Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Rinaldi, con nota prot. n.
9714 del 13 dicembre 2010, ha chiesto di apporre la firma al
disegno di legge n. 537 Istituzione dell'elenco delle guide
enogastronomiche e delle risorse agroalimentari e dell'elenco dei
ristoranti di qualità. Circuiti gastronomici .
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere assegnata
alla competente Commissione Cultura, formazione e lavoro' (V):
Criteri per la concessione del contributo buono scuola ex art. 3
l.r. 14/2002 anno 2008/09. (120/V)
- pervenuta in data 9 dicembre 2010
- inviata in data 13 dicembre 2010.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere dalla
Commissione Affari Istituzionali' (I)
Ente acquedotti siciliani. Nomina commissario liquidatore Avv.
Agostino Equizzi.
(n. 119/I)
- reso in data 7 dicembre 2010
- inviato in data 9 dicembre 2010.
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale n. 439 del 23 novembre 2010 P.O.FESR Sicilia 2007/2013
- Rimodulazione del Programma - Linee guida per l'attuazione del
Programma Operativo .
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di decisione della Commissione europea
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta copia della nota della
Commissione europea recante la decisione di compatibilità della
medesima Commissione del 12 novembre 2010 relativa al PSR Sicilia
2007-2013. Misura 227: Sostegno agli investimenti non
produttivi'. Aiuto n. 143/2010. Decisioni di compatibilità.
Copia della medesima è stata inviata alla terza Commissione.
Annunzio di interrogazioni
PRESSIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1536 - Celere realizzazione di interventi presso l'ATO idrico
di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1538 - Notizie urgenti in merito ai ritardi dei pagamenti a
favore della struttura 'Oasi Maria SS' di Troina (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo; Gianni Giuseppe
N. 1539 - Iniziative per evitare il ripetersi di episodi di
violenza come quelli verificatisi a Palazzo Steri, a Palermo, il
17 novembre 2010.
- Presidente Regione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1540 - Aggiornamento del piano di assetto idrogeologico (PAI)
della provincia di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1542 - Chiarimenti sulla predisposizione del calendario
regionale delle manifestazioni e degli eventi di grande richiamo
turistico.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1543 - Iniziative per la revisione dei finanziamenti agli enti
di formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1537 - Iniziative a tutela degli operai in cassa integrazione
della società ATI Group di Bagheria (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1541 - Notizie in merito ai criteri e alle procedure adottate
per l'adozione dei piani paesaggistici provinciali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Gianni Giuseppe; Vinciullo Vincenzo; Caputo Salvino;
Cordaro Salvatore; Dina Antonino; Beninati Antonino; Catalano
Santo; Gentile Luigi; Ragusa Orazio; Pogliese Salvatore; Falcone
Marco; Mineo Francesco
N. 1544 - Chiarimenti sulla mancata applicazione della legge
regionale n. 9 del 2010 recante 'Gestione integrata dei rifiuti e
bonifica dei siti inquinati'.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1545 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza legata al
versamento di petrolio nei mari che bagnano la Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Barbagallo Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
- Norme relative alle indennità ed ai gettoni di presenza degli
amministratori dei liberi consorzi di comuni. Modifiche alla legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 22. (n. 647)
Di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 14 dicembre 2010.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 104 - Iniziative per assicurare la legalità nella gestione
dell'ATO ME3.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Panarello Filippo; Laccoto Giuseppe; Picciolo
Giuseppe; Rinaldi Francesco.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 226 Istituzione di un tavolo tecnico e di concertazione,
a livello regionale, sulla 'questione giovanile' in Sicilia',
degli onorevoli Fiorenza, Marrocco, Currenti, Gentile e Aricò,
presentata il 7 dicembre 2010;
numero 227 Iniziative a livello centrale per ovviare ai
disservizi del sistema ferroviario siciliano', degli onorevoli
Barbagallo, Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre
2010;
numero 228 Rivisitazione dei confini della riserva 'Oasi del
Simeto' e del relativo regolamento', degli onorevoli Barbagallo,
Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre 2010.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la condizione giovanile in Sicilia presenta grandi elementi di
preoccupazione per gli aspetti legati alla crisi occupazionale, ai
problemi della criminalità minorile ed alla mancanza di strutture,
spazi e servizi destinati all'organizzazione del tempo libero ed
alle attività giovanili nel loro insieme;
la Regione interviene a sostegno delle iniziative rivolte alle
giovani generazioni, attraverso diversi Assessorati, in materia di
sport, tempo libero, cultura; cooperazione ed imprenditoria in
genere: azioni che però non dispongono di un reale ed effettivo
coordinamento;
un impegno non articolato della Regione rischia di vanificare gli
sforzi compiuti e di non raggiungere il miglioramento complessivo
della condizione giovanile;
è dunque essenziale cercare di creare determinate condizioni di
organicità nell'azione della Regione a sostengo dei giovani
siciliani, come già specificato, ed attivare un tavolo tecnico ma
anche di concertazione in grado di monitorare l'intero settore,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad istituire un tavolo tecnico e di concertazione, con le
direttive della Presidenza della Regione, sulla condizione
giovanile in Sicilia.
L'organismo accerterà le cause generali e le motivazioni varie
del disagio sociale, economico e culturale relativamente alla
questione giovanile nell'Isola.
Detto tavolo dovrà monitorare, studiare e privilegiare i seguenti
punti:
a) i giovani e la famiglia, anche in relazione al processo
formativo ed educativo;
b) i giovani e la scuola: le dimensioni dell'obbligo scolastico;
la selezione operata nella scuola dell'obbligo nonché negli
istituti di istruzione secondaria; la condizione degli studenti
universitari;
c) i giovani e il lavoro: le caratteristiche e le cause della
disoccupazione giovanile; la cooperazione giovanile; gli
interventi delle amministrazioni pubbliche statali, regionali e
locali;
d) i giovani e la cultura: dati relativi ad attività culturali
extrascolastiche promosse da enti pubblici e privati dirette alla
fruizione di un pubblico giovanile; dati relativi alla diffusione
di pubblicazioni specializzate e riservate ai giovani, alla
diffusione tra gli stessi di quotidiani, periodici e libri, alla
partecipazione dei giovani a spettacoli teatrali ed a scambi
culturali con altri Paesi esteri;
e) i giovani e l'imprenditoria: strumenti messi a disposizione
dei giovani per favorire la nascita e la creazione di
un'imprenditoria giovanile; dati relativi al biennio 2009 - 2011
su quante aziende siano nate dai fondi impiegati per
l'imprenditoria giovanile;
f) i giovani, la salute e lo sport: dati relativi ai trattamenti
sanitari obbligatori, all'educazione e all'informazione sanitaria,
alla diffusione dell'etilismo, del tabagismo tra i giovani; dati
relativi alla pratica sportiva dei giovani» (226);
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
i disservizi delle ferrovie in Sicilia sono diventati la
normalità;
lo stato di gravissima inefficienza in cui versa il sistema
ferroviario siciliano è ormai intollerabile;
CONSIDERATO che:
secondo i numeri dell'Osservatorio sul trasporto della Fit-Cisl,
tra lunedì 22 e giovedì 25 ottobre 2010, sono stati cancellati 12
treni regionali e sono stati registrati ritardi, in 24 casi, di
oltre 20 ore;
sono stati chiusi gli uffici del personale capotreno a Catania,
Messina, Caltanissetta e Castelvetrano;
il traffico ferroviario regionale viene penalizzato ogni giorno
di più, senza alcuna seria prospettiva di rilancio;
RITENUTO che:
i disservizi sono determinati da gravissime carenze strutturali e
dalla mancanza di mezzi e personale;
le Ferrovie hanno di fatto privato la Sicilia delle linee ad alta
velocità.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire nei confronti del Governo nazionale per valutare
le modalità di impiego e l'efficacia degli interventi previsti nel
cosiddetto 'Piano per il Sud' in relazione al sistema ferroviario
siciliano;
a richiedere un incontro al presidente della Rete ferroviaria
italiana, prof. Dario Lo Bosco, per approfondire sia il tema del
trasporto merci sia quello riguardante il trasporto viaggiatori
della tratta Catania - Palermo» (227);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
l'attuale situazione della riserva dell'Oasi del Simeto non
tutela l'ambiente né i residenti delle seimila abitazioni che
ricadono nella zona 'A' e soprattutto nella zona 'B' della riserva
stessa;
i predetti cittadini sono privi di acqua potabile, illuminazione,
trasporti pubblici, sicurezza, servizi di raccolta rifiuti, ecc.;
CONSIDERATO che:
le citate aree non presentano più quelle peculiarità ambientali
che hanno reso necessaria l'istituzione della riserva, per
l'eccessiva antropizzazione dei luoghi;
occorre, in ogni caso, proteggere e conservare la natura, pur in
presenza di tantissime abitazioni;
RITENUTO che:
l'Oasi del Simeto racchiude al suo interno un complesso di zone
umide di grande rilievo per la conservazione della biodiversità;
la riserva rientra a pieno titolo tra le principali zone umide in
Italia per la conservazione degli uccelli;
la Regione deve intervenire per evitare che la riserva diventi
'terra di nessuno' senza tutela ambientale e senza alcun servizio
per i cittadini,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare le iniziative necessarie per una rivisitazione
complessiva dei confini della riserva e del relativo regolamento,
finalizzata alla conservazione del suo inestimabile patrimonio
naturale ed alla corretta fruizione turistico-ambientale»
(228).
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole Campagna
per le sedute di oggi, l'onorevole Picciolo per le sedute dei
giorni 14, 15 e 16 dicembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Cerimonia di scopertura della lapide in memoria dei militari
italiani caduti a Nassiriya
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, domani 15 dicembre
2011, alle ore 11.00 sarà scoperta la lapide in memoria dei
militari italiani caduti a Nassiriya; invito, pertanto, tutti i
deputati a parteciparvi.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Proroga di
contratti di personale a tempo determinato. Misure urgenti a
sostegno dell'occupazione» (n. 645/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge Proroga di contratti di
personale a tempo determinato. Misure urgenti a sostegno
dell'occupazione (645/A).
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 211 del 9
dicembre 2010 era stata chiusa la discussione generale e approvato
il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Personale con contratti atipici
1. Al fine di non interrompere le attività connesse ai compiti
straordinari in materia di protezione civile, ambientale e del
territorio, delle acque e dei rifiuti e nelle more che la Regione
completi i processi di stabilizzazione secondo le disposizioni di
cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12, del decreto legge 1 luglio
2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto
2009, n. 102, l'amministrazione regionale continua ad avvalersi,
fino al 31 dicembre 2011, del personale titolare di contratti
autorizzati ai sensi delle norme di seguito indicate:
a) articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16;
b) articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2009,
n. 13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11;
c) articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre 2009,
n. 13, come prorogati dall'articolo 51, comma 6, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11;
d) articolo l, comma 7, della legge regionale 29 dicembre 2009,
n. 13, nei limiti imposti dalla proroga di cui all'articolo 51,
comma 8, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11;
e) articolo 25 delle legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21;
articolo 41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
2, comma 3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;
f) articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1, sono altresì prorogati al
31 dicembre 2011 i contratti di cui all'articolo 1, comma 2, della
legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13, come prorogati
dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11, e di cui all'articolo 1 della legge regionale 28 giugno
2010, n. 14.
3. È altresì autorizzata, sino al 31 dicembre 2011, la
prosecuzione dell'attività relativa ai soggetti utilizzati ai
sensi e per gli effetti del comma 9 dell'articolo 51 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11.
4. Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi
1, 2 e 3 è autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la spesa
complessiva di 59.389 migliaia di euro, di cui:
a) 1.100 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
a);
b) 16.012 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
b);
c) 8.400 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera
c);
d) 3.500 migliaia di euro per le finalità del comma l, lettera
d);
e) 2.756 migliaia di euro per le finalità del comma l, lettera
e);
f) 369 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);
g) 24.852 migliaia di euro per le finalità del comma 2;
h) 2.400 migliaia di euro per le finalità del comma 3.
5. Gli oneri discendenti dal comma 4, quantificati in complessivi
59.389 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2011, trovano
riscontro nel bilancio della Regione per il triennio 2010/2012 -
U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704 - accantonamento 1001)».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa: 1.2, 1.3, 1.4, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14,
1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.5, 1.10, 1.6, 1.21, 1.7, 1.8, A47;
dagli onorevoli D'Asero, Leontini, Mancuso, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa: 1.19, 1.22
dagli onorevoli Pogliese, Vinciullo, Falcone e Buzzanca: 1.27;
dagli onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo:
1.28;
dalla Commissione: 1.23, 1.29, 1.30;
dagli onorevoli D'Asero e Savona: 1.1;
dagli onorevoli Maira, Caronia e Dina: 1.25 e 1.26.
dal Governo alla Tabella A': 1.24 e 1.32, nonché gli emendamenti
1.23.1, 1.31, 1.32 e 1.33.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché, purtroppo, in ragione dell'assoluta
mancanza di collegamento tra il Governo regionale e l'Assemblea
siamo costretti, molto spesso, ad affidarci alle voci di corridoio,
cosa assai detestabile, soprattutto se legata ad un'Aula e ad un
contesto prestigioso come questo.
Abbiamo saputo e abbiamo da circa trenta secondi in mano questo
brogliaccio, che dovrebbe contenere una serie di emendamenti. Ci
viene detto, da qualche fonte autorevole, addirittura dieci
emendamenti di riscrittura che, di fatto, finirebbero col
riscrivere, da parte del Governo, interamente, il disegno di legge
Signor Presidente, da lei vorremmo chiarezza circa la veridicità,
perché non abbiamo il tempo materiale di constatare quanto
affermato: vorremo comprendere, cioè, se questi emendamenti, di
fatto, hanno riscritto il disegno di legge che era stata apprezzato
precedentemente in Aula oppure no e, in caso positivo, volendo
assolutamente dare priorità a questo disegno di legge sui precari e
volendo ancora di più cercare di non togliere tempo a quest'Aula
per l'approvazione della finanziaria e del bilancio, le chiederei
non un giorno né due, ma un paio di ore di tempo per comprendere
se, quanto è stato detto nei corridoi, risulti a verità e, se è
possibile, espletare in maniera compiuta, da parte di questi
parlamentari, il mandato che ci è stato richiesto da parte degli
elettori.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente noi
non siamo sorpresi come l'onorevole Cordaro, perché a noi è notoria
la confusione che il Governo ha nelle sue azioni giornaliere e non
ci sorprende neanche l'atteggiamento che il Governo, su questo
disegno di legge, ha tenuto nelle ultime due settimane e non
escludiamo che a questi emendamenti, testé presentati, ne arrivino,
ancora altri, in serata, di riscrittura.
L'onorevole Cordaro immagina che il Governo possa avere qualche
momento di lucidità. Noi invece riteniamo che su questo disegno di
legge protagonista possa essere solo il Parlamento siciliano
perché se ci affidassimo alla confusione governativa è chiaro che
questo provvedimento non sarebbe giunto neanche in Aula, ci saremmo
fermati alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione
che intendeva stabilizzare tutti quelli che potevano salire
sull'arca di Noè, dopo la distruzione della Sicilia.
Signor Presidente, mi sembra che la richiesta di sospensione di
due ore avanzata dall'onorevole Cordaro è esagerata, servirebbe
molto meno. Dobbiamo, come le ho detto, prepararci all'altro maxi
emendamento che arriverà, certamente, in Aula perché la confusione
sovrasterà l'azione che in Aula determineremo con la chiarezza
assoluta che ci ha contraddistinto già in Commissione bilancio,
dove abbiamo messo da parte quelle che sono le nostre prerogative e
abbiamo agevolato un percorso che possa dare ai giovani precari
della Sicilia, quanto meno, la speranza di raggiungere il minimo
dell'obiettivo rispetto ad una prospettiva che la Presidenza della
Regione aveva rappresentato non considerando quello che questo
avrebbe scaturito nel corso delle settimane.
Quindi signor Presidente la prego di provvedere ad una sospensione
che non superi i trenta minuti. Perché in trenta minuti riusciremo
certamente a rileggere quello che è la riscrittura del disegno di
legge e riprendere i lavori in Aula in attesa dell'eventuale
novità.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sto
intervenendo su questo argomento ma già la settimana scorsa avevo
espresso fortissime perplessità su quella che era la norma e su
come il Governo voleva impostarla e qualcuno mi aveva detto che ero
un menagramo perché volevo che il Commissario dello Stato
impugnasse questo provvedimento.
In quella occasione - lei, Presidente Cascio, non era presente -
ho detto mi pare che sia il buon senso che poi deve guidarci nel
momento in cui approviamo una norma così importante; chi ha
commesso il grande errore di sbandierare ai quattro venti che si
sarebbe occupato e preoccupato dei tanti precari che vivono e
operano in Sicilia, e dicevo poc'anzi che sono argomenti troppo
importanti per essere trattati con la superficialità che noi qui
stiamo avvertendo perché non si possono fare dei proclami, perché
questi operatori sono assai importanti all'interno degli enti, dei
comuni, delle province e delle altre aziende che operano nel
territorio.
Sono parecchi, è un numero veramente importante ma non voglio
attribuirne a nessuno la responsabilità.
Noi non capiamo come si voglia procedere, non capiamo quale possa
essere la fonte di finanziamento, non riusciamo a capire se è stato
rispettato il decreto Tremonti, se la trimestralità ha possibilità
di essere allocata e appostata all'interno del bilancio.
Signor Presidente, noi ci rendiamo conto che il Governo continua a
brancolare nel buio.
Il Governo non sa più che pesci pigliare perché il capo di questo
Governo, l'onorevole Raffaele Lombardo che di recente è sempre più
assente in quest'Aula, non ne comprendiamo il motivo e vorremmo
capire perché il governatore da parecchio tempo diserta l'Aula, ma
ci rendiamo conto che il disagio è forte e lo è all'interno della
compagine governativa come all'interno della maggioranza. Un
disagio che nasce dal fatto che, di volta in volta, il Governatore,
dopo avere fatto dei proclami, fa delle clamorosissime marce
indietro a discapito e a dispetto di chiunque, purché riesca ad
apparire sui giornali, nelle teletrasmissioni e dare così di sé
un'immagine completamente diversa da quella che è la realtà.
Signor Presidente, desidero che mi ascolti perché voglio farle una
proposta.
In questi giorni lei ha dimostrato notevole equilibrio, ha
dimostrato anche di dire e di fare delle scelte che possono
sembrare impopolari. Ha detto chiaramente anche stamattina, ho
letto i quotidiani e gliene do atto, che non dobbiamo fare
demagogia, ma dire pane al pane e vino al vino. E deve farlo lei
dall'alto del suo ruolo, in questa sede; secondo me lei deve
prendere in mano la situazione, perché, diciamocelo molto
chiaramente, il Governo non è in grado di gestire questo percorso.
Il Governo porterà alla rivoluzione sociale; il Governo non sa ciò
che ha combinato; il Governo non si rende conto dei disastri che
sta producendo; il Governo non capisce che le persone che stanno
qui fuori e che oggi hanno tutto il diritto ed il dovere di
protestare lo fanno in nome e per conto di chi ha loro promesso ciò
che non poteva essere mantenuto.
Signor Presidente, il suo ruolo le consente di prendere
completamente in mano questa situazione. D'altronde dovrà essere il
Parlamento ad approvare questo disegno di legge.
Sia lei, finalmente, appropriandosi del suo ruolo che ha svolto
con lodevole equilibrio, e far comprendere al Governo che questo
passaggio non può essere affidato alla incapacità che sta
dimostrando il Governo Lombardo. Sia l'Assemblea, suo tramite, a
portare avanti una proposta seria, concreta, realizzabile, perché
mi pare, signor Presidente, che oggi l'unica proposta che noi
possiamo apprezzare e che non troverà, forse, la scure del
Commissario dello Stato è la proroga di un anno, e nelle more della
proroga noi dobbiamo essere chiari, concreti e seri.
Io affido a lei questo messaggio: ci tolga dai pasticci in cui ci
ha buttato come siciliani il Governatore e in mezz'ora si faccia un
percorso chiaro e lineare.
Lei informi l'Aula e vedrà che su una proposta seria l'Aula saprà
dare finalmente risposte serie.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono per
molti versi assolutamente d'accordo rispetto alla proposta
dell'onorevole Mancuso ed anche a quanto detto, per quanto riguarda
il ruolo di questo Parlamento, dall'onorevole Buzzanca.
Volevo ricordare all'onorevole Buzzanca che questo è un disegno di
legge di iniziativa parlamentare, di cui gran parte del merito va
alla Commissione lavoro' che all'unanimità lo ha esitato.
Vorrei anche ricordare ai colleghi parlamentari che questo disegno
di legge è stato a lungo dibattuto molto seriamente in Commissione
bilancio, che ne era diventata titolare.
Quindi, Presidente Cascio, mi unisco a quanto detto dall'onorevole
Buzzanca rispetto al punto di equilibrio che lei rappresenta per
questo Parlamento, in una legge assolutamente delicata, in una
legge che tratta di intere famiglie e di persone, che ci sia
certamente il buon senso, che non ci sia la corsa alla demagogia,
ma che tutti quanti abbiamo il diritto di fare la nostra parte
pensando al bene comune.
Questo che stiamo affrontando oggi, per la prima volta dopo
vent'anni, è un disegno di legge molto, molto importante, lo
definisco tra i più importanti di questo Parlamento e quindi c'è
assolutamente bisogno che venga trattato e dibattuto in maniera
molto seria ed opportuna.
Pertanto, se è necessaria una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari di mezz'ora, come suggeriva l'onorevole Mancuso
la si faccia perché non è stata apportata nel bozzone nessuna
rivoluzione, sono gli stessi emendamenti e comunque basta trovare
il punto di equilibrio e si può, ovviamente, raggiungere il
risultato in tempi anche abbastanza brevi.
Ritengo che ci debba essere un dibattito approfondito ma non ci
sono elementi che ci dividono in maniera assoluta, anzi sono più
quelli che ci uniscono
E allora, mezz'ora per fare il punto della situazione sotto la Sua
Presidenza, ritengo che sia opportuna, utile, per far sì che il
dibattito possa proseguire senza preconcetti, senza pregiudizi,
senza riserve mentali ma che si possa finalmente esplicitare, anche
in quella sede, al meglio le cose che sono state determinate.
Non è un disegno di legge facile: un iter iniziato nel 1988 e che
ha lasciato per strada tantissime iniquità. E' stata una legge che
ha trattato le stesse persone in maniera differente. Abbiamo
l'esigenza di affrontare la maggior parte di questi temi, anche di
queste persone nel miglior modo possibile.
Quindi, mezz'ora di confronto sotto la presidenza del Presidente
Cascio in modo che il Governo e i Gruppi parlamenti possano
riguardare, nei limiti del possibile, tutti gli emendamenti può
essere utile, costruttivo e soprattutto nell'interesse generale.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diceva qualcuno,
prima di me, che regna molta confusione durante l'iter e nell'iter
dei provvedimenti che questo Governo, di volta in volta, affronta e
anche dal modo come vengono affrontati.
Signor Presidente, siccome sotto questa confusione e in mezzo a
questa confusione noi rischiamo di mandare a casa, di togliere la
possibilità a decine di migliaia di lavoratori che da decenni
consentono che gli enti locali possano espletare la loro azione
amministrativa, perché non dobbiamo dimenticare che siamo in
presenza di soggetti che supportano, in maniera insostituibile, le
amministrazioni comunali e, dicevo, in mezzo a questa confusione,
il rischio grande, forte è che queste persone possano ritrovarsi a
casa.
Cerchiamo di riassumere con la centralità e la ragionevolezza del
Parlamento i termini della questione ed evitiamo che dalla
demagogia possano nascere dei frutti velenosi per la gente comune,
per la gente normale.
Noi, già nel 2006, avevamo legiferato e avevamo approvato una
ottima legge-quadro che era la legge 16 che istituiva un percorso
attraverso il quale assicurare la stabilizzazione a tutte le
categorie dei precari. Era un percorso che prevedeva alcune tappe
ed era un percorso sano, percorribile, che non è stato però messo
in essere, che è stato disatteso, di cui non ci si è più occupati
inseguendo altre chimere e che poi però, a causa del mancato
conseguimento puntuale di ciò che prevedeva le legge 16, ci
ritroviamo in una situazione drammatica e, la cosa peggiore è che,
nel mezzo di questa situazione drammatica, c'è ancora chi va a
stimolare, per obiettivi di consenso attraverso i comunicati
stampa, attraverso annunci spot, la fantasia di quanti inseguono un
posto fisso.
Signor Presidente, questo non è tollerabile, perché sappiamo tutti
che la realtà ci dice altro, la realtà ci dice che se questo
Parlamento, responsabilmente, due settimane fa non fosse
intervenuto a riportare la questione, appunto, nella centralità del
Parlamento, oggi, non saremmo qui a cercare di mettere una toppa
agli annunci stampa, ma saremmo qui a piangere un'impugnativa
totale da parte di altri organi che avrebbe messo gli articolisti
nella condizione di restare a casa, di non avere neanche una
proroga perché, come tutti sapete, due mercoledì fa la legge doveva
andare in Aula, era pronta per l'Aula sulla falsa riga di una
proposta impresentabile, di una proposta che aveva solo il valore
di uno spot pubblicitario sulla pelle degli articolisti e dei
precari.
Oggi a cosa siamo? Oggi siamo alla constatazione che possiamo
soltanto fare una proroga, ed attenzione, neanche una proroga che
si proietti nel pluriennale oltre i due anni, ma una proroga forse
addirittura limitata ad un solo anno. A questo siamo. E c'è chi
continua a promettere cose che per causa sua non si possono
realizzare; non possiamo dimenticare che nella richiesta di
esercizio provvisorio del dicembre 2009 il Governo pretese di
cancellare la deroga al patto di stabilità che avevamo, deroga che
poi si è tentato di reinserire nell'aprile successivo e che è stata
impugnata, deroga che si vorrebbe reinserire ora e che non avrà
certamente alcun esito favorevole.
Allora, prima di provocare altri guasti, prima di provocare altri
guai, prima di far rischiare ai precari che da dieci anni lavorano
nei comuni persino la proroga, chiudiamo oggi questa legge in
maniera ragionevole.
Invito la Presidenza, in questo senso, a cercare di eliminare
tutta la materia estranea per agevolare il percorso di questa
legge, chiudiamo velocemente questo percorso, diamo, almeno, la
certezza a questi precari di poter continuare a lavorare nei comuni
e nel frattempo si concordi col Governo nazionale, come già si è
fatto nel luglio scorso, la possibilità di una stabilizzazione
vera, con un provvedimento serio e concordato - potrebbe essere sul
modello 285 o su altro modello concordato con il Governo -, perché
è inutile proporre di stabilizzare quando le piante organiche dei
comuni non hanno i posti per farlo.
Allora, bisogna inventarsi un modello da contrattare con il
Governo nazionale, si cerchi di arrivare ad un accordo che dica,
una volta per sempre, la parola fine a questa storia, con un
provvedimento speciale.
Promettere cose che non si possono mantenere, nel disastro che
stiamo vivendo, è da criminali
Quindi, la invito, signor Presidente, ad eliminare tutti gli
emendamenti ed a procedere velocemente verso l'approvazione di una
norma condivisa, stretta, che non faccia rischiare ai precari anche
la proroga stessa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, innanzitutto, credo che dovremmo comunicare all'Aula che
il Governo al Senato è passato con ampissima maggioranza, 162 a
favore e 135 contrari, con una differenza quindi di 27 voti, questo
è sicuramente un dato importante.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, come lei ben sa, c'è il secondo
voto di fiducia, che è ancora più delicato
VINCIULLO. Andrà ancora meglio, su questo non abbiamo dubbi. L'MPA
ha perso un senatore che è stato immediatamente espulso perché ha
votato a favore del Governo Ora vediamo quanti deputati perderete
alla Camera
Signor Presidente, al di là di questo fatto, vorrei intervenire
sul disegno di legge in discussione in Aula per ribadire la
volontà del Popolo della Libertà affinché entro oggi questa legge
venga approvata.
Noi siamo qui, e lo siamo dall'11 marzo del 2009 quando ho
presentato il primo disegno di legge come primo firmatario per
sostenere la necessità che anche il Governo regionale siciliano,
anche questa Assemblea regionale siciliana, approvassero una legge
per eliminare il precariato che negli anni è stato fonte di fortune
politiche, perché non si può continuare a mantenere questa
situazione difficile, insopportabile.
Signor Presidente, in questi mesi, nelle varie Commissioni dove il
disegno di legge è stato discusso, abbiamo sempre sostenuto la
necessità di fare in fretta, di avere al più presto una legge, e
invece c'è stato il Governo che ha remorato, che ha perso tempo,
che ha presentato emendamenti, alle volte ha emendato persino se
stesso
Ora, mi pare di capire che questo Governo voglia presentare il
terzo emendamento a se stesso Capirete che è qualcosa di
insopportabile, qualcosa che non siamo assolutamente disposti a
tollerare.
Noi, oggi, siamo in Aula per approvare questo disegno di legge,
noi, questa sera, non vogliamo chiudere questa seduta se non dando
certezza ai precari, se non approvando questo disegno di legge.
Vorrei anche invitare l'Assessore presente a spiegarmi questa
Tabella A , a spiegarmi l'emendamento 1.24. Cosa significa? C'è
scritto Riedizione di copertura , ma sarà certamente riduzione di
copertura. Si individuano riduzioni per 59.389 e poi, però, non si
capisce a chi vanno queste somme; ci vorrebbe qualcuno che lo
dicesse, che lo scrivesse, ma qui non è scritto in alcun posto.
C'è soltanto una riduzione di somme e non sappiamo, mi sia
consentito, dove vanno a finire queste somme. Almeno, fateci capire
dove andranno queste somme.
Ma la cosa più grave, signor Assessore Piraino, è dove si taglia
E' vergognoso quello che state facendo questa mattina; al suo
posto mi sarei vergognato a venire in Aula Lei sta togliendo due
milioni di euro alle famigli povere, a quelle che hanno deciso di
mantenere i loro figli e di non abortire. Lei stamattina sta
chiedendo questo all'Assemblea State togliendo due milioni di euro
a favore della vita nascente Questo non è possibile, non è
ammissibile Massacrate l'agricoltura perché tutte le somme vengono
tolte da questo settore e in più fate una cosa del genere
Non sorriderei, signor Assessore, perché non avere impegnato
queste due milioni di euro significa che il suo Assessorato, il suo
predecessore, e anche lei non siete in grado di spendere i soldi,
non siete in grado di fare funzionare la macchina amministrativa,
non siete in grado di difendere la vita nascente.
La invito a riflettere su questo, sul fatto che non riuscite
nemmeno a difendere le fasce sociali più deboli, a spendere i soldi
e, oggi, vergognosamente, chiedete di azzerare il capitolo.
Vergogna Vergogna, Governo
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
intervengo per fare un appello, un appello agli amici del PDL
affinché questo disegno di legge venga approvato oggi. Io capisco
tutte le posizioni, capisco tutte le ragioni, però credo che oggi,
in questo disegno di legge, non debba intervenire una posizione di
colore, ma un atto di grande responsabilità. Un atto di
responsabilità nei confronti di chi, da diciotto anni, aspetta un
segnale, una risposta da questo Parlamento.
Allora, credo che in ognuno di noi debba prevalere questo grande
senso di responsabilità nei confronti di chi, per diciotto anni, ha
retto anche uffici importanti sia all'interno degli enti locali,
sia all'interno delle amministrazioni regionali o comunque negli
enti che sono sottoposti alla vigilanza della nostra Regione.
Ecco perché chiedo ai colleghi di essere un po' clementi rispetto
ad una serie di emendamenti che sono stati presentati e che
verranno naturalmente discussi in Aula come abbiamo fatto sempre;
verranno stralciati, così come è stato fatto sempre dal nostro
Presidente, tutti quelli che non hanno alcuna attinenza alla
materia e verranno invece approvati o bocciati da quest'Aula tutti
quelli che troveranno il consenso dei deputati.
Io rivolgo questo appello non solo perché da due anni combatto
affinché questo disegno di legge venga presentato ed approvato in
Aula. Una parte del disegno di legge così presentato dal Governo
ricalca, anzi copia letteralmente un disegno di legge da me
presentato, il 385, e poi esitato all'unanimità dalla Commissione
insieme ad altri disegni di legge presentati dai componenti della V
Commissione. Quindi c'è un lavoro che è durato circa due anni per
poter partorire questa legge.
Allora, dopo questi sforzi, dopo questo lavoro che è stato portato
a termine, nonostante le difficoltà, nonostante la non approvazione
da parte del Governo nazionale della deroga al patto di stabilità,
siamo riusciti in qualche modo a trovare una soluzione. Siamo
riusciti a dare una speranza a quei ragazzi che diciotto anni fa,
ripeto, diciotto anni fa, sono stati assunti o per lo meno sono
stati utilizzati presso gli enti locali e gli enti regionali.
Allora, chiedo nuovamente ai colleghi di abbandonare per un giorno
il colore di appartenenza e dare una risposta a questi ragazzi, che
ragazzi non sono più, che da noi oggi si aspettano un sì definitivo
all'approvazione di questa legge. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo alla
richiesta di fare una pausa di riflessione di mezz'ora per cercare
di trovare non una intesa, ma per cercare di fare almeno - visto
che questa tribuna è una sede dove ci si lascia prendere da
passioni che rasentano la demagogia -, di avere almeno una sede
più riservata, non so come definirla, per dirci le cose come stanno
e fare un'operazione di verità.
Personalmente, continuo a vivere una situazione surreale. Mi sento
messo sotto accusa da parte di chi ha prodotto il disastro. Ed io
con tutto rispetto, questa sceneggiata non sono disponibile a
sopportarla.
Ho sentito addirittura riferimenti ad una norma che consentiva nel
2008 di andare in deroga al patto di stabilità e che nel 2009 siamo
stati costretti a rinunciarci, salvo non dire che quella norma
fatta nel 2008 è stato un emendamento presentato da un collega del
PD ed il Governo che allora era in carica e la maggioranza che
allora era in carica si era ben guardata dal presentare una norma
che consentiva - mi riferisco all'onorevole Panepinto - di andare
in deroga e avviare le procedure di stabilizzazione in deroga
alle norme nazionali.
Anche qui, un'altra operazione verità che bisogna dire è che se
non si sono avviati i processi di stabilizzazione non è accaduto
perchè c'era qualcuno cattivo, ma c'è un fatto: come è noto il
patto di stabilità voluto e costruito dal Governo che per qualche
ora è ancora in carica
PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici, non prenda impegni, intanto
CRACOLICI. ha introdotto una norma che stabilisce delle soglie
per le quali si possono avviare i processi di stabilizzazione dei
precari del sistema pubblico, stabilendo una soglia del patto di
stabilità che esclude tutti i nostri comuni.
Quindi, tutte queste cose che si raccontano non sono figlie di
qualcuno o che ce le siamo trovate ed adesso è arrivato il povero
assessore Piraino ed è il responsabile del disastro dopo che per
tanti anni le cose che si dovevano fare non si sono fatte
Vengo al punto. Ho sentito pure la protesta per le riduzioni.
Vorrei ricordare all'onorevole Vinciullo che ci ha fatto anche qui
una saggia prova di demagogia che i risparmi necessari per coprire
il finanziamento non sono una volontà dell'Aula o dell'assessore
Piraino o del Governo, bensì sono una norma contenuta nel famoso 24
bis della legge 112 che stabilisce che tutte le regioni ad
autonomia speciale possono sì derogare ai vincoli di cui
all'articolo 9, ma devono prorogare i rapporti dimostrando un
risparmio di spesa.
Quindi, per coprire con i 60 milioni di euro le proroghe di cui
all'articolo 1 dobbiamo dimostrare che stiamo contemporaneamente
riducendo la spesa del bilancio della Regione, altrimenti non ce la
possiamo fare a dimostrare ed a far passare la norma sulle
proroghe.
Ora la demagogia è un'arte in cui ognuno è libero di dire ciò che
vuole, però bisogna anche essere seri e precisi sulle cose di cui
stiamo discutendo.
Qui, siamo in presenza di una norma che ho definito onesta, cioè
una norma che cerca di dare una risposta al nostro precariato
regionale - cioè il precariato degli enti locali, quello cosiddetto
contrattualizzato, quello che aveva 5 anni di contratto che
sarebbe arrivato alla scadenza dei cinque anni - prorogando i
rapporti in essere, cerca in qualche modo di consentire, alla fine
di un ciclo che sapevamo sarebbe arrivato prima o poi, di mettere
in sicurezza questo personale garantendo le proroghe e
contemporaneamente avviando le procedure di stabilizzazione.
E' un'operazione complessa perché operiamo non solo nella volontà
della Regione, operiamo in un sistema di vincoli finanziari e
legislativi nazionali per i quali, qualunque scelta noi faremo è
sottoposta alla compatibilità con gli strumenti della finanza
pubblica.
Allora, è inutile che facciamo demagogia, fermiamoci,
riflettiamoci, discutiamo, ci sono gli emendamenti , ci sono alcune
riscritture, ma evitiamo di utilizzare le 25-26-27 mila persone che
comunque attendono una risposta da questa legge come i pupi sui
quali facciamo i giochi della peggiore politica.
Ci sono 25 mila persone che hanno bisogno di una risposta, non
hanno bisogno di sceneggiate ed hanno bisogno di una risposta che
consenta di approvare la legge ma di fare superare anche l'esame
del Commissario dello Stato. Riusciamo a fare questo? Dipende da
ognuno di noi.
Noi siamo disponibili a fare una legge chiara, secca, che affronti
i nodi senza girare attorno ai problemi, senza ampliare a dismisura
perché il tempo delle vacche grasse è finito.
Quindi, anch'io mi associo alla richiesta di sospensione, fare un
approfondimento convocati dal Presidente per ridurre al massimo le
questioni sulle quali discutere ed andare avanti spediti nelle
prossime ore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo quella della sospensione
una tesi condivisa, al fine di un approfondimento degli
emendamenti, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà fra
trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.51, è ripresa alle ore 13.38)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende l'esame del disegno di legge «Proroga di contratti di
personale a tempo determinato. Misure urgenti a sostegno
dell'occupazione» (n. 645/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del disegno
di legge «Proroga di contratti di personale a tempo determinato.
Misure urgenti a sostegno dell'occupazione» (645/A).
Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 1.3 e 1.4 dell'onorevole Leontini ed
altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che gli emendamenti 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.131.14,
1.15, 1.16, 1.17, 1.27 e 1.18 sono improponibili.
Si passa all'emendamento 1.28 dell'onorevole Falcone ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.19 dell'onorevole d'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.23.1 del Governo, di riscrittura
dell'emendamento 1.23.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.23 è superato.
Si passa agli emendamenti 1.1 e 1.2 di identico contenuto. Li
pongo congiuntamente in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 1.5 dell'onorevole Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.31, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.20 dell'onorevole Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.6 dell'onorevole Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.33, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 1.21 e 1.7 dell'onorevole Leontini ed
altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli..
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.32 del Governo e al relativo
emendamento Tab A 1.32, sostitutivo dell'emendamento Tab A 1.24
alla Tabella A.
Pongo in votazione l'emendamento Tab A 1.32. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.32. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.25 e 1.26 decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari.
Si passa all'emendamento 1.8 dell'onorevole Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 1.29 della Commissione è accantonato.
Si passa all'emendamento 1.30 e al subemendamento 1.30.1,
entrambi della Commissione.
Pongo in votazione il subemendamento 1.30.1. Il parere del
Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.30, come modificato. Il parere
del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento A47 è superato dal comma 2 del testo.
L'emendamento 1.24 è superato dalla Tabella come variata.
Si passa quindi all'emendamento 1.29, in precedenza accantonato.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo Berlusconi ha appena
ottenuto la fiducia anche alla Camera dei Deputati, con 314 voti
favorevoli e 311 contrari.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei ha voluto dare questo
comunicazione, ma era scontato che ciò avvenisse.
Al di là delle euforie, che i colleghi naturalmente
condivideranno, noi vogliamo stigmatizzare, proprio alla fine della
discussione sull'articolo 1 di questo disegno di legge,
un'operazione che il Governo ha fatto nel corso dei lavori, e che
poi porterà a numerose contraddizioni.
In questi giorni, anche in Commissione, il Governo aveva
sollecitato degli stanziamenti ulteriori per i parchi e per le
riserve naturali, ma ci sono in questo momento delle difficoltà di
bilancio che non prevedevano appunto la copertura totale.
Rispetto a questo, vorrei rassegnare al Parlamento la nostra
disponibilità, che c'è sempre stata, e che viene respinta dal
Governo anche con questo emendamento di diminuzione, dove ai parchi
e alle riserve vengono decurtati ulteriori settecento mila euro.
Pertanto, la disponibilità che noi avevamo dato viene meno, perché
il Governo, in modo molto chiaro, mette in ginocchio sia i parchi e
sia le riserve. Per esempio, poteva scegliere nei capitoli di
Bilancio della Presidenza della Regione molte spese che
riguardavano una serie di convegni e di azioni culturali che poco
hanno a che fare in questo momento con la ripresa di una attività.
Per quanto ci riguarda - lo dico soprattutto all'onorevole
Panepinto, perchè questa battaglia l'abbiamo condotta nella stessa
maniera - ci ripropongono situazioni dove questa diminuzione ci
sembra veramente, non voglio utilizzare termini offensivi, non
consona a quella che è stata la linea prospettata dai parlamentari,
sia in Commissione che nelle ore successive alla stessa.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenendo nella
seduta precedente nella discussione generale sul disegno di legge,
avevo sostenuto che il nostro Governatore Lombardo oggi sarebbe
stato assente per andare ad assistere alla votazione a Roma e,
certamente, questo atteggiamento di distacco rispetto ai problemi
dei siciliani, soprattutto dei lavoratori che sono in difficoltà,
dei precari, dimostra qual è la sua sensibilità: preferisce fare
politica per ottenere vantaggi a titolo personale e per il suo
partito, anziché essere qui per governare i tanti problemi della
nostra Regione.
Certamente sono stato facile profeta, lo avevo capito sin dalla
scorsa seduta, lo vediamo assente in quest'Aula mentre è stato
presente a Roma, pronto a dare il suo contributo buttando fuori un
senatore dell' MPA che si è permesso di votare a favore del
Governo, di un Governo che certamente, per quanto mi riguarda, ha
operato bene nell'interesse del Paese, che ha portato avanti delle
riforme e che, certamente, ha saputo anche affrontare delle
emergenze importanti come il terremoto in Abruzzo, il problema dei
rifiuti a Napoli e le emergenze legate alle alluvioni.
Qui, mi voglio riallacciare alla scelta di questo Governo dei
tecnici di Lombardo che, per sostenere adeguatamente dal punto di
vista economico una serie di iniziative e di provvedimenti legati
all'articolo 1, ha presentato una tabella dove ha cercato di
raschiare dal barile quelle risorse che erano finalizzate a dare un
contributo notevole da parte del Parlamento, che nel passato aveva
fatto delle scelte mettendo in appositi articoli di bilancio alcune
cifre considerevoli, a favore dei più bisognosi, delle famiglie.
Mi voglio soffermare sul fatto che, per esempio, questo Parlamento
l'anno scorso aveva approvato all'unanimità un ordine del giorno
che dava la possibilità alle tante IPAB siciliane che hanno bisogno
di un sostegno da parte della Regione, di ottenere dei contributi
finalizzati, quanto meno, al pagamento dei salari dei loro
dipendenti. In questo disegno di legge, mentre andiamo ad
affrontare il problema dei lavoratori precari, nello stesso tempo
tagliamo risorse a favore delle IPAB che sono in difficoltà e che,
addirittura, non pagano gli stipendi ai dipendenti da oltre 39
mesi.
In questo Parlamento, abbiamo approvato all'unanimità un apposito
capitolo di bilancio che prevedeva un'integrazione di alcune somme,
e adesso l'assessore alla famiglia - che tra l'altro dovrebbe
conoscere le tante battaglie che si sono fatte in quest'Aula - ha
tolto 500 mila euro che erano a favore delle IPAB, finalizzate per
il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti.
Poi, nel momento in cui questo Governo ha avuto difficoltà a
fronteggiare i tanti ostacoli provocati dalle alluvioni in questa
nostra Regione, martoriata in questi ultimi anni, sono stati tolti
oltre 4 milioni di euro dall'ARPA, che dovrebbero destinare a
questi capitoli.
Per non parlare poi del problema legato agli enti Parco, come
precedentemente sosteneva l'onorevole Mancuso, ed anche i tagli per
i corsi universitari, per cui i giovani universitari che dovranno
cercare di guadagnarsi un posto al sole nel prossimo futuro, sono
stati qui delegittimati.
Signor Presidente, noi non possiamo accettare questo tipo di
impostazione e non possiamo condividere le scelte di questo Governo
che, se da un lato vuole fare qualcosa, dall'altro lato tira la
coperta e scopre altre situazioni delicate della nostra Regione.
Il Gruppo parlamentare del PDL ha fatto il possibile presentando
tantissimi emendamenti a questo disegno di legge, ma vediamo
l'insensibilità da parte di questo Governo ad accogliere i nostri
suggerimenti per adeguare questa normativa affinché faccia fronte a
tutte le esigenze. Questo Governo, anziché tagliare gli sprechi, le
consulenze che il nostro Governatore ha dato in questi anni, e che
certamente non sono finalizzate a dare risposte ai cittadini
siciliani, ma sono finalizzate all'acquisizione del consenso e alla
crescita dell'MPA, ed è chiaro che queste scelte non le possiamo
condividere.
Quindi, signor Presidente, noi siamo veramente contrari alle
decisioni assunte dal Governo in riferimento all'articolo 1;
vedremo poi cosa succederà con gli altri articoli.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, la tabella presentata dal Governo
all'articolo 1, che prevede tagli anche al sistema dei parchi, fa
riferimento esclusivamente al funzionamento dei parchi; più volte,
anche in IV Commissione - lo ricordo al Presidente Mancuso -,
abbiamo affrontato il tema degli sprechi che spesso si annidano
negli enti Parco. Quindi, questo capitolo non riguarda le spese
obbligatorie ed il funzionamento, cioè gli stipendi dei dipendenti
degli enti Parco, ma solo quelle spese che possono essere tagliate.
Pertanto, non viene meno l'impegno del Governo a trovare soluzioni
che più tardi affronteremo in Aula relativamente al 2010.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Proroga dei contratti del personale del CEFPAS
1. Per assicurare la continuità dell'azione istituzionale del
Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale
del servizio sanitario (CEFPAS) possono essere prorogati sino al 31
dicembre 2011 i contratti di lavoro del personale del Centro,
selezionato con procedure di evidenza pubblica, nei limiti della
disponibilità finanziaria di cui lo stesso ente è dotato, ai sensi
del comma 17 dell'articolo 25 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa: 2.1 e 2.2;
-dagli onorevoli Torregrossa, Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco,
Corona, Limoli: 2.3;
-dal Governo: emendamento 2.4.
Comunico che è stato presentato all'emendamento 2.4 del Governo,
un subemendamento 2.4.1, a firma degli onorevoli Maira, Caronia,
Cordaro e Dina, relativamente ai consorzi aree industriali.
Invito i colleghi a ritiralo, considerato che siamo arrivati in
Aula con un deliberato della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
CRACOLICI. Sono già inseriti negli enti di cui al comma 1
CORDARO. Signor Presidente, qual è la ragione per la quale si
dovrebbe ritirare?
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, il gruppo del PID non è stato informato
della riunione politica tenutasi presso la Sala lettura dei
Deputati. Pertanto, se c'è stata una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari che è addivenuta a scelte di cui noi siamo
completamente all'oscuro, la invito a sospendere i lavori e ad
aggiornarci sulle problematiche che sono state affrontate.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende l'esame del disegno di legge n. 645/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome sono rimasti soltanto due
emendamenti, in quanto gli altri sono tutti preclusi, l'emendamento
2.4 del Governo e questo subemendamento, vorrei concludere l'esame
dell'articolo 2 per poi sospendere e riaggiornarci ad oggi
pomeriggio.
La questione è molto semplice: l'emendamento di riscrittura del
Governo dice che nelle more della definizione delle procedure di
stabilizzazione il CEFPAS, gli enti Parco, le Camere di Commercio
possono nei limiti delle disponibilità finanziarie prorogare i
contratti fino alla fine dell'anno prossimo, sostanzialmente.
Questo emendamento inserisce anche i consorzi, secondo me.
Pertanto, se sono già inseriti, possiamo votare ugualmente il
subemendamento 2.4.1, eventualmente diventa pleonastico.
Pongo in votazione il subemendamento 2.4.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del Governo 2.4, come modificato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 2.3 e 2.2 sono preclusi.
Onorevoli colleghi, di fatto, approvando l'emendamento 2.4 è già
approvato l'articolo 2, quindi nella seduta pomeridiana,
riprenderemo con l'articolo 3.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa, riprenderà alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.05, è ripresa alle ore 17.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Capo II
Proroga di contratti e procedure di stabilizzazione
Art. 3.
Rapporti di lavoro subordinato a termine
1. L'Amministrazione regionale e gli enti di cui all'articolo 1
della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni, per le esigenze connesse al fabbisogno di
personale, assumono esclusivamente con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato, secondo gli istituti ed i
principi previsti dall'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165.
2. L'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile è consentito nei
limiti previsti dall'art. 36 del decreto legislativo n. 165 del
2001 e nel rispetto dei principi previsti dal decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa: 3.1, A 40, A 42, 3.2;
dagli onorevoli Caronia, Cordaro, Maira e Dina: 3.3.
Si passa all'emendamento 3.1, a firma Leontini ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole colleghi, la Presidenza invita formalmente a ritirare
tutti gli emendamenti all'articolo 3. Si passa all'emendamento 3.3.
MAIRA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A40. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A42, a firma Leontini ed altri. Lo
dichiaro superato.
Si passa all'emendamento 3.2, a firma Leontini ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disposizioni urgenti e speciali in materia di lavoro
1. Le disposizioni di cui ai commi 10, 11 e 12 dell'articolo 17
del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con
modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, trovano anche in
Sicilia applicazione fino al 31 dicembre 2012 anche per i contratti
a tempo determinato stipulati entro il 31 dicembre 2009.
2. Per il triennio 2011-2013 le amministrazioni pubbliche di cui
all'articolo 3, nel rispetto degli istituti e dei principi previsti
dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e della
programmazione triennale del fabbisogno del personale, nei limiti
di quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, e nel rispetto dei
saldi di finanza pubblica di cui al comma 1 dell'articolo 11 nonché
delle disposizioni di cui al comma 557 dell'articolo 1 della legge
27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche ed integrazioni,
possono procedere alla stabilizzazione a tempo indeterminato del
personale utilizzato, che ne faccia istanza, con contratti a tempo
determinato in essere, stipulati anteriormente al 31 dicembre 2009,
destinatario del regime transitorio dei lavori socialmente utili di
cui al fondo unico del precariato istituito dall'articolo 71 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, con una anzianità
complessiva non inferiore a otto anni nell'ultimo decennio per
attività lavorativa e/o per utilizzazione in attività socialmente
utili e che abbiano avuto accesso al lavoro e/o all'utilizzazione
mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da
norme di legge. Ai fini del computo del periodo di cui al presente
comma sono validi i servizi comunque prestati cumulativamente
presso gli enti di cui all'articolo 3.
3. I processi di stabilizzazione di cui al comma 2, quali misure
eccezionali per la stabilizzazione, trovano limitazione esclusiva
nelle disposizioni di cui al comma 2 ed agli articoli 77bis e 77ter
del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive
modifiche ed integrazioni, salvo quanto previsto dal comma 4 e
dagli articoli 7 e 11.
4. I processi di stabilizzazione trovano, altresì, limitazione
nelle disposizioni contenute nel comma 7 dell'articolo 76 del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche ed
integrazioni. A tal fine, esclusivamente per l'attuazione dei
processi di stabilizzazione di cui al presente articolo, gli enti
di cui all'articolo 3 calcolano il complesso delle spese per il
personale al netto del contributo erogato dalla Regione ai sensi
del comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006,
n. 16 e dell'articolo 25 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.
21 e dal comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre
2007, n. 27, ferma restando, altresì, l'applicazione ai soggetti
destinatari dei processi di stabilizzazione delle disposizioni di
cui al comma 10bis dell'articolo 1 della legge regionale 29
dicembre 2008 n. 25 come introdotto dal comma 3 dell'articolo 6.
5. In applicazione del comma 560 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e del comma 94 dell'articolo 3 della legge
24 dicembre 2007, n. 244, gli enti locali, senza alcun onere a
carico della regione, procedono a stabilizzare, a tempo
indeterminato, il personale assunto, con contratto a tempo
determinato in essere, tramite concorso pubblico che abbia previsto
il superamento di una prova scritta ed una orale e le cui figure
professionali siano previste nella dotazione organica dell'ente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa: 4.2, 4.8, 4.33, 4.34, 4.3, 4.4, 4.16, 4.15, 4.14,
4.17, 4.5, 4.6, 4.19, 4.18;
dagli onorevoli Maira, Caronia e Dina: 4.25, 4.26, 4.27, 4.32;
dalla Commissione: 4.23, 4.22, 4.24 (I e II parte);
dagli onorevoli Rinaldi e Ammatuna: 4.7;
dagli onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese e Buzzanca: 4.28,
4.29;
dagli onorevoli Maira, Caronia, Dina, Cascio S., Cordaro: 4.30;
dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Apprendi, Termine e
Panarello: 4.31;
dall'onorevole Formica: 4.1;
dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Pogliese e Vinciullo: 4.20;
dagli onorevoli Di Benedetto, Panarello, Raia, Cracolici, Ferrara
e Panepinto: 4.21;
dal Governo: 4.35, 4.36.
Si passa all'emendamento 4.2, a firma Leontini ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.8, a firma Leontini ed altri. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE: Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è
approvato)
Gli emendamenti 4.33 e 4.34 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 4.23, a firma della Commissione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.3, a firma Leontini ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.35, del Governo che riscrive
interamente i commi 1 e 2. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Pertanto, tutti gli emendamenti presentati ai relativi commi 1 e 2
sono superati.
RINALDI. Signor Presidente, l'emendamento 4.7 non è stato posto in
votazione. L'emendamento 4.7 secondo me, deve essere discusso prima
dell'emendamento A2.
PRESIDENTE. Sono stati bocciati senza discussione, onorevole
Rinaldi.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato da me che riguarda il comma 2, riguardava l'estensione
del 2010-2013 rispetto al triennio 2011-2013 per non penalizzare
quei sindaci virtuosi che hanno già effettuato nell'anno 2010 la
stabilizzazione ai sensi della legge di cui noi stiamo parlando,
quindi mi sembra doveroso chiedere all'Aula di approvare questo
emendamento prima di passare all'emendamento a firma del Governo.
A mio avviso, signor Presidente, non è alternativo, può essere
anche integrato nell'emendamento fatto dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, di questo abbiamo discusso questa
mattina in Conferenza dei Capigruppo e quindi su questo emendamento
si era deciso il ritiro, al di là del merito; sul metodo, avendo
già approvato l'emendamento 4.35 a firma del Governo, tutti gli
emendamenti dei deputati nel testo al comma 1 e 2 sono preclusi.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, stamattina è stato presentato il
subemendamento 4.35.1 all'emendamento 4.35 del Governo, che ha come
obiettivo la possibilità di inserire anche i soggetti di cui alla
lettera b) della legge n. 16 del 2006 che non sono altro che i
soggetti della Legge 331 e della 380. Di questo argomento si è
ampiamente dibattuto in seno alla Commissione competente, la
Commissione Lavoro', ed il Governo, in una prima stesura, aveva
anche in qualche modo contemplato una norma che parlasse di questi
soggetti.
A seguito della discussione in Commissione Bilancio' si era
convenuto che la riscrittura del Governo avrebbe in qualche modo
contemplato anche la presenza di questi soggetti. Oggi non troviamo
nulla nel testo del Governo, ecco perché abbiamo ritenuto opportuno
inserire questa norma che, peraltro, avendo avuto modo di vedere
gli emendamenti aggiuntivi è stata largamente condivisa da quasi
tutti i Gruppi parlamentari.
Stiamo parlando di soggetti che appartengono ad un gruppo di
lavoratori, sono circa 6200 persone, sparsi fra gli enti locali e
le cooperative che ancora li utilizzano e che percepiscono
semplicemente un'indennità pari a 539 euro, che grava interamente
sul fondo unico del precariato.
Visto e considerato che già la Regione è impegnata nel sostenere
questi lavoratori definiti ASU, in attività socialmente utili, in
ragione di 36 milioni di euro, ci chiediamo come sia possibile
discutere di una legge che parla di stabilizzazione o, per lo meno,
di percorsi di fuoriuscita dal bacino dei lavoratori socialmente
utili e non inserire anche questi soggetti che hanno tutte le
caratteristiche per esserlo
Vorrei ricordare a me stessa e a quest'Aula che la legge 16/2006
contempla alla lettera a) dell'articolo 1 che gli ex LSU, e quindi
i contrattisti di cui oggi parliamo, i famosi 23.500 di cui questo
disegno di legge, in teoria, si dovrebbe occupare, e alla lettera
b) invece ricomprende tutti questi 6.200 soggetti che oggi
continuano a gravare all'interno del bilancio della Regione. In
base a quanto detto, quindi, vorrei solamente sollecitare il
Governo a riflettere insieme a me su un aspetto: qual è la politica
del lavoro che questa Regione e che questo Governo stanno portando
avanti?
A fronte di scelte che vengono fatte giornalmente, in merito al
reclutamento di 1.600 persone per andare a censire i beni agricoli
ricorrendo ad un concorso, ad una selezione pubblica, quando invece
abbiamo del personale pagato dalla Regione senza che,
possibilmente, espleti alcuna funzione. Perché dobbiamo ricordarlo,
ci sono circa 400 lavoratori di questo bacino che percepiscono
l'assegno, loro malgrado, stando a casa.
Mi chiedo quale possa essere la logica per cui si spendono dei
soldi per pagare della gente che non svolge nessuna funzione e
contemporaneamente si vada a fare un bando per individuare, per
esempio, dei lavoratori che, seppur a progetto, lavorino per il
censimento dei beni agricoli e non si faccia un più oculato uso di
chi già grava sul bilancio regionale
Ritengo sia necessario nei confronti di queste persone che, per
buona parte, non sono più soltanto giovani aspiranti al lavoro, si
tratta di soggetti di cinquant'anni che guardano a un futuro non
incerto, ma ad un futuro inesistente, almeno, la possibilità di
contrattualizzarli.
Peraltro, nell'emendamento che noi proponiamo, abbiamo fatto
riferimento all'applicazione del decreto legislativo n. 81 che non
è altro che la possibilità che questi soggetti - qualora non
possano essere stabilizzati o contrattualizzati presso gli enti
locali ove prestano servizio per ragioni del patto di stabilità,
per sforamenti rispetto ai limiti e ai parametri stabiliti dalla
legge, o perché in pianta organica non è prevista alcuna vacanza,
attivando la mobilità possano essere anche inseriti all'interno di
quegli enti, nell'Amministrazione regionale quindi in base
all'articolo 1 della legge n. 10, che potrebbe invece utilizzarli
contrattualizzandoli e stabilizzandoli.
Credo sia doveroso da parte di questo Parlamento e soprattutto del
Governo di volere in qualche modo stabilire qual è la linea di
principio rispetto alle politiche del lavoro.
Noi non possiamo pensare di dare ad una platea di soggetti
indefinita una prospettiva di stabilizzazione e a questi che,
invece, ne hanno diritto perché per legge lo abbiamo già sancito,
la legge 16, ma ci sono anche le altre leggi che parlano di
stabilizzazione.
Un percorso di stabilizzazione che doveva avere un crono-
programma. Un crono-programma che non è mai stato approvato dalla
Giunta e che doveva avvenire addirittura entro il 2007. Questo non
è successo.
Vorrei ricordare inoltre che questi soggetti sono stati
destinatari di un orientamento da parte dell'Agenzia per l'impiego
che, a questo proposito, ha utilizzato delle risorse per censire
tutti questi soggetti. Quindi, oggi, la Regione sa perfettamente
chi sono, di chi stiamo parlando, cosa fanno e quali potrebbero
essere le applicazioni e le migliori utilizzazioni di questi
soggetti.
Invito il Governo, alla luce anche dell'impegno che aveva assunto
all'interno della Commissione sia Lavoro' che Commissione
Bilancio', di considerare anche questa platea di soggetti
all'interno della legge.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, comunico che essendo un emendamento
aggiuntivo, quindi non è un subemendamento all'emendamento 4.35,
verrà trattato tra gli emendamenti aggiuntivi.
VINCIULLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, mi permettevo di sottoporre all'attenzione di questa
Presidenza l'emendamento aggiuntivo A113 che ha lo stesso .
CRACOLICI. Si può avere il subemendamento 4.35.1?
PRESIDENTE. Questo emendamento lo stanno distribuendo e comunque
sarà trattato tra gli aggiuntivi.
VINCIULLO Mi permettevo soltanto di suggerire che l'emendamento
aggiuntivo A113 ha come oggetto le stesse categorie di personale
precario di cui hanno parlato i colleghi che mi hanno proceduto.
Pertanto, chiedo se possibile di unificarli e discuterli fra gli
aggiuntivi, quando passeremo agli aggiuntivi. Il Governo aveva già
dato parere favorevole, lo stesso numero di precari, la stessa
categoria e la stessa legge interessata.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, li tratteremo contemporaneamente
o uno subito dopo l'altro.
CARONIA. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, ritengo che il sub emendamento 4.35.1,
alla luce del fatto che ha una logica se inserito all'interno
dell'emendamento, vada votato in questo momento. Perché come
aggiuntivo, così come viene presentato, non avrebbe nessuna ragion
d'essere. Credo che se ci sono altri emendamenti che hanno quella
stessa materia chiaramente verranno valutati dopo. Ma questo
emendamento va, a mio avviso, votato all'interno di questo
emendamento, favorevolmente o negativamente, ma va votato
all'interno di questo emendamento. Peraltro, da un punto di vista
regolamentare, noi stamattina lo abbiamo presentato come
subemendamento all'emendamento presentato dal Governo. Non è stato
poc'anzi presentato, non so per quale ragione, ma noi abbiamo
seguito le regole che giustamente questa Presidenza ci ha dettato.
Pertanto, chiedo che venga votato come subemendamento
all'emendamento 4.35 del Governo, così come è stato proposto.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, ci sono ulteriori emendamenti
aggiuntivi sullo stesso argomento. Su questo disegno di legge già
siamo sul filo del rasoio, chiedo dunque all'Aula di essere più
responsabili nell'articolazione del dibattito. Lo tratteremo tra
gli aggiuntivi.
Si passa all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.24 della Commissione. Il parere del
Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
MANCUSO. Rischiamo grosso se lo approviamo
PRESIDENTE. E se non l'approviamo?
MANCUSO. No, se lo approviamo. Per noi lo potere fare.
PRESIDENTE. E' un emendamento tecnico della Commissione, su cui
c'è il parere favorevole del Governo.
FORMICA. E' in deroga a quanto previsto dalla legge nazionale,
quindi noi rischiamo.
CRACOLICI. Signor Presidente, io proporrei un emendamento
soppressivo del comma 3, visto che abbiamo approvato il comma 2 che
abolisce il 112, com'è che poi diciamo che esclusivamente si
applica il 112? Il comma 2 modifica il 112. Quindi, ci
contraddiciamo
PRESIDENTE. Mi dicono gli uffici che l'approvazione di questo
emendamento è conseguenza proprio della riscrittura del Governo.
CRQCOLICI. Va bene, basterebbe abolire il terzo comma.
PRESIDENTE. No, cioè togliere la parola esclusiva è la
conseguenza dell'approvazione della riscrittura.
CRACOLICI. Io ero più radicale.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.6, a firma dell'onorevole Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.19, a firma dell'onorevole Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
4.36.1.
L'emendamento 4.36 è da intendersi nel seguente modo: Al comma 5
dopo la parola comma aggiungere le parole 558. . Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.36, come
modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 4.27, 4.1, 4.18 e 4.20 sono
tutti uguali. Li ritirate?
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti dal 4.27 al
4.20.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, o li approviamo o
non li approviamo non cambia nulla perché la figura professionale è
già all'interno del concorso che hanno svolto.
La categoria, forse chi ha presentato l'emendamento si vuole
riferire a quella che è stata appunto la posizione che in questo
momento però non cambia nulla, effettivamente, non ha una valenza
sotto il profilo Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'Assemblea prende atto del ritiro degli
emendamenti 4.27, 4.1, 4.18 e 4.20.
Si passa all'emendamento 4.21 degli onorevoli Di Benedetto ed
altri.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Di Benedetto, credo possa
ritenerlo assorbito visto il comma 2 bis.
DI BENEDETTO. No, vorrei chiarirlo, signor Presidente: non è
assorbito perché nel comma 2 noi abbiamo una estensione dei termini
che, comunque, farebbe rientrare questa categoria. Ma qui abbiamo
una situazione assolutamente specifica perché stiamo parlando di
lavoratori che già hanno maturato un diritto ai sensi dell'articolo
8, della legge regionale numero 16 del 2006 quando l'Assemblea
regionale siciliana ha stabilito che i dipendenti delle Aziende
provinciali per l'incremento turistico, quelli delle Aziende
autonome soggiorno e turismo e quelli delle Aziende termali
rientravano nei processi di stabilizzazione della Regione.
Cosa è avvenuto? E' avvenuto che per sbaglio, errori, ritardi di
questa Regione alcuni hanno sottoscritto il contratto prima del 30
settembre ed altri hanno sottoscritto il contratto il 26 di
novembre, quindi due mesi dopo. Parliamo non di estensione della
platea, ma di soggetti che avevano una parità di condizioni
iniziali e solo un ritardo dell'amministrazione ha portato ad avere
una situazione diversificata, ai quali diciamo che il servizio
prestato presso le Aziende va equiparato al servizio prestato
presso la Regione. Mi serve ricordare che le aziende, per giudizio
dell'Ufficio legislativo e legale ma anche per molteplici sentenze
della Corte di Cassazione, hanno natura non di ente pubblico
economico - leggo testualmente - ma di organo della Regione in
quanto impresa da questi esercitata atteso che l'equiparazione di
tali aziende disposta dalla legge regionale 6 maggio 1976, n. 54
non ha comportato il conferimento alle medesime di ogni distinta
personalità giuridica .
Quindi, stiamo parlando di soggetti che erano comunque dipendenti
di un'azienda strumentale della Regione e va considerato in un
continuum l'attività lavorativa prestata.
Questo per non creare discriminazioni. Non fare quest'articolo
creerebbe profonde discriminazioni e farebbe un torto ai lavoratori
che avevano già acquisito un diritto.
Per questa ragione, onorevoli colleghi, chiedo che non ci sia un
problema di maggioranza ma che lo voti l'intera Aula perché si
tratta di dare un diritto ai lavoratori.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
MARINELLO. Chiedo di apporre la firma al presente emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto. Chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Come era stato auspicato dall'onorevole Di Benedetto, è stato
approvato all'unanimità.
Si passa all'emendamento 4.32 dell'onorevole Maira ed altri.
DINA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Prosecuzione di rapporti del personale destinatario
del regime transitorio dei lavori socialmente utili
1. Nelle more dell'attuazione delle procedure di stabilizzazione,
permanendo il fabbisogno organizzativo e le comprovate esigenze
istituzionali volte ad assicurare i servizi già erogati, le
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 3, possono, secondo i
principi stabiliti dai commi 24bis e 24ter dell'articolo 14 del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, proseguire, in costanza di rapporto, i
contratti in essere alla data di entrata in vigore della presente
legge, del personale destinatario del regime transitorio dei lavori
socialmente utili di cui al fondo unico del precariato istituito
dall'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.
2. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro è autorizzato a disporre, per l'anno 2011, la
prosecuzione degli interventi in favore dei soggetti in atto
impegnati nelle attività socialmente utili di cui all'articolo 1
della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17. Al relativo onere si
fa fronte, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, con le
risorse destinate al Fondo unico per il precariato di cui
all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona,
Limoli e Torregrossa: 5.1, 5.3, 5.2, 5.4, 5.5;
- dalla Commissione: 5.7, 5.6;
- dal Governo: 5.9 e 5.10.
MANCUSO. Ritiro gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.9 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto.
Chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.2 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.4 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.10 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.5 che è precluso in virtù
dell'approvazione dell'articolo 4.
Si passa all'emendamento 5.7 che è precluso dall'emendamento 5.9
che abbiamo approvato.
Si passa all'emendamento 5.6 della Commissione. Onorevole Savona,
lo mantiene?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e del
lavoro. Favorevole.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per capire questa aggiunta: e di quanto previsto dall'articolo
11 . Quale è la ragione di insistere su questo emendamento?
Si tratta dell'articolo 11 della presente legge? Ma non è emendato
l'articolo 11? Diamo, quindi, un assenso senza sapere il risultato
dell'articolo 11?
PRESIDENTE. L'articolo 11 è l'articolo della copertura
finanziaria. Diamo la proroga, chiaramente vincolandola alla
copertura finanziaria
MANCUSO. Ho capito, ma non sarebbe meglio, ai sensi dell'articolo
117, inserire questo emendamento?
PRESIDENTE. Non cambia nulla, onorevole Mancuso.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Norme in materia di divieto di assunzioni
ed applicazione dell'articolo 30 del decreto
legislativo n. 165/2001
1. Per il quinquennio 2011-2015 continuano a trovare applicazione
le disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale 29 dicembre 2008, n. 25, che, per le finalità di cui alla
presente legge, si applicano anche per le assunzioni con contratti
di collaborazione coordinata e continuativa nonché per l'utilizzo
di personale somministrato.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non trovano applicazione per
i processi di stabilizzazione di soggetti già destinatari del
regime transitorio dei lavori socialmente utili di cui all'articolo
4.
3. Dopo il comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 29
dicembre 2008, n. 25, è inserito il seguente comma:
10bis. Per le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1
della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni, sono fatte salve le procedure di cui all'articolo
30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modifiche ed integrazioni, da espletarsi con le modalità di cui
all'articolo 42 della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11 nonché
le assunzioni di cui alla legge 12 marzo 1999 n. 68, purché nel
rispetto dei tetti di spesa di cui al comma 557 dell'art. 1 della
legge 27 dicembre 2006 n. 296. La decorrenza dei termini delle
graduatorie di concorsi pubblici espletati negli enti locali,
ancora valide alla data di entrata in vigore della presente legge,
è prorogata di un ulteriore anno.'.
4. Il dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del
Personale attiva entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, a domanda e nei limiti degli stanziamenti di
bilancio in atto destinati ai relativi pagamenti e dei posti
vacanti in organico, l'istituto di cui al comma 2bis dell'articolo
30 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e successive
modifiche ed integrazioni, nei confronti dei soggetti di cui al
comma 12 dell'articolo 26 della legge regionale 16 aprile 2003, n.
4, titolari dei rapporti in essere alla data di entrata in vigore
della presente legge».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona,
Limoli e Torregrossa: 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.6., 6.5;
- dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 6.8;
- dalla Commissione: 6.10, 6.11;
- dagli onorevoli Adamo e Lentini: 6.7;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Termine, Panarello e Ferrara: 6.9;
- dal Governo: 6.13.
Si passa all'emendamento 6.1 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.2. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.8 degli onorevoli Di Benedetto e
Cracolici.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevole colleghi, come tutti
sanno, la Regione non ha mai aderito all'accordo
intercompartimentale per la mobilità, il che significa che il
personale delle ASP, degli enti locali, dei ministeri non può
venire in transito per mobilità negli uffici regionali.
Con la norma che è richiamata, ma che non è, di fatto, tra gli
allegati alla norma, come riferimento normativo - sono andata a
trovarla io - si ripesca una norma del 2003, in cui si sono presi
venti dipendenti di enti locali e si sono portati negli uffici del
bilancio della Regione.
Questo come norma di deroga al carattere generale
dell'impossibilità di comandi presso la Regione.
Queste 20 persone, oggi, con la norma in oggetto, si vuole farle
diventare dipendenti regionali ampliando il numero dei dipendenti
regionali e parlando di una pianta organica che la Regione non ha,
quindi, parliamo di posti liberi in organico senza avere una pianta
organica, abbiamo 20 dipendenti fatti con una norma speciale e
portati in comando e che, adesso, vogliamo fare diventare
dipendenti regionali.
Quando il Commissario dello Stato guarda con la lente di
ingrandimento alle norme che quest'Aula fa, che questa Regione fa,
io dico che ha ben ragione perché stiamo, di fatto, facendo una
cosa che non potremmo assolutamente fare non avendo una valutazione
organica, non avendo proceduto con un concorso, avendo scelto 20
persone perché amiche di questo o di quell'Assessore del tempo o
dell'epoca.
Io, per questa ragione, mantengo l'emendamento e chiedo che venga
votato.
CRACOLICI. E' un divieto esteso anche al Consorzio degli Enti
locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega Di
Benedetto ha confuso l'emendamento 6.8 con l'emendamento 6.9.
L'emendamento 6.8 è sostanzialmente una estensione al divieto di
nuove assunzioni, già previsto dalla legge per i 5 anni (2011-2015)
anche, oltre che ai Comuni secondo le norme nazionali, ai consorzi
tra gli enti locali perché può essere un meccanismo di aggiramento
dei sistemi che regolano il divieto di assunzione.
Quindi, è una semplice estensione che io considero corretta per
par condicio tra tutti gli enti locali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.8.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.3.
MANCUSO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
6.4.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare la
doppia morale che, da un lato non si fanno assunzioni, dall'altro
si fanno le assunzioni, chiedo se il Governo ci può dire quante
assunzioni vuole fare con il comma 3, in modo che ci rendiamo conto
e ci attrezziamo nelle province della Sicilia; solo per sapere
quante sono le assunzioni.
Onorevole Cracolici, mi può aiutare anche lei per capire quante
assunzioni ci sono con il comma 3? Se lei mi aiuta io sono
d'accordo. Solo per capire quante sono, solo per avere un metro di
misura.
CRACOLICI. Era l'estensione delle graduatorie.
MANCUSO. Si può sapere quante sono?
CRACOLICI. Non lo so.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
MANCUSO. Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per
scrutinio segreto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, considero questa contrapposizione
forse non sufficientemente data dalla comprensione di questo comma.
Non l'ho scritto io, l'abbiamo fatto in Commissione, come è noto.
Questo comma si limita a prorogare di un anno le graduatorie di
concorsi espletati e, siccome c'era il divieto di assunzione, in
forza del divieto di assunzione c'erano graduatorie per le quali
decorrevano i termini, si limita a dire: considerato il divieto di
assunzione che ha operato fino ad oggi, si estende di un altro anno
la prosecuzione delle graduatorie per le quali sono stati già fatti
i concorsi . Non c'è, quindi, nulla di clamoroso
Ripeto, è connesso al divieto di assunzione che ha operato, perché
come è noto, il divieto di assunzione, in forza della legge numero
25 del 2008, quindi, i concorsi che sono stati espletati
successivamente Per la prima volta, persino l'onorevole Buzzanca
mi dà ragione Onorevole Mancuso, è costretto a ritirare il voto
segreto
MANCUSO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 6.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.10 a firma della Commissione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Si tratta di un
emendamento tecnico.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.6.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.7, a firma dell'onorevole Adamo e
Lentini.
ADAMO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi è la necessità,
l'obbligo per i comuni di non assumere, anche attraverso la
mobilità, personale, tranne nel caso in cui si debbano assumere
persone che hanno un'alta qualificazione, per evitare che ci siano
comuni - e questo risulta dalle denunce che vengono fatte, dalle
proteste, anche di alcuni articolisti - che ritengono che
l'assunzione, la stabilizzazione del personale sia una questione
che riguarda soltanto la Regione e che i comuni, invece, possano,
con i propri fondi, attivare procedure di mobilità ed assumere
altro personale per qualifiche già esistenti.
E' quasi banale, quindi, sottolinearlo, però, credo che sia utile
perché sono state segnalate alcune questioni.
PRESIDENTE. Stiamo facendo una verifica. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.5 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
6.9, soppressivo del comma 4, dell'onorevole Di Benedetto ed altri.
DI BENEDETTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.13 del Governo che sostituisce il comma
4.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 6.11 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Disposizioni per il contenimento della spesa
1. Qualora gli enti individuati dall'articolo 3, che procedano
all'attuazione delle disposizioni della presente legge mediante
procedure di assunzione a tempo indeterminato dei rapporti in
essere, non rispettino i limiti previsti dal comma 7 dell'articolo
76 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e successive
modifiche ed integrazioni, tenuto conto di quanto previsto dal
comma 4 dell'articolo 4, gli stessi enti devono, entro il 31 marzo
dell'anno successivo, predisporre un dettagliato piano finalizzato
a rientrare, entro un quinquennio dalla data di presentazione, nei
parametri stabiliti dalla citata normativa statale.
2. Il piano di cui al comma 1, articolato per annualità, da
presentare, per la successiva valutazione, alla Ragioneria Generale
della regione nonché per gli enti locali anche al dipartimento
regionale competente, deve contenere le misure e i consequenziali
atti che l'ente intenda effettuare, nel rispetto della propria
autonomia istituzionale, per il raggiungimento degli obiettivi
stabiliti dalla normativa statale in materia di contenimento delle
spese per il personale e di rapporto delle stesse con le spese
correnti. In particolare, il piano indica le misure finalizzate
all'incremento delle entrate correnti di propria competenza che
l'ente intenda introdurre nel periodo di riferimento. Gli organi di
controllo interno assicurano il rispetto del piano di cui al
presente articolo, il quale è pubblicato ai sensi dell'articolo 11
del decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150, sui siti
istituzionali delle amministrazioni interessate.
3. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi annuali
previsti dal piano, all'ente inadempiente sono applicate
automaticamente le seguenti sanzioni:
a) divieto di stipulare, a qualsiasi titolo, contratti di
consulenze e collaborazioni;
b) decurtazione del 5% di tutti i trasferimenti correnti spettanti
a qualunque titolo;
4. Il mancato raggiungimento dell'obiettivo annuale costituisce
fattispecie di responsabilità dirigenziale e comporta la mancata
erogazione della componente accessoria della retribuzione per il
responsabile del personale e degli uffici di contabilità.
5. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al presente
articolo, il totale della spesa corrente non può essere superiore a
quella dell'anno 2009».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona,
Limoli e Torregrossa: 7.1, 7.2, 7.7, 7.8, 7.3, 7.9, 7.4, 7.10, 7.5,
7.6.
Si passa all'emendamento 7.1 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.2 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.7 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.8 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.3 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.9 a firma degli onorevoli Leontini,
Mancuso ed altri. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Bosco, Campagna, Caputo, Cordaro,
Corona, Formica, Leanza Nicola, Pogliese, Torregrossa e Vinciullo,
indìco la votazione dell'emendamento 7.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 24
Contrari 42
L'Assemblea non approva.
Si passa all'emendamento 7.4.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.10. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.5.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.6.
MANCUSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 8 Ne do lettura:
«CAPO III
Norme in favore dei soggetti destinatari del regime transitorio
dei lavori socialmente utili. Disposizioni finanziarie.
Articolo 8.
Misure finanziarie a sostegno dei processi di stabilizzazione
1. Alle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 3 che, entro il
31 dicembre 2013, pongano in essere le procedure di stabilizzazione
previste dal Capo II nei confronti dei soggetti destinatari del
regime transitorio dei lavori socialmente utili, titolari di
contratti a tempo determinato, finanziati con risorse del bilancio
regionale, stipulati anteriormente al 31 dicembre 2009, sono
prorogati:
a) per i dieci anni successivi alla stabilizzazione, i benefici di
cui al comma 3 dell'articolo 4, della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16 erogati nell'anno 2009 per singolo soggetto
stabilizzato;
b) per due ulteriori quinquenni successivi alla stabilizzazione, i
contributi già concessi ai sensi dell'articolo 25 della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21 e del comma 3 dell'articolo 2
della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27.
2. In caso di mancata assunzione a tempo indeterminato entro il
termine del 31 dicembre 2013, per mancanza dei presupposti previsti
dall'articolo 4 per le procedure di reclutamento, i benefici di cui
al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006, n.
16 ed al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre
2007, n. 27, sono riconosciuti anche in caso di prosecuzione, in
costanza di rapporto, dei contratti a tempo determinato in essere
alla data del 31 dicembre 2009. Il contributo di cui al comma 3
dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27 è in
tal caso riconosciuto annualmente, previa verifica della mancanza
dei presupposti per la stabilizzazione.
3. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 26 novembre
2000, n. 24, le parole 60 milioni di lire sono sostituite con le
parole 30.987,41 euro e le parole lire 1.300.000 sono
sostituite con le parole 670,39 euro ».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa:
8.2, 8.14, 8.3, 8.15, 8.16, 8.6, 8.4, 8.17, 8.18, 8.5, 8.7;
dalla Commissione: 8.9;
dall'onorevole Formica: 8.1;
dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Pogliese e Vinciullo: 8.8;
dagli onorevoli Maira, Dina e Caronia: 8.10;
dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia, Cordaro e Cascio S.: 8.12;
dagli onorevoli Panepinto, Galvagno, Apprendi, termine e
Panarello: 8.11;
dal Governo: 8.19.
Si passa all'emendamento 8.2.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.14. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.3.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.15.
Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.16.
MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 8.19.
Comunico, altresì, che all'emendamento 8.19 è stato presentato
dagli onorevoli Lentini e Adamo il subemendamento 8.19.1.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
chiedere al Governo, rispetto a questo emendamento che ci ha
riproposto e quindi anche rispetto al subemendamento a firma degli
onorevoli Lentini e Adamo, nel momento in cui si inseriscono tra i
soggetti beneficiari di questa eventuale, ipotetica, e a mio avviso
utopica stabilizzazione, anche le università siciliane, mi chiedo
quale sia la logica.
In Commissione Lavoro', è stata più volte annunciata
dall'Assessore al ramo una riforma che riguarda le università
siciliane, con una conseguente politica nell'ambito del lavoro. Ma
come è possibile oggi inserire insieme a questi soggetti
beneficiari, che dovevano essere prevalentemente i soggetti degli
enti locali, quindi i lavoratori socialmente utili, altre categorie
di soggetti che aumentano il numero.
Oltre alle università siciliane, ad una pseudo riforma che ci era
stata paventata, e di cui oggi vediamo soltanto qualche stralcio,
abbiamo ulteriori implementazioni con questo emendamento 8.19.1
che, seppur giusto nella sostanza, introduce ulteriori elementi. Se
questa era una legge che mirava alla stabilizzazione dei soggetti
che lavorano presso gli enti locali, adesso non capisco a chi si
stia effettivamente rivolgendo.
La platea dei soggetti cui oggi ci riferiamo è diventata talmente
ampia e talmente vasta che è incontrollabile, e paradossalmente il
Governo non inserisce, invece, i lavoratori dei soggetti dei 331
che lavorano all'interno degli enti locali e che gravano sul fondo
unico del precariato, mentre oggi noi ci ritroviamo soggetti che
appartengono alle aziende provinciali sanitarie ospedaliere e alle
università siciliane.
Il Governo ci spieghi allora, in modo chiaro ed inequivocabile,
qual è la propria decisione e qual è la propria linea di condotta
in merito alle politiche del lavoro all'interno di questa Regione.
Questo finirà col diventare un polverone che, oltre ad essere
attenzionato in modo negativo dagli organi competenti per dare la
valutazione sulla legittimità dell'atto, alimenta tutta una serie
di preoccupazioni in merito a quelle che invece non saranno le
riforme che vengono paventate.
Quando si parla di riforme del settore dell'università, o del
settore della sanità, ci ritroviamo questi emendamenti che sbucano
dal nulla e che ci lasciano fortemente perplessi.
Chiedo, pertanto, al Governo di chiarire la portata di questa
legge perché da una legge per gli enti locali, si è trasformata in
ben altro.
Credo che non fosse neanche questo l'intendimento della Conferenza
dei Capigruppo che aveva identificato due soggetti ben delineati,
da una parte le proroghe dei precari della Regione, e dall'altra la
stabilizzazione, o per lo meno, un processo di stabilizzazione per
i soggetti degli enti locali.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la platea a
cui ci rivolgiamo con questo disegno di legge non è quella degli
enti locali, è quella del regime transitorio negli enti locali e
comunque in tutti quegli enti sottoposti a controllo e vigilanza da
parte della Regione.
Fra questi enti non figurano le università, che però godono, da
parte della Regione, già del contributo per quanto riguarda i
precari dell'articolo 23. Stiamo parlando quindi del regime
transitorio, e sempre le stesse persone, fermo restando che se, le
università riescono - grazie alla loro autonomia - a stabilizzare
le persone che ci lavorano, noi continueremo a dare il contributo
che abbiamo sempre dato, che è rivolto alla platea.
Le università, oggi, godono da parte della Regione di contributi
per garantire i precari della legge 85/95, ecco perché non c'entra
nulla la vicenda della stabilizzazione.
Noi daremo il contributo esclusivamente a quelle università che,
nel rispetto delle leggi, sono in condizione di stabilizzare il
personale precario.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione dell'Aula perché effettivamente stiamo discutendo di
una materia molto delicata. Prova ne è che Lei, signor Presidente,
saggiamente, quando questa norma è giunta in II Commissione, tenuto
conto che il Governo ha presentato un emendamento che spostava
dalla proroga alla stabilizzazione, ha ritenuto giustamente di
mandare quell'emendamento in V Commissione.
Io non so se Le hanno riferito la portata della riunione della V
Commissione, e cosa si è fatto. Ma praticamente non abbiamo fatto
nulla, si è solo scherzato, e mi dispiace per il presidente
Lentini, che in quel momento presiedeva quella Commissione: si è
preso a sacco d'osso tutto e si è rimandato in II Commissione.
Signor Presidente, questo non è modo di trattare argomenti così
delicati, e tra l'altro continuano ad arrivare emendamenti del
Governo, e me ne dispiace. Assessore Piraino, tutto quello che sta
dicendo oggi in Aula, lo poteva dire in V Commissione e non lo ha
detto, lo poteva dire in II Commissione e non lo ha detto, ed
invece presenta un ulteriore emendamento, così come anche il
Presidente della Commissione.
Signor Presidente, questo non modo di legiferare, e ritengo che
stiamo discutendo una materia così delicata con una superficialità
assoluta. Sembra ci sia stabilizzazione per tutti, e se c'è qualche
altro emendamento che vuole stabilizzare qualcun altro, che ben
venga, tanto ormai si è aperta questa platea, e non era questo lo
spirito di questo disegno di legge, tenuto conto che Lei aveva
detto di limitare il più possibile questa materia, così come lo
aveva garantito anche il Governo. Ed invece, qui è diventata una
Babele'
Signor Presidente, voglio richiamare l'attenzione di tutti i
colleghi presenti sul fatto che noi volevamo fare qualche cosa per
salvare un buon numero di persone che, meritevoli, avevano bisogno
di questa stabilizzazione. Qui si sta aprendo una maglia, che
nessuno conosce se sia giusta o sbagliata. Lo stesso Governo non sa
cosa rispondere. Se io chiedessi quanto sono queste persone, qual è
la platea delle università, non mi saprebbero rispondere. Io non so
se una trattazione del genere possa essere discussa in questo clima
ed in questa Aula.
Io preannunzio fin da adesso che su questa materia - e lo dico ora
perché so a cosa andremo incontro più avanti - mi asterrò dal voto
finale, perché questo non è modo di trattare una materia così
delicata, dove tutti abbiamo detto che ci rendevamo conto di
limitare e qui non si sta limitando più nulla.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, non
vorrei che qualche deputato commettesse qualche errore,
possibilmente preso dai tanti emendamenti presentati. Noi in V
Commissione siamo stati chiari, ed anche il Governo è stato chiaro
rispetto a questo argomento, perché abbiamo parlato di
stabilizzazione ove ce ne fosse la possibilità, ma parlavamo per
tutti quei precari che erano contrattualizzati. Ed adesso stiamo
parlando di persone che sono in atto contrattualizzate, che
lavorano presso le aziende sanitarie e ospedaliere e vengono dal
regime transitorio, personale che non lavorare presso la Regione
siciliana, ma negli enti ospedalieri o nelle Aziende sanitarie e
che fanno parte degli LSU, articolisti, ex articolo 23.
Pertanto, non stiamo aggiungendo e togliendo nessuno, stiamo
lavorando solo ed esclusivamente per inserire in questo contesto
persone che abbiamo dimenticato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Lentini si riferiva
all'emendamento 8.19.1 che è un subemendamento all'emendamento
8.19.
LENTINI. Si aggiunge alle università.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'intervento dell'onorevole Leanza sia già servito a chiarire che
il cuore della legge, per quanto riguarda le stabilizzazioni, non
sono i soggetti istituzionali che ne beneficiano, ma la platea di
persone, e la platea di persone è assolutamente definita nei 23.207
soggetti che appartengono al regime transitorio dei lavori
socialmente utili, i cosiddetti articolisti ex articolo 23, che
sono stati a mano a mano contrattualizzati con la legge 16 e
l'articolo 25 della legge 21.
Poi una parte di questi lavoratori è stata nel tempo dirottata,
presso altri enti sottoposti al controllo della Regione, o presso
le università.
Ma la platea del regime di lavoratori socialmente utili non
cambia, e non li possiamo tagliare fuori dal processo di
stabilizzazione. E penso che questo sia il senso degli emendamenti.
Voglio anche ricordare che l'assessore Piratino, in V Commissione
ha portato l'elenco numerico, ripartito per ente e soggetto
istituzionale, per un totale di 23.207 lavoratori. E non mi pare
che si intenda modificare questa platea, ovunque essa sia definita,
che è lo spirito della legge che ha esitato anche la V Commissione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da questa mattina
portiamo avanti il tentativo di dare una speranza e un futuro
certo, intanto alla categoria degli articolisti, e ci confrontiamo
con le difficoltà che via via insorgono lungo il cammino della
sostenibilità di questa norma, che sono difficoltà di carattere
procedurale, sono difficoltà soprattutto di carattere economico,
sono difficoltà che per il combinato disposto delle norme nazionali
e anche degli organi di controllo regionale ci fanno capire sempre
di più che rischiamo addirittura di vederci bocciata perfino la
proroga.
Ora, per quanto riguarda l'emendamento di cui stiamo parlando,
smettiamola di prenderci in giro, perché se vogliamo inquadrarlo
all'interno della platea dei lavoratori, degli articolisti, degli
LSU, non è così, signor Presidente. I lavoratori a cui si tenta di
estendere quanto previsto in quell'emendamento, non sono lavoratori
appartenenti a quella categoria. E' vero, sono lavoratori precari,
e sarebbero meritevoli di essere prorogati, loro e quanti altri
lavoratori precari che insistono in questa Regione, ma non fanno
parte di quella categoria di lavoratori, cioè i precari, a cui è
rivolto questo disegno di legge.
Vogliamo fare una norma che inglobi tutto? Che estenda alle
Università, ai lavoratori a chiamata diretta, a quelli delle
cooperative che lavorano con le Aziende ospedaliere, ai lavoratori
dell'Ente Parco, a tutta una serie di lavoratori precari che, a
buon diritto, dovremmo cercare in qualche modo di salvare?.
Possiamo farlo, ma secondo me non è possibile
E se lo facciamo procediamo di un ulteriore passo verso la
bocciatura dell'intero disegno di legge, mettendo a rischio i
lavoratori a cui è indirizzata la norma. Se vogliamo prenderci in
giro, facciamo finta di non capire, e allora allaghiamo la platea,
sapendo però che non ci sono le risorse, e consapevoli che questo
emendamento sarà bocciato, come forse anche l'intera legge.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
la genesi di questo disegno di legge è stata sviluppata dai
colleghi che mi hanno preceduto e, quindi, io non vi ritornerò
seppur per primo palesai le perplessità importanti rispetto al
percorso. Perché è vero che questa legge, che questo disegno di
legge, che alla fine correva il rischio di includere tanto, forse
troppo, doveva andare per competenza alla Commissione Lavoro e non
vi è tornato. E' vero che questo disegno di legge è rimasto
nell'assoluta unica disponibilità della Commissione Bilancio,
questo è un fatto, e il risultato è quello che oggi noi troviamo in
Aula.
Allora, signor Presidente e colleghi, la platea della quale
parlava il collega che mi ha preceduto dei 23.500 precari è quella
alla quale questo disegno di legge avrebbe dovuto rivolgersi in
esclusiva.
Il subemendamento 8.19.1 che riguarda Aziende sanitarie
provinciali ospedaliere , e lo stesso emendamento del Governo 8.19,
che riguarda la platea delle Università siciliane, non dovrebbe
trovare albergo in questo disegno di legge e, tuttavia, siccome il
Gruppo dei Popolari di Italia Domani ritiene di non potere operare
in questa sede, scelte tra figli e figliastri, perché precari sono
gli uni e precari sono gli altri, preannuncio che tanto al
subemendamento del collega Lentini quanto all'emendamento del
Governo noi voteremo favorevolmente, così usciamo dall'equivoco.
Quindi, l'onorevole Cordaro e gli onorevoli Caronia, Maira, Cascio
e Dina dichiarano di apporre le firme al subemendamento a firma
degli onorevoli Lentini ed Adamo e all'emendamento del Governo.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Cordaro
ha parlato della genesi degli interventi che lo avevano preceduto.
Io vorrei andare un po' al di là e ricordare ai colleghi, ma anche
al Governo, signor Assessore, la genesi politica che ha portato
alla nascita di questo disegno di legge, che era finalizzato a
stabilizzare una determinata fascia di precariato siciliano basato
proprio sul principio che doveva servire a dare una certezza
occupazionale a quei precari che da decenni operavano nelle
pubbliche amministrazioni.
Oggi in Aula, come era prevedibile, e come è consuetudine di una
parte di questo Parlamento, si assiste al classico assalto alla
diligenza a mettere dentro tutto quello che è ammissibile mettere.
Ha dichiarato lei alla stampa, onorevole Presidente, che qualcuno
vuole stabilizzare anche chi è passato per un minuto a prendersi un
caffè davanti a qualunque assessorato. E' la verità.
Si vuole stabilizzare chiunque, anche se per un solo giorno, abbia
svolto un lavoro presso una delle tante pubbliche amministrazioni,
e adesso anche quelle ospedaliere. Mettiamoci le Opere Pie,
inseriamo i mercati ortofrutticoli, mettiamoci tutto e creiamo un
mostro legislativo che avrà un solo risultato. Ed è bene essere
chiari, perché qui si sta lavorando a creare la fabbrica delle
illusioni. E molto spesso dopo le illusioni c'è la tragedia della
delusione.
Stiamo dimenticando che questo disegno di legge, se anche dopo
dovesse uscire così dall'Aula, deve passare da un determinato
Ufficio pubblico istituzionale, che si chiama ufficio del
Commissario dello Stato presso la Regione siciliana. E certamente,
così come lo state partorendo, verrà impugnato dal Commissario
dello Stato, per esclusiva colpa dell'ingordigia politica di
qualcuno di questo Parlamento.
Noi non stiamo facendo un servizio ai precari siciliani, stiamo
distruggendo il futuro dei precari siciliani perché state mettendo
dentro tutto quello che sapete non può essere messo, e questo
perché dovete lanciare messaggi politici e clientelari.
Noi non ci presteremo a questo gioco, signor Presidente.
Voteremo per come è giusto votare, ma non ci renderemo complici di
questo assalto alla diligenza che non farà un favore ma farà un
danno terribile ai precari, perché sapete bene che il Commissario
dello Stato ed anche alcuni funzionari di quest'Assemblea e
dell'Assessorato hanno già espresso delle fondate perplessità.
Volete forzare la mano, forzatela pure
Però, quando lo fate, pensate non a quelli che volete
stabilizzare, ma a quelli che ne avrebbero diritto e che, per colpa
vostra, non potranno essere stabilizzati.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluto l'assessore
per il Territorio e l'ambiente perché possa rendere più gradevole
l'ambiente; Forse anche l'assessore per l'Economia sarebbe gradito
in quest'Aula, giusto perché, al di là degli aspetti tecnici, anche
il carico finanziario deve essere una importante considerazione.
Volevo semplicemente fare questa considerazione: ritengo che la
tendenza a volere creare un forte momento di consenso, al di là,
invece, della razionalità che deve seguire un iter normativo-
legislativo, porti ognuno di noi ad una tendenza, cioè quella di
capire come rendersi più visibile e anche, perché no, aggregando
sotto il profilo del consenso.
Ritengo che questa sia la strada che non porterà al risultato
serio a cui, invece, dobbiamo con la nostra attività legislativa,
tendere in ogni azione.
Imbarcare tutti in un percorso di stabilizzazione, probabilmente,
fa sì che non rendiamo un servizio a coloro i quali hanno il
diritto e la giusta aspettativa in questa direzione.
Ritengo che, per andare sul fatto concreto, l'articolo 8 del comma
19, dove, al di là del percorso di stabilizzazione che va seguito,
per quelle che sono le categorie, così come previste dalla norma,
che possono usufruirne, sia un percorso ragionato.
Volere anche aggiungere, in questo percorso, al di là di quelle
che sono le fattispecie previste, anche le Università che, di
fatto, utilizzano ad oggi quelle che sono le risorse derivanti dal
bacino del precariato, ritengo sia una puntualizzazione che, nella
sostanza, rende in maniera più chiara questo percorso.
Ritengo, quindi, condivisibile questa puntualizzazione prevista
anche per le Università.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, credo
che mi debba rivolgere all'assessore ombra, cioè all'onorevole
Leanza, dal momento che l'assessore Piraino ha ritenuto opportuno
non partecipare più ai lavori dell'Assemblea.
La prima domanda che tutti ci dobbiamo porre e alla quale dobbiamo
dare una risposta certa e onesta è la seguente: il diritto alla
stabilizzazione è in capo agli enti o in capo ai lavoratori?
Il diritto alla stabilizzazione è in capo ai lavoratori.
Il Servizio del Bilancio ha stabilito esattamente quante sono le
persone che possono godere di questa stabilizzazione, per essere
chiari, perché non è possibile che qui ognuno di noi viene e porta
una categoria a lui vicina pensando di fare clientela, cercando di
affossare il disegno di legge.
Il Servizio del Bilancio ha stabilito in 23.578 i soggetti aventi
diritto alla stabilizzazione, né uno in più né uno in meno perché,
se ce ne fosse solo uno in più, non ci sarebbe più la copertura
finanziaria. Li ha anche stabiliti, signor Presidente; ha stabilito
che i lavoratori ASU contrattualizzati - perché di questo stiamo
parlando - dell'articolo 4 della legge regionale numero 3 del 2006,
sono in tutto 12.675; che i lavoratori dell'articolo 25 della legge
regionale numero 21 del 2003 sono 10.639; che l'articolo 8 della
legge regionale numero 16 del 2006, per quanto riguarda gli Enti
Parco, sono 163 e che l'articolo 23, comma 14 della legge regionale
numero 19 del 2005, sono 111.
Sommati questi quattro gruppi - chiedo al Presidente della
Commissione Bilancio, onorevole Savona e all'ex assessore Leanza di
confermare - arriviamo a 23.578 e solo per questi 23.578 c'è la
copertura finanziaria perché si tratta di lavoratori ASU
contrattualizzati, poi, lavorano nelle ASL, lavorano nei Comuni,
lavorano nelle Università, ovunque lavorino non è un problema che
riguarda questa Assemblea perché, ripeto, stiamo stabilizzando non
gli enti, non i soggetti utilizzatori ma stiamo stabilizzando i
lavoratori.
Ora, dal momento che è arrivato il mio amico, l'assessore Piraino,
vorrei ricapitolare, se posso, brevemente per lui.
Ho detto che non stiamo sanando situazioni agli enti ma stiamo
sanando solo ed esclusivamente o stabilizzando i lavoratori; questi
lavoratori sono 23.578 e per questi 23.578 abbiamo coperture; per
uno in più non l'abbiamo e, quindi, nel caso in cui ci imbarchiamo
in una strada diversa da quella stabilita dall'Ufficio e dal
Servizio del Bilancio, corriamo il rischio che la legge venga
impugnata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lenza Nicola. Ne ha
facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spirito
che c'è stato in questa Assemblea fino ad ora e, come ho ribadito,
prima in Commissione Lavoro e in Commissione Bilancio dopo, su un
disegno di legge che è un disegno di legge del Parlamento, quindi,
di iniziativa parlamentare, cioè della Commissione parlamentare,
questo emendamento è del Governo ed è una riscrittura.
Volevo semplicemente chiarire un fatto, signor Presidente: la
platea è assolutamente chiusa; al contrario delle cose dette, la
platea è assolutamente chiusa perché solo i lavoratori del regime
transitorio e, quindi, nessun altro può entrare in questa platea e
la sua Presidenza ha garantito affinché, fino a questo momento,
nessun altro potesse entrare rispetto alla platea che avevamo
identificato fin dall'inizio.
La platea che viene stabilizzata, avviata a stabilizzazione,
riguarda quegli enti sottoposti a controllo e vigilanza e gli enti
locali.
Per rispondere all'onorevole Formica rispetto ai contratti
dell'Università, volevo semplicemente sottolineare che già, quando
lui era Assessore
FORMICA. Ho fatto una battaglia in Aula, quindi so bene che non si
tratta della stessa battaglia.
LEANZA NICOLA. No, sono PUC, scusate, questo è ufficiale: i
lavoratori con contratti di diritto privato a 24 ore, ex legge
regionale numero 16 del 2006, cioè dell'Università degli Studi di
Catania, dell'Università degli Studi di Palermo.
Ho fatto un estratto. Che vuol dire questo?
Che la platea è questa. Per l'Università cosa stiamo facendo?
Siccome non è un ente sottoposto a controllo e vigilanza, stiamo
dicendo che, qualora l'Università, motu proprio, nel rispetto della
legge nazionale, avvia il processo di stabilizzazione, noi daremo
il contributo previsto al comma successivo, così come glielo stiamo
dando in questo momento, cioè, continueremo a fare assolutamente
quello che stiamo facendo in questo momento e, quindi, non cambia
assolutamente nulla.
Non è aggiungere, onorevole Caputo, altro precariato, altre
categorie ma è la stessa identica categoria, la stessa identica
platea; se l'Università di Messina, di Catania, di Palermo o di
Enna avvia processi di stabilizzazione rispetto alle leggi
nazionali non alle leggi regionali, alle leggi nazionali, quindi,
con i vincoli del 111, 12, 3 eccetera e, se, alla fine, avvia
questo processo, noi continuiamo a dare, così come abbiamo dato,
come stiamo facendo in questo momento, il contributo così come per
tutte le altre categorie facenti parte della stessa platea.
Voglio ribadire, per rispetto verso quest'Aula, verso chi ci ha
lavorato, per come avete lavorato, per i deputati che con serietà
hanno evitato, veramente, qualunque azione, tra virgolette, diciamo
indecorosa, in un momento di difficoltà come questo del bilancio
della Regione, in cui si è deciso, in questo momento, di puntare su
una platea e la platea sono queste 23.147 persone che fanno parte
del regime transitorio.
Siccome è stato fatto un lavoro serio, un lavoro bipartisan -
chiamatelo come volete - con contributi importanti da parte
dell'Aula, ritengo che non possiamo, alla fine, solo perché viene
interpretato male un emendamento, buttare l'acqua sporca con tutto
il bambino.
Ecco, direi, per rispetto di questo Parlamento e di questo lavoro
molto serio che è stato fatto, a chiarimento, ribadisco, che la
platea è solo quella del regime transitorio.
Ci sono gli Uffici per poterla certificare ed è stata certificata
in Commissione Bilancio. La copertura è sempre quella, quindi, non
può esserci altra copertura. Invito, pertanto, l'Assemblea a
continuare il lavoro che è stato fatto. Questo emendamento è un
emendamento di riscrittura e prevede esattamente quello che abbiamo
previsto
BENINATI. Ed il subemendamento?
LEANZA NICOLA perché enti sottoposti a controllo e vigilanza. Già
sono enti sottoposti a controllo e vigilanza.
Onorevole Beninati, sto parlando dell'emendamento che aveva
formulato il Governo. Al comma 2, è prevista la stabilizzazione
con tutti i suoi criteri. Parlo di questo comma 2, approvato
all'unanimità dalla Commissione Lavoro e dalla Commissione
Bilancio.
Anche per rispetto del lavoro che si sta facendo molto seriamente
in quest'Aula, pertanto, ritengo sia opportuno riprendere il
cammino che avevamo avviato con la sua diligente opera e, quindi,
continuare a lavorare seriamente come abbiamo fatto fino a questo
momento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
ascoltando l'onorevole Lenza - certamente, mi scuseranno gli
assessori - mi rendo conto che la comunicazione che viene dal
Governo è certamente insufficiente perché, se deve essere
l'onorevole Leanza Nicola che, mi pare, sia ex assessore,
chiaramente, deve essere l'onorevole Leanza Nicola a chiarire quale
deve essere il percorso di questa legge e cercare di convincere i
parlamentari che stanno lavorando molto seriamente, che non vi è
alcuna speculazione in questo senso e che si vuole, invece,
affrontare il problema del precariato.
Certo, noi, signor Presidente, abbiamo le nostre perplessità.
Temiamo che ci possa essere sul provvedimento la scure del
Commissario dello Stato. Speriamo che il Commissario dello Stato
possa, in qualche misura, in qualche maniera, dare le risposte che
questo mondo, molto vasto, molto importante, molto significativo,
molto utile per gli enti locali e per tutti gli altri enti
controllati dalla Regione, stanno in questi anni dando e hanno
offerto alla comunità siciliana.
E' chiaro, allora, che la precisazione che fa il Governo, signor
Presidente, che afferisce all'Università, è una precisazione che,
secondo me, è dovuta. E' chiara. E' chiarissima.
Bisognava spiegarlo bene da parte del Governo e se n'è fatto
carico l'onorevole Leanza Nicola. Nel corso degli anni, infatti, i
cosiddetti articolisti , l'articolo 23, che ha avuto la
possibilità di transitare, per esempio, nelle Università, oggi,
deve essere considerato soggetto contrattualizzato e, quindi, da
stabilizzare all'interno di quella platea.
Onorevole Leanza, sono perfettamente d'accordo con lei. Dico,
allora, che, se questo è il percorso, se questo è l'intento chiaro,
se non vi sono altri sotterfugi, altri mezzucci, se non vi è la
possibilità di nascondere, all'interno di un percorso legislativo,
altri soggetti che non hanno il diritto di essere stabilizzati
perché non contrattualizzati o che entrano, attraverso altre
finestre, altre strade, altre porte - l'onorevole Formica faceva
riferimento alle cooperative, a tanti altri strumenti che possono
essere utilizzati per fare in modo che si crei clientela - non
capisco il motivo per cui, sin dall'inizio, il Governo ed anche la
Presidenza, analizzando l'emendamento 8.19.1, non abbiano detto
chiaro e forte che si trattava di un'esigenza che il Governo
avvertiva di fare chiarezza e che, quindi, introdurre anche le
Aziende sanitarie locali, le ASP o le altre aziende previste qui in
questo emendamento, altro non facevano che creare confusione ed
impedire che questi lavori d'Aula andassero celermente.
Invito, allora, il Governo ad esprimere la propria idea, ad
esporre il proprio pensiero, a chiarirci se quello che l'onorevole
Leanza Nicola ha detto, se quello che abbiamo, certamente,
recepito, perché abbiamo analizzato l'emendamento mentre questo
disegno di legge parte da una iniziativa dell'Assemblea.
Oggi, gli emendamenti di riscrittura stanno in qualche maniera
stravolgendo la parte iniziale di questo disegno di legge e ci
stanno dando uno spaccato che deve dare risposte, forse, ai tanti
cartelli pubblicitari che sono stati sbandierati in questi mesi da
parte di chi ha esigenza di comunicare, salvo, poi, a non essere in
Aula e a non spiegare ciò che voleva fare e ciò che voleva dire.
Il Governo, allora, faccia chiarezza; ci dica se ritiene
pleonastico, superfluo, ultroneo questo emendamento e l'Assemblea
potrà andare avanti.
Mi rendo conto che l'assessore Piraino si trova in difficoltà
perché la materia la sta affrontando da poco tempo e, quindi, ha le
difficoltà che nascono, forse, da una conoscenza non completamente
approfondita. Noi, però, abbiamo bisogno di avere come
interlocutore il Governo. Non possiamo pensare che questo
Parlamento non abbia come interlocuzione quella del Governo e che
il Governo assuma degli impegni e chiarisca, con una precisione che
deve essere puntigliosa, se i dubbi che sono emersi in quest'Aula
rispondono a verità, magari facendosi aiutare dagli Uffici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Leanza ha già parlato e ha illustrato, credo, con sufficiente
chiarezza, le cose di cui stiamo parlando.
Com'è noto, la legge numero 10 del 1991 stabilisce chi sono i
soggetti diretti e indiretti per i quali la Regione esercita
potestà diretta o indiretta. Nel caso specifico, lo dico al collega
Lentini, l'emendamento da lei presentato o il subemendamento è
assolutamente pleonastico nel senso che le Aziende sanitarie
ospedaliere sono soggetti giuridici sottoposti a vigilanza e
controllo nonché a finanziamento da parte della Regione. Se,
quindi, qualche direttore generale o direttore amministrativo, per
gestire il precariato, vuole avere una norma specifica, va rimosso
il direttore generale e il direttore amministrativo perché non
conosce la legge e, se non conosce la legge, non può fare né il
direttore generale né il direttore amministrativo.
Vorrei, quindi, chiarire perché qui rischiamo di usare parole -
non parlo, in questo caso, dell'emendamento - ma ho sentito anche
alcune dichiarazioni. Attenzione, dobbiamo essere tutti prudenti e
sobri. In questo momento, le nostre parole arrivano fuori e l'idea
che rischia di passare è che c'è una norma che qui favorisce alcuni
e non favorisce altri, stabilendo per legge una sorta di
discriminazione.
E' un delitto che facciamo nei confronti di una parte dei
siciliani. L'onorevole Leanza lo ha detto ed io lo ripeto: questa
norma si riferisce esclusivamente ai lavoratori del regime
transitorio che sono già previsti dalla legge e quelli
contrattualizzati per i quali si può esercitare un percorso di
stabilizzazione dal tempo determinato al tempo indeterminato con
procedure, diciamocelo pure, anche qui lo voglio dire in Aula,
fuori dai denti.
Sappiamo che su questa materia c'è tanta discussione giuridica,
anche per gli effetti e le contrapposizioni di legge tra la Regione
e lo Stato, ma si è convenuto che, qualora dovesse essere ribadito,
reiterato un intendimento da parte del Commissario dello Stato,
tendente in qualche modo a limitare il percorso di stabilizzazione
proprio della Regione siciliana, avremmo anche, in qualche modo,
manifestato l'intendimento di esercitare il nostro diritto di
andare davanti alla Corte Costituzionale per rivendicare, fino in
fondo, le prerogative della nostra Regione.
L'articolo 8, così come viene riscritto, propone tipicamente una
delle questioni sulle quali potrebbe determinarsi un conflitto di
natura costituzionale ma riguarda esclusivamente i percorsi di
finanziamento e di stabilizzazione dei lavoratori a regime
transitorio.
In ogni caso, abbiamo approvato già, credo, la norma che consente
la proroga dei rapporti in essere per i lavoratori sia
contrattualizzati sia del regime sociale, legge numero 331 e legge
numero 240 per i quali la legge prevede, attraverso il Fondo per
l'occupazione, la proroga dei rapporti in essere sia di natura
contrattuale sia come assegno sociale, così come attualmente viene
erogato non per colpa nostra ma perché quella legge ha avuto quella
modalità di attuazione ed è stata inclusa nel bacino con quel
sistema.
Ribadisco, quindi, di non fare demagogia sulla pelle delle persone
perché, attorno a questo disegno di legge, ci sono tante speranze;
noi sappiamo che stiamo trattando una materia assai complicata,
assai delicata. Voglio ribadirle - e me ne assumo la responsabilità
- che il disegno di legge che stiamo approvando non sarà una legge
che domani mattina attiverà la stabilizzazione ma una legge che
avvierà le procedure, speriamo, per stabilizzare la più grande
parte dei precari che, da oltre 15 o 20 anni, lo sono in questa
nostra Regione; avvia le procedure.
Sapendo, quindi, che è un disegno di legge che dobbiamo
attenzionare, anche per come viene scritto e sui confini, diciamo,
dei diritti generali, rischiamo di scivolare sul terreno della
costituzionalità.
Invito l'onorevole Lentini a ritirare l'emendamento a sua firma
proprio perché aggiunge una cosa che è già prevista alle cose che
qui sono state dette e ribadite.
Altra cosa sono le Università che non sono enti sottoposti a
vigilanza e controllo della Regione ma enti nazionali e, in ogni
caso, il percorso che qui si prevede è esteso a tutti i lavoratori
del regime transitorio sia dei comuni sia vi dico anche degli IACP,
anche dei consorzi ASI, cioè di tutti quei soggetti istituzionali
per i quali la Regione o finanzia o esercita il controllo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente, per dire che credo che questa norma, la portata di
questa norma voleva, già al primo articolo, stabilire quali erano
gli enti beneficiari di questo disegno di legge e quale era la
platea a cui la legge doveva riferirsi.
Poi, durante i lavori, forse, c'è stato il rischio che questo
disegno di legge venisse ulteriormente appesantito con la
titubanza che la stessa norma, per l'appesantimento, potesse essere
impugnata dal Commissario dello Stato.
Allora, cerchiamo un attimino di fare un passo indietro. Stasera,
siamo dinanzi ad alcuni emendamenti a firma del Governo e
discutiamo, oggi, sull'emendamento 8.19. Cos'ha questo emendamento,
a mio avviso, di buono?
Inserisce negli enti deputati alle stabilizzazioni anche le
Università perché, poi, per il resto, voglio dire, gli enti sono
già stati indicati. In questo senso, invito l'onorevole Lentini a
ritirare il subemendamento 8.19.1 perché la Commissione Bilancio -
il Presidente Savona lo può ricordare - ha fatto un invito
specifico all'assessore per il lavoro, cioè che, approvata questa
norma, dobbiamo immediatamente emanare una circolare esplicativa
nei confronti di tutti gli enti destinatari della portata della
norma, onde evitare che ci possano essere discrezionalità
nell'attuazione della stessa norma.
Certo, signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho
ascoltato anche chi ha parlato prima di me invocando anche la Corte
Costituzionale.
Vorrei dire all'onorevole Cracolici che - secondo me, l'ha detto
per addurre un esempio - se veramente pensasse di dovere attuare
un'impugnativa - mai fatto in questi due anni e mezzo, nonostante
ci troviamo di fronte ad un Governo autonomista, mai fatto, ha
sempre rivendicato l'autorevolezza della Sicilia - avremmo dovuto
fare altro tipo di norma.
Avremmo dovuto, da un lato, dividere la norma sulle proroghe e,
dall'altro, approvare la norma sulle stabilizzazione perché, se
malauguratamente - e questo lo voglio dire al Parlamento - il
Commissario dello Stato impugnasse una norma, volesse fare una
impugnativa - non si potrebbe promulgare la parte non impugnata,
stralciandola; non lo potremmo fare. Si dovrebbe approvare un'altra
norma perché la norma non potrebbe assolutamente essere promulgata.
Non si potrebbe andare in Aula, approvare un ordine del giorno ed
invitare il Governo o il Presidente a promulgare la parte non
impugnata.
Di fatto, quanto è stato detto è una contraddizione.
Vorrei anche dire che questo Parlamento ed anche i parlamentari
dell'opposizione non stanno cercando di fare una opposizione
ostruzionistica, bensì una opposizione costruttiva. Prova ne è il
fatto che il testo che oggi stiamo vagliando e stiamo adottando è
un testo frutto di una sinergia fra la maggioranza e l'opposizione
che ha portato un contributo notevolissimo affinché si pervenisse
ad un testo vero, concreto, un testo che fosse quanto più coerente
e logico anche con le norme di portata finanziaria nazionale.
Tutti abbiamo fatto una marcia indietro e abbiamo fatto delle
rinunce.
Avevo, ad esempio, presentato, all'articolo 4, un emendamento che
riguardava la stabilizzazione dei precari, signor Presidente e la
Presidenza ha deciso di stralciarlo.
Si trattava di un emendamento che riguardava soggetti, la platea
di beneficiari di cui all'articolo 1 e, quando si parla di
Protezione civile, di proroghe, si fa riferimento a soggetti della
Protezione civile.
Vorrei ricordare - ma non è una recriminazione che faccio; mi sto
rivolgendo all'assessore e alla Presidenza - che i 288 lavoratori
della Protezione civile, nel caso in cui fossero stati
stabilizzati, non avrebbero comportato un euro di spesa in più a
carico della Regione ma avremmo dato, avremmo continuato in
quell'attività e percorso virtuoso che, già, con la finanziaria
11/2010 avevamo avviato qualche mese fa.
Ritengo, quindi, che, va bene, alla fine, questo emendamento 8.19.
Il subemendamento 8.19.1 va ritirato anche perché superfluo e
potrebbe ingenerare qualche problema nell'approvazione del testo.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 8.19.1.
Vorrei precisare, a scanso di equivoci, che ci sarà qualche altro
emendamento che io stesso e la Commissione abbiamo presentato e
condiviso. Stiamo condividendo, ancora con più forza, il pensiero
espresso prima dall'onorevole Lenza, nel momento in cui affermava
che si parla soltanto di regime transitorio, di LSU, di persone che
si trovano nell'Amministrazione regionale o negli enti pubblici da
tantissimi anni.
Nella fattispecie, voglio precisare che una circolare del
Presidente della Regione del marzo del 2008 aveva bloccato le
assunzioni
Più volte, abbiamo audito, in Commissione, lavoratori delle
aziende sanitarie, ospedaliere e quant'altro che mettevano in
evidenza questo problema.
La legge numero 91 parla chiaro - voglio ribadirlo - però loro
volevano anche sotto questo aspetto annullare quella che era la
volontà del Presidente della Regione del 2008. Non è che lo posso
fare Quindi il mio spirito di iniziativa rispetto a questa cosa
era di non dimenticare questo personale, che le assicuro, fa parte
del regime transitorio.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, allora ritira l'emendamento 8.19.1?
LENTINI. Sì, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ogni cosa c'è
il peccato originale; e il peccato originale è quello che nelle
settimane scorse qualcuno ha raccontato una storia ai precari di
questa Regione. E la storia che gli ha raccontato era quella che
sarebbero stati, con una legge, tutti stabilizzati entro la fine di
quest'anno. Questa storia è continuata dicendo che la
responsabilità non era più di chi aveva raccontato la favoletta,
ma di novanta parlamentari che si accingevano a discutere quelle
norme. Rispetto a queste parole al vento, le aspettative di
migliaia di ragazzi che hanno formato una famiglia con quelle
piccole sostanze che vengono loro date dagli enti locali, si sono
riversate con il cuore e con l'anima e oggi anche con la presenza
su quella che è l'attività di questo Parlamento.
Ringrazio il presidente Cracolici per la sua onestà intellettuale,
perché ha detto chiaramente che la favola che ci è stata raccontata
prima che il provvedimento prendesse corpo era una ulteriore favola
che, purtroppo, questi ragazzi subiscono da ben quindici anni.
Al di là di qualche piccola polemica da parte di colleghi che
ritengono di addossare la colpa a una parte politica, ai deputati,
lasciamo perdere perché qui c'è chi nel 1989 aveva 12 anni, chi ne
aveva 15, quindi ognuno le proprie responsabilità le conosce
secondo le attività che ha svolto. Però, signor Presidente, abbiamo
portato avanti una serie di norme che - come ha detto bene lo
ripeto Cracolici - iniziano un percorso, con una volontà unanime
rispetto alla favola che ci era stata raccontata.
Siamo arrivati all'articolo 8 e siamo alla fine di questo
provvedimento, se lei, signor Presidente, ci aiuta, perché io sono
salito quassù per farci aiutare. C'è il subemendamento
dell'onorevole Leontini e quando si parla di stabilizzazioni, anche
quando ce ne fossero altri 500 emendamenti, noi siamo d'accordo
perché la storia del precariato, così come lo vogliono gli altri,
la vogliamo soprattutto noi che ci sentiamo in questa Sicilia più
responsabili di chi racconta favole.
Rispetto a questo, al di là di quelle che sono le dichiarazioni,
non so se il collega Leontini vuole ritirare o meno l'emendamento,
anzi lo ha già ritirato, bene Signor Presidente, come fanno chi di
democrazia ne sa più di noi, non proseguiamo con i soliti stop and
go'. Basta Proseguiamo fino all'articolo 11 nella speranza che
questa copertura finanziaria non metta in discussione il bilancio
e la finanziaria che da domani ci apprestiamo a verificare in
Commissione e con l'articolo 11 chiudiamo quello che è l'inizio di
un percorso di stabilizzazione.
Se quest'Aula si rende conto che non è più possibile allargare le
proposte dell'eventuale stabilizzazione, abbiamo fatto un buon
inizio di lavoro; cercheremo di spiegare a questa vasta platea di
giovani e meno giovani, di mamme e di soggetti che certamente
aspettano da noi grandi risposte, che abbiamo fatto il massimo
sforzo che è sottoposto a quello che certamente il Commissario
dello Stato vorrà segnalarci per via di una legge nazionale che per
forza di cose dobbiamo rispettare.
Quindi, signor Presidente, speriamo che l'emendamento 8.19 sia
l'ultimo emendamento su cui ci dobbiamo confrontare e se c'è la
disponibilità, considerato che quasi tutti gli emendamenti
aggiuntivi sono a firma del nostro gruppo parlamentare, dove io e
il Presidente Leontini, siamo stati i firmatari, che gli altri
ritirano gli emendamenti, noi agevoliamo il percorso di questa
legge e sin da ora, se gli altri li ritirano, noi ritireremo gli
emendamenti aggiuntivi a questo testo.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, volevo soltanto fare alcune
considerazioni perché mi pare che gli inviti che da ultimo sono
venuti mi sembrano molto concilianti e credo che il tema in
discussione invece mal si concilia con parole che sono state qui
usate, quale assalto alla diligenza o ingordigia politica .
Il peccato originario, onorevole Mancuso, credo che noi lo abbiamo
già scontato perché con il battesimo lo scontiamo e se il battesimo
è l'appoggio al Governo Lombardo credo che già lo abbiamo
cancellato. Oppure il raccontare favole. Io credo che qui più che
raccontare favole si stia tentando di mettere fine a uno scempio
che altri negli ultimi dieci anni hanno fatto. Non intendo fare
polemica, ma andare nel merito dell'emendamento 8.19.
L'onorevole Beninati, del quale ho grande stima e apprezzo sempre
gli interventi, ha annunziato l'astensione sulla votazione finale
del disegno di legge perché, a suo modo di dire, inglobiamo altri
precari con le università.
Io vorrei solo ricordare che l'emendamento del Governo è rivolto
agli enti di cui all'articolo 1. Per quanto riguarda le università
ha ragione l'onorevole Leanza, quando portando poco fa un elenco ha
detto come le università già sono oggi, perché questa Assemblea, le
ricordo che nel lontano 2001 con la legge 21, all'articolo 25, ha
statuito interventi in favore dell'Università degli studi siciliani
e, se il Presidente mi permette, io vorrei leggere solo tre righe:
L'Assessorato regionale del Lavoro, della Previdenza sociale e
della formazione professionale e dell'emigrazione, ha autorizzato a
finanziare alle Università degli Studi della Sicilia le misure
previste dalla legislazione vigente per la fuoriuscita dei soggetti
utilizzati in attività socialmente utili dai predetti enti .
Quindi, è una legge già della Regione che prevede che si è fatto
carico del precariato dell'Università e non si sta inserendo nulla
di nuovo.
Volevo dare solo questo piccolo contributo, perché ormai qua la
parola Commissario dello Stato, impugnativa, Corte Costituzionale,
entra in tutte le discussioni all'interno di questa Aula. Cerchiamo
di attenerci a quelle che sono invece effettivamente le carte.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.19. Preciso che
l'emendamento sarà posto in votazione per parti separate, in quanto
la prima parte fa riferimento al comma 1 e la seconda parte fa
riferimento al comma 2.
Pongo in votazione la prima parte. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 8.1, 8.6, 8.8, 8.10, 8.4, 8.17, 8.18, 8.5 e 8.7
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la seconda parte dell'emendamento 8.19. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 8.11, degli onorevoli Panepinto ed
altri, e 8.12, degli onorevoli Maira ed altri, aventi identico
contenuto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
interviene sul comma 3 che modifica una norma. In quella norma gli
importi si trasformano da lire in euro, si trasforma pure la
dotazione finanziaria anziché in cinque anni in tre anni.
CRACOLICI. Ma non c'è la copertura
PANEPINTO. Non è la copertura. Lo riduce da cinque a tre, non
serve la copertura. Si modifica il primo comma dell'articolo 2
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, credo che l'attività posta in essere
dall'onorevole Panepinto sia meritoria. Questo emendamento ha una
sua importanza. Se è il caso il Governo può riscriverlo
riformulandolo, specificandolo, onorevole Panepinto, e cercando di
trovare una soluzione condivisa anche perché è utile alla fine.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non è un problema di formulazione.
E' un problema di oneri aggiuntivi. La formulazione è corretta.
FORMICA. E' un problema di oneri aggiuntivi ed è un problema che
riguarda il fondo unico del precariato.
PRESIDENTE. La formulazione è giusta. Il problema è la copertura
finanziaria.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 8.11 e 8.12 di
identico contenuto. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Proroga di termini
1. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 14 aprile
2006, n. 16, le parole 31 dicembre 2007 sono sostituite con le
parole 31 dicembre 2014 , fatti salvi gli effetti e i diritti
maturati relativi ai procedimenti già conclusi.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa:
emendamento 9.1;
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Campagna,
Corona, Limoli, Scoma e Torregrossa:
emendamento 9.2.
MANCUSO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Autorizzazione riduzione orario di lavoro
1. Le amministrazioni che utilizzino personale con contratto a
tempo determinato di cui alla legge regionale 14 aprile 2006, n.
16, possono autorizzare la riduzione dell'orario di lavoro per
consentire l'esercizio di altre attività lavorative part time,
qualora pari o superiore al 50% con contestuale riduzione del
contributo, o l'esercizio delle attività libero professionali, nei
limiti e con le procedure previste dai rispettivi ordinamenti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa: 10.1;
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Campagna,
Corona, Limoli, Scoma e Torregrossa: 10.2.
MANCUSO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Norma finanziaria
1. Ai fini del concorso al contenimento della spesa e della
salvaguardia ed invarianza dei saldi di finanza pubblica, gli oneri
discendenti dall'attuazione delle procedure previste dal Capo II e
dal presente Capo non possono essere superiori a quelli sostenuti
per il personale destinatario delle predette procedure alla data
del 31 dicembre 2009.
2. Gli oneri discendenti dall'attuazione del Capo II e del
presente Capo, quantificati complessivamente in 314.100 migliaia di
euro, trovano riscontro nelle disponibilità di cui all'U.P.B.
6.4.1.3.1. - capitolo 321301 del bilancio della Regione per il
triennio 2010-2012.
3. Per le finalità della presente legge, gli enti di cui alla
legge regionale 15 maggio 2000 n. 10, adottano altresì, per gli
anni 2011-2015, ai sensi del comma 20 dell'articolo 6 del decreto
legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modifiche dalla legge 30
luglio 2010 n. 122 le misure di razionalizzazione previste nel
richiamato articolo 6.
4. I contributi concessi in attuazione delle disposizioni
dell'articolo 8 sono assunti con le modalità previste dal comma 6
dell'articolo 11 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni.
5. Dall'applicazione delle disposizioni della presente legge non
possono discendere a carico del bilancio della regione ulteriori o
maggiori oneri rispetto a quelli previsti nel comma 4.
6. Gli enti beneficiari dei contributi previsti dall'articolo 25
della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, che non abbiano
provveduto, entro 30 giorni dalla scadenza del primo quinquennio, a
presentare la richiesta di accesso ai benefici previsti dal comma 3
dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27,
decadono dal relativo diritto ove lo stesso non sia già stato
concesso alla data dell'1 dicembre 2010.
7. Gli enti di cui all'articolo 3 procedono alla attuazione delle
procedure di cui alla presente legge nei limiti delle disponibilità
dei rispettivi bilanci».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
e Torregrossa:
11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5, 11.6, 11.7, 11.8;
dalla Commissione: 11.10 (I e II parte)
dal Governo: 11.11.
Gli emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3 sono preclusi dall'approvazione
dell'articolo 4.
Si passa all'emendamento 11.11 del Governo.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, noi
abbiamo espresso parecchie preoccupazioni nel momento in cui
abbiamo visto la scrittura dell'articolo 11 così come proposta nel
testo del disegno di legge.
In questo momento apprezziamo l'emendamento di riscrittura che, di
fatto, permette agli enti locali di procedere alla stabilizzazione
con degli oneri che vengono trasferiti dalla Regione, per quello
che riguarda la compartecipazione finanziaria.
Devo dirle molto francamente, assessore, e mi fa piacere che ci
sia la presenza dell'assessore Armao, che dal nostro punto di vista
bisogna che si faccia chiarezza, perché non so quale sarà il
percorso della legge di bilancio e della finanziaria, io non so se
riusciremo ad approvare, come auspico e come spero che avvenga e
ritengo che il Governo debba muoversi in questa direzione per
sgomberare completamente il campo da un sospetto che serpeggia in
quest'Aula, e non solo, e cioè che il Governo abbia interesse ad
arrivare all'esercizio provvisorio perché vi sono problemi di
bilancio, perché non riesce a far quadrare le entrate rispetto alle
uscite e perché, di fatto, in questo momento vi sono delle
profondissime crepe.
E' chiaro, come lei certamente sa, assessore Armao e come non
sfugge al presidente, gli enti locali, nel momento in cui dovesse
verificarsi che si arrivi all'esercizio provvisorio, avrebbero
notevolissime difficoltà a mantenere in servizio i contrattisti che
hanno avuto regolare possibilità di permanenza all'interno degli
enti.
Io credo sia necessario, lo deve fare il Governo attraverso
l'assessore Armao che io prego di restare ancora un attimo, perché
è fin troppo evidente che, quanto meno, noi dobbiamo dire ai Comuni
con quali strumenti dovranno muoversi e, dal mio punto di vista, è
necessario che vi sia l'impegno da parte dell'assessore al ramo di
emanare subito una circolare esplicativa, con la quale si ribadisca
l'impegno finanziario e con la quale si autorizzino i Comuni a
muoversi anche con i dodicesimi e cioè con l'esercizio provvisorio,
anche nel caso in cui, come noi temiamo, la Finanziaria non dovesse
essere approvata nei termini previsti.
Questo non è un dato da poco, perché è evidente che se i Comuni
non avranno questa possibilità e le Ragionerie generali non saranno
confortate in questo senso e in queste direzioni, si creerà una
notevole difficoltà nei confronti di questi lavoratori che,
probabilmente, a partire dal mese di gennaio non riuscirebbero più
a percepire il proprio stipendio.
Quindi, io spero che questa assicurazione venga dal Governo e
venga stasera qui, con un impegno preciso e che si elabori subito
la possibilità di dire ai 390 Comuni siciliani che questa è
l'intenzione del Governo, anche nel caso malaugurato che non si
dovesse arrivare ad approvare la finanziaria entro il 31 dicembre.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor presidente, onorevoli colleghi, desidero ricordare
all'assessore Armao gli impegni che si è assunto in Commissione
SBilancio e che ancora stasera non vediamo confermati in
quest'Aula.
Lei, assessore, si era impegnato solennemente che avrebbe
presentato la nota di variazione prima che iniziasse l'iter di
questo disegno di legge perché avevamo evidenziato un grande
paradosso che non si poteva assolutamente introdurre - presunti,
veritieri, questo lo si vedrà alla fine - principi di
stabilizzazione del personale negli enti locali se,
contemporaneamente, il Governo, in modo scellerato, continuava a
portare avanti il disegno di tagliare il 60 per cento dei fondi
alle autonomie locali.
Rispetto anche a questo impegno, lei già è venuto meno stamattina,
come Governo, a dire solennemente all'Aula che il Governo sarebbe
stato pronto a modificare questo disegno, cosa che non è avvenuta
e, in modo particolare - lo dice anche l'onorevole Buzzanca -
cozza con un altro problema, assessore Armao. L'articolo 24 bis,
quando si parla di un piano in misura di riduzione e
razionalizzazione della spesa certificati dagli organi di controllo
interno, fa riferimento non solo alla Regione ma anche ai Comuni e
questo evidenzia un altro aspetto e cioè che avete affrontato
questo tema talmente in ritardo che stiamo rischiando, anche da
questo punto di vista, di fare un grande danno sul quale io mi
astengo a fare commenti perché non voglio assolutamente aggiungere
perplessità al quadro di precarietà che avete avuto la capacità di
introdurre su questo disegno di legge.
Però, Assessore, lei deve mantenere gli impegni e deve, in
quest'Aula, ora confermare che la volontà del Governo è quella di
ritirare la proposta che aveva già formulato nella Finanziaria per
quanto riguarda il taglio agli Enti locali; diversamente noi
rischiamo, non solo perché l'articolo 24 bis il Governo lo ha
totalmente ignorato, e mi astengo anche a chiederle il perché, ma
quanto meno, Assessore, rispetto anche ad un problema che nascerà,
il Governo si deve impegnare e lo deve confermare stasera che
questo taglio agli Enti locali verrà totalmente eliminato. Anzi, lo
avevamo detto in modo più chiaro che per l'anno 2011, considerato
che siete più impegnati a fare comunicati stampa, conferenze
stampa, riunioni sul territorio dove vendete fumo, visto che il
tempo lo impiegate principalmente in questo, abbiamo anche
ragionato sul fatto che non era più il caso che per il 2011 si
introducessero dei principi di pseudo compartecipazione a lire e
quant'altro perché il tempo di preparare il mondo delle autonomie
locali a questo federalismo in salsa siciliana non c'era più.
Tutto questo, lei, Assessore, non l'ha fatto e lei conferma la
poca serietà da questo punto di vista che poi è intrisa in tutti i
provvedimenti finanziari che noi stiamo discutendo e l'articolo 24
bis è la prova e riprova di quello che le dico.
Ma, rispetto a tutto questo le chiedo, se dobbiamo chiudere
seriamente questo provvedimento, di dare garanzia, intanto ai
destinatari di questa norma, perché sappiano i precari che degli
Enti locali che se il Governo, pur avendo venduto chiacchiere, fumo
su questo argomento, pur avendo fatto in modo veramente
improvvisato delle riunioni sul territorio dove ha dichiarato cose
che, oggi, si vede in modo evidente che non si possono fare, con
tutte le grandi perplessità del caso, questo Parlamento, con grande
maturità, si è assunto il compito di venirvi incontro; ma rispetto
a tutto questo, a questa grande sceneggiata, Assessore, lei non
aggiunga un'altra sceneggiata. Confermi in questo Parlamento quello
che ha detto in Commissione Bilancio , confermi che il Governo
revocherà il taglio alle autonomie locali, confermi a quei giovani
precari che la volontà del Governo, nonostante le grandi
improvvisazioni, è quella di garantire - se passa questo disegno -
una reale stabilizzazione perché saranno date le risorse ai Comuni
e, quindi, confermi anche al mondo delle autonomie locali che non
sarà stravolta per il 2011, come è stato discusso in Commissione
Bilancio , la logica del trasferimento agli Enti locali.
Questo è ciò che io le chiedo perché questi sono gli impegni che
lei si è assunto in Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.11, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 11.10, 11.4, 11.10 (II parte), 11.5 e 11.6 sono
tutti preclusi o assorbiti.
Si passa all'emendamento 11.9, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e i
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 11.7 e 11.8 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
Art. 12.
Modifiche all'articolo 81 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 in materia di interventi a
compensazione dei danni da peronospora della vite
1. All'articolo 81 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 è così sostituito:
1. A sostegno delle aziende viticole che hanno subito la
distruzione della coltura a causa di attacchi della peronospora
della vite (plasmopara viticola) avvenuti in Sicilia nel corso del
2007, è previsto un aiuto a compensazione del danno. L'aiuto è
erogato in conformità all'articolo 10 del Regolamento (CE) n.
1857/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato, agli aiuti di
Stato, a favore delle piccole e medie imprese attive nella
produzione di prodotti agricoli e recante modifica del regolamento
(CE) n. 70/2001, pubblicato nella g.u.c.e. L 358 del 16 dicembre
2006. ;
b) i commi 3 e 5 sono abrogati.
L'emendamento 12.1 è ritirato.
Comunico che all'emendamento 12.2, a firma dell'onorevole Oddo che
ne ha preannunciato il ritiro, c'è la riscrittura del Governo, cioè
l'emendamento 12.2.1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Chiedo che il Governo ci spieghi se c'è un'ulteriore
spesa, che cosa sta succedendo, perché mi sembra che ci siano altri
ottomilioni e mezzo di euro che non si comprende, esattamente, a
cosa potrebbero servire. Se il Governo ci vuole spiegare?
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signore Presidente, credo che questa materia sia stata
introdotta in questo disegno di legge, sebbene non ne fosse la sede
idonea, proprio perché avevamo preso un impegno, con l'onorevole
Adamo e con i viticoltori che hanno avuto i danni da questa
malattia della pianta: la peronospora.
L'anno scorso, diciamo nell'ultima finanziaria, abbiamo fatto una
norma che prevedeva 30 milioni di euro all'articolo 81, ma nelle
tabelle della finanziaria, la tabella A, se il presidente Savona
mi ascolta, alla tabella A c'era un accantonamento positivo di
8.829.000 euro. Che cosa significa, presidente Savona? Significa
che teoricamente questi fondi li avevamo messi, praticamente era
un'appostazione fittizia, perché sapevamo che provenivano dalla
valorizzazione del patrimonio di difficile, poi, realizzazione,
praticamente.
Ora, il problema è uno: se questo emendamento aggiuntivo che
abbiamo fatto, e che il Governo ha voluto riscrivere per la terza o
la quarta volta, da un lato mette nuove somme, nuove risorse,
perché nuove risorse mette, caro onorevole Adamo Rischiamo che ci
sia la questione di una copertura finanziaria E' la stessa
questione per cui abbiamo chiesto all'onorevole Panepinto, anche se
per motivi diversi, di ritirare il suo emendamento.
Il rischio, allora, è che, poiché questo emendamento comporterà,
e l'assessore Armao che è qua presente lo potrà confermare o lo
spiegherà, se sto dicendo una cosa errata, un aggravamento di
spesa e cioè comporta una spesa aggiuntiva di 8 milioni e mezzo che
non è prevista in questo disegno di legge che non trova copertura
finanziaria se non i una prossima legge finanziaria.
Onorevole Adamo, non è che qua stiamo facendo la battaglia contro
qualcuno o contro qualcosa. Noi vogliamo dare seguito all'impegno
che abbiamo espresso l'anno scorso o nella finanziaria scorsa con i
viticoltori, ma al contempo non possiamo rischiare che questa norma
vada ad inficiare l'intero articolo 12. L'invito, pertanto, è
quello di ritirare questo emendamento, anche al Governo l'invito è
di farlo ritirare, e, poi, eventualmente riformularlo in
finanziaria perché, nella stessa finanziaria, saranno riformulati
altri articoli che sono stati votati nella finanziaria del 2010 in
assenza di copertura.
All'onorevole Savona, per esempio, ricorderei uno dei tanti,
quello del contributo ai tassisti per il quale abbiamo previsto 5
milioni e 200 mila euro, signor Presidente, e lei, incontrandoli,
ha spiegato opportunamente, qual è stato l'inghippo. Da un lato
abbiamo dato ai tassisti 5 milioni e 200 mila euro soltanto sulla
carta ma perché 3 milioni 550 mila euro erano negli accantonamenti
passivi, frutto di ipotetiche valorizzazioni del patrimonio
immobiliare, alla fine abbiamo riconosciuto appena 1 milione 590
mila euro. Pertanto, così come per i tassisti ma potrei declinare
tanti altri esempi, anche questo, a mio avviso, è un intervento
della prossima finanziaria.
Fermiamoci, quindi, all'approvazione dell'articolo 12 senza
emendamenti, invitando i colleghi, gli onorevoli Oddo, Apprendi,
Gucciardi ed altri ed il Governo a ritirare gli altri perché questo
potrebbe comportare soltanto nocumento all'intera norma e forse
anche all'intera legge.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi non possiamo
parlare di crisi dell'agricoltura e poi, di fronte ad un problema
così concreto, perderci.
Tre anni fa gli agricoltori della Sicilia sono stati colpiti da
questa peronospora. Il Governo nazionale mandò 50 milioni di euro,
il Governo Prodi, opposizione, il sistema burocratico siciliano,
che fu incapace di spenderli, li rimandò indietro. Noi, quindi, ne
abbiamo messi 30: invece che 50, già 30 Quest'anno abbiamo avviato
un iter lungo, complicato e incredibilmente complesso. Lo abbiamo
portato a termine e al momento di pagare si scopre che i 9 milioni
di euro mancano. L'assessore per l'economia è nelle condizioni di
riappostarle e noi finalmente, dopo 5 anni, diamo agli agricoltori
30 milioni di euro invece di 50 e ancora dobbiamo discutere su
questi 9 milioni Ma veramente è una cosa vergognosa Non ci sono
parole E sta diventando una questione ridicola, dai 50 milioni
calcolati i danni siamo arrivati a 30, da 30 i 9 non si sa come,
spariscono
Se andate a leggere gli emendamenti sono bipartisan, sono firmati
da tutti e io veramente chiedo un atto di responsabilità da parte
dell'Assemblea.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori , onorevoli colleghi, io
capisco che il caminetto del PD non è interessato ai problemi
dell'agricoltura, però spero che anche il segretario regionale
onorevole Lupo e io capogruppo onorevole Cracolici si appassionino
ai problemi dell'agricoltura, quanto meno ci provo.
Se poi, signor Presidente, anche l'onorevole Leanza dovesse
appassionarsi ai problemi degli agricoltori siciliani,
probabilmente riusciremmo quanto meno ad articolare un
ragionamento.
Fatta questa premessa, signor Presidente, io ho la necessità per
svolgere compiutamente il mio intervento, di avere in Aula
l'Assessore Armao perché, signor Presidente dell'Assemblea e
onorevoli colleghi il problema posto da questa parte della norma
che stasera stiamo trattando, ha ragione l'onorevole Adamo, è un
problema annoso. Nella finanziaria ultima scorsa che abbiamo
approvato il 30 aprile, erano stati previsti con riferimento al
risarcimento danni per gli agricoltori siciliani, danni appunto da
peronospora, 90 milioni di euro. Questi 90 milioni di euro in
ragione della finanza creativa del Governo regionale nella scorsa
finanziaria si è scoperto essere in realtà essere 30.
Circa un mese fa in ragione di quanto svolto nella Commissione
d'inchiesta che è una sottocommissione della Commissione antimafia,
alla quale mi onoro di far parte sui finanziamenti all'Unione
europea all'agricoltura siciliana, abbiamo ascoltato il grido
d'allarme delle associazioni e delle sigle sindacali
dell'agricoltura che ci hanno spiegato che quei 30 milioni erano
diventati 22.
Ora al di là del dato numerico, ma preoccupato come sono del
fatto, Presidente, che ben 16 mila agricoltori siciliani hanno
fatto richiesta di risarcimento danni per il tema legato appunto
alla peronospora e che questo significherebbe, in ragione dei 22
milioni, dei soli 22 milioni che sono residuati qualcosa come 10-15
mila euro ad agricoltore richiedente ossia nulla rispetto ad
aziende che hanno perso tutto o parte di quello che avevano fatto
nel corso degli anni, io siccome non faccio il tifo se non per i
cittadini e se non per le categorie produttive e gli agricoltori
sono certamente strategici in questo senso.
Desidero chiedere all'Assessore Armao rispetto al dato
sottopostole, se è possibile approvare questa norma ora ed in Aula
perché sarebbe importante per dare una risposta importante a questa
platea e a questo mondo che ci guarda oppure, se ciò non è
possibile, attraverso quale meccanismo, se ad esempio attraverso un
passaggio alla Commissione Bilancio' che il Presidente
dell'Assemblea potrebbe autorizzare a riunirsi in tempo immediato,
o attraverso quale meccanismo se non vi è la copertura.
Se l'Assessore Armao dovesse assicurarci adesso che c'è la
copertura rispetto al dato che viene richiesto, esprimo sin da
adesso il mio voto favorevole e dico che l'Aula ha il dovere di
esprimere voto favorevole rispetto ad un tema che da drammatico
rischiamo, insieme a tanti altri, di trasformare in una
barzelletta.
Assessore Armao ci dica una parola sapiente rispetto al tema
postole perché rispetto a quello che ci dirà, l'Aula ha il dovere
adesso di determinarsi.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei ripetere
cose che, sostanzialmente, ha già sentito dall'onorevole Cordaro e
che condivido.
Quest'Aula ha deliberato, nell'ambito della finanziaria 2010,
all'articolo 80 di porre finalmente rimedio alla questione
riguardante i danni provocati dalla peronospora nel 2007.
Ricordo a tutti che di 50 milioni che allora il vituperato Governo
Prodi apportò per affrontare il problema della peronospora in
Sicilia, sostanzialmente, tolti di mezzo quei 50 milioni,
recuperati con uno specifico emendamento in finanziaria nazionale
sei milioni e mezzo, alla Regione non è stato trasferito nemmeno un
euro.
La norma che comunque abbiamo fatto in quest'Aula, l'articolo 80
della legge finanziaria 2010 dice trenta milioni per affrontare la
questione legata ai danni provocati dalla peronospora'.
L'Assessore ci spiegherà perché noi comunque abbiamo oggi, di
fatto, una disponibilità di 21.172 milioni a fronte di una
decisione di quest'Aula che era di trenta milioni.
Cifra che, peraltro, non permetterà di pagare a tutti i danni
provocati dalla peronospora.
Un emendamento studiato in questa maniera, con il classico sistema
compensativo che non aggiunge ulteriori risorse, fa venire il
dubbio che se qualcuno pensasse di attingere sempre all'articolo
80, commi 2 e 3, non si attiva il fondo di solidarietà per
l'agricoltura perché il 2010 volge al termine, il terzo comma che
riguarda interventi legati al settore agricolo, non vorrei che
qualcuno pensasse di prendere quei soldi e destinarli altrove.
L'emendamento a compensazione, onorevole Mancuso, è un emendamento
che non solo non prevede nuova spesa, perché è in compensazione
rispetto a quell'articolo 80, ma permette di onorare ciò che l'Aula
ha deliberato: i trenta milioni.
L'Assessore spiegherà perché ne abbiamo 21.172, non lo posso
spiegare io
Mi sembra onesto, da parte nostra, onorare ciò su cui ci siamo
pronunciati con un voto unanime perché sull'articolo 80 c'è stato
un voto unanime di quest'Aula.
A prescindere, quindi, dalle forme - che non condivido - dei
piedini di turno magari anche da parte mia, per vivere un minuto di
gloria, penso sia necessario da parte nostra di rendere giustizia a
ciò che sostanzialmente abbiamo deciso in altri momenti con
discussioni appropriate, con passione politica e con convinzione.
Per quanto mi concerne sta bene la discussione del Governo,
nessuno vuole primogeniture ma penso sia un atto assolutamente
ragionevole e che non sfora quello che è l'accordo raggiunto ossia
intervenire per risolvere finalmente la questione che riguarda il
pagamento, ristoro dei danni legati alla peronospora.
Faccio notare un'altra cosa, onorevoli colleghi, se facciamo finta
di niente e - da questo punto di vista ci possiamo inventare
qualsiasi cosa - con quella posta finanziaria noi abbatteremo di
molto quel tanto che dobbiamo a coloro che hanno subito i danni,
facendo secondo me una figura non di una Assemblea seria di una
Regione seria, ma di qualcosa che coinvolgerà tutti. Perché ne
decidiamo una, ne facciamo un'altra e quando poi dobbiamo
evidentemente riparare non siamo nemmeno in grado di riparare
perché si innescano altri meccanismi.
Non credo che sia assolutamente possibile, da questo punto di
vista, né degno di quest'Aula, né degno di ogni singolo deputato
che siede su questi scranni.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, lei stasera mi deve aiutare perché è
rimasto l'ultimo baluardo della democrazia in questo Parlamento. E
io richiamo, perché mio malgrado sono stato presente alle riunioni
di Conferenza dei capigruppo, a quella che è la storia di questo
articolo. Se non ricordo male, in due Conferenze dei capigruppo ci
è stato detto che si doveva inserire anche se fuori dalla logica
della finestra legislativa un articolo che riguardava
l'impossibilità di attivare la contribuzione per il settore
vitivinicolo in quanto c'era stato un errore materiale-tecnico;
dovevamo aggiustare una parola; dovevamo dare una interpretazione
autentica.
Ricordo bene signor Presidente? Rispetto a tutto questo noi
abbiamo acconsentito anche se leggendo la norma che è quella del
testo principale che non era un vero e proprio aggiustamento
tecnico, era una norma che variava un'altra norma. E fin qua ci
siamo. Anzi noi ribadiamo l'impegno preso in Conferenza dei
capigruppo e quella norma che ha presentato l'onorevole Giulia
Adamo noi siamo d'accordo. Qui stiamo parlando di un'altra cosa.
Stiamo parlando di un emendamento. Di che cosa vi siete accorti
dopo? Questo è il problema, che ve ne siete accorti dopo, che la
procedura adottata nel corso della finanziaria 2009 aveva assegnato
- con l'articolo 80 e 81 della legge n. 11 - 30 milioni per questo
problema, attinti a diversi fondi, a diversi capitoli.
Oggi sembrerebbe che quei 30 milioni non ci sono più. Ce ne sono
un po' di meno. E signor Presidente, cosa ci possiamo fare? Noi
proprio dell'opposizione che non abbiamo fatto nessuna attività di
governo, di scelta, ma cosa ci possiamo fare onorevole Adamo? Ma
più di darle disponibilità a dire sì ad una norma che condividiamo,
ma cosa ci possiamo fare se 9 milioni di euro il Governo li ha
spesi? Vuole dire che ha fatto altre scelte, vuole dire che ne sono
rimasti 21 milioni di euro, vuol dire che questa norma deve
continuare così come ha voluto il Governo e nessuno di quest'Aula.
Quindi, rispetto a questo, noi non abbiamo assolutamente non solo
la responsabilità e non ce ne vogliamo assumere perché vorremmo
capire qual è il decreto emesso da qualche dirigente generale che
ha assegnato e a chi questi 9 milioni di euro, togliendoli da
quella che era la finalità della legge, che rileggendola, lascia
dubbi interpretativi, quindi immagino che sono stati allocati nel
posto giusto e anche nel modo giusto.
Rispetto a questo, signor Presidente, invito intanto l'onorevole
Giulia Adamo e il Governo a ritirare questo emendamento; ci
impegniamo in finanziaria.
ADAMO. No
MANCUSO. Ma vi spiego anche perché. No è una parola, possiamo
stare qua tutta la notte, vi diciamo perché in finanziaria, perché
in finanziaria c'è una volontà politica che condividiamo. Oggi c'è
una sanatoria che noi non solo non condividiamo, signor
Presidente, è inammissibile questo emendamento Perché questo
emendamento è una variazione apportata a quelli che erano dei
fondi, come è stato detto in questa Aula, per un fine e che non
stati utilizzati per quel fine.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ho la
sensazione che quello che a volte qualche amico ci sussurra fuori
da questa Aula e cioè che le pareti del palazzo sono così spesse,
che le sofferenze che sono all'esterno non vengono percepite da chi
abitualmente abita questo Palazzo e queste stanze, purtroppo
risponde a verità.
A prescindere dai tecnicismi e da quanto si possa dire su questo
emendamento, il Parlamento della Regione siciliana, tra il 30
aprile e il 1 maggio di questo anno, ha votato l'articolo 80 e ha
promesso con la sacralità che le istituzioni parlamentari
comportano, ai cittadini siciliani e agli agricoltori siciliani
sofferenti e disincantati, consentitemi, rispetto a ciò che questo
Parlamento ha prodotto dal 2007 ad oggi, ad un problema che ha
causato ferite troppo gravi e troppo pesanti ad una fascia di
popolazione così ampia che io ho detto più volte insieme a tanti
miei colleghi parlamentari della mia provincia e non solo, rischia
di creare, signor Presidente, onorevole colleghi e Governo, una
frattura sociale dalle conseguenze difficilmente immaginabili e
soprattutto dalla conseguenze difficilmente riparabili.
E allora, aver promesso qualcosa con una legge pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, come è bene hanno detto
i colleghi che mi hanno preceduto, e non rispettare quell'impegno
oggi da parte del Parlamento siciliano, significherebbe davvero non
avere più la legittimazione morale a parlare ai cittadini che
stanno fuori da questa Aula e non avere più probabilmente la
legittimazione morale e istituzionale a sedere sui banchi di questo
Parlamento.
E allora ciò che il Parlamento ha promesso, ha votato e deliberato
e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, oggi
ripari senza nascondersi dietro tecnicismi, ma dando agli
agricoltori siciliani quello che già il Parlamento ha dato l'1
maggio di quest'anno.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo perché
francamente in una materia come quella che ci occupa, quella del
precariato, della stabilizzazione, occuparci adesso di una materia
assolutamente distinta e, se volete, anche distante a rispetto a
quella della stabilizzazione del lavoro di tante persone e sono
anche io molto compiaciuto del fatto che lo sforzo che l'Assemblea,
che tutti quanti si è fatto di operare la stabilizzazione anche per
il personale da tempo strutturalmente impegnato negli enti locali,
oggi può diventare finalmente cosa concreta senza che continui
questa differenza di categoria tra il precario della Regione
rispetto al precario degli enti locali e come sa molto bene
l'Assessore Piraino, troppi enti locali hanno vissuto anche in
termini di servizio e di attività amministrativa, grazie al
personale precario, ecco, in una materia così importante che ci
pare oggi abbia la possibilità di vedere finalmente la luce e la
stabilizzazione definitiva, tanto attesa e tanto voluta anche da
noi di Forza del Sud; francamente, devo dire che sono molto
sorpreso di dovermi occupare di una materia che era stata già
trattata qualche mese addietro nel corso della scorsa finanziaria
quando - molti onorevoli ricorderanno, in modo particolare, la
collega Giulia Adamo, il collega Toni Scilla, il collega Camillo
Oddo e tanti altri che si occuparono di queste questioni -, quando
apportammo all'interno della finanziaria risorse per un pacchetto
di iniziative che aveva riguardo, innanzitutto, proprio la
peronospora e con una somma importante, circa 30 milioni di euro.
Oggi si parla di un emendamento di 8 milioni e mezzo, due milioni
e mezzo attinti da una voce, 6 milioni da un'altra voce e la
domanda, a questo punto, non può che essere ma dove sono finiti i
30 che erano previsti e che sono stati legiferati da questa Aula,
vistati da questa Aula, approvati da questa Aula? Dove sono finite
le risorse dell'articolo 16 della precedente finanziaria quella
relativa alle scorte?
Molti ricorderanno che in questa Aula su una somma di 50 milioni
venne operata una distinzione di spesa: 12 milioni e mezzo vennero
stanziati per l'acquisto di agrumi, cosa che venne fatta, ha
ingenerato anche qualche altra ragione di polemica, ma so e ne sono
compiaciuto che tutto sia stato definito e risolto. Le arance sono
state vendute, il centro di raccolta ora, ormai, ha definito anche
l'incasso di queste somme e i restanti 37 milioni e mezzo di euro
vennero assegnati proprio alle scorte per gli agricoltori.
Anche in questo caso, per quello che mi è dato sapere - ma vorrei
che eventualmente il Governo potesse verificare - soltanto 11
milioni di quei 37 milioni e 500 mila euro sono stati impegnati. E
gli altri? Mi si dice che sono rimasti bloccati, avvinti o attinti
ad una voce di patto di stabilità.
Non vorrei, ribadisco, che in una qualunque normativa poi
dovessimo ancora trattare anche delle altre somme che attengono
all'aggregazione delle cantine, che attengono alle risorse sulla
una tantum che atteneva, per esempio, a tutte le misure connesse
all'agricoltura per le varie voci dell'Enoteca regionale, per le
varie voci del gasolio.
La preoccupazione, a questo punto, onorevole Adamo, è questa: che
somme che sono state approvate regolarmente da questa Assemblea,
che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale con determinati
importi poi alla fine sono somme che non ci sono e, allora, è
evidente, a questo punto, che non può non esserci un favore nei
confronti di una soluzione di queste questioni ma la questione,
però, oggi, è la punta dell'iceberg, non può essere soltanto quella
che ha avanzato l'onorevole Adamo con la peronospora.
La questione riguarda tutte le materie che attengono
all'agricoltura, che sono state approvate, che hanno avuto risorse,
che hanno avuto soldi, che sono state pubblicate e che oggi pare
non essere più presenti come copertura finanziaria a vantaggio di
un settore che è straordinariamente in crisi e che maggiormente
dovrebbe essere garantito, aiutato ed assistito.
Pertanto, signor Presidente, amici della Commissione, Governo, io
chiedo che insieme alla preoccupazione, che è stata avanzata con
questo articolo, sia questa anche l'occasione per verificare che
fine hanno fatto tutte le risorse di quel pacchetto agricoltura che
vennero approvate e che oggi, partendo da quella della peronospora,
stiamo comprendendo non essere più vera somma a vantaggio
dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo ha ritirato l'emendamento
12.2.1. L'Assemblea ne prende atto.
Rimane pertanto in vita l'emendamento 12.12 degli onorevoli Oddo
ed altri al quale dichiarano di apporre la firma gli onorevoli
Adamo, Cordaro, Musotto e Ruggirello.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevole colleghi, noi ormai da
qualche tempo assistiamo in quest'Aula ad interventi di supporto
per provvedimenti che in maniera del tutto inusuale e del tutto
incomprensibile adotta il Governo.
Confermo, intanto, che l'impegno era stato preso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per cercare di porre rimedio a
questo problema, ma non è questo il problema che si è posto oggi in
Aula parlando, appunto, della peronospora. Il vero problema che
oggi si pone in Aula è un altro.
Sono d'accordo con quanto dice l'onorevole Gucciardi che c'è un
impegno preso da onorare e questo Parlamento non deve essere sordo
a ciò che avviene fuori.
Ma lei ha sbagliato bersaglio, onorevole Gucciardi, perché ormai,
come lei ben sa, questo Parlamento è costretto continuamente a
porre rimedio agli errori che fa un altro palazzo.
Siamo in presenza di un Parlamento che legifera e le cui leggi
pubblicate sulla Gazzetta ufficiale, le porterò ora un altro
esempio, non solo non trovano applicazione, vengono disattese, ma
le somme o le finalità messe a carico di quelle leggi vengono
sviate arbitrariamente dal Governo.
Qui dobbiamo porci un problema, signor Presidente. Il problema che
ci dobbiamo porre e che io porrò all'attenzione dei prossimi giorni
è come fare a tutelare e a salvaguardare la volontà del Parlamento
tradotto in legge, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, che ormai
troppo spesso è carta straccia in quanto non viene dato seguito a
quanto previsto da norme approvate da questo Parlamento.
Vi faccio un ultimo esempio: sappiamo tutti la crisi gravissima in
cui si dibattono gli artigiani e l'artigianato in Sicilia. Sappiamo
bene che molti di essi, se non la maggior parte, rischiano di
perdere i loro capannoni con il rischio che gli vengano sequestrati
perché non possono pagare la rata del mutuo.
Questo Parlamento interviene all'unanimità con una norma che
prevedeva appunto di intervenire per i debiti delle imprese
artigiane, per l'azzeramento dei debiti delle imprese artigiane.
Bene, dal maggio scorso, da quando è stata approvata la norma che
affidava alla CRIAS la possibilità di creare un fondo in aiuto agli
artigiani, il Governo non ha fatto nulla, è bastava un semplice
decreto.
Addirittura, all'Assessorato, l'Assessore non conosce neppure la
materia, non sa neppure che c'era la legge.
Ora siamo in presenza anche qui, oggi, con la peronospora; è mai
possibile e pensabile che il Parlamento approvi una norma e stanzi
una cifra e poi, arbitrariamente, questa cifra viene spostata per
altri fini?
Questa è cattiva amministrazione o è qualcos'altro, o è
sanzionabile?
E se questo lo riportiamo sui vari capitoli del bilancio della
Regione cosa ne esce fuori? Quante manovre non autorizzate sono
state fatte? Quanti buchi verranno a galla? Quanti disastri
emergeranno?
Se è possibile perseguire l'approvazione di questa norma,
rispettando la normativa, anche il Regolamento interno
dell'Assemblea, facciamolo perché è un impegno preso dalla
Conferenza dei Capigruppo e segue ad un impegno della finanziaria
precedente.
Se ci sono problemi ostativi stiamo attenti ma se è possibile
farlo, rispettando i regolamenti, facciamolo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
qualcosa ma certamente i colleghi me lo impediscono.
Ho voluto intervenire perché pochi minuti fa da questo banco o da
questo pulpito, è intervenuto l'ex assessore all'agricoltura,
onorevole Bufardeci.
Io sono allarmato perché l'assessore Bufardeci, forse i colleghi
non lo hanno sentito perché sono impegnati in altre cose, ha detto
chiaramente che lui non capisce; non capisce lui, figuriamoci noi
se lo possiamo comprendere, non capisce dove sono i soldi che oggi
si vogliono riprendere perché manchevoli.
Qua c'è un problema: o è stato sbagliato l'articolo di legge
quando si è data la copertura di trenta milioni di euro nella
finanziaria o, è inutile che ci giriamo attorno, qualcuno si è
preso questi soldi, signor Presidente e in che modo non l'ho
capito.
Qualcuno se li è presi. Allora, due sono le cose: o si capisce
dove sono andati questi otto milioni e mezzo che qui si tenta di
rimettere in quel capitolo, altrimenti, si chiarisca o qualcuno
deve dirci se il bando che l'assessore Bufardeci aveva già fatto, a
questo punto, era un bando senza la copertura economica.
E' grave questo, perché lo sa come si chiama? Si chiamavano
assegni in bianco o scoperti. L'assegno in bianco o scoperto che
sia è una cosa molto seria perché su questo tema, non so se
Bufardeci lo ha detto, ma certamente lo ha detto, che non sa come
mai questi soldi non ci siano. I soldi c'erano e sono stati deviati
per altri fini.
Qualcuno ha fatto una variazione. Non lo so se lo ha fatto
l'assessore Armao, ma penso di no perché non lo sa neanche lui.
L'assessore nuovo all'agricoltura, non abbiamo neanche il piacere
di conoscerlo, in Aula non è mai venuto. Qualcuno dovrebbe spiegare
il perché dei trenta milioni di euro che erano previsti - ed ha
ragione l'onorevole Adamo - una parte di questi soldi sono andati
via. Prova ne è che con questo emendamento si tenta di coprire,
quindi, si tenta di fare una variazione di bilancio, in sintesi.
Signor Presidente, sa quanti altri problemi potrei porle qui, dove
mancano coperture economiche della legge finanziaria dell'altro
anno che non si sono spese ancora oggi? Gliene potrei citare a non
finire.
Io mi pongo un dubbio, signor Presidente ed è un quesito che
rivolgo a lei: prima di tutto, questo emendamento, con molta
franchezza, è accoglibile in Aula, non avendo avuto il parere della
seconda commissione? Questo è il primo punto. Il secondo, e questa
è la cosa più importante, se è accoglibile questo, io credo che, a
questo punto, non era l'impegno, come qualcuno ha detto, di
sistemare una norma tecnica, ma qui si sta facendo una copertura
economica, una variazione di bilancio di ben altra cosa.
Per cui, forse, sarebbe bene che l'assessore Armao, fortunatamente
qui presente, verificasse dove e come sono stati tolti questi soldi
a questo capitolo. E' inutile che noi ci poniamo ora un problema
che non possiamo risolvere.
Signor Presidente, questa norma non è stata approvata in
commissione bilancio. Se il Governo aveva questa grande attenzione
per questa norma, non la doveva presentare in Aula, all'ultimo
momento - prova ne è che l'ha ritirata - ma in seconda commissione,
dava la copertura economica e, quindi, avrebbe specificato il
perché riprendeva questi soldi perché gli altri li aveva spesi per
altre cose.
Quindi, credo che le regole vadano rispettate a 360 gradi, non si
possono usare due pesi e due misure. Se per questa norma,
interessante che sia, c'è stato qualche ammanco e qualcuno ha tolto
queste risorse a quell'articolo della finanziaria, che risponda,
signor presidente, perché lo stesso assessore Bufardeci non sa dove
sono, quindi, pensi un po' se lo può sapere lei, se lo posso sapere
io o se lo può sapere l'Aula.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
prendendo spunto dalla vicenda della peronospora per anticipare che
presenterò, nei prossimi giorni, nelle prossime ore, una mozione
per la costituzione di una Commissione di inchiesta e spiego
perché: non tanto perché parliamo di questo argomento del quale,
obiettivamente, non se ne può più perché parliamo di peronospora da
due anni, perché ad ogni strumento finanziario parliamo di
peronospora, negli ultimi due mesi, ad ogni riunione di Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, con la presenza del
Governo, a partire dal Presidente della Regione a molti altri
componenti del Governo, ogni volta, è nato il problema della
peronospora che è stato rassicurato da tutti i rappresentanti del
Governo che hanno partecipato alla Conferenza dei Presidente dei
Gruppi parlamentari.
Avevamo, addirittura, predisposto una leggina che poi è stata
ritirata per problemi di finestra nella sessione di bilancio, ce la
ritroviamo con un emendamento nel corpo di una legge che non ha
nulla a che vedere con la peronospora e, comunque, non se ne può
più.
Se noi parlassimo - e questa è la giustificazione principale,
assieme ad un'altra - della necessità di una Commissione di
inchiesta parlamentare, se noi parlassimo in termini di società di
capitali, di società private - chiamo a conferma l'avvocato Armao e
il professore Piraino - guardate che questo sarebbe argomento di
falso in bilancio perché noi ci troviamo di fronte ad un caso in
cui il bilancio di una società, il bilancio di una Regione è stato
sostanzialmente falsificato, svuotato di contenuto con atti
amministrativi e, se fosse solo questo il caso, potrebbe essere uno
sbaglio, potremmo capire la posizione esterrefatta dell'ex
assessore Bufardeci; ma non è così perché noi abbiamo piena
coscienza che, con atti amministrativi, il bilancio e la
finanziaria del 2010 sono stati stravolti, con atti amministrativi,
capitoli di bilancio che erano stati approvati da quest'Aula, sono
stati dimezzati, sono stati ridotti di 2/3, poi, per bontà del
Presidente della Regione, si è ripristinato il capitolo o si è
riaumentato.
Questa è una gestione casalinga che non si può prevedere neanche
per il più piccolo paese di questa nostra martoriata Sicilia.
Nessun comune, il più piccolo, si permetterebbe di fare questi
giochetti di bilancio.
Ma non è solo un problema di bilancio; con atti amministrativi
questo Governo ha svuotato leggi intere approvate da questo
Parlamento.
Faccio un esempio per tutti: la Sanità, la tanto beatificata
Sanità.
Ma la Sanità di oggi è la Sanità che ha votato quest'Aula con la
legge numero 5 del 2009?
Proprio per niente
L'Assessore per la Salute, con proprie circolari, con propri
provvedimenti amministrativi, ha realizzato una Sanità diversa da
quella che, quest'Aula, ha voluto.
Pertanto, la necessità di una Commissione di inchiesta diventa
imperativa ecco perché, anticipo, a nome del gruppo del PID che,
nelle prossime ore, depositeremo una mozione per la costituzione di
una Commissione di inchiesta che vada a verificare cosa è successo
nel bilancio 2010 e vada a verificare se, con atti amministrativi,
leggi che sono state assunte da questo Parlamento sono state
modificate e vanificate con provvedimenti amministrativi.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere un
apprezzamento verso tutto il Parlamento e, quindi, anche verso il
suo ruolo di Presidente di questo Parlamento per la sua sensibilità
nell'affrontare i tanti articoli di questa legge per i precari.
E' un giorno intero che siamo qui, oltre al lavoro fatto la
settimana scorsa, oltre al lavoro fatto nelle commissioni di
competenza, prima nella commissione lavoro e poi nella commissione
bilancio. Alla fine, stiamo qui occupando uno spazio che,
certamente, è tolto all'interesse ed alle attese che tanti
lavoratori precari hanno nel vedere approvata questa legge.
Signor Presidente, mi permetto di darle un suggerimento: visto e
considerato che questo disegno di legge è il primo che il governo
Lombardo presenta dopo tre mesi in quest'Aula, visto che questo
Governo dei tecnici è un governo che doveva affrontare le riforme
di questa Regione siciliana per soddisfare le attese e l'interesse
di tutti i siciliani, considerato che questo disegno di legge, a
differenza di quello che sosteneva il collega Leanza, è un disegno
di legge di iniziativa governativa, presentato dal governatore,
onorevole Raffaele Lombardo, che non è presente in quest'Aula, qui,
ci sono tre assessori che rappresentano il Governo, ma che,
purtroppo, al di là di qualche parola, non possono votare per
sostenere questo disegno di legge.
Signor Presidente, allora, vorrei che lei telefonasse al
presidente Lombardo.
Non so se è tornato da Roma, dispiaciuto, con le lacrime agli
occhi, non lo so se, certamente, perdendo qualche senatore, avendo
capito che, finalmente, aveva imboccato una strada che non aveva
uscita, di questo terzo polo, di questa situazione politica che,
certamente, oggi, lo fa piangere sul latte versato , di venire in
Aula perché è giusto che lui dia il suo contributo. Almeno lui, lui
solo può, come Governo, votare questo disegno di legge.
Se è possibile, magari, rinviamo di mezz'ora, un quarto d'ora, per
dargli la possibilità di venire da Palazzo d'Orleans in questo
Parlamento, perché è giusto che si assuma le responsabilità. Visto
e considerato che, tra l'altro, il disegno di legge che ha
presentato è stato trasformato dal suo Governo, dagli emendamenti
che sono stati fatti, venga qui il presidente Lombardo a sostenere
questo disegno di legge.
Se è ancora a Roma, che piange, magari, se può tornare domani
mattina, possiamo rinviare il voto dell'Aula, perché è giusto che
sia qui e che, finalmente, approvi il primo disegno di legge che il
suo Governo ha fatto dopo tre mesi.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io, vedendo
questo disegno di legge che parla di precari, di stabilizzazione
dei precari degli enti locali, vedendo l'articolo 12 che parla
della peronospora, mi interrogo e vorrei capire cosa c'entra.
Assessore Armao, mi segua, stiamo parlando di cose importanti.
Questo Governo regionale, se è convinto di voler mortificare il
Parlamento ha sbagliato strada perché quello che si sta verificando
è un attacco alle prerogative di ogni parlamentare.
Qualche mese fa, abbiamo votato una finanziaria regionale nella
quale è stato votato in maniera chiara che 30 milioni di euro
dovevano essere destinati al settore della viticoltura, per quanto
riguarda la compensazione per la perdita dovuta alla peronospora.
Oggi, in bilancio, ne troviamo circa 22 milioni, chi dice 21, chi
23. Qualcuno dice che possa trattarsi di un errore ma non lo è
perché io ricordo di avere votato, assieme ai mie colleghi, in Aula
per quanto concerne la pesca, e l'attuale assessore Sparma, allora
direttore generale del Dipartimento Pesca, ben 5 milioni di euro,
onorevole Savona, per quanto riguarda il rimborso dovuto al caro
gasolio. Oggi, in bilancio, ce ne sono 1 milione e 500.
Sempre per quanto riguarda l'agricoltura, ha detto bene poco fa,
l'ex assessore Bufardeci, abbiamo votato, abbiamo stanziato ben 37
milioni di euro per le scorte e mi pare che sono stati impegnati 11
milioni di euro. Assessore Armao, voi non siete i padroni della
Sicilia, voi dovete soltanto amministrare per cercare di dare delle
risposte vere a settori che sono importanti e fondamentali
E' vero che questo articolo non c'entra nulla con questo disegno
di legge perché dobbiamo occuparci di altre cose, ma non posso
accettare il ragionamento fatto dal mio collega, onorevole Cordaro,
che per cercare di andare avanti ha detto: Crediamo ad un impegno
di questo Governo e li metteremo nella prossima finanziaria .
Basta Chiamate il Presidente della Regione, che venga in Aula
perché mi deve spiegare per quale dannata ragione, quando c'è stata
la possibilità di utilizzare 30 milioni di euro per comprare le
arance, in una zona a lui molto cara, proprio la zona del catanese,
quei 30 milioni di euro si sono trovati.
Assessore Armao, parliamo di cose serie, per quanto ci riguarda o,
almeno, per quanto mi riguarda, se non c'è la copertura
finanziaria, agli agricoltori, ai viticoltori, sono disposto a fare
qualsiasi cosa perché noi non possiamo da due anni ingannare
un'intera categoria.
Siccome lei, assessore Armao, è l'attuale assessore per
l'economia, lei deve fare quadrare i conti, deve prendere l'impegno
reale, oggi stesso, di dare la copertura finanziaria a questo
articolo, perché non siete più un Governo che merita fiducia e
rispetto perché volete farci fare la guerra fra i poveri .
Quindi, siccome per me ed il mio Gruppo i settori economici della
nostra Isola - pesca, agricoltura, artigianato, settori edili -
sono i veri polmoni vitali della nostra Isola, quindi, quando
affronterete la finanziaria, quando utilizzerete i soldi, fate in
modo di rispettare questi settori.
Non so qual è la posizione del Governo è, però, importante per il
prosieguo di questi lavori, sentire l'assessore perché, ancora una
volta, non possiamo avere fiducia in chi, qualche mese fa, ha
stanziato 30 milioni di euro e, oggi, in bilancio ne lascia
soltanto 22 milioni.
Noi non possiamo andare nel nostro territorio a raccontare che
nella prossima finanziaria, eventualmente, metteremo questa
differenza.
Concludendo, vorrei dire un'altra cosa: siamo stati a Bruxelles
con la collega, onorevole Adamo, e i funzionari a Bruxelles hanno
detto chiaramente che, per quanto concerne l'attuazione di questa
misura comunitaria, si può tranquillamente utilizzare l'articolo 10
del Regolamento numero 1857 del 2006. Non capisco per quale
dannata ragione, oggi, in Aula, abbiamo questo articolo che deve
chiarire che cosa, quando già gli uffici di Bruxelles Onorevole
Adamo, era con me a Bruxelles? C'era con noi il direttore generale,
la dottoressa Barresi?
E' evidente che vogliono prendere in giro e che vogliono ingannare
un intero settore, un intero comparto e vogliono danneggiare
un'intera provincia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei fare il punto della
situazione, perché ci stiamo perdendo.
Vorrei ricordare al Parlamento che, dal mese di ottobre, siamo
impegnati nella sessione di bilancio per l'esame dei documenti
finanziari. Inoltre, qualche settimana fa, in Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo stabilito all'unanimità
di aprire una finestra legislativa per approvare la legge sui
precari della Regione, dove avremmo inserito anche un articolo con
cui si predisponeva un percorso di stabilizzazione del personale.
Dopo di che, in Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari,
su insistenza di alcuni Gruppi parlamentari, abbiamo inserito una
norma che riguardava la peronospora. Io non sono un baluardo, come
qualcuno mi ha chiamato poco fa, sono semplicemente uno che ha
buona memoria, anche perché peso 70 chili e sono troppo leggero per
fare il baluardo. Ripeto, abbiamo inserito in un unico disegno di
legge anche la norma che riguardava la peronospora perché, come
tutti ricorderete, nell'ultima finanziaria avevamo approvato un
articolo di bilancio che stanziava 30 milioni di euro per i
viticoltori che avevano subito questi danni, contributo che poi non
è stato possibile erogare perché la Comunità europea ha eccepito
che la norma era scritta male e quindi si rendeva necessaria una
riscrittura della stessa.
Bene, quella norma è stata riscritta, ed è l'articolo 12 del
disegno di legge. All'articolo 12, come a tutti gli articoli di
questo disegno di legge, sono stati presentati degli emendamenti,
tra cui l'emendamento 12.2 dell'onorevole Oddo, di cui stiamo
discutendo. Tale emendamento ha un contenuto leggermente diverso da
quello di cui avevamo discusso in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, dove era stato stabilito di riscrivere
semplicemente l'articolo 80 della finanziaria, mentre in questo
emendamenti vi sono contenuti finanziari.
La Presidenza ha ammesso la discussione dell'emendamento, tenuto
conto che il Parlamento ha già deliberato in finanziaria
sull'argomento; però, vista l'atmosfera che si è venuta a creare in
Aula, che non è un'atmosfera serena e tranquilla, forse è il caso
di rivedere la decisione. Ricordo, tra l'altro, che c'è ancora da
esaminare tutta una serie di emendamenti aggiuntivi, che saranno
abbastanza complessi.
Pertanto, o la discussione sull'articolo 12 si completa
velocemente, oppure la Presidenza prenderà una decisione autonoma.
Vorrei che si cominciassero a guardare le cose per come sono,
evitando di mandare a monte una legge che ormai abbiamo portato in
porto e che ha bisogno semplicemente delle ultime definizioni.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura
deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 21.03, è ripresa alle ore 22.08)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
645/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo, che
si è appena riunita, ha deciso a maggioranza di dare mandato alla
Presidenza di stralciare tutti gli emendamenti aggiuntivi tranne
l'emendamento A5.2. Quindi, sostanzialmente, di fermarci
all'articolo 12 dopo avere approvato l'emendamento 12.2 e
l'emendamento aggiuntivo del Governo A5.2, che destina le risorse
alle riserve per gli stipendi di questi ultimi mesi dell'anno.
La decisione, essendo stata raggiunta a maggioranza e non
all'unanimità, deve essere messa ai voti dal Parlamento.
Possono parlare un deputato a favore e uno contro la proposta.
CORDARO. Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta
riteniamo che il percorso, che era stato studiato per pervenire ad
una soluzione che potesse fare giustizia rispetto ad alcune
categorie di precari siciliani, viene sprecato sull'altare di una
maggioranza che non ha a cuore quelli che sono i destini di molte
famiglie siciliane.
Il Gruppo che ho l'onore di rappresentare, il Gruppo dei Popolari
per l'Italia di Domani, prende atto con amarezza di essere rimasto
da solo a difendere tutta una categoria di donne e uomini che
evidentemente non sono considerati meritevoli di attenzione, da
parte della maggioranza di questo Parlamento e da parte di questo
Governo, sordo alle esigenze reali della Sicilia e del precariato
siciliano.
Ritenevamo e riteniamo che lavoratori come gli ex Ciapisti, come
coloro che hanno lavorato alla SPO, come i cosiddetti lavoratori
della legge 331, come i precari dell'Arpa, e come tante altre
categorie, potessero e dovessero avere, potranno e dovranno avere,
la stessa dignità di tutti i lavoratori che, invece, con questo
disegno di legge spot la maggioranza ha deciso di prendere in
considerazione.
Sappiamo che la democrazia ha delle regole ferree e le accettiamo;
però, non ci resta altro che votare contro questa decisione della
Conferenza dei Capigruppo continuando, per parte nostra, ad
assumere quegli impegni che un Partito come il nostro, che guarda
al sociale e guarda ai bisogni reali della gente, continuerà a
portare avanti nella speranza che un giorno anche questo Governo e
anche questa maggioranza potranno considerare tutti i giovani
siciliani uguali, e non frutto di un esame assolutamente
soggettivo, distinguendoli in figli da aiutare e figliastri da
abbandonare.
MUSOTTO. Chiedo di parlare a favore della proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi fa molto
piacere dovere intervenire, perché questo disegno di legge non mi
ha mai entusiasmato, perché rappresenta una macchia nera per una
classe dirigente della Regione siciliana che, di fronte al dramma,
alla tragedia della disoccupazione, della fame ha dato soltanto una
risposta precaria. E l'ha data commettendo tantissime ingiustizie.
Ha creato percorsi privilegiati per dei giovani rispetto ad altri
che non avevano amicizie, che non conoscevano il potente di turno,
che non avevano la capacità di inserirsi con raccomandazioni che
poi andavano ad ingrossare clientele, con voti che hanno costruito
la fortuna di alcuni personaggi delle classi dirigenti siciliane.
Quindi, una legge profondamente iniqua rispetto a tantissimi
giovani che hanno grandi meriti, che non hanno più fatto concorsi,
che sono stati mortificati nel loro studio, nella loro voglia di
emergere solo esclusivamente attraverso il merito.
Detto questo, si è creata una massa di gente che ha bisogni, che
ha esigenze, che ha vissuto e continua a vivere la tragedia del
precariato di fronte alla quale tutti noi, signor Presidente, non
possiamo nasconderci. E' un momento difficile per tutti. Di fronte
a chi ha bisogno del lavoro, noi dobbiamo agire. Mai levare il pane
a nessuno Mai licenziare nessuno Questo fa parte del mio modo di
comportarmi, della mia storia, del mio impegno politico. Durante la
mia esperienza alla Provincia ho trovato precari. Li ho
stabilizzati e sono stato l'unico a farlo. E non li avevo assunti
io per crearmi clientele a favore personale, ma l'ho fatto per
tagliare una volta per tutte il dramma del precariato.
Oggi non c'è nessuno che vuole bloccare l'esigenza, la fame di
stabilizzazione di tanti soggetti, ma c'è una esigenza
fondamentale, e entro stasera necessariamente noi dobbiamo prendere
una decisione ed emanare una legge che dia una risposta a tutti i
lavoratori che sono in regime transitorio con la Regione siciliana.
E qualsiasi altra decisione prenderemo, se cominciamo ad aprire
altri scenari, ad ampliare la platea, questo disegno di legge non
diventerà mai legge della Regione siciliana.
Quindi, di fronte a questa necessità drammatica, noi non possiamo
che assumerci la responsabilità con l'impegno certo e sicuro da
parte di tutti, da parte del Gruppo che rappresento e, credo,
certamente anche del Governo, che gli altri problemi, gli altri
drammi, le altre tragedie che sono presenti nel territorio,
dovranno trovare una risposta, tenendo conto delle esigenze, della
situazione, e del contesto finanziario della Regione siciliana.
Responsabilmente bisogna dare risposte serie, senza promettere e
soprattutto senza approfittare del bisogno della gente.
Nel momento in cui si va a votare, il precariato è sempre servito
per sfruttare il bisogno, la necessità della gente e nel momento in
cui c'erano contesti elettorali si prometteva a questa gente di
aumentare il precariato e di stabilizzarlo per tenerli sempre sulla
corda.
Quindi, ci assumiamo la responsabilità di prendere questa
decisione che è una decisione drammatica, dolorosa, ma necessaria
soprattutto per gente che ha a cuore un problema fondamentale,
drammatico della nostra società che è quello della disoccupazione.
SAVONA., presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA. presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, alla luce della determinazione
della Presidenza, voglio trasformare in ordini del giorno alcuni
emendamenti che riguardano i Capisti e gli Ospedali policlinici.
CORDARO. Il PID è contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la decisione della Conferenza dei
presidente dei Gruppi parlamentari. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
La proposta è approvata con il voto contrario del Gruppo del PID,
degli onorevoli Lentini e Campagna.
Si passa all'emendamento 12.2. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12 nel testo risultante.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che avevo chiesto di apporre la mia firma, come Capogruppo,
all'emendamento 12.2, così come anche l'onorevole Scilla.
Noi eravamo molto perplessi su questo emendamento, ma l'onorevole
Scilla ci ha spiegato l'importanza di dover impinguare questo
capitolo, anche se dobbiamo evidenziare che questo modo di operare,
francamente, non ci assicura sulla correttezza del Governo.
Siamo favorevoli ad aggiungere queste risorse che sono state
sottratte, da quello che ci si dice. Però, voglio ricordare a
questo Parlamento, e lo voglio ricordare all'assessore Armao in
modo particolare, che il Parlamento ha votato anche l'articolo 14
della finanziaria, di cui cito testualmente il comma 8: Qualsiasi
disposizione o atto amministrativo assessoriale o dirigenziale che
comporti oneri diretti o indiretti a carico del bilancio della
Regione, non coperti dallo stanziamento di bilancio o comunque
oltre i limiti previsti da eventuali provvedimenti legislativi di
supporto, deve essere portato preventivamente a conoscenza della
Giunta regionale a cura dell'Assessore competente.
La Giunta regionale, previo parere del Dipartimento regionale del
bilancio e del tesoro o Ragioneria generale, può autorizzare
l'adozione degli atti di cui al comma 1 ai fini di acquisirne la
copertura finanziaria. Per i provvedimenti adottati in difformità a
quanto previsto, il Presidente della regione promuove le eventuali
azioni di responsabilità. I dirigenti che, ai sensi dei commi 1,
1.1 e 1.2 del presente articolo, adottino provvedimenti privi di
copertura finanziaria decadono dall'incarico e agli stessi, nel
triennio successivo, non può essere conferito altro incarico in
posizione organizzativa analoga o superiore. Gli atti adottati
dalla procedura di cui ai commi precedenti sono trasmessi entro il
termine perentorio di trenta giorni alla Commissione legislativa
bilancio dell'Assemblea regionale.
Ebbene, onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte ad una questione
grave e delicata. Questo Parlamento approva le norme, dà la
necessaria copertura finanziaria, e poi qualcuno, abusivamente,
interviene. E magari qualche dirigente ha utilizzato quelle somme
per dare la copertura finanziaria a qualche altro provvedimento.
Signor Presidente, lei che è il garante della volontà di questo
Parlamento, il problema se lo deve porre anche perché noi non ci
stiamo, comunque, che si inneschi un meccanismo di guerra tra
poveri in questo Parlamento.
Non potremo mai votare contro un emendamento che viene incontro
agli agricoltori, in modo particolare della provincia di Trapani,
ma non possiamo votare a favore dell'illegalità, non possiamo
consentire che questo Governo, che della legalità ne ha fatto una
bandiera, continui a massacrare i capitoli di bilancio definiti,
approvati da questo Parlamento con provvedimenti di cui poi non se
ne assume la responsabilità.
Assessore Armao, questa legge le affida il compito di procedere e
quindi anche di segnalare eventuali responsabilità.
Noi, per senso di responsabilità - l'onorevole Scilla, da questo
punto di vista, ci ha anche sollecitato nell'approfondire la
questione perché eravamo perplessi - votiamo a favore.
Per quanto riguarda questo modus operandi, assessore Armao, se
questo è il nuovo corso impresso dalla Giunta dei tecnici del
Presidente Lombardo, significa che è inutile fare la legge
finanziaria o approvare il bilancio perché tanto ci sarà sempre
qualche dirigente che continuerà a procedere in modo illegale e
illegittimo, e ci sarà una Giunta illegittima che continuerà a
coprirli.
Questo è un tema delicato, onorevoli colleghi, perché ci stiamo
avvicinando nuovamente ad un periodo in cui dovremo approvare il
Bilancio e la Finanziaria e lei, signor Presidente, deve garantire
la volontà del Parlamento.
Questa norma la stiamo semplicemente votando, approvando, per
senso di responsabilità.
Credo che lei debba stigmatizzare formalmente il comportamento del
Governo perché non vogliamo scrivere alla trasmissione televisiva
Chi l'ha visto' per sapere dove sono finiti gli otto milioni e
mezzo di euro, per sapere chi li ha utilizzati. L'onorevole Cordaro
mi suggerisce di dire chi li ha visti, perché sarebbe imbarazzante
soprattutto alla luce dell'articolo 14 che nella stessa Finanziaria
è stato approvato da questo Parlamento.
Se è vero che la volontà del Parlamento va rispettata, rispetto ai
destinatari di questa norma che sono gli agricoltori, in
particolare di Trapani, è anche vero che quando questo Parlamento
dà le coperture finanziarie, devono essere altrettanto rispettate.
Assessore Armao, il Governo deve prendere atto di questa
situazione e mettere in atto le procedure previste da questo
Parlamento.
Attendiamo anche la sua risposta, signor Presidente, e con la
conferma che ha assunto in Commissione Bilancio per quanto riguarda
il ritiro del taglio agli enti locali. Il Parlamento pende dalle
sue labbra per quanto riguarda la conferma delle dichiarazioni che
ha fatto in Commissione Bilancio. Aspettiamo che faccia le sue
dichiarazioni anche in Parlamento, per rendere agibile la norma che
noi attendiamo di approvare, cioè quella che riguarda le proroghe e
le stabilizzazioni.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
ripristinare la verità sotto il profilo della piccola
incomprensione che c'è stata, in assoluta buona fede, da parte
dell'onorevole Scilla.
Quando ho parlato di affrontare il tema ed ho detto di affrontarlo
ora e subito, il collega forse ha capito che volevo procrastinarlo
alla prossima Finanziaria. Ma non è così
Ci siamo intesi e sono assolutamente soddisfatto del fatto che
l'Aula provvederà subito, questa sera stessa, a votare questa norma
che darà ristoro agli agricoltori.
Visto che il mio intervento è una dichiarazione di voto, annuncio
che il voto del Gruppo parlamentare dei Popolari per l'Italia di
domani' sarà favorevole.
LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, ricordo che anche
l'onorevole Leontini ha posto la sua firma all'emendamento 12.2.
LEONTINI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ho già
dichiarato che il Gruppo parlamentare del Popolo della Libertà
voterà a favore di questo disegno di legge; lo condivide anche
perché in Conferenza dei Capigruppo non siamo stati irresponsabili
quando abbiamo associato i due contenuti e i due argomenti.
E' vero che il disegno di legge doveva riguardare i lavoratori del
regime transitorio e le proroghe dei contratti, ma è anche vero
che, consapevolmente, i capigruppo concordammo di inserire questa
norma perché la premessa era un articolo della finanziaria
dell'anno scorso alterato, vanificato, neutralizzato da un Governo
che fa il contrario di quello che questo Parlamento approva.
Non si tratta di personalizzare, assessore Piraino, assessore
Armao, perché voi non c'eravate e comunque c'era l'assessore Armao
seppure con una competenza diversa.
Signor Presidente, fa bene Lei quando ricorda che stasera dobbiamo
finire questa legge perché da domani inizia la sessione di
bilancio.
Tutte queste conseguenze che noi stiamo denunciando e che
l'onorevole Scilla poc'anzi denunciava, derivano dal fatto che non
si può per un verso far finta di perorare una causa inserendo un
argomento che riguarda i lavoratori e gli agricoltori di Trapani o
della Sicilia e, per un altro verso, essere conniventi, assessore
Armao, con l'approvazione a maggio del bilancio, perché queste sono
le conseguenze di cinque mesi di esercizio provvisorio e di un
blocco della spesa da ottobre in poi e di una vita della Regione
che dura quattro mesi; nell'ambito di quei quattro mesi viene
vanificato ogni bussola, ogni criterio di spesa e, persino, vengono
alterate le leggi, perché ci sono i funzionari che poi firmano con
atti amministrativi destinazioni diverse da quelle che le leggi
hanno stabilito in questo Parlamento.
Allora, sono per la Commissione di inchiesta, perché è vero che
c'è l'ammanco, che c'è il buco e che deriva da cose che io ho
sempre dichiarato: che il bilancio precedente era un bilancio falso
perché derivante da entrate fasulle, c'erano entrate fasulle, così
come c'erano spese previste che non erano assolutamente fondate,
tanto è vero che, oggi, cerchiamo di ricorrere con la gara per il
mutuo all'approvvigionamento di finanziamenti di contributi che
possano servire a sostenere alcune norme inserite in quella
finanziaria, norme manifesto, che pubblicizzavano chissà quali
interventi, per Termini Imerese, per chissà quali altre realtà, e
tutto era fondato su un ricorso, assessore Piraino, al mercato che,
in questi cinque mesi, non abbiamo potuto realizzare perché non
avevamo approvato il consuntivo; tutto un procedere fasullo, tutto
un modo di procedere scriteriato e questa è la conseguenza, perché
se questa sera siamo alle prese con un problema del genere è la
conseguenza di un'attività di finanziaria e di bilancio
completamente destituita dai fondamenti e dai criteri della
regolarità.
Fa bene lei, Presidente, quando dice che dobbiamo finire presto e
cominciare subito il bilancio, e quest'anno il bilancio e la
finanziaria dobbiamo approvarli contro il tentativo che sta facendo
il presidente Lombardo di farci ripiombare nel terzo esercizio
provvisorio consecutivo.
Dobbiamo approvare bilancio e finanziaria, e questo invito,
Assessore, è destinato a lei, entro i termini stabiliti dalla
legge. Ripristiniamo - ecco la riforma - la regolarità dei
comportamenti; già sarebbe una riforma dei tecnici, già vi
intestereste la correzione di una stortura che questo Governo ha
combinato e perpetrato per due anni di seguito e che è la
conseguenza, persino, della neutralizzazione delle leggi, perché
mancano dieci milioni di euro ed è scandaloso poterlo dire da
questo microfono, ma se non riformerete ciò che è nelle
possibilità immediate riformare, ditemi a che cosa serve un Governo
di tecnici.
Siccome il presidente Lombardo ha già detto che, molto
probabilmente, il ricorso all'esercizio provvisorio è inevitabile,
se siete un Governo di tecnici, per primi, dovete opporvi voi al
capo del Governo che dice queste cose, perché altrimenti sarà
vanificata ogni esistenza del Governo dei tecnici e prevarrà la
cattiva politica, cioè la guida di un Governo che è assolutamente
destinata a far male, perché alligna nel ragionamento del
presidente Lombardo un principio: che non essendoci bussole della
spesa, in dodicesimi, le priorità le stabilisce il Presidente e le
stabilisce a piacimento suo, come ritiene, persino vanificando le
leggi del Parlamento. Ripristiniamo la primazia di questo
Parlamento contro un Governo che lo vuol spogliare, vanificare e lo
vuole mortificare.
(Applausi dalla destra)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.5.2 del Governo, concernente gli
stipendi per gli impiegati dei parchi e delle riserve, come da
accordo preso in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
sono stati presentati dalla Commissione i seguenti emendamenti
117.1, 117.2, 117.3 e 117.4.
Si passa all'emendamento 117.1 che così recita: «All'emendamento
1.30 dopo le parole disciplina prevista' sono inserite le parole
sulle modalità di utilizzazione e' cassate le parole per il'». Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2 che così recita: «All'emendamento
ex articolo 4 al comma 5 sostituire al primo ed al terzo rigo le
parole comma 2' con le parole ai commi 1 e 2'». Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3 che così recita: «Al comma 3 dopo
le parole legge 12 marzo 1999 numero 68' aggiungere le parole e
successive modifiche ed integrazioni'». Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 117.4 che fa riferimento all'emendamento del
Governo A.5.2, cioè quest'ultimo che abbiamo approvato sui fondi ai
parchi e le riserve. Praticamente, quello che abbiamo approvato fa
riferimento soltanto al capitolo 443302, invece l'emendamento nella
forma più corretta avrebbe dovuto fare riferimento al capitolo
443302 ma anche al 443305. Così resta stabilito. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VINCIULLO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, in fase di approvazione dell'articolo 2 erano stati
presentati una serie di emendamenti che riguardavano i lavoratori
ASU non contrattualizzati. Si tratta, così come ha evidenziato il
Servizio del Bilancio, di 6.708 unità, alcune delle quali hanno le
stesse caratteristiche dei lavoratori ASU contrattualizzati.
Avevamo in quella fase discusso che, in sede di discussione del
testo degli emendamenti aggiuntivi, avremmo parlato
dell'emendamento aggiuntivo A113. Con la presente, anche a nome dei
colleghi che lo hanno firmato, Marziano, Bufardeci, Gianni,
Falcone, Pogliese, Buzzanca e Caputo, le chiedo di trasformare
questo emendamento in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- numero 383 Reintegro nel posto di lavoro per 53
cassaintegrati, ex lavoratori dell'Italtel di Carini (PA)', degli
onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo;
- numero 429 Interventi urgenti per la stabilizzazione dei 22
mila precari siciliani in servizio presso gli enti locali', degli
onorevoli Caputo, Pogliese, Falcone e Vinciullo;
- numero 434 Pronta predisposizione delle piante organiche da
parte delle aziende sanitarie locali', dell'onorevole Cracolici e
di tutti i deputati del Gruppo PD;
- numero 435 Pronta predisposizione delle piante organiche da
parte degli enti parco' dell'onorevole Cracolici e di tutti i
deputati del Gruppo PD;
- numero 441 Stabilizzazione dei lavoratori ASU', degli onorevoli
Panarello, Marziano, Termine, Galvagno, Digiacomo e Panepinto;
- numero 442 (già emendamento A4) Iniziative rivolte ai soggetti
utilizzati in convenzione presso le aziende ospedaliere
universitarie della Sicilia', degli onorevoli Lupo, Savona, D'Asero
e Dina;
- numero 443 (già emendamento A2) Iniziative per l'affidamento
di progetti formativi annuali rinnovabili inerenti alla
riqualificazione professionale complementare all'attività di
interesse pubblico o sociale svolta dai soggetti di cui
all'articolo 27, comma 4, della legge regionale n. 27 del 1991',
degli onorevoli Savona e Dina;
- numero 444 (già emendamento A1) Iniziative per l'avvio di
progetti triennali confermabili, per l'impiego, con contratto di
lavoro, dei soggetti destinatari delle disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 6, della legge regionale n. 4 del 2006',
degli onorevoli Savona e Dina;
- numero 445 Risoluzione definitiva delle problematiche delle
diverse categorie di lavoratori precari', degli onorevoli Cordaro,
Caronia, Maira, Dina, Cascio Salvatore, Catalano e Gianni;
- numero 446 (già emendamento A8 - I parte) iniziative in favore
di soggetti impegnati in attività socialmente utili', degli
onorevoli Lentini, Lupo, Panarello, Gucciardi, Raia e Ferrara.
Si passa all'ordine del giorno numero 383, ex lavoratori
dell'Italtel di Carini, impegna il Governo della Regione ad
intervenire con l'urgenza del caso con immediati provvedimenti per
il reintegro dei 53 lavoratori dell'Italtel di Carini e ad
attivarsi affinché la loro retribuzione copra il periodo per il
quale sono stati sospesi in maniera illegittima.
Appongono la firma anche gli onorevoli Dina, Campagna, Cordaro,
Parlavecchio, Scoma, Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 429. Questo impegna il
Governo della Regione ad intervenire in via di urgenza per
garantire l'avvio delle procedure di stabilizzazione dei 22 mila
precari in servizio presso gli enti locali.
L'ordine del giorno è superato.
Si passa all'ordine del giorno numero 434 che impegna il Governo a
promuovere quanto di competenza per consentire alle strutture
sanitarie locali la pronta predisposizione delle piante organiche
necessarie alla definizione di un rapporto di lavoro stabilizzato
ed il rientro nel quadro della normativa concorsuale prevista per
tutti gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico
o sottoposte a controllo della Regione. Mi pare che ci possa essere
una condivisione del Parlamento.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
MANCUSO. Dichiaro che tutti i componenti del Gruppo parlamentare
del PDL appongono la propria firma all'ordine del giorno a firma
dell'onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. A questo votato aggiungono
la firma gli onorevoli Greco e Cordaro.
Si passa all'ordine del giorno numero 435 Pronta predisposizione
delle piante organiche da parte degli Enti Parco ; lo stesso gruppo
parlamentare impegna il Governo a promuovere quanto di competenza
per consentire agli Enti Parco la predisposizione delle piante
organiche necessarie alla definizione del rapporto di lavoro,
eccetera. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 441 Stabilizzazione dei
lavoratori ASU a firma degli onorevoli Panarello, Marziano,
Galvagno, Panepinto, Vinciullo, Torregrossa, Greco, Colianni,
Scoma, impegna il Governo ad attivare misure e interventi
finanziati con risorse regionali, statali, comunitarie o degli enti
pubblici utilizzatori volti ad assecondare con processi formativi e
di riqualificazione la stabilizzazione per detti lavoratori.
Tutto il gruppo parlamentare del PDL dichiara di apporre la
propria firma a questo ordine del giorno, anche l'onorevole
Rinaldi, l'intera Assemblea. L'Assemblea ne prende atto.
In questo ordine del giorno si inserisce anche l'emendamento A113,
cui faceva riferimento l'onorevole Vinciullo che diventa così
ordine del giorno. Pertanto, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sono stati trasformati in ordini del giorno alcuni emendamenti che
sono stati stralciati e sono: l'A4, trasformato in ordine del
giorno numero 442, A.2 trasformato in ordine del giorno numero 443,
A1 trasformato in ordine del giorno numero 444, che fanno
riferimento rispettivamente l'A.4 alle Aziende ospedaliere, l'A2 ai
SPO Servizi per l'occupazione e A.1 CIAPI.
Appongono la propria firma a questi ordini del giorno gli
onorevoli Campagna, Scoma, Panepinto, Greco, Musotto, Vinciullo,
Formica, Rinaldi, Colianni, Bufardeci e l'onorevole Marziano firma
soltanto l'A1.
Pongo in votazione col parere favorevole del Governo l'ordine del
giorno 442.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione col parere favorevole del Governo l'ordine del
giorno 443.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione col parere favorevole del Governo l'ordine del
giorno 444.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 445 nel quale si fa
riferimento ai lavoratori di CIAPI, ASU lettera b), articolo 1,
legge 16, dipendenti ARPA Sicilia e SPO.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo ordine del giorno appongono la propria firma tutti i
componenti del Gruppo del PDL ed anche gli onorevoli Parlavecchio,
Musotto, Colianni, Adamo, Rinaldi.
Si passa all' ordine del giorno numero 446, a firma degli
onorevoli Gucciardi e Lentini, risultante dalla trasformazione
dell'emendamento A8 - I parte. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anticipo che il
Gruppo dei Popolari d'Italia Domani voterà a favore del disegno di
legge anche se abbiamo appena finito di affermare che avremmo
preferito che il lavoro di stabilizzazione e di rinnovo di tutto il
comparto dei precari si fosse completato stasera e ci rammarichiamo
anche, in questo momento, del fatto che alcune categorie, come i
dipendenti dell'ARPA, del CIAPI, dello SPO, della legge 331 e degli
ex LSU trasformati in cooperative di lavoro, non abbiano trovato
momento di riscontro in quest'Aula.
Debbo, però, lamentare anche altre due cose. La cattiva abitudine
del Governo di portare in Aula mezz'ora prima dell'esame dei
disegni di legge riscritture che, sostanzialmente, riscrivono la
legge. Se fossero riscritture di qualche emendamento, di qualche
titolo, lo capirei, però è invalsa l'abitudine di riscritture
totali. Questo è un cattivo vezzo del Governo che deve essere
modificato perché impedisce anche al singolo deputato, parlo per
me, di non avere cognizione completa e, quindi, agevolare i disegni
di legge nella maniera che vorrei.
I disegni di legge hanno bisogno di sfogo di esame, di sfogo di
discussione, di sfogo di confronto. Così noi tarpiamo le ali
all'Aula. Noi creiamo le condizioni per non discutere nella maniera
dovuta i vari disegni di legge. Né mi rassicura il cicaleccio che
ad ogni articolo si fa. Ne abbiamo parlato col Commissario dello
Stato. Il Commissario dello Stato ci ha detto sì; il Commissario
dello Stato ci ha detto no. Perché, caro Presidente, cari colleghi,
ognuno deve fare il suo mestiere. Il Commissario dello Stato deve
sì controllare la corrispondenza delle leggi che questo Parlamento
vara, al quadro costituzionale, al quadro normativo nazionale, ma è
anche vero che dobbiamo sforzarci di svolgere a pieno il nostro
lavoro.
Ho la presunzione di ritenere che se fossimo in condizioni di
avere più tempo per esaminare le leggi, soprattutto di fronte ad
emendamenti di riscrittura del Governo, potremmo avere anche
argomenti per convincere il Commissario dello Stato che a volte
sbaglia.
Ricordo esperienze personali della XI legislatura quando, per la
prima volta, ho calcato quest'Aula. In più occasioni in quel
periodo molto traumatico per la politica regionale, ci sono stati
scontri con il Commissario dello Stato per alcune leggi.
Io ricordo di una collaborazione stretta fatta con il dottor
Tramontana, che molti dei funzionari ricorderanno e che era
specializzato in profili di costituzionalità delle leggi; abbiamo
scritto molti chiarimenti richiesti dal Commissario dello Stato,
convincendo il Commissario dello Stato della bontà della
legislazione che, di volta in volta, quest'Aula aveva adottato.
Allora, metteteci in condizione, signori del Governo, di avere il
tempo di sfogarci sulla riscrittura degli articoli; perché se le
leggi dobbiamo farle dopo due mesi di discussione in Commissione
per poi vederle stravolte all'ultimo momento con gli emendamenti e
le riscritture del Governo, credo che non facciamo attività di buon
legislatore.
C'è un altro argomento, e ho concluso. L'intervento del collega
Leontini ha evidenziato aspetti politici di rapporti tra il Governo
e quest'Aula; mi permetto di fare un rilievo forse opposto, ma
egualmente calzante secondo il mio punto di vista.
Non c'è dubbio che quello che abbiamo discusso oggi sia un
provvedimento legislativo ad alto contenuto politico che bisognava
in certi momenti di un confronto e di una risposta politica da
parte del Governo.
Per l'attuale configurazione di questo Governo e per le stesse
dichiarazioni del Presidente Lombardo questa è una Giunta di
tecnici e, allora, la risposta non me la può dare il tecnico, se
pur valente e super, me la deve dare la parte politica, cioè il
presidente Lombardo, che è l'unico politico di questo Governo e che
oramai usa disertare quest'Aula.
Dobbiamo chiarire questo rapporto tra Aula e Governo, o il
presidente Lombardo e le forze che lo sostengono hanno il coraggio
di dichiarare che questo è un Governo politico, se pur costellato
di Assessori tecnici, oppure il Presidente della Regione si
organizzi per garantire la sua presenza in Aula sempre, perché è
l'unico che può dare a quest'Aula le risposte politiche che
quest'Aula ha diritto e pretende di avere.
Questo è un vulnus nel rapporto tra l'Aula e il Governo e il
presidente Lombardo e gli Assessori che deve essere chiarito perché
altrimenti corriamo il rischio di non capirci più in quest'Aula,
caro Presidente.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
perché avevo presentato tre ordini del giorno e, sinceramente, non
li ho visti, forse non riguardavano la materia oppure non ho
capito cosa sia accaduto. Sono stati presentati all'inizio della
seduta, vorrei capire se non si trattano in quanto non erano
inerenti la materia o perché
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, li abbiamo messi in votazione
tutti.
BENINATI. No, i miei tre no
PRESIDENTE. Tutti quelli che abbiamo votato sono attinenti per
materia, adesso vediamo quali sono questi suoi.
BENINATI. Lo so benissimo, voglio dire se era per materia
l'accetto, forse ce n'è uno della CRIAS che è personale, quindi
avrebbe pure titolo.
PRESIDENTE. Adesso li guardo.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto sull'intero disegno di legge non tralasciando
di ripercorrere l'iter del disegno di legge stesso. Un iter un po'
particolare, assegnato direi con qualche momento di improprietà
esclusivamente alla Commissione II Bilancio', è stato esaminato
anche in V Commissione per le parti di propria competenza.
Resta il rammarico forte per i tempi che ci siamo dati in II
Commissione e per la scelta che rispetto all'esito, oserei definire
scellerata, che per accelerare i tempi si è omesso di trattare una
serie di emendamenti. Presidente, vorrei un po' di silenzio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo prendere posto; abbiamo
ancora sette interventi.
DINA. Onorevoli colleghi, vi prego, l'ora è tarda, cerchiamo tutti
di essere concisi. Siccome non mi è stato possibile, anche per
scelte personali, di intervenire nel dibattito parlamentare,
ritenevo di sintetizzare il mio pensiero rispetto ad una legge alla
cui stesura ho avuto modo di partecipare sia in II Commissione che
in V Commissione, tentando di dare un minimo di senso al
completamento ed al voto finale.
La scelta scellerata in II Commissione è stata quella di
accelerare i tempi e mi rivolgo a lei, presidente Savona, per
sollecitarla nel prosieguo degli ulteriori lavori della Commissione
in cui non concederemo più possibilità ad alcuno di accelerazioni.
Noi tenteremo di discutere tutti gli emendamenti che sono di
competenza delle Commissioni cui il disegno di legge è stato
assegnato nella sede opportuna, cioè la Commissione dove possono
essere sviscerati ed affrontati seriamente i problemi.
Chiaramente ci troviamo smaccati per l'impossibilità di discutere
gli emendamenti che riguardano i lavoratori, i cosiddetti ciapisti,
della SPO, della 331, dell'Arpa. Erano argomenti coerenti con il
testo che sarebbe stato più serio, più opportuno e più rispondente
alle aspettative della platea menzionata, discutere in quella sede.
La II Commissione si era appropriata del testo per quanto riguarda
il titolo II che riguardava le stabilizzazioni ed è transitato in V
Commissione. Le proroghe che riguardano una consuetudine di fine
anno legate alla finanziaria sono state anticipate con questo
disegno di legge e ritengo che sia stata data una risposta
importante a tutti quei lavoratori che con contratti a tempo
determinato operano presso l'ente Regione, presso gli enti
vigilati.
Per quanto attiene il problema della stabilizzazione, la V
Commissione si è riappropriata correttamente di un lavoro svolto.
Siamo stati di fronte, molto spesso, ad un Governo che ha tentato
di scippare' la Commissione del lavoro fatto e colgo l'occasione
per ringraziare un assente, l onorevole Fausto Fagone, presidente
della V Commissione, che si è impegnato per ben due anni alla
stesura di un testo che sicuramente ora sta vedendo la luce. Un
testo che sicuramente ha avuto l'impegno serio di questo nostro
collega che vive un momento personale, un dramma personale, a cui
va il nostro pensiero nel rispetto della persona e nel rispetto del
ruolo svolto e nella consapevolezza che saprà dimostrare, nelle
sedi adeguate, la propria estraneità ai fatti contestati.
Dicevo, rivolgo a lui il pensiero per questo lavoro serio,
costante, voluto; se c'è questa norma lo dobbiamo anche a lui
perché è stato fatto un lavoro serio in Commissione per circa 2
anni.
Quando la norma è venuta in contrasto con le norme nazionali si è
messo in moto quel meccanismo che ha tentato di armonizzare le
norme nazionali con le norme che avevamo previsto ed ora,
finalmente, si apre dopo la legge 16 del 2006 un altro atto di
questo grande percorso verso la trasformazione a tempo
indeterminato di tutti i contratti stipulati a tempo determinato
dagli enti locali e che attingono al fondo unico del precariato. E'
un secondo step importante. Il primo grande step ha portato alla
stabilizzazione di tanta platea. Rimangono fuori 6.500 unità per
l'impossibilità, in questo momento, di affrontare questo problema
che noi vorremmo riportare in finanziaria e che sicuramente troverà
un'Aula più attenta e più disponibile ad affrontare questi
problemi.
Una stabilizzazione che significa trasformare il rapporto da tempo
determinato a tempo indeterminato, che deve coniugarsi
necessariamente con pianta organica, con disponibilità finanziaria,
con coerenza con le norme nazionali.
Avevamo pensato ad un altro emendamento che non è stato neanche
ammesso, signor Presidente, faceva parte degli aggiuntivi, che
proveniva dalla grande platea del precariato, dal sindacato
autonomo che rappresentava quel precariato perché siamo consapevoli
che non tutti potranno accedere alla stabilizzazione. Non tutti
quei soggetti che in atto operano negli enti locali potranno
accedere per le ragioni che stiamo richiamando, vincoli finanziari,
limiti di pianta organica.
Allora, si pensa ad una società che possa accogliere la platea che
non viene stabilizzata per dare certezza di stabilizzazione e per
dare un momento di omogeneità nella sistemazione futura. Pensiamo
di ritornare sull'argomento e pensiamo di farlo al più presto.
Il voto è favorevole con l'auspicio che questa legge possa vedere
la luce e non incontri ostacoli in altri momenti di controllo, ma
vogliamo richiamare il Governo a varare immediatamente la
finanziaria, a ripristinare il capitolo delle autonomie locali,
senza questa scelta e questa azione immediata che dovrà essere
fatta già con la nota di variazione perché se dovessimo ricorrere
all'esercizio provvisorio senza la nota di variazione ci troveremmo
con un fondo per le autonomie non adeguatamente ristorato.
Diventa scelta obbligata quella del Governo di varare
immediatamente la finanziaria e di ripristinare il capitolo perché
la massa critica complessiva non consentirebbe e dal punto di vista
generale e dal punto di vista dell'impegno della spesa corrente la
realizzazione di questo processo che abbiamo avviato con questa
legge.
Quindi, il tutto è nelle mani del Governo, lo aspettiamo ai
prossimi atti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo vincolato
il nostro voto ad una dichiarazione del Governo che riguardava i
trasferimenti delle risorse degli enti locali. Notiamo che in
questi giorni c'è uno sforzo da parte dell'assessore Chinnici a
girare per le province e convincere i sindaci che sarà fatto questo
sforzo, quindi, ne prendiamo atto ma guarderemo anche con
attenzione quello che da domani succederà in commissione bilancio.
Quindi, il nostro voto, anche se favorevole, resta sempre con
l'attenzione verso quello che è indispensabile affinché questa
legge possa avere una finalità che è quella di intraprendere la
strada della prima stabilizzazione di migliaia di giovani e forse
non più giovani.
Mentre facevo questa riflessione poco fa con i miei colleghi, ne
ho fatta un'altra: questa è una legge che certamente ha voluto
questo Parlamento e mi immagino che in queste ore quel signore che
fa il Presidente della Regione, che ci ha raccontato tante favole
nelle settimane scorse, è seduto davanti il suo computer a scrivere
nel suo blog chissà quali fantasie che domani leggeremo sul
giornale. E la riflessione che deve fare quest'Aula è che il
Presidente della Regione non ha voluto confortare nessun
parlamentare, né di opposizione né di maggioranza, non si è visto,
non si sa dov'è.
E si parla di un documento importante, serio, faticoso, e il
Presidente è assente e domani scriverà e scriverà un'altra delle
sue favole.
Non so se è ad Antigua, quello lo lasciamo dire a voi, a lei di
Fli. Chi era l'onorevole di Fli, quello del Presidente Fini mi
permetto una battuta che da padrone è passato a garzone
MARROCCO. Questa se la poteva risparmiare
MANCUSO. Figuriamoci se devo risparmiarmi chi voleva distruggere
l'Italia con un'azione simile a quella che abbiamo vissuto in
questa Terra.
Rispetto a questo, signor Presidente, non potevamo certamente
meritarci questo: quello di non avere presente neanche per un
secondo il Presidente di questa Regione su un disegno di legge che,
per quanto ci riguarda, è stato e sarà certamente l'inizio,
speriamo, di una buona fine.
Rispetto a questo il nostro voto favorevole non deve essere
assolutamente letto come un voto che guarda al Governo, ma è un
voto che guarda ai Siciliani, a quei giovani e a quelle donne che
sono state oggi sotto questo Palazzo, a quei giovani e a quelle
donne a cui ancora non abbiamo avuto e non abbiamo dato nessun tipo
di risposta e ci ripromettiamo sempre, con l'attenzione che ci è
dovuta, di continuare questo percorso, che è un percorso di
serietà, che è una percorso che guarda lontano rispetto a chi,
invece, si affanna a fare sempre dichiarazioni che certamente non
rendono onore - per quanto mi riguarda, naturalmente, non coinvolgo
nessuno - né a questo Parlamento né alla Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso, soprattutto per essere
rientrato nei tempi assegnati. Prego i colleghi a cui verrà data la
parola di fare la stessa cosa.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Beninati, abbiamo fatto una verifica sui tre suoi ordini
del giorno che, come gli quarantasette presentati, essendo estranei
alla materia, sono stati rinviati alla finanziaria.
Abbiamo messo in votazione soltanto gli ordini del giorno
attinenti alla materia.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima.
Devo dire che, con grande amarezza, ci apprestiamo a votare questo
disegno di legge. Io lo voterò perché ritengo che l'opposizione
vada fatta in maniera costruttiva, ma semplicemente per questo ed
anche perché il mio capogruppo ha stabilito la linea del partito.
Devo dire che io stasera sono orgogliosa, particolarmente
orgogliosa di far parte del PID, perché proprio stasera abbiamo
dato dimostrazione, probabilmente, in questo momento, gli unici
attenti ad una serie di soggetti che sono stati ingiustamente
esclusi da questa legge.
Devo dire che, ancora una volta, la montagna ha partorito un
topolino, grandi aspettative per poi aver dato vita ad una legge
che ha soltanto buoni propositi, e giusto perchè sono buoni
propositi noi li votiamo.
Ma, per quanto mi riguarda, mi trovo fortemente delusa dal
contenuto di questa legge. Una legge che doveva essere soltanto di
proroghe, in secondo tempo si sono inserite norme su cui - come
diceva bene l'onorevole Dina - abbiamo lungamente cercato il
confronto che poi negli ultimi giorni è mancato completamente.
Alla fine, è un disegno di legge che non ha subito il vaglio da
parte delle parti sociali, non è stato in nessun modo concertato e
che oggi esclude una categoria che, a mio avviso, è scandalosamente
esclusa, proprio quella dei 331, che sono lavoratori che si
troveranno da domani accanto al loro collega di banco che,
probabilmente, gioirà perché avrà la possibilità di avere un
contratto prorogato, anche se per due anni, e una prospettiva di
stabilizzazione e dall'altra avremo un lavoratore della 331 che
continuerà a percepire soltanto un'indennità e non avrà neanche un
contratto di lavoro.
Credo che questa scelta che il Governo, oggi, ha voluto fare è
veramente grave e lo dico ancor di più soprattutto perché questa
era una valutazione che era stata fatta all'interno sia della
Commissione lavoro che della Commissione bilancio. Quindi, che oggi
il Governo non sia stato in nessun modo sensibile a queste
richieste, che sono venute da parte delle parti sociali, da parte
dei sindacati, da parte dei lavoratori, che non siano state accolte
in nessuno modo, lo trovo una degli elementi più critici di questa
legge.
Per quanto riguarda la possibilità che, attraverso degli ordini
del giorno, il Governo si faccia parte redigente relativamente al
personale del CIAPI, di cui abbiamo lungamente discusso nella
scorsa finanziaria, così come gli ex lavoratori dell'ARPA o quelli
della SPO, io mi auguro, anche se ormai ho perso veramente le
speranze, che i buoni propositi del Governo trovino, almeno con
questa tornata di assessori tecnici, quanto meno, la coerenza
rispetto a quello che è stato l'impegno assunto con gli ordini del
giorno.
Devo dire che è una speranza molto flebile, perché, purtroppo, più
volte, da questo pulpito, abbiamo, per così dire, invocato da parte
nostra che ci fosse attenzione nei confronti di questi soggetti, ma
non perché ci sono simpatici o perché hanno più diritti degli
altri, ma semplicemente perché la Regione ha adottato una politica
di investimento nei confronti di questi comparti e non si possono
decidere delle linee direttive e poi abbandonarle a binario morto.
Bisogna avere il coraggio di portarle al termine, altrimenti il
Governo della Regione farebbe bene ad indicare qual è il percorso
in materia di lavoro che vuole seguire perché, ripeto, rispetto a
delle categorie di lavoratori di cui stasera si è parlato, si
ragionava in funzione del fatto che potessero essere destinate loro
delle somme, peraltro alcune del Fondo sociale europeo, che
servivano a dare continuità. Quindi, non erano delle scelte nuove;
la politica già aveva fatto queste scelte, si trattava di dare
continuità per non sprecare il denaro che era stato già utilizzato.
Io mi auguro che il Governo in questo impegno, ripeto, sia di
parola e quindi che dia veramente la prospettiva a questi
lavoratori, che purtroppo sono qui sotto e che si rammaricano
ancora una volta perché al di là delle parole, come bene diceva
l'onorevole Dina, noi del PID, probabilmente, stasera abbiamo dato
la dimostrazione che l'essere umano viene prima di tutto.
Desidero anche dare soltanto una parola di ringraziamento al
Presidente Fagone che, sicuramente, si è dedicato alla stesura di
questa legge e, quindi, credo che sia giusto dare merito
all'iniziativa che è stata svolta.
Rispetto alla legge, io voterò in maniera favorevole; ma, ripeto,
lo faccio soltanto perché l'opposizione, per come la intendiamo
noi, è un'opposizione costruttiva.
Diversamente, devo dire che è il mio parere rispetto a questa
legge, che non è altro che una proposta di qualcosa che,
probabilmente, avrà delle difficoltà anche a superare il vaglio
della costituzionalità e della legittimità, io mi auguro che così
non sia, per non vanificare il senso di quello che abbiamo fatto.
Però, sono fortemente preoccupata che qualcosa in questo senso
possa avvenire. Il mio è un voto favorevole, ma con tutte le
perplessità che sottolineo ancora una volta.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 14 dicembre 2010, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 9790/AulaPG del 14 dicembre 2010,
l'onorevole Nicotra ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
UDC-VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE' cessando contestualmente di
far parte del Gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia -
Sicilia (FLI Sicilia).
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende la discussione sul disegno di legge n. 645/A
LENTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
legge, a tutti i parlamentari, nessuno escluso, sicuramente
all'esterno di questo Palazzo porta un problema abbastanza grave.
Su questo disegno di legge ci sono due note positive: la prima è
quella che stiamo iniziando un percorso virtuoso. Stiamo iniziando,
finalmente, a dare la possibilità a tanti lavoratori onesti, che
per tanti anni hanno collaborato con le Amministrazioni pubbliche e
finalmente abbiamo detto: iniziamo questo percorso di
stabilizzazione. La seconda è quella che con l'articolo 1
finalmente chiudiamo questa vergognosa problematica.
Da ora in poi, mi auguro, anche al cospetto di tanti giovani che
aspirano a trovare un lavoro anche nella pubblica Amministrazione,
che finalmente abbiamo detto basta', finalmente abbiamo chiuso.
Sono fiero di essere in questa legislatura e poter dire, ci sono
anch'io e ho fatto la mia parte affinché si dicesse basta' al
precariato.
Volevo chiudere, rivolgendomi agli amministratori locali, ai
responsabili, ai direttori, ai manager delle aziende ospedaliere e
delle aziende sanitarie per chiedere di attenersi al rispetto delle
leggi che questo Parlamento vota.
Per quanto riguarda, ad esempio, la legge n. 10/1991, le aziende,
gli enti a partecipazione regionale, dove la vigilanza è sotto il
controllo della Regione Sicilia, si mettono ancora di traverso
contro i lavoratori perché il Presidente della Regione, nel 2008,
aveva emanato una circolare per dire no alle assunzioni.
I lavoratori non possono assolutamente soffrire questa prepotenza.
Mi rivolgo a loro ma anche ai deputati per dire che le leggi che
noi emaniamo, le leggi che sono state emanate dai nostri
predecessori, devono essere rispettate.
Queste persone dovrebbero essere messe alla gogna.
Quando queste persone non sono nelle condizioni di partecipare, di
mettersi a disposizione della comunità e dell'amministrazione
pubblica, devono mettersi da parte per dare spazio alle persone che
hanno l'accortezza, la chiarezza, la bontà di portare a casa un
risultato.
Voterò questa legge favorevolmente.
Mi è dispiaciuto il fatto che questa legge sia stata trasferita
dalla V Commissione legislativa alla II Commissione.
In ogni caso sono soddisfatto perché abbiamo detto basta ed
abbiamo iniziato questo percorso che porterà per la prima volta un
beneficio alle famiglie di questi lavoratori.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il presidente
del mio gruppo parlamentare nell'intervenire durante la discussione
generale ha definito il testo di questa che ci apprestiamo a
trasformare in legge, una legge onesta'.
Il Parlamento stasera sta approvando la legge possibile in questo
momento.
Una legge che risolve, assessori, alcuni problemi sul campo gravi,
ne affronta altri e ne lascia completamente irrisolti altri ancora.
Siccome trattiamo di temi che attengono alla carne viva della
nostra società, il Parlamento deve concedersi un minimo di
riflessione in questo momento che arriva a conclusione di una
giornata lunga e faticosa.
Mi auguro che questa legge onesta, possibile, mi rivolgo al
Governo, non sia semplicemente una legge manifesto'.
Questa sera il Parlamento deve porsi un problema che è,
certamente, pesante cioè la specialità e l'autonomia di una Regione
non può ridursi ad inseguire non soltanto i problemi e ad
affrontarli sempre con un attimo di ritardo ma a ridursi ad una
sorta di Parlamento a sovranità limitata.
Lo dico con sofferenza e con molta preoccupazione perché, quando i
problemi si affrontano inseguendoli e non governandoli, finisce
sempre che questo Parlamento deve ragionare, scrivere le norme, non
nel rispetto dell'autonomia che lo Statuto che è legge
costituzionale ha concesso nel 1946 ma inseguendo la normativa e la
coerenza all'ordinamento giuridico nazionale che, purtroppo,
affronta problemi diversi con gli stessi strumenti.
Non è immaginabile che la legge di stabilità dello Stato possa
affrontare il problema del precariato negli enti pubblici con lo
stesso metodo che viene utilizzato per la regione Lombardia o la
regione Emilia Romagna. Questo non può essere consentito.
Se per scrivere un testo che è doveroso nei confronti di
centinaia, di decine di migliaia di lavoratori precari, è stata
necessaria tanta perizia e tanta accortezza, sempre per non
incappare nella tagliola del Commissario dello Stato, che rischia
di ridurre questo Parlamento ad un organo a sovranità limitata,
dico che bisogna stare molto attenti nell'affrontare la questione
del federalismo fiscale che, evidentemente, trasformerebbe questo
Parlamento nel testimone, nel notaio di una sorte di macelleria
sociale che trasformerebbe la Sicilia in una Regione assolutamente
non governabile.
Sono preoccupato e mi rivolgo al Parlamento, sono preoccupato dei
mesi a venire perché la politica non può ridursi al tecnicismo di
verificare semplicemente la coerenza di quello che scrive ed
approva questo Parlamento con le leggi dello Stato; il Governo, il
Parlamento, nel rispetto della sacralità dell'autonomia che gli è
stata riconosciuta nel 1946, ha il dovere di avviare una vertenza a
prescindere dai colori politici delle maggioranze che in un certo
momento storico possono esistere in Sicilia o a Roma, aprire una
vertenza con il Governo nazionale, altrimenti, colleghi, signor
Presidente, Governo, questa Sicilia non sarà in grado di affrontare
e risolvere nessuno dei problemi che si presentano drammaticamente
di fronte a noi, che si presenteranno davanti a noi nei prossimi
mesi.
Allora, se stasera il Governo licenzia un testo di legge che -
dicevo - sia un testo di legge possibile, certamente gli ordini del
giorno non possono diventare, signor Presidente, la liturgia di
ogni fine sessione di lavori, questo non è possibile.
Auspico che il Governo prenda gli ordini del giorno come la
manifestazione di volontà di questo Parlamento e se 6.240
lavoratori non hanno avuto questa sera la soddisfazione che
meritavano, cioè una norma che ponesse in una condizione di equità
i lavoratori che si trovavano nella stessa posizione giuridica di
partenza e che oggi si trovano costretti ad essere precari di serie
B, sono certo che il Governo, nelle settimane a venire, vorrà
presentare un provvedimento che faccia giustizia a questi 6.240
lavoratori che ad oggi non vedono risolto il loro problema.
Immaginare che in questo Parlamento si celebrino soltanto liturgie
credo che sarebbe un errore mortale che né il Governo né il
Parlamento nel suo complesso e nella sua interezza si possono
consentire.
DE LUCA. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio iniziare
questa breve dichiarazione di voto con una esclamazione che viene
utilizzata molto a Catania, cioè quella che è riferita a
Sant'Agata, cioè dopo che gli hanno rubato l'oro, gli fanno i
cancelli di ferro , perché voglio sintetizzare con questa battuta
la nostra dichiarazione di voto, che naturalmente è favorevole.
Lo facciamo perché riteniamo che questo Governo - ma questo
Palazzo e quest'Aula - in questi anni non ha avuto probabilmente
il coraggio di affrontare organicamente questa tematica.
E' noto a tutti che negli ultimi 6-7 anni si saranno inseriti nel
sistema della pubblica amministrazione regionale allargata negli
oltre 400 enti e società partecipate, aziende della Regione
siciliana, oltre 10.000 unità e questi non sono numeri che, da
questo punto di vista, ci fanno onore, rispetto a questo tema,
perché noi stasera abbiamo tentato di dare un segnale correggendo
quella che era la posizione originaria scellerata del Governo,
questo Parlamento ha tentato di mettergli una pezza, ha cercato di
individuare un percorso tecnico probabilmente credibile, perché
anche il percorso tecnico individuato, comunque, non è coerente a
quanto previsto dall'articolo 24 bis del decreto legge del 31
maggio 2010, n. 78 e parliamo di una norma di giugno del 2010 e
l'interrogativo credo che a tutti quanti sorge spontaneo: il
Governo da giugno del 2010 ad ora, cosa ha fatto?
Noi ci siamo ritrovati ad inseguire un spot che il Governo ha
lanciato circa un mese fa in giro, facendo delle riunioni anche
improprie e presentando un disegno di legge che poi è stato
corretto, è stato rivisto, grazie al senso di responsabilità della
Commissione Lavoro, prima, e della Commissione Bilancio e di questo
devo ringraziare i rispettivi presidenti che, quanto meno, hanno
consentito di esitare un testo per l'Aula che è un testo
responsabile.
Sono perplesso su tanti aspetti di questa norma, signor Presidente
e onorevoli colleghi, lo voglio dire, perché la copertura
finanziaria che viene individuata, comunque, non rispecchia quella
che è la descrizione dell'articolo 24 bis e questo lo voglio
evidenziare sottolineando due aspetti che quest'Aula ha colto: per
quanto riguarda una parte di questa norma è stato previsto il piano
di razionalizzazione delle spese, per quanto riguarda la gran parte
di questa norma non è stato previsto il piano di razionalizzazione
delle spese.
Questo io tengo a sottolinearlo per un motivo molto semplice:
qualcuno già manifesta perplessità nelle dichiarazioni di voto, ma
dobbiamo dire con chiarezza che, se ci siamo ritrovati al limite
per esaminare questo provvedimento, è perché il Governo non è stato
pronto e non è stato serio ad affrontare questa tematica,
probabilmente pensava che fosse un altro spot da lanciare, da
consumare, sul territorio cercando di suscitare sentimenti e
reazioni che poi rischiano di sfociare in reazioni incontrollabili,
perché questo Palazzo non può, in questi termini, affrontare il
destino di giovani, ormai non più giovani, ma di quel precariato
storico, perché voglio ricordare a me stesso e a molti colleghi
che, se si è deciso responsabilmente di limitarci esclusivamente ai
lavoratori precari degli enti locali, è perché sono il ceppo
storico dei precari. Questa è la questione.
Ma anche rispetto a questa problematica non c'è stato mai e anche
in questa occasione questo Governo ha fallito nel presentare un
disegno organico.
La mia solidarietà va, naturalmente, a chi non ha avuto la
possibilità, per questioni stringenti, di non entrare in un
processo di stabilizzazione, princìpi di stabilizzazione, perché
dovremmo capire cosa succederà definitivamente.
Concludo dichiarando naturalmente il voto favorevole del Gruppo
parlamentare Forza del Sud, ma manifestando, per l'ennesima volta,
la nostra contrarietà su quello che è il metodo del Governo
nell'agire e nel non confermare in Aula gli impegni che assume in
Commissione Bilancio parallelamente alla tematica del taglio agli
enti locali che ancora l'assessore Armao continua a non voler
manifestare pubblicamente in quest'Aula.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, cercherò di stare abbondantemente
dentro i cinque minuti.
Sono tantissime le cose che vorrei dire a proposito dell'iter di
questa legge, ma purtroppo il tempo non mi è sufficiente. Mi limito
semplicemente a dire che, grazie all'opera di questo Parlamento e
all'azione responsabile della Presidenza e dei Parlamentari tutti,
si è impedito un altro scempio ai danni dei lavoratori. Si è
impedito cioè che una boutade di tipo propagandistico si
trasformasse, invece, in un dramma reale per i lavoratori stessi
perché, torno a ripetere, se noi, come Parlamento, non ci fossimo
impegnati a fondo per cercare di correggere le storture, le
insufficienze della norma che era stata presentata, noi oggi
saremmo qui a piangere una bocciatura totale di questa legge e la
possibilità a questo punto realissima per tutti i lavoratori LSU,
per tutti i precari, per tutti gli articolisti, di trovarsi nella
condizione di essere mandati a casa dopo 15 anni.
Quindi, un plauso al Parlamento che, al di là delle chiacchiere,
al di là degli annunci, ha corretto la norma per cercare di
arrivare a ciò che realisticamente oggi potevamo fare a causa
dell'insufficienza dell'azione del Governo che, laddove doveva
intervenire prima e per tempo con un'azione globale e complessiva -
e mi riferisco anche alla inopportuna fretta con cui si è proceduto
alla stabilizzazione di una parte del precariato -, se voleva
guardare lontano, con una norma complessiva che rientrasse nel
novero della copertura finanziaria globale per tutti e interveniva
quindi su tutti i precari, anche su quella stabilizzazione,
fermandosi per tempo, oggi avremmo potuto esitare un provvedimento
che copriva tutti.
Così non è stato, ma mi auguro che la norma che stiamo votando
oggi, sulla quale annuncio il mio voto favorevole, nonostante le
critiche, dia comunque la possibilità agli articolisti di essere
nella condizione, domani, di poter usufruire, appena le condizioni
lo consentiranno, di una proroga vera ed effettiva. E quando parlo
di articolisti comprendo anche gli LSU e tutti i lavoratori precari
degli enti locali.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò rapido
perché penso che già sono state usate tante parole.
Intanto, prendo atto che questo disegno di legge viene considerato
problematico, incompleto, dubbioso, però tutti lo votano. E già
questo è un successo dell'Aula e di chi lo ha proposto. Inoltre, si
poteva benissimo fare una norma, così come abbiamo fatto negli anni
precedenti: cioè alla scadenza dei contratti si fanno le proroghe,
un atto burocratico fatto dal Parlamento.
Abbiamo deciso, ben sapendo di muoverci in un campo difficile, non
soltanto per la condizione difficile della Regione siciliana, dove
ci sono migliaia e migliaia di precari diversificati, perché
anch'io sento come limite il fatto che nel sistema del precariato
c'è gente che, pur da tanti anni che fa il precario, non ha neanche
una rapporto contrattualizzato, mi riferisco a quelli della 331 o
della 280. Anch'io avverto le ingiustizie che ci sono in un sistema
di un mondo già complicato e difficile qual è appunto il
precariato.
Però, abbiamo deciso di vivere questa vicenda delle proroghe anche
come una sfida, una sfida di muoverci sapendo che ci muoviamo in un
sistema nel quale la legislazione nazionale, i vincoli finanziari,
i meccanismi che in qualche modo si riversano sul sistema Sicilia,
ci portano ad un vicolo stretto da percorrere. Eppure abbiamo
deciso di infilarci in questo vicolo stretto e provare a costruire
una speranza.
Sin dall'inizio, quanto abbiamo presentato questo disegno di
legge, ho detto che era un disegno di legge onesto - lo diceva
l'onorevole Gucciardi e lo ripeto anch'io - perché, pur non essendo
un disegno di legge che risolve tutti i problemi, pur non essendo
un disegno di legge che darà certezza di prospettiva a tutti, è
però un disegno di legge che avvia procedure per consentire la
stabilizzazione. Ciò significa che non è la legge che domani
mattina stabilizzerà tutti, ma è una legge che, in qualche modo, se
riusciremo a farle superare alcuni meccanismi e vincoli che
limitano la possibilità di esercitare la potestà legislativa
autonoma della nostra Regione, credo avvierà un percorso affinché
queste persone, le chiamo persone, non le chiamo in altra maniera,
persone che da anni svolgono attività istituzionale nei Comuni,
negli Enti locali e nel sistema pubblico allargato, e che svolgono
ormai in molti casi attività che, se non ci fossero loro, non ci
sarebbero più. Bene, la possibilità che queste persone diventino
finalmente dipendenti.
Io spesso uso una battuta per dire quali sono le tragedie che poi
si vivono in questa dimensione del precariato. Spesso tantissima
gente mi dice: per me la cosa più umiliante dell'essere a
cinquant'anni precario è quella di andare in un grande
supermercato, provare a comprare un televisore piuttosto che una
lavatrice, o una macchina e sentirmi un cittadino di serie B,
perché non posso neanche utilizzare il mio rapporto di lavoro come
elemento fidejussorio per poter avere un prestito.
È dentro questa dimensione che si consumano anche le tragedie,
come dire, la condizione di marginalità che si vive nella nostra
Regione. Ripeto, è una legge con la quale abbiamo voluto fare una
tripla operazione: avviare le proroghe per quelli che sono,
diciamo, nel sistema regionale; garantire le proroghe per quelli
che sono i lavoratori del regime transitorio e avviare le procedure
di stabilizzazione. E' una legge che si muove lungo tre binari.
Io mi auguro, spero, che questa legge possa arrivare in porto così
come noi la stiamo votando. In ogni caso, credo che ad un
Parlamento come il nostro spetti anche il compito, ad un certo
punto, di accettare la sfida delle competenze. E se dovesse esserci
un conflitto di competenze, lo dobbiamo portare fino in fondo,
senza vergognarci, come se dovessimo nascondere la polvere sotto il
tappeto, anche perché in questo Paese, lo dico a tanti benpensanti,
di precariato si vive e, in tanti casi si è risolto, ed è anche per
responsabilità nostre, di questa Regione, che il nostro precariato
non si è risolto.
Le chiedo scusa, onorevole Bufardeci, di averle tolto la
possibilità di andare a letto presto, dico soltanto un'ultima cosa.
So bene che servirebbero più risorse, però è anche vero che in
questa Regione due miliardi di euro di disavanzo strutturale noi lo
abbiamo ereditato, non lo abbiamo prodotto. E dentro questa eredità
ci sono tutti i limiti di trovare soluzioni anche finanziarie per
quelli che oggi non trovano soluzione in questa legge, perché
qualcuno lo ha prodotto il disavanzo che oggi altri sono costretti
a gestire.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
avrei preferito che in questi due o tre giorni che ci hanno visti
impegnati nella discussione di questo disegno di legge, avessimo
potuto guardare avanti positivamente, pensando ad occasioni di
lavoro, di sviluppo, di programmazione di nuovi modelli di sviluppo
della nostra Regione. Invece ci siamo dovuti curare - lo dobbiamo
dire in maniera franca e leale - degli sfasci del passato che
abbiamo ereditato.
Ha ereditato questa Assemblea regionale siciliana, abbiamo
ereditato tutti noi, ha ereditato il Governo Lombardo, tanto
recuperato su cui si dice di tutto, e che è assente. Ma stasera,
signor Presidente, onorevoli colleghi, approviamo un testo che è
stato presentato dal Governo presieduto dall'onorevole Lombardo.
Questo lo dobbiamo ammettere.
E stasera tutti a dire che avremmo potuto fare molto meglio, che
avremmo potuto certamente dare le risposte a tutta questa massa di
precari. Abbiamo sentito tante interventi dell'onorevole Vinciullo,
che potrebbe invece approfittare di avere l'occasione per stare un
poco zitto.
Signor Presidente, non ci sono precari di serie A o di serie B, o
deputati regionali che hanno una sensibilità maggiore rispetto ad
altri. Abbiamo tutti la stessa sensibilità rispetto a gente che è
precaria, che non ha un lavoro, e rispetto anche a tantissimi
giovani che vorrebbero e che sarebbero potuti entrare in questa
Regione attraverso concorsi pubblici perché hanno meriti, perché
hanno studiato, perchè hanno fatto sacrifici così come le loro
famiglie hanno fatto sacrifici per farli studiare, ma non hanno
avuto questa possibilità.
Quindi, evitiamo di fare demagogia e di differenziarci dicendo chi
ha più o meno sensibilità. Tutti noi vogliamo certamente dire basta
al precariato, tutti noi vogliamo dire basta alle decine di
migliaia di persone che sono state anche inserite come stipendiati
dalla Regione siciliana attraverso meccanismi tortuosi legislativi,
non sempre lineari e precisi, che hanno ingrossato clientele.
Quindi, stasera finalmente facciamo una legge onesta, la legge che
si poteva fare tant'è che è condivisa da tutti i rappresentati dei
partiti, da tutti i deputati eletti qui all'Assemblea regionale
siciliana.
Certamente il Governo, in un contesto finanziario-economico
particolarmente difficile, si è impegnato, in testa il Presidente
Lombardo, a dare risposte per stabilizzare il precariato e per
costruire un avvenire migliore, ed è questa la grande
soddisfazione. Credo che questo sia anche il grande merito che il
Governo Lombardo ha avuto nel presentare un disegno di legge che
stasera diventa legge della Regione siciliana con il consenso e il
voto favorevole di tutti i Gruppi parlamentari presenti
all'Assemblea regionale siciliana.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
molto l'onorevole Musotto e lo apprezzo ancor più per questo
intervento, perché è un intervento da militante fedele, che omette
di valutare la realtà che si è verificata, perché il disegno di
legge presentato dal Governo non esiste più.
Nacque da un bluff propagandistico che il Presidente Lombardo
inscenò in una conferenza stampa parlando di stabilizzazione dei
precari tout court, che se fosse stato tradotto in legge avrebbe
prodotto una legge pericolosissima e destinata ad essere impugnata
dal Commissario dello Stato e quindi destinata a fallire: una legge
sbagliata
Il testo presentato è stato completamente cambiato in Commissione
di merito, e poi ricambiato ulteriormente in Commissione bilancio:
di quel testo, onorevole Adamo, non esiste nulla.
Quindi, ristabiliamo i contorni. In Commissione di merito e in
Commissione bilancio abbiamo concordato un percorso diverso,
sicuramente difficile - diceva l'onorevole Cracolici -, un discorso
che è fondato su due pilastri: da una parte le proroghe dei
contratti dei lavoratori precari degli enti locali nel regime
transitorio e dall'altra una cornice normativa, presidente Savona,
che consentisse il tentativo di avvio di un successivo processo di
stabilizzazione graduale e fondato su queste premesse di carattere
normativo, qualora passassero positivamente il vaglio del
Commissario dello Stato.
Sono d'accordo con l'onorevole Cracolici quando dice che, qualora
non dovesse passare, noi siamo favorevoli a portare ad oltranza il
conflitto di competenza, perché sul precariato quest'Assemblea,
questo Governo, questa maggioranza, ma tutto il Parlamento non può
sicuramente perdere l'occasione di questo quinquennio per superare
definitivamente uno dei capitoli più importanti dell'organizzazione
socio-economica ed istituzionale della nostra Regione.
Però, è anche vera un'altra cosa: in Commissione avevamo detto - e
mi dispiace che il Governo in questa lunga attività odierna non lo
abbia precisato - che il Governo, nella persona dell'Assessore
Armao, avrebbe garantito che i trasferimenti agli enti locali non
sarebbero stati toccati.
Sarebbe opportuno, avendo fatto questa legge, che venisse
confermata e mantenuta. Quanto ai buchi del passato di cui parlava
il collega Cracolici - che non è stato estraneo alle attività di
questa Aula, è stato insieme a me e insieme a tutti noi co-
protagonista di molte leggi, ma oggi governa un quarto di quattro
quarti di alleanza che per tre quarti sono stati partecipi di tutti
i Governi precedenti - fa riferimento ai buchi degli alleati con
cui governa in questo momento. Allora noi siamo per approvare
questa legge, dare il nostro voto favorevole e, ovviamente,
sottolineando queste riserve che derivano da una premessa negativa
del Governo che oggi ha dimostrato quanto comunque sia interessato
a questo processo, perché dopo il bluff propagandistico iniziale,
mi pare che abbia sottolineato con la sua costante assenza quanto
ci teneva a questo testo, a questo disegno di legge. Per fortuna
gli assessori si sono mantenuti presenti, ma il Presidente è stato
completamente assente all'attività odierna dell'Aula e, dopo avere
anticipato con quelle affermazioni il suo interesse, avrebbe dovuto
essere quanto meno presente. Noi votiamo comunque a favore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Leontini. Ha facoltà di parlare
l'assessore Piraino.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, a nome del Governo,
alla fine di questa giornata così intensa, corre l'obbligo di
esprimere un ringraziamento per il lavoro che il Presidente
innanzitutto, le Commissioni durante l'iter di formazione di
questa, che oramai possiamo chiamare legge, l'Aula in tutte le sue
componenti, è riuscita ad esprimere in un momento e in una materia
così importante e così delicata per i significati che sono stati
fin qui sottolineati da tutti.
Credo che con questa legge si sia non operata una svolta, ma
rafforzata una svolta che il Governo aveva già iniziato con la
precedente legge di stabilizzazione del precariato che afferiva
alla Regione siciliana. Oggi si prende in mano e si avvia a
soluzione una fetta di precariato che rappresenta, in molti dei
Comuni e degli enti locali nei quali lavora, la spina dorsale di
questi stessi enti, che si sono potuti rendere protagonisti dei
servizi che offrono alle loro comunità.
E' un percorso, quello individuato dalla legge, che è composto da
diversi momenti, e non sarà un percorso facile. Infatti, non c'è
dubbio che gli enti, che sono poi coloro i quali dovranno operare
le stabilizzazioni, avranno la necessità di essere aiutati dalla
Regione, e il Governo non si dimenticherà di svolgere la sua opera
sussidiaria nei confronti degli enti locali, innanzitutto e
prioritariamente, mantenendo fede agli impegni che l'Assessore
Armao ha assunto in sede di Commissione Bilancio, non però nei
termini propriamente ricordati dall'onorevole De Luca, ma nel senso
che in realtà nei confronti degli enti locali più che parlare di
tagli dobbiamo parlare di riqualificazione dei trasferimenti in
modo tale che gli enti locali possano operare sempre meglio per la
soddisfazione dei bisogni delle loro comunità, a cui sono
istituzionalmente deputati.
Naturalmente, questo significa che l'importanza dell'impegno della
Regione non è limitato soltanto a sostenere, attraverso
l'attuazione delle norme della legge, ma anche assumendo come
indirizzi propri quelli che sono gli ordini del giorno che sono
stati approvati in questa Assemblea e che impegneranno il Governo
in maniera particolare alla ricerca della soluzione per una
stabilizzazione anche per quelle componenti che sono rimaste fuori
da questo disegno di legge per le ragioni che sono state qui
ricordate, per evitare possibili impugnative da parte del
Commissario dello Stato, che qualora dovessero presentarsi
vedrebbero sicuramente il Governo proporre di resistere di fronte
alla Corte Costituzionale.
Credo che sia altresì importante, proprio per i profili che una
resistenza di fronte alla Corte Costituzionale a difesa delle
prerogative della Regione significa, il fatto che in questa sede,
al momento delle dichiarazioni conclusive di voto, alcuni dei
capigruppo di questo Parlamento abbiano detto di condividere
l'indirizzo del Governo ad una eventuale resistenza di fronte alla
Corte Costituzionale.
Questo mi consente di poter concludere, a me che ho l'onore di
rappresentare, assieme ai colleghi qui presenti, il Governo della
Regione, questa giornata sicuramente faticosa, ma credo una
giornata segnata da un tratto estremamente positivo
dell'approvazione di una legge che, a mio modo di vedere,
restituisce la dignità ai lavoratori in senso integrale ad una
fascia di persone che molto spesso sono state costrette a subire
anche umiliazioni.
Io credo che questo, per il Parlamento e per il Governo della
Regione Siciliana, sia un onore da sottolineare.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Proroga di contratti di personale a tempo determinato. Misure
urgenti a sostegno dell'occupazione» (n. 645/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge «Proroga di contratti di
personale a tempo determinato. Misure urgenti a sostegno
dell'occupazione» (645/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 67
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 20 dicembre
2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno delle mozioni:
N. 226 - Istituzione di un tavolo tecnico e di concertazione, a
livello regionale, sulla 'questione giovanile' in Sicilia.
FIORENZA - MARROCCO - CURRENTI - GENTILE - ARICO'
N. 227 - Iniziative a livello centrale per ovviare ai disservizi
del sistema ferroviario siciliano.
BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - MATTARELLA
N. 228-- Rivisitazione dei confini della riserva 'Oasi del Simeto'
e del relativo regolamento.
BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - MATTARELLA
III - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica Salute'
IV - Discussione dei disegni di legge:
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011/2013.
(n. 630)
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011. Legge
di stabilità regionale. (n. 631)
La seduta è tolta alle ore 23.54
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.35
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli