Presidenza del presidente Cascio
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi del comma 9
dell'articolo 127 del Regolamento interno, do il preavviso di
trenta minuti al fine di eventuali votazioni mediante
procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel corso della
presente seduta.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale
(art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di scrutinio
segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge n. 163/A
Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda
delle foreste demaniali, per l'esercizio finanziario 2007
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge n. 163/A
Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda delle foreste demaniali, per l'esercizio finanziario
2007 , posto al n. 1).
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, per svolgere la
relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che si
sottopone all'attenzione degli onorevoli deputati riguarda
l'approvazione del Rendiconto generale della Regione e
dell'Azienda foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2007,
esaminato dalla Corte dei Conti a Sezioni Riunite e parificato,
nella pubblica udienza del 30 giugno 2008, nei termini della
decisione della Corte medesima. Sulla base dell'articolo 19 dello
Statuto, il Rendiconto generale della Regione è oggi presentato
all'Assemblea che, con legge, approva i risultati della gestione.
Dall'esame del Rendiconto risulta che le entrate
complessivamente accertate nel 2007 risultano inferiori alle
previsioni definitive. Uno scostamento dato dall'effetto
risultante, da un lato, dei maggiori accertamenti delle entrate
correnti (e tra queste in particolare delle entrate tributarie)
e, dall'altro, della diminuzione di quelle in conto capitale e
del mancato ricorso al mercato finanziario.
Per quanto riguarda le entrate derivanti da vendita di beni
immobili, proventi da derivati, rimborso dello Stato per ripiano
disavanzi sanitari pregressi e altre entrate correnti ed in conto
capitale, si registra uno scarto negativo che supera i 1.200
milioni di euro, in gran parte determinato dai mancati
accertamenti delle entrate relative alle dismissioni immobiliari
ed al mancato ricorso al mercato.
Sul versante della spesa lo scostamento tra previsioni
definitive e impegni di spesa pari a 7.997.969 migliaia di euro è
da imputare per 5.398.906 migliaia di euro alle minori spese in
conto capitale e per 2.595.799 migliaia di euro alle spese
correnti.
Il raffronto dei dati più significativi della gestione
dell'esercizio 2007 con i corrispondenti del 2006 evidenzia
quindi le seguenti variazioni:
- decremento degli accertamenti d'entrata del 6,86%;
- decremento dei versamenti complessivi (compet. e res.) del
6,74%;
- decremento degli impegni di spesa dello 0,79%;
- decremento dei pagamenti complessivi (compet. e res.) dello
0,94%;
- decremento nella consistenza dei residui attivi di euro 963
ml (-6,67%);
- decremento nella consistenza dei residui passivi di euro 924
ml (-16,65%);
miglioramento patrimoniale nel 2006 di euro 93 ml.
Sintetizzando il risultato dei principali saldi il risparmio
pubblico a rendiconto presenta un valore positivo ed un
incremento rispetto al rendiconto 2006 ed alla previsione 2007
dovuto principalmente alla marcata crescita delle entrate
correnti; l'indebitamento netto, presenta un saldo negativo
peggiorativo rispetto al corrispondente dato del rendiconto 2006
e del dato di previsione 2007; il saldo netto da finanziare
registra valori di rendiconto peggiorativi rispetto ai
corrispondenti dati del rendiconto 2006 e della previsione 2007
il ricorso al mercato registra valori di rendiconto peggiorativi
rispetto ai corrispondenti dati del rendiconto 2006 e della
previsione 2007. I residui attivi e residui passivi registrano
una significativa diminuzione rispetto all'esercizio precedente.
Nel sottoporre all'Aula il presente disegno di legge, la
Commissione Bilancio ritiene che l'esame del rendiconto non
debba costituire un momento meramente formale, ma al contrario
sia occasione particolarmente significativa, per la valutazione
dei risultati delle politiche pubbliche insieme a eventuali
proposte di modifica della normativa vigente o dirette garantire
la produttività dell'attività di spesa. Al fine di valorizzare
l'attività istruttoria, la Commissione, in data 24 luglio 2008,
ha pertanto ritenuto opportuno svolgere sul Rendiconto una
audizione del Presidente delle sezioni riunite in sede di
controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi oggi
esaminiamo il rendiconto dell'anno 2007, ovvero di un anno nel
quale questo Parlamento e questa legislatura si ritrovano ad
ereditare una gestione finanziaria.
Tuttavia, proprio perché siamo all'inizio di una nuova
legislatura, voglio onorare anche la dichiarazione del Presidente
della Commissione Bilancio . Per la verità, anche la Corte dei
Conti ha più volte ribadito che l'esame del rendiconto, se per la
Corte dei Conti attiene ad un giudizio di mero accertamento e
registrazione delle contabilità, e quindi degli aspetti formali
ma anche sostanziali, per un Parlamento è invece la precondizione
per capire come si andrà avanti per il futuro.
Il rendiconto, signor Presidente, non ci presenta un dato
congiunturale di una difficoltà relativa ad una annualità e di
una difficoltà relativa alle previsioni fatte nel corso
dell'esercizio 2007, che poi hanno avuto un diverso riscontro a
fine anno finanziario; ci presenta un dato patologico di questa
nostra Regione: le spese correnti sono mediamente di oltre un
miliardo di euro superiori alle entrate correnti accertate.
Se c'è un dato congiunturale positivo questo è proprio relativo
all'anno 2007, perché il paradosso è che nel corso del 2007 noi
abbiamo avuto un maggior gettito fiscale a favore della Regione
siciliana mediamente del 5 per cento, ben superiore al tasso di
inflazione programmata, grazie anche alla lotta all'evasione e ad
una maggiore capacità del sistema di coinvolgere la società
italiana e anche quella siciliana ad un obiettivo che io continuo
a considerare la madre di tutte le battaglie, cioè pagare tutti
per pagare meno.
Se oggi siamo nelle condizioni di avere un maggior gettito e,
malgrado questo, un aumento della spesa corrente di questa nostra
Regione con le cifre che ho appena menzionato, questo vuol dire
che siamo in presenza di una patologia del sistema.
Pertanto, credo che l'Assessore per il bilancio questa sera o
domani - quando mi auguro che altri colleghi possano dire la
loro, soprattutto i colleghi dei Gruppi della maggioranza - dovrà
non tanto raccontarci i saldi contenuti in questo disegno di
legge che approva i rendiconti, perché quelli li conosciamo, sono
dati contabili immodificabili - il rendiconto non è uno strumento
di gestione d'Aula, non è emendabile, è uno strumento di
chiarificazione e di trasparenza per l'Aula - ma dovrà dire a
quest'Aula come intende affrontare i nodi strutturali ad inizio
legislatura, che sono quelli confermati da questo bilancio di
previsione.
Mi auguro che il Governo, che ha presentato soltanto da qualche
giorno il documento di programmazione economico-finanziaria - che
ormai da tempo è un buon documento, redatto da una buona
struttura che analizza i dati macro economici della Sicilia nel
contesto globale e nazionale - ne abbia tenuto conto. Ma
purtroppo penso che il Governo il documento di programmazione
economico-finanziaria non lo conosca neppure perché, come al
solito, viene considerato un mero passaggio cartaceo formale
tant'è che quest'anno è stato presentato persino a settembre.
Capisco che negli scorsi anni finanziari la presentazione del
documento a fine luglio, sapendo che ad agosto l'attività
parlamentare veniva di fatto interrotta, era un esercizio di mera
applicazione formale di un contenuto legislativo, ma non c'è
dubbio che se il buongiorno si vede dal mattino, così come il
Governo ha presentato il DPEF a settembre, immagino che
presenterà il bilancio e la legge finanziaria all'inizio del
2009. E ricordo che ancora aspettiamo l'eventuale variazione di
bilancio nel corso dell'esercizio 2008, visto che siamo ancora a
legislazione invariata e non c'è qualcuno che può cambiare le
norme o può cambiare i tempi senza cambiare prima le leggi.
Potremmo così assistere ad una cosa che viene formalmente
contestata dalla Corte dei Conti quando si fa riferimento al
fatto che nessun governo ha l'autorità costituzionale per non
varare lo strumento di esercizio provvisorio un minuto dopo che
non c'è un bilancio in un ente. E se l'1 gennaio non ci sarà il
bilancio in questa Regione sarà obbligo, non facoltà, approvare
preventivamente l'esercizio provvisorio; ma questo lo vedremo in
seguito. Qui parliamo dei contenuti che devono in qualche modo
istruire questa fase.
Vorrei porre alcune questioni che mi sembrano nodi strutturali
di questo bilancio, in primo luogo quella di iscrivere in entrata
entrate che sappiamo non avranno risposte.
Nel 2007 abbiamo iscritto oltre 250 milioni di euro di entrate
derivanti dalla valorizzazione degli immobili di questa Regione;
alla fine del 2007 sono stati accertati dei 950 milioni appena
248 milioni di euro, cioè quasi 740 milioni di euro non sono
stati accertati.
E' evidente che non siamo in presenza soltanto di una
negligenza, siamo in presenza di un rigonfiamento fittizio delle
entrate per giustificare le spese.
Il punto vero, onorevole assessore, è che in questo modo è
facile fare i bilanci Non si modifica la struttura della spesa
fino ad oggi consolidato, anzi si aumenta perché nel corso del
2007 la spesa regionale è aumentata del 7 per cento; si
costruiscono entrate fittizie e alla fine avete fatto il pareggio
di bilancio.
Così stiamo producendo soltanto il baratro finanziario e non è
un caso che in questi giorni si affronta il nodo sanità e lo si
affronta anche con delle sirene che - io spero - la politica
abbia il coraggio di mettere in silenzio, le stesse sirene che
hanno prodotto il disastro in questa regione sulla questione
sanità, facendo risultare la Sicilia come la regione dove costa
di più pur avendo uno dei peggiori sistemi sanitari. Sirene che,
in qualche modo, non si vogliono rassegnare all'idea che la
sanità, più che essere un servizio per i cittadini siciliani, è
un sistema affaristico e di potere che serve soltanto a
controllare consenso e potere politico.
E allora, dobbiamo capire come intende agire l'assessore
Cimino.
Noi abbiamo due o tre nodi strutturali della spesa di questa
Regione - la questione della sanità è dentro al piano di rientro
-, vedremo se questo Governo sarà in grado di risolverli perché
fino ad oggi stiamo assistendo soltanto al teatrino delle
dichiarazioni.
Questo Governo, nei primi tre mesi, ha raggiunto sicuramente un
grande primato: è il Governo che ha fatto più comunicati stampa
rispetto ai precedenti e la stampa regionale è piena di
dichiarazioni, di principi, di obiettivi, di intendimenti ma non
c'è un solo provvedimento che qualifichi l'azione risanatrice di
questo Governo rispetto alla struttura finanziaria della Regione.
L'altro vero nodo da risolvere è quello della formazione
professionale.
E allora, intendiamoci: se noi vogliamo far diventare il
passaggio del rendiconto un passaggio burocratico formale, basta
fare le somme per scoprire che questo rendiconto ci presenta un
disavanzo, un saldo negativo; e chi si occupa di contabilità sa
bene che i bilanci pubblici hanno un dovere: il saldo deve essere
zero
E allora, assessore Cimino, cosa si fa della formazione
professionale? I costi della formazione professionale a carico
del bilancio della Regione continuano a crescere, pur con una
scarsa qualificazione professionale per i giovani e per le
persone che agiscono e frequentano i corsi di formazione, i quali
difficilmente daranno mai un posto di lavoro. Ma in compenso
continua a crescere un sistema che, in qualche modo, tende a
moltiplicarsi nel futuro e magari fra qualche anno dovremo, anche
lì, definire un piano di rientro.
Allora, pensiamoci in tempo, non aspettiamo che i buoi
scappino dalla stalla per poi andarli a cercare; affrontiamo i
problemi oggi che qualche animale è ancora dentro la stalla,
scusate la metafora, ma è riferita ad uno dei temi che costa
tanto a questa Regione.
L'ultima questione che volevo affrontare - e concludo - è
quella della spesa, quella che poi crea anche scandalo.
Il nostro Parlamento ha varato norme con l'obiettivo della
riduzione della spesa, con l'obiettivo di dimezzare i costi per
le consulenze, i costi per gli esperti, le indennità per gli
amministratori, non di dimezzarli, semplicemente applicare la
norma finanziaria nazionale per quanto riguarda le indennità agli
amministratori delle società partecipate nella nostra Regione.
Assessore Cimino, chi ne risponde del fatto che mentre si
applicano tali leggi, nel corso del 2007 alcuni enti e alcune
società partecipate da questa Regione abbiano aumentato, se non
raddoppiato le proprie indennità in dispregio delle norme
vigenti?
Il buon senso amministrativo non si può fare soltanto con
dichiarazioni di principio
Le chiedo, formalmente, che venga fatto un accertamento sulle
responsabilità dei soggetti che hanno l'obbligo della vigilanza
nei confronti degli enti sottoposti a vigilanza e controllo della
Regione, e che non hanno fatto o prodotto atti tali da impedire
anche l'aumento se non il raddoppio delle indennità, in dispregio
alle norme vigenti.
Concludo perché credo che questa occasione del Rendiconto ci
consegni un dato: il bilancio di questa Regione deve cambiare
persino nell'impostazione non solo grafica ma contenutistica. Non
è più tollerabile che in una grande regione con oltre 5 milioni
di abitanti, che ha un bilancio di oltre 16 miliardi di euro,
approviamo un bilancio dove, forse, conosciamo la previsione
finanziaria che faremo nel corso dell'esercizio successivo, ma
non conosciamo quanto abbiamo previsto nell'anno precedente e,
soprattutto, quanto rispetto al previsto abbiamo effettivamente
erogato ed accertato. Il bilancio di questa Regione è il più
oscuro e opaco persino del più piccolo Comune siciliano. Altro
che riforma della legge sulla contabilità
Onorevole Cimino, si impegni a garantire che il bilancio che
sarà prodotto per quest'Aula sia leggibile non solo agli esperti
di economia o di contabilità, ma a qualunque cittadino siciliano
anche attraverso i sistemi dell'innovazione tecnologica come
internet, garantendo quindi che sia un atto per davvero pubblico.
Non sono cose di poco conto, perché avere come fondamento la
trasparenza nella funzione pubblica che si esercita è la garanzia
per tutti di libertà.
Credo che il rendiconto di oggi, debba essere vissuto con
rigore - pur sapendo che poi la politica è chiamata a fare delle
scelte, ci mancherebbe - e non con la retorica di chi il giorno
dopo il 30 giugno di ogni anno si limita a dire di avere
ascoltato e di condividere le affermazioni che vengono fatte
puntualmente dopo il giudizio di parifica del Rendiconto per poi
dimenticarselo dal 2 luglio in poi. Non possiamo vivere il
bilancio consuntivo della Regione soltanto l'1 luglio di ogni
anno. Dobbiamo essere conseguenti.
Per chi non mi segue il 30 giugno è la data nella quale la
Corte dei Conti esprime giudizio di parifica, il primo luglio ci
sono le dichiarazioni e dal 2 luglio tutto ricomincia daccapo.
Allora, da questo punto di vista credo che abbiamo il dovere di
mettere le nostre carte in regola, anche perché - e concludo con
questa battuta - siamo alla vigilia di questioni assai rilevanti
per la vita di questo Paese, per la funzione, se ancora ci sarà
una funzione unitaria in questo Paese.
Il dibattito sul federalismo, su quello che sarà, ci chiamerà a
scelte, a questioni assai complesse. Sento boati di chi chiede
l'abolizione dell'autonomia speciale, di abolire le specialità e
coloro che immaginano di abolire le specialità - dobbiamo
saperlo, non dobbiamo essere ipocriti fra di noi - lo pensano
avendo un'immagine della Sicilia, perché noi abbiamo dato una
rappresentazione dell'autonomia e della specialità come autonomia
dei privilegi e non delle opportunità.
Noi possiamo difendere l'autonomia se siamo in grado di avere
le carte in regola, se siamo in grado di premiare la
responsabilità e non il piè di lista. Per farlo abbiamo bisogno
di una politica che abbia il coraggio di fare scelte, di mettere
le mani sui problemi di questa terra avendo la forza di non
guardare in faccia nessuno, amici e nemici.
Ha la forza questo Governo di risanare il bilancio di questa
Regione? Perché se è così è più forte anche del dibattito sul
federalismo, altrimenti rischia di essere un pianto e anche una
sceneggiata del pianto.
Annuncio che, a conclusione di questo dibattito, proporrò e ho
già predisposto un ordine del giorno in cui chiediamo al
Presidente della Regione di essere coerente e concreto nella
battaglia per rivendicare i diritti dell'Autonomia speciale del
nostro Statuto e rivendicandoli fino in fondo anche in occasione
del 27 settembre, data nella quella è prevista la Conferenza
Stato-Regioni che dovrà esprimere il giudizio sul disegno di
legge governativo.
Bene, in quella sede noi chiederemo al Presidente della Regione
di fare fino in fondo gli interessi dello Statuto siciliano a
partire dal fatto che qualunque riforma federalista in tema
fiscale non può che essere negoziata nella Commissione paritetica
che è l'unico organo che regola i rapporti tra la Sicilia e lo
Stato, non essendo noi non soltanto una Regione a statuto
ordinario, ma neanche una semplice Regione a statuto speciale.
Rivendichiamolo fino in fondo il principio pattizio nel
rapporto fra la Sicilia e lo Stato, ma avendo le carte in regola
e promuovendo in quest'Aula un confronto vero fra le forze
politiche perché tutti si assumano la responsabilità di fronte
alle questioni sulle quali saremo chiamati nei prossimi giorni e
nei prossimi mesi.
Credo che anche così faremo un buon servizio alla Sicilia,
evitando di fare diventare la politica soltanto il teatrino delle
dichiarazioni, delle parole che non sono seguite da fatti.
Se così sarà, il Gruppo del Partito Democratico in quest'Aula
lavorerà per difendere gli interessi della Sicilia che non vuole
più sentirsi ipotecata e pagare il prezzo di un passato nefasto
che molto spesso ha portato tanti di noi a provare vergogna per
come sono state gestite le casse di questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci altri deputati
iscritti a parlare ha facoltà di parlare l'onorevole assessore
Cimino per una replica.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto desidero ringraziare
tutti voi e il Presidente dell'Assemblea per l'opportunità che mi
si dà oggi di intervenire su un tema così importante che, come ha
ribadito il presidente della Commissione Bilancio , onorevole
Savona, riveste un ruolo che non è di mera formalità.
Ritengo che in questa fase finanziaria, che ha inizio in questa
legislatura con l'approvazione del rendiconto esaminato e
parificato dalla Corte dei Conti, c'è l'opportunità di disegnare
una nuova filosofia della materia fiscale regionale, soprattutto
condividendo un tema forte che oggi è il tema del federalismo
fiscale.
Tutte le altre Regioni stanno a guardare come la Sicilia si
comporterà e come si relazionerà su alcuni temi importanti che
negli anni abbiamo sempre cercato di difendere, come l'articolo
36 del nostro Statuto sull'autonomia finanziaria della Regione,
l'articolo 37 sull'obbligo che le imprese che producono in
Sicilia devono poter versare le proprie imposte alle casse
regionali e l'articolo 38 che fissa il tema della solidarietà
nazionale.
Perché è importante questo dato? Questo dato oggi deve poter
partire dal rendiconto, che fissa dei paletti, delle
problematiche che, in parte, sono dati che l'onorevole Cracolici
ha voluto ribadire e non sono veritiere. Infatti, non è vero che
le spese correnti siano inferiori rispetto alle attività che si
sono svolte perché abbiamo avuto un risparmio di circa 1
miliardo.
In più, gli altri saldi li vediamo negativi soltanto perchè vi
è stata, fortunatamente, una maggiore spesa per investimenti per
chiudere il POR di Agenda 2000, quindi un percorso che deve
essere visto da un lato direi positivo.
Ma oggi, noi stiamo partendo con un dibattito forte a livello
nazionale dove sicuramente la Conferenza dei Presidenti delle
Regioni sta dibattendo e trova la Regione siciliana in una
posizione isolata; spero, che l'onorevole Cracolici possa
intervenire con i compagni del suo partito, che oggi hanno ruoli
di Governo, affinché le prerogative statutarie della Regione
vengano difese e non distorte come quest'oggi è avvenuto con
l'onorevole Vendola, l'onorevole Bassolino e l'onorevole Iorio.
Su queste posizioni - così come ha ribadito l'onorevole
Cracolici - il bilancio della Regione siciliana, e lo sa bene chi
in quest'Aula ha vissuto diverse esperienze, è stato sempre un
momento che ha avuto poca importanza rispetto alle altre fasi.
Allora, noi vogliamo, come Governo, che il bilancio della
Regione siciliana sia chiaro, leggibile, fortemente consultabile
con i sistemi dell'innovazione e dia quel segnale forte che non è
un segnale degli annunci, ma un segnale della politica concreta
che stiamo facendo e stiamo portando avanti, esempio ne sia la
riduzione degli ATO o la riduzione che stiamo discutendo sulle
società collegate per riuscire a realizzare un bilancio che nasca
dal lavoro parlamentare e questa volta, signor Presidente, non
vogliamo che il bilancio della Regione possa discutere soltanto
delle difficoltà economiche dei fondi regionali.
Vengo dalla Commissione Bilancio la quale ha una sua dizione
che è: Commissione bilancio per le finanze regionali ed
extraregionali ed è bene che quest'Aula, così come la stessa
Commissione, possa discutere non soltanto del bilancio della
Regione siciliana che sappiamo è una cassa vuota, ma anche del
bilancio che spetta per i fondi comunitari, quindi dell'Agenda
2007/2013.
Per questo noi riteniamo che sia indispensabile attivare la
riforma della legge di contabilità di bilancio che ci darà
l'opportunità, urgentemente esitato questo provvedimento, di
poter discutere in questa Aula del bilancio della Regione
siciliana, sapendo insieme se vi è da ridurre sulla formazione
professionale per potenziare altri settori che se ne discuta, ma
così come si possa discutere che dai fondi della Comunità
europea, dei fondi di Agenda 2007/2013 dove bisogna attivare una
programmazione che deve essere politica possa nascere anche da
quest'Aula sapendo che si lavora con grande sinergia tra ciò che
è rappresentato dalla Cassa regionale dei fondi regionali e ciò
che è rappresentato dai fondi comunitari.
L'onorevole Cracolici ha posto alcune perplessità che
francamente con questa logica di governo e di nuova fase di
legislatura verranno sicuramente superate perché, oltre la
politica di rigore che fortemente il Presidente Lombardo ha
lanciato e che l'intero Governo sta realizzando, siamo
consapevoli che eliminando la finanziaria si darà la possibilità
e l'opportunità a questo Parlamento di esaminare bene il bilancio
della Regione consapevoli che le cifre che saranno iscritte
saranno quelle che realmente esistono e che realmente saranno
spese per le esigenze del nostro territorio; consapevoli che vi
saranno le spese per gli investimenti e le spese per le attività
correnti.
Qualche dubbio sorge su alcune attività che sono state svolte
per quando riguarda il rapporto tra la Corte dei Conti, ad
esempio sulla valorizzazione del patrimonio della Regione.
Proprio su questo argomento noi stiamo lavorando e vogliamo che
quelle competenze, che negli anni sono state frastagliate nei
diversi assessorati, possano, grazie al lavoro dell'Assemblea
regionale, divenire competenze di un solo assessorato, di un solo
dipartimento proprio per accelerare questa attività di
valorizzazione consentendo l'acquisizione di risorse al nostro
territorio.
Con questo documento, signor Presidente, noi vogliamo aprire
l'attività finanziaria di questa legislatura non parlando del
passato, consapevoli che nel passato vi sono stati dei rapporti
di conflittualità, ma anche di discussione con il Governo
nazionale. Oggi abbiamo la forza insieme, consapevoli che vi è un
tavolo formato da altre regioni che discute anche della nostra
autonomia regionale, e vogliamo con forza garantire l'autonomia
costituzionale della Regione siciliana, consapevoli che possiamo
rendere i nostri conti maggiormente forti e credibili oggi più
che mai che il federalismo ci darà non soltanto la forza
dell'autonomia, ma anche la forza delle competenze da esercitare
in pieno, come quello dell'assistenza e della pubblica
istruzione.
Proprio per questo il rendiconto si sposa con un ragionamento
complessivo che abbiamo fatto e che con il Documento di
programmazione economico-finanziaria depositato già in
Commissione Bilancio speriamo di potere attivare con il
conforto ed il contributo di questa Assemblea e di questa
Presidenza per potere disegnare una pagina nuova che darà alla
nostra autonomia maggiore credibilità, autorevolezza e forza
rispetto al passato.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
Titolo I
Approvazione dei rendiconti
«Articolo 1.
1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
il rendiconto dell'Azienda delle foreste demaniali per
l'esercizio 2007 sono approvati nelle risultanze di cui ai
seguenti articoli».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
Titolo II
Amministrazione regionale
Capo I
Conto del bilancio
«Articolo 2.
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, accertate nell'esercizio finanziario 2007 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
16.558.601.753,43.
2. I residui attivi determinati alla chiusura dell'esercizio
2006 in euro 14.433.410.890,56 risultano stabiliti, per effetto
di maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della
gestione 2007, in euro 14.489.403.596,07.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2007 ammontano
complessivamente a euro 13.470.434.011,31 così risultanti:
Somme versate Somme rimaste Somme
rimaste Totale
da versare da riscuotere
(in euro)
Accertamenti 15.250.133.453,80 176.321,96
1.308.291.977,67 16.558.601.753,43
Residui attivi dell'esercizio 2006
2.327.437.884,39 651.943.881,59
11.510.021.830,09 14.489.403.596,07
Residui attivi al 31/12/2007 13.470.434.011,31».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborsi di
prestiti, impegnate nell'esercizio finanziario 2007 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
18.201.479.090,70.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2006 in euro 5.550.836.903,72 risultano stabiliti, per il
combinato effetto di economie e perenzioni, verificatesi nel
corso della gestione 2007, in euro 3.765.757.750,49.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2007 ammontano
complessivamente a euro 4.626.467.780,13 così risultanti:
Somme pagate Somme rimaste Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 15.163.823.989,33 3.037.655.101,37
18.201.479.090,70
Residui passivi
dell'esercizio 2006 2.176.945.071,73 1.588.812.678,76
3.765.757.750,49
Residui passivi al 31/12/2007 4.626.467.780,13».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Disavanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2007 ha
determinato un disavanzo di euro 1.642.877.337,27 come segue:
Entrate correnti euro 15.966.604.534,52
Entrate in capitale euro 591.997.218,91
Accensione di prestiti euro ===========
Totale entrate euro
16.558.601.753,43
Spese correnti euro 14.914.654.797,57
Spese in conto capitale euro 2.950.125.159,24
Rimborso di prestiti euro 336.699.133,89
Totale spese euro
18.201.479.090,70
Disavanzo della gestione di competenza euro
1.642.877.337,27».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Articolo 5.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2007 di euro
9.490.062.605,71 risulta stabilito come segue:
Disavanzo della gestione di competenza euro
1.642.877.337,27
Avanzo finanziario dell'esercizio 2006 euro
9.291.868.084,24
Aumento nei residui attivi lasciati
dall'esercizio 2006 (per riaccertamenti) euro 5
5.992.705,51
Diminuzione nei residui passivi lasciati dall'esercizio
2006:
per perenzione amministrativa euro 1.433.186.744,84
per economia euro
351.892.408,39 euro 1.785.079.153,23
Avanzo finanziario effettivo dell'esercizio 2007euro
11.132.939.942,98
Avanzo finanziario al 31 dicembre 2007 euro
9.490.062.605,71».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
«Articolo 6.
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 563.336.777,96 il fondo di
cassa alla fine dell'anno finanziario 2007 come risulta dai
seguenti dati:
A T T I V I T A'
- Residui attivi al 31 dicembre 2007:
a) per somme rimaste da riscuotere euro
12.818.313.807,76
b) per somme riscosse e non versate euro
652.120.203,55
- Crediti di tesoreria
euro 1.944.290.336,51
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2007 euro
563.336.777,96
euro 15.978.061.125,78
P A S S I V I T A'
- Residui passivi al 31 dicembre 2007 euro
4.626.467.780,13
- Debiti di tesoreria
euro 1.861.530.739,94
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2007 euro
9.490.062.605,71
euro
15.978.061.125,78».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
CAPO II
Conto generale del patrimonio
«Articolo 7.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della
Regione, al 31 dicembre 2007, resta stabilita come segue:
A T T I V I T A'
- Attività finanziarie euro 15.978.061.125,78
- Crediti e partecipazionieuro 2.896.489.716,90
- Beni patrimoniali euro 598.462.593,67
euro 19.473.013.436,35
P A S S I V I T A'
Passività finanziarie euro 6.487.998.520,07
Passività patrimoniali euro 8.285.990.722,89 euro
14.773.989.242,96
ECCEDENZA delle attività
sulle passività al 31 dicembre 2007 euro
4.699.024.193,39».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
Titolo III
Appendice al bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2007
Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
CAPO I
Conto del bilancio
«Articolo 8.
Entrate
1. Le entrate correnti ed in conto capitale accertate
nell'esercizio finanziario 2007 per la competenza propria
dell'esercizio risultano stabilite in euro 200.956.279,71.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2006 in euro 145.836.998,25 risultano stabiliti, per effetto di
maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2007, in euro 144.858.343,26.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2007 ammontano
complessivamente ad euro 151.954.343,26 - così risultanti:
Somme versate Somme rimaste Somme rimaste
Totale
da versare da
riscuotere
(in euro)
Accertamenti 123.257.279,71 2.559.000,00 75.140.000,00
200.956.279,71
Residui attivi
dell'esercizio 2006 70.603.000,00 25.691.414,22 48.563.929,04
144.858.343,26
Residui attivi al 31/12/2007 151.954.343,26».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.
«Articolo 9.
Spese
1. Le spese correnti e in conto capitale, impegnate
nell'esercizio finanziario 2007 per la competenza propria
dell'esercizio, risultano stabilite in euro 201.196.442,57.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2006 in euro 140.893.722,56 risultano stabiliti, per effetto di
economie e perenzioni verificatesi nel corso della gestione 2007,
in euro 136.183.587,51.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2007 ammontano
complessivamente a euro 142.851.684,29 così risultanti:
Somme pagate Somme rimaste
Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 83.401.518,58 117.794.923,99
201.196.442,57
Residui passivi
dell'esercizio 2006 111.126.827,21 25.056.760,30
136.183.587,51
Residui passivi al 31/12/2007 142.851.684,29».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
«Articolo 10.
Avanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2007 ha
determinato un disavanzo di euro 240.162,86 come segue:
Entrate correnti euro 125.897.279,71
Entrate in capitale euro 75.059.000,00
Totale entrate euro
200.956.279,71
Spese correnti euro 124.526.988,51
Spese in conto capitale euro 76.669.454,06
Totale spese euro
201.196.442,57
Disavanzo della gestione di competenza euro
240.162,86».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.
«Articolo 11.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2007 di euro
12.093.031,07 risulta stabilito come segue:
Disavanzo della gestione di competenza euro
240.162,86
Avanzo finanziario dell'esercizio 2006 euro
8.601.713,87
Diminuzioni nei residui passivi
lasciati dall'esercizio 2006
Per perenzione amministrativa euro 2.565.182,94
Per economia euro
2.144.952,11 euro 4.710.135,05
Diminuzione nei residui attivi lasciati
dall' esercizio 2006 (riaccertamenti) euro
978.654,99
Avanzo finanziario effettivo dell'esercizio 2006
euro 12.333.193,93
Avanzo finanziario al 31 dicembre 2007 euro
12.093.031,07».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.
«Articolo 12.
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 4.096.285,37 il fondo di
cassa alla fine dell'anno finanziario 2007 come risulta dai
seguenti dati:
A T T I V I T A'
- Residui attivi al 31 dicembre 2007 euro
151.954.343,26
- Crediti di tesoreria
euro 7.883,09
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2007 euro
4.096.285,37
Euro 156.058.511,72
============
P A S S I V I T A'
- Residui passivi al 31 dicembre 2007 euro
142.851.684,29
- Debiti di tesoreria euro
1.113.796,36
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2007 euro
12.093.031,07
euro 156.058.511,72».
============
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura.
CAPO II
Conto generale del patrimonio
«Articolo 13.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Azienda delle foreste
demaniali della Regione siciliana al 31 dicembre 2007, resta
stabilita come segue:
A T T I V I T A'
- Attività finanziarie euro 156.058.511,72
- Beni patrimoniali euro 25.535.428,65 euro
181.593.940,37
P A S S I V I T A'
Passività finanziarie euro 143.965.480,65
Passività patrimoniali euro 2.929.442,44 euro
146.894.923,09
ECCEDENZA delle attività
sulle passività al 31 dicembre 2007
euro 34.699.017,28
========».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.
«Articolo 14.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
del giorno n. 17, a firma degli onorevoli Cracolici e Maira.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
l'eventuale approvazione del disegno di legge in materia di
federalismo fiscale approvato dal Governo nazionale determinerà
precise conseguenze sull'assetto socio-economico della nostra
Regione, rischiando di aggravarne le attuali condizioni;
il 27 settembre la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato e le regioni sarà chiamata ad esprimere il proprio parere
sul merito del provvedimento e che tale parere sarà determinante
per il prosieguo dell'iter della riforma;
rilevato che, in base alle posizioni assunte da alcuni
esponenti del Governo nazionale, relative alla riforma in
discussione, emerge l'intendimento di superare l'istituto delle
regioni a Statuto speciale;
considerato che per le modificazioni dello Statuto si applica
il procedimento stabilito dalla Costituzione per l'approvazione
delle leggi costituzionali così come sancito dall'articolo 41 ter
dello Statuto medesimo;
ritenuto che:
le possibili ricadute della riforma federalista, discusse anche
in occasione dei confronti pubblici susseguitisi in questi
giorni, potrebbero determinare delle decurtazioni alle
prestazioni assistenziali così come ai servizi pubblici;
la riforma, nel porsi l'obiettivo di trasferire alla Regione
funzioni, competenze e prerogative attualmente in carico allo
Stato, non individua in misura definita le conseguenti e
necessarie risorse economiche né le relative fonti di
finanziamento,
impegna il Presidente della Regione
a tutelare le prerogative sancite dallo Statuto siciliano dando
vita, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato e le regioni, ad ogni iniziativa atta ad esprimere il
parere della Regione su un'ipotesi di riforma federalista solo
dopo la sua definizione in sede di Commissione paritetica Stato-
Regione, salvaguardando in tal modo la natura pattizia delle
prerogative sancite dallo Statuto siciliano;
a promuovere, unitamente al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, un dibattito parlamentare che affronti i nodi della
riforma in questione».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Formica, Vinciullo, Oddo
e De Benedictis hanno chiesto di apporre la loro firma all'ordine
del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, condivido pienamente questo
ordine del giorno. Si tratta di una questione che anche oggi è
stata fortemente ribadita nella Conferenza unificata a Roma e
sono contento che si ponga questo problema anche qui in Assemblea
essendo questo un momento delicato che è bene venga vissuto
interamente dal Parlamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono contento
che tutti i colleghi abbiano sottoscritto l'ordine del giorno e
sono anche contento delle dichiarazioni del Governo, però vorrei
che fosse chiaro di cosa stiamo parlando.
Il Governo non può dare parere favorevole a questo disegno di
legge se non viene modificato il testo nella parte che prevede
solo con la Conferenza paritetica il rapporto fra Sicilia e
Stato.
Vorrei che fosse chiaro che il concetto di questa norma dà alla
prerogativa statutaria un valore così rilevante che non consente
al Presidente della Regione o ad un suo delegato, nel caso
specifico l'assessore per il bilancio e le finanze, di esercitare
il parere favorevole su un testo che, ad oggi, non garantisce le
prerogative statutarie previste dal nostro Statuto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegare
il senso della firma che ho apposto alla richiesta che è stata
presentata dall'onorevole Cracolici e lo spiego facendo un passo
indietro, perché solo così si può comprendere la ragione di
quella richiesta ed anche il fatto che molti colleghi, me
compreso, hanno inteso apporre la propria firma a questo ordine
del giorno.
Noi abbiamo assistito nel corso di questi ultimi cinquant'anni,
forse anche qualcosa in più, ad un tentativo continuo, costante,
ma purtroppo - ahimè per noi - efficace di smantellamento di ciò
che prevedeva il nostro Statuto, di ciò che erano anche gli
organi statutari, e parliamo di organi costituzionali e
costituzionalmente garantiti, per preservare, disciplinare i
rapporti tra lo Stato e la regione.
Uno di questi organi era proprio la Conferenza paritetica, che
già nel nome, paritetica , ci metteva in una condizione alquanto
diversa rispetto alle altre regioni.
Lo smantellamento dell'Alta Corte di giustizia, lo
smantellamento di una serie di previsioni che erano contenute
all'interno dello Statuto, sostanzialmente, piano piano, ci hanno
messo in una condizione di eguaglianza con le altre regioni.
Tutto questo, chiaramente, ha avuto come effetto una
diminuzione via via progressiva delle risorse, delle prerogative,
delle prospettive che prevedeva lo Statuto, fino ad arrivare
insomma ad una situazione nella quale noi abbiamo qualche
briciola buttata lì: tieni, prendi questo e stai zitto, e
ringrazia pure se te lo do .
Perché quindi è importante andare a regolare i rapporti nella
Conferenza paritetica e non nella Conferenza Stato-Regioni?
Perché nella Conferenza Stato-Regioni siamo una delle venti
regioni italiane e al pari delle altre contiamo per una. Siccome
viviamo in una fase nella quale c'è, ovviamente, e
malauguratamente per noi, un attacco forte verso il Sud e verso
la nostra autonomia, che è vista come una specialità da parte
delle regioni del Nord che a tutti i costi vogliono smantellarla,
è ovvio che quando ci troviamo nella Conferenza Stato-Regioni noi
assistiamo costantemente ad un attacco che non ha colore
politico, è bene che ognuno si renda conto che non c'è più
differenza di colore politico nei rapporti tra lo stato e le
autonomie locali, siano esse le regioni, siano esse i comuni,
siano esse le province.
I rapporti, ormai, si regolano per ambiti territoriali, per
interessi omogenei territoriali, ed in Conferenza Stato-Regioni
si assiste costantemente alle cosiddette alleanze anomale.
Noi vediamo che sono perfettamente d'accordo Toscana, Emilia
Romagna, Veneto e Lombardia. Abbiamo assistito al fatto che,
nella regione Lombardia, il disegno di legge sul federalismo
fiscale, perché è partito da quello che è stato approvato dalla
regione Lombardia, è stato votato all'unanimità, ed era un
disegno di legge che, a mio avviso, se non staremo attenti
ucciderà la Sicilia
Assistiamo a questi incroci anomali e la stessa cosa avviene al
Sud, dove ci sono amministrazioni regionali di colore diverso che
sono d'accordo con noi perché i problemi sono unanimi, sono
uguali, sono comuni. In alcuni casi non abbiamo neanche l'aiuto
delle regioni meridionali, perché le altre regioni meridionali
vedono la nostra specificità, la nostra specialità come una
minaccia per loro
Ecco il senso della mia approvazione, della firma da me apposta
alla proposta avanzata dall'onorevole Cracolici, che ritengo
molto giusta, perché dovremmo riuscire ad imporre a livello
nazionale nient'altro che il rispetto della Carta costituzionale,
e cioè il fatto che, essendo una regione a statuto speciale, i
rapporti devono essere regolati in sede di conferenza paritetica.
Peraltro, i componenti della Conferenza paritetica, per quanto
riguarda la Regione Sicilia, sono nominati dalla nostra Regione
per cui non c'è neanche il problema o la preoccupazione di non
avere una rispondenza tra il Governo o il Parlamento della
Regione e chi ci dovrebbe rappresentare in quella sede con una
sola piccola ma enorme, dal significato enorme, differenza che lì
siamo uno a uno ed è proprio per questo che lo Stato a livello
centrale non l'ha mai accettato.
Quindi, non solo ho apposto la firma, ma mi auguro che il
Governo accetti questa idea perché è, a mio avviso, l'unico modo
per preservare il nostro Statuto e per darci più forza proprio in
questo momento che si discute di federalismo fiscale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici nel suo
intervento ha specificato in modo più chiaro la parte relativa
all'impegno del Presidente della Regione che recita Impegna il
Presidente della Regione a tutelare le prerogative dello Statuto
e a tal fine a porre in essere, in sede di Conferenza Stato-
Regioni, ogni iniziativa utile che miri a dare un parere della
Regione ad un'ipotesi di riforma federalista solo dopo la sua
definizione in sede di Commissione paritetica Stato-Regione
salvaguardando in tal modo le prerogative , la restante parte
resta immutata.
Pongo in votazione l'ordine del giorno. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 163/A
avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno
finanziario 2008» (164/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
164/A Assestamento del bilancio della Regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2008 , posto al numero 2).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta in quanto consequenziale al
rendiconto che abbiamo già approvato.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
«Articolo 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2008 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A».
Sospendo l'esame dell'articolo 1 per passare all'annessa
tabella A.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
«Articolo 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2008 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B».
Sospendo l'esame dell'articolo 2 per passare all'annessa
tabella B.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
1. Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2008 sono introdotte le
variazioni di cui alle annesse tabelle C' e D'.
Sospendo l'esame dell'articolo 3 per passare alle annesse
tabelle C e D.
Pongo in votazione la tabella C. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la tabella D. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio della
Regione
1. Al Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio
finanziario 2008, sono apportate le seguenti variazioni in
migliaia di euro.
ENTRATA
Fondo iniziale di cassa -
109.974
SPESA
Bilancio e Finanze
Bilancio e Tesoro
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215711 - Interventi Regionali -
109.974».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Modifica all'elenco n. 1 di cui all'articolo 3, comma 1,
della legge regionale 6 febbraio 2008
1. Dall'elenco n. 1 delle spese obbligatorie e d'ordine di cui
all'articolo 3, comma 1, della legge regionale 6 febbraio 2008,
n. 2, è eliminato il capitolo 219207».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del disegno
di avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicola Leanza ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Norme per la nomina del
revisore contabile
di Riscossione Sicilia S.p.A. e Norme in materia di revoca di
contributi
concessi dalla Regione» (165-102/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Norme per la nomina del revisore contabile di Riscossione
Sicilia S.p.A. e Norme in materia di revoca di contributi
concessi dalla Regione» (nn.165-102/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della
relazione scritta con un solo chiarimento sull'articolo 2.
I contributi concessi a qualsiasi titolo dalla Regione sono
revocati qualora sia accertata a carico dei soggetti beneficiari
evasione fiscale o contributiva. Mi dicevano gli Uffici che c'è
stato un chiarimento anche da parte del Commissario dello Stato,
per essere certi della bontà della norma affinché la stessa non
sia oggetto di impugnativa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato fatto un
approfondimento anche con gli Uffici della Ragioneria generale
sulla eventuale possibilità di applicazione di una norma così
emendata e c'era qualche problema per cui l'articolo 2 andava
riscritto; infatti, così come era stato approvato dalla
Commissione bilancio non avrebbe avuto l'efficacia che tutti noi
auspichiamo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci sono state
due linee di pensiero: il Governo, nella presentazione del
disegno di legge aveva abrogato l'articolo 17; in Commissione è
stato presentato un altro disegno di legge di iniziativa
parlamentare. In quella sede li abbiamo unificati trovando una
linea comune, quella che ha suscitato l'interesse da parte degli
uffici.
Preannuncio, comunque, la presentazione di un emendamento di
riscrittura dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ritengo che il testo presentato
dal Governo, che prevedeva la soppressione dell'articolo 17,
fosse il migliore.
Dichiaro aperta la discussione generale. Non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
«Articolo 1.
Modifiche ed integrazioni all'articolo 2 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19
1. All'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
19, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. Al fine di garantire le finalità di cui al disposto del
comma 3 dell'articolo 3 del decreto legge 30 settembre 2005, n.
203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,
n. 248, il revisore contabile della Riscossione Sicilia SpA' è un
magistrato della Corte dei Conti, dalla stessa designato, in
possesso, per tutta la durata del mandato, dei requisiti di cui
all'articolo 2409 quinquies del codice civile. Allo stesso sono
dovuti gli emolumenti di cui all'articolo 84 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche e
integrazioni, alle condizioni e nella misura ivi stabilite».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
Articolo 2.
Modifiche all'articolo 17 della legge regionale 6 febbraio 2008,
n. 1
1. L'articolo 17 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, è
così sostituito:
Art. 17. - 1. I contributi concessi, a qualsiasi titolo, dalla
Regione sono revocati qualora sia definitivamente accertata, a
carico dei soggetti beneficiari, evasione contributiva o fiscale,
nei limiti fissati dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e
successive modifiche e integrazioni».
Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Vinciullo, Formica e Pogliese:
emendamento 2.1
«1. L'articolo 17 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1 è
abrogato.»;
- dall'onorevole Bonomo:
emendamento 2.2
«1. L'articolo 17 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1 è
così sostituito:
Art. 17 - 1. I contributi concessi, a qualsiasi titolo, dalla
Regione sono revocati qualora sia definitivamente accertata, a
carico dei soggetti beneficiari, evasione contributiva o
fiscale.
2. Nei casi previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n.
74 e successive modifiche ed integrazioni, in attesa del
definitivo accertamento della responsabilità penale, i
contributi in corso di erogazione sono immediatamente sospesi e
quelli già erogati sono immediatamente revocati.».
Si passa all'emendamento 2.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.2 si intende precluso.
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
«Articolo 3.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, concluso l'iter del disegno di legge ,
dobbiamo procedere alla votazione finale dello stesso. Se l'Aula
fosse pronta potremmo votarlo stasera, in caso contrario si
rinvierebbe a domani mattina con l'impegno di essere presenti
all'orario stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho l'impressione che,
nell'euforia del momento, abbia commesso una imprudenza
abbastanza delicata, non concedendo le 24 ore di tempo per la
presentazione degli emendamenti, come da Regolamento.
Ed io che domani dovevo presentare un emendamento, a cosa lo
presento?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si era convenuto, in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che questi
quattro disegni di legge andassero in Aula senza emendamenti.
CRACOLICI. No, signor Presidente, non dica cose che non sono
state convenute
Ero fermo alla modifica del secondo comma dell'articolo 2,
togliere la parola accertato ed inserire la parola
definitivo , e lei ha già posto in votazione tutto, compresa la
soppressione di un articolo.
PRESIDENTE. L'articolo è stato modificato, non è stato
soppresso totalmente.
CRACOLICI. Signor Presidente, le chiedo formalmente di rivedere
la procedura fin qui eseguita, perché si creerebbe un incidente.
Non ci metta in difficoltà.
Chiedo una breve sospensione della seduta prima di convocarla
per domani, poiché il testo non è stato esaminato così come
prevede il Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, adesso sospendiamo la seduta,
però volevo chiarire che sul rendiconto della Regione non si
potevano presentare emendamenti.
CRACOLICI. Signor Presidente, sul rendiconto non ci sono
emendamenti, così come l'assestamento tecnico del bilancio è un
atto che discende dal rendiconto e quindi non è emendabile.
Ma questo è un disegno di legge specifico dove è possibile
presentare emendamenti. Pertanto, lei doveva concedere i tempi
regolamentari per una loro eventuale presentazione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.01, è ripresa alle ore 21.22)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 18
settembre 2008, alle ore 10.30, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Votazione finale dei disegni di legge:
1) - Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione
siciliana e dell'Azienda foreste demaniali della Regione
siciliana (n. 163/A);
2) - Assestamento del bilancio della Regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2008 (n. 164/A);
3) - Integrazione dell'articolo 27 della legge regionale 6
febbraio 2008, n. 1 'Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2008' recante modifiche alla legge regionale 10
ottobre 1994, n. 37 Provvedimenti in favore delle cooperative
agricole' (n. 143/A);
4) - Norme per la nomina del revisore contabile di
Riscossione Sicilia S.p.A. e in materia di revoca di
contributi concessi dalla Regione (n. 165-102/A).
III - Elezione di cinque componenti della Commissione di
garanzia per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 21.24
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli