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Resoconto d'Aula della Seduta n. 210 di martedì 07 dicembre 2010
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   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi, per  consentire  agli  uffici  la
  definizione  del testo del disegno di legge numero 645 esitato  nel
  pomeriggio  dalla  Commissione   Bilancio',  sospendo   la   seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 19.00 e convoco, immediatamente,
  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari presso la Sala
  lettura deputati.

     (La seduta sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 19.06)

   VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

      N.  1162  -  Notizie  circa  il  progetto  di  potenziamento  e
  adeguamento  al  decreto legislativo n. 152/1999  dell'impianto  di
  depurazione consortile dell'area di sviluppo industriale - ASI - di
  Messina, ubicato nel comune di Pace del Mela, in località Giammoro.
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  1172  - Interventi per evitare danni a persone e cose a  causa
  delle esondazioni del fiume Oreto.
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   «Recepimento  a  livello regionale del decreto  legge  31  gennaio
  2007,  n. 7, come modificato e integrato dalla legge di conversione
  2  aprile 2007, n. 40, in materia di attività di guida turistica ed
  accompagnamento turistico». (n. 646)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni  e
  Arena in data 2 dicembre 2010.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato inviato il seguente  disegno  di
  legge è stato inviato alla competente Commissione:
                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Princìpi  per la tutela, il governo e la gestione pubblica  delle
  acque.  Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio  idrico
  in Sicilia» (n. 642)
   di iniziativa popolare
   inviato in data 3 dicembre 2010.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Oddo con nota prot.  n.  9416
  del  30  novembre  2010 ha chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno  di  legge n. 639  Modifiche all'articolo  81  della  legge
  regionale   12  maggio  2010,  n.  11,  riguardanti  interventi   a
  compensazione dei danni da peronospora della vite.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta  ed
  assegnata alla competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Ente  acquedotti  siciliani. Nomina commissario  liquidatore  Avv.
  Agostino Equizzi (n. 119/I)
   - pervenuta in data 2 dicembre 2010
   - inviata in data 3 dicembre  2010

           Comunicazione di delibera della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  delibera  della  Giunta
  regionale  n.  427  dell'11 novembre  Accordo di  programma  quadro
  trasporto  aereo  - Riprogrammazione risorse di cui  alla  delibera
  CIPE del 22 marzo 2006, n. 3'.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità,  premesso  che, con  legge  finanziaria  regionale
  corrente e, precisamente, con l'articolo 74 della l.r. n. 11 del 12
  maggio  2010,  per  far  fronte  alla  gravissima  crisi  che   sta
  attanagliando   in  Sicilia  la  categoria  dei  tassisti,   veniva
  istituito  un fondo, stanziando la somma di 5.200.000,00 euro,  per
  le  finalità  di cui all'articolo 5, comma 1, della l.r.  6  aprile
  1996, n. 29, relativamente agli anni 2006/2009;

   considerato  che, malgrado siano stati promossi diversi  incontri,
  sia  con l'Assessore che con il dirigente generale del dipartimento
  competente,  dove  sono  stati  concordati  tempi  e  modalità   di
  liquidazione del contributo medesimo per gli anni di cui sopra,  ad
  oggi non è stata stanziata la suddetta somma;

   preso   atto   che,  ancora  a  distanza  di  oltre  cinque   mesi
  dall'approvazione    della   superiore   norma,    nonostante    le
  rassicurazioni,  nulla  è  stato  fatto;  anzi,  da  indiscrezioni,
  sembrerebbe  che l'originario stanziamento di bilancio,  effettuato
  con  norma finanziaria, sia stato pesantemente decurtato,  passando
  da   5.200.000,00   euro  ad  appena  1.560.000,00   euro,   quindi
  assolutamente   insufficiente  per  far   fronte   alla   difficile
  situazione in cui versano oggi i tassisti siciliani;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi ostativi che, di fatto, stanno  ritardando
  l'erogazione  del  detto contributo e se corrisponda  a  verità  la
  temuta  decurtazione  dello  stesso stanziamento  di  bilancio,  in
  considerazione  del fatto che, se tale notizia risultasse  fondata,
  sarebbe  stata consumata un'irregolarità amministrativa e un  grave
  affronto  non solo alla categoria, ma anche all'Assemblea regionale
  siciliana;

   se non ritengano di dovere provvedere con urgenza per ovviare alle
  lamentate   lacune  ed  inefficienze  amministrative,    sbloccando
  immediatamente l'erogazione del legittimo contributo dei tassisti e
  nella sua interezza». (1526)

                                                              FALCONE

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso  che,  a  seguito di installazioni  di  parchi  eolici  in
  prossimità  di centri urbani, sono stati evidenziati nei residenti,
  soprattutto  quelli nel raggio di 2-3 Km, disturbi riconducibili  a
  una  comune 'sindrome da pala eolica', caratterizzata da emicranie,
  palpitazioni, depressioni e disturbi del sonno;

   ricordato  che la realizzazione di un impianto di parco  eolico  è
  prevista  da  una convenzione stipulata nel 2004 tra il  comune  di
  Joppolo  Giancaxio (AG) e la Euro Wind srl in contrada Montefamoso,
  distante solo 1 Km dal centro abitato;

   visto  che,  per  avere rassicurazioni e chiarimenti,  sono  state
  presentate   specifiche   interrogazioni  all'amministrazione   del
  sindaco  Lo  Dico nel consiglio comunale di Joppolo  Giancaxio  per
  conoscere  i  tempi  di  realizzazione  dell'impianto,  l'effettiva
  convenienza economica di tale investimento per il territorio e  per
  il  comune  e  se  erano  stati avviati protocolli  di  legalità  e
  trasparenza con gli organi competenti;

   considerato che a tutt'oggi nessuna risposta è pervenuta  in  sede
  di   consiglio  comunale,  tranne  la  consegna  della  convenzione
  stipulata  tra il comune e la Euro Wind srl, da cui si  evince  una
  indubbia  convenienza  economica,  ma  nulla  in  tema  di  impatto
  ambientale,  di  distanze di sicurezza dal  centro  abitato  né  di
  sicurezza per la salute dei cittadini;

   per  sapere quali misure intenda adottare per rassicurare su tutto
  il territorio della Regione le comunità in termini di trasparenza e
  legalità,  nonché  in  merito  all'impatto  ambientale,  a  precise
  distanze   di  sicurezza  dai  centri  abitati,  tali  da   evitare
  conseguenze alla salute riconducibili alla sindrome da pala eolica,
  così  come  definita  da  appositi studi medici  condotti  in  Gran
  Bretagna  e  ormai  diffusi e conosciuti a livello internazionale».
  (1527)

                                                            MARINELLO

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che con decreto dell'Assessorato Beni culturali n. 77/2005
  è  stato  istituito  il  registro delle eredità  immateriali  della
  Regione siciliana allo scopo di identificare e classificare i  beni
  immateriali  della  Regione,  per  una  corretta  valorizzazione  e
  un'adeguata salvaguardia dal rischio di estinzione;

   ricordato che il registro è suddiviso in quattro libri - il  libro
  dei saperi, il libro delle celebrazioni, il libro delle espressioni
  e  quello  dei  tesori  umani viventi - e che  l'iscrizione  di  un
  elemento  delle  eredità immateriali in uno dei  suddetti  libri  è
  conseguente alla rilevanza regionale nella formazione della memoria
  e identità di una comunità;

   ricordato  altresì  che  in  allegato  al  suddetto  d.a.  77/2005
  (allegato   A)  erano  raccolti  gli  indirizzi  per  il  programma
  regionale   delle  eredità  immateriali  della  Regione  siciliana,
  previsto   all'articolo  5  per  la  individuazione  di   strategie
  finalizzate  alla  divulgazione e  alla  promozione  di  tali  beni
  immateriali;

   considerato   che,  dopo  il  rilevante  e  prezioso   lavoro   di
  individuazione  e  registrazione delle  eredità  immateriali  della
  Sicilia, non è seguito un adeguato programma di divulgazione  della
  loro  conoscenza  né di promozione all'interno e all'esterno  della
  Sicilia;

   per sapere:

   quali  misure  intenda adottare per la promozione  e  divulgazione
  delle eredità immateriali già individuate;

   quali e quante risorse intende assegnare a tale attività». (1528)

                                                            PANEPINTO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   a  seguito  della legge regionale 5/2009 di riordino  del  sistema
  sanitario, il presidio ospedaliero di Palazzo Adriano (PA) é  stato
  ricompreso nel distretto Palermo 1 con Corleone e Partinico;

   successivamente,  con  i  decreti  attuativi  della  riforma,  per
  Palazzo  Adriano  si é prefigurato il passaggio dell'ospedalità  al
  territorio,  con ciò riducendo i servizi in atto assicurati  presso
  il presidio ospedaliero;

   considerato che:

   con  deliberazione  n.  166/2009  del  dirigente  generale,  si  é
  stabilita  presso  il presidio ospedaliero di  Palazzo  Adriano  la
  persistenza della medicina per oltre un anno dall'avvio della nuova
  riorganizzazione sanitaria con l'attivazione delle nuove  strutture
  afferenti  alla lungodegenza, alla RSA, al day service di chirurgia
  oculistica e al day service di oncologia medica;

   successivamente, però, nei fatti, tale deliberazione non  é  stata
  considerata negli effetti organizzativi che avrebbe dovuto produrre
  e    i    servizi,    anziché   essere    garanti    sul    livello
  dell'ospedalizzazione, vengono trasferiti sul versante territoriale
  con servizi di lunga assistenza RSA e come CTA;

   si  era  stabilito,  altresì, che l'avvio  delle  nuove  strutture
  sanitarie  sarebbe avvenuto contestualmente alla  cessazione  delle
  attività ospedaliere precedentemente assicurate;

   la  stessa VI Commissione legislativa permanente dell'ARS 'Servizi
  sociali  e  sanitari', durante l'audizione delle parti  di  qualche
  mese  addietro,  ha chiaramente fatto emergere la  criticità  della
  istituzione venutasi a determinare e gli impegni per farvi fronte;

   preso atto che:

   all'improvviso, in questi giorni, di fatto sono stati  smantellati
  tutti  i servizi sanitari assicurati presso il presidio ospedaliero
  di   Palazzo  Adriano,  senza  che,  tuttavia,  si  sono  attivati,
  contestualmente  e  come  convenuto, i  nuovi  servizi  individuati
  (lunga  assistenza,  RSA e CTA), addirittura  trasferendo,  come  é
  realmente avvenuto, gli stessi malati in degenza presso il presidio
  stesso presso altri presidi ospedalieri;

   tutto  ciò,  senza  alcun dubbio al riguardo, determina  un  grave
  danno ai diritti alla salute dei cittadini residenti nel territorio
  e fruitori del presidio ospedaliero, che non può essere accettato e
  che, giustamente, ha suscitato la mobilitazione e le proteste degli
  amministratori locali e della popolazione;

   per  sapere  quali  iniziative  urgenti  e  straordinarie  intenda
  attivare per porre rimedio alla smobilitazione dei servizi sanitari
  presso il presidio ospedaliero di Palazzo Adriano e contestualmente
  avviare  i  nuovi  servizi  concordati e individuati,  al  fine  di
  continuare  a  garantire  il  diritto  alla  salute  ai   cittadini
  residenti  nell'area  territoriale ove  é  ubicata  l'ex  struttura
  ospedaliera di Palazzo Adriano». (1531)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              FARAONE

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   molte  famiglie  siciliane  negli anni hanno  deciso  di  adottare
  minori  in  difficoltà  e privi di famiglie  provenienti  da  Paesi
  stranieri;

   non  di rado, le cosiddette adozioni internazionali si manifestano
  difficoltose ed impegnative sia dal punto di vista umano sia  sotto
  il profilo economico;

   almeno per alleviare il peso economico delle predette adozioni, il
  D.M.  21  dicembre  2007  prevede  l'erogazione  di  un  contributo
  forfettario  dell'importo  di euro 1.200,  onde  coprire  le  spese
  sopportate  dalle coppie che hanno conferito l'incarico di  seguire
  la procedura adottiva ad un ente a ciò autorizzato;

   condizione per fruire del predetto contributo è quella di aver  in
  corso o aver concluso l'adozione, con l'ausilio di uno dei suddetti
  organismi, entro il 31 dicembre del 2007;

   oltre  al  mentovato  rimborso, alle famiglie adottive  spetta  un
  contributo pari al 50 per cento dei costi sostenuti;

   inoltre, nel DPCM, datato 17 luglio 2009, all'art. 3, comma  2,  è
  stato  chiarito  che  dall'ammontare delle  somme  rimborsate  deve
  detrarsi il contributo forfettario di euro 1.200;

   per  gli  anni 2009 e 2010, in applicazione del D.A. n.  790/2006,
  anche   la   Regione   siciliana  ha   deciso,   per   il   tramite
  dell'Assessorato Famiglia, politiche sociali e lavoro,  di  erogare
  in favore il medesimo contributo previsto dal D.M. 21 dicembre 2007
  e dal DPCM 17 luglio 2009;

   in  particolare, l'Assessorato, allo scopo di attribuire il citato
  contributo, ha provveduto a stilare una specifica graduatoria;

   solo 80 coppie sono risultate aggiudicatarie del contributo per le
  famiglie  che  adottano  minori stranieri  con  l'ausilio  di  enti
  autorizzati alle adozioni internazionali;

   ovviamente,   dal  contributo  erogato  alle  famiglie   siciliane
  dall'Assessorato  Famiglia, in ossequio al DPCM, datato  17  luglio
  2009,  andavano  detratti gli euro 1.200 attribuiti forfetariamente
  per effetto delle disposizioni di cui al D.M. 21 dicembre 2007;

   ove  ciò non fosse avvenuto, le stesse coppie avrebbero fruito per
  ben due volte del medesimo beneficio;

   le  risorse  stanziate  per l'attribuzione  dei  più  volte  detti
  contributi sono contenute in un fondo ad esaurimento, pertanto, non
  tutti i richiedenti ne risultano destinatari;

   ove  alle famiglie assegnatarie dei mentovati benefici non fossero
  stati  detratti  i 1.200 euro di contributo forfetario,  il  citato
  fondo  sarebbe  stato consumato a svantaggio di altre  coppie  alle
  quali nulla è stato attribuito;

   nell'ipotesi  in cui il contributo previsto dal D.M.  21  dicembre
  2007  non  fosse stato sottratto da quanto erogato dall'Assessorato
  Famiglia,   si   verificherebbe   una   illegittima   ed   illogica
  duplicazione di un beneficio in favore solo di alcune famiglie;

   per  sapere  se  non  ritenga  di avviare  un  controllo  interno,
  sospendendo,  nelle more, l'efficacia della succitata  graduatoria,
  onde  appurare  se l'erogazione del contributo per l'anno  2010  si
  prevede   venga  effettuata  senza  aver  detratto  i  1.200   euro
  forfetariamente attribuiti per effetto di quanto previsto dal  D.M.
  21 dicembre 2007». (1533)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore le autonomie locali e
  la funzione pubblica, premesso che:

   le  pubbliche  amministrazioni possono  ricorrere  allo  strumento
  della  mobilità esterna, disciplinato dall'articolo 30 del  decreto
  legislativo  30  marzo  2001, n. 165, per  la  copertura  di  posti
  vacanti nel proprio organico;

   il  ricorso  a  tale strumento, in coerenza con lo  spirito  delle
  norme  e dei contratti vigenti, è subordinato ad una verifica sulla
  possibilità  di utilizzo delle risorse interne dell'amministrazione
  e per il reperimento di figure di specifica qualificazione;

   atteso che:

   il  Comune  di Marsala (TP), con determine dirigenziali  n.  1108,
  1109  e  1110  del 22 ottobre 2010, ha approvato ed  emesso  avvisi
  pubblici per la mobilità di personale;

   in  particolare, gli avvisi fanno riferimento a 4 posti di  agente
  di  polizia  municipale,  categoria 'C',  4   posti  di  istruttore
  direttivo  amministrativo/contabile categoria  'D'  e  1  posto  di
  collaboratore  amministrativo  categoria  'C',  queste  ultime  due
  figure assai diffuse in tutte le pubbliche amministrazioni;

   considerato che:

   il  ricorso alla mobilità trova effettiva giustificazione solo per
  la  copertura  di  specifiche posizioni che presuppongo  specifiche
  qualificazioni;

   non   risulta  che  il  Comune  di  Marsala  abbia  proceduto   ad
  un'effettiva  verifica  sulla possibilità  di  utilizzare,  per  la
  copertura  delle  posizioni vacanti, il personale già  in  servizio
  presso  l'ente,  ivi  compresi i titolari di contratti  di  diritto
  privato a tempo parziale;

   per sapere:

   se  le  procedure  poste  in essere dal Comune  di  Marsala  siano
  appropriate  e  coerenti  con le vigenti previsioni  legislative  e
  contrattuali in materia di mobilità del personale;

   quali   iniziative   intendano  eventualmente  intraprendere   per
  sanzionare e prevenire il ricorso improprio alla mobilità esterna».
  (1534)

                                                                ADAMO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive  e  all'Assessore per la salute, premesso che  da  tempo
  ormai  nei comuni della Regione, come del resto in tutto il  mondo,
  si assiste alla proliferazione della istallazione di antenne per la
  telefonia mobile in modo assolutamente selvaggio, con accordi  solo
  tra le parti che scavalcano le amministrazioni locali;

   verificato  che  ripetitori  e accessori  similari  emettono  onde
  elettromagnetiche,  che,  se esprimono  la  potenza  di  50/60  hz,
  possono  determinare rischi di natura cancerogena,  come  affermato
  dall'istituto  superiore della sanità nel rapporto Istian  95/29  e
  del 1995;

   verificato  in  particolare  che alcune  indagini  epidemiologiche
  effettuate hanno riscontrato pericolosi effetti sulla salute umana,
  con   un  riscontro  avvenuto  sulle  persone  esposte,  che  hanno
  evidenziato  un  aumentato rischio di leucemie, tumori  al  sistema
  nervoso e tumori mammari nelle donne;

   accertato che:

   alcune  regioni italiane hanno approvato leggi che  prevedono  una
  diminuzione  di  circa  500  volte  il  limite  inferiore  per   le
  esposizioni  dai campi elettromagnetici, stabilito dalla  normativa
  nazionale per gli elettrodotti a salvaguardia della salute;

   sono molti purtroppo ormai gli esempi in Sicilia di allocazione di
  antenne  per  la  telefonia mobile in assoluto  dispregio  di  ogni
  considerazione  sul  fatto che deturpano il  contesto  storico  dei
  centri  abitati  ed il paesaggio naturale di una  regione  a  forte
  vocazione turistica;

   osservato che, come si legge nella sentenza - TAR EMILIA  ROMAGNA,
  Bologna, Sez. II - 27 settembre 2010, n. 7907: 'compete invece alle
  Regioni  ed  agli  Enti  Locali il perseguimento  di  obiettivi  di
  qualità  che  non possono però portare alla fissazione  di  valori-
  soglia  diversi  e contrastanti con quelli fissati dallo  Stato  ma
  sono   diretti  alla  indicazione  di  criteri  di  localizzazione,
  standard  urbanistici,  prescrizioni e incentivazioni  all'utilizzo
  della  miglior  tecnologia disponibile, o alla cura  dell'interesse
  regionale e locale all'uso più congruo del territorio, sia pur  nel
  quadro  dei  vincoli  che  derivano dalla pianificazione  nazionale
  delle  reti e dai relativi parametri tecnici, nonché dai già citati
  valori-  soglia  stabiliti dallo Stato. Pres. Mozzarelli,  Est.  Di
  Benedetto  -  V.  n.v.  (avv. Lais) c.  Comune  di  Argelato  (avv.
  Tiberi)';

   ritenuto  che l'installazione degli impianti radio e di  telefonia
  deve  essere regolamentata in materia restrittiva anche in  Sicilia
  attraverso  una legge regionale che, nel disciplinare l'allocazione
  di  queste  antenne basandosi su esperienze tecniche e approfonditi
  studi scientifici, stabilisca le distanze e disciplini dove mettere
  le  antenne tenendo conto del fatto che possano essere nocive  alle
  persone, valutando l'allocazione delle stesse a giusta distanza dai
  centri  abitati  ed  incentivando i comuni a predisporre  piani  di
  localizzazione/delocalizzazione delle  stesse  nel  rispetto  delle
  aziende, dell'utenza, della salute dei cittadini e dell'ambiente;

   appreso  che, come peraltro pubblicato in Inghilterra dal 'Times',
  esistono studi indipendenti dai quali si evincono i danni cerebrali
  causati  dall'uso dei telefonini sui minori e che  hanno  accertato
  che  una  antenna telefonica costituisce un grave pericolo  per  la
  salute se poste nelle vicine abitazioni;

   verificato  che  un'antenna UMTS che deve coprire pochi  km  emana
  quantità  enormi  di  onde elettromagnetiche  che  diminuiscono  in
  proporzione  alla  distanza: e quindi  per  coprire  un  territorio
  occorrono  più ripetitori a pochi km di distanza. Considerando  che
  le società telefoniche sono numerose (vedi Tim, Vodafone, Wind, Tre
  e altre che sono nate con la liberazione del mercato), si riscontra
  che nel raggio di azione di una antenna troviamo 4/5 ripetitori che
  emanano ciascuno la propria potenza moltiplicando i rischi  per  la
  salute umana;

   per    sapere,    al    fine   di   bloccare   la   proliferazione
  dell'istallazione  di  antenne per  la  telefonia  mobile  in  modo
  assolutamente  selvaggio senza una intesa  con  le  amministrazioni
  locali, anche alla luce di numerose sentenze amministrative che  lo
  consentono,  se  intendano  avviare  uno  studio  finalizzato  alla
  presentazione  di  un  disegno di legge di  regolamentazione  della
  materia   che,  nel  garantire  le  esigenze  di  mercato,  imponga
  l'utilizzo  della  migliore  tecnologia disponibile  unificando  il
  servizio  all'utenza, perchè sia tutelata la salute pubblica  dalle
  nefaste  conseguenze  alle  quali sono sottoposti  i  cittadini  ed
  impedisca  che  vicino  alle abitazioni e  nei  centri  storici  di
  particolare  pregio  vengano installate antenne  che  deturpano  il
  paesaggio e l'ambiente». (1523)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'ispettorato   provinciale  all'agricoltura  di   Trapani   aveva
  assicurato  ad  ottobre  che  entro  la  fine  dell'anno  sarebbero
  arrivati  i  primi contributi in favore delle aziende agricole  del
  Trapanese colpite nel 2007 dalla peronospora della vite;

   le  domande presentate sono oltre 9.600, per una superficie totale
  di 51.000 ettari;

   la provincia di Trapani è terra, per caratteristiche ambientali  e
  climatiche, a forte vocazione vitivinicola;

   la  produzione di uva e vino costituisce un reddito importante per
  i  numerosi  operatori  del settore e per  l'economia  provinciale,
  trattandosi  dell'area con la più alta concentrazione  di  viti  in
  Europa;

   la viticoltura è attività identitaria che esprime valori atavici e
  significativi legami con il territorio;

   considerato   che  il  patrimonio  viticolo  regionale   è   stato
  ristrutturato e rinnovato nel corso dell'ultimo ventennio grazie ad
  interventi  volti al miglioramento della qualità delle  uve  e  dei
  vini  e  a più moderne modalità di gestione che permettono oggi  di
  identificarlo quale settore strategico e importante voce di  export
  nel  quadro  complessivo  dell'economia  provinciale,  regionale  e
  nazionale;

   considerato, inoltre, che:

   su   scala   internazionale  rimane  durissima   la   competizione
  proveniente  soprattutto  dai  mercati  particolarmente  proiettati
  all'esportazione come Australia, Cile, India e Americhe;

   il  Trapanese  è  territorio a forte vocazione vitivinicola,  dove
  vengono  coltivati vitigni pregiati, sia autoctoni, sia  alloctoni,
  dai  quali  si  ricavano i pregiati vini a denominazione  d'origine
  controllata   (Alcamo  DOC,  Marsala,  ecc.),   che   rappresentano
  un'importante voce nell'economia locale;

   negli ultimi anni, anche per aumentare e consolidare le produzioni
  locali    sui    mercati,   sono   stati   sostenuti    da    parte
  dell'amministrazione regionale e dei produttori notevoli sforzi per
  incrementare  la  quantità e la qualità del  prodotto,  nonché  per
  migliorare l'organizzazione e la gestione delle aziende;

   tenuto  conto che dal 2007, annata rispetto alla quale sono  stati
  previsti  gli interventi di compensazione dei danni da  peronospora
  della  vite, indicati all'art. 81 della legge regionale  12  maggio
  2010,  n.  11, la situazione è peggiorata di anno in anno;  già  di
  recente,  le  piogge  della primavera-estate  2010  hanno  favorito
  ulteriormente  la formazione dei parassiti, in particolare  proprio
  della    peronospora,   con   il   risultato    di    compromettere
  significativamente  i vitigni, accompagnato dal  serio  rischio  di
  abbattere ogni redditività;

   per sapere:

   quali  urgenti iniziative intendano intraprendere per tutelare  le
  aziende viticole del Trapanese che hanno subito i danni;

   come  intendano procedere perché siano liquidati in tempo breve  i
  fondi  previsti  dall'articolo 81 della legge regionale  12  maggio
  2010,  n.  11, e quali siano i termini per procedere all'erogazione
  ai beneficiari». (1524)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              FERRARA

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   l'istituto  per  ciechi 'Florio e Salamone' di  Palermo,  istituto
  d'istruzione  e  di  educazione per effetto del  regio  decreto  27
  ottobre  1926,  n.  2263, presenta negli ultimi anni  caratteri  di
  involuzione  e  di  degrado,  anche a  causa  dei  contrasti  sorti
  all'interno  del  consiglio  di amministrazione  dell'istituto  che
  hanno  portato  nel febbraio di quest'anno alle dimissioni  di  tre
  componenti,  in  polemica  con  gli  orientamenti  gestionali   del
  Presidente dello stesso c.d.a.;

   l'istituto  è  finanziato ordinariamente dalla  Regione  siciliana
  attraverso  un  capitolo di bilancio dedicato, il cui  stanziamento
  per il 2010 era superiore ai due milioni di euro; ciononostante  si
  è  assistito  ad un progressivo deterioramento dei servizi  che  si
  accompagna  ad un abbastanza esplicito progetto di privatizzazione,
  già  avviato  alcuni  anni  fa  e  che  portò  al  commissariamento
  dell'ente;

   il  numero  dei convittori assistiti è progressivamente diminuito,
  passando  dagli  oltre novanta dell'anno scolastico  2005/2006,  ai
  circa sessanta dell'attuale anno scolastico e ciò appare funzionale
  ad  un  disegno che sembra mirato alla chiusura delle  attività  di
  istruzione  ed al forte potenziamento dell'assistenza  sanitaria  a
  soggetti con plurimenomazioni sensoriali;

   in  effetti  i servizi sono ormai ridotti al minimo e le  attività
  languono:  il  centro di documentazione tiflopedagogica,  istituito
  dalla l.r. n. 15 del 1993, è poco più di un simulacro; il centro di
  consulenza, sempre istituito dalla citata l.r. n. 15 del 1993,  non
  è  mai  stato attivato; il laboratorio di informatica, che è dotato
  di  una  rilevante aula didattica multimediale, svolge un  servizio
  minimale,  sebbene  disponga di attrezzature - inutilizzate  -  che
  consentono  la  trascrizione,  la  trascodifica  e  la  stampa   in
  caratteri braille o a caratteri ingranditi (large print)  di  testi
  fruibili  da  non  vedenti o da istituzioni scolastiche;  da  oltre
  quattro anni, da quando cioè non è stato rinnovato il contratto  al
  precedente  dirigente  entrato in aperto contrasto  con  i  vertici
  dell'istituto, è vacante il posto di dirigente dell'area  educativa
  e   convittuale,   affidato  ad  interim  al  dirigente   dell'area
  amministrativa;

   premesso, ancora:

   il  baricentro  degli interessi degli amministratori dell'istituto
  sembra   volersi   spostare  sul  realizzando  centro   per   gravi
  pluriminorati non vedenti che trova le sue radici nella l.r. n.  16
  del  1986,  che  ha  previsto la costituzione  di  due  centri  per
  pluriminorati non vedenti presso gli istituti per ciechi di Palermo
  e  di Catania, ma che per oltre 25 anni è rimasta sulla carta anche
  se,  tuttavia, è stata redatta una pianta organica che prevede  138
  unità  di  personale per l'assistenza ad una ventina di ricoverati,
  che  porteranno nelle casse dell'istituto almeno sette  milioni  di
  euro l'anno per sole rette di ricovero;

   per  la  realizzazione della struttura l'istituto ha stipulato  un
  accordo  con  la  società immobiliare Malù che  fa  riferimento  al
  patron  del Palermo calcio, Zamparini, che, in cambio di una  vasta
  area  cedutagli dall'istituto in via Lanza di Scalea  dove  intende
  realizzare un ipermercato, si è impegnato a costruire una struttura
  da adibire funzionalmente a centro per gravi entro il 2011;

   un  altro  tema che appassiona il c.d.a. dell'istituto è l'ingente
  patrimonio immobiliare di proprietà dell'ente, valutato intorno  ai
  cento   milioni   di   euro,  già  al  centro  del   tentativo   di
  privatizzazione  poi  abortito nel 1999 per la strenua  opposizione
  dei  sindacati dei lavoratori, che pare essere la causa  prevalente
  dei  contrasti  in seno allo stesso c.d.a. e che è  stato  inserito
  all'ordine del giorno dei lavori per ben otto sedute consecutive  e
  per ultimo all'o.d.g. dell'8 novembre di quest'anno;

   considerato che:

   tra   le   proprietà  immobiliari  spicca  l'edificio  che  ospita
  l'istituto (villa del Pigno), a suo tempo donato da Ignazio  Florio
  con   l'espressa  condizione  che,  venuto  a  mancare  l'istituto,
  l'immobile   sarebbe   ritornato   alla   famiglia   Florio,   oggi
  rappresentata da un componente all'interno del c.d.a., ipotesi  non
  troppo   peregrina  visto  che  circolano  voci  su  propositi   di
  trasformare  la  villa in albergo di lusso, dopo aver  dismesso  le
  attività  pedagogiche  dell'istituto  in  favore  delle   ben   più
  remunerative attività sanitarie;

   forti  perplessità suscitano alcune vicende gestionali:  l'assenza
  da   oltre   quattro  anni  del  dirigente  l'area   pedagogica   e
  convittuale, sostituito con un interim al dirigente amministrativo,
  nonostante  la  presenza di numerosi docenti aventi  i  titoli  per
  poter ricoprire la funzione ed il tentativo - reiterato in numerose
  sedute  del  c.d.a. - di sostituire detta funzione con un'altra  di
  carattere   amministrativo,  che  appare   francamente   mirata   a
  precostituire  un  incarico ad personam;  l'ammontare  delle  spese
  legali che per il 2010 prevedono uno stanziamento in bilancio di 90
  mila  euro; l'ammontare delle spese sostenute per l'equipe  medico-
  psico-pedagogica, pletorica e dispendiosa sopratutto se confrontata
  con i costi della convenzione in essere fino al 2003 con l'ASL 6 di
  Palermo  per  lo  svolgimento di identico  servizio,  revocata  per
  eccessiva onerosità ;

   ritenuto che:

   altre  anomalie  evidenti  sembrano  essere:  il  mantenimento  in
  servizio di persone con cui era stato stipulato contratto a termine
  senza  deliberazione specifica del c.d.a.; l'inserimento nel  nuovo
  statuto dell'ente di una previsione secondo la quale 'il C.d.a. con
  specifica   delibera,  ha  facoltà  di  rendere  note  le   proprie
  deliberazioni alle quali esso ritenga opportuno e conveniente  dare
  pubblicità',  che  viola  le più recenti normative  in  materia  di
  trasparenza e, da ultimo, il decreto legislativo n. 150 del 2009;

   non  può  che  suscitare forti perplessità la situazione  relativa
  alla  composizione dei c.d.a. degli analoghi istituti di Palermo  e
  Catania.  L'articolo  127 della l.r. n. 17  del  2004  ha  previsto
  l'abrogazione del comma 1 dell'articolo 4 della l.r. n. 33 del 1991
  che  aveva  portato a 4 i componenti all'interno del  c.d.a.  degli
  istituti   designati  dalla  Unione  italiana   ciechi.   L'Ufficio
  legislativo e legale della Regione, cui era stato posto il  quesito
  sull'applicabilità  della  norma, ha risposto  il  24  giugno  2005
  all'Assessorato regionale della famiglia (titolare della  vigilanza
  sull'istituto  Ardizzone Gioeni' di Catania)  che  nel  c.d.a.  non
  dovevano più figurare i quattro designati dalla U.I.C., mentre il 5
  ottobre  2005  ha  risposto  all'Assessorato  regionale  dei   beni
  culturali (titolare della vigilanza sull'istituto Florio e Salamone
  di  Palermo) che nel c.d.a. dovevano continuare a restare i quattro
  componenti  designati  dall'U.I.C. in virtù  dell'applicabilità  di
  un'altra norma: l'art. 2 della l.r. n. 16 del 1995 (che tuttavia si
  fondava espressamente sulla norma abrogata). Allo stato nel  c.d.a.
  di  Palermo  siedono i quattro della U.I.C., nel c.d.a. di  Catania
  no;

   per sapere:

   come  intenda  ovviare all'evidente disparità di  trattamento  tra
  l'Istituto  'Florio  e Salamone' di Palermo e l'istituto  Ardizzone
  Gioeni  di  Catania relativamente alla composizione dei  rispettivi
  c.d.a.  e  se  non  ritenga che anch'essi debbano  sottostare  alle
  normative  recenti  che  hanno imposto una drastica  riduzione  dei
  componenti i c.d.a. degli enti del settore pubblico;

   se  risulti  conforme al vero che l'INPDAP ha di  recente  inviato
  all'istituto  'Florio  e  Salamone' una  nota  relativa  all'omesso
  pagamento  di  euro 276 mila per oneri previdenziali riferiti  agli
  anni  2005, 2006, 2007 e l'ingiunzione di immediato pagamento della
  somma omnicomprensiva di euro 397 mila;

   se  l'istituto  abbia provveduto ad effettuare gli  accantonamenti
  necessari per il pagamento del TFR ai suoi impiegati;

   se  risulti conforme al vero che l'istituto abbia affrontato oneri
  non  indifferenti  per  ospitare  in  lussuosi  alberghi  cittadini
  componenti  del  c.d.a.  e altre personalità estranee  all'istituto
  stesso;

   se  non  ritenga  di  dover avviare un'approfondita  indagine  per
  accertare  se le scelte operate dal c.d.a. dell'istituto  e  quelle
  che   ancora  si  intendono  perseguire  corrispondano  agli  scopi
  istitutivi  ed  alla  diverse  leggi  che  ne  hanno  previsto   il
  finanziamento». (1525)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   il sistema della formazione professionale in Sicilia necessita, da
  tempo, di una riforma organica;

   molti  enti non sono più in grado di garantire la regolarità degli
  stipendi degli operatori, i quali sono ormai senza alcuna certezza;

   considerato che:

   si  tratta  di  un  settore che non può essere  riformato  con  un
  decreto o con un qualsiasi atto amministrativo;

   il  decreto  con  il  quale è stato approvato il  piano  formativo
  2010/2011  ha  suscitato  forti dubbi e  perplessità  da  parte  di
  diversi enti, che hanno già annunciato ricorsi;

   ritenuto che:

   è  stato  nominato  un nuovo dirigente ad interim  in  un  settore
  particolarmente    delicato   come    quello    della    formazione
  professionale;

   ciò  è avvenuto nonostante vi siano dirigenti ai quali non è stato
  attribuito alcun settore;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per verificare se tutti  gli
  enti   di   formazione   professionale  rispettano   gli   istituti
  contrattuali previsti e le disposizioni di legge vigenti;

   le  ragioni  per  le  quali  non si possa  nominare  un  dirigente
  generale  che  si  occupi esclusivamente di un solo  dipartimento».
  (1529)

                                                           BARBAGALLO

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   la  Simeto Ambiente, istituita per assicurare la gestione unitaria
  ed  integrata  dei  rifiuti,  è  composta  da  18  comuni:  Adrano,
  Belpasso,  Biancavilla,  Camporotondo Etneo,  Gravina  di  Catania,
  Mascalucia,  Misterbianco, Motta S. Anastasia,  Nicolosi,  Paternò,
  Pedara,  Ragalna, San Gregorio di Catania, Sant'Agata Li  Battiati,
  San Pietro Clorenza, Santa Maria di Licodia, San Giovanni La Punta,
  Tremestieri  Etneo e dalla provincia regionale di Catania,  facenti
  parte dell'ambito territoriale ottimale 'Catania 3';

   negli  ultimi  anni, in diversi comuni facenti  parte  dell'ambito
  territoriale  'Catania 3', si sono verificate, ed attualmente  sono
  in  corso nei comuni di Biancavilla e di Santa Maria di Licodia  (a
  causa della mancata raccolta dei rifiuti da parte degli organismi a
  ciò  preposti), gravi situazioni di disagio che mettono in pericolo
  la salute, il benessere, la sicurezza e l'incolumità pubblica della
  collettività  e  dei singoli cittadini di Biancavilla  e  di  Santa
  Maria di Licodia;

   i   cittadini  dei  suddetti  paesi  sono  attualmente  esposti  a
  gravissimi  rischi igienico-sanitari, con seri problemi  di  ordine
  pubblico  a  causa  delle montagne di rifiuti  accumulate  sia  nel
  centro abitato, sia nelle periferie, nelle strade urbane o comunque
  ricadenti in territorio comunale;

   si formano montagne di rifiuti anche a ridosso di 'siti sensibili'
  come le scuole. Un altro aspetto alquanto grave è rappresentato dal
  fatto  che  i  cumuli  di  immondizia  in  via  della  Montagna   a
  Biancavilla  rendono  impraticabile  o  comunque  fuori  limiti  di
  sicurezza, come peraltro ravvisato in passato, l'area, nella  quale
  in   casi   di   emergenza   solitamente  viene   fatto   atterrare
  l'elisoccorso;

   considerato che:

   forme di danneggiamento, prevaricazione e vessazione nei confronti
  dei cittadini si sono materializzate  anche con la 'determinazione-
  imposizione'  della  tariffa di igiene ambientale  ad  opera  della
  società  d'ambito,  avvenuta  in modo illegittimo,  così  come  già
  ampiamente  ritenuto  da  numerose  Commissioni  tributarie  e  dal
  Consiglio  di giustizia amministrativa con la nota sentenza  n.  48
  del  2009, che ha affermato la competenza dei consigli comunali nel
  fissare  la  TIA.  Di conseguenza, le bollette,  piuttosto  salate,
  vengono emesse in spregio alla legge;

   ulteriori  gravi  vessazioni nei confronti dei cittadini  si  sono
  registrate con l'emissione dell''atto motivato di accertamento  per
  omessa o infedele dichiarazione';

   l'attività  di  accertamento, nella maggioranza  dei  casi,  si  è
  basata  su  dati  catastali spesso errati e  che  non  hanno  alcun
  rapporto con i parametri di pagamento della tassa dei rifiuti. Tale
  attività  di  accertamento è stata svolta da A.T.I., formata  dalla
  capogruppo  Engineering Tributi s.p.a. e da Studi  e  Servizi  alle
  Imprese s.r.l.;

   al  fine  di evitare ulteriori pagamenti illegittimi, i  cittadini
  hanno   dovuto  presentare  ricorso  alla  Commissione   tributaria
  provinciale con conseguente ulteriore esborso di denaro;

   considerato, ancora, che:

   insieme  alle situazioni di disagio, pericolo e vessazioni  per  i
  cittadini,  non è da sottovalutare il grave degrado ambientale  con
  la  formazione di micro e macro discariche abusive e a cielo aperto
  sia nei centri abitati, anche a ridosso di 'siti sensibili' come le
  scuole,  sia nelle periferie, deturpando e violentando la  bellezza
  del   paesaggio,  incidendo  negativamente  sulla  natura  e  sulla
  salubrità dell'aria;

   in   particolar  modo  si  segnalano  discariche  a  cielo  aperto
  all'interno  del  parco dell'Etna, in particolar modo  in  contrada
  Torrette a Biancavilla;

   nell'area   indicata   si   rinvengono  rifiuti   solidi   urbani,
  elettrodomestici,  copertoni, materiale di risulta  proveniente  da
  demolizioni e sbancamento;

   sebbene i cassonetti presenti, nell'area in questione e nelle zone
  limitrofe   rimangano  cumuli  di  rifiuti  e   di   detriti,   che
  compromettono la salubrità dell'intera area e le zone  circostanti,
  nonostante  che nel periodo estivo la zona sia densamente  popolata
  da  villeggianti, danneggiando, inoltre, il valore delle  proprietà
  adiacenti  al  sito. Tale situazione viene ulteriormente  aggravata
  dalla  presenza di branchi di cani famelici che si aggirano  tra  i
  cumuli  di immondizia, cani che rappresentano un autentico pericolo
  per le persone che transitano in prossimità dell'area in questione;

   considerato, altresì, che:

   il  consorzio  Simco  dovrebbe garantire, così  come  esso  stesso
  dichiara, 'la frequenza di raccolta di due volte alla settimana,  e
  comunque  ogni  qual volta si renda necessaria in dipendenza  della
  saturazione dei contenitori';

   sempre il consorzio Simco tra i servizi 'offerti' (e pagati a caro
  prezzo) ai comuni aderenti ha la raccolta 'differenziata stradale',
  sottolineando che: 'I contenitori sono mantenuti in  uno  stato  di
  costante decoro, lavati e disinfettati e deodorati almeno ogni  due
  settimane  nel periodo da ottobre a marzo, ed almeno una  volta  la
  settimana  nel  periodo  da  aprile a settembre.  Il  lavaggio  dei
  contenitori è effettuato mediante apposito automezzo subito dopo lo
  svuotamento  del  contenitore. In caso di rifiuti  abbandonati  nei
  pressi dei contenitori, il consorzio Simco provvede a proprie spese
  nel  normale  giro  di  raccolta dei rifiuti  indifferenziati  alla
  rimozione e smaltimento degli stessi';

   ritenuto che:

   questi  buoni  propositi del consorzio Simco non sembrano  trovare
  riscontro  con  la  realtà,  come  si  può  evincere  da  eventuali
  sopralluoghi e testimonianze;

   tale   deprecabile  situazione  di  deterioramento  ambientale   e
  paesaggistico  determina, presumibilmente, violazioni  ad  obblighi
  contrattuali   da  parte  della  ditta  incaricata   alla   pulizia
  dell'intera area;

   ulteriori  violazioni perpetrate dalla Simeto Ambiente  consistono
  nel mancato conseguimento degli obiettivi prefissati in materia  di
  raccolta  differenziata. Tra le percentuali più basse  di  raccolta
  differenziata  è  possibile ritenere  che  il  dato  più  basso  si
  registri proprio nei comuni di Adrano, Biancavilla e Santa Maria di
  Licodia.  In molti comuni mancano le isole ecologiche e ad  Adrano,
  nonostante sia stata inaugurata 5 mesi addietro, tale isola risulta
  essere ancora non operativa;

   risultano disattese le aspettative e le finalità per le  quali  la
  società d'ambito è stata costituita. Disatteso risulta anche l'art.
  4  dello  statuto di Simeto Ambiente nella parte in cui la 'società
  ha  per  scopo di assicurare la gestione unitaria ed integrata  dei
  rifiuti  secondo  criteri  di  efficacia,  efficienza,  economicità
  nell'Ambito  Territoriale  Ottimale,  in  aderenza  alle  direttive
  dell'Unione Europea e alla vigenti disposizioni normative nazionali
  in  materie  di  rifiuti, nonché la realizzazione di  un  integrato
  sistema  di  verifica  concernente il versamento  della  tassa  sui
  rifiuti  e la corretta gestione del sistema della tariffa, compreso
  il periodo di transizione dalla TARSU alla tariffa, con particolare
  riferimento alla eliminazione dell'evasione, al fine di  consentire
  una  più  equa distribuzione e la totale copertura dei costi  della
  gestione   integrata  ed  integrale  del  ciclo  dei  rifiuti,   in
  conformità alle normative vigenti';

   ritenuto, infine, che:

   in  tale  contesto  risulta  fallito  il  progetto  elaborato  dal
  consorzio Simco per i comuni dell'ATO Catania 3 che avrebbe  voluto
  rappresentare  un 'modello di gestione integrata  dei  rifiuti  con
  connotati  di  eccellenza'.  Inoltre,  appare  palese  la   mancata
  erogazione  di  alcuni  degli 11 servizi  che  il  consorzio  Simco
  avrebbe  dovuto erogare ai 16 comuni della Simeto Ambiente (Adrano,
  Belpasso,   Biancavilla,   Camporotondo,   Gravina   di    Catania,
  Misterbianco,  Motta  Sant'Anastasia,  Nicolosi,  Paternò,  Pedara,
  Ragalna, Santa Maria di Licodia, San Giovanni La Punta, San  Pietro
  Clarenza,  Sant'Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo) e  i  servizi
  resi,  in  generale,  non hanno prodotto i risultati  previsti  dal
  consorzio Simco relativamente a: 'massima efficienza onde creare la
  minima incidenza con il traffico, il minimo disagio ai cittadini  e
  assicurare il massimo decoro ai centri abitati; garanzia  sotto  il
  profilo igienico sanitario, al fine di evitare qualsiasi rischio di
  inquinamento  del suolo e sottosuolo e inconvenienti  derivanti  da
  rumori e cattivi odori; recepimento delle direttive e normative  in
  materia  di  smaltimento rifiuti rispetto delle leggi in  vigore  e
  delle  disposizioni del Capitolato e Piano d'Ambito;  managerialità
  della conduzione nel rispetto delle pianificazioni, dei criteri  di
  economicità, efficienza ed efficacia nonché dei sistemi che tendono
  alla  riduzione  e  al  recupero  e riciclo  delle  varie  frazioni
  merceologiche  dei rifiuti; coinvolgimento della popolazione  verso
  la  collaborazione  per  l'ottimale  gestione  e  mantenimento  dei
  servizi, mediante l'organizzazione di periodiche campagne volte  ad
  informare   e  a  sensibilizzare  la  cittadinanza  sugli   aspetti
  ambientali ed economici dell'igiene urbana';

   tra i servizi non erogati dal consorzio Simco in alcuni comuni  vi
  è  il  mancato 'servizio di gestione e conduzione delle piattaforme
  di raccolta ubicate o previste nei comuni dell'ATO Catania 3',

   per  sapere  se  siano  state previste  iniziative  finalizzate  a
  verificare eventuali responsabilità o violazioni di leggi». (1530)

            (L'interrogante richiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   l'Amministrazione regionale ha attivato un percorso negoziale teso
  a   promuovere  la  formazione  di  piani  integrati  di   sviluppo
  territoriale  (PIST) sulla base delle 'Linee Guida per l'attuazione
  territoriale  del PO FESR 2007-2013' e ha diramato apposito  avviso
  pubblico  a  presentare manifestazioni d'interesse da  parte  degli
  enti locali beneficiari, riuniti in coalizioni territoriali, per la
  promozione di piani integrati di sviluppo territoriale (PIST) e  di
  sviluppo urbano (PISU) e la partecipazione alla procedura negoziale
  di selezione degli interventi in essi inclusi;

   veniva  fissata al 19 luglio 2010, pena l'esclusione, la  data  di
  presentazione   della   documentazione   relativa   alle    ipotesi
  progettuali  di sviluppo, necessaria per partecipare all'iniziativa
  promossa  dalla  Regione  siciliana da parte  delle  26  coalizioni
  territoriali;

   da  parte  delle  coalizioni territoriali  sono  state  presentate
  proposte  progettuali  in  grado  di mobilitare,  complessivamente,
  circa  3 miliardi di euro di investimenti a fronte di una dotazione
  finanziaria di parte pubblica pari a circa 590 milioni di euro e in
  grado   di  creare  nuova  occupazione,  sulla  base  delle   stime
  desumibili  dalle proposte progettuali presentate, di circa  10.000
  unità, soprattutto riguardante il mondo giovanile e delle donne;

   considerato che:

   l'avviso pubblico prevedeva una ben precisa tempistica istruttoria
  secondo degli step di avanzamento così, in sintesi, scaglionata:

   a)  verifica  requisiti  di ammissibilità delle  singole  proposte
  progettuali;
   b)  attivazione  fase  negoziale e di  confronto  con  le  singole
  coalizioni territoriali;
   c) valutazione e formazione della graduatoria di merito per ognuna
  delle linee d'intervento;
   d) emissione dei relativi decreti di finanziamento;

   tali  decreti avrebbero dovuto essere emanati entro il 30 novembre
  2010  al  fine  di non pregiudicare la realizzazione delle  diverse
  iniziative compatibilmente con il programma comunitario;

   preso  atto  che in atto l'intero processo risulta  fortemente  in
  ritardo,  non  essendosi avviata, allo stato, nemmeno  la  fase  a)
  della   verifica  dei  requisiti  di  ammissibilità  delle  singole
  proposte progettuali, e, quindi, slittando a tempi non prevedibili,
  la data di emanazione dei relativi decreti di finanziamento;

   ritenuto  che  tale ingiustificabile e incomprensibile  ritardo  è
  ulteriore  causa  del  peggioramento delle condizioni  della  crisi
  economica  che  in  atto  si  registra e  che  attuare  quanto  più
  celermente  le  azioni progettuali presentate  dalle  26  colazioni
  territoriali consentirebbe di ricreare un importante e fondamentale
  tessuto  produttivo e di nuova occupazione, estremamente  necessari
  data la contingenza che sta vivendo la Sicilia;

   per  sapere  quali  iniziative intendano assumere  o  abbiano  già
  assunto nei confronti degli uffici, anche eventualmente di messa in
  mora,   del   dipartimento  della  programmazione,  per   imprimere
  un'accelerazione  a tutto il processo e pervenire  in  tempi  brevi
  all'emissione dei relativi decreti di finanziamento». (1532)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              FARAONE

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso  che
  il  caciocavallo  ragusano  DOP rappresenta  uno  dei  simboli  più
  pregiati  del territorio ibleo e che si ottiene esclusivamente  dal
  latte  vaccino  intero, ottenuto da mucche allevate prevalentemente
  allo  stato brado, le quali si nutrono di foraggi dei pascoli iblei
  che  sono unici perché ricchi di essenze ed erbe aromatiche  e  non
  c'è  dubbio che il latte prodotto dagli allevatori della  provincia
  iblea  è  unico  in  Sicilia  perché  attribuisce  al  caciocavallo
  ragusano un gusto unico e una qualità impareggiabile;

   rilevato che per tali importanti peculiarità, non riscontrabili in
  altre   aree  della  Sicilia,  il  caciocavallo  ragusano  è  stato
  riconosciuto  tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30  ottobre  1955,  con
  decreto  2  maggio 1995 è stato riconosciuto D.O.  ed  infine,  con
  regolamento  CEE  n. 1263 dell'1 luglio 1996, ha beneficiato  della
  denominazione di origine protetta (DOP) e che, con decreto  del  28
  dicembre  1998  dell'Assessorato regionale  Agricoltura  e  foreste
  della Regione siciliana, è stato riconosciuto come prodotto storico
  fabbricato  tradizionalmente, non si capisce per  quale  motivo  il
  commissario   dell'ARAS,  Chiarelli,  abbia  avviato   l'iter   per
  l'ottenimento  DOP  del  formaggio  a  pasta  filata  a  forma   di
  parallelepipedo  che  si  produce  con  il  latte  di   vacca   nel
  palermitano, nell'agrigentino e nel trapanese; idea portata  avanti
  artatamente  che  procurerebbe  un  danno  non  indifferente   alla
  produzione iblea;

   considerato infine che nell'area della Sicilia occidentale non  ci
  sono  campagne  che offrono questo tipo di pascoli,  presenti  solo
  nella   provincia  iblea,  nella  quale  si  concentra  un   numero
  considerevole di stalle da latte fra le migliori d'Italia e che  la
  stessa  provincia  produce il 70 per cento di  latte  in  tutta  la
  Sicilia  ed il formaggio prodotto in altre parti della Regione  non
  ha né la sostanza né può avere la forma del caciocavallo ragusano;

   per sapere:

   se  intenda  verificare se risponde al vero quanto il  commissario
  dell'ARAS  sta attuando in merito, se ci sia in atto una pericolosa
  strategia ai danni del caciocavallo ragusano e quali iniziative  si
  intendano  intraprendere per salvaguardarlo e per salvaguardare  il
  lavoro  di  tantissimi allevatori iblei che, con tante  difficoltà,
  riescono a mantenere sempre viva la tradizione nella produzione del
  caciocavallo;

   quali  iniziative, inoltre, si intendano attuare  per  evitare  un
  eventuale  danno per il caciocavallo ragusano DOP e per valorizzare
  sempre  di più questo patrimonio importante per l'economia  iblea».
  (1535)

            (L'interrogante richiede risposta con urgenza)
                                                              MINARDO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in data  2  dicembre
  2010, la seguente mozione:

   numero   225    Finanziamento   del  progetto   di   realizzazione
  dell'autostrada  Ragusa-Catania', degli  onorevoli  Adamo,  Ragusa,
  Lentini, Ardizzone, Parlavecchio e Giuffrida. Ne do lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   è  stata  prevista dall'ANAS la costruzione, in regime di progetto
  di finanza, dell'autostrada Ragusa-Catania;

   con  nota  prot.  11866 del 15 dicembre 2009 il  Presidente  della
  Regione  formalizzava  al CIPE (Comitato interministeriale  prezzi)
  l'impegno  per  il cofinanziamento dell'autostrada  Ragusa-Catania,
  per l'importo di euro 217.711.631,00 da prelevare dai fondi PAR FAS
  2007/2013;

   a  seguito di detto impegno, il CIPE, nella seduta del 22  gennaio
  2010,  approvava il progetto di finanza predisposto  dal  promotore
  finanziario, accettandone la proposta;

   a  seguito  di detta approvazione, l'importo del progetto  risulta
  nel   totale  pari  ad  euro  815.374.595,00,  suddiviso  in   euro
  448.374.595,00  di capitale privato, euro 149.207.119,00  di  fondi
  ANAS  ed  euro  217.711.631,00  di  fondi  PAR  FAS  della  Regione
  siciliana;

   in  data 23 luglio 2010, il CIPE esprimeva parere favorevole,  con
  prescrizioni, sullo schema di convenzione da porre a base  di  gara
  per la realizzazione, in project financing, dell'autostrada Ragusa-
  Catania, e che detto schema è ancora in fase di registrazione  alla
  Corte dei conti;

   in  data  30  agosto 2010, il Presidente della Regione,  con  nota
  indirizzata  al  CIPE,  al  Ministero delle  infrastrutture  e  dei
  trasporti  ed  all'ANAS, revocava i contenuti della  predetta  nota
  prot.  n.  11866 del 15 dicembre 2009, con la quale  -  come  sopra
  detto  - si prospettava la partecipazione finanziaria della Regione
  siciliana alla realizzazione dell'autostrada Ragusa-Catania;

   con  la stessa nota del 30 agosto 2010 di cui sopra, il Presidente
  della   Regione  chiedeva  anche  la  sospensione  delle  procedure
  finalizzate alla definizione della convenzione da porre a  base  di
  gara   relativa   alla  tratta  Ragusa-Catania,   prospettando   in
  alternativa la possibilità di costituire una società mista  Regione
  -  ANAS  per progettare, costruire e gestire il tratto autostradale
  Ragusa-Catania;

   l'ipotesi  sopra riportata (reperimento nuovi fondi,  costituzione
  nuova   società,   nuova   progettazione  e   nuove   approvazioni)
  allungherebbe  in  maniera indefinita i tempi di  realizzazione  di
  tale infrastruttura viaria, indispensabile ed indifferibile per  lo
  sviluppo dell'intero territorio ragusano e per scongiurare i  tanti
  incidenti, spesso mortali, che giornalmente avvengono,

                 impegna il Presidente della Rregione

   a  revocare i contenuti della nota del 30 agosto 2010, diretta  al
  CIPE, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e all'ANAS,
  ed  a  confermare  quindi il finanziamento di  euro  217.711.631,00
  quale   quota   fondi   PAR   FAS  2007/2013   di   cofinanziamento
  dell'autostrada  Ragusa-Catania in regime di progetto  di  finanza,
  consentendo così in tempi brevissimi la conclusione della procedura
  di gara per l'individuazione del concessionario». (225)

                ADAMO-RAGUSA-LENTINI-ARDIZZONE-PARLAVECCHIO-GIUFFRIDA

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interpellanza

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che,  con  nota  del  2
  dicembre  2010  pervenuta  in  pari  data  e  protocollata  al   n.
  9526/AULAPG del 3 dicembre successivo, l'onorevole Davide  Faraone,
  anche a nome degli altri firmatari, ha ritirato l'interpellanza  n.
  100   Iniziative  per  garantire il pagamento  degli  stipendi  del
  personale  di  ruolo  degli  enti  parco  Etna,  Madonie,  Nebrodi,
  Alcantara  e delle riserve naturali in affidamento alle province  e
  alle associazioni ambientali', dallo stesso parlamentare presentata
  in data 20 ottobre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di scadenza di termini

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  scaduto   il   termine   previsto
  dall'articolo  2 della legge regionale 15 novembre  1982,  n.  128,
  recante    Disposizioni   per   la  pubblicità   della   situazione
  patrimoniale dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e  dei
  titolari  di cariche elettive e direttive presso alcuni enti',  per
  il   deposito,  da  parte  dei  deputati,  delle  variazioni  della
  situazione patrimoniale e dei redditi.
   Al  riguardo, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 della  l.
  r.  citata,  dà  notizia  all'Assemblea che alcuni  deputati  hanno
  adempiuto solo parzialmente.
   In particolare:
   -   l'onorevole  Giambattista  Bufardeci  non  ha  depositato   la
  dichiarazione dei redditi;
   -  gli  onorevoli  Salvino  Caputo e  Francesco  Mineo  non  hanno
  depositato  la  rispettiva dichiarazione  della   variazione  della
  situazione patrimoniale.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  riunitasi oggi 7 dicembre 2010, sotto la  presidenza
  del   Vicepresidente  vicario,  onorevole  Formica,   presente   il
  Vicepresidente,    onorevole   Oddo,    con    la    partecipazione
  dell'Assessore  per  l'economia,  professore  avvocato  Armao,   ha
  stabilito  la  seguente  articolazione  dei  lavori  per  la   c.d.
   finestra legislativa :
   L'Aula terrà seduta:
   -  oggi,  martedì 7 dicembre 2010, per incardinare  il  testo  del
  disegno  di  legge n. 645/A  Proroga di contratti  di  personale  a
  tempo determinato. Misure urgenti a sostegno dell'occupazione ;
   - giovedì 9 dicembre 2010 (pomeriggio) per la discussione generale
  del citato disegno di legge. Il termine ultimo per la presentazione
  di emendamenti è fissato per la stessa giornata, alle ore 20.00;
   -  martedì 14 dicembre 2010 per la discussione degli articoli  del
  menzionato disegno di legge fino alla conclusione dei lavori.
   Restano invariati i termini già fissati dal calendario dei  lavori
  per  la  corrente  sessione di bilancio,  ai  sensi  del  quale  la
  Commissione   Bilancio  dovrà  concludere  l'esame  dei   documenti
  finanziari entro venerdì 17 dicembre 2010.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Bufardeci, Barbagallo, Scoma, Forzese e Buzzanca.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di iniziare
  i  lavori,  colgo  l'occasione della presenza anche  dell'assessore
  Armao  perché volevo porre all'attenzione di questa Presidenza,  ma
  anche  dell'Assemblea,  una questione che  ho  sollecitato  qualche
  giorno  fa  all'assessore competente, Marco Venturi, ma che  vorrei
  riproporre   anche  al  Governo  nella  sua  interezza   e   quindi
  all'Assemblea.
   Il   problema  è  relativo  al  famoso  articolo  7  della   legge
  finanziaria  del  2009,  riguardante l'aiuto  e  il  sostegno  agli
  artigiani,  o  meglio al settore dell'artigianato e del  commercio.
  Sono  stati fatti due bandi  che prevedevano un contributo a  fondo
  perduto  sino a cinquantamila euro per l'acquisto di macchinari  ed
  attrezzature. La scadenza del bando era prevista per il  19  aprile
  2010.
   Purtroppo,  a  distanza   di sei mesi nulla  è  stato  fatto.  Tra
  l'altro, sono state presentate oltre 3.100 domande, quindi .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, devo  farle  notare  che  il  suo
  intervento non è sull'ordine dei lavori. Pertanto, si prosegue  con
  l'ordine del giorno.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Discussione del disegno di legge «Proroga di contratti di
       personale a tempo determinato. Misure urgenti al sostegno
                       dell'occupazione» (645/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione del disegno di legge «Proroga di contratti di personale
  a  tempo  determinato. Misure urgenti al sostegno dell'occupazione»
  (645/A).
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona,  presidente  della
  Commissione  e  relatore per svolgere la relazione  al  disegno  di
  legge.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  disegno  di  legge,  che  si
  sottopone  all'esame dell'Aula, prevede al Capo I  la  proroga  dei
  contratti a tempo determinato di prossima scadenza, stipulati dalla
  Regione,  dagli  enti, aziende e consorzi con  lavoratori  precari,
  nelle   more   che   vengano   attivate  procedure   dirette   alla
  trasformazione del rapporto di lavoro connesse alla stabilizzazione
  di  cui  all'articolo  17, commi 10, 11 e 12 del  decreto  legge  1
  luglio 2009, n. 78.
   L'articolo 1 prevede, al comma 1, che l'Amministrazione  regionale
  continui  ad  avvalersi  fino  al 31 dicembre  2011  del  personale
  titolare dei contratti autorizzati da disposizioni legislative.
   In particolare:
   1)  con  la  lettera a) si provvede al rinnovo di 29 contratti  di
  diritto privato stipulati dall'Assessore regionale con delega  alla
  Protezione civile con il personale della sala operativa SORIS o per
  attività connesse alla medesima;
   2)  con  le  lettere  b),  c), e d) si  provvede  al  rinnovo  dei
  contratti del personale assunto a tempo determinato dalla  Regione,
  rispettivamente ai sensi degli articoli 14, comma 14, e  23  quater
  del  decreto  legge  30 gennaio 1998, n. 61 (compiti  istituzionali
  della  Protezione  civile,  numero 288 soggetti  interessati),  del
  comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 2008,  n.
  25  e successive modifiche (ex Agenzia regionale per i rifiuti e le
  acque - numero 223 soggetti interessati), del personale selezionato
  con  procedure  di evidenza pubblica per assicurare  la  continuità
  dell'azione  tecnico-amministrativa dell'Assessorato regionale  del
  territorio e dell'ambiente (numero 93 soggetti interessati);
   3) con la lettera e) si provvede alla prosecuzione di 90 contratti
  stipulati  dall'Amministrazione regionale con soggetti ex  ASU  non
  rientranti   nelle   procedure  di  stabilizzazione   in   via   di
  definizione;
     4) con la lettera f) si provvede alla proroga di 9 contratti del
  personale  utilizzato dall'ex Commissario delegato per  l'emergenza
  idrica  e  dal  soggetto attuatore in atto in  servizio  presso  il
  Dipartimento acqua e rifiuti.
   Il  comma  2  prevede  la proroga, sino al 31 dicembre  2011,  dei
  contratti   del   personale  dei  Consorzi  di  bonifica   di   cui
  all'articolo  3  della legge regionale 30 ottobre  1995,  n.  76  e
  successive modifiche ed integrazioni e di cui all'articolo 1  della
  legge regionale 28 giugno 2010, n. 14.
   Il comma 3 autorizza l'Assessorato regionale della famiglia, delle
  politiche sociali e del lavoro a proseguire le attività relative ai
  soggetti  utilizzati  ai sensi del comma 9 dell'articolo  51  della
  legge regionale 12 maggio 2010 n. 11.
   Ai  commi  4  e 5 si provvede a quantificare gli oneri discendenti
  dallo  stesso  articolo  e ad assicurarne la  necessaria  copertura
  finanziaria.
   L'articolo  2  è  diretto ad assicurare la continuità  dell'azione
  istituzionale   del   Centro  per  la   formazione   permanente   e
  l'aggiornamento del personale del servizio sanitario.
   Il  Capo  II  contiene misure che, tenuto conto delle disposizioni
  statali  in  tema di stabilizzazione del personale con contratto  a
  tempo determinato ed in particolare dei già citati commi 10,  11  e
  12  dell'articolo 17 del decreto legge n. 78/2009, si prefiggono di
  procedere  anche  in Sicilia alla trasformazione  dei  contratti  a
  tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
   In  particolare,  l'articolo  3 stabilisce  che  l'amministrazione
  regionale e gli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale n.
  10/1991 assumano esclusivamente con contratto di lavoro subordinato
  a tempo indeterminato, attraverso le procedure di evidenza pubblica
  di cui all'articolo 35 del decreto legislativo n. 165/2001.
   L'articolo   4   dispone   che,   nel   triennio   2011-2013    le
  amministrazioni   pubbliche  regionali   possano   procedere   alla
  stabilizzazione a tempo indeterminato del personale in servizio  in
  forza  di  contratti  a  tempo determinato stipulati  entro  il  31
  dicembre  2009  e  destinatario del regime transitorio  dei  lavori
  socialmente utili di cui al Fondo del precariato, con una anzianità
  complessiva non inferiore ad otto anni nell'ultimo decennio.
   L'articolo  5  prevede  che,  nelle  more  dell'attuazione   delle
  procedure   di   stabilizzazione,  le   amministrazioni   pubbliche
  regionali  possano proseguire i contratti in essere  alla  data  di
  entrata  in  vigore della presente legge con il  personale  di  cui
  all'articolo 4.
   Il  successivo  articolo 7 stabilisce che, qualora  gli  enti  che
  devono  procedere  alla  stabilizzazione non  rispettino  i  limiti
  previsti dal comma 7 dell'articolo 76 del decreto legge n. 112/2008
  (incidenza delle spese per il personale pari o superiore al 40% del
  totale  delle  spese correnti) debbano predisporre  un  dettagliato
  piano,  articolato  per  annualità, da presentare  alla  Ragioneria
  generale  della  Regione nonché per gli enti locali  al  competente
  dipartimento   regionale,  finalizzato  a   rientrare,   entro   un
  quinquennio  dalla  data di presentazione, nei parametri  stabiliti
  dalla normativa statale.
   Il  Capo  III  contiene  disposizioni finanziarie  in  favore  dei
  soggetti  destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente
  utili.
   In  particolare  l'articolo 13 dispone che agli oneri  discendenti
  dall'attuazione  delle  misure  di  stabilizzazione,   quantificati
  complessivamente in 314.100 migliaia di euro, si  provvede  con  le
  disponibilità dell'UPB 6.4.1.3.1, capitolo 321301 (Fondo unico  per
  il precariato) del bilancio della Regione per il triennio 2010-2012
  e  che,  dall'applicazione delle disposizioni della presente legge,
  non  possano  discendere  ulteriori oneri a  carico  della  Regione
  rispetto a quelli specificamente quantificati. Si prevede, altresì,
  che  gli  enti  utilizzatori del personale con  contratto  a  tempo
  determinato  possano procedere all'attuazione  delle  procedure  di
  stabilizzazione  nei  limiti  delle  disponibilità  dei  rispettivi
  bilanci.
   L'articolo  14 individua, infine, misure a sostegno delle  aziende
  viticole siciliane che abbiano subito la distruzione della  coltura
  a  causa  di  attacchi  della peronospora  della  vite  (plasmopara
  viticola) avvenuti nel corso del 2007.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ribadisco  che,  come  stabilito
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  nella
  prossima  seduta  di  giovedì  9  dicembre  2010  si  svolgerà   la
  discussione generale del citato disegno di legge e che  il  termine
  ultimo  per  la  presentazione di emendamenti scadrà  nella  stessa
  giornata, alle ore 20.00;
   La  seduta, pertanto, è rinviata a  giovedì 9 dicembre 2010,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I    -  Comunicazioni

   II   -   Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera D), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

   numero   225    Finanziamento   del  progetto   di   realizzazione
  dell'autostrada  Ragusa-Catania , degli  onorevoli  Adamo,  Ragusa,
  Lentini, Ardizzone,  Parlavecchio, Giuffrida

   III -  Discussione del disegno di legge:

   «Proroga  di  contratti di personale a tempo  determinato.  Misure
  urgenti a sostegno dell'occupazione» (645/A)

                   La seduta è tolta alle ore 19.33

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte  scritte  ad  interrogazioni  -  Rubrica  «Territorio   e
  ambiente»

   CORONA.   -   «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,
  all'Assessore  per le attività produttive e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che l'area ad elevato rischio di crisi ambientale
  del  Mela  comprende  il territorio dei comuni  di:  Milazzo,  San
  Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, Condrò, San
  Pier Niceto, Gualtieri Sicaminò;

   premesso inoltre che le opere di cui al progetto di potenziamento
  e  adeguamento  al decreto legislativo n. 152/99 dell'impianto  di
  depurazione consortile dell'area di sviluppo industriale  -ASI  di
  Messina,  sono  ubicate  nel comune di  Pace  del  Mela  (ME),  in
  località  Giammoro, e avrebbero dovuto essere eseguite secondo  il
  'Piano di tutela delle acque' entro il 2009;

   verificato  che  il  progetto dell'opera è stato  consegnato  dai
  progettisti  all'ente  nel  2003  e  che  il  vicecommissario  per
  l'emergenza  rifiuti  e  la  tutele delle  acque,  nel  comunicare
  l'avvenuto  finanziamento  dell'opera  con  nota  n.  125  del  17
  febbraio  2004,  richiedeva al consorzio ASI di  Messina,  tra  le
  altre   cose,  l'atto  deliberativo  ai  fini  del  rispetto   del
  cronoprogramma per la realizzazione delle opere;

   considerato  che  l'impianto, esistente già  dal  2003,  è  stato
  oggetto  di  attenzione  sia  della Procura  della  Repubblica  di
  Barcellona  (ME)  che  dalla  commissione  regionale  dei   lavori
  pubblici che ha espresso il parere n 19/2003;

   considerato  inoltre  che  nel 2005 l'Agenzia  regionale  per  la
  protezione  dell'ambiente (A.R.P.A.) e la commissione  provinciale
  tutela  ambiente,  evidenziando  la  gravità  della  situazione  e
  ponendo  in preallarme le condizioni di degrado e malfunzionamento
  dell'impianto  di  depurazione  consortile  dell'ASI  di   Messina
  ricadente  nel  comune  di  Pace del Mela  in  località  Giammoro,
  avevano  di  fatto perorato l'esigenza primaria di adeguare  detto
  impianto  ai  fini  del disinquinamento e risanamento  dell'intera
  fascia costiera compresa tra Milazzo e Torregrotta, per evitare un
  'annunciato disastro ambientale';

   rilevato che:

   1) non realizzando le opere di risanamento previste dal progetto,
  all'ente,  alla  luce  della legislazione sanitaria  e  ambientale
  esistente,   non   rimane  altra  possibilità  che   la   chiusura
  dell'impianto  stesso, con le immaginabili devastanti  conseguenze
  ambientali, sociali ed economiche;

   2)  nei considerata dell'accordo di programma quadro (A.P.Q.) del
  23  dicembre 2003, era evidenziato '(...) che il riutilizzo  delle
  acque  reflue richiede l'adeguamento degli impianti di depurazione
  (...)';

   3)  tutto  il  comprensorio  del Mela  servito  dall'impianto  di
  depurazione  è  ubicato  in  area  ad  elevato  rischio  di  crisi
  ambientale  (così  dichiarata con decreto  dell'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente in data 4 settembre 2002, pubblicato nella
  G.U.R.S.  n.  48  del  18  ottobre 2002), e  che  nei  considerata
  dell'A.P.Q.  è  testualmente evidenziato 'che il riutilizzo  delle
  acque  reflue  rappresenta un elemento di risparmio  e  di  tutela
  ambientale   riferito  alle  acque  superficiali   e   sotterranee
  consentendo il più agevole rispetto delle prescrizioni  di  tutela
  in particolare riferito alle aree sensibili';

   4)  la  Repubblica italiana è stata messa in mora con atto  della
  Commissione  europea  2009/2034 per  il  trattamento  delle  acque
  reflue  urbane - cattiva applicazione della direttiva in  tema  di
  raggiungimento  dei livelli di convogliamento in  fognatura  e  di
  depurazione  dei  reflui civili. E' altresì contestato,  con  atto
  2009/0188,  il  mancato  recepimento della  direttiva  2006/118/CE
  relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento
  e  dal deterioramento. Completa il quadro l'atto 2006/2017, in cui
  viene  contestata l'esclusione, dall'ambito di applicazione  della
  direttiva 76/160/CEE, della qualità delle acque di balneazione;

   5)  nello  specifico  territoriale, con atto 2006/4808,  è  stata
  aperta  una  procedura relativa all'inquinamento  atmosferico  nel
  comprensorio del Mela (ME);

   ritenuto inoltre che:

   il  non  adeguamento  e/o  funzionalità  in  un'area  industriale
  dell'impianto  di  depurazione  rappresenta  un  'vulnus'  per  il
  rispetto delle norme sanitarie ed ambientali con l'aggravante  che
  l'impianto  serve anche i comuni di Condrò, San Pier  Niceto,  San
  Filippo del Mela, Pace del Mela;

   i  mancati interventi sul depuratore consortile dell'ASI, ubicato
  nel  Comune  di Pace del Mela, in località Giammoro, e la  mancata
  realizzazione  della  relativa  condotta  sottomarina  al   centro
  dell'area ad alto rischio assumono valenza di importanza  non  più
  ordinaria  bensì  emergenziale e che i  ritardi  di  esecuzione  e
  l'eventuale  revoca del finanziamento, connessa  a  tali  ritardi,
  avrebbero   conseguenze  devastanti  anche  per   l'economia   dei
  territori  di  tutti i comuni della Valle del Mela, aggravando  il
  danno  all'ambiente marino, già in atto con scarico diretto  sulla
  battigia,  che assumerebbe pertanto, come già rilevato  dall'ARPA,
  le proporzioni di un 'disastro ambientale annunciato';

   per sapere:

   1. se la commissione Stato-Regione, province, enti locali, per la
  definizione  del  piano  di  risanamento  ambientale  e   rilancio
  economico del comprensorio del Mela, abbia attuato quanto previsto
  dall'art. 2 del decreto 4 settembre 2002;

   2. se sia stato reso esecutivo il piano di risanamento e rilancio
  economico  del  comprensorio  del  Mela  secondo  quanto  previsto
  dall'art. 3 del decreto 4 settembre 2002;

   3.  quale  sia lo stato delle procedure per il completamento  dei
  lavori  di  potenziamento e adeguamento al decreto legislativo  n.
  152/99  dell'impianto di depurazione consortile  ASI  di  Messina,
  ubicato  nel  Comune di Pace del Mela, in località Giammoro  (ME),
  con riuso di acque reflue e fanghi;

   4.   quali  siano  le  procedure  e  le  azioni  adottate   dagli
  Assessorati competenti (Ambiente e territorio, Attività produttive
  e  Salute)  in  merito alla carenza del rispetto delle  principale
  norme  sanitarie  ed  ambientali in  ordine  alle  attività  delle
  aziende   ubicate  nell'area  ASI  e  nell'interesse   dell'intera
  comunità dell'area del Mela;

   5.  quali  siano le motivazioni che hanno causato  gli  eventuali
  ritardi che non hanno consentito il completamento dei lavori entro
  il 2009;

   6. se persistano danni all'erario per effetto del mantenimento in
  gestione e della manutenzione dell'impianto negli anni;

   7.  quali  siano  stati i giustificativi prodotti  dalla  Regione
  siciliana  circa  i  sopra citati atti della Comunità  europea  in
  materia  di procedure d'infrazione, inclusi gli atti di  messa  in
  mora;

   8.  in caso di condanna per la Regione siciliana, come intenda la
  stessa  rivalersi su chi per  pigrizia  o  per culpa in vigilando
  non  ha  permesso  la  realizzazione  delle  opere  necessarie  ed
  idonee.». (1162)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1162, a  firma
  dell'onorevole Corona, si comunica che l'A.R.P.A, con  nota  prot.
  n.   12591  del  10/08/2010,  ha  rappresentato  che  sono   stati
  effettuati  dei controlli al depuratore consortile  in  parola  da
  parte  della  Struttura  Territoriale  Arpa  Messina,  in  data  3
  febbraio  2010;  da tali controlli si è rilevato  che  i  campioni
  d'acqua  prelevati,  per le modalità di prelievo  ed  i  parametri
  analizzati,  hanno presentato valori di concentrazione  rientranti
  nel  limite  previsto  dalla Tab. 3  All.  5  Parte  III,  D.  Lgs
  03/04/2006, n. 152, e che ulteriori controlli su campioni di acque
  di scarico del depuratore in oggetto sono stati già programmati  a
  breve  scadenza al fine di verificare la funzionalità dello stesso
  e  di  garantire il rispetto dei limiti di concentrazione previsti
  per legge.

   Il  Dipartimento regionale dell'Ambiente ha inoltre rappresentato
  che   il  Consorzio  per  l'area  di  sviluppo  industriale  della
  Provincia  di  Messina,  con nota prot. 2916  del  09/07/2010,  ha
  richiesto all'A.R.T.A. l'autorizzazione allo scarico con  condotta
  sottomarina ai sensi ex art. 109 del D. Lgs 152/2006  e  s.m.i.  e
  che  il  rilascio della suddetta autorizzazione è  attualmente  in
  itinere.».

                              L'Assessore
                       dott. Calogero Gianmaria
                                Sparma

   CAPUTO.  - «Al Presidente della Regione, premesso che le  recenti
  piogge  e le abbondanti nevicate hanno determinato l'ingrossamento
  dell'affluente  del  fiume  Oreto, nel  tratto  che  attraversa  i
  territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);

   considerato che:

   l'enorme  massa  d'acqua  ha determinato  uno  spostamento  degli
  argini laterali e l'abbattimento delle barriere realizzate per  il
  controllo del flusso idrico;

   l'aumento  delle  acque  ha  determinato  l'erosione  delle  anse
  laterali con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli  anni
  sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;

   ritenuto  che  le  acque  hanno superato  i  livelli  di  massima
  sicurezza e si è creata una situazione di pericolo che rischia  di
  determinare gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti
  e i terreni circostanti il corso del fiume;

   per sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire  la
  sicurezza  dei  residenti,  delle abitazioni  e  delle  colture.».
  (1172)

   Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo n. 1172, a  firma
  dell'onorevole  Caputo,  il Dipartimento regionale  Ambiente,  con
  nota  prot. 1345 del 10.11.2010 ha rappresentato che l'Assessorato
  Territorio e Ambiente ha curato la redazione del Piano Stralcio di
  Bacino  per  l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi dell'art.  17,
  comma  6 ter della legge 183/89, uno strumento di settore di  tipo
  conoscitivo,  pianificatorio e normativo, che  ha  come  obiettivo
  principale l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, al
  fine di garantire un adeguato livello di sicurezza del territorio,
  degli elementi presenti sul territorio e delle popolazioni.
   Il   tratto  del  Fiume  Oreto,  oggetto  di  interesse,   ricade
  all'interno del Bacino Idrografico del Fiume Oreto (n. 039) il cui
  PAI  è  stato approvato con DPR n. 91 del 27/03/2007 e  pubblicato
  sulla GURS n. 26 del 08/06/2007.».
   L'Assessorato    Territorio    e    Ambiente    sta    procedendo
  all'aggiornamento del PAI Idrografico del Fiume Oreto  e  pertanto
  ha invitato i Comuni ricadenti nel suddetto bacino, con nota prot.
  n.    81298   del   02/11/2009,   a   voler   fornire,   ai   fini
  dell'aggiornamento,  segnalazioni utili  di  nuove  situazioni  di
  dissesto o variazioni dello stato di dissesto di aree già  censite
  nel PAI vigente.
   Si  evidenzia  che  nell'atto ispettivo non  viene  precisata  la
  denominazione  dell'affluente  del  Fiume  Oreto  né  l'ubicazione
  esatta del fenomeno di dissesto idrogeologico di cui si richiedono
  notizie    e    che   nessuna   segnalazione   risulta   pervenuta
  all'Assessorato  Territorio e Ambiente, da  parte  dei  comuni  di
  Monreale  e  Altofonte, di dissesti idrogeologici lungo  il  Fiume
  Oreto e i suoi affluenti.
   Si  sottolinea inoltre che l'Assessorato non finanzia  interventi
  di  urgenza/somma urgenza, ma può finanziare interventi su aree  a
  pericolosità  elevata  (P3)  molto elevata  (P4)  che  determinano
  situazioni di rischio R4 per la presenza di elementi a rischio  in
  classe E4 (centro abitato ed edifici di importanza primaria)».

                              L'Assessore
                       dott. Calogero Gianmaria
                                Sparma