Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 202 di mercoledì 20 ottobre 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Aricò, per la presente seduta; Caronia per il 20 e 21 ottobre 2010,
  per motivi di salute.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che saranno in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio, gli onorevoli:
   -Gianni e Maira dal 20 al 21 ottobre 2010;
  -Formica il 21 ottobre 2010;
  -Speziale dal 22 al 23 ottobre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   Disciplina   in   materia   di   autorizzazioni   all'insediamento
  dell'esercizio cinematografico (n. 621)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Calanducci
  in data 15 ottobre 2010

   Individuazione  della figura e del relativo profilo  professionale
  dell'operatore   socio-sanitario  e  definizione   dell'ordinamento
  didattico dei corsi di formazione (n. 622)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni,
  Calanducci, Musotto, Arena in data 15 ottobre 2010

   Istituzione del Parco archeologico di Akrai e degli Iblei (n. 623)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano
  in data 15 ottobre 2010

   Interventi a favore delle cooperative sociali (n. 624)
   -  di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Oddo,
  Apprendi in data 19 ottobre 2010.


   Presidenza del vicepresidente Formica


     Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
                              comprensivo
                      San Biagio' di Vittoria (RG)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto  ai
  docenti  e  agli studenti dell'Istituto comprensivo San  Biagio  di
  Vittoria (RG).


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato alla competente Commissione  Affari istituzionali' (I):

   Norme  in  materia  di  sospensione degli amministratori  di  enti
  locali (n. 620) di iniziativa governativa
   - inviato in data 13 ottobre 2010.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta  ed
  assegnata alla Commissione  Attività produttive' (III):

   Decreto  di  approvazione della direttiva per  la  concessione  ed
  erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali - linea di
  intervento 5.1.3.3 del P.O. FESR 2007/2013 (n. 116/III)
   - pervenuta in data 19 ottobre 2010
   - inviata in data 20 ottobre 2010.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  il parere reso dalla Commissione   Attività
  produttive' (III):

   Proposta dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali
  lapidei di pregio (n. 115/III)
   - reso in data 13 ottobre 2010
   - inviato in data 13 ottobre 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che le terme  di  Acireale
  (CT)  nel settembre scorso hanno assegnato provvisoriamente ad  una
  nuova impresa il servizio di pulizia;

   considerato  che l'impresa aggiudicataria minaccia  di  non  voler
  mantenere   il  personale  dell'impresa  che  lascia  il   suddetto
  servizio;

   visto  che, trattandosi di una società a totale capitale pubblico,
  le  terme di Acireale devono rifarsi alle formule contrattuali che,
  da  sempre,  la Regione siciliana ha applicato per questo  tipo  di
  servizio,  le  quali non ammettono licenziamenti  e  prevedono  che
  l'impresa  subentrante  mantenga il posto di  lavoro  al  personale
  dell'impresa che lascia;

   per sapere se non ritenga necessario e urgente intervenire al fine
  di  fare  rispettare il principio della salvaguardia dei  posti  di
  lavoro ed inserire nei bandi di affidamento di servizi, qualora non
  fosse  prevista  espressamente, la  clausola  di  salvaguardia  dei
  livelli occupazionali». (1435)

                           POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   la  grave  crisi economica dell'agricoltura siciliana ha raggiunto
  livelli drammatici al punto di registrare, nel biennio 2007 - 2009,
  la  perdita di 7000 posti di lavoro nella sola provincia di Catania
  e  che  a  questo dato si aggiunge il fatto che, a causa del  minor
  numero di giornate lavorative ed al conseguente calo dell'indennità
  di   disoccupazione,  ogni  bracciante  agricolo   ha   avuto   una
  diminuzione annua di reddito pari a 4000 euro;

   il  mancato  rinnovo degli sgravi sugli oneri previdenziali  delle
  aziende agricole siciliane, scaduti lo scorso 31 luglio, impone  un
  costo  ulteriore  di  30  milioni di euro  annui  che  il  comparto
  agricolo non può sopportare;

   l'immobilismo  dell'azione del Governo regionale  si  registra  in
  maniera  disastrosa  nel  settore agricolo  anche  per  un'assoluta
  mancanza  di  proposte  e di dialogo con le istituzioni  europee  e
  nazionali;

   dallo scorso 20 aprile, giornata del 'Sicilia Agricoltura Day', ad
  oggi  nessun intervento per il superamento della crisi  agricola  è
  stato  nel frattempo concretamente attivato e che, a seguito  della
  manovra  finanziaria nazionale, la situazione  risulta  ancora  più
  pesante  al  punto che non risulta più rinviabile  l'immissione  di
  liquidità nel nostro settore agricolo;

   considerato che:

   nell'ultima  legge finanziaria regionale approvata  dall'Assemblea
  regionale  siciliana,  si  sono dettate  le  misure  di  intervento
  urgente   per  il  comparto  agricolo,  predisponendo  inoltre   la
  copertura finanziaria per ogni iniziativa all'uopo prevista, e  che
  a  tutt'oggi  nessuna  delle misure individuate  dall'ARS  è  stata
  avviata  dal  Governo regionale al punto che un  rappresentante  di
  categoria  ha  definito  l'agricoltura siciliana  come  un  'malato
  terminale a cui il Governo regionale toglie l'ossigeno';

   il blocco della spesa determinato dal Governo regionale incrementa
  ulteriormente  la  difficoltà  e lo stato  di  crisi  del  comparto
  agricolo;

   per sapere:

   quali  siano  le ragioni per cui i commi 4, 6, 14,  15,  20  e  28
  dell'art  80  e  l'art. 82 della l.r. 11/10 non siano  a  tutt'oggi
  stati attuati in favore degli operatori del settore agricolo;

   quali  iniziative  intendano assumere presso il Governo  nazionale
  affinché si ristabilisca il criterio di fiscalizzazione degli oneri
  previdenziali  e riduzione delle accise sui carburanti  agricoli  a
  favore delle imprese agricole siciliane;

   in  che  tempi  si siano impegnati ad erogare tutte  le  spettanze
  previste  e  dovute, ed in particolare quelle relative alle  misure
  agro-ambientali,  indennità  compensative,  zootecnia  e   per   le
  annualità pregresse;

   quali  siano  le  azioni che intendano portare  avanti  presso  la
  Comunità europea per scongiurare l'ennesima beffa per la Sicilia in
  materia  di  riforma  del PAC (politica agricola  comunitaria),  di
  accordi  commerciali  con i Paesi extracomunitari,  rispetto  delle
  regole di reciprocità e proroga ed incremento della soglia del  'de
  minimis' in agricoltura». (1437)

                                                        CORDARO-MAIRA

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   l'ASP  di  Enna ha provveduto ad effettuare l'ultimo pagamento  in
  favore delle farmacie nel mese di marzo;

   nelle altre province, sebbene vi siano altrettanti ritardi,  si  è
  tuttavia   proceduto   con  una  maggiore  regolarità   consentendo
  pagamenti almeno sino al mese di agosto;

   rilevato che:

   le  farmacie  della provincia di Enna, ulteriormente  penalizzate,
  hanno   più  volte  sollevato  la  questione  mediante  le  proprie
  organizzazioni di categoria senza però sortire alcun effetto;

   le   farmacie  nei  prossimi  giorni,  stante  questa  condizione,
  intendono adottare dure forme di protesta con il rischio  di  gravi
  disagi   nell'erogazione   dei  servizi  farmaceutici   nell'intera
  comunità ennese;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano impedito all'ASP  di  Enna  di  erogare  i
  finanziamenti  destinati  alle  farmacie  almeno  per   le   stesse
  mensilità per le quali si è provveduto nelle altre province;

   se  non  ritenga opportuno e urgente intervenire presso  l'ASP  di
  Enna, allo scopo di provvedere allo sblocco dei pagamenti pregressi
  dovuti  alle farmacie e determinare rapidamente un allineamento  al
  mese corrente». (1439)

                                                              TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in data 20 ottobre 2006, a seguito di un'inchiesta giudiziaria,  è
  stata  chiusa  la banca del cordone di Sciacca, e  che  i  soggetti
  coinvolti nella vicenda: il dottore Lillo Ciaccio, allora direttore
  della  banca del cordone ombelicale, e la dottoressa Michela  Gesù,
  biologa   specialista   in  genetica,   di   recente   sono   stati
  definitivamente assolti, perché il fatto non sussiste, sia in  sede
  penale  che  innanzi  alla Corte dei conti.  Rimanendo  in  capo  a
  costoro,  senza ombra alcuna, l'indubbio merito di avere istituito,
  fatta vivere e sviluppare la banca del cordone;

   nonostante le assoluzioni di cui sopra, la struttura ha continuato
  a  rimanere chiusa praticamente fino ad oggi, con grave  danno  per
  l'intera collettività, facendo venir meno la periodica fornitura di
  cordoni  ombelicali che in passato ha assicurato  a  tanti  bambini
  ammalati una possibilità di sopravvivenza;

   per  tale  attività  la banca del cordone di Sciacca  ha  ricevuto
  attestati  di  merito  da parte dei migliori  centri-trapianto  del
  mondo, con i quali ha collaborato (Parigi, Londra, Oxford, Seattle,
  Gerusalemme, Oslo, Philadelphia, New York, Istanbul e molti altri);

   la  struttura  di Sciacca, in atto, dispone di 20.000  cordoni  di
  cui,  però,  solo  la metà sono stati studiati e tipizzati  poiché,
  nonostante fosse stata finanziata la somma di due milioni  di  euro
  per   il   completamento   dello  studio  delle   unità   raccolte,
  l'amministrazione  sanitaria del tempo ha preferito  utilizzare  le
  risorse per altre finalità;

   allo stato appare prioritario completare lo studio delle unità già
  raccolte al fine di renderle idonee e disponibili immediatamente al
  trapianto,  così  da potere sopperire ad eventuali necessità  della
  popolazione;

   considerato che:

   le 20.000 unità, già raccolte dalla struttura, garantiscono la più
  ampia  varietà genetica necessaria per la popolazione e che  quindi
  un  aumento  della  raccolta  non aumenterebbe  la  probabilità  di
  compatibilità per i pazienti in attesa di trapianto. A sostegno  di
  quanto   detto  è  possibile  confrontare  quanto  dichiarato   dal
  professore Rebulla (direttore della banca del cordone di  Milano  e
  coordinatore  delle banche italiane) in un articolo pubblicato  dal
  'Corriere  della  sera' il 5 settembre u.s., nel  quale  costui,  a
  seguito  di  specifici studi, sostiene che in Italia servono  50-60
  mila cordoni per tutta la popolazione e che i cordoni devono essere
  rappresentativi di tutta la popolazione e per questo devono  essere
  raccolti equamente su tutto il territorio nazionale;

   la banca di Sciacca, sotto la direzione del dottore Ciaccio, aveva
  raggiunto  la  soglia  di  20.000  cordoni,  circa  un  terzo   del
  fabbisogno  nazionale,  ma con il limite di essere  stati  raccolti
  solo in una limitata area geografica del territorio nazionale;

   attualmente,  a  fronte  delle  18.929  sacche  conservate  presso
  l'ospedale di Sciacca, in Italia ne esistono, come documentato  dal
  report  del centro nazionale sangue del 2008, altre 7.000 a Milano,
  2867 a Pavia, 3126 a Bologna, 1585 a Padova, 1374 a Firenze, 1602 a
  Pescara,  1718 a Torino, altre 1500 a Napoli, ecc., per  un  totale
  sufficiente alla copertura del fabbisogno nazionale;

   allo  stato attuale, per le suddette ragioni, non appare in  alcun
  modo  giustificabile, nessuna iniziativa volta ad  incrementare  la
  raccolta;

   l'Assessore  regionale per la salute, nonostante  quanto  fin  qui
  premesso  e  considerato, ha commissariato con proprio  decreto  n.
  2084/10  la  banca  del cordone ombelicale di Sciacca  al  fine  di
  riattivare la raccolta, con conseguente spreco di risorse umane  ed
  economiche, giustificata in funzione di azioni correttive;

   nello stesso decreto l'Assessore, oltre a disporre il reintegro di
  una  dipendente  (la  responsabile del sistema  di  gestione  della
  qualità,  sostanzialmente  un'infermiera professionale)  presso  la
  struttura  della  banca, disponeva l'apertura del nuovo  centro  di
  conservazione e stoccaggio delle cellule staminali da  cordoni  con
  una  capienza  di  ulteriori  70.000  unità  (superiore  all'intero
  fabbisogno nazionale) ed un enorme impegno di spesa, in un  momento
  in cui la sanità subisce tagli in tutti i settori;

   la  suddetta  inutile megastruttura (realizzata  dalle  precedenti
  gestioni,   con  procedure  amministrativamente  discutibili,   che
  l'Assessorato dovrebbe avere cura di approfondire) è costata  circa
  12  milioni  di  euro  e, come dichiarato alla stampa  dall'attuale
  direttore generale dell'ASP di Agrigento, grava sui conti  pubblici
  per 120.000 euro al mese (per rate ai costruttori), più 30.000 euro
  mensili per le spese di gestione;

   l'attuale direttore generale ha inserito nell'atto aziendale,  che
  disciplina i servizi, la banca del cordone ombelicale di Sciacca al
  fine  di  utilizzare il contributo di 1.800.000  euro  erogato  dal
  Ministero   per  attivare  azioni  correttive,  caratterizzare   le
  donazioni  ed inserire la banca nel circuito mondiale, contribuendo
  così a salvare vite umane;

   sull'intera  vicenda è stata disposta da tempo  una  ispezione  da
  parte della Regione;

   per sapere:

   in  base  a  quali  criteri scientifici, col citato  d.a.  si  sia
  proceduto  a  riattivare la raccolta di ulteriori cordoni  oltre  i
  20.000 esistenti che, come detto, superato un certo numero non sono
  utili poiché aumentano soltanto il numero dei cordoni con lo stesso
  codice genetico;

   quali  siano i motivi per cui l'Assessore ha decretato  l'apertura
  del   centro   di  stoccaggio  il  quale,  oltre  che  costoso,   è
  sproporzionato per la banca di Sciacca, prevedendo una capienza che
  va ben oltre l'intero fabbisogno nazionale;

   se  sia  prassi  costante dell'Assessorato  disporre  con  decreto
  assessoriale spostamenti di personale infermieristico;

   quali  ragioni  di  pubblico  interesse  abbiano  determinato   la
  precedente  gestione a realizzare la nuova area di  stoccaggio  per
  ulteriori 70.000 cordoni ombelicali;

   se  abbia  proceduto  a  verificare  l'iter  amministrativo  e  le
  modalità  di  aggiudicazione della gara per la realizzazione  della
  nuova area di stoccaggio;

   se corrisponda al vero il fatto che il pagamento della struttura è
  iniziato prima che la stessa fosse realizzata;

   per  quali  ragioni  nel d.a. venga paventato  il  pericolo  della
  perdita  del finanziamento ministeriale, considerato che l'utilizzo
  di  tali  somme  è stata prevista dall'atto aziendale  dall'attuale
  direttore generale;

   se  non  ritenga  che  l'azione e l'utilizzo  delle  risorse  vada
  orientato  allo  studio  delle unità raccolte  piuttosto  che  alla
  raccolta di nuove unità;

   in  base  a quali calcoli economici ritengano, come affermato  nel
  d.a.   che:   'La   mancata  attivazione  della   nuova   area   di
  crioconservazione genera costi ulteriori';

   se  sia  terminata  l'ispezione tendente a fare  luce  sull'intera
  vicenda  della banca del cordone ombelicale di Sciacca e,  in  caso
  affermativo, per sapere quali siano state le risultanze e se  siano
  emerse responsabilità di carattere penale e/o amministrativo;

   se non ritengano di dover revocare il già citato d.a. n. 2084/10».
  (1440)

                                               DI BENEDETTO-MARINELLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione    professionale,   premesso   che   dall'anno    scorso
  l'Assessorato   regionale  istruzione  e  formazione  professionale
  provvede, con proprie somme, all'istituzione e al finanziamento  di
  progetti volti ad impegnare i docenti precari non utilizzati  dallo
  Stato e con numerosi anni di servizio alle spalle;

   preso   atto   che,  anche  quest'anno,  l'Assessorato   regionale
  dell'istruzione   procederà  all'attivazione  di   detti   progetti
  educativi all'interno delle scuole di ogni ordine e grado e  sempre
  utilizzando   docenti   precari  non  impiegati   nella   didattica
  ordinaria, in quanto non nominati da parte dello Stato;

   considerato che:

   sempre più spesso, l'innocenza dei minori è turbata e/o violata da
  atti meschini e vili di uomini e donne disturbati, che approfittano
  dell'ingenuità dei bambini per appagare le loro terribili devianze;

   i  fatti  di  cronaca degli ultimi mesi lasciano  intravedere  una
  diffusione sempre maggiore del fenomeno a danno dei bambini e delle
  bambine sempre più indifesi;

   visto che:

   il  più  delle volte, gli 'orchi' che molestano i bambini riescono
  ad  avere la meglio sulle loro vittime per l'innocenza legata  alla
  loro  tenera età ed alla loro incapacità di riconoscere il pericolo
  e di difendersi;

   a  rendere le vittime maggiormente vulnerabili contribuisce  anche
  la   scarsa   e  spesso  assente  presenza  di  percorsi  educativi
  all'interno delle scuole volti ad informare i bambini sul  fenomeno
  e   a  metterli  in  condizione  di  difendersi  qualora  dovessero
  imbattersi in simili situazioni;

   per  sapere se non intendano, con l'urgenza del caso, al  fine  di
  contenere  il  crescente fenomeno degli 'orchi',  utilizzare  parte
  delle  somme  impegnate  per istituire,  all'interno  delle  scuole
  dell'Isola,  corsi  rivolti all'educazione contro  gli  orchi  e  a
  difesa dell'innocenza dei bambini». (1444)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   all'atto  della progettazione dell'autostrada Siracusa -  Gela,  i
  tecnici  incaricati si sono dimenticati di programmare uno svincolo
  di  collegamento  fra la progettando e costruenda  autostrada  e  i
  comuni di Pachino e Portopalo (SR);

   a  partire  dal 2000, quando sono iniziati i lavori di costruzione
  dell'autostrada,  si è avvertita la necessità  di  un  collegamento
  autostradale con i predetti comuni;

   preso  atto  che  dopo  numerose riunioni e interventi,  tanto  il
  Consorzio per le autostrade siciliane, quanto l'ANAS, si sono  resi
  conto  della  necessità di realizzare uno svincolo di  collegamento
  per  evitare  che  tutta  la zona sud della provincia  di  Siracusa
  rimanesse estranea alla suddetta infrastruttura;

   premesso  inoltre che, anziché realizzare uno svincolo, si  decise
  di  realizzare  una bretella di collegamento fra  lo  svincolo  già
  progettato e realizzando di Noto e la s.p. 19, che da Noto  conduce
  a Pachino e Portopalo, in quanto fu ritenuto meno invasivo e di più
  facile costruzione;

   considerato che:

   l'opera, approvata e cantierabile fin dal 2008, è stata finanziata
  nel giugno 2009;

   dopo  numerose  sollecitazioni ed interventi presso  il  CAS,  era
  stata fissata per il 15 settembre 2010 e successivamente per il  15
  ottobre,  la  gara  per  l'appalto  dei  lavori,  con  la  relativa
  pubblicazione del bando;

   accertato che la gara sarebbe stata nuovamente rinviata, ad  oltre
  16 mesi dal finanziamento concesso dall'ANAS;

   per sapere:

   quali  siano i motivi ostativi per i quali si continua a  rinviare
  di mese in mese la celebrazione della gara;

   se non ritengano urgente e improcrastinabile intervenire, con ogni
  strumento possibile, in modo da sbloccare tutte le procedure che in
  atto  impediscono  la  celebrazione della  gara  e  di  conseguenza
  l'inizio dei lavori;

   se   non   ritengano  che  questi  ritardi  siano  una   ulteriore
  mortificazione che deve subire la provincia di Siracusa da parte di
  un  Governo che, fin dal primo giorno della sua costituzione,  e  a
  prescindere  dai suoi componenti, alcuni dei quali  siracusani,  ha
  trascurato  in  modo insopportabile e vergognosa  la  provincia  di
  Siracusa». (1445)

                                                            VINCIULLO

   Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per la salute, preso
  atto che secondo quanto denunciato da più quotidiani e dagli stessi
  pazienti,   allo   stato  attuale,  chi  si  rivolge   all'ospedale
  Muscatello di Augusta (SR) per prenotare una visita ginecologica  è
  costretto  a  sottostare a lunghi periodi di attesa,  che  arrivano
  anche a sei mesi;

   visto  che  un'attesa così lunga, oltre ad essere inaccettabile  e
  ingiustificabile, comporta un grosso rischio in termini  di  salute
  per  le  assistite  che si rivolgono alla struttura  sanitaria  per
  controlli di prevenzione o per casi che richiedono una giustificata
  urgenza;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine di fare chiarezza sulla vicenda, accertare la veridicità delle
  denunce  e  adoperarsi  affinché  sia  garantita  pari  dignità  ai
  cittadini della città megarese e di tutta la provincia di Siracusa,
  sempre più spesso spogliati del loro legittimo diritto alla salute.
  (1446)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   nei   33  maggiori  Paesi  industrializzati  continua  a  crescere
  l'indice di disoccupazione;

   dai  dati  diffusi dall'OCSE si registra un incremento del  numero
  dei disoccupati dal 2008 ad oggi pari ad oltre 13,4 milioni;

   constatato che in Italia, sempre secondo i dati OCSE, nel mese  di
  agosto 2010, il tasso di disoccupazione è pari all'8,2 per cento;

   visto  che, analizzando i dati diffusi dall'OCSE, l'Italia  mostra
  un  tasso  di disoccupazione attualmente in linea con gli  standard
  europei,  meglio  della  Francia, al  10,1  per  cento,  e  seconda
  solamente alla Germania, che fa registrare un dato pari al 6,8  per
  cento;

   nonostante   la   sensibile  ripresa  registrata  sul   territorio
  nazionale,  la Sicilia continua a far registrare una situazione  in
  depressione, con un indice del clima economico (Isae) che dal  91,1
  è sceso all'88,7;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente e necessario attuare una politica per il
  lavoro  e  lo  sviluppo più incisiva ed intervenire attraverso  una
  serie di provvedimenti capaci di incrementare gli investimenti  sul
  territorio  siciliano  al  fine  di  rilanciare  l'economia  e   la
  produzione e creare occupazione in Sicilia». (1447)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e  l'identità  siciliana,  premesso che la  Venere  di  Morgantina,
  imponente e magnifica statua di 2,20 metri, seppellita per  più  di
  2000  anni,  fu  venduta dai tombaroli, negli anni  80  del  secolo
  scorso,  al  Paul  Getty museum di Los Angeles per  20  milioni  di
  dollari;

   considerato che:

   il  Paul Getty museum restituirà alla Sicilia, a gennaio del 2011,
  la straordinaria opera;

   a  quanto  pare, il Governo regionale sta valutando la possibilità
  di  trattenere,  per  un primo periodo, la Venere  nella  città  di
  Palermo,  considerata la temporanea assenza ad Aidone di  strutture
  idonee   ad   accogliere   la  statua,  e   di   restituirla   solo
  successivamente alla città di origine, e cioè quando  sussisteranno
  le condizioni di sicurezza necessarie ad accoglierla;

   accertato  che  la  statua, che verrà per  esigenze  di  trasporto
  sezionata  in tre parti, potrà essere rimontata una sola volta,  al
  fine di non subire danni irreparabili;

   visto che:

   per troppi anni, la città di Aidone, è stata ingiustamente privata
  di un bene di così grande prestigio e splendore;

   una  ricollocazione della Venere di Morgantina ad Aidone, oltre  a
  costituire un'importante occasione di rilancio del turismo  locale,
  innescherebbe una naturale crescita economica delle attività locali
  e di tutto il territorio;

   per  sapere se non ritengano necessario, vista l'urgenza del caso,
  adoperarsi  al fine di creare le condizioni necessarie affinché  la
  Venere  di Morgantina possa ritornare ad Aidone, mettendo  fine  ad
  una lunga ed inaccettabile separazione e rispettando un diritto già
  lungamente leso». (1448)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore agricolo, unitamente al comparto zootecnico siciliano,
  rappresentano  da  sempre un importante tassello dell'economia  del
  Mezzogiorno;

   negli  ultimi  anni, l'agricoltura e la zootecnia  siciliana  sono
  state fortemente provate dalla crisi globale che si è abbattuta sul
  territorio nazionale e sulla Sicilia in particolare;

   considerato che:

   con la riforma della PAC (politica agricola comunitaria) del 2003,
  è stato introdotto il rispetto del principio della condizionalità a
  carico  degli  agricoltori  che, a  partire  dall'1  gennaio  2005,
  intendono  beneficiare  dei finanziamenti  predisposti  dall'Unione
  Europea attraverso la PAC;

   sempre a decorrere dall'1 gennaio 2005, tutti gli agricoltori sono
  tenuti  al  rispetto degli impegni relativi ai criteri di  gestione
  obbligatori (CGO), nonché a mantenere i terreni in buone condizioni
  agronomiche e ambientali (BCAA);

   il  mancato  rispetto,  da  parte dei  soggetti  interessati,  dei
  criteri  sopra  descritti,  può comportare  la  detrazione  e/o  la
  soppressione dei pagamenti diretti da parte dell'ente erogatore;

   l'adempimento delle direttive europee comporta una maggiore  spesa
  a  carico delle imprese agricole e zootecniche siciliane, impegnate
  a  migliorare il benessere animale per un periodo di 5  anni,  come
  disposto dalla norma;

   visto che:

   l'attivazione della misura 215 - Pagamenti per il benessere  degli
  animali,  del PSR 2007/2013, contribuirebbe a compensare i maggiori
  oneri   sostenuti  dalle  imprese  siciliane  per   migliorare   le
  condizioni  di igiene e benessere animale nelle aziende zootecniche
  di bovini, suini a avicoli;

   in  questo  modo,  si  contribuirebbe  alla  diffusione  di  nuove
  tecniche  di allevamento che migliorano il benessere degli  animali
  rispetto   alle  normali  buone  pratiche  zootecniche  (BPZ)   che
  costituisco la base per la valutazione del benessere degli  animali
  in allevamento;

   accertato che:

   nelle Regioni europee in cui la misura 215 è stata attivata, si  è
  registrato  un  incremento della produttività e della competitività
  delle aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio;

   la  misura  de qua prevede un sostegno alla perdita di redditività
  conseguente  all'applicazione  di  impegni  inerenti  alle  quattro
  macroaree   (sistemi  di  allevamento  e  stabulazione,   controllo
  ambientale,  alimentazione  e acqua di bevanda,  igiene,  sanità  e
  aspetti   comportamentali)  previste  dalla  misura  215  del   PSR
  2007/2013;

   la misura 215, che ha durata quinquennale, prevede l'erogazione di
  pagamenti  annuali  per  unità bovino  adulto  (UBA),  secondo  gli
  impegni assunti dall'allevatore;

   in Emilia Romagna, dove al momento è attiva la Misura, il rapporto
  UBA/ANNO  varia da 20 euro/ANNO fino a raggiungere i 100  euro/ANNO
  per singolo capo;

   la  media dei capi allevati nelle aziende siciliane è di circa  70
  capi  adulti,  per  un  rapporto UBA/ANNO complessivo  di  7.000,00
  euro/ANNO per azienda;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  e  necessario  provvedere
  all'attivazione della misura 215 - pagamenti per il benessere degli
  animali, contenuta all'interno del PSR 2007/2013, al fine di venire
  incontro  alle esigenze e alle necessità delle aziende  agricole  e
  zootecniche  siciliane, fortemente provate dalla crisi del  settore
  ancora in atto, accrescendone la competitività e la produttività al
  fine di contribuire al loro rilancio». (1449)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e  l'identità siciliana, premesso che il declassamento dei  servizi
  architettonico,  paesaggistico, archeologico, eccetera,  del  nuovo
  assetto  delle Soprintendenze siciliane in singole unità  operative
  di  base ha comportato l'esodo dei dirigenti, che occupavano i vari
  servizi,  presso  altre strutture dell'Assessorato  regionale  Beni
  culturali e identità siciliana;

   atteso   che   ciò   ha   reso  le  Soprintendenze   prive   delle
  professionalità indispensabili al loro funzionamento;

   rilevato che:

   di conseguenza si trovano qualifiche non adeguate e non necessarie
  nei  servizi musei e parchi dove sono confluiti tutti i  geologi  e
  gli  architetti  che prima svolgevano la loro attività  all'interno
  dei servizi della soprintendenza;

   ad  esempio  i servizi architettonico e paesaggistico di  Siracusa
  disponevano  con il vecchio assetto di 5 architetti  e  2  geologi;
  oggi  le  due  unità  operative hanno  un  solo  architetto  e  non
  dispongono di alcun geologo;

   nell'organigramma precedente il raggiungimento degli obiettivi del
  servizio  era  favorito  dalla presenza dei dirigenti  delle  unità
  operative,    incentivati   a   loro   volta   economicamente    al
  raggiungimento di tali obiettivi;

   a  fronte del carico di lavoro che è aumentato, la parte economica
  legata   alla   funzione  è  stata  ridotta   rispetto   a   quella
  precedentemente percepita;

   per   sapere  quali  iniziative  intendano  attuare  al  fine   di
  ripristinare   i   servizi  più  importanti  quali  architettonico,
  paesaggistico   ed   archeologico  nelle  Soprintendenze   con   la
  reintroduzione delle unità operative di base al proprio interno, ed
  i  relativi incentivi per le figure professionali dirigenziali che,
  prive  della responsabilità di una unità operativa, con i  relativi
  incentivi economici, non avrebbero alcuno stimolo al raggiungimento
  degli obiettivi». (1450)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  da  alcuni giorni, a causa  di  un  guasto,  l'unica
  ambulanza  del  118,  disponibile per le emergenze  nel  comune  di
  Favara (AG), è ferma;

   considerato che:

   per  una  utenza di circa 35 mila cittadini una sola ambulanza  di
  stanza  presso il comune è insufficiente e che quello stesso  mezzo
  oggi è addirittura fermo per un guasto, ancora non sostituito;

   tale situazione obbliga le persone che hanno bisogno di soccorso a
  trasferirsi  con  i  propri  mezzi presso  il  pronto  soccorso  di
  Agrigento, ovvero ad attendere che un'ambulanza del 118  si  sposti
  da altri comuni per prestare il soccorso richiesto;

   ritenuto  che questa situazione di enorme gravità lede  i  diritti
  dei  cittadini  ad  avere  l'assistenza  essenziale  da  parte  del
  servizio  pubblico di soccorso ed emergenza e che un banale  guasto
  denota  un  malfunzionamento complessivo di tutto il  servizio,  il
  quale  non  risolve  tempestivamente  la  carenza,  lasciando  anzi
  scoperte per giorni le postazioni dotate di un solo mezzo;

   per sapere:

   se  siano  stati  tempestivamente informati del grave  disservizio
  causato   ai  cittadini  favaresi  a  causa  del  fermo  dell'unica
  autoambulanza del 118 in uso;

   quali  iniziative  intendano assumere in favore del  potenziamento
  del  servizio  di soccorso ed emergenza nel territorio  di  Favara,
  affinché  non  debbano  più  verificarsi  fatti  simili  e  vengano
  soprattutto  garantiti  almeno i livelli essenziali  di  assistenza
  sanitaria a cui ogni cittadino ha diritto». (1433)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                                BOSCO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   il  consiglio comunale di Limina (ME) è interessato da lunghi mesi
  da un susseguirsi di esposti indirizzati oltre che al sindaco, alla
  Procura della Corte dei conti, alla Prefettura e all'ex Assessorato
  regionale  Famiglia,  da  porte dei consiglieri  di  minoranza  che
  contestano  l'adozione di una serie di delibere considerate  lesive
  degli  interessi  della  collettività  ed  illegittime,  oltre  che
  configuranti, in talune ipotesi, il reato di abuso di ufficio;

   trattasi, in particolare, dell'esposto del 14 ottobre 2009  avente
  ad  oggetto la 'Richiesta di annullamento della delibera di C.C. n.
  11  del  4  agosto  2009' (Approvazione rendiconto  della  gestione
  dell'esercizio finanziario 2008) e degli esposti del 9/4/2010 e del
  24  e  25  maggio  2010,  nei quali si richiede  l'annullamento  in
  autotutela della delibera n. 4, concernente 'Approvazione piano  di
  alienazione',  della delibera n. 5 concernente 'Adozione  programma
  triennale delle OO.PP. 2010/2012', della delibera n. 8 del 5  marzo
  2010  concernente 'Bilancio annuale di previsione  per  l'esercizio
  2010'   e  della  delibera  n.  9  del  5  marzo  2010  concernente
  'Approvazione  regolamento comunale per l'esecuzione  di  lavori  e
  l'acquisizione di beni e servizi in economia';

   in  merito  ai suddetti esposti l'Assessorato Autonomie  locali  e
  funzione  pubblica ha più volte sollecitato il comune di  Limina  a
  trasmettere,   con   la   massima  sollecitudine,   una   relazione
  particolareggiata, corredata dalla relativa documentazione;

   atteso che:

   le  delibere di cui i consiglieri di opposizione hanno chiesto  al
  sindaco  l'annullamento in autotutela riguardano  materie  alquanto
  delicate  e  fondamentali per la comunità, i cui  interessi  l'ente
  locale  è  chiamato  a  curare nel rispetto della  legalità  e  dei
  principi della trasparenza;

   gli  esposti,  allegati alla presente, denunciano vere  e  proprie
  illegalità  che avrebbero impedito ai consiglieri di  minoranza  di
  potere  espletare  il  proprio  mandato  elettorale  nel  superiore
  interesse della cittadinanza liminese, sino a configurare un vero e
  proprio reato di omissione in atti d'ufficio ex art. 328 c.p. o  di
  abuso  d'ufficio  ex  art.  323 c.p. da parte  dell'amministrazione
  comunale di Limina;

   ritenuto  che  è  dovere del sindaco mettere i  consiglieri  nelle
  condizioni  di  espletare  il loro ruolo  che  è  anche  quello  di
  controllo dell'attività amministrativa del comune;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno intervenire urgentemente  attraverso
  l'avvio   di   una  specifica  indagine  ispettiva  nei   confronti
  dell'amministrazione comunale di Limina al fine  di  verificare  la
  legittimità  degli atti deliberativi contestati dai consiglieri  di
  minoranza  nonché  di  accertare le  eventuali  responsabilità  del
  mancato  rispetto dei principi della trasparenza e  della  legalità
  che  debbono sempre presiedere la gestione pubblica degli interessi
  della collettività;

   quali  ulteriori provvedimenti si intendano porre  in  essere  per
  l'immediata revoca degli atti deliberativi in palese contrasto  con
  la normativa ed il regolamento comunale vigente». (1434)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              RINALDI
   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   da qui a qualche mese è previsto il ritorno in Italia della Venere
  di  Morgantina, dal Paul Getty Museum di Malibù in California, dopo
  un lungo contenzioso tra Italia e U.S.A.;

   come si sa, la venere venne trafugata dal sito di Morgantina nella
  seconda  metà del 900 e venduta poi allo stesso museo,  dove  viene
  considerata uno dei pezzi di maggiore pregio;

   per il trasporto, la Venere dovrà essere sezionata in tre parti  e
  che,  una  volta ripristinata nella sua interezza, non  può  essere
  nuovamente divisa, pena il disfacimento, per la natura calcarea, di
  tutto  il  corpo, tranne la testa, come sostiene il dottor  Podonì,
  esperto del Paul Getty Museum di Malibù;

   considerato che il reperto archeologico rappresenta una  occasione
  irripetibile per lo sviluppo turistico ed economico del  territorio
  di Aidone e dell'intera provincia di Enna;

   appreso che esiste un decreto (n. 46 del 17 settembre 2010)  dell'
  ex  Assessore per i beni culturali, il quale prevede che la Venere,
  reperto archeologico di internazionale importanza, venga portata  a
  Palermo presso il Palazzo dei Normanni per essere lì esposta e  che
  tale   notizia   sta   provocando  un   notevolissimo   oltre   che
  comprensibile  fermento e disappunto da parte  dell'Amministrazione
  comunale  locale,  dei  cittadini e  dell'intera  classe  dirigente
  locale;

   ritenuto  inutile  il  passaggio a Palermo (cosa  diversa  sarebbe
  stato, da un punto di vista mediatico, un breve soggiorno a Roma al
  Quirinale o in qualche capitale Europea) della Venere;

   per  sapere se intendano porre in essere tutti gli atti  possibili
  al  fine predispone il rientro della Venere direttamente in  quella
  che è la sua sede naturale, ovvero la città di Aidone». (1436)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             COLIANNI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità, premesso che l'aeroporto di Fontanarossa (CT) è  il
  più  grande del Meridione, con un traffico di oltre sei milioni  di
  passeggeri  l'anno,  confermato dai record  di  transito  stabiliti
  nello scorso mese di agosto, con circa 750 mila utenti;

   ritenuta  della massima priorità la realizzazione del progetto  di
  sviluppo   dell'intermodalità  tra  ferrovie  ed   aeroporto,   che
  consentirebbe anche il contestuale allungamento della pista di volo
  e   conseguentemente  il  miglioramento  delle  capacità  ricettive
  aeroportuali;

   considerato che dalla recente riunione tenutasi a Roma  presso  la
  sede  dell'ENAC, alla presenza dei responsabili di reti ferroviarie
  italiane, della società Interporti siciliani e della SAC, pare  che
  la Regione, evidenziando la carenza di risorse proprie, abbia fatto
  appello  ad  un  impegno finanziario da parte di tutti  i  soggetti
  responsabili anche a livello centrale;

   ritenuta  non derogabile la necessità di coordinare le  previsioni
  infrastrutturali di RFI e SAC, in quanto l'ipotesi di realizzare un
  fascio  di  binari ferroviari a ridosso della testata  dell'attuale
  pista  pregiudicherebbe la possibilità di sbloccare il progetto  di
  allungamento della pista dagli attuali 2500 metri ai 3000;  da  qui
  deriva la proposta da parte di SAC ed ENAC di far realizzare da RFI
  le  opere  di ammodernamento ferroviario anche in tempi differenti,
  mantenendo  la  possibilità di esecuzione  dell'allungamento  della
  pista aeroportuale;

   sottolineato  che  per  l'intervento  di  interramento/spostamento
  della ferrovia e di allungamento della pista era stato previsto  un
  finanziamento  di  circa 200 milioni di euro, e che  consentire  il
  reale  potenziamento  dell'aeroporto di Catania,  in  relazione  ai
  processi  di  globalizzazione in corso  ed  alla  sempre  crescente
  domanda  di  trasporto  aereo, costituisce un'importante  soluzione
  alle  continue richieste di sviluppo da parte dei cittadini  e  dei
  soggetti pubblici e privati operanti in Sicilia;

   per sapere:

   quali  iniziative  urgenti  intendano  assumere  per  trovare,  di
  concerto  con  il Ministero delle infrastrutture, una immediata  ed
  adeguata soluzione tecnica e finanziaria;

   quali  indirizzi intendano fornire alle direzioni regionali  della
  programmazione   e  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti   per
  l'inserimento degli interventi progettuali, condivisi  anche  dalla
  SAC e da Reti ferroviarie italiane, nei programmi di spesa prevista
  per l'utilizzo dei fondi FAS e FERS». (1438)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  recente  travagliata stesura della pianta organica ospedaliera
  dell'Asp  5  di  Messina  ha evidenziato delle  gravi  criticità  e
  incongruenze  relativamente alla mancata integrazione dell'ospedale
  di Barcellona Pozzo di Gotto e di Milazzo (ME);

   la  temuta  chiusura dell'ospedale di Barcellona P.G., chiaramente
  preconizzata   dal   ridimensionamento   drastico   del    presidio
  ospedaliero,  rappresenta una decisione che non solo penalizzerà  i
  cittadini  di  Barcellona  P.G.,  ma  comporterà  un  inaccettabile
  sovraffollamento e disservizio per l'ospedale di Milazzo  che,  già
  in   atto,   non   riesce  a  far  fronte  all'utenza  recentemente
  incrementata per la chiusura della traumatologia barcellonese;

   considerato che:

   la  nuova  pianta organica prevede per l'ospedale  di  Milazzo  16
  unità  operative complesse a fronte di 4 unità previste,  solo  una
  delle quali è realmente attiva;

   il  bacino  di  utenza  di  Barcellona  P.G.  è  di  oltre  80.000
  (ottantamila)  abitanti  ed è costituito  prevalentemente  da  zone
  rurali,  montane  e collinari, che rendono in atto difficoltoso  il
  raggiungimento  dell'ospedale  di  riferimento  e  ancor   di   più
  l'ospedale mamertino;

   il   bacino  di  utenza  dell'ospedale  di  Milazzo  è  di   75000
  (settantacinquemila) abitanti;

   non  si riesce a comprendere come un comprensorio di circa 180.000
  abitanti possa essere garantito da un solo nosocomio;

   non si riesce a capire perché una integrazione paritaria delle due
  strutture non sia avvenuta;

   preso atto che:

   non  è  ipotizzabile  oggi  che esista  un  ospedale  dove  non  è
  costantemente presente l'anestesista rianimatore, il cardiologo, il
  neurologo,  l'analista,  il traumatologo,  eccetera,  come  accadrà
  prossimamente nell'ospedale di Barcellona P.G;

   non è razionalmente accettabile che, recandosi in ospedale per  un
  urgenza,  il malcapitato utente non trovi lo specialista competente
  ma  che questi deve essere chiamato in pronta disponibilità. Si sa,
  infatti, che pochi minuti determinano la salvezza di una persona;

   oggi la domanda di salute deve essere soddisfatta al meglio;

   per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno intervenire con  idoneo  provvedimento
  affinché  sia  fatta  distinzione delle due strutture  nosocomiali,
  mantenendo  la  loro distinta identità, in quanto  all'ospedale  di
  Barcellona  P.G. da sempre è stata riconosciuta la specializzazione
  di 'materno-infantile';

   perché  la  nuova pianta organica abbia mortificato tale vocazione
  ridimensionando   e  declassando  a  struttura   semplice   l'unità
  operativa di pediatria e di ostetricia e ginecologia;

   perché  sia  previsto  il  trasferimento all'ospedale  di  Milazzo
  dell'unità operativa di dermatologia;

   quale  sia  il risparmio economico nel mantenere nei due  ospedali
  reparti  identici e quindi sacrificati nella qualità tecnologica  e
  assistenziale;

   in  attesa  di  un  rapido riscontro, si esprime  fiducia  in  una
  revisione  critica  della pianta organica dell'Asp  5,  ancora  non
  definitamene approvata». (1441)

                                                             CATALANO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nell'ambito della riorganizzazione aziendale dell'Asp di Palermo è
  stata presentata una proposta di nuova pianta organica che riguarda
  tutti  gli  ospedali  dell'azienda  provinciale  che  ha  suscitato
  notevoli perplessità e critiche, anche per alcune scelte non chiare
  che  appaiono destinate a provocare un depotenziamento dell'offerta
  e della qualità dei servizi;

   rientra tra queste la previsione di pianta organica della  UOC  di
  chirurgia generale del presidio ospedaliero 'Ingrassia' di  Palermo
  per  la  quale,  a  fronte di 16 posti letto è stata  prevista  una
  dotazione di personale di 5 medici e di 8 infermieri;

   la  chirurgia  dell'Ingrassia  esegue  interventi  programmati  ed
  interventi  urgenti  su  pazienti che vengono  inviati  dal  pronto
  soccorso  dello stesso nosocomio ma anche da altri pronto  soccorso
  degli ospedali della città di Palermo e della provincia, mentre  in
  termini  di  drg prodotti si colloca in posizione più  avanzata  di
  altre  UOC  presenti  nell'ospedale e  che  pure  non  hanno  visto
  intaccare la dotazione di personale;

   con  la  dotazione assegnata sarebbe impossibile coprire tutte  le
  attività  che  una  unità  complessa  di  chirurgia  generale  deve
  svolgere  e  le  altre  attività che  la  chirurgia  dell'Ingrassia
  attualmente  (con 7 medici in servizio) svolge, quali: l'endoscopia
  chirurgica,  l'ecodoppler, la chirurgia  in  day  hospital,  nonché
  assicurare  l'ordinaria  funzionalità del  reparto,  come  dovrebbe
  sapere chi si occupa di organizzazione sanitaria ospedaliera;

   secondo l'Assessorato lo standard da rispettare nel rapporto posti
  letto/personale sanitario medico oscilla tra 0,40 e 0,58, mentre il
  rapporto posti letto/personale infermieristico è pari ad l; per  la
  chirurgia  dell'Ingrassia questi rapporti  non  vengono  rispettati
  prevedendosi  un rapporto di 0,31 per i medici e di  0,50  per  gli
  infermieri;

   dall'analisi  dell'intera  pianta  organica  proposta  si   desume
  facilmente  che  per nessuna UOC dell'azienda risulta  un  rapporto
  così  basso  e  sfavorevole;  si possono  citare,  ad  esempio,  la
  chirurgia  generale di Termini Imerese, dove a fronte di  14  posti
  letto sono previsti 7 medici e 12 infermieri, la chirurgia generale
  di  Partinico,  dove  a fronte di 16 posti letto  sono  previsti  7
  medici  e  12  infermieri,  o, ancora, l'ostetricia  e  ginecologia
  dell'Ingrassia  dove a fronte di 20 posti letto  sono  previsti  13
  medici e 16 infermieri;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza di quanto in premessa  evidenziato  e  se
  condividano la proposta dell'Asp;

   se  non  ritengano  che  con  la dotazione  organica  prevista  si
  determinerà una progressiva asfissia dell'UOC di chirurgia generale
  dell'Ingrassia e come ciò possa corrispondere ad una  strategia  di
  mantenimento  ed  anzi di rafforzamento dei livelli  di  assistenza
  ospedaliera e sul territorio». (1442)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   con  d.a.  n.  4503 del 7 novembre 2001 pubblicato sul  Bollettino
  ufficiale  dell'Amministrazione Regionale  n.  1,  ha  classificato
  nella  categoria 'D', fascia 'D', Funzionario secondo  le  modalità
  previste dall'accordo del 28 febbraio 2001 i dipendenti che avevano
  la qualifica di assistente;

   a distanza di 9 anni, l'amministrazione ritiene di avere collocato
  erroneamente  nella  posizione D4 tre dipendenti  considerando  una
  diversa anzianità di servizio. Mentre altri che erano stati ammessi
  nella stessa graduatoria di merito dell'esame colloquio del d.a. n.
  432/91, registrato alla Corte dei conti l'8/3/91, foglio 242, a cui
  appartenevano i dipendenti oggetto della riqualificazione, venivano
  collocati  e  mantenevano la stessa fascia funzionale  e  posizione
  economica (D4), oggi qualificati nella fascia (D6), adottando  così
  l'Amministrazione una disparità di trattamento;

   va  posto  in  evidenza come l'Amministrazione  abbia  errato  nel
  procedere alla rimodulazione dell'anzianità economica, non  tenendo
  conto di quanto stabilito nel d.a. n 432 del 24 gennaio 1991,  data
  da  tenere in considerazione come anzianità economica, adottando  -
  come  già  ribadito - una disparità di trattamento  con  gli  altri
  dipendenti elencati nello stesso decreto a cui giustamente è  stata
  riconosciuta  una  anzianità economica a far data  del  24  gennaio
  1991;

   considerato che:

   appare  del tutto irrazionale che a distanza di più di  nove  anni
  l'amministrazione riveda i criteri che essa stessa aveva  adoperato
  e  trasmesso  alla  Corte  dei conti,  peraltro  conforme  al  dato
  normativo;

   i  dipendenti hanno ormai definitivamente acquisito una  posizione
  giuridica   ed   economica,  così  come   disposto   dalla   stessa
  amministrazione regionale. Provvedimento questo che  ha  attribuito
  ai dipendenti un diritto quesito e che sulla scorta dei principi di
  civiltà giuridica e di certezza del diritto non può essere messo in
  discussione;

   tenuto conto che :

   non vi sono margini legittimi di operatività per la ricollocazione
  dei  dipendenti  in  una posizione economica inferiore  rispetto  a
  quella  acquisita,  a  fortiori non  è  ammissibile  che  si  possa
  procedere  da  parte  dell'amministrazione alla restituzione  delle
  somme indebitamente corrisposte che ammontano ad euro 13.510,12 per
  singolo  dipendente,  causando  un enorme  danno  economico  in  un
  momento  di  crisi,  e ciò comporta un notevole  disagio  economico
  nell'ambito familiare;

   su  questo  punto  la giurisprudenza è unanime  nel  ritenere  che
  'qualunque  somma  indebitamente pagata al  pubblico  dipendente  è
  irripetibile  qualora  ricorra la buona  fede  del  dipendente,  la
  situazione risulti consolidata nel tempo e l'amministrazione  abbia
  in   qualche   modo   ingenerato  la   certezza   della   legittima
  riscossione';

   l'amministrazione, con il suo comportamento (ed è questo il caso),
  ha  ingenerato nei dipendenti la ragionevole convinzione  di  avere
  diritto  a  determinati emolumenti, e questi sono stati  utilizzati
  per il soddisfacimento dei bisogni della vita del dipendente stesso
  e della stessa famiglia e sono stati riscossi in buona fede;

   appare  evidente  il danno economico arrecato ai  dipendenti,  che
  dovrebbero  pagare  eventuali errori  da  addebitare  al  dirigente
  responsabile  della stesura dei provvedimenti già  legittimati,  il
  quale ha causato un eventuale danno erariale;

   appare     evidente     sottolineare     che     l'amministrazione
  precedentemente,  per  la  categoria  dirigenti  regionali  non  ha
  ritenuto procedere al recupero delle somme;

   per   sapere  se  il  provvedimento  adottato  relativamente  alla
  riqualificazione dei predetti dipendenti sia illegittimo e pertanto
  possibile  di  impugnazione e se non si  ritenga  di  mantenere  la
  stessa  fascia  e  posizione economica acquisita e consolidata  nel
  tempo dai dipendenti di cui trattasi». (1443)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             CURRENTI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   con  delibera  n.  240  del  30 marzo  2010,  l'Azienda  sanitaria
  provinciale  di  Palermo  ha  determinato  di  stipulare,  con   il
  laboratorio analisi cliniche il 'Centro Clinico Lampedusa  s.r.l.',
  un  contratto di assegnazione del budget per l'anno 2010, di cui al
  decreto  dell'Assessore per la salute n. 779 del 15 marzo 2010  (di
  approvazione   della   metodologia  per  la  determinazione   degli
  aggregati  provinciali di spesa per la specialistica  ambulatoriale
  convenzionata  esterna e dei relativi criteri per la determinazione
  del  budget delle singole strutture da parte dei direttori generali
  delle ASP);

   la  predetta  delibera  n.  240 del 30 marzo  2010  ha  comportato
  pertanto  la sospensione dell'attività del laboratorio  di  analisi
  cliniche del poliambulatorio di Lampedusa (AG);

   considerato che:

   con  la  predetta  delibera n. 240 del 30  marzo  2010,  l'azienda
  sanitaria  provinciale  di Palermo ha di  fatto  concentrato  tutta
  l'attività  di  Patologia clinica in capo ad una struttura  privata
  accreditata,  creando  un  regime  di  monopolio  relativamente  al
  settore  delle  analisi  cliniche  a  favore  del  'Centro  Clinico
  Lampedusa s.r.l.';

   lo  schema  del  contratto di assegnazione del budget  per  l'anno
  2010,  approvato con la determina n. 240 del 30 marzo 2010, prevede
  al  punto  n.  3), che gli accertamenti diagnostici  effettuati  in
  regime  di  reperibilità saranno compensati a  favore  del  'centro
  clinico di Lampedusa s.r.l.' forfettariamente in misura superiore a
  quanto indicato nel d.a. n. 779 del 15.03.2010 e precisamente nella
  misura pari ad euro 50,00;

   il  sopraddetto  schema  di  contratto  di  assegnazione  prevede,
  altresì,  al  punto n. 6) che 'Per quanto attiene  la  fatturazione
  mensile   delle   prestazioni  erogate  il  centro   produrrà   due
  fatturazioni così articolate: una nella misura di un dodicesimo  di
  .66.457,00 del budget annuo di cui al presente accordo, i cui costi
  graveranno  sullo  specifico aggregato dedicato alla  specialistica
  privata  accreditata ed una eventuale seconda fatturazione  per  le
  prestazioni eccedenti il predetto dodicesimo, i cui costi  verranno
  attinti  dai  fondi  dell'ASP di Palermo da prelevare  sul  proprio
  bilancio';

   nella  predetta  delibera  n. 240 del  30  marzo  2010  non  viene
  individuato il capitolo di spesa attraverso il quale far  fronte  a
  detti costi;

   per  conoscere  quali ragioni inducano l'ASP di  Palermo  a  farsi
  carico  di  eventuali extrabudget illimitati e  a  non  individuare
  nelle  determina n. 240 del 30 marzo 2010 il capitolo di spesa  sul
  quale  dovrà  gravare la relativa spesa e altresì per conoscere  le
  ragioni  che  abbiano  indotto l'ASP  di  Palermo  a  prevedere  un
  corrispettivo per gli accertamenti diagnostici effettuati in regime
  di  reperibilità in una misura superiore rispetto ai criteri di cui
  al d.a. n. 779/2010». (99)

       LEONTINI-CAMPAGNA-TORREGROSSA-CORONA-LEANZA E.-CAPUTO-FALCONE-
                     MANCUSO-D'ASERO-BOSCO-BENINATI-BUZZANCA-POGLIESE

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.
                Comunicazione relativa alla mozione 216

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta  d'Assemblea  n.  201 del 13 ottobre 2010,  dell'ordine  del
  giorno  n. 398  Immediata attivazione dei posti in deroga richiesta
  dall'Ufficio   scolastico  provinciale  di   Messina ,   presentato
  dall'onorevole  Rinaldi  ed  altri, è  da  intendersi  superata  la
  mozione n. 216, di identico contenuto, sempre a firma degli  stessi
  parlamentari.

   L'Assemblea ne prende atto.

                Comunicazione di decreto presidenziale

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato Segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale  n. 544/Area 1 /S.G.  dell'1  ottobre  2010,
  trasmesso  con  nota prot. n. 7087/C1-22 del 15 ottobre  successivo
  della  Segreteria  generale  della Presidenza  della  Regione,  qui
  pervenuto  il  19 ottobre 2010 e protocollato al n. 8126/AulaPG  di
  pari  data,  avente  ad  oggetto:   Nomina  Assessori  regionali  e
  conferimento deleghe assessoriali - Notifica'.

   GENNUSO, segretario:
                       «D.P. n. 544/Area 1 /S.G.

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. F) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e sue successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e sue  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTO il decreto presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 concernente la
  disciplina  degli uffici di diretta collaborazione  del  Presidente
  della  Regione  e  degli  Assessori regionali,  ed  in  particolare
  l'articolo 2, comma 12;

   VISTA  la  propria nota prot. n. 2672 del 24 aprile  2008  con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  Siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. P/08/67/El.Reg. del 24 aprile  2008,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni ed in particolare le disposizioni di  cui
  al Titolo II, soprattutto con riferimento a quelle, quali l'art.  4
  e l'art. 8 che rimodulato l'apparato ordinamentale ed organizzativo
  della  Regione  Siciliana in termini di nuova individuazione  e  di
  competenze   dei   rami  dell'Amministrazione   regionale   e   dei
  Dipartimenti regionali;

   VISTO il decreto presidenziale 5 dicembre 2009, n. 12  Regolamento
  di  attuazione  del Titolo II della l.r. 16 dicembre  2008,  n.  19
  recante   Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali.
  Ordinamento  del  Governo  e dell'Amministrazione  della  Regione ,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n.  59,
  parte I, del 21 dicembre 2009;

   VISTO il decreto presidenziale n. 504/Area 1 /S.G. del 29 dicembre
  2009  di  nomina  degli  Assessori  regionali  che  ha  rinviato  a
  successivo provvedimento la preposizione ai rami di Amministrazione
  regionale secondo l'assetto delineato dalle disposizioni di cui  al
  Titolo II della legge regionale 19/2008;

   VISTO il decreto presidenziale n. 506/Area 1 /S.G. del 31 dicembre
  2009  di  preposizione  di due Assessori regionali  rispettivamente
  all'Assessorato regionale delle autonomie locali e  della  funzione
  pubblica ed all'Assessorato regionale della salute, con contestuale
  assunzione  temporanea,  da  parte  del  Presidente  della  Regione
  Siciliana   delle   funzioni   assessoriali   dei   restanti   rami
  dell'Amministrazione  regionale, secondo  l'assetto  delineato  dal
  Titolo II della l.r. 19/08;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 370/Area 1 /S.G. del 28  giugno
  2010   di  rimodulazione  dell'assetto  organizzativo,  di   natura
  endodipartimentale,  dei  dipartimenti  regionali,  pubblicato  nel
  supplemento ordinario n. 1 alla GURS - parte I, n. 31 del 9  luglio
  2010;

   VISTO  il decreto presidenziale n. 1/Area 1 /S.G. dell'11  gennaio
  2010  di preposizione ai singoli Assessorati regionali di cui  agli
  artt.  4 e 8 del Titolo II della legge regionale 16 dicembre  2008,
  n.  19 degli Assessori regionali nominati con il sopra citato  D.P.
  n. 504/2009;

   VISTO  il  decreto  presidenziale n. 533/  Area   1 /S.G.  del  23
  settembre  2010  con  il  quale il Presidente  della  Regione,  nel
  revocare   sei   Assessori   regionali  dimissionari   ha   assunto
  temporaneamente le funzioni assessoriali dell'Assessorato regionale
  delle  risorse  agricole ed alimentari, dell'Assessorato  regionale
  del  territorio  e dell'ambiente, dell'Assessorato regionale  delle
  infrastrutture  e della mobilità, dell'Assessorato regionale  della
  famiglia,  delle  politiche sociali e del lavoro e dell'Assessorato
  regionale  del turismo, dello sport e dello spettacolo, preponendo,
  nel  contempo temporaneamente ad interim, all'Assessorato regionale
  dell'economia l'Assessore regionale Avv. Gaetano Armao;

   VISTO  il decreto presidenziale n 534/Area 1 /S.G del 23 settembre
  2010  con  il  quale  l'Assessore regionale Avv.  Gaetano  Armao  -
  preposto   temporaneamente  ad  interim  all'Assessorato  regionale
  dell'economia con il sopra citato D.P.Reg. n. 533/2010  -  è  stato
  delegato  alla trattazione degli affari ricompresi nelle competenze
  del  Dipartimento  regionale della Programmazione della  Presidenza
  della Regione;

   RITENUTO  di  dover  procedere alla nomina dei seguenti  Assessori
  regionali:  Dott.  Elio  D'Antrassi,  Dott.  Giosuè  Marino,  Prof.
  Sebastiano Missineo, Prof. Andrea Piraino, Dott. Calogero Gianmaria
  Sparma,  Prof.  Daniele Tranchida, confermando Assessori  regionali
  l'Avv.to  Gaetano  Armao,  il Prof. Mario Centorrino,  la  Dott.ssa
  Caterina  Chinnici, l'Avv. Carmelo Pietro Russo, il  Dott.  Massimo
  Russo e il Dott. Marco Venturi;
   RITENUTO  pertanto, di procedere contestualmente alla preposizione
  degli  Assessori regionali ai rami dell'Amministrazione  regionale,
  secondo  l'assetto  delineato dal Titolo II della  l.r.  n.  19/08,
  cessando  le assunzioni temporanee e la preposizione ad interim  di
  cui all'art. 2, commi 1 e 2 del sopra citato D.P.Reg. n. 533/2010;

   RITENUTO  infine, di attribuire successivamente  ad  un  Assessore
  regionale   le  funzioni  di  Vicepresidente  che  sostituisce   il
  Presidente  della  Regione  Siciliana  in  caso  di  assenza  o  di
  impedimento;

                             D E C R E T A

                                Art. 1

   1.  Per  quanto  in  premessa specificato il Governo  Regionale  è
  composto  dai  seguenti  Assessori  regionali  preposti   ai   rami
  dell'Amministrazione  regionale, secondo  l'assetto  delineato  dal
  Titolo II della l.r. 19/2008, così come di seguito indicati:

   - Avv. Gaetano Armao - Assessorato regionale dell' economia;
   - Prof. Mario Centorrino - Assessorato regionale dell'istruzione e
  della formazione professionale;
   -   Dott.ssa  Caterina  Chinnici  -  Assessorato  regionale  delle
  autonomie locali e della funzione pubblica;
   -  Dott.  Elio  D'Antrassi - Assessorato regionale  delle  risorse
  agricole ed alimentari;
   -  Dott. Giosuè Marino - Assessorato regionale dell'energia e  dei
  servizi di pubblica utilità;
   -  Prof.  Sebastiano  Missineo - Assessorato  regionale  dei  beni
  culturali e dell'identità siciliana;
   -  Prof.  Andrea  Piraino - Assessorato regionale della  famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro;
   -   Avv.  Carmelo  Pietro  Russo  -  Assessorato  regionale  delle
  infrastrutture e della mobilità;
   - Dott. Massimo Russo - Assessorato regionale della salute;
   -  Dott.  Calogero  Gianmaria Sparma - Assessorato  regionale  del
  territorio e dell'ambiente;
   -  Prof.  Daniele Tranchida - Assessorato regionale  del  turismo,
  dello sport e dello spettacolo;
   -  Dott.  Marco  Venturi  - Assessorato regionale  delle  attività
  produttive.

   2.  L'assunzione temporanea da parte del Presidente della  Regione
  Siciliana  delle  funzioni assessoriali dell'Assessorato  regionale
  delle  risorse  agricole ed alimentari, dell'Assessorato  regionale
  del  territorio  e dell'ambiente, dell'Assessorato regionale  delle
  infrastrutture  e della mobilità, dell'Assessorato regionale  della
  famiglia,  delle  politiche sociali e del lavoro e dell'Assessorato
  regionale  del turismo, dello sport e dello spettacolo,  nonché  la
  preposizione  temporanea ad interim dell'Assessore  regionale  Avv.
  Gaetano  Armao  all'Assessorato regionale  dell'  economia  di  cui
  all'art. 2, commi l e 2 del D.P.Reg. n. 533/2010 cessano.

   3.    L'Assessore   regionale   avv.   Gaetano   Armao    preposto
  all'Assessorato regionale dell'economia è delegato alla trattazione
  degli affari ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale
  della  Programmazione  della Presidenza della Regione,  individuati
  per  blocchi  di  materie corrispondenti a quelli esercitati  dalle
  strutture  intermedie indicate nel D.P.Reg. n. 28  giugno  2010  n.
  370.

   4.  Successivamente  saranno attribuite  ad  uno  degli  Assessori
  regionali  di cui al comma 1 del presente articolo le  funzioni  di
  Vicepresidente   che  sostituisce  il  Presidente   della   Regione
  Siciliana in caso di assenza o impedimento.

                                Art. 2
   1.  Il  presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.
   Palermo, lì 1 ottobre 2010

                                                 IL PRESIDENTE
                                              (On.le         Raffaele
                                            Lombardo)»
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  219   Iniziative a livello nazionale per  provvedere  alle
  nomine  di  docenti  e personale ATA in deroga  agli  organici  già
  deliberati per l'anno scolastico 2010/2011 , degli onorevoli  Oddo,
  Cracolici,   Lupo,   Panarello,  Marziano,  Mattarella,   Picciolo,
  Rinaldi,   Ammatuna,  Apprendi,  Barbagallo,  De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,   Ferrara,
  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Panepinto, Raia, Speziale,
  Termine e Vitrano;

   numero  220   Iniziative a livello centrale per evitare  abusi  in
  materia di licenziamenti , degli onorevoli Lentini, Catalano, Greco
  e Calanducci.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


        Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
                              Presidenti
                        dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  riunitasi oggi 20 ottobre 2010, sotto la  presidenza
  del  Presidente  dell'ARS, onorevole Cascio, con la  partecipazione
  dell'Assessore  per  l'economia, avvocato Armao,  ha  stabilito  di
  riunirsi  nuovamente,  subito dopo la presentazione  dei  documenti
  finanziari, per procedere alla calendarizzazione della sessione  di
  bilancio.
   Pertanto  è stata deliberata all'unanimità la seguente agenda  dei
  lavori parlamentari:
   Commissioni
   Ferme  restando  le  priorità già stabilite dalla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari comunicate nella seduta  del  14
  settembre  2010 e ribadite dalla Presidenza di turno  nella  seduta
  d'Aula  n.  201  del  13  ottobre 2010, la  Commissione   Bilancio
  concluderà l'esame dei disegni di legge n. 447  Rendiconto generale
  della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali  per
  l'esercizio   finanziario  2008 ,  n.  595    Rendiconto   generale
  dell'amministrazione  della  Regione  siciliana   per   l'esercizio
  finanziario 2009  e n. 594  Assestamento del bilancio della Regione
  per l'anno finanziario 2010 .
   Aula
   L'Aula terrà seduta:
   domani  21  ottobre 2010 (seduta antimeridiana) per  Comunicazioni
  del   Governo  sulla  problematica  concernente  l'attuazione   del
  federalismo fiscale ;
   mercoledì 3 novembre 2010 per la discussione dei disegni di  legge
  nn.  447,  595  e  594 e per la discussione della  mozione  n.  210
   Chiarimenti   ed  iniziative  riguardo  al  Consorzio   autostrade
  siciliane .

   Onorevoli colleghi, pertanto il punto III dell'ordine del  giorno:
  Discussione  della  mozione numero 210  Chiarimenti  ed  iniziative
  riguardo   al  Consorzio  autostrade  siciliane ,  degli  onorevoli
  Mancuso,  Leontini,  Limoli, Corona, Bosco e  Falcone,  è  pertanto
  rinviato.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  dell'assessore tecnico Gaetano Armao  per  denunciare  un
  fatto grave, e prego anche l'onorevole Minardo ad ascoltarmi.
   Nella  mia modesta e breve esperienza di parlamentare, è la  prima
  volta   che   vedo  un  documento  finanziario  -  parliamo   della
  finanziaria 2011 - con un taglio, con un recupero sulle  spese,  di
  circa  di  782 milioni di euro, di cui circa 473 milioni  di  euro,
  basati su un taglio secco al Fondo delle Autonomie locali.
   Quest'Aula  deve  sapere  che,  probabilmente,  la  strategia   di
  commissariare tutto è all'atto finale
   Signor  Presidente,  è impensabile trasmettere  un  documento  che
  considero   irricevibile,  pensare  di  trasmettere  un   documento
  finanziario  che contiene il taglio di quasi il 50  per  cento  del
  Fondo  delle Autonomie locali significa che il disegno è  non  solo
  quello di affossare le autonomie locali, i comuni e le province, ma
  soprattutto  la  vecchia logica di scaricare sul territorio  quella
  che  è  una  struttura, un pachiderma, un sistema che,  negli  anni
  precedenti, abbiamo avuto già modo di evidenziare che andava  ormai
  verso lidi scellerati. Questo vecchio sistema lo si sta continuando
  a portare avanti con un nuovo Governo di tecnici.
   Assessore Armao, mi chiedo se il bisturi che lei sta utilizzando è
  un  bisturi  che, da questo punto di vista, non metta a repentaglio
  la nostra democrazia in Sicilia.
   Questa  non  so se si possa chiamare  fuga di notizie',  assessore
  Armao,  perché  lei  è  presente e, quindi,  questa  sera  ci  deve
  confermare  -  la  prego  di farlo - se l'impianto  della  prossima
  finanziaria  effettivamente prevede il taglio del 50 per  cento  al
  Fondo delle autonomie locali.
   Mi  permetto, Assessore, anche un'altra richiesta -  lei  che  sta
  utilizzando  il  bisturi in modo improprio -, se si  è  reso  conto
  finalmente, ma credo di sì perché sorride, quindi siamo  certi  che
  lei  darà, ormai, una risposta netta, chiara. Lei ormai è certo  di
  ciò che è il quadro complessivo della nostra situazione finanziaria
  e,  quindi, sicuramente ha potuto concludere quel percorso iniziato
  con gli articoli 13 e 14 della finanziaria e, di conseguenza, sulla
  scorta  di  quei  dati che, comunque, vanno portati  in  Parlamento
  prima  di  qualunque esame di progetto di finanziaria per il  2011,
  ebbene,  sulla scorta di questa analisi e di questi documenti  lei,
  probabilmente, si è reso conto che dovrà tagliare piuttosto  che  a
  destra, a manca o viceversa.
   C'è  un  piccolo dettaglio, Assessore: nell'ultima finanziaria  il
  Parlamento  ha  dimostrato, finalmente,  che  tiene  all'operazione
  verità  e di questa operazione vuole assumersene la responsabilità.
  Quindi,  i suoi interventi sono spot, alla luce della mancanza  dei
  punti  di  partenza,  perché è impensabile affrontare  il  prossimo
  disegno di finanziaria non sapendo da dove si parte.
   Gliel'ho chiesto in molte occasioni e lo ribadisco.
   Lei, forse, avrà fatto bene ad affondare il bisturi sui Comuni, lo
  vedremo.  Ma prima di tutto vogliamo capire quali sono i  punti  di
  partenza,  qual è il quadro complessivo delle partecipate  e  degli
  enti  e, di conseguenza, anche di quel quadro che si era immaginato
  nella   finanziaria,  se  effettivamente,  lei  lo   ha   definito,
  considerato  che  ha già stabilito in modo netto  l'impianto  della
  prossima finanziaria.
   In  conclusione, considerato che ha avuto modo di  affrontare  con
  grande  successo il tema del federalismo fiscale -  gliene  vorremo
  dare  atto  e merito -, è stato a Roma in più occasioni,  ha  perso
  anche  l'aereo -, la lascio con un interrogativo, Assessore: al  di
  là  di tutto e dei successi che, é noto a tutti, lei ha riscosso  a
  Roma,  pensa  che  la  Sicilia, al di là di come  si  attueranno  i
  provvedimenti, sia pronta a questo appuntamento? E,  se  lo  pensa,
  Assessore,  finalmente, a seguito anche di  un  consulto  con  l'ex
  assessore per il bilancio al Comune di Palermo, che è Cracolici, il
  quale  si consiglia continuamente perché sembra che questo  disegno
  l'abbiano fatto assieme, sulla scorta di questi suggerimenti, è  in
  condizione  di  dirci  da  quanto  partiamo  per  quanto   riguarda
  l'appuntamento col federalismo fiscale?
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, questo  interrogativo  lo
  lascio  all'Aula  perché  la Giunta ha già  approvato  il  prossimo
  disegno di finanziaria 2011 e ha già stabilito che ai comuni e alle
  province va tolto il 50 per cento dei trasferimenti ordinari.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  porre  un
  problema  che  mi pare estremamente serio e che coinvolge  l'intera
  Isola:  sono  bastati due giorni di pioggia per renderci  conto  di
  come  l'intera  Isola vada in tilt. Non mi riferisco soltanto  alla
  provincia   di  Messina,  penso  alla  stessa  Palermo,   penso   a
  Caltanisetta, penso a Gela, penso a tanti altri segmenti di  questo
  nostro  martoriato  territorio. Due giorni  di  pioggia  che  hanno
  seminato il terrore, che hanno suggerito l'avvio delle procedure di
  preallarme e poi di preallerta. Si è arrivati a temere il peggio.
   In  provincia  di  Messina - e non solo in città  -  dove  abbiamo
  dovuto  attivare i meccanismi di Protezione civile, si è  assistito
  all'interruzione  di  assi viari importanti. La  stessa  autostrada
  Messina-Palermo, nel tratto tra Patti e Sant'Agata, è  rimasta  per
  lunghe ore interrotta.
   Signor  Presidente,  mi  pare quanto mai  opportuno  e  necessario
  sapere  -  mi  spiace che oggi non sia presente il  Governo  perché
  questa  raccomandazione,  suo  tramite,  desidero  recapitarla   al
  Governo -  ed è bene che il Governo venga qui in Aula a dirci quali
  interventi  intende  porre  in essere per  affrontare  l'emergenza,
  quali  interventi intende porre in essere per mettere in  sicurezza
  il  territorio, quali progetti ha avviato a finanziamento  per  ciò
  che riguarda l'annoso problema del dissesto idrogeologico. Desidero
  sapere  le  fonti  finanziarie, dove il  Governo  intende  reperire
  fondi,  quando  intende  avviare un confronto  serio  per  reperire
  questi fondi bloccati ormai da tempi biblici.
   La Sicilia non può aspettare
   Siamo  ancora all'inizio di una stagione autunnale che già  ci  ha
  fatto  tremare,  che già ha fatto tremare non solo  le  popolazioni
  vulnerate del messinese ma l'intera Sicilia.
   Non possiamo aspettare che avvenga un'altra tragedia.
   Non   possiamo  più  tollerare  che  non  vi  sia  un   intervento
  completamente pianificato e noto non solo alle forze politiche, non
  solo  all'Assemblea,  ma  ai siciliani che  questo  aspettano,  che
  questo ci chiedono, che continuamente si interrogano sulla mancanza
  di  pianificazione e programmazione che sta caratterizzando  questo
  Governo.
   Questo Governo che, al di là dei vari patti della marmellata -  mi
  rendo  conto  che  c'è bisogno di conviviali per  cementare  questa
  marmellata formata dai soggetti più disparati che vanno da destra a
  sinistra,  passando  per  il centro - ma  non  vi  è  oggi,  forse,
  necessità  impellente di fare sul serio? Di lavorare compiutamente?
  Di  cercare  di  conoscere  meglio i  problemi  della  Sicilia?  Di
  affrontarli con maggiore serietà? Questo, in verità, a me sfugge
   Signor Presidente, non comprendo come vuole muoversi il cosiddetto
  Governo  quater  del  presidente  Lombardo,  non  so  dove   voglia
  arrivare.  So  per certo che, in questo primo percorso,  in  questi
  primi  giorni,  vi  è  un  grande  assente,  cioè  l'interesse  dei
  siciliani.
   Questo non possiamo permetterlo
   Per  cui, signor Presidente, suo tramite, vogliamo fare sapere  al
  Governo  che intendiamo conoscere con esattezza cosa farà,  chi  lo
  farà  e quando lo farà per mettere in sicurezza, o avviare la messa
  in sicurezza dell'intero territorio siciliano.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo opportuno
  intervenire  perché  vi  è stato un grido di  allarme  lanciato  da
  Confagricoltura   qualche  giorno  fa,  rispetto   ad   una   crisi
  dell'agricoltura   che   ha   colpito   pesantemente   il   settore
  vitivinicolo.  Tale crisi si appresta anche a colpire  le  prossime
  campagne, la campagna olearia e la campagna agrumicola.
   Quindi,  ritengo  opportuno  che il  Governo  venga  in  Aula  per
  riferire  quali sono le linee strategiche che intende intraprendere
  onde  evitare che si arrivi come l'anno trascorso quando quest'Aula
  ha  dovuto,  con un intervento urgente, con un intervento  tampone,
  fronteggiare la pesantissima crisi dell'agrumicoltura siciliana.
   Allora,  per evitare che ogni volta, ormai con cadenze,  si  debba
  sostenere ed intervenire con provvedimenti tampone chiediamo, anche
  nel  rispetto di questa Assemblea, che gli assessori e,  in  questo
  caso,  l'assessore  per  le risorse agricole,  venga  in  Aula  per
  relazionare,  per delineare qual è il programma di  questo  Governo
  rispetto   ad   un   settore   cardine   della   Regione   Sicilia,
  l'agricoltura,  che,  in questo momento, è  sicuramente  in  grande
  difficoltà, rischia di boccheggiare.
   Se   non  interveniamo,  se  non  attenzioniamo  adeguatamente  il
  problema con interventi anche strutturali, rischiamo di cantare  il
   de profundis'.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per le questioni che  sono  state
  poste,  domani  si  svolgerà  un dibattito  sul  federalismo  e  le
  autonomie.  Pertanto,  in quella sede, dopo  le  comunicazioni  del
  Governo ci sarà modo di proseguire.
   La  seduta è rinviata a domani, giovedì 21 ottobre 2010, alle  ore
  10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


     I  -Comunicazioni.

     II   -  Comunicazioni del Governo sulla problematica concernente
       l'attuazione del federalismo fiscale.

                   La seduta è tolta alle ore 17.12

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli