Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
La seduta è aperta alle ore 16.43
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vinciullo è in missione, per
ragioni del suo ufficio, il 13 ottobre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 863 - Notizie sull'unione dei comuni della via regia
dell'Alcantara (ME).
Firmatario: Corona Roberto
N. 1253 - Iniziative riguardo all'istituzione dell'ecopass a
Messina.
Firmatario: Currenti Carmelo
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
N. 504 - Gestione degli interventi di formazione professionale per
l'anno 2008. Programmazione degli interventi di formazione
professionale per l'anno 2009.
Firmatari: Buzzanca Giuseppe; Ardizzone Giovanni
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Interventi per la valorizzazione del quartiere di Santa Lucia, del
Foro siracusano e del Borgo di S. Antonio a Siracusa (n. 614)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano
in data 30 settembre 2010
Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità di organi
elettivi e di componenti nelle giunte degli enti locali (n. 615)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gennuso,
Marziano in data 30 settembre 2010
Ordinamento di Palermo capitale della Regione siciliana. Norme sul
decentramento di funzioni, sulla partecipazione e sul governo del
territorio (n. 616)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
data 1 ottobre 2010
Provvedimenti per la riconversione alfamediale delle scuole
siciliane e per l'introduzione della lettura e della scrittura
dell'alfabeto audiovisivo nel curriculum scolastico (n. 617)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi
in data 6 ottobre 2010
Norme per favorire l'educazione alla legalità e lo sviluppo della
coscienza civile democratica, la lotta contro la mafia, la
criminalità organizzata e diffusa e contro i poteri occulti (n.
618)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Gucciardi, Ferrara, Oddo in data 6 ottobre 2010
Norme in materia di sospensione degli amministratori di enti
locali (n. 620)
- di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'Assessore per le autonomie
locali e per la funzione pubblica (Chinnici) in data 12 ottobre
2010.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegno di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico il seguente disegno di legge presentato ed
inviato alla competente Commissione Servizi sociali e sanitari'
(VI):
Disposizioni concernenti le procedure di autorizzazione ed
accreditamento per la figura professionale del fisioterapista (n.
619)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 7 ottobre 2010.
- inviato in data 11 ottobre 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme di razionalizzazione e di contenimento della spesa regionale
per il personale, costituzione del bacino unico e disciplina del
diritto di assistenza di soggetti portatori di handicap disabile
grave' (n. 584)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 6 ottobre 2010
Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante disposizioni concernenti la sospensione e la revoca del
trattamento pensionistico per i soggetti sottoposti a misure
restrittive della libertà personale o condannati per reati di
terrorismo o di criminalità organizzata (n. 589)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 6 ottobre 2010
- parere Antimafia
Norme in materia di polizia mortuaria, di attività e servizi
necroscopici, funebri e cimiteriali (n. 610)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 6 ottobre 2010
Istituzione della provincia regionale di Gela (n. 611)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 6 ottobre 2010
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Interventi per la valorizzazione del quartiere di Santa Lucia, del
Foro siracusano e del Borgo di S. Antonio a Siracusa (n. 613)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 7 ottobre 2010
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme in materia di istruzione, orientamento, formazione
professionale ed occupazione (n. 576)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 30 settembre 2010
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Falcone e Pogliese, in data
28 settembre 2010, hanno chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 608 Norme per l'introduzione del quoziente familiare in
Sicilia'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 7887/CPPG del 7
ottobre 2010, l'onorevole Marziano ha comunicato il ritiro del
disegno di legge n. 614 del 30 settembre 2010 di identico contenuto
del disegno di legge n. 613 Interventi per la valorizzazione del
quartiere di Santa Lucia, del Foro siracusano e del borgo di S.
Antonio a Siracusa' del 28 settembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla competente Commissione Attività produttive' (III):
Proposta dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali
lapidei di pregio (n. 115/III)
- pervenuta in data 30 settembre 2010
- inviata in data 1 ottobre 2010.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che, con ordinanza del Tribunale di Palermo,
sezione prima civile, del 16 luglio 2010, è stata ritenuta
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale della legge della Regione siciliana n.
29/1951 e s.m.i. nella parte in cui non prevede l'incompatibilità
tra la carica di deputato dell'Assemblea regionale e quella
sopravvenuta di presidente o assessore della provincia regionale,
nonché della legge della Regione siciliana n. 8/09 nella parte in
cui fa decorrere il termine di dieci giorni per l'esercizio
dell'opzione del passaggio in giudicato della sentenza che accerta
l'incompatibilità, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte
costituzionale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la circolare dell'ex Assessorato Lavoro del 9 giugno 2000, sulla
scorta dell'articolo 9 della legge regionale n. 55/80, modificata
dall'articolo 11 della legge regionale n. 38/84, individua le
associazioni e i patronati che svolgono attività in favore degli
emigrati e degli immigrati, stabilisce i criteri di ripartizione
dei contributi in funzione della consistenza e della qualità dei
servizi e delle attività svolte secondo criteri oggettivi
(l'attività svolta nell'anno precedente, il numero delle sedi
attraverso le quali i patronati e le associazioni operano nel
territorio della Sicilia, in Italia e all'estero, la capacità
organizzativa volta a portare, ove occorra, l'assistenza e l'aiuto
della madrepatria ai siciliani che hanno dovuto affrontare
difficoltà di inserimento in un contesto sociale molto diverso dal
proprio);
dall'insieme di questi criteri sono state individuate delle fasce
di attribuzione identificative della minore o maggiore operatività
dei predetti enti nonché della realizzazione di contatti efficaci
con la fascia sociale, certamente non privilegiata, dei migranti, e
disposti i contributi corrispondenti;
in sede di approvazione della legge di bilancio regionale è stato
concesso - surrettiziamente - un contributo di 40.000,00 euro
inserito nella tabella allegata 1 ma gravante sui capitoli di
bilancio che finanziano l'articolo 9 della legge 55/80, in chiara
violazione dei criteri di cui sopra, realizzando di fatto una
iniquità nei confronti di tutte le altre associazioni;
ritenuto che tutto ciò rappresenta un esempio di odioso privilegio
attraverso un provvedimento singolare, concesso in dispregio dei
principi di equità, trasparenza e buon andamento della pubblica
amministrazione;
per sapere se intendano ripristinare le condizioni di parità di
accesso e di giustizia per tutti quegli enti che usufruiscono dei
fondi della legge 55/80, predisponendo anche un adeguato
stanziamento di bilancio per potere rilanciare tutte le attività in
favore degli emigrati e degli immigrati». (1402)
FARAONE
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
considerato che con la legge regionale n. 11 del 2010, sono stati
prelevati dal comune 3.256 ex pip (piani d'inserimento
professionale), da dieci anni utilizzati in servizi di pulizia,
sorveglianza e supporto amministrativo nelle scuole, nelle spiagge,
nei sottopassi e in vari enti pubblici, facendoli transitare alla
Regione in attesa di un'effettiva collocazione;
visto che stanno per scadere i mesi di sussidio di 620 euro più
gli assegni familiari loro assegnati;
preso nota dell'avviso pubblico emanato ad agosto u.s. dal
dipartimento regionale alle politiche sociali per l'avvio di
progetti triennali e l'utilizzo di 24 milioni di euro per
quest'anno e di 36 milioni per il prossimo e altrettanti per il
2012, stanziati dalla Regione;
appreso che sarebbe stata costituita a Palermo una nuova onlus, la
'Social Trinacria', con sede provvisoria presso il dipartimento
regionale delle politiche sociali, di cui dovrebbero fare parte gli
stessi precari di 'Emergenza Palermo' e che siglerà i contratti con
gli enti che hanno richiesto la loro opera, tra cui gli ospedali e
l'ufficio scolastico provinciale, per circa 2.660 persone;
ritenuto che questa società sarà in convenzione con la società di
gestione, individuata dal Presidente della Regione, in 'Sviluppo
Italia Sicilia';
rilevato che due dei consiglieri della onlus in questione
sarebbero stretti collaboratori del segretario generale della
Regione;
visto che la onlus in questione, oltre che dell'avviamento al
lavoro del bacino di 'Emergenza Palermo' secondo l'apposito elenco
ad esaurimento, si occuperà anche di educazione, formazione,
promozione sociale, culturale e sportiva;
osservato che, in questo quadro, sarebbe in corso l'adesione
all'onlus da parte degli ex pip attraverso il coordinamento di
Mimmo Russo, consigliere comunale dell'MPA, tradizionale leader di
questo bacino di precari;
per sapere se le notizie sopra riportate corrispondano al vero e
per quale ragione si ritenga di dover inserire un ulteriore
soggetto per la gestione di tale personale, consegnando il bacino
degli ex Pip al rischio di un nuovo 'caporalato'». (1406)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che il corpo nazionale dei
vigili del fuoco è, senza ombra di dubbio, la realtà più vicina ed
importante per l'intera comunità nazionale, sempre impegnato in
prima fila per la salvezza di vite umane e la tutela e salvaguardia
del bene comune, ed ha sempre dimostrato un altissimo senso di
responsabilità, sia quando è intervenuto in occasione di disastri
dovuti a calamità naturali, sia quando il suo intervento ha salvato
dal pericolo il singolo individuo, spesso mettendo a rischio
l'incolumità dei suoi uomini;
tenuto conto che:
in una moltitudine di occasioni, una per tutte l'alluvione di
Giampilieri, Scaletta, Ponte Schiavo, Molino, Pezzolo e tanti altri
centri del versante jonico del Messinese, i vigili del fuoco hanno
dimostrato impegno ed abnegazione nell'espletare il loro duro e
rischioso lavoro e generosità ed eroismo nel salvare tante vite
umane;
in occasione, appunto, dell'alluvione del Messinese il personale è
intervenuto ininterrottamente dall'1 ottobre 2009 al 31 marzo 2010;
visto che ad oggi, il corpo nazionale dei vigili del fuoco,
relativamente all'alluvione del Messinese, non ha ricevuto il
rimborso delle spese sostenute nelle fasi di prima emergenza, ivi
comprese, tra le altre, quelle relative alle prestazioni di lavoro
straordinario effettuato dal suo personale;
considerato che con nota dello scorso 10 agosto il capo del
dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha
evidenziato che in data 20 novembre 2009 ad effettuare il
trasferimento della somma di 20 milioni di euro e in data 7 luglio
2010 il trasferimento di un ulteriore somma di 10 milioni di euro
finalizzata ai sensi degli artt. 1, comma 7, dell'OPCM del 10
ottobre 2009, n. 3815 e 9, comma 2, dell'OPCM del 15 aprile 2010,
n. 3865 al fine di rimborsare le spese sostenute per l'intervento
nell'alluvione del messinese al corpo nazionale dei vigili del
fuoco;
per sapere:
a cosa sia dovuta la mancata erogazione dei rimborsi della
Protezione civile al corpo nazionale dei vigili del fuoco;
se questi fondi siano stati utilizzati per scopi diversi». (1407)
POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
la Sicilia, per le sue bellezze e il suo paesaggio è un'Isola ad
alta vocazione turistica, visitata ogni anno da numerosissimi
viaggiatori;
i comuni siciliani, ognuno con la loro storia, con la loro
vocazione e la loro identità contribuiscono a realizzare l'unicità
della nostra Isola;
considerato che:
per molti anni i comuni siciliani hanno denunciato l'assenza di un
piano regionale per l'organizzazione e la programmazione del
turismo in Sicilia;
dalla nota del servizio 2 prot. 531 del 26 novembre 2009 si
apprendeva la necessità della redazione di un piano settoriale per
l'attivazione delle linee di intervento del PO FESR;
preso atto che:
già con la l.r. 15 settembre 2005, n. 10, recante 'Norme per lo
sviluppo della Sicilia e norme finanziarie urgenti', il Governo
regionale individuava nel metodo della programmazione lo strumento
cardine dell'azione politica in tema di turismo;
con decreto assessoriale n. 38/Gab del 28 agosto 2010, l'Assessore
regionale per il turismo, attraverso l'approvazione del 'Piano
Settoriale', individuava i comuni dell'Isola a vocazione turistica;
visto che:
il piano de quo scaturisce dalle direttive contenute nel documento
'Requisiti di Ammissibilità e Criteri di Selezione', adottato con
deliberazione di Giunta n. 266 del 29 ottobre 2008 e s.m.i., ad
oggi non ancora reso noto all'Assemblea regionale, come è prassi
ormai consolidata negli ultimi tempi con gli atti della Giunta
regionale;
il piano settoriale, pur riconoscendo la vocazione turistica di
alcuni comuni siciliani dalla storia millenaria e dalle moltitudini
ricchezze, omette invece di comprendere comuni altrettanto
meritevoli e degni, sia per affluenza di visitatori che per il
proprio patrimonio, dell'appellativo di 'Comuni a vocazione
Turistica';
tra i comuni individuati non risulta Portopalo, all'estrema punta
a Sud della Sicilia, da anni noto per la sua storia e le sue
innumerevoli bellezze;
per sapere:
quale studio o altra valutazione abbia portato all'approvazione
del documento 'Requisiti di Ammissibilità e Criteri di Selezione',
prima, e all'approvazione del piano settoriale, dopo;
se non ritengono necessario ed importante riaprire i termini per
l'iscrizione nel piano settoriale di tutte quelle realtà ad
altissima vocazione turistica, come Portopalo;
se non ritengano necessario dare la giusta pubblicità a tale
atto». (1409)
VINCIULLO-FALCONE-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la Sicilia è ad oggi la Regione d'Italia che maggiormente ha
subito gli effetti della crisi economica che sta attanagliando le
famiglie italiane;
nel 2009, secondo quanto emerge dall'ultima 'Relazione generale
sulla situazione economica del Paese', pubblicata dal Ministero
dell'economia e delle finanze, l'Inps ha erogato, solamente in
Sicilia, 131.240 pensioni e assegni sociali, per un totale di
586,59 milioni di euro;
constatato che:
il rapporto tra le pensioni erogate rispetto alla popolazione di
ultrasessantacinquenni è maggiore in Sicilia rispetto alle altre
regioni d'Italia ma non raggiunge quei risultati disastrosi di
altre regioni del Meridione;
dalla relazione in parola la Sicilia risulta in coda alla
classifica degli investimenti per abitante, con una spesa, nel
2009, di appena 137 euro pro capite a dispetto dei 1.054 euro pro
capite della Valle D'Aosta;
nello stesso anno, la spesa in termini pro capite erogata dagli
enti locali nel Mezzogiorno, pari a 281 milioni, è risultata
inferiore alla media nazionale, a quota 298 milioni;
visto che:
il Ministero dell'economia, nella 'Relazione generale sulla
situazione economica del Paese', evidenzia come, al 31 dicembre
2009, dei 2,6 miliardi di euro di investimenti approvati tra il
2000 e il 2006, attraverso la stipula di 15 contratti di programma,
solamente lo 0,7% dell'intera somma, appena 16,6 milioni di euro,
risulta effettivamente erogata in Sicilia;
a fine 2008 gli investimenti effettuati nell'Isola sono stati 14,6
milioni di euro, mentre nel 2009 sono stati appena 2 milioni, a
dispetto di altre regioni che in valori assoluti hanno percepito
somme fino a 13 milioni;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario modificare il sistema di
fiscalità vigente attraverso norme agevolate in favore delle
famiglie siciliane che si trovano a vivere un momento di crisi
aspro e prolungato;
se non ritengano utile avviare una politica economica a favore
delle imprese e di tutte le attività commerciali che giornalmente
devono confrontarsi con il calo delle vendite legato alla crisi
economica delle famiglie, costrette oramai a contenere anche
l'acquisto di beni di prima necessità». (1410)
VINCIULLO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la crisi globale che ha investito l'Italia negli ultimi anni ha
avuto serie ripercussioni sul mondo del lavoro, determinando la
chiusura di molte imprese e attività e facendo innalzare
significativamente il tasso di disoccupazione sul territorio
nazionale;
la Sicilia è la regione d'Italia che ha risentito maggiormente
degli effetti della crisi globale;
constatato che:
la disoccupazione in Sicilia è oggi pari al 18 per cento, un dato
preoccupate e ancor più allarmante se si fa riferimento al mondo
giovanile che fa registrare un tasso di disoccupazione pari al 44
per cento, di poco inferiore a quello femminile al 50 per cento;
a cause sistematiche di disoccupazione si sono affiancate cause
emergenti, come quella degli ultracinquantenni che perdono
improvvisamente il lavoro e non sanno dove e come trovarne un
altro;
visto che:
la crisi crescente ha investito anche i settori più forti e
consolidati, come quello dell'industria, costretta a licenziamenti
significativi, o del pubblico impiego come la scuola, dove
solamente nello scorso biennio sono stati tagliati oltre 7000 posti
di lavoro;
a poco è servita la legge, seppur buona, sul credito di imposta
per investimenti e occupazione, varata per contrastare la
disoccupazione e la crisi economica che investe l'Isola;
per sapere:
se non ritengano utile convocare i sindacati e i rappresentanti
degli imprenditori per approfondire le problematiche che affliggono
le imprese siciliane e comprendere le loro esigenze e priorità al
fine di individuare nuove utili strategie per il rilancio del
settore;
se non ritengano urgente e necessario predisporre un piano
strategico per il lavoro e lo sviluppo e attuare una serie di
interventi strutturali per potenziare strade e ferrovie e attrarre
capitali e investimenti in grado di rilanciare l'economia e la
produzione e creare occupazione in Sicilia». (1411)
VINCIULLO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il consorzio ASI di Siracusa ha predisposto due progetti volti ad
ottimizzare le risorse idriche nell'area industriale di Augusta,
Priolo e Melilli;
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3299
del 3.07.2003 si dispone testualmente all'art. 1, comma 1, lettera
'g', per motivi di somma urgenza, la realizzazione dei due progetti
del consorzio ASI di Siracusa: il primo di 'Ottimizzazione delle
risorse idriche. Scorporo, trattamento e riciclo delle acque dolci.
II lotto' e un secondo di 'Manutenzione straordinaria degli schemi
idrici al servizio dell'area industriale. Quota 100 -
chiarificatore. I lotto.';
considerato che:
il commissario straordinario per l'emergenza idrica della Regione
siciliana, con i decreti n. 522 e 523 del 17.04.2003, ha
predisposto il finanziamento dei progetti de quibus per la somma
rispettivamente di 29.527,722,00 e 6.514,587,00 euro, pari al 70
per cento dell'importo totale dei due progetti;
il rimanente 30% dell'importo necessario per la realizzazione
dell'opera è a carico del consorzio ASI di Siracusa;
sempre il commissario straordinario per l'emergenza idrica della
Regione siciliana ha proceduto, con bando europeo, alle gare di
appalto dei due progetti precedentemente finanziati;
accertato che, con decreti n. 909 del 12 luglio 2005 e del 16
maggio 2006, il commissario straordinario per l'emergenza idrica
della Regione siciliana ha approvato l' aggiudicazione provvisoria
del progetto di 'Ottimizzazione delle risorse idriche' e del
progetto 'Manutenzione straordinaria Quota 100';
visto che:
ad oggi, il consorzio ASI di Siracusa non ha proceduto a stipulare
il mutuo con la Cassa depositi e prestiti per un importo pari al 30
per cento del costo totale delle opere, così come stabilito dal
contratto, impedendo l'appalto dell'opera stessa in quanto priva di
una copertura finanziaria del 100 per cento;
i progetti de quibus, per le loro finalità, furono dichiarati,
prima dal Presidente del Consiglio dei Ministri e poi dalla stessa
Regione siciliana, di somma urgenza;
il ritardo nella realizzazione delle opere progettate costringe
ancora oggi le industrie site nel territorio di Augusta, Priolo e
Melilli ad emungere dalla falda, oramai dopo 40 anni ridotta ai
minimi termini, e a versare il refluo civile di Siracusa, Floridia
e Solarino, dopo il trattamento, nel porto grande di Ortigia,
inquinando un'area di interesse nazionale;
con la realizzazione dei progetti di 'Ottimizzazione delle risorse
idriche. Scorporo, trattamento e riciclo delle acque dolci. II
lotto' e di 'Manutenzione straordinaria degli schemi idrici al
servizio dell'area industriale. Quota 100 - chiarificatore. I
lotto' si garantirebbe la risorsa idrica alle industrie e si
trasformerebbe il refluo civile, oggi versato nel porto grande di
Ortigia, in risorsa;
per sapere:
se non ritengano necessario provvedere alla convocazione dei
vertici del consorzio ASI di Siracusa al fine di conoscere i motivi
che fino ad oggi hanno impedito la stipula del mutuo con la Cassa
depositi e prestiti, per un importo pari al 30 per cento del costo
totale delle opere, così come stabilito dal contratto, al fine di
rendere possibile l'appalto dell'opera stessa;
se non ritengano urgente intervenire per eliminare completamente
lo sversamento nel porto grande di Siracusa delle acque trattate
dal depuratore di Siracusa, nonché annullare l'emungimento da falda
delle acque civili e industriali nell'area di Augusta, Priolo e
Melilli e fornire finalmente all'industria e agli insediamenti
civili una fonte di approvvigionamento sicura, con acque
controllate e di ottima qualità». (1412)
VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE-CAPUTO-BUZZANCA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
il sistema pensionistico di invalidità è stato, in Italia, troppo
spesso oggetto di truffe e raggiri da parte di falsi invalidi
interessati ad incrementare le loro entrate mensili a danno dello
Stato;
dalla 'Relazione generale sulla situazione economica del Paese'
redatta dal Ministero dell'economia si registra, nel 2009, un
aumento della spesa relativa alle pensioni di invalidità del 18,7
per cento rispetto al 2008;
constatato che:
dallo studio del Ministero dell'economia, il Sud risulterebbe, ad
oggi, l'area del territorio nazionale su cui insistono il maggior
numero di invalidi beneficiari di pensione;
sempre dalla relazione de qua si evidenzia che, sui 2,6 milioni di
trattamento complessivi, quasi la metà viene erogata al Sud e alle
Isole, con un rapporto di 5,5 pensionati di invalidità ogni 100
abitanti;
visto che:
nonostante l'INPS abbia intensificato i controlli avviando una
serrata caccia ai falsi invalidi, i dati relativi alle pensioni di
invalidità continuano a far registrare una crescita al Sud;
già da tempo, il Governo nazionale sta valutando l'introduzione di
una normativa più restrittiva atta a innalzare i requisiti per il
riconoscimento della pensione di invalidità e a ridurre la
possibilità di frode da parte dei richiedenti;
considerato che nonostante la Sicilia con dati molto vicini a
quelli della Liguria stia subendo un linciaggio mediatico che si
trasforma in un ingiustificato e non accettabile trattamento
persecutorio nei confronti dei suoi abitanti;
per sapere se non ritengano urgente e necessario intervenire per
contenere questo massiccia campagna mediatica che, oltre ad
infangare l'immagine dell'Isola e del popolo siciliano onesto,
arreca danni ai disabili e alle loro famiglie, che troppo spesso si
vedono negato il riconoscimento del diritto alla legittimo alla
pensione a causa di valutazioni troppo rigide dettate dall'esigenza
di contenere il numero di pensioni sul territorio». (1413)
VINCIULLO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:
la Direzione marittima di Catania è in ritardo con il pagamento
dei benefici di cui all'articolo 1 della legge n. 33 del 1998 nel
settore pesca;
tali ritardi non appaiono giustificati, atteso che la Direzione di
Palermo ha già provveduto al pagamento di tutte le istanze entro il
30 agosto 2010;
la causa dei ritardi sarebbe legata ad una questione di natura
burocratica che impedisce alla Direzione di Catania l'utilizzo del
mandato collettivo in quanto la cassa regionale di Catania pretende
mandati individuali;
considerato che:
tale situazione comporta un'inutile lungaggine e perdita di tempo
se si considera il numero dei mandati (circa 3.750);
per l'espletamento della procedura di pagamento la cassa regionale
di Catania ha messo a disposizione una sola unità lavorativa;
ritenuto che tali impedimenti di carattere burocratico devono
essere risolti in quanto appaiono assolutamente ingiustificati ed
evidenziano una disparità di trattamento rispetto alle procedure
adottate in altre zone della stessa Regione siciliana, come quelle
adottate dalla Direzione di Palermo;
per sapere:
quali provvedimenti intendano o abbiano adottato per eliminare i
ritardi nella procedura di pagamento dei benefici di cui alla legge
regionale n. 33 del 1998 da parte della Direzione marittima di
Catania;
i motivi che abbiano impedito alla stessa Direzione di erogare
predetti benefici in tempi ragionevoli». (1415)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la conferenza di servizi che si è svolta a Carini (PA) il 30
settembre 2010 su iniziativa del sindaco ha evidenziato che la
questione legata ai rifiuti sta assumendo notevoli dimensioni, tali
da costituire un pericolo per l'incolumità, la salute, l'ordine e
la sicurezza pubblica;
la mancanza di termovalorizzatori e le difficoltà finanziarie dei
comuni stanno determinando il nascere di una vera e propria
'emergenza rifiuti';
la situazione sembra, altresì, aggravata anche dalle difficoltà
finanziarie delle società d'ambito del ciclo integrato dei rifiuti
che, a breve, non saranno in grado di assicurare il pagamento delle
retribuzioni;
considerato che:
il tema dei rifiuti può avere risvolti sociali preoccupanti ed
allarmanti, non solo di pericolo igienico-sanitario, ma anche di
ordine sociale, perché sono a rischio sia gli stipendi sia i
livelli occupazionali;
ritenuto necessario l'intervento del Governo al fine di addivenire
ad una definitiva soluzione del problema onde evitare gravissime
conseguenze lesive sia per la salute dei cittadini sia in danno dei
lavoratori, i quali, a causa delle difficoltà economiche delle
società d'ambito, rischiano di non vedersi corrispondere gli
stipendi o addirittura la perdita del posto di lavoro;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per evitare l'insorgere di
pericoli igienico-sanitari e per l'ordine e la sicurezza;
i tempi ed i modi attraverso cui intendano adottare gli opportuni
provvedimenti per la realizzazione degli impianti necessari in
materia di rifiuti in generale». (1417)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che con la legge regionale n. 5 del 2009 si è dato vita in
Sicilia al riordino del servizio sanitario;
preso atto che a Siracusa, come in tutte le altre province
dell'Isola, in applicazione alla citata legge si è deciso di dare
vita alla nuova pianta organica;
accertato che il direttore generale dell'ASP avrebbe formulato la
proposta di declassare l'unità operativa complessa di dermatologia
in unità operativa semplice, nonostante l'U.O.C. serva anche gli
abitanti della provincia di Ragusa e nonostante tutte le rimanenti
ASP abbiano avuto confermate le unità operative complesse di
dermatologia, comprese quelle di Caltanissetta e di Enna, che
contano una popolazione di molto inferiore a quella della provincia
di Siracusa;
considerato che l'unità operativa complessa di dermatologia di
Siracusa svolge visite ambulatoriali, day hospital medici ma anche
chirurgici, day service, terapia fisica (diatermocoagulazione,
crioterapia, fototerapia), producendo i seguenti risultati: il
numero delle visite ambulatoriali che vengono erogate in un mese
sono 900, di cui il 25 per cento comprende il trattamento delle
elisioni cutanee con diatermocoagulazione e crioterapia;
il ricovero in day service, che viene erogato con richiesta del
medico curante, quindi con pagamento del ticket o esenzione,
consiste in asportazioni chirurgiche di nevi, cisti sebacee,
dermatofibroma, neoformazioni cutanee benigne. In day hospital
vengono effettuati ricoveri medici e chirurgici per l'asportazione
di neoplasie cutanee maligne: cisti, sebacea: 88; melanomi: 19;
nevi atipici: 143; carcinomi cutanei: 108; dermatofibromi: 27;
cheratoacantomi: 14; angiomi: 7; noduli di linfoma B: 3; sarcomi di
Kaposi: 3; lentigo e cheratosi: 15. Tali prestazioni danno un
numero totale di 420 asportazioni, comprese tra il 2009 e il 2010;
i ricoveri in day hospital sono stati 586 con 1.758 accessi. La
fototerapia comporta circa 300 prestazioni al mese. Tutte le
prestazioni elencate sono state effettuate sia su pazienti
residenti a Siracusa e provincia, ma anche per utenti provenienti
da province limitrofe, visto che quella dell'ospedale Rizza di
Siracusa è l'unica U.O.C. di dermatologia presente sul territorio
di Siracusa e Ragusa;
visto che appare ingiustificata la decisione di declassare il
reparto di dermatologia in considerazione degli importanti
risultati ottenuti e delle decisioni prese nelle altre ASP che
confermano la dermatologia come U.O.C.;
per sapere:
per quale arcano motivo si sia deciso di dare vita a tale odiosa
disparità di trattamento tra la provincia di Siracusa e il resto
della Sicilia, aggiungendo un torto a tutti quelli già subiti dai
cittadini siracusani;
se non intendano, con l'urgenza del caso, intervenire presso il
direttore generale dell'ASP di Siracusa al fine di spingere lo
stesso a rivedere la sua decisione. Tutto ciò al fine di evitare un
ulteriore e inutile contenzioso tra i cittadini della provincia di
Siracusa e l'Assessorato Salute, che sempre più assume
atteggiamenti vessatori nei confronti della provincia di Siracusa».
(1418)
VINCIULLO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica e
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25
gennaio 2009, pubblicato nella GURI n. 86 dell'11 aprile 2008, ha
fissato le linee guida per la riorganizzazione del sistema di
istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli
istituti tecnici superiori;
l'allegato A) del suddetto DPCM ha stabilito che gli istituti
tecnici superiori (ITS), al fine di rendere attuabili gli obiettivi
formativi, assumono la configurazione di fondazioni di
partecipazione con proprio statuto, in base allo schema contenuto
nell'allegato B) del medesimo DPCM;
tra i vari soggetti fondatori degli ITS, individuati sempre dal
DPCM, è previsto un ente locale;
considerato che:
la provincia regionale di Palermo, con delibera della precedente
Giunta provinciale n. 424 del 27 dicembre 2007, ha aderito alla
costituzione del polo formativo IFTS Turismo - BBCC, con istituto
capofila l'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino di Palermo;
l'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, con nota prot. n. 946 del 17 marzo 2010, ha inviato
una missiva agli istituti capofila della Sicilia, compreso
l'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino di Palermo, per chiedere se avessero
proceduto alla costituzione delle fondazioni ai sensi del succitato
DPCM, e se avessero ottenuto il riconoscimento del Ministero
dell'interno;
l'istituto capofila I.P.S.S.A.R. P. Borsellino di Palermo, in
possesso di tutti i requisiti previsti nel decreto del Ministero,
come si evince dalla nota dell'Assessorato Istruzione e formazione
professionale prot. n. 946 del 17 marzo 2010, ha manifestato alla
provincia regionale di Palermo l'interesse alla costituzione della
fondazione per la gestione dei percorsi formativi previsti;
rilevato che:
la provincia regionale di Palermo, nonostante l'impegno assunto
nel 2007, ad oggi, non ha partecipato, quale soggetto fondatore,
alla costituzione della fondazione, determinando in tal modo il
blocco di un importante processo formativo e di lavoro che vedeva
coinvolte anche le PMI;
i tempi fissati dal Ministero per la costituzione della fondazione
sono stati ormai disattesi, con la conseguente perdita dei relativi
finanziamenti e di tutte le opportunità di lavoro, di formazione
altamente qualificata e di occasioni di sviluppo per la Sicilia;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito alla provincia regionale di
Palermo, nonostante l'impegno assunto con delibera della precedente
Giunta provinciale n. 424 del 27 dicembre 2007 e le numerose
sollecitazioni ricevute, da parte dell'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino,
di dare corso alla costituzione del polo formativo IFTS Turismo -
BBCC, con istituto capofila l'I.P.S.S.A.R. P. Borsellino mediante
la costituzione della fondazione, e se ciò non costituisca un grave
danno al sistema formativo della Regione;
se non ritengano opportuno verificare le condizioni di un
possibile intervento atto a recuperare il processo formativo così
come originariamente pensato». (1421)
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute,
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
gli operatori socio-assistenziali costituiscono personale
altamente qualificato e specializzato, la cui attività di
formazione è stata avviata mediante la frequentazione di corsi
finanziati dalla Regione;
il personale, una vola formato, è assolutamente in grado di
sviluppare un'integrazione tra il servizio privato e quello
pubblico ed è, altresì, in grado di gestire servizi sanitari e
sociali presso ospedali e altre strutture sanitarie pubbliche;
considerato che i corsisti, nonostante la frequentazione di corsi
di formazione finanziati dalla Regione siciliana, ad oggi non
vengono riconosciuti dalle strutture ospedaliere pubbliche;
ritenuto che il mancato riconoscimento pregiudica la funzionalità
e l'efficienza dei servizi sanitari;
per sapere quali atti o provvedimenti abbiano adottato o intendano
adottare al fine di consentire il riconoscimento dei corsisti OSA
da parte delle strutture ospedaliere pubbliche». (1423)
CAPUTO
«Alla Presidente della Regione e all'Assessore per autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
lo scorso 30 settembre il sindaco di Trabia (PA), Francesco Bondì,
è stato vittima di un gravissimo gesto di intimidazione;
il gesto è riconducibile all'impegno della sua azione politica
improntata al rispetto della legalità e nella lotta alla
criminalità. Dall'inizio del mandato, il comune di Trabia
garantisce ai cittadini un'efficiente erogazione dei servizi
pubblici. L'erogazione dell'acqua, infatti, è garantita 24 ore su
24 e la raccolta dei rifiuti avviene con meticolosa efficienza. La
commissione edilizia è impegnata nell'istruttoria di diverse
pratiche ferme da anni e l'amministrazione sta lavorando ad un
nuovo organigramma;
considerato che quanto è accaduto è grave non solo perché diretto
alla persona, ma anche perché diretto al capo di un'amministrazione
comunale;
ritenuto che:
episodi di uguale natura hanno colpito anche altri sindaci ed
amministratori di altri comuni del territorio della provincia di
Palermo, quali Altofonte e Borgetto;
pertanto, è necessario l'intervento della Regione al fine di
tutelare gli amministratori che per la loro azione politica ed
amministrativa si trovano ad essere vittime di atti di
intimidazione;
per sapere quali atti e/o provvedimenti il abbiano o intendano
adottare al fine di tutelare gli amministratori vittime di atti di
intimidazione». (1424)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'Assessorato regionale Salute, con circolare n. 1273 del 26
luglio 2010, ha disciplinato l'assetto organizzativo e funzionale
dei servizi di prevenzione e protezione delle strutture sanitarie
della Regione siciliana;
il modello organizzativo è stato istituito per assicurare il
servizio di prevenzione e protezione nelle strutture sanitarie
siciliane per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
nelle aziende del servizio sanitario regionale;
i dottori agronomi e i dottori forestali non sono stati
individuati tra le professionalità indicate dalla circolare quali
addetti al servizio di prevenzione e protezione;
considerato che tale esclusione appare grave in quanto le figure
professionali dei dottori agronomi e dei dottori forestali sono
altamente qualificate non solo per le problematiche di natura
scientifica, tecnico-amministrativa ed economica del comparto agro-
forestale, ma anche per la tutela e l'uso compatibile dell'ambiente
naturale e antropizzato;
ritenuto, pertanto, ingiustificato il mancato inserimento dei
dottori agronomi e dei dottori forestali tra le figure
professionali per gli addetti al servizio di prevenzione e
protezione;
per sapere quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per
procedere all'immediata modifica della circolare 1273/2010 emanata
dall'Assessorato Salute con l'inserimento, tra le figure
professionali di addetto al servizio di prevenzione e protezione,
dei dottori agronomi e dei dottori forestali». (1426)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la miniera di Pasquasia, in provincia di Enna, è stata la più
importante miniera per l'estrazione di sali alcalini misti ed in
particolare di kainite per la produzione di solfato di potassio;
la miniera, chiusa dal 1992, ha rappresentato per la Sicilia
un'importante fonte di sviluppo economico ed occupazionale non solo
per la provincia di Enna, ove è situata, ma per l'intero territorio
regionale;
considerato che:
il sito di Pasquasia presenta ancora le caratteristiche per
consentire la ripresa di attività estrattiva;
la riattivazione della miniera rappresenterebbe un'importante
strumento per lo sviluppo economico ed occupazionale, atteso che i
sali potassici ed il magnesio hanno un alto valore commerciale in
campo mondiale;
per la riattivazione della miniera sono necessari i lavori di
bonifica del sito per la presenza di amianto, nonché la messa in
sicurezza in conseguenza dell'azione erosiva per il passare del
tempo;
ritenuto che: la riapertura della miniera rappresenta un fattore
importante di sviluppo economico ed occupazionale del territorio
del centro della Sicilia, atteso che la riattivazione consentirebbe
la creazione di nuovi posti di lavoro;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per consentire la
riattivazione della miniera e la realizzazione dei lavori di
bonifica e messa in sicurezza del sito;
quali provvedimenti abbiano posto in essere per sostenere ed
incentivare lo sviluppo economico ed occupazionale della zona ove
ricade la miniera di Pasquasia e quali provvedimenti intenda
adottare per la realizzazione di strutture idonee a creare nuova
occupazione». (1428)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per
l'economia, premesso che:
recentemente il consiglio di amministrazione del gruppo bancario
Unicredit ha previsto, per il periodo 2011-2013, un piano di
riorganizzazione della rete bancaria e del personale addetto;
il predetto piano di riorganizzazione prevede, per quanto riguarda
la Regione siciliana, la soppressione della direzione generale e
delle tre direzioni commerciali attualmente esistenti: Palermo,
Catania e Ragusa, nonché una riduzione delle direzioni territoriali
che passeranno da 32 a 11;
riguardo alle ricadute occupazionali, il predetto piano potrebbe
causare circa 400 esuberi tra i dipendenti dell'ex Banco di
Sicilia. In particolare, si prevede che più della metà degli
esuberi dovrebbero riguardare le strutture di Palermo, mentre gli
altri saranno distribuiti principalmente tra Catania, Messina e
Ragusa. La riorganizzazione, inoltre, seguirà due canali
principali: da un lato, la mobilità mansionistica e territoriale,
che potrebbe portare a numerosi trasferimenti; dall'altro, l'uscita
del personale che ha maturato il diritto alla pensione o lo
maturerà nel prossimo triennio;
rilevato che l'azienda ha avviato il confronto con le parti
sociali per negoziare gli esuberi, puntando soprattutto sul
'pensionamento incentivato' e sull'accesso a un 'fondo esuberi' a
carico della banca per accompagnare i lavoratori alla pensione;
per sapere quali iniziative, a tutela dei lavoratori in esubero,
abbiano intenzione di adottare in seno al consiglio di
amministrazione del gruppo Unicredit, considerato che la Regione
siciliana è titolare dello 0,68 per cento delle quote del predetto
gruppo bancario». (1432)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
FIORENZA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che:
con il comma 1 dell'articolo 31 della legge regionale n. 6 del 7
marzo 1997, la Regione ha dettato norme 'sul trattamento giuridico
ed economico del personale degli enti, aziende ed istituti
sottoposti a vigilanza e tutela dell'Amministrazione regionale e le
cui spese di funzionamento sono a carico del bilancio regionale',
stabilendo altresì esso 'non può essere superiore a quello
stabilito per i dipendenti regionali, secondo le tabelle di
equiparazione adottate dai rispettivi organi di amministrazione,
vistate dai componenti gli organi di revisione ed approvate dal
Presidente della Regione, su deliberazione della Giunta regionale';
considerato che circola voce che la CRIAS stia procedendo a nuovi
inquadramenti/promozioni per figure apicali per circa 40
dipendenti, senza che però abbia esperito l'iter procedurale di cui
al sopra richiamato comma 1 dell'articolo 31 l.r. 6/97;
ritenuto che, qualora dovesse risultare vera la notizia che
circola riguardo a tali presunti inquadramenti senza l'adozione
preliminare della prevista tabella di equiparazione, ci si
troverebbe di fronte ad una grave violazione di legge tanto più se
si considera che, in atto, il Governo della Regione si appresta a
discutere, nella prossima manovra finanziaria, del riordino di
tutte le società partecipate;
considerato infine che l'eventuale avanzamento di carriera che
sembra si stia configurando alla CRIAS senza i necessari e
preliminari presupposti giuridici, si configurerebbe con un aumento
indiscriminato della spesa che resta comunque a carico della
Regione siciliana, circostanza questa che non potrebbe tollerarsi
in un quadro di politiche di risparmio della spesa;
per sapere se intenda disporre apposita ispezione e/o acquisire i
dovuti chiarimenti al fine di verificare se sia vero che la CRIAS
stia procedendo all'avanzamento di carriera con nuovi inquadramenti
per figure apicali in assenza delle preventive previste tabelle di
equiparazione di cui all'art. 31 della l.r. 6/97 e, qualora dovesse
risultare fondata la procedura adottata dalla CRIAS, in spregio
della normativa, quali provvedimenti intenda assumere per il
rispetto delle norme vigenti e a tutela del buon andamento e
dell'imparzialità della pubblica amministrazione». (1403)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione, premesso che:
la società 'Servizi per l'occupazione', costituita nel mese di
febbraio del 2004, ha assunto 92 dipendenti con contratti a tempo
determinato del tipo co.co.pro.;
i contratti sono scaduti il 29 aprile 2010 ma il personale
dipendente non ha ancora ricevuto la proroga;
si tratta di personale qualificato con elevata esperienza e
professionalità;
la mancata proroga del contratto mette a rischio la stabilità e la
sicurezza del posti di lavoro;
considerato che:
tale situazione determina un grave stato di incertezza per il
futuro dei lavoratori;
ad oggi non sono state avviate le procedure per la proroga;
ritenuto che è necessario l'intervento della Regione al fine di
tutelare e salvaguardare il futuro lavorativo ed occupazionale dei
dipendenti della società 'Servizi per l'occupazione';
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per garantire il futuro
occupazionale dei lavoratori della società 'Servizi per
l'occupazione';
i motivi che abbiano impedito la proroga dei contratti;
quali provvedimenti intendano adottare per evitare la perdita del
posto di lavoro ai dipendenti della 'Servizi per l'occupazione'».
(1427)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
CAPUTO
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
la Regione è la maggiore istituzione che provvede regolarmente al
finanziamento del teatro Stabile di Catania con un contributo annuo
di euro 4 milioni e 100 mila;
il teatro Stabile di Catania ha, nel tempo, grazie all'impegno di
tutto il personale artistico e tecnico, conquistato un patrimonio
di credibilità che non è consentito mettere a repentaglio;
gli ottimi risultati storicamente ottenuti negli anni precedenti
scaturiscono dall'altissima qualità della produzione artistica
voluta da Mario Giusti, Pippo Baudo, Orazio Torrisi, oltre che da
una gestione economica oculata attuata nel passato;
premesso ancora che:
le quattro sigle sindacali presenti al teatro Stabile di Catania
hanno negli scorsi esercizi più volte evidenziato ritardi nei
pagamenti degli stipendi;
tutti gli atti da cui scaturiscono impegni devono essere allegati
ai documenti contabili riguardanti gli esercizi finanziari 2008-
2009-2010;
considerato che:
le copiose attività extra-teatrali (non prosa) promosse dal
dottore Dipasquale hanno potuto e potranno determinare uno
snaturamento delle finalità tipiche dei teatri di prosa e/o un
notevole aggravio finanziario;
il direttore, dottore Dipasquale, non ha informato preventivamente
la RSU e le organizzazioni sindacali territoriali di categoria
dell'affidamento di servizi all'esterno per l'espletamento delle
attività tecniche inerenti alla rassegna 'Cunti e canti - 4
chiacchiere in cortile', organizzata in collaborazione con il
comune di Catania;
l'intervento tecnico fornito dal teatro Stabile di Catania per la
rassegna 'Cunti e canti - 4 chiacchiere in cortile', ha riguardato
spettacoli non appartenenti alla produzione del teatro stesso,
facendo ricorso a ditte esterne per la fornitura dei servizi;
atteso, altresì, che:
il direttore Dipasquale ha dichiarato che gli spettacoli in
programmazione per la stagione 2010/2011 ammontano a 26 da
rappresentarsi in un periodo che va da ottobre 2010 a luglio 2011,
dovendo ricorrere ad ulteriore affitto di sala teatrale oltre alle
sedi in gestione, quali: teatro Vega su cui grava già un mutuo; le
sale del teatro Ambasciatori e Musco già in affitto con contratti
pluriennali;
non appare ben chiaro a quanto ammonti l'esborso economico per le
attività che non attengono alla sfera puramente istituzionale di
prosa;
per sapere se:
ad oggi sussistano situazioni di insolvenza nei confronti di
fornitori di beni e servizi e, se sì, a quanto ammontino;
le scelte artistiche della produzione e del decentramento
nazionale degli spettacoli 'Il Birraio di Preston', 'Troppu
trafficu ppi nenti' e 'La concessione del telefono' abbiano
arrecato arricchimento personale al direttore Dipasquale, tramite
diritti S.I.A.E. e quant'altro a lui intestati, e, se sì, a quanto
ammonti;
costi di competenza dell'esercizio 2009 siano stati spostati
all'esercizio 2010, facendo scaturire un avanzo amministrativo nel
bilancio consuntivo del 2009;
tutti gli oneri fiscali e previdenziali riguardanti attori,
tecnici ed altre maestranze, concernenti gli esercizi 2008-2009-
2010 siano stati regolarmente versati;
alle dimissioni del direttore amministrativo, dott. Domina, si sia
provveduto alla nomina di altro direttore amministrativo;
la direzione amministrativa sia attualmente detenuta dallo stesso
direttore artistico Dipasquale;
il direttore Dipasquale abbia avuto delega di firma da parte del
legale rappresentante, passando da controllato a controllore;
si ricorra ad anticipazioni bancarie di cassa, facendo scaturire
oneri finanziari che gravano notevolmente sui costi di gestione
provocando danno erariale;
il Ministro Bondi abbia avanzato proposte di iniziative di
collaborazione da tenersi tra il teatro Stabile di Catania e
l'I.N.D.A di Siracusa, auspicando la regia di uno spettacolo da
parte del direttore Dipasquale;
alle prestazioni artistiche effettuate corrispondano le dovute
fatturazioni;
le ritenute e gli oneri sociali siano stati pagati entro i termini
di legge o se siano già scaturite sanzioni amministrative e penali;
per il pagamento dei fornitori si adotti il sistema cronologico;
le competenze riguardanti la SIAE siano state regolarmente versate
o se siano state versate nei termini previsti dalla legge;
nell'ambito dei poteri ispettivi del Governo regionale, siano
state attivate indagini amministrative finalizzate alla verifica di
eventuali inadempienze o violazioni di legge». (1404)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MANCUSO-BOSCO-D'ASERO-CORONA-TORREGROSSA-MINEO-VINCIULLO-FALCONE-
LEANZA E.-FORMICA-INCARDONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la riforma sanitaria, varata dall'Assemblea regionale siciliana,
relativamente all'ASP di Caltanissetta prevede, tra le altre cose,
l'accorpamento degli ospedali M. Raimondi di San Cataldo e S. Elia
di Caltanissetta;
nella suddetta riforma viene trasformato il pronto soccorso del
distretto ospedaliero di San Cataldo in PTE con annesso aumento di
pazienti nel reparto di pronto soccorso di S. Elia;
considerato che:
l'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta è definito ospedale di
emergenze-urgenza di III livello;
a riforma attuata, il reparto del pronto soccorso del Sant'Elia
verrà ampliato di circa 680 mq, e sarà dotato di sale operatorie a
servizio dello stesso e che l'ASP nissena ha provveduto a
richiedere un potenziamento dell'organico del personale medico a 14
unità;
come prevede il piano di rimodulazione della rete ospedaliera,
l'ospedale Maddalena Raimondi di San Cataldo, dall'1 settembre
2010, ha cessato le prestazioni di acuzie e non gode più del
presidio di pronto soccorso, ma del PTE, e che quindi i pazienti
affetti da patologie che necessitano dell'intervento di emergenza -
urgenza vengono trasferiti al vicino presidio ospedaliero del
Sant'Elia;
il distretto ospedaliero di San Cataldo accoglie, o meglio
accoglieva, i pazienti della cittadina sancataldese, ma anche delle
vicine Serradifalco, Montedoro, Milena e Bompensiere, sia per le
prestazioni mediche in reparto che per il pronto soccorso;
con l'istituzione del PTE di emergenza presso il distretto
Maddalena Raimondi di San Cataldo si registra, inevitabilmente, un
aumento esponenziale delle utenze nel pronto soccorso del
Sant'Elia;
allo stato attuale l'ospedale Sant'Elia è interessato da lavori di
ammodernamento che dureranno ancora per diversi mesi e che pertanto
non è stato ancora possibile attuare la riforma ed il potenziamento
del pronto soccorso;
in materia sanitaria, pur avendo grande importanza i budget
economici, è da ritenersi fondamentale il diritto alla salute del
cittadino;
la riforma sanitaria attuata prevede la definizione delle piante
organiche delle unità operative dei singoli reparti e/o distretti
ospedalieri;
per sapere se:
siano consapevoli dello stato di disagio in cui versa il pronto
soccorso dell'ospedale Sant'Elia;
le unità operative attualmente in servizio presso il pronto
soccorso nisseno risultino adeguate al numero previsto dalla
rimodulazione delle suddette piante organiche, anche in funzione
del carico di lavoro cui sono sottoposte a seguito della chiusura
del pronto soccorso del nosocomio sancataldese;
non fosse il caso di posticipare l'attivazione del PTE nel
presidio ospedaliero di San Cataldo fino a quando non fossero stati
completati i lavori di ammodernamento del pronto soccorso del
Sant'Elia;
quali provvedimenti intendano assumere per risolvere tale grave
carenza». (1405)
(L' interrogante chiede risposta con urgenza)
TORREGROSSA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
a distanza di quasi due anni dal verificarsi dei tragici eventi di
Giampilieri e Scaletta Zanclea (ME), la Regione siciliana non ha
ancora provveduto al pagamento delle indennità per lo straordinario
prestato dai vigili del fuoco;
la somma di circa diciotto milioni di euro è stata delegata dal
Ministero degli interni al dipartimento di Protezione civile;
la Segreteria generale del sindacato autonomo dei vigili del fuoco
(CONAPO) ha in più occasioni chiesto il pagamento della prestazione
di lavoro straordinario reso;
considerato che:
ad oggi il personale dei vigili del fuoco che ha prestato il
proprio servizio, anche a rischio della propria incolumità fisica,
non ha ricevuto la retribuzione di quanto loro spettante;
il capo del dipartimento, Guido Bertolaso, ha sollecitato gli
uffici regionali a fornire gli opportuni chiarimenti;
nonostante le sollecitazioni del CONAPO, ad oggi il Governo della
Regione rimane inadempiente;
ritenuto che:
tale situazione appare ingiustificata atteso che le somme sono
state assegnate;
è necessario l'intervento del Governo per garantire l'erogazione
delle indennità;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare affinché si
provveda all'immediato pagamento degli oneri per il servizio
prestato dal personale dei vigili del fuoco nei comuni di
Giampilieri e Scaletta Zanclea (ME);
le motivazioni per le quali l'Amministrazione della Regione sia
rimasta inadempiente per oltre un anno». (1408)
CAPUTO-BUZZANCA-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole ed alimentari, premesso che:
con la legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3, in materia di
agriturismo, l'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari avrebbe dovuto provvedere, per fini di solidarietà
sociale ed umanitaria, all'acquisto di prodotti agrumicoli con
particolare riferimento a quelli del comparto agrumicolo da
trasformare in succhi;
per le finalità suesposte è stata autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2010, la spesa complessiva di 12.500 migliaia di euro;
sulla sopradetta spesa complessiva sarebbero dovuti gravare anche
gli oneri relativi alle attività essenziali e funzionali per la
corretta gestione delle operazioni di conferimento e trasformazione
in succhi del prodotto;
sottolineato che:
al fine di assicurare la copertura finanziaria del presente
articolo, il fondo di rotazione istituito presso l'Istituto
regionale per il finanziamento alle industrie in Sicilia (IRFIS) è
ridotto di 50.000 migliaia di euro per l'anno 2010;
entro 15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge
l'IRFIS avrebbe riversato, in entrata nel bilancio della Regione,
la somma indicata, con imputazione al capo 10 dell'entrata,
capitolo 5447;
atteso che la gravità della crisi del settore agrumicolo aveva
sollecitato un intervento celere e consistente al fine di offrire
una boccata d'ossigeno agli agricoltori che, esasperati, avevano in
più occasioni manifestato il loro malcontento per l'incapacità del
Governo ad intervenire proficuamente sull' emergenza;
ribadito che ad oggi nulla è stato erogato agli agrumicoltori,
nonostante che con i provvedimenti normativi siano state stanziate
le somme necessarie per l'acquisto delle arance in surplus, il loro
ritiro e la conversione in succo di frutta destinato ad aiuti
umanitari;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché i 12,5
milioni di euro vengano erogati agli agrumicoltori che da mesi
attendono l'intervento stabilito con legge regionale;
attraverso quali iniziative vorranno disporre, con la massima
urgenza, l'erogazione dei finanziamenti, atteso che, ad oggi, dopo
vane promesse, gli agrumicoltori non hanno ancora incassato le
somme dovute». (1414)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
le circoscrizioni rappresentano un importante strumento di
decentramento amministrativo utile alle aree urbanizzate delle
grandi città, soprattutto in termini di servizi base, del verde
pubblico, della viabilità minore, di lavori pubblici, delle
attività sociali, culturali e sportive;
le circoscrizioni esistenti nei comuni di grandi dimensioni
rappresentano una valida ed efficiente struttura pubblica in grado
di poter rappresentare un punto di riferimento per i cittadini del
territorio e del quartiere e di poter amministrare le problematiche
legate al territorio di competenza;
considerato che:
le circoscrizioni comunali sono altresì organi i cui componenti
vengono eletti dai cittadini e che gli stessi li considerano come
riferimento nel rapporto con la pubblica amministrazione;
la necessità della riduzione dei costi della politica non può
penalizzare le circoscrizioni in quanto organi istituzionali di
riferimento diretto per i cittadini;
ritenuto che:
la mancanza di risorse finanziarie ed economiche impediscono
l'erogazione dei servizi e l'esercizio delle funzioni previste
dallo statuto comunale e dal regolamento sul decentramento;
tale situazione crea una diseguaglianza di trattamento con le
altre istituzioni locali;
tale situazione provoca disservizi e disfunzioni ai cittadini;
per sapere quali provvedimenti abbiano o intendano adottare al
fine di consentire alle circoscrizioni della città di Palermo di
potere svolgere le proprie funzioni e di potere erogare i servizi
pubblici onde evitare disservizi e disfunzioni ai cittadini».
(1416)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
da notizie riportate sulla stampa si apprende che, con delibera
del consiglio comunale di Scaletta Zanclea (ME), è stato deciso di
prelevare parte delle somme del conto corrente 'pro alluvionati'
(circa 7 mila euro) in favore del servizio scuolabus non ancora
attivato, nonostante l'inizio dell'anno scolastico, a causa della
cronica mancanza di fondi nelle casse comunali;
al cospetto di tale proposta si sono registrate le vivaci proteste
di taluni consiglieri di minoranza, che proponevano, invece, di
reperire le somme necessarie per l'espletamento del servizio
scuolabus devolvendo i gettoni di presenza di tutti i componenti
della giunta e del consiglio comunale;
considerato che:
il diverso utilizzo dei fondi destinati all'avvio di attività in
favore della popolazione colpita dall'evento alluvionale dell'1
ottobre 2009, oltre al presumibile abuso d'ufficio, potrebbe
configurare anche il reato di distrazione di fondi pubblici in
favore del comune rappresentato;
il ripristino della funzionalità dello scuolabus non rappresenta,
infatti, un servizio esclusivo per gli alluvionati ma un servizio
collettivo per tutti gli abitanti di Scaletta Zanclea;
per sapere:
se, alla luce delle considerazioni sopra esposte e delle notizie
riportate in ordine all'utilizzo dei fondi presenti nel conto
corrente 'pro alluvionati' del comune di Scaletta Zanclea, non
ritengano di dover avviare un'immediata ispezione amministrativa
nei confronti dell'amministrazione comunale di Scaletta Zanclea
onde verificare e garantire la legalità nella gestione della
pubblica amministrazione nonché il rispetto della collettività
scalettese che attende da un anno le dovute risposte e la
solidarietà da parte delle istituzioni;
se non ritengano opportuno diffidare il comune di Scaletta Zanclea
per l'annullamento immediato della delibera adottata a danno della
popolazione colpita dall'alluvione attraverso la distrazione dei
fondi pubblici ad essa destinati, con verosimile configurabilità
del reato di abuso d'ufficio». (1419)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
RINALDI
«All' Assessore per la famiglia, per le politiche sociali e per il
lavoro, premesso che:
l'agenzia per l'impiego ha predisposto un'ipotesi di riassetto
organizzativo del personale che dovrà operare negli sportelli
multifunzionali;
l'agenzia per l'impiego ha previsto che il personale utilizzato
nell'ambito dello stesso ente ricopra anche le funzioni stabilite
dal modello di accreditamento e idealtipico;
considerato che gli avvisi 1 e 2 PAR FAS 2007-2013 sono già stati
finanziati dal Governo regionale e si stanno espletando le nuove
procedure di avvio;
ritenuto che il dirigente generale dell'agenzia per l'impiego, con
prot. n. 1382 del 30 settembre 2010, comunicava agli enti in
graduatoria la possibilità di avviare le attività finanziate,
rendendo disponibili gli allegati necessari all'avvio delle stesse
attività;
considerato che:
nella modulistica manca la richiesta del DURC (documento unico di
regolarità contributiva);
il legislatore nazionale si è espresso in maniera dettagliata
dicendo che tutti gli enti che ricevono un finanziamento pubblico
devono esibire il DURC;
per sapere come mai l'agenzia per l'impiego non abbia richiesto
formalmente copia del DURC per tutti gli enti beneficiari di
finanziamento o, in alternativa, non avvii d'ufficio, mediante
richiesta agli enti istituzionalmente competenti (INPS e INAIL), la
verifica della regolarità contributiva». (1420)
GENNUSO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la realizzazione dell'autostrada Siracusa - Gela, da decenni
impantanata, langue e che solo nel 2009 è stato messo in esercizio
il tratto Cassibile - Rosolini;
i lotti in oggetto sono stati finanziati con circa 300 milioni di
euro ormai da parecchi anni e le stesse somme sono messe seriamente
in pericolo dalle ingiustificate difficoltà burocratiche che
gravano sulle opere pubbliche in Sicilia come costante;
si è in attesa di un parere da parte della commissione tecnica di
verifica dell'impatto ambientale presso il Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare e che lo stesso tarda ad
arrivare;
la provincia regionale di Ragusa è l'unica provincia d'Italia a
non possedere nemmeno un centimetro di autostrada e, nonostante
ciò, detiene i dati macroeconomici più importanti sia nei confronti
del resto dell'Isola sia nei confronti del resto del Meridione
d'Italia;
considerato che:
allo stato attuale, è negato a 450.000 cittadini siciliani
residenti nei territori della provincia regionale di Ragusa e della
provincia regionale di Siracusa il diritto alla mobilità e che è
gravemente depresso lo sviluppo socio-economico e turistico
dell'intera area del sud-est dell'Isola;
i dati sugli incidenti stradali, nonostante in forte calo, restano
in provincia di Ragusa i più alti dell'intera Isola proprio a causa
della mancanza di strade di forte flusso veicolare come
l'autostrada e che l'intero traffico è assorbito da strade statali
e da strade di viabilità secondaria provinciale e comunale che non
sono in grado di assorbire i grandi flussi veicolari;
è presente un forte malcontento nel tessuto sociale della
provincia di Ragusa dovuto al fatto che la realizzazione
dell'autostrada Siracusa - Gela è vista come una chimera;
per sapere:
come stia procedendo allo stato attuale l'iter di realizzazione
dei suddetti lotti autostradali, se siano state rispettate le
tempistiche e tutte le procedure al fine di poter realizzare tali
opere ed evitare la perdita degli stanziamenti economici da parte
di tutti gli enti interessati;
se e quali iniziative abbiano assunto o abbiano intenzione di
assumere affinché la commissione tecnica per la verifica
dell'impatto ambientale esprima nel più breve tempo possibile il
parere necessario per procedere alla realizzazione dei lotti in
oggetto;
se e quali iniziative abbiano assunto o abbiano intenzione di
assumere al fine di reperire tutti i finanziamenti necessari alla
realizzazione dei lotti che portano il tracciato dell'autostrada
fino alla città di Vittoria (RG) e per il definitivo completamento
del tracciato fino a Gela (CL);
se il presidente del consorzio autostrade siciliane possa essere
convocato in audizione presso la competente Commissione
parlamentare per fornire informazioni in modo completo sull'iter
dei lotti finanziati;
se e quali iniziative abbiano assunto o abbiano intenzione di
assumere in merito alla creazione di un'apposita unità operativa da
dedicare al monitoraggio dell'iter ed alla risoluzione dei problemi
che via via si manifesteranno nel corso della realizzazione
dell'opera». (1422)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
INCARDONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'AIAS, sezione di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), nata nel 1995,
è accreditata per 228 prestazioni domiciliari e per 76 trattamenti
ambulatoriali;
detta struttura è convenzionata con l'ASP di Messina dal 24 maggio
1999 per 114 trattamenti domiciliari e per 38 ambulatoriali e conta
su un personale costituito da 47 dipendenti e da circa 20 liberi
professionisti con varie qualifiche (medici, psicologi, terapisti
della riabilitazione, assistenti sociali ed ausiliari);
in data 10 maggio 2010 la sezione AIAS di cui sopra è stata
commissariata per questioni complesse che hanno visto il
presidente, dott. Luigi La Rosa, opporsi al commissariamento con
modalità alquanto singolari, come la chiusura dei cancelli del
centro, finché, a seguito di ricorso al tribunale di Barcellona,
non è stata riconosciuta la legittimità del commissariamento, con
il conseguente insediamento dei commissari, avvenuto in data 26
luglio 2010;
considerato che:
in questo complicato contesto si inserisce la drammatica
situazione dei lavoratori che dal mese di febbraio non percepiscono
più lo stipendio ed ai quali non viene a tutt'oggi prospettata
alcuna certezza sul loro futuro lavorativo;
a ciò si aggiungono i problemi di ordine giudiziario, stante che a
tutt'oggi, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il
giudice relatore del Tribunale civile, Antonino Catanese, non ha
ancora depositato il dispositivo sul ricorso presentato dal rimosso
presidente Luigi La Rosa e discusso nell'udienza dello scorso 2
settembre;
tali ritardi di fatto impedirebbero il ripianamento dei debiti e
le azioni necessarie per risanare la difficile condizione
finanziaria della sezione AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto, a
rischio di bancarotta, con aggravio soprattutto sulla sorte dei
lavoratori lasciati senza stipendio da ben otto mesi;
secondo le dichiarazioni riportate dallo stesso commissario Lo
Trovato, senza una decisione giudiziaria definitiva, le banche e
l'ASP non sarebbero legittimate a sottoscrivere accordi o ad aprire
nuove linee di credito per far fronte ai pagamenti ed impedire
nuovi pignoramenti, come il sequestro delle somme effettuate per
conto dell'INPS dalla società mista di riscossione Equitalia, che
avrebbe 'risucchiato' l'intero credito di oltre 563 mila euro
giacente presso l'ASP e sul quale è aperto un contenzioso con la
banca;
i circa 50 dipendenti, nonostante non percepiscano lo stipendio
fin da febbraio, hanno tuttavia continuato ad assicurare lo
svolgimento delle attività di riabilitazione, seppure in condizioni
di difficoltà estreme, per senso di responsabilità nei confronti
dei disabili, delle loro famiglie e della comunità;
ritenuto che al cospetto di quanto sopra rappresentato sia
inconcepibile il disinteresse delle istituzioni deputate a dare
risposta a i citati lavoratori, che solo per senso di abnegazione e
del dovere continuano a prestare il loro servizio a favore dei
soggetti disagiati;
per sapere se e quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi o
si intendano assumere nell'immediato al fine di sbloccare la
drammatica situazione di stallo e di crisi in cui versa l'AIAS di
Barcellona Pozzo di Gotto e garantire, in tal modo, certezza
lavorativa a quanti in essa operano e continuano a svolgere il loro
indispensabile servizio a favore delle categorie più disagiate
della collettività, come i disabili, ai quali, oltretutto, come a
tutti i cittadini, è riconosciuto dalla Costituzione il sacrosanto
il diritto alla salute». (1425)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che:
è stata individuata un'area franosa che si estende lungo le
pendici sud-orientali del monte Etna (CT), denominata 'Collina
Vampolieri',a rischio idrogeologico elevato, insistente nei
territori dei comuni di Aci Castello e Aci Catena(CT);
in detta località si sono verificati numerosi fenomeni legati a
movimenti di massa superficiali, che hanno coinvolto anche diversi
manufatti presenti nell'area;
negli ultimi dieci anni, sulla base dei rilevamenti gps dell'Ingv,
la collina, attraversata anche da una faglia che da Trecastagni
scende fino ai fondali di Aci Trezza, ha registrato movimenti verso
il mare pari a 10-20 centimetri, oltre alla rottura di tubazioni di
gas e acqua, con conseguenze anche sulle abitazioni, alcune
sgomberate nel centro ed in collina ad Aci Trezza;
più volte le amministrazioni comunali interessate hanno
sollecitato la Regione siciliana ad effettuare le relative opere di
messa in sicurezza dell'intera area;
rilevato che:
l'Assessorato Territorio, con decreto del 4 giugno 2002, ha
indicato le modifiche da adottare riguardo al piano straordinario,
allora presentato dalle amministrazioni comunali interessate, per
l'assetto idrogeologico relativamente all'area in oggetto;
le predette amministrazioni comunali sono state escluse dalla
lista delle 72 amministrazioni che potranno accedere ai
finanziamenti di Agenda 2007 per il dissesto idrogeologico, fondi
pari a 90 milioni di euro;
nel maggio scorso, le due amministrazioni comunali hanno definito
un piano per la mitigazione del rischio idrogeologico della
'Collina Vampolieri' mirato ad abbattere i costi di realizzazione e
ad evitare sprechi di risorse economiche;
un nuovo piano di Protezione civile integrato è stato già
trasmesso al dipartimento regionale di Protezione civile, che
ancora attende l'approvazione;
per sapere:
quali misure ed entro quali termini intendano adottare affinché
l'intera area interessata venga posta in sicurezza;
se intendano includere la predetta area tra le zone a elevato
rischio idrogeologico, così da dotare le amministrazioni comunali
interessate della relativa dotazione finanziaria per l'attuazione
degli interventi di salvaguardia». (1430)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
da oltre ventiquattro mesi i trentuno dipendenti dell'IPAB
(istituzione di pubblica di assistenza e beneficenza) 'Santa Maria
di Gesù' di Caltagirone (CT) non percepiscono lo stipendio per
l'attività lavorativa da essi prestata presso il suddetto ente;
nella seduta n. 53 dell'Assemblea regionale siciliana il Governo
regionale, per il tramite all'Assessore regionale per la famiglia
pro tempore ha comunicato di aver già provveduto ad attivare le
procedure per l'accreditamento destinato alle IPAB siciliane per un
importo di circa quattro milioni di euro;
lo scorso mese di marzo, l'allora Assessore regionale per la
famiglia incontrava i rappresentanti dell'ente, i sindacati e una
delegazione dei lavoratori della stessa, al fine di verificare la
situazione finanziaria dell'ente e le modalità per risolvere la
crisi in cui lo stesso versa e che, nella medesima occasione,
l'Assessore dichiarava che fosse necessario predisporre un piano di
rientro e, contemporaneamente, una fase di rilancio della struttura
attraverso il coinvolgimento del comune, delle forze sociali e
della curia arcivescovile, creando così una sinergia produttiva con
il privato sociale;
rilevato che:
il continuato ritardato pagamento da parte della Regione dei
suddetti contributi comporta un'evidente situazione di disagio per
i lavoratori, influente sia sulla qualità delle prestazioni erogate
nei confronti degli ospiti della struttura che sulla gestione del
personale dell'ente stesso;
condizioni analoghe di disagio sono presenti anche in altre
strutture IPAB della provincia di Catania;
per sapere:
quali misure intendano adottare affinché i precedenti contributi
vengano erogati e si garantisca la regolare erogazione per quelli
successivi;
qualora tale ritardo dipenda da mancanza di fondi a ciò destinati,
come ed entro quale termine ritengano sia possibile provvedere ad
un loro stanziamento o reperimento;
quali misure intendano adottare al fine di rilanciare e migliorare
la qualità delle prestazioni di assistenza offerte dall'ente».
(1431)
FIORENZA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli: Bonomo, Lentini, Di Mauro, Leanza Nicola, Bufardeci,
Incardona, De Benedictis, Marziano, Galvagno, Panepinto, Fagone e
Gianni.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
a seguito della determinazione della nuova dotazione organica
dell'Amministrazione regionale di cui all'art. 51 della l.r. n. 11
del 14 maggio 2010 e della delibera della Giunta di Governo n. 271
del 29 luglio 2010 ad oggetto: 'art. 17 comma 12, D.L. 1 luglio
2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102. Procedure
per la stabilizzazione del personale non dirigente con contratto a
tempo determinato nelle categoria A e B della regione siciliana', è
stato avviato dalla Regione siciliana il processo di
stabilizzazione del personale precario nelle qualifiche 'A' e
'B',ed è stata emanata apposita circolare n. 8 del 12 agosto 2010
da parte del dirigente generale del dipartimento della funzione
pubblica, con la quale è stato dato avvio alle procedure di
stabilizzazione del predetto personale precario;
rientra nei processi di stabilizzazione da parte
dell'Amministrazione regionale, oltre il personale alle proprie
dipendenze, anche il personale di cui all'art. 8 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 16, e, segnatamente, il personale
precario presso le aziende di turismo, l'Azienda terme di Sciacca,
gli enti parco e gli uffici della Corte dei conti;
a ciò depone anche, oltre al dispositivo di legge, anche il parere
espresso dall'Ufficio legislativo e legale 242.11.206, proprio
sull'applicabilità dell'art. 8 della l.r. 16/2006 il quale recita
che: 'Tornando all'art. 8, l.r. n. 16/2006 va peraltro rilevato che
la ratio della norma è chiaramente quella di inserire tutto il
personale precario in forza presso gli enti di cui trattasi nel
contingente dei soggetti impegnati presso l'Amministrazione
regionale, destinatari delle misure di stabilizzazione a tempo
determinato. In tal senso depongono tanto la rubrica - 'Personale
precario presso le Aziende di turismo, l'Azienda terme di Sciacca,
gli Enti Parco e gli uffici della Corte dei conti.'-, quanto la
lettura della disposizione nella sua interezza, sembrando evidente
che il legislatore ha inteso effettuare una ricognizione delle
diverse categorie di lavoratori in forza presso gli enti (primo
comma) e gli uffici (terzo comma) riguardati dalla norma', nonché,
in relazione ai quesiti posti da parte di uno degli enti parco, la
stessa nota del dipartimento regionale del personale del 30 aprile
2008, prot. 63825 (50/IV/7/4.6), con la quale il dirigente preposto
scrive testualmente: 'In relazione ai quesiti posti si evidenzia
che il personale a tempo determinato contrattualizzato da codesto
ente per effetto del comma 1 dell'art. 8 della l.r. 16/2006, è di
fatto rientrato nei processi di stabilizzazione attivati dalla
Regione, conseguentemente dette unità sono da considerarsi
ricomprese nell'insieme del personale a tempo determinato in
servizio presso questa Amministrazione e, ovviamente, ogni
previsione di un possibile cambiamento del loro rapporto di lavoro
non può ipotizzarsi scollegato dalle future iniziative che
riguarderanno l'intero bacino del personale a tempo determinato
della regione Siciliana';
considerato che il personale degli enti parco, in virtù del
disposto legislativo di cui all'art. 8 della l.r. 16/2006 nonché
del parere dell'Ufficio legislativo e legale e della nota sopra
richiamati, ha presentato, ope legis, regolare istanza per
partecipare al processo di stabilizzazione avviato
dall'Amministrazione regionale;
preso atto che il 'Giornale di Sicilia' del 29 settembre 2010, nel
riportare la notizia che la Regione ha avviato i test per la
stabilizzazione dei precari, informa pure che tra 'gli aspiranti a
un contratto a tempo indeterminato sono inseriti anche i dipendenti
dell'ex Azienda provinciale per il Turismo di Trapani e delle terme
di Sciacca', anche se però restano sub judice in attesa del parere
del dipartimento della funzione pubblica ha chiesto all'Ufficio
legislativo e legale, ma non sono citati invece i dipendenti degli
enti parco, che hanno regolarmente presentato la propria domanda;
ritenuto che l'esclusione dei dipendenti precari in servizio
presso gli enti parco rischia di esporre ad azioni giudiziali
l'intero processo avviato, con grave pregiudizio sul suo esito
finale, stante la legittima titolarità all'esercizio del proprio
diritto soggettivo dei dipendenti in questione discendente
dalle previsioni legislative, analogamente all'altro personale
incluso nei processi di stabilizzazione;
per conoscere il reale intendimento del Governo circa
l'applicazione o meno dell'articolo 8 della legge regionale 14
aprile 2006, n. 16, anche a favore dei dipendenti in servizio
presso gli enti parco, includendoli, quindi, nei processi di
stabilizzazione attivati dalla Regione secondo quanto prescritto
dalla normativa». (97)
FARAONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la British petroleum (di seguito BP) ha intenzione di effettuare
una serie di trivellazioni esplorative presso il golfo della Sirte,
sito a circa 150 chilometri dalla costa libica, e, fatto rilevante
per la regione, a circa 610 chilometri dalle coste meridionali
della Regione;
le predette trivellazioni dovrebbero essere profonde circa 5.700
piedi, ovvero 213 metri in più rispetto alle trivellazioni dalla BP
già operate presso il golfo del Messico, ove sono ampiamente noti i
danni ambientali prodotti negli scorsi mesi a causa del disastro
ecologico causato dalle medesime trivellazioni;
il 7 luglio 2010, la Commissione europea, tramite il Commissario
responsabile per l'energia, in occasione della seduta plenaria del
Parlamento europeo, ha invitato alla massima cautela per quanto
riguarda le nuove trivellazioni nel Mar Mediterraneo ed ha
suggerito il blocco dei nuovi permessi di trivellazione, che
dovrebbero essere subordinati a condizioni e parametri più severi
in considerazione di quanto accaduto nel golfo del Messico;
numerosi organi di stampa hanno rilevato i pericoli che tali
attività potrebbero creare nell'ecosistema del Mar Mediterraneo,
tra i tanti il Financial Times che, in un recentissimo articolo, ha
indicato come '(...) è particolarmente critica l'attività di
trivellazione che la BP ha intenzione di effettuare nel
Mediterraneo perché si dovrebbe effettuare a grandi profondità e
questo è un elemento di ulteriore insicurezza in caso di incidente.
Se quello che sta accadendo in Messico accadesse nel Mediterraneo,
un mare chiuso e con un ricambio lentissimo, sarebbe una sciagura
senza eguali. L'Italia, per la posizione geografica e politica che
ha nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in
un'azione internazionale di tutela del Mediterraneo e fare
pressione presso il governo libico per fermare questa nuova
trivellazione';
gli stessi organi di stampa da tempo indicano come anche altre
compagnie petrolifere sarebbero intenzionate ad iniziare delle
attività di trivellazione nelle medesime coste;
rilevato che:
il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
ha intenzione di riformare il testo unico ambientale in tema di
divieto di ricerca e perforazione nelle aree marine non distanti
dalla costa oltre le 12 miglia marine;
il Governo libico ha concluso con la BP un accordo per un
investimento di circa 900 milioni di dollari in cambio di tali
attività esplorative e della produzione di petrolio e gas naturale
lungo le coste del golfo della Sirte;
il Governo italiano e il Governo libico hanno siglato il 30 agosto
2008 un accordo internazionale di amicizia e partenariato (noto con
il nome di Trattato di Bengasi) in tema non solo di immigrazione
clandestina, ma anche per quanto riguarda la cooperazione economica
ed energetica tra Stato libico e regioni;
per sapere se:
abbia ricevuto informazioni da parte del Governo nazionale in
merito alle suddette trivellazioni e, in ogni caso, quali misure
intenda intraprendere a tutela delle coste della Regione;
a norma dell'articolo 21, comma terzo, dello Statuto della Regione
siciliana, abbia intenzione di sollecitare e/o partecipare ad un
Consiglio dei Ministri che abbia tale tema all'ordine del giorno».
(98)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
FIORENZA
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 219 Iniziative a livello nazionale per provvedere alle
nomine di docenti e personale ATA in deroga agli organici già
deliberati per l'anno scolastico 2010/2011 , degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Lupo, Panarello, Marziano, Mattarella, Picciolo,
Rinaldi, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Panepinto, Raia, Speziale,
Termine e Vitrano, presentata il 28 settembre 2010;
numero 220 Iniziative a livello centrale per evitare abusi in
materia di licenziamenti , degli onorevoli Lentini, Catalano,
Greco e Calanducci, presentata il 4 ottobre 2010. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'art. 64 del decreto legge n. 112 del 2008, convertito con
modificazioni in legge n. 133 del 2008, ha previsto il taglio dei
fondi a disposizione della scuola pubblica di quasi 8 miliardi di
euro in tre anni;
per effetto di tale norma si determinerà una riduzione
dell'organico del personale docente, amministrativo, tecnico ed
ausiliario (ATA) di circa 132.000 posti: in particolare, verranno
cancellate 87.341 cattedre e 44.500 posti di personale ATA;
in Sicilia, gli effetti della predetta legislazione (c.d. riforma
'Gelmini') ha provocato la mancata nomina di migliaia di precari
che da anni assicuravano il buon andamento delle attività
scolastiche nella Regione;
ciò rappresenta un ulteriore aggravamento della situazione
occupazionale del territorio siciliano;
a causa della riduzione dell'orario scolastico nelle istituzioni
di ogni ordine e grado e della mancata nomina di migliaia di
docenti e di personale ATA, anche a seguito dell'incremento della
popolazione scolastica, è derivato un forte aumento degli alunni
per classe;
addirittura, stante la disposizione che prevede di nominare 1,5
docenti di sostegno per ogni cinque alunni, in talune classi si
verificherà la presenza di più soggetti diversamente abili ai
quali, in questo modo, non sarà garantito il diritto all'istruzione
ed all'integrazione;
inoltre, per effetto degli indiscriminati tagli, ad essere messo a
rischio è il normale funzionamento degli istituti i quali, non
essendo posti nelle condizioni di rispettare le norme sulla
sicurezza (meno di 2 mq di spazio per ciascun alunno), non possono
assicurare il livello minimo di igiene e la normale sorveglianza
degli alunni;
così operando, ad essere pregiudicata è la qualità dell'offerta
formativa in Italia e in Sicilia: i livelli di apprendimento non
saranno adeguati a quanto richiesto in un mondo che ci vede sempre
più in competizione con gli altri, e non sarà possibile assicurare
nuove chance ai soggetti più deboli ed a quelli più meritevoli;
la situazione peggiorerà ulteriormente per effetto delle
disposizioni contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010 (manovra
Tremonti) che introduce ulteriori tagli alla scuola pubblica;
il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca,
negli incontri recentemente avuti con il Governo regionale, non ha
fornito rassicurazioni in merito al futuro della scuola siciliana,
dei suoi alunni e degli oltre 4.000 precari rimasti privi di
qualsivoglia forma di contratto;
impegna il Governo della Regione e per esso
l'assessore per l'istruzione e la formazione professionale
ad attivarsi, urgentemente, nei confronti del Governo nazionale
per chiedere di stanziare immediatamente ulteriori risorse
economiche per l'istruzione pubblica allo scopo di provvedere alla
nomina di docenti e di personale ATA in deroga agli organici già
deliberati per l'anno scolastico 2010/2011, insufficienti ad
assicurare un'adeguata proposta formativa, considerato pure che
negli ultimi mesi sono state sottratte alla Regione e destinate ad
altri scopi centinaia di milioni di euro, ridando così dignità alla
scuola siciliana e prospettive di sviluppo all'Italia» (219);
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
sempre più spesso, si registrano, in materia di risoluzione dei
contratti di lavoro, abusi da parte datoriale, consistenti nella
pretesa, all'atto dell'assunzione, della sottoscrizione di una
lettera di dimissioni volontarie da parte del lavoratore, eludendo
con tale artificio la normativa in materia di licenziamenti;
in particolare, tali abusi si riscontrano nei rapporti di lavoro
per i quali le parti datoriali usufruiscono di agevolazioni (ad
esempio quelle previste dalla legge n. 407 del 1990 e successive
modifiche e integrazioni) che verrebbero a decadere, con obbligo di
rifondere quanto non corrisposto agli enti previdenziali, in caso
di licenziamento;
proprio per garantire l'effettiva volontarietà delle dimissioni
del lavoratore, il legislatore nazionale aveva previsto, con legge
17 ottobre 2007, n. 188, che le stesse dovessero essere
formalizzate, a pena di nullità, su apposito modulo da
sottoscrivere presso gli uffici pubblici per l'impiego;
la sopra richiamata norma è stata inspiegabilmente abrogata col
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni
in legge 6 agosto 2008, n. 133;
ritenuto che:
la sopra richiamata prassi sia evidentemente illegale ed immorale
ed in particolare contraria allo stesso spirito delle norme che
agevolano l'assunzione di lavoratori;
la precedente normativa di cui alla citata legge n. 188 del 2007
costituiva un valido strumento a garanzia della continuità dei
rapporti di lavoro ed a tutela della libertà e dignità,
costituzionalmente sancite, dei lavoratori stessi;
impegna il Governo della Regione
a farsi promotore di ogni utile ed opportuna iniziativa presso il
Governo centrale per ripristinare meccanismi di garanzia contro i
citati abusi;
a promuovere, per il tramite degli Ispettorati del lavoro, una
speciale azione di vigilanza e repressione di tali fenomeni» (220).
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 28 settembre 2010,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 7693/AulaPG del 30
settembre 2010, l'onorevole Vinciullo ha ritirato l'interrogazione
con richiesta di risposta orale n. 1384 Notizie sui contenuti del
disegno di legge sui centri commerciali che penalizzerebbe i
piccoli commercianti', dallo stesso presentata in data 15 settembre
2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1348
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione n. 1348 Iniziative a
favore dei cacciatori in ordine all'attuale sospensione della
stagione venatoria e ai lunghi tempi di attesa per effettuare
l'esame di abilitazione alla caccia nelle città e nella provincia
di Catania' dell'onorevole Fiorenza, annunziata nella seduta n. 195
del 14 settembre 2010, è da intendersi presentata con richiesta di
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni dalla carica di assessore comunale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con nota qui
pervenuta il 7 ottobre e protocollata l'11 ottobre successivo al
numero 7907/Aula-Pg, l'onorevole Mario Parlavecchio ha comunicato
di essersi dimesso dalla carica di assessore del Comune di
Palermo, a far data dal 6 ottobre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con note del 13 ottobre 2010, testè
pervenute, gli onorevoli Ardizzone, Forzese, Parlavecchio e Ragusa
hanno dichiarato con effetto immediato di aderire al Gruppo
parlamentare Misto.
Conseguentemente gli stessi deputati cessano contestualmente di
far parte del Gruppo parlamentare di provenienza.
L'Assemblea ne prende atto.
Commemorazione degli Alpini italiani caduti nell'attentato in
Afghanistan
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare al II punto
dell'ordine del giorno, pare doveroso ricordare gli alpini caduti
in Afghanistan.
Un doveroso pensiero umano ed istituzionale si impone oggi in
quest'Aula per ricordare i nostri alpini uccisi in Afghanistan. I
giovanissimi soldati Gianmarco Manca, Francesco Vannozzi, Marco
Pedone ed il siciliano Sebastiano Ville, sono eroici figli di
quest'Italia e di un Mezzogiorno che ha pagato amaro il prezzo di
questa guerra.
Ci si interroga in queste ore sugli sforzi politico-militari del
nostro Paese, che ancora una volta piange i suoi caduti e, con il
cuore e lo spirito affranti, trova nei valori e negli ideali di
libertà, democrazia e giustizia, il senso della nostra presenza in
questa terra martoriata.
La ricerca di pace e stabilità non solo in Afghanistan, ma anche
in altre parti del mondo, flagellate da violenza, brutalità e fame,
ispirano l'impegno del nostro Paese nell'ambito delle
organizzazioni internazionali, nelle Nazioni unite ed in
particolare nell'Unione europea, ma il tributo di sangue versato
dall'Italia e dalla Sicilia in questi anni pesa come un macigno e
non conosce ristoro.
I nostri militari, come questi alpini caduti, si dedicano con
abnegazione alla sicurezza dei popoli, alla salvaguardia di vite
umane, al sostegno ai processi democratici, alla tutela dei diritti
umani e alla costante ricerca di pace; ma costruire pace è
difficile, richiede una diplomazia condivisa, la sconfitta delle
derive terroristiche che imperversano nel mondo e la capacità di
dialogo tra le Nazioni, oltre che la forza e il coraggio di credere
e di perorare valori radicati nella verità della vita e, sempre e
comunque, richiede anche un tragico e altissimo prezzo da pagare.
Questi giovanissimi alpini uccisi, Marco, Francesco, Gianmarco,
Sebastiano, hanno pagato questo prezzo e dimostrato amore estremo
verso i più deboli, scegliendo una missione per rispondere, con
impareggiabile spirito di servizio, alle attese di quanti soffrono,
oltre che a quelle del loro Paese.
Oggi, simbolicamente, essi diventano figli di tutti noi e risuona
in modo assordante l'eco del vuoto che lascia la loro perdita.
L'attacco di sabato arriva in un momento cruciale della presenza
italiana in Afghanistan. E' l'ultimo tragico episodio di
un'escalation iniziata l'anno scorso e caratterizzata da una
pressione sempre più forte dei talebani verso la zona controllata
dal contingente italiano. Così, ancora una volta, celebriamo
tristemente il momento del cordoglio.
In nome di questi ragazzi e dei tanti caduti in questa come in
altre missioni, onorevoli colleghi, cerchiamo soluzioni di pace per
il mondo, per l'Italia, per la Sicilia e ritroviamo anche nel
nostro vivere quotidiano i toni del dialogo con l'altro e del
confronto pacato, perché questo è il primo piccolo seme su cui
s'innestano condizioni di civiltà e di convivenza pacifica.
Alla famiglia di Sebastiano Ville - figlio di questa terra - e a
quelle di tutti gli alpini caduti e all'Arma stessa giunga il
rinnovato cordoglio dell'Assemblea regionale siciliana insieme al
nostro sentimento di profonda solidarietà.
Invito quindi l'Aula a tributare un minuto di silenzio a questi
valorosi soldati.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento posto
all'ordine del giorno è sicuramente un argomento importante che va
dibattuto, ma prima di questo argomento riteniamo che ci sia un
tema molto più delicato che quest'Aula aveva iniziato ad affrontare
e che è stato rinviato perché era stata posta, da parte mia, una
questione legata agli articoli 13 e 14 della Finanziaria.
Quest'Aula prima della pausa estiva doveva affrontare la
situazione economica e finanziaria della Regione siciliana e in
quella seduta era stato evidenziato che il Governo aveva omesso di
presentare i documenti e quindi rappresentare a questo Parlamento e
a tutti i siciliani quale è la vera situazione finanziaria in cui
versa la nostra Regione.
Il Parlamento ha voluto gli articoli 13 e 14 per fare una
operazione di trasparenza. Devo dare atto che l'allora assessore
per il bilancio, onorevole Cimino, concordò con me e diede il suo
parere favorevole affinché una volta per tutte si mettesse un punto
di verità.
Noi sappiamo bene che la situazione finanziaria è drammatica,
sappiamo bene che i lavoratori della forestale, per esempio, non
vengono pagati dal mese agosto e alcuni dal mese di giugno;
sappiamo bene che ad alcuni comuni dell'Isola a malapena è stata
appena data la seconda rata, e a 160 è stata trattenuta l'intera
seconda rata con il rischio di non ricevere neanche la terza rata;
ma cosa ancora più grave è che sappiamo che verrà acceso
definitivamente un mutuo per recuperare 860 milioni di euro ed
usare questa liquidità per far fronte alle spese correnti.
Sappiamo, e non sono più indizi, che siamo al dissesto
finanziario.
Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo iniziato ad
analizzare, abbiamo tentato di analizzare la reale situazione
finanziaria della Regione siciliana a luglio e non si è riproposto
oggi come tema fondamentale e pregnante? Aggiungo ancora di più:
assistiamo a tagli spot, a tutta una serie di provvedimenti di
grande risanamento strutturale che poi, a conti fatti, equivalgono
a due, trecentomila euro di taglio della spesa corrente. Leggiamo
sui giornali del taglio del dieci per cento dell'indennità degli
assessori che sono poi 400 euro al mese
E allora, perché, signor Presidente, oggi sto ponendo una
questione pregiudiziale a tutti gli effetti? Questo Parlamento, una
volta per tutte, deve affrontare questo tema, perché una cosa è
certa: in passato si sono utilizzati i mutui - assessore
Centorrino, lei non c'era - finalizzati e iscritti in bilancio per
investimenti per prendere quella liquidità e far fronte alle spese
correnti.
Quando abbiamo approvato la finanziaria avevo già detto in questo
Parlamento che c'era non solo un problema di competenza, e ci sarà
perché se partirà la Cabina di regia nazionale di gestione unica
dei FAS noi ci ritroveremo nel nostro bilancio a dover togliere
circa un miliardo e duecentomila euro di risorse, di entrate. Avevo
detto che, al di là delle competenze, il vero problema era la
cassa; avevo sostenuto in questa Aula durante il mio intervento in
finanziaria, che non c'erano le risorse per arrivare al mese di
settembre. Purtroppo, mi sono sbagliato probabilmente di un mese;
infatti, se oggi si corre ad accendere un mutuo che è stato
autorizzato precedentemente di 860 milioni di euro è perché bisogna
pagare le spese correnti.
Ne ho citato solo alcuni perché se parliamo con i lavoratori della
forestale, sanno tutti bene che nonostante l'impegno assunto dal
Governo, nonostante l'allora assessore Cimino garantì la copertura
finanziaria, è nato un problema di liquidità.
Il Governo deve assolutamente venire in Aula per riferire a questo
Parlamento, alla Sicilia e ai siciliani come stanno le cose. E mi
rivolgo soprattutto alla nuova gamba di questa maggioranza che
hanno sempre fatto i moralizzatori sulla spesa e hanno fatto i
moralizzatori su quelli che sono i presunti interventi di
risanamento strutturale della finanza.
Per rispondere a un collega, Forza del Sud nasce anche per questo,
signor Presidente, nasce perché è il momento di collegare il
sinonimo di autonomia soprattutto ad autonomia finanziaria, a
lanciare un grande progetto che parte prima dal risanamento delle
nostre casse e, quindi, realmente ad essere soggetto forte.
Noi chiediamo al Governo che venga in Aula al più presto, così
come prevedono gli articoli 13 e 14 della finanziaria, i cui
termini sono scaduti il 30 giugno, per riferirci una volta per
tutte come stanno le cose e, soprattutto, la smetta di fare
provvedimenti spot che sotto il profilo finanziario sono soltanto
interventi demagogici di cui in Aula dimostreremo l'infondatezza e
l'inutilità.
CRACOLICI. A che ora inizia la campagna elettorale?
PRESIDENTE. Credo sia cominciata da un pezzo, onorevole Cracolici,
e perché si chiuda passerà molto, molto tempo
Onorevoli colleghi, in merito al II punto dell'ordine del giorno,
Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate per
garantire il diritto allo studio e fronteggiare la crisi
occupazionale che investe il settore della pubblica istruzione in
Sicilia', informo che è pervenuta, da parte dell'onorevole Maira,
una nota che così recita: Preso atto che presso la Commissione
Lavoro di questo Parlamento si è appreso che il Governo della
Regione ha varato una delibera che riordina il settore della
formazione professionale; in considerazione che di tale atto del
Governo non si conoscono ancora i dettagli e che, invero, appare
del tutto evidente la paralisi del settore della formazione
professionale in merito all'utilizzo delle risorse del Fondo
Sociale Europeo; ritenendo opportuno che le comunicazioni del
Governo previste in data odierna, nella seduta pomeridiana, non
possano limitarsi alle tematiche inerenti la crisi occupazionale
che investe il personale docente e non della scuola dell'obbligo,
ma dunque a tutti i comparti della formazione e dell'istruzione,
chiediamo il rinvio della seduta per consentire un più ampio e
approfondito dibattito che tenga conto anche delle forti
ripercussioni che la riforma del settore della formazione
professionale avrà sul personale in esso occupato .
Preciso che ho dato comunicazione di una richiesta che è stata
avanzata dal Presidente di un Gruppo parlamentare; ovviamente,
saranno poi il Governo e l'Aula a decidere in tal senso.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine del lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, desidero che l'Assemblea prenda atto
di un problema su cui, ormai, non so più in che modo far capire al
Governo che è necessario intervenire. Per la mia parte ho chiesto
un'audizione in Commissione e mi riferisco in particolar modo alle
problematiche della CRIAS. Il Governo penso che lo sappia - ormai
lo sanno tutti - che sono in corso delle promozioni che sono state
avviate in maniera blindata. Di questo argomento se ne è parlato
tanto, addirittura l'allora direttore in carica, oggi non lo è più,
aveva chiesto di bloccare tutto.
Non so più cosa fare affinché il Governo risponda velocemente.
E' stata presentata una interrogazione, è stata fatta un'audizione
in Commissione; tutti sono d'accordo ma, di fatto, l'assessore per
le attività produttive non fa nulla. Ci sono atti che resteranno,
la Corte dei Conti si è pronunciata.
Intervengo, oggi, in questa sede perché è presente l'assessore per
la formazione che rappresenta il Governo, e come tale penso debba
prendere un immediato provvedimento e il Presidente della Regione
si faccia carico di questo problema perchè ogni giorno che passa si
acquisisce sempre di più il titolo di quanto è stato fatto, che è
prettamente illegittimo.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, intervengo sulla richiesta
dell'onorevole Maira, proprio a maggiore chiarimento.
Io ritengo che il dibattito che oggi doveva tenersi in quest'Aula
sicuramente sarebbe stato monco e privo di un aspetto molto
importante anche alla luce delle informazioni che oggi sono emerse
nell'ambito della Commissione Formazione, di cui sono componente.
Abbiamo appreso che il Governo nelle settimane scorse ha varato una
riforma della formazione i cui contenuti ancora non ci sono noti,
se non perché abbiamo appreso soltanto oggi dalle indicazioni
dell'Assessore.
Peraltro, anche la drammatica situazione nella quale versa
l'utilizzo delle risorse finanziarie destinate alla formazione con
il Fondo Sociale Europeo impongono oggi una riflessione che sia più
ampia.
Credo che quando si parla di formazione, lo dico in nome del mio
Gruppo, non si può parlare semplicemente della formazione che si fa
in aula, che si fa a scuola, quindi che si fa a carico dello Stato.
Oggi dobbiamo affrontare un problema che si chiama formazione. ma
che si chiama formazione perché oggi su questo argomento la
Regione ha un ruolo fondamentale.
Lo dico soprattutto perché quando si fa riferimento, per esempio,
alla riforma che l'Assessore Centorrino, oggi, in qualche modo ci
ha rappresentato sicuramente ci sono dei percorsi formativi, che
sono quelli che si fanno, appunto, nel corso di studio statale, che
vanno ad interferire e si vanno ad intrecciare con i possibili
percorsi che il Fondo Sociale Europeo potrebbe finanziare.
L'OIF, ossia una forma di obbligo formativo, che può essere
assolto dalla scuola insieme agli enti di formazione, per esempio,
per metà a carico della Regione, oggi viene stravolto da quelli che
sono i tagli alla spesa che il Governo ci propone.
Possiamo non parlare di questo argomento? Così come possiamo non
parlare delle spese di funzionamento delle scuole che vengono da
parte della Regione falcidiate ancora una volta?
Io credo che quando si affronta il tema della formazione, che è un
tema particolarmente scottante e delicato, bisogna avere l'onestà
intellettuale di affrontare uno dei temi più importanti proprio
perché va a disegnare quella che sarà la classe dirigente del
domani.
Non dimentico ancora le parole della dottoressa Palocci quando in
un convegno, anni fa, disse che il Fondo Sociale Europeo,
riferendosi appunto alla formazione, sarebbe diventato il seme che
avrebbe permesso agli imprenditori del futuro di trovare forza
lavoro pronta da immettere nel mercato. Credo che tutto questo non
sia avvenuto, così come credo che chiaramente nell'ambito della
scuola esistono ancora dei problemi che riguardano il personale,
problemi gravi che affliggono tantissime famiglie. Ma sarebbe
assolutamente parziale affrontare oggi un dibattito volendo
soltanto valutare le responsabilità di un Governo nazionale e non
tenere conto del fatto che il nostro Statuto ci dà ampia autonomia
in tema di formazione.
Lo dice già, peraltro, la riforma che è stata attuata, e che da
quest'anno sarà vigente, che riguarda gli istituti professionali
oggi a carico della Regione sia per funzionamento che per quanto
riguarda i percorsi formativi.
Quindi, ritengo che sia completo e serio da parte del Governo
venirci a rappresentare, anche in termini economici, quello che
intende fare quando si parla di formazione perché, ripeto,
affrontiamo uno dei temi più delicati perché in teoria - purtroppo
ormai questo Governo parla soltanto in termini assolutamente
astratti - dovrebbe costituire il domani di questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di fronte alle richieste,
soprattutto questa di sospensiva del dibattito, ovviamente se il
Governo è d'accordo e se l'Aula è d'accordo a dedicare una seduta
che comprenda l'intera materia allora ci atteggeremo in questo
senso; ma ci deve essere un sostanziale accordo del Governo e
soprattutto dell'Aula.
CRACOLICI. Signor Presidente, non è un'assemblea popolare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'è una richiesta di sospensiva
presentata, a termini di Regolamento su tale richiesta sono
consentiti un intervento a favore ed uno contro, a meno che non c'è
una sostanziale condivisione da parte di tutti di procedere ad una
discussione unificata sull'argomento.
Era questo ciò che intendeva dire la Presidenza.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sorpreso
della richiesta dell'onorevole Maira che in altre circostanze aveva
insistito perché si discutesse di un problema che ha effetti
drammatici sulla Sicilia quale l'attuazione concreta, pratica,
della legge Gelmini.
Abbiamo visto nelle scorse settimane l'iniziativa assunta da tanti
lavoratori della scuola che hanno perso il posto di lavoro. Io non
entro nel dettaglio. Il Gruppo PD ha presentato un ordine del
giorno pensando di raccogliere su questo terreno il consenso
unanime dell'Aula, perché c'è un riflesso negativo molto grave sul
piano occupazionale per i lavoratori della scuola in Sicilia, ma
anche rispetto alla qualità dell'offerta di istruzione pubblica, in
quanto i nostri bambini, i nostri ragazzi vengono penalizzati dalle
scelte contenute nella legge Gelmini così come è attuata in
Sicilia, sulla base di disposizioni ministeriali.
Il tema della formazione, che è sicuramente importante, è in
maniera del tutto evidente distinto, anche perché, per quanto
riguarda la formazione, c'è una potestà legislativa esclusiva da
parte della Regione e - come è stato ricordato - il Governo ha
pensato di operare attraverso un provvedimento amministrativo per
correggere alcune storture, che io considero da correggere
urgentemente, del settore formativo in Sicilia per dare anche una
sicurezza ai lavoratori che già operano, ma evitando quello che è
successo negli anni passati, cioè un proliferare di corsi inutili,
un proliferare di enti che ha determinato un carico di personale
assolutamente stratosferico che è stato oggetto di tante critiche
anche da parte della stampa nazionale, della Corte dei conti e così
via.
Io considero quel provvedimento coerente con questa impostazione,
ma non elude la possibilità per l'Assemblea regionale siciliana di
legiferare come è nelle sue prerogative.
D'altro canto, in Commissione stamattina - era presente anche il
Presidente Formica - abbiamo detto questo. Gli uffici
dell'Assemblea, fra l'altro, ci forniranno tutti i pareri sulla
opportunità che la Commissione di merito si esprima prima che la
delibera venga attuata.
L'assessore ha dato la massima disponibilità, in ogni caso, a
raccogliere tutti i suggerimenti e le proposte che verranno dalla
Commissione e dal Parlamento.
Quindi, c'è tutto il tempo per affrontare tranquillamente questo
tema.
Non vedo la connessione, anche perché il tema dell'attuazione
della riforma Gelmini in Sicilia è già operativo. Il Parlamento
siciliano ha il dovere di pronunciarsi su una questione di
stringente attualità e dare un segnale a tutti coloro - precari,
operatori della scuola, genitori, alunni - che stanno vivendo sulla
loro pelle, in quest'apertura dell'anno scolastico, gli effetti
straordinariamente negativi dell'attuazione della legge Gelmini.
Credo che il Parlamento non si debba sottrarre a questa
responsabilità, perché oggi è giusto discutere di questo - anzi,
forse siamo un po' in ritardo per ragioni in parte comprensibili -
e non, invece, eludere il tema o addirittura mischiarlo con la
questione della formazione che, addirittura - ripeto - non c'entra
nulla con la condizione drammatica della scuola pubblica in
Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, è veramente paradossale che il
Parlamento voglia discutere su ciò su cui non può intervenire - e
comunque siamo fuori tempo massimo - e non voglia discutere su ciò
che, invece, è di pertinenza di questa Regione e che ha avuto una
impostazione da parte del Governo stesso come procedimento
unificato.
PANARELLO. Si può discutere pure della formazione. Comunque,
questo commento se lo poteva risparmiare
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fugare
qualche equivoco. Certamente, da parte nostra, che abbiamo
presentato questa richiesta di discussione, non c'è la minima
intenzione di volerci sottrarre ad essa, anche perché avremmo
argomenti che ci consentono di uscire a testa alta da quest'Aula.
Ne cito due: innanzitutto il Presidente della Regione, che non ci
onora della sua presenza, dovrebbe ricordare il voto che ha
espresso sull'argomento della riforma Gelmini, perché i deputati
dell'MPA hanno votato a favore.
Quindi, è un argomento particolarmente piacevole, per noi che
siamo opposizione in quest'Aula e opposizione di questo Governo,
ricordare ai Siciliani, proprio a tutte quelle famiglie che vivono
il disagio del precariato della scuola ed a cui faceva riferimento
il collega Panarello, avremmo tanto piacere di ricordare la
posizione ibrida dell'MPA e del Presidente Lombardo. A quest'ultimo
ricorderemo, con altrettanto piacere, come è stato allontanato,
protetto dalla Digos, nel suo improvvido intervento tra i precari
che qualche giorno fa protestavano davanti al Provveditorato agli
studi di Palermo.
Riteniamo, pertanto, di essere nella posizione giusta e il
Governo, e questa maggioranza, che insiste per la discussione in
Aula di questo argomento, da noi voluto e proposto, sono certamente
dalla parte del torto. Perché la richiesta di rinvio?
Signor Presidente, in via amministrativa il Governo, e non so fino
a che punto sotto l'aspetto normativo sia corretto, ha posto mano
ad una delibera di governo che ha riformato il sistema della
formazione.
Il Governo, con una totale assenza di confronto democratico con
quest'Aula - quel confronto che in tante altre occasioni il PD ha
reclamato come un fatto formale e sostanziale di rispetto per
l'Aula - senza alcun confronto, senza alcuna notizia, senza alcun
passaggio informale o formale dalla commissione specifica, ha
adottato una riforma.
Ogni benpensante, e noi siamo dei benpensanti che operiamo
nell'interesse della Sicilia, nell'interesse specifico della
formazione e della scuola, crediamo che la formazione non possa
essere vista come un fatto specifico ed astratto dal sistema
complessivo della formazione e della scuola.
Vogliamo parlare dei precari, anche per le affermazioni che sono
state fatte, per un verso, dall'assessore quando ha dichiarato che
il Governo era impreparato su questo problema, così come anche per
le varie affermazioni, queste giuste, dell'assessore quando ha
affermato che la formazione non può essere vista astrattamente dai
problemi generali della scuola in Sicilia e quando ha affermato che
si dovrebbero trovare degli strumenti per consentire, attraverso
l'intervento della Regione siciliana, la possibilità di eliminare
il precariato della scuola in Sicilia.
Restava solo il problema del punteggio per vedere se potevamo o
meno riconoscere, ai fini della sistemazione definitiva, il lavoro
prestato nell'Amministrazione regionale della formazione o della
scuola, ai fini del punteggio dei titoli per la sistemazione
definitiva del precariato.
E' scandaloso che noi si chieda un confronto a 360 gradi su tutta
questa materia?
E' scandaloso sforzarci di trovare, nell'interesse dei precari,
delle soluzioni che possano servire a tutti?
Noi crediamo di no. D'altro canto, Presidente, quando il Governo,
sostanzialmente, ci viene a dire, stasera, di non essere in grado
di affrontare nella sua complessità questo argomento, insistere
diventa pretestuoso.
Siccome su questa vicenda non ci possono essere differenziazioni
di colore politico perché è una vicenda che riguarda precari che
sono aderenti idealmente a qualunque gruppo politico di questa
nostra Sicilia e di quest'Aula, ritengo che, con molto sforzo di
benpensanti, dovremmo fissare una apposita seduta d'Aula nella
quale affrontare, a 360 gradi, il problema della scuola e della
formazione, convinto come sono che nessun argomento di questo tipo
può essere affrontato in Aula se prima non sappiamo esattamente
qual è la riforma sulla formazione che il Governo ha adottato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a norma di Regolamento, abbiamo
dato la possibilità di parlare due a favore e due contro, quindi
sulla richiesta dell'onorevole Maira si deve pronunciare l'Aula per
alzata e seduta.
La procedura, per Regolamento, prevede che la richiesta, ove non
intervenga un accordo complessivo, sia sottoposta al voto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, quello che suggerisco a tutti i
colleghi è di evitare che le naturali divergenze politiche e anche
le necessarie operazioni d'Aula possano comunicare all'esterno
questioni piuttosto che altre, e diventino, però, un modo per farci
confondere tutti.
Abbiamo deciso, 15 giorni fa circa, di portare in Parlamento, per
la seconda volta per la verità, perché anche l'anno scorso
l'abbiamo trattato, la questione della scuola in Sicilia e
l'emergenza precari su richiesta dell'UDC, aggiungo, e su richiesta
del PD, chiedo scusa, il PID.
Mi fa impressione il PID , perché si confonde con il PD.
Detto questo, avevamo definito un calendario dei lavori, tutti
d'accordo per trattare oggi il tema della scuola; oltretutto in
quinta Commissione, stamattina, si è trattata la questione della
delibera sulla formazione professionale.
CARONIA Non si è trattata
CRACOLICI. No, non si è trattata L'assessore è venuto a fare una
passeggiata, era lì per caso Vorrei suggerire la regola
parlamentare che funzionerebbe così, almeno dovrebbe funzionare: si
presenta una mozione, se ne chiede in Conferenza dei capigruppo la
calendarizzazione e trattiamo un argomento garantendo a tutti la
possibilità di trattare tutto quello che si vuole. Ma non alla
viva il parroco ; cioè, si viene in Aula, mi passa un'idea per la
testa e chiedo che venga trattata.
Scusate, siamo un Parlamento, abbiamo un ordine del giorno.
Oggi si può decidere di non trattare la questione posta all'ordine
del giorno, si chiede il rinvio, si chiede tutto quello che si
vuole. Ma non si può chiedere di trattare un'altra cosa perché non
siamo una bocciofila, siamo un Parlamento che funziona con un suo
calendario e un suo ordine del giorno.
Pertanto, se i colleghi non voglio più trattare la questione
scuola che noi, invece, vogliamo trattare, per essere chiari,
dicano che non la vogliono trattare, si voti e si decida.
Ma il fatto di non trattare quella per trattare altre cose,
consentitemi di dire, colleghi, non è una procedura parlamentare.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto a
confermare, ancora una volta, come io non accetti le lezioni
dell'onorevole Cracolici, il quale non può dare lezioni di
democrazia, visto che governa avendo perso le elezioni, figurarsi
se può darci lezioni di disciplina d'Aula'. Queste noi le
rimandiamo a lui e al suo partito.
Fatta questa premessa, noi credevamo di avere chiarito, prima con
l'intervento dell'onorevole Caronia e poi, in maniera assolutamente
chiara, con quello dell'onorevole Maira che non solo non abbiamo
intenzione di non trattare il tema della scuola, come in maniera
fasulla qualcuno vuole sostenere in Aula, ma che abbiamo anche
l'intenzione di trattare il tema della formazione, posto che
stamattina in Commissione - ma l'onorevole Cracolici non si è
informato - l'Assessore è venuto a tratteggiare quella che il
Governo Lombardo chiama riforma', perché non la conosce nessuno, e
forse l'hanno fatta in Giunta proprio per poterla chiamare
riforma' così se ne aggiungerà un'altra quando si parla sui
giornali e si fanno le conferenze stampa, ma ci si è limitati a
dire che quelli erano alcuni tratti e che dopo ci si sarebbe
aggiornati per comprenderne la percorribilità.
Rispetto a questo tema, che per noi è chiaro, noi stiamo chiedendo
all'Aula non il voto, signor Presidente, quindi io la comprendo
bene e la ringrazio, perché lei sta applicando il Regolamento.
Ma la nostra non era una sfida all'Aula per il voto, era la
volontà di cercare una condivisione su una richiesta che veniva da
noi e che chiedeva un incontro con gli altri colleghi per trattare
insieme, nella prossima seduta possibile, entrambi i temi avendo
più chiara la cosiddetta riforma della formazione e avendo e
comprendendo se la riforma della formazione poteva avere refluenza,
come noi oggi astrattamente riteniamo, non avendola ancora vista,
sul problema precari della scuola.
Tutto qui, signor Presidente, nessuna lesa maestà né all'onorevole
Cracolici né al Governo né al Presidente Lombardo, nessuna lesa
maestà Soltanto la volontà di trattare in maniera unitaria
entrambi i temi.
Se i colleghi hanno il garbo istituzionale - e di questo li
ringraziamo anticipatamente e ce ne ricorderemo - di non accedere
ad una nostra richiesta che era di bon ton istituzionale, né più e
né meno, ne prendiamo atto, non vogliamo neanche votare, possiamo
proseguire.
Ribadiamo, è una richiesta: perché non trattiamo insieme di due
temi la settimana prossima? Tutto qua, ne più ne meno, non vogliamo
un voto d'Aula.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, siamo in fase di votazione,
altrimenti la Presidenza prende autonomamente la decisione che non
piace all'onorevole Cracolici, di intervenire. Ne ha facoltà.
Dopodiché si passa alla votazione per rispettare il Regolamento.
RINALDI. Signor Presidente, le sembra normale che in un'Assemblea
convocata con all'ordine del giorno un problema così importante che
riguarda la crisi occupazionale, il settore della scuola, vi sia
stata una decina di interventi sull'ordine dei lavori che hanno
trattato argomenti che nulla avevano a che fare con il problema
della scuola se non quello richiesto dall'onorevole Maira che
chiede il rinvio per la discussione contemporanea del settore della
formazione con quello della pubblica istruzione?
Vorrei chiedere ai colleghi del PID se è possibile - visto che
questo argomento era già stato rimandato anche la volta scorsa,
perché quando l'UDC aveva chiesto di rimandare l'argomento al 13
ottobre, perché vi era una riunione importante del loro partito -,
vorrei chiedere gentilmente se questa volta possiamo trattare
l'argomento della scuola e prendere l'impegno in quest'Aula di
trattare, subito dopo, l'argomento della formazione che per me può
essere anche domani o martedì alla prossima convocazione. E' questa
la mia richiesta.
Stamattina in Commissione Cultura, formazione e lavoro' la
riforma non era all'ordine del giorno perché non si trattava di
riforma, l'assessore ha avuto la bontà di trasmettere la delibera
che è stata approvata dalla Giunta come atto amministrativo.
I dubbi, le perplessità che sono sorte stamattina in Commissione
hanno fatto sì che si stabilisse di rimandare la discussione alla
prossima settimana per capire se l'atto deliberato dalla Giunta può
essere considerato tale oppure deve necessariamente passare prima
dalla Commissione e poi dall'Aula.
In attesa di questi chiarimenti, noi non possiamo cominciare a
trattare il problema della scuola che è urgente e, successivamente,
la prossima settimana, avuti questi chiarimenti, trattare il
problema della Formazione?
PRESIDENTE. Sulla richiesta di rinvio presentata dagli onorevoli
Maira, Cordaro ed altri, hanno parlato più di due oratori a favore
e più di due contro, così come prevede il Regolamento.
Pongo in votazione, per alzata e seduta, la richiesta di rinvio
avanzata dall'onorevole Maira.
Chi è favorevole al rinvio resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
fronteggiare crisi sulla pubblica istruzione in Sicilia
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate per
garantire il diritto allo studio e fronteggiare la crisi
occupazionale che investe il settore
della pubblica istruzione in Sicilia
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, al II punto dell'ordine del
giorno: Comunicazioni del Governo in ordine alle iniziative avviate
per garantire il diritto allo studio e fronteggiare la crisi
occupazionale che investe il settore della pubblica istruzione in
Sicilia.
Ha facoltà di parlare l'assessore Centorrino per rendere le
comunicazioni del Governo.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volutamente
non entro nel merito della questione, però, devo ricordare che
stamattina si è svolta un'appassionata discussione in sede di
Commissione e si era raggiunto l'accordo di rinviare questa
discussione alla prossima settimana proprio per verificare l'atto
amministrativo che io avevo presentato alla Commissione.
Presidenza del vicepresidente ODDO
Quindi, mi sembrerebbe relativamente inopportuna una discussione
in Aula di questo atto amministrativo, se prima non è stato
definito in tutti i suoi particolari.
Comunque permettete, prima di iniziare il discorso, di rivolgere
un pensiero, così come il Presidente l'ha rivolto ai caduti in
Afghanistan, ad un giovane dottorando dell'Università di Palermo
che nelle settimane scorse si è suicidato, si chiamava Norman
Zarcone, e il suo suicidio è stato un grido di dolore verso noi
tutti perché ci ha fatto capire come, molto spesso, nella foga
della politica dimentichiamo problemi quotidiani che attengono ai
giovani e al loro dialogo con le istituzioni e, quindi, vorrei che
l'Assemblea rivolgesse un pensiero a questo giovane che sarà
ricordato oggi all'Università di Palermo.
Come voi sapete, la legge numero 133 del 2008 ha previsto, nel
triennio 2010, 2011 e 2012, una riduzione dei posti in organico
nella scuola pubblica, pari a 140 mila unità tra docenti e
personale ATA. Questi tagli vengono riferiti, in maniera non
corretta, alla riforma Gelmini perché sono a prescindere dalla
riforma Gelmini.
La riforma Gelmini è una revisione dei programmi didattici e
dell'offerta didattica; i tagli, invece, attengono alla spesa del
Ministero e penalizzano, in questo triennio, 140 mila unità.
In particolare, per la Sicilia la riduzione di 140 mila unità, in
quest'ultimo anno, ha comportato un sacrificio dell'organico di
4.350 posti sia di docente, sia di personale ATA.
Che cosa ha fatto questo Assessorato? Intanto, bisogna tenere
presente il contesto. Sentivo qualcuno dire: si è votato contro, si
è votato a favore, eccetera. Questi tagli sono stati inseriti
nell'ambito di una finanziaria che mirava a mantenere l'equilibrio
nei conti pubblici.
Quello che non era prevedibile era che questi tagli sarebbero poi
stati applicati in maniera lineare e non, cioè, considerando le
diverse situazioni delle Regioni su cui si sarebbero dovuti
applicare.
Non possiamo negare che, senza questi tagli, l'equilibrio dei
conti pubblici sarebbe stato in difficoltà. Si sono tagliati 8.000
miliardi, così come dobbiamo rammaricarci, purtroppo, che questi
tagli non siano stati applicati tenendo presente le situazioni
delle regioni, ma siano stati applicati in maniera tale da
penalizzare tutte le Regioni senza considerare il punto di
partenza.
Gli effetti che si sono avuti sono stati effetti di
disoccupazione, sono stati effetti di peggioramento della qualità
dell'offerta didattica, sono stati effetti di sovraffollamento
delle aule, sono stati effetti di problemi della sicurezza degli
edifici. Ma, soprattutto, il taglio più devastante che abbiamo
sopportato, e sul quale dobbiamo cercare di recuperare, è il taglio
delle cosiddette prime classi a tempo pieno.
In questo momento noi registriamo un grandissimo divario, un
grandissimo squilibrio, tra l'applicazione del modello tempo
pieno' in Sicilia e l'applicazione tempo pieno' nelle altre
Regioni. Qualcuno ha voluto quantificare questo squilibrio e ha
trovato che è come se gli studenti siciliani facessero
complessivamente cinque anni in meno di scuola
Che cosa ha fatto questo Governo e questo Assessorato? Ha provato
a fare delle pressioni sul Ministero perché un parte di questi
tagli si potesse recuperare. C'è stata l'approvazione di una
mozione da parte dell'Aula che chiedeva il rinvio della riforma
Gelmini e questa richiesta dell'Aula è stata accompagnata da una
lettera, che è stata inviata al Ministro Gelmini.
Ci sono stati due incontri con il sottosegretario Pizza e la
segreteria tecnica del Ministro e ci sono state anche delle
sollecitazioni che hanno avuto qualche effetto sui dirigenti
scolastici provinciali perché provassero a recuperare alcune
situazioni.
Nella sostanza, il risultato che si è avuto è un tentativo, in
qualche modo, di ammorbidire l'impatto negativo di questo tagli.
Credo che un contributo a ridurre questo impatto negativo possa
venire da tre progetti, finanziati con il Fondo sociale europeo,
che sono in corso e che riguardano delle azioni educative e di
promozione della legalità, un progetto finanziato con 50 milioni di
euro, degli avvisi per il successo scolastico per gli alunni
diversamente abili - l'abbiamo fatto già un anno, lo ripetiamo
quest'anno sperando di evitare gli errori dell'anno scorso - e un
avviso sulle scuole a rischio nelle aree disagiate. L'insieme di
questi tre progetti, se andassero a regime, dovrebbe prevedere il
possibile impiego di tremila soggetti.
Voglio rispondere all'onorevole Maira dicendo che, per questi
soggetti inseriti nei progetti, dovrebbe essere assicurato il
punteggio scolastico e questo avverrà attraverso la firma di una
convenzione tra la Sicilia e il Ministero che, spero, di poter
concludere nei prossimi giorni.
Resta, ovviamente, il fatto che questi progetti impiegano
indirettamente docenti, non li impiegano nella loro veste ma in
un'altra veste. Però, è un ammortizzatore, se così lo vogliamo
chiamare, per potere ridurre il disagio. Così come credo resta
l'impegno di tutta l'Assemblea per fare con anticipo, rispetto a
quanto non si sia fatto l'anno scorso, un'azione di protesta contro
tagli nella scuola condotti in maniera non lineare che penalizzano
particolarmente la Sicilia.
Abbiamo visto gli effetti della penalizzazione, ripeto, nella
disoccupazione; abbiamo visto gli effetti della disoccupazione nel
sovraffollamento delle classi; lo stiamo vedendo, perché ci
giungono messaggi da ogni parte dei comuni, nella sicurezza degli
edifici che non sono molto spesso attrezzati a questi numeri. Devo
dare atto che la scuola siciliana sta mostrando grandissime
capacità di adattamento e di reazione.
Nel confermare il mio personale disagio verso questi tagli e il
desiderio fortissimo, almeno per l'anno prossimo, di riuscire a
condurre un'azione efficace per ridurli, posso però onestamente
dire che la Regione siciliana ha messo sul tappeto tutti gli
strumenti che poteva mettere per provarne a minimizzare i danni.
Come vedete, c'è un collegamento con l'utilizzo dei fondi sociali
europei ma è un collegamento che non attiene, onorevole Caronia,
all'attività di formazione ma attiene, invece, a dei progetti che
sono strutturati per la scuola e che riguardano, appunto,
l'educazione alla legalità, l'assistenza ai disabili, l'assistenza
alle scuole che agiscono in zone disagiate.
Mi auguro che quanto ho detto sia stato ritenuto sufficiente per
documentare l'azione della Regione su questo problema.
Ricordava l'onorevole Maira che il Presidente Lombardo è stato
insultato dai precari. In quella occasione, in effetti, c'è stata
una reazione. Però, possiamo pure dire che, in altre occasioni,
invece, c'è stato un rapporto con i precari che è stato
particolarmente fruttuoso nel senso che i precari hanno apprezzato
l'azione della Regione che veniva condotta in loro favore.
Sperando che nei prossimi giorni questo tema si possa riaprire,
anche in coincidenza con un dibattito sulla formazione, terrei a
dire all'onorevole Maira soltanto un piccolo accenno: quello che
abbiamo fatto non è una legge di riforma o una legge camuffata da
atto amministrativo. Quello che noi abbiamo fatto con riferimento
alla riforma - lo abbiamo detto in Commissione - è un tentativo di
razionalizzare la legge 24 sfruttando lo stesso articolo della
legge 24, l'articolo 5. La legge 24 è del 1976 e, saggiamente,
aveva previsto in un articolo la possibilità di essere
continuamente aggiornata. Ci sarà tempo per ritornare su questo.
Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso per le intemperanze ma vi
voglio assicurare che parlare ad una Aula distratta di problemi
così importanti è un esercizio molto difficile.
Spero che la distrazione sia dovuta ad una mia incapacità e non ad
un distacco rispetto a problemi che hanno riguardato il tessuto
della società siciliana, hanno riguardato i nostri figli, hanno
riguardato le nostre famiglie.
PRESIDENTE. E iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho insistito
perché si discutesse di questa mozione non perché avevo temuto che
i colleghi transitati al PID e quindi oggi a sostegno della Gelmini
non volessero discutere della scuola, ma perché ritenevo, al di là
delle posizioni che legittimamente ognuno ha rispetto al governo
nazionale, che tutto il Parlamento siciliano abbia il dovere di
prendere atto della situazione drammatica che l'attuazione della
legge 133 del 2008 determina in Sicilia.
In ragione di questo, il Gruppo parlamentare del PD, ha presentato
un ordine del giorno - che sarà messo in votazione a conclusione
della seduta - che, fermo restando la critica alla legge Gelmini,
alla sua ispirazione, ai suoi contenuti che noi consideriamo non
un progetto di riforma ma un modo per concorrere alla contrazione
della spesa pubblica, così come deciso dal Ministro Tremonti
realizzando però un fatto molto grave, considerando l'istruzione,
come pure la ricerca, tutto il settore dell'istruzione pubblica,
alla stregua della spesa corrente e non come un settore nel quale
investire per migliorare e rendere più competitivo, anche dal punto
di vista produttivo, il nostro Paese.
Ma al di là di questo aspetto che è noto ha visto negli anni
passati il PD contrastare con vigore l'iniziativa del ministro
Gelmini e della maggioranza di centro destra che governa il Paese,
noi vogliamo che il Parlamento tutto prenda atto degli effetti che
questa normativa ha determinato, intanto, dal punto di vista
sociale e cioè per quanto riguarda gli operatori della scuola; se
dovesse essere accolta così come proposta dal Ministro Gelmini,
l'intera manovra in tre anni, noi avremmo una perdita secca di
posti di lavoro nella pubblica istruzione, assolutamente e
straordinariamente negativa sia per quanto riguarda gli insegnanti,
sia per quanto riguarda il personale ATA sia per quanto riguarda il
tema delicatissimo degli insegnati di sostegno, che mette in
discussione, fra l'altro un principio costituzionale e ripetuti
pronunciamenti della Corte Costituzionale che considerano il
sostegno agli alunni disabili un dovere da parte dello Stato.
Ecco perché nel nostro ordine del giorno noi chiediamo che il
parlamento si pronunci perché la legge Gelmini e i suoi parametri
vengano rimodulati per quanto riguarda l'attuazione in Sicilia.
Noi non vogliamo essere velleitari, sappiamo che un voto del
Parlamento regionale non può modificare una legge dello Stato.
Pensiamo, però, che il Parlamento possa chiedere al Governo della
Regione, al Presidente Lombardo di rappresentare al Governo
nazionale gli effetti negativi che la legge comporta in Sicilia
anche dal punto di vista dei diritti dei nostri ragazzi e dei
nostri bambini.
Penso all'orario scolastico, alla condizione dell'edilizia
scolastica e quindi ai pericoli per la salute degli operatori e
degli alunni in edifici molto spesso fatiscenti e quindi non in
grado di reggere un carico di presenze come quello previsto dalla
legge cioè di trenta alunni per classe; penso alle scelte che ha
fatto il governo nazionale che mette in discussione anche il
numero di ore di apprendimento per i nostri ragazzi, realizzando
una discriminazione inaccettabile.
Per tutte queste ragioni, noi chiediamo che venga riconsiderata in
Sicilia l'attuazione della legge Gelmini, in maniera tale da
eliminare gli effetti più drammatici sia dal punto di vista
occupazionale che di diritto all'apprendimento per i nostri
ragazzi.
In ragione di questo, a partire dagli alunni disabili, pensiamo
che ci possa essere un voto e auspichiamo che ci sia un voto
unanime da parte del Parlamento nazionale, e auspichiamo che ci sia
da parte del Governo e del Presidente Lombardo un'iniziativa
incalzante nei confronti del Governo nazionale.
Naturalmente in aggiunta a questo, le linee illustrate
dall'Assessore Centorrino certamente dimostrano sensibilità e anche
l'impegno da parte della Regione a sostenere, comunque, questo
settore fondamentale per la formazione dei nostri ragazzi che vanno
incoraggiati e sostenuti anche con un intervento nella prossima
legge di bilancio, ma il punto centrale è che qualora gli indirizzi
del Ministero e l'attuazione di queste norme continuasse così come
è partita non ci può esser nessun intervento della Regione che
possa controbilanciare gli effetti negativi dal punto di vista
occupazionale e soprattutto gli effetti sui ragazzi dal punto di
vista dell'apprendimento, oltre che sugli operatori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, stiamo trattando
un argomento estremamente importante per la nostra regione e per il
futuro dei nostri giovani. Intanto devo preliminarmente confermare
l'impostazione che ha dato il collega Panarello, ne condivido lo
spirito e anche l'approccio.
C'è il rischio che i tagli che ci sono stati non rispondano
soltanto a criteri, come giustamente ha richiamato l'assessore, di
tipo finanziario ed economico, ma rispondono a un disegno
ideologico specifico.
La scuola educa i cittadini del domani, ed è l'agenzia educativa
nella quale ci si educa alla criticità e quindi è in contrasto con
il pensiero unico' che qualcuno vuole affermare in questo Paese.
Non per nulla si mettono in discussione alcuni pezzi della storia
italiana, dal Risorgimento alla Resistenza, proprio perché c'è un
disegno che è quello di far dimenticare la memoria di questo Paese
che pur tra luce e ombre ha fatto passi in avanti sul piano della
democrazia e della libertà.
La scuola diventa quindi un bersaglio di chi vuole un revisionismo
culturale nel nostro Paese finalizzato a creare cittadini che si
omologano su una concezione della democrazia che certamente non è
quella nella quale ci siamo riconosciuti, nella Costituzione e
nella nostra storia.
I tagli sono pesantissimi, la Regione sta cercando di portare
avanti dei progetti che attenuano il disagio, io prendo atto,
positivamente, dell'impegno dell'assessore Centorrino, mi auguro
che questi progetti vengono fatti in maniera tempestiva perché lei
sa che l'anno scorso il cosiddetto impegno antiprecari'
dell'allora assessore Leanza si è realizzato con molto ritardo
modificando anche gli obiettivi stessi del provvedimento.
E mi auguro che ci sia un impegno più complessivo per il mondo
della scuola.
Lei sa che noi non abbiamo una legge organica sul diritto alla
studio, e questo ci penalizza perché avendo competenza sul piano
del dimensionamento della rete scolastica e non avendo competenza
sul piano della formulazione degli organici noi non siamo in grado
di contrastare gli interventi che il Governo nazionale opera in
questo settore.
So che lei ci sta lavorando, che al più presto verrà depositata,
ma dobbiamo recuperare questo ritardo in materia di politiche
scolastiche perché queste devono essere centrali in questo Governo
perché riguardano il futuro dei nostri giovani e una cittadinanza
matura della quale in Sicilia c'è assolutamente bisogno.
Prendo, quindi, atto degli auspici e degli impegni dell'Assessore
e mi auguro che attorno al tema della scuola ci sia una
mobilitazione di tutti.
Se io posso avanzare una osservazione è quella che forse,
assessore, dobbiamo fare qualche cosa di più. Dobbiamo aprire una
vertenza più forte nei confronti del Governo nazionale, dobbiamo
fare sentire la nostra voce in tutti i luoghi istituzionali perché
la regione più penalizzata siamo noi, forse insieme alla Puglia, ma
quella che ha subito più danni è proprio la Sicilia.
Quindi nei confronti del Governo nazionale dobbiamo aprire una
vertenza che ci consenta di difendere le nostre ragioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
stiamo ancora una volta trattando, lo ricordava l'onorevole
Barbagallo poc'anzi, con pochi riflettori accesi sull'argomento
grave di cui tanti di noi si sono occupati in questi mesi, a
testimoniare di come probabilmente il gruppo dirigente, nel suo
complesso, di questa regione e di questo Paese si pentirà negli
anni a venire, si sta, dicevo, sottovalutando un problema
gravissimo che attiene - lo diciamo senza enfasi ma con grave e
grande preoccupazione - alla formazione dei gruppi dirigenti del
domani.
C'è chi si riempie la bocca, gli scritti delle innovazioni sul
sapere, del modo moderno di competere per il nostro Paese e per la
nostra regione con i paesi stranieri.
Sappiamo bene quante difficoltà ci sono per le nostre università
nel formare giovani all'altezza di potere competere con un mercato
che subisce una globalizzazione meccanica anche in questo campo.
Sappiamo bene che i nostri giovani formati dalle scuole superiori
e dall'università hanno forti difficoltà a competere sui mercati
del lavoro non soltanto del nostro Paese ma, soprattutto, della
Unione Europea e nel mondo eppure ci siamo accorti con grande
preoccupazione, dico, e con tristezza, ma certamente con grande
sottovalutazione, nei mesi scorsi, di questa tematica, che la
riforma della scuola, assessore, nel nostro Paese, ne ha parlato
lei diverse volte, ne abbiamo parlato noi, questo Parlamento eppur
si è espresso all'unanimità, onorevole Presidente, su questo tema,
la riforma della scuola, l'innovazione del sapere, una nuova
dimensione di quella che è la consapevolezza culturale e
professionale dei nostri giovani, viene risolta dal Governo
nazionale e dalla cosiddetta riforma Gelmini non con una modifica
sostanziale di quelli che sono i parametri dell'insegnamento, di
quelli che sono i contenuti dell'insegnamento che, ripeto, i tempi
moderni richiederebbero, ma attraverso una miope politica di
bilancio per cui ci siamo accorti ad un certo punto quando
l'assessore ha correttamente rivendicato con forza che la mozione
approvata in questa Aula, all'unanimità, dava a lui e al suo
Governo, ci si è accorti che la riforma l'aveva fatta qualche mese
prima il ministro Tremonti, il ministro dell'economia, che a
prescindere da quelle che erano le dinamiche anche di natura
ordinamentale per cui i regolamenti sulla riforma della scuola
superiore impugnati di fronte al giudice amministrativo e poi
successivamente le evoluzioni che hanno avuto in sede, appunto,
giurisdizionale questi provvedimenti, ma già era assolutamente
inutile la discussione con le autorità scolastiche di questo Paese
con il Ministro in testa perché un altro ministro della Repubblica,
il ministro Tremonti, con una riforma che prevedeva soltanto'
tagli lineari, fatti con la matita blu e rossa, al bilancio,
avevano deciso il destino, in maniera inopinata davvero, della
scuola nel nostro Paese.
Noi non possiamo, assessore, rassegnarci a subire questa politica
sbagliata del Governo nazionale - e probabilmente anche su questo
l'onorevole Barbagallo ha lanciato un allarme che io riprendo - ,
temo che ci sia una riforma ideologica della scuola, nascosta
dietro a quelli che sono i tagli lineari del bilancio, a ciò questo
Parlamento si è opposto con una delibera unanime su quella mozione,
che chiedeva con forza il rinvio dell'applicazione della riforma
nella nostra regione ed aver ridotto questa riforma ad un mero
problema di bilancio, evidentemente, grida davvero vendetta e non
può passare inosservato in questo Parlamento.
Questa è la ragione per cui io credo, assessore, non possiamo come
Parlamento né come Governo rassegnarci ad un Governo nazionale che
ci dice che i fondi non ci sono più. Bisogna riaprire in maniera
forte e mediaticamente visibile, per dare speranza alla scuola
siciliana e alla nostra regione nel suo complesso, una vertenza
pesante col Governo di questo Paese su una materia delicatissima
qual è quella della riforma delle istituzioni scolastiche.
Questo riforma, assessore, ci porterà indietro rispetto a quello
che è già la dimensione precaria, insopportabile, inaccettabile
delle scuole siciliane; rispetto ad altre aree di questo Paese la
scuola siciliana funge ancora - fungeva, mi viene da dire, fino
allo scorso anno scolastico - da ammortizzatore per quelle
insufficienze di natura sociale che esistono nella società
siciliana.
La insufficienza della scuola siciliana, nei mesi a venire,
provocherà gravissimi problemi alle famiglie siciliane che non
possono permettersi di pagare rette, che non possono permettersi di
abdicare a quella che è una scuola pubblica che ci ha consentito,
per lunghi decenni, di poter essere davvero all'altezza delle
migliori scuole di questo Paese.
Noi non possiamo consentire che anche la riforma della scuola sia
un ulteriore coltello puntato alle spalle delle famiglie siciliane
che vedranno venir meno anche questo baluardo inespugnabile che la
scuola pubblica in questi ultimi decenni è stato nella nostra
regione.
Perciò, assessore, la invito a continuare sulla strada
intrapresa, a riprendere questa vertenza col Governo nazionale con
una veemenza anche mediatica e pubblica che ci consenta di potere,
negli anni a venire, immaginare una scuola diversa per la nostra
regione che, rimanendo così le cose, certamente non avremo più.
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Rinaldi, informo l'Assemblea che, con nota del 12
ottobre 2010, pervenuta in pari data alla Presidenza dell'Assemblea
medesima, l'onorevole De Luca ha comunicato che si è costituito il
Gruppo parlamentare Forza del Sud composto, oltre che dallo
stesso onorevole De Luca, dagli onorevoli Bufardeci, Cimino, Mineo
e Scilla.
Conseguentemente, a decorrere dalla data di cui sopra, gli stessi
deputati cessano contestualmente di far parte dei rispettivi Gruppi
parlamentari di provenienza.
Comunico, altresì, che come da verbale allegato, sono risultati
nominati l'onorevole De Luca, Presidente del gruppo, e l'onorevole
Mineo, Vice Presidente.
Invito, pertanto, il neo costituito Gruppo parlamentare a
procedere alla nomina di un segretario, a norma dell'articolo 25
del Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana.
L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Sarebbe il Gruppo dello scirocco
PRESIDENTE. Se lei guarda la rosa dei venti, lei che se ne
intende, vedrà di che si tratta. Non è scirocco, onorevole
Cracolici. Lo scirocco è sud-est.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo in ordine
alle iniziative avviate per garantire il diritto allo studio e
fronteggiare la crisi occupazionale che investe il settore della
pubblica istruzione in Sicilia
PRESIDENTE. Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo
in ordine alle iniziative avviate per garantire il diritto allo
studio e fronteggiare la crisi occupazionale che investe il settore
della pubblica istruzione in Sicilia.
Invito quei colleghi che desiderano iscriversi a parlare a farlo
adesso, perché concluso l'intervento dell'onorevole Rinaldi è ovvio
che considererò chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto perché
finalmente siamo riusciti a discutere del problema della scuola.
Ringrazio anche i colleghi che mi hanno preceduto, l'onorevole
Barbagallo e l'onorevole Panarello che hanno già sintetizzato
alcuni punti che volevo trattare e sui quali, pertanto, sorvolo per
passare a trattare altri argomenti.
Ringrazio anche l'assessore per la relazione che ha svolto,
intervenendo, puntualmente, sulle criticità che hanno determinato
questi tagli, soprattutto, nel settore della scuola.
Signor Presidente, però, voglio attirare la sua attenzione e
quella dei colleghi su di un problema che è ancora più grave di
quello che riguarda i docenti della scuola, e mi riferisco al
problema degli insegnanti di sostegno.
Ogni anno, c'è una procedura che diventa sempre più complicata e
che riguarda l'assegnazione dei posti degli insegnanti di sostegno,
provincia per provincia.
Ogni anno, anche se quest'anno c'è stata una novità, assistiamo ad
un numero di insegnanti, dato dal dirigente dell'Ufficio scolastico
regionale siciliano, in base ad un parametro che l'anno scorso era
ad esempio quello di uno a due, che riguardava cioè un insegnante
di sostegno ogni due portatori di handicap.
Quest'anno invece, con la sentenza della Corte costituzionale di
febbraio 2010, questo tetto è stato superato, per cui la sentenza
sostiene, in parole povere, che non essendoci più il tetto bisogna
dare, in deroga a tutti quei casi che sono definiti gravi dall'ASP
di appartenenza territoriale, un insegnante di sostegno. Significa,
quindi, che per ogni portatore di handicap che riporta le
condizioni gravi, ai sensi del comma 3, dell'articolo 3, della
legge n. 104, è necessario affiliare un insegnante di sostegno.
Così non è stato fatto
Questo problema l'avevamo già sollevato in commissione.
Avevamo anche invitato il dirigente dell'Ufficio regionale
scolastico, sostenendo che, soprattutto per Messina - le anticipo
che ho presentato un ordine del giorno e chiedo ai colleghi
parlamentari, attraverso la loro sensibilità, il loro parere
favorevole- venisse spiegato come mai in quella provincia, a
fronte di una richiesta, da parte degli Uffici provinciali
scolastici, di trecentoottanta insegnanti di sostegno, ne siano
stati assegnati soltanto duecento, e sono tutti casi gravi
accertati dall'ASP territoriale.
Quando chiesi al responsabile dell'Ufficio regionale scolastico se
la dotazione organica ricevuta per il fabbisogno della scuola
siciliana rientrava anche la copertura degli insegnanti di
sostegno, mi rispose che, invece, questi andavano in deroga e che
li avrebbe pagati lo Stato.
Allora, credo che all'Ufficio regionale scolastico non costava
nulla chiedere, in deroga, al Governo di sostenere anche gli altri
posti che non erano stati assegnati per provincia.
Mi era stato, comunque, assicurato anche un intervento in tal
senso ed un'attenzione particolare per la provincia di Messina,
visto che c'era stato un taglio notevole rispetto alla richiesta
fatta dall'Ufficio provinciale scolastico e per tutta risposta, la
settimana scorsa, sono arrivati, invece, quaranta posti in più
rispetto alla ripartizione che era stata fatta, in un primo tempo,
nella provincia di Catania, che era già stata, agevolata - il
termine non è giusto - ma era stata aiutata , perché quest'anno
c'erano stati centoquarantaquattro casi in più a Catania rispetto
Messina che invece aveva avuto un decremento dei casi gravi di
portatori di handicap.
C'è qualcosa che non quadra in questo ragionamento, pertanto, le
chiedo ufficialmente, lo chiedo all'assessore ma anche al
Presidente, che venga istituita una commissione d'indagine o una
commissione d'inchiesta, e su questo, chiedo venga data una
risposta, per accertare quali siano i criteri con cui l'Ufficio
regionale scolastico abbia interpretato la norma e con quale
criterio abbia fatto questa suddivisione dei posti in deroga,
provincia per provincia, e capire se la sentenza della Corte
costituzionale, che è stata pubblicata a febbraio, possa e debba
essere applicata per cui il dirigente regionale scolastico ha
l'obbligo di chiedere, in deroga, tutti i posti richiesti da ogni
provincia e per capire se tutti i casi così gravi accertati dalle
ASP di ogni provincia siano veritieri o meno. Così, una volta per
tutte, chiariamo se il procedimento attuato dall'Ufficio regionale
scolastico, nella nostra regione, sia stato lecito oppure sia
stata commessa qualche distrazione.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi per quanto concerne la sua questione
relativa alla commissione d'indagine, le do un consiglio: basta
porre la questione alla Commissione legislativa permanente per
attivare nei tempi più rapidi possibili tutte le risposte legate al
serio quesito che lei ha posto, anche con atto ispettivo o con
semplice richiesta.
Quindi, mi pare esista lo strumento per andare, immediatamente, -
tra virgolette - a indagare per quanto concerne quello che è
successo.
Non di meno, a conclusione dell'intervento del collega vedremo di
affrontare questa questione.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido in pieno
quanto dichiarato dal collega Rinaldi ma credo che lui abbia
presentato quell'ordine del giorno quando era all'opposizione
perché chiedere l'istituzione di una commissione di indagine o di
inchiesta su un tema, di cui io sono fermamente convinto che ci sia
stata qualche distrazione, Assessore, e con la sua autorevolezza mi
permetto di dire e con un po' di campanilismo anche, da messinese,
consiglierei di verificare approfonditamente in quanto troppo
strabismi subisce la provincia di Messina rispetto ad altre
province e sarebbe un grande smacco che proprio l'Assessore al
ramo, che è lei ed è autorevole, possa anche consentire una
situazione del genere.
Al di là dell'enfasi che può generare una commissione d'inchiesta
- richiesta che, probabilmente, il collega Rinaldi avrà presentato
quando era opposizione - ma, ora che fa parte della maggioranza,
consiglio, come ha già detto il Presidente, di utilizzare altri
strumenti.
Credo che già l'Assessore parlando con il dirigente possa
risolvere, nel giro di qualche ora, senza grande prosopopea e
grandi proclami, il problema, perché questo esiste e nella
provincia di Messina è particolarmente accentuato a causa del
numero elevato dei comuni, come lei sa bene sono centootto e di
conseguenza la questione è molto più grave rispetto ad altre
province.
Quindi, condivido in pieno la questione sollevata ma,
naturalmente, non posso condividere lo strumento che è stato
suggerito, anche perché sono sicuro che lei con la sua
autorevolezza risolverà immediatamente il problema e riferirà alla
prima occasione a questa Aula.
Per quanto riguarda, invece, l'altra questione di ordine generale
desidero che questa Assemblea non abbia - come è stato accennato
poco fa - un approccio ideologico rispetto alla riforma Gelmini,
anche perché io non voglio fare un'analisi puntuale della riforma
Gelmini, quella l'avete fatta, l'ha fatta lei Assessore, ma mi
pongo un altro problema che ci compete molto: la Regione siciliana
cosa sta facendo al di là degli ordini del giorno che non servono a
nulla, per caso ha telefonato il Presidente della Regione siciliana
e ha chiesto al suo Sottosegretario Vice Ministro di dimettersi dal
governo Berlusconi per protesta nei confronti della riforma
Gelmini? Questo è il modo di continuare con la grande ipocrisia in
questa Sicilia? Ma perchè non chiedete al Presidente Lombardo di
far dimettere il suo Vice Ministro per protesta plateale nei
confronti della riforma Gelmini? Fatelo ora che siete finalmente in
maggioranza o vogliamo continuare, Assessore, con questo balletto
dell'ipocrisia sulla pelle dei precari e di chi ha perso il lavoro?
Mi chiedo e le chiedo sulle politiche scolastiche, sul risanamento
e la messa in sicurezza degli istituti cosa ha fatto, cosa state
facendo, cosa avete programmato? Nulla, glielo dico io Eppure lei
mi dice denunciamo, che cosa? Perché non pensate a modificare tutte
le linee strategiche del Fondo sociale europeo del FESD e pensare
realmente di continuare ad utilizzare le risorse, i fondi
strutturali europei nel fare bandi e contro bandi per formazione e
altre cose, a sostegno del nulla.
Perché non si pensa magari a modificare pure il PAR FAS dove non
sono previste queste voci se non con un accordo di programma per
chiudere un vecchio bando, un vecchio programma; un vecchio bando,
lo sa Assessore? Forse no Perché già qualche anno fa un suo
Assessore aveva definito già, aveva diviso già delle risorse e
guarda caso il PARFAS va a compensare quelle graduatorie, ma poche
centinaia di milioni di euro, saranno sì e no 40, 50, ma è già
partita in Giunta una proposta per fare una modifica seria?
Assessore, la ritengo una persona seria ed autorevole, talmente
seria ed autorevole che credo che lei non si possa prestare a
questo gioco dell'ipocrisia che inizia con un capo che è il
Presidente della Regione.
Io mi auguro che mi arrivi la telefonata, che arrivi la telefonata
a tutti i componenti di questo Parlamento da parte del presidente
Lombardo e che dica finalmente: voglio gettare la maschera
dell'ipocrisia .
Si dimette Reina, il mio vice ministro per protesta nei confronti
del governo Berlusconi e allora finalmente il PD potrà dire e
dichiarare questa grande coerenza e quindi sì, potrà dire che
finalmente ha modificato i canoni strutturali della politica
siciliana cui voi fate grande riferimento.
Concludo Presidente, nel raccomandare a questo Parlamento, perché
comunque Forza del Sud non consentirà questo approccio demagogico
né su questo né su altri temi. E allora consiglio anche ai colleghi
del PD e all'assessore al ramo, in questo caso, di smetterla con
questa ipocrisia; ci faccia vedere, lei ci porti in Aula gli
impegni concreti che volete realmente avviare, modificate e
bloccate tutti i bandi sulla formazione che non servono a nulla, 2
miliardi di euro del nulla.
E allora, riprogrammiamo la formazione e indirizziamola realmente
a sostegno per questa problematica, da un lato e, dall'altro,
modificate, una volte per tutte, il PAR FAS per cose serie,
smettetela di fare modifiche clientelari. Sono state fatte oltre
quindici modifiche e ancora non si è speso neanche il 5 per cento
del PAR FAS. Smettete di fare questo e poi sì che potrete venire in
Aula a dire che avete fatto la grande riforma.
La prima grande riforma, Assessore, è quella di smetterla con
questa ipocrisia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come poc'anzi
diceva il mio capogruppo, l'onorevole Maira, noi non siamo
assolutamente non intenzionati ad affrontare il tema. Anzi siamo
qui, devo dire in compagnia di pochissimi, soprattutto di coloro i
quali oggi questo dibattito lo hanno voluto, lo hanno voluto e
hanno detto di essere fortemente interessati, ad occhio e croce
forse adesso ci sono tre deputati del PD che sono qui ad ascoltare
questo nostro dibattito che mi sembra così poco partecipato, visto
e considerato che è un tema così scottante, così importante, mi
sembra incredibile che ci siano così pochi deputati, soprattutto da
parte di quel PD che così tanto lo ha criticato.
CRACOLICI. E' possibile che tutto ciò che succede sia colpa del
PD
CARONIA. Devo dire che noi del PID siamo assolutamente vicini al
precariato della scuola che ha subito dei tagli, delle ingiustizie.
La legge Gelmini sicuramente non è stata la migliore delle leggi
che poteva essere varata, però è pur vero che, allo stesso tempo,
da parte della Regione ci sono dei comportamenti che bisogna
stigmatizzare, ed ecco perché la nostra richiesta di trattare in
maniera uniforme una materia che non può essere soltanto trattata
per parte. E sì, è proprio così Perché nel momento in cui si parla
di quello che è stato il comportamento della Regione per
fronteggiare questi tagli dolorosi che la Regione Sicilia ha dovuto
subire in merito al precariato delle scuole, onorevole Cracolici,
la prego di ascoltarmi.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, si rivolga alla Presidenza.
CRACOLICI. Adesso siamo quattro deputati
CARONIA. Adesso siete quattro, quindi la Sicilia adesso avrà una
risposta importante da voi
Vorrei ritornare sulla nostra proposta che era quella di trattare
in maniera più organica il tema, perché dicevo i tagli che la
Regione Sicilia ha dovuto affrontare, rispetto al precariato, ma
anche al personale di ruolo, ricordiamo, infatti, che questa è una
riforma che ha toccato non soltanto i precari della scuola ma anche
il personale di ruolo e faccio anche riferimento alle categorie che
particolarmente ne hanno risentito; si parla, per esempio, delle
copresenze nelle scuole tecniche dei laboratori che ha fatto sì che
molti laboratori che, invece, hanno una rilevanza fondamentale per
la ricerca e per lo studio di alcuni settori, oggi, effettivamente
non ci siano. Ma a fronte di questo la Regione più volte ha cercato
di trovare la soluzione al problema, sono stati avviati nella
scorsa annualità dei progetti finanziati col Fondo sociale europeo,
potevano sembrare l'uovo di colombo.
Ebbene, purtroppo, questo non è stato e bisogna lamentare, lo
hanno fatto i presidi, lo hanno fatto in tanti, lo hanno fatto
rappresentanze dei professori, dei docenti, anche del personale ATA
presso le Commissioni competenti di questo Parlamento, dicendo che
la mancata flessibilità di questi bandi che avrebbero dovuto
diventare un ammortizzatore sociale per i precari, di fatto, hanno
reso pressoché, non dico nullo, ma poco efficace il ruolo di questi
progetti.
Ora, un nuovo progetto partirà. Assessore, mi corregga se dico
delle cose imprecise. Partirà una nuova corsualità sempre
finanziata col Fondo sociale europeo che ha come obiettivo,
appunto, quello di ammortizzare i tagli fatti ai precari.
Io invito il Governo e, quindi, lei Assessore, a dover valutare
una maggiore flessibilità di questi progetti perché veda, quando il
personale precario deve essere chiamato dall'Ufficio regionale
scolastico e non viene data la possibilità, è così che avviene,
quest'anno soltanto in una seconda fase agli istituti è stata data
la possibilità di scegliere il personale che però in corso d'opera,
ovviamente per sopravvivere, aveva trovato chi delle supplenze, chi
degli altri incarichi, per sopravvivere appunto, e quindi non era
più disponibile, pena il fatto che poi le scuole si sono ritrovate
con la difficoltà di trovare il personale, paradosso che si è
verificato.
Visto che si affronta una nuova annualità, cominciamo il nuovo
anno scolastico, mi auguro che questi nuovi progetti vengano
gestiti in maniera più flessibile. Diversamente, sarebbero un
palliativo pressoché inutile, giusto per dire che la Regione ha
voluto utilizzare i fondi del Fondo sociale e europeo, ma così non
sarebbe.
In merito, invece, alla problematica molto seria che l'onorevole
Rinaldi ha poc'anzi richiamato, devo dire che il problema risiede,
sostanzialmente, nell'ambito di quella che è la competenza
dell'Ufficio scolastico regionale, perché una sentenza molto
importante, la sentenza numero 80 del febbraio 2010, di fatto,
sancisce un principio fondamentale nelle fonti del diritto la Corte
costituzionale sicuramente prevale sulla legge Gelmini numero 133,
di conseguenza i tagli che sono stati operati sul personale, sia
docente che ATA, non verranno applicati per quello che riguarda gli
insegnanti di sostegno.
Per cui, se problemi ci sono, ed io non ho motivo di non credere
che l'onorevole Rinaldi ci rappresenti una realtà effettivamente
deficitaria, sono problemi che attengono più al problema regionale
che non ad un problema, come dire, ad un dispositivo normativo, in
quanto la legge in questo ormai non c'entra più nulla, la legge
Gelmini su questo non può produrre più alcun taglio perché appunto
la Corte costituzionale così si è espressa.
Io devo dire e con questo concludo, che questo dibattito in questo
momento a me sembra monco ed esprimo brevemente le motivazioni.
Oggi abbiamo avuto in Commissione l'Assessore che ha delineato, ha
tratteggiato quella che può essere una proposta - comunque noi come
tale l'abbiamo vista seppur già deliberata in Giunta e, quindi, è
chiaro che ce la siamo trovata già impacchettata, adesso ci sarà da
capire questo cosa produrrà -, ad ogni modo una riforma della
formazione che, in qualche modo, si interseca a mio modo di vedere
con quello che è invece la formazione scolastica.
Ci sono dei percorsi formativi, Assessore, che, a mio avviso, non
possono essere considerati scissi da quello che è il percorso
scolastico che si fa all'interno dell'istituzione scuola.
E' impensabile, cioè, proporre dei percorsi formativi, per
esempio, perché esca fuori la figura professionale del parrucchiere
se, poi, abbiamo istituti professionali che non hanno più questo
titolo di studio.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la invito a concludere.
CARONIA. Mi avvio alle conclusioni.
Vorrei soltanto aggiungere per completezza. La riforma degli
istituti professionali fa sì che oggi la Regione abbia potestà
nell'individuare quelli che sono i titoli di studio finali di quel
tipo di scuola. Quindi, la Regione finanzierà non soltanto con i
soldi, ma determinerà anche i percorsi formativi di un tipo di
orientamento scolastico che, fino ad oggi, era di pertinenza dello
Stato.
Considerare le due materie assolutamente scisse, a me sembra
assolutamente incoerente, ecco perché oggi mi sarei auspicata che
si trattasse la materia in maniera organica, ma come vede noi non
ci sottraiamo assolutamente al dibattito anche perché - ripeto -
dalla parte dei lavoratori noi del PID ci saremo sempre e lo saremo
sempre per quelle che sono le soluzioni che possono essere trovate;
sicuramente, da parte nostra massima collaborazione. Però, è pur
vero che bisogna guardare le cose con obiettività e dire le cose
senza quella ipocrisia che bene ricordava l'onorevole Cateno De
Luca, che mi ha preceduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne fa
facoltà.
Onorevole Maira, la invito a non seguire l'esempio della collega
Caronia, che ha superato il tempo a sua disposizione.
MAIRA. Signor Presidente, mi impegno a recuperare nel contesto
complessivo del Gruppo il minuto e mezzo in più che ha parlato la
collega Caronia, anche perché non ritengo ci siano grandi cose da
dire in quanto gli interventi che mi hanno preceduto, mi hanno
anche preceduto nelle cose che dovevo dire e sento di dire.
Perché? Personalmente non condivido la gran parte della riforma
Gelmini, perché è una riforma imposta dall'alto, perché tranne
alcuni aspetti che riguardano, secondo me, la riforma del settore
universitario e non tutta la riforma universitaria, è una riforma
senza cuore.
Cosa intendo dire? Certamente, il precariato è una forma di
sfruttamento del lavoratore, di sottocultura, di condizionamento ai
fini della clientela politica. Tutto vero, però, bisogna adoperarsi
oggi, dopo che abbiamo preso atto del dilagare del fenomeno del
precariato, per evitare il precariato del futuro. Non si può, a
persone di 40, 50 anni, che hanno una famiglia, che magari si sono
sposate tra di loro, improvvisamente, dire: Alt al precariato Da
questo momento voi non avete più diritti e la riforma vi mette
nelle condizioni di restare a casa . Non è possibile e non è
possibile a prescindere dalle necessità della scuola, dalle
particolari condizioni di mancati insegnanti di sostegno che
abbiamo in Sicilia, più che in altre regioni; non è possibile
tenendo presente che, con la riduzione degli organici, le scuole in
Sicilia stanno partendo con grande disagio e, addirittura, alcune
classi non stanno partendo. Quindi, ne faccio un problema di
principio, oltre che di organizzazione.
Certo, mi sarei aspettato un intervento più chiaro e più forte da
parte del Governo regionale, non tanto e non solo perché ha votato
la riforma Gelmini a Roma, perché non si dimette il sottosegretario
Reina. Tutte queste cose fanno parte del gioco della politica. Ma
perché, in effetti, alcune promesse che sono state fatte - faccio
salvo l'assessore Centorrino, che personalmente stimo -, promesse
da parte di altri rappresentanti del Governo e del Presidente di
affrontare e risolvere con strumenti legislativi e finanziari della
Regione il problema dei precari siciliani rimasti a spasso, ci sono
state.
E sono di quelle dichiarazioni-messaggio che vengono fatte, a
volte, imprudentemente e calpestando i sentimenti e le sensibilità
dei lavoratori.
Cosa mi aspetterei io? E' questo il senso della provocazione del
dibattito. Una presa di coscienza del Governo regionale e di
quest'Aula, al di là delle presenze e delle assenze di stasera, ma
soprattutto del Governo regionale che con forza abbia la capacità
di imporre al Governo nazionale delle soluzioni per salvare il
precariato della scuola siciliana.
Mi rendo conto che, a volte, questo Governo è contraddittorio
visto che crea le condizioni per il precariato in altri settori ed
entra in contraddizione con le cose che afferma in questa Aula.
Ma ritornando al settore specifico del precariato della scuola, il
Governo dia un colpo di schiena, prenda atto della disponibilità di
quest'Aula che, all'unanimità, è pronta a fare una battaglia per il
precariato della scuola. A tal proposito, io e la collega Caronia
per conto del gruppo dell'UDC, è come se avessimo firmato tutti gli
ordini del giorno presentati perché rispecchiano il pensiero nostro
e di tutti gli altri colleghi del gruppo.
E, comunque, aspettiamo che il Governo dia la prova di aver fatto
un salto di qualità su questo argomento, che dalle parole sia
passato ai fatti. Se questo avverrà lo apprezzeremo, se questo non
avverrà non si meravigli alcuno della nostra opposizione, anche per
questo aspetto, che sarà forte e convincente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che al di
là del numero delle presenze obiettivamente esigue - ha ragione
l'onorevole Caronia -, e dell'opportunità o meno di svolgere un
dibattito, ma anche di essere consequenziali dopo avere sentito le
comunicazioni del Governo che non potevano essere per altro
differenti. Si ricordava che c'era stata già una Commissione in tal
uopo; si erano sviscerati in maniera anche abbastanza accalorata
alla presenza di sindacati, di comitati di precari, tutti i
problemi con grande difficoltà e già in quella sede erano emerse le
difficoltà quasi di intervento della Regione siciliana su questa
materia.
Così come si era sostenuto della obiettiva, quasi obiettiva,
incapacità di seguire o di interpretare, se vogliamo, il
ragionamento che l'Ufficio scolastico regionale portava avanti. Ne
ha accennato l'onorevole Rinaldi, cioè a seguito della più volte
richiamata sentenza della Corte costituzionale, la sentenza numero
80 del febbraio 2010, rispetto alla quale non c'era più un problema
di dare, ad esempio, posti in deroga per il sostegno ai portatori
di handicap, ma non solo a loro, spesso impropriamente si parla di
questi dati, e che la sentenza era successiva alla stessa
finanziaria nazionale. C'è un problema oggettivo, c'è un Governo
nazionale strabico, un Governo in cui il Ministro dell'economia,
onorevole Tremonti, detta la linea e di conseguenza ogni ministro,
ivi compreso, purtroppo, il ministro Gelmini, non riescono ad avere
una loro autorevolezza, ad avere una loro capacità di indirizzo e
di determinazione. I tagli ci sono stati ed i tagli hanno colpito
soprattutto il mondo della cultura ed il mondo della scuola.
Allora, che cosa dovrebbe fare, a nostro avviso, il Governo
regionale? Io non so in quale forma, se chiedendo le dimissioni del
proprio rappresentante, poi c'è una confusione di ruoli
obiettivamente, è sotto gli occhi di tutti
Ad esempio, posso dire che noi dell'UDC, dell'UDC di ieri,
dell'UDC di oggi e dell'UDC di domani, non siamo mai stati in
questo Governo nazionale, non abbiamo mai condiviso la politica che
è stata portata avanti dall'onorevole Gelmini, che cerca di
ribaltare le responsabilità sul Meridione e soprattutto sulla
Sicilia, sulla Sicilia spendacciona.
Si dimettano i sottosegretari del MPA ma, allo stesso modo,
raccolgo la provocazione dell'onorevole De Luca, si dimetta il mio
amico Gianfranco Miccichè, si dimettano tutti i sottosegretari ed i
ministri che sono espressione del Governo e che dovrebbero
rappresentare la Sicilia, se effettivamente tutti condividiamo
l'ordine del giorno che è stato presentato.
Indipendentemente dalle strumentalizzazioni che ci possono essere,
ciò che mi aspetto dal Governo regionale è una maggiore incisività
nei confronti dell'Ufficio scolastico regionale, sapendo
perfettamente quali sono le competenze, perché ribadisco in questa
sede quanto detto in V Commissione, cioè che non mi convincono
alcuni ragionamenti portati avanti dall'Ufficio scolastico
regionale ed in maniera molto accalorata alcuni rappresentanti
degli insegnanti di sostegno, ma soprattutto delle famiglie, hanno
fatto presente che già l'anno scorso ben 18 ricorsi a favore di
minori e soprattutto di famiglie che erano state definiti, a
conclusione del primo, secondo e terzo grado, erano state definiti
quando l'anno scolastico si era concluso, cioè si era preso atto
della illegittimità delle riduzioni delle ore di sostegno a favore
dei minori però c'erano alcune sentenze per le quali si aveva
diritto ma la sentenza diventava inapplicabile, anzi rappresentava
la vera beffa del sistema Gelmini che era stato messo in piedi
perché diventava attuativa il 3 giugno quando la scuola si era
chiusa.
Allora, sceglierà il Governo la maniera più incisiva. Io non penso
che ci possano essere ragioni di divisione su questa materia.
Ha fatto bene il Capogruppo del PID a dire che sottoscriverà tutti
gli ordini del giorno. Devo dire che già l'UDC aveva sottoscritto
l'ordine del giorno, ad esempio, presentato dall'onorevole Rinaldi.
Quindi, in quella fase posso dire che l'UDC e, quindi, ora anche il
PID dell'onorevole Maira si può in qualche modo ritrovare perché
non ci possono essere differenze di fondo su questa materia.
Su un aspetto, professore Centorrino, vorrei in qualche modo porre
la sua attenzione, non so se mi è sfuggita o se è stata richiamata
tra le sue comunicazioni. C'è un'ulteriore beffa. Con il decreto
salva-precari, c'è una protesta in atto proprio in questi giorni,
si è appreso che l'INPS non erogherà il trattamento di
disoccupazione per un discorso di accavallamento di anni
scolastici.
Io penso che, indipendentemente da tutto, poiché ci sono i
requisiti di legge, il Governo regionale, spero con la sua
autorevolezza, possa intervenire presso l'INPS e presso il
Ministero di riferimento perché siamo veramente dinnanzi ad una
beffa. Questo lo chiedo indipendentemente dalle soluzioni che
quest'Aula, che è sovrana, vorrà adottare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Centorrino per la
replica.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Vorrei ringraziare tutti coloro che sono
intervenuti e che hanno prodotto interessanti considerazioni sul
tema.
Vorrei dare tre comunicazioni.
La prima all'onorevole Rinaldi che ha sollevato, giustamente, il
problema dell'assistenza ai disabili. Non ne avevo parlato per
ragioni di tempo e perché pensavo che la discussione si dovesse
incentrare particolarmente sull'occupazione dei precari, ma come
sa, onorevole Rinaldi, questo è un problema che abbiamo tenuto in
considerazione e sul quale abbiamo lavorato.
Noi non abbiamo autorità gerarchica nei confronti della Direzione
provinciale, quindi sarebbe illogico creare una Commissione di
inchiesta. Ciò che possiamo fare è creare una commissione di
conoscenza, cioè instaurare un rapporto e provare a capire quali
sono i parametri che sono stati adottati.
Sotto questo profilo - era la seconda comunicazione che volevo
darle - ho già avviato, da tre settimane, un colloquio continuo con
i dirigenti scolastici provinciali per cui, a questo punto, il
nostro riferimento, i nostri terminali, saranno i dirigenti
scolastici delle singole province.
La terza comunicazione, penso darà piacere a molti. Sapete che
dall'inizio di gennaio abbiamo contrastato, abbiamo affrontato una
situazione che riguardava i presidi siciliani e, in particolare,
l'esito di un concorso che era stato messo in discussione e che
aveva messo in confusione la scuola siciliana perché c'erano 400
presidi vincitori che non erano più vincitori, altri idonei che non
erano più idonei e così via.
E' proprio di stasera la notizia che - grazie ad un lavoro di
squadra al quale hanno partecipato deputati del PD, deputati di
altri partiti e deputati del MPA, l'onorevole Siracusa e
l'onorevole Lo Monte, ma tutti i partiti per la loro parte - è
stata approvato dalla Camera il passaggio alla Commissione in sede
legislativa di un disegno di legge che permette alle tre categorie,
cioè i presidi vincitori, idonei ed i cosiddetti non idonei di
potere affrontare un concorso, diverso nelle sue modalità, a
seconda delle categorie, per potere sanare questa situazione.
Se mi permettete, mi sembra un piccolo successo di cui questo
Assessorato può intestarsi quantomeno il sostegno e il supporto. E'
una delle prime vicende che abbiamo affrontato e mi fa piacere che
sia una vicenda che con l'aiuto di tutti, con l'aiuto di tutti i
partiti nessuno escluso, anzi uno escluso la Lega, si sia riusciti
a condurre a termine.
Vi ringrazio per le osservazioni, vi ringrazio per i
suggerimenti, spero che questa discussione possa continuare con
riferimento alla formazione - faceva benissimo l'onorevole Caronia
a ricordare il collegamento con gli istituti professionali, ma
anche con l'obbligo di istruzione -; vedremo di cercare di
integrare e di adeguare tutte queste problematiche che sono state
sollevate.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Annunzio di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati tre ordini del
giorno:
- numero 369 Riapertura dei termini per interventi in favore
delle scuole e delle facoltà universitarie siciliane per lo
svolgimento di attività per la formazione civile degli alunni',
dell'onorevole Vinciullo;
- numero 398 Immediata attivazione dei posti in deroga richiesta
dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina , degli onorevoli
Rinaldi, Picciolo, Laccoto, Ardizzone, Beninati, Panarello e
Corona;
- numero 404 Iniziative volte a fronteggiare la crisi che investe
la scuola in Sicilia a seguito dei provvedimenti adottati dal
Governo nazionale , dell'onorevole Cracolici e tutti i componenti
del gruppo PD. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
22, parte I, del 7 maggio 2010, veniva pubblicata la circolare n.
11 del 23 aprile 2010 'Interventi in favore delle scuole e delle
facoltà universitarie siciliane per lo svolgimento di attività per
la formazione civile degli alunni - articolo 14 della legge
regionale 13 settembre 1999, n. 20. Esercizio Finanziario 2010 -
cap. 373713';
preso atto che i termini di scadenza per la presentazione delle
istanze della succitata circolare scadevano il 15 maggio 2010, cioè
sette giorni dopo la pubblicazione nella GURS, comprensivi del
sabato e della domenica;
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi per la riapertura dei termini per la presentazione
delle domande, in modo da consentire alle istituzioni scolastiche
che non sono riuscite per tempo a farlo - considerato il termine
esiguo di sette giorni - di presentare la relativa richiesta».
(369)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'organico di diritto per l'anno scolastico 2010- 2011 della
provincia di Messina prevede l'assegnazione di 1.160 insegnanti di
sostegno a fronte di 2.128 alunni diversamente abili, di cui 998
con connotazione di particolare gravità (vedi nota U.S.P.
allegata);
l'Ufficio scolastico provinciale di Messina ha richiesto
all'Ufficio scolastico regionale l'assegnazione di 380 posti in
deroga, in aggiunta ai 1.160 già assegnati;
l'Ufficio scolastico regionale ne ha assegnati soltanto 200;
la circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca - Dipartimento per l'istruzione - n. 59 del 23 luglio
2010 (prot. n. 2375) dà mandato al Direttore regionale di attivare
altri posti in deroga e, dunque, in più rispetto a quelli già
assegnati alla Regione siciliana (vedi allegata tabella circolare
n. 37 del 13 aprile 2010);
pertanto, l'assegnazione di soli 200 posti da parte dell'Ufficio
scolastico regionale costituisce un comportamento antigiuridico,
gravemente lesivo dei diritti dei soggetti diversamente abili, in
quanto in contrasto con la predetta circolare e con le vigenti
disposizioni di legge in materia;
considerato che:
l'attuale sistema normativo attribuisce al soggetto disabile un
vero e proprio diritto soggettivo perfetto, costituzionalmente
garantito, tutelabile con l'attivazione in favore degli alunni in
situazione di handicap, secondo quanto previsto dalla legge 5
febbraio 1992, n. 104 e successive modifiche e integrazioni, di
percorsi individualizzati attuabili con apposite misure
organizzative, nonché utilizzando la possibilità di assumere, con
contratto a tempo indeterminato e determinato, insegnanti di
sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni, indicato al comma 3,
in presenza di handicap gravi (art. 40, comma 1, legge n. 449 del
22 dicembre 1997 e successive modifiche e integrazioni e sent.
Corte Cost. n. 80/2010);
anche le pronunce giurisprudenziali riconoscono espressamente che
'il diritto alla piena integrazione scolastica del disabile in
condizione di gravità può ritenersi realizzato solo attraverso
l'assegnazione da parte dell'Amministrazione scolastica di un
insegnante di sostegno in deroga per un monte ore settimanali
adeguato alla specifica patologia certificata dall'ASL di
competenza, sì da vedere garantito il pieno diritto allo studio
dell'alunno ed il suo completo inserimento nell'ambiente
scolastico' (T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 27 febbraio 2009 n.
1148; Consiglio di Stato, sez. VI, 21 marzo 2005, n. 1134);
pertanto, il diritto all'insegnante di sostegno costituisce
diritto riconosciuto dall'art. 13 della legge n. 104 del 1992, la
cui inviolabilità discende dall'essere esso strumento necessario
per la tutela del diritto all'educazione ed istruzione, alla salute
e per la tutela dello sviluppo della personalità all'interno delle
formazioni sociali, con specifico compito per lo Stato di rimuovere
gli ostacoli economici e sociali che possono impedire il pieno
sviluppo della persona umana (artt. 3, 32, 34 e 38 Cost.);
ne deriva che l'organizzazione dell'attività di sostegno da parte
delle istituzioni scolastiche non può comprimere quel diritto
riconosciuto alla persona dalla Costituzione (cfr., fra le altre,
sent. Corte Costituzionale n. 215/87) e dalla legislazione
ordinaria, e che il servizio reso dall'insegnante di sostegno deve
essere garantito in via sostanziale (T.A.R. Liguria Genova, sez.
II, 28 novembre 2008, n. 2068; T.A.R. Liguria Genova, sez. II, 18
dicembre 2008, n. 2144);
considerato, altresì, che:
come è noto, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 80 del 22
febbraio 2010, ha abrogato la disposizione che fissava il tetto
massimo di posti di sostegno (comprensivo delle deroghe) attivabili
in organico di fatto a livello nazionale (tetto stabilito dalla
legge finanziaria n. 244 del 2007 e successive modifiche e
integrazioni per problemi di contenimento della spesa pubblica),
nonché la disposizione relativa al graduale raggiungimento del
rapporto nazionale di un docente ogni due alunni disabili;
la ratio della norma, che prevede la possibilità di stabilire ore
aggiuntive o posti di sostegno, è, infatti, quella di assicurare
una specifica forma di tutela ai disabili in condizioni di
particolare gravità;
a tale principio si è uniformata la giurisprudenza amministrativa
(vedi pronunce del Tribunale amministrativo regionale di Catania e
del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana);
pertanto, il provvedimento sopra citato dell'Ufficio scolastico
regionale che non ha proceduto all'assegnazione dei posti in deroga
nella misura richiesta dall'Ufficio scolastico provinciale
costituisce atto illegittimo e contra legem,
impegna il Governo della Regione
all'immediata attivazione dei posti in deroga richiesti
dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina, al fine di
assicurare ai soggetti diversamente abili il giusto riconoscimento
dei diritti inviolabili, tra i quali il diritto allo studio,
costituzionalmente tutelati e garantiti». (398)
(gli allegati sono visualizzabili nell'apposita banca dati online
nel sito WEB dell'Assemblea www.ars.sicilia.it).
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge n. 133 del 2008 (di conversione, con modificazioni, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112), ha determinato in Sicilia
effetti drammatici, con oltre 3.500 insegnanti e circa 1.664 posti
destinati al personale ATA in meno per l'anno scolastico 2010/2011;
la progressiva applicazione della controriforma Gelmini
determinerà nell'arco di tre anni una riduzione di oltre
quindicimila posti di lavoro, con effetti molto gravi sulla
quantità dell'offerta e sulla qualità del funzionamento delle
scuole di ogni ordine e grado;
la riduzione indiscriminata a 27 settimanali delle ore di lezione
per gli alunni della scuola primaria (elementare) a differenza dei
coetanei delle Regioni del Nord e del Centro-Nord che godono nella
quasi totalità di un orario settimanale di 32-36 e 40 ore si
traduce in una discriminazione sociale che avrà pesantissime
ricadute sulle opportunità future dei bambini siciliani;
tale impostazione aggraverà il divario culturale e quindi socio-
economico Nord/Sud, inaccettabile anche sotto il profilo
costituzionale;
lo scorso anno gli insegnanti di sostegno in servizio erano
12.840, mentre quest'anno, sempre a causa della riduzione delle
ore, si fermeranno a 11.800 ore, causando dunque un decremento di
circa mille insegnanti;
detta ultima scelta è in netta contraddizione con i dati reali che
riguardano, invece, un aumento della presenza nelle scuole di
alunni disabili rispetto al 2009, così come certificato anche dalle
autorità scolastiche e sanitarie;
nelle aule, all'impoverimento dell'offerta formativa e di
sostegno, si aggiungono gravi problemi legati alla sicurezza a
causa dell'elevato numero di alunni per classe, anche diversamente
abili, che in molti casi superano i 30;
tale condizione, imposta dai parametri contenuti nella
controriforma Gelmini, si aggrava ulteriormente a causa della
precaria condizione in cui versa l'edilizia scolastica, spesso
fatiscente;
considerato che:
i licenziamenti nel mondo della scuola hanno raggiunto
un'estensione talmente rilevante da assumere una dimensione
numerica di massa mai così vasta nella storia del Paese;
a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico i genitori
innanzitutto, ma anche l'opinione pubblica diffusa è fortemente
colpita e impressionata dalla gravità degli effetti prodotti dalla
l. n. 133 del 2008 citata e da ciò che attende in prospettiva il
mondo della scuola,
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative presso il Governo nazionale per far
modificare i parametri fissati nella l.n. 133 del 2008 per
l'assegnazione dell'organico alla Regione siciliana e garantire in
tal modo una adeguata ridotazione del personale, consentendo anche
una giusta composizione numerica delle classi a fronte della
precaria condizione dell'edilizia scolastica;
a porre in essere ogni iniziativa per evitare l'applicazione della
terza annualità di tagli previsti dalla citata legge n. 133 alla
luce dei gravi effetti causati nel biennio;
a riassegnare il tempo-scuola nella scuola primaria e
dell'infanzia così come richiesto dalle famiglie all'atto
dell'iscrizione dei figli;
perchè vengano assegnate tutte le deroghe per garantire
l'assistenza agli alunni diversamente abili, così come sancito
dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 22-26 febbraio
2010». (404)
Si passa all'ordine del giorno numero 369, a firma dell'onorevole
Vinciullo.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'ordine del giorno
decade.
Si passa all'ordine del giorno numero 398.
DE LUCA. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno numero
398.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MAIRA. Chiedo di apporre la firma agli ordini del giorno numeri
398 e 404.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo sull'ordine del giorno numero 398?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 404. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, vi ricordo il deliberato della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, comunicato all'Aula nella
seduta n. 195 del 14 settembre 2010, secondo il quale le
Commissioni legislative permanenti, nell'ambito delle rispettive
competenze, devono dare priorità all'esame dei seguenti disegni di
legge:
- nn. 520-114/A Disposizioni per la trasparenza, la
semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale , già rinviato in
Commissione;
- n. 447 Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2008 ;
- n. 595 Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2009 ;
- n. 594 Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2010 ;
- n. 583 Armonizzazione di norme di contabilità regionale al
ciclo di programmazione finanziaria e di bilancio nazionale ;
- n. 605 Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive ;
- n. 545 Semplificazioni dell'ordinamento dei beni culturali e
del paesaggio ;
- n. 403 Interventi per il mercato del lavoro .
Conseguentemente, ribadisco l'invito, ai Presidenti delle
Commissioni legislative, a dare seguito a tale deliberato.
Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
è convocata per mercoledì 20 ottobre 2010, alle ore 12.00, per
decidere il calendario dei lavori sulla base del lavoro che sarà
svolto, da qui ad allora, dalle Commissioni.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 20 ottobre
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 219 - Iniziative a livello nazionale per provvedere alle
nomine di docenti e personale ATA in deroga agli
organici già deliberati per l'anno scolastico
2010/2011 .
n. 220 - Iniziative a livello centrale per evitare abusi in
materia di licenziamenti .
III -Discussione della mozione:
n. 210 - Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio
autostrade siciliane.
La seduta è tolta alle ore 19.02
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
funzione pubblica»
CORONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
nel territorio della Provincia regionale di Messina è istituita
l'unione dei comuni della via regia dell'Alcantara, formata dai
comuni di Francavilla di Sicilia, Motta Camastra, Graniti e Gaggi
già da almeno un triennio;
l'unione, nell'ambito degli obiettivi programmatici sanciti
dall'art. 2 dello statuto, si prefigge lo scopo di migliorare la
qualità di tutte le prestazioni erogate nei singoli comuni ed
ottimizzare l'utilizzo delle risorse economico-finanziarie, umane
e strumentali, esercitandole in forma associata attraverso un
assetto organizzativo volto al potenziamento di funzioni e servizi
in termini di efficienza, efficacia ed economicità;
tra le funzioni da espletare dall'unione dei comuni in forma
associata, l'art. 6 dello statuto prevede il servizio di polizia
locale;
lo stesso ente, con delibera della giunta dell'unione n. 7 del 24
giugno 2009, ha avviato in via sperimentale, dal 13 luglio al 21
dicembre 2009, il servizio associato di polizia locale, volto a
migliorare la qualità del servizio erogato nei singoli comuni,
ottimizzando le risorse umane e strumentali;
considerato che a tutt'oggi non è stato ancora istituito il corpo
di polizia locale dell'unione;
rilevato che:
la medesima delibera (n. 7 del 24 giugno 2009) ha sancito che 'la
dotazione organica provvisoria della Polizia Locale dell'Unione
sia costituita dal personale in servizio presso le aree di
vigilanza dei rispettivi comuni appartenenti alla medesima Unione
individuata in n. 32 unità necessarie a garantire l'efficacia e la
funzionalità dei servizi connessi alla Polizia Locale';
con delibera della giunta dell'unione n. 11 del 9 giugno 2009 si
è preso atto dell'assegnazione temporanea e fino al 31 dicembre
2009, da parte dei comuni appartenenti alla stessa unione, delle
risorse umane e strumentali per la gestione del servizio associato
di polizia locale, in atto il servizio associato di polizia locale
dell'unione risulta composto da 22 unità di personale assegnato
dai comandi dei comuni appartenenti all'unione;
considerato inoltre che:
i singoli comuni dell'unione, con propri atti deliberativi, hanno
trasferito ed assegnato sino al 31 dicembre 2009 al servizio
associato di polizia locale dell'unione le unità di personale
attualmente in servizio presso le aree di vigilanza sia a tempo
indeterminato che a tempo determinato;
nel trasferimento di cui sopra, alcune unità di personale in
servizio nelle aree di vigilanza dei singoli comuni, in maniera
assolutamente ingiustificata, non sono state trasferite, creandosi
nei confronti delle stesse nocumento personale nonché danno
economico in virtù del miglioramento salariale derivante
dall'aggiuntivo orario effettuato dal personale a tempo
determinato;
alla maggior parte del personale a tempo determinato, transitato
alla polizia locale dell'unione, è stato effettuato soltanto un
semplice corso di formazione della durata di circa 3 giorni,
contravvenendo a quanto sancito dalle norme sulla formazione che
prevedono corsi non inferiori alle 120 ore formative, e nel caso
in oggetto la normativa ne prevede molte di più, in quanto il
personale va a ricoprire sia il ruolo di agente di polizia locale
che quello di agente di polizia giudiziaria e di pubblica
sicurezza;
verificato che il trasferimento del personale comunale dai
singoli enti municipali all'unione è stato effettuato in dispregio
dell'art. 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro del 22
gennaio 2004, violando l'art. 7 del contratto collettivo nazionale
di lavoro del 1 aprile 1999 nonché l'art. 28 della legge n. 300
del 1970 impedendo l'esercizio delle prerogative sindacali;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere nei confronti
dei responsabili dei singoli comuni appartenenti all'unione dei
comuni della via regia dell'Alcantara che hanno effettuato il
trasferimento illegittimo di personale alla stessa unione,
violando espressamente quanto previsto in materia di trasferimento
di personale, senza la predeterminazione, in sede di concertazione
sindacale, dei criteri per il passaggio del personale così come
espressamente previsto dall'art. 8, comma 1, lett. C, del CCNL del
1 aprile 1999;
quali siano stati i criteri adottati dalle singole giunte
municipali nel trasferire il personale attualmente in servizio
presso la polizia locale dell'unione e se siano state osservate
tutte le norme previste per chi ricopre un ufficio nella pubblica
amministrazione;
se il personale in servizio presso le aree di vigilanza dei
singoli comuni appartenenti all'unione, alla data delle delibere
di assegnazione al servizio di polizia locale della medesima
unione, sia stato tutto trasferito;
se altro personale dei singoli comuni dell'unione, pur avendone i
requisiti ed avendo presentato espressa domanda, non sia stato
trasferito al servizio di polizia locale dell'unione e per quali
motivazioni;
se, infine, intendano procedere con urgenza ad un'ispezione, alla
luce della gravità dei comportamenti verificati, per accertare
quanto sopra esposto.». (863)
Risposta. - «Con nota assunta agli atti al prot. 50403 del 25
novembre 2009 del Servizio Lavori d'Aula dell'Assemblea Regionale
Siciliana, è stato inoltrato agli Uffici di diretta collaborazione
dell'allora Assessore alla Famiglia, Politiche Sociali ed
Autonomie Locali, l'atto ispettivo parlamentare n. 863, a firma
dell'onorevole Corona, avente ad oggetto "Notizie sull'Unione dei
Comuni della via regia dell'Alcantara".
Successivamente l'on Presidente, in considerazione delle
modifiche alle competenze degli Assessorati regionali - introdotte
dalla l.r. 16 dicembre 2008, n. 19 e dal Regolamento di attuazione
emanato con D.P.Reg. n. 12 del 5 dicembre 2009 - ha delegato
l'Assessore per le Autonomie locali e la Funzione Pubblica a
curarne la trattazione.
Il Dipartimento Regionale delle Autonomie locali, interpellato
sulla tematica oggetto dell'interrogazione parlamentare, ha
fornito gli elementi di risposta che qui di seguito si
rappresentano.
La vigente normativa, con specifico riferimento alla legge
regionale 1 agosto 1990, n. 17, non consente la costituzione di
Corpi o Servizi di Polizia diversi dalla Polizia Municipale.
Tuttavia, la problematica relativa alla costituzione di Corpi
consortili è stata tenuta in debita considerazione nell'ambito
della proposta di un nuovo disegno di legge regionale in materia
di politiche per la sicurezza locale e di ordinamento della
polizia amministrativa locale.
Il suddetto disegno di legge, di iniziativa governativa, è stato
già approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 10 febbraio
2010 ed attualmente è all'esame della V Commissione Affari
istituzionali dell'Assemblea Regionale Siciliana.
In particolare, l'art. 9 del suddetto disegno di legge disciplina
la gestione associata dei servizi di polizia locale da parte dei
Comuni con territorio contiguo e delle Province Regionali.
Tanto si rappresenta in ordine ai contenuti dell'atto
parlamentare ed in esito alla delega ricevuta.».
L'Assessore
dr.ssa Caterina Chinnici
CURRENTI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il Comune di Messina ha istituito una tassa, definita ecopass,
che viene caricata sui biglietti di coloro che, a piedi o con
mezzi di trasporto, usufruiscono delle navi traghetto in arrivo e
in partenza dagli imbarcaderi della Città dello Stretto con
destinazione la Calabria. Motivazione di detto ecopass è
l'inquinamento atmosferico ed il danno causato dai mezzi pesanti
che attraversano la città e diretti agli imbarcaderi;
appare abbastanza demagogica tale giustificazione, tenendo conto
che la Regione siciliana, con proprio finanziamento, ha realizzato
l'imbarcadero di Tremestieri proprio per evitare che i mezzi
pesanti possano circolare all'interno di Messina;
da questo balzello sono esonerati gli abitanti di Messina e delle
città calabresi di destinazione;
considerato che:
per ovvi motivi di conformazione geografica, i siciliani che si
devono recare nel resto dell'Italia con propri mezzi, costretti
all'attraversamento dello Stretto proprio da Messina, unica via di
transito marittimo, sono quindi obbligati al pagamento di questa
tassa;
tutte le compagnie marittime che collegano la Sicilia con il
resto d'Italia applicano tariffe agevolate per i residenti in
Sicilia, nel rispetto di quanto stabilito dalla 'Dichiarazione
sulle regioni insulari del Trattato CE' ed in linea con gli
orientamenti espressi dal Parlamento europeo sulla tutela delle
regioni insulari nella stessa Unione europea;
l'applicazione di tale tassa, quindi, non solo viola apertamente
le disposizioni comunitarie nel momento stesso in cui non
riconosce il diritto all'insularità dei siciliani, ma determina
una evidente disparità di trattamento tra stessi conterranei,
creando di fatto siciliani di 'serie A' e siciliani di 'serie B';
visto che:
oltre alla beffa, vi è anche un danno inquantificabile per
l'economia regionale. Infatti, al già pesante handicap delle
distanze notevoli che penalizza i produttori siciliani per i costi
abnormi di spedizione, si deve aggiungere adesso anche questa
ulteriore tegola decisa dal Comune di Messina che, tra l'altro, è
in netto contrasto con quanto stabilito dalla legislazione vigente
in materia;
d'altronde è del tutto incomprensibile come mai i mezzi pesanti
debbano pagare una tassa contro l'inquinamento del centro urbano
di Messina quando gli stessi autotrasportatori imbarcano i loro
mezzi a Tremestieri, che si trova fuori dal perimetro urbano,
accettando di buon grado il maggiore costo chilometrico per il
raggiungimento del nuovo porto, proprio per evitare intralci al
traffico cittadino;
tenuto conto che:
è inammissibile che un ente locale come il Comune di Messina
possa decidere autonomamente l'imposizione di una tassa,
assolutamente iniqua e dannosa per un'intera Regione, senza un
confronto con le autorità regionali preposte;
è altresì grave l'atteggiamento tenuto dal Comune di Messina di
totale chiusura al dialogo con i rappresentanti sindacali degli
autotrasportatori siciliani, partendo dall'egoistico presupposto
che chi vuole andare nel resto del Paese deve passare da Messina;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare al fine di porre rimedio alla
scellerata decisione adottata dal Comune di Messina di istituire
un tassa sul traghettamento con l'esonero solo per gli abitanti di
Messina, creando, di fatto, un'assurda discriminazione con il
resto dei siciliani;
se non reputino opportuno verificare e quantificare il danno che
simile scelta arrecherà all'economia regionale, imputando al
Comune di Messina, nel caso di eventuale perseveranza in tale
decisione, il pagamento di tutti i danni causati ai produttori ed
autotrasportatori siciliani;
se non ritengano imprescindibile attivarsi a sostegno degli
autotrasportatori siciliani nella causa civile che gli stessi si
apprestano ad intentare contro il Comune di Messina.». (1253)
Risposta. - «Con nota della Presidenza della Regione - Segreteria
Generale, prot. 1589 del 26 agosto 2010, è stato inoltrato agli
Uffici di diretta collaborazione dello scrivente l'atto ispettivo
parlamentare n. 1253, a firma dell'onorevole Currenti, rivolto
all'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità ed avente ad
oggetto Iniziative riguardo l'istituzione dell'eco-pass a
Messina".
Con il medesimo scritto l'on. Presidente ha delegato l'Assessore
per le Autonomie locali e la Funzione Pubblica a curarne la
trattazione, mentre l'Assessore per le Infrastrutture e la
mobilità, destinatario dell'interrogazione, è stato invitato a
fornire ogni elemento utile per la predisposizione del testo di
risposta.
In merito alla questione, la Segreteria generale della Presidenza
della Regione, con nota prot. 1603/IN/15 del 30 agosto 2010, ha
fatto pervenire copia della nota prot. 2478/Gab. del 5 agosto 2010
con la quale il competente Assessorato ha rappresentato che la
tematica è stata affrontata in sede di Consulta regionale per
l'autotrasporto nelle sedute del 24 marzo e del 22 giugno 2010.
In dette sedute sono state analizzate le criticità rappresentate
dalle Associazioni di categoria e valutate le possibili soluzioni.
In particolare, sono stati evidenziati sia i vizi di
costituzionalità dei contenuti della Determinazione sindacale,
adottata dal sindaco di Messina, che prevede il passaggio a
pagamento dei mezzi pesanti attraverso il centro abitato della
città, sia le perplessità sull'effettiva efficacia di un
provvedimento di carattere finanziario, che possa considerarsi
risolutivo dei problemi ambientali e di sicurezza stradale nel
comune di Messina.
Per definire ulteriormente la questione si è anche svolto un
incontro con il Sindaco della città dello Stretto con il precipuo
scopo di mediare le esigenze della categoria con quelle
dell'Amministrazione; da detto incontro sono scaturite alcune
proposte alternative, condivise dalle Associazioni degli
autotrasportatori, che potrebbero mitigare le lamentate ricadute
negative del settore derivanti dall'istituzione dell'eco-pass ed
in particolare:
1) l'abrogazione immediata della tassa, relativamente alla
chiocciola di accesso all'approdo di Tremestieri, almeno fino alla
sentenza del T.A.R., al quale hanno proposto ricorso talune
Associazioni di trasportatori;
2) l'ampliamento della fascia oraria di esenzione dell'eco-pass
dall'attuale 22.00/7.00 alle 20.00/7,00, limitatamente ai mezzi
pesanti che effettivamente attraversano la città per raggiungere il
porto e viceversa.
Tanto si rappresenta in ordine ai contenuti dell'atto
parlamentare ed in esito alla delega ricevuta.
L'Assessore
dr.ssa Caterina Chinnici
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Istruzione e
formazione professionale»
BUZZANCA - ARDIZZONE. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che:
l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, entro il mese di ottobre di ogni
anno, provvede al finanziamento del piano regionale dell'offerta
formativa disciplinato dalle seguenti norme e disposizioni
regionali, nazionali e comunitarie: legge regionale 6 marzo 1976,
n. 24 e successive modifiche ed integrazioni;
leggi regionali 21 settembre 1990, n. 36, 15 maggio 1991, n. 27 e
1 settembre 1993, n. 25, articoli 2 e 7;
legge 14 gennaio 1994, n. 20;
legge 12 marzo 1999, n. 68;
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10;
art. 39 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23;
art. 24 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30, come
modificato dall'art. 47 della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, che prevede che la valutazione dei progetti formativi deve
essere effettuata da apposito comitato composto da quattro
componenti esterni e tre interni;
art. 38 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17;
articolo 17 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1;
legge regionale che approva il bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario di competenza;
regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio dell'11 luglio 2006,
recante disposizioni generali sul fondo europeo di sviluppo
regionale (FESR), sul fondo sociale europeo (FSE) e sul fondo di
coesione e successive modifiche;
regolamento CE n. 1081/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 5 luglio 2006, relativo al fondo sociale europeo,
recante abrogazione del regolamento CE n. 1784/1999 e successive
modifiche;
regolamento CE n. 1828/2006 della Commissione dell'8 dicembre
2006, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento CE
1083/2006 del Consiglio, recante disposizioni generali sul fondo
europeo di sviluppo regionale (FESR), sul fondo sociale europeo
(FSE) e sul fondo di coesione e successive modifiche;
quadro comunitario di sostegno per le regioni dell'obiettivo 1
(2000-2006) approvato con decisione della Commissione europea
C(2000)2050 del 1 agosto 2000;
POR Sicilia 2000-2006 n. 1999.IT.16.PO, approvato dalla
Commissione europea con decisione n. C(2000) 2346 del 2 agosto
2001 e successive modifiche;
complemento di programmazione adottato dalla Giunta regionale con
deliberazione n. 149 del 20-21 marzo 2001 e successive modifiche;
quadro strategico nazionale 2007-2013, approvato con decisione
della Commissione europea del 13 luglio 2007;
programma operativo regionale Sicilia FSE 2007-2013, approvato
dalla Commissione europea con decisione n. C/2007/6722 del 18
dicembre 2007;
circolare assessoriale n. 6/04/FP dell'11 giugno 2004 e
successive modifiche ed integrazioni, la cui validità è prorogata
sino all'emanazione di nuove disposizioni, pubblicata nel
supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 31 del 23 luglio 2004, concernente Direttive per la
presentazione delle istanze, lo svolgimento e la rendicontazione
dei progetti formativi e successive modifiche ed integrazioni;
visto che, con decreto assessoriale n. 10/GAB del 28 marzo 2008,
l'Assessore regionale per il lavoro ha approvato il PROF 2008
secondo quanto determinato della Commissione regionale per
l'impiego nella seduta del 25 febbraio 2008 e del 19 marzo 2008 e
cioè:
A) provvedere, relativamente ai parametri di costo orario per le
voci personale e gestione, ad applicare il minor importo tra
quelli contenuti nell'istanza di finanziamento e:
1. per gli enti con personale assunto ai sensi del combinato
disposto dell'art. 2 della l.r. n. 25/95 e dell'art. 39 della l.r.
n. 23/2002:
a) per la voce personale, quello applicato nell'anno formativo
2007 ed adeguato alle risultanze delle verifiche trimestrali;
b) per la voce gestione euro 27.00/ora corso max;
2. per gli enti inseriti nel PROF a decorrere dall'anno 2007:
d.a. n. 10/GAB del 28 marzo 2008:
a) per la voce personale euro 88.31/ora corso max; b) per la voce
gestione euro 27.00/ora corso max;
3. per gli enti che hanno avuto incremento del monte ore
nell'ambito del PROF 2008:
a) per la voce personale euro 88.31/ora corso max;
b) per la voce gestione euro 27.00/ora corso max;
4. per gli enti che hanno avuto riconosciuti ammissibili progetti
nell'ambito FC FP: per la voce gestione 20,00/ora corso max;
B) provvedere, qualora non siano reperite le risorse necessarie,
relativamente alla voce allievi, a innovare le finalità e le
modalità di corresponsione dell'indennità di frequenza,
vincolandola a effettivi obiettivi di frequenza e di concreto
inserimento nel mondo del lavoro e predisporre quanto necessario
per l'erogazione ai partecipanti agli interventi formativi in
oggetto di un contributo sotto forma di borsa lavoro e/o sostegno
al reddito per l'inserimento occupazionale e/o all'auto impiego;
C) provvedere, relativamente al riconoscimento delle spese per la
sostituzione del personale in carico agli enti con rapporto di
lavoro la cui decorrenza è antecedente al 31 dicembre 2002, ad
applicare il parametro di riferimento che non potrà essere - in
ogni caso superiore ad euro 110,00/ora corso;
D) provvedere, relativamente al riconoscimento delle spese per la
sostituzione di personale in carico agli enti con rapporto di
lavoro la cui decorrenza è successiva al 31 dicembre 2002, ad
applicare il parametro di riferimento che non potrà essere -in
ogni caso superiore ad euro 90,00/ora corso;
per sapere:
se le disposizioni, di cui sopra, finalizzate:
al contenimento della spesa per il personale;
all'introduzione di una procedura di adeguamento alla media di
costo vigente nelle altre regioni rispetto ai parametri massimi
stabiliti dalla legge speciale di chiamata a progetto;
a garantire omogeneità di trattamento nei confronti degli enti
gestori e dei beneficiari intermedi, recependo le istanze
provenienti dalle parti sociali per cui lo stesso servizio per lo
stesso numero di ore non può essere pagato ad un ente 30.000 o più
euro rispetto ad altri;
siano state espressamente revocate e se la commissione regionale
per l'impiego sia stata convocata ed abbia espresso il necessario
parere;
se le disposizioni relative all'invio delle dichiarazioni di
spesa mensili ed alla revisione trimestrale dei rendiconti,
impartite con d.a. n. 852 del 3 aprile 2007, di cui è stato
onerato il servizio ufficio regionale del lavoro per la Sicilia
orientale disposizioni impartite anche alla luce delle
interlocuzioni con la magistratura contabile e finalizzate alla
verifica puntuale della spesa secondo una periodizzazione congrua
ed adeguata, confermate con d.a. n. 10 del 28 marzo 2008 sopra
richiamato siano state 'espressamente' revocate e se la mancata
predisposizione di strumenti di verifica e controllo possa
comportare danni per l'erario;
a quanto ammontino le risorse utilizzabili a seguito delle
revisioni contabili effettuate dal Servizio XIV - ufficio
regionale del lavoro per la Sicilia orientale - URL 2 ai sensi
dell'art. 9 della l.r. n. 21/2007;
a quanto ammontino le risorse utilizzabili a seguito dei recuperi
effettuati dal servizio VI del Dipartimento regionale della
formazione professionale ai sensi dell'art. 9 della l.r. n.
21/2007;
a quanto ammontino le risorse utilizzabili a seguito di
disimpegno per revoca, restituzione di economie di gestione o di
stanziamento di progetti cofinanziati dal fondo sociale europeo
dal Dipartimento regionale della formazione professionale e se
siano stati tempestivamente adottati i provvedimenti necessari per
l'utilizzo delle risorse liberate derivanti dall'elevazione a
misura comunitaria dei cosiddetti progetti-sponda;
relativamente al piano regionale dell'offerta formativa per
l'anno 2009, quale sia la causa del ritardo nell'approvazione del
piano entro il mese di ottobre 2008, come previsto dalla normativa
vigente e quali provvedimenti si intendano adottare per la
garanzia della continuità lavorativa degli operatori della
formazione professionale, come statuito dal combinato disposto
dell'art. 2 della legge regionale n. 25/93 e dall'art 39 della
legge regionale n. 23/2002;
se siano state apportate le necessarie variazioni ai criteri di
selezione a seguito della modifica del quadro comunitario di
sostegno;
se i componenti del nucleo previsto dall'art. 24 della legge
regionale 7 agosto 1997, n. 30, come modificato dall'art. 47 della
legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, sopra richiamato, che
prevede che la valutazione dei progetti formativi debba essere
effettuata da apposito comitato composto da quattro componenti
esterni e tre interni, siano stati individuati nelle due long list
per i membri interni e per gli esterni, così come disciplinato
dalla vigente normativa a garanzia di professionalità e
imparzialità, anche alla luce del fatto che le modalità di
programmazione, gestione e rendicontazione del piano regionale
dell'offerta formativa, a seguito dell'entrata in vigore
dell'articolo 39 della legge regionale n. 23/2002, sono quelle
stabilite dai regolamento comunitari per gli interventi
cofinanziati dal fondo sociale europeo;
se si possa conoscere il curriculum vitae di ogni singolo
componente del nucleo sopra detto, con l'evidenziazione delle
specifiche competenze ed esperienze professionali;
se si possa prendere visione del regolamento interno, dei criteri
di assegnazione, distribuzione dei carichi di lavoro, numero di
elaborati assegnati ad ogni singolo componente, tenuto conto che
gli elaborati sembra siano stati ufficialmente trasmessi il 15
gennaio c.a.;
se i membri interni siano stati impegnati in sedute antimeridiane
e risultino in ferie o in aspettativa dal proprio posto di lavoro;
se i membri della commissione regionale per l'impiego, la cui
durata è di 5 anni, nominati il 13 gennaio 2004 e prorogati per 45
giorni, possano essere convocati oltre il 28 febbraio 2009, tale
eventuale a causa dell'eccessiva dilazione dei tempi, costringa ad
approvare un piano senza il necessario dialogo sociale statuito
per legge e ciò possa inficiare l'intero procedimento;
per sapere, inoltre:
poiché risulta che la commissione regionale per l'impiego è stata
convocata una prima volta il 5 marzo con all'ordine del giorno
l'approvazione del piano regionale dell'offerta formativa 2009 e
che nella seduta in parola si sono approvati criteri di selezione
finalizzati alla salvaguardia dei livelli occupazionali stante la
comunicazione del presidente del nucleo di valutazione che
riconosce come utilmente inseriti in graduatoria tutti i progetti
presentati a valere sul PROF 2009 da parte degli enti gestori
affidatari di interventi nell'ambito del PROF 2008, ma senza
l'approvazione di una vera e propria graduatoria con punteggi e
parametri di spesa, se il servizio programmazione del competente
dipartimento abbia predisposto i necessari atti istruttori,
trattandosi di atti endoprocedimentali di contenuto tecnico
gestionale; e se sia stato messo nella condizione di farlo con la
relativa trasmissione degli atti stessi da parte del nucleo di
valutazione;
poiché risulta che una successiva seduta di commissione regionale
per l'impiego è stata convocata per il giorno 9 marzo 2009, con
all'ordine del giorno comunicazioni, se la presa d'atto e il
parere favorevole, che non equivalgono all'approvazione di una
serie di allegati da cui non è possibile evidenziare la
provenienza: l'ufficio istruttore, né chi abbia attestato la
congruità della valutazione, relativamente alla posizione in cui i
singoli interventi sono inseriti in graduatoria, né all'importo
del finanziamento approvato, se ciò sia avvenuto nel puntuale
rispetto della normativa vigente (l.r. n. 30/97 e s.m.i).
(Trasmissione degli atti al dipartimento almeno quindici giorni
per la quantificazione delle risorse, la parametrazione degli
interventi e la loro rispondenza al bando);
per sapere, soprattutto, se sia stato valutato l'impatto della
più che eventuale messa in mobilità del personale dipendente dagli
enti gestori del PROF 2008, collocati in graduatoria dopo gli enti
gestori che per la prima volta, con gli allegati di cui allo stato
non si riesce a stabilire la qualificazione giuridica, a meno di
non considerarlo uno stato d'animo, sarebbero stati presi in
considerazione al fine dell'ammissione a finanziamento: in ciò
contraddicendo, palesemente, quanto espressamente stabilito nella
seduta della CRI del 5 marzo sopra richiamata. Novantacinque enti
nuovi ammessi a finanziamento per circa 180.000 ore extra
tale riguardo, nella considerazione che il PROF 2008, approvato
per circa complessive 1.900.000 ore, aveva come beneficiari
(allievi) quasi 30.020 e, a fronte di una mancata attivazione di
quasi 60.000 ore di attività, ha quindi scontato un delta tra
offerta e domanda di quasi 1000 unità, e, poiché il desiderato
PROF 2009 con un incremento di quasi 350.000 ore comporterebbe una
domanda formativa di mercato di 2.400 nuovi utenti cui però devono
essere aggiunti potenzialmente 2.100 allievi rientranti
nell'obbligo d'istruzione del primo anno e di 6.425 allievi
interessati all'assolvimento dell'obbligo d'istruzione della
seconda e terza annualità, a cui dovrebbero aggiungersi 1.400
allievi che hanno appena completato i percorsi finanziati con
voucher formativi di categoria A e potenzialmente ulteriori 1.500
allievi dell'avviando percorso di categoria B 3.09, si deduce ictu
oculi che i numeri sopra riportati non tengono conto
dell'effettivo stato di completamento dei percorsi iniziati e
conclusi nell'ambito del PROF 2008 il cui tasso di abbandono è di
circa il 20/30 per cento per ogni intervento;
il dato del delta domanda-offerta, tenuto conto delle precedenti
considerazioni, si commenta da solo;
il totale finanziato, anche tenuto conto dell'attestazione della
competenza sui corsi finalizzati all'assolvimento dell'obbligo di
istruzione all'Assessorato Beni culturali, concorrerebbe ad
un'offerta formativa con beneficiari 43.485 allievi a fronte di
un'offerta nell'anno precedente per 29.000 allievi, con la
conseguenza di finanziare corsi fantasma per almeno 40.000.000 di
euro e di autorizzare quindi per decreto un privato mercimonio con
fondi pubblici, a meno che non si presupponga, come evidenziato
dalla Corte dei conti con riferimento proprio al sistema regionale
siciliano della formazione professionale, che allievi dotati del
dono dell'ubiquità nelle stesse ore, negli stessi giorni, anche di
notte, partecipano/frequentano corsi diversi, con obbligo di firma
e frequenza in enti diversi (PROF, Obbligo, Woucher, altre
iniziative cofinanziate dal fondo sociale europeo) in sedi diverse
e in comuni e in province diverse;
per sapere, infine:
se si possa verificare se il precipitato logico delle risultanze
del sedicente PROF 2009 comporti in taluni comuni un'offerta
formativa pari al doppio se non al triplo degli eventuali
beneficiari;
se si possa verificare ogni eventuale turbativa al procedimento
previsto dalla lex specialis anche al fine di evitare
consolidamenti di stati di fatto, travestiti da provvedimenti
amministrativi finalizzati alla spoliazione del pubblico erario.».
(504)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 504, a firma
degli onorevoli Buzzanca e Ardizzone, si rappresenta che molte
delle argomentazioni nella stessa indicate riguardano la riforma
del settore della formazione professionale attualmente in fase di
studio avanzato e che al più presto verrà portata all'attenzione
della Giunta regionale.
In riferimento ai piani regionali dell'offerta formativa 2008-
2009 e all'erogazione delle relative somme le richieste di
chiarimento sono da ritenersi superate.».
L'Assessore
prof. Mario Centorrino