Presidenza del vicepresidente Oddo
PARLAVECCHIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
D'Agostino, De Benedictis e Marinese per la giornata odierna,
Scammacca della Bruca per le giornate del 9 e 10 novembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ruggirello sarà in missione
dal 18 al 19 novembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Costituzione del fondo unico per la valorizzazione del patrimonio
letterario degli scrittori siciliani del novecento (n. 632)
presentato dall'onorevole Faraone
Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, riguardante
l'attuazione dei liberi consorzi comunali. Istituzione delle città
metropolitane (n. 633)
presentato dall'onorevole Ferrara
Modifica alla legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1 (n. 634)
presentato dall'onorevole Marinello
Norme sull'insegnamento della storia della Sicilia e
dell'identità siciliana nelle scuole (n. 635)
presentato dall'onorevole D'Agostino.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituzione del portale telematico unico (n. 626)
inviato in data 3 novembre 2010
Norme in materia previdenziale a tutela dei dipendenti regionali
familiari di portatori di handicap - modifiche alla legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 (n. 602)
inviato in data 5 novembre 2010
Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità di organi
elettivi e di componenti nelle giunte degli enti locali (n. 615)
inviato in data 5 novembre 2010
Nuove disposizioni ad integrazione della legge sull'elezione dei
sindaci e dei consigli comunali. Norme sulle modalità di scrutinio,
sul referendum di rimozione e sull'estensione del diritto di voto
ai non cittadini (n. 628)
inviato in data 5 novembre 2010.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Istituzione del Parco archeologico di Akrai e degli Iblei (n.
623)
inviato in data 3 novembre 2010.
Comunicazione di invio, da parte dell'Assessore per
l'economia,
di avviso di rettifica al DPEF 2011-2013
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessore per l'economia ha inviato, in
data 3 novembre 2010, un avviso di rettifica alla tabella 3.2 del
Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2011/2013'.
Comunico, altresì, che copia del predetto documento è stata
inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in data
4 novembre 2010.
Comunicazione di trasmissione di atti governativi
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessore regionale dell'economia ha
trasmesso, in data 3 novembre 2010, una integrazione della
relazione annuale sulla consistenza dei residui attivi e passivi
al 31 dicembre 2009.
Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso, in data 3
novembre 2010, gli elenchi relativi alla situazione debitoria al 31
dicembre 2009 degli enti regionali.
Comunico, altresì, che copia della sopra citata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione della situazione di cassa e di tesoreria
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. 8774/SG-ALEG del 9
novembre 2010, l'Assessore regionale per l'economia ha trasmesso la
previsione e situazione trimestrale di cassa e di tesoreria della
Regione al 30 settembre 2010.
Comunico, altresì, che copia della sopra citata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione Affari istituzionali' (I):
Commissione provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Messina. Designazione
componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo 7 della
legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le norme
regionali (n. 118/I)
- reso in data 3 novembre 2010
- inviato in data 8 novembre 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
PARLAVECCHIO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana approvava, all'interno del disegno
di legge sulla riforma del settore agrituristico in Sicilia, un
emendamento presentato dal Governo, finalizzato a sostenere la
crisi agrumicola siciliana;
l'emendamento, poi votato dall'ARS, prevedeva l'acquisto di
arance, provenienti in particolare dalla piana di Catania, da
destinare, attraverso la lavorazione, quali aiuti umanitari in
favore della popolazione della Repubblica di Haiti;
a tal fine la Regione, per il tramite dell'Assessorato Risorse
agricole, emanava un bando per produttori e trasformatori di
arance, per l'importo complessivo di oltre 12 milioni di euro, per
acquistare 50 mila tonnellate di prodotto agricolo e la
trasformazione dello stesso in succo, una parte del quale da
destinare, in formato brick, alle popolazioni haitiane;
la gara è stata vinta dalla Ciprogest di Termini Imerese e dalla
Orogel di Belpasso, quest'ultima impresa incaricata delle attività
di distribuzione;
dopo la produzione dei succhi, avviata sei mesi dopo
l'aggiudicazione della gara, la distribuzione non è stata fatta in
favore dell'isola caraibica, bensì attraverso la consegna al Banco
alimentare. Parte del succo è ancora nei frigoriferi, pastorizzato
e congelato e, nonostante la convenzione prevedesse la consegna tra
85 - 90 tonnellate a settimana, risulta che sino ad oggi sarebbero
state consegnate soltanto 640 tonnellate, ma non alla popolazione
di Haiti, che attende ancora gli aiuti promessi dalla Regione
siciliana;
la Protezione civile siciliana, infatti, solo ad incarico
effettuato si è resa conto che non era possibile disporre l'invio
dei prodotti ad Haiti;
considerato che nessun prodotto è stato consegnato alla Repubblica
caraibica e che restano inutilizzate centinaia di tonnellate di
prodotti, con grave danno economico per la Regione siciliana, che
ha investito bel 12 milioni di euro;
per sapere se:
sin dall'inizio della gara pubblica si fosse a conoscenza
dell'impossibilità di trasferire i prodotti derivati alle
popolazioni haitiane;
il Governo di Haiti fosse a conoscenza della iniziativa umanitaria
o se si fosse trattato di una iniziativa unilaterale della Regione;
risulti a verità che le arance sarebbero state acquistate dalla
Regione al prezzo di 25 centesimi al chilo, a fronte del prezzo di
mercato di 10 centesimi, e in particolare se sia possibile
conoscere il nome del responsabile del procedimento che ha curato
le indagini di mercato;
sia possibile conoscere i nomi delle aziende o dei produttori
beneficiari dell'acquisto delle arance;
risulti a verità che alla Regione un brick con il succo verrà a
costare 3,5 euro, mentre sul mercato il prezzo consolidato è di 1,5
euro;
se i responsabili degli uffici sanitari della Regione avevano
evidenziato l'impossibilità di trasferire il prodotto ad Haiti, in
quanto genere alimentare fortemente deperibile;
se vi siano rapporti di parentela o commerciali e/o
imprenditoriali tra i soggetti beneficiari dell'operazione
fallimentare con esponenti del Governo o della burocrazia comunale.
Il testo dell'interrogazione verrà inviato per conoscenza alla
Procura generale presso la Corte dei conti, per i risvolti
contabili in danno della Regione». (1472)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per l'economia, premesso che:
il presidente del consiglio di amministrazione della fondazione
istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù, struttura sanitaria di
eccellenza, dottore Stefano Cirillo, dopo avere rivendicato il
proprio diritto a percepire un compenso per il ruolo di presidente,
con lettera del 16 giugno 2010, diretta anche all'Assessore
regionale per la salute, comunicava di avere predisposto un atto
deliberativo per estendere anche ai componenti del consiglio di
amministrazione della struttura ospedaliera il diritto a percepire
un compenso per le funzioni gestionali, stabilendo il principio di
riconoscere al presidente lo stesso compenso, in misura certamente
superiore, individuando come criterio generale e di raffronto
quelle percepito dal presidente del collegio sindacale;
con successiva nota del 30 giugno il sindaco di Cefalù, dottore
Giuseppe Guercio, inviata al presidente Stefano Cirillo, pur
rivendicando la delicatezza dei ruoli ricoperti alla guida
dell'ospedale, manifestava l'inopportunità di percepire compensi
attesa la delicata situazione finanziaria e richiamava a tal fine
le previsioni del decreto-legge n. 78/2010, per manifestare la non
conformità delle decisioni del presidente della fondazione di
Cefalù ai principi generali contenuti nel richiamato provvedimento;
l'Assessore regionale per la salute, in risposta alle precedenti
note, richiamando anch'egli il contenuto e i princìpi del già
citato decreto-legge, invitava il presidente ad astenersi dallo
stabilire compensi per il consiglio di amministrazione alla luce
del percorso di razionalizzazione della spesa pubblica, avviato dal
medesimo Assessorato, e riconoscendo semmai il diritto al rimborso
per le spese sostenute e in ogni caso non superiori a 30 euro a
seduta;
l'Assessore concludeva la citata nota del 28 giugno rafforzando
l'invito ad astenersi dallo stabilire compensi, oltre quello in
precedenza citato, sulla scorta 'della delicatezza del momento
politico ed economico, a seguito del quale viene chiesto un
responsabile rigore nell'utilizzo delle risorse disponibili';
considerato che i precedenti presidenti del consiglio di
amministrazione della fondazione, professori Umberto Veronesi e
Ettore Cittadini, avrebbero esercitato le medesime funzioni del
dottore Stefano Cirillo (certamente con grandissima professionalità
e competenza) senza percepire alcun compenso per le funzioni
gestionali, mentre risulta che l'attuale presidente del consiglio
di amministrazione percepirebbe 120 mila euro l'anno;
per sapere se:
siano a conoscenza del fatto che il presidente del consiglio di
amministrazione della fondazione San Raffaele di Cefalù, dottore
Stefano Cirillo, abbia disatteso gli inviti formulati dal sindaco
di Cefalù, dottore Giuseppe Guercio, e dall'Assessore per la
salute;
siano a conoscenza del fatto che il presidente Cirillo
percepirebbe un compenso annuo di 120 mila euro;
non ritengano opportuno, alla luce delle gravi condizioni
economiche in cui versano la Regione siciliana e tutti gli enti
locali, invitare il presidente della fondazione a rinunciare al
compenso autostabilito, e in caso contrario di procedere alla
rimozione dello stesso». (1473)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
la Corte dei conti, al termine di una indagine sullo stato della
gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ha
individuato nei settori economici della grande distribuzione
commerciale organizzata e nell'edilizia i nuovi business di 'Cosa
nostra', e già in passato le indagini antimafia hanno acclarato in
Sicilia la strategia di Bernardo Provenzano di condizionare i
grandi centri commerciali in programmazione nei Comuni di Villabate
e di Carini (PA);
il grido di allarme lanciato dalla magistratura contabile, per la
sua autorevolezza e per la precisione delle attività ricognitive e
di indagine, impone anche alla Regione siciliana di avviare
un'attività di verifica e di controllo sulla grande distribuzione
commerciale organizzata in Sicilia;
considerato che nelle scorse settimane sono state disposte
iniziative di sequestro antimafia in alcuni centri commerciali la
cui attività erano riconducibili a personaggi legati ai boss
mafiosi;
per sapere:
quante autorizzazioni siano state rilasciate per la costruzione di
grandi centri commerciali in Sicilia a quali gruppi
imprenditoriali;
quante autorizzazioni siano state siano ad oggi presentate e il
loro stato di istruttoria». (1474)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la Corte dei conti, al termine di una indagine sullo stato della
gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ha
individuato nei settori economici della grande distribuzione
commerciale organizzata e nell'edilizia i nuovi business di 'Cosa
nostra', e già in passato le indagini antimafia hanno acclarato in
Sicilia la strategia di Bernardo Provenzano di condizionare i
grandi centri commerciali in programmazione nei Comuni di Villabate
e di Carini (PA);
la stessa indagine ha accertato che il 52 per cento dei beni
immobili confiscati alla mafia resta inutilizzato per la
complessità delle procedure burocratiche;
considerato che il 51 per cento dei beni immobili confiscati su
scala nazionale ricade in Sicilia;
per sapere quali provvedimenti intenda avviare per contribuire ad
una piena gestione dei beni confiscati alla mafia». (1475)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con legge 11 febbraio 1994, n. 109, art. 7 ter del testo
coordinato, introdotto nell'ordinamento regionale siciliano
dall'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, furono
istituiti gli uffici regionali espletamento gare ed appalti
(UREGA);
nel corso dell'anno 2010 sono stati rinnovati gli incarichi di
presidente dei predetti uffici, tranne quello della provincia di
Siracusa;
non tutti i vicepresidenti dei medesimi enti sono stati nominati;
preso atto che:
il presidente neoincaricato dell'UREGA di Ragusa fu nominato, con
incarico ad interim, anche per l'UREGA di Siracusa, nelle more
della nomina del presidente di detto UREGA;
in data 1 ottobre 2010 il presidente dell'UREGA di Ragusa e, ad
interim, dell'UREGA di Siracusa, ha rassegnato le proprie
irrevocabili dimissioni dagli incarichi ricoperti;
visto che, a causa di dette dimissioni, peraltro tempestivamente
comunicate all'Assessorato e al dipartimento competenti al fine di
consentire le nuove nomine, alcune gare relative all'appalto di
importanti lavori nelle province di Siracusa e Ragusa (adeguamento
norme CEI impianto di pubblica illuminazione comune di Canicattini
Bagni - Siracusa - importo euro 1.805.500,00; completamento
cavalcaferrovia a servizio della SP 264 Rosolini - Pachino -
Siracusa - importo 3.540.000,00; lavori di realizzazione piano
particolareggiato per insediamenti produttivi (PIP), comune di
Francofonte - Siracusa - importo euro 1.693.350,94; costruzione di
una chiesa parrocchiale con annesso centro sociale - istituto
autonomo case popolari di Ragusa, ed altre gare con istruttoria in
itinere, quali chiesa di S. Alfio di Lentini), non possono essere
svolte, nonostante siano state definite sia le istruttorie di rito
che le relative pubblicazioni con fissazione delle date di
espletamento delle gare;
rilevato che la situazione di immobilismo decisionale di fatto
realizzatasi mortifica il lavoro svolto dai funzionari degli uffici
di Siracusa e Ragusa e, soprattutto, penalizza in modo
significativo i territori delle due province, dal momento che
rallenta l'attività delle amministrazioni promotrici degli appalti
dei lavori in discorso e colpisce le opportunità di sviluppo
economico delle zone interessate, potendo, altresì, provocare danni
incalcolabili ai medesimi territori, tenuto conto che gli
interventi di cui trattasi risultano finanziati con fondi
extrabilancio che, se non utilizzati nei termini di legge,
potrebbero essere revocati;
per sapere quali provvedimenti urgenti abbia intenzione di
adottare allo scopo di fornire una soluzione pronta, certa e
definitiva ai problemi evidenziati». (1476)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'ARAS (associazione regionale degli allevatori di Sicilia) è un
ente con personalità giuridica riconosciuto dalla Regione siciliana
che, per delega della stessa e del Ministero per le politiche
agricole, ambientali e forestali, attua, fra le altre, iniziative
di miglioramento zootecnico, di consulenza agli allevatori e di
promozione delle produzioni;
per tali attività, ai sensi dell'art. 6 della legge regionale n.
12 del 1989, l'ARAS riceve un contributo pari al 95 per cento delle
somme spese e documentate, a valere sulle risorse a tal fine rese
disponibili in parte dal bilancio regionale (euro 4 milioni 500
mila circa annui) ed in parte assegnate all'Assessorato Risorse
agricole dal Ministero per le politiche agricole, ambientali e
forestali (circa 5 milioni circa annui);
tali somme vengono erogate a seguito di approvazione di un
programma tecnico-finanziario annuale da parte dell'Assessorato
Risorse agricole, al quale è demandato il controllo della spesa
durante lo svolgimento dell'attività e la verifica del rendiconto
finale;
considerato che:
dal 28 dicembre 2009 la gestione dell'ente è stata affidata con
funzioni di comando al dottor Alessandro Chiarelli;
l'ente vive un momento di difficoltà, atteso che i 178 lavoratori
da ben due mesi non percepiscono lo stipendio;
l'associazione allevatori deve ancora erogare ben un milione di
euro in favore degli allevatori siciliani per i piani di
produzione;
è necessario adottare iniziative a sostegno dell'ente e per
assicurare il rilancio dell'istituto, che riveste un ruolo
importante per la zootecnia siciliana;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per garantire
non soltanto la salvaguardia dei posti di lavoro, ma per assicurare
il rilancio dell'attività dell'istituto regionale». (1477)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
le Ferrovie dello Stato (FS) hanno deciso, a partire dal prossimo
mese di dicembre, la soppressione o l'interruzione e la
sostituzione con pullman di gran parte dei treni a lunga
percorrenza (con Roma e con il Nord Italia), con conseguenze
negative per gli utenti di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta ed
Agrigento, ridimensionando ulteriormente in termini produttivi ed
occupazionali il nodo ferroviario di Messina;
considerato che:
questa scelta abnorme segue la riduzione, già operante, del 50 per
cento delle carrozze dei treni a lunga percorrenza;
tutto ciò delinea un ulteriore ridimensionamento, al limite
dell'abbandono, di FS in Sicilia;
si profilano gravissime ripercussioni occupazionali nel settore
ferroviario che, negli ultimi anni, ha registrato la soppressione
di migliaia di posti di lavoro tra i ferrovieri e nell'indotto;
disagi intollerabili si determineranno per i passeggeri costretti
ad interrompere il viaggio in treno e a proseguirlo, carichi di
bagagli, con i pullman;
le scelte di FS configurano una plateale violazione del diritto
alla mobilità dei siciliani sospendendo, nei fatti, nella Regione
siciliana un diritto garantito dalla Costituzione;
le scelte di FS scoraggeranno sempre più l'uso del treno, il meno
inquinante dei vettori di trasporto da parte dei siciliani;
FS continua in una strategia inaccettabile che penalizza la
Sicilia, dove non si fanno investimenti, mentre una parte
consistente della rete continua ad essere a binario unico,
sostanzialmente delegando ai privati il trasporto marittimo sullo
Stretto ed ora mettendo in discussione la possibilità di viaggiare
oltre lo Stretto, col rischio di subire disagi insopportabili;
ci si trova in presenza dell'epilogo di una politica contraria
agli interessi della Sicilia, che ha strumentalizzato il 'miraggio'
del ponte sullo Stretto, per impoverire le strutture ferroviarie ed
ostacolare la circolazione delle merci (settore anch'esso
fortemente ridimensionato negli ultimi anni) e delle persone da e
per il resto del Paese;
le scelte di FS vengono giustificate con la penuria di risorse
disponibili e con le strategie di bilancio del Ministero
dell'economia, a conferma di una politica economica volta a
penalizzare le aree meno sviluppate e segnatamente il Sud e la
Sicilia;
se le decisioni di FS creano disagi inaccettabili per i cittadini,
in particolare per quelli di Siracusa, Ragusa, Agrigento e
Caltanissetta, comportano un ulteriore ridimensionamento del nodo
ferroviario di Messina, con gravi ripercussioni sull'occupazione in
un momento, per la Sicilia, particolarmente drammatico dal punto di
vista economico e sociale;
per sapere:
se non ritengano necessario intervenire urgentemente presso il
Governo nazionale perché solleciti FS ad annullare i predetti tagli
dei treni a lunga percorrenza (Roma e Nord Italia) ed a mantenere
gli impegni ripetutamente assunti con la Regione di ammodernare la
rete ferroviaria e rendere più efficiente e conveniente il
trasporto ferroviario;
se non considerino utile sollecitare la deputazione nazionale
siciliana ad assumere una forte iniziativa volta a modificare le
predette scelte di FS e ad indurre il Governo nazionale a mettere
in atto tutti gli interventi necessari per migliorare
l'infrastrutturazione trasportistica, a partire da quella
ferroviaria, in Sicilia al fine di favorire lo sviluppo economico e
sociale della Regione». (1478)
PANARELLO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DIGIACOMO-MARINELLO
MARZIANO-PANEPINTO
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
con decreto della Regione siciliana n. 106 del 31 marzo 2010, è
stata autorizzata la costruzione di un impianto per la produzione
di energia elettrica e delle opere connesse della potenza di 18,118
MWt e della potenza elettrica di 8,794 MWe, alimentato da biomassa
(olio vegetale), in contrada 'Castellana' nel territorio del comune
di Ribera (AG);
l'intero iter procedimentale, che ha portato all'emissione del
suddetto decreto, si è svolto senza che la comunità cittadina di
Ribera ne abbia avuto effettiva conoscenza;
il consiglio comunale non è pregiudizialmente contrario alla
realizzazione di impianti di produzione energetica da fonti
rinnovabili;
considerato che:
il suddetto impianto dovrebbe sorgere in una delle zone più
pregiate della Sicilia da un punto di vista agrumicolo, posta a
pochi chilometri dal centro abitato e dalle località balneari;
le emissioni prodotte da detto impianto si diffonderebbero nel
raggio di decine di chilometri;
si profila la concreta possibilità, nel breve e medio termine, che
si realizzino sul territorio di Ribera delle iniziative
imprenditoriali turistiche di notevole rilevanza e con importanti
ricadute occupazionali;
è fermo intendimento del comune di Ribera, in tutte le sue
espressioni politico-amministrative e con il contributo delle
amministrazioni provinciale e regionale, favorire lo sviluppo
turistico del territorio;
la realizzazione di tale impianto si appalesa inconciliabile con
le legittime ambizioni di sviluppo turistico e con la già
consolidata vocazione alle produzioni agricole di qualità presenti
sul territorio;
per sapere:
come intenda rispondere alla chiara e ferma contrarietà alla
costruzione del suddetto impianto senza le necessarie garanzie
espressa dal consiglio comunale di Ribera;
quali iniziative amministrative intenda adottare per scongiurare i
rischi connessi alla realizzazione della sopra indicata centrale».
(1479)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
MARINELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con la legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma del
sistema sanitario regionale in Sicilia;
in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
emergenza-urgenza del 118;
preso atto che è stato stabilito di attivare un ufficio
polifunzionale provinciale del 118 in tutte le province siciliane;
accertato che ad oggi l'unica provincia dove ancora non è stato
attivato un ufficio polifunzionale provinciale del 118 è quella di
Siracusa;
visto che i lavoratori e i cittadini sono costretti a recarsi
all'ufficio di Catania per le loro esigenze e che ciò provoca gravi
disservizi agli utenti oltre a mortificare la provincia di Siracusa
che subisce, inspiegabilmente e ingiustificatamente, un ulteriore
scippo;
considerato che tale decisione è in contrasto con quanto
determinato per le altre province;
per sapere quali provvedimenti urgenti e improcrastinabili
intendano adottare per equiparare la provincia di Siracusa alle
altre province, per eliminare questo scandalo che vede, ancora una
volta, la provincia di Siracusa essere scippata di un suo naturale
diritto e dotare, di conseguenza, Siracusa di un ufficio
polifunzionale provinciale, così come avviene nelle altre province
dell'Isola». (1481)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con la legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma del
sistema sanitario regionale in Sicilia;
in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
emergenza-urgenza del 118 in Sicilia;
preso atto che il progetto di razionalizzazione dettato
dall'Assessorato regionale della salute ha dimezzato il servizio
che veniva prestato dalla postazione del 118 di Ortigia (SR), che
da H24 è passato ad H12;
visto che numerose forze politiche, sindacali e sociali nonché
migliaia di cittadini hanno richiesto, anche con apposite petizioni
e raccolte di firme, la presenza del servizio H24 nella citata
postazione di Ortigia, che è uno dei più importanti centri storici
esistenti al mondo, visitato giorno e notte da migliaia di turisti;
accertato che la SEUS 118 ha deliberato di acquistare delle
automedicalizzate da destinare alle varie postazioni esistenti su
tutto il territorio regionale;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per assicurare ai cittadini
di Ortigia e alle migliaia di visitatori la presenza del servizio
118 anche nelle ore notturne;
se non ritengano utile ed improcrastinabile destinare, con
l'urgenza del caso, una di queste automedicalizzate alla postazione
di Ortigia, che soffre per la mancanza del servizio notturno».
(1482)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'ARAS (associazione regionale allevatori Sicilia) è un ente con
personalità giuridica riconosciuto dalla Regione siciliana che, per
delega della stessa e del Ministero delle politiche agricole,
attua, fra le altre, iniziative di miglioramento zootecnico, di
consulenza agli allevatori e di promozione delle produzioni;
per tali attività, l'ARAS viene finanziata in massima parte
attraverso contributi della Regione siciliana e del Ministero delle
politiche agricole;
da notizie di stampa a carattere locale e regionale si è appreso
che l'ARAS verserebbe in una grave crisi di gestione con
conseguenze economiche che, attraverso i consorzi provinciali
allevatori, si ripercuotono in tutto il territorio regionale, in un
settore, quale quello zootecnico, che già vive un momento di grande
difficoltà;
il commissario dell'ARAS, signor Alessandro Chiarelli, ha
rescisso, a far data dal 31 agosto 2010, il rapporto di lavoro con
dieci unità di personale per riduzione dell'organico;
considerato che sulla situazione gestionale dell'ARAS è stata già
presentata, in data 16 dicembre 2009, l'interrogazione n. 932 e sul
mancato rinnovo contrattuale ai 10 lavoratori di cui sopra è stata
presentata, in data 3 agosto 2010, l'interrogazione n. 1329 ed
entrambe sono rimaste a tutt'oggi prive di risposta;
per sapere quali iniziative intendano adottare a tutela dei
lavoratori, per evitare indiscriminati licenziamenti tra il
personale ARAS, assicurare la regolare corresponsione delle
retribuzioni dovute e arrestare il prolungarsi della attuale
situazione di crisi gestionale dell'ARS, come sopra evidenziato».
(1483)
MARZIANO - DE BENEDICTIS
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
PARLAVECCHIO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana, onde consentire un adeguato e
diretto esercizio delle funzioni amministrative del demanio
marittimo, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
recante 'Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
materia di demanio marittimo';
l'articolo 6, comma 1, della suddetta l. r. n. 15 del 2005 recita:
'Nelle more della predisposizione di una legge organica che
disciplini l'esercizio delle funzioni relative alla gestione
diretta del demanio marittimo prevista dall'articolo 6, comma 7,
della legge 8 luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici
periferici del demanio marittimo regionale';
considerato che:
nelle more dell'istituzione dei suddetti uffici, le funzioni
relative ai procedimenti amministrativi sono state demandate
dall'Assessorato regionale Territorio e ambiente alle capitanerie
di porto competenti per territorio, previa stipula di apposita
convenzione con il comando generale delle capitanerie di Porto, che
vede per il solo anno 2010 l'esborso di un corrispettivo pari ad
800.000,00 euro;
con d.d.g. n. 351 - dipartimento regionale dell'ambiente - del 25
giugno 2010 è stato approvato il nuovo funzionigramma del citato
dipartimento relativo al funzionamento delle aree, dei servizi e
delle unità operative che li compongono, nonché gli uffici di staff
alle dirette dipendenze del dirigente generale;
in seno al servizio 5 - demanio marittimo - del funzionigramma
approvato sono state individuate otto unità operative relative agli
uffici periferici del demanio marittimo per gli ambiti territoriali
di Palermo, Milazzo, Messina, Catania, Siracusa, Porto Empedocle,
Mazara del Vallo e Trapani;
per il reperimento del personale da destinare agli uffici
periferici del demanio marittimo è stato predisposto atto
d'interpello in data 10.03.2010, prot. n. 37188, dal competente
Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica;
con successivi d.d.g. del dipartimento dell'ambiente nn. 697,698
del 29.09.2010 e nn. 700,701 del 30.09.2010 sono già stati
individuati per le sedi Porto Empedocle, Catania, Messina e Milazzo
i rispettivi dirigenti di unità operativa;
per sapere le motivazioni che ad oggi impediscano l'individuazione
dei dirigenti delle sedi di uffici periferici del demanio marittimo
ancora scoperte, in considerazione anche dell'imminente data di
scadenza delle convenzioni stipulate con il comando generale delle
capitanerie di porto, ricordando che la non ottemperanza al tutto
potrebbe configurare, oltre ad un ingiustificato aggravio di spesa,
anche il protrarsi di una inopportuna quanto singolare situazione
che vedrebbe ancora disattesa negli anni la volontà del legislatore
circa le finalità per le quali si è pervenuto all'istituzione degli
uffici in questione». (1480)
(L'interrogante richiede risposta con urgenza)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
presso il presidio ospedaliero 'Salvatore Cimino' di Termini
Imerese (PA) è attiva ormai dal 2005 l'UOC di anestesia e
rianimazione - reparto di alta specializzazione, che costituisce un
elemento di qualificazione per tutto l'ospedale - che serve un
vasto bacino di utenza ricevendo pazienti non soltanto dalla
provincia di Palermo ma, quando si rende necessario, anche da altre
province siciliane;
l'UOC ha raggiunto buoni livelli nelle prestazioni rese, come
viene segnalato dall'indice di mortalità dei pazienti ricoverati,
che si fissa ad una percentuale compresa tra il 20 ed il 25 per
cento, in linea con i migliori reparti similari d'Italia e ben
inferiore all'indice medio del Mezzogiorno, che si situa intorno al
35 per cento;
l'UOC dispone, al momento, di quattro posti letto di rianimazione
e terapia intensiva con una pianta organica di 16 tra anestesisti e
rianimatori (di cui 15 effettivamente in servizio), 16 infermieri e
6 o.s. Con detto personale riesce, tra non poche difficoltà e con
dedizione degli operatori, a fare fronte alle necessità, tra le
quali il servizio di anestesia presso le quattro sale operatorie
dell'ospedale che, secondo gli standard in vigore, dovrebbero
richiedere la presenza di quattro anestesisti in più;
considerato che:
con semplice lettera del direttore generale pro tempore, è stata
affidata ad un medico in servizio nella UOC una Uos di 'terapia del
dolore' che, peraltro, svolge attività quasi esclusivamente di tipo
ambulatoriale rivolta ad utenti esterni all'ospedale;
dalla proposta di nuova pianta organica del presidio predisposta
dalla ASP di Palermo si evince che l'UOC di anestesia e
rianimazione disporrà di ben sei posti letto, ma le unità di
personale medico si ridurranno a 14, di cui due, tuttavia,
destinate alla Uos di 'terapia del dolore', che dovrebbe usufruire
anche di due dei sedici infermieri confermati, mentre è prevista la
presenza di una sola unità o.s. in tutto il reparto;
per sapere:
se siano a conoscenza delle scelte operate dall'ASP e se ritengano
congruo che, a fronte di un aumento del 50 per cento dei posti
letto di terapia intensiva e rianimazione, non solo non è previsto
alcun incremento del personale addetto, ma addirittura che esso
viene ridotto per quanto riguarda i medici e gli infermieri e venga
praticamente azzerata la presenza di o.s., rendendo in questo modo
assai problematico il mantenimento di buoni livelli nelle
prestazioni e nei servizi;
se ritengano che, così operando, l'ASP rispetti gli standard che
lo stesso Assessorato ha individuato e se le scelte corrispondano
agli indirizzi che l'Assessorato ha dettato in materia di
potenziamento dei servizi di anestesia e rianimazione;
alla luce di quali criteri l'ASP abbia proceduto, alcune settimane
fa, all'azzeramento di tutti gli ambulatori specialistici di
medicina presenti nel presidio ospedaliero, mentre ha ritenuto di
non dover intervenire sull'ambulatorio di 'terapia del dolore' di
anestesia e rianimazione, peraltro affidato a medico non
specialista di anestesia». (1484)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione di ritiro di interrogazione con richiesta di
risposta scritta
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 4 novembre 2010, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 8681/AulaPG del 5 novembre
successivo, l'onorevole Caputo, con motivata dichiarazione, ha
ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 1453
Accertamento di una causa di incompatibilità nei confronti di un
consigliere del Comune di Cerda (PA) .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 3 novembre 2010
(protocollata in pari data al n. 8577/AulaPG), l'onorevole Pogliese
ha dichiarato di apporre la firma alla mozione n. 222
Trasferimento della Venere di Morgantina al museo di Aidone (EN) ,
presentata dall'onorevole Caputo ed altri in data 20 ottobre 2010
ed annunziata nella seduta n. 203 del 21 ottobre successivo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo, ad integrazione della comunicazione resa
nella seduta n. 204 del 3 novembre 2010, relativa alla costituzione
del Gruppo parlamentare UDC-VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE', cui
ha aderito, fra gli altri, l'onorevole Salvatore Lentini, che lo
stesso deputato, con nota pervenuta il 28 ottobre 2010 e
protocollata al n. 8502/AulaPG del 29 ottobre successivo, aveva
dichiarato, in un primo tempo, di abbandonare il Gruppo
parlamentare MPA ed aderire contestualmente al Gruppo Misto e,
successivamente, in data 3 novembre 2010, di ritirare la
dichiarazione resa.
Pertanto, poiché nell'ultima data considerata, giusta
comunicazione d'Aula citata, l'onorevole Lentini ha aderito al
neocostituito Gruppo parlamentare, si intende che egli ha fatto
parte del Gruppo Misto dal 28 ottobre 2010 al 2 novembre
successivo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 9 novembre 2010, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 8800/AULAPG del 9 novembre 2010,
l'onorevole Parlavecchio ha dichiarato di aderire al Gruppo
parlamentare UDC-VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE .
Conseguentemente l'onorevole Parlavecchio cessa contestualmente di
far parte del Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed iniziative
riguardo alla situazione del Consorzio autostrade siciliane»
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed iniziative
riguardo alla situazione del Consorzio autostrade siciliane», degli
onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli, Corona, Bosco e Falcone.
Onorevoli colleghi, informo che, come già in precedenza comunicato
ai Gruppi parlamentari, l'assessore Pietro Carmelo Russo,
competente per materia, potrà essere presente in Aula alle ore
18.00.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so con
quali presidenze di Gruppi si è discusso dell'assenza momentanea
dell'assessore Russo, ma con la presidenza del Gruppo di Forza del
Sud
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, l'abbiamo comunicato, non faccia
polemiche. Siccome si tratta di un'assenza ampiamente giustificata,
non faccia polemiche su cose ovvie.
DE LUCA. Signor Presidente, bisogna entrare ormai nel merito della
questione.
Premesso che noi non abbiamo avuto alcuna comunicazione come
presidenza di Gruppo, ma non è questa la questione - non
desideriamo fare polemica, lungi da noi fare polemica - registriamo
ormai costantemente che questa Giunta di tecnici, come d'altronde
il sottoscritto aveva già evidenziato, sta scambiando il Parlamento
e le Commissioni per uno scendiletto, perché la stessa cosa si è
già verificata per alcune volte di seguito in Commissione Bilancio.
Non ultimo stamane: la Commissione Bilancio era stata convocata;
un'ora prima che la Commissione si riunisse è arrivato un fax
dall'assessore Armao, il quale comunicava la sua presenza a Roma -
mentre sappiamo che stamattina si trovava a Catania - e chiedeva
alla Presidenza della Commissione Bilancio di rinviare la seduta di
commissione a giovedì, perché sarebbe stato disponibile in quel
giorno.
In pratica, ora siamo condizionati ai tempi dei signori assessori
tecnici.
Io credo che, al di là delle posizioni, si stia tirando troppo la
corda su quello che deve essere comunque il corretto rapporto tra
Parlamento, Commissioni e Giunta.
Questo è il tema, signor Presidente, che mi permetto di
sottolineare.
Se lei facesse fare una verifica dei casi verificatisi nell'ultimo
mese, si accorgerebbe che, spesso e volentieri, ci sono alcuni
tecnici aspiranti politici, aspiranti deputati di questa Giunta che
si assentano, che danno la conferma per partecipare ad una
Commissione, che danno la loro conferma per partecipare ad una
seduta d'Aula e poi all'improvviso comunicano, magari un'ora prima
dell'inizio della seduta d'Aula o di Commissione, che sono
impegnati a fare i consulenti, non si sa in quale posto
Siccome tale questione ormai si verifica costantemente, lei,
signor Presidente, l'intera Presidenza mi permetto di dire,
dovrebbe tutelare fino in fondo le nostre prerogative.
Noi non siamo semplicemente disponibili a quelli che sono i ritmi
di questa Giunta, ritmi che non comprendiamo perché non ci rendiamo
più conto di come viene distribuita questa molteplicità di impegni.
Però il Parlamento sa, e lo abbiamo riscontrato in più occasioni,
che quando c'erano assessori che erano pure deputati, forse per una
questione di rispetto perché si è tra colleghi parlamentari, tutte
queste situazioni non si verificavano con questa tempistica.
E allora significa che ciò che abbiamo evidenziato quando si è
trattato di ragionare su questa Giunta di tecnici, sulla mancanza
della sensibilità istituzionale di questi signori, si sta
puntualmente verificando.
Su questo, Presidente, non può tagliare corto la discussione
dicendomi che si tratta di polemica, perché non lo accetto da parte
sua. Ma non lo accetto come parlamentare. Lasciamo stare ora le
varie questioni e quelle che sono oggi le posizioni: lei oggi è
maggioranza e io sono all'opposizione; domani, magari, le posizioni
si invertiranno ulteriormente. Non è quello il problema.
Lei rappresenta l'istituzione che deve tutelare il Parlamento e
questo Parlamento non può agire.
Ecco, i tempi di questo Parlamento: nel momento in cui si
programmano con gli organi deputati a questo, si concordano le
sedute, non può puntualmente essere rinviata una seduta sol perché
una volta si perde l'aereo, un'altra volta perché si è impegnati a
fare i consulenti, un'altra volta ancora non si sa perché, ma
puntualmente, comunque, la nostra programmazione viene mortificata.
Le chiedo, e concludo, signor Presidente, che lei si faccia
portatore di questa lamentela del Parlamento per evitare di
innescare un meccanismo che rischia di mettere in tilt il corretto
rapporto istituzionale fra Parlamento ed Esecutivo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, da questo punto di vista, mi
permetto di sottolineare, la Presidenza è stata sempre
assolutamente attenta e non finisce di fare ogni sforzo per
concordare, come è stato fatto oggi, per esempio, con l'assessore
Russo, visto che ha deciso di inserire all'ordine del giorno, come
impegno assunto nella precedente seduta, la discussione sul CAS. E,
quindi, mantenendo l'impegno ho cercato di concordare con
l'assessore Russo, in base anche agli impegni già assunti da
quest'ultimo, un orario nel quale potere svolgere l'attività
d'Aula.
Quindi, per quanto concerne questo aspetto credo che la Presidenza
abbia dimostrato assoluta sensibilità
DE LUCA. Signor Presidente, alle ore 18.00, io potrei avere altri
impegni
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non mi interrompa Io non l'ho
interrotta.
Dopodiché, fare questo tipo di lavoro, mi pare sia assolutamente
rispettoso delle prerogative dell'Aula e dei parlamentari.
Per quanto concerne la questione che annunziavo all'inizio,
abbiamo comunicato ai Gruppi che l'assessore Russo aveva una
esigenza e che quindi l'Aula avrebbe dovuto affrontare la mozione
sul CAS alle ore 18.00.
Se c'è stato un disguido, verificheremo per quel che concerne il
Gruppo da lei presieduto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.53, è ripresa alle ore 18.10)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari nell'ultima seduta ha stabilito
un calendario di lavori che prevede per martedì prossimo la
trattazione del Documento di programmazione economico-finanziaria
2011-2013.
Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché finalmente
abbiamo avuto la possibilità di dare un'occhiata al Documento che è
incompleto in quanto non è contemplata la descrizione del sistema
pubblico regionale allargato ai sensi dell'articolo 2, comma 2,
della legge 10 del 1999, lettere c), d) ed e).
La questione diventa delicata quest'anno per due ordini di motivi:
perché questo Parlamento ha approvato, tra l'altro, l'articolo 14
della finanziaria e l'assessore Armao ha depositato, la settimana
scorsa, in Commissione Bilancio la prima parte della relazione
contenente la descrizione della situazione debitoria dei primi
centosettanta enti, su circa 400.
Al riguardo voglio ricordare a quest'Aula che il sistema pubblico
regionale allargato è composto da circa 400 enti - aziende di varia
natura.
Da questo primo dato parziale, si evidenzia già una situazione
debitoria di circa sei miliardi di euro - ma non è questo il
problema perché ancora manca un pezzo della vicenda che riguarda la
situazione creditoria -; il problema è che, intanto, mancano
all'appello oltre duecento soggetti interessati dalla norma,
nonostante un decreto dell'allora assessore per l'economia,
onorevole Cimino, e l'articolo 14 che quest'Aula ha approvato
prevede la decadenza ex lege dei Consigli di amministrazione e dei
dirigenti che, nelle modalità previste dal decreto di cui ho detto,
non consegnano i dati richiesti dal citato articolo 14. Quindi, ci
troviamo in una situazione di palese violazione di legge rispetto a
questi organi societari che ancora sono in piedi, nessuno li ha
rimossi, con dirigenti che non si sono adeguati, non solo al
decreto e alla norma di cui parliamo, ma alle direttive
consequenziali emanate dalla Ragioneria generale.
Ci ritroviamo anche un Documento di programmazione economico-
finanziaria approvato il 2 di novembre, che non contiene alcun
riferimento a questa situazione afferente al sistema pubblico
regionale allargato.
Noi ci ritroviamo, per l'ennesima volta, nonostante una Giunta
formata da magistrati, da prefetti, da professori universitari, a
dover esaminare un Documento di programmazione economico-
finanziaria illegale perché non contempla questa parte prevista
dalla norma.
La situazione è complessa, signor Presidente. E' complessa perché
in relazione a questo articolo stanno emergendo situazioni
debitorie finora nascoste al Parlamento siciliano. E siccome c'è
stata una battaglia su questo principio, che il Parlamento
siciliano ha individuato poi nell'articolo 14 della finanziaria, la
Giunta non può approvare un Documento di programmazione economico-
finanziaria che non contenga, per come prevede la legge 10 del
1999, non solo l'elencazione di tutti questi enti, non solo la
descrizione della situazione finanziaria in cui versano questi
enti, ma nello stesso tempo la Giunta non può non individuare
all'interno del Documento stesso la strategia per il risanamento
della situazione finanziaria del sistema pubblico regionale
allargato.
Concludo il mio intervento, signor Presidente, chiedendo - e qua
formalizzerò ora la richiesta - che la Presidenza analizzi la
questione da me sollevata, tenendo conto che l'ordine del giorno
della prossima seduta non può prevedere l'esame del DPEF per le
carenze di cui ho parlato e che ora formalmente segnalerò, anche
perché le Commissioni parlamentari, tra le altre cose, anche per
assenza dell'assessore per l'economia, non ne hanno iniziato
l'esame.
Invito questa Presidenza, nell'esame del disegno della finanziaria
- che, fra l'altro, è stato approvato prima del DPEF - a fare
rilevare che la finanziaria deve contenere automaticamente - e,
quindi, va ritirata e modificata - le misure per bloccare questo
fenomeno e individuare le misure di risanamento e di
semplificazione del sistema pubblico regionale allargato.
CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, intervengo ai sensi del terzo comma
dell'articolo 140 del Regolamento interno per chiedere che venga
iscritta all'ordine del giorno della prossima seduta dell'Aula
l'interrogazione n. 1377, a mia firma, presentata nei primi di
settembre.
Si tratta di una interrogazione molto urgente, relativa al bando
che l'assessore per l'agricoltura aveva emanato, sulla spinta anche
di un voto unanime del Parlamento regionale, per fare fronte alla
crisi agrumicola del 2010. Ripeto, era una interrogazione molto
urgente. Sono passati due mesi e si sono aggiunte le interrogazioni
di altri colleghi sullo stesso argomento, stante che abbiamo
sentito nei giorni scorsi il nuovo assessore per l'agricoltura dire
alcune cose non in linea con quanto era previsto dal bando, e cioè
che l'intervento, fatto per sostenere i produttori agrumicoli che
avevano vissuto una pesante crisi economica nella scorsa stagione,
prevedeva di intervenire con l'acquisizione di oltre cinquantamila
tonnellate di agrumi da destinare ad aiuti comunitari.
Intanto, l'assessore per l'agricoltura non si è mai presentato in
quest'Aula.
Pertanto questa sarebbe l'occasione buona per farlo venire qui,
sin dalla prossima seduta, per discutere di questa interrogazione e
di altre interrogazioni che riguardano lo stesso tema perché ci
sono oltre tremilaottocento aziende agricole siciliane che hanno
aderito a quel bando, pubblicato nel mese di febbraio 2010, che
ancora oggi aspettano risposte ed interventi economici relativi
all'iniziativa che è stata promossa.
Siccome vediamo che questo Governo è un po' assente rispetto ai
problemi reali - peraltro, si avvicina la nuova stagione agrumicola
-, a fronte di una serie di iniziative e di risposte che abbiamo
chiesto per fare sì che il Parlamento potesse verificare
l'attendibilità e la credibilità di un Governo che si era posto
come interlocutore privilegiato per fare fronte a questa crisi di
settore, io chiedo, appunto a norma dell'articolo 140 del
Regolamento interno, di iscrivere all'ordine del giorno della
prossima seduta d'Aula la mia interrogazione e le altre analoghe.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei fare notare che quando si
chiede di parlare sull'ordine dei lavori bisogna attenersi agli
argomenti posti all'ordine del giorno. Quindi, preannuncio che non
darò più la parola sull'ordine dei lavori per consentire di
introdurre altri argomenti.
Invito gli Uffici a prendere nota della richiesta dell'onorevole
Corona, e quindi nella prossima Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari verrà fatta tutta la valutazione possibile e
immaginabile per venire incontro alle richieste di tutti i
deputati, compresa quella dell'onorevole Corona.
Onorevole De Luca, vorrei precisare che per quanto concerne
l'esame della finanziaria è ovvio che c'è l'approfondimento da
parte della Presidenza, come sempre per quanto concerne la
corrispondenza alle norme che stabiliscono cosa è realmente una
legge finanziaria.
Per quanto concerne il Documento di programmazione economico-
finanziaria, come voi sapete, si può integrare in Commissione,
possono esserci anche integrazioni da parte dei Gruppi
parlamentari, da parte del Governo con risoluzioni, con tutti gli
strumenti previsti dal Regolamento.
Quindi, da questo punto di vista, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari valuterà ulteriormente questi aspetti.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed iniziative
riguardo
alla situazione del Consorzio autostrade siciliane»
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 210 «Chiarimenti ed iniziative
riguardo alla situazione del Consorzio autostrade siciliane», a
firma degli onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli, Corona, Bosco e
Falcone. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS), ente pubblico
regionale non economico sottoposto al controllo della Regione
siciliana, costituito nel 1997 dalla unificazione (art. 16, lettera
b) della legge regionale n. 531 del 1982 e successive modifiche ed
integrazioni) dei tre distinti Consorzi concessionari ANAS operanti
in Sicilia per la costruzione e gestione delle autostrade Messina-
Catania-Siracusa, Messina-Palermo e Siracusa-Gela, è succeduto, a
norma del sopra citato articolo 16, in tutti i rapporti giuridici
posti in essere dai tre diversi Consorzi autostradali Messina-
Palermo, Messina-Catania-Siracusa e Siracusa-Gela e che è titolare
della concessione ANAS delle tratte autostradali: Messina-Palermo
interamente aperta al traffico, lunga 181,8 Km, Messina-Catania,
interamente aperta al traffico, lunga 76,8 Km, e Siracusa-Gela,
lunga 131+700 Km in esercizio da Siracusa a Rosolini per 41+500
chilometri ed in costruzione per la restante parte. Per una
lunghezza di più di 300 kilometri;
con atto di diffida, intimazione e messa in mora, prot. n. CDG-
0020896 del 7 febbraio 2008, pervenuto il 18 febbraio 2008 ed
assunto al protocollo del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) n.
4010, l'ANAS s.p.a. ha denunciato inadempienze a livello gestionale
ponendo in discussione la convenzione ultima novativa stipulata in
data 27 novembre 2000 con il C.A.S. per le autostrade ME-PA, ME-CT
e SR/Gela. Questi i punti principali della diffida:
1. rimuovere tutte le 'non conformità' rilevate nella gestione
delle autostrade assentite in concessione, come da comunicazioni
ANAS;
2. presentare un piano integrativo della manutenzione ordinaria,
con interventi da effettuare nell'anno 2008, di importo pari al
differenziale tra la spesa prevista nel piano finanziario per il
periodo 2000/2005 e quella effettivamente realizzata sempre nello
stesso periodo;
3. procedere all'accantonamento del beneficio finanziario maturato
a seguito della minore spesa, rispetto alle previsioni di piano
finanziario, effettuata in beni devolvibili;
4. procedere alla presentazione della contabilità generale nel
rispetto di quanto convenzionalmente disposto;
5. procedere alla presentazione delle schede di contabilità
analitica secondo le disposizioni di cui alla circolare ANAS n.
5442/2000;
6. procedere all'immediata apertura della tratta Cassibile-
Rosolini dell'autostrada A18, già realizzata, entro e non oltre 30
(trenta) giorni dalla data della notifica della presente;
la predetta Convenzione, tra ANAS ed il Consorzio, tra l'altro,
prevede all'art. 3,'Obblighi del Concessionario' comma 1, lett. b),
che 'il concessionario provvede (...) al mantenimento della
funzionalità delle infrastrutture concesse attraverso la
manutenzione e la riparazione tempestiva delle stesse';
dal 20 luglio 2009 il CAS è stato commissariato, prima, con un
commissario ad acta e dalla fine di agosto, con uno straordinario
per scongiurare il pericolo di revoca della concessione da parte
dell'ANAS;
con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e
del Ministro dell'economia e delle finanze del 5 luglio 2010 n.
0000457, è stata revocata la concessione, non avendo dato risposta
ai termini della diffida, con evidente danno per la Regione, tenuto
conto anche delle potenzialità del Consorzio in termini economici
(incassa mediamente 80 milioni di euro all'anno) ed occupazionali
(circa 500 oggi i dipendenti in servizio), oltre che di tutto
l'indotto attivato. E' necessario anche sottolineare la particolare
importanza, in termini di immagine, delle autostrade gestite dal
CAS, che ponendosi in contiguità con il Ponte sullo Stretto,
rappresenteranno la porta d'ingresso della Regione siciliana;
premesso inoltre che:
per un lungo periodo, dal 2000 al 2007, il Consorzio è stato
gestito da un commissario straordinario ed il consiglio direttivo,
dopo esser stato retto alternativamente dal vicepresidente pro
tempore, è stato infine ricostituito, nella pienezza dei suoi
poteri, il 10 aprile 2008, ed è stato successivamente sciolto nel
luglio del 2009, facendo ritornare l'Ente al commissariamento;
il nuovo presidente aveva immediatamente evidenziato, con proprie
relazioni, formalmente trasmesse già dal 5 febbraio 2009 (prot.
1027/P) all'onorevole Presidente della Regione, all'allora
Assessore regionale per i lavori pubblici, nonché, anche nel corso
di diverse audizioni, alla IV Commissione legislativa permanente
'Ambiente e territorio' dell'Assemblea regionale siciliana, e, in
più occasioni, alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei
Conti, il grave stato immobilismo e sofferenza nel quale era stato
trovato l'Ente. Il Presidente del CAS aveva, tra l'altro, subito
denunciato:
1. un elevato indebitamento del Consorzio nei riguardi di terzi le
cui spettanze risultavano non pagate dal 2003 in poi, con debiti
oscillanti da 100,00 euro a 48 milioni di euro. Rientravano nei
debiti anche quelli fuori bilancio, i cosiddetti 31bis, lotti della
ME/PA, fatture di collaudatori, lavori o servizi resi al Consorzio,
sebbene le relative somme fossero state regolarmente impegnate in
bilancio;
2. elevate voci di spese previste nel bilancio di previsione 2008,
tra cui 2,7 milioni di euro per spese legali, liti e contenziosi, 5
milioni di euro per energia elettrica, un rapporto spese per il
personale/introiti più alto tra quelli di tutte le altre società
autostradali (oltre il 45% a fronte di un tetto massimo delle altre
concessionarie pari al 35%);
3. un'elevatissima mole di contenzioso interno in quanto molta
parte del personale svolge mansioni superiori a causa della mancata
corrispondenza tra le figure previste nella pianta organica,
approvata nel 2004 per un determinato livello, ed il personale in
servizio presso l'Ente;
4. un'elevata carenza di personale, soprattutto negli uffici
tecnici (n. 2 ingegneri) ed amministrativi, a causa del continuo
esodo per pensionamenti, mai bilanciato, con nuove assunzioni o
trasferimenti per mobilità e/o comando;
5. il mancato rinnovo delle concessioni delle aree di servizio,
con conseguente perdita di considerevoli introiti per il Consorzio
(negli ultimi dieci anni il danno stimato è pari a oltre 70 milioni
di euro);
6. la mancanza di manutenzioni adeguate anche oltre il periodo
preso in considerazione dall'ANAS nella nota diffida;
7. la grave situazione riscontrata nei lotti 4 e 5 dell'autostrada
SR/Gela, oggetto ancor oggi di indagini da parte della Procura
della Repubblica, per i quali sarà necessario prevedere, come
dichiarato dalla stessa Università KORE, una spesa per manutenzione
del manto stradale decisamente superiore a tratti analoghi di
autostrada a parità di traffico;
8. il mancato transito, nel dicembre 2007, dal Banco di Sicilia ai
conti correnti del CAS di una reversale di importo superiore ai 12
milioni di euro, che ha determinato l'impossibilità di definire in
tempi adeguati il consuntivo 2007, e per la cui vicenda lo stesso
presidente del CAS ha richiesto all'allora Assessore per i lavori
pubblici una specifica ispezione;
di contro il Consiglio direttivo si era mobilitato per riattivare
la gestione dell'Ente a fronte di anni di immobilismo, con diverse
iniziative prioritarie, tra le quali, a titolo esemplificativo,
l'apertura in pochi mesi del tratto Noto-Rosolini della SR/Gela,
sequestrato dall'autorità giudiziaria subito dopo l'insediamento
del nuovo Consiglio, che costituiva proprio uno dei punti della
diffida dell'ANAS; l'eliminazione della barriera di Furiano sulla
ME/PA, inutilizzata dal 2005; l'apertura in 15 giorni della
Galleria Langenia chiusa al traffico da 27 mesi a causa di un
incidente; l'approvazione in consiglio di numerosi progetti per il
rilancio delle attività di manutenzione e costruzione delle tratte,
anche al fine di dimostrare all'ANAS l'inversione di rotta rispetto
alle precedenti gestioni; l'approvazione del primo Piano triennale
dell'ente, con l'elencazione di tutti i progetti da realizzare nel
triennio (oltre un miliardo di euro) fortemente incentrato sulle
manutenzioni; la redazione del Piano di manutenzione straordinario
(in risposta alla diffida ANAS) per lavori per un totale di oltre
centoquattordici milioni di euro, trasmesso all'allora Assessore
per i lavori pubblici ed al Presidente della Regione per il
finanziamento già dal 10 novembre 2008 e per il quale nessuna
risposta è stata data; l'invio all'Anas del progetto di ripristino
della galleria Tracoccia a doppio senso di marcia da ormai più di
10 anni, la verifica di tutti i viadotti alcuni dei quali sono
risultati non in regola con la normativa antisismica; è stato
deliberato ed era in fase di costituzione l'albo per i
professionisti; è stato deliberato l'albo per le imprese di
fiducia; è stato scelto, mediante avviso ad evidenza pubblica, l'
'advisor' per la realizzazione di impianti fotovoltaici su immobili
di proprietà CAS ed è stata avviata la gara per la progettazione,
la concessione e la gestione degli impianti; è stata avviata,
mediante avviso ad evidenza pubblica, la scelta di un 'advisor' per
la problematica delle aree di servizio, rimaste in gestione ai
vecchi concessionari oltre la scadenza del contratto, con una
perdita per l'ente di oltre 70 milioni di euro; sono stati avviati
lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle tratte
autostradali per oltre 15 milioni di euro (in risposta alla diffida
ANAS); sono state avviate gare per oltre 70 milioni di euro (in
corso di aggiudicazione al momento dello scioglimento del consiglio
avvenuto in data 20 luglio 2009) per il miglioramento della
sicurezza (tappetini d'usura, barriere di sicurezza, segnaletica,
giunti di dilatazione, interventi in galleria, manutenzione del
verde, etc); sono stati ripescati i progetti di realizzazione degli
svincoli (Alì Terme, Capo d'Orlando, Monforte San Giorgio, etc), è
stato rielaborato secondo le indicazioni del Ministero
dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, il progetto
relativo ai lotti 6, 7 ed 8 della SR/Gela; sono state eseguite,
tramite l'Università KORE, delle verifiche tecniche sulla SR/Gela
al fine di non vanificare il prossimo intervento relativo alla
riqualificazione ambientale e messa in opera del tappetino d'usura
il cui importo supera i 27 milioni di euro eccetera; ed ancora
l'assunzione di 24 agenti tecnici esattori, esclusi erroneamente da
una precedente procedura concorsuale; la trasformazione del
rapporto di 48 ATE da 'part time' a 'full time'; la riduzione delle
spese correnti, in particolare legali, Enel,..; il ritiro delle
tessere e dei telepass ai non aventi diritto; iniziative per il
rilancio dell'Ente, quali l'adozione della delibera 227/CD i cui
obiettivi erano quelli di ridurre le spese, definire tutti gli
adempimenti della diffida ANAS, incrementare gli introiti,
razionalizzare le risorse umane; istituzione di una commissione per
l'esame delle pratiche relative a debiti fuori bilancio maturati
nei precedenti esercizi finanziari, con successivo invio alla Corte
dei Conti; istituzione di un gruppo di lavoro per il monitoraggio
di tutto il contenzioso esistente e la determinazione dell'analisi
del rischio; istituzione di un gruppo di lavoro per la definizione
delle tabelle di equiparazione per permettere il passaggio di
personale in mobilità tra enti pubblici; transazioni con dipendenti
ed imprese al fine di ridurre il contenzioso; recupero crediti IVA
e tasse per un totale di 40 milioni circa; richiesta reiterata
all'Amministrazione regionale di avere assegnato personale EAS per
sopperire, seppur parzialmente, alla carenza di organico;
attivazione, nelle more della risposta della Regione in merito al
personale EAS e al conseguente sblocco del bando per la mobilità,
della mobilità volontaria ai sensi dell'art. 30 del decreto lgs. n.
165 del 2001 per rafforzare gli uffici; ricorso all'AISCAT
(Associazione italiana società concessionaria autostrade e trafori)
per la redazione del Piano economico finanziario, (per rispondere
ad uno dei punti della diffida ANAS) nonché di altre azioni di
supporto al CAS; è stato stipulato l'Accordo di collaborazione con
la Università Kore di Enna al fine di qualificare tecnicamente
l'azione del Consorzio; in particolare, il nuovo consiglio
direttivo, dopo aver verificato che per il 2000/2005 le
manutenzioni non effettuate ammontavano a circa 54 milioni di euro
e che anche nel 2007 e nel 2008 non erano state effettuate
manutenzioni per altri 30 milioni di euro, ha prioritariamente -
tra le molteplici azioni attivate per aumentare la sicurezza in
autostrada e dare risposta alla diffida ANAS (Associazione italiana
società concessionarie autostrade e trafori) - redatto il 'Piano di
manutenzioni straordinaria per la A18 e la A20' di importo pari a
circa 114 milioni di euro; la richiesta di finanziamento di tale
Piano è stata presentata il 10 novembre 2008 dal Consorzio
Autostrade Siciliane all'onorevole Presidente della Regione e
all'allora Assessore regionale per i lavori pubblici, suggerendo di
creare un'apposita linea per la messa in sicurezza e l'innovazione
tecnologica per le autostrade siciliane nel PAR FAS e di
richiedere, data la delicatissima situazione in termini di
sicurezza e di rapporti con l'ANAS, un'anticipazione
sull'erogazione dell'intero FAS regionale; anche la relazione degli
ispettori nominati dallo stesso Assessore per i lavori pubblici, su
richiesta del presidente del CAS in merito alla nota vicenda della
reversale dei 12 milioni di euro che ha ritardato anche la
redazione di diversi documenti contabili, era imperniata sul fatto
che il presidente ed il consiglio si fossero tempestivamente
attivati per approvare gli atti necessari per avviare i processi
manutentivi del corpo autostradale, proprio in risposta alla
diffida ANAS; tuttavia né l'Assessore regionale medesimo né il
Presidente della Regione hanno ritenuto di dare risposte concrete
(e nemmeno epistolari) a quanto richiesto dal CAS, atteso che il
finanziamento del Piano avrebbe dovuto essere cercato all'esterno
dell'Ente, il cui bilancio annuo è pari, come detto, a circa 80
milioni di euro; nel corso di una riunione svoltasi il 31 ottobre
2008 a Roma presso la sede dell'ANAS, pure alla presenza del
sottosegretario onorevole Reina, l'ANAS ha esplicitamente richiesto
la copertura finanziaria del Piano, affermando che in mancanza, lo
stesso sarebbe stato dichiarato non adeguato;
nonostante, nel corso di molteplici riunioni tenutesi presso
l'allora Assessorato Lavori pubblici, fossero state promesse
risorse liberate disponibili (circa 20 milioni di euro) a fronte di
progetti cantierabili presenti al CAS per manutenzioni, non è mai
stata data formale comunicazione all'Ente, pur con reiterate
richieste in tal senso (l'ultima il 5 maggio 2009). Tali risorse
sono invece state rese disponibili per il CAS non appena è stato
sciolto il consiglio direttivo, determinando un notevole ritardo
nel loro utilizzo sia perché si sarebbero potute utilizzare già
prima di sciogliere il consiglio e, quindi, sarebbero stati
effettuati lavori di manutenzione in autostrada, ma anche a causa
dell'immobilismo dell'Ente seguito al nuovo commissariamento,
vanificando quindi l'effetto che avrebbero potuto produrre tali
risorse nei riguardi della diffida ANAS; il presidente del
disciolto consiglio direttivo, in data 15 maggio 2009, notificata
in data 26 maggio 2009, ha trasmesso a sua volta una diffida
all'ANAS, in quanto - in base ad un errato calcolo delle spese
generali calcolate sul netto invece che sul lordo - l'ANAS aveva
trattenuto somme che il CIPE aveva destinato al Consorzio. La
diffida notificata all'ANAS riguarda il recupero di una prima
tranche', pari a circa 27 milioni di euro, ma, come rappresentato
nel passaggio di consegne dal presidente del disciolto consiglio
direttivo al Commissario ad acta, e da questi trasmesso al
commissario straordinario, da un'ulteriore verifica erano già state
accertate altre somme dovute dall'ANAS;
considerato che:
in un momento così delicato per la vita dell'Ente, in cui era
partita l'attività di realizzazione dei lavori (erano stati
pubblicati una decina di bandi di gara per un importo complessivo
di circa 100 milioni di euro), si è operato per bloccare tutta
l'attività, esautorando un consiglio troppo attivo', che stava
cercando di rimediare a problemi nati prevalentemente durante la
fase di commissariamento;
proprio per questo è subito apparsa paradossale la scelta di
commissariare nuovamente l'Ente, facendolo ripiombare per almeno
sei mesi in uno stato di immobilismo che ha determinato il
protrarsi, al di là di ogni logica, delle procedure per
l'aggiudicazione delle gare in corso al momento in cui è stato
sciolto il consiglio direttivo, il cui valore superava i 75 milioni
di euro, di cui 35 per manutenzioni, sommando quindi nuovi ritardi
ed inefficienze per dare risposta alla diffida ANAS;
il nuovo commissario straordinario dell'Ente, insediato dalla fine
di agosto del 2009 e la cui nomina è stata giustificata dal
Presidente della Regione in quanto richiesta dall'ANAS non è stato
evidentemente in grado di contrastare le contestazioni dell'ANAS,
visto il decreto di revoca della concessione;
verificato che l'ANAS - nonostante l'Ente sia commissariato da un
anno - ha continuato a riscontrare un elevatissimo numero di non
conformità ed una gestione non adeguata dell'Ente tanto da
determinare la revoca della concessione;
verificato altresì che:
in quest'ultimo anno si è registrato un preoccupante ritardo anche
sulla SR/Gela sia per le manutenzioni che per l'appalto dei lotti
6, 7 e 8, il cui finanziamento è all'interno del PO FESR 2007/2013
e si rischia - se non si rispettano i tempi del programma e cioè la
conclusione dei lavori entro il 2015 - di perdere anche le risorse
comunitarie, con ulteriore beffa per la Regione;
sia la ME/PA che la SR/Gela presentano gravissimi problemi di
'sprofondamento' della sede autostradale, denunciati più volte
anche dagli stessi automobilisti;
alla data di scioglimento del Consiglio direttivo erano in corso
di esperimento gare per la manutenzione pari circa 35 milioni di
euro per il ripristino di barriere incidentate sia sulla ME-PA che
sulla ME-CT; la riqualificazione delle barriere di sicurezza sia
sulla ME-PA che sulla ME-CT; il ripristino della pavimentazione
ammalorata sia sulla ME-PA che sulla ME-CT; la stabilizzazione
della frana di Brolo (in molti di questi casi si stavano esaminando
le offerte anomale, così come per i lavori sulla SR/Gela relativi a
nuove costruzione per oltre 40 milioni di euro, (svincolo mare-
monti); riqualificazione della tratta SR-Cassibile e tappetino
d'usura SR-Rosolini; mitigazione ambientale lotti 3, 4 e 5,
impegna il Governo della Regione
ad avviare un'immediata indagine ispettiva per conoscere le azioni
messe in atto dall'allora Assessorato regionale dei lavori
pubblici, per verificare - ancor prima della notifica della diffida
dell'ANAS - che le manutenzioni ordinarie e straordinarie fossero
regolarmente effettuate sulle autostrade siciliane al fine di
garantire i necessari livelli di sicurezza;
a verificare quali azioni siano state attivate per dare copertura
finanziaria al 'Piano di manutenzione straordinaria della A18 e
della A20' nel periodo di commissariamento, oltre quindi a quelle
già suggerite dal presidente del disciolto consiglio direttivo;
a verificare quali lavori siano stati effettuati nell'anno di
commissariamento in relazione al Piano di manutenzione
straordinaria della A18 e della A20, al Piano triennale delle opere
pubblicate approvato per la prima volta dall'Ente a febbraio 2009 e
del Piano di manutenzione ordinaria del 2010, al fine di dare
risposta alla diffida ANAS;
a verificare quando siano effettivamente partiti i lavori relativi
alle gare in corso al 20 luglio;
a continuare nell'azione intrapresa dal presidente del disciolto
consiglio direttivo con la diffida notificata all'ANAS in data 26
maggio relativa al recupero, in base ad un errato calcolo delle
spese generali sul netto invece che sul lordo, di una prima
tranche' di risorse pari a circa 27 milioni di euro che il CIPE
aveva destinato al Consorzio;
a verificare quali atti siano stati posti in essere a seguito
della relazione del presidente del disciolto consiglio direttivo
inviata con nota del 5 febbraio 2009 (prot. 1027) che evidenziava
tutta una serie di criticità riscontrate nelle precedenti gestioni
del CAS, facendo riferimento anche alla diffida ANAS;
a verificare come mai - vista l'importanza della questione - il
Governo non abbia ritenuto di attivare una task force, o un'unità
di crisi che, oltrepassando i confini del CAS, ponesse con forza la
questione sui tavoli regionali, coordinando gli sforzi e mettendo
in campo tutte le intelligenze migliori, con il pieno
coinvolgimento anche del mondo scientifico, così come il CAS aveva
cominciato a fare con il Protocollo stipulato con l'Università
della KORE; a mettere in atto iniziative concrete per innalzare il
livello di sicurezza delle autostrade finora assentite dal CAS ed a
riferire periodicamente all'Assemblea regionale siciliana». (210)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Mancuso, primo firmatario della
mozione, per illustrarla.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
l'occasione, dopo molti mesi, di poter parlare di questo colabrodo
del CAS.
Cercherò di essere molto preciso, quindi leggerò il mio intervento
perché sulle date, sui ricordi e con una memoria che ormai mi
lascia sempre più, non riuscirei a rendere il mio discorso
oggettivamente riscontrabile.
Partiamo dal decreto di scioglimento dell'ANAS avvenuto qualche
mese fa.
Le contestazioni dell'ANAS, seppure iniziate a giugno del 2006,
non hanno avuto alcun cenno di riscontro neanche epistolare da
parte del CAS, ad eccezione della nota predisposta dal presidente
pro tempore il 19 maggio 2008, circa un mese dopo il suo
insediamento.
Questa osservazione mette in evidenza un anomalo comportamento del
CAS in tutta la vicenda.
Il 17 luglio 2008 l'ANAS ha proposto al Ministro la decadenza
della convenzione.
Con note del 24 marzo e del 28 maggio 2010, l'ANAS trasmetteva
analitico elenco delle inadempienze. Il commissario era subentrato
il 20 luglio 2009. A causa delle manutenzioni non effettuate dal
CAS, non ha potuto aumentare le proprie tariffe negli anni 2008,
2009 e 2010.
Cosa si è fatto per evitare la revoca della concessione?
Stasera parliamo di questo.
Mi permetto di fare una osservazione, che è quella di poter
consegnare a questo Parlamento la prova, sotto il profilo
oggettivo, di come un commissariamento - voluto peraltro dal
Governo - possa distruggere un ente.
Il CAS era già stato commissariato dal 2000 al 2007, cioè negli
anni nei quali si erano verificate tutte le irregolarità che, oltre
a fare divenire il CAS un colabrodo, come in maniera ottimistica ha
dichiarato il presidente Lombardo, hanno determinato la revoca
della concessione da parte dell'ANAS, esponendo così la Regione
alla consegna in mano altrui dell'unico ente regionale che non
riceve alcun contributo dalla Regione in quanto vive di risorse
proprie quantificabili in circa ottanta milioni di euro l'anno.
Risorse, queste, sicuramente aumentabili con una gestione più
oculata, com'è dimostrato con precise analisi e relativi conteggi
nelle relazioni presentate al Presidente il 22 dicembre 2008 e il
14 luglio 2009, che denunciano mancati introiti negli ultimi dieci
anni per cattiva gestio per almeno 289 milioni di euro.
La principale causa della revoca della concessione al CAS è dovuta
alle mancate manutenzioni dal 2000 al 2005 per un importo di circa
50 milioni di euro che, se riconsiderano anche il biennio 2006-
2007, superano gli 80 milioni di euro.
Il Consiglio direttivo, sciolto in data 20 luglio 2009, dopo la
prima fase di analisi, aveva impostato tutta la programmazione su
tre punti: il primo era quello del piano di manutenzione
straordinaria della A18 e della A20, proprio per recuperare le
manutenzioni non fatte; il secondo era il piano triennale opere
pubbliche, adottato per la prima volta al CAS nel febbraio del
2009; terzo, il piano di manutenzione ordinaria per il 2009.
Era stata, quindi, realizzata l'attività di pianificazione e di
predisposizione dei progetti per ripianare il danno fatto negli
anni precedenti.
Anche per le risorse si erano fatti passi avanti. L'individuazione
di un plafond pari a circa venti milioni di euro di risorse
liberate che - come ricordato nella mozione - è però stato reso
disponibile per il CAS solo dopo l'intervento del Presidente della
Regione che ha sciolto il Consiglio direttivo.
Sempre dalla citata relazione del 14 luglio al Presidente emerge
come si stesse cercando anche di reperire risorse sul mercato
finanziario, proprio al fine di eseguire velocemente tutte le opere
previste nel piano di manutenzione straordinaria e dare risposte
concrete all'ANAS evitando la revoca della concessione. Ma, con
perfetto tempismo, il Presidente della Regione ha ritenuto di
interrompere tutto ciò commissariando nuovamente il CAS.
Al momento dello scioglimento del Consiglio erano in corso, in
fase di conclusione e di aggiudicazione, gare per settantacinque
milioni di euro, di cui circa trentacinque milioni di euro di nuove
opere sulla A18 e sulla A20, sulla Siracusa-Gela.
Queste gare, che erano già da oltre un mese all'esame per via
delle offerte anomale, sono state aggiudicate dopo sei-nove mesi
dall'insediamento del nuovo commissario.
Quindi una situazione non anomala, ma assurda Gare già fatte,
bastava una sola riunione; invece il commissario per sei, nove
mesi vi dirò, dopo, che cosa ha fatto.
L'ANAS avrebbe avuto senza dubbio maggiori difficoltà ad ottenere
la decadenza della concessione se le gare fossero andate
regolarmente avanti e di conseguenza i lavori fossero iniziati nove
mesi prima. Infatti, dal 20 luglio 2009 i lavori per il ripristino
della pavimentazione della A18 e della A20, Messina-Milazzo, sono
stati consegnati l'1 febbraio 2010, dopo ben sette mesi; dal 20
luglio 2009 i lavori di ripristino della pavimentazione della A20,
tratto Milazzo-Buonfornello, sono stati consegnati il 19 gennaio
2010, dopo sei mesi; i lavori per il ripristino delle barriere di
sicurezza incidentale Messina-Palermo sono stati consegnati il 7
maggio 2010, quasi un anno; i lavori di mitigazione dell'impatto
paesaggistico, lotti 3, 4 e 5 Siracusa-Rosolini dell'autostrada
Siracusa-Gela sono stati consegnati a luglio 2010, un anno dopo;
gli interventi di stabilizzazione della frana che interessa lo
svincolo di Brolo, sulla Messina-Palermo, prima opera del piano di
manutenzione straordinaria della A18 e della A20, che il CAS aveva
attivato con risorse proprie per dimostrare la partecipazione anche
finanziaria e recuperare le manutenzioni non fatte, i lavori sono
stati consegnati l'8 febbraio 2010, sette mesi dopo. E così via di
seguito, fino addirittura a ritirare alcuni bandi già inviati alla
Gazzetta ufficiale, compresa una gara, conclusa in data 22 giugno
2009, che ha avuto approvati gli atti il 30 luglio 2010.
In realtà, il commissario straordinario, invece di concentrarsi su
come dare immediate risposte all'ANAS realizzando lavori, ha
impiegato i primi sei mesi, da un lato, a distogliere il personale
impegnato nelle commissioni di gara verso altre priorità, come la
garanzia della disponibilità dell'auto blu che, nel passaggio tra i
due contratti di autonoleggio per scadenza di contratto, rischiava
di non avere più a disposizione e, dall'altro, a distruggere con
una strana fretta quanto più possibile quello che era stato fatto o
era in corso. In particolare, l'annullamento della delibera n. 27
del 3 dicembre 2009, della procedura in corso per l'individuazione
di una società di revisione di bilancio per la redazione del
consuntivo 2008. Società di revisione che, alla luce di tutte le
anomalie verificatesi in occasione della questione dei 12 milioni
di euro - interessi pagati alla banca in maniera anomala per avere
ripianato prima le scoperture del 2006 e del 2005 anziché quella
del 2004 (cioè alle banche si pagavano gli interessi più recenti e
non quelli più antichi, in modo che quelli più antichi poi ci
costavano un pochino di più); una tenuta della contabilità tra il
2004 e il 2007 non corretta, come riconosciuto dai revisori nel
verbale n. 1 del 2009; impegni assunti oltre la reale capienza
finanziaria nei capitoli di bilancio - avrebbe potuto fare
chiarezza su una serie di elementi molto gravi nella gestione
finanziaria del CAS. Non a caso, nel passaggio di consegne al
commissario subentrato a luglio, la necessità di nominare una
commissione per l'esame delle offerte pervenute era indicata al
primo posto
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la invito ad avviarsi a
concludere, è già all'undicesimo minuto. Lei ha dieci minuti per
intervenire; ha già sforato i dieci minuti.
MANCUSO. Posso anche non parlare perché ho ancora dieci cartelle.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, faccia economia delle dieci
cartelle. Concluda, la prego.
MANCUSO. Sa cosa non mi convince della sua conduzione dell'Aula?
Due settimane fa c'è stata una polemica in questo senso, e proprio
in quell'occasione il suo capogruppo ha sforato di circa sedici
minuti. Poiché stava parlando di cose molto interessanti e l'Aula
era molto interessata, noi non abbiamo assolutamente richiamato
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la prego. Quando qualunque deputato
sfora il tempo concesso, la Presidenza - e non solo la Presidenza
Oddo - ha sempre cercato di usare per tutti la stessa misura. Se
l'ho invitata ad avviarsi alla conclusione, l'ho fatto perché siamo
già a dodici minuti.
MANCUSO. Signor Presidente, lei sta impedendo ad un parlamentare
di rendicontare su un buco enorme che viene dal CAS; lo sta
impedendo dopo che abbiamo aspettato nove mesi
Lei non è interessato in quanto è l'unico che si sta lamentando,
forse perché ha la responsabilità della Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, le ho detto di avviarsi alla
conclusione. Perché deve fare necessariamente polemica e mi deve
per giunta accusare di cose che poi le chiarirò, senza per forza
chiarirlo adesso, che non è così come dice lei? Non sto impedendo
nulla.
Si avvii alle conclusioni del suo intervento.
MANCUSO. Signor Presidente, le conclusioni possono contenere
quello che io immagino o penso. Ed io penso che lei sta impedendo
ad un parlamentare di rendicontare sulla situazione colabrodo del
CAS dopo avere fatto aspettare il mio Gruppo parlamentare per nove
lunghi mesi; certo, non lei, ci sono diverse situazioni che mi
sembra inutile tirarle in ballo stasera.
Le consegno, quindi, la relazione che abbiamo preparato da mettere
agli atti, così che ogni parlamentare, se vuole, può rendersi conto
di quello che, in modo anomalo, è successo.
Naturalmente mi riservo di intervenire sulla eventuale replica se
il Governo, non so come, replicherà, dato che non ho avuto la
possibilità di trasmettere quanto più possibili notizie al neo
Assessore per le infrastrutture. E' chiaro che questa situazione,
per quanto ci riguarda, deve essere ulteriormente approfondita e
vedremo con quale atto parlamentare.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo la
situazione del Consorzio autostrade siciliane che il collega
Mancuso ha appena ricapitolato, sinteticamente o quasi, è una
situazione che si trascina da oltre dieci anni.
Il Consorzio sta lentamente andando verso un declino direi quasi
irrecuperabile, per cui il mio grido di dolore è volto ad evitare
il declino di quello che, potenzialmente, potrebbe essere il
gioiello di questo gruppo di aziende della Regione siciliana, un
ente che incassa quotidianamente una enorme liquidità, che ha
grandi potenzialità dal punto di vista della gestione delle aree di
servizio, della gestione dei servizi connessi con le linee, come si
è fatto nel resto dell'Italia.
Il resto d'Italia sfrutta il percorso autostradale per fare
passare i cavi telematici, per sfruttare con la sua rete la
telefonia mobile.
Noi, invece, abbiamo soltanto, fino ad oggi, da dieci anni e non
da un giorno, creato debiti su debiti, con un montante di insoluto
approssimativo da parte dell'ente di circa 250 milioni di euro.
Non sono bastati alcuni periodi di gestione virtuosa da parte di
alcuni commissari o di alcuni presidenti per cercare di raddrizzare
la rotta né, secondo me, è produttivo il continuo mutare di quadri
dirigenti non all'altezza di questo compito.
Noi abbiamo bisogno, Assessore - e, per il suo tramite, il mio
appello è rivolto al Presidente della Regione - di tecnici
qualificati che mancano in questo Consorzio al di là dei
quattrocento, ormai non più 500 dipendenti, perché abbiamo solo due
ingegneri dirigenti e un direttore amministrativo che adesso è
anche direttore generale. Quindi, pochi quadri per quanto riguarda
la programmazione; una pochezza nell'ambito dei geometri, di tutti
i quadri tecnici dei servizi; la direzione di esercizio è davvero
carente, e non parliamo di quella amministrativo-contabile
praticamente inesistente perché il direttore generale ha pure
l'interim di direttore amministrativo.
Una situazione di totale degrado priva di azioni forti da parte di
questo Governo, e per azioni forti intendo un impegno di spesa
immediato per la manutenzione, un impegno per una manodopera
immediata, la riqualificazione del personale addetto all'esazione.
Per quanto riguarda il personale addetto all'esazione le comunico,
signor Assessore, che a giorni alcune barriere del Consorzio
rimarranno aperte al libero transito per mancanza di personale
addetto all'esazione in quanto non ci sono i dipendenti per poter
effettuare regolarmente i turni e non vi sono i fondi per attivare
l'automazione presunta. Quindi, viene meno per l'ente anche
l'introito derivante dalla esazione del pedaggio per mancanza,
appunto, di personale.
Dunque, se non è una situazione di disastro, è una situazione
tendente al disastro su cui non è possibile tentennare oltre.
Si devono prendere decisioni forti, financo quella di fare una
società unica con l'ANAS al 50 per cento. Si tratta di una proposta
valida già adottata dal Friuli e dall'Emilia Romagna: cioè consorzi
misti pubblico-privati, ove l'ANAS é azienda partecipata, con cui
mettere a regime l'intera rete autostradale siciliana, comprese la
tratta Catania-Palermo, la tratta Palermo-Trapani e anche la
dorsale sicula, la realizzanda Mistretta-Gela, per cercare di
ottimizzare il sistema. Questo potrebbe essere, anzi sarebbe
senz'altro il sistema regionale autostradale migliore, il più
valido di tutta l'Italia.
E trovare così da questo sistema, da questo tipo di regime
unitario del sistema autostradale siciliano, le economie e le
energie per ripartire con un autentico piano di risanamento che,
per la verità, secondo me, anche il buon Zapparata aveva
timidamente provato ad abbozzare ma che, come sempre, è rimasto
tristemente lettera morta.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
perplesso, avendo ascoltato anche l'introduzione alla mozione da
parte del collega Mancuso e dei colleghi del PDL che l'hanno
presentata, per il fatto che non si dica sostanzialmente niente
rispetto ad un atto che io considero molto grave da parte
dell'ANAS, che interviene, pur avendo altri modi per farlo, con una
decisione che ha un sapore straordinariamente politico, per
revocare la concessione al Consorzio per le autostrade siciliane
mentre, contestualmente - e giustamente, io dico - in tante regioni
del Nord, quali il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, da parte del
Parlamento nazionale, su proposta dello stesso Governo, si va verso
una gestione regionalizzata.
Non vedere la gravità di questo, secondo me, è un atto di miopia
che non riguarda questo Governo, questa maggioranza e il suo
rapporto con il Governo nazionale, ma riguarda l'interesse e il
prestigio delle istituzioni regionali rispetto ad un Governo
nazionale e ad un ente nazionale, come l'ANAS che, com'è noto, non
è stato nei confronti della Sicilia, nel corso di tutti questi
anni, prodigo né di consigli né di sostegni né di interventi per la
parte di competenza dell'ANAS.
Dopo di che, l'altro motivo per cui non condivido la mozione è
perché si dà, dentro un quadro di considerazioni giustamente
negative rispetto al modo in cui è stato gestito il Consorzio per
le autostrade siciliane, si estrapola, in termini del tutto
discutibili, dal mio punto di vista ovviamente, il periodo di
gestione ordinaria, tra il 2008 e il 2009, che - non lo dico
adesso, ci sono atti parlamentari che chiedo all'assessore Russo di
valutare perchè non ho ancora avuto risposta a quegli atti che ho
prodotto - che si è caratterizzata sostanzialmente per alcuni atti
di gestione che io considero alla base dell'ulteriore situazione di
caos che si è determinata nel Consorzio per le autostrade
siciliane.
Mi riferisco ad una gestione del personale che si è
caratterizzata, anzitutto, per il ricorso a forme di mobilità che
io ho definito domestiche nel senso che non si è fatto alcun
avviso pubblico, non si è fatta alcuna selezione nel reclutamento
delle persone e delle professionalità eventualmente necessarie e,
quindi, si è sostanzialmente bypassata qualunque norma, qualunque
regola per favorire alcuni rispetto ad altri. Se poi questi
alcuni sono amici degli amici è un argomento che io, in questa
sede, voglio tralasciare; ma il sospetto è molto forte.
Per quanto riguarda la manutenzione, che era la priorità, mi
risulta che vi era stato un appalto, come capita per tutte le
autostrade - anche su questo c'è una mia interpellanza - era stata
bandita una gara per la manutenzione di tutti i tratti
autostradali, perché così si risparmia e vi è pure una competizione
più ampia e più qualificata. Ad un certo punto, la dottoressa
Valenti, che allora presiedeva il Consiglio di amministrazione, ha
ritenuto di spezzettare questo appalto con gare non superiori a 200
mila euro e di affidarle con procedure accelerate, quasi
fiduciarie.
Io credo che un ente importante come il Consorzio per le
autostrade siciliane, un ente pubblico, non meriti che vengano
compiuti atti di questa natura.
Poi, c'è stato il caso clamoroso che riguarda il presunto ammanco
di 12 milioni di euro - anche questo, Assessore, è stato posto
all'attenzione dell'Assessorato con una mia interrogazione - in cui
la predetta presidente segnalò che, da parte del Banco di Sicilia,
non erano stati versati, per meglio dire non era stata acquisita
dal Consorzio una reversale di 12 milioni di euro che mise a
bilancio, contro il parere del collegio sindacale - ricordo che nel
collegio sindacale il presidente è nominato dal Ministero
dell'Economia, quindi nazionale -, dopo di che si aprì, ovviamente,
una indagine perché si trattava
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, la invito ad avviarsi alla
conclusione.
PANARELLO. Ho saputo che, naturalmente, l'indagine si è chiusa con
la conclusione che questo ammanco non c'era; c'era stato soltanto,
nella redazione dei precedenti bilanci, un errore materiale che era
stato segnalato. Nonostante questo, si era determinata, da parte
dei vertici dell'allora autostrada, questa idea che fosse stata
sottratta o dal Banco di Sicilia o all'interno del Consorzio la
modica cifra di 12 milioni di euro.
Quindi, siamo stati in presenza di una gestione per lo meno
superficiale, io ritengo probabilmente mossa più da interessi di
ordine politico che da una effettiva volontà di rilanciare il
Consorzio per le autostrade siciliane. E in questo contesto si è
determinata anche una gestione del personale che, in violazione
delle norme contrattuali, ha determinato un'ulteriore situazione di
disagio, come ha detto anche l'onorevole Picciolo, e che merita
certamente di essere affrontata da parte dell'attuale commissario
straordinario - il quale, fra l'altro, non è quello citato nella
mozione in argomento ma è un funzionario della Regione - con il
concorso dell'assessore Russo e deve essere affrontata per evitare
che si determini una ulteriore situazione di degrado in un ente che
è di proprietà della Regione, che ...
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, deve concludere.
PANARELLO. Sì, ha ragione, mi scusi Presidente, concludo
rapidamente.
Dicevo, che ha bisogno da parte della Regione di una attenzione e
di un impegno per evitare che si determini una condizione di
ingovernabilità.
E in ragione di questo chiedo all'assessore Russo di prestare
particolare attenzione.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
A conclusione dell'intervento dell'onorevole Buzzanca dichiarerò
chiuse le iscrizioni a parlare.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io mi
atterrò certamente al tempo che mi viene assegnato e spero che il
richiamo che la Presidenza ha fatto all'onorevole Mancuso valga
anche per il futuro e che
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, mi scusi, è una caduta di stile
La Presidenza ha forse mai fatto discriminazioni da questo punto di
vista? Portatemi ad una discussione fuori dal momento d'Aula e vi
dimostreremo che non è così E, per la verità, non vorrei parlare
solo a nome mio, ma anche a nome del Presidente Cascio e del
Vicepresidente Formica.
Evitiamo di fare polemiche su cose che non esistono; il minuto in
più o i due minuti in più sono stati sempre accordati. Per forza
maggiore dobbiamo comunque accusare qualcuno
Onorevole Buzzanca, parli liberamente. C'è stata sempre grande
tolleranza da parte della Presidenza, ma se la facciamo diventare
una discussione è davvero una caduta di stile
BUZZANCA. A me sta bene e non voglio fare nessuna polemica, anche
perché io mi sono sempre attenuto al tempo assegnatomi, questo per
essere chiaro. Altri non lo hanno fatto e se vogliamo poi
confrontare i resoconti ce ne renderemo conto.
L'argomento che stiamo trattando è estremamente delicato e
richiama una questione che noi, tante volte, qui abbiamo dovuto
porre e che attiene ai commissariamenti sui quali, tuttavia, non mi
soffermerò se non per dire che non mi sembra che il
commissariamento rispetti la democrazia, renda onore al territorio
e, quindi, segua un percorso che tutela gli interessi legittimi dei
cittadini che sul territorio siciliano insistono, in questo caso i
cittadini, che sono tantissimi, fruitori del servizio autostradale.
Poi, Assessore, voglio richiamare la sua attenzione sulla
drammaticità delle condizioni che vive il CAS e vorrei ricordarle
che a parte il contenzioso, che ormai è diventato insopportabile e
a cui bisogna mettere mano subito, prima di subito, noi abbiamo
l'obbligo di dire che nel momento in cui l'ANAS ha inteso
interrompere il rapporto a suo tempo instaurato negli anni '60 con
il Consorzio per le autostrade siciliane, ha certamente tenuto
conto del contenzioso esistente, ma ha tenuto conto pure delle
gravi carenze che si sono registrate e che si continuano a
registrare.
Perché io dico che oggi è drammatica la situazione? Perché a parte
il contenzioso, che certo porterà a conseguenze molto drammatiche
per il destino del Consorzio, oggi abbiamo problemi per la
quotidianità, per il rapporto che vivono ogni giorno gli esattori
che sono diventati insufficienti, che non potranno garantire
addirittura il mantenimento delle porte di accesso e di deflusso e
che non potranno, quindi, più procedere alla esazione del ticket,
atteso che - come è a lei noto - il telepass assorbe soltanto tra
il 25 e il 30 per cento delle utenze che attraversano le autostrade
siciliane.
E questo è un dato che chiaramente può essere migliorato, ma
questa è la realtà in questo preciso momento.
Vi è di più. La mancata approvazione della pianta organica entro
il mese di giugno del 2010 non consente neanche di fare riferimento
ai cosiddetti trimestrali, a coloro i quali cioè in questi ultimi
dieci anni hanno garantito il passaggio, hanno garantito che
funzionasse il sistema di esazione e oggi, anche a causa della
politica scellerata di un'azienda che, essendo commissariata, è
rimasta molto spesso ostaggio di una eccessiva sindacalizzazione,
ce ne rendiamo conto.
Ma in questo momento abbiamo il problema della stessa
sopravvivenza del Consorzio, proprio perché c'è il contenzioso, non
vi è la possibilità di esigere il ticket, non vi è la possibilità
di assumere trimestralmente coloro i quali hanno fin qui garantito
che tutto si svolgesse regolarmente, non vi è alcuna manutenzione.
I lavori appaltati sono stati soltanto recentemente oggetto di
affidamento alle ditte e sono sicuramente insufficienti.
In questo contesto io ritengo che gridare allo scandalo non sia
certamente utile e mi sorge un dubbio: forse si voleva arrivare a
questa conclusione? Forse la mancanza di interlocuzione con il
Ministero delle infrastrutture e con l'ANAS è una scelta per
mascherare in questo momento, purtroppo, fatti che a noi sfuggono o
che, comunque, dovremmo approfondire? Questo è il dato.
La stessa discussione che oggi facciamo, a distanza di un anno
circa da quando la mozione è stata presentata, la dice lunga sulla
reale volontà che il Governo ha di affrontare subito questo
problema, di affrontarlo seriamente e di farlo nell'interesse del
CAS, nell'interesse dei siciliani, nell'interesse del popolo che
guarda alla classe dirigente come ad un punto di riferimento.
Oggi, noi ci troviamo davanti ad un Governo tecnico, lo ribadisce
tante volte l'assessore Russo, io non ho alcun dubbio nel dire che
l'assessore Russo è un tecnico. Però, Assessore, affrontiamo
seriamente questo problema, cerchiamo di ritrovare uno spirito di
collaborazione istituzionale con le autonomie locali, ripristinando
il sistema democratico, con il Ministero delle infrastrutture e con
l'ANAS perché si possa giungere ad una soluzione.
Certamente, non è scontrandosi che si fa l'interesse dei
siciliani, dei dipendenti del CAS, del futuro della stessa
struttura consorziale.
Se questo è l'intendimento dell'assessore, ne prenderemo atto. Al
contrario, è chiaro che dovremo assumere tutti gli atti
consequenziali, dovranno farlo gli enti locali, dovranno farlo i
soci di quel Consorzio che, ben quarant'anni e passa or sono, hanno
voluto che nascesse finalmente un collegamento autostradale, che
prima era soltanto una chimera e che di recente è diventata una
realtà, anche per l'interessamento sostanziale dell'attuale Governo
che ha voluto inaugurare, dopo aver effettuato i lavori, il
completamento della Messina-Palermo.
Assessore, io spero che lei si faccia carico di questo problema e,
all'interno della sua competenza, riferisca al Governatore Lombardo
che i commissariamenti hanno raggiunto ormai un limite
insopportabile, un limite che non solo la classe dirigente non
sopporta, ma che non sopportano più neanche i siciliani perché si
rendono conto che, molto spesso, i commissari sono talmente
distanti dai problemi da non poterli affrontare e, quindi,
risolvere.
Io confido nella sua azione e spero che i fatti non la
smentiranno.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cimino ha chiesto congedo per
la giornata odierna, essendo impegnato fuori sede per motivi
istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende la discussione della mozione n. 210
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, l'onorevole Mancuso, insieme al capogruppo del PDL,
onorevole Leontini, e ad altri colleghi, in data 20 luglio 2010 ha
presentato una mozione su un problema, che già allora era scottante
e che oggi continua ad essere tale, che riguarda il Consorzio per
le autostrade siciliane.
La prima cosa che salta agli occhi di tutti - e questo non vuol
essere un rimprovero nei confronti della Presidenza, ma credo sia
necessario intervenire su questa vicenda - è il fatto che sono
passati quasi quattro mesi per poter discutere questa mozione, con
una serie di assessori che si sono succeduti in questi mesi i quali
si sono sistematicamente assentati e non si sono presentati in Aula
per affrontare questo tema, che noi riteniamo di grande rilevanza
per il territorio siciliano.
Prima cosa: una censura nei confronti del Governo perché non è
possibile che impieghi quattro mesi per rispondere in Aula;
naturalmente non mi rivolgo assolutamente all'assessore Russo che
riveste tale carica da pochi giorni, ma a coloro che lo hanno
preceduto.
Ricordo a questo proposito che sempre all'ordine del giorno vi é
una serie di interrogazioni, sempre sul CAS, a cui non si è ancora
dato risposta. Però, conoscendo la volontà di lavorare e le
capacità dell'assessore Russo, credo che evaderà velocemente tutte
le interrogazioni ancora giacenti presso il suo Assessorato.
La seconda considerazione l'ha svolta l'onorevole Buzzanca, ma
credo che sia importante ritornare su questo argomento: quando in
uno Stato democratico vigono regimi commissariali è perché le
regole democratiche sono venute meno.
Vedete, noi non ce l'abbiamo né con l'attuale commissario né con
quelli che ci sono stati precedentemente, ma non è possibile che,
nel breve volgere di qualche mese, siano cambiati 3, 4, 5
commissari, non sappiamo nemmeno quanti ne sono passati presso il
Consorzio per le autostrade siciliane perché, ogni qual volta
chiamavamo, ci comunicavano che era cambiato il commissario.
Adesso c'è un nuovo commissario e spero che il Governo almeno gli
faccia fare qualche giorno da commissario, altrimenti non lo
chiameremo più commissario ma gli dovremo trovare un termine
diverso per indicare le funzioni volanti che i diversi funzionari
della Regione e della Provincia di Catania hanno svolto in questo
periodo.
Terza cosa: lei è un uomo di legge, Assessore, è un tecnico e, in
quanto tale, chiediamo a lei, non più espressione della politica ma
espressione del diritto, di andare a verificare il contenzioso
esistente tra gli ex componenti del consiglio di amministrazione e
l'Assessorato regionale delle infrastrutture, comunque il suo
Presidente e la Regione, perché nel commissariamento che è avvenuto
da parte del precedente consiglio di amministrazione,
democraticamente indicato sia da parte del Governo sia da parte dei
soci che fanno parte dell'assemblea del CAS, vi sono sentenze - mi
pare di ricordare - favorevoli a coloro i quali hanno impugnato gli
atti parlamentari.
E vi sono anche delle vicende stranissime come, ad esempio,
qualche documento firmato di domenica, come se la domenica
l'Assessorato delle infrastrutture lavorasse e quindi c'è la
possibilità di dare parere al Governo per la sostituzione, per
essere chiari, della dottoressa Patrizia Valenti.
Al di là di tutto questo, stasera vogliamo rivolgerci al Governo
per chiedere due cose.
La prima: assessore Armao, l'anno scorso, in fase di approvazione
della finanziaria, io e il collega Leontini abbiamo difeso un
finanziamento di 56 milioni di euro che la Regione aveva destinato
alla realizzazione dei lotti 6, 7 e 8 della Siracusa-Gela; in
pratica, si tratta dei primi tre lotti che dalla provincia di
Siracusa portano dentro il territorio della provincia di Ragusa.
Adesso il Ministero del Territorio e dell'Ambiente ha dato il
parere favorevole, abbiamo ottenuto il via. Non vorrei che in
questa ridiscussione del bilancio della Regione, così come è
avvenuto l'anno scorso, qualcuno pensasse di togliere queste somme
che sono di importanza fondamentale e vitale per la realizzazione
di questi tre lotti, in quanto sono la parte di cofinanziamento
della Regione, dal momento che vi è un impegno importante da parte
del Ministero delle Infrastrutture per il completamento di questa
opera.
L'altra cosa, su cui invito l'Assessore a vigilare e a valutare,
riguarda la realizzazione di una bretella di collegamento fra lo
svincolo del lido di Noto e i comuni di Pachino e di Portopalo.
Quando il Consorzio per le autostrade Siracusa-Gela, perché lei sa
meglio di me che il Consorzio per le autostrade siciliane raggruppa
tre consorzi, pensò di realizzare il tratto autostradale che da
Siracusa arrivava fino a Gela, si dimenticò che in provincia di
Siracusa vi erano dei paesi, delle città e, quindi, questa
autostrada non poteva attraversare la nostra provincia, ma era
necessario che si desse la possibilità ai cittadini di fermarsi e
di poter accedere ai vari comuni. La zona montana venne
completamente abbandonata e il CAS, a suo tempo stimolato dalle
forze politiche, ha progettato, realizzato e ha ottenuto il
finanziamento per lo svincolo, cosiddetto mare-monti, i cui lavori
sono stati consegnati nel mese di agosto.
Poi, un'altra dimenticanza fu quella relativa al collegamento dei
paesi di Pachino, Portopalo, Marzamemi, una delle zone turistiche
più importanti della provincia di Siracusa e comunque di tutto il
Sud-Est, con uno svincolo autostradale. Non fu possibile realizzare
tale svincolo autostradale perché la Sovrintendenza aveva eccepito
che laddove avrebbe dovuto sorgere vi erano degli importanti
reperti archeologici e, pertanto, si pensò di realizzare una
bretella di collegamento che dal lido di Noto potesse congiungersi
con i paesi di Pachino e Portopalo.
Oggi, Assessore, la gara è stata fatta; però le buste continuano a
rimanere chiuse nonostante - devo darne atto - l'attuale
commissario stia lavorando con attenzione e con particolare
dedizione a risolvere questa vicenda.
Sarebbe opportuno che anche la politica aiutasse il commissario a
fare in modo che da parte del Ministero arrivasse la terna per
potere finalmente aprire le buste e aggiudicare i lavori.
Pur condividendo in toto la mozione che l'onorevole Mancuso e il
capogruppo del PDL hanno proposto, vorrei anche essere propositivo,
come lo sono stato con questo mio intervento, e pertanto chiedo di
riportare la democrazia all'interno del Consorzio per le autostrade
siciliane togliendo il regime commissariale e affidando a chi di
dovere la gestione del Consorzio stesso, in maniera tale che vi sia
un'amministrazione che duri nel tempo, che non sia così limitata
come è avvenuto fino adesso, e che l'Assessore possa vigilare,
insieme all'attuale commissario, affinché una serie di opere
importanti, momentaneamente bloccate, possano, nel breve volgere di
qualche settimana, essere sbloccate e, quindi, vedere la luce con
l'anno nuovo.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo, fra
l'altro, come cofirmatario della mozione e dell'interrogazione che
è stata presentata dagli onorevoli Mancuso, Leontini ed altri
colleghi del PDL, per chiedere all'assessore Russo di precisare,
nella sua replica, alcune cose fondamentali.
Vorrei ricordare che le autostrade della nostra Regione sono nate
in provincia di Messina per scelta degli enti locali. Il comune di
Messina, la Camera di commercio, la Provincia e altri comuni del
territorio hanno visto, quasi cinquanta anni fa, l'esigenza di
raddoppiare la statale 113 e la statale 114 per consentire a tutta
la popolazione, essendo Messina, tra l'altro, porta della Sicilia,
di avere migliore accesso e migliori possibilità di comunicazione.
Sappiamo ancora oggi quanto siano importanti le autostrade per il
territorio e il suo sviluppo e, soprattutto, sappiamo che queste
infrastrutture oggi sono certamente inadeguate e insufficienti per
coprire tutta la nostra Regione e dare la possibilità ai siciliani
e ai tanti turisti - che auspichiamo siano sempre più numerosi
nella nostra bellissima Isola - di attraversare tutta la Sicilia e
godere di tutto ciò che possiamo offrire sia in termini di servizi,
sia in termini di fatti positivi che attraggono sempre più flussi
turistici.
Vorrei chiedere all'assessore Russo di precisare alcune cose.
Intanto, perché l'ANAS ha ritirato la concessione al CAS? Cosa ha
fatto fino ad oggi il commissario, nominato nel luglio del 2009,
per dare risposta alle contestazioni dell'ANAS fatte al CAS in
termini di miglioramento dei servizi e di maggiore fruibilità per
tutti gli automobilisti?
Certamente, io qui intervengo come parlamentare, ma soprattutto mi
sforzo di dare voce agli interessi dei siciliani, specie gli utenti
delle nostre autostrade che, ogni giorno, rischiano la vita perché
le manutenzioni non sono sufficienti ad arginare deficienze e
lacune che sono sotto gli occhi di tutti e che l'ANAS ha contestato
alle gestioni che si sono succedute.
Allora, vorrei capire dall'assessore Russo alcune dichiarazioni
del nostro Governatore, del presidente Lombardo che, da quando si è
insediato alla guida del governo della Regione, si è posto il
problema di privatizzare le autostrade siciliane. Poi, invece, lo
abbiamo visto adirarsi contro le decisioni del Governo e dell'ANAS,
quando è stata revocata la concessione.
Vorrei capire perché, da un lato, se l'interesse del nostro
Presidente era quello di privatizzare e, quindi, vendere le
autostrade siciliane ai privati, dall'altro lato, quando l'ANAS ha
revocato la concessione, ha chiesto all'ANAS il motivo di quella
scelta.
Allora, qui l'Assessore deve dirci cosa ha fatto il commissario in
oltre un anno, visto che é l'unico che dovrebbe rispondere in nome
e per conto del nostro governatore, dato che è stato il Presidente
della Regione a nominarlo, mentre è chiaro che quando c'erano i
consigli di amministrazione, quei pochi consigli di amministrazione
che si sono succeduti nel tempo rispondevano agli enti che li
avevano nominati sia in sede centrale, regionale, sia in periferia.
Quindi, c'era maggiore interlocuzione, maggiore democrazia,
maggiore responsabilità verso quei territori che li avevano
delegati alla gestione di un ente così importante per fare sì che
ci fossero meno incidenti e soprattutto migliori servizi nelle
autostrade per i nostri automobilisti.
Qui non faccio un intervento di natura politica o di carattere
sindacale, come qualche collega che mi ha preceduto ha rivendicato
da questo podio. Vorrei solo chiedere all'Assessore, in nome e per
conto dei siciliani e degli utenti, che cosa si intende fare per
migliorare le nostre autostrade, per potenziarle su tutto il
territorio regionale.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'atto
particolarmente significativo della mozione che stasera, dopo tanto
tempo, approda in Aula vuole essere anche uno spunto per dibattere
sulla situazione determinatasi in seguito ad una serie di vicende
che hanno avuto, probabilmente, anziché il sapore di una azione
amministrativa di obiettiva determinazione, più che altro una
dimostrazione di forza quando la gestione ordinaria, che era stata
affidata ad un Consiglio presieduto dalla dottoressa Valenti
vedeva, con una nomina ordinaria, col nuovo Governo, un momento di
commissariamento. In seguito al ricorso al TAR, veniva reinsediato
il soggetto giuridico, quindi il Consiglio nella sua interezza,
determinandosi il TAR in maniera esattamente opposta al Consiglio
di giustizia amministrativa che invece ne aveva rideterminato il
commissariamento.
Allora, su questo ragionamento, su questo percorso, al di là delle
competenze, al di là delle inadempienze, al di là di una vicenda
che ha visto sicuramente un momento di impegno e un'azione virtuosa
della gestione della dottoressa Valenti, che ha voluto dimostrare
come una serie di incrostazioni e di situazioni, nel tempo,
avessero determinato un andazzo più che un andamento probabilmente
non del tutto positivo, si apriva la strada ad un momento di grande
scontro anche nelle valutazioni che sono state, da lì in seguito,
portate avanti.
Questa situazione ha, a mio avviso, offerto lo spunto.
Ma, anziché capire come aprire un ragionamento sulla politica
infrastrutturale, sulla politica dei trasporti, su quanto è stato
detto anche qui stasera relativamente a quel che avviene in tutte
le altre regioni d'Italia, dove le autostrade registrano risultati
di gestione positivi, anziché capire quali sono i motivi che hanno
determinato invece un andamento negativo, lo scontro si è limitato
solo al fattore gestione, alla dimostrazione di forza, di potere e,
perché no, anche ad un'azione che ha visto solo, quasi in un clima
di sfida, determinare semplicemente la sostituzione di soggetti.
Allora io dico che quando qualcosa non va, deve esserci un impegno
da parte di ognuno di noi. Questo è il contributo che, a mio
avviso, l'Assemblea può portare al dibattito e a questa realtà che
oggi ancora viviamo, in un clima di grande precarietà, dove
addirittura l'esistenza di patologie gravi nel tempo ha comportato,
come conseguenza, la proposta di revoca della concessione da parte
del Ministero delle infrastrutture.
E, davanti a questa ipotesi, dobbiamo evidenziarne i limiti, i
problemi, le reali difficoltà, le motivazioni che hanno determinato
questa consistente azione che, di fatto, depotenzia la nostra
capacità di azione nel territorio siciliano.
Dobbiamo avere uno scatto d'orgoglio per capire come determinare
un piano strategico che porti al centro del dibattito, al centro
dell'agenda politica un argomento così importante, sì da diventare
un motivo di sfida ma anche di orgoglio, di grande capacità, in
sintonia con lo spirito, con la ratio della nuova realtà che si
aprirà con il federalismo: se l'articolo 22 della legge sul
federalismo parla di perequazione infrastrutturale, sicuramente uno
degli argomenti su cui dovremo ragionare è proprio il problema
delle infrastrutture.
E chi meglio del Consorzio per le autostrade siciliane potrà
contribuire realmente, con un forte impulso in tale direzione, a
far sì che nasca una considerazione che passi e diventi strategia
e, perché no, capacità di realizzare un percorso che modifichi la
realtà esistente eliminando le patologie, e quindi migliorandola
con una grande capacità di prospettiva? E non, invece, questa
cultura, tutta siciliana, che quando c'é qualcosa che non va, che
non funziona, l'obiettivo è distruggerla e non crearne una
alternativa.
Io dico che ciò che non va, deve essere modificato. Ma, prima di
distruggere, pensiamo a creare le condizioni e le realtà che
possono poi, di fatto, sostituire quello che già esiste.
Concludo dicendo che va considerato positivamente il motivo, lo
spunto e, perché no, il momento della gestione - che ha aperto
questo dibattito - della dottoressa Valenti. Invece, al di là di
accuse o di momenti non realmente rispecchianti la vera realtà di
una gestione che voleva dare un contributo, un cambio di tendenza e
un impulso perché si avviasse una fase di crescita attraverso le
infrastrutture, di cui ho parlato prima, è stato visto come un
momento da abbattere.
Noi siamo per difendere ciò che vale e funziona e, in questo caso,
per far sì che da questo passaggio, da questo momento nasca un
confronto che faccia rivivere le autostrade siciliane.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, in primo luogo devo ringraziare l'Aula
per la pazienza con cui ha atteso questo mio intervento per circa
venti giorni, ma siamo andati a rendere l'intesa sul Piano
infrastrutturale e, quindi, mi pare che sia un argomento che
giustifichi l'assenza.
Devo dirvi che ho ascoltato con moltissima attenzione, come è
ovvio, tutti gli interventi e, per certi versi, in alcuni di essi
ho notato una suggestione biografica nel senso che, come emerge
pure dalla mozione, vi è una sorta di magnificat della pregressa
gestione e una valutazione fortemente negativa della gestione
commissariale.
Allora, come ha appena ricordato l'onorevole D'Asero, bisogna - lo
faccio con qualche imbarazzo per motivi personali, ma lo faccio -
ricostruire i fatti sulla base dei documenti.
Come ricordava l'onorevole D'Asero, avverso il provvedimento di
commissariamento è stato proposto un ricorso con richiesta di
sospensiva. Il TAR ha accolto la sospensiva mantenendo
nell'incarico il Consiglio di amministrazione precedente.
L'Amministrazione ha proposto gravame davanti al Consiglio di
giustizia amministrativa, che ha annullato la precedente ordinanza
del TAR, e l'ha annullata non perché non ci fosse il pericolo di
danno grave ed irreparabile, ma l'ha annullata - io non voglio fare
alcun commento, almeno per ora - con la seguente motivazione:
Ritenuto che ad un primo sommario esame della questione ,
aggiungo, persino ad un primo sommario esame della questione, la
complessa patologia dalla quale sono scaturite le misure adottate
appare soltanto in parte addebitabile a disfunzioni pregresse del
Consorzio e del suo funzionamento, in relazione agli obiettivi per
i quali è stato costituito, in quanto l'organo commissariato nella
sua attuale composizione - vale a dire nell'attuale composizione
del Consiglio di amministrazione - ha mostrato, allo stato, di non
avere saputo porre rimedio .
Il Consiglio di amministrazione, dice il CGA, ha dimostrato di non
avere saputo porre rimedio - ripeto, saputo - agli effetti nocivi
del pubblico interesse riconducibile alla pregressa gestione .
C'è una censura gravissima e assolutamente inconsueta del CGA in
un giudizio cautelare, rispetto alla bontà dell'attività fatta dal
Consiglio di amministrazione sostituito.
Vi giuro, faccio questo lavoro da qualche anno, come sapete, è
inconsueto. Ed è ancora più inconsueto ciò che è accaduto oggi.
La Regione siciliana - e, guardate, non dirò più alcunché perché
mi ricollego a quello che ho appena letto del CGA - è riuscita o,
per meglio dire, la gestione del Consorzio - non userò mai
l'acronimo perché la Regione siciliana non è felice nella scelta
degli acronimi, infatti ha chiamato FOS un ente che si occupa di
musica e questo l'ha chiamato CAS, quindi io mi ostino a dire il
Consorzio -, la Regione siciliana è riuscita in un compito che
statisticamente - qui c'è un maestro del foro palermitano,
l'onorevole Musotto, a cui chiedo aiuto sulla statistica - in
ventisette anni io non avevo mai visto. E ho citato l'onorevole
Musotto perché non è componente del Governo. Ebbene, siamo riusciti
a farci denunciare rispetto a quella gestione, ripeto a farci
denunciare rispetto a quella gestione dal Consiglio di giustizia
amministrativa cui abbiamo chiesto un parere. Siamo riusciti a
farci denunciare alla Procura della Corte dei conti.
Noi chiediamo un parere al CGA e il CGA, sezione consultiva, su
quella gestione ci denuncia alla Procura della Corte dei conti.
Quante volte le è noto che sia accaduto questo, presidente
Musotto?
Vorrei leggervi il passaggio, che riguarda il contenzioso del
personale sul quale oggi è arrivata e oggi ho scritto una lettera
ai dirigenti, per rassicurarvi sulla celerità di intervento, in cui
il Consiglio di giustizia amministrativa dice che: non è possibile
applicare al Consorzio il contratto dei dipendenti delle società
autostradali private, va applicato il contratto collettivo del
pubblico impiego della Regione , e aggiunge: avrebbe dovuto per
l'effetto cessare ogni ultra attività della singolare e più
favorevole per il personale, non invece per la finanza regionale,
disciplina anteriormente autorizzata. Se ciò esatto andrebbe
considerata illegittima la perdurante applicazione al personale
dirigenziale del Consorzio del contratto collettivo di diritto
comune relativo ai dirigenti d'azienda privata, posto che il
Consorzio inconfutabilmente non è un'azienda privata e che se anche
la Giunta ebbe ad autorizzare nel 1984 l'applicazione di tale
disciplina, ogni relativo effetto non avrebbe potuto perpetuarsi
oltre il 17 maggio 2000, data di entrata in vigore della legge
regionale 15 maggio 2000, numero 10 .
Questo è quello che il Consiglio di giustizia amministrativa,
oggi, ci ha detto ed oggi ho inviato una lettera ai dirigenti
generali del Bilancio, delle Infrastrutture, del Personale, ai
revisori del Consorzio, al commissario straordinario perché questa
gestione di cui stiamo parlando sapete cosa comporterà? Comporterà
l'obbligo di costituire in mora chi si è reso responsabile
dell'applicazione di questi contratti e non l'ha interrotta;
comporterà che bisognerà mettere, e questa disposizione ho dovuto
dolorosamente dare, i dipendenti per il recupero delle somme
percepite in più; comporterà e comporta questa frase che vi leggo:
Si rammenta che qualora, così come appare, possano essere
individuati immediatamente e direttamente addebiti in capo a chi
abbia ricoperto ruoli di gestione del Consorzio e risulti essere
pubblico dipendente, potrà trovare nei suoi confronti applicazione
la speciale forma di tutela del pubblico Erario prevista dal
regolamento di contabilità di Stato.
In particolare, in forza di tali norme, anche nei confronti di
coloro cui vengano rivolti dall'amministrazione di appartenenza
addebiti di responsabilità amministrativa, può essere operata la
ritenuta dello stipendio nei limiti del quinto della retribuzione,
anche prima di qualunque intervento del giudice contabile e per un
periodo non superiore a sei mesi dalla data di emanazione del
relativo decreto applicativo, termine, trascorso il quale, gli
effetti di quest'ultimo cessano se non si è iniziato giudizio di
responsabilità avanti la Corte dei conti o sia intervenuto
sequestro da parte della Procura della Corte dei conti .
Questa è la cosa che è stata fatta oggi.
Devo dire che oggi è stata una giornata grassa , perché è
arrivata anche la comunicazione della Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Messina, relativa al famoso ammanco di 12
milioni di euro.
Ancora una volta non farò commenti.
Ancora una volta leggo: Considerato che dal verbale e da sommarie
informazioni rese dal presidente del Consorzio - nomi non ne faccio
perché non è cortese - è stato in proposito precisato che il
presunto ammanco in argomento sarebbe conseguente ad
un'anticipazione mai accreditata sui conti correnti dell'ente da
parte del Banco di Sicilia di Messina nel corso del 2004 e
ripianata soltanto nel 2007, anno in cui la banca ha trattenuto
tale somma , lunghe pagine, cercherò di essere contenuto, in
definitiva, anche a voler aderire all'iniziale ricostruzione, non
sussiste alcuna ipotesi di ammanco, né può ipotizzarsi altra
fattispecie di reato, salvo la mancata adozione del regolamento di
contabilità da parte degli organi di amministrazione del
Consorzio , per cui anche la Procura della Repubblica di Messina ci
denuncia alla Procura della Corte dei conti o, per meglio dire,
denuncia l'amministrazione del Consorzio anche la Procura della
Repubblica di Messina alla Procura della Corte dei conti per la
mancata adozione del regolamento di contabilità da cui è dipesa la
mancata rilevazione del fatto che questo ammanco, proprio secondo
la Procura, non c'era.
Se ci fosse stato il regolamento, se ne sarebbero accorti.
Allora, io devo dire ai proponenti la mozione che, ovviamente,
condivido la preoccupazione sul livello di gestione del Consorzio,
ma intonare il magnificat è complesso.
Se l'onorevole Cracolici mi desse il destro di parlare con
l'onorevole Mancuso e rivolgermi all'onorevole Mancuso in quanto
relatore della mozione, direi che c'è stata una rappresentazione
dei rapporti simile a quella che hanno nel primo canto dell'Orlando
furioso Rinaldo e Angelica; Rinaldo - nel frangente il Presidente
Lombardo - insegue Angelica (il Consorzio, diciamo così) e Ferraù -
nel frangente l'onorevole Mancuso - difende Angelica contro
Rinaldo, salvo poi inseguirla assieme nelle selve.
E' possibile che la condivisa preoccupazione per il livello di
gestione del Consorzio debba portare piuttosto che a soffermarsi su
oh quanto era bella la pregressa gestione , oppure dire oh
quanto è bello il commissariamento , a concentrarsi, piuttosto che
sul colore del gatto, come avrebbe detto altro politico, sul fatto
che il gatto prende il topo, ovverossia sul fatto che si ponga
rimedio a questa gestione, complessivamente assai problematica, del
Consorzio.
E' mia intenzione, anche se devo dirvi che il Consiglio di
giustizia amministrativa in questo parere che è arrivato oggi è
particolarmente pesante, vi leggerò in chiusura il passaggio,
interloquire col Ministero delle infrastrutture per vedere se,
nell'ambito di una dialettica di tutela condivisa degli interessi
dei siciliani e della Regione siciliana, intesa come comunità e non
come istituzione, ci siano margini per avviare una discussione
serena per quanto complessa, atteso che, per intenderci, quando ci
si dice assumete, assumete, assumete - mi pare improbabile con
questo colpo di legno che è arrivato - vorrei leggervi, per
segnalarvi la difficoltà rispetto alla gestione che c'è stata,
questo passaggio conclusivo del parere, anzi è quello iniziale del
parere del Consiglio di giustizia amministrativa.
Se volete vi do gli estremi così potrete scaricarlo dal sito della
Giustizia amministrativa, è il parere 841/2010: Si premette che,
nelle more della richiesta di parere qui in esame, è sopravvenuto
il decreto del Ministro delle infrastrutture che ha segato il CAS,
il Consorzio. Ciò in quanto l'intervenuta decadenza della
concessione sembra costituire un elemento dirimente ai fini della
presente consultazione giacché rende in gran parte superati, pure
alla stregua e nei limiti di quanto si osserverà, i quesiti posti
nella richiesta di parere in trattazione (tradotto per gli incolti
come me: ve lo diamo solo per cortesia questo parere); ciò in
quanto il Consorzio, ove pure vi fosse una giustificazione
interinale della sua esistenza, invece che di scioglimento fino al
completo trasferimento della gestione autostradale al concedente,
ovvero ad altro soggetto da questo indicato, pare aver perso ogni
eventuale residuo appiglio esegetico cui ancorare la possibilità di
considerarlo legittimamente, a qualsivoglia effetto, un soggetto
diverso da ogni altro ente pubblico .
Il che comporta l'obbligo per l'Assessorato infrastrutture e per
l'Assessorato funzione pubblica di intervenire a partire dalla
gestione del personale.
Devo dirvi, concludendo, che la situazione è ben più grave persino
di così perché, nell'anno 2003, con delibera approvata
dall'Assemblea e dalla Giunta di Governo, si era detto, a questo
riguardo, alla dirigenza si applicano gli articoli 12 e 13 della
legge 15 maggio del 2000, vale a dire pubblico impiego .
Con deliberazione del 7 maggio 2010, grazie a Dio non applicata,
si dice che il contratto di lavoro dei dirigenti è quello dei
dirigenti di aziende industriali. Nessuno nella gestione è
intervenuto a dire che questo non valeva più dal 17 maggio 2000 e
ha continuato a pagare somme che non poteva pagare.
A questo punto io ho esaurito abbondantemente il mio spazio; ma,
per il rispetto dovuto ai proponenti la mozione, vorrei essere,
quanto meno, cortese quanto lo è stato il presidente Mancuso nel
depositare gli atti, le ulteriori cartelle sulle quali si
intratteneva, perché devo rendere ancora puntuale risposta ai punti
della mozione.
Io ho lavorato cercando di dare le risposte su quello che la
mozione proponeva.
Devo dire, con la franchezza che mi contraddistingue, ma con molta
serenità, che la mozione parte da assunti che non sono condivisi
oggi dagli Organi della giustizia amministrativa e financo penale e
quindi è il caso - e io sono assolutamente a disposizione per
quanto riguarda ogni riflessione al riguardo - di interloquire non
con la maggioranza, non con l'opposizione, ma con il Parlamento
della Regione siciliana in particolare, per quanto concerne la
proposta di un gruppo, non mi piace dire nemmeno ispettivo,
chiamiamolo un gruppo di autocoscienza , nelle forme che saranno
trovate nella dialettica tra il Parlamento della Regione e il
Governo regionale per affrontare questo snodo del CAS perché credo
che, se questa concessione viene definitivamente persa, alla fine
avremo perso tutti. E questo è un punto su cui, immagino, nessuno
in quest'Aula possa dissentire, almeno me lo auguro.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'Assessore anche per l'attenzione e la profondità degli argomenti
che ha affrontato, anche se si è insediato da qualche giorno.
Però io non sarei così certo, Assessore, che la mozione non
indichi una strada sotto il profilo politico. L'ultima sua proposta
è proprio nella parte finale, la task force, per chiarire.
Quello che è mancato in tutta questa storia - e condivido forse
con lei di non personalizzare, sotto il profilo soggettivo, le
responsabilità - è proprio, invece, la mancanza di vigilanza che ha
avuto l'assessorato sul Consorzio per le autostrade siciliane. Una
mancanza di vigilanza che ha messo a repentaglio le cose che lei ha
elencato, più molte altre che, naturalmente, se ha il tempo,
troverà in quella piccola relazione che siamo riusciti a preparare.
Mi dispiace che lei abbia tirato in ballo un'archiviazione alla
Procura della Repubblica di Messina riguardo ai fatti dei 12
milioni di euro, la cosiddetta reversale. Le potrei dire che c'è un
fascicolo aperto alla Procura della Corte dei conti, che ancora non
è chiuso e dove, naturalmente, l'unico accertamento da fare
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità Quando io l'ho detto lei conversava amabilmente con il
presidente Cracolici e ho detto che siamo riusciti a farci
denunciare perfino dalla Procura della Repubblica di Messina.
MANCUSO. Qui dentro le colpe le ha solo Cracolici Su questo sono
d'accordo.
Le cose da fare sul CAS sono tante e se ci mettiamo di buona lena
forse riusciremo a convincere anche l'ANAS e i due ministri,
Tremonti e Matteoli, a restituire quello che alla Sicilia è stato
tolto non dico ingiustamente, ma è stato tolto perché non siamo
riusciti, quanto meno, ad essere interlocutori seri con il Governo
nazionale. Questo è quello che io penso.
CRACOLICI. Non si comporti da ascaro
MANCUSO. Gli ascari siete voi, poi le spiego perché c'è
l'occasione di parlarne nelle prossime sedute, ma ascari in modo
serio: i viaggi a Roma ormai non vi mancano più, ma lasciamo
perdere.
Rispetto a questo, l'unica cosa che mi preme dirle, Assessore - e
faccio tesoro di una attività che ho svolto nella vita e che oggi,
meno male, non svolgo più per una libertà di azione che posso avere
nell'attività politica - è chiedere un'ispezione alla Banca
d'Italia sui conti del CAS - lo possiamo fare - e cerchiamo di
capire questa bellissima reversale di 12 milioni di euro che fine
abbia fatto.
Non è né una questione penale né contabile né amministrativa; è
una questione di verità sui conti del CAS dove, per vari anni, si
sono portati revisori, commissari, presidenti, senza fare
chiarezza. Da considerare pure che il CAS ha chiesto cento volte
le copie di tutti i conti correnti e delle movimentazioni e non gli
sono stati mai dati.
Siccome l'unico che ha potere sull'ex Banco di Sicilia è la Banca
d'Italia, se c'è l'intenzione di agire per risolvere le
problematiche del CAS anche su questo tema io, come lo sono stato
sempre, anche questa volta, Assessore, non solo concordo con la sua
azione ma cercherò di mettere a disposizione quelle che sono le mie
piccole conoscenze.
MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare più che per fatto personale, per fatto territoriale nel
senso che la vita del Consorzio e i suoi problemi hanno avuto da
sempre, e hanno ancora oggi, una ricaduta formidabile sul sistema
infrastrutturale di due province, non già solo nella mia, ma
sicuramente nelle province di Siracusa e di Ragusa.
I problemi che sono stati denunciati sono antichi e si commette un
errore nel promuovere una mozione che li focalizza negli ultimi
mesi quasi. Sono problemi antichi che hanno comportato una gestione
del Consorzio che, in alcuni momenti, è stata ai limiti
dell'accettabilità, non voglio usare altre parole. Basti pensare
alla fase drammatica e, per certi versi, intollerabile
dell'apertura dei tre lotti autostradali di Avola, Noto, Rosolini,
ancora oggi in fase di apertura di cantiere (ci sono le strisce
gialle, per capirci, e non quelle colorate).
Questo ha riguardato sia le gestione commissariali che le gestioni
democratiche; sia le une che le altre hanno brillato per
disattenzione nei confronti del territorio.
Signor Presidente, perché ho ritenuto di intervenire per ragioni
territoriali?
Perché solo nell'ultimo anno e mezzo una serie di aspirazioni di
quel territorio sono state in qualche modo esaudite, e sono stati
messi in campo lavori per oltre 60 milioni di euro: 24 milioni di
euro per la riqualificazione del tappetino - Assessore, lei deve
sapere che, appena aperta, l'autostrada ha dimostrato una serie di
carenze tali da determinare un intervento della Magistratura -, 16
milioni di euro per la realizzazione dello svincolo Siracusa Sud, 4
milioni di euro per la mitigazione dell'impatto ambientale e 16
milioni di euro per la realizzazione di una bretella, la cui gara
non è stata sicuramente annullata ma sospesa per recuperare un
vizio di forma, vizio di forma recuperato e, quindi, gara ripresa
per un'opera importante per il territorio.
Ma voglio citare una questione.
Assessore, mi sembra strano il decreto di revoca della concessione
proprio nel momento in cui, dopo un lavoro quasi decennale, si
sblocca la tappa più importante per la realizzazione dei lotti 7, 8
e 9 e, cioè, il Via-Vas di quei tre lotti, per i quali abbiamo
combattuto nei due territori per anni.
Oggi il Via-Vas è stato concesso. Adesso la benevolenza ci deve
venire dall'ANAS per consentire la spesa di oltre 340 milioni di
euro, gran parte fondi POR, che ci consentiranno di garantire la
spesa dei fondi europei.
Io ho voluto dire questo perché non condivido lo spirito della
mozione e chiedo, invece, all'Assessore per le infrastrutture e al
Governo nella sua interezza di concentrare l'attenzione dell'intero
Governo verso la conclusione dell'iter autorizzativo per la
realizzazione dei tre lotti, perché sicuramente daranno vita
all'altro pezzo di opere pubbliche tra le più importanti degli
ultimi vent'anni, ma anche, assessore Armao, alla mancata spesa dei
fondi europei che, spesso, ci viene imputata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 210 «Chiarimenti
ed iniziative riguardo alla situazione del Consorzio autostrade
siciliane». Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, chi è favorevole
all'approvazione della mozione si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvata)
Annunzio di ordine del giorno
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Vinciullo l'ordine del giorno numero 407 Realizzazione di una
bretella di collegamento fra lo svincolo autostradale di Noto e i
Comuni di Pachino e Portopalo (SR) . Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
all'atto della progettazione dell'autostrada Siracusa-Gela, i
tecnici incaricati si sono dimenticati di programmare uno svincolo
di collegamento fra la progettanda e costruenda autostrada e i
comuni di Pachino e Portopalo, in provincia di Siracusa;
a partire dal 2000, quando sono iniziati i lavori di costruzione
dell'autostrada de qua, si è avvertita la necessità di un
collegamento autostradale con i predetti comuni;
preso atto che dopo numerose riunioni e interventi, sia il
Consorzio per le Austostrade Siciliane (CAS), quanto l'ANAS si sono
resi conto della necessità di realizzare uno svincolo di
collegamento per evitare che tutta la zona sud della provincia di
Siracusa rimanesse estranea alla suddetta infrastruttura;
considerato inoltre che:
anziché realizzare uno svincolo, si decise di realizzare una
bretella di collegamento fra lo svincolo già progettato e
realizzando di Noto e la strada provinciale 19, che da Noto conduce
a Pachino e Portopalo, in quanto fu ritenuta meno invasiva e di più
facile costruzione;
l'opera, approvata e cantierabile fin dal 2008, è stata finanziata
nel giugno 2009;
dopo numerose sollecitazioni ed interventi presso il CAS, era
stata fissata per il 15 settembre 2010, e successivamente per il 15
ottobre, la gara per l'appalto dei lavori, con la relativa
pubblicazione del bando;
accertato che la gara sarebbe stata nuovamente rinviata, ad oltre
16 mesi dal finanziamento concesso dall'ANAS,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, con ogni strumento possibile, al fine di sbloccare
tutte le procedure che in atto impediscono la celebrazione della
gara e di conseguenza l'inizio dei lavori». (407)
Gli onorevoli Bufardeci, Minardo e Marziano dichiarano di apporvi
la firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 407. Il parere del
Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16 novembre
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2011/2013.
La seduta è tolta alle ore 19.53
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli