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Resoconto d'Aula della Seduta n. 205 di martedì 09 novembre 2010
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PARLAVECCHIO,  segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  D'Agostino,  De  Benedictis e Marinese  per  la  giornata  odierna,
  Scammacca della Bruca per le giornate del 9 e 10 novembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Ruggirello sarà in  missione
  dal 18 al 19 novembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

    Costituzione del fondo unico per la valorizzazione del patrimonio
  letterario degli scrittori siciliani del novecento  (n. 632)
   presentato dall'onorevole Faraone

    Modifiche  alla legge regionale 6 marzo 1986, n.  9,  riguardante
  l'attuazione dei liberi consorzi comunali. Istituzione delle  città
  metropolitane  (n. 633)
   presentato dall'onorevole Ferrara

    Modifica alla legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1  (n. 634)
   presentato dall'onorevole Marinello

    Norme   sull'insegnamento   della   storia   della   Sicilia    e
  dell'identità siciliana nelle scuole  (n. 635)
   presentato dall'onorevole D'Agostino.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:
                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Istituzione del  portale telematico unico   (n. 626)
    inviato in data 3 novembre 2010

    Norme  in materia previdenziale a tutela dei dipendenti regionali
  familiari  di  portatori   di   handicap  -  modifiche  alla  legge
  regionale 15 maggio 2000, n. 10   (n. 602)
   inviato in data 5 novembre 2010

    Norme  in materia di ineleggibilità ed incompatibilità di  organi
  elettivi e di componenti nelle giunte degli enti locali   (n. 615)
   inviato in data 5 novembre 2010

    Nuove disposizioni ad integrazione della legge sull'elezione  dei
  sindaci e dei consigli comunali. Norme sulle modalità di scrutinio,
  sul  referendum di rimozione e sull'estensione del diritto di  voto
  ai non cittadini   (n. 628)
   inviato in data 5 novembre 2010.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Istituzione del Parco archeologico di Akrai e degli  Iblei    (n.
  623)
   inviato in data 3 novembre 2010.

          Comunicazione di invio, da parte dell'Assessore per
                              l'economia,
               di avviso di rettifica al DPEF 2011-2013

   PRESIDENTE. Comunico che l'Assessore per l'economia ha inviato, in
  data  3 novembre 2010, un avviso di rettifica alla tabella 3.2  del
   Documento  di programmazione economico-finanziaria  per  gli  anni
  2011/2013'.
   Comunico,  altresì,  che  copia del  predetto  documento  è  stata
  inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in  data
  4 novembre 2010.

           Comunicazione di trasmissione di atti governativi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'Assessore regionale  dell'economia  ha
  trasmesso,  in  data  3  novembre  2010,  una  integrazione   della
  relazione  annuale sulla consistenza dei residui attivi  e  passivi
  al 31 dicembre 2009.
   Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso, in  data  3
  novembre 2010, gli elenchi relativi alla situazione debitoria al 31
  dicembre 2009 degli enti regionali.
   Comunico,  altresì, che copia della sopra citata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

        Comunicazione della situazione di cassa e di tesoreria

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  prot.  8774/SG-ALEG  del  9
  novembre 2010, l'Assessore regionale per l'economia ha trasmesso la
  previsione  e situazione trimestrale di cassa e di tesoreria  della
  Regione al 30 settembre 2010.

   Comunico,  altresì, che copia della sopra citata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è  stato  reso  dalla
  competente Commissione  Affari istituzionali' (I):

   Commissione  provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare per l'appalto dei lavori pubblici di Messina. Designazione
  componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo 7 della
  legge  11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le  norme
  regionali  (n. 118/I)
   - reso in data 3 novembre 2010
   - inviato in data 8 novembre 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   PARLAVECCHIO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'Assemblea regionale siciliana approvava, all'interno del disegno
  di  legge  sulla riforma del settore agrituristico in  Sicilia,  un
  emendamento  presentato  dal Governo, finalizzato  a  sostenere  la
  crisi agrumicola siciliana;

   l'emendamento,  poi  votato  dall'ARS,  prevedeva  l'acquisto   di
  arance,  provenienti  in particolare dalla  piana  di  Catania,  da
  destinare,  attraverso  la lavorazione, quali  aiuti  umanitari  in
  favore della popolazione della Repubblica di Haiti;

   a  tal  fine  la Regione, per il tramite dell'Assessorato  Risorse
  agricole,  emanava  un  bando  per produttori  e  trasformatori  di
  arance, per l'importo complessivo di oltre 12 milioni di euro,  per
  acquistare   50   mila  tonnellate  di  prodotto  agricolo   e   la
  trasformazione  dello  stesso in succo,  una  parte  del  quale  da
  destinare, in formato brick, alle popolazioni haitiane;

   la  gara è stata vinta dalla Ciprogest di Termini Imerese e  dalla
  Orogel  di Belpasso, quest'ultima impresa incaricata delle attività
  di distribuzione;

   dopo   la   produzione   dei  succhi,  avviata   sei   mesi   dopo
  l'aggiudicazione della gara, la distribuzione non è stata fatta  in
  favore dell'isola caraibica, bensì attraverso la consegna al  Banco
  alimentare.  Parte del succo è ancora nei frigoriferi, pastorizzato
  e congelato e, nonostante la convenzione prevedesse la consegna tra
  85  - 90 tonnellate a settimana, risulta che sino ad oggi sarebbero
  state  consegnate soltanto 640 tonnellate, ma non alla  popolazione
  di  Haiti,  che  attende  ancora gli aiuti promessi  dalla  Regione
  siciliana;

   la   Protezione  civile  siciliana,  infatti,  solo  ad   incarico
  effettuato  si è resa conto che non era possibile disporre  l'invio
  dei prodotti ad Haiti;

   considerato che nessun prodotto è stato consegnato alla Repubblica
  caraibica  e  che restano inutilizzate centinaia di  tonnellate  di
  prodotti,  con grave danno economico per la Regione siciliana,  che
  ha investito bel 12 milioni di euro;

   per sapere se:

   sin   dall'inizio  della  gara  pubblica  si  fosse  a  conoscenza
  dell'impossibilità   di   trasferire  i  prodotti   derivati   alle
  popolazioni haitiane;

   il Governo di Haiti fosse a conoscenza della iniziativa umanitaria
  o se si fosse trattato di una iniziativa unilaterale della Regione;

   risulti  a  verità che le arance sarebbero state acquistate  dalla
  Regione al prezzo di 25 centesimi al chilo, a fronte del prezzo  di
  mercato  di  10  centesimi,  e  in  particolare  se  sia  possibile
  conoscere  il nome del responsabile del procedimento che ha  curato
  le indagini di mercato;

   sia  possibile  conoscere i nomi delle aziende  o  dei  produttori
  beneficiari dell'acquisto delle arance;

   risulti  a verità che alla Regione un brick con il succo  verrà  a
  costare 3,5 euro, mentre sul mercato il prezzo consolidato è di 1,5
  euro;

   se  i  responsabili  degli uffici sanitari della  Regione  avevano
  evidenziato l'impossibilità di trasferire il prodotto ad Haiti,  in
  quanto genere alimentare fortemente deperibile;

   se   vi   siano   rapporti   di  parentela   o   commerciali   e/o
  imprenditoriali   tra   i   soggetti  beneficiari   dell'operazione
  fallimentare con esponenti del Governo o della burocrazia comunale.

   Il  testo  dell'interrogazione verrà inviato per  conoscenza  alla
  Procura  generale  presso  la  Corte  dei  conti,  per  i  risvolti
  contabili in danno della Regione». (1472)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

   il  presidente  del consiglio di amministrazione della  fondazione
  istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù, struttura sanitaria di
  eccellenza,  dottore  Stefano Cirillo, dopo  avere  rivendicato  il
  proprio diritto a percepire un compenso per il ruolo di presidente,
  con  lettera  del  16  giugno  2010,  diretta  anche  all'Assessore
  regionale  per la salute, comunicava di avere predisposto  un  atto
  deliberativo  per  estendere anche ai componenti del  consiglio  di
  amministrazione della struttura ospedaliera il diritto a  percepire
  un  compenso per le funzioni gestionali, stabilendo il principio di
  riconoscere al presidente lo stesso compenso, in misura  certamente
  superiore,  individuando  come criterio  generale  e  di  raffronto
  quelle percepito dal presidente del collegio sindacale;

   con  successiva  nota del 30 giugno il sindaco di Cefalù,  dottore
  Giuseppe  Guercio,  inviata  al  presidente  Stefano  Cirillo,  pur
  rivendicando  la  delicatezza  dei  ruoli  ricoperti   alla   guida
  dell'ospedale,  manifestava l'inopportunità di  percepire  compensi
  attesa  la delicata situazione finanziaria e richiamava a tal  fine
  le  previsioni del decreto-legge n. 78/2010, per manifestare la non
  conformità  delle  decisioni  del presidente  della  fondazione  di
  Cefalù ai principi generali contenuti nel richiamato provvedimento;

   l'Assessore  regionale per la salute, in risposta alle  precedenti
  note,  richiamando  anch'egli il contenuto e  i  princìpi  del  già
  citato  decreto-legge, invitava il presidente  ad  astenersi  dallo
  stabilire  compensi per il consiglio di amministrazione  alla  luce
  del percorso di razionalizzazione della spesa pubblica, avviato dal
  medesimo  Assessorato, e riconoscendo semmai il diritto al rimborso
  per  le  spese sostenute e in ogni caso non superiori a 30  euro  a
  seduta;

   l'Assessore  concludeva la citata nota del 28  giugno  rafforzando
  l'invito  ad  astenersi dallo stabilire compensi, oltre  quello  in
  precedenza  citato,  sulla scorta 'della  delicatezza  del  momento
  politico  ed  economico,  a  seguito del  quale  viene  chiesto  un
  responsabile rigore nell'utilizzo delle risorse disponibili';

   considerato   che  i  precedenti  presidenti  del   consiglio   di
  amministrazione  della fondazione, professori  Umberto  Veronesi  e
  Ettore  Cittadini,  avrebbero esercitato le medesime  funzioni  del
  dottore Stefano Cirillo (certamente con grandissima professionalità
  e  competenza)  senza  percepire alcun  compenso  per  le  funzioni
  gestionali,  mentre risulta che l'attuale presidente del  consiglio
  di amministrazione percepirebbe 120 mila euro l'anno;

   per sapere se:

   siano  a  conoscenza del fatto che il presidente del consiglio  di
  amministrazione  della fondazione San Raffaele di  Cefalù,  dottore
  Stefano  Cirillo, abbia disatteso gli inviti formulati dal  sindaco
  di  Cefalù,  dottore  Giuseppe Guercio,  e  dall'Assessore  per  la
  salute;

   siano   a   conoscenza   del  fatto  che  il  presidente   Cirillo
  percepirebbe un compenso annuo di 120 mila euro;

   non   ritengano  opportuno,  alla  luce  delle  gravi   condizioni
  economiche  in  cui versano la Regione siciliana e tutti  gli  enti
  locali,  invitare il presidente della fondazione  a  rinunciare  al
  compenso  autostabilito,  e  in caso contrario  di  procedere  alla
  rimozione dello stesso». (1473)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   la  Corte dei conti, al termine di una indagine sullo stato  della
  gestione  dei  beni  confiscati alla  criminalità  organizzata,  ha
  individuato   nei  settori  economici  della  grande  distribuzione
  commerciale organizzata e nell'edilizia i nuovi business  di  'Cosa
  nostra', e già in passato le indagini antimafia hanno acclarato  in
  Sicilia  la  strategia  di Bernardo Provenzano  di  condizionare  i
  grandi centri commerciali in programmazione nei Comuni di Villabate
  e di Carini (PA);

   il  grido di allarme lanciato dalla magistratura contabile, per la
  sua autorevolezza e per la precisione delle attività ricognitive  e
  di  indagine,  impone  anche  alla  Regione  siciliana  di  avviare
  un'attività  di verifica e di controllo sulla grande  distribuzione
  commerciale organizzata in Sicilia;

   considerato  che  nelle  scorse  settimane  sono  state   disposte
  iniziative  di sequestro antimafia in alcuni centri commerciali  la
  cui  attività  erano  riconducibili a  personaggi  legati  ai  boss
  mafiosi;

   per sapere:

   quante autorizzazioni siano state rilasciate per la costruzione di
  grandi    centri   commerciali   in   Sicilia   a   quali    gruppi
  imprenditoriali;

   quante  autorizzazioni siano state siano ad oggi presentate  e  il
  loro stato di istruttoria». (1474)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  Corte dei conti, al termine di una indagine sullo stato  della
  gestione  dei  beni  confiscati alla  criminalità  organizzata,  ha
  individuato   nei  settori  economici  della  grande  distribuzione
  commerciale organizzata e nell'edilizia i nuovi business  di  'Cosa
  nostra', e già in passato le indagini antimafia hanno acclarato  in
  Sicilia  la  strategia  di Bernardo Provenzano  di  condizionare  i
  grandi centri commerciali in programmazione nei Comuni di Villabate
  e di Carini (PA);

   la  stessa  indagine  ha accertato che il 52 per  cento  dei  beni
  immobili   confiscati   alla  mafia  resta  inutilizzato   per   la
  complessità delle procedure burocratiche;

   considerato  che il 51 per cento dei beni immobili  confiscati  su
  scala nazionale ricade in Sicilia;

   per sapere quali provvedimenti intenda avviare per contribuire  ad
  una piena gestione dei beni confiscati alla mafia». (1475)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  legge  11  febbraio  1994, n.  109,  art.  7  ter  del  testo
  coordinato,   introdotto   nell'ordinamento   regionale   siciliano
  dall'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2002, n.  7,  furono
  istituiti  gli  uffici  regionali  espletamento  gare  ed   appalti
  (UREGA);

   nel  corso  dell'anno 2010 sono stati rinnovati gli  incarichi  di
  presidente  dei predetti uffici, tranne quello della  provincia  di
  Siracusa;

   non tutti i vicepresidenti dei medesimi enti sono stati nominati;

   preso atto che:

   il  presidente neoincaricato dell'UREGA di Ragusa fu nominato, con
  incarico  ad  interim,  anche per l'UREGA di Siracusa,  nelle  more
  della nomina del presidente di detto UREGA;

   in  data 1 ottobre 2010 il presidente dell'UREGA di Ragusa  e,  ad
  interim,   dell'UREGA  di  Siracusa,  ha  rassegnato   le   proprie
  irrevocabili dimissioni dagli incarichi ricoperti;

   visto  che,  a causa di dette dimissioni, peraltro tempestivamente
  comunicate all'Assessorato e al dipartimento competenti al fine  di
  consentire  le  nuove nomine, alcune gare relative  all'appalto  di
  importanti  lavori nelle province di Siracusa e Ragusa (adeguamento
  norme  CEI impianto di pubblica illuminazione comune di Canicattini
  Bagni   -  Siracusa  -  importo  euro  1.805.500,00;  completamento
  cavalcaferrovia  a  servizio della SP  264  Rosolini  -  Pachino  -
  Siracusa  -  importo  3.540.000,00; lavori di  realizzazione  piano
  particolareggiato  per  insediamenti produttivi  (PIP),  comune  di
  Francofonte - Siracusa - importo euro 1.693.350,94; costruzione  di
  una  chiesa  parrocchiale  con annesso centro  sociale  -  istituto
  autonomo case popolari di Ragusa, ed altre gare con istruttoria  in
  itinere,  quali chiesa di S. Alfio di Lentini), non possono  essere
  svolte, nonostante siano state definite sia le istruttorie di  rito
  che  le  relative  pubblicazioni  con  fissazione  delle  date   di
  espletamento delle gare;

   rilevato  che  la situazione di immobilismo decisionale  di  fatto
  realizzatasi mortifica il lavoro svolto dai funzionari degli uffici
  di   Siracusa   e   Ragusa  e,  soprattutto,  penalizza   in   modo
  significativo  i  territori  delle due province,  dal  momento  che
  rallenta l'attività delle amministrazioni promotrici degli  appalti
  dei  lavori  in  discorso  e colpisce le  opportunità  di  sviluppo
  economico delle zone interessate, potendo, altresì, provocare danni
  incalcolabili   ai  medesimi  territori,  tenuto  conto   che   gli
  interventi   di  cui  trattasi  risultano  finanziati   con   fondi
  extrabilancio  che,  se  non  utilizzati  nei  termini  di   legge,
  potrebbero essere revocati;

   per  sapere  quali  provvedimenti  urgenti  abbia  intenzione   di
  adottare  allo  scopo  di  fornire una soluzione  pronta,  certa  e
  definitiva ai problemi evidenziati». (1476)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'ARAS (associazione regionale degli allevatori di Sicilia)  è  un
  ente con personalità giuridica riconosciuto dalla Regione siciliana
  che,  per  delega  della stessa e del Ministero  per  le  politiche
  agricole,  ambientali e forestali, attua, fra le altre,  iniziative
  di  miglioramento zootecnico, di consulenza agli  allevatori  e  di
  promozione delle produzioni;

   per  tali attività, ai sensi dell'art. 6 della legge regionale  n.
  12 del 1989, l'ARAS riceve un contributo pari al 95 per cento delle
  somme  spese e documentate, a valere sulle risorse a tal fine  rese
  disponibili  in parte dal bilancio regionale (euro  4  milioni  500
  mila  circa  annui)  ed in parte assegnate all'Assessorato  Risorse
  agricole  dal  Ministero  per le politiche agricole,  ambientali  e
  forestali (circa 5 milioni circa annui);

   tali  somme  vengono  erogate  a seguito  di  approvazione  di  un
  programma  tecnico-finanziario annuale  da  parte  dell'Assessorato
  Risorse  agricole,  al quale è demandato il controllo  della  spesa
  durante  lo  svolgimento dell'attività e la verifica del rendiconto
  finale;

   considerato che:

   dal  28  dicembre 2009 la gestione dell'ente è stata affidata  con
  funzioni di comando al dottor Alessandro Chiarelli;

   l'ente  vive un momento di difficoltà, atteso che i 178 lavoratori
  da ben due mesi non percepiscono lo stipendio;

   l'associazione allevatori deve ancora erogare ben  un  milione  di
  euro   in  favore  degli  allevatori  siciliani  per  i  piani   di
  produzione;

   è  necessario  adottare  iniziative a  sostegno  dell'ente  e  per
  assicurare  il  rilancio  dell'istituto,  che  riveste   un   ruolo
  importante per la zootecnia siciliana;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per  garantire
  non soltanto la salvaguardia dei posti di lavoro, ma per assicurare
  il rilancio dell'attività dell'istituto regionale». (1477)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   le  Ferrovie dello Stato (FS) hanno deciso, a partire dal prossimo
  mese   di   dicembre,  la  soppressione  o  l'interruzione   e   la
  sostituzione  con  pullman  di  gran  parte  dei  treni   a   lunga
  percorrenza  (con  Roma  e  con il Nord  Italia),  con  conseguenze
  negative  per  gli  utenti  di Siracusa, Ragusa,  Caltanissetta  ed
  Agrigento,  ridimensionando ulteriormente in termini produttivi  ed
  occupazionali il nodo ferroviario di Messina;

   considerato che:

   questa scelta abnorme segue la riduzione, già operante, del 50 per
  cento delle carrozze dei treni a lunga percorrenza;

   tutto  ciò  delinea  un  ulteriore  ridimensionamento,  al  limite
  dell'abbandono, di FS in Sicilia;

   si  profilano gravissime ripercussioni occupazionali  nel  settore
  ferroviario  che, negli ultimi anni, ha registrato la  soppressione
  di migliaia di posti di lavoro tra i ferrovieri e nell'indotto;

   disagi  intollerabili si determineranno per i passeggeri costretti
  ad  interrompere  il viaggio in treno e a proseguirlo,  carichi  di
  bagagli, con i pullman;

   le  scelte  di FS configurano una plateale violazione del  diritto
  alla  mobilità dei siciliani sospendendo, nei fatti, nella  Regione
  siciliana un diritto garantito dalla Costituzione;

   le  scelte di FS scoraggeranno sempre più l'uso del treno, il meno
  inquinante dei vettori di trasporto da parte dei siciliani;

   FS  continua  in  una  strategia inaccettabile  che  penalizza  la
  Sicilia,   dove  non  si  fanno  investimenti,  mentre  una   parte
  consistente  della  rete  continua  ad  essere  a  binario   unico,
  sostanzialmente  delegando ai privati il trasporto marittimo  sullo
  Stretto  ed ora mettendo in discussione la possibilità di viaggiare
  oltre lo Stretto, col rischio di subire disagi insopportabili;

   ci  si  trova  in presenza dell'epilogo di una politica  contraria
  agli interessi della Sicilia, che ha strumentalizzato il 'miraggio'
  del ponte sullo Stretto, per impoverire le strutture ferroviarie ed
  ostacolare   la   circolazione  delle  merci   (settore   anch'esso
  fortemente ridimensionato negli ultimi anni) e delle persone  da  e
  per il resto del Paese;

   le  scelte  di FS vengono giustificate con la penuria  di  risorse
  disponibili   e   con  le  strategie  di  bilancio  del   Ministero
  dell'economia,  a  conferma  di  una  politica  economica  volta  a
  penalizzare  le aree meno sviluppate e segnatamente  il  Sud  e  la
  Sicilia;

   se le decisioni di FS creano disagi inaccettabili per i cittadini,
  in  particolare  per  quelli  di  Siracusa,  Ragusa,  Agrigento   e
  Caltanissetta, comportano un ulteriore ridimensionamento  del  nodo
  ferroviario di Messina, con gravi ripercussioni sull'occupazione in
  un momento, per la Sicilia, particolarmente drammatico dal punto di
  vista economico e sociale;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario intervenire urgentemente  presso  il
  Governo nazionale perché solleciti FS ad annullare i predetti tagli
  dei  treni  a lunga percorrenza (Roma e Nord Italia) ed a mantenere
  gli impegni ripetutamente assunti con la Regione di ammodernare  la
  rete  ferroviaria  e  rendere  più  efficiente  e  conveniente   il
  trasporto ferroviario;

   se  non  considerino  utile sollecitare la  deputazione  nazionale
  siciliana  ad  assumere una forte iniziativa volta a modificare  le
  predette  scelte di FS e ad indurre il Governo nazionale a  mettere
  in   atto   tutti   gli   interventi   necessari   per   migliorare
  l'infrastrutturazione   trasportistica,   a   partire   da   quella
  ferroviaria, in Sicilia al fine di favorire lo sviluppo economico e
  sociale della Regione». (1478)

             PANARELLO-DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DIGIACOMO-MARINELLO
                                                   MARZIANO-PANEPINTO

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   con  decreto della Regione siciliana n. 106 del 31 marzo  2010,  è
  stata  autorizzata la costruzione di un impianto per la  produzione
  di energia elettrica e delle opere connesse della potenza di 18,118
  MWt  e della potenza elettrica di 8,794 MWe, alimentato da biomassa
  (olio vegetale), in contrada 'Castellana' nel territorio del comune
  di Ribera (AG);

   l'intero  iter  procedimentale, che ha portato  all'emissione  del
  suddetto  decreto, si è svolto senza che la comunità  cittadina  di
  Ribera ne abbia avuto effettiva conoscenza;

   il  consiglio  comunale  non  è pregiudizialmente  contrario  alla
  realizzazione  di  impianti  di  produzione  energetica  da   fonti
  rinnovabili;

   considerato che:

   il  suddetto  impianto  dovrebbe sorgere in  una  delle  zone  più
  pregiate  della  Sicilia da un punto di vista agrumicolo,  posta  a
  pochi chilometri dal centro abitato e dalle località balneari;

   le  emissioni  prodotte da detto impianto si  diffonderebbero  nel
  raggio di decine di chilometri;

   si profila la concreta possibilità, nel breve e medio termine, che
  si   realizzino   sul   territorio  di  Ribera   delle   iniziative
  imprenditoriali turistiche di notevole rilevanza e  con  importanti
  ricadute occupazionali;

   è  fermo  intendimento  del comune di  Ribera,  in  tutte  le  sue
  espressioni  politico-amministrative  e  con  il  contributo  delle
  amministrazioni  provinciale  e  regionale,  favorire  lo  sviluppo
  turistico del territorio;

   la  realizzazione di tale impianto si appalesa inconciliabile  con
  le   legittime  ambizioni  di  sviluppo  turistico  e  con  la  già
  consolidata vocazione alle produzioni agricole di qualità  presenti
  sul territorio;

   per sapere:

   come  intenda  rispondere  alla chiara e  ferma  contrarietà  alla
  costruzione  del  suddetto impianto senza  le  necessarie  garanzie
  espressa dal consiglio comunale di Ribera;

   quali iniziative amministrative intenda adottare per scongiurare i
  rischi  connessi alla realizzazione della sopra indicata centrale».
  (1479)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            MARINELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  la  legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma  del
  sistema sanitario regionale in Sicilia;

   in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
  emergenza-urgenza del 118;

   preso   atto  che  è  stato  stabilito  di  attivare  un   ufficio
  polifunzionale provinciale del 118 in tutte le province siciliane;

   accertato  che ad oggi l'unica provincia dove ancora non  è  stato
  attivato un ufficio polifunzionale provinciale del 118 è quella  di
  Siracusa;

   visto  che  i  lavoratori e i cittadini sono costretti  a  recarsi
  all'ufficio di Catania per le loro esigenze e che ciò provoca gravi
  disservizi agli utenti oltre a mortificare la provincia di Siracusa
  che  subisce, inspiegabilmente e ingiustificatamente, un  ulteriore
  scippo;

   considerato  che  tale  decisione  è  in  contrasto   con   quanto
  determinato per le altre province;

   per   sapere   quali  provvedimenti  urgenti  e  improcrastinabili
  intendano  adottare per equiparare la provincia  di  Siracusa  alle
  altre province, per eliminare questo scandalo che vede, ancora  una
  volta,  la provincia di Siracusa essere scippata di un suo naturale
  diritto   e   dotare,  di  conseguenza,  Siracusa  di  un   ufficio
  polifunzionale provinciale, così come avviene nelle altre  province
  dell'Isola». (1481)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  la  legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma  del
  sistema sanitario regionale in Sicilia;

   in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
  emergenza-urgenza del 118 in Sicilia;

   preso   atto   che   il  progetto  di  razionalizzazione   dettato
  dall'Assessorato  regionale della salute ha dimezzato  il  servizio
  che  veniva prestato dalla postazione del 118 di Ortigia (SR),  che
  da H24 è passato ad H12;

   visto  che  numerose forze politiche, sindacali e  sociali  nonché
  migliaia di cittadini hanno richiesto, anche con apposite petizioni
  e  raccolte  di  firme, la presenza del servizio H24  nella  citata
  postazione di Ortigia, che è uno dei più importanti centri  storici
  esistenti al mondo, visitato giorno e notte da migliaia di turisti;

   accertato  che  la  SEUS  118 ha deliberato  di  acquistare  delle
  automedicalizzate da destinare alle varie postazioni  esistenti  su
  tutto il territorio regionale;

   per sapere:

   quali provvedimenti intendano adottare per assicurare ai cittadini
  di  Ortigia e alle migliaia di visitatori la presenza del  servizio
  118 anche nelle ore notturne;

   se   non  ritengano  utile  ed  improcrastinabile  destinare,  con
  l'urgenza del caso, una di queste automedicalizzate alla postazione
  di  Ortigia,  che  soffre per la mancanza del  servizio  notturno».
  (1482)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'ARAS  (associazione regionale allevatori Sicilia) è un ente  con
  personalità giuridica riconosciuto dalla Regione siciliana che, per
  delega  della  stessa  e  del Ministero delle  politiche  agricole,
  attua,  fra  le  altre, iniziative di miglioramento zootecnico,  di
  consulenza agli allevatori e di promozione delle produzioni;

   per  tali  attività,  l'ARAS  viene finanziata  in  massima  parte
  attraverso contributi della Regione siciliana e del Ministero delle
  politiche agricole;

   da  notizie di stampa a carattere locale e regionale si è  appreso
  che   l'ARAS  verserebbe  in  una  grave  crisi  di  gestione   con
  conseguenze  economiche  che,  attraverso  i  consorzi  provinciali
  allevatori, si ripercuotono in tutto il territorio regionale, in un
  settore, quale quello zootecnico, che già vive un momento di grande
  difficoltà;

   il   commissario  dell'ARAS,  signor  Alessandro   Chiarelli,   ha
  rescisso, a far data dal 31 agosto 2010, il rapporto di lavoro  con
  dieci unità di personale per riduzione dell'organico;

   considerato che sulla situazione gestionale dell'ARAS è stata  già
  presentata, in data 16 dicembre 2009, l'interrogazione n. 932 e sul
  mancato rinnovo contrattuale ai 10 lavoratori di cui sopra è  stata
  presentata,  in  data 3 agosto 2010, l'interrogazione  n.  1329  ed
  entrambe sono rimaste a tutt'oggi prive di risposta;

   per  sapere  quali  iniziative intendano  adottare  a  tutela  dei
  lavoratori,  per  evitare  indiscriminati  licenziamenti   tra   il
  personale   ARAS,  assicurare  la  regolare  corresponsione   delle
  retribuzioni  dovute  e  arrestare  il  prolungarsi  della  attuale
  situazione  di  crisi gestionale dell'ARS, come sopra evidenziato».
  (1483)

                                             MARZIANO - DE BENEDICTIS

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   PARLAVECCHIO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   l'Assemblea  regionale siciliana, onde consentire  un  adeguato  e
  diretto   esercizio  delle  funzioni  amministrative  del   demanio
  marittimo, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
  recante  'Disposizioni  sul  rilascio  delle  concessioni  di  beni
  demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
  materia di demanio marittimo';

   l'articolo 6, comma 1, della suddetta l. r. n. 15 del 2005 recita:
  'Nelle  more  della  predisposizione  di  una  legge  organica  che
  disciplini  l'esercizio  delle  funzioni  relative  alla   gestione
  diretta  del demanio marittimo prevista dall'articolo 6,  comma  7,
  della  legge  8  luglio  2003, n. 172, sono  istituiti  gli  uffici
  periferici del demanio marittimo regionale';

   considerato che:

   nelle  more  dell'istituzione  dei suddetti  uffici,  le  funzioni
  relative   ai  procedimenti  amministrativi  sono  state  demandate
  dall'Assessorato  regionale Territorio e ambiente alle  capitanerie
  di  porto  competenti  per territorio, previa stipula  di  apposita
  convenzione con il comando generale delle capitanerie di Porto, che
  vede  per il solo anno 2010 l'esborso di un corrispettivo  pari  ad
  800.000,00 euro;

   con d.d.g. n. 351 - dipartimento regionale dell'ambiente - del  25
  giugno  2010 è stato approvato il nuovo funzionigramma  del  citato
  dipartimento  relativo al funzionamento delle aree, dei  servizi  e
  delle unità operative che li compongono, nonché gli uffici di staff
  alle dirette dipendenze del dirigente generale;

   in  seno  al  servizio 5 - demanio marittimo - del  funzionigramma
  approvato sono state individuate otto unità operative relative agli
  uffici periferici del demanio marittimo per gli ambiti territoriali
  di  Palermo, Milazzo, Messina, Catania, Siracusa, Porto  Empedocle,
  Mazara del Vallo e Trapani;

   per   il  reperimento  del  personale  da  destinare  agli  uffici
  periferici   del   demanio  marittimo  è  stato  predisposto   atto
  d'interpello  in  data 10.03.2010, prot. n. 37188,  dal  competente
  Assessorato  regionale  delle autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica;
   con  successivi d.d.g. del dipartimento dell'ambiente nn.  697,698
  del  29.09.2010  e  nn.  700,701  del  30.09.2010  sono  già  stati
  individuati per le sedi Porto Empedocle, Catania, Messina e Milazzo
  i rispettivi dirigenti di unità operativa;

   per sapere le motivazioni che ad oggi impediscano l'individuazione
  dei dirigenti delle sedi di uffici periferici del demanio marittimo
  ancora  scoperte,  in considerazione anche dell'imminente  data  di
  scadenza delle convenzioni stipulate con il comando generale  delle
  capitanerie di porto, ricordando che la non ottemperanza  al  tutto
  potrebbe configurare, oltre ad un ingiustificato aggravio di spesa,
  anche  il  protrarsi di una inopportuna quanto singolare situazione
  che vedrebbe ancora disattesa negli anni la volontà del legislatore
  circa le finalità per le quali si è pervenuto all'istituzione degli
  uffici in questione». (1480)

            (L'interrogante richiede risposta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   presso  il  presidio  ospedaliero 'Salvatore  Cimino'  di  Termini
  Imerese  (PA)  è  attiva  ormai  dal  2005  l'UOC  di  anestesia  e
  rianimazione - reparto di alta specializzazione, che costituisce un
  elemento  di  qualificazione per tutto l'ospedale -  che  serve  un
  vasto  bacino  di  utenza  ricevendo pazienti  non  soltanto  dalla
  provincia di Palermo ma, quando si rende necessario, anche da altre
  province siciliane;

   l'UOC  ha  raggiunto  buoni livelli nelle prestazioni  rese,  come
  viene  segnalato dall'indice di mortalità dei pazienti  ricoverati,
  che  si  fissa ad una percentuale compresa tra il 20 ed il  25  per
  cento,  in  linea con i migliori reparti similari  d'Italia  e  ben
  inferiore all'indice medio del Mezzogiorno, che si situa intorno al
  35 per cento;

   l'UOC  dispone, al momento, di quattro posti letto di rianimazione
  e terapia intensiva con una pianta organica di 16 tra anestesisti e
  rianimatori (di cui 15 effettivamente in servizio), 16 infermieri e
  6  o.s. Con detto personale riesce, tra non poche difficoltà e  con
  dedizione  degli  operatori, a fare fronte alle necessità,  tra  le
  quali  il  servizio di anestesia presso le quattro sale  operatorie
  dell'ospedale  che,  secondo  gli standard  in  vigore,  dovrebbero
  richiedere la presenza di quattro anestesisti in più;

   considerato che:

   con  semplice lettera del direttore generale pro tempore, è  stata
  affidata ad un medico in servizio nella UOC una Uos di 'terapia del
  dolore' che, peraltro, svolge attività quasi esclusivamente di tipo
  ambulatoriale rivolta ad utenti esterni all'ospedale;

   dalla  proposta di nuova pianta organica del presidio  predisposta
  dalla   ASP  di  Palermo  si  evince  che  l'UOC  di  anestesia   e
  rianimazione  disporrà  di ben sei posti  letto,  ma  le  unità  di
  personale  medico  si  ridurranno  a  14,  di  cui  due,  tuttavia,
  destinate  alla Uos di 'terapia del dolore', che dovrebbe usufruire
  anche di due dei sedici infermieri confermati, mentre è prevista la
  presenza di una sola unità o.s. in tutto il reparto;

   per sapere:

   se siano a conoscenza delle scelte operate dall'ASP e se ritengano
  congruo  che,  a  fronte di un aumento del 50 per cento  dei  posti
  letto  di terapia intensiva e rianimazione, non solo non è previsto
  alcun  incremento  del personale addetto, ma addirittura  che  esso
  viene ridotto per quanto riguarda i medici e gli infermieri e venga
  praticamente azzerata la presenza di o.s., rendendo in questo  modo
  assai   problematico  il  mantenimento  di  buoni   livelli   nelle
  prestazioni e nei servizi;

   se  ritengano che, così operando, l'ASP rispetti gli standard  che
  lo  stesso  Assessorato ha individuato e se le scelte corrispondano
  agli   indirizzi  che  l'Assessorato  ha  dettato  in  materia   di
  potenziamento dei servizi di anestesia e rianimazione;

   alla luce di quali criteri l'ASP abbia proceduto, alcune settimane
  fa,  all'azzeramento  di  tutti  gli  ambulatori  specialistici  di
  medicina  presenti nel presidio ospedaliero, mentre ha ritenuto  di
  non  dover intervenire sull'ambulatorio di 'terapia del dolore'  di
  anestesia   e   rianimazione,  peraltro  affidato  a   medico   non
  specialista di anestesia». (1484)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

      Comunicazione di ritiro di interrogazione con richiesta di
                           risposta scritta

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 4 novembre 2010,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 8681/AulaPG  del  5  novembre
  successivo,  l'onorevole  Caputo, con  motivata  dichiarazione,  ha
  ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 1453
   Accertamento di una causa di incompatibilità nei confronti  di  un
  consigliere del Comune di Cerda (PA) .
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il 3  novembre  2010
  (protocollata in pari data al n. 8577/AulaPG), l'onorevole Pogliese
  ha   dichiarato   di  apporre  la  firma  alla   mozione   n.   222
   Trasferimento della Venere di Morgantina al museo di Aidone (EN) ,
  presentata  dall'onorevole Caputo ed altri in data 20 ottobre  2010
  ed annunziata nella seduta n. 203 del 21 ottobre successivo.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo,  ad  integrazione della  comunicazione  resa
  nella seduta n. 204 del 3 novembre 2010, relativa alla costituzione
  del  Gruppo parlamentare  UDC-VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE',  cui
  ha  aderito, fra gli altri, l'onorevole Salvatore Lentini,  che  lo
  stesso   deputato,  con  nota  pervenuta  il  28  ottobre  2010   e
  protocollata  al  n. 8502/AulaPG del 29 ottobre  successivo,  aveva
  dichiarato,   in   un  primo  tempo,  di  abbandonare   il   Gruppo
  parlamentare  MPA  ed aderire contestualmente al  Gruppo  Misto  e,
  successivamente,  in  data  3  novembre  2010,   di   ritirare   la
  dichiarazione resa.
   Pertanto,    poiché    nell'ultima   data   considerata,    giusta
  comunicazione  d'Aula  citata, l'onorevole Lentini  ha  aderito  al
  neocostituito  Gruppo parlamentare, si intende che  egli  ha  fatto
  parte   del  Gruppo  Misto  dal  28  ottobre  2010  al  2  novembre
  successivo.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 9 novembre 2010,  pervenuta
  in  pari data e protocollata al n. 8800/AULAPG del 9 novembre 2010,
  l'onorevole  Parlavecchio  ha  dichiarato  di  aderire  al   Gruppo
  parlamentare  UDC-VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE .
   Conseguentemente l'onorevole Parlavecchio cessa contestualmente di
  far parte del Gruppo Misto.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed iniziative
     riguardo alla situazione del Consorzio autostrade siciliane»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  della  mozione numero 210 «Chiarimenti  ed  iniziative
  riguardo alla situazione del Consorzio autostrade siciliane», degli
  onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli, Corona, Bosco e Falcone.
   Onorevoli colleghi, informo che, come già in precedenza comunicato
  ai   Gruppi   parlamentari,  l'assessore  Pietro   Carmelo   Russo,
  competente  per  materia, potrà essere presente in  Aula  alle  ore
  18.00.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  so  con
  quali  presidenze  di Gruppi si è discusso dell'assenza  momentanea
  dell'assessore Russo, ma con la presidenza del Gruppo di Forza  del
  Sud

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, l'abbiamo comunicato,  non  faccia
  polemiche. Siccome si tratta di un'assenza ampiamente giustificata,
  non faccia polemiche su cose ovvie.

   DE LUCA. Signor Presidente, bisogna entrare ormai nel merito della
  questione.
   Premesso  che  noi  non  abbiamo avuto alcuna  comunicazione  come
  presidenza  di  Gruppo,  ma  non  è  questa  la  questione  -   non
  desideriamo fare polemica, lungi da noi fare polemica - registriamo
  ormai  costantemente che questa Giunta di tecnici, come  d'altronde
  il sottoscritto aveva già evidenziato, sta scambiando il Parlamento
  e  le  Commissioni per uno scendiletto, perché la stessa cosa si  è
  già verificata per alcune volte di seguito in Commissione Bilancio.
  Non  ultimo  stamane: la Commissione Bilancio era stata  convocata;
  un'ora  prima  che  la Commissione si riunisse è  arrivato  un  fax
  dall'assessore Armao, il quale comunicava la sua presenza a Roma  -
  mentre  sappiamo che stamattina si trovava a Catania -  e  chiedeva
  alla Presidenza della Commissione Bilancio di rinviare la seduta di
  commissione  a  giovedì, perché sarebbe stato disponibile  in  quel
  giorno.
   In  pratica, ora siamo condizionati ai tempi dei signori assessori
  tecnici.
   Io credo che, al di  là delle posizioni, si stia tirando troppo la
  corda  su quello che deve essere comunque il corretto rapporto  tra
  Parlamento, Commissioni e Giunta.
   Questo   è  il  tema,  signor  Presidente,  che  mi  permetto   di
  sottolineare.
   Se lei facesse fare una verifica dei casi verificatisi nell'ultimo
  mese,  si  accorgerebbe che, spesso e volentieri,  ci  sono  alcuni
  tecnici aspiranti politici, aspiranti deputati di questa Giunta che
  si  assentano,  che  danno  la  conferma  per  partecipare  ad  una
  Commissione,  che  danno la loro conferma per  partecipare  ad  una
  seduta d'Aula e poi all'improvviso comunicano, magari un'ora  prima
  dell'inizio  della  seduta  d'Aula  o  di  Commissione,  che   sono
  impegnati a fare i consulenti, non si sa in quale posto
   Siccome  tale  questione  ormai  si verifica  costantemente,  lei,
  signor  Presidente,  l'intera  Presidenza  mi  permetto  di   dire,
  dovrebbe tutelare fino in fondo le nostre prerogative.
   Noi  non siamo semplicemente disponibili a quelli che sono i ritmi
  di questa Giunta, ritmi che non comprendiamo perché non ci rendiamo
  più conto di come viene distribuita questa molteplicità di impegni.
  Però  il  Parlamento sa, e lo abbiamo riscontrato in più occasioni,
  che quando c'erano assessori che erano pure deputati, forse per una
  questione di rispetto perché si è tra colleghi parlamentari,  tutte
  queste situazioni non si verificavano con questa tempistica.
   E  allora  significa che ciò che abbiamo evidenziato quando  si  è
  trattato  di ragionare su questa Giunta di tecnici, sulla  mancanza
  della   sensibilità  istituzionale  di  questi  signori,   si   sta
  puntualmente verificando.
   Su  questo,  Presidente,  non può tagliare  corto  la  discussione
  dicendomi che si tratta di polemica, perché non lo accetto da parte
  sua.  Ma  non lo accetto come parlamentare. Lasciamo stare  ora  le
  varie  questioni e quelle che sono oggi le posizioni:  lei  oggi  è
  maggioranza e io sono all'opposizione; domani, magari, le posizioni
  si invertiranno ulteriormente. Non è quello il problema.
   Lei  rappresenta l'istituzione che deve tutelare il  Parlamento  e
  questo Parlamento non può agire.
   Ecco,  i  tempi  di  questo Parlamento:  nel  momento  in  cui  si
  programmano  con  gli organi deputati a questo,  si  concordano  le
  sedute, non può puntualmente essere rinviata una seduta sol  perché
  una volta si perde l'aereo, un'altra volta perché si è impegnati  a
  fare  i  consulenti, un'altra volta ancora non  si  sa  perché,  ma
  puntualmente, comunque, la nostra programmazione viene mortificata.
   Le  chiedo,  e  concludo, signor Presidente,  che  lei  si  faccia
  portatore  di  questa  lamentela  del  Parlamento  per  evitare  di
  innescare un meccanismo che rischia di mettere in tilt il  corretto
  rapporto istituzionale fra Parlamento ed Esecutivo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, da questo  punto  di  vista,  mi
  permetto   di   sottolineare,   la  Presidenza   è   stata   sempre
  assolutamente  attenta  e  non finisce  di  fare  ogni  sforzo  per
  concordare,  come è stato fatto oggi, per esempio, con  l'assessore
  Russo, visto che ha deciso di inserire all'ordine del giorno,  come
  impegno assunto nella precedente seduta, la discussione sul CAS. E,
  quindi,   mantenendo  l'impegno  ho  cercato  di   concordare   con
  l'assessore  Russo,  in  base anche agli  impegni  già  assunti  da
  quest'ultimo,  un  orario  nel  quale  potere  svolgere  l'attività
  d'Aula.
   Quindi, per quanto concerne questo aspetto credo che la Presidenza
  abbia dimostrato assoluta sensibilità

   DE  LUCA. Signor Presidente, alle ore 18.00, io potrei avere altri
  impegni

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, non mi interrompa   Io  non  l'ho
  interrotta.
   Dopodiché,  fare questo tipo di lavoro, mi pare sia  assolutamente
  rispettoso delle prerogative dell'Aula e dei parlamentari.
   Per  quanto  concerne  la  questione  che  annunziavo  all'inizio,
  abbiamo  comunicato  ai  Gruppi che  l'assessore  Russo  aveva  una
  esigenza  e che quindi l'Aula avrebbe dovuto affrontare la  mozione
  sul CAS alle ore 18.00.
   Se  c'è stato un disguido, verificheremo per quel che concerne  il
  Gruppo da lei presieduto.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa e  riprenderà  alle  ore
  18.00.
     (La seduta, sospesa alle ore 16.53, è ripresa alle ore 18.10)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari nell'ultima seduta ha  stabilito
  un  calendario  di  lavori  che prevede  per  martedì  prossimo  la
  trattazione  del  Documento di programmazione economico-finanziaria
  2011-2013.
   Signor  Presidente,  ho chiesto di intervenire  perché  finalmente
  abbiamo avuto la possibilità di dare un'occhiata al Documento che è
  incompleto  in quanto non è contemplata la descrizione del  sistema
  pubblico  regionale allargato ai sensi dell'articolo  2,  comma  2,
  della legge 10 del 1999, lettere c), d) ed e).
   La questione diventa delicata quest'anno per due ordini di motivi:
  perché  questo Parlamento ha approvato, tra l'altro, l'articolo  14
  della  finanziaria e l'assessore Armao ha depositato, la  settimana
  scorsa,  in  Commissione Bilancio la prima  parte  della  relazione
  contenente  la  descrizione della situazione  debitoria  dei  primi
  centosettanta enti, su circa 400.
   Al  riguardo voglio ricordare a quest'Aula che il sistema pubblico
  regionale allargato è composto da circa 400 enti - aziende di varia
  natura.
   Da  questo  primo dato parziale, si evidenzia già  una  situazione
  debitoria  di  circa  sei miliardi di euro - ma  non  è  questo  il
  problema perché ancora manca un pezzo della vicenda che riguarda la
  situazione  creditoria  -;  il problema  è  che,  intanto,  mancano
  all'appello  oltre  duecento  soggetti  interessati  dalla   norma,
  nonostante   un  decreto  dell'allora  assessore  per   l'economia,
  onorevole  Cimino,  e   l'articolo 14 che quest'Aula  ha  approvato
  prevede la decadenza ex lege dei Consigli di amministrazione e  dei
  dirigenti che, nelle modalità previste dal decreto di cui ho detto,
  non consegnano i dati richiesti dal citato articolo 14. Quindi,  ci
  troviamo in una situazione di palese violazione di legge rispetto a
  questi  organi  societari che ancora sono in piedi, nessuno  li  ha
  rimossi,  con  dirigenti  che non si sono  adeguati,  non  solo  al
  decreto   e   alla  norma  di  cui  parliamo,  ma  alle   direttive
  consequenziali emanate dalla Ragioneria generale.
   Ci  ritroviamo  anche  un  Documento di programmazione  economico-
  finanziaria  approvato  il 2 di novembre, che  non  contiene  alcun
  riferimento  a  questa  situazione afferente  al  sistema  pubblico
  regionale allargato.
   Noi  ci  ritroviamo, per l'ennesima volta, nonostante  una  Giunta
  formata  da magistrati, da prefetti, da professori universitari,  a
  dover   esaminare   un   Documento  di  programmazione   economico-
  finanziaria  illegale  perché non contempla questa  parte  prevista
  dalla norma.
   La  situazione è complessa, signor Presidente. E' complessa perché
  in   relazione  a  questo  articolo  stanno  emergendo   situazioni
  debitorie  finora nascoste al Parlamento siciliano. E  siccome  c'è
  stata   una  battaglia  su  questo  principio,  che  il  Parlamento
  siciliano ha individuato poi nell'articolo 14 della finanziaria, la
  Giunta  non può approvare un Documento di programmazione economico-
  finanziaria  che  non contenga, per come prevede la  legge  10  del
  1999,  non  solo l'elencazione di tutti questi enti,  non  solo  la
  descrizione  della  situazione finanziaria in  cui  versano  questi
  enti,  ma  nello  stesso tempo la Giunta non  può  non  individuare
  all'interno  del Documento stesso la strategia per  il  risanamento
  della   situazione  finanziaria  del  sistema  pubblico   regionale
  allargato.
   Concludo il mio intervento, signor Presidente, chiedendo -  e  qua
  formalizzerò  ora  la  richiesta - che la  Presidenza  analizzi  la
  questione  da me sollevata, tenendo conto che l'ordine  del  giorno
  della  prossima seduta non può prevedere l'esame del  DPEF  per  le
  carenze  di  cui ho parlato e che ora formalmente segnalerò,  anche
  perché  le  Commissioni parlamentari, tra le altre cose, anche  per
  assenza  dell'assessore  per  l'economia,  non  ne  hanno  iniziato
  l'esame.
   Invito questa Presidenza, nell'esame del disegno della finanziaria
  -  che,  fra  l'altro, è stato approvato prima del DPEF  -  a  fare
  rilevare  che  la finanziaria deve contenere automaticamente  -  e,
  quindi,  va ritirata e modificata -  le misure per bloccare  questo
  fenomeno   e   individuare   le  misure   di   risanamento   e   di
  semplificazione del sistema pubblico regionale allargato.

   CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente, intervengo ai sensi del  terzo  comma
  dell'articolo  140 del Regolamento interno per chiedere  che  venga
  iscritta  all'ordine  del  giorno della prossima  seduta  dell'Aula
  l'interrogazione  n.  1377, a mia firma, presentata  nei  primi  di
  settembre.
   Si  tratta di una interrogazione molto urgente, relativa al  bando
  che l'assessore per l'agricoltura aveva emanato, sulla spinta anche
  di  un voto unanime del Parlamento regionale, per fare fronte  alla
  crisi  agrumicola  del  2010. Ripeto, era una interrogazione  molto
  urgente. Sono passati due mesi e si sono aggiunte le interrogazioni
  di  altri  colleghi  sullo  stesso argomento,  stante  che  abbiamo
  sentito nei giorni scorsi il nuovo assessore per l'agricoltura dire
  alcune cose non in linea con quanto era previsto dal bando, e  cioè
  che  l'intervento, fatto per sostenere i produttori agrumicoli  che
  avevano  vissuto una pesante crisi economica nella scorsa stagione,
  prevedeva  di intervenire con l'acquisizione di oltre cinquantamila
  tonnellate di agrumi da destinare ad aiuti comunitari.
   Intanto, l'assessore per l'agricoltura non si è mai presentato  in
  quest'Aula.
   Pertanto  questa sarebbe l'occasione buona per farlo  venire  qui,
  sin dalla prossima seduta, per discutere di questa interrogazione e
  di  altre  interrogazioni che riguardano lo stesso tema  perché  ci
  sono  oltre tremilaottocento aziende agricole siciliane  che  hanno
  aderito  a  quel bando, pubblicato nel mese di febbraio  2010,  che
  ancora  oggi  aspettano risposte ed interventi  economici  relativi
  all'iniziativa che è stata promossa.
   Siccome  vediamo che questo Governo è un po' assente  rispetto  ai
  problemi reali - peraltro, si avvicina la nuova stagione agrumicola
  -,  a  fronte di una serie di iniziative e di risposte che  abbiamo
  chiesto   per   fare  sì  che  il  Parlamento  potesse   verificare
  l'attendibilità  e la credibilità di un Governo che  si  era  posto
  come  interlocutore privilegiato per fare fronte a questa crisi  di
  settore,  io  chiedo,  appunto  a  norma  dell'articolo   140   del
  Regolamento  interno,  di  iscrivere all'ordine  del  giorno  della
  prossima seduta d'Aula la mia interrogazione e le altre analoghe.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei fare notare che  quando  si
  chiede  di  parlare sull'ordine dei lavori bisogna  attenersi  agli
  argomenti posti all'ordine del giorno. Quindi, preannuncio che  non
  darò  più  la  parola  sull'ordine dei  lavori  per  consentire  di
  introdurre altri argomenti.
   Invito  gli  Uffici a prendere nota della richiesta dell'onorevole
  Corona,  e  quindi  nella prossima Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari verrà fatta tutta la valutazione  possibile  e
  immaginabile  per  venire  incontro  alle  richieste  di  tutti   i
  deputati, compresa quella dell'onorevole Corona.
   Onorevole  De  Luca,  vorrei precisare  che  per  quanto  concerne
  l'esame  della   finanziaria  è ovvio che c'è l'approfondimento  da
  parte  della  Presidenza,  come  sempre  per  quanto  concerne   la
  corrispondenza  alle norme che stabiliscono cosa  è  realmente  una
  legge finanziaria.
   Per  quanto  concerne  il  Documento di programmazione  economico-
  finanziaria,  come  voi  sapete, si può integrare  in  Commissione,
  possono   esserci   anche  integrazioni   da   parte   dei   Gruppi
  parlamentari,  da parte del Governo con risoluzioni, con tutti  gli
  strumenti  previsti dal Regolamento.
   Quindi, da questo punto di vista, la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari valuterà ulteriormente questi aspetti.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Discussione della mozione numero 210 «Chiarimenti ed iniziative
                               riguardo
          alla situazione del Consorzio autostrade siciliane»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione  della  mozione  n.  210  «Chiarimenti  ed   iniziative
  riguardo  alla  situazione del Consorzio autostrade  siciliane»,  a
  firma  degli onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli, Corona,  Bosco  e
  Falcone. Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Consorzio  per  le Autostrade Siciliane (CAS),  ente  pubblico
  regionale  non  economico  sottoposto al  controllo  della  Regione
  siciliana, costituito nel 1997 dalla unificazione (art. 16, lettera
  b)  della legge regionale n. 531 del 1982 e successive modifiche ed
  integrazioni) dei tre distinti Consorzi concessionari ANAS operanti
  in  Sicilia per la costruzione e gestione delle autostrade Messina-
  Catania-Siracusa, Messina-Palermo e Siracusa-Gela, è  succeduto,  a
  norma  del  sopra citato articolo 16, in tutti i rapporti giuridici
  posti  in  essere  dai  tre diversi Consorzi autostradali  Messina-
  Palermo,  Messina-Catania-Siracusa e Siracusa-Gela e che è titolare
  della  concessione ANAS delle tratte autostradali:  Messina-Palermo
  interamente  aperta  al traffico, lunga 181,8 Km,  Messina-Catania,
  interamente  aperta  al traffico, lunga 76,8 Km,  e  Siracusa-Gela,
  lunga  131+700  Km in esercizio da Siracusa a Rosolini  per  41+500
  chilometri  ed  in  costruzione per  la  restante  parte.  Per  una
  lunghezza di più di 300 kilometri;

   con  atto di diffida, intimazione e messa in mora, prot.  n.  CDG-
  0020896  del  7  febbraio 2008, pervenuto il 18  febbraio  2008  ed
  assunto  al protocollo del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS)  n.
  4010, l'ANAS s.p.a. ha denunciato inadempienze a livello gestionale
  ponendo in discussione la convenzione ultima novativa stipulata  in
  data  27 novembre 2000 con il C.A.S. per le autostrade ME-PA, ME-CT
  e SR/Gela. Questi i punti principali della diffida:

   1.  rimuovere  tutte le 'non conformità' rilevate  nella  gestione
  delle  autostrade  assentite in concessione, come da  comunicazioni
  ANAS;

   2.  presentare un piano integrativo della manutenzione  ordinaria,
  con  interventi  da effettuare nell'anno 2008, di importo  pari  al
  differenziale  tra la spesa prevista nel piano finanziario  per  il
  periodo  2000/2005 e quella effettivamente realizzata sempre  nello
  stesso periodo;

   3. procedere all'accantonamento del beneficio finanziario maturato
  a  seguito  della minore spesa, rispetto alle previsioni  di  piano
  finanziario, effettuata in beni devolvibili;

   4.  procedere  alla presentazione della contabilità  generale  nel
  rispetto di quanto convenzionalmente disposto;

   5.  procedere  alla  presentazione  delle  schede  di  contabilità
  analitica  secondo  le disposizioni di cui alla circolare  ANAS  n.
  5442/2000;

   6.   procedere  all'immediata  apertura  della  tratta  Cassibile-
  Rosolini dell'autostrada A18, già realizzata, entro e non oltre  30
  (trenta) giorni dalla data della notifica della presente;

   la  predetta  Convenzione, tra ANAS ed il Consorzio, tra  l'altro,
  prevede all'art. 3,'Obblighi del Concessionario' comma 1, lett. b),
  che   'il  concessionario  provvede  (...)  al  mantenimento  della
  funzionalità   delle   infrastrutture   concesse   attraverso    la
  manutenzione e la riparazione tempestiva delle stesse';

   dal  20  luglio 2009 il CAS è stato commissariato, prima,  con  un
  commissario  ad acta e dalla fine di agosto, con uno  straordinario
  per  scongiurare il pericolo di revoca della concessione  da  parte
  dell'ANAS;

   con  decreto  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  e
  del  Ministro  dell'economia e delle finanze del 5 luglio  2010  n.
  0000457,  è stata revocata la concessione, non avendo dato risposta
  ai termini della diffida, con evidente danno per la Regione, tenuto
  conto  anche delle potenzialità del Consorzio in termini  economici
  (incassa  mediamente 80 milioni di euro all'anno) ed  occupazionali
  (circa  500  oggi  i dipendenti in servizio), oltre  che  di  tutto
  l'indotto attivato. E' necessario anche sottolineare la particolare
  importanza,  in termini di immagine, delle autostrade  gestite  dal
  CAS,  che  ponendosi  in  contiguità con il  Ponte  sullo  Stretto,
  rappresenteranno la porta d'ingresso della Regione siciliana;

   premesso inoltre che:

   per  un  lungo  periodo, dal 2000 al 2007, il  Consorzio  è  stato
  gestito  da un commissario straordinario ed il consiglio direttivo,
  dopo  esser  stato  retto alternativamente dal  vicepresidente  pro
  tempore,  è  stato  infine ricostituito, nella  pienezza  dei  suoi
  poteri,  il 10 aprile 2008, ed è stato successivamente sciolto  nel
  luglio del 2009, facendo ritornare l'Ente al commissariamento;

   il  nuovo presidente aveva immediatamente evidenziato, con proprie
  relazioni,  formalmente trasmesse già dal 5  febbraio  2009  (prot.
  1027/P)   all'onorevole   Presidente  della   Regione,   all'allora
  Assessore regionale per i lavori pubblici, nonché, anche nel  corso
  di  diverse  audizioni, alla IV Commissione legislativa  permanente
  'Ambiente e territorio' dell'Assemblea regionale siciliana,  e,  in
  più  occasioni,  alla Procura della Repubblica ed  alla  Corte  dei
  Conti, il grave stato immobilismo e sofferenza nel quale era  stato
  trovato  l'Ente.  Il Presidente del CAS aveva, tra l'altro,  subito
  denunciato:

   1. un elevato indebitamento del Consorzio nei riguardi di terzi le
  cui  spettanze risultavano non pagate dal 2003 in poi,  con  debiti
  oscillanti  da  100,00 euro a 48 milioni di euro.  Rientravano  nei
  debiti anche quelli fuori bilancio, i cosiddetti 31bis, lotti della
  ME/PA, fatture di collaudatori, lavori o servizi resi al Consorzio,
  sebbene  le relative somme fossero state regolarmente impegnate  in
  bilancio;

   2. elevate voci di spese previste nel bilancio di previsione 2008,
  tra cui 2,7 milioni di euro per spese legali, liti e contenziosi, 5
  milioni  di  euro per energia elettrica, un rapporto spese  per  il
  personale/introiti più alto tra quelli di tutte  le  altre  società
  autostradali (oltre il 45% a fronte di un tetto massimo delle altre
  concessionarie pari al 35%);

   3.  un'elevatissima mole di contenzioso interno  in  quanto  molta
  parte del personale svolge mansioni superiori a causa della mancata
  corrispondenza  tra  le  figure  previste  nella  pianta  organica,
  approvata  nel 2004 per un determinato livello, ed il personale  in
  servizio presso l'Ente;

   4.  un'elevata  carenza  di  personale, soprattutto  negli  uffici
  tecnici  (n.  2 ingegneri) ed amministrativi, a causa del  continuo
  esodo  per  pensionamenti, mai bilanciato, con nuove  assunzioni  o
  trasferimenti per mobilità e/o comando;

   5.  il  mancato rinnovo delle concessioni delle aree di  servizio,
  con  conseguente perdita di considerevoli introiti per il Consorzio
  (negli ultimi dieci anni il danno stimato è pari a oltre 70 milioni
  di euro);

   6.  la  mancanza di manutenzioni adeguate anche oltre  il  periodo
  preso in considerazione dall'ANAS nella nota diffida;

   7. la grave situazione riscontrata nei lotti 4 e 5 dell'autostrada
  SR/Gela,  oggetto  ancor oggi di indagini da  parte  della  Procura
  della  Repubblica,  per  i  quali sarà necessario  prevedere,  come
  dichiarato dalla stessa Università KORE, una spesa per manutenzione
  del  manto  stradale  decisamente superiore a  tratti  analoghi  di
  autostrada a parità di traffico;

   8. il mancato transito, nel dicembre 2007, dal Banco di Sicilia ai
  conti correnti del CAS di una reversale di importo superiore ai  12
  milioni di euro, che ha determinato l'impossibilità di definire  in
  tempi  adeguati il consuntivo 2007, e per la cui vicenda lo  stesso
  presidente del CAS ha richiesto all'allora Assessore per  i  lavori
  pubblici una specifica ispezione;

   di  contro il Consiglio direttivo si era mobilitato per riattivare
  la  gestione dell'Ente a fronte di anni di immobilismo, con diverse
  iniziative  prioritarie,  tra le quali, a  titolo  esemplificativo,
  l'apertura  in  pochi mesi del tratto Noto-Rosolini della  SR/Gela,
  sequestrato  dall'autorità giudiziaria subito  dopo  l'insediamento
  del  nuovo  Consiglio, che costituiva proprio uno dei  punti  della
  diffida  dell'ANAS; l'eliminazione della barriera di Furiano  sulla
  ME/PA,  inutilizzata  dal  2005;  l'apertura  in  15  giorni  della
  Galleria  Langenia  chiusa al traffico da 27 mesi  a  causa  di  un
  incidente; l'approvazione in consiglio di numerosi progetti per  il
  rilancio delle attività di manutenzione e costruzione delle tratte,
  anche al fine di dimostrare all'ANAS l'inversione di rotta rispetto
  alle  precedenti gestioni; l'approvazione del primo Piano triennale
  dell'ente, con l'elencazione di tutti i progetti da realizzare  nel
  triennio  (oltre  un miliardo di euro) fortemente incentrato  sulle
  manutenzioni;  la redazione del Piano di manutenzione straordinario
  (in  risposta alla diffida ANAS) per lavori per un totale di  oltre
  centoquattordici  milioni di euro, trasmesso  all'allora  Assessore
  per  i  lavori  pubblici  ed al Presidente  della  Regione  per  il
  finanziamento  già  dal 10 novembre 2008 e  per  il  quale  nessuna
  risposta  è stata data; l'invio all'Anas del progetto di ripristino
  della  galleria Tracoccia a doppio senso di marcia da ormai più  di
  10  anni,  la  verifica di tutti i viadotti alcuni dei  quali  sono
  risultati  non  in  regola con la normativa  antisismica;  è  stato
  deliberato   ed  era  in  fase  di  costituzione   l'albo   per   i
  professionisti;  è  stato  deliberato  l'albo  per  le  imprese  di
  fiducia;  è stato scelto, mediante avviso ad evidenza pubblica,  l'
  'advisor' per la realizzazione di impianti fotovoltaici su immobili
  di  proprietà  CAS ed è stata avviata la gara per la progettazione,
  la  concessione  e  la gestione degli impianti;  è  stata  avviata,
  mediante avviso ad evidenza pubblica, la scelta di un 'advisor' per
  la  problematica  delle aree di servizio, rimaste  in  gestione  ai
  vecchi  concessionari  oltre la scadenza  del  contratto,  con  una
  perdita  per l'ente di oltre 70 milioni di euro; sono stati avviati
  lavori  di  manutenzione  ordinaria e  straordinaria  sulle  tratte
  autostradali per oltre 15 milioni di euro (in risposta alla diffida
  ANAS);  sono  state avviate gare per oltre 70 milioni di  euro  (in
  corso di aggiudicazione al momento dello scioglimento del consiglio
  avvenuto  in  data  20  luglio  2009) per  il  miglioramento  della
  sicurezza  (tappetini d'usura, barriere di sicurezza,  segnaletica,
  giunti  di  dilatazione, interventi in galleria,  manutenzione  del
  verde, etc); sono stati ripescati i progetti di realizzazione degli
  svincoli (Alì Terme, Capo d'Orlando, Monforte San Giorgio, etc),  è
  stato    rielaborato   secondo   le   indicazioni   del   Ministero
  dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, il  progetto
  relativo  ai  lotti 6, 7 ed 8 della SR/Gela; sono  state  eseguite,
  tramite  l'Università KORE, delle verifiche tecniche sulla  SR/Gela
  al  fine  di  non vanificare il prossimo intervento  relativo  alla
  riqualificazione ambientale e messa in opera del tappetino  d'usura
  il  cui  importo  supera i 27 milioni di euro eccetera;  ed  ancora
  l'assunzione di 24 agenti tecnici esattori, esclusi erroneamente da
  una   precedente  procedura  concorsuale;  la  trasformazione   del
  rapporto di 48 ATE da 'part time' a 'full time'; la riduzione delle
  spese  correnti, in particolare  legali,  Enel,..; il ritiro  delle
  tessere  e  dei telepass ai non aventi diritto; iniziative  per  il
  rilancio  dell'Ente, quali l'adozione della delibera 227/CD  i  cui
  obiettivi  erano  quelli di ridurre le spese,  definire  tutti  gli
  adempimenti   della  diffida  ANAS,  incrementare   gli   introiti,
  razionalizzare le risorse umane; istituzione di una commissione per
  l'esame  delle  pratiche relative a debiti fuori bilancio  maturati
  nei precedenti esercizi finanziari, con successivo invio alla Corte
  dei  Conti;  istituzione di un gruppo di lavoro per il monitoraggio
  di  tutto il contenzioso esistente e la determinazione dell'analisi
  del  rischio; istituzione di un gruppo di lavoro per la definizione
  delle  tabelle  di  equiparazione per permettere  il  passaggio  di
  personale in mobilità tra enti pubblici; transazioni con dipendenti
  ed  imprese al fine di ridurre il contenzioso; recupero crediti IVA
  e  tasse  per  un  totale di 40 milioni circa; richiesta  reiterata
  all'Amministrazione regionale di avere assegnato personale EAS  per
  sopperire,   seppur   parzialmente,  alla  carenza   di   organico;
  attivazione, nelle more della risposta della Regione in  merito  al
  personale  EAS e al conseguente sblocco del bando per la  mobilità,
  della mobilità volontaria ai sensi dell'art. 30 del decreto lgs. n.
  165   del  2001  per  rafforzare  gli  uffici;  ricorso  all'AISCAT
  (Associazione italiana società concessionaria autostrade e trafori)
  per  la  redazione del Piano economico finanziario, (per rispondere
  ad  uno  dei  punti della diffida ANAS) nonché di altre  azioni  di
  supporto al CAS; è stato stipulato l'Accordo di collaborazione  con
  la  Università  Kore  di  Enna al fine di qualificare  tecnicamente
  l'azione   del  Consorzio;  in  particolare,  il  nuovo   consiglio
  direttivo,   dopo   aver  verificato  che  per  il   2000/2005   le
  manutenzioni non effettuate ammontavano a circa 54 milioni di  euro
  e  che  anche  nel  2007  e  nel 2008 non  erano  state  effettuate
  manutenzioni  per  altri 30 milioni di euro, ha prioritariamente  -
  tra  le  molteplici azioni attivate per aumentare la  sicurezza  in
  autostrada e dare risposta alla diffida ANAS (Associazione italiana
  società concessionarie autostrade e trafori) - redatto il 'Piano di
  manutenzioni straordinaria per la A18 e la A20' di importo  pari  a
  circa  114 milioni di euro; la richiesta di finanziamento  di  tale
  Piano  è  stata  presentata  il  10  novembre  2008  dal  Consorzio
  Autostrade  Siciliane  all'onorevole  Presidente  della  Regione  e
  all'allora Assessore regionale per i lavori pubblici, suggerendo di
  creare  un'apposita linea per la messa in sicurezza e l'innovazione
  tecnologica  per  le  autostrade  siciliane  nel  PAR  FAS   e   di
  richiedere,  data  la  delicatissima  situazione  in   termini   di
  sicurezza    e    di    rapporti   con   l'ANAS,   un'anticipazione
  sull'erogazione dell'intero FAS regionale; anche la relazione degli
  ispettori nominati dallo stesso Assessore per i lavori pubblici, su
  richiesta del presidente del CAS in merito alla nota vicenda  della
  reversale  dei  12  milioni  di euro  che  ha  ritardato  anche  la
  redazione di diversi documenti contabili, era imperniata sul  fatto
  che  il  presidente  ed  il  consiglio si  fossero  tempestivamente
  attivati  per approvare gli atti necessari per avviare  i  processi
  manutentivi  del  corpo  autostradale,  proprio  in  risposta  alla
  diffida  ANAS;  tuttavia né l'Assessore regionale  medesimo  né  il
  Presidente  della Regione hanno ritenuto di dare risposte  concrete
  (e  nemmeno epistolari) a quanto richiesto dal CAS, atteso  che  il
  finanziamento  del Piano avrebbe dovuto essere cercato  all'esterno
  dell'Ente,  il cui bilancio annuo è pari, come detto,  a  circa  80
  milioni  di euro; nel corso di una riunione svoltasi il 31  ottobre
  2008  a  Roma  presso  la sede dell'ANAS, pure  alla  presenza  del
  sottosegretario onorevole Reina, l'ANAS ha esplicitamente richiesto
  la  copertura finanziaria del Piano, affermando che in mancanza, lo
  stesso sarebbe stato dichiarato non adeguato;
   nonostante,  nel  corso  di  molteplici riunioni  tenutesi  presso
  l'allora   Assessorato  Lavori  pubblici,  fossero  state  promesse
  risorse liberate disponibili (circa 20 milioni di euro) a fronte di
  progetti cantierabili presenti al CAS per manutenzioni, non  è  mai
  stata  data  formale  comunicazione  all'Ente,  pur  con  reiterate
  richieste  in  tal senso (l'ultima il 5 maggio 2009). Tali  risorse
  sono  invece state rese disponibili per il CAS non appena  è  stato
  sciolto  il  consiglio direttivo, determinando un notevole  ritardo
  nel  loro  utilizzo sia perché si sarebbero potute  utilizzare  già
  prima  di  sciogliere  il  consiglio  e,  quindi,  sarebbero  stati
  effettuati lavori di manutenzione in autostrada, ma anche  a  causa
  dell'immobilismo   dell'Ente  seguito  al  nuovo  commissariamento,
  vanificando  quindi  l'effetto che avrebbero potuto  produrre  tali
  risorse  nei  riguardi  della  diffida  ANAS;  il  presidente   del
  disciolto  consiglio direttivo, in data 15 maggio 2009,  notificata
  in  data  26  maggio  2009, ha trasmesso a sua  volta  una  diffida
  all'ANAS,  in  quanto  - in base ad un errato calcolo  delle  spese
  generali  calcolate sul netto invece che sul lordo -  l'ANAS  aveva
  trattenuto  somme  che  il CIPE aveva destinato  al  Consorzio.  La
  diffida  notificata  all'ANAS riguarda il  recupero  di  una  prima
  tranche',  pari a circa 27 milioni di euro, ma, come  rappresentato
  nel  passaggio  di consegne dal presidente del disciolto  consiglio
  direttivo  al  Commissario  ad  acta,  e  da  questi  trasmesso  al
  commissario straordinario, da un'ulteriore verifica erano già state
  accertate altre somme dovute dall'ANAS;

   considerato che:

   in  un  momento così delicato per la vita dell'Ente,  in  cui  era
  partita  l'attività  di  realizzazione  dei  lavori  (erano   stati
  pubblicati  una decina di bandi di gara per un importo  complessivo
  di  circa  100  milioni di euro), si è operato per  bloccare  tutta
  l'attività,  esautorando  un consiglio troppo  attivo',  che  stava
  cercando  di rimediare a problemi nati prevalentemente  durante  la
  fase di commissariamento;

   proprio  per  questo  è subito apparsa paradossale  la  scelta  di
  commissariare  nuovamente l'Ente, facendolo ripiombare  per  almeno
  sei  mesi  in  uno  stato  di immobilismo  che  ha  determinato  il
  protrarsi,   al   di  là  di  ogni  logica,  delle  procedure   per
  l'aggiudicazione  delle gare in corso al momento  in  cui  è  stato
  sciolto il consiglio direttivo, il cui valore superava i 75 milioni
  di  euro, di cui 35 per manutenzioni, sommando quindi nuovi ritardi
  ed inefficienze per dare risposta alla diffida ANAS;

   il nuovo commissario straordinario dell'Ente, insediato dalla fine
  di  agosto  del  2009  e  la cui nomina è  stata  giustificata  dal
  Presidente della Regione in quanto richiesta dall'ANAS non è  stato
  evidentemente  in grado di contrastare le contestazioni  dell'ANAS,
  visto il decreto di revoca della concessione;

   verificato che l'ANAS - nonostante l'Ente sia commissariato da  un
  anno  -  ha continuato a riscontrare un elevatissimo numero di  non
  conformità  ed  una  gestione  non  adeguata  dell'Ente  tanto   da
  determinare la revoca della concessione;

   verificato altresì che:

   in quest'ultimo anno si è registrato un preoccupante ritardo anche
  sulla  SR/Gela sia per le manutenzioni che per l'appalto dei  lotti
  6,  7 e 8, il cui finanziamento è all'interno del PO FESR 2007/2013
  e si rischia - se non si rispettano i tempi del programma e cioè la
  conclusione dei lavori entro il 2015 - di perdere anche le  risorse
  comunitarie, con ulteriore beffa per la Regione;

   sia  la  ME/PA  che la SR/Gela presentano gravissimi  problemi  di
  'sprofondamento'  della  sede autostradale,  denunciati  più  volte
  anche dagli stessi automobilisti;

   alla  data di scioglimento del Consiglio direttivo erano in  corso
  di  esperimento gare per la manutenzione pari circa 35  milioni  di
  euro per il ripristino di barriere incidentate sia sulla ME-PA  che
  sulla  ME-CT;  la riqualificazione delle barriere di sicurezza  sia
  sulla  ME-PA  che  sulla ME-CT; il ripristino della  pavimentazione
  ammalorata  sia  sulla  ME-PA che sulla ME-CT;  la  stabilizzazione
  della frana di Brolo (in molti di questi casi si stavano esaminando
  le offerte anomale, così come per i lavori sulla SR/Gela relativi a
  nuove  costruzione  per oltre 40 milioni di euro,  (svincolo  mare-
  monti);  riqualificazione  della tratta  SR-Cassibile  e  tappetino
  d'usura SR-Rosolini; mitigazione ambientale lotti 3, 4 e 5,

                   impegna il Governo della Regione

   ad avviare un'immediata indagine ispettiva per conoscere le azioni
  messe   in  atto  dall'allora  Assessorato  regionale  dei   lavori
  pubblici, per verificare - ancor prima della notifica della diffida
  dell'ANAS  - che le manutenzioni ordinarie e straordinarie  fossero
  regolarmente  effettuate  sulle autostrade  siciliane  al  fine  di
  garantire i necessari livelli di sicurezza;

   a  verificare quali azioni siano state attivate per dare copertura
  finanziaria  al 'Piano di manutenzione straordinaria  della  A18  e
  della  A20' nel periodo di commissariamento, oltre quindi a  quelle
  già suggerite dal presidente del disciolto consiglio direttivo;

   a  verificare  quali  lavori siano stati effettuati  nell'anno  di
  commissariamento   in   relazione   al   Piano   di    manutenzione
  straordinaria della A18 e della A20, al Piano triennale delle opere
  pubblicate approvato per la prima volta dall'Ente a febbraio 2009 e
  del  Piano  di  manutenzione ordinaria del 2010, al  fine  di  dare
  risposta alla diffida ANAS;

   a verificare quando siano effettivamente partiti i lavori relativi
  alle gare in corso al 20 luglio;

   a  continuare nell'azione intrapresa dal presidente del  disciolto
  consiglio direttivo con la diffida notificata all'ANAS in  data  26
  maggio  relativa  al recupero, in base ad un errato  calcolo  delle
  spese  generali  sul  netto invece che  sul  lordo,  di  una  prima
  tranche'  di  risorse pari a circa 27 milioni di euro che  il  CIPE
  aveva destinato al Consorzio;

   a  verificare  quali atti siano stati posti in  essere  a  seguito
  della  relazione  del presidente del disciolto consiglio  direttivo
  inviata  con  nota del 5 febbraio 2009 (prot. 1027) che evidenziava
  tutta  una serie di criticità riscontrate nelle precedenti gestioni
  del CAS, facendo riferimento anche alla diffida ANAS;

   a  verificare come mai - vista l'importanza della questione  -  il
  Governo  non abbia ritenuto di attivare una task force, o  un'unità
  di crisi che, oltrepassando i confini del CAS, ponesse con forza la
  questione  sui tavoli regionali, coordinando gli sforzi e  mettendo
  in   campo   tutte   le  intelligenze  migliori,   con   il   pieno
  coinvolgimento anche del mondo scientifico, così come il CAS  aveva
  cominciato  a  fare  con il Protocollo stipulato  con  l'Università
  della KORE; a mettere in atto iniziative concrete per innalzare  il
  livello di sicurezza delle autostrade finora assentite dal CAS ed a
  riferire periodicamente all'Assemblea regionale siciliana». (210)

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Mancuso, primo firmatario della
  mozione, per illustrarla.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    abbiamo
  l'occasione, dopo molti mesi, di poter parlare di questo  colabrodo
  del CAS.
   Cercherò di essere molto preciso, quindi leggerò il mio intervento
  perché  sulle  date,  sui ricordi e con una memoria  che  ormai  mi
  lascia  sempre  più,  non  riuscirei  a  rendere  il  mio  discorso
  oggettivamente riscontrabile.
   Partiamo  dal  decreto di scioglimento dell'ANAS avvenuto  qualche
  mese fa.
   Le  contestazioni dell'ANAS, seppure iniziate a giugno  del  2006,
  non  hanno  avuto  alcun cenno di riscontro neanche  epistolare  da
  parte  del  CAS, ad eccezione della nota predisposta dal presidente
  pro  tempore  il  19  maggio  2008,  circa  un  mese  dopo  il  suo
  insediamento.
   Questa osservazione mette in evidenza un anomalo comportamento del
  CAS in tutta la vicenda.
   Il  17  luglio  2008 l'ANAS ha proposto al Ministro  la  decadenza
  della convenzione.
   Con  note  del  24 marzo e del 28 maggio 2010, l'ANAS  trasmetteva
  analitico  elenco delle inadempienze. Il commissario era subentrato
  il  20  luglio 2009. A causa delle manutenzioni non effettuate  dal
  CAS,  non ha potuto aumentare le proprie tariffe negli anni   2008,
  2009 e 2010.
   Cosa si è fatto per evitare la revoca della concessione?
   Stasera parliamo di questo.
   Mi  permetto  di  fare una osservazione, che  è  quella  di  poter
  consegnare   a  questo  Parlamento  la  prova,  sotto  il   profilo
  oggettivo,  di  come  un  commissariamento -  voluto  peraltro  dal
  Governo - possa distruggere un ente.
   Il  CAS  era già stato commissariato dal 2000 al 2007, cioè  negli
  anni nei quali si erano verificate tutte le irregolarità che, oltre
  a fare divenire il CAS un colabrodo, come in maniera ottimistica ha
  dichiarato  il  presidente Lombardo, hanno  determinato  la  revoca
  della  concessione da parte dell'ANAS, esponendo  così  la  Regione
  alla  consegna  in  mano altrui dell'unico ente regionale  che  non
  riceve  alcun  contributo dalla Regione in quanto vive  di  risorse
  proprie  quantificabili in circa ottanta milioni  di  euro  l'anno.
  Risorse,  queste,  sicuramente aumentabili  con  una  gestione  più
  oculata,   com'è dimostrato con precise analisi e relativi conteggi
  nelle relazioni presentate al Presidente il 22 dicembre 2008  e  il
  14  luglio 2009, che denunciano mancati introiti negli ultimi dieci
  anni per cattiva gestio per almeno 289 milioni di euro.
   La principale causa della revoca della concessione al CAS è dovuta
  alle  mancate manutenzioni dal 2000 al 2005 per un importo di circa
  50  milioni  di  euro che, se riconsiderano anche il biennio  2006-
  2007, superano gli 80 milioni di euro.
   Il  Consiglio direttivo, sciolto in data 20 luglio 2009,  dopo  la
  prima  fase di analisi, aveva impostato tutta la programmazione  su
  tre   punti:   il  primo  era  quello  del  piano  di  manutenzione
  straordinaria  della  A18 e della A20, proprio  per  recuperare  le
  manutenzioni  non  fatte; il secondo era il piano  triennale  opere
  pubbliche,  adottato  per la prima volta al CAS  nel  febbraio  del
  2009; terzo, il piano di manutenzione ordinaria per il 2009.
   Era  stata, quindi, realizzata l'attività di pianificazione  e  di
  predisposizione  dei progetti per ripianare il  danno  fatto  negli
  anni precedenti.
   Anche per le risorse si erano fatti passi avanti. L'individuazione
  di  un  plafond  pari  a circa venti milioni  di  euro  di  risorse
  liberate  che  - come ricordato nella mozione - è però  stato  reso
  disponibile per il CAS solo dopo l'intervento del Presidente  della
  Regione che ha sciolto il Consiglio direttivo.
   Sempre  dalla citata relazione del 14 luglio al Presidente  emerge
  come  si  stesse  cercando anche di reperire  risorse  sul  mercato
  finanziario, proprio al fine di eseguire velocemente tutte le opere
  previste  nel  piano di manutenzione straordinaria e dare  risposte
  concrete  all'ANAS  evitando la revoca della concessione.  Ma,  con
  perfetto  tempismo,  il  Presidente della Regione  ha  ritenuto  di
  interrompere tutto ciò commissariando nuovamente il CAS.
   Al  momento  dello scioglimento del Consiglio erano in  corso,  in
  fase  di  conclusione e di aggiudicazione, gare per  settantacinque
  milioni di euro, di cui circa trentacinque milioni di euro di nuove
  opere sulla A18 e sulla A20, sulla Siracusa-Gela.
   Queste  gare,  che  erano già da oltre un mese all'esame  per  via
  delle  offerte anomale, sono state aggiudicate dopo sei-nove   mesi
  dall'insediamento del nuovo commissario.
   Quindi  una  situazione non anomala, ma assurda  Gare  già  fatte,
  bastava  una  sola riunione; invece il commissario  per  sei,  nove
  mesi vi dirò, dopo, che cosa ha fatto.
   L'ANAS  avrebbe avuto senza dubbio maggiori difficoltà ad ottenere
  la   decadenza   della  concessione  se  le  gare  fossero   andate
  regolarmente avanti e di conseguenza i lavori fossero iniziati nove
  mesi  prima. Infatti, dal 20 luglio 2009 i lavori per il ripristino
  della  pavimentazione della A18 e della A20, Messina-Milazzo,  sono
  stati  consegnati l'1 febbraio 2010, dopo ben sette  mesi;  dal  20
  luglio 2009 i lavori di ripristino della pavimentazione della  A20,
  tratto  Milazzo-Buonfornello, sono stati consegnati il  19  gennaio
  2010, dopo sei mesi; i lavori  per il ripristino delle barriere  di
  sicurezza  incidentale Messina-Palermo sono stati consegnati  il  7
  maggio  2010,  quasi un anno; i lavori di mitigazione  dell'impatto
  paesaggistico,  lotti  3,  4 e 5 Siracusa-Rosolini  dell'autostrada
  Siracusa-Gela  sono stati consegnati a luglio 2010, un  anno  dopo;
  gli  interventi  di stabilizzazione della frana  che  interessa  lo
  svincolo di Brolo, sulla Messina-Palermo, prima opera del piano  di
  manutenzione straordinaria della A18 e della A20, che il CAS  aveva
  attivato con risorse proprie per dimostrare la partecipazione anche
  finanziaria  e recuperare le manutenzioni non fatte, i lavori  sono
  stati consegnati l'8 febbraio 2010, sette mesi dopo. E così via  di
  seguito, fino addirittura a ritirare alcuni bandi già inviati  alla
  Gazzetta  ufficiale, compresa una gara, conclusa in data 22  giugno
  2009, che ha avuto approvati gli atti il 30 luglio 2010.
   In realtà, il commissario straordinario, invece di concentrarsi su
  come  dare  immediate  risposte  all'ANAS  realizzando  lavori,  ha
  impiegato  i primi sei mesi, da un lato, a distogliere il personale
  impegnato nelle commissioni di gara verso altre priorità,  come  la
  garanzia della disponibilità dell'auto blu che, nel passaggio tra i
  due  contratti di autonoleggio per scadenza di contratto, rischiava
  di  non  avere più a disposizione e, dall'altro, a distruggere  con
  una strana fretta quanto più possibile quello che era stato fatto o
  era  in corso. In particolare, l'annullamento della delibera n.  27
  del  3 dicembre 2009, della procedura in corso per l'individuazione
  di  una  società  di  revisione di bilancio per  la  redazione  del
  consuntivo  2008. Società di revisione che, alla luce di  tutte  le
  anomalie  verificatesi in occasione della questione dei 12  milioni
  di  euro - interessi pagati alla banca in maniera anomala per avere
  ripianato  prima le scoperture del 2006 e del 2005  anziché  quella
  del 2004 (cioè alle banche si pagavano gli interessi più recenti  e
  non  quelli  più  antichi, in modo che quelli più  antichi  poi  ci
  costavano un pochino di più); una tenuta della contabilità  tra  il
  2004  e  il  2007 non corretta, come riconosciuto dai revisori  nel
  verbale  n.  1  del 2009; impegni assunti oltre la  reale  capienza
  finanziaria  nei  capitoli  di  bilancio  -  avrebbe  potuto   fare
  chiarezza  su  una  serie di elementi molto  gravi  nella  gestione
  finanziaria  del  CAS.  Non a caso, nel passaggio  di  consegne  al
  commissario  subentrato  a  luglio, la necessità  di  nominare  una
  commissione  per  l'esame delle offerte pervenute era  indicata  al
  primo posto

   PRESIDENTE.   Onorevole   Mancuso,  la  invito   ad   avviarsi   a
  concludere,  è già all'undicesimo minuto. Lei ha dieci  minuti  per
  intervenire; ha già sforato i dieci minuti.

   MANCUSO. Posso anche non parlare perché ho ancora dieci cartelle.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Mancuso,  faccia  economia  delle   dieci
  cartelle. Concluda, la prego.

   MANCUSO.  Sa cosa non mi convince della sua conduzione  dell'Aula?
  Due  settimane fa c'è stata una polemica in questo senso, e proprio
  in  quell'occasione il suo capogruppo ha sforato  di  circa  sedici
  minuti.  Poiché stava parlando di cose molto interessanti e  l'Aula
  era molto interessata, noi non abbiamo assolutamente richiamato

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la prego. Quando qualunque deputato
  sfora  il  tempo concesso, la Presidenza - e non solo la Presidenza
  Oddo  - ha sempre cercato di usare per  tutti la stessa misura.  Se
  l'ho invitata ad avviarsi alla conclusione, l'ho fatto perché siamo
  già a dodici minuti.

   MANCUSO.   Signor Presidente, lei sta impedendo ad un parlamentare
  di  rendicontare  su  un  buco enorme che viene  dal  CAS;  lo  sta
  impedendo dopo che abbiamo aspettato nove mesi
   Lei  non  è interessato in quanto è l'unico che si sta lamentando,
  forse perché ha la responsabilità della Presidenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, le  ho  detto  di  avviarsi  alla
  conclusione. Perché deve fare necessariamente polemica  e  mi  deve
  per  giunta accusare di cose che poi le chiarirò, senza  per  forza
  chiarirlo  adesso, che non è così come dice lei?  Non sto impedendo
  nulla.
   Si avvii alle conclusioni del suo intervento.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  le  conclusioni  possono  contenere
  quello  che io immagino o penso. Ed io penso che lei sta  impedendo
  ad  un parlamentare di rendicontare sulla situazione colabrodo  del
  CAS  dopo avere fatto aspettare il mio Gruppo parlamentare per nove
  lunghi  mesi;  certo, non lei,  ci sono diverse situazioni  che  mi
  sembra inutile tirarle in ballo stasera.
   Le consegno, quindi, la relazione che abbiamo preparato da mettere
  agli atti, così che ogni parlamentare, se vuole, può rendersi conto
  di quello che, in modo anomalo, è successo.
   Naturalmente mi riservo di intervenire sulla eventuale replica  se
  il  Governo,  non  so come, replicherà, dato che non  ho  avuto  la
  possibilità  di  trasmettere quanto più possibili  notizie  al  neo
  Assessore  per le infrastrutture. E' chiaro che questa  situazione,
  per  quanto  ci riguarda, deve essere ulteriormente approfondita  e
  vedremo con quale atto parlamentare.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   certo   la
  situazione  del  Consorzio  autostrade  siciliane  che  il  collega
  Mancuso  ha  appena ricapitolato, sinteticamente  o  quasi,  è  una
  situazione che si trascina da oltre dieci anni.
   Il  Consorzio sta lentamente andando verso un declino direi  quasi
  irrecuperabile, per cui il mio grido di dolore è volto  ad  evitare
  il  declino  di  quello che, potenzialmente,  potrebbe  essere   il
  gioiello  di  questo gruppo di aziende della Regione siciliana,  un
  ente  che  incassa  quotidianamente una enorme  liquidità,  che  ha
  grandi potenzialità dal punto di vista della gestione delle aree di
  servizio, della gestione dei servizi connessi con le linee, come si
  è fatto nel resto dell'Italia.
   Il  resto  d'Italia  sfrutta  il percorso  autostradale  per  fare
  passare  i  cavi  telematici, per sfruttare  con  la  sua  rete  la
  telefonia mobile.
   Noi,  invece, abbiamo soltanto, fino ad oggi, da dieci anni e  non
  da  un giorno, creato debiti su debiti, con un montante di insoluto
  approssimativo da parte dell'ente di circa 250 milioni di euro.
   Non  sono bastati alcuni periodi di gestione virtuosa da parte  di
  alcuni commissari o di alcuni presidenti per cercare di raddrizzare
  la  rotta né, secondo me, è produttivo il continuo mutare di quadri
  dirigenti non all'altezza di questo compito.
   Noi  abbiamo  bisogno, Assessore - e, per il suo tramite,  il  mio
  appello  è  rivolto  al  Presidente  della  Regione  -  di  tecnici
  qualificati  che  mancano  in  questo  Consorzio  al  di   là   dei
  quattrocento, ormai non più 500 dipendenti, perché abbiamo solo due
  ingegneri  dirigenti  e un direttore amministrativo  che  adesso  è
  anche  direttore generale. Quindi, pochi quadri per quanto riguarda
  la  programmazione; una pochezza nell'ambito dei geometri, di tutti
  i  quadri tecnici dei servizi; la direzione di esercizio è  davvero
  carente,   e   non   parliamo  di  quella  amministrativo-contabile
  praticamente  inesistente  perché il  direttore  generale  ha  pure
  l'interim di direttore amministrativo.
   Una situazione di totale degrado priva di azioni forti da parte di
  questo  Governo,  e per azioni forti intendo un  impegno  di  spesa
  immediato  per  la  manutenzione, un  impegno  per  una  manodopera
  immediata, la riqualificazione del personale addetto all'esazione.
   Per quanto riguarda il personale addetto all'esazione le comunico,
  signor  Assessore,  che  a  giorni alcune  barriere  del  Consorzio
  rimarranno  aperte  al  libero transito per mancanza  di  personale
  addetto  all'esazione in quanto non ci sono i dipendenti per  poter
  effettuare regolarmente i turni e non vi sono i fondi per  attivare
  l'automazione  presunta.  Quindi,  viene  meno  per  l'ente   anche
  l'introito  derivante  dalla esazione del  pedaggio  per  mancanza,
  appunto, di personale.
   Dunque,  se  non  è una situazione di disastro, è  una  situazione
  tendente al disastro su cui non è possibile tentennare oltre.
   Si  devono  prendere decisioni forti, financo quella di  fare  una
  società unica con l'ANAS al 50 per cento. Si tratta di una proposta
  valida già adottata dal Friuli e dall'Emilia Romagna: cioè consorzi
  misti  pubblico-privati, ove l'ANAS é azienda partecipata, con  cui
  mettere a regime l'intera rete autostradale siciliana, comprese  la
  tratta  Catania-Palermo,  la  tratta  Palermo-Trapani  e  anche  la
  dorsale  sicula,  la  realizzanda Mistretta-Gela,  per  cercare  di
  ottimizzare  il  sistema.  Questo  potrebbe  essere,  anzi  sarebbe
  senz'altro  il  sistema  regionale autostradale  migliore,  il  più
  valido di tutta l'Italia.
   E  trovare  così  da  questo sistema, da  questo  tipo  di  regime
  unitario  del  sistema autostradale siciliano,  le  economie  e  le
  energie  per  ripartire con un autentico piano di risanamento  che,
  per   la  verità,  secondo  me,  anche  il  buon  Zapparata   aveva
  timidamente  provato ad abbozzare ma che, come  sempre,  è  rimasto
  tristemente lettera morta.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  perplesso,  avendo ascoltato anche l'introduzione alla  mozione  da
  parte  del  collega  Mancuso e dei colleghi  del  PDL  che  l'hanno
  presentata,  per  il  fatto che non si dica sostanzialmente  niente
  rispetto  ad  un  atto  che  io  considero  molto  grave  da  parte
  dell'ANAS, che interviene, pur avendo altri modi per farlo, con una
  decisione  che  ha  un  sapore  straordinariamente  politico,   per
  revocare  la  concessione al Consorzio per le autostrade  siciliane
  mentre, contestualmente - e giustamente, io dico - in tante regioni
  del Nord,  quali il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, da parte del
  Parlamento nazionale, su proposta dello stesso Governo, si va verso
  una gestione regionalizzata.
   Non  vedere la gravità di questo, secondo me, è un atto di  miopia
  che  non  riguarda  questo Governo, questa  maggioranza  e  il  suo
  rapporto  con  il Governo nazionale, ma riguarda l'interesse  e  il
  prestigio  delle  istituzioni  regionali  rispetto  ad  un  Governo
  nazionale e ad un ente nazionale, come l'ANAS che, com'è noto,  non
  è  stato  nei  confronti della Sicilia, nel corso di  tutti  questi
  anni, prodigo né di consigli né di sostegni né di interventi per la
  parte di competenza dell'ANAS.
   Dopo  di  che, l'altro motivo per cui non condivido la  mozione  è
  perché  si  dà,  dentro  un  quadro di  considerazioni  giustamente
  negative  rispetto al modo in cui è stato gestito il Consorzio  per
  le  autostrade  siciliane,  si  estrapola,  in  termini  del  tutto
  discutibili,  dal  mio  punto di vista ovviamente,  il  periodo  di
  gestione  ordinaria,  tra il 2008 e il 2009,  che  -  non  lo  dico
  adesso, ci sono atti parlamentari che chiedo all'assessore Russo di
  valutare perchè non ho ancora avuto risposta a quegli atti  che  ho
  prodotto - che si è caratterizzata sostanzialmente per alcuni  atti
  di gestione che io considero alla base dell'ulteriore situazione di
  caos   che  si  è  determinata  nel  Consorzio  per  le  autostrade
  siciliane.
   Mi   riferisco   ad   una  gestione  del  personale   che   si   è
  caratterizzata, anzitutto, per il ricorso a forme di  mobilità  che
  io  ho  definito  domestiche  nel senso che non si  è  fatto  alcun
  avviso  pubblico, non si è fatta alcuna selezione nel  reclutamento
  delle  persone e delle professionalità eventualmente necessarie  e,
  quindi,  si è sostanzialmente bypassata qualunque norma,  qualunque
  regola  per  favorire  alcuni rispetto  ad  altri.  Se  poi  questi
   alcuni   sono amici degli amici è un argomento che io,  in  questa
  sede, voglio tralasciare; ma il sospetto è molto forte.
   Per  quanto  riguarda  la manutenzione, che era  la  priorità,  mi
  risulta  che  vi  era stato un appalto, come capita  per  tutte  le
  autostrade - anche su questo c'è una mia interpellanza - era  stata
  bandita   una   gara  per  la  manutenzione  di  tutti   i   tratti
  autostradali, perché così si risparmia e vi è pure una competizione
  più  ampia  e  più  qualificata. Ad un certo punto,  la  dottoressa
  Valenti, che allora presiedeva il Consiglio di amministrazione,  ha
  ritenuto di spezzettare questo appalto con gare non superiori a 200
  mila   euro   e  di  affidarle  con  procedure  accelerate,   quasi
  fiduciarie.
   Io  credo  che  un  ente  importante  come  il  Consorzio  per  le
  autostrade  siciliane,  un ente pubblico, non  meriti  che  vengano
  compiuti atti di questa natura.
   Poi,  c'è stato il caso clamoroso che riguarda il presunto ammanco
  di  12  milioni  di euro - anche questo, Assessore, è  stato  posto
  all'attenzione dell'Assessorato con una mia interrogazione - in cui
  la  predetta presidente segnalò che, da parte del Banco di Sicilia,
  non  erano  stati versati, per meglio dire non era stata  acquisita
  dal  Consorzio  una  reversale di 12 milioni di  euro  che  mise  a
  bilancio, contro il parere del collegio sindacale - ricordo che nel
  collegio   sindacale  il  presidente  è  nominato   dal   Ministero
  dell'Economia, quindi nazionale -, dopo di che si aprì, ovviamente,
  una indagine perché si trattava

   PRESIDENTE.  Onorevole  Panarello, la  invito  ad  avviarsi   alla
  conclusione.

   PANARELLO. Ho saputo che, naturalmente, l'indagine si è chiusa con
  la  conclusione che questo ammanco non c'era; c'era stato soltanto,
  nella redazione dei precedenti bilanci, un errore materiale che era
  stato  segnalato. Nonostante questo, si era determinata,  da  parte
  dei  vertici  dell'allora autostrada, questa idea che  fosse  stata
  sottratta  o  dal Banco di Sicilia o all'interno del  Consorzio  la
  modica cifra di 12 milioni di euro.
   Quindi,  siamo  stati  in presenza di una  gestione  per  lo  meno
  superficiale,  io ritengo probabilmente mossa più da  interessi  di
  ordine  politico  che  da una effettiva volontà  di  rilanciare  il
  Consorzio  per le autostrade siciliane. E in questo contesto  si  è
  determinata  anche  una gestione del personale che,  in  violazione
  delle norme contrattuali, ha determinato un'ulteriore situazione di
  disagio,  come ha detto anche l'onorevole Picciolo,  e  che  merita
  certamente  di essere affrontata da parte dell'attuale  commissario
  straordinario  - il quale, fra l'altro, non è quello  citato  nella
  mozione  in argomento ma è un funzionario della Regione  -  con  il
  concorso dell'assessore Russo e deve essere affrontata per  evitare
  che si determini una ulteriore situazione di degrado in un ente che
  è di proprietà della Regione, che ...

   PRESIDENTE. Onorevole Panarello, deve concludere.

   PANARELLO.   Sì,   ha  ragione,  mi  scusi  Presidente,   concludo
  rapidamente.
   Dicevo, che ha bisogno da parte della Regione di una attenzione  e
  di  un  impegno  per  evitare che si determini  una  condizione  di
  ingovernabilità.
   E  in  ragione  di questo chiedo all'assessore Russo  di  prestare
  particolare attenzione.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   A  conclusione dell'intervento dell'onorevole Buzzanca  dichiarerò
  chiuse le iscrizioni a parlare.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io  mi
  atterrò certamente al tempo che mi viene assegnato e spero  che  il
  richiamo  che  la Presidenza ha fatto all'onorevole  Mancuso  valga
  anche per il futuro e che

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, mi scusi, è una caduta  di  stile
  La Presidenza ha forse mai fatto discriminazioni da questo punto di
  vista? Portatemi ad una discussione fuori dal momento d'Aula  e  vi
  dimostreremo  che non è così  E, per la verità, non vorrei  parlare
  solo  a  nome  mio,  ma anche a nome del Presidente  Cascio  e  del
  Vicepresidente Formica.
   Evitiamo di fare polemiche su cose che non esistono; il minuto  in
  più  o  i due minuti in più sono stati sempre accordati. Per  forza
  maggiore dobbiamo comunque accusare qualcuno
   Onorevole  Buzzanca,  parli liberamente. C'è stata  sempre  grande
  tolleranza  da parte della Presidenza, ma se la facciamo  diventare
  una discussione  è davvero una caduta di stile

   BUZZANCA. A me sta bene e non voglio fare nessuna polemica,  anche
  perché io mi sono sempre attenuto al tempo assegnatomi, questo  per
  essere  chiaro.  Altri  non  lo  hanno  fatto  e  se  vogliamo  poi
  confrontare i resoconti ce ne renderemo conto.
   L'argomento  che  stiamo  trattando  è  estremamente  delicato   e
  richiama  una  questione che noi, tante volte, qui  abbiamo  dovuto
  porre e che attiene ai commissariamenti sui quali, tuttavia, non mi
  soffermerò   se   non  per  dire  che  non   mi   sembra   che   il
  commissariamento rispetti la democrazia, renda onore al  territorio
  e, quindi, segua un percorso che tutela gli interessi legittimi dei
  cittadini che sul territorio siciliano insistono, in questo caso  i
  cittadini, che sono tantissimi, fruitori del servizio autostradale.
   Poi,   Assessore,  voglio  richiamare  la  sua  attenzione   sulla
  drammaticità  delle condizioni che vive il CAS e vorrei  ricordarle
  che a parte il contenzioso, che ormai è diventato insopportabile  e
  a  cui  bisogna mettere mano subito, prima di subito,  noi  abbiamo
  l'obbligo  di  dire  che  nel  momento  in  cui  l'ANAS  ha  inteso
  interrompere il rapporto a suo tempo instaurato negli anni '60  con
  il  Consorzio  per  le autostrade siciliane, ha  certamente  tenuto
  conto  del  contenzioso esistente, ma ha tenuto  conto  pure  delle
  gravi  carenze  che  si  sono registrate  e  che  si  continuano  a
  registrare.
   Perché io dico che oggi è drammatica la situazione? Perché a parte
  il  contenzioso, che certo porterà a conseguenze molto  drammatiche
  per  il  destino  del  Consorzio,  oggi  abbiamo  problemi  per  la
  quotidianità, per il rapporto che vivono ogni giorno  gli  esattori
  che  sono  diventati  insufficienti,  che  non  potranno  garantire
  addirittura il mantenimento delle porte di accesso e di deflusso  e
  che  non  potranno, quindi, più procedere alla esazione del ticket,
  atteso  che - come è a lei noto - il telepass assorbe soltanto  tra
  il 25 e il 30 per cento delle utenze che attraversano le autostrade
  siciliane.
   E  questo  è  un  dato che chiaramente può essere  migliorato,  ma
  questa è la realtà in questo preciso momento.
   Vi  è  di più. La mancata approvazione della pianta organica entro
  il mese di giugno del 2010 non consente neanche di fare riferimento
  ai  cosiddetti trimestrali, a coloro i quali cioè in questi  ultimi
  dieci  anni  hanno  garantito  il passaggio,  hanno  garantito  che
  funzionasse  il  sistema di esazione e oggi, anche  a  causa  della
  politica  scellerata  di un'azienda che, essendo  commissariata,  è
  rimasta  molto  spesso ostaggio di una eccessiva sindacalizzazione,
  ce ne rendiamo conto.
   Ma   in   questo   momento  abbiamo  il  problema   della   stessa
  sopravvivenza del Consorzio, proprio perché c'è il contenzioso, non
  vi  è  la possibilità di esigere il ticket, non vi è la possibilità
  di  assumere trimestralmente coloro i quali hanno fin qui garantito
  che  tutto si svolgesse regolarmente, non vi è alcuna manutenzione.
  I  lavori  appaltati  sono stati soltanto recentemente  oggetto  di
  affidamento alle ditte e sono sicuramente insufficienti.
   In  questo contesto io ritengo che gridare allo scandalo  non  sia
  certamente  utile e mi sorge un dubbio: forse si voleva arrivare  a
  questa  conclusione?  Forse la mancanza di  interlocuzione  con  il
  Ministero  delle  infrastrutture e con  l'ANAS  è  una  scelta  per
  mascherare in questo momento, purtroppo, fatti che a noi sfuggono o
  che, comunque, dovremmo approfondire? Questo è il dato.
   La  stessa  discussione che oggi facciamo, a distanza di  un  anno
  circa  da quando la mozione è stata presentata, la dice lunga sulla
  reale  volontà  che  il  Governo ha  di  affrontare  subito  questo
  problema,  di affrontarlo seriamente e di farlo nell'interesse  del
  CAS,  nell'interesse dei siciliani, nell'interesse del  popolo  che
  guarda alla classe dirigente come ad un punto di riferimento.
   Oggi,  noi ci troviamo davanti ad un Governo tecnico, lo ribadisce
  tante volte l'assessore Russo, io non ho alcun dubbio nel dire  che
  l'assessore  Russo  è  un  tecnico.  Però,  Assessore,  affrontiamo
  seriamente  questo problema, cerchiamo di ritrovare uno spirito  di
  collaborazione istituzionale con le autonomie locali, ripristinando
  il sistema democratico, con il Ministero delle infrastrutture e con
  l'ANAS perché si possa giungere ad una soluzione.
   Certamente,   non  è  scontrandosi  che  si  fa  l'interesse   dei
  siciliani,  dei  dipendenti  del  CAS,  del  futuro  della   stessa
  struttura consorziale.
   Se  questo è l'intendimento dell'assessore, ne prenderemo atto. Al
  contrario,   è   chiaro  che  dovremo  assumere  tutti   gli   atti
  consequenziali,  dovranno farlo gli enti locali, dovranno  farlo  i
  soci di quel Consorzio che, ben quarant'anni e passa or sono, hanno
  voluto  che  nascesse finalmente un collegamento autostradale,  che
  prima  era  soltanto una chimera e che di recente è  diventata  una
  realtà, anche per l'interessamento sostanziale dell'attuale Governo
  che  ha  voluto  inaugurare,  dopo aver  effettuato  i  lavori,  il
  completamento della Messina-Palermo.
   Assessore, io spero che lei si faccia carico di questo problema e,
  all'interno della sua competenza, riferisca al Governatore Lombardo
  che   i   commissariamenti   hanno  raggiunto   ormai   un   limite
  insopportabile,  un  limite che non solo la  classe  dirigente  non
  sopporta,  ma che non sopportano più neanche i siciliani perché  si
  rendono  conto  che,  molto  spesso,  i  commissari  sono  talmente
  distanti  dai  problemi  da  non  poterli  affrontare  e,   quindi,
  risolvere.
   Io   confido  nella  sua  azione  e  spero  che  i  fatti  non  la
  smentiranno.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cimino ha chiesto congedo per
  la  giornata  odierna,  essendo impegnato  fuori  sede  per  motivi
  istituzionali.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


             Riprende la discussione della mozione n. 210

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  l'onorevole  Mancuso, insieme al  capogruppo  del  PDL,
  onorevole Leontini, e ad altri colleghi, in data 20 luglio 2010  ha
  presentato una mozione su un problema, che già allora era scottante
  e  che oggi continua ad essere tale, che riguarda il Consorzio  per
  le autostrade siciliane.
   La  prima  cosa che salta agli occhi di tutti - e questo non  vuol
  essere  un rimprovero nei confronti della Presidenza, ma credo  sia
  necessario  intervenire su questa vicenda - è  il  fatto  che  sono
  passati quasi quattro mesi per poter discutere questa mozione,  con
  una serie di assessori che si sono succeduti in questi mesi i quali
  si sono sistematicamente assentati e non si sono presentati in Aula
  per  affrontare questo tema, che noi riteniamo di grande  rilevanza
  per il territorio siciliano.
   Prima  cosa:  una censura nei confronti del Governo perché  non  è
  possibile  che  impieghi  quattro  mesi  per  rispondere  in  Aula;
  naturalmente non mi rivolgo assolutamente all'assessore  Russo  che
  riveste  tale  carica  da pochi giorni, ma a coloro  che  lo  hanno
  preceduto.
   Ricordo a questo proposito che sempre all'ordine del giorno  vi  é
  una  serie di interrogazioni, sempre sul CAS, a cui non si è ancora
  dato  risposta.  Però,  conoscendo la  volontà  di  lavorare  e  le
  capacità dell'assessore Russo, credo che evaderà velocemente  tutte
  le interrogazioni ancora giacenti presso il suo Assessorato.
   La  seconda  considerazione l'ha svolta l'onorevole  Buzzanca,  ma
  credo  che sia importante ritornare su questo argomento: quando  in
  uno  Stato  democratico  vigono regimi commissariali  è  perché  le
  regole democratiche sono venute meno.
   Vedete, noi non ce l'abbiamo né con l'attuale commissario  né  con
  quelli  che ci sono stati precedentemente, ma non è possibile  che,
  nel  breve  volgere  di  qualche  mese,  siano  cambiati  3,  4,  5
  commissari, non sappiamo nemmeno quanti ne sono passati  presso  il
  Consorzio  per  le  autostrade siciliane perché,  ogni  qual  volta
  chiamavamo, ci comunicavano che era cambiato il commissario.
   Adesso c'è un nuovo commissario e spero che il Governo almeno  gli
  faccia  fare  qualche  giorno  da commissario,  altrimenti  non  lo
  chiameremo  più  commissario  ma gli  dovremo  trovare  un  termine
  diverso  per indicare le funzioni volanti che i diversi  funzionari
  della  Regione e della Provincia di Catania hanno svolto in  questo
  periodo.
   Terza cosa: lei è un uomo di legge, Assessore, è un tecnico e,  in
  quanto tale, chiediamo a lei, non più espressione della politica ma
  espressione  del  diritto,  di andare a verificare  il  contenzioso
  esistente tra gli ex componenti del consiglio di amministrazione  e
  l'Assessorato  regionale  delle  infrastrutture,  comunque  il  suo
  Presidente e la Regione, perché nel commissariamento che è avvenuto
  da    parte    del   precedente   consiglio   di   amministrazione,
  democraticamente indicato sia da parte del Governo sia da parte dei
  soci che fanno parte dell'assemblea del CAS, vi sono sentenze -  mi
  pare di ricordare - favorevoli a coloro i quali hanno impugnato gli
  atti parlamentari.
   E  vi  sono  anche  delle vicende stranissime  come,  ad  esempio,
  qualche   documento  firmato  di  domenica,  come  se  la  domenica
  l'Assessorato  delle  infrastrutture  lavorasse  e  quindi  c'è  la
  possibilità  di  dare  parere al Governo per la  sostituzione,  per
  essere chiari, della dottoressa Patrizia Valenti.
   Al  di  là di tutto questo, stasera vogliamo rivolgerci al Governo
  per chiedere due cose.
   La  prima: assessore Armao, l'anno scorso, in fase di approvazione
  della  finanziaria,  io  e il collega Leontini  abbiamo  difeso  un
  finanziamento di 56 milioni di euro che la Regione aveva  destinato
  alla  realizzazione  dei  lotti 6, 7 e 8  della  Siracusa-Gela;  in
  pratica,  si  tratta  dei primi tre lotti che  dalla  provincia  di
  Siracusa portano dentro il territorio della provincia di Ragusa.
   Adesso  il  Ministero del Territorio e dell'Ambiente  ha  dato  il
  parere  favorevole,  abbiamo ottenuto il via.  Non  vorrei  che  in
  questa  ridiscussione  del  bilancio della  Regione,  così  come  è
  avvenuto l'anno scorso, qualcuno pensasse di togliere queste  somme
  che  sono  di importanza fondamentale e vitale per la realizzazione
  di  questi  tre  lotti, in quanto sono la parte di  cofinanziamento
  della  Regione, dal momento che vi è un impegno importante da parte
  del  Ministero delle Infrastrutture per il completamento di  questa
  opera.
   L'altra  cosa, su cui invito l'Assessore a vigilare e a  valutare,
  riguarda  la realizzazione di una bretella di collegamento  fra  lo
  svincolo  del  lido di Noto e i comuni di Pachino e  di  Portopalo.
  Quando il Consorzio per le autostrade Siracusa-Gela, perché lei  sa
  meglio di me che il Consorzio per le autostrade siciliane raggruppa
  tre  consorzi,  pensò di realizzare il tratto autostradale  che  da
  Siracusa  arrivava fino a Gela, si dimenticò che  in  provincia  di
  Siracusa  vi  erano  dei  paesi,  delle  città  e,  quindi,  questa
  autostrada  non  poteva attraversare la nostra  provincia,  ma  era
  necessario  che si desse la possibilità ai cittadini di fermarsi  e
  di   poter   accedere  ai  vari  comuni.  La  zona  montana   venne
  completamente  abbandonata e il CAS, a suo  tempo  stimolato  dalle
  forze  politiche,  ha  progettato,  realizzato  e  ha  ottenuto  il
  finanziamento per lo svincolo, cosiddetto mare-monti, i cui  lavori
  sono stati consegnati nel mese di agosto.
   Poi, un'altra dimenticanza fu quella relativa al collegamento  dei
  paesi  di  Pachino, Portopalo, Marzamemi, una delle zone turistiche
  più  importanti della provincia di Siracusa e comunque di tutto  il
  Sud-Est, con uno svincolo autostradale. Non fu possibile realizzare
  tale  svincolo autostradale perché la Sovrintendenza aveva eccepito
  che  laddove  avrebbe  dovuto sorgere  vi  erano  degli  importanti
  reperti  archeologici  e,  pertanto, si  pensò  di  realizzare  una
  bretella  di collegamento che dal lido di Noto potesse congiungersi
  con i paesi di Pachino e Portopalo.
   Oggi, Assessore, la gara è stata fatta; però le buste continuano a
  rimanere   chiuse  nonostante  -   devo  darne  atto  -   l'attuale
  commissario   stia  lavorando  con  attenzione  e  con  particolare
  dedizione a risolvere questa vicenda.
   Sarebbe opportuno che anche la politica aiutasse il commissario  a
  fare  in  modo  che da parte del Ministero arrivasse la  terna  per
  potere finalmente aprire le buste e aggiudicare i lavori.
   Pur  condividendo in toto la mozione che l'onorevole Mancuso e  il
  capogruppo del PDL hanno proposto, vorrei anche essere propositivo,
  come lo sono stato con questo mio intervento, e pertanto chiedo  di
  riportare la democrazia all'interno del Consorzio per le autostrade
  siciliane togliendo il regime commissariale e affidando  a  chi  di
  dovere la gestione del Consorzio stesso, in maniera tale che vi sia
  un'amministrazione che duri nel tempo, che non  sia  così  limitata
  come  è  avvenuto  fino adesso, e che l'Assessore  possa  vigilare,
  insieme  all'attuale  commissario,  affinché  una  serie  di  opere
  importanti, momentaneamente bloccate, possano, nel breve volgere di
  qualche  settimana, essere sbloccate e, quindi, vedere la luce  con
  l'anno nuovo.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo,  fra
  l'altro, come cofirmatario della mozione e dell'interrogazione  che
  è  stata  presentata  dagli onorevoli Mancuso,  Leontini  ed  altri
  colleghi  del  PDL, per chiedere all'assessore Russo di  precisare,
  nella sua replica, alcune cose fondamentali.
   Vorrei ricordare che le autostrade della nostra Regione sono  nate
  in  provincia di Messina per scelta degli enti locali. Il comune di
  Messina,  la Camera di commercio, la Provincia e altri  comuni  del
  territorio  hanno  visto, quasi cinquanta anni  fa,  l'esigenza  di
  raddoppiare la statale 113 e la statale 114 per consentire a  tutta
  la  popolazione, essendo Messina, tra l'altro, porta della Sicilia,
  di avere migliore accesso e migliori possibilità di comunicazione.
   Sappiamo ancora oggi quanto siano importanti le autostrade per  il
  territorio  e il suo sviluppo e, soprattutto, sappiamo  che  queste
  infrastrutture oggi sono certamente inadeguate e insufficienti  per
  coprire  tutta la nostra Regione e dare la possibilità ai siciliani
  e  ai  tanti  turisti - che auspichiamo siano sempre  più  numerosi
  nella nostra bellissima Isola - di attraversare tutta la Sicilia  e
  godere di tutto ciò che possiamo offrire sia in termini di servizi,
  sia  in  termini di fatti positivi che attraggono sempre più flussi
  turistici.
   Vorrei chiedere all'assessore Russo di precisare alcune cose.
   Intanto, perché l'ANAS ha ritirato la concessione al CAS? Cosa  ha
  fatto  fino ad oggi il commissario, nominato nel luglio  del  2009,
  per  dare  risposta alle contestazioni dell'ANAS fatte  al  CAS  in
  termini  di miglioramento dei servizi e di maggiore fruibilità  per
  tutti gli automobilisti?
   Certamente, io qui intervengo come parlamentare, ma soprattutto mi
  sforzo di dare voce agli interessi dei siciliani, specie gli utenti
  delle  nostre autostrade che, ogni giorno, rischiano la vita perché
  le  manutenzioni  non  sono sufficienti ad  arginare  deficienze  e
  lacune che sono sotto gli occhi di tutti e che l'ANAS ha contestato
  alle gestioni che si sono succedute.
   Allora,  vorrei  capire dall'assessore Russo alcune  dichiarazioni
  del nostro Governatore, del presidente Lombardo che, da quando si è
  insediato  alla  guida del governo della Regione,  si  è  posto  il
  problema  di privatizzare le autostrade siciliane. Poi, invece,  lo
  abbiamo visto adirarsi contro le decisioni del Governo e dell'ANAS,
  quando è stata revocata la concessione.
   Vorrei  capire  perché,  da  un lato, se  l'interesse  del  nostro
  Presidente  era  quello  di  privatizzare  e,  quindi,  vendere  le
  autostrade siciliane ai privati, dall'altro lato, quando l'ANAS  ha
  revocato  la concessione, ha chiesto all'ANAS il motivo  di  quella
  scelta.
   Allora, qui l'Assessore deve dirci cosa ha fatto il commissario in
  oltre un anno, visto che é l'unico che dovrebbe rispondere in  nome
  e  per conto del nostro governatore, dato che è stato il Presidente
  della  Regione  a nominarlo, mentre è chiaro che quando  c'erano  i
  consigli di amministrazione, quei pochi consigli di amministrazione
  che  si  sono  succeduti nel tempo rispondevano agli  enti  che  li
  avevano nominati sia in sede centrale, regionale, sia in periferia.
  Quindi,   c'era   maggiore  interlocuzione,  maggiore   democrazia,
  maggiore  responsabilità  verso  quei  territori  che  li   avevano
  delegati alla gestione di un ente così importante per fare  sì  che
  ci  fossero  meno  incidenti e soprattutto migliori  servizi  nelle
  autostrade per i nostri automobilisti.
   Qui  non  faccio un intervento di natura politica o  di  carattere
  sindacale,  come qualche collega che mi ha preceduto ha rivendicato
  da  questo podio. Vorrei solo chiedere all'Assessore, in nome e per
  conto  dei siciliani e degli utenti, che cosa si intende  fare  per
  migliorare  le  nostre  autostrade, per  potenziarle  su  tutto  il
  territorio regionale.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    l'atto
  particolarmente significativo della mozione che stasera, dopo tanto
  tempo,  approda in Aula vuole essere anche uno spunto per dibattere
  sulla  situazione determinatasi in seguito ad una serie di  vicende
  che  hanno  avuto, probabilmente, anziché il sapore di  una  azione
  amministrativa  di  obiettiva determinazione,  più  che  altro  una
  dimostrazione di forza quando la gestione ordinaria, che era  stata
  affidata  ad  un  Consiglio  presieduto  dalla  dottoressa  Valenti
  vedeva, con una nomina ordinaria, col nuovo Governo, un momento  di
  commissariamento. In seguito al ricorso al TAR, veniva  reinsediato
  il  soggetto  giuridico, quindi il Consiglio nella  sua  interezza,
  determinandosi il TAR in maniera esattamente opposta  al  Consiglio
  di  giustizia  amministrativa che invece ne aveva rideterminato  il
  commissariamento.
   Allora, su questo ragionamento, su questo percorso, al di là delle
  competenze,  al di là delle inadempienze, al di là di  una  vicenda
  che ha visto sicuramente un momento di impegno e un'azione virtuosa
  della  gestione della dottoressa Valenti, che ha voluto  dimostrare
  come  una  serie  di  incrostazioni e  di  situazioni,  nel  tempo,
  avessero  determinato un andazzo più che un andamento probabilmente
  non del tutto positivo, si apriva la strada ad un momento di grande
  scontro  anche nelle valutazioni che sono state, da lì in  seguito,
  portate avanti.
   Questa situazione ha, a mio avviso, offerto lo spunto.
   Ma,  anziché  capire  come aprire un ragionamento  sulla  politica
  infrastrutturale, sulla politica dei trasporti, su quanto  è  stato
  detto  anche qui stasera relativamente a quel che avviene in  tutte
  le  altre regioni d'Italia, dove le autostrade registrano risultati
  di  gestione positivi, anziché capire quali sono i motivi che hanno
  determinato invece un andamento negativo, lo scontro si è  limitato
  solo al fattore gestione, alla dimostrazione di forza, di potere e,
  perché no, anche ad un'azione che ha visto solo, quasi in un  clima
  di sfida, determinare semplicemente la sostituzione di soggetti.
   Allora io dico che quando qualcosa non va, deve esserci un impegno
  da  parte  di  ognuno  di noi. Questo è il contributo  che,  a  mio
  avviso, l'Assemblea può portare al dibattito e a questa realtà  che
  oggi  ancora  viviamo,  in  un  clima di  grande  precarietà,  dove
  addirittura l'esistenza di patologie gravi nel tempo ha comportato,
  come  conseguenza, la proposta di revoca della concessione da parte
  del Ministero delle infrastrutture.
   E,  davanti  a questa ipotesi, dobbiamo evidenziarne i  limiti,  i
  problemi, le reali difficoltà, le motivazioni che hanno determinato
  questa  consistente  azione  che, di fatto,  depotenzia  la  nostra
  capacità di azione nel territorio siciliano.
   Dobbiamo  avere uno scatto d'orgoglio per capire come  determinare
  un  piano  strategico che porti al centro del dibattito, al  centro
  dell'agenda politica un argomento così importante, sì da  diventare
  un  motivo  di  sfida ma anche di orgoglio, di grande capacità,  in
  sintonia  con  lo spirito, con la ratio della nuova realtà  che  si
  aprirà  con  il  federalismo:  se l'articolo  22  della  legge  sul
  federalismo parla di perequazione infrastrutturale, sicuramente uno
  degli  argomenti  su  cui dovremo ragionare è proprio  il  problema
  delle infrastrutture.
   E  chi  meglio  del  Consorzio per le autostrade  siciliane  potrà
  contribuire  realmente, con un forte impulso in tale  direzione,  a
  far  sì  che nasca una considerazione che passi e diventi strategia
  e,  perché no, capacità di realizzare un percorso che modifichi  la
  realtà  esistente  eliminando le patologie, e quindi  migliorandola
  con  una  grande  capacità di prospettiva? E  non,  invece,  questa
  cultura, tutta siciliana, che quando c'é qualcosa che non  va,  che
  non   funziona,  l'obiettivo  è  distruggerla  e  non  crearne  una
  alternativa.
   Io  dico che ciò che non va, deve essere modificato. Ma, prima  di
  distruggere,  pensiamo  a  creare le condizioni  e  le  realtà  che
  possono poi, di fatto, sostituire quello che già esiste.
   Concludo  dicendo che va considerato positivamente il  motivo,  lo
  spunto  e,  perché no, il momento della gestione -  che  ha  aperto
  questo  dibattito - della dottoressa Valenti. Invece, al di  là  di
  accuse  o di momenti non realmente rispecchianti la vera realtà  di
  una gestione che voleva dare un contributo, un cambio di tendenza e
  un  impulso  perché si avviasse una fase di crescita attraverso  le
  infrastrutture,  di  cui ho parlato prima, è stato  visto  come  un
  momento da abbattere.
   Noi siamo per difendere ciò che vale e funziona e, in questo caso,
  per  far  sì  che da questo passaggio, da questo momento  nasca  un
  confronto che faccia rivivere le autostrade siciliane.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente, in primo luogo devo ringraziare l'Aula
  per  la pazienza con cui ha atteso questo mio intervento per  circa
  venti  giorni,  ma  siamo  andati  a  rendere  l'intesa  sul  Piano
  infrastrutturale  e,  quindi, mi pare  che  sia  un  argomento  che
  giustifichi l'assenza.
   Devo  dirvi  che  ho ascoltato con moltissima attenzione,  come  è
  ovvio,  tutti gli interventi e, per certi versi, in alcuni di  essi
  ho  notato  una suggestione biografica nel senso che,  come  emerge
  pure  dalla  mozione, vi è una sorta di magnificat della  pregressa
  gestione  e  una  valutazione fortemente  negativa  della  gestione
  commissariale.
   Allora, come ha appena ricordato l'onorevole D'Asero, bisogna - lo
  faccio  con qualche imbarazzo per motivi personali, ma lo faccio  -
  ricostruire i fatti sulla base dei documenti.
   Come  ricordava  l'onorevole D'Asero, avverso il provvedimento  di
  commissariamento  è  stato  proposto un ricorso  con  richiesta  di
  sospensiva.   Il   TAR   ha   accolto  la   sospensiva   mantenendo
  nell'incarico il Consiglio di amministrazione precedente.
   L'Amministrazione  ha  proposto gravame davanti  al  Consiglio  di
  giustizia  amministrativa, che ha annullato la precedente ordinanza
  del  TAR,  e l'ha annullata non perché non ci fosse il pericolo  di
  danno grave ed irreparabile, ma l'ha annullata - io non voglio fare
  alcun  commento,  almeno  per ora - con  la  seguente  motivazione:
   Ritenuto   che  ad  un  primo  sommario  esame  della  questione ,
  aggiungo,  persino ad un primo sommario esame della questione,   la
  complessa  patologia dalla quale sono scaturite le misure  adottate
  appare  soltanto in parte addebitabile a disfunzioni pregresse  del
  Consorzio e del suo funzionamento, in relazione agli obiettivi  per
  i  quali è stato costituito, in quanto l'organo commissariato nella
  sua  attuale  composizione - vale a dire nell'attuale  composizione
  del  Consiglio di amministrazione - ha mostrato, allo stato, di non
  avere saputo porre rimedio .
   Il Consiglio di amministrazione, dice il CGA, ha dimostrato di non
  avere  saputo porre rimedio - ripeto, saputo -  agli effetti nocivi
  del pubblico interesse riconducibile alla pregressa gestione .
   C'è  una censura gravissima e assolutamente inconsueta del CGA  in
  un  giudizio cautelare, rispetto alla bontà dell'attività fatta dal
  Consiglio di amministrazione sostituito.
   Vi  giuro,  faccio questo lavoro da qualche anno, come  sapete,  è
  inconsueto. Ed è ancora più inconsueto ciò che è accaduto oggi.
   La  Regione siciliana - e, guardate, non dirò più alcunché  perché
  mi  ricollego a quello che ho appena letto del CGA - è riuscita  o,
  per  meglio  dire,  la  gestione del  Consorzio  -  non  userò  mai
  l'acronimo  perché la Regione siciliana non è felice  nella  scelta
  degli  acronimi, infatti ha chiamato FOS un ente che si  occupa  di
  musica  e questo l'ha chiamato CAS, quindi io mi ostino a  dire  il
  Consorzio  -,  la Regione siciliana è riuscita in  un  compito  che
  statisticamente  -  qui  c'è  un  maestro  del  foro   palermitano,
  l'onorevole  Musotto,  a cui chiedo aiuto sulla  statistica  -   in
  ventisette  anni  io non avevo mai  visto. E ho citato  l'onorevole
  Musotto perché non è componente del Governo. Ebbene, siamo riusciti
  a  farci  denunciare  rispetto a quella gestione,  ripeto  a  farci
  denunciare  rispetto a quella gestione dal Consiglio  di  giustizia
  amministrativa  cui  abbiamo chiesto un parere.  Siamo  riusciti  a
  farci denunciare alla Procura della Corte dei conti.
   Noi  chiediamo  un parere al CGA e il CGA, sezione consultiva,  su
  quella  gestione ci denuncia alla Procura della Corte dei conti.
   Quante  volte  le  è  noto  che  sia accaduto  questo,  presidente
  Musotto?
   Vorrei  leggervi  il  passaggio, che riguarda il  contenzioso  del
  personale  sul quale oggi è arrivata e oggi ho scritto una  lettera
  ai dirigenti, per rassicurarvi sulla celerità di intervento, in cui
  il Consiglio di giustizia amministrativa dice che:  non è possibile
  applicare  al  Consorzio il contratto dei dipendenti delle  società
  autostradali  private,  va  applicato il contratto  collettivo  del
  pubblico  impiego della Regione , e aggiunge:  avrebbe  dovuto  per
  l'effetto  cessare  ogni  ultra  attività  della  singolare  e  più
  favorevole  per il personale, non invece per la finanza  regionale,
  disciplina  anteriormente  autorizzata.  Se  ciò  esatto   andrebbe
  considerata  illegittima  la perdurante applicazione  al  personale
  dirigenziale  del  Consorzio del contratto  collettivo  di  diritto
  comune  relativo  ai  dirigenti d'azienda  privata,  posto  che  il
  Consorzio inconfutabilmente non è un'azienda privata e che se anche
  la  Giunta  ebbe  ad  autorizzare nel 1984 l'applicazione  di  tale
  disciplina,  ogni  relativo effetto non avrebbe potuto  perpetuarsi
  oltre  il  17  maggio 2000, data di entrata in vigore  della  legge
  regionale 15 maggio 2000, numero 10 .
   Questo  è  quello  che  il Consiglio di giustizia  amministrativa,
  oggi,  ci  ha  detto  ed oggi ho inviato una lettera  ai  dirigenti
  generali  del  Bilancio, delle Infrastrutture,  del  Personale,  ai
  revisori del Consorzio, al commissario straordinario perché  questa
  gestione  di cui stiamo parlando sapete cosa comporterà? Comporterà
  l'obbligo  di  costituire  in  mora  chi  si  è  reso  responsabile
  dell'applicazione  di  questi  contratti  e  non  l'ha  interrotta;
  comporterà che bisognerà mettere, e questa disposizione  ho  dovuto
  dolorosamente  dare,  i  dipendenti per  il  recupero  delle  somme
  percepite in più; comporterà e comporta questa frase che vi  leggo:
   Si   rammenta  che  qualora,  così  come  appare,  possano  essere
  individuati immediatamente e direttamente addebiti in  capo  a  chi
  abbia  ricoperto ruoli di gestione del Consorzio e  risulti  essere
  pubblico  dipendente, potrà trovare nei suoi confronti applicazione
  la  speciale  forma  di  tutela del pubblico  Erario  prevista  dal
  regolamento di contabilità di Stato.
   In  particolare,  in forza di tali norme, anche nei  confronti  di
  coloro  cui  vengano rivolti dall'amministrazione  di  appartenenza
  addebiti  di responsabilità amministrativa, può essere  operata  la
  ritenuta  dello stipendio nei limiti del quinto della retribuzione,
  anche prima di qualunque intervento del giudice contabile e per  un
  periodo  non  superiore  a sei mesi dalla data  di  emanazione  del
  relativo  decreto  applicativo, termine, trascorso  il  quale,  gli
  effetti  di  quest'ultimo cessano se non si è iniziato giudizio  di
  responsabilità  avanti  la  Corte  dei  conti  o  sia   intervenuto
  sequestro da parte della Procura della Corte dei conti .
   Questa è la cosa che è stata fatta oggi.
   Devo  dire  che  oggi  è  stata una giornata   grassa ,  perché  è
  arrivata  anche  la  comunicazione della Procura  della  Repubblica
  presso  il Tribunale di Messina, relativa al famoso ammanco  di  12
  milioni di euro.
   Ancora una volta non farò commenti.
   Ancora una volta leggo:  Considerato che dal verbale e da sommarie
  informazioni rese dal presidente del Consorzio - nomi non ne faccio
  perché  non  è  cortese  - è stato in proposito  precisato  che  il
  presunto    ammanco   in   argomento   sarebbe    conseguente    ad
  un'anticipazione  mai accreditata sui conti correnti  dell'ente  da
  parte  del  Banco  di  Sicilia di Messina  nel  corso  del  2004  e
  ripianata  soltanto  nel 2007, anno in cui la banca  ha  trattenuto
  tale  somma  ,  lunghe  pagine, cercherò di essere  contenuto,   in
  definitiva,  anche a voler aderire all'iniziale ricostruzione,  non
  sussiste  alcuna  ipotesi  di ammanco,  né  può  ipotizzarsi  altra
  fattispecie di reato, salvo la mancata adozione del regolamento  di
  contabilità   da   parte  degli  organi  di   amministrazione   del
  Consorzio , per cui anche la Procura della Repubblica di Messina ci
  denuncia  alla  Procura della Corte dei conti o, per  meglio  dire,
  denuncia  l'amministrazione del Consorzio anche  la  Procura  della
  Repubblica  di Messina alla Procura della Corte dei  conti  per  la
  mancata adozione del regolamento di contabilità da cui è dipesa  la
  mancata  rilevazione del fatto che questo ammanco, proprio  secondo
  la Procura, non c'era.
   Se ci fosse stato il regolamento, se ne sarebbero accorti.
   Allora,  io  devo  dire ai proponenti la mozione che,  ovviamente,
  condivido  la preoccupazione sul livello di gestione del Consorzio,
  ma intonare il magnificat è complesso.
   Se  l'onorevole  Cracolici  mi desse  il  destro  di  parlare  con
  l'onorevole  Mancuso e rivolgermi all'onorevole Mancuso  in  quanto
  relatore  della  mozione, direi che c'è stata una  rappresentazione
  dei rapporti simile a quella che hanno nel primo canto dell'Orlando
  furioso  Rinaldo e Angelica; Rinaldo - nel frangente il  Presidente
  Lombardo - insegue Angelica (il Consorzio, diciamo così) e Ferraù -
  nel   frangente  l'onorevole  Mancuso  -  difende  Angelica  contro
  Rinaldo, salvo poi inseguirla assieme nelle selve.
   E'  possibile  che la condivisa preoccupazione per il  livello  di
  gestione del Consorzio debba portare piuttosto che a soffermarsi su
   oh  quanto  era  bella la pregressa gestione  ,  oppure  dire   oh
  quanto è bello il commissariamento  , a concentrarsi, piuttosto che
  sul  colore del gatto, come avrebbe detto altro politico, sul fatto
  che  il  gatto  prende il topo, ovverossia sul fatto che  si  ponga
  rimedio a questa gestione, complessivamente assai problematica, del
  Consorzio.
   E'  mia  intenzione,  anche  se devo dirvi  che  il  Consiglio  di
  giustizia  amministrativa in questo parere che è  arrivato  oggi  è
  particolarmente  pesante,  vi leggerò  in  chiusura  il  passaggio,
  interloquire  col  Ministero delle infrastrutture  per  vedere  se,
  nell'ambito  di una dialettica di tutela condivisa degli  interessi
  dei siciliani e della Regione siciliana, intesa come comunità e non
  come  istituzione,  ci  siano margini per avviare  una  discussione
  serena per quanto complessa, atteso che, per intenderci, quando  ci
  si  dice   assumete, assumete, assumete  - mi pare improbabile  con
  questo  colpo  di  legno  che è arrivato  -  vorrei  leggervi,  per
  segnalarvi  la  difficoltà rispetto alla gestione  che  c'è  stata,
  questo passaggio conclusivo del parere, anzi è quello iniziale  del
  parere del Consiglio di giustizia amministrativa.
   Se volete vi do gli estremi così potrete scaricarlo dal sito della
  Giustizia  amministrativa, è il parere 841/2010:  Si premette  che,
  nelle  more  della richiesta di parere qui in esame, è sopravvenuto
  il  decreto del Ministro delle infrastrutture che ha segato il CAS,
  il   Consorzio.   Ciò  in  quanto  l'intervenuta  decadenza   della
  concessione sembra costituire un elemento dirimente ai  fini  della
  presente  consultazione giacché rende in gran parte superati,  pure
  alla  stregua e nei limiti di quanto si osserverà, i quesiti  posti
  nella richiesta di parere in trattazione  (tradotto per gli incolti
  come  me:  ve  lo diamo solo per cortesia questo parere);   ciò  in
  quanto   il  Consorzio,  ove  pure  vi  fosse  una  giustificazione
  interinale della sua esistenza, invece che di scioglimento fino  al
  completo  trasferimento della gestione autostradale al  concedente,
  ovvero  ad altro soggetto da questo indicato, pare aver perso  ogni
  eventuale residuo appiglio esegetico cui ancorare la possibilità di
  considerarlo  legittimamente, a qualsivoglia effetto,  un  soggetto
  diverso da ogni altro ente pubblico .
   Il  che comporta l'obbligo per l'Assessorato infrastrutture e  per
  l'Assessorato  funzione  pubblica di intervenire  a  partire  dalla
  gestione del personale.
   Devo dirvi, concludendo, che la situazione è ben più grave persino
  di   così   perché,   nell'anno  2003,   con   delibera   approvata
  dall'Assemblea e dalla  Giunta di Governo, si era detto,  a  questo
  riguardo,  alla dirigenza si applicano gli articoli 12 e  13  della
  legge 15 maggio del 2000, vale a dire pubblico impiego .
   Con  deliberazione del 7 maggio 2010, grazie a Dio non  applicata,
  si  dice  che  il contratto di lavoro dei dirigenti  è  quello  dei
  dirigenti   di  aziende  industriali.  Nessuno  nella  gestione   è
  intervenuto a dire che questo non valeva più dal 17 maggio  2000  e
  ha continuato a pagare somme che non poteva pagare.
   A  questo punto io ho esaurito abbondantemente il mio spazio;  ma,
  per  il  rispetto dovuto ai proponenti la mozione,  vorrei  essere,
  quanto  meno, cortese quanto lo è stato il presidente  Mancuso  nel
  depositare  gli  atti,  le  ulteriori  cartelle  sulle   quali   si
  intratteneva, perché devo rendere ancora puntuale risposta ai punti
  della mozione.
   Io  ho  lavorato  cercando di dare le risposte su  quello  che  la
  mozione proponeva.
   Devo dire, con la franchezza che mi contraddistingue, ma con molta
  serenità,  che  la mozione parte da assunti che non sono  condivisi
  oggi dagli Organi della giustizia amministrativa e financo penale e
  quindi  è  il  caso  - e io sono assolutamente a  disposizione  per
  quanto riguarda ogni riflessione al riguardo - di interloquire  non
  con  la  maggioranza, non con l'opposizione, ma con  il  Parlamento
  della  Regione  siciliana in particolare, per  quanto  concerne  la
  proposta  di  un  gruppo,  non  mi piace  dire  nemmeno  ispettivo,
  chiamiamolo  un  gruppo di autocoscienza , nelle forme che  saranno
  trovate  nella  dialettica tra il Parlamento  della  Regione  e  il
  Governo regionale per affrontare questo snodo del CAS perché  credo
  che,  se questa concessione viene definitivamente persa, alla  fine
  avremo  perso tutti. E questo è un punto su cui, immagino,  nessuno
  in quest'Aula possa dissentire, almeno me lo auguro.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ringrazio
  l'Assessore anche per l'attenzione e la profondità degli  argomenti
  che ha affrontato, anche se si è insediato da qualche giorno.
   Però  io  non  sarei  così certo, Assessore, che  la  mozione  non
  indichi una strada sotto il profilo politico. L'ultima sua proposta
  è proprio nella parte finale, la task force, per chiarire.
   Quello  che  è mancato in tutta questa storia - e condivido  forse
  con  lei  di  non  personalizzare, sotto il profilo soggettivo,  le
  responsabilità - è proprio, invece, la mancanza di vigilanza che ha
  avuto l'assessorato sul Consorzio per le autostrade siciliane.  Una
  mancanza di vigilanza che ha messo a repentaglio le cose che lei ha
  elencato,  più  molte  altre che, naturalmente,  se  ha  il  tempo,
  troverà in quella piccola relazione che siamo riusciti a preparare.
   Mi  dispiace  che lei abbia tirato in ballo un'archiviazione  alla
  Procura  della  Repubblica  di Messina riguardo  ai  fatti  dei  12
  milioni di euro, la cosiddetta reversale. Le potrei dire che c'è un
  fascicolo aperto alla Procura della Corte dei conti, che ancora non
  è chiuso e dove, naturalmente, l'unico accertamento da fare

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità   Quando io l'ho detto lei conversava amabilmente  con  il
  presidente  Cracolici  e  ho  detto  che  siamo  riusciti  a  farci
  denunciare perfino dalla Procura della Repubblica di Messina.

   MANCUSO. Qui dentro le colpe le ha solo Cracolici  Su questo  sono
  d'accordo.
   Le  cose da fare sul CAS sono tante e se ci mettiamo di buona lena
  forse  riusciremo  a  convincere anche l'ANAS  e  i  due  ministri,
  Tremonti e Matteoli, a restituire quello che alla Sicilia  è  stato
  tolto  non  dico ingiustamente, ma è stato tolto perché  non  siamo
  riusciti, quanto meno, ad essere interlocutori seri con il  Governo
  nazionale. Questo è quello che io penso.

   CRACOLICI. Non si comporti da ascaro

   MANCUSO.   Gli  ascari  siete  voi,  poi  le  spiego  perché   c'è
  l'occasione  di parlarne nelle prossime sedute, ma ascari  in  modo
  serio:  i  viaggi  a  Roma ormai non vi mancano  più,  ma  lasciamo
  perdere.
   Rispetto a questo, l'unica cosa che mi preme dirle, Assessore -  e
  faccio tesoro di una attività che ho svolto nella vita e che  oggi,
  meno male, non svolgo più per una libertà di azione che posso avere
  nell'attività  politica  -  è  chiedere  un'ispezione  alla   Banca
  d'Italia  sui  conti del CAS - lo possiamo fare -  e  cerchiamo  di
  capire  questa bellissima reversale di 12 milioni di euro che  fine
  abbia fatto.
   Non  è  né una questione penale né contabile né amministrativa;  è
  una  questione di verità sui conti del CAS dove, per vari anni,  si
  sono   portati   revisori,  commissari,  presidenti,   senza   fare
  chiarezza.   Da considerare pure che il CAS ha chiesto cento  volte
  le copie di tutti i conti correnti e delle movimentazioni e non gli
  sono stati mai dati.
   Siccome l'unico che ha potere sull'ex Banco di Sicilia è la  Banca
  d'Italia,   se   c'è  l'intenzione  di  agire  per   risolvere   le
  problematiche del CAS anche su questo tema io, come lo  sono  stato
  sempre, anche questa volta, Assessore, non solo concordo con la sua
  azione ma cercherò di mettere a disposizione quelle che sono le mie
  piccole conoscenze.

   MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare  più  che  per fatto personale, per fatto territoriale  nel
  senso  che la vita del Consorzio e i suoi problemi hanno  avuto  da
  sempre,  e hanno ancora oggi, una ricaduta formidabile sul  sistema
  infrastrutturale  di  due province, non  già  solo  nella  mia,  ma
  sicuramente nelle province di Siracusa e di Ragusa.
   I problemi che sono stati denunciati sono antichi e si commette un
  errore  nel  promuovere una mozione che li focalizza  negli  ultimi
  mesi quasi. Sono problemi antichi che hanno comportato una gestione
  del   Consorzio  che,  in  alcuni  momenti,  è  stata   ai   limiti
  dell'accettabilità,  non voglio usare altre parole.  Basti  pensare
  alla   fase   drammatica   e,   per  certi   versi,   intollerabile
  dell'apertura dei tre lotti autostradali di Avola, Noto,  Rosolini,
  ancora  oggi  in fase di apertura di cantiere (ci sono  le  strisce
  gialle, per capirci, e non quelle colorate).
   Questo ha riguardato sia le gestione commissariali che le gestioni
  democratiche;  sia  le  une  che  le  altre  hanno   brillato   per
  disattenzione nei confronti del territorio.
   Signor  Presidente, perché ho ritenuto di intervenire per  ragioni
  territoriali?
   Perché  solo nell'ultimo anno e mezzo una serie di aspirazioni  di
  quel  territorio sono state in qualche modo esaudite, e sono  stati
  messi  in campo lavori per oltre 60 milioni di euro: 24 milioni  di
  euro  per  la riqualificazione del tappetino - Assessore, lei  deve
  sapere che, appena aperta, l'autostrada ha dimostrato una serie  di
  carenze tali da determinare un intervento della Magistratura -,  16
  milioni di euro per la realizzazione dello svincolo Siracusa Sud, 4
  milioni  di  euro per la mitigazione dell'impatto ambientale  e  16
  milioni  di euro per la realizzazione di una bretella, la cui  gara
  non  è  stata  sicuramente annullata ma sospesa per  recuperare  un
  vizio  di forma, vizio di forma recuperato e, quindi, gara  ripresa
  per un'opera importante per il territorio.
   Ma voglio citare una questione.
   Assessore, mi sembra strano il decreto di revoca della concessione
  proprio  nel  momento  in cui, dopo un lavoro quasi  decennale,  si
  sblocca la tappa più importante per la realizzazione dei lotti 7, 8
  e  9  e,  cioè,  il Via-Vas di quei tre lotti, per i quali  abbiamo
  combattuto nei due territori per anni.
   Oggi  il Via-Vas  è stato concesso. Adesso la benevolenza ci  deve
  venire  dall'ANAS per consentire la spesa di oltre 340  milioni  di
  euro,  gran  parte fondi POR, che ci consentiranno di garantire  la
  spesa dei fondi europei.
   Io  ho  voluto  dire questo perché non condivido lo spirito  della
  mozione e chiedo, invece, all'Assessore per le infrastrutture e  al
  Governo nella sua interezza di concentrare l'attenzione dell'intero
  Governo  verso  la  conclusione  dell'iter  autorizzativo  per   la
  realizzazione  dei  tre  lotti,  perché  sicuramente  daranno  vita
  all'altro  pezzo  di  opere pubbliche tra le più  importanti  degli
  ultimi vent'anni, ma anche, assessore Armao, alla mancata spesa dei
  fondi europei che, spesso, ci viene imputata.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione numero 210 «Chiarimenti
  ed  iniziative  riguardo alla situazione del  Consorzio  autostrade
  siciliane». Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, chi è  favorevole
  all'approvazione  della  mozione si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvata)

                     Annunzio di ordine del giorno

   PRESIDENTE   Comunico   che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Vinciullo  l'ordine  del giorno numero 407   Realizzazione  di  una
  bretella di collegamento fra lo svincolo autostradale di Noto  e  i
  Comuni di Pachino e Portopalo (SR) .  Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   all'atto  della  progettazione  dell'autostrada  Siracusa-Gela,  i
  tecnici  incaricati si sono dimenticati di programmare uno svincolo
  di  collegamento  fra la progettanda e costruenda  autostrada  e  i
  comuni di Pachino e Portopalo, in provincia di Siracusa;

   a  partire  dal 2000, quando sono iniziati i lavori di costruzione
  dell'autostrada  de  qua,  si  è  avvertita  la  necessità  di   un
  collegamento autostradale con i predetti comuni;

   preso  atto  che  dopo  numerose riunioni  e  interventi,  sia  il
  Consorzio per le Austostrade Siciliane (CAS), quanto l'ANAS si sono
  resi   conto   della  necessità  di  realizzare  uno  svincolo   di
  collegamento  per evitare che tutta la zona sud della provincia  di
  Siracusa rimanesse estranea alla suddetta infrastruttura;

   considerato inoltre che:

   anziché  realizzare  uno  svincolo, si decise  di  realizzare  una
  bretella   di  collegamento  fra  lo  svincolo  già  progettato   e
  realizzando di Noto e la strada provinciale 19, che da Noto conduce
  a Pachino e Portopalo, in quanto fu ritenuta meno invasiva e di più
  facile costruzione;

   l'opera, approvata e cantierabile fin dal 2008, è stata finanziata
  nel giugno 2009;

   dopo  numerose  sollecitazioni ed interventi presso  il  CAS,  era
  stata fissata per il 15 settembre 2010, e successivamente per il 15
  ottobre,  la  gara  per  l'appalto  dei  lavori,  con  la  relativa
  pubblicazione del bando;

   accertato che la gara sarebbe stata nuovamente rinviata, ad  oltre
  16 mesi dal finanziamento concesso dall'ANAS,

                   impegna il Governo della Regione

   ad intervenire, con ogni strumento possibile, al fine di sbloccare
  tutte  le  procedure che in atto impediscono la celebrazione  della
  gara e di conseguenza l'inizio dei lavori». (407)

   Gli  onorevoli Bufardeci, Minardo e Marziano dichiarano di apporvi
  la firma.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 407. Il parere  del
  Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  16  novembre
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I    -   Comunicazioni.

   II  -  Discussione  del  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2011/2013.

                   La seduta è tolta alle ore 19.53

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli