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Resoconto d'Aula della Seduta n. 213 di lunedì 20 dicembre 2010
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in congedo per  oggi:  l'onorevole
  Panepinto  per assistenza sanitaria ad un familiare; gli  onorevoli
  De Benedictis, Marinese e Mineo per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi e Caputo  sono  in
  missione, per ragioni del loro ufficio, nei giorni 20 e 21 dicembre
  2010.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  le  Infrastrutture e la Mobilità la risposta scritta alla  seguente
  interrogazione:

   N. 1248 - Interventi urgenti nei confronti dell'Anas per garantire
  la  sicurezza  e l'efficienza dell'autostrada A-29 Palermo-Trapani-
  Mazara del Vallo.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della presente seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Interventi per l'immigrazione». (n. 648)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dall'onorevole  Nicola
  Leanza, in data 16 dicembre 2010.

   «Sistema educativo integrato per la prima infanzia». (n. 649)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dall'onorevole  Nicola
  Leanza, in data 16 dicembre 2010.

   «Riordino   delle   istituzioni   pubbliche   di   assistenza    e
  beneficenza». (n. 650)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dall'onorevole  Nicola
  Leanza, in data 16 dicembre 2010.

   «Politiche giovanili». (n. 651)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dall'onorevole  Nicola
  Leanza, in data 16 dicembre 2010.

   «Istituzione  del  sistema integrato dei servizi  sociali  per  la
  promozione  del  benessere delle persone, delle  famiglie  e  delle
  comunità nella regione siciliana». (n. 652)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dall'onorevole  Nicola
  Leanza, in data 16 dicembre 2010.

   «Istituzione del sistema regionale di servizio civile». (n. 653)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dall'onorevole  Nicola
  Leanza, in data 16 dicembre 2010.

   «Norme a difesa della salute dall'Elettrosmog». (n. 654)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Corona,
  Leontini,  Torregrossa, Bosco, Mancuso, Leanza Edoardo, Campagna  e
  Scoma, in data 16 dicembre 2010.

   «Modifiche  alle norme per l'elezione del sindaco e del  consiglio
  comunale,   del   presidente  della  provincia  e   del   consiglio
  provinciale». (n. 655)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Mattarella,
  in data 16 dicembre 2010.

   «Riconoscimento  dei Laboratori di Eccellenza Privati  Accreditati
  (LEPA)  che  operano nel territorio della Regione  siciliana».  (n.
  656)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Calanducci,
  in data 16 dicembre 2010.

   «Norme  in  materia di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà
  internazionale». (n. 657)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli   Di
  Benedetto, Digiacomo, Panarello e Termine in data 16 dicembre 2010.

   «Autorizzazione   all'esercizio  provvisorio  per   l'anno   2011.
  Consolidamento  del  debito  residuo a fronte  delle  anticipazioni
  concesse  nell'anno 2010 per particolari situazioni di  emergenza».
  (n. 659)
   di iniziativa governativa, presentato in data 20 dicembre 2010.

   «I  nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
  di  previsione  della Regione siciliana per l'anno 2011  e  per  il
  triennio 2011/2013». (n. 630 bis)
   di iniziativa governativa, presentato in data 20 dicembre 2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO  (IV)

   «Recepimento  a  livello regionale del decreto  legge  31  gennaio
  2007,  n. 7, come modificato e integrato dalla legge di conversione
  2  aprile 2007, n. 40, in materia di attività di guida turistica ed
  accompagnamento turistico» (646)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 17 dicembre 2010
   parere V

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO  (V)

   «Norme  per  l'istituzione  dell'albo regionale  dei  laureati  in
  Conservazione dei beni culturali» (644)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 17 dicembre 2010

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI  (VI)

   «Norme  in  favore  del personale precario del  Sistema  sanitario
  regionale (641).
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 17 dicembre 2010
   parere V

   «Riorganizzazione della rete aziendale e nuove modalità di  nomina
  dei Direttori generali e dei responsabili delle strutture sanitarie
  complesse del servizio sanitario regionale  (643)
   di iniziativa popolare
   inviato in data 17 dicembre 2010.

                 Comunicazione di richieste di pareri

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute  ed
  assegnate alle Commissioni

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   Stazione consorziale sperimentale di granicoltura per la Sicilia -
  Nomina  commissario straordinario dott. Li Rosi  Giuseppe  Antonio.
  (n. 121/I)
   pervenuta in data 16 dicembre 2010
   inviata in data 16 dicembre  2010

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Piano  sanitario  regionale   Piano  della  salute  2011-2013'   -
  articolo 3 legge regionale 14 aprile 2009, n. 5. (n. 122/VI)
   pervenuta in data 17 dicembre 2010
   inviata in data 17 dicembre  2010

   Programma operativo 2010-2012 ai sensi dell'articolo 11, comma  1,
  del decreto legge 31 maggio 2010, n. 28  convertito con la legge 30
  luglio 2010, n. 122. (n. 123/VI)
   pervenuta in data 17 dicembre 2010
   inviata in data 17 dicembre  2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso che con il decreto del 29 giugno 2007,  prot.
  n.  454/54,  la  Corte  dei  conti  ha  decretato  l'ammissione  al
  finanziamento  del  progetto esecutivo dei  lavori  riguardanti  la
  riattivazione dell'antico attraversamento sul fiume Calcinara e  la
  costruzione di una passerella di collegamento pedonale sul torrente
  Calcinara, in località Serramenzana, nel territorio del  comune  di
  Sortino (SR);

   rilevato che:

   quest'opera, fra l'altro, è importante per la fruizione di un'area
  tra  le  più  belle  della  Regione, che  ospita  la  Necropoli  di
  Pantalica (la più grande d'Europa) che ha ricevuto recentemente  il
  riconoscimento UNESCO quale patrimonio dell'umanità;

   i  rappresentanti  UNESCO  hanno  definito  l'opera  in  questione
  eccezionale e necessaria per il territorio;

   il  progetto  di  massima e la scelta dell'ubicazione  sono  stati
  approvati  dalla Soprintendenza ai beni culturali e  ambientali  di
  Siracusa;

   l'Azienda  foreste demaniali ha ritenuto l'opera 'funzionale  alla
  Riserva   Naturale  Orientata  Pantalica  -  Valle   dell'Anapo   e
  necessaria ai fini di protezione civile';

   l'opera è stata concertata, sul nascere, prima dalla consulta  dei
  comuni   montani   aretusei  e,  recentemente,   dai   comuni   del
  comprensorio del PIT Hyblon Tukles;

   il  comune di Sortino ha contratto un mutuo oneroso per saldare la
  progettazione dell'opera;

   l'opera  è ricompresa, fra l'altro, nel Prusst della provincia  di
  Siracusa;

   la progettazione esecutiva è stata approvata a seguito di apposita
  conferenza   di  servizi  sulla  cui  legittimità  si  è   espresso
  reiteratamente il Tribunale amministrativo regionale di Catania;

   lo   stesso   TAR,   fra  l'altro,  ha  dimostrato  'l'irrilevanza
  ambientale'  della passerella de qua, cioè la mancanza assoluta  di
  impatto ambientale, ordinando all'Assessorato Territorio e ambiente
  di rilasciare apposito nulla osta alla realizzazione dell'opera per
  la  parte relativa al servizio del medesimo Assessorato, che non ha
  preso  parte alla conferenza di servizi di approvazione dell'opera.
  Preme  ricordare  che altri servizi dello stesso Assessorato  hanno
  partecipato ai lavori della conferenza di servizi esprimendo parere
  ampiamente positivo;

   considerato infine che, ad oggi, l'ente gestore dei fondi, il  PIT
  n.  28,  non  ha  emesso il bando per appaltare  i  lavori  di  cui
  trattasi;

   per sapere:

   quali azioni vogliano porre in essere per assicurare il buon esito
  del decreto di finanziamento e l'inizio dei lavori di realizzazione
  della  passerella  pedonale sul fiume Calcinara, a  giusto  ristoro
  delle  popolazioni  che  abitano in un  territorio  già  abbastanza
  onerato per oltre il 50% da servitù demaniali;

   se  non  ritengano  utile,  nelle more,  nominare  un  commissario
  regionale   ad   acta  al  fine  di  sbloccare  il  tortuoso   iter
  amministrativo, dando corretta attuazione alle varie sentenze della
  giustizia amministrativa». (1551)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  crisi economica globale che sta interessando l'Italia, come il
  resto  dei Paesi europei, colpisce oggi molte famiglie italiane,  e
  in particolare quelle appartenenti al ceto sociale debole;

   considerato  che  la Sicilia, secondo le statistiche,  è  oggi  la
  Regione con la più alta percentuale di famiglie a rischio povertà;

   visto  che,  dall'ultimo rapporto Svimez,  l'Associazione  per  lo
  sviluppo  dell'industria  nel Mezzogiorno,  un  meridionale  su  3,
  contro 1 su 10 del Centro-Nord, è sotto la soglia di sussistenza;

   constatato che:

   sono  sempre  di  più i cittadini siciliani che  si  rivolgono  ad
  associazioni specifiche, come la Caritas e le parrocchie, in  cerca
  di aiuti economi e assistenza alimentare;

   sempre  più  famiglie non riescono a coprire le scadenze  di  fine
  mese  e  spesso  incontrano  non poche difficoltà  a  comprare  gli
  alimenti di prima necessità;

   accertato  che  i 'nuovi poveri' sono nella maggioranza  uomini  e
  donne  di  età  compresa tra i 35 e i 54 anni, che hanno  perso  il
  lavoro o hanno chiuso la loro attività commerciale;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessario attuare nuove  politiche  utili  ad
  arginare questo nuovo e preoccupante fenomeno;

   se  non  ritengano opportuno impegnarsi al fine di  emanare  leggi
  utili  a sgravare le spese a carico delle famiglie siciliane,  come
  quella  sul 'quoziente familiare', e consentire così ad  un  numero
  sempre  maggiore di siciliani di non accostarsi alla  soglia  della
  povertà». (1571)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  premesso  che  l'attuale crisi  economia  che  si  sta
  attraversando  e  il crescente bisogno di liquidità  da  parte  del
  settore  produttivo  e  delle famiglie ha  fatto  registrare  negli
  ultimi anni una crescita preoccupate del fenomeno dell'usura;

   considerato che in Sicilia, oggi, l'usura sembra essere  diventato
  un  fenomeno  predominante, molto più diffuso del 'pizzo',  che  in
  passato ha preoccupato non poco l'Isola;

   visto che:

   il crescente costo del denaro nelle banche siciliane, fino a 2 o 3
  punti  in  più rispetto al resto del Paese, non lascia  intravedere
  alcuna  possibilità  di arrestare la corsa al denaro  da  parte  di
  molti cittadini siciliani, indistintamente dal ceto sociale;

   il  più  delle volte, in mancanza di garanzie da poter  dare  alle
  banche, i cittadini si vedono costretti, in preda alla necessità  e
  alla disperazione, a imboccare la via dell'usura;

   constatato  che il fondo della legge 108 del 1996 a  tutela  delle
  vittime  dell'usura  e a disposizione di chi  vuole  liberarsi  dei
  soffocanti  prestiti  usurai risulta insufficiente  alle  necessità
  reali,  vista la dimensione del fenomeno, e per niente rassicurante
  per le vittime intenzionate a denunciare il loro stato di usurati;

   per sapere:

   se  non ritengano necessario attuare nuove politiche per sostenere
  le famiglie vittime dell'usura e prevenire il fenomeno;

   se  non  ritengano  utile intervenire, vista l'urgenza  del  caso,
  presso il gli organi di Governo nazionale, affinché si provveda  ad
  incrementare  il fondo della legge 108 che, insieme  con  la  legge
  regionale  n. 20/99, sono uno strumento unico e indispensabile  per
  combattere il fenomeno dell'usura e sostenere le vittime  che,  con
  coraggio, e spesso a rischio della loro sicurezza e dei loro  cari,
  decidono di denunciare il loro usuraio». (1572)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica  utilità,  premesso  che  il  dissalatore  di
  Trapani, sito in località Nubia, fornisce acqua potabile a numerosi
  comuni della provincia di Trapani come, per esempio, Alcamo, Erice,
  Paceco,  Buseto  Palazzolo, Custonaci e Valderice, oltre  che  alla
  stessa città di Trapani;

   considerato che:

   nonostante     la     notevole     importanza     che      riveste
  nell'approvvigionamento   di  acqua  potabile   per   migliaia   di
  cittadini, il suddetto dissalatore è spesso vittima di guasti  che,
  ovviamente,  causano il blocco della fornitura idrica con  relativi
  disagi alla popolazione;

   appare  evidente  che  questo ripetersi di guasti  può  avere  una
  spiegazione   o   nella  cattiva  manutenzione   da   parte   della
  Siciliacque,  società  partecipata  che  gestisce  la  manutenzione
  dell'impianto,  oppure  nel  fatto che  il  dissalatore  soffre  di
  difetti strutturali tali da inficiarne l'uso corretto e continuo;

   per  sapere  se non ritengano urgente convocare una conferenza  di
  servizi,   coinvolgendo  la  Siciliacque  come  ente  gestore   del
  dissalatore  e  i  comuni serviti dallo stesso impianto,  per  fare
  chiarezza sulle cause di questi continui guasti e sui provvedimenti
  da  adottare al fine di limitare al massimo i disagi agli  utenti».
  (1586)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   presso   l'Assessorato  regionale  dell'energia  dei  servizi   di
  pubblica utilità, e in particolare nel dipartimento per le  risorse
  minerarie   ed  energetiche,  giacciono  centinaia  di  domande   e
  richieste  per  la realizzazione di impianti per la  produzione  di
  energia alternativa;

   più della metà delle suddette richieste riguarda la messa in opera
  di  impianti per la produzione di energia pulita tramite il sistema
  fotovoltaico;

   considerato che:

   questo   ritardo,  secondo  alcune  stime  fatte  dall'Assessorato
  stesso,  è dovuto sostanzialmente ad una mancanza di personale  che
  rallenta   di  molto  l'esame  delle  più  di  1800  richieste   di
  concessione  giacenti  presso  il  dipartimento  per   le   risorse
  minerarie ed energetiche;

   la mancanza di veloci risposte, di una mancata programmazione e di
  una  concertazione  adeguata rischia di  compromettere  in  maniera
  inesorabile i finanziamenti che l'Unione europea stanzia in materia
  di energia alternativa, con evidente danno per l'economia siciliana
  e per il futuro della Regione;

   per sapere:

   come, qualora dovesse essere accertata e confermata la carenza  di
  personale   addetto  al  rilascio  delle  autorizzazioni   per   la
  realizzazione di impianti fotovoltaici, intendano farvi fronte;

   se  non  sia il caso di creare una specifica commissione regionale
  per  il vaglio, in tempi rapidissimi, di tutte le richieste per  la
  realizzazione dei suddetti impianti». (1587)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             FIORENZA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che, in data 30.10.2010, il
  consiglio  comunale  di Palagonia (CT), alla presenza  di  quindici
  consiglieri  comunali  su  venti, ha  sfiduciato  all'unanimità  il
  sindaco della stessa città, avv. Francesco Calanducci;

   considerato  che  a  seguito della mozione di sfiducia,  come  per
  legge, è stato inviato l'atto deliberativo consiliare all'Assessore
  per le autonomie locali per la conseguente nomina di un commissario
  straordinario  che  regga il comune nelle more  della  celebrazione
  delle prossime elezioni amministrative;

   atteso  che  l'Assessore per le autonomie locali  da  oltre  venti
  giorni  ha  già  provveduto a trasmettere la relativa  proposta  di
  nomina  del commissario straordinario al Presidente della  Regione,
  il  quale ha l'esclusiva titolarità dell'adozione del provvedimento
  de quo;

   preso atto che, malgrado la proposta giaccia da oltre venti giorni
  sul  tavolo della Presidenza della Regione, nessun provvedimento  è
  stato ancora adottato;

   considerato  che  remorare  un  atto  così  importante   significa
  consentire la permanenza di una gestione politicamente fallimentare
  che sta continuando con metodi di governo clientelari, ritorsivi  e
  dannosi  per  l'intera comunità palagonese,  malgrado  la  netta  e
  chiara  sfiducia del civico consesso e, quindi, della stessa  città
  di Palagonia;

   per  sapere  se  il Presidente della Regione sia a  conoscenza  di
  quanto lamentato e, nel caso, se non ritengano opportuno provvedere
  all'immediata  adozione  del  decreto  di  nomina  del  commissario
  straordinario   al  fine  di  restituire  la  necessaria   serenità
  all'intera comunità palagonese». (1546)

                                                              FALCONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   alla  S.V.  onorevole compete impartire le opportune direttive  in
  ordine  alla elaborazione e realizzazione delle politiche dei  vari
  settori  dell'amministrazione regionale, e quindi anche in  materia
  di  difesa del territorio e dell'ambiente, mentre è direttamente ed
  esclusivamente  responsabile  dell'attuazione  di  quanto  previsto
  dallo Statuto;

   RFI  (Rete ferroviaria italiana) nel Mezzogiorno d'Italia,  ed  in
  particolare  in  Sicilia,  porta  avanti  una  politica  tesa  alla
  riduzione  ed  al  contenimento dei costi,  mentre  nel  resto  del
  territorio  nazionale sta attuando, con nuove linee  ferroviarie  e
  stazioni del futuro, una politica di tutt'altro segno;

   ad  esempio,  nella  realizzazione di  tale  politica,  fortemente
  penalizzante per il Sud d'Italia, si inserisce la costruzione della
  nuova linea veloce Milano-Bologna, quarta linea per il collegamento
  tra  le  due  città,  e  che è costata euro 5.733.000.000,00  (euro
  cinque  miliardi e settecentotrentratre milioni), quindi  molto  di
  più di quanto previsto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto
  di Messina;

   ormai si è reso palese il disimpegno di RFI, con la riduzione  del
  numero  dei  collegamenti tra le città siciliane, ed in particolare
  tra  Messina e le dorsali orientale ed occidentale dell'Isola  con,
  inoltre, la decurtazione del 40% dei treni notte per il Continente,
  che si è verificata negli ultimi tre anni;

   vi  è,  da parte di RFI, disinteresse non solo nei confronti delle
  linee  e  del  materiale  rotabile,  ma  anche  nei  confronti  del
  personale viaggiante e non, che opera in Sicilia;

   per   Messina,   il  disimpegno  riguarda  anche  i   collegamenti
  marittimi, ove si è arrivati al minimo storico con due sole navi di
  linea: la Scilla, costruita nel 1985, e la Rosalia, nel 1972, oltre
  l'Iginia,  del 1969, come traghetto di riserva per le emergenze,  a
  fronte delle quattro navi impiegate fino a qualche anno, con in più
  una di riserva, ed alle precedenti 14 navi di linea;

   la diminuzione di mezzi impiegati sullo Stretto, il piano di tagli
  di  Trenitalia  ed  i crescenti disservizi per i viaggiatori  danno
  certezza dell'azione di abbandono di RFI;

   molte aree in precedenza riservate all'esercizio ferroviario, oggi
  sono  state  dismesse;  ed  in particolare,  per  la  provincia  di
  Messina,  tali aree si identificano in quelle abbandonate  dopo  la
  realizzazione del raddoppio ferroviario Palermo-Messina, la  tratta
  Villafranca-Gesso-Camaro-Gazzi (l'urgente acquisizione  al  demanio
  regionale di tale linea è essenziale per la sicurezza dei cittadini
  che  abitano  nella zona di Provinciale che, in caso di catastrofe,
  vedrebbero  la  via  di fuga verso sud impedita  dalla  strozzatura
  dovuta alla presenza dell'ormai inutile soprapassaggio ferroviario,
  con conseguenze facilmente immaginabili), la Circumetnea, etc.;

   molti binari dismessi ricadono sul demanio marittimo, di esclusiva
  competenza della Regione, siciliana;

   l'art.  32  dello  Statuto  della Regione  siciliana  testualmente
  recita: 'I beni di demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche
  esistenti  nella  Regione,  sono assegnati  alla  Regione,  eccetto
  quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere
  nazionale';

   la  Corte  costituzionale ha stabilito che la norma é  applicabile
  anche  nel  caso in cui la cessazione dell'utilizzo sia intervenuta
  in data successiva all'entrata in vigore dello Statuto;

   per sapere:

   quali iniziative di contrasto voglia assumere nei confronti di RFI
  per  impedirne il progressivo disimpegno ed inoltre quali direttive
  intenda   impartire   agli   Assessorati   regionali   in    ordine
  all'acquisizione  al  demanio  regionale  delle  aree   ferroviarie
  dismesse. In particolare, per quanto riguarda la tratta Villafranca-
  Gesso-Camaro-Gazzi,  é  evidente  che,  in   mancanza   di   idonee
  iniziative  da parte della S.V. per acquisire al demanio  regionale
  tale  area,  ne  deriverebbe la diretta ed esclusiva responsabilità
  della  S.V.  onorevole in caso di calamità naturali che  potrebbero
  compromettere la sicurezza dei cittadini;

   infine, se l'impegno da sempre portato avanti dalla S.V. onorevole
  in  ordine  alla  costruzione del Ponte sullo Stretto  di  Messina,
  impegno  da Ella ribadito qualche mese fa anche a Messina, permanga
  ancora  o  se  la  presenza nel Governo di  un  partito  da  sempre
  contrario  alla  realizzazione dell'opera, e comunque  determinante
  per  il mantenimento della sua maggioranza, abbia costretto la S.V.
  a rinunziare a tale impegno». (1547)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                             BUZZANCA

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari e all'Assessore per la salute, premesso che:

   il   settore  zootecnico  siciliano  rappresenta  da   sempre   un
  importante  tassello dell'economia del Mezzogiorno  ed  isolana  in
  particolare;

   il  settore zootecnico italiano sta attraversando uno dei  periodi
  più  cupi  degli ultimi decenni; negli ultimi 10 anni, ben  198.000
  stalle in Italia hanno chiuso la loro attività, soprattutto a causa
  delle  restrizioni  nella  produzione del  latte,  stabilite  dalla
  Comunità europea;

   la  crisi, che ha investito l'intero comparto a livello nazionale,
  in  Sicilia  sta  causando danni irrimediabili  all'intera  filiera
  produttiva, con gravi ripercussioni occupazionali;

   visto che:

   il regolamento CE 853/04 stabilisce norme specifiche in materia di
  igiene per gli alimenti di origine animale ed in particolare impone
  agli  operatori  del settore alimentare di porre in atto  procedure
  intese a garantire che il latte crudo prodotto non superi il tenore
  di 400.000 cellule somatiche (per ml);

   l'applicazione del presente regolamento, piuttosto restrittivo sul
  limite  del  tenore di cellule somatiche che il latte  crudo  debba
  avere   per  rientrare  nella  normativa  sopra  citata  ed  essere
  commercializzato, è stata più volte posticipata negli anni;

   considerato che:

   è  compito delle istituzioni regionali intervenire a sostegno  del
  settore  con  provvedimenti mirati, volti  cioè  a  permettere  una
  pronta ripresa ai nostri allevatori;

   la maggior parte degli allevatori siciliani riesce difficilmente a
  produrre latte con i requisiti previsti dal reg. CE 853/04, ciò  fa
  sì  che il latte prodotto deve essere venduto alle aziende casearie
  come  latte  difforme  ed è pagato con un prezzo  ancora  inferiore
  rispetto  a quello concordato, che non riesce a coprire i costi  di
  produzione;

   rilevato che:

   l'alto  livello  delle cellule somatiche nel  latte  crudo  deriva
  dalla  mastite,  infiammazione  della  mammella  della  mucca,  che
  colpisce la maggior parte degli animali adulti;

   l'unico   modo  per  potere  riportare  i  livelli  delle  cellule
  somatiche  sotto  il  limite  imposto dal  regolamento  CE  853/04,
  qualora   dovesse  superare  livelli  di  800.000   (per   ml),   è
  l'abbattimento  dei  capi di bestiame che  comporterebbe  un  danno
  economico insostenibile per gli allevatori siciliani;

   per sapere:

   se  non intendano chiedere all'Unione europea, per il tramite  del
  Ministero   delle   politiche   agricole,   un'ulteriore    proroga
  dell'entrata  in vigore dei limiti imposti dal reg. CE  853/04  per
  permettere  agli allevatori di poter provvedere a risolvere  questo
  grave problema che affligge le mandrie;

   se  non intendano mettere in atto delle politiche di sostegno  per
  il  comparto  zootecnico  attraverso  un  intervento  diretto  agli
  allevatori  siciliani,  con un'indennità a  favore  di  quelli  che
  abbattano  i  capi  affetti  da mastite per  rinnovare  la  propria
  mandria  e  produrre  un latte che rispecchia  la  qualità  imposta
  dall'Unione europea;

   se  non intendano, anche con l'ausilio del Corfilac (consorzio  di
  ricerca  sulla filiera lattiero casearia), predisporre  uno  studio
  per  verificare  la qualità del latte che supera i  limiti  imposti
  dall'unione  europea, gli eventuali rischi sulla salute  pubblica».
  (1548)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            INCARDONA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  rigassificatore di Priolo (SR) deve essere realizzato  facendo
  le bonifiche e rispettando tutte le prescrizioni previste;

   in  attesa  del  parere dell'Avvocatura dello  Stato  ci  si  deve
  attenere a quanto stabilito nella conferenza di servizi di  qualche
  mese fa;

   considerato  che  le bonifiche ambientali, la messa  in  sicurezza
  degli  impianti, i limiti di emissioni per la qualità dell'acqua  e
  per  l'inquinamento  da polveri non sono scuse per  contrastare  la
  realizzazione  dell'opera,  ma specifiche  previsioni  del  decreto
  ministeriale  sull'impatto  ambientale e  della  normativa  europea
  vigente;

   ritenuto che lo sviluppo del territorio regionale non può avvenire
  senza  il  rispetto delle regole e le giuste esigenze di  sicurezza
  per i cittadini;

   molte  aziende  continuano  ad  inquinare  e  non  cominciano   le
  operazioni di bonifica;

   per  sapere se sia stata esercitata la vigilanza prevista da parte
  dell'Assessorato  competente  e  se  siano  stati  rispettati   gli
  obblighi  derivanti  dalla  sentenza n.  378/2010  della  Corte  di
  Giustizia delle Comunità europee». (1566)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  Sicilia spende 10 milioni di euro in consulenze esterne per le
  aziende sanitarie provinciali;

   in  Sicilia tra il 2008 e il 2010 c'è stato un aumento del  5%  di
  consulenti;

   considerato che le ragioni delle consulenze sono di varia  natura:
  per tutela in giudizio, per prestazioni mediche, consulenze legali,
  prestazioni di assistenza sociale, consulenza tecnica;

   ritenuto che:

   la  l.r.  n. 5 del 14 aprile 2009, all'art. 21, 1  comma,  prevede
  che:  'E' fatto divieto alle aziende del servizio sanitario ed agli
  enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o
  con  consulenze esterne l'espletamento di funzioni il cui esercizio
  rientra  nelle competenze di uffici o di unità operative  aziendali
  (...)';

   la  violazione  delle  disposizioni di  cui  alla  predetta  legge
  comporta  diretta responsabilità, anche patrimoniale, del direttore
  generale;

   per  sapere  se  siano  state  avviate iniziative  finalizzate  al
  rispetto  degli  obblighi  derivanti  dalla  l.r.  n.5/2009   sopra
  richiamati». (1567)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  Sicilia  è  una  delle regioni italiane a  più  forte  rischio
  idrogeologico;

   i  comuni siciliani a rischio frane (dati della protezione civile)
  sono 273 con 200 mila cittadini a rischio;

   considerato che:

   secondo un rapporto dell'Agenzia del territorio in Sicilia ci sono
  ben 141 mila fabbricati abusivi;

   il  bilancio di quanto accaduto a Giampilieri (ME) è stato  di  31
  morti, 122 feriti, 1600 evacuati, 3000 edifici danneggiati e  oltre
  550 milioni di euro di danni;

   ritenuto che:

   la  Sicilia  è  una  delle regioni nelle  quali  manca  una  seria
  legislazione sulla sicurezza;

   il  governo del territorio è suddiviso tra troppi enti (protezione
  civile, comuni, regione, genio civile, etc.);

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per definire  le
  competenze dei vari enti, rendere obbligatori i piani di protezione
  civile e realizzare una direzione unica di governo del territorio».
  (1568)
                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   il  70  per  cento  dei  comuni siciliani  è  a  rischio  frane  e
  alluvioni;

   il  piano  di  assetto idrogeologico risale  al  2006  e  i  piani
  regolatori generali dei comuni non sono aggiornati;

   considerato che:

   l'Agenzia   regionale  per  la  protezione  dell'ambiente   (Arpa)
  qualifica  il  pericolo geomorfologico-idraulico come 'rischio  più
  ricorrente e diffuso sul territorio regionale';

   è  difficile  operare  qualsiasi forma di prevenzione  senza  dati
  aggiornati;

   ritenuto che:

   soltanto  il  7 per cento dei comuni isolani ha svolto  un  lavoro
  positivo di mitigazione del rischio idrogeologico;

   l'assalto  al  territorio  sembra  continuo  in  assenza  di   una
  pianificazione  territoriale che tenga  conto  del  PAI  (piano  di
  assetto idrogeologico);

   per sapere:

   quali  iniziative  siano  state  assunte  per  far  rispettare  le
  indicazioni   del  PAI  che  sono  sovraordinate   agli   strumenti
  urbanistici;

   quali  siano le contraddizioni dell'attuale PAI e in che tempi  si
  preveda l'aggiornamento dello stesso». (1569)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   con  il  bando  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della  Regione
  siciliana  il  25 maggio 2001 l'Istituto regionale per  il  credito
  alla  cooperazione bandiva il concorso per titoli per la  copertura
  del posto di direttore generale;

   secondo  l'esplicita previsione contenuta all'articolo 2,  lettera
  c),  del  bando, al concorso potevano partecipare i  candidati  che
  alla  data  di  scadenza del termine previsto per la  presentazione
  delle domande (24 giugno 2001) erano in possesso di 'esperienza  di
  direzione  e  gestione per almeno un quinquennio,  di  istituti  ed
  aziende   di   credito,  enti  pubblici  economici  o  di   società
  finanziarie con capitale non inferiore a cinque miliardi';

   in  esito al procedimento concorsuale, con delibera n. 9628 del 29
  dicembre 2003, pubblicata nella GURS serie speciale concorsi del 27
  febbraio  2004 (che compie una previsione di collocazione  fino  al
  settimo  posto)  l'IRCAC  dichiarava vincitore,  con  punteggio  di
  53,47, il dottor Carmelo Bonvissuto, mentre al secondo posto  della
  graduatoria  veniva collocato l'avvocato Vincenzo  Minì,  dirigente
  del  servizio  legale del predetto istituto, con  il  punteggio  di
  49,06,  ed  al terzo posto il dottor Alfredo Ambrosetti,  direttore
  amministrativo delle Terme di Sciacca, con il punteggio di 39,19;

   il  dottor  Carmelo Bonvissuto non assumeva servizio  nel  termine
  indicato  del  28  ottobre 2005 e pertanto, secondo  le  previsioni
  dell'articolo 10 del bando di concorso, con delibera IRCAC n.  0130
  del 9 novembre 2005 'veniva considerato rinunciatario';

   a  questo  punto l'avvocato Vincenzo Minì, candidato collocato  al
  secondo  posto della graduatoria, veniva escluso dalla  nomina  con
  delibera IRCAC n. 199 dell'1 febbraio 2006, nel presupposto che non
  aveva  il  requisito di cui all'articolo 2 lettera c) del bando  di
  concorso,  cioè l'esperienza di direzione e gestione per almeno  un
  quinquennio di enti pubblici economici;

   con  delibera  n.  437  del  3  ottobre  2006,  il  consiglio   di
  amministrazione dell'Istituto nominava in prova l'avvocato  Alfredo
  Ambrosetti direttore generale in prova dell'IRCAC e lo invitava  ad
  assumere servizio il 3 novembre 2006;

   considerato che:

   per  conseguire  la  nomina,  l'avvocato  Alfredo  Ambrosetti   ha
  dichiarato  nella domanda di partecipazione al concorso  di  essere
  dirigente  dell'azienda  autonoma Terme di Sciacca,  ente  pubblico
  economico  della  Regione  siciliana ed ha  prodotto,  in  data  19
  settembre  2006,  certificazione n.  1738  del  19  settembre  2006
  rilasciata  dal  commissario ad acta delle Terme di Sciacca,  Maria
  Brisciana,  nominata allo scopo di rilasciare la certificazione  di
  cui  trattasi  con decreto del dirigente generale del  dipartimento
  regionale  turismo, sport e spettacolo n. 1268/s2T del 18 settembre
  2006,  attestante  che l'azienda autonoma delle Terme  di  Sciacca,
  istituita  con  D.P.R. Regione siciliana n. 12  del  20/12/1954,  è
  qualificato  quale ente pubblico economico della Regione  siciliana
  dal quinquennio antecedente la data dell'1 giugno 2001;

   non  risulta  che l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca  possa
  qualificarsi,  nel quinquennio precedente all'1 giugno  2001,  come
  ente pubblico economico, come risulterebbe da:

   a) circolare 16 dicembre 1999 n. 21 dell'ex Assessorato Bilancio e
  finanze della Regione siciliana, pubblicata in GURS, parte I, n.  8
  del  25 febbraio 2000, concernente modalità attuative dell'articolo
  66  della  legge  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  in  materia
  d'esecuzione forzata nei confronti dell'amministrazione regionale e
  degli  enti  pubblici non economici della Regione siciliana,  nella
  quale  si trova l'allegato sub lettera b) con l'elenco degli  'enti
  pubblici  non  economici della Regione Siciliana'. Tra  questi,  al
  rigo 21, è indicata l'azienda autonoma Terme di Sciacca;

   b) sentenza della Cassazione civile, sezione lavoro, del 27 maggio
  2000  n.  7018  (cfr.  doc. n. 23) resa nel  giudizio  tra  azienda
  autonoma delle Terme di Sciacca (ricorrente) ed Ambrosetti  Alfredo
  (intimato)  con  cui  la suprema Corte ha escluso  che  le  aziende
  termali,  ed  in  particolare  quella  di  Sciacca,  con  la  legge
  regionale 6 maggio 1976, n. 54, siano state equiparate agli enti di
  cui all'articolo 5 della legge regionale 11/01/1963 n. 2 istitutiva
  dell'Ente  minerario siciliano, e cioè agli enti pubblici economici
  della  Regione  siciliana, come peraltro  riconosciuto  da  diverse
  pronunzie  della Suprema Corte (cfr. ex pluribus; Cass.  20  maggio
  1992 n. 6028; Cass. 10 luglio 1991 n. 7626);

   quanto certificato dal commissario ad acta delle Terme di Sciacca,
  Maria  Brisciana,  con la certificazione del 19 settembre  2006,  e
  quanto dichiarato dall'avvocato Alfredo Ambrosetti nella domanda di
  partecipazione  al  concorso appare insanabile ed  in  inscindibile
  contrasto con gli atti sopra indicati;

   la  Procura della Repubblica di Sciacca, intervenuta in seguito ad
  un  esposto,  esperite  le opportune indagini (procedimento  penale
  1116/2007)  e  dopo avere provveduto, in data 29  aprile  2008,  al
  sequestro  della  documentazione  attinente  al  suddetto  concorso
  presso  l'IRCAC, chiedeva il giudizio di Brisciana Maria, dirigente
  dell'Assessorato  attività produttive della Regione  siciliana,  ed
  Ambrosetti  Alfredo, attuale direttore generale dell'IRCAC,  per  i
  reati  seguenti: delitto previsto e punito dagli articoli 117,  479
  c.p.  perché, in concorso tra loro, avrebbero attestato  falsamente
  nel   certificato   rilasciato   dalla   Bresciana   su   richiesta
  dell'Ambrosetti, che l'azienda autonoma delle Terme  di  Sciacca  è
  'qualificata quale ente pubblico economico della Regione  Siciliana
  nel quinquennio antecedente alla data dell'1 giugno 2001' e delitto
  punito dagli articoli 117, 323 c.p. perché mediante il rilascio del
  certificato  già descritto si sarebbe consentito all'Ambrosetti  di
  vincere il concorso per la nomina del direttore generale dell'IRCAC
  procurando  a  quest'ultimo un ingiusto vantaggio  patrimoniale  in
  danno degli altri candidati cointeressati;

   in  data  12 giugno 2010, il giudice per l'udienza preliminare  ha
  disposto  un'ordinanza  di  nullità  della  suddetta  richiesta  di
  giudizio  per  l'imputazione di abuso d'ufficio e  la  trasmissione
  degli   atti   alla  Procura  della  Repubblica  di   Sciacca   per
  l'imputazione di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale
  in certificati e autorizzazioni amministrative;

   l'intera  vicenda concorsuale è  stata contraddistinta da assoluta
  incertezza, mancanza di trasparenza e regolarità;

   per  sapere  se non ritengano opportuno, alla luce delle  anomalie
  emerse   nel  corso  degli  anni  e  dell'intervento  dell'autorità
  giudiziaria:
   a)  promuovere un procedimento ispettivo presso l'IRCAC al fine di
  verificare la legittimità della procedura concorsuale;
   b)  sospendere la nomina in oggetto, nelle more della  definizione
  del processo penale pendente». (1570)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data 14  dicembre  2010,  è  stata
  presentata  la  mozione numero 229 «Interventi  per  scongiurare  e
  combattere  la grave crisi del comparto agricolo regionale»,  dagli
  onorevoli  Fiorenza, Marrocco, Aricò, Currenti  e  Gentile.  Ne  do
  lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la Sicilia sta vivendo una grave crisi sociale ed economica, ed in
  particolare  l'agricoltura, che la vive ormai  da  qualche  anno  a
  causa  di  una mancata predisposizione di strategie che individuino
  linee guida per lo sviluppo del comparto agricolo;

   in  alcune province siciliane, e in particolare nelle province  di
  Catania  e  di  Ragusa, i produttori agricoli hanno manifestato  il
  loro   disagio   per   il  ripetersi  della   crisi   del   mercato
  agroalimentare;

   tale  crisi  non si limita a colpire le aziende agricole,  ma  sta
  investendo tutti i settori produttivi ad esse collegati nonché alla
  filiera agro-alimentare;

   la concorrenza sui mercati internazionali dei prodotti provenienti
  dall'Est  del  mondo  ha messo ancor di più in  evidenza  le  gravi
  carenze   strutturali  ed  infrastrutturali  presenti  in  Sicilia,
  determinando  una  rilevante  caduta  del  reddito  delle   imprese
  agricole;

   la politica 'coloniale', attuata dalle grandi banche del Nord, sta
  esercitando un regime di monopolio assolutamente non corrispondente
  alle esigenze del comparto agricolo;

   è indispensabile rivedere sostanzialmente le politiche comunitarie
  in  materia di agricoltura e considerare l'insularità della Regione
  non  come  un  elemento  di  svantaggio,  bensì  come  elemento  di
  straordinario  vantaggio, in quanto luogo  centrale,  deputato  per
  natura alla commercializzazione dei prodotti nell'intero bacino del
  Mediterraneo,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi presso il Governo nazionale ed in particolare presso
  il  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per
  il riconoscimento dello stato di crisi del comparto agroalimentare;

   a  sostenere  le aziende agricole con strumenti atti a  ridurre  i
  costi  di  produzione, accorciando la filiera produttiva; riducendo
  l'IVA  sui  mezzi di trasporto e cercando di eliminare o quantomeno
  di ridurre le accise sui carburanti agricoli». (229)

                            FIORENZA-MARROCCO-ARICO'-CURRENTI-GENTILE

   Avverto  che  la  stessa sarà posta all'ordine  del  giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 434

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che,   a  seguito  di
  coordinamento finale del testo, il titolo dell'ordine del giorno n.
  434  dell'onorevole  Cracolici  ed altri,  approvato  nella  seduta
  d'Assemblea  n.  212 del 14 dicembre 2010, è il  seguente:   Pronta
  predisposizione  delle  piante organiche  delle  aziende  sanitarie
  provinciali'.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di adesione ad Associazione parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 9 dicembre 2010,  pervenuta
  alla  Presidenza  in pari data e al Servizio Lavori  d'Aula  il  20
  dicembre successivo, l'onorevole Ardizzone ha comunicato l'adesione
  dell'onorevole   Adamo   all'Associazione  parlamentare    Amicizia
  Sicilia-Tunisia' con decorrenza 9 dicembre 2010.
   Copia  della citata nota è stata altresì trasmessa al Servizio  di
  Ragioneria.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Nicola  Leanza  per  motivi  familiari, Calanducci  per  motivi  di
  salute, Beninati per lutto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  226 «Istituzione di  un tavolo tecnico e di concertazione,
  a livello regionale, sulla 'questione giovanile' in Sicilia», degli
  onorevoli Fiorenza, Marrocco, Currenti, Gentile e Aricò, presentata
  il 7 dicembre 2010;

   numero   227  «Iniziative  a  livello  centrale  per  ovviare   ai
  disservizi  del  sistema  ferroviario siciliano»,  degli  onorevoli
  Barbagallo, Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10  dicembre
  2010;

   numero  228  «Rivisitazione dei confini della  riserva  'Oasi  del
  Simeto'  e  del relativo regolamento», degli onorevoli  Barbagallo,
  Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre 2010.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ritengo   di
  fondamentale  importanza, per programmare i lavori d'Aula,  che  si
  dia   conto  all'Aula  delle  risultanze  maturate  in  seno   alla
  Conferenza  dei  capigruppo appena svoltasi, anche  alla  luce  del
  fatto   che  si  parla  di  presentazione  del  disegno  di   legge
  dell'esercizio provvisorio, che quindi sconvolgerebbe l'ordine  del
  giorno attuale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dina,  la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si sta concludendo proprio in questi minuti. Ne
  daremo notizia appena sarà conclusa.
   Considerato, inoltre, che vi é da trattare un buon numero di  atti
  ispettivi,  per  i  quali  più  volte è  stata  richiesta  maggiore
  puntualità, procediamo intanto con i lavori.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  atteso  che  la
  maggior parte delle interrogazioni presentate alla rubrica  Salute'
  sono a firma dell'onorevole Vinciullo, oggi in congedo, mio tramite
  l'onorevole  Vinciullo  chiede se le stesse interrogazioni  possano
  essere  trattate  in  altra  seduta, magari  concordandola  con  il
  Governo.
   Oggi  c'è  un  importante impegno religioso a  Siracusa,  per  cui
  sarebbe anche opportuno, vista la mole di interrogazioni presentate
  dall'onorevole  Vinciullo,  che vi sia  la  presenza  dello  stesso
  collega  per  poterle  trattare in un  regolare  confronto  con  il
  Governo.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'onorevole Vinciullo avrà tutte le
  risposte  scritte alle interrogazioni. Non di meno, se  il  Governo
  ritiene   di   trattare  in  altra  seduta  alcune   interrogazioni
  dell'onorevole Vinciullo, lo verificheremo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                                Salute'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica  Salute'.
   Le  interrogazioni  numero 881  Iniziative  per  il  completamento
  della  pista  dell'eliporto  dell'ospedale  Moscatello  di  Augusta
  (SR) ,   numero  884   Iniziative  per  accelerare  i   tempi   per
  l'effettuazione di esami specialistici in provincia  di  Siracusa ,
  numero  894   Interventi per consentire il  pagamento  delle  somme
  dovute   agli  allevatori  siciliani  per  gli  animali   abbattuti
  nell'anno  1997   e  numero  895   Interventi  per  consentire   il
  pagamento  delle  somme dovute agli allevatori  siciliani  per  gli
  animali  abbattuti nell'anno 1997 , tutte dell'onorevole Vinciullo,
  per  l'assenza del firmatario si intendono presentate con richiesta
  di risposta scritta.

   Si  passa  all'interpellanza numero 78  «Notizie  in  merito  alla
  mancata  nomina  degli organi di controllo delle Aziende  sanitarie
  siciliane»,  degli  onorevoli  Maira,  Ragusa,  Ardizzone,  Gianni,
  Cordaro,  Lo  Giudice,  Cascio Salvatore,  Dina  e  Fagone.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  sanità  e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   a  più  di due mesi dalla nascita, le 17 nuove Aziende del sistema
  sanitario regionale operano senza alcun controllo amministrativo  e
  gestionale,  mancando a tutt'oggi i collegi sindacali,  ovvero  gli
  organi    aziendali   deputati    al    controllo    dell'andamento
  amministrativo e contabile delle aziende sanitarie stesse;

   l'art.  3, comma 4, del decreto legislativo n. 502 del 1992 recita
  testualmente  che  'Sono  organi  dell'unità  sanitaria  locale  il
  direttore  generale  ed  il  collegio dei  revisori.  Il  direttore
  generale  è coadiuvato dal direttore amministrativo, dal  direttore
  sanitario e dal consiglio dei sanitari nonché dal coordinatore  dei
  servizi  sociali, nel caso previsto dal comma 3 in conformità  alla
  normativa regionale e con oneri a carico degli enti locali  di  cui
  allo stesso comma';

   il  meccanismo  di nomina è più complesso di quello dei  direttori
  generali;  infatti, la costituzione dei collegi  sindacali  avviene
  dopo  la  designazione  dei singoli componenti  rispettivamente  da
  parte  del  Ministero  dell'economia, del Ministero  della  salute,
  dell'Assessorato  regionale  Bilancio e  finanze,  dell'Assessorato
  regionale Sanità e della conferenza dei sindaci e, successivamente,
  il   direttore  generale  nomina,  con  propria  deliberazione,   i
  componenti del collegio sindacale indicati dagli enti designanti;

   alla designazione dei loro rappresentanti hanno già provveduto  il
  Ministero dell'economia e delle finanze, le conferenze dei  sindaci
  ed il Ministero della salute;

   i  compiti  assegnati ai collegi sindacali sono importantissimi  e
  riguardano  il controllo di regolarità amministrativa e  contabile,
  che  comprende  la  verifica  del  bilancio  di  previsione  ed  il
  rendiconto  generale;  la  regolarità  della  contabilità  e  della
  relativa  documentazione  di  supporto;  la  verifica  di  cassa  e
  dell'esistenza dei titoli ed altri valori di proprietà  o  detenuti
  dell'ente a titolo di pegno, cauzione o custodia; la verifica della
  corretta  esecuzione  degli adempimenti  previsti  dalla  legge  in
  materia  tributaria e previdenziale; la verifica  della  conformità
  della  legge  ai regolamenti ed alle disposizioni statutarie  degli
  atti  e  delle  deliberazioni del direttore generale;  la  verifica
  della  conformità  ai 'principi di corretta amministrazione,  della
  gestione  economica  e  finanziaria dell'azienda'.  I  compiti  del
  collegio  sono disciplinati dall'art. 3 ter del d.lgs. n. 502/92  e
  successive modificazioni ed integrazioni, che così recita:

   '1. Il collegio sindacale:

   verifica   l'amministrazione   dell'azienda   sotto   il   profilo
  economico;

   vigila sull'osservanza della legge;

   accerta  la regolare tenuta della contabilità e la conformità  del
  bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili,  ed
  effettua periodicamente verifiche di cassa;

   riferisce  almeno trimestralmente alla Regione, anche su richiesta
  di  quest'ultima, sui risultati del riscontro eseguito, denunciando
  immediatamente  i  fatti  se  vi  è  fondato  sospetto   di   gravi
  irregolarità;  trasmette periodicamente,  e  comunque  con  cadenza
  almeno    semestrale,   una   propria   relazione    sull'andamento
  dell'attività   dell'unità   sanitaria   locale   o    dell'azienda
  ospedaliera  rispettivamente  alla  Conferenza  dei  sindaci  o  al
  sindaco  del  comune  capoluogo  della  provincia  dove  è  situata
  l'azienda stessa.

   2.  I  componenti del collegio sindacale possono procedere ad atti
  di ispezione e controllo, anche individualmente.

   3.  Il collegio sindacale dura in carica tre anni ed è composto da
  cinque  membri, di cui due designati dalla Regione,  uno  designato
  dal  Ministro  del  tesoro,  del bilancio  e  della  programmazione
  economica, uno dal Ministro della sanità e uno dalla Conferenza dei
  sindaci;  per  le  aziende  ospedaliere quest'ultimo  componente  è
  designato dall'organismo di rappresentanza dei comuni. I componenti
  del  collegio  sindacale sono scelti tra gli iscritti nel  registro
  dei  revisori contabili istituito presso il Ministero di  grazia  e
  giustizia,  ovvero tra i funzionari del Ministero del  tesoro,  del
  bilancio  e  della programmazione economica che abbiano  esercitato
  per  almeno  tre  anni  le  funzioni di revisori  dei  conti  o  di
  componenti dei collegi sindacali';

   la  legge di riforma sanitaria regionale, approvata il 25 marzo di
  quest'anno, all'art. 9 ribadisce il contenuto del d.lgs n. 502/92:

   '1. Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere sono
  dotate    di    personalità   giuridica   pubblica   e    autonomia
  imprenditoriale.

   2. Sono organi delle Aziende del Servizio sanitario regionale:

   a) il direttore generale che nomina un direttore amministrativo ed
  un  direttore  sanitario a norma dei commi 1 quater e  1  quinquies
  dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 b)
  il collegio sindacale (...)';

   l'art.  33  della suddetta legge di riforma sanitaria  prevede  la
  cessazione  delle  aziende e, con essa, anche quella  degli  organi
  alla data del 31 agosto e la nascita all'1 di settembre delle nuove
  aziende e, con essa, la nomina dei direttori generali:

   '1. I direttori generali, i direttori sanitari e amministrativi  e
  i  collegi  sindacali  delle  Aziende  Unità  Sanitarie  Locali  ed
  Ospedaliere esistenti alla data di entrata in vigore della presente
  legge  decadono dal momento in cui le costituite Aziende  sanitarie
  provinciali ed Aziende ospedaliere di cui all'articolo 8  diventano
  operative.

   2.  Le  Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere  di
  nuova  istituzione diventano operative alla data  dell'1  settembre
  2009 previa emanazione del decreto di nomina dei relativi direttori
  generali  da  adottarsi da parte del Presidente  della  Regione,  a
  seguito   di   delibera   della  Giunta  regionale,   su   proposta
  dell'Assessore regionale per la sanità. Con il medesimo decreto  si
  provvederà altresì alla nomina dei direttori generali delle Aziende
  ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione e delle
  Aziende   ospedaliere  universitarie.  Alla  stessa   data   dell'1
  settembre  2009  le  Aziende Unità Sanitarie Locali  e  le  Aziende
  ospedaliere esistenti alla data di entrata in vigore della presente
  legge, così come indicate nell'articolo 8, sono soppresse e cessano
  dalle  loro  funzioni.  Alla medesima data  cessano  altresì  dalle
  rispettive funzioni i direttori generali delle Aziende del Servizio
  sanitario regionale in carica alla data di entrata in vigore  della
  presente legge';

   alla  data  odierna,  dopo che sono trascorsi  più  di  75  giorni
  dall'entrata  in  vigore della riforma, non  risulta  essere  stato
  costituito,  in  alcuna delle nuove 17 Aziende nate  dalla  riforma
  stessa, l'organo di controllo;

   considerato  che  il Ministero dell'economia e delle  finanze,  le
  conferenze  dei  sindaci  ed il Ministero della  salute  hanno  già
  provveduto alla designazione dei loro rispettivi rappresentanti;

   visto che i direttori generali delle aziende sanitarie sono già in
  possesso  delle  designazioni della maggioranza dei  componenti  il
  collegio  e  che pertanto potrebbero immediatamente  deliberare  la
  costituzione dell'organo aziendale anche in assenza dei  componenti
  designati dalla Regione siciliana;

   per conoscere:

   il  motivo  per  il  quale la Regione non  abbia  provveduto  alla
  designazione dei propri rappresentanti;

   le  determinazioni  dell'Assessore  regionale  per  la  sanità   e
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze in merito;

   se sussistano ragioni di nullità degli atti compiuti dai direttori
  generali in assenza dei controlli obbligatori per legge ed affidati
  ai collegi sindacali». (78)

   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per la salute, dottore  Russo,
  per rispondere alla interpellanza.

   RUSSO   Massimo,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,
  onorevoli  deputati, in ordine all'interpellanza numero 78  con  la
  quale  l'onorevole  Maira chiede notizie  in  merito  alla  mancata
  nomina degli organi di controllo delle Aziende sanitarie siciliane,
  si rappresenta che questo Assessorato, con nota prot. n. 665 del 27
  gennaio  2010,  ha  provveduto, previa  valutazione  dei  requisiti
  posseduti,  a trasmettere alla Segreteria Generale della Presidenza
  della  Regione l'elenco dei soggetti designati quali rappresentanti
  della  Regione  in  seno  ai collegi sindacali  delle  Aziende  del
  Servizio sanitario regionale.
   L'Assessorato   dell'economia   ha   provveduto   anch'esso   alla
  comunicazione delle designazioni di propria competenza con note dal
  prot. n. 4084 al prot. n. 4096 del 28 dicembre 2009.
   Si  rappresenta,  altresì,  che a seguito  del  parere  favorevole
  espresso  dalla I Commissione legislativa dell'Assemblea  regionale
  siciliana nella seduta n. 91 del 3 marzo 2010 sulle designazioni da
  me  proposte,  si  è provveduto a comunicare ai direttori  generali
  delle   predette  Aziende  sanitarie  i  nominativi  dei   soggetti
  designati; si è tuttora in attesa della comunicazione da  parte  di
  taluni  Direttori generali in ordine all'insediamento degli  organi
  collegiali,  mentre risultano pervenuti i verbali  di  insediamento
  dei  collegi  sindacali dell'Azienda ospedaliera  Ospedali  riuniti
  Papardo - Piemonte' di Messina, dell'ARNAS  Civico - Di Cristina  -
  Benfratelli' di Palermo, dell'Azienda ospedaliera  Ospedali riuniti
  Villa  Sofia  -  Cervello'  di Palermo,  dell'Azienda  ospedaliero-
  universitaria   Policlinico  -  Vittorio  Emanuele'   di   Catania,
  dell'Azienda   sanitaria  provinciale  di  Palermo  e  dell'Azienda
  sanitaria provinciale di Messina.
   Per  completezza si rassegna, altresì, che non si rinvengono norme
  né  nell'ordinamento  statale  né nell'ordinamento  regionale,  che
  comminano  espressamente  la  sanzione  della  nullità  degli  atti
  adottati dai direttori generali delle aziende sanitarie in  assenza
  della costituzione e dell'insediamento dei collegi sindacali.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Ragusa   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   RAGUSA.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    questa
  interrogazione è stata da me presentata ancor prima che avvenissero
  alcuni accadimenti di portata regionale e anche nazionale.
   A   questo   punto,   ritengo   che  la   risposta   fornita   qui
  dall'Assessore,  per quanto mi riguarda, è ampia e soddisfacente  e
  quindi mi ritengo soddisfatto.

   DINA.  Chiedo  di  parlare  in veste di secondo  firmatario  della
  interrogazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dina,  a  norma  di  Regolamento  lei  non
  potrebbe intervenire, tuttavia le concedo un minuto per fare la sua
  dichiarazione.

   DINA.   Signor   Presidente,  la  ringrazio  per   questa   deroga
  regolamentare  che testimonia la sua sensibilità  rispetto  ad  una
  problematica che è stata dibattuta e la cui risposta da  parte  del
  Governo è stata data dopo circa un anno dalla presentazione, adesso
  il  Governo  ha dichiarato di avere provveduto  alla  nomina  degli
  organi di controllo.
   Se   vogliamo  una  sanità  trasparente,  una  sanità  che   possa
  percorrere  la  linea della legalità,  ritengo che  gli  organi  di
  controllo siano indispensabili, laddove soprattutto ci troviamo  di
  fronte  ad  organi  gestionali considerati come  mera  promanazione
  dell'assessorato  e non più organi gestionali autonomi,  che  hanno
  subìto  indicazioni, pressioni sulle scelte che poi si  andavano  a
  operare.
   A  questo  proposito, desidero sottolineare quello che è  successo
  all'ASP  di Palermo, dove si è proceduto alla nomina dei  direttori
  di   distretto,  alla  nomina  dei  direttori  di  unità  operative
  complesse  senza procedure di evidenza pubblica, mentre c'erano  in
  campo  operatori che avevano superato un concorso.  Questa  ritengo
  sia una chiara violazione della legge, aggravata dal lungo lasso di
  tempo trascorso nella nomina degli organi di controllo.
   Se questa è la rivoluzione, ahimè, siamo cascati male.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dina, in via  del  tutto  eccezionale  gli
  Uffici annoteranno questa sua sottolineatura.
   Si   passa  allo  svolgimento  della  interrogazione  numero   910
   Stabilizzazione urgente del personale medico sanitario e tecnico ,
  a firma dell'onorevole Marrocco. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   lo  Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
  b),   attribuisce   alla  stessa  Regione  competenza   legislativa
  concorrente nella materia della sanità pubblica;

   l'ex  AUSL  n. 9 di Trapani ha indetto un bando di stabilizzazione
  del  personale non dirigenziale in virtù della legge n. 296 del  27
  dicembre  2006,  dopo  aver  stilato un protocollo  di  intesa  tra
  l'Assessorato  regionale  Sanità e le organizzazioni  sindacali  di
  categoria;

   tenuto conto che:

   tale  bando  prevedeva  un  numero di 41 posti  per  collaboratore
  professionale sanitario-infermiere di categoria D;

   potevano partecipare coloro che avessero dei requisiti preordinati
  alla presentazione delle domande;

   considerato che:

   degli  infermieri che hanno partecipato a questo bando  pubblicato
  nella  GURS  del  27  febbraio 2007 e  in  possesso  dei  requisiti
  previsti  sono stati inseriti in una graduatoria - stilata  tenendo
  conto di una serie di caratteristiche ed all'uopo pubblicata  -  ne
  sono risultati idonei, a seguito della procedura concorsuale, 122;

   inoltre,   nelle  more  della  definizione  delle   procedure   di
  stabilizzazione, l'azienda ha continuato ad avvalersi del personale
  in  servizio  nelle posizioni lavorative oggetto della procedura  e
  nel  rigoroso  rispetto delle disposizioni vigenti  in  materia  di
  contratto  a  tempo  determinato con la  sigla  di  contratti  c.d.
  'ponte'  al  di  fuori  del previgente contesto  normativo  di  cui
  all'art.  36  del d.lgs. n. 165 del 2001 nonché al di  fuori  delle
  previsioni del d.lgs. n. 368 del 2001;

   l'allora AUSL n. 9, dopo aver accertato che la pianta organica era
  vacante  di  155 unità, ha attinto personale da una graduatoria  di
  vincitori  di  concorso del 2003 e dalla graduatoria  di  mobilità,
  restando esclusi dalla graduatoria  di stabilizzazione dal  computo
  in esame 62 infermieri, oggetto della presente interrogazione;

   per  sapere  se  sia previsto un piano di stabilizzazione  dei  62
  infermieri   ex  precari  dell'AUSL  n.  9,  inseriti   in   questa
  graduatoria  di stabilizzazione, che è valida fino al  31  dicembre
  2012,  tenuto  conto che l'articolo 17 del decreto-legge  1  luglio
  2009,  convertito in legge 3 agosto 2009, n. 103,  impone,  per  il
  biennio  2010 - 2012, che le ASP possono destinare solo il  40  per
  cento   delle   risorse  finanziarie  disponibili  per   le   nuove
  assunzioni». (910)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere
  alla interrogazione.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute.  Signor  Presidente,  le
  aziende   sanitarie,   al   fine  di  richiedere   l'autorizzazione
  assessoriale  per  avviare  le  procedure  di  stabilizzazione  del
  personale precario con qualifica non dirigenziale, nel rispetto del
  protocollo d'intesa sottoscritto tra l'Assessore regionale  per  la
  sanità  e  le  organizzazioni sindacali in data  11  gennaio  2008,
  dovevano individuare nell'ambito della programmazione triennale del
  fabbisogno,  i posti da destinare alle procedure di stabilizzazione
  nel rispetto della riserva del 50 per cento dei posti vacanti nella
  dotazione  organica  da  destinare alle procedure  concorsuali,  in
  ossequio   al  principio  costituzionale  dell'accesso   attraverso
  pubblico concorso, giusta circolare del Dipartimento della Funzione
  pubblica n. 5 /2008.
   Le procedure di stabilizzazione potevano essere avviate purché nel
  rispetto dei vincoli di spesa posti dalle vigenti leggi finanziarie
  in materia di personale.
   Con  i decreti assessoriali n. 21 del 13 gennaio 2009, n. 1400 del
  16  luglio  2009 e n. 3439 del 4 dicembre 2009, l'Azienda sanitaria
  provinciale di Trapani è stata autorizzata ad avviare le  procedure
  di  stabilizzazione  per  la selezione del personale  precario  non
  dirigenziale,   per  la  copertura  di  posti  per   vari   profili
  professionali,   tra  cui  un  totale  di  settantadue   posti   di
  collaboratore professionale sanitario-infermiere.
   Considerato  che settantadue posti di infermiere erano  stati  già
  avviati  a selezione concorsuale, i posti come sopra autorizzati  e
  destinati  alle procedure di stabilizzazione rispettano la  riserva
  del  50  per  cento  dei  posti vacanti da  destinare  all'adeguato
  accesso dall'esterno, giusta citata circolare n. 5 del Dipartimento
  della Funzione pubblica.
   Infine, relativamente a quanto richiesto nell'interrogazione sulla
  possibilità  di stabilizzare sessantadue ex precari inseriti  nella
  graduatoria  di  stabilizzazione, considerato che le autorizzazioni
  per  l'avvio  delle  procedure di stabilizzazione  potevano  essere
  concesse   fino   alla  data  del  31  dicembre   2009   (direttiva
  assessoriale   prot. n. 3127 del 27 novembre 2009), si  rappresenta
  che,  in  materia di assunzione l'articolo 17 della legge  102  del
  2009  prevede,  per  il  triennio  2010-2012,  nel  rispetto  della
  programmazione  triennale  nonché dei vincoli  finanziari  previsti
  dalla  normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento
  della  spesa  di personale, la possibilità di bandire concorsi  per
  assunzioni  a  tempo  indeterminato con una riserva  di  posti  non
  superiore  al  40  per cento dei posti messi  a  concorso,  per  il
  personale  non  dirigenziale  in  possesso  dei  requisiti  per  la
  stabilizzazione  (vedasi leggi finanziarie  per  gli  anni  2006  e
  2007).

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marrocco   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MARROCCO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni numero 937  Interventi  urgenti  a
  favore  dell'unità operativa di pediatria del presidio  ospedaliero
  Vittorio  Emanuele di Catania , dell'onorevole Vinciullo, e  numero
  942   Notizie  sui  criteri  adottati  nella  rielaborazione  delle
  postazioni dei presìdi territoriali di emergenza nella provincia di
  Messina ,  dell'onorevole  Picciolo,  per  assenza  dei  rispettivi
  firmatari  si  intendono  presentate  con  richiesta  di   risposta
  scritta.
   Le   interrogazioni  numero  934   Attivazione  del   reparto   di
  radioterapia  presso  l'ospedale  S.  Antonio  Abate  di  Trapani ,
  dell'onorevole  Marrocco,  e  numero  936   Realizzazione  di   una
  struttura  di  radioterapia presso l'ospedale S. Antonio  Abate  di
  Trapani ,  dell'onorevole  Oddo,  per  accordo  tra  le  parti   si
  intendono  trasformate in interrogazioni con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 943  Avvio delle procedure per
  il  reclutamento a tempo indeterminato di personale delle strutture
  sanitarie pubbliche , a firma dell'onorevole Panarello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che nelle strutture sanitarie pubbliche, territoriali  ed
  ospedaliere  da  molti  anni  non si  effettuano  concorsi  per  il
  reclutamento di personale a tempo indeterminato;

   considerato che:

   i  vuoti  di organico determinatisi sono stati coperti utilizzando
  lavoratori assunti a tempo determinato;

   si  è  andata  formando  una  vasta area  di  precariato  (diverse
  migliaia in tutta la Regione);

   questa  condizione  di  precarietà penalizza  i  lavoratori  e  si
  riflette negativamente sulla funzionalità dei servizi sanitari;

   le  procedure  di  stabilizzazione che si  stanno  completando  in
  queste settimane, riservate esclusivamente al personale paramedico,
  servono a coprire solo il 50 per cento delle carenze di organico;

   dalla  stabilizzazione  è stato escluso il personale  dirigenziale
  (medici,  farmacisti,psicologi,    biologi, amministrativi,  etc.),
  accentuando  tra  queste  categorie,  che  svolgono  una   funzione
  essenziale  nel  servizio  sanitario, i  vuoti  di  organico  e  la
  quantità di lavoro precario;

   questa  situazione ha indotto l'Assemblea regionale  siciliana  ad
  approvare, nel marzo 2009, l'ordine del giorno n. 98, che impegnava
  il Governo a mettere in atto i provvedimenti necessari per superare
  la condizione di precarietà di queste figure professionali;

   pur  in presenza del piano di 'rientro', non è accettabile che  si
  continuino a frustare aspettative legittime ad un lavoro stabile ed
  impedire  una maggiore efficienza nell'erogazione delle prestazioni
  sanitarie ai cittadini;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessario sollecitare  le  aziende  sanitarie
  territoriali ed ospedaliere perché, definite rapidamente le  piante
  organiche,   vengano   urgentemente   banditi   concorsi   per   il
  reclutamento  a  tempo indeterminato del personale  necessario  per
  coprire  le  carenze di personale ed assicurare i servizi  sanitari
  previsti dalle leggi vigenti;

   se  non  considerino  utile  prevedere misure  (superamento  degli
  eventuali  test preselettivi e punteggio specifico per il  servizio
  prestato  nelle strutture sanitarie pubbliche regionali) che  diano
  un  adeguato  riconoscimento a quanti, da anni e  sebbene  precari,
  prestano  la  loro attività nella sanità pubblica con  dedizione  e
  professionalità». (943)

   PANARELLO. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  che
  l'assessore  - al di là dei contenuti della mia interrogazione  che
  in  parte  sono  superati  dall'annuncio che  ha  fatto  lo  stesso
  assessore  in quanto sarebbero stati banditi i concorsi pubblici  -
  mi   rispondesse  sulla  cadenza  dei  prossimi  concorsi   e   se,
  all'interno  dei  bandi che si stanno predisponendo,  il  personale
  sanitario precario che ha prestato servizio negli anni passati sarà
  in  qualche  maniera  sostenuto in termini  di  riconoscimento  del
  lavoro  prestato al fine di poter essere reclutato, fermo  restando
  che si tratterebbe comunque di concorsi pubblici, ovviamente, e non
  di procedure secche di stabilizzazione.
   Penso  che  l'assessore Russo, visto che in altre  circostanze  ha
  sostenuto l'opportunità di dare una risposta a queste persone  che,
  da  anni, lavorano nelle strutture sanitarie e che hanno dimostrato
  di  avere  una  professionalità adeguata,  debba  sostenere  questi
  lavoratori  nella  loro legittima aspirazione ad essere  assunti  a
  tempo indeterminato.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere
  alla interrogazione.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute.  Signor  Presidente,  le
  confermo  che  a  seguito della riorganizzazione  del  sistema  nel
  settore  della sanità, si avvierà a breve una serie  di  bandi  per
  l'assunzione di personale sia nel comparto dirigenziale-medico  che
  nel  comparto ausiliari ed infermieri. Entro la fine di questo mese
  verrà bandito un concorso per l'assunzione di infermieri.
   Abbiamo  già  fatto  un incontro e concordato con  i  sindacati  i
  criteri in base ai quali si privilegerà l'assunzione attraverso  la
  mobilità intra-regionale e attraverso pubblici concorsi, rimettendo
  poi   alle aziende la definizione delle percentuali. Le aziende  si
  sono  riunite a livello di bacino e hanno deciso di assumere al  50
  per  cento  con la mobilità e al 50 per cento attraverso  bandi  di
  concorso.  Per  il  personale dirigenziale, invece,  60  per  cento
  concorso e 40 per cento mobilità.
   Quanto  alla questione del precariato che non è stato stabilizzato
  perché all'epoca non vi erano i presupposti, le confermo, onorevole
  Panarello,  che  già la legge prevede dei titoli preferenziali,  ma
  sempre  partecipando ad un pubblico concorso. Titoli  preferenziali
  che ovviamente coloro che sono rimasti esclusi potranno fare valere
  nella selezione pubblica concorsuale per la copertura dei posti del
  comparto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa alla interrogazione numero 952   Esclusione
  dell'ISMETT dal processo di accorpamento funzionale istitutivo  del
  cosiddetto 'Istituto del cuore' , dell'onorevole Apprendi che,  per
  assenza  del  firmatario, si intende presentata  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Le interrogazioni numero 954  Interventi a livello centrale atti a
  semplificare le procedure di riconoscimento delle invalidità civili
  e  degli handicap , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese, e  numero
  967  Chiarimenti in merito al nuovo soggetto ed alla nuova gestione
  del  servizio  di emergenza 118 , degli onorevoli Forzese,  Gianni,
  Maira,  Cordaro,  Savona, Ragusa, Lo Giudice, Leontini,  Ardizzone,
  Falcone,  Limoli,  Vinciullo, Caputo e  D'Asero,  per  assenza  dei
  rispettivi  firmatari,  si intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Le   interrogazioni   numero  986   Realizzazione   di   strutture
  ospedaliere  per  assicurare  il  trattamento  radioterapico  nella
  provincia   di   Siracusa   e  numero  1044   Interventi   per   il
  potenziamento  e  il  finanziamento  del  C.A.D.  (Centro   ascolto
  Duchenne)   Sicilia  parent  project  onlus  'Distrofia   Muscolare
  Duchenne & Becker' , entrambe dell'onorevole Vinciullo, per assenza
  del  firmatario si intendono presentate con richiesta  di  risposta
  scritta.
   L'interrogazione  numero 1049  Interventi per l'istituzione  degli
  uffici  stampa  e  pubbliche relazioni presso le aziende  sanitarie
  regionali  e conseguente reintegrazione nel posto di lavoro  di  un
  cittadino , dell'onorevole Panepinto, per assenza del firmatario si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Le   interrogazioni  numero  1054   Chiarimenti  in  ordine   alle
  procedure  di  controllo sulle derrate alimentari  in  ingresso  in
  Sicilia , dell'onorevole Caputo, numero 1064  Chiarimenti in merito
  alla  realizzazione  della rete dei medici di  medicina  generale ,
  dell'onorevole Maira, numero 1068  Notizie in merito  alla  mancata
  applicazione del decreto dell'Assessorato Sanità del 17 giugno 2002
  in  materia  di personale dei centri di riabilitazione  accreditati
  dal   Servizio  sanitario  regionale ,  degli  onorevoli  Pogliese,
  Falcone  e  Vinciullo,  e  numero  1088   Misure  per  favorire  un
  effettivo   sviluppo   dell'assistenza   sanitaria   psichiatrica ,
  dell'onorevole  Raia,  per  assenza  dei  rispettivi  firmatari  si
  intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  alla  interrogazione numero 1093  Salvaguardia  dei  12
  posti   letto   della  divisione  di  diabetologia   del   presidio
  ospedaliero  'Paolo  Borsellino' di Marsala  (TP) ,  dell'onorevole
  Oddo  che,  per  accordo  tra le parti, si intende  trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Le interrogazioni numero 1099  Rideterminazione del tetto di spesa
  previsto,  per l'anno 2010, per i medici convenzionati esterni  che
  non  hanno  sforato il budget loro assegnato negli  anni 2006-2007-
  2008 ,  dell'onorevole Vinciullo, numero 1111  Misure per garantire
  un'equa  rappresentanza  delle aziende sanitarie  nel  procedimento
  regionale   di  centralizzazione  degli  acquisti ,  dell'onorevole
  Picciolo  e  numero 1112  Chiarimenti in ordine al conferimento  di
  incarichi  di  responsabile  di  unità  organizzativa  dell'ASP  di
  Trapani ,  dell'onorevole  Marrocco,  per  assenza  dei  rispettivi
  firmatari  si  intendono  presentate  con  richiesta  di   risposta
  scritta.
   Le  interrogazioni numero 1126  Applicazione immediata delle linee
  guida  di  organizzazione della rete assistenziale per  le  persone
  affette  da disturbi autistici , numero 1128   Interventi a  favore
  dei  soggetti affetti da talassemia , numero 1129  Annullamento del
  concorso per tre nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa e
  iniziative  conseguenti ,  numero 1132   Interventi  a  difesa  del
  servizio  di  immunoematologia e medicina  trasfusionale  di  Avola
  (SR) ,  numero  1142   Modifiche al piano di riordino  del  sistema
  trasfusionale regionale del servizio di immunoematologia e medicina
  trasfusionale  (SIMT) dell'ospedale 'Umberto I' di Siracusa  e  del
  'SIMT'  del  presidio ospedaliero 'Di Maria' di Avola (SR) ,  tutte
  dell'onorevole Vinciullo, per assenza del firmatario  si  intendono
  presentate con richiesta di risposta scritta.
   Le interrogazioni numero 1169  Trasferimento del centro S. Antonio
  soc.  coop.  dal comune di Maletto a quello di Bronte (CT) ,  degli
  onorevoli  Di Guardo e De Benedictis,  numero 1170  Chiarimenti  in
  ordine al ritardato pagamento delle quote di competenza dell'ASP  5
  per  tutte  le  prestazioni  effettuate in  regime  convenzionale ,
  dell'onorevole Picciolo, e numero 1176  Chiarimenti in ordine  alla
  probabile nomina ad assessore comunale di un dirigente regionale in
  vista  delle elezioni amministrative del 30-31 maggio 2010 ,  degli
  onorevoli Mancuso e Limoli, per assenza dei rispettivi firmatari si
  intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza  dei  firmatari  decade  l'interpellanza  numero   88
   Chiarimenti  in ordine alle ragioni che ostano alla sottoscrizione
  della convenzione della struttura sanitaria di Catenanuova (EN) con
  il  servizio  sanitario  regionale ,  degli  onorevoli  Galvagno  e
  Ammatuna.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1222  Chiarimenti  in  ordine
  alle modalità di distribuzione dei farmaci nelle ASP siciliane ,  a
  firma dell'onorevole Marziano. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   presso le farmacie delle ASP vengono distribuiti i farmaci per  le
  malattie oncologiche e per altre malattie di particolare rilevanza;

   tali  farmaci  venivano distribuiti, previa relativa  prescrizione
  del  medico  curante,  attraverso  una  fornitura  trimestrale  che
  consentiva ai pazienti, o ai loro familiari, di recarsi  presso  le
  farmacie di distribuzione una volta ogni tre mesi;

   considerato invece che:

   sono  state  emanate  delle  direttive,  da  parte  dei  direttori
  generali  delle  ASP, che impongono la distribuzione  di  dotazione
  solo mensile;

   tale  disposizione sta comportando gravi disagi ai pazienti  e  ai
  loro familiari poiché chi si deve recare fuori provincia, in genere
  nelle  città  di  Palermo,  Catania e Messina,  sedi  di  strutture
  sanitarie  di  eccellenza, è costretto a farlo  ogni  mese  con  la
  triplicazione  dei costi e dei disagi e che chi si avvale,  invece,
  delle  farmacie  provinciali delle ASP è costretto  a  subire  code
  insopportabili  che  a  seguito  di  tali  disposizioni   si   sono
  triplicate nella durata fino a costringere pazienti e familiari  ad
  attese di oltre un'ora, un'ora e mezza;

   per sapere:

   se  tali direttive dei direttori generali provinciali dipendano da
  analoghe disposizioni di codesto Assessorato;

   se  non  ritenga di chiedere ai direttori generali  delle  ASP  di
  revocare   tali   disposizioni  e,  in  subordine,   di   aumentare
  sensibilmente il numero delle farmacie che possano distribuire tali
  farmaci (almeno una ogni 100 mila abitanti), consentendo inoltre  a
  tutti  i  pazienti  di  ritirare i farmaci  loro  prescritti  nelle
  farmacie delle province di residenza, quale che sia quella in cui è
  avvenuta  la cura ed è avvenuto l'eventuale intervento chirurgico».
  (1222)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Russo  per  rispondere  alla
  interrogazione.

   RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, con  la
  nota  prot.  n.  3159  del 21 dicembre 2009 questo  Assessorato  ha
  provveduto  a  disciplinare le modalità di erogazione  dei  farmaci
  classificati H che  per condizioni di impiego clinico e di  setting
  assistenziale, oltre ad essere utilizzabili in ambiente ospedaliero
  o in struttura ad esso assimilabile, possono essere impiegati anche
  in  ambito extra ospedaliero, secondo le disposizioni delle regioni
  e delle province autonome .
   Tenendo  conto  della  peculiarità dei  medicinali  in  argomento,
  nonché delle patologie per le quali sono prescritti, al fine  anche
  di garantire uniformità su tutto il territorio regionale in termini
  di  accessibilità alle cure da parte dei pazienti che rientrano nei
  requisiti  previsti, è stato disposto che le strutture  autorizzate
  alla  prescrizione di tali prodotti, oltre a redigere il necessario
  piano  terapeutico  -  la  cui durata non può  essere  maggiore  al
  periodo  necessario  fino al successivo controllo  e  comunque  nel
  rispetto  dei limiti stabiliti dal D.D.G. n. 3176/2008 e successive
  modifiche  ed integrazioni -, debbano provvedere alla dispensazione
  in  un'unica  soluzione del quantitativo necessario  ad  assicurare
  almeno due mesi di terapia e comunque fino al successivo controllo,
  se previsto entro tale termine.
   Il servizio di Farmacia territoriale della A.S.P. di residenza del
  paziente, debitamente informato secondo le modalità previste  nella
  nota  medesima,  dovrà provvedere alla dispensazione dell'eventuale
  rimanente quantitativo necessario fino al successivo controllo.
   Secondo  le  citate disposizioni, l'utente verrà assistito,  anche
  per  ciò  che  riguarda le prestazioni farmaceutiche,  inizialmente
  presso  la struttura che si occupa dei periodici controlli  e,  per
  l'eventuale completamento della cura, presso la propria  A.S.P.  di
  residenza.
   Si è ritenuto, infatti, che l'erogazione del primo periodo di cura
  da parte della struttura che ha originato la prescrizione a seguito
  di   visita   specialistica  o  ricovero  rappresenti   il   giusto
  completamento  del  percorso assistenziale intrapreso,  consentendo
  così  di  iniziare  subito la terapia prescelta;  l'erogazione  del
  quantitativo  sufficiente per due mesi  di  terapia  (ove  non  sia
  previsto un controllo a scadenza inferiore a tale periodo) consente
  all'A.S.P.  di  residenza  di attivare  i  necessari  processi  per
  garantire tempestivamente la fornitura dei prodotti in questione.
   Si  rappresenta, altresì, che con nota prot. n. 1796 del 22 aprile
  2010  i  Direttori generali delle Aziende sanitarie  della  Regione
  sono  stati  esortati  ad operare all'interno  delle  loro  Aziende
  affinché  vengano rispettate le modalità operative  previste  dalla
  citata  nota prot. n. 3159/2009, al fine di rendere più agevole  il
  percorso assistenziale dei pazienti coinvolti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, signor Assessore,  il  senso  della
  interrogazione era proprio questo. Vale a dire fare  in  modo  che,
  pure  in  un quadro e in un piano di razionalizzazione della  spesa
  farmaceutica, questo non  avvenisse a discapito della  funzionalità
  nell'erogazione  dei  farmaci e, soprattutto, della  qualità  della
  vita di questi pazienti.
   Se  dalla risposta dell'Assessore devo interpretare che sono state
  disposizioni  affinché  chi deve fare la visita  trimestrale  possa
  ottenere  nella  propria provincia la quantità di farmaci  che  gli
  evitano  la  visita mensile verso le tre province dove  ci  sono  i
  centri  di eccellenza - Palermo, Catania e Messina -, se  questo  è
  stato  dato,  non  dico  a  seguito  dell'interrogazione,  ma  come
  disposizione dell'Assessorato, mi dichiaro assolutamente  d'accordo
  e soddisfatto.
   Ma   questo   significa  che,  ove  nel  territorio  si  dovessero
  verificare situazioni e modalità di erogazione dei farmaci difformi
  da  quelle  che oggi l'assessore ci sta comunicando, è  chiaro  che
  avremo  come interlocutore che non rispetta le direttive, i manager
  e i direttori delle varie province.
   Questo  è  veramente uno di quei campi in cui misuriamo  l'umanità
  del  nuovo  processo di riforma della sanità, la  razionalizzazione
  dei  costi, la razionalizzazione dei servizi, ma senza farlo  sulla
  pelle del soggetto più debole, che è  l'ammalato e, in questo caso,
  quello di malattia oncologica.

   PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1225  Iniziative urgenti tesi
  a impedire la chiusura del reparto di psichiatria della Guadagna di
  Palermo   a firma dell'onorevole Apprendi, e numero 1231   Verifica
  della  idonea  distribuzione delle risorse previste per  la  branca
  della   specialistica   di  laboratori   ai   fini   un   possibile
  riequilibro ,  a  firma  dell'onorevole  Panepinto,   per   assenza
  dall'Aula  dei  rispettivi firmatari, si intendono  presentate  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  alla  interrogazione numero 1232   Notizie  urgenti  in
  merito  allo  stato  in  cui  versa la sanità  nella  provincia  di
  Siracusa  a firma dell'onorevole Gianni. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che a Catania è stato indetto un concorso per un primario
  anestesista,   un  primario  chirurgia  generale   e   tre   medici
  internisti;

   considerato che:

   a   Caltanissetta   è   stato  indetto   un   concorso   per   due
  radioterapisti, tre dirigenti medici e due dirigenti fisici;

   ad  Agrigento  è  stato indetto un concorso per  cinque  dirigenti
  sanitari;

   la sanità a Siracusa è 'ingessata' per l'immobilità della politica
  del  Governo regionale, non si indicono concorsi; anzi, si  provoca
  una  'emigrazione sanitaria' e un dispendio di ottanta  milioni  di
  euro.  Di  fatto, il fatturato dei ricoveri è aumentato  altrove  e
  diminuito considerevolmente a Siracusa;

   a  Siracusa  mancano  decine e decine  di  figure  sanitarie  come
  primari,  tecnici, infermieri ed è anche per questo motivo  che  la
  sanità  a Siracusa non può fare fronte alle richieste del pubblico.
  In  uno  Stato  che si definisce civile, dove il  cittadino  ha  il
  diritto  di essere assistito, come si crede di provvedere  per  far
  fronte ad un problema così grave?;

   ritenuto che Siracusa fa parte delle nove province siciliane e  il
  Governo  regionale  dovrebbe avere la stessa attenzione  per  tutte
  senza  fare discriminazioni di sorta, specialmente nel campo  della
  salute;

   per sapere:

   se  ritengano  opportuno  obbligare l'ASP  di  Siracusa  a  indire
  concorsi per primari ed altre figure professionali sanitarie;

   altresì  se  siano  a conoscenza del preoccupante  trend  negativo
  della  sanità  nella provincia di Siracusa, in quanto  i  cittadini
  scelgono  altre  strutture  sanitarie  sia  private  che  in  altre
  province;

   infine, cosa si intenda fare per fermare l'emorragia che è costata
  novanta  milioni  di euro nel 2008, in quanto oggi questa  mobilità
  passiva, riversata sulle province di Catania, Ragusa e fuori  dalla
  Sicilia, sembra sfiorare i cento milioni di euro, ovvero se l'unica
  risposta  alla richiesta di una sanità che funzioni a Siracusa  non
  rimanga l'autostrada». (1232)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare  l'assessore  Russo  per
  fornire la risposta.

   RUSSO  Massimo,  assessore  per la salute.  Signor  Presidente,  a
  seguito  dell'entrata  in vigore della legge  regionale  14  aprile
  2009,  n.  5 recante  Norme per il riordino del servizio  sanitario
  regionale  sono stati emanati il D.A. n. 1150/2009, concernente gli
  indirizzi e i criteri per il riordino, la rifunzionalizzazione e la
  riconversione della rete ospedaliera e territoriale regionale, e il
  D.A.  n. 736/2010, riguardante le linee guida per l'adozione  degli
  atti  aziendali  con  i  quali  le Aziende  devono  individuare  le
   Strutture'  nel  rispetto  delle  indicazioni  e  degli   appositi
   standard'  ivi previsti, con conseguente ridefinizione del  numero
  delle Strutture (complesse/ semplici)  e del relativo organico.
   In  materia di personale, conseguentemente, si è proceduto ad  una
  analisi   del   fabbisogno   delle  nuove   aziende   sanitarie   e
  nell'allegato 2 del D.A. n. 1868 del 22 luglio 2010, che stabilisce
  le  linee  di  indirizzo  regionali per la  rideterminazione  delle
  dotazioni  organiche, sono state individuate per  ciascuna  azienda
  sanitaria   sia   la   dotazione  organica  che  la   disponibilità
  finanziaria riferita agli anni 2010 e 2011.
   Ogni  Azienda,  pertanto, doveva procedere  alla  rideterminazione
  delle dotazioni organiche sulla base di:
   -  numero  dei posti individuati di cui all'allegato 2 del  citato
  decreto  1868/2010,  tramite una scelta   flessibile'  dei  profili
  professionali  e delle discipline esistenti e nuove previste  dalle
  declaratorie allegate al vigente CCNL del personale del comparto;
   - normativa vigente in materia di organizzazione del lavoro;
   -  quanto  definito in merito con le linee generali  di  indirizzo
  regionali;
   -  ogni ulteriore disposizione normativa e contrattuale, nazionale
  e  regionale,  vigente in materia di gestione delle risorse  umane,
  nel  rispetto  degli  standard  di  personale  (rapporto  dirigenza
  medica/posti    letto,   infermieri/posto   letto    e    operatori
  sanitari/posto letto).
   In  particolare per l'A.S.P. di Siracusa, il citato allegato 2 del
  D.A.  n.  1868/2010  ha  individuato  una  dotazione  organica   in
  incremento di 230 posti rispetto al 31 dicembre 2009, per un totale
  di  3200  posti ed un tetto di spesa quantificabile in  milioni  di
  euro  167.611 per l'anno 2010 e 172.373 per l'anno 2011, alla  luce
  della  quale pertanto deve essere rideterminata la nuova  dotazione
  organica,  consentendo così il superamento delle criticità  esposte
  nell'interrogazione.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Gianni   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   GIANNI.  Signor  Presidente, Assessori, capisco la difficoltà  con
  cui  l'assessore risponde alle interrogazioni e ho visto in  questi
  ultimi  giorni  come  va in giro per parlare delle  giornate  della
  salute  invitando  gli operatori sanitari, come se  i  parlamentari
  fossero esclusi da un disegno politico-amministrativo che deve dare
  risposte  all'utente.  E capisco che siamo in campagna  elettorale,
  assessore

   RUSSO Massimo, assessore per la salute. Quale campagna elettorale?

   GIANNI  quella regionale e quella nazionale
   Lei sa bene, come la provincia di Siracusa, ormai da tanti anni, è
  sottoposta  ad  una vessazione micidiale. Lei sa che l'ospedale  di
  Augusta,  pur  rientrando  nell'articolo  6  della  legge  5,  cioè
  ospedale  che sorge in zona industriale, è depauperato ogni  giorno
  sempre  di più perché i primari che c'erano vanno via e non vengono
  sostituiti, nonostante le gravi difficoltà in cui versa  l'ospedale
  in  quanto  si  trova  al centro della zona industriale,  nell'area
  molto delicata del porto di Augusta.
   C'è  un tentativo di fare  orecchio da mercante , orecchio non  di
  Dionisio, di quello si sentiva anche il fruscìo, qui c'è proprio la
  sordità totale  E non so se è il direttore generale a fare orecchio
  da  mercante  o  è  lei,  assessore, che non  dandogli  le  risorse
  necessarie  continua a farci stare in un'ansia che  diventa  sempre
  più preoccupante.
   Io  non sono soddisfatto della sua risposta, anche perché non l'ho
  capita.
   Lei ha letto rapidamente quello che gli uffici le hanno suggerito,
  le  hanno  scritto, e non era nemmeno convinto  di  quello  che  ha
  letto   Certo, io non ce l'ho con lei, assessore. Non ce  l'ho  con
  lei  e  me  ne  guarderei  bene. Ce l'ho con  il  Presidente  della
  Regione,  che  è  un  rocambolesco personaggio bravo  a  sovvertire
  qualsiasi  cosa  seria,  naturale, come  può  essere  una  campagna
  elettorale che vede alcuni che vincono e altri che perdono.  E'  un
  ribaltonista  congenito   Ha tentato  di  fare  ribaltoni  anche  a
  livello nazionale.
   Come  lei  sa,  signor Presidente, la materia  è  delicata,  molto
  delicata.  Qui c'è in gioco la salute dei cittadini che, purtroppo,
  ne risente in maniera grave.
   Noi  siamo  fortunati.  Ormai abbiamo l'autostrada  per  andare  a
  prendere l'aereo, la Siracusa-Catania, quindi siamo rapidi, veloci.
  C'è, però, tanta gente che non ha né i soldi né la macchina con  la
  benzina per andare a prendere l'aereo. C'è tanta gente che continua
  a  morire perché non c'è il primario, perché non ci sono i servizi
  Abbiamo aspettato per anni che ci fosse l'emodinamica 24 ore su 24.
  Ora stiamo aspettando che ci sia la radioterapia.
   Quella  zona è altamente pericolosa perché c'è un'area industriale
  pesante che produce ogni giorno sempre più tumori, come lei ben sa,
  assessore. Anzi, in questi ultimi mesi, abbiamo avuto il piacere di
  avere  una novità: i sarcomi. Sono venuti fuori i sarcomi, si muore
  subito  Così non c'è bisogno nemmeno di spendere soldi per curarci
   Non  voglio  fare  qui il difensore della provincia  di  Siracusa,
  perché  sono  di  Siracusa. L'ho fatto prima, anche quando  abbiamo
  immaginato  con  l'articolo 6, pensando alle  zone  industriali  di
  Siracusa, di Milazzo, di Gela e di altre zone. E lo dico non perché
  voglio  fare  una  cosa  che sia al di fuori,  come  se  gli  altri
  cittadini non fossero uguali; ma c'è un fenomeno, che è la presenza
  dell'oncologia   devastante,  che  va   attenzionato.   D'altronde,
  spendiamo  80  milioni di euro l'anno in emigrazione sanitaria:  20
  milioni che vanno a Ragusa, perché vanno a curarsi a Ragusa per  la
  radioterapia, 40 milioni che vanno a Catania, altri 20 milioni  che
  vanno fuori dalla Sicilia.
   Allora,  qualcosa non funziona. So che lei tenterà, assessore,  ha
  tentato,  ci  prova, lo so, a fare le cose. Assessore,  non  è  uno
  scontro con lei, io non ce l'ho con lei.
   Il  presidente Lombardo,  purtroppo, si è incartato, non riesce  a
  cavare  un ragno dal buco, non sa più che pesci pigliare, pensa  di
  risparmiare  e nomina dodici assessori tecnici che fanno  aumentare
  la spesa perché aumentano di botto da 90 a 102.
   Ogni  giorno falliscono centinaia di aziende, ci sono migliaia  di
  persone  disoccupate,  e  lui non riesce a  capire  che  in  questo
  momento bisogna fare cose diverse, anziché cambiare gli assessori e
  i direttori generali  Presidente

   MARZIANO.  Quando sarà sottosegretario del Governo Berlusconi,  lo
  bacchetterà

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, la invito a concludere.

   GIANNI.   Signor  Presidente,  dica  ai  colleghi  che   se   avrò
  l'opportunità  di  diventare sottosegretario,  chiederò  la  delega
  alla sanità per collaborare con la sanità.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni  la  invito  a  concludere,  quando
  diventerà sottosegretario vedremo.

   GIANNI.  Assessore, non voglio vessarla, pressarla,  sollecitarla,
  le    voglio   sottolineare   come   alcune   province   siciliane,
  Caltanissetta  con  Gela, Siracusa con Priolo, Melilli  e  Augusta,
  Messina  con Milazzo, e qualche altra zona importante come Palermo,
  la  zona  industriale, hanno bisogno di un'attenzione  particolare.
  Noi  spendiamo un mare di soldi, più di 300 milioni di euro l'anno,
  se non ricordo male, in emigrazione sanitaria.
   Quella  è  l'emorragia  che  bisogna  fermare,  al  di  là   delle
  operazioni  politiche  che io capisco benissimo,  la  struttura  di
  Avola-Noto  è  importante, e lei lo sa, e non può aprire  a  giugno
  perché  altrimenti si depaupera quello che è stato  costruito.  C'è
  uno   sperpero  di   denaro  se  non  procediamo  al  trasferimento
  immediato.
   So  di  consegnarle non un'interrogazione, non  un'accusa,  ma  un
  problema  e  spero  che  lei  possa  farlo  diventare  un  tema  da
  sviluppare.

   PRESIDENTE. Si dichiara soddisfatto o insoddisfatto?

   GIANNI. Mi dichiaro insoddisfatto.

   PRESIDENTE. L' interrogazione numero 1241  Iniziative a favore del
  personale  impegnato nel servizio di emergenza '118' e  non  ancora
  assunto  dal nuovo gestore , dell'onorevole Vinciullo, per  assenza
  del  firmatario  si intende presentata  con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 1242  Iniziative per accertare
  le cause dell'elevato numero di tumori alla tiroide riscontrati tra
  gli  abitanti  della provincia di Catania , a firma  dell'onorevole
  Barbagallo. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   è  stato  di  recente  pubblicato  sulla  più  importante  rivista
  scientifica  di  oncologia uno studio condotto  dagli  istituti  di
  endocrinologia  delle  tre  università  siciliane  e  dell'ospedale
  Cervello  di  Palermo, in collaborazione con l'ARPA, l'osservatorio
  epidemiologico  regionale e il centro di epidemiologia  dell'INSERM
  di Parigi;

   l'oggetto  dello  studio  riguarda  l'incidenza  dei  tumori  alla
  tiroide nella provincia di Catania;

   lo   studio   ha  evidenziato  che,  nel  territorio  considerato,
  l'incidenza di questo tipo di tumore è doppia rispetto  alle  altre
  province della Sicilia: ogni 100 mila residenti, vi sono ogni  anno
  31  nuovi  casi  contro  i  14 riscontrati  in  media  nelle  altre
  province;   tali   dati   riguardano  la   popolazione   femminile,
  maggiormente esposta alle patologie tiroidee;

   considerato che:

   le risultanze dello studio hanno fatto pensare all'esistenza di un
  fattore ambientale in grado di favorire l'insorgenza della malattia
  e  tale  fattore è stato individuato nella presenza  dell'Etna,  in
  analogia  con  quanto  riscontrato in altre zone  vulcaniche  della
  terra;

   in particolare, da analisi effettuate sull'acqua del bacino idrico
  dell'Etna, è stata riscontrata la presenza di metalli nonché di  un
  radioisotopo   fino   a  20-50  volte  la  massima   concentrazione
  ammissibile;

   ciò  implica  la  possibilità che sia l'acqua, o più  propriamente
  quanto  contenuto  in  essa, ad essere responsabile  del  fenomeno,
  sebbene non sia stato dimostrato, finora, un vero rapporto di causa
  -  effetto  tra  l'acqua  utilizzata  dalla  popolazione  e  l'alta
  incidenza di tumori riscontrata;

   ritenuto che:

   il  tumore tiroideo è quello in maggiore crescita: negli ultimi 20
  anni  è  passato, come frequenza per le donne, dal 14  a 7^  posto;
  peraltro,  il  tipo  di tumore diagnosticato con  frequenza  tra  i
  pazienti catanesi è particolarmente aggressivo;

   ciò  rende  essenziale  l'attenta sorveglianza  epidemiologica  in
  tutto  il  territorio  siciliano (dove le patologie  tiroidee  sono
  endemiche)  ed  in particolar modo nella provincia di  Catania,  ai
  fini di una corretta prevenzione e diagnosi precoce;

   per sapere:

   se  non ritenga che i risultati delle indagini su campioni d'acqua
  del  bacino  idrico dell'Etna pongano seri dubbi  sulla  potabilità
  della stessa;

   se  l'ispettorato sanitario regionale e l'ASP di  Catania  abbiano
  posto  in essere gli adempimenti di competenza ai fini della tutela
  della salute in relazione a quanto esposto in premessa;

   se non ritenga necessario emanare indirizzi affinché proseguano le
  ricerche   tese  alla  verifica  delle  interazioni  tra   ambiente
  vulcanico  e  incremento  dei  tumori  alla  tiroide  al  fine   di
  individuare  quali  siano realmente i fattori di  rischio  e  quale
  prevenzione attivare». (1242)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute. I tumori  della  tiroide
  hanno,  secondo  la letteratura, un'incidenza ampiamente  variabile
  nelle  diverse  aree geografiche con un intervallo stimato  che  va
  dallo  0,1  a  3,7/ centomila/anno nei maschi e dallo  0,4  a  9,6/
  centomila/anno nelle femmine. In aree vulcaniche come quelle  delle
  Hawaii e delle Filippine l'incidenza è notevolmente maggiore.
   Secondo  i dati dei Registri Tumori Italiani (anni 1993-1998),  in
  Italia  il  tasso  grezzo di incidenza è di circa  3/centomila  nei
  maschi  e  10/centomila nelle femmine, quindi ai  limiti  superiori
  degli intervalli stimati.
   Con  un  progetto di ricerca finalizzata, finanziato dal Ministero
  della Salute ai sensi dell'articolo 12 del D.Lgs. n. 502/1992,  nel
  2002  è  stato istituito il Registro regionale dei tumori tiroidei,
  che  comprende  anche  la costituzione di un archivio  di  campioni
  biologici di patologia neoplastica tiroidea, l'identificazione  dei
  fattori di rischio e lo studio delle basi molecolari.
   I  dati  del  registro,  già oggetto di una  pubblicazione,  hanno
  permesso l'individuazione di una zona a maggiore incidenza  situata
  nella  provincia  di Catania. Le indagini preliminari  sulle  acque
  della  zona  hanno  mostrato un eccesso di alcuni  minerali  (boro,
  ferro, manganese, vanadio).
   E'  tuttavia  da  rilevare che si tratta di uno studio  di  natura
  ecologica, che permette cioè una generale associazione in  funzione
  della  residenza  ma non permette di stabilire nessi  di  causalità
  diretti  tra  esposizione ed esito, ponendo però le  basi  per  una
  successiva indagine analitica.
   E' pertanto prevista l'organizzazione di uno studio caso-controllo
  per  acquisire ulteriori informazioni sui fattori di rischio  della
  patologia.
   Per  quanto  attiene  allo  studio in questione  non  è  possibile
  trarre,  come già detto, un nesso di causa effetto tra  la  qualità
  delle acque in distribuzione potabile nell'area del massiccio etneo
  e   l'incremento  della  patologia  tumorale.  Tra  l'altro,  studi
  parimenti  qualificati condotti dall'Istituto Superiore  di  Sanità
  nell'ambito  di attività di cui si dirà di seguito e che  investono
  direttamente   l'attività  dell'Assessorato  parrebbero   escludere
  l'insorgenza di effetti nocivi sulla salute umana in relazione alle
  alte concentrazioni di vanadio nelle acque dell'area interessata.
   Con decreto interministeriale del 17 agosto 2010, pubblicato nella
  GURI,  serie generale, n. 202 del 30 agosto 2010, i Ministeri della
  salute  e  dell'ambiente hanno concesso alla Regione  siciliana  il
  potere  di  rinnovo  della  deroga per i  comuni  relativamente  al
  parametro   dell'elemento  vanadio  nelle  acque  in  distribuzione
  potabile nel comprensorio del massiccio etneo. A seguito di ciò, il
  Dipartimento    per   le   attività   sanitarie   e    osservatorio
  epidemiologico ha adottato il decreto dirigenziale n. 2207  del  10
  settembre  2010  nelle cui premesse sono riportate  le  motivazioni
  della deroga.
   In   relazione   alle  raccomandazioni  formulate  dal   Consiglio
  Superiore  di  sanità,  riportate   peraltro   nelle  premesse  del
  decreto  interministeriale, a proposito dell'avvio  di  uno  studio
  finalizzato  all'accertamento  di  eventuali  correlazioni  tra  la
  presenza  di taluni elementi nelle acque in distribuzione  potabile
  presso  taluni  comuni  del  massiccio  etneo  e  l'insorgenza   di
  eventuali   malattie   cronico   degenerative   nella   popolazione
  residente,  è stato istituito un apposito gruppo di lavoro  che  ha
  già  dato  avvio  alle  attività con un primo  momento  ricognitivo
  basato sull'analisi retrospettiva dei dati reperibili.
   Quanto  alla  asserita presenza    di un radioisotopo fino  venti-
  cinquanta volte la massima concentrazione ammissibile   riscontrata
  nell'acqua  del bacino idrico dell'Etna e pertanto sulla potabilità
  della stessa  si fa presente che l'elemento in questione, il Radon,
  risulta  misurato  alla  fonte  mentre  ai  fini  del  giudizio  di
  potabilità   delle  acque  le  misure  andrebbero   effettuate   (e
  comparate) anche alla distribuzione dove, è noto, le concentrazioni
  si   abbassano  drasticamente  a  seguito  della  dispersione   che
  interviene durante le operazioni di adduzione.
   Quanto  alla  presenza di altri minerali in eccesso (boro,  ferro,
  manganese  e  vanadio)  va detto che, già  nel  corso  della  prima
  riunione del gruppo di lavoro, è stato considerato (anche da  parte
  degli  autori  dello studio in discussione) che non può  stabilirsi
  una correlazione assiomatica tra la presenza di detti elementi e la
  insorgenza  della patologia tumorale in questione. Da  parte  degli
  stessi  autori  è  stato chiarito, invece, che quelle  presenze  in
  eccesso sono state riportate per connotare l'area in questione come
   area di interesse vulcanico  e che l'incremento della patologia  è
  verosimilmente da porre in relazione ad una non meglio definita, ma
  complessa,  interazione  di  più  fattori  tra  i  quali   potrebbe
  rientrare anche l'acqua.
   Sulla  presenza di taluni degli elementi sopra descritti va  detto
  che  si tratta in alcuni casi di parametri indicatori relativamente
  ai  quali  l'autorità  competente locale,  vale  a  dire  l'Azienda
  sanitaria  competente  per  territorio,  è  chiamata,  secondo   le
  indicazioni contenute nella disciplina normativa di riferimento, ad
  adottare,  di  volta  in  volta,  i  prescritti  provvedimenti   di
  limitazione dell'uso delle acque.
   Si  segnala,  infine, che in relazione al decreto dirigenziale  di
  riconoscimento della deroga per l'elemento vanadio è stata prevista
  una  apposita attività di audit da espletare periodicamente al fine
  di   monitorare  l'andamento  dei  fenomeni  e  l'evoluzione  degli
  adempimenti  connessi  con  l'esercizio  della  deroga  e,  più  in
  generale, a scopo di sorveglianza.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  risposta
  dell'assessore  mi  sembra  plausibile.  Mi  dichiaro  soddisfatto,
  soprattutto  per  il  fatto che verranno  continuati  gli  studi  e
  confrontate  le  ricerche  scientifiche perché  si  tratta  di  una
  materia molto delicata e, ad esempio, le valutazioni del professore
  Vigneri, professionista di livello internazionale, e le valutazioni
  del  direttore dell'Istituto di Igiene non sempre sono sulla stessa
  linea.  E,  quindi,  è giusto che rispetto ad  una  patologia  così
  delicata si abbia un supplemento di impegno e di ricerca.
   Da  questo punto di vista, mi sembra che l'Assessorato faccia bene
  a  sollecitare la ASP a continuare su questa linea per  arrivare  a
  raggiungere  un  livello,  anche  di  confronto  scientifico,   più
  plausibile  e  così per ridurre eventualmente le patologie  che  si
  sono verificate.
   Credo  di  potermi considerare soddisfatto della risposta  fornita
  dall'assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero  1264  «Opportune
  iniziative  tese  alla  stabilizzazione del personale  in  servizio
  presso  l'ASP  di Ragusa, a firma dell'onorevole Digiacomo.  Ne  do
  lettura:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in   base   alle   delibere  nn.  1291  e   1292   relative   alla
  stabilizzazione di personale precario presso l'ASP di Ragusa, si  è
  provveduto  in difformità presso le ASP di Siracusa e  Caltagirone,
  che hanno adottato misure di stabilizzazione;

   non  si  comprendono  i  motivi  della  diversità  di  trattamento
  riservata al medesimo personale in forza all'ASP di Ragusa;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno accertare presso la direzione sanitaria
  dell'azienda  sanitaria provinciale di Ragusa quali motivi  abbiano
  impedito  la  stabilizzazione del personale precario  in  servizio,
  contrariamente  a  quanto avvenuto presso  le  ASP  di  Siracusa  e
  Caltagirone;

   se  non  ritenga  opportuno porre in essere ogni iniziativa  utile
  finalizzata ad una corretta ed uniforme applicazione delle delibere
  sopra citate.» (1264)

   Ha facoltà di parlare l'assessore  Russo per fornire la risposta.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute.  Signor  Presidente,  il
  Segretario  provinciale della Funzione Pubblica CGIL di  Ragusa  ha
  rappresentato  l'identica problematica oggetto  dell'interrogazione
  evidenziando inoltre, in modo piuttosto generico, che presso  l'ASP
  di  Siracusa e l'ex Azienda ospedaliera di Caltagirone erano  state
  adottate  per  analoghe questioni soluzioni  differenti  da  quelle
  previste  dall'ASP  di  Ragusa  attuando  così  una  diversità   di
  trattamento.
   Per  quanto  sopra è stato richiesto all'ASP di Ragusa,  con  nota
  prot. n. 20650 del 29 luglio 2010, di fornire dettagliata relazione
  sul   modus   operandi   nello  svolgimento  delle   procedure   di
  stabilizzazione.
   In  riscontro, la predetta Azienda, con nota prot. n. 29694 del 15
  settembre  2010,  ha  comunicato di avere applicato  il  protocollo
  d'intesa  regionale per la stabilizzazione del personale  precario,
  ed  ha  inviato copia del bando di selezione pubblicato nella  GURS
  riferendo,  inoltre,  di avere in corso l'esame  delle  memorie  di
  opposizione  pervenute al fine di verificare l'anzianità  posseduta
  dai candidati inclusi nel provvedimento di esclusione.
   L'Azienda  ha  inoltre  riferito  di  non  avere  ricevuto  alcuna
  impugnativa  o,  comunque, rimostranza  alcuna  sui  criteri  e  le
  modalità  previste  dal  bando di stabilizzazione;  si  è  comunque
  dichiarata  disponibile  ad  effettuare,  anche  eventualmente   in
  contraddittorio   con   gli  interessati,   il   riconteggio,   ove
  necessario, relativo all'anzianità di servizio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Digiacomo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta..

   DIGIACOMO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Le   interrogazioni  numero  1273   Interventi   per
  scongiurare  il  rischio  di  chiusura  del  reparto  di  oncologia
  dell'ospedale 'Vittorio Emanuele' di Castelvetrano (TP) , e  numero
  1274   Provvedimenti urgenti per assicurare i soccorsi  d'emergenza
  nell'isola  di Marettimo (TP) , entrambe dell'onorevole  Oddo,  per
  accordo  tra  le  parti, si intendono trasformate in interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta.
   L'interrogazione  numero  1285  Notizie sull'ospedale  di  Augusta
  (SR) ,  dell'onorevole Adamo, per assenza del firmatario si intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1286  Iniziative per impedire
  la presenza costante di personale estraneo negli uffici delle varie
  A.S.P.  e  delle  Aziende  ospedaliere siciliane ,  a  firma  degli
  onorevoli Vinciullo, Maira, Pogliese, Formica, Ardizzone, Buzzanca,
  Bosco,  Caputo, Cordaro, Corona, Falcone, Gennuso, Gianni,  Limoli,
  Mancuso, Torregrossa. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che,  con  la legge regionale n. 5 del 2009,  l'Assemblea
  regionale  siciliana ha rideterminato e stabilito i  nuovi  assetti
  delle ASP e delle aziende ospedaliere siciliane;

   preso atto che:

   il  Governo  regionale ha già proceduto alla nomina dei  direttori
  generali nelle singole ASP e nelle singole aziende ospedaliere;

   gli  stessi  direttori generali, indicati dal  Governo  regionale,
  hanno  proceduto, in virtù dei poteri conferiti,  alla  nomina  dei
  rispettivi direttori sanitari ed amministrativi;

   considerato che:

   in  alcune  ASP  e  in  alcune  aziende  ospedaliere,  sembrerebbe
  ampiamente diffusa la tristissima ed infausta abitudine  di  vedere
  alcuni   'galoppini   elettorali',  quasi   sempre   referenti   ed
  espressione dei deputati della maggioranza, aggirarsi nei locali  e
  negli  uffici  degli  enti  de quibus alla  ricerca  spasmodica  di
  notizie e di quant'altro utilizzabile dai loro danti causa;

   detti  'galoppini  elettorali', a quanto è dato sapere  da  alcune
  denunce  anonime, bloccherebbero nelle scale e nei corridoi  quanti
  si vogliono recare a conferire sia con i direttori generali sia con
  i  direttori  sanitari e amministrativi, nonché  con  i  funzionari
  delle predette ASP o aziende ospedaliere;

   queste  presenze,  alquanto inquietanti  e  preoccupanti,  qualora
  confermate,  getterebbero ombre funeste e sinistre  sulla  attività
  dei  direttori  generali, i quali spesso sono anche  all'oscuro  di
  quanto avviene al di fuori delle loro stanze;

   non  è consentito a nessuno intervenire e limitare la libertà  dei
  singoli,  né  tanto meno essere sottoposti a pressioni psicologiche
  che   potrebbero   avere  ricadute  elettorali,  e   quindi   anche
  responsabilità e conseguenze penali;

   rilevato che:

   stando  sempre  alle  citate fonti anonime, i predetti  'galoppini
  elettorali'   utilizzerebbero  anche   locali   appartenenti   alla
  struttura  per  ricevere  personale dipendente  delle  ASP,  ovvero
  intrattenersi  con  soggetti  estranei  alla  struttura  sanitaria,
  accreditando  e  millantando così un ruolo  istituzionale  che  non
  hanno né possono ricoprire;

   a  quanto pare, detti 'galoppini elettorali' sarebbero soliti dare
  disposizioni ai funzionari delle ASP vantando una virtuale autorità
  illegalmente  detenuta  e  non riconosciuta  dalla  legge  e  dalle
  aziende ospedaliere sanitarie;

   per sapere:

   se  siano  a conoscenza di questi fatti denunciati e se rispondano
  al vero;

   quali iniziative, urgenti ed improcrastinabili, intendano adottare
  per  impedire  e  scongiurare il protrarsi di questo  comportamento
  insopportabile ed illegale;

   se non ritengano utile ed indispensabile dare disposizioni scritte
  affinché tutti i direttori generali procedano ad una 'cacciata  dal
  tempio' di detti 'galoppini elettorali';

   infine,   qualora  venisse  accertata  la  veridicità  di   quanto
  denunciato,  se  non  intendano  trasmettere  alla  Procura   della
  Repubblica  il  risultato  a  cui  sono  pervenuti  a  seguito   di
  accertamenti   all'uopo  predisposti,  in  ciò  utilizzando   anche
  eventuali sistemi di videosorveglianza». (1286)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la
  risposta.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute.  Signor  Presidente,  in
  occasione   della  vicenda  che  ha  visto  protagonista  l'Azienda
  ospedaliero-universitaria Policlinico  G. Martino' di Messina,  che
  ha  portato  alla  luce  il  deprecabile  malcostume  dell'indebito
  utilizzo  delle  strutture sanitarie pubbliche a  fini  privati  da
  parte  di soggetti non autorizzati, si è emanata la direttiva prot.
  n. 27052 del 3 settembre 2010 la quale, seppur rivolta al personale
  sanitario,  ha  esplicitato  in  relazione  al  caso  concreto   il
  principio  più  generale di un corretto ed esclusivo  utilizzo  dei
  mezzi  e dei locali anche destinati ad usi amministrativi solamente
  da  parte  di  personale  strutturato' o comunque  titolare  di  un
  regolare rapporto di lavoro o di consulenza con l'ente pubblico.
   E'  comunque nella responsabilità del direttore generale garantire
  che   il   personale   stabilmente  presente   negli   uffici   sia
  esclusivamente quello avente titolo come sopra specificato.
   Tale  fondamentale  principio  di  corretta  gestione  della  cosa
  pubblica è sicuramente e pienamente garantito dallo scrivente negli
  uffici dell'amministrazione cui è preposto.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Maira   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   MAIRA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni numero 1304   Notizie  sui  futuri
  concorsi  nel  comparto sanitario , dell'onorevole  Limoli,  numero
  1310   Interventi  per  la realizzazione del centro  di  eccellenza
  oncologico nell'ambito del p.o. Papardo di Messina , dell'onorevole
  Beninati,  numero 1318  Chiarimenti in ordine al personale  addetto
  al  servizio  di radiocomunicazioni dell'attività di emergenza  del
  118  in  Sicilia ,  dell'onorevole Caputo, e numero  1323   Notizie
  sulle   gravi  carenze  igienico-sanitarie  dell'ospedale   G.   F.
  Ingrassia  di  Palermo , dell'onorevole Campagna, per  assenza  dei
  rispettivi  firmatari  si  intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Le interrogazioni numero 1334  Reperimento di ulteriori risorse da
  assegnare alla branca di patologia clinica dell'ASP 8 di Siracusa ,
  dell'onorevole   Vinciullo   e   numero   1337    Chiarimenti   sul
  trasferimento  di  attività e personale  da  SI.SE.  a  S.E.U.S.  -
  servizio  di  emergenza-urgenza 118 , degli onorevoli  Vinciullo  e
  Falcone,  per  assenza  dei firmatari si intendono  presentate  con
  richiesta di risposta scritta.
   Le interrogazioni numero 1357  Notizie circa le assunzioni di 2900
  medici  nel  settore  sanitario   e  numero  1363   Verifica  della
  composizione  delle commissioni mediche per le invalidità  civili ,
  entrambe  dell'onorevole  Caputo, per  assenza  del  firmatario  si
  intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
   Le  interrogazioni numero 1370  Notizie in ordine agli episodi che
  hanno coinvolto l'azienda ospedaliera universitaria Policlinico 'G.
  Martino' di Messina , degli onorevoli Apprendi e Faraone, e  numero
  1371   Provvedimenti per sopperire alla carenza di posti  letto  di
  anestesia-rianimazione nella provincia di Siracusa , dell'onorevole
  De  Benedictis, per assenza dei rispettivi firmatari  si  intendono
  presentate  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1373   Notizie  sul  concorso
  pubblico  a  dirigente medico di medicina fisica  e  riabilitazione
  dell'ASP  di  Messina ,  a firma dell'onorevole  Ardizzone.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  piano sanitario nazionale, il piano sanitario regionale  e  lo
  stesso atto aziendale dell'A.S.P. di Messina (atto deliberativo  n.
  1980 del 14/05/2010, soggetto a controllo regionale ex art. 16 l.r.
  n.  5  del  2009  ) evidenziano il ruolo e l'importanza  strategica
  della  riabilitazione  nel garantire il  diritto  alla  salute  del
  cittadino;

   peraltro,  sempre  in  detti  atti, è  stata  affermata  anche  la
  notevole  riduzione dei costi sociali quando il  potenziamento  dei
  servizi    territoriali   riesce   a   ridurre   il   ricorso    ad
  ospedalizzazioni  riabilitative,  assai  costose   per   le   casse
  regionali, e, comunque, spesso inutili in quanto inappropriate  per
  il quadro clinico del paziente;

   proprio  per far fronte al crescente fabbisogno dell'utenza  l'ASP
  di  Messina, nel 2007, ha indetto un concorso per assumere a  tempo
  indeterminato  otto dirigenti medici fisiatri, la  cui  graduatoria
  degli 8 vincitori è stata esitata nel dicembre 2007 con delibera n.
  3969 del 28/12/2007;

   orbene,  ad  oggi,  nessuno  dei vincitori  di  concorso  è  stato
  assunto;  ai  dirigenti di cui sopra è stato proposto un  contratto
  (quinquennale non rinnovabile) di incarico a termine (delibere 1461
  del  18/04/08; 3021 del 11/09/08; 3860 del 10/11/08) senza  nessuna
  garanzia di stabilizzazione anche in vista dell'approssimarsi della
  scadenza della graduatoria (28/12/2010);

   proprio  in  evidente  contraddizione con quanto  sintetizzato  in
  premessa (la decantata priorità nazionale e regionale nel risolvere
  al  più  presto  l'emergenza riabilitazione), l'ASP di  Messina  ha
  recentemente provveduto ad assumere a tempo indeterminato  numerosi
  dirigenti medici già vincitori di concorso, ma nessun fisiatra: tra
  essi  anche  5 ginecologi vincitori di concorso (vedi delibera  ASP
  Messina  n.  493  del 9/02/2010), nel contesto di altre  assunzioni
  (radiologi  ed  anestesisti),  motivate  con  l'argomentazione  che
  trattasi  di  figure  professionali di cui  l'A.S.P.  è  carente  e
  'tutte'    ricadenti   nell'aria   prioritaria    della    medicina
  dell'emergenza;

   in questa sede si rileva il singolare fatto che anche i ginecologi
  sono    stati    ricondotti   all'area   medica   della    gestione
  dell'emergenza,   considerando  l'assunzione   di   queste   figure
  professionali,  per  motivi  di carenza  in  organico,  prioritaria
  rispetto  a  quella  dei  fisiatri, che sono  oggettivamente  assai
  carenti all'A.S.P. di Messina;

   da  non  sottovalutare, da ultimo, il rischio  che  il  perdurante
  quadro d'incertezza e precarietà possa indurre più di uno di questi
  professionisti  vincitori  di concorso  a  rivolgersi  a  strutture
  private  in  cerca  di  una assunzione che di fatto  priverebbe  la
  sanità  pubblica  di risorse umane difficili da  reperire,  creando
  ancor  di  più  una situazione di svantaggio della sanità  pubblica
  rispetto al privato erogatore dei medesimi servizi;

   considerata la lodevole iniziativa dell'assessore Russo  che,  con
  recente  circolare  alle  aziende  sanitarie,  ha  imposto  massima
  trasparenza  nei  concorsi pubblici, dei  quali  deve  essere  data
  massima pubblicità nei siti istituzionali;

   considerato, inoltre, che:

   a novembre deve essere approvato il nuovo piano sanitario;

   da  notizie  di stampa, l'Assessore per la salute, con riferimento
  ai   primari,   intende  'eliminare  situazioni  di  incertezza   e
  precariato, velocizzare i tempi per la normalizzazione del  sistema
  sanitario',  nobili principi che ben si addicono alla  vicende  del
  concorso  pubblico  di  dirigente  medico  di  medicina  fisica   e
  riabilitazione;

   per sapere:

   se  l'ASP  di Messina intenda fare nuova richiesta all'Assessorato
  Salute  per  altre assunzioni di dirigenti medici (a copertura  del
  turn over);

   se si intendano richiedere gli otto fisiatri vincitori di concorso
  o  assumere,  come  già  avvenuto, altre figure  professionali  non
  rientranti nell'area dell'emergenza;

   se  non  ritengano, quindi, di intervenire presso l'ASP di Messina
  affinché, nel rispetto del principio di 'velocizzare i tempi per la
  normalizzazione del sistema sanitario', si proceda alla  definitiva
  assunzione   degli  otto  vincitori  di  concorso   pubblico,   con
  'l'obiettivo  di eliminare situazioni di  incertezza e  precariato'
  nell'interesse  superiore di tutti coloro che necessitano  di  cure
  riabilitative;

   in caso contrario, per sapere come, alla scadenza dei contratti  a
  tempo determinato, l'A.S.P. intenda garantire il servizio svolto in
  atto  dai  fisiatri e se la loro mancata assunzione,  a  causa  dei
  ritardi  nelle  diagnosi  e  negli accertamenti,  non  dirotterebbe
  inevitabilmente  il bisognoso di terapie verso strutture  private.»
  (1373)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute.  Signor  Presidente,  si
  premette   che  l'Azienda  sanitaria  provinciale  di  Messina   ha
  trasmesso  a  questo  Assessorato, per il prescritto  controllo  ai
  sensi  dell'articolo 16 della legge regionale 5 del 14 aprile 2009,
  la  deliberazione  n. 4298 del 18 novembre 2010  con  la  quale  ha
  rideterminato la propria dotazione organica prevedendo n. 20  posti
  per dirigenti medici fisiatri, dei quali sette risultano occupati e
  tre vacanti.
   Al fine di fare fronte alle carenze di organico e nelle more della
  definizione  dei  procedimenti di rideterminazione delle  dotazioni
  organiche,   le   Aziende   sanitarie  regionali,   con   circolare
  assessoriale   prot.  52109  del  3  dicembre  2010,   sono   state
  autorizzate  a definire la programmazione delle assunzioni  per  la
  copertura  dei  posti  di  dirigenti  medici,  nel  rispetto  della
  percentuale  da ricoprire mediante il ricorso alla  mobilità  e  la
  percentuale di posti da mettere a concorso.
   Inoltre,  con la sopra richiamata circolare, è stata data  facoltà
  alle  Aziende  di  utilizzare le graduatorie  dei  concorsi  ancora
  validi,  per  la  copertura dei posti per cui il concorso  è  stato
  bandito, ma non per posti di nuova istituzione.
   Rimane  pertanto alla discrezione dell'Azienda attivare i percorsi
  di cui sopra per fronteggiare le carenze di personale ed assicurare
  adeguati livelli di soddisfacimento della domanda assistenziale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di rispondere l'onorevole  Ardizzone  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi  dichiaro
  soddisfatto.
   Probabilmente   occorre  completare  il  ragionamento   da   parte
  dell'Assessore; questo per chiarezza, per fugare dubbi,  nel  senso
  che è imminente la scadenza della graduatoria di questo personale.
   Mi  risulta che l'Azienda sanitaria, per ben due volte, ha chiesto
  l'autorizzazione proprio all'Assessorato della Salute per procedere
  nell'imminenza all'assunzione di questi fisiatri.
   E'  un  concorso espletato da tempo, sono contratti  quinquennali,
  c'è  il  rischio  se  non  c'è  questa  certezza,  c'è  un  ricorso
  giudiziario pendente. Risulterebbe che l'autorizzazione  sia  stata
  già data

   RUSSO  Massimo, assessore per la salute. E' stata data,   però  si
  riferisce ai posti esistenti, non a quelli di nuova istituzione.

   ARDIZZONE. Infatti, sono posti esistenti, lei ha detto che è stato
  richiesto  per  venti posti e quindi si dovrebbe  coprire  l'intera
  graduatoria.  La  questione fisiatrìa  non  è  da  sottovalutare  a
  Messina, come anche la riabilitazione in generale. E' questo  anche
  il senso della mia interrogazione.
   Ci  sono le legittime aspettative dei vincitori di concorso perché
  noi  abbiamo apprezzato le sue dichiarazioni, Assessore, in estate,
  quando  diceva che voleva bandire i concorsi ad aprile, ma  c'erano
  questi  concorsi  già espletati. Quindi penso che la  sua  risposta
  vada  in  tal  senso  perché non avrebbe senso  di  esperire  nuovi
  concorsi quando ci sono le graduatorie di concorsi già espletati.
   Ma  a Messina assume una maggiore valenza, e penso che ritorneremo
  sulla questione della fisiatrìa e della riabilitazione in generale.
  Ci ritorneremo, non è oggetto di questa interrogazione, per carità,
  e mi riferisco ad esempio alla questione dell'ospedale Margherita.
   Però,   relativamente   a   questa  interrogazione,   mi   ritengo
  soddisfatto  e  spero che l'Azienda, sulla base  delle  indicazioni
  date  da  lei  e  dalla  buona  volontà manifestata  dal  direttore
  dell'ASP di Messina, possa procedere in tempo utile, e quindi entro
  il   28   di   dicembre,  ci  diamo  un  termine  il  27  dicembre,
  all'assunzione dei fisiatri vincitori di concorso.

   PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1386  Mantenimento dell'unità
  operativa semplice di talassemia di Siracusa , numero 1389  Notizie
  sulla  crescita del numero dei parti con taglio cesareo , e  numero
  1391  Attivazione del reparto di rianimazione presso l'ospedale 'Di
  Maria'  di Avola (SR) , tutte dell'onorevole Vinciullo, per assenza
  del  firmatario si intendono presentate con richiesta  di  risposta
  scritta.
   L'interrogazione  numero  1401  Ragioni  del  mancato  scorrimento
  della  graduatoria  del  concorso di  dirigente  medico  di  pronto
  soccorso  indetto dall'ASP 6 di Palermo , dell'onorevole Gucciardi,
  per  assenza del firmatario si intende presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   L'interrogazione  numero 1418  Iniziative perchè  sia  rivista  la
  decisione di declassare l'unità operativa complessa di dermatologia
  in  unità  operativa semplice presso l'ospedale 'Rizza' di Siracusa
  (ASP  8) , dell'onorevole Vinciullo, per assenza del firmatario  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Le interrogazioni numero 1423  Provvedimenti al fine di consentire
  il  riconoscimento dei corsisti OSA (operatori socio-assistenziali)
  da  parte  delle strutture ospedaliere pubbliche ,  e  numero  1426
   Provvedimenti  per  l'inserimento della figura  professionale  dei
  dottori  agronomi e dei dottori forestali nell'elenco degli addetti
  al  servizio di prevenzione e protezione delle strutture  sanitarie
  siciliane ,   entrambe  dell'onorevole  Caputo,  per  assenza   del
  firmatario  si  intendono  presentate  con  richiesta  di  risposta
  scritta.
   L'interrogazione  numero  1439  Iniziative  volte  a  sbloccare  i
  pagamenti  in  favore  delle  farmacie della  provincia  di  Enna ,
  dell'onorevole  Termine,  per assenza  del  firmatario  si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.

   Si  passa alla interrogazione numero 1440  Notizie in merito  alla
  banca  del  cordone ombelicale  di Sciacca , a firma dell'onorevole
  Di Benedetto. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in data 20 ottobre 2006, a seguito di un'inchiesta giudiziaria,  è
  stata  chiusa  la banca del cordone di Sciacca, e  che  i  soggetti
  coinvolti nella vicenda: il dottore Lillo Ciaccio, allora direttore
  della  banca del cordone ombelicale, e la dottoressa Michela  Gesù,
  biologa   specialista   in  genetica,   di   recente   sono   stati
  definitivamente assolti, perché il fatto non sussiste, sia in  sede
  penale  che  innanzi  alla Corte dei conti.  Rimanendo  in  capo  a
  costoro,  senza ombra alcuna, l'indubbio merito di avere istituito,
  fatta vivere e sviluppare la banca del cordone;

   nonostante le assoluzioni di cui sopra, la struttura ha continuato
  a  rimanere chiusa praticamente fino ad oggi, con grave  danno  per
  l'intera collettività, facendo venir meno la periodica fornitura di
  cordoni  ombelicali che in passato ha assicurato  a  tanti  bambini
  ammalati una possibilità di sopravvivenza;

   per  tale  attività  la banca del cordone di Sciacca  ha  ricevuto
  attestati  di  merito  da parte dei migliori  centri-trapianto  del
  mondo, con i quali ha collaborato (Parigi, Londra, Oxford, Seattle,
  Gerusalemme,  Oslo,  Philadelphia,  New  York,  Instanbul  e  molti
  altri);

   la  struttura  di Sciacca, in atto, dispone di 20.000  cordoni  di
  cui,  però,  solo  la metà sono stati studiati e tipizzati  poiché,
  nonostante fosse stata finanziata la somma di due milioni  di  euro
  per   il   completamento   dello  studio  delle   unità   raccolte,
  l'amministrazione  sanitaria del tempo ha preferito  utilizzare  le
  risorse per altre finalità;

   allo stato appare prioritario completare lo studio delle unità già
  raccolte al fine di renderle idonee e disponibili immediatamente al
  trapianto,  così  da poter sopperire ad eventuali  necessità  della
  popolazione;

   considerato che:

   le 20.000 unità, già raccolte dalla struttura, garantiscono la più
  ampia  varietà genetica necessaria per la popolazione e che  quindi
  un  aumento  della  raccolta  non aumenterebbe  la  probabilità  di
  compatibilità per i pazienti in attesa di trapianto. A sostegno  di
  quanto   detto  è  possibile  confrontare  quanto  dichiarato   dal
  professore Rebulla (direttore della banca del cordone di  Milano  e
  coordinatore  delle banche italiane) in un articolo pubblicato  dal
  'Corriere  della  Sera' il 5 settembre u.s., nel  quale  costui,  a
  seguito  di  specifici studi, sostiene che in Italia servono  50-60
  mila cordoni per tutta la popolazione e che i cordoni devono essere
  rappresentativi di tutta la popolazione e per questo devono  essere
  raccolti equamente su tutto il territorio nazionale;

   la banca di Sciacca, sotto la direzione del dottore Ciaccio, aveva
  raggiunto  la  soglia  di  20.000  cordoni,  circa  un  terzo   del
  fabbisogno  nazionale,  ma con il limite di essere  stati  raccolti
  solo in una limitata area geografica del territorio nazionale;

   attualmente,  a  fronte  delle  18.929  sacche  conservate  presso
  l'ospedale di Sciacca, in Italia ne esistono, come documentato  dal
  report  del centro nazionale sangue del 2008, altre 7.000 a Milano,
  2867 a Pavia, 3126 a Bologna, 1585 a Padova, 1374 a Firenze, 1602 a
  Pescara,  1718 a Torino, altre 1500 a Napoli, ecc., per  un  totale
  sufficiente alla copertura del fabbisogno nazionale;

   allo  stato attuale, per le suddette ragioni, non appare in  alcun
  modo  giustificabile, nessuna iniziativa volta ad  incrementare  la
  raccolta;

   l'Assessore  regionale per la salute, nonostante  quanto  fin  qui
  premesso  e  considerato, ha commissariato con proprio  decreto  n.
  2084/10  la  banca  del cordone ombelicale di Sciacca  al  fine  di
  riattivare la raccolta, con conseguente spreco di risorse umane  ed
  economiche, giustificata in funzione di azioni correttive;

   nello stesso decreto l'Assessore, oltre a disporre il reintegro di
  una  dipendente  (la  responsabile del sistema  di  gestione  della
  qualità,  sostanzialmente  un'infermiera professionale)  presso  la
  struttura  della  banca, disponeva l'apertura del nuovo  centro  di
  conservazione e stoccaggio delle cellule staminali da  cordoni  con
  una  capienza  di  ulteriori  70.000  unità  (superiore  all'intero
  fabbisogno nazionale) ed un enorme impegno di spesa, in un  momento
  in cui la sanità subisce tagli in tutti i settori;

   la  suddetta  inutile megastruttura (realizzata  dalle  precedenti
  gestioni,   con  procedure  amministrativamente  discutibili,   che
  l'Assessorato dovrebbe avere cura di approfondire) è costata  circa
  12  milioni  di  euro  e, come dichiarato alla stampa  dall'attuale
  direttore generale dell'ASP di Agrigento, grava sui conti  pubblici
  per 120.000 euro al mese (per rate ai costruttori), più 30.000 euro
  mensili per le spese di gestione;

   l'attuale direttore generale ha inserito nell'atto aziendale,  che
  disciplina i servizi, la banca del cordone ombelicale di Sciacca al
  fine  di  utilizzare il contributo di 1.800.000  euro  erogato  dal
  Ministero   per  attivare  azioni  correttive,  caratterizzare   le
  donazioni  ed inserire la banca nel circuito mondiale, contribuendo
  così a salvare vite umane;

   sull'intera  vicenda è stata disposta da tempo  una  ispezione  da
  parte della Regione;

   per sapere:

   in  base  a  quali  criteri scientifici, col citato  d.a.  si  sia
  proceduto  a  riattivare la raccolta di ulteriori cordoni  oltre  i
  20.000 esistenti che, come detto, superato un certo numero non sono
  utili poiché aumentano soltanto il numero dei cordoni con lo stesso
  codice genetico;

   quali  siano i motivi per cui l'Assessore ha decretato  l'apertura
  del   centro   di  stoccaggio  il  quale,  oltre  che  costoso,   è
  sproporzionato per la banca di Sciacca, prevedendo una capienza che
  va ben oltre l'intero fabbisogno nazionale;
   se  sia  prassi  costante dell'Assessorato  disporre  con  decreto
  assessoriale spostamenti di personale infermieristico;

   quali  ragioni  di  pubblico  interesse  abbiano  determinato   la
  precedente  gestione a realizzare la nuova area di  stoccaggio  per
  ulteriori 70.000 cordoni ombelicali;

   se  abbia  proceduto  a  verificare  l'iter  amministrativo  e  le
  modalità  di  aggiudicazione della gara per la realizzazione  della
  nuova area di stoccaggio;

   se corrisponda al vero il fatto che il pagamento della struttura è
  iniziato prima che la stessa fosse realizzata;

   per  quali  ragioni  nel d.a. venga paventato  il  pericolo  della
  perdita  del finanziamento ministeriale, considerato che l'utilizzo
  di  tali  somme  è stata prevista dall'atto aziendale  dall'attuale
  direttore generale;

   se  non  ritenga  che  l'azione e l'utilizzo  delle  risorse  vada
  orientato  allo  studio  delle unità raccolte  piuttosto  che  alla
  raccolta di nuove unità;

   in  base  a quali calcoli economici ritengano, come affermato  nel
  d.a.   che:   'La   mancata  attivazione  della   nuova   area   di
  crioconservazione genera costi ulteriori';

   se  sia  terminata  l'ispezione tendente a fare  luce  sull'intera
  vicenda  della banca del cordone ombelicale di Sciacca e,  in  caso
  affermativo, per sapere quali siano state le risultanze e se  siano
  emerse responsabilità di carattere penale e/o amministrativo;

   se non ritengano di dover revocare il già citato d.a. n. 2084/10.»

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Russo  per  rispondere  alla
  interrogazione.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute. Con l'interrogazione  in
  esame venivano posti dei quesiti.
   Al  quesito  n.  1  si  risponde così:  Ripresa  dell'attività  di
  raccolta delle unità cordonali.
   Alla ripresa dell'attività di raccolta delle unità cordonali e  di
  criopreservazione delle unità cordonali si è pervenuti in virtù  di
  apposito finanziamento erogato nell'anno 2010, che utilizza risorse
  vincolate  in  tema  di   Interventi a favore  delle  biobanche  di
  materiale  umano'  previste dall'Accordo  Stato-Regioni   29  marzo
  2009, attese le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 34, della
  legge  23  dicembre 1996, n. 662, che tra l'altro  prevede  che  il
  CIPE,  su  proposta  del  Ministro della sanità,  d'intesa  con  la
  Conferenza, può vincolare quote del Fondo sanitario nazionale  alla
  realizzazione di obiettivi  di carattere prioritario e  di  rilievo
  nazionale indicati nel Piano sanitario nazionale, da assegnare alle
  Regioni  per  la  predisposizione, ai sensi  del  successivo  comma
  34bis, di specifici progetti.
   Il  finanziamento  erogato  include, nel  suo  complesso,  risorse
  destinate alla raccolta e criopreservazione e alla realizzazione di
  un  piano  di  azioni  correttive, richiesto dal  Centro  Nazionale
  Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti dell'Istituto superiore  di
  sanità.
   Queste   authority   nazionali  avrebbero,  infatti,   documentato
  nell'anno  2008  l'assenza di taluni prerequisiti  autorizzativi  e
  richiesto la realizzazione di un oneroso piano di azioni correttive
  in    assenza   del   quale   risulterebbe   attualmente   preclusa
  l'esposizione delle unità cordonali raccolte e, in conseguenza,  la
  fruibilità dei prodotti raccolti a favore dei pazienti candidati al
  trapianto.
   L'erogazione del finanziamento che assicura la ripresa nell'azione
  di   raccolta   correla,  in  parte,  con   gli  interventi   della
  magistratura   ordinaria   e   contabile   nell'anno   2006.   Essi
  costituiscono  occasione  che alimenta,  attraverso  la  delega  ad
  accertare  conferita  ad autorevoli rappresentanti  della  comunità
  scientifica  competente  in materia, consistenti  incertezze  sulla
  possibilità  di recupero delle unità cordonali raccolte  in  quella
  sede  per l'assenza di taluni requisiti di qualità e sicurezza  dei
  prodotti   che  renderebbero,  oggi,  ragionevolmente  incerto   il
  salvataggio di lotti costituiti da migliaia di unità cordonali  già
  criopreservate.
   Tali   incertezze   risulterebbe  confermate   dalle   preliminari
  risultanze  di  uno  studio di fattibilità, promosso  dagli  uffici
  competenti di questo Assessorato, operando d'intesa con  il  Centro
  Nazionale  Sangue,  richiesto  a soggetto  terzo  istituzionalmente
  preposto,  ai sensi dell'articolo 3 comma 2 D.M. 18 novembre  2009,
  che  irrobustisce, per altri versi, le iniziali perplessità facendo
  attualmente  ritenere,  nelle more di una  definitiva  valutazione,
  sconsigliato  il  recupero  di  taluni  lotti  di  unità  cordonali
  fortemente sconsigliato  il salvataggio di altri.
   Ne  deriva,  in  conclusione,  che  la  ripresa  dell'attività  di
  raccolta e di criopreservazione presso la biobanca saccense risulta
  dalle  attuali  incertezze refluente da una gestione  insufficiente
  della  Banca  di  Sciacca negli anni precedenti che  non  consente,
  attualmente,  di  stabilire  il numero delle  unità  cordonali  che
  potranno  essere ammesse alla riqualificazione in aderenza  a  quei
  requisiti di  qualità e sicurezza  che i protocolli trapiantologici
  devono   assicurare   con   l'obiettivo  di   garantire   l'outcome
  assistenziale dei pazienti eleggibili.
   Secondo quesito: Area di criopreservazione.
   L'odierna  gestione del progetto di riqualificazione  della  Banca
  cordonale di Sciacca è destinata invariabilmente a confrontarsi con
  talune iniziative programmatiche che portano, nell'anno 2007,  alla
  realizzazione   di   una   nuova  area   di   stoccaggio   per   la
  criopreservazione di ben 40.000/70.000 unità cordonali.
   Preme evidenziare che i costi relativi alla realizzazione di  tale
  struttura, fino ad oggi non utilizzata, graverebbero ancora, ed  in
  misura  pressoché totale, sui fondi del sistema sanitario regionale
  laddove si consideri:
   -  che  con  atto  deliberativo n. 87 del 23  dicembre  2006  l'ex
  Azienda  ospedaliera   Ospedali  civili   riuniti  di  Sciacca'  ha
  indetto  una  gara, a mezzo di asta pubblica,  per la fornitura  di
  prodotti,  servizi ed opere per la realizzazione di un impianto  di
  stoccaggio occorrente alla banca del sangue cordonale;
   -  che  l'importo complessivo, risultante dalla realizzazione  del
  manufatto, da corrispondersi all'Associazione temporanea di imprese
  aggiudicataria  (Air  Liquide Sanità Service -  Tecnofyn  Group)  è
  risultato pari a euro 10.002.474,00 oltre Iva da erogarsi, come  da
  contratto  sottoscritto nell'anno 2007, in canoni mensili  di  euro
  92.615,50  oltre  Iva  per  la durata  di  anni  nove,  ben  oltre,
  pertanto, il periodo di carica del management aziendale e sanitario
  del tempo;
   -  che  soltanto  il  10-15 per cento circa  dell'importo  risulta
  attualmente  corrisposto all'A.T.I. aggiudicataria  in  conseguenza
  del mancato pagamento, da parte dell'Azienda sanitaria, di numerose
  delle 44 fatture emesse.
   Se   ne   ricava   che  l'apertura  del  centro   di   stoccaggio,
  condivisibilmente   ritenuto  da  questo   Assessorato   ampiamente
  sovradimensionato,  risulterebbe  dalla  necessità  di   assicurare
  l'utilizzo di un manufatto:
   -la  cui  attivazione viene richiesta dall'Istituto  Superiore  di
     Sanità all'interno del Piano delle azioni correttive, ritenute le
     attuali modalità di conservazione delle unità cordonali bancate non
     aderenti agli standard previsti dalla vigente normativa;
  -che incide, per le motivazione suesposte, in misura rilevante
  sugli equilibri economici del sistema sanitario regionale;
  -che risulta gravato da un vincolo che richiede di onorare i costi
  refluenti dalla sottoscrizione di un contratto stipulato dal
  management aziendale del tempo;
  -che genera, ancorché non utilizzato, costi refluenti dalla
  necessità di assicurare il rifornimento periodico di azoto liquido
  al suo interno al fine di impedirne il deterioramento, mentre costi
  ulteriori risultano dalla criopreservazione delle unità in altra
  area a minore efficienza.
   Si   rappresenta,   peraltro,  che  dagli   elementi   documentali
  acquisiti,   non  risulta  attualmente  possibile  evincere   quali
  motivazioni  abbiano indotto la direzione generale, in  carica  nel
  periodo  in  cui  il  relativo bando di gara  venne  pubblicato,  a
  realizzare un'area di criopreservazione con tali caratteristiche di
  capienza.
   Non  risulta  attualmente possibile verificare,  peraltro,  se  il
  dimensionamento dell'area di criopreservazione realizzata  consegua
  ad  una  progettualità  correlata ad  un  prevedibile  e  ulteriore
  sviluppo  del  banking cordonale in quella sede o  sia,  piuttosto,
  conseguente  ad  una  determinazione  valutata  ictu  oculi   dalla
  stazione appaltante.
   Non  risulta, altresì, dimostrabile, attualmente, se tale atto  di
  programmazione  sia  stato  adottato  motu  proprio   dal   vertice
  aziendale  o condiviso con il ruolo sanitario del tempo e  preposto
  alla gestione della banca.
   Appare  comunque  rilevante la recente acquisizione  di  ulteriori
  elementi  documentali  che  dimostrerebbero,  piuttosto,  quanto  i
  contenuti  del contratto sottoscritto incidano sui costi refluenti,
  verificato che la quota capitale prevista per la realizzazione  del
  manufatto,  pari  ad     6.283.300,00,  risulta  incrementata,   in
  conseguenza  del pagamento previsto in rate mensili  nell'arco  dei
  nove  anni  successivi,  da  un tasso annuo  degli  interessi  pari
  all'11,2059 per cento.
   A  tale previsione di spesa, inizialmente pari ad   10.002.474,00,
  oltre IVA, si aggiungono, oggi, i costi derivanti dall'applicazione
  degli  interessi  di  mora richiesti dall'A.T.I.  aggiudicataria  e
  quelli  refluenti,  più recentemente, dalla cessione  del  credito,
  vantato dall'aggiudicatario, a società di factoring.
   Nonostante    dalla   valutazione   degli   elementi   documentali
  recentemente pervenuti non risulterebbe la sussistenza di  illeciti
  amministrativi  conseguenti a violazioni della  prassi  che  regola
  l'acquisizione  di  beni e servizi presso le aziende  sanitarie  ai
  sensi  del  D.lgs.  n.  163/2006, si è già  ritenuto,  valutato  il
  sovradimensionamento dell'area realizzata, di dover demandare  agli
  organi   istituzionalmente  preposti  l'accertamento  di  eventuali
  profili di illiceità penalmente perseguibili o di danno erariale.
   Con   riferimento,  infine,  al  quesito  posto  dall'interrogante
  tendente  a  sapere   se il pagamento si è iniziato  prima  che  la
  stessa   fosse  realizzata   si  rappresenta  che  dagli   elementi
  documentali  in  possesso  di  questa  Amministrazione,   trasmessi
  dall'A.T.I.  aggiudicataria,  risulterebbe  che,  sottoscritto   il
  contratto  in  data  22  febbraio 2007,  l'Associazione  temporanea
  d'imprese  avrebbe  provveduto all'emissione  della  prima  fattura
  (Documento n. 1920003422) in data 31 marzo 2007.
   Quesito n. 3 - Spostamento del personale infermieristico.
   Il  decreto assessoriale n. 2084 dell'agosto 2010, recante  Nomina
  del  commissario ad acta presso la banca cordonale di Sciacca   non
  dispone    il   reintegro,   presso   la   banca,   dell'infermiera
  professionale  che  era stata identificata quale  responsabile  del
  sistema di gestione della qualità presso la Banca di Sciacca.
   In riferimento a tale soggetto, nel citato decreto, come si evince
  da  quanto  esposto successivamente, risulta piuttosto  indicativo,
  unitamente   ad   altri,   della  mancata  osservanza   di   talune
  disposizioni richieste da questo Assessorato al Direttore  generale
  dell'Azienda  sanitaria  provinciale  di  Agrigento  al   fine   di
  assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti dai  progetti
  finanziati.
   Il  riferimento a tale soggetto sottolinea, pertanto, nel  decreto
  citato,  la ripetuta e mancata osservanza da parte della  Direzione
  generale di precedenti richieste formulate da questo Assessorato.
   Esse  includono, in palese violazione a quanto richiesto con  nota
  assessoriale  del  5 maggio 2010, la mancata rendicontazione  delle
  attività poste in essere per effetto del finanziamento erogato e la
  mancata  definizione  di  un  nuovo modello  organizzativo  che  si
  discostasse, per efficacia ed efficienza, dalle precedenti modalità
  di gestione della banca cordonale.
   Quesito  n.  4  -  Atto  aziendale  e  finanziamento  della  linea
  progettuale.
   L'inserimento  all'interno  dell'Atto aziendale  della  Banca  del
  Sangue  cordonale  di Sciacca risulta del tutto indipendente  dalle
  modalità  attraverso  le  quali  il  citato  Accordo  Stato-Regioni
  assicura   l'erogazione  della  somma  residua  del   finanziamento
  previsto  e impedisce il possibile riassorbimento del finanziamento
  già erogato a sostegno della linea progettuale.
   Ne  deriva che, al fine di impedire il riassorbimento del  70  per
  cento   del   finanziamento   già   corrisposto   e   ottenere   la
  corresponsione  del rimanente 30 per cento, risulta  indispensabile
  riscontrare,   nei   tempi  previsti  dal  medesimo   accordo,   il
  raggiungimento  degli  obiettivi previsti dai  progetti  finanziati
  attraverso la produzione di apposito report di risultato.
   In  conclusione, l'inserimento della Banca Cordonale nell'atto  di
  programmazione  aziendale se da un lato si pone quale  atto  dovuto
  della  programmazione aziendale, non costituisce,  in  alcun  modo,
  garanzia  ai fini della definitiva erogazione della somma stanziata
  in sede di riparto.
   Quesito n. 5 - Utilizzo delle risorse
   Le   indicazioni,   fornite  dai  competenti  uffici   di   questo
  Assessorato,  o  risultanti  dalle attività  poste  in  essere  dal
  commissario ad acta, inducono a ritenere che l'articolato  progetto
  di riqualificazione della Banca di Sciacca debba essere inteso come
  risultante di steps organici all'interno dei quali:
   -il  finanziamento  erogato  attualmente risulta  funzionale  alla
      ripresa dell'attività di raccolta, aderente agli standard, nonché
      al rilascio della prescritta autorizzazione da parte delle autorità
      nazionali  competenti (Centro Nazionale Sangue-Centro Nazionale
      Trapianti) indispensabile ai fini della successiva esposizione che
      renderebbe fruibili le unità cordonali attraverso lo  sportello
      unico dell'IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry);
  -la definitiva acquisizione delle risultanze dello studio di
  fattibilità, richiesto a soggetto terzo ai sensi del decreto
  ministeriale 18 novembre 2009, costituisce indicazione utile alla
  qualificazione delle unità bancate negli anni precedente e non
  fruibili dai pazienti eleggibili ai protocolli trapiantologici;
  -il ridimensionamento dell'attività di raccolta, in forma coerente
  con le aspettative del network nazionale delle banche cordonali,
  risulti sostenibile e, pertanto, compatibile con gli equilibri
  economici del sistema sanitario regionale.
   Se  ne  ricava,  in  conclusione,  che  l'utilizzo  delle  risorse
  economiche  risulterà orientato al recupero delle  unità  cordonali
  già criopreservate, nella misura comunque prevista dalle risultanze
  dello  studio di fattibilità intrapreso, piuttosto che all'attività
  di raccolta.
   Quesito  n. 6 - Commissariamento della banca del sangue  cordonale
  di Sciacca
   Il  decreto  assessoriale  n. 2084 del  12  agosto  2010,  recante
   Nomina  del  commissario  ad acta presso  la  banca  cordonale  di
  Sciacca   conferisce  all'attuale Direttore  del  Centro  Regionale
  Sangue  (CRS),  il mandato tendente a perseguire il  raggiungimento
  degli  obiettivi dei progetti finanziati e, nel suo  complesso,  il
  progetto di riqualificazione della banca cordonale.
   A  tale  proposito si ritiene opportuno far rilevare, in premessa,
  l'inesattezza  di  talune  affermazioni iniziali  dell'interrogante
  che,  isolatamente considerate, se da un lato alimentano i  quesiti
  posti,  tenderebbero, per altro verso, a ricondurre il  decreto  di
  commissariamento  della  banca alla  volontà  di  produrre  singole
  azioni, spesso non previste, in forma enucleata dalla ratio che  ne
  governa la stesura.
   Di fatto, al commissariamento della Banca si perviene, nell'agosto
  2010,   valutate  l'inosservanza  e  l'inottemperanza   di   talune
  disposizioni, talvolta discusse in altri casi impartite al  vertice
  aziendale  al  fine di produrre utili azioni che,  se  da  un  lato
  avrebbero   dovuto  contribuire  al  raggiungimento  di   obiettivi
  previsti  dai  progetti finanziati nel gennaio 2010, non  avrebbero
  dimostrato,  in  aggiunta,  la  disponibilità  a  porre  in  essere
  iniziativa   alcuna   tendente   ad   avviare   il   progetto    di
  riqualificazione della Banca saccense.
   Tale riqualificazione, fortemente voluta da questa Amministrazione
  sulla  scorta  di  una metodologia prodotta dai competenti  uffici,
  tenderebbe a produrre un modello di gestione della Banca di Sciacca
  che:
   -   assicura,   per  l'anno  2010,  l'attività   di   raccolta   e
  criopreservazione  e  la  realizzazione  di  un  piano  di   azioni
  correttive  utilizzando,  a supporto, i  fondi  vincolati  previsti
  dall'accordo Stato-Regioni del 25 marzo 2009;
   -   prevede,   a  partire  dall'anno  2011,  un  ridimensionamento
  dell'attività di raccolta, promossa in forma smodata e non coerente
  nel  corso  degli  anni  precedenti, riconducendola  alle  esigenze
  attuali del network nazionale delle banche cordonali;
   -  ritiene prioritaria l'esigenza di assicurare la fruibilità  dei
  prodotti  in precedenza criopreservati e, ancora oggi, non  esposti
  attraverso  i  circuiti di distribuzione nazionale e internazionale
  da  effettuarsi  sulla  scorta delle  risultanze  dello  studio  di
  fattibilità intrapreso;
   -  riconduce  gli  elementi di sostenibilità  del  progetto  anche
  all'acquisizione dei beni e dei servizi alla prassi ordinaria e  al
  rito  civilistico del tutto disattesi, attualmente e in precedenza,
  dal management aziendale.
   Se   ne  ricava  che  la  richiesta  formulata  dall'interrogante,
  tendente  a  produrre  una  revoca del  decreto  che  determina  il
  commissariamento della Banca del sangue cordonale di  Sciacca  sia,
  attualmente,  da   ritenersi  non riscontrabile,  ritenuto  che  il
  coordinamento  delle  attività, promosso dall'attuale  Commissario,
  costituisce un punto di forza correlato all'obiettivo di garantire,
  attraverso  la  sinergia delle azioni suddette, la riqualificazione
  della   Banca  saccente  sulla  scorta  della  progettualità  sopra
  indicata.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace
  per l'assessore perchè, nel momento in cui aveva poca voce, gli  ho
  fatto  leggere una relazione così lunga, ma la questione non  é  di
  poco rilievo.
   Intanto,  devo  prendere atto, lo apprendo  in  questa  sede,  che
  alcuni fatti emersi dall'ispezione sono stati inviati alle autorità
  competenti,  quindi ritengo alla Magistratura. Ci  sono  dei  fatti
  gravissimi    che    era   giusto   segnalare,     ho    presentato
  l'interrogazione  e  apprendo  con  soddisfazione  che  sono  stati
  segnalati  alla Magistratura. Mi riferisco in maniera  specifica  a
  come  si può avere, in passato, a fronte di un fabbisogno nazionale
  di  60 mila cordoni, previsto 90 mila cordoni ombelicali a Sciacca,
  cioè  20  mila più 70 mila del nuovo centro di raccolta; a come  si
  può  avere  fatto  questa struttura con procedure  che  l'assessore
  definisce poche chiare, mi pare abbia usato questo termine; a  come
  si  può  avere  iniziato a pagare il costo di  realizzazione  della
  struttura prima che la struttura stessa fosse, non dico collaudata,
  ma neanche realizzata.
   Assessore, credo che, intanto, occorrerebbe bloccare il  pagamento
  delle  rate  di mutuo nei confronti delle ditte aggiudicatarie  che
  risultano essere indagate e, in alcuni casi, condannate per  mafia.
  Di  questo stiamo parlando quando parliamo della banca del  cordone
  ombelicale di Sciacca e delle procedure che ci sono state.
   Io  credo  che  lì ci siano responsabilità precise,  probabilmente
  anche  di chi, all'interno dell'assessorato, ha autorizzato  queste
  spese perché si tratta di spese autorizzate dall'assessorato e c'è,
  da un lato, l'indagine della Magistratura .

   RUSSO Massimo, assessore per la salute. Dei  precedenti anni.

   DI  BENEDETTO.  Mi  pare  chiaro che stiamo  parlando  degli  anni
  precedenti,  assessore; su questo, nessun dubbio.  Avrei  preferito
  una maggiore celerità, ma capisco che nella raccolta di risposte di
  questo tipo bisogna avere giusti supporti.
   Ciò,  però, non toglie i miei dubbi rispetto a quello che  si  sta
  facendo perché, nel decreto assessoriale, si parla di ripresa della
  raccolta,  ma non si pone un limite. Vi è scritto di riprendere  la
  raccolta, ma il problema è che qui dobbiamo sapere quando  fermarci
  come  raccolta  e non possiamo andare sopra le 20  mila  unità;  mi
  parrebbe  assurdo.  Dobbiamo sapere che la  metà  di  queste  unità
  raccolte sono state catalogate secondo i protocolli e l'altra  metà
  no,  quindi  abbiamo metà materiale sufficiente  per  sopperire  ai
  bisogni nazionali, da questo punto di vista.
   Io  vorrei capire, assessore, se un commissario ad acta va lì  per
  fare  degli  atti, svolge il proprio compito e termina  il  proprio
  incarico,  non  si  tratta  di un commissario  ad  acta  ma  di  un
  commissariamento della banca del cordone ombelicale sine die.
   Ora, di questo vorremmo avere cognizione perché, da quanto so,  un
  commissario  ad  acta  si limita a produrre atti  che  hanno  degli
  effetti,  dopodiché  si ritorna alla gestione ordinaria  che  viene
  affidata  al  direttore  generale,  agli  organismi,  ai  direttori
  sanitari,  a tutti coloro che si occupano, di fatto, dell'andamento
  ordinario  della  gestione. Allora, in  questo  senso,  mi  ritengo
  soddisfatto.
   Ci  sono,  però, delle questioni che riguardano il  decreto  e  la
  durata  del  commissariamento che in me continuano a suscitare,  da
  questo  punto di vista, delle perplessità. Ragione per  cui  io  mi
  ritengo,  rispetto  alle questioni che riguardano  l'obiettività  e
  l'intransigenza  in riferimento alle omissioni  e  alle  azioni  di
  carattere   illegale  o  illegittimo  che  forse  ci   sono   state
  nell'azienda  di Sciacca, pienamente soddisfatto per  l'azione  che
  l'assessore ci dice sta producendo.
   Non  mi dichiaro soddisfatto in riferimento alla gestione che  sta
  assicurando alla banca del cordone ombelicale e per il  fatto  che,
  sinceramente,  mi  suona  strano che  nello  stesso  decreto  venga
  imposto come atto da compiere lo spostamento di una infermiera e il
  fatto  di adibire una infermiera a funzione specifica. Questi  sono
  atti   di  ordinaria  gestione,  per  i  quali  mi  sembra   troppo
  impegnativo lo strumento scelto.

   RUSSO  Massimo,  assessore per la salute. Era  responsabile  della
  qualità.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, la mia replica é in  riferimento
  alla interrogazione a cui l'assessore ha risposto.

   PRESIDENTE.  Da  quello  che ho capito, si  dichiara  parzialmente
  soddisfatto.
   L'interrogazione numero 1446  Verifica delle cause che stanno alla
  base  dei  tempi  lunghi  di  attesa per  le  visite  ginecologiche
  nell'ospedale   Moscatello   di   Augusta   (SR) ,   dell'onorevole
  Vinciullo,  per  assenza del firmatario, si intende presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa alla interpellanza numero 99  Chiarimenti in ordine alla
  delibera  del direttore generale dell'azienda sanitaria provinciale
  di   Palermo   n.  240  del  30  marzo  2010,  avente  ad   oggetto
  'Potenziamento  Assistenza Sanitaria Isole Pelagie  -  Attività  di
  laboratorio analisi' , degli onorevoli Leontini, Falcone, Pogliese,
  Mancuso,  Campagna,  D'Asero, Torregrossa, Limoli,  Bosco,  Corona,
  Beninati, Leanza Edoardo, Buzzanca, Caputo. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   con  delibera  n.  240  del  30 marzo  2010,  l'Azienda  sanitaria
  provinciale  di  Palermo  ha  determinato  di  stipulare,  con   il
  laboratorio analisi cliniche il 'Centro Clinico Lampedusa  s.r.l.',
  un  contratto di assegnazione del budget per l'anno 2010 di cui  al
  decreto  dell'Assessore per la salute n. 779 del 15 marzo 2010  (di
  approvazione   della   metodologia  per  la  determinazione   degli
  aggregati  provinciali di spesa per la specialistica  ambulatoriale
  convenzionata  esterna e dei relativi criteri per la determinazione
  del  budget delle singole strutture da parte dei direttori generali
  delle ASP);

   la  predetta  delibera  n.  240 del 30 marzo  2010  ha  comportato
  pertanto  la sospensione dell'attività del laboratorio  di  analisi
  cliniche del poliambulatorio di Lampedusa (AG);

   considerato che:

   con  la  predetta  delibera n. 240 del 30  marzo  2010,  l'azienda
  sanitaria  provinciale  di Palermo ha di  fatto  concentrato  tutta
  l'attività  di  patologia clinica in capo ad una struttura  privata
  accreditata,  creando  un  regime  di  monopolio  relativamente  al
  settore  delle  analisi  cliniche  a  favore  del  'centro  clinico
  Lampedusa s.r.l.';

   lo  schema  del  contratto di assegnazione del budget  per  l'anno
  2010, approvato con la determina n. 240 del 30 marzo 2010, prevede,
  al  punto  n.  3), che gli accertamenti diagnostici  effettuati  in
  regime  di  reperibilità saranno compensati a  favore  del  'centro
  clinico di Lampedusa s.r.l.' forfettariamente in misura superiore a
  quanto indicato nel d.a. n. 779 del 15.03.2010 e precisamente nella
  misura pari ad euro 50,00;

   il  sopraddetto  schema  di  contratto  di  assegnazione  prevede,
  altresì,  al  punto n. 6) che: 'Per quanto attiene la  fatturazione
  mensile   delle   prestazioni  erogate  il  centro   produrrà   due
  fatturazioni così articolate: una nella misura di un dodicesimo  di
  euro  66.457,00 del budget annuo di cui al presente accordo, i  cui
  costi   graveranno   sullo   specifico  aggregato   dedicato   alla
  specialistica   privata  accreditata  ed  una   eventuale   seconda
  fatturazione per le prestazioni eccedenti il predetto dodicesimo, i
  cui  costi  verranno  attinti  dai fondi  dell'ASP  di  Palermo  da
  prelevare sul proprio bilancio';

   nella  predetta  delibera  n. 240 del  30  marzo  2010  non  viene
  individuato il capitolo di spesa attraverso il quale far  fronte  a
  detti costi;

   per  conoscere  quali ragioni inducano l'ASP di  Palermo  a  farsi
  carico  di  eventuali extrabudget illimitati e  a  non  individuare
  nelle  determina n. 240 del 30 marzo 2010 il capitolo di spesa  sul
  quale  dovrà  gravare la relativa spesa e altresì per conoscere  le
  ragioni  che  abbiano  indotto l'ASP  di  Palermo  a  prevedere  un
  corrispettivo per gli accertamenti diagnostici effettuati in regime
  di  reperibilità in una misura superiore rispetto ai criteri di cui
  al d.a. n. 779/2010». (99)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Russo  per  rispondere  alla
  interpellanza.

   RUSSO  Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, già  a
  partire  dal  2003,  le  Direzioni aziendali  susseguitesi  avevano
  affrontato  la  questione sia dal punto di  vista  delle  refluenze
  sulla  qualità  dell'assistenza sanitaria erogata alla  popolazione
  isolana,  ma soprattutto sulla ponderazione, in termini gestionali,
  dell'analisi  costi/benefici del sistema approntato  sull'isola  di
  Lampedusa.
   Infatti,  fin  da  allora,  in  sede di  conferenza  di  servizio,
  l'Azienda  aveva valutato di affidare in service o in  convenzione,
  da  definire nel corso dell'approfondimento della problematica,  la
  struttura   del  laboratorio  di  analisi  allo  specialista   pre-
  accreditato  già operante in loco, previo protocollo  disciplinante
  il  controllo  sulle prestazioni erogate, verifica  della  corretta
  gestione  e  controlli di qualità del servizio H24 per  prestazioni
  indifferibili ed urgenti.
   Nel  2004,  la  Direzione generale dell'Azienda  rappresentava  la
  convenienza  di  procedere alla chiusura  di  tale  laboratorio  di
  analisi,  per  motivi  di economicità e di  qualità  del  servizio,
  prevedendo  un  aumento del 50 per cento del budget assegnato  alla
  struttura privata-accreditata, al fine di garantire la reperibilità
  anche  nei  giorni  festivi;  tale necessità  veniva  ulteriormente
  ribadita  nel  2008  dal  Direttore del  Distretto  n.  10  cui  fa
  riferimento la struttura.
   Anche  nell'aprile 2009, in sede di tavolo tecnico richiesto dalla
  Direzione aziendale, veniva sottolineata l'importanza dell'utilizzo
  di  un  solo laboratorio di analisi con un unico budget al fine  di
  contenere la spesa e garantire un adeguato servizio sanitario.
   Successivamente,  il  decreto  assessoriale  del  12  giugno  2009
  approvava  la delibera dell'AUSL 6 di Palermo n. 256 del  19  marzo
  2009,   la   quale,   in   ottemperanza  al  piano   regionale   di
  riorganizzazione   della   rete  delle   strutture   pubbliche   di
  diagnostica  di  laboratorio,  non  prevedeva,  nel  territorio  di
  Lampedusa,  in  base  alla  domanda  sanitaria  ed  alla  razionale
  gestione, il laboratorio di analisi pubblico.
   Pertanto,  la Direzione dell'Azienda, attese le risultanze  emerse
  dall'analisi compiuta dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari
  Regionali  (AGENAS)  sulla  domanda  e  sull'offerta  dei   servizi
  sanitari  ai  residenti delle Isole Pelagie e  a  quanti  ad  altro
  titolo  presenti (pubblicazione del luglio 2009), che evidenziavano
  un  costo  medio superiore ai dati del valore intermedio  aziendale
  delle  prestazioni  di  laboratorio eseguite  presso  la  struttura
  pubblica, nel pieno rispetto dei LEA, determinava, su proposta  del
  Dipartimento  Cure Primarie, con la delibera n. 240  del  30  marzo
  2010, la sospensione dell'attività di Diagnostica di Laboratorio di
  Analisi  A.S.P.  al fine di eliminare ingiustificabili  sprechi  di
  risorse  finanziarie,  rispettando  i  principi  di  efficienza  ed
  efficacia.
   Conseguentemente  a  ciò,  l'Azienda  ha  provveduto  pertanto   a
  stipulare  contratto con il legale rappresentante  del  laboratorio
  accreditato   Centro clinico Lampedusa s.r.l.  con la  garanzia  di
  una  copertura  assistenziale su sei giorni la settimana  (apertura
  oraria 8.00 - 13.00) anziché  quattro e, per i casi urgenti,  anche
  prestazioni  in  regime  di pronta disponibilità  a  richiesta  del
  locale servizio di P.S., remunerato con compenso forfetario.
   Il  budget assegnato con l'aggregato provinciale è determinato  in
  60.000  euro;  la  copertura  dell'eventuale  fatturato  eccedente,
  stimato  in  misura  non  superiore  a  circa  100.000  euro,  sarà
  soddisfatta   dalle  risorse  derivanti  dalla  sospensione   delle
  attività della struttura aziendale.
   In  ultimo,  appare  necessario  sottolineare  il  dato  economico
  fornito dall'Azienda con apposita relazione resa nel settembre 2010
  che dimostra un risparmio sui costi diretti sostenuti dall'Azienda,
  pari  a  circa  390 mila euro per l'anno 2009, con  un  contestuale
  rafforzamento dell'offerta secondo quanto in precedenza  riportato,
  ivi compresa l'attivazione di un punto prelievo presso Linosa.
   Alla  luce di quanto sopra, si ritiene che quanto posto in  essere
  dalla   Direzione  generale  dell'ASP,  a  seguito  della  relativa
  valutazione   costi/benefici,  sia   idoneo   per   assicurare   il
  soddisfacimento  della specifica domanda sanitaria consentendo,  in
  concreta  e  coerente  attuazione delle direttive  assessoriali  in
  materia, una più appropriata risposta alle aspettative dei pazienti
  ed  un più razionale ed ottimale utilizzo delle risorse disponibili
  garantendo l'erogazione dei LEA.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Buzzanca   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   BUZZANCA. Prendo atto della risposta.

   PRESIDENTE.  Le interrogazioni numero 1454  Misure per contrastare
  la   diffusione   della   celiachia  in  Sicilia ,   dell'onorevole
  Vinciullo,  numero  1464   Notizie sui  casi  di  malasanità  negli
  ospedali  siciliani , dell'onorevole Marrocco, numero 1466  Ragioni
  della  mancata apertura del nuovo ospedale di Militello in  Val  di
  Catania  (CT) , dell'onorevole Falcone, numero 1473  Notizie  sulla
  fondazione  Istituto  San  Raffaele - G. Giglio  di  Cefalù  (PA) ,
  dell'onorevole   Caputo,   numero   1481    Apertura   dell'ufficio
  polifunzionale  provinciale del '118' in  provincia  di  Siracusa ,
  dell'onorevole Vinciullo, e numero 1482  Opportunità di  dotare  la
  postazione    del    '118'   di   Ortigia    (SR)    di    apposita
  automedicalizzata ,  dell'onorevole  Vinciullo,  per  assenza   dei
  rispettivi  firmatari,  si intendono presentate  con  richiesta  di
  risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari riunitasi oggi, 20 dicembre 2010, sotto la  Presidenza
  del   Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Cascio,  e   con   la
  partecipazione  dell'Assessore per l'economia avvocato  Armao,  dei
  Vice  presidenti dell'Assemblea, onorevoli Formica e  Oddo,  e  del
  Presidente  della  Commissione  Bilancio ,  onorevole  Savona,   ha
  deliberato all'unanimità la seguente agenda dei lavori:

   AULA:
   L'Assemblea  terrà seduta oggi 20 dicembre 2010, con l'ordine  del
  giorno  già stabilito, e giovedì 23 dicembre 2010, alle ore  10.00,
  per  la discussione ed approvazione dell'esercizio provvisorio  del
  bilancio 2011-2013;

   COMMISSIONI:
   La  Commissione  Bilancio  è immediatamente autorizzata a riunirsi
  da  oggi  per l'esame del disegno di legge di esercizio provvisorio
  sopra indicato.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Comunicazione relativa al disegno di legge numero 659

   PRESIDENTE. Comunico che, in merito al disegno di legge numero 659
   Autorizzazione   all'esercizio  provvisorio   per   l'anno   2011.
  Consolidamento debito residuo a fronte delle anticipazioni concesse
  nell'anno  2010  per  particolare  situazione  di  emergenza ,   di
  iniziativa  governativa,  il  Governo  durante  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari, svoltasi in data  odierna,  ha
  comunicato  il  ritiro  dell'articolo 3   Iniziative  per  favorire
  l'informazione  ai  cittadini ed alle imprese   e  dell'articolo  4
   Misure per l'accelerazione della spesa dei fondi extraregionali .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a giovedì,  23  dicembre
  2010, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
   numero 229  -  Interventi per scongiurare e combattere la  grave
          crisi del comparto agricolo regionale.

  III  -Discussione del disegno di legge:

   -«Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
     Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
     concesse nell'anno 2010 per particolari situazioni di emergenza».
     (659).

                   La seduta è tolta alle ore 18.50

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte  scritte  ad interrogazioni - Rubrica  «Infrastrutture  e
  mobilità»

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che il tratto autostradale A-
  29,  costruito dall'Anas a partire dal 1971 ed affidato in gestione
  allo stesso ente, si estende complessivamente per 119 chilometri  e
  collega Palermo con Mazara del Vallo e, attraverso una diramazione,
  con Trapani e Marsala;

   da  lungo  tempo l'intera arteria stradale, denominata 'autostrada
  del  sale',  è in uno stato di totale abbandono e degrado  tale  da
  rendere pericoloso il transito;

   in particolare l'autostrada risulta sprovvista di aree di servizio
  per il rifornimento di carburante lungo tutto il percorso;

   la  galleria  denominata  'Segesta',  che  si  trova  prima  dello
  svincolo  Calatafimi-Segesta, non risulta dotata di dispositivi  di
  sicurezza lungo i suoi 1615 metri e, oltre alla corsia d'emergenza,
  mancano  vie  di fuga, aerazione e colonnine sos. Anche  il  tunnel
  'Fumosa', tra gli svincoli di Fulgatore e Dattilo, lungo circa  500
  metri,  presenta  le stesse problematiche mentre  la  galleria  tra
  Salemi e Santa Ninfa è priva di illuminazione;

   le  aree  di  sosta  risultano invase dai rifiuti  e  prive  della
  necessaria  e  prevista  illuminazione.  In  particolare,   non   è
  illuminata   la   piazzola  'Fontanelle',  tra   lo   svincolo   di
  Castelvetrano  e quello di Campobello di Mazara, mentre  presso  la
  piazzola  denominata  'Costa  Gaia',  tra  l'uscita  Alcamo  Est  e
  l'uscita  Castellammare del Golfo, sarebbe prevista la  costruzione
  di   un'area  di  rifornimento  che,  tuttavia,  non  è  stata  mai
  realizzata;

   l'illuminazione notturna è funzionante solo nel tratto iniziale da
  Palermo  fino  all'uscita per l'aeroporto  'Falcone  e  Borsellino'
  mentre  tutti gli svincoli successivi e la segnaletica  direzionale
  risultano al buio;

   non  risultano ancora rimossi i cartelli con il limite di velocità
  di  80Km/h  che  persistono in buona parte del tragitto  nonostante
  l'Anas  abbia  provveduto ad effettuare la manutenzione  del  manto
  stradale;

   non  esistono  neppure cartelli per gli automobilisti  diretti  da
  Trapani  all'aeroporto  'Falcone e  Borsellino'  che  indichino  la
  distanza dall'aerostazione;

   considerato che:

   la  manovra finanziaria elaborata dal Ministro Tremonti  e  varata
  dal Governo nazionale avrebbe previsto l'introduzione del pagamento
  di  un  pedaggio di uno o due euro all'Anas anche per alcuni tratti
  della  A-29  (Palermo-Mazara del Vallo, Alcamo-Trapani, diramazione
  per Birgi, diramazione per Punta Raisi) senza prevedere, di contro,
  alcun  obbligo  di garantire la sicurezza o il miglioramento  delle
  condizioni del tratto autostradale;

   anche  il  consiglio provinciale di Trapani, nella seduta  del  21
  dicembre 2009, ha stigmatizzato la situazione di pericolo esistente
  nella  A  29 in riferimento alla presenza di viadotti non  protetti
  dalla   doppia   barriera,  che  sarebbe  previsto  dalle   vigenti
  disposizioni in materia;

   lo  stesso  consiglio provinciale di Trapani, in data  10  gennaio
  2010,  ha  sollecitato  all'Anas i  necessari  interventi  volti  a
  rimuovere le condizioni di pericolo esistenti;

   per sapere:

   se non ritengano indispensabile ed urgente attivarsi nei confronti
  dell'Anas   perché  vengano  effettuati  i  necessari   lavori   di
  manutenzione e/o di messa in sicurezza;

   quali  iniziative  siano state assunte ad oggi dal  Governo  della
  Regione  ovvero  si  intendano  adottare  al  fine  di  evitare  il
  procrastinarsi  di  un  disagio che mette in pericolo  ogni  giorno
  migliaia   di   cittadini  in  transito  nel  tratto  stradale   in
  questione». (1248)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -   «Con  riferimento all'interrogazione  con  risposta
  scritta  n.  1248 a firma dell'onorevole  Bernardo  Mattarella,  si
  forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti da  parte  del
  competente  Dirigente  Generale del  Dipartimento  regionale  delle
  infrastrutture, della mobilità e dei trasporti che  ha  relazionato
  in   merito   alle   condizioni  di  sicurezza  e   di   efficienza
  dell'autostrada A29 Palermo - Trapani- Mazara del Vallo.
     L'Anas  S.p.A.  ha approvato nel 2008 un piano di localizzazione
  che  prevede la realizzazione di n. 14 nuove aree di servizio lungo
  tutta la rete autostradale.
     Per quanto riguarda l'autostrada A-29 Palermo-Trapani-Mazara del
  Vallo,  nel  mese  di  Agosto 2010 sono stati ultimati  i  progetti
  preliminari delle seguenti aree di servizio:

     1.   Costa Gaia Nord e Sud  Autostrada A/29  Palermo-Mazara  del
  Vallo ;
        2.   Fulgatore  Nord  e Sud  Autostrada A/29  Dir.   Palermo-
  Trapani ;
     3.   Fontanelle Nord e Sud   Autostrada A/29  Palermo-Mazara del
  Vallo ;
     4.     Salemi  Est e Ovest  Autostrada A/29  Palermo-Mazara  del
  Vallo ;
    5.  Isola Nord e Sud  Autostrada A/29 Palermo-Mazara del Vallo .

   Si  prevede  in  tempi brevi la realizzazione delle  due  aree  di
  servizio Costa Gaia Nord e Sud.

   Relativamente alle condizioni di sicurezza delle gallerie presenti
  lungo  l'A29,  ed  ai  relativi impianti di  illuminazione,  ed  in
  particolare  alle condizioni della Galleria Segesta, che  fa  parte
  delle gallerie della rete autostradale trans-europea, sono in corso
  sia  le  procedure  di appalto per l'affidamento  dell'incarico  di
  analisi  del rischio, che quelle per la redazione del progetto  per
  l'adeguamento  delle  strutture e degli  impianti  tecnologici,  ai
  sensi del D.L. 264/06.
   Per  quanto  riguarda  la galleria Fumosa, e quella  compresa  nel
  tratto tra Salemi e Santa Ninfa, che non rientrano per dimensioni e
  caratteristiche  nel  piano di ammodernamento  ai  sensi  del  D.L.
  264/06,  le  stesse  sono  state  oggetto,  nel  corso  degli  anni
  2009/2010,   di   diversi  interventi  di   manutenzione   per   il
  potenziamento  degli  impianti  di illuminazione,  per  un  importo
  complessivo di circa 500.000,00 euro.
   Sulle  condizioni  delle piazzole di sosta,  si  precisa  che  gli
  interventi  di  pulizia sono eseguiti con cadenza  settimanale  dal
  personale  Anas in collaborazione con le Società ATO che provvedono
  allo smaltimento dei rifiuti.
   Per  quanto riguarda gli impianti di illuminazione notturna  degli
  svincoli autostradali, si precisa che risultano essere regolarmente
  funzionanti.
   Gli eventuali guasti temporanei dovuti a problemi di alimentazione
  del  fornitore,  o  di  interruzioni dovuti  a  danneggiamenti  dei
  componenti o dei corpi illuminanti, vengono segnalati alle  imprese
  affidatarie   dei   servizi   di   manutenzione   che    provvedono
  tempestivamente al ripristino degli impianti.
   Gli unici casi di mancata illuminazione risultano essere quelli di
  Gallitello lungo l'A29 e di Marausa lungo l'A29 dir, per i quali  è
  prevista la riattivazione entro l'anno in corso.
   Per  quanto riguarda la presenza dei cartelli di segnalazione  dei
  limiti  di  velocità, sono legati alle esigenze  di  sicurezza  che
  l'Ente  gestore  è  tenuto a imporre in base alle condizioni  della
  rete autostradale».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo