Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
MARROCCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
le Infrastrutture e la mobilità, la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
N. 148 - Iniziative urgenti allo scopo di porre fine ai disagi
causati dalla soppressione dei treni del trasporto regionale.
Firmatario: Cracolici Antonino
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Interventi al fine di garantire il diritto allo studio nelle
Isole minori (n. 625)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi in
data 21 ottobre 2010
- Istituzione del portale telematico unico (n. 626)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Galvagno,
Lupo, Cracolici, Mattarella, Ferrara, Laccoto, Raia, Di Benedetto,
Termine, Gucciardi, Rinaldi, Barbagallo, Panepinto in data 21
ottobre 2010
- Nuove disposizioni ad integrazione della legge sull'elezione dei
sindaci e dei consigli comunali. Norme sulle modalità di scrutinio,
sul referendum di rimozione e sull'estensione del diritto di voto
ai non cittadini (n. 628)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ferrara e
Gucciardi in data 25 ottobre 2010
- Disposizioni per favorire la prosecuzione nell'utilizzazione in
attività socialmente utili dei soggetti destinatari del regime
transitorio (n. 629)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 27 ottobre 2010
- Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013
(n. 630)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'Assessore per l'economia (Armao) il 29
ottobre 2010
- Disposizione e programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale (n. 631)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'Assessore per l'economia (Armao) il 29
ottobre 2010.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di
disegno di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa
Servizi sociali e sanitari' (VI):
- Modifica alla tabella A' della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5 (n. 627)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Gennuso,
Vinciullo, Bufardeci, De Luca in data 21 ottobre 2010.
inviato in data 2 novembre 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati inviati alle
competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituzione nei comuni della Regione siciliana del registro
anagrafico per le unioni civili (n. 574)
- inviato in data 28 ottobre 2010
Norme per favorire l'educazione alla legalità e lo sviluppo della
coscienza civile democratica, la lotta contro la mafia, la
criminalità organizzata e diffusa e contro i poteri occulti (n.
618)
- inviato in data 2 novembre 2010, parere V
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Interventi a favore delle cooperative sociali (n. 624)
- inviato in data 20 ottobre 2010
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Individuazione della figura e del relativo profilo professionale
dell'operatore socio-sanitario e definizione dell'ordinamento
didattico dei corsi di formazione (n. 622)
- inviato in data 2 novembre 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gucciardi, in data 27 ottobre
2010, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 550
Introduzione della doppia scheda per l'elezione dei sindaci e dei
presidenti di provincia. Multi preferenze e voto di genere'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio, da parte del Presidente della
Regione, del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2011/2013
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha inviato,
in data 3 novembre 2010, il Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2011/2013'.
Comunico, altresì, che copia del predetto Documento è stata
inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in data
odierna.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla competente Commissione Affari istituzionali' (I):
Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Ragusa - Designazione
componente di cui alla lett. b) del comma 9 dell'art. 7 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le norme
regionali (n. 117/I)
- pervenuta in data 27 ottobre 2010
- inviata in data 28 ottobre 2010
Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Messina - Designazione
componente di cui alla lett. b) del comma 9 dell'art. 7 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le norme
regionali (n. 118/I)
- pervenuta in data 27 ottobre 2010
- inviata in data 28 ottobre 2010.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione Attività produttive' (III):
Decreto di approvazione della direttiva per la concessione ed
erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali - Linea
di intervento 5.1.3.3 del P.O. FESR 2007/2013 (n. 116/III)
reso in data 26 ottobre 2010
inviato in data 27 ottobre 2010.
Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale n. 390 del 15 ottobre 2010 Problematica concernente
l'attuazione decreti legislativi in materia di federalismo
fiscale'.
Comunico, altresì, che la Presidenza della Regione ha trasmesso
in data 29 ottobre 2010 le deliberazioni della Giunta regionale III
e IV bimestre 2010.
Comunicazione di trasmissione, da parte dell'Assessorato
regionale dell'Economia, della situazione finanziaria sullo stato
di attuazione della spesa regionale
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'Economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 29 ottobre
2010, la situazione finanziaria sullo stato di attuazione della
spesa regionale al 30 giugno 2010. Comunico, altresì, che copia
della sopra citata documentazione è stata trasmessa alla II
Commissione parlamentare.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione, lavoro' (V), nella seduta n. 158 del 20 ottobre 2010,
ha approvato la seguente risoluzione: Indirizzo in ordine
all'obbligo allo sbocco occupazione degli enti utilizzatori di
soggetti ASU' (n. 4/V).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
MARROCCO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
con apposita legge delega, il Parlamento nazionale autorizzava il
Governo nazionale a legiferare in materia di federalismo fiscale;
con successivo decreto legislativo, il Governo nazionale ha varato
la riforma sul federalismo fiscale, recependo quanto previsto nella
relativa legge delega approvata dal Parlamento nazionale;
considerato che, nel recepire le direttive della legge delega sul
federalismo, il Governo nazionale ha omesso di prevedere,
nell'apposito decreto legislativo emanato, una norma sui rapporti
tra Regioni a statuto speciale e Stato, prevista dalla legge
delega;
visto che:
così facendo, il Governo nazionale ha disatteso non solo le
indicazione impartitegli dal Parlamento nazionale, ma anche lo
Statuto della Regione siciliana che, come è noto, ha rango
costituzionale;
a nulla ha portato l'appello delle istituzioni regionali rivolto
al Governo nazionale affinché provvedesse a colmare il grave vuoto
legislativo e a riconoscere quanto previsto dallo Statuto
siciliano, prima, e dalla legge delega del Parlamento nazionale,
dopo;
per sapere se non ritengano urgente e necessario adire la Corte
costituzionale, o, in alternativa, la Corte europea, vista
l'indisponibilità mostrata più volte dalla Sovrana Corte ad
accogliere le eccezioni mosse dai Governi della Regione siciliana
nei confronti del Parlamento e del Governo nazionali, affinché non
venga lesa l'autonomia siciliana e sia rivendicato il principio di
autonomia che ispira l'ordinamento siciliano». (1456)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
da qualche tempo il Governo regionale insiste con la proposta di
abolizione dei consigli di quartiere in tutti i comuni siciliani,
ad esclusione delle città di Palermo, Catania e Messina;
considerato che una misura abrogativa di questo tipo, oltre a
colpire realtà come Nicosia, Lipari, Bagheria, Comiso,
penalizzerebbe i comuni di Augusta, Carlentini, Melilli, Siracusa,
cancellando oltre trent'anni di storia dei consigli di quartiere;
visto che:
i consigli di quartiere, se ben funzionanti, costituiscono
un'importante esperienza di decentramento amministrativo oltre
un'insostituibile strumento di democrazia;
nei comuni particolarmente estesi, come Siracusa, Augusta,
Carlentini e Melilli, i consigli di quartiere rappresentano un
anello di congiunzione con i centri minori che, per la distanza
dalla sede comunale, rischierebbero di rimanere isolati
dall'attività politica e amministrativa;
preso atto che centri come Pedagaggi, Santuzzi, Villasmundo, Città
Giardino, Cassibile sorgono a decine di chilometri dai comuni di
appartenenza amministrativa e politica;
per sapere se non ritengano utile e necessario rivedere le proprie
decisioni ed individuare una riforma dell'amministrazione più
efficace, capace di eliminare gli sprechi e le spese inutili,
contenendo la spesa pubblica, ma allo stesso tempo dando nuovo
slancio e maggiore efficienza operativa ai consigli di quartiere di
tutti i comuni siciliani, compresi Augusta, Carlentini, Melilli e
Siracusa». (1457)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il comparto della pesca ha da sempre caratterizzato l'economia
della Sicilia, incidendo positivamente sulla crescita economica e
occupazionale dell'Isola;
sul territorio siciliano insistono 122 imprese di trasformazione e
1.231 imprese di commercializzazione, per un totale di 11.700
lavoratori del comparto che raggiungono quota 18.000, se si
considera l'indotto;
considerato che in questi ultimi anni le crescenti spese di
gestione dovute agli aumenti del gasolio, del costo del lavoro e
delle imbarcazioni di altura hanno fatto registrare un inasprimento
della crisi del comparto della pesca, con cali evidenti sia del
fatturato che degli occupati;
visto che sono sempre di più i consumatori che prediligono le
specie ittiche più ricercate, provenienti il più delle volte da
altri mari, a scapito del pescato siciliano, costituito
principalmente da pesce azzurro, di cui sono ricchi i mari
siciliani;
constatato che:
le imbarcazioni della flotta peschereccia italiana continuano a
diminuire e di conseguenza diminuiscono a vista d'occhio i posti di
lavoro del personale impiegato nelle imbarcazioni e a terra, in
controtendenza con il resto d'Europa, dove le imbarcazioni sono in
ascesa e di conseguenza anche i posti di lavoro;
l'Italia esporta, oggi, solamente 133 mila tonnellate l'anno di
pescato, importandone, invece, oltre 900 mila, con un passivo di 4
milioni di euro che pesano sulla bilancia dei pagamenti con
l'estero;
per sapere:
se non ritengano necessario attuare una politica di
sensibilizzazione ed educazione, soprattutto delle nuove
generazioni, al consumo di pesce azzurro locale, eccellente per
qualità e principi nutritivi;
se non ritengano urgente e necessario adoperarsi al fine di
individuare misure capaci di arrestare la crisi che in questi anni
attanaglia il comparto della pesca e di sviluppare un piano capace
di rilanciare il settore in Sicilia, scongiurando il rischio di
un'imminente ulteriore perdita di posti di lavoro, che inciderebbe
negativamente su molte famiglie e sull'economia dell'Isola». (1458)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che con oltre 300 milioni
di iscritti in tutto il mondo, Facebook è considerato, oggi, uno
dei social network più importanti del web;
considerato che in questi anni di attività sul web, molte delle
applicazione utilizzabili sul network avrebbero raccolto, a causa
delle scarse difese della privacy del sistema, gli ID
identificativi degli utenti trasmettendoli ad almeno 25 società di
pubblicità e dedite al tracciamento delle attività degli utenti on
line;
visto che, nonostante la questione in parola sia stata più volte
sollecitata dalla stampa e dagli stessi utenti, il gestore si è
solo limitato ad adottare una politica di trasparenza, ovvero ad
avvisare gli utenti del rischio di divulgazione dei dati immessi;
preso atto che:
non tutti gli utilizzatori di Facebook leggono la normativa della
privacy, messa in rete dal social network, continuando di
conseguenza a rischiare a loro insaputa;
Facebook, ad oggi, non ha ancora provveduto ad aumentare le difese
del sistema a tutela della privacy degli utenti, che continuano ad
essere esposti a rischi di ogni genere, e in modo particolare i
minori;
per sapere
se non intendano intervenire con urgenza a tutela degli utenti
attraverso iniziative volte ad informare la cittadinanza siciliana
sui rischi derivanti da un utilizzo inappropriato di Facebook ed
educare specie le generazioni più giovani ad un uso moderato e
consapevole dei social network, al fine di non incorrere in
spiacevoli e inaspettate sorprese». (1459)
VINCIULLO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
presso l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani, in data 20/10/2010,
la signora Lina Rocchi è deceduta nel corso del suo trasferimento
dalla sala operatoria al reparto di rianimazione;
tale decesso, a quanto pare, è avvenuto all'interno dell'ascensore
del nosocomio, rimasto bloccato per un guasto;
tenuto conto che:
è compito della magistratura stabilire se il decesso della signora
è legato al guasto dell'ascensore (come sostengono i familiari) o,
invece, è stato causato dalle precarie condizioni di salute della
signora Rocchi (come sostengono i medici dell'ospedale S. Antonio
Abate di Trapani);
appare, però, assolutamente inspiegabile e, per certi versi,
imbarazzante che una struttura ospedaliera come il S. Antonio Abate
di Trapani non abbia nessun sistema di protezione, nei propri
ascensori, che permetta di sbloccarli immediatamente in casi di
emergenza;
considerato che:
negli ultimi mesi, la sanità regionale è stata al centro di
violente polemiche per alcuni casi di morti avvenute in strutture
ospedaliere siciliane, decessi motivati da negligenza medica o
errori in fase di diagnosi;
quanto avvenuto a Trapani mette in evidenza un'ulteriore crepa
nella sanità regionale. Non è pensabile che in Sicilia si possa
morire perché un ascensore ospedaliero si ferma per un guasto. Non
è giustificabile che, in un settore dove gli sprechi economici sono
'pane quotidiano', non si riescano a trovare poche centinaia di
euro per dotare un ascensore, all'interno di un nosocomio, di un
semplicissimo sistema di sblocco automatico delle porte in caso di
guasto. Di contro, è comprensibilissimo come mai i siciliani
nutrano una scarsissima fiducia nella sanità regionale, nonostante
la bravura di tanti medici che, giornalmente, svolgono la loro
attività con spirito di sacrificio e totale abnegazione;
per sapere:
se quanto denunciato dai parenti della signora Rocchi trovi reale
fondamento all'interno dell'ospedale S. Antonio Abate di Trapani;
se non ritengano opportuno verificare eventuali responsabilità
tecniche e/o amministrative all'interno dell'ASP di Trapani, ente
che ha il compito di controllare e verificare l'attuazione di tutti
i protocolli di sicurezza all'interno degli ospedali di propria
pertinenza;
quali procedure intendano adottare al fine di verificare che gli
ospedali siciliani siano dotati dei più elementari sistemi di
sicurezza all'interno dei propri ascensori, soprattutto in quelli
abilitati al trasporto di infermi;
quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per impedire in
futuro il verificarsi di casi simili». (1464)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
da oltre dieci anni sono stati appaltati i lavori per la
realizzazione del nuovo ospedale di Militello Val di Catania;
il nuovo ospedale di Militello Val di Catania è destinato a
soddisfare le esigenze ospedaliere e sanitarie del distretto socio-
sanitario in cui insistono i comuni di Militello Val di Catania,
Scordia, Palagonia, Ramacca, Raddusa e Castel di Iudica;
nel piano sanitario provinciale il detto nosocomio rappresenta una
struttura ospedaliera strategica nel territorio, avendo, tra
l'altro, il reparto di rianimazione ed avendo previsto l'unico
reparto di coma vegetativo del territorio provinciale;
considerato che il sottoscritto interrogante circa un anno
addietro, assieme al sindaco di Militello Val di Catania, dottor
Antonio Lo Presti, e a numerosi amministratori locali, procedeva ad
un sopralluogo nel detto stabilimento per capire lo stato dell'arte
dei detti lavori, prendendo contezza che gli stessi erano in fase
di completamento e ultimazione;
preso atto che:
da oltre otto mesi i detti lavori sono stati conclusi e già
consegnati alla nuova amministrazione che, a seguito della legge
regionale n. 5/2009, è l'azienda sanitaria provinciale n. 3 di
Catania;
malgrado siano stati effettuati anche i collaudi (tecnico e
amministrativo) necessari alla verifica dell'opera, il detto
ospedale non é stato ancora messo a disposizione del territorio,
mantenendo invece in funzione i vecchi locali del vetusto
nosocomio;
tenuto conto che, sebbene siano disponibili i necessari fondi per
l'acquisto degli arredamenti, non si è ancora proceduto
all'espletamento della relativa gara, creando un ulteriore vulnus
all'apertura della nuova struttura sanitaria militellese;
per sapere:
le reali cause che, a distanza di otto mesi dalla conclusione dei
lavori, impediscano di fatto l'apertura del nuovo ospedale
militellese, atteso da oltre dieci anni dall'intero territorio del
Calatino nord;
quali siano le iniziative che l'ASP 3 di Catania ha posto in
essere per rimuovere gli ostacoli che impediscono di consegnare
l'importante opera al territorio della provincia di Catania;
se siano a conoscenza di quanto lamentato e quali siano gli
interventi anche a sostegno che, eventualmente, intendano porre in
essere per evitare che a Militello vi sia un'ulteriore 'cattedrale
nel deserto'». (1466)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che il sindaco di Polizzi
Generosa (PA), con nota sottoscritta anche dai sindaci di tutti i
Comuni delle Madonie, aveva chiesto la modifica della circolare 24
settembre 2010 n. 8 dell'Assessorato delle autonomie locali e della
funzione pubblica;
atteso che:
gli alunni delle scuole medie superiori che si recano presso altri
comuni per frequentare scuole pubbliche statali o paritarie, il cui
indirizzo scolastico non è presente nel comune di residenza sino al
precedente anno scolastico, in virtù delle circolari assessoriali,
hanno potuto usufruire totalmente dei benefici previsti dalla l.r.
n. 11 del 2003 e successive modifiche e integrazioni;
le condizioni metereologiche o viarie da tempo hanno costretto
molti genitori a ricorrere, per la stagione invernale in
particolare, ad utilizzare mezzi di trasporto propri o comunque
alternativi ai sistemi di trasporto ufficiali, presentando ai
comuni interessati le istanze per l'accesso al previsto contributo;
tutto ciò è stato radicalmente modificato con l'emissione della
superiore circolare, che di fatto vieta ai comuni di poter
procedere ai rimborsi in favore di tutti coloro che per i citati
motivi scelgono di avvalersi di un diverso sistema di trasporto;
considerato che tale circolare, oltre a determinare grandissimi
disagi, è totalmente in contrasto con la normativa in precedenza
emanata;
per sapere se intendano procedere all'immediata revoca o modifica
della circolare assessoriale in parola». (1467)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
nei giorni scorsi, ignoti autori hanno danneggiato l'autovettura
del capogruppo del Pdl del consiglio comunale di Caccamo, dottor
Franco Guaggenti, mentre era in corso la seduta dell'assemblea
consiliare;
tale gravissimo gesto, di chiara matrice intimidatoria, segue
quelli commessi in precedenza nei confronti di assessori e
consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione e anche nei
confronti di funzionari comunali;
è chiaro che ci si trova in presenza non di episodi isolati, ma di
una precisa strategia criminale finalizzata a creare un clima di
intimidazione nei confronti dell'amministrazione comunale, per
condizionare la libertà di scelta di Governo;
considerato che questi gravissimi episodi stanno determinando un
clima di forte incertezza e preoccupazione, anche alla luce delle
gravissime condizioni economiche in cui versa il comune e per le
problematiche legate alla crisi occupazionale;
ritenuto indispensabile attivare non soltanto iniziative per
garantire la sicurezza degli amministratori, ma adottare
provvedimenti idonei a sostenere gli sforzi amministrativi della
giunta comunale di Caccamo;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per assicurare
l'incolumità degli amministratori di Caccamo e quali iniziative
finanziarie per consentire all'amministrazione comunale di far
fronte ai problemi economici ed occupazionali». (1470)
CAPUTO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che il comune di Trapani, in atto gestore del servizio
idrico integrato, provvede direttamente alla riscossione dei
servizi idrico, di fognatura e di depurazione, resi ai propri
cittadini mediante fatture (bollette) con apposita ripartizione
percentuale delle tariffe;
considerato che:
alcune contrade della città di Trapani sono integralmente
sprovviste di rete fognaria;
diversi cittadini, ivi residenti, nel lamentare pertanto l'errata
contabilizzazione in bolletta di corrispettivi non dovuti in quanto
relativi ai servizi di fognatura e depurazione non resi, hanno
manifestato il loro dissenso ricorrendo al difensore civico del
comune, che ha dato riscontro favorevole alle loro richieste,
ritenendo la riscossione posta in essere illegittima per difetto di
corrispettività, in forza della sentenza 335/2008 della Corte
costituzionale;
ciò nonostante, il comune di Trapani intende insistere nell'azione
di riscossione dei tributi senza dare motivata giustificazione a
quanto evidenziato dal difensore civico nell'esercizio delle sue
prerogative funzionali volte ad impedire futili contenziosi tra
cittadini ed istituzioni;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire disponendo
apposita visita ispettiva onde verificare la legittimità della
procedura intrapresa dall'ente in questione». (1471)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
RUGGIRELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
presso gli enti locali del territorio regionale da moltissimi anni
svolgono attività lavorativa numerosi soggetti sotto forma di
precariato;
la Regione siciliana ha avviato la procedura di stabilizzazione
per 4500 precari in servizio presso l'Amministrazione regionale;
considerato che tale situazione crea una ingiusta ed illegittima
disparità di trattamento tra i lavoratori precari in servizio
presso le pubbliche amministrazioni;
i lavoratori precari presso il comune di San Cipirello (PA) hanno
in più occasioni, anche con vere e proprie proteste, sollecitato
l'attenzione della Regione al fine di ottenere rassicurazioni circa
l'avvio, anche per loro, del procedimento di stabilizzazione;
i predetti lavoratori hanno acquisito esperienza e professionalità
e risultano ormai indispensabili per le amministrazione ove sono
inseriti;
ritenuto che:
la Regione siciliana deve estendere le garanzie assicurate ai 4500
precari presso l'Amministrazione regionale anche ai lavoratori
presso gli enti locali;
una diversa decisione in tal senso provocherebbe una disparità di
trattamento e la violazione del principio di uguaglianza garantito
dalla Costituzione;
per sapere:
quali atti o provvedimenti abbiano o intendano adottare al fine di
garantire anche ai lavoratori precari presso gli enti locali uguali
diritti e prerogative riconosciute ai lavoratori precari in
servizio presso l'amministrazione regionale;
quali provvedimenti siano stati adottati per l'avvio della
stabilizzazione dei lavoratori precari in servizio presso la
pubblica amministrazione». (1460)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)
CAPUTO
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
con decreto del 4 settembre 2002 la Regione siciliana ha
qualificato il comprensorio del Mela 'area ad elevato rischio di
crisi ambientale', in quanto ivi insiste la raffineria mediterranea
petroli di Milazzo, che è la principale responsabile delle sorgenti
inquinanti;
il presupposto per il risanamento è lo sviluppo socio-economico
dell'area che avrebbe dovuto essere raggiunto attraverso un piano
da svilupparsi in base all'art. 3 del citato decreto;
considerato che la situazione per l'occupazione nell'area è
preoccupante, posto che, nonostante la rilevante presenza
industriale, la zona lamenta un tasso di disoccupazione intorno al
30 per cento, con forti quote percentuali di tipo giovanile, e che
a maggior danno la presenza industriale dell'area comprime gli
altri settori di attività, come quelli agroalimentare ed il
turistico, e non permette lo sviluppo del terziario;
verificato che negli ultimi decenni la presenza di impianti di
raffinazione ed industrie a queste attività legate ha fatto sì che
le specializzazioni della manodopera venissero indirizzate verso
attività connesse a questo settore, modificando di fatto le
qualifiche dei lavoratori della zona che, prima dell'insediamento
industriale, erano dediti all'agricoltura ed in particolare alla
coltivazione di primaticci, gelsomini ed essenze, sviluppandosi
anche un dedicato sistema imprenditoriale locale certamente
'pulito';
verificato inoltre che:
l'evoluzione societaria della raffineria con l'incorporazione
dell'Agip s.p.a. in ENI s.p.a. ha comportato una involuzione del
settore logistico dei trasporti dei prodotti petroliferi che ha
contribuito a rendere ancora più critica l'occupazione e quindi
l'economia dell'area;
le continue richieste da parte dell'ENI di avere interlocutori
imprenditoriali unici hanno dato luogo ad incorporazioni dei
piccoli imprenditori in società e/o consorzi dediti alla
distribuzione dei liquidi;
a ciò si sono aggiunte le continue richieste dell'ENI per gli
adeguamenti dei mezzi dei consorziati - autobotti dedicate allo
scopo - che hanno comportato notevoli investimenti da parte dei
singoli associati;
la gestione dei consorzi in capo a soggetti che tengono i rapporti
diretti con l'ENI ha compresso il ruolo degli associati e ciò ha
determinato tra l'altro non solo la perdita del lavoro, ma anche
l'indebitamento di tutti i piccoli imprenditori;
osservato che:
l'ENI, intervenendo ulteriormente, ha favorito i grossi gruppi di
autotrasportatori, con la divisione della Sicilia prima in due
grandi aree e successivamente in un'unica area con una sola azienda
di riferimento per il servizio di distribuzione carburanti per
l'intera Regione;
il principio sarebbe dovuto essere quello della garanzia
occupazionale e dell'impegno economico dettato dagli investimenti
fatti dai piccoli trasportatori storici nel rapporto prima con
l'Agip s.p.a. e successivamente con l'ENI, ma la conseguenza di
queste scelte è stata quella di avere dato luogo ad un sistema di
monopolio, che ha capovolto ed in particolare ha distrutto il
sistema locale delle imprese consorziate addette ai trasporti,
tutto ciò con un comportamento assolutamente schizofrenico alla
luce del fatto che in altre aree, come in quelle di Priolo, Gela e
Palermo, dove la costante presa di posizione delle associazioni per
i piccoli trasportatori con la tutela dei principi di equità e del
rispetto dei trasportatori storici non ha permesso il sistema di
monopolio;
verificato infine che:
nell'area del Mela, area destinata ad avere un forte piano di
sviluppo socio economico, si è verificato l'opposto, in quanto il
PIL locale è il più basso dell'intera area tirrenica;
la descolarizzazione è la più alta, le malattie, in particolari i
tumori, segnano negativamente le famiglie, la disoccupazione ha
raggiunto livelli di criticità;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare al fine di avviare
finalmente iniziative concrete per lo sviluppo socio-economico
dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale del Mela;
se vogliano tutelare in tutte le sedi le numerose attività degli
autotrasportatori storici nel sistema dei trasporti dei prodotti
petroliferi». (1462)
CORONA
«Al Presidente della Regione, premesso che, in provincia di
Ragusa, opera il polo avicolo modicano che dà occupazione a circa
duemila addetti e produce 800 mila uova al giorno, che vengono
distribuite in tutto i mercati del meridione;
preso atto che la macellazione di capi tocca quota otto milioni e
che gli stessi vengano commercializzati in supermercati ed
ipermercati delle grande catene di distribuzione;
rilevato che il volume di affari ai aggira, secondo le ultime
stime, attorno ai 70 milioni di euro l'anno;
considerato che il settore avicolo modicano, grazie alla sua
vitalità ed ai processi di innovazione nei ciclo produttivo
introdotti negli ultimi anni, ha saputo resistere alla crisi ed al
calo dei consumi sui mercati e si propone oggi come elemento di
forza di tutta l'economia della provincia;
atteso che il consorzio avicolo ibleo ha dunque l'obiettivo di
promuovere l'immagine del polo avicolo modicano, che è nato negli
anni '60, con le prime aziende che hanno investito sull'altopiano
ed hanno avviato una attività che da familiare ed artigianale che
si è poi trasformata in industriale;
premesso, infine, che il consorzio è stato voluto per affrontare
le nuove sfide del mercato ed é in attesa del riconoscimento
(richiesta del 09/04/2008) dell'unico distretto produttivo avicolo
da parte dell'Assessorato regionale per le attività produttive e
può contare anche dodici enti tra pubblici e privati, tra cui la
provincia di Ragusa, il comune di Modica, l'Università di Catania,
associazioni di categoria e professionali;
per sapere quando il polo avicolo modicano sarà riconosciuto dalla
Regione e quali iniziative siano state prese e si intendano
intraprendere per aiutare gli imprenditori in parola». (1463)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
RAGUSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'analisi del ricorso al mercato finanziario da parte delle
Regioni, come tra l'altro si legge nella deliberazione n.
17/SEZAUT/2010/FRG della Corte dei conti, è normata da regole
comunitarie che comunque impongono la destinazione
dell'indebitamento alle spese di investimento, concetto già
presente nella legge 281/1970 e assurto a precetto costituzionale
con la riforma del Titolo V (art. 119 Cost.);
la massa più consistente dell'indebitamento delle Regioni,
autorizzata in ogni esercizio finanziario, si riferisce a spese di
investimento cumulativamente considerate (l'elenco, per unità
revisionali di base, è fornito in apposito allegato al bilancio di
previsione);
nelle Regioni che non assicurano l'equilibrio tra entrate e spese,
come purtroppo da qualche tempo avviene nella Regione siciliana, in
gergo tecnico tali finanziamenti sono denominati 'mutui a pareggio'
per il fatto che sono funzionali al pareggio di bilancio;
ribadito che:
la situazione finanziaria complessa che stiamo vivendo obbliga ad
operare con maggiore chiarezza sull'utilizzo delle risorse
economiche di cui le Regioni dispongono;
nel bilancio della Regione siciliana, con la l.r. 14 maggio 2009,
n. 6, sono stati appostati fondi derivanti dall'accensione di mutui
già autorizzati ma non accesi;
l'attivazione delle procedure per l'utilizzazione di risorse
provenienti dalla stipula dei mutui deve avere una responsabile e
ragionata destinazione per investimenti produttivi al fine di non
appesantire inutilmente un bilancio già precario;
alcuni segnali che emergono dalla complessiva situazione, come per
esempio il ritardo nei trasferimenti ai comuni siciliani e il
blocco dello stesso sistema informativo centrale SIC, fanno temere
una paralisi economica in quanto immediatamente influenti sul
normale andamento dell'economia siciliana;
la Regione siciliana ha paralizzato la spesa e sta provvedendo a
pagare solo gli stipendi dei propri dipendenti;
l'Assessore regionale per l'economia ha dichiarato che tale
paralisi durerà solo tre settimane in quanto è in arrivo un maxi-
mutuo di 862 milioni di euro dalla Cassa depositi e prestiti;
per sapere:
se, nell'eventuale avvio delle procedure per il ricorso al mercato
finanziario con l'accensione di mutui, non si debba attenere
scrupolosamente alla normativa che impone di utilizzare detto
strumento solo per investimenti utili ad una migliore crescita
dell'economia e non per la spesa corrente;
se non si ravvisi la necessità di vincolare i finanziamenti da
erogare alle finalità per cui sono stati richiesti al fine di
evitarne l'utilizzo, in distrazione, per altri fini». (1465)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MANCUSO - LEONTINI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, visti:
la comunicazione del 14 aprile 2000 C139/05 con cui la Commissione
europea ha adottato gli orientamenti per l'attuazione
dell'iniziativa di Sviluppo Rurale Leader;
la decisione C(2002) 249 del 19 febbraio 2002 con la quale la
Commissione europea ha approvato il programma regionale Leader
(PRL)+Sicilia 2000/2006;
la deliberazione n. 116 del 19/04/02, con la quale la Giunta di
governo della Regione siciliana ha approvato il programma regionale
Leader+;
la deliberazione n. 207 del 17 luglio 2003 con cui la Giunta
regionale ha adottato il complemento di programmazione relativo al
programma operativo regionale Leader + Sicilia 2000/2006;
il piano finanziario assegnato al programma Leader+Sicilia
2000/2006, pari globalmente ad euro 65.133.000,00 di risorse
complessive per la Sezione I - II - IV, di cui euro 26.053.000,00 a
carico dei privati e un costo totale pubblico di euro
39.080.000,00, così articolato: euro 29.310.000,00 di quota
comunitaria (FEOGA Orientamento), euro 6.839.000,00 di quota
statale e euro 2.931.000,00 di quota regionale;
il d.d.g. n. 825 del 13.07.2004 di approvazione della graduatoria
dei PSL ammissibili con i relativi punteggi attribuiti e contenente
anche l'elenco degli esclusi, registrato presso la Corte dei conti
al registro n. 1, foglio 49, del 30.07.2004 e pubblicato nella GURS
n. 37 del 3 settembre 2004;
il d.d.g n. 1592 del 4.11.2004 di finanziamento dei PSL
presentati, pubblicato nella GURS n. 54 del 17 dicembre 2004;
il complemento di programmazione adottato dalla Giunta regionale
con deliberazione numero 207 del 17 luglio 2003 e successive
modificazioni, ed in particolare il punto 4.4.3 'Flussi finanziari
tra Amministrazione e GAL' in cui si stabilisce che il 5 per cento
del contributo concesso ai GAL venga erogato a saldo;
considerato che:
il termine ultimo di chiusura di tutte attività del programma
Leader+ Sicilia 2000-2006 era il 30 giugno 2009;
sono state concluse tutte le attività di controllo sulla spesa
espletate dai soggetti abilitati ai sensi del punto 4.7.2 del
complemento di programmazione (ufficio di attuazione, U.M.C.,
ufficio speciale autorità di audit);
la Regione siciliana ha già inviato alla Commissione europea gli
importi certificati delle spese sostenute dai GAL, così come
indicati nel rapporto annuale di attuazione;
per sapere per quali motivazioni ad oggi non risultino ancora
trasferite ai GAL della Sicilia le rimanenti quote del 5 per cento
del contributo concesso a titolo di saldo, così come previsto dal
punto 4.4.3 'Flussi finanziari tra Amministrazione e GAL' del
complemento di programmazione del P.O.R. Leader+ Sicilia 2000-
2006». (1468)
LIMOLI - D'ASERO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il dott. Gioacchino Genchi è un dirigente della Regione siciliana
che presta servizio presso il Dipartimento Ambiente (già
Dipartimento Territorio ed Ambiente) dell'Assessorato regionale
Territorio e ambiente;
il dott. Alessandro Pellerito è un dirigente della Regione
siciliana che ha prestato servizio presso il Dipartimento
Territorio e Ambiente dell'Assessorato regionale Territorio;
una sentenza della Corte di Cassazione - Sez. Penale - del
dicembre 2000, pur prendendo atto dell'intervenuta prescrizione del
reato contestato al dott. Genchi (abuso d'ufficio) ed altri, ha -
testualmente - stabilito che: 'E' indubbio, quindi, che nella
condotta dei prevenuti, così come ricostruita, ricorrono gli
estremi dell'abuso d'ufficio: ed invero, il Genchi (...) e pur
ufficialmente investiti, in ragione della pubblica funzione
esercitata in seno all'Ente Regione, del progetto di risanamento
delle acque del golfo di Gela e del fiume Platani, tanto che
entrambi ebbero a redigere una 'relazione di presentazione' per il
finanziamento del progetto ed il primo (il dott. Genchi), inoltre,
assunse - di fatto - il ruolo di 'responsabile tecnico' e
sottoscrisse il verbale di avviamento delle attività connesse alla
'TEI Sud. s.p.a', contestualmente si attivarono, con piena adesione
degli altri correi, per rilevare in proprio l'esecuzione di una
parte dei lavori commessi alla 'TEI', per trarre un vantaggio
economico personale, determinando così una non consentita
commistione tra interesse pubblico e privato e mortificando,
quindi, il principio d'imparzialità posto a presidio dell'attività
della P.A. E' di intuitiva evidenza che i due funzionari regionali
(il dott. Genchi ed un altro dirigente), per la posizione ricoperta
e per l'interesse personale perseguito, avevano l'obbligo di
astensione, che, invece disinvoltamente violarono, nella
intenzionale prospettiva, divenuta - poi - realtà di procurare a sè
e al gruppo di universitari a loro legati un ingiusto vantaggio
patrimoniale (...)';
il dott. Genchi, nonostante i suddetti trascorsi giudiziari per
reati contro la P.A., non soltanto non ha avuto allora applicata -
e neanche proposta - alcuna sanzione disciplinare, ma nel dicembre
2001 è stato anche 'premiato' con la nomina a responsabile del
Servizio 3 del Dipartimento Territorio e Ambiente (oggi
Dipartimento Ambiente);
l'Amministrazione regionale, non avendo intrapreso la sopra
accennata azione disciplinare, si è trovata anche costretta a
versare al dirigente lo stipendio relativo al periodo di tempo in
cui è stato sospeso dal servizio;
il dott. Genchi negli anni successivi ha continuato a creare gravi
problemi all'Amministrazione;
nel 2004 il Dipartimento ha intrapreso un'azione disciplinare -
sia contro il dott. Genchi sia contro il dott. Pellerito
(responsabile di una delle unità operative del servizio diretto dal
dott. Genchi) - ma tale procedimento è stato archiviato dalla
commissione di disciplina per un vizio di forma consistente nel
ritardo dell'avvio del procedimento;
sempre nel 2004, oltre all'avvio dell'azione disciplinare nei
confronti del dott. Genchi e del dott. Pellerito, il Dipartimento
aveva chiesto l'applicazione delle misure previste dall'art. 10
della l.r. 10/2000 in caso di responsabilità dirigenziale
(sospensione dall'esercizio di incarichi di pari livello o
licenziamento) - per reiterata inosservanza alle direttive
impartite e per aver causato grave pregiudizio all'immagine
dell'Amministrazione - e l'Assessore pro tempore aveva provveduto
ad interessare del caso la Giunta di Governo;
nonostante nel corso del 2005 l'Amministrazione abbia sollecitato
la definizione dei suddetti procedimenti - peraltro fornendo al
riguardo motivi aggiunti - la Giunta di Governo dell'epoca non ha
mai affrontato la questione;
sempre nel corso del 2005 (con un nuovo dirigente generale) il
dott. Genchi ed altri dirigenti del servizio cui era preposto (tra
cui il dott. Pellerito) hanno adottato comportamenti
ostruzionistici per impedire l'avvicendamento del dott. Genchi,
causando le dimissioni del nuovo dirigente del servizio ed il
blocco totale dell'attività del servizio che, tra l'altro,
comprendeva il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in
atmosfera di numerosissimi insediamenti produttivi;
tale situazione (dopo un mese e mezzo di blocco) costringeva il
dirigente generale pro tempore a reincaricare il dott. Genchi nel
precedente incarico;
nonostante ciò il dott. Genchi ed altri due dirigenti del
servizio, tra cui il dott. Pellerito, hanno continuato a rifiutarsi
di sottoscrivere il contratto, determinando la continuazione del
blocco totale delle attività del Servizio (protrattasi in questo
modo per oltre cinque mesi), sino a quando non hanno costretto il
dirigente generale ad assegnare loro il massimo delle indennità di
parte variabile (con consistenti aumenti ottenuti solo da loro e
non da altri dirigenti del Dipartimento) e nonostante fossero
diminuite le competenze del Servizio e rimanessero invariate quelle
delle unità operative;
il dott. Genchi ed il dott. Pellerito avrebbero reiteratamente
(nel 2004 e nel 2006) mancato di adempiere alle direttive generali
riferite all'obiettivo di delega alle province regionali di
attività a ridotto impatto ambientale, disattendendo anche a
precise disposizioni previste da leggi regionali;
nel corso del 2007 e del 2008 (con un altro dirigente generale) il
dott. Genchi, con il fattivo contributo del dott. Pellerito, a
seguito della rotazione alcuni dirigenti (tra cui lo stesso dott.
Genchi), poneva in essere - sia direttamente che tramite forze
politiche e sindacali ed organi di informazione - una campagna
denigratoria nei confronti del dirigente generale e del nuovo
dirigente responsabile del Servizio 3, gettando discredito
sull'Amministrazione regionale ed ingenerando nella pubblica
opinione dubbi sulla legalità dell'operato della stessa, con grave
nocumento all'immagine della P.A.;
tra le innumerevoli accuse (dimostratesi infondate e non,
perseguite né dall'autorità giudiziaria né dalla Corte dei conti),
il dott. Genchi accusava pubblicamente il dirigente generale di
averlo rimosso dal suo incarico in maniera arbitraria, quale atto
ritorsivo rispetto alla posizione di diniego da lui assunta in
ordine alle autorizzazioni relative ai termovalorizzatori dei
rifiuti;
detta accusa era palesemente infondata in quanto il responsabile
di tali procedimenti autorizzativi era il dott. Alessandro
Pellerito, che rimaneva al suo posto, ed anche dopo aver avuto
revocato l'incarico non risulta che dall'Assessorato siano state
rilasciate autorizzazioni, nulla osta o pareri favorevoli su detti
termovalorizzatori, né i dirigenti che hanno sostituito il dott.
Genchi ed il dott. Pellerito si sono mai espressi favorevolmente in
merito;
il dott. Genchi sarebbe perfino giunto ad accusare falsamente su
mezzi di informazione il dirigente generale di un tentativo di
strangolamento nei suoi confronti e nei confronti del dott.
Pellerito, accusa sconfessata sia da una ripresa video effettuata
dello stesso dott. Pellerito e diffusa via internet, sia dai
testimoni presenti (infatti l'autorità giudiziaria, in ambedue le
occasioni chiamata dal dott. Genchi, non ha proceduto nei confronti
del dirigente generale);
il nuovo dirigente del Servizio, che resisteva ad innumerevoli
tentativi di delegittimazione e diffamazioni, avrebbe anche
scoperto gravissime omissioni e inottemperanza a leggi, regolamenti
e direttive, nonché danni erariali imputabili al dott. Genchi ed al
dott. Pellerito;
il dott. Genchi e il dott. Pellerito, al fine di costringere alle
dimissioni il nuovo dirigente del Servizio 3 e costringere il
dirigente generale a reinserire il dott. Genchi presso il Servizio
3, nei primi mesi del 2007 avrebbero posto in essere comportamenti
omissivi ed ostruzionistici volti ad impedire il regolare
funzionamento del Servizio 3, rifiutandosi persino di adempiere a
disposizioni formali e reiterate, volte a ripristinare il normale
funzionamento del Servizio 3. Come già visto, detti comportamenti
costituivano una 'strategia' già applicata nel corso della
precedente riorganizzazione dipartimentale del 2005;
una denuncia dei suddetti fatti, presentata dal dirigente
generale, sarebbe stata archiviata dal GIP, essendo condivise le
richieste del P.M., che non ha riscontrato fatti penalmente
perseguibili e precisandosi tuttavia di 'prescindere da eventuali
aspetti di rilievo disciplinare';
in una ulteriore ordinanza di archiviazione del G.I.P. in ordine
ad una denuncia presentata dal dott. Pellerito nei confronti del
dirigente generale e del nuovo dirigente del Servizio 3 si rileva
ulteriormente che: 'Risulta pertanto evidente che le condotte
denunciate dall'odierno opponente, se e nella misura in cui siano
state effettivamente poste in essere dagli indagati, sarebbero
state compiute non col diretto od indiretto intento di soggiogare o
vessare lo stesso opponente, bensì con quello di porre fine a un
intollerabile tentativo di coartazione o condizionamento delle
scelte di direzione generale dell'assessorato';
il dott. Genchi, invece di proporre norme e provvedimenti
procedurali di attuazione del d.lgs. 152/2006, avrebbe emanato
personalmente direttive interpretative della norma, indirizzate
alle province regionali ed agli uffici di segreteria delle
commissioni provinciali tutela ambiente, non solo usurpando la
firma ed i poteri attribuiti all'Assessore dalla legge, ma anche
emanando disposizioni procedurali illegittime e contrarie alle
procedure stabilite dalle leggi regionali. Tutto ciò nonostante
pareri pareri dell'Ufficio legislativo e legale, peraltro mai
portati a conoscenza dei vertici dell'Amministrazione, confermati
anche da un parere dell'Avvocatura dello Stato;
il dott. Genchi ed il dott. Pellerito, nonostante gli avvertimenti
direttamente indirizzati al Servizio 3 da parte del Dipartimento
finanze, hanno violato precise disposizioni di legge rilasciando
oltre n. 300 autorizzazioni senza verificare il pagamento della
tassa, non avvertendo successivamente le ditte dell'inefficacia di
dette autorizzazioni e non procedendo al recupero delle tasse
evase, causando un danno erariale per il mancato pagamento della
tassa e delle relative sanzioni;
di recente la Corte dei conti li ha condannati al pagamento dei
danni erariali derivanti dal loro comportamento in quanto: 'Non v'è
dubbio che il comportamento degli odierni convenuti sia gravemente
colposo e privo di giustificazione alcuna essendo i due dirigenti
ben consapevoli dell'univoco indirizzo assunto dall'Amministrazione
regionale, in quanto l'Assessorato regionale territorio e ambiente
ed in particolare il servizio 3 è stato destinatario degli atti di
indirizzo prima descritti, che sono stati volontariamente
disapplicati, con grave nocumento per la Regione siciliana (...).
Il comportamento degli odierni convenuti per la perseverante
inosservanza degli obblighi di servizio, ovviamente per i riflessi
legati all'erario, si appalesa biasimevole, atteso che gli stessi,
dopo l'ulteriore precisazione e richiesta del Dipartimento
regionale Finanza e Credito di applicazione della tassa di
concessione governativa regionale oggetto delle note (...)
avrebbero dovuto ottemperare ed invece hanno persistito nella loro
condotta (...). Nel caso in specie, l'amministrazione ha fornito
ampia, chiara e reiterata lettura delle norme; ha più volte offerto
chiarimenti e delucidazioni, richiamando anche ben tre pareri
dell'Ufficio legislativo e legale (...)';
il dott. Genchi, nonostante non ricoprisse più alcun incarico
presso il Servizio 3 del Dipartimento territorio ed ambiente,
utilizzando la carta intestata del Servizio 3, avrebbe divulgato
sia all'interno del Dipartimento sia all'esterno false
informazioni, affermando di essere il dirigente responsabile del
Servizio 3;
il dott. Genchi ed il dott. Pellerito, sebbene non ricoprissero
più alcun incarico presso il Servizio 3, avrebbero attivato ed
utilizzato un registro di protocollo e fogli vettore intestati al
Servizio 3, abusivi e paralleli a quelli ufficiali del Servizio;
il dott. Genchi sarebbe perfino giunto a sottoscrivere n. 2
decreti di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, predisposti
dal dott. Pellerito, nonché a convocare una conferenza di servizi,
nonostante i due suddetti dirigenti non ricoprissero più alcun
incarico presso il Servizio 3;
costoro, sebbene sollecitati in passato sia dall'Assessore pro
tempore che dal competente Ministero, avrebbero omesso di
predisporre un piano per la qualità dell'aria e molti altri
adempimenti previsti dalla legge sin dal 1999, causando anche
l'avvio di una procedura di infrazione comunitaria e costringendo
il nuovo dirigente del Servizio e l'Amministrazione a colmare i
ritardi in cui era incorso l'Assessorato a causa delle gravi
omissioni proprio del dott. Genchi, redigendo in tempi brevissimi
un piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
dell'aria della Regione siciliana;
il dott. Genchi, invece di compiere il suo dovere di pubblico
dipendente informando l'amministrazione degli errori non
sostanziali contenuti nel suddetto piano, si sarebbe rivolto a
Legambiente per scatenare una campagna mediatica contro il nuovo
dirigente del Servizio ed il dirigente generale, denunciando -
peraltro falsamente - che il piano sarebbe stato copiato da quello
della Regione Veneto;
tenuto conto del gravissimo danno all'immagine della Regione
causato dalle accuse del dott. Genchi e dei dirigenti di
Legambiente - che avevano causato anche la pubblicazione di
numerosi articoli giornalistici e la trasmissione di inchieste su
emittenti televisive a diffusione nazionale, l'Amministrazione ha
chiesto all'Avvocatura dello Stato di citare per danni
l'Associazione Legambiente, i suoi dirigenti ed il dott. Genchi;
l'Avvocatura dello Stato, ritenendo valide e fondate le
circostanze evidenziate, ha ha citato per danni l'associazione ed i
suoi dirigenti, mentre nei confronti del dott. Genchi ha fatto
presente che solo perchè 'apparendo peraltro inopportuno, almeno
allo stato ed in attesa degli sviluppi dei vari procedimenti
(giurisdizionali, disciplinare), agire autonomamente in giudizio
contro il predetto Genchi';
il dott. Genchi, dopo la revoca dall'incarico, avrebbe sottratto
un computer portatile del Servizio 3, rifiutandosi formalmente di
restituirlo, nonostante non ricoprisse alcun incarico ed avesse a
disposizione un computer fisso;
l'Amministrazione ha reiteratamente chiesto agli organi politici
ed al Dipartimento del personale della Presidenza della Regione
l'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del dott.
Genchi e il suo trasferimento ad altro Dipartimento perché gli
fosse affidato un incarico equivalente, senza ottenere quanto
richiesto e neanche un formale diniego;
uno staff per la valutazione della dirigenza del Dipartimento
Territorio ed ambiente ha confermato che il dott. Genchi:
- non aveva proposto un schema di decreto di delega alle province
regionali di ulteriori attività a ridotto impatto ambientale non
sottoposte per legge a valutazione di impatto ambientale;
- aveva emesso a propria firma, invece che porle alla firma
dell'Assessore, direttive agli uffici periferici del Dipartimento
ed alle commissioni provinciali per la tutela dell'ambiente
(C.P.T.A.), volte ad abolire il parere delle C.P.T.A. sulle
autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, direttive peraltro non
condivise successivamente dall'Amministrazione;
- aveva convocato a propria firma conferenze di servizi anche dopo
il ritiro delle deleghe 'alla firma';
- aveva seguito procedure irregolari per l'acquisto di
attrezzature informatiche e non aveva fatto collaudare e prendere
in carico tali attrezzature all'Amministrazione;
- aveva omesso di applicare alle autorizzazioni alle emissioni in
atmosfera la tassa regionale di concessione governativa, nonostante
un diretto richiamo del Dipartimento finanze e credito;
- non aveva assegnato per il seguito di competenza circa 200
pratiche pervenute al Servizio nel periodo luglio-dicembre 2006;
a fine 2008 la C.G.I.L. presentava un esposto agli organi politici
della Regione ed alle Procure della Repubblica e della Corte dei
conti, in cui denunciava una serie di illegalità perpetrate dal
Dipartimento Territorio ed ambiente;
detto esposto, cui non seguiva alcuna azione repressiva della
magistratura penale e contabile, era verosimilmente redatto dal
dott. Genchi, peraltro presente alla conferenza stampa di
presentazione e recentemente transitato da altro sindacato alla
CGIL;
con detto esposto il dott. Genchi avrebbe continuato a
strumentalizzare forze politiche, sindacali ed ambientali (che
inizialmente vengono tratte in inganno da informazioni parziali,
faziose, ma 'ben confezionate') per gettare discredito sulla
Regione siciliana e per farsi accreditare presso l'opinione
pubblica, forze politiche ed uffici giudiziari come 'martire' e
difensore della legalità e dell'ambiente;
infatti il dott. Genchi avrebbe già coinvolto nelle sue 'trame':
- il sindacato RdB, di cui era rappresentante sindacale,
inducendolo a citare in giudizio l'amministrazione per
comportamento antisindacale, ma ottenendo solo il rigetto
dell'istanza per l'assoluta infondatezza delle accuse e, persino,
la condanna del sindacato a pagare tutte le spese di giudizio;
- l'associazione Legambiente di cui si è già detto, inducendola a
denunciare pubblicamente, con grande risonanza anche sui media
nazionali, che il piano regionale per tutela della qualità
dell'aria era interamente copiato da quello della Regione Veneto,
mentre si è poi appurato che detto piano presentava solo alcuni
refusi nella relazione generale introduttiva. Infatti la stessa
Legambiente ha poi nominato un proprio rappresentante nel tavolo
tecnico per l'attuazione del suddetto piano. Tuttavia, data la
risonanza avuta dalla vicenda sui media, l'Amministrazione era
costretta a citare per danni i responsabili di Legambiente;
- vari deputati regionali e nazionali, indotti a presentare atti
ispettivi ispirati e redatti dal dott. Genchi, contenenti accuse
false ed ipotesi dimostratesi del tutto infondate;
finalmente nel 2009, l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, su proposta del Dipartimento, ha finalmente chiesto
l'apertura di un procedimento in Giunta nei confronti del dott.
Genchi e del dott. Pellerito, rilevando che:
'- la maggior parte delle contestazioni formulate dal Dirigente
generale nei confronti dei dirigenti in oggetto appaiono supportate
da atti documentali dell'Amministrazione (...);
- la contestazione relativa alla reiterata disapplicazione della
direttiva generale assessoriale in ordine alla delega alle Province
regionali di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera è stata
riscontrata anche nel corso del procedimento di valutazione dei
suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
- la contestazione formulata nei confronti del solo dott. Genchi e
relativa all'aver emanato a propria firma direttive di competenza
dell'Assessore e, peraltro non condivise dall'Amministrazione, è
stata riscontrata anche nel corso del procedimento di valutazione
dei suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
- anche le contestazioni formulate nei confronti del solo dott.
Genchi e relative all'aver continuato a convocare conferenze di
servizio anche dopo il ritiro delle deleghe alla firma, l'aver
seguito procedure irregolari per l'acquisto di attrezzature e non
avere applicato la tassa di concessione governativa regionale per
le autorizzazioni di sua competenza è stata riscontrata anche nel
corso del procedimento di valutazione dei suddetti dirigenti per
l'attività svolta nel corso del 2006;
- la mancata applicazione della tassa di cui sopra è stata anche
avvalorata dal Dipartimento Bilancio e Finanze ed oggetto di
richiesta di messa in mora da parte della Procura della Corte dei
conti per danno erariale;
- anche la mancata predisposizione di un piano regionale per la
qualità dell'aria e degli adempimenti ad esso connessi, risulta
documentata ed ha causato l'apertura di una procedura di infrazione
comunitaria;
- dalle controdeduzioni presentate dai dirigenti in oggetto non
risulta alcun elemento atto a confutare le contestazioni supportate
da atti documentali;
- le motivazioni per le quali il Dirigente generale ha provveduto
a revocare unilateralmente l'incarico dei dirigenti in questione,
sono ricomprese nella richiesta di cui in oggetto;
- anche nel ricorso straordinario al Presidente della Regione i
suddetti dirigenti non hanno contestato le motivazioni alla base
della revoca anticipata dell'incarico da parte del Dirigente
generale, ma solo la sua incompetenza ad adottare l'atto.
Per quanto sopra espresso lo scrivente ritiene che, anche a
prescindere dagli aspetti di responsabilità contabile e
disciplinare rilevabili dalla richiesta del Dirigente generale,
sussistano a carico dei due dirigenti specifiche responsabilità per
i risultati negativi dell'attività amministrativa e della gestione,
il mancato raggiungimento di obiettivi e l'inosservanza delle
direttive generali, tali da dover sottoporre la questione alla
Giunta regionale di Governo.
Inoltre, stante la stretta correlazione tra le responsabilità
addebitate ai due dirigenti e le motivazioni della revoca
unilaterale dell'incarico da parte del Dirigente generale, lo
scrivente chiede all'On. Presidente della Regione di promuovere una
delibera della Giunta regionale necessaria per ratificare, ora per
allora, i provvedimenti di revoca del Dirigente generale di cui ai
D.D.G. n. 510 e n. 511 del 08.06.2007 e per decidere quali misure
adottare nei confronti dei due dirigenti ai sensi dell'alt 10,
comma 4, della l.r. 10/2000';
con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile 2009, la Giunta
regionale deliberava di:
- convalidare i decreti del dirigente generale n. 510 e n. 511
dell'8.06.2007, con i quali erano state disposte le revoche dagli
incarichi dirigenziali ai dirigenti Gioacchino Genchi ed Alessandro
Pellerito;
- escludere i suddetti dirigenti dal conferimento di incarichi di
livello dirigenziale corrispondente a quello revocato dal dirigente
generale per un periodo di 4 anni per il dott. Genchi e di 2 anni
per il dott. Pellerito, decorrenti dalla data di revoca
contrattuale (8 giugno 2007);
nel 2009 il dott. Genchi ha citato per danni l'Amministrazione
che, nel difendersi, sulla base del gravissimo danno all'immagine
della Regione causato dalle accuse del dott. Genchi pubblicizzate
su vari media e sopra riportate, ha chiesto all'Avvocatura dello
Stato di citare lo stesso dott. Genchi per danni;
l'Avvocatura dello Stato, ritenendo valide e fondate le
circostanze evidenziate, lo ha citato a sua volta per danni;
considerato che:
l'art. 9, comma 2, del D.P.R. 641/1972, dispone che: 'Il pubblico
ufficiale che emette atti soggetti a tasse sulle concessioni
governative senza che sia stato effettuato pagamento del tributo è
punito con la sanzione amministrativa da euro 103 a 516 euro e ed è
tenuto al pagamento del tributo medesimo, salvo regresso';
l'art. 56 del vigente contratto collettivo di lavoro dell'area
della dirigenza prevede che: '1. Ferme restando le responsabilità
dirigenziali di cui all'art. 10 della legge regionale n. 10/00,
nonché le responsabilità vigenti in materia civile, amministrativa,
penale e contabile previste per i dipendenti delle Pubbliche
Amministrazioni, il dirigente conforma la sua condotta al dovere
statutario di servire l'Amministrazione con impegno e
responsabilità ed ai principi di buon andamento e imparzialità
dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e
l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. 2. Il
dirigente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di
rapporti di fiducia e collaborazione tra l'amministrazione ed i
cittadini. 3. Il dirigente adegua altresì il proprio comportamento
alle disposizioni contenute nel codice di comportamento allegato
(allegato A). Le violazioni accertate dalle Amministrazioni in
relazione alla gravità possono dar luogo all'applicazione della
disciplina di cui agli articoli 2118 e 2119 codice civile';
l'art. 2 del codice di comportamento dei dirigenti della Regione
siciliana, allegato al contratto collettivo di lavoro, prescrive
che il dirigente '(...) si impegna ad evitare situazioni e
comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine
della Pubblica Amministrazione' e l'art. 11 del suddetto codice che
prevede che '(...) il dirigente si astiene da dichiarazioni
pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine
dell'Amministrazione. Il dirigente tiene informato il dirigente
dell'Ufficio dei propri rapporti con gli organi di stampa';
anche a voler prescindere dagli aspetti amministrativi, contabili,
civili e penali, per anni il dott. Genchi con le sue dichiarazioni
in sede di conferenze, su siti internet e su quotidiani o
fomentando interventi di politici, sindacati ed associazioni
ambientalistiche e persino scrivendo all'esterno su carta intestata
della Regione, avrebbe ripetutamente violato l'art. 56 del
contratto collettivo di lavoro e gli articoli 2 ed 11 del codice di
comportamento allegato al predetto contratto;
l'articolo 52 del vigente contratto collettivo di lavoro dell'area
della dirigenza prevede che: 'L'Amministrazione può recedere dal
rapporto di lavoro per giusta causa ai sensi e per gli effetti di
cui all'art. 2119 del codice civile qualora si verifichi una causa
che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto
di lavoro';
per sapere:
se, relativamente al mancato pagamento della tassa di concessione
governativa ed alla luce della condanna inflitta dalla Corte dei
conti, oltre al danno erariale si sia provveduto ad applicare la
sanzione amministrativa prevista dalla legge;
quali iniziative si ritenga che debbano porsi nei confronti del
dott. Genchi in applicazione del contratto collettivo di lavoro;
quali altri atti e comportamenti debbano essere tollerati
dall'amministrazione prima di procedere al licenziamento del dott.
Genchi». (1469)
MARINESE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
la crisi economica colpisce in modo inesorabile le famiglie, che
rappresentano il fondamento della società e vanno pertanto tutelate
nella loro integrità, specie se rappresentano le fasce dei più
deboli;
la Giunta regionale presenterà a breve all'Assemblea regionale
siciliana il documento di programmazione economico - finanziaria e
la legge finanziaria per l'anno 2011;
la normativa nazionale di settore stabilisce che l'aliquota
relativa all'addizionale Irpef regionale può oscillare fra lo 0,9 e
l'1,4 per cento;
la legge regionale 2 maggio 2007, n. 12, ha previsto che
l'aliquota dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle
persone fisiche di cui all'articolo 50, comma 3, del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è fissata all'1,4 per cento;
rilevato che:
l'ultima legge finanziaria nazionale ha stabilito che le Regioni
aventi un deficit rilevante riguardo alle spese nel settore
sanitario dovranno obbligatoriamente incrementare l'aliquota di un
ulteriore 0,3 per cento, pertanto l'addizionale complessiva in
Sicilia sarebbe pari all'1,7 per cento;
intanto la Regione Lombardia lo scorso 28 settembre ha introdotto,
prima Regione in Italia, il c.d. quoziente familiare quale misura
economica a sostegno delle famiglie più numerose e con reddito
inferiore;
per sapere:
se saranno costretti a procedere all'incremento dell'addizionale
regionale Irpef, così come stabilito dalla legge finanziaria
nazionale;
se abbiano intenzione di introdurre il c.d. quoziente familiare
quale misura economica di sostegno alle famiglie, prevedendo, in
particolare, aliquote differenziate a seconda della base imponibile
desunta dal reddito personale e in ragione del numero dei
componenti del nucleo familiare». (101)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
FIORENZA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Comunicazione di ritiro di interrogazione con richiesta di
risposta scritta
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 26 ottobre 2010, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 8350/AulaPG del 27 ottobre 2010,
l'onorevole Caputo ha ritirato l'interrogazione con richiesta di
risposta scritta n. 1461 Accertamento di una causa di
incompatibilità nei confronti di un consigliere del Comune di Cerda
(PA)', in quanto di identico contenuto all'interrogazione n. 1453,
dallo stesso deputato presentata in data 20 ottobre 2010 e
annunciata nella seduta n. 203 del 21 ottobre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 1265
PRESIDENTE. Con riferimento all'interrogazione n. 1265 Interventi
urgenti a sostegno dei percorsi di istruzione e formazione per
l'anno scolastico 2010/2011', indirizzata all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale e all'Assessore per
l'economia, preciso che, nella seduta d'Aula n. 195 del 14
settembre u.s., la stessa si è svolta per la rubrica Istruzione e
formazione professionale', trasformandosi in interrogazione con
richiesta di risposta scritta, per assenza dei firmatari.
Nella seduta d'Aula n. 200 del 29 settembre successivo è stato
dato annuncio della relativa risposta pervenuta.
Comunico poi che, con nota 2004/IN.15 del 20 ottobre 2010, qui
pervenuta il 25 ottobre successivo (protocollata al n. 8320/AulaPG
del 26 ottobre 2010), il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per l'istruzione a curarne la trattazione.
In conseguenza della citata delega, l'iter parlamentare del
suddetto atto ispettivo è da ritenersi quindi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni dell'onorevole Francesco Scoma
dalla carica di Vice Sindaco e di Assessore del Comune di
Palermo
PRESIDENTE. Informo che, con nota datata 20 ottobre 2010 - qui
pervenuta il 21 ottobre 2010 e protocollata al n. 8246/AULAPG del
22 ottobre successivo - indirizzata al Segretario generale
dell'Assemblea regionale siciliana e al Segretario generale del
Comune di Palermo, l'onorevole Francesco Scoma ha rassegnato le
proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di Vice Sindaco e di
Assessore del Comune di Palermo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Sicilia
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 27 ottobre 2010, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 8393/AulaPG del 28 ottobre
successivo, l'onorevole Marrocco ha comunicato, allegando copia del
verbale della riunione del Gruppo parlamentare Sicilia del 27
ottobre 2010, che:
l'onorevole Giulia Adamo ha rassegnato le proprie dimissioni da
Presidente e da componente del Gruppo parlamentare Sicilia ;
l'onorevole Guglielmo Scammacca della Bruca ha rassegnato le
proprie dimissioni da Segretario e da componente del Gruppo
parlamentare Sicilia ;
lo stesso Gruppo ha assunto la nuova denominazione di Gruppo
parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia - Sicilia (FLI-
Sicilia);
gli onorevoli Marrocco, Marinese e Incardona sono stati eletti,
rispettivamente, Presidente, Vicepresidente e Segretario del Gruppo
parlamentare FLI-Sicilia .
Alla luce di quanto testé annunziato e fino a diversa
comunicazione, gli onorevoli Adamo e Scammacca della Bruca (il
quale, invero, ha ribadito le sue dimissioni dal Gruppo
parlamentare Sicilia' con nota pervenuta a questa Presidenza il 27
ottobre 2010 e protocollata al n. 8501/AulaPG del 29 ottobre 2010)
entrano a far parte di diritto del Gruppo parlamentare Misto ,
cessando contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare di
provenienza.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 150 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
n. 221 Strategia e linee di intervento per la campagna 2010-2011
atte a fronteggiare la crisi del comparto agricolo siciliano ,
degli onorevoli Falcone, Caputo, Vinciullo, Pogliese, Buzzanca;
n. 222 Trasferimento della Venere di Morgantina al museo di
Aidone (EN) , degli onorevoli Caputo, Leanza Edoardo, Colianni,
Falcone, Vinciullo.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Rinvio della discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed
iniziative
riguardo al Consorzio autostrade siciliane»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al III punto all'ordine
del giorno: Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed
iniziative riguardo al Consorzio autostrade siciliane».
Comunico che è stata trasmessa alla Presidenza da parte
dell'assessore Pietro Carmelo Russo la nota protocollo numero
89644/Gab del 3 novembre 2010, che vi leggo:
«Per il giorno 3 novembre 2010, al punto III dell'ordine del
giorno dell'Assemblea regionale siciliana è prevista la discussione
della mozione numero 210, concernente «Chiarimenti ed iniziative
riguardo al Consorzio autostrade siciliane».
Il Presidente della Regione, con nota del 30 luglio 2009, ha
delegato l'Assessore per le infrastrutture e per la mobilità a
sostenere, in seno all'Aula, la discussione della mozione di cui
trattasi.
Con le note del 2 novembre 2010, che si trasmettono in allegato, è
stato comunicato l'anticipo al 3 novembre 2010 alle ore 16.30,
della riunione politica tra gli Assessori regionali competenti in
materia di infrastrutture, il Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti ed il Ministro per i Rapporti con le Regioni, per la
definizione dei contenuti dell'intesa sul Programma infrastrutture
strategiche, VIII allegato infrastrutture, precedentemente
programmata per il 4 novembre.
Attesa la natura eminentemente politica della riunione, non è
consentita la delega al Dirigente generale del Dipartimento o ad
altro funzionario.
In considerazione della particolare rilevanza dell'argomento,
decisivo per le ricadute infrastrutturali sulla nostra regione, e
della accertata impossibilità di rinvio, stante la contestuale
presenza dei due ministri e dei rappresentanti delle Regioni, si
richiede di posticipare la trattazione della mozione in oggetto
richiamata.
L'Assessore
(Carmelo Pietro Russo)»
Allegati: Nota del Ministro per i Rapporti con le Regioni
protocollo numero 0005161 P-2.17.4.13 del 2 novembre 2010
Al Ministro Infrastrutture e Trasporti
Al Presidente della Conferenza dei Presidenti
delle Regioni e delle Province autonome
Al Presidente dell'ANCI
Al Presidente dell'UPI
Al Presidente dell'UNCEM
«Facendo seguito a quanto concordato nel corso della seduta del 28
ottobre 2010, al fine di definire compiutamente i contenuti
dell'intesa sul Programma Infrastrutture Strategiche, ottavo all.to
Infrastrutture Programmare il territorio, le Infrastrutture e le
Risorse , è convocata una riunione politica per il giorno 3
novembre 2010, alle ore 16.30, presso la Sala Conferenze, via della
Stamperia 8, Roma.
Il
Ministro
(Raffaele Fitto)»
Fax della Direzione Generale Lavori Pubblici del 3 novembre 2010
Alle Segreterie degli Assessori competenti nelle materie trattate
dalla Commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio
e p.c. Ai Colleghi dirigenti
e funzionari competenti nelle materie trattate
dalla Commissione
Infrastrutture, mobilità e governo del territorio
Alla Segreteria della
Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
«Faccio seguito al messaggio riprodotto sotto per trasmettervi
l'odierna nota del Ministro Fitto con la quale è stato convocato il
preannunciato incontro politico tra gli Assessori regionali e il
Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti - per il giorno 3
novembre 2010, alle ore 16.30, in Roma, presso la sede della
Conferenza unificata, sita in via della Stamperia 8 - per
affrontare le questioni rimaste aperte in ordine al tema
dell'intesa sul Programma Infrastrutture Strategiche.
Resta conseguentemente confermata altresì la preannunciata
riunione preliminare degli Assessori della Commissione
Infrastrutture, mobilità e governo del territorio competenti per
materia, che si terrà lo stesso giorno 3 novembre 2010, alle ore
15.00, presso la Sede di Roma della regione Campania, sita in via
Poli, 29.
Cordiali saluti
Paolo Gargiulo
Alla Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome
Desidero comunicarvi che l'Assemblea della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome, nella odierna seduta, ha
trattato le seguenti questioni rientranti nella competenza della
Commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio:
Intesa sul Programma Infrastrutture Strategiche (punto 13 o.d.
Conferenza unificata).
L'Assemblea, dopo ampio dibattito, ha stabilito di esprimere
l'intesa con la contestuale richiesta dell'impegno, da parte del
Governo, ad attivare un immediato confronto con le Regioni, a
livello tecnico-politico, al fine di affrontare le questioni
relative a singole Regioni rimaste irrisolte e a chiarire il quadro
finanziario di riferimento.
Tale posizione è stata quindi espressa nella seduta della
Conferenza unificata tenutasi nel pomeriggio. Nel corso del
dibattito, acquisita la disponibilità del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ad aderire alle richieste delle
Regioni, è infine maturata la determinazione secondo cui, nella
giornata di mercoledì 3 novembre 2010, alle ore 16.30 (seguirà
rituale convocazione), si terrà il predetto incontro tecnico-
politico e, a valle di questo, la questione sarà riportata in
Conferenza unificata nella seduta prevista per giovedì 4 novembre
2010».
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto, la discussione della mozione numero 210 è rinviata ad
altra seduta.
MANCUSO. Chiedo di parlare sulla mozione.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non si può intervenire sulla
mozione in quanto è stata rinviata. Può chiedere di parlare
MANCUSO. Ma non potete rinviarla a quando volete voi La si rinvia
da un anno, di settimana in settimana
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, c'è una nota del Governo, se lei
vuole, possiamo trattarla anche domani. Si fidi della Presidenza
MANCUSO. Domani non si può trattare perché, se ha letto il
fonogramma, c'è la Conferenza.
PRESIDENTE. Stia tranquillo, sarà trattata nella prossima seduta.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo scusa, perché, a differenza
di tutte le altre reiterate volte, questa volta c'è stata
l'amabilità dell'Assessore - del nuovo assessore, peraltro, alle
infrastrutture - non solo ad inviare la nota, ma anche a comunicare
ai deputati telefonicamente che oggi sarebbe stato impossibilitato
a presenziare per quanto attiene il punto II dell'ordine del
giorno.
Guardi, signor Presidente, che la presenza del Governo non è
obbligatoria Ed in questo caso, non solo non è obbligatoria, ma
l'Aula non può stare dietro agli impegni, peraltro, gravosi del
Governo, da un anno a questa parte. Non è possibile che una mozione
venga rinviata di settimana in settimana; è questa la questione
Non ritengo, poi, che la Presidenza, solo perché è pervenuta una
lettera di rinvio, possa rimandare a data da destinarsi la
trattazione della mozione. La prossima volta potrei avere anch'io,
che devo relazionare, un impegno o potrebbe averlo di nuovo il
Governo. Non riesco a comprendere perché oggi, contravvenendo a
tutto ciò che abbiamo fatto in quest'Aula, anche in assenza del
Governo, lei voglia che il punto all'ordine del giorno non venga
trattato. Non riesco a capire quale sia, oggi, la funzione del
Governo, considerato che il Parlamento vuole che questa mozione si
tratti. Non riesco a comprendere perché lei abbia rinviato la
trattazione della mozione senza aver prima ascoltato il Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ogni volta che il Governo ha
comunica di non poter essere presente alla trattazione di una
mozione - in questo caso mi pare per impegni assolutamente seri, a
volte non è detto che siano tutti così - la Presidenza per prassi
ha sempre rinviato la discussione, pretendendo la presenza del
Governo. Le posso assicurare che così sarà fatto ed alla prossima
seduta la mozione sarà comunque inserita e discussa, alla presenza
del Governo che deve dire la sua in merito; non mi sembra, anche
rispetto a quanto prodotto da quest'Aula nel corso di decenni, che
si possa fare altrimenti. Comunque, onorevole Mancuso, penso che
non cambi qualcosa se concordiamo la trattazione per la prossima
seduta.
MANCUSO. Signor Presidente, sia lei o chi presiede l'Aula, dite da
circa sei mesi che la trattazione avverrà alla prossima seduta .
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, stia sereno che la prossima seduta
tratteremo la questione che riguarda il CAS, alla presenza del
Governo come è giusto che sia allorquando si discute una mozione.
Stia sereno perché nella prossima seduta l'Aula tratterà la
questione e l'Assessore competente in materia darà la propria
disponibilità senza alcuna titubanza.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale della
Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 2008» (447/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge numero 447/A «Rendiconto
generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
demaniali per l'esercizio finanziario 2008», posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione Bilancio a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Invito il presidente della Commissione, onorevole Savona, a
svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul disegno di
legge 447/A.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura degli articoli da 1 a 11 che, senza discussione,
sono posti in votazione ed approvati.
Si passa all'articolo 12.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero a nome
del Gruppo parlamentare Forza del Sud, dichiarare la disponibilità
ad approvare i rendiconti 2008, poi sul 2009 riprenderò la parola
perché riteniamo che, in questo momento, dopo i confronti che ci
sono stati con l'assessore Armao, in Commissione Bilancio', ed
essendo state esplicitate le condizioni drammatiche nelle quali ci
troviamo soprattutto sotto il profilo della cassa - ecco perché
sono intervenuto su questo punto -, riteniamo che questi due
rendiconti debbano essere sbloccati.
Questo tenendo conto però, lo abbiamo detto già in più occasioni,
che la contrazione del mutuo di oltre 850 milioni di euro, che sarà
contratto a seguito dell'approvazione di questi due rendiconti,
effettivamente corrisponda nell'utilizzo della liquidità, intanto,
all'annuncio che ha fatto l'Assessore Piraino per quanto riguarda i
cantieri di lavoro e si deve essere chiari su questo aspetto,
perché è il Parlamento, l'assessore Armao, che questa sera, con
grande senso di responsabilità, sta semplicemente consentendo, in
un momento di grande difficoltà, che rispetto ad un annuncio che
c'è stato e che, francamente, avremmo anche gradito che fosse
concertato in Commissione Bilancio' e questo vorrei sottolinearlo,
perché l'Assessore Piraino che è neofita, anche se di lungo corso
per quanto riguarda alcuni aspetti, non può - mi permetto di dire -
fare annunci sui giornali, non rendendosi conto della delicatezza
dell'annuncio che viene fatto.
E non ha ricevuto risposta, perché alla fin fine, al di là di
quelli che sono i momenti del confronto e della dialettica, ci
riteniamo persone responsabili e, siccome, ci rendiamo conto che
veicolare le risorse, la liquidità per sbloccare i cantieri di
lavoro è in questo momento fondamentale, allora, il Parlamento,
come ha sempre fatto nei momenti di grande difficoltà
RINALDI. Lo ha detto in Commissione
DE LUCA. Dicevo, se c'è quantomeno il confronto dialettico dove,
nel rispetto delle parti, si condivide anche questo percorso, al di
là delle posizioni strumentali che non giovano in questo momento
difficile, allora, noi rispetto a questi momenti, naturalmente
siamo presenti e rispondiamo positivamente.
Mi auguro che ci sia anche la possibilità, assessore Armao, di
avere un quadro più chiaro di quello che sarà l'utilizzo di questo
ultimo mutuo, perché la nostra capacità di indebitamento, lo
vedremo nell'applicazione dell'articolo 15 dell'ultima Finanziaria,
credo si sia assottigliata quasi ad azzerarsi.
Spero che sia utilizzato non solo per i cantieri di lavoro ma si
riesca anche a mantenere tutti gli impegni che il Governo ha
assunto e che questo Parlamento ha approvato con la Finanziaria.
Si eviti, soprattutto, e questo è un invito che le faccio,
assessore Armao, che il blocco della spesa che è stato effettuato,
non si traduca, poi, nel dettaglio in una sorta di variazione che
comporti il pagamento complessivo e totale di alcune spese
programmate mentre altre spese che non sono state affrontate
rimangano non soddisfatte o soddisfatte in minima parte.
Mi auguro che ci sia la condivisione di questo senso di
responsabilità che il Parlamento e per quanto riguarda il Gruppo
parlamentare Forza del Sud esprime in questo momento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Campagna, Cascio Salvatore, Corona, D'Asero, Falcone e
Pogliese)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale. Dichiaro aperta
la votazione.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Barbagallo, Bufardeci,
Calanducci, Campagna, Cascio Salvatore, Corona, Cracolici,
D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Donegani, Falcone, Faraone, Fiorenza, Galvagno, Gentile,
Greco, Laccoto, Lentini, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Minardo, Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona,
Speziale, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti: 45.
L'Assemblea non è in numero legale.
(La seduta sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 18.12)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la presente seduta
gli onorevoli: Lupo, per motivi di salute; Campagna per lutto
familiare; Bonomo per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 18.14, è ripresa alle ore 18.21).
La seduta è ripresa.
esercizio finanziario anno 2008
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende l'esame del disegno di
legge numero 447/A «Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2008», posto al numero 1).
Si riprende con l'esame dell'articolo 12, precedentemente letto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli articoli 13 e 14 che, senza discussione, sono posti
in votazione ed approvati.
Comunico che la votazione finale del disegno di legge n. 447/A
avverrà successivamente.
esercizio finanziario anno 2009
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale
dell'Amministrazione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2009» (595/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
numero 595/A «Rendiconto generale dell'Amministrazione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2009», posto al
numero 2).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Approvazione del rendiconto
1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione per
l'esercizio 2009 è approvato nelle risultanze di cui ai seguenti
articoli.»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, accertate nell'esercizio finanziario 2009 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in
19.776.024.137,37.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2008
in Euro 13.599.995.550,70, risultano stabiliti - per effetto di
maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2009 - in euro 12.792.315.741,34.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2009 ammontano complessivamente
a Euro 15.221.805.840,00 così risultanti:
Somme versate Somme rimaste Somme
rimaste Totale
da versare da riscuotere (in euro)
Accertamenti 15.710.545.904,11 1.021.632,71
4.064.456.600,55 19.776.024.137,37
Residui attivi
dell'esercizio 2008 1.635.988.134,60 651.242.552,62
10.505.085.054,12 12.792.315.741,34
Residui attivi al 31/12/2009
15.221.805.840,00»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborsi di
prestiti, impegnate nell'esercizio finanziario 2009 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
18.620.029.842,89.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2008 in euro 5.061.108.160,78 risultano stabiliti - per il
combinato effetto di economie, perenzioni e passaggio residui
passivi ex Azienda foreste demaniali, verificatesi nel corso della
gestione 2009 - in euro 4.151.867.464,11.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2009 ammontano
complessivamente a euro 4.724.817.844,06 così risultanti:
Somme pagate Somme
rimaste Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 14.963.436.571,87
3.656.593.271,02 18.620.029.842,89
Residui passivi
dell'esercizio 2008 3.083.642.891,07
1.068.224.573,04 4.151.867.464,11
Residui passivi al 31/12/2009
4.724.817.844,06»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Avanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario
2009 ha determinato un avanzo di euro 1.155.994.294,48 come
segue:
Entrate correnti Euro 15.640.019.505,43
Entrate in capitale Euro 4.136.004.631,94
Accensione di prestiti Euro =====
Totale entrate Euro 19.776.024.137,37
Spese correnti Euro
15.517.577.059,03
Spese in conto capitale Euro 2.891.871.768,99
Rimborso di prestiti Euro 210.581.014,87
Totale spese
Euro 18.620.029.842,89
Avanzo della gestione di competenza
Euro 1.155.994.294,48»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2009
Euro 10.058.897.305,98 risulta stabilito come segue:
Avanzo della gestione di competenza
Euro 1.155.994.294,48
Avanzo finanziario dell'esercizio 2008 Euro
8.801.342.124,19
Aumento residui passivi
per passaggio Azienda foreste Demaniali
ex l.r. 19/08 Euro
165.721.893,59
Diminuzione nei residui attivi lasciati
dall'esercizio 2008 (per riaccertamenti
e passaggio Azienda
Foreste ex l.r. 19/08)
Euro 807.679.809,36
Diminuzioni nei residui passivi lasciati
dall'esercizio 2008
Per perenzione amministrativa
Euro 783.278.319,80
Per economia
Euro 291.684.270,46 Euro 1.074.962.590,26
Avanzo finanziario effettivo
dell'esercizio 2009 Euro
8.902.903.011,50
Avanzo finanziario
al 31 dicembre 2009 Euro
10.058.897.305,98»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 234.751.738,01 il
fondo di cassa alla fine dell'anno finanziario 2009 come
risulta dai seguenti dati:
ATTIVITA'
- Residui attivi al 31 dicembre 2009:
a) per somme rimaste da riscuotere Euro
14.569.541.654,67
b) per somme riscosse e non versate Euro
652.264.185,33
- Crediti di tesoreria
Euro 1.198.965.551,99
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2009 Euro
234.751.738,01
Euro 16.655.523.130,00
P A S S I V I T A'
- Residui passivi al 31 dicembre 2009 Euro
4.724.817.844,06
- Debiti di tesoreria Euro
1.871.807.979,96
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2009Euro
10.058.897.305,98
Euro 16.655.523.130,00»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della
Regione, al 31 dicembre 2009, resta stabilita come segue:
ATTIVITA'
- Attività finanziarie Euro 19.594.092.593,02
- Attività non finanziarieEuro 593.855.276,86
Euro 20.187.947.869,88
PASSIVITA'
Passività finanziarie Euro 15.674.734.661,93
Euro 15.674.734.661,93
ECCEDENZA delle attività sulle passività
al 31 dicembre 2009
Euro 4.513.213.207,95»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che la votazione finale del disegno di legge n. 595/A
avverrà successivamente.
Presidenti dei Gruppi parlamentari
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazioni del calendario dei lavori parlamentari stabilito
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 3 novembre
2010, sotto la presidenza del Vicepresidente vicario, onorevole
Formica, presente il Vicepresidente, onorevole Oddo, con la
partecipazione dell'Assessore per l'economia, avvocato Armao, ha
definito all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari per l'esame del DPEF e la sessione di bilancio.
L'Aula terrà seduta martedì 9 novembre 2010 per la discussione
della mozione n. 210 Chiarimenti di iniziative riguardo alla
situazione del Consorzio autostrade siciliane. .
DPEF - Commissioni
Per quanto riguarda il DPEF, la sua calendarizzazione deve tener
conto dell'esigenza di avviare per tempo la sessione di bilancio e
pertanto l'organizzazione dei lavori parlamentari avrà il seguente
svolgimento:
le Commissioni di merito, esaurito l'esame del DPEF per le parti
di rispettiva competenza, dovranno inviare le osservazioni e le
proposte alla Commissione Bilancio , nominando all'uopo un
relatore che vi partecipi, entro mercoledì 10 novembre 2010;
la Commissione Bilancio concluderà l'esame del DPEF, nominando
un relatore di maggioranza e uno o più relatori di minoranza per
l'Aula.
DPEF - Aula
L'Aula terrà seduta martedì 16 novembre 2010 per la discussione
del DPEF e l'approvazione degli ordini del giorno.
Sessione di bilancio
L'esame del disegno di legge del bilancio della Regione e dei
connessi documenti finanziari ha luogo nell'ambito di un'apposita
sessione parlamentare, della durata di quarantacinque giorni a
decorrere dalla effettiva distribuzione del testo del disegno di
legge e delle tabelle allegate, che deve comunque avvenire entro il
mese di ottobre di ciascun anno (art. 73 bis, comma 1, Reg. int.
ARS).
Tuttavia, l'effettiva calendarizzazione della sessione non può non
tener conto dello sfasamento del calendario degli adempimenti
relativi ai documenti finanziari registratosi quest'anno.
In ordine al disegno di legge finanziaria 2011 ed al disegno di
legge del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2011 e pluriennale per il triennio 2011-2013, il
Presidente procederà alla loro assegnazione dopo aver accertato che
il disegno di legge finanziaria non rechi disposizioni estranee
all'oggetto come definito dalla legislazione vigente o contrastanti
con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente per
la stessa legge finanziaria, comunicando all'Assemblea le norme
eventualmente stralciate (art. 73 ter, comma 2, Reg. int. ARS).
Durante l'esame nelle commissioni delle parti di rispettiva
competenza del disegno di legge di bilancio e dei singoli stati di
previsione è sospesa ogni altra attività legislativa in
commissione. E' tuttavia consentito alle commissioni di procedere
all' esame di altri progetti di legge allorchè abbiano
integralmente esaurito il compito ad esse assegnato dall' art. 73
ter (art. 73 bis, comma 2, Reg. int.).
La sessione di bilancio avrà inizio il 17 novembre 2010.
Sessione di bilancio - Commissioni
Entro martedì 7 dicembre 2010, le Commissioni, dopo aver
esaminato, per le parti di rispettiva competenza, il disegno di
legge finanziaria 2011 ed il disegno di legge del bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2011 e
pluriennale per il triennio 2011-2013, invieranno le proprie
osservazioni e proposte alla Commissione Bilancio , nominando
altresì un relatore che partecipi, per riferirvi, alle sedute di
quest'ultima Commissione (articolo 73 ter, comma 3, del
Regolamento).
Entro venerdì 17 dicembre 2010, la Commissione Bilancio
concluderà l'esame di competenza esitando per l'Aula il disegno di
legge finanziaria 2011 ed il disegno di legge del bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2011 e
pluriennale per il triennio 2011-2013, nominando un relatore di
maggioranza e uno o più relatori di minoranza per l'Assemblea
(articolo 73 ter, comma 6, del Regolamento).
I giorni 18, 19 e 20 dicembre mattina 2010 saranno dedicati agli
adempimenti per la predisposizione e la stampa dei volumi del
bilancio e della finanziaria nei testi esitati per l'Aula.
Sessione di bilancio - Aula
Da lunedì 20 dicembre 2010 (pomeriggio), l'Aula procederà alla
discussione congiunta del disegno di legge finanziaria 2011 e del
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2011 e pluriennale per il triennio 2011-
2013, fino all'approvazione finale dei documenti.
All'uopo, la Presidenza si farà carico di predisporre un'ipotesi
di organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari ai
sensi dell'art. 73 bis Reg. int. ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione dei disegni di legge
assestamento anno finanziario 2010
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si riprende il IV punto dell'ordine del giorno.
Si procede all'esame del disegno di legge numero 594 «Assestamento
del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2010», posto al
numero 3).
Invito i componenti la II Commissione, Bilancio, a prendere posto
nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi sono da evidenziare, oltre ai numeri
che leggete in assestamento, dove vi sono una serie di prospetti,
che in sede referente la Commissione, per contribuire a superare lo
stato di profonda crisi occupazionale ed industriale che attraversa
la cantieristica siciliana, ha discusso ed approvato, un apposito
articolo, presentato su iniziativa del Governo che prevede
l'appostazione in entrata nel Bilancio 2010 della Regione (capitolo
4501) della somma di 15 mila migliaia di euro, a titolo di acconto
sui saldi finali di liquidazione dell'ESPI, specificamente
vincolata al finanziamento dei lavori di manutenzione straordinaria
dei bacini galleggianti di carenaggio del porto di Palermo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo confessare
che, dalla relazione non ho appreso molto. Rispetto a questo vorrei
chiedere al Governo se l'Assestamento di bilancio presentato,
considerato che è un assestamento di bilancio che si rifà alla data
del 5 di agosto, quindi con una gestione passata
dell'amministrazione, ha tenuto conto di quelle che sono tutta una
serie di insofferenze che il Ragioniere generale della Regione ha
messo a conoscenza dei parlamentari in Commissione bilancio.
Stamattina, proprio interrogando in audizione il dirigente
generale, mi confermava che una serie di voci, tutt'oggi, sono in
sofferenza rispetto al cofinanziamento della sanità, rispetto al
versamento dell'F24, di tutta una serie di versamenti fatti per
l'imprenditoria.
Quindi, vorrei chiedere una relazione per comprendere se questo
stato di assestamento metta fine a quello che, in questo momento,
invece, è un problema piuttosto rilevante; a meno che ci sono altri
provvedimenti in itinere per chiudere il bilancio di previsione
2009 con una serie di azioni amministrative che, certamente, non
hanno bisogno della valutazione legislativa di questa Assemblea.
Presidenza del Presidente Cascio
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
della presenza dell'assessore Armao perché si tratta di
problematiche che riguardano il bilancio ed in particolare
dell'assessorato che lei dirige.
Assessore, intorno al 15 ottobre, non ho dati precisi, è stata
bloccata la spesa.
A questo punto, credo che non debba essere un problema particolare
ma generale.
L'Assemblea, nel mese di maggio, approvò con un grosso ritocco la
famosa ex Tabella H, o con il nome che oggi ha preso, che conteneva
un insieme di iniziative riconosciute dal Governo valide.
Assessore, credo che sia importante un suo intervento, in quanto
il bilancio si approvò tardi, la spesa diventa operativa a fine
giugno e quindi moltissimi decreti dei vari assessorati che
portavano la data dei primi di settembre incapparono nel blocco di
queste iniziative.
Lei si rende conto, assessore, del danno che creeremo a tutte
queste piccole realtà che hanno subito il blocco?
Ecco perché chiedo un autorevole intervento del Governo che è
stato l'artefice del blocco.
Non si può dire adesso ai direttori generali dei vari rami
dell'amministrazione di chiedere e di ripartire da quel capitolo.
Non deve essere il direttore generale che deve chiedere di
rimpinguare quel capitolo ma poiché è stato bloccato in corso
d'opera, credo che debba intervenire o il Presidente della Regione
o direttamente lei, assessore.
Se qualche direttore non ha piacere di fare la richiesta, ci si
renda conto del danno che verrà recato a tutte queste iniziative
che nel periodo estivo hanno lavorato e che alla fine non
prenderanno neanche un euro.
Quindi, li abbiamo presi in giro.
Il mio vuole essere un discorso costruttivo perché quando ho
chiesto informazioni nei vari assessorati, mi è stato detto che il
direttore dell'assessorato deve chiedere la riscrizione del
capitolo.
Credo che, così come il Governo ha deciso di bloccare, il Governo
decida anche se riaprire e cosa riaprire.
Non comprendo perché si debba scaricare la responsabilità su
qualche direttore che su quel capitolo non ha fatto la richiesta
per quelle somme che oggi in effetti sono bloccate.
Credo che lei, assessore, abbia oggi una responsabilità che so
benissimo che si è trovata.
Parlo di alcuni settori dai beni culturali al turismo, vale per
tutti. Lei sa benissimo che le somme sono tutte bloccate.
Qualche giorno fa si diceva che si sarebbe tagliato il 70 per
cento. Noi abbiamo già abbattuto una Tabella di circa il 50%, oggi
comunichiamo che il taglio potrebbe essere del 70 per cento.
Obiettivamente, sono state prese in giro tutte queste realtà.
La prego di intervenire, assessore, su questo argomento per dare
una parola di serenità per tutti coloro che hanno anticipato queste
somme e oggi si trovano in una sofferenza per una incuria non
certamente sua, ma della regione e del governo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1 e all'annessa tabella A. Ne do lettura:
«Art. 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2010 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A'».
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, volevo replicare le questioni opportunamente poste
dall'onorevole Mancuso e dall'onorevole Beninati in ordine alle
questioni certamente rilevanti concernenti la situazione
finanziaria della Regione che questa mattina è stata oggetto di
puntuale analisi in sede di commissione con un dibattito assai
articolato che ha avuto modo di sviscerare le ragioni variegate che
danno luogo ad una sofferenza finanziaria a tutti nota e che ha
imposto l'applicazione dell'articolo 27 della legge 23 del 2003
che, come è noto, prevede che, al fine del raffreddamento della
spesa, nel caso in cui ci sia un affaticamento, un affanno
finanziario, si debba procedere al congelamento della spesa.
Mi rincresce perché anch'io ho notizie di inopinate affermazioni
da parte di alcuni uffici circa il taglio che sarebbe avvenuto di
voci di bilancio, non è nella disponibilità dell'assessore
effettuare variazioni di bilancio con atto amministrativo e,
quindi, è opportuno che mi sia data la possibilità di illustrare
all'eccellentissima Assemblea ed al pubblico del mero congelamento
delle risorse finanziarie dei capitoli che verranno scongelate
immediatamente appena la disponibilità finanziaria - ed è questione
di giorni - sarà piena ed integrale, anche alla possibilità che è
data dall'approvazione dei due rendiconti di accendere i mutui
presso la Cassa depositi e prestiti, mutui di cui la cassa ha già
dichiarato la disponibilità.
Questo consentirà, anche in relazione all'acconto IRPEF, di cui è
imminente l'incasso a breve, tra due o tre settimane, di avere un
plafond finanziario che consentirà di prestare ossequio a tutti
gli impegni assunti dalla normativa del 2010.
Quindi, nessun allarmismo, si tratta di una misura contingente
dovuta all'esigenza di raffreddare la spesa e al fine di rispettare
il patto di stabilità e consentire di non sforare nell'ambito dei
pagamenti.
Vorrei per un momento illustrare le ragioni di tutto ciò che sono
connesse ad una minore gettito che è dovuto alla crisi finanziaria
ed economica che riguarda l'intero Paese che non poteva non avere
riflessi anche nella Regione siciliana che ha potestà tributaria
diretta e quindi incassa le imposte ed evidentemente le imposte
risentono dell'andamento dell'economia; la Regione in questi mesi,
vuoi per le anticipazioni fatte in favore dei Comuni, per
corrispondere alle esigenze connesse alla difficoltà verificatasi
nel settore dei rifiuti cui l'Assemblea ha voluto dare soluzione
con una legge approvata qualche mese fa, dall'altra per l'esigenza
di dovere affrontare la provvista finanziaria per far fronte alla
mancata assegnazione delle risorse finanziarie connesse al FAS
2007/2013, per le quali appunto si è dovuto provvedere con cassa
della Regione, tutto ciò ha determinato un affaticamento della
cassa e, pertanto, è questa la ragione di questo congelamento. Per
il resto nulla è compromesso né può essere compromesso negli
impegni assunti nel 2010.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero,
assessore, esprimerle alcune brevi riflessioni perché lo
stillicidio su alcune tematiche sta proseguendo e non possiamo,
dimostrando grande senso di responsabilità, poi essere accusati dal
governatore Lombardo che le nostre affermazioni sui tagli, che io
già avevo denunciato in quest'Aula per quanto riguarda le autonomie
locali, quello che è un attacco allo status degli amministratori
locali sia una pura immaginazione e che la finanziaria, da voi già
votata in Giunta, non prevede tagli al sistema delle autonomie
locali.
Questo lo voglio precisare perché, con l'approvazione di questi
tre provvedimenti, assessore Armao, si definisce uno spartiacque
ben preciso tra una gestione, che c'è stata, e quella che sarà, ed
io le voglio dare formalmente il benvenuto in questa nuova veste,
perché è una veste complicata, difficile. Forse era meglio che
continuava a svolgere il ruolo di assessore, che ha svolto
discretamente bene - devo dargliene atto - e abbiamo visto anche
provvedimenti che ha emanato da assessore ai beni culturali.
Quindi, lei si è assunta una grande responsabilità in un momento
difficile e allora, pur non avendo il piglio politico, ma lei ha
tutte le caratteristiche anche per assumerlo - di questo ne abbiamo
il sospetto - riferisca al presidente Lombardo che le
mistificazioni non gli servono, anche perché, rispetto ad alcune
dichiarazioni, non vorrei che fosse invitato personalmente, come
Presidente della Regione, a venire a riferire in Commissione
bilancio e in Aula perché se alcune tematiche il presidente
Lombardo le vuole snobbare, faccia pure, ma che non si alzi la
mattina, ogni tanto, a fare qualche dichiarazione completamente
fuori luogo.
Questo lo voglio precisare perché stasera, probabilmente, qualcuno
è rimasto sorpreso dal clima che quest'Aula ha dimostrato di saper
creare quando è necessario assumersi delle responsabilità, è un
momento difficile. Però, è anche vero che non si può, dall'altro
lato, ricevere schiaffi. E siccome il rapporto attuale che c'è tra
quest'Aula e quello che è il Presidente della Regione - lo vediamo
dalle dichiarazioni continue - è instaurato su dichiarazioni spot o
anche su accuse che, francamente, non ci appartengono e non
meritiamo, lei, allora, si faccia latore di questa breve
riflessione e le chiarisco nella mia conclusione, comunque, che
essendosi definito uno spartiacque ben preciso, per quanto riguarda
i documenti finanziari che cominceremo ad affrontare dal Documento
di programmazione economica e finanziaria e la Finanziaria 2011,
assessore Armao, si basi su quello che già il Parlamento ha
approvato e ha già definito. Ricordo gli articoli 13, 14, 15 e 20
dell'ultima finanziaria regionale.
L'ho ribadito oggi in Commissione Bilancio - il presidente Savona
ne è testimone - lo ribadisco in quest'Aula per noi, presidente
Savona - scusi se la coinvolgo ma noi affronteremo in Commissione
Bilancio questo lavoro propedeutico - è una pregiudiziale a tutti
gli effetti affrontare il cammino dei documenti finanziari del 2011
partendo dall'operazione verità e trasparenza dei conti pubblici
che è stata da me proposta, è stata allora voluta anche
dall'assessore per l'economia, Cimino, e il Parlamento ha approvato
con grande senso di responsabilità.
Le forniamo anche questo assist, assessore: lei oggi ha la
possibilità di fare un'operazione storica che non c'è stato il
tempo di fare con il precedente assessore per ovvii motivi. Cimino
allora ha dato l'ok, lei oggi può cogliere realmente la palla al
balzo per fare un'operazione che da molti anni doveva essere fatta.
Entri, allora, nell'ottica di questo spirito, al di là di quelli
che possono essere i formalismi, di questa necessità espressa dal
Parlamento regionale e, quindi, affrontiamo realmente il percorso
della finanziaria 2011 tenendo presente quali sono i punti di
partenza finanziari, tenendo anche conto che dobbiamo, una volta
per tutte - anche per quanto riguarda il Documento di
programmazione economica e finanziaria - analizzare il sistema
delle società partecipate e degli enti per come è richiesto dalla
legge n. 10 del 1999.
Se il Parlamento vorrà finalmente essere consequenziale a ciò che
ha determinato nella finanziaria, allora questo credo sia il
momento opportuno e necessario per fare finalmente questa grande
operazione di trasparenza e di verità.
PRESIDENTE. Sospendo l'esame dell'articolo 1.
Si passa all'articolo 2 e all'annessa tabella B. Ne do lettura:
«Art. 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2010 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B'».
Sospendo l'esame dell'articolo 2.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa del
bilancio della Regione
1. Al Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio finanziario
2010, sono apportate le seguenti variazioni in euro.
ENTRATA
Fondo iniziale di cassa +738,01
SPESA
ASSESSORATO ECONOMIA
BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215711 - Interventi Regionali +738,01».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Versamento acconto ESPI
1. Il Commissario Liquidatore dell'Ente siciliano per la
promozione industriale (ESPI), entro 10 giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, provvede a versare in entrata al
bilancio della Regione siciliana (capitolo 4501 - Capo X), a titolo
di acconto sui saldi finali di liquidazione, la somma di 15.000
migliaia di euro, da destinare al finanziamento dei lavori di
manutenzione straordinaria dei bacini galleggianti di carenaggio,
ubicati nel porto di Palermo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 1 in precedenza sospeso.
Pongo in votazione la tabella A, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 2 in precedenza sospeso
Pongo in votazione la tabella B, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
aggiuntivi A.1 e A.2. Ne do lettura:
-emendamento A.1:
«In deroga alle previsioni di cui al comma 6 dell'art. 26 della
l.r. 4 del 16 aprile 2003, limitatamente all'esercizio finanziario
2010, gli enti parco possono utilizzare interamente l'avanzo di
amministrazione che si dovesse accertare in fase di approvazione
del conto consuntivo 2009, prioritariamente per far fronte alle
spese obbligatorie per legge nonché per altre finalità
istituzionali».
-emendamento A.2:
«L'Assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione
pubblica è autorizzato ad utilizzare le somme impegnate sul
bilancio dell'esercizio finanziario 2009 per le finalità di cui al
comma 2 dell'articolo 27 delle legge regionale 11/2010 di modifica
del comma 4 dell'articolo 9 della legge regionale 6/2009, per
rimborsare ai comuni l'80 per cento delle spese relative ai
ricoveri di minori disposti dall'autorità giudiziaria, occorsi tra
il 1 gennaio 2008 e il 31 dicembre 2009, fermi restando i
provvedimenti amministrativi già definiti».
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era stato
preannunciato un emendamento, senza prendere nessun tipo di
posizione politica perché amabilmente l'assessore Chinnici ce lo ha
rappresentato, anche in maniera molto corretta per la materia di
che trattasi, non c'è nessun tipo di volontà ostativa a dare un
consenso alla trattazione dell'emendamento.
Vedo che, ogni volta che queste deroghe vengono accettate, poi le
maglie si allargano.
Ho saputo che è stato presentato anche un emendamento che riguarda
i parchi o qualcosa di simile.
Per evitare di chiedere, sotto il profilo regolamentare, tempi e
allungare quindi alla settimana prossima e dove, invece, mi pare
che l'emendamento che riguarda l'assessore Chinnici, peraltro,
porterebbe anche alla perdita di finanziamenti, dei parchi,
Presidente, ne parliamo un'altra volta.
Invito il Governo, anche perché l'utilizzo dell'avanzo
dell'Amministrazione così, in modo indiscriminato, fa venire meno
quella che è stata la volontà del Parlamento, nel senso che i
trasferimenti fatti al Parco, nel tempo, hanno permesso tutta una
serie di azioni che il Parco ha messo in campo, compreso quello dei
contratti a tempo determinato.
Non vorrei riaprire lo stesso capitolo, oggi, senza avere il tempo
di potere compiutamente trasmettere al Governo quello che abbiamo
detto con la finanziaria.
Se è possibile, il Governo confermi l'emendamento dell'assessore
Chinnici e ritiri l'emendamento che riguarda i parchi. Anche perché
l'emendamento dell'assessore Chinnici, se non ricordo male, è un
emendamento presentato anche alla finanziaria da tutti i gruppi
parlamentari, primo firmatario era l'onorevole Falcone. Quindi, c'è
una condivisione e, rispetto a questo, riteniamo di ribadire quella
condivisione ma di fermarci a quello.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa
perché, probabilmente, ho commesso anch'io una leggerezza non
occupandomi di chiedere ai colleghi di illustrare il senso di
questa emergenza. Signor Presidente Cascio, vorrei che lei mi
ascoltasse nella qualità di ex Assessore regionale al territorio.
Si tratta di un'emergenza nel senso che stiamo parlando delle
spese obbligatorie, probabilmente in questo senso chiedo al Governo
di fare un subemendamento per cancellare sia il prioritariamente',
sia nonché per altre finalità istituzionali' e limitare alle spese
obbligatorie degli enti parco cioè gli stipendi del personale degli
enti Parco che, come è noto, sono dipendenti di ruolo
dell'Amministrazione larga della Regione.
Non stiamo parlando di convenzioni, contratti a tempo determinato,
parliamo di personale degli Enti Parco che hanno fatto un concorso,
di gente che, a causa del modo in cui abbiamo costruito la manovra
finanziaria
Cancelliamo per altre finalità istituzionali' e, quindi,
limitiamoci esclusivamente alle spese obbligatorie e consentiamo di
utilizzare come cassa, di fatto, l'avanzo accertato dagli enti
Parco, approvato, l'avanzo 2009, per pagare gli stipendi nel 2010,
visto che non stiamo riuscendo a fare una variazione di bilancio
per l'anno 2010 e, quindi, a pagare gli stipendi.
Questo è il senso e in questo senso chiedo al Governo sia di
cancellare prioritariamente' sia di fermarsi esclusivamente alle
spese obbligatorie.
Chiedo ai colleghi di assumere tutti l'orientamento favorevole
perché stiamo parlando di stipendi di dipendenti di fatto
dell'Amministrazione regionale.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il Governo
ovviamente è favorevole. Si tratta di una esigenza prioritaria
rappresentata dagli enti Parco che devono prestare ossequio ad
impegni obbligatori assunti mediante contratti.
Condivido, quindi, l'opportunità di circoscrivere questo
intervento normativo di modifica alle spese obbligatorie e questo
consentirebbe di ovviare ad un inconveniente ascrivibile ad una
svista del legislatore.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
nel merito della problematica. E' chiaro che mi sembra abnorme che
si intervenga con legge, quindi con una norma, per autorizzare un
ente ad utilizzare l'avanzo di amministrazione dell'ente che ha
governato.
Per quanto mi riguarda, è una cosa abnorme che non condivido.
Se vuole utilizzare l'avanzo di amministrazione, qualsiasi ente
parco lo faccia autonomamente, senza che venga autorizzato dalla
Regione o lo faccia con decreto del Ragioniere generale della
Regione, non con una legge per utilizzare l'avanzo. Mi sembra
veramente abnorme.
Non so come la pensino gli uffici di questa Assemblea: è la prima
volta che vedo scritto in una legge che l'avanzo di amministrazione
può essere utilizzato perché lo dicono i parlamentari votando una
norma. E' la prima volta, non esiste norma di questa portata.
Io non aprirei questo capitolo perché qui sta diventando che tutto
quello che non vogliono fare i funzionari lo devono fare i
parlamentari.
I funzionari sono pagati in maniera seria, hanno la responsabilità
amministrativa dell'azione che devono svolgere, cosa ben diversa,
invece, l'operazione che dobbiamo fare per gli enti locali e per i
minori ma noi autorizziamo i funzionari ad utilizzare l'avanzo
dell'ente. Ma io non conosco neanche il consuntivo di questi enti e
non utilizzo l'avanzo.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
intervenire su questo argomento perché la vicenda degli enti Parco
è legata completamente ed unicamente alla storia della nostra
Terra, la storia della Sicilia, per quanto riguarda le aree
protette.
Nessuno può dimenticare quanto la Regione siciliana si sia spesa
per le aree protette, per quello che è stato fatto con le aree
protette, per la salvaguardia del territorio. Quindi, lo dico
all'onorevole Mancuso, se c'è qualche funzionario che non si vuole
assumere le proprie responsabilità, qualcuno se le deve assumere
per pagare gli stipendi ai dipendenti degli Enti Parco che meritano
di avere pagato lo stipendio come tutti i dipendenti regionali, o
pararegionali, per il lavoro che viene svolto e per tutto ciò che
riguarda la salvaguardia del territorio.
Quindi, anche se la norma dovesse essere abnorme - personalmente,
dal punto di vista amministrativo non ne conosco l'iter -, però
chiedo all'Assemblea, lo dico con molta serenità, che venga
approvata una norma del genere.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dall'onorevole Cracolici: A.1.1 all'emendamento A.1:
«Al quarto rigo sostituire la parola prioritariamente con la
parola esclusivamente ;
sopprimere le parole nonché per altre finalità istituzionali »;
-dagli onorevoli Falcone, Caputo ed altri: A.1.2 all'emendamento
A.1:
«Al secondo rigo cassare la parola interamente e dopo le parole
obbligatorie per legge aggiungere le parole per i dipendenti il
cui contratto a tempo indeterminato è stato stipulato
antecedentemente al 31.12.2008 ».
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola agli onorevoli
Beninati, Caronia, Buzzanca e Falcone, che hanno chiesto di
intervenire, vorrei cercare di circoscrivere il perimetro della
discussione.
Questa norma, se approvata con il subemendamento del Governo,
darebbe la possibilità di accedere agli avanzi di amministrazione
oltre la misura del 5 per cento, perché attualmente è possibile
arrivare ad utilizzare gli avanzi di amministrazione all'interno
del 5 per cento, mentre questa norma sarebbe una deroga al 5 per
cento. Si potrebbero utilizzare gli avanzi di amministrazione
eccedenti il 5 per cento per potere pagare gli stipendi agli
impiegati di ruolo.
MANCUSO. Sine die
PRESIDENTE. No, limitatamente all'anno 2010. Cioè per l'anno in
corso.
CRACOLICI. Si parla di novembre e dicembre.
PRESIDENTE. Questa è la discussione, giusto per capire di cosa
stiamo parlando. Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono delle
materie che mi appassionano da anni e devo dire che i Parchi mi
appassionano da tanti anni.
Assessore Armao, anzi Governo, penso che questa norma, alla fine,
sia un modo per tappare un qualcosa che, purtroppo, non si è fatto
con attenzione nel momento del bilancio. E, alla fine, per un fatto
sociale, perché alla fine è così, è giusto cercare di tamponare
questo problema.
Però, allo stesso tempo chiedo al Governo, una volta per tutte,
che sui Parchi decida quando finalmente togliere i commissari.
Vede, signor Presidente, noi facciamo delle bellissime discussioni
su argomenti, su come si spendono i soldi, su come si devono fare
queste iniziative, sul personale, però è ormai inverosimile che i
Parchi, tutti, in Sicilia, l'ultimo addirittura commissariato con
il Direttore generale di un Assessorato - cosa un po' inconsueta
perchè generalmente si commissaria con dirigenti non direttori
generali -, ma ormai si fa tutto e il contrario di tutto in questa
Assemblea.
Però, sulla vicenda dei Parchi, inviterei il Governo ed il
Presidente che manca, ma certamente l'Assessore, a dirci che entro
una data si faranno i presidenti dei Parchi, perché è veramente una
farsa ridicola. Noi il più delle volte su questi Parchi, in
particolare quello dei Nebrodi come gli altri, abbiamo forse
persone che sono ai limiti della titolarità per potere esercitare
quel ruolo ma non ne parla nessuno. E' da due anni che si va avanti
così.
Quindi, signor Presidente, Assessore, da parte mia condivido
questa norma, però desidero che prima che si voti, lei per conto
del Governo ci dica che tra un mese si faranno i Presidenti.
Non è più possibile che si proceda di commissario in commissario;
addirittura ultimamente, da pochissimo, si è fatto l'exploit di
nominare un direttore generale commissario di questo ulteriore
parco.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
A.1.1 a firma dell'onorevole Cracolici che così recita: «Al quarto
rigo sostituire la parola prioritariamente' con la parola
esclusivamente' e sopprimere le parole nonché per le altre
finalità istituzionali.'
Pertanto, l'emendamento Cracolici e quello presentato dal Governo
si sovrappongono.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
semplicemente fare una riflessione che in realtà esula dallo
specifico. Sicuramente, è stato opportuno cassare il termine
prioritariamente', però credo che - così come il collega che mi ha
preceduto ha in maniera molto dettagliata evidenziato - manchi
rispetto alla programmazione di quella che vuole essere la gestione
degli Enti Parco una politica che sia più generale.
E' chiaro che nessuno di noi può essere contrario alla possibilità
di riconoscere ai lavoratori peraltro stabilizzati degli Enti Parco
la possibilità di poter percepire lo stipendio e quindi di
utilizzare l'avanzo di gestione, però è pur vero che manca in
maniera assoluta - e questo abbiamo modo di testarlo nell'ambito
della Commissione Ambiente di cui io sono componente - la volontà
da parte del Governo di dare una programmazione effettiva ai lavori
ed all'indirizzo politico che si vuole dare ai parchi.
Purtroppo, non posso anch'io che rimarcare la presenza di
commissari che si avvicendano di volta in volta che, chiaramente,
non possono far sì che si possa perseguire una politica più
razionale, una politica che veda valorizzato il ruolo dei
lavoratori e dei dipendenti. Molti di questi dipendenti svolgono
un'attività di estrema importanza, ma è pur vero che una mancata
gestione assidua o che per lo meno possa far sì che si possano
programmare attività a medio e a lungo termine, proprio perché il
commissariamento per sua natura ha una durata e dovrebbe essere
anche una durata breve nell'attesa che si insedi il presidente, non
consente agli enti Parco di potere svolgere tutte quelle attività,
invece, che sarebbero di estrema importanza.
Parlo, ad esempio, del parco delle Madonie che conosco in maniera
più approfondita e ritengo che moltissime iniziative siano state
precluse al parco proprio perché la gestione commissariale non ha
consentito al commissario di mettere in essere tutta una serie di
iniziative che avrebbero dato al territorio delle Madonne, in
genere, lustro e visibilità.
Quindi, ritengo che sia necessario un approfondimento, per cui
seppure condivido la ratio perché sicuramente va in aiuto a quelle
che sono le problematiche dei lavoratori, dall'altro lamento e
credo che sia opportuno riflettere rispetto a questo tipo di
politica che il Governo continua a perpetuare, cioè il
commissariamento. Si passa da un commissariamento all'altro.
Se poi è vero come è vero che il 5 per cento di quello che è
l'avanzo di amministrazione può essere utilizzato in maniera
autonoma dagli amministratori senza che per questo si debba fare
una legge, un'ultima considerazione mi sia consentita.
Oggi, all'interno di quest'Aula assistiamo a situazioni
paradossali. Iniziative importanti vengono sottratte all'Assemblea
regionale e mi riferisco, ad esempio, alla formazione
professionale; riforme come questa non vengono trattate in Aula ma
diventano oggetto di atti amministrativi fatti direttamente dal
Presidente della Regione, così come ad esempio le proroghe di
lavoratori della protezione civile, viene sottratta a questo
Parlamento la possibilità di legiferare, poi, invece, rispetto a
norme di questo genere la nostra responsabilità ed il nostro
interesse viene sollecitato.
Dovremmo forse rifare il punto della situazione e dare a questo
Parlamento il giusto ruolo che ha, un momento di confronto tra
deputati, perché ognuno di noi possa dare un contributo visto che
rappresentiamo - nonostante tutto - il mandato da parte del popolo
siciliano che ci ha eletti.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
l'occasione di discutere questo emendamento consente a noi di fare
delle riflessioni che, secondo me, poi sono stringenti per
comprendere quale sia il percorso avviato da questo Governo e quali
le conseguenze di questa politica che stiamo apprezzando sempre di
meno, come siciliani e come parlamentari.
Sulla regolarità formale, nulla quaestio, Assessore. E' chiaro
che, come correttamente diceva il Presidente dell'Assemblea, al di
là del 5 per cento, l'utilizzo delle somme deve essere autorizzato,
certamente, dal Parlamento.
Ci sono tre elementi che mi destano preoccupazione.
Il primo. Esiste o no una programmazione, che poi ci consente di
arrivare al pagamento degli stipendi? E se esiste, come mai siamo,
poi, obbligati a venire in Aula ed ascoltare il Governo che ci
propone, in sede di assestamento, un emendamento di questo tipo?
E se esiste una programmazione, certamente, non si possono avere
queste conseguenze.
Non esiste, allora, una programmazione
Vi è di più, signor Presidente, signor Assessore ed onorevoli
colleghi.
Ritengo che abbiamo l'obbligo di approfondire questo emendamento,
perché l'Aula possa capire bene quali siano i motivi che ci
spingono, poi, a ritenere urgente questo provvedimento per pagare
gli stipendi.
Si tratta forse di consulenze, che sono state assunte nel corso di
questi ultimi due anni?
Si tratta di assunzioni di tipo clientelare fatte in questi anni?
Come accade, per esempio, in molti parchi, penso anche al Parco dei
Nebrodi che, certamente, conosco meglio degli altri, ma ritengo
che, anche all'Alcantara, nelle Madonie, questo si stia
verificando.
Ritengo che questo non sia giusto Penso che sia necessario,
proprio perché in questi ultimi mesi soprattutto, ma in questi
anni abbiamo sentito, tante volte, il Governo ed il governatore
urlare circa un percorso che mette al bando il clientelismo, che si
ancora a trasparenza e legalità, ma non mi sembra che ci troviamo
in questa fattispecie.
Il primo elemento, quindi, che abbiamo dovuto considerare è la
mancanza di programmazione.
Se c'è stata programmazione, e noi pensiamo di sì, allora, vi sono
stati degli innesti di tipo clientelare per quello che afferisce
assunzioni e consulenze.
Poi, signor Presidente, signor Assessore desideravo che lei mi
ascoltasse, vi sono anche delle furberie.
Spero che si tratti di un innocuo tentativo di giungere, poi,
addirittura ad allargare la possibilità di spesa, perché l'ultima
parte così recita: per far fronte alle spese obbligatorie per
legge, nonché per altre finalità istituzionali . Questa parte, che
è stata poi cassata, certamente è stata cassata perché noi abbiamo
approfondito nel corso di questo dibattito, perché il Parlamento si
è reso conto che vi erano delle anomalie delle quali abbiamo
parlato e delle altre che si potevano aggiungere per rendere ancora
più inverosimile questo percorso.
Non ritengo che sia giusto procedere così. Dobbiamo stabilire cosa
vuole fare questo Governo.
Dobbiamo, anzi, capire, come parlamentari, cosa vuole fare questo
Governo che si definisce tecnico', che vuole fare un percorso
all'insegna del rigore sbandierato, all'insegna della contrazione
della spesa sbandierata, ma ci rendiamo conto che, ogni giorno,
questa spesa lievita, che, ogni giorno, ne fanno le spese i comuni
e di conseguenza anche le comunità, che forse se si va avanti con
questo ragionamento, annunciato in finanziaria, se si va avanti con
queste contrazioni, i comuni, signor Assessore, non potranno più
garantire i servizi essenziali, dai trasporti alla salute.
Questo non mi sembra possibile Non mi sembra accettabile
E' questa l'occasione per avviare un nuovo percorso, in questa
finanziaria, partendo da stasera e partendo dal convincimento, me
lo consenta Assessore, che siamo tutti in buona fede. E lei lo è
certamente Questi documenti, però, Assessore ci autorizzano a
pensar male.
Spero che lei, nel corso del suo mandato, da qui a qualche mese,
presentando la Finanziaria, facendola analizzare alla Commissione e
poi al Parlamento, riesca a convincerci del contrario.
In questo momento, sinceramente, siamo profondamente perplessi e
siamo anche molto preoccupati per l'andazzo che sta assumendo, in
questa prima fase, il cosiddetto governo quater' del governatore
Lombardo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che dovremmo
evitare che stasera, su una questione che può prestarsi ad equivoci
e fraintendimenti, si possa scivolare. Noi stasera abbiamo
l'esigenza, e credo di poter formulare l'apprezzamento per quello
che è l'intendimento di questa Assemblea, di questo Parlamento,
circa l'emendamento che riconosce il contributo ai comuni
dell'ottanta per cento per il ricovero dei minori, in ragione di un
provvedimento giurisdizionale. Ma è chiaro che abbiamo un altro
emendamento, la cui difficoltà di impostazione non vorrei possa
creare problemi al primo emendamento.
Allora, stasera dobbiamo cercare un punto di incontro. Questa
Assemblea deve fare uno sforzo e deve cercare un punto di incontro.
Io ho letto l'emendamento A.1.1. Cosa dice in buona sostanza questo
emendamento? Sopprime e sostituisce la parola prioritariamente
con esclusivamente e poi impegna gli Enti Parco a utilizzare
questi fondi per le spese obbligatorie per legge.
Poi, ho ascoltato qualche intervento degli onorevoli Beninati,
Buzzanca e mi hanno creato qualche ulteriore perplessità. Noi
stasera dobbiamo cercare di salvare capra e cavoli, e come possiamo
farlo? Innanzitutto preannuncio, signor Presidente, un
subemendamento, sottoponendolo anche al vaglio del Governo, che
sopprima l'avverbio interamente' al secondo rigo utilizzare
interamente l'avanzo', no, non possiamo utilizzare interamente
l'avanzo. Sopprimiamo questo avverbio e dopo le spese
obbligatorie aggiungere per i dipendenti il cui contratto a tempo
indeterminato è stato stipulato antecedentemente al 31/12/2008 ,
cioè mettiamo un elemento di precisazione che eviti
strumentalizzazioni e qualunque tipo di dubbio, di equivoco sul
finanziamento di nuove assunzioni.
Noi stiamo da un lato creando una deroga, così come la legge ci
impone, perché sappiamo, lo ha detto lei, signor Presidente, che
l'avanzo può essere utilizzato limitatamente al cinque per cento.
Non lo utilizziamo in maniera indiscriminata, quindi interamente',
ma lo utilizziamo soltanto e limitatamente a quelle spese
obbligatorie per quei contratti dei dipendenti a tempo
indeterminato che sono stati bloccati al 31 dicembre 2008. Così
facendo, se siamo d'accordo, troviamo questa via di mezzo e
procediamo.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Nel frattempo vuole formalizzare il
subemendamento, onorevole Falcone?
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per ribadire la
volontà del Gruppo parlamentare del Movimento per le autonomie di
sostenere questa proposta e visto che ci sono stati degli
interventi ad adiuvandum', non ultimo quello dell'onorevole
Falcone, sarebbe opportuno anche col Governo cercare di capire ed
entrare in maniera specifica nel cuore della vicenda, anche perché
non ritengo che spese obbligatorie debbano essere intese solo
quelle relative agli stipendi; ci potrebbero anche essere, non
parlo di assunzioni stagionali, ma altre obbligazioni assunte dagli
Enti Parco, ad esempio con contratti a qualunque titolo, onorevole
Cracolici, non solo quello dell'acqua o della luce o del gas, ma
anche altri che metterebbero nella condizione di una disparità di
trattamento tra alcune obbligazioni contrattuali, siano esse
obbligatorie o meno, ed altre.
Detto questo e detto anche che non è giusto giocare sulla pelle di
quei lavoratori indistintamente, caro onorevole Falcone, assunti
prima o dopo una determinata data che oggi soffrono per alcune
lacune di carattere legislativo e per alcune mosse, probabilmente
inavvertite visto che ho sentito di parlare di buona fede, e siamo
tutti in buona fede, non è giusto oggi riversare, scaricare,
cercare di fare rivendicazioni d'Aula legittime, per carità,
rivendicazioni di natura parlamentare, però gettando nello
sconforto chi oggi si aspetta non violenze legislative, onorevole
Mancuso, ma una scelta responsabile, non per fatto personale;
l'onorevole Mancuso durante il suo intervento ha parlato di
funzionari che devono, giustamente, assumersi la responsabilità.
Ritengo che la giustezza della tesi dell'onorevole Mancuso che è
quella dei funzionari che devono assumersi delle responsabilità non
possa assolutamente esimere questo Parlamento da scelte
responsabili che sono quelle di un'espressione positiva, magari
riveduta e corretta anche a seguito di alcune proposte fatte dai
colleghi che mi hanno preceduto e finalizzate non solo Assessori,
onorevoli colleghi e concludo, al pagamento dovuto delle spettanze
retributive per quanto riguarda i dipendenti, ma anche ad altre
obbligazioni eventualmente assunte dai parchi.
Non ritengo che questo voto positivo del Parlamento sarebbe una
violazione di legge, ritengo quasi - scusate la forzatura - un atto
dovuto, o quanto meno di responsabilità, dovuto nei confronti della
nostra Terra e della comunità amministrata.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi e soprattutto
Assessore, chiaramente dagli interventi che si sono susseguiti in
quest'Aula l'iniziativa è lodevole, però da un certo punto di vista
penso che ci possa essere, così come è stata manifestata da parte
di tutti, una convergenza di natura politica ad andare ad
intervenire su quella che, tra virgolette, sarebbe stata una
disattenzione dell'Aula, perché si è detto in quest'Aula che
mancherebbero per il pagamento del personale degli enti Parco 6
milioni di euro, è stato detto in quest'Aula e do per buono che sia
così.
Si propone un emendamento, un emendamento per alcuni aspetti
criptico perché diamo per scontato che siamo a conoscenza, parco
per parco, quanto sia l'avanzo di amministrazione.
Ho il dovere di dirvi che poc'anzi ho chiamato il Commissario -
condivido l'indicazione data dall'onorevole Beninati che sia giunto
il momento di procedere alla normalizzazione di tutti gli Enti
Parco -, il quale mi riferisce che l'avanzo di amministrazione è di
gran lunga al di sotto delle somme necessarie per andare a pagare
il personale.
Noi in questo momento stiamo votando l'assestamento di bilancio
per cui sarebbe più opportuno, a mio avviso, anche con qualche ora
di riflessione altrimenti facciamo ulteriore danno, che l'Assessore
riferisca in quest'Aula per il buon andamento, perché penso che la
convergenza politica non possa non esserci su questa materia,
quindi, che riferisca in quest'Aula per il buon andamento, parco
per parco, quante sono le somme che mancano per il pagamento del
personale e si proceda di conseguenza con una variazione di
bilancio, così come è prevista, sapendo dove attingere.
Se noi con questa norma non risolviamo il problema, dovete
spiegarmi dove andiamo a parare, a meno che non si pensi che
possiamo risolvere il problema limitatamente ad uno dei parchi
esistenti e non a tutti.
Gradirei chiarezza da parte del Governo, e sono convinto che ci
sarà, per sapere a quanto ammontano le spese obbligatorie per il
personale che la Regione non ha versato ai parchi e di conseguenza
procedere perché si possa riparare a questo errore.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che il
buon senso dei parlamentari non è tenuto neanche in considerazione
e la contrapposizione politica è il modo migliore per andare avanti
in questa Assemblea, per quanto mi riguarda le chiedo, signor
Presidente, di rispettare il Regolamento nella prerogativa che ha
ogni piccolo parlamentare.
La norma controversa, ne ha sentito parlare da diversi deputati,
sia sul quantum che sulla modalità, non ultimo il Parco dei Monti
Sicani, istituito con l'ultima finanziaria ma anche lì mancano le
somme ed in seguito dobbiamo vedere come trasferirli ma tratteremo
questo argomento in seguito.
Signor Presidente, lei deve dare la possibilità al singolo
parlamentare di poter riflettere sui due emendamenti, dare i tempi
per subemendare gli emendamenti e quando avremo le idee più chiare
ed il supporto degli uffici, ne possiamo parlare.
Signor Presidente, la prego di aiutare i parlamentari, quanto meno
a svolgere quel poco lavoro che siamo chiamati a fare.
Non intendo più farmi insultare sotto il profilo politico da
nessuno in questa Assemblea.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che tutti
noi e lo dico anche all'onorevole Mancuso, valutassimo con serenità
le cose di cui stiamo parlando.
Noi non siamo in sede di variazione di bilancio. Non stiamo
facendo una manovra che consente all'amministrazione di dare
copertura ad un disavanzo di competenza 2010, nel senso che c'è una
previsione inferiore a quelli che sono gli obblighi gestionali, non
gli obblighi formali della Regione.
Questa norma, purtroppo, non può affrontare, proprio perché non
siamo in fase di variazione di bilancio, un altro dramma connesso,
ad esempio, agli enti gestori delle riserve, che dal mese di
luglio, non danno gli stipendi.
Non possiamo fare variazione di bilancio. Siamo in assestamento
tecnico.
L'assestamento tecnico sta semplicemente dicendo che una norma
finanziaria del 2003 stabiliva un vincolo che obbligava tutti gli
enti, compresi gli enti Parco, a restituire gli avanzi
all'amministrazione regionale con norma. Qui non stiamo facendo
nessuna previsione finanziaria ma stiamo dicendo che qualora vi
siano avanzi accertati, cioè approvati dal commissario - se c'è il
commissario, ma, visto che gli enti Parco sono sottoposti alla
vigilanza della Regione, gli avanzi dei consuntivi 2009 devono
essere approvati dalla Regione - quegli avanzi sarete autorizzati
ad utilizzarli per le spese obbligatorie previste dalla legge,
obbligatori
ARDIZZONE. Se non c'è l'avanzo?
CRACOLICI. Se non c'è l'avanzo, non possiamo fare nulla in questa
fase, purtroppo, perché non siamo in variazione di bilancio. Non
possiamo, infatti, utilizzare l'assestamento tecnico per fare una
variazione di bilancio. Se avessimo potuto fare una variazione di
bilancio, avrei presentato un emendamento per ripristinare con 6
milioni di euro sia i Parchi sia le Riserve. Non posso farlo,
purtroppo, perché sono vincolato dalla procedura legata
all'assestamento tecnico.
Ecco perché chiedo ai colleghi di rasserenarci. Stiamo parlando di
due mesi - novembre e dicembre -, degli eventuali risparmi connessi
al 2009 che si possono utilizzare per pagare gli stipendi di
novembre e dicembre; non stiamo parlando di cose clamorose o di
cose particolarmente gravose per chissà quali intrallazzi. Non
vorrei, tra l'altro, scusatemi, fatemi passare una battuta, non
vorrei apparire, come dire, l'utile idiota, cioè colui che magari
difende una norma di buon senso e qualcuno sospetta che io difenda
una norma di buon senso perché qualche altro ha fatto assunzioni
negli Enti Parco. Vorrei ricordare che se è stato fatto, lo ha
fatto chi ha governato questa Regione e, certamente, io non sono
stato al Governo.
E' quindi singolare che diventi io il difensore di eventuali
norme. Considerato che, da questo punto di vista, sto difendendo un
principio, cioè utilizzare l'eventuale avanzo d'amministrazione per
le spese obbligatorie connesse agli enti Parco, purtroppo, non
posso fare di più, altrimenti, in questa sede, avrei difeso a spada
tratta gli enti gestori delle riserve con soggetti che sono in
mezzo ad una strada da luglio - che riguardano Lampedusa, lo
Stagnone, Isola delle Femmine - e che non percepiscono stipendi da
diversi mesi. E'una vergogna che, nella nostra Regione, la gente
renda un servizio senza essere pagata per una cosa che è utile a
tutti noi.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli Uffici mi suggeriscono: e
non ha visto ancora il bilancio 2011 .
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, se
possibile, vorrei provare a fare un momento di chiarezza perché,
per un verso, se dovessimo scoprire dopo aver dato ciascuno di noi
il nostro contributo che non ci sono avanzi di bilancio, assessore
Armao, io, onorevole Cracolici, non comprenderei per quale ragione
e attraverso quale utilità più o meno marginale l'assessore per
l'Economia avrebbe dovuto presentare un emendamento che prevede i
dipendenti o comunque prevede gli Enti Parco.
Immagino che se, dal Governo, è stato presentato un emendamento
così formulato, evidentemente, l'assessore per l'Economia sa che
questi avanzi ci sono; diversamente, stiamo parlando del nulla;
stiamo parlando talmente del nulla che, siccome, da mesi, anzi da
due anni, in quest'Aula, spesso a cagione di un'attività di governo
inesistente e comunque assai pretestuosa, finiamo per parlare di
aria fritta e ci prendiamo in giro mentre fuori la gente aspetta un
minimo di risposta, allora, occorre un momento di chiarezza. Se
questi residui ci sono, allora, andiamo avanti sul discorso e poi
ci confrontiamo sul merito di questo emendamento ma, se non ci
sono, assessore per l'Economia, la prego di dircelo così lo
ritiriamo ed andiamo avanti.
Inoltre, sono assolutamente d'accordo - e parlo a nome dei
Popolari - con la proposta dell'onorevole Falcone. Siamo dell'idea
che questo emendamento debba riguardare i dipendenti degli Enti
Parco assunti fino al 31 dicembre 2008.
Onorevole Cracolici, non prenda impegni - mi scusi se uso questa
frase poco forbita ma credo abbastanza comprensibile - almeno a
Palermo perché il Presidente Lombardo è Governatore della Sicilia
dal maggio 2008. Prima di prendere impegni circa assunzioni di
precedenti Amministrazioni, quindi, andrei a controllare cosa è
successo dal maggio del 2008 al dicembre 2008 e, in ogni caso,
onorevoli colleghi, desidero fare un appello, questa sera, in
quest'Aula, perché stiamo affrontando, ci accingiamo ad affrontare
la fase più delicata dell'attività legislativa di questa Assemblea
che è appunto la sessione finanziaria, in un momento storico della
Sicilia, forse, il peggiore che io ricordi credo che, purtroppo,
sia realmente così.
Al di là di quella che è l'attribuzione di colpe che lasciamo alla
sede politica e alla sede propagandistica, credo di potere dire che
dobbiamo smetterla tutti di essere demagogici perché, senza volere
tirare nessuno in particolare in ballo, non si può parlare dei
dipendenti delle riserve che hanno tutto il diritto di essere
pagati, così come hanno il diritto di essere pagati i dipendenti
dell'ARPA che sono fuori da non so quanto tempo, gli ex CIAPISTI,
tutti i precari che non sono stati stabilizzati.
Non è questo il modo di procedere: o siamo tutti seri oppure qui
ciascuno porterà una fetta di società, la rappresenterà,
probabilmente, potrà anche rischiare di prenderla in giro, quando
invece dobbiamo fare i conti con quello che realmente si può fare.
C'è un emendamento del Governo ed io parto da questo presupposto e
questo emendamento prevede che ci sono degli avanzi di bilancio
che possono essere utilizzati per gli Enti Parco.
L'Aula si confronti sulla possibilità - questo è ciò che pensiamo
noi e soltanto a queste condizioni lo voteremo favorevolmente - che
questo emendamento possa riguardare i dipendenti a tempo
indeterminato assunti presso gli Enti Parco fino al 31 dicembre del
2008.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse i colleghi
sono andati un po' al contorno del problema.
Rispetto all'intervento che ho fatto prima, in particolare mi
riferisco a quello sui Parchi, quando avevo dato la mia
disponibilità, ritengo che questa mia disponibilità, anzi, la mia
pazienza da deputato che, ormai, da anni, è in questa Assemblea,
abbia superato i limiti.
Signor Presidente, sottopongo a lei la valutazione: se basta che
un solo deputato sollevi l'opzione o, per meglio dire,
l'osservazione che questa norma non è stata trattata in Commissione
Bilancio, allora, questa osservazione la faccio io, così chiudiamo
questa discussione inutile che poi ci mette in difficoltà.
Sistematicamente, quando ci conviene, vogliamo il rispetto del
Regolamento; quando non ci conviene, non lo vogliamo.
Lo dico io: quella dei Parchi doveva andare in Commissione
Bilancio prima. Se siamo tutti d'accordo sulla norma che ha
proposto l'assessore Chinnici che, devo dire, trova la condivisione
di tutti, tranne di qualcuno che muove qualche osservazione, si può
andare avanti e chiudiamo questa polemica che non ci porta a
niente.
PRESIDENTE. Gli emendamenti A.1, A.1.1 e A.1.2 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
A questo punto, le richieste di intervento dell'onorevole Caputo e
dell'onorevole De Luca, ovviamente, sono ritirate.
Si passa all'emendamento A.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1. Ne
do lettura:
«All'articolo 4 sostituire le parole a titolo di acconto sui
saldi finali di liquidazione con le parole a titolo di acconto
sul risultato della liquidazione secondo le previsioni di cui al
comma 2 dell'articolo 2491 del Codice civile ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunicazione relativa al passaggio dell'onorevole Greco dal
Gruppo parlamentare
FLI - SICILIA al Gruppo parlamentare Misto
PRESIDENTE. Informo che con nota del 3 novembre 2010, pervenuta in
pari data, l'onorevole Giovanni Greco ha comunicato di non far più
parte del Gruppo parlamentare Futuro Libertà Sicilia .
Alla luce di questo e fino a diversa comunicazione, l'onorevole
Greco, con pari decorrenza, transita, di diritto, al Gruppo
parlamentare Misto .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Annunzio di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dei disegni di legge.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
- numero 375 Deroga al Patto di stabilità per il Comune di
Campobello di Licata (AG) , degli onorevoli Musotto, Minardo e
Calanducci;
- numero 401 Rispetto della vigente normativa in materia di
indebitamento da parte della pubblica Amministrazione , degli
onorevoli D'Asero, Vinciullo, Caputo, Mancuso, Campagna, Corona,
Limoli, Falcone, Bosco, Torregrossa, Scoma, Buzzanca, Pogliese,
Beninati, Formica, Leontini, Cordaro, Ragusa, Caronia;
- numero 415 Iniziative ed interventi straordinari per favorire
il rilancio della società Gesip S.p.A. , degli onorevoli Caronia,
Cordaro, Leontini, Gianni, Maira, Catalano, Limoli, Mancuso,
Pogliese, Falcone, Dina e Vinciullo;
- n. 416 Iniziative per la realizzazione del progetto Futuro e
scuola', promosso dal CIAPI di Palermo , dell'onorevole Lentini;
- n. 417 Destinazione di adeguate risorse per dare copertura
finanziaria alle convenzioni stipulate per la gestione delle
riserve naturali siciliane , degli onorevoli Cracolici, De
Benedictis, Rinaldi, Oddo;
- n. 418 Istituzione di apposito capitolo di spesa nel bilancio
regionale per i 1700 operai a tempo indeterminato
nell'Amministrazione delle Foreste , degli onorevoli Caputo,
Falcone, Buzzanca.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
tenuto presente che:
alcuni comuni, come Campobello di Licata (AG), che sotto la
gestione commissariale hanno goduto di fondi straordinari dallo
Stato e di una sospensione del Patto di stabilità, tornando allo
status ordinario, non riescono più ad essere governati;
la nuova amministrazione è obbligata al rispetto del Patto di
stabilità, con un peso economico di quasi 6 milioni di euro, che
determina uno squilibrio tra gli indicatori di valutazione;
non si capisce per quale ragione il piano delle opere concordate
con la Prefettura sulla base di quanto disposto dal terzo comma del
decreto legislativo n. 267/2000, con delibera n. 53 del 30 dicembre
del 2009, non è stato mai finanziato;
considerato che:
senza la possibilità del Comune di ottenere quanto indicato si
rischia la totale paralisi amministrativa, soprattutto perché
l'amministrazione eletta non ha le stesse possibilità e opportunità
della gestione commissariale;
in Sicilia, Calabria e Campania i comuni sciolti per mafia si
trovano in condizioni socio-economiche di particolare gravità,
anche sotto il profilo dell'ordine pubblico; e, considerato altresì
il ridotto numero degli stessi, tale da consentire la deroga al
Patto di stabilità, così come disciplinato dall'art. 77 bis della
legge n. 133 del 2008 di conversione con modificazioni del decreto
legge n. 112 del 2008, dalla legge n. 42 del 2010 di conversione
con modificazioni del decreto legge n. 2 del 2010 e dalla circolare
del Ministero dell'economia e delle finanze n. 15 del 2010, emanata
dalla Ragioneria generale dello Stato in data 30 marzo 2010,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le iniziative necessarie per consentire al
Comune di Campobello di Licata di ottenere una deroga al Patto di
stabilità da parte del Governo nazionale». (375)
Si passa all'ordine del giorno numero 375. Lo pongo in votazione.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, su questo tema della deroga al Patto di stabilità,
abbiamo già incontrato il Governo nazionale e c'è una sostanziale
indisponibilità.
Il parere del Governo, quindi, è contrario.
MUSOTTO. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 401. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, devo assumere impegno che l'Amministrazione regionale non
intende violare la legge. Non posso che ribadire, dunque,
l'impedimento di prestare ossequio.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 415.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Credo che questa iniziativa vada
ricondotta nell'ambito dei rapporti finanziari così delicati tra la
Regione ed il Comune di Palermo e nell'ambito anche di attività che
potrebbero incidere su svolgimento di azioni di mercato che già
svolge. Ci sarebbe anche un problema di compatibilità comunitaria.
Un approfondimento in materia, sarebbe necessario e il parere,
pertanto, è contrario.
CRACOLICI. Rappresenta una violazione di norme comunitarie; è una
norma di aiuto il contributo alla società.
PRESIDENTE. Se così fosse, andrebbe riformulato.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo opportuno
spiegare meglio la portata dell'ordine del giorno. Si tratta di un
ordine del giorno che impegna il Governo a farsi parte redigente
nei confronti del Governo nazionale e chiaramente anche per la
propria parte al Governo regionale per stanziare un contributo a
favore del Comune di Palermo, non alla società ovviamente ma al
Comune di Palermo, poiché, a causa dei tagli che sono stati già
apportati da parte della finanziaria nazionale che decurtano di 44
milioni i trasferimenti che vengono dallo Stato in favore del
Comune di Palermo, nella fattispecie e alla luce di quelli che
saranno i tagli che verranno apportati in maniera omogenea a tutti
i Comuni e quindi anche al Comune di Palermo, la situazione di
Gesip è una situazione che richiede una particolare attenzione
anche da parte del Governo regionale.
E' chiaro che eventuali interventi sono destinati al Comune di
Palermo e, quindi, sarebbe diversamente impossibile perché non
potrebbe se non configurarsi in questo senso proprio perché il
senso dell'ordine del giorno era quello di enfatizzare la portata
sociale del problema Gesip che non è semplicemente una società di
servizi ma è anche un contenitore di soggetti che, provenendo da un
bacino di soggetti svantaggiati, hanno avuto una stabilizzazione
grazie alle norme nazionali ma che, oggi, a causa di tagli del
bilancio del Comune di Palermo, dovuti ai tagli che sono stati
apportati sulla finanziaria nazionale e chiaramente sulla
finanziaria regionale ha chiaramente una difficoltà oggettiva nel
potere svolgere l'attività che le è stata destinata.
Volevo chiarire, dunque, che è il Comune di Palermo,
eventualmente, il destinatario di un contributo per quello che
riguarda la Regione.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per amore di
verità, questo ordine del giorno numero 375 non è mai stato firmato
da me e neanche dagli altri colleghi e mi riferisco all'onorevole
Minardo. E' una delega al Patto di stabilità del Comune di
Campobello di Licata. Se lei guarda attentamente, signor
Presidente, si è fatto una specie di copia-incolla. Io non ho mai
firmato e neanche gli onorevoli Minardo e Calanducci.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, sono senza parole. Adesso prendiamo
l'originale. L'originale è molto chiaro, non c'è copia-incolla.
Purtroppo, parla chiaro; questa è una copia originale a firma degli
onorevoli Musotto e Minardo. Comunque, è stato ritirato, per cui il
problema non sussiste.
Assessore Armao, credo che forse la soluzione migliore per la
questione Gesip, una questione che ha una portata sociale
abbastanza impegnativa, sia l'accoglimento come raccomandazione,
quanto meno, per le parti compatibili con la normativa.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, per quanto riguarda la questione sociale connessa agli
occupati della Gesip, è certamente avvertita dal Governo regionale
che ha più volte approfondito le questioni di una platea di
lavoratori molto ampia che ha diritto al proprio lavoro e ha
diritto a svolgere l'attività nei confronti dell'attività Gesip.
Certamente, il Governo non ha difficoltà a far propria la
richiesta di attivare una iniziativa possibile per il Governo
nazionale che ha effettuato i tagli. Non vorrei che fosse confusa
la normativa nazionale con quella regionale. I tagli nazionali sono
più che efficaci e svolgono i propri effetti sul bilancio del
Comune di Palermo. I tagli regionali saranno oggetto di una
considerazione condivisa da parte dell'Assemblea e, comunque, sono
compendiati da ingenti risorse per gli investimenti, strumenti che
consentono ai Comuni di effettuare le dismissioni delle
partecipazioni ed altre iniziative che consentono di trovare le
finanze.
Tornando all'ordine del giorno, per quanto riguarda la prima delle
richieste, è assolutamente condivisa. Per quanto riguarda la
seconda, se vale come raccomandazione, valuteremo nell'ambito delle
iniziative a sostegno dell'occupazione ogni iniziativa utile per
sostenere anche la Gesip.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 415, con
precisazioni.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 417 che impegna il Governo
della Regione ad adottare apposito provvedimento per incrementare
le somme suddette al fine di garantire la completa copertura
finanziaria delle spese derivanti dalle convenzioni attivate ed
espletate per le gestioni delle riserve in oggetto, a firma
dell'onorevole De Benedictis.
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 418, a firma
dell'onorevole Caputo, che impegna il Governo della Regione e, per
esso, l'assessore per l'economia, ad istituire nel bilancio della
Regione uno specifico capitolo di spesa.
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
Votazione finale di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale di disegni di legge.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale del disegno di legge «Rendiconto generale della
Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 2008» (447/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
447/A «Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda
delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008».
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la dichiarazione
che sto facendo riguarda il voto che noi esprimeremo, o meglio non
esprimeremo, sui tre disegni di legge. La faccio, quindi, una volta
per tutte. Noi non voteremo né il rendiconto 2008 né quello del
2009 né l'assestamento.
Se ci soffermiamo sulla materia riguardante il rendiconto 2009 e
l'assestamento, il motivo fondamentale della nostra contrarietà,
quindi, del nostro non voto, risiede nel fatto che il fondamento di
questa formulazione dei due disegni di legge è la totale difformità
tra le previsioni in entrata, riguardanti la vendita degli immobili
che il Governo precedente aveva messo a fondamento del bilancio e
la necessità oggi di correre ai ripari perché quella previsione che
noi avevamo giudicato scriteriata, assolutamente destituita di
fondamento ed impraticabile, si è rivelata tale a tal punto che
l'attuale Governo e il Presidente Lombardo sono stati costretti a
cancellarla e a modificare la previsione in entrata.
Questa difformità è la conferma della validità della nostra
posizione di allora rispetto alla quale c'è da dire che, quando
giudicammo il bilancio della Regione, fondato su dati fasulli e
destituiti da fondamento, avevamo ragione perché era un bilancio
che non aveva riferimento alla realtà, era fasullo e quindi anche
la finanziaria, in grossa parte legata a quel bilancio, era
strumento destituito di fondamento e fasullo.
Oggi, lo dimostrano i blocchi e il blocco è la riprova della
posizione valida di allora e dell'errore del Governo che noi
volevamo correggere rispetto al quale il Governo in modo arrogante
respinse con l'atteggiamento e le posizioni ben note.
Bene, per questo motivo, avendo avuto, ragione avevamo detto
allora che queste previsioni erano sbagliate. Oggi, il Governo le
ammette, le modifica. Ne abbiamo già discusso in Commissione,
quindi, siamo contrari signor Presidente ma per questo non voteremo
né il primo né il secondo né il terzo disegno di legge,
manifestando una posizione totalmente contraria. Se la maggioranza
c'è, lo vota.
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Prego i deputati che abbiano interesse a votare questi
tre disegni di leggi di accomodarsi ognuno al proprio posto.
Onorevole Maira, ha facoltà di parlare.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
anche perché le perplessità e contrarietà del Gruppo dei Popolari
sono state già espresse dall'onorevole Caronia e dall'onorevole
Cordaro.
Dichiaro, a nome del Gruppo che, con benevolenza, ci asterremo dal
voto e rapidamente motivo il perché. Gli strumenti di bilancio,
anche quelli consuntivi e di assestamento, non possono non tenere
conto dell'andamento complessivo della politica di un governo e,
soprattutto della politica degli strumenti finanziari di un
governo.
Le perplessità del Governo Lombardo, soprattutto di quest'ultimo,
del Lombardo quater, si sono accumulate in questi mesi e sono
tantissime. Non ritengo nemmeno utile fare l'elencazione di queste
perplessità. Certo, ne leggiamo una al giorno delle critiche sui
problemi economici e di bilancio che riguardano la Regione
siciliana e provengono anche dall'estero.
Abbiamo in parte gradito le precisazioni dell'assessore Armao ma
avremmo gradito di più se l'esame , quindi, la critica si fosse
addentrata fino ai nostri giorni. Riteniamo che con i Governi
Lombardo, soprattutto con gli ultimi tre, la spesa dei Fondi
Europei, sostanzialmente, sia stata annullata e, purtroppo,
restituiremo a fine anno un mare di soldi.
E anche se l'assessore Armao, come percepisco che sta facendo, si
accelererà nella predisposizione e l'emissione di decreti per
impegnare la spesa, i tempi tecnici per considerare questa spesa
fruita, secondo le regole dell'Unione europea, non ci saranno.
E allora le perplessità aumentano. Aumentano, per esempio, nel
prendere atto che i fondi per la lotta alla peronospora sono di
fatto spariti; che i soldi messi a disposizione con legge di questa
Assemblea per quanto riguarda gli agricoltori sono stati di fatto
penalizzati; che quei fondi sono stati mal spesi e soprattutto che
si hanno una serie di sospetti sui prodotti che hanno beneficiato
di questa legge.
In una condizione di questo genere, sino a quando non avremo le
idee chiare sui reali fondi a disposizione della Sicilia, sulle
attuali e vere situazioni di bilancio e su quali possono essere gli
strumenti per lo sviluppo della Sicilia per combattere occupazione,
disoccupazione, per combattere gli illeciti, per dare una spallata
alle imprese, aziende, piccole medie e grandi, che soffrono una
crisi inimmaginabile e che forse sfugge alla percezione di questa
Assemblea e soprattutto alla percezione del Governo, credo che il
massimo che si possa fare per dare un segnale alla Sicilia, senza
scaraventare a terra il Governo, sia quello dell'astensione.
Ecco perché il Gruppo dei Popolari si accinge all'astensione con
queste motivazioni e con le motivazioni che sono state espresse dai
colleghi Cordaro, Caronia e Leontini.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
dichiarare invece il voto favorevole del Gruppo PD pur in presenza
di un dato che fa parte della fase confusa della vita politica di
questa Regione.
Stiamo approvando un consuntivo che riguarda l'anno finanziario
2008, quando il bilancio fatto in questa Regione è stato fatto
dall'ultimo Governo Cuffaro.
Stiamo poi approvando il consuntivo 2009, che è il primo bilancio
fatto dal Governo Lombardo che prevedeva la vecchia maggioranza,
quella cioè uscita dalle elezioni del 2008. Stiamo, cioè,
approvando la chiusura contabile di due esercizi su cui il PD aveva
votato contro. Approviamo, infine, l'assestamento tecnico, che
altro non è che l'utilizzo dell'eventuale avanzo accertato al 2008
ed approvato con il giudizio di parifica della Corte dei Conti,
applicandolo alla gestione finanziaria 2010 per le parti che
riguardano le regolazioni contabili ed il fondo di riserva per le
spese in conto capitale.
Detto questo, è chiaro che noi lo stiamo votando per un senso di
responsabilità politica, perché noi quei due bilanci, lo abbiamo
espresso allora, e la dimostrazione è data dal risultato che si è
prodotto, non da noi, ma dal giudizio di parifica dato in
particolare sul bilancio 2008 - negativo nel senso di articolato,
anche se parificato dalla Corte dei Conti - solo per un senso di
responsabilità politica e per consentire alla Regione di avere
strumenti finanziari che consentano, oggi, di attivare il mutuo per
potere recuperare quella liquidità e garantire le attività che,
invece, sono state sospese con il blocco temporaneo del bilancio e,
quindi, di mettere in moto l'economia di questa Regione.
Per responsabilità, dunque, che attiene ad una forza popolare in
grado di far prevalere gli interessi dei Siciliani e non gli
interessi di bottega, votiamo a favore di tutti e tre i
provvedimenti.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare il voto favorevole del Gruppo parlamentare Forza del
Sud, evidenziando quanto già espresso nei miei precedenti
interventi. Intanto, uno dei bilanci consuntivi è stato redatto
dall'assessore politico Michele Cimino e, quindi, anche da questo
punto di vista, per una questione di solidarietà, non possiamo che
approvarlo. Anche l'altro bilancio consuntivo, mi sembra che sia
stato redatto dall'assessore Di Mauro, ed allora c'erano delle
motivazioni ben precise per condividerne l'operato.
Al di là di questo, che ho voluto precisare proprio perché il
collega Antonello Cracolici ha toccato le questioni di posizione
politica, la questione più importante di cui abbiamo preso atto in
Commissione Bilancio è che la Regione siciliana, in questo
momento, a malapena, ha 15 milioni di euro di liquidità, e questo,
naturalmente, non basta ad affrontare neanche 3, 4 giorni di
gestione, anche per far fronte agli annunciati impegni che qualche
assessore, in modo imprudente, ha fatto alla stampa e che,
comunque, oggi hanno creato delle sacrosante aspettative, e faccio
sempre riferimento ai cantieri di lavoro.
Rispetto a questo, non ci sentiamo in questo momento, per i motivi
che ho detto, di non approvare i consuntivi, anche se dobbiamo
stigmatizzare il comportamento che, in più occasioni, soprattutto
il governatore Lombardo, ha tenuto nei nostri confronti e nei
confronti anche di Forza del Sud, facendo riferimento a colori
strani che non si addicono a questa formazione politica. Oggi,
vogliamo dimostrare al Presidente Lombardo che noi siamo persone
responsabili e che, rispetto ad un momento di emergenza, sappiamo
essere esempio di oggettività.
Ho chiarito che per noi si chiude una pagina; per noi questo
riguarda uno spartiacque definitivo e, quindi, l'assessore Armao sa
bene, come ho già detto, che dovrà partire da alcune norme ben
precise per confrontarsi in Commissione Bilancio e per affrontare
quello che è il percorso della finanziaria 2011.
Non ci saranno, dunque, da questo punto di vista, altri tipi di
sconti perché abbiamo chiaramente valutato la nostra posizione alla
luce, solo ed esclusivamente, di quanto io ho dichiarato.
Rispetto anche al rapporto, assessore Armao, che mi permetto di
consigliarle di tenere con l'Aula e con la Commissione Bilancio -
non me ne voglia - lei oggi, come ho già detto, sta ricoprendo un
ruolo nel momento forse più delicato che la Regione siciliana abbia
mai attraversato per quanto riguarda la materia finanziaria. E' un
ruolo che non le invidio, ma mi auguro che lei abbia quel tatto che
il presidente Lombardo ha dimostrato in più occasioni di non avere.
Questo è l'invito che io le rivolgo sinceramente, perché se
vogliamo realmente tentare di trovare delle soluzioni che non sono,
comunque, quelle che voi avete già individuato nella finanziaria e
cioè quello di scaricare sugli enti locali le nefandezze di questi
Palazzi, se questo lo si vuol fare realmente, signor assessore, la
invito il più possibile ad assumere l'abito del politico e a
mettere da parte, per quanto possibile, quello di assessore tecnico
perché una norma che prevede il taglio del cinquanta per cento agli
enti locali, una norma che prevede di disciplinare il costo della
politica degli altri, lo status degli amministratori, senza porsi
il problema dell'impazzimento del Palazzo e dello status di questo
Parlamento, francamente dimostra che non c'è tatto politico nella
valutazione.
Ed Allora, mentre posso capire, da lei che si incammina ora nel
percorso politico, una sottovalutazione di questo aspetto, mi ha
meravigliato invece la sottovalutazione e la freddezza con la quale
il Presidente Lombardo ha consentito che in Giunta si approvasse un
provvedimento del genere, proprio il Presidente Lombardo che è
stato un amministratore, anche se non ha brillato in tal senso, ma
che comunque ha vissuto nelle autonomie locali.
Quindi, le motivazioni del nostro voto favorevole sono queste e mi
auguro che l'assessore Armao abbia capito il senso del nostro
invito.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'era bisogno
del mio intervento se non avessi ascoltato quanto dichiarato dal
capogruppo del Partito Democratico. Fatto abbastanza grave che
questa Presidenza deve tenere conto, anche alla luce dell'ordine
del giorno che abbiamo approvato, segnatamente il 401 che ha avuto
anche il parere favorevole del Governo.
Ricordo all'Aula che qualche minuto fa il Presidente Cracolici ha
detto che voterà questi consuntivi perché questi consuntivi
permetteranno di bloccare la spesa in quanto verrà acceso un mutuo
e non si iscrive agli interessi di bottega che, invece, alcuni
parlamentari starebbero in queste ore perpetrando.
Ricordo all'onorevole Cracolici che il mutuo che eventualmente si
accenderà non può essere utilizzato per bloccare la spesa; lo dice
la legge, lo dice l'ordine del giorno che abbiamo votato poc'anzi,
lo ha detto e lo ha ribadito l'assessore. Segnatamente l'assessore
ha detto: Non posso che essere favorevole ad una previsione di
legge ; mi pare che è stata questa la dichiarazione del Governo.
Quindi, chi fa gli interessi di bottega non è chi non vota questi
due consuntivi, forse è il Presidente del Gruppo parlamentare del
Partito Democratico che, nell'esuberanza di votare con la
maggioranza, ha detto una fandonia, e cioè che la legge sarà
bloccata perché viene acceso il mutuo. Quindi, signor Presidente,
io la prego di vigilare perché già questo assunto viene detto in
diverse sedi istituzionali, compresa quella parlamentare.
I mutui si accendono per gli investimenti previsti segnatamente
dalla Costituzione. Rispetto a questo, onorevole Cracolici, che
c'entra la spesa che si blocca?
CRACOLICI. Perché abbiamo anticipato investimenti
MANCUSO. Onorevole Cracolici, la prego, io ritengo che lei sia un
parlamentare non solo attento, ma rispetto a noi il più bravo di
tutti e siccome lei è il più bravo di tutti e può dare a noi
soltanto lezioni, la prego, onorevole Cracolici, di non dire
corbellerie, ogni tanto ci vogliono, ma su temi così importanti no
Quindi, la dichiarazione di voto dell'onorevole Cracolici non vale
nulla, deve votare favorevole altrimenti mancherebbero i voti per
dare l'avvio al consuntivo e accendere i mutui e rispetto a questo,
cum grano salis, ognuno di noi riesce a svolgere il suo ruolo di
parlamentare.
MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare il voto favorevole del Gruppo FLI - Sicilia sui tre
provvedimenti che ci accingiamo a votare. I primi due, mi
permetterà l'onorevole Leontini di scandire bene, Futuro e Libertà
per L'Italia - Sicilia, Presidente, così l'onorevole Leontini è
tranquillo.
PRESIDENTE. Pensavamo fosse una compagnia aerea regionale,
onorevole Marrocco, non si era capito.
MARROCCO. Se l'onorevole Leontini prendesse il volo con FLI, non
vorrei trovarmi in aereo con lui a breve.
A parte lo scherzo, dicevo che preannuncio il voto favorevole del
mio Gruppo parlamentare non soltanto constatando quello che anche
altri colleghi hanno già fatto poc'anzi, soprattutto sul primo e
secondo provvedimento di legge che riguardano il rendiconto 2008 e
2009 che appartengono ad un momento storico già passato e su questo
ritengo che vi è da parte di tutti, tranne che di qualcuno, mio
malgrado - difficile capire anche alcune posizioni - ma vi è una
tranquillità e consapevolezza di dovere approvare favorevolmente
questi provvedimenti.
Sull'assestamento, vi è anche lì una posizione favorevole del mio
Gruppo parlamentare, ma si apre adesso la fase più importante. Lo
dico soprattutto all'Assessore per l'economia perché il riferimento
è al bilancio e alla finanziaria.
Noi apriamo una fase fondamentale per i conti di questa Regione,
una fase nella quale dobbiamo dare un segnale importante al nostro
territorio, non soltanto agli Enti locali, ma anche un segnale a
tutti i siciliani. Ed è attraverso la norma che andremo a costruire
in Aula, cioè attraverso il bilancio e la finanziaria, che noi
dobbiamo assolutamente, non soltanto razionalizzare la spesa, ma
cercare di fare di questa spesa una buona spesa.
Allora, è l'obiettivo di quest'Aula e questo obiettivo deve essere
perseguito dando anche l'esempio e l'esempio lo dobbiamo perseguire
attraverso dei segnali che, mi auguro, verranno recepiti
dall'Assessore e dal Governo - ma di questo ne sono sicuro - per
esempio attraverso quella razionalizzazione che è cominciata con la
passata finanziaria attraverso quell'impostazione di taglio degli
enti inutili che noi ci auguriamo sia parte fondante della prossima
finanziaria. Su questo noi scommettiamo moltissimo e il Gruppo che
ho l'onore di rappresentare sicuramente dirà molto su questo
argomento e su questo argomento sono sicuro che quest'Aula si
misurerà nei prossimi giorni.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
foreste demaniali
per l'esercizio finanziario 2008» (447/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 447/A «Rendiconto generale della Regione
siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2008».
Indìco la votazione per scrutinio nominale
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevoli colleghi, annullo la votazione perché qualcuno ha
lasciato il pulsante prima che io chiudessi la votazione. Il tasto
va tenuto schiacciato fino a quando non proclamo l'esito.
Indìco nuovamente la votazione per scrutinio nominale del disegno
di numero 447/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,
Calanducci, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Greco, Incardona,
Laccoto, Lentini, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi,
Ruggirello, Savona, Scilla, Termine, Vitrano.
Sono in congedo: Bonomo, Campagna, Lupo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 48
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 47
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2009» (595/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 595/A «Rendiconto generale
dell'Amministrazione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2009».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione. Invito i colleghi a tenere pressato
il tasto fino a quanto non proclamerò l'esito.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevoli colleghi, annullo la votazione perché qualcuno ha
lasciato il pulsante prima che io chiudessi la votazione.
Indìco nuovamente la votazione per scrutinio nominale del disegno
di numero 595/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,
Calanducci, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Greco, Incardona,
Laccoto, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Minardo, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona,
Scilla, Termine, Vitrano.
Sono in congedo: Bonomo, Campagna, Lupo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 46
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione
finale del disegno di legge n. 594, chiedo all'assessore Armao, il
parere sull'ordine del giorno n. 416, a firma dell'onorevole
Lentini, che prima avevo dimenticato a porre in votazione.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in ordine
all'ordine del giorno n. 416, presentato dall'onorevole Lentini, il
Governo lo accoglie come raccomandazione e si impegna a fare tutto
quanto sarà possibile per sostenere il CIAPI.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Assestamento del bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2010» (594/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 594/A «Assestamento del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2010».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 20.19 è ripresa alle ore 20.23)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, nessuno vuole fare alcun tipo di
questione; siccome per quanto ci riguarda la Presidenza è sovrana a
tutte le decisioni, come lo è questa sera, come lo è stata in
passato e lo sarà anche in futuro, anche quando aspramente colleghi
deputati, che questa sera sono piuttosto concilianti, sono stati
nei suoi confronti, signor Presidente, invece troppo duri e aspri.
Noi, così come abbiamo rispettato le sue decisioni in tempi
passati, rispetteremo le decisioni di questa Presidenza anche
questa sera. Speriamo che coloro i quali in tempi diversi l'hanno
attaccato immotivatamente sulla condizione di questa Aula si
ricredano sull'atteggiamento pessimo che hanno tenuto in Aula nei
mesi passati. La Presidenza, per noi, vale quando eravamo
maggioranza, vale quando discutiamo le cose in Aula, vale anche per
il futuro, speriamo che lo stesso atteggiamento lo tengano anche
gli altri deputati che oggi mi sembrano tanti agnellini.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso. Per la verità, non ricordo
contestazioni violente nel corso di questa legislatura.
MANCUSO. Io le ricordo nei suoi confronti
PRESIDENTE. Allora, lei ha una memoria migliore della mia; forse,
io rimuovo le cose negative, meglio così
Onorevoli colleghi, poiché si è verificato un errore tecnico
legato al funzionamento del meccanismo elettronico di votazione, è
necessario ripetere la votazione. Annullo, pertanto, la votazione
precedente e indìco nuovamente la votazione del disegno di legge n.
594/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Ricordo per l'ennesima volta che va tenuto pressato il pulsante
fino a quando la votazione viene dichiarata chiusa.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Bufardeci,
Calanducci, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Forzese, Galvagno, Gennuso, Greco, Incardona,
Laccoto, Lentini, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona,
Speziale, Termine, Vitrano.
Sono in congedo: Bonomo, Campagna, Lupo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 46
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 3 novembre 2010, pervenuta
in pari data, l'onorevole Giulia Adamo ha comunicato, allegando
relativo verbale, che in data odierna si è costituito, ai sensi
dell'articolo 23 del Regolamento interno dell'ARS, il Gruppo
parlamentare UDC VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE , composto oltre
che dall'onorevole Adamo, dagli onorevoli Ardizzone, Ragusa,
Lentini e Forzese.
Nella stessa riunione sono stati nominati l'onorevole Adamo
presidente; l'onorevole Forzese vicepresidente; l'onorevole Lentini
segretario amministrativo.
A seguito della superiore adesione i deputati del neo costituito
gruppo cessano contestualmente di far parte del rispettivo gruppo
parlamentare di provenienza.
L'Assemblea ne prende atto.
La Presidenza si riserva di intervenire per l'eventuale modifica
della denominazione, d'intesa con il gruppo parlamentare
interessato, ove dovesse ingenerarsi confondibilità con la
denominazione di altro gruppo parlamentare costituito.
Così rimane stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 9 novembre
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione della mozione:
n. 210 Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio autostrade
siciliane degli onorevoli Mancuso; Leontini; Limoli,
Corona, Bosco, Falcone.
La seduta è tolta alle ore 20.27
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Infrastrutture e
mobilità»
CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
dal 22 settembre la direzione delle ferrovie ha provveduto, a
causa del danneggiamento di circa 80 convogli ferroviari, a
prolungare a tempo indeterminato la soppressione di numerose tratte
che collegano importanti centri della nostra Regione;
i disagi arrecati all'utenza, soprattutto ai pendolari, hanno
ormai determinato una situazione insostenibile che ad oggi non
trova soluzione nemmeno con la sostituzione dei convogli con bus,
quale variazione dell'offerta proposta dalle ferrovie;
rilevato che tale situazione acuisce drammaticamente la già
difficile condizione in cui versa il sistema delle comunicazioni
ferroviarie interne al nostro territorio;
per sapere se non ritengano necessario e urgente adottare tutte le
iniziative possibili affinché vengano ripristinati tutti i convogli
soppressi e conseguentemente riportare alla normalità i
collegamenti ferroviari del trasporto regionale». (148)
Risposta. - «In relazione alla richiesta di risposta scritta
all'interrogazione n. 148, di cui in oggetto, presentata
dall'onorevole Antonino Cracolici, relativa ai disagi verificatisi
a seguito della soppressione da parte della Direzione delle
ferrovie di numerose tratte che collegano importanti centri della
regione, giusta delega dell'onorevole Presidente della Regione n.
916/IN15 del 28 maggio 2010 si rappresenta quanto segue.
L'emergenza evidenziata dall'onorevole interrogante risulta essere
stata superata sin dal 14 dicembre 2008 in quanto Trenitalia ha
ripreso progressivamente la circolazione dei treni cancellati sino
al loro totale ripristino».
L'Assessore
(avv. Carmelo Pietro
Russo)
ALLEGATO 2: Disegno di legge n. 447/A
RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA
(Presentata il 21 ottobre 2010)
Onorevoli colleghi,
il disegno di legge che si sottopone all'esame dell'Aula concerne
l'approvazione del Rendiconto generale della Regione e dell'Azienda
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008, esaminato dalla
Corte dei conti a sezioni riunite e parificato, nella pubblica
udienza del 30 giugno 2009, nei termini della Decisione della Corte
medesima.
Le risultanze di gestione sono riassunte nel disegno di legge in
esame e così si compendiano:
AMMINISTRAZIONE REGIONALE
ATTIVO
- Avanzo finanziario al 1 gennaio 2008 Euro
9.490.062.605,71
- Entrate accertate nell'esercizio 2008 Euro
19.063.915.186,14
- Aumento dei residui attivi per riaccertamenti
Euro 74.705.616,81
- Diminuzioni nei residui passivi per
perenzione amministrativa Euro
964.226.142,55
-Diminuzione residui passivi per economie
Euro 312.283.476,04
TOTALE
Euro 29.905.193.027,25
PASSIVO
- Spese impegnate nell'esercizio 2008 Euro
21.103.850.903,06
-Avanzo finanziario al 31/12/2008 Euro 8.801.342.124,19
-TOTALE Euro 29.905.193.027,25
Il raffronto dei dati più significativi della gestione
dell'esercizio 2008 con i corrispondenti del 2007 evidenzia le
seguenti variazioni:
- incremento degli accertamenti d'entrata del 15,13 per cento. Le
maggiori entrate si registrano tra le partite correnti, in
particolare con riferimento alle entrate tributarie, ad eccezione
dell'IVA e delle imposte di registro e di bollo.
- incremento dei versamenti complessivi (compet. e res.) dell'
8,14 per cento;
- incremento degli impegni di spesa del 15,95 per cento;
- incremento dei pagamenti complessivi (compet. e res.) dell'
11,83 per cento;
- incremento nella consistenza dei residui attivi di euro 130 ml
(0,96 per cento);
- incremento nella consistenza dei residui passivi di euro 435 ml
(9,39 per cento);
- peggioramento patrimoniale nel 2008 di euro 2.929 ml.
AZIENDA FORESTE DEMANIALI
ATTIVO
- Avanzo finanziario al 1 gennaio 2008 Euro
12.093.031,07
- Entrate accertate nell'esercizio 2008 Euro
223.685.120,81
- Diminuzioni nei residui passivi
per perenzione amministrativa
Euro 3.623.567,20
- Diminuzione residui passivi per economie
Euro 1.374.459,32
TOTALE
Euro 240.776.178,40
PASSIVO
- Spese impegnate nell'esercizio 2008
Euro 227.654.837,14
- Diminuzione dei residui attivi per riaccertamenti
Euro 2.418.042,93
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2008
Euro 10.703.298,33
TOTALE
Euro 240.776.178,40
---O---
DISEGNO DI LEGGE DELLA II COMMISSIONE
Titolo I
Approvazione dei rendiconti
Art. 1.
1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e il
rendiconto dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
2008 sono approvati nelle risultanze di cui ai seguenti articoli.
Titolo II
Amministrazione regionale
Capo I
Conto del bilancio
Art. 2.
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, accertate nell'esercizio finanziario 2008 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
19.063.915.186,14.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2007
in euro 13.470.434.011,31, risultano stabiliti - per effetto di
maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2008 - in euro 13.545.139.628,12.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2008 ammontano complessivamente
a euro 13.599.995.550,70 così risultanti:
Somme versate Somme rimaste
Somme rimaste da versare da riscuotere
(in euro)
Accertamenti 17.550.964.330,51 50.357,68
1.512.900.497,95
Totale 19.063.915.186,14
Residui attivi
dell'esercizio 2007...
1.458.094.933,05 651.602.927,55
11.435.441.767,52
Totale 13.545.139.628,12
Residui attivi al 31/12/2008
13.599.995.550,70
Art. 3.
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborsi di
prestiti, impegnate nell'esercizio finanziario 2008 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
21.103.850.903,06.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2007 in euro 4.626.467.780,13 risultano stabiliti - per il
combinato effetto di economie e perenzioni, verificatesi nel corso
della gestione 2008 - in euro 3.349.958.161,54.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2008 ammontano
complessivamente a euro 5.061.108.160,78 così risultanti:
Somme pagate Somme rimaste
Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 16.872.344.811,31 4.231.506.091,75
21.103.850.903,06
Residui passivi dell'esercizio 2007
2.520.356.092,51 829.602.069,03
3.349.958.161,54
Residui passivi al 31/12/2008 5.061.108.160,78
Art. 4.
Disavanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2008 ha
determinato un disavanzo di euro 2.039.935.716,92 come segue:
Entrate correnti Euro 14.955.955.075,13
Entrate in capitale Euro 827.960.111,01
Accensione di prestiti Euro 3.280.000.000,00
Totale entrate Euro
19.063.915.186,14
Spese correnti Euro 17.780.046.246,05
Spese in conto capitale Euro 3.095.870.992,04
Rimborso di prestiti Euro 227.933.664,97
Totale spese Euro
21.103.850.903,06
Disavanzo della gestione di competenza Euro
2.039.935.716,92
Art. 5.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2008 euro
8.801.342.124,19 risulta stabilito come segue:
Disavanzo della gestione di competenza Euro
2.039.935.716,92
Avanzo finanziario dell'esercizio 2007 Euro
9.490.062.605,71
Aumento nei residui attivi lasciati
dall'esercizio 2007 (per riaccertamenti) Euro
74.705.616,81
Diminuzioni nei residui passivi lasciati dall'esercizio
2007
Per perenzione amministrativa Euro
964.226.142,55
Per economia Euro 312.283.476,04 Euro
1.276.509.618,59
Avanzo finanziario effettivo
dell'esercizio 2008 Euro
10.841.277.841,11
Avanzo finanziario
al 31 dicembre 2008 Euro
8.801.342.124,19
Art. 6.
Fondo di Cassa
1. E' accertato nella somma di euro 409.900.881,13 il fondo di
cassa alla fine dell'anno finanziario 2008 come risulta dai
seguenti dati:
ATTIVITA'
- Residui attivi al 31 dicembre 2008:
a) per somme rimaste da riscuotere Euro
12.948.342.265,47
b) per somme riscosse e non versate Euro 651.653.285,23
- Crediti di tesoreria Euro
1.963.585.280,55
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2008 Euro
409.900.881,13
Euro 15.973.481.712,38
PASSIVITA'
- Residui passivi al 31 dicembre 2008 Euro
5.061.108.160,78
- Debiti di tesoreria Euro
2.111.031.427,41
- Avanzo finanziario
al 31 dicembre 2008 Euro
8.801.342.124,19
Euro 15.973.481.712,38
CAPO II
Conto generale del patrimonio
Art. 7.
Risultati generali della gestione
patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della Regione,
al 31 dicembre 2008, resta stabilita come segue:
ATTIVITA'
- Attività finanziarie Euro 18.800.267.291,03
- Attività non finanziarie Euro 560.562.388,08 Euro
19.360.829.679,11
PASSIVITA'
Passività finanziarie Euro 17.590.646.395,13 Euro
17.590.646.395,13
ECCEDENZA delle attività sulle passività al 31/12/2008
Euro
1.770.183.283,98
Titolo III
Appendice al bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2008
Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana
Capo I
Conto del bilancio
Art. 8.
Entrate
1. Le entrate correnti ed in conto capitale accertate
nell'esercizio finanziario 2008 per la competenza propria
dell'esercizio risultano stabilite in euro 223.685.120,81.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2007
in euro 151.954.343,26 risultano, stabiliti - per effetto di
maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2008 - in euro 149.536.300,33.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2008 ammontano complessivamente
ad euro 166.579.112,73 - così risultanti:
Somme versate Somme rimaste Somme rimaste
Totale
da versare da riscuotere
(in euro)
Accertamenti 79.443.308,41 50.820.000,00 93.421.812,40
223.685.120,81
Residui attivi dell'esercizio 2007
127.199.000,00 4.614.574,91 17.722.725,42
149.536.300,33
Residui attivi al 31/12/2008
166.579.112,73
Art. 9.
Spese
1. Le spese correnti e in conto capitale, impegnate nell'esercizio
finanziario 2008 per la competenza propria dell'esercizio,
risultano stabilite in euro 227.654.837,14.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2007 in euro 142.851.684,29 risultano stabiliti
- per effetto di economie e perenzioni verificatesi nel corso
della gestione 2008 - in euro 137.853.657,77.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2008 ammontano
complessivamente a euro 165.721.893,59 così risultanti:
Somme pagate Somme rimaste
Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 79.568.117,43 148.086.719,71
227.654.837,14
Residui passivi
dell'esercizio 2007 120.218.483,89 17.635.173,88
137.853.657,77
Residui passivi al 31/12/2008 165.721.893,59
Art. 10.
Avanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2008 ha
determinato un disavanzo di euro 3.969.716,33 come segue:
Entrate correnti Euro 98.421.308,41
Entrate in capitale Euro 125.263.812,40
Totale entrate Euro 223.685.120,81
Spese correnti Euro 100.328.780,96
Spese in conto capitale Euro 127.326.056,18
Totale spese Euro
227.654.837,14
Disavanzo della gestione di competenza Euro
3.969.716,33
Art. 11.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2008 euro
10.703.298,33, risulta stabilito come segue:
Disavanzo della gestione di competenza Euro
3.969.716,33
Avanzo finanziario dell'esercizio 2007 Euro
12.093.031,07
Diminuzioni nei residui passivi lasciati dall'esercizio
2007
Per perenzione amministrativa Euro
3.623.567,20
Per economia Euro 1.374.459,32 Euro
4.998.026,52
Diminuzione nei residui attivi
lasciati dall'esercizio 2007
riaccertamenti) Euro
2.418.042,93
Avanzo finanziario effettivo
dell'esercizio 2007 Euro
14.673.014,66
Avanzo finanziario
al 31 dicembre 2008 Euro
10.703.298,33
Art. 12.
Fondo di Cassa
1. E' accertato nella somma di euro 7.032.600,39 il fondo di cassa
alla fine dell'anno finanziario 2008, come risulta dai seguenti
dati:
ATTIVITA'
- Residui attivi al 31 dicembre 2008 Euro
166.579.112,73
- Crediti di tesoreria Euro
2.059.529,41
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2008 Euro
7.032.600,39
Euro 175.671.242,53
PASSIVITA'
- Residui passivi al 31 dicembre 2008 Euro
165.721.893,59
- Debiti di tesoreria Euro -
753.949,39
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2008 Euro
10.703.298,33
Euro 175.671.242,53
Capo II
Conto generale del patrimonio
Art. 13.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana al 31 dicembre 2008, resta stabilita come
segue:
ATTIVITA'
- Attività finanziarie Euro 175.671.242,53
- Attività non finanziarie Euro 17.515.324,89 Euro
193.186.567,42
PASSIVITA'
Passività finanziarie Euro 169.362.004,27 Euro
169.362.004,27
ECCEDENZA delle attività sulle passività al 31/12/08 Euro
23.824.563,15
Art. 14.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
siciliana
per l'esercizio finanziario 2009 (disegno di legge n.
595/A)
RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA
BILANCIO: bilancio e programmazione, finanze, controllo della
spesa regionale ed extra regionale, credito e
risparmio'
(presentata il 21 ottobre 2010)
Onorevoli colleghi,
il disegno di legge che si sottopone all'esame dell'Aula
riguarda l'approvazione del Rendiconto generale della Regione
per l'esercizio finanziario 2009, esaminato dalla Corte dei
conti a Sezioni riunite e parificato, nella pubblica udienza
del 30 giugno 2010, nei termini della Decisione della Corte
medesima.
Le risultanze di gestione sono riassunte nel disegno di
legge in esame e così si compendiano:
ATTIVO
- Avanzo finanziario al 1 gennaio 2009 Euro
8.801.342.124,19
- Entrate accertate nell'esercizio 2009 Euro
19.776.024.137,37
- Diminuzioni nei residui passivi per Euro
783.278.319,80
perenzione amministrativa
- Diminuzione residui passivi per economie Euro
291.684.270,46
TOTALE Euro
29.652.328.851,82
==================
PASSIVO
- Spese impegnate nell'esercizio 2009
Euro 18.620.029.842,89
- Aumento dei residui passivi per passaggio
Euro 165.721.893,59
Azienda Foreste Demaniali ex L.r. 19/08
- Diminuzione dei residui attivi per riaccertamenti
Euro 807.679.809,36
(al netto passaggio residui attivi Azienda
Foreste Demaniali L.r. 19/08)
- Avanzo finanziario al 31/12/2009 Euro
10.058.897.305,98
TOTALE Euro
29.652.328.851,82
=================
Il raffronto dei dati più significativi della gestione
dell'esercizio 2009 con i corrispondenti del 2008 evidenzia
le seguenti variazioni:
- incremento degli accertamenti d'entrata del 3,74
per cento;
- incremento dei versamenti complessivi (compet. e res.)
dell' 8,75 per cento;
- decremento degli impegni di spesa dell'11,77 per
cento;
- decremento dei pagamenti complessivi (compet. e
res) del 6,94 per cento;
- incremento nella consistenza dei residui attivi di euro
1.621 ml (11,93 per cento);
- decremento nella consistenza dei residui passivi di euro
336 ml (6,64 per cento);
- miglioramento patrimoniale nel 2009 di euro 2.743 ml.