Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi: l'onorevole
Panepinto per assistenza sanitaria ad un familiare; gli onorevoli
De Benedictis, Marinese e Mineo per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi e Caputo sono in
missione, per ragioni del loro ufficio, nei giorni 20 e 21 dicembre
2010.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
le Infrastrutture e la Mobilità la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
N. 1248 - Interventi urgenti nei confronti dell'Anas per garantire
la sicurezza e l'efficienza dell'autostrada A-29 Palermo-Trapani-
Mazara del Vallo.
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Interventi per l'immigrazione». (n. 648)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Nicola
Leanza, in data 16 dicembre 2010.
«Sistema educativo integrato per la prima infanzia». (n. 649)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Nicola
Leanza, in data 16 dicembre 2010.
«Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza». (n. 650)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Nicola
Leanza, in data 16 dicembre 2010.
«Politiche giovanili». (n. 651)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Nicola
Leanza, in data 16 dicembre 2010.
«Istituzione del sistema integrato dei servizi sociali per la
promozione del benessere delle persone, delle famiglie e delle
comunità nella regione siciliana». (n. 652)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Nicola
Leanza, in data 16 dicembre 2010.
«Istituzione del sistema regionale di servizio civile». (n. 653)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Nicola
Leanza, in data 16 dicembre 2010.
«Norme a difesa della salute dall'Elettrosmog». (n. 654)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Corona,
Leontini, Torregrossa, Bosco, Mancuso, Leanza Edoardo, Campagna e
Scoma, in data 16 dicembre 2010.
«Modifiche alle norme per l'elezione del sindaco e del consiglio
comunale, del presidente della provincia e del consiglio
provinciale». (n. 655)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Mattarella,
in data 16 dicembre 2010.
«Riconoscimento dei Laboratori di Eccellenza Privati Accreditati
(LEPA) che operano nel territorio della Regione siciliana». (n.
656)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Calanducci,
in data 16 dicembre 2010.
«Norme in materia di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà
internazionale». (n. 657)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di
Benedetto, Digiacomo, Panarello e Termine in data 16 dicembre 2010.
«Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
concesse nell'anno 2010 per particolari situazioni di emergenza».
(n. 659)
di iniziativa governativa, presentato in data 20 dicembre 2010.
«I nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
di previsione della Regione siciliana per l'anno 2011 e per il
triennio 2011/2013». (n. 630 bis)
di iniziativa governativa, presentato in data 20 dicembre 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Recepimento a livello regionale del decreto legge 31 gennaio
2007, n. 7, come modificato e integrato dalla legge di conversione
2 aprile 2007, n. 40, in materia di attività di guida turistica ed
accompagnamento turistico» (646)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 17 dicembre 2010
parere V
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Norme per l'istituzione dell'albo regionale dei laureati in
Conservazione dei beni culturali» (644)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 17 dicembre 2010
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
«Norme in favore del personale precario del Sistema sanitario
regionale (641).
di iniziativa parlamentare
inviato in data 17 dicembre 2010
parere V
«Riorganizzazione della rete aziendale e nuove modalità di nomina
dei Direttori generali e dei responsabili delle strutture sanitarie
complesse del servizio sanitario regionale (643)
di iniziativa popolare
inviato in data 17 dicembre 2010.
Comunicazione di richieste di pareri
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute ed
assegnate alle Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Stazione consorziale sperimentale di granicoltura per la Sicilia -
Nomina commissario straordinario dott. Li Rosi Giuseppe Antonio.
(n. 121/I)
pervenuta in data 16 dicembre 2010
inviata in data 16 dicembre 2010
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Piano sanitario regionale Piano della salute 2011-2013' -
articolo 3 legge regionale 14 aprile 2009, n. 5. (n. 122/VI)
pervenuta in data 17 dicembre 2010
inviata in data 17 dicembre 2010
Programma operativo 2010-2012 ai sensi dell'articolo 11, comma 1,
del decreto legge 31 maggio 2010, n. 28 convertito con la legge 30
luglio 2010, n. 122. (n. 123/VI)
pervenuta in data 17 dicembre 2010
inviata in data 17 dicembre 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che con il decreto del 29 giugno 2007, prot.
n. 454/54, la Corte dei conti ha decretato l'ammissione al
finanziamento del progetto esecutivo dei lavori riguardanti la
riattivazione dell'antico attraversamento sul fiume Calcinara e la
costruzione di una passerella di collegamento pedonale sul torrente
Calcinara, in località Serramenzana, nel territorio del comune di
Sortino (SR);
rilevato che:
quest'opera, fra l'altro, è importante per la fruizione di un'area
tra le più belle della Regione, che ospita la Necropoli di
Pantalica (la più grande d'Europa) che ha ricevuto recentemente il
riconoscimento UNESCO quale patrimonio dell'umanità;
i rappresentanti UNESCO hanno definito l'opera in questione
eccezionale e necessaria per il territorio;
il progetto di massima e la scelta dell'ubicazione sono stati
approvati dalla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di
Siracusa;
l'Azienda foreste demaniali ha ritenuto l'opera 'funzionale alla
Riserva Naturale Orientata Pantalica - Valle dell'Anapo e
necessaria ai fini di protezione civile';
l'opera è stata concertata, sul nascere, prima dalla consulta dei
comuni montani aretusei e, recentemente, dai comuni del
comprensorio del PIT Hyblon Tukles;
il comune di Sortino ha contratto un mutuo oneroso per saldare la
progettazione dell'opera;
l'opera è ricompresa, fra l'altro, nel Prusst della provincia di
Siracusa;
la progettazione esecutiva è stata approvata a seguito di apposita
conferenza di servizi sulla cui legittimità si è espresso
reiteratamente il Tribunale amministrativo regionale di Catania;
lo stesso TAR, fra l'altro, ha dimostrato 'l'irrilevanza
ambientale' della passerella de qua, cioè la mancanza assoluta di
impatto ambientale, ordinando all'Assessorato Territorio e ambiente
di rilasciare apposito nulla osta alla realizzazione dell'opera per
la parte relativa al servizio del medesimo Assessorato, che non ha
preso parte alla conferenza di servizi di approvazione dell'opera.
Preme ricordare che altri servizi dello stesso Assessorato hanno
partecipato ai lavori della conferenza di servizi esprimendo parere
ampiamente positivo;
considerato infine che, ad oggi, l'ente gestore dei fondi, il PIT
n. 28, non ha emesso il bando per appaltare i lavori di cui
trattasi;
per sapere:
quali azioni vogliano porre in essere per assicurare il buon esito
del decreto di finanziamento e l'inizio dei lavori di realizzazione
della passerella pedonale sul fiume Calcinara, a giusto ristoro
delle popolazioni che abitano in un territorio già abbastanza
onerato per oltre il 50% da servitù demaniali;
se non ritengano utile, nelle more, nominare un commissario
regionale ad acta al fine di sbloccare il tortuoso iter
amministrativo, dando corretta attuazione alle varie sentenze della
giustizia amministrativa». (1551)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la crisi economica globale che sta interessando l'Italia, come il
resto dei Paesi europei, colpisce oggi molte famiglie italiane, e
in particolare quelle appartenenti al ceto sociale debole;
considerato che la Sicilia, secondo le statistiche, è oggi la
Regione con la più alta percentuale di famiglie a rischio povertà;
visto che, dall'ultimo rapporto Svimez, l'Associazione per lo
sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, un meridionale su 3,
contro 1 su 10 del Centro-Nord, è sotto la soglia di sussistenza;
constatato che:
sono sempre di più i cittadini siciliani che si rivolgono ad
associazioni specifiche, come la Caritas e le parrocchie, in cerca
di aiuti economi e assistenza alimentare;
sempre più famiglie non riescono a coprire le scadenze di fine
mese e spesso incontrano non poche difficoltà a comprare gli
alimenti di prima necessità;
accertato che i 'nuovi poveri' sono nella maggioranza uomini e
donne di età compresa tra i 35 e i 54 anni, che hanno perso il
lavoro o hanno chiuso la loro attività commerciale;
per sapere:
se non ritengano necessario attuare nuove politiche utili ad
arginare questo nuovo e preoccupante fenomeno;
se non ritengano opportuno impegnarsi al fine di emanare leggi
utili a sgravare le spese a carico delle famiglie siciliane, come
quella sul 'quoziente familiare', e consentire così ad un numero
sempre maggiore di siciliani di non accostarsi alla soglia della
povertà». (1571)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che l'attuale crisi economia che si sta
attraversando e il crescente bisogno di liquidità da parte del
settore produttivo e delle famiglie ha fatto registrare negli
ultimi anni una crescita preoccupate del fenomeno dell'usura;
considerato che in Sicilia, oggi, l'usura sembra essere diventato
un fenomeno predominante, molto più diffuso del 'pizzo', che in
passato ha preoccupato non poco l'Isola;
visto che:
il crescente costo del denaro nelle banche siciliane, fino a 2 o 3
punti in più rispetto al resto del Paese, non lascia intravedere
alcuna possibilità di arrestare la corsa al denaro da parte di
molti cittadini siciliani, indistintamente dal ceto sociale;
il più delle volte, in mancanza di garanzie da poter dare alle
banche, i cittadini si vedono costretti, in preda alla necessità e
alla disperazione, a imboccare la via dell'usura;
constatato che il fondo della legge 108 del 1996 a tutela delle
vittime dell'usura e a disposizione di chi vuole liberarsi dei
soffocanti prestiti usurai risulta insufficiente alle necessità
reali, vista la dimensione del fenomeno, e per niente rassicurante
per le vittime intenzionate a denunciare il loro stato di usurati;
per sapere:
se non ritengano necessario attuare nuove politiche per sostenere
le famiglie vittime dell'usura e prevenire il fenomeno;
se non ritengano utile intervenire, vista l'urgenza del caso,
presso il gli organi di Governo nazionale, affinché si provveda ad
incrementare il fondo della legge 108 che, insieme con la legge
regionale n. 20/99, sono uno strumento unico e indispensabile per
combattere il fenomeno dell'usura e sostenere le vittime che, con
coraggio, e spesso a rischio della loro sicurezza e dei loro cari,
decidono di denunciare il loro usuraio». (1572)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che il dissalatore di
Trapani, sito in località Nubia, fornisce acqua potabile a numerosi
comuni della provincia di Trapani come, per esempio, Alcamo, Erice,
Paceco, Buseto Palazzolo, Custonaci e Valderice, oltre che alla
stessa città di Trapani;
considerato che:
nonostante la notevole importanza che riveste
nell'approvvigionamento di acqua potabile per migliaia di
cittadini, il suddetto dissalatore è spesso vittima di guasti che,
ovviamente, causano il blocco della fornitura idrica con relativi
disagi alla popolazione;
appare evidente che questo ripetersi di guasti può avere una
spiegazione o nella cattiva manutenzione da parte della
Siciliacque, società partecipata che gestisce la manutenzione
dell'impianto, oppure nel fatto che il dissalatore soffre di
difetti strutturali tali da inficiarne l'uso corretto e continuo;
per sapere se non ritengano urgente convocare una conferenza di
servizi, coinvolgendo la Siciliacque come ente gestore del
dissalatore e i comuni serviti dallo stesso impianto, per fare
chiarezza sulle cause di questi continui guasti e sui provvedimenti
da adottare al fine di limitare al massimo i disagi agli utenti».
(1586)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
presso l'Assessorato regionale dell'energia dei servizi di
pubblica utilità, e in particolare nel dipartimento per le risorse
minerarie ed energetiche, giacciono centinaia di domande e
richieste per la realizzazione di impianti per la produzione di
energia alternativa;
più della metà delle suddette richieste riguarda la messa in opera
di impianti per la produzione di energia pulita tramite il sistema
fotovoltaico;
considerato che:
questo ritardo, secondo alcune stime fatte dall'Assessorato
stesso, è dovuto sostanzialmente ad una mancanza di personale che
rallenta di molto l'esame delle più di 1800 richieste di
concessione giacenti presso il dipartimento per le risorse
minerarie ed energetiche;
la mancanza di veloci risposte, di una mancata programmazione e di
una concertazione adeguata rischia di compromettere in maniera
inesorabile i finanziamenti che l'Unione europea stanzia in materia
di energia alternativa, con evidente danno per l'economia siciliana
e per il futuro della Regione;
per sapere:
come, qualora dovesse essere accertata e confermata la carenza di
personale addetto al rilascio delle autorizzazioni per la
realizzazione di impianti fotovoltaici, intendano farvi fronte;
se non sia il caso di creare una specifica commissione regionale
per il vaglio, in tempi rapidissimi, di tutte le richieste per la
realizzazione dei suddetti impianti». (1587)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
FIORENZA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che, in data 30.10.2010, il
consiglio comunale di Palagonia (CT), alla presenza di quindici
consiglieri comunali su venti, ha sfiduciato all'unanimità il
sindaco della stessa città, avv. Francesco Calanducci;
considerato che a seguito della mozione di sfiducia, come per
legge, è stato inviato l'atto deliberativo consiliare all'Assessore
per le autonomie locali per la conseguente nomina di un commissario
straordinario che regga il comune nelle more della celebrazione
delle prossime elezioni amministrative;
atteso che l'Assessore per le autonomie locali da oltre venti
giorni ha già provveduto a trasmettere la relativa proposta di
nomina del commissario straordinario al Presidente della Regione,
il quale ha l'esclusiva titolarità dell'adozione del provvedimento
de quo;
preso atto che, malgrado la proposta giaccia da oltre venti giorni
sul tavolo della Presidenza della Regione, nessun provvedimento è
stato ancora adottato;
considerato che remorare un atto così importante significa
consentire la permanenza di una gestione politicamente fallimentare
che sta continuando con metodi di governo clientelari, ritorsivi e
dannosi per l'intera comunità palagonese, malgrado la netta e
chiara sfiducia del civico consesso e, quindi, della stessa città
di Palagonia;
per sapere se il Presidente della Regione sia a conoscenza di
quanto lamentato e, nel caso, se non ritengano opportuno provvedere
all'immediata adozione del decreto di nomina del commissario
straordinario al fine di restituire la necessaria serenità
all'intera comunità palagonese». (1546)
FALCONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
alla S.V. onorevole compete impartire le opportune direttive in
ordine alla elaborazione e realizzazione delle politiche dei vari
settori dell'amministrazione regionale, e quindi anche in materia
di difesa del territorio e dell'ambiente, mentre è direttamente ed
esclusivamente responsabile dell'attuazione di quanto previsto
dallo Statuto;
RFI (Rete ferroviaria italiana) nel Mezzogiorno d'Italia, ed in
particolare in Sicilia, porta avanti una politica tesa alla
riduzione ed al contenimento dei costi, mentre nel resto del
territorio nazionale sta attuando, con nuove linee ferroviarie e
stazioni del futuro, una politica di tutt'altro segno;
ad esempio, nella realizzazione di tale politica, fortemente
penalizzante per il Sud d'Italia, si inserisce la costruzione della
nuova linea veloce Milano-Bologna, quarta linea per il collegamento
tra le due città, e che è costata euro 5.733.000.000,00 (euro
cinque miliardi e settecentotrentratre milioni), quindi molto di
più di quanto previsto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto
di Messina;
ormai si è reso palese il disimpegno di RFI, con la riduzione del
numero dei collegamenti tra le città siciliane, ed in particolare
tra Messina e le dorsali orientale ed occidentale dell'Isola con,
inoltre, la decurtazione del 40% dei treni notte per il Continente,
che si è verificata negli ultimi tre anni;
vi è, da parte di RFI, disinteresse non solo nei confronti delle
linee e del materiale rotabile, ma anche nei confronti del
personale viaggiante e non, che opera in Sicilia;
per Messina, il disimpegno riguarda anche i collegamenti
marittimi, ove si è arrivati al minimo storico con due sole navi di
linea: la Scilla, costruita nel 1985, e la Rosalia, nel 1972, oltre
l'Iginia, del 1969, come traghetto di riserva per le emergenze, a
fronte delle quattro navi impiegate fino a qualche anno, con in più
una di riserva, ed alle precedenti 14 navi di linea;
la diminuzione di mezzi impiegati sullo Stretto, il piano di tagli
di Trenitalia ed i crescenti disservizi per i viaggiatori danno
certezza dell'azione di abbandono di RFI;
molte aree in precedenza riservate all'esercizio ferroviario, oggi
sono state dismesse; ed in particolare, per la provincia di
Messina, tali aree si identificano in quelle abbandonate dopo la
realizzazione del raddoppio ferroviario Palermo-Messina, la tratta
Villafranca-Gesso-Camaro-Gazzi (l'urgente acquisizione al demanio
regionale di tale linea è essenziale per la sicurezza dei cittadini
che abitano nella zona di Provinciale che, in caso di catastrofe,
vedrebbero la via di fuga verso sud impedita dalla strozzatura
dovuta alla presenza dell'ormai inutile soprapassaggio ferroviario,
con conseguenze facilmente immaginabili), la Circumetnea, etc.;
molti binari dismessi ricadono sul demanio marittimo, di esclusiva
competenza della Regione, siciliana;
l'art. 32 dello Statuto della Regione siciliana testualmente
recita: 'I beni di demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche
esistenti nella Regione, sono assegnati alla Regione, eccetto
quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere
nazionale';
la Corte costituzionale ha stabilito che la norma é applicabile
anche nel caso in cui la cessazione dell'utilizzo sia intervenuta
in data successiva all'entrata in vigore dello Statuto;
per sapere:
quali iniziative di contrasto voglia assumere nei confronti di RFI
per impedirne il progressivo disimpegno ed inoltre quali direttive
intenda impartire agli Assessorati regionali in ordine
all'acquisizione al demanio regionale delle aree ferroviarie
dismesse. In particolare, per quanto riguarda la tratta Villafranca-
Gesso-Camaro-Gazzi, é evidente che, in mancanza di idonee
iniziative da parte della S.V. per acquisire al demanio regionale
tale area, ne deriverebbe la diretta ed esclusiva responsabilità
della S.V. onorevole in caso di calamità naturali che potrebbero
compromettere la sicurezza dei cittadini;
infine, se l'impegno da sempre portato avanti dalla S.V. onorevole
in ordine alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina,
impegno da Ella ribadito qualche mese fa anche a Messina, permanga
ancora o se la presenza nel Governo di un partito da sempre
contrario alla realizzazione dell'opera, e comunque determinante
per il mantenimento della sua maggioranza, abbia costretto la S.V.
a rinunziare a tale impegno». (1547)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BUZZANCA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari e all'Assessore per la salute, premesso che:
il settore zootecnico siciliano rappresenta da sempre un
importante tassello dell'economia del Mezzogiorno ed isolana in
particolare;
il settore zootecnico italiano sta attraversando uno dei periodi
più cupi degli ultimi decenni; negli ultimi 10 anni, ben 198.000
stalle in Italia hanno chiuso la loro attività, soprattutto a causa
delle restrizioni nella produzione del latte, stabilite dalla
Comunità europea;
la crisi, che ha investito l'intero comparto a livello nazionale,
in Sicilia sta causando danni irrimediabili all'intera filiera
produttiva, con gravi ripercussioni occupazionali;
visto che:
il regolamento CE 853/04 stabilisce norme specifiche in materia di
igiene per gli alimenti di origine animale ed in particolare impone
agli operatori del settore alimentare di porre in atto procedure
intese a garantire che il latte crudo prodotto non superi il tenore
di 400.000 cellule somatiche (per ml);
l'applicazione del presente regolamento, piuttosto restrittivo sul
limite del tenore di cellule somatiche che il latte crudo debba
avere per rientrare nella normativa sopra citata ed essere
commercializzato, è stata più volte posticipata negli anni;
considerato che:
è compito delle istituzioni regionali intervenire a sostegno del
settore con provvedimenti mirati, volti cioè a permettere una
pronta ripresa ai nostri allevatori;
la maggior parte degli allevatori siciliani riesce difficilmente a
produrre latte con i requisiti previsti dal reg. CE 853/04, ciò fa
sì che il latte prodotto deve essere venduto alle aziende casearie
come latte difforme ed è pagato con un prezzo ancora inferiore
rispetto a quello concordato, che non riesce a coprire i costi di
produzione;
rilevato che:
l'alto livello delle cellule somatiche nel latte crudo deriva
dalla mastite, infiammazione della mammella della mucca, che
colpisce la maggior parte degli animali adulti;
l'unico modo per potere riportare i livelli delle cellule
somatiche sotto il limite imposto dal regolamento CE 853/04,
qualora dovesse superare livelli di 800.000 (per ml), è
l'abbattimento dei capi di bestiame che comporterebbe un danno
economico insostenibile per gli allevatori siciliani;
per sapere:
se non intendano chiedere all'Unione europea, per il tramite del
Ministero delle politiche agricole, un'ulteriore proroga
dell'entrata in vigore dei limiti imposti dal reg. CE 853/04 per
permettere agli allevatori di poter provvedere a risolvere questo
grave problema che affligge le mandrie;
se non intendano mettere in atto delle politiche di sostegno per
il comparto zootecnico attraverso un intervento diretto agli
allevatori siciliani, con un'indennità a favore di quelli che
abbattano i capi affetti da mastite per rinnovare la propria
mandria e produrre un latte che rispecchia la qualità imposta
dall'Unione europea;
se non intendano, anche con l'ausilio del Corfilac (consorzio di
ricerca sulla filiera lattiero casearia), predisporre uno studio
per verificare la qualità del latte che supera i limiti imposti
dall'unione europea, gli eventuali rischi sulla salute pubblica».
(1548)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
INCARDONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il rigassificatore di Priolo (SR) deve essere realizzato facendo
le bonifiche e rispettando tutte le prescrizioni previste;
in attesa del parere dell'Avvocatura dello Stato ci si deve
attenere a quanto stabilito nella conferenza di servizi di qualche
mese fa;
considerato che le bonifiche ambientali, la messa in sicurezza
degli impianti, i limiti di emissioni per la qualità dell'acqua e
per l'inquinamento da polveri non sono scuse per contrastare la
realizzazione dell'opera, ma specifiche previsioni del decreto
ministeriale sull'impatto ambientale e della normativa europea
vigente;
ritenuto che lo sviluppo del territorio regionale non può avvenire
senza il rispetto delle regole e le giuste esigenze di sicurezza
per i cittadini;
molte aziende continuano ad inquinare e non cominciano le
operazioni di bonifica;
per sapere se sia stata esercitata la vigilanza prevista da parte
dell'Assessorato competente e se siano stati rispettati gli
obblighi derivanti dalla sentenza n. 378/2010 della Corte di
Giustizia delle Comunità europee». (1566)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la Sicilia spende 10 milioni di euro in consulenze esterne per le
aziende sanitarie provinciali;
in Sicilia tra il 2008 e il 2010 c'è stato un aumento del 5% di
consulenti;
considerato che le ragioni delle consulenze sono di varia natura:
per tutela in giudizio, per prestazioni mediche, consulenze legali,
prestazioni di assistenza sociale, consulenza tecnica;
ritenuto che:
la l.r. n. 5 del 14 aprile 2009, all'art. 21, 1 comma, prevede
che: 'E' fatto divieto alle aziende del servizio sanitario ed agli
enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o
con consulenze esterne l'espletamento di funzioni il cui esercizio
rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali
(...)';
la violazione delle disposizioni di cui alla predetta legge
comporta diretta responsabilità, anche patrimoniale, del direttore
generale;
per sapere se siano state avviate iniziative finalizzate al
rispetto degli obblighi derivanti dalla l.r. n.5/2009 sopra
richiamati». (1567)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la Sicilia è una delle regioni italiane a più forte rischio
idrogeologico;
i comuni siciliani a rischio frane (dati della protezione civile)
sono 273 con 200 mila cittadini a rischio;
considerato che:
secondo un rapporto dell'Agenzia del territorio in Sicilia ci sono
ben 141 mila fabbricati abusivi;
il bilancio di quanto accaduto a Giampilieri (ME) è stato di 31
morti, 122 feriti, 1600 evacuati, 3000 edifici danneggiati e oltre
550 milioni di euro di danni;
ritenuto che:
la Sicilia è una delle regioni nelle quali manca una seria
legislazione sulla sicurezza;
il governo del territorio è suddiviso tra troppi enti (protezione
civile, comuni, regione, genio civile, etc.);
per sapere quali iniziative siano state assunte per definire le
competenze dei vari enti, rendere obbligatori i piani di protezione
civile e realizzare una direzione unica di governo del territorio».
(1568)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il 70 per cento dei comuni siciliani è a rischio frane e
alluvioni;
il piano di assetto idrogeologico risale al 2006 e i piani
regolatori generali dei comuni non sono aggiornati;
considerato che:
l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa)
qualifica il pericolo geomorfologico-idraulico come 'rischio più
ricorrente e diffuso sul territorio regionale';
è difficile operare qualsiasi forma di prevenzione senza dati
aggiornati;
ritenuto che:
soltanto il 7 per cento dei comuni isolani ha svolto un lavoro
positivo di mitigazione del rischio idrogeologico;
l'assalto al territorio sembra continuo in assenza di una
pianificazione territoriale che tenga conto del PAI (piano di
assetto idrogeologico);
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per far rispettare le
indicazioni del PAI che sono sovraordinate agli strumenti
urbanistici;
quali siano le contraddizioni dell'attuale PAI e in che tempi si
preveda l'aggiornamento dello stesso». (1569)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
con il bando pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana il 25 maggio 2001 l'Istituto regionale per il credito
alla cooperazione bandiva il concorso per titoli per la copertura
del posto di direttore generale;
secondo l'esplicita previsione contenuta all'articolo 2, lettera
c), del bando, al concorso potevano partecipare i candidati che
alla data di scadenza del termine previsto per la presentazione
delle domande (24 giugno 2001) erano in possesso di 'esperienza di
direzione e gestione per almeno un quinquennio, di istituti ed
aziende di credito, enti pubblici economici o di società
finanziarie con capitale non inferiore a cinque miliardi';
in esito al procedimento concorsuale, con delibera n. 9628 del 29
dicembre 2003, pubblicata nella GURS serie speciale concorsi del 27
febbraio 2004 (che compie una previsione di collocazione fino al
settimo posto) l'IRCAC dichiarava vincitore, con punteggio di
53,47, il dottor Carmelo Bonvissuto, mentre al secondo posto della
graduatoria veniva collocato l'avvocato Vincenzo Minì, dirigente
del servizio legale del predetto istituto, con il punteggio di
49,06, ed al terzo posto il dottor Alfredo Ambrosetti, direttore
amministrativo delle Terme di Sciacca, con il punteggio di 39,19;
il dottor Carmelo Bonvissuto non assumeva servizio nel termine
indicato del 28 ottobre 2005 e pertanto, secondo le previsioni
dell'articolo 10 del bando di concorso, con delibera IRCAC n. 0130
del 9 novembre 2005 'veniva considerato rinunciatario';
a questo punto l'avvocato Vincenzo Minì, candidato collocato al
secondo posto della graduatoria, veniva escluso dalla nomina con
delibera IRCAC n. 199 dell'1 febbraio 2006, nel presupposto che non
aveva il requisito di cui all'articolo 2 lettera c) del bando di
concorso, cioè l'esperienza di direzione e gestione per almeno un
quinquennio di enti pubblici economici;
con delibera n. 437 del 3 ottobre 2006, il consiglio di
amministrazione dell'Istituto nominava in prova l'avvocato Alfredo
Ambrosetti direttore generale in prova dell'IRCAC e lo invitava ad
assumere servizio il 3 novembre 2006;
considerato che:
per conseguire la nomina, l'avvocato Alfredo Ambrosetti ha
dichiarato nella domanda di partecipazione al concorso di essere
dirigente dell'azienda autonoma Terme di Sciacca, ente pubblico
economico della Regione siciliana ed ha prodotto, in data 19
settembre 2006, certificazione n. 1738 del 19 settembre 2006
rilasciata dal commissario ad acta delle Terme di Sciacca, Maria
Brisciana, nominata allo scopo di rilasciare la certificazione di
cui trattasi con decreto del dirigente generale del dipartimento
regionale turismo, sport e spettacolo n. 1268/s2T del 18 settembre
2006, attestante che l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca,
istituita con D.P.R. Regione siciliana n. 12 del 20/12/1954, è
qualificato quale ente pubblico economico della Regione siciliana
dal quinquennio antecedente la data dell'1 giugno 2001;
non risulta che l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca possa
qualificarsi, nel quinquennio precedente all'1 giugno 2001, come
ente pubblico economico, come risulterebbe da:
a) circolare 16 dicembre 1999 n. 21 dell'ex Assessorato Bilancio e
finanze della Regione siciliana, pubblicata in GURS, parte I, n. 8
del 25 febbraio 2000, concernente modalità attuative dell'articolo
66 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 in materia
d'esecuzione forzata nei confronti dell'amministrazione regionale e
degli enti pubblici non economici della Regione siciliana, nella
quale si trova l'allegato sub lettera b) con l'elenco degli 'enti
pubblici non economici della Regione Siciliana'. Tra questi, al
rigo 21, è indicata l'azienda autonoma Terme di Sciacca;
b) sentenza della Cassazione civile, sezione lavoro, del 27 maggio
2000 n. 7018 (cfr. doc. n. 23) resa nel giudizio tra azienda
autonoma delle Terme di Sciacca (ricorrente) ed Ambrosetti Alfredo
(intimato) con cui la suprema Corte ha escluso che le aziende
termali, ed in particolare quella di Sciacca, con la legge
regionale 6 maggio 1976, n. 54, siano state equiparate agli enti di
cui all'articolo 5 della legge regionale 11/01/1963 n. 2 istitutiva
dell'Ente minerario siciliano, e cioè agli enti pubblici economici
della Regione siciliana, come peraltro riconosciuto da diverse
pronunzie della Suprema Corte (cfr. ex pluribus; Cass. 20 maggio
1992 n. 6028; Cass. 10 luglio 1991 n. 7626);
quanto certificato dal commissario ad acta delle Terme di Sciacca,
Maria Brisciana, con la certificazione del 19 settembre 2006, e
quanto dichiarato dall'avvocato Alfredo Ambrosetti nella domanda di
partecipazione al concorso appare insanabile ed in inscindibile
contrasto con gli atti sopra indicati;
la Procura della Repubblica di Sciacca, intervenuta in seguito ad
un esposto, esperite le opportune indagini (procedimento penale
1116/2007) e dopo avere provveduto, in data 29 aprile 2008, al
sequestro della documentazione attinente al suddetto concorso
presso l'IRCAC, chiedeva il giudizio di Brisciana Maria, dirigente
dell'Assessorato attività produttive della Regione siciliana, ed
Ambrosetti Alfredo, attuale direttore generale dell'IRCAC, per i
reati seguenti: delitto previsto e punito dagli articoli 117, 479
c.p. perché, in concorso tra loro, avrebbero attestato falsamente
nel certificato rilasciato dalla Bresciana su richiesta
dell'Ambrosetti, che l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca è
'qualificata quale ente pubblico economico della Regione Siciliana
nel quinquennio antecedente alla data dell'1 giugno 2001' e delitto
punito dagli articoli 117, 323 c.p. perché mediante il rilascio del
certificato già descritto si sarebbe consentito all'Ambrosetti di
vincere il concorso per la nomina del direttore generale dell'IRCAC
procurando a quest'ultimo un ingiusto vantaggio patrimoniale in
danno degli altri candidati cointeressati;
in data 12 giugno 2010, il giudice per l'udienza preliminare ha
disposto un'ordinanza di nullità della suddetta richiesta di
giudizio per l'imputazione di abuso d'ufficio e la trasmissione
degli atti alla Procura della Repubblica di Sciacca per
l'imputazione di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale
in certificati e autorizzazioni amministrative;
l'intera vicenda concorsuale è stata contraddistinta da assoluta
incertezza, mancanza di trasparenza e regolarità;
per sapere se non ritengano opportuno, alla luce delle anomalie
emerse nel corso degli anni e dell'intervento dell'autorità
giudiziaria:
a) promuovere un procedimento ispettivo presso l'IRCAC al fine di
verificare la legittimità della procedura concorsuale;
b) sospendere la nomina in oggetto, nelle more della definizione
del processo penale pendente». (1570)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 14 dicembre 2010, è stata
presentata la mozione numero 229 «Interventi per scongiurare e
combattere la grave crisi del comparto agricolo regionale», dagli
onorevoli Fiorenza, Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Sicilia sta vivendo una grave crisi sociale ed economica, ed in
particolare l'agricoltura, che la vive ormai da qualche anno a
causa di una mancata predisposizione di strategie che individuino
linee guida per lo sviluppo del comparto agricolo;
in alcune province siciliane, e in particolare nelle province di
Catania e di Ragusa, i produttori agricoli hanno manifestato il
loro disagio per il ripetersi della crisi del mercato
agroalimentare;
tale crisi non si limita a colpire le aziende agricole, ma sta
investendo tutti i settori produttivi ad esse collegati nonché alla
filiera agro-alimentare;
la concorrenza sui mercati internazionali dei prodotti provenienti
dall'Est del mondo ha messo ancor di più in evidenza le gravi
carenze strutturali ed infrastrutturali presenti in Sicilia,
determinando una rilevante caduta del reddito delle imprese
agricole;
la politica 'coloniale', attuata dalle grandi banche del Nord, sta
esercitando un regime di monopolio assolutamente non corrispondente
alle esigenze del comparto agricolo;
è indispensabile rivedere sostanzialmente le politiche comunitarie
in materia di agricoltura e considerare l'insularità della Regione
non come un elemento di svantaggio, bensì come elemento di
straordinario vantaggio, in quanto luogo centrale, deputato per
natura alla commercializzazione dei prodotti nell'intero bacino del
Mediterraneo,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi presso il Governo nazionale ed in particolare presso
il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per
il riconoscimento dello stato di crisi del comparto agroalimentare;
a sostenere le aziende agricole con strumenti atti a ridurre i
costi di produzione, accorciando la filiera produttiva; riducendo
l'IVA sui mezzi di trasporto e cercando di eliminare o quantomeno
di ridurre le accise sui carburanti agricoli». (229)
FIORENZA-MARROCCO-ARICO'-CURRENTI-GENTILE
Avverto che la stessa sarà posta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 434
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, a seguito di
coordinamento finale del testo, il titolo dell'ordine del giorno n.
434 dell'onorevole Cracolici ed altri, approvato nella seduta
d'Assemblea n. 212 del 14 dicembre 2010, è il seguente: Pronta
predisposizione delle piante organiche delle aziende sanitarie
provinciali'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione ad Associazione parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 9 dicembre 2010, pervenuta
alla Presidenza in pari data e al Servizio Lavori d'Aula il 20
dicembre successivo, l'onorevole Ardizzone ha comunicato l'adesione
dell'onorevole Adamo all'Associazione parlamentare Amicizia
Sicilia-Tunisia' con decorrenza 9 dicembre 2010.
Copia della citata nota è stata altresì trasmessa al Servizio di
Ragioneria.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Nicola Leanza per motivi familiari, Calanducci per motivi di
salute, Beninati per lutto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 226 «Istituzione di un tavolo tecnico e di concertazione,
a livello regionale, sulla 'questione giovanile' in Sicilia», degli
onorevoli Fiorenza, Marrocco, Currenti, Gentile e Aricò, presentata
il 7 dicembre 2010;
numero 227 «Iniziative a livello centrale per ovviare ai
disservizi del sistema ferroviario siciliano», degli onorevoli
Barbagallo, Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre
2010;
numero 228 «Rivisitazione dei confini della riserva 'Oasi del
Simeto' e del relativo regolamento», degli onorevoli Barbagallo,
Galvagno, Lupo e Mattarella, presentata il 10 dicembre 2010.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di
fondamentale importanza, per programmare i lavori d'Aula, che si
dia conto all'Aula delle risultanze maturate in seno alla
Conferenza dei capigruppo appena svoltasi, anche alla luce del
fatto che si parla di presentazione del disegno di legge
dell'esercizio provvisorio, che quindi sconvolgerebbe l'ordine del
giorno attuale.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si sta concludendo proprio in questi minuti. Ne
daremo notizia appena sarà conclusa.
Considerato, inoltre, che vi é da trattare un buon numero di atti
ispettivi, per i quali più volte è stata richiesta maggiore
puntualità, procediamo intanto con i lavori.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, atteso che la
maggior parte delle interrogazioni presentate alla rubrica Salute'
sono a firma dell'onorevole Vinciullo, oggi in congedo, mio tramite
l'onorevole Vinciullo chiede se le stesse interrogazioni possano
essere trattate in altra seduta, magari concordandola con il
Governo.
Oggi c'è un importante impegno religioso a Siracusa, per cui
sarebbe anche opportuno, vista la mole di interrogazioni presentate
dall'onorevole Vinciullo, che vi sia la presenza dello stesso
collega per poterle trattare in un regolare confronto con il
Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'onorevole Vinciullo avrà tutte le
risposte scritte alle interrogazioni. Non di meno, se il Governo
ritiene di trattare in altra seduta alcune interrogazioni
dell'onorevole Vinciullo, lo verificheremo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Salute'
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica Salute'.
Le interrogazioni numero 881 Iniziative per il completamento
della pista dell'eliporto dell'ospedale Moscatello di Augusta
(SR) , numero 884 Iniziative per accelerare i tempi per
l'effettuazione di esami specialistici in provincia di Siracusa ,
numero 894 Interventi per consentire il pagamento delle somme
dovute agli allevatori siciliani per gli animali abbattuti
nell'anno 1997 e numero 895 Interventi per consentire il
pagamento delle somme dovute agli allevatori siciliani per gli
animali abbattuti nell'anno 1997 , tutte dell'onorevole Vinciullo,
per l'assenza del firmatario si intendono presentate con richiesta
di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 78 «Notizie in merito alla
mancata nomina degli organi di controllo delle Aziende sanitarie
siciliane», degli onorevoli Maira, Ragusa, Ardizzone, Gianni,
Cordaro, Lo Giudice, Cascio Salvatore, Dina e Fagone. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
a più di due mesi dalla nascita, le 17 nuove Aziende del sistema
sanitario regionale operano senza alcun controllo amministrativo e
gestionale, mancando a tutt'oggi i collegi sindacali, ovvero gli
organi aziendali deputati al controllo dell'andamento
amministrativo e contabile delle aziende sanitarie stesse;
l'art. 3, comma 4, del decreto legislativo n. 502 del 1992 recita
testualmente che 'Sono organi dell'unità sanitaria locale il
direttore generale ed il collegio dei revisori. Il direttore
generale è coadiuvato dal direttore amministrativo, dal direttore
sanitario e dal consiglio dei sanitari nonché dal coordinatore dei
servizi sociali, nel caso previsto dal comma 3 in conformità alla
normativa regionale e con oneri a carico degli enti locali di cui
allo stesso comma';
il meccanismo di nomina è più complesso di quello dei direttori
generali; infatti, la costituzione dei collegi sindacali avviene
dopo la designazione dei singoli componenti rispettivamente da
parte del Ministero dell'economia, del Ministero della salute,
dell'Assessorato regionale Bilancio e finanze, dell'Assessorato
regionale Sanità e della conferenza dei sindaci e, successivamente,
il direttore generale nomina, con propria deliberazione, i
componenti del collegio sindacale indicati dagli enti designanti;
alla designazione dei loro rappresentanti hanno già provveduto il
Ministero dell'economia e delle finanze, le conferenze dei sindaci
ed il Ministero della salute;
i compiti assegnati ai collegi sindacali sono importantissimi e
riguardano il controllo di regolarità amministrativa e contabile,
che comprende la verifica del bilancio di previsione ed il
rendiconto generale; la regolarità della contabilità e della
relativa documentazione di supporto; la verifica di cassa e
dell'esistenza dei titoli ed altri valori di proprietà o detenuti
dell'ente a titolo di pegno, cauzione o custodia; la verifica della
corretta esecuzione degli adempimenti previsti dalla legge in
materia tributaria e previdenziale; la verifica della conformità
della legge ai regolamenti ed alle disposizioni statutarie degli
atti e delle deliberazioni del direttore generale; la verifica
della conformità ai 'principi di corretta amministrazione, della
gestione economica e finanziaria dell'azienda'. I compiti del
collegio sono disciplinati dall'art. 3 ter del d.lgs. n. 502/92 e
successive modificazioni ed integrazioni, che così recita:
'1. Il collegio sindacale:
verifica l'amministrazione dell'azienda sotto il profilo
economico;
vigila sull'osservanza della legge;
accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del
bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, ed
effettua periodicamente verifiche di cassa;
riferisce almeno trimestralmente alla Regione, anche su richiesta
di quest'ultima, sui risultati del riscontro eseguito, denunciando
immediatamente i fatti se vi è fondato sospetto di gravi
irregolarità; trasmette periodicamente, e comunque con cadenza
almeno semestrale, una propria relazione sull'andamento
dell'attività dell'unità sanitaria locale o dell'azienda
ospedaliera rispettivamente alla Conferenza dei sindaci o al
sindaco del comune capoluogo della provincia dove è situata
l'azienda stessa.
2. I componenti del collegio sindacale possono procedere ad atti
di ispezione e controllo, anche individualmente.
3. Il collegio sindacale dura in carica tre anni ed è composto da
cinque membri, di cui due designati dalla Regione, uno designato
dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, uno dal Ministro della sanità e uno dalla Conferenza dei
sindaci; per le aziende ospedaliere quest'ultimo componente è
designato dall'organismo di rappresentanza dei comuni. I componenti
del collegio sindacale sono scelti tra gli iscritti nel registro
dei revisori contabili istituito presso il Ministero di grazia e
giustizia, ovvero tra i funzionari del Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica che abbiano esercitato
per almeno tre anni le funzioni di revisori dei conti o di
componenti dei collegi sindacali';
la legge di riforma sanitaria regionale, approvata il 25 marzo di
quest'anno, all'art. 9 ribadisce il contenuto del d.lgs n. 502/92:
'1. Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere sono
dotate di personalità giuridica pubblica e autonomia
imprenditoriale.
2. Sono organi delle Aziende del Servizio sanitario regionale:
a) il direttore generale che nomina un direttore amministrativo ed
un direttore sanitario a norma dei commi 1 quater e 1 quinquies
dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 b)
il collegio sindacale (...)';
l'art. 33 della suddetta legge di riforma sanitaria prevede la
cessazione delle aziende e, con essa, anche quella degli organi
alla data del 31 agosto e la nascita all'1 di settembre delle nuove
aziende e, con essa, la nomina dei direttori generali:
'1. I direttori generali, i direttori sanitari e amministrativi e
i collegi sindacali delle Aziende Unità Sanitarie Locali ed
Ospedaliere esistenti alla data di entrata in vigore della presente
legge decadono dal momento in cui le costituite Aziende sanitarie
provinciali ed Aziende ospedaliere di cui all'articolo 8 diventano
operative.
2. Le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere di
nuova istituzione diventano operative alla data dell'1 settembre
2009 previa emanazione del decreto di nomina dei relativi direttori
generali da adottarsi da parte del Presidente della Regione, a
seguito di delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per la sanità. Con il medesimo decreto si
provvederà altresì alla nomina dei direttori generali delle Aziende
ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione e delle
Aziende ospedaliere universitarie. Alla stessa data dell'1
settembre 2009 le Aziende Unità Sanitarie Locali e le Aziende
ospedaliere esistenti alla data di entrata in vigore della presente
legge, così come indicate nell'articolo 8, sono soppresse e cessano
dalle loro funzioni. Alla medesima data cessano altresì dalle
rispettive funzioni i direttori generali delle Aziende del Servizio
sanitario regionale in carica alla data di entrata in vigore della
presente legge';
alla data odierna, dopo che sono trascorsi più di 75 giorni
dall'entrata in vigore della riforma, non risulta essere stato
costituito, in alcuna delle nuove 17 Aziende nate dalla riforma
stessa, l'organo di controllo;
considerato che il Ministero dell'economia e delle finanze, le
conferenze dei sindaci ed il Ministero della salute hanno già
provveduto alla designazione dei loro rispettivi rappresentanti;
visto che i direttori generali delle aziende sanitarie sono già in
possesso delle designazioni della maggioranza dei componenti il
collegio e che pertanto potrebbero immediatamente deliberare la
costituzione dell'organo aziendale anche in assenza dei componenti
designati dalla Regione siciliana;
per conoscere:
il motivo per il quale la Regione non abbia provveduto alla
designazione dei propri rappresentanti;
le determinazioni dell'Assessore regionale per la sanità e
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze in merito;
se sussistano ragioni di nullità degli atti compiuti dai direttori
generali in assenza dei controlli obbligatori per legge ed affidati
ai collegi sindacali». (78)
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute, dottore Russo,
per rispondere alla interpellanza.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente,
onorevoli deputati, in ordine all'interpellanza numero 78 con la
quale l'onorevole Maira chiede notizie in merito alla mancata
nomina degli organi di controllo delle Aziende sanitarie siciliane,
si rappresenta che questo Assessorato, con nota prot. n. 665 del 27
gennaio 2010, ha provveduto, previa valutazione dei requisiti
posseduti, a trasmettere alla Segreteria Generale della Presidenza
della Regione l'elenco dei soggetti designati quali rappresentanti
della Regione in seno ai collegi sindacali delle Aziende del
Servizio sanitario regionale.
L'Assessorato dell'economia ha provveduto anch'esso alla
comunicazione delle designazioni di propria competenza con note dal
prot. n. 4084 al prot. n. 4096 del 28 dicembre 2009.
Si rappresenta, altresì, che a seguito del parere favorevole
espresso dalla I Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 91 del 3 marzo 2010 sulle designazioni da
me proposte, si è provveduto a comunicare ai direttori generali
delle predette Aziende sanitarie i nominativi dei soggetti
designati; si è tuttora in attesa della comunicazione da parte di
taluni Direttori generali in ordine all'insediamento degli organi
collegiali, mentre risultano pervenuti i verbali di insediamento
dei collegi sindacali dell'Azienda ospedaliera Ospedali riuniti
Papardo - Piemonte' di Messina, dell'ARNAS Civico - Di Cristina -
Benfratelli' di Palermo, dell'Azienda ospedaliera Ospedali riuniti
Villa Sofia - Cervello' di Palermo, dell'Azienda ospedaliero-
universitaria Policlinico - Vittorio Emanuele' di Catania,
dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo e dell'Azienda
sanitaria provinciale di Messina.
Per completezza si rassegna, altresì, che non si rinvengono norme
né nell'ordinamento statale né nell'ordinamento regionale, che
comminano espressamente la sanzione della nullità degli atti
adottati dai direttori generali delle aziende sanitarie in assenza
della costituzione e dell'insediamento dei collegi sindacali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ragusa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
interrogazione è stata da me presentata ancor prima che avvenissero
alcuni accadimenti di portata regionale e anche nazionale.
A questo punto, ritengo che la risposta fornita qui
dall'Assessore, per quanto mi riguarda, è ampia e soddisfacente e
quindi mi ritengo soddisfatto.
DINA. Chiedo di parlare in veste di secondo firmatario della
interrogazione.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, a norma di Regolamento lei non
potrebbe intervenire, tuttavia le concedo un minuto per fare la sua
dichiarazione.
DINA. Signor Presidente, la ringrazio per questa deroga
regolamentare che testimonia la sua sensibilità rispetto ad una
problematica che è stata dibattuta e la cui risposta da parte del
Governo è stata data dopo circa un anno dalla presentazione, adesso
il Governo ha dichiarato di avere provveduto alla nomina degli
organi di controllo.
Se vogliamo una sanità trasparente, una sanità che possa
percorrere la linea della legalità, ritengo che gli organi di
controllo siano indispensabili, laddove soprattutto ci troviamo di
fronte ad organi gestionali considerati come mera promanazione
dell'assessorato e non più organi gestionali autonomi, che hanno
subìto indicazioni, pressioni sulle scelte che poi si andavano a
operare.
A questo proposito, desidero sottolineare quello che è successo
all'ASP di Palermo, dove si è proceduto alla nomina dei direttori
di distretto, alla nomina dei direttori di unità operative
complesse senza procedure di evidenza pubblica, mentre c'erano in
campo operatori che avevano superato un concorso. Questa ritengo
sia una chiara violazione della legge, aggravata dal lungo lasso di
tempo trascorso nella nomina degli organi di controllo.
Se questa è la rivoluzione, ahimè, siamo cascati male.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, in via del tutto eccezionale gli
Uffici annoteranno questa sua sottolineatura.
Si passa allo svolgimento della interrogazione numero 910
Stabilizzazione urgente del personale medico sanitario e tecnico ,
a firma dell'onorevole Marrocco. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
b), attribuisce alla stessa Regione competenza legislativa
concorrente nella materia della sanità pubblica;
l'ex AUSL n. 9 di Trapani ha indetto un bando di stabilizzazione
del personale non dirigenziale in virtù della legge n. 296 del 27
dicembre 2006, dopo aver stilato un protocollo di intesa tra
l'Assessorato regionale Sanità e le organizzazioni sindacali di
categoria;
tenuto conto che:
tale bando prevedeva un numero di 41 posti per collaboratore
professionale sanitario-infermiere di categoria D;
potevano partecipare coloro che avessero dei requisiti preordinati
alla presentazione delle domande;
considerato che:
degli infermieri che hanno partecipato a questo bando pubblicato
nella GURS del 27 febbraio 2007 e in possesso dei requisiti
previsti sono stati inseriti in una graduatoria - stilata tenendo
conto di una serie di caratteristiche ed all'uopo pubblicata - ne
sono risultati idonei, a seguito della procedura concorsuale, 122;
inoltre, nelle more della definizione delle procedure di
stabilizzazione, l'azienda ha continuato ad avvalersi del personale
in servizio nelle posizioni lavorative oggetto della procedura e
nel rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti in materia di
contratto a tempo determinato con la sigla di contratti c.d.
'ponte' al di fuori del previgente contesto normativo di cui
all'art. 36 del d.lgs. n. 165 del 2001 nonché al di fuori delle
previsioni del d.lgs. n. 368 del 2001;
l'allora AUSL n. 9, dopo aver accertato che la pianta organica era
vacante di 155 unità, ha attinto personale da una graduatoria di
vincitori di concorso del 2003 e dalla graduatoria di mobilità,
restando esclusi dalla graduatoria di stabilizzazione dal computo
in esame 62 infermieri, oggetto della presente interrogazione;
per sapere se sia previsto un piano di stabilizzazione dei 62
infermieri ex precari dell'AUSL n. 9, inseriti in questa
graduatoria di stabilizzazione, che è valida fino al 31 dicembre
2012, tenuto conto che l'articolo 17 del decreto-legge 1 luglio
2009, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 103, impone, per il
biennio 2010 - 2012, che le ASP possono destinare solo il 40 per
cento delle risorse finanziarie disponibili per le nuove
assunzioni». (910)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere
alla interrogazione.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, le
aziende sanitarie, al fine di richiedere l'autorizzazione
assessoriale per avviare le procedure di stabilizzazione del
personale precario con qualifica non dirigenziale, nel rispetto del
protocollo d'intesa sottoscritto tra l'Assessore regionale per la
sanità e le organizzazioni sindacali in data 11 gennaio 2008,
dovevano individuare nell'ambito della programmazione triennale del
fabbisogno, i posti da destinare alle procedure di stabilizzazione
nel rispetto della riserva del 50 per cento dei posti vacanti nella
dotazione organica da destinare alle procedure concorsuali, in
ossequio al principio costituzionale dell'accesso attraverso
pubblico concorso, giusta circolare del Dipartimento della Funzione
pubblica n. 5 /2008.
Le procedure di stabilizzazione potevano essere avviate purché nel
rispetto dei vincoli di spesa posti dalle vigenti leggi finanziarie
in materia di personale.
Con i decreti assessoriali n. 21 del 13 gennaio 2009, n. 1400 del
16 luglio 2009 e n. 3439 del 4 dicembre 2009, l'Azienda sanitaria
provinciale di Trapani è stata autorizzata ad avviare le procedure
di stabilizzazione per la selezione del personale precario non
dirigenziale, per la copertura di posti per vari profili
professionali, tra cui un totale di settantadue posti di
collaboratore professionale sanitario-infermiere.
Considerato che settantadue posti di infermiere erano stati già
avviati a selezione concorsuale, i posti come sopra autorizzati e
destinati alle procedure di stabilizzazione rispettano la riserva
del 50 per cento dei posti vacanti da destinare all'adeguato
accesso dall'esterno, giusta citata circolare n. 5 del Dipartimento
della Funzione pubblica.
Infine, relativamente a quanto richiesto nell'interrogazione sulla
possibilità di stabilizzare sessantadue ex precari inseriti nella
graduatoria di stabilizzazione, considerato che le autorizzazioni
per l'avvio delle procedure di stabilizzazione potevano essere
concesse fino alla data del 31 dicembre 2009 (direttiva
assessoriale prot. n. 3127 del 27 novembre 2009), si rappresenta
che, in materia di assunzione l'articolo 17 della legge 102 del
2009 prevede, per il triennio 2010-2012, nel rispetto della
programmazione triennale nonché dei vincoli finanziari previsti
dalla normativa vigente in materia di assunzioni e di contenimento
della spesa di personale, la possibilità di bandire concorsi per
assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non
superiore al 40 per cento dei posti messi a concorso, per il
personale non dirigenziale in possesso dei requisiti per la
stabilizzazione (vedasi leggi finanziarie per gli anni 2006 e
2007).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marrocco per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MARROCCO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 937 Interventi urgenti a
favore dell'unità operativa di pediatria del presidio ospedaliero
Vittorio Emanuele di Catania , dell'onorevole Vinciullo, e numero
942 Notizie sui criteri adottati nella rielaborazione delle
postazioni dei presìdi territoriali di emergenza nella provincia di
Messina , dell'onorevole Picciolo, per assenza dei rispettivi
firmatari si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
Le interrogazioni numero 934 Attivazione del reparto di
radioterapia presso l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani ,
dell'onorevole Marrocco, e numero 936 Realizzazione di una
struttura di radioterapia presso l'ospedale S. Antonio Abate di
Trapani , dell'onorevole Oddo, per accordo tra le parti si
intendono trasformate in interrogazioni con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 943 Avvio delle procedure per
il reclutamento a tempo indeterminato di personale delle strutture
sanitarie pubbliche , a firma dell'onorevole Panarello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che nelle strutture sanitarie pubbliche, territoriali ed
ospedaliere da molti anni non si effettuano concorsi per il
reclutamento di personale a tempo indeterminato;
considerato che:
i vuoti di organico determinatisi sono stati coperti utilizzando
lavoratori assunti a tempo determinato;
si è andata formando una vasta area di precariato (diverse
migliaia in tutta la Regione);
questa condizione di precarietà penalizza i lavoratori e si
riflette negativamente sulla funzionalità dei servizi sanitari;
le procedure di stabilizzazione che si stanno completando in
queste settimane, riservate esclusivamente al personale paramedico,
servono a coprire solo il 50 per cento delle carenze di organico;
dalla stabilizzazione è stato escluso il personale dirigenziale
(medici, farmacisti,psicologi, biologi, amministrativi, etc.),
accentuando tra queste categorie, che svolgono una funzione
essenziale nel servizio sanitario, i vuoti di organico e la
quantità di lavoro precario;
questa situazione ha indotto l'Assemblea regionale siciliana ad
approvare, nel marzo 2009, l'ordine del giorno n. 98, che impegnava
il Governo a mettere in atto i provvedimenti necessari per superare
la condizione di precarietà di queste figure professionali;
pur in presenza del piano di 'rientro', non è accettabile che si
continuino a frustare aspettative legittime ad un lavoro stabile ed
impedire una maggiore efficienza nell'erogazione delle prestazioni
sanitarie ai cittadini;
per sapere:
se non ritengano necessario sollecitare le aziende sanitarie
territoriali ed ospedaliere perché, definite rapidamente le piante
organiche, vengano urgentemente banditi concorsi per il
reclutamento a tempo indeterminato del personale necessario per
coprire le carenze di personale ed assicurare i servizi sanitari
previsti dalle leggi vigenti;
se non considerino utile prevedere misure (superamento degli
eventuali test preselettivi e punteggio specifico per il servizio
prestato nelle strutture sanitarie pubbliche regionali) che diano
un adeguato riconoscimento a quanti, da anni e sebbene precari,
prestano la loro attività nella sanità pubblica con dedizione e
professionalità». (943)
PANARELLO. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
l'assessore - al di là dei contenuti della mia interrogazione che
in parte sono superati dall'annuncio che ha fatto lo stesso
assessore in quanto sarebbero stati banditi i concorsi pubblici -
mi rispondesse sulla cadenza dei prossimi concorsi e se,
all'interno dei bandi che si stanno predisponendo, il personale
sanitario precario che ha prestato servizio negli anni passati sarà
in qualche maniera sostenuto in termini di riconoscimento del
lavoro prestato al fine di poter essere reclutato, fermo restando
che si tratterebbe comunque di concorsi pubblici, ovviamente, e non
di procedure secche di stabilizzazione.
Penso che l'assessore Russo, visto che in altre circostanze ha
sostenuto l'opportunità di dare una risposta a queste persone che,
da anni, lavorano nelle strutture sanitarie e che hanno dimostrato
di avere una professionalità adeguata, debba sostenere questi
lavoratori nella loro legittima aspirazione ad essere assunti a
tempo indeterminato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere
alla interrogazione.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, le
confermo che a seguito della riorganizzazione del sistema nel
settore della sanità, si avvierà a breve una serie di bandi per
l'assunzione di personale sia nel comparto dirigenziale-medico che
nel comparto ausiliari ed infermieri. Entro la fine di questo mese
verrà bandito un concorso per l'assunzione di infermieri.
Abbiamo già fatto un incontro e concordato con i sindacati i
criteri in base ai quali si privilegerà l'assunzione attraverso la
mobilità intra-regionale e attraverso pubblici concorsi, rimettendo
poi alle aziende la definizione delle percentuali. Le aziende si
sono riunite a livello di bacino e hanno deciso di assumere al 50
per cento con la mobilità e al 50 per cento attraverso bandi di
concorso. Per il personale dirigenziale, invece, 60 per cento
concorso e 40 per cento mobilità.
Quanto alla questione del precariato che non è stato stabilizzato
perché all'epoca non vi erano i presupposti, le confermo, onorevole
Panarello, che già la legge prevede dei titoli preferenziali, ma
sempre partecipando ad un pubblico concorso. Titoli preferenziali
che ovviamente coloro che sono rimasti esclusi potranno fare valere
nella selezione pubblica concorsuale per la copertura dei posti del
comparto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 952 Esclusione
dell'ISMETT dal processo di accorpamento funzionale istitutivo del
cosiddetto 'Istituto del cuore' , dell'onorevole Apprendi che, per
assenza del firmatario, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Le interrogazioni numero 954 Interventi a livello centrale atti a
semplificare le procedure di riconoscimento delle invalidità civili
e degli handicap , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese, e numero
967 Chiarimenti in merito al nuovo soggetto ed alla nuova gestione
del servizio di emergenza 118 , degli onorevoli Forzese, Gianni,
Maira, Cordaro, Savona, Ragusa, Lo Giudice, Leontini, Ardizzone,
Falcone, Limoli, Vinciullo, Caputo e D'Asero, per assenza dei
rispettivi firmatari, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Le interrogazioni numero 986 Realizzazione di strutture
ospedaliere per assicurare il trattamento radioterapico nella
provincia di Siracusa e numero 1044 Interventi per il
potenziamento e il finanziamento del C.A.D. (Centro ascolto
Duchenne) Sicilia parent project onlus 'Distrofia Muscolare
Duchenne & Becker' , entrambe dell'onorevole Vinciullo, per assenza
del firmatario si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
L'interrogazione numero 1049 Interventi per l'istituzione degli
uffici stampa e pubbliche relazioni presso le aziende sanitarie
regionali e conseguente reintegrazione nel posto di lavoro di un
cittadino , dell'onorevole Panepinto, per assenza del firmatario si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1054 Chiarimenti in ordine alle
procedure di controllo sulle derrate alimentari in ingresso in
Sicilia , dell'onorevole Caputo, numero 1064 Chiarimenti in merito
alla realizzazione della rete dei medici di medicina generale ,
dell'onorevole Maira, numero 1068 Notizie in merito alla mancata
applicazione del decreto dell'Assessorato Sanità del 17 giugno 2002
in materia di personale dei centri di riabilitazione accreditati
dal Servizio sanitario regionale , degli onorevoli Pogliese,
Falcone e Vinciullo, e numero 1088 Misure per favorire un
effettivo sviluppo dell'assistenza sanitaria psichiatrica ,
dell'onorevole Raia, per assenza dei rispettivi firmatari si
intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1093 Salvaguardia dei 12
posti letto della divisione di diabetologia del presidio
ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala (TP) , dell'onorevole
Oddo che, per accordo tra le parti, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1099 Rideterminazione del tetto di spesa
previsto, per l'anno 2010, per i medici convenzionati esterni che
non hanno sforato il budget loro assegnato negli anni 2006-2007-
2008 , dell'onorevole Vinciullo, numero 1111 Misure per garantire
un'equa rappresentanza delle aziende sanitarie nel procedimento
regionale di centralizzazione degli acquisti , dell'onorevole
Picciolo e numero 1112 Chiarimenti in ordine al conferimento di
incarichi di responsabile di unità organizzativa dell'ASP di
Trapani , dell'onorevole Marrocco, per assenza dei rispettivi
firmatari si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
Le interrogazioni numero 1126 Applicazione immediata delle linee
guida di organizzazione della rete assistenziale per le persone
affette da disturbi autistici , numero 1128 Interventi a favore
dei soggetti affetti da talassemia , numero 1129 Annullamento del
concorso per tre nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa e
iniziative conseguenti , numero 1132 Interventi a difesa del
servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale di Avola
(SR) , numero 1142 Modifiche al piano di riordino del sistema
trasfusionale regionale del servizio di immunoematologia e medicina
trasfusionale (SIMT) dell'ospedale 'Umberto I' di Siracusa e del
'SIMT' del presidio ospedaliero 'Di Maria' di Avola (SR) , tutte
dell'onorevole Vinciullo, per assenza del firmatario si intendono
presentate con richiesta di risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1169 Trasferimento del centro S. Antonio
soc. coop. dal comune di Maletto a quello di Bronte (CT) , degli
onorevoli Di Guardo e De Benedictis, numero 1170 Chiarimenti in
ordine al ritardato pagamento delle quote di competenza dell'ASP 5
per tutte le prestazioni effettuate in regime convenzionale ,
dell'onorevole Picciolo, e numero 1176 Chiarimenti in ordine alla
probabile nomina ad assessore comunale di un dirigente regionale in
vista delle elezioni amministrative del 30-31 maggio 2010 , degli
onorevoli Mancuso e Limoli, per assenza dei rispettivi firmatari si
intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dei firmatari decade l'interpellanza numero 88
Chiarimenti in ordine alle ragioni che ostano alla sottoscrizione
della convenzione della struttura sanitaria di Catenanuova (EN) con
il servizio sanitario regionale , degli onorevoli Galvagno e
Ammatuna.
Si passa all'interrogazione numero 1222 Chiarimenti in ordine
alle modalità di distribuzione dei farmaci nelle ASP siciliane , a
firma dell'onorevole Marziano. Ne do lettura:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
presso le farmacie delle ASP vengono distribuiti i farmaci per le
malattie oncologiche e per altre malattie di particolare rilevanza;
tali farmaci venivano distribuiti, previa relativa prescrizione
del medico curante, attraverso una fornitura trimestrale che
consentiva ai pazienti, o ai loro familiari, di recarsi presso le
farmacie di distribuzione una volta ogni tre mesi;
considerato invece che:
sono state emanate delle direttive, da parte dei direttori
generali delle ASP, che impongono la distribuzione di dotazione
solo mensile;
tale disposizione sta comportando gravi disagi ai pazienti e ai
loro familiari poiché chi si deve recare fuori provincia, in genere
nelle città di Palermo, Catania e Messina, sedi di strutture
sanitarie di eccellenza, è costretto a farlo ogni mese con la
triplicazione dei costi e dei disagi e che chi si avvale, invece,
delle farmacie provinciali delle ASP è costretto a subire code
insopportabili che a seguito di tali disposizioni si sono
triplicate nella durata fino a costringere pazienti e familiari ad
attese di oltre un'ora, un'ora e mezza;
per sapere:
se tali direttive dei direttori generali provinciali dipendano da
analoghe disposizioni di codesto Assessorato;
se non ritenga di chiedere ai direttori generali delle ASP di
revocare tali disposizioni e, in subordine, di aumentare
sensibilmente il numero delle farmacie che possano distribuire tali
farmaci (almeno una ogni 100 mila abitanti), consentendo inoltre a
tutti i pazienti di ritirare i farmaci loro prescritti nelle
farmacie delle province di residenza, quale che sia quella in cui è
avvenuta la cura ed è avvenuto l'eventuale intervento chirurgico».
(1222)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere alla
interrogazione.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, con la
nota prot. n. 3159 del 21 dicembre 2009 questo Assessorato ha
provveduto a disciplinare le modalità di erogazione dei farmaci
classificati H che per condizioni di impiego clinico e di setting
assistenziale, oltre ad essere utilizzabili in ambiente ospedaliero
o in struttura ad esso assimilabile, possono essere impiegati anche
in ambito extra ospedaliero, secondo le disposizioni delle regioni
e delle province autonome .
Tenendo conto della peculiarità dei medicinali in argomento,
nonché delle patologie per le quali sono prescritti, al fine anche
di garantire uniformità su tutto il territorio regionale in termini
di accessibilità alle cure da parte dei pazienti che rientrano nei
requisiti previsti, è stato disposto che le strutture autorizzate
alla prescrizione di tali prodotti, oltre a redigere il necessario
piano terapeutico - la cui durata non può essere maggiore al
periodo necessario fino al successivo controllo e comunque nel
rispetto dei limiti stabiliti dal D.D.G. n. 3176/2008 e successive
modifiche ed integrazioni -, debbano provvedere alla dispensazione
in un'unica soluzione del quantitativo necessario ad assicurare
almeno due mesi di terapia e comunque fino al successivo controllo,
se previsto entro tale termine.
Il servizio di Farmacia territoriale della A.S.P. di residenza del
paziente, debitamente informato secondo le modalità previste nella
nota medesima, dovrà provvedere alla dispensazione dell'eventuale
rimanente quantitativo necessario fino al successivo controllo.
Secondo le citate disposizioni, l'utente verrà assistito, anche
per ciò che riguarda le prestazioni farmaceutiche, inizialmente
presso la struttura che si occupa dei periodici controlli e, per
l'eventuale completamento della cura, presso la propria A.S.P. di
residenza.
Si è ritenuto, infatti, che l'erogazione del primo periodo di cura
da parte della struttura che ha originato la prescrizione a seguito
di visita specialistica o ricovero rappresenti il giusto
completamento del percorso assistenziale intrapreso, consentendo
così di iniziare subito la terapia prescelta; l'erogazione del
quantitativo sufficiente per due mesi di terapia (ove non sia
previsto un controllo a scadenza inferiore a tale periodo) consente
all'A.S.P. di residenza di attivare i necessari processi per
garantire tempestivamente la fornitura dei prodotti in questione.
Si rappresenta, altresì, che con nota prot. n. 1796 del 22 aprile
2010 i Direttori generali delle Aziende sanitarie della Regione
sono stati esortati ad operare all'interno delle loro Aziende
affinché vengano rispettate le modalità operative previste dalla
citata nota prot. n. 3159/2009, al fine di rendere più agevole il
percorso assistenziale dei pazienti coinvolti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, signor Assessore, il senso della
interrogazione era proprio questo. Vale a dire fare in modo che,
pure in un quadro e in un piano di razionalizzazione della spesa
farmaceutica, questo non avvenisse a discapito della funzionalità
nell'erogazione dei farmaci e, soprattutto, della qualità della
vita di questi pazienti.
Se dalla risposta dell'Assessore devo interpretare che sono state
disposizioni affinché chi deve fare la visita trimestrale possa
ottenere nella propria provincia la quantità di farmaci che gli
evitano la visita mensile verso le tre province dove ci sono i
centri di eccellenza - Palermo, Catania e Messina -, se questo è
stato dato, non dico a seguito dell'interrogazione, ma come
disposizione dell'Assessorato, mi dichiaro assolutamente d'accordo
e soddisfatto.
Ma questo significa che, ove nel territorio si dovessero
verificare situazioni e modalità di erogazione dei farmaci difformi
da quelle che oggi l'assessore ci sta comunicando, è chiaro che
avremo come interlocutore che non rispetta le direttive, i manager
e i direttori delle varie province.
Questo è veramente uno di quei campi in cui misuriamo l'umanità
del nuovo processo di riforma della sanità, la razionalizzazione
dei costi, la razionalizzazione dei servizi, ma senza farlo sulla
pelle del soggetto più debole, che è l'ammalato e, in questo caso,
quello di malattia oncologica.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1225 Iniziative urgenti tesi
a impedire la chiusura del reparto di psichiatria della Guadagna di
Palermo a firma dell'onorevole Apprendi, e numero 1231 Verifica
della idonea distribuzione delle risorse previste per la branca
della specialistica di laboratori ai fini un possibile
riequilibro , a firma dell'onorevole Panepinto, per assenza
dall'Aula dei rispettivi firmatari, si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1232 Notizie urgenti in
merito allo stato in cui versa la sanità nella provincia di
Siracusa a firma dell'onorevole Gianni. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che a Catania è stato indetto un concorso per un primario
anestesista, un primario chirurgia generale e tre medici
internisti;
considerato che:
a Caltanissetta è stato indetto un concorso per due
radioterapisti, tre dirigenti medici e due dirigenti fisici;
ad Agrigento è stato indetto un concorso per cinque dirigenti
sanitari;
la sanità a Siracusa è 'ingessata' per l'immobilità della politica
del Governo regionale, non si indicono concorsi; anzi, si provoca
una 'emigrazione sanitaria' e un dispendio di ottanta milioni di
euro. Di fatto, il fatturato dei ricoveri è aumentato altrove e
diminuito considerevolmente a Siracusa;
a Siracusa mancano decine e decine di figure sanitarie come
primari, tecnici, infermieri ed è anche per questo motivo che la
sanità a Siracusa non può fare fronte alle richieste del pubblico.
In uno Stato che si definisce civile, dove il cittadino ha il
diritto di essere assistito, come si crede di provvedere per far
fronte ad un problema così grave?;
ritenuto che Siracusa fa parte delle nove province siciliane e il
Governo regionale dovrebbe avere la stessa attenzione per tutte
senza fare discriminazioni di sorta, specialmente nel campo della
salute;
per sapere:
se ritengano opportuno obbligare l'ASP di Siracusa a indire
concorsi per primari ed altre figure professionali sanitarie;
altresì se siano a conoscenza del preoccupante trend negativo
della sanità nella provincia di Siracusa, in quanto i cittadini
scelgono altre strutture sanitarie sia private che in altre
province;
infine, cosa si intenda fare per fermare l'emorragia che è costata
novanta milioni di euro nel 2008, in quanto oggi questa mobilità
passiva, riversata sulle province di Catania, Ragusa e fuori dalla
Sicilia, sembra sfiorare i cento milioni di euro, ovvero se l'unica
risposta alla richiesta di una sanità che funzioni a Siracusa non
rimanga l'autostrada». (1232)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per
fornire la risposta.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, a
seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5 recante Norme per il riordino del servizio sanitario
regionale sono stati emanati il D.A. n. 1150/2009, concernente gli
indirizzi e i criteri per il riordino, la rifunzionalizzazione e la
riconversione della rete ospedaliera e territoriale regionale, e il
D.A. n. 736/2010, riguardante le linee guida per l'adozione degli
atti aziendali con i quali le Aziende devono individuare le
Strutture' nel rispetto delle indicazioni e degli appositi
standard' ivi previsti, con conseguente ridefinizione del numero
delle Strutture (complesse/ semplici) e del relativo organico.
In materia di personale, conseguentemente, si è proceduto ad una
analisi del fabbisogno delle nuove aziende sanitarie e
nell'allegato 2 del D.A. n. 1868 del 22 luglio 2010, che stabilisce
le linee di indirizzo regionali per la rideterminazione delle
dotazioni organiche, sono state individuate per ciascuna azienda
sanitaria sia la dotazione organica che la disponibilità
finanziaria riferita agli anni 2010 e 2011.
Ogni Azienda, pertanto, doveva procedere alla rideterminazione
delle dotazioni organiche sulla base di:
- numero dei posti individuati di cui all'allegato 2 del citato
decreto 1868/2010, tramite una scelta flessibile' dei profili
professionali e delle discipline esistenti e nuove previste dalle
declaratorie allegate al vigente CCNL del personale del comparto;
- normativa vigente in materia di organizzazione del lavoro;
- quanto definito in merito con le linee generali di indirizzo
regionali;
- ogni ulteriore disposizione normativa e contrattuale, nazionale
e regionale, vigente in materia di gestione delle risorse umane,
nel rispetto degli standard di personale (rapporto dirigenza
medica/posti letto, infermieri/posto letto e operatori
sanitari/posto letto).
In particolare per l'A.S.P. di Siracusa, il citato allegato 2 del
D.A. n. 1868/2010 ha individuato una dotazione organica in
incremento di 230 posti rispetto al 31 dicembre 2009, per un totale
di 3200 posti ed un tetto di spesa quantificabile in milioni di
euro 167.611 per l'anno 2010 e 172.373 per l'anno 2011, alla luce
della quale pertanto deve essere rideterminata la nuova dotazione
organica, consentendo così il superamento delle criticità esposte
nell'interrogazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gianni per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GIANNI. Signor Presidente, Assessori, capisco la difficoltà con
cui l'assessore risponde alle interrogazioni e ho visto in questi
ultimi giorni come va in giro per parlare delle giornate della
salute invitando gli operatori sanitari, come se i parlamentari
fossero esclusi da un disegno politico-amministrativo che deve dare
risposte all'utente. E capisco che siamo in campagna elettorale,
assessore
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Quale campagna elettorale?
GIANNI quella regionale e quella nazionale
Lei sa bene, come la provincia di Siracusa, ormai da tanti anni, è
sottoposta ad una vessazione micidiale. Lei sa che l'ospedale di
Augusta, pur rientrando nell'articolo 6 della legge 5, cioè
ospedale che sorge in zona industriale, è depauperato ogni giorno
sempre di più perché i primari che c'erano vanno via e non vengono
sostituiti, nonostante le gravi difficoltà in cui versa l'ospedale
in quanto si trova al centro della zona industriale, nell'area
molto delicata del porto di Augusta.
C'è un tentativo di fare orecchio da mercante , orecchio non di
Dionisio, di quello si sentiva anche il fruscìo, qui c'è proprio la
sordità totale E non so se è il direttore generale a fare orecchio
da mercante o è lei, assessore, che non dandogli le risorse
necessarie continua a farci stare in un'ansia che diventa sempre
più preoccupante.
Io non sono soddisfatto della sua risposta, anche perché non l'ho
capita.
Lei ha letto rapidamente quello che gli uffici le hanno suggerito,
le hanno scritto, e non era nemmeno convinto di quello che ha
letto Certo, io non ce l'ho con lei, assessore. Non ce l'ho con
lei e me ne guarderei bene. Ce l'ho con il Presidente della
Regione, che è un rocambolesco personaggio bravo a sovvertire
qualsiasi cosa seria, naturale, come può essere una campagna
elettorale che vede alcuni che vincono e altri che perdono. E' un
ribaltonista congenito Ha tentato di fare ribaltoni anche a
livello nazionale.
Come lei sa, signor Presidente, la materia è delicata, molto
delicata. Qui c'è in gioco la salute dei cittadini che, purtroppo,
ne risente in maniera grave.
Noi siamo fortunati. Ormai abbiamo l'autostrada per andare a
prendere l'aereo, la Siracusa-Catania, quindi siamo rapidi, veloci.
C'è, però, tanta gente che non ha né i soldi né la macchina con la
benzina per andare a prendere l'aereo. C'è tanta gente che continua
a morire perché non c'è il primario, perché non ci sono i servizi
Abbiamo aspettato per anni che ci fosse l'emodinamica 24 ore su 24.
Ora stiamo aspettando che ci sia la radioterapia.
Quella zona è altamente pericolosa perché c'è un'area industriale
pesante che produce ogni giorno sempre più tumori, come lei ben sa,
assessore. Anzi, in questi ultimi mesi, abbiamo avuto il piacere di
avere una novità: i sarcomi. Sono venuti fuori i sarcomi, si muore
subito Così non c'è bisogno nemmeno di spendere soldi per curarci
Non voglio fare qui il difensore della provincia di Siracusa,
perché sono di Siracusa. L'ho fatto prima, anche quando abbiamo
immaginato con l'articolo 6, pensando alle zone industriali di
Siracusa, di Milazzo, di Gela e di altre zone. E lo dico non perché
voglio fare una cosa che sia al di fuori, come se gli altri
cittadini non fossero uguali; ma c'è un fenomeno, che è la presenza
dell'oncologia devastante, che va attenzionato. D'altronde,
spendiamo 80 milioni di euro l'anno in emigrazione sanitaria: 20
milioni che vanno a Ragusa, perché vanno a curarsi a Ragusa per la
radioterapia, 40 milioni che vanno a Catania, altri 20 milioni che
vanno fuori dalla Sicilia.
Allora, qualcosa non funziona. So che lei tenterà, assessore, ha
tentato, ci prova, lo so, a fare le cose. Assessore, non è uno
scontro con lei, io non ce l'ho con lei.
Il presidente Lombardo, purtroppo, si è incartato, non riesce a
cavare un ragno dal buco, non sa più che pesci pigliare, pensa di
risparmiare e nomina dodici assessori tecnici che fanno aumentare
la spesa perché aumentano di botto da 90 a 102.
Ogni giorno falliscono centinaia di aziende, ci sono migliaia di
persone disoccupate, e lui non riesce a capire che in questo
momento bisogna fare cose diverse, anziché cambiare gli assessori e
i direttori generali Presidente
MARZIANO. Quando sarà sottosegretario del Governo Berlusconi, lo
bacchetterà
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, la invito a concludere.
GIANNI. Signor Presidente, dica ai colleghi che se avrò
l'opportunità di diventare sottosegretario, chiederò la delega
alla sanità per collaborare con la sanità.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni la invito a concludere, quando
diventerà sottosegretario vedremo.
GIANNI. Assessore, non voglio vessarla, pressarla, sollecitarla,
le voglio sottolineare come alcune province siciliane,
Caltanissetta con Gela, Siracusa con Priolo, Melilli e Augusta,
Messina con Milazzo, e qualche altra zona importante come Palermo,
la zona industriale, hanno bisogno di un'attenzione particolare.
Noi spendiamo un mare di soldi, più di 300 milioni di euro l'anno,
se non ricordo male, in emigrazione sanitaria.
Quella è l'emorragia che bisogna fermare, al di là delle
operazioni politiche che io capisco benissimo, la struttura di
Avola-Noto è importante, e lei lo sa, e non può aprire a giugno
perché altrimenti si depaupera quello che è stato costruito. C'è
uno sperpero di denaro se non procediamo al trasferimento
immediato.
So di consegnarle non un'interrogazione, non un'accusa, ma un
problema e spero che lei possa farlo diventare un tema da
sviluppare.
PRESIDENTE. Si dichiara soddisfatto o insoddisfatto?
GIANNI. Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE. L' interrogazione numero 1241 Iniziative a favore del
personale impegnato nel servizio di emergenza '118' e non ancora
assunto dal nuovo gestore , dell'onorevole Vinciullo, per assenza
del firmatario si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1242 Iniziative per accertare
le cause dell'elevato numero di tumori alla tiroide riscontrati tra
gli abitanti della provincia di Catania , a firma dell'onorevole
Barbagallo. Ne do lettura:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
è stato di recente pubblicato sulla più importante rivista
scientifica di oncologia uno studio condotto dagli istituti di
endocrinologia delle tre università siciliane e dell'ospedale
Cervello di Palermo, in collaborazione con l'ARPA, l'osservatorio
epidemiologico regionale e il centro di epidemiologia dell'INSERM
di Parigi;
l'oggetto dello studio riguarda l'incidenza dei tumori alla
tiroide nella provincia di Catania;
lo studio ha evidenziato che, nel territorio considerato,
l'incidenza di questo tipo di tumore è doppia rispetto alle altre
province della Sicilia: ogni 100 mila residenti, vi sono ogni anno
31 nuovi casi contro i 14 riscontrati in media nelle altre
province; tali dati riguardano la popolazione femminile,
maggiormente esposta alle patologie tiroidee;
considerato che:
le risultanze dello studio hanno fatto pensare all'esistenza di un
fattore ambientale in grado di favorire l'insorgenza della malattia
e tale fattore è stato individuato nella presenza dell'Etna, in
analogia con quanto riscontrato in altre zone vulcaniche della
terra;
in particolare, da analisi effettuate sull'acqua del bacino idrico
dell'Etna, è stata riscontrata la presenza di metalli nonché di un
radioisotopo fino a 20-50 volte la massima concentrazione
ammissibile;
ciò implica la possibilità che sia l'acqua, o più propriamente
quanto contenuto in essa, ad essere responsabile del fenomeno,
sebbene non sia stato dimostrato, finora, un vero rapporto di causa
- effetto tra l'acqua utilizzata dalla popolazione e l'alta
incidenza di tumori riscontrata;
ritenuto che:
il tumore tiroideo è quello in maggiore crescita: negli ultimi 20
anni è passato, come frequenza per le donne, dal 14 a 7^ posto;
peraltro, il tipo di tumore diagnosticato con frequenza tra i
pazienti catanesi è particolarmente aggressivo;
ciò rende essenziale l'attenta sorveglianza epidemiologica in
tutto il territorio siciliano (dove le patologie tiroidee sono
endemiche) ed in particolar modo nella provincia di Catania, ai
fini di una corretta prevenzione e diagnosi precoce;
per sapere:
se non ritenga che i risultati delle indagini su campioni d'acqua
del bacino idrico dell'Etna pongano seri dubbi sulla potabilità
della stessa;
se l'ispettorato sanitario regionale e l'ASP di Catania abbiano
posto in essere gli adempimenti di competenza ai fini della tutela
della salute in relazione a quanto esposto in premessa;
se non ritenga necessario emanare indirizzi affinché proseguano le
ricerche tese alla verifica delle interazioni tra ambiente
vulcanico e incremento dei tumori alla tiroide al fine di
individuare quali siano realmente i fattori di rischio e quale
prevenzione attivare». (1242)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. I tumori della tiroide
hanno, secondo la letteratura, un'incidenza ampiamente variabile
nelle diverse aree geografiche con un intervallo stimato che va
dallo 0,1 a 3,7/ centomila/anno nei maschi e dallo 0,4 a 9,6/
centomila/anno nelle femmine. In aree vulcaniche come quelle delle
Hawaii e delle Filippine l'incidenza è notevolmente maggiore.
Secondo i dati dei Registri Tumori Italiani (anni 1993-1998), in
Italia il tasso grezzo di incidenza è di circa 3/centomila nei
maschi e 10/centomila nelle femmine, quindi ai limiti superiori
degli intervalli stimati.
Con un progetto di ricerca finalizzata, finanziato dal Ministero
della Salute ai sensi dell'articolo 12 del D.Lgs. n. 502/1992, nel
2002 è stato istituito il Registro regionale dei tumori tiroidei,
che comprende anche la costituzione di un archivio di campioni
biologici di patologia neoplastica tiroidea, l'identificazione dei
fattori di rischio e lo studio delle basi molecolari.
I dati del registro, già oggetto di una pubblicazione, hanno
permesso l'individuazione di una zona a maggiore incidenza situata
nella provincia di Catania. Le indagini preliminari sulle acque
della zona hanno mostrato un eccesso di alcuni minerali (boro,
ferro, manganese, vanadio).
E' tuttavia da rilevare che si tratta di uno studio di natura
ecologica, che permette cioè una generale associazione in funzione
della residenza ma non permette di stabilire nessi di causalità
diretti tra esposizione ed esito, ponendo però le basi per una
successiva indagine analitica.
E' pertanto prevista l'organizzazione di uno studio caso-controllo
per acquisire ulteriori informazioni sui fattori di rischio della
patologia.
Per quanto attiene allo studio in questione non è possibile
trarre, come già detto, un nesso di causa effetto tra la qualità
delle acque in distribuzione potabile nell'area del massiccio etneo
e l'incremento della patologia tumorale. Tra l'altro, studi
parimenti qualificati condotti dall'Istituto Superiore di Sanità
nell'ambito di attività di cui si dirà di seguito e che investono
direttamente l'attività dell'Assessorato parrebbero escludere
l'insorgenza di effetti nocivi sulla salute umana in relazione alle
alte concentrazioni di vanadio nelle acque dell'area interessata.
Con decreto interministeriale del 17 agosto 2010, pubblicato nella
GURI, serie generale, n. 202 del 30 agosto 2010, i Ministeri della
salute e dell'ambiente hanno concesso alla Regione siciliana il
potere di rinnovo della deroga per i comuni relativamente al
parametro dell'elemento vanadio nelle acque in distribuzione
potabile nel comprensorio del massiccio etneo. A seguito di ciò, il
Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio
epidemiologico ha adottato il decreto dirigenziale n. 2207 del 10
settembre 2010 nelle cui premesse sono riportate le motivazioni
della deroga.
In relazione alle raccomandazioni formulate dal Consiglio
Superiore di sanità, riportate peraltro nelle premesse del
decreto interministeriale, a proposito dell'avvio di uno studio
finalizzato all'accertamento di eventuali correlazioni tra la
presenza di taluni elementi nelle acque in distribuzione potabile
presso taluni comuni del massiccio etneo e l'insorgenza di
eventuali malattie cronico degenerative nella popolazione
residente, è stato istituito un apposito gruppo di lavoro che ha
già dato avvio alle attività con un primo momento ricognitivo
basato sull'analisi retrospettiva dei dati reperibili.
Quanto alla asserita presenza di un radioisotopo fino venti-
cinquanta volte la massima concentrazione ammissibile riscontrata
nell'acqua del bacino idrico dell'Etna e pertanto sulla potabilità
della stessa si fa presente che l'elemento in questione, il Radon,
risulta misurato alla fonte mentre ai fini del giudizio di
potabilità delle acque le misure andrebbero effettuate (e
comparate) anche alla distribuzione dove, è noto, le concentrazioni
si abbassano drasticamente a seguito della dispersione che
interviene durante le operazioni di adduzione.
Quanto alla presenza di altri minerali in eccesso (boro, ferro,
manganese e vanadio) va detto che, già nel corso della prima
riunione del gruppo di lavoro, è stato considerato (anche da parte
degli autori dello studio in discussione) che non può stabilirsi
una correlazione assiomatica tra la presenza di detti elementi e la
insorgenza della patologia tumorale in questione. Da parte degli
stessi autori è stato chiarito, invece, che quelle presenze in
eccesso sono state riportate per connotare l'area in questione come
area di interesse vulcanico e che l'incremento della patologia è
verosimilmente da porre in relazione ad una non meglio definita, ma
complessa, interazione di più fattori tra i quali potrebbe
rientrare anche l'acqua.
Sulla presenza di taluni degli elementi sopra descritti va detto
che si tratta in alcuni casi di parametri indicatori relativamente
ai quali l'autorità competente locale, vale a dire l'Azienda
sanitaria competente per territorio, è chiamata, secondo le
indicazioni contenute nella disciplina normativa di riferimento, ad
adottare, di volta in volta, i prescritti provvedimenti di
limitazione dell'uso delle acque.
Si segnala, infine, che in relazione al decreto dirigenziale di
riconoscimento della deroga per l'elemento vanadio è stata prevista
una apposita attività di audit da espletare periodicamente al fine
di monitorare l'andamento dei fenomeni e l'evoluzione degli
adempimenti connessi con l'esercizio della deroga e, più in
generale, a scopo di sorveglianza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la risposta
dell'assessore mi sembra plausibile. Mi dichiaro soddisfatto,
soprattutto per il fatto che verranno continuati gli studi e
confrontate le ricerche scientifiche perché si tratta di una
materia molto delicata e, ad esempio, le valutazioni del professore
Vigneri, professionista di livello internazionale, e le valutazioni
del direttore dell'Istituto di Igiene non sempre sono sulla stessa
linea. E, quindi, è giusto che rispetto ad una patologia così
delicata si abbia un supplemento di impegno e di ricerca.
Da questo punto di vista, mi sembra che l'Assessorato faccia bene
a sollecitare la ASP a continuare su questa linea per arrivare a
raggiungere un livello, anche di confronto scientifico, più
plausibile e così per ridurre eventualmente le patologie che si
sono verificate.
Credo di potermi considerare soddisfatto della risposta fornita
dall'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1264 «Opportune
iniziative tese alla stabilizzazione del personale in servizio
presso l'ASP di Ragusa, a firma dell'onorevole Digiacomo. Ne do
lettura:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
in base alle delibere nn. 1291 e 1292 relative alla
stabilizzazione di personale precario presso l'ASP di Ragusa, si è
provveduto in difformità presso le ASP di Siracusa e Caltagirone,
che hanno adottato misure di stabilizzazione;
non si comprendono i motivi della diversità di trattamento
riservata al medesimo personale in forza all'ASP di Ragusa;
per sapere:
se non ritenga opportuno accertare presso la direzione sanitaria
dell'azienda sanitaria provinciale di Ragusa quali motivi abbiano
impedito la stabilizzazione del personale precario in servizio,
contrariamente a quanto avvenuto presso le ASP di Siracusa e
Caltagirone;
se non ritenga opportuno porre in essere ogni iniziativa utile
finalizzata ad una corretta ed uniforme applicazione delle delibere
sopra citate.» (1264)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, il
Segretario provinciale della Funzione Pubblica CGIL di Ragusa ha
rappresentato l'identica problematica oggetto dell'interrogazione
evidenziando inoltre, in modo piuttosto generico, che presso l'ASP
di Siracusa e l'ex Azienda ospedaliera di Caltagirone erano state
adottate per analoghe questioni soluzioni differenti da quelle
previste dall'ASP di Ragusa attuando così una diversità di
trattamento.
Per quanto sopra è stato richiesto all'ASP di Ragusa, con nota
prot. n. 20650 del 29 luglio 2010, di fornire dettagliata relazione
sul modus operandi nello svolgimento delle procedure di
stabilizzazione.
In riscontro, la predetta Azienda, con nota prot. n. 29694 del 15
settembre 2010, ha comunicato di avere applicato il protocollo
d'intesa regionale per la stabilizzazione del personale precario,
ed ha inviato copia del bando di selezione pubblicato nella GURS
riferendo, inoltre, di avere in corso l'esame delle memorie di
opposizione pervenute al fine di verificare l'anzianità posseduta
dai candidati inclusi nel provvedimento di esclusione.
L'Azienda ha inoltre riferito di non avere ricevuto alcuna
impugnativa o, comunque, rimostranza alcuna sui criteri e le
modalità previste dal bando di stabilizzazione; si è comunque
dichiarata disponibile ad effettuare, anche eventualmente in
contraddittorio con gli interessati, il riconteggio, ove
necessario, relativo all'anzianità di servizio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Digiacomo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta..
DIGIACOMO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1273 Interventi per
scongiurare il rischio di chiusura del reparto di oncologia
dell'ospedale 'Vittorio Emanuele' di Castelvetrano (TP) , e numero
1274 Provvedimenti urgenti per assicurare i soccorsi d'emergenza
nell'isola di Marettimo (TP) , entrambe dell'onorevole Oddo, per
accordo tra le parti, si intendono trasformate in interrogazioni
con richiesta di risposta scritta.
L'interrogazione numero 1285 Notizie sull'ospedale di Augusta
(SR) , dell'onorevole Adamo, per assenza del firmatario si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1286 Iniziative per impedire
la presenza costante di personale estraneo negli uffici delle varie
A.S.P. e delle Aziende ospedaliere siciliane , a firma degli
onorevoli Vinciullo, Maira, Pogliese, Formica, Ardizzone, Buzzanca,
Bosco, Caputo, Cordaro, Corona, Falcone, Gennuso, Gianni, Limoli,
Mancuso, Torregrossa. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che, con la legge regionale n. 5 del 2009, l'Assemblea
regionale siciliana ha rideterminato e stabilito i nuovi assetti
delle ASP e delle aziende ospedaliere siciliane;
preso atto che:
il Governo regionale ha già proceduto alla nomina dei direttori
generali nelle singole ASP e nelle singole aziende ospedaliere;
gli stessi direttori generali, indicati dal Governo regionale,
hanno proceduto, in virtù dei poteri conferiti, alla nomina dei
rispettivi direttori sanitari ed amministrativi;
considerato che:
in alcune ASP e in alcune aziende ospedaliere, sembrerebbe
ampiamente diffusa la tristissima ed infausta abitudine di vedere
alcuni 'galoppini elettorali', quasi sempre referenti ed
espressione dei deputati della maggioranza, aggirarsi nei locali e
negli uffici degli enti de quibus alla ricerca spasmodica di
notizie e di quant'altro utilizzabile dai loro danti causa;
detti 'galoppini elettorali', a quanto è dato sapere da alcune
denunce anonime, bloccherebbero nelle scale e nei corridoi quanti
si vogliono recare a conferire sia con i direttori generali sia con
i direttori sanitari e amministrativi, nonché con i funzionari
delle predette ASP o aziende ospedaliere;
queste presenze, alquanto inquietanti e preoccupanti, qualora
confermate, getterebbero ombre funeste e sinistre sulla attività
dei direttori generali, i quali spesso sono anche all'oscuro di
quanto avviene al di fuori delle loro stanze;
non è consentito a nessuno intervenire e limitare la libertà dei
singoli, né tanto meno essere sottoposti a pressioni psicologiche
che potrebbero avere ricadute elettorali, e quindi anche
responsabilità e conseguenze penali;
rilevato che:
stando sempre alle citate fonti anonime, i predetti 'galoppini
elettorali' utilizzerebbero anche locali appartenenti alla
struttura per ricevere personale dipendente delle ASP, ovvero
intrattenersi con soggetti estranei alla struttura sanitaria,
accreditando e millantando così un ruolo istituzionale che non
hanno né possono ricoprire;
a quanto pare, detti 'galoppini elettorali' sarebbero soliti dare
disposizioni ai funzionari delle ASP vantando una virtuale autorità
illegalmente detenuta e non riconosciuta dalla legge e dalle
aziende ospedaliere sanitarie;
per sapere:
se siano a conoscenza di questi fatti denunciati e se rispondano
al vero;
quali iniziative, urgenti ed improcrastinabili, intendano adottare
per impedire e scongiurare il protrarsi di questo comportamento
insopportabile ed illegale;
se non ritengano utile ed indispensabile dare disposizioni scritte
affinché tutti i direttori generali procedano ad una 'cacciata dal
tempio' di detti 'galoppini elettorali';
infine, qualora venisse accertata la veridicità di quanto
denunciato, se non intendano trasmettere alla Procura della
Repubblica il risultato a cui sono pervenuti a seguito di
accertamenti all'uopo predisposti, in ciò utilizzando anche
eventuali sistemi di videosorveglianza». (1286)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la
risposta.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, in
occasione della vicenda che ha visto protagonista l'Azienda
ospedaliero-universitaria Policlinico G. Martino' di Messina, che
ha portato alla luce il deprecabile malcostume dell'indebito
utilizzo delle strutture sanitarie pubbliche a fini privati da
parte di soggetti non autorizzati, si è emanata la direttiva prot.
n. 27052 del 3 settembre 2010 la quale, seppur rivolta al personale
sanitario, ha esplicitato in relazione al caso concreto il
principio più generale di un corretto ed esclusivo utilizzo dei
mezzi e dei locali anche destinati ad usi amministrativi solamente
da parte di personale strutturato' o comunque titolare di un
regolare rapporto di lavoro o di consulenza con l'ente pubblico.
E' comunque nella responsabilità del direttore generale garantire
che il personale stabilmente presente negli uffici sia
esclusivamente quello avente titolo come sopra specificato.
Tale fondamentale principio di corretta gestione della cosa
pubblica è sicuramente e pienamente garantito dallo scrivente negli
uffici dell'amministrazione cui è preposto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Maira per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
MAIRA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1304 Notizie sui futuri
concorsi nel comparto sanitario , dell'onorevole Limoli, numero
1310 Interventi per la realizzazione del centro di eccellenza
oncologico nell'ambito del p.o. Papardo di Messina , dell'onorevole
Beninati, numero 1318 Chiarimenti in ordine al personale addetto
al servizio di radiocomunicazioni dell'attività di emergenza del
118 in Sicilia , dell'onorevole Caputo, e numero 1323 Notizie
sulle gravi carenze igienico-sanitarie dell'ospedale G. F.
Ingrassia di Palermo , dell'onorevole Campagna, per assenza dei
rispettivi firmatari si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1334 Reperimento di ulteriori risorse da
assegnare alla branca di patologia clinica dell'ASP 8 di Siracusa ,
dell'onorevole Vinciullo e numero 1337 Chiarimenti sul
trasferimento di attività e personale da SI.SE. a S.E.U.S. -
servizio di emergenza-urgenza 118 , degli onorevoli Vinciullo e
Falcone, per assenza dei firmatari si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1357 Notizie circa le assunzioni di 2900
medici nel settore sanitario e numero 1363 Verifica della
composizione delle commissioni mediche per le invalidità civili ,
entrambe dell'onorevole Caputo, per assenza del firmatario si
intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1370 Notizie in ordine agli episodi che
hanno coinvolto l'azienda ospedaliera universitaria Policlinico 'G.
Martino' di Messina , degli onorevoli Apprendi e Faraone, e numero
1371 Provvedimenti per sopperire alla carenza di posti letto di
anestesia-rianimazione nella provincia di Siracusa , dell'onorevole
De Benedictis, per assenza dei rispettivi firmatari si intendono
presentate con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1373 Notizie sul concorso
pubblico a dirigente medico di medicina fisica e riabilitazione
dell'ASP di Messina , a firma dell'onorevole Ardizzone. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il piano sanitario nazionale, il piano sanitario regionale e lo
stesso atto aziendale dell'A.S.P. di Messina (atto deliberativo n.
1980 del 14/05/2010, soggetto a controllo regionale ex art. 16 l.r.
n. 5 del 2009 ) evidenziano il ruolo e l'importanza strategica
della riabilitazione nel garantire il diritto alla salute del
cittadino;
peraltro, sempre in detti atti, è stata affermata anche la
notevole riduzione dei costi sociali quando il potenziamento dei
servizi territoriali riesce a ridurre il ricorso ad
ospedalizzazioni riabilitative, assai costose per le casse
regionali, e, comunque, spesso inutili in quanto inappropriate per
il quadro clinico del paziente;
proprio per far fronte al crescente fabbisogno dell'utenza l'ASP
di Messina, nel 2007, ha indetto un concorso per assumere a tempo
indeterminato otto dirigenti medici fisiatri, la cui graduatoria
degli 8 vincitori è stata esitata nel dicembre 2007 con delibera n.
3969 del 28/12/2007;
orbene, ad oggi, nessuno dei vincitori di concorso è stato
assunto; ai dirigenti di cui sopra è stato proposto un contratto
(quinquennale non rinnovabile) di incarico a termine (delibere 1461
del 18/04/08; 3021 del 11/09/08; 3860 del 10/11/08) senza nessuna
garanzia di stabilizzazione anche in vista dell'approssimarsi della
scadenza della graduatoria (28/12/2010);
proprio in evidente contraddizione con quanto sintetizzato in
premessa (la decantata priorità nazionale e regionale nel risolvere
al più presto l'emergenza riabilitazione), l'ASP di Messina ha
recentemente provveduto ad assumere a tempo indeterminato numerosi
dirigenti medici già vincitori di concorso, ma nessun fisiatra: tra
essi anche 5 ginecologi vincitori di concorso (vedi delibera ASP
Messina n. 493 del 9/02/2010), nel contesto di altre assunzioni
(radiologi ed anestesisti), motivate con l'argomentazione che
trattasi di figure professionali di cui l'A.S.P. è carente e
'tutte' ricadenti nell'aria prioritaria della medicina
dell'emergenza;
in questa sede si rileva il singolare fatto che anche i ginecologi
sono stati ricondotti all'area medica della gestione
dell'emergenza, considerando l'assunzione di queste figure
professionali, per motivi di carenza in organico, prioritaria
rispetto a quella dei fisiatri, che sono oggettivamente assai
carenti all'A.S.P. di Messina;
da non sottovalutare, da ultimo, il rischio che il perdurante
quadro d'incertezza e precarietà possa indurre più di uno di questi
professionisti vincitori di concorso a rivolgersi a strutture
private in cerca di una assunzione che di fatto priverebbe la
sanità pubblica di risorse umane difficili da reperire, creando
ancor di più una situazione di svantaggio della sanità pubblica
rispetto al privato erogatore dei medesimi servizi;
considerata la lodevole iniziativa dell'assessore Russo che, con
recente circolare alle aziende sanitarie, ha imposto massima
trasparenza nei concorsi pubblici, dei quali deve essere data
massima pubblicità nei siti istituzionali;
considerato, inoltre, che:
a novembre deve essere approvato il nuovo piano sanitario;
da notizie di stampa, l'Assessore per la salute, con riferimento
ai primari, intende 'eliminare situazioni di incertezza e
precariato, velocizzare i tempi per la normalizzazione del sistema
sanitario', nobili principi che ben si addicono alla vicende del
concorso pubblico di dirigente medico di medicina fisica e
riabilitazione;
per sapere:
se l'ASP di Messina intenda fare nuova richiesta all'Assessorato
Salute per altre assunzioni di dirigenti medici (a copertura del
turn over);
se si intendano richiedere gli otto fisiatri vincitori di concorso
o assumere, come già avvenuto, altre figure professionali non
rientranti nell'area dell'emergenza;
se non ritengano, quindi, di intervenire presso l'ASP di Messina
affinché, nel rispetto del principio di 'velocizzare i tempi per la
normalizzazione del sistema sanitario', si proceda alla definitiva
assunzione degli otto vincitori di concorso pubblico, con
'l'obiettivo di eliminare situazioni di incertezza e precariato'
nell'interesse superiore di tutti coloro che necessitano di cure
riabilitative;
in caso contrario, per sapere come, alla scadenza dei contratti a
tempo determinato, l'A.S.P. intenda garantire il servizio svolto in
atto dai fisiatri e se la loro mancata assunzione, a causa dei
ritardi nelle diagnosi e negli accertamenti, non dirotterebbe
inevitabilmente il bisognoso di terapie verso strutture private.»
(1373)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per fornire la risposta.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, si
premette che l'Azienda sanitaria provinciale di Messina ha
trasmesso a questo Assessorato, per il prescritto controllo ai
sensi dell'articolo 16 della legge regionale 5 del 14 aprile 2009,
la deliberazione n. 4298 del 18 novembre 2010 con la quale ha
rideterminato la propria dotazione organica prevedendo n. 20 posti
per dirigenti medici fisiatri, dei quali sette risultano occupati e
tre vacanti.
Al fine di fare fronte alle carenze di organico e nelle more della
definizione dei procedimenti di rideterminazione delle dotazioni
organiche, le Aziende sanitarie regionali, con circolare
assessoriale prot. 52109 del 3 dicembre 2010, sono state
autorizzate a definire la programmazione delle assunzioni per la
copertura dei posti di dirigenti medici, nel rispetto della
percentuale da ricoprire mediante il ricorso alla mobilità e la
percentuale di posti da mettere a concorso.
Inoltre, con la sopra richiamata circolare, è stata data facoltà
alle Aziende di utilizzare le graduatorie dei concorsi ancora
validi, per la copertura dei posti per cui il concorso è stato
bandito, ma non per posti di nuova istituzione.
Rimane pertanto alla discrezione dell'Azienda attivare i percorsi
di cui sopra per fronteggiare le carenze di personale ed assicurare
adeguati livelli di soddisfacimento della domanda assistenziale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'onorevole Ardizzone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi dichiaro
soddisfatto.
Probabilmente occorre completare il ragionamento da parte
dell'Assessore; questo per chiarezza, per fugare dubbi, nel senso
che è imminente la scadenza della graduatoria di questo personale.
Mi risulta che l'Azienda sanitaria, per ben due volte, ha chiesto
l'autorizzazione proprio all'Assessorato della Salute per procedere
nell'imminenza all'assunzione di questi fisiatri.
E' un concorso espletato da tempo, sono contratti quinquennali,
c'è il rischio se non c'è questa certezza, c'è un ricorso
giudiziario pendente. Risulterebbe che l'autorizzazione sia stata
già data
RUSSO Massimo, assessore per la salute. E' stata data, però si
riferisce ai posti esistenti, non a quelli di nuova istituzione.
ARDIZZONE. Infatti, sono posti esistenti, lei ha detto che è stato
richiesto per venti posti e quindi si dovrebbe coprire l'intera
graduatoria. La questione fisiatrìa non è da sottovalutare a
Messina, come anche la riabilitazione in generale. E' questo anche
il senso della mia interrogazione.
Ci sono le legittime aspettative dei vincitori di concorso perché
noi abbiamo apprezzato le sue dichiarazioni, Assessore, in estate,
quando diceva che voleva bandire i concorsi ad aprile, ma c'erano
questi concorsi già espletati. Quindi penso che la sua risposta
vada in tal senso perché non avrebbe senso di esperire nuovi
concorsi quando ci sono le graduatorie di concorsi già espletati.
Ma a Messina assume una maggiore valenza, e penso che ritorneremo
sulla questione della fisiatrìa e della riabilitazione in generale.
Ci ritorneremo, non è oggetto di questa interrogazione, per carità,
e mi riferisco ad esempio alla questione dell'ospedale Margherita.
Però, relativamente a questa interrogazione, mi ritengo
soddisfatto e spero che l'Azienda, sulla base delle indicazioni
date da lei e dalla buona volontà manifestata dal direttore
dell'ASP di Messina, possa procedere in tempo utile, e quindi entro
il 28 di dicembre, ci diamo un termine il 27 dicembre,
all'assunzione dei fisiatri vincitori di concorso.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1386 Mantenimento dell'unità
operativa semplice di talassemia di Siracusa , numero 1389 Notizie
sulla crescita del numero dei parti con taglio cesareo , e numero
1391 Attivazione del reparto di rianimazione presso l'ospedale 'Di
Maria' di Avola (SR) , tutte dell'onorevole Vinciullo, per assenza
del firmatario si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
L'interrogazione numero 1401 Ragioni del mancato scorrimento
della graduatoria del concorso di dirigente medico di pronto
soccorso indetto dall'ASP 6 di Palermo , dell'onorevole Gucciardi,
per assenza del firmatario si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
L'interrogazione numero 1418 Iniziative perchè sia rivista la
decisione di declassare l'unità operativa complessa di dermatologia
in unità operativa semplice presso l'ospedale 'Rizza' di Siracusa
(ASP 8) , dell'onorevole Vinciullo, per assenza del firmatario si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Le interrogazioni numero 1423 Provvedimenti al fine di consentire
il riconoscimento dei corsisti OSA (operatori socio-assistenziali)
da parte delle strutture ospedaliere pubbliche , e numero 1426
Provvedimenti per l'inserimento della figura professionale dei
dottori agronomi e dei dottori forestali nell'elenco degli addetti
al servizio di prevenzione e protezione delle strutture sanitarie
siciliane , entrambe dell'onorevole Caputo, per assenza del
firmatario si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
L'interrogazione numero 1439 Iniziative volte a sbloccare i
pagamenti in favore delle farmacie della provincia di Enna ,
dell'onorevole Termine, per assenza del firmatario si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 1440 Notizie in merito alla
banca del cordone ombelicale di Sciacca , a firma dell'onorevole
Di Benedetto. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 20 ottobre 2006, a seguito di un'inchiesta giudiziaria, è
stata chiusa la banca del cordone di Sciacca, e che i soggetti
coinvolti nella vicenda: il dottore Lillo Ciaccio, allora direttore
della banca del cordone ombelicale, e la dottoressa Michela Gesù,
biologa specialista in genetica, di recente sono stati
definitivamente assolti, perché il fatto non sussiste, sia in sede
penale che innanzi alla Corte dei conti. Rimanendo in capo a
costoro, senza ombra alcuna, l'indubbio merito di avere istituito,
fatta vivere e sviluppare la banca del cordone;
nonostante le assoluzioni di cui sopra, la struttura ha continuato
a rimanere chiusa praticamente fino ad oggi, con grave danno per
l'intera collettività, facendo venir meno la periodica fornitura di
cordoni ombelicali che in passato ha assicurato a tanti bambini
ammalati una possibilità di sopravvivenza;
per tale attività la banca del cordone di Sciacca ha ricevuto
attestati di merito da parte dei migliori centri-trapianto del
mondo, con i quali ha collaborato (Parigi, Londra, Oxford, Seattle,
Gerusalemme, Oslo, Philadelphia, New York, Instanbul e molti
altri);
la struttura di Sciacca, in atto, dispone di 20.000 cordoni di
cui, però, solo la metà sono stati studiati e tipizzati poiché,
nonostante fosse stata finanziata la somma di due milioni di euro
per il completamento dello studio delle unità raccolte,
l'amministrazione sanitaria del tempo ha preferito utilizzare le
risorse per altre finalità;
allo stato appare prioritario completare lo studio delle unità già
raccolte al fine di renderle idonee e disponibili immediatamente al
trapianto, così da poter sopperire ad eventuali necessità della
popolazione;
considerato che:
le 20.000 unità, già raccolte dalla struttura, garantiscono la più
ampia varietà genetica necessaria per la popolazione e che quindi
un aumento della raccolta non aumenterebbe la probabilità di
compatibilità per i pazienti in attesa di trapianto. A sostegno di
quanto detto è possibile confrontare quanto dichiarato dal
professore Rebulla (direttore della banca del cordone di Milano e
coordinatore delle banche italiane) in un articolo pubblicato dal
'Corriere della Sera' il 5 settembre u.s., nel quale costui, a
seguito di specifici studi, sostiene che in Italia servono 50-60
mila cordoni per tutta la popolazione e che i cordoni devono essere
rappresentativi di tutta la popolazione e per questo devono essere
raccolti equamente su tutto il territorio nazionale;
la banca di Sciacca, sotto la direzione del dottore Ciaccio, aveva
raggiunto la soglia di 20.000 cordoni, circa un terzo del
fabbisogno nazionale, ma con il limite di essere stati raccolti
solo in una limitata area geografica del territorio nazionale;
attualmente, a fronte delle 18.929 sacche conservate presso
l'ospedale di Sciacca, in Italia ne esistono, come documentato dal
report del centro nazionale sangue del 2008, altre 7.000 a Milano,
2867 a Pavia, 3126 a Bologna, 1585 a Padova, 1374 a Firenze, 1602 a
Pescara, 1718 a Torino, altre 1500 a Napoli, ecc., per un totale
sufficiente alla copertura del fabbisogno nazionale;
allo stato attuale, per le suddette ragioni, non appare in alcun
modo giustificabile, nessuna iniziativa volta ad incrementare la
raccolta;
l'Assessore regionale per la salute, nonostante quanto fin qui
premesso e considerato, ha commissariato con proprio decreto n.
2084/10 la banca del cordone ombelicale di Sciacca al fine di
riattivare la raccolta, con conseguente spreco di risorse umane ed
economiche, giustificata in funzione di azioni correttive;
nello stesso decreto l'Assessore, oltre a disporre il reintegro di
una dipendente (la responsabile del sistema di gestione della
qualità, sostanzialmente un'infermiera professionale) presso la
struttura della banca, disponeva l'apertura del nuovo centro di
conservazione e stoccaggio delle cellule staminali da cordoni con
una capienza di ulteriori 70.000 unità (superiore all'intero
fabbisogno nazionale) ed un enorme impegno di spesa, in un momento
in cui la sanità subisce tagli in tutti i settori;
la suddetta inutile megastruttura (realizzata dalle precedenti
gestioni, con procedure amministrativamente discutibili, che
l'Assessorato dovrebbe avere cura di approfondire) è costata circa
12 milioni di euro e, come dichiarato alla stampa dall'attuale
direttore generale dell'ASP di Agrigento, grava sui conti pubblici
per 120.000 euro al mese (per rate ai costruttori), più 30.000 euro
mensili per le spese di gestione;
l'attuale direttore generale ha inserito nell'atto aziendale, che
disciplina i servizi, la banca del cordone ombelicale di Sciacca al
fine di utilizzare il contributo di 1.800.000 euro erogato dal
Ministero per attivare azioni correttive, caratterizzare le
donazioni ed inserire la banca nel circuito mondiale, contribuendo
così a salvare vite umane;
sull'intera vicenda è stata disposta da tempo una ispezione da
parte della Regione;
per sapere:
in base a quali criteri scientifici, col citato d.a. si sia
proceduto a riattivare la raccolta di ulteriori cordoni oltre i
20.000 esistenti che, come detto, superato un certo numero non sono
utili poiché aumentano soltanto il numero dei cordoni con lo stesso
codice genetico;
quali siano i motivi per cui l'Assessore ha decretato l'apertura
del centro di stoccaggio il quale, oltre che costoso, è
sproporzionato per la banca di Sciacca, prevedendo una capienza che
va ben oltre l'intero fabbisogno nazionale;
se sia prassi costante dell'Assessorato disporre con decreto
assessoriale spostamenti di personale infermieristico;
quali ragioni di pubblico interesse abbiano determinato la
precedente gestione a realizzare la nuova area di stoccaggio per
ulteriori 70.000 cordoni ombelicali;
se abbia proceduto a verificare l'iter amministrativo e le
modalità di aggiudicazione della gara per la realizzazione della
nuova area di stoccaggio;
se corrisponda al vero il fatto che il pagamento della struttura è
iniziato prima che la stessa fosse realizzata;
per quali ragioni nel d.a. venga paventato il pericolo della
perdita del finanziamento ministeriale, considerato che l'utilizzo
di tali somme è stata prevista dall'atto aziendale dall'attuale
direttore generale;
se non ritenga che l'azione e l'utilizzo delle risorse vada
orientato allo studio delle unità raccolte piuttosto che alla
raccolta di nuove unità;
in base a quali calcoli economici ritengano, come affermato nel
d.a. che: 'La mancata attivazione della nuova area di
crioconservazione genera costi ulteriori';
se sia terminata l'ispezione tendente a fare luce sull'intera
vicenda della banca del cordone ombelicale di Sciacca e, in caso
affermativo, per sapere quali siano state le risultanze e se siano
emerse responsabilità di carattere penale e/o amministrativo;
se non ritengano di dover revocare il già citato d.a. n. 2084/10.»
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere alla
interrogazione.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Con l'interrogazione in
esame venivano posti dei quesiti.
Al quesito n. 1 si risponde così: Ripresa dell'attività di
raccolta delle unità cordonali.
Alla ripresa dell'attività di raccolta delle unità cordonali e di
criopreservazione delle unità cordonali si è pervenuti in virtù di
apposito finanziamento erogato nell'anno 2010, che utilizza risorse
vincolate in tema di Interventi a favore delle biobanche di
materiale umano' previste dall'Accordo Stato-Regioni 29 marzo
2009, attese le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 34, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, che tra l'altro prevede che il
CIPE, su proposta del Ministro della sanità, d'intesa con la
Conferenza, può vincolare quote del Fondo sanitario nazionale alla
realizzazione di obiettivi di carattere prioritario e di rilievo
nazionale indicati nel Piano sanitario nazionale, da assegnare alle
Regioni per la predisposizione, ai sensi del successivo comma
34bis, di specifici progetti.
Il finanziamento erogato include, nel suo complesso, risorse
destinate alla raccolta e criopreservazione e alla realizzazione di
un piano di azioni correttive, richiesto dal Centro Nazionale
Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti dell'Istituto superiore di
sanità.
Queste authority nazionali avrebbero, infatti, documentato
nell'anno 2008 l'assenza di taluni prerequisiti autorizzativi e
richiesto la realizzazione di un oneroso piano di azioni correttive
in assenza del quale risulterebbe attualmente preclusa
l'esposizione delle unità cordonali raccolte e, in conseguenza, la
fruibilità dei prodotti raccolti a favore dei pazienti candidati al
trapianto.
L'erogazione del finanziamento che assicura la ripresa nell'azione
di raccolta correla, in parte, con gli interventi della
magistratura ordinaria e contabile nell'anno 2006. Essi
costituiscono occasione che alimenta, attraverso la delega ad
accertare conferita ad autorevoli rappresentanti della comunità
scientifica competente in materia, consistenti incertezze sulla
possibilità di recupero delle unità cordonali raccolte in quella
sede per l'assenza di taluni requisiti di qualità e sicurezza dei
prodotti che renderebbero, oggi, ragionevolmente incerto il
salvataggio di lotti costituiti da migliaia di unità cordonali già
criopreservate.
Tali incertezze risulterebbe confermate dalle preliminari
risultanze di uno studio di fattibilità, promosso dagli uffici
competenti di questo Assessorato, operando d'intesa con il Centro
Nazionale Sangue, richiesto a soggetto terzo istituzionalmente
preposto, ai sensi dell'articolo 3 comma 2 D.M. 18 novembre 2009,
che irrobustisce, per altri versi, le iniziali perplessità facendo
attualmente ritenere, nelle more di una definitiva valutazione,
sconsigliato il recupero di taluni lotti di unità cordonali
fortemente sconsigliato il salvataggio di altri.
Ne deriva, in conclusione, che la ripresa dell'attività di
raccolta e di criopreservazione presso la biobanca saccense risulta
dalle attuali incertezze refluente da una gestione insufficiente
della Banca di Sciacca negli anni precedenti che non consente,
attualmente, di stabilire il numero delle unità cordonali che
potranno essere ammesse alla riqualificazione in aderenza a quei
requisiti di qualità e sicurezza che i protocolli trapiantologici
devono assicurare con l'obiettivo di garantire l'outcome
assistenziale dei pazienti eleggibili.
Secondo quesito: Area di criopreservazione.
L'odierna gestione del progetto di riqualificazione della Banca
cordonale di Sciacca è destinata invariabilmente a confrontarsi con
talune iniziative programmatiche che portano, nell'anno 2007, alla
realizzazione di una nuova area di stoccaggio per la
criopreservazione di ben 40.000/70.000 unità cordonali.
Preme evidenziare che i costi relativi alla realizzazione di tale
struttura, fino ad oggi non utilizzata, graverebbero ancora, ed in
misura pressoché totale, sui fondi del sistema sanitario regionale
laddove si consideri:
- che con atto deliberativo n. 87 del 23 dicembre 2006 l'ex
Azienda ospedaliera Ospedali civili riuniti di Sciacca' ha
indetto una gara, a mezzo di asta pubblica, per la fornitura di
prodotti, servizi ed opere per la realizzazione di un impianto di
stoccaggio occorrente alla banca del sangue cordonale;
- che l'importo complessivo, risultante dalla realizzazione del
manufatto, da corrispondersi all'Associazione temporanea di imprese
aggiudicataria (Air Liquide Sanità Service - Tecnofyn Group) è
risultato pari a euro 10.002.474,00 oltre Iva da erogarsi, come da
contratto sottoscritto nell'anno 2007, in canoni mensili di euro
92.615,50 oltre Iva per la durata di anni nove, ben oltre,
pertanto, il periodo di carica del management aziendale e sanitario
del tempo;
- che soltanto il 10-15 per cento circa dell'importo risulta
attualmente corrisposto all'A.T.I. aggiudicataria in conseguenza
del mancato pagamento, da parte dell'Azienda sanitaria, di numerose
delle 44 fatture emesse.
Se ne ricava che l'apertura del centro di stoccaggio,
condivisibilmente ritenuto da questo Assessorato ampiamente
sovradimensionato, risulterebbe dalla necessità di assicurare
l'utilizzo di un manufatto:
-la cui attivazione viene richiesta dall'Istituto Superiore di
Sanità all'interno del Piano delle azioni correttive, ritenute le
attuali modalità di conservazione delle unità cordonali bancate non
aderenti agli standard previsti dalla vigente normativa;
-che incide, per le motivazione suesposte, in misura rilevante
sugli equilibri economici del sistema sanitario regionale;
-che risulta gravato da un vincolo che richiede di onorare i costi
refluenti dalla sottoscrizione di un contratto stipulato dal
management aziendale del tempo;
-che genera, ancorché non utilizzato, costi refluenti dalla
necessità di assicurare il rifornimento periodico di azoto liquido
al suo interno al fine di impedirne il deterioramento, mentre costi
ulteriori risultano dalla criopreservazione delle unità in altra
area a minore efficienza.
Si rappresenta, peraltro, che dagli elementi documentali
acquisiti, non risulta attualmente possibile evincere quali
motivazioni abbiano indotto la direzione generale, in carica nel
periodo in cui il relativo bando di gara venne pubblicato, a
realizzare un'area di criopreservazione con tali caratteristiche di
capienza.
Non risulta attualmente possibile verificare, peraltro, se il
dimensionamento dell'area di criopreservazione realizzata consegua
ad una progettualità correlata ad un prevedibile e ulteriore
sviluppo del banking cordonale in quella sede o sia, piuttosto,
conseguente ad una determinazione valutata ictu oculi dalla
stazione appaltante.
Non risulta, altresì, dimostrabile, attualmente, se tale atto di
programmazione sia stato adottato motu proprio dal vertice
aziendale o condiviso con il ruolo sanitario del tempo e preposto
alla gestione della banca.
Appare comunque rilevante la recente acquisizione di ulteriori
elementi documentali che dimostrerebbero, piuttosto, quanto i
contenuti del contratto sottoscritto incidano sui costi refluenti,
verificato che la quota capitale prevista per la realizzazione del
manufatto, pari ad 6.283.300,00, risulta incrementata, in
conseguenza del pagamento previsto in rate mensili nell'arco dei
nove anni successivi, da un tasso annuo degli interessi pari
all'11,2059 per cento.
A tale previsione di spesa, inizialmente pari ad 10.002.474,00,
oltre IVA, si aggiungono, oggi, i costi derivanti dall'applicazione
degli interessi di mora richiesti dall'A.T.I. aggiudicataria e
quelli refluenti, più recentemente, dalla cessione del credito,
vantato dall'aggiudicatario, a società di factoring.
Nonostante dalla valutazione degli elementi documentali
recentemente pervenuti non risulterebbe la sussistenza di illeciti
amministrativi conseguenti a violazioni della prassi che regola
l'acquisizione di beni e servizi presso le aziende sanitarie ai
sensi del D.lgs. n. 163/2006, si è già ritenuto, valutato il
sovradimensionamento dell'area realizzata, di dover demandare agli
organi istituzionalmente preposti l'accertamento di eventuali
profili di illiceità penalmente perseguibili o di danno erariale.
Con riferimento, infine, al quesito posto dall'interrogante
tendente a sapere se il pagamento si è iniziato prima che la
stessa fosse realizzata si rappresenta che dagli elementi
documentali in possesso di questa Amministrazione, trasmessi
dall'A.T.I. aggiudicataria, risulterebbe che, sottoscritto il
contratto in data 22 febbraio 2007, l'Associazione temporanea
d'imprese avrebbe provveduto all'emissione della prima fattura
(Documento n. 1920003422) in data 31 marzo 2007.
Quesito n. 3 - Spostamento del personale infermieristico.
Il decreto assessoriale n. 2084 dell'agosto 2010, recante Nomina
del commissario ad acta presso la banca cordonale di Sciacca non
dispone il reintegro, presso la banca, dell'infermiera
professionale che era stata identificata quale responsabile del
sistema di gestione della qualità presso la Banca di Sciacca.
In riferimento a tale soggetto, nel citato decreto, come si evince
da quanto esposto successivamente, risulta piuttosto indicativo,
unitamente ad altri, della mancata osservanza di talune
disposizioni richieste da questo Assessorato al Direttore generale
dell'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento al fine di
assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti dai progetti
finanziati.
Il riferimento a tale soggetto sottolinea, pertanto, nel decreto
citato, la ripetuta e mancata osservanza da parte della Direzione
generale di precedenti richieste formulate da questo Assessorato.
Esse includono, in palese violazione a quanto richiesto con nota
assessoriale del 5 maggio 2010, la mancata rendicontazione delle
attività poste in essere per effetto del finanziamento erogato e la
mancata definizione di un nuovo modello organizzativo che si
discostasse, per efficacia ed efficienza, dalle precedenti modalità
di gestione della banca cordonale.
Quesito n. 4 - Atto aziendale e finanziamento della linea
progettuale.
L'inserimento all'interno dell'Atto aziendale della Banca del
Sangue cordonale di Sciacca risulta del tutto indipendente dalle
modalità attraverso le quali il citato Accordo Stato-Regioni
assicura l'erogazione della somma residua del finanziamento
previsto e impedisce il possibile riassorbimento del finanziamento
già erogato a sostegno della linea progettuale.
Ne deriva che, al fine di impedire il riassorbimento del 70 per
cento del finanziamento già corrisposto e ottenere la
corresponsione del rimanente 30 per cento, risulta indispensabile
riscontrare, nei tempi previsti dal medesimo accordo, il
raggiungimento degli obiettivi previsti dai progetti finanziati
attraverso la produzione di apposito report di risultato.
In conclusione, l'inserimento della Banca Cordonale nell'atto di
programmazione aziendale se da un lato si pone quale atto dovuto
della programmazione aziendale, non costituisce, in alcun modo,
garanzia ai fini della definitiva erogazione della somma stanziata
in sede di riparto.
Quesito n. 5 - Utilizzo delle risorse
Le indicazioni, fornite dai competenti uffici di questo
Assessorato, o risultanti dalle attività poste in essere dal
commissario ad acta, inducono a ritenere che l'articolato progetto
di riqualificazione della Banca di Sciacca debba essere inteso come
risultante di steps organici all'interno dei quali:
-il finanziamento erogato attualmente risulta funzionale alla
ripresa dell'attività di raccolta, aderente agli standard, nonché
al rilascio della prescritta autorizzazione da parte delle autorità
nazionali competenti (Centro Nazionale Sangue-Centro Nazionale
Trapianti) indispensabile ai fini della successiva esposizione che
renderebbe fruibili le unità cordonali attraverso lo sportello
unico dell'IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry);
-la definitiva acquisizione delle risultanze dello studio di
fattibilità, richiesto a soggetto terzo ai sensi del decreto
ministeriale 18 novembre 2009, costituisce indicazione utile alla
qualificazione delle unità bancate negli anni precedente e non
fruibili dai pazienti eleggibili ai protocolli trapiantologici;
-il ridimensionamento dell'attività di raccolta, in forma coerente
con le aspettative del network nazionale delle banche cordonali,
risulti sostenibile e, pertanto, compatibile con gli equilibri
economici del sistema sanitario regionale.
Se ne ricava, in conclusione, che l'utilizzo delle risorse
economiche risulterà orientato al recupero delle unità cordonali
già criopreservate, nella misura comunque prevista dalle risultanze
dello studio di fattibilità intrapreso, piuttosto che all'attività
di raccolta.
Quesito n. 6 - Commissariamento della banca del sangue cordonale
di Sciacca
Il decreto assessoriale n. 2084 del 12 agosto 2010, recante
Nomina del commissario ad acta presso la banca cordonale di
Sciacca conferisce all'attuale Direttore del Centro Regionale
Sangue (CRS), il mandato tendente a perseguire il raggiungimento
degli obiettivi dei progetti finanziati e, nel suo complesso, il
progetto di riqualificazione della banca cordonale.
A tale proposito si ritiene opportuno far rilevare, in premessa,
l'inesattezza di talune affermazioni iniziali dell'interrogante
che, isolatamente considerate, se da un lato alimentano i quesiti
posti, tenderebbero, per altro verso, a ricondurre il decreto di
commissariamento della banca alla volontà di produrre singole
azioni, spesso non previste, in forma enucleata dalla ratio che ne
governa la stesura.
Di fatto, al commissariamento della Banca si perviene, nell'agosto
2010, valutate l'inosservanza e l'inottemperanza di talune
disposizioni, talvolta discusse in altri casi impartite al vertice
aziendale al fine di produrre utili azioni che, se da un lato
avrebbero dovuto contribuire al raggiungimento di obiettivi
previsti dai progetti finanziati nel gennaio 2010, non avrebbero
dimostrato, in aggiunta, la disponibilità a porre in essere
iniziativa alcuna tendente ad avviare il progetto di
riqualificazione della Banca saccense.
Tale riqualificazione, fortemente voluta da questa Amministrazione
sulla scorta di una metodologia prodotta dai competenti uffici,
tenderebbe a produrre un modello di gestione della Banca di Sciacca
che:
- assicura, per l'anno 2010, l'attività di raccolta e
criopreservazione e la realizzazione di un piano di azioni
correttive utilizzando, a supporto, i fondi vincolati previsti
dall'accordo Stato-Regioni del 25 marzo 2009;
- prevede, a partire dall'anno 2011, un ridimensionamento
dell'attività di raccolta, promossa in forma smodata e non coerente
nel corso degli anni precedenti, riconducendola alle esigenze
attuali del network nazionale delle banche cordonali;
- ritiene prioritaria l'esigenza di assicurare la fruibilità dei
prodotti in precedenza criopreservati e, ancora oggi, non esposti
attraverso i circuiti di distribuzione nazionale e internazionale
da effettuarsi sulla scorta delle risultanze dello studio di
fattibilità intrapreso;
- riconduce gli elementi di sostenibilità del progetto anche
all'acquisizione dei beni e dei servizi alla prassi ordinaria e al
rito civilistico del tutto disattesi, attualmente e in precedenza,
dal management aziendale.
Se ne ricava che la richiesta formulata dall'interrogante,
tendente a produrre una revoca del decreto che determina il
commissariamento della Banca del sangue cordonale di Sciacca sia,
attualmente, da ritenersi non riscontrabile, ritenuto che il
coordinamento delle attività, promosso dall'attuale Commissario,
costituisce un punto di forza correlato all'obiettivo di garantire,
attraverso la sinergia delle azioni suddette, la riqualificazione
della Banca saccente sulla scorta della progettualità sopra
indicata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
per l'assessore perchè, nel momento in cui aveva poca voce, gli ho
fatto leggere una relazione così lunga, ma la questione non é di
poco rilievo.
Intanto, devo prendere atto, lo apprendo in questa sede, che
alcuni fatti emersi dall'ispezione sono stati inviati alle autorità
competenti, quindi ritengo alla Magistratura. Ci sono dei fatti
gravissimi che era giusto segnalare, ho presentato
l'interrogazione e apprendo con soddisfazione che sono stati
segnalati alla Magistratura. Mi riferisco in maniera specifica a
come si può avere, in passato, a fronte di un fabbisogno nazionale
di 60 mila cordoni, previsto 90 mila cordoni ombelicali a Sciacca,
cioè 20 mila più 70 mila del nuovo centro di raccolta; a come si
può avere fatto questa struttura con procedure che l'assessore
definisce poche chiare, mi pare abbia usato questo termine; a come
si può avere iniziato a pagare il costo di realizzazione della
struttura prima che la struttura stessa fosse, non dico collaudata,
ma neanche realizzata.
Assessore, credo che, intanto, occorrerebbe bloccare il pagamento
delle rate di mutuo nei confronti delle ditte aggiudicatarie che
risultano essere indagate e, in alcuni casi, condannate per mafia.
Di questo stiamo parlando quando parliamo della banca del cordone
ombelicale di Sciacca e delle procedure che ci sono state.
Io credo che lì ci siano responsabilità precise, probabilmente
anche di chi, all'interno dell'assessorato, ha autorizzato queste
spese perché si tratta di spese autorizzate dall'assessorato e c'è,
da un lato, l'indagine della Magistratura .
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Dei precedenti anni.
DI BENEDETTO. Mi pare chiaro che stiamo parlando degli anni
precedenti, assessore; su questo, nessun dubbio. Avrei preferito
una maggiore celerità, ma capisco che nella raccolta di risposte di
questo tipo bisogna avere giusti supporti.
Ciò, però, non toglie i miei dubbi rispetto a quello che si sta
facendo perché, nel decreto assessoriale, si parla di ripresa della
raccolta, ma non si pone un limite. Vi è scritto di riprendere la
raccolta, ma il problema è che qui dobbiamo sapere quando fermarci
come raccolta e non possiamo andare sopra le 20 mila unità; mi
parrebbe assurdo. Dobbiamo sapere che la metà di queste unità
raccolte sono state catalogate secondo i protocolli e l'altra metà
no, quindi abbiamo metà materiale sufficiente per sopperire ai
bisogni nazionali, da questo punto di vista.
Io vorrei capire, assessore, se un commissario ad acta va lì per
fare degli atti, svolge il proprio compito e termina il proprio
incarico, non si tratta di un commissario ad acta ma di un
commissariamento della banca del cordone ombelicale sine die.
Ora, di questo vorremmo avere cognizione perché, da quanto so, un
commissario ad acta si limita a produrre atti che hanno degli
effetti, dopodiché si ritorna alla gestione ordinaria che viene
affidata al direttore generale, agli organismi, ai direttori
sanitari, a tutti coloro che si occupano, di fatto, dell'andamento
ordinario della gestione. Allora, in questo senso, mi ritengo
soddisfatto.
Ci sono, però, delle questioni che riguardano il decreto e la
durata del commissariamento che in me continuano a suscitare, da
questo punto di vista, delle perplessità. Ragione per cui io mi
ritengo, rispetto alle questioni che riguardano l'obiettività e
l'intransigenza in riferimento alle omissioni e alle azioni di
carattere illegale o illegittimo che forse ci sono state
nell'azienda di Sciacca, pienamente soddisfatto per l'azione che
l'assessore ci dice sta producendo.
Non mi dichiaro soddisfatto in riferimento alla gestione che sta
assicurando alla banca del cordone ombelicale e per il fatto che,
sinceramente, mi suona strano che nello stesso decreto venga
imposto come atto da compiere lo spostamento di una infermiera e il
fatto di adibire una infermiera a funzione specifica. Questi sono
atti di ordinaria gestione, per i quali mi sembra troppo
impegnativo lo strumento scelto.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Era responsabile della
qualità.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, la mia replica é in riferimento
alla interrogazione a cui l'assessore ha risposto.
PRESIDENTE. Da quello che ho capito, si dichiara parzialmente
soddisfatto.
L'interrogazione numero 1446 Verifica delle cause che stanno alla
base dei tempi lunghi di attesa per le visite ginecologiche
nell'ospedale Moscatello di Augusta (SR) , dell'onorevole
Vinciullo, per assenza del firmatario, si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interpellanza numero 99 Chiarimenti in ordine alla
delibera del direttore generale dell'azienda sanitaria provinciale
di Palermo n. 240 del 30 marzo 2010, avente ad oggetto
'Potenziamento Assistenza Sanitaria Isole Pelagie - Attività di
laboratorio analisi' , degli onorevoli Leontini, Falcone, Pogliese,
Mancuso, Campagna, D'Asero, Torregrossa, Limoli, Bosco, Corona,
Beninati, Leanza Edoardo, Buzzanca, Caputo. Ne do lettura:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
con delibera n. 240 del 30 marzo 2010, l'Azienda sanitaria
provinciale di Palermo ha determinato di stipulare, con il
laboratorio analisi cliniche il 'Centro Clinico Lampedusa s.r.l.',
un contratto di assegnazione del budget per l'anno 2010 di cui al
decreto dell'Assessore per la salute n. 779 del 15 marzo 2010 (di
approvazione della metodologia per la determinazione degli
aggregati provinciali di spesa per la specialistica ambulatoriale
convenzionata esterna e dei relativi criteri per la determinazione
del budget delle singole strutture da parte dei direttori generali
delle ASP);
la predetta delibera n. 240 del 30 marzo 2010 ha comportato
pertanto la sospensione dell'attività del laboratorio di analisi
cliniche del poliambulatorio di Lampedusa (AG);
considerato che:
con la predetta delibera n. 240 del 30 marzo 2010, l'azienda
sanitaria provinciale di Palermo ha di fatto concentrato tutta
l'attività di patologia clinica in capo ad una struttura privata
accreditata, creando un regime di monopolio relativamente al
settore delle analisi cliniche a favore del 'centro clinico
Lampedusa s.r.l.';
lo schema del contratto di assegnazione del budget per l'anno
2010, approvato con la determina n. 240 del 30 marzo 2010, prevede,
al punto n. 3), che gli accertamenti diagnostici effettuati in
regime di reperibilità saranno compensati a favore del 'centro
clinico di Lampedusa s.r.l.' forfettariamente in misura superiore a
quanto indicato nel d.a. n. 779 del 15.03.2010 e precisamente nella
misura pari ad euro 50,00;
il sopraddetto schema di contratto di assegnazione prevede,
altresì, al punto n. 6) che: 'Per quanto attiene la fatturazione
mensile delle prestazioni erogate il centro produrrà due
fatturazioni così articolate: una nella misura di un dodicesimo di
euro 66.457,00 del budget annuo di cui al presente accordo, i cui
costi graveranno sullo specifico aggregato dedicato alla
specialistica privata accreditata ed una eventuale seconda
fatturazione per le prestazioni eccedenti il predetto dodicesimo, i
cui costi verranno attinti dai fondi dell'ASP di Palermo da
prelevare sul proprio bilancio';
nella predetta delibera n. 240 del 30 marzo 2010 non viene
individuato il capitolo di spesa attraverso il quale far fronte a
detti costi;
per conoscere quali ragioni inducano l'ASP di Palermo a farsi
carico di eventuali extrabudget illimitati e a non individuare
nelle determina n. 240 del 30 marzo 2010 il capitolo di spesa sul
quale dovrà gravare la relativa spesa e altresì per conoscere le
ragioni che abbiano indotto l'ASP di Palermo a prevedere un
corrispettivo per gli accertamenti diagnostici effettuati in regime
di reperibilità in una misura superiore rispetto ai criteri di cui
al d.a. n. 779/2010». (99)
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo per rispondere alla
interpellanza.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, già a
partire dal 2003, le Direzioni aziendali susseguitesi avevano
affrontato la questione sia dal punto di vista delle refluenze
sulla qualità dell'assistenza sanitaria erogata alla popolazione
isolana, ma soprattutto sulla ponderazione, in termini gestionali,
dell'analisi costi/benefici del sistema approntato sull'isola di
Lampedusa.
Infatti, fin da allora, in sede di conferenza di servizio,
l'Azienda aveva valutato di affidare in service o in convenzione,
da definire nel corso dell'approfondimento della problematica, la
struttura del laboratorio di analisi allo specialista pre-
accreditato già operante in loco, previo protocollo disciplinante
il controllo sulle prestazioni erogate, verifica della corretta
gestione e controlli di qualità del servizio H24 per prestazioni
indifferibili ed urgenti.
Nel 2004, la Direzione generale dell'Azienda rappresentava la
convenienza di procedere alla chiusura di tale laboratorio di
analisi, per motivi di economicità e di qualità del servizio,
prevedendo un aumento del 50 per cento del budget assegnato alla
struttura privata-accreditata, al fine di garantire la reperibilità
anche nei giorni festivi; tale necessità veniva ulteriormente
ribadita nel 2008 dal Direttore del Distretto n. 10 cui fa
riferimento la struttura.
Anche nell'aprile 2009, in sede di tavolo tecnico richiesto dalla
Direzione aziendale, veniva sottolineata l'importanza dell'utilizzo
di un solo laboratorio di analisi con un unico budget al fine di
contenere la spesa e garantire un adeguato servizio sanitario.
Successivamente, il decreto assessoriale del 12 giugno 2009
approvava la delibera dell'AUSL 6 di Palermo n. 256 del 19 marzo
2009, la quale, in ottemperanza al piano regionale di
riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche di
diagnostica di laboratorio, non prevedeva, nel territorio di
Lampedusa, in base alla domanda sanitaria ed alla razionale
gestione, il laboratorio di analisi pubblico.
Pertanto, la Direzione dell'Azienda, attese le risultanze emerse
dall'analisi compiuta dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari
Regionali (AGENAS) sulla domanda e sull'offerta dei servizi
sanitari ai residenti delle Isole Pelagie e a quanti ad altro
titolo presenti (pubblicazione del luglio 2009), che evidenziavano
un costo medio superiore ai dati del valore intermedio aziendale
delle prestazioni di laboratorio eseguite presso la struttura
pubblica, nel pieno rispetto dei LEA, determinava, su proposta del
Dipartimento Cure Primarie, con la delibera n. 240 del 30 marzo
2010, la sospensione dell'attività di Diagnostica di Laboratorio di
Analisi A.S.P. al fine di eliminare ingiustificabili sprechi di
risorse finanziarie, rispettando i principi di efficienza ed
efficacia.
Conseguentemente a ciò, l'Azienda ha provveduto pertanto a
stipulare contratto con il legale rappresentante del laboratorio
accreditato Centro clinico Lampedusa s.r.l. con la garanzia di
una copertura assistenziale su sei giorni la settimana (apertura
oraria 8.00 - 13.00) anziché quattro e, per i casi urgenti, anche
prestazioni in regime di pronta disponibilità a richiesta del
locale servizio di P.S., remunerato con compenso forfetario.
Il budget assegnato con l'aggregato provinciale è determinato in
60.000 euro; la copertura dell'eventuale fatturato eccedente,
stimato in misura non superiore a circa 100.000 euro, sarà
soddisfatta dalle risorse derivanti dalla sospensione delle
attività della struttura aziendale.
In ultimo, appare necessario sottolineare il dato economico
fornito dall'Azienda con apposita relazione resa nel settembre 2010
che dimostra un risparmio sui costi diretti sostenuti dall'Azienda,
pari a circa 390 mila euro per l'anno 2009, con un contestuale
rafforzamento dell'offerta secondo quanto in precedenza riportato,
ivi compresa l'attivazione di un punto prelievo presso Linosa.
Alla luce di quanto sopra, si ritiene che quanto posto in essere
dalla Direzione generale dell'ASP, a seguito della relativa
valutazione costi/benefici, sia idoneo per assicurare il
soddisfacimento della specifica domanda sanitaria consentendo, in
concreta e coerente attuazione delle direttive assessoriali in
materia, una più appropriata risposta alle aspettative dei pazienti
ed un più razionale ed ottimale utilizzo delle risorse disponibili
garantendo l'erogazione dei LEA.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Buzzanca per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
BUZZANCA. Prendo atto della risposta.
PRESIDENTE. Le interrogazioni numero 1454 Misure per contrastare
la diffusione della celiachia in Sicilia , dell'onorevole
Vinciullo, numero 1464 Notizie sui casi di malasanità negli
ospedali siciliani , dell'onorevole Marrocco, numero 1466 Ragioni
della mancata apertura del nuovo ospedale di Militello in Val di
Catania (CT) , dell'onorevole Falcone, numero 1473 Notizie sulla
fondazione Istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù (PA) ,
dell'onorevole Caputo, numero 1481 Apertura dell'ufficio
polifunzionale provinciale del '118' in provincia di Siracusa ,
dell'onorevole Vinciullo, e numero 1482 Opportunità di dotare la
postazione del '118' di Ortigia (SR) di apposita
automedicalizzata , dell'onorevole Vinciullo, per assenza dei
rispettivi firmatari, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari riunitasi oggi, 20 dicembre 2010, sotto la Presidenza
del Presidente dell'Assemblea, onorevole Cascio, e con la
partecipazione dell'Assessore per l'economia avvocato Armao, dei
Vice presidenti dell'Assemblea, onorevoli Formica e Oddo, e del
Presidente della Commissione Bilancio , onorevole Savona, ha
deliberato all'unanimità la seguente agenda dei lavori:
AULA:
L'Assemblea terrà seduta oggi 20 dicembre 2010, con l'ordine del
giorno già stabilito, e giovedì 23 dicembre 2010, alle ore 10.00,
per la discussione ed approvazione dell'esercizio provvisorio del
bilancio 2011-2013;
COMMISSIONI:
La Commissione Bilancio è immediatamente autorizzata a riunirsi
da oggi per l'esame del disegno di legge di esercizio provvisorio
sopra indicato.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione relativa al disegno di legge numero 659
PRESIDENTE. Comunico che, in merito al disegno di legge numero 659
Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
Consolidamento debito residuo a fronte delle anticipazioni concesse
nell'anno 2010 per particolare situazione di emergenza , di
iniziativa governativa, il Governo durante la Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, svoltasi in data odierna, ha
comunicato il ritiro dell'articolo 3 Iniziative per favorire
l'informazione ai cittadini ed alle imprese e dell'articolo 4
Misure per l'accelerazione della spesa dei fondi extraregionali .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 23 dicembre
2010, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 229 - Interventi per scongiurare e combattere la grave
crisi del comparto agricolo regionale.
III -Discussione del disegno di legge:
-«Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
concesse nell'anno 2010 per particolari situazioni di emergenza».
(659).
La seduta è tolta alle ore 18.50
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Infrastrutture e
mobilità»
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che il tratto autostradale A-
29, costruito dall'Anas a partire dal 1971 ed affidato in gestione
allo stesso ente, si estende complessivamente per 119 chilometri e
collega Palermo con Mazara del Vallo e, attraverso una diramazione,
con Trapani e Marsala;
da lungo tempo l'intera arteria stradale, denominata 'autostrada
del sale', è in uno stato di totale abbandono e degrado tale da
rendere pericoloso il transito;
in particolare l'autostrada risulta sprovvista di aree di servizio
per il rifornimento di carburante lungo tutto il percorso;
la galleria denominata 'Segesta', che si trova prima dello
svincolo Calatafimi-Segesta, non risulta dotata di dispositivi di
sicurezza lungo i suoi 1615 metri e, oltre alla corsia d'emergenza,
mancano vie di fuga, aerazione e colonnine sos. Anche il tunnel
'Fumosa', tra gli svincoli di Fulgatore e Dattilo, lungo circa 500
metri, presenta le stesse problematiche mentre la galleria tra
Salemi e Santa Ninfa è priva di illuminazione;
le aree di sosta risultano invase dai rifiuti e prive della
necessaria e prevista illuminazione. In particolare, non è
illuminata la piazzola 'Fontanelle', tra lo svincolo di
Castelvetrano e quello di Campobello di Mazara, mentre presso la
piazzola denominata 'Costa Gaia', tra l'uscita Alcamo Est e
l'uscita Castellammare del Golfo, sarebbe prevista la costruzione
di un'area di rifornimento che, tuttavia, non è stata mai
realizzata;
l'illuminazione notturna è funzionante solo nel tratto iniziale da
Palermo fino all'uscita per l'aeroporto 'Falcone e Borsellino'
mentre tutti gli svincoli successivi e la segnaletica direzionale
risultano al buio;
non risultano ancora rimossi i cartelli con il limite di velocità
di 80Km/h che persistono in buona parte del tragitto nonostante
l'Anas abbia provveduto ad effettuare la manutenzione del manto
stradale;
non esistono neppure cartelli per gli automobilisti diretti da
Trapani all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' che indichino la
distanza dall'aerostazione;
considerato che:
la manovra finanziaria elaborata dal Ministro Tremonti e varata
dal Governo nazionale avrebbe previsto l'introduzione del pagamento
di un pedaggio di uno o due euro all'Anas anche per alcuni tratti
della A-29 (Palermo-Mazara del Vallo, Alcamo-Trapani, diramazione
per Birgi, diramazione per Punta Raisi) senza prevedere, di contro,
alcun obbligo di garantire la sicurezza o il miglioramento delle
condizioni del tratto autostradale;
anche il consiglio provinciale di Trapani, nella seduta del 21
dicembre 2009, ha stigmatizzato la situazione di pericolo esistente
nella A 29 in riferimento alla presenza di viadotti non protetti
dalla doppia barriera, che sarebbe previsto dalle vigenti
disposizioni in materia;
lo stesso consiglio provinciale di Trapani, in data 10 gennaio
2010, ha sollecitato all'Anas i necessari interventi volti a
rimuovere le condizioni di pericolo esistenti;
per sapere:
se non ritengano indispensabile ed urgente attivarsi nei confronti
dell'Anas perché vengano effettuati i necessari lavori di
manutenzione e/o di messa in sicurezza;
quali iniziative siano state assunte ad oggi dal Governo della
Regione ovvero si intendano adottare al fine di evitare il
procrastinarsi di un disagio che mette in pericolo ogni giorno
migliaia di cittadini in transito nel tratto stradale in
questione». (1248)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione con risposta
scritta n. 1248 a firma dell'onorevole Bernardo Mattarella, si
forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti da parte del
competente Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti che ha relazionato
in merito alle condizioni di sicurezza e di efficienza
dell'autostrada A29 Palermo - Trapani- Mazara del Vallo.
L'Anas S.p.A. ha approvato nel 2008 un piano di localizzazione
che prevede la realizzazione di n. 14 nuove aree di servizio lungo
tutta la rete autostradale.
Per quanto riguarda l'autostrada A-29 Palermo-Trapani-Mazara del
Vallo, nel mese di Agosto 2010 sono stati ultimati i progetti
preliminari delle seguenti aree di servizio:
1. Costa Gaia Nord e Sud Autostrada A/29 Palermo-Mazara del
Vallo ;
2. Fulgatore Nord e Sud Autostrada A/29 Dir. Palermo-
Trapani ;
3. Fontanelle Nord e Sud Autostrada A/29 Palermo-Mazara del
Vallo ;
4. Salemi Est e Ovest Autostrada A/29 Palermo-Mazara del
Vallo ;
5. Isola Nord e Sud Autostrada A/29 Palermo-Mazara del Vallo .
Si prevede in tempi brevi la realizzazione delle due aree di
servizio Costa Gaia Nord e Sud.
Relativamente alle condizioni di sicurezza delle gallerie presenti
lungo l'A29, ed ai relativi impianti di illuminazione, ed in
particolare alle condizioni della Galleria Segesta, che fa parte
delle gallerie della rete autostradale trans-europea, sono in corso
sia le procedure di appalto per l'affidamento dell'incarico di
analisi del rischio, che quelle per la redazione del progetto per
l'adeguamento delle strutture e degli impianti tecnologici, ai
sensi del D.L. 264/06.
Per quanto riguarda la galleria Fumosa, e quella compresa nel
tratto tra Salemi e Santa Ninfa, che non rientrano per dimensioni e
caratteristiche nel piano di ammodernamento ai sensi del D.L.
264/06, le stesse sono state oggetto, nel corso degli anni
2009/2010, di diversi interventi di manutenzione per il
potenziamento degli impianti di illuminazione, per un importo
complessivo di circa 500.000,00 euro.
Sulle condizioni delle piazzole di sosta, si precisa che gli
interventi di pulizia sono eseguiti con cadenza settimanale dal
personale Anas in collaborazione con le Società ATO che provvedono
allo smaltimento dei rifiuti.
Per quanto riguarda gli impianti di illuminazione notturna degli
svincoli autostradali, si precisa che risultano essere regolarmente
funzionanti.
Gli eventuali guasti temporanei dovuti a problemi di alimentazione
del fornitore, o di interruzioni dovuti a danneggiamenti dei
componenti o dei corpi illuminanti, vengono segnalati alle imprese
affidatarie dei servizi di manutenzione che provvedono
tempestivamente al ripristino degli impianti.
Gli unici casi di mancata illuminazione risultano essere quelli di
Gallitello lungo l'A29 e di Marausa lungo l'A29 dir, per i quali è
prevista la riattivazione entro l'anno in corso.
Per quanto riguarda la presenza dei cartelli di segnalazione dei
limiti di velocità, sono legati alle esigenze di sicurezza che
l'Ente gestore è tenuto a imporre in base alle condizioni della
rete autostradale».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo