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Resoconto d'Aula della Seduta n. 206 di martedì 16 novembre 2010
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DI  BENEDETTO,  segretario f.f., dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
   -Gianni dall'11 al 16 novembre 2010;
  -Cordaro dal 18 al 21 novembre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  1184  - Chiarimenti e conseguente modifica del bando  di  gara
  emanato  dall'Assessore per la salute avente per oggetto:  'Servizi
  di  consulenza  direzionale ed operativa' previsti dall'accordo  di
  programma  sottoscritto in data 11 dicembre 2009 tra  il  Ministero
  del lavoro, il Ministero dell'economia e la Regione siciliana.
   Firmatari:   Mancuso  Fabio  Maria;  Leontini  Innocenzo;   Limoli
  Giuseppe; Corona Roberto; Bosco Antonino; Campagna Alberto

   N.    1235    -   Notizie   sulla   situazione   e   sull'attività
  dell'Associazione genitori soggetti autistici solidali (AGSAS).
   Firmatario: Marrocco Livio

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

   N.  1147 - Misure per fronteggiare l'emergenza frane nel Comune di
  Castell'Umberto, frazione Sfaranda (ME).
   Firmatario: Ardizzone Giovanni.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.
             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il  seguente  disegno
  di legge:

   «Istituzione della Fondazione  Norman Zarcone'» (n. 636)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Aricò,
  Marrocco, Currenti e Gentile, in data 12 novembre 2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla competente Commissione legislativa  Bilancio' (II):

   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario  2011 e bilancio pluriennale per il triennio  2011-2013
  (n. 630)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 12 novembre 2010
   parere I, III, IV, V, VI, Unione Europea

   Disposizioni  programmatiche e correttive per l'anno  2011.  Legge
  di stabilità regionale  (n. 631)
   di iniziativa governativa
   inviato in data 12 novembre 2010
   parere I, III, IV, V, VI, Unione Europea.

   Comunicazione di decisione assunta dalla Presidenza dell'ARS sul
                        disegno di legge n. 631

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza,  alla  luce  di
  un'attenta  valutazione degli articoli del  testo  del  disegno  di
  legge  numero  631   Disposizioni programmatiche e  correttive  per
  l'anno  2011. Legge di stabilità regionale , ai sensi dell'articolo
  73 ter, comma 2 del Regolamento interno, ha individuato le seguenti
  norme da stralciare:
   - articolo   4  Conclusione del procedimento amministrativo ;
   -  articolo    5  Digitalizzazione della pubblica amministrazione
  regionale ;
   - articolo   6  Conferenza di servizi ;
   -  articolo    7  Segnalazione certificata di inizio  attività  -
  SCIA ;
   - articolo 26  Soppressione di enti regionali ;
   -   articolo   32    Riordino   del  sistema   della   formazione
  professionale ;
   -  articolo 34  Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
  produttive ;
   -  articolo  35   Trasformazione  degli  Istituti  autonomi  case
  popolari ;
   -  articolo  38,  Riduzione e flessibilità degli stanziamenti  di
  bilancio, limitatamente ai commi 3 e 4;
   -  articolo  44   Principi di riordino delle società  partecipate
  dalla Regione .
     Si  fa presente che l'articolo 43  Sostegno per il ricovero  di
  minori   ripete il testo dell'art. 5 del disegno di legge  n.  594
  già votato ed approvato nella seduta n. 204 del 3 novembre 2010  e
  dunque è da considerare superato.
   Per  quanto riguarda l'articolo 38, comma 2, la Presidenza,  ferme
  restando le variazioni introdotte sui capitoli indicati nell'elenco
  n.  1 ed i conseguenti effetti sui saldi della manovra complessiva,
  ritiene  che  sotto  il  profilo  sistematico  e  procedurale  tali
  variazioni   vadano  correttamente riportate e  svolte  nell'ambito
  dell'esame  del  bilancio a legislazione vigente,  con  l'eccezione
  delle  eventuali  variazioni su capitoli la cui  quantificazione  è
  demandata   alla   legge  finanziaria.  Pertanto  le   Commissioni,
  nell'esaminare i documenti finanziari, terranno conto  della  nuova
  sistematica degli stessi che consegue a tale decisione.

   Con  riferimento,  infine, all'articolo 42  la  Presidenza,  senza
  esprimere alcuna valutazione di merito, invita le commissioni ad un
  esame  particolarmente approfondito della norma  nei  suoi  diversi
  aspetti.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente parere è  stato  reso  dalla
  competente Commissione  Affari Istituzionali' (I):

   Commissione  provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare  per l'appalto dei lavori pubblici di Ragusa. Designazione
  componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo 7 della
  legge  11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le  norme
  regionali: archi. Angelo Schembri, vicepresidente (117/I).
   - reso in data 9 novembre 2010
   - inviato in data 11 novembre 2010.

    Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte costituzionale

   PRESIDENTE.   Comunico   che,   con   ordinanza   del    Tribunale
  amministrativo  regionale  della  Sicilia  -  sezione  staccata  di
  Catania  -  sezione prima, del 2 novembre 2010, è stata  dichiarata
  rilevante   e   non  manifestamente  infondata  la   questione   di
  legittimità costituzionale degli articoli 1-quater, 14  bis,  comma
  13,  lettera c), comma 3, lettera d), 16 bis, comma 7, lettera  a),
  17 ter, comma 4, lettere b) e c) della legge n. 29 del 1951; che  è
  stata  disposta la sospensione del presente giudizio e che è  stata
  ordinata   l'immediata   trasmissione   degli   atti   alla   Corte
  costituzionale.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DI BENEDETTO, segretario f.f.:

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'Azienda  siciliana trasporti (AST) s.p.a., che  opera  anche  in
  provincia di Trapani, nell'anno 2009 ha aumentato i ricavi  del  17
  per   cento,  grazie  all'aumento  di  abbonamenti  e  al  rilancio
  dell'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani - Birgi;

   il   numero   degli  autisti  ad  oggi  in  servizio   è   di   45
  (quarantacinque) unità che non riescono a supportare il  carico  di
  lavoro;

   considerato che:

   il   programma  di  esercizio  della  passata  stagione  era  così
  composto: 45 turni feriali e 5 turni festivi;

   a  fronte  dell'orario previsto dal contratto nazionale collettivo
  di lavoro del personale viaggiante, i dipendenti AST hanno sfiorato
  in alcuni casi le 16 ore;

   ad  oggi,  la  direzione generale di Palermo non ha comunicato  il
  programma di esercizio invernale;

   tenuto  conto che la sede di Trapani non sarà più nelle condizioni
  tecniche  di  garantire  il trasporto di  tutta  l'utenza,  per  la
  mancanza  di  operatori  di servizio ed anche  a  causa  del  parco
  automezzi, soggetto a frequenti guasti tecnici;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
  fine di porre rimedio a questa grave situazione, considerato che, a
  Trapani,  l'azienda  assume  un ruolo importante  per  lo  sviluppo
  economico dell'intera provincia;

   se  si  sia  tenuto in considerazione che la Comunità  europea  ha
  previsto  una  serie di corsi di qualificazione per  il  personale,
  indirizzati  ad  aumentare la professionalità degli  operatori  del
  servizio (corsi C Q C)». (1485)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari, premesso che l'Assessorato  delle  risorse
  agricole e alimentari della Regione siciliana ha emanato,  in  data
  22  febbraio 2010, un bando per il ritiro straordinario di  arance,
  da destinare, previa trasformazione in succhi, ad aiuti umanitari;

   premesso inoltre che il suddetto bando prevedeva il pagamento  del
  prodotto,   conferito  dai  produttori  ai   centri   di   raccolta
  individuati, al prezzo unitario di 0,21 euro al chilogrammo;

   premesso  ancora che da diversi giorni, sui principali  quotidiani
  dell'Isola,  esponenti  politici e  funzionari  regionali  si  sono
  affannati  a  spiegare che il bando realizzato per il ritiro  degli
  agrumi  siciliani dal mercato la scorsa primavera è stato  salutare
  per  il  comparto  e  che  i succhi prodotti verranno  regolarmente
  distribuiti agli indigenti sotto forma di aiuti alimentari;

   verificato  che,  in  ordine alle notizie circolate  negli  ultimi
  giorni   intorno  al  ritiro  straordinario  di  arance  (50   mila
  tonnellate)  da destinare alla trasformazione in succhi  per  aiuti
  umanitari,  ritiro  deciso dalla Regione  siciliana  attraverso  un
  bando  emesso  nel  mese  di  febbraio 2010,  e  ad  interrogazioni
  parlamentari in cui si chiede se Agea si sia accollata il pagamento
  ed  abbia  quindi autorizzato il bando, l'Agenzia per le erogazioni
  in  agricoltura  ha  precisato di non avere  alcuna  competenza  in
  merito  e, di conseguenza, di non aver autorizzato nulla,  come  ha
  già  da  tempo  chiarito  il presidente di Agea,  professore  Dario
  Fruscio,  con  il  comunicato del 4 novembre  2010,  con  il  quale
  precisava  che:  (...) 'Agea non ha adottato, sulla vicenda,  alcun
  atto   amministrativo,   essendosi   limitata   esclusivamente   ad
  indirizzare l'Assessorato delle Risorse agricole e alimentari della
  Regione  siciliana verso gli unici soggetti conosciuti in grado  di
  utilizzare il prodotto messo a disposizione gratuitamente per aiuti
  umanitari e, cioè, la Direzione generale per la Cooperazione  e  lo
  Sviluppo  del  Ministero degli Affari Esteri e la Fondazione  Banco
  Alimentare.  I  successivi atti ed azioni  eventualmente  posti  in
  essere  dalla  Regione  Siciliana non sono a conoscenza  di  questa
  Agenzia';

   ritenuto  che  nessuno si preoccupa dei poveri  agrumicoltori  che
  hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi per raccogliere il prodotto
  e  trasportarlo  ai  centri  di raccolta  e  che  avrebbero  dovuto
  incassare 0,21 euro/Kg e che oggi non si comprende più da parte  di
  chi  dovrebbero  essere effettuati i pagamenti, considerato  quanto
  dichiarato dal presidente dell'AGEA;

   verificato che sono in attesa del pagamento ben 3980 aziende  cosi
  ripartite:

                     province                       n.  aziende
                   agricole
                     Agrigento                             237
                     Caltanissetta
                   1
                     Catania                               2560
                     Enna
                   336
                     Messina
                   88
                     Palermo
                   3
                     Ragusa
                   50
                     Siracusa
                   704
                     Trapani
                   1

   per  sapere, alla luce 'dell'ingarbugliamento' della vicenda e del
  gran  pasticcio  creato dal Governo regionale,  chi  risarcirà  gli
  agrumicoltori siciliani per i conferimenti effettuati da ben  3.980
  aziende  che, dopo aver effettuato spese aggiuntive per la raccolta
  ed  il  trasferimento  del  prodotto ai centri,  rischiano  di  non
  'vedere' nemmeno un euro». (1487)

                                                     MANCUSO - CORONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  a Ramacca, in provincia di Catania, a seguito  della
  dismissione  dell'ospedale cittadino, denominato 'Presidio  Parroco
  Scuderi', è stato istituito il punto territoriale di emergenza;

   considerato   che,  essendo  stati  effettuati   dei   lavori   di
  ristrutturazione nel detto presidio ospedaliero, sito  in  via  Ugo
  Foscolo,  il  nuovo  PTE,  assieme  alla  guardia  medica  e   alla
  postazione  del 118 venivano provvisoriamente trasferiti  in  altra
  struttura,  di proprietà dell'ASP, e precisamente presso  i  locali
  utilizzati quali deposito, siti nella via Giacomo Leopardi;

   atteso  che,  malgrado  da diversi mesi i  lavori  di  adeguamento
  siano  stati  completati e l'opera sia stata consegnata all'azienda
  provinciale sanitaria di Catania, la struttura sanitaria ramacchese
  rimane  ancora  ubicata  presso i locali di via  Giacomo  Leopardi,
  certamente  angusti, assolutamente inadeguati  e  totalmente  fuori
  norma, sia sotto un profilo igienico-sanitario che, persino,  sotto
  quello della sicurezza statica;

   preso  atto  che  ormai  sono  numerosissime  le  lamentele  e  le
  proteste dei cittadini-utenti, ma anche i disagi patiti dai  medici
  e  dagli  operatori  sanitari che operano nella  struttura  di  via
  Leopardi;

   considerato   ancora  che  il  sottoscritto  interrogante,   primo
  firmatario, effettuando qualche giorno addietro un sopralluogo  per
  rendersi  personalmente conto dello stato di degrado lamentato,  ha
  potuto  constatare  il  disagio e le grosse difficoltà  in  cui  il
  personale  sanitario  è costretto ad operare:  un  vero  e  proprio
  garage-deposito privo di qualunque norma di sicurezza e soprattutto
  con  dei  rischi  statici  per  la struttura,  ammalorata  a  causa
  dell'incuria in cui è stata lasciata;

   tenuto conto che, sebbene i locali di via Ugo Foscolo siano  stati
  consegnati  all'ASP  di  Catania e siano adeguati  e  perfettamente
  fruibili,  non  vengono utilizzati dalla stessa  ASP  per  allocare
  servizi  primari, come quelli sopra enunciati, i quali  necessitano
  di  contesti  assolutamente idonei sia sotto un  profilo  igienico-
  sanitario che sotto quello strutturale;

   per sapere:

   quali  siano i reali motivi che, a distanza di quattro mesi  dalla
  conclusione dei lavori e, dunque, dalla consegna della struttura di
  via Ugo Foscolo - ex presidio Parroco Scuderi - all'ASP di Catania,
  impediscano  di fatto di utilizzare i locali per collocare  servizi
  sanitari  fondamentali per il territorio di  Ramacca  e  non  solo,
  quali  il punto territoriale di emergenza, la guardia medica  e  la
  postazione del 118;

   quali  siano le iniziative che l'ASP 3 di Catania abbia  posto  in
  essere  per  rimuovere  gli ostacoli che di  fatto  impediscono  il
  trasferimento nei detti locali;

   se  siano  a  conoscenza di quanto lamentato  e  quali  siano  gli
  interventi, anche sostitutivi, che eventualmente intendano porre in
  essere  per  evitare  che  a Ramacca si  consenta  di  mantenere  i
  succitati servizi sanitari in un contesto di assoluta irregolarità,
  permettendo, dall'altro lato, che una nuova struttura sia  lasciata
  all'incuria dell'abbandono». (1489)

                                                       FALCONE-LIMOLI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  alcuni  comuni con popolazione inferiore ai 5000  abitanti  si
  registrano disagi circa la regolarità nell'apertura degli sportelli
  postali;

   specificamente  nel comune di Campofiorito (PA) l'ufficio  postale
  rimane aperto solamente nei giorni di martedì, giovedì e sabato;

   alla  luce  di  questa  decisione  assunta  dalle  Poste  Italiane
  s.p.a., in alcuni casi si sono verificati anche problemi di  ordine
  pubblico;

   rilevato  che gli uffici delle Poste Italiane svolgono un servizio
  di   interesse  pubblico  e  in  tal  senso  occorre  garantire  la
  continuità dei servizi erogati;

   per  sapere  se non ritenga opportuno porre in essere ogni  idonea
  iniziativa   presso  le  Poste  Italiane  al  fine  di   consentire
  l'apertura giornaliera e costante degli uffici postali nei  piccoli
  comuni». (1490)

                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi di pubblica  utilità  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'Europa, per promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti,  si
  è data una politica nota anche come 'politica delle 5 R' (Raccolta,
  Riciclo, Riuso, Riduzione, Recupero);

   la  gestione integrata è stata introdotta in Italia nel  1997  con
  il  decreto legislativo n. 22, allo scopo di valorizzare le risorse
  contenute  nei rifiuti con l'obiettivo di superare il ricorso  alla
  discarica;

   l'obiettivo  di legge previsto nel d.lgs. 152/2006 della  raccolta
  differenziata è pari ad almeno il 65 per cento dei rifiuti prodotti
  al 2012;

   considerato che:

   l'Unione  europea,  con  la  direttiva  99/31/CE,  relativa   alle
  discariche di rifiuti, ha stabilito che l'utilizzo delle discariche
  per  i rifiuti indifferenziati deve essere assolutamente evitato  e
  che  nelle discariche possono finire solo materiali non riciclabili
  e  a  basso  contenuto  di carbonio organico,  stabilendo  così  la
  centralità del recupero della materia, il riciclo e il compostaggio
  per la gestione dei rifiuti;

   il   d.lgs.  36/2003,  di  attuazione  della  direttiva  99/31/CE,
  all'art.  5 (Obiettivi di riduzione del conferimento di rifiuti  in
  discarica),  stabilisce che entro cinque anni  dalla  sua  data  di
  entrata  in  vigore, ogni Regione 'elabora ed approva  un  apposito
  programma  per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare
  in discarica ad integrazione del piano regionale';

   i  rifiuti urbani biodegradabili non devono superare i 173 kg/anno
  per   abitante,   attraverso  il  trattamento   dei   rifiuti,   il
  riciclaggio, il trattamento aerobico o anaerobico, il  recupero  di
  materiali  o  energia,  secondo  il decreto  legislativo,  in  base
  all'art.  199,  3,  lettera a), del d.lgs.  152/2006,  in  modo  da
  'assicurare   la   gestione  dei  rifiuti  urbani  non   pericolosi
  all'interno degli Ambiti territoriali ottimali' e nel rispetto  del
  principio  di prossimità e autosufficienza, già posto dall'art.  5,
  v. 3, del d.lgs. n. 22/97, ribadito dall'articolo 182, c. 3, nonché
  dall'art.  201,  del  d.  lgs.  152/2006,  che  stabilisce  che  la
  realizzazione  o  comunque  l'ampliamento  di  una  discarica  deve
  corrispondere alle esigenze dell'ambito territoriale  ottimale  sul
  quale è collocata;

   il  d.lgs.  36/2003,  in  merito ai  criteri  di  classificazione,
  costruzione  e  gestione delle discariche, prevede  che  i  gestori
  effettuino un'ulteriore selezione all'ingresso, accettando  solo  i
  rifiuti  definiti  'compatibili'  con  la  specifica  tipologia  di
  discarica.   La  legge  indica  le  condizioni  per   il   rilascio
  dell'autorizzazione delle discariche; l'iter per la  costruzione  e
  l'esercizio   dei  nuovi  impianti,  i  requisiti   richiesti   per
  l'autorizzazione  e  la  presentazione  di  specifici  'piani'  che
  prevedano  tutte  le  azioni da adottare per la  corretta  gestione
  della  discarica;  le indicazioni sulla gestione operativa  e  post
  operativa  e sulle garanzie finanziarie necessarie per la  gestione
  stessa;

   sul   piano  della  strategia  della  riduzione  dell'impatto  dei
  rifiuti,  gli obiettivi previsti dal d. lgs. n. 36/2003  si  basano
  sulla riduzione progressiva dei rifiuti biodegradabili da conferire
  in  discarica  e  si  stabilisce che ogni Regione  deve  provvedere
  all'integrazione del piano regionale di gestione  con  un  apposito
  programma,   finalizzato  a  raggiungere  a   livello   di   ambiti
  territoriali ottimali gli obiettivi di riduzione dei rifiuti;

   tenuto conto che:

   la  l.r.  n. 9 dell'8 aprile 2010 recante 'Gestione integrata  dei
  rifiuti e bonifica dei siti inquinati', sottolinea in diverse parti
  quanto previsto dal d.lgs. 152/2006; in particolare, all'articolo 1
  (Oggetto   e  finalità),  al  comma  1,  lettera  g:  'ridurre   la
  movimentazione   dei  rifiuti  attraverso  l'ottimizzazione   dello
  smaltimento  in impianti prossimi al luogo di produzione',  e  alla
  lettera  'h',  di  'favorire  la  riduzione  dello  smaltimento  in
  discarica', e ancora, al comma 2, dispone che: 'La Regione assicura
  lo   smaltimento  dei  rifiuti  urbani  non  pericolosi  attraverso
  l'autosufficienza  degli ambiti territoriali ottimali  (A.T.O.)  di
  cui all'articolo 200 del d.lgs. 152/2006';

   il  d.lgs. n. 152/2006, al fine di incrementare qualsiasi forma di
  recupero  e  riciclaggio  e di ridurre drasticamente  la  quota  di
  rifiuti  urbani  da  smaltire  'tal  quali',  all'art.  205,  fissa
  obiettivi puntuali minimi di raccolta differenziata dei rifiuti  da
  raggiungere in ogni ambito territoriale ottimale pari al 65%  entro
  il  31  dicembre 2012, e che il rispetto degli obiettivi  di  legge
  obbliga  i  singoli ambiti territoriali ottimali a  commisurate  il
  decremento  del conferimento dei rifiuti in discarica in  relazione
  agli  obiettivi, oltre che alle operazioni di trattamento stabilite
  dal d.lgs. 36/2003;

   il  d.lgs. 36/2003 stabilisce i requisiti tecnici e operativi  che
  devono  essere  rispettati  in fase di realizzazione  e  ubicazione
  delle discariche, al fine di prevenire i rischi ambientali e per la
  salute umana connessi;

   il  progetto per la realizzazione di una discarica deve  prevedere
  il  piano  di ripristino ambientale dopo la chiusura della  stessa,
  che  viene  asseverata  dal  piano  finanziario  con  un  orizzonte
  temporale minimo di 30 anni; in particolare, è imposto l'obbligo  a
  tutti  gli  operatori, pubblici e privati, di fornire una  garanzia
  finanziaria  che  copra i costi di controllo e  mantenimento  della
  discarica  per  almeno  30 anni dopo la chiusura,  per  evitare  il
  rischio di abbandono del sito, e che tali garanzie finanziarie sono
  parametrate  alla  capacità, al tipo di discarica  e  al  costo  di
  manutenzione dopo la chiusura;

   la  valutazione  dell'impatto ambientale di  progetti  pubblici  e
  privati si realizza in considerazione della loro natura, delle loro
  dimensioni    o    della   loro   ubicazione   e,   all'occorrenza,
  dell'interazione  con  altri  progetti  e  attività,  e  che   tale
  disposizione  si applica anche per gli insediamenti  realizzati  in
  più  fasi,  calcolando  l'effetto cumulativo delle  varie  sorgenti
  inquinanti   il   cui  impatto  ambientale  deve  essere   valutato
  complessivamente;

   la  direttiva  85/337/CEE (modificata dalla  successiva  direttiva
  97/11/CEE),  prevede i criteri - relativi anche agli interventi  di
  modifica d'impianti già esistenti - che impongono di tenere  conto,
  ai  fini della sottoposizione a screening, della situazione di base
  in  cui il nuovo intervento dovrà inserirsi e, in particolare, 'del
  cumulo  con  altri progetti' che devono essere valutati interazione
  con gli insediamenti preesistenti;

   per sapere:

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per  la vasca V4 con D.R.S. n. 1362 del 23.12.2009, con la quale  è
  stata   autorizzata  la  ditta  Catanzaro  costruzioni   s.r.l.   a
  realizzare una vasca di discarica denominata V4 con una capacità di
  abbancamento pari a 2.937.379 mc., in difformità a quanto stabilito
  dall'art.  199, 3, lettera a), del d. lgs. 152/2006, che stabilisce
  l'obbligo  di  assicurare  la  gestione  dei  rifiuti  urbani   non
  pericolosi  all'interno  degli ambiti territoriali  ottimali  e  in
  considerazione  che la discarica V4 ricade nel territorio  dell'ATO
  AG2,  che è costituito da 19 comuni per una popolazione complessiva
  di 196.923 abitanti, con una produzione complessiva di rifiuti pari
  a   circa   85.000  tonn./anno,  che  richiede  un  fabbisogno   in
  volumi/anno di circa 100.000 tonn., a cui bisognerebbe detrarre  le
  quantità  previste dagli obiettivi della raccolta  differenziata  e
  dalle operazioni di trattamento/vagliatura, che portano a stabilire
  che  la  vasca  denominata V4 non poteva in ogni caso  superare  le
  600.000 tonnellate, in considerazione del limite massimo di 5  anni
  di autorizzazione per l'attività di coltivazione delle discariche e
  di 6 anni per le discariche certificate;

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per  la  vasca  V4,  sebbene fosse ancora  operativa  la  vasca  di
  discarica  V3, anch'essa gestita nello stesso sito dalla  Catanzaro
  costruzioni,  che  dichiara  nella  relazione  progettuale  di  una
  capacità residua della vasca di discarica denominata V3 di  560.000
  mc.,  che corrisponde grossomodo al fabbisogno dell'ATO AG2,  senza
  calcolare,  anche  in  questo  caso,  gli  obiettivi  di   raccolta
  differenziata   e  le  riduzioni  prodotte  dalle   operazioni   di
  trattamento/vagliatura;

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per  la  vasca V4 al di fuori delle previsioni del piano regionale,
  in  considerazione che l'art. 9, comma 1, lettera e)  del  d.  lgs.
  36/2003 stabilisce che per la realizzazione di nuove discariche sia
  necessaria una specifica previsione del piano regionale;

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per  la vasca V4 senza esaminare l''opzione zero', in base a quanto
  previsto dall'art. 14 bis, comma 3, legge n. 241/1990 e s.m.i., che
  prevede 'la necessaria ponderazione delle principali alternative ai
  fini  della  valutazione  di impatto ambientale',  che  costituisce
  parte  integrante  della  procedura  di  VIA,  e  che  esamina   le
  principali alternative, compresa l'alternativa zero, soprattutto in
  presenza  delle  volumetrie disponibili nella  vasca  di  discarica
  denominata V3;

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per  la  vasca  V4  in assenza di uno studio di impatto  ambientale
  sull'effetto  cumulo  degli  inquinanti  provenienti  dalle   varie
  sorgenti  di  impatto, in considerazione che la vasca  V4  dovrebbe
  essere realizzata accanto alle discariche V1 - V2 - V3;

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per la vasca V4, in assenza della valutazione impiantistica per  le
  operazioni  di pretrattamento, in relazione alle nuove capacità  di
  abbancamento  e  agli  obiettivi previsti dal  decreto  legislativo
  36/2003, di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili;

   perché     sia    stata    rilasciata   autorizzazione   integrata
  ambientale  per  la vasca V4, nonostante il comune  di  Montallegro
  avesse  espresso  parere contrario a causa del sovradimensionamento
  della  discarica e dei conseguenti effetti ambientali  e  sanitari,
  per  le  conseguenze  economiche per il proprio  territorio  e  per
  l'impatto  veicolare, senza che nessuna controdeduzione  sia  stata
  fatta dall'autorità che ha emesso il provvedimento, non rispettando
  l'obbligo di motivare il rigetto del parere contrario del comune di
  Montallegro;  ciò è tanto più grave se si considera che  il  comune
  rappresenta  l'istituzione preposta alla tutela  del  territorio  e
  della salute dei cittadini, sia per l'ordinamento degli enti locali
  e sia per la Costituzione italiana;

   perché  sia  stata rilasciata autorizzazione integrata  ambientale
  per  la vasca V4, nonostante che l'art. 9 d.lgs. 36/2003 stabilisca
  che  l'autorizzazione  all'esercizio  della  discarica  può  essere
  rilasciata  solo dopo l'accettazione da parte della  Regione  delle
  garanzie finanziarie, e che tale obbligo non è indicato nel decreto
  autorizzativo  e  neppure  è posto quale subordinata  per  validare
  l'idoneità del soggetto richiedente, in quanto la fideiussione deve
  precedere  la  verifica delle garanzie di cui  all'art.  14  d.lgs.
  36/2003,  non  potendo costituire una mera prescrizione  successiva
  all'approvazione del  progetto, in virtù dell'adeguata  reputazione
  finanziaria  del proponente e che le garanzie sono pare  integrante
  del  piano di adeguamento, in quanto le garanzie hanno la  funzione
  di assicurare che le discariche, nel periodo di gestione operativa,
  nella  fase  di  chiusura  e durante il periodo  di  gestione  post
  operativa,  mantengano i requisiti minimi di  sicurezza  ambientale
  previsti dalla legge;

   se  non ritengano di revocare in autotutela il D.R.S. n. 1362  del
  23.12.2009  e  di avviare urgentemente una indagine  amministrativa
  sul  funzionamento degli uffici e sulle procedure  seguite  per  il
  rilascio delle A.I.A. e delle V.I.A.». (1491)
          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   l'articolo  4  della  legge  regionale  n.  20/2008,   così   come
  integrato dall'articolo 62 della legge regionale n. 6/2009,  impone
  il  transito agli ATO idrici del personale, già dipendente al 2003,
  dei consorzi idrici tra comuni;

   la  citata norma consente il comando di detto personale, una volta
  transitato,   presso  il  soggetto  gestore  del  servizio   idrico
  integrato;

   considerato che:

   i   dipendenti,  circa  15  unità,  di  due  consorzi  idrici,   e
  specificatamente  Veltano  e  tre  Sorgenti,  hanno   ripetutamente
  richiesto  all'ATO  l'applicazione della  suddetta  norma,  con  il
  conseguente transito;

   le   organizzazioni  sindacali  hanno  parimenti   avanzato   tale
  richiesta;

   l'ATO  ha chiaramente manifestato la propria volontà di non  voler
  procedere all'osservanza del dettato normativo, e ciò ha alimentato
  numerosi  contenziosi giudiziari che vedranno  l'autorità  d'ambito
  certamente soccombere;

   tenuto conto che:

   l'ATO   utilizza  e  retribuisce,  per  far  fronte  alle  proprie
  esigenze,   personale  dipendente  della  provincia  regionale   di
  Agrigento;

   l'ATO  percepisce quale canone di concessione dal soggetto gestore
  la somma di euro 702.000,00 l'anno;

   il  dipartimento acque e rifiuti, in data 10 febbraio 2010 - prot.
  n. 2588/51, ha richiesto all'ATO di Agrigento notizie sulla mancata
  applicazione della legge regionale n. 20/2008;

   l'ATO,  con  nota prot. 362 del 17 febbraio 2010, ha  risposto  al
  dipartimento   fornendo   una  serie  di  motivazioni   palesemente
  infondate e dilatorie;

   comunque il dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti,  per
  fugare  ogni dubbio circa l'applicabilità della norma, ha  proposto
  un  quesito  all'Ufficio legislativo e legale  della  Regione,  nel
  quale   sono  state  integralmente  riportate  le  ragioni  vantate
  dall'ATO,  chiedendo  se  la  norma in premessa  potesse:  'trovare
  applicazione  sic  et  simpliciter  o  se  debba  procedersi   alla
  predisposizione di specifici provvedimenti di norme che chiariscano
  i  rapporti  di  dipendenza giuridica ed  economica  del  personale
  stesso';

   in  data  15  maggio  2010 l'Ufficio legislativo  e  legale  della
  Regione,  con  parere prot. n. 1435/70.10.11, ha risposto  in  modo
  netto  ed inequivocabile sostenendo che: 'La norma in quanto  parte
  dell'ordinamento regionale, andava subito applicata insieme con  il
  correttivo costituito dalla possibilità di comandare presso  l'ente
  gestore  il  personale  operaio in esubero.  Al  trasferimento  ivi
  previsto dovrà perciò procedersi senza ulteriori indugi';

   tale  parere  è  stato  notificato dal  Dipartimento  all'Autorità
  d'ambito che, nonostante ciò, ha persistito nella propria inerzia;

   rilevato  che  l'ATO di Agrigento, dopo anni dall'affidamento  del
  servizio,  non ha ancora stabilito la tariffa SII, non ha approvato
  il  regolamento SII, non ha approvato la carta dei servizi, non  ha
  preso  in carico il servizio di controllo degli scarichi fognari  e
  le  relative autorizzazioni allo scarico previste dal d.lgs. 152/06
  e non ha attuato il piano operativo territoriale previsto dal piano
  d'ambito;

   tenuto  conto  che  col  comando del personale  operaio,  previsto
  dalla  norma, presso il soggetto gestore, la spesa per il  suddetto
  personale  sarebbe  interamente  a  carico  del  soggetto  privato,
  sgravando  così  totalmente l'ATO idrico da  ogni  onere  per  tale
  personale;

   per sapere:

   se,  in  considerazione della delicatezza  della  situazione  e  a
  fronte  delle  gravi  violazioni di legge, non ritengano  di  dover
  provvedere  con  proprio commissario a garantire il rispetto  della
  legge e, in caso contrario, quali provvedimenti intendano adottare;

   se  non  ritengano opportuno avviare una indagine ispettiva presso
  l'ATO   di   Agrigento  per  individuare  le  vere  ragioni   delle
  inottemperanze  e  verificare  al contempo  le  funzionalità  dello
  stesso». (1492)
          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia  e  ai
  servizi di pubblica utilità, premesso che il comune di Catania, per
  effetto del provvedimento di pianificazione dei flussi dei rifiuti,
  emesso  dalla  provincia regionale di Catania, ai  sensi  dell'art.
  197,  comma  1, d.lgs. 152/2006, utilizza l'impianto  di  discarica
  ubicato in contrada Grotte San Giorgio;

   considerato  che  con DDG n. 457 del 13.07.2010 è stata  approvata
  la  tariffa  del  nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti  solidi
  urbani,  approvato con autorizzazione regionale giusta DRS  n.  209
  del 12.03.2009;

   preso  atto che la tariffa di conferimento è stata stabilita,  per
  tonnellata  conferita, nella cifra di euro  76,20,  alla  quale  va
  aggiunta la voce relativa al pretrattamento di trito vagliatura  di
  euro  8,54, più IVA e tributo per legge, è sicuramente maggiore  di
  quella precedente che si fermava ad euro 53,46, oltre IVA e tributo
  speciale;

   atteso  che  il detto aumento comporta il maggiore esborso,  nello
  specifico, per il comune di Catania di circa 4.700.000,00 annui, ma
  in  generale  l'aumento  riguarda indistintamente  tutti  i  Comuni
  siciliani,  il  cui  costo,  in  ultimo,  rischia  di  gravare  sui
  cittadini;

   tenuto  conto che, malgrado la politica virtuosa posta  in  essere
  dall'amministrazione per uscire dal 'buio finanziario',  il  comune
  di  Catania versa in una delicata condizione finanziaria,  per  cui
  una  spesa  simile metterebbe a repentaglio il raggiunto equilibrio
  dei  conti  col conseguente aumento della pressione tributaria  sui
  cittadini;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza  di quanto esposto  e  se  non  ritengano
  opportuno attivare tutte le necessarie iniziative tese non soltanto
  a  garantire  una  corretta pianificazione  dello  smaltimento  dei
  rifiuti  solidi  urbani,  ma  anche il contenimento  dei  costi  di
  gestione da parte dei titolari di impianti di discarica, atteso che
  il tributo grava interamente sui cittadini;

   in  caso  di  intervento,  quali siano le iniziative  che  saranno
  poste   in  essere  ed  eventualmente  quale  coinvolgimento   sarà
  assicurato al comune di Catania e più in generale agli enti  locali
  siciliani». (1494)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   le  trattative  per il rinnovo del contratto collettivo  nazionale
  dei  lavoratori 'cooperative sociali' 2010-2012 si sono  interrotte
  lo  scorso 5 ottobre a causa dell'atteggiamento di estrema rigidità
  e  chiusura delle centrali cooperative, che hanno ribadito la  loro
  proposta di aumento complessivo del 3 per cento per il triennio  di
  riferimento;

   dopo  15  mesi  di  confronto e 14 incontri con le  rappresentanze
  delle cooperative sociali, FP - CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL e  UIL
  FPL,  prendendo  atto  delle indisponibilità delle  centrali  delle
  cooperative sociali ad avviare seriamente il confronto sul  rinnovo
  contrattuale, hanno deciso di interrompere il tavolo negoziale;

   a  fronte  della  disponibilità manifestata da parte  delle  sigle
  sindacali   confederali   a  ricercare  e   proporre   nelle   sedi
  istituzionali  locali e centrali soluzioni per le problematiche  di
  un  settore  che certamente risente delle oggettive difficoltà  del
  Paese,  non  è accettabile la posizione delle centrali cooperative,
  che  continuano a proporre un aumento di ben 38 euro lordi  per  la
  cat. C1, costituente la categoria più numerosa di lavoratori, senza
  mostrare la benché minima apertura;

   non  è possibile affrontare un rinnovo contrattuale con un'offerta
  economica talmente minima da non garantire neanche la copertura del
  recupero inflattivo, perché significherebbe mortificare la dignità,
  la  serietà, la professionalità di tutti gli operatori del  settore
  che  quotidianamente prestano la loro opera per  garantire  servizi
  essenziali ai cittadini;

   atteso che:

   le  organizzazioni sindacali hanno scritto al Ministro del  lavoro
  e  al  Presidente  della Conferenza Stato-Regioni  onde  richiedere
  l'attivazione  di un tavolo istituzionale per aprire  un  confronto
  finalizzato alla soluzione delle diverse problematiche del settore,
  certamente  aggravate dalle riduzioni dei trasferimenti di  risorse
  alle Regioni e agli enti locali, che potrebbero produrre tagli  dei
  servizi ai cittadini con ricadute sui livelli occupazionali;

   la  Regione  siciliana, tra l'altro, nel settore  delle  politiche
  sociali   e   socio-assistenziali   risulta   essere   deficitaria,
  considerati  i  notevoli ritardi accumulati  dai  distretti  socio-
  sanitari  nell'affidamento dei servizi a valere dei vari  piani  di
  zona redatti ai sensi della legge 328/2000;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   intervenire  in seno alla Conferenza Stato-Regioni allo  scopo  di
  sostenere la costituzione di un tavolo tecnico, così come richiesto
  dalle organizzazioni sindacali al Presidente, dottore Vasco Errani;

   insediare   presso  l'Assessorato  regionale  Famiglia,  politiche
  sociali  e lavoro un tavolo tecnico regionale a cui prendano  parte
  le   organizzazioni  sindacali  di  settore,  le   centrali   delle
  cooperative e i coordinatori dei gruppi-piano dei distretti  socio-
  sanitari  al  fine  di monitorare la spesa sociale,  verificare  la
  corretta  applicazione  dei  CCNL di settore  vigenti  in  tutti  i
  servizi affidati da tali amministrazioni distrettuali utilizzando i
  fondi ex legge 328/2000, individuare e intraprendere le opportune e
  adeguate iniziative a sostegno di tale categoria di lavoratori, che
  versa  in una difficile situazione a causa della crisi economica  e
  del precariato diffuso». (1495)

                                                             MARZIANO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che,  nei giorni scorsi, il segretario  provinciale  CGIL
  medici,  allo scopo di attrarre l'attenzione sui delicati  problemi
  che  interessano il servizio sanitario regionale in un  momento  di
  delicata  trasformazione,  ha rilasciato un'intervista  al  mensile
  'Cult'  in cui denunciava una serie di disfunzioni organizzative  a
  carico dell'azienda Villa Sofia-Cervello;

   osservato che l'occasione per tale denuncia è stata offerta da  un
  grave  episodio  verificatosi durante il  turno  di  guardia  dello
  stesso  segretario provinciale, dottor Ingrillì, il cui  impegno  a
  difesa  del sistema sanitario pubblico e la cui azione di contrasto
  alle   infiltrazioni  criminali  è  abbondantemente  conosciuta   e
  documentata;

   rilevato  che  per la denuncia in questione risulta inviata  dalla
  direzione strategica aziendale al dottor Ingrillì un nota in cui lo
  s'invitava    perentoriamente   a    giustificare    i    contenuti
  dell'intervista;

   ricordato  che tra le prerogative costituzionalmente tutelate  dei
  dirigenti sindacali vi è l'esercizio della critica, ancorché  dura,
  che  fuoriesce  dall'ambito  di subordinazione  con  il  datore  di
  lavoro;

   per sapere:

   se  l'azienda,  che prontamente ha richiesto deduzioni  sul  caso,
  abbia  invece  approntato  le mappe del  rischio  ospedaliero,  che
  devono prevenire o devono trarre insegnamento da questi episodi;

   quali iniziative l'Amministrazione regionale intenda adottare  per
  garantire   l'esercizio  dell'attività  sindacale  di   fronte   ad
  atteggiamenti  di non troppo velata minaccia con  cui  si  vorrebbe
  impedire la denuncia delle disfunzioni, e quali provvedimenti abbia
  in  itinere  per  esercitare  la propria  funzione  di  verifica  e
  controllo del servizio sanitario». (1496)

                                                             APPRENDI
   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per  essere  svolte  al  loro
  turno.
   Comunico  che  é  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in   questa   sede   si  è  portavoce  delle  reali   e   concrete
  preoccupazioni che provengono dagli operatori dipendenti dei centri
  di riabilitazione medico psico-pedagogico riguardanti il regolare e
  puntuale pagamento delle retribuzioni e dei tanti soggetti pazienti
  che  vi  si affidano, preoccupati della continuità delle necessarie
  prestazioni;

   tale  preoccupazione trae origine dal lamentato mancato pagamento,
  da  parte delle competenti ASP, agli istituti che svolgono attività
  di  riabilitazione, delle quote previste dalla normativa di settore
  che  mina,  quindi,  la  stessa  stabilità  economica  degli  enti,
  ripercuotendosi, necessariamente, sugli operatori del settore;

   da  notizie  apprese è stato evidenziato che le ASP  sarebbero  in
  forte  ritardo con il pagamento delle prestazioni agli istituti  in
  parola.  Ciò, come detto, rischia di comportare uno stato di  crisi
  diffusa  che, costringendo le strutture all'indebitamento  per  non
  interrompere  l'erogazione  del  servizio,  allunga,  oltremodo,  i
  termini  del  regolare  pagamento  degli  stipendi  agli  operatori
  coinvolti,   generando   uno  stato  di  legittima   agitazione   e
  l'insorgere  di  preoccupanti  disservizi  che  deriverebbero   dai
  minacciati   scioperi   del  personale  e,  quindi,   l'inevitabile
  sospensione   dell'assistenza   resa,   con   gravi   ripercussioni
  sull'utente/paziente;

   rifacendosi alla normativa di settore e, principalmente,  art.  22
  della  l.r.  68/81,  art. 15 l.r. 16/86 e art. 76  l.r.  6/97,  che
  prevede,  appunto,  per consentire il regolare funzionamento  delle
  strutture  sopradette, l'autorizzazione alle aziende  sanitarie  ad
  erogare,  a  titolo  di anticipazione, 1'85 per cento  dell'importo
  della contabilità del trimestre precedente riscontrato ed ammesso a
  pagamento,  appare  difficile concepire come  le  strutture  stesse
  possano trovarsi in tali condizioni;

   il  puntuale  pagamento risulta, poi, consacrato  dall'articolo  7
  dello  schema  di convenzione-tipo in atto esistente che  regola  i
  rapporti   tra   l'Assessorato  Salute  e  le   singole   strutture
  riabilitative, obbligatorietà che viene riproposta nel nuovo schema
  tipo di convenzione tra le ASP e le strutture riabilitative ex art.
  26  1.  833/78 ( circolare 2 marzo 2010 n. 1266). Tale fatto (cioè,
  il   pagamento   puntuale)  costituisce,  quindi,   imprescindibile
  condizione   per  poter  assicurare  alle  strutture  il   regolare
  funzionamento che si riverbera, poi, sull'utente finale  (paziente)
  soggetto socialmente svantaggiato;

   essendo  questi i dati ed individuata, poi, la spesa  storica  del
  settore  e  la possibilità di iscrizione a bilancio delle  relative
  poste   per   una  assistenza  obbligatoria,  appare   inverosimile
  l'insorgere di una indisponibilità di fondi;

   nel  premettere,  poi  che a tutte le strutture  convenzionate  va
  riconosciuta  la detta anticipazione, onde sgombrare  il  campo  da
  facili equivoci ed incomprensioni, per sapere:

   le  motivazioni  per  le  quali le ASP versino  in  condizione  di
  ritardo  nella erogazione, rispetto alla tempistica prevista,  alle
  strutture  convenzionate di quanto viene stabilito dalla  normativa
  per il regolare funzionamento del servizio;

   se  l'eventuale carenza dei fondi sia dovuta ad una  non  corretta
  previsione della spesa da parte della direzione delle stesse ASP;

   il  grado  di erogazione di tale spesa e i criteri utilizzati  per
  la  ripartizione  della  stessa tra le strutture  convenzionate  ed
  eventualmente,  in  caso di esistenza di strutture  che  non  hanno
  ricevuto  il  pagamento  o lo hanno ricevuto  soltanto  pro  quota,
  esplicitarne le motivazioni». (1493)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                        FORZESE-RAGUSA-PARLAVECCHIO-ARDIZZONE-LENTINI

   PRESIDENTE.  L'interrogazione testé  annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   DI BENEDETTO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   per  il  secondo anno consecutivo la produzione agricola  dell'uva
  da  tavola  nelle  province  di Catania e  Ragusa  (in  particolare
  gravemente colpita da tale fenomeno è la produzione nel  comune  di
  Mazzarrone)  ha subìto perdite ingenti a causa del c.d. 'cracking',
  fenomeno   patologico   che  causa  la  lacerazione   dell'esocarpo
  dell'acino  producendo,  oltre  ad un  danno  estetico  al  frutto,
  l'insorgere di muffe;

   tale  fenomeno  sta generando conseguenze negative  rilevanti  non
  solo   economiche  ma  anche  occupazionali,  poiché  la   limitata
  produzione agricola comporta una riduzione delle giornate  agricole
  dei braccianti;

   rilevato che:

   allo  stato  non sussiste né uno studio accademico  e  di  settore
  rispetto  a  tale  fenomeno patologico, né una normativa  regionale
  specifica e di settore;

   i   danni   economici  ad  un  comparto  già  in  crisi  sarebbero
  certamente  maggiori se non si procede con assoluta  celerità  alla
  soluzione del fenomeno patologico in oggetto;

   per sapere:

   quali  misure  economiche  di sostegno alla  produzione  intendano
  adottare affinché i produttori agricoli possano limitare le ingenti
  perdite in atto;

   se  l'Assessore  al  ramo abbia intenzione di istituire  una  sede
  tecnica   di  concertazione  che,  insieme  alle  associazioni   di
  categoria e le facoltà di agraria delle università siciliane, possa
  provvedere alla soluzione del c.d. cracking;

   quali   misure   economiche   di  sostegno   all'occupazione   dei
  braccianti agricoli della zona intendano adottare». (1486)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la   Sicilia   è   già  pesantemente  penalizzata  dalle   carenze
  infrastrutturali;

   la  rete  viaria ed autostradale, incompleta ed obsoleta,  a  mala
  pena riesce a contenere un già consistente trasporto su gomma;

   i  drastici tagli di treni, annunciati da Trenitalia, in  aggiunta
  alle  consistenti  riduzioni già operate  nell'ultimo  quinquennio,
  certamente  provocheranno  un ulteriore aggravamento  del  traffico
  stradale ed autostradale;

   considerato che:

   Trenitalia  ha  già ridotto, a partire dal 2005, i treni  a  lunga
  percorrenza  da  65 a 24, i posti passeggero da  9000  a  4044,  il
  personale   sui  treni  da  414  a  216  unità,  il  personale   di
  manutenzione da 257 a 151 unità e i traghetti da 6 a 2;

   le  ulteriori  riduzioni annunciate porteranno  i  treni  a  lunga
  percorrenza  a 14, i traghetti a 2, i posti passeggero  a  2760,  e
  conseguentemente  sarà  ridotto il personale  viaggiante  e  quello
  addetto   alla   manutenzione  di  una  percentuale,   non   ancora
  quantificata,  ma  che  già  ha messo in  allarme  i  sindacati  di
  categoria;

   tenuto  conto  che  le  ripercussioni in  termini  di  carenza  di
  servizi,  di  riduzione  di personale e di conseguente  aumento  di
  traffico  veicolare  su gomma accresceranno le problematiche  della
  mobilità   e   della  logistica  dei  trasporti   e   allungheranno
  notevolmente i tempi di traghettamento per quei veicoli in andata e
  in ritorno dal Continente;

   per  sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire  presso
  Trenitalia affinché vengano intraprese tutte le iniziative utili  e
  necessarie  per scongiurare un ulteriore e fortemente  penalizzante
  taglio  dei  treni  in  Sicilia, al fine di non  aggravare  la  già
  disagiata  esigenza di mobilità dei cittadini e non appesantire  la
  viabilità stradale e autostradale». (1488)

                                  POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   numero  223  «Individuazione delle responsabilità e  provvedimenti
  conseguenti  a seguito della condanna della Regione al risarcimento
  danni  in  favore  di  un'azienda con sede a  Modica  (RG)»,  degli
  onorevoli Ragusa Orazio; Ardizzone Giovanni; Forzese Marco; Lentini
  Salvatore, presentata il 9 novembre 2010. Ne do lettura:

                      «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Consiglio  di giustizia amministrativa (C.G.A.) ha  condannato
  la  Regione  siciliana a pagare un risarcimento, che ammonta  a  20
  milioni  di euro, ad un'azienda di Modica, in provincia di  Ragusa,
  che  tre  anni  fa  aveva  chiesto un nullaosta  per  costruire  un
  impianto di produzione d'energia;

   l'ok  della  Regione è arrivato con ben tre anni di ritardo  e  la
  società proponente ha perso i finanziamenti dell'Unione Europea;

   adesso,  dopo  la  sentenza del C.G.A., la  società  potrà  andare
  avanti  con  il  progetto che, questa volta, sarà  a  carico  della
  Regione e non dell'Unione Europea;

   tenuto  conto  che  ci  si  trova  di  fronte  ad  una  burocrazia
  opprimente che frena lo sviluppo e danneggia la Sicilia,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi,  nel più breve tempo possibile, per  individuare  i
  funzionari  responsabili e provvedere all'applicazione di  sanzioni
  esemplari». (223)

                                     RAGUSA-ARDIZZONE-FORZESE-LENTINI

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

     Comunicazione del termine assegnato per l'esame dei documenti
                              finanziari

   PRESIDENTE.  Informo  che, con riferimento al programma-calendario
  dei  lavori  per la sessione di bilancio, comunicato  nella  seduta
  d'Aula  n.  204  del  3  novembre 2010, il termine  assegnato  alle
  Commissioni   di  merito  per  concludere  l'esame  dei   documenti
  finanziari  per  le  parti  di  rispettiva  competenza,  ai   sensi
  dell'articolo  73  ter  Regolamento interno ARS,  è  da  intendersi
  fissato  per  sabato  27 novembre 2010 invece  che  per  martedì  7
  dicembre 2010.
   Così rimane stabilito.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1471

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione n. 1471  Ispezione  per
  verificare la gestione del servizio idrico integrato nel comune  di
  Trapani', dell'onorevole Ruggirello, annunziata nella seduta n. 204
  del  3 novembre  2010, è da intendersi presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 415 e 416

   Comunico  che,  a seguito di coordinamento finale  del  testo,  il
  titolo  dell'ordine  del  giorno  n.  416  dell'onorevole  Lentini,
  accettato come raccomandazione nella seduta d'Assemblea n. 204  del
  3 novembre 2010, è il seguente  Iniziative per la realizzazione del
  progetto  Futuro semplice', promosso dal CIAPI di Palermo .

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Con  riferimento  all'ordine  del  giorno   n.   415,
  trattato  nella seduta n. 204 del 3 novembre 2010, preciso  che,  a
  seguito  di  approfondito  riscontro del  competente  Servizio  dei
  Resoconti,  lo  stesso atto di indirizzo politico  deve  intendersi
  accettato dal Governo come raccomandazione, con precisazioni.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione dell'inizio dell'esame dei documenti finanziari

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   avverto   che,    come    da
  comunicazione già letta, poiché i documenti finanziari  sono  stati
  trasmessi già alle Commissioni, l'esame degli stessi potrà iniziare
  già  a far data da domani, rispettando così il calendario-programma
  stabilito.

       Rinvio della discussione del Documento di programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2011/2013

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda il  II  punto
  dell'ordine del giorno: Discussione del Documento di programmazione
  economico-finanziaria  per  gli  anni  2011/2013,  informo  che  la
  Commissione Bilancio ha esitato favorevolmente il DPEF.
   Tuttavia,  poiché da alcuni componenti la Commissione  sono  stati
  richiesti  al Governo degli atti ad integrazione di quanto  già  in
  possesso  della Commissione stessa e il Governo si  è  impegnato  a
  fornirli   a   quest'Aula,   sentiti  i   presidenti   dei   gruppi
  parlamentari,  comunico che la trattazione del DPEF si  svolgerà  a
  partire da domani.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  di
  intervenire  per  un  fatto  grave che  si  verifica  nella  nostra
  Regione,  e precisamente nel comune di Castrofilippo, in  provincia
  di  Agrigento. In tale comune è stata svolta un'indagine  da  parte
  delle  forze  di polizia che hanno trovato una stretta  connessione
  tra politica, mafia e affari.
   L'indagine  ha  portato all'arresto del sindaco di  Castrofilippo,
  che  è  tuttora in carcere; a seguito di ciò, il consiglio comunale
  si  è dimesso per intero e dal carcere venti giorni fa si è dimesso
  il sindaco.
   Al  comune  di Castrofilippo lo Stato si è attivato, la Prefettura
  ha  inviato la Commissione prefettizia per la visione degli atti  e
  per  verificare  l'eventuale infiltrazione mafiosa all'interno  del
  Comune per poi valutare se procedere allo scioglimento del Comune e
  al commissariamento per infiltrazione mafiosa. Intanto al comune di
  Castrofilippo  non  c'è alcuna amministrazione;  i  cittadini,  che
  dovrebbero  essere soddisfatti per l'azione della  polizia  che  ha
  portato  e  sta portando a fare pulizia in quel comune,  vedono  in
  questa situazione le ricadute negative.
   Si  rischia che un fatto positivo venga letto come una iattura per
  i cittadini: non ci sono i rinnovi per gli LSU, non si possono fare
  le  delibere  contingibili e urgenti, non c'è un interlocutore  per
  diversi problemi del comune, per gli studenti.
   Bene,  la  responsabilità di tutto questo è del Governo  Lombardo
  Lasciatemi  dire  che la responsabilità, in prima  persona,  è  del
  governatore Lombardo  Da giorni, ormai, alla Presidenza vi sono  le
  richieste  per  la nomina di un commissario regionale,  nelle  more
  della nomina della Commissione prefettizia.
   Alla Presidenza non importa niente di nominare un commissario dopo
  quaranta  giorni dallo scioglimento del consiglio comunale  e  dopo
  ben venti giorni dalle dimissioni del sindaco.
   Questa è una situazione assolutamente insopportabile
   L'Assessore  per  la funzione pubblica ha trasmesso  ripetutamente
  alla  Presidenza le richieste di nomina di un commissario, ma  sono
  ancora  lì  giacenti ed é impossibile comunicare con la  Presidenza
  per   sollecitare  tale  nomina.  Nel  mentre,   i   cittadini   di
  Castrofilippo  continuano ad essere senza governo ma,  di  più,  ci
  sono  funzionari  esterni al comune, nominati dal  sindaco  ora  in
  carcere, i quali continuano a svolgere il loro compito senza  alcun
  indirizzo politico.
   Io  ho provato a sollecitare diverse volte. Credo che rimanga solo
  l'arma  della denuncia in Aula, a questo Parlamento, del dovere  di
  prendere atto di quanto stiano a cuore le sorti della Regione,  dei
  comuni  siciliani  al  Governo  regionale  che  dovrebbe  tutelarli
  rispetto al fenomeno mafioso.
   Ma questo non avviene.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Benedetto, visto che il  Governo  non  è
  presente   in  Aula,  la  Presidenza  si  fa  carico  di  segnalare
  immediatamente, rispetto al suo intervento, il caso del  comune  di
  Castrofilippo.

   FALCONE.  Chiedo  di  parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  associo  a
  quanto  ha  detto  l'onorevole  Di Benedetto,  ma  mi  permetto  di
  segnalare  altresì un'altra vicenda che riguarda  la  provincia  di
  Catania e, nello specifico, il comune di Palagonia, dove c'è  stata
  una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Nonostante siano
  trascorsi  circa venti giorni, ancora non arriva il commissario  di
  nomina  dell'Assessore  regionale  per le  autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica.
   Pertanto,  l'invito che rivolgo è che l'assessore Chinnici  prenda
  coscienza  e  conoscenza di questi fatti e provveda  a  nominare  i
  commissari regionali perché siano ristabilite le funzioni del  caso
  nei vari comuni testé indicati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che in questi  casi  si
  interviene per segnalare situazioni particolarmente eclatanti,  per
  le quali non è previsto alcun dibattito. Lo preciso per tutti.

   BENINATI.  Chiedo  di parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, non so se quanto dirò sia eclatante.
  Ricordo  a me stesso, devo fare una piccola premessa, che nel  mese
  di  settembre-ottobre del 2009, in quei pochi mesi in cui ho  fatto
  l'assessore  per  i lavori pubblici, una delle prime  cose  che  mi
  apprestai a fare fu il rinnovo dei presidenti degli UREGA.
   Ritengo  che stiamo parlando di un argomento importante: tutte  le
  gare di appalti, praticamente tutta l'attivazione della spesa,  per
  buona parte, dei fondi comunitari.
   Ebbene, nel giro di un mese e mezzo, il sottoscritto ha provveduto
  alla  designazione e alla nomina di sei presidenti, gli  altri  tre
  non  furono  nominati e furono fatti degli interim  per  alcuni  in
  quanto,  essendo ancora in fase di discussione il disegno di  legge
  di  riforma  dell'Amministrazione, non  si  sapeva  se   gli  UREGA
  sarebbero diventati sei o sarebbero rimasti nove.
   Pertanto, si nominarono solo sei presidenti.
   Signor  Presidente,  io mi rivolgo a lei e all'Aula  -  non  molto
  piena,  per la verità - perché da più di un anno e quattro mesi  la
  celerità  con  cui opera il Presidente della Regione  è  peggio  di
  quella  di una tartaruga perché la tartaruga, bene o male, cammina,
  lui va indietro
   Ciò  rappresenta un fatto gravissimo. Lo dico con una battuta,  ma
  la questione è molto seria.
   Ad  oggi  non solo non sono stati ancora nominati i presidenti  di
  Ragusa  e  Siracusa,  ma addirittura il presidente  ad  interim  di
  Ragusa,  da  circa  sei  mesi, ha chiesto di essere  sostituito  in
  quanto  per motivi personali non poteva più svolgere quel  ruolo  a
  Ragusa e, ad interim, a Siracusa.
   Signor Presidente, è grave che  non si riesca a fare due nomine di
  presidenti di UREGA.
   E dico di più, lo denuncio qui: in atto, si stanno facendo appalti
  a Siracusa senza presidente né vicepresidente.
   A  questo  punto, io la invito, Presidente, per il ruolo  che  lei
  ricopre,  a trasmettere parte di quanto dico alla Presidenza  della
  Regione e alla Giunta perché almeno decidano, una volta per  tutte,
  di  chiudere  un  argomento così importante  e  scottante  come  le
  presidenze degli UREGA.
   Il  sottoscritto in due mesi aveva regolarizzato tutto,  lasciando
  solo tre su cui decidere cosa fare.
   Ebbene,  è  passato  un  anno e più, ormai,  e  non  si  riesce  a
  regolarizzare la posizione né di Siracusa né di Ragusa.

   CORDARO.  Chiedo  di  parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che è stato
  detto  finora  in  quest'Aula  è quanto  meno  allarmante.  Abbiamo
  ascoltato  di  enti  locali  che  non  vengono  governati,  abbiamo
  ascoltato di commissari che non vengono nominati, abbiamo ascoltato
  di  appalti  che  vengono  aggiudicati  nell'assenza  dei  soggetti
  preposti alla aggiudicazione.
   Pertanto,  signor Presidente, in maniera assolutamente  pacata  ma
  altrettanto  dura,  la invito a che le denunce  oggi  sollevate  in
  questo Parlamento siciliano non restino una discussione tra quattro
  amici   Primo, perché non siamo al bar; secondo, perché  siamo  nel
  Parlamento  più  antico  del mondo; terzo,  perché  è  arrivato  il
  momento   di  smascherare  i  tanti  infingimenti  che  il  Governo
  Lombardo,  a  partire dal tema della legalità, in questi  anni,  ha
  propinato alla Sicilia.
   Allora, le cose gravi che sono state dette stasera non possono non
  avere una conseguenza

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, le ricordo  che  non  si  apre  un
  dibattito  sulle  questioni  sollevate.  Lei,  che  è  un  deputato
  attento,  dovrebbe  capire  perché mi  permetto  di  interromperla.
  Ripeto,  non si può aprire un dibattito su quanto i deputati  hanno
  detto precedentemente.

   CORDARO.  Signor Presidente, desidero rassicurarla sul  fatto  che
  non  apro  un dibattito e sul fatto che sto svolgendo una  premessa
  che scaturirà in una richiesta che intendo formularle.

   PRESIDENTE. Ho capito che si trattava di una premessa.

   CORDARO. E' una premessa circoscritta nei tempi regolamentari.
   Se  le  cose  gravi che sono state dette fino ad ora  arrivano  al
  punto  che in un paese, in cui il sindaco viene arrestato per fatti
  gravissimi,  un  paese nel quale ci sarebbe l'esigenza  di  inviare
  tempestivamente  una  guarnigione della legalità  che  deve  essere
  intanto,  sotto il profilo amministrativo, essere rappresentata  da
  un commissario regionale, così come prescrive la legge.
   Se  poi accertiamo, così come pare che sia, che il decreto  è  già
  stato  firmato dall'assessore Chinnici e giace sine die sul  tavolo
  del  Presidente  Lombardo, io credo che questi sono  fatti  di  una
  gravità  assoluta, che vanno denunciati in questa sede e  anche  in
  altre,  per  dire  che  noi  parlamentari dell'Assemblea  regionale
  siciliana   dobbiamo  formalmente  dissociarci  da   questo   modus
  operandi.
   Io  non  credo  che il Parlamento siciliano possa  in  alcun  modo
  essere  ritenuto complice di questo lassismo rispetto a  temi  così
  delicati e gravissimi.
   Signor  Presidente,  in  quanto massimo rappresentante  e,  direi,
  anche tutore della legalità in questo Parlamento, nella qualità  di
  Presidente   pro  tempore,  la  invito  ad  inviare  con   assoluta
  repentinità  il  verbale  di questa seduta al  Presidente  Lombardo
  perché egli, non più tardi di domattina, nomini il commissario  nel
  paese di Castrofilippo e si ponga nelle condizioni di eliminare  la
  stortura che l'onorevole Falcone ha sottoposto alla sua attenzione.
  In  una  terra in cui di appalti si può anche morire, il Presidente
  Lombardo  deve  fare  in  modo che le procedure vengano  rispettate
  secondo  quanto  aveva ben fatto l'assessore per i lavori  pubblici
  pro tempore, onorevole Beninati, e secondo quanto non è stato fatto
  più in seguito.

   VINCIULLO.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo  83  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà,  ma la  prego  di  non  fare  lunghe
  premesse.
   Onorevole  Vinciullo,  le ricordo che le  do  la  parola  a  norma
  dell'articolo  83,  secondo  comma, del  Regolamento  interno,  che
  permette  di riferire all'Aula fatti eccezionali senza  che  questi
  facciano aprire un dibattito.
   Lo  ricordo pure a lei perché altrimenti sarò costretto a non dare
  più la parola su quanto già dichiarato da altri deputati.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   poco   fa
  l'onorevole Beninati aveva difficoltà a trovare un animale  che  si
  potesse in qualche modo avvicinare all'azione dell'attuale Governo.
  Ha parlato di tartaruga, ma secondo me ha sbagliato.
   Qui non ci troviamo di fronte ad una tartaruga perché, pian piano,
  la tartaruga pur si muove. Qui ci troviamo

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, il Governo non è in Aula.
   La  prego  di dire quello che deve dire rispettando il Regolamento
  di questa Assemblea.

   VINCIULLO.  Se il Governo non è in Aula, la responsabilità  non  è
  mia.

   PRESIDENTE.  Siamo  a conclusione della seduta  e  il  Regolamento
  parla chiaro. Comunichi quello che deve comunicare.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   quando   assessore   per    le
  infrastrutture  e  la  mobilità  era  l'onorevole  Beninati,  in  I
  Commissione  sono  stati portati i nominativi  di  coloro  i  quali
  dovevano  fare  i  presidenti  dell'UREGA.  Mancava  quello   della
  provincia  di  Siracusa e il Governo, nella persona  dell'assessore
  pro  tempore,  si  impegnò entro un mese  a  portare  il  nome  del
  presidente   dell'UREGA  in  Commissione.   In   attesa,   e   solo
  momentaneamente, di questa nomina, si decise che  a  presiedere  la
  Commissione a Siracusa fosse il presidente dell'UREGA di Ragusa.
   Dall'1 ottobre il presidente dell'UREGA di Ragusa, in maniera  non
  più negoziabile, ha rassegnato le sue dimissioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la novità qual è? Lo ha già detto
  l'onorevole Bennati.
   La prego, dica la novità della comunicazione.

   VINCIULLO. L'onorevole Beninati ha parlato dell'UREGA di Siracusa,
  che  non  è  nelle condizioni di poter operare. Orbene,  la  scorsa
  settimana,  il  Governo  ha finalmente nominato  il  vicepresidente
  dell'UREGA  di  Ragusa,  dal  momento  che  non  solo  mancavano  i
  presidenti, ma nelle due province mancavano anche i vicepresidenti.
   C'era  stato  l'impegno da parte del Governo che, a  scavalco,  il
  vicepresidente  dell'UREGA di Ragusa fosse inviato,  a  partire  da
  questa  settimana, all'UREGA di Siracusa, dove vi sono sei  appalti
  importantissimi che richiedono la presenza di un presidente o di un
  facente funzioni.
   Ad  oggi, il Governo non ha mantenuto neppure questo impegno,  per
  cui  il  mio intervento odierno é rivolto a chiedere al Governo  di
  mantenere  tale  impegno  e,  se  proprio  non  vuole  nominare  un
  presidente e un vicepresidente dell'UREGA in provincia di Siracusa,
  faccia  svolgere temporaneamente queste funzioni al  vicepresidente
  di Ragusa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  assicuro  che  l'estratto   del
  resoconto stenografico relativo alle questioni testé sollevate sarà
  inviato  dalla Presidenza al Governo e, soprattutto, al  Presidente
  della Regione per fare in modo che si intervenga immediatamente.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  17
  novembre 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni.

   II  -   Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

   N. 223   -  Individuazione delle responsabilità e  provvedimenti
          conseguenti  a  seguito della condanna della  Regione  al
          risarcimento  danni in favore di un'azienda  con  sede  a
          Modica (RG).
                             RAGUSA - ARDIZZONE - FORZESE - LENTINI

   III  -  Discussione  del  documento di  programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2011/2013.

   Relatore di maggioranza: on. Savona
   Relatore di minoranza: on. De Luca

                   La seduta è tolta alle ore 17.01

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli
   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»

   MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BOSCO - CAMPAGNA.
    «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   in  attuazione dell'articolo 79, comma 1-sexies, lettera  c)  del
  decreto-legge n. 112/2008, convertito con modificazioni  in  legge
  n.  133/2008,  l'Assessore regionale per la salute ha  emanato  un
  bando  per  'Servizi di Consulenza direzionale' per un importo  di
  euro                                                 21.121.377,00
  (ventunomilionicentoventunomilatrecentosettantasette/00)       IVA
  esclusa;

   a  ben  guardare,  all'interno dello stesso si riscontrano  delle
  stranezze,  a partire per esempio dal punto III.2 - Condizioni  di
  partecipazione   -   ove  si  richiede  una  capacità   economico-
  finanziaria  e  tecnica  per  la  partecipazione  alla   gara   di
  aggiudicazione  che  pochissime aziende hanno in  questo  momento,
  citiamo ad esempio ... (meglio di no);

   a  pag.  24  del  capitolato tecnico di gara -  la  durata  e  la
  dimensioni della fornitura - al punto 6.3 si definiscono, appunto,
  la  durata  della prestazione di 3 (TRE) anni ed il fabbisogno  di
  personale  diviso nei vari livelli, dal responsabile di  progetto,
  ai  projet manager, ai consulenti senior, ai quali vanno  aggiunti
  circa  17  consulenti junior per una media di  occupati  per  anno
  stimato in circa di
  23 persone;

   dal prospetto di cui al bando dell'Assessore per la salute emerge
  chiaramente che per fare lavorare le 23 unità di personale di  cui
  sopra,  per  tre  anni,  si spenderanno,  come  ricordato,  appena
  ventunomilionicentoventunomilatrecentosettantasette/00 euro;

   specificamente, tolto l'importo per i consulenti  junior,  quelli
  per  i  quali  non occorre a monte il curriculum  e  che  verranno
  pagati  ad  appena 400 euro al giorno per un importo di circa  4,4
  milioni di euro, quello che rimane dall'importo totale del  bando,
  si       ricordi      ancora,      è      di       essere       di
  ventunomilionicentoventunomilatrecentosettantasette/00       euro,
  servirà per le altre figure professionali, venti unità circa,  che
  dovranno  lavorare per tre anni anch'esse, percependo, ipotizzando
  pari    retribuzione,   il   misero   stipendio   di    825.000/00
  (ottocentoventicinquemila/00) euro a persona nel triennio, pari  a
  275.000/00  (duecentosettantacinquemila/00)  euro  per   anno   e,
  considerando   che  ogni  anno  ha  una  media  di  220   giornate
  lavorative, queste persone verrebbero
  a  guadagnare mediamente 1.250/00 (milleduecentocinquanta/00) euro
  al giorno;

   per sapere:

   se non ritengano, in questa fase politico-economica congiunturale
  che  attanaglia  la Sicilia ed i siciliani, ai quali  già  con  la
  finanziaria appena varata si sono chiesti con gli articoli 6, 8  e
  9,  fortunatamente impugnati dal Commissario dello  Stato  per  la
  Regione  siciliana, ulteriori sacrifici aumentando tasse e  canoni
  concessori, di ritirare il bando dell'Assessore salute avente  per
  oggetto  'Servizi  di  consulenza direzionaleed    operativa'  per
  un           importo            di         ventunomilionicentoven-
  tunomilatrecentosettantasette/00 euro (21.121.377/00)  anche  alla
  luce  del  fatto che i costi proposti dallo stesso bando  appaiono
  assolutamente non in linea con il mercato attuale, apparendo  ciò,
  tra  l'altro,  una  sostanziale ed inaccettabile  lievitazione  di
  costi  con la conseguenza certa che, se ritirato e modificato,  le
  somme  risparmiate potrebbero anch'esse essere spese per ulteriori
  progetti previsti dallo stesso 'Accordo di programma' sottoscritto
  in data 11 dicembre 2009 tra il Ministero del lavoro, il Ministero
  dell'economia  e  la Regione siciliana in virtù dell'articolo  79,
  comma 1-sexies, lettera c), del decreto-legge 112/2008, convertito
  con modificazioni in legge 133/2008;

   se  non  ritengano, altresì, di rinegoziare lo stesso accordo  di
  programma.». (1184)

   Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1184, con  la  quale
  gli  onorevoli Mancuso ed altri chiedono chiarimenti e conseguente
  modifica  del bando di gara emanato dall'Assessore per  la  salute
  avente   per  oggetto:  "Servizi  di  consulenza  direzionale   ed
  operativa" previsti dall'accordo di programma sottoscritto in data
  11  dicembre  2009  tra  il  Ministero del  lavoro,  il  Ministero
  dell'economia e la Regione siciliana, si rappresenta quanto segue.
   L'art.  79, comma 1 sexies lett. c) del Decreto Legge  25  giugno
  2008,  n. 112, inserito dalla legge di conversione 6 agosto  2008,
  n.  133, ha previsto che per le regioni che, ai sensi dell'art. 1,
  comma  180,  della  legge 30 dicembre 2004, n. 311,  e  successive
  modificazioni,  hanno sottoscritto l'Accordo per il  perseguimento
  dell'equilibrio economico nel settore sanitario, una  quota  delle
  risorse  di  cui all'art. 20, comma 1, della legge  n.  67/1988  e
  successive  modificazioni, può essere destinata alla realizzazione
  di  interventi  diretti  a  garantire  la  disponibilità  di  dati
  economici,  gestionali  e  produttivi  delle  strutture  sanitarie
  operanti   a   livello  locale,  per  consentire   la   produzione
  sistematica e l'interpretazione gestionale continuativa,  ai  fini
  dello  svolgimento delle attività di programmazione e di controllo
  regionale ed aziendale, in attuazione del piano di rientro.
   I   presenti   interventi   devono  garantire   la   coerenza   e
  l'integrazione con le metodologie definite nell'ambito del Sistema
  nazionale  di  verifica e controllo sull'assistenza sanitaria  del
  Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del
  Ministero dell'economia e delle finanze (SiVeAS), di cui  all'art.
  1,  comma  288, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive
  modificazioni,  e  con  i  modelli  dei  dati  del  Nuovo  sistema
  informativo sanitario nazionale (NSIS).
   In  base  al  disposto  normativo citato, è stato  esitato  dalla
  Regione  siciliana  un  documento programmatico  riguardante  tale
  investimento, che è stato successivamente approvato dal SiVeAS con
  parere  prot.  n.  317 del 24 luglio 2009 ed  è  stato  approvato,
  altresì,  positivamente  dalla Giunta  Regionale  di  Governo  con
  deliberazione del 6 agosto 2009, n. 294.
   In seguito, previo parere favorevole prot. n. 510 del 12 novembre
  2009  rilasciato  dal  SiVeAS,  è  stato  stipulato  l'Accordo  di
  programma  tra  il  Ministero della  salute  di  concerto  con  il
  Ministero  dell'economia e delle finanze e la  Regione  siciliana,
  finalizzato  alla realizzazione dell'investimento per l'attuazione
  dell'art. 79 anzidetto.

   Si esplicitano qui di seguito gli obiettivi operativi:

    la   progettazione  e  la  realizzazione  di   un   modello   di
  monitoraggio  locale  del  Servizio Sanitario  Regionale  volto  a
  garantire la raccolta sistematica di tutti i dati necessari per il
  governo  delle  azioni  che garantiscano i rientri  dal  disavanzo
  regionale  e il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza.
  Si  tratta,  in altri termini, di creare un modello deputato  alla
  raccolta  e  alla  elaborazione delle  informazioni  produttive  e
  gestionali  sia  per  supportare  la  Regione  nelle  attività  di
  pianificazione  e di valutazione, sia per fornire  alle  strutture
  sanitarie  locali  informazioni  comparative  utili  per   avviare
  momenti  di  riflessione  sulla ricerca  di  modalità  di  impiego
  efficiente ed efficace delle risorse, anche attraverso un'attività
  di  benchmarking  sistematico tra le  stesse.  Tale  modello  sarà
  realizzato   anche  alla  luce  della  valutazione   di   analoghe
  esperienze  già  adottate  presso  altre  Regioni  in  materia  di
  programmi  e sistemi per l'acquisizione ed elaborazione  dei  dati
  economici, gestionali e produttivi di strutture sanitarie operanti
  a livello locale;

    l'analisi  dei fabbisogni informativi aziendali  ai  fini  della
  completezza  del  modello di monitoraggio e la  realizzazione  dei
  conseguenti  interventi di adeguamento al  fine  di  garantire  la
  disponibilità, l'integrazione, e l'affidabilità dei dati;

    il  disegno del modello regionale di controllo di gestione  (con
  rendicontazione  e  contabilità analitica  dei  costi)  e  la  sua
  sperimentazione pilota presso le Aziende individuate;

    l'avvio  di un parallelo ed altrettanto impegnativo processo  di
  cambiamento  e  di  consolidamento culturale ed organizzativo  che
  coinvolge   tutte  le  Aziende  Sanitarie  regionali,   attraverso
  l'affiancamento,  il  supporto  operativo  ed   il   supporto   al
  cambiamento organizzativo;

    il monitoraggio dei Piani di risanamento aziendali.

   In  linea  con  quelli che sono i citati obiettivi del  documento
  programmatico,   ripresi  dall'Accordo   di   programma,   ed   in
  particolare con gli obiettivi operativi indicati all'interno dello
  stesso   documento,  con  particolare  riferimento   all'area   di
  consulenza  direzionale  ed operativa, sono  stati  determinati  i
  seguenti servizi, unitamente al fabbisogno finanziario necessario:

   1.   Progettazione  del  modello  di  monitoraggio  del   SSR   e
  consolidamento  dei  dati,  secondo  modalità  coerenti   con   le
  metodologie  definite nell'ambito del SIVEAS e con i modelli  dati
  del NSIS;

   2.  Disegno della metodologia regionale uniforme di controllo  di
  gestione aziendale (da incorporare nel modello di monitoraggio) da
  sperimentare  su  dieci  Aziende  pilota,  in  grado  di   offrire
  strumenti adeguati per la rendicontazione della spesa a livello di
  centri di costo, dipartimenti, distretti e azienda;

   3.  Analisi  dei  flussi informativi "esistenti" a  supporto  del
  monitoraggio,  individuazione delle carenze e delle  necessità  di
  intervento e stesura di un piano per la copertura dei fabbisogni;

   4.   Realizzazione degli strumenti da utilizzare fino alla  messa
  in  disponibilità  del SID e definizione dei requisiti  funzionali
  per la realizzazione del SID;

   5.   Affiancamento sul campo delle Aziende del S.S.R., nelle fasi
  di  realizzazione  e  messa in produzione dei  nuovi  processi  di
  raccolta e gestione dei dati previsti dal modello di monitoraggio,
  intervenendo  anche  sulla progettazione e l'ammodernamento  delle
  procedure organizzative della produzione e dell'analisi dei dati;

   6.    Supporto  operativo  continuo  alle  Aziende   del   S.S.R.
  nell'attività  di  produzione dei dati necessari all'alimentazione
  del modello di monitoraggio del S.S.R., compresa la verifica della
  coerenza  di  CE  e  SP a livello locale con le  risultanze  della
  reportistica prodotta dal nuovo modello di monitoraggio;

   7.   Sperimentazione della metodologia regionale del controllo di
  gestione sulle Aziende sanitarie pilota;

   8.   Supporto al cambiamento organizzativo locale richiesto dalla
  necessità   di   produrre   flussi   informativi   sistematici   e
  continuativi di attività e costo;

   9.  Introduzione della metodologia di monitoraggio dei  Piani  di
  risanamento delle Aziende del S.S.R. (piani di rientro locali).

   Per  quanto  riguarda il punto del bando relativo alle condizioni
  di  partecipazione,  con  particolare  riferimento  alla  capacità
  economico-finanziaria,  ove  si  richiede   ai   partecipanti   la
  condizione  di  avere  realizzato,  cumulativamente  nel  triennio
  2006/2008, un fatturato globale non inferiore a
   .  35.000.000,00  (IVA  esclusa) ed un  fatturato  specifico  per
  servizi  di  consulenza  strategica,  organizzativa  e  gestionale
  realizzati nell'ambito sanitario a favore di Ministeri e  Regioni,
  nonché  Enti  e Istituzioni del Servizio sanitario nazionale,  non
  inferiore  all'importo  di   .  12.000.000,00  (IVA  esclusa),  si
  rappresenta  che  i parametri sono stati fissati proporzionalmente
  in ragione del valore e della complessità dell'appalto, al fine di
  individuare società concorrenti solide sotto il profilo economico-
  finanziario  e  dotate di mezzi, strumenti  e  risorse  umane  con
  specifica  esperienza maturata nell'ambito del  sistema  sanitario
  italiano  o  di sistemi sanitari europei equiparati ed analoghi  a
  quello italiano, che è caratterizzato da un sistema pubblico ed  a
  carattere universalistico.
   Peraltro  la ragionevolezza delle scelte effettuate in ordine  ai
  valori  dei fatturati è avvalorata dalla partecipazione alla  gara
  da  parte  di  più  concorrenti, in Raggruppamenti  Temporanei  di
  imprese.
   Con particolare riferimento al fabbisogno finanziario, si precisa
  che  nel citato documento programmatico, per l'espletamento  delle
  attività  necessarie per la realizzazione dei suddetti  servizi  e
  per   il  raggiungimento  degli  obiettivi  programmati,  è  stata
  determinata  una  previsione temporale triennale di  circa  20.000
  giornate (distribuita tra i succitati 9 obiettivi operativi) ed  è
  stato  valutato un costo medio giornaliero di circa   .  1.056,00,
  calcolato  sulla  base delle tariffe nazionali  giornaliere  medie
  applicate  per servizi analoghi (advisory service) e tenuto  conto
  dei  costi  di  trasferta  e soggiorno derivanti  dalla  capillare
  copertura territoriale richiesta dall'intervento.
   Per  completezza di informazioni si rappresenta, inoltre, che tra
  i servizi da fornire è compresa anche l'attività di formazione sul
  campo, del personale regionale e locale coinvolto nell'attività di
  monitoraggio,   che  essendo  trasversale,  è   stata,   pertanto,
  distribuita in tutti gli obiettivi operativi.
   A   conferma   della   giustezza  delle  scelte   preliminarmente
  effettuate   prima  dell'indizione  di  gara,  al  momento   della
  formazione  del Documento programmatico anzidetto, si  rappresenta
  che  in  data  28  ottobre  2009  il  Ministero  della  salute  ha
  aggiudicato  in  via  definitiva un'analoga gara  bandita  per  la
  fornitura  di  "Servizi di consulenza direzionale per l'evoluzione
  del  NSIS e per lo sviluppo di metodologie a supporto del SiVeAS",
  il  cui valore stimato per l'esecuzione del servizio ammontava  ad
   .   17.500.000,00,   da  espletarsi  in  16.432   giorni/persona,
  distribuiti tra gli stessi 4 profili professionali previsti  anche
  da questa Amministrazione, con un costo medio giornaliero, quindi,
  di circa  . 1.065,00.
   In  aggiunta,  per  completezza di dati, si elencano  di  seguito
  esempi di gare bandite per la fornitura di analoghi servizi:

   -  Ente Consip: pubb. bando 2007 - base d'asta  . 4.922,380,00  -
  giorni 2934 - tariffa media  . 1.677,70;

   -  Ente  Sogei:  pubb. bando 2007 - base d'asta     .3.300.000,00
  giorni 3500 - tariffa media  . 942,86;

   -  Ente Consip: pubb. bando 2005 - base d'asta  . 4.196.000,00  -
  giorni 3900 - tariffa media  . 1.075,90;

   -  Ente Consip: pubb. bando 2004 - base d'asta  . 5.850.000,00  -
  giorni 4800 - tariffa media  . 1.300,00;

   -  Ente Consip: pubb. bando 2004 - base d'asta  . 6.600.000,00  -
  giorni 4220 - tariffa media  . 1.563,98.

   Per  quanto  riguarda  i  profili professionali  che  sono  stati
  richiesti  (Responsabile del progetto, Project Manager, Consulente
  senior  e  Consulente  junior) e la stima indicativa  dell'impegno
  complessivo  in  termini di giorni/persona, distinto  per  ciascun
  profilo  professionale, si rappresenta che nel capitolato  tecnico
  sono  stati  individuati i profili professionali  necessari  ed  è
  stata   determinata  la  stima  della  distribuzione  dell'impegno
  complessivo  (20.000  gg/persone), distinto  per  ciascun  profilo
  professionale,  consentendo  una  variabilità  entro  prestabilite
  oscillazioni espresse in percentuale, nel rispetto delle necessità
  che saranno definite dall'Amministrazione.
   I  citati profili professionali devono essere associati a livelli
  tariffari  standard  (paragrafo 7.3  del  Capitolato  tecnico)  da
  valorizzare  dall'Appaltatore nell'Offerta  Economica,  la  quale,
  oltre  a  tener  conto  della remunerazione  delle  risorse  umane
  secondo  i livelli tariffari standard, ricomprende anche  i  costi
  organizzativi, i costi formativi e di aggiornamento, i  costi  per
  la ricerca e lo sviluppo e l'elaborazione dei dati derivanti dalle
  analisi e dal match dei dati, che saranno innumerevoli e di  varia
  natura, nonché la remunerazione complessiva dell'incarico in  modo
  da garantire un margine reddituale d'impresa.
   Per quanto sopra si rappresenta che questa Amministrazione non ha
  determinato   preventivamente  il   numero   delle   persone   che
  ricopriranno  i  citati  profili professionali,  ma  ha  solamente
  determinato,  limitatamente alle risorse chiave, il numero  minimo
  ed il numero massimo dei curricula che dovranno essere presentati.
   In  ogni  caso, da un calcolo matematico (numero complessivo  ore
  triennio/tre  anni/255  giornate  lavorative  all'anno),  si   può
  supporre  che,  mediamente, presteranno la propria attività  26-28
  persone all'anno, distribuite tra i diversi profili professionali.
   Per  quanto riguarda la valorizzazione dei vari profili (che  non
  equivale  alla  loro  retribuzione)  si  precisa  che  le  tariffe
  professionali per l'attività di Advisor, come è noto, sono  sempre
  superiori  alle tariffe professionali applicate dalle  società  di
  revisione  (ASSIREVI),  che già nel 1996 presentavano  i  seguenti
  importi giornalieri (8 ore) di riferimento:

    Partner (Responsabile del progetto): £. 3.080.000, convertito  in
     . 1.591,00 circa;
    Manager  (Project  manager):  £.  2.080.000,  convertito  in    .
    1.074,00 circa;
    Senior  (Consulente  Senior):  £.  1.360.000,  convertito  in   .
    702,00 circa;
    Assistant  (Consulente  Junior): £.  864.000,  convertito  in   .
    446,00 circa.

   In  argomento, per tornare a dati più recenti, si rappresenta che
  in  questo  momento le tariffe professionali di  riferimento  sono
  costituite   da   quelle  giornaliere  per   i   diversi   profili
  professionali (comprensive di ogni onere e spesa, anche relativa a
  trasferta,  alloggio,  viaggi, ecc.) applicate  nell'ambito  della
  componente di "Consulenza Direzionale" prevista nel contratto  con
  il   Ministero  della  salute  che  ha  per  oggetto  "Servizi  di
  consulenza  direzionale  e  project management  a  supporto  della
  Cabina   di   Regia"  del  Nuovo  Sistema  Informativo   Sanitario
  Nazionale, stipulato in data 10 luglio 2002 e rinnovato, ai  sensi
  del comma 186 dell'art. 1 della legge n. 311/2004.
   A  conferma dell'attualità delle superiori tariffe, si sottolinea
  che,  con  decreto  n. 28 dell'8 maggio 2010, il Presidente  della
  Regione  Campania, nella qualità di Commissario  ad  acta  per  la
  prosecuzione  del piano di rientro del settore sanitario  campano,
  ha  applicato  le citate tariffe professionali per la prosecuzione
  delle azioni di supporto contabile e gestionale.
   Al  fine  dì rispondere all'ipotesi sostenuta nell'interrogazione
  parlamentare, si precisa che le appena citate tariffe giornaliere,
  prese in considerazione dal Ministero della salute, prevedono  per
  il   Consulente  Junior  un  compenso  pari  ad   .   633,65   che
  moltiplicato  per  le  11025  giornate  previste  nel   capitolato
  tecnico,  comporta  già da sola una spesa di  .  6.985.991,25.  Di
  conseguenza la spesa residua, pari ad  . 14.135.385,75,  ripartita
  ugualmente   tra   le  20  unità  ipotizzate  nell'interrogazione,
  comporteranno una valorizzazione media a profilo di  .  706.769,00
  circa  nel triennio e di  . 235.590,00 circa in un anno  e,  nella
  considerazione   che  in  ogni  anno  il  numero  delle   giornate
  lavorative  è  255  circa,  per ogni unità  messa  a  disposizione
  dall'aggiudicatario    corrisponderebbe     una     valorizzazione
  giornaliera  di  . 924,00 circa, che è comprensivo, si  ribadisce,
  sia  di  ogni onere e spesa relativa alla trasferta, all'alloggio,
  ai   viaggi   derivanti  dalla  capillare  copertura  territoriale
  richiesta dall'intervento, sia dei costi organizzativi, formativi,
  di   aggiornamento,   per  la  ricerca  e  lo   sviluppo   e   per
  l'elaborazione dei dati derivanti dalle analisi, nonché dell'utile
  d'impresa.».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   MARROCCO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   all'interno   dell'ex   P.O.   Aiuto   Materno   opera    l'AGSAS
  (Associazione genitori soggetti autistici solidali) che occupa due
  vani, pare in assenza di formale concessione;

   la  predetta associazione, così come attestato dal suo presidente
  Luigi  Aloisi, fornisce sostegno psico-sociale alle famiglie delle
  persone  affette  da  autismo e ne assicura  la  presa  in  carico
  globale,  il che comporta sia la valutazione dei bisogni  sanitari
  con   successiva  possibile  riabilitazione  integrata,   sia   la
  valutazione  di bisogni espressi e non espressi di natura  sociale
  delle persone con autismo e delle loro famiglie;

   l'attività dell'AGSAS non risulta essere soggetta ai controlli  e
  dettami della normativa vigente in materia, che prevede l'utilizzo
  di  personale professionalmente competente e in possesso di validi
  titoli  per  l'esercizio professionale,l'autorizzazione  sanitaria
  per  la  struttura  ed altri requisiti che possano  assicurare  la
  qualità del servizio a garanzia degli utenti;

   considerato che:

   l'attività dell'AGSAS risulta essere concorrente a quella  svolta
  dal  centro per l'autismo dell'ASP 6, istituito ai sensi del  d.a.
  1/2/2007,  attivo  all'interno  del medesimo  presidio,  inducendo
  nell'utenza  confusione  circa i ruoli e  le  competenze  di  tali
  organismi;

   l'attuale  direttore sanitario dell'ASP 6 pare abbia  predisposto
  l'ampliamento  degli spazi in uso all'AGSAS e nel  contempo  abbia
  richiesto la restituzione di alcuni spazi affittati ad altra ONLUS
  che si occupa di diversamente abili presso il presidio 'Guadagna';

   a  seguito  del trasferimento di diversi operatori  dal  predetto
  'Centro  per  l'Autismo', il direttore sanitario dell'ASP  6  pare
  abbia  chiesto  la  rimozione dell'insegna posta all'ingresso  del
  centro, creando ulteriore disorientamento nell'utenza;

   per sapere:

   chi  sia  l'attuale responsabile tecnico dell'AGSAS e  attraverso
  quale selezione sia stato scelto;

   se   esista   un   controllo  da  parte  dell'azienda   sanitaria
  provinciale  e dell'Assessorato regionale Salute sulle prestazioni
  erogate dalla predetta associazione;

   se  sia  a  conoscenza di tale situazione, incluso l'operato  del
  direttore  sanitario della ASP 6 di Palermo,  e  quali  interventi
  intenda  intraprendere per fare chiarezza sulle circostanze  sopra
  citate;

   quali interventi intenda intraprendere per verificare se l'AGSAS,
  oltre  a  beneficiare di vari finanziamenti pubblici, goda  di  un
  ulteriore   utile   d'esercizio  attraverso  prestazioni   offerte
  all'interno dell'ASP, della quale sembra utilizzi gratuitamente le
  utenze e gli spazi;

   se  l'AGSAS  sia autorizzata ad espletare tirocini per  psicologi
  appena laureati e se parimenti abbia autorizzazione quale provider
  di corsi ECM all'interno delle strutture dell'ASP 6.». (1235)

   Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1235, con  la  quale
  l'onorevole   Marrocco   chiede   notizie   sulla   situazione   e
  sull'attività   dell'Associazione  genitori   soggetti   autistici
  solidali (AGSAS), si rappresenta che con nota prot. n. 7081  dell'
  11  ottobre  2010 il Direttore generale dell'A.S.P. di Palermo  ha
  chiarito che l'Associazione fruisce a titolo gratuito, da oltre 10
  anni, di locali insistenti presso l'ex P.O. Aiuto Materno presso i
  quali  svolge attività coerenti con il proprio statuto  che  nulla
  hanno  a  che  vedere  con  quelle  prettamente  sanitarie  e  che
  risultano,    inoltre,   ben   distinte   dalle    altre    svolte
  nell'ambulatorio che si occupa di autismo all'interno dell'UOC  di
  NPI allocata presso il suddetto Presidio.
   La    diversità    delle    prestazioni    offerte    all'utenza,
  rispettivamente dai soggetti sopra indicati, è tale da scongiurare
  qualunque  confusione  in  ordine alle specificità  delle  diverse
  competenze.
   L'Azienda  non  ha inoltre escluso, ricorrendone la  possibilità,
  che  possa darsi luogo ad un maggiore ampliamento degli  spazi  in
  atto fruiti dalla predetta ONLUS AGSAS.
   Uguale  posizione possibilista sussiste nei confronti  dell'altra
  richiamata ONLUS che occupa locali presso l'ex P.O. Guadagna.
   Per  quanto  riguarda l'intervento del Direttore Sanitario  sulla
  collocazione impropria di insegne e tabelle, il Direttore generale
  ha  chiarito che la stessa è derivata dalla necessità  di  rendere
  coerenti  le  attività svolte e le funzioni del personale  addetto
  con  la  cartellonistica  di riferimento  proprio  allo  scopo  di
  evitare disorientamento nell'utenza.
   Per  quanto  riguarda  le  ulteriori informazioni  richieste  con
  l'interrogazione  in  oggetto,  si  fornisce  copia   della   nota
  dell'AGSAS prot. n. 157 del 28 settembre 2010, indirizzata anche a
  questa Amministrazione.».
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

                              A.G.S.A.S.
                    Associazione Genitori Soggetti
                          Autistici Solidali
                              O.N.L.U.S.
                                       All'Assessore Regionale alla
                                       Salute
                                       Dr. Massino Russo
                                       Piazza Ottavio Ziino n. 24
                                       90145 Palermo

                                       Al Direttore Generale
                                       ASP 6 Palermo
                                       Dr. S. Cirignotta
                                       Via G. Cusmano n. 24
                                       90141 Palermo

                                       Al Direttore Sanitario
                                       ASP 6 Palermo
                                       Dott.ssa A. Mattaliano
                                       Via G. Cusmano n. 24
                                       90141 Palermo

                                       Al Dirigente del Servizio 9
                                       "Tutela delle fragilità" del
                                       Dipartimento della
                                       pianificazione strategica
                                       Dr. M. D'Arpa
                                       Piazza Ottavio Ziino n. 24
                                       90145 Palermo

  OGGETTO:   attività  A.G.S.A.S.  -  Onlus  (Associazione  Genitori
  Soggetti Autistici Solidali) a favore delle persone con autismo  e
  delle loro famiglie

  Il sottoscritto dott. Luigi Aloisi n.q. di rappresentante legale pro

                             tempore dell'AG.S.A.S. Onlus

                               PREMESSO

      che  l'AG.S.A.S. - Onlus è un'Associazione senza fini di  lucro
  costituita nel 1990 da un gruppo di genitori di soggetti  autistici
  allo  scopo  di  promuovere la conoscenza del  disturbo  autistico,
  sensibilizzare  le Istituzioni sul tema e informare  tutti  coloro,
  professionisti e non, che gravitano attorno all'orbita dell'autismo
  al  fine  di  migliorare le condizioni di vita  delle  persone  con
  autismo e dei loro familiari;

      che  l'equipe  dell'AG.S.A.S. - Onlus lavora  in  sinergia  con
  specialisti   altamente   qualificati  a   livello   nazionale   ed
  internazionale  che  si  occupano della sindrome  autistica  ed  ha
  organizzato, negli ultimi dieci anni, svariati corsi di  formazione
  sulle tecniche educative e di trattamento  dei soggetti con autismo
  validate a livello mondiale;

      che l'A.G.S.A.S. - Onlus ha collaborato con l'AUSL 3 di Catania
  e  l'AUSL  6  di  Palermo all'elaborazione delle  "Linee  Guida  di
  organizzazione  della rete assistenziale per  persone  affette  dal
  disturbo autistico";

      che  l'A.G.S.A.S.  - Onlus nella sua ventennale  esperienza  ha
  organizzato  numerosi convegni internazionali ed ha prodotto  n.  3
  documentari scientifici per far conoscere la sindrome autistica;

     che l'A.G.S.A.S. - Onlus si è sempre attivata e si attiva presso
  le   istituzioni   sanitarie   per  l'erogazione   di   trattamento
  riabilitativo  pubblico  così  come  indicato  dalle  Linee   Guida
  sull'autismo;

     che il suo presidente protempore dott. Luigi Aloisi fa parte del
  tavolo tecnico sull'autismo per il rispetto delle Linee Guida (D.A.
  14/04/10)  che prevedono l'istituzione pubblica di n. 1 Centro  per
  la  diagnosi  ed  il  trattamento intensivo precoce,  n.  1  Centro
  ospedaliero  per la diagnosi ed il trattamento, n. 1 Centro  diurno
  per  adolescenti con disturbo autistico, n. 1 Comunità residenziale
  per  adolescenti con disturbo autistico in ogni ASP  della  Regione
  Siciliana;

     che l'A.G.S.A.S. - Onlus occupa 2 angusti locali rispettivamente
  di  mq  16  e  mq 10 situati al primo piano della palazzina  igiene
  pubblica  del  ex  P.O.  "Aiuto  Materno"  giusta  concessione  del
  17/12/99 del direttore sanitario dell'epoca prof. Fabio Canziani;

     che l'A.G.S.A.S. - Onlus non ha mai svolto attività sanitaria né
  riabilitativa ma soltanto supporto aggiuntivo come privato sociale;

      che  l'A.G.S.A.S.  -  Onlus invia i suoi  associati  presso  le
  strutture pubbliche per diagnosi e terapia;

     che l'A.G.S.A.S. - Onlus riceve richieste quotidiane di supporto
  psico-sociale,  tramite progetti privati, per l'integrazione  delle
  persone affette da disturbo autistico;

                              CONSIDERATO

      che  il  sottoscritto ha avuto conoscenza di  un'interrogazione
  parlamentare  presentata  dall'onorevole  Livio  Marrocco  in  data
  16.06.2010  e  pubblicata  sul  sito  istituzionale  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana;

      che con la summenzionata interrogazione parlamentare sono state
  mosse talune contestazioni in ordine all'attività dell'Associazione
  A.G.S.A.S. - Onlus ed è stato affermato, tra l'altro, che la stessa
  associazione  "occupa  due  vani,  pare  in  assenza   di   formale
  concessione" all'interno dell'ex P.O. Aiuto Materno, che l'attività
  dell'A.G.S.A.S. - Onlus non risulta essere soggetta ai controlli  e
  dettami  della  normativa  vigente  in  materia  e  che  l'attività
  dell'A.G.S.A.S. - Onlus risulta essere concorrente a quella  svolta
  dal centro per l'autismo dell'ASP 6;

      che,  inoltre, con tale interrogazione parlamentare sono  stati
  richiesti all'Assessore regionale alla Salute taluni chiarimenti in
  ordine all'attività dell'Associazione A.G.S.A.S. - Onlus;
                               RITENUTO

      di  dover  difendere i diritti dell'Associazione nell'esercizio
  delle proprie funzioni di privato sociale;

      di  tutelare  i  propri  associati nel  sacrosanto  diritto  di
  intraprendere progetti per l'integrazione sociale delle persone con
  autismo, nonché la propria immagine e azione volta a migliorare  le
  precarie condizioni in cui versano le famiglie e i loro figli;

      di  dover fornire a Codesto Assessorato alcuni chiarimenti  con
  riferimento  alle  contestazioni mosse nella citata  interrogazione
  parlamentare;

      Alla luce di quanto sopra premesso, considerato e ritenuto
                               dichiara:

      che l'A.G.S.A.S. - Onlus occupa n. 2 piccoli locali presso l'ex
  P.O.  "Aiuto  Materno"  giusta concessione ricevuta  dal  direttore
  sanitario dell'epoca, 1999, prof. Fabio Canziani;

      che  l'A.G.S.A.S.  -  Onlus fornisce,  su  richiesta  dei  suoi
  associati,  sostegno  psico-sociale per l'integrazione  dei  propri
  figli,  secondo  le  indicazioni  delle  Linee  Guida  sull'autismo
  (Decreto Assessore sanità 1 febbraio 2007) tramite progetto privato
  condiviso  nei luoghi frequentati dalla persona con autismo  (casa,
  scuola, territorio);

     che il personale utilizzato per i progetti privati è in possesso
  di  laurea  in psicologia, scienze della formazione, logopedia,  ha
  partecipato  a  tutti  i  corsi  di formazione  circa  le  tecniche
  validate  a livello mondiale (ABA, PECS, TEACCH, TED) citate  dalle
  Linee Guida della Regione Siciliana e che ha partecipato a progetti
  pubblici e privati di integrazione sociale;

      che  l'A.G.S.A.S. Onlus non ha mai espletato attività sanitaria
  né  riabilitativa negli angusti locali dell'ex P.O. "Aiuto Materno"
  ma svolge soltanto supporto aggiuntivo come privato sociale;

     che la sua attività è socio-assistenziale;

      che  i  suddetti locali presso l'ex P.O. "Aiuto  Materno"  sono
  utilizzati per la costruzione di materiale didattico occorrente per
  il progetto integrativo;

       che  l'A.G.S.A.S.  -  Onlus  non  svolge  affatto  un'attività
  concorrente  a  quella  svolta  dall'ASP,  anzi  sono   le   stesse
  Istituzioni pubbliche sanitarie della Regione Siciliana a segnalare
  ai  pazienti  le  attività di sostegno sociale  e  di  integrazione
  svolte dall'A.G.S.A.S. - Onlus;

      di non sapere nulla circa le intenzioni del Direttore Sanitario
  dell'ASP 6 di Palermo dell'ampliamento degli spazi all'A.G.S.A.S. -
  Onlus.  Nessuna  comunicazione scritta o  verbale  ricevuta  ma  un
  sopralluogo  effettuato dal Direttore Sanitario in data  18  maggio
  c.a. presso l'ex Distretto 12 di cui non conosco i contenuti e  gli
  esiti essendo atti privati aziendali;

      che l'attuale responsabile tecnico dell'A.G.S.A.S. - Onlus è la
  dott.ssa  Lo  Casto  Gabriella, laureata in  psicologia  nel  1995,
  specializzata   in   psicoterapia  nel  1999,   volontaria   presso
  l'A.G.S.A.S. - Onlus nei primi anni 2000, vincitrice  di  borsa  di
  studio pubblica in seguito e assunta poi privatamente per titoli ed
  impegno profuso. Ha al suo attivo pubblicazioni sull'autismo, corsi
  di formazione e stage sull'autismo in Italia e all'estero.

     che i finanziamenti pubblici ottenuti sono riconducibili a bandi
  pubblici  della  Regione, Comune, Provincia  e  le  relative  somme
  vengono  utilizzate  esclusivamente per il conseguimento  dei  fini
  statutari;

      di non avere alcun utile di esercizio circa prestazioni offerte
  all'interno dell'ASP 6;

     che l'A.G.S.A.S. - Onlus è autorizzata ad espletare tirocini per
  psicologi  giusta  convenzione  con  l'Università  degli  Studi  di
  Palermo in data 24/06/04;

      che  l'A.G.S.A.S.  - Onlus organizza corsi ECM  quale  provider
  giusta concessione del Ministero della Salute nel febbraio 2003;

     che l'A.G.S.A.S. - Onlus ha chiesto per detti corsi, di volta in
  volta,   la   concessione   di  aule  per   il   loro   svolgimento
  all'Università, all'ERSU, all'ASP e ad associazioni private;

      di  essere  in  ogni  momento disponibile ad  essere  ascoltato
  dall'Assessorato  regionale  o  dall'ASP  Palermo  in  ordine  alle
  summenzionate  circostanze al fine di fornire tutti  gli  ulteriori
  chiarimenti   necessari   a  dimostrare   la   bontà   dell'operato
  dell'A.G.S.A.S. - Onlus.

    Distinti Saluti
                                In fede
                          dott. Luigi Aloisi

   Palermo, 08/09/2010
   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio»

   ARDIZZONE. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

     da  circa  due mesi, nel comune di Castell'Umberto (ME),  nella
  frazione  Sfaranda, ove risiedono oltre 1000 abitanti, è in  corso
  uno  smottamento  che ha causato la chiusura delle  scuole,  della
  chiesa,  della delegazione municipale satellite, della  biblioteca
  comunale e lo sgombero di una decina di abitazioni;

   la frana ha già coinvolto le residenze di almeno 100 famiglie;

   si  registrano  notevoli  ritardi nella sistemazione  dei  moduli
  necessari  ad  ospitare  gli 80 alunni  delle  scuole  materne  ed
  elementari  della frazione di Sfaranda, i quali sono  costretti  a
  trasferirsi giornalmente a 6 km di distanza;

   lo  smottamento coinvolge anche la zona ove insiste un'abitazione
  che ospita l'unico ufficio postale;

   solo  di recente l'amministrazione comunale ha attivato il centro
  operativo comunale nella frazione di Sfaranda;

   per  l'assoluta  mancanza  di  assistenza  amministrativa,  nella
  popolazione  vi  è  un  diffuso  sconforto  nei  confronti   delle
  istituzioni;

   al  fine di sopperire a dette carenze amministrative, in data  18
  marzo  2010, si è costituito un comitato spontaneo per evitare  lo
  spopolamento della borgata di Sfaranda;

   i  sopralluoghi  nelle  case lesionate  vengono  effettuati  solo
  dietro  sollecito degli interessati, ai quali nessuna informazione
  viene data in ordine ai comportamenti da adottare;

   in   data   15   novembre  2008  l'amministrazione  comunale   di
  Castell'Umberto  ha  dato  comunicazione,  tramite  i  mass  media
  locali, del finanziamento di euro 1.760.000 da parte del Ministero
  dell'ambiente  per  il  consolidamento  della  popolosa   contrada
  Sfaranda;

   a detto annuncio non ha fatto seguito l'avvio dei lavori;

   nella  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n.  58  del  20
  dicembre  2002,  è  stato  pubblicato il decreto  dell'Assessorato
  Territorio   e   ambiente   del   21   novembre   2002,   relativo
  all'aggiornamento   del   piano   straordinario   per    l'assetto
  idrogeologico  del  territorio comunale  di  Castell'Umberto,  nel
  quale  testulamente  si  legge: 'Frana in  contrada  Sfaranda.  Il
  dissesto  coinvolge parte del centro abitato di contrada  Sfranda,
  sito  nella  zona  meridionale del territorio  comunale:  presenta
  caratteristiche  di  scivolamento  di  accumuli  della   copertura
  detritica  sovrastante la formazione del Flysch di Capo  d'Orlando
  che mostra un assetto a frana poggio. Il versante è caratterizzato
  da    condizioni   di   instabilità   imputabili   alle   scadenti
  caratteristiche  fisico-meccaniche  dello  spessore  della  coltre
  detritica:  tutto  ciò  ha determinato l'innesco  del  dissesto  a
  seguito  di  presumibili intensi rovesci, arrecando vistosi  danni
  che   hanno   interessato  la  chiesa,  i  muri  di   contenimento
  dell'antistante parcheggio, le strade di accesso alle  abitazioni;
  in  alcuni  fabbricati si rilevano evidenti lesioni. Gli  elementi
  che consentono la definizione del rischio vengono riassunti in
  -  tipologia  =  T2;  -  magnitudo = M3; - pericolosità  =  P3;  -
  elementi  a  rischio:  centro  abitato,  viabilità=  E  4.   Dalla
  combinazione tra la pericolosità P3 e gli elementi a rischio E4 si
  perviene  alla  classe  di rischio: P3 x E4  =  R4  rischio  molto
  elevato';

   per sapere:

   perché   a   distanza   di   otto   anni   dal   citato   decreto
  dell'Assessorato Territorio e ambiente non siano stati  effettuati
  lavori di consolidamento atti a prevenire lo smottamento in corso;

   se   sia   vero  quanto  annunciato  il  15  novembre  del   2008
  dall'amministrazione comunale di Castell'Umberto in  relazione  al
  finanziamento  di  euro 1.760.000 per lavori di consolidamento  di
  contrada Sfaranda;

   se  tale annuncio fosse vero, i motivi per cui i lavori non siano
  stati avviati, con il consequenziale addebito delle responsabilità
  omissive;

   se  sia possibile verificare, ancora, se la realizzazione di tali
  lavori avrebbe scongiurato lo smottamento in atto;

   se, nell'ambito delle ingenti somme previste per la provincia  di
  Messina,  siano  stati  inseriti  interventi  finanziari  per   il
  consolidamento di contrada Sfaranda;

   se,  infine,  nell'immediato siano previsti, ed in quale  misura,
  interventi finanziari a sostegno delle famiglie interessate  dallo
  smottamento.». (1147)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1147, a  firma
  dell'onorevole Ardizzone, si riporta, integralmente, la nota prot.
  2325  del 2/8/2010 con la quale l'Ufficio del Commissario delegato
  presso il Dipartimento regionale Protezione Civile ha provveduto a
  fornire  i  necessari chiarimenti anche di natura  sostanzialmente
  tecnica.».

                              L'Assessore
                       dott. Calogero Gianmaria
                                Sparma

                           Regione Siciliana
                   UFFICIO DEL COMMISSARIO DELEGATO
                 Ex O.P.C.M. 10 ottobre 2009, n. 3815
                  presso il Dipartimento Reg.le della
                           Protezione civile
                       via G. Abela, 5 - Palermo

   Con  nota  prot. n. 1064 del 14 giugno 2010 sono stati  richiesti
  gli elementi di conoscenza, in possesso di questo Ufficio, al fine
  di   dare   esaustiva   e  completa  risposta   all'interrogazione
  parlamentare   n.   1147,  presentata  dall'onorevole   Ardizzone,
  delegando,  altresì, l'Assessorato Regionale per il  territorio  e
  l'ambiente a trattare l'argomento.
   A tal fine si rappresenta che, a seguito degli eventi alluvionali
  verificatisi nel febbraio
  2010  nella  provincia di Messina e con l'emanazione dell'O.P.C.M.
  n. 3865/10, sono state
  approntate  tutte  le attività ed interventi di  prima  assistenza
  alla popolazione coinvolta.
   Inoltre,  sono stati prontamente avviati i necessari accertamenti
  e sopralluoghi nelle
  località  colpite dalle frane nell'area di S. Fratello e  Caronia,
  provvedendo a verificare l'agibilità
  degli  edifici anche per favorire il rientro degli abitanti  nelle
  proprie abitazioni.
   Nello specifico territorio di Castell'Umberto si è provveduto  ad
  autorizzare e realizzare
  una  struttura  di container da adibire al ricovero temporaneo  di
  attività didattiche e di culto, nonché ad autorizzare ed avviare i
  lavori urgenti per il ripristino dei danni alla strada comunale di
  collegamento  tra la SP 153 e le contrade Cammara Superiore-Sirico
  ed alle opere di contenimento nel comune di Castell'Umberto per un
  importo di   260.000,00.
   In  contrada  Sfaranda, stante la situazione critica riscontrata,
  si è proceduto ad. avviare le
  indagini   geognostiche  e  geotecniche  e  per  il   monitoraggio
  strumentale dell'area in frana, al fine di
  individuare una soluzione tecnicamente idonea e durevole nel tempo
  che permetta di mettere in
  sicurezza  parti del territorio che avrebbero potuto, in  caso  di
  crisi parossistica, impedire le
  operazioni di soccorso.
   Si  coglie  l'occasione per sottolineare che  tali  summenzionati
  interventi  sono  stati  autorizzati con  fondi  del  Dipartimento
  Regionale  della  Protezione  Civile  e  che  allo  stato  attuale
  l'esiguità delle risorse destinate all'O.P.C.M. 3865/10  dà  pochi
  margini di azione e non permetterà
  certamente di soddisfare le legittime richieste di intervento e di
  finanziamento avanzate dai comuni colpiti.
   Quest'Ufficio rimane disponibile per ogni eventuale chiarimento o
  precisazione in merito
  agli argomenti su riportati.

                         Il dirigente generale
                               preposto
                              all'Ufficio
                             commissariale
                         ing. Pietro Lo Monaco