Presidenza del vicepresidente Oddo
DI BENEDETTO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
-Gianni dall'11 al 16 novembre 2010;
-Cordaro dal 18 al 21 novembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1184 - Chiarimenti e conseguente modifica del bando di gara
emanato dall'Assessore per la salute avente per oggetto: 'Servizi
di consulenza direzionale ed operativa' previsti dall'accordo di
programma sottoscritto in data 11 dicembre 2009 tra il Ministero
del lavoro, il Ministero dell'economia e la Regione siciliana.
Firmatari: Mancuso Fabio Maria; Leontini Innocenzo; Limoli
Giuseppe; Corona Roberto; Bosco Antonino; Campagna Alberto
N. 1235 - Notizie sulla situazione e sull'attività
dell'Associazione genitori soggetti autistici solidali (AGSAS).
Firmatario: Marrocco Livio
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 1147 - Misure per fronteggiare l'emergenza frane nel Comune di
Castell'Umberto, frazione Sfaranda (ME).
Firmatario: Ardizzone Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
«Istituzione della Fondazione Norman Zarcone'» (n. 636)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Aricò,
Marrocco, Currenti e Gentile, in data 12 novembre 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla competente Commissione legislativa Bilancio' (II):
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013
(n. 630)
di iniziativa governativa
inviato in data 12 novembre 2010
parere I, III, IV, V, VI, Unione Europea
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011. Legge
di stabilità regionale (n. 631)
di iniziativa governativa
inviato in data 12 novembre 2010
parere I, III, IV, V, VI, Unione Europea.
Comunicazione di decisione assunta dalla Presidenza dell'ARS sul
disegno di legge n. 631
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza, alla luce di
un'attenta valutazione degli articoli del testo del disegno di
legge numero 631 Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale , ai sensi dell'articolo
73 ter, comma 2 del Regolamento interno, ha individuato le seguenti
norme da stralciare:
- articolo 4 Conclusione del procedimento amministrativo ;
- articolo 5 Digitalizzazione della pubblica amministrazione
regionale ;
- articolo 6 Conferenza di servizi ;
- articolo 7 Segnalazione certificata di inizio attività -
SCIA ;
- articolo 26 Soppressione di enti regionali ;
- articolo 32 Riordino del sistema della formazione
professionale ;
- articolo 34 Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive ;
- articolo 35 Trasformazione degli Istituti autonomi case
popolari ;
- articolo 38, Riduzione e flessibilità degli stanziamenti di
bilancio, limitatamente ai commi 3 e 4;
- articolo 44 Principi di riordino delle società partecipate
dalla Regione .
Si fa presente che l'articolo 43 Sostegno per il ricovero di
minori ripete il testo dell'art. 5 del disegno di legge n. 594
già votato ed approvato nella seduta n. 204 del 3 novembre 2010 e
dunque è da considerare superato.
Per quanto riguarda l'articolo 38, comma 2, la Presidenza, ferme
restando le variazioni introdotte sui capitoli indicati nell'elenco
n. 1 ed i conseguenti effetti sui saldi della manovra complessiva,
ritiene che sotto il profilo sistematico e procedurale tali
variazioni vadano correttamente riportate e svolte nell'ambito
dell'esame del bilancio a legislazione vigente, con l'eccezione
delle eventuali variazioni su capitoli la cui quantificazione è
demandata alla legge finanziaria. Pertanto le Commissioni,
nell'esaminare i documenti finanziari, terranno conto della nuova
sistematica degli stessi che consegue a tale decisione.
Con riferimento, infine, all'articolo 42 la Presidenza, senza
esprimere alcuna valutazione di merito, invita le commissioni ad un
esame particolarmente approfondito della norma nei suoi diversi
aspetti.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che il seguente parere è stato reso dalla
competente Commissione Affari Istituzionali' (I):
Commissione provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Ragusa. Designazione
componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo 7 della
legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le norme
regionali: archi. Angelo Schembri, vicepresidente (117/I).
- reso in data 9 novembre 2010
- inviato in data 11 novembre 2010.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che, con ordinanza del Tribunale
amministrativo regionale della Sicilia - sezione staccata di
Catania - sezione prima, del 2 novembre 2010, è stata dichiarata
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale degli articoli 1-quater, 14 bis, comma
13, lettera c), comma 3, lettera d), 16 bis, comma 7, lettera a),
17 ter, comma 4, lettere b) e c) della legge n. 29 del 1951; che è
stata disposta la sospensione del presente giudizio e che è stata
ordinata l'immediata trasmissione degli atti alla Corte
costituzionale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DI BENEDETTO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'Azienda siciliana trasporti (AST) s.p.a., che opera anche in
provincia di Trapani, nell'anno 2009 ha aumentato i ricavi del 17
per cento, grazie all'aumento di abbonamenti e al rilancio
dell'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani - Birgi;
il numero degli autisti ad oggi in servizio è di 45
(quarantacinque) unità che non riescono a supportare il carico di
lavoro;
considerato che:
il programma di esercizio della passata stagione era così
composto: 45 turni feriali e 5 turni festivi;
a fronte dell'orario previsto dal contratto nazionale collettivo
di lavoro del personale viaggiante, i dipendenti AST hanno sfiorato
in alcuni casi le 16 ore;
ad oggi, la direzione generale di Palermo non ha comunicato il
programma di esercizio invernale;
tenuto conto che la sede di Trapani non sarà più nelle condizioni
tecniche di garantire il trasporto di tutta l'utenza, per la
mancanza di operatori di servizio ed anche a causa del parco
automezzi, soggetto a frequenti guasti tecnici;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
fine di porre rimedio a questa grave situazione, considerato che, a
Trapani, l'azienda assume un ruolo importante per lo sviluppo
economico dell'intera provincia;
se si sia tenuto in considerazione che la Comunità europea ha
previsto una serie di corsi di qualificazione per il personale,
indirizzati ad aumentare la professionalità degli operatori del
servizio (corsi C Q C)». (1485)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che l'Assessorato delle risorse
agricole e alimentari della Regione siciliana ha emanato, in data
22 febbraio 2010, un bando per il ritiro straordinario di arance,
da destinare, previa trasformazione in succhi, ad aiuti umanitari;
premesso inoltre che il suddetto bando prevedeva il pagamento del
prodotto, conferito dai produttori ai centri di raccolta
individuati, al prezzo unitario di 0,21 euro al chilogrammo;
premesso ancora che da diversi giorni, sui principali quotidiani
dell'Isola, esponenti politici e funzionari regionali si sono
affannati a spiegare che il bando realizzato per il ritiro degli
agrumi siciliani dal mercato la scorsa primavera è stato salutare
per il comparto e che i succhi prodotti verranno regolarmente
distribuiti agli indigenti sotto forma di aiuti alimentari;
verificato che, in ordine alle notizie circolate negli ultimi
giorni intorno al ritiro straordinario di arance (50 mila
tonnellate) da destinare alla trasformazione in succhi per aiuti
umanitari, ritiro deciso dalla Regione siciliana attraverso un
bando emesso nel mese di febbraio 2010, e ad interrogazioni
parlamentari in cui si chiede se Agea si sia accollata il pagamento
ed abbia quindi autorizzato il bando, l'Agenzia per le erogazioni
in agricoltura ha precisato di non avere alcuna competenza in
merito e, di conseguenza, di non aver autorizzato nulla, come ha
già da tempo chiarito il presidente di Agea, professore Dario
Fruscio, con il comunicato del 4 novembre 2010, con il quale
precisava che: (...) 'Agea non ha adottato, sulla vicenda, alcun
atto amministrativo, essendosi limitata esclusivamente ad
indirizzare l'Assessorato delle Risorse agricole e alimentari della
Regione siciliana verso gli unici soggetti conosciuti in grado di
utilizzare il prodotto messo a disposizione gratuitamente per aiuti
umanitari e, cioè, la Direzione generale per la Cooperazione e lo
Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e la Fondazione Banco
Alimentare. I successivi atti ed azioni eventualmente posti in
essere dalla Regione Siciliana non sono a conoscenza di questa
Agenzia';
ritenuto che nessuno si preoccupa dei poveri agrumicoltori che
hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi per raccogliere il prodotto
e trasportarlo ai centri di raccolta e che avrebbero dovuto
incassare 0,21 euro/Kg e che oggi non si comprende più da parte di
chi dovrebbero essere effettuati i pagamenti, considerato quanto
dichiarato dal presidente dell'AGEA;
verificato che sono in attesa del pagamento ben 3980 aziende cosi
ripartite:
province n. aziende
agricole
Agrigento 237
Caltanissetta
1
Catania 2560
Enna
336
Messina
88
Palermo
3
Ragusa
50
Siracusa
704
Trapani
1
per sapere, alla luce 'dell'ingarbugliamento' della vicenda e del
gran pasticcio creato dal Governo regionale, chi risarcirà gli
agrumicoltori siciliani per i conferimenti effettuati da ben 3.980
aziende che, dopo aver effettuato spese aggiuntive per la raccolta
ed il trasferimento del prodotto ai centri, rischiano di non
'vedere' nemmeno un euro». (1487)
MANCUSO - CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che a Ramacca, in provincia di Catania, a seguito della
dismissione dell'ospedale cittadino, denominato 'Presidio Parroco
Scuderi', è stato istituito il punto territoriale di emergenza;
considerato che, essendo stati effettuati dei lavori di
ristrutturazione nel detto presidio ospedaliero, sito in via Ugo
Foscolo, il nuovo PTE, assieme alla guardia medica e alla
postazione del 118 venivano provvisoriamente trasferiti in altra
struttura, di proprietà dell'ASP, e precisamente presso i locali
utilizzati quali deposito, siti nella via Giacomo Leopardi;
atteso che, malgrado da diversi mesi i lavori di adeguamento
siano stati completati e l'opera sia stata consegnata all'azienda
provinciale sanitaria di Catania, la struttura sanitaria ramacchese
rimane ancora ubicata presso i locali di via Giacomo Leopardi,
certamente angusti, assolutamente inadeguati e totalmente fuori
norma, sia sotto un profilo igienico-sanitario che, persino, sotto
quello della sicurezza statica;
preso atto che ormai sono numerosissime le lamentele e le
proteste dei cittadini-utenti, ma anche i disagi patiti dai medici
e dagli operatori sanitari che operano nella struttura di via
Leopardi;
considerato ancora che il sottoscritto interrogante, primo
firmatario, effettuando qualche giorno addietro un sopralluogo per
rendersi personalmente conto dello stato di degrado lamentato, ha
potuto constatare il disagio e le grosse difficoltà in cui il
personale sanitario è costretto ad operare: un vero e proprio
garage-deposito privo di qualunque norma di sicurezza e soprattutto
con dei rischi statici per la struttura, ammalorata a causa
dell'incuria in cui è stata lasciata;
tenuto conto che, sebbene i locali di via Ugo Foscolo siano stati
consegnati all'ASP di Catania e siano adeguati e perfettamente
fruibili, non vengono utilizzati dalla stessa ASP per allocare
servizi primari, come quelli sopra enunciati, i quali necessitano
di contesti assolutamente idonei sia sotto un profilo igienico-
sanitario che sotto quello strutturale;
per sapere:
quali siano i reali motivi che, a distanza di quattro mesi dalla
conclusione dei lavori e, dunque, dalla consegna della struttura di
via Ugo Foscolo - ex presidio Parroco Scuderi - all'ASP di Catania,
impediscano di fatto di utilizzare i locali per collocare servizi
sanitari fondamentali per il territorio di Ramacca e non solo,
quali il punto territoriale di emergenza, la guardia medica e la
postazione del 118;
quali siano le iniziative che l'ASP 3 di Catania abbia posto in
essere per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono il
trasferimento nei detti locali;
se siano a conoscenza di quanto lamentato e quali siano gli
interventi, anche sostitutivi, che eventualmente intendano porre in
essere per evitare che a Ramacca si consenta di mantenere i
succitati servizi sanitari in un contesto di assoluta irregolarità,
permettendo, dall'altro lato, che una nuova struttura sia lasciata
all'incuria dell'abbandono». (1489)
FALCONE-LIMOLI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in alcuni comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti si
registrano disagi circa la regolarità nell'apertura degli sportelli
postali;
specificamente nel comune di Campofiorito (PA) l'ufficio postale
rimane aperto solamente nei giorni di martedì, giovedì e sabato;
alla luce di questa decisione assunta dalle Poste Italiane
s.p.a., in alcuni casi si sono verificati anche problemi di ordine
pubblico;
rilevato che gli uffici delle Poste Italiane svolgono un servizio
di interesse pubblico e in tal senso occorre garantire la
continuità dei servizi erogati;
per sapere se non ritenga opportuno porre in essere ogni idonea
iniziativa presso le Poste Italiane al fine di consentire
l'apertura giornaliera e costante degli uffici postali nei piccoli
comuni». (1490)
APPRENDI
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'Europa, per promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti, si
è data una politica nota anche come 'politica delle 5 R' (Raccolta,
Riciclo, Riuso, Riduzione, Recupero);
la gestione integrata è stata introdotta in Italia nel 1997 con
il decreto legislativo n. 22, allo scopo di valorizzare le risorse
contenute nei rifiuti con l'obiettivo di superare il ricorso alla
discarica;
l'obiettivo di legge previsto nel d.lgs. 152/2006 della raccolta
differenziata è pari ad almeno il 65 per cento dei rifiuti prodotti
al 2012;
considerato che:
l'Unione europea, con la direttiva 99/31/CE, relativa alle
discariche di rifiuti, ha stabilito che l'utilizzo delle discariche
per i rifiuti indifferenziati deve essere assolutamente evitato e
che nelle discariche possono finire solo materiali non riciclabili
e a basso contenuto di carbonio organico, stabilendo così la
centralità del recupero della materia, il riciclo e il compostaggio
per la gestione dei rifiuti;
il d.lgs. 36/2003, di attuazione della direttiva 99/31/CE,
all'art. 5 (Obiettivi di riduzione del conferimento di rifiuti in
discarica), stabilisce che entro cinque anni dalla sua data di
entrata in vigore, ogni Regione 'elabora ed approva un apposito
programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare
in discarica ad integrazione del piano regionale';
i rifiuti urbani biodegradabili non devono superare i 173 kg/anno
per abitante, attraverso il trattamento dei rifiuti, il
riciclaggio, il trattamento aerobico o anaerobico, il recupero di
materiali o energia, secondo il decreto legislativo, in base
all'art. 199, 3, lettera a), del d.lgs. 152/2006, in modo da
'assicurare la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi
all'interno degli Ambiti territoriali ottimali' e nel rispetto del
principio di prossimità e autosufficienza, già posto dall'art. 5,
v. 3, del d.lgs. n. 22/97, ribadito dall'articolo 182, c. 3, nonché
dall'art. 201, del d. lgs. 152/2006, che stabilisce che la
realizzazione o comunque l'ampliamento di una discarica deve
corrispondere alle esigenze dell'ambito territoriale ottimale sul
quale è collocata;
il d.lgs. 36/2003, in merito ai criteri di classificazione,
costruzione e gestione delle discariche, prevede che i gestori
effettuino un'ulteriore selezione all'ingresso, accettando solo i
rifiuti definiti 'compatibili' con la specifica tipologia di
discarica. La legge indica le condizioni per il rilascio
dell'autorizzazione delle discariche; l'iter per la costruzione e
l'esercizio dei nuovi impianti, i requisiti richiesti per
l'autorizzazione e la presentazione di specifici 'piani' che
prevedano tutte le azioni da adottare per la corretta gestione
della discarica; le indicazioni sulla gestione operativa e post
operativa e sulle garanzie finanziarie necessarie per la gestione
stessa;
sul piano della strategia della riduzione dell'impatto dei
rifiuti, gli obiettivi previsti dal d. lgs. n. 36/2003 si basano
sulla riduzione progressiva dei rifiuti biodegradabili da conferire
in discarica e si stabilisce che ogni Regione deve provvedere
all'integrazione del piano regionale di gestione con un apposito
programma, finalizzato a raggiungere a livello di ambiti
territoriali ottimali gli obiettivi di riduzione dei rifiuti;
tenuto conto che:
la l.r. n. 9 dell'8 aprile 2010 recante 'Gestione integrata dei
rifiuti e bonifica dei siti inquinati', sottolinea in diverse parti
quanto previsto dal d.lgs. 152/2006; in particolare, all'articolo 1
(Oggetto e finalità), al comma 1, lettera g: 'ridurre la
movimentazione dei rifiuti attraverso l'ottimizzazione dello
smaltimento in impianti prossimi al luogo di produzione', e alla
lettera 'h', di 'favorire la riduzione dello smaltimento in
discarica', e ancora, al comma 2, dispone che: 'La Regione assicura
lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso
l'autosufficienza degli ambiti territoriali ottimali (A.T.O.) di
cui all'articolo 200 del d.lgs. 152/2006';
il d.lgs. n. 152/2006, al fine di incrementare qualsiasi forma di
recupero e riciclaggio e di ridurre drasticamente la quota di
rifiuti urbani da smaltire 'tal quali', all'art. 205, fissa
obiettivi puntuali minimi di raccolta differenziata dei rifiuti da
raggiungere in ogni ambito territoriale ottimale pari al 65% entro
il 31 dicembre 2012, e che il rispetto degli obiettivi di legge
obbliga i singoli ambiti territoriali ottimali a commisurate il
decremento del conferimento dei rifiuti in discarica in relazione
agli obiettivi, oltre che alle operazioni di trattamento stabilite
dal d.lgs. 36/2003;
il d.lgs. 36/2003 stabilisce i requisiti tecnici e operativi che
devono essere rispettati in fase di realizzazione e ubicazione
delle discariche, al fine di prevenire i rischi ambientali e per la
salute umana connessi;
il progetto per la realizzazione di una discarica deve prevedere
il piano di ripristino ambientale dopo la chiusura della stessa,
che viene asseverata dal piano finanziario con un orizzonte
temporale minimo di 30 anni; in particolare, è imposto l'obbligo a
tutti gli operatori, pubblici e privati, di fornire una garanzia
finanziaria che copra i costi di controllo e mantenimento della
discarica per almeno 30 anni dopo la chiusura, per evitare il
rischio di abbandono del sito, e che tali garanzie finanziarie sono
parametrate alla capacità, al tipo di discarica e al costo di
manutenzione dopo la chiusura;
la valutazione dell'impatto ambientale di progetti pubblici e
privati si realizza in considerazione della loro natura, delle loro
dimensioni o della loro ubicazione e, all'occorrenza,
dell'interazione con altri progetti e attività, e che tale
disposizione si applica anche per gli insediamenti realizzati in
più fasi, calcolando l'effetto cumulativo delle varie sorgenti
inquinanti il cui impatto ambientale deve essere valutato
complessivamente;
la direttiva 85/337/CEE (modificata dalla successiva direttiva
97/11/CEE), prevede i criteri - relativi anche agli interventi di
modifica d'impianti già esistenti - che impongono di tenere conto,
ai fini della sottoposizione a screening, della situazione di base
in cui il nuovo intervento dovrà inserirsi e, in particolare, 'del
cumulo con altri progetti' che devono essere valutati interazione
con gli insediamenti preesistenti;
per sapere:
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4 con D.R.S. n. 1362 del 23.12.2009, con la quale è
stata autorizzata la ditta Catanzaro costruzioni s.r.l. a
realizzare una vasca di discarica denominata V4 con una capacità di
abbancamento pari a 2.937.379 mc., in difformità a quanto stabilito
dall'art. 199, 3, lettera a), del d. lgs. 152/2006, che stabilisce
l'obbligo di assicurare la gestione dei rifiuti urbani non
pericolosi all'interno degli ambiti territoriali ottimali e in
considerazione che la discarica V4 ricade nel territorio dell'ATO
AG2, che è costituito da 19 comuni per una popolazione complessiva
di 196.923 abitanti, con una produzione complessiva di rifiuti pari
a circa 85.000 tonn./anno, che richiede un fabbisogno in
volumi/anno di circa 100.000 tonn., a cui bisognerebbe detrarre le
quantità previste dagli obiettivi della raccolta differenziata e
dalle operazioni di trattamento/vagliatura, che portano a stabilire
che la vasca denominata V4 non poteva in ogni caso superare le
600.000 tonnellate, in considerazione del limite massimo di 5 anni
di autorizzazione per l'attività di coltivazione delle discariche e
di 6 anni per le discariche certificate;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4, sebbene fosse ancora operativa la vasca di
discarica V3, anch'essa gestita nello stesso sito dalla Catanzaro
costruzioni, che dichiara nella relazione progettuale di una
capacità residua della vasca di discarica denominata V3 di 560.000
mc., che corrisponde grossomodo al fabbisogno dell'ATO AG2, senza
calcolare, anche in questo caso, gli obiettivi di raccolta
differenziata e le riduzioni prodotte dalle operazioni di
trattamento/vagliatura;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4 al di fuori delle previsioni del piano regionale,
in considerazione che l'art. 9, comma 1, lettera e) del d. lgs.
36/2003 stabilisce che per la realizzazione di nuove discariche sia
necessaria una specifica previsione del piano regionale;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4 senza esaminare l''opzione zero', in base a quanto
previsto dall'art. 14 bis, comma 3, legge n. 241/1990 e s.m.i., che
prevede 'la necessaria ponderazione delle principali alternative ai
fini della valutazione di impatto ambientale', che costituisce
parte integrante della procedura di VIA, e che esamina le
principali alternative, compresa l'alternativa zero, soprattutto in
presenza delle volumetrie disponibili nella vasca di discarica
denominata V3;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4 in assenza di uno studio di impatto ambientale
sull'effetto cumulo degli inquinanti provenienti dalle varie
sorgenti di impatto, in considerazione che la vasca V4 dovrebbe
essere realizzata accanto alle discariche V1 - V2 - V3;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4, in assenza della valutazione impiantistica per le
operazioni di pretrattamento, in relazione alle nuove capacità di
abbancamento e agli obiettivi previsti dal decreto legislativo
36/2003, di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata
ambientale per la vasca V4, nonostante il comune di Montallegro
avesse espresso parere contrario a causa del sovradimensionamento
della discarica e dei conseguenti effetti ambientali e sanitari,
per le conseguenze economiche per il proprio territorio e per
l'impatto veicolare, senza che nessuna controdeduzione sia stata
fatta dall'autorità che ha emesso il provvedimento, non rispettando
l'obbligo di motivare il rigetto del parere contrario del comune di
Montallegro; ciò è tanto più grave se si considera che il comune
rappresenta l'istituzione preposta alla tutela del territorio e
della salute dei cittadini, sia per l'ordinamento degli enti locali
e sia per la Costituzione italiana;
perché sia stata rilasciata autorizzazione integrata ambientale
per la vasca V4, nonostante che l'art. 9 d.lgs. 36/2003 stabilisca
che l'autorizzazione all'esercizio della discarica può essere
rilasciata solo dopo l'accettazione da parte della Regione delle
garanzie finanziarie, e che tale obbligo non è indicato nel decreto
autorizzativo e neppure è posto quale subordinata per validare
l'idoneità del soggetto richiedente, in quanto la fideiussione deve
precedere la verifica delle garanzie di cui all'art. 14 d.lgs.
36/2003, non potendo costituire una mera prescrizione successiva
all'approvazione del progetto, in virtù dell'adeguata reputazione
finanziaria del proponente e che le garanzie sono pare integrante
del piano di adeguamento, in quanto le garanzie hanno la funzione
di assicurare che le discariche, nel periodo di gestione operativa,
nella fase di chiusura e durante il periodo di gestione post
operativa, mantengano i requisiti minimi di sicurezza ambientale
previsti dalla legge;
se non ritengano di revocare in autotutela il D.R.S. n. 1362 del
23.12.2009 e di avviare urgentemente una indagine amministrativa
sul funzionamento degli uffici e sulle procedure seguite per il
rilascio delle A.I.A. e delle V.I.A.». (1491)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
l'articolo 4 della legge regionale n. 20/2008, così come
integrato dall'articolo 62 della legge regionale n. 6/2009, impone
il transito agli ATO idrici del personale, già dipendente al 2003,
dei consorzi idrici tra comuni;
la citata norma consente il comando di detto personale, una volta
transitato, presso il soggetto gestore del servizio idrico
integrato;
considerato che:
i dipendenti, circa 15 unità, di due consorzi idrici, e
specificatamente Veltano e tre Sorgenti, hanno ripetutamente
richiesto all'ATO l'applicazione della suddetta norma, con il
conseguente transito;
le organizzazioni sindacali hanno parimenti avanzato tale
richiesta;
l'ATO ha chiaramente manifestato la propria volontà di non voler
procedere all'osservanza del dettato normativo, e ciò ha alimentato
numerosi contenziosi giudiziari che vedranno l'autorità d'ambito
certamente soccombere;
tenuto conto che:
l'ATO utilizza e retribuisce, per far fronte alle proprie
esigenze, personale dipendente della provincia regionale di
Agrigento;
l'ATO percepisce quale canone di concessione dal soggetto gestore
la somma di euro 702.000,00 l'anno;
il dipartimento acque e rifiuti, in data 10 febbraio 2010 - prot.
n. 2588/51, ha richiesto all'ATO di Agrigento notizie sulla mancata
applicazione della legge regionale n. 20/2008;
l'ATO, con nota prot. 362 del 17 febbraio 2010, ha risposto al
dipartimento fornendo una serie di motivazioni palesemente
infondate e dilatorie;
comunque il dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti, per
fugare ogni dubbio circa l'applicabilità della norma, ha proposto
un quesito all'Ufficio legislativo e legale della Regione, nel
quale sono state integralmente riportate le ragioni vantate
dall'ATO, chiedendo se la norma in premessa potesse: 'trovare
applicazione sic et simpliciter o se debba procedersi alla
predisposizione di specifici provvedimenti di norme che chiariscano
i rapporti di dipendenza giuridica ed economica del personale
stesso';
in data 15 maggio 2010 l'Ufficio legislativo e legale della
Regione, con parere prot. n. 1435/70.10.11, ha risposto in modo
netto ed inequivocabile sostenendo che: 'La norma in quanto parte
dell'ordinamento regionale, andava subito applicata insieme con il
correttivo costituito dalla possibilità di comandare presso l'ente
gestore il personale operaio in esubero. Al trasferimento ivi
previsto dovrà perciò procedersi senza ulteriori indugi';
tale parere è stato notificato dal Dipartimento all'Autorità
d'ambito che, nonostante ciò, ha persistito nella propria inerzia;
rilevato che l'ATO di Agrigento, dopo anni dall'affidamento del
servizio, non ha ancora stabilito la tariffa SII, non ha approvato
il regolamento SII, non ha approvato la carta dei servizi, non ha
preso in carico il servizio di controllo degli scarichi fognari e
le relative autorizzazioni allo scarico previste dal d.lgs. 152/06
e non ha attuato il piano operativo territoriale previsto dal piano
d'ambito;
tenuto conto che col comando del personale operaio, previsto
dalla norma, presso il soggetto gestore, la spesa per il suddetto
personale sarebbe interamente a carico del soggetto privato,
sgravando così totalmente l'ATO idrico da ogni onere per tale
personale;
per sapere:
se, in considerazione della delicatezza della situazione e a
fronte delle gravi violazioni di legge, non ritengano di dover
provvedere con proprio commissario a garantire il rispetto della
legge e, in caso contrario, quali provvedimenti intendano adottare;
se non ritengano opportuno avviare una indagine ispettiva presso
l'ATO di Agrigento per individuare le vere ragioni delle
inottemperanze e verificare al contempo le funzionalità dello
stesso». (1492)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e ai
servizi di pubblica utilità, premesso che il comune di Catania, per
effetto del provvedimento di pianificazione dei flussi dei rifiuti,
emesso dalla provincia regionale di Catania, ai sensi dell'art.
197, comma 1, d.lgs. 152/2006, utilizza l'impianto di discarica
ubicato in contrada Grotte San Giorgio;
considerato che con DDG n. 457 del 13.07.2010 è stata approvata
la tariffa del nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, approvato con autorizzazione regionale giusta DRS n. 209
del 12.03.2009;
preso atto che la tariffa di conferimento è stata stabilita, per
tonnellata conferita, nella cifra di euro 76,20, alla quale va
aggiunta la voce relativa al pretrattamento di trito vagliatura di
euro 8,54, più IVA e tributo per legge, è sicuramente maggiore di
quella precedente che si fermava ad euro 53,46, oltre IVA e tributo
speciale;
atteso che il detto aumento comporta il maggiore esborso, nello
specifico, per il comune di Catania di circa 4.700.000,00 annui, ma
in generale l'aumento riguarda indistintamente tutti i Comuni
siciliani, il cui costo, in ultimo, rischia di gravare sui
cittadini;
tenuto conto che, malgrado la politica virtuosa posta in essere
dall'amministrazione per uscire dal 'buio finanziario', il comune
di Catania versa in una delicata condizione finanziaria, per cui
una spesa simile metterebbe a repentaglio il raggiunto equilibrio
dei conti col conseguente aumento della pressione tributaria sui
cittadini;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto esposto e se non ritengano
opportuno attivare tutte le necessarie iniziative tese non soltanto
a garantire una corretta pianificazione dello smaltimento dei
rifiuti solidi urbani, ma anche il contenimento dei costi di
gestione da parte dei titolari di impianti di discarica, atteso che
il tributo grava interamente sui cittadini;
in caso di intervento, quali siano le iniziative che saranno
poste in essere ed eventualmente quale coinvolgimento sarà
assicurato al comune di Catania e più in generale agli enti locali
siciliani». (1494)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
le trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale
dei lavoratori 'cooperative sociali' 2010-2012 si sono interrotte
lo scorso 5 ottobre a causa dell'atteggiamento di estrema rigidità
e chiusura delle centrali cooperative, che hanno ribadito la loro
proposta di aumento complessivo del 3 per cento per il triennio di
riferimento;
dopo 15 mesi di confronto e 14 incontri con le rappresentanze
delle cooperative sociali, FP - CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL e UIL
FPL, prendendo atto delle indisponibilità delle centrali delle
cooperative sociali ad avviare seriamente il confronto sul rinnovo
contrattuale, hanno deciso di interrompere il tavolo negoziale;
a fronte della disponibilità manifestata da parte delle sigle
sindacali confederali a ricercare e proporre nelle sedi
istituzionali locali e centrali soluzioni per le problematiche di
un settore che certamente risente delle oggettive difficoltà del
Paese, non è accettabile la posizione delle centrali cooperative,
che continuano a proporre un aumento di ben 38 euro lordi per la
cat. C1, costituente la categoria più numerosa di lavoratori, senza
mostrare la benché minima apertura;
non è possibile affrontare un rinnovo contrattuale con un'offerta
economica talmente minima da non garantire neanche la copertura del
recupero inflattivo, perché significherebbe mortificare la dignità,
la serietà, la professionalità di tutti gli operatori del settore
che quotidianamente prestano la loro opera per garantire servizi
essenziali ai cittadini;
atteso che:
le organizzazioni sindacali hanno scritto al Ministro del lavoro
e al Presidente della Conferenza Stato-Regioni onde richiedere
l'attivazione di un tavolo istituzionale per aprire un confronto
finalizzato alla soluzione delle diverse problematiche del settore,
certamente aggravate dalle riduzioni dei trasferimenti di risorse
alle Regioni e agli enti locali, che potrebbero produrre tagli dei
servizi ai cittadini con ricadute sui livelli occupazionali;
la Regione siciliana, tra l'altro, nel settore delle politiche
sociali e socio-assistenziali risulta essere deficitaria,
considerati i notevoli ritardi accumulati dai distretti socio-
sanitari nell'affidamento dei servizi a valere dei vari piani di
zona redatti ai sensi della legge 328/2000;
per sapere se non ritengano opportuno:
intervenire in seno alla Conferenza Stato-Regioni allo scopo di
sostenere la costituzione di un tavolo tecnico, così come richiesto
dalle organizzazioni sindacali al Presidente, dottore Vasco Errani;
insediare presso l'Assessorato regionale Famiglia, politiche
sociali e lavoro un tavolo tecnico regionale a cui prendano parte
le organizzazioni sindacali di settore, le centrali delle
cooperative e i coordinatori dei gruppi-piano dei distretti socio-
sanitari al fine di monitorare la spesa sociale, verificare la
corretta applicazione dei CCNL di settore vigenti in tutti i
servizi affidati da tali amministrazioni distrettuali utilizzando i
fondi ex legge 328/2000, individuare e intraprendere le opportune e
adeguate iniziative a sostegno di tale categoria di lavoratori, che
versa in una difficile situazione a causa della crisi economica e
del precariato diffuso». (1495)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che, nei giorni scorsi, il segretario provinciale CGIL
medici, allo scopo di attrarre l'attenzione sui delicati problemi
che interessano il servizio sanitario regionale in un momento di
delicata trasformazione, ha rilasciato un'intervista al mensile
'Cult' in cui denunciava una serie di disfunzioni organizzative a
carico dell'azienda Villa Sofia-Cervello;
osservato che l'occasione per tale denuncia è stata offerta da un
grave episodio verificatosi durante il turno di guardia dello
stesso segretario provinciale, dottor Ingrillì, il cui impegno a
difesa del sistema sanitario pubblico e la cui azione di contrasto
alle infiltrazioni criminali è abbondantemente conosciuta e
documentata;
rilevato che per la denuncia in questione risulta inviata dalla
direzione strategica aziendale al dottor Ingrillì un nota in cui lo
s'invitava perentoriamente a giustificare i contenuti
dell'intervista;
ricordato che tra le prerogative costituzionalmente tutelate dei
dirigenti sindacali vi è l'esercizio della critica, ancorché dura,
che fuoriesce dall'ambito di subordinazione con il datore di
lavoro;
per sapere:
se l'azienda, che prontamente ha richiesto deduzioni sul caso,
abbia invece approntato le mappe del rischio ospedaliero, che
devono prevenire o devono trarre insegnamento da questi episodi;
quali iniziative l'Amministrazione regionale intenda adottare per
garantire l'esercizio dell'attività sindacale di fronte ad
atteggiamenti di non troppo velata minaccia con cui si vorrebbe
impedire la denuncia delle disfunzioni, e quali provvedimenti abbia
in itinere per esercitare la propria funzione di verifica e
controllo del servizio sanitario». (1496)
APPRENDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Comunico che é stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
in questa sede si è portavoce delle reali e concrete
preoccupazioni che provengono dagli operatori dipendenti dei centri
di riabilitazione medico psico-pedagogico riguardanti il regolare e
puntuale pagamento delle retribuzioni e dei tanti soggetti pazienti
che vi si affidano, preoccupati della continuità delle necessarie
prestazioni;
tale preoccupazione trae origine dal lamentato mancato pagamento,
da parte delle competenti ASP, agli istituti che svolgono attività
di riabilitazione, delle quote previste dalla normativa di settore
che mina, quindi, la stessa stabilità economica degli enti,
ripercuotendosi, necessariamente, sugli operatori del settore;
da notizie apprese è stato evidenziato che le ASP sarebbero in
forte ritardo con il pagamento delle prestazioni agli istituti in
parola. Ciò, come detto, rischia di comportare uno stato di crisi
diffusa che, costringendo le strutture all'indebitamento per non
interrompere l'erogazione del servizio, allunga, oltremodo, i
termini del regolare pagamento degli stipendi agli operatori
coinvolti, generando uno stato di legittima agitazione e
l'insorgere di preoccupanti disservizi che deriverebbero dai
minacciati scioperi del personale e, quindi, l'inevitabile
sospensione dell'assistenza resa, con gravi ripercussioni
sull'utente/paziente;
rifacendosi alla normativa di settore e, principalmente, art. 22
della l.r. 68/81, art. 15 l.r. 16/86 e art. 76 l.r. 6/97, che
prevede, appunto, per consentire il regolare funzionamento delle
strutture sopradette, l'autorizzazione alle aziende sanitarie ad
erogare, a titolo di anticipazione, 1'85 per cento dell'importo
della contabilità del trimestre precedente riscontrato ed ammesso a
pagamento, appare difficile concepire come le strutture stesse
possano trovarsi in tali condizioni;
il puntuale pagamento risulta, poi, consacrato dall'articolo 7
dello schema di convenzione-tipo in atto esistente che regola i
rapporti tra l'Assessorato Salute e le singole strutture
riabilitative, obbligatorietà che viene riproposta nel nuovo schema
tipo di convenzione tra le ASP e le strutture riabilitative ex art.
26 1. 833/78 ( circolare 2 marzo 2010 n. 1266). Tale fatto (cioè,
il pagamento puntuale) costituisce, quindi, imprescindibile
condizione per poter assicurare alle strutture il regolare
funzionamento che si riverbera, poi, sull'utente finale (paziente)
soggetto socialmente svantaggiato;
essendo questi i dati ed individuata, poi, la spesa storica del
settore e la possibilità di iscrizione a bilancio delle relative
poste per una assistenza obbligatoria, appare inverosimile
l'insorgere di una indisponibilità di fondi;
nel premettere, poi che a tutte le strutture convenzionate va
riconosciuta la detta anticipazione, onde sgombrare il campo da
facili equivoci ed incomprensioni, per sapere:
le motivazioni per le quali le ASP versino in condizione di
ritardo nella erogazione, rispetto alla tempistica prevista, alle
strutture convenzionate di quanto viene stabilito dalla normativa
per il regolare funzionamento del servizio;
se l'eventuale carenza dei fondi sia dovuta ad una non corretta
previsione della spesa da parte della direzione delle stesse ASP;
il grado di erogazione di tale spesa e i criteri utilizzati per
la ripartizione della stessa tra le strutture convenzionate ed
eventualmente, in caso di esistenza di strutture che non hanno
ricevuto il pagamento o lo hanno ricevuto soltanto pro quota,
esplicitarne le motivazioni». (1493)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FORZESE-RAGUSA-PARLAVECCHIO-ARDIZZONE-LENTINI
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
DI BENEDETTO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
per il secondo anno consecutivo la produzione agricola dell'uva
da tavola nelle province di Catania e Ragusa (in particolare
gravemente colpita da tale fenomeno è la produzione nel comune di
Mazzarrone) ha subìto perdite ingenti a causa del c.d. 'cracking',
fenomeno patologico che causa la lacerazione dell'esocarpo
dell'acino producendo, oltre ad un danno estetico al frutto,
l'insorgere di muffe;
tale fenomeno sta generando conseguenze negative rilevanti non
solo economiche ma anche occupazionali, poiché la limitata
produzione agricola comporta una riduzione delle giornate agricole
dei braccianti;
rilevato che:
allo stato non sussiste né uno studio accademico e di settore
rispetto a tale fenomeno patologico, né una normativa regionale
specifica e di settore;
i danni economici ad un comparto già in crisi sarebbero
certamente maggiori se non si procede con assoluta celerità alla
soluzione del fenomeno patologico in oggetto;
per sapere:
quali misure economiche di sostegno alla produzione intendano
adottare affinché i produttori agricoli possano limitare le ingenti
perdite in atto;
se l'Assessore al ramo abbia intenzione di istituire una sede
tecnica di concertazione che, insieme alle associazioni di
categoria e le facoltà di agraria delle università siciliane, possa
provvedere alla soluzione del c.d. cracking;
quali misure economiche di sostegno all'occupazione dei
braccianti agricoli della zona intendano adottare». (1486)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la Sicilia è già pesantemente penalizzata dalle carenze
infrastrutturali;
la rete viaria ed autostradale, incompleta ed obsoleta, a mala
pena riesce a contenere un già consistente trasporto su gomma;
i drastici tagli di treni, annunciati da Trenitalia, in aggiunta
alle consistenti riduzioni già operate nell'ultimo quinquennio,
certamente provocheranno un ulteriore aggravamento del traffico
stradale ed autostradale;
considerato che:
Trenitalia ha già ridotto, a partire dal 2005, i treni a lunga
percorrenza da 65 a 24, i posti passeggero da 9000 a 4044, il
personale sui treni da 414 a 216 unità, il personale di
manutenzione da 257 a 151 unità e i traghetti da 6 a 2;
le ulteriori riduzioni annunciate porteranno i treni a lunga
percorrenza a 14, i traghetti a 2, i posti passeggero a 2760, e
conseguentemente sarà ridotto il personale viaggiante e quello
addetto alla manutenzione di una percentuale, non ancora
quantificata, ma che già ha messo in allarme i sindacati di
categoria;
tenuto conto che le ripercussioni in termini di carenza di
servizi, di riduzione di personale e di conseguente aumento di
traffico veicolare su gomma accresceranno le problematiche della
mobilità e della logistica dei trasporti e allungheranno
notevolmente i tempi di traghettamento per quei veicoli in andata e
in ritorno dal Continente;
per sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire presso
Trenitalia affinché vengano intraprese tutte le iniziative utili e
necessarie per scongiurare un ulteriore e fortemente penalizzante
taglio dei treni in Sicilia, al fine di non aggravare la già
disagiata esigenza di mobilità dei cittadini e non appesantire la
viabilità stradale e autostradale». (1488)
POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 223 «Individuazione delle responsabilità e provvedimenti
conseguenti a seguito della condanna della Regione al risarcimento
danni in favore di un'azienda con sede a Modica (RG)», degli
onorevoli Ragusa Orazio; Ardizzone Giovanni; Forzese Marco; Lentini
Salvatore, presentata il 9 novembre 2010. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Consiglio di giustizia amministrativa (C.G.A.) ha condannato
la Regione siciliana a pagare un risarcimento, che ammonta a 20
milioni di euro, ad un'azienda di Modica, in provincia di Ragusa,
che tre anni fa aveva chiesto un nullaosta per costruire un
impianto di produzione d'energia;
l'ok della Regione è arrivato con ben tre anni di ritardo e la
società proponente ha perso i finanziamenti dell'Unione Europea;
adesso, dopo la sentenza del C.G.A., la società potrà andare
avanti con il progetto che, questa volta, sarà a carico della
Regione e non dell'Unione Europea;
tenuto conto che ci si trova di fronte ad una burocrazia
opprimente che frena lo sviluppo e danneggia la Sicilia,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi, nel più breve tempo possibile, per individuare i
funzionari responsabili e provvedere all'applicazione di sanzioni
esemplari». (223)
RAGUSA-ARDIZZONE-FORZESE-LENTINI
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazione del termine assegnato per l'esame dei documenti
finanziari
PRESIDENTE. Informo che, con riferimento al programma-calendario
dei lavori per la sessione di bilancio, comunicato nella seduta
d'Aula n. 204 del 3 novembre 2010, il termine assegnato alle
Commissioni di merito per concludere l'esame dei documenti
finanziari per le parti di rispettiva competenza, ai sensi
dell'articolo 73 ter Regolamento interno ARS, è da intendersi
fissato per sabato 27 novembre 2010 invece che per martedì 7
dicembre 2010.
Così rimane stabilito.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1471
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione n. 1471 Ispezione per
verificare la gestione del servizio idrico integrato nel comune di
Trapani', dell'onorevole Ruggirello, annunziata nella seduta n. 204
del 3 novembre 2010, è da intendersi presentata con richiesta di
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 415 e 416
Comunico che, a seguito di coordinamento finale del testo, il
titolo dell'ordine del giorno n. 416 dell'onorevole Lentini,
accettato come raccomandazione nella seduta d'Assemblea n. 204 del
3 novembre 2010, è il seguente Iniziative per la realizzazione del
progetto Futuro semplice', promosso dal CIAPI di Palermo .
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Con riferimento all'ordine del giorno n. 415,
trattato nella seduta n. 204 del 3 novembre 2010, preciso che, a
seguito di approfondito riscontro del competente Servizio dei
Resoconti, lo stesso atto di indirizzo politico deve intendersi
accettato dal Governo come raccomandazione, con precisazioni.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione dell'inizio dell'esame dei documenti finanziari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che, come da
comunicazione già letta, poiché i documenti finanziari sono stati
trasmessi già alle Commissioni, l'esame degli stessi potrà iniziare
già a far data da domani, rispettando così il calendario-programma
stabilito.
Rinvio della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2011/2013
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda il II punto
dell'ordine del giorno: Discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2011/2013, informo che la
Commissione Bilancio ha esitato favorevolmente il DPEF.
Tuttavia, poiché da alcuni componenti la Commissione sono stati
richiesti al Governo degli atti ad integrazione di quanto già in
possesso della Commissione stessa e il Governo si è impegnato a
fornirli a quest'Aula, sentiti i presidenti dei gruppi
parlamentari, comunico che la trattazione del DPEF si svolgerà a
partire da domani.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
intervenire per un fatto grave che si verifica nella nostra
Regione, e precisamente nel comune di Castrofilippo, in provincia
di Agrigento. In tale comune è stata svolta un'indagine da parte
delle forze di polizia che hanno trovato una stretta connessione
tra politica, mafia e affari.
L'indagine ha portato all'arresto del sindaco di Castrofilippo,
che è tuttora in carcere; a seguito di ciò, il consiglio comunale
si è dimesso per intero e dal carcere venti giorni fa si è dimesso
il sindaco.
Al comune di Castrofilippo lo Stato si è attivato, la Prefettura
ha inviato la Commissione prefettizia per la visione degli atti e
per verificare l'eventuale infiltrazione mafiosa all'interno del
Comune per poi valutare se procedere allo scioglimento del Comune e
al commissariamento per infiltrazione mafiosa. Intanto al comune di
Castrofilippo non c'è alcuna amministrazione; i cittadini, che
dovrebbero essere soddisfatti per l'azione della polizia che ha
portato e sta portando a fare pulizia in quel comune, vedono in
questa situazione le ricadute negative.
Si rischia che un fatto positivo venga letto come una iattura per
i cittadini: non ci sono i rinnovi per gli LSU, non si possono fare
le delibere contingibili e urgenti, non c'è un interlocutore per
diversi problemi del comune, per gli studenti.
Bene, la responsabilità di tutto questo è del Governo Lombardo
Lasciatemi dire che la responsabilità, in prima persona, è del
governatore Lombardo Da giorni, ormai, alla Presidenza vi sono le
richieste per la nomina di un commissario regionale, nelle more
della nomina della Commissione prefettizia.
Alla Presidenza non importa niente di nominare un commissario dopo
quaranta giorni dallo scioglimento del consiglio comunale e dopo
ben venti giorni dalle dimissioni del sindaco.
Questa è una situazione assolutamente insopportabile
L'Assessore per la funzione pubblica ha trasmesso ripetutamente
alla Presidenza le richieste di nomina di un commissario, ma sono
ancora lì giacenti ed é impossibile comunicare con la Presidenza
per sollecitare tale nomina. Nel mentre, i cittadini di
Castrofilippo continuano ad essere senza governo ma, di più, ci
sono funzionari esterni al comune, nominati dal sindaco ora in
carcere, i quali continuano a svolgere il loro compito senza alcun
indirizzo politico.
Io ho provato a sollecitare diverse volte. Credo che rimanga solo
l'arma della denuncia in Aula, a questo Parlamento, del dovere di
prendere atto di quanto stiano a cuore le sorti della Regione, dei
comuni siciliani al Governo regionale che dovrebbe tutelarli
rispetto al fenomeno mafioso.
Ma questo non avviene.
PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto, visto che il Governo non è
presente in Aula, la Presidenza si fa carico di segnalare
immediatamente, rispetto al suo intervento, il caso del comune di
Castrofilippo.
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a
quanto ha detto l'onorevole Di Benedetto, ma mi permetto di
segnalare altresì un'altra vicenda che riguarda la provincia di
Catania e, nello specifico, il comune di Palagonia, dove c'è stata
una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Nonostante siano
trascorsi circa venti giorni, ancora non arriva il commissario di
nomina dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica.
Pertanto, l'invito che rivolgo è che l'assessore Chinnici prenda
coscienza e conoscenza di questi fatti e provveda a nominare i
commissari regionali perché siano ristabilite le funzioni del caso
nei vari comuni testé indicati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che in questi casi si
interviene per segnalare situazioni particolarmente eclatanti, per
le quali non è previsto alcun dibattito. Lo preciso per tutti.
BENINATI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, non so se quanto dirò sia eclatante.
Ricordo a me stesso, devo fare una piccola premessa, che nel mese
di settembre-ottobre del 2009, in quei pochi mesi in cui ho fatto
l'assessore per i lavori pubblici, una delle prime cose che mi
apprestai a fare fu il rinnovo dei presidenti degli UREGA.
Ritengo che stiamo parlando di un argomento importante: tutte le
gare di appalti, praticamente tutta l'attivazione della spesa, per
buona parte, dei fondi comunitari.
Ebbene, nel giro di un mese e mezzo, il sottoscritto ha provveduto
alla designazione e alla nomina di sei presidenti, gli altri tre
non furono nominati e furono fatti degli interim per alcuni in
quanto, essendo ancora in fase di discussione il disegno di legge
di riforma dell'Amministrazione, non si sapeva se gli UREGA
sarebbero diventati sei o sarebbero rimasti nove.
Pertanto, si nominarono solo sei presidenti.
Signor Presidente, io mi rivolgo a lei e all'Aula - non molto
piena, per la verità - perché da più di un anno e quattro mesi la
celerità con cui opera il Presidente della Regione è peggio di
quella di una tartaruga perché la tartaruga, bene o male, cammina,
lui va indietro
Ciò rappresenta un fatto gravissimo. Lo dico con una battuta, ma
la questione è molto seria.
Ad oggi non solo non sono stati ancora nominati i presidenti di
Ragusa e Siracusa, ma addirittura il presidente ad interim di
Ragusa, da circa sei mesi, ha chiesto di essere sostituito in
quanto per motivi personali non poteva più svolgere quel ruolo a
Ragusa e, ad interim, a Siracusa.
Signor Presidente, è grave che non si riesca a fare due nomine di
presidenti di UREGA.
E dico di più, lo denuncio qui: in atto, si stanno facendo appalti
a Siracusa senza presidente né vicepresidente.
A questo punto, io la invito, Presidente, per il ruolo che lei
ricopre, a trasmettere parte di quanto dico alla Presidenza della
Regione e alla Giunta perché almeno decidano, una volta per tutte,
di chiudere un argomento così importante e scottante come le
presidenze degli UREGA.
Il sottoscritto in due mesi aveva regolarizzato tutto, lasciando
solo tre su cui decidere cosa fare.
Ebbene, è passato un anno e più, ormai, e non si riesce a
regolarizzare la posizione né di Siracusa né di Ragusa.
CORDARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che è stato
detto finora in quest'Aula è quanto meno allarmante. Abbiamo
ascoltato di enti locali che non vengono governati, abbiamo
ascoltato di commissari che non vengono nominati, abbiamo ascoltato
di appalti che vengono aggiudicati nell'assenza dei soggetti
preposti alla aggiudicazione.
Pertanto, signor Presidente, in maniera assolutamente pacata ma
altrettanto dura, la invito a che le denunce oggi sollevate in
questo Parlamento siciliano non restino una discussione tra quattro
amici Primo, perché non siamo al bar; secondo, perché siamo nel
Parlamento più antico del mondo; terzo, perché è arrivato il
momento di smascherare i tanti infingimenti che il Governo
Lombardo, a partire dal tema della legalità, in questi anni, ha
propinato alla Sicilia.
Allora, le cose gravi che sono state dette stasera non possono non
avere una conseguenza
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, le ricordo che non si apre un
dibattito sulle questioni sollevate. Lei, che è un deputato
attento, dovrebbe capire perché mi permetto di interromperla.
Ripeto, non si può aprire un dibattito su quanto i deputati hanno
detto precedentemente.
CORDARO. Signor Presidente, desidero rassicurarla sul fatto che
non apro un dibattito e sul fatto che sto svolgendo una premessa
che scaturirà in una richiesta che intendo formularle.
PRESIDENTE. Ho capito che si trattava di una premessa.
CORDARO. E' una premessa circoscritta nei tempi regolamentari.
Se le cose gravi che sono state dette fino ad ora arrivano al
punto che in un paese, in cui il sindaco viene arrestato per fatti
gravissimi, un paese nel quale ci sarebbe l'esigenza di inviare
tempestivamente una guarnigione della legalità che deve essere
intanto, sotto il profilo amministrativo, essere rappresentata da
un commissario regionale, così come prescrive la legge.
Se poi accertiamo, così come pare che sia, che il decreto è già
stato firmato dall'assessore Chinnici e giace sine die sul tavolo
del Presidente Lombardo, io credo che questi sono fatti di una
gravità assoluta, che vanno denunciati in questa sede e anche in
altre, per dire che noi parlamentari dell'Assemblea regionale
siciliana dobbiamo formalmente dissociarci da questo modus
operandi.
Io non credo che il Parlamento siciliano possa in alcun modo
essere ritenuto complice di questo lassismo rispetto a temi così
delicati e gravissimi.
Signor Presidente, in quanto massimo rappresentante e, direi,
anche tutore della legalità in questo Parlamento, nella qualità di
Presidente pro tempore, la invito ad inviare con assoluta
repentinità il verbale di questa seduta al Presidente Lombardo
perché egli, non più tardi di domattina, nomini il commissario nel
paese di Castrofilippo e si ponga nelle condizioni di eliminare la
stortura che l'onorevole Falcone ha sottoposto alla sua attenzione.
In una terra in cui di appalti si può anche morire, il Presidente
Lombardo deve fare in modo che le procedure vengano rispettate
secondo quanto aveva ben fatto l'assessore per i lavori pubblici
pro tempore, onorevole Beninati, e secondo quanto non è stato fatto
più in seguito.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ma la prego di non fare lunghe
premesse.
Onorevole Vinciullo, le ricordo che le do la parola a norma
dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno, che
permette di riferire all'Aula fatti eccezionali senza che questi
facciano aprire un dibattito.
Lo ricordo pure a lei perché altrimenti sarò costretto a non dare
più la parola su quanto già dichiarato da altri deputati.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa
l'onorevole Beninati aveva difficoltà a trovare un animale che si
potesse in qualche modo avvicinare all'azione dell'attuale Governo.
Ha parlato di tartaruga, ma secondo me ha sbagliato.
Qui non ci troviamo di fronte ad una tartaruga perché, pian piano,
la tartaruga pur si muove. Qui ci troviamo
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, il Governo non è in Aula.
La prego di dire quello che deve dire rispettando il Regolamento
di questa Assemblea.
VINCIULLO. Se il Governo non è in Aula, la responsabilità non è
mia.
PRESIDENTE. Siamo a conclusione della seduta e il Regolamento
parla chiaro. Comunichi quello che deve comunicare.
VINCIULLO. Signor Presidente, quando assessore per le
infrastrutture e la mobilità era l'onorevole Beninati, in I
Commissione sono stati portati i nominativi di coloro i quali
dovevano fare i presidenti dell'UREGA. Mancava quello della
provincia di Siracusa e il Governo, nella persona dell'assessore
pro tempore, si impegnò entro un mese a portare il nome del
presidente dell'UREGA in Commissione. In attesa, e solo
momentaneamente, di questa nomina, si decise che a presiedere la
Commissione a Siracusa fosse il presidente dell'UREGA di Ragusa.
Dall'1 ottobre il presidente dell'UREGA di Ragusa, in maniera non
più negoziabile, ha rassegnato le sue dimissioni.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la novità qual è? Lo ha già detto
l'onorevole Bennati.
La prego, dica la novità della comunicazione.
VINCIULLO. L'onorevole Beninati ha parlato dell'UREGA di Siracusa,
che non è nelle condizioni di poter operare. Orbene, la scorsa
settimana, il Governo ha finalmente nominato il vicepresidente
dell'UREGA di Ragusa, dal momento che non solo mancavano i
presidenti, ma nelle due province mancavano anche i vicepresidenti.
C'era stato l'impegno da parte del Governo che, a scavalco, il
vicepresidente dell'UREGA di Ragusa fosse inviato, a partire da
questa settimana, all'UREGA di Siracusa, dove vi sono sei appalti
importantissimi che richiedono la presenza di un presidente o di un
facente funzioni.
Ad oggi, il Governo non ha mantenuto neppure questo impegno, per
cui il mio intervento odierno é rivolto a chiedere al Governo di
mantenere tale impegno e, se proprio non vuole nominare un
presidente e un vicepresidente dell'UREGA in provincia di Siracusa,
faccia svolgere temporaneamente queste funzioni al vicepresidente
di Ragusa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, assicuro che l'estratto del
resoconto stenografico relativo alle questioni testé sollevate sarà
inviato dalla Presidenza al Governo e, soprattutto, al Presidente
della Regione per fare in modo che si intervenga immediatamente.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 17
novembre 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 223 - Individuazione delle responsabilità e provvedimenti
conseguenti a seguito della condanna della Regione al
risarcimento danni in favore di un'azienda con sede a
Modica (RG).
RAGUSA - ARDIZZONE - FORZESE - LENTINI
III - Discussione del documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2011/2013.
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. De Luca
La seduta è tolta alle ore 17.01
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
MANCUSO - LEONTINI - LIMOLI - CORONA - BOSCO - CAMPAGNA.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
in attuazione dell'articolo 79, comma 1-sexies, lettera c) del
decreto-legge n. 112/2008, convertito con modificazioni in legge
n. 133/2008, l'Assessore regionale per la salute ha emanato un
bando per 'Servizi di Consulenza direzionale' per un importo di
euro 21.121.377,00
(ventunomilionicentoventunomilatrecentosettantasette/00) IVA
esclusa;
a ben guardare, all'interno dello stesso si riscontrano delle
stranezze, a partire per esempio dal punto III.2 - Condizioni di
partecipazione - ove si richiede una capacità economico-
finanziaria e tecnica per la partecipazione alla gara di
aggiudicazione che pochissime aziende hanno in questo momento,
citiamo ad esempio ... (meglio di no);
a pag. 24 del capitolato tecnico di gara - la durata e la
dimensioni della fornitura - al punto 6.3 si definiscono, appunto,
la durata della prestazione di 3 (TRE) anni ed il fabbisogno di
personale diviso nei vari livelli, dal responsabile di progetto,
ai projet manager, ai consulenti senior, ai quali vanno aggiunti
circa 17 consulenti junior per una media di occupati per anno
stimato in circa di
23 persone;
dal prospetto di cui al bando dell'Assessore per la salute emerge
chiaramente che per fare lavorare le 23 unità di personale di cui
sopra, per tre anni, si spenderanno, come ricordato, appena
ventunomilionicentoventunomilatrecentosettantasette/00 euro;
specificamente, tolto l'importo per i consulenti junior, quelli
per i quali non occorre a monte il curriculum e che verranno
pagati ad appena 400 euro al giorno per un importo di circa 4,4
milioni di euro, quello che rimane dall'importo totale del bando,
si ricordi ancora, è di essere di
ventunomilionicentoventunomilatrecentosettantasette/00 euro,
servirà per le altre figure professionali, venti unità circa, che
dovranno lavorare per tre anni anch'esse, percependo, ipotizzando
pari retribuzione, il misero stipendio di 825.000/00
(ottocentoventicinquemila/00) euro a persona nel triennio, pari a
275.000/00 (duecentosettantacinquemila/00) euro per anno e,
considerando che ogni anno ha una media di 220 giornate
lavorative, queste persone verrebbero
a guadagnare mediamente 1.250/00 (milleduecentocinquanta/00) euro
al giorno;
per sapere:
se non ritengano, in questa fase politico-economica congiunturale
che attanaglia la Sicilia ed i siciliani, ai quali già con la
finanziaria appena varata si sono chiesti con gli articoli 6, 8 e
9, fortunatamente impugnati dal Commissario dello Stato per la
Regione siciliana, ulteriori sacrifici aumentando tasse e canoni
concessori, di ritirare il bando dell'Assessore salute avente per
oggetto 'Servizi di consulenza direzionaleed operativa' per
un importo di ventunomilionicentoven-
tunomilatrecentosettantasette/00 euro (21.121.377/00) anche alla
luce del fatto che i costi proposti dallo stesso bando appaiono
assolutamente non in linea con il mercato attuale, apparendo ciò,
tra l'altro, una sostanziale ed inaccettabile lievitazione di
costi con la conseguenza certa che, se ritirato e modificato, le
somme risparmiate potrebbero anch'esse essere spese per ulteriori
progetti previsti dallo stesso 'Accordo di programma' sottoscritto
in data 11 dicembre 2009 tra il Ministero del lavoro, il Ministero
dell'economia e la Regione siciliana in virtù dell'articolo 79,
comma 1-sexies, lettera c), del decreto-legge 112/2008, convertito
con modificazioni in legge 133/2008;
se non ritengano, altresì, di rinegoziare lo stesso accordo di
programma.». (1184)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1184, con la quale
gli onorevoli Mancuso ed altri chiedono chiarimenti e conseguente
modifica del bando di gara emanato dall'Assessore per la salute
avente per oggetto: "Servizi di consulenza direzionale ed
operativa" previsti dall'accordo di programma sottoscritto in data
11 dicembre 2009 tra il Ministero del lavoro, il Ministero
dell'economia e la Regione siciliana, si rappresenta quanto segue.
L'art. 79, comma 1 sexies lett. c) del Decreto Legge 25 giugno
2008, n. 112, inserito dalla legge di conversione 6 agosto 2008,
n. 133, ha previsto che per le regioni che, ai sensi dell'art. 1,
comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive
modificazioni, hanno sottoscritto l'Accordo per il perseguimento
dell'equilibrio economico nel settore sanitario, una quota delle
risorse di cui all'art. 20, comma 1, della legge n. 67/1988 e
successive modificazioni, può essere destinata alla realizzazione
di interventi diretti a garantire la disponibilità di dati
economici, gestionali e produttivi delle strutture sanitarie
operanti a livello locale, per consentire la produzione
sistematica e l'interpretazione gestionale continuativa, ai fini
dello svolgimento delle attività di programmazione e di controllo
regionale ed aziendale, in attuazione del piano di rientro.
I presenti interventi devono garantire la coerenza e
l'integrazione con le metodologie definite nell'ambito del Sistema
nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria del
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del
Ministero dell'economia e delle finanze (SiVeAS), di cui all'art.
1, comma 288, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive
modificazioni, e con i modelli dei dati del Nuovo sistema
informativo sanitario nazionale (NSIS).
In base al disposto normativo citato, è stato esitato dalla
Regione siciliana un documento programmatico riguardante tale
investimento, che è stato successivamente approvato dal SiVeAS con
parere prot. n. 317 del 24 luglio 2009 ed è stato approvato,
altresì, positivamente dalla Giunta Regionale di Governo con
deliberazione del 6 agosto 2009, n. 294.
In seguito, previo parere favorevole prot. n. 510 del 12 novembre
2009 rilasciato dal SiVeAS, è stato stipulato l'Accordo di
programma tra il Ministero della salute di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze e la Regione siciliana,
finalizzato alla realizzazione dell'investimento per l'attuazione
dell'art. 79 anzidetto.
Si esplicitano qui di seguito gli obiettivi operativi:
la progettazione e la realizzazione di un modello di
monitoraggio locale del Servizio Sanitario Regionale volto a
garantire la raccolta sistematica di tutti i dati necessari per il
governo delle azioni che garantiscano i rientri dal disavanzo
regionale e il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Si tratta, in altri termini, di creare un modello deputato alla
raccolta e alla elaborazione delle informazioni produttive e
gestionali sia per supportare la Regione nelle attività di
pianificazione e di valutazione, sia per fornire alle strutture
sanitarie locali informazioni comparative utili per avviare
momenti di riflessione sulla ricerca di modalità di impiego
efficiente ed efficace delle risorse, anche attraverso un'attività
di benchmarking sistematico tra le stesse. Tale modello sarà
realizzato anche alla luce della valutazione di analoghe
esperienze già adottate presso altre Regioni in materia di
programmi e sistemi per l'acquisizione ed elaborazione dei dati
economici, gestionali e produttivi di strutture sanitarie operanti
a livello locale;
l'analisi dei fabbisogni informativi aziendali ai fini della
completezza del modello di monitoraggio e la realizzazione dei
conseguenti interventi di adeguamento al fine di garantire la
disponibilità, l'integrazione, e l'affidabilità dei dati;
il disegno del modello regionale di controllo di gestione (con
rendicontazione e contabilità analitica dei costi) e la sua
sperimentazione pilota presso le Aziende individuate;
l'avvio di un parallelo ed altrettanto impegnativo processo di
cambiamento e di consolidamento culturale ed organizzativo che
coinvolge tutte le Aziende Sanitarie regionali, attraverso
l'affiancamento, il supporto operativo ed il supporto al
cambiamento organizzativo;
il monitoraggio dei Piani di risanamento aziendali.
In linea con quelli che sono i citati obiettivi del documento
programmatico, ripresi dall'Accordo di programma, ed in
particolare con gli obiettivi operativi indicati all'interno dello
stesso documento, con particolare riferimento all'area di
consulenza direzionale ed operativa, sono stati determinati i
seguenti servizi, unitamente al fabbisogno finanziario necessario:
1. Progettazione del modello di monitoraggio del SSR e
consolidamento dei dati, secondo modalità coerenti con le
metodologie definite nell'ambito del SIVEAS e con i modelli dati
del NSIS;
2. Disegno della metodologia regionale uniforme di controllo di
gestione aziendale (da incorporare nel modello di monitoraggio) da
sperimentare su dieci Aziende pilota, in grado di offrire
strumenti adeguati per la rendicontazione della spesa a livello di
centri di costo, dipartimenti, distretti e azienda;
3. Analisi dei flussi informativi "esistenti" a supporto del
monitoraggio, individuazione delle carenze e delle necessità di
intervento e stesura di un piano per la copertura dei fabbisogni;
4. Realizzazione degli strumenti da utilizzare fino alla messa
in disponibilità del SID e definizione dei requisiti funzionali
per la realizzazione del SID;
5. Affiancamento sul campo delle Aziende del S.S.R., nelle fasi
di realizzazione e messa in produzione dei nuovi processi di
raccolta e gestione dei dati previsti dal modello di monitoraggio,
intervenendo anche sulla progettazione e l'ammodernamento delle
procedure organizzative della produzione e dell'analisi dei dati;
6. Supporto operativo continuo alle Aziende del S.S.R.
nell'attività di produzione dei dati necessari all'alimentazione
del modello di monitoraggio del S.S.R., compresa la verifica della
coerenza di CE e SP a livello locale con le risultanze della
reportistica prodotta dal nuovo modello di monitoraggio;
7. Sperimentazione della metodologia regionale del controllo di
gestione sulle Aziende sanitarie pilota;
8. Supporto al cambiamento organizzativo locale richiesto dalla
necessità di produrre flussi informativi sistematici e
continuativi di attività e costo;
9. Introduzione della metodologia di monitoraggio dei Piani di
risanamento delle Aziende del S.S.R. (piani di rientro locali).
Per quanto riguarda il punto del bando relativo alle condizioni
di partecipazione, con particolare riferimento alla capacità
economico-finanziaria, ove si richiede ai partecipanti la
condizione di avere realizzato, cumulativamente nel triennio
2006/2008, un fatturato globale non inferiore a
. 35.000.000,00 (IVA esclusa) ed un fatturato specifico per
servizi di consulenza strategica, organizzativa e gestionale
realizzati nell'ambito sanitario a favore di Ministeri e Regioni,
nonché Enti e Istituzioni del Servizio sanitario nazionale, non
inferiore all'importo di . 12.000.000,00 (IVA esclusa), si
rappresenta che i parametri sono stati fissati proporzionalmente
in ragione del valore e della complessità dell'appalto, al fine di
individuare società concorrenti solide sotto il profilo economico-
finanziario e dotate di mezzi, strumenti e risorse umane con
specifica esperienza maturata nell'ambito del sistema sanitario
italiano o di sistemi sanitari europei equiparati ed analoghi a
quello italiano, che è caratterizzato da un sistema pubblico ed a
carattere universalistico.
Peraltro la ragionevolezza delle scelte effettuate in ordine ai
valori dei fatturati è avvalorata dalla partecipazione alla gara
da parte di più concorrenti, in Raggruppamenti Temporanei di
imprese.
Con particolare riferimento al fabbisogno finanziario, si precisa
che nel citato documento programmatico, per l'espletamento delle
attività necessarie per la realizzazione dei suddetti servizi e
per il raggiungimento degli obiettivi programmati, è stata
determinata una previsione temporale triennale di circa 20.000
giornate (distribuita tra i succitati 9 obiettivi operativi) ed è
stato valutato un costo medio giornaliero di circa . 1.056,00,
calcolato sulla base delle tariffe nazionali giornaliere medie
applicate per servizi analoghi (advisory service) e tenuto conto
dei costi di trasferta e soggiorno derivanti dalla capillare
copertura territoriale richiesta dall'intervento.
Per completezza di informazioni si rappresenta, inoltre, che tra
i servizi da fornire è compresa anche l'attività di formazione sul
campo, del personale regionale e locale coinvolto nell'attività di
monitoraggio, che essendo trasversale, è stata, pertanto,
distribuita in tutti gli obiettivi operativi.
A conferma della giustezza delle scelte preliminarmente
effettuate prima dell'indizione di gara, al momento della
formazione del Documento programmatico anzidetto, si rappresenta
che in data 28 ottobre 2009 il Ministero della salute ha
aggiudicato in via definitiva un'analoga gara bandita per la
fornitura di "Servizi di consulenza direzionale per l'evoluzione
del NSIS e per lo sviluppo di metodologie a supporto del SiVeAS",
il cui valore stimato per l'esecuzione del servizio ammontava ad
. 17.500.000,00, da espletarsi in 16.432 giorni/persona,
distribuiti tra gli stessi 4 profili professionali previsti anche
da questa Amministrazione, con un costo medio giornaliero, quindi,
di circa . 1.065,00.
In aggiunta, per completezza di dati, si elencano di seguito
esempi di gare bandite per la fornitura di analoghi servizi:
- Ente Consip: pubb. bando 2007 - base d'asta . 4.922,380,00 -
giorni 2934 - tariffa media . 1.677,70;
- Ente Sogei: pubb. bando 2007 - base d'asta .3.300.000,00
giorni 3500 - tariffa media . 942,86;
- Ente Consip: pubb. bando 2005 - base d'asta . 4.196.000,00 -
giorni 3900 - tariffa media . 1.075,90;
- Ente Consip: pubb. bando 2004 - base d'asta . 5.850.000,00 -
giorni 4800 - tariffa media . 1.300,00;
- Ente Consip: pubb. bando 2004 - base d'asta . 6.600.000,00 -
giorni 4220 - tariffa media . 1.563,98.
Per quanto riguarda i profili professionali che sono stati
richiesti (Responsabile del progetto, Project Manager, Consulente
senior e Consulente junior) e la stima indicativa dell'impegno
complessivo in termini di giorni/persona, distinto per ciascun
profilo professionale, si rappresenta che nel capitolato tecnico
sono stati individuati i profili professionali necessari ed è
stata determinata la stima della distribuzione dell'impegno
complessivo (20.000 gg/persone), distinto per ciascun profilo
professionale, consentendo una variabilità entro prestabilite
oscillazioni espresse in percentuale, nel rispetto delle necessità
che saranno definite dall'Amministrazione.
I citati profili professionali devono essere associati a livelli
tariffari standard (paragrafo 7.3 del Capitolato tecnico) da
valorizzare dall'Appaltatore nell'Offerta Economica, la quale,
oltre a tener conto della remunerazione delle risorse umane
secondo i livelli tariffari standard, ricomprende anche i costi
organizzativi, i costi formativi e di aggiornamento, i costi per
la ricerca e lo sviluppo e l'elaborazione dei dati derivanti dalle
analisi e dal match dei dati, che saranno innumerevoli e di varia
natura, nonché la remunerazione complessiva dell'incarico in modo
da garantire un margine reddituale d'impresa.
Per quanto sopra si rappresenta che questa Amministrazione non ha
determinato preventivamente il numero delle persone che
ricopriranno i citati profili professionali, ma ha solamente
determinato, limitatamente alle risorse chiave, il numero minimo
ed il numero massimo dei curricula che dovranno essere presentati.
In ogni caso, da un calcolo matematico (numero complessivo ore
triennio/tre anni/255 giornate lavorative all'anno), si può
supporre che, mediamente, presteranno la propria attività 26-28
persone all'anno, distribuite tra i diversi profili professionali.
Per quanto riguarda la valorizzazione dei vari profili (che non
equivale alla loro retribuzione) si precisa che le tariffe
professionali per l'attività di Advisor, come è noto, sono sempre
superiori alle tariffe professionali applicate dalle società di
revisione (ASSIREVI), che già nel 1996 presentavano i seguenti
importi giornalieri (8 ore) di riferimento:
Partner (Responsabile del progetto): £. 3.080.000, convertito in
. 1.591,00 circa;
Manager (Project manager): £. 2.080.000, convertito in .
1.074,00 circa;
Senior (Consulente Senior): £. 1.360.000, convertito in .
702,00 circa;
Assistant (Consulente Junior): £. 864.000, convertito in .
446,00 circa.
In argomento, per tornare a dati più recenti, si rappresenta che
in questo momento le tariffe professionali di riferimento sono
costituite da quelle giornaliere per i diversi profili
professionali (comprensive di ogni onere e spesa, anche relativa a
trasferta, alloggio, viaggi, ecc.) applicate nell'ambito della
componente di "Consulenza Direzionale" prevista nel contratto con
il Ministero della salute che ha per oggetto "Servizi di
consulenza direzionale e project management a supporto della
Cabina di Regia" del Nuovo Sistema Informativo Sanitario
Nazionale, stipulato in data 10 luglio 2002 e rinnovato, ai sensi
del comma 186 dell'art. 1 della legge n. 311/2004.
A conferma dell'attualità delle superiori tariffe, si sottolinea
che, con decreto n. 28 dell'8 maggio 2010, il Presidente della
Regione Campania, nella qualità di Commissario ad acta per la
prosecuzione del piano di rientro del settore sanitario campano,
ha applicato le citate tariffe professionali per la prosecuzione
delle azioni di supporto contabile e gestionale.
Al fine dì rispondere all'ipotesi sostenuta nell'interrogazione
parlamentare, si precisa che le appena citate tariffe giornaliere,
prese in considerazione dal Ministero della salute, prevedono per
il Consulente Junior un compenso pari ad . 633,65 che
moltiplicato per le 11025 giornate previste nel capitolato
tecnico, comporta già da sola una spesa di . 6.985.991,25. Di
conseguenza la spesa residua, pari ad . 14.135.385,75, ripartita
ugualmente tra le 20 unità ipotizzate nell'interrogazione,
comporteranno una valorizzazione media a profilo di . 706.769,00
circa nel triennio e di . 235.590,00 circa in un anno e, nella
considerazione che in ogni anno il numero delle giornate
lavorative è 255 circa, per ogni unità messa a disposizione
dall'aggiudicatario corrisponderebbe una valorizzazione
giornaliera di . 924,00 circa, che è comprensivo, si ribadisce,
sia di ogni onere e spesa relativa alla trasferta, all'alloggio,
ai viaggi derivanti dalla capillare copertura territoriale
richiesta dall'intervento, sia dei costi organizzativi, formativi,
di aggiornamento, per la ricerca e lo sviluppo e per
l'elaborazione dei dati derivanti dalle analisi, nonché dell'utile
d'impresa.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MARROCCO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
all'interno dell'ex P.O. Aiuto Materno opera l'AGSAS
(Associazione genitori soggetti autistici solidali) che occupa due
vani, pare in assenza di formale concessione;
la predetta associazione, così come attestato dal suo presidente
Luigi Aloisi, fornisce sostegno psico-sociale alle famiglie delle
persone affette da autismo e ne assicura la presa in carico
globale, il che comporta sia la valutazione dei bisogni sanitari
con successiva possibile riabilitazione integrata, sia la
valutazione di bisogni espressi e non espressi di natura sociale
delle persone con autismo e delle loro famiglie;
l'attività dell'AGSAS non risulta essere soggetta ai controlli e
dettami della normativa vigente in materia, che prevede l'utilizzo
di personale professionalmente competente e in possesso di validi
titoli per l'esercizio professionale,l'autorizzazione sanitaria
per la struttura ed altri requisiti che possano assicurare la
qualità del servizio a garanzia degli utenti;
considerato che:
l'attività dell'AGSAS risulta essere concorrente a quella svolta
dal centro per l'autismo dell'ASP 6, istituito ai sensi del d.a.
1/2/2007, attivo all'interno del medesimo presidio, inducendo
nell'utenza confusione circa i ruoli e le competenze di tali
organismi;
l'attuale direttore sanitario dell'ASP 6 pare abbia predisposto
l'ampliamento degli spazi in uso all'AGSAS e nel contempo abbia
richiesto la restituzione di alcuni spazi affittati ad altra ONLUS
che si occupa di diversamente abili presso il presidio 'Guadagna';
a seguito del trasferimento di diversi operatori dal predetto
'Centro per l'Autismo', il direttore sanitario dell'ASP 6 pare
abbia chiesto la rimozione dell'insegna posta all'ingresso del
centro, creando ulteriore disorientamento nell'utenza;
per sapere:
chi sia l'attuale responsabile tecnico dell'AGSAS e attraverso
quale selezione sia stato scelto;
se esista un controllo da parte dell'azienda sanitaria
provinciale e dell'Assessorato regionale Salute sulle prestazioni
erogate dalla predetta associazione;
se sia a conoscenza di tale situazione, incluso l'operato del
direttore sanitario della ASP 6 di Palermo, e quali interventi
intenda intraprendere per fare chiarezza sulle circostanze sopra
citate;
quali interventi intenda intraprendere per verificare se l'AGSAS,
oltre a beneficiare di vari finanziamenti pubblici, goda di un
ulteriore utile d'esercizio attraverso prestazioni offerte
all'interno dell'ASP, della quale sembra utilizzi gratuitamente le
utenze e gli spazi;
se l'AGSAS sia autorizzata ad espletare tirocini per psicologi
appena laureati e se parimenti abbia autorizzazione quale provider
di corsi ECM all'interno delle strutture dell'ASP 6.». (1235)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione n. 1235, con la quale
l'onorevole Marrocco chiede notizie sulla situazione e
sull'attività dell'Associazione genitori soggetti autistici
solidali (AGSAS), si rappresenta che con nota prot. n. 7081 dell'
11 ottobre 2010 il Direttore generale dell'A.S.P. di Palermo ha
chiarito che l'Associazione fruisce a titolo gratuito, da oltre 10
anni, di locali insistenti presso l'ex P.O. Aiuto Materno presso i
quali svolge attività coerenti con il proprio statuto che nulla
hanno a che vedere con quelle prettamente sanitarie e che
risultano, inoltre, ben distinte dalle altre svolte
nell'ambulatorio che si occupa di autismo all'interno dell'UOC di
NPI allocata presso il suddetto Presidio.
La diversità delle prestazioni offerte all'utenza,
rispettivamente dai soggetti sopra indicati, è tale da scongiurare
qualunque confusione in ordine alle specificità delle diverse
competenze.
L'Azienda non ha inoltre escluso, ricorrendone la possibilità,
che possa darsi luogo ad un maggiore ampliamento degli spazi in
atto fruiti dalla predetta ONLUS AGSAS.
Uguale posizione possibilista sussiste nei confronti dell'altra
richiamata ONLUS che occupa locali presso l'ex P.O. Guadagna.
Per quanto riguarda l'intervento del Direttore Sanitario sulla
collocazione impropria di insegne e tabelle, il Direttore generale
ha chiarito che la stessa è derivata dalla necessità di rendere
coerenti le attività svolte e le funzioni del personale addetto
con la cartellonistica di riferimento proprio allo scopo di
evitare disorientamento nell'utenza.
Per quanto riguarda le ulteriori informazioni richieste con
l'interrogazione in oggetto, si fornisce copia della nota
dell'AGSAS prot. n. 157 del 28 settembre 2010, indirizzata anche a
questa Amministrazione.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
A.G.S.A.S.
Associazione Genitori Soggetti
Autistici Solidali
O.N.L.U.S.
All'Assessore Regionale alla
Salute
Dr. Massino Russo
Piazza Ottavio Ziino n. 24
90145 Palermo
Al Direttore Generale
ASP 6 Palermo
Dr. S. Cirignotta
Via G. Cusmano n. 24
90141 Palermo
Al Direttore Sanitario
ASP 6 Palermo
Dott.ssa A. Mattaliano
Via G. Cusmano n. 24
90141 Palermo
Al Dirigente del Servizio 9
"Tutela delle fragilità" del
Dipartimento della
pianificazione strategica
Dr. M. D'Arpa
Piazza Ottavio Ziino n. 24
90145 Palermo
OGGETTO: attività A.G.S.A.S. - Onlus (Associazione Genitori
Soggetti Autistici Solidali) a favore delle persone con autismo e
delle loro famiglie
Il sottoscritto dott. Luigi Aloisi n.q. di rappresentante legale pro
tempore dell'AG.S.A.S. Onlus
PREMESSO
che l'AG.S.A.S. - Onlus è un'Associazione senza fini di lucro
costituita nel 1990 da un gruppo di genitori di soggetti autistici
allo scopo di promuovere la conoscenza del disturbo autistico,
sensibilizzare le Istituzioni sul tema e informare tutti coloro,
professionisti e non, che gravitano attorno all'orbita dell'autismo
al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone con
autismo e dei loro familiari;
che l'equipe dell'AG.S.A.S. - Onlus lavora in sinergia con
specialisti altamente qualificati a livello nazionale ed
internazionale che si occupano della sindrome autistica ed ha
organizzato, negli ultimi dieci anni, svariati corsi di formazione
sulle tecniche educative e di trattamento dei soggetti con autismo
validate a livello mondiale;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus ha collaborato con l'AUSL 3 di Catania
e l'AUSL 6 di Palermo all'elaborazione delle "Linee Guida di
organizzazione della rete assistenziale per persone affette dal
disturbo autistico";
che l'A.G.S.A.S. - Onlus nella sua ventennale esperienza ha
organizzato numerosi convegni internazionali ed ha prodotto n. 3
documentari scientifici per far conoscere la sindrome autistica;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus si è sempre attivata e si attiva presso
le istituzioni sanitarie per l'erogazione di trattamento
riabilitativo pubblico così come indicato dalle Linee Guida
sull'autismo;
che il suo presidente protempore dott. Luigi Aloisi fa parte del
tavolo tecnico sull'autismo per il rispetto delle Linee Guida (D.A.
14/04/10) che prevedono l'istituzione pubblica di n. 1 Centro per
la diagnosi ed il trattamento intensivo precoce, n. 1 Centro
ospedaliero per la diagnosi ed il trattamento, n. 1 Centro diurno
per adolescenti con disturbo autistico, n. 1 Comunità residenziale
per adolescenti con disturbo autistico in ogni ASP della Regione
Siciliana;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus occupa 2 angusti locali rispettivamente
di mq 16 e mq 10 situati al primo piano della palazzina igiene
pubblica del ex P.O. "Aiuto Materno" giusta concessione del
17/12/99 del direttore sanitario dell'epoca prof. Fabio Canziani;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus non ha mai svolto attività sanitaria né
riabilitativa ma soltanto supporto aggiuntivo come privato sociale;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus invia i suoi associati presso le
strutture pubbliche per diagnosi e terapia;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus riceve richieste quotidiane di supporto
psico-sociale, tramite progetti privati, per l'integrazione delle
persone affette da disturbo autistico;
CONSIDERATO
che il sottoscritto ha avuto conoscenza di un'interrogazione
parlamentare presentata dall'onorevole Livio Marrocco in data
16.06.2010 e pubblicata sul sito istituzionale dell'Assemblea
Regionale Siciliana;
che con la summenzionata interrogazione parlamentare sono state
mosse talune contestazioni in ordine all'attività dell'Associazione
A.G.S.A.S. - Onlus ed è stato affermato, tra l'altro, che la stessa
associazione "occupa due vani, pare in assenza di formale
concessione" all'interno dell'ex P.O. Aiuto Materno, che l'attività
dell'A.G.S.A.S. - Onlus non risulta essere soggetta ai controlli e
dettami della normativa vigente in materia e che l'attività
dell'A.G.S.A.S. - Onlus risulta essere concorrente a quella svolta
dal centro per l'autismo dell'ASP 6;
che, inoltre, con tale interrogazione parlamentare sono stati
richiesti all'Assessore regionale alla Salute taluni chiarimenti in
ordine all'attività dell'Associazione A.G.S.A.S. - Onlus;
RITENUTO
di dover difendere i diritti dell'Associazione nell'esercizio
delle proprie funzioni di privato sociale;
di tutelare i propri associati nel sacrosanto diritto di
intraprendere progetti per l'integrazione sociale delle persone con
autismo, nonché la propria immagine e azione volta a migliorare le
precarie condizioni in cui versano le famiglie e i loro figli;
di dover fornire a Codesto Assessorato alcuni chiarimenti con
riferimento alle contestazioni mosse nella citata interrogazione
parlamentare;
Alla luce di quanto sopra premesso, considerato e ritenuto
dichiara:
che l'A.G.S.A.S. - Onlus occupa n. 2 piccoli locali presso l'ex
P.O. "Aiuto Materno" giusta concessione ricevuta dal direttore
sanitario dell'epoca, 1999, prof. Fabio Canziani;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus fornisce, su richiesta dei suoi
associati, sostegno psico-sociale per l'integrazione dei propri
figli, secondo le indicazioni delle Linee Guida sull'autismo
(Decreto Assessore sanità 1 febbraio 2007) tramite progetto privato
condiviso nei luoghi frequentati dalla persona con autismo (casa,
scuola, territorio);
che il personale utilizzato per i progetti privati è in possesso
di laurea in psicologia, scienze della formazione, logopedia, ha
partecipato a tutti i corsi di formazione circa le tecniche
validate a livello mondiale (ABA, PECS, TEACCH, TED) citate dalle
Linee Guida della Regione Siciliana e che ha partecipato a progetti
pubblici e privati di integrazione sociale;
che l'A.G.S.A.S. Onlus non ha mai espletato attività sanitaria
né riabilitativa negli angusti locali dell'ex P.O. "Aiuto Materno"
ma svolge soltanto supporto aggiuntivo come privato sociale;
che la sua attività è socio-assistenziale;
che i suddetti locali presso l'ex P.O. "Aiuto Materno" sono
utilizzati per la costruzione di materiale didattico occorrente per
il progetto integrativo;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus non svolge affatto un'attività
concorrente a quella svolta dall'ASP, anzi sono le stesse
Istituzioni pubbliche sanitarie della Regione Siciliana a segnalare
ai pazienti le attività di sostegno sociale e di integrazione
svolte dall'A.G.S.A.S. - Onlus;
di non sapere nulla circa le intenzioni del Direttore Sanitario
dell'ASP 6 di Palermo dell'ampliamento degli spazi all'A.G.S.A.S. -
Onlus. Nessuna comunicazione scritta o verbale ricevuta ma un
sopralluogo effettuato dal Direttore Sanitario in data 18 maggio
c.a. presso l'ex Distretto 12 di cui non conosco i contenuti e gli
esiti essendo atti privati aziendali;
che l'attuale responsabile tecnico dell'A.G.S.A.S. - Onlus è la
dott.ssa Lo Casto Gabriella, laureata in psicologia nel 1995,
specializzata in psicoterapia nel 1999, volontaria presso
l'A.G.S.A.S. - Onlus nei primi anni 2000, vincitrice di borsa di
studio pubblica in seguito e assunta poi privatamente per titoli ed
impegno profuso. Ha al suo attivo pubblicazioni sull'autismo, corsi
di formazione e stage sull'autismo in Italia e all'estero.
che i finanziamenti pubblici ottenuti sono riconducibili a bandi
pubblici della Regione, Comune, Provincia e le relative somme
vengono utilizzate esclusivamente per il conseguimento dei fini
statutari;
di non avere alcun utile di esercizio circa prestazioni offerte
all'interno dell'ASP 6;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus è autorizzata ad espletare tirocini per
psicologi giusta convenzione con l'Università degli Studi di
Palermo in data 24/06/04;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus organizza corsi ECM quale provider
giusta concessione del Ministero della Salute nel febbraio 2003;
che l'A.G.S.A.S. - Onlus ha chiesto per detti corsi, di volta in
volta, la concessione di aule per il loro svolgimento
all'Università, all'ERSU, all'ASP e ad associazioni private;
di essere in ogni momento disponibile ad essere ascoltato
dall'Assessorato regionale o dall'ASP Palermo in ordine alle
summenzionate circostanze al fine di fornire tutti gli ulteriori
chiarimenti necessari a dimostrare la bontà dell'operato
dell'A.G.S.A.S. - Onlus.
Distinti Saluti
In fede
dott. Luigi Aloisi
Palermo, 08/09/2010
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio»
ARDIZZONE. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
da circa due mesi, nel comune di Castell'Umberto (ME), nella
frazione Sfaranda, ove risiedono oltre 1000 abitanti, è in corso
uno smottamento che ha causato la chiusura delle scuole, della
chiesa, della delegazione municipale satellite, della biblioteca
comunale e lo sgombero di una decina di abitazioni;
la frana ha già coinvolto le residenze di almeno 100 famiglie;
si registrano notevoli ritardi nella sistemazione dei moduli
necessari ad ospitare gli 80 alunni delle scuole materne ed
elementari della frazione di Sfaranda, i quali sono costretti a
trasferirsi giornalmente a 6 km di distanza;
lo smottamento coinvolge anche la zona ove insiste un'abitazione
che ospita l'unico ufficio postale;
solo di recente l'amministrazione comunale ha attivato il centro
operativo comunale nella frazione di Sfaranda;
per l'assoluta mancanza di assistenza amministrativa, nella
popolazione vi è un diffuso sconforto nei confronti delle
istituzioni;
al fine di sopperire a dette carenze amministrative, in data 18
marzo 2010, si è costituito un comitato spontaneo per evitare lo
spopolamento della borgata di Sfaranda;
i sopralluoghi nelle case lesionate vengono effettuati solo
dietro sollecito degli interessati, ai quali nessuna informazione
viene data in ordine ai comportamenti da adottare;
in data 15 novembre 2008 l'amministrazione comunale di
Castell'Umberto ha dato comunicazione, tramite i mass media
locali, del finanziamento di euro 1.760.000 da parte del Ministero
dell'ambiente per il consolidamento della popolosa contrada
Sfaranda;
a detto annuncio non ha fatto seguito l'avvio dei lavori;
nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 58 del 20
dicembre 2002, è stato pubblicato il decreto dell'Assessorato
Territorio e ambiente del 21 novembre 2002, relativo
all'aggiornamento del piano straordinario per l'assetto
idrogeologico del territorio comunale di Castell'Umberto, nel
quale testulamente si legge: 'Frana in contrada Sfaranda. Il
dissesto coinvolge parte del centro abitato di contrada Sfranda,
sito nella zona meridionale del territorio comunale: presenta
caratteristiche di scivolamento di accumuli della copertura
detritica sovrastante la formazione del Flysch di Capo d'Orlando
che mostra un assetto a frana poggio. Il versante è caratterizzato
da condizioni di instabilità imputabili alle scadenti
caratteristiche fisico-meccaniche dello spessore della coltre
detritica: tutto ciò ha determinato l'innesco del dissesto a
seguito di presumibili intensi rovesci, arrecando vistosi danni
che hanno interessato la chiesa, i muri di contenimento
dell'antistante parcheggio, le strade di accesso alle abitazioni;
in alcuni fabbricati si rilevano evidenti lesioni. Gli elementi
che consentono la definizione del rischio vengono riassunti in
- tipologia = T2; - magnitudo = M3; - pericolosità = P3; -
elementi a rischio: centro abitato, viabilità= E 4. Dalla
combinazione tra la pericolosità P3 e gli elementi a rischio E4 si
perviene alla classe di rischio: P3 x E4 = R4 rischio molto
elevato';
per sapere:
perché a distanza di otto anni dal citato decreto
dell'Assessorato Territorio e ambiente non siano stati effettuati
lavori di consolidamento atti a prevenire lo smottamento in corso;
se sia vero quanto annunciato il 15 novembre del 2008
dall'amministrazione comunale di Castell'Umberto in relazione al
finanziamento di euro 1.760.000 per lavori di consolidamento di
contrada Sfaranda;
se tale annuncio fosse vero, i motivi per cui i lavori non siano
stati avviati, con il consequenziale addebito delle responsabilità
omissive;
se sia possibile verificare, ancora, se la realizzazione di tali
lavori avrebbe scongiurato lo smottamento in atto;
se, nell'ambito delle ingenti somme previste per la provincia di
Messina, siano stati inseriti interventi finanziari per il
consolidamento di contrada Sfaranda;
se, infine, nell'immediato siano previsti, ed in quale misura,
interventi finanziari a sostegno delle famiglie interessate dallo
smottamento.». (1147)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1147, a firma
dell'onorevole Ardizzone, si riporta, integralmente, la nota prot.
2325 del 2/8/2010 con la quale l'Ufficio del Commissario delegato
presso il Dipartimento regionale Protezione Civile ha provveduto a
fornire i necessari chiarimenti anche di natura sostanzialmente
tecnica.».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma
Regione Siciliana
UFFICIO DEL COMMISSARIO DELEGATO
Ex O.P.C.M. 10 ottobre 2009, n. 3815
presso il Dipartimento Reg.le della
Protezione civile
via G. Abela, 5 - Palermo
Con nota prot. n. 1064 del 14 giugno 2010 sono stati richiesti
gli elementi di conoscenza, in possesso di questo Ufficio, al fine
di dare esaustiva e completa risposta all'interrogazione
parlamentare n. 1147, presentata dall'onorevole Ardizzone,
delegando, altresì, l'Assessorato Regionale per il territorio e
l'ambiente a trattare l'argomento.
A tal fine si rappresenta che, a seguito degli eventi alluvionali
verificatisi nel febbraio
2010 nella provincia di Messina e con l'emanazione dell'O.P.C.M.
n. 3865/10, sono state
approntate tutte le attività ed interventi di prima assistenza
alla popolazione coinvolta.
Inoltre, sono stati prontamente avviati i necessari accertamenti
e sopralluoghi nelle
località colpite dalle frane nell'area di S. Fratello e Caronia,
provvedendo a verificare l'agibilità
degli edifici anche per favorire il rientro degli abitanti nelle
proprie abitazioni.
Nello specifico territorio di Castell'Umberto si è provveduto ad
autorizzare e realizzare
una struttura di container da adibire al ricovero temporaneo di
attività didattiche e di culto, nonché ad autorizzare ed avviare i
lavori urgenti per il ripristino dei danni alla strada comunale di
collegamento tra la SP 153 e le contrade Cammara Superiore-Sirico
ed alle opere di contenimento nel comune di Castell'Umberto per un
importo di 260.000,00.
In contrada Sfaranda, stante la situazione critica riscontrata,
si è proceduto ad. avviare le
indagini geognostiche e geotecniche e per il monitoraggio
strumentale dell'area in frana, al fine di
individuare una soluzione tecnicamente idonea e durevole nel tempo
che permetta di mettere in
sicurezza parti del territorio che avrebbero potuto, in caso di
crisi parossistica, impedire le
operazioni di soccorso.
Si coglie l'occasione per sottolineare che tali summenzionati
interventi sono stati autorizzati con fondi del Dipartimento
Regionale della Protezione Civile e che allo stato attuale
l'esiguità delle risorse destinate all'O.P.C.M. 3865/10 dà pochi
margini di azione e non permetterà
certamente di soddisfare le legittime richieste di intervento e di
finanziamento avanzate dai comuni colpiti.
Quest'Ufficio rimane disponibile per ogni eventuale chiarimento o
precisazione in merito
agli argomenti su riportati.
Il dirigente generale
preposto
all'Ufficio
commissariale
ing. Pietro Lo Monaco