Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Aricò, per la presente seduta; Caronia per il 20 e 21 ottobre 2010,
per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che saranno in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli:
-Gianni e Maira dal 20 al 21 ottobre 2010;
-Formica il 21 ottobre 2010;
-Speziale dal 22 al 23 ottobre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento
dell'esercizio cinematografico (n. 621)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Calanducci
in data 15 ottobre 2010
Individuazione della figura e del relativo profilo professionale
dell'operatore socio-sanitario e definizione dell'ordinamento
didattico dei corsi di formazione (n. 622)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni,
Calanducci, Musotto, Arena in data 15 ottobre 2010
Istituzione del Parco archeologico di Akrai e degli Iblei (n. 623)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano
in data 15 ottobre 2010
Interventi a favore delle cooperative sociali (n. 624)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Oddo,
Apprendi in data 19 ottobre 2010.
Presidenza del vicepresidente Formica
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
comprensivo
San Biagio' di Vittoria (RG)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo San Biagio di
Vittoria (RG).
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione Affari istituzionali' (I):
Norme in materia di sospensione degli amministratori di enti
locali (n. 620) di iniziativa governativa
- inviato in data 13 ottobre 2010.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla Commissione Attività produttive' (III):
Decreto di approvazione della direttiva per la concessione ed
erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali - linea di
intervento 5.1.3.3 del P.O. FESR 2007/2013 (n. 116/III)
- pervenuta in data 19 ottobre 2010
- inviata in data 20 ottobre 2010.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione Attività
produttive' (III):
Proposta dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali
lapidei di pregio (n. 115/III)
- reso in data 13 ottobre 2010
- inviato in data 13 ottobre 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che le terme di Acireale
(CT) nel settembre scorso hanno assegnato provvisoriamente ad una
nuova impresa il servizio di pulizia;
considerato che l'impresa aggiudicataria minaccia di non voler
mantenere il personale dell'impresa che lascia il suddetto
servizio;
visto che, trattandosi di una società a totale capitale pubblico,
le terme di Acireale devono rifarsi alle formule contrattuali che,
da sempre, la Regione siciliana ha applicato per questo tipo di
servizio, le quali non ammettono licenziamenti e prevedono che
l'impresa subentrante mantenga il posto di lavoro al personale
dell'impresa che lascia;
per sapere se non ritenga necessario e urgente intervenire al fine
di fare rispettare il principio della salvaguardia dei posti di
lavoro ed inserire nei bandi di affidamento di servizi, qualora non
fosse prevista espressamente, la clausola di salvaguardia dei
livelli occupazionali». (1435)
POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
la grave crisi economica dell'agricoltura siciliana ha raggiunto
livelli drammatici al punto di registrare, nel biennio 2007 - 2009,
la perdita di 7000 posti di lavoro nella sola provincia di Catania
e che a questo dato si aggiunge il fatto che, a causa del minor
numero di giornate lavorative ed al conseguente calo dell'indennità
di disoccupazione, ogni bracciante agricolo ha avuto una
diminuzione annua di reddito pari a 4000 euro;
il mancato rinnovo degli sgravi sugli oneri previdenziali delle
aziende agricole siciliane, scaduti lo scorso 31 luglio, impone un
costo ulteriore di 30 milioni di euro annui che il comparto
agricolo non può sopportare;
l'immobilismo dell'azione del Governo regionale si registra in
maniera disastrosa nel settore agricolo anche per un'assoluta
mancanza di proposte e di dialogo con le istituzioni europee e
nazionali;
dallo scorso 20 aprile, giornata del 'Sicilia Agricoltura Day', ad
oggi nessun intervento per il superamento della crisi agricola è
stato nel frattempo concretamente attivato e che, a seguito della
manovra finanziaria nazionale, la situazione risulta ancora più
pesante al punto che non risulta più rinviabile l'immissione di
liquidità nel nostro settore agricolo;
considerato che:
nell'ultima legge finanziaria regionale approvata dall'Assemblea
regionale siciliana, si sono dettate le misure di intervento
urgente per il comparto agricolo, predisponendo inoltre la
copertura finanziaria per ogni iniziativa all'uopo prevista, e che
a tutt'oggi nessuna delle misure individuate dall'ARS è stata
avviata dal Governo regionale al punto che un rappresentante di
categoria ha definito l'agricoltura siciliana come un 'malato
terminale a cui il Governo regionale toglie l'ossigeno';
il blocco della spesa determinato dal Governo regionale incrementa
ulteriormente la difficoltà e lo stato di crisi del comparto
agricolo;
per sapere:
quali siano le ragioni per cui i commi 4, 6, 14, 15, 20 e 28
dell'art 80 e l'art. 82 della l.r. 11/10 non siano a tutt'oggi
stati attuati in favore degli operatori del settore agricolo;
quali iniziative intendano assumere presso il Governo nazionale
affinché si ristabilisca il criterio di fiscalizzazione degli oneri
previdenziali e riduzione delle accise sui carburanti agricoli a
favore delle imprese agricole siciliane;
in che tempi si siano impegnati ad erogare tutte le spettanze
previste e dovute, ed in particolare quelle relative alle misure
agro-ambientali, indennità compensative, zootecnia e per le
annualità pregresse;
quali siano le azioni che intendano portare avanti presso la
Comunità europea per scongiurare l'ennesima beffa per la Sicilia in
materia di riforma del PAC (politica agricola comunitaria), di
accordi commerciali con i Paesi extracomunitari, rispetto delle
regole di reciprocità e proroga ed incremento della soglia del 'de
minimis' in agricoltura». (1437)
CORDARO-MAIRA
«All'Assessore per la salute, premesso che:
l'ASP di Enna ha provveduto ad effettuare l'ultimo pagamento in
favore delle farmacie nel mese di marzo;
nelle altre province, sebbene vi siano altrettanti ritardi, si è
tuttavia proceduto con una maggiore regolarità consentendo
pagamenti almeno sino al mese di agosto;
rilevato che:
le farmacie della provincia di Enna, ulteriormente penalizzate,
hanno più volte sollevato la questione mediante le proprie
organizzazioni di categoria senza però sortire alcun effetto;
le farmacie nei prossimi giorni, stante questa condizione,
intendono adottare dure forme di protesta con il rischio di gravi
disagi nell'erogazione dei servizi farmaceutici nell'intera
comunità ennese;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito all'ASP di Enna di erogare i
finanziamenti destinati alle farmacie almeno per le stesse
mensilità per le quali si è provveduto nelle altre province;
se non ritenga opportuno e urgente intervenire presso l'ASP di
Enna, allo scopo di provvedere allo sblocco dei pagamenti pregressi
dovuti alle farmacie e determinare rapidamente un allineamento al
mese corrente». (1439)
TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 20 ottobre 2006, a seguito di un'inchiesta giudiziaria, è
stata chiusa la banca del cordone di Sciacca, e che i soggetti
coinvolti nella vicenda: il dottore Lillo Ciaccio, allora direttore
della banca del cordone ombelicale, e la dottoressa Michela Gesù,
biologa specialista in genetica, di recente sono stati
definitivamente assolti, perché il fatto non sussiste, sia in sede
penale che innanzi alla Corte dei conti. Rimanendo in capo a
costoro, senza ombra alcuna, l'indubbio merito di avere istituito,
fatta vivere e sviluppare la banca del cordone;
nonostante le assoluzioni di cui sopra, la struttura ha continuato
a rimanere chiusa praticamente fino ad oggi, con grave danno per
l'intera collettività, facendo venir meno la periodica fornitura di
cordoni ombelicali che in passato ha assicurato a tanti bambini
ammalati una possibilità di sopravvivenza;
per tale attività la banca del cordone di Sciacca ha ricevuto
attestati di merito da parte dei migliori centri-trapianto del
mondo, con i quali ha collaborato (Parigi, Londra, Oxford, Seattle,
Gerusalemme, Oslo, Philadelphia, New York, Istanbul e molti altri);
la struttura di Sciacca, in atto, dispone di 20.000 cordoni di
cui, però, solo la metà sono stati studiati e tipizzati poiché,
nonostante fosse stata finanziata la somma di due milioni di euro
per il completamento dello studio delle unità raccolte,
l'amministrazione sanitaria del tempo ha preferito utilizzare le
risorse per altre finalità;
allo stato appare prioritario completare lo studio delle unità già
raccolte al fine di renderle idonee e disponibili immediatamente al
trapianto, così da potere sopperire ad eventuali necessità della
popolazione;
considerato che:
le 20.000 unità, già raccolte dalla struttura, garantiscono la più
ampia varietà genetica necessaria per la popolazione e che quindi
un aumento della raccolta non aumenterebbe la probabilità di
compatibilità per i pazienti in attesa di trapianto. A sostegno di
quanto detto è possibile confrontare quanto dichiarato dal
professore Rebulla (direttore della banca del cordone di Milano e
coordinatore delle banche italiane) in un articolo pubblicato dal
'Corriere della sera' il 5 settembre u.s., nel quale costui, a
seguito di specifici studi, sostiene che in Italia servono 50-60
mila cordoni per tutta la popolazione e che i cordoni devono essere
rappresentativi di tutta la popolazione e per questo devono essere
raccolti equamente su tutto il territorio nazionale;
la banca di Sciacca, sotto la direzione del dottore Ciaccio, aveva
raggiunto la soglia di 20.000 cordoni, circa un terzo del
fabbisogno nazionale, ma con il limite di essere stati raccolti
solo in una limitata area geografica del territorio nazionale;
attualmente, a fronte delle 18.929 sacche conservate presso
l'ospedale di Sciacca, in Italia ne esistono, come documentato dal
report del centro nazionale sangue del 2008, altre 7.000 a Milano,
2867 a Pavia, 3126 a Bologna, 1585 a Padova, 1374 a Firenze, 1602 a
Pescara, 1718 a Torino, altre 1500 a Napoli, ecc., per un totale
sufficiente alla copertura del fabbisogno nazionale;
allo stato attuale, per le suddette ragioni, non appare in alcun
modo giustificabile, nessuna iniziativa volta ad incrementare la
raccolta;
l'Assessore regionale per la salute, nonostante quanto fin qui
premesso e considerato, ha commissariato con proprio decreto n.
2084/10 la banca del cordone ombelicale di Sciacca al fine di
riattivare la raccolta, con conseguente spreco di risorse umane ed
economiche, giustificata in funzione di azioni correttive;
nello stesso decreto l'Assessore, oltre a disporre il reintegro di
una dipendente (la responsabile del sistema di gestione della
qualità, sostanzialmente un'infermiera professionale) presso la
struttura della banca, disponeva l'apertura del nuovo centro di
conservazione e stoccaggio delle cellule staminali da cordoni con
una capienza di ulteriori 70.000 unità (superiore all'intero
fabbisogno nazionale) ed un enorme impegno di spesa, in un momento
in cui la sanità subisce tagli in tutti i settori;
la suddetta inutile megastruttura (realizzata dalle precedenti
gestioni, con procedure amministrativamente discutibili, che
l'Assessorato dovrebbe avere cura di approfondire) è costata circa
12 milioni di euro e, come dichiarato alla stampa dall'attuale
direttore generale dell'ASP di Agrigento, grava sui conti pubblici
per 120.000 euro al mese (per rate ai costruttori), più 30.000 euro
mensili per le spese di gestione;
l'attuale direttore generale ha inserito nell'atto aziendale, che
disciplina i servizi, la banca del cordone ombelicale di Sciacca al
fine di utilizzare il contributo di 1.800.000 euro erogato dal
Ministero per attivare azioni correttive, caratterizzare le
donazioni ed inserire la banca nel circuito mondiale, contribuendo
così a salvare vite umane;
sull'intera vicenda è stata disposta da tempo una ispezione da
parte della Regione;
per sapere:
in base a quali criteri scientifici, col citato d.a. si sia
proceduto a riattivare la raccolta di ulteriori cordoni oltre i
20.000 esistenti che, come detto, superato un certo numero non sono
utili poiché aumentano soltanto il numero dei cordoni con lo stesso
codice genetico;
quali siano i motivi per cui l'Assessore ha decretato l'apertura
del centro di stoccaggio il quale, oltre che costoso, è
sproporzionato per la banca di Sciacca, prevedendo una capienza che
va ben oltre l'intero fabbisogno nazionale;
se sia prassi costante dell'Assessorato disporre con decreto
assessoriale spostamenti di personale infermieristico;
quali ragioni di pubblico interesse abbiano determinato la
precedente gestione a realizzare la nuova area di stoccaggio per
ulteriori 70.000 cordoni ombelicali;
se abbia proceduto a verificare l'iter amministrativo e le
modalità di aggiudicazione della gara per la realizzazione della
nuova area di stoccaggio;
se corrisponda al vero il fatto che il pagamento della struttura è
iniziato prima che la stessa fosse realizzata;
per quali ragioni nel d.a. venga paventato il pericolo della
perdita del finanziamento ministeriale, considerato che l'utilizzo
di tali somme è stata prevista dall'atto aziendale dall'attuale
direttore generale;
se non ritenga che l'azione e l'utilizzo delle risorse vada
orientato allo studio delle unità raccolte piuttosto che alla
raccolta di nuove unità;
in base a quali calcoli economici ritengano, come affermato nel
d.a. che: 'La mancata attivazione della nuova area di
crioconservazione genera costi ulteriori';
se sia terminata l'ispezione tendente a fare luce sull'intera
vicenda della banca del cordone ombelicale di Sciacca e, in caso
affermativo, per sapere quali siano state le risultanze e se siano
emerse responsabilità di carattere penale e/o amministrativo;
se non ritengano di dover revocare il già citato d.a. n. 2084/10».
(1440)
DI BENEDETTO-MARINELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che dall'anno scorso
l'Assessorato regionale istruzione e formazione professionale
provvede, con proprie somme, all'istituzione e al finanziamento di
progetti volti ad impegnare i docenti precari non utilizzati dallo
Stato e con numerosi anni di servizio alle spalle;
preso atto che, anche quest'anno, l'Assessorato regionale
dell'istruzione procederà all'attivazione di detti progetti
educativi all'interno delle scuole di ogni ordine e grado e sempre
utilizzando docenti precari non impiegati nella didattica
ordinaria, in quanto non nominati da parte dello Stato;
considerato che:
sempre più spesso, l'innocenza dei minori è turbata e/o violata da
atti meschini e vili di uomini e donne disturbati, che approfittano
dell'ingenuità dei bambini per appagare le loro terribili devianze;
i fatti di cronaca degli ultimi mesi lasciano intravedere una
diffusione sempre maggiore del fenomeno a danno dei bambini e delle
bambine sempre più indifesi;
visto che:
il più delle volte, gli 'orchi' che molestano i bambini riescono
ad avere la meglio sulle loro vittime per l'innocenza legata alla
loro tenera età ed alla loro incapacità di riconoscere il pericolo
e di difendersi;
a rendere le vittime maggiormente vulnerabili contribuisce anche
la scarsa e spesso assente presenza di percorsi educativi
all'interno delle scuole volti ad informare i bambini sul fenomeno
e a metterli in condizione di difendersi qualora dovessero
imbattersi in simili situazioni;
per sapere se non intendano, con l'urgenza del caso, al fine di
contenere il crescente fenomeno degli 'orchi', utilizzare parte
delle somme impegnate per istituire, all'interno delle scuole
dell'Isola, corsi rivolti all'educazione contro gli orchi e a
difesa dell'innocenza dei bambini». (1444)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
all'atto della progettazione dell'autostrada Siracusa - Gela, i
tecnici incaricati si sono dimenticati di programmare uno svincolo
di collegamento fra la progettando e costruenda autostrada e i
comuni di Pachino e Portopalo (SR);
a partire dal 2000, quando sono iniziati i lavori di costruzione
dell'autostrada, si è avvertita la necessità di un collegamento
autostradale con i predetti comuni;
preso atto che dopo numerose riunioni e interventi, tanto il
Consorzio per le autostrade siciliane, quanto l'ANAS, si sono resi
conto della necessità di realizzare uno svincolo di collegamento
per evitare che tutta la zona sud della provincia di Siracusa
rimanesse estranea alla suddetta infrastruttura;
premesso inoltre che, anziché realizzare uno svincolo, si decise
di realizzare una bretella di collegamento fra lo svincolo già
progettato e realizzando di Noto e la s.p. 19, che da Noto conduce
a Pachino e Portopalo, in quanto fu ritenuto meno invasivo e di più
facile costruzione;
considerato che:
l'opera, approvata e cantierabile fin dal 2008, è stata finanziata
nel giugno 2009;
dopo numerose sollecitazioni ed interventi presso il CAS, era
stata fissata per il 15 settembre 2010 e successivamente per il 15
ottobre, la gara per l'appalto dei lavori, con la relativa
pubblicazione del bando;
accertato che la gara sarebbe stata nuovamente rinviata, ad oltre
16 mesi dal finanziamento concesso dall'ANAS;
per sapere:
quali siano i motivi ostativi per i quali si continua a rinviare
di mese in mese la celebrazione della gara;
se non ritengano urgente e improcrastinabile intervenire, con ogni
strumento possibile, in modo da sbloccare tutte le procedure che in
atto impediscono la celebrazione della gara e di conseguenza
l'inizio dei lavori;
se non ritengano che questi ritardi siano una ulteriore
mortificazione che deve subire la provincia di Siracusa da parte di
un Governo che, fin dal primo giorno della sua costituzione, e a
prescindere dai suoi componenti, alcuni dei quali siracusani, ha
trascurato in modo insopportabile e vergognosa la provincia di
Siracusa». (1445)
VINCIULLO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, preso
atto che secondo quanto denunciato da più quotidiani e dagli stessi
pazienti, allo stato attuale, chi si rivolge all'ospedale
Muscatello di Augusta (SR) per prenotare una visita ginecologica è
costretto a sottostare a lunghi periodi di attesa, che arrivano
anche a sei mesi;
visto che un'attesa così lunga, oltre ad essere inaccettabile e
ingiustificabile, comporta un grosso rischio in termini di salute
per le assistite che si rivolgono alla struttura sanitaria per
controlli di prevenzione o per casi che richiedono una giustificata
urgenza;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di fare chiarezza sulla vicenda, accertare la veridicità delle
denunce e adoperarsi affinché sia garantita pari dignità ai
cittadini della città megarese e di tutta la provincia di Siracusa,
sempre più spesso spogliati del loro legittimo diritto alla salute.
(1446)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
nei 33 maggiori Paesi industrializzati continua a crescere
l'indice di disoccupazione;
dai dati diffusi dall'OCSE si registra un incremento del numero
dei disoccupati dal 2008 ad oggi pari ad oltre 13,4 milioni;
constatato che in Italia, sempre secondo i dati OCSE, nel mese di
agosto 2010, il tasso di disoccupazione è pari all'8,2 per cento;
visto che, analizzando i dati diffusi dall'OCSE, l'Italia mostra
un tasso di disoccupazione attualmente in linea con gli standard
europei, meglio della Francia, al 10,1 per cento, e seconda
solamente alla Germania, che fa registrare un dato pari al 6,8 per
cento;
nonostante la sensibile ripresa registrata sul territorio
nazionale, la Sicilia continua a far registrare una situazione in
depressione, con un indice del clima economico (Isae) che dal 91,1
è sceso all'88,7;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario attuare una politica per il
lavoro e lo sviluppo più incisiva ed intervenire attraverso una
serie di provvedimenti capaci di incrementare gli investimenti sul
territorio siciliano al fine di rilanciare l'economia e la
produzione e creare occupazione in Sicilia». (1447)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che la Venere di Morgantina,
imponente e magnifica statua di 2,20 metri, seppellita per più di
2000 anni, fu venduta dai tombaroli, negli anni 80 del secolo
scorso, al Paul Getty museum di Los Angeles per 20 milioni di
dollari;
considerato che:
il Paul Getty museum restituirà alla Sicilia, a gennaio del 2011,
la straordinaria opera;
a quanto pare, il Governo regionale sta valutando la possibilità
di trattenere, per un primo periodo, la Venere nella città di
Palermo, considerata la temporanea assenza ad Aidone di strutture
idonee ad accogliere la statua, e di restituirla solo
successivamente alla città di origine, e cioè quando sussisteranno
le condizioni di sicurezza necessarie ad accoglierla;
accertato che la statua, che verrà per esigenze di trasporto
sezionata in tre parti, potrà essere rimontata una sola volta, al
fine di non subire danni irreparabili;
visto che:
per troppi anni, la città di Aidone, è stata ingiustamente privata
di un bene di così grande prestigio e splendore;
una ricollocazione della Venere di Morgantina ad Aidone, oltre a
costituire un'importante occasione di rilancio del turismo locale,
innescherebbe una naturale crescita economica delle attività locali
e di tutto il territorio;
per sapere se non ritengano necessario, vista l'urgenza del caso,
adoperarsi al fine di creare le condizioni necessarie affinché la
Venere di Morgantina possa ritornare ad Aidone, mettendo fine ad
una lunga ed inaccettabile separazione e rispettando un diritto già
lungamente leso». (1448)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore agricolo, unitamente al comparto zootecnico siciliano,
rappresentano da sempre un importante tassello dell'economia del
Mezzogiorno;
negli ultimi anni, l'agricoltura e la zootecnia siciliana sono
state fortemente provate dalla crisi globale che si è abbattuta sul
territorio nazionale e sulla Sicilia in particolare;
considerato che:
con la riforma della PAC (politica agricola comunitaria) del 2003,
è stato introdotto il rispetto del principio della condizionalità a
carico degli agricoltori che, a partire dall'1 gennaio 2005,
intendono beneficiare dei finanziamenti predisposti dall'Unione
Europea attraverso la PAC;
sempre a decorrere dall'1 gennaio 2005, tutti gli agricoltori sono
tenuti al rispetto degli impegni relativi ai criteri di gestione
obbligatori (CGO), nonché a mantenere i terreni in buone condizioni
agronomiche e ambientali (BCAA);
il mancato rispetto, da parte dei soggetti interessati, dei
criteri sopra descritti, può comportare la detrazione e/o la
soppressione dei pagamenti diretti da parte dell'ente erogatore;
l'adempimento delle direttive europee comporta una maggiore spesa
a carico delle imprese agricole e zootecniche siciliane, impegnate
a migliorare il benessere animale per un periodo di 5 anni, come
disposto dalla norma;
visto che:
l'attivazione della misura 215 - Pagamenti per il benessere degli
animali, del PSR 2007/2013, contribuirebbe a compensare i maggiori
oneri sostenuti dalle imprese siciliane per migliorare le
condizioni di igiene e benessere animale nelle aziende zootecniche
di bovini, suini a avicoli;
in questo modo, si contribuirebbe alla diffusione di nuove
tecniche di allevamento che migliorano il benessere degli animali
rispetto alle normali buone pratiche zootecniche (BPZ) che
costituisco la base per la valutazione del benessere degli animali
in allevamento;
accertato che:
nelle Regioni europee in cui la misura 215 è stata attivata, si è
registrato un incremento della produttività e della competitività
delle aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio;
la misura de qua prevede un sostegno alla perdita di redditività
conseguente all'applicazione di impegni inerenti alle quattro
macroaree (sistemi di allevamento e stabulazione, controllo
ambientale, alimentazione e acqua di bevanda, igiene, sanità e
aspetti comportamentali) previste dalla misura 215 del PSR
2007/2013;
la misura 215, che ha durata quinquennale, prevede l'erogazione di
pagamenti annuali per unità bovino adulto (UBA), secondo gli
impegni assunti dall'allevatore;
in Emilia Romagna, dove al momento è attiva la Misura, il rapporto
UBA/ANNO varia da 20 euro/ANNO fino a raggiungere i 100 euro/ANNO
per singolo capo;
la media dei capi allevati nelle aziende siciliane è di circa 70
capi adulti, per un rapporto UBA/ANNO complessivo di 7.000,00
euro/ANNO per azienda;
per sapere se non ritengano urgente e necessario provvedere
all'attivazione della misura 215 - pagamenti per il benessere degli
animali, contenuta all'interno del PSR 2007/2013, al fine di venire
incontro alle esigenze e alle necessità delle aziende agricole e
zootecniche siciliane, fortemente provate dalla crisi del settore
ancora in atto, accrescendone la competitività e la produttività al
fine di contribuire al loro rilancio». (1449)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che il declassamento dei servizi
architettonico, paesaggistico, archeologico, eccetera, del nuovo
assetto delle Soprintendenze siciliane in singole unità operative
di base ha comportato l'esodo dei dirigenti, che occupavano i vari
servizi, presso altre strutture dell'Assessorato regionale Beni
culturali e identità siciliana;
atteso che ciò ha reso le Soprintendenze prive delle
professionalità indispensabili al loro funzionamento;
rilevato che:
di conseguenza si trovano qualifiche non adeguate e non necessarie
nei servizi musei e parchi dove sono confluiti tutti i geologi e
gli architetti che prima svolgevano la loro attività all'interno
dei servizi della soprintendenza;
ad esempio i servizi architettonico e paesaggistico di Siracusa
disponevano con il vecchio assetto di 5 architetti e 2 geologi;
oggi le due unità operative hanno un solo architetto e non
dispongono di alcun geologo;
nell'organigramma precedente il raggiungimento degli obiettivi del
servizio era favorito dalla presenza dei dirigenti delle unità
operative, incentivati a loro volta economicamente al
raggiungimento di tali obiettivi;
a fronte del carico di lavoro che è aumentato, la parte economica
legata alla funzione è stata ridotta rispetto a quella
precedentemente percepita;
per sapere quali iniziative intendano attuare al fine di
ripristinare i servizi più importanti quali architettonico,
paesaggistico ed archeologico nelle Soprintendenze con la
reintroduzione delle unità operative di base al proprio interno, ed
i relativi incentivi per le figure professionali dirigenziali che,
prive della responsabilità di una unità operativa, con i relativi
incentivi economici, non avrebbero alcuno stimolo al raggiungimento
degli obiettivi». (1450)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che da alcuni giorni, a causa di un guasto, l'unica
ambulanza del 118, disponibile per le emergenze nel comune di
Favara (AG), è ferma;
considerato che:
per una utenza di circa 35 mila cittadini una sola ambulanza di
stanza presso il comune è insufficiente e che quello stesso mezzo
oggi è addirittura fermo per un guasto, ancora non sostituito;
tale situazione obbliga le persone che hanno bisogno di soccorso a
trasferirsi con i propri mezzi presso il pronto soccorso di
Agrigento, ovvero ad attendere che un'ambulanza del 118 si sposti
da altri comuni per prestare il soccorso richiesto;
ritenuto che questa situazione di enorme gravità lede i diritti
dei cittadini ad avere l'assistenza essenziale da parte del
servizio pubblico di soccorso ed emergenza e che un banale guasto
denota un malfunzionamento complessivo di tutto il servizio, il
quale non risolve tempestivamente la carenza, lasciando anzi
scoperte per giorni le postazioni dotate di un solo mezzo;
per sapere:
se siano stati tempestivamente informati del grave disservizio
causato ai cittadini favaresi a causa del fermo dell'unica
autoambulanza del 118 in uso;
quali iniziative intendano assumere in favore del potenziamento
del servizio di soccorso ed emergenza nel territorio di Favara,
affinché non debbano più verificarsi fatti simili e vengano
soprattutto garantiti almeno i livelli essenziali di assistenza
sanitaria a cui ogni cittadino ha diritto». (1433)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BOSCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
il consiglio comunale di Limina (ME) è interessato da lunghi mesi
da un susseguirsi di esposti indirizzati oltre che al sindaco, alla
Procura della Corte dei conti, alla Prefettura e all'ex Assessorato
regionale Famiglia, da porte dei consiglieri di minoranza che
contestano l'adozione di una serie di delibere considerate lesive
degli interessi della collettività ed illegittime, oltre che
configuranti, in talune ipotesi, il reato di abuso di ufficio;
trattasi, in particolare, dell'esposto del 14 ottobre 2009 avente
ad oggetto la 'Richiesta di annullamento della delibera di C.C. n.
11 del 4 agosto 2009' (Approvazione rendiconto della gestione
dell'esercizio finanziario 2008) e degli esposti del 9/4/2010 e del
24 e 25 maggio 2010, nei quali si richiede l'annullamento in
autotutela della delibera n. 4, concernente 'Approvazione piano di
alienazione', della delibera n. 5 concernente 'Adozione programma
triennale delle OO.PP. 2010/2012', della delibera n. 8 del 5 marzo
2010 concernente 'Bilancio annuale di previsione per l'esercizio
2010' e della delibera n. 9 del 5 marzo 2010 concernente
'Approvazione regolamento comunale per l'esecuzione di lavori e
l'acquisizione di beni e servizi in economia';
in merito ai suddetti esposti l'Assessorato Autonomie locali e
funzione pubblica ha più volte sollecitato il comune di Limina a
trasmettere, con la massima sollecitudine, una relazione
particolareggiata, corredata dalla relativa documentazione;
atteso che:
le delibere di cui i consiglieri di opposizione hanno chiesto al
sindaco l'annullamento in autotutela riguardano materie alquanto
delicate e fondamentali per la comunità, i cui interessi l'ente
locale è chiamato a curare nel rispetto della legalità e dei
principi della trasparenza;
gli esposti, allegati alla presente, denunciano vere e proprie
illegalità che avrebbero impedito ai consiglieri di minoranza di
potere espletare il proprio mandato elettorale nel superiore
interesse della cittadinanza liminese, sino a configurare un vero e
proprio reato di omissione in atti d'ufficio ex art. 328 c.p. o di
abuso d'ufficio ex art. 323 c.p. da parte dell'amministrazione
comunale di Limina;
ritenuto che è dovere del sindaco mettere i consiglieri nelle
condizioni di espletare il loro ruolo che è anche quello di
controllo dell'attività amministrativa del comune;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire urgentemente attraverso
l'avvio di una specifica indagine ispettiva nei confronti
dell'amministrazione comunale di Limina al fine di verificare la
legittimità degli atti deliberativi contestati dai consiglieri di
minoranza nonché di accertare le eventuali responsabilità del
mancato rispetto dei principi della trasparenza e della legalità
che debbono sempre presiedere la gestione pubblica degli interessi
della collettività;
quali ulteriori provvedimenti si intendano porre in essere per
l'immediata revoca degli atti deliberativi in palese contrasto con
la normativa ed il regolamento comunale vigente». (1434)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
da qui a qualche mese è previsto il ritorno in Italia della Venere
di Morgantina, dal Paul Getty Museum di Malibù in California, dopo
un lungo contenzioso tra Italia e U.S.A.;
come si sa, la venere venne trafugata dal sito di Morgantina nella
seconda metà del 900 e venduta poi allo stesso museo, dove viene
considerata uno dei pezzi di maggiore pregio;
per il trasporto, la Venere dovrà essere sezionata in tre parti e
che, una volta ripristinata nella sua interezza, non può essere
nuovamente divisa, pena il disfacimento, per la natura calcarea, di
tutto il corpo, tranne la testa, come sostiene il dottor Podonì,
esperto del Paul Getty Museum di Malibù;
considerato che il reperto archeologico rappresenta una occasione
irripetibile per lo sviluppo turistico ed economico del territorio
di Aidone e dell'intera provincia di Enna;
appreso che esiste un decreto (n. 46 del 17 settembre 2010) dell'
ex Assessore per i beni culturali, il quale prevede che la Venere,
reperto archeologico di internazionale importanza, venga portata a
Palermo presso il Palazzo dei Normanni per essere lì esposta e che
tale notizia sta provocando un notevolissimo oltre che
comprensibile fermento e disappunto da parte dell'Amministrazione
comunale locale, dei cittadini e dell'intera classe dirigente
locale;
ritenuto inutile il passaggio a Palermo (cosa diversa sarebbe
stato, da un punto di vista mediatico, un breve soggiorno a Roma al
Quirinale o in qualche capitale Europea) della Venere;
per sapere se intendano porre in essere tutti gli atti possibili
al fine predispone il rientro della Venere direttamente in quella
che è la sua sede naturale, ovvero la città di Aidone». (1436)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
COLIANNI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che l'aeroporto di Fontanarossa (CT) è il
più grande del Meridione, con un traffico di oltre sei milioni di
passeggeri l'anno, confermato dai record di transito stabiliti
nello scorso mese di agosto, con circa 750 mila utenti;
ritenuta della massima priorità la realizzazione del progetto di
sviluppo dell'intermodalità tra ferrovie ed aeroporto, che
consentirebbe anche il contestuale allungamento della pista di volo
e conseguentemente il miglioramento delle capacità ricettive
aeroportuali;
considerato che dalla recente riunione tenutasi a Roma presso la
sede dell'ENAC, alla presenza dei responsabili di reti ferroviarie
italiane, della società Interporti siciliani e della SAC, pare che
la Regione, evidenziando la carenza di risorse proprie, abbia fatto
appello ad un impegno finanziario da parte di tutti i soggetti
responsabili anche a livello centrale;
ritenuta non derogabile la necessità di coordinare le previsioni
infrastrutturali di RFI e SAC, in quanto l'ipotesi di realizzare un
fascio di binari ferroviari a ridosso della testata dell'attuale
pista pregiudicherebbe la possibilità di sbloccare il progetto di
allungamento della pista dagli attuali 2500 metri ai 3000; da qui
deriva la proposta da parte di SAC ed ENAC di far realizzare da RFI
le opere di ammodernamento ferroviario anche in tempi differenti,
mantenendo la possibilità di esecuzione dell'allungamento della
pista aeroportuale;
sottolineato che per l'intervento di interramento/spostamento
della ferrovia e di allungamento della pista era stato previsto un
finanziamento di circa 200 milioni di euro, e che consentire il
reale potenziamento dell'aeroporto di Catania, in relazione ai
processi di globalizzazione in corso ed alla sempre crescente
domanda di trasporto aereo, costituisce un'importante soluzione
alle continue richieste di sviluppo da parte dei cittadini e dei
soggetti pubblici e privati operanti in Sicilia;
per sapere:
quali iniziative urgenti intendano assumere per trovare, di
concerto con il Ministero delle infrastrutture, una immediata ed
adeguata soluzione tecnica e finanziaria;
quali indirizzi intendano fornire alle direzioni regionali della
programmazione e delle infrastrutture e dei trasporti per
l'inserimento degli interventi progettuali, condivisi anche dalla
SAC e da Reti ferroviarie italiane, nei programmi di spesa prevista
per l'utilizzo dei fondi FAS e FERS». (1438)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
la recente travagliata stesura della pianta organica ospedaliera
dell'Asp 5 di Messina ha evidenziato delle gravi criticità e
incongruenze relativamente alla mancata integrazione dell'ospedale
di Barcellona Pozzo di Gotto e di Milazzo (ME);
la temuta chiusura dell'ospedale di Barcellona P.G., chiaramente
preconizzata dal ridimensionamento drastico del presidio
ospedaliero, rappresenta una decisione che non solo penalizzerà i
cittadini di Barcellona P.G., ma comporterà un inaccettabile
sovraffollamento e disservizio per l'ospedale di Milazzo che, già
in atto, non riesce a far fronte all'utenza recentemente
incrementata per la chiusura della traumatologia barcellonese;
considerato che:
la nuova pianta organica prevede per l'ospedale di Milazzo 16
unità operative complesse a fronte di 4 unità previste, solo una
delle quali è realmente attiva;
il bacino di utenza di Barcellona P.G. è di oltre 80.000
(ottantamila) abitanti ed è costituito prevalentemente da zone
rurali, montane e collinari, che rendono in atto difficoltoso il
raggiungimento dell'ospedale di riferimento e ancor di più
l'ospedale mamertino;
il bacino di utenza dell'ospedale di Milazzo è di 75000
(settantacinquemila) abitanti;
non si riesce a comprendere come un comprensorio di circa 180.000
abitanti possa essere garantito da un solo nosocomio;
non si riesce a capire perché una integrazione paritaria delle due
strutture non sia avvenuta;
preso atto che:
non è ipotizzabile oggi che esista un ospedale dove non è
costantemente presente l'anestesista rianimatore, il cardiologo, il
neurologo, l'analista, il traumatologo, eccetera, come accadrà
prossimamente nell'ospedale di Barcellona P.G;
non è razionalmente accettabile che, recandosi in ospedale per un
urgenza, il malcapitato utente non trovi lo specialista competente
ma che questi deve essere chiamato in pronta disponibilità. Si sa,
infatti, che pochi minuti determinano la salvezza di una persona;
oggi la domanda di salute deve essere soddisfatta al meglio;
per sapere:
se non ritenga opportuno intervenire con idoneo provvedimento
affinché sia fatta distinzione delle due strutture nosocomiali,
mantenendo la loro distinta identità, in quanto all'ospedale di
Barcellona P.G. da sempre è stata riconosciuta la specializzazione
di 'materno-infantile';
perché la nuova pianta organica abbia mortificato tale vocazione
ridimensionando e declassando a struttura semplice l'unità
operativa di pediatria e di ostetricia e ginecologia;
perché sia previsto il trasferimento all'ospedale di Milazzo
dell'unità operativa di dermatologia;
quale sia il risparmio economico nel mantenere nei due ospedali
reparti identici e quindi sacrificati nella qualità tecnologica e
assistenziale;
in attesa di un rapido riscontro, si esprime fiducia in una
revisione critica della pianta organica dell'Asp 5, ancora non
definitamene approvata». (1441)
CATALANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nell'ambito della riorganizzazione aziendale dell'Asp di Palermo è
stata presentata una proposta di nuova pianta organica che riguarda
tutti gli ospedali dell'azienda provinciale che ha suscitato
notevoli perplessità e critiche, anche per alcune scelte non chiare
che appaiono destinate a provocare un depotenziamento dell'offerta
e della qualità dei servizi;
rientra tra queste la previsione di pianta organica della UOC di
chirurgia generale del presidio ospedaliero 'Ingrassia' di Palermo
per la quale, a fronte di 16 posti letto è stata prevista una
dotazione di personale di 5 medici e di 8 infermieri;
la chirurgia dell'Ingrassia esegue interventi programmati ed
interventi urgenti su pazienti che vengono inviati dal pronto
soccorso dello stesso nosocomio ma anche da altri pronto soccorso
degli ospedali della città di Palermo e della provincia, mentre in
termini di drg prodotti si colloca in posizione più avanzata di
altre UOC presenti nell'ospedale e che pure non hanno visto
intaccare la dotazione di personale;
con la dotazione assegnata sarebbe impossibile coprire tutte le
attività che una unità complessa di chirurgia generale deve
svolgere e le altre attività che la chirurgia dell'Ingrassia
attualmente (con 7 medici in servizio) svolge, quali: l'endoscopia
chirurgica, l'ecodoppler, la chirurgia in day hospital, nonché
assicurare l'ordinaria funzionalità del reparto, come dovrebbe
sapere chi si occupa di organizzazione sanitaria ospedaliera;
secondo l'Assessorato lo standard da rispettare nel rapporto posti
letto/personale sanitario medico oscilla tra 0,40 e 0,58, mentre il
rapporto posti letto/personale infermieristico è pari ad l; per la
chirurgia dell'Ingrassia questi rapporti non vengono rispettati
prevedendosi un rapporto di 0,31 per i medici e di 0,50 per gli
infermieri;
dall'analisi dell'intera pianta organica proposta si desume
facilmente che per nessuna UOC dell'azienda risulta un rapporto
così basso e sfavorevole; si possono citare, ad esempio, la
chirurgia generale di Termini Imerese, dove a fronte di 14 posti
letto sono previsti 7 medici e 12 infermieri, la chirurgia generale
di Partinico, dove a fronte di 16 posti letto sono previsti 7
medici e 12 infermieri, o, ancora, l'ostetricia e ginecologia
dell'Ingrassia dove a fronte di 20 posti letto sono previsti 13
medici e 16 infermieri;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto in premessa evidenziato e se
condividano la proposta dell'Asp;
se non ritengano che con la dotazione organica prevista si
determinerà una progressiva asfissia dell'UOC di chirurgia generale
dell'Ingrassia e come ciò possa corrispondere ad una strategia di
mantenimento ed anzi di rafforzamento dei livelli di assistenza
ospedaliera e sul territorio». (1442)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
con d.a. n. 4503 del 7 novembre 2001 pubblicato sul Bollettino
ufficiale dell'Amministrazione Regionale n. 1, ha classificato
nella categoria 'D', fascia 'D', Funzionario secondo le modalità
previste dall'accordo del 28 febbraio 2001 i dipendenti che avevano
la qualifica di assistente;
a distanza di 9 anni, l'amministrazione ritiene di avere collocato
erroneamente nella posizione D4 tre dipendenti considerando una
diversa anzianità di servizio. Mentre altri che erano stati ammessi
nella stessa graduatoria di merito dell'esame colloquio del d.a. n.
432/91, registrato alla Corte dei conti l'8/3/91, foglio 242, a cui
appartenevano i dipendenti oggetto della riqualificazione, venivano
collocati e mantenevano la stessa fascia funzionale e posizione
economica (D4), oggi qualificati nella fascia (D6), adottando così
l'Amministrazione una disparità di trattamento;
va posto in evidenza come l'Amministrazione abbia errato nel
procedere alla rimodulazione dell'anzianità economica, non tenendo
conto di quanto stabilito nel d.a. n 432 del 24 gennaio 1991, data
da tenere in considerazione come anzianità economica, adottando -
come già ribadito - una disparità di trattamento con gli altri
dipendenti elencati nello stesso decreto a cui giustamente è stata
riconosciuta una anzianità economica a far data del 24 gennaio
1991;
considerato che:
appare del tutto irrazionale che a distanza di più di nove anni
l'amministrazione riveda i criteri che essa stessa aveva adoperato
e trasmesso alla Corte dei conti, peraltro conforme al dato
normativo;
i dipendenti hanno ormai definitivamente acquisito una posizione
giuridica ed economica, così come disposto dalla stessa
amministrazione regionale. Provvedimento questo che ha attribuito
ai dipendenti un diritto quesito e che sulla scorta dei principi di
civiltà giuridica e di certezza del diritto non può essere messo in
discussione;
tenuto conto che :
non vi sono margini legittimi di operatività per la ricollocazione
dei dipendenti in una posizione economica inferiore rispetto a
quella acquisita, a fortiori non è ammissibile che si possa
procedere da parte dell'amministrazione alla restituzione delle
somme indebitamente corrisposte che ammontano ad euro 13.510,12 per
singolo dipendente, causando un enorme danno economico in un
momento di crisi, e ciò comporta un notevole disagio economico
nell'ambito familiare;
su questo punto la giurisprudenza è unanime nel ritenere che
'qualunque somma indebitamente pagata al pubblico dipendente è
irripetibile qualora ricorra la buona fede del dipendente, la
situazione risulti consolidata nel tempo e l'amministrazione abbia
in qualche modo ingenerato la certezza della legittima
riscossione';
l'amministrazione, con il suo comportamento (ed è questo il caso),
ha ingenerato nei dipendenti la ragionevole convinzione di avere
diritto a determinati emolumenti, e questi sono stati utilizzati
per il soddisfacimento dei bisogni della vita del dipendente stesso
e della stessa famiglia e sono stati riscossi in buona fede;
appare evidente il danno economico arrecato ai dipendenti, che
dovrebbero pagare eventuali errori da addebitare al dirigente
responsabile della stesura dei provvedimenti già legittimati, il
quale ha causato un eventuale danno erariale;
appare evidente sottolineare che l'amministrazione
precedentemente, per la categoria dirigenti regionali non ha
ritenuto procedere al recupero delle somme;
per sapere se il provvedimento adottato relativamente alla
riqualificazione dei predetti dipendenti sia illegittimo e pertanto
possibile di impugnazione e se non si ritenga di mantenere la
stessa fascia e posizione economica acquisita e consolidata nel
tempo dai dipendenti di cui trattasi». (1443)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CURRENTI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
con delibera n. 240 del 30 marzo 2010, l'Azienda sanitaria
provinciale di Palermo ha determinato di stipulare, con il
laboratorio analisi cliniche il 'Centro Clinico Lampedusa s.r.l.',
un contratto di assegnazione del budget per l'anno 2010, di cui al
decreto dell'Assessore per la salute n. 779 del 15 marzo 2010 (di
approvazione della metodologia per la determinazione degli
aggregati provinciali di spesa per la specialistica ambulatoriale
convenzionata esterna e dei relativi criteri per la determinazione
del budget delle singole strutture da parte dei direttori generali
delle ASP);
la predetta delibera n. 240 del 30 marzo 2010 ha comportato
pertanto la sospensione dell'attività del laboratorio di analisi
cliniche del poliambulatorio di Lampedusa (AG);
considerato che:
con la predetta delibera n. 240 del 30 marzo 2010, l'azienda
sanitaria provinciale di Palermo ha di fatto concentrato tutta
l'attività di Patologia clinica in capo ad una struttura privata
accreditata, creando un regime di monopolio relativamente al
settore delle analisi cliniche a favore del 'Centro Clinico
Lampedusa s.r.l.';
lo schema del contratto di assegnazione del budget per l'anno
2010, approvato con la determina n. 240 del 30 marzo 2010, prevede
al punto n. 3), che gli accertamenti diagnostici effettuati in
regime di reperibilità saranno compensati a favore del 'centro
clinico di Lampedusa s.r.l.' forfettariamente in misura superiore a
quanto indicato nel d.a. n. 779 del 15.03.2010 e precisamente nella
misura pari ad euro 50,00;
il sopraddetto schema di contratto di assegnazione prevede,
altresì, al punto n. 6) che 'Per quanto attiene la fatturazione
mensile delle prestazioni erogate il centro produrrà due
fatturazioni così articolate: una nella misura di un dodicesimo di
.66.457,00 del budget annuo di cui al presente accordo, i cui costi
graveranno sullo specifico aggregato dedicato alla specialistica
privata accreditata ed una eventuale seconda fatturazione per le
prestazioni eccedenti il predetto dodicesimo, i cui costi verranno
attinti dai fondi dell'ASP di Palermo da prelevare sul proprio
bilancio';
nella predetta delibera n. 240 del 30 marzo 2010 non viene
individuato il capitolo di spesa attraverso il quale far fronte a
detti costi;
per conoscere quali ragioni inducano l'ASP di Palermo a farsi
carico di eventuali extrabudget illimitati e a non individuare
nelle determina n. 240 del 30 marzo 2010 il capitolo di spesa sul
quale dovrà gravare la relativa spesa e altresì per conoscere le
ragioni che abbiano indotto l'ASP di Palermo a prevedere un
corrispettivo per gli accertamenti diagnostici effettuati in regime
di reperibilità in una misura superiore rispetto ai criteri di cui
al d.a. n. 779/2010». (99)
LEONTINI-CAMPAGNA-TORREGROSSA-CORONA-LEANZA E.-CAPUTO-FALCONE-
MANCUSO-D'ASERO-BOSCO-BENINATI-BUZZANCA-POGLIESE
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunicazione relativa alla mozione 216
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta d'Assemblea n. 201 del 13 ottobre 2010, dell'ordine del
giorno n. 398 Immediata attivazione dei posti in deroga richiesta
dall'Ufficio scolastico provinciale di Messina , presentato
dall'onorevole Rinaldi ed altri, è da intendersi superata la
mozione n. 216, di identico contenuto, sempre a firma degli stessi
parlamentari.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto presidenziale
PRESIDENTE. Invito il deputato Segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 544/Area 1 /S.G. dell'1 ottobre 2010,
trasmesso con nota prot. n. 7087/C1-22 del 15 ottobre successivo
della Segreteria generale della Presidenza della Regione, qui
pervenuto il 19 ottobre 2010 e protocollato al n. 8126/AulaPG di
pari data, avente ad oggetto: Nomina Assessori regionali e
conferimento deleghe assessoriali - Notifica'.
GENNUSO, segretario:
«D.P. n. 544/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. F) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e sue successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli Assessori regionali, ed in particolare
l'articolo 2, comma 12;
VISTA la propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile 2008 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione Siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. P/08/67/El.Reg. del 24 aprile 2008, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II, soprattutto con riferimento a quelle, quali l'art. 4
e l'art. 8 che rimodulato l'apparato ordinamentale ed organizzativo
della Regione Siciliana in termini di nuova individuazione e di
competenze dei rami dell'Amministrazione regionale e dei
Dipartimenti regionali;
VISTO il decreto presidenziale 5 dicembre 2009, n. 12 Regolamento
di attuazione del Titolo II della l.r. 16 dicembre 2008, n. 19
recante Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali.
Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione ,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 59,
parte I, del 21 dicembre 2009;
VISTO il decreto presidenziale n. 504/Area 1 /S.G. del 29 dicembre
2009 di nomina degli Assessori regionali che ha rinviato a
successivo provvedimento la preposizione ai rami di Amministrazione
regionale secondo l'assetto delineato dalle disposizioni di cui al
Titolo II della legge regionale 19/2008;
VISTO il decreto presidenziale n. 506/Area 1 /S.G. del 31 dicembre
2009 di preposizione di due Assessori regionali rispettivamente
all'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica ed all'Assessorato regionale della salute, con contestuale
assunzione temporanea, da parte del Presidente della Regione
Siciliana delle funzioni assessoriali dei restanti rami
dell'Amministrazione regionale, secondo l'assetto delineato dal
Titolo II della l.r. 19/08;
VISTO il decreto presidenziale n. 370/Area 1 /S.G. del 28 giugno
2010 di rimodulazione dell'assetto organizzativo, di natura
endodipartimentale, dei dipartimenti regionali, pubblicato nel
supplemento ordinario n. 1 alla GURS - parte I, n. 31 del 9 luglio
2010;
VISTO il decreto presidenziale n. 1/Area 1 /S.G. dell'11 gennaio
2010 di preposizione ai singoli Assessorati regionali di cui agli
artt. 4 e 8 del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19 degli Assessori regionali nominati con il sopra citato D.P.
n. 504/2009;
VISTO il decreto presidenziale n. 533/ Area 1 /S.G. del 23
settembre 2010 con il quale il Presidente della Regione, nel
revocare sei Assessori regionali dimissionari ha assunto
temporaneamente le funzioni assessoriali dell'Assessorato regionale
delle risorse agricole ed alimentari, dell'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente, dell'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità, dell'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e dell'Assessorato
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, preponendo,
nel contempo temporaneamente ad interim, all'Assessorato regionale
dell'economia l'Assessore regionale Avv. Gaetano Armao;
VISTO il decreto presidenziale n 534/Area 1 /S.G del 23 settembre
2010 con il quale l'Assessore regionale Avv. Gaetano Armao -
preposto temporaneamente ad interim all'Assessorato regionale
dell'economia con il sopra citato D.P.Reg. n. 533/2010 - è stato
delegato alla trattazione degli affari ricompresi nelle competenze
del Dipartimento regionale della Programmazione della Presidenza
della Regione;
RITENUTO di dover procedere alla nomina dei seguenti Assessori
regionali: Dott. Elio D'Antrassi, Dott. Giosuè Marino, Prof.
Sebastiano Missineo, Prof. Andrea Piraino, Dott. Calogero Gianmaria
Sparma, Prof. Daniele Tranchida, confermando Assessori regionali
l'Avv.to Gaetano Armao, il Prof. Mario Centorrino, la Dott.ssa
Caterina Chinnici, l'Avv. Carmelo Pietro Russo, il Dott. Massimo
Russo e il Dott. Marco Venturi;
RITENUTO pertanto, di procedere contestualmente alla preposizione
degli Assessori regionali ai rami dell'Amministrazione regionale,
secondo l'assetto delineato dal Titolo II della l.r. n. 19/08,
cessando le assunzioni temporanee e la preposizione ad interim di
cui all'art. 2, commi 1 e 2 del sopra citato D.P.Reg. n. 533/2010;
RITENUTO infine, di attribuire successivamente ad un Assessore
regionale le funzioni di Vicepresidente che sostituisce il
Presidente della Regione Siciliana in caso di assenza o di
impedimento;
D E C R E T A
Art. 1
1. Per quanto in premessa specificato il Governo Regionale è
composto dai seguenti Assessori regionali preposti ai rami
dell'Amministrazione regionale, secondo l'assetto delineato dal
Titolo II della l.r. 19/2008, così come di seguito indicati:
- Avv. Gaetano Armao - Assessorato regionale dell' economia;
- Prof. Mario Centorrino - Assessorato regionale dell'istruzione e
della formazione professionale;
- Dott.ssa Caterina Chinnici - Assessorato regionale delle
autonomie locali e della funzione pubblica;
- Dott. Elio D'Antrassi - Assessorato regionale delle risorse
agricole ed alimentari;
- Dott. Giosuè Marino - Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità;
- Prof. Sebastiano Missineo - Assessorato regionale dei beni
culturali e dell'identità siciliana;
- Prof. Andrea Piraino - Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro;
- Avv. Carmelo Pietro Russo - Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità;
- Dott. Massimo Russo - Assessorato regionale della salute;
- Dott. Calogero Gianmaria Sparma - Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente;
- Prof. Daniele Tranchida - Assessorato regionale del turismo,
dello sport e dello spettacolo;
- Dott. Marco Venturi - Assessorato regionale delle attività
produttive.
2. L'assunzione temporanea da parte del Presidente della Regione
Siciliana delle funzioni assessoriali dell'Assessorato regionale
delle risorse agricole ed alimentari, dell'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente, dell'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità, dell'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e dell'Assessorato
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, nonché la
preposizione temporanea ad interim dell'Assessore regionale Avv.
Gaetano Armao all'Assessorato regionale dell' economia di cui
all'art. 2, commi l e 2 del D.P.Reg. n. 533/2010 cessano.
3. L'Assessore regionale avv. Gaetano Armao preposto
all'Assessorato regionale dell'economia è delegato alla trattazione
degli affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale
della Programmazione della Presidenza della Regione, individuati
per blocchi di materie corrispondenti a quelli esercitati dalle
strutture intermedie indicate nel D.P.Reg. n. 28 giugno 2010 n.
370.
4. Successivamente saranno attribuite ad uno degli Assessori
regionali di cui al comma 1 del presente articolo le funzioni di
Vicepresidente che sostituisce il Presidente della Regione
Siciliana in caso di assenza o impedimento.
Art. 2
1. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, lì 1 ottobre 2010
IL PRESIDENTE
(On.le Raffaele
Lombardo)»
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 219 Iniziative a livello nazionale per provvedere alle
nomine di docenti e personale ATA in deroga agli organici già
deliberati per l'anno scolastico 2010/2011 , degli onorevoli Oddo,
Cracolici, Lupo, Panarello, Marziano, Mattarella, Picciolo,
Rinaldi, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Panepinto, Raia, Speziale,
Termine e Vitrano;
numero 220 Iniziative a livello centrale per evitare abusi in
materia di licenziamenti , degli onorevoli Lentini, Catalano, Greco
e Calanducci.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 20 ottobre 2010, sotto la presidenza
del Presidente dell'ARS, onorevole Cascio, con la partecipazione
dell'Assessore per l'economia, avvocato Armao, ha stabilito di
riunirsi nuovamente, subito dopo la presentazione dei documenti
finanziari, per procedere alla calendarizzazione della sessione di
bilancio.
Pertanto è stata deliberata all'unanimità la seguente agenda dei
lavori parlamentari:
Commissioni
Ferme restando le priorità già stabilite dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari comunicate nella seduta del 14
settembre 2010 e ribadite dalla Presidenza di turno nella seduta
d'Aula n. 201 del 13 ottobre 2010, la Commissione Bilancio
concluderà l'esame dei disegni di legge n. 447 Rendiconto generale
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 2008 , n. 595 Rendiconto generale
dell'amministrazione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2009 e n. 594 Assestamento del bilancio della Regione
per l'anno finanziario 2010 .
Aula
L'Aula terrà seduta:
domani 21 ottobre 2010 (seduta antimeridiana) per Comunicazioni
del Governo sulla problematica concernente l'attuazione del
federalismo fiscale ;
mercoledì 3 novembre 2010 per la discussione dei disegni di legge
nn. 447, 595 e 594 e per la discussione della mozione n. 210
Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio autostrade
siciliane .
Onorevoli colleghi, pertanto il punto III dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 210 Chiarimenti ed iniziative
riguardo al Consorzio autostrade siciliane , degli onorevoli
Mancuso, Leontini, Limoli, Corona, Bosco e Falcone, è pertanto
rinviato.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'assessore tecnico Gaetano Armao per denunciare un
fatto grave, e prego anche l'onorevole Minardo ad ascoltarmi.
Nella mia modesta e breve esperienza di parlamentare, è la prima
volta che vedo un documento finanziario - parliamo della
finanziaria 2011 - con un taglio, con un recupero sulle spese, di
circa di 782 milioni di euro, di cui circa 473 milioni di euro,
basati su un taglio secco al Fondo delle Autonomie locali.
Quest'Aula deve sapere che, probabilmente, la strategia di
commissariare tutto è all'atto finale
Signor Presidente, è impensabile trasmettere un documento che
considero irricevibile, pensare di trasmettere un documento
finanziario che contiene il taglio di quasi il 50 per cento del
Fondo delle Autonomie locali significa che il disegno è non solo
quello di affossare le autonomie locali, i comuni e le province, ma
soprattutto la vecchia logica di scaricare sul territorio quella
che è una struttura, un pachiderma, un sistema che, negli anni
precedenti, abbiamo avuto già modo di evidenziare che andava ormai
verso lidi scellerati. Questo vecchio sistema lo si sta continuando
a portare avanti con un nuovo Governo di tecnici.
Assessore Armao, mi chiedo se il bisturi che lei sta utilizzando è
un bisturi che, da questo punto di vista, non metta a repentaglio
la nostra democrazia in Sicilia.
Questa non so se si possa chiamare fuga di notizie', assessore
Armao, perché lei è presente e, quindi, questa sera ci deve
confermare - la prego di farlo - se l'impianto della prossima
finanziaria effettivamente prevede il taglio del 50 per cento al
Fondo delle autonomie locali.
Mi permetto, Assessore, anche un'altra richiesta - lei che sta
utilizzando il bisturi in modo improprio -, se si è reso conto
finalmente, ma credo di sì perché sorride, quindi siamo certi che
lei darà, ormai, una risposta netta, chiara. Lei ormai è certo di
ciò che è il quadro complessivo della nostra situazione finanziaria
e, quindi, sicuramente ha potuto concludere quel percorso iniziato
con gli articoli 13 e 14 della finanziaria e, di conseguenza, sulla
scorta di quei dati che, comunque, vanno portati in Parlamento
prima di qualunque esame di progetto di finanziaria per il 2011,
ebbene, sulla scorta di questa analisi e di questi documenti lei,
probabilmente, si è reso conto che dovrà tagliare piuttosto che a
destra, a manca o viceversa.
C'è un piccolo dettaglio, Assessore: nell'ultima finanziaria il
Parlamento ha dimostrato, finalmente, che tiene all'operazione
verità e di questa operazione vuole assumersene la responsabilità.
Quindi, i suoi interventi sono spot, alla luce della mancanza dei
punti di partenza, perché è impensabile affrontare il prossimo
disegno di finanziaria non sapendo da dove si parte.
Gliel'ho chiesto in molte occasioni e lo ribadisco.
Lei, forse, avrà fatto bene ad affondare il bisturi sui Comuni, lo
vedremo. Ma prima di tutto vogliamo capire quali sono i punti di
partenza, qual è il quadro complessivo delle partecipate e degli
enti e, di conseguenza, anche di quel quadro che si era immaginato
nella finanziaria, se effettivamente, lei lo ha definito,
considerato che ha già stabilito in modo netto l'impianto della
prossima finanziaria.
In conclusione, considerato che ha avuto modo di affrontare con
grande successo il tema del federalismo fiscale - gliene vorremo
dare atto e merito -, è stato a Roma in più occasioni, ha perso
anche l'aereo -, la lascio con un interrogativo, Assessore: al di
là di tutto e dei successi che, é noto a tutti, lei ha riscosso a
Roma, pensa che la Sicilia, al di là di come si attueranno i
provvedimenti, sia pronta a questo appuntamento? E, se lo pensa,
Assessore, finalmente, a seguito anche di un consulto con l'ex
assessore per il bilancio al Comune di Palermo, che è Cracolici, il
quale si consiglia continuamente perché sembra che questo disegno
l'abbiano fatto assieme, sulla scorta di questi suggerimenti, è in
condizione di dirci da quanto partiamo per quanto riguarda
l'appuntamento col federalismo fiscale?
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo interrogativo lo
lascio all'Aula perché la Giunta ha già approvato il prossimo
disegno di finanziaria 2011 e ha già stabilito che ai comuni e alle
province va tolto il 50 per cento dei trasferimenti ordinari.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre un
problema che mi pare estremamente serio e che coinvolge l'intera
Isola: sono bastati due giorni di pioggia per renderci conto di
come l'intera Isola vada in tilt. Non mi riferisco soltanto alla
provincia di Messina, penso alla stessa Palermo, penso a
Caltanisetta, penso a Gela, penso a tanti altri segmenti di questo
nostro martoriato territorio. Due giorni di pioggia che hanno
seminato il terrore, che hanno suggerito l'avvio delle procedure di
preallarme e poi di preallerta. Si è arrivati a temere il peggio.
In provincia di Messina - e non solo in città - dove abbiamo
dovuto attivare i meccanismi di Protezione civile, si è assistito
all'interruzione di assi viari importanti. La stessa autostrada
Messina-Palermo, nel tratto tra Patti e Sant'Agata, è rimasta per
lunghe ore interrotta.
Signor Presidente, mi pare quanto mai opportuno e necessario
sapere - mi spiace che oggi non sia presente il Governo perché
questa raccomandazione, suo tramite, desidero recapitarla al
Governo - ed è bene che il Governo venga qui in Aula a dirci quali
interventi intende porre in essere per affrontare l'emergenza,
quali interventi intende porre in essere per mettere in sicurezza
il territorio, quali progetti ha avviato a finanziamento per ciò
che riguarda l'annoso problema del dissesto idrogeologico. Desidero
sapere le fonti finanziarie, dove il Governo intende reperire
fondi, quando intende avviare un confronto serio per reperire
questi fondi bloccati ormai da tempi biblici.
La Sicilia non può aspettare
Siamo ancora all'inizio di una stagione autunnale che già ci ha
fatto tremare, che già ha fatto tremare non solo le popolazioni
vulnerate del messinese ma l'intera Sicilia.
Non possiamo aspettare che avvenga un'altra tragedia.
Non possiamo più tollerare che non vi sia un intervento
completamente pianificato e noto non solo alle forze politiche, non
solo all'Assemblea, ma ai siciliani che questo aspettano, che
questo ci chiedono, che continuamente si interrogano sulla mancanza
di pianificazione e programmazione che sta caratterizzando questo
Governo.
Questo Governo che, al di là dei vari patti della marmellata - mi
rendo conto che c'è bisogno di conviviali per cementare questa
marmellata formata dai soggetti più disparati che vanno da destra a
sinistra, passando per il centro - ma non vi è oggi, forse,
necessità impellente di fare sul serio? Di lavorare compiutamente?
Di cercare di conoscere meglio i problemi della Sicilia? Di
affrontarli con maggiore serietà? Questo, in verità, a me sfugge
Signor Presidente, non comprendo come vuole muoversi il cosiddetto
Governo quater del presidente Lombardo, non so dove voglia
arrivare. So per certo che, in questo primo percorso, in questi
primi giorni, vi è un grande assente, cioè l'interesse dei
siciliani.
Questo non possiamo permetterlo
Per cui, signor Presidente, suo tramite, vogliamo fare sapere al
Governo che intendiamo conoscere con esattezza cosa farà, chi lo
farà e quando lo farà per mettere in sicurezza, o avviare la messa
in sicurezza dell'intero territorio siciliano.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo opportuno
intervenire perché vi è stato un grido di allarme lanciato da
Confagricoltura qualche giorno fa, rispetto ad una crisi
dell'agricoltura che ha colpito pesantemente il settore
vitivinicolo. Tale crisi si appresta anche a colpire le prossime
campagne, la campagna olearia e la campagna agrumicola.
Quindi, ritengo opportuno che il Governo venga in Aula per
riferire quali sono le linee strategiche che intende intraprendere
onde evitare che si arrivi come l'anno trascorso quando quest'Aula
ha dovuto, con un intervento urgente, con un intervento tampone,
fronteggiare la pesantissima crisi dell'agrumicoltura siciliana.
Allora, per evitare che ogni volta, ormai con cadenze, si debba
sostenere ed intervenire con provvedimenti tampone chiediamo, anche
nel rispetto di questa Assemblea, che gli assessori e, in questo
caso, l'assessore per le risorse agricole, venga in Aula per
relazionare, per delineare qual è il programma di questo Governo
rispetto ad un settore cardine della Regione Sicilia,
l'agricoltura, che, in questo momento, è sicuramente in grande
difficoltà, rischia di boccheggiare.
Se non interveniamo, se non attenzioniamo adeguatamente il
problema con interventi anche strutturali, rischiamo di cantare il
de profundis'.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per le questioni che sono state
poste, domani si svolgerà un dibattito sul federalismo e le
autonomie. Pertanto, in quella sede, dopo le comunicazioni del
Governo ci sarà modo di proseguire.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 21 ottobre 2010, alle ore
10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Comunicazioni del Governo sulla problematica concernente
l'attuazione del federalismo fiscale.
La seduta è tolta alle ore 17.12
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli