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Resoconto d'Aula della Seduta n. 212 di martedì 14 dicembre 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Rinaldi, con nota  prot.  n.
  9714  del   13  dicembre 2010, ha chiesto di apporre la  firma  al
  disegno  di  legge  n.  537  Istituzione dell'elenco  delle  guide
  enogastronomiche e delle risorse agroalimentari e dell'elenco  dei
  ristoranti di qualità. Circuiti gastronomici .

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico la seguente richiesta di  parere  assegnata
  alla competente Commissione  Cultura, formazione e lavoro' (V):

   Criteri per la concessione del contributo buono scuola ex art.  3
  l.r. 14/2002 anno 2008/09. (120/V)
   - pervenuta in data 9 dicembre 2010
   - inviata in data 13 dicembre  2010.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato reso il seguente  parere  dalla
  Commissione  Affari Istituzionali' (I)

   Ente  acquedotti siciliani.  Nomina commissario liquidatore  Avv.
  Agostino Equizzi.
   (n. 119/I)
   - reso in data 7 dicembre 2010
   - inviato in data 9 dicembre 2010.

           Comunicazione di delibera della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la delibera  della  Giunta
  regionale  n. 439 del 23 novembre 2010  P.O.FESR Sicilia 2007/2013
  -  Rimodulazione del Programma - Linee guida per l'attuazione  del
  Programma Operativo .

   Copia  della stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

         Comunicazione di decisione della Commissione europea

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta  copia  della  nota  della
  Commissione  europea  recante la decisione di compatibilità  della
  medesima Commissione del 12 novembre 2010 relativa al  PSR Sicilia
  2007-2013.   Misura   227:    Sostegno   agli   investimenti   non
  produttivi'. Aiuto n. 143/2010. Decisioni di compatibilità.

   Copia della medesima è stata inviata alla terza Commissione.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESSIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1536 - Celere realizzazione di interventi presso l'ATO idrico
  di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  1538  - Notizie urgenti in merito ai ritardi dei pagamenti  a
  favore della struttura 'Oasi Maria SS' di Troina (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo; Gianni Giuseppe

   N.  1539  -  Iniziative per evitare il ripetersi  di  episodi  di
  violenza  come quelli verificatisi a Palazzo Steri, a Palermo,  il
  17 novembre 2010.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1540 - Aggiornamento del piano di assetto idrogeologico (PAI)
  della provincia di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1542  -  Chiarimenti  sulla  predisposizione  del  calendario
  regionale  delle manifestazioni e degli eventi di grande  richiamo
  turistico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1543 - Iniziative per la revisione dei finanziamenti agli enti
  di formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1537 - Iniziative a tutela degli operai in cassa integrazione
  della società ATI Group di Bagheria (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1541 - Notizie in merito ai criteri e alle procedure adottate
  per l'adozione dei piani paesaggistici provinciali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Gianni Giuseppe; Vinciullo Vincenzo; Caputo  Salvino;
  Cordaro  Salvatore;  Dina  Antonino; Beninati  Antonino;  Catalano
  Santo;  Gentile Luigi; Ragusa Orazio; Pogliese Salvatore;  Falcone
  Marco; Mineo Francesco

   N.  1544  -  Chiarimenti sulla mancata applicazione  della  legge
  regionale n. 9 del 2010 recante 'Gestione integrata dei rifiuti  e
  bonifica dei siti inquinati'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  1545  -  Iniziative  per fronteggiare l'emergenza  legata  al
  versamento di petrolio nei mari che bagnano la Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   -  Norme relative alle indennità ed ai gettoni di presenza  degli
  amministratori dei liberi consorzi di comuni. Modifiche alla legge
  regionale 16 dicembre 2008, n. 22. (n. 647)
   Di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
  data 14 dicembre 2010.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  104  -  Iniziative per assicurare la legalità nella  gestione
  dell'ATO ME3.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Panarello   Filippo;  Laccoto   Giuseppe;   Picciolo
  Giuseppe; Rinaldi Francesco.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  226  Istituzione di un tavolo tecnico e di concertazione,
  a  livello  regionale,  sulla 'questione giovanile'  in  Sicilia',
  degli  onorevoli  Fiorenza, Marrocco, Currenti, Gentile  e  Aricò,
  presentata il 7 dicembre 2010;

   numero  227   Iniziative  a  livello  centrale  per  ovviare   ai
  disservizi  del  sistema ferroviario siciliano',  degli  onorevoli
  Barbagallo, Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre
  2010;

   numero  228   Rivisitazione dei confini della riserva  'Oasi  del
  Simeto'  e  del relativo regolamento', degli onorevoli Barbagallo,
  Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre 2010.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  condizione giovanile in Sicilia presenta grandi  elementi  di
  preoccupazione per gli aspetti legati alla crisi occupazionale, ai
  problemi della criminalità minorile ed alla mancanza di strutture,
  spazi  e servizi destinati all'organizzazione del tempo libero  ed
  alle attività giovanili nel loro insieme;

   la  Regione  interviene a sostegno delle iniziative rivolte  alle
  giovani generazioni, attraverso diversi Assessorati, in materia di
  sport,  tempo  libero, cultura; cooperazione ed  imprenditoria  in
  genere:  azioni che però non dispongono di un reale  ed  effettivo
  coordinamento;

   un impegno non articolato della Regione rischia di vanificare gli
  sforzi  compiuti e di non raggiungere il miglioramento complessivo
  della condizione giovanile;

   è  dunque essenziale cercare di creare determinate condizioni  di
  organicità  nell'azione  della  Regione  a  sostengo  dei  giovani
  siciliani, come già specificato, ed attivare un tavolo tecnico  ma
  anche di concertazione in grado di monitorare l'intero settore,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  istituire  un  tavolo  tecnico e  di  concertazione,  con  le
  direttive   della  Presidenza  della  Regione,  sulla   condizione
  giovanile in Sicilia.
   L'organismo  accerterà le cause generali e le  motivazioni  varie
  del  disagio  sociale,  economico e culturale  relativamente  alla
  questione giovanile nell'Isola.
   Detto tavolo dovrà monitorare, studiare e privilegiare i seguenti
  punti:

   a)  i  giovani  e  la  famiglia, anche in relazione  al  processo
  formativo ed educativo;

   b)  i giovani e la scuola: le dimensioni dell'obbligo scolastico;
  la  selezione  operata  nella  scuola  dell'obbligo  nonché  negli
  istituti  di  istruzione secondaria; la condizione degli  studenti
  universitari;

   c)  i  giovani e il lavoro: le caratteristiche e le  cause  della
  disoccupazione   giovanile;   la   cooperazione   giovanile;   gli
  interventi  delle amministrazioni pubbliche statali,  regionali  e
  locali;

   d)  i  giovani e la cultura: dati relativi ad attività  culturali
  extrascolastiche promosse da enti pubblici e privati dirette  alla
  fruizione  di un pubblico giovanile; dati relativi alla diffusione
  di  pubblicazioni  specializzate  e  riservate  ai  giovani,  alla
  diffusione  tra gli stessi di quotidiani, periodici e libri,  alla
  partecipazione  dei  giovani a spettacoli  teatrali  ed  a  scambi
  culturali con altri Paesi esteri;

   e)  i  giovani  e l'imprenditoria: strumenti messi a disposizione
  dei   giovani   per  favorire  la  nascita  e  la   creazione   di
  un'imprenditoria giovanile; dati relativi al biennio 2009  -  2011
  su   quante   aziende   siano  nate  dai   fondi   impiegati   per
  l'imprenditoria giovanile;

   f)  i giovani, la salute e lo sport: dati relativi ai trattamenti
  sanitari obbligatori, all'educazione e all'informazione sanitaria,
  alla  diffusione dell'etilismo, del tabagismo tra i giovani;  dati
  relativi alla pratica sportiva dei giovani» (226);

                         «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   i   disservizi  delle  ferrovie  in  Sicilia  sono  diventati  la
  normalità;

   lo  stato  di  gravissima inefficienza in cui  versa  il  sistema
  ferroviario siciliano è ormai intollerabile;

   CONSIDERATO che:

   secondo  i numeri dell'Osservatorio sul trasporto della Fit-Cisl,
  tra lunedì 22 e giovedì 25 ottobre 2010, sono stati cancellati  12
  treni  regionali e sono stati registrati ritardi, in 24  casi,  di
  oltre 20 ore;

   sono  stati chiusi gli uffici del personale capotreno a  Catania,
  Messina, Caltanissetta e Castelvetrano;

   il  traffico ferroviario regionale viene penalizzato ogni  giorno
  di più, senza alcuna seria prospettiva di rilancio;

   RITENUTO che:

   i disservizi sono determinati da gravissime carenze strutturali e
  dalla mancanza di mezzi e personale;

   le Ferrovie hanno di fatto privato la Sicilia delle linee ad alta
  velocità.

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  intervenire nei confronti del Governo nazionale per  valutare
  le modalità di impiego e l'efficacia degli interventi previsti nel
  cosiddetto  'Piano per il Sud' in relazione al sistema ferroviario
  siciliano;

   a  richiedere  un  incontro al presidente della Rete  ferroviaria
  italiana, prof. Dario Lo Bosco, per approfondire sia il  tema  del
  trasporto  merci  sia quello riguardante il trasporto  viaggiatori
  della tratta Catania - Palermo» (227);

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   l'attuale  situazione  della riserva  dell'Oasi  del  Simeto  non
  tutela  l'ambiente  né  i residenti delle seimila  abitazioni  che
  ricadono nella zona 'A' e soprattutto nella zona 'B' della riserva
  stessa;

   i predetti cittadini sono privi di acqua potabile, illuminazione,
  trasporti pubblici, sicurezza, servizi di raccolta rifiuti, ecc.;

   CONSIDERATO che:

   le  citate  aree non presentano più quelle peculiarità ambientali
  che   hanno  reso  necessaria  l'istituzione  della  riserva,  per
  l'eccessiva antropizzazione dei luoghi;

   occorre, in ogni caso, proteggere e conservare la natura, pur  in
  presenza di tantissime abitazioni;

   RITENUTO che:

   l'Oasi  del Simeto racchiude al suo interno un complesso di  zone
  umide di grande rilievo per la conservazione della biodiversità;

   la riserva rientra a pieno titolo tra le principali zone umide in
  Italia per la conservazione degli uccelli;

   la  Regione  deve intervenire per evitare che la riserva  diventi
  'terra  di nessuno' senza tutela ambientale e senza alcun servizio
  per i cittadini,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  attivare  le  iniziative  necessarie  per  una  rivisitazione
  complessiva  dei confini della riserva e del relativo regolamento,
  finalizzata  alla  conservazione del suo  inestimabile  patrimonio
  naturale      ed  alla  corretta  fruizione  turistico-ambientale»
  (228).

   Avverto  che  le  stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in congedo: l'onorevole  Campagna
  per  le  sedute  di oggi, l'onorevole Picciolo per le  sedute  dei
  giorni 14, 15 e 16 dicembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


     Cerimonia di scopertura della lapide in memoria dei militari
                      italiani caduti a Nassiriya

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che, domani 15  dicembre
  2011,  alle  ore  11.00  sarà scoperta la lapide  in  memoria  dei
  militari  italiani caduti a Nassiriya; invito, pertanto,  tutti  i
  deputati a parteciparvi.


   Presidenza del presidente Cascio


      Seguito della discussione del disegno di legge «Proroga di
     contratti di personale a tempo determinato. Misure urgenti a
                 sostegno dell'occupazione» (n. 645/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge  Proroga di  contratti  di
  personale   a  tempo  determinato.  Misure  urgenti   a   sostegno
  dell'occupazione  (645/A).
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che  nella  seduta  n.  211  del  9
  dicembre 2010 era stata chiusa la discussione generale e approvato
  il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                    Personale con contratti atipici

   1.  Al  fine di non interrompere le attività connesse ai  compiti
  straordinari  in  materia di protezione civile, ambientale  e  del
  territorio, delle acque e dei rifiuti e nelle more che la  Regione
  completi i processi di stabilizzazione secondo le disposizioni  di
  cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12, del decreto legge 1 luglio
  2009,  n.  78, convertito con modificazioni dalla legge  3  agosto
  2009,  n.  102, l'amministrazione regionale continua ad avvalersi,
  fino  al  31  dicembre 2011, del personale titolare  di  contratti
  autorizzati ai sensi delle norme di seguito indicate:

   a)  articolo 4, comma 8, della legge regionale 14 aprile 2006, n.
  16;

   b)  articolo 1, comma 1, della legge regionale 29 dicembre  2009,
  n.  13,  come  prorogati dall'articolo 51, comma  6,  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11;

   c)  articolo 1, comma 6, della legge regionale 29 dicembre  2009,
  n.  13,  come  prorogati dall'articolo 51, comma  6,  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11;

   d)  articolo l, comma 7, della legge regionale 29 dicembre  2009,
  n.  13,  nei limiti imposti dalla proroga di cui all'articolo  51,
  comma 8, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11;

   e)  articolo  25 delle legge regionale 29 dicembre 2003,  n.  21;
  articolo 41 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15; articolo
  2,  comma 3, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 4; articolo
  8, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2006, n. 16;

   f)  articolo 7, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
  n. 19 e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1, sono altresì prorogati  al
  31 dicembre 2011 i contratti di cui all'articolo 1, comma 2, della
  legge   regionale  29  dicembre  2009,  n.  13,   come   prorogati
  dall'articolo 51, comma 6, della legge regionale 12  maggio  2010,
  n.  11,  e  di cui all'articolo 1 della legge regionale 28  giugno
  2010, n. 14.

   3.   È  altresì  autorizzata,  sino  al  31  dicembre  2011,   la
  prosecuzione  dell'attività relativa  ai  soggetti  utilizzati  ai
  sensi  e per gli effetti del comma 9 dell'articolo 51 della  legge
  regionale 12 maggio 2010,  n. 11.

   4.  Per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi
  1,  2  e 3 è autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la spesa
  complessiva di 59.389 migliaia di euro, di cui:

   a)  1.100  migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  a);

   b)  16.012 migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  b);

   c)  8.400  migliaia di euro per le finalità del comma 1,  lettera
  c);

   d)  3.500  migliaia di euro per le finalità del comma l,  lettera
  d);

   e)  2.756  migliaia di euro per le finalità del comma l,  lettera
  e);

   f) 369 migliaia di euro per le finalità del comma 1, lettera f);

   g) 24.852 migliaia di euro per le finalità del comma 2;

   h) 2.400 migliaia di euro per le finalità del comma 3.

   5. Gli oneri discendenti dal comma 4, quantificati in complessivi
  59.389 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2011, trovano
  riscontro  nel bilancio della Regione per il triennio 2010/2012  -
  U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704 - accantonamento 1001)».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa: 1.2, 1.3, 1.4,   1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14,
  1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.5, 1.10, 1.6, 1.21, 1.7, 1.8, A47;
   dagli onorevoli D'Asero, Leontini, Mancuso, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa: 1.19, 1.22
   dagli onorevoli Pogliese, Vinciullo, Falcone e Buzzanca: 1.27;
   dagli  onorevoli Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo:
  1.28;
   dalla Commissione: 1.23, 1.29, 1.30;
   dagli onorevoli D'Asero e Savona: 1.1;
   dagli onorevoli Maira, Caronia e Dina: 1.25 e 1.26.
   dal Governo alla Tabella  A': 1.24 e 1.32, nonché gli emendamenti
  1.23.1, 1.31, 1.32 e 1.33.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    intervengo
  sull'ordine  dei lavori perché, purtroppo, in ragione dell'assoluta
  mancanza  di  collegamento tra il Governo regionale  e  l'Assemblea
  siamo costretti, molto spesso, ad affidarci alle voci di corridoio,
  cosa  assai detestabile, soprattutto se legata ad un'Aula e  ad  un
  contesto prestigioso come questo.
   Abbiamo  saputo e abbiamo da circa trenta secondi in  mano  questo
  brogliaccio,  che dovrebbe contenere una serie di  emendamenti.  Ci
  viene   detto,  da  qualche  fonte  autorevole,  addirittura  dieci
  emendamenti   di   riscrittura  che,  di  fatto,  finirebbero   col
  riscrivere, da parte del Governo, interamente, il disegno di legge
    Signor Presidente, da lei vorremmo chiarezza circa la veridicità,
  perché   non  abbiamo  il  tempo  materiale  di  constatare  quanto
  affermato:  vorremo  comprendere, cioè, se questi  emendamenti,  di
  fatto, hanno riscritto il disegno di legge che era stata apprezzato
  precedentemente  in  Aula oppure no e, in  caso  positivo,  volendo
  assolutamente dare priorità a questo disegno di legge sui precari e
  volendo  ancora di più cercare di non togliere tempo  a  quest'Aula
  per  l'approvazione della finanziaria e del bilancio, le  chiederei
  non  un  giorno né due, ma un paio di ore di tempo per  comprendere
  se,  quanto è stato detto nei corridoi, risulti a verità  e,  se  è
  possibile,  espletare  in  maniera compiuta,  da  parte  di  questi
  parlamentari,  il mandato che ci è stato richiesto da  parte  degli
  elettori.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente  noi
  non siamo sorpresi come l'onorevole Cordaro, perché a noi è notoria
  la  confusione che il Governo ha nelle sue azioni giornaliere e non
  ci  sorprende  neanche l'atteggiamento che il  Governo,  su  questo
  disegno  di  legge,  ha tenuto nelle ultime  due  settimane  e  non
  escludiamo che a questi emendamenti, testé presentati, ne arrivino,
  ancora altri, in serata, di riscrittura.
   L'onorevole  Cordaro immagina che il Governo possa  avere  qualche
  momento di lucidità. Noi invece riteniamo che su questo disegno  di
  legge  protagonista  possa   essere solo  il  Parlamento  siciliano
  perché  se ci affidassimo alla confusione governativa è chiaro  che
  questo provvedimento non sarebbe giunto neanche in Aula, ci saremmo
  fermati  alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione
  che   intendeva  stabilizzare  tutti  quelli  che  potevano  salire
  sull'arca di Noè, dopo la distruzione della Sicilia.
   Signor  Presidente, mi sembra che la richiesta di sospensione   di
  due  ore  avanzata  dall'onorevole Cordaro è esagerata,  servirebbe
  molto  meno. Dobbiamo, come le ho detto, prepararci all'altro  maxi
  emendamento che arriverà, certamente, in Aula perché la  confusione
  sovrasterà  l'azione  che in Aula determineremo  con  la  chiarezza
  assoluta  che  ci  ha contraddistinto già in Commissione  bilancio,
  dove abbiamo messo da parte quelle che sono le nostre prerogative e
  abbiamo  agevolato  un percorso che possa dare ai  giovani  precari
  della  Sicilia, quanto meno, la speranza di raggiungere  il  minimo
  dell'obiettivo rispetto ad una prospettiva che la Presidenza  della
  Regione  aveva  rappresentato  non considerando quello  che  questo
  avrebbe scaturito nel corso delle settimane.
   Quindi signor Presidente la prego di provvedere ad una sospensione
  che  non superi i trenta minuti. Perché in trenta minuti riusciremo
  certamente  a rileggere quello che è la riscrittura del disegno  di
  legge  e  riprendere  i  lavori in  Aula in  attesa  dell'eventuale
  novità.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   io   sto
  intervenendo  su questo argomento ma già la settimana scorsa  avevo
  espresso  fortissime perplessità su quella che era la norma  e   su
  come il Governo voleva impostarla e qualcuno mi aveva detto che ero
  un   menagramo  perché  volevo  che  il  Commissario  dello   Stato
  impugnasse questo provvedimento.
   In quella occasione -  lei, Presidente Cascio, non era presente  -
  ho  detto  mi pare che sia il buon senso che poi deve guidarci  nel
  momento  in  cui  approviamo una  norma così  importante;   chi  ha
  commesso  il grande errore di sbandierare ai quattro venti  che  si
  sarebbe  occupato  e  preoccupato dei tanti precari  che  vivono  e
  operano  in  Sicilia, e dicevo poc'anzi che sono  argomenti  troppo
  importanti  per essere trattati con la superficialità che  noi  qui
  stiamo  avvertendo perché non si possono fare dei proclami,  perché
  questi operatori sono assai importanti all'interno degli enti,  dei
  comuni,  delle  province  e  delle altre aziende  che  operano  nel
  territorio.
   Sono  parecchi,  è un numero veramente importante  ma  non  voglio
  attribuirne a nessuno la responsabilità.
   Noi  non capiamo come si voglia procedere, non capiamo quale possa
  essere la fonte di finanziamento, non riusciamo a capire se è stato
  rispettato  il decreto Tremonti, se la trimestralità ha possibilità
  di essere allocata e appostata all'interno del bilancio.
   Signor Presidente, noi ci rendiamo conto che il Governo continua a
  brancolare nel buio.
   Il  Governo non sa più che pesci pigliare perché il capo di questo
  Governo, l'onorevole Raffaele Lombardo che di recente è sempre  più
  assente  in  quest'Aula, non ne comprendiamo il motivo  e  vorremmo
  capire perché il governatore da parecchio tempo diserta l'Aula,  ma
  ci  rendiamo conto che il disagio è forte e lo è  all'interno della
  compagine  governativa  come  all'interno  della  maggioranza.   Un
  disagio che nasce dal fatto che, di volta in volta, il Governatore,
  dopo  avere  fatto  dei  proclami, fa  delle  clamorosissime  marce
  indietro  a  discapito e a dispetto di chiunque, purché  riesca  ad
  apparire  sui giornali, nelle teletrasmissioni e dare  così  di  sé
  un'immagine completamente diversa da quella che è la realtà.
   Signor Presidente, desidero che mi ascolti perché voglio farle una
  proposta.
   In  questi  giorni  lei  ha  dimostrato  notevole  equilibrio,  ha
  dimostrato  anche  di  dire  e di fare  delle  scelte  che  possono
  sembrare  impopolari.  Ha detto chiaramente  anche  stamattina,  ho
  letto  i  quotidiani  e  gliene  do atto,  che  non  dobbiamo  fare
  demagogia,  ma dire pane al pane e vino al vino. E deve  farlo  lei
  dall'alto  del  suo  ruolo, in questa sede;  secondo  me  lei  deve
  prendere   in   mano  la  situazione,  perché,  diciamocelo   molto
  chiaramente, il Governo non è in grado di gestire questo percorso.
   Il Governo porterà alla rivoluzione sociale; il Governo non sa ciò
  che  ha  combinato; il Governo non si rende conto dei disastri  che
  sta  producendo; il Governo non capisce che le persone  che  stanno
  qui  fuori  e  che  oggi hanno tutto il diritto  ed  il  dovere  di
  protestare lo fanno in nome e per conto di chi ha loro promesso ciò
  che non poteva essere mantenuto.
   Signor   Presidente,  il  suo  ruolo  le  consente   di   prendere
  completamente in mano questa situazione. D'altronde dovrà essere il
  Parlamento ad approvare questo disegno di legge.
   Sia  lei,  finalmente, appropriandosi del suo ruolo che ha  svolto
  con  lodevole equilibrio, e far comprendere al Governo  che  questo
  passaggio  non  può  essere  affidato  alla  incapacità   che   sta
  dimostrando  il Governo Lombardo. Sia l'Assemblea, suo  tramite,  a
  portare  avanti una proposta seria, concreta, realizzabile,  perché
  mi  pare,  signor  Presidente, che oggi l'unica  proposta  che  noi
  possiamo  apprezzare  e  che  non  troverà,  forse,  la  scure  del
  Commissario dello Stato è la proroga di un anno, e nelle more della
  proroga noi dobbiamo essere chiari, concreti e seri.
   Io  affido a lei questo messaggio: ci tolga dai pasticci in cui ci
  ha buttato come siciliani il Governatore e in mezz'ora si faccia un
  percorso chiaro e lineare.
   Lei  informi l'Aula e vedrà che su una proposta seria l'Aula saprà
  dare finalmente risposte serie.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  per
  molti   versi   assolutamente  d'accordo  rispetto  alla   proposta
  dell'onorevole Mancuso ed anche a quanto detto, per quanto riguarda
  il ruolo di questo Parlamento, dall'onorevole Buzzanca.
   Volevo ricordare all'onorevole Buzzanca che questo è un disegno di
  legge  di iniziativa parlamentare, di cui gran parte del merito  va
  alla  Commissione  lavoro' che all'unanimità lo ha esitato.
   Vorrei anche ricordare ai colleghi parlamentari che questo disegno
  di  legge è stato a lungo dibattuto molto seriamente in Commissione
  bilancio, che ne era diventata titolare.
   Quindi, Presidente Cascio, mi unisco a quanto detto dall'onorevole
  Buzzanca  rispetto al punto di equilibrio che lei  rappresenta  per
  questo  Parlamento,  in una legge assolutamente  delicata,  in  una
  legge  che  tratta  di  intere famiglie e di persone,  che  ci  sia
  certamente  il buon senso, che non ci sia la corsa alla  demagogia,
  ma  che  tutti  quanti abbiamo il diritto di fare la  nostra  parte
  pensando al bene comune.
   Questo  che  stiamo  affrontando oggi, per  la  prima  volta  dopo
  vent'anni,  è  un  disegno di  legge molto,  molto  importante,  lo
  definisco  tra i più importanti di questo Parlamento e  quindi  c'è
  assolutamente  bisogno che venga trattato e  dibattuto  in  maniera
  molto seria ed opportuna.
   Pertanto,  se   è  necessaria una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari di mezz'ora, come suggeriva l'onorevole Mancuso
  la  si  faccia   perché non è stata apportata nel  bozzone  nessuna
  rivoluzione,  sono gli stessi emendamenti e comunque basta  trovare
  il  punto  di  equilibrio   e  si può, ovviamente,  raggiungere  il
  risultato in tempi anche abbastanza brevi.
   Ritengo  che ci debba essere un dibattito approfondito ma  non  ci
  sono  elementi che ci dividono in maniera assoluta, anzi sono   più
  quelli che ci uniscono
   E allora, mezz'ora per fare il punto della situazione sotto la Sua
  Presidenza,  ritengo che sia opportuna, utile, per far  sì  che  il
  dibattito  possa  proseguire senza preconcetti,  senza  pregiudizi,
  senza riserve mentali ma che si possa finalmente esplicitare, anche
  in quella sede, al meglio le cose che sono state determinate.
   Non è un disegno di  legge facile: un iter iniziato nel 1988 e che
  ha  lasciato per strada tantissime iniquità. E' stata una legge che
  ha  trattato  le  stesse  persone in  maniera  differente.  Abbiamo
  l'esigenza di affrontare la maggior parte di questi temi, anche  di
  queste persone nel miglior modo possibile.
   Quindi,  mezz'ora di confronto sotto la presidenza del  Presidente
  Cascio  in  modo  che  il  Governo e i  Gruppi  parlamenti  possano
  riguardare,  nei  limiti del possibile, tutti gli  emendamenti  può
  essere utile, costruttivo e soprattutto nell'interesse generale.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, diceva  qualcuno,
  prima  di me, che regna molta confusione durante l'iter e nell'iter
  dei provvedimenti che questo Governo, di volta in volta, affronta e
  anche dal modo come vengono affrontati.
   Signor  Presidente, siccome sotto questa confusione e in  mezzo  a
  questa  confusione noi rischiamo di mandare a casa, di togliere  la
  possibilità  a  decine di  migliaia di lavoratori  che  da  decenni
  consentono  che  gli enti locali possano espletare la  loro  azione
  amministrativa,  perché  non  dobbiamo  dimenticare  che  siamo  in
  presenza di soggetti che supportano, in maniera insostituibile,  le
  amministrazioni  comunali e, dicevo, in mezzo a questa  confusione,
  il rischio grande, forte è che queste persone possano ritrovarsi  a
  casa.
   Cerchiamo di riassumere con la centralità e la ragionevolezza  del
  Parlamento  i  termini  della  questione  ed  evitiamo  che   dalla
  demagogia possano nascere dei frutti velenosi per la gente  comune,
  per la gente normale.
   Noi,  già  nel  2006, avevamo legiferato e avevamo  approvato  una
  ottima  legge-quadro che era la legge 16 che istituiva un  percorso
  attraverso  il  quale  assicurare la  stabilizzazione  a  tutte  le
  categorie  dei precari. Era un percorso che prevedeva alcune  tappe
  ed  era un percorso sano, percorribile,  che non è stato però messo
  in  essere, che è stato disatteso, di cui non ci si è più  occupati
  inseguendo  altre  chimere  e che poi però,  a  causa  del  mancato
  conseguimento  puntuale  di  ciò che  prevedeva  le  legge  16,  ci
  ritroviamo in una situazione drammatica e, la cosa peggiore è  che,
  nel  mezzo  di questa situazione drammatica, c'è ancora  chi  va  a
  stimolare,  per  obiettivi  di  consenso  attraverso  i  comunicati
  stampa, attraverso annunci spot, la fantasia di quanti inseguono un
  posto fisso.
   Signor Presidente, questo non è tollerabile, perché sappiamo tutti
  che  la  realtà  ci  dice altro, la realtà ci dice  che  se  questo
  Parlamento,   responsabilmente,  due   settimane   fa   non   fosse
  intervenuto a riportare la questione, appunto, nella centralità del
  Parlamento,  oggi, non saremmo qui a cercare di mettere  una  toppa
  agli  annunci  stampa,  ma  saremmo qui a  piangere  un'impugnativa
  totale  da  parte di altri organi che avrebbe messo gli articolisti
  nella  condizione  di  restare a casa, di  non  avere  neanche  una
  proroga perché, come tutti sapete, due mercoledì fa la legge doveva
  andare  in  Aula,  era pronta per l'Aula sulla falsa  riga  di  una
  proposta  impresentabile, di una proposta che aveva solo il  valore
  di  uno  spot  pubblicitario sulla pelle degli  articolisti  e  dei
  precari.
   Oggi  a  cosa  siamo? Oggi siamo alla constatazione  che  possiamo
  soltanto  fare una proroga, ed attenzione, neanche una proroga  che
  si  proietti nel pluriennale oltre i due anni, ma una proroga forse
  addirittura  limitata ad un solo anno. A questo siamo.  E  c'è  chi
  continua  a  promettere  cose che per  causa  sua  non  si  possono
  realizzare;  non  possiamo  dimenticare  che  nella  richiesta   di
  esercizio  provvisorio  del dicembre 2009  il  Governo  pretese  di
  cancellare la deroga al patto di stabilità che avevamo, deroga  che
  poi si è tentato di reinserire nell'aprile successivo e che è stata
  impugnata,  deroga che si vorrebbe reinserire ora e  che  non  avrà
  certamente alcun esito favorevole.
   Allora, prima di provocare altri guasti, prima di provocare  altri
  guai,  prima di far rischiare ai precari che da dieci anni lavorano
  nei  comuni  persino  la proroga, chiudiamo oggi  questa  legge  in
  maniera ragionevole.
   Invito  la  Presidenza, in questo senso, a  cercare  di  eliminare
  tutta  la  materia  estranea per agevolare il  percorso  di  questa
  legge,  chiudiamo  velocemente questo percorso, diamo,  almeno,  la
  certezza a questi precari di poter continuare a lavorare nei comuni
  e  nel frattempo si concordi col Governo nazionale, come già  si  è
  fatto  nel  luglio  scorso, la possibilità di  una  stabilizzazione
  vera, con un provvedimento serio e concordato - potrebbe essere sul
  modello 285 o su altro modello concordato con il Governo -,  perché
  è  inutile proporre di stabilizzare quando le piante organiche  dei
  comuni non hanno i posti per farlo.
   Allora,  bisogna  inventarsi  un modello  da  contrattare  con  il
  Governo  nazionale, si cerchi di arrivare ad un accordo  che  dica,
  una  volta  per  sempre,  la parola fine a questa  storia,  con  un
  provvedimento speciale.
   Promettere  cose  che non si possono mantenere, nel  disastro  che
  stiamo vivendo, è da criminali
   Quindi,  la  invito,  signor Presidente, ad  eliminare  tutti  gli
  emendamenti ed a procedere velocemente verso l'approvazione di  una
  norma condivisa, stretta, che non faccia rischiare ai precari anche
  la proroga stessa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  signor   Assessore,   onorevoli
  colleghi, innanzitutto, credo che dovremmo comunicare all'Aula  che
  il  Governo  al Senato è passato con ampissima maggioranza,  162  a
  favore e 135 contrari, con una differenza quindi di 27 voti, questo
  è sicuramente un dato importante.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, come lei ben sa, c'è  il  secondo
  voto di fiducia, che è ancora più delicato

   VINCIULLO. Andrà ancora meglio, su questo non abbiamo dubbi. L'MPA
  ha  perso un senatore che è stato immediatamente espulso perché  ha
  votato  a favore del Governo  Ora vediamo quanti deputati perderete
  alla Camera
   Signor  Presidente,  al di là di questo fatto, vorrei  intervenire
  sul  disegno  di  legge   in discussione in Aula  per  ribadire  la
  volontà  del Popolo della Libertà affinché entro oggi questa  legge
  venga approvata.
   Noi  siamo  qui,  e  lo siamo dall'11 marzo  del  2009  quando  ho
  presentato  il  primo  disegno di legge come primo  firmatario  per
  sostenere  la  necessità che anche il Governo regionale  siciliano,
  anche  questa Assemblea regionale siciliana, approvassero una legge
  per eliminare il precariato che negli anni è stato fonte di fortune
  politiche,  perché  non  si  può  continuare  a  mantenere   questa
  situazione difficile, insopportabile.
   Signor Presidente, in questi mesi, nelle varie Commissioni dove il
  disegno  di  legge  è stato discusso, abbiamo sempre  sostenuto  la
  necessità  di fare in fretta, di avere al più presto una  legge,  e
  invece  c'è  stato il Governo che ha remorato, che ha perso  tempo,
  che  ha  presentato emendamenti, alle volte ha emendato persino  se
  stesso
   Ora,   mi  pare di capire che questo Governo voglia presentare  il
  terzo  emendamento  a  se  stesso   Capirete  che  è  qualcosa   di
  insopportabile,  qualcosa  che non siamo assolutamente  disposti  a
  tollerare.
   Noi,  oggi,  siamo in Aula per approvare questo disegno di  legge,
  noi,  questa sera, non vogliamo chiudere questa seduta se non dando
  certezza ai precari, se non approvando questo disegno di legge.
   Vorrei  anche  invitare l'Assessore presente  a  spiegarmi  questa
  Tabella   A ,  a spiegarmi l'emendamento 1.24. Cosa significa?  C'è
  scritto  Riedizione di copertura , ma sarà certamente riduzione  di
  copertura. Si individuano riduzioni  per 59.389 e poi, però, non si
  capisce  a  chi  vanno queste somme; ci vorrebbe  qualcuno  che  lo
  dicesse,   che  lo scrivesse, ma qui non è scritto in alcun  posto.
  C'è  soltanto  una  riduzione  di somme  e  non  sappiamo,  mi  sia
  consentito, dove vanno a finire queste somme. Almeno, fateci capire
  dove andranno queste somme.
   Ma  la cosa più grave, signor Assessore Piraino, è dove si taglia
  E'  vergognoso    quello che state facendo questa mattina;  al  suo
  posto  mi sarei vergognato a venire in Aula  Lei sta togliendo  due
  milioni  di euro alle famigli povere, a quelle che hanno deciso  di
  mantenere  i  loro  figli  e di non abortire.  Lei  stamattina  sta
  chiedendo questo all'Assemblea  State togliendo due milioni di euro
  a  favore  della  vita  nascente  Questo non  è  possibile,  non  è
  ammissibile  Massacrate l'agricoltura perché tutte le somme vengono
  tolte da questo settore e in più fate una cosa del genere
   Non  sorriderei,  signor  Assessore, perché  non  avere  impegnato
  queste due milioni di euro significa che il suo Assessorato, il suo
  predecessore, e anche lei non siete in grado di spendere  i  soldi,
  non  siete in grado di fare funzionare  la macchina amministrativa,
  non siete in grado di difendere la vita nascente.
   La  invito  a  riflettere su questo, sul fatto  che  non  riuscite
  nemmeno a difendere le fasce sociali più deboli, a spendere i soldi
  e,   oggi,  vergognosamente,  chiedete  di  azzerare  il  capitolo.
  Vergogna  Vergogna, Governo

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  intervengo  per  fare un appello, un appello  agli  amici  del  PDL
  affinché questo disegno di legge venga approvato oggi.  Io  capisco
  tutte  le posizioni, capisco tutte le ragioni, però credo che oggi,
  in  questo disegno di legge, non debba intervenire una posizione di
  colore,   ma  un  atto  di  grande  responsabilità.  Un   atto   di
  responsabilità nei confronti di chi, da diciotto anni,  aspetta  un
  segnale, una risposta da questo Parlamento.
   Allora,  credo che in ognuno di noi debba prevalere questo  grande
  senso di responsabilità nei confronti di chi, per diciotto anni, ha
  retto  anche  uffici importanti sia all'interno degli enti  locali,
  sia  all'interno delle amministrazioni regionali o  comunque  negli
  enti che sono sottoposti alla vigilanza della nostra Regione.
   Ecco perché chiedo ai colleghi di essere un po'  clementi rispetto
  ad  una  serie  di  emendamenti che sono  stati  presentati  e  che
  verranno  naturalmente discussi in Aula come abbiamo fatto  sempre;
  verranno  stralciati,  così come è stato fatto  sempre  dal  nostro
  Presidente,  tutti  quelli  che non  hanno  alcuna  attinenza  alla
  materia e verranno invece approvati o bocciati da quest'Aula  tutti
  quelli che troveranno il consenso dei deputati.
   Io  rivolgo  questo appello non solo perché da due  anni  combatto
  affinché  questo disegno di legge venga presentato ed approvato  in
  Aula.   Una parte del disegno di legge così presentato dal  Governo
  ricalca,  anzi  copia  letteralmente un  disegno  di  legge  da  me
  presentato,  il 385, e poi esitato all'unanimità dalla  Commissione
  insieme ad altri disegni di legge presentati dai componenti della V
  Commissione.  Quindi c'è un lavoro che è durato circa due anni  per
  poter partorire questa legge.
   Allora, dopo questi sforzi, dopo questo lavoro che è stato portato
  a termine, nonostante le difficoltà, nonostante la non approvazione
  da  parte del Governo nazionale della deroga al patto di stabilità,
  siamo  riusciti  in  qualche modo a trovare una  soluzione.   Siamo
  riusciti  a dare una speranza a quei ragazzi che diciotto anni  fa,
  ripeto,  diciotto anni fa, sono stati assunti o per  lo  meno  sono
  stati utilizzati presso gli enti locali e gli enti regionali.
   Allora, chiedo nuovamente ai colleghi di abbandonare per un giorno
  il colore di appartenenza e dare una risposta a questi ragazzi, che
  ragazzi non sono più, che da noi oggi si aspettano un sì definitivo
  all'approvazione di questa legge. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo  alla
  richiesta di fare una pausa di riflessione di mezz'ora per  cercare
  di  trovare non una intesa, ma per cercare di fare almeno  -  visto
  che  questa  tribuna  è  una sede dove ci  si  lascia  prendere  da
  passioni   che rasentano la demagogia -, di avere almeno  una  sede
  più riservata, non so come definirla, per dirci le cose come stanno
  e fare un'operazione di verità.
   Personalmente, continuo a vivere una situazione surreale. Mi sento
  messo sotto accusa da parte di chi ha prodotto il disastro.  Ed  io
  con  tutto  rispetto,  questa sceneggiata non  sono  disponibile  a
  sopportarla.
   Ho sentito addirittura riferimenti ad una norma che consentiva nel
  2008 di andare in deroga al patto di stabilità e che nel 2009 siamo
  stati  costretti  a rinunciarci, salvo non dire  che  quella  norma
  fatta nel 2008 è stato un emendamento presentato da un collega  del
  PD  ed  il  Governo che allora era in carica  e la maggioranza  che
  allora era in carica si era ben guardata  dal presentare una  norma
  che  consentiva - mi riferisco all'onorevole Panepinto - di  andare
  in  deroga   e avviare le procedure di stabilizzazione   in  deroga
  alle norme nazionali.
   Anche  qui, un'altra operazione verità  che bisogna dire è che  se
  non  si  sono avviati i processi di stabilizzazione non è  accaduto
  perchè  c'era  qualcuno cattivo, ma c'è un fatto: come  è  noto  il
  patto  di stabilità voluto e costruito dal Governo che per  qualche
  ora è ancora in carica

   PRESIDENTE. Onorevoli Cracolici, non prenda impegni, intanto

   CRACOLICI.   ha introdotto una norma che stabilisce  delle  soglie
  per  le quali si possono avviare i processi di stabilizzazione  dei
  precari  del sistema pubblico, stabilendo una soglia del  patto  di
  stabilità  che esclude tutti i nostri comuni.
   Quindi,  tutte queste cose  che si raccontano non sono  figlie  di
  qualcuno  o che ce le siamo trovate ed adesso è arrivato il  povero
  assessore  Piraino ed è il responsabile del disastro dopo  che  per
  tanti anni  le cose che si dovevano fare non si sono fatte
   Vengo al punto. Ho sentito pure la protesta per le riduzioni.
   Vorrei ricordare all'onorevole Vinciullo che ci ha fatto anche qui
  una  saggia prova di demagogia che i risparmi necessari per coprire
  il  finanziamento non sono una volontà dell'Aula  o  dell'assessore
  Piraino o del Governo, bensì sono una norma contenuta nel famoso 24
  bis   della  legge  112  che stabilisce che  tutte  le  regioni  ad
  autonomia   speciale  possono  sì  derogare  ai  vincoli   di   cui
  all'articolo  9,  ma  devono prorogare i  rapporti  dimostrando  un
  risparmio di spesa.
   Quindi, per coprire  con i 60 milioni di euro le proroghe  di  cui
  all'articolo  1  dobbiamo dimostrare che stiamo  contemporaneamente
  riducendo la spesa del bilancio della Regione, altrimenti non ce la
  possiamo  fare  a  dimostrare  ed a  far  passare  la  norma  sulle
  proroghe.
   Ora la demagogia  è un'arte in cui ognuno è libero di dire ciò che
  vuole,  però bisogna anche essere seri e precisi sulle cose di  cui
  stiamo discutendo.
   Qui,  siamo in presenza di una norma che ho definito onesta,  cioè
  una  norma  che  cerca  di dare una risposta al  nostro  precariato
  regionale - cioè il precariato degli enti locali, quello cosiddetto
  contrattualizzato,   quello  che aveva  5  anni  di  contratto  che
  sarebbe  arrivato  alla scadenza dei cinque  anni  -  prorogando  i
  rapporti in essere, cerca in qualche modo di consentire, alla  fine
  di  un ciclo che sapevamo sarebbe arrivato prima o poi,  di mettere
  in   sicurezza   questo   personale  garantendo   le   proroghe   e
  contemporaneamente avviando le procedure di stabilizzazione.
   E'  un'operazione complessa perché operiamo non solo nella volontà
  della  Regione,  operiamo in un sistema di vincoli   finanziari   e
  legislativi nazionali  per i quali, qualunque scelta noi  faremo  è
  sottoposta  alla  compatibilità con  gli  strumenti  della  finanza
  pubblica.
   Allora,    è   inutile   che   facciamo   demagogia,   fermiamoci,
  riflettiamoci, discutiamo, ci sono gli emendamenti , ci sono alcune
  riscritture, ma evitiamo di utilizzare le 25-26-27 mila persone che
  comunque  attendono una risposta da questa legge come  i  pupi  sui
  quali facciamo i giochi della peggiore politica.
   Ci  sono  25  mila persone che hanno bisogno di una risposta,  non
  hanno  bisogno di sceneggiate ed hanno bisogno di una risposta  che
  consenta  di  approvare la legge ma di fare superare anche  l'esame
  del  Commissario dello Stato. Riusciamo a fare questo?  Dipende  da
  ognuno di noi.
   Noi siamo disponibili a fare una legge chiara, secca, che affronti
  i nodi senza girare attorno ai problemi, senza ampliare a dismisura
  perché il tempo delle vacche grasse è finito.
   Quindi, anch'io mi associo alla richiesta di sospensione, fare  un
  approfondimento convocati dal Presidente per ridurre al massimo  le
  questioni  sulle  quali discutere ed andare  avanti  spediti  nelle
  prossime ore.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, essendo quella della  sospensione
  una   tesi   condivisa,   al  fine  di  un  approfondimento   degli
  emendamenti,  sospendo  la  seduta avvertendo  che  riprenderà  fra
  trenta minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.51, è ripresa alle ore 13.38)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


    Riprende l'esame del disegno di legge «Proroga di contratti di
       personale a tempo determinato. Misure urgenti a sostegno
                     dell'occupazione» (n. 645/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del  disegno
  di  legge  «Proroga di contratti di personale a tempo determinato.
  Misure urgenti a sostegno dell'occupazione» (645/A).
   Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Leontini ed altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli emendamenti 1.3 e 1.4 dell'onorevole Leontini  ed
  altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  gli emendamenti 1.9, 1.10, 1.11,  1.12,  1.131.14,
  1.15, 1.16, 1.17, 1.27 e 1.18 sono improponibili.
   Si passa all'emendamento 1.28 dell'onorevole Falcone ed altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.19 dell'onorevole d'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.23.1  del  Governo,  di  riscrittura
  dell'emendamento 1.23.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.23 è superato.
   Si  passa  agli  emendamenti 1.1 e 1.2 di identico  contenuto.  Li
  pongo congiuntamente in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   Si passa all'emendamento 1.5 dell'onorevole Leontini ed altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.31, a firma del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.20 dell'onorevole Leontini ed altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.6 dell'onorevole Leontini ed altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.33, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  agli emendamenti 1.21 e 1.7 dell'onorevole Leontini  ed
  altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarli..

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  1.32  del  Governo  e  al   relativo
  emendamento  Tab A 1.32, sostitutivo dell'emendamento  Tab  A  1.24
  alla Tabella A.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento Tab A 1.32.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.32.   Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  1.25 e 1.26 decadono per assenza  dall'Aula  dei
  firmatari.
   Si passa all'emendamento 1.8 dell'onorevole Leontini ed altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 1.29 della Commissione è accantonato.
   Si   passa  all'emendamento  1.30  e  al  subemendamento  1.30.1,
  entrambi della Commissione.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento 1.30.1.  Il  parere  del
  Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.30, come modificato. Il parere
  del Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento A47 è  superato dal comma 2 del testo.
   L'emendamento 1.24 è  superato dalla Tabella come variata.
   Si passa quindi all'emendamento 1.29, in precedenza accantonato.

   SAVONA,   presidente  della Commissione e  relatore.  Dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, comunico che il Governo Berlusconi ha  appena
  ottenuto  la fiducia anche alla Camera dei Deputati, con  314  voti
  favorevoli e 311 contrari.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  lei   ha   voluto   dare   questo
  comunicazione, ma era scontato che ciò avvenisse.
   Al   di   là   delle   euforie,   che  i   colleghi   naturalmente
  condivideranno, noi vogliamo stigmatizzare, proprio alla fine della
  discussione   sull'articolo  1  di   questo   disegno   di   legge,
  un'operazione che il Governo ha fatto nel corso dei lavori,  e  che
  poi porterà a numerose contraddizioni.
   In   questi  giorni,  anche  in  Commissione,  il  Governo   aveva
  sollecitato  degli stanziamenti ulteriori per i  parchi  e  per  le
  riserve naturali, ma ci sono in questo momento delle difficoltà  di
  bilancio che non prevedevano appunto la copertura totale.
   Rispetto  a  questo,  vorrei rassegnare al  Parlamento  la  nostra
  disponibilità,  che  c'è  sempre stata, e che  viene  respinta  dal
  Governo anche con questo emendamento di diminuzione, dove ai parchi
  e alle riserve vengono decurtati ulteriori settecento mila euro.
   Pertanto, la disponibilità che noi avevamo dato viene meno, perché
  il Governo, in modo molto chiaro, mette in ginocchio sia i parchi e
  sia  le  riserve.  Per esempio, poteva scegliere  nei  capitoli  di
  Bilancio   della   Presidenza  della  Regione   molte   spese   che
  riguardavano una serie di convegni e di azioni culturali  che  poco
  hanno a che fare in questo momento con la ripresa di una attività.
   Per  quanto  ci  riguarda  -  lo  dico  soprattutto  all'onorevole
  Panepinto, perchè questa battaglia l'abbiamo condotta nella  stessa
  maniera  -  ci  ripropongono situazioni dove questa diminuzione  ci
  sembra  veramente,  non  voglio utilizzare termini  offensivi,  non
  consona a quella che è stata la linea prospettata dai parlamentari,
  sia in Commissione che nelle ore successive alla stessa.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenendo  nella
  seduta  precedente nella discussione generale sul disegno di legge,
  avevo  sostenuto  che il nostro Governatore Lombardo  oggi  sarebbe
  stato  assente  per andare ad assistere alla votazione  a  Roma  e,
  certamente,  questo atteggiamento di distacco rispetto ai  problemi
  dei  siciliani, soprattutto dei lavoratori che sono in  difficoltà,
  dei  precari,  dimostra qual è la sua sensibilità: preferisce  fare
  politica  per  ottenere vantaggi a titolo personale e  per  il  suo
  partito,  anziché essere qui per governare i tanti  problemi  della
  nostra Regione.
   Certamente  sono stato facile profeta, lo avevo capito  sin  dalla
  scorsa  seduta,  lo vediamo assente in quest'Aula  mentre  è  stato
  presente a Roma, pronto a dare il suo contributo buttando fuori  un
  senatore  dell'  MPA  che  si è permesso di  votare  a  favore  del
  Governo,  di un Governo che certamente, per quanto mi riguarda,  ha
  operato bene nell'interesse del Paese, che ha portato avanti  delle
  riforme  e  che,  certamente,  ha  saputo  anche  affrontare  delle
  emergenze importanti come il terremoto in Abruzzo, il problema  dei
  rifiuti a Napoli e le emergenze legate alle alluvioni.
   Qui,  mi  voglio  riallacciare alla scelta di questo  Governo  dei
  tecnici  di Lombardo che, per sostenere adeguatamente dal punto  di
  vista  economico una serie di iniziative e di provvedimenti  legati
  all'articolo  1,  ha  presentato una tabella  dove  ha  cercato  di
  raschiare dal barile quelle risorse che erano finalizzate a dare un
  contributo notevole da parte del Parlamento, che nel passato  aveva
  fatto delle scelte mettendo in appositi articoli di bilancio alcune
  cifre considerevoli, a favore dei più bisognosi, delle famiglie.
   Mi voglio soffermare sul fatto che, per esempio, questo Parlamento
  l'anno  scorso aveva approvato all'unanimità un ordine  del  giorno
  che dava la possibilità alle tante IPAB siciliane che hanno bisogno
  di  un  sostegno da parte della Regione, di ottenere dei contributi
  finalizzati,  quanto  meno,  al  pagamento  dei  salari  dei   loro
  dipendenti.  In  questo  disegno  di  legge,  mentre   andiamo   ad
  affrontare  il problema dei lavoratori precari, nello stesso  tempo
  tagliamo risorse a favore delle IPAB che sono in difficoltà e  che,
  addirittura,  non  pagano gli stipendi ai dipendenti  da  oltre  39
  mesi.
   In  questo Parlamento, abbiamo approvato all'unanimità un apposito
  capitolo di bilancio che prevedeva un'integrazione di alcune somme,
  e  adesso  l'assessore  alla famiglia - che  tra  l'altro  dovrebbe
  conoscere le tante battaglie che si sono fatte in quest'Aula  -  ha
  tolto 500 mila euro che erano a favore delle IPAB, finalizzate  per
  il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti.
   Poi,  nel  momento  in cui questo Governo ha  avuto  difficoltà  a
  fronteggiare i tanti ostacoli provocati dalle alluvioni  in  questa
  nostra Regione, martoriata in questi ultimi anni, sono stati  tolti
  oltre  4  milioni  di  euro dall'ARPA, che dovrebbero  destinare  a
  questi capitoli.
   Per  non  parlare  poi del problema legato agli enti  Parco,  come
  precedentemente sosteneva l'onorevole Mancuso, ed anche i tagli per
  i  corsi  universitari, per cui i giovani universitari che dovranno
  cercare  di guadagnarsi un posto al sole nel prossimo futuro,  sono
  stati qui delegittimati.
   Signor  Presidente,  noi  non possiamo accettare  questo  tipo  di
  impostazione e non possiamo condividere le scelte di questo Governo
  che,  se  da un lato vuole fare qualcosa, dall'altro lato  tira  la
  coperta e scopre altre situazioni delicate della nostra Regione.
   Il  Gruppo  parlamentare del PDL ha fatto il possibile presentando
  tantissimi  emendamenti  a  questo disegno  di  legge,  ma  vediamo
  l'insensibilità da parte di questo Governo ad accogliere  i  nostri
  suggerimenti per adeguare questa normativa affinché faccia fronte a
  tutte le esigenze. Questo Governo, anziché tagliare gli sprechi, le
  consulenze che il nostro Governatore ha dato in questi anni, e  che
  certamente  non  sono  finalizzate a  dare  risposte  ai  cittadini
  siciliani, ma sono finalizzate all'acquisizione del consenso e alla
  crescita  dell'MPA, ed è chiaro che queste scelte non  le  possiamo
  condividere.
   Quindi,  signor  Presidente,  noi siamo  veramente  contrari  alle
  decisioni  assunte  dal  Governo  in  riferimento  all'articolo  1;
  vedremo poi cosa succederà con gli altri articoli.

   SPARMA,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, la tabella presentata dal  Governo
  all'articolo 1, che prevede tagli anche al sistema dei  parchi,  fa
  riferimento esclusivamente al funzionamento dei parchi; più  volte,
  anche  in  IV  Commissione - lo ricordo al  Presidente  Mancuso  -,
  abbiamo  affrontato  il tema degli sprechi che spesso  si  annidano
  negli  enti  Parco. Quindi, questo capitolo non riguarda  le  spese
  obbligatorie ed il funzionamento, cioè gli stipendi dei  dipendenti
  degli enti Parco, ma solo quelle spese che possono essere tagliate.

   Pertanto, non viene meno l'impegno del Governo a trovare soluzioni
  che più tardi affronteremo in Aula relativamente al 2010.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
            Proroga dei contratti del personale del CEFPAS

   1.  Per  assicurare  la continuità dell'azione  istituzionale  del
  Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale
  del servizio sanitario (CEFPAS) possono essere prorogati sino al 31
  dicembre  2011  i  contratti di lavoro del  personale  del  Centro,
  selezionato  con procedure di evidenza pubblica, nei  limiti  della
  disponibilità finanziaria di cui lo stesso ente è dotato, ai  sensi
  del  comma  17 dell'articolo 25 della legge regionale  22  dicembre
  2005, n. 19».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
  -dagli onorevoli  Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco,  Corona,  Limoli
            e Torregrossa: 2.1 e 2.2;
  -dagli onorevoli Torregrossa, Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco,
  Corona, Limoli: 2.3;
  -dal Governo: emendamento 2.4.

   Comunico  che  è stato presentato all'emendamento 2.4 del Governo,
  un  subemendamento 2.4.1, a firma degli onorevoli  Maira,  Caronia,
  Cordaro e Dina, relativamente ai consorzi aree industriali.
   Invito  i  colleghi a ritiralo, considerato che siamo arrivati  in
  Aula  con un deliberato della Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari.

   CRACOLICI. Sono già inseriti negli enti di cui al comma 1

   CORDARO.  Signor  Presidente, qual è la ragione per  la  quale  si
  dovrebbe ritirare?


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, il gruppo del PID non è stato  informato
  della  riunione  politica  tenutasi  presso  la  Sala  lettura  dei
  Deputati. Pertanto, se c'è stata una Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari che è addivenuta a scelte  di  cui  noi  siamo
  completamente  all'oscuro, la invito a sospendere  i  lavori  e  ad
  aggiornarci sulle problematiche che sono state affrontate.


   Presidenza del presidente Cascio


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 645/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome sono rimasti soltanto  due
  emendamenti, in quanto gli altri sono tutti preclusi, l'emendamento
  2.4  del Governo e questo subemendamento, vorrei concludere l'esame
  dell'articolo  2  per  poi  sospendere  e  riaggiornarci  ad   oggi
  pomeriggio.
   La  questione  è molto semplice: l'emendamento di riscrittura  del
  Governo  dice  che nelle more della definizione delle procedure  di
  stabilizzazione il CEFPAS, gli enti Parco, le Camere  di  Commercio
  possono  nei  limiti  delle disponibilità finanziarie  prorogare  i
  contratti  fino alla fine dell'anno prossimo, sostanzialmente.
   Questo  emendamento  inserisce  anche  i  consorzi,  secondo   me.
  Pertanto,  se  sono  già inseriti, possiamo  votare  ugualmente  il
  subemendamento 2.4.1, eventualmente diventa pleonastico.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento 2.4.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

   (E' approvato)

   Si passa all'emendamento del Governo 2.4, come modificato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Gli emendamenti 2.3 e 2.2 sono preclusi.
   Onorevoli colleghi, di fatto, approvando l'emendamento 2.4  è  già
  approvato   l'articolo   2,   quindi  nella   seduta   pomeridiana,
  riprenderemo con l'articolo 3.
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa,  riprenderà  alle  ore
  16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.05, è ripresa alle ore 17.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Capo II
          Proroga di contratti e procedure di stabilizzazione

                                Art. 3.
               Rapporti di lavoro subordinato a termine

   1.  L'Amministrazione regionale e gli enti di cui  all'articolo  1
  della  legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche
  ed   integrazioni,  per  le  esigenze  connesse  al  fabbisogno  di
  personale,   assumono  esclusivamente  con  contratto   di   lavoro
  subordinato  a  tempo  indeterminato, secondo  gli  istituti  ed  i
  principi previsti dall'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo
  2001, n. 165.

   2.  L'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile è consentito nei
  limiti  previsti dall'art. 36 del decreto legislativo  n.  165  del
  2001 e nel rispetto dei principi previsti dal decreto legislativo 6
  settembre 2001, n. 368».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa: 3.1, A 40, A 42, 3.2;
   dagli onorevoli Caronia, Cordaro, Maira e Dina: 3.3.

   Si passa all'emendamento 3.1, a firma Leontini ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole  colleghi, la Presidenza invita formalmente  a  ritirare
  tutti gli emendamenti all'articolo 3. Si passa all'emendamento 3.3.

   MAIRA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A40. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO, assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
  e il lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A42, a firma  Leontini  ed  altri.  Lo
  dichiaro superato.
   Si passa all'emendamento 3.2, a firma Leontini ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
         Disposizioni urgenti e speciali in materia di lavoro

   1.  Le  disposizioni di cui ai commi 10, 11 e 12 dell'articolo  17
  del   decreto   legge  1  luglio  2009,  n.  78,   convertito   con
  modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, trovano  anche  in
  Sicilia applicazione fino al 31 dicembre 2012 anche per i contratti
  a tempo determinato stipulati entro il 31 dicembre 2009.

   2.  Per il triennio 2011-2013 le amministrazioni pubbliche di  cui
  all'articolo 3, nel rispetto degli istituti e dei principi previsti
  dal   decreto   legislativo  30  marzo  2001,  n.   165   e   della
  programmazione triennale del fabbisogno del personale,  nei  limiti
  di  quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, e nel rispetto  dei
  saldi di finanza pubblica di cui al comma 1 dell'articolo 11 nonché
  delle  disposizioni di cui al comma 557 dell'articolo 1 della legge
  27  dicembre  2006, n. 296 e successive modifiche ed  integrazioni,
  possono  procedere  alla stabilizzazione a tempo indeterminato  del
  personale utilizzato, che ne faccia istanza, con contratti a  tempo
  determinato in essere, stipulati anteriormente al 31 dicembre 2009,
  destinatario del regime transitorio dei lavori socialmente utili di
  cui  al fondo unico del precariato istituito dall'articolo 71 della
  legge  regionale  28  dicembre  2004,  n.  17,  con  una  anzianità
  complessiva  non  inferiore a otto anni  nell'ultimo  decennio  per
  attività  lavorativa e/o per utilizzazione in attività  socialmente
  utili  e  che abbiano avuto accesso al lavoro e/o all'utilizzazione
  mediante  procedure selettive di natura concorsuale o  previste  da
  norme  di legge. Ai fini del computo del periodo di cui al presente
  comma  sono  validi  i  servizi comunque  prestati  cumulativamente
  presso gli enti di cui all'articolo 3.

   3.  I  processi di stabilizzazione di cui al comma 2, quali misure
  eccezionali  per la stabilizzazione, trovano limitazione  esclusiva
  nelle disposizioni di cui al comma 2 ed agli articoli 77bis e 77ter
  del   decreto  legge  25  giugno  2008,   n.  112  convertito   con
  modificazioni  dalla  legge  6 agosto 2008,  n.  133  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, salvo quanto previsto dal  comma  4  e
  dagli articoli 7 e 11.

   4.  I  processi  di stabilizzazione trovano, altresì,  limitazione
  nelle  disposizioni  contenute nel comma  7  dell'articolo  76  del
  decreto  legge  25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni
  dalla  legge  6  agosto  2008, n. 133  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.  A  tal  fine, esclusivamente  per  l'attuazione  dei
  processi  di stabilizzazione di cui al presente articolo, gli  enti
  di  cui  all'articolo 3 calcolano il complesso delle spese  per  il
  personale  al netto del contributo erogato dalla Regione  ai  sensi
  del  comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile  2006,
  n. 16 e dell'articolo 25 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.
  21  e dal comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre
  2007,  n.  27, ferma restando, altresì, l'applicazione ai  soggetti
  destinatari  dei processi di stabilizzazione delle disposizioni  di
  cui  al  comma  10bis  dell'articolo 1  della  legge  regionale  29
  dicembre 2008 n. 25 come introdotto dal comma 3 dell'articolo 6.

   5.  In  applicazione del comma 560 dell'articolo 1 della legge  27
  dicembre  2006, n. 296, e del comma 94 dell'articolo 3 della  legge
  24  dicembre  2007, n. 244, gli enti locali, senza  alcun  onere  a
  carico   della   regione,   procedono  a  stabilizzare,   a   tempo
  indeterminato,  il  personale  assunto,  con  contratto   a   tempo
  determinato in essere, tramite concorso pubblico che abbia previsto
  il  superamento di una prova scritta ed una orale e le  cui  figure
  professionali siano previste nella dotazione organica dell'ente».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e  Torregrossa: 4.2, 4.8, 4.33, 4.34, 4.3, 4.4, 4.16,  4.15,  4.14,
  4.17, 4.5, 4.6, 4.19, 4.18;
   dagli onorevoli Maira, Caronia e Dina: 4.25, 4.26, 4.27, 4.32;
   dalla Commissione: 4.23, 4.22, 4.24 (I e II parte);
   dagli onorevoli Rinaldi e Ammatuna: 4.7;
   dagli  onorevoli  Falcone, Vinciullo, Pogliese e  Buzzanca:  4.28,
  4.29;
   dagli onorevoli Maira, Caronia, Dina, Cascio S., Cordaro: 4.30;
   dagli   onorevoli   Panepinto,  Galvagno,  Apprendi,   Termine   e
  Panarello: 4.31;
   dall'onorevole Formica: 4.1;
   dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Pogliese e Vinciullo: 4.20;
   dagli  onorevoli Di Benedetto, Panarello, Raia, Cracolici, Ferrara
  e Panepinto: 4.21;
   dal Governo: 4.35, 4.36.

   Si passa all'emendamento 4.2, a firma Leontini ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.8, a firma  Leontini  ed  altri.   Il
  parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE: Il parere del Governo?

   PIRAINO, assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
  e il lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                                                           (Non     è
  approvato)

   Gli emendamenti 4.33 e 4.34 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento  4.23, a firma della Commissione.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.3, a  firma Leontini ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

      Si   passa  all'emendamento  4.35,  del  Governo  che  riscrive
  interamente i commi 1 e 2. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Pertanto, tutti gli emendamenti presentati ai relativi commi 1 e 2
  sono superati.

   RINALDI. Signor Presidente, l'emendamento 4.7 non è stato posto in
  votazione. L'emendamento 4.7 secondo me, deve essere discusso prima
  dell'emendamento A2.

   PRESIDENTE.  Sono  stati  bocciati  senza  discussione,  onorevole
  Rinaldi.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  presentato  da me che riguarda  il comma 2, riguardava l'estensione
  del  2010-2013  rispetto al triennio 2011-2013 per non  penalizzare
  quei  sindaci virtuosi che hanno già effettuato nell'anno  2010  la
  stabilizzazione  ai sensi della legge di cui noi  stiamo  parlando,
  quindi  mi  sembra  doveroso chiedere all'Aula di approvare  questo
  emendamento prima di passare all'emendamento a firma del Governo.
   A  mio  avviso, signor Presidente, non è alternativo,  può  essere
  anche integrato nell'emendamento fatto dal Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, di questo abbiamo discusso  questa
  mattina in Conferenza dei Capigruppo e quindi su questo emendamento
  si  era  deciso il ritiro, al di là del merito; sul metodo,  avendo
  già  approvato  l'emendamento 4.35 a firma del Governo,  tutti  gli
  emendamenti dei deputati nel testo al comma 1 e 2 sono preclusi.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, stamattina  è  stato  presentato  il
  subemendamento 4.35.1 all'emendamento 4.35 del Governo, che ha come
  obiettivo la possibilità di inserire anche i soggetti di  cui  alla
  lettera  b)  della legge n. 16 del 2006 che non sono  altro  che  i
  soggetti  della  Legge 331 e della 380. Di questo  argomento  si  è
  ampiamente  dibattuto  in  seno  alla  Commissione  competente,  la
  Commissione   Lavoro', ed il Governo, in una prima  stesura,  aveva
  anche  in qualche modo contemplato una norma che parlasse di questi
  soggetti.
   A  seguito  della  discussione in Commissione   Bilancio'  si  era
  convenuto  che la riscrittura del Governo avrebbe in  qualche  modo
  contemplato anche la presenza di questi soggetti. Oggi non troviamo
  nulla nel testo del Governo, ecco perché abbiamo ritenuto opportuno
  inserire  questa norma che, peraltro, avendo avuto modo  di  vedere
  gli  emendamenti aggiuntivi è stata largamente condivisa  da  quasi
  tutti i Gruppi parlamentari.
   Stiamo  parlando  di soggetti che appartengono  ad  un  gruppo  di
  lavoratori, sono circa 6200 persone, sparsi fra gli enti  locali  e
  le   cooperative  che  ancora  li  utilizzano  e  che  percepiscono
  semplicemente  un'indennità pari a 539 euro, che grava  interamente
  sul fondo unico del precariato.
   Visto  e  considerato che già la Regione è impegnata nel sostenere
  questi  lavoratori definiti ASU, in attività socialmente utili,  in
  ragione  di  36  milioni di euro, ci chiediamo come  sia  possibile
  discutere di una legge che parla di stabilizzazione o, per lo meno,
  di  percorsi  di fuoriuscita dal bacino dei lavoratori  socialmente
  utili  e  non  inserire anche questi soggetti che  hanno  tutte  le
  caratteristiche per esserlo
   Vorrei  ricordare a me stessa e a quest'Aula che la legge  16/2006
  contempla alla lettera a) dell'articolo 1 che gli ex LSU, e  quindi
  i  contrattisti di cui oggi parliamo, i famosi 23.500 di cui questo
  disegno  di legge, in teoria, si dovrebbe occupare, e alla  lettera
  b)   invece  ricomprende  tutti  questi  6.200  soggetti  che  oggi
  continuano  a  gravare all'interno del bilancio della  Regione.  In
  base  a  quanto  detto,  quindi, vorrei  solamente  sollecitare  il
  Governo a riflettere insieme a me su un aspetto: qual è la politica
  del  lavoro che questa Regione e che questo Governo stanno portando
  avanti?
   A  fronte  di scelte che vengono fatte giornalmente, in merito  al
  reclutamento di 1.600 persone per andare a censire i beni  agricoli
  ricorrendo ad un concorso, ad una selezione pubblica, quando invece
  abbiamo   del   personale   pagato   dalla   Regione   senza   che,
  possibilmente, espleti alcuna funzione. Perché dobbiamo ricordarlo,
  ci  sono  circa  400 lavoratori di questo bacino  che  percepiscono
  l'assegno, loro malgrado, stando a casa.
   Mi  chiedo  quale possa essere la logica per cui si  spendono  dei
  soldi  per  pagare  della gente che non svolge nessuna  funzione  e
  contemporaneamente  si vada a fare un bando  per  individuare,  per
  esempio,  dei  lavoratori che, seppur a progetto, lavorino  per  il
  censimento dei beni agricoli e non si faccia un più oculato uso  di
  chi già grava sul bilancio regionale
   Ritengo  sia necessario nei confronti di queste persone  che,  per
  buona parte, non sono più soltanto giovani aspiranti al lavoro,  si
  tratta  di  soggetti di cinquant'anni che guardano a un futuro  non
  incerto,  ma  ad  un futuro inesistente, almeno, la possibilità  di
  contrattualizzarli.
   Peraltro,  nell'emendamento  che  noi  proponiamo,  abbiamo  fatto
  riferimento all'applicazione del decreto legislativo n. 81 che  non
  è  altro  che  la  possibilità che questi soggetti  -  qualora  non
  possano  essere  stabilizzati o contrattualizzati presso  gli  enti
  locali  ove  prestano servizio per ragioni del patto di  stabilità,
  per  sforamenti  rispetto ai limiti e ai parametri stabiliti  dalla
  legge,  o  perché in pianta organica non è prevista alcuna vacanza,
  attivando la mobilità possano essere anche inseriti all'interno  di
  quegli   enti,  nell'Amministrazione  regionale  quindi   in   base
  all'articolo  1 della legge n. 10, che potrebbe invece  utilizzarli
  contrattualizzandoli e stabilizzandoli.
   Credo sia doveroso da parte di questo Parlamento e soprattutto del
  Governo  di  volere in qualche modo stabilire qual è  la  linea  di
  principio rispetto alle politiche del lavoro.
   Noi  non  possiamo  pensare  di dare ad  una  platea  di  soggetti
  indefinita  una  prospettiva di stabilizzazione  e  a  questi  che,
  invece,  ne hanno diritto perché per legge lo abbiamo già  sancito,
  la  legge  16,  ma  ci  sono anche le altre leggi  che  parlano  di
  stabilizzazione.
     Un  percorso  di  stabilizzazione che  doveva  avere  un  crono-
  programma.  Un crono-programma che non è mai stato approvato  dalla
  Giunta e che doveva avvenire addirittura entro il 2007. Questo  non
  è successo.
   Vorrei   ricordare   inoltre  che  questi  soggetti   sono   stati
  destinatari di un orientamento da parte dell'Agenzia per  l'impiego
  che,  a  questo proposito, ha utilizzato delle risorse per  censire
  tutti  questi  soggetti. Quindi, oggi, la Regione sa  perfettamente
  chi  sono,  di  chi stiamo parlando, cosa fanno e quali  potrebbero
  essere  le  applicazioni  e  le migliori  utilizzazioni  di  questi
  soggetti.
   Invito  il Governo, alla luce anche dell'impegno che aveva assunto
  all'interno   della  Commissione  sia   Lavoro'   che   Commissione
   Bilancio',   di  considerare  anche  questa  platea  di   soggetti
  all'interno della legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, comunico che essendo un emendamento
  aggiuntivo,  quindi  non è un subemendamento all'emendamento  4.35,
  verrà trattato tra gli emendamenti aggiuntivi.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  mi  permettevo di sottoporre all'attenzione  di  questa
  Presidenza l'emendamento aggiuntivo A113 che ha lo stesso  .

   CRACOLICI. Si può avere il subemendamento 4.35.1?

   PRESIDENTE. Questo emendamento lo stanno distribuendo  e  comunque
  sarà trattato tra gli aggiuntivi.

   VINCIULLO   Mi  permettevo soltanto di suggerire che l'emendamento
  aggiuntivo  A113 ha come oggetto le stesse categorie  di  personale
  precario  di  cui hanno parlato i colleghi che mi hanno  proceduto.
  Pertanto,  chiedo se possibile di unificarli e discuterli  fra  gli
  aggiuntivi, quando passeremo agli aggiuntivi. Il Governo aveva  già
  dato  parere  favorevole, lo stesso numero di  precari,  la  stessa
  categoria e la stessa legge interessata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, li tratteremo contemporaneamente
  o uno subito dopo l'altro.

   CARONIA. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, ritengo che il sub emendamento 4.35.1,
  alla  luce  del  fatto  che ha una logica se  inserito  all'interno
  dell'emendamento,  vada  votato  in  questo  momento.  Perché  come
  aggiuntivo, così come viene presentato, non avrebbe nessuna  ragion
  d'essere.  Credo che se ci sono altri emendamenti che hanno  quella
  stessa  materia  chiaramente  verranno  valutati  dopo.  Ma  questo
  emendamento  va,  a  mio  avviso,  votato  all'interno  di   questo
  emendamento,   favorevolmente  o  negativamente,   ma   va   votato
  all'interno di questo emendamento. Peraltro, da un punto  di  vista
  regolamentare,   noi   stamattina  lo   abbiamo   presentato   come
  subemendamento all'emendamento presentato dal Governo. Non è  stato
  poc'anzi  presentato,  non so per quale  ragione,  ma  noi  abbiamo
  seguito le regole che giustamente questa Presidenza ci ha dettato.
   Pertanto,    chiedo   che   venga   votato   come   subemendamento
  all'emendamento 4.35 del Governo, così come è stato proposto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caronia,  ci  sono  ulteriori  emendamenti
  aggiuntivi sullo stesso argomento. Su questo disegno di  legge  già
  siamo  sul  filo del rasoio, chiedo dunque all'Aula di  essere  più
  responsabili  nell'articolazione del dibattito. Lo  tratteremo  tra
  gli aggiuntivi.
   Si  passa  all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole Mancuso  ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.24 della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   MANCUSO. Rischiamo grosso se lo approviamo

   PRESIDENTE. E se non l'approviamo?

   MANCUSO. No, se lo approviamo. Per noi lo potere fare.

   PRESIDENTE.  E' un emendamento tecnico della Commissione,  su  cui
  c'è il parere favorevole del Governo.

   FORMICA.  E'  in  deroga a quanto previsto dalla legge  nazionale,
  quindi noi rischiamo.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  io  proporrei   un   emendamento
  soppressivo del comma 3, visto che abbiamo approvato il comma 2 che
  abolisce  il  112,  com'è  che poi diciamo  che  esclusivamente  si
  applica   il   112?  Il  comma  2  modifica  il  112.  Quindi,   ci
  contraddiciamo

   PRESIDENTE.  Mi  dicono  gli uffici che l'approvazione  di  questo
  emendamento è conseguenza proprio della riscrittura del Governo.

   CRQCOLICI.  Va bene, basterebbe abolire il terzo comma.

   PRESIDENTE.   No,  cioè  togliere  la  parola   esclusiva   è   la
  conseguenza dell'approvazione della riscrittura.

   CRACOLICI. Io ero più radicale.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.6, a firma dell'onorevole Mancuso  ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.19, a firma dell'onorevole Mancuso  ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  4.36.1.
   L'emendamento 4.36 è da intendersi nel seguente modo: Al  comma  5
  dopo  la  parola   comma   aggiungere le parole  558. .  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione  l'emendamento   4.36,   come
  modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, gli emendamenti 4.27, 4.1, 4.18 e  4.20  sono
  tutti uguali. Li ritirate?
   Pongo  congiuntamente  in votazione gli emendamenti  dal  4.27  al
  4.20.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, o li approviamo  o
  non li approviamo non cambia nulla perché la figura professionale è
  già all'interno del concorso che hanno svolto.
   La  categoria,  forse  chi  ha presentato l'emendamento  si  vuole
  riferire  a quella che è stata appunto la posizione che  in  questo
  momento però non cambia nulla, effettivamente, non ha  una  valenza
  sotto il profilo  Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea prende  atto  del  ritiro  degli
  emendamenti 4.27, 4.1, 4.18 e 4.20.
   Si  passa  all'emendamento 4.21 degli onorevoli  Di  Benedetto  ed
  altri.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevole Di Benedetto,  credo  possa
  ritenerlo assorbito visto il comma 2 bis.

   DI  BENEDETTO.  No,  vorrei chiarirlo, signor  Presidente:  non  è
  assorbito perché nel comma 2 noi abbiamo una estensione dei termini
  che,  comunque, farebbe rientrare questa categoria. Ma qui  abbiamo
  una  situazione assolutamente specifica perché stiamo  parlando  di
  lavoratori che già hanno maturato un diritto ai sensi dell'articolo
  8,  della  legge  regionale numero 16 del 2006  quando  l'Assemblea
  regionale  siciliana  ha stabilito che i dipendenti  delle  Aziende
  provinciali  per  l'incremento  turistico,  quelli  delle   Aziende
  autonome  soggiorno  e  turismo  e  quelli  delle  Aziende  termali
  rientravano nei processi di stabilizzazione della Regione.
   Cosa  è avvenuto? E' avvenuto che per sbaglio, errori, ritardi  di
  questa Regione alcuni hanno sottoscritto il contratto prima del  30
  settembre  ed  altri  hanno sottoscritto  il  contratto  il  26  di
  novembre,  quindi  due mesi dopo. Parliamo non di estensione  della
  platea,  ma  di  soggetti  che avevano  una  parità  di  condizioni
  iniziali e solo un ritardo dell'amministrazione ha portato ad avere
  una  situazione  diversificata, ai quali diciamo  che  il  servizio
  prestato  presso  le  Aziende va equiparato  al  servizio  prestato
  presso  la Regione. Mi serve ricordare che le aziende, per giudizio
  dell'Ufficio legislativo e legale ma anche per molteplici  sentenze
  della  Corte  di  Cassazione,  hanno natura non  di  ente  pubblico
  economico  -  leggo testualmente - ma di organo  della  Regione  in
  quanto  impresa da questi esercitata atteso che l'equiparazione  di
  tali  aziende disposta dalla legge regionale 6 maggio 1976,  n.  54
  non  ha  comportato il conferimento alle medesime di ogni  distinta
  personalità giuridica .
   Quindi,  stiamo parlando di soggetti che erano comunque dipendenti
  di  un'azienda  strumentale della Regione e va  considerato  in  un
  continuum l'attività lavorativa prestata.
   Questo  per  non  creare discriminazioni. Non fare  quest'articolo
  creerebbe profonde discriminazioni e farebbe un torto ai lavoratori
  che avevano già acquisito un diritto.
   Per  questa ragione, onorevoli colleghi, chiedo che non ci sia  un
  problema  di  maggioranza ma che lo voti l'intera  Aula  perché  si
  tratta di dare un diritto ai lavoratori.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   MARINELLO. Chiedo di apporre la firma al presente emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto.  Chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Come  era  stato  auspicato dall'onorevole Di Benedetto,  è  stato
  approvato all'unanimità.
   Si passa all'emendamento 4.32 dell'onorevole Maira ed altri.

   DINA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
          Prosecuzione di rapporti del personale destinatario
          del regime transitorio dei lavori socialmente utili

   1.  Nelle more dell'attuazione delle procedure di stabilizzazione,
  permanendo  il  fabbisogno organizzativo e le  comprovate  esigenze
  istituzionali  volte  ad  assicurare  i  servizi  già  erogati,  le
  amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 3, possono, secondo i
  principi  stabiliti  dai commi 24bis e 24ter dell'articolo  14  del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito  dalla  legge  30
  luglio  2010,  n.  122,  proseguire, in  costanza  di  rapporto,  i
  contratti  in essere alla data di entrata in vigore della  presente
  legge, del personale destinatario del regime transitorio dei lavori
  socialmente  utili  di cui al fondo unico del precariato  istituito
  dall'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.

   2. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e  del  lavoro  è  autorizzato  a disporre,  per  l'anno  2011,  la
  prosecuzione  degli  interventi in  favore  dei  soggetti  in  atto
  impegnati  nelle attività socialmente utili di cui  all'articolo  1
  della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17. Al relativo onere  si
  fa  fronte,  nei  limiti degli stanziamenti  di  bilancio,  con  le
  risorse  destinate  al  Fondo  unico  per  il  precariato  di   cui
  all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli  Leontini, Mancuso,  D'Asero,  Bosco,  Corona,
  Limoli e Torregrossa: 5.1, 5.3, 5.2, 5.4, 5.5;
   - dalla Commissione: 5.7, 5.6;
   - dal Governo: 5.9 e 5.10.

   MANCUSO. Ritiro gli emendamenti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  5.9  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto.
  Chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 5.2 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.4 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  5.10  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  5.5  che   è   precluso   in   virtù
  dell'approvazione dell'articolo 4.
   Si  passa all'emendamento 5.7 che è precluso dall'emendamento  5.9
  che abbiamo approvato.
   Si  passa all'emendamento 5.6 della Commissione. Onorevole Savona,
  lo mantiene?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  del
  lavoro. Favorevole.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  capire  questa  aggiunta:  e di quanto previsto  dall'articolo
  11 . Quale è la ragione di insistere su questo emendamento?
   Si tratta dell'articolo 11 della presente legge? Ma non è emendato
  l'articolo 11? Diamo, quindi, un assenso senza sapere il  risultato
  dell'articolo 11?

   PRESIDENTE.   L'articolo   11   è   l'articolo   della   copertura
  finanziaria.  Diamo  la  proroga,  chiaramente  vincolandola   alla
  copertura finanziaria

   MANCUSO.  Ho capito, ma non sarebbe meglio, ai sensi dell'articolo
  117, inserire questo emendamento?

   PRESIDENTE. Non cambia nulla, onorevole Mancuso.
   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
               Norme in materia di divieto di assunzioni
             ed applicazione dell'articolo 30 del decreto
                        legislativo n. 165/2001

   1.  Per il quinquennio 2011-2015 continuano a trovare applicazione
  le  disposizioni  di cui al comma 10 dell'articolo  1  della  legge
  regionale 29 dicembre 2008, n. 25, che, per le finalità di cui alla
  presente  legge, si applicano anche per le assunzioni con contratti
  di  collaborazione coordinata e continuativa nonché per  l'utilizzo
  di personale somministrato.

   2.  Le disposizioni di cui al comma 1 non trovano applicazione per
  i  processi  di  stabilizzazione di soggetti  già  destinatari  del
  regime transitorio dei lavori socialmente utili di cui all'articolo
  4.

   3.  Dopo  il  comma  10 dell'articolo 1 della legge  regionale  29
  dicembre 2008, n. 25, è inserito il seguente comma:

    10bis.  Per  le  amministrazioni pubbliche di cui all'articolo  1
  della  legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche
  ed  integrazioni, sono fatte salve le procedure di cui all'articolo
  30  del  decreto  legislativo 30 marzo 2001, n.  165  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, da espletarsi con le modalità  di  cui
  all'articolo 42 della legge regionale 12 maggio 2010 n.  11  nonché
  le  assunzioni  di cui alla legge 12 marzo 1999 n. 68,  purché  nel
  rispetto dei tetti di spesa di cui al comma 557 dell'art.  1  della
  legge  27  dicembre 2006 n. 296.  La decorrenza dei  termini  delle
  graduatorie  di  concorsi  pubblici espletati  negli  enti  locali,
  ancora  valide alla data di entrata in vigore della presente legge,
  è prorogata di un ulteriore anno.'.

   4.  Il  dipartimento  regionale  della  Funzione  Pubblica  e  del
  Personale  attiva entro 60 giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della presente legge, a domanda e nei limiti degli stanziamenti  di
  bilancio  in  atto  destinati ai relativi  pagamenti  e  dei  posti
  vacanti in organico, l'istituto di cui al comma 2bis  dell'articolo
  30  del  decreto  legislativo 30 marzo 2001  n.  165  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, nei confronti dei soggetti  di  cui  al
  comma 12 dell'articolo 26 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.
  4,  titolari dei rapporti in essere alla data di entrata in  vigore
  della presente legge».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli  Leontini, Mancuso,  D'Asero,  Bosco,  Corona,
  Limoli e Torregrossa: 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.6., 6.5;
   - dagli onorevoli Di Benedetto e Cracolici: 6.8;
   - dalla Commissione: 6.10, 6.11;
   - dagli onorevoli Adamo e Lentini: 6.7;
   - dagli onorevoli Di Benedetto, Termine, Panarello e Ferrara: 6.9;
   - dal Governo: 6.13.

   Si  passa all'emendamento 6.1 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.2. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.8 degli  onorevoli  Di  Benedetto  e
  Cracolici.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevole colleghi,  come  tutti
  sanno,    la    Regione    non   ha   mai    aderito    all'accordo
  intercompartimentale  per la mobilità,  il  che  significa  che  il
  personale  delle  ASP,  degli enti locali, dei  ministeri  non  può
  venire in transito per mobilità negli uffici regionali.
   Con  la  norma che è richiamata, ma che non è, di fatto,  tra  gli
  allegati  alla  norma, come riferimento normativo - sono  andata  a
  trovarla  io - si ripesca una norma del 2003, in cui si sono  presi
  venti dipendenti di enti locali e si sono portati negli uffici  del
  bilancio della Regione.
   Questo    come    norma   di   deroga   al   carattere    generale
  dell'impossibilità di comandi presso la Regione.
   Queste  20 persone, oggi, con la norma in oggetto, si vuole  farle
  diventare  dipendenti regionali ampliando il numero dei  dipendenti
  regionali e parlando di una pianta organica che la Regione non  ha,
  quindi, parliamo di posti liberi in organico senza avere una pianta
  organica,  abbiamo  20 dipendenti fatti con una  norma  speciale  e
  portati   in  comando  e  che,  adesso,  vogliamo  fare   diventare
  dipendenti regionali.
   Quando  il  Commissario  dello  Stato  guarda  con  la  lente   di
  ingrandimento alle norme che quest'Aula fa, che questa Regione  fa,
  io  dico  che  ha ben ragione perché stiamo, di fatto, facendo  una
  cosa che non potremmo assolutamente fare non avendo una valutazione
  organica,  non avendo proceduto con un concorso, avendo  scelto  20
  persone  perché amiche di questo o di quell'Assessore  del tempo  o
  dell'epoca.
   Io,  per questa ragione, mantengo l'emendamento e chiedo che venga
  votato.

   CRACOLICI.  E'  un  divieto esteso anche al Consorzio  degli  Enti
  locali. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  collega  Di
  Benedetto ha confuso l'emendamento 6.8 con l'emendamento 6.9.
   L'emendamento 6.8 è sostanzialmente una estensione al  divieto  di
  nuove assunzioni, già previsto dalla legge per i 5 anni (2011-2015)
  anche,  oltre che ai Comuni secondo le norme nazionali, ai consorzi
  tra  gli enti locali perché può essere un meccanismo di aggiramento
  dei sistemi che regolano il divieto di assunzione.
   Quindi,  è  una semplice estensione che io considero corretta  per
  par condicio tra tutti gli enti locali.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.8.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.3.

   MANCUSO. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  6.4.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  evitare  la
  doppia  morale che, da un lato non si fanno assunzioni,  dall'altro
  si  fanno  le  assunzioni, chiedo se il Governo ci può dire  quante
  assunzioni vuole fare con il comma 3, in modo che ci rendiamo conto
  e  ci  attrezziamo nelle province della Sicilia;  solo  per  sapere
  quante sono le assunzioni.
   Onorevole  Cracolici, mi può aiutare anche lei per  capire  quante
  assunzioni  ci  sono  con  il comma 3? Se  lei  mi  aiuta  io  sono
  d'accordo. Solo per capire quante sono, solo per avere un metro  di
  misura.

   CRACOLICI. Era l'estensione delle graduatorie.

   MANCUSO. Si può sapere quante sono?

   CRACOLICI. Non lo so.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   MANCUSO.  Chiedo  che  la votazione dell'emendamento  avvenga  per
  scrutinio segreto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, considero questa  contrapposizione
  forse non sufficientemente data dalla comprensione di questo comma.
  Non  l'ho scritto io, l'abbiamo fatto in Commissione, come è  noto.
  Questo  comma  si limita a prorogare di un anno le  graduatorie  di
  concorsi  espletati e, siccome c'era il divieto di  assunzione,  in
  forza  del divieto di assunzione c'erano graduatorie per  le  quali
  decorrevano i termini, si limita a dire:  considerato il divieto di
  assunzione che ha operato fino ad oggi, si estende di un altro anno
  la prosecuzione delle graduatorie per le quali sono stati già fatti
  i concorsi . Non c'è, quindi, nulla di clamoroso
   Ripeto, è connesso al divieto di assunzione che ha operato, perché
  come  è noto, il divieto di assunzione, in forza della legge numero
  25   del   2008,  quindi,  i  concorsi  che  sono  stati  espletati
  successivamente   Per la prima volta, persino l'onorevole  Buzzanca
  mi  dà  ragione  Onorevole Mancuso, è costretto a ritirare il  voto
  segreto

   MANCUSO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 6.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.10 a firma della Commissione.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Si tratta  di  un
  emendamento tecnico.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la  famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.6.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  6.7, a firma  dell'onorevole  Adamo  e
  Lentini.

   ADAMO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi è la  necessità,
  l'obbligo  per  i  comuni  di  non assumere,  anche  attraverso  la
  mobilità,  personale, tranne nel caso in cui  si  debbano  assumere
  persone che hanno un'alta qualificazione, per evitare che ci  siano
  comuni  -  e questo risulta dalle denunce che vengono fatte,  dalle
  proteste,   anche  di  alcuni  articolisti  -  che  ritengono   che
  l'assunzione,  la stabilizzazione del personale sia  una  questione
  che  riguarda soltanto la Regione e che i comuni, invece,  possano,
  con  i  propri fondi,  attivare procedure di mobilità  ed  assumere
  altro personale per qualifiche già esistenti.
   E'  quasi banale, quindi, sottolinearlo, però, credo che sia utile
  perché sono state segnalate alcune questioni.

   PRESIDENTE.   Stiamo  facendo  una  verifica.  Il   parere   della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 6.5 degli onorevoli Leontini, Mancuso ed
  altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  6.9, soppressivo del comma 4, dell'onorevole Di Benedetto ed altri.

   DI BENEDETTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 6.13 del Governo che sostituisce il comma
  4.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 6.11 è precluso.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
             Disposizioni per il contenimento della spesa

   1.  Qualora  gli enti individuati dall'articolo 3,  che  procedano
  all'attuazione  delle  disposizioni della presente  legge  mediante
  procedure  di  assunzione  a tempo indeterminato  dei  rapporti  in
  essere,  non rispettino i limiti previsti dal comma 7 dell'articolo
  76  del  decreto  legge  25  giugno 2008  n.  112,  convertito  con
  modificazioni  dalla  legge  6 agosto  2008  n.  133  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, tenuto conto di  quanto  previsto  dal
  comma  4 dell'articolo 4, gli stessi enti devono, entro il 31 marzo
  dell'anno  successivo, predisporre un dettagliato piano finalizzato
  a  rientrare, entro un quinquennio dalla data di presentazione, nei
  parametri stabiliti dalla citata normativa statale.

   2.  Il  piano  di  cui al comma 1, articolato  per  annualità,  da
  presentare, per la successiva valutazione, alla Ragioneria Generale
  della  regione  nonché  per gli enti locali anche  al  dipartimento
  regionale  competente, deve contenere le misure e i  consequenziali
  atti  che  l'ente  intenda effettuare, nel rispetto  della  propria
  autonomia  istituzionale,  per  il raggiungimento  degli  obiettivi
  stabiliti dalla normativa statale in materia di contenimento  delle
  spese  per  il  personale e di rapporto delle stesse con  le  spese
  correnti.  In  particolare, il piano indica le  misure  finalizzate
  all'incremento  delle  entrate correnti di propria  competenza  che
  l'ente intenda introdurre nel periodo di riferimento. Gli organi di
  controllo  interno  assicurano il rispetto  del  piano  di  cui  al
  presente articolo, il quale è pubblicato ai sensi dell'articolo  11
  del   decreto  legislativo  27  ottobre  2009  n.  150,  sui   siti
  istituzionali delle amministrazioni interessate.

   3.  In  caso  di  mancato raggiungimento degli  obiettivi  annuali
  previsti   dal   piano,   all'ente  inadempiente   sono   applicate
  automaticamente le seguenti sanzioni:

   a)   divieto  di  stipulare,  a  qualsiasi  titolo,  contratti  di
  consulenze e collaborazioni;

   b) decurtazione del 5% di tutti i trasferimenti correnti spettanti
  a qualunque titolo;

   4.  Il  mancato raggiungimento dell'obiettivo annuale  costituisce
  fattispecie  di responsabilità dirigenziale e comporta  la  mancata
  erogazione  della componente accessoria della retribuzione  per  il
  responsabile del personale e degli uffici di contabilità.
   5. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al presente
  articolo, il totale della spesa corrente non può essere superiore a
  quella dell'anno 2009».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli  Leontini, Mancuso,  D'Asero,  Bosco,  Corona,
  Limoli e Torregrossa: 7.1, 7.2, 7.7, 7.8, 7.3, 7.9, 7.4, 7.10, 7.5,
  7.6.

   Si  passa  all'emendamento 7.1 a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.2 a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.7 a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.8 a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.3 a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.9 a firma degli  onorevoli  Leontini,
  Mancuso ed altri. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.9

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli  Bosco,  Campagna,  Caputo,  Cordaro,
  Corona,  Formica, Leanza Nicola, Pogliese, Torregrossa e Vinciullo,
  indìco la votazione dell'emendamento 7.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

    Presenti              68
    Votanti               66
    Maggioranza      34
    Favorevoli         24
    Contrari             42

   L'Assemblea non approva.

   Si passa all'emendamento 7.4.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.10. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.5.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.6.

   MANCUSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 8 Ne do lettura:

                               «CAPO III
    Norme in favore dei soggetti destinatari del regime transitorio
        dei lavori socialmente utili. Disposizioni finanziarie.

                              Articolo 8.
     Misure finanziarie a sostegno dei processi di stabilizzazione

   1.  Alle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 3 che, entro il
  31 dicembre 2013, pongano in essere le procedure di stabilizzazione
  previste  dal  Capo II nei confronti dei soggetti  destinatari  del
  regime  transitorio  dei  lavori  socialmente  utili,  titolari  di
  contratti a tempo determinato, finanziati con risorse del  bilancio
  regionale,  stipulati  anteriormente  al  31  dicembre  2009,  sono
  prorogati:

   a) per i dieci anni successivi alla stabilizzazione, i benefici di
  cui  al  comma 3 dell'articolo 4, della legge regionale  14  aprile
  2006,   n.   16   erogati  nell'anno  2009  per  singolo   soggetto
  stabilizzato;

   b) per due ulteriori quinquenni successivi alla stabilizzazione, i
  contributi  già  concessi  ai sensi dell'articolo  25  della  legge
  regionale  29  dicembre 2003, n. 21 e del comma 3  dell'articolo  2
  della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27.

   2.  In  caso di mancata assunzione a tempo indeterminato entro  il
  termine del 31 dicembre 2013, per mancanza dei presupposti previsti
  dall'articolo 4 per le procedure di reclutamento, i benefici di cui
  al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 14 aprile 2006, n.
  16  ed al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre
  2007,  n.  27, sono riconosciuti anche in caso di prosecuzione,  in
  costanza  di rapporto, dei contratti a tempo determinato in  essere
  alla  data  del 31 dicembre 2009. Il contributo di cui al  comma  3
  dell'articolo 2 della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27 è  in
  tal  caso  riconosciuto annualmente, previa verifica della mancanza
  dei presupposti per la stabilizzazione.

   3.  Al  comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 26  novembre
  2000, n. 24, le parole  60 milioni di lire  sono sostituite con  le
  parole    30.987,41  euro   e  le  parole   lire  1.300.000    sono
  sostituite con le parole  670,39 euro ».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa:
   8.2, 8.14, 8.3, 8.15, 8.16, 8.6, 8.4, 8.17, 8.18, 8.5, 8.7;
   dalla Commissione: 8.9;
   dall'onorevole Formica: 8.1;
   dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Pogliese e Vinciullo: 8.8;
   dagli onorevoli Maira, Dina e Caronia: 8.10;
   dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia, Cordaro e Cascio S.: 8.12;
   dagli   onorevoli   Panepinto,  Galvagno,  Apprendi,   termine   e
  Panarello: 8.11;
   dal Governo: 8.19.

   Si passa all'emendamento 8.2.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.14. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.3.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 8.15.
   Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.16.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento 8.19.
   Comunico,  altresì,  che all'emendamento 8.19 è  stato  presentato
  dagli onorevoli Lentini e Adamo il subemendamento 8.19.1.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desideravo
  chiedere  al  Governo,  rispetto a questo  emendamento  che  ci  ha
  riproposto e quindi anche rispetto al subemendamento a firma  degli
  onorevoli Lentini e Adamo, nel momento in cui si inseriscono tra  i
  soggetti beneficiari di questa eventuale, ipotetica, e a mio avviso
  utopica  stabilizzazione, anche le università siciliane, mi  chiedo
  quale sia la logica.
   In   Commissione    Lavoro',   è  stata   più   volte   annunciata
  dall'Assessore  al  ramo  una riforma che  riguarda  le  università
  siciliane, con una conseguente politica nell'ambito del lavoro.  Ma
  come   è   possibile  oggi  inserire  insieme  a  questi   soggetti
  beneficiari,  che dovevano essere prevalentemente i soggetti  degli
  enti locali, quindi i lavoratori socialmente utili, altre categorie
  di soggetti che aumentano il numero.
   Oltre alle università siciliane, ad una pseudo riforma che ci  era
  stata  paventata, e di cui oggi vediamo soltanto qualche  stralcio,
  abbiamo  ulteriori  implementazioni con questo  emendamento  8.19.1
  che, seppur giusto nella sostanza, introduce ulteriori elementi. Se
  questa  era una legge che mirava alla stabilizzazione dei  soggetti
  che  lavorano presso gli enti locali, adesso non capisco a  chi  si
  stia effettivamente rivolgendo.
   La  platea dei soggetti cui oggi ci riferiamo è diventata talmente
  ampia e talmente vasta che è incontrollabile, e paradossalmente  il
  Governo  non inserisce, invece, i lavoratori dei soggetti  dei  331
  che  lavorano all'interno degli enti locali e che gravano sul fondo
  unico  del  precariato, mentre oggi noi ci ritroviamo soggetti  che
  appartengono alle aziende provinciali sanitarie ospedaliere e  alle
  università siciliane.
   Il  Governo  ci  spieghi allora, in modo chiaro ed inequivocabile,
  qual  è  la propria decisione e qual è la propria linea di condotta
  in merito alle politiche del lavoro all'interno di questa Regione.
   Questo  finirà  col diventare un polverone che,  oltre  ad  essere
  attenzionato in modo negativo dagli organi competenti per  dare  la
  valutazione sulla legittimità dell'atto, alimenta tutta  una  serie
  di  preoccupazioni  in merito a quelle che invece  non  saranno  le
  riforme che vengono paventate.
   Quando  si  parla  di riforme del settore dell'università,  o  del
  settore  della sanità, ci ritroviamo questi emendamenti che sbucano
  dal nulla e che ci lasciano fortemente perplessi.
   Chiedo,  pertanto,  al Governo di chiarire la  portata  di  questa
  legge perché da una legge per gli enti locali, si è trasformata  in
  ben altro.
   Credo che non fosse neanche questo l'intendimento della Conferenza
  dei  Capigruppo che aveva identificato due soggetti ben  delineati,
  da una parte le proroghe dei precari della Regione, e dall'altra la
  stabilizzazione, o per lo meno, un processo di stabilizzazione  per
  i soggetti degli enti locali.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la platea  a
  cui  ci  rivolgiamo con questo disegno di legge non è quella  degli
  enti  locali, è quella del regime transitorio negli enti  locali  e
  comunque in tutti quegli enti sottoposti a controllo e vigilanza da
  parte della Regione.
   Fra  questi  enti non figurano le università, che però godono,  da
  parte  della  Regione,  già del contributo per  quanto  riguarda  i
  precari  dell'articolo  23.  Stiamo  parlando  quindi  del   regime
  transitorio, e sempre le stesse persone, fermo restando che se,  le
  università  riescono - grazie alla loro autonomia - a  stabilizzare
  le  persone  che ci lavorano, noi continueremo a dare il contributo
  che abbiamo sempre dato, che è rivolto alla platea.
   Le  università, oggi, godono da parte della Regione di  contributi
  per  garantire i precari della legge 85/95, ecco perché non c'entra
  nulla la vicenda della stabilizzazione.
   Noi  daremo il contributo esclusivamente a quelle università  che,
  nel  rispetto  delle leggi, sono in condizione di  stabilizzare  il
  personale precario.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'attenzione  dell'Aula perché effettivamente stiamo discutendo  di
  una  materia molto delicata. Prova ne è che Lei, signor Presidente,
  saggiamente, quando questa norma è giunta in II Commissione, tenuto
  conto  che  il  Governo ha presentato un emendamento  che  spostava
  dalla  proroga  alla  stabilizzazione, ha ritenuto  giustamente  di
  mandare quell'emendamento in V Commissione.
   Io  non so se Le hanno riferito la portata della riunione della  V
  Commissione,  e cosa si è fatto. Ma praticamente non abbiamo  fatto
  nulla,  si  è  solo  scherzato, e mi  dispiace  per  il  presidente
  Lentini,  che in quel momento presiedeva quella Commissione:  si  è
  preso a sacco d'osso tutto e si è rimandato in II Commissione.
   Signor  Presidente, questo non è modo di trattare  argomenti  così
  delicati,  e  tra  l'altro continuano ad arrivare  emendamenti  del
  Governo, e me ne dispiace. Assessore Piraino, tutto quello che  sta
  dicendo oggi in Aula, lo poteva dire in V Commissione e non  lo  ha
  detto,  lo  poteva dire in II Commissione e non  lo  ha  detto,  ed
  invece  presenta  un  ulteriore emendamento,  così  come  anche  il
  Presidente della Commissione.
   Signor  Presidente, questo non modo di legiferare, e  ritengo  che
  stiamo  discutendo una materia così delicata con una superficialità
  assoluta. Sembra ci sia stabilizzazione per tutti, e se c'è qualche
  altro  emendamento che vuole stabilizzare qualcun  altro,  che  ben
  venga,  tanto ormai si è aperta questa platea, e non era questo  lo
  spirito  di  questo disegno di legge, tenuto conto  che  Lei  aveva
  detto  di  limitare il più possibile questa materia, così  come  lo
  aveva  garantito anche il Governo. Ed invece, qui è  diventata  una
   Babele'
   Signor  Presidente,  voglio richiamare  l'attenzione  di  tutti  i
  colleghi presenti sul fatto che noi volevamo fare qualche cosa  per
  salvare  un buon numero di persone che, meritevoli, avevano bisogno
  di  questa  stabilizzazione. Qui si sta  aprendo  una  maglia,  che
  nessuno conosce se sia giusta o sbagliata. Lo stesso Governo non sa
  cosa rispondere. Se io chiedessi quanto sono queste persone, qual è
  la platea delle università, non mi saprebbero rispondere. Io non so
  se una trattazione del genere possa essere discussa in questo clima
  ed in questa Aula.
   Io preannunzio fin da adesso che su questa materia - e lo dico ora
  perché so a cosa andremo incontro più avanti - mi asterrò dal  voto
  finale,  perché  questo  non è modo di trattare  una  materia  così
  delicata,  dove  tutti  abbiamo detto che  ci  rendevamo  conto  di
  limitare e qui non si sta limitando più nulla.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  non
  vorrei   che   qualche   deputato   commettesse   qualche   errore,
  possibilmente  preso  dai tanti emendamenti presentati.  Noi  in  V
  Commissione siamo stati chiari, ed anche il Governo è stato  chiaro
  rispetto   a   questo   argomento,  perché   abbiamo   parlato   di
  stabilizzazione  ove ce ne fosse la possibilità, ma  parlavamo  per
  tutti  quei  precari che erano contrattualizzati. Ed adesso  stiamo
  parlando  di  persone  che  sono  in  atto  contrattualizzate,  che
  lavorano  presso le aziende sanitarie e ospedaliere e  vengono  dal
  regime  transitorio, personale che non lavorare presso  la  Regione
  siciliana,  ma negli enti ospedalieri o nelle Aziende  sanitarie  e
  che fanno parte degli LSU, articolisti, ex articolo 23.
   Pertanto,  non  stiamo  aggiungendo e  togliendo  nessuno,  stiamo
  lavorando  solo  ed esclusivamente per inserire in questo  contesto
  persone che abbiamo dimenticato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'onorevole Lentini  si  riferiva
  all'emendamento  8.19.1  che  è  un subemendamento  all'emendamento
  8.19.

   LENTINI. Si aggiunge alle università.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  penso   che
  l'intervento  dell'onorevole Leanza sia già servito a chiarire  che
  il  cuore della legge, per quanto riguarda le stabilizzazioni,  non
  sono  i soggetti istituzionali che ne beneficiano, ma la platea  di
  persone, e la platea di persone è assolutamente definita nei 23.207
  soggetti   che  appartengono  al  regime  transitorio  dei   lavori
  socialmente  utili, i cosiddetti articolisti ex  articolo  23,  che
  sono  stati  a  mano a mano contrattualizzati con  la  legge  16  e
  l'articolo 25 della legge 21.
   Poi  una  parte di questi lavoratori è stata nel tempo  dirottata,
  presso  altri enti sottoposti al controllo della Regione, o  presso
  le università.
   Ma  la  platea  del  regime di lavoratori  socialmente  utili  non
  cambia,   e  non  li  possiamo  tagliare  fuori  dal  processo   di
  stabilizzazione. E penso che questo sia il senso degli emendamenti.
   Voglio  anche ricordare che l'assessore Piratino, in V Commissione
  ha  portato  l'elenco  numerico,  ripartito  per  ente  e  soggetto
  istituzionale, per un totale di 23.207 lavoratori. E  non  mi  pare
  che si intenda modificare questa platea, ovunque essa sia definita,
  che è lo spirito della legge che ha esitato anche la V Commissione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da questa  mattina
  portiamo  avanti  il  tentativo di dare una speranza  e  un  futuro
  certo,  intanto alla categoria degli articolisti, e ci confrontiamo
  con  le  difficoltà che via via insorgono lungo  il  cammino  della
  sostenibilità  di  questa norma, che sono difficoltà  di  carattere
  procedurale,  sono  difficoltà soprattutto di carattere  economico,
  sono difficoltà che per il combinato disposto delle norme nazionali
  e  anche degli organi di controllo regionale ci fanno capire sempre
  di  più  che  rischiamo addirittura di vederci bocciata perfino  la
  proroga.
   Ora,  per  quanto  riguarda l'emendamento di cui stiamo  parlando,
  smettiamola  di  prenderci in giro, perché se vogliamo  inquadrarlo
  all'interno  della platea dei lavoratori, degli articolisti,  degli
  LSU, non è così, signor Presidente. I lavoratori a cui si tenta  di
  estendere quanto previsto in quell'emendamento, non sono lavoratori
  appartenenti a quella categoria. E' vero, sono lavoratori  precari,
  e  sarebbero  meritevoli di essere prorogati, loro e  quanti  altri
  lavoratori  precari che insistono in questa Regione, ma  non  fanno
  parte  di quella categoria di lavoratori, cioè i precari, a  cui  è
  rivolto questo disegno di legge.
   Vogliamo  fare  una  norma  che inglobi tutto?  Che  estenda  alle
  Università,  ai  lavoratori  a chiamata  diretta,  a  quelli  delle
  cooperative che lavorano con le Aziende ospedaliere, ai  lavoratori
  dell'Ente  Parco, a tutta una serie di lavoratori  precari  che,  a
  buon  diritto,  dovremmo  cercare  in  qualche  modo  di  salvare?.
  Possiamo farlo, ma secondo me non è possibile
   E  se  lo  facciamo  procediamo di un  ulteriore  passo  verso  la
  bocciatura  dell'intero  disegno di legge,  mettendo  a  rischio  i
  lavoratori  a cui è indirizzata la norma. Se vogliamo prenderci  in
  giro,  facciamo finta di non capire, e allora allaghiamo la platea,
  sapendo  però che non ci sono le risorse, e consapevoli che  questo
  emendamento sarà bocciato, come forse anche l'intera legge.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  la  genesi  di  questo  disegno di legge  è  stata  sviluppata  dai
  colleghi  che  mi  hanno preceduto e, quindi, io non  vi  ritornerò
  seppur  per  primo  palesai le perplessità importanti  rispetto  al
  percorso.  Perché  è vero che questa legge, che questo  disegno  di
  legge,  che alla fine correva il rischio di includere tanto,  forse
  troppo, doveva andare per competenza alla Commissione Lavoro e  non
  vi  è  tornato.  E'  vero che questo disegno  di  legge  è  rimasto
  nell'assoluta  unica  disponibilità  della  Commissione   Bilancio,
  questo è un fatto, e il risultato è quello che oggi noi troviamo in
  Aula.
   Allora,  signor  Presidente  e colleghi,  la  platea  della  quale
  parlava il collega che mi ha preceduto dei 23.500 precari è  quella
  alla  quale  questo disegno di legge avrebbe dovuto  rivolgersi  in
  esclusiva.
   Il   subemendamento   8.19.1  che  riguarda    Aziende   sanitarie
  provinciali ospedaliere , e lo stesso emendamento del Governo 8.19,
  che  riguarda  la platea delle Università siciliane,  non  dovrebbe
  trovare albergo in questo disegno di legge e, tuttavia, siccome  il
  Gruppo  dei Popolari di Italia Domani ritiene di non potere operare
  in  questa sede, scelte tra figli e figliastri, perché precari sono
  gli  uni  e  precari  sono  gli altri,  preannuncio  che  tanto  al
  subemendamento  del  collega  Lentini  quanto  all'emendamento  del
  Governo  noi  voteremo favorevolmente, così usciamo  dall'equivoco.
  Quindi, l'onorevole Cordaro e gli onorevoli Caronia, Maira,  Cascio
  e  Dina  dichiarano di apporre le firme al subemendamento  a  firma
  degli onorevoli Lentini ed Adamo e all'emendamento del Governo.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Cordaro
  ha  parlato della genesi degli interventi che lo avevano preceduto.
  Io  vorrei andare un po' al di là e ricordare ai colleghi, ma anche
  al  Governo,  signor Assessore, la genesi politica che  ha  portato
  alla  nascita  di  questo disegno di legge, che era  finalizzato  a
  stabilizzare una determinata fascia di precariato siciliano  basato
  proprio  sul  principio  che doveva servire  a  dare  una  certezza
  occupazionale  a  quei  precari  che  da  decenni  operavano  nelle
  pubbliche amministrazioni.
   Oggi  in Aula, come era prevedibile, e come è consuetudine di  una
  parte  di  questo Parlamento, si assiste al classico  assalto  alla
  diligenza a mettere dentro tutto quello che è ammissibile  mettere.
  Ha  dichiarato lei alla stampa, onorevole Presidente, che  qualcuno
  vuole stabilizzare anche chi è passato per un minuto a prendersi un
  caffè davanti a qualunque assessorato. E' la verità.
   Si vuole stabilizzare chiunque, anche se per un solo giorno, abbia
  svolto  un lavoro presso una delle tante pubbliche amministrazioni,
  e  adesso  anche  quelle  ospedaliere.  Mettiamoci  le  Opere  Pie,
  inseriamo  i mercati ortofrutticoli, mettiamoci tutto e creiamo  un
  mostro  legislativo che avrà un solo risultato. Ed  è  bene  essere
  chiari,  perché  qui si sta lavorando a creare  la  fabbrica  delle
  illusioni.  E molto spesso dopo le illusioni c'è la tragedia  della
  delusione.
   Stiamo  dimenticando che questo disegno di legge,  se  anche  dopo
  dovesse  uscire  così  dall'Aula, deve passare  da  un  determinato
  Ufficio   pubblico  istituzionale,  che  si  chiama   ufficio   del
  Commissario  dello Stato presso la Regione siciliana. E certamente,
  così  come  lo  state partorendo, verrà impugnato  dal  Commissario
  dello  Stato,  per  esclusiva  colpa  dell'ingordigia  politica  di
  qualcuno di questo Parlamento.
   Noi  non  stiamo facendo un servizio ai precari siciliani,  stiamo
  distruggendo il futuro dei precari siciliani perché state  mettendo
  dentro  tutto  quello  che sapete non può essere  messo,  e  questo
  perché dovete lanciare messaggi politici e clientelari.
   Noi non ci presteremo a questo gioco, signor Presidente.
   Voteremo per come è giusto votare, ma non ci renderemo complici di
  questo  assalto alla diligenza che non farà un favore  ma  farà  un
  danno  terribile ai precari, perché sapete bene che il  Commissario
  dello  Stato  ed  anche  alcuni  funzionari  di  quest'Assemblea  e
  dell'Assessorato  hanno  già  espresso delle  fondate  perplessità.
  Volete forzare la mano, forzatela pure
   Però,   quando   lo  fate,  pensate  non  a  quelli   che   volete
  stabilizzare, ma a quelli che ne avrebbero diritto e che, per colpa
  vostra, non potranno essere stabilizzati.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluto l'assessore
  per  il  Territorio e l'ambiente perché possa rendere più gradevole
  l'ambiente; Forse anche l'assessore per l'Economia sarebbe  gradito
  in quest'Aula, giusto perché, al di là degli aspetti tecnici, anche
  il carico finanziario deve essere una importante considerazione.
   Volevo  semplicemente fare questa considerazione: ritengo  che  la
  tendenza  a volere creare un forte momento di consenso, al  di  là,
  invece,  della  razionalità  che deve seguire  un  iter  normativo-
  legislativo,  porti ognuno di noi ad una tendenza, cioè  quella  di
  capire  come  rendersi più visibile e anche, perché no,  aggregando
  sotto il profilo del consenso.
   Ritengo  che  questa  sia la strada che non porterà  al  risultato
  serio  a  cui, invece, dobbiamo con la nostra attività legislativa,
  tendere in ogni azione.
   Imbarcare  tutti in un percorso di stabilizzazione, probabilmente,
  fa  sì  che  non  rendiamo un servizio a coloro i  quali  hanno  il
  diritto e la giusta aspettativa in questa direzione.
   Ritengo che, per andare sul fatto concreto, l'articolo 8 del comma
  19,  dove, al di là del percorso di stabilizzazione che va seguito,
  per  quelle che sono le categorie, così come previste dalla  norma,
  che possono usufruirne, sia un percorso ragionato.
   Volere  anche aggiungere, in questo percorso, al di là  di  quelle
  che  sono  le  fattispecie previste, anche le  Università  che,  di
  fatto, utilizzano ad oggi quelle che sono le risorse derivanti  dal
  bacino del precariato, ritengo sia una puntualizzazione che,  nella
  sostanza, rende in maniera più chiara questo percorso.
   Ritengo,  quindi,  condivisibile questa puntualizzazione  prevista
  anche per le Università.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, credo
  che  mi  debba  rivolgere all'assessore ombra,  cioè  all'onorevole
  Leanza,  dal momento che l'assessore Piraino ha ritenuto  opportuno
  non partecipare più ai lavori dell'Assemblea.
   La prima domanda che tutti ci dobbiamo porre e alla quale dobbiamo
  dare  una  risposta certa e onesta è la seguente: il  diritto  alla
  stabilizzazione è in capo agli enti o in capo ai lavoratori?
   Il diritto alla stabilizzazione è in capo ai lavoratori.
   Il  Servizio del Bilancio ha stabilito esattamente quante sono  le
  persone  che possono godere di questa stabilizzazione,  per  essere
  chiari, perché non è possibile che qui ognuno di noi viene e  porta
  una categoria a lui vicina pensando di fare clientela, cercando  di
  affossare il disegno di legge.
   Il  Servizio del Bilancio ha stabilito in 23.578 i soggetti aventi
  diritto  alla stabilizzazione, né uno in più né uno in meno perché,
  se  ce  ne  fosse solo uno in più, non ci sarebbe più la  copertura
  finanziaria. Li ha anche stabiliti, signor Presidente; ha stabilito
  che  i  lavoratori ASU contrattualizzati - perché di questo  stiamo
  parlando - dell'articolo 4 della legge regionale numero 3 del 2006,
  sono in tutto 12.675; che i lavoratori dell'articolo 25 della legge
  regionale  numero 21 del 2003 sono 10.639; che l'articolo  8  della
  legge  regionale numero 16 del 2006, per quanto riguarda  gli  Enti
  Parco, sono 163 e che l'articolo 23, comma 14 della legge regionale
  numero 19 del 2005, sono 111.
   Sommati  questi  quattro  gruppi  -  chiedo  al  Presidente  della
  Commissione Bilancio, onorevole Savona e all'ex assessore Leanza di
  confermare  -  arriviamo a 23.578 e solo per questi 23.578  c'è  la
  copertura   finanziaria  perché  si  tratta   di   lavoratori   ASU
  contrattualizzati,  poi, lavorano nelle ASL, lavorano  nei  Comuni,
  lavorano  nelle Università, ovunque lavorino non è un problema  che
  riguarda questa Assemblea perché, ripeto, stiamo stabilizzando  non
  gli  enti,  non  i soggetti utilizzatori ma stiamo stabilizzando  i
  lavoratori.
   Ora, dal momento che è arrivato il mio amico, l'assessore Piraino,
  vorrei ricapitolare, se posso, brevemente  per lui.
   Ho  detto  che non stiamo sanando situazioni agli enti  ma  stiamo
  sanando solo ed esclusivamente o stabilizzando i lavoratori; questi
  lavoratori  sono 23.578 e per questi 23.578 abbiamo coperture;  per
  uno  in più non l'abbiamo e, quindi, nel caso in cui ci imbarchiamo
  in  una  strada  diversa  da quella stabilita  dall'Ufficio  e  dal
  Servizio  del  Bilancio, corriamo il rischio  che  la  legge  venga
  impugnata.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lenza Nicola. Ne  ha
  facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo  spirito
  che  c'è stato in questa Assemblea fino ad ora e, come ho ribadito,
  prima  in Commissione Lavoro e in Commissione Bilancio dopo, su  un
  disegno  di legge che è un disegno di legge del Parlamento, quindi,
  di  iniziativa  parlamentare, cioè della Commissione  parlamentare,
  questo emendamento è del Governo ed è una riscrittura.
   Volevo  semplicemente  chiarire un fatto,  signor  Presidente:  la
  platea  è  assolutamente chiusa; al contrario delle cose dette,  la
  platea  è assolutamente chiusa perché solo i lavoratori del  regime
  transitorio e, quindi, nessun altro può entrare in questa platea  e
  la  sua  Presidenza ha garantito affinché, fino a  questo  momento,
  nessun  altro  potesse  entrare rispetto alla  platea  che  avevamo
  identificato fin dall'inizio.
   La  platea  che  viene  stabilizzata, avviata  a  stabilizzazione,
  riguarda quegli enti sottoposti a controllo e vigilanza e gli  enti
  locali.
   Per   rispondere  all'onorevole  Formica  rispetto  ai   contratti
  dell'Università, volevo semplicemente sottolineare che già,  quando
  lui era Assessore

   FORMICA. Ho fatto una battaglia in Aula, quindi so bene che non si
  tratta della stessa battaglia.

   LEANZA  NICOLA.  No,  sono PUC, scusate,  questo  è  ufficiale:  i
  lavoratori  con  contratti di diritto privato a 24  ore,  ex  legge
  regionale numero 16 del 2006, cioè dell'Università degli  Studi  di
  Catania, dell'Università degli Studi di Palermo.
   Ho fatto un estratto. Che vuol dire questo?
   Che la platea è questa. Per l'Università cosa stiamo facendo?
   Siccome  non è un ente sottoposto a controllo e vigilanza,  stiamo
  dicendo che, qualora l'Università, motu proprio, nel rispetto della
  legge  nazionale, avvia il processo di stabilizzazione, noi  daremo
  il contributo previsto al comma successivo, così come glielo stiamo
  dando  in  questo momento, cioè, continueremo a fare  assolutamente
  quello  che stiamo facendo in questo momento e, quindi, non  cambia
  assolutamente nulla.
   Non  è  aggiungere,  onorevole  Caputo,  altro  precariato,  altre
  categorie  ma  è  la stessa identica categoria, la stessa  identica
  platea;  se  l'Università di Messina, di Catania, di Palermo  o  di
  Enna   avvia  processi  di  stabilizzazione  rispetto  alle   leggi
  nazionali  non alle leggi regionali, alle leggi nazionali,  quindi,
  con  i  vincoli  del 111, 12, 3 eccetera e, se,  alla  fine,  avvia
  questo  processo, noi continuiamo a dare, così come  abbiamo  dato,
  come stiamo facendo in questo momento, il contributo così come  per
  tutte le altre categorie facenti parte della stessa platea.
   Voglio  ribadire, per rispetto verso quest'Aula, verso chi  ci  ha
  lavorato,  per come avete lavorato, per i deputati che con  serietà
  hanno evitato, veramente, qualunque azione, tra virgolette, diciamo
  indecorosa,  in un momento di difficoltà come questo  del  bilancio
  della Regione, in cui si è deciso, in questo momento, di puntare su
  una  platea e la platea sono queste 23.147 persone che fanno  parte
  del regime transitorio.
   Siccome  è  stato  fatto un lavoro serio, un lavoro  bipartisan  -
  chiamatelo  come  volete  -  con  contributi  importanti  da  parte
  dell'Aula,  ritengo che non possiamo, alla fine, solo perché  viene
  interpretato male un emendamento, buttare l'acqua sporca con  tutto
  il bambino.
   Ecco,  direi, per rispetto di questo Parlamento e di questo lavoro
  molto  serio  che è stato fatto, a chiarimento, ribadisco,  che  la
  platea è solo quella del regime transitorio.
   Ci  sono gli Uffici per poterla certificare ed è stata certificata
  in  Commissione Bilancio. La copertura è sempre quella, quindi, non
  può  esserci  altra  copertura.  Invito,  pertanto,  l'Assemblea  a
  continuare  il  lavoro che è stato fatto. Questo emendamento  è  un
  emendamento di riscrittura e prevede esattamente quello che abbiamo
  previsto

   BENINATI. Ed il subemendamento?

   LEANZA NICOLA  perché enti sottoposti a controllo e vigilanza. Già
  sono enti sottoposti a controllo e vigilanza.
   Onorevole  Beninati,  sto  parlando  dell'emendamento  che   aveva
  formulato  il  Governo. Al  comma 2, è prevista la  stabilizzazione
  con  tutti  i  suoi  criteri. Parlo di questo  comma  2,  approvato
  all'unanimità   dalla  Commissione  Lavoro  e   dalla   Commissione
  Bilancio.
   Anche  per rispetto del lavoro che si sta facendo molto seriamente
  in  quest'Aula,  pertanto,  ritengo  sia  opportuno  riprendere  il
  cammino  che avevamo avviato con la sua diligente opera e,  quindi,
  continuare a lavorare seriamente come abbiamo fatto fino  a  questo
  momento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  ascoltando  l'onorevole  Lenza  -  certamente,  mi  scuseranno  gli
  assessori  -  mi  rendo conto che la comunicazione  che  viene  dal
  Governo   è   certamente  insufficiente  perché,  se  deve   essere
  l'onorevole   Leanza  Nicola  che,  mi  pare,  sia  ex   assessore,
  chiaramente, deve essere l'onorevole Leanza Nicola a chiarire quale
  deve  essere il percorso di questa legge e cercare di convincere  i
  parlamentari che stanno lavorando molto seriamente, che  non  vi  è
  alcuna  speculazione  in  questo senso  e  che  si  vuole,  invece,
  affrontare il problema del precariato.
   Certo,  noi,  signor  Presidente, abbiamo le  nostre  perplessità.
  Temiamo  che  ci  possa  essere  sul  provvedimento  la  scure  del
  Commissario  dello Stato. Speriamo che il Commissario  dello  Stato
  possa, in qualche misura, in qualche maniera, dare le risposte  che
  questo  mondo,  molto vasto, molto importante, molto significativo,
  molto  utile  per  gli  enti  locali e per  tutti  gli  altri  enti
  controllati  dalla  Regione, stanno in questi anni  dando  e  hanno
  offerto alla comunità siciliana.
   E'  chiaro, allora, che la precisazione che fa il Governo,  signor
  Presidente,  che afferisce all'Università, è una precisazione  che,
  secondo me, è dovuta. E' chiara. E' chiarissima.
   Bisognava  spiegarlo  bene da parte del Governo  e  se  n'è  fatto
  carico l'onorevole Leanza Nicola. Nel corso degli anni, infatti,  i
  cosiddetti    articolisti ,  l'articolo  23,  che   ha   avuto   la
  possibilità  di  transitare, per esempio, nelle  Università,  oggi,
  deve  essere considerato soggetto contrattualizzato e,  quindi,  da
  stabilizzare all'interno di quella platea.
   Onorevole  Leanza,  sono perfettamente d'accordo  con  lei.  Dico,
  allora, che, se questo è il percorso, se questo è l'intento chiaro,
  se  non  vi sono altri sotterfugi, altri mezzucci, se non vi  è  la
  possibilità  di nascondere, all'interno di un percorso legislativo,
  altri  soggetti  che  non hanno il  diritto di essere  stabilizzati
  perché  non  contrattualizzati  o  che  entrano,  attraverso  altre
  finestre,  altre strade, altre porte - l'onorevole  Formica  faceva
  riferimento  alle cooperative, a tanti altri strumenti che  possono
  essere  utilizzati  per fare in modo che si crei  clientela  -  non
  capisco il motivo per cui, sin dall'inizio, il Governo ed anche  la
  Presidenza,  analizzando l'emendamento 8.19.1,  non  abbiano  detto
  chiaro  e  forte  che  si trattava di un'esigenza  che  il  Governo
  avvertiva  di  fare  chiarezza e che, quindi, introdurre  anche  le
  Aziende sanitarie locali, le ASP o le altre aziende previste qui in
  questo  emendamento,  altro non facevano che creare  confusione  ed
  impedire che questi lavori d'Aula andassero celermente.
   Invito,  allora,  il  Governo ad esprimere  la  propria  idea,  ad
  esporre  il proprio pensiero, a chiarirci se quello che l'onorevole
  Leanza   Nicola  ha  detto,  se  quello  che  abbiamo,  certamente,
  recepito,  perché  abbiamo analizzato l'emendamento  mentre  questo
  disegno di legge parte da una iniziativa dell'Assemblea.
   Oggi,  gli  emendamenti di riscrittura stanno in  qualche  maniera
  stravolgendo  la parte iniziale di questo disegno  di  legge  e  ci
  stanno  dando uno spaccato che deve dare risposte, forse, ai  tanti
  cartelli pubblicitari che sono stati sbandierati in questi mesi  da
  parte di chi ha esigenza di comunicare, salvo, poi, a non essere in
  Aula e a non spiegare ciò che voleva fare e ciò che voleva dire.
   Il   Governo,  allora,  faccia  chiarezza;  ci  dica  se   ritiene
  pleonastico,  superfluo, ultroneo questo emendamento e  l'Assemblea
  potrà andare avanti.
   Mi  rendo  conto  che l'assessore Piraino si trova  in  difficoltà
  perché la materia la sta affrontando da poco tempo e, quindi, ha le
  difficoltà  che nascono, forse, da una conoscenza non completamente
  approfondita.   Noi,   però,  abbiamo   bisogno   di   avere   come
  interlocutore   il  Governo.  Non  possiamo  pensare   che   questo
  Parlamento non abbia come interlocuzione quella del Governo  e  che
  il Governo assuma degli impegni e chiarisca, con una precisione che
  deve  essere puntigliosa, se i dubbi che sono emersi in  quest'Aula
  rispondono a verità, magari facendosi aiutare dagli Uffici.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Leanza  ha  già  parlato  e ha illustrato, credo,  con  sufficiente
  chiarezza, le cose di cui stiamo parlando.
   Com'è  noto,  la legge numero 10 del 1991 stabilisce  chi  sono  i
  soggetti  diretti  e  indiretti per i  quali  la  Regione  esercita
  potestà diretta o indiretta. Nel caso specifico, lo dico al collega
  Lentini,  l'emendamento da lei presentato  o  il  subemendamento  è
  assolutamente  pleonastico  nel  senso  che  le  Aziende  sanitarie
  ospedaliere  sono  soggetti  giuridici  sottoposti  a  vigilanza  e
  controllo  nonché  a  finanziamento da  parte  della  Regione.  Se,
  quindi, qualche direttore generale o direttore amministrativo,  per
  gestire  il precariato, vuole avere una norma specifica, va rimosso
  il  direttore  generale  e il direttore amministrativo  perché  non
  conosce  la  legge e, se non conosce la legge, non può fare  né  il
  direttore generale né il direttore amministrativo.
   Vorrei,  quindi, chiarire perché qui rischiamo di usare  parole  -
  non  parlo, in questo caso, dell'emendamento - ma ho sentito  anche
  alcune dichiarazioni. Attenzione, dobbiamo essere tutti prudenti  e
  sobri.  In questo momento, le nostre parole arrivano fuori e l'idea
  che rischia di passare è che c'è una norma che qui favorisce alcuni
  e   non  favorisce  altri,  stabilendo  per  legge  una  sorta   di
  discriminazione.
   E'  un  delitto  che  facciamo  nei confronti  di  una  parte  dei
  siciliani.  L'onorevole Leanza lo ha detto ed io lo ripeto:  questa
  norma   si  riferisce  esclusivamente  ai  lavoratori  del   regime
  transitorio   che   sono  già  previsti  dalla   legge   e   quelli
  contrattualizzati  per  i quali si può esercitare  un  percorso  di
  stabilizzazione  dal tempo determinato al tempo  indeterminato  con
  procedure,  diciamocelo pure, anche qui lo  voglio  dire  in  Aula,
  fuori dai denti.
   Sappiamo  che  su questa materia c'è tanta discussione  giuridica,
  anche per gli effetti e le contrapposizioni di legge tra la Regione
  e lo Stato, ma si è convenuto che, qualora dovesse essere ribadito,
  reiterato  un  intendimento da parte del Commissario  dello  Stato,
  tendente  in qualche modo a limitare il percorso di stabilizzazione
  proprio  della  Regione siciliana, avremmo anche, in qualche  modo,
  manifestato  l'intendimento  di esercitare  il  nostro  diritto  di
  andare  davanti alla Corte Costituzionale per rivendicare, fino  in
  fondo, le prerogative della nostra Regione.
   L'articolo  8, così come viene riscritto, propone tipicamente  una
  delle  questioni sulle quali potrebbe determinarsi un conflitto  di
  natura   costituzionale ma riguarda esclusivamente  i  percorsi  di
  finanziamento  e  di  stabilizzazione  dei  lavoratori   a   regime
  transitorio.
   In  ogni caso, abbiamo approvato già, credo, la norma che consente
  la   proroga   dei   rapporti  in  essere  per  i  lavoratori   sia
  contrattualizzati sia del regime sociale, legge numero 331 e  legge
  numero  240 per i quali la legge prevede, attraverso il  Fondo  per
  l'occupazione,  la  proroga dei rapporti in essere  sia  di  natura
  contrattuale sia come assegno sociale, così come attualmente  viene
  erogato non per colpa nostra ma perché quella legge ha avuto quella
  modalità  di  attuazione ed è stata inclusa  nel  bacino  con  quel
  sistema.
   Ribadisco, quindi, di non fare demagogia sulla pelle delle persone
  perché,  attorno a questo disegno di legge, ci sono tante speranze;
  noi  sappiamo  che  stiamo trattando una materia assai  complicata,
  assai delicata. Voglio ribadirle - e me ne assumo la responsabilità
  -  che il disegno di legge che stiamo approvando non sarà una legge
  che  domani mattina attiverà la stabilizzazione ma  una  legge  che
  avvierà  le  procedure, speriamo, per stabilizzare  la  più  grande
  parte  dei  precari che, da oltre 15 o 20 anni,  lo sono in  questa
  nostra Regione; avvia le procedure.
   Sapendo,   quindi,  che  è  un  disegno  di  legge  che   dobbiamo
  attenzionare, anche per come viene scritto e sui confini,  diciamo,
  dei  diritti  generali, rischiamo di scivolare  sul  terreno  della
  costituzionalità.
   Invito  l'onorevole Lentini a ritirare l'emendamento a  sua  firma
  proprio perché aggiunge una cosa che è già prevista alle  cose  che
  qui sono state dette e ribadite.
     Altra  cosa  sono le Università che non sono enti  sottoposti  a
  vigilanza  e controllo della Regione ma enti nazionali e,  in  ogni
  caso,  il percorso che qui si prevede è esteso a tutti i lavoratori
  del regime transitorio sia dei comuni sia vi dico anche degli IACP,
  anche  dei  consorzi ASI, cioè di tutti quei soggetti istituzionali
  per i quali la Regione o finanzia o esercita il controllo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  molto
  brevemente,  per dire che  credo che questa norma,  la  portata  di
  questa  norma voleva, già al primo articolo, stabilire quali  erano
  gli  enti  beneficiari di questo disegno di legge e  quale  era  la
  platea a cui la legge doveva riferirsi.
   Poi,  durante  i  lavori, forse, c'è stato il rischio  che  questo
  disegno  di  legge  venisse  ulteriormente   appesantito   con   la
  titubanza che la stessa norma, per l'appesantimento, potesse essere
  impugnata dal Commissario dello Stato.
   Allora, cerchiamo un attimino di fare un passo indietro.  Stasera,
  siamo  dinanzi  ad  alcuni  emendamenti  a  firma  del  Governo   e
  discutiamo, oggi, sull'emendamento 8.19. Cos'ha questo emendamento,
  a mio avviso, di buono?
   Inserisce  negli  enti  deputati  alle  stabilizzazioni  anche  le
  Università  perché, poi, per il resto, voglio dire, gli  enti  sono
  già  stati indicati. In questo senso, invito l'onorevole Lentini  a
  ritirare il subemendamento 8.19.1 perché la Commissione Bilancio  -
  il   Presidente  Savona  lo può ricordare  -  ha  fatto  un  invito
  specifico all'assessore per il lavoro, cioè che,  approvata  questa
  norma,  dobbiamo  immediatamente emanare una circolare  esplicativa
  nei  confronti  di tutti gli enti destinatari della  portata  della
  norma,   onde   evitare  che  ci  possano  essere   discrezionalità
  nell'attuazione della stessa norma.
   Certo,  signor  Presidente,   Governo,  onorevoli   colleghi,   ho
  ascoltato anche chi ha parlato prima di me invocando anche la Corte
  Costituzionale.
   Vorrei  dire all'onorevole Cracolici che - secondo me, l'ha  detto
  per  addurre  un esempio - se veramente pensasse di dovere  attuare
  un'impugnativa - mai fatto in questi due anni e mezzo,   nonostante
  ci  troviamo  di fronte ad un Governo autonomista,  mai  fatto,  ha
  sempre  rivendicato l'autorevolezza della Sicilia - avremmo  dovuto
  fare altro tipo di norma.
   Avremmo  dovuto, da un lato, dividere la norma sulle  proroghe  e,
  dall'altro,  approvare  la norma sulle stabilizzazione  perché,  se
  malauguratamente  -  e questo lo voglio dire  al  Parlamento  -  il
  Commissario  dello  Stato impugnasse una norma,  volesse  fare  una
  impugnativa  -  non si potrebbe promulgare la parte non  impugnata,
  stralciandola; non lo potremmo fare. Si dovrebbe approvare un'altra
  norma perché la norma non potrebbe assolutamente essere promulgata.
   Non si potrebbe andare in Aula, approvare un ordine del giorno  ed
  invitare  il  Governo  o il Presidente a promulgare  la  parte  non
  impugnata.
   Di fatto, quanto è stato detto è una contraddizione.
   Vorrei  anche  dire che questo Parlamento ed anche i  parlamentari
  dell'opposizione  non  stanno  cercando  di  fare  una  opposizione
  ostruzionistica, bensì una opposizione costruttiva. Prova ne  è  il
  fatto  che il testo che oggi stiamo vagliando e stiamo adottando  è
  un  testo frutto di una sinergia fra la maggioranza e l'opposizione
  che  ha  portato un contributo notevolissimo affinché si pervenisse
  ad  un testo vero, concreto, un testo che fosse quanto più coerente
  e logico anche con le norme di portata finanziaria nazionale.
   Tutti  abbiamo  fatto  una marcia indietro e abbiamo  fatto  delle
  rinunce.
   Avevo, ad esempio, presentato, all'articolo 4, un emendamento  che
  riguardava la stabilizzazione dei precari, signor Presidente  e  la
  Presidenza ha deciso di stralciarlo.
   Si  trattava di un emendamento che riguardava soggetti, la  platea
  di  beneficiari  di  cui  all'articolo 1  e,  quando  si  parla  di
  Protezione civile, di proroghe, si fa riferimento a soggetti  della
  Protezione civile.
   Vorrei ricordare - ma non è una recriminazione che faccio; mi  sto
  rivolgendo  all'assessore e alla Presidenza - che i 288  lavoratori
  della   Protezione   civile,  nel  caso  in   cui   fossero   stati
  stabilizzati, non avrebbero comportato un euro di spesa  in  più  a
  carico  della  Regione  ma  avremmo  dato,  avremmo  continuato  in
  quell'attività  e  percorso virtuoso che, già, con  la  finanziaria
  11/2010 avevamo avviato qualche mese fa.
   Ritengo, quindi, che, va bene, alla fine, questo emendamento 8.19.
  Il  subemendamento  8.19.1  va ritirato anche  perché  superfluo  e
  potrebbe ingenerare qualche problema nell'approvazione del testo.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 8.19.1.
   Vorrei precisare, a scanso di equivoci, che ci sarà qualche  altro
  emendamento  che  io stesso e la Commissione abbiamo  presentato  e
  condiviso.  Stiamo condividendo, ancora con più forza, il  pensiero
  espresso  prima dall'onorevole Lenza, nel momento in cui  affermava
  che si parla soltanto di regime transitorio, di LSU, di persone che
  si  trovano nell'Amministrazione regionale o negli enti pubblici da
  tantissimi anni.
   Nella   fattispecie,  voglio  precisare  che  una  circolare   del
  Presidente  della  Regione del marzo del  2008  aveva  bloccato  le
  assunzioni
   Più  volte,  abbiamo  audito,  in  Commissione,  lavoratori  delle
  aziende  sanitarie,  ospedaliere e  quant'altro  che  mettevano  in
  evidenza questo problema.
   La  legge  numero 91 parla chiaro - voglio ribadirlo -  però  loro
  volevano  anche sotto questo aspetto annullare quella  che  era  la
  volontà  del Presidente della Regione del 2008. Non è che lo  posso
  fare   Quindi il mio spirito di iniziativa rispetto a  questa  cosa
  era  di non dimenticare questo personale, che le assicuro, fa parte
  del regime transitorio.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, allora ritira l'emendamento 8.19.1?

   LENTINI. Sì, ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ogni cosa  c'è
  il  peccato  originale; e il peccato originale è quello  che  nelle
  settimane  scorse qualcuno ha raccontato una storia ai  precari  di
  questa  Regione. E la storia che gli ha raccontato era  quella  che
  sarebbero stati, con una legge, tutti stabilizzati entro la fine di
  quest'anno.   Questa   storia   è   continuata   dicendo   che   la
  responsabilità  non era più di chi aveva raccontato  la  favoletta,
  ma  di  novanta parlamentari che si accingevano a discutere  quelle
  norme.  Rispetto  a  queste  parole al  vento,  le  aspettative  di
  migliaia  di  ragazzi  che hanno formato una  famiglia  con  quelle
  piccole  sostanze che vengono loro date dagli enti locali, si  sono
  riversate  con il cuore e con l'anima e oggi anche con la  presenza
  su quella che è l'attività di questo Parlamento.
   Ringrazio il presidente Cracolici per la sua onestà intellettuale,
  perché ha detto chiaramente che la favola che ci è stata raccontata
  prima che il provvedimento prendesse corpo era una ulteriore favola
  che, purtroppo, questi ragazzi subiscono da ben quindici anni.
   Al  di  là  di  qualche piccola polemica da parte di colleghi  che
  ritengono  di addossare la colpa a una parte politica, ai deputati,
  lasciamo perdere perché qui c'è chi nel 1989 aveva 12 anni, chi  ne
  aveva  15,  quindi  ognuno  le proprie  responsabilità  le  conosce
  secondo le attività che ha svolto. Però, signor Presidente, abbiamo
  portato  avanti  una serie di norme che - come  ha  detto  bene  lo
  ripeto  Cracolici - iniziano un percorso, con una  volontà  unanime
  rispetto alla favola che ci era stata raccontata.
   Siamo  arrivati  all'articolo  8  e  siamo  alla  fine  di  questo
  provvedimento, se lei, signor Presidente, ci aiuta, perché io  sono
  salito   quassù   per   farci  aiutare.   C'è   il   subemendamento
  dell'onorevole Leontini e quando si parla di stabilizzazioni, anche
  quando  ce  ne  fossero altri 500 emendamenti, noi siamo  d'accordo
  perché  la storia del precariato, così come lo vogliono gli  altri,
  la  vogliamo soprattutto noi che ci sentiamo in questa Sicilia  più
  responsabili di chi racconta favole.
   Rispetto  a  questo, al di là di quelle che sono le dichiarazioni,
  non  so se il collega Leontini vuole ritirare o meno l'emendamento,
  anzi lo ha già ritirato, bene  Signor Presidente, come fanno chi di
  democrazia ne sa più di noi, non proseguiamo con i soliti  stop and
  go'.  Basta   Proseguiamo fino all'articolo 11 nella  speranza  che
  questa  copertura  finanziaria non metta in discussione il bilancio
  e  la  finanziaria  che da domani ci apprestiamo  a  verificare  in
  Commissione e con l'articolo 11 chiudiamo quello che è l'inizio  di
  un percorso di stabilizzazione.
   Se  quest'Aula si rende conto che non è più possibile allargare le
  proposte  dell'eventuale stabilizzazione,  abbiamo  fatto  un  buon
  inizio  di lavoro; cercheremo di spiegare a questa vasta platea  di
  giovani  e  meno  giovani,  di mamme e di soggetti  che  certamente
  aspettano  da  noi  grandi risposte, che abbiamo fatto  il  massimo
  sforzo  che  è  sottoposto a quello che certamente  il  Commissario
  dello Stato vorrà segnalarci per via di una legge nazionale che per
  forza di cose dobbiamo rispettare.
   Quindi,  signor  Presidente, speriamo che l'emendamento  8.19  sia
  l'ultimo  emendamento su cui ci dobbiamo confrontare e  se  c'è  la
  disponibilità,   considerato  che  quasi  tutti   gli   emendamenti
  aggiuntivi sono a firma del nostro gruppo parlamentare, dove  io  e
  il  Presidente  Leontini, siamo stati i firmatari,  che  gli  altri
  ritirano  gli  emendamenti,  noi agevoliamo il percorso  di  questa
  legge  e  sin da ora, se gli altri li ritirano, noi ritireremo  gli
  emendamenti aggiuntivi a questo testo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.   Signor   Presidente,  volevo  soltanto   fare   alcune
  considerazioni  perché mi pare che gli inviti che  da  ultimo  sono
  venuti  mi  sembrano  molto concilianti e  credo  che  il  tema  in
  discussione  invece mal si concilia con parole che sono  state  qui
  usate, quale  assalto alla diligenza  o  ingordigia politica .
   Il peccato originario, onorevole Mancuso, credo che noi lo abbiamo
  già scontato perché con il battesimo lo scontiamo e se il battesimo
  è   l'appoggio  al  Governo  Lombardo  credo  che  già  lo  abbiamo
  cancellato. Oppure il raccontare favole. Io credo che qui  più  che
  raccontare  favole si stia tentando di mettere fine a  uno  scempio
  che  altri  negli ultimi dieci anni hanno fatto. Non  intendo  fare
  polemica, ma andare nel merito dell'emendamento 8.19.
   L'onorevole Beninati, del quale ho grande stima e apprezzo  sempre
  gli  interventi, ha annunziato l'astensione sulla votazione  finale
  del  disegno di legge perché, a suo modo di dire, inglobiamo  altri
  precari con le università.
   Io  vorrei solo ricordare che l'emendamento del Governo è  rivolto
  agli  enti di cui all'articolo 1. Per quanto riguarda le università
  ha ragione l'onorevole Leanza, quando portando poco fa un elenco ha
  detto come le università già sono oggi, perché questa Assemblea, le
  ricordo che nel lontano 2001 con la legge 21, all'articolo  25,  ha
  statuito interventi in favore dell'Università degli studi siciliani
  e, se il Presidente mi permette,  io vorrei leggere solo tre righe:
   L'Assessorato  regionale del Lavoro, della  Previdenza  sociale  e
  della formazione professionale e dell'emigrazione, ha autorizzato a
  finanziare  alle  Università degli Studi della  Sicilia  le  misure
  previste dalla legislazione vigente per la fuoriuscita dei soggetti
  utilizzati  in  attività  socialmente  utili  dai  predetti  enti .
  Quindi,  è una legge già della Regione che prevede che si  è  fatto
  carico del precariato dell'Università e non si sta inserendo  nulla
  di nuovo.
   Volevo  dare solo questo piccolo contributo, perché ormai  qua  la
  parola  Commissario dello Stato, impugnativa, Corte Costituzionale,
  entra in tutte le discussioni all'interno di questa Aula. Cerchiamo
  di attenerci a quelle che sono invece effettivamente le carte.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento   8.19.   Preciso   che
  l'emendamento sarà posto in votazione per parti separate, in quanto
  la  prima  parte  fa riferimento al comma 1 e la seconda  parte  fa
  riferimento al comma 2.
   Pongo in votazione la prima parte. Il parere della Commissione?

   SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  8.1, 8.6, 8.8, 8.10, 8.4, 8.17, 8.18,  8.5 e 8.7
  sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo  in votazione la seconda parte dell'emendamento 8.19. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 8.11, degli  onorevoli  Panepinto  ed
  altri,   e  8.12,  degli onorevoli Maira ed altri, aventi  identico
  contenuto.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  interviene sul comma 3 che modifica una norma. In quella norma  gli
  importi  si  trasformano  da lire in euro,  si  trasforma  pure  la
  dotazione finanziaria anziché in cinque anni in tre anni.

   CRACOLICI. Ma non c'è la copertura

   PANEPINTO.  Non  è la copertura. Lo riduce da cinque  a  tre,  non
  serve  la  copertura.  Si modifica il primo comma  dell'articolo  2
  della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, credo che l'attività posta in  essere
  dall'onorevole Panepinto sia meritoria. Questo emendamento  ha  una
  sua   importanza.   Se  è  il  caso  il  Governo  può   riscriverlo
  riformulandolo, specificandolo, onorevole Panepinto, e cercando  di
  trovare una soluzione condivisa anche perché è utile alla fine.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, non è un problema di formulazione.
  E' un problema di oneri aggiuntivi. La formulazione è corretta.

   FORMICA. E' un problema di oneri aggiuntivi ed è  un problema  che
  riguarda il fondo unico del precariato.

   PRESIDENTE.  La formulazione è giusta. Il problema è la  copertura
  finanziaria.
   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 8.11 e 8.12  di
  identico contenuto. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 8 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                           Proroga di termini

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 5 della legge regionale  14  aprile
  2006,  n. 16, le parole  31 dicembre 2007  sono sostituite  con  le
  parole   31  dicembre 2014 , fatti salvi gli effetti  e  i  diritti
  maturati relativi ai procedimenti già conclusi.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa:
   emendamento 9.1;
   dagli  onorevoli  Leontini,  Mancuso,  D'Asero,  Bosco,  Campagna,
  Corona, Limoli, Scoma e Torregrossa:
    emendamento 9.2.

   MANCUSO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
               Autorizzazione riduzione orario di lavoro

   1.  Le  amministrazioni che utilizzino personale con  contratto  a
  tempo  determinato di cui alla legge regionale 14 aprile  2006,  n.
  16,  possono  autorizzare la riduzione dell'orario  di  lavoro  per
  consentire  l'esercizio  di altre attività  lavorative  part  time,
  qualora  pari  o  superiore  al 50% con contestuale  riduzione  del
  contributo, o l'esercizio delle attività libero professionali,  nei
  limiti e con le procedure previste dai rispettivi ordinamenti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa:  10.1;
   dagli  onorevoli  Leontini,  Mancuso,  D'Asero,  Bosco,  Campagna,
  Corona, Limoli, Scoma e Torregrossa: 10.2.

   MANCUSO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
                           Norma finanziaria

   1.  Ai  fini  del  concorso al contenimento della  spesa  e  della
  salvaguardia ed invarianza dei saldi di finanza pubblica, gli oneri
  discendenti dall'attuazione delle procedure previste dal Capo II  e
  dal  presente Capo non possono essere superiori a quelli  sostenuti
  per  il personale destinatario delle  predette procedure alla  data
  del 31 dicembre 2009.

   2.  Gli  oneri  discendenti dall'attuazione  del  Capo  II  e  del
  presente Capo, quantificati complessivamente in 314.100 migliaia di
  euro,  trovano  riscontro  nelle disponibilità  di  cui  all'U.P.B.
  6.4.1.3.1.  -  capitolo 321301 del bilancio della  Regione  per  il
  triennio 2010-2012.

   3.  Per  le  finalità della presente legge, gli enti di  cui  alla
  legge  regionale  15 maggio 2000 n. 10, adottano altresì,  per  gli
  anni  2011-2015, ai sensi del comma 20 dell'articolo 6 del  decreto
  legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modifiche dalla legge 30
  luglio  2010  n.  122 le misure di razionalizzazione  previste  nel
  richiamato articolo 6.
   4.   I   contributi  concessi  in  attuazione  delle  disposizioni
  dell'articolo 8 sono  assunti con le modalità previste dal comma  6
  dell'articolo  11  della legge regionale 8 luglio  1977,  n.  47  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   5.  Dall'applicazione delle disposizioni della presente legge  non
  possono discendere a carico del bilancio della regione ulteriori  o
  maggiori oneri rispetto a quelli previsti nel comma 4.

   6.  Gli enti beneficiari dei contributi previsti dall'articolo  25
  della  legge  regionale 29 dicembre 2003, n. 21,  che  non  abbiano
  provveduto, entro 30 giorni dalla scadenza del primo quinquennio, a
  presentare la richiesta di accesso ai benefici previsti dal comma 3
  dell'articolo  2  della legge regionale 31 dicembre  2007,  n.  27,
  decadono  dal  relativo diritto ove lo stesso  non  sia  già  stato
  concesso alla data dell'1 dicembre 2010.

   7.  Gli enti di cui all'articolo 3 procedono alla attuazione delle
  procedure di cui alla presente legge nei limiti delle disponibilità
  dei rispettivi bilanci».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli  onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero, Bosco, Corona, Limoli
  e Torregrossa:
   11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5, 11.6, 11.7, 11.8;
   dalla Commissione: 11.10 (I e II parte)
   dal Governo: 11.11.

   Gli  emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3 sono preclusi dall'approvazione
  dell'articolo 4.
   Si passa all'emendamento 11.11 del Governo.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  noi
  abbiamo  espresso  parecchie  preoccupazioni  nel  momento  in  cui
  abbiamo visto la scrittura dell'articolo 11 così come proposta  nel
  testo del disegno di legge.
   In questo momento apprezziamo l'emendamento di riscrittura che, di
  fatto,  permette agli enti locali di procedere alla stabilizzazione
  con  degli  oneri che vengono trasferiti dalla Regione, per  quello
  che riguarda la compartecipazione finanziaria.
   Devo  dirle molto francamente, assessore, e mi fa piacere  che  ci
  sia la presenza dell'assessore Armao, che dal nostro punto di vista
  bisogna  che  si  faccia chiarezza, perché non  so  quale  sarà  il
  percorso della legge di bilancio e della finanziaria, io non so  se
  riusciremo  ad approvare, come auspico e come spero che  avvenga  e
  ritengo  che  il  Governo debba muoversi in  questa  direzione  per
  sgomberare  completamente il campo da un sospetto che serpeggia  in
  quest'Aula,  e non solo, e cioè che il Governo abbia  interesse  ad
  arrivare  all'esercizio  provvisorio perché  vi  sono  problemi  di
  bilancio, perché non riesce a far quadrare le entrate rispetto alle
  uscite  e  perché,  di  fatto,  in questo  momento  vi  sono  delle
  profondissime crepe.
   E'  chiaro,  come lei certamente sa, assessore Armao  e  come  non
  sfugge  al presidente, gli enti locali, nel momento in cui  dovesse
  verificarsi  che  si  arrivi all'esercizio  provvisorio,  avrebbero
  notevolissime difficoltà a mantenere in servizio i contrattisti che
  hanno  avuto  regolare possibilità di permanenza all'interno  degli
  enti.
   Io  credo  sia  necessario,  lo deve fare  il  Governo  attraverso
  l'assessore Armao che io prego di restare ancora un attimo,  perché
  è fin troppo evidente che, quanto meno, noi dobbiamo dire ai Comuni
  con quali strumenti dovranno muoversi e, dal mio punto di vista,  è
  necessario che vi sia l'impegno da parte dell'assessore al ramo  di
  emanare subito una circolare esplicativa, con la quale si ribadisca
  l'impegno  finanziario  e con la quale si autorizzino  i  Comuni  a
  muoversi anche con i dodicesimi e cioè con l'esercizio provvisorio,
  anche nel caso in cui, come noi temiamo, la Finanziaria non dovesse
  essere approvata nei termini previsti.
   Questo  non è un dato da poco, perché è evidente che se  i  Comuni
  non avranno questa possibilità e le Ragionerie generali non saranno
  confortate  in  questo senso e in queste direzioni, si  creerà  una
  notevole  difficoltà  nei  confronti  di  questi  lavoratori   che,
  probabilmente, a partire dal mese di gennaio non riuscirebbero  più
  a percepire il proprio stipendio.
   Quindi,  io  spero che questa assicurazione venga  dal  Governo  e
  venga  stasera qui, con un impegno preciso e che si elabori  subito
  la  possibilità  di  dire  ai 390 Comuni  siciliani  che  questa  è
  l'intenzione  del Governo, anche nel caso malaugurato  che  non  si
  dovesse arrivare ad approvare la finanziaria entro il 31 dicembre.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor presidente, onorevoli colleghi, desidero ricordare
  all'assessore  Armao  gli impegni che si è assunto  in  Commissione
  SBilancio    e  che  ancora  stasera  non  vediamo  confermati   in
  quest'Aula.
   Lei,   assessore,  si  era  impegnato  solennemente  che   avrebbe
  presentato  la  nota  di variazione prima che iniziasse  l'iter  di
  questo  disegno  di  legge perché  avevamo  evidenziato  un  grande
  paradosso  che non si poteva assolutamente introdurre  -  presunti,
  veritieri,   questo   lo  si  vedrà  alla  fine   -   principi   di
  stabilizzazione    del   personale   negli    enti    locali    se,
  contemporaneamente,  il Governo, in modo scellerato,  continuava  a
  portare  avanti  il disegno di tagliare il 60 per cento  dei  fondi
  alle autonomie locali.
   Rispetto anche a questo impegno, lei già è venuto meno stamattina,
  come  Governo, a dire solennemente all'Aula che il Governo  sarebbe
  stato  pronto a modificare questo disegno, cosa che non è  avvenuta
  e,  in  modo  particolare - lo  dice anche l'onorevole  Buzzanca  -
  cozza  con un altro problema, assessore Armao. L'articolo  24  bis,
  quando   si   parla  di  un  piano  in  misura   di   riduzione   e
  razionalizzazione della spesa certificati dagli organi di controllo
  interno,  fa riferimento non solo alla Regione ma anche ai Comuni e
  questo  evidenzia  un  altro aspetto e cioè  che  avete  affrontato
  questo  tema  talmente in ritardo che stiamo rischiando,  anche  da
  questo  punto  di vista, di fare un grande danno sul  quale  io  mi
  astengo  a fare commenti perché non voglio assolutamente aggiungere
  perplessità al quadro di precarietà che avete avuto la capacità  di
  introdurre su questo disegno di legge.
   Però,  Assessore,  lei  deve mantenere  gli  impegni  e  deve,  in
  quest'Aula, ora confermare che la volontà del Governo è  quella  di
  ritirare la proposta che aveva già formulato nella Finanziaria  per
  quanto  riguarda  il  taglio  agli Enti  locali;  diversamente  noi
  rischiamo,  non  solo perché l'articolo 24 bis  il  Governo  lo  ha
  totalmente  ignorato, e mi astengo anche a chiederle il perché,  ma
  quanto  meno, Assessore, rispetto anche ad un problema che nascerà,
  il  Governo  si  deve  impegnare e lo deve confermare  stasera  che
  questo taglio agli Enti locali verrà totalmente eliminato. Anzi, lo
  avevamo  detto in modo più chiaro che per l'anno 2011,  considerato
  che  siete  più  impegnati  a  fare comunicati  stampa,  conferenze
  stampa,  riunioni sul territorio dove vendete fumo,  visto  che  il
  tempo   lo  impiegate  principalmente  in  questo,  abbiamo   anche
  ragionato  sul  fatto che non era più il caso che per  il  2011  si
  introducessero dei principi di pseudo compartecipazione  a  lire  e
  quant'altro  perché il tempo di preparare il mondo delle  autonomie
  locali a questo federalismo in salsa siciliana non c'era più.
   Tutto  questo,  lei, Assessore, non l'ha fatto e lei  conferma  la
  poca serietà da questo punto di vista che poi è intrisa in tutti  i
  provvedimenti finanziari che noi stiamo discutendo e l'articolo  24
  bis è la prova e riprova di quello che le dico.
   Ma,  rispetto  a  tutto  questo le chiedo,  se  dobbiamo  chiudere
  seriamente  questo  provvedimento, di  dare  garanzia,  intanto  ai
  destinatari  di questa norma, perché sappiano i precari  che  degli
  Enti locali che se il Governo, pur avendo venduto chiacchiere, fumo
  su   questo   argomento,  pur  avendo  fatto  in   modo   veramente
  improvvisato delle riunioni sul territorio dove ha dichiarato  cose
  che,  oggi, si vede in modo evidente che non si possono  fare,  con
  tutte le grandi perplessità del caso, questo Parlamento, con grande
  maturità, si è assunto il compito di venirvi incontro; ma  rispetto
  a  tutto  questo, a questa grande sceneggiata, Assessore,  lei  non
  aggiunga un'altra sceneggiata. Confermi in questo Parlamento quello
  che  ha  detto in Commissione  Bilancio , confermi che  il  Governo
  revocherà il taglio alle autonomie locali, confermi a quei  giovani
  precari   che  la  volontà  del  Governo,  nonostante   le   grandi
  improvvisazioni, è quella di garantire - se passa questo disegno  -
  una  reale stabilizzazione perché saranno date le risorse ai Comuni
  e,  quindi, confermi anche al mondo delle autonomie locali che  non
  sarà  stravolta  per il 2011, come è stato discusso in  Commissione
   Bilancio , la logica del trasferimento agli Enti locali.
   Questo  è ciò che io le chiedo perché questi sono gli impegni  che
  lei si è assunto in Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 11.11, a  firma  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 11.10, 11.4, 11.10 (II parte), 11.5 e  11.6  sono
  tutti  preclusi o assorbiti.
   Si passa all'emendamento 11.9, a firma della Commissione.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le  politiche  sociali  e  i
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 11.7 e 11.8 sono  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
                                Art. 12.
          Modifiche all'articolo 81 della legge regionale 12
             maggio 2010, n. 11 in materia di interventi a
           compensazione dei danni da peronospora della vite

   1.  All'articolo 81 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a) il comma 1 è così sostituito:
    1.  A  sostegno  delle  aziende  viticole  che  hanno  subito  la
  distruzione  della  coltura a causa di attacchi  della  peronospora
  della vite (plasmopara viticola) avvenuti in Sicilia nel corso  del
  2007,  è  previsto  un aiuto a compensazione del danno.  L'aiuto  è
  erogato  in  conformità  all'articolo 10 del  Regolamento  (CE)  n.
  1857/2006   della  Commissione  del  15  dicembre  2006,   relativo
  all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato, agli aiuti di
  Stato,  a  favore  delle  piccole  e  medie  imprese  attive  nella
  produzione  di prodotti agricoli e recante modifica del regolamento
  (CE)  n.  70/2001, pubblicato nella g.u.c.e. L 358 del 16  dicembre
  2006. ;

   b) i commi 3 e 5 sono abrogati.

   L'emendamento 12.1 è ritirato.
   Comunico che all'emendamento 12.2, a firma dell'onorevole Oddo che
  ne ha preannunciato il ritiro, c'è la riscrittura del Governo, cioè
  l'emendamento 12.2.1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Chiedo  che  il Governo ci spieghi se  c'è  un'ulteriore
  spesa, che cosa sta succedendo, perché mi sembra che ci siano altri
  ottomilioni  e  mezzo di euro che non si comprende, esattamente,  a
  cosa potrebbero servire. Se il Governo ci vuole spiegare?

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signore Presidente, credo che questa materia sia  stata
  introdotta in questo disegno di legge, sebbene non ne fosse la sede
  idonea,  proprio  perché avevamo preso un impegno, con  l'onorevole
  Adamo  e  con  i  viticoltori che hanno avuto i danni    da  questa
  malattia della pianta: la peronospora.
   L'anno scorso, diciamo nell'ultima finanziaria, abbiamo fatto  una
  norma  che prevedeva 30 milioni di euro all'articolo 81,  ma  nelle
  tabelle  della finanziaria, la tabella A, se  il presidente  Savona
  mi  ascolta,  alla  tabella A c'era un accantonamento  positivo  di
  8.829.000  euro.  Che cosa significa, presidente Savona?  Significa
  che  teoricamente  questi fondi li avevamo messi, praticamente  era
  un'appostazione  fittizia, perché sapevamo  che  provenivano  dalla
  valorizzazione  del  patrimonio di difficile,  poi,  realizzazione,
  praticamente.
   Ora,  il  problema  è  uno: se questo emendamento  aggiuntivo  che
  abbiamo fatto, e che il Governo ha voluto riscrivere per la terza o
  la  quarta  volta,  da  un lato mette nuove somme,  nuove  risorse,
  perché nuove risorse mette, caro onorevole Adamo  Rischiamo che  ci
  sia  la  questione  di  una  copertura finanziaria   E'  la  stessa
  questione per cui abbiamo chiesto all'onorevole Panepinto, anche se
  per motivi diversi, di ritirare il suo emendamento.
   Il  rischio, allora, è che,  poiché questo emendamento comporterà,
  e  l'assessore  Armao che è qua presente lo potrà confermare  o  lo
  spiegherà,  se  sto  dicendo una cosa errata,  un  aggravamento  di
  spesa e cioè comporta una spesa aggiuntiva di 8 milioni e mezzo che
  non  è  prevista in questo disegno di legge che non trova copertura
  finanziaria se non i una prossima legge finanziaria.
    Onorevole Adamo, non è che qua stiamo facendo la battaglia contro
  qualcuno  o  contro qualcosa. Noi vogliamo dare seguito all'impegno
  che abbiamo espresso l'anno scorso o nella finanziaria scorsa con i
  viticoltori, ma al contempo non possiamo rischiare che questa norma
  vada  ad  inficiare  l'intero articolo 12.  L'invito,  pertanto,  è
  quello di ritirare questo emendamento, anche al Governo l'invito  è
  di   farlo   ritirare,  e,  poi,  eventualmente   riformularlo   in
  finanziaria  perché, nella stessa finanziaria, saranno  riformulati
  altri articoli che sono stati votati nella finanziaria del 2010  in
  assenza di copertura.
   All'onorevole  Savona,  per  esempio, ricorderei  uno  dei  tanti,
  quello  del contributo ai tassisti per il quale abbiamo previsto  5
  milioni  e  200 mila euro, signor Presidente, e lei, incontrandoli,
  ha  spiegato opportunamente, qual è stato l'inghippo.  Da  un  lato
  abbiamo  dato ai tassisti 5 milioni e 200 mila euro soltanto  sulla
  carta  ma perché 3 milioni 550 mila euro erano negli accantonamenti
  passivi,   frutto  di  ipotetiche  valorizzazioni  del   patrimonio
  immobiliare,  alla fine abbiamo riconosciuto appena 1  milione  590
  mila  euro. Pertanto, così come per i tassisti ma potrei  declinare
  tanti  altri  esempi, anche questo, a mio avviso, è  un  intervento
  della prossima finanziaria.
   Fermiamoci,  quindi,  all'approvazione  dell'articolo   12   senza
  emendamenti,  invitando i colleghi, gli onorevoli  Oddo,  Apprendi,
  Gucciardi ed altri ed il Governo a ritirare gli altri perché questo
  potrebbe  comportare soltanto nocumento all'intera  norma  e  forse
  anche all'intera legge.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, noi  non  possiamo
  parlare  di crisi dell'agricoltura e poi, di fronte ad un  problema
  così concreto, perderci.
   Tre  anni  fa gli agricoltori della Sicilia sono stati colpiti  da
  questa peronospora. Il Governo nazionale mandò 50 milioni di  euro,
  il  Governo  Prodi, opposizione, il sistema burocratico  siciliano,
  che fu incapace di spenderli, li rimandò indietro. Noi, quindi,  ne
  abbiamo messi 30: invece che 50, già 30  Quest'anno abbiamo avviato
  un  iter  lungo, complicato e incredibilmente complesso. Lo abbiamo
  portato  a termine e al momento di pagare si scopre che i 9 milioni
  di  euro mancano. L'assessore per l'economia è nelle condizioni  di
  riappostarle e noi finalmente, dopo 5 anni, diamo  agli agricoltori
  30  milioni  di euro invece di 50 e  ancora dobbiamo  discutere  su
  questi  9 milioni  Ma veramente è una cosa vergognosa  Non ci  sono
  parole    E  sta diventando una questione ridicola, dai 50  milioni
  calcolati  i danni siamo arrivati a 30, da 30 i 9 non si  sa  come,
  spariscono
   Se  andate a leggere gli emendamenti sono bipartisan, sono firmati
  da  tutti e io  veramente chiedo un atto di responsabilità da parte
  dell'Assemblea.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, assessori , onorevoli  colleghi,   io
  capisco  che  il  caminetto del PD non è  interessato  ai  problemi
  dell'agricoltura,  però  spero che anche  il  segretario  regionale
  onorevole  Lupo e io capogruppo onorevole Cracolici si appassionino
  ai problemi dell'agricoltura, quanto meno ci provo.
   Se  poi,  signor  Presidente,  anche  l'onorevole  Leanza  dovesse
  appassionarsi    ai    problemi   degli   agricoltori    siciliani,
  probabilmente   riusciremmo   quanto   meno   ad   articolare    un
  ragionamento.
   Fatta  questa premessa, signor Presidente, io ho la necessità  per
  svolgere  compiutamente  il  mio  intervento,  di  avere  in   Aula
  l'Assessore  Armao  perché,  signor  Presidente  dell'Assemblea   e
  onorevoli  colleghi il problema posto da questa parte  della  norma
  che  stasera stiamo trattando, ha ragione l'onorevole Adamo,  è  un
  problema  annoso.  Nella  finanziaria  ultima  scorsa  che  abbiamo
  approvato  il  30 aprile, erano stati previsti con  riferimento  al
  risarcimento danni per gli agricoltori siciliani, danni appunto  da
  peronospora,  90  milioni di euro. Questi 90  milioni  di  euro  in
  ragione  della finanza creativa del Governo regionale nella  scorsa
  finanziaria si è scoperto essere in realtà essere 30.
   Circa  un  mese  fa in ragione di quanto svolto nella  Commissione
  d'inchiesta che è una sottocommissione della Commissione antimafia,
  alla  quale  mi  onoro  di  far parte sui finanziamenti  all'Unione
  europea  all'agricoltura  siciliana,  abbiamo  ascoltato  il  grido
  d'allarme    delle    associazioni   e   delle   sigle    sindacali
  dell'agricoltura  che ci hanno spiegato che quei 30  milioni  erano
  diventati 22.
   Ora  al  di  là  del dato numerico, ma preoccupato come  sono  del
  fatto,  Presidente,  che  ben 16 mila agricoltori  siciliani  hanno
  fatto  richiesta di risarcimento danni per il tema  legato  appunto
  alla  peronospora e che questo significherebbe, in ragione  dei  22
  milioni, dei soli 22 milioni che sono residuati qualcosa come 10-15
  mila  euro  ad  agricoltore richiedente  ossia  nulla  rispetto  ad
  aziende  che hanno perso tutto o parte di quello che avevano  fatto
  nel  corso degli anni, io siccome non faccio il tifo se non  per  i
  cittadini  e  se non per le categorie produttive e gli  agricoltori
  sono certamente strategici in questo senso.
   Desidero   chiedere   all'Assessore   Armao   rispetto   al   dato
  sottopostole, se è possibile approvare questa norma ora ed in  Aula
  perché sarebbe importante per dare una risposta importante a questa
  platea  e  a  questo  mondo che ci guarda  oppure,  se  ciò  non  è
  possibile, attraverso quale meccanismo, se ad esempio attraverso un
  passaggio   alla   Commissione    Bilancio'   che   il   Presidente
  dell'Assemblea potrebbe autorizzare a riunirsi in tempo  immediato,
  o attraverso quale meccanismo se non vi è la copertura.
   Se  l'Assessore  Armao  dovesse  assicurarci  adesso  che  c'è  la
  copertura  rispetto  al dato che viene richiesto,  esprimo  sin  da
  adesso  il  mio voto favorevole e dico che l'Aula ha il  dovere  di
  esprimere  voto  favorevole rispetto ad un tema che  da  drammatico
  rischiamo,   insieme   a  tanti  altri,  di  trasformare   in   una
  barzelletta.
   Assessore  Armao  ci  dica una parola sapiente  rispetto  al  tema
  postole  perché rispetto a quello che ci dirà, l'Aula ha il  dovere
  adesso di determinarsi.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei  ripetere
  cose che, sostanzialmente,  ha già sentito dall'onorevole Cordaro e
  che condivido.
   Quest'Aula  ha  deliberato, nell'ambito  della  finanziaria  2010,
  all'articolo   80  di  porre  finalmente  rimedio  alla   questione
  riguardante i danni provocati dalla peronospora nel 2007.
   Ricordo a tutti che di 50 milioni che allora il vituperato Governo
  Prodi  apportò  per  affrontare il problema  della  peronospora  in
  Sicilia,   sostanzialmente,  tolti  di  mezzo  quei   50   milioni,
  recuperati  con uno specifico emendamento in finanziaria  nazionale
  sei milioni e mezzo, alla Regione non è stato trasferito nemmeno un
  euro.
   La  norma che comunque abbiamo fatto in quest'Aula, l'articolo  80
  della legge finanziaria 2010 dice  trenta milioni per affrontare la
  questione legata ai danni provocati dalla peronospora'.
   L'Assessore  ci  spiegherà perché noi comunque  abbiamo  oggi,  di
  fatto,  una  disponibilità  di  21.172  milioni  a  fronte  di  una
  decisione di quest'Aula che era di trenta milioni.
   Cifra  che,  peraltro, non permetterà di pagare a  tutti  i  danni
  provocati dalla peronospora.
   Un emendamento studiato in questa maniera, con il classico sistema
  compensativo  che  non  aggiunge ulteriori risorse,  fa  venire  il
  dubbio  che  se qualcuno pensasse di attingere sempre  all'articolo
  80,  commi  2  e  3,  non  si attiva il fondo  di  solidarietà  per
  l'agricoltura perché il 2010 volge al termine, il terzo  comma  che
  riguarda  interventi  legati al settore agricolo,  non  vorrei  che
  qualcuno pensasse di prendere quei soldi e destinarli altrove.
   L'emendamento a compensazione, onorevole Mancuso, è un emendamento
  che  non  solo  non prevede nuova spesa, perché è in  compensazione
  rispetto a quell'articolo 80, ma permette di onorare ciò che l'Aula
  ha deliberato: i trenta milioni.
   L'Assessore  spiegherà  perché ne abbiamo  21.172,  non  lo  posso
  spiegare io
   Mi  sembra  onesto, da parte nostra, onorare ciò su cui  ci  siamo
  pronunciati con un voto unanime perché sull'articolo 80  c'è  stato
  un voto unanime di quest'Aula.
   A  prescindere,  quindi, dalle forme - che  non  condivido  -  dei
  piedini di turno magari anche da parte mia, per vivere un minuto di
  gloria, penso sia necessario da parte nostra di rendere giustizia a
  ciò  che  sostanzialmente  abbiamo  deciso  in  altri  momenti  con
  discussioni appropriate, con passione politica e con convinzione.
   Per  quanto  mi  concerne  sta bene la  discussione  del  Governo,
  nessuno  vuole  primogeniture ma penso sia  un  atto  assolutamente
  ragionevole e che non sfora quello che è l'accordo raggiunto  ossia
  intervenire  per risolvere finalmente la questione che riguarda  il
  pagamento, ristoro dei danni legati alla peronospora.
   Faccio notare un'altra cosa, onorevoli colleghi, se facciamo finta
  di  niente  e  -  da questo punto di vista ci possiamo   inventare
  qualsiasi  cosa  - con quella posta finanziaria noi abbatteremo  di
  molto  quel tanto che dobbiamo a coloro che hanno subito  i  danni,
  facendo  secondo me una figura non di una Assemblea  seria  di  una
  Regione  seria,  ma di qualcosa che coinvolgerà  tutti.  Perché  ne
  decidiamo   una,  ne  facciamo  un'altra  e  quando  poi   dobbiamo
  evidentemente  riparare  non siamo nemmeno  in  grado  di  riparare
  perché si innescano altri meccanismi.
   Non  credo  che  sia assolutamente possibile, da questo  punto  di
  vista,  né  degno di quest'Aula, né degno di ogni singolo  deputato
  che siede su questi scranni.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, lei stasera mi deve aiutare perché  è
  rimasto l'ultimo baluardo della democrazia in questo Parlamento.  E
  io  richiamo, perché mio malgrado sono stato presente alle riunioni
  di  Conferenza dei capigruppo, a quella che è la storia  di  questo
  articolo. Se non ricordo male, in due Conferenze dei capigruppo  ci
  è  stato  detto che si doveva inserire anche se fuori dalla  logica
  della    finestra   legislativa   un   articolo   che    riguardava
  l'impossibilità  di  attivare  la  contribuzione  per  il   settore
  vitivinicolo  in  quanto  c'era stato un errore  materiale-tecnico;
  dovevamo  aggiustare una parola; dovevamo dare una  interpretazione
  autentica.
   Ricordo  bene  signor  Presidente? Rispetto  a  tutto  questo  noi
  abbiamo  acconsentito anche se leggendo la norma che è  quella  del
  testo  principale  che  non  era un vero  e  proprio  aggiustamento
  tecnico,  era una norma che variava un'altra norma. E  fin  qua  ci
  siamo.  Anzi  noi  ribadiamo  l'impegno  preso  in  Conferenza  dei
  capigruppo  e  quella  norma che ha presentato  l'onorevole  Giulia
  Adamo  noi  siamo d'accordo. Qui stiamo parlando di un'altra  cosa.
  Stiamo  parlando  di un emendamento. Di che cosa vi  siete  accorti
  dopo?  Questo è il problema, che ve ne siete accorti dopo,  che  la
  procedura adottata nel corso della finanziaria 2009 aveva assegnato
  -  con l'articolo 80 e 81 della legge n. 11 - 30 milioni per questo
  problema, attinti a diversi fondi, a diversi capitoli.
   Oggi  sembrerebbe che quei 30 milioni non ci sono più. Ce ne  sono
  un  po'  di  meno. E signor Presidente, cosa ci possiamo fare?  Noi
  proprio dell'opposizione che non abbiamo fatto nessuna attività  di
  governo,  di scelta, ma cosa ci possiamo fare onorevole  Adamo?  Ma
  più di darle disponibilità a dire sì ad una norma che condividiamo,
  ma  cosa  ci  possiamo fare se 9 milioni di euro il Governo  li  ha
  spesi? Vuole dire che ha fatto altre scelte, vuole dire che ne sono
  rimasti  21  milioni  di  euro, vuol dire  che  questa  norma  deve
  continuare così come ha voluto il Governo e nessuno di quest'Aula.
   Quindi, rispetto a questo, noi non abbiamo assolutamente non  solo
  la  responsabilità  e non ce ne vogliamo assumere  perché  vorremmo
  capire  qual è il decreto emesso da qualche dirigente generale  che
  ha  assegnato  e  a  chi questi 9 milioni di euro,  togliendoli  da
  quella  che  era la finalità della legge, che rileggendola,  lascia
  dubbi  interpretativi, quindi immagino che sono stati allocati  nel
  posto giusto e anche nel modo giusto.
  Rispetto  a  questo, signor Presidente, invito intanto  l'onorevole
  Giulia  Adamo  e  il  Governo  a ritirare  questo  emendamento;  ci
  impegniamo in finanziaria.

  ADAMO. No

  MANCUSO.   Ma  vi  spiego anche perché. No è una  parola,  possiamo
  stare  qua tutta la notte, vi diciamo perché in finanziaria, perché
  in  finanziaria c'è una volontà politica che condividiamo. Oggi c'è
  una   sanatoria   che  noi  non  solo  non  condividiamo,    signor
  Presidente,  è  inammissibile  questo  emendamento   Perché  questo
  emendamento  è  una  variazione apportata a quelli  che  erano  dei
  fondi,  come è stato detto in questa Aula, per un fine  e  che  non
  stati utilizzati per quel fine.

  GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   io   ho   la
  sensazione  che quello che a volte qualche amico ci sussurra  fuori
  da  questa Aula e cioè che le pareti del palazzo sono così  spesse,
  che le sofferenze che sono all'esterno non vengono percepite da chi
  abitualmente  abita  questo  Palazzo  e  queste  stanze,  purtroppo
  risponde a verità.
  A  prescindere dai tecnicismi e da quanto si possa dire  su  questo
  emendamento,  il  Parlamento della Regione  siciliana,  tra  il  30
  aprile e il 1 maggio di questo anno, ha votato l'articolo 80  e  ha
  promesso   con   la  sacralità  che  le  istituzioni   parlamentari
  comportano,  ai  cittadini siciliani e agli  agricoltori  siciliani
  sofferenti e disincantati, consentitemi, rispetto a ciò che  questo
  Parlamento  ha  prodotto dal 2007 ad oggi, ad un  problema  che  ha
  causato  ferite  troppo gravi e troppo pesanti  ad  una  fascia  di
  popolazione  così ampia che io ho detto più volte insieme  a  tanti
  miei  colleghi parlamentari della mia provincia e non solo, rischia
  di  creare,  signor Presidente, onorevole colleghi e  Governo,  una
  frattura  sociale  dalle conseguenze difficilmente  immaginabili  e
  soprattutto dalla conseguenze difficilmente riparabili.
  E  allora,  aver  promesso qualcosa con una legge pubblicata  sulla
  Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, come è bene hanno detto
  i  colleghi  che mi hanno preceduto, e non rispettare quell'impegno
  oggi da parte del Parlamento siciliano, significherebbe davvero non
  avere  più  la  legittimazione morale a parlare  ai  cittadini  che
  stanno  fuori  da  questa  Aula e non avere  più  probabilmente  la
  legittimazione morale e istituzionale a sedere sui banchi di questo
  Parlamento.
  E  allora ciò che il Parlamento ha promesso, ha votato e deliberato
  e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, oggi
  ripari   senza  nascondersi  dietro  tecnicismi,   ma  dando   agli
  agricoltori siciliani quello  che  già  il Parlamento ha  dato  l'1
  maggio di quest'anno.

  BUFARDECI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo perché
  francamente  in una materia come quella che ci occupa,  quella  del
  precariato, della stabilizzazione, occuparci adesso di una  materia
  assolutamente distinta e, se volete, anche distante  a  rispetto  a
  quella  della stabilizzazione  del lavoro di tante persone  e  sono
  anche io molto compiaciuto del fatto che lo sforzo che l'Assemblea,
  che tutti quanti si è fatto di operare la stabilizzazione anche per
  il  personale da tempo strutturalmente impegnato negli enti locali,
  oggi  può  diventare  finalmente cosa concreta senza  che  continui
  questa  differenza  di  categoria tra  il  precario  della  Regione
  rispetto  al  precario  degli enti locali  e  come  sa  molto  bene
  l'Assessore  Piraino,  troppi enti locali hanno  vissuto  anche  in
  termini  di  servizio  e  di  attività  amministrativa,  grazie  al
  personale  precario, ecco, in una materia così  importante  che  ci
  pare  oggi abbia la possibilità di vedere finalmente la luce  e  la
  stabilizzazione  definitiva, tanto attesa e tanto voluta  anche  da
  noi  di  Forza  del  Sud; francamente, devo  dire  che  sono  molto
  sorpreso  di  dovermi occupare di una materia  che  era  stata  già
  trattata  qualche mese addietro nel corso della scorsa  finanziaria
  quando  -  molti  onorevoli ricorderanno, in modo  particolare,  la
  collega  Giulia  Adamo, il collega Toni Scilla,  il collega Camillo
  Oddo  e tanti altri che si occuparono di queste questioni -, quando
  apportammo  all'interno della finanziaria risorse per un  pacchetto
  di   iniziative  che  aveva  riguardo,  innanzitutto,  proprio   la
  peronospora e con una somma importante, circa 30 milioni di euro.
   Oggi  si parla di un emendamento di 8 milioni e mezzo, due milioni
  e  mezzo  attinti  da  una voce, 6 milioni da un'altra  voce  e  la
  domanda, a questo punto, non può che essere  ma dove sono finiti  i
  30  che erano previsti e che sono stati legiferati da questa  Aula,
  vistati da questa Aula, approvati da questa Aula? Dove sono  finite
  le  risorse  dell'articolo 16 della precedente  finanziaria  quella
  relativa alle scorte?
   Molti  ricorderanno che in questa Aula su una somma di 50  milioni
  venne  operata una distinzione di spesa: 12 milioni e mezzo vennero
  stanziati  per  l'acquisto  di agrumi, cosa  che  venne  fatta,  ha
  ingenerato anche qualche altra ragione di polemica, ma so e ne sono
  compiaciuto che tutto sia stato definito e risolto. Le arance  sono
  state  vendute, il centro di raccolta ora, ormai, ha definito anche
  l'incasso di queste somme e i restanti 37 milioni e mezzo  di  euro
  vennero assegnati proprio alle scorte per gli agricoltori.
   Anche  in questo caso, per quello che mi è dato sapere - ma vorrei
  che  eventualmente  il Governo  potesse verificare  -  soltanto  11
  milioni di quei 37 milioni e 500 mila euro sono stati impegnati.  E
  gli  altri? Mi si dice che sono rimasti bloccati, avvinti o attinti
  ad una voce di patto di stabilità.
   Non   vorrei,  ribadisco,  che  in  una  qualunque  normativa  poi
  dovessimo  ancora  trattare anche delle altre somme  che  attengono
  all'aggregazione  delle cantine, che attengono alle  risorse  sulla
  una  tantum  che atteneva, per esempio, a tutte le misure  connesse
  all'agricoltura  per le varie voci dell'Enoteca regionale,  per  le
  varie voci del gasolio.
   La  preoccupazione, a questo punto, onorevole Adamo, è questa: che
  somme  che  sono state approvate regolarmente da questa  Assemblea,
  che  sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale con determinati
  importi  poi  alla  fine sono somme che non ci sono  e,  allora,  è
  evidente,  a  questo punto, che non può non esserci un  favore  nei
  confronti  di  una soluzione di queste questioni ma  la  questione,
  però, oggi, è la punta dell'iceberg, non può essere soltanto quella
  che ha avanzato l'onorevole Adamo con la peronospora.
      La   questione   riguarda   tutte  le  materie  che   attengono
  all'agricoltura, che sono state approvate, che hanno avuto risorse,
  che  hanno  avuto soldi, che sono state pubblicate e che oggi  pare
  non  essere più presenti come copertura finanziaria a vantaggio  di
  un  settore  che è straordinariamente in crisi e che   maggiormente
  dovrebbe essere garantito, aiutato ed assistito.
   Pertanto, signor Presidente, amici della Commissione, Governo,  io
  chiedo  che insieme alla  preoccupazione, che è stata avanzata  con
  questo  articolo, sia questa anche l'occasione per  verificare  che
  fine hanno fatto tutte le risorse di quel pacchetto agricoltura che
  vennero approvate e che oggi, partendo da quella della peronospora,
  stiamo   comprendendo  non  essere  più  vera  somma  a   vantaggio
  dell'agricoltura.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il Governo ha  ritirato  l'emendamento
  12.2.1. L'Assemblea ne prende atto.
   Rimane  pertanto in vita l'emendamento 12.12 degli onorevoli  Oddo
  ed  altri  al  quale dichiarano di apporre la firma  gli  onorevoli
  Adamo, Cordaro, Musotto e Ruggirello.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevole  colleghi,  noi  ormai  da
  qualche  tempo assistiamo in quest'Aula ad interventi  di  supporto
  per  provvedimenti che in maniera del tutto inusuale  e  del  tutto
  incomprensibile adotta il Governo.
   Confermo, intanto, che l'impegno era stato preso in Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per cercare di porre  rimedio  a
  questo problema, ma non è questo il problema che si è posto oggi in
  Aula  parlando,  appunto, della peronospora. Il vero  problema  che
  oggi si pone in Aula è un altro.
   Sono  d'accordo con quanto dice l'onorevole Gucciardi che  c'è  un
  impegno preso da onorare e questo Parlamento non deve essere  sordo
  a ciò che avviene fuori.
   Ma  lei ha sbagliato bersaglio, onorevole Gucciardi, perché ormai,
  come  lei  ben  sa, questo Parlamento è costretto  continuamente  a
  porre rimedio agli errori che fa un altro palazzo.
   Siamo  in  presenza di un Parlamento che legifera e le  cui  leggi
  pubblicate  sulla  Gazzetta ufficiale,  le  porterò  ora  un  altro
  esempio,  non solo non trovano applicazione, vengono disattese,  ma
  le  somme  o  le  finalità messe a carico di quelle  leggi  vengono
  sviate arbitrariamente dal Governo.
   Qui dobbiamo porci un problema, signor Presidente. Il problema che
  ci dobbiamo porre e che io porrò all'attenzione dei prossimi giorni
  è  come fare a tutelare e a salvaguardare la volontà del Parlamento
  tradotto  in legge, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, che  ormai
  troppo  spesso è carta straccia in quanto non viene dato seguito  a
  quanto previsto da norme approvate da questo Parlamento.
   Vi faccio un ultimo esempio: sappiamo tutti la crisi gravissima in
  cui si dibattono gli artigiani e l'artigianato in Sicilia. Sappiamo
  bene  che  molti  di  essi, se non la maggior parte,  rischiano  di
  perdere i loro capannoni con il rischio che gli vengano sequestrati
  perché non possono pagare la rata del mutuo.
   Questo  Parlamento  interviene all'unanimità  con  una  norma  che
  prevedeva  appunto  di  intervenire  per  i  debiti  delle  imprese
  artigiane,  per  l'azzeramento dei debiti delle imprese  artigiane.
  Bene,  dal maggio scorso, da quando è stata approvata la norma  che
  affidava alla CRIAS la possibilità di creare un fondo in aiuto agli
  artigiani,  il  Governo non ha fatto nulla, è bastava  un  semplice
  decreto.
   Addirittura, all'Assessorato, l'Assessore non conosce  neppure  la
  materia, non sa neppure che c'era la legge.
   Ora  siamo in presenza anche qui, oggi, con la peronospora; è  mai
  possibile e pensabile che il Parlamento approvi una norma e  stanzi
  una  cifra e poi, arbitrariamente, questa cifra viene spostata  per
  altri fini?
   Questa   è  cattiva  amministrazione  o  è  qualcos'altro,   o   è
  sanzionabile?
   E  se  questo  lo riportiamo sui vari capitoli del bilancio  della
  Regione  cosa  ne  esce fuori? Quante manovre non autorizzate  sono
  state  fatte?  Quanti  buchi  verranno  a  galla?  Quanti  disastri
  emergeranno?
   Se   è   possibile  perseguire  l'approvazione  di  questa  norma,
  rispettando   la   normativa,   anche   il   Regolamento    interno
  dell'Assemblea,  facciamolo  perché  è  un  impegno   preso   dalla
  Conferenza  dei Capigruppo e segue ad un impegno della  finanziaria
  precedente.
   Se  ci  sono  problemi ostativi stiamo attenti ma se  è  possibile
  farlo, rispettando i regolamenti, facciamolo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  dire
  qualcosa ma certamente i colleghi me lo impediscono.
   Ho  voluto intervenire perché pochi minuti fa da questo banco o da
  questo  pulpito,  è  intervenuto  l'ex  assessore  all'agricoltura,
  onorevole Bufardeci.
   Io  sono  allarmato perché l'assessore Bufardeci, forse i colleghi
  non  lo hanno sentito perché sono impegnati in altre cose, ha detto
  chiaramente  che lui non capisce; non capisce lui, figuriamoci  noi
  se  lo possiamo comprendere, non capisce dove sono i soldi che oggi
  si vogliono riprendere perché manchevoli.
   Qua  c'è  un  problema: o è stato sbagliato  l'articolo  di  legge
  quando  si  è  data la copertura di trenta milioni  di  euro  nella
  finanziaria  o,  è inutile che ci giriamo attorno,  qualcuno  si  è
  preso  questi  soldi,  signor Presidente e in  che  modo  non  l'ho
  capito.
   Qualcuno  se  li è presi. Allora, due sono le cose: o  si  capisce
  dove  sono andati questi otto milioni e mezzo che qui si  tenta  di
  rimettere  in  quel capitolo, altrimenti, si chiarisca  o  qualcuno
  deve dirci se il bando che l'assessore Bufardeci aveva già fatto, a
  questo punto, era un bando senza la copertura economica.
     E'  grave  questo,  perché lo sa come si chiama?  Si  chiamavano
  assegni  in bianco  o scoperti. L'assegno in bianco o scoperto  che
  sia  è  una  cosa  molto seria perché su questo  tema,  non  so  se
  Bufardeci lo ha detto, ma certamente lo ha detto, che non  sa  come
  mai questi soldi non ci siano. I soldi c'erano e sono stati deviati
  per altri fini.
   Qualcuno  ha  fatto  una variazione. Non lo  so  se  lo  ha  fatto
  l'assessore  Armao, ma penso di no perché non lo  sa  neanche  lui.
  L'assessore nuovo all'agricoltura, non abbiamo neanche  il  piacere
  di conoscerlo, in Aula non è mai venuto. Qualcuno dovrebbe spiegare
  il  perché dei trenta milioni di euro che erano previsti  -  ed  ha
  ragione l'onorevole Adamo -  una parte di questi soldi sono  andati
  via.  Prova  ne è che con questo emendamento si tenta  di  coprire,
  quindi, si tenta di fare una variazione di bilancio, in sintesi.
   Signor Presidente, sa quanti altri problemi potrei porle qui, dove
  mancano  coperture  economiche della legge  finanziaria  dell'altro
  anno che non si sono spese ancora oggi? Gliene potrei citare a  non
  finire.
   Io  mi  pongo  un  dubbio, signor Presidente ed è un  quesito  che
  rivolgo  a  lei:  prima  di tutto, questo  emendamento,  con  molta
  franchezza, è accoglibile in Aula, non avendo avuto il parere della
  seconda commissione? Questo è il primo punto. Il secondo, e  questa
  è  la cosa più importante, se è accoglibile questo, io credo che, a
  questo  punto,  non  era  l'impegno, come  qualcuno  ha  detto,  di
  sistemare  una  norma tecnica, ma qui si sta facendo una  copertura
  economica, una variazione di bilancio di ben altra cosa.
   Per cui, forse, sarebbe bene che l'assessore Armao, fortunatamente
  qui presente, verificasse dove e come sono stati tolti questi soldi
  a  questo  capitolo. E' inutile che noi ci poniamo ora un  problema
  che non possiamo risolvere.
   Signor   Presidente,  questa  norma  non  è  stata  approvata   in
  commissione bilancio. Se il Governo aveva questa grande  attenzione
  per  questa  norma,  non la doveva presentare in  Aula,  all'ultimo
  momento - prova ne è che l'ha ritirata - ma in seconda commissione,
  dava  la  copertura  economica e, quindi,  avrebbe  specificato  il
  perché riprendeva questi soldi perché gli altri li aveva spesi  per
  altre cose.
   Quindi, credo che le regole vadano rispettate a 360 gradi, non  si
  possono  usare  due  pesi  e  due  misure.  Se  per  questa  norma,
  interessante che sia, c'è stato qualche ammanco e qualcuno ha tolto
  queste  risorse a quell'articolo della finanziaria,  che  risponda,
  signor presidente, perché lo stesso assessore Bufardeci non sa dove
  sono, quindi, pensi un po' se lo può sapere lei, se lo posso sapere
  io o se lo può sapere l'Aula.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, prendo  la  parola
  prendendo spunto dalla vicenda della peronospora per anticipare che
  presenterò,  nei prossimi giorni, nelle prossime ore,  una  mozione
  per  la  costituzione  di una Commissione  di  inchiesta  e  spiego
  perché:  non tanto perché parliamo di questo argomento  del  quale,
  obiettivamente, non se ne può più perché parliamo di peronospora da
  due  anni,  perché  ad  ogni  strumento  finanziario  parliamo   di
  peronospora, negli ultimi due mesi, ad ogni riunione di  Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  con  la  presenza  del
  Governo,  a  partire  dal Presidente della Regione  a  molti  altri
  componenti  del  Governo,  ogni volta, è  nato  il  problema  della
  peronospora  che è stato rassicurato da tutti i rappresentanti  del
  Governo  che  hanno partecipato alla Conferenza dei Presidente  dei
  Gruppi parlamentari.
   Avevamo,  addirittura, predisposto una  leggina  che poi  è  stata
  ritirata per problemi di finestra nella sessione di bilancio, ce la
  ritroviamo  con un emendamento nel corpo di una legge  che  non  ha
  nulla  a che vedere con la peronospora e, comunque, non se  ne  può
  più.
   Se  noi  parlassimo  -  e questa è la giustificazione  principale,
  assieme  ad  un'altra   -  della necessità di  una  Commissione  di
  inchiesta parlamentare, se noi parlassimo in termini di società  di
  capitali, di società private - chiamo a conferma l'avvocato Armao e
  il  professore Piraino - guardate che questo sarebbe  argomento  di
  falso  in bilancio perché noi ci troviamo di fronte ad un  caso  in
  cui  il bilancio di una società, il bilancio di una Regione è stato
  sostanzialmente  falsificato,  svuotato  di  contenuto   con   atti
  amministrativi e, se fosse solo questo il caso, potrebbe essere uno
  sbaglio,   potremmo   capire  la  posizione  esterrefatta   dell'ex
  assessore  Bufardeci;  ma  non  è così  perché  noi  abbiamo  piena
  coscienza   che,  con  atti  amministrativi,  il  bilancio   e   la
  finanziaria del 2010 sono stati stravolti, con atti amministrativi,
  capitoli di bilancio che erano stati approvati da quest'Aula,  sono
  stati  dimezzati,  sono stati ridotti di 2/3, poi,  per  bontà  del
  Presidente  della Regione, si è ripristinato il  capitolo  o  si  è
  riaumentato.
   Questa  è una gestione casalinga che non si può prevedere  neanche
  per il più piccolo paese di questa nostra martoriata Sicilia.
   Nessun  comune,  il più piccolo, si permetterebbe di  fare  questi
  giochetti di bilancio.
   Ma  non  è  solo  un problema di bilancio; con atti amministrativi
  questo  Governo  ha  svuotato  leggi  intere  approvate  da  questo
  Parlamento.
   Faccio  un  esempio  per tutti: la Sanità,  la  tanto  beatificata
  Sanità.
   Ma  la Sanità di oggi è la Sanità che ha votato quest'Aula con  la
  legge numero 5 del 2009?
   Proprio per niente
   L'Assessore  per  la  Salute, con proprie  circolari,  con  propri
  provvedimenti amministrativi, ha realizzato una Sanità  diversa  da
  quella che, quest'Aula, ha voluto.
   Pertanto,  la  necessità di una Commissione di  inchiesta  diventa
  imperativa  ecco perché, anticipo, a nome del gruppo del  PID  che,
  nelle prossime ore, depositeremo una mozione per la costituzione di
  una  Commissione di inchiesta che vada a verificare cosa è successo
  nel  bilancio 2010 e vada a verificare se, con atti amministrativi,
  leggi  che  sono  state  assunte da questo  Parlamento  sono  state
  modificate e vanificate con provvedimenti amministrativi.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere un
  apprezzamento verso tutto il Parlamento e, quindi, anche  verso  il
  suo ruolo di Presidente di questo Parlamento per la sua sensibilità
  nell'affrontare i tanti articoli di questa legge per i precari.
   E'  un  giorno  intero che siamo qui, oltre  al  lavoro  fatto  la
  settimana  scorsa,  oltre  al  lavoro fatto  nelle  commissioni  di
  competenza,  prima nella commissione lavoro e poi nella commissione
  bilancio.   Alla  fine,  stiamo  qui  occupando  uno  spazio   che,
  certamente,  è  tolto  all'interesse  ed  alle  attese  che   tanti
  lavoratori precari hanno nel vedere  approvata questa legge.
   Signor  Presidente, mi permetto di darle un suggerimento: visto  e
  considerato che questo disegno di legge è il primo che  il  governo
  Lombardo  presenta dopo tre mesi in quest'Aula,  visto  che  questo
  Governo  dei tecnici è un governo che doveva affrontare le  riforme
  di  questa Regione siciliana per soddisfare le attese e l'interesse
  di  tutti  i siciliani, considerato che questo disegno di legge,  a
  differenza di quello che sosteneva il collega Leanza, è un  disegno
  di  legge  di  iniziativa governativa, presentato dal  governatore,
  onorevole Raffaele Lombardo, che non è presente in quest'Aula, qui,
  ci  sono  tre  assessori  che rappresentano  il  Governo,  ma  che,
  purtroppo,  al  di  là di qualche parola, non  possono  votare  per
  sostenere questo disegno di legge.
   Signor   Presidente,  allora,  vorrei  che  lei   telefonasse   al
  presidente Lombardo.
   Non  so  se  è  tornato da Roma, dispiaciuto, con le lacrime  agli
  occhi,  non lo so se, certamente, perdendo qualche senatore, avendo
  capito  che, finalmente, aveva imboccato una strada che  non  aveva
  uscita,  di  questo terzo polo, di questa situazione politica  che,
  certamente, oggi, lo fa  piangere sul latte versato , di venire  in
  Aula perché è giusto che lui dia il suo contributo. Almeno lui, lui
  solo può, come Governo, votare questo disegno di legge.
   Se è possibile, magari, rinviamo di mezz'ora, un quarto d'ora, per
  dargli  la  possibilità di venire da Palazzo  d'Orleans  in  questo
  Parlamento, perché è giusto che si assuma le responsabilità.  Visto
  e  considerato  che,  tra  l'altro, il  disegno  di  legge  che  ha
  presentato  è stato trasformato dal suo Governo, dagli  emendamenti
  che  sono stati fatti, venga qui il presidente Lombardo a sostenere
  questo disegno di legge.
   Se  è  ancora  a  Roma, che piange, magari, se può tornare  domani
  mattina,  possiamo rinviare il voto dell'Aula, perché è giusto  che
  sia qui e che, finalmente, approvi il primo disegno di legge che il
  suo Governo ha fatto dopo tre mesi.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, anch'io,  vedendo
  questo  disegno  di legge che parla di precari, di  stabilizzazione
  dei  precari  degli enti locali, vedendo l'articolo  12  che  parla
  della peronospora, mi interrogo e vorrei capire cosa c'entra.
   Assessore  Armao,  mi segua, stiamo parlando di  cose  importanti.
  Questo  Governo  regionale, se è convinto di voler  mortificare  il
  Parlamento ha sbagliato strada perché quello che si sta verificando
  è un attacco alle prerogative di ogni parlamentare.
   Qualche  mese  fa, abbiamo votato una finanziaria regionale  nella
  quale  è  stato  votato in maniera chiara che 30  milioni  di  euro
  dovevano essere destinati al settore della viticoltura, per  quanto
  riguarda la compensazione per la perdita dovuta alla peronospora.
   Oggi, in bilancio, ne troviamo circa 22 milioni, chi dice 21,  chi
  23.  Qualcuno dice che possa trattarsi di un errore  ma  non  lo  è
  perché io ricordo di avere votato, assieme ai mie colleghi, in Aula
  per  quanto concerne la pesca, e l'attuale assessore Sparma, allora
  direttore generale del Dipartimento Pesca, ben 5 milioni  di  euro,
  onorevole  Savona, per quanto riguarda il rimborso dovuto  al  caro
  gasolio. Oggi, in bilancio, ce ne sono 1 milione e 500.
   Sempre  per quanto riguarda l'agricoltura, ha detto bene poco  fa,
  l'ex assessore Bufardeci, abbiamo votato, abbiamo stanziato ben  37
  milioni di euro per le scorte e mi pare che sono stati impegnati 11
  milioni  di  euro. Assessore Armao, voi non siete i  padroni  della
  Sicilia, voi dovete soltanto amministrare per cercare di dare delle
  risposte vere a settori che sono importanti e fondamentali
   E'  vero  che questo articolo non c'entra nulla con questo disegno
  di  legge  perché dobbiamo occuparci di altre cose,  ma  non  posso
  accettare il ragionamento fatto dal mio collega, onorevole Cordaro,
  che  per cercare di andare avanti ha detto:  Crediamo ad un impegno
  di questo Governo e li metteremo nella prossima finanziaria .
   Basta   Chiamate il Presidente della Regione, che  venga  in  Aula
  perché mi deve spiegare per quale dannata ragione, quando c'è stata
  la  possibilità  di utilizzare 30 milioni di euro per  comprare  le
  arance, in una zona a lui molto cara, proprio la zona del catanese,
  quei 30 milioni di euro si sono trovati.
   Assessore Armao, parliamo di cose serie, per quanto ci riguarda o,
  almeno,   per   quanto  mi  riguarda,  se  non  c'è  la   copertura
  finanziaria, agli agricoltori, ai viticoltori, sono disposto a fare
  qualsiasi  cosa  perché  noi non possiamo  da  due  anni  ingannare
  un'intera categoria.
   Siccome   lei,   assessore  Armao,  è  l'attuale   assessore   per
  l'economia, lei deve fare quadrare i conti, deve prendere l'impegno
  reale,  oggi  stesso,  di dare la copertura  finanziaria  a  questo
  articolo,  perché  non siete più un Governo che  merita  fiducia  e
  rispetto perché volete farci fare  la guerra fra i poveri .
   Quindi, siccome per me ed il mio Gruppo i settori economici  della
  nostra  Isola  - pesca, agricoltura, artigianato, settori  edili  -
  sono  i  veri  polmoni  vitali della nostra Isola,  quindi,  quando
  affronterete la finanziaria, quando utilizzerete i soldi,  fate  in
  modo di rispettare questi settori.
   Non so qual è la posizione del Governo è, però, importante per  il
  prosieguo di questi lavori, sentire l'assessore perché, ancora  una
  volta,  non  possiamo  avere fiducia in chi, qualche  mese  fa,  ha
  stanziato  30  milioni  di  euro e, oggi,  in  bilancio  ne  lascia
  soltanto 22 milioni.
   Noi  non  possiamo andare nel nostro territorio a  raccontare  che
  nella   prossima   finanziaria,  eventualmente,  metteremo   questa
  differenza.
   Concludendo,  vorrei dire un'altra cosa: siamo stati  a  Bruxelles
  con  la collega, onorevole Adamo, e i funzionari a Bruxelles  hanno
  detto  chiaramente che, per quanto concerne l'attuazione di  questa
  misura comunitaria, si può tranquillamente utilizzare l'articolo 10
  del  Regolamento   numero  1857 del 2006.  Non  capisco  per  quale
  dannata  ragione, oggi, in Aula, abbiamo questo articolo  che  deve
  chiarire  che  cosa, quando già gli uffici di Bruxelles   Onorevole
  Adamo, era con me a Bruxelles? C'era con noi il direttore generale,
  la dottoressa Barresi?
   E' evidente che vogliono prendere in giro e che vogliono ingannare
  un  intero  settore,  un  intero comparto  e  vogliono  danneggiare
  un'intera provincia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  il  punto   della
  situazione, perché ci stiamo perdendo.
   Vorrei  ricordare  al Parlamento che, dal mese di  ottobre,  siamo
  impegnati  nella  sessione di bilancio per  l'esame  dei  documenti
  finanziari.  Inoltre,  qualche  settimana  fa,  in  Conferenza  dei
  presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo stabilito all'unanimità
  di  aprire  una  finestra legislativa per approvare  la  legge  sui
  precari della Regione, dove avremmo inserito anche un articolo  con
  cui si predisponeva un percorso di stabilizzazione del personale.
   Dopo di che, in Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari,
  su  insistenza di alcuni Gruppi parlamentari, abbiamo inserito  una
  norma che riguardava la peronospora. Io non sono un baluardo,  come
  qualcuno  mi  ha chiamato poco fa, sono semplicemente  uno  che  ha
  buona memoria, anche perché peso 70 chili e sono troppo leggero per
  fare  il baluardo. Ripeto, abbiamo inserito in un unico disegno  di
  legge  anche  la norma che riguardava la peronospora  perché,  come
  tutti  ricorderete,  nell'ultima finanziaria avevamo  approvato  un
  articolo  di  bilancio  che stanziava 30  milioni  di  euro  per  i
  viticoltori che avevano subito questi danni, contributo che poi non
  è  stato  possibile erogare perché la Comunità europea ha  eccepito
  che  la  norma era scritta male e quindi si rendeva necessaria  una
  riscrittura della stessa.
   Bene,  quella  norma  è stata riscritta, ed è  l'articolo  12  del
  disegno  di  legge. All'articolo 12, come a tutti gli  articoli  di
  questo  disegno di legge, sono stati presentati degli  emendamenti,
  tra  cui  l'emendamento 12.2 dell'onorevole  Oddo,  di  cui  stiamo
  discutendo. Tale emendamento ha un contenuto leggermente diverso da
  quello  di  cui  avevamo discusso in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari,  dove  era  stato  stabilito  di  riscrivere
  semplicemente  l'articolo 80 della finanziaria,  mentre  in  questo
  emendamenti vi sono contenuti finanziari.
   La  Presidenza ha ammesso la discussione dell'emendamento,  tenuto
  conto   che   il  Parlamento  ha  già  deliberato  in   finanziaria
  sull'argomento; però, vista l'atmosfera che si è venuta a creare in
  Aula,  che non è un'atmosfera serena e tranquilla, forse è il  caso
  di  rivedere la decisione. Ricordo, tra l'altro, che c'è ancora  da
  esaminare  tutta una serie di emendamenti aggiuntivi,  che  saranno
  abbastanza complessi.
   Pertanto,   o   la  discussione  sull'articolo  12   si   completa
  velocemente, oppure la Presidenza prenderà una decisione  autonoma.
  Vorrei  che  si  cominciassero a guardare le cose  per  come  sono,
  evitando di mandare a monte una legge che ormai abbiamo portato  in
  porto e che ha bisogno semplicemente delle ultime definizioni.
   Onorevoli  colleghi, sospendo brevemente la seduta  e  convoco  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala  lettura
  deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.03, è ripresa alle ore 22.08)

   La seduta è ripresa.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 645/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo,  che
  si  è  appena riunita, ha deciso a maggioranza di dare mandato alla
  Presidenza  di  stralciare tutti gli emendamenti aggiuntivi  tranne
  l'emendamento   A5.2.   Quindi,   sostanzialmente,   di    fermarci
  all'articolo   12  dopo  avere  approvato  l'emendamento   12.2   e
  l'emendamento aggiuntivo del Governo A5.2, che destina  le  risorse
  alle riserve per gli stipendi di questi ultimi mesi dell'anno.
   La   decisione,  essendo  stata  raggiunta  a  maggioranza  e  non
  all'unanimità, deve essere messa ai voti dal Parlamento.
    Possono parlare un deputato a favore e uno contro la proposta.

   CORDARO. Chiedo di parlare contro la proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una  volta
  riteniamo che il percorso, che era stato studiato per pervenire  ad
  una  soluzione  che  potesse  fare  giustizia  rispetto  ad  alcune
  categorie di precari siciliani, viene sprecato sull'altare  di  una
  maggioranza che non ha a cuore quelli che sono i destini  di  molte
  famiglie siciliane.
   Il  Gruppo che ho l'onore di rappresentare, il Gruppo dei Popolari
  per  l'Italia di Domani, prende atto con amarezza di essere rimasto
  da  solo  a  difendere tutta una categoria di donne  e  uomini  che
  evidentemente  non  sono considerati meritevoli di  attenzione,  da
  parte  della maggioranza di questo Parlamento e da parte di  questo
  Governo,  sordo alle esigenze reali della Sicilia e del  precariato
  siciliano.
   Ritenevamo  e riteniamo che lavoratori come gli ex Ciapisti,  come
  coloro  che  hanno lavorato alla SPO, come i cosiddetti  lavoratori
  della  legge  331,  come i precari dell'Arpa, e  come  tante  altre
  categorie, potessero e dovessero avere, potranno e dovranno  avere,
  la  stessa  dignità di tutti i lavoratori che, invece,  con  questo
  disegno  di  legge  spot la maggioranza ha deciso  di  prendere  in
  considerazione.
   Sappiamo che la democrazia ha delle regole ferree e le accettiamo;
  però,  non ci resta altro che votare contro questa decisione  della
  Conferenza  dei  Capigruppo  continuando,  per  parte  nostra,   ad
  assumere  quegli impegni che un Partito come il nostro, che  guarda
  al  sociale  e  guarda ai bisogni reali della gente,  continuerà  a
  portare avanti nella speranza che un giorno anche questo Governo  e
  anche  questa  maggioranza  potranno considerare  tutti  i  giovani
  siciliani   uguali,   e  non  frutto  di  un  esame   assolutamente
  soggettivo,  distinguendoli in figli da  aiutare  e  figliastri  da
  abbandonare.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare a favore della proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi  fa  molto
  piacere dovere intervenire, perché questo disegno di legge  non  mi
  ha  mai  entusiasmato, perché rappresenta una macchia nera per  una
  classe  dirigente della Regione siciliana che, di fronte al dramma,
  alla tragedia della disoccupazione, della fame ha dato soltanto una
  risposta  precaria. E l'ha data commettendo tantissime ingiustizie.
  Ha  creato percorsi privilegiati per dei giovani rispetto ad  altri
  che  non avevano amicizie, che non conoscevano il potente di turno,
  che  non  avevano la capacità di inserirsi con raccomandazioni  che
  poi  andavano ad ingrossare clientele, con voti che hanno costruito
  la  fortuna  di alcuni personaggi delle classi dirigenti siciliane.
  Quindi,  una  legge  profondamente  iniqua  rispetto  a  tantissimi
  giovani  che hanno grandi meriti, che non hanno più fatto concorsi,
  che  sono  stati mortificati nel loro studio, nella loro voglia  di
  emergere solo esclusivamente attraverso il merito.
   Detto  questo, si è creata una massa di gente che ha bisogni,  che
  ha  esigenze,  che ha vissuto e continua a vivere la  tragedia  del
  precariato  di fronte alla quale tutti noi, signor Presidente,  non
  possiamo nasconderci. E' un momento difficile per tutti. Di  fronte
  a chi ha bisogno del lavoro, noi dobbiamo agire. Mai levare il pane
  a  nessuno  Mai licenziare nessuno  Questo fa parte del mio modo di
  comportarmi, della mia storia, del mio impegno politico. Durante la
  mia   esperienza  alla  Provincia  ho  trovato   precari.   Li   ho
  stabilizzati  e sono stato l'unico a farlo. E non li avevo  assunti
  io  per  crearmi  clientele a favore personale, ma l'ho  fatto  per
  tagliare una volta per tutte il dramma del precariato.
   Oggi  non  c'è nessuno che vuole bloccare l'esigenza, la  fame  di
  stabilizzazione   di   tanti  soggetti,   ma   c'è   una   esigenza
  fondamentale, e entro stasera necessariamente noi dobbiamo prendere
  una  decisione ed emanare una legge che dia una risposta a tutti  i
  lavoratori che sono in regime transitorio con la Regione siciliana.
  E  qualsiasi  altra decisione prenderemo, se cominciamo  ad  aprire
  altri scenari, ad ampliare la platea, questo disegno di  legge  non
  diventerà mai legge della Regione siciliana.
   Quindi,  di fronte a questa necessità drammatica, noi non possiamo
  che  assumerci la responsabilità con l'impegno certo  e  sicuro  da
  parte  di  tutti,  da  parte del Gruppo che rappresento  e,  credo,
  certamente  anche  del Governo, che gli altri problemi,  gli  altri
  drammi,  le  altre  tragedie  che  sono  presenti  nel  territorio,
  dovranno trovare una risposta, tenendo  conto delle esigenze, della
  situazione,  e  del  contesto finanziario della Regione  siciliana.
  Responsabilmente  bisogna dare risposte serie, senza  promettere  e
  soprattutto senza approfittare del bisogno della gente.
   Nel  momento in cui si va a votare, il precariato è sempre servito
  per sfruttare il bisogno, la necessità della gente e nel momento in
  cui  c'erano  contesti elettorali si prometteva a questa  gente  di
  aumentare il precariato e di stabilizzarlo per tenerli sempre sulla
  corda.
   Quindi,   ci  assumiamo  la  responsabilità  di  prendere   questa
  decisione  che è una decisione drammatica, dolorosa, ma  necessaria
  soprattutto  per  gente  che ha a cuore un  problema  fondamentale,
  drammatico della nostra società che è quello della disoccupazione.

   SAVONA.,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA.   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, alla  luce  della  determinazione
  della  Presidenza, voglio trasformare in ordini del  giorno  alcuni
  emendamenti che riguardano i Capisti e gli Ospedali policlinici.

   CORDARO. Il PID è contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la decisione della Conferenza  dei
  presidente dei Gruppi parlamentari. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   La  proposta è approvata con il voto contrario del Gruppo del PID,
  degli onorevoli Lentini e Campagna.
   Si passa all'emendamento 12.2. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 12 nel testo risultante.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
  che  avevo  chiesto  di  apporre la  mia  firma,  come  Capogruppo,
  all'emendamento 12.2, così come anche l'onorevole Scilla.
   Noi  eravamo molto perplessi su questo emendamento, ma l'onorevole
  Scilla  ci  ha  spiegato  l'importanza di dover  impinguare  questo
  capitolo, anche se dobbiamo evidenziare che questo modo di operare,
  francamente, non ci assicura sulla correttezza del Governo.
   Siamo  favorevoli  ad  aggiungere queste risorse  che  sono  state
  sottratte,  da  quello  che ci si dice. Però,  voglio  ricordare  a
  questo  Parlamento,  e lo voglio ricordare all'assessore  Armao  in
  modo  particolare, che il Parlamento ha votato anche l'articolo  14
  della  finanziaria, di cui cito testualmente il comma 8:  Qualsiasi
  disposizione o atto amministrativo assessoriale o dirigenziale  che
  comporti  oneri  diretti o indiretti a carico  del  bilancio  della
  Regione,  non  coperti dallo stanziamento di  bilancio  o  comunque
  oltre  i limiti previsti da eventuali provvedimenti legislativi  di
  supporto,  deve  essere portato preventivamente a conoscenza  della
  Giunta regionale a cura dell'Assessore competente.
   La  Giunta regionale, previo parere del Dipartimento regionale del
  bilancio  e  del  tesoro  o  Ragioneria generale,  può  autorizzare
  l'adozione  degli atti di cui al comma 1 ai fini di  acquisirne  la
  copertura finanziaria. Per i provvedimenti adottati in difformità a
  quanto  previsto, il Presidente della regione promuove le eventuali
  azioni  di responsabilità. I dirigenti che, ai sensi dei  commi  1,
  1.1  e  1.2 del presente articolo, adottino provvedimenti privi  di
  copertura  finanziaria decadono dall'incarico e  agli  stessi,  nel
  triennio  successivo, non può essere conferito  altro  incarico  in
  posizione  organizzativa  analoga o superiore.  Gli  atti  adottati
  dalla procedura di cui ai commi precedenti sono trasmessi entro  il
  termine  perentorio  di trenta giorni alla Commissione  legislativa
  bilancio dell'Assemblea regionale.
   Ebbene, onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte ad una questione
  grave  e  delicata.  Questo Parlamento approva  le  norme,   dà  la
  necessaria  copertura  finanziaria, e poi  qualcuno,  abusivamente,
  interviene.  E magari qualche dirigente ha utilizzato quelle  somme
  per dare la copertura finanziaria a qualche altro provvedimento.
   Signor  Presidente, lei  che è il garante della volontà di  questo
  Parlamento, il problema se lo deve porre anche perché  noi  non  ci
  stiamo,  comunque,  che  si inneschi un meccanismo  di  guerra  tra
  poveri in questo Parlamento.
   Non  potremo  mai votare contro un emendamento che viene  incontro
  agli  agricoltori, in modo particolare della provincia di  Trapani,
  ma  non  possiamo  votare  a favore dell'illegalità,  non  possiamo
  consentire che questo Governo, che della legalità ne ha  fatto  una
  bandiera,  continui  a massacrare i capitoli di bilancio  definiti,
  approvati da questo Parlamento con provvedimenti di cui poi non  se
  ne assume la responsabilità.
   Assessore Armao, questa legge le affida il compito di procedere  e
  quindi anche di segnalare eventuali responsabilità.
   Noi,  per senso di responsabilità - l'onorevole Scilla, da  questo
  punto  di  vista,  ci  ha  anche sollecitato  nell'approfondire  la
  questione perché eravamo perplessi - votiamo a favore.
   Per  quanto  riguarda questo modus operandi, assessore  Armao,  se
  questo  è  il  nuovo corso impresso dalla Giunta  dei  tecnici  del
  Presidente  Lombardo,  significa  che  è  inutile  fare  la   legge
  finanziaria  o  approvare il bilancio perché tanto ci  sarà  sempre
  qualche  dirigente che continuerà a procedere in  modo  illegale  e
  illegittimo,  e  ci sarà una Giunta illegittima  che  continuerà  a
  coprirli.
   Questo  è  un tema delicato, onorevoli colleghi, perché ci  stiamo
  avvicinando  nuovamente ad un periodo in cui dovremo  approvare  il
  Bilancio  e la Finanziaria e lei, signor Presidente, deve garantire
  la volontà del Parlamento.
   Questa  norma  la  stiamo semplicemente votando,  approvando,  per
  senso di responsabilità.
   Credo che lei debba stigmatizzare formalmente il comportamento del
  Governo  perché non vogliamo scrivere alla trasmissione  televisiva
   Chi  l'ha  visto' per sapere dove sono finiti gli otto  milioni  e
  mezzo di euro, per sapere chi li ha utilizzati. L'onorevole Cordaro
  mi  suggerisce di dire chi li ha visti, perché sarebbe imbarazzante
  soprattutto alla luce dell'articolo 14 che nella stessa Finanziaria
  è stato approvato da questo Parlamento.
   Se è vero che la volontà del Parlamento va rispettata, rispetto ai
  destinatari   di   questa  norma  che  sono  gli  agricoltori,   in
  particolare  di Trapani, è anche vero che quando questo  Parlamento
  dà le coperture finanziarie, devono essere altrettanto rispettate.
   Assessore   Armao,  il  Governo  deve  prendere  atto  di   questa
  situazione  e  mettere  in  atto le procedure  previste  da  questo
  Parlamento.
   Attendiamo  anche  la sua risposta, signor Presidente,  e  con  la
  conferma che ha assunto in Commissione Bilancio per quanto riguarda
  il  ritiro  del taglio agli enti locali. Il Parlamento pende  dalle
  sue  labbra per quanto riguarda la conferma delle dichiarazioni che
  ha  fatto  in  Commissione Bilancio. Aspettiamo che faccia  le  sue
  dichiarazioni anche in Parlamento, per rendere agibile la norma che
  noi attendiamo di approvare, cioè quella che riguarda le proroghe e
  le stabilizzazioni.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  ripristinare   la   verità   sotto   il   profilo   della   piccola
  incomprensione  che  c'è stata, in assoluta buona  fede,  da  parte
  dell'onorevole Scilla.
   Quando ho parlato di affrontare il tema ed ho detto di affrontarlo
  ora  e subito, il collega forse ha capito che volevo procrastinarlo
  alla prossima Finanziaria. Ma non è così
   Ci  siamo  intesi e sono assolutamente soddisfatto del  fatto  che
  l'Aula provvederà subito, questa sera stessa, a votare questa norma
  che darà ristoro agli agricoltori.
   Visto  che il mio intervento è una dichiarazione di voto, annuncio
  che  il voto del Gruppo parlamentare dei  Popolari per l'Italia  di
  domani' sarà favorevole.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, ricordo  che  anche
  l'onorevole Leontini ha posto la sua firma all'emendamento 12.2.

   LEONTINI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ho già
  dichiarato  che  il  Gruppo parlamentare del Popolo  della  Libertà
  voterà  a  favore  di questo disegno di legge; lo  condivide  anche
  perché  in Conferenza dei Capigruppo non siamo stati irresponsabili
  quando abbiamo associato i due contenuti e i due argomenti.
   E' vero che il disegno di legge doveva riguardare i lavoratori del
  regime  transitorio e le proroghe dei contratti, ma  è  anche  vero
  che,  consapevolmente, i capigruppo concordammo di inserire  questa
  norma   perché  la  premessa  era  un  articolo  della  finanziaria
  dell'anno scorso alterato, vanificato, neutralizzato da un  Governo
  che fa il contrario di quello che questo Parlamento approva.
   Non  si  tratta  di  personalizzare, assessore Piraino,  assessore
  Armao, perché voi non c'eravate e comunque c'era l'assessore  Armao
  seppure con una competenza diversa.
   Signor Presidente, fa bene Lei quando ricorda che stasera dobbiamo
  finire   questa  legge  perché  da domani  inizia  la  sessione  di
  bilancio.
   Tutte  queste  conseguenze  che  noi  stiamo  denunciando  e   che
  l'onorevole Scilla poc'anzi denunciava, derivano dal fatto che  non
  si  può  per un verso far finta di perorare una causa inserendo  un
  argomento che riguarda i lavoratori e gli agricoltori di Trapani  o
  della  Sicilia e, per un altro verso, essere conniventi,  assessore
  Armao, con l'approvazione a maggio del bilancio, perché queste sono
  le  conseguenze  di cinque mesi di esercizio provvisorio  e  di  un
  blocco  della  spesa da ottobre in poi e di una vita della  Regione
  che  dura  quattro  mesi; nell'ambito di quei  quattro  mesi  viene
  vanificato ogni bussola, ogni criterio di spesa e, persino, vengono
  alterate le leggi, perché ci sono i funzionari che poi firmano  con
  atti  amministrativi destinazioni diverse da quelle  che  le  leggi
  hanno stabilito in questo Parlamento.
   Allora,  sono per la Commissione di inchiesta, perché è  vero  che
  c'è  l'ammanco,  che c'è il buco e che deriva da  cose  che  io  ho
  sempre dichiarato: che il bilancio precedente era un bilancio falso
  perché derivante da entrate fasulle, c'erano entrate fasulle,  così
  come  c'erano  spese previste che non erano assolutamente  fondate,
  tanto  è vero che, oggi, cerchiamo di ricorrere con la gara per  il
  mutuo  all'approvvigionamento di finanziamenti  di  contributi  che
  possano  servire  a  sostenere  alcune  norme  inserite  in  quella
  finanziaria,  norme  manifesto, che  pubblicizzavano  chissà  quali
  interventi, per Termini Imerese, per chissà quali altre  realtà,  e
  tutto era fondato su un ricorso, assessore Piraino, al mercato che,
  in  questi  cinque mesi, non abbiamo potuto realizzare  perché  non
  avevamo approvato il consuntivo; tutto un procedere fasullo,  tutto
  un  modo di procedere scriteriato e questa è la conseguenza, perché
  se  questa  sera siamo alle prese con un problema del genere  è  la
  conseguenza   di   un'attività  di  finanziaria   e   di   bilancio
  completamente  destituita  dai  fondamenti  e  dai  criteri   della
  regolarità.
   Fa bene lei, Presidente, quando dice che dobbiamo finire presto  e
  cominciare  subito  il  bilancio, e quest'anno  il  bilancio  e  la
  finanziaria dobbiamo approvarli contro il tentativo che sta facendo
  il  presidente  Lombardo di farci ripiombare  nel  terzo  esercizio
  provvisorio consecutivo.
   Dobbiamo  approvare  bilancio  e finanziaria,   e  questo  invito,
  Assessore,  è  destinato  a lei, entro i  termini  stabiliti  dalla
  legge.  Ripristiniamo  -  ecco  la  riforma  -  la  regolarità  dei
  comportamenti;  già  sarebbe  una  riforma  dei  tecnici,  già   vi
  intestereste  la correzione di una stortura che questo  Governo  ha
  combinato  e  perpetrato  per  due anni  di  seguito  e  che  è  la
  conseguenza,  persino, della neutralizzazione delle  leggi,  perché
  mancano  dieci  milioni  di euro ed è scandaloso  poterlo  dire  da
  questo   microfono,  ma  se  non  riformerete  ciò   che  è   nelle
  possibilità immediate riformare, ditemi a che cosa serve un Governo
  di tecnici.
   Siccome   il   presidente  Lombardo  ha  già  detto   che,   molto
  probabilmente, il ricorso all'esercizio provvisorio è  inevitabile,
  se  siete un Governo di tecnici, per primi, dovete opporvi  voi  al
  capo  del  Governo  che  dice queste cose, perché  altrimenti  sarà
  vanificata  ogni esistenza del Governo dei tecnici  e  prevarrà  la
  cattiva  politica, cioè la guida di un Governo che è  assolutamente
  destinata   a  far  male,  perché  alligna  nel  ragionamento   del
  presidente  Lombardo un principio: che non essendoci bussole  della
  spesa, in dodicesimi, le priorità le stabilisce il Presidente e  le
  stabilisce  a piacimento suo, come ritiene, persino vanificando  le
  leggi   del   Parlamento.  Ripristiniamo  la  primazia  di   questo
  Parlamento contro un Governo che lo vuol spogliare, vanificare e lo
  vuole mortificare.

                        (Applausi dalla destra)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 12.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A.5.2  del  Governo,  concernente  gli
  stipendi  per  gli  impiegati dei parchi e delle riserve,  come  da
  accordo preso in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
  sono  stati  presentati dalla Commissione i  seguenti   emendamenti
  117.1, 117.2, 117.3 e 117.4.
   Si  passa  all'emendamento 117.1 che così recita: «All'emendamento
  1.30  dopo le parole  disciplina prevista' sono inserite le  parole
   sulle modalità di utilizzazione e' cassate le parole  per il'». Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.2 che così recita: «All'emendamento
  ex  articolo 4 al comma 5 sostituire al primo ed al terzo  rigo  le
  parole   comma  2'  con le parole  ai commi 1 e 2'».  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.3 che così recita: «Al comma 3  dopo
  le  parole  legge 12 marzo 1999 numero 68' aggiungere le parole   e
  successive modifiche ed integrazioni'». Lo pongo in votazione.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 117.4 che fa riferimento all'emendamento del
  Governo A.5.2, cioè quest'ultimo che abbiamo approvato sui fondi ai
  parchi e le riserve. Praticamente, quello che abbiamo approvato  fa
  riferimento soltanto al capitolo 443302, invece l'emendamento nella
  forma  più  corretta  avrebbe dovuto fare riferimento  al  capitolo
  443302  ma  anche  al  443305. Così resta stabilito.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   VINCIULLO . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  in  fase di approvazione dell'articolo  2  erano  stati
  presentati  una serie di emendamenti che riguardavano i  lavoratori
  ASU  non contrattualizzati. Si tratta, così come ha evidenziato  il
  Servizio del Bilancio, di 6.708 unità, alcune delle quali hanno  le
  stesse   caratteristiche  dei  lavoratori  ASU   contrattualizzati.
  Avevamo  in  quella fase discusso che, in sede di  discussione  del
  testo     degli    emendamenti    aggiuntivi,    avremmo    parlato
  dell'emendamento aggiuntivo A113. Con la presente, anche a nome dei
  colleghi  che  lo  hanno  firmato,  Marziano,  Bufardeci,   Gianni,
  Falcone,  Pogliese,  Buzzanca e Caputo, le  chiedo  di  trasformare
  questo emendamento in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -   numero   383    Reintegro  nel  posto  di   lavoro   per    53
  cassaintegrati, ex lavoratori dell'Italtel di Carini (PA)',   degli
  onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo;

   -  numero  429  Interventi urgenti per la stabilizzazione  dei  22
  mila  precari siciliani in servizio presso gli enti locali',  degli
  onorevoli  Caputo, Pogliese, Falcone e Vinciullo;

   -  numero  434   Pronta predisposizione delle piante organiche  da
  parte  delle aziende sanitarie locali', dell'onorevole Cracolici  e
  di tutti i deputati del Gruppo PD;

   -  numero  435   Pronta predisposizione delle piante organiche  da
  parte  degli  enti parco' dell'onorevole Cracolici  e  di  tutti  i
  deputati del Gruppo PD;

   - numero 441  Stabilizzazione dei lavoratori ASU', degli onorevoli
  Panarello, Marziano, Termine, Galvagno, Digiacomo e Panepinto;

   -  numero 442 (già emendamento A4)  Iniziative rivolte ai soggetti
  utilizzati   in   convenzione   presso   le   aziende   ospedaliere
  universitarie della Sicilia', degli onorevoli Lupo, Savona, D'Asero
  e Dina;

   -  numero  443  (già emendamento A2)  Iniziative per l'affidamento
  di   progetti   formativi   annuali   rinnovabili   inerenti   alla
  riqualificazione   professionale  complementare   all'attività   di
  interesse   pubblico  o  sociale  svolta  dai   soggetti   di   cui
  all'articolo  27, comma 4, della legge regionale n. 27  del  1991',
  degli onorevoli Savona e Dina;

   -  numero  444  (già emendamento A1)  Iniziative  per  l'avvio  di
  progetti  triennali confermabili, per l'impiego, con  contratto  di
  lavoro,  dei  soggetti  destinatari  delle  disposizioni   di   cui
  all'articolo  2,  comma 6, della legge regionale n.  4  del  2006',
  degli onorevoli Savona e Dina;

   -  numero  445   Risoluzione definitiva delle problematiche  delle
  diverse  categorie di lavoratori precari', degli onorevoli Cordaro,
  Caronia, Maira, Dina, Cascio Salvatore, Catalano e Gianni;

   -  numero 446 (già emendamento A8 - I parte)  iniziative in favore
  di   soggetti  impegnati  in  attività  socialmente  utili',  degli
  onorevoli Lentini, Lupo, Panarello, Gucciardi, Raia e Ferrara.

   Si   passa   all'ordine  del  giorno  numero  383,  ex  lavoratori
  dell'Italtel  di  Carini,  impegna  il  Governo  della  Regione  ad
  intervenire con l'urgenza del caso con immediati provvedimenti  per
  il  reintegro  dei  53  lavoratori  dell'Italtel  di  Carini  e  ad
  attivarsi  affinché la loro retribuzione copra il  periodo  per  il
  quale sono stati sospesi in maniera illegittima.
   Appongono  la  firma anche gli onorevoli Dina, Campagna,  Cordaro,
  Parlavecchio, Scoma, Greco.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 429.  Questo  impegna  il
  Governo  della  Regione  ad  intervenire  in  via  di  urgenza  per
  garantire  l'avvio delle procedure di stabilizzazione dei  22  mila
  precari in servizio presso gli enti locali.
   L'ordine del giorno è superato.
   Si passa all'ordine del giorno numero 434 che impegna il Governo a
  promuovere  quanto  di  competenza per  consentire  alle  strutture
  sanitarie  locali la pronta predisposizione delle piante  organiche
  necessarie  alla definizione di un rapporto di lavoro  stabilizzato
  ed  il rientro nel quadro della normativa concorsuale prevista  per
  tutti gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico
  o sottoposte a controllo della Regione. Mi pare che ci possa essere
  una condivisione del Parlamento.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MANCUSO.  Dichiaro che tutti i componenti del Gruppo  parlamentare
  del  PDL  appongono la propria firma all'ordine del giorno a  firma
  dell'onorevole Vinciullo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. A questo votato aggiungono
  la firma gli onorevoli Greco e Cordaro.
   Si  passa all'ordine del giorno numero 435  Pronta predisposizione
  delle piante organiche da parte degli Enti Parco ; lo stesso gruppo
  parlamentare  impegna il Governo a promuovere quanto di  competenza
  per  consentire  agli  Enti Parco la predisposizione  delle  piante
  organiche  necessarie  alla definizione  del  rapporto  di  lavoro,
  eccetera. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno numero 441  Stabilizzazione  dei
  lavoratori  ASU   a  firma  degli  onorevoli  Panarello,  Marziano,
  Galvagno,   Panepinto,  Vinciullo,  Torregrossa,  Greco,  Colianni,
  Scoma,   impegna  il  Governo  ad  attivare  misure  e   interventi
  finanziati con risorse regionali, statali, comunitarie o degli enti
  pubblici utilizzatori volti ad assecondare con processi formativi e
  di riqualificazione la stabilizzazione per detti lavoratori.
   Tutto  il  gruppo  parlamentare del PDL  dichiara  di  apporre  la
  propria  firma  a  questo  ordine  del  giorno,  anche  l'onorevole
  Rinaldi, l'intera Assemblea. L'Assemblea ne prende atto.
   In questo ordine del giorno si inserisce anche l'emendamento A113,
  cui  faceva  riferimento  l'onorevole Vinciullo  che  diventa  così
  ordine del giorno. Pertanto, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sono stati trasformati in ordini del giorno alcuni emendamenti che
  sono  stati  stralciati  e sono: l'A4, trasformato  in  ordine  del
  giorno numero 442, A.2 trasformato in ordine del giorno numero 443,
  A1   trasformato  in  ordine  del  giorno  numero  444,  che  fanno
  riferimento rispettivamente l'A.4 alle Aziende ospedaliere, l'A2 ai
  SPO Servizi per l'occupazione e A.1 CIAPI.
   Appongono  la  propria  firma  a  questi  ordini  del  giorno  gli
  onorevoli  Campagna, Scoma,  Panepinto, Greco, Musotto,  Vinciullo,
  Formica, Rinaldi, Colianni, Bufardeci e l'onorevole Marziano  firma
  soltanto l'A1.
   Pongo in votazione col parere favorevole del Governo l'ordine  del
  giorno 442.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo in votazione col parere favorevole del Governo l'ordine  del
  giorno 443.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo in votazione col parere favorevole del Governo l'ordine  del
  giorno 444.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  445  nel  quale  si  fa
  riferimento  ai  lavoratori di CIAPI, ASU lettera b),  articolo  1,
  legge 16, dipendenti ARPA Sicilia e SPO.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    A  questo  ordine del giorno appongono la propria firma  tutti  i
  componenti del Gruppo del PDL ed  anche gli onorevoli Parlavecchio,
  Musotto, Colianni, Adamo, Rinaldi.
   Si  passa  all'  ordine  del  giorno numero  446,  a  firma  degli
  onorevoli  Gucciardi  e  Lentini, risultante  dalla  trasformazione
  dell'emendamento A8 - I parte. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MAIRA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anticipo  che  il
  Gruppo dei Popolari d'Italia Domani voterà a favore del disegno  di
  legge  anche  se  abbiamo appena finito di  affermare  che  avremmo
  preferito che il lavoro di stabilizzazione e di rinnovo di tutto il
  comparto dei precari si fosse completato stasera e ci rammarichiamo
  anche,  in questo momento, del fatto che alcune categorie,  come  i
  dipendenti dell'ARPA, del CIAPI, dello SPO, della legge 331 e degli
  ex  LSU  trasformati in cooperative di lavoro, non abbiano  trovato
  momento di riscontro in quest'Aula.
   Debbo,  però, lamentare anche altre due cose. La cattiva abitudine
  del  Governo  di  portare  in Aula mezz'ora  prima  dell'esame  dei
  disegni  di  legge riscritture che, sostanzialmente, riscrivono  la
  legge.  Se  fossero riscritture di qualche emendamento, di  qualche
  titolo,  lo  capirei,  però  è invalsa l'abitudine  di  riscritture
  totali.   Questo  è un cattivo vezzo del Governo  che  deve  essere
  modificato  perché impedisce anche al singolo deputato,  parlo  per
  me, di non avere cognizione completa e, quindi, agevolare i disegni
  di legge nella maniera che vorrei.
   I  disegni di legge hanno bisogno di sfogo di esame, di  sfogo  di
  discussione,  di  sfogo di confronto.  Così  noi  tarpiamo  le  ali
  all'Aula. Noi creiamo le condizioni per non discutere nella maniera
  dovuta  i vari disegni di legge. Né mi rassicura il cicaleccio  che
  ad  ogni articolo si fa.  Ne abbiamo parlato col Commissario  dello
  Stato.  Il  Commissario dello Stato ci ha detto sì; il  Commissario
  dello Stato ci ha detto no. Perché, caro Presidente, cari colleghi,
  ognuno  deve fare il suo mestiere. Il Commissario dello Stato  deve
  sì  controllare la corrispondenza delle leggi che questo Parlamento
  vara, al quadro costituzionale, al quadro normativo nazionale, ma è
  anche  vero  che dobbiamo sforzarci di svolgere a pieno  il  nostro
  lavoro.
   Ho  la  presunzione di ritenere che se fossimo  in  condizioni  di
  avere  più  tempo per esaminare le leggi, soprattutto di fronte  ad
  emendamenti  di  riscrittura  del  Governo,  potremmo  avere  anche
  argomenti  per convincere il Commissario dello Stato  che  a  volte
  sbaglia.
   Ricordo esperienze personali della XI legislatura quando,  per  la
  prima  volta,  ho  calcato quest'Aula.  In più  occasioni  in  quel
  periodo molto traumatico per la politica  regionale,  ci sono stati
  scontri con il Commissario dello Stato per alcune leggi.
   Io  ricordo  di  una collaborazione stretta fatta  con  il  dottor
  Tramontana,  che  molti  dei  funzionari  ricorderanno  e  che  era
  specializzato  in profili di costituzionalità delle leggi;  abbiamo
  scritto  molti chiarimenti richiesti dal Commissario  dello  Stato,
  convincendo   il   Commissario  dello  Stato  della   bontà   della
  legislazione che, di volta in volta, quest'Aula aveva adottato.
   Allora, metteteci in condizione, signori del Governo, di avere  il
  tempo  di sfogarci sulla riscrittura degli articoli; perché  se  le
  leggi  dobbiamo  farle dopo due mesi di discussione in  Commissione
  per poi vederle stravolte all'ultimo momento con gli emendamenti  e
  le riscritture del Governo, credo che non facciamo attività di buon
  legislatore.
   C'è  un  altro argomento, e ho concluso. L'intervento del  collega
  Leontini ha evidenziato aspetti politici di rapporti tra il Governo
  e  quest'Aula;  mi  permetto di fare un rilievo forse  opposto,  ma
  egualmente calzante secondo il mio punto di vista.
   Non  c'è  dubbio  che  quello che abbiamo  discusso  oggi  sia  un
  provvedimento legislativo ad alto contenuto politico che  bisognava
  in  certi  momenti  di un confronto e di una risposta  politica  da
  parte del Governo.
   Per  l'attuale  configurazione di questo Governo e per  le  stesse
  dichiarazioni  del  Presidente Lombardo  questa  è  una  Giunta  di
  tecnici  e,  allora, la risposta non me la può dare il tecnico,  se
  pur  valente  e super, me la deve dare la parte politica,  cioè  il
  presidente Lombardo, che è l'unico politico di questo Governo e che
  oramai usa disertare quest'Aula.
   Dobbiamo  chiarire  questo  rapporto tra  Aula  e  Governo,  o  il
  presidente Lombardo e le forze che lo sostengono hanno il  coraggio
  di  dichiarare che questo è un Governo politico, se pur  costellato
  di  Assessori  tecnici,  oppure  il  Presidente  della  Regione  si
  organizzi  per garantire la sua presenza in Aula sempre,  perché  è
  l'unico  che  può  dare  a  quest'Aula le  risposte  politiche  che
  quest'Aula ha diritto e pretende di avere.
   Questo  è  un  vulnus  nel rapporto tra l'Aula e il Governo  e  il
  presidente Lombardo e gli Assessori che deve essere chiarito perché
  altrimenti  corriamo il rischio di non capirci più  in  quest'Aula,
  caro Presidente.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  perché avevo presentato tre ordini del giorno e, sinceramente,  non
  li  ho  visti,  forse non riguardavano la  materia  oppure  non  ho
  capito  cosa  sia accaduto. Sono stati presentati all'inizio  della
  seduta,  vorrei  capire  se non si trattano  in  quanto  non  erano
  inerenti la  materia o perché

   PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati, li abbiamo  messi  in  votazione
  tutti.

   BENINATI. No, i miei tre no

   PRESIDENTE.  Tutti  quelli che abbiamo votato sono  attinenti  per
  materia, adesso vediamo quali sono questi suoi.

   BENINATI.  Lo  so  benissimo,  voglio  dire  se  era  per  materia
  l'accetto,  forse  ce n'è uno della CRIAS che è  personale,  quindi
  avrebbe pure titolo.

   PRESIDENTE. Adesso li guardo.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo  per
  dichiarazione di voto sull'intero disegno di legge non tralasciando
  di  ripercorrere l'iter del disegno di legge stesso. Un iter un po'
  particolare,  assegnato direi con  qualche momento  di  improprietà
  esclusivamente  alla Commissione II  Bilancio', è  stato  esaminato
  anche in V Commissione per le parti di propria competenza.
   Resta  il  rammarico forte per i tempi che ci  siamo  dati  in  II
  Commissione e per la scelta che rispetto all'esito, oserei definire
  scellerata, che per accelerare i tempi si è omesso di trattare  una
  serie di emendamenti. Presidente, vorrei un po' di silenzio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, possiamo prendere posto;  abbiamo
  ancora  sette interventi.

   DINA. Onorevoli colleghi, vi prego, l'ora è tarda, cerchiamo tutti
  di  essere  concisi.  Siccome non mi è stato possibile,  anche  per
  scelte   personali,  di  intervenire  nel  dibattito  parlamentare,
  ritenevo di sintetizzare il mio pensiero rispetto ad una legge alla
  cui  stesura ho avuto modo di partecipare sia in II Commissione che
  in   V  Commissione,  tentando  di  dare  un  minimo  di  senso  al
  completamento ed al voto finale.
   La   scelta  scellerata  in  II  Commissione  è  stata  quella  di
  accelerare  i  tempi  e mi rivolgo a lei,  presidente  Savona,  per
  sollecitarla nel prosieguo degli ulteriori lavori della Commissione
  in cui non concederemo più possibilità ad alcuno di accelerazioni.
   Noi  tenteremo  di discutere tutti  gli emendamenti  che  sono  di
  competenza  delle  Commissioni  cui il disegno  di  legge  è  stato
  assegnato  nella sede opportuna, cioè la Commissione  dove  possono
  essere sviscerati ed affrontati seriamente i problemi.
   Chiaramente ci troviamo smaccati  per l'impossibilità di discutere
  gli emendamenti che riguardano i lavoratori, i cosiddetti ciapisti,
  della  SPO, della 331, dell'Arpa. Erano argomenti coerenti  con  il
  testo  che sarebbe stato più serio, più opportuno e più rispondente
  alle aspettative della platea menzionata, discutere in quella sede.
   La II Commissione si era appropriata del testo per quanto riguarda
  il titolo II che riguardava le stabilizzazioni ed è transitato in V
  Commissione.  Le proroghe che riguardano una consuetudine  di  fine
  anno  legate  alla  finanziaria sono state  anticipate  con  questo
  disegno  di  legge  e  ritengo  che sia  stata  data  una  risposta
  importante  a  tutti  quei lavoratori che  con  contratti  a  tempo
  determinato  operano  presso  l'ente  Regione,  presso   gli   enti
  vigilati.
   Per  quanto  attiene  il  problema  della  stabilizzazione,  la  V
  Commissione si è riappropriata correttamente di un lavoro svolto.
   Siamo  stati di fronte, molto spesso, ad un Governo che ha tentato
  di   scippare'  la Commissione del lavoro fatto e colgo l'occasione
  per  ringraziare un assente, l onorevole Fausto Fagone,  presidente
  della  V  Commissione, che si è impegnato per  ben  due  anni  alla
  stesura  di  un testo che sicuramente ora sta vedendo la  luce.  Un
  testo  che  sicuramente ha avuto l'impegno serio di  questo  nostro
  collega che vive un momento personale, un dramma personale,  a  cui
  va il nostro pensiero nel rispetto della persona e nel rispetto del
  ruolo  svolto  e  nella consapevolezza che saprà dimostrare,  nelle
  sedi adeguate, la propria estraneità ai fatti contestati.
   Dicevo,  rivolgo  a  lui  il  pensiero per  questo  lavoro  serio,
  costante,  voluto;  se  c'è questa norma lo dobbiamo  anche  a  lui
  perché  è  stato fatto un lavoro serio in Commissione per  circa  2
  anni.
   Quando la norma è venuta in contrasto con le norme nazionali si  è
  messo  in  moto  quel meccanismo che ha tentato di  armonizzare  le
  norme  nazionali  con  le  norme  che  avevamo  previsto  ed   ora,
  finalmente,  si  apre dopo la legge 16 del 2006 un  altro  atto  di
  questo   grande   percorso   verso  la   trasformazione   a   tempo
  indeterminato  di  tutti i contratti stipulati a tempo  determinato
  dagli enti locali e che attingono al fondo unico del precariato. E'
  un  secondo  step importante. Il primo grande step ha portato  alla
  stabilizzazione  di tanta platea. Rimangono fuori 6.500  unità  per
  l'impossibilità, in questo momento, di affrontare  questo  problema
  che noi vorremmo riportare in finanziaria e che sicuramente troverà
  un'Aula  più  attenta  e  più  disponibile  ad  affrontare   questi
  problemi.
   Una stabilizzazione che significa trasformare il rapporto da tempo
  determinato   a   tempo   indeterminato,   che   deve    coniugarsi
  necessariamente con pianta organica, con disponibilità finanziaria,
  con coerenza con le norme nazionali.
   Avevamo  pensato ad un altro emendamento che non è  stato  neanche
  ammesso,  signor  Presidente, faceva parte  degli  aggiuntivi,  che
  proveniva   dalla  grande  platea  del  precariato,  dal  sindacato
  autonomo che rappresentava quel precariato perché siamo consapevoli
  che  non  tutti potranno accedere alla stabilizzazione.  Non  tutti
  quei  soggetti  che  in  atto operano negli  enti  locali  potranno
  accedere per le ragioni che stiamo richiamando, vincoli finanziari,
  limiti di pianta organica.
   Allora, si pensa ad una società che possa accogliere la platea che
  non  viene stabilizzata per dare certezza di stabilizzazione e  per
  dare  un  momento di omogeneità nella sistemazione futura. Pensiamo
  di ritornare sull'argomento e pensiamo di farlo al più presto.
   Il  voto è favorevole con l'auspicio che questa legge possa vedere
  la  luce e non incontri ostacoli in altri momenti di controllo,  ma
  vogliamo   richiamare  il  Governo  a  varare   immediatamente   la
  finanziaria,  a  ripristinare il capitolo delle  autonomie  locali,
  senza  questa  scelta e questa azione immediata  che  dovrà  essere
  fatta  già  con la nota di variazione perché se dovessimo ricorrere
  all'esercizio provvisorio senza la nota di variazione ci troveremmo
  con un fondo per le autonomie non adeguatamente ristorato.
   Diventa   scelta   obbligata  quella   del   Governo   di   varare
  immediatamente la finanziaria e di ripristinare il capitolo  perché
  la massa critica complessiva non consentirebbe e dal punto di vista
  generale e dal punto di vista dell'impegno della spesa corrente  la
  realizzazione  di  questo processo che abbiamo avviato  con  questa
  legge.
   Quindi,  il  tutto  è  nelle mani del Governo,  lo  aspettiamo  ai
  prossimi atti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo vincolato
  il  nostro  voto ad una dichiarazione del Governo che riguardava  i
  trasferimenti  delle  risorse degli enti  locali.  Notiamo  che  in
  questi  giorni  c'è uno sforzo da parte dell'assessore  Chinnici  a
  girare per le province e convincere i sindaci che sarà fatto questo
  sforzo,   quindi,  ne  prendiamo  atto  ma  guarderemo  anche   con
  attenzione quello che da domani succederà in commissione bilancio.
   Quindi,  il  nostro voto, anche se favorevole,  resta  sempre  con
  l'attenzione  verso  quello  che è indispensabile  affinché  questa
  legge  possa  avere una finalità che è quella di  intraprendere  la
  strada  della prima stabilizzazione di migliaia di giovani e  forse
  non più giovani.
   Mentre  facevo questa riflessione poco fa con i miei colleghi,  ne
  ho  fatta  un'altra:  questa è una legge che certamente  ha  voluto
  questo Parlamento e mi immagino che in queste ore quel signore  che
  fa  il  Presidente della Regione, che ci ha raccontato tante favole
  nelle settimane scorse, è seduto davanti il suo computer a scrivere
  nel  suo  blog  chissà  quali fantasie  che  domani  leggeremo  sul
  giornale.  E  la  riflessione che deve fare  quest'Aula  è  che  il
  Presidente   della   Regione  non  ha  voluto   confortare   nessun
  parlamentare, né di opposizione né di maggioranza, non si è  visto,
  non si sa dov'è.
   E  si  parla di un documento  importante, serio,  faticoso,  e  il
  Presidente  è  assente e domani scriverà e scriverà un'altra  delle
  sue favole.
   Non  so  se è ad Antigua, quello lo lasciamo dire a voi, a lei  di
  Fli.  Chi  era l'onorevole di Fli, quello del Presidente  Fini   mi
  permetto una battuta che  da padrone è passato a garzone

   MARROCCO. Questa se la poteva risparmiare

   MANCUSO.  Figuriamoci se devo risparmiarmi chi voleva  distruggere
  l'Italia  con  un'azione  simile a quella che  abbiamo  vissuto  in
  questa Terra.
   Rispetto  a  questo,  signor Presidente, non  potevamo  certamente
  meritarci  questo:  quello di non avere  presente  neanche  per  un
  secondo il Presidente di questa Regione su un disegno di legge che,
  per  quanto  ci  riguarda,  è  stato e  sarà  certamente  l'inizio,
  speriamo, di una buona fine.
   Rispetto  a  questo  il  nostro voto favorevole  non  deve  essere
  assolutamente  letto come un voto che guarda al Governo,  ma  è  un
  voto  che guarda ai Siciliani, a quei giovani e a quelle donne  che
  sono  state  oggi sotto questo Palazzo, a quei giovani e  a  quelle
  donne a cui ancora non abbiamo avuto e non abbiamo dato nessun tipo
  di  risposta e ci ripromettiamo sempre, con l'attenzione che  ci  è
  dovuta,  di  continuare  questo percorso,  che  è  un  percorso  di
  serietà,  che  è  una percorso che guarda lontano rispetto  a  chi,
  invece,  si affanna a fare sempre dichiarazioni che certamente  non
  rendono onore - per quanto mi riguarda, naturalmente, non coinvolgo
  nessuno - né a questo Parlamento né alla Sicilia.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Mancuso,  soprattutto  per  essere
  rientrato nei tempi assegnati. Prego i colleghi a cui verrà data la
  parola di fare la stessa cosa.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Beninati, abbiamo fatto una verifica sui tre suoi ordini
  del giorno che, come gli quarantasette presentati, essendo estranei
  alla materia, sono stati rinviati alla finanziaria.
   Abbiamo  messo  in  votazione  soltanto  gli  ordini  del   giorno
  attinenti alla materia.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissima.
  Devo dire che, con grande amarezza, ci apprestiamo  a votare questo
  disegno  di  legge.  Io lo voterò perché ritengo che  l'opposizione
  vada  fatta in maniera costruttiva, ma semplicemente per questo  ed
  anche perché il mio capogruppo ha stabilito la linea del partito.
   Devo   dire   che  io  stasera  sono  orgogliosa,  particolarmente
  orgogliosa  di  far parte del PID, perché proprio  stasera  abbiamo
  dato  dimostrazione, probabilmente, in questo  momento,  gli  unici
  attenti  ad  una  serie  di soggetti che sono  stati  ingiustamente
  esclusi da questa legge.
   Devo  dire  che,  ancora una volta, la montagna  ha  partorito  un
  topolino,  grandi aspettative per poi aver dato vita ad  una  legge
  che  ha  soltanto  buoni  propositi, e  giusto  perchè  sono  buoni
  propositi noi li votiamo.
   Ma,  per  quanto  mi  riguarda,  mi trovo  fortemente  delusa  dal
  contenuto di questa legge. Una legge che doveva essere soltanto  di
  proroghe,  in secondo tempo si sono inserite norme su  cui  -  come
  diceva  bene  l'onorevole  Dina  - abbiamo  lungamente  cercato  il
  confronto che poi negli ultimi giorni è mancato completamente.
   Alla  fine, è un disegno di legge che non ha subito il  vaglio  da
  parte delle parti sociali, non è stato in nessun modo concertato  e
  che oggi esclude una categoria che, a mio avviso, è scandalosamente
  esclusa,  proprio  quella  dei 331,  che  sono  lavoratori  che  si
  troveranno  da  domani  accanto  al  loro  collega  di  banco  che,
  probabilmente,  gioirà  perché avrà  la  possibilità  di  avere  un
  contratto  prorogato, anche se per due anni, e una  prospettiva  di
  stabilizzazione  e dall'altra avremo un lavoratore  della  331  che
  continuerà a percepire soltanto un'indennità e non avrà neanche  un
  contratto di lavoro.
   Credo  che  questa scelta che il Governo, oggi, ha voluto  fare  è
  veramente  grave e lo dico ancor di più soprattutto  perché  questa
  era  una  valutazione  che era stata fatta  all'interno  sia  della
  Commissione lavoro che della Commissione bilancio. Quindi, che oggi
  il  Governo  non  sia  stato  in nessun  modo  sensibile  a  queste
  richieste, che sono venute da parte delle parti sociali,  da  parte
  dei sindacati, da parte dei lavoratori, che non siano state accolte
  in nessuno modo, lo trovo una degli elementi più critici  di questa
  legge.
   Per  quanto  riguarda la possibilità che, attraverso degli  ordini
  del  giorno, il Governo si faccia parte redigente relativamente  al
  personale  del  CIAPI,  di  cui abbiamo lungamente  discusso  nella
  scorsa  finanziaria, così come gli ex lavoratori dell'ARPA o quelli
  della  SPO,  io  mi  auguro, anche se ormai ho perso  veramente  le
  speranze,  che  i buoni propositi del Governo trovino,  almeno  con
  questa  tornata  di  assessori tecnici, quanto  meno,  la  coerenza
  rispetto a quello che è stato l'impegno assunto con gli ordini  del
  giorno.
   Devo dire che è una speranza molto flebile, perché, purtroppo, più
  volte, da questo pulpito, abbiamo, per così dire, invocato da parte
  nostra che ci fosse attenzione nei confronti di questi soggetti, ma
  non  perché  ci  sono simpatici o perché hanno  più  diritti  degli
  altri,  ma semplicemente perché la Regione ha adottato una politica
  di  investimento nei confronti di questi comparti e non si  possono
  decidere delle linee direttive e poi abbandonarle a binario morto.
   Bisogna  avere  il coraggio di portarle al termine, altrimenti  il
  Governo  della Regione farebbe bene ad indicare qual è il  percorso
  in  materia di lavoro che vuole seguire perché, ripeto, rispetto  a
  delle  categorie  di lavoratori di cui stasera  si  è  parlato,  si
  ragionava in funzione del fatto che potessero essere destinate loro
  delle  somme,  peraltro  alcune  del  Fondo  sociale  europeo,  che
  servivano a dare continuità. Quindi, non erano delle scelte  nuove;
  la  politica  già  aveva fatto queste scelte, si trattava  di  dare
  continuità per non sprecare il denaro che era stato già utilizzato.
   Io  mi  auguro  che il Governo in questo impegno, ripeto,  sia  di
  parola   e  quindi  che  dia  veramente  la  prospettiva  a  questi
  lavoratori,  che  purtroppo sono qui sotto  e  che  si  rammaricano
  ancora  una  volta perché al di là delle parole, come  bene  diceva
  l'onorevole Dina, noi del PID, probabilmente, stasera abbiamo  dato
  la dimostrazione che l'essere umano viene prima di tutto.
   Desidero  anche  dare  soltanto una parola  di  ringraziamento  al
  Presidente  Fagone che, sicuramente, si è dedicato alla stesura  di
  questa   legge  e,  quindi,  credo  che  sia  giusto  dare   merito
  all'iniziativa che è stata svolta.
   Rispetto alla legge, io voterò in maniera favorevole; ma,  ripeto,
  lo  faccio  soltanto perché l'opposizione, per come  la  intendiamo
  noi, è un'opposizione costruttiva.
   Diversamente,  devo  dire che è il mio parere  rispetto  a  questa
  legge,  che  non  è  altro  che  una  proposta  di  qualcosa   che,
  probabilmente,  avrà delle difficoltà anche a  superare  il  vaglio
  della  costituzionalità e della legittimità, io mi auguro che  così
  non sia, per non vanificare il senso di quello che abbiamo fatto.
   Però,  sono  fortemente preoccupata che qualcosa in  questo  senso
  possa  avvenire.  Il  mio è un voto favorevole,  ma  con  tutte  le
  perplessità che sottolineo ancora una volta.


   Presidenza del presidente Cascio


            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Informo che, con nota del 14 dicembre  2010, pervenuta
  in pari data e protocollata al n. 9790/AulaPG del 14 dicembre 2010,
  l'onorevole Nicotra ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
   UDC-VERSO  IL  PARTITO DELLA NAZIONE' cessando contestualmente  di
  far parte del Gruppo parlamentare   Futuro e Libertà per l'Italia -
  Sicilia  (FLI Sicilia).

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


         Riprende la discussione sul disegno di legge n. 645/A

   LENTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno  di
  legge,   a  tutti  i  parlamentari,  nessuno  escluso,  sicuramente
  all'esterno di questo Palazzo porta un problema abbastanza grave.
   Su  questo disegno di legge ci sono due note positive: la prima  è
  quella che stiamo iniziando un percorso virtuoso. Stiamo iniziando,
  finalmente,  a dare la possibilità a tanti lavoratori  onesti,  che
  per tanti anni hanno collaborato con le Amministrazioni pubbliche e
  finalmente    abbiamo   detto:   iniziamo   questo   percorso    di
  stabilizzazione.  La  seconda  è  quella  che  con   l'articolo   1
  finalmente chiudiamo questa vergognosa problematica.
   Da  ora in poi, mi auguro, anche al cospetto di tanti giovani  che
  aspirano  a trovare un lavoro anche nella pubblica Amministrazione,
  che finalmente abbiamo detto  basta', finalmente abbiamo chiuso.
   Sono  fiero di essere in questa legislatura e poter dire, ci  sono
  anch'io  e  ho fatto la mia parte affinché si dicesse    basta'  al
  precariato.
   Volevo  chiudere,  rivolgendomi  agli  amministratori  locali,  ai
  responsabili, ai direttori, ai manager delle aziende ospedaliere  e
  delle aziende sanitarie per chiedere di attenersi al rispetto delle
  leggi che questo Parlamento vota.
   Per  quanto riguarda, ad esempio, la legge n. 10/1991, le aziende,
  gli  enti a partecipazione regionale, dove la vigilanza è sotto  il
  controllo  della  Regione Sicilia, si mettono  ancora  di  traverso
  contro  i lavoratori perché il Presidente della Regione, nel  2008,
  aveva emanato una circolare per dire no alle assunzioni.
   I lavoratori non possono assolutamente soffrire questa prepotenza.
   Mi  rivolgo a loro ma anche ai deputati per dire che le leggi  che
  noi   emaniamo,  le  leggi  che  sono  state  emanate  dai   nostri
  predecessori, devono essere rispettate.
   Queste persone dovrebbero essere messe alla gogna.
   Quando queste persone non sono nelle condizioni di partecipare, di
  mettersi  a  disposizione  della  comunità  e  dell'amministrazione
  pubblica, devono mettersi da parte per dare spazio alle persone che
  hanno  l'accortezza, la chiarezza, la bontà di portare  a  casa  un
  risultato.
   Voterò questa legge favorevolmente.
   Mi  è  dispiaciuto il fatto che questa legge sia stata  trasferita
  dalla V Commissione legislativa alla II Commissione.
   In  ogni  caso  sono  soddisfatto perché abbiamo  detto  basta  ed
  abbiamo iniziato questo percorso che porterà per la prima volta  un
  beneficio alle famiglie di questi lavoratori.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  presidente
  del mio gruppo parlamentare nell'intervenire durante la discussione
  generale  ha  definito  il testo di questa  che  ci  apprestiamo  a
  trasformare in legge,  una legge onesta'.
   Il  Parlamento stasera sta approvando la legge possibile in questo
  momento.
   Una legge che risolve, assessori, alcuni problemi sul campo gravi,
  ne affronta altri e ne lascia completamente irrisolti altri ancora.
   Siccome  trattiamo  di temi che attengono alla  carne  viva  della
  nostra  società,  il  Parlamento  deve  concedersi  un  minimo   di
  riflessione  in  questo momento che arriva  a  conclusione  di  una
  giornata lunga e faticosa.
   Mi  auguro  che  questa  legge onesta, possibile,  mi  rivolgo  al
  Governo, non sia semplicemente una  legge manifesto'.
   Questa   sera  il  Parlamento  deve  porsi  un  problema  che   è,
  certamente, pesante cioè la specialità e l'autonomia di una Regione
  non  può  ridursi  ad  inseguire  non  soltanto  i  problemi  e  ad
  affrontarli  sempre con un attimo di ritardo ma a  ridursi  ad  una
  sorta di Parlamento a sovranità limitata.
   Lo dico con sofferenza e con molta preoccupazione perché, quando i
  problemi  si  affrontano inseguendoli e non  governandoli,  finisce
  sempre che questo Parlamento deve ragionare, scrivere le norme, non
  nel   rispetto   dell'autonomia  che  lo  Statuto   che   è   legge
  costituzionale ha concesso nel 1946 ma inseguendo la normativa e la
  coerenza   all'ordinamento  giuridico  nazionale  che,   purtroppo,
  affronta problemi diversi con gli stessi strumenti.
   Non  è  immaginabile che la legge di stabilità dello  Stato  possa
  affrontare  il problema del precariato negli enti pubblici  con  lo
  stesso  metodo che viene utilizzato per la regione Lombardia  o  la
  regione Emilia Romagna.  Questo non può essere consentito.
   Se  per  scrivere  un  testo  che  è  doveroso  nei  confronti  di
  centinaia,  di  decine di migliaia di lavoratori precari,  è  stata
  necessaria  tanta  perizia  e  tanta  accortezza,  sempre  per  non
  incappare  nella tagliola del Commissario dello Stato, che  rischia
  di  ridurre  questo  Parlamento ad un organo a sovranità  limitata,
  dico  che  bisogna stare molto attenti nell'affrontare la questione
  del  federalismo fiscale che, evidentemente, trasformerebbe  questo
  Parlamento  nel  testimone, nel notaio di una sorte  di  macelleria
  sociale  che trasformerebbe la Sicilia in una Regione assolutamente
  non governabile.
   Sono preoccupato e mi rivolgo al Parlamento, sono preoccupato  dei
  mesi  a venire perché la politica non può ridursi al tecnicismo  di
  verificare  semplicemente  la coerenza  di  quello  che  scrive  ed
  approva questo Parlamento con le leggi dello Stato; il Governo,  il
  Parlamento, nel rispetto della sacralità dell'autonomia che  gli  è
  stata riconosciuta nel 1946, ha il dovere di avviare una vertenza a
  prescindere dai colori politici delle maggioranze che in  un  certo
  momento  storico possono esistere in Sicilia o a Roma,  aprire  una
  vertenza  con  il  Governo nazionale, altrimenti, colleghi,  signor
  Presidente, Governo, questa Sicilia non sarà in grado di affrontare
  e  risolvere nessuno dei problemi che si presentano drammaticamente
  di  fronte  a noi, che si presenteranno davanti a noi nei  prossimi
  mesi.
   Allora,  se  stasera il Governo licenzia un testo di legge  che  -
  dicevo - sia un testo di legge possibile, certamente gli ordini del
  giorno  non  possono diventare, signor Presidente, la  liturgia  di
  ogni fine sessione di lavori, questo non è possibile.
   Auspico  che  il  Governo prenda gli ordini  del  giorno  come  la
  manifestazione  di  volontà  di  questo  Parlamento  e   se   6.240
  lavoratori  non  hanno  avuto  questa  sera  la  soddisfazione  che
  meritavano, cioè una norma che ponesse in una condizione di  equità
  i  lavoratori che si trovavano nella stessa posizione giuridica  di
  partenza e che oggi si trovano costretti ad essere precari di serie
  B,  sono  certo  che il Governo, nelle settimane  a  venire,  vorrà
  presentare  un  provvedimento che faccia giustizia a  questi  6.240
  lavoratori che ad oggi non vedono risolto il loro problema.
   Immaginare che in questo Parlamento si celebrino soltanto liturgie
  credo  che  sarebbe  un errore mortale che  né  il  Governo  né  il
  Parlamento  nel  suo  complesso e nella sua  interezza  si  possono
  consentire.

   DE LUCA. Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  iniziare
  questa  breve dichiarazione di voto con una esclamazione che  viene
  utilizzata   molto  a  Catania,  cioè  quella  che  è  riferita   a
  Sant'Agata,  cioè   dopo che gli hanno rubato l'oro,  gli  fanno  i
  cancelli  di ferro , perché voglio sintetizzare con questa  battuta
  la nostra dichiarazione di voto, che naturalmente è favorevole.
   Lo  facciamo  perché  riteniamo che questo  Governo  -  ma  questo
  Palazzo  e   quest'Aula - in questi anni non ha avuto probabilmente
  il coraggio di affrontare organicamente questa tematica.
  E'  noto a tutti che negli ultimi 6-7 anni si saranno inseriti  nel
  sistema  della  pubblica amministrazione regionale allargata  negli
  oltre  400  enti  e  società  partecipate,  aziende  della  Regione
  siciliana,  oltre  10.000 unità e questi non sono  numeri  che,  da
  questo  punto  di vista, ci fanno onore, rispetto  a  questo  tema,
  perché  noi  stasera abbiamo tentato di dare un segnale correggendo
  quella  che  era  la posizione originaria scellerata  del  Governo,
  questo Parlamento ha tentato di mettergli una pezza, ha cercato  di
  individuare  un  percorso tecnico probabilmente  credibile,  perché
  anche  il percorso tecnico individuato, comunque, non è coerente  a
  quanto  previsto  dall'articolo 24 bis del  decreto  legge  del  31
  maggio  2010, n. 78 e parliamo di una norma di giugno  del  2010  e
  l'interrogativo  credo  che  a tutti  quanti  sorge  spontaneo:  il
  Governo da giugno del 2010 ad ora, cosa ha fatto?
   Noi  ci  siamo  ritrovati ad inseguire un spot che il  Governo  ha
  lanciato  circa  un mese fa in giro, facendo delle  riunioni  anche
  improprie  e  presentando  un disegno di  legge  che  poi  è  stato
  corretto, è stato rivisto, grazie al senso di responsabilità  della
  Commissione Lavoro, prima, e della Commissione Bilancio e di questo
  devo  ringraziare i rispettivi presidenti che, quanto  meno,  hanno
  consentito  di  esitare  un  testo  per  l'Aula  che  è  un   testo
  responsabile.
   Sono perplesso su tanti aspetti di questa norma, signor Presidente
  e   onorevoli  colleghi,  lo  voglio  dire,  perché  la   copertura
  finanziaria che viene individuata, comunque, non rispecchia  quella
  che  è  la  descrizione dell'articolo 24 bis  e  questo  lo  voglio
  evidenziare sottolineando due aspetti che quest'Aula ha colto:  per
  quanto riguarda una parte di questa norma è stato previsto il piano
  di razionalizzazione delle spese, per quanto riguarda la gran parte
  di  questa norma non è stato previsto il piano di razionalizzazione
  delle spese.
   Questo  io  tengo  a sottolinearlo per un motivo  molto  semplice:
  qualcuno già manifesta perplessità nelle dichiarazioni di voto,  ma
  dobbiamo  dire con chiarezza che, se ci siamo ritrovati  al  limite
  per esaminare questo provvedimento, è perché il Governo non è stato
  pronto   e  non  è  stato  serio  ad  affrontare  questa  tematica,
  probabilmente  pensava  che fosse un altro  spot  da  lanciare,  da
  consumare,  sul  territorio  cercando  di  suscitare  sentimenti  e
  reazioni che poi rischiano di sfociare in reazioni incontrollabili,
  perché  questo  Palazzo non può, in questi termini,  affrontare  il
  destino  di  giovani, ormai non più giovani, ma di quel  precariato
  storico,  perché  voglio ricordare a me stesso e a  molti  colleghi
  che, se si è deciso responsabilmente di limitarci esclusivamente ai
  lavoratori  precari  degli enti locali,  è  perché  sono  il  ceppo
  storico dei precari. Questa è la questione.
   Ma  anche rispetto a questa problematica non c'è stato mai e anche
  in  questa  occasione questo Governo ha fallito nel  presentare  un
  disegno organico.
   La  mia  solidarietà  va, naturalmente, a  chi  non  ha  avuto  la
  possibilità,  per  questioni  stringenti,  di  non  entrare  in  un
  processo  di  stabilizzazione, princìpi di stabilizzazione,  perché
  dovremmo capire cosa succederà definitivamente.
   Concludo  dichiarando naturalmente il voto favorevole  del  Gruppo
  parlamentare Forza del Sud, ma manifestando, per l'ennesima  volta,
  la  nostra  contrarietà  su quello che  è  il  metodo  del  Governo
  nell'agire e nel non confermare in Aula gli impegni che  assume  in
  Commissione  Bilancio parallelamente alla tematica del taglio  agli
  enti  locali  che  ancora l'assessore Armao continua  a  non  voler
  manifestare pubblicamente in quest'Aula.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, cercherò  di  stare  abbondantemente
  dentro i cinque minuti.
   Sono  tantissime le cose che vorrei dire a proposito dell'iter  di
  questa legge, ma purtroppo il tempo non mi è sufficiente. Mi limito
  semplicemente a dire che, grazie all'opera di questo  Parlamento  e
  all'azione responsabile della Presidenza e dei Parlamentari  tutti,
  si  è  impedito  un  altro scempio ai danni dei  lavoratori.  Si  è
  impedito   cioè   che  una  boutade  di  tipo  propagandistico   si
  trasformasse,  invece, in un dramma reale per i  lavoratori  stessi
  perché,  torno a ripetere, se noi, come Parlamento, non ci  fossimo
  impegnati  a  fondo  per  cercare di  correggere  le  storture,  le
  insufficienze  della  norma  che era  stata  presentata,  noi  oggi
  saremmo qui a piangere una bocciatura totale di questa legge  e  la
  possibilità  a questo punto realissima per tutti i lavoratori  LSU,
  per  tutti i precari, per tutti gli articolisti, di trovarsi  nella
  condizione di essere mandati a casa dopo 15 anni.
   Quindi,  un  plauso al Parlamento che, al di là delle chiacchiere,
  al  di  là  degli  annunci, ha corretto la  norma  per  cercare  di
  arrivare  a  ciò  che realisticamente oggi potevamo  fare  a  causa
  dell'insufficienza  dell'azione del  Governo  che,  laddove  doveva
  intervenire prima e per tempo con un'azione globale e complessiva -
  e mi riferisco anche alla inopportuna fretta con cui si è proceduto
  alla  stabilizzazione  di  una parte del precariato  -,  se  voleva
  guardare  lontano,  con una norma complessiva  che  rientrasse  nel
  novero  della copertura finanziaria globale per tutti e interveniva
  quindi  su  tutti  i  precari,  anche  su  quella  stabilizzazione,
  fermandosi  per tempo, oggi avremmo potuto esitare un provvedimento
  che copriva tutti.
   Così  non  è  stato, ma mi auguro che la norma che stiamo  votando
  oggi,  sulla  quale annuncio il mio voto favorevole, nonostante  le
  critiche,  dia comunque la possibilità agli articolisti  di  essere
  nella  condizione, domani, di poter usufruire, appena le condizioni
  lo  consentiranno, di una proroga vera ed effettiva. E quando parlo
  di articolisti comprendo anche gli LSU e tutti i lavoratori precari
  degli enti locali.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò  rapido
  perché penso che già sono state usate tante parole.
   Intanto, prendo atto che questo disegno di legge viene considerato
  problematico,  incompleto, dubbioso, però tutti lo  votano.  E  già
  questo è un successo dell'Aula e di chi lo ha proposto. Inoltre, si
  poteva benissimo fare una norma, così come abbiamo fatto negli anni
  precedenti: cioè alla scadenza dei contratti si fanno le  proroghe,
  un atto burocratico fatto dal Parlamento.
   Abbiamo deciso, ben sapendo di muoverci in un campo difficile, non
  soltanto per la condizione difficile della Regione siciliana,  dove
  ci  sono  migliaia  e  migliaia  di precari  diversificati,  perché
  anch'io  sento come limite il fatto che nel sistema del  precariato
  c'è gente che, pur da tanti anni che fa il precario, non ha neanche
  una  rapporto contrattualizzato, mi riferisco a quelli della 331  o
  della 280. Anch'io avverto le ingiustizie che ci sono in un sistema
  di   un  mondo  già  complicato  e  difficile  qual  è  appunto  il
  precariato.
   Però, abbiamo deciso di vivere questa vicenda delle proroghe anche
  come una sfida, una sfida di muoverci sapendo che ci muoviamo in un
  sistema  nel quale la legislazione nazionale, i vincoli finanziari,
  i  meccanismi che in qualche modo si riversano sul sistema Sicilia,
  ci  portano  ad  un  vicolo stretto da percorrere.  Eppure  abbiamo
  deciso  di infilarci in questo vicolo stretto e provare a costruire
  una speranza.
   Sin  dall'inizio,  quanto  abbiamo presentato  questo  disegno  di
  legge,  ho  detto che era un disegno di legge onesto  -  lo  diceva
  l'onorevole Gucciardi e lo ripeto anch'io - perché, pur non essendo
  un  disegno di legge che risolve tutti i problemi, pur non  essendo
  un  disegno  di legge che darà certezza di prospettiva a  tutti,  è
  però  un  disegno  di legge che avvia procedure per  consentire  la
  stabilizzazione.  Ciò  significa che non  è  la  legge  che  domani
  mattina stabilizzerà tutti, ma è una legge che, in qualche modo, se
  riusciremo  a  farle  superare  alcuni  meccanismi  e  vincoli  che
  limitano  la  possibilità  di  esercitare  la  potestà  legislativa
  autonoma  della nostra Regione, credo avvierà un percorso  affinché
  queste  persone, le chiamo persone, non le chiamo in altra maniera,
  persone  che  da anni svolgono attività istituzionale  nei  Comuni,
  negli  Enti locali e nel sistema pubblico allargato, e che svolgono
  ormai  in molti casi attività che, se non ci fossero loro,  non  ci
  sarebbero  più.  Bene, la possibilità che queste persone  diventino
  finalmente dipendenti.
   Io  spesso uso una battuta per dire quali sono le tragedie che poi
  si  vivono  in questa dimensione del precariato. Spesso  tantissima
  gente  mi  dice:  per  me  la  cosa  più  umiliante  dell'essere  a
  cinquant'anni   precario  è  quella  di   andare   in   un   grande
  supermercato,  provare a comprare un televisore piuttosto  che  una
  lavatrice,  o   una macchina e sentirmi un cittadino  di  serie  B,
  perché non posso neanche utilizzare il mio rapporto di lavoro  come
  elemento fidejussorio per poter avere un prestito.
     È  dentro  questa dimensione che si consumano anche le tragedie,
  come  dire,  la condizione di marginalità che si vive nella  nostra
  Regione.  Ripeto, è una legge con la quale abbiamo voluto fare  una
  tripla  operazione:  avviare  le  proroghe  per  quelli  che  sono,
  diciamo,  nel sistema regionale; garantire le proroghe  per  quelli
  che sono i lavoratori del regime transitorio e avviare le procedure
  di stabilizzazione. E' una legge che si muove lungo tre binari.
   Io mi auguro, spero, che questa legge possa arrivare in porto così
  come  noi  la  stiamo  votando. In  ogni  caso,  credo  che  ad  un
  Parlamento  come  il nostro spetti anche il compito,  ad  un  certo
  punto, di accettare la sfida delle competenze. E se dovesse esserci
  un  conflitto  di competenze, lo dobbiamo portare  fino  in  fondo,
  senza vergognarci, come se dovessimo nascondere la polvere sotto il
  tappeto, anche perché in questo Paese, lo dico a tanti benpensanti,
  di precariato si vive e, in tanti casi si è risolto, ed è anche per
  responsabilità nostre, di questa Regione, che il nostro  precariato
  non si è risolto.
   Le   chiedo  scusa,  onorevole  Bufardeci,  di  averle  tolto   la
  possibilità di andare a letto presto, dico soltanto un'ultima cosa.
  So  bene  che  servirebbero più risorse, però è anche vero  che  in
  questa Regione due miliardi di euro di disavanzo strutturale noi lo
  abbiamo ereditato, non lo abbiamo prodotto. E dentro questa eredità
  ci  sono tutti i limiti di trovare soluzioni anche finanziarie  per
  quelli  che  oggi  non  trovano soluzione in questa  legge,  perché
  qualcuno  lo ha prodotto il disavanzo che oggi altri sono costretti
  a gestire.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  avrei  preferito che in questi due o tre giorni che ci hanno  visti
  impegnati  nella  discussione di questo disegno di legge,  avessimo
  potuto  guardare  avanti positivamente, pensando  ad  occasioni  di
  lavoro, di sviluppo, di programmazione di nuovi modelli di sviluppo
  della  nostra Regione. Invece ci siamo dovuti curare - lo  dobbiamo
  dire  in  maniera  franca e leale - degli sfasci  del  passato  che
  abbiamo ereditato.
   Ha   ereditato  questa  Assemblea  regionale  siciliana,   abbiamo
  ereditato  tutti  noi,  ha  ereditato il  Governo  Lombardo,  tanto
  recuperato  su cui si dice di tutto, e che è assente.  Ma  stasera,
  signor  Presidente, onorevoli colleghi, approviamo un testo  che  è
  stato  presentato  dal Governo presieduto dall'onorevole  Lombardo.
  Questo lo dobbiamo ammettere.
   E  stasera tutti a dire che avremmo potuto fare molto meglio,  che
  avremmo potuto certamente dare le risposte a tutta questa massa  di
  precari. Abbiamo sentito tante interventi dell'onorevole Vinciullo,
  che potrebbe invece approfittare di avere l'occasione per stare  un
  poco zitto.
   Signor Presidente, non ci sono precari di serie A o di serie B,  o
  deputati  regionali che hanno una sensibilità maggiore rispetto  ad
  altri. Abbiamo tutti la stessa sensibilità rispetto a gente  che  è
  precaria,  che  non  ha un lavoro, e rispetto  anche  a  tantissimi
  giovani  che  vorrebbero e che sarebbero potuti entrare  in  questa
  Regione  attraverso concorsi pubblici perché hanno  meriti,  perché
  hanno  studiato,  perchè hanno fatto sacrifici così  come  le  loro
  famiglie  hanno fatto sacrifici per farli studiare,  ma  non  hanno
  avuto questa possibilità.
   Quindi, evitiamo di fare demagogia e di differenziarci dicendo chi
  ha più o meno sensibilità. Tutti noi vogliamo certamente dire basta
  al  precariato,  tutti  noi  vogliamo dire  basta  alle  decine  di
  migliaia  di persone che sono state anche inserite come stipendiati
  dalla Regione siciliana attraverso meccanismi tortuosi legislativi,
  non sempre lineari e precisi, che hanno ingrossato clientele.
   Quindi, stasera finalmente facciamo una legge onesta, la legge che
  si  poteva fare tant'è che è condivisa da tutti i rappresentati dei
  partiti,  da  tutti  i deputati eletti qui all'Assemblea  regionale
  siciliana.
   Certamente   il  Governo,  in  un  contesto  finanziario-economico
  particolarmente difficile, si è impegnato, in testa  il  Presidente
  Lombardo,  a  dare  risposte per stabilizzare il precariato  e  per
  costruire   un   avvenire  migliore,  ed   è   questa   la   grande
  soddisfazione. Credo che questo sia anche il grande merito  che  il
  Governo  Lombardo ha avuto nel presentare un disegno di  legge  che
  stasera diventa legge della Regione siciliana con il consenso e  il
  voto   favorevole   di   tutti  i  Gruppi   parlamentari   presenti
  all'Assemblea regionale siciliana.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  apprezzato
  molto  l'onorevole  Musotto  e lo apprezzo  ancor  più  per  questo
  intervento, perché è un intervento da militante fedele, che  omette
  di  valutare  la realtà che si è verificata, perché il  disegno  di
  legge presentato dal Governo non esiste più.
   Nacque  da  un  bluff  propagandistico che il Presidente  Lombardo
  inscenò  in  una conferenza stampa parlando di stabilizzazione  dei
  precari  tout  court, che se fosse stato tradotto in legge  avrebbe
  prodotto  una legge pericolosissima e destinata ad essere impugnata
  dal Commissario dello Stato e quindi destinata a fallire: una legge
  sbagliata
   Il  testo presentato è stato completamente cambiato in Commissione
  di  merito, e poi ricambiato ulteriormente in Commissione bilancio:
  di quel testo, onorevole Adamo, non esiste nulla.
   Quindi,  ristabiliamo i contorni. In Commissione di  merito  e  in
  Commissione  bilancio  abbiamo  concordato  un  percorso   diverso,
  sicuramente difficile - diceva l'onorevole Cracolici -, un discorso
  che  è  fondato  su  due  pilastri: da una parte  le  proroghe  dei
  contratti  dei  lavoratori precari degli  enti  locali  nel  regime
  transitorio e dall'altra una cornice normativa, presidente  Savona,
  che consentisse il tentativo di avvio di un successivo processo  di
  stabilizzazione graduale e fondato su queste premesse di  carattere
  normativo,   qualora  passassero  positivamente   il   vaglio   del
  Commissario dello Stato.
   Sono  d'accordo con l'onorevole Cracolici quando dice che, qualora
  non dovesse passare, noi siamo favorevoli a portare ad oltranza  il
  conflitto  di  competenza,  perché sul precariato  quest'Assemblea,
  questo Governo, questa maggioranza, ma tutto il Parlamento non  può
  sicuramente perdere l'occasione di questo quinquennio per  superare
  definitivamente uno dei capitoli più importanti dell'organizzazione
  socio-economica ed istituzionale della nostra Regione.
   Però, è anche vera un'altra cosa: in Commissione avevamo detto - e
  mi  dispiace che il Governo in questa lunga attività odierna non lo
  abbia  precisato  -  che  il Governo, nella persona  dell'Assessore
  Armao,  avrebbe garantito che i trasferimenti agli enti locali  non
  sarebbero stati toccati.
   Sarebbe   opportuno,  avendo  fatto  questa  legge,  che   venisse
  confermata e mantenuta. Quanto ai buchi del passato di cui  parlava
  il  collega  Cracolici - che non è stato estraneo alle attività  di
  questa  Aula,  è  stato  insieme a me e insieme  a  tutti  noi  co-
  protagonista di molte leggi, ma oggi governa un quarto  di  quattro
  quarti di alleanza che per tre quarti sono stati partecipi di tutti
  i  Governi  precedenti - fa riferimento ai buchi degli alleati  con
  cui  governa  in  questo momento. Allora noi  siamo  per  approvare
  questa  legge,  dare  il  nostro  voto  favorevole  e,  ovviamente,
  sottolineando queste riserve che derivano da una premessa  negativa
  del  Governo che oggi ha dimostrato quanto comunque sia interessato
  a  questo  processo, perché dopo il bluff propagandistico iniziale,
  mi  pare che abbia sottolineato con la sua costante assenza  quanto
  ci  teneva  a questo testo, a questo disegno di legge. Per  fortuna
  gli  assessori si sono mantenuti presenti, ma il Presidente è stato
  completamente assente all'attività odierna dell'Aula e, dopo  avere
  anticipato con quelle affermazioni il suo interesse, avrebbe dovuto
  essere quanto meno presente. Noi votiamo comunque a favore.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Leontini. Ha  facoltà  di  parlare
  l'assessore Piraino.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli deputati, a nome del Governo,
  alla  fine  di  questa giornata così intensa,  corre  l'obbligo  di
  esprimere  un  ringraziamento  per  il  lavoro  che  il  Presidente
  innanzitutto,  le  Commissioni  durante  l'iter  di  formazione  di
  questa, che oramai possiamo chiamare legge, l'Aula in tutte le  sue
  componenti, è riuscita ad esprimere in un momento e in una  materia
  così  importante e così delicata per i significati che  sono  stati
  fin qui sottolineati da tutti.
   Credo  che  con  questa legge si sia non operata  una  svolta,  ma
  rafforzata  una  svolta che il Governo aveva già  iniziato  con  la
  precedente  legge  di stabilizzazione del precariato  che  afferiva
  alla  Regione  siciliana. Oggi si prende  in  mano  e  si  avvia  a
  soluzione  una fetta di precariato che rappresenta,  in  molti  dei
  Comuni  e  degli enti locali nei quali lavora, la spina dorsale  di
  questi  stessi  enti, che si sono potuti rendere  protagonisti  dei
  servizi che offrono alle loro comunità.
   E'  un percorso, quello individuato dalla legge, che è composto da
  diversi  momenti, e non sarà un percorso facile. Infatti,  non  c'è
  dubbio  che gli enti, che sono poi coloro i quali dovranno  operare
  le  stabilizzazioni, avranno la necessità di essere  aiutati  dalla
  Regione, e il Governo non si dimenticherà di svolgere la sua  opera
  sussidiaria  nei  confronti  degli  enti  locali,  innanzitutto   e
  prioritariamente,  mantenendo  fede agli  impegni  che  l'Assessore
  Armao  ha  assunto in sede di Commissione Bilancio,  non  però  nei
  termini propriamente ricordati dall'onorevole De Luca, ma nel senso
  che  in  realtà nei confronti degli enti locali più che parlare  di
  tagli  dobbiamo  parlare di riqualificazione dei  trasferimenti  in
  modo tale che gli enti locali possano operare sempre meglio per  la
  soddisfazione  dei  bisogni  delle  loro  comunità,  a   cui   sono
  istituzionalmente deputati.
   Naturalmente, questo significa che l'importanza dell'impegno della
  Regione   non   è   limitato  soltanto  a   sostenere,   attraverso
  l'attuazione  delle  norme della legge,  ma  anche  assumendo  come
  indirizzi  propri quelli che sono gli ordini del  giorno  che  sono
  stati  approvati in questa Assemblea e che impegneranno il  Governo
  in  maniera  particolare  alla  ricerca  della  soluzione  per  una
  stabilizzazione anche per quelle componenti che sono rimaste  fuori
  da  questo  disegno  di legge per le ragioni  che  sono  state  qui
  ricordate,   per  evitare  possibili  impugnative  da   parte   del
  Commissario   dello   Stato,  che  qualora  dovessero   presentarsi
  vedrebbero sicuramente il Governo proporre di resistere  di  fronte
  alla Corte Costituzionale.
   Credo  che sia altresì importante, proprio per i profili  che  una
  resistenza  di  fronte  alla Corte Costituzionale  a  difesa  delle
  prerogative  della Regione significa, il fatto che in questa  sede,
  al  momento  delle  dichiarazioni conclusive di  voto,  alcuni  dei
  capigruppo  di  questo  Parlamento  abbiano  detto  di  condividere
  l'indirizzo del Governo ad una eventuale resistenza di fronte  alla
  Corte Costituzionale.
   Questo  mi  consente di poter concludere, a me che ho  l'onore  di
  rappresentare, assieme ai colleghi qui presenti, il  Governo  della
  Regione,  questa  giornata  sicuramente  faticosa,  ma  credo   una
  giornata    segnata    da    un   tratto   estremamente    positivo
  dell'approvazione  di  una  legge  che,  a  mio  modo  di   vedere,
  restituisce  la  dignità ai lavoratori in senso  integrale  ad  una
  fascia  di persone che molto spesso sono state costrette  a  subire
  anche umiliazioni.
   Io  credo  che  questo, per il Parlamento e per il  Governo  della
  Regione Siciliana, sia un onore da sottolineare.


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Proroga di contratti di personale a tempo determinato. Misure
            urgenti a sostegno dell'occupazione» (n. 645/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale  per
  scrutinio  nominale del disegno di legge «Proroga  di  contratti  di
  personale   a   tempo   determinato.  Misure  urgenti   a   sostegno
  dell'occupazione» (645/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            68
   Votanti             67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          67

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a lunedì,  20  dicembre
  2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno delle mozioni:

   N.  226  - Istituzione di un tavolo tecnico e di concertazione,  a
  livello regionale, sulla 'questione giovanile' in Sicilia.
   FIORENZA - MARROCCO - CURRENTI - GENTILE - ARICO'

   N.  227  - Iniziative a livello centrale per ovviare ai disservizi
  del sistema ferroviario siciliano.
   BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - MATTARELLA

   N. 228-- Rivisitazione dei confini della riserva 'Oasi del Simeto'
  e del relativo regolamento.
   BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO - MATTARELLA

   III  -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
  Rubrica  Salute'

   IV - Discussione dei disegni di legge:

    Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011/2013.
  (n. 630)

    Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2011.  Legge
  di stabilità regionale.  (n. 631)

                   La seduta è tolta alle ore 23.54

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.35

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      Dott.ssa Iolanda Caroselli