Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per consentire agli uffici la
definizione del testo del disegno di legge numero 645 esitato nel
pomeriggio dalla Commissione Bilancio', sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 19.00 e convoco, immediatamente,
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari presso la Sala
lettura deputati.
(La seduta sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 19.06)
VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 1162 - Notizie circa il progetto di potenziamento e
adeguamento al decreto legislativo n. 152/1999 dell'impianto di
depurazione consortile dell'area di sviluppo industriale - ASI - di
Messina, ubicato nel comune di Pace del Mela, in località Giammoro.
Firmatario: Corona Roberto
N. 1172 - Interventi per evitare danni a persone e cose a causa
delle esondazioni del fiume Oreto.
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
«Recepimento a livello regionale del decreto legge 31 gennaio
2007, n. 7, come modificato e integrato dalla legge di conversione
2 aprile 2007, n. 40, in materia di attività di guida turistica ed
accompagnamento turistico». (n. 646)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni e
Arena in data 2 dicembre 2010.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico che è stato inviato il seguente disegno di
legge è stato inviato alla competente Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle
acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico
in Sicilia» (n. 642)
di iniziativa popolare
inviato in data 3 dicembre 2010.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Oddo con nota prot. n. 9416
del 30 novembre 2010 ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 639 Modifiche all'articolo 81 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, riguardanti interventi a
compensazione dei danni da peronospora della vite.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla competente Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ente acquedotti siciliani. Nomina commissario liquidatore Avv.
Agostino Equizzi (n. 119/I)
- pervenuta in data 2 dicembre 2010
- inviata in data 3 dicembre 2010
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale n. 427 dell'11 novembre Accordo di programma quadro
trasporto aereo - Riprogrammazione risorse di cui alla delibera
CIPE del 22 marzo 2006, n. 3'.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che, con legge finanziaria regionale
corrente e, precisamente, con l'articolo 74 della l.r. n. 11 del 12
maggio 2010, per far fronte alla gravissima crisi che sta
attanagliando in Sicilia la categoria dei tassisti, veniva
istituito un fondo, stanziando la somma di 5.200.000,00 euro, per
le finalità di cui all'articolo 5, comma 1, della l.r. 6 aprile
1996, n. 29, relativamente agli anni 2006/2009;
considerato che, malgrado siano stati promossi diversi incontri,
sia con l'Assessore che con il dirigente generale del dipartimento
competente, dove sono stati concordati tempi e modalità di
liquidazione del contributo medesimo per gli anni di cui sopra, ad
oggi non è stata stanziata la suddetta somma;
preso atto che, ancora a distanza di oltre cinque mesi
dall'approvazione della superiore norma, nonostante le
rassicurazioni, nulla è stato fatto; anzi, da indiscrezioni,
sembrerebbe che l'originario stanziamento di bilancio, effettuato
con norma finanziaria, sia stato pesantemente decurtato, passando
da 5.200.000,00 euro ad appena 1.560.000,00 euro, quindi
assolutamente insufficiente per far fronte alla difficile
situazione in cui versano oggi i tassisti siciliani;
per sapere:
quali siano i motivi ostativi che, di fatto, stanno ritardando
l'erogazione del detto contributo e se corrisponda a verità la
temuta decurtazione dello stesso stanziamento di bilancio, in
considerazione del fatto che, se tale notizia risultasse fondata,
sarebbe stata consumata un'irregolarità amministrativa e un grave
affronto non solo alla categoria, ma anche all'Assemblea regionale
siciliana;
se non ritengano di dovere provvedere con urgenza per ovviare alle
lamentate lacune ed inefficienze amministrative, sbloccando
immediatamente l'erogazione del legittimo contributo dei tassisti e
nella sua interezza». (1526)
FALCONE
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che, a seguito di installazioni di parchi eolici in
prossimità di centri urbani, sono stati evidenziati nei residenti,
soprattutto quelli nel raggio di 2-3 Km, disturbi riconducibili a
una comune 'sindrome da pala eolica', caratterizzata da emicranie,
palpitazioni, depressioni e disturbi del sonno;
ricordato che la realizzazione di un impianto di parco eolico è
prevista da una convenzione stipulata nel 2004 tra il comune di
Joppolo Giancaxio (AG) e la Euro Wind srl in contrada Montefamoso,
distante solo 1 Km dal centro abitato;
visto che, per avere rassicurazioni e chiarimenti, sono state
presentate specifiche interrogazioni all'amministrazione del
sindaco Lo Dico nel consiglio comunale di Joppolo Giancaxio per
conoscere i tempi di realizzazione dell'impianto, l'effettiva
convenienza economica di tale investimento per il territorio e per
il comune e se erano stati avviati protocolli di legalità e
trasparenza con gli organi competenti;
considerato che a tutt'oggi nessuna risposta è pervenuta in sede
di consiglio comunale, tranne la consegna della convenzione
stipulata tra il comune e la Euro Wind srl, da cui si evince una
indubbia convenienza economica, ma nulla in tema di impatto
ambientale, di distanze di sicurezza dal centro abitato né di
sicurezza per la salute dei cittadini;
per sapere quali misure intenda adottare per rassicurare su tutto
il territorio della Regione le comunità in termini di trasparenza e
legalità, nonché in merito all'impatto ambientale, a precise
distanze di sicurezza dai centri abitati, tali da evitare
conseguenze alla salute riconducibili alla sindrome da pala eolica,
così come definita da appositi studi medici condotti in Gran
Bretagna e ormai diffusi e conosciuti a livello internazionale».
(1527)
MARINELLO
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che con decreto dell'Assessorato Beni culturali n. 77/2005
è stato istituito il registro delle eredità immateriali della
Regione siciliana allo scopo di identificare e classificare i beni
immateriali della Regione, per una corretta valorizzazione e
un'adeguata salvaguardia dal rischio di estinzione;
ricordato che il registro è suddiviso in quattro libri - il libro
dei saperi, il libro delle celebrazioni, il libro delle espressioni
e quello dei tesori umani viventi - e che l'iscrizione di un
elemento delle eredità immateriali in uno dei suddetti libri è
conseguente alla rilevanza regionale nella formazione della memoria
e identità di una comunità;
ricordato altresì che in allegato al suddetto d.a. 77/2005
(allegato A) erano raccolti gli indirizzi per il programma
regionale delle eredità immateriali della Regione siciliana,
previsto all'articolo 5 per la individuazione di strategie
finalizzate alla divulgazione e alla promozione di tali beni
immateriali;
considerato che, dopo il rilevante e prezioso lavoro di
individuazione e registrazione delle eredità immateriali della
Sicilia, non è seguito un adeguato programma di divulgazione della
loro conoscenza né di promozione all'interno e all'esterno della
Sicilia;
per sapere:
quali misure intenda adottare per la promozione e divulgazione
delle eredità immateriali già individuate;
quali e quante risorse intende assegnare a tale attività». (1528)
PANEPINTO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
a seguito della legge regionale 5/2009 di riordino del sistema
sanitario, il presidio ospedaliero di Palazzo Adriano (PA) é stato
ricompreso nel distretto Palermo 1 con Corleone e Partinico;
successivamente, con i decreti attuativi della riforma, per
Palazzo Adriano si é prefigurato il passaggio dell'ospedalità al
territorio, con ciò riducendo i servizi in atto assicurati presso
il presidio ospedaliero;
considerato che:
con deliberazione n. 166/2009 del dirigente generale, si é
stabilita presso il presidio ospedaliero di Palazzo Adriano la
persistenza della medicina per oltre un anno dall'avvio della nuova
riorganizzazione sanitaria con l'attivazione delle nuove strutture
afferenti alla lungodegenza, alla RSA, al day service di chirurgia
oculistica e al day service di oncologia medica;
successivamente, però, nei fatti, tale deliberazione non é stata
considerata negli effetti organizzativi che avrebbe dovuto produrre
e i servizi, anziché essere garanti sul livello
dell'ospedalizzazione, vengono trasferiti sul versante territoriale
con servizi di lunga assistenza RSA e come CTA;
si era stabilito, altresì, che l'avvio delle nuove strutture
sanitarie sarebbe avvenuto contestualmente alla cessazione delle
attività ospedaliere precedentemente assicurate;
la stessa VI Commissione legislativa permanente dell'ARS 'Servizi
sociali e sanitari', durante l'audizione delle parti di qualche
mese addietro, ha chiaramente fatto emergere la criticità della
istituzione venutasi a determinare e gli impegni per farvi fronte;
preso atto che:
all'improvviso, in questi giorni, di fatto sono stati smantellati
tutti i servizi sanitari assicurati presso il presidio ospedaliero
di Palazzo Adriano, senza che, tuttavia, si sono attivati,
contestualmente e come convenuto, i nuovi servizi individuati
(lunga assistenza, RSA e CTA), addirittura trasferendo, come é
realmente avvenuto, gli stessi malati in degenza presso il presidio
stesso presso altri presidi ospedalieri;
tutto ciò, senza alcun dubbio al riguardo, determina un grave
danno ai diritti alla salute dei cittadini residenti nel territorio
e fruitori del presidio ospedaliero, che non può essere accettato e
che, giustamente, ha suscitato la mobilitazione e le proteste degli
amministratori locali e della popolazione;
per sapere quali iniziative urgenti e straordinarie intenda
attivare per porre rimedio alla smobilitazione dei servizi sanitari
presso il presidio ospedaliero di Palazzo Adriano e contestualmente
avviare i nuovi servizi concordati e individuati, al fine di
continuare a garantire il diritto alla salute ai cittadini
residenti nell'area territoriale ove é ubicata l'ex struttura
ospedaliera di Palazzo Adriano». (1531)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
FARAONE
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
molte famiglie siciliane negli anni hanno deciso di adottare
minori in difficoltà e privi di famiglie provenienti da Paesi
stranieri;
non di rado, le cosiddette adozioni internazionali si manifestano
difficoltose ed impegnative sia dal punto di vista umano sia sotto
il profilo economico;
almeno per alleviare il peso economico delle predette adozioni, il
D.M. 21 dicembre 2007 prevede l'erogazione di un contributo
forfettario dell'importo di euro 1.200, onde coprire le spese
sopportate dalle coppie che hanno conferito l'incarico di seguire
la procedura adottiva ad un ente a ciò autorizzato;
condizione per fruire del predetto contributo è quella di aver in
corso o aver concluso l'adozione, con l'ausilio di uno dei suddetti
organismi, entro il 31 dicembre del 2007;
oltre al mentovato rimborso, alle famiglie adottive spetta un
contributo pari al 50 per cento dei costi sostenuti;
inoltre, nel DPCM, datato 17 luglio 2009, all'art. 3, comma 2, è
stato chiarito che dall'ammontare delle somme rimborsate deve
detrarsi il contributo forfettario di euro 1.200;
per gli anni 2009 e 2010, in applicazione del D.A. n. 790/2006,
anche la Regione siciliana ha deciso, per il tramite
dell'Assessorato Famiglia, politiche sociali e lavoro, di erogare
in favore il medesimo contributo previsto dal D.M. 21 dicembre 2007
e dal DPCM 17 luglio 2009;
in particolare, l'Assessorato, allo scopo di attribuire il citato
contributo, ha provveduto a stilare una specifica graduatoria;
solo 80 coppie sono risultate aggiudicatarie del contributo per le
famiglie che adottano minori stranieri con l'ausilio di enti
autorizzati alle adozioni internazionali;
ovviamente, dal contributo erogato alle famiglie siciliane
dall'Assessorato Famiglia, in ossequio al DPCM, datato 17 luglio
2009, andavano detratti gli euro 1.200 attribuiti forfetariamente
per effetto delle disposizioni di cui al D.M. 21 dicembre 2007;
ove ciò non fosse avvenuto, le stesse coppie avrebbero fruito per
ben due volte del medesimo beneficio;
le risorse stanziate per l'attribuzione dei più volte detti
contributi sono contenute in un fondo ad esaurimento, pertanto, non
tutti i richiedenti ne risultano destinatari;
ove alle famiglie assegnatarie dei mentovati benefici non fossero
stati detratti i 1.200 euro di contributo forfetario, il citato
fondo sarebbe stato consumato a svantaggio di altre coppie alle
quali nulla è stato attribuito;
nell'ipotesi in cui il contributo previsto dal D.M. 21 dicembre
2007 non fosse stato sottratto da quanto erogato dall'Assessorato
Famiglia, si verificherebbe una illegittima ed illogica
duplicazione di un beneficio in favore solo di alcune famiglie;
per sapere se non ritenga di avviare un controllo interno,
sospendendo, nelle more, l'efficacia della succitata graduatoria,
onde appurare se l'erogazione del contributo per l'anno 2010 si
prevede venga effettuata senza aver detratto i 1.200 euro
forfetariamente attribuiti per effetto di quanto previsto dal D.M.
21 dicembre 2007». (1533)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore le autonomie locali e
la funzione pubblica, premesso che:
le pubbliche amministrazioni possono ricorrere allo strumento
della mobilità esterna, disciplinato dall'articolo 30 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la copertura di posti
vacanti nel proprio organico;
il ricorso a tale strumento, in coerenza con lo spirito delle
norme e dei contratti vigenti, è subordinato ad una verifica sulla
possibilità di utilizzo delle risorse interne dell'amministrazione
e per il reperimento di figure di specifica qualificazione;
atteso che:
il Comune di Marsala (TP), con determine dirigenziali n. 1108,
1109 e 1110 del 22 ottobre 2010, ha approvato ed emesso avvisi
pubblici per la mobilità di personale;
in particolare, gli avvisi fanno riferimento a 4 posti di agente
di polizia municipale, categoria 'C', 4 posti di istruttore
direttivo amministrativo/contabile categoria 'D' e 1 posto di
collaboratore amministrativo categoria 'C', queste ultime due
figure assai diffuse in tutte le pubbliche amministrazioni;
considerato che:
il ricorso alla mobilità trova effettiva giustificazione solo per
la copertura di specifiche posizioni che presuppongo specifiche
qualificazioni;
non risulta che il Comune di Marsala abbia proceduto ad
un'effettiva verifica sulla possibilità di utilizzare, per la
copertura delle posizioni vacanti, il personale già in servizio
presso l'ente, ivi compresi i titolari di contratti di diritto
privato a tempo parziale;
per sapere:
se le procedure poste in essere dal Comune di Marsala siano
appropriate e coerenti con le vigenti previsioni legislative e
contrattuali in materia di mobilità del personale;
quali iniziative intendano eventualmente intraprendere per
sanzionare e prevenire il ricorso improprio alla mobilità esterna».
(1534)
ADAMO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per la salute, premesso che da tempo
ormai nei comuni della Regione, come del resto in tutto il mondo,
si assiste alla proliferazione della istallazione di antenne per la
telefonia mobile in modo assolutamente selvaggio, con accordi solo
tra le parti che scavalcano le amministrazioni locali;
verificato che ripetitori e accessori similari emettono onde
elettromagnetiche, che, se esprimono la potenza di 50/60 hz,
possono determinare rischi di natura cancerogena, come affermato
dall'istituto superiore della sanità nel rapporto Istian 95/29 e
del 1995;
verificato in particolare che alcune indagini epidemiologiche
effettuate hanno riscontrato pericolosi effetti sulla salute umana,
con un riscontro avvenuto sulle persone esposte, che hanno
evidenziato un aumentato rischio di leucemie, tumori al sistema
nervoso e tumori mammari nelle donne;
accertato che:
alcune regioni italiane hanno approvato leggi che prevedono una
diminuzione di circa 500 volte il limite inferiore per le
esposizioni dai campi elettromagnetici, stabilito dalla normativa
nazionale per gli elettrodotti a salvaguardia della salute;
sono molti purtroppo ormai gli esempi in Sicilia di allocazione di
antenne per la telefonia mobile in assoluto dispregio di ogni
considerazione sul fatto che deturpano il contesto storico dei
centri abitati ed il paesaggio naturale di una regione a forte
vocazione turistica;
osservato che, come si legge nella sentenza - TAR EMILIA ROMAGNA,
Bologna, Sez. II - 27 settembre 2010, n. 7907: 'compete invece alle
Regioni ed agli Enti Locali il perseguimento di obiettivi di
qualità che non possono però portare alla fissazione di valori-
soglia diversi e contrastanti con quelli fissati dallo Stato ma
sono diretti alla indicazione di criteri di localizzazione,
standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni all'utilizzo
della miglior tecnologia disponibile, o alla cura dell'interesse
regionale e locale all'uso più congruo del territorio, sia pur nel
quadro dei vincoli che derivano dalla pianificazione nazionale
delle reti e dai relativi parametri tecnici, nonché dai già citati
valori- soglia stabiliti dallo Stato. Pres. Mozzarelli, Est. Di
Benedetto - V. n.v. (avv. Lais) c. Comune di Argelato (avv.
Tiberi)';
ritenuto che l'installazione degli impianti radio e di telefonia
deve essere regolamentata in materia restrittiva anche in Sicilia
attraverso una legge regionale che, nel disciplinare l'allocazione
di queste antenne basandosi su esperienze tecniche e approfonditi
studi scientifici, stabilisca le distanze e disciplini dove mettere
le antenne tenendo conto del fatto che possano essere nocive alle
persone, valutando l'allocazione delle stesse a giusta distanza dai
centri abitati ed incentivando i comuni a predisporre piani di
localizzazione/delocalizzazione delle stesse nel rispetto delle
aziende, dell'utenza, della salute dei cittadini e dell'ambiente;
appreso che, come peraltro pubblicato in Inghilterra dal 'Times',
esistono studi indipendenti dai quali si evincono i danni cerebrali
causati dall'uso dei telefonini sui minori e che hanno accertato
che una antenna telefonica costituisce un grave pericolo per la
salute se poste nelle vicine abitazioni;
verificato che un'antenna UMTS che deve coprire pochi km emana
quantità enormi di onde elettromagnetiche che diminuiscono in
proporzione alla distanza: e quindi per coprire un territorio
occorrono più ripetitori a pochi km di distanza. Considerando che
le società telefoniche sono numerose (vedi Tim, Vodafone, Wind, Tre
e altre che sono nate con la liberazione del mercato), si riscontra
che nel raggio di azione di una antenna troviamo 4/5 ripetitori che
emanano ciascuno la propria potenza moltiplicando i rischi per la
salute umana;
per sapere, al fine di bloccare la proliferazione
dell'istallazione di antenne per la telefonia mobile in modo
assolutamente selvaggio senza una intesa con le amministrazioni
locali, anche alla luce di numerose sentenze amministrative che lo
consentono, se intendano avviare uno studio finalizzato alla
presentazione di un disegno di legge di regolamentazione della
materia che, nel garantire le esigenze di mercato, imponga
l'utilizzo della migliore tecnologia disponibile unificando il
servizio all'utenza, perchè sia tutelata la salute pubblica dalle
nefaste conseguenze alle quali sono sottoposti i cittadini ed
impedisca che vicino alle abitazioni e nei centri storici di
particolare pregio vengano installate antenne che deturpano il
paesaggio e l'ambiente». (1523)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'ispettorato provinciale all'agricoltura di Trapani aveva
assicurato ad ottobre che entro la fine dell'anno sarebbero
arrivati i primi contributi in favore delle aziende agricole del
Trapanese colpite nel 2007 dalla peronospora della vite;
le domande presentate sono oltre 9.600, per una superficie totale
di 51.000 ettari;
la provincia di Trapani è terra, per caratteristiche ambientali e
climatiche, a forte vocazione vitivinicola;
la produzione di uva e vino costituisce un reddito importante per
i numerosi operatori del settore e per l'economia provinciale,
trattandosi dell'area con la più alta concentrazione di viti in
Europa;
la viticoltura è attività identitaria che esprime valori atavici e
significativi legami con il territorio;
considerato che il patrimonio viticolo regionale è stato
ristrutturato e rinnovato nel corso dell'ultimo ventennio grazie ad
interventi volti al miglioramento della qualità delle uve e dei
vini e a più moderne modalità di gestione che permettono oggi di
identificarlo quale settore strategico e importante voce di export
nel quadro complessivo dell'economia provinciale, regionale e
nazionale;
considerato, inoltre, che:
su scala internazionale rimane durissima la competizione
proveniente soprattutto dai mercati particolarmente proiettati
all'esportazione come Australia, Cile, India e Americhe;
il Trapanese è territorio a forte vocazione vitivinicola, dove
vengono coltivati vitigni pregiati, sia autoctoni, sia alloctoni,
dai quali si ricavano i pregiati vini a denominazione d'origine
controllata (Alcamo DOC, Marsala, ecc.), che rappresentano
un'importante voce nell'economia locale;
negli ultimi anni, anche per aumentare e consolidare le produzioni
locali sui mercati, sono stati sostenuti da parte
dell'amministrazione regionale e dei produttori notevoli sforzi per
incrementare la quantità e la qualità del prodotto, nonché per
migliorare l'organizzazione e la gestione delle aziende;
tenuto conto che dal 2007, annata rispetto alla quale sono stati
previsti gli interventi di compensazione dei danni da peronospora
della vite, indicati all'art. 81 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, la situazione è peggiorata di anno in anno; già di
recente, le piogge della primavera-estate 2010 hanno favorito
ulteriormente la formazione dei parassiti, in particolare proprio
della peronospora, con il risultato di compromettere
significativamente i vitigni, accompagnato dal serio rischio di
abbattere ogni redditività;
per sapere:
quali urgenti iniziative intendano intraprendere per tutelare le
aziende viticole del Trapanese che hanno subito i danni;
come intendano procedere perché siano liquidati in tempo breve i
fondi previsti dall'articolo 81 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, e quali siano i termini per procedere all'erogazione
ai beneficiari». (1524)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FERRARA
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
l'istituto per ciechi 'Florio e Salamone' di Palermo, istituto
d'istruzione e di educazione per effetto del regio decreto 27
ottobre 1926, n. 2263, presenta negli ultimi anni caratteri di
involuzione e di degrado, anche a causa dei contrasti sorti
all'interno del consiglio di amministrazione dell'istituto che
hanno portato nel febbraio di quest'anno alle dimissioni di tre
componenti, in polemica con gli orientamenti gestionali del
Presidente dello stesso c.d.a.;
l'istituto è finanziato ordinariamente dalla Regione siciliana
attraverso un capitolo di bilancio dedicato, il cui stanziamento
per il 2010 era superiore ai due milioni di euro; ciononostante si
è assistito ad un progressivo deterioramento dei servizi che si
accompagna ad un abbastanza esplicito progetto di privatizzazione,
già avviato alcuni anni fa e che portò al commissariamento
dell'ente;
il numero dei convittori assistiti è progressivamente diminuito,
passando dagli oltre novanta dell'anno scolastico 2005/2006, ai
circa sessanta dell'attuale anno scolastico e ciò appare funzionale
ad un disegno che sembra mirato alla chiusura delle attività di
istruzione ed al forte potenziamento dell'assistenza sanitaria a
soggetti con plurimenomazioni sensoriali;
in effetti i servizi sono ormai ridotti al minimo e le attività
languono: il centro di documentazione tiflopedagogica, istituito
dalla l.r. n. 15 del 1993, è poco più di un simulacro; il centro di
consulenza, sempre istituito dalla citata l.r. n. 15 del 1993, non
è mai stato attivato; il laboratorio di informatica, che è dotato
di una rilevante aula didattica multimediale, svolge un servizio
minimale, sebbene disponga di attrezzature - inutilizzate - che
consentono la trascrizione, la trascodifica e la stampa in
caratteri braille o a caratteri ingranditi (large print) di testi
fruibili da non vedenti o da istituzioni scolastiche; da oltre
quattro anni, da quando cioè non è stato rinnovato il contratto al
precedente dirigente entrato in aperto contrasto con i vertici
dell'istituto, è vacante il posto di dirigente dell'area educativa
e convittuale, affidato ad interim al dirigente dell'area
amministrativa;
premesso, ancora:
il baricentro degli interessi degli amministratori dell'istituto
sembra volersi spostare sul realizzando centro per gravi
pluriminorati non vedenti che trova le sue radici nella l.r. n. 16
del 1986, che ha previsto la costituzione di due centri per
pluriminorati non vedenti presso gli istituti per ciechi di Palermo
e di Catania, ma che per oltre 25 anni è rimasta sulla carta anche
se, tuttavia, è stata redatta una pianta organica che prevede 138
unità di personale per l'assistenza ad una ventina di ricoverati,
che porteranno nelle casse dell'istituto almeno sette milioni di
euro l'anno per sole rette di ricovero;
per la realizzazione della struttura l'istituto ha stipulato un
accordo con la società immobiliare Malù che fa riferimento al
patron del Palermo calcio, Zamparini, che, in cambio di una vasta
area cedutagli dall'istituto in via Lanza di Scalea dove intende
realizzare un ipermercato, si è impegnato a costruire una struttura
da adibire funzionalmente a centro per gravi entro il 2011;
un altro tema che appassiona il c.d.a. dell'istituto è l'ingente
patrimonio immobiliare di proprietà dell'ente, valutato intorno ai
cento milioni di euro, già al centro del tentativo di
privatizzazione poi abortito nel 1999 per la strenua opposizione
dei sindacati dei lavoratori, che pare essere la causa prevalente
dei contrasti in seno allo stesso c.d.a. e che è stato inserito
all'ordine del giorno dei lavori per ben otto sedute consecutive e
per ultimo all'o.d.g. dell'8 novembre di quest'anno;
considerato che:
tra le proprietà immobiliari spicca l'edificio che ospita
l'istituto (villa del Pigno), a suo tempo donato da Ignazio Florio
con l'espressa condizione che, venuto a mancare l'istituto,
l'immobile sarebbe ritornato alla famiglia Florio, oggi
rappresentata da un componente all'interno del c.d.a., ipotesi non
troppo peregrina visto che circolano voci su propositi di
trasformare la villa in albergo di lusso, dopo aver dismesso le
attività pedagogiche dell'istituto in favore delle ben più
remunerative attività sanitarie;
forti perplessità suscitano alcune vicende gestionali: l'assenza
da oltre quattro anni del dirigente l'area pedagogica e
convittuale, sostituito con un interim al dirigente amministrativo,
nonostante la presenza di numerosi docenti aventi i titoli per
poter ricoprire la funzione ed il tentativo - reiterato in numerose
sedute del c.d.a. - di sostituire detta funzione con un'altra di
carattere amministrativo, che appare francamente mirata a
precostituire un incarico ad personam; l'ammontare delle spese
legali che per il 2010 prevedono uno stanziamento in bilancio di 90
mila euro; l'ammontare delle spese sostenute per l'equipe medico-
psico-pedagogica, pletorica e dispendiosa sopratutto se confrontata
con i costi della convenzione in essere fino al 2003 con l'ASL 6 di
Palermo per lo svolgimento di identico servizio, revocata per
eccessiva onerosità ;
ritenuto che:
altre anomalie evidenti sembrano essere: il mantenimento in
servizio di persone con cui era stato stipulato contratto a termine
senza deliberazione specifica del c.d.a.; l'inserimento nel nuovo
statuto dell'ente di una previsione secondo la quale 'il C.d.a. con
specifica delibera, ha facoltà di rendere note le proprie
deliberazioni alle quali esso ritenga opportuno e conveniente dare
pubblicità', che viola le più recenti normative in materia di
trasparenza e, da ultimo, il decreto legislativo n. 150 del 2009;
non può che suscitare forti perplessità la situazione relativa
alla composizione dei c.d.a. degli analoghi istituti di Palermo e
Catania. L'articolo 127 della l.r. n. 17 del 2004 ha previsto
l'abrogazione del comma 1 dell'articolo 4 della l.r. n. 33 del 1991
che aveva portato a 4 i componenti all'interno del c.d.a. degli
istituti designati dalla Unione italiana ciechi. L'Ufficio
legislativo e legale della Regione, cui era stato posto il quesito
sull'applicabilità della norma, ha risposto il 24 giugno 2005
all'Assessorato regionale della famiglia (titolare della vigilanza
sull'istituto Ardizzone Gioeni' di Catania) che nel c.d.a. non
dovevano più figurare i quattro designati dalla U.I.C., mentre il 5
ottobre 2005 ha risposto all'Assessorato regionale dei beni
culturali (titolare della vigilanza sull'istituto Florio e Salamone
di Palermo) che nel c.d.a. dovevano continuare a restare i quattro
componenti designati dall'U.I.C. in virtù dell'applicabilità di
un'altra norma: l'art. 2 della l.r. n. 16 del 1995 (che tuttavia si
fondava espressamente sulla norma abrogata). Allo stato nel c.d.a.
di Palermo siedono i quattro della U.I.C., nel c.d.a. di Catania
no;
per sapere:
come intenda ovviare all'evidente disparità di trattamento tra
l'Istituto 'Florio e Salamone' di Palermo e l'istituto Ardizzone
Gioeni di Catania relativamente alla composizione dei rispettivi
c.d.a. e se non ritenga che anch'essi debbano sottostare alle
normative recenti che hanno imposto una drastica riduzione dei
componenti i c.d.a. degli enti del settore pubblico;
se risulti conforme al vero che l'INPDAP ha di recente inviato
all'istituto 'Florio e Salamone' una nota relativa all'omesso
pagamento di euro 276 mila per oneri previdenziali riferiti agli
anni 2005, 2006, 2007 e l'ingiunzione di immediato pagamento della
somma omnicomprensiva di euro 397 mila;
se l'istituto abbia provveduto ad effettuare gli accantonamenti
necessari per il pagamento del TFR ai suoi impiegati;
se risulti conforme al vero che l'istituto abbia affrontato oneri
non indifferenti per ospitare in lussuosi alberghi cittadini
componenti del c.d.a. e altre personalità estranee all'istituto
stesso;
se non ritenga di dover avviare un'approfondita indagine per
accertare se le scelte operate dal c.d.a. dell'istituto e quelle
che ancora si intendono perseguire corrispondano agli scopi
istitutivi ed alla diverse leggi che ne hanno previsto il
finanziamento». (1525)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il sistema della formazione professionale in Sicilia necessita, da
tempo, di una riforma organica;
molti enti non sono più in grado di garantire la regolarità degli
stipendi degli operatori, i quali sono ormai senza alcuna certezza;
considerato che:
si tratta di un settore che non può essere riformato con un
decreto o con un qualsiasi atto amministrativo;
il decreto con il quale è stato approvato il piano formativo
2010/2011 ha suscitato forti dubbi e perplessità da parte di
diversi enti, che hanno già annunciato ricorsi;
ritenuto che:
è stato nominato un nuovo dirigente ad interim in un settore
particolarmente delicato come quello della formazione
professionale;
ciò è avvenuto nonostante vi siano dirigenti ai quali non è stato
attribuito alcun settore;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per verificare se tutti gli
enti di formazione professionale rispettano gli istituti
contrattuali previsti e le disposizioni di legge vigenti;
le ragioni per le quali non si possa nominare un dirigente
generale che si occupi esclusivamente di un solo dipartimento».
(1529)
BARBAGALLO
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
la Simeto Ambiente, istituita per assicurare la gestione unitaria
ed integrata dei rifiuti, è composta da 18 comuni: Adrano,
Belpasso, Biancavilla, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania,
Mascalucia, Misterbianco, Motta S. Anastasia, Nicolosi, Paternò,
Pedara, Ragalna, San Gregorio di Catania, Sant'Agata Li Battiati,
San Pietro Clorenza, Santa Maria di Licodia, San Giovanni La Punta,
Tremestieri Etneo e dalla provincia regionale di Catania, facenti
parte dell'ambito territoriale ottimale 'Catania 3';
negli ultimi anni, in diversi comuni facenti parte dell'ambito
territoriale 'Catania 3', si sono verificate, ed attualmente sono
in corso nei comuni di Biancavilla e di Santa Maria di Licodia (a
causa della mancata raccolta dei rifiuti da parte degli organismi a
ciò preposti), gravi situazioni di disagio che mettono in pericolo
la salute, il benessere, la sicurezza e l'incolumità pubblica della
collettività e dei singoli cittadini di Biancavilla e di Santa
Maria di Licodia;
i cittadini dei suddetti paesi sono attualmente esposti a
gravissimi rischi igienico-sanitari, con seri problemi di ordine
pubblico a causa delle montagne di rifiuti accumulate sia nel
centro abitato, sia nelle periferie, nelle strade urbane o comunque
ricadenti in territorio comunale;
si formano montagne di rifiuti anche a ridosso di 'siti sensibili'
come le scuole. Un altro aspetto alquanto grave è rappresentato dal
fatto che i cumuli di immondizia in via della Montagna a
Biancavilla rendono impraticabile o comunque fuori limiti di
sicurezza, come peraltro ravvisato in passato, l'area, nella quale
in casi di emergenza solitamente viene fatto atterrare
l'elisoccorso;
considerato che:
forme di danneggiamento, prevaricazione e vessazione nei confronti
dei cittadini si sono materializzate anche con la 'determinazione-
imposizione' della tariffa di igiene ambientale ad opera della
società d'ambito, avvenuta in modo illegittimo, così come già
ampiamente ritenuto da numerose Commissioni tributarie e dal
Consiglio di giustizia amministrativa con la nota sentenza n. 48
del 2009, che ha affermato la competenza dei consigli comunali nel
fissare la TIA. Di conseguenza, le bollette, piuttosto salate,
vengono emesse in spregio alla legge;
ulteriori gravi vessazioni nei confronti dei cittadini si sono
registrate con l'emissione dell''atto motivato di accertamento per
omessa o infedele dichiarazione';
l'attività di accertamento, nella maggioranza dei casi, si è
basata su dati catastali spesso errati e che non hanno alcun
rapporto con i parametri di pagamento della tassa dei rifiuti. Tale
attività di accertamento è stata svolta da A.T.I., formata dalla
capogruppo Engineering Tributi s.p.a. e da Studi e Servizi alle
Imprese s.r.l.;
al fine di evitare ulteriori pagamenti illegittimi, i cittadini
hanno dovuto presentare ricorso alla Commissione tributaria
provinciale con conseguente ulteriore esborso di denaro;
considerato, ancora, che:
insieme alle situazioni di disagio, pericolo e vessazioni per i
cittadini, non è da sottovalutare il grave degrado ambientale con
la formazione di micro e macro discariche abusive e a cielo aperto
sia nei centri abitati, anche a ridosso di 'siti sensibili' come le
scuole, sia nelle periferie, deturpando e violentando la bellezza
del paesaggio, incidendo negativamente sulla natura e sulla
salubrità dell'aria;
in particolar modo si segnalano discariche a cielo aperto
all'interno del parco dell'Etna, in particolar modo in contrada
Torrette a Biancavilla;
nell'area indicata si rinvengono rifiuti solidi urbani,
elettrodomestici, copertoni, materiale di risulta proveniente da
demolizioni e sbancamento;
sebbene i cassonetti presenti, nell'area in questione e nelle zone
limitrofe rimangano cumuli di rifiuti e di detriti, che
compromettono la salubrità dell'intera area e le zone circostanti,
nonostante che nel periodo estivo la zona sia densamente popolata
da villeggianti, danneggiando, inoltre, il valore delle proprietà
adiacenti al sito. Tale situazione viene ulteriormente aggravata
dalla presenza di branchi di cani famelici che si aggirano tra i
cumuli di immondizia, cani che rappresentano un autentico pericolo
per le persone che transitano in prossimità dell'area in questione;
considerato, altresì, che:
il consorzio Simco dovrebbe garantire, così come esso stesso
dichiara, 'la frequenza di raccolta di due volte alla settimana, e
comunque ogni qual volta si renda necessaria in dipendenza della
saturazione dei contenitori';
sempre il consorzio Simco tra i servizi 'offerti' (e pagati a caro
prezzo) ai comuni aderenti ha la raccolta 'differenziata stradale',
sottolineando che: 'I contenitori sono mantenuti in uno stato di
costante decoro, lavati e disinfettati e deodorati almeno ogni due
settimane nel periodo da ottobre a marzo, ed almeno una volta la
settimana nel periodo da aprile a settembre. Il lavaggio dei
contenitori è effettuato mediante apposito automezzo subito dopo lo
svuotamento del contenitore. In caso di rifiuti abbandonati nei
pressi dei contenitori, il consorzio Simco provvede a proprie spese
nel normale giro di raccolta dei rifiuti indifferenziati alla
rimozione e smaltimento degli stessi';
ritenuto che:
questi buoni propositi del consorzio Simco non sembrano trovare
riscontro con la realtà, come si può evincere da eventuali
sopralluoghi e testimonianze;
tale deprecabile situazione di deterioramento ambientale e
paesaggistico determina, presumibilmente, violazioni ad obblighi
contrattuali da parte della ditta incaricata alla pulizia
dell'intera area;
ulteriori violazioni perpetrate dalla Simeto Ambiente consistono
nel mancato conseguimento degli obiettivi prefissati in materia di
raccolta differenziata. Tra le percentuali più basse di raccolta
differenziata è possibile ritenere che il dato più basso si
registri proprio nei comuni di Adrano, Biancavilla e Santa Maria di
Licodia. In molti comuni mancano le isole ecologiche e ad Adrano,
nonostante sia stata inaugurata 5 mesi addietro, tale isola risulta
essere ancora non operativa;
risultano disattese le aspettative e le finalità per le quali la
società d'ambito è stata costituita. Disatteso risulta anche l'art.
4 dello statuto di Simeto Ambiente nella parte in cui la 'società
ha per scopo di assicurare la gestione unitaria ed integrata dei
rifiuti secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità
nell'Ambito Territoriale Ottimale, in aderenza alle direttive
dell'Unione Europea e alla vigenti disposizioni normative nazionali
in materie di rifiuti, nonché la realizzazione di un integrato
sistema di verifica concernente il versamento della tassa sui
rifiuti e la corretta gestione del sistema della tariffa, compreso
il periodo di transizione dalla TARSU alla tariffa, con particolare
riferimento alla eliminazione dell'evasione, al fine di consentire
una più equa distribuzione e la totale copertura dei costi della
gestione integrata ed integrale del ciclo dei rifiuti, in
conformità alle normative vigenti';
ritenuto, infine, che:
in tale contesto risulta fallito il progetto elaborato dal
consorzio Simco per i comuni dell'ATO Catania 3 che avrebbe voluto
rappresentare un 'modello di gestione integrata dei rifiuti con
connotati di eccellenza'. Inoltre, appare palese la mancata
erogazione di alcuni degli 11 servizi che il consorzio Simco
avrebbe dovuto erogare ai 16 comuni della Simeto Ambiente (Adrano,
Belpasso, Biancavilla, Camporotondo, Gravina di Catania,
Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Paternò, Pedara,
Ragalna, Santa Maria di Licodia, San Giovanni La Punta, San Pietro
Clarenza, Sant'Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo) e i servizi
resi, in generale, non hanno prodotto i risultati previsti dal
consorzio Simco relativamente a: 'massima efficienza onde creare la
minima incidenza con il traffico, il minimo disagio ai cittadini e
assicurare il massimo decoro ai centri abitati; garanzia sotto il
profilo igienico sanitario, al fine di evitare qualsiasi rischio di
inquinamento del suolo e sottosuolo e inconvenienti derivanti da
rumori e cattivi odori; recepimento delle direttive e normative in
materia di smaltimento rifiuti rispetto delle leggi in vigore e
delle disposizioni del Capitolato e Piano d'Ambito; managerialità
della conduzione nel rispetto delle pianificazioni, dei criteri di
economicità, efficienza ed efficacia nonché dei sistemi che tendono
alla riduzione e al recupero e riciclo delle varie frazioni
merceologiche dei rifiuti; coinvolgimento della popolazione verso
la collaborazione per l'ottimale gestione e mantenimento dei
servizi, mediante l'organizzazione di periodiche campagne volte ad
informare e a sensibilizzare la cittadinanza sugli aspetti
ambientali ed economici dell'igiene urbana';
tra i servizi non erogati dal consorzio Simco in alcuni comuni vi
è il mancato 'servizio di gestione e conduzione delle piattaforme
di raccolta ubicate o previste nei comuni dell'ATO Catania 3',
per sapere se siano state previste iniziative finalizzate a
verificare eventuali responsabilità o violazioni di leggi». (1530)
(L'interrogante richiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'Amministrazione regionale ha attivato un percorso negoziale teso
a promuovere la formazione di piani integrati di sviluppo
territoriale (PIST) sulla base delle 'Linee Guida per l'attuazione
territoriale del PO FESR 2007-2013' e ha diramato apposito avviso
pubblico a presentare manifestazioni d'interesse da parte degli
enti locali beneficiari, riuniti in coalizioni territoriali, per la
promozione di piani integrati di sviluppo territoriale (PIST) e di
sviluppo urbano (PISU) e la partecipazione alla procedura negoziale
di selezione degli interventi in essi inclusi;
veniva fissata al 19 luglio 2010, pena l'esclusione, la data di
presentazione della documentazione relativa alle ipotesi
progettuali di sviluppo, necessaria per partecipare all'iniziativa
promossa dalla Regione siciliana da parte delle 26 coalizioni
territoriali;
da parte delle coalizioni territoriali sono state presentate
proposte progettuali in grado di mobilitare, complessivamente,
circa 3 miliardi di euro di investimenti a fronte di una dotazione
finanziaria di parte pubblica pari a circa 590 milioni di euro e in
grado di creare nuova occupazione, sulla base delle stime
desumibili dalle proposte progettuali presentate, di circa 10.000
unità, soprattutto riguardante il mondo giovanile e delle donne;
considerato che:
l'avviso pubblico prevedeva una ben precisa tempistica istruttoria
secondo degli step di avanzamento così, in sintesi, scaglionata:
a) verifica requisiti di ammissibilità delle singole proposte
progettuali;
b) attivazione fase negoziale e di confronto con le singole
coalizioni territoriali;
c) valutazione e formazione della graduatoria di merito per ognuna
delle linee d'intervento;
d) emissione dei relativi decreti di finanziamento;
tali decreti avrebbero dovuto essere emanati entro il 30 novembre
2010 al fine di non pregiudicare la realizzazione delle diverse
iniziative compatibilmente con il programma comunitario;
preso atto che in atto l'intero processo risulta fortemente in
ritardo, non essendosi avviata, allo stato, nemmeno la fase a)
della verifica dei requisiti di ammissibilità delle singole
proposte progettuali, e, quindi, slittando a tempi non prevedibili,
la data di emanazione dei relativi decreti di finanziamento;
ritenuto che tale ingiustificabile e incomprensibile ritardo è
ulteriore causa del peggioramento delle condizioni della crisi
economica che in atto si registra e che attuare quanto più
celermente le azioni progettuali presentate dalle 26 colazioni
territoriali consentirebbe di ricreare un importante e fondamentale
tessuto produttivo e di nuova occupazione, estremamente necessari
data la contingenza che sta vivendo la Sicilia;
per sapere quali iniziative intendano assumere o abbiano già
assunto nei confronti degli uffici, anche eventualmente di messa in
mora, del dipartimento della programmazione, per imprimere
un'accelerazione a tutto il processo e pervenire in tempi brevi
all'emissione dei relativi decreti di finanziamento». (1532)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FARAONE
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che
il caciocavallo ragusano DOP rappresenta uno dei simboli più
pregiati del territorio ibleo e che si ottiene esclusivamente dal
latte vaccino intero, ottenuto da mucche allevate prevalentemente
allo stato brado, le quali si nutrono di foraggi dei pascoli iblei
che sono unici perché ricchi di essenze ed erbe aromatiche e non
c'è dubbio che il latte prodotto dagli allevatori della provincia
iblea è unico in Sicilia perché attribuisce al caciocavallo
ragusano un gusto unico e una qualità impareggiabile;
rilevato che per tali importanti peculiarità, non riscontrabili in
altre aree della Sicilia, il caciocavallo ragusano è stato
riconosciuto tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30 ottobre 1955, con
decreto 2 maggio 1995 è stato riconosciuto D.O. ed infine, con
regolamento CEE n. 1263 dell'1 luglio 1996, ha beneficiato della
denominazione di origine protetta (DOP) e che, con decreto del 28
dicembre 1998 dell'Assessorato regionale Agricoltura e foreste
della Regione siciliana, è stato riconosciuto come prodotto storico
fabbricato tradizionalmente, non si capisce per quale motivo il
commissario dell'ARAS, Chiarelli, abbia avviato l'iter per
l'ottenimento DOP del formaggio a pasta filata a forma di
parallelepipedo che si produce con il latte di vacca nel
palermitano, nell'agrigentino e nel trapanese; idea portata avanti
artatamente che procurerebbe un danno non indifferente alla
produzione iblea;
considerato infine che nell'area della Sicilia occidentale non ci
sono campagne che offrono questo tipo di pascoli, presenti solo
nella provincia iblea, nella quale si concentra un numero
considerevole di stalle da latte fra le migliori d'Italia e che la
stessa provincia produce il 70 per cento di latte in tutta la
Sicilia ed il formaggio prodotto in altre parti della Regione non
ha né la sostanza né può avere la forma del caciocavallo ragusano;
per sapere:
se intenda verificare se risponde al vero quanto il commissario
dell'ARAS sta attuando in merito, se ci sia in atto una pericolosa
strategia ai danni del caciocavallo ragusano e quali iniziative si
intendano intraprendere per salvaguardarlo e per salvaguardare il
lavoro di tantissimi allevatori iblei che, con tante difficoltà,
riescono a mantenere sempre viva la tradizione nella produzione del
caciocavallo;
quali iniziative, inoltre, si intendano attuare per evitare un
eventuale danno per il caciocavallo ragusano DOP e per valorizzare
sempre di più questo patrimonio importante per l'economia iblea».
(1535)
(L'interrogante richiede risposta con urgenza)
MINARDO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 2 dicembre
2010, la seguente mozione:
numero 225 Finanziamento del progetto di realizzazione
dell'autostrada Ragusa-Catania', degli onorevoli Adamo, Ragusa,
Lentini, Ardizzone, Parlavecchio e Giuffrida. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
è stata prevista dall'ANAS la costruzione, in regime di progetto
di finanza, dell'autostrada Ragusa-Catania;
con nota prot. 11866 del 15 dicembre 2009 il Presidente della
Regione formalizzava al CIPE (Comitato interministeriale prezzi)
l'impegno per il cofinanziamento dell'autostrada Ragusa-Catania,
per l'importo di euro 217.711.631,00 da prelevare dai fondi PAR FAS
2007/2013;
a seguito di detto impegno, il CIPE, nella seduta del 22 gennaio
2010, approvava il progetto di finanza predisposto dal promotore
finanziario, accettandone la proposta;
a seguito di detta approvazione, l'importo del progetto risulta
nel totale pari ad euro 815.374.595,00, suddiviso in euro
448.374.595,00 di capitale privato, euro 149.207.119,00 di fondi
ANAS ed euro 217.711.631,00 di fondi PAR FAS della Regione
siciliana;
in data 23 luglio 2010, il CIPE esprimeva parere favorevole, con
prescrizioni, sullo schema di convenzione da porre a base di gara
per la realizzazione, in project financing, dell'autostrada Ragusa-
Catania, e che detto schema è ancora in fase di registrazione alla
Corte dei conti;
in data 30 agosto 2010, il Presidente della Regione, con nota
indirizzata al CIPE, al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti ed all'ANAS, revocava i contenuti della predetta nota
prot. n. 11866 del 15 dicembre 2009, con la quale - come sopra
detto - si prospettava la partecipazione finanziaria della Regione
siciliana alla realizzazione dell'autostrada Ragusa-Catania;
con la stessa nota del 30 agosto 2010 di cui sopra, il Presidente
della Regione chiedeva anche la sospensione delle procedure
finalizzate alla definizione della convenzione da porre a base di
gara relativa alla tratta Ragusa-Catania, prospettando in
alternativa la possibilità di costituire una società mista Regione
- ANAS per progettare, costruire e gestire il tratto autostradale
Ragusa-Catania;
l'ipotesi sopra riportata (reperimento nuovi fondi, costituzione
nuova società, nuova progettazione e nuove approvazioni)
allungherebbe in maniera indefinita i tempi di realizzazione di
tale infrastruttura viaria, indispensabile ed indifferibile per lo
sviluppo dell'intero territorio ragusano e per scongiurare i tanti
incidenti, spesso mortali, che giornalmente avvengono,
impegna il Presidente della Rregione
a revocare i contenuti della nota del 30 agosto 2010, diretta al
CIPE, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e all'ANAS,
ed a confermare quindi il finanziamento di euro 217.711.631,00
quale quota fondi PAR FAS 2007/2013 di cofinanziamento
dell'autostrada Ragusa-Catania in regime di progetto di finanza,
consentendo così in tempi brevissimi la conclusione della procedura
di gara per l'individuazione del concessionario». (225)
ADAMO-RAGUSA-LENTINI-ARDIZZONE-PARLAVECCHIO-GIUFFRIDA
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interpellanza
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, con nota del 2
dicembre 2010 pervenuta in pari data e protocollata al n.
9526/AULAPG del 3 dicembre successivo, l'onorevole Davide Faraone,
anche a nome degli altri firmatari, ha ritirato l'interpellanza n.
100 Iniziative per garantire il pagamento degli stipendi del
personale di ruolo degli enti parco Etna, Madonie, Nebrodi,
Alcantara e delle riserve naturali in affidamento alle province e
alle associazioni ambientali', dallo stesso parlamentare presentata
in data 20 ottobre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di scadenza di termini
PRESIDENTE. Comunico che è scaduto il termine previsto
dall'articolo 2 della legge regionale 15 novembre 1982, n. 128,
recante Disposizioni per la pubblicità della situazione
patrimoniale dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e dei
titolari di cariche elettive e direttive presso alcuni enti', per
il deposito, da parte dei deputati, delle variazioni della
situazione patrimoniale e dei redditi.
Al riguardo, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 della l.
r. citata, dà notizia all'Assemblea che alcuni deputati hanno
adempiuto solo parzialmente.
In particolare:
- l'onorevole Giambattista Bufardeci non ha depositato la
dichiarazione dei redditi;
- gli onorevoli Salvino Caputo e Francesco Mineo non hanno
depositato la rispettiva dichiarazione della variazione della
situazione patrimoniale.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 7 dicembre 2010, sotto la presidenza
del Vicepresidente vicario, onorevole Formica, presente il
Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
dell'Assessore per l'economia, professore avvocato Armao, ha
stabilito la seguente articolazione dei lavori per la c.d.
finestra legislativa :
L'Aula terrà seduta:
- oggi, martedì 7 dicembre 2010, per incardinare il testo del
disegno di legge n. 645/A Proroga di contratti di personale a
tempo determinato. Misure urgenti a sostegno dell'occupazione ;
- giovedì 9 dicembre 2010 (pomeriggio) per la discussione generale
del citato disegno di legge. Il termine ultimo per la presentazione
di emendamenti è fissato per la stessa giornata, alle ore 20.00;
- martedì 14 dicembre 2010 per la discussione degli articoli del
menzionato disegno di legge fino alla conclusione dei lavori.
Restano invariati i termini già fissati dal calendario dei lavori
per la corrente sessione di bilancio, ai sensi del quale la
Commissione Bilancio dovrà concludere l'esame dei documenti
finanziari entro venerdì 17 dicembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Bufardeci, Barbagallo, Scoma, Forzese e Buzzanca.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di iniziare
i lavori, colgo l'occasione della presenza anche dell'assessore
Armao perché volevo porre all'attenzione di questa Presidenza, ma
anche dell'Assemblea, una questione che ho sollecitato qualche
giorno fa all'assessore competente, Marco Venturi, ma che vorrei
riproporre anche al Governo nella sua interezza e quindi
all'Assemblea.
Il problema è relativo al famoso articolo 7 della legge
finanziaria del 2009, riguardante l'aiuto e il sostegno agli
artigiani, o meglio al settore dell'artigianato e del commercio.
Sono stati fatti due bandi che prevedevano un contributo a fondo
perduto sino a cinquantamila euro per l'acquisto di macchinari ed
attrezzature. La scadenza del bando era prevista per il 19 aprile
2010.
Purtroppo, a distanza di sei mesi nulla è stato fatto. Tra
l'altro, sono state presentate oltre 3.100 domande, quindi .
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, devo farle notare che il suo
intervento non è sull'ordine dei lavori. Pertanto, si prosegue con
l'ordine del giorno.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Proroga di contratti di
personale a tempo determinato. Misure urgenti al sostegno
dell'occupazione» (645/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Proroga di contratti di personale
a tempo determinato. Misure urgenti al sostegno dell'occupazione»
(645/A).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, presidente della
Commissione e relatore per svolgere la relazione al disegno di
legge.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge, che si
sottopone all'esame dell'Aula, prevede al Capo I la proroga dei
contratti a tempo determinato di prossima scadenza, stipulati dalla
Regione, dagli enti, aziende e consorzi con lavoratori precari,
nelle more che vengano attivate procedure dirette alla
trasformazione del rapporto di lavoro connesse alla stabilizzazione
di cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1
luglio 2009, n. 78.
L'articolo 1 prevede, al comma 1, che l'Amministrazione regionale
continui ad avvalersi fino al 31 dicembre 2011 del personale
titolare dei contratti autorizzati da disposizioni legislative.
In particolare:
1) con la lettera a) si provvede al rinnovo di 29 contratti di
diritto privato stipulati dall'Assessore regionale con delega alla
Protezione civile con il personale della sala operativa SORIS o per
attività connesse alla medesima;
2) con le lettere b), c), e d) si provvede al rinnovo dei
contratti del personale assunto a tempo determinato dalla Regione,
rispettivamente ai sensi degli articoli 14, comma 14, e 23 quater
del decreto legge 30 gennaio 1998, n. 61 (compiti istituzionali
della Protezione civile, numero 288 soggetti interessati), del
comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n.
25 e successive modifiche (ex Agenzia regionale per i rifiuti e le
acque - numero 223 soggetti interessati), del personale selezionato
con procedure di evidenza pubblica per assicurare la continuità
dell'azione tecnico-amministrativa dell'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente (numero 93 soggetti interessati);
3) con la lettera e) si provvede alla prosecuzione di 90 contratti
stipulati dall'Amministrazione regionale con soggetti ex ASU non
rientranti nelle procedure di stabilizzazione in via di
definizione;
4) con la lettera f) si provvede alla proroga di 9 contratti del
personale utilizzato dall'ex Commissario delegato per l'emergenza
idrica e dal soggetto attuatore in atto in servizio presso il
Dipartimento acqua e rifiuti.
Il comma 2 prevede la proroga, sino al 31 dicembre 2011, dei
contratti del personale dei Consorzi di bonifica di cui
all'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e
successive modifiche ed integrazioni e di cui all'articolo 1 della
legge regionale 28 giugno 2010, n. 14.
Il comma 3 autorizza l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro a proseguire le attività relative ai
soggetti utilizzati ai sensi del comma 9 dell'articolo 51 della
legge regionale 12 maggio 2010 n. 11.
Ai commi 4 e 5 si provvede a quantificare gli oneri discendenti
dallo stesso articolo e ad assicurarne la necessaria copertura
finanziaria.
L'articolo 2 è diretto ad assicurare la continuità dell'azione
istituzionale del Centro per la formazione permanente e
l'aggiornamento del personale del servizio sanitario.
Il Capo II contiene misure che, tenuto conto delle disposizioni
statali in tema di stabilizzazione del personale con contratto a
tempo determinato ed in particolare dei già citati commi 10, 11 e
12 dell'articolo 17 del decreto legge n. 78/2009, si prefiggono di
procedere anche in Sicilia alla trasformazione dei contratti a
tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
In particolare, l'articolo 3 stabilisce che l'amministrazione
regionale e gli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale n.
10/1991 assumano esclusivamente con contratto di lavoro subordinato
a tempo indeterminato, attraverso le procedure di evidenza pubblica
di cui all'articolo 35 del decreto legislativo n. 165/2001.
L'articolo 4 dispone che, nel triennio 2011-2013 le
amministrazioni pubbliche regionali possano procedere alla
stabilizzazione a tempo indeterminato del personale in servizio in
forza di contratti a tempo determinato stipulati entro il 31
dicembre 2009 e destinatario del regime transitorio dei lavori
socialmente utili di cui al Fondo del precariato, con una anzianità
complessiva non inferiore ad otto anni nell'ultimo decennio.
L'articolo 5 prevede che, nelle more dell'attuazione delle
procedure di stabilizzazione, le amministrazioni pubbliche
regionali possano proseguire i contratti in essere alla data di
entrata in vigore della presente legge con il personale di cui
all'articolo 4.
Il successivo articolo 7 stabilisce che, qualora gli enti che
devono procedere alla stabilizzazione non rispettino i limiti
previsti dal comma 7 dell'articolo 76 del decreto legge n. 112/2008
(incidenza delle spese per il personale pari o superiore al 40% del
totale delle spese correnti) debbano predisporre un dettagliato
piano, articolato per annualità, da presentare alla Ragioneria
generale della Regione nonché per gli enti locali al competente
dipartimento regionale, finalizzato a rientrare, entro un
quinquennio dalla data di presentazione, nei parametri stabiliti
dalla normativa statale.
Il Capo III contiene disposizioni finanziarie in favore dei
soggetti destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente
utili.
In particolare l'articolo 13 dispone che agli oneri discendenti
dall'attuazione delle misure di stabilizzazione, quantificati
complessivamente in 314.100 migliaia di euro, si provvede con le
disponibilità dell'UPB 6.4.1.3.1, capitolo 321301 (Fondo unico per
il precariato) del bilancio della Regione per il triennio 2010-2012
e che, dall'applicazione delle disposizioni della presente legge,
non possano discendere ulteriori oneri a carico della Regione
rispetto a quelli specificamente quantificati. Si prevede, altresì,
che gli enti utilizzatori del personale con contratto a tempo
determinato possano procedere all'attuazione delle procedure di
stabilizzazione nei limiti delle disponibilità dei rispettivi
bilanci.
L'articolo 14 individua, infine, misure a sostegno delle aziende
viticole siciliane che abbiano subito la distruzione della coltura
a causa di attacchi della peronospora della vite (plasmopara
viticola) avvenuti nel corso del 2007.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco che, come stabilito
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, nella
prossima seduta di giovedì 9 dicembre 2010 si svolgerà la
discussione generale del citato disegno di legge e che il termine
ultimo per la presentazione di emendamenti scadrà nella stessa
giornata, alle ore 20.00;
La seduta, pertanto, è rinviata a giovedì 9 dicembre 2010, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera D), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 225 Finanziamento del progetto di realizzazione
dell'autostrada Ragusa-Catania , degli onorevoli Adamo, Ragusa,
Lentini, Ardizzone, Parlavecchio, Giuffrida
III - Discussione del disegno di legge:
«Proroga di contratti di personale a tempo determinato. Misure
urgenti a sostegno dell'occupazione» (645/A)
La seduta è tolta alle ore 19.33
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Territorio e
ambiente»
CORONA. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
all'Assessore per le attività produttive e all'Assessore per la
salute, premesso che l'area ad elevato rischio di crisi ambientale
del Mela comprende il territorio dei comuni di: Milazzo, San
Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, Condrò, San
Pier Niceto, Gualtieri Sicaminò;
premesso inoltre che le opere di cui al progetto di potenziamento
e adeguamento al decreto legislativo n. 152/99 dell'impianto di
depurazione consortile dell'area di sviluppo industriale -ASI di
Messina, sono ubicate nel comune di Pace del Mela (ME), in
località Giammoro, e avrebbero dovuto essere eseguite secondo il
'Piano di tutela delle acque' entro il 2009;
verificato che il progetto dell'opera è stato consegnato dai
progettisti all'ente nel 2003 e che il vicecommissario per
l'emergenza rifiuti e la tutele delle acque, nel comunicare
l'avvenuto finanziamento dell'opera con nota n. 125 del 17
febbraio 2004, richiedeva al consorzio ASI di Messina, tra le
altre cose, l'atto deliberativo ai fini del rispetto del
cronoprogramma per la realizzazione delle opere;
considerato che l'impianto, esistente già dal 2003, è stato
oggetto di attenzione sia della Procura della Repubblica di
Barcellona (ME) che dalla commissione regionale dei lavori
pubblici che ha espresso il parere n 19/2003;
considerato inoltre che nel 2005 l'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente (A.R.P.A.) e la commissione provinciale
tutela ambiente, evidenziando la gravità della situazione e
ponendo in preallarme le condizioni di degrado e malfunzionamento
dell'impianto di depurazione consortile dell'ASI di Messina
ricadente nel comune di Pace del Mela in località Giammoro,
avevano di fatto perorato l'esigenza primaria di adeguare detto
impianto ai fini del disinquinamento e risanamento dell'intera
fascia costiera compresa tra Milazzo e Torregrotta, per evitare un
'annunciato disastro ambientale';
rilevato che:
1) non realizzando le opere di risanamento previste dal progetto,
all'ente, alla luce della legislazione sanitaria e ambientale
esistente, non rimane altra possibilità che la chiusura
dell'impianto stesso, con le immaginabili devastanti conseguenze
ambientali, sociali ed economiche;
2) nei considerata dell'accordo di programma quadro (A.P.Q.) del
23 dicembre 2003, era evidenziato '(...) che il riutilizzo delle
acque reflue richiede l'adeguamento degli impianti di depurazione
(...)';
3) tutto il comprensorio del Mela servito dall'impianto di
depurazione è ubicato in area ad elevato rischio di crisi
ambientale (così dichiarata con decreto dell'Assessore per il
territorio e l'ambiente in data 4 settembre 2002, pubblicato nella
G.U.R.S. n. 48 del 18 ottobre 2002), e che nei considerata
dell'A.P.Q. è testualmente evidenziato 'che il riutilizzo delle
acque reflue rappresenta un elemento di risparmio e di tutela
ambientale riferito alle acque superficiali e sotterranee
consentendo il più agevole rispetto delle prescrizioni di tutela
in particolare riferito alle aree sensibili';
4) la Repubblica italiana è stata messa in mora con atto della
Commissione europea 2009/2034 per il trattamento delle acque
reflue urbane - cattiva applicazione della direttiva in tema di
raggiungimento dei livelli di convogliamento in fognatura e di
depurazione dei reflui civili. E' altresì contestato, con atto
2009/0188, il mancato recepimento della direttiva 2006/118/CE
relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento
e dal deterioramento. Completa il quadro l'atto 2006/2017, in cui
viene contestata l'esclusione, dall'ambito di applicazione della
direttiva 76/160/CEE, della qualità delle acque di balneazione;
5) nello specifico territoriale, con atto 2006/4808, è stata
aperta una procedura relativa all'inquinamento atmosferico nel
comprensorio del Mela (ME);
ritenuto inoltre che:
il non adeguamento e/o funzionalità in un'area industriale
dell'impianto di depurazione rappresenta un 'vulnus' per il
rispetto delle norme sanitarie ed ambientali con l'aggravante che
l'impianto serve anche i comuni di Condrò, San Pier Niceto, San
Filippo del Mela, Pace del Mela;
i mancati interventi sul depuratore consortile dell'ASI, ubicato
nel Comune di Pace del Mela, in località Giammoro, e la mancata
realizzazione della relativa condotta sottomarina al centro
dell'area ad alto rischio assumono valenza di importanza non più
ordinaria bensì emergenziale e che i ritardi di esecuzione e
l'eventuale revoca del finanziamento, connessa a tali ritardi,
avrebbero conseguenze devastanti anche per l'economia dei
territori di tutti i comuni della Valle del Mela, aggravando il
danno all'ambiente marino, già in atto con scarico diretto sulla
battigia, che assumerebbe pertanto, come già rilevato dall'ARPA,
le proporzioni di un 'disastro ambientale annunciato';
per sapere:
1. se la commissione Stato-Regione, province, enti locali, per la
definizione del piano di risanamento ambientale e rilancio
economico del comprensorio del Mela, abbia attuato quanto previsto
dall'art. 2 del decreto 4 settembre 2002;
2. se sia stato reso esecutivo il piano di risanamento e rilancio
economico del comprensorio del Mela secondo quanto previsto
dall'art. 3 del decreto 4 settembre 2002;
3. quale sia lo stato delle procedure per il completamento dei
lavori di potenziamento e adeguamento al decreto legislativo n.
152/99 dell'impianto di depurazione consortile ASI di Messina,
ubicato nel Comune di Pace del Mela, in località Giammoro (ME),
con riuso di acque reflue e fanghi;
4. quali siano le procedure e le azioni adottate dagli
Assessorati competenti (Ambiente e territorio, Attività produttive
e Salute) in merito alla carenza del rispetto delle principale
norme sanitarie ed ambientali in ordine alle attività delle
aziende ubicate nell'area ASI e nell'interesse dell'intera
comunità dell'area del Mela;
5. quali siano le motivazioni che hanno causato gli eventuali
ritardi che non hanno consentito il completamento dei lavori entro
il 2009;
6. se persistano danni all'erario per effetto del mantenimento in
gestione e della manutenzione dell'impianto negli anni;
7. quali siano stati i giustificativi prodotti dalla Regione
siciliana circa i sopra citati atti della Comunità europea in
materia di procedure d'infrazione, inclusi gli atti di messa in
mora;
8. in caso di condanna per la Regione siciliana, come intenda la
stessa rivalersi su chi per pigrizia o per culpa in vigilando
non ha permesso la realizzazione delle opere necessarie ed
idonee.». (1162)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1162, a firma
dell'onorevole Corona, si comunica che l'A.R.P.A, con nota prot.
n. 12591 del 10/08/2010, ha rappresentato che sono stati
effettuati dei controlli al depuratore consortile in parola da
parte della Struttura Territoriale Arpa Messina, in data 3
febbraio 2010; da tali controlli si è rilevato che i campioni
d'acqua prelevati, per le modalità di prelievo ed i parametri
analizzati, hanno presentato valori di concentrazione rientranti
nel limite previsto dalla Tab. 3 All. 5 Parte III, D. Lgs
03/04/2006, n. 152, e che ulteriori controlli su campioni di acque
di scarico del depuratore in oggetto sono stati già programmati a
breve scadenza al fine di verificare la funzionalità dello stesso
e di garantire il rispetto dei limiti di concentrazione previsti
per legge.
Il Dipartimento regionale dell'Ambiente ha inoltre rappresentato
che il Consorzio per l'area di sviluppo industriale della
Provincia di Messina, con nota prot. 2916 del 09/07/2010, ha
richiesto all'A.R.T.A. l'autorizzazione allo scarico con condotta
sottomarina ai sensi ex art. 109 del D. Lgs 152/2006 e s.m.i. e
che il rilascio della suddetta autorizzazione è attualmente in
itinere.».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che le recenti
piogge e le abbondanti nevicate hanno determinato l'ingrossamento
dell'affluente del fiume Oreto, nel tratto che attraversa i
territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);
considerato che:
l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli
argini laterali e l'abbattimento delle barriere realizzate per il
controllo del flusso idrico;
l'aumento delle acque ha determinato l'erosione delle anse
laterali con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli anni
sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;
ritenuto che le acque hanno superato i livelli di massima
sicurezza e si è creata una situazione di pericolo che rischia di
determinare gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti
e i terreni circostanti il corso del fiume;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire la
sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture.».
(1172)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo n. 1172, a firma
dell'onorevole Caputo, il Dipartimento regionale Ambiente, con
nota prot. 1345 del 10.11.2010 ha rappresentato che l'Assessorato
Territorio e Ambiente ha curato la redazione del Piano Stralcio di
Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi dell'art. 17,
comma 6 ter della legge 183/89, uno strumento di settore di tipo
conoscitivo, pianificatorio e normativo, che ha come obiettivo
principale l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, al
fine di garantire un adeguato livello di sicurezza del territorio,
degli elementi presenti sul territorio e delle popolazioni.
Il tratto del Fiume Oreto, oggetto di interesse, ricade
all'interno del Bacino Idrografico del Fiume Oreto (n. 039) il cui
PAI è stato approvato con DPR n. 91 del 27/03/2007 e pubblicato
sulla GURS n. 26 del 08/06/2007.».
L'Assessorato Territorio e Ambiente sta procedendo
all'aggiornamento del PAI Idrografico del Fiume Oreto e pertanto
ha invitato i Comuni ricadenti nel suddetto bacino, con nota prot.
n. 81298 del 02/11/2009, a voler fornire, ai fini
dell'aggiornamento, segnalazioni utili di nuove situazioni di
dissesto o variazioni dello stato di dissesto di aree già censite
nel PAI vigente.
Si evidenzia che nell'atto ispettivo non viene precisata la
denominazione dell'affluente del Fiume Oreto né l'ubicazione
esatta del fenomeno di dissesto idrogeologico di cui si richiedono
notizie e che nessuna segnalazione risulta pervenuta
all'Assessorato Territorio e Ambiente, da parte dei comuni di
Monreale e Altofonte, di dissesti idrogeologici lungo il Fiume
Oreto e i suoi affluenti.
Si sottolinea inoltre che l'Assessorato non finanzia interventi
di urgenza/somma urgenza, ma può finanziare interventi su aree a
pericolosità elevata (P3) molto elevata (P4) che determinano
situazioni di rischio R4 per la presenza di elementi a rischio in
classe E4 (centro abitato ed edifici di importanza primaria)».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma