  e la loro identità contribuiscono a realizzare l'unicità
  della nostra Isola;

   considerato che:

   per molti anni i comuni siciliani hanno denunciato l'assenza di un
  piano  regionale  per  l'organizzazione  e  la  programmazione  del
  turismo in Sicilia;

   dalla  nota  del  servizio 2 prot. 531 del  26  novembre  2009  si
  apprendeva la necessità della redazione di un piano settoriale  per
  l'attivazione delle linee di intervento del PO FESR;

   preso atto che:

   già  con la l.r. 15 settembre 2005, n. 10, recante 'Norme  per  lo
  sviluppo  della  Sicilia e norme finanziarie urgenti',  il  Governo
  regionale  individuava nel metodo della programmazione lo strumento
  cardine dell'azione politica in tema di turismo;

   con decreto assessoriale n. 38/Gab del 28 agosto 2010, l'Assessore
  regionale  per  il  turismo, attraverso l'approvazione  del  'Piano
  Settoriale', individuava i comuni dell'Isola a vocazione turistica;

   visto che:

   il piano de quo scaturisce dalle direttive contenute nel documento
  'Requisiti  di Ammissibilità e Criteri di Selezione', adottato  con
  deliberazione  di Giunta n. 266 del 29 ottobre 2008  e  s.m.i.,  ad
  oggi  non  ancora reso noto all'Assemblea regionale, come è  prassi
  ormai  consolidata  negli ultimi tempi con gli  atti  della  Giunta
  regionale;

   il  piano  settoriale, pur riconoscendo la vocazione turistica  di
  alcuni comuni siciliani dalla storia millenaria e dalle moltitudini
  ricchezze,   omette   invece  di  comprendere  comuni   altrettanto
  meritevoli  e  degni, sia per affluenza di visitatori  che  per  il
  proprio   patrimonio,  dell'appellativo  di  'Comuni  a   vocazione
  Turistica';

   tra  i comuni individuati non risulta Portopalo, all'estrema punta
  a  Sud  della  Sicilia, da anni noto per la sua  storia  e  le  sue
  innumerevoli bellezze;

   per sapere:

   quale  studio  o  altra valutazione abbia portato all'approvazione
  del  documento 'Requisiti di Ammissibilità e Criteri di Selezione',
  prima, e all'approvazione del piano settoriale, dopo;

   se  non ritengono necessario ed importante riaprire i termini  per
  l'iscrizione  nel  piano  settoriale  di  tutte  quelle  realtà  ad
  altissima vocazione turistica, come Portopalo;

   se  non  ritengano  necessario dare la giusta  pubblicità  a  tale
  atto». (1409)

                                           VINCIULLO-FALCONE-POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  Sicilia  è  ad  oggi la Regione d'Italia che  maggiormente  ha
  subito  gli effetti della crisi economica che sta attanagliando  le
  famiglie italiane;

   nel  2009,  secondo quanto emerge dall'ultima 'Relazione  generale
  sulla  situazione  economica del Paese', pubblicata  dal  Ministero
  dell'economia  e  delle  finanze, l'Inps ha erogato,  solamente  in
  Sicilia,  131.240  pensioni e assegni sociali,  per  un  totale  di
  586,59 milioni di euro;

   constatato che:

   il  rapporto tra le pensioni erogate rispetto alla popolazione  di
  ultrasessantacinquenni è maggiore in Sicilia  rispetto  alle  altre
  regioni  d'Italia  ma  non raggiunge quei risultati  disastrosi  di
  altre regioni del Meridione;

   dalla  relazione  in  parola  la  Sicilia  risulta  in  coda  alla
  classifica  degli  investimenti per abitante, con  una  spesa,  nel
  2009,  di appena 137 euro pro capite a dispetto dei 1.054 euro  pro
  capite della Valle D'Aosta;

   nello  stesso  anno, la spesa in termini pro capite erogata  dagli
  enti  locali  nel  Mezzogiorno, pari a  281  milioni,  è  risultata
  inferiore alla media nazionale, a quota 298 milioni;

   visto che:

   il   Ministero  dell'economia,  nella  'Relazione  generale  sulla
  situazione  economica del Paese', evidenzia come,  al  31  dicembre
  2009,  dei  2,6 miliardi di euro di investimenti approvati  tra  il
  2000 e il 2006, attraverso la stipula di 15 contratti di programma,
  solamente lo 0,7% dell'intera somma, appena 16,6 milioni  di  euro,
  risulta effettivamente erogata in Sicilia;

   a fine 2008 gli investimenti effettuati nell'Isola sono stati 14,6
  milioni  di  euro, mentre nel 2009 sono stati appena 2  milioni,  a
  dispetto  di  altre regioni che in valori assoluti hanno  percepito
  somme fino a 13 milioni;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente e necessario modificare il  sistema  di
  fiscalità  vigente  attraverso  norme  agevolate  in  favore  delle
  famiglie  siciliane  che si trovano a vivere un  momento  di  crisi
  aspro e prolungato;

   se  non  ritengano utile avviare una politica economica  a  favore
  delle  imprese e di tutte le attività commerciali che  giornalmente
  devono  confrontarsi con il calo delle vendite  legato  alla  crisi
  economica  delle  famiglie,  costrette  oramai  a  contenere  anche
  l'acquisto di beni di prima necessità». (1410)

                                  VINCIULLO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  crisi globale che ha investito l'Italia negli ultimi  anni  ha
  avuto  serie  ripercussioni sul mondo del lavoro,  determinando  la
  chiusura   di   molte  imprese  e  attività  e  facendo   innalzare
  significativamente  il  tasso  di  disoccupazione  sul   territorio
  nazionale;

   la  Sicilia  è  la regione d'Italia che ha risentito  maggiormente
  degli effetti della crisi globale;

   constatato che:

   la  disoccupazione in Sicilia è oggi pari al 18 per cento, un dato
  preoccupate  e ancor più allarmante se si fa riferimento  al  mondo
  giovanile che fa registrare un tasso di disoccupazione pari  al  44
  per cento, di poco inferiore a quello femminile al 50 per cento;

   a  cause  sistematiche di disoccupazione si sono affiancate  cause
  emergenti,   come  quella  degli  ultracinquantenni   che   perdono
  improvvisamente  il  lavoro e non sanno dove  e  come  trovarne  un
  altro;

   visto che:

   la  crisi  crescente  ha investito anche i  settori  più  forti  e
  consolidati,  come quello dell'industria, costretta a licenziamenti
  significativi,  o  del  pubblico  impiego  come  la  scuola,   dove
  solamente nello scorso biennio sono stati tagliati oltre 7000 posti
  di lavoro;

   a  poco  è servita la legge, seppur buona, sul credito di  imposta
  per   investimenti  e  occupazione,  varata  per   contrastare   la
  disoccupazione e la crisi economica che investe l'Isola;

   per sapere:

   se  non  ritengano utile convocare i sindacati e i  rappresentanti
  degli imprenditori per approfondire le problematiche che affliggono
  le  imprese siciliane e comprendere le loro esigenze e priorità  al
  fine  di  individuare  nuove utili strategie per  il  rilancio  del
  settore;

   se  non  ritengano  urgente  e  necessario  predisporre  un  piano
  strategico  per  il  lavoro e lo sviluppo e attuare  una  serie  di
  interventi strutturali per potenziare strade e ferrovie e  attrarre
  capitali  e  investimenti in grado di rilanciare  l'economia  e  la
  produzione e creare occupazione in Sicilia». (1411)

                                  VINCIULLO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  consorzio ASI di Siracusa ha predisposto due progetti volti ad
  ottimizzare  le risorse idriche nell'area industriale  di  Augusta,
  Priolo e Melilli;

   con  ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri  n.  3299
  del  3.07.2003 si dispone testualmente all'art. 1, comma 1, lettera
  'g', per motivi di somma urgenza, la realizzazione dei due progetti
  del  consorzio  ASI di Siracusa: il primo di 'Ottimizzazione  delle
  risorse idriche. Scorporo, trattamento e riciclo delle acque dolci.
  II  lotto' e un secondo di 'Manutenzione straordinaria degli schemi
  idrici   al   servizio   dell'area   industriale.   Quota   100   -
  chiarificatore. I lotto.';

   considerato che:

   il  commissario straordinario per l'emergenza idrica della Regione
  siciliana,  con  i  decreti  n.  522  e  523  del  17.04.2003,   ha
  predisposto  il finanziamento dei progetti de quibus per  la  somma
  rispettivamente di 29.527,722,00 e 6.514,587,00 euro,  pari  al  70
  per cento dell'importo totale dei due progetti;

   il  rimanente  30%  dell'importo necessario per  la  realizzazione
  dell'opera è a carico del consorzio ASI di Siracusa;

   sempre  il commissario straordinario per l'emergenza idrica  della
  Regione  siciliana ha proceduto, con bando europeo,  alle  gare  di
  appalto dei due progetti precedentemente finanziati;

   accertato  che, con decreti n. 909 del 12 luglio  2005  e  del  16
  maggio  2006,  il commissario straordinario per l'emergenza  idrica
  della  Regione siciliana ha approvato l' aggiudicazione provvisoria
  del  progetto  di  'Ottimizzazione delle  risorse  idriche'  e  del
  progetto 'Manutenzione straordinaria Quota 100';

   visto che:

   ad oggi, il consorzio ASI di Siracusa non ha proceduto a stipulare
  il mutuo con la Cassa depositi e prestiti per un importo pari al 30
  per  cento  del  costo totale delle opere, così come stabilito  dal
  contratto, impedendo l'appalto dell'opera stessa in quanto priva di
  una copertura finanziaria del 100 per cento;

   i  progetti  de  quibus, per le loro finalità, furono  dichiarati,
  prima  dal Presidente del Consiglio dei Ministri e poi dalla stessa
  Regione siciliana, di somma urgenza;

   il  ritardo  nella realizzazione delle opere progettate  costringe
  ancora  oggi le industrie site nel territorio di Augusta, Priolo  e
  Melilli  ad  emungere dalla falda, oramai dopo 40 anni  ridotta  ai
  minimi  termini, e a versare il refluo civile di Siracusa, Floridia
  e  Solarino,  dopo  il trattamento, nel porto  grande  di  Ortigia,
  inquinando un'area di interesse nazionale;

   con la realizzazione dei progetti di 'Ottimizzazione delle risorse
  idriche.  Scorporo,  trattamento e riciclo delle  acque  dolci.  II
  lotto'  e  di  'Manutenzione straordinaria degli schemi  idrici  al
  servizio  dell'area  industriale. Quota  100  -  chiarificatore.  I
  lotto'  si  garantirebbe  la risorsa idrica  alle  industrie  e  si
  trasformerebbe il refluo civile, oggi versato nel porto  grande  di
  Ortigia, in risorsa;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessario provvedere  alla  convocazione  dei
  vertici del consorzio ASI di Siracusa al fine di conoscere i motivi
  che  fino ad oggi hanno impedito la stipula del mutuo con la  Cassa
  depositi e prestiti, per un importo pari al 30 per cento del  costo
  totale  delle opere, così come stabilito dal contratto, al fine  di
  rendere possibile l'appalto dell'opera stessa;

   se  non  ritengano urgente intervenire per eliminare completamente
  lo  sversamento  nel porto grande di Siracusa delle acque  trattate
  dal depuratore di Siracusa, nonché annullare l'emungimento da falda
  delle  acque  civili e industriali nell'area di Augusta,  Priolo  e
  Melilli  e  fornire  finalmente all'industria e  agli  insediamenti
  civili   una   fonte  di  approvvigionamento  sicura,   con   acque
  controllate e di ottima qualità». (1412)

                           VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE-CAPUTO-BUZZANCA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   il  sistema pensionistico di invalidità è stato, in Italia, troppo
  spesso  oggetto  di  truffe e raggiri da parte  di  falsi  invalidi
  interessati  ad incrementare le loro entrate mensili a danno  dello
  Stato;

   dalla  'Relazione generale sulla situazione economica  del  Paese'
  redatta  dal  Ministero  dell'economia si registra,  nel  2009,  un
  aumento  della spesa relativa alle pensioni di invalidità del  18,7
  per cento rispetto al 2008;

   constatato che:

   dallo studio del Ministero dell'economia, il Sud risulterebbe,  ad
  oggi,  l'area del territorio nazionale su cui insistono il  maggior
  numero di invalidi beneficiari di pensione;

   sempre dalla relazione de qua si evidenzia che, sui 2,6 milioni di
  trattamento complessivi, quasi la metà viene erogata al Sud e  alle
  Isole,  con  un rapporto di 5,5 pensionati di invalidità  ogni  100
  abitanti;

   visto che:

   nonostante  l'INPS  abbia intensificato i controlli  avviando  una
  serrata caccia ai falsi invalidi, i dati relativi alle pensioni  di
  invalidità continuano a far registrare una crescita al Sud;

   già da tempo, il Governo nazionale sta valutando l'introduzione di
  una  normativa più restrittiva atta a innalzare i requisiti per  il
  riconoscimento  della  pensione  di  invalidità  e  a  ridurre   la
  possibilità di frode da parte dei richiedenti;

   considerato  che  nonostante la Sicilia con dati  molto  vicini  a
  quelli  della Liguria stia subendo un linciaggio mediatico  che  si
  trasforma  in  un  ingiustificato  e  non  accettabile  trattamento
  persecutorio nei confronti dei suoi abitanti;

   per  sapere se non ritengano urgente e necessario intervenire  per
  contenere  questo  massiccia  campagna  mediatica  che,  oltre   ad
  infangare  l'immagine  dell'Isola e del  popolo  siciliano  onesto,
  arreca danni ai disabili e alle loro famiglie, che troppo spesso si
  vedono  negato  il riconoscimento del diritto alla  legittimo  alla
  pensione a causa di valutazioni troppo rigide dettate dall'esigenza
  di contenere il numero di pensioni sul territorio». (1413)

                           VINCIULLO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   la  Direzione  marittima di Catania è in ritardo con il  pagamento
  dei  benefici di cui all'articolo 1 della legge n. 33 del 1998  nel
  settore pesca;

   tali ritardi non appaiono giustificati, atteso che la Direzione di
  Palermo ha già provveduto al pagamento di tutte le istanze entro il
  30 agosto 2010;

   la  causa  dei ritardi sarebbe legata ad una questione  di  natura
  burocratica che impedisce alla Direzione di Catania l'utilizzo  del
  mandato collettivo in quanto la cassa regionale di Catania pretende
  mandati individuali;

   considerato che:

   tale  situazione comporta un'inutile lungaggine e perdita di tempo
  se si considera il numero dei mandati (circa 3.750);
   per l'espletamento della procedura di pagamento la cassa regionale
  di Catania ha messo a disposizione una sola unità lavorativa;

   ritenuto  che  tali  impedimenti di carattere  burocratico  devono
  essere  risolti in quanto appaiono assolutamente ingiustificati  ed
  evidenziano  una disparità di trattamento rispetto  alle  procedure
  adottate in altre zone della stessa Regione siciliana, come  quelle
  adottate dalla Direzione di Palermo;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intendano o abbiano adottato per eliminare  i
  ritardi nella procedura di pagamento dei benefici di cui alla legge
  regionale  n.  33  del 1998 da parte della Direzione  marittima  di
  Catania;

   i  motivi  che abbiano impedito alla stessa Direzione  di  erogare
  predetti benefici in tempi ragionevoli». (1415)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la  conferenza  di  servizi che si è svolta a Carini  (PA)  il  30
  settembre  2010  su  iniziativa del sindaco ha evidenziato  che  la
  questione legata ai rifiuti sta assumendo notevoli dimensioni, tali
  da  costituire un pericolo per l'incolumità, la salute, l'ordine  e
  la sicurezza pubblica;

   la  mancanza di termovalorizzatori e le difficoltà finanziarie dei
  comuni  stanno  determinando  il nascere  di  una  vera  e  propria
  'emergenza rifiuti';

   la  situazione  sembra, altresì, aggravata anche dalle  difficoltà
  finanziarie delle società d'ambito del ciclo integrato dei  rifiuti
  che, a breve, non saranno in grado di assicurare il pagamento delle
  retribuzioni;

   considerato che:

   il  tema  dei  rifiuti può avere risvolti sociali preoccupanti  ed
  allarmanti,  non solo di pericolo igienico-sanitario, ma  anche  di
  ordine  sociale,  perché  sono a rischio sia  gli  stipendi  sia  i
  livelli occupazionali;

   ritenuto necessario l'intervento del Governo al fine di addivenire
  ad  una  definitiva soluzione del problema onde evitare  gravissime
  conseguenze lesive sia per la salute dei cittadini sia in danno dei
  lavoratori,  i  quali,  a causa delle difficoltà  economiche  delle
  società  d'ambito,  rischiano  di  non  vedersi  corrispondere  gli
  stipendi o addirittura la perdita del posto di lavoro;

   per sapere:

   quali provvedimenti intendano adottare per evitare l'insorgere  di
  pericoli igienico-sanitari e per l'ordine e la sicurezza;

   i  tempi ed i modi attraverso cui intendano adottare gli opportuni
  provvedimenti  per  la  realizzazione degli impianti  necessari  in
  materia di rifiuti in generale». (1417)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che con la legge regionale n. 5 del 2009 si è dato vita in
  Sicilia al riordino del servizio sanitario;

   preso  atto  che  a  Siracusa, come in  tutte  le  altre  province
  dell'Isola, in applicazione alla citata legge si è deciso  di  dare
  vita alla nuova pianta organica;

   accertato che il direttore generale dell'ASP avrebbe formulato  la
  proposta  di declassare l'unità operativa complessa di dermatologia
  in  unità  operativa semplice, nonostante l'U.O.C. serva anche  gli
  abitanti  della provincia di Ragusa e nonostante tutte le rimanenti
  ASP  abbiano  avuto  confermate  le unità  operative  complesse  di
  dermatologia,  comprese  quelle di Caltanissetta  e  di  Enna,  che
  contano una popolazione di molto inferiore a quella della provincia
  di Siracusa;

   considerato  che  l'unità operativa complessa di  dermatologia  di
  Siracusa svolge visite ambulatoriali, day hospital medici ma  anche
  chirurgici,  day  service,  terapia  fisica  (diatermocoagulazione,
  crioterapia,  fototerapia), producendo  i  seguenti  risultati:  il
  numero  delle visite ambulatoriali che vengono erogate in  un  mese
  sono  900,  di  cui il 25 per cento comprende il trattamento  delle
  elisioni cutanee con diatermocoagulazione e crioterapia;

   il  ricovero  in day service, che viene erogato con richiesta  del
  medico  curante,  quindi  con pagamento  del  ticket  o  esenzione,
  consiste  in  asportazioni  chirurgiche  di  nevi,  cisti  sebacee,
  dermatofibroma,  neoformazioni cutanee  benigne.  In  day  hospital
  vengono  effettuati ricoveri medici e chirurgici per l'asportazione
  di  neoplasie  cutanee maligne: cisti, sebacea: 88;  melanomi:  19;
  nevi  atipici:  143;  carcinomi cutanei: 108;  dermatofibromi:  27;
  cheratoacantomi: 14; angiomi: 7; noduli di linfoma B: 3; sarcomi di
  Kaposi:  3;  lentigo  e  cheratosi: 15. Tali prestazioni  danno  un
  numero totale di 420 asportazioni, comprese tra il 2009 e il 2010;

   i  ricoveri  in day hospital sono stati 586 con 1.758 accessi.  La
  fototerapia  comporta  circa  300 prestazioni  al  mese.  Tutte  le
  prestazioni   elencate  sono  state  effettuate  sia  su   pazienti
  residenti  a  Siracusa e provincia, ma anche per utenti provenienti
  da  province  limitrofe,  visto che quella dell'ospedale  Rizza  di
  Siracusa  è  l'unica U.O.C. di dermatologia presente sul territorio
  di Siracusa e Ragusa;

   visto  che  appare  ingiustificata la decisione di  declassare  il
  reparto   di   dermatologia  in  considerazione  degli   importanti
  risultati  ottenuti  e delle decisioni prese nelle  altre  ASP  che
  confermano la dermatologia come U.O.C.;

   per sapere:

   per  quale arcano motivo si sia deciso di dare vita a tale  odiosa
  disparità  di trattamento tra la provincia di Siracusa e  il  resto
  della  Sicilia, aggiungendo un torto a tutti quelli già subiti  dai
  cittadini siracusani;

   se  non  intendano, con l'urgenza del caso, intervenire presso  il
  direttore  generale  dell'ASP di Siracusa al fine  di  spingere  lo
  stesso a rivedere la sua decisione. Tutto ciò al fine di evitare un
  ulteriore e inutile contenzioso tra i cittadini della provincia  di
  Siracusa   e   l'Assessorato  Salute,   che   sempre   più   assume
  atteggiamenti vessatori nei confronti della provincia di Siracusa».
  (1418)

                                                            VINCIULLO

   «All'Assessore  per le autonomie locali e la funzione  pubblica  e
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   il  decreto  del  Presidente del Consiglio  dei  Ministri  del  25
  gennaio  2009, pubblicato nella GURI n. 86 dell'11 aprile 2008,  ha
  fissato  le  linee  guida per la riorganizzazione  del  sistema  di
  istruzione  e formazione tecnica superiore e la costituzione  degli
  istituti tecnici superiori;

   l'allegato  A)  del suddetto DPCM ha stabilito  che  gli  istituti
  tecnici superiori (ITS), al fine di rendere attuabili gli obiettivi
  formativi,   assumono   la   configurazione   di   fondazioni    di
  partecipazione  con proprio statuto, in base allo schema  contenuto
  nell'allegato B) del medesimo DPCM;

   tra  i  vari soggetti fondatori degli ITS, individuati sempre  dal
  DPCM, è previsto un ente locale;

   considerato che:

   la  provincia regionale di Palermo, con delibera della  precedente
  Giunta  provinciale n. 424 del 27 dicembre 2007,  ha  aderito  alla
  costituzione  del polo formativo IFTS Turismo - BBCC, con  istituto
  capofila l'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino di Palermo;

   l'Assessorato   regionale  dell'istruzione  e   della   formazione
  professionale, con nota prot. n. 946 del 17 marzo 2010, ha  inviato
  una   missiva  agli  istituti  capofila  della  Sicilia,   compreso
  l'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino di Palermo, per chiedere  se  avessero
  proceduto alla costituzione delle fondazioni ai sensi del succitato
  DPCM,  e  se  avessero  ottenuto  il riconoscimento  del  Ministero
  dell'interno;

   l'istituto  capofila  I.P.S.S.A.R. P. Borsellino  di  Palermo,  in
  possesso  di tutti i requisiti previsti nel decreto del  Ministero,
  come  si evince dalla nota dell'Assessorato Istruzione e formazione
  professionale  prot. n. 946 del 17 marzo 2010, ha manifestato  alla
  provincia regionale di Palermo l'interesse alla costituzione  della
  fondazione per la gestione dei percorsi formativi previsti;

   rilevato che:

   la  provincia  regionale di Palermo, nonostante l'impegno  assunto
  nel  2007,  ad oggi, non ha partecipato, quale soggetto  fondatore,
  alla  costituzione della fondazione, determinando in  tal  modo  il
  blocco  di un importante processo formativo e di lavoro che  vedeva
  coinvolte anche le PMI;

   i tempi fissati dal Ministero per la costituzione della fondazione
  sono stati ormai disattesi, con la conseguente perdita dei relativi
  finanziamenti  e di tutte le opportunità di lavoro,  di  formazione
  altamente qualificata e di occasioni di sviluppo per la Sicilia;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano  impedito  alla  provincia  regionale   di
  Palermo, nonostante l'impegno assunto con delibera della precedente
  Giunta  provinciale  n.  424 del 27 dicembre  2007  e  le  numerose
  sollecitazioni ricevute, da parte dell'I.P.S.S.A.R. P.  Borsellino,
  di  dare corso alla costituzione del polo formativo IFTS Turismo  -
  BBCC,  con istituto capofila l'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino  mediante
  la costituzione della fondazione, e se ciò non costituisca un grave
  danno al sistema formativo della Regione;

   se   non  ritengano  opportuno  verificare  le  condizioni  di  un
  possibile  intervento atto a recuperare il processo formativo  così
  come originariamente pensato». (1421)

                                                            CRACOLICI

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  la  salute,
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   gli    operatori   socio-assistenziali   costituiscono   personale
  altamente   qualificato  e  specializzato,  la  cui   attività   di
  formazione  è  stata  avviata mediante la frequentazione  di  corsi
  finanziati dalla Regione;

   il  personale,  una  vola  formato, è assolutamente  in  grado  di
  sviluppare  un'integrazione  tra  il  servizio  privato  e   quello
  pubblico  ed  è,  altresì, in grado di gestire servizi  sanitari  e
  sociali presso ospedali e altre strutture sanitarie pubbliche;

   considerato che i corsisti, nonostante la frequentazione di  corsi
  di  formazione  finanziati dalla Regione  siciliana,  ad  oggi  non
  vengono riconosciuti dalle strutture ospedaliere pubbliche;

   ritenuto  che il mancato riconoscimento pregiudica la funzionalità
  e l'efficienza dei servizi sanitari;

   per sapere quali atti o provvedimenti abbiano adottato o intendano
  adottare  al fine di consentire il riconoscimento dei corsisti  OSA
  da parte delle strutture ospedaliere pubbliche». (1423)

                                                               CAPUTO

   «Alla  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   lo scorso 30 settembre il sindaco di Trabia (PA), Francesco Bondì,
  è stato vittima di un gravissimo gesto di intimidazione;

   il  gesto  è  riconducibile all'impegno della sua azione  politica
  improntata   al  rispetto  della  legalità  e  nella   lotta   alla
  criminalità.   Dall'inizio  del  mandato,  il  comune   di   Trabia
  garantisce  ai  cittadini  un'efficiente  erogazione  dei   servizi
  pubblici. L'erogazione dell'acqua, infatti, è garantita 24  ore  su
  24  e la raccolta dei rifiuti avviene con meticolosa efficienza. La
  commissione  edilizia  è  impegnata  nell'istruttoria  di   diverse
  pratiche  ferme  da anni e l'amministrazione sta  lavorando  ad  un
  nuovo organigramma;
   considerato che quanto è accaduto è grave non solo perché  diretto
  alla persona, ma anche perché diretto al capo di un'amministrazione
  comunale;

   ritenuto che:

   episodi  di  uguale natura hanno colpito anche  altri  sindaci  ed
  amministratori  di altri comuni del territorio della  provincia  di
  Palermo, quali Altofonte e Borgetto;

   pertanto,  è  necessario l'intervento della  Regione  al  fine  di
  tutelare  gli  amministratori che per la loro  azione  politica  ed
  amministrativa   si   trovano  ad  essere  vittime   di   atti   di
  intimidazione;

   per  sapere  quali atti e/o provvedimenti il abbiano  o  intendano
  adottare al fine di tutelare gli amministratori vittime di atti  di
  intimidazione». (1424)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'Assessorato  regionale  Salute, con circolare  n.  1273  del  26
  luglio  2010, ha disciplinato l'assetto organizzativo e  funzionale
  dei  servizi di prevenzione e protezione delle strutture  sanitarie
  della Regione siciliana;

   il  modello  organizzativo  è stato istituito  per  assicurare  il
  servizio  di  prevenzione  e protezione nelle  strutture  sanitarie
  siciliane  per la tutela della salute e della sicurezza sul  lavoro
  nelle aziende del servizio sanitario regionale;

   i   dottori  agronomi  e  i  dottori  forestali  non  sono   stati
  individuati  tra le professionalità indicate dalla circolare  quali
  addetti al servizio di prevenzione e protezione;

   considerato che tale esclusione appare grave in quanto  le  figure
  professionali  dei  dottori agronomi e dei dottori  forestali  sono
  altamente  qualificate  non  solo per le  problematiche  di  natura
  scientifica, tecnico-amministrativa ed economica del comparto agro-
  forestale, ma anche per la tutela e l'uso compatibile dell'ambiente
  naturale e antropizzato;

   ritenuto,  pertanto,  ingiustificato il  mancato  inserimento  dei
  dottori   agronomi   e  dei  dottori  forestali   tra   le   figure
  professionali  per  gli  addetti  al  servizio  di  prevenzione   e
  protezione;

   per  sapere  quali provvedimenti abbiano o intendano adottare  per
  procedere all'immediata modifica della circolare 1273/2010  emanata
  dall'Assessorato   Salute   con  l'inserimento,   tra   le   figure
  professionali  di addetto al servizio di prevenzione e  protezione,
  dei dottori agronomi e dei dottori forestali». (1426)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la  miniera  di Pasquasia, in provincia di Enna, è  stata  la  più
  importante  miniera per l'estrazione di sali alcalini misti  ed  in
  particolare di kainite per la produzione di solfato di potassio;

   la  miniera,  chiusa  dal 1992, ha rappresentato  per  la  Sicilia
  un'importante fonte di sviluppo economico ed occupazionale non solo
  per la provincia di Enna, ove è situata, ma per l'intero territorio
  regionale;

   considerato che:

   il  sito  di  Pasquasia  presenta ancora  le  caratteristiche  per
  consentire la ripresa di attività estrattiva;

   la  riattivazione  della  miniera  rappresenterebbe  un'importante
  strumento per lo sviluppo economico ed occupazionale, atteso che  i
  sali  potassici ed il magnesio hanno un alto valore commerciale  in
  campo mondiale;

   per  la  riattivazione della miniera sono necessari  i  lavori  di
  bonifica  del sito per la presenza di amianto, nonché la  messa  in
  sicurezza  in  conseguenza dell'azione erosiva per il  passare  del
  tempo;

   ritenuto  che: la riapertura della miniera rappresenta un  fattore
  importante  di  sviluppo economico ed occupazionale del  territorio
  del centro della Sicilia, atteso che la riattivazione consentirebbe
  la creazione di nuovi posti di lavoro;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  adottare   per   consentire   la
  riattivazione  della  miniera  e la  realizzazione  dei  lavori  di
  bonifica e messa in sicurezza del sito;

   quali  provvedimenti  abbiano posto in  essere  per  sostenere  ed
  incentivare lo sviluppo economico ed occupazionale della  zona  ove
  ricade  la  miniera  di  Pasquasia e  quali  provvedimenti  intenda
  adottare  per  la realizzazione di strutture idonee a creare  nuova
  occupazione». (1428)

                                                               CAPUTO

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  regionale  per
  l'economia, premesso che:

   recentemente  il consiglio di amministrazione del gruppo  bancario
  Unicredit  ha  previsto,  per il periodo  2011-2013,  un  piano  di
  riorganizzazione della rete bancaria e del personale addetto;

   il predetto piano di riorganizzazione prevede, per quanto riguarda
  la  Regione  siciliana, la soppressione della direzione generale  e
  delle  tre  direzioni  commerciali attualmente esistenti:  Palermo,
  Catania e Ragusa, nonché una riduzione delle direzioni territoriali
  che passeranno da 32 a 11;

   riguardo  alle ricadute occupazionali, il predetto piano  potrebbe
  causare  circa  400  esuberi  tra i  dipendenti  dell'ex  Banco  di
  Sicilia.  In  particolare,  si prevede che  più  della  metà  degli
  esuberi  dovrebbero riguardare le strutture di Palermo, mentre  gli
  altri  saranno  distribuiti principalmente tra Catania,  Messina  e
  Ragusa.   La   riorganizzazione,  inoltre,   seguirà   due   canali
  principali:  da un lato, la mobilità mansionistica e  territoriale,
  che potrebbe portare a numerosi trasferimenti; dall'altro, l'uscita
  del  personale  che  ha  maturato il diritto  alla  pensione  o  lo
  maturerà nel prossimo triennio;

   rilevato  che  l'azienda  ha avviato il  confronto  con  le  parti
  sociali  per  negoziare  gli  esuberi,  puntando  soprattutto   sul
  'pensionamento incentivato' e sull'accesso a un 'fondo  esuberi'  a
  carico della banca per accompagnare i lavoratori alla pensione;

   per  sapere quali iniziative, a tutela dei lavoratori in  esubero,
  abbiano   intenzione   di  adottare  in  seno   al   consiglio   di
  amministrazione del gruppo Unicredit, considerato  che  la  Regione
  siciliana è titolare dello 0,68 per cento delle quote del  predetto
  gruppo bancario». (1432)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             FIORENZA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   con  il comma 1 dell'articolo 31 della legge regionale n. 6 del  7
  marzo  1997, la Regione ha dettato norme 'sul trattamento giuridico
  ed   economico  del  personale  degli  enti,  aziende  ed  istituti
  sottoposti a vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale e le
  cui  spese  di funzionamento sono a carico del bilancio regionale',
  stabilendo  altresì  esso  'non  può  essere  superiore  a   quello
  stabilito  per  i  dipendenti  regionali,  secondo  le  tabelle  di
  equiparazione  adottate dai rispettivi organi  di  amministrazione,
  vistate  dai  componenti gli organi di revisione ed  approvate  dal
  Presidente della Regione, su deliberazione della Giunta regionale';

   considerato che circola voce che la CRIAS stia procedendo a  nuovi
  inquadramenti/promozioni   per  figure   apicali   per   circa   40
  dipendenti, senza che però abbia esperito l'iter procedurale di cui
  al sopra richiamato comma 1 dell'articolo 31 l.r. 6/97;

   ritenuto  che,  qualora  dovesse risultare  vera  la  notizia  che
  circola  riguardo  a tali presunti inquadramenti  senza  l'adozione
  preliminare  della  prevista  tabella  di  equiparazione,   ci   si
  troverebbe di fronte ad una grave violazione di legge tanto più  se
  si  considera che, in atto, il Governo della Regione si appresta  a
  discutere,  nella  prossima manovra finanziaria,  del  riordino  di
  tutte le società partecipate;

   considerato  infine che l'eventuale avanzamento  di  carriera  che
  sembra  si  stia  configurando  alla  CRIAS  senza  i  necessari  e
  preliminari presupposti giuridici, si configurerebbe con un aumento
  indiscriminato  della  spesa  che resta  comunque  a  carico  della
  Regione  siciliana, circostanza questa che non potrebbe  tollerarsi
  in un quadro di politiche di risparmio della spesa;

   per sapere se intenda disporre apposita ispezione e/o acquisire  i
  dovuti  chiarimenti al fine di verificare se sia vero che la  CRIAS
  stia procedendo all'avanzamento di carriera con nuovi inquadramenti
  per figure apicali in assenza delle preventive previste tabelle  di
  equiparazione di cui all'art. 31 della l.r. 6/97 e, qualora dovesse
  risultare  fondata  la procedura adottata dalla CRIAS,  in  spregio
  della  normativa,  quali  provvedimenti  intenda  assumere  per  il
  rispetto  delle  norme  vigenti e a tutela  del  buon  andamento  e
  dell'imparzialità della pubblica amministrazione». (1403)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)

                                                              FARAONE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione, premesso che:

   la  società  'Servizi per l'occupazione', costituita nel  mese  di
  febbraio del 2004, ha assunto 92 dipendenti con contratti  a  tempo
  determinato del tipo co.co.pro.;

   i  contratti  sono  scaduti  il 29 aprile  2010  ma  il  personale
  dipendente non ha ancora ricevuto la proroga;

   si  tratta  di  personale  qualificato con  elevata  esperienza  e
  professionalità;

   la mancata proroga del contratto mette a rischio la stabilità e la
  sicurezza del posti di lavoro;

   considerato che:

   tale  situazione  determina un grave stato di  incertezza  per  il
  futuro dei lavoratori;

   ad oggi non sono state avviate le procedure per la proroga;

   ritenuto  che è necessario l'intervento della Regione al  fine  di
  tutelare e salvaguardare il futuro lavorativo ed occupazionale  dei
  dipendenti della società 'Servizi per l'occupazione';

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato  per  garantire  il  futuro
  occupazionale   dei   lavoratori   della   società   'Servizi   per
  l'occupazione';

   i motivi che abbiano impedito la proroga dei contratti;

   quali provvedimenti intendano adottare per evitare la perdita  del
  posto  di  lavoro ai dipendenti della 'Servizi per l'occupazione'».
  (1427)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                               CAPUTO

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alle competenti Commissioni.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:
   la  Regione è la maggiore istituzione che provvede regolarmente al
  finanziamento del teatro Stabile di Catania con un contributo annuo
  di euro 4 milioni e 100 mila;

   il  teatro Stabile di Catania ha, nel tempo, grazie all'impegno di
  tutto  il  personale artistico e tecnico, conquistato un patrimonio
  di credibilità che non è consentito mettere a repentaglio;

   gli  ottimi  risultati storicamente ottenuti negli anni precedenti
  scaturiscono  dall'altissima  qualità  della  produzione  artistica
  voluta  da Mario Giusti, Pippo Baudo, Orazio Torrisi, oltre che  da
  una gestione economica oculata attuata nel passato;

   premesso ancora che:

   le  quattro sigle sindacali presenti al teatro Stabile di  Catania
  hanno  negli  scorsi  esercizi più volte  evidenziato  ritardi  nei
  pagamenti degli stipendi;

   tutti  gli atti da cui scaturiscono impegni devono essere allegati
  ai  documenti  contabili riguardanti gli esercizi finanziari  2008-
  2009-2010;

   considerato che:

   le  copiose  attività  extra-teatrali  (non  prosa)  promosse  dal
  dottore   Dipasquale  hanno  potuto  e  potranno  determinare   uno
  snaturamento  delle finalità tipiche dei teatri  di  prosa  e/o  un
  notevole aggravio finanziario;

   il direttore, dottore Dipasquale, non ha informato preventivamente
  la  RSU  e  le  organizzazioni sindacali territoriali di  categoria
  dell'affidamento  di  servizi all'esterno per l'espletamento  delle
  attività  tecniche  inerenti  alla rassegna  'Cunti  e  canti  -  4
  chiacchiere  in  cortile',  organizzata in  collaborazione  con  il
  comune di Catania;

   l'intervento tecnico fornito dal teatro Stabile di Catania per  la
  rassegna  'Cunti e canti - 4 chiacchiere in cortile', ha riguardato
  spettacoli  non  appartenenti alla produzione  del  teatro  stesso,
  facendo ricorso a ditte esterne per la fornitura dei servizi;

   atteso, altresì, che:

   il  direttore  Dipasquale  ha dichiarato  che  gli  spettacoli  in
  programmazione  per  la  stagione  2010/2011  ammontano  a  26   da
  rappresentarsi in un periodo che va da ottobre 2010 a luglio  2011,
  dovendo ricorrere ad ulteriore affitto di sala teatrale oltre  alle
  sedi in gestione, quali: teatro Vega su cui grava già un mutuo;  le
  sale  del  teatro Ambasciatori e Musco già in affitto con contratti
  pluriennali;

   non appare ben chiaro a quanto ammonti l'esborso economico per  le
  attività  che  non attengono alla sfera puramente istituzionale  di
  prosa;

   per sapere se:

   ad  oggi  sussistano  situazioni di insolvenza  nei  confronti  di
  fornitori di beni e servizi e, se sì, a quanto ammontino;

   le   scelte   artistiche  della  produzione  e  del  decentramento
  nazionale  degli  spettacoli  'Il  Birraio  di  Preston',   'Troppu
  trafficu  ppi  nenti'  e  'La  concessione  del  telefono'  abbiano
  arrecato  arricchimento personale al direttore Dipasquale,  tramite
  diritti S.I.A.E. e quant'altro a lui intestati, e, se sì, a  quanto
  ammonti;

   costi  di  competenza  dell'esercizio 2009  siano  stati  spostati
  all'esercizio 2010, facendo scaturire un avanzo amministrativo  nel
  bilancio consuntivo del 2009;

   tutti  gli  oneri  fiscali  e  previdenziali  riguardanti  attori,
  tecnici  ed  altre maestranze, concernenti gli esercizi  2008-2009-
  2010 siano stati regolarmente versati;

   alle dimissioni del direttore amministrativo, dott. Domina, si sia
  provveduto alla nomina di altro direttore amministrativo;

   la  direzione amministrativa sia attualmente detenuta dallo stesso
  direttore artistico Dipasquale;

   il  direttore Dipasquale abbia avuto delega di firma da parte  del
  legale rappresentante, passando da controllato a controllore;

   si  ricorra ad anticipazioni bancarie di cassa, facendo  scaturire
  oneri  finanziari  che gravano notevolmente sui costi  di  gestione
  provocando danno erariale;

   il  Ministro  Bondi  abbia  avanzato  proposte  di  iniziative  di
  collaborazione  da  tenersi  tra il teatro  Stabile  di  Catania  e
  l'I.N.D.A  di  Siracusa, auspicando la regia di uno  spettacolo  da
  parte del direttore Dipasquale;

   alle  prestazioni  artistiche effettuate corrispondano  le  dovute
  fatturazioni;

   le ritenute e gli oneri sociali siano stati pagati entro i termini
  di legge o se siano già scaturite sanzioni amministrative e penali;

   per il pagamento dei fornitori si adotti il sistema cronologico;

   le competenze riguardanti la SIAE siano state regolarmente versate
  o se siano state versate nei termini previsti dalla legge;

   nell'ambito  dei  poteri  ispettivi del Governo  regionale,  siano
  state attivate indagini amministrative finalizzate alla verifica di
  eventuali inadempienze o violazioni di legge». (1404)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

    MANCUSO-BOSCO-D'ASERO-CORONA-TORREGROSSA-MINEO-VINCIULLO-FALCONE-
                                          LEANZA E.-FORMICA-INCARDONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  riforma  sanitaria, varata dall'Assemblea regionale siciliana,
  relativamente all'ASP di Caltanissetta prevede, tra le altre  cose,
  l'accorpamento degli ospedali M. Raimondi di San Cataldo e S.  Elia
  di Caltanissetta;

   nella  suddetta riforma viene trasformato il pronto  soccorso  del
  distretto ospedaliero di San Cataldo in PTE con annesso aumento  di
  pazienti nel reparto di pronto soccorso di S. Elia;

   considerato che:

   l'ospedale  Sant'Elia  di Caltanissetta  è  definito  ospedale  di
  emergenze-urgenza di III livello;

   a  riforma  attuata, il reparto del pronto soccorso del  Sant'Elia
  verrà ampliato di circa 680 mq, e sarà dotato di sale operatorie  a
  servizio  dello  stesso  e  che  l'ASP  nissena  ha  provveduto   a
  richiedere un potenziamento dell'organico del personale medico a 14
  unità;

   come  prevede  il  piano di rimodulazione della rete  ospedaliera,
  l'ospedale  Maddalena  Raimondi di San Cataldo,  dall'1   settembre
  2010,  ha  cessato  le prestazioni di acuzie e  non  gode  più  del
  presidio  di pronto soccorso, ma del PTE, e che quindi  i  pazienti
  affetti da patologie che necessitano dell'intervento di emergenza -
  urgenza  vengono  trasferiti  al vicino  presidio  ospedaliero  del
  Sant'Elia;

   il  distretto  ospedaliero  di  San  Cataldo  accoglie,  o  meglio
  accoglieva, i pazienti della cittadina sancataldese, ma anche delle
  vicine  Serradifalco, Montedoro, Milena e Bompensiere, sia  per  le
  prestazioni mediche in reparto che per il pronto soccorso;

   con  l'istituzione  del  PTE  di  emergenza  presso  il  distretto
  Maddalena Raimondi di San Cataldo si registra, inevitabilmente,  un
  aumento   esponenziale  delle  utenze  nel  pronto   soccorso   del
  Sant'Elia;

   allo stato attuale l'ospedale Sant'Elia è interessato da lavori di
  ammodernamento che dureranno ancora per diversi mesi e che pertanto
  non è stato ancora possibile attuare la riforma ed il potenziamento
  del pronto soccorso;

   in  materia  sanitaria,  pur  avendo grande  importanza  i  budget
  economici,  è da ritenersi fondamentale il diritto alla salute  del
  cittadino;

   la  riforma sanitaria attuata prevede la definizione delle  piante
  organiche  delle unità operative dei singoli reparti e/o  distretti
  ospedalieri;

   per sapere se:

   siano  consapevoli dello stato di disagio in cui versa  il  pronto
  soccorso dell'ospedale Sant'Elia;

   le  unità  operative  attualmente in  servizio  presso  il  pronto
  soccorso  nisseno  risultino  adeguate  al  numero  previsto  dalla
  rimodulazione  delle suddette piante organiche, anche  in  funzione
  del  carico di lavoro cui sono sottoposte a seguito della  chiusura
  del pronto soccorso del nosocomio sancataldese;

   non  fosse  il  caso  di  posticipare l'attivazione  del  PTE  nel
  presidio ospedaliero di San Cataldo fino a quando non fossero stati
  completati  i  lavori  di ammodernamento del  pronto  soccorso  del
  Sant'Elia;

   quali  provvedimenti intendano assumere per risolvere  tale  grave
  carenza». (1405)

             (L' interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                          TORREGROSSA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   a distanza di quasi due anni dal verificarsi dei tragici eventi di
  Giampilieri  e Scaletta Zanclea (ME), la Regione siciliana  non  ha
  ancora provveduto al pagamento delle indennità per lo straordinario
  prestato dai vigili del fuoco;

   la  somma  di circa diciotto milioni di euro è stata delegata  dal
  Ministero degli interni al dipartimento di Protezione civile;

   la Segreteria generale del sindacato autonomo dei vigili del fuoco
  (CONAPO) ha in più occasioni chiesto il pagamento della prestazione
  di lavoro straordinario reso;

   considerato che:

   ad  oggi  il  personale dei vigili del fuoco che  ha  prestato  il
  proprio  servizio, anche a rischio della propria incolumità fisica,
  non ha ricevuto la retribuzione di quanto loro spettante;

   il  capo  del  dipartimento, Guido Bertolaso, ha  sollecitato  gli
  uffici regionali a fornire gli opportuni chiarimenti;

   nonostante le sollecitazioni del CONAPO, ad oggi il Governo  della
  Regione rimane inadempiente;

   ritenuto che:

   tale  situazione appare ingiustificata atteso che  le  somme  sono
  state assegnate;

   è  necessario  l'intervento del Governo per garantire l'erogazione
  delle indennità;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano  o intendano  adottare  affinché  si
  provveda  all'immediato  pagamento  degli  oneri  per  il  servizio
  prestato  dal  personale  dei  vigili  del  fuoco  nei  comuni   di
  Giampilieri e Scaletta Zanclea (ME);

   le  motivazioni per le quali l'Amministrazione della  Regione  sia
  rimasta inadempiente per oltre un anno». (1408)

                                            CAPUTO-BUZZANCA-VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole ed alimentari, premesso che:

   con  la  legge  regionale 26 febbraio 2010, n. 3,  in  materia  di
  agriturismo,  l'Assessorato  regionale  delle  risorse  agricole  e
  alimentari  avrebbe  dovuto provvedere,  per  fini  di  solidarietà
  sociale  ed  umanitaria,  all'acquisto di prodotti  agrumicoli  con
  particolare  riferimento  a  quelli  del  comparto  agrumicolo   da
  trasformare in succhi;

   per  le  finalità  suesposte è stata autorizzata, per  l'esercizio
  finanziario 2010, la spesa complessiva di 12.500 migliaia di euro;

   sulla  sopradetta spesa complessiva sarebbero dovuti gravare anche
  gli  oneri  relativi alle attività essenziali e funzionali  per  la
  corretta gestione delle operazioni di conferimento e trasformazione
  in succhi del prodotto;

   sottolineato che:

   al  fine  di  assicurare  la  copertura finanziaria  del  presente
  articolo,   il  fondo  di  rotazione  istituito  presso  l'Istituto
  regionale per il finanziamento alle industrie in Sicilia (IRFIS)  è
  ridotto di 50.000 migliaia di euro per l'anno 2010;

   entro  15  giorni  dall'entrata in  vigore  della  presente  legge
  l'IRFIS  avrebbe riversato, in entrata nel bilancio della  Regione,
  la  somma  indicata,  con  imputazione  al  capo  10  dell'entrata,
  capitolo 5447;

   atteso  che  la  gravità della crisi del settore agrumicolo  aveva
  sollecitato un intervento celere e consistente al fine  di  offrire
  una boccata d'ossigeno agli agricoltori che, esasperati, avevano in
  più  occasioni manifestato il loro malcontento per l'incapacità del
  Governo ad intervenire proficuamente sull' emergenza;

   ribadito  che  ad  oggi nulla è stato erogato agli  agrumicoltori,
  nonostante che con i provvedimenti normativi siano state  stanziate
  le somme necessarie per l'acquisto delle arance in surplus, il loro
  ritiro  e  la  conversione in succo di frutta  destinato  ad  aiuti
  umanitari;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti intendano assumere  affinché  i  12,5
  milioni  di  euro vengano erogati agli agrumicoltori  che  da  mesi
  attendono l'intervento stabilito con legge regionale;

   attraverso  quali  iniziative vorranno disporre,  con  la  massima
  urgenza, l'erogazione dei finanziamenti, atteso che, ad oggi,  dopo
  vane  promesse,  gli  agrumicoltori non hanno ancora  incassato  le
  somme dovute». (1414)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   le   circoscrizioni  rappresentano  un  importante  strumento   di
  decentramento  amministrativo utile  alle  aree  urbanizzate  delle
  grandi  città,  soprattutto in termini di servizi base,  del  verde
  pubblico,  della  viabilità  minore,  di  lavori  pubblici,   delle
  attività sociali, culturali e sportive;

   le  circoscrizioni  esistenti  nei  comuni  di  grandi  dimensioni
  rappresentano una valida ed efficiente struttura pubblica in  grado
  di  poter rappresentare un punto di riferimento per i cittadini del
  territorio e del quartiere e di poter amministrare le problematiche
  legate al territorio di competenza;

   considerato che:

   le  circoscrizioni comunali sono altresì organi i  cui  componenti
  vengono  eletti dai cittadini e che gli stessi li considerano  come
  riferimento nel rapporto con la pubblica amministrazione;

   la  necessità  della riduzione dei costi della  politica  non  può
  penalizzare  le  circoscrizioni in quanto organi  istituzionali  di
  riferimento diretto per i cittadini;

   ritenuto che:

   la  mancanza  di  risorse  finanziarie ed  economiche  impediscono
  l'erogazione  dei  servizi e l'esercizio  delle  funzioni  previste
  dallo statuto comunale e dal regolamento sul decentramento;

   tale  situazione  crea una diseguaglianza di  trattamento  con  le
  altre istituzioni locali;

   tale situazione provoca disservizi e disfunzioni ai cittadini;

   per  sapere  quali provvedimenti abbiano o intendano  adottare  al
  fine  di  consentire alle circoscrizioni della città di Palermo  di
  potere  svolgere le proprie funzioni e di potere erogare i  servizi
  pubblici  onde  evitare  disservizi e  disfunzioni  ai  cittadini».
  (1416)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e la funzione pubblica e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   da  notizie  riportate sulla stampa si apprende che, con  delibera
  del consiglio comunale di Scaletta Zanclea (ME), è stato deciso  di
  prelevare  parte  delle somme del conto corrente 'pro  alluvionati'
  (circa  7  mila euro) in favore del servizio scuolabus  non  ancora
  attivato,  nonostante l'inizio dell'anno scolastico, a causa  della
  cronica mancanza di fondi nelle casse comunali;

   al cospetto di tale proposta si sono registrate le vivaci proteste
  di  taluni  consiglieri di minoranza, che proponevano,  invece,  di
  reperire  le  somme  necessarie  per  l'espletamento  del  servizio
  scuolabus  devolvendo i gettoni di presenza di tutti  i  componenti
  della giunta e del consiglio comunale;

   considerato che:

   il  diverso utilizzo dei fondi destinati all'avvio di attività  in
  favore  della  popolazione colpita dall'evento  alluvionale  dell'1
  ottobre  2009,  oltre  al  presumibile  abuso  d'ufficio,  potrebbe
  configurare  anche  il reato di distrazione di  fondi  pubblici  in
  favore del comune rappresentato;

   il  ripristino della funzionalità dello scuolabus non rappresenta,
  infatti,  un servizio esclusivo per gli alluvionati ma un  servizio
  collettivo per tutti gli abitanti di Scaletta Zanclea;

   per sapere:

   se,  alla luce delle considerazioni sopra esposte e delle  notizie
  riportate  in  ordine  all'utilizzo dei fondi  presenti  nel  conto
  corrente  'pro  alluvionati' del comune di  Scaletta  Zanclea,  non
  ritengano  di  dover avviare un'immediata ispezione  amministrativa
  nei  confronti  dell'amministrazione comunale di  Scaletta  Zanclea
  onde  verificare  e  garantire  la legalità  nella  gestione  della
  pubblica  amministrazione  nonché il  rispetto  della  collettività
  scalettese  che  attende  da  un  anno  le  dovute  risposte  e  la
  solidarietà da parte delle istituzioni;

   se non ritengano opportuno diffidare il comune di Scaletta Zanclea
  per  l'annullamento immediato della delibera adottata a danno della
  popolazione  colpita dall'alluvione attraverso la  distrazione  dei
  fondi  pubblici  ad essa destinati, con verosimile  configurabilità
  del reato di abuso d'ufficio». (1419)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «All' Assessore per la famiglia, per le politiche sociali e per il
  lavoro, premesso che:

   l'agenzia  per  l'impiego ha predisposto un'ipotesi  di  riassetto
  organizzativo  del  personale  che dovrà  operare  negli  sportelli
  multifunzionali;

   l'agenzia  per  l'impiego ha previsto che il personale  utilizzato
  nell'ambito  dello stesso ente ricopra anche le funzioni  stabilite
  dal modello di accreditamento e idealtipico;

   considerato che gli avvisi 1 e 2 PAR FAS 2007-2013 sono già  stati
  finanziati  dal Governo regionale e si stanno espletando  le  nuove
  procedure di avvio;

   ritenuto che il dirigente generale dell'agenzia per l'impiego, con
  prot.  n.  1382  del  30 settembre 2010, comunicava  agli  enti  in
  graduatoria  la  possibilità  di avviare  le  attività  finanziate,
  rendendo disponibili gli allegati necessari all'avvio delle  stesse
  attività;

   considerato che:

   nella modulistica manca la richiesta del DURC (documento unico  di
  regolarità contributiva);

   il  legislatore  nazionale si è espresso  in  maniera  dettagliata
  dicendo  che tutti gli enti che ricevono un finanziamento  pubblico
  devono esibire il DURC;

   per  sapere  come mai l'agenzia per l'impiego non abbia  richiesto
  formalmente  copia  del  DURC per tutti  gli  enti  beneficiari  di
  finanziamento  o,  in  alternativa, non avvii  d'ufficio,  mediante
  richiesta agli enti istituzionalmente competenti (INPS e INAIL), la
  verifica della regolarità contributiva». (1420)

                                                              GENNUSO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  realizzazione  dell'autostrada Siracusa  -  Gela,  da  decenni
  impantanata, langue e che solo nel 2009 è stato messo in  esercizio
  il tratto Cassibile - Rosolini;

   i  lotti in oggetto sono stati finanziati con circa 300 milioni di
  euro ormai da parecchi anni e le stesse somme sono messe seriamente
  in   pericolo  dalle  ingiustificate  difficoltà  burocratiche  che
  gravano sulle opere pubbliche in Sicilia come costante;

   si  è in attesa di un parere da parte della commissione tecnica di
  verifica  dell'impatto ambientale presso il Ministero dell'ambiente
  e  della tutela del territorio e del mare e che lo stesso tarda  ad
  arrivare;

   la  provincia regionale di Ragusa è l'unica provincia  d'Italia  a
  non  possedere  nemmeno un centimetro di autostrada  e,  nonostante
  ciò, detiene i dati macroeconomici più importanti sia nei confronti
  del  resto  dell'Isola sia nei confronti del  resto  del  Meridione
  d'Italia;

   considerato che:

   allo  stato  attuale,  è  negato  a  450.000  cittadini  siciliani
  residenti nei territori della provincia regionale di Ragusa e della
  provincia regionale di Siracusa il diritto alla mobilità  e  che  è
  gravemente   depresso  lo  sviluppo  socio-economico  e   turistico
  dell'intera area del sud-est dell'Isola;

   i dati sugli incidenti stradali, nonostante in forte calo, restano
  in provincia di Ragusa i più alti dell'intera Isola proprio a causa
  della   mancanza   di  strade  di  forte  flusso   veicolare   come
  l'autostrada e che l'intero traffico è assorbito da strade  statali
  e  da strade di viabilità secondaria provinciale e comunale che non
  sono in grado di assorbire i grandi flussi veicolari;

   è   presente  un  forte  malcontento  nel  tessuto  sociale  della
  provincia   di   Ragusa  dovuto  al  fatto  che  la   realizzazione
  dell'autostrada Siracusa - Gela è vista come una chimera;

   per sapere:

   come  stia  procedendo allo stato attuale l'iter di  realizzazione
  dei  suddetti  lotti  autostradali, se siano  state  rispettate  le
  tempistiche  e tutte le procedure al fine di poter realizzare  tali
  opere  ed evitare la perdita degli stanziamenti economici da  parte
  di tutti gli enti interessati;

   se  e  quali  iniziative abbiano assunto o abbiano  intenzione  di
  assumere   affinché  la  commissione  tecnica   per   la   verifica
  dell'impatto  ambientale esprima nel più breve tempo  possibile  il
  parere  necessario per procedere alla realizzazione  dei  lotti  in
  oggetto;

   se  e  quali  iniziative abbiano assunto o abbiano  intenzione  di
  assumere  al fine di reperire tutti i finanziamenti necessari  alla
  realizzazione  dei  lotti che portano il tracciato  dell'autostrada
  fino  alla città di Vittoria (RG) e per il definitivo completamento
  del tracciato fino a Gela (CL);

   se  il  presidente del consorzio autostrade siciliane possa essere
  convocato   in   audizione   presso   la   competente   Commissione
  parlamentare  per  fornire informazioni in modo completo  sull'iter
  dei lotti finanziati;

   se  e  quali  iniziative abbiano assunto o abbiano  intenzione  di
  assumere in merito alla creazione di un'apposita unità operativa da
  dedicare al monitoraggio dell'iter ed alla risoluzione dei problemi
  che  via  via  si  manifesteranno  nel  corso  della  realizzazione
  dell'opera». (1422)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                            INCARDONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'AIAS, sezione di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), nata nel  1995,
  è  accreditata per 228 prestazioni domiciliari e per 76 trattamenti
  ambulatoriali;

   detta struttura è convenzionata con l'ASP di Messina dal 24 maggio
  1999 per 114 trattamenti domiciliari e per 38 ambulatoriali e conta
  su  un  personale costituito da 47 dipendenti e da circa 20  liberi
  professionisti  con varie qualifiche (medici, psicologi,  terapisti
  della riabilitazione, assistenti sociali ed ausiliari);

   in  data  10  maggio  2010 la sezione AIAS di cui  sopra  è  stata
  commissariata   per  questioni  complesse  che   hanno   visto   il
  presidente,  dott.  Luigi La Rosa, opporsi al commissariamento  con
  modalità  alquanto  singolari, come la chiusura  dei  cancelli  del
  centro,  finché, a seguito di ricorso al tribunale  di  Barcellona,
  non  è stata riconosciuta la legittimità del commissariamento,  con
  il  conseguente insediamento dei commissari, avvenuto  in  data  26
  luglio 2010;

   considerato che:

   in   questo   complicato  contesto  si  inserisce  la   drammatica
  situazione dei lavoratori che dal mese di febbraio non percepiscono
  più  lo  stipendio  ed  ai quali non viene a tutt'oggi  prospettata
  alcuna certezza sul loro futuro lavorativo;

   a ciò si aggiungono i problemi di ordine giudiziario, stante che a
  tutt'oggi,  secondo  quanto riportato dagli organi  di  stampa,  il
  giudice  relatore del Tribunale civile, Antonino Catanese,  non  ha
  ancora depositato il dispositivo sul ricorso presentato dal rimosso
  presidente  Luigi La Rosa e discusso nell'udienza  dello  scorso  2
  settembre;

   tali  ritardi di fatto impedirebbero il ripianamento dei debiti  e
  le   azioni   necessarie  per  risanare  la  difficile   condizione
  finanziaria  della  sezione AIAS di Barcellona Pozzo  di  Gotto,  a
  rischio  di  bancarotta, con aggravio soprattutto sulla  sorte  dei
  lavoratori lasciati senza stipendio da ben otto mesi;

   secondo  le  dichiarazioni riportate dallo stesso  commissario  Lo
  Trovato,  senza una decisione giudiziaria definitiva, le  banche  e
  l'ASP non sarebbero legittimate a sottoscrivere accordi o ad aprire
  nuove  linee  di  credito per far fronte ai pagamenti  ed  impedire
  nuovi  pignoramenti, come il sequestro delle somme  effettuate  per
  conto  dell'INPS dalla società mista di riscossione Equitalia,  che
  avrebbe  'risucchiato'  l'intero credito di  oltre  563  mila  euro
  giacente  presso l'ASP e sul quale è aperto un contenzioso  con  la
  banca;

   i  circa  50 dipendenti, nonostante non percepiscano lo  stipendio
  fin  da  febbraio,  hanno  tuttavia  continuato  ad  assicurare  lo
  svolgimento delle attività di riabilitazione, seppure in condizioni
  di  difficoltà  estreme, per senso di responsabilità nei  confronti
  dei disabili, delle loro famiglie e della comunità;

   ritenuto  che  al  cospetto  di  quanto  sopra  rappresentato  sia
  inconcepibile  il disinteresse delle istituzioni  deputate  a  dare
  risposta a i citati lavoratori, che solo per senso di abnegazione e
  del  dovere  continuano a prestare il loro servizio  a  favore  dei
  soggetti disagiati;

   per sapere se e quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi o
  si  intendano  assumere  nell'immediato al  fine  di  sbloccare  la
  drammatica situazione di stallo e di crisi in cui versa  l'AIAS  di
  Barcellona  Pozzo  di  Gotto e garantire,  in  tal  modo,  certezza
  lavorativa a quanti in essa operano e continuano a svolgere il loro
  indispensabile  servizio  a favore delle  categorie  più  disagiate
  della  collettività, come i disabili, ai quali, oltretutto, come  a
  tutti  i cittadini, è riconosciuto dalla Costituzione il sacrosanto
  il diritto alla salute». (1425)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   è  stata  individuata  un'area franosa che  si  estende  lungo  le
  pendici  sud-orientali  del  monte Etna (CT),  denominata  'Collina
  Vampolieri',a   rischio  idrogeologico  elevato,   insistente   nei
  territori dei comuni di Aci Castello e Aci Catena(CT);

   in  detta  località si sono verificati numerosi fenomeni legati  a
  movimenti di massa superficiali, che hanno coinvolto anche  diversi
  manufatti presenti nell'area;

   negli ultimi dieci anni, sulla base dei rilevamenti gps dell'Ingv,
  la  collina,  attraversata anche da una faglia che  da  Trecastagni
  scende fino ai fondali di Aci Trezza, ha registrato movimenti verso
  il mare pari a 10-20 centimetri, oltre alla rottura di tubazioni di
  gas  e  acqua,  con  conseguenze  anche  sulle  abitazioni,  alcune
  sgomberate nel centro ed in collina ad Aci Trezza;

   più   volte   le   amministrazioni  comunali   interessate   hanno
  sollecitato la Regione siciliana ad effettuare le relative opere di
  messa in sicurezza dell'intera area;

   rilevato che:

   l'Assessorato  Territorio,  con decreto  del  4  giugno  2002,  ha
  indicato  le modifiche da adottare riguardo al piano straordinario,
  allora  presentato dalle amministrazioni comunali interessate,  per
  l'assetto idrogeologico relativamente all'area in oggetto;

   le  predette  amministrazioni comunali sono  state  escluse  dalla
  lista   delle   72   amministrazioni  che  potranno   accedere   ai
  finanziamenti  di Agenda 2007 per il dissesto idrogeologico,  fondi
  pari a 90 milioni di euro;

   nel  maggio scorso, le due amministrazioni comunali hanno definito
  un  piano  per  la  mitigazione  del  rischio  idrogeologico  della
  'Collina Vampolieri' mirato ad abbattere i costi di realizzazione e
  ad evitare sprechi di risorse economiche;

   un  nuovo  piano  di  Protezione  civile  integrato  è  stato  già
  trasmesso  al  dipartimento  regionale di  Protezione  civile,  che
  ancora  attende l'approvazione;

   per sapere:

   quali  misure  ed entro quali termini intendano adottare  affinché
  l'intera area interessata venga posta in sicurezza;

   se  intendano  includere la predetta area tra le  zone  a  elevato
  rischio  idrogeologico, così da dotare le amministrazioni  comunali
  interessate  della relativa dotazione finanziaria per  l'attuazione
  degli interventi di salvaguardia». (1430)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   da   oltre  ventiquattro  mesi  i  trentuno  dipendenti  dell'IPAB
  (istituzione di pubblica di assistenza e beneficenza) 'Santa  Maria
  di  Gesù'  di  Caltagirone (CT) non percepiscono lo  stipendio  per
  l'attività lavorativa da essi prestata presso il suddetto ente;

   nella  seduta n. 53 dell'Assemblea regionale siciliana il  Governo
  regionale,  per il tramite all'Assessore regionale per la  famiglia
  pro  tempore  ha comunicato di aver già provveduto ad  attivare  le
  procedure per l'accreditamento destinato alle IPAB siciliane per un
  importo di circa quattro milioni di euro;

   lo  scorso  mese  di marzo, l'allora Assessore  regionale  per  la
  famiglia incontrava i rappresentanti dell'ente, i sindacati  e  una
  delegazione  dei lavoratori della stessa, al fine di verificare  la
  situazione  finanziaria dell'ente e le modalità  per  risolvere  la
  crisi  in  cui  lo  stesso versa e che, nella  medesima  occasione,
  l'Assessore dichiarava che fosse necessario predisporre un piano di
  rientro e, contemporaneamente, una fase di rilancio della struttura
  attraverso  il  coinvolgimento del comune, delle  forze  sociali  e
  della curia arcivescovile, creando così una sinergia produttiva con
  il privato sociale;

   rilevato che:

   il  continuato  ritardato  pagamento da parte  della  Regione  dei
  suddetti contributi comporta un'evidente situazione di disagio  per
  i lavoratori, influente sia sulla qualità delle prestazioni erogate
  nei  confronti degli ospiti della struttura che sulla gestione  del
  personale dell'ente stesso;

   condizioni  analoghe  di  disagio sono  presenti  anche  in  altre
  strutture IPAB della provincia di Catania;

   per sapere:

   quali  misure intendano adottare affinché i precedenti  contributi
  vengano  erogati e si garantisca la regolare erogazione per  quelli
  successivi;

   qualora tale ritardo dipenda da mancanza di fondi a ciò destinati,
  come  ed entro quale termine ritengano sia possibile provvedere  ad
  un loro stanziamento o reperimento;

   quali misure intendano adottare al fine di rilanciare e migliorare
  la  qualità  delle  prestazioni di assistenza  offerte  dall'ente».
  (1431)

                                                             FIORENZA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  oggi   gli
  onorevoli:  Bonomo,  Lentini, Di Mauro, Leanza  Nicola,  Bufardeci,
  Incardona, De Benedictis, Marziano, Galvagno, Panepinto,  Fagone  e
  Gianni.

   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   a  seguito  della  determinazione della nuova  dotazione  organica
  dell'Amministrazione regionale di cui all'art. 51 della l.r. n.  11
  del  14 maggio 2010 e della delibera della Giunta di Governo n. 271
  del  29  luglio 2010 ad oggetto: 'art. 17 comma 12, D.L.  1  luglio
  2009,  n.  78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102. Procedure
  per la stabilizzazione del personale non dirigente con contratto  a
  tempo determinato nelle categoria A e B della regione siciliana', è
  stato   avviato   dalla   Regione   siciliana   il   processo    di
  stabilizzazione  del  personale precario  nelle  qualifiche  'A'  e
  'B',ed  è stata emanata apposita circolare n. 8 del 12 agosto  2010
  da  parte  del  dirigente generale del dipartimento della  funzione
  pubblica,  con  la  quale  è stato dato  avvio  alle  procedure  di
  stabilizzazione del predetto personale precario;

   rientra    nei    processi    di    stabilizzazione    da    parte
  dell'Amministrazione  regionale, oltre il  personale  alle  proprie
  dipendenze,  anche  il  personale di cui  all'art.  8  della  legge
  regionale  14  aprile  2006, n. 16, e, segnatamente,  il  personale
  precario  presso le aziende di turismo, l'Azienda terme di Sciacca,
  gli enti parco e gli uffici della Corte dei conti;

   a ciò depone anche, oltre al dispositivo di legge, anche il parere
  espresso  dall'Ufficio  legislativo e  legale  242.11.206,  proprio
  sull'applicabilità dell'art. 8 della l.r. 16/2006 il  quale  recita
  che: 'Tornando all'art. 8, l.r. n. 16/2006 va peraltro rilevato che
  la  ratio  della  norma è chiaramente quella di inserire  tutto  il
  personale  precario in forza presso gli enti di  cui  trattasi  nel
  contingente   dei   soggetti  impegnati  presso   l'Amministrazione
  regionale,  destinatari  delle misure di  stabilizzazione  a  tempo
  determinato.  In tal senso depongono tanto la rubrica -  'Personale
  precario  presso le Aziende di turismo, l'Azienda terme di Sciacca,
  gli  Enti  Parco e gli uffici della Corte dei conti.'-,  quanto  la
  lettura  della disposizione nella sua interezza, sembrando evidente
  che  il  legislatore  ha inteso effettuare una  ricognizione  delle
  diverse  categorie di lavoratori in forza presso  gli  enti  (primo
  comma)  e gli uffici (terzo comma) riguardati dalla norma', nonché,
  in  relazione ai quesiti posti da parte di uno degli enti parco, la
  stessa  nota del dipartimento regionale del personale del 30 aprile
  2008, prot. 63825 (50/IV/7/4.6), con la quale il dirigente preposto
  scrive  testualmente: 'In relazione ai quesiti posti  si  evidenzia
  che  il  personale a tempo determinato contrattualizzato da codesto
  ente  per effetto del comma 1 dell'art. 8 della l.r. 16/2006, è  di
  fatto  rientrato  nei  processi di stabilizzazione  attivati  dalla
  Regione,   conseguentemente  dette  unità  sono   da   considerarsi
  ricomprese  nell'insieme  del  personale  a  tempo  determinato  in
  servizio   presso   questa  Amministrazione  e,  ovviamente,   ogni
  previsione di un possibile cambiamento del loro rapporto di  lavoro
  non   può  ipotizzarsi  scollegato  dalle  future  iniziative   che
  riguarderanno  l'intero bacino del personale  a  tempo  determinato
  della regione Siciliana';

   considerato  che  il  personale degli enti  parco,  in  virtù  del
  disposto  legislativo di cui all'art. 8 della l.r.  16/2006  nonché
  del  parere  dell'Ufficio legislativo e legale e della  nota  sopra
  richiamati,   ha  presentato,  ope  legis,  regolare  istanza   per
  partecipare     al    processo    di    stabilizzazione     avviato
  dall'Amministrazione regionale;

   preso atto che il 'Giornale di Sicilia' del 29 settembre 2010, nel
  riportare  la  notizia  che la Regione ha avviato  i  test  per  la
  stabilizzazione dei precari, informa pure che tra 'gli aspiranti  a
  un contratto a tempo indeterminato sono inseriti anche i dipendenti
  dell'ex Azienda provinciale per il Turismo di Trapani e delle terme
  di  Sciacca', anche se però restano sub judice in attesa del parere
  del  dipartimento  della funzione pubblica ha  chiesto  all'Ufficio
  legislativo e legale, ma non sono citati invece i dipendenti  degli
  enti parco, che hanno regolarmente presentato la propria domanda;

   ritenuto  che  l'esclusione  dei dipendenti  precari  in  servizio
  presso  gli  enti  parco rischia di esporre  ad  azioni  giudiziali
  l'intero  processo  avviato, con grave pregiudizio  sul  suo  esito
  finale,  stante la legittima titolarità all'esercizio  del  proprio
  diritto   soggettivo   dei  dipendenti  in  questione   discendente
  dalle  previsioni  legislative,  analogamente  all'altro  personale
  incluso nei processi di stabilizzazione;

   per   conoscere   il   reale  intendimento   del   Governo   circa
  l'applicazione  o  meno dell'articolo 8 della  legge  regionale  14
  aprile  2006,  n.  16,  anche a favore dei dipendenti  in  servizio
  presso  gli  enti  parco,  includendoli, quindi,  nei  processi  di
  stabilizzazione  attivati dalla Regione secondo  quanto  prescritto
  dalla normativa». (97)

                                                              FARAONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  British  petroleum (di seguito BP) ha intenzione di effettuare
  una serie di trivellazioni esplorative presso il golfo della Sirte,
  sito  a circa 150 chilometri dalla costa libica, e, fatto rilevante
  per  la  regione,  a  circa 610 chilometri dalle coste  meridionali
  della Regione;

   le  predette trivellazioni dovrebbero essere profonde circa  5.700
  piedi, ovvero 213 metri in più rispetto alle trivellazioni dalla BP
  già operate presso il golfo del Messico, ove sono ampiamente noti i
  danni  ambientali prodotti negli scorsi mesi a causa  del  disastro
  ecologico causato dalle medesime trivellazioni;

   il  7  luglio 2010, la Commissione europea, tramite il Commissario
  responsabile per l'energia, in occasione della seduta plenaria  del
  Parlamento  europeo, ha invitato alla massima  cautela  per  quanto
  riguarda  le  nuove  trivellazioni  nel  Mar  Mediterraneo  ed   ha
  suggerito  il  blocco  dei  nuovi permessi  di  trivellazione,  che
  dovrebbero  essere subordinati a condizioni e parametri più  severi
  in considerazione di quanto accaduto nel golfo del Messico;

   numerosi  organi  di  stampa hanno rilevato i  pericoli  che  tali
  attività  potrebbero creare nell'ecosistema del  Mar  Mediterraneo,
  tra i tanti il Financial Times che, in un recentissimo articolo, ha
  indicato  come  '(...)  è  particolarmente  critica  l'attività  di
  trivellazione   che   la  BP  ha  intenzione  di   effettuare   nel
  Mediterraneo  perché si dovrebbe effettuare a grandi  profondità  e
  questo è un elemento di ulteriore insicurezza in caso di incidente.
  Se  quello che sta accadendo in Messico accadesse nel Mediterraneo,
  un  mare  chiuso e con un ricambio lentissimo, sarebbe una sciagura
  senza eguali. L'Italia, per la posizione geografica e politica  che
  ha  nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in
  un'azione  internazionale  di  tutela  del  Mediterraneo   e   fare
  pressione  presso  il  governo  libico  per  fermare  questa  nuova
  trivellazione';

   gli  stessi  organi di stampa da tempo indicano come  anche  altre
  compagnie  petrolifere  sarebbero intenzionate  ad  iniziare  delle
  attività di trivellazione nelle medesime coste;

   rilevato che:

   il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
  ha  intenzione di riformare il testo unico ambientale  in  tema  di
  divieto  di  ricerca e perforazione nelle aree marine non  distanti
  dalla costa oltre le 12 miglia marine;

   il  Governo  libico  ha  concluso con la  BP  un  accordo  per  un
  investimento  di  circa 900 milioni di dollari in  cambio  di  tali
  attività  esplorative e della produzione di petrolio e gas naturale
  lungo le coste del golfo della Sirte;

   il Governo italiano e il Governo libico hanno siglato il 30 agosto
  2008 un accordo internazionale di amicizia e partenariato (noto con
  il  nome  di  Trattato di Bengasi) in tema non solo di immigrazione
  clandestina, ma anche per quanto riguarda la cooperazione economica
  ed energetica tra Stato libico e regioni;

   per sapere se:

   abbia  ricevuto  informazioni da parte del  Governo  nazionale  in
  merito  alle  suddette trivellazioni e, in ogni caso, quali  misure
  intenda intraprendere a tutela delle coste della Regione;

   a norma dell'articolo 21, comma terzo, dello Statuto della Regione
  siciliana,  abbia intenzione di sollecitare e/o partecipare  ad  un
  Consiglio dei Ministri che abbia tale tema all'ordine del  giorno».
  (98)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             FIORENZA

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  219   Iniziative a livello nazionale per  provvedere  alle
  nomine  di  docenti  e personale ATA in deroga  agli  organici  già
  deliberati per l'anno scolastico 2010/2011 , degli onorevoli  Oddo,
  Cracolici,   Lupo,   Panarello,  Marziano,  Mattarella,   Picciolo,
  Rinaldi,   Ammatuna,  Apprendi,  Barbagallo,  De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Panepinto, Raia, Speziale,
  Termine e Vitrano, presentata il 28 settembre 2010;

   numero  220   Iniziative a livello centrale per evitare  abusi  in
  materia  di  licenziamenti ,  degli onorevoli  Lentini,   Catalano,
  Greco  e Calanducci, presentata il 4 ottobre 2010. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'art.  64  del  decreto  legge n. 112 del  2008,  convertito  con
  modificazioni in legge n. 133 del 2008, ha previsto il  taglio  dei
  fondi  a disposizione della scuola pubblica di quasi 8 miliardi  di
  euro in tre anni;

   per   effetto   di  tale  norma  si  determinerà   una   riduzione
  dell'organico  del  personale docente, amministrativo,  tecnico  ed
  ausiliario  (ATA) di circa 132.000 posti: in particolare,  verranno
  cancellate 87.341 cattedre e 44.500 posti di personale ATA;

   in  Sicilia, gli effetti della predetta legislazione (c.d. riforma
  'Gelmini')  ha provocato la mancata nomina di migliaia  di  precari
  che   da   anni  assicuravano  il  buon  andamento  delle  attività
  scolastiche nella Regione;

   ciò   rappresenta  un  ulteriore  aggravamento  della   situazione
  occupazionale del territorio siciliano;

   a  causa  della riduzione dell'orario scolastico nelle istituzioni
  di  ogni  ordine  e  grado e della mancata nomina  di  migliaia  di
  docenti  e di personale ATA, anche a seguito dell'incremento  della
  popolazione  scolastica, è derivato un forte aumento  degli  alunni
  per classe;

   addirittura,  stante la disposizione che prevede di  nominare  1,5
  docenti  di  sostegno per ogni cinque alunni, in talune  classi  si
  verificherà  la  presenza  di più soggetti  diversamente  abili  ai
  quali, in questo modo, non sarà garantito il diritto all'istruzione
  ed all'integrazione;

   inoltre, per effetto degli indiscriminati tagli, ad essere messo a
  rischio  è  il  normale funzionamento degli istituti i  quali,  non
  essendo  posti  nelle  condizioni  di  rispettare  le  norme  sulla
  sicurezza (meno di 2 mq di spazio per ciascun alunno), non  possono
  assicurare  il  livello minimo di igiene e la normale  sorveglianza
  degli alunni;

   così  operando,  ad essere pregiudicata è la qualità  dell'offerta
  formativa  in  Italia e in Sicilia: i livelli di apprendimento  non
  saranno adeguati a quanto richiesto in un mondo che ci vede  sempre
  più  in competizione con gli altri, e non sarà possibile assicurare
  nuove chance ai soggetti più deboli ed a quelli più meritevoli;

   la   situazione   peggiorerà  ulteriormente  per   effetto   delle
  disposizioni  contenute nel decreto-legge n. 78 del  2010  (manovra
  Tremonti) che introduce ulteriori tagli alla scuola pubblica;

   il  Ministero  dell'istruzione, dell'università e  della  ricerca,
  negli incontri recentemente avuti con il Governo regionale, non  ha
  fornito  rassicurazioni in merito al futuro della scuola siciliana,
  dei  suoi  alunni  e  degli oltre 4.000 precari  rimasti  privi  di
  qualsivoglia forma di contratto;

              impegna il Governo della Regione e per esso
      l'assessore per l'istruzione e la formazione professionale

   ad  attivarsi,  urgentemente, nei confronti del Governo  nazionale
  per   chiedere   di  stanziare  immediatamente  ulteriori   risorse
  economiche per l'istruzione pubblica allo scopo di provvedere  alla
  nomina  di  docenti e di personale ATA in deroga agli organici  già
  deliberati  per  l'anno  scolastico  2010/2011,  insufficienti   ad
  assicurare  un'adeguata proposta formativa,  considerato  pure  che
  negli ultimi mesi sono state sottratte alla Regione e destinate  ad
  altri scopi centinaia di milioni di euro, ridando così dignità alla
  scuola siciliana e prospettive di sviluppo all'Italia» (219);

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato che:

   sempre  più  spesso, si registrano, in materia di risoluzione  dei
  contratti  di  lavoro, abusi da parte datoriale, consistenti  nella
  pretesa,  all'atto  dell'assunzione, della  sottoscrizione  di  una
  lettera  di dimissioni volontarie da parte del lavoratore, eludendo
  con tale artificio la normativa in materia di licenziamenti;

   in  particolare, tali abusi si riscontrano nei rapporti di  lavoro
  per  i  quali  le parti datoriali usufruiscono di agevolazioni  (ad
  esempio  quelle previste dalla legge n. 407 del 1990  e  successive
  modifiche e integrazioni) che verrebbero a decadere, con obbligo di
  rifondere quanto non corrisposto agli enti previdenziali,  in  caso
  di licenziamento;

   proprio  per  garantire l'effettiva volontarietà delle  dimissioni
  del  lavoratore, il legislatore nazionale aveva previsto, con legge
  17   ottobre   2007,  n.  188,  che  le  stesse  dovessero   essere
  formalizzate,   a   pena  di  nullità,  su   apposito   modulo   da
  sottoscrivere presso gli uffici pubblici per l'impiego;

   la  sopra  richiamata norma è stata inspiegabilmente abrogata  col
  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni
  in legge 6 agosto 2008, n. 133;

   ritenuto che:

   la  sopra richiamata prassi sia evidentemente illegale ed immorale
  ed  in  particolare contraria allo stesso spirito delle  norme  che
  agevolano l'assunzione di lavoratori;

   la  precedente normativa di cui alla citata legge n. 188 del  2007
  costituiva  un  valido  strumento a garanzia della  continuità  dei
  rapporti   di  lavoro  ed  a  tutela  della  libertà   e   dignità,
  costituzionalmente sancite, dei lavoratori stessi;

                   impegna il Governo della Regione

   a  farsi promotore di ogni utile ed opportuna iniziativa presso il
  Governo  centrale per ripristinare meccanismi di garanzia contro  i
  citati abusi;
   a  promuovere,  per il tramite degli Ispettorati del  lavoro,  una
  speciale azione di vigilanza e repressione di tali fenomeni» (220).

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  28  settembre   2010,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n. 7693/AulaPG  del  30
  settembre  2010, l'onorevole Vinciullo ha ritirato l'interrogazione
  con  richiesta di risposta orale n. 1384  Notizie sui contenuti del
  disegno  di  legge  sui  centri commerciali  che  penalizzerebbe  i
  piccoli commercianti', dallo stesso presentata in data 15 settembre
  2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1348

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione n. 1348   Iniziative  a
  favore  dei  cacciatori  in  ordine all'attuale  sospensione  della
  stagione  venatoria  e  ai lunghi tempi di  attesa  per  effettuare
  l'esame  di abilitazione alla caccia nelle città e nella  provincia
  di Catania' dell'onorevole Fiorenza, annunziata nella seduta n. 195
  del 14 settembre 2010, è da intendersi presentata con richiesta  di
  risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di dimissioni dalla carica di assessore comunale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  informo  che,  con   nota   qui
  pervenuta  il  7 ottobre e protocollata l'11 ottobre successivo  al
  numero  7907/Aula-Pg, l'onorevole Mario Parlavecchio ha  comunicato
  di  essersi  dimesso  dalla  carica di  assessore  del   Comune  di
  Palermo, a far data dal 6 ottobre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che con note del  13  ottobre  2010,  testè
  pervenute, gli onorevoli Ardizzone, Forzese, Parlavecchio e  Ragusa
  hanno  dichiarato  con  effetto  immediato  di  aderire  al  Gruppo
  parlamentare Misto.

   Conseguentemente  gli stessi deputati cessano  contestualmente  di
  far parte del Gruppo parlamentare di provenienza.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Commemorazione degli Alpini italiani caduti nell'attentato in
                              Afghanistan

  PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima  di  passare  al  II  punto
  dell'ordine  del giorno, pare doveroso ricordare gli alpini  caduti
  in Afghanistan.
   Un  doveroso  pensiero umano ed istituzionale si  impone  oggi  in
  quest'Aula per ricordare i nostri alpini uccisi in Afghanistan.   I
  giovanissimi  soldati  Gianmarco Manca, Francesco  Vannozzi,  Marco
  Pedone  ed  il  siciliano Sebastiano Ville, sono  eroici  figli  di
  quest'Italia e di un Mezzogiorno che ha pagato amaro il  prezzo  di
  questa guerra.
   Ci  si interroga in queste ore sugli sforzi politico-militari  del
  nostro  Paese, che ancora una volta piange i suoi caduti e, con  il
  cuore  e  lo spirito affranti, trova nei valori e negli  ideali  di
  libertà, democrazia e giustizia, il senso della nostra presenza  in
  questa terra martoriata.
   La  ricerca di pace e stabilità non solo in Afghanistan, ma  anche
  in altre parti del mondo, flagellate da violenza, brutalità e fame,
  ispirano    l'impegno   del   nostro   Paese   nell'ambito    delle
  organizzazioni   internazionali,  nelle   Nazioni   unite   ed   in
  particolare  nell'Unione europea, ma il tributo di  sangue  versato
  dall'Italia e dalla Sicilia in questi anni pesa come un  macigno  e
  non conosce ristoro.
   I  nostri  militari, come questi alpini caduti,  si  dedicano  con
  abnegazione  alla sicurezza dei popoli, alla salvaguardia  di  vite
  umane, al sostegno ai processi democratici, alla tutela dei diritti
  umani  e  alla  costante  ricerca di  pace;  ma  costruire  pace  è
  difficile,  richiede una diplomazia condivisa, la  sconfitta  delle
  derive  terroristiche che imperversano nel mondo e la  capacità  di
  dialogo tra le Nazioni, oltre che la forza e il coraggio di credere
  e  di perorare valori radicati nella verità della vita e, sempre  e
  comunque, richiede anche un tragico e altissimo prezzo da pagare.
   Questi  giovanissimi  alpini uccisi, Marco, Francesco,  Gianmarco,
  Sebastiano,  hanno pagato questo prezzo e dimostrato amore  estremo
  verso  i  più  deboli, scegliendo una missione per rispondere,  con
  impareggiabile spirito di servizio, alle attese di quanti soffrono,
  oltre che a quelle del loro Paese.
   Oggi,  simbolicamente, essi diventano figli di tutti noi e risuona
  in modo assordante l'eco del vuoto che lascia la loro perdita.
   L'attacco  di sabato arriva in un momento cruciale della  presenza
  italiana   in   Afghanistan.  E'  l'ultimo  tragico   episodio   di
  un'escalation  iniziata  l'anno  scorso  e  caratterizzata  da  una
  pressione  sempre più forte dei talebani verso la zona  controllata
  dal  contingente  italiano.  Così,  ancora  una  volta,  celebriamo
  tristemente il momento del cordoglio.
   In  nome  di questi ragazzi e dei tanti caduti in questa  come  in
  altre missioni, onorevoli colleghi, cerchiamo soluzioni di pace per
  il  mondo,  per  l'Italia, per la Sicilia e  ritroviamo  anche  nel
  nostro  vivere  quotidiano i toni del dialogo  con  l'altro  e  del
  confronto  pacato,  perché questo è il primo piccolo  seme  su  cui
  s'innestano condizioni di civiltà e di convivenza pacifica.
   Alla famiglia di Sebastiano Ville - figlio di questa terra -  e  a
  quelle  di  tutti  gli alpini caduti e all'Arma  stessa  giunga  il
  rinnovato  cordoglio dell'Assemblea regionale siciliana insieme  al
  nostro sentimento di profonda solidarietà.
   Invito  quindi l'Aula  a tributare un minuto di silenzio a  questi
  valorosi soldati.

     (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento posto
  all'ordine del giorno è sicuramente un argomento importante che  va
  dibattuto,  ma prima di questo argomento riteniamo che  ci  sia  un
  tema molto più delicato che quest'Aula aveva iniziato ad affrontare
  e  che  è stato rinviato perché era stata posta, da parte mia,  una
  questione legata agli articoli 13 e 14 della Finanziaria.
   Quest'Aula   prima  della  pausa  estiva  doveva   affrontare   la
  situazione  economica e finanziaria della Regione  siciliana  e  in
  quella seduta era stato evidenziato che il Governo aveva omesso  di
  presentare i documenti e quindi rappresentare a questo Parlamento e
  a  tutti i siciliani quale è la vera situazione finanziaria in  cui
  versa la nostra Regione.
   Il  Parlamento  ha  voluto gli articoli  13  e  14  per  fare  una
  operazione  di  trasparenza. Devo dare atto che l'allora  assessore
  per  il bilancio, onorevole Cimino, concordò con me e diede il  suo
  parere favorevole affinché una volta per tutte si mettesse un punto
  di verità.
   Noi  sappiamo  bene che la  situazione finanziaria  è  drammatica,
  sappiamo  bene che i lavoratori della forestale, per  esempio,  non
  vengono  pagati  dal  mese  agosto e alcuni  dal  mese  di  giugno;
  sappiamo bene che ad alcuni comuni dell'Isola a  malapena  è  stata
  appena  data  la seconda rata, e a 160 è stata trattenuta  l'intera
  seconda rata con il rischio di non ricevere  neanche la terza rata;
  ma   cosa  ancora  più  grave  è  che  sappiamo  che  verrà  acceso
  definitivamente   un mutuo per recuperare 860 milioni  di  euro  ed
  usare questa liquidità per far fronte alle spese correnti.
   Sappiamo,   e   non  sono  più  indizi,  che  siamo  al   dissesto
  finanziario.
   Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo iniziato ad
  analizzare,  abbiamo  tentato  di analizzare  la  reale  situazione
  finanziaria della Regione siciliana a luglio e non si è  riproposto
  oggi  come tema fondamentale e pregnante? Aggiungo ancora  di  più:
  assistiamo  a  tagli  spot, a tutta una serie di  provvedimenti  di
  grande  risanamento strutturale che poi, a conti fatti, equivalgono
  a  due, trecentomila  euro di taglio della spesa corrente. Leggiamo
  sui  giornali  del taglio del dieci per cento dell'indennità  degli
  assessori che sono poi 400 euro al mese
   E   allora,  perché,  signor  Presidente,  oggi  sto  ponendo  una
  questione pregiudiziale a tutti gli effetti? Questo Parlamento, una
  volta  per  tutte, deve affrontare questo tema, perché una  cosa  è
  certa:   in   passato  si  sono  utilizzati  i  mutui  -  assessore
  Centorrino, lei non c'era - finalizzati e iscritti in bilancio  per
  investimenti per prendere quella liquidità e far fronte alle  spese
  correnti.
   Quando  abbiamo approvato la finanziaria avevo già detto in questo
  Parlamento che c'era non solo un problema di competenza, e ci  sarà
  perché  se  partirà la Cabina di regia nazionale di gestione  unica
  dei  FAS  noi  ci ritroveremo nel nostro bilancio a dover  togliere
  circa un miliardo e duecentomila euro di risorse, di entrate. Avevo
  detto  che,  al  di là delle competenze, il vero  problema  era  la
  cassa; avevo sostenuto in questa Aula durante il mio intervento  in
  finanziaria,  che non c'erano le risorse per arrivare  al  mese  di
  settembre. Purtroppo, mi sono sbagliato probabilmente di  un  mese;
  infatti,  se  oggi  si  corre ad accendere un  mutuo  che  è  stato
  autorizzato precedentemente di 860 milioni di euro è perché bisogna
  pagare le spese correnti.
   Ne ho citato solo alcuni perché se parliamo con i lavoratori della
  forestale,  sanno tutti bene che nonostante l'impegno  assunto  dal
  Governo,  nonostante l'allora assessore Cimino garantì la copertura
  finanziaria, è nato un problema di liquidità.
   Il Governo deve assolutamente venire in Aula per riferire a questo
  Parlamento, alla Sicilia e ai siciliani come stanno le cose.  E  mi
  rivolgo  soprattutto  alla nuova gamba di  questa  maggioranza  che
  hanno  sempre fatto i moralizzatori  sulla spesa e hanno  fatto   i
  moralizzatori   su  quelli  che  sono  i  presunti  interventi   di
  risanamento  strutturale della finanza.
   Per rispondere a un collega, Forza del Sud nasce anche per questo,
  signor  Presidente,  nasce  perché è il  momento  di  collegare  il
  sinonimo  di  autonomia   soprattutto ad autonomia  finanziaria,  a
  lanciare  un grande progetto che parte prima dal risanamento  delle
  nostre casse e, quindi, realmente ad essere soggetto forte.
   Noi  chiediamo  al Governo che venga in Aula al più  presto,  così
  come  prevedono  gli  articoli 13 e 14  della  finanziaria,  i  cui
  termini  sono  scaduti il 30 giugno, per  riferirci una  volta  per
  tutte  come  stanno  le  cose e, soprattutto,  la  smetta  di  fare
  provvedimenti  spot che sotto il profilo finanziario sono  soltanto
  interventi demagogici di cui in Aula dimostreremo l'infondatezza  e
  l'inutilità.

   CRACOLICI. A che ora inizia la campagna elettorale?

   PRESIDENTE. Credo sia cominciata da un pezzo, onorevole Cracolici,
  e perché si chiuda passerà molto, molto tempo
   Onorevoli colleghi, in merito al II punto dell'ordine del  giorno,
   Comunicazioni  del Governo in ordine alle iniziative  avviate  per
  garantire   il  diritto  allo  studio  e  fronteggiare   la   crisi
  occupazionale  che investe il settore della pubblica istruzione  in
  Sicilia', informo che è pervenuta, da parte  dell'onorevole  Maira,
  una  nota  che così recita:  Preso atto che  presso la  Commissione
   Lavoro   di  questo Parlamento si è appreso che il  Governo  della
  Regione  ha  varato  una  delibera che riordina  il  settore  della
  formazione  professionale; in considerazione che di tale  atto  del
  Governo  non  si conoscono ancora i dettagli e che, invero,  appare
  del  tutto  evidente  la  paralisi  del  settore  della  formazione
  professionale  in  merito  all'utilizzo  delle  risorse  del  Fondo
  Sociale  Europeo;  ritenendo opportuno  che  le  comunicazioni  del
  Governo  previste  in data odierna, nella seduta  pomeridiana,  non
  possano  limitarsi  alle tematiche inerenti la crisi  occupazionale
  che  investe  il personale docente e non della scuola dell'obbligo,
  ma  dunque  a  tutti i comparti della formazione e dell'istruzione,
  chiediamo  il  rinvio della seduta per consentire un  più  ampio  e
  approfondito   dibattito  che  tenga  conto   anche   delle   forti
  ripercussioni   che  la  riforma  del  settore   della   formazione
  professionale avrà sul personale in esso occupato .
   Preciso  che  ho dato comunicazione di una richiesta che  è  stata
  avanzata  dal  Presidente  di un Gruppo  parlamentare;  ovviamente,
  saranno poi il Governo e l'Aula a decidere in tal senso.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine del lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI  Signor Presidente, desidero che l'Assemblea prenda  atto
  di  un problema su cui, ormai, non so più in che modo far capire al
  Governo  che è necessario intervenire. Per la mia parte ho  chiesto
  un'audizione in Commissione e mi riferisco in particolar modo  alle
  problematiche della CRIAS. Il Governo penso che lo sappia  -  ormai
  lo  sanno tutti - che sono in corso delle promozioni che sono state
  avviate  in maniera blindata. Di questo argomento se ne  è  parlato
  tanto, addirittura l'allora direttore in carica, oggi non lo è più,
  aveva chiesto di bloccare tutto.
   Non so più cosa fare affinché il Governo risponda velocemente.
   E' stata presentata una interrogazione, è stata fatta un'audizione
  in  Commissione; tutti sono d'accordo ma, di fatto, l'assessore per
  le  attività  produttive non fa nulla. Ci sono atti che resteranno,
  la Corte dei Conti si è pronunciata.
   Intervengo, oggi, in questa sede perché è presente l'assessore per
  la  formazione che rappresenta il Governo, e come tale penso  debba
  prendere  un immediato provvedimento e il Presidente della  Regione
  si faccia carico di questo problema perchè ogni giorno che passa si
  acquisisce sempre di più il titolo di quanto è stato fatto,  che  è
  prettamente illegittimo.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.    Signor   Presidente,   intervengo   sulla    richiesta
  dell'onorevole Maira, proprio a maggiore chiarimento.
   Io  ritengo che il dibattito che oggi doveva tenersi in quest'Aula
  sicuramente  sarebbe  stato  monco e  privo  di  un  aspetto  molto
  importante anche alla luce delle informazioni che oggi sono  emerse
  nell'ambito  della Commissione Formazione, di cui sono  componente.
  Abbiamo appreso che il Governo nelle settimane scorse ha varato una
  riforma  della formazione i cui contenuti ancora non ci sono  noti,
  se  non  perché  abbiamo appreso soltanto oggi   dalle  indicazioni
  dell'Assessore.
   Peraltro,  anche  la  drammatica  situazione  nella  quale   versa
  l'utilizzo delle risorse finanziarie destinate alla formazione  con
  il Fondo Sociale Europeo impongono oggi una riflessione che sia più
  ampia.
   Credo  che quando si parla di formazione, lo dico in nome del  mio
  Gruppo, non si può parlare semplicemente della formazione che si fa
  in aula, che si fa a scuola, quindi che si fa a carico dello Stato.
  Oggi  dobbiamo affrontare un problema che si chiama formazione.  ma
  che  si  chiama  formazione  perché oggi  su  questo  argomento  la
  Regione ha un ruolo fondamentale.
   Lo  dico soprattutto perché quando si fa riferimento, per esempio,
  alla  riforma che l'Assessore Centorrino, oggi, in qualche modo  ci
  ha  rappresentato sicuramente ci sono dei percorsi  formativi,  che
  sono quelli che si fanno, appunto, nel corso di studio statale, che
  vanno  ad  interferire e si vanno ad intrecciare  con  i  possibili
  percorsi che il Fondo Sociale Europeo potrebbe finanziare.
   L'OIF,  ossia  una  forma  di obbligo formativo,  che  può  essere
  assolto  dalla scuola insieme agli enti di formazione, per esempio,
  per metà a carico della Regione, oggi viene stravolto da quelli che
  sono i tagli alla spesa che il Governo ci propone.
   Possiamo  non parlare di questo argomento? Così come possiamo  non
  parlare  delle spese di funzionamento delle scuole che  vengono  da
  parte della Regione falcidiate ancora una volta?
   Io credo che quando si affronta il tema della formazione, che è un
  tema  particolarmente scottante e delicato, bisogna avere  l'onestà
  intellettuale  di  affrontare uno dei temi più  importanti  proprio
  perché  va  a  disegnare quella che sarà la  classe  dirigente  del
  domani.
   Non dimentico ancora le parole della dottoressa Palocci quando  in
  un   convegno,  anni  fa,  disse  che  il  Fondo  Sociale  Europeo,
  riferendosi appunto alla formazione, sarebbe diventato il seme  che
  avrebbe  permesso  agli imprenditori del futuro  di  trovare  forza
  lavoro pronta da immettere nel mercato. Credo che tutto questo  non
  sia  avvenuto,  così come credo che chiaramente  nell'ambito  della
  scuola  esistono ancora dei problemi che riguardano  il  personale,
  problemi  gravi  che  affliggono tantissime  famiglie.  Ma  sarebbe
  assolutamente  parziale  affrontare  oggi   un  dibattito   volendo
  soltanto valutare le responsabilità di un Governo nazionale  e  non
  tenere  conto del fatto che il nostro Statuto ci dà ampia autonomia
  in tema di formazione.
   Lo  dice già, peraltro, la riforma che è stata attuata, e  che  da
  quest'anno  sarà  vigente, che riguarda gli istituti  professionali
  oggi  a  carico della Regione sia per funzionamento che per  quanto
  riguarda i percorsi formativi.
   Quindi,  ritengo  che sia completo e serio da  parte  del  Governo
  venirci  a  rappresentare, anche in termini economici,  quello  che
  intende   fare  quando  si  parla  di  formazione  perché,  ripeto,
  affrontiamo uno dei temi più delicati perché in teoria -  purtroppo
  ormai  questo  Governo  parla  soltanto  in  termini  assolutamente
  astratti - dovrebbe costituire il domani di questa Regione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  di  fronte   alle   richieste,
  soprattutto  questa di sospensiva del dibattito, ovviamente  se  il
  Governo  è d'accordo e se l'Aula è d'accordo a dedicare una  seduta
  che  comprenda  l'intera materia allora ci  atteggeremo  in  questo
  senso;  ma  ci  deve essere un sostanziale accordo  del  Governo  e
  soprattutto dell'Aula.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non è un'assemblea popolare

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, c'è una richiesta di  sospensiva
  presentata,  a  termini  di  Regolamento  su  tale  richiesta  sono
  consentiti un intervento a favore ed uno contro, a meno che non c'è
  una sostanziale condivisione da parte di tutti  di procedere ad una
  discussione unificata sull'argomento.
   Era questo ciò che intendeva dire la Presidenza.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  sorpreso
  della richiesta dell'onorevole Maira che in altre circostanze aveva
  insistito  perché  si  discutesse di un  problema  che  ha  effetti
  drammatici  sulla  Sicilia  quale l'attuazione  concreta,  pratica,
  della legge Gelmini.
   Abbiamo visto nelle scorse settimane l'iniziativa assunta da tanti
  lavoratori della scuola che hanno perso il posto di lavoro. Io  non
  entro  nel  dettaglio.  Il Gruppo PD ha presentato  un  ordine  del
  giorno  pensando  di  raccogliere su  questo  terreno  il  consenso
  unanime dell'Aula, perché c'è un riflesso negativo molto grave  sul
  piano  occupazionale per i lavoratori della scuola in  Sicilia,  ma
  anche rispetto alla qualità dell'offerta di istruzione pubblica, in
  quanto i nostri bambini, i nostri ragazzi vengono penalizzati dalle
  scelte  contenute  nella  legge Gelmini  così  come  è  attuata  in
  Sicilia, sulla base di disposizioni ministeriali.
   Il  tema  della  formazione, che è sicuramente  importante,  è  in
  maniera  del  tutto  evidente distinto, anche  perché,  per  quanto
  riguarda  la  formazione, c'è una potestà legislativa esclusiva  da
  parte  della  Regione e - come è stato ricordato -  il  Governo  ha
  pensato  di operare attraverso un provvedimento amministrativo  per
  correggere   alcune  storture,  che  io  considero  da   correggere
  urgentemente, del settore formativo in Sicilia per dare  anche  una
  sicurezza ai lavoratori che già operano, ma evitando quello  che  è
  successo  negli anni passati, cioè un proliferare di corsi inutili,
  un  proliferare di enti che ha determinato un carico  di  personale
  assolutamente  stratosferico che è stato oggetto di tante  critiche
  anche da parte della stampa nazionale, della Corte dei conti e così
  via.
   Io  considero quel provvedimento coerente con questa impostazione,
  ma  non elude la possibilità per l'Assemblea regionale siciliana di
  legiferare come è nelle sue prerogative.
   D'altro  canto, in Commissione stamattina - era presente anche  il
  Presidente   Formica   -   abbiamo   detto   questo.   Gli   uffici
  dell'Assemblea,  fra l'altro, ci forniranno tutti  i  pareri  sulla
  opportunità  che la Commissione di merito si esprima prima  che  la
  delibera venga attuata.
   L'assessore  ha  dato la massima disponibilità, in  ogni  caso,  a
  raccogliere  tutti i suggerimenti e le proposte che verranno  dalla
  Commissione e dal Parlamento.
   Quindi,  c'è tutto il tempo per affrontare tranquillamente  questo
  tema.
   Non  vedo  la  connessione, anche perché il  tema  dell'attuazione
  della  riforma  Gelmini in Sicilia è già operativo.  Il  Parlamento
  siciliano  ha  il  dovere  di  pronunciarsi  su  una  questione  di
  stringente  attualità e dare un segnale a tutti coloro  -  precari,
  operatori della scuola, genitori, alunni - che stanno vivendo sulla
  loro  pelle,  in quest'apertura dell'anno scolastico,  gli  effetti
  straordinariamente  negativi dell'attuazione della  legge  Gelmini.
  Credo   che  il  Parlamento  non  si  debba  sottrarre   a   questa
  responsabilità, perché oggi è giusto discutere di  questo  -  anzi,
  forse siamo un po' in ritardo per ragioni in parte comprensibili  -
  e  non,  invece,  eludere il tema o addirittura mischiarlo  con  la
  questione della formazione che, addirittura  - ripeto - non c'entra
  nulla  con  la  condizione  drammatica  della  scuola  pubblica  in
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, è veramente paradossale  che  il
  Parlamento voglia discutere su ciò su cui non può intervenire  -  e
  comunque siamo fuori tempo massimo - e non voglia discutere su  ciò
  che,  invece, è di pertinenza di questa Regione e che ha avuto  una
  impostazione   da  parte  del  Governo  stesso  come   procedimento
  unificato.

   PANARELLO.  Si  può  discutere  pure della  formazione.  Comunque,
  questo commento se lo poteva risparmiare

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  fugare
  qualche   equivoco.  Certamente,  da  parte  nostra,  che   abbiamo
  presentato  questa  richiesta di discussione,  non  c'è  la  minima
  intenzione  di  volerci  sottrarre ad essa,  anche  perché  avremmo
  argomenti  che ci consentono di uscire a testa alta da  quest'Aula.
  Ne  cito due: innanzitutto il Presidente della Regione, che non  ci
  onora  della  sua  presenza, dovrebbe  ricordare  il  voto  che  ha
  espresso  sull'argomento della riforma Gelmini, perché  i  deputati
  dell'MPA hanno votato a favore.
   Quindi,  è  un argomento particolarmente piacevole,  per  noi  che
  siamo  opposizione in quest'Aula e opposizione di  questo  Governo,
  ricordare ai Siciliani, proprio a tutte quelle famiglie che  vivono
  il  disagio del precariato della scuola ed a cui faceva riferimento
  il  collega  Panarello,  avremmo  tanto  piacere  di  ricordare  la
  posizione ibrida dell'MPA e del Presidente Lombardo. A quest'ultimo
  ricorderemo,  con  altrettanto piacere, come è  stato  allontanato,
  protetto  dalla Digos, nel suo improvvido intervento tra i  precari
  che  qualche giorno fa protestavano davanti al Provveditorato  agli
  studi di Palermo.
   Riteniamo,  pertanto,  di  essere  nella  posizione  giusta  e  il
  Governo,  e  questa maggioranza, che insiste per la discussione  in
  Aula di questo argomento, da noi voluto e proposto, sono certamente
  dalla parte del torto. Perché la richiesta di rinvio?
   Signor Presidente, in via amministrativa il Governo, e non so fino
  a  che punto sotto l'aspetto normativo sia corretto, ha posto  mano
  ad  una  delibera  di  governo che ha riformato  il  sistema  della
  formazione.
   Il  Governo,  con una totale assenza di confronto democratico  con
  quest'Aula - quel confronto che in tante altre occasioni il  PD  ha
  reclamato  come  un  fatto formale e sostanziale  di  rispetto  per
  l'Aula  - senza alcun confronto, senza alcuna notizia, senza  alcun
  passaggio  informale  o  formale dalla  commissione  specifica,  ha
  adottato una riforma.
   Ogni  benpensante,  e  noi  siamo  dei  benpensanti  che  operiamo
  nell'interesse   della  Sicilia,  nell'interesse  specifico   della
  formazione  e  della scuola, crediamo che la formazione  non  possa
  essere  vista  come  un  fatto specifico ed  astratto  dal  sistema
  complessivo della formazione e della scuola.
   Vogliamo  parlare dei precari, anche per le affermazioni che  sono
  state fatte, per un verso, dall'assessore quando ha dichiarato  che
  il  Governo era impreparato su questo problema, così come anche per
  le  varie  affermazioni,  queste giuste, dell'assessore  quando  ha
  affermato che la formazione non può essere vista astrattamente  dai
  problemi generali della scuola in Sicilia e quando ha affermato che
  si  dovrebbero  trovare degli strumenti per consentire,  attraverso
  l'intervento  della Regione siciliana, la possibilità di  eliminare
  il precariato della scuola in Sicilia.
   Restava  solo il problema del punteggio per vedere se  potevamo  o
  meno  riconoscere, ai fini della sistemazione definitiva, il lavoro
  prestato  nell'Amministrazione regionale della formazione  o  della
  scuola,  ai  fini  del  punteggio dei titoli  per  la  sistemazione
  definitiva del precariato.
   E'  scandaloso che noi si chieda un confronto a 360 gradi su tutta
  questa materia?
   E'  scandaloso sforzarci di trovare, nell'interesse  dei  precari,
  delle soluzioni che possano servire  a tutti?
   Noi  crediamo di no. D'altro canto, Presidente, quando il Governo,
  sostanzialmente, ci viene a dire, stasera, di non essere  in  grado
  di  affrontare  nella  sua complessità questo argomento,  insistere
  diventa pretestuoso.
   Siccome  su  questa vicenda non ci possono essere differenziazioni
  di  colore  politico perché è una vicenda che riguarda precari  che
  sono  aderenti  idealmente a qualunque gruppo  politico  di  questa
  nostra  Sicilia e di quest'Aula, ritengo che, con molto  sforzo  di
  benpensanti,  dovremmo  fissare una apposita  seduta  d'Aula  nella
  quale  affrontare, a 360 gradi, il problema della  scuola  e  della
  formazione, convinto come sono che nessun argomento di questo  tipo
  può  essere  affrontato in Aula se prima non  sappiamo  esattamente
  qual è la riforma sulla formazione che il Governo ha adottato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, a norma di  Regolamento,  abbiamo
  dato  la possibilità di  parlare due a favore e due contro,  quindi
  sulla richiesta dell'onorevole Maira si deve pronunciare l'Aula per
  alzata e seduta.
   La  procedura, per Regolamento, prevede che la richiesta, ove  non
  intervenga un accordo complessivo, sia sottoposta al voto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, quello che suggerisco  a  tutti  i
  colleghi è di evitare che le naturali divergenze politiche e  anche
  le  necessarie  operazioni  d'Aula possano  comunicare  all'esterno
  questioni piuttosto che altre, e diventino, però, un modo per farci
  confondere tutti.
   Abbiamo deciso, 15 giorni fa circa, di portare in Parlamento,  per
  la  seconda  volta  per  la  verità,  perché  anche  l'anno  scorso
  l'abbiamo  trattato,  la  questione  della  scuola  in  Sicilia   e
  l'emergenza precari su richiesta dell'UDC, aggiungo, e su richiesta
  del PD, chiedo scusa, il PID.
   Mi fa impressione il  PID , perché si confonde con il PD.
   Detto  questo,  avevamo definito un calendario dei  lavori,  tutti
  d'accordo  per  trattare oggi il tema della scuola;  oltretutto  in
  quinta  Commissione, stamattina, si è trattata la  questione  della
  delibera sulla formazione professionale.

   CARONIA  Non si è trattata

   CRACOLICI. No, non si è trattata  L'assessore è venuto a fare  una
  passeggiata,   era  lì  per  caso   Vorrei  suggerire   la   regola
  parlamentare che funzionerebbe così, almeno dovrebbe funzionare: si
  presenta una mozione, se ne chiede in Conferenza dei capigruppo  la
  calendarizzazione  e trattiamo  un argomento garantendo a tutti  la
  possibilità  di  trattare tutto quello che si vuole.  Ma  non  alla
   viva il parroco ; cioè, si viene in Aula, mi passa un'idea per  la
  testa e chiedo che venga trattata.
   Scusate, siamo un Parlamento, abbiamo un ordine del giorno.
   Oggi si può decidere di non trattare la questione posta all'ordine
  del  giorno,  si chiede il rinvio, si chiede tutto  quello  che  si
  vuole. Ma non si può chiedere di trattare un'altra cosa perché  non
  siamo  una bocciofila, siamo un Parlamento che funziona con un  suo
  calendario e un suo ordine del giorno.
   Pertanto,  se  i  colleghi non voglio più  trattare  la  questione
  scuola  che  noi,  invece, vogliamo trattare,  per  essere  chiari,
  dicano che non la vogliono trattare, si voti e si decida.
   Ma  il  fatto  di  non  trattare quella per trattare  altre  cose,
  consentitemi di dire, colleghi, non è una procedura parlamentare.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto  a
  confermare,  ancora  una  volta, come io  non  accetti  le  lezioni
  dell'onorevole  Cracolici,  il  quale  non  può  dare  lezioni   di
  democrazia,  visto che governa avendo perso le elezioni,  figurarsi
  se  può  darci  lezioni  di   disciplina  d'Aula'.  Queste  noi  le
  rimandiamo a lui e al suo partito.
   Fatta questa premessa, noi credevamo di avere chiarito, prima  con
  l'intervento dell'onorevole Caronia e poi, in maniera assolutamente
  chiara,  con  quello dell'onorevole Maira che non solo non  abbiamo
  intenzione  di non trattare il tema della scuola, come  in  maniera
  fasulla  qualcuno  vuole sostenere in Aula, ma  che  abbiamo  anche
  l'intenzione  di  trattare  il  tema della  formazione,  posto  che
  stamattina  in  Commissione - ma l'onorevole  Cracolici  non  si  è
  informato  -  l'Assessore  è venuto a tratteggiare  quella  che  il
  Governo Lombardo chiama  riforma', perché non la conosce nessuno, e
  forse   l'hanno  fatta  in  Giunta  proprio  per  poterla  chiamare
   riforma'  così  se  ne aggiungerà un'altra  quando  si  parla  sui
  giornali  e  si fanno le conferenze stampa, ma ci si è  limitati  a
  dire  che  quelli  erano alcuni tratti e che  dopo  ci  si  sarebbe
  aggiornati per comprenderne la percorribilità.
   Rispetto a questo tema, che per noi è chiaro, noi stiamo chiedendo
  all'Aula  non  il voto, signor Presidente, quindi io  la  comprendo
  bene e la ringrazio, perché lei sta applicando il Regolamento.
   Ma  la  nostra  non era una sfida all'Aula per  il  voto,  era  la
  volontà di cercare una condivisione su una richiesta che veniva  da
  noi  e che chiedeva un incontro con gli altri colleghi per trattare
  insieme,  nella prossima seduta possibile, entrambi i  temi  avendo
  più  chiara  la  cosiddetta riforma della  formazione  e  avendo  e
  comprendendo se la riforma della formazione poteva avere refluenza,
  come  noi oggi astrattamente riteniamo, non avendola ancora  vista,
  sul problema precari della scuola.
   Tutto qui, signor Presidente, nessuna lesa maestà né all'onorevole
  Cracolici  né  al Governo né al Presidente Lombardo,  nessuna  lesa
  maestà   Soltanto  la  volontà  di  trattare  in  maniera  unitaria
  entrambi i temi.
   Se  i  colleghi  hanno il garbo istituzionale -  e  di  questo  li
  ringraziamo  anticipatamente e ce ne ricorderemo - di non  accedere
  ad una nostra richiesta che era di bon ton istituzionale, né più  e
  né  meno,  ne prendiamo atto, non vogliamo neanche votare, possiamo
  proseguire.
   Ribadiamo,  è una richiesta: perché non trattiamo insieme  di  due
  temi la settimana prossima? Tutto qua, ne più ne meno, non vogliamo
  un voto d'Aula.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Rinaldi,  siamo  in  fase  di   votazione,
  altrimenti la Presidenza prende autonomamente la decisione che  non
  piace  all'onorevole  Cracolici, di  intervenire.  Ne  ha  facoltà.
  Dopodiché si passa alla votazione per rispettare il Regolamento.

   RINALDI.  Signor Presidente, le sembra normale che in un'Assemblea
  convocata con all'ordine del giorno un problema così importante che
  riguarda  la crisi occupazionale, il settore della scuola,  vi  sia
  stata  una  decina di interventi sull'ordine dei lavori  che  hanno
  trattato  argomenti che nulla avevano a che fare  con  il  problema
  della  scuola  se  non  quello richiesto dall'onorevole  Maira  che
  chiede il rinvio per la discussione contemporanea del settore della
  formazione con quello della pubblica istruzione?
   Vorrei  chiedere ai colleghi del PID se è possibile  -  visto  che
  questo  argomento  era già stato rimandato anche la  volta  scorsa,
  perché  quando l'UDC aveva chiesto di rimandare l'argomento  al  13
  ottobre, perché vi era una riunione importante del loro partito  -,
  vorrei  chiedere  gentilmente  se questa  volta  possiamo  trattare
  l'argomento  della  scuola e prendere l'impegno  in  quest'Aula  di
  trattare, subito dopo, l'argomento della formazione che per me  può
  essere anche domani o martedì alla prossima convocazione. E' questa
  la mia richiesta.
   Stamattina  in  Commissione   Cultura,  formazione  e  lavoro'  la
  riforma  non  era all'ordine del giorno perché non si  trattava  di
  riforma,  l'assessore ha avuto la bontà di trasmettere la  delibera
  che è stata approvata dalla Giunta come atto amministrativo.
   I  dubbi,  le perplessità che sono sorte stamattina in Commissione
  hanno  fatto sì che si stabilisse di rimandare la discussione  alla
  prossima settimana per capire se l'atto deliberato dalla Giunta può
  essere  considerato tale oppure deve necessariamente passare  prima
  dalla Commissione e poi dall'Aula.
   In  attesa  di  questi chiarimenti, noi non possiamo cominciare  a
  trattare il problema della scuola che è urgente e, successivamente,
  la  prossima  settimana,  avuti  questi  chiarimenti,  trattare  il
  problema della Formazione?

   PRESIDENTE.  Sulla richiesta di rinvio presentata dagli  onorevoli
  Maira,  Cordaro ed altri, hanno parlato più di due oratori a favore
  e più di due contro, così come prevede il Regolamento.
   Pongo  in  votazione, per alzata e seduta, la richiesta di  rinvio
  avanzata dall'onorevole Maira.
   Chi è favorevole al rinvio resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   fronteggiare crisi sulla pubblica istruzione in Sicilia

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate per
       garantire il diritto allo studio e fronteggiare la crisi
                 occupazionale che investe il settore
                 della pubblica istruzione  in Sicilia

   PRESIDENTE.  Si  passa,  pertanto, al II   punto  dell'ordine  del
  giorno: Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate
  per  garantire  il  diritto allo studio  e  fronteggiare  la  crisi
  occupazionale  che investe il settore della pubblica istruzione  in
  Sicilia.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Centorrino  per  rendere  le
  comunicazioni del Governo.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volutamente
  non  entro  nel  merito della questione, però, devo  ricordare  che
  stamattina  si  è  svolta un'appassionata discussione  in  sede  di
  Commissione  e  si  era  raggiunto  l'accordo  di  rinviare  questa
  discussione  alla prossima settimana proprio per verificare  l'atto
  amministrativo che io avevo presentato alla Commissione.

                  Presidenza del vicepresidente ODDO

   Quindi,  mi  sembrerebbe relativamente inopportuna una discussione
  in  Aula  di  questo  atto amministrativo, se  prima  non  è  stato
  definito in tutti i suoi particolari.
   Comunque  permettete, prima di iniziare il discorso, di  rivolgere
  un  pensiero,  così come il Presidente l'ha rivolto  ai  caduti  in
  Afghanistan,  ad un giovane dottorando dell'Università  di  Palermo
  che  nelle  settimane  scorse si è suicidato,  si  chiamava  Norman
  Zarcone,  e  il suo suicidio è stato un grido di dolore  verso  noi
  tutti  perché  ci  ha fatto capire come, molto spesso,  nella  foga
  della  politica dimentichiamo problemi quotidiani che attengono  ai
  giovani e al loro dialogo con le istituzioni e, quindi, vorrei  che
  l'Assemblea  rivolgesse  un  pensiero a  questo  giovane  che  sarà
  ricordato oggi all'Università di Palermo.
   Come  voi  sapete, la legge numero 133 del 2008 ha  previsto,  nel
  triennio  2010,  2011 e 2012, una riduzione dei posti  in  organico
  nella  scuola  pubblica,  pari  a 140  mila  unità  tra  docenti  e
  personale  ATA.  Questi  tagli vengono  riferiti,  in  maniera  non
  corretta,  alla  riforma Gelmini perché sono  a  prescindere  dalla
  riforma Gelmini.
   La  riforma  Gelmini  è  una revisione dei programmi  didattici  e
  dell'offerta didattica; i tagli, invece, attengono alla  spesa  del
  Ministero e penalizzano, in questo triennio, 140 mila unità.
   In  particolare, per la Sicilia la riduzione di 140 mila unità, in
  quest'ultimo  anno,  ha comportato un sacrificio  dell'organico  di
  4.350 posti sia di docente, sia di personale ATA.
   Che  cosa  ha  fatto questo Assessorato? Intanto,  bisogna  tenere
  presente il contesto. Sentivo qualcuno dire: si è votato contro, si
  è  votato  a  favore,  eccetera. Questi tagli sono  stati  inseriti
  nell'ambito  di una finanziaria che mirava a mantenere l'equilibrio
  nei conti pubblici.
   Quello che non era prevedibile era che questi tagli sarebbero  poi
  stati  applicati  in maniera lineare e non, cioè,  considerando  le
  diverse  situazioni  delle  Regioni  su  cui  si  sarebbero  dovuti
  applicare.
   Non  possiamo  negare  che, senza questi tagli,  l'equilibrio  dei
  conti  pubblici sarebbe stato in difficoltà. Si sono tagliati 8.000
  miliardi,  così come dobbiamo rammaricarci, purtroppo,  che  questi
  tagli  non  siano  stati applicati tenendo presente  le  situazioni
  delle  regioni,  ma  siano  stati applicati  in   maniera  tale  da
  penalizzare  tutte  le  Regioni  senza  considerare  il  punto   di
  partenza.
   Gli   effetti   che   si  sono  avuti  sono   stati   effetti   di
  disoccupazione, sono stati effetti di peggioramento  della  qualità
  dell'offerta  didattica,  sono stati  effetti  di  sovraffollamento
  delle  aule,  sono stati effetti di problemi della sicurezza  degli
  edifici.  Ma,  soprattutto, il taglio più  devastante  che  abbiamo
  sopportato, e sul quale dobbiamo cercare di recuperare, è il taglio
  delle cosiddette prime classi a tempo pieno.
   In  questo  momento  noi  registriamo un grandissimo  divario,  un
  grandissimo  squilibrio,  tra  l'applicazione  del  modello   tempo
  pieno'  in  Sicilia  e  l'applicazione  tempo  pieno'  nelle  altre
  Regioni.  Qualcuno ha voluto quantificare questo  squilibrio  e  ha
  trovato   che   è   come   se  gli  studenti  siciliani   facessero
  complessivamente cinque anni in  meno di scuola
   Che  cosa ha fatto questo Governo e questo Assessorato? Ha provato
  a  fare  delle  pressioni sul Ministero perché un parte  di  questi
  tagli  si  potesse  recuperare. C'è  stata  l'approvazione  di  una
  mozione  da  parte dell'Aula che chiedeva il rinvio  della  riforma
  Gelmini  e questa richiesta dell'Aula è stata accompagnata  da  una
  lettera, che è stata inviata al Ministro Gelmini.
   Ci  sono  stati  due incontri con il sottosegretario  Pizza  e  la
  segreteria  tecnica  del  Ministro e  ci  sono  state  anche  delle
  sollecitazioni  che  hanno  avuto  qualche  effetto  sui  dirigenti
  scolastici  provinciali  perché  provassero  a  recuperare   alcune
  situazioni.
   Nella  sostanza,  il risultato che si è avuto è un  tentativo,  in
  qualche  modo,  di ammorbidire l'impatto negativo di questo  tagli.
  Credo  che  un  contributo a ridurre questo impatto negativo  possa
  venire  da  tre progetti, finanziati con il Fondo sociale  europeo,
  che  sono  in  corso e che riguardano delle azioni educative  e  di
  promozione della legalità, un progetto finanziato con 50 milioni di
  euro,  degli  avvisi  per  il successo scolastico  per  gli  alunni
  diversamente  abili  - l'abbiamo fatto già un  anno,  lo  ripetiamo
  quest'anno sperando di evitare gli errori dell'anno scorso -  e  un
  avviso  sulle  scuole a rischio nelle aree disagiate. L'insieme  di
  questi  tre progetti, se andassero a regime, dovrebbe prevedere  il
  possibile impiego di tremila soggetti.
   Voglio  rispondere  all'onorevole Maira dicendo  che,  per  questi
  soggetti  inseriti  nei  progetti, dovrebbe  essere  assicurato  il
  punteggio  scolastico e questo avverrà attraverso la firma  di  una
  convenzione  tra  la Sicilia e il Ministero che,  spero,  di  poter
  concludere nei prossimi giorni.
   Resta,   ovviamente,  il  fatto  che  questi  progetti   impiegano
  indirettamente docenti, non li impiegano nella loro  veste   ma  in
  un'altra  veste.  Però, è un ammortizzatore, se  così  lo  vogliamo
  chiamare,  per  potere ridurre il disagio. Così  come  credo  resta
  l'impegno  di tutta l'Assemblea per fare con anticipo,  rispetto  a
  quanto non si sia fatto l'anno scorso, un'azione di protesta contro
  tagli  nella scuola condotti in maniera non lineare che penalizzano
  particolarmente la Sicilia.
   Abbiamo  visto  gli  effetti della penalizzazione,  ripeto,  nella
  disoccupazione; abbiamo visto gli effetti della disoccupazione  nel
  sovraffollamento  delle  classi;  lo  stiamo  vedendo,  perché   ci
  giungono  messaggi da ogni parte dei comuni, nella sicurezza  degli
  edifici che non sono molto spesso attrezzati a questi numeri.  Devo
  dare  atto  che  la  scuola  siciliana  sta  mostrando  grandissime
  capacità di adattamento e di reazione.
   Nel  confermare il mio personale disagio verso questi tagli  e  il
  desiderio  fortissimo, almeno per l'anno prossimo,  di  riuscire  a
  condurre  un'azione  efficace per ridurli, posso  però  onestamente
  dire  che  la  Regione  siciliana ha messo sul  tappeto  tutti  gli
  strumenti che poteva mettere per provarne a minimizzare i danni.
   Come  vedete, c'è un collegamento con l'utilizzo dei fondi sociali
  europei  ma  è un collegamento che non attiene, onorevole  Caronia,
  all'attività  di formazione ma attiene, invece, a dei progetti  che
  sono   strutturati  per  la  scuola  e  che  riguardano,   appunto,
  l'educazione  alla legalità, l'assistenza ai disabili, l'assistenza
  alle scuole che agiscono in zone disagiate.
   Mi  auguro che quanto ho detto sia stato ritenuto sufficiente  per
  documentare l'azione della Regione su questo problema.
   Ricordava  l'onorevole Maira che il Presidente  Lombardo  è  stato
  insultato  dai precari. In quella occasione, in effetti, c'è  stata
  una  reazione.  Però, possiamo pure dire che, in  altre  occasioni,
  invece,   c'è  stato  un  rapporto  con  i  precari  che  è   stato
  particolarmente fruttuoso nel senso che i precari hanno  apprezzato
  l'azione della Regione che veniva condotta in loro favore.
   Sperando  che  nei prossimi giorni questo tema si possa  riaprire,
  anche  in  coincidenza con un dibattito sulla formazione, terrei  a
  dire  all'onorevole Maira soltanto un piccolo accenno:  quello  che
  abbiamo  fatto non è una legge di riforma o una legge camuffata  da
  atto  amministrativo. Quello che noi abbiamo fatto con  riferimento
  alla riforma - lo abbiamo detto in Commissione - è un tentativo  di
  razionalizzare  la  legge 24 sfruttando lo  stesso  articolo  della
  legge  24,  l'articolo  5. La legge 24 è del 1976  e,  saggiamente,
  aveva   previsto   in   un  articolo  la  possibilità   di   essere
  continuamente aggiornata. Ci sarà tempo per ritornare su questo.
   Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso per le intemperanze ma vi
  voglio  assicurare  che parlare ad una Aula distratta  di  problemi
  così importanti è un esercizio molto difficile.
   Spero che la distrazione sia dovuta ad una mia incapacità e non ad
  un  distacco  rispetto a problemi che hanno riguardato  il  tessuto
  della  società  siciliana, hanno riguardato i nostri  figli,  hanno
  riguardato le nostre famiglie.

   PRESIDENTE.  E  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.   Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  insistito
  perché si discutesse di questa mozione non  perché avevo temuto che
  i colleghi transitati al PID e quindi oggi a sostegno della Gelmini
  non volessero discutere della scuola, ma perché ritenevo, al di  là
  delle  posizioni che legittimamente ognuno ha rispetto  al  governo
  nazionale,  che tutto il Parlamento siciliano abbia  il  dovere  di
  prendere  atto  della situazione drammatica che l'attuazione  della
  legge 133 del 2008 determina in Sicilia.
   In ragione di questo, il Gruppo parlamentare del PD, ha presentato
  un  ordine  del giorno -  che sarà messo in votazione a conclusione
  della  seduta - che, fermo restando la critica alla legge  Gelmini,
  alla  sua ispirazione, ai suoi  contenuti che noi consideriamo  non
  un  progetto  di riforma ma un modo per concorrere alla contrazione
  della  spesa  pubblica,  così  come deciso  dal  Ministro  Tremonti
  realizzando  però un fatto molto grave, considerando  l'istruzione,
  come  pure  la ricerca, tutto il settore dell'istruzione  pubblica,
  alla  stregua della  spesa corrente e non come un settore nel quale
  investire per migliorare e rendere più competitivo, anche dal punto
  di vista produttivo, il nostro Paese.
   Ma  al  di  là  di questo aspetto che è noto ha visto  negli  anni
  passati  il  PD  contrastare con vigore l'iniziativa  del  ministro
  Gelmini e della maggioranza di centro destra che governa il  Paese,
  noi  vogliamo che il Parlamento tutto prenda atto degli effetti che
  questa  normativa  ha determinato, intanto,   dal  punto  di  vista
  sociale  e cioè per quanto riguarda gli operatori della scuola;  se
  dovesse  essere  accolta così come proposta dal  Ministro  Gelmini,
  l'intera  manovra  in tre anni, noi avremmo una  perdita  secca  di
  posti   di  lavoro  nella  pubblica  istruzione,  assolutamente   e
  straordinariamente negativa sia per quanto riguarda gli insegnanti,
  sia per quanto riguarda il personale ATA sia per quanto riguarda il
  tema  delicatissimo  degli  insegnati di  sostegno,  che  mette  in
  discussione,  fra  l'altro un principio costituzionale  e  ripetuti
  pronunciamenti  della  Corte  Costituzionale  che  considerano   il
  sostegno agli alunni disabili un dovere da parte dello Stato.
   Ecco  perché  nel  nostro ordine del giorno noi chiediamo  che  il
  parlamento  si pronunci perché la legge Gelmini e i suoi  parametri
  vengano rimodulati per quanto riguarda l'attuazione in Sicilia.
   Noi  non  vogliamo essere velleitari, sappiamo  che  un  voto  del
  Parlamento  regionale  non può modificare una  legge  dello  Stato.
  Pensiamo, però, che il Parlamento  possa chiedere al Governo  della
  Regione,  al  Presidente  Lombardo  di  rappresentare  al   Governo
  nazionale  gli  effetti negativi che la legge comporta  in  Sicilia
  anche  dal  punto  di vista dei diritti dei nostri  ragazzi  e  dei
  nostri bambini.
   Penso   all'orario   scolastico,  alla  condizione   dell'edilizia
  scolastica  e  quindi ai pericoli per la salute degli  operatori  e
  degli  alunni  in edifici molto spesso fatiscenti e quindi  non  in
  grado  di reggere un carico di presenze come quello previsto  dalla
  legge cioè  di trenta alunni per classe; penso alle scelte che   ha
  fatto  il  governo  nazionale  che mette in  discussione  anche  il
  numero  di  ore di apprendimento per i nostri ragazzi,  realizzando
  una discriminazione inaccettabile.
   Per tutte queste ragioni, noi chiediamo che venga riconsiderata in
  Sicilia  l'attuazione  della  legge Gelmini,  in  maniera  tale  da
  eliminare  gli  effetti  più drammatici  sia  dal  punto  di  vista
  occupazionale  che  di  diritto  all'apprendimento  per  i   nostri
  ragazzi.
   In  ragione di questo, a partire dagli alunni disabili,   pensiamo
  che  ci  possa  essere un voto e auspichiamo che  ci  sia  un  voto
  unanime da parte del Parlamento nazionale, e auspichiamo che ci sia
  da  parte  del  Governo  e  del Presidente  Lombardo  un'iniziativa
  incalzante nei confronti del Governo nazionale.
   Naturalmente   in   aggiunta  a  questo,   le   linee   illustrate
  dall'Assessore Centorrino certamente dimostrano sensibilità e anche
  l'impegno  da  parte  della Regione a sostenere,  comunque,  questo
  settore fondamentale per la formazione dei nostri ragazzi che vanno
  incoraggiati  e  sostenuti anche con un intervento  nella  prossima
  legge di bilancio, ma il punto centrale è che qualora gli indirizzi
  del Ministero e  l'attuazione di queste norme continuasse così come
  è  partita  non  ci può esser nessun intervento della  Regione  che
  possa  controbilanciare gli effetti negativi  dal  punto  di  vista
  occupazionale e soprattutto gli effetti sui ragazzi  dal  punto  di
  vista dell'apprendimento, oltre che sugli operatori.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, stiamo trattando
  un argomento estremamente importante per la nostra regione e per il
  futuro  dei nostri giovani. Intanto devo preliminarmente confermare
  l'impostazione  che ha dato il collega Panarello, ne  condivido  lo
  spirito e anche l'approccio.
   C'è  il  rischio  che  i  tagli che ci sono stati  non  rispondano
  soltanto a criteri, come giustamente ha richiamato l'assessore,  di
  tipo   finanziario  ed  economico,  ma  rispondono  a  un   disegno
  ideologico specifico.
   La  scuola  educa i cittadini del domani, ed è l'agenzia educativa
  nella quale ci si educa alla criticità e quindi è in contrasto  con
  il  pensiero unico' che qualcuno vuole affermare in questo Paese.
   Non  per nulla si mettono in discussione alcuni pezzi della storia
  italiana, dal Risorgimento alla Resistenza, proprio perché  c'è  un
  disegno che è quello di far dimenticare la memoria di questo  Paese
  che  pur tra luce e ombre ha fatto passi in avanti sul piano  della
  democrazia e della libertà.
   La scuola diventa quindi un bersaglio di chi vuole un revisionismo
  culturale  nel nostro Paese finalizzato a creare cittadini  che  si
  omologano su una concezione della democrazia che certamente  non  è
  quella  nella  quale  ci siamo riconosciuti, nella  Costituzione  e
  nella nostra storia.
   I  tagli  sono  pesantissimi, la Regione sta cercando  di  portare
  avanti  dei  progetti  che attenuano il disagio,  io  prendo  atto,
  positivamente,  dell'impegno dell'assessore Centorrino,  mi  auguro
  che  questi progetti vengono fatti in maniera tempestiva perché lei
  sa   che   l'anno   scorso  il  cosiddetto  impegno    antiprecari'
  dell'allora  assessore  Leanza si è realizzato  con  molto  ritardo
  modificando anche gli obiettivi stessi del provvedimento.

   E  mi  auguro che ci sia un impegno più complessivo per  il  mondo
  della scuola.
   Lei  sa  che  noi non abbiamo una legge organica sul diritto  alla
  studio,  e  questo ci penalizza perché avendo competenza sul  piano
  del  dimensionamento della rete scolastica e non avendo  competenza
  sul  piano della formulazione degli organici noi non siamo in grado
  di  contrastare  gli interventi che il Governo nazionale  opera  in
  questo settore.
   So  che  lei ci sta lavorando, che al più presto verrà depositata,
  ma  dobbiamo  recuperare  questo ritardo in  materia  di  politiche
  scolastiche perché queste devono essere centrali in questo  Governo
  perché  riguardano il futuro dei nostri giovani e una  cittadinanza
  matura della quale in Sicilia c'è assolutamente bisogno.
   Prendo,  quindi, atto degli auspici e degli impegni dell'Assessore
  e   mi  auguro  che  attorno  al  tema  della  scuola  ci  sia  una
  mobilitazione di tutti.
   Se  io  posso  avanzare  una  osservazione  è  quella  che  forse,
  assessore,  dobbiamo fare qualche cosa di più. Dobbiamo aprire  una
  vertenza  più  forte nei confronti del Governo nazionale,  dobbiamo
  fare  sentire la nostra voce in tutti i luoghi istituzionali perché
  la regione più penalizzata siamo noi, forse insieme alla Puglia, ma
  quella che ha subito più danni è proprio la Sicilia.
   Quindi  nei  confronti del Governo nazionale dobbiamo  aprire  una
  vertenza che ci consenta di difendere le nostre ragioni.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.   Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  stiamo   ancora  una  volta  trattando,  lo  ricordava  l'onorevole
  Barbagallo  poc'anzi,  con pochi riflettori  accesi  sull'argomento
  grave  di  cui  tanti di noi si sono occupati  in  questi  mesi,  a
  testimoniare  di  come probabilmente il gruppo dirigente,  nel  suo
  complesso,  di  questa regione e di questo Paese si  pentirà  negli
  anni   a   venire,  si  sta,  dicevo,  sottovalutando  un  problema
  gravissimo  che attiene - lo diciamo senza enfasi ma  con  grave  e
  grande  preoccupazione - alla formazione dei gruppi  dirigenti  del
  domani.
   C'è  chi  si  riempie la bocca, gli scritti delle innovazioni  sul
  sapere, del modo moderno di competere per il nostro Paese e per  la
  nostra regione con i paesi stranieri.
   Sappiamo  bene quante difficoltà ci sono per le nostre  università
  nel  formare giovani all'altezza di potere competere con un mercato
  che subisce una globalizzazione meccanica anche in questo campo.
   Sappiamo  bene che i nostri giovani formati dalle scuole superiori
  e  dall'università hanno forti difficoltà a competere  sui  mercati
  del  lavoro  non  soltanto del nostro Paese ma, soprattutto,  della
  Unione  Europea  e  nel mondo eppure ci siamo  accorti  con  grande
  preoccupazione,  dico,  e con tristezza, ma certamente  con  grande
  sottovalutazione,  nei  mesi scorsi, di  questa  tematica,  che  la
  riforma  della scuola, assessore, nel nostro Paese, ne  ha  parlato
  lei  diverse volte, ne abbiamo parlato noi, questo Parlamento eppur
  si  è espresso all'unanimità, onorevole Presidente, su questo tema,
  la  riforma  della  scuola, l'innovazione  del  sapere,  una  nuova
  dimensione   di  quella  che  è  la   consapevolezza  culturale   e
  professionale  dei  nostri  giovani,  viene  risolta  dal   Governo
  nazionale  e dalla cosiddetta riforma Gelmini non con una  modifica
  sostanziale  di  quelli che sono i parametri dell'insegnamento,  di
  quelli che sono i contenuti dell'insegnamento che, ripeto, i  tempi
  moderni  richiederebbero,  ma  attraverso  una  miope  politica  di
  bilancio  per  cui  ci  siamo accorti  ad  un  certo  punto  quando
  l'assessore ha correttamente rivendicato con forza che  la  mozione
  approvata  in  questa Aula, all'unanimità, dava  a  lui  e  al  suo
  Governo, ci si è accorti che la riforma l'aveva fatta qualche  mese
  prima  il  ministro  Tremonti,  il ministro  dell'economia,  che  a
  prescindere  da  quelle  che  erano le dinamiche  anche  di  natura
  ordinamentale  per  cui i regolamenti sulla  riforma  della  scuola
  superiore  impugnati  di  fronte al giudice  amministrativo  e  poi
  successivamente  le evoluzioni che hanno avuto  in  sede,  appunto,
  giurisdizionale  questi  provvedimenti, ma  già  era  assolutamente
  inutile la discussione con le autorità scolastiche di questo  Paese
  con il Ministro in testa perché un altro ministro della Repubblica,
  il  ministro  Tremonti,  con una riforma che  prevedeva   soltanto'
  tagli  lineari,  fatti  con la matita blu  e  rossa,  al  bilancio,
  avevano  deciso  il  destino, in maniera inopinata  davvero,  della
  scuola nel nostro Paese.
   Noi  non possiamo, assessore, rassegnarci a subire questa politica
  sbagliata  del Governo nazionale - e probabilmente anche su  questo
  l'onorevole Barbagallo ha lanciato un allarme che io riprendo  -  ,
  temo  che  ci  sia  una riforma ideologica della  scuola,  nascosta
  dietro a quelli che sono i tagli lineari del bilancio, a ciò questo
  Parlamento si è opposto con una delibera unanime su quella mozione,
  che  chiedeva  con forza il rinvio dell'applicazione della  riforma
  nella  nostra  regione ed aver ridotto questa riforma  ad  un  mero
  problema di bilancio, evidentemente, grida davvero vendetta  e  non
  può passare inosservato in questo Parlamento.
   Questa è la ragione per cui io credo, assessore, non possiamo come
  Parlamento né come Governo rassegnarci ad un Governo nazionale  che
  ci  dice  che i fondi non ci sono più. Bisogna riaprire in  maniera
  forte  e  mediaticamente visibile, per dare  speranza  alla  scuola
  siciliana  e  alla nostra regione nel suo complesso,  una  vertenza
  pesante  col  Governo di questo Paese su una materia  delicatissima
  qual è quella della riforma delle istituzioni scolastiche.
   Questo  riforma, assessore, ci porterà indietro rispetto a  quello
  che  è  già  la  dimensione precaria, insopportabile, inaccettabile
  delle  scuole siciliane; rispetto ad altre aree di questo Paese  la
  scuola  siciliana funge ancora - fungeva, mi viene  da  dire,  fino
  allo   scorso  anno  scolastico  -  da  ammortizzatore  per  quelle
  insufficienze   di  natura  sociale  che  esistono  nella   società
  siciliana.
   La  insufficienza  della  scuola siciliana,  nei  mesi  a  venire,
  provocherà  gravissimi  problemi alle famiglie  siciliane  che  non
  possono permettersi di pagare rette, che non possono permettersi di
  abdicare  a  quella che è una scuola pubblica che ci ha consentito,
  per  lunghi  decenni,  di  poter essere davvero  all'altezza  delle
  migliori scuole di questo Paese.
   Noi  non possiamo consentire che anche la riforma della scuola sia
  un  ulteriore coltello puntato alle spalle delle famiglie siciliane
  che vedranno venir meno anche questo baluardo inespugnabile che  la
  scuola  pubblica  in  questi ultimi decenni è  stato  nella  nostra
  regione.
   Perciò,   assessore,   la  invito   a  continuare   sulla   strada
  intrapresa, a riprendere questa vertenza col Governo nazionale  con
  una  veemenza anche mediatica e pubblica che ci consenta di potere,
  negli  anni a venire, immaginare una scuola diversa per  la  nostra
  regione che, rimanendo così le cose, certamente non avremo più.

         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Rinaldi, informo l'Assemblea che, con  nota  del  12
  ottobre 2010, pervenuta in pari data alla Presidenza dell'Assemblea
  medesima, l'onorevole De Luca ha comunicato che si è costituito  il
  Gruppo  parlamentare   Forza del Sud   composto,  oltre  che  dallo
  stesso onorevole De Luca, dagli onorevoli Bufardeci, Cimino,  Mineo
  e Scilla.
   Conseguentemente, a decorrere dalla data di cui sopra, gli  stessi
  deputati cessano contestualmente di far parte dei rispettivi Gruppi
  parlamentari di provenienza.
   Comunico,  altresì, che come da verbale allegato,  sono  risultati
  nominati  l'onorevole De Luca, Presidente del gruppo, e l'onorevole
  Mineo, Vice Presidente.
   Invito,   pertanto,  il  neo  costituito  Gruppo  parlamentare   a
  procedere  alla  nomina di un segretario, a norma dell'articolo  25
  del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Sarebbe il  Gruppo dello scirocco

   PRESIDENTE.  Se  lei  guarda la rosa dei  venti,  lei  che  se  ne
  intende,  vedrà  di  che  si  tratta.  Non  è  scirocco,  onorevole
  Cracolici.  Lo scirocco è sud-est.

    Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo in ordine
    alle iniziative avviate per garantire il diritto allo studio e
   fronteggiare la crisi occupazionale che investe il settore della
                    pubblica istruzione in Sicilia

   PRESIDENTE. Riprende il dibattito sulle comunicazioni del  Governo
  in  ordine  alle iniziative avviate per garantire il  diritto  allo
  studio e fronteggiare la crisi occupazionale che investe il settore
  della pubblica istruzione in Sicilia.
   Invito  quei colleghi che desiderano iscriversi a parlare a  farlo
  adesso, perché concluso l'intervento dell'onorevole Rinaldi è ovvio
  che considererò chiuse le iscrizioni a parlare.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi.  Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor  Presidente,  mi  dichiaro  soddisfatto   perché
  finalmente  siamo riusciti a discutere del problema  della  scuola.
  Ringrazio  anche  i  colleghi che mi hanno  preceduto,  l'onorevole
  Barbagallo  e  l'onorevole Panarello  che  hanno  già  sintetizzato
  alcuni punti che volevo trattare e sui quali, pertanto, sorvolo per
  passare a trattare  altri argomenti.
   Ringrazio  anche  l'assessore  per la  relazione  che  ha  svolto,
  intervenendo,  puntualmente, sulle criticità che hanno  determinato
  questi tagli, soprattutto, nel settore della scuola.
   Signor  Presidente,  però, voglio attirare  la  sua  attenzione  e
  quella  dei  colleghi su di un problema che è ancora più  grave  di
  quello  che  riguarda i docenti della scuola,  e  mi  riferisco  al
  problema degli insegnanti di sostegno.
   Ogni  anno, c'è una procedura che diventa sempre più complicata  e
  che riguarda l'assegnazione dei posti degli insegnanti di sostegno,
  provincia per provincia.
   Ogni anno, anche se quest'anno c'è stata una novità, assistiamo ad
  un numero di insegnanti, dato dal dirigente dell'Ufficio scolastico
  regionale siciliano, in base ad un parametro che l'anno scorso  era
  ad  esempio  quello di uno a due, che riguardava cioè un insegnante
  di sostegno ogni due portatori di handicap.
   Quest'anno  invece, con la sentenza della Corte costituzionale  di
  febbraio  2010, questo tetto è stato superato, per cui la  sentenza
  sostiene, in parole povere, che non essendoci più il tetto  bisogna
  dare,  in deroga a tutti quei casi che sono definiti gravi dall'ASP
  di appartenenza territoriale, un insegnante di sostegno. Significa,
  quindi,  che  per  ogni  portatore  di  handicap  che  riporta   le
  condizioni  gravi,  ai  sensi del comma 3, dell'articolo  3,  della
  legge  n.  104, è necessario affiliare un  insegnante di  sostegno.
  Così non è stato fatto
   Questo problema l'avevamo già sollevato in commissione.
     Avevamo  anche  invitato  il  dirigente  dell'Ufficio  regionale
  scolastico, sostenendo che, soprattutto per  Messina - le  anticipo
  che  ho  presentato  un  ordine del giorno  e  chiedo  ai  colleghi
  parlamentari,  attraverso  la  loro  sensibilità,  il  loro  parere
  favorevole-   venisse  spiegato come mai  in  quella  provincia,  a
  fronte   di  una  richiesta,  da  parte  degli  Uffici  provinciali
  scolastici,  di  trecentoottanta insegnanti di sostegno,  ne  siano
  stati   assegnati  soltanto  duecento,  e  sono  tutti  casi  gravi
  accertati dall'ASP territoriale.
   Quando chiesi al responsabile dell'Ufficio regionale scolastico se
  la  dotazione  organica  ricevuta per il  fabbisogno  della  scuola
  siciliana   rientrava  anche  la  copertura  degli  insegnanti   di
  sostegno, mi rispose che, invece, questi andavano in deroga  e  che
  li avrebbe pagati lo Stato.
   Allora,  credo  che all'Ufficio regionale scolastico  non  costava
  nulla  chiedere, in deroga, al Governo di sostenere anche gli altri
  posti che non erano stati assegnati per provincia.
   Mi  era  stato,  comunque, assicurato anche un intervento  in  tal
  senso  ed  un'attenzione particolare per la provincia  di  Messina,
  visto  che  c'era stato un taglio notevole rispetto alla  richiesta
  fatta dall'Ufficio provinciale scolastico e per tutta risposta,  la
  settimana  scorsa, sono arrivati, invece, quaranta   posti  in  più
  rispetto alla ripartizione che era stata fatta, in un primo  tempo,
  nella  provincia  di Catania, che era già stata,  agevolata   -  il
  termine  non è giusto -  ma era stata  aiutata , perché  quest'anno
  c'erano  stati centoquarantaquattro casi in più a Catania  rispetto
  Messina  che  invece aveva avuto un decremento dei  casi  gravi  di
  portatori di handicap.
   C'è  qualcosa che non quadra in questo ragionamento, pertanto,  le
  chiedo   ufficialmente,  lo   chiedo  all'assessore  ma  anche   al
  Presidente, che venga istituita una commissione d'indagine  o   una
  commissione  d'inchiesta,  e  su questo,   chiedo  venga  data  una
  risposta,  per  accertare quali siano i criteri con  cui  l'Ufficio
  regionale  scolastico  abbia interpretato  la  norma  e  con  quale
  criterio  abbia  fatto  questa suddivisione dei  posti  in  deroga,
  provincia  per  provincia,  e capire se  la  sentenza  della  Corte
  costituzionale, che è stata pubblicata  a febbraio, possa e   debba
  essere  applicata  per  cui il dirigente  regionale  scolastico  ha
  l'obbligo di chiedere, in deroga, tutti i posti richiesti  da  ogni
  provincia  e per capire se tutti i casi così gravi accertati  dalle
  ASP  di ogni provincia siano veritieri o meno. Così, una volta  per
  tutte,  chiariamo se il procedimento attuato dall'Ufficio regionale
  scolastico,  nella  nostra regione, sia  stato  lecito  oppure  sia
  stata commessa qualche distrazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi per quanto concerne la sua questione
  relativa  alla  commissione d'indagine, le do un  consiglio:  basta
  porre  la  questione  alla Commissione legislativa  permanente  per
  attivare nei tempi più rapidi possibili tutte le risposte legate al
  serio  quesito  che lei ha posto, anche con atto  ispettivo  o  con
  semplice richiesta.
   Quindi, mi pare esista  lo strumento per andare, immediatamente, -
  tra  virgolette  -  a indagare  per quanto concerne  quello  che  è
  successo.
   Non di meno, a conclusione dell'intervento del collega vedremo  di
  affrontare questa questione.

   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido in pieno
  quanto  dichiarato  dal  collega Rinaldi ma  credo  che  lui  abbia
  presentato  quell'ordine  del  giorno  quando  era  all'opposizione
  perché chiedere l'istituzione di una commissione di indagine  o  di
  inchiesta su un tema, di cui io sono fermamente convinto che ci sia
  stata qualche distrazione, Assessore, e con la sua autorevolezza mi
  permetto di dire  e con un po' di campanilismo anche, da messinese,
  consiglierei  di  verificare  approfonditamente  in  quanto  troppo
  strabismi  subisce  la  provincia  di  Messina  rispetto  ad  altre
  province  e  sarebbe  un grande smacco che proprio  l'Assessore  al
  ramo,  che  è  lei  ed  è  autorevole, possa anche  consentire  una
  situazione del genere.
   Al  di là dell'enfasi che può generare una commissione d'inchiesta
  -  richiesta che, probabilmente, il collega Rinaldi avrà presentato
  quando  era  opposizione - ma, ora che fa parte della  maggioranza,
  consiglio,  come  ha già detto il Presidente, di  utilizzare  altri
  strumenti.
   Credo   che  già  l'Assessore  parlando  con  il  dirigente  possa
  risolvere,  nel  giro  di qualche ora, senza  grande  prosopopea  e
  grandi  proclami,  il  problema,  perché  questo  esiste  e   nella
  provincia  di  Messina  è particolarmente accentuato  a  causa  del
  numero  elevato  dei comuni, come lei sa bene sono centootto  e  di
  conseguenza  la  questione  è molto più  grave  rispetto  ad  altre
  province.
   Quindi,   condivido   in   pieno  la   questione   sollevata   ma,
  naturalmente,  non  posso condividere  lo  strumento  che  è  stato
  suggerito,   anche  perché  sono  sicuro  che  lei   con   la   sua
  autorevolezza risolverà immediatamente il problema e riferirà  alla
  prima occasione a questa Aula.
   Per  quanto riguarda, invece, l'altra questione di ordine generale
  desidero  che questa Assemblea non abbia -  come è stato  accennato
  poco  fa  -  un approccio ideologico rispetto alla riforma Gelmini,
  anche  perché io non voglio fare un'analisi puntuale della  riforma
  Gelmini,  quella  l'avete fatta, l'ha fatta lei  Assessore,  ma  mi
  pongo  un altro problema che ci compete molto: la Regione siciliana
  cosa sta facendo al di là degli ordini del giorno che non servono a
  nulla, per caso ha telefonato il Presidente della Regione siciliana
  e ha chiesto al suo Sottosegretario Vice Ministro di dimettersi dal
  governo   Berlusconi  per  protesta  nei  confronti  della  riforma
  Gelmini? Questo è il modo di continuare con la grande ipocrisia  in
  questa  Sicilia? Ma perchè non chiedete al Presidente  Lombardo  di
  far  dimettere  il  suo  Vice Ministro per  protesta  plateale  nei
  confronti della riforma Gelmini? Fatelo ora che siete finalmente in
  maggioranza  o vogliamo continuare, Assessore, con questo  balletto
  dell'ipocrisia sulla pelle dei precari e di chi ha perso il lavoro?
  Mi  chiedo e le chiedo sulle politiche scolastiche, sul risanamento
  e  la  messa in sicurezza degli istituti cosa ha fatto, cosa  state
  facendo, cosa avete programmato? Nulla, glielo dico io  Eppure  lei
  mi dice denunciamo, che cosa? Perché non pensate a modificare tutte
  le  linee strategiche del Fondo sociale europeo del FESD e  pensare
  realmente  di  continuare  ad  utilizzare  le  risorse,   i   fondi
  strutturali europei nel fare bandi e contro bandi per formazione  e
  altre cose, a sostegno del nulla.
     Perché non si pensa magari a modificare pure il PAR FAS dove non
  sono  previste  queste voci se non con un accordo di programma  per
  chiudere un vecchio bando, un vecchio programma; un vecchio  bando,
  lo  sa  Assessore?  Forse no  Perché già qualche  anno  fa  un  suo
  Assessore  aveva  definito già, aveva diviso già  delle  risorse  e
  guarda caso il PARFAS va a compensare quelle graduatorie, ma  poche
  centinaia  di  milioni di euro, saranno sì e no 40, 50,  ma  è  già
  partita in Giunta una proposta per fare una modifica seria?
   Assessore,  la  ritengo una persona seria ed autorevole,  talmente
  seria  ed  autorevole  che credo che lei non si  possa  prestare  a
  questo  gioco  dell'ipocrisia che inizia  con  un  capo  che  è  il
  Presidente della Regione.
   Io mi auguro che mi arrivi la telefonata, che arrivi la telefonata
  a  tutti  i componenti di questo Parlamento da parte del presidente
  Lombardo  e  che  dica  finalmente:   voglio  gettare  la  maschera
  dell'ipocrisia .
   Si  dimette Reina, il mio vice ministro per protesta nei confronti
  del  governo  Berlusconi e allora finalmente il  PD  potrà  dire  e
  dichiarare  questa  grande coerenza e quindi  sì,  potrà  dire  che
  finalmente   ha  modificato  i  canoni strutturali  della  politica
  siciliana cui voi fate grande riferimento.
   Concludo Presidente, nel raccomandare a questo Parlamento,  perché
  comunque  Forza del Sud non consentirà questo approccio  demagogico
  né su questo né su altri temi. E allora consiglio anche ai colleghi
  del  PD  e all'assessore al ramo, in questo caso, di smetterla  con
  questa  ipocrisia;  ci  faccia vedere, lei ci  porti  in  Aula  gli
  impegni  concreti  che  volete  realmente  avviare,  modificate   e
  bloccate tutti i bandi sulla formazione che non servono a nulla,  2
  miliardi di euro del nulla.
    E allora, riprogrammiamo la formazione e indirizziamola realmente
  a  sostegno  per  questa problematica, da un  lato  e,  dall'altro,
  modificate,  una  volte  per tutte, il  PAR  FAS  per  cose  serie,
  smettetela  di fare modifiche clientelari. Sono state  fatte  oltre
  quindici  modifiche e ancora non si è speso neanche il 5 per  cento
  del PAR FAS. Smettete di fare questo e poi sì che potrete venire in
  Aula a dire che avete fatto la grande riforma.
   La  prima  grande  riforma, Assessore, è quella di  smetterla  con
  questa ipocrisia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  come  poc'anzi
  diceva  il  mio  capogruppo,  l'onorevole  Maira,  noi  non   siamo
  assolutamente  non intenzionati ad affrontare il tema.  Anzi  siamo
  qui, devo dire in compagnia di pochissimi, soprattutto di coloro  i
  quali  oggi  questo dibattito lo hanno voluto, lo  hanno  voluto  e
  hanno  detto  di essere fortemente interessati, ad occhio  e  croce
  forse  adesso ci sono tre deputati del PD che sono qui ad ascoltare
  questo nostro dibattito che mi sembra così poco partecipato,  visto
  e  considerato  che è un tema così scottante, così  importante,  mi
  sembra incredibile che ci siano così pochi deputati, soprattutto da
  parte di quel PD che così tanto lo ha criticato.
   CRACOLICI.  E' possibile che tutto ciò che succede sia  colpa  del
  PD

   CARONIA.  Devo dire che noi del PID siamo assolutamente vicini  al
  precariato della scuola che ha subito dei tagli, delle ingiustizie.
  La  legge  Gelmini sicuramente non è stata la migliore delle  leggi
  che  poteva essere varata, però è pur vero che, allo stesso  tempo,
  da  parte  della  Regione  ci  sono dei comportamenti  che  bisogna
  stigmatizzare,  ed ecco perché la nostra richiesta di  trattare  in
  maniera  uniforme una materia che non può essere soltanto  trattata
  per parte. E sì, è proprio così  Perché nel momento in cui si parla
  di   quello  che  è  stato  il  comportamento  della  Regione   per
  fronteggiare questi tagli dolorosi che la Regione Sicilia ha dovuto
  subire  in  merito al precariato delle scuole, onorevole Cracolici,
  la prego di ascoltarmi.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, si rivolga alla Presidenza.

   CRACOLICI. Adesso siamo quattro deputati

   CARONIA.  Adesso siete quattro, quindi la Sicilia adesso avrà  una
  risposta importante da voi
   Vorrei  ritornare sulla nostra proposta che era quella di trattare
  in  maniera  più  organica il tema, perché dicevo i  tagli  che  la
  Regione  Sicilia ha dovuto affrontare, rispetto al  precariato,  ma
  anche al personale di ruolo, ricordiamo, infatti, che questa è  una
  riforma che ha toccato non soltanto i precari della scuola ma anche
  il personale di ruolo e faccio anche riferimento alle categorie che
  particolarmente  ne hanno risentito; si parla, per  esempio,  delle
  copresenze nelle scuole tecniche dei laboratori che ha fatto sì che
  molti laboratori che, invece, hanno una rilevanza fondamentale  per
  la  ricerca e per lo studio di alcuni settori, oggi, effettivamente
  non ci siano. Ma a fronte di questo la Regione più volte ha cercato
  di  trovare  la  soluzione al problema, sono  stati  avviati  nella
  scorsa annualità dei progetti finanziati col Fondo sociale europeo,
  potevano sembrare l'uovo di colombo.
   Ebbene,  purtroppo,  questo non è stato e  bisogna  lamentare,  lo
  hanno  fatto  i  presidi, lo hanno fatto in tanti, lo  hanno  fatto
  rappresentanze dei professori, dei docenti, anche del personale ATA
  presso le Commissioni competenti di questo Parlamento, dicendo  che
  la  mancata  flessibilità  di  questi bandi  che  avrebbero  dovuto
  diventare un ammortizzatore sociale per i precari, di fatto,  hanno
  reso pressoché, non dico nullo, ma poco efficace il ruolo di questi
  progetti.
   Ora,  un  nuovo progetto partirà. Assessore, mi corregga  se  dico
  delle   cose   imprecise.  Partirà  una  nuova  corsualità   sempre
  finanziata  col  Fondo  sociale  europeo  che  ha  come  obiettivo,
  appunto, quello di ammortizzare i tagli fatti ai precari.
   Io  invito  il Governo e, quindi, lei Assessore, a dover  valutare
  una maggiore flessibilità di questi progetti perché veda, quando il
  personale  precario  deve  essere chiamato  dall'Ufficio  regionale
  scolastico  e  non viene data la possibilità, è così  che  avviene,
  quest'anno soltanto in una seconda fase agli istituti è stata  data
  la possibilità di scegliere il personale che però in corso d'opera,
  ovviamente per sopravvivere, aveva trovato chi delle supplenze, chi
  degli  altri incarichi, per sopravvivere appunto, e quindi non  era
  più  disponibile, pena il fatto che poi le scuole si sono ritrovate
  con  la  difficoltà  di trovare il personale, paradosso  che  si  è
  verificato.
   Visto  che  si affronta una nuova annualità, cominciamo  il  nuovo
  anno  scolastico,  mi  auguro  che questi  nuovi  progetti  vengano
  gestiti  in  maniera  più  flessibile. Diversamente,  sarebbero  un
  palliativo  pressoché inutile, giusto per dire che  la  Regione  ha
  voluto utilizzare i fondi del Fondo sociale e europeo, ma così  non
  sarebbe.
   In  merito,  invece, alla problematica molto seria che l'onorevole
  Rinaldi  ha poc'anzi richiamato, devo dire che il problema risiede,
  sostanzialmente,  nell'ambito  di  quella  che  è   la   competenza
  dell'Ufficio  scolastico  regionale,  perché  una  sentenza   molto
  importante,  la  sentenza numero 80 del febbraio  2010,  di  fatto,
  sancisce un principio fondamentale nelle fonti del diritto la Corte
  costituzionale sicuramente prevale sulla legge Gelmini numero  133,
  di  conseguenza  i tagli che sono stati operati sul personale,  sia
  docente che ATA, non verranno applicati per quello che riguarda gli
  insegnanti di sostegno.
   Per  cui, se problemi ci sono, ed io non ho motivo di non  credere
  che  l'onorevole  Rinaldi ci rappresenti una realtà  effettivamente
  deficitaria, sono problemi che attengono più al problema  regionale
  che non ad un problema, come dire, ad un dispositivo normativo,  in
  quanto  la  legge in questo ormai non c'entra più nulla,  la  legge
  Gelmini  su questo non può produrre più alcun taglio perché appunto
  la Corte costituzionale così si è espressa.
   Io devo dire e con questo concludo, che questo dibattito in questo
  momento a me sembra monco ed esprimo brevemente le motivazioni.
   Oggi abbiamo avuto in Commissione l'Assessore che ha delineato, ha
  tratteggiato quella che può essere una proposta - comunque noi come
  tale  l'abbiamo vista seppur già deliberata in Giunta e, quindi,  è
  chiaro che ce la siamo trovata già impacchettata, adesso ci sarà da
  capire  questo  cosa  produrrà -, ad ogni modo  una  riforma  della
  formazione che, in qualche modo, si interseca a mio modo di  vedere
  con quello che è invece la formazione scolastica.
   Ci sono dei percorsi formativi, Assessore, che, a  mio avviso, non
  possono  essere  considerati scissi da quello  che  è  il  percorso
  scolastico che si fa all'interno dell'istituzione scuola.
   E'   impensabile,  cioè,  proporre  dei  percorsi  formativi,  per
  esempio, perché esca fuori la figura professionale del parrucchiere
  se,  poi,  abbiamo istituti professionali che non hanno più  questo
  titolo di studio.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la invito a concludere.

   CARONIA. Mi avvio alle conclusioni.
   Vorrei  soltanto  aggiungere  per completezza.  La  riforma  degli
  istituti  professionali  fa sì che oggi la  Regione  abbia  potestà
  nell'individuare quelli che sono i titoli di studio finali di  quel
  tipo  di scuola. Quindi, la Regione finanzierà non soltanto  con  i
  soldi,  ma  determinerà anche i percorsi formativi di  un  tipo  di
  orientamento scolastico che, fino ad oggi, era di pertinenza  dello
  Stato.
   Considerare  le  due  materie assolutamente scisse,  a  me  sembra
  assolutamente  incoerente, ecco perché oggi mi sarei auspicata  che
  si  trattasse la materia in maniera organica, ma come vede noi  non
  ci  sottraiamo assolutamente al dibattito anche perché -  ripeto  -
  dalla parte dei lavoratori noi del PID ci saremo sempre e lo saremo
  sempre per quelle che sono le soluzioni che possono essere trovate;
  sicuramente, da parte nostra massima collaborazione.  Però,  è  pur
  vero  che bisogna guardare le cose con obiettività e dire  le  cose
  senza  quella  ipocrisia che bene ricordava l'onorevole  Cateno  De
  Luca, che mi ha preceduta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  fa
  facoltà.
   Onorevole  Maira, la invito a non seguire l'esempio della  collega
  Caronia, che ha superato il tempo a sua disposizione.

   MAIRA.  Signor  Presidente, mi impegno a recuperare  nel  contesto
  complessivo del Gruppo il minuto e mezzo in più che ha  parlato  la
  collega  Caronia, anche perché non ritengo ci siano grandi cose  da
  dire  in  quanto  gli interventi che mi hanno preceduto,  mi  hanno
  anche preceduto nelle cose che dovevo dire e sento di dire.
   Perché?  Personalmente non condivido la gran parte  della  riforma
  Gelmini,  perché  è  una riforma imposta dall'alto,  perché  tranne
  alcuni  aspetti che riguardano, secondo me, la riforma del  settore
  universitario e non tutta la riforma  universitaria, è una  riforma
  senza cuore.
   Cosa  intendo  dire?  Certamente, il precariato  è  una  forma  di
  sfruttamento del lavoratore, di sottocultura, di condizionamento ai
  fini della clientela politica. Tutto vero, però, bisogna adoperarsi
  oggi,  dopo  che abbiamo preso atto del dilagare del  fenomeno  del
  precariato,  per evitare il precariato del futuro. Non  si  può,  a
  persone di 40, 50 anni, che hanno una famiglia, che magari si  sono
  sposate tra di loro, improvvisamente, dire:  Alt al precariato   Da
  questo   momento  voi non avete più diritti e la riforma  vi  mette
  nelle  condizioni  di  restare a casa . Non è  possibile  e  non  è
  possibile  a  prescindere  dalle  necessità  della  scuola,   dalle
  particolari  condizioni  di  mancati  insegnanti  di  sostegno  che
  abbiamo  in  Sicilia,  più che in altre regioni;  non  è  possibile
  tenendo presente che, con la riduzione degli organici, le scuole in
  Sicilia  stanno partendo con grande disagio e, addirittura,  alcune
  classi  non  stanno  partendo. Quindi, ne  faccio  un  problema  di
  principio, oltre che di organizzazione.
   Certo, mi sarei aspettato un intervento più chiaro e più forte  da
  parte  del Governo regionale, non tanto e non solo perché ha votato
  la riforma Gelmini a Roma, perché non si dimette il sottosegretario
  Reina.  Tutte queste cose fanno parte del gioco della politica.  Ma
  perché,  in effetti, alcune promesse che sono state fatte -  faccio
  salvo  l'assessore Centorrino, che personalmente stimo -,  promesse
  da  parte  di altri rappresentanti del Governo e del Presidente  di
  affrontare e risolvere con strumenti legislativi e finanziari della
  Regione il problema dei precari siciliani rimasti a spasso, ci sono
  state.
   E  sono  di  quelle dichiarazioni-messaggio che vengono  fatte,  a
  volte,  imprudentemente e calpestando i sentimenti e le sensibilità
  dei lavoratori.
   Cosa  mi aspetterei io? E' questo il senso della provocazione  del
  dibattito.  Una  presa  di coscienza del  Governo  regionale  e  di
  quest'Aula, al di là delle presenze e delle assenze di stasera,  ma
  soprattutto  del Governo regionale che con forza abbia la  capacità
  di  imporre  al  Governo nazionale delle soluzioni per  salvare  il
  precariato della scuola siciliana.
   Mi  rendo  conto  che, a volte, questo Governo  è  contraddittorio
  visto che crea le condizioni per il precariato in altri settori  ed
  entra in contraddizione con le cose che afferma in questa Aula.
   Ma ritornando al settore specifico del precariato della scuola, il
  Governo dia un colpo di schiena, prenda atto della disponibilità di
  quest'Aula che, all'unanimità, è pronta a fare una battaglia per il
  precariato  della scuola. A tal proposito, io e la collega  Caronia
  per conto del gruppo dell'UDC, è come se avessimo firmato tutti gli
  ordini del giorno presentati perché rispecchiano il pensiero nostro
  e di tutti gli altri colleghi del gruppo.
   E,  comunque, aspettiamo che il Governo dia la prova di aver fatto
  un  salto  di  qualità su questo argomento, che  dalle  parole  sia
  passato ai fatti. Se questo avverrà lo apprezzeremo, se questo  non
  avverrà non si meravigli alcuno della nostra opposizione, anche per
  questo aspetto, che sarà forte e convincente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che al  di
  là  del  numero delle presenze obiettivamente esigue -  ha  ragione
  l'onorevole  Caronia -, e dell'opportunità o meno  di  svolgere  un
  dibattito, ma anche di essere consequenziali dopo avere sentito  le
  comunicazioni  del  Governo  che  non  potevano  essere  per  altro
  differenti. Si ricordava che c'era stata già una Commissione in tal
  uopo;  si  erano sviscerati in maniera anche abbastanza  accalorata
  alla  presenza  di  sindacati,  di comitati  di  precari,  tutti  i
  problemi con grande difficoltà e già in quella sede erano emerse le
  difficoltà  quasi di intervento della Regione siciliana  su  questa
  materia.
   Così  come  si  era  sostenuto della obiettiva,  quasi  obiettiva,
  incapacità   di  seguire  o  di  interpretare,  se   vogliamo,   il
  ragionamento che l'Ufficio scolastico regionale portava avanti.  Ne
  ha  accennato l'onorevole Rinaldi, cioè a seguito della  più  volte
  richiamata sentenza della Corte  costituzionale, la sentenza numero
  80 del febbraio 2010, rispetto alla quale non c'era più un problema
  di  dare,  ad esempio, posti in deroga per il sostegno ai portatori
  di  handicap, ma non solo a loro, spesso impropriamente si parla di
  questi   dati,  e  che  la  sentenza  era  successiva  alla  stessa
  finanziaria  nazionale. C'è un problema oggettivo, c'è  un  Governo
  nazionale  strabico,  un Governo in cui il Ministro  dell'economia,
  onorevole  Tremonti, detta la linea e di conseguenza ogni ministro,
  ivi compreso, purtroppo, il ministro Gelmini, non riescono ad avere
  una  loro autorevolezza, ad avere una loro capacità di indirizzo  e
  di  determinazione. I tagli ci sono stati ed i tagli hanno  colpito
  soprattutto il mondo della cultura ed il mondo della scuola.
   Allora,  che  cosa  dovrebbe  fare, a nostro  avviso,  il  Governo
  regionale? Io non so in quale forma, se chiedendo le dimissioni del
  proprio   rappresentante,   poi  c'è  una   confusione   di   ruoli
  obiettivamente, è sotto gli occhi di tutti
   Ad  esempio,  posso  dire  che  noi dell'UDC,  dell'UDC  di  ieri,
  dell'UDC  di  oggi  e dell'UDC di domani, non siamo  mai  stati  in
  questo Governo nazionale, non abbiamo mai condiviso la politica che
  è  stata  portata  avanti  dall'onorevole  Gelmini,  che  cerca  di
  ribaltare  le  responsabilità  sul Meridione  e  soprattutto  sulla
  Sicilia, sulla Sicilia spendacciona.
   Si  dimettano  i  sottosegretari del MPA  ma,  allo  stesso  modo,
  raccolgo la provocazione dell'onorevole De Luca, si dimetta il  mio
  amico Gianfranco Miccichè, si dimettano tutti i sottosegretari ed i
  ministri   che  sono  espressione  del  Governo  e  che  dovrebbero
  rappresentare  la  Sicilia,  se effettivamente  tutti  condividiamo
  l'ordine del giorno che è stato presentato.
   Indipendentemente dalle strumentalizzazioni che ci possono essere,
  ciò  che mi aspetto dal Governo regionale è una maggiore incisività
  nei    confronti   dell'Ufficio   scolastico   regionale,   sapendo
  perfettamente quali sono le competenze, perché ribadisco in  questa
  sede  quanto  detto  in V Commissione, cioè che non  mi  convincono
  alcuni   ragionamenti   portati  avanti   dall'Ufficio   scolastico
  regionale  ed  in  maniera molto accalorata  alcuni  rappresentanti
  degli  insegnanti di sostegno, ma soprattutto delle famiglie, hanno
  fatto  presente che già l'anno scorso ben 18 ricorsi  a  favore  di
  minori  e  soprattutto  di  famiglie che erano  state  definiti,  a
  conclusione del primo, secondo e terzo grado, erano state  definiti
  quando  l'anno scolastico si era concluso, cioè si era  preso  atto
  della  illegittimità delle riduzioni delle ore di sostegno a favore
  dei  minori  però  c'erano alcune sentenze per le  quali  si  aveva
  diritto  ma la sentenza diventava inapplicabile, anzi rappresentava
  la  vera  beffa  del sistema Gelmini che era stato messo  in  piedi
  perché  diventava  attuativa il 3 giugno quando la  scuola  si  era
  chiusa.
   Allora, sceglierà il Governo la maniera più incisiva. Io non penso
  che ci possano essere ragioni di divisione su questa materia.
   Ha fatto bene il Capogruppo del PID a dire che sottoscriverà tutti
  gli  ordini  del giorno. Devo dire che già l'UDC aveva sottoscritto
  l'ordine del giorno, ad esempio, presentato dall'onorevole Rinaldi.
  Quindi, in quella fase posso dire che l'UDC e, quindi, ora anche il
  PID  dell'onorevole Maira si può in qualche modo  ritrovare  perché
  non ci possono essere differenze di fondo su questa materia.
   Su un aspetto, professore Centorrino, vorrei in qualche modo porre
  la  sua attenzione, non so se mi è sfuggita o se è stata richiamata
  tra  le  sue comunicazioni. C'è un'ulteriore beffa. Con il  decreto
  salva-precari,  c'è una protesta in atto proprio in questi  giorni,
  si   è   appreso   che  l'INPS  non  erogherà  il  trattamento   di
  disoccupazione   per  un   discorso  di  accavallamento   di   anni
  scolastici.
   Io  penso  che,  indipendentemente da  tutto,  poiché  ci  sono  i
  requisiti  di  legge,  il  Governo  regionale,  spero  con  la  sua
  autorevolezza,  possa  intervenire  presso  l'INPS  e   presso   il
  Ministero  di  riferimento perché siamo veramente dinnanzi  ad  una
  beffa.  Questo  lo  chiedo indipendentemente  dalle  soluzioni  che
  quest'Aula, che è sovrana, vorrà adottare.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Centorrino  per  la
  replica.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   Vorrei   ringraziare   tutti   coloro   che   sono
  intervenuti  e  che hanno prodotto interessanti considerazioni  sul
  tema.
   Vorrei dare tre comunicazioni.
   La  prima all'onorevole Rinaldi che ha sollevato, giustamente,  il
  problema  dell'assistenza ai disabili. Non  ne  avevo  parlato  per
  ragioni  di  tempo e perché pensavo che la discussione  si  dovesse
  incentrare  particolarmente sull'occupazione dei precari,  ma  come
  sa,  onorevole Rinaldi, questo è un problema che abbiamo tenuto  in
  considerazione e sul quale abbiamo lavorato.
   Noi  non abbiamo autorità gerarchica nei confronti della Direzione
  provinciale,  quindi  sarebbe illogico creare  una  Commissione  di
  inchiesta.  Ciò  che  possiamo fare è  creare  una  commissione  di
  conoscenza,  cioè instaurare un rapporto e provare a  capire  quali
  sono i parametri che sono stati adottati.
   Sotto  questo  profilo - era la seconda comunicazione  che  volevo
  darle - ho già avviato, da tre settimane, un colloquio continuo con
  i  dirigenti  scolastici provinciali per cui, a  questo  punto,  il
  nostro   riferimento,  i  nostri  terminali,  saranno  i  dirigenti
  scolastici delle singole province.
   La  terza  comunicazione, penso darà piacere a molti.  Sapete  che
  dall'inizio di gennaio abbiamo contrastato, abbiamo affrontato  una
  situazione  che riguardava  i presidi siciliani e, in  particolare,
  l'esito  di  un concorso che era stato messo in discussione  e  che
  aveva  messo  in confusione la scuola siciliana perché c'erano  400
  presidi vincitori che non erano più vincitori, altri idonei che non
  erano più idonei e così via.
   E'  proprio  di stasera la notizia che - grazie ad  un  lavoro  di
  squadra  al  quale hanno partecipato deputati del PD,  deputati  di
  altri   partiti  e  deputati  del  MPA,  l'onorevole   Siracusa   e
  l'onorevole  Lo  Monte, ma tutti i partiti per la loro  parte  -  è
  stata approvato dalla Camera il passaggio alla Commissione in  sede
  legislativa di un disegno di legge che permette alle tre categorie,
  cioè  i  presidi vincitori, idonei ed i cosiddetti  non  idonei  di
  potere  affrontare  un  concorso, diverso  nelle  sue  modalità,  a
  seconda delle categorie, per potere sanare questa situazione.
   Se  mi  permettete, mi sembra un piccolo successo  di  cui  questo
  Assessorato può intestarsi quantomeno il sostegno e il supporto. E'
  una  delle prime vicende che abbiamo affrontato e mi fa piacere che
  sia  una  vicenda che con l'aiuto di tutti, con l'aiuto di tutti  i
  partiti  nessuno escluso, anzi uno escluso la Lega, si sia riusciti
  a condurre a termine.
   Vi    ringrazio   per  le  osservazioni,  vi   ringrazio   per   i
  suggerimenti,  spero  che questa discussione possa  continuare  con
  riferimento alla formazione - faceva benissimo l'onorevole  Caronia
  a  ricordare  il  collegamento con gli istituti  professionali,  ma
  anche  con  l'obbligo  di  istruzione  -;  vedremo  di  cercare  di
  integrare  e di adeguare tutte queste problematiche che sono  state
  sollevate.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                     Annunzio di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati presentati  tre  ordini  del
  giorno:

   -  numero  369   Riapertura dei termini per interventi  in  favore
  delle  scuole  e  delle  facoltà  universitarie  siciliane  per  lo
  svolgimento  di  attività per la formazione civile  degli  alunni',
  dell'onorevole Vinciullo;

   -  numero 398  Immediata attivazione dei posti in deroga richiesta
  dall'Ufficio  scolastico provinciale di Messina ,  degli  onorevoli
  Rinaldi,  Picciolo,  Laccoto,  Ardizzone,  Beninati,  Panarello   e
  Corona;

   - numero 404  Iniziative volte a fronteggiare la crisi che investe
  la  scuola  in  Sicilia  a seguito dei provvedimenti  adottati  dal
  Governo  nazionale , dell'onorevole Cracolici e tutti i  componenti
  del gruppo PD. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana  n.
  22,  parte I, del 7 maggio 2010, veniva pubblicata la circolare  n.
  11  del  23 aprile 2010 'Interventi in favore delle scuole e  delle
  facoltà universitarie siciliane per lo svolgimento di attività  per
  la  formazione  civile  degli alunni  -  articolo  14  della  legge
  regionale  13 settembre 1999, n. 20. Esercizio Finanziario  2010  -
  cap. 373713';

   preso  atto  che i termini di scadenza per la presentazione  delle
  istanze della succitata circolare scadevano il 15 maggio 2010, cioè
  sette  giorni  dopo  la pubblicazione nella GURS,  comprensivi  del
  sabato e della domenica;

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  per la riapertura dei termini per la  presentazione
  delle  domande, in modo da consentire alle istituzioni  scolastiche
  che  non  sono riuscite per tempo a farlo - considerato il  termine
  esiguo  di  sette  giorni - di presentare la  relativa  richiesta».
  (369)

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'organico  di  diritto  per l'anno scolastico  2010-  2011  della
  provincia di Messina prevede l'assegnazione di 1.160 insegnanti  di
  sostegno  a fronte di 2.128 alunni diversamente abili, di  cui  998
  con   connotazione  di  particolare  gravità  (vedi   nota   U.S.P.
  allegata);

   l'Ufficio   scolastico   provinciale  di  Messina   ha   richiesto
  all'Ufficio  scolastico regionale l'assegnazione di  380  posti  in
  deroga, in aggiunta ai 1.160 già assegnati;

   l'Ufficio scolastico regionale ne ha assegnati soltanto 200;

   la  circolare  del  Ministero dell'istruzione,  dell'università  e
  della ricerca - Dipartimento per l'istruzione - n. 59 del 23 luglio
  2010  (prot. n. 2375) dà mandato al Direttore regionale di attivare
  altri  posti  in  deroga e, dunque, in più rispetto  a  quelli  già
  assegnati  alla Regione siciliana (vedi allegata tabella  circolare
  n. 37 del 13 aprile 2010);

   pertanto,  l'assegnazione di soli 200 posti da parte  dell'Ufficio
  scolastico  regionale  costituisce un comportamento  antigiuridico,
  gravemente lesivo dei diritti dei soggetti diversamente  abili,  in
  quanto  in  contrasto con la predetta circolare e  con  le  vigenti
  disposizioni di legge in materia;

   considerato che:

   l'attuale  sistema normativo attribuisce al soggetto  disabile  un
  vero  e  proprio  diritto  soggettivo perfetto,  costituzionalmente
  garantito, tutelabile con l'attivazione in favore degli  alunni  in
  situazione  di  handicap, secondo quanto  previsto  dalla  legge  5
  febbraio 1992, n. 104 e successive modifiche e     integrazioni, di
  percorsi    individualizzati   attuabili   con   apposite    misure
  organizzative, nonché utilizzando la possibilità di  assumere,  con
  contratto  a  tempo  indeterminato  e  determinato,  insegnanti  di
  sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni, indicato al comma 3,
  in  presenza di handicap gravi (art. 40, comma 1, legge n. 449  del
  22  dicembre  1997  e successive modifiche e integrazioni  e  sent.
  Corte Cost. n. 80/2010);

   anche le pronunce giurisprudenziali riconoscono espressamente  che
  'il  diritto  alla piena integrazione scolastica  del  disabile  in
  condizione  di  gravità  può ritenersi realizzato  solo  attraverso
  l'assegnazione  da  parte  dell'Amministrazione  scolastica  di  un
  insegnante  di  sostegno  in deroga per un  monte  ore  settimanali
  adeguato   alla   specifica  patologia  certificata   dall'ASL   di
  competenza,  sì  da vedere garantito il pieno diritto  allo  studio
  dell'alunno   ed   il   suo   completo  inserimento   nell'ambiente
  scolastico' (T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 27 febbraio 2009  n.
  1148; Consiglio di Stato, sez. VI, 21 marzo 2005, n. 1134);

   pertanto,   il  diritto  all'insegnante  di  sostegno  costituisce
  diritto  riconosciuto dall'art. 13 della legge n. 104 del 1992,  la
  cui  inviolabilità  discende dall'essere esso strumento  necessario
  per la tutela del diritto all'educazione ed istruzione, alla salute
  e  per la tutela dello sviluppo della personalità all'interno delle
  formazioni sociali, con specifico compito per lo Stato di rimuovere
  gli  ostacoli  economici e sociali che possono  impedire  il  pieno
  sviluppo della persona umana (artt. 3, 32, 34 e 38 Cost.);

   ne  deriva che l'organizzazione dell'attività di sostegno da parte
  delle  istituzioni  scolastiche non  può  comprimere  quel  diritto
  riconosciuto alla persona dalla Costituzione (cfr., fra  le  altre,
  sent.   Corte   Costituzionale  n.  215/87)  e  dalla  legislazione
  ordinaria, e che il servizio reso dall'insegnante di sostegno  deve
  essere  garantito in via sostanziale (T.A.R. Liguria  Genova,  sez.
  II,  28 novembre 2008, n. 2068; T.A.R. Liguria Genova, sez. II,  18
  dicembre 2008, n. 2144);

   considerato, altresì, che:

   come  è  noto, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 80 del  22
  febbraio  2010,  ha abrogato la disposizione che fissava  il  tetto
  massimo di posti di sostegno (comprensivo delle deroghe) attivabili
  in  organico  di  fatto a livello nazionale (tetto stabilito  dalla
  legge  finanziaria  n.  244  del  2007  e  successive  modifiche  e
  integrazioni  per  problemi di contenimento della spesa  pubblica),
  nonché  la  disposizione  relativa al graduale  raggiungimento  del
  rapporto nazionale di un docente ogni due alunni disabili;

   la  ratio della norma, che prevede la possibilità di stabilire ore
  aggiuntive  o  posti di sostegno, è, infatti, quella di  assicurare
  una  specifica  forma  di  tutela  ai  disabili  in  condizioni  di
  particolare gravità;

   a  tale principio si è uniformata la giurisprudenza amministrativa
  (vedi pronunce del Tribunale amministrativo regionale di Catania  e
  del   Consiglio   di  giustizia  amministrativa  per   la   Regione
  siciliana);

   pertanto,  il  provvedimento sopra citato dell'Ufficio  scolastico
  regionale che non ha proceduto all'assegnazione dei posti in deroga
  nella   misura   richiesta   dall'Ufficio  scolastico   provinciale
  costituisce atto illegittimo e contra legem,

                   impegna il Governo della Regione

   all'immediata   attivazione   dei  posti   in   deroga   richiesti
  dall'Ufficio  scolastico  provinciale  di  Messina,  al   fine   di
  assicurare  ai soggetti diversamente abili il giusto riconoscimento
  dei  diritti  inviolabili,  tra i quali  il  diritto  allo  studio,
  costituzionalmente tutelati e garantiti». (398)

   (gli  allegati sono visualizzabili nell'apposita banca dati online
  nel sito WEB dell'Assemblea  www.ars.sicilia.it).

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  legge n. 133 del 2008 (di conversione, con modificazioni,  del
  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112), ha determinato  in  Sicilia
  effetti drammatici, con oltre 3.500 insegnanti e circa 1.664  posti
  destinati al personale ATA in meno per l'anno scolastico 2010/2011;

   la    progressiva   applicazione   della   controriforma   Gelmini
  determinerà   nell'arco  di  tre  anni  una  riduzione   di   oltre
  quindicimila  posti  di  lavoro,  con  effetti  molto  gravi  sulla
  quantità  dell'offerta  e  sulla qualità  del  funzionamento  delle
  scuole di ogni ordine e grado;

   la  riduzione indiscriminata a 27 settimanali delle ore di lezione
  per  gli alunni della scuola primaria (elementare) a differenza dei
  coetanei delle Regioni del Nord e del Centro-Nord che godono  nella
  quasi  totalità  di  un orario settimanale di 32-36  e  40  ore  si
  traduce  in  una  discriminazione  sociale  che  avrà  pesantissime
  ricadute sulle opportunità future dei bambini siciliani;

   tale  impostazione aggraverà il divario culturale e quindi  socio-
  economico   Nord/Sud,   inaccettabile  anche   sotto   il   profilo
  costituzionale;

   lo  scorso  anno  gli  insegnanti di sostegno  in  servizio  erano
  12.840,  mentre  quest'anno, sempre a causa della  riduzione  delle
  ore,  si fermeranno a 11.800 ore, causando dunque un decremento  di
  circa mille insegnanti;

   detta ultima scelta è in netta contraddizione con i dati reali che
  riguardano,  invece,  un  aumento della presenza  nelle  scuole  di
  alunni disabili rispetto al 2009, così come certificato anche dalle
  autorità scolastiche e sanitarie;

   nelle   aule,  all'impoverimento  dell'offerta  formativa   e   di
  sostegno,  si  aggiungono gravi problemi legati  alla  sicurezza  a
  causa  dell'elevato numero di alunni per classe, anche diversamente
  abili, che in molti casi superano i 30;

   tale   condizione,   imposta   dai   parametri   contenuti   nella
  controriforma  Gelmini,  si  aggrava ulteriormente  a  causa  della
  precaria  condizione  in  cui versa l'edilizia  scolastica,  spesso
  fatiscente;

   considerato che:

   i   licenziamenti   nel   mondo  della  scuola   hanno   raggiunto
  un'estensione   talmente  rilevante  da  assumere  una   dimensione
  numerica di massa mai così vasta nella storia del Paese;

   a   pochi  giorni  dall'inizio  dell'anno  scolastico  i  genitori
  innanzitutto,  ma  anche l'opinione pubblica diffusa  è  fortemente
  colpita e impressionata dalla gravità degli effetti prodotti  dalla
  l.  n.  133 del 2008 citata e da ciò che attende in prospettiva  il
  mondo della scuola,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  iniziative  presso  il  Governo  nazionale  per  far
  modificare  i  parametri  fissati  nella  l.n.  133  del  2008  per
  l'assegnazione dell'organico alla Regione siciliana e garantire  in
  tal  modo una adeguata ridotazione del personale, consentendo anche
  una  giusta  composizione  numerica delle  classi  a  fronte  della
  precaria condizione dell'edilizia scolastica;

   a porre in essere ogni iniziativa per evitare l'applicazione della
  terza  annualità di tagli previsti dalla citata legge n.  133  alla
  luce dei gravi effetti causati nel biennio;

   a   riassegnare   il   tempo-scuola  nella   scuola   primaria   e
  dell'infanzia   così   come  richiesto  dalle   famiglie   all'atto
  dell'iscrizione dei figli;

   perchè   vengano   assegnate  tutte  le  deroghe   per   garantire
  l'assistenza  agli  alunni diversamente abili,  così  come  sancito
  dalla  sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 22-26 febbraio
  2010». (404)

   Si  passa all'ordine del giorno numero 369, a firma dell'onorevole
  Vinciullo.
   Non  essendo presente in Aula il firmatario, l'ordine  del  giorno
  decade.

   Si passa all'ordine del giorno numero 398.

   DE  LUCA. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno  numero
  398.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MAIRA.  Chiedo  di apporre la firma agli ordini del giorno  numeri
  398  e 404.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo sull'ordine del giorno numero 398?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 404. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, vi ricordo il deliberato della Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  comunicato  all'Aula  nella
  seduta  n.  195  del  14  settembre  2010,  secondo  il  quale   le
  Commissioni  legislative permanenti, nell'ambito  delle  rispettive
  competenze, devono dare priorità all'esame dei seguenti disegni  di
  legge:

   -   nn.   520-114/A    Disposizioni   per   la   trasparenza,   la
  semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione  della  pubblica
  amministrazione,   l'agevolazione  delle   iniziative   economiche.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino  e  la
  semplificazione  della  legislazione regionale ,  già  rinviato  in
  Commissione;
   -   n.   447   Rendiconto  generale  della  Regione  siciliana   e
  dell'Azienda  delle  foreste demaniali per l'esercizio  finanziario
  2008 ;
   -  n.  595  Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2009 ;
   -  n.  594   Assestamento del bilancio della  Regione  per  l'anno
  finanziario 2010 ;
   -  n.  583   Armonizzazione di norme di contabilità  regionale  al
  ciclo di programmazione finanziaria e di bilancio nazionale ;
   -  n.  605   Costituzione dell'Istituto regionale per lo  sviluppo
  delle attività produttive ;
   -  n.  545  Semplificazioni dell'ordinamento dei beni culturali  e
  del paesaggio ;
   - n. 403  Interventi per il mercato del lavoro .

   Conseguentemente,   ribadisco  l'invito,   ai   Presidenti   delle
  Commissioni legislative, a dare seguito a tale deliberato.

   Comunico  che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  è  convocata  per mercoledì 20 ottobre 2010, alle  ore  12.00,  per
  decidere  il calendario dei lavori sulla base del lavoro  che  sarà
  svolto, da qui ad allora, dalle Commissioni.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 20  ottobre
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   n. 219 -   Iniziative  a  livello nazionale per provvedere  alle
          nomine  di  docenti  e  personale  ATA  in  deroga   agli
          organici    già   deliberati   per   l'anno    scolastico
          2010/2011 .

   n. 220 -   Iniziative  a livello centrale per evitare  abusi  in
          materia di licenziamenti .

  III  -Discussione della mozione:

   n. 210 -   Chiarimenti  ed  iniziative  riguardo  al   Consorzio
          autostrade siciliane.

                   La seduta è tolta alle ore 19.02

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica  «Autonomie locali e
  funzione pubblica»

   CORONA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie  locali,  premesso
  che:

   nel  territorio della Provincia regionale di Messina è  istituita
  l'unione  dei comuni della via regia dell'Alcantara,  formata  dai
  comuni di Francavilla di Sicilia, Motta Camastra, Graniti e  Gaggi
  già da almeno un triennio;

   l'unione,  nell'ambito  degli  obiettivi  programmatici   sanciti
  dall'art.  2 dello statuto, si prefigge lo scopo di migliorare  la
  qualità  di  tutte  le prestazioni erogate nei singoli  comuni  ed
  ottimizzare l'utilizzo delle risorse economico-finanziarie,  umane
  e  strumentali,  esercitandole in forma  associata  attraverso  un
  assetto organizzativo volto al potenziamento di funzioni e servizi
  in termini di efficienza, efficacia ed economicità;

   tra  le  funzioni  da espletare dall'unione dei comuni  in  forma
  associata,  l'art. 6 dello statuto prevede il servizio di  polizia
  locale;

   lo stesso ente, con delibera della giunta dell'unione n. 7 del 24
  giugno 2009, ha avviato in via sperimentale, dal 13 luglio  al  21
  dicembre  2009, il servizio associato di polizia locale,  volto  a
  migliorare  la  qualità del servizio erogato nei  singoli  comuni,
  ottimizzando le risorse umane e strumentali;

   considerato che a tutt'oggi non è stato ancora istituito il corpo
  di polizia locale dell'unione;

   rilevato che:

   la medesima delibera (n. 7 del 24 giugno 2009) ha sancito che 'la
  dotazione  organica  provvisoria della Polizia Locale  dell'Unione
  sia  costituita  dal  personale in  servizio  presso  le  aree  di
  vigilanza dei rispettivi comuni appartenenti alla medesima  Unione
  individuata in n. 32 unità necessarie a garantire l'efficacia e la
  funzionalità dei servizi connessi alla Polizia Locale';

   con delibera della giunta dell'unione n. 11 del 9 giugno 2009  si
  è  preso  atto dell'assegnazione temporanea e fino al 31  dicembre
  2009,  da parte dei comuni appartenenti alla stessa unione,  delle
  risorse umane e strumentali per la gestione del servizio associato
  di polizia locale, in atto il servizio associato di polizia locale
  dell'unione  risulta  composto da 22 unità di personale  assegnato
  dai comandi dei comuni appartenenti all'unione;

   considerato inoltre che:

   i singoli comuni dell'unione, con propri atti deliberativi, hanno
  trasferito  ed  assegnato  sino al 31 dicembre  2009  al  servizio
  associato  di  polizia locale dell'unione le  unità  di  personale
  attualmente  in servizio presso le aree di vigilanza sia  a  tempo
  indeterminato che a tempo determinato;

   nel  trasferimento  di cui sopra, alcune unità  di  personale  in
  servizio  nelle aree di vigilanza dei singoli comuni,  in  maniera
  assolutamente ingiustificata, non sono state trasferite, creandosi
  nei  confronti  delle  stesse  nocumento  personale  nonché  danno
  economico   in   virtù   del  miglioramento  salariale   derivante
  dall'aggiuntivo   orario  effettuato   dal   personale   a   tempo
  determinato;

   alla  maggior parte del personale a tempo determinato, transitato
  alla  polizia locale dell'unione, è stato effettuato  soltanto  un
  semplice  corso  di  formazione della durata di  circa  3  giorni,
  contravvenendo  a quanto sancito dalle norme sulla formazione  che
  prevedono corsi non inferiori alle 120 ore formative, e  nel  caso
  in  oggetto  la normativa ne prevede molte di più,  in  quanto  il
  personale va a ricoprire sia il ruolo di agente di polizia  locale
  che  quello  di  agente  di  polizia  giudiziaria  e  di  pubblica
  sicurezza;

   verificato  che  il  trasferimento  del  personale  comunale  dai
  singoli enti municipali all'unione è stato effettuato in dispregio
  dell'art.  6 del contratto collettivo nazionale di lavoro  del  22
  gennaio 2004, violando l'art. 7 del contratto collettivo nazionale
  di  lavoro del 1  aprile 1999 nonché l'art. 28 della legge n.  300
  del 1970 impedendo l'esercizio delle prerogative sindacali;

   per sapere:

   quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere nei confronti
  dei  responsabili dei singoli comuni appartenenti  all'unione  dei
  comuni  della  via  regia dell'Alcantara che hanno  effettuato  il
  trasferimento   illegittimo  di  personale  alla  stessa   unione,
  violando espressamente quanto previsto in materia di trasferimento
  di personale, senza la predeterminazione, in sede di concertazione
  sindacale,  dei criteri per il passaggio del personale  così  come
  espressamente previsto dall'art. 8, comma 1, lett. C, del CCNL del
  1  aprile 1999;

   quali  siano  stati  i  criteri  adottati  dalle  singole  giunte
  municipali  nel  trasferire il personale attualmente  in  servizio
  presso  la  polizia locale dell'unione e se siano state  osservate
  tutte  le norme previste per chi ricopre un ufficio nella pubblica
  amministrazione;

   se  il  personale  in servizio presso le aree  di  vigilanza  dei
  singoli  comuni appartenenti all'unione, alla data delle  delibere
  di  assegnazione  al  servizio di polizia  locale  della  medesima
  unione, sia stato tutto trasferito;

   se altro personale dei singoli comuni dell'unione, pur avendone i
  requisiti  ed  avendo presentato espressa domanda, non  sia  stato
  trasferito al servizio di polizia locale dell'unione e  per  quali
  motivazioni;

   se, infine, intendano procedere con urgenza ad un'ispezione, alla
  luce  della  gravità dei comportamenti verificati,  per  accertare
  quanto sopra esposto.». (863)

   Risposta.  -  «Con nota assunta agli atti al prot. 50403  del  25
  novembre  2009 del Servizio Lavori d'Aula dell'Assemblea Regionale
  Siciliana, è stato inoltrato agli Uffici di diretta collaborazione
  dell'allora   Assessore  alla  Famiglia,  Politiche   Sociali   ed
  Autonomie  Locali, l'atto ispettivo parlamentare n. 863,  a  firma
  dell'onorevole Corona, avente ad oggetto "Notizie sull'Unione  dei
  Comuni della via regia dell'Alcantara".
   Successivamente   l'on   Presidente,  in   considerazione   delle
  modifiche alle competenze degli Assessorati regionali - introdotte
  dalla l.r. 16 dicembre 2008, n. 19 e dal Regolamento di attuazione
  emanato  con  D.P.Reg. n. 12 del 5 dicembre  2009  -  ha  delegato
  l'Assessore  per  le  Autonomie locali e la  Funzione  Pubblica  a
  curarne la trattazione.
   Il  Dipartimento  Regionale delle Autonomie locali,  interpellato
  sulla   tematica  oggetto  dell'interrogazione  parlamentare,   ha
  fornito   gli  elementi  di  risposta  che  qui  di   seguito   si
  rappresentano.
   La  vigente  normativa,  con  specifico  riferimento  alla  legge
  regionale  1  agosto 1990, n. 17, non consente la costituzione  di
  Corpi o Servizi di Polizia diversi dalla Polizia Municipale.
   Tuttavia,  la  problematica relativa alla costituzione  di  Corpi
  consortili  è  stata  tenuta in debita considerazione  nell'ambito
  della  proposta di un nuovo disegno di legge regionale in  materia
  di  politiche  per  la  sicurezza locale e  di  ordinamento  della
  polizia amministrativa locale.
   Il  suddetto disegno di legge, di iniziativa governativa, è stato
  già  approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 10 febbraio
  2010  ed  attualmente  è  all'esame della  V  Commissione   Affari
  istituzionali  dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   In particolare, l'art. 9 del suddetto disegno di legge disciplina
  la  gestione associata dei servizi di polizia locale da parte  dei
  Comuni con territorio contiguo e delle Province Regionali.

   Tanto   si   rappresenta   in  ordine  ai   contenuti   dell'atto
  parlamentare ed in esito alla delega ricevuta.».

                              L'Assessore
                       dr.ssa Caterina Chinnici

   CURRENTI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   il  Comune  di Messina ha istituito una tassa, definita  ecopass,
  che  viene  caricata sui biglietti di coloro che, a  piedi  o  con
  mezzi di trasporto, usufruiscono delle navi traghetto in arrivo  e
  in  partenza  dagli  imbarcaderi della  Città  dello  Stretto  con
  destinazione   la  Calabria.  Motivazione  di  detto   ecopass   è
  l'inquinamento atmosferico ed il danno causato dai  mezzi  pesanti
  che attraversano la città e diretti agli imbarcaderi;

   appare abbastanza demagogica tale giustificazione, tenendo  conto
  che la Regione siciliana, con proprio finanziamento, ha realizzato
  l'imbarcadero  di  Tremestieri proprio per  evitare  che  i  mezzi
  pesanti possano circolare all'interno di Messina;

   da questo balzello sono esonerati gli abitanti di Messina e delle
  città calabresi di destinazione;

   considerato che:

   per  ovvi motivi di conformazione geografica, i siciliani che  si
  devono  recare  nel resto dell'Italia con propri mezzi,  costretti
  all'attraversamento dello Stretto proprio da Messina, unica via di
  transito  marittimo, sono quindi obbligati al pagamento di  questa
  tassa;

   tutte  le  compagnie marittime che collegano la  Sicilia  con  il
  resto  d'Italia  applicano tariffe agevolate per  i  residenti  in
  Sicilia,  nel  rispetto di quanto stabilito  dalla  'Dichiarazione
  sulle  regioni  insulari del Trattato CE'  ed  in  linea  con  gli
  orientamenti  espressi dal Parlamento europeo sulla  tutela  delle
  regioni insulari nella stessa Unione europea;

   l'applicazione di tale tassa, quindi, non solo viola  apertamente
  le   disposizioni  comunitarie  nel  momento  stesso  in  cui  non
  riconosce  il  diritto all'insularità dei siciliani, ma  determina
  una  evidente  disparità  di trattamento tra  stessi  conterranei,
  creando di fatto siciliani di 'serie A' e siciliani di 'serie B';

   visto che:

   oltre  alla  beffa,  vi  è  anche un danno  inquantificabile  per
  l'economia  regionale.  Infatti, al  già  pesante  handicap  delle
  distanze notevoli che penalizza i produttori siciliani per i costi
  abnormi  di  spedizione, si deve aggiungere  adesso  anche  questa
  ulteriore tegola decisa dal Comune di Messina che, tra l'altro,  è
  in netto contrasto con quanto stabilito dalla legislazione vigente
  in materia;

   d'altronde  è del tutto incomprensibile come mai i mezzi  pesanti
  debbano  pagare una tassa contro l'inquinamento del centro  urbano
  di  Messina quando gli stessi autotrasportatori imbarcano  i  loro

    mezzi  a  Tremestieri, che si trova fuori dal perimetro  urbano,
  accettando  di  buon grado il maggiore costo chilometrico  per  il
  raggiungimento  del nuovo porto, proprio per evitare  intralci  al
  traffico cittadino;

   tenuto conto che:

   è  inammissibile  che un ente locale come il  Comune  di  Messina
  possa   decidere  autonomamente  l'imposizione   di   una   tassa,
  assolutamente  iniqua e dannosa per un'intera  Regione,  senza  un
  confronto con le autorità regionali preposte;

   è  altresì grave l'atteggiamento tenuto dal Comune di Messina  di
  totale  chiusura  al dialogo con i rappresentanti sindacali  degli
  autotrasportatori  siciliani, partendo dall'egoistico  presupposto
  che chi vuole andare nel resto del Paese deve passare da Messina;

   per sapere:

   quali iniziative intendano adottare al fine di porre rimedio alla
  scellerata  decisione adottata dal Comune di Messina di  istituire
  un tassa sul traghettamento con l'esonero solo per gli abitanti di
  Messina,  creando,  di  fatto, un'assurda discriminazione  con  il
  resto dei siciliani;

   se  non reputino opportuno verificare e quantificare il danno che
  simile  scelta  arrecherà  all'economia  regionale,  imputando  al
  Comune  di  Messina,  nel caso di eventuale perseveranza  in  tale
  decisione, il pagamento di tutti i danni causati ai produttori  ed
  autotrasportatori siciliani;

   se  non  ritengano  imprescindibile attivarsi  a  sostegno  degli
  autotrasportatori siciliani nella causa civile che gli  stessi  si
  apprestano ad intentare contro il Comune di Messina.». (1253)

   Risposta. - «Con nota della Presidenza della Regione - Segreteria
  Generale,  prot. 1589 del 26 agosto 2010, è stato  inoltrato  agli
  Uffici  di diretta collaborazione dello scrivente l'atto ispettivo
  parlamentare  n.  1253, a firma dell'onorevole  Currenti,  rivolto
  all'Assessore  per le Infrastrutture e la mobilità  ed  avente  ad
  oggetto    Iniziative  riguardo  l'istituzione   dell'eco-pass   a
  Messina".
   Con  il medesimo scritto l'on. Presidente ha delegato l'Assessore
  per  le  Autonomie  locali e la Funzione  Pubblica  a  curarne  la
  trattazione,  mentre  l'Assessore  per  le  Infrastrutture  e   la
  mobilità,  destinatario dell'interrogazione, è  stato  invitato  a
  fornire  ogni elemento utile per la predisposizione del  testo  di
  risposta.
   In merito alla questione, la Segreteria generale della Presidenza
  della  Regione, con nota prot. 1603/IN/15 del 30 agosto  2010,  ha
  fatto pervenire copia della nota prot. 2478/Gab. del 5 agosto 2010
  con  la  quale il competente Assessorato ha rappresentato  che  la
  tematica  è  stata  affrontata in sede di Consulta  regionale  per
  l'autotrasporto nelle sedute del 24 marzo e del 22 giugno 2010.
   In  dette sedute sono state analizzate le criticità rappresentate
  dalle Associazioni di categoria e valutate le possibili soluzioni.
   In   particolare,  sono  stati  evidenziati   sia   i   vizi   di
  costituzionalità  dei  contenuti della  Determinazione  sindacale,
  adottata  dal  sindaco  di Messina, che  prevede  il  passaggio  a
  pagamento  dei  mezzi pesanti attraverso il centro  abitato  della
  città,   sia  le  perplessità  sull'effettiva  efficacia   di   un
  provvedimento  di  carattere finanziario, che  possa  considerarsi
  risolutivo  dei  problemi ambientali e di sicurezza  stradale  nel
  comune di Messina.
   Per  definire  ulteriormente la questione si è  anche  svolto  un
  incontro  con il Sindaco della città dello Stretto con il precipuo
  scopo   di   mediare  le  esigenze  della  categoria  con   quelle
  dell'Amministrazione;  da  detto incontro  sono  scaturite  alcune
  proposte   alternative,   condivise   dalle   Associazioni   degli
  autotrasportatori,  che potrebbero mitigare le lamentate  ricadute
  negative  del settore derivanti dall'istituzione dell'eco-pass  ed
  in particolare:

   1)   l'abrogazione  immediata  della  tassa,  relativamente  alla
  chiocciola di accesso all'approdo di Tremestieri, almeno fino alla
  sentenza  del  T.A.R.,  al  quale hanno  proposto  ricorso  talune
  Associazioni di trasportatori;
   2)  l'ampliamento  della fascia oraria di esenzione  dell'eco-pass
  dall'attuale  22.00/7.00 alle 20.00/7,00,  limitatamente  ai  mezzi
  pesanti che effettivamente attraversano la città per raggiungere il
  porto e viceversa.

   Tanto   si   rappresenta   in  ordine  ai   contenuti   dell'atto
  parlamentare ed in esito alla delega ricevuta.

                              L'Assessore
                       dr.ssa Caterina Chinnici
   Risposta  scritta  ad  interrogazione -  Rubrica   «Istruzione  e
  formazione professionale»

   BUZZANCA   -   ARDIZZONE.   -  «Al  Presidente   della   Regione,
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la  formazione
  professionale e l'emigrazione e all'Assessore per il bilancio e le
  finanze, premesso che:

   l'Assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la  formazione
  professionale  e l'emigrazione, entro il mese di ottobre  di  ogni
  anno,  provvede al finanziamento del piano regionale  dell'offerta
  formativa   disciplinato  dalle  seguenti  norme  e   disposizioni
  regionali, nazionali e comunitarie: legge regionale 6 marzo  1976,
  n. 24 e successive modifiche ed integrazioni;

   leggi regionali 21 settembre 1990, n. 36, 15 maggio 1991, n. 27 e
  1  settembre 1993, n. 25, articoli 2 e 7;

   legge 14 gennaio 1994, n. 20;

   legge 12 marzo 1999, n. 68;

   legge regionale 15 maggio 2000, n. 10;

   art. 39 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23;

   art.  24  della  legge  regionale 7  agosto  1997,  n.  30,  come
  modificato dall'art. 47 della legge regionale 5 novembre 2004,  n.
  15,  che  prevede che la valutazione dei progetti  formativi  deve
  essere   effettuata  da  apposito  comitato  composto  da  quattro
  componenti esterni e tre interni;

   art. 38 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17;

   articolo 17 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1;

   legge  regionale  che  approva il bilancio  di  previsione  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario di competenza;

   regolamento  CE n. 1083/2006 del Consiglio dell'11  luglio  2006,
  recante  disposizioni  generali  sul  fondo  europeo  di  sviluppo
  regionale (FESR), sul fondo sociale europeo (FSE) e sul  fondo  di
  coesione e successive modifiche;

   regolamento  CE  n.  1081/2006  del  Parlamento  europeo  e   del
  Consiglio  del  5 luglio 2006, relativo al fondo sociale  europeo,
  recante  abrogazione del regolamento CE n. 1784/1999 e  successive
  modifiche;

   regolamento  CE  n. 1828/2006 della Commissione  dell'8  dicembre
  2006,  che stabilisce modalità di applicazione del regolamento  CE
  1083/2006  del Consiglio, recante disposizioni generali sul  fondo
  europeo  di  sviluppo regionale (FESR), sul fondo sociale  europeo
  (FSE) e sul fondo di coesione e successive modifiche;

   quadro  comunitario di sostegno per le regioni  dell'obiettivo  1
  (2000-2006)  approvato  con  decisione della  Commissione  europea
  C(2000)2050 del 1  agosto 2000;

   POR   Sicilia   2000-2006  n.  1999.IT.16.PO,   approvato   dalla
  Commissione  europea con decisione n. C(2000) 2346  del  2  agosto
  2001 e successive modifiche;

   complemento di programmazione adottato dalla Giunta regionale con
  deliberazione n. 149 del 20-21 marzo 2001 e successive modifiche;

   quadro  strategico nazionale 2007-2013, approvato  con  decisione
  della Commissione europea del 13 luglio 2007;

   programma  operativo  regionale Sicilia FSE 2007-2013,  approvato
  dalla  Commissione  europea con decisione n.  C/2007/6722  del  18
  dicembre 2007;

   circolare   assessoriale  n.  6/04/FP  dell'11  giugno   2004   e
  successive modifiche ed integrazioni, la cui validità è  prorogata
  sino   all'emanazione  di  nuove  disposizioni,   pubblicata   nel
  supplemento  ordinario  della  Gazzetta  ufficiale  della  Regione
  siciliana n. 31 del 23 luglio 2004, concernente Direttive  per  la
  presentazione  delle istanze, lo svolgimento e la  rendicontazione
  dei progetti formativi e successive modifiche ed integrazioni;

   visto  che, con decreto assessoriale n. 10/GAB del 28 marzo 2008,
  l'Assessore  regionale  per il lavoro ha approvato  il  PROF  2008
  secondo   quanto  determinato  della  Commissione  regionale   per
  l'impiego nella seduta del 25 febbraio 2008 e del 19 marzo 2008  e
  cioè:

   A)  provvedere, relativamente ai parametri di costo orario per le
  voci  personale  e  gestione, ad applicare il  minor  importo  tra
  quelli contenuti nell'istanza di finanziamento e:

   1.  per  gli  enti con personale assunto ai sensi  del  combinato
  disposto dell'art. 2 della l.r. n. 25/95 e dell'art. 39 della l.r.
  n. 23/2002:

   a)  per  la  voce personale, quello applicato nell'anno  formativo
   2007 ed adeguato alle risultanze delle verifiche trimestrali;
   b) per la voce gestione euro 27.00/ora corso max;

   2.  per  gli  enti inseriti nel PROF a decorrere dall'anno  2007:
  d.a. n. 10/GAB del 28 marzo 2008:

   a) per la voce personale euro 88.31/ora corso max; b) per la voce
  gestione euro 27.00/ora corso max;

   3.  per  gli  enti  che  hanno avuto  incremento  del  monte  ore
  nell'ambito del PROF 2008:

   a) per la voce personale euro 88.31/ora corso max;
   b) per la voce gestione euro 27.00/ora corso max;

   4. per gli enti che hanno avuto riconosciuti ammissibili progetti
  nell'ambito FC FP: per la voce gestione 20,00/ora corso max;

   B)  provvedere, qualora non siano reperite le risorse necessarie,
  relativamente  alla  voce allievi, a innovare  le  finalità  e  le
  modalità    di   corresponsione   dell'indennità   di   frequenza,
  vincolandola  a  effettivi obiettivi di frequenza  e  di  concreto
  inserimento  nel mondo del lavoro e predisporre quanto  necessario
  per  l'erogazione  ai  partecipanti agli interventi  formativi  in
  oggetto  di un contributo sotto forma di borsa lavoro e/o sostegno
  al reddito per l'inserimento occupazionale e/o all'auto impiego;

   C) provvedere, relativamente al riconoscimento delle spese per la
  sostituzione  del personale in carico agli enti  con  rapporto  di
  lavoro  la  cui decorrenza è antecedente al 31 dicembre  2002,  ad
  applicare  il parametro di riferimento che non potrà essere  -  in
  ogni caso superiore ad euro 110,00/ora corso;

   D) provvedere, relativamente al riconoscimento delle spese per la
  sostituzione  di  personale in carico agli enti  con  rapporto  di
  lavoro  la  cui  decorrenza è successiva al 31 dicembre  2002,  ad
  applicare  il  parametro di riferimento che non potrà  essere  -in
  ogni caso superiore ad euro 90,00/ora corso;

   per sapere:

   se le disposizioni, di cui sopra, finalizzate:

   al contenimento della spesa per il personale;

   all'introduzione di una procedura di adeguamento  alla  media  di
  costo  vigente  nelle altre regioni rispetto ai parametri  massimi
  stabiliti dalla legge speciale di chiamata a progetto;

   a  garantire omogeneità di trattamento nei confronti  degli  enti
  gestori   e  dei  beneficiari  intermedi,  recependo  le   istanze
  provenienti dalle parti sociali per cui lo stesso servizio per  lo
  stesso numero di ore non può essere pagato ad un ente 30.000 o più
  euro rispetto ad altri;

   siano  state espressamente revocate e se la commissione regionale
  per  l'impiego sia stata convocata ed abbia espresso il necessario
  parere;

   se  le  disposizioni  relative all'invio delle  dichiarazioni  di
  spesa  mensili  ed  alla  revisione  trimestrale  dei  rendiconti,
  impartite  con  d.a.  n. 852 del 3 aprile 2007,  di  cui  è  stato
  onerato  il  servizio ufficio regionale del lavoro per la  Sicilia
  orientale   disposizioni   impartite   anche   alla   luce   delle
  interlocuzioni  con la magistratura contabile e  finalizzate  alla
  verifica puntuale della spesa secondo una periodizzazione  congrua
  ed  adeguata,  confermate con d.a. n. 10 del 28 marzo  2008  sopra
  richiamato  siano state 'espressamente' revocate e se  la  mancata
  predisposizione  di  strumenti  di  verifica  e  controllo   possa
  comportare danni per l'erario;

   a  quanto  ammontino  le  risorse utilizzabili  a  seguito  delle
  revisioni   contabili  effettuate  dal  Servizio  XIV  -   ufficio
  regionale  del lavoro per la Sicilia orientale - URL 2   ai  sensi
  dell'art. 9 della l.r. n. 21/2007;

   a quanto ammontino le risorse utilizzabili a seguito dei recuperi
  effettuati  dal  servizio  VI  del  Dipartimento  regionale  della
  formazione  professionale  ai sensi  dell'art.  9  della  l.r.  n.
  21/2007;

   a   quanto  ammontino  le  risorse  utilizzabili  a  seguito   di
  disimpegno per revoca, restituzione di economie di gestione  o  di
  stanziamento  di  progetti cofinanziati dal fondo sociale  europeo
  dal  Dipartimento  regionale della formazione professionale  e  se
  siano stati tempestivamente adottati i provvedimenti necessari per
  l'utilizzo  delle  risorse  liberate derivanti  dall'elevazione  a
  misura comunitaria dei cosiddetti progetti-sponda;

   relativamente  al  piano  regionale  dell'offerta  formativa  per
  l'anno 2009, quale sia la causa del ritardo nell'approvazione  del
  piano entro il mese di ottobre 2008, come previsto dalla normativa
  vigente  e  quali  provvedimenti  si  intendano  adottare  per  la
  garanzia   della  continuità  lavorativa  degli  operatori   della
  formazione  professionale, come statuito  dal  combinato  disposto
  dell'art.  2  della legge regionale n. 25/93 e dall'art  39  della
  legge regionale n. 23/2002;

   se  siano state apportate le necessarie variazioni ai criteri  di
  selezione  a  seguito  della modifica del  quadro  comunitario  di
  sostegno;

   se  i  componenti del nucleo previsto dall'art.  24  della  legge
  regionale 7 agosto 1997, n. 30, come modificato dall'art. 47 della
  legge  regionale  5  novembre 2004, n. 15, sopra  richiamato,  che
  prevede  che  la valutazione dei progetti formativi  debba  essere
  effettuata  da  apposito comitato composto da  quattro  componenti
  esterni e tre interni, siano stati individuati nelle due long list
  per  i  membri  interni e per gli esterni, così come  disciplinato
  dalla   vigente   normativa  a  garanzia  di   professionalità   e
  imparzialità,  anche  alla  luce del  fatto  che  le  modalità  di
  programmazione,  gestione e rendicontazione  del  piano  regionale
  dell'offerta   formativa,  a  seguito   dell'entrata   in   vigore
  dell'articolo  39  della legge regionale n. 23/2002,  sono  quelle
  stabilite   dai   regolamento  comunitari   per   gli   interventi
  cofinanziati dal fondo sociale europeo;

   se  si  possa  conoscere  il curriculum  vitae  di  ogni  singolo
  componente  del  nucleo  sopra detto, con  l'evidenziazione  delle
  specifiche competenze ed esperienze professionali;

   se si possa prendere visione del regolamento interno, dei criteri
  di  assegnazione, distribuzione dei carichi di lavoro,  numero  di
  elaborati  assegnati ad ogni singolo componente, tenuto conto  che
  gli  elaborati  sembra siano stati ufficialmente trasmessi  il  15
  gennaio c.a.;

   se i membri interni siano stati impegnati in sedute antimeridiane
  e risultino in ferie o in aspettativa dal proprio posto di lavoro;

   se  i  membri della commissione regionale per l'impiego,  la  cui
  durata è di 5 anni, nominati il 13 gennaio 2004 e prorogati per 45
  giorni,  possano essere convocati oltre il 28 febbraio 2009,  tale
  eventuale a causa dell'eccessiva dilazione dei tempi, costringa ad
  approvare  un  piano senza il necessario dialogo sociale  statuito
  per legge e ciò possa inficiare l'intero procedimento;

   per sapere, inoltre:

   poiché risulta che la commissione regionale per l'impiego è stata
  convocata  una  prima volta il 5 marzo con all'ordine  del  giorno
  l'approvazione del piano regionale dell'offerta formativa  2009  e
  che  nella seduta in parola si sono approvati criteri di selezione
  finalizzati alla salvaguardia dei livelli occupazionali stante  la
  comunicazione  del  presidente  del  nucleo  di  valutazione   che
  riconosce come utilmente inseriti in graduatoria tutti i  progetti
  presentati  a  valere sul PROF 2009 da parte  degli  enti  gestori
  affidatari  di  interventi nell'ambito del  PROF  2008,  ma  senza
  l'approvazione  di una vera e propria graduatoria con  punteggi  e
  parametri  di spesa, se il servizio programmazione del  competente
  dipartimento  abbia  predisposto  i  necessari  atti   istruttori,
  trattandosi  di  atti  endoprocedimentali  di  contenuto   tecnico
  gestionale; e se sia stato messo nella condizione di farlo con  la
  relativa  trasmissione degli atti stessi da parte  del  nucleo  di
  valutazione;

   poiché risulta che una successiva seduta di commissione regionale
  per  l'impiego è stata convocata per il giorno 9 marzo  2009,  con
  all'ordine  del  giorno comunicazioni, se la  presa  d'atto  e  il
  parere  favorevole,  che non equivalgono all'approvazione  di  una
  serie   di  allegati  da  cui  non  è  possibile  evidenziare   la
  provenienza:  l'ufficio  istruttore, né  chi  abbia  attestato  la
  congruità della valutazione, relativamente alla posizione in cui i
  singoli  interventi sono inseriti in graduatoria,  né  all'importo
  del  finanziamento  approvato, se ciò sia  avvenuto  nel  puntuale
  rispetto  della  normativa  vigente  (l.r.  n.  30/97  e   s.m.i).
  (Trasmissione  degli atti al dipartimento almeno  quindici  giorni
  per  la  quantificazione  delle risorse, la  parametrazione  degli
  interventi e la loro rispondenza al bando);

   per  sapere,  soprattutto, se sia stato valutato l'impatto  della
  più che eventuale messa in mobilità del personale dipendente dagli
  enti gestori del PROF 2008, collocati in graduatoria dopo gli enti
  gestori che per la prima volta, con gli allegati di cui allo stato
  non  si riesce a stabilire la qualificazione giuridica, a meno  di
  non  considerarlo  uno  stato d'animo, sarebbero  stati  presi  in
  considerazione  al  fine dell'ammissione a finanziamento:  in  ciò
  contraddicendo, palesemente, quanto espressamente stabilito  nella
  seduta della CRI del 5 marzo sopra richiamata. Novantacinque  enti
  nuovi ammessi a finanziamento per circa 180.000 ore extra

   tale  riguardo, nella considerazione che il PROF 2008,  approvato
  per  circa  complessive  1.900.000  ore,  aveva  come  beneficiari
  (allievi)  quasi 30.020 e, a fronte di una mancata attivazione  di
  quasi  60.000  ore di attività, ha quindi scontato  un  delta  tra
  offerta  e  domanda di quasi 1000 unità, e, poiché  il  desiderato
  PROF 2009 con un incremento di quasi 350.000 ore comporterebbe una
  domanda formativa di mercato di 2.400 nuovi utenti cui però devono
  essere    aggiunti   potenzialmente   2.100   allievi   rientranti
  nell'obbligo  d'istruzione  del primo  anno  e  di  6.425  allievi
  interessati   all'assolvimento  dell'obbligo  d'istruzione   della
  seconda  e  terza  annualità, a cui dovrebbero  aggiungersi  1.400
  allievi  che  hanno  appena completato i percorsi  finanziati  con
  voucher formativi di categoria A e potenzialmente ulteriori  1.500
  allievi dell'avviando percorso di categoria B 3.09, si deduce ictu
  oculi   che   i   numeri  sopra  riportati   non   tengono   conto
  dell'effettivo  stato  di completamento dei  percorsi  iniziati  e
  conclusi nell'ambito del PROF 2008 il cui tasso di abbandono è  di
  circa il 20/30 per cento per ogni intervento;

   il  dato del delta domanda-offerta, tenuto conto delle precedenti
  considerazioni, si commenta da solo;

   il  totale finanziato, anche tenuto conto dell'attestazione della
  competenza sui corsi finalizzati all'assolvimento dell'obbligo  di
  istruzione   all'Assessorato  Beni  culturali,  concorrerebbe   ad
  un'offerta  formativa con beneficiari 43.485 allievi a  fronte  di
  un'offerta  nell'anno  precedente  per  29.000  allievi,  con   la
  conseguenza di finanziare corsi fantasma per almeno 40.000.000  di
  euro e di autorizzare quindi per decreto un privato mercimonio con
  fondi  pubblici,  a meno che non si presupponga, come  evidenziato
  dalla Corte dei conti con riferimento proprio al sistema regionale
  siciliano  della formazione professionale, che allievi dotati  del
  dono dell'ubiquità nelle stesse ore, negli stessi giorni, anche di
  notte, partecipano/frequentano corsi diversi, con obbligo di firma
  e  frequenza  in  enti  diversi  (PROF,  Obbligo,  Woucher,  altre
  iniziative cofinanziate dal fondo sociale europeo) in sedi diverse
  e in comuni e in province diverse;

   per sapere, infine:

   se  si possa verificare se il precipitato logico delle risultanze
  del  sedicente  PROF  2009  comporti in taluni  comuni  un'offerta
  formativa  pari  al  doppio  se  non  al  triplo  degli  eventuali
  beneficiari;

   se  si  possa verificare ogni eventuale turbativa al procedimento
  previsto   dalla   lex  specialis  anche  al   fine   di   evitare
  consolidamenti  di  stati  di fatto, travestiti  da  provvedimenti
  amministrativi finalizzati alla spoliazione del pubblico erario.».
  (504)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 504,  a  firma
  degli  onorevoli  Buzzanca e Ardizzone, si rappresenta  che  molte
  delle  argomentazioni nella stessa indicate riguardano la  riforma
  del settore della formazione professionale attualmente in fase  di
  studio  avanzato e che al più presto verrà portata  all'attenzione
  della Giunta regionale.
   In  riferimento  ai piani regionali dell'offerta formativa  2008-
  2009  e  all'erogazione  delle  relative  somme  le  richieste  di
  chiarimento sono da ritenersi superate.».

                              L'Assessore
                        prof. Mario Centorrino