Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 204 di mercoledì 03 novembre 2010
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MARROCCO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  le  Infrastrutture e la mobilità, la risposta scritta alla seguente
  interrogazione:

   N.  148  -  Iniziative urgenti allo scopo di porre fine ai  disagi
  causati dalla soppressione dei treni del trasporto regionale.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Interventi  al fine di garantire il diritto allo  studio  nelle
  Isole minori (n. 625)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi in
  data 21 ottobre 2010

   - Istituzione del portale telematico unico (n. 626)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Galvagno,
  Lupo,  Cracolici, Mattarella, Ferrara, Laccoto, Raia, Di Benedetto,
  Termine,  Gucciardi,  Rinaldi, Barbagallo, Panepinto   in  data  21
  ottobre 2010

   - Nuove disposizioni ad integrazione della legge sull'elezione dei
  sindaci e dei consigli comunali. Norme sulle modalità di scrutinio,
  sul  referendum di rimozione e sull'estensione del diritto di  voto
  ai non cittadini (n. 628)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ferrara  e
  Gucciardi in data 25 ottobre 2010

   -  Disposizioni per favorire la prosecuzione nell'utilizzazione in
  attività  socialmente  utili dei soggetti  destinatari  del  regime
  transitorio (n. 629)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Rinaldi  in
  data 27 ottobre 2010

   -  Bilancio  di  previsione della Regione  siciliana   per  l'anno
  finanziario  2011 e bilancio pluriennale per il triennio  2011-2013
  (n. 630)

   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (Lombardo) su proposta  dell'Assessore per l'economia (Armao) il 29
  ottobre 2010

   -  Disposizione  e  programmatiche e correttive per  l'anno  2011.
  Legge di stabilità regionale (n. 631)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (Lombardo) su proposta  dell'Assessore per l'economia (Armao) il 29
  ottobre 2010.

       Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di
                           disegno di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno di  legge   è  stato
  presentato  ed  inviato  alla  competente  Commissione  legislativa
   Servizi sociali e sanitari' (VI):

   -  Modifica alla tabella  A' della legge regionale 14 aprile 2009,
  n. 5  (n. 627)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Gennuso,
  Vinciullo, Bufardeci, De Luca  in data 21 ottobre  2010.
   inviato in data 2 novembre  2010.

        Comunicazione di invio di disegni di legge alle  competenti
      Commissioni legislative

   Comunico  che i seguenti disegni di legge sono stati inviati  alle
  competenti Commissioni legislative:

                                  AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Istituzione  nei  comuni  della  Regione  siciliana  del  registro
  anagrafico per le unioni civili (n. 574)
   - inviato in data 28 ottobre 2010

   Norme  per favorire l'educazione alla legalità e lo sviluppo della
  coscienza  civile  democratica,  la  lotta  contro  la  mafia,   la
  criminalità  organizzata e diffusa e contro i  poteri  occulti  (n.
  618)
   - inviato in data 2 novembre 2010, parere V

                                 ATTIVITA' PRODUTTIVE  (III)

   Interventi a favore delle cooperative sociali (n. 624)
   - inviato in data 20 ottobre 2010

                             SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Individuazione  della figura e del relativo profilo  professionale
  dell'operatore   socio-sanitario  e  definizione   dell'ordinamento
  didattico dei corsi di formazione (n. 622)
   - inviato in data 2 novembre 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gucciardi, in data 27 ottobre
  2010,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  550
   Introduzione della doppia scheda per l'elezione dei sindaci e  dei
  presidenti di provincia. Multi preferenze e voto di genere'.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di invio, da parte del Presidente della
          Regione, del Documento di programmazione economico-
                  finanziaria per gli anni 2011/2013

   PRESIDENTE.  Comunico che il Presidente della Regione ha  inviato,
  in data 3 novembre 2010, il  Documento di programmazione economico-
  finanziaria per gli anni 2011/2013'.
   Comunico,  altresì,  che  copia del  predetto  Documento  è  stata
  inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in  data
  odierna.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla competente Commissione  Affari istituzionali' (I):

   Commissione  provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare per l'appalto dei lavori pubblici di Ragusa - Designazione
  componente di cui alla lett. b) del comma 9 dell'art. 7 della legge
  11  febbraio  1994,  n.  109, nel testo  coordinato  con  le  norme
  regionali (n. 117/I)
   - pervenuta in data 27 ottobre 2010
   - inviata in data 28 ottobre 2010

   Commissione  provinciale dell'Ufficio regionale per l'espletamento
  di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Messina - Designazione
  componente di cui alla lett. b) del comma 9 dell'art. 7 della legge
  11  febbraio  1994,  n.  109, nel testo  coordinato  con  le  norme
  regionali (n. 118/I)
   - pervenuta in data 27 ottobre 2010
   - inviata in data 28 ottobre  2010.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è stato  reso  dalla
  competente Commissione  Attività produttive' (III):

   Decreto  di  approvazione della direttiva per la  concessione  ed
  erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali  -  Linea
  di intervento 5.1.3.3 del P.O. FESR 2007/2013 (n. 116/III)
   reso in data 26 ottobre 2010
   inviato in data 27 ottobre 2010.

         Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  delibera  della  Giunta
  regionale  n.  390  del  15 ottobre 2010  Problematica  concernente
  l'attuazione   decreti  legislativi  in  materia   di   federalismo
  fiscale'.
   Comunico,  altresì, che  la Presidenza della Regione ha  trasmesso
  in data 29 ottobre 2010 le deliberazioni della Giunta regionale III
  e IV bimestre 2010.

       Comunicazione di trasmissione, da parte dell'Assessorato
   regionale dell'Economia, della situazione finanziaria sullo stato
                  di attuazione della spesa regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'Economia,
  dipartimento bilancio e tesoro,  ha trasmesso, in data  29  ottobre
  2010,  la  situazione finanziaria sullo stato di  attuazione  della
  spesa  regionale  al 30 giugno 2010. Comunico, altresì,  che  copia
  della  sopra  citata  documentazione  è  stata  trasmessa  alla  II
  Commissione parlamentare.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione,  lavoro' (V), nella seduta n. 158 del 20 ottobre  2010,
  ha   approvato  la  seguente  risoluzione:   Indirizzo  in   ordine
  all'obbligo  allo  sbocco occupazione degli  enti  utilizzatori  di
  soggetti ASU' (n. 4/V).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   MARROCCO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   con apposita legge delega, il Parlamento nazionale autorizzava  il
  Governo nazionale a legiferare in materia di federalismo fiscale;

   con successivo decreto legislativo, il Governo nazionale ha varato
  la riforma sul federalismo fiscale, recependo quanto previsto nella
  relativa legge delega approvata dal Parlamento nazionale;

   considerato che, nel recepire le direttive della legge delega  sul
  federalismo,   il  Governo  nazionale  ha  omesso   di   prevedere,
  nell'apposito decreto legislativo emanato, una norma  sui  rapporti
  tra  Regioni  a  statuto  speciale e Stato,  prevista  dalla  legge
  delega;

   visto che:

   così  facendo,  il  Governo nazionale ha  disatteso  non  solo  le
  indicazione  impartitegli dal Parlamento  nazionale,  ma  anche  lo
  Statuto  della  Regione  siciliana  che,  come  è  noto,  ha  rango
  costituzionale;

   a  nulla  ha portato l'appello delle istituzioni regionali rivolto
  al  Governo nazionale affinché provvedesse a colmare il grave vuoto
  legislativo   e   a  riconoscere  quanto  previsto  dallo   Statuto
  siciliano,  prima,  e dalla legge delega del Parlamento  nazionale,
  dopo;

   per  sapere se non ritengano urgente e necessario adire  la  Corte
  costituzionale,  o,  in  alternativa,  la  Corte   europea,   vista
  l'indisponibilità  mostrata  più  volte  dalla  Sovrana  Corte   ad
  accogliere  le eccezioni mosse dai Governi della Regione  siciliana
  nei  confronti del Parlamento e del Governo nazionali, affinché non
  venga lesa l'autonomia siciliana e sia rivendicato il principio  di
  autonomia che ispira l'ordinamento siciliano». (1456)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   da  qualche tempo il Governo regionale insiste con la proposta  di
  abolizione  dei consigli di quartiere in tutti i comuni  siciliani,
  ad esclusione delle città di Palermo, Catania e Messina;

   considerato  che  una misura abrogativa di questo  tipo,  oltre  a
  colpire    realtà   come   Nicosia,   Lipari,   Bagheria,   Comiso,
  penalizzerebbe i comuni di Augusta, Carlentini, Melilli,  Siracusa,
  cancellando oltre trent'anni di storia dei consigli di quartiere;

   visto che:

   i   consigli  di  quartiere,  se  ben  funzionanti,  costituiscono
  un'importante  esperienza  di  decentramento  amministrativo  oltre
  un'insostituibile strumento di democrazia;

   nei   comuni  particolarmente  estesi,  come  Siracusa,   Augusta,
  Carlentini  e  Melilli,  i consigli di quartiere  rappresentano  un
  anello  di  congiunzione con i centri minori che, per  la  distanza
  dalla   sede   comunale,   rischierebbero   di   rimanere   isolati
  dall'attività politica e amministrativa;

   preso atto che centri come Pedagaggi, Santuzzi, Villasmundo, Città
  Giardino,  Cassibile sorgono a decine di chilometri dai  comuni  di
  appartenenza amministrativa e politica;

   per sapere se non ritengano utile e necessario rivedere le proprie
  decisioni  ed  individuare  una  riforma  dell'amministrazione  più
  efficace,  capace  di  eliminare gli sprechi e  le  spese  inutili,
  contenendo  la  spesa pubblica, ma allo stesso  tempo  dando  nuovo
  slancio e maggiore efficienza operativa ai consigli di quartiere di
  tutti  i comuni siciliani, compresi Augusta, Carlentini, Melilli  e
  Siracusa». (1457)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  comparto  della  pesca ha da sempre caratterizzato  l'economia
  della  Sicilia, incidendo positivamente sulla crescita economica  e
  occupazionale dell'Isola;

   sul territorio siciliano insistono 122 imprese di trasformazione e
  1.231  imprese  di  commercializzazione, per un  totale  di  11.700
  lavoratori  del  comparto  che  raggiungono  quota  18.000,  se  si
  considera l'indotto;

   considerato  che  in  questi ultimi anni  le  crescenti  spese  di
  gestione  dovute agli aumenti del gasolio, del costo del  lavoro  e
  delle imbarcazioni di altura hanno fatto registrare un inasprimento
  della  crisi  del comparto della pesca, con cali evidenti  sia  del
  fatturato che degli occupati;

   visto  che  sono  sempre di più i consumatori che  prediligono  le
  specie  ittiche  più ricercate, provenienti il più delle  volte  da
  altri   mari,   a   scapito   del  pescato  siciliano,   costituito
  principalmente  da  pesce  azzurro,  di  cui  sono  ricchi  i  mari
  siciliani;

   constatato che:

   le  imbarcazioni della flotta peschereccia italiana  continuano  a
  diminuire e di conseguenza diminuiscono a vista d'occhio i posti di
  lavoro  del  personale impiegato nelle imbarcazioni e a  terra,  in
  controtendenza con il resto d'Europa, dove le imbarcazioni sono  in
  ascesa e di conseguenza anche i posti di lavoro;

   l'Italia  esporta, oggi, solamente 133 mila tonnellate  l'anno  di
  pescato, importandone, invece, oltre 900 mila, con un passivo di  4
  milioni  di  euro  che  pesano  sulla bilancia  dei  pagamenti  con
  l'estero;

   per sapere:

   se    non   ritengano   necessario   attuare   una   politica   di
  sensibilizzazione   ed   educazione,   soprattutto   delle    nuove
  generazioni,  al  consumo di pesce azzurro locale,  eccellente  per
  qualità e principi nutritivi;

   se  non  ritengano  urgente e necessario  adoperarsi  al  fine  di
  individuare misure capaci di arrestare la crisi che in questi  anni
  attanaglia il comparto della pesca e di sviluppare un piano  capace
  di  rilanciare  il settore in Sicilia, scongiurando il  rischio  di
  un'imminente ulteriore perdita di posti di lavoro, che  inciderebbe
  negativamente su molte famiglie e sull'economia dell'Isola». (1458)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, premesso che con oltre 300  milioni
  di  iscritti in tutto il mondo, Facebook è considerato,  oggi,  uno
  dei social network più importanti del web;

   considerato  che in questi anni di attività sul web,  molte  delle
  applicazione utilizzabili sul network avrebbero raccolto,  a  causa
  delle   scarse   difese   della  privacy  del   sistema,   gli   ID
  identificativi degli utenti trasmettendoli ad almeno 25 società  di
  pubblicità e dedite al tracciamento delle attività degli utenti  on
  line;

   visto  che, nonostante la questione in parola sia stata più  volte
  sollecitata  dalla stampa e dagli stessi utenti, il  gestore  si  è
  solo  limitato ad adottare una politica di trasparenza,  ovvero  ad
  avvisare gli utenti del rischio di divulgazione dei dati immessi;

   preso atto che:

   non  tutti gli utilizzatori di Facebook leggono la normativa della
  privacy,   messa  in  rete  dal  social  network,  continuando   di
  conseguenza a rischiare a loro insaputa;

   Facebook, ad oggi, non ha ancora provveduto ad aumentare le difese
  del sistema a tutela della privacy degli utenti, che continuano  ad
  essere  esposti  a rischi di ogni genere, e in modo  particolare  i
  minori;

   per sapere

   se  non  intendano intervenire con urgenza a tutela  degli  utenti
  attraverso iniziative volte ad informare la cittadinanza  siciliana
  sui  rischi  derivanti da un utilizzo inappropriato di Facebook  ed
  educare  specie  le generazioni più giovani ad un  uso  moderato  e
  consapevole  dei  social  network, al  fine  di  non  incorrere  in
  spiacevoli e inaspettate sorprese». (1459)

                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   presso l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani, in data 20/10/2010,
  la  signora  Lina Rocchi è deceduta nel corso del suo trasferimento
  dalla sala operatoria al reparto di rianimazione;

   tale decesso, a quanto pare, è avvenuto all'interno dell'ascensore
  del nosocomio, rimasto bloccato per un guasto;

   tenuto conto che:

   è compito della magistratura stabilire se il decesso della signora
  è  legato al guasto dell'ascensore (come sostengono i familiari) o,
  invece,  è stato causato dalle precarie condizioni di salute  della
  signora  Rocchi (come sostengono i medici dell'ospedale S.  Antonio
  Abate di Trapani);

   appare,  però,  assolutamente inspiegabile  e,  per  certi  versi,
  imbarazzante che una struttura ospedaliera come il S. Antonio Abate
  di  Trapani  non  abbia  nessun sistema di protezione,  nei  propri
  ascensori,  che permetta di sbloccarli immediatamente  in  casi  di
  emergenza;

   considerato che:

   negli  ultimi  mesi,  la sanità regionale è  stata  al  centro  di
  violente  polemiche per alcuni casi di morti avvenute in  strutture
  ospedaliere  siciliane,  decessi motivati da  negligenza  medica  o
  errori in fase di diagnosi;

   quanto  avvenuto  a  Trapani mette in evidenza un'ulteriore  crepa
  nella  sanità  regionale. Non è pensabile che in Sicilia  si  possa
  morire perché un ascensore ospedaliero si ferma per un guasto.  Non
  è giustificabile che, in un settore dove gli sprechi economici sono
  'pane  quotidiano',  non si riescano a trovare poche  centinaia  di
  euro  per dotare un ascensore, all'interno di un nosocomio,  di  un
  semplicissimo sistema di sblocco automatico delle porte in caso  di
  guasto.  Di  contro,  è  comprensibilissimo come  mai  i  siciliani
  nutrano  una scarsissima fiducia nella sanità regionale, nonostante
  la  bravura  di  tanti medici che, giornalmente, svolgono  la  loro
  attività con spirito di sacrificio e totale abnegazione;

   per sapere:

   se  quanto denunciato dai parenti della signora Rocchi trovi reale
  fondamento all'interno dell'ospedale S. Antonio Abate di Trapani;

   se  non  ritengano  opportuno verificare eventuali  responsabilità
  tecniche  e/o amministrative all'interno dell'ASP di Trapani,  ente
  che ha il compito di controllare e verificare l'attuazione di tutti
  i  protocolli  di sicurezza all'interno degli ospedali  di  propria
  pertinenza;

   quali  procedure intendano adottare al fine di verificare che  gli
  ospedali  siciliani  siano  dotati dei più  elementari  sistemi  di
  sicurezza  all'interno dei propri ascensori, soprattutto in  quelli
  abilitati al trasporto di infermi;

   quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per impedire  in
  futuro il verificarsi di casi simili». (1464)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   da  oltre  dieci  anni  sono  stati  appaltati  i  lavori  per  la
  realizzazione del nuovo ospedale di Militello Val di Catania;

   il  nuovo  ospedale  di  Militello Val di Catania  è  destinato  a
  soddisfare le esigenze ospedaliere e sanitarie del distretto socio-
  sanitario  in cui insistono i comuni di Militello Val  di  Catania,
  Scordia, Palagonia, Ramacca, Raddusa e Castel di Iudica;

   nel piano sanitario provinciale il detto nosocomio rappresenta una
  struttura  ospedaliera  strategica  nel  territorio,  avendo,   tra
  l'altro,  il  reparto  di rianimazione ed avendo  previsto  l'unico
  reparto di coma vegetativo del territorio provinciale;

   considerato  che  il  sottoscritto  interrogante  circa  un   anno
  addietro,  assieme al sindaco di Militello Val di  Catania,  dottor
  Antonio Lo Presti, e a numerosi amministratori locali, procedeva ad
  un sopralluogo nel detto stabilimento per capire lo stato dell'arte
  dei  detti lavori, prendendo contezza che gli stessi erano in  fase
  di completamento e ultimazione;

   preso atto che:

   da  oltre  otto  mesi  i detti lavori sono stati  conclusi  e  già
  consegnati  alla nuova amministrazione che, a seguito  della  legge
  regionale  n.  5/2009, è l'azienda sanitaria provinciale  n.  3  di
  Catania;

   malgrado  siano  stati  effettuati anche  i  collaudi  (tecnico  e
  amministrativo)  necessari  alla  verifica  dell'opera,  il   detto
  ospedale  non  é stato ancora messo a disposizione del  territorio,
  mantenendo   invece  in  funzione  i  vecchi  locali  del   vetusto
  nosocomio;

   tenuto conto che, sebbene siano disponibili i necessari fondi  per
  l'acquisto   degli   arredamenti,  non  si   è   ancora   proceduto
  all'espletamento  della relativa gara, creando un ulteriore  vulnus
  all'apertura della nuova struttura sanitaria militellese;

   per sapere:

   le  reali cause che, a distanza di otto mesi dalla conclusione dei
  lavori,   impediscano  di  fatto  l'apertura  del  nuovo   ospedale
  militellese, atteso da oltre dieci anni dall'intero territorio  del
  Calatino nord;

   quali  siano  le  iniziative che l'ASP 3 di Catania  ha  posto  in
  essere  per  rimuovere gli ostacoli che impediscono  di  consegnare
  l'importante opera al territorio della provincia di Catania;

   se  siano  a  conoscenza di quanto lamentato  e  quali  siano  gli
  interventi anche a sostegno che, eventualmente, intendano porre  in
  essere  per evitare che a Militello vi sia un'ulteriore 'cattedrale
  nel deserto'». (1466)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e la funzione pubblica, premesso che il sindaco di  Polizzi
  Generosa (PA), con nota sottoscritta anche dai sindaci di  tutti  i
  Comuni delle Madonie, aveva chiesto la modifica della circolare  24
  settembre 2010 n. 8 dell'Assessorato delle autonomie locali e della
  funzione pubblica;

   atteso che:

   gli alunni delle scuole medie superiori che si recano presso altri
  comuni per frequentare scuole pubbliche statali o paritarie, il cui
  indirizzo scolastico non è presente nel comune di residenza sino al
  precedente  anno scolastico, in virtù delle circolari assessoriali,
  hanno potuto usufruire totalmente dei benefici previsti dalla  l.r.
  n. 11 del 2003 e successive modifiche e integrazioni;

   le  condizioni  metereologiche o viarie da tempo  hanno  costretto
  molti   genitori  a  ricorrere,  per  la  stagione   invernale   in
  particolare,  ad  utilizzare mezzi di trasporto propri  o  comunque
  alternativi  ai  sistemi  di  trasporto ufficiali,  presentando  ai
  comuni interessati le istanze per l'accesso al previsto contributo;

   tutto  ciò  è stato radicalmente modificato con l'emissione  della
  superiore  circolare,  che  di  fatto  vieta  ai  comuni  di  poter
  procedere  ai rimborsi in favore di tutti coloro che per  i  citati
  motivi scelgono di avvalersi di un diverso sistema di trasporto;

   considerato  che  tale circolare, oltre a determinare  grandissimi
  disagi,  è  totalmente in contrasto con la normativa in  precedenza
  emanata;

   per  sapere se intendano procedere all'immediata revoca o modifica
  della circolare assessoriale in parola». (1467)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   nei  giorni  scorsi, ignoti autori hanno danneggiato l'autovettura
  del  capogruppo  del Pdl del consiglio comunale di Caccamo,  dottor
  Franco  Guaggenti,  mentre  era in corso la  seduta  dell'assemblea
  consiliare;

   tale  gravissimo  gesto,  di chiara matrice  intimidatoria,  segue
  quelli  commessi  in  precedenza  nei  confronti  di  assessori   e
  consiglieri  comunali di maggioranza e di opposizione e  anche  nei
  confronti di funzionari comunali;

   è chiaro che ci si trova in presenza non di episodi isolati, ma di
  una  precisa strategia criminale finalizzata a creare un  clima  di
  intimidazione  nei  confronti  dell'amministrazione  comunale,  per
  condizionare la libertà di scelta di Governo;

   considerato  che questi gravissimi episodi stanno determinando  un
  clima  di forte incertezza e preoccupazione, anche alla luce  delle
  gravissime condizioni economiche in cui versa il comune  e  per  le
  problematiche legate alla crisi occupazionale;

   ritenuto  indispensabile  attivare  non  soltanto  iniziative  per
  garantire   la   sicurezza   degli  amministratori,   ma   adottare
  provvedimenti  idonei  a sostenere gli sforzi amministrativi  della
  giunta comunale di Caccamo;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per assicurare
  l'incolumità  degli  amministratori di Caccamo e  quali  iniziative
  finanziarie  per  consentire all'amministrazione  comunale  di  far
  fronte ai problemi economici ed occupazionali». (1470)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso  che  il comune di Trapani, in atto gestore  del  servizio
  idrico  integrato,  provvede  direttamente  alla  riscossione   dei
  servizi  idrico,  di  fognatura e di depurazione,  resi  ai  propri
  cittadini  mediante  fatture (bollette) con  apposita  ripartizione
  percentuale delle tariffe;

   considerato che:

   alcune   contrade  della  città  di  Trapani  sono   integralmente
  sprovviste di rete fognaria;

   diversi  cittadini, ivi residenti, nel lamentare pertanto l'errata
  contabilizzazione in bolletta di corrispettivi non dovuti in quanto
  relativi  ai  servizi di fognatura e depurazione  non  resi,  hanno
  manifestato  il  loro dissenso ricorrendo al difensore  civico  del
  comune,  che  ha  dato  riscontro favorevole alle  loro  richieste,
  ritenendo la riscossione posta in essere illegittima per difetto di
  corrispettività,  in  forza  della sentenza  335/2008  della  Corte
  costituzionale;

   ciò nonostante, il comune di Trapani intende insistere nell'azione
  di  riscossione  dei tributi senza dare motivata giustificazione  a
  quanto  evidenziato dal difensore civico nell'esercizio  delle  sue
  prerogative  funzionali  volte ad impedire futili  contenziosi  tra
  cittadini ed istituzioni;

   per   sapere  se  non  ritenga  opportuno  intervenire  disponendo
  apposita  visita  ispettiva onde verificare  la  legittimità  della
  procedura intrapresa dall'ente in questione». (1471)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e la funzione pubblica e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   presso gli enti locali del territorio regionale da moltissimi anni
  svolgono  attività  lavorativa numerosi  soggetti  sotto  forma  di
  precariato;

   la  Regione  siciliana ha avviato la procedura di  stabilizzazione
  per 4500 precari in servizio presso l'Amministrazione regionale;

   considerato  che tale situazione crea una ingiusta ed  illegittima
  disparità  di  trattamento  tra i lavoratori  precari  in  servizio
  presso le pubbliche amministrazioni;

   i  lavoratori precari presso il comune di San Cipirello (PA) hanno
  in  più  occasioni, anche con vere e proprie proteste,  sollecitato
  l'attenzione della Regione al fine di ottenere rassicurazioni circa
  l'avvio, anche per loro, del procedimento di stabilizzazione;

   i predetti lavoratori hanno acquisito esperienza e professionalità
  e  risultano ormai indispensabili per le amministrazione  ove  sono
  inseriti;

   ritenuto che:

   la Regione siciliana deve estendere le garanzie assicurate ai 4500
  precari  presso  l'Amministrazione regionale  anche  ai  lavoratori
  presso gli enti locali;

   una diversa decisione in tal senso provocherebbe una disparità  di
  trattamento e la violazione del principio di uguaglianza  garantito
  dalla Costituzione;

   per sapere:

   quali atti o provvedimenti abbiano o intendano adottare al fine di
  garantire anche ai lavoratori precari presso gli enti locali uguali
  diritti  e  prerogative  riconosciute  ai  lavoratori  precari   in
  servizio presso l'amministrazione regionale;

   quali   provvedimenti  siano  stati  adottati  per  l'avvio  della
  stabilizzazione  dei  lavoratori  precari  in  servizio  presso  la
  pubblica amministrazione». (1460)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)

                                                               CAPUTO

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   MARROCCO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive, all'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e
  il  lavoro e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
  che:

   con  decreto  del  4  settembre  2002  la  Regione  siciliana   ha
  qualificato  il comprensorio del Mela 'area ad elevato  rischio  di
  crisi ambientale', in quanto ivi insiste la raffineria mediterranea
  petroli di Milazzo, che è la principale responsabile delle sorgenti
  inquinanti;

   il  presupposto  per il risanamento è lo sviluppo  socio-economico
  dell'area che avrebbe dovuto essere raggiunto attraverso  un  piano
  da svilupparsi in base all'art. 3 del citato decreto;

   considerato  che  la  situazione  per  l'occupazione  nell'area  è
  preoccupante,   posto   che,  nonostante  la   rilevante   presenza
  industriale, la zona lamenta un tasso di disoccupazione intorno  al
  30  per cento, con forti quote percentuali di tipo giovanile, e che
  a  maggior  danno  la presenza industriale dell'area  comprime  gli
  altri  settori  di  attività,  come  quelli  agroalimentare  ed  il
  turistico, e non permette lo sviluppo del terziario;

   verificato  che  negli ultimi decenni la presenza di  impianti  di
  raffinazione ed industrie a queste attività legate ha fatto sì  che
  le  specializzazioni della manodopera venissero  indirizzate  verso
  attività  connesse  a  questo  settore,  modificando  di  fatto  le
  qualifiche  dei  lavoratori della zona che, prima dell'insediamento
  industriale,  erano dediti all'agricoltura ed in  particolare  alla
  coltivazione  di  primaticci, gelsomini ed  essenze,  sviluppandosi
  anche   un   dedicato  sistema  imprenditoriale  locale  certamente
  'pulito';

   verificato inoltre che:

   l'evoluzione  societaria  della  raffineria  con  l'incorporazione
  dell'Agip  s.p.a. in ENI s.p.a. ha comportato una  involuzione  del
  settore  logistico  dei trasporti dei prodotti petroliferi  che  ha
  contribuito  a  rendere ancora più critica l'occupazione  e  quindi
  l'economia dell'area;

   le  continue  richieste da parte dell'ENI di  avere  interlocutori
  imprenditoriali  unici  hanno  dato  luogo  ad  incorporazioni  dei
  piccoli   imprenditori   in  società  e/o  consorzi   dediti   alla
  distribuzione dei liquidi;

   a  ciò  si  sono aggiunte le continue richieste dell'ENI  per  gli
  adeguamenti  dei  mezzi dei consorziati - autobotti  dedicate  allo
  scopo  -  che hanno comportato notevoli investimenti da  parte  dei
  singoli associati;

   la gestione dei consorzi in capo a soggetti che tengono i rapporti
  diretti  con l'ENI ha compresso il ruolo degli associati e  ciò  ha
  determinato  tra l'altro non solo la perdita del lavoro,  ma  anche
  l'indebitamento di tutti i piccoli imprenditori;

   osservato che:

   l'ENI, intervenendo ulteriormente, ha favorito i grossi gruppi  di
  autotrasportatori,  con la divisione della  Sicilia  prima  in  due
  grandi aree e successivamente in un'unica area con una sola azienda
  di  riferimento  per  il servizio di distribuzione  carburanti  per
  l'intera Regione;

   il   principio   sarebbe  dovuto  essere  quello  della   garanzia
  occupazionale  e dell'impegno economico dettato dagli  investimenti
  fatti  dai  piccoli  trasportatori storici nel rapporto  prima  con
  l'Agip  s.p.a.  e successivamente con l'ENI, ma la  conseguenza  di
  queste  scelte è stata quella di avere dato luogo ad un sistema  di
  monopolio,  che  ha  capovolto ed in particolare  ha  distrutto  il
  sistema  locale  delle  imprese consorziate addette  ai  trasporti,
  tutto  ciò  con  un comportamento assolutamente schizofrenico  alla
  luce del fatto che in altre aree, come in quelle di Priolo, Gela  e
  Palermo, dove la costante presa di posizione delle associazioni per
  i  piccoli trasportatori con la tutela dei principi di equità e del
  rispetto  dei trasportatori storici non ha permesso il  sistema  di
  monopolio;

   verificato infine che:

   nell'area  del  Mela, area destinata ad avere un  forte  piano  di
  sviluppo  socio economico, si è verificato l'opposto, in quanto  il
  PIL locale è il più basso dell'intera area tirrenica;

   la descolarizzazione è la più alta, le malattie, in particolari  i
  tumori,  segnano  negativamente le famiglie, la  disoccupazione  ha
  raggiunto livelli di criticità;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti intendano adottare al fine di avviare
  finalmente  iniziative  concrete per  lo  sviluppo  socio-economico
  dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale del Mela;

   se  vogliano tutelare in tutte le sedi le numerose attività  degli
  autotrasportatori  storici nel sistema dei trasporti  dei  prodotti
  petroliferi». (1462)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente  della  Regione, premesso  che,  in  provincia  di
  Ragusa,  opera il polo avicolo modicano che dà occupazione a  circa
  duemila  addetti  e  produce 800 mila uova al giorno,  che  vengono
  distribuite in tutto i mercati del meridione;

   preso atto che la macellazione di capi tocca quota otto milioni  e
  che   gli  stessi  vengano  commercializzati  in  supermercati   ed
  ipermercati delle grande catene di distribuzione;

   rilevato  che  il  volume di affari ai aggira, secondo  le  ultime
  stime, attorno ai 70 milioni di euro l'anno;

   considerato  che  il  settore avicolo modicano,  grazie  alla  sua
  vitalità  ed  ai  processi  di  innovazione  nei  ciclo  produttivo
  introdotti negli ultimi anni, ha saputo resistere alla crisi ed  al
  calo  dei  consumi sui mercati e si propone oggi come  elemento  di
  forza di tutta l'economia della provincia;

   atteso  che  il  consorzio avicolo ibleo ha dunque l'obiettivo  di
  promuovere  l'immagine del polo avicolo modicano, che è nato  negli
  anni  '60,  con le prime aziende che hanno investito sull'altopiano
  ed  hanno avviato una attività che da familiare ed artigianale  che
  si è poi trasformata in industriale;

   premesso,  infine, che il consorzio è stato voluto per  affrontare
  le  nuove  sfide  del  mercato ed é in  attesa  del  riconoscimento
  (richiesta del 09/04/2008) dell'unico distretto produttivo  avicolo
  da  parte  dell'Assessorato regionale per le attività produttive  e
  può  contare anche dodici enti tra pubblici e privati, tra  cui  la
  provincia di Ragusa, il comune di Modica, l'Università di  Catania,
  associazioni di categoria e professionali;

   per sapere quando il polo avicolo modicano sarà riconosciuto dalla
  Regione  e  quali  iniziative  siano state  prese  e  si  intendano
  intraprendere per aiutare gli imprenditori in parola». (1463)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                               RAGUSA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   l'analisi  del  ricorso  al  mercato finanziario  da  parte  delle
  Regioni,   come  tra  l'altro  si  legge  nella  deliberazione   n.
  17/SEZAUT/2010/FRG  della  Corte dei conti,  è  normata  da  regole
  comunitarie     che    comunque    impongono    la     destinazione
  dell'indebitamento  alle  spese  di  investimento,   concetto   già
  presente  nella  legge 281/1970 e assurto a precetto costituzionale
  con la riforma del Titolo V (art. 119 Cost.);

   la   massa   più  consistente  dell'indebitamento  delle  Regioni,
  autorizzata in ogni esercizio finanziario, si riferisce a spese  di
  investimento  cumulativamente  considerate  (l'elenco,  per   unità
  revisionali di base, è fornito in apposito allegato al bilancio  di
  previsione);

   nelle Regioni che non assicurano l'equilibrio tra entrate e spese,
  come purtroppo da qualche tempo avviene nella Regione siciliana, in
  gergo tecnico tali finanziamenti sono denominati 'mutui a pareggio'
  per il fatto che sono funzionali al pareggio di bilancio;

   ribadito che:

   la  situazione finanziaria complessa che stiamo vivendo obbliga ad
  operare   con   maggiore  chiarezza  sull'utilizzo  delle   risorse
  economiche di cui le Regioni dispongono;

   nel  bilancio della Regione siciliana, con la l.r. 14 maggio 2009,
  n. 6, sono stati appostati fondi derivanti dall'accensione di mutui
  già autorizzati ma non accesi;

   l'attivazione  delle  procedure  per  l'utilizzazione  di  risorse
  provenienti  dalla stipula dei mutui deve avere una responsabile  e
  ragionata destinazione per investimenti produttivi al fine  di  non
  appesantire inutilmente un bilancio già precario;

   alcuni segnali che emergono dalla complessiva situazione, come per
  esempio  il  ritardo  nei trasferimenti ai comuni  siciliani  e  il
  blocco  dello stesso sistema informativo centrale SIC, fanno temere
  una  paralisi  economica  in  quanto immediatamente  influenti  sul
  normale andamento dell'economia siciliana;

   la  Regione siciliana ha paralizzato la spesa e sta provvedendo  a
  pagare solo gli stipendi dei propri dipendenti;

   l'Assessore  regionale  per  l'economia  ha  dichiarato  che  tale
  paralisi  durerà solo tre settimane in quanto è in arrivo un  maxi-
  mutuo di 862 milioni di euro dalla Cassa depositi e prestiti;

   per sapere:

   se, nell'eventuale avvio delle procedure per il ricorso al mercato
  finanziario  con  l'accensione  di mutui,  non  si  debba  attenere
  scrupolosamente  alla  normativa che  impone  di  utilizzare  detto
  strumento  solo  per  investimenti utili ad una  migliore  crescita
  dell'economia e non per la spesa corrente;

   se  non  si  ravvisi la necessità di vincolare i finanziamenti  da
  erogare  alle  finalità per cui sono stati  richiesti  al  fine  di
  evitarne l'utilizzo, in distrazione, per altri fini». (1465)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                   MANCUSO - LEONTINI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, visti:

   la comunicazione del 14 aprile 2000 C139/05 con cui la Commissione
  europea    ha    adottato   gli   orientamenti   per   l'attuazione
  dell'iniziativa di Sviluppo Rurale Leader;

   la  decisione  C(2002) 249 del 19 febbraio 2002 con  la  quale  la
  Commissione  europea  ha  approvato il programma  regionale  Leader
  (PRL)+Sicilia 2000/2006;

   la  deliberazione n. 116 del 19/04/02, con la quale la  Giunta  di
  governo della Regione siciliana ha approvato il programma regionale
  Leader+;

   la  deliberazione  n. 207 del 17 luglio 2003  con  cui  la  Giunta
  regionale ha adottato il complemento di programmazione relativo  al
  programma operativo regionale Leader + Sicilia 2000/2006;

   il   piano   finanziario  assegnato  al  programma  Leader+Sicilia
  2000/2006,  pari  globalmente  ad  euro  65.133.000,00  di  risorse
  complessive per la Sezione I - II - IV, di cui euro 26.053.000,00 a
  carico   dei   privati  e  un  costo  totale   pubblico   di   euro
  39.080.000,00,  così  articolato:  euro  29.310.000,00   di   quota
  comunitaria  (FEOGA  Orientamento),  euro  6.839.000,00  di   quota
  statale e euro 2.931.000,00 di quota regionale;

   il  d.d.g. n. 825 del 13.07.2004 di approvazione della graduatoria
  dei PSL ammissibili con i relativi punteggi attribuiti e contenente
  anche  l'elenco degli esclusi, registrato presso la Corte dei conti
  al registro n. 1, foglio 49, del 30.07.2004 e pubblicato nella GURS
  n. 37 del 3 settembre 2004;

   il   d.d.g  n.  1592  del  4.11.2004  di  finanziamento  dei   PSL
  presentati, pubblicato nella GURS n. 54 del 17 dicembre 2004;

   il  complemento di programmazione adottato dalla Giunta  regionale
  con  deliberazione  numero  207 del 17  luglio  2003  e  successive
  modificazioni, ed in particolare il punto 4.4.3 'Flussi  finanziari
  tra  Amministrazione e GAL' in cui si stabilisce che il 5 per cento
  del contributo concesso ai GAL venga erogato a saldo;

   considerato che:

   il  termine  ultimo  di chiusura di tutte attività  del  programma
  Leader+ Sicilia 2000-2006 era il 30 giugno 2009;

   sono  state  concluse tutte le attività di controllo  sulla  spesa
  espletate  dai  soggetti abilitati ai sensi  del  punto  4.7.2  del
  complemento  di  programmazione  (ufficio  di  attuazione,  U.M.C.,
  ufficio speciale autorità di audit);

   la  Regione siciliana ha già inviato alla Commissione europea  gli
  importi  certificati  delle  spese sostenute  dai  GAL,  così  come
  indicati nel rapporto annuale di attuazione;

   per  sapere  per  quali motivazioni ad oggi non  risultino  ancora
  trasferite ai GAL della Sicilia le rimanenti quote del 5 per  cento
  del  contributo concesso a titolo di saldo, così come previsto  dal
  punto  4.4.3  'Flussi  finanziari tra Amministrazione  e  GAL'  del
  complemento  di  programmazione del P.O.R.  Leader+  Sicilia  2000-
  2006». (1468)
                                                     LIMOLI - D'ASERO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e la funzione pubblica e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  dott. Gioacchino Genchi è un dirigente della Regione siciliana
  che   presta   servizio  presso  il  Dipartimento   Ambiente   (già
  Dipartimento  Territorio  ed  Ambiente) dell'Assessorato  regionale
  Territorio e ambiente;

   il  dott.  Alessandro  Pellerito  è  un  dirigente  della  Regione
  siciliana   che   ha  prestato  servizio  presso  il   Dipartimento
  Territorio e Ambiente dell'Assessorato regionale Territorio;

   una  sentenza  della  Corte di Cassazione  -  Sez.  Penale  -  del
  dicembre 2000, pur prendendo atto dell'intervenuta prescrizione del
  reato contestato al dott. Genchi (abuso d'ufficio) ed altri,  ha  -
  testualmente  -  stabilito  che: 'E' indubbio,  quindi,  che  nella
  condotta  dei  prevenuti,  così  come  ricostruita,  ricorrono  gli
  estremi  dell'abuso  d'ufficio: ed invero, il Genchi  (...)  e  pur
  ufficialmente   investiti,  in  ragione  della  pubblica   funzione
  esercitata  in  seno all'Ente Regione, del progetto di  risanamento
  delle  acque  del  golfo  di Gela e del fiume  Platani,  tanto  che
  entrambi ebbero a redigere una 'relazione di presentazione' per  il
  finanziamento del progetto ed il primo (il dott. Genchi),  inoltre,
  assunse  -  di  fatto  -  il  ruolo  di  'responsabile  tecnico'  e
  sottoscrisse il verbale di avviamento delle attività connesse  alla
  'TEI Sud. s.p.a', contestualmente si attivarono, con piena adesione
  degli  altri  correi, per rilevare in proprio l'esecuzione  di  una
  parte  dei  lavori  commessi alla 'TEI', per  trarre  un  vantaggio
  economico   personale,  determinando  così   una   non   consentita
  commistione  tra  interesse  pubblico  e  privato  e  mortificando,
  quindi,  il principio d'imparzialità posto a presidio dell'attività
  della  P.A. E' di intuitiva evidenza che i due funzionari regionali
  (il dott. Genchi ed un altro dirigente), per la posizione ricoperta
  e  per  l'interesse  personale  perseguito,  avevano  l'obbligo  di
  astensione,   che,   invece   disinvoltamente   violarono,    nella
  intenzionale prospettiva, divenuta - poi - realtà di procurare a sè
  e  al  gruppo  di universitari a loro legati un ingiusto  vantaggio
  patrimoniale (...)';

   il  dott.  Genchi, nonostante i suddetti trascorsi giudiziari  per
  reati contro la P.A., non soltanto non ha avuto allora applicata  -
  e  neanche proposta - alcuna sanzione disciplinare, ma nel dicembre
  2001  è  stato  anche 'premiato' con la nomina a  responsabile  del
  Servizio   3   del   Dipartimento  Territorio  e   Ambiente   (oggi
  Dipartimento Ambiente);

   l'Amministrazione  regionale,  non  avendo  intrapreso  la   sopra
  accennata  azione  disciplinare, si è  trovata  anche  costretta  a
  versare  al dirigente lo stipendio relativo al periodo di tempo  in
  cui è stato sospeso dal servizio;

   il dott. Genchi negli anni successivi ha continuato a creare gravi
  problemi all'Amministrazione;

   nel  2004  il Dipartimento ha intrapreso un'azione disciplinare  -
  sia   contro  il  dott.  Genchi  sia  contro  il  dott.   Pellerito
  (responsabile di una delle unità operative del servizio diretto dal
  dott.  Genchi)  -  ma  tale procedimento è stato  archiviato  dalla
  commissione  di  disciplina per un vizio di forma  consistente  nel
  ritardo dell'avvio del procedimento;

   sempre  nel  2004,  oltre all'avvio dell'azione  disciplinare  nei
  confronti  del dott. Genchi e del dott. Pellerito, il  Dipartimento
  aveva  chiesto  l'applicazione delle misure previste  dall'art.  10
  della   l.r.   10/2000  in  caso  di  responsabilità   dirigenziale
  (sospensione  dall'esercizio  di  incarichi  di  pari   livello   o
  licenziamento)   -  per  reiterata  inosservanza   alle   direttive
  impartite   e  per  aver  causato  grave  pregiudizio  all'immagine
  dell'Amministrazione - e l'Assessore pro tempore  aveva  provveduto
  ad interessare del caso la Giunta di Governo;

   nonostante  nel corso del 2005 l'Amministrazione abbia sollecitato
  la  definizione  dei suddetti procedimenti - peraltro  fornendo  al
  riguardo motivi aggiunti - la Giunta di Governo dell'epoca  non  ha
  mai affrontato la questione;

   sempre  nel  corso del 2005 (con un nuovo dirigente  generale)  il
  dott. Genchi ed altri dirigenti del servizio cui era preposto  (tra
  cui    il    dott.    Pellerito)   hanno   adottato   comportamenti
  ostruzionistici  per impedire l'avvicendamento  del  dott.  Genchi,
  causando  le  dimissioni del nuovo dirigente  del  servizio  ed  il
  blocco   totale  dell'attività  del  servizio  che,  tra   l'altro,
  comprendeva  il  rilascio delle autorizzazioni  alle  emissioni  in
  atmosfera di numerosissimi insediamenti produttivi;

   tale  situazione (dopo un mese e mezzo di blocco)  costringeva  il
  dirigente  generale pro tempore a reincaricare il dott. Genchi  nel
  precedente incarico;

   nonostante  ciò  il  dott.  Genchi  ed  altri  due  dirigenti  del
  servizio, tra cui il dott. Pellerito, hanno continuato a rifiutarsi
  di  sottoscrivere  il contratto, determinando la continuazione  del
  blocco  totale delle attività del Servizio (protrattasi  in  questo
  modo  per oltre cinque mesi), sino a quando non hanno costretto  il
  dirigente generale ad assegnare loro il massimo delle indennità  di
  parte  variabile (con consistenti aumenti ottenuti solo da  loro  e
  non  da  altri  dirigenti del Dipartimento)  e  nonostante  fossero
  diminuite le competenze del Servizio e rimanessero invariate quelle
  delle unità operative;

   il  dott.  Genchi  ed il dott. Pellerito avrebbero  reiteratamente
  (nel  2004 e nel 2006) mancato di adempiere alle direttive generali
  riferite  all'obiettivo  di  delega  alle  province  regionali   di
  attività  a  ridotto  impatto  ambientale,  disattendendo  anche  a
  precise disposizioni previste da leggi regionali;

   nel corso del 2007 e del 2008 (con un altro dirigente generale) il
  dott.  Genchi,  con  il fattivo contributo del dott.  Pellerito,  a
  seguito  della rotazione alcuni dirigenti (tra cui lo stesso  dott.
  Genchi),  poneva  in essere - sia direttamente  che  tramite  forze
  politiche  e  sindacali ed organi di informazione  -  una  campagna
  denigratoria  nei  confronti del dirigente  generale  e  del  nuovo
  dirigente   responsabile  del  Servizio  3,   gettando   discredito
  sull'Amministrazione  regionale  ed  ingenerando   nella   pubblica
  opinione dubbi sulla legalità dell'operato della stessa, con  grave
  nocumento all'immagine della P.A.;

   tra   le  innumerevoli  accuse  (dimostratesi  infondate  e   non,
  perseguite né dall'autorità giudiziaria né dalla Corte dei  conti),
  il  dott.  Genchi accusava pubblicamente il dirigente  generale  di
  averlo  rimosso dal suo incarico in maniera arbitraria, quale  atto
  ritorsivo  rispetto alla posizione di diniego  da  lui  assunta  in
  ordine  alle  autorizzazioni  relative  ai  termovalorizzatori  dei
  rifiuti;

   detta  accusa  era palesemente infondata in quanto il responsabile
  di   tali   procedimenti  autorizzativi  era  il  dott.  Alessandro
  Pellerito,  che  rimaneva al suo posto, ed anche  dopo  aver  avuto
  revocato  l'incarico non risulta che dall'Assessorato  siano  state
  rilasciate autorizzazioni, nulla osta o pareri favorevoli su  detti
  termovalorizzatori,  né i dirigenti che hanno sostituito  il  dott.
  Genchi ed il dott. Pellerito si sono mai espressi favorevolmente in
  merito;

   il  dott. Genchi sarebbe perfino giunto ad accusare falsamente  su
  mezzi  di  informazione il dirigente generale di  un  tentativo  di
  strangolamento  nei  suoi  confronti  e  nei  confronti  del  dott.
  Pellerito,  accusa sconfessata sia da una ripresa video  effettuata
  dello  stesso  dott.  Pellerito e diffusa  via  internet,  sia  dai
  testimoni  presenti (infatti l'autorità giudiziaria, in ambedue  le
  occasioni chiamata dal dott. Genchi, non ha proceduto nei confronti
  del dirigente generale);

   il  nuovo  dirigente del Servizio, che resisteva  ad  innumerevoli
  tentativi   di  delegittimazione  e  diffamazioni,  avrebbe   anche
  scoperto gravissime omissioni e inottemperanza a leggi, regolamenti
  e direttive, nonché danni erariali imputabili al dott. Genchi ed al
  dott. Pellerito;

   il  dott. Genchi e il dott. Pellerito, al fine di costringere alle
  dimissioni  il  nuovo dirigente del Servizio  3  e  costringere  il
  dirigente generale a reinserire il dott. Genchi presso il  Servizio
  3,  nei primi mesi del 2007 avrebbero posto in essere comportamenti
  omissivi   ed   ostruzionistici  volti  ad  impedire  il   regolare
  funzionamento del Servizio 3, rifiutandosi persino di  adempiere  a
  disposizioni formali e reiterate, volte a ripristinare  il  normale
  funzionamento  del Servizio 3. Come già visto, detti  comportamenti
  costituivano  una  'strategia'  già  applicata  nel   corso   della
  precedente riorganizzazione dipartimentale del 2005;

   una   denuncia  dei  suddetti  fatti,  presentata  dal   dirigente
  generale,  sarebbe stata archiviata dal GIP, essendo  condivise  le
  richieste  del  P.M.,  che  non  ha  riscontrato  fatti  penalmente
  perseguibili  e precisandosi tuttavia di 'prescindere da  eventuali
  aspetti di rilievo disciplinare';

   in  una  ulteriore ordinanza di archiviazione del G.I.P. in ordine
  ad  una  denuncia presentata dal dott. Pellerito nei confronti  del
  dirigente  generale e del nuovo dirigente del Servizio 3 si  rileva
  ulteriormente  che:  'Risulta pertanto  evidente  che  le  condotte
  denunciate dall'odierno opponente, se e nella misura in  cui  siano
  state  effettivamente  poste in essere  dagli  indagati,  sarebbero
  state compiute non col diretto od indiretto intento di soggiogare o
  vessare  lo stesso opponente, bensì con quello di porre fine  a  un
  intollerabile  tentativo  di coartazione  o  condizionamento  delle
  scelte di direzione generale dell'assessorato';

   il   dott.  Genchi,  invece  di  proporre  norme  e  provvedimenti
  procedurali  di  attuazione  del d.lgs. 152/2006,  avrebbe  emanato
  personalmente  direttive  interpretative della  norma,  indirizzate
  alle   province  regionali  ed  agli  uffici  di  segreteria  delle
  commissioni  provinciali tutela ambiente,  non  solo  usurpando  la
  firma  ed  i poteri attribuiti all'Assessore dalla legge, ma  anche
  emanando  disposizioni  procedurali illegittime  e  contrarie  alle
  procedure  stabilite  dalle leggi regionali. Tutto  ciò  nonostante
  pareri  pareri  dell'Ufficio legislativo  e  legale,  peraltro  mai
  portati  a  conoscenza dei vertici dell'Amministrazione, confermati
  anche da un parere dell'Avvocatura dello Stato;

   il dott. Genchi ed il dott. Pellerito, nonostante gli avvertimenti
  direttamente  indirizzati al Servizio 3 da parte  del  Dipartimento
  finanze,  hanno  violato precise disposizioni di legge  rilasciando
  oltre  n.  300  autorizzazioni senza verificare il pagamento  della
  tassa, non  avvertendo successivamente le ditte dell'inefficacia di
  dette  autorizzazioni  e  non procedendo al  recupero  delle  tasse
  evase,  causando  un danno erariale per il mancato pagamento  della
  tassa e delle relative sanzioni;

   di  recente  la Corte dei conti li ha condannati al pagamento  dei
  danni erariali derivanti dal loro comportamento in quanto: 'Non v'è
  dubbio  che il comportamento degli odierni convenuti sia gravemente
  colposo  e  privo di giustificazione alcuna essendo i due dirigenti
  ben consapevoli dell'univoco indirizzo assunto dall'Amministrazione
  regionale, in quanto l'Assessorato regionale territorio e  ambiente
  ed  in particolare il servizio 3 è stato destinatario degli atti di
  indirizzo   prima   descritti,  che  sono   stati   volontariamente
  disapplicati,  con grave nocumento per la Regione siciliana  (...).
  Il  comportamento  degli  odierni  convenuti  per  la  perseverante
  inosservanza degli obblighi di servizio, ovviamente per i  riflessi
  legati  all'erario, si appalesa biasimevole, atteso che gli stessi,
  dopo   l'ulteriore   precisazione  e  richiesta  del   Dipartimento
  regionale  Finanza  e  Credito  di  applicazione  della  tassa   di
  concessione   governativa  regionale  oggetto  delle   note   (...)
  avrebbero dovuto ottemperare ed invece hanno persistito nella  loro
  condotta  (...). Nel caso in specie, l'amministrazione  ha  fornito
  ampia, chiara e reiterata lettura delle norme; ha più volte offerto
  chiarimenti  e  delucidazioni, richiamando  anche  ben  tre  pareri
  dell'Ufficio legislativo e legale (...)';

   il  dott.  Genchi,  nonostante non ricoprisse più  alcun  incarico
  presso  il  Servizio  3  del Dipartimento territorio  ed  ambiente,
  utilizzando  la  carta intestata del Servizio 3, avrebbe  divulgato
  sia    all'interno   del   Dipartimento   sia   all'esterno   false
  informazioni,  affermando di essere il dirigente  responsabile  del
  Servizio 3;

   il  dott.  Genchi ed il dott. Pellerito, sebbene non  ricoprissero
  più  alcun  incarico  presso il Servizio 3, avrebbero  attivato  ed
  utilizzato  un registro di protocollo e fogli vettore intestati  al
  Servizio 3, abusivi e paralleli a quelli ufficiali del Servizio;

   il  dott.  Genchi  sarebbe perfino giunto  a  sottoscrivere  n.  2
  decreti  di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, predisposti
  dal  dott. Pellerito, nonché a convocare una conferenza di servizi,
  nonostante  i  due  suddetti dirigenti non ricoprissero  più  alcun
  incarico presso il Servizio 3;

   costoro,  sebbene  sollecitati in passato sia  dall'Assessore  pro
  tempore   che  dal  competente  Ministero,  avrebbero   omesso   di
  predisporre  un  piano  per  la qualità  dell'aria  e  molti  altri
  adempimenti  previsti  dalla legge sin  dal  1999,  causando  anche
  l'avvio  di  una procedura di infrazione comunitaria e costringendo
  il  nuovo  dirigente del Servizio e l'Amministrazione a  colmare  i
  ritardi  in  cui  era  incorso l'Assessorato a  causa  delle  gravi
  omissioni  proprio del dott. Genchi, redigendo in tempi  brevissimi
  un  piano  regionale di coordinamento per la tutela  della  qualità
  dell'aria della Regione siciliana;

   il  dott.  Genchi,  invece di compiere il suo dovere  di  pubblico
  dipendente   informando   l'amministrazione   degli   errori    non
  sostanziali  contenuti nel suddetto piano,  si  sarebbe  rivolto  a
  Legambiente  per scatenare una campagna mediatica contro  il  nuovo
  dirigente  del  Servizio  ed il dirigente generale,  denunciando  -
  peraltro falsamente - che il piano sarebbe stato copiato da  quello
  della Regione Veneto;

   tenuto  conto  del  gravissimo danno  all'immagine  della  Regione
  causato   dalle  accuse  del  dott.  Genchi  e  dei  dirigenti   di
  Legambiente  -  che  avevano  causato  anche  la  pubblicazione  di
  numerosi  articoli giornalistici e la trasmissione di inchieste  su
  emittenti  televisive a diffusione nazionale, l'Amministrazione  ha
  chiesto   all'Avvocatura   dello  Stato   di   citare   per   danni
  l'Associazione Legambiente, i suoi dirigenti ed il dott. Genchi;

   l'Avvocatura   dello  Stato,  ritenendo  valide   e   fondate   le
  circostanze evidenziate, ha ha citato per danni l'associazione ed i
  suoi  dirigenti,  mentre nei confronti del dott.  Genchi  ha  fatto
  presente  che  solo perchè 'apparendo peraltro inopportuno,  almeno
  allo  stato  ed  in  attesa degli sviluppi  dei  vari  procedimenti
  (giurisdizionali,  disciplinare), agire autonomamente  in  giudizio
  contro il predetto Genchi';

   il  dott.  Genchi, dopo la revoca dall'incarico, avrebbe sottratto
  un  computer portatile del Servizio 3, rifiutandosi formalmente  di
  restituirlo, nonostante non ricoprisse alcun incarico ed  avesse  a
  disposizione un computer fisso;

   l'Amministrazione ha reiteratamente chiesto agli  organi  politici
  ed  al  Dipartimento del personale della Presidenza  della  Regione
  l'avvio  di  un procedimento disciplinare nei confronti  del  dott.
  Genchi  e  il  suo trasferimento ad altro Dipartimento  perché  gli
  fosse  affidato  un  incarico equivalente,  senza  ottenere  quanto
  richiesto e neanche un formale diniego;

   uno  staff  per  la  valutazione della dirigenza del  Dipartimento
  Territorio ed ambiente ha confermato che il dott. Genchi:
   -  non aveva proposto un schema di decreto di delega alle province
  regionali  di  ulteriori attività a ridotto impatto ambientale  non
  sottoposte per legge a valutazione di impatto ambientale;
   -  aveva  emesso  a  propria firma, invece che  porle  alla  firma
  dell'Assessore,  direttive agli uffici periferici del  Dipartimento
  ed   alle  commissioni  provinciali  per  la  tutela  dell'ambiente
  (C.P.T.A.),  volte  ad  abolire  il  parere  delle  C.P.T.A.  sulle
  autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, direttive peraltro  non
  condivise successivamente dall'Amministrazione;
   - aveva convocato a propria firma conferenze di servizi anche dopo
  il ritiro delle deleghe 'alla firma';
   -   aveva   seguito   procedure  irregolari  per   l'acquisto   di
  attrezzature informatiche e non aveva fatto collaudare  e  prendere
  in carico tali attrezzature all'Amministrazione;
   -  aveva omesso di applicare alle autorizzazioni alle emissioni in
  atmosfera la tassa regionale di concessione governativa, nonostante
  un diretto richiamo del Dipartimento finanze e credito;
   -  non  aveva  assegnato per il seguito di  competenza  circa  200
  pratiche pervenute al Servizio nel periodo luglio-dicembre 2006;

   a fine 2008 la C.G.I.L. presentava un esposto agli organi politici
  della  Regione ed alle Procure della Repubblica e della  Corte  dei
  conti,  in  cui  denunciava una serie di illegalità perpetrate  dal
  Dipartimento Territorio ed ambiente;

   detto  esposto,  cui  non seguiva alcuna azione  repressiva  della
  magistratura  penale  e contabile, era verosimilmente  redatto  dal
  dott.   Genchi,  peraltro  presente  alla  conferenza   stampa   di
  presentazione  e  recentemente transitato da altro  sindacato  alla
  CGIL;

   con   detto   esposto  il  dott.  Genchi  avrebbe   continuato   a
  strumentalizzare  forze  politiche, sindacali  ed  ambientali  (che
  inizialmente  vengono  tratte in inganno da informazioni  parziali,
  faziose,  ma  'ben  confezionate')  per  gettare  discredito  sulla
  Regione   siciliana  e  per  farsi  accreditare  presso  l'opinione
  pubblica,  forze  politiche ed uffici giudiziari come  'martire'  e
  difensore della legalità e dell'ambiente;

   infatti il dott. Genchi avrebbe già coinvolto nelle sue 'trame':
   -   il   sindacato  RdB,  di  cui  era  rappresentante  sindacale,
  inducendolo   a   citare   in   giudizio   l'amministrazione    per
  comportamento   antisindacale,  ma  ottenendo   solo   il   rigetto
  dell'istanza per l'assoluta infondatezza delle accuse  e,  persino,
  la condanna del sindacato a pagare tutte le spese di giudizio;
   -  l'associazione Legambiente di cui si è già detto, inducendola a
  denunciare  pubblicamente,  con grande risonanza  anche  sui  media
  nazionali,  che  il  piano  regionale  per  tutela  della   qualità
  dell'aria  era interamente copiato da quello della Regione  Veneto,
  mentre  si  è  poi appurato che detto piano presentava solo  alcuni
  refusi  nella  relazione generale introduttiva. Infatti  la  stessa
  Legambiente  ha poi nominato un proprio rappresentante  nel  tavolo
  tecnico  per  l'attuazione del suddetto piano.  Tuttavia,  data  la
  risonanza  avuta  dalla  vicenda sui media,  l'Amministrazione  era
  costretta a citare per danni i responsabili di Legambiente;
   -  vari deputati regionali e nazionali, indotti a presentare  atti
  ispettivi  ispirati e redatti dal dott. Genchi,  contenenti  accuse
  false ed ipotesi dimostratesi del tutto infondate;

   finalmente  nel  2009, l'Assessore regionale per il  territorio  e
  l'ambiente,  su  proposta del Dipartimento, ha  finalmente  chiesto
  l'apertura  di  un procedimento in Giunta nei confronti  del  dott.
  Genchi e del dott. Pellerito, rilevando che:
   '-  la  maggior parte delle contestazioni formulate dal  Dirigente
  generale nei confronti dei dirigenti in oggetto appaiono supportate
  da atti documentali dell'Amministrazione (...);
   -  la  contestazione relativa alla reiterata disapplicazione della
  direttiva generale assessoriale in ordine alla delega alle Province
  regionali  di  autorizzazioni alle emissioni in atmosfera  è  stata
  riscontrata  anche  nel corso del procedimento di  valutazione  dei
  suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
   - la contestazione formulata nei confronti del solo dott. Genchi e
  relativa  all'aver emanato a propria firma direttive di  competenza
  dell'Assessore  e,  peraltro non condivise dall'Amministrazione,  è
  stata  riscontrata anche nel corso del procedimento di  valutazione
  dei suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
   -  anche  le contestazioni formulate nei confronti del solo  dott.
  Genchi  e  relative all'aver continuato a convocare  conferenze  di
  servizio  anche  dopo il ritiro delle deleghe  alla  firma,  l'aver
  seguito procedure irregolari per l'acquisto di attrezzature  e  non
  avere  applicato la tassa di concessione governativa regionale  per
  le  autorizzazioni di sua competenza è stata riscontrata anche  nel
  corso  del  procedimento di valutazione dei suddetti dirigenti  per
  l'attività svolta nel corso del 2006;
   -  la  mancata applicazione della tassa di cui sopra è stata anche
  avvalorata  dal  Dipartimento Bilancio  e  Finanze  ed  oggetto  di
  richiesta  di messa in mora da parte della Procura della Corte  dei
  conti per danno erariale;
   -  anche la mancata predisposizione di un piano regionale  per  la
  qualità  dell'aria  e degli adempimenti ad esso  connessi,  risulta
  documentata ed ha causato l'apertura di una procedura di infrazione
  comunitaria;
   -  dalle  controdeduzioni presentate dai dirigenti in oggetto  non
  risulta alcun elemento atto a confutare le contestazioni supportate
  da atti documentali;
   -  le motivazioni per le quali il Dirigente generale ha provveduto
  a  revocare  unilateralmente l'incarico dei dirigenti in questione,
  sono ricomprese nella richiesta di cui in oggetto;
   -  anche  nel ricorso straordinario al Presidente della Regione  i
  suddetti  dirigenti non hanno contestato le motivazioni  alla  base
  della  revoca  anticipata  dell'incarico  da  parte  del  Dirigente
  generale, ma solo la sua incompetenza ad adottare l'atto.
   Per  quanto  sopra  espresso lo scrivente  ritiene  che,  anche  a
  prescindere   dagli   aspetti   di   responsabilità   contabile   e
  disciplinare  rilevabili  dalla richiesta del  Dirigente  generale,
  sussistano a carico dei due dirigenti specifiche responsabilità per
  i risultati negativi dell'attività amministrativa e della gestione,
  il  mancato  raggiungimento  di obiettivi  e  l'inosservanza  delle
  direttive  generali,  tali da dover sottoporre  la  questione  alla
  Giunta regionale di Governo.
   Inoltre,  stante  la  stretta correlazione tra  le  responsabilità
  addebitate   ai  due  dirigenti  e  le  motivazioni  della   revoca
  unilaterale  dell'incarico  da parte  del  Dirigente  generale,  lo
  scrivente chiede all'On. Presidente della Regione di promuovere una
  delibera della Giunta regionale necessaria per ratificare, ora  per
  allora, i provvedimenti di revoca del Dirigente generale di cui  ai
  D.D.G.  n. 510 e n. 511 del 08.06.2007 e per decidere quali  misure
  adottare  nei  confronti dei due dirigenti ai  sensi  dell'alt  10,
  comma 4, della l.r. 10/2000';

   con  deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile  2009,  la  Giunta
  regionale deliberava di:
   -  convalidare i decreti del dirigente generale n. 510  e  n.  511
  dell'8.06.2007, con i quali erano state disposte le  revoche  dagli
  incarichi dirigenziali ai dirigenti Gioacchino Genchi ed Alessandro
  Pellerito;
   -  escludere i suddetti dirigenti dal conferimento di incarichi di
  livello dirigenziale corrispondente a quello revocato dal dirigente
  generale per un periodo di 4 anni per il dott. Genchi e di  2  anni
  per   il   dott.  Pellerito,  decorrenti  dalla  data   di   revoca
  contrattuale (8 giugno 2007);

   nel  2009  il  dott.  Genchi ha citato per danni l'Amministrazione
  che,  nel  difendersi, sulla base del gravissimo danno all'immagine
  della  Regione  causato dalle accuse del dott. Genchi pubblicizzate
  su  vari  media e sopra riportate, ha chiesto all'Avvocatura  dello
  Stato di citare lo stesso dott. Genchi per danni;

   l'Avvocatura   dello  Stato,  ritenendo  valide   e   fondate   le
  circostanze evidenziate, lo ha citato a sua volta per danni;

   considerato che:

   l'art.  9, comma 2, del D.P.R. 641/1972, dispone che: 'Il pubblico
  ufficiale  che  emette  atti  soggetti a  tasse  sulle  concessioni
  governative senza che sia stato effettuato pagamento del tributo  è
  punito con la sanzione amministrativa da euro 103 a 516 euro e ed è
  tenuto al pagamento del tributo medesimo, salvo regresso';

   l'art.  56  del  vigente contratto collettivo di lavoro  dell'area
  della  dirigenza prevede che: '1. Ferme restando le  responsabilità
  dirigenziali  di  cui all'art. 10 della legge regionale  n.  10/00,
  nonché le responsabilità vigenti in materia civile, amministrativa,
  penale  e  contabile  previste  per i  dipendenti  delle  Pubbliche
  Amministrazioni,  il dirigente conforma la sua condotta  al  dovere
  statutario   di   servire   l'Amministrazione   con    impegno    e
  responsabilità  ed  ai  principi di buon andamento  e  imparzialità
  dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e
  l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. 2. Il
  dirigente  si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione  di
  rapporti  di  fiducia e collaborazione tra l'amministrazione  ed  i
  cittadini.  3. Il dirigente adegua altresì il proprio comportamento
  alle  disposizioni  contenute nel codice di comportamento  allegato
  (allegato  A).  Le  violazioni accertate dalle  Amministrazioni  in
  relazione  alla  gravità  possono dar luogo all'applicazione  della
  disciplina di cui agli articoli 2118 e 2119 codice civile';

   l'art.  2 del codice di comportamento dei dirigenti della  Regione
  siciliana,  allegato al contratto collettivo di  lavoro,  prescrive
  che  il  dirigente  '(...)  si  impegna  ad  evitare  situazioni  e
  comportamenti  che  possano nuocere agli interessi  o  all'immagine
  della Pubblica Amministrazione' e l'art. 11 del suddetto codice che
  prevede  che  '(...)  il  dirigente  si  astiene  da  dichiarazioni
  pubbliche     che     vadano      a    detrimento     dell'immagine
  dell'Amministrazione.  Il dirigente tiene  informato  il  dirigente
  dell'Ufficio dei propri rapporti con gli organi di stampa';

   anche a voler prescindere dagli aspetti amministrativi, contabili,
  civili  e penali, per anni il dott. Genchi con le sue dichiarazioni
  in  sede  di  conferenze,  su  siti  internet  e  su  quotidiani  o
  fomentando   interventi  di  politici,  sindacati  ed  associazioni
  ambientalistiche e persino scrivendo all'esterno su carta intestata
  della   Regione,  avrebbe  ripetutamente  violato  l'art.  56   del
  contratto collettivo di lavoro e gli articoli 2 ed 11 del codice di
  comportamento allegato al predetto contratto;

   l'articolo 52 del vigente contratto collettivo di lavoro dell'area
  della  dirigenza prevede che: 'L'Amministrazione può  recedere  dal
  rapporto  di lavoro per giusta causa ai sensi e per gli effetti  di
  cui  all'art. 2119 del codice civile qualora si verifichi una causa
  che  non  consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto
  di lavoro';

   per sapere:

   se,  relativamente al mancato pagamento della tassa di concessione
  governativa  ed alla luce della condanna inflitta dalla  Corte  dei
  conti,  oltre  al danno erariale si sia provveduto ad applicare  la
  sanzione amministrativa prevista dalla legge;

   quali  iniziative si ritenga che debbano porsi nei  confronti  del
  dott. Genchi in applicazione del contratto collettivo di lavoro;

   quali   altri  atti  e  comportamenti  debbano  essere   tollerati
  dall'amministrazione prima di procedere al licenziamento del  dott.
  Genchi». (1469)

                                                             MARINESE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  premesso che:

   la  crisi economica colpisce in modo inesorabile le famiglie,  che
  rappresentano il fondamento della società e vanno pertanto tutelate
  nella  loro  integrità, specie se rappresentano le  fasce  dei  più
  deboli;

   la  Giunta  regionale  presenterà a breve all'Assemblea  regionale
  siciliana il documento di programmazione economico - finanziaria  e
  la legge finanziaria per l'anno 2011;

   la  normativa  nazionale  di  settore  stabilisce  che  l'aliquota
  relativa all'addizionale Irpef regionale può oscillare fra lo 0,9 e
  l'1,4 per cento;

   la  legge  regionale  2  maggio  2007,  n.  12,  ha  previsto  che
  l'aliquota dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle
  persone  fisiche  di  cui all'articolo 50,  comma  3,  del  decreto
  legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è fissata all'1,4 per cento;

   rilevato che:

   l'ultima  legge finanziaria nazionale ha stabilito che le  Regioni
  aventi  un  deficit  rilevante  riguardo  alle  spese  nel  settore
  sanitario dovranno obbligatoriamente incrementare l'aliquota di  un
  ulteriore  0,3  per  cento, pertanto l'addizionale  complessiva  in
  Sicilia sarebbe pari all'1,7 per cento;

   intanto la Regione Lombardia lo scorso 28 settembre ha introdotto,
  prima  Regione in Italia, il c.d. quoziente familiare quale  misura
  economica  a  sostegno delle famiglie più numerose  e  con  reddito
  inferiore;

   per sapere:

   se  saranno  costretti a procedere all'incremento dell'addizionale
  regionale  Irpef,  così  come  stabilito  dalla  legge  finanziaria
  nazionale;

   se  abbiano  intenzione di introdurre il c.d. quoziente  familiare
  quale  misura  economica di sostegno alle famiglie, prevedendo,  in
  particolare, aliquote differenziate a seconda della base imponibile
  desunta  dal  reddito  personale  e  in  ragione  del  numero   dei
  componenti del nucleo familiare». (101)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             FIORENZA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

      Comunicazione di ritiro di interrogazione con richiesta di
                           risposta scritta

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 26 ottobre 2010,  pervenuta
  in  pari data e protocollata al n. 8350/AulaPG del 27 ottobre 2010,
  l'onorevole  Caputo ha ritirato l'interrogazione con  richiesta  di
  risposta   scritta  n.  1461   Accertamento   di   una   causa   di
  incompatibilità nei confronti di un consigliere del Comune di Cerda
  (PA)', in quanto di identico contenuto all'interrogazione n.  1453,
  dallo  stesso  deputato  presentata  in  data  20  ottobre  2010  e
  annunciata nella seduta n. 203 del 21 ottobre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 1265

   PRESIDENTE. Con riferimento all'interrogazione n. 1265  Interventi
  urgenti  a  sostegno dei percorsi di istruzione  e  formazione  per
  l'anno   scolastico   2010/2011',  indirizzata  all'Assessore   per
  l'istruzione  e  la  formazione professionale e  all'Assessore  per
  l'economia,  preciso  che,  nella  seduta  d'Aula  n.  195  del  14
  settembre u.s., la stessa si è svolta per la rubrica  Istruzione  e
  formazione  professionale', trasformandosi  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta, per assenza dei firmatari.
   Nella  seduta  d'Aula n. 200 del 29 settembre successivo  è  stato
  dato annuncio della relativa risposta pervenuta.
   Comunico  poi  che, con nota 2004/IN.15 del 20 ottobre  2010,  qui
  pervenuta  il 25 ottobre successivo (protocollata al n. 8320/AulaPG
  del  26  ottobre  2010), il Presidente della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per l'istruzione a curarne la trattazione.
   In  conseguenza  della  citata  delega,  l'iter  parlamentare  del
  suddetto atto ispettivo è da ritenersi quindi concluso.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di dimissioni dell'onorevole Francesco Scoma
       dalla carica di Vice Sindaco e di Assessore del Comune di
                                Palermo

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota datata 20 ottobre  2010  -  qui
  pervenuta  il 21 ottobre 2010 e protocollata al n. 8246/AULAPG  del
  22   ottobre  successivo  -  indirizzata  al  Segretario   generale
  dell'Assemblea  regionale siciliana e al  Segretario  generale  del
  Comune  di  Palermo, l'onorevole Francesco Scoma ha  rassegnato  le
  proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di Vice Sindaco  e  di
  Assessore del Comune di Palermo.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  Sicilia

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 27 ottobre 2010,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 8393/AulaPG  del  28  ottobre
  successivo, l'onorevole Marrocco ha comunicato, allegando copia del
  verbale  della  riunione del Gruppo parlamentare  Sicilia   del  27
  ottobre 2010, che:

   l'onorevole  Giulia Adamo ha rassegnato le proprie  dimissioni  da
  Presidente e da componente del Gruppo parlamentare  Sicilia ;
   l'onorevole  Guglielmo  Scammacca della  Bruca  ha  rassegnato  le
  proprie  dimissioni  da  Segretario  e  da  componente  del  Gruppo
  parlamentare  Sicilia ;
   lo  stesso  Gruppo  ha  assunto la nuova denominazione  di  Gruppo
  parlamentare   Futuro  e  Libertà per  l'Italia  -  Sicilia   (FLI-
  Sicilia);
   gli  onorevoli  Marrocco, Marinese e Incardona sono stati  eletti,
  rispettivamente, Presidente, Vicepresidente e Segretario del Gruppo
  parlamentare  FLI-Sicilia .
   Alla   luce   di  quanto  testé  annunziato  e  fino   a   diversa
  comunicazione,  gli  onorevoli Adamo e Scammacca  della  Bruca  (il
  quale,   invero,   ha  ribadito  le  sue  dimissioni   dal   Gruppo
  parlamentare  Sicilia' con nota pervenuta a questa Presidenza il 27
  ottobre 2010 e protocollata al n. 8501/AulaPG del 29 ottobre  2010)
  entrano  a  far  parte di diritto del Gruppo parlamentare   Misto ,
  cessando  contestualmente di far parte del Gruppo  parlamentare  di
  provenienza.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 150 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   n.  221  Strategia e linee di intervento per la campagna 2010-2011
  atte  a  fronteggiare  la crisi del comparto  agricolo  siciliano ,
  degli onorevoli Falcone, Caputo, Vinciullo, Pogliese, Buzzanca;

   n.  222   Trasferimento  della Venere di Morgantina  al  museo  di
  Aidone  (EN) ,  degli onorevoli Caputo,  Leanza Edoardo,  Colianni,
  Falcone, Vinciullo.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.
   Rinvio della discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed
                              iniziative
              riguardo al Consorzio autostrade siciliane»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al III punto  all'ordine
  del  giorno:  Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti  ed
  iniziative riguardo al Consorzio autostrade siciliane».
   Comunico   che  è  stata  trasmessa  alla  Presidenza   da   parte
  dell'assessore  Pietro  Carmelo Russo  la  nota  protocollo  numero
  89644/Gab del  3 novembre 2010, che vi leggo:

   «Per  il  giorno  3  novembre 2010, al punto III  dell'ordine  del
  giorno dell'Assemblea regionale siciliana è prevista la discussione
  della  mozione  numero 210, concernente «Chiarimenti ed  iniziative
  riguardo al Consorzio autostrade siciliane».
   Il  Presidente  della Regione, con nota del 30  luglio  2009,   ha
  delegato  l'Assessore per le infrastrutture e  per  la  mobilità  a
  sostenere,  in seno all'Aula, la discussione della mozione  di  cui
  trattasi.
   Con le note del 2 novembre 2010, che si trasmettono in allegato, è
  stato  comunicato  l'anticipo al 3 novembre 2010  alle  ore  16.30,
  della  riunione politica tra gli Assessori regionali competenti  in
  materia di infrastrutture, il Ministro delle Infrastrutture  e  dei
  Trasporti  ed  il  Ministro per i Rapporti con le Regioni,  per  la
  definizione  dei contenuti dell'intesa sul Programma infrastrutture
  strategiche,    VIII   allegato   infrastrutture,   precedentemente
  programmata per il 4 novembre.
   Attesa  la  natura eminentemente politica della  riunione,  non  è
  consentita  la delega al Dirigente generale del Dipartimento  o  ad
  altro funzionario.
   In  considerazione  della  particolare  rilevanza  dell'argomento,
  decisivo  per le ricadute infrastrutturali sulla nostra regione,  e
  della  accertata  impossibilità di rinvio,  stante  la  contestuale
  presenza  dei due ministri e dei rappresentanti delle  Regioni,  si
  richiede  di  posticipare la trattazione della mozione  in  oggetto
  richiamata.

                                                        L'Assessore
                                              (Carmelo Pietro Russo)»

   Allegati:  Nota  del  Ministro  per  i  Rapporti  con  le  Regioni
  protocollo numero 0005161 P-2.17.4.13 del 2 novembre 2010

                               Al Ministro Infrastrutture e Trasporti
                        Al Presidente della Conferenza dei Presidenti
                              delle Regioni e delle Province autonome
                                              Al Presidente dell'ANCI
                                               Al Presidente dell'UPI
                                             Al Presidente dell'UNCEM

   «Facendo seguito a quanto concordato nel corso della seduta del 28
  ottobre  2010,  al  fine  di  definire  compiutamente  i  contenuti
  dell'intesa  sul Programma Infrastrutture Strategiche, ottavo all.to
  Infrastrutture  Programmare il territorio, le Infrastrutture  e  le
  Risorse ,  è  convocata  una riunione  politica  per  il  giorno  3
  novembre 2010, alle ore 16.30, presso la Sala Conferenze, via della
  Stamperia 8, Roma.

                                                               Il
  Ministro
                                                    (Raffaele Fitto)»

   Fax della Direzione Generale Lavori Pubblici del 3 novembre 2010

    Alle Segreterie degli Assessori competenti nelle materie trattate
  dalla Commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio

                                  e p.c.       Ai Colleghi dirigenti
            e funzionari competenti nelle materie trattate
                                                  dalla Commissione
           Infrastrutture, mobilità e governo del territorio
                                          Alla Segreteria della
          Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

   «Faccio  seguito  al messaggio riprodotto sotto  per  trasmettervi
  l'odierna nota del Ministro Fitto con la quale è stato convocato il
  preannunciato  incontro politico tra gli Assessori regionali  e  il
  Ministero  delle Infrastrutture e dei trasporti - per il  giorno  3
  novembre  2010,  alle  ore 16.30, in Roma,  presso  la  sede  della
  Conferenza  unificata,  sita  in  via  della  Stamperia  8  -   per
  affrontare   le  questioni  rimaste  aperte  in  ordine   al   tema
  dell'intesa sul Programma Infrastrutture Strategiche.
   Resta   conseguentemente  confermata  altresì   la   preannunciata
  riunione    preliminare   degli   Assessori    della    Commissione
  Infrastrutture,  mobilità e governo del territorio  competenti  per
  materia,  che si terrà lo stesso giorno 3 novembre 2010,  alle  ore
  15.00,  presso la Sede di Roma della regione Campania, sita in  via
  Poli, 29.
   Cordiali saluti
   Paolo Gargiulo

      Alla Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province
                                                             autonome

   Desidero  comunicarvi  che  l'Assemblea  della  Conferenza   delle
  Regioni  e  delle  Province  autonome,  nella  odierna  seduta,  ha
  trattato  le  seguenti questioni rientranti nella competenza  della
  Commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio:
   Intesa  sul  Programma Infrastrutture Strategiche (punto  13  o.d.
  Conferenza unificata).

   L'Assemblea,  dopo  ampio  dibattito, ha  stabilito  di  esprimere
  l'intesa  con la contestuale richiesta dell'impegno, da  parte  del
  Governo,  ad  attivare un immediato confronto  con  le  Regioni,  a
  livello  tecnico-politico,  al  fine  di  affrontare  le  questioni
  relative a singole Regioni rimaste irrisolte e a chiarire il quadro
  finanziario di riferimento.
   Tale   posizione  è  stata  quindi  espressa  nella  seduta  della
  Conferenza  unificata  tenutasi  nel  pomeriggio.  Nel  corso   del
  dibattito,   acquisita  la  disponibilità   del   Ministero   delle
  infrastrutture  e  dei  trasporti ad aderire alle  richieste  delle
  Regioni,  è  infine maturata la determinazione secondo  cui,  nella
  giornata  di  mercoledì 3 novembre 2010, alle  ore  16.30  (seguirà
  rituale  convocazione),  si  terrà il  predetto  incontro  tecnico-
  politico  e,  a  valle di questo, la questione  sarà  riportata  in
  Conferenza  unificata nella seduta prevista per giovedì 4  novembre
  2010».

   L'Assemblea ne prende atto.
   Pertanto,  la discussione della mozione numero 210 è  rinviata  ad
  altra seduta.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sulla mozione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  non  si  può  intervenire  sulla
  mozione in quanto è stata rinviata. Può chiedere di parlare

   MANCUSO. Ma non potete rinviarla a quando volete voi  La si rinvia
  da un anno, di settimana in settimana

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, c'è una nota del Governo,  se  lei
  vuole, possiamo trattarla anche domani. Si fidi della Presidenza

   MANCUSO.  Domani  non  si  può trattare perché,  se  ha  letto  il
  fonogramma, c'è la Conferenza.

   PRESIDENTE. Stia tranquillo, sarà trattata nella prossima seduta.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, le chiedo scusa, perché, a differenza
  di   tutte  le  altre  reiterate  volte,  questa  volta  c'è  stata
  l'amabilità  dell'Assessore - del nuovo assessore,  peraltro,  alle
  infrastrutture - non solo ad inviare la nota, ma anche a comunicare
  ai  deputati telefonicamente che oggi sarebbe stato impossibilitato
  a  presenziare  per  quanto  attiene il punto  II  dell'ordine  del
  giorno.
   Guardi,  signor  Presidente, che la presenza  del  Governo  non  è
  obbligatoria   Ed  in questo caso, non solo non è obbligatoria,  ma
  l'Aula  non  può stare dietro agli impegni, peraltro,  gravosi  del
  Governo, da un anno a questa parte. Non è possibile che una mozione
  venga rinviata di settimana in settimana; è questa la questione
   Non  ritengo, poi, che la Presidenza, solo perché è pervenuta  una
  lettera  di  rinvio,   possa rimandare  a  data  da  destinarsi  la
  trattazione della mozione. La prossima volta potrei avere  anch'io,
  che  devo  relazionare, un impegno o potrebbe averlo  di  nuovo  il
  Governo.  Non  riesco a comprendere perché oggi,  contravvenendo  a
  tutto  ciò  che abbiamo fatto in quest'Aula, anche in  assenza  del
  Governo,  lei voglia che il punto all'ordine del giorno  non  venga
  trattato.  Non  riesco a capire quale sia, oggi,  la  funzione  del
  Governo, considerato che il Parlamento vuole che questa mozione  si
  tratti.  Non  riesco  a comprendere perché lei  abbia  rinviato  la
  trattazione della mozione senza aver prima ascoltato il Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, ogni  volta  che  il  Governo  ha
  comunica  di  non  poter essere presente alla  trattazione  di  una
  mozione - in questo caso mi pare per impegni assolutamente seri,  a
  volte  non è detto che siano tutti così - la Presidenza per  prassi
  ha  sempre  rinviato la discussione, pretendendo  la  presenza  del
  Governo.  Le posso assicurare che così sarà fatto ed alla  prossima
  seduta  la mozione sarà comunque inserita e discussa, alla presenza
  del  Governo  che deve dire la sua in merito; non mi sembra,  anche
  rispetto a quanto prodotto da quest'Aula nel corso di decenni,  che
  si  possa  fare altrimenti. Comunque, onorevole Mancuso, penso  che
  non  cambi qualcosa se concordiamo  la trattazione per la  prossima
  seduta.

   MANCUSO. Signor Presidente, sia lei o chi presiede l'Aula, dite da
  circa sei mesi che la trattazione avverrà  alla prossima seduta .

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, stia sereno che la prossima  seduta
  tratteremo  la  questione che riguarda il CAS,  alla  presenza  del
  Governo  come è giusto che sia allorquando si discute una  mozione.
  Stia  sereno  perché  nella  prossima  seduta  l'Aula  tratterà  la
  questione  e  l'Assessore  competente in materia  darà  la  propria
  disponibilità senza alcuna titubanza.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale della
     Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per
                 l'esercizio finanziario 2008» (447/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il  disegno di legge  numero  447/A  «Rendiconto
  generale  della  Regione  siciliana e  dell'Azienda  delle  foreste
  demaniali per l'esercizio finanziario 2008», posto al numero 1).
   Invito i componenti la II Commissione  Bilancio  a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Invito  il  presidente  della  Commissione,  onorevole  Savona,  a
  svolgere la relazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Mi  rimetto  al
  testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul disegno di
  legge 447/A.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare dichiaro  chiusa  la
  discussione generale.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si  dà  lettura  degli articoli da 1 a 11 che, senza  discussione,
  sono posti in votazione ed approvati.
   Si passa all'articolo 12.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero  a  nome
  del  Gruppo parlamentare Forza del Sud, dichiarare la disponibilità
  ad  approvare i rendiconti 2008, poi sul 2009 riprenderò la  parola
  perché  riteniamo che, in questo  momento, dopo i confronti che  ci
  sono  stati  con  l'assessore Armao, in Commissione  Bilancio',  ed
  essendo state esplicitate le condizioni drammatiche nelle quali  ci
  troviamo  soprattutto sotto il profilo della cassa  -  ecco  perché
  sono  intervenuto  su  questo punto -,  riteniamo  che  questi  due
  rendiconti debbano essere sbloccati.
   Questo  tenendo conto però, lo abbiamo detto già in più occasioni,
  che la contrazione del mutuo di oltre 850 milioni di euro, che sarà
  contratto  a  seguito dell'approvazione di questi  due  rendiconti,
  effettivamente corrisponda  nell'utilizzo della liquidità, intanto,
  all'annuncio che ha fatto l'Assessore Piraino per quanto riguarda i
  cantieri  di  lavoro  e si deve essere chiari  su  questo  aspetto,
  perché  è  il Parlamento, l'assessore Armao, che questa  sera,  con
  grande  senso di responsabilità, sta semplicemente consentendo,  in
  un  momento di grande difficoltà, che rispetto ad  un annuncio  che
  c'è  stato  e  che,  francamente, avremmo anche gradito  che  fosse
  concertato in Commissione  Bilancio' e questo vorrei sottolinearlo,
  perché  l'Assessore Piraino che è neofita, anche se di lungo  corso
  per quanto riguarda alcuni aspetti, non può - mi permetto di dire -
  fare  annunci sui giornali, non rendendosi conto della  delicatezza
  dell'annuncio che viene fatto.
   E  non  ha  ricevuto risposta, perché alla fin fine, al di  là  di
  quelli  che  sono  i momenti del confronto e della  dialettica,  ci
  riteniamo  persone responsabili e, siccome, ci rendiamo  conto  che
  veicolare  le  risorse, la liquidità per sbloccare  i  cantieri  di
  lavoro  è  in  questo momento fondamentale, allora, il  Parlamento,
  come ha sempre fatto nei momenti di grande difficoltà

   RINALDI. Lo ha detto in Commissione

   DE  LUCA. Dicevo, se c'è quantomeno il confronto dialettico  dove,
  nel rispetto delle parti, si condivide anche questo percorso, al di
  là  delle  posizioni strumentali che non giovano in questo  momento
  difficile,  allora,  noi  rispetto a questi  momenti,  naturalmente
  siamo presenti e rispondiamo positivamente.
   Mi  auguro  che ci sia anche la possibilità, assessore  Armao,  di
  avere  un quadro più chiaro di quello che sarà l'utilizzo di questo
  ultimo  mutuo,  perché  la  nostra capacità  di  indebitamento,  lo
  vedremo nell'applicazione dell'articolo 15 dell'ultima Finanziaria,
  credo si sia assottigliata quasi ad azzerarsi.
   Spero  che sia utilizzato non solo per i cantieri di lavoro ma  si
  riesca  anche  a  mantenere tutti gli impegni  che  il  Governo  ha
  assunto e che questo Parlamento ha approvato con la Finanziaria.
   Si  eviti,  soprattutto,  e  questo è un  invito  che  le  faccio,
  assessore  Armao, che il blocco della spesa che è stato effettuato,
  non  si traduca, poi, nel dettaglio in una sorta di variazione  che
  comporti  il  pagamento  complessivo  e  totale  di  alcune   spese
  programmate  mentre  altre  spese che  non  sono  state  affrontate
  rimangano non soddisfatte o soddisfatte in minima parte.
   Mi   auguro  che  ci  sia  la  condivisione  di  questo  senso  di
  responsabilità  che il Parlamento e per quanto riguarda  il  Gruppo
  parlamentare Forza del Sud esprime in questo momento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   (La   richiesta  è  appoggiata  a  termini  di  Regolamento  dagli
  onorevoli  Campagna, Cascio Salvatore, Corona, D'Asero,  Falcone  e
  Pogliese)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale. Dichiaro  aperta
  la votazione.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Barbagallo, Bufardeci,
  Calanducci,   Campagna,   Cascio  Salvatore,   Corona,   Cracolici,
  D'Agostino,  D'Asero,  De Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Donegani,  Falcone, Faraone, Fiorenza, Galvagno,  Gentile,
  Greco, Laccoto, Lentini, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
  Minardo,  Musotto,  Nicotra,  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio,
  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,  Raia, Rinaldi,  Ruggirello,  Savona,
  Speziale, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti: 45.
   L'Assemblea non è in numero legale.

     (La seduta sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 18.12)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per la  presente  seduta
  gli  onorevoli:  Lupo,  per motivi di salute;  Campagna  per  lutto
  familiare; Bonomo per  motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 18.14, è ripresa alle ore 18.21).

   La seduta è ripresa.

   esercizio finanziario anno 2008

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprende l'esame del  disegno  di
  legge  numero 447/A «Rendiconto generale della Regione siciliana  e
  dell'Azienda  delle  foreste demaniali per l'esercizio  finanziario
  2008», posto al numero 1).
   Si riprende con l'esame dell'articolo 12, precedentemente letto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa agli articoli 13 e 14 che, senza discussione, sono posti
  in votazione ed approvati.
   Comunico  che  la votazione finale del disegno di legge  n.  447/A
  avverrà successivamente.

   esercizio finanziario anno 2009

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale
     dell'Amministrazione della Regione siciliana per l'esercizio
                       finanziario 2009» (595/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  numero   595/A  «Rendiconto  generale  dell'Amministrazione   della
  Regione  siciliana  per  l'esercizio finanziario  2009»,  posto  al
  numero 2).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Mi  rimetto  al
  testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                      Approvazione del rendiconto

   1.  Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione  per
  l'esercizio  2009 è approvato nelle risultanze di cui  ai  seguenti
  articoli.»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                               «Art. 2.
                                Entrate

   1.  Le  entrate  correnti, in conto capitale e per  accensione  di
  prestiti,   accertate  nell'esercizio  finanziario  2009   per   la
  competenza   propria   dell'esercizio,   risultano   stabilite   in
  19.776.024.137,37.

   2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2008
  in  Euro  13.599.995.550,70, risultano stabiliti - per  effetto  di
  maggiori  e  minori entrate verificatesi nel corso  della  gestione
  2009 - in euro 12.792.315.741,34.

   3. I residui attivi al 31 dicembre 2009 ammontano complessivamente
  a Euro 15.221.805.840,00 così risultanti:

      Somme  versate            Somme rimaste         Somme
      rimaste                   Totale
      da  versare                da riscuotere (in euro)

       Accertamenti               15.710.545.904,11              1.021.632,71
     4.064.456.600,55    19.776.024.137,37
       Residui attivi
       dell'esercizio      2008       1.635.988.134,60         651.242.552,62
     10.505.085.054,12   12.792.315.741,34
       Residui          attivi         al         31/12/2009
     15.221.805.840,00»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Art. 3.
                                 Spese

   1.  Le  spese  correnti,  in  conto capitale  e  per  rimborsi  di
  prestiti,   impegnate  nell'esercizio  finanziario  2009   per   la
  competenza  propria  dell'esercizio, risultano  stabilite  in  euro
  18.620.029.842,89.

   2.  I  residui  passivi, determinati alla chiusura  dell'esercizio
  2008  in  euro  5.061.108.160,78  risultano  stabiliti  -  per   il
  combinato  effetto  di  economie, perenzioni  e  passaggio  residui
  passivi ex Azienda foreste demaniali, verificatesi nel corso  della
  gestione 2009 - in euro 4.151.867.464,11.

   3.   I   residui   passivi   al   31   dicembre   2009   ammontano
  complessivamente a euro 4.724.817.844,06 così risultanti:

                     Somme     pagate                         Somme
                   rimaste                       Totale
                                         da pagare
                               (in euro)

       Impegni                                    14.963.436.571,87
     3.656.593.271,02     18.620.029.842,89

       Residui passivi
       dell'esercizio              2008              3.083.642.891,07
     1.068.224.573,04       4.151.867.464,11

       Residui         passivi         al         31/12/2009
     4.724.817.844,06»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                  Avanzo della gestione di competenza

       1.  La  gestione  di  competenza dell'esercizio  finanziario
     2009  ha  determinato un avanzo di euro 1.155.994.294,48  come
     segue:

       Entrate correnti               Euro 15.640.019.505,43

       Entrate in capitale               Euro   4.136.004.631,94

       Accensione di prestiti       Euro       =====

                Totale entrate        Euro 19.776.024.137,37

       Spese          correnti                                 Euro
     15.517.577.059,03

       Spese in conto capitale          Euro   2.891.871.768,99

       Rimborso di prestiti              Euro      210.581.014,87

                Totale                                        spese
              Euro 18.620.029.842,89

                Avanzo     della     gestione     di     competenza
            Euro   1.155.994.294,48»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                        Situazione finanziaria

       1.  L'avanzo  finanziario  alla fine  dell'esercizio  2009
     Euro 10.058.897.305,98 risulta stabilito come segue:

       Avanzo       della       gestione      di       competenza
     Euro 1.155.994.294,48

       Avanzo    finanziario   dell'esercizio   2008    Euro
     8.801.342.124,19

       Aumento residui passivi
       per passaggio Azienda foreste Demaniali
       ex   l.r.   19/08                                Euro
     165.721.893,59

       Diminuzione nei residui attivi lasciati
       dall'esercizio 2008 (per riaccertamenti
       e passaggio Azienda
       Foreste           ex           l.r.            19/08)
     Euro     807.679.809,36

       Diminuzioni    nei    residui    passivi     lasciati
     dall'esercizio 2008

       Per             perenzione             amministrativa
     Euro 783.278.319,80

       Per                                               economia
     Euro 291.684.270,46   Euro 1.074.962.590,26

       Avanzo finanziario effettivo
       dell'esercizio          2009                          Euro
     8.902.903.011,50
       Avanzo finanziario
                  al     31     dicembre     2009                Euro
  10.058.897.305,98»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                            Fondo di cassa

       1.  E'  accertato  nella somma di euro  234.751.738,01  il
     fondo  di  cassa alla fine dell'anno finanziario  2009  come
     risulta dai seguenti dati:

       ATTIVITA'

       - Residui attivi al 31 dicembre 2009:

       a)  per  somme  rimaste  da  riscuotere          Euro
     14.569.541.654,67

       b)  per  somme  riscosse e  non  versate         Euro
     652.264.185,33

       -            Crediti           di           tesoreria
     Euro  1.198.965.551,99

       -  Fondo  di  cassa al 31 dicembre  2009         Euro
     234.751.738,01

       Euro 16.655.523.130,00

       P A S S I V I T A'

       -   Residui  passivi  al  31  dicembre  2009     Euro
     4.724.817.844,06

       -   Debiti  di  tesoreria                        Euro
     1.871.807.979,96

       -   Avanzo   finanziario  al  31  dicembre   2009Euro
     10.058.897.305,98

       Euro 16.655.523.130,00»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
                               «Art. 7.
            Risultati generali della gestione patrimoniale

       1.  La  situazione patrimoniale dell'Amministrazione della
     Regione, al 31 dicembre 2009, resta stabilita come segue:

       ATTIVITA'

       - Attività finanziarie      Euro 19.594.092.593,02
       -    Attività   non   finanziarieEuro       593.855.276,86
     Euro 20.187.947.869,88

       PASSIVITA'

       Passività      finanziarie     Euro      15.674.734.661,93
     Euro 15.674.734.661,93

       ECCEDENZA delle attività sulle passività
       al              31              dicembre              2009
     Euro    4.513.213.207,95»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.

                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  la votazione finale del disegno di legge  n.  595/A
  avverrà successivamente.

   Presidenti dei Gruppi parlamentari

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Comunicazioni del calendario dei lavori parlamentari stabilito
        dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, informo che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, riunitasi  oggi  3  novembre
  2010,  sotto  la  presidenza del Vicepresidente vicario,  onorevole
  Formica,  presente  il  Vicepresidente,  onorevole  Oddo,  con   la
  partecipazione dell'Assessore per l'economia,  avvocato  Armao,  ha
  definito all'unanimità il seguente programma-calendario dei  lavori
  parlamentari per l'esame del DPEF e la sessione di bilancio.
   L'Aula  terrà  seduta martedì 9 novembre 2010 per  la  discussione
  della  mozione  n.  210   Chiarimenti di iniziative  riguardo  alla
  situazione del Consorzio autostrade siciliane. .
   DPEF - Commissioni
     Per quanto riguarda il DPEF, la sua calendarizzazione deve tener
  conto dell'esigenza di avviare per tempo la sessione di bilancio  e
  pertanto  l'organizzazione dei lavori parlamentari avrà il seguente
  svolgimento:
   le  Commissioni di merito, esaurito l'esame del DPEF per le  parti
  di  rispettiva  competenza, dovranno inviare le osservazioni  e  le
  proposte   alla  Commissione   Bilancio ,  nominando  all'uopo   un
  relatore che vi partecipi, entro mercoledì 10 novembre 2010;
   la  Commissione  Bilancio  concluderà l'esame del DPEF,  nominando
  un  relatore  di maggioranza e uno o più relatori di minoranza  per
  l'Aula.
   DPEF - Aula
   L'Aula  terrà  seduta martedì 16 novembre 2010 per la  discussione
  del DPEF e l'approvazione degli ordini del giorno.
   Sessione di bilancio
   L'esame  del  disegno di legge del bilancio della  Regione  e  dei
  connessi  documenti finanziari ha luogo nell'ambito di  un'apposita
  sessione  parlamentare,  della durata di  quarantacinque  giorni  a
  decorrere  dalla effettiva distribuzione del testo del  disegno  di
  legge e delle tabelle allegate, che deve comunque avvenire entro il
  mese  di  ottobre di ciascun anno (art. 73 bis, comma 1, Reg.  int.
  ARS).
   Tuttavia, l'effettiva calendarizzazione della sessione non può non
  tener  conto  dello  sfasamento  del calendario  degli  adempimenti
  relativi ai documenti finanziari registratosi quest'anno.
   In  ordine  al disegno di legge finanziaria 2011 ed al disegno  di
  legge  del  bilancio  di previsione della Regione  per  l'esercizio
  finanziario  2011  e  pluriennale per  il  triennio  2011-2013,  il
  Presidente procederà alla loro assegnazione dopo aver accertato che
  il  disegno  di  legge finanziaria non rechi disposizioni  estranee
  all'oggetto come definito dalla legislazione vigente o contrastanti
  con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente per
  la  stessa  legge finanziaria, comunicando all'Assemblea  le  norme
  eventualmente stralciate (art. 73 ter, comma 2, Reg. int. ARS).
   Durante  l'esame  nelle  commissioni  delle  parti  di  rispettiva
  competenza del disegno di legge di bilancio e dei singoli stati  di
  previsione   è   sospesa   ogni  altra  attività   legislativa   in
  commissione.  E' tuttavia consentito alle commissioni di  procedere
  all'   esame   di   altri  progetti  di  legge   allorchè   abbiano
  integralmente esaurito il compito ad esse assegnato dall'  art.  73
  ter (art. 73 bis, comma 2, Reg. int.).
   La sessione di bilancio avrà inizio il 17 novembre 2010.
   Sessione  di bilancio - Commissioni
   Entro   martedì  7  dicembre  2010,  le  Commissioni,  dopo   aver
  esaminato,  per le parti di rispettiva competenza,  il  disegno  di
  legge  finanziaria  2011 ed il disegno di  legge  del  bilancio  di
  previsione  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2011   e
  pluriennale  per  il  triennio  2011-2013,  invieranno  le  proprie
  osservazioni  e  proposte  alla Commissione   Bilancio ,  nominando
  altresì  un relatore che partecipi, per riferirvi, alle  sedute  di
  quest'ultima   Commissione  (articolo  73   ter,   comma   3,   del
  Regolamento).
   Entro   venerdì  17   dicembre  2010,  la  Commissione   Bilancio
  concluderà l'esame di competenza esitando per l'Aula il disegno  di
  legge  finanziaria  2011 ed il disegno di  legge  del  bilancio  di
  previsione  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2011   e
  pluriennale  per il triennio 2011-2013, nominando  un  relatore  di
  maggioranza  e  uno  o  più relatori di minoranza  per  l'Assemblea
  (articolo 73 ter, comma 6, del Regolamento).
   I  giorni 18, 19 e 20 dicembre mattina 2010 saranno dedicati  agli
  adempimenti  per  la  predisposizione e la stampa  dei  volumi  del
  bilancio e della finanziaria nei testi esitati per l'Aula.
   Sessione di bilancio - Aula
   Da  lunedì  20  dicembre 2010 (pomeriggio), l'Aula procederà  alla
  discussione congiunta del disegno di legge finanziaria 2011  e  del
  disegno  di  legge  del bilancio di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2011 e pluriennale per il  triennio  2011-
  2013, fino all'approvazione finale dei documenti.
   All'uopo,  la Presidenza si farà carico di predisporre  un'ipotesi
  di  organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari  ai
  sensi dell'art. 73 bis Reg. int. ARS.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Riprende la discussione dei disegni di legge

   assestamento anno finanziario 2010

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Si riprende il IV punto dell'ordine del giorno.
   Si procede all'esame del disegno di legge numero 594 «Assestamento
  del  bilancio della Regione per l'anno finanziario 2010», posto  al
  numero 3).
   Invito i componenti la II Commissione, Bilancio, a prendere  posto
  nel relativo banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per  svolgere   la
  relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi sono da evidenziare, oltre ai numeri
  che  leggete in assestamento, dove vi sono una serie di  prospetti,
  che in sede referente la Commissione, per contribuire a superare lo
  stato di profonda crisi occupazionale ed industriale che attraversa
  la  cantieristica siciliana, ha discusso ed approvato, un  apposito
  articolo,   presentato  su  iniziativa  del  Governo  che   prevede
  l'appostazione in entrata nel Bilancio 2010 della Regione (capitolo
  4501)  della somma di 15 mila migliaia di euro, a titolo di acconto
  sui   saldi   finali  di  liquidazione  dell'ESPI,   specificamente
  vincolata al finanziamento dei lavori di manutenzione straordinaria
  dei bacini galleggianti di carenaggio del porto di Palermo.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, devo  confessare
  che, dalla relazione non ho appreso molto. Rispetto a questo vorrei
  chiedere  al  Governo  se  l'Assestamento di  bilancio  presentato,
  considerato che è un assestamento di bilancio che si rifà alla data
  del    5    di   agosto,   quindi   con   una   gestione    passata
  dell'amministrazione, ha tenuto conto di quelle che sono tutta  una
  serie  di insofferenze che il Ragioniere generale della Regione  ha
  messo  a  conoscenza  dei  parlamentari  in  Commissione  bilancio.
  Stamattina,   proprio  interrogando  in  audizione   il   dirigente
  generale, mi confermava che una serie di voci, tutt'oggi,  sono  in
  sofferenza  rispetto al cofinanziamento della sanità,  rispetto  al
  versamento  dell'F24,  di tutta una serie di versamenti  fatti  per
  l'imprenditoria.
   Quindi,  vorrei chiedere una relazione per comprendere  se  questo
  stato  di  assestamento metta fine a quello che, in questo momento,
  invece, è un problema piuttosto rilevante; a meno che ci sono altri
  provvedimenti  in  itinere per chiudere il bilancio  di  previsione
  2009  con  una serie di azioni amministrative che, certamente,  non
  hanno bisogno della valutazione legislativa di questa Assemblea.

                   Presidenza del Presidente Cascio

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  della   presenza   dell'assessore  Armao  perché   si   tratta   di
  problematiche  che  riguardano  il   bilancio  ed  in   particolare
  dell'assessorato che lei dirige.
   Assessore,  intorno al 15 ottobre, non ho dati  precisi,  è  stata
  bloccata la spesa.
   A questo punto, credo che non debba essere un problema particolare
  ma generale.
   L'Assemblea, nel mese di maggio, approvò con un grosso ritocco  la
  famosa ex Tabella H, o con il nome che oggi ha preso, che conteneva
  un insieme di iniziative riconosciute dal Governo valide.
   Assessore, credo che sia importante un suo intervento,  in  quanto
  il  bilancio  si approvò tardi, la spesa diventa operativa  a  fine
  giugno  e  quindi  moltissimi  decreti  dei  vari  assessorati  che
  portavano la data dei primi di settembre incapparono nel blocco  di
  queste iniziative.
   Lei  si  rende  conto, assessore, del danno che creeremo  a  tutte
  queste piccole realtà che hanno subito il blocco?
   Ecco  perché  chiedo un autorevole intervento del  Governo  che  è
  stato l'artefice del blocco.
   Non  si  può  dire  adesso  ai direttori generali  dei  vari  rami
  dell'amministrazione di chiedere e di ripartire da quel capitolo.
   Non  deve  essere  il  direttore generale  che  deve  chiedere  di
  rimpinguare  quel  capitolo ma poiché è  stato  bloccato  in  corso
  d'opera, credo che debba intervenire o il Presidente della  Regione
  o  direttamente lei, assessore.
   Se  qualche direttore non ha piacere di fare la richiesta,  ci  si
  renda  conto  del danno che verrà recato a tutte queste  iniziative
  che  nel  periodo  estivo  hanno  lavorato  e  che  alla  fine  non
  prenderanno neanche un euro.
   Quindi, li abbiamo presi in giro.
   Il  mio  vuole  essere un discorso costruttivo  perché  quando  ho
  chiesto informazioni nei vari assessorati, mi è stato detto che  il
  direttore   dell'assessorato  deve  chiedere  la  riscrizione   del
  capitolo.
   Credo  che, così come il Governo ha deciso di bloccare, il Governo
  decida anche se riaprire e cosa riaprire.
   Non  comprendo  perché  si debba scaricare  la  responsabilità  su
  qualche  direttore che su quel capitolo non ha fatto  la  richiesta
  per quelle somme che oggi in effetti sono bloccate.
   Credo  che  lei, assessore, abbia oggi una responsabilità  che  so
  benissimo che si è trovata.
   Parlo  di  alcuni settori dai beni culturali al turismo, vale  per
  tutti. Lei sa benissimo che le somme sono tutte bloccate.
   Qualche  giorno  fa si diceva che si sarebbe tagliato  il  70  per
  cento. Noi abbiamo già abbattuto una Tabella di circa il 50%,  oggi
  comunichiamo che il taglio potrebbe essere del 70 per cento.
   Obiettivamente, sono state prese in giro tutte queste realtà.
   La  prego di intervenire, assessore, su questo argomento per  dare
  una parola di serenità per tutti coloro che hanno anticipato queste
  somme  e  oggi  si  trovano in una sofferenza per una  incuria  non
  certamente sua, ma della regione e del governo.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il passaggio all'esame degli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1 e all'annessa tabella A. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
     Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
                             della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2010  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  A'».

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati,  volevo  replicare  le  questioni  opportunamente   poste
  dall'onorevole  Mancuso e dall'onorevole Beninati  in  ordine  alle
  questioni    certamente   rilevanti   concernenti   la   situazione
  finanziaria  della Regione che questa mattina è  stata  oggetto  di
  puntuale  analisi  in sede di commissione con  un  dibattito  assai
  articolato che ha avuto modo di sviscerare le ragioni variegate che
  danno  luogo ad una sofferenza finanziaria a tutti nota  e  che  ha
  imposto  l'applicazione dell'articolo 27 della legge  23  del  2003
  che,  come  è  noto, prevede che, al fine del raffreddamento  della
  spesa,  nel  caso  in  cui  ci  sia un  affaticamento,  un  affanno
  finanziario, si debba procedere al congelamento della spesa.
   Mi  rincresce  perché anch'io ho notizie di inopinate affermazioni
  da  parte di alcuni uffici circa il taglio che sarebbe avvenuto  di
  voci   di   bilancio,  non  è  nella  disponibilità  dell'assessore
  effettuare  variazioni  di  bilancio  con  atto  amministrativo  e,
  quindi,  è  opportuno che mi sia data la possibilità di  illustrare
  all'eccellentissima Assemblea ed al pubblico del mero  congelamento
  delle  risorse  finanziarie dei capitoli  che  verranno  scongelate
  immediatamente appena la disponibilità finanziaria - ed è questione
  di  giorni - sarà piena ed integrale, anche alla possibilità che  è
  data  dall'approvazione dei due rendiconti  di  accendere  i  mutui
  presso la Cassa  depositi e prestiti, mutui di cui la cassa ha  già
  dichiarato la  disponibilità.
   Questo consentirà, anche in relazione all'acconto IRPEF, di cui  è
  imminente l'incasso a breve, tra due o tre settimane, di  avere  un
  plafond  finanziario  che consentirà di prestare ossequio  a  tutti
  gli impegni assunti dalla normativa del 2010.
   Quindi,  nessun  allarmismo, si tratta di una  misura  contingente
  dovuta all'esigenza di raffreddare la spesa e al fine di rispettare
  il  patto di stabilità e consentire di non sforare nell'ambito  dei
  pagamenti.
   Vorrei per un momento illustrare le ragioni di tutto ciò che  sono
  connesse  ad una minore gettito che è dovuto alla crisi finanziaria
  ed  economica che riguarda l'intero Paese che non poteva non  avere
  riflessi  anche  nella Regione siciliana che ha potestà  tributaria
  diretta  e  quindi incassa le imposte ed evidentemente  le  imposte
  risentono dell'andamento dell'economia; la Regione in questi  mesi,
  vuoi  per  le  anticipazioni  fatte  in  favore  dei  Comuni,   per
  corrispondere  alle esigenze connesse alla difficoltà  verificatasi
  nel  settore  dei rifiuti cui l'Assemblea ha voluto dare  soluzione
  con  una legge approvata qualche mese fa, dall'altra per l'esigenza
  di  dovere affrontare la provvista finanziaria per far fronte  alla
  mancata  assegnazione  delle risorse finanziarie  connesse  al  FAS
  2007/2013,  per le quali appunto si è dovuto provvedere  con  cassa
  della  Regione,  tutto  ciò ha determinato un  affaticamento  della
  cassa e, pertanto, è questa la ragione di questo congelamento.  Per
  il  resto  nulla  è  compromesso né può  essere  compromesso  negli
  impegni assunti nel 2010.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero,
  assessore,   esprimerle   alcune  brevi   riflessioni   perché   lo
  stillicidio  su  alcune tematiche sta proseguendo e  non  possiamo,
  dimostrando grande senso di responsabilità, poi essere accusati dal
  governatore Lombardo che le nostre affermazioni sui tagli,  che  io
  già avevo denunciato in quest'Aula per quanto riguarda le autonomie
  locali,  quello  che è un attacco allo status degli  amministratori
  locali sia una pura immaginazione e che la finanziaria, da voi  già
  votata  in  Giunta,  non prevede tagli al sistema  delle  autonomie
  locali.
   Questo  lo  voglio precisare perché, con l'approvazione di  questi
  tre  provvedimenti, assessore Armao, si definisce  uno  spartiacque
  ben preciso tra una gestione, che c'è stata, e quella che sarà,  ed
  io  le  voglio dare formalmente il benvenuto in questa nuova veste,
  perché  è  una  veste complicata, difficile. Forse era  meglio  che
  continuava  a  svolgere  il  ruolo  di  assessore,  che  ha  svolto
  discretamente  bene - devo dargliene atto - e abbiamo  visto  anche
  provvedimenti  che  ha  emanato  da assessore  ai  beni  culturali.
  Quindi,  lei si è assunta una grande responsabilità in  un  momento
  difficile  e allora, pur non avendo il piglio politico, ma  lei  ha
  tutte le caratteristiche anche per assumerlo - di questo ne abbiamo
  il   sospetto   -   riferisca  al  presidente   Lombardo   che   le
  mistificazioni  non gli servono, anche perché, rispetto  ad  alcune
  dichiarazioni,  non  vorrei che fosse invitato personalmente,  come
  Presidente  della  Regione,  a venire  a  riferire  in  Commissione
  bilancio  e  in  Aula  perché  se alcune  tematiche  il  presidente
  Lombardo  le  vuole snobbare, faccia pure, ma che non  si  alzi  la
  mattina,  ogni  tanto,  a fare qualche dichiarazione  completamente
  fuori luogo.
   Questo lo voglio precisare perché stasera, probabilmente, qualcuno
  è  rimasto sorpreso dal clima che quest'Aula ha dimostrato di saper
  creare  quando  è necessario assumersi delle responsabilità,  è  un
  momento  difficile. Però, è anche vero che non si  può,  dall'altro
  lato, ricevere schiaffi. E siccome il rapporto attuale che c'è  tra
  quest'Aula e quello che è il Presidente della Regione - lo  vediamo
  dalle dichiarazioni continue - è instaurato su dichiarazioni spot o
  anche  su  accuse  che,  francamente, non  ci  appartengono  e  non
  meritiamo,   lei,  allora,  si  faccia  latore  di   questa   breve
  riflessione  e  le chiarisco nella mia conclusione,  comunque,  che
  essendosi definito uno spartiacque ben preciso, per quanto riguarda
  i  documenti finanziari che cominceremo ad affrontare dal Documento
  di  programmazione  economica e finanziaria e la Finanziaria  2011,
  assessore  Armao,  si  basi  su quello che  già  il  Parlamento  ha
  approvato e ha già definito. Ricordo gli articoli 13, 14, 15  e  20
  dell'ultima finanziaria regionale.
   L'ho  ribadito oggi in Commissione Bilancio - il presidente Savona
  ne  è  testimone  - lo ribadisco in quest'Aula per noi,  presidente
  Savona  -  scusi se la coinvolgo ma noi affronteremo in Commissione
  Bilancio questo lavoro propedeutico - è una pregiudiziale  a  tutti
  gli effetti affrontare il cammino dei documenti finanziari del 2011
  partendo  dall'operazione verità e trasparenza dei  conti  pubblici
  che   è   stata  da  me  proposta,  è  stata  allora  voluta  anche
  dall'assessore per l'economia, Cimino, e il Parlamento ha approvato
  con grande senso di responsabilità.
   Le  forniamo  anche  questo  assist, assessore:  lei  oggi  ha  la
  possibilità  di  fare un'operazione storica che non  c'è  stato  il
  tempo  di fare con il precedente assessore per ovvii motivi. Cimino
  allora  ha dato l'ok, lei oggi può cogliere realmente la  palla  al
  balzo per fare un'operazione che da molti anni doveva essere fatta.
   Entri,  allora, nell'ottica di questo spirito, al di là di  quelli
  che  possono essere i formalismi, di questa necessità espressa  dal
  Parlamento  regionale e, quindi, affrontiamo realmente il  percorso
  della  finanziaria  2011 tenendo presente quali  sono  i  punti  di
  partenza  finanziari, tenendo anche conto che dobbiamo,  una  volta
  per   tutte   -   anche  per  quanto  riguarda  il   Documento   di
  programmazione  economica e finanziaria  -  analizzare  il  sistema
  delle  società partecipate e degli enti per come è richiesto  dalla
  legge n. 10 del 1999.
   Se  il Parlamento vorrà finalmente essere consequenziale a ciò che
  ha  determinato  nella  finanziaria, allora  questo  credo  sia  il
  momento  opportuno e necessario per fare finalmente  questa  grande
  operazione di trasparenza e di verità.

   PRESIDENTE. Sospendo l'esame dell'articolo 1.
   Si passa all'articolo 2 e all'annessa tabella B. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
          Variazioni allo stato di previsione della spesa del
                        bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2010  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  B'».

   Sospendo l'esame dell'articolo 2.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
            Variazioni al Quadro di previsione di cassa del
                        bilancio della Regione

   1.  Al  Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio finanziario
  2010, sono apportate le seguenti variazioni in euro.

     ENTRATA
     Fondo iniziale di cassa                          +738,01

     SPESA
     ASSESSORATO ECONOMIA
     BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE
     Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
     Capitolo 215711 - Interventi Regionali    +738,01».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                        Versamento acconto ESPI

   1.   Il   Commissario  Liquidatore  dell'Ente  siciliano  per   la
  promozione  industriale  (ESPI), entro 10  giorni  dall'entrata  in
  vigore  della  presente  legge, provvede a versare  in  entrata  al
  bilancio della Regione siciliana (capitolo 4501 - Capo X), a titolo
  di  acconto  sui saldi finali di liquidazione, la somma  di  15.000
  migliaia  di  euro,  da destinare al finanziamento  dei  lavori  di
  manutenzione  straordinaria dei bacini galleggianti di  carenaggio,
  ubicati nel porto di Palermo».

   Lo   pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 1 in precedenza sospeso.
   Pongo  in  votazione  la tabella A, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 2 in precedenza sospeso
   Pongo  in  votazione  la tabella B, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  sono stati presentati dal Governo  gli  emendamenti
  aggiuntivi A.1 e A.2. Ne do lettura:
   -emendamento A.1:
   «In  deroga alle previsioni di cui al comma 6 dell'art.  26  della
  l.r.  4 del 16 aprile 2003, limitatamente all'esercizio finanziario
  2010,  gli  enti parco possono utilizzare interamente  l'avanzo  di
  amministrazione  che si dovesse accertare in fase  di  approvazione
  del  conto  consuntivo 2009, prioritariamente per far  fronte  alle
  spese   obbligatorie   per   legge  nonché   per   altre   finalità
  istituzionali».

   -emendamento A.2:
   «L'Assessore  regionale delle Autonomie locali  e  della  Funzione
  pubblica  è  autorizzato  ad  utilizzare  le  somme  impegnate  sul
  bilancio dell'esercizio finanziario 2009 per le finalità di cui  al
  comma  2 dell'articolo 27 delle legge regionale 11/2010 di modifica
  del  comma  4  dell'articolo 9 della legge  regionale  6/2009,  per
  rimborsare  ai  comuni  l'80  per cento  delle  spese  relative  ai
  ricoveri di minori disposti dall'autorità giudiziaria, occorsi  tra
  il  1  gennaio  2008  e  il  31 dicembre  2009,  fermi  restando  i
  provvedimenti amministrativi già definiti».

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'era   stato
  preannunciato  un  emendamento,  senza  prendere  nessun  tipo   di
  posizione politica perché amabilmente l'assessore Chinnici ce lo ha
  rappresentato, anche in maniera molto corretta per  la  materia  di
  che  trattasi, non c'è nessun tipo di volontà ostativa  a  dare  un
  consenso alla trattazione dell'emendamento.
   Vedo che, ogni volta che queste deroghe vengono accettate, poi  le
  maglie si allargano.
   Ho saputo che è stato presentato anche un emendamento che riguarda
  i parchi o qualcosa di simile.
   Per  evitare di chiedere, sotto il profilo regolamentare, tempi  e
  allungare  quindi alla settimana prossima e dove, invece,  mi  pare
  che  l'emendamento  che  riguarda l'assessore  Chinnici,  peraltro,
  porterebbe  anche  alla  perdita  di  finanziamenti,  dei   parchi,
  Presidente, ne parliamo un'altra volta.
   Invito   il   Governo,   anche   perché   l'utilizzo   dell'avanzo
  dell'Amministrazione così, in modo indiscriminato, fa  venire  meno
  quella  che  è  stata la volontà del Parlamento, nel  senso  che  i
  trasferimenti fatti al Parco, nel tempo, hanno permesso  tutta  una
  serie di azioni che il Parco ha messo in campo, compreso quello dei
  contratti a tempo determinato.
   Non vorrei riaprire lo stesso capitolo, oggi, senza avere il tempo
  di  potere compiutamente trasmettere al Governo quello che  abbiamo
  detto con la finanziaria.
   Se  è  possibile, il Governo confermi l'emendamento dell'assessore
  Chinnici e ritiri l'emendamento che riguarda i parchi. Anche perché
  l'emendamento dell'assessore Chinnici, se non ricordo  male,  è  un
  emendamento  presentato anche alla finanziaria da  tutti  i  gruppi
  parlamentari, primo firmatario era l'onorevole Falcone. Quindi, c'è
  una condivisione e, rispetto a questo, riteniamo di ribadire quella
  condivisione ma di fermarci a quello.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  scusa
  perché,  probabilmente,  ho  commesso anch'io  una  leggerezza  non
  occupandomi  di  chiedere ai colleghi di  illustrare  il  senso  di
  questa  emergenza.  Signor Presidente Cascio,  vorrei  che  lei  mi
  ascoltasse nella qualità di ex Assessore regionale al territorio.
   Si  tratta  di  un'emergenza nel senso che stiamo  parlando  delle
  spese obbligatorie, probabilmente in questo senso chiedo al Governo
  di fare un subemendamento per cancellare sia il  prioritariamente',
  sia  nonché per altre finalità istituzionali' e limitare alle spese
  obbligatorie degli enti parco cioè gli stipendi del personale degli
  enti   Parco   che,   come  è  noto,  sono  dipendenti   di   ruolo
  dell'Amministrazione larga della Regione.
   Non stiamo parlando di convenzioni, contratti a tempo determinato,
  parliamo di personale degli Enti Parco che hanno fatto un concorso,
  di  gente che, a causa del modo in cui abbiamo costruito la manovra
  finanziaria
   Cancelliamo    per  altre  finalità  istituzionali'   e,   quindi,
  limitiamoci esclusivamente alle spese obbligatorie e consentiamo di
  utilizzare  come  cassa, di fatto, l'avanzo  accertato  dagli  enti
  Parco, approvato, l'avanzo 2009, per pagare gli stipendi nel  2010,
  visto  che  non stiamo riuscendo a fare una variazione di  bilancio
  per l'anno 2010 e, quindi, a pagare gli stipendi.
   Questo  è  il  senso e in questo senso chiedo al  Governo  sia  di
  cancellare   prioritariamente' sia di fermarsi esclusivamente  alle
  spese obbligatorie.
   Chiedo  ai  colleghi  di assumere tutti l'orientamento  favorevole
  perché   stiamo  parlando  di  stipendi  di  dipendenti  di   fatto
  dell'Amministrazione regionale.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  il  Governo
  ovviamente  è  favorevole.  Si tratta di una  esigenza  prioritaria
  rappresentata  dagli  enti Parco che devono  prestare  ossequio  ad
  impegni obbligatori assunti mediante contratti.
   Condivido,   quindi,   l'opportunità   di   circoscrivere   questo
  intervento normativo di modifica alle spese obbligatorie  e  questo
  consentirebbe  di  ovviare ad un inconveniente ascrivibile  ad  una
  svista del legislatore.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
  nel merito della  problematica. E' chiaro che mi sembra abnorme che
  si  intervenga con legge, quindi con una norma, per autorizzare  un
  ente  ad  utilizzare l'avanzo di amministrazione dell'ente  che  ha
  governato.
   Per quanto mi riguarda, è una cosa abnorme che non condivido.
   Se  vuole  utilizzare l'avanzo di amministrazione, qualsiasi  ente
  parco  lo  faccia autonomamente, senza che venga autorizzato  dalla
  Regione  o  lo  faccia  con decreto del Ragioniere  generale  della
  Regione,  non  con  una legge per utilizzare  l'avanzo.  Mi  sembra
  veramente abnorme.
   Non  so come la pensino gli uffici di questa Assemblea: è la prima
  volta che vedo scritto in una legge che l'avanzo di amministrazione
  può  essere utilizzato perché lo dicono i parlamentari votando  una
  norma. E' la prima volta, non esiste norma di questa portata.
   Io non aprirei questo capitolo perché qui sta diventando che tutto
  quello  che  non  vogliono  fare i  funzionari  lo  devono  fare  i
  parlamentari.
   I funzionari sono pagati in maniera seria, hanno la responsabilità
  amministrativa dell'azione che devono svolgere, cosa  ben  diversa,
  invece, l'operazione che dobbiamo fare per gli enti locali e per  i
  minori  ma  noi  autorizziamo i funzionari ad  utilizzare  l'avanzo
  dell'ente. Ma io non conosco neanche il consuntivo di questi enti e
  non utilizzo l'avanzo.

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  intervenire su questo argomento perché la vicenda degli enti  Parco
  è  legata  completamente  ed unicamente alla  storia  della  nostra
  Terra,  la  storia  della  Sicilia, per  quanto  riguarda  le  aree
  protette.
   Nessuno  può dimenticare quanto la Regione siciliana si sia  spesa
  per  le  aree protette, per quello che è stato fatto con   le  aree
  protette,  per  la  salvaguardia del territorio.  Quindi,  lo  dico
  all'onorevole Mancuso, se c'è qualche funzionario che non si  vuole
  assumere  le  proprie responsabilità, qualcuno se le deve  assumere
  per pagare gli stipendi ai dipendenti degli Enti Parco che meritano
  di  avere pagato lo stipendio come tutti i dipendenti regionali,  o
  pararegionali, per il lavoro che viene svolto e per tutto  ciò  che
  riguarda la salvaguardia del territorio.
   Quindi,  anche se la norma dovesse essere abnorme - personalmente,
  dal  punto  di vista amministrativo non ne conosco l'iter  -,  però
  chiedo  all'Assemblea,  lo  dico  con  molta  serenità,  che  venga
  approvata una norma del genere.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti:
   -dall'onorevole Cracolici: A.1.1 all'emendamento A.1:

   «Al  quarto  rigo sostituire la parola  prioritariamente   con  la
  parola  esclusivamente ;
   sopprimere le parole  nonché per altre finalità istituzionali »;

   -dagli  onorevoli  Falcone, Caputo ed altri: A.1.2 all'emendamento
      A.1:

   «Al  secondo rigo cassare la parola  interamente  e dopo le parole
   obbligatorie per legge  aggiungere le parole  per i dipendenti  il
  cui   contratto   a   tempo   indeterminato   è   stato   stipulato
  antecedentemente al 31.12.2008 ».

   Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola  agli  onorevoli
  Beninati,  Caronia,  Buzzanca  e  Falcone,  che  hanno  chiesto  di
  intervenire,  vorrei cercare di circoscrivere  il  perimetro  della
  discussione.
   Questa  norma,  se  approvata con il subemendamento  del  Governo,
  darebbe  la  possibilità di accedere agli avanzi di amministrazione
  oltre  la  misura del 5 per cento, perché attualmente  è  possibile
  arrivare  ad  utilizzare gli avanzi di amministrazione  all'interno
  del  5  per cento, mentre questa norma sarebbe una deroga al 5  per
  cento.  Si  potrebbero  utilizzare gli  avanzi  di  amministrazione
  eccedenti  il  5  per  cento per potere pagare  gli  stipendi  agli
  impiegati di ruolo.

   MANCUSO. Sine die

   PRESIDENTE.  No, limitatamente all'anno 2010. Cioè per  l'anno  in
  corso.

   CRACOLICI. Si parla di novembre e dicembre.

   PRESIDENTE.  Questa è la discussione, giusto per  capire  di  cosa
  stiamo parlando. Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ci  sono  delle
  materie  che  mi appassionano da anni e devo dire che i  Parchi  mi
  appassionano da tanti anni.
   Assessore Armao, anzi Governo, penso che questa norma, alla  fine,
  sia  un modo per tappare un qualcosa che, purtroppo, non si è fatto
  con attenzione nel momento del bilancio. E, alla fine, per un fatto
  sociale,  perché  alla fine è così, è giusto cercare  di  tamponare
  questo problema.
   Però,  allo  stesso tempo chiedo al Governo, una volta per  tutte,
  che  sui  Parchi  decida quando finalmente togliere  i  commissari.
  Vede,  signor Presidente, noi facciamo delle bellissime discussioni
  su  argomenti, su come si spendono i soldi, su come si devono  fare
  queste iniziative, sul personale, però è ormai inverosimile  che  i
  Parchi,  tutti, in Sicilia, l'ultimo addirittura commissariato  con
  il  Direttore  generale di un Assessorato - cosa un po'  inconsueta
  perchè  generalmente  si  commissaria con dirigenti  non  direttori
  generali -, ma ormai si fa tutto e il contrario di tutto in  questa
  Assemblea.
   Però,  sulla  vicenda  dei  Parchi, inviterei  il  Governo  ed  il
  Presidente che manca, ma certamente l'Assessore, a dirci che  entro
  una data si faranno i presidenti dei Parchi, perché è veramente una
  farsa  ridicola.  Noi  il  più delle volte  su  questi  Parchi,  in
  particolare  quello  dei  Nebrodi come  gli  altri,  abbiamo  forse
  persone  che sono ai limiti della titolarità per potere  esercitare
  quel ruolo ma non ne parla nessuno. E' da due anni che si va avanti
  così.
   Quindi,  signor  Presidente, Assessore,  da  parte  mia  condivido
  questa  norma, però desidero che prima che si voti, lei  per  conto
  del Governo ci dica che tra un mese si faranno i Presidenti.
   Non  è più possibile che si proceda di commissario in commissario;
  addirittura  ultimamente, da pochissimo, si è fatto  l'exploit   di
  nominare  un  direttore generale commissario  di  questo  ulteriore
  parco.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  il  subemendamento
  A.1.1  a firma dell'onorevole Cracolici che così recita: «Al quarto
  rigo   sostituire  la  parola   prioritariamente'  con  la   parola
   esclusivamente'  e  sopprimere le  parole   nonché  per  le  altre
  finalità istituzionali.'
   Pertanto, l'emendamento Cracolici e quello presentato dal  Governo
  si sovrappongono.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  semplicemente  fare  una  riflessione che  in  realtà  esula  dallo
  specifico.  Sicuramente,  è  stato  opportuno  cassare  il  termine
   prioritariamente', però credo che - così come il collega che mi ha
  preceduto  ha  in  maniera molto dettagliata evidenziato  -  manchi
  rispetto alla programmazione di quella che vuole essere la gestione
  degli Enti Parco una politica che sia più generale.
   E' chiaro che nessuno di noi può essere contrario alla possibilità
  di riconoscere ai lavoratori peraltro stabilizzati degli Enti Parco
  la  possibilità  di  poter  percepire  lo  stipendio  e  quindi  di
  utilizzare  l'avanzo  di gestione, però è pur  vero  che  manca  in
  maniera  assoluta  - e questo abbiamo modo di testarlo  nell'ambito
  della  Commissione Ambiente di cui io sono componente  - la volontà
  da parte del Governo di dare una programmazione effettiva ai lavori
  ed all'indirizzo politico che si vuole dare ai parchi.
   Purtroppo,  non  posso  anch'io  che  rimarcare  la  presenza   di
  commissari  che si avvicendano di volta in volta che,  chiaramente,
  non  possono  far  sì  che  si possa perseguire  una  politica  più
  razionale,  una  politica  che  veda  valorizzato  il   ruolo   dei
  lavoratori  e  dei dipendenti. Molti di questi dipendenti  svolgono
  un'attività  di estrema importanza, ma è pur vero che  una  mancata
  gestione  assidua  o che per lo meno possa far sì  che  si  possano
  programmare attività a medio e a lungo termine, proprio  perché  il
  commissariamento  per sua natura ha una durata  e  dovrebbe  essere
  anche una durata breve nell'attesa che si insedi il presidente, non
  consente  agli enti Parco di potere svolgere tutte quelle attività,
  invece, che sarebbero di estrema importanza.
   Parlo,  ad esempio, del parco delle Madonie che conosco in maniera
  più  approfondita e ritengo che moltissime iniziative  siano  state
  precluse al parco proprio perché la gestione commissariale  non  ha
  consentito al commissario di mettere in essere tutta una  serie  di
  iniziative  che  avrebbero  dato al territorio  delle  Madonne,  in
  genere, lustro e visibilità.
   Quindi,  ritengo  che sia necessario un approfondimento,  per  cui
  seppure condivido la ratio perché sicuramente va in aiuto a  quelle
  che  sono  le  problematiche dei lavoratori, dall'altro  lamento  e
  credo  che  sia  opportuno riflettere rispetto  a  questo  tipo  di
  politica   che   il   Governo  continua  a  perpetuare,   cioè   il
  commissariamento. Si passa da un commissariamento all'altro.
   Se  poi  è  vero come è vero che il 5 per cento di  quello  che  è
  l'avanzo  di  amministrazione  può  essere  utilizzato  in  maniera
  autonoma  dagli amministratori senza che per questo si  debba  fare
  una legge, un'ultima considerazione mi sia consentita.
   Oggi,   all'interno   di   quest'Aula  assistiamo   a   situazioni
  paradossali.  Iniziative importanti vengono sottratte all'Assemblea
  regionale   e   mi   riferisco,   ad   esempio,   alla   formazione
  professionale; riforme come questa non vengono trattate in Aula  ma
  diventano  oggetto  di atti amministrativi fatti  direttamente  dal
  Presidente  della  Regione, così come ad  esempio  le  proroghe  di
  lavoratori  della  protezione  civile,  viene  sottratta  a  questo
  Parlamento  la possibilità di legiferare,  poi, invece, rispetto  a
  norme  di  questo  genere  la nostra responsabilità  ed  il  nostro
  interesse viene sollecitato.
   Dovremmo  forse rifare il punto della situazione e dare  a  questo
  Parlamento  il  giusto ruolo che ha, un momento  di  confronto  tra
  deputati,  perché ognuno di noi possa dare un contributo visto  che
  rappresentiamo - nonostante tutto - il mandato da parte del  popolo
  siciliano che ci ha eletti.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  l'occasione di discutere questo emendamento consente a noi di  fare
  delle  riflessioni  che,  secondo  me,  poi  sono  stringenti   per
  comprendere quale sia il percorso avviato da questo Governo e quali
  le  conseguenze di questa politica che stiamo apprezzando sempre di
  meno, come siciliani e come parlamentari.
   Sulla  regolarità  formale, nulla quaestio, Assessore.  E'  chiaro
  che, come correttamente diceva il Presidente dell'Assemblea, al  di
  là del 5 per cento, l'utilizzo delle somme deve essere autorizzato,
  certamente, dal Parlamento.
   Ci sono tre elementi che mi destano preoccupazione.
   Il  primo. Esiste o no una programmazione, che poi ci consente  di
  arrivare al pagamento degli stipendi? E se esiste, come mai  siamo,
  poi,  obbligati  a venire in Aula ed ascoltare il  Governo  che  ci
  propone, in sede di assestamento, un emendamento di questo tipo?
   E  se  esiste una programmazione, certamente, non si possono avere
  queste conseguenze.
   Non esiste, allora, una programmazione
   Vi  è  di  più,  signor Presidente, signor Assessore ed  onorevoli
  colleghi.
   Ritengo  che abbiamo l'obbligo di approfondire questo emendamento,
  perché  l'Aula  possa  capire bene quali  siano  i  motivi  che  ci
  spingono,  poi, a ritenere urgente questo provvedimento per  pagare
  gli stipendi.
   Si tratta forse di consulenze, che sono state assunte nel corso di
  questi ultimi due anni?
   Si  tratta di assunzioni di tipo clientelare fatte in questi anni?
  Come accade, per esempio, in molti parchi, penso anche al Parco dei
  Nebrodi  che,  certamente, conosco meglio degli altri,  ma  ritengo
  che,   anche   all'Alcantara,  nelle  Madonie,   questo   si   stia
  verificando.
   Ritengo  che  questo  non sia giusto  Penso  che  sia  necessario,
  proprio  perché in questi ultimi mesi soprattutto,   ma  in  questi
  anni  abbiamo  sentito, tante volte, il Governo ed  il  governatore
  urlare circa un percorso che mette al bando il clientelismo, che si
  ancora  a  trasparenza e legalità, ma non mi sembra che ci troviamo
  in questa fattispecie.
   Il  primo  elemento, quindi, che abbiamo dovuto considerare  è  la
  mancanza di programmazione.
   Se c'è stata programmazione, e noi pensiamo di sì, allora, vi sono
  stati  degli  innesti di tipo clientelare per quello che  afferisce
  assunzioni e consulenze.
   Poi,  signor Presidente, signor Assessore desideravo  che  lei  mi
  ascoltasse, vi sono anche delle furberie.
   Spero  che  si  tratti di un innocuo tentativo di  giungere,  poi,
  addirittura  ad allargare la possibilità di spesa, perché  l'ultima
  parte  così  recita:   per far fronte alle spese  obbligatorie  per
  legge, nonché per altre finalità istituzionali . Questa parte,  che
  è stata poi cassata, certamente è stata cassata  perché noi abbiamo
  approfondito nel corso di questo dibattito, perché il Parlamento si
  è  reso  conto  che  vi  erano delle anomalie delle  quali  abbiamo
  parlato e delle altre che si potevano aggiungere per rendere ancora
  più inverosimile questo percorso.
   Non ritengo che sia giusto procedere così. Dobbiamo stabilire cosa
  vuole fare questo Governo.
   Dobbiamo, anzi, capire, come parlamentari, cosa vuole fare  questo
  Governo  che  si  definisce  tecnico', che vuole fare  un  percorso
  all'insegna  del rigore sbandierato, all'insegna della  contrazione
  della  spesa  sbandierata, ma ci rendiamo conto che,  ogni  giorno,
  questa  spesa lievita, che, ogni giorno, ne fanno le spese i comuni
  e  di conseguenza anche le comunità, che forse se si va avanti  con
  questo ragionamento, annunciato in finanziaria, se si va avanti con
  queste  contrazioni, i comuni, signor Assessore, non  potranno  più
  garantire i servizi essenziali, dai trasporti alla salute.
   Questo non mi sembra possibile  Non mi sembra accettabile
   E'  questa  l'occasione per avviare un nuovo percorso,  in  questa
  finanziaria,  partendo da stasera e partendo dal convincimento,  me
  lo  consenta Assessore, che siamo tutti in buona fede. E lei  lo  è
  certamente   Questi  documenti, però, Assessore  ci  autorizzano  a
  pensar male.
   Spero  che lei, nel corso del suo mandato, da qui a qualche  mese,
  presentando la Finanziaria, facendola analizzare alla Commissione e
  poi al Parlamento, riesca a convincerci del contrario.
   In  questo momento, sinceramente, siamo profondamente perplessi  e
  siamo  anche molto preoccupati per l'andazzo che sta assumendo,  in
  questa  prima fase, il cosiddetto  governo quater' del  governatore
  Lombardo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che dovremmo
  evitare che stasera, su una questione che può prestarsi ad equivoci
  e   fraintendimenti,  si  possa  scivolare.  Noi  stasera   abbiamo
  l'esigenza, e credo di poter formulare l'apprezzamento  per  quello
  che  è  l'intendimento di questa Assemblea, di  questo  Parlamento,
  circa   l'emendamento  che  riconosce  il  contributo   ai   comuni
  dell'ottanta per cento per il ricovero dei minori, in ragione di un
  provvedimento  giurisdizionale. Ma è chiaro che  abbiamo  un  altro
  emendamento,  la  cui difficoltà di impostazione non  vorrei  possa
  creare problemi al primo emendamento.
   Allora,  stasera  dobbiamo cercare un punto  di  incontro.  Questa
  Assemblea deve fare uno sforzo e deve cercare un punto di incontro.
  Io ho letto l'emendamento A.1.1. Cosa dice in buona sostanza questo
  emendamento?  Sopprime  e sostituisce la parola   prioritariamente
  con   esclusivamente   e poi impegna gli Enti  Parco  a  utilizzare
  questi fondi per le spese obbligatorie per legge.
   Poi,  ho  ascoltato  qualche intervento degli onorevoli  Beninati,
  Buzzanca  e  mi  hanno  creato qualche ulteriore  perplessità.  Noi
  stasera dobbiamo cercare di salvare capra e cavoli, e come possiamo
  farlo?    Innanzitutto   preannuncio,   signor    Presidente,    un
  subemendamento,  sottoponendolo anche al vaglio  del  Governo,  che
  sopprima  l'avverbio   interamente'  al  secondo  rigo   utilizzare
  interamente  l'avanzo',  no,  non possiamo  utilizzare  interamente
  l'avanzo.   Sopprimiamo   questo  avverbio   e   dopo    le   spese
  obbligatorie  aggiungere  per i dipendenti il cui contratto a tempo
  indeterminato  è  stato stipulato antecedentemente al  31/12/2008 ,
  cioè    mettiamo   un   elemento   di   precisazione   che    eviti
  strumentalizzazioni  e qualunque tipo di dubbio,  di  equivoco  sul
  finanziamento di nuove assunzioni.
   Noi  stiamo da un lato creando una deroga, così come la  legge  ci
  impone,  perché  sappiamo, lo ha detto lei, signor Presidente,  che
  l'avanzo  può essere utilizzato limitatamente al cinque per  cento.
  Non lo utilizziamo in maniera indiscriminata, quindi  interamente',
  ma   lo   utilizziamo  soltanto  e  limitatamente  a  quelle  spese
  obbligatorie   per   quei   contratti  dei   dipendenti   a   tempo
  indeterminato  che  sono stati bloccati al 31 dicembre  2008.  Così
  facendo,  se  siamo  d'accordo, troviamo  questa  via  di  mezzo  e
  procediamo.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Nel frattempo vuole  formalizzare  il
  subemendamento, onorevole Falcone?

   ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per ribadire la
  volontà  del Gruppo parlamentare del Movimento per le autonomie  di
  sostenere  questa  proposta  e  visto  che  ci  sono  stati   degli
  interventi    ad  adiuvandum',  non  ultimo  quello  dell'onorevole
  Falcone,  sarebbe opportuno anche col Governo cercare di capire  ed
  entrare in maniera specifica nel cuore della vicenda, anche  perché
  non  ritengo  che  spese obbligatorie debbano  essere  intese  solo
  quelle  relative  agli stipendi; ci potrebbero  anche  essere,  non
  parlo di assunzioni stagionali, ma altre obbligazioni assunte dagli
  Enti  Parco, ad esempio con contratti a qualunque titolo, onorevole
  Cracolici,  non solo quello dell'acqua o della luce o del  gas,  ma
  anche  altri che metterebbero nella condizione di una disparità  di
  trattamento  tra  alcune  obbligazioni  contrattuali,  siano   esse
  obbligatorie o meno, ed altre.
   Detto questo e detto anche che non è giusto giocare sulla pelle di
  quei  lavoratori  indistintamente, caro onorevole Falcone,  assunti
  prima  o  dopo  una determinata data che oggi soffrono  per  alcune
  lacune  di  carattere legislativo e per alcune mosse, probabilmente
  inavvertite visto che ho sentito di parlare di buona fede, e  siamo
  tutti  in  buona  fede,  non  è giusto oggi  riversare,  scaricare,
  cercare  di  fare  rivendicazioni  d'Aula  legittime,  per  carità,
  rivendicazioni   di  natura  parlamentare,  però   gettando   nello
  sconforto  chi oggi si aspetta non violenze legislative,  onorevole
  Mancuso,  ma  una  scelta responsabile, non  per  fatto  personale;
  l'onorevole  Mancuso  durante  il  suo  intervento  ha  parlato  di
  funzionari che devono, giustamente, assumersi la responsabilità.
   Ritengo che la giustezza della tesi dell'onorevole Mancuso  che  è
  quella dei funzionari che devono assumersi delle responsabilità non
  possa   assolutamente   esimere   questo   Parlamento   da   scelte
  responsabili  che  sono quelle di un'espressione  positiva,  magari
  riveduta  e corretta anche a seguito di alcune proposte  fatte  dai
  colleghi  che mi hanno preceduto e finalizzate non solo  Assessori,
  onorevoli  colleghi e concludo, al pagamento dovuto delle spettanze
  retributive  per quanto riguarda i dipendenti, ma  anche  ad  altre
  obbligazioni eventualmente assunte dai parchi.
   Non  ritengo  che questo voto positivo del Parlamento sarebbe  una
  violazione di legge, ritengo quasi - scusate la forzatura - un atto
  dovuto, o quanto meno di responsabilità, dovuto nei confronti della
  nostra Terra e della comunità amministrata.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi  e  soprattutto
  Assessore,  chiaramente dagli interventi che si sono susseguiti  in
  quest'Aula l'iniziativa è lodevole, però da un certo punto di vista
  penso  che ci possa essere, così come è stata manifestata da  parte
  di   tutti,  una  convergenza  di  natura  politica  ad  andare  ad
  intervenire  su  quella  che,  tra virgolette,  sarebbe  stata  una
  disattenzione  dell'Aula,  perché si  è  detto  in  quest'Aula  che
  mancherebbero  per il pagamento del personale degli  enti  Parco  6
  milioni di euro, è stato detto in quest'Aula e do per buono che sia
  così.
   Si  propone  un  emendamento, un emendamento  per  alcuni  aspetti
  criptico  perché  diamo per scontato che siamo a conoscenza,  parco
  per parco, quanto sia l'avanzo di amministrazione.
     Ho il dovere di dirvi che poc'anzi ho chiamato il Commissario  -
  condivido l'indicazione data dall'onorevole Beninati che sia giunto
  il  momento  di  procedere alla normalizzazione di tutti  gli  Enti
  Parco -, il quale mi riferisce che l'avanzo di amministrazione è di
  gran  lunga al di sotto delle somme necessarie per andare a  pagare
  il personale.
   Noi  in  questo momento stiamo votando l'assestamento di  bilancio
  per  cui sarebbe più opportuno, a mio avviso, anche con qualche ora
  di riflessione altrimenti facciamo ulteriore danno, che l'Assessore
  riferisca in quest'Aula per il buon andamento, perché penso che  la
  convergenza  politica  non  possa non esserci  su  questa  materia,
  quindi,  che  riferisca in quest'Aula per il buon andamento,  parco
  per  parco,  quante sono le somme che mancano per il pagamento  del
  personale  e  si  proceda  di conseguenza  con  una  variazione  di
  bilancio, così come è prevista, sapendo dove attingere.
   Se  noi  con  questa  norma  non risolviamo  il  problema,  dovete
  spiegarmi  dove  andiamo a parare, a meno  che  non  si  pensi  che
  possiamo  risolvere il problema limitatamente  ad  uno  dei  parchi
  esistenti e non a tutti.
   Gradirei  chiarezza da parte del Governo, e sono convinto  che  ci
  sarà,  per sapere a quanto ammontano le spese obbligatorie  per  il
  personale  che la Regione non ha versato ai parchi e di conseguenza
  procedere perché si possa riparare a questo errore.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che il
  buon  senso dei parlamentari non è tenuto neanche in considerazione
  e la contrapposizione politica è il modo migliore per andare avanti
  in  questa  Assemblea,  per quanto mi riguarda  le  chiedo,  signor
  Presidente, di rispettare il Regolamento nella prerogativa  che  ha
  ogni piccolo parlamentare.
   La  norma  controversa, ne ha sentito parlare da diversi deputati,
  sia  sul quantum che sulla modalità, non ultimo il Parco dei  Monti
  Sicani,  istituito con l'ultima finanziaria ma anche lì mancano  le
  somme  ed in seguito dobbiamo vedere come trasferirli ma tratteremo
  questo argomento in seguito.
   Signor  Presidente,  lei  deve  dare  la  possibilità  al  singolo
  parlamentare di poter riflettere sui due emendamenti, dare i  tempi
  per  subemendare gli emendamenti e quando avremo le idee più chiare
  ed il supporto degli uffici, ne possiamo parlare.
   Signor Presidente, la prego di aiutare i parlamentari, quanto meno
  a svolgere quel poco lavoro che siamo chiamati a fare.
   Non  intendo  più  farmi insultare sotto il  profilo  politico  da
  nessuno in questa Assemblea.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che tutti
  noi e lo dico anche all'onorevole Mancuso, valutassimo con serenità
  le cose di cui stiamo parlando.
   Noi  non  siamo  in  sede di variazione di  bilancio.  Non  stiamo
  facendo  una  manovra  che  consente  all'amministrazione  di  dare
  copertura ad un disavanzo di competenza 2010, nel senso che c'è una
  previsione inferiore a quelli che sono gli obblighi gestionali, non
  gli obblighi formali della Regione.
   Questa  norma, purtroppo, non può affrontare, proprio  perché  non
  siamo  in fase di variazione di bilancio, un altro dramma connesso,
  ad  esempio,  agli enti gestori delle riserve,  che  dal   mese  di
  luglio, non danno gli stipendi.
   Non  possiamo  fare variazione di bilancio. Siamo in  assestamento
  tecnico.
   L'assestamento  tecnico sta semplicemente dicendo  che  una  norma
  finanziaria del 2003 stabiliva un vincolo che obbligava  tutti  gli
  enti,   compresi   gli   enti  Parco,  a  restituire   gli   avanzi
  all'amministrazione  regionale con norma. Qui  non  stiamo  facendo
  nessuna  previsione finanziaria ma stiamo dicendo  che  qualora  vi
  siano avanzi accertati, cioè approvati dal commissario - se c'è  il
  commissario,  ma,  visto che gli enti Parco  sono  sottoposti  alla
  vigilanza  della  Regione, gli avanzi dei  consuntivi  2009  devono
  essere  approvati dalla Regione - quegli avanzi sarete  autorizzati
  ad  utilizzarli  per  le spese obbligatorie previste  dalla  legge,
  obbligatori

   ARDIZZONE. Se non c'è l'avanzo?

   CRACOLICI. Se non c'è l'avanzo, non possiamo fare nulla in  questa
  fase,  purtroppo, perché non siamo in variazione di  bilancio.  Non
  possiamo, infatti, utilizzare l'assestamento tecnico per  fare  una
  variazione  di bilancio. Se avessimo potuto fare una variazione  di
  bilancio,  avrei presentato un emendamento per ripristinare  con  6
  milioni  di  euro  sia i Parchi sia le Riserve.  Non  posso  farlo,
  purtroppo,   perché   sono   vincolato   dalla   procedura   legata
  all'assestamento tecnico.
   Ecco perché chiedo ai colleghi di rasserenarci. Stiamo parlando di
  due mesi - novembre e dicembre -, degli eventuali risparmi connessi
  al  2009  che  si  possono utilizzare per pagare  gli  stipendi  di
  novembre  e  dicembre; non stiamo parlando di cose clamorose  o  di
  cose  particolarmente  gravose per chissà  quali  intrallazzi.  Non
  vorrei,  tra  l'altro, scusatemi, fatemi passare una  battuta,  non
  vorrei  apparire, come dire, l'utile  idiota, cioè colui che magari
  difende una norma di buon senso  e qualcuno sospetta che io difenda
  una  norma  di buon senso perché qualche altro ha fatto  assunzioni
  negli  Enti  Parco. Vorrei ricordare che se è stato  fatto,  lo  ha
  fatto  chi ha governato questa Regione e, certamente, io  non  sono
  stato al Governo.
   E'  quindi  singolare  che diventi io il  difensore  di  eventuali
  norme. Considerato che, da questo punto di vista, sto difendendo un
  principio, cioè utilizzare l'eventuale avanzo d'amministrazione per
  le  spese  obbligatorie  connesse agli enti Parco,  purtroppo,  non
  posso fare di più, altrimenti, in questa sede, avrei difeso a spada
  tratta  gli  enti gestori delle riserve con soggetti  che  sono  in
  mezzo  ad  una  strada  da  luglio - che riguardano  Lampedusa,  lo
  Stagnone, Isola delle Femmine - e che non percepiscono stipendi  da
  diversi  mesi. E'una vergogna che, nella nostra Regione,  la  gente
  renda  un servizio senza essere pagata per una cosa che è  utile  a
  tutti noi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, gli Uffici mi  suggeriscono:   e
  non ha visto ancora il bilancio 2011 .

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  se
  possibile,  vorrei  provare a fare un momento di chiarezza  perché,
  per  un verso, se dovessimo scoprire dopo aver dato ciascuno di noi
  il  nostro contributo che non ci sono avanzi di bilancio, assessore
  Armao,  io, onorevole Cracolici, non comprenderei per quale ragione
  e  attraverso  quale utilità più o meno marginale  l'assessore  per
  l'Economia avrebbe dovuto presentare un emendamento che  prevede  i
  dipendenti o comunque prevede gli Enti Parco.
   Immagino  che  se, dal Governo, è stato presentato un  emendamento
  così  formulato, evidentemente, l'assessore per l'Economia  sa  che
  questi  avanzi  ci sono; diversamente, stiamo parlando  del  nulla;
  stiamo  parlando talmente del nulla che, siccome, da mesi, anzi  da
  due anni, in quest'Aula, spesso a cagione di un'attività di governo
  inesistente  e comunque assai pretestuosa, finiamo per  parlare  di
  aria fritta e ci prendiamo in giro mentre fuori la gente aspetta un
  minimo  di  risposta, allora, occorre un momento di  chiarezza.  Se
  questi residui ci sono, allora, andiamo avanti sul discorso  e  poi
  ci  confrontiamo sul merito di questo emendamento  ma,  se  non  ci
  sono,  assessore  per  l'Economia, la  prego  di  dircelo  così  lo
  ritiriamo ed andiamo avanti.
   Inoltre,  sono  assolutamente d'accordo  -  e  parlo  a  nome  dei
  Popolari  - con la proposta dell'onorevole Falcone. Siamo dell'idea
  che  questo  emendamento debba riguardare i dipendenti  degli  Enti
  Parco assunti fino al 31 dicembre 2008.
   Onorevole  Cracolici, non prenda impegni - mi scusi se uso  questa
  frase  poco  forbita ma credo abbastanza comprensibile -  almeno  a
  Palermo  perché il Presidente Lombardo è Governatore della  Sicilia
  dal  maggio  2008. Prima di prendere impegni circa  assunzioni   di
  precedenti  Amministrazioni, quindi, andrei a  controllare  cosa  è
  successo  dal  maggio del 2008 al dicembre 2008 e,  in  ogni  caso,
  onorevoli  colleghi,  desidero fare un  appello,  questa  sera,  in
  quest'Aula, perché stiamo affrontando, ci accingiamo ad  affrontare
  la  fase più delicata dell'attività legislativa di questa Assemblea
  che  è appunto la sessione finanziaria, in un momento storico della
  Sicilia,  forse,  il peggiore che io ricordi credo che,  purtroppo,
  sia realmente così.
   Al di là di quella che è l'attribuzione di colpe che lasciamo alla
  sede politica e alla sede propagandistica, credo di potere dire che
  dobbiamo smetterla tutti di essere demagogici perché, senza  volere
  tirare  nessuno  in particolare in ballo, non si  può  parlare  dei
  dipendenti  delle  riserve che hanno tutto  il  diritto  di  essere
  pagati,  così  come hanno il diritto di essere pagati i  dipendenti
  dell'ARPA  che sono fuori da non so quanto tempo, gli ex  CIAPISTI,
  tutti i precari che non sono stati stabilizzati.
   Non  è questo il modo di procedere: o siamo tutti seri oppure  qui
  ciascuno   porterà   una  fetta  di  società,   la   rappresenterà,
  probabilmente, potrà anche rischiare di prenderla in  giro,  quando
  invece dobbiamo fare i conti con quello che realmente si può fare.
   C'è un emendamento del Governo ed io parto da questo presupposto e
  questo  emendamento prevede che  ci sono degli avanzi  di  bilancio
  che possono essere utilizzati per gli Enti Parco.
   L'Aula  si confronti sulla possibilità - questo è ciò che pensiamo
  noi e soltanto a queste condizioni lo voteremo favorevolmente - che
  questo   emendamento   possa  riguardare  i  dipendenti   a   tempo
  indeterminato assunti presso gli Enti Parco fino al 31 dicembre del
  2008.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse i  colleghi
  sono andati un po' al contorno del problema.
   Rispetto  all'intervento  che ho fatto prima,  in  particolare  mi
  riferisco   a  quello  sui  Parchi,  quando  avevo  dato   la   mia
  disponibilità, ritengo che questa mia disponibilità, anzi,  la  mia
  pazienza  da  deputato che, ormai, da anni, è in questa  Assemblea,
  abbia superato i limiti.
   Signor  Presidente, sottopongo a lei la valutazione: se basta  che
  un   solo   deputato   sollevi  l'opzione  o,  per   meglio   dire,
  l'osservazione che questa norma non è stata trattata in Commissione
  Bilancio,  allora, questa osservazione la faccio io, così chiudiamo
  questa   discussione  inutile  che  poi  ci  mette  in  difficoltà.
  Sistematicamente,  quando  ci conviene, vogliamo  il  rispetto  del
  Regolamento; quando non ci conviene, non lo vogliamo.
   Lo  dico  io:  quella  dei  Parchi doveva  andare  in  Commissione
  Bilancio  prima.  Se  siamo  tutti d'accordo  sulla  norma  che  ha
  proposto l'assessore Chinnici che, devo dire, trova la condivisione
  di tutti, tranne di qualcuno che muove qualche osservazione, si può
  andare  avanti  e  chiudiamo questa polemica che  non  ci  porta  a
  niente.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti A.1, A.1.1 e A.1.2 sono ritirati.
     L'Assemblea ne prende atto.
   A questo punto, le richieste di intervento dell'onorevole Caputo e
  dell'onorevole De Luca, ovviamente, sono ritirate.
   Si  passa  all'emendamento  A.2. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

          Ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dal Governo, ai sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.  Ne
  do lettura:
   «All'articolo  4  sostituire le parole  a titolo  di  acconto  sui
  saldi  finali di liquidazione  con le parole  a titolo  di  acconto
  sul  risultato della liquidazione secondo le previsioni di  cui  al
  comma 2 dell'articolo 2491 del Codice civile ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Comunicazione relativa al passaggio dell'onorevole Greco dal
                          Gruppo parlamentare
             FLI - SICILIA  al Gruppo parlamentare  Misto

   PRESIDENTE. Informo che con nota del 3 novembre 2010, pervenuta in
  pari data, l'onorevole Giovanni Greco ha comunicato di non far  più
  parte del Gruppo parlamentare  Futuro Libertà Sicilia .
   Alla  luce  di questo e fino a diversa comunicazione,  l'onorevole
  Greco,  con  pari  decorrenza,  transita,  di  diritto,  al  Gruppo
  parlamentare  Misto .
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


            Annunzio di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dei disegni di legge.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  numero  375   Deroga al Patto di stabilità  per  il  Comune  di
  Campobello  di  Licata (AG) , degli onorevoli  Musotto,  Minardo  e
  Calanducci;
   -  numero  401   Rispetto della vigente normativa  in  materia  di
  indebitamento  da  parte  della  pubblica  Amministrazione ,  degli
  onorevoli  D'Asero, Vinciullo, Caputo, Mancuso,  Campagna,  Corona,
  Limoli,  Falcone,  Bosco, Torregrossa, Scoma,  Buzzanca,  Pogliese,
  Beninati, Formica, Leontini, Cordaro, Ragusa, Caronia;
   -  numero  415  Iniziative ed interventi straordinari per favorire
  il  rilancio della società Gesip S.p.A. , degli onorevoli  Caronia,
  Cordaro,   Leontini,  Gianni,  Maira,  Catalano,  Limoli,  Mancuso,
  Pogliese, Falcone, Dina e Vinciullo;
   -  n. 416  Iniziative per la realizzazione del progetto  Futuro  e
  scuola', promosso dal CIAPI di Palermo , dell'onorevole Lentini;
   -  n.  417   Destinazione di adeguate risorse per  dare  copertura
  finanziaria  alle  convenzioni  stipulate  per  la  gestione  delle
  riserve   naturali  siciliane ,  degli  onorevoli   Cracolici,   De
  Benedictis, Rinaldi, Oddo;

   -  n.  418  Istituzione di apposito capitolo di spesa nel bilancio
  regionale    per    i    1700   operai   a   tempo    indeterminato
  nell'Amministrazione  delle  Foreste ,  degli   onorevoli   Caputo,
  Falcone, Buzzanca.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   tenuto presente che:

   alcuni  comuni,  come  Campobello di Licata  (AG),  che  sotto  la
  gestione  commissariale  hanno goduto di fondi  straordinari  dallo
  Stato  e  di una sospensione del Patto di stabilità, tornando  allo
  status ordinario, non riescono più ad essere governati;

   la  nuova  amministrazione è obbligata al rispetto  del  Patto  di
  stabilità,  con un peso economico di quasi 6 milioni di  euro,  che
  determina uno squilibrio tra gli indicatori di valutazione;

   non  si  capisce per quale ragione il piano delle opere concordate
  con la Prefettura sulla base di quanto disposto dal terzo comma del
  decreto legislativo n. 267/2000, con delibera n. 53 del 30 dicembre
  del 2009, non è stato mai finanziato;

   considerato che:

   senza  la  possibilità del Comune di ottenere quanto  indicato  si
  rischia  la  totale  paralisi  amministrativa,  soprattutto  perché
  l'amministrazione eletta non ha le stesse possibilità e opportunità
  della gestione commissariale;

   in  Sicilia,  Calabria e Campania i comuni sciolti  per  mafia  si
  trovano  in  condizioni  socio-economiche di  particolare  gravità,
  anche sotto il profilo dell'ordine pubblico; e, considerato altresì
  il  ridotto  numero degli stessi, tale da consentire la  deroga  al
  Patto  di stabilità, così come disciplinato dall'art. 77 bis  della
  legge  n. 133 del 2008 di conversione con modificazioni del decreto
  legge  n.  112 del 2008, dalla legge n. 42 del 2010 di  conversione
  con modificazioni del decreto legge n. 2 del 2010 e dalla circolare
  del Ministero dell'economia e delle finanze n. 15 del 2010, emanata
  dalla Ragioneria generale dello Stato in data 30 marzo 2010,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  tutte  le iniziative necessarie  per  consentire  al
  Comune  di Campobello di Licata di ottenere una deroga al Patto  di
  stabilità da parte del Governo nazionale». (375)

   Si passa all'ordine del giorno numero 375. Lo pongo in votazione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  su  questo  tema della deroga  al  Patto  di  stabilità,
  abbiamo  già  incontrato il Governo nazionale e c'è una sostanziale
  indisponibilità.
   Il parere del Governo, quindi, è contrario.

   MUSOTTO. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'ordine del giorno numero 401. Lo pongo in votazione.
  Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, devo assumere impegno che l'Amministrazione regionale non
  intende   violare  la  legge.  Non  posso  che  ribadire,   dunque,
  l'impedimento di prestare ossequio.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 415.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Credo che questa iniziativa  vada
  ricondotta nell'ambito dei rapporti finanziari così delicati tra la
  Regione ed il Comune di Palermo e nell'ambito anche di attività che
  potrebbero  incidere su svolgimento di azioni di  mercato  che  già
  svolge.  Ci sarebbe anche un problema di compatibilità comunitaria.
  Un  approfondimento  in materia, sarebbe necessario  e  il  parere,
  pertanto, è contrario.

   CRACOLICI. Rappresenta una violazione di norme comunitarie; è  una
  norma di aiuto il contributo alla società.

   PRESIDENTE. Se così fosse, andrebbe riformulato.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo opportuno
  spiegare meglio la portata dell'ordine del giorno. Si tratta di  un
  ordine  del  giorno che impegna il Governo a farsi parte  redigente
  nei  confronti  del Governo nazionale e chiaramente  anche  per  la
  propria  parte al Governo regionale per stanziare un contributo   a
  favore  del  Comune di Palermo, non alla società ovviamente  ma  al
  Comune  di  Palermo, poiché, a causa dei tagli che sono  stati  già
  apportati da parte della finanziaria nazionale che decurtano di  44
  milioni  i  trasferimenti che vengono dallo  Stato  in  favore  del
  Comune  di  Palermo, nella fattispecie e alla luce  di  quelli  che
  saranno i tagli che verranno apportati in maniera omogenea a  tutti
  i  Comuni  e  quindi anche al Comune di Palermo, la  situazione  di
  Gesip  è  una  situazione  che richiede una particolare  attenzione
  anche da parte del Governo regionale.
   E'  chiaro  che eventuali interventi sono destinati al  Comune  di
  Palermo  e,  quindi,  sarebbe diversamente impossibile  perché  non
  potrebbe  se  non  configurarsi in questo senso proprio  perché  il
  senso  dell'ordine del giorno era quello di enfatizzare la  portata
  sociale  del problema Gesip che non è semplicemente una società  di
  servizi ma è anche un contenitore di soggetti che, provenendo da un
  bacino  di  soggetti svantaggiati, hanno avuto una  stabilizzazione
  grazie  alle  norme nazionali ma che, oggi, a causa  di  tagli  del
  bilancio  del  Comune di Palermo, dovuti ai tagli  che  sono  stati
  apportati   sulla   finanziaria  nazionale  e   chiaramente   sulla
  finanziaria  regionale ha chiaramente una difficoltà oggettiva  nel
  potere svolgere l'attività che le è stata destinata.
   Volevo   chiarire,   dunque,  che  è   il   Comune   di   Palermo,
  eventualmente,  il  destinatario di un contributo  per  quello  che
  riguarda la Regione.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  amore  di
  verità, questo ordine del giorno numero 375 non è mai stato firmato
  da  me  e neanche dagli altri colleghi e mi riferisco all'onorevole
  Minardo.  E'  una  delega  al  Patto di  stabilità  del  Comune  di
  Campobello   di   Licata.  Se  lei  guarda   attentamente,   signor
  Presidente, si è fatto una specie di copia-incolla. Io non  ho  mai
  firmato e neanche gli onorevoli Minardo e Calanducci.

   PRESIDENTE. Onorevole Musotto, sono senza parole. Adesso prendiamo
  l'originale.  L'originale è molto chiaro,  non  c'è  copia-incolla.
  Purtroppo, parla chiaro; questa è una copia originale a firma degli
  onorevoli Musotto e Minardo. Comunque, è stato ritirato, per cui il
  problema non sussiste.
   Assessore  Armao,  credo che forse la soluzione  migliore  per  la
  questione   Gesip,  una  questione  che  ha  una  portata   sociale
  abbastanza  impegnativa, sia l'accoglimento  come  raccomandazione,
  quanto meno, per le parti compatibili con la normativa.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  per  quanto riguarda la questione sociale connessa  agli
  occupati  della Gesip, è certamente avvertita dal Governo regionale
  che  ha  più  volte  approfondito le questioni  di  una  platea  di
  lavoratori  molto  ampia  che ha diritto al  proprio  lavoro  e  ha
  diritto a svolgere l'attività nei confronti dell'attività Gesip.
   Certamente,  il  Governo  non  ha  difficoltà  a  far  propria  la
  richiesta  di  attivare  una iniziativa possibile  per  il  Governo
  nazionale che ha effettuato  i tagli. Non vorrei che fosse  confusa
  la normativa nazionale con quella regionale. I tagli nazionali sono
  più  che  efficaci  e svolgono i propri effetti  sul  bilancio  del
  Comune  di  Palermo.  I  tagli regionali  saranno  oggetto  di  una
  considerazione condivisa da parte dell'Assemblea e, comunque,  sono
  compendiati da ingenti risorse per gli investimenti, strumenti  che
  consentono   ai   Comuni   di  effettuare  le   dismissioni   delle
  partecipazioni  ed altre iniziative che consentono  di  trovare  le
  finanze.
   Tornando all'ordine del giorno, per quanto riguarda la prima delle
  richieste,  è  assolutamente  condivisa.  Per  quanto  riguarda  la
  seconda, se vale come raccomandazione, valuteremo nell'ambito delle
  iniziative  a sostegno dell'occupazione ogni iniziativa  utile  per
  sostenere anche la Gesip.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 415, con
  precisazioni.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno numero 417 che impegna il  Governo
  della  Regione ad adottare apposito provvedimento per  incrementare
  le  somme  suddette  al  fine di garantire  la  completa  copertura
  finanziaria  delle  spese derivanti dalle convenzioni  attivate  ed
  espletate  per  le  gestioni  delle riserve  in  oggetto,  a  firma
  dell'onorevole De Benedictis.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accoglie  come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno numero  418,  a  firma
  dell'onorevole Caputo, che impegna il Governo della Regione e,  per
  esso,  l'assessore per l'economia, ad istituire nel bilancio  della
  Regione uno specifico capitolo di spesa.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accoglie  come
  raccomandazione.

                 Votazione finale di disegni di legge

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale di disegni di legge.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Votazione finale del disegno di legge «Rendiconto generale della
     Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per
                 l'esercizio finanziario 2008» (447/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  447/A  «Rendiconto generale della Regione siciliana e  dell'Azienda
  delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008».


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la dichiarazione
  che  sto facendo riguarda il voto che noi esprimeremo, o meglio non
  esprimeremo, sui tre disegni di legge. La faccio, quindi, una volta
  per  tutte.  Noi non voteremo né il rendiconto 2008 né  quello  del
  2009 né l'assestamento.
   Se  ci soffermiamo sulla materia riguardante il rendiconto 2009  e
  l'assestamento,  il  motivo fondamentale della nostra  contrarietà,
  quindi, del nostro non voto, risiede nel fatto che il fondamento di
  questa formulazione dei due disegni di legge è la totale difformità
  tra le previsioni in entrata, riguardanti la vendita degli immobili
  che  il Governo precedente aveva messo a fondamento del bilancio  e
  la necessità oggi di correre ai ripari perché quella previsione che
  noi  avevamo  giudicato  scriteriata, assolutamente  destituita  di
  fondamento  ed  impraticabile, si è rivelata tale a tal  punto  che
  l'attuale  Governo e il Presidente Lombardo sono stati costretti  a
  cancellarla e a modificare la previsione in entrata.
   Questa  difformità  è  la  conferma della  validità  della  nostra
  posizione  di  allora rispetto alla quale c'è da dire  che,  quando
  giudicammo  il  bilancio della Regione, fondato su dati  fasulli  e
  destituiti  da fondamento, avevamo ragione perché era  un  bilancio
  che  non aveva riferimento alla realtà, era fasullo e quindi  anche
  la  finanziaria,  in  grossa  parte legata  a  quel  bilancio,  era
  strumento destituito di fondamento e fasullo.
   Oggi,  lo  dimostrano i blocchi e il blocco  è  la  riprova  della
  posizione  valida  di  allora e dell'errore  del  Governo  che  noi
  volevamo  correggere rispetto al quale il Governo in modo arrogante
  respinse con l'atteggiamento e le posizioni ben  note.
   Bene,  per  questo  motivo, avendo avuto,  ragione  avevamo  detto
  allora  che queste previsioni erano sbagliate. Oggi, il Governo  le
  ammette,  le  modifica.  Ne  abbiamo già discusso  in  Commissione,
  quindi, siamo contrari signor Presidente ma per questo non voteremo
  né   il  primo  né  il  secondo  né  il  terzo  disegno  di  legge,
  manifestando una posizione totalmente contraria. Se la  maggioranza
  c'è, lo vota.

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Prego i deputati che abbiano interesse a votare questi
  tre disegni di leggi di accomodarsi  ognuno al proprio posto.
   Onorevole Maira, ha facoltà di parlare.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  sarò  brevissimo
  anche  perché le perplessità e contrarietà del Gruppo dei  Popolari
  sono  state  già  espresse dall'onorevole Caronia e  dall'onorevole
  Cordaro.
   Dichiaro, a nome del Gruppo che, con benevolenza, ci asterremo dal
  voto  e  rapidamente motivo il perché. Gli strumenti  di  bilancio,
  anche  quelli consuntivi e di assestamento, non possono non  tenere
  conto  dell'andamento complessivo della politica di un  governo  e,
  soprattutto  della  politica  degli  strumenti  finanziari  di   un
  governo.
   Le  perplessità del Governo Lombardo, soprattutto di quest'ultimo,
  del  Lombardo  quater, si sono accumulate in  questi  mesi  e  sono
  tantissime. Non ritengo nemmeno utile fare l'elencazione di  queste
  perplessità.  Certo, ne leggiamo una al giorno delle  critiche  sui
  problemi  economici  e  di  bilancio  che  riguardano  la   Regione
  siciliana e provengono anche dall'estero.
   Abbiamo  in parte gradito le precisazioni dell'assessore Armao  ma
  avremmo  gradito  di più se l'esame , quindi, la critica  si  fosse
  addentrata  fino  ai nostri giorni. Riteniamo  che  con  i  Governi
  Lombardo,  soprattutto  con gli ultimi  tre,  la  spesa  dei  Fondi
  Europei,   sostanzialmente,  sia  stata  annullata  e,   purtroppo,
  restituiremo a fine anno un mare di soldi.
   E  anche se l'assessore Armao, come percepisco che sta facendo, si
  accelererà  nella  predisposizione e  l'emissione  di  decreti  per
  impegnare  la  spesa, i tempi tecnici per considerare questa  spesa
  fruita, secondo le regole dell'Unione europea, non ci saranno.
   E  allora  le  perplessità aumentano. Aumentano, per esempio,  nel
  prendere  atto  che i fondi per la lotta alla peronospora  sono  di
  fatto spariti; che i soldi messi a disposizione con legge di questa
  Assemblea per quanto riguarda gli agricoltori sono stati  di  fatto
  penalizzati; che quei fondi sono stati mal spesi e soprattutto  che
  si  hanno  una serie di sospetti sui prodotti che hanno beneficiato
  di questa legge.
   In  una  condizione di questo genere, sino a quando non avremo  le
  idee  chiare  sui reali fondi a disposizione della  Sicilia,  sulle
  attuali e vere situazioni di bilancio e su quali possono essere gli
  strumenti per lo sviluppo della Sicilia per combattere occupazione,
  disoccupazione, per combattere gli illeciti, per dare una  spallata
  alle  imprese,  aziende, piccole medie e grandi, che  soffrono  una
  crisi  inimmaginabile e che forse sfugge alla percezione di  questa
  Assemblea e soprattutto alla percezione del Governo, credo  che  il
  massimo  che si possa fare per dare un segnale alla Sicilia,  senza
  scaraventare a terra il Governo, sia quello dell'astensione.
   Ecco  perché il Gruppo dei Popolari si accinge all'astensione  con
  queste motivazioni e con le motivazioni che sono state espresse dai
  colleghi Cordaro, Caronia e Leontini.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   voglio
  dichiarare invece il voto favorevole del Gruppo PD pur in  presenza
  di  un dato che fa parte della fase confusa della vita politica  di
  questa Regione.
   Stiamo  approvando  un consuntivo che riguarda l'anno  finanziario
  2008,  quando  il bilancio fatto in questa Regione  è  stato  fatto
  dall'ultimo Governo Cuffaro.
    Stiamo poi approvando il consuntivo 2009, che è il primo bilancio
  fatto  dal  Governo Lombardo che prevedeva la vecchia  maggioranza,
  quella   cioè  uscita  dalle  elezioni  del  2008.  Stiamo,   cioè,
  approvando la chiusura contabile di due esercizi su cui il PD aveva
  votato  contro.  Approviamo,  infine, l'assestamento  tecnico,  che
  altro non è che l'utilizzo dell'eventuale avanzo accertato al  2008
  ed  approvato  con il giudizio di parifica della Corte  dei  Conti,
  applicandolo  alla  gestione finanziaria  2010  per  le  parti  che
  riguardano le regolazioni contabili ed il fondo di riserva  per  le
  spese in conto capitale.
   Detto  questo, è chiaro che noi lo stiamo votando per un senso  di
  responsabilità  politica, perché noi quei due bilanci,  lo  abbiamo
  espresso allora, e la dimostrazione è data dal risultato che  si  è
  prodotto,  non  da  noi,  ma  dal  giudizio  di  parifica  dato  in
  particolare  sul bilancio 2008 - negativo nel senso di  articolato,
  anche  se  parificato dalla Corte dei Conti - solo per un senso  di
  responsabilità  politica e per consentire  alla  Regione  di  avere
  strumenti finanziari che consentano, oggi, di attivare il mutuo per
  potere  recuperare quella liquidità e garantire  le  attività  che,
  invece, sono state sospese con il blocco temporaneo del bilancio e,
  quindi, di mettere in moto l'economia di questa Regione.
   Per  responsabilità, dunque, che attiene ad una forza popolare  in
  grado  di  far  prevalere gli interessi dei  Siciliani  e  non  gli
  interessi  di  bottega,  votiamo  a  favore  di  tutti  e   tre   i
  provvedimenti.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarare  il  voto favorevole del Gruppo parlamentare  Forza  del
  Sud,   evidenziando  quanto  già  espresso  nei   miei   precedenti
  interventi.  Intanto, uno dei bilanci consuntivi  è  stato  redatto
  dall'assessore politico Michele Cimino e, quindi, anche  da  questo
  punto di vista, per una questione di solidarietà, non possiamo  che
  approvarlo.  Anche l'altro bilancio consuntivo, mi sembra  che  sia
  stato  redatto  dall'assessore Di Mauro, ed  allora  c'erano  delle
  motivazioni ben precise per condividerne l'operato.
   Al  di  là  di questo, che ho voluto precisare proprio  perché  il
  collega  Antonello Cracolici ha toccato le questioni  di  posizione
  politica, la questione più importante di cui abbiamo preso atto  in
  Commissione  Bilancio  è  che  la  Regione  siciliana,  in   questo
  momento, a malapena, ha 15 milioni di euro di liquidità, e  questo,
  naturalmente,  non  basta ad affrontare  neanche  3,  4  giorni  di
  gestione, anche per far fronte agli annunciati impegni che  qualche
  assessore,  in  modo  imprudente,  ha  fatto  alla  stampa  e  che,
  comunque, oggi hanno creato delle sacrosante aspettative, e  faccio
  sempre riferimento ai cantieri di lavoro.
   Rispetto a questo, non ci sentiamo in questo momento, per i motivi
  che  ho  detto,  di non approvare i consuntivi, anche  se  dobbiamo
  stigmatizzare  il comportamento che, in più occasioni,  soprattutto
  il  governatore  Lombardo, ha tenuto nei  nostri  confronti  e  nei
  confronti  anche  di  Forza del Sud, facendo riferimento  a  colori
  strani   che  non  si addicono a questa formazione politica.  Oggi,
  vogliamo  dimostrare al Presidente Lombardo che noi  siamo  persone
  responsabili  e che, rispetto ad un momento di emergenza,  sappiamo
  essere esempio di oggettività.
   Ho  chiarito  che  per noi si chiude una pagina;  per  noi  questo
  riguarda uno spartiacque definitivo e, quindi, l'assessore Armao sa
  bene,  come  ho già detto,  che dovrà partire da alcune  norme  ben
  precise  per confrontarsi in Commissione Bilancio e per  affrontare
  quello che è il percorso della finanziaria 2011.
   Non  ci  saranno, dunque, da questo punto di vista, altri tipi  di
  sconti perché abbiamo chiaramente valutato la nostra posizione alla
  luce, solo ed esclusivamente, di quanto io ho dichiarato.
   Rispetto  anche al rapporto, assessore Armao, che mi  permetto  di
  consigliarle di tenere con l'Aula e con la Commissione  Bilancio  -
  non  me ne voglia - lei oggi, come ho già detto, sta ricoprendo  un
  ruolo nel momento forse più delicato che la Regione siciliana abbia
  mai attraversato per quanto riguarda la materia finanziaria. E'  un
  ruolo che non le invidio, ma mi auguro che lei abbia quel tatto che
  il presidente Lombardo ha dimostrato in più occasioni di non avere.
   Questo  è  l'invito  che  io le rivolgo  sinceramente,  perché  se
  vogliamo realmente tentare di trovare delle soluzioni che non sono,
  comunque, quelle che voi avete già individuato nella finanziaria  e
  cioè  quello di scaricare sugli enti locali le nefandezze di questi
  Palazzi, se questo lo si vuol fare realmente, signor assessore,  la
  invito  il  più  possibile ad assumere l'abito  del  politico  e  a
  mettere da parte, per quanto possibile, quello di assessore tecnico
  perché una norma che prevede il taglio del cinquanta per cento agli
  enti  locali, una norma che prevede di disciplinare il costo  della
  politica  degli altri, lo status degli amministratori, senza  porsi
  il  problema dell'impazzimento del Palazzo e dello status di questo
  Parlamento,  francamente dimostra che non c'è tatto politico  nella
  valutazione.
   Ed  Allora, mentre posso capire, da lei che si incammina  ora  nel
  percorso  politico, una sottovalutazione di questo aspetto,  mi  ha
  meravigliato invece la sottovalutazione e la freddezza con la quale
  il Presidente Lombardo ha consentito che in Giunta si approvasse un
  provvedimento  del  genere, proprio il Presidente  Lombardo  che  è
  stato un amministratore, anche se non ha brillato in tal senso,  ma
  che comunque ha vissuto nelle autonomie locali.
   Quindi, le motivazioni del nostro voto favorevole sono queste e mi
  auguro  che  l'assessore Armao abbia capito  il  senso  del  nostro
  invito.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'era  bisogno
  del  mio  intervento se non avessi ascoltato quanto dichiarato  dal
  capogruppo  del  Partito Democratico. Fatto  abbastanza  grave  che
  questa  Presidenza deve tenere conto, anche alla  luce  dell'ordine
  del  giorno che abbiamo approvato, segnatamente il 401 che ha avuto
  anche il parere favorevole del Governo.
   Ricordo all'Aula che qualche minuto fa il Presidente Cracolici  ha
  detto   che  voterà  questi  consuntivi  perché  questi  consuntivi
  permetteranno di bloccare la spesa in quanto verrà acceso un  mutuo
  e  non  si  iscrive agli interessi di bottega che,  invece,  alcuni
  parlamentari starebbero in queste ore perpetrando.
    Ricordo all'onorevole Cracolici che il mutuo che eventualmente si
  accenderà non può essere utilizzato per bloccare la spesa;  lo dice
  la  legge, lo dice l'ordine del giorno che abbiamo votato poc'anzi,
  lo  ha detto e lo ha ribadito l'assessore. Segnatamente l'assessore
  ha  detto:   Non posso che essere favorevole ad una  previsione  di
  legge ;  mi  pare che è stata questa la dichiarazione del  Governo.
  Quindi,  chi fa gli interessi di bottega non è chi non vota  questi
  due  consuntivi, forse è il Presidente del Gruppo parlamentare  del
  Partito   Democratico  che,  nell'esuberanza  di  votare   con   la
  maggioranza,  ha  detto  una fandonia, e cioè  che  la  legge  sarà
  bloccata  perché viene acceso il mutuo. Quindi, signor  Presidente,
  io  la  prego di vigilare perché già questo assunto viene detto  in
  diverse sedi istituzionali, compresa quella parlamentare.
   I  mutui  si  accendono per gli investimenti previsti segnatamente
  dalla  Costituzione.  Rispetto a questo, onorevole  Cracolici,  che
  c'entra la spesa che si blocca?

   CRACOLICI. Perché abbiamo anticipato investimenti

    MANCUSO. Onorevole Cracolici, la prego, io ritengo che lei sia un
  parlamentare  non solo attento, ma rispetto a noi il più  bravo  di
  tutti  e  siccome  lei è il più bravo di tutti e  può  dare  a  noi
  soltanto  lezioni,  la  prego, onorevole  Cracolici,  di  non  dire
  corbellerie, ogni tanto ci vogliono, ma su temi così importanti no
   Quindi, la dichiarazione di voto dell'onorevole Cracolici non vale
  nulla,  deve votare favorevole altrimenti mancherebbero i voti  per
  dare l'avvio al consuntivo e accendere i mutui e rispetto a questo,
  cum  grano salis, ognuno di noi riesce a svolgere il suo  ruolo  di
  parlamentare.

   MARROCCO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarare  il  voto favorevole del Gruppo FLI -  Sicilia  sui  tre
  provvedimenti  che  ci  accingiamo  a  votare.  I  primi  due,   mi
  permetterà l'onorevole Leontini di scandire bene, Futuro e  Libertà
  per  L'Italia  - Sicilia, Presidente, così l'onorevole  Leontini  è
  tranquillo.

   PRESIDENTE.   Pensavamo  fosse  una  compagnia  aerea   regionale,
  onorevole Marrocco, non si era capito.

   MARROCCO. Se l'onorevole Leontini prendesse il volo con  FLI,  non
  vorrei trovarmi in aereo con lui a breve.
   A  parte lo scherzo, dicevo che preannuncio il voto favorevole del
  mio  Gruppo parlamentare non soltanto constatando quello che  anche
  altri  colleghi hanno già fatto poc'anzi, soprattutto sul  primo  e
  secondo provvedimento di legge che riguardano il rendiconto 2008  e
  2009 che appartengono ad un momento storico già passato e su questo
  ritengo  che  vi è da parte di tutti, tranne che di  qualcuno,  mio
  malgrado  - difficile capire anche alcune posizioni - ma vi  è  una
  tranquillità  e  consapevolezza di dovere approvare  favorevolmente
  questi provvedimenti.
   Sull'assestamento, vi è anche lì una posizione favorevole del  mio
  Gruppo  parlamentare, ma si apre adesso la fase più importante.  Lo
  dico soprattutto all'Assessore per l'economia perché il riferimento
  è al bilancio e alla finanziaria.
   Noi  apriamo una fase fondamentale per i conti di questa  Regione,
  una  fase nella quale dobbiamo dare un segnale importante al nostro
  territorio,  non soltanto agli Enti locali, ma anche un  segnale  a
  tutti i siciliani. Ed è attraverso la norma che andremo a costruire
  in  Aula,  cioè  attraverso il bilancio e la finanziaria,  che  noi
  dobbiamo  assolutamente, non soltanto razionalizzare la  spesa,  ma
  cercare di fare di questa spesa una buona spesa.
   Allora, è l'obiettivo di quest'Aula e questo obiettivo deve essere
  perseguito dando anche l'esempio e l'esempio lo dobbiamo perseguire
  attraverso   dei   segnali  che,  mi  auguro,   verranno   recepiti
  dall'Assessore e dal Governo - ma di questo ne sono  sicuro  -  per
  esempio attraverso quella razionalizzazione che è cominciata con la
  passata  finanziaria attraverso quell'impostazione di taglio  degli
  enti inutili che noi ci auguriamo sia parte fondante della prossima
  finanziaria. Su questo noi scommettiamo moltissimo e il Gruppo  che
  ho  l'onore  di  rappresentare sicuramente  dirà  molto  su  questo
  argomento  e  su  questo argomento sono sicuro  che  quest'Aula  si
  misurerà nei prossimi giorni.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
                           foreste demaniali
               per l'esercizio finanziario 2008» (447/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge n. 447/A «Rendiconto generale della  Regione
  siciliana  e  dell'Azienda delle foreste  demaniali per l'esercizio
  finanziario 2008».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   Onorevoli  colleghi,  annullo  la  votazione  perché  qualcuno  ha
  lasciato il pulsante prima che io chiudessi la votazione. Il  tasto
  va tenuto schiacciato fino a quando non proclamo l'esito.
   Indìco  nuovamente la votazione per scrutinio nominale del disegno
  di numero 447/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,   Ardizzone,   Arena,
  Calanducci,   Colianni,   Cracolici,   Currenti,   D'Agostino,   De
  Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di  Mauro,
  Donegani,  Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Greco,  Incardona,
  Laccoto,   Lentini,   Marinello,  Marinese,   Marrocco,   Marziano,
  Mattarella,  Minardo,  Mineo, Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Panarello,
  Panepinto,   Parlavecchio,   Picciolo,   Ragusa,   Raia,   Rinaldi,
  Ruggirello, Savona, Scilla, Termine, Vitrano.

   Sono in congedo: Bonomo, Campagna, Lupo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            48
   Votanti             47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          47

                        (L'Assemblea  approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione siciliana
               per l'esercizio finanziario 2009» (595/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del    disegno    di    legge   n.   595/A   «Rendiconto    generale
  dell'Amministrazione   della  Regione  siciliana   per   l'esercizio
  finanziario 2009».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro  aperta la votazione. Invito i colleghi a tenere pressato
  il tasto fino a quanto non proclamerò l'esito.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   Onorevoli  colleghi,  annullo  la  votazione  perché  qualcuno  ha
  lasciato il pulsante prima che io chiudessi la votazione.
   Indìco  nuovamente la votazione per scrutinio nominale del disegno
  di numero 595/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,   Ardizzone,   Arena,
  Calanducci,   Colianni,   Cracolici,   Currenti,   D'Agostino,   De
  Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di  Mauro,
  Donegani,  Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Greco,  Incardona,
  Laccoto,   Marinello,  Marinese,  Marrocco,  Marziano,  Mattarella,
  Minardo,  Mineo,  Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,
  Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello,  Savona,
  Scilla, Termine, Vitrano.

   Sono in congedo: Bonomo, Campagna, Lupo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           47
   Votanti            46
   Maggioranza        24
   Favorevoli         46

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di passare  alla  votazione
  finale del disegno di legge n. 594, chiedo all'assessore Armao,  il
  parere  sull'ordine  del  giorno n.  416,  a  firma  dell'onorevole
  Lentini, che prima avevo dimenticato a porre in votazione.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  in  ordine
  all'ordine del giorno n. 416, presentato dall'onorevole Lentini, il
  Governo lo accoglie come raccomandazione e si impegna a fare  tutto
  quanto sarà possibile  per sostenere il CIAPI.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                      «Assestamento del bilancio
          della Regione per l'anno finanziario 2010» (594/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge n. 594/A «Assestamento  del  bilancio  della
  Regione per l'anno finanziario 2010».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   La seduta è sospesa per un minuto.

      (La seduta sospesa alle ore 20.19 è ripresa alle ore 20.23)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, nessuno vuole  fare  alcun  tipo  di
  questione; siccome per quanto ci riguarda la Presidenza è sovrana a
  tutte  le  decisioni, come lo è questa sera, come  lo  è  stata  in
  passato e lo sarà anche in futuro, anche quando aspramente colleghi
  deputati,  che questa sera sono piuttosto concilianti,  sono  stati
  nei  suoi confronti, signor Presidente, invece troppo duri e aspri.
  Noi,  così  come  abbiamo  rispettato le  sue  decisioni  in  tempi
  passati,  rispetteremo  le  decisioni di  questa  Presidenza  anche
  questa  sera. Speriamo che coloro i quali in tempi diversi  l'hanno
  attaccato  immotivatamente   sulla condizione  di  questa  Aula  si
  ricredano sull'atteggiamento pessimo che hanno tenuto in  Aula  nei
  mesi   passati.  La  Presidenza,  per  noi,   vale  quando  eravamo
  maggioranza, vale quando discutiamo le cose in Aula, vale anche per
  il  futuro,  speriamo che lo stesso atteggiamento lo tengano  anche
  gli altri deputati che oggi mi sembrano tanti agnellini.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso. Per la verità, non  ricordo
  contestazioni violente nel corso di questa legislatura.

   MANCUSO. Io le ricordo nei suoi confronti

   PRESIDENTE. Allora, lei ha una memoria migliore della mia;  forse,
  io rimuovo le cose negative, meglio così
   Onorevoli  colleghi,  poiché  si è verificato  un  errore  tecnico
  legato al funzionamento del meccanismo elettronico di votazione,  è
  necessario  ripetere la votazione. Annullo, pertanto, la  votazione
  precedente e indìco nuovamente la votazione del disegno di legge n.
  594/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Ricordo  per  l'ennesima volta che va tenuto pressato il  pulsante
  fino a quando la votazione viene dichiarata chiusa.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,  Bufardeci,
  Calanducci,  Cracolici,  Currenti, D'Agostino,  De  Benedictis,  Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di  Mauro,  Donegani,  Faraone,
  Ferrara,  Fiorenza, Forzese, Galvagno, Gennuso,  Greco,  Incardona,
  Laccoto,   Lentini,   Marinello,  Marinese,   Marrocco,   Marziano,
  Mattarella, Minardo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello,  Savona,
  Speziale, Termine, Vitrano.

   Sono in congedo: Bonomo, Campagna, Lupo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           47
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          46

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 3 novembre 2010,  pervenuta
  in  pari  data,  l'onorevole Giulia Adamo ha comunicato,  allegando
  relativo  verbale,  che in data odierna si è costituito,  ai  sensi
  dell'articolo  23  del  Regolamento  interno  dell'ARS,  il  Gruppo
  parlamentare   UDC VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE , composto  oltre
  che   dall'onorevole  Adamo,  dagli  onorevoli  Ardizzone,  Ragusa,
  Lentini e Forzese.
   Nella  stessa  riunione  sono  stati  nominati  l'onorevole  Adamo
  presidente; l'onorevole Forzese vicepresidente; l'onorevole Lentini
  segretario amministrativo.
   A  seguito  della superiore adesione i deputati del neo costituito
  gruppo  cessano contestualmente di far parte del rispettivo  gruppo
  parlamentare di provenienza.
   L'Assemblea ne prende atto.
   La  Presidenza si riserva di intervenire per l'eventuale  modifica
  della   denominazione,   d'intesa  con   il   gruppo   parlamentare
  interessato,   ove  dovesse  ingenerarsi  confondibilità   con   la
  denominazione di altro gruppo parlamentare costituito.
   Così rimane stabilito.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  9  novembre
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I   - Comunicazioni.

  II   - Discussione della mozione:
   n. 210  Chiarimenti ed iniziative riguardo al Consorzio autostrade
         siciliane   degli  onorevoli   Mancuso;  Leontini;   Limoli,
         Corona, Bosco, Falcone.

                   La seduta è tolta alle ore 20.27

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1:

   Risposte  scritte  ad interrogazioni - Rubrica  «Infrastrutture  e
  mobilità»

   CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   dal  22  settembre  la direzione delle ferrovie ha  provveduto,  a
  causa  del  danneggiamento  di  circa  80  convogli  ferroviari,  a
  prolungare a tempo indeterminato la soppressione di numerose tratte
  che collegano importanti centri della nostra Regione;

   i  disagi  arrecati  all'utenza, soprattutto ai  pendolari,  hanno
  ormai  determinato una situazione insostenibile  che  ad  oggi  non
  trova  soluzione nemmeno con la sostituzione dei convogli con  bus,
  quale variazione dell'offerta proposta dalle ferrovie;

   rilevato  che  tale  situazione  acuisce  drammaticamente  la  già
  difficile  condizione in cui versa il sistema  delle  comunicazioni
  ferroviarie interne al nostro territorio;

   per sapere se non ritengano necessario e urgente adottare tutte le
  iniziative possibili affinché vengano ripristinati tutti i convogli
  soppressi   e   conseguentemente   riportare   alla   normalità   i
  collegamenti ferroviari del trasporto regionale». (148)

   Risposta.  -  «In  relazione alla richiesta  di  risposta  scritta
  all'interrogazione   n.   148,  di  cui  in   oggetto,   presentata
  dall'onorevole Antonino Cracolici, relativa ai disagi  verificatisi
  a  seguito  della  soppressione  da  parte  della  Direzione  delle
  ferrovie  di numerose tratte che collegano importanti centri  della
  regione,  giusta delega dell'onorevole Presidente della Regione  n.
  916/IN15 del 28 maggio 2010 si rappresenta quanto segue.
   L'emergenza evidenziata dall'onorevole interrogante risulta essere
  stata  superata  sin dal 14 dicembre 2008 in quanto  Trenitalia  ha
  ripreso progressivamente la circolazione dei treni cancellati  sino
  al loro totale ripristino».

                              L'Assessore
                         (avv. Carmelo Pietro
                                Russo)

   ALLEGATO 2:     Disegno di legge n. 447/A

               RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA
                              (Presentata il 21 ottobre 2010)

   Onorevoli colleghi,

   il  disegno di legge che si sottopone all'esame dell'Aula concerne
  l'approvazione del Rendiconto generale della Regione e dell'Azienda
  foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2008, esaminato dalla
  Corte  dei  conti  a sezioni riunite e parificato,  nella  pubblica
  udienza del 30 giugno 2009, nei termini della Decisione della Corte
  medesima.

   Le  risultanze di gestione sono riassunte nel disegno di legge  in
  esame e così si compendiano:

                      AMMINISTRAZIONE REGIONALE

                              ATTIVO

   -   Avanzo   finanziario   al   1    gennaio   2008     Euro
  9.490.062.605,71
   -    Entrate    accertate   nell'esercizio    2008      Euro
  19.063.915.186,14
   - Aumento dei residui attivi per riaccertamenti
                                       Euro      74.705.616,81
   - Diminuzioni nei residui passivi per
     perenzione        amministrativa                      Euro
   964.226.142,55
   -Diminuzione residui passivi per economie
                                      Euro       312.283.476,04
                         TOTALE
                         Euro  29.905.193.027,25

                              PASSIVO

   -    Spese    impegnate   nell'esercizio   2008         Euro
  21.103.850.903,06
   -Avanzo finanziario al 31/12/2008        Euro     8.801.342.124,19
   -TOTALE                    Euro    29.905.193.027,25

   Il   raffronto   dei   dati  più  significativi   della   gestione
  dell'esercizio  2008  con i corrispondenti del  2007  evidenzia  le
  seguenti variazioni:

   -  incremento degli accertamenti d'entrata del 15,13 per cento. Le
  maggiori  entrate  si  registrano  tra  le  partite  correnti,   in
  particolare  con riferimento alle entrate tributarie, ad  eccezione
  dell'IVA e delle imposte di registro e di bollo.
   -  incremento  dei versamenti complessivi (compet. e  res.)  dell'
  8,14 per cento;
   - incremento degli impegni di spesa del 15,95 per cento;
   -  incremento  dei pagamenti complessivi (compet.  e  res.)  dell'
  11,83 per cento;
   -  incremento nella consistenza dei residui attivi di euro 130  ml
  (0,96 per cento);
   -  incremento nella consistenza dei residui passivi di euro 435 ml
  (9,39 per cento);
   - peggioramento patrimoniale nel 2008 di euro 2.929 ml.

                      AZIENDA FORESTE DEMANIALI

                              ATTIVO

   -   Avanzo  finanziario  al  1   gennaio  2008          Euro
  12.093.031,07
   -   Entrate   accertate  nell'esercizio   2008          Euro
  223.685.120,81
   - Diminuzioni nei residui passivi
     per perenzione amministrativa
                                           Euro   3.623.567,20
   - Diminuzione residui passivi per economie
     Euro     1.374.459,32
                           TOTALE
                           Euro   240.776.178,40

                              PASSIVO
   - Spese impegnate nell'esercizio 2008
                                         Euro  227.654.837,14
   - Diminuzione dei residui attivi per riaccertamenti
                                         Euro    2.418.042,93
   - Avanzo finanziario al 31 dicembre 2008
                                         Euro   10.703.298,33
                             TOTALE
                                         Euro  240.776.178,40

                              ---O---

               DISEGNO DI LEGGE DELLA II COMMISSIONE

                             Titolo I
                     Approvazione dei rendiconti

                              Art. 1.

   1.  Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e il
  rendiconto  dell'Azienda  delle foreste demaniali  per  l'esercizio
  2008 sono approvati nelle risultanze di cui ai seguenti articoli.

                             Titolo II
                      Amministrazione regionale

                              Capo I
                         Conto del bilancio

                              Art. 2.
                              Entrate

   1.  Le  entrate  correnti, in conto capitale e per  accensione  di
  prestiti,   accertate  nell'esercizio  finanziario  2008   per   la
  competenza  propria  dell'esercizio, risultano  stabilite  in  euro
  19.063.915.186,14.

   2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2007
  in  euro  13.470.434.011,31, risultano stabiliti - per  effetto  di
  maggiori  e  minori entrate verificatesi nel corso  della  gestione
  2008 - in euro 13.545.139.628,12.

   3. I residui attivi al 31 dicembre 2008 ammontano complessivamente
  a euro 13.599.995.550,70 così risultanti:

            Somme    versate                   Somme    rimaste
            Somme rimaste da versare da riscuotere
                             (in euro)

   Accertamenti         17.550.964.330,51             50.357,68
  1.512.900.497,95
   Totale       19.063.915.186,14
   Residui attivi
   dell'esercizio 2007...
                   1.458.094.933,05              651.602.927,55
  11.435.441.767,52
   Totale   13.545.139.628,12

   Residui            attivi           al            31/12/2008
  13.599.995.550,70

                                Art. 3.
                               Spese

   1.  Le  spese  correnti,  in  conto capitale  e  per  rimborsi  di
  prestiti,   impegnate  nell'esercizio  finanziario  2008   per   la
  competenza  propria  dell'esercizio, risultano  stabilite  in  euro
  21.103.850.903,06.

   2.  I  residui  passivi, determinati alla chiusura  dell'esercizio
  2007  in  euro  4.626.467.780,13  risultano  stabiliti  -  per   il
  combinato effetto di economie e perenzioni, verificatesi nel  corso
  della gestione 2008 - in euro 3.349.958.161,54.

   3.   I   residui   passivi   al   31   dicembre   2008   ammontano
  complessivamente a euro 5.061.108.160,78 così risultanti:

                   Somme   pagate                Somme  rimaste
                 Totale
                                  da pagare

                             (in euro)

   Impegni           16.872.344.811,31         4.231.506.091,75
  21.103.850.903,06

   Residui passivi dell'esercizio 2007
                      2.520.356.092,51           829.602.069,03
  3.349.958.161,54
   Residui passivi al 31/12/2008             5.061.108.160,78

                              Art. 4.
                Disavanzo della gestione di competenza

   1.  La  gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2008  ha
  determinato un disavanzo di euro 2.039.935.716,92 come segue:

   Entrate correnti           Euro      14.955.955.075,13
   Entrate in capitale        Euro         827.960.111,01
   Accensione di prestiti     Euro       3.280.000.000,00
                         Totale          entrate           Euro
                       19.063.915.186,14
   Spese correnti             Euro      17.780.046.246,05
   Spese in conto capitale    Euro       3.095.870.992,04
   Rimborso di prestiti       Euro         227.933.664,97
                         Totale           spese            Euro
                       21.103.850.903,06
   Disavanzo    della    gestione    di    competenza      Euro
  2.039.935.716,92

                              Art. 5.
                         Situazione finanziaria

   1.   L'avanzo  finanziario  alla  fine  dell'esercizio  2008  euro
  8.801.342.124,19 risulta stabilito come segue:

    Disavanzo    della   gestione   di   competenza        Euro
  2.039.935.716,92
    Avanzo    finanziario    dell'esercizio    2007        Euro
  9.490.062.605,71
    Aumento nei residui attivi lasciati
    dall'esercizio    2007    (per    riaccertamenti)      Euro
  74.705.616,81
    Diminuzioni  nei  residui  passivi lasciati  dall'esercizio
  2007
    Per     perenzione     amministrativa                  Euro
  964.226.142,55
    Per    economia             Euro    312.283.476,04     Euro
  1.276.509.618,59

    Avanzo finanziario effettivo
    dell'esercizio       2008                              Euro
  10.841.277.841,11
    Avanzo finanziario
    al     31    dicembre    2008                          Euro
  8.801.342.124,19

                              Art. 6.
                          Fondo di Cassa

   1.  E'  accertato nella somma di euro 409.900.881,13 il  fondo  di
  cassa  alla  fine  dell'anno  finanziario  2008  come  risulta  dai
  seguenti dati:

                             ATTIVITA'

       - Residui attivi al 31 dicembre 2008:

       a)    per   somme   rimaste   da   riscuotere       Euro
      12.948.342.265,47
       b) per somme riscosse e non versate Euro 651.653.285,23
       -     Crediti    di    tesoreria                    Euro
      1.963.585.280,55
       -   Fondo   di   cassa  al  31  dicembre   2008     Euro
      409.900.881,13
                                        Euro 15.973.481.712,38

                            PASSIVITA'

       -   Residui   passivi   al   31   dicembre   2008   Euro
      5.061.108.160,78
       -     Debiti    di    tesoreria                     Euro
      2.111.031.427,41
       - Avanzo finanziario
         al     31    dicembre    2008                     Euro
       8.801.342.124,19
                                        Euro 15.973.481.712,38

                              CAPO II
                       Conto generale del patrimonio

                              Art. 7.
                        Risultati   generali   della   gestione
           patrimoniale

   1.  La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della Regione,
  al 31 dicembre 2008, resta stabilita come segue:

       ATTIVITA'
    - Attività finanziarie     Euro 18.800.267.291,03
    -   Attività  non  finanziarie  Euro  560.562.388,08   Euro
  19.360.829.679,11
       PASSIVITA'
      Passività   finanziarie   Euro   17.590.646.395,13   Euro
    17.590.646.395,13

   ECCEDENZA delle attività sulle passività al 31/12/2008
                                            Euro
                                          1.770.183.283,98

                            Titolo III
         Appendice  al  bilancio  della Regione  siciliana  per
       l'anno finanziario 2008
                     Azienda  delle  foreste  demaniali   della
        Regione siciliana

                              Capo I
                         Conto del bilancio

                              Art. 8.
                              Entrate

   1.   Le   entrate   correnti  ed  in  conto   capitale   accertate
  nell'esercizio   finanziario  2008  per   la   competenza   propria
  dell'esercizio risultano stabilite in euro 223.685.120,81.

   2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2007
  in  euro  151.954.343,26  risultano, stabiliti  -  per  effetto  di
  maggiori  e  minori entrate verificatesi nel corso  della  gestione
  2008 - in euro 149.536.300,33.

   3. I residui attivi al 31 dicembre 2008 ammontano complessivamente
  ad euro 166.579.112,73 - così risultanti:

              Somme  versate      Somme rimaste   Somme rimaste
            Totale
                               da versare     da riscuotere
                                (in euro)

   Accertamenti   79.443.308,41   50.820.000,00   93.421.812,40
  223.685.120,81
   Residui attivi dell'esercizio 2007
                127.199.000,00    4.614.574,91    17.722.725,42
   149.536.300,33
   Residui            attivi           al            31/12/2008
  166.579.112,73

                                Art. 9.
                               Spese

   1. Le spese correnti e in conto capitale, impegnate nell'esercizio
  finanziario   2008   per  la  competenza  propria   dell'esercizio,
  risultano stabilite in euro 227.654.837,14.

   2.  I  residui  passivi, determinati alla chiusura  dell'esercizio
  2007 in euro 142.851.684,29 risultano stabiliti
   -  per  effetto  di economie e perenzioni verificatesi  nel  corso
  della gestione 2008 - in euro 137.853.657,77.

   3.   I   residui   passivi   al   31   dicembre   2008   ammontano
  complessivamente a euro 165.721.893,59 così risultanti:

                     Somme     pagate         Somme     rimaste
                    Totale
                                    da pagare
                             (in euro)

   Impegni                    79.568.117,43      148.086.719,71
  227.654.837,14
   Residui passivi
   dell'esercizio    2007     120.218.483,89      17.635.173,88
  137.853.657,77
   Residui passivi al 31/12/2008             165.721.893,59

                                Art. 10.
                      Avanzo della gestione di competenza

   1.  La  gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2008  ha
  determinato un disavanzo di euro 3.969.716,33 come segue:

     Entrate correnti       Euro      98.421.308,41
     Entrate in capitale    Euro     125.263.812,40
     Totale entrate         Euro     223.685.120,81

     Spese correnti         Euro     100.328.780,96

     Spese in conto capitale Euro    127.326.056,18

                    Totale      spese                      Euro
                  227.654.837,14
       Disavanzo   della    gestione  di   competenza      Euro
      3.969.716,33

                             Art. 11.
                        Situazione finanziaria

   1.   L'avanzo  finanziario  alla  fine  dell'esercizio  2008  euro
  10.703.298,33, risulta stabilito come segue:

     Disavanzo  della  gestione di  competenza             Euro
   3.969.716,33
     Avanzo  finanziario  dell'esercizio  2007             Euro
   12.093.031,07
     Diminuzioni  nei  residui passivi lasciati  dall'esercizio
   2007
     Per  perenzione  amministrativa                       Euro
   3.623.567,20
     Per  economia                    Euro 1.374.459,32    Euro
   4.998.026,52
     Diminuzione nei residui attivi
     lasciati dall'esercizio 2007
     riaccertamenti)                                       Euro
   2.418.042,93
     Avanzo finanziario effettivo
     dell'esercizio   2007                                 Euro
   14.673.014,66
     Avanzo finanziario
     al  31  dicembre  2008                                Euro
   10.703.298,33

                             Art. 12.
                          Fondo di Cassa

   1. E' accertato nella somma di euro 7.032.600,39 il fondo di cassa
  alla  fine  dell'anno finanziario 2008, come risulta  dai  seguenti
  dati:

                             ATTIVITA'

     -   Residui   attivi  al  31  dicembre   2008         Euro
   166.579.112,73
     -    Crediti    di   tesoreria                        Euro
   2.059.529,41
     -   Fondo   di  cassa  al  31  dicembre  2008         Euro
   7.032.600,39
                                         Euro 175.671.242,53

                            PASSIVITA'

     -   Residui   passivi  al  31  dicembre   2008        Euro
   165.721.893,59
     -   Debiti  di  tesoreria                       Euro     -
   753.949,39
     -   Avanzo   finanziario  al  31  dicembre   2008     Euro
   10.703.298,33
                                         Euro 175.671.242,53

                              Capo II
                     Conto generale del patrimonio

                             Art. 13.
                 Risultati generali della gestione patrimoniale

   1. La situazione patrimoniale dell'Azienda delle foreste demaniali
  della  Regione siciliana al 31 dicembre 2008, resta stabilita  come
  segue:

     ATTIVITA'
     - Attività finanziarie      Euro 175.671.242,53
     -  Attività  non  finanziarie  Euro  17.515.324,89    Euro
   193.186.567,42

     PASSIVITA'
     Passività  finanziarie       Euro   169.362.004,27    Euro
   169.362.004,27
   ECCEDENZA  delle attività sulle passività al  31/12/08  Euro
  23.824.563,15

                             Art. 14.
                         Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

        Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
                               siciliana
         per l'esercizio finanziario 2009 (disegno di legge n.
                                595/A)

              RELAZIONE DELLA  II COMMISSIONE LEGISLATIVA

     BILANCIO: bilancio e programmazione, finanze, controllo della
             spesa regionale ed extra regionale, credito e
                              risparmio'

                    (presentata il 21 ottobre 2010)

       Onorevoli colleghi,

       il  disegno  di  legge che si sottopone all'esame  dell'Aula
     riguarda l'approvazione del Rendiconto generale della  Regione
     per  l'esercizio finanziario 2009, esaminato dalla  Corte  dei
     conti  a  Sezioni riunite e parificato, nella pubblica udienza
     del  30  giugno 2010, nei termini della Decisione della  Corte
     medesima.

       Le  risultanze  di gestione sono riassunte  nel  disegno  di
     legge in esame e così si compendiano:

       ATTIVO
       -   Avanzo   finanziario  al  1   gennaio   2009        Euro
     8.801.342.124,19
       -   Entrate  accertate  nell'esercizio  2009            Euro
     19.776.024.137,37

       -   Diminuzioni  nei  residui  passivi   per             Euro
     783.278.319,80
          perenzione amministrativa
       -   Diminuzione   residui   passivi   per   economie    Euro
     291.684.270,46

                                    TOTALE                     Euro
                                  29.652.328.851,82

       ==================

       PASSIVO
       -       Spese      impegnate      nell'esercizio       2009
     Euro  18.620.029.842,89
       -    Aumento    dei    residui   passivi   per    passaggio
     Euro       165.721.893,59
          Azienda Foreste Demaniali ex L.r. 19/08
       -   Diminuzione   dei  residui  attivi  per   riaccertamenti
     Euro      807.679.809,36
          (al netto passaggio residui attivi Azienda
          Foreste Demaniali L.r. 19/08)
       -     Avanzo     finanziario    al     31/12/2009       Euro
     10.058.897.305,98

                                    TOTALE                     Euro
                                  29.652.328.851,82

       =================

       Il  raffronto  dei  dati  più significativi  della  gestione
     dell'esercizio  2009 con i corrispondenti del  2008  evidenzia
     le seguenti variazioni:
       -  incremento degli accertamenti d'entrata  del  3,74
     per cento;
       -  incremento  dei versamenti complessivi (compet.  e  res.)
     dell' 8,75 per cento;
       -  decremento  degli impegni di spesa dell'11,77  per
     cento;
       -  decremento  dei pagamenti complessivi  (compet.  e
     res) del 6,94 per cento;
       -  incremento nella consistenza dei residui attivi  di  euro
     1.621 ml (11,93 per cento);
       -  decremento nella consistenza dei residui passivi di euro
     336 ml (6,64 per cento);
         - miglioramento patrimoniale nel 2009 di euro 2.743 ml.