Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
CORDARO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo e missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Buzzanca ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Cracolici è in missione dal 22
al 23 dicembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
«Analisi della normativa vigente in Sicilia in materia di elezioni
dei circoscrizionali. Legge regionale n. 41/97 e art. 4 legge
regionale n. 35/97 proposta di modificazione» (660)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Forzese,
Ardizzone, Giuffrida, Parlavecchio, Ragusa, Lentini e Nicotra, in
data 22 dicembre 2010.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla Commissione
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
«Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
concesse nell'anno 2010 per particolari situazioni di emergenza».
(n. 659)
di iniziativa governativa.
inviato in data 20 dicembre 2010.
«I Nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
di previsione della Regione siciliana per l'anno 2011 e per il
triennio 2011/2013». (n. 630 bis)
di iniziativa governativa.
inviato in data 20 dicembre 2010.
parere I, III, IV, V, VI, UE.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente richiesta di
parere:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Modalità di applicazione dell'articolo 30 bis, comma 1, della
legge regionale 23 dicembre 2010, n. 32 per l'erogazione di un
contributo per spese di funzionamento alle imprese di distribuzione
della stampa che operano in Sicilia - Schema di decreto
assessoriale. (n. 125/V)
- pervenuta in data 22 dicembre 2010
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e assegnata alla
Commissione
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Programma di investimenti 2010/2012 ex articolo 20 legge 67/88.
(n. 124/VI)
- pervenuta in data 21 dicembre 2010
- inviata in data 21 dicembre 2010.
Comunicazione di proroga di termine per espressione di parere
PRESIDENTE. Comunico che ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 3,
del Regolamento interno è stato prorogato fino al 31 marzo 2011 il
termine previsto per l'espressione del parere n. 122/VI Piano
sanitario regionale Piano della salute 2011-2013' - articolo 3
legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 .
Comunicazione di riformulazione di atto governativo
PRESIDENTE. Comunico che in riferimento alla richiesta di parere
n. 120/V Schema di Criteri per la concessione del contributo
buono scuola ex articolo 3 l.r. 14/2002 anno 2008/2009' la V
Commissione legislativa ha deliberato di invitare il Governo a
riformulare l'atto presentato e a ripresentarlo contestualmente al
ritiro del precedente.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
CORDARO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che in tema di finanziamenti pubblici la conoscenza e la
trasparenza sono criteri ineludibili per una corretta gestione e
una democratica fruizione degli stessi;
osservato che la distribuzione per misure e progetti dei fondi
europei attribuiti alla Sicilia, in particolare FESR e PSR, non
aiuta ad avere un quadro d'insieme utile a una rapida comprensione
e fruizione dei criteri adottati;
visto che, a differenza di quanto previsto a suo tempo per il POR
2000/2006, non esiste un unico sito dove avere il quadro completo
degli investimenti;
per sapere quali ragioni abbiano indotto l'amministrazione
regionale a non proporre in un unico sito internet il quadro
completo di programmazione dei fondi europei FESR e PSR disponibili
per la Sicilia». (1589)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PANEPINTO
PRESIDENTE. Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
CORDARO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il 16 dicembre scorso il quotidiano 'La Repubblica', edizione di
Palermo, ha pubblicato, a pagina IV, un articolo dal titolo
'Incarichi affidati senza motivazioni. La Regione boccia le
consulenze ASP';
nell'articolo si dà notizia di una nota firmata dal ragioniere
generale della Regione, dottor Enzo Emanuele, in merito a quindici
consulenze esterne affidate in nove mesi dall'azienda sanitaria
provinciale (ASP) di Palermo, con un costo complessivo di 500 mila
euro, per le quali non ci sarebbero 'congrue motivazioni';
nello specifico, il giornale riporta l'incarico che sarebbe stato
affidato per 108 mila euro all'azienda romana 'Pegaso s.r.l.' per
la progettazione del sistema informativo integrato e gli ulteriori
24 mila euro destinati al direttore tecnico della Pegaso,
l'ingegnere Gian Carlo Piccoli, per l'efficientamento energetico
del complesso Pisani in via Pindemonte;
il quotidiano, inoltre, riporta la consulenza da 98 mila euro che
sarebbe stata assegnata ad un geometra incaricato di accatastare il
patrimonio immobiliare, i 15 mila euro che sarebbero andati alla
ditta 'Gpi' di Verona per l'attivazione della gestione dei cespiti
aziendali, i 47 mila euro che sarebbero stati conferiti
all'architetto Luigi Castellana per censire i materiali contenenti
amianto e i 38 mila euro che sarebbero stati assegnati al geologo
Pietro Todaro per indagini geognostiche e sismiche;
l'articolo continua sottolineando altre 'criticità' contestate
nella lettera del ragioniere generale all'ASP di Palermo: dal
disordine dei libri contabili dell'azienda, all'assenza di un
sistema informatico integrato e di un inventario di beni e
attrezzature fino alla mancata adozione del bilancio;
sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, nella missiva
inviata all'Assessore per la salute, dr Massimo Russo, il
ragioniere generale avrebbe anche 'denunciato l'ostruzionismo del
direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo,
Salvatore Cirignotta, nei confronti del collegio sindacale' e
avrebbe 'ribadito l'urgenza di conoscere i dati sull'andamento
gestionale' dell'ASP;
il direttore generale dell'azienda sanitaria, in merito alle
problematiche sollevate dal ragioniere generale, avrebbe replicato
testualmente: 'E' chiaro che si cerca di intorbidire acque limpide
in modo da spostare l'attenzione da fatti aziendali precedenti, per
i quali la direzione generale attuale ha chiesto anche l'intervento
delle forze di polizia';
per sapere:
se risponda al vero quanto riportato dal quotidiano 'La
Repubblica';
se fossero a conoscenza di tali circostanze prima della
pubblicazione di tale articolo;
quale interesse pubblico concreto ed attuale sia stato tutelato
con tali incarichi;
per quale motivo si sia fatto ricorso a consulenze esterne, con
quali criteri siano stati individuati gli esperti e determinati i
loro compensi;
quale attività abbiano svolto tali consulenti e quale utilità
concreta abbia prodotto la loro attività». (1588)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, con nota n. 190 del 21 dicembre 2010,
pervenuta alla Segreteria Generale in pari data e protocollata al
n. 10049/AulaPG del 22 dicembre successivo, l'onorevole Vinciullo
ha ritirato le interrogazioni nn. 1549, 1550, 1552, 1553, 1554,
1555, 1556, 1557, 1558, 1559, 1561, 1562, 1563, 1565, 1573, 1575,
1576, 1577, 1579, 1580, 1581, 1582, 1584, 1585, dallo stesso
deputato presentate tra il 14 e il 15 dicembre 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta il 21 dicembre 2010,
protocollata al n. 10043/AulaPG del 22 dicembre successivo,
l'onorevole Incardona ha comunicato le proprie dimissioni dal
Gruppo parlamentare FLI-Sicilia, aderendo contestualmente al
Gruppo parlamentare Forza del Sud'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento, della mozione numero 229 «Interventi per scongiurare e
combattere la grave crisi del comparto agricolo regionale», degli
onorevoli Fiorenza, Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Informo che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 21 dicembre 2010, ha impugnato
le seguenti disposizioni della deliberazione legislativa recante
Proroga di interventi per l'esercizio finanziario 2011. Misure di
stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato (ddl n.
645), approvata dall'Assemblea il 14 dicembre 2010:
- articolo 1, comma 4, primo periodo; articolo 6, commi 2, 4 e 7,
e articolo 11, per violazione degli articoli 3, 51 e 97 della
Costituzione;
- articolo 10, commi 1 e 2, per violazione degli articoli 3, 51,
97 e 81, comma 4, della Costituzione;
- articolo 13, commi 2, ultimo periodo, e 4, per violazione
dell'articolo 81, comma 4 della Costituzione;
- articolo 15 per violazione dell'articolo 81, comma 4, e 97 della
Costituzione;
- articolo 2, comma 1, secondo periodo, per violazione degli
articoli 3 e 97 della Costituzione.
Annunzio di ordine del giorno numero 447
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Musotto e Marrocco l'ordine del giorno n. 447 Promulgazione, con
l'omissione delle parti impugnate della delibera legislativa n. 645
recante 'Proroga di interventi per l'esercizio finanziario 2011.
Misture di stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo
determinato' . Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;
premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito
che il Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative, ma
anche tramite atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
giorno);
premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 212
del 14 dicembre 2010 ha approvato la deliberazione legislativa
recante Proroga di interventi per l'esercizio finanziario 2011.
Misure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo
determinato. (disegno di legge n. 645);
considerato che la citata deliberazione, è stata impugnata in modo
parziale dal Commissario dello Stato con ricorso proposto alla
Corte costituzionale e notificato al Presidente della Regione in
data 21 dicembre 2010;
ritenuto che occorre conciliare l'esigenza che la suddetta
deliberazione sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente
della Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
consentire che la Corte costituzionale si pronunci sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la
deliberazione legislativa approvata nella seduta n. 212 del 14
dicembre 2010 recante Proroga di interventi per l'esercizio
finanziario 2011. Misure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro
a tempo determinato. (disegno di legge n. 645). (447)
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere una sospensione della seduta e la convocazione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per due ordini di
motivi: il primo riguarda la presentazione di una nuova nota di
variazione del Governo, che dovrà essere necessariamente apprezzata
dalla Commissione Bilancio, costituendo essa il presupposto per
l'approvazione dell'esercizio provvisorio.
Il secondo motivo riguarda l'impugnativa del Commissario dello
Stato, in particolare la parte impugnata che riguarda i consorzi di
bonifica, su cui vorremmo si aprisse un confronto sulla possibilità
di rivisitare la legge.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
siano utili dieci minuti di approfondimento sul tema posto
dall'onorevole Dina per vedere che tipo di percorso è possibile
individuare, anche perché questa categoria di persone rischia di
restare fuori.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se l'intenzione è
quella di approvare l'esercizio provvisorio così come è stato
esitato dalla Commissione Bilancio, sede dove pure abbiamo
agevolato il percorso, considerato che la maggioranza non aveva il
numero legale per approvarlo, per consentire comunque che il
disegno di legge arrivasse in Aula prima possibile, noi siamo qui
al fine di raggiungere l'obiettivo.
Se, invece, da ciò che si sente nei corridoi del Palazzo, ci sono
delle novità, che il Governo ha già fatto, anche in violazione di
un emendamento votato in Commissione, aggiungendo deroghe o quanto
altro di improponibile, noi riteniamo che non solo sia
indispensabile una convocazione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, ma reputo inutile che oggi continui l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco
immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
in Sala Lettura Deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 10.46, è ripresa alle ore 12.09)
La seduta è ripresa.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Riproposizione di norme in materia di personale dei consorzi di
bonifica. (661)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Maira,
Dina, Cordaro, Caronia, Cascio Salvatore, Gianni e Catalano, in
data 22 dicembre 2010;
- II Nota di variazione al disegno di legge concernente il
bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e per il triennio 2011/2013. (630 ter)
di iniziativa governativa, presentato in data 23 dicembre 2010;
- Misure urgenti a sostegno dell'occupazione. (662)
di iniziativa governativa, presentato in data 23 dicembre 2010.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Informo che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, testé riunitasi, ha deliberato che l'Aula approvi
nella seduta odierna il disegno di legge n. 659/A, relativo
all'esercizio provvisorio, con le parti che verranno modificate
dall'Aula, il disegno di legge n. 661 Riproposizione di norme in
materia di personale dei consorzi di bonifica , degli onorevoli
Maira, Dina, Cordaro, Caronia, Cascio Salvatore, Gianni e Catalano,
e il disegno di legge per superare l'impugnativa del Commissario
dello Stato relativamente alla norma sui precari.
A tal fine la Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi
immediatamente.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scilla è in congedo per oggi
per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a richieste di congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alla scorsa seduta
del 20 dicembre 2010, si dà atto che, per mero disguido, non sono
pervenute in Aula, alla Presidenza di turno, le richieste di
congedo degli onorevoli Corona, Pogliese e Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, per consentire alla Commissione Bilancio di
riunirsi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.11, è ripresa alle ore 13.44)
Presidenza del Vicepresidente ODDO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che i lavori della
Commissione Bilancio sono sospesi e riprenderanno alle ore 14.30.
Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore
16.14)
Presidenza del Presidente CASCIO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, siamo stati in Commissione Bilancio e,
come lei saprà, non abbiamo cavato un ragno dal buco, nel senso che
ognuno è rimasto sulle proprie posizioni e quello che ci dispiace,
purtroppo, è che le variazioni di bilancio non si sono attenute
esclusivamente al richiamo delle norme che abbiamo approvato, ma vi
é tutta un'altra serie di manovre che certamente non fanno onore,
sotto il profilo politico, a chi le ha presentate senza avere
rispetto né del Parlamento né della Conferenza dei capigruppo.
Quindi, considerata questa azione, peraltro legittima, da parte
del Governo e dove il Parlamento e la Commissione non possono dare
assolutamente un giudizio, se non un apprezzamento sulle variazioni
di bilancio, noi vogliamo considerare ancora meglio questo disegno
di legge e chiediamo formalmente i tempi per presentare gli
emendamenti, così da poterli formulare nel miglior modo possibile e
leggere attentamente le variazioni di bilancio presentate.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
richiesta mi sembra poco motivata perché, in realtà, rispetto a
quello che la Commissione Bilancio aveva esitato, noi troviamo, a
ben guardare, non soltanto coerenza, ma anzi la possibilità che
quello che è stato esitato in Commissione Bilancio possa essere
realizzato. In Commissione Bilancio questo provvedimento, che è
stato esitato da tutti, aveva come obiettivo - a meno che non si
voglia dire che era un obiettivo non vero, che altri erano gli
obiettivi - ma, stando a quello che c'è scritto qui, chi ha fatto
parte della Commissione Bilancio ha esitato un provvedimento
affinché si desse la possibilità al Governo di agire per dodicesimi
e con riguardo ad alcune materie in particolare; ad esempio - e qui
è scritto addirittura al comma 2 - con riguardo alla possibilità di
intervenire sul piano regionale dell'offerta formativa
nell'esercizio 2011.
Se questo è l'intento della Commissione Bilancio che ha esitato
questo testo che ci troviamo davanti - perché, ripeto, stiamo a
discutere il testo uscito dalla Commissione Bilancio -, questo
intendimento può essere attuato solo nella misura in cui la nota di
variazione del Governo consente di attingere a fondi che in quel
momento non c'erano, altrimenti si smaschera una finzione.
In realtà, il Governo ha presentato una nota di variazione che
consente a questo deliberato della Commissione Bilancio di essere
efficace e operativo, nulla di più. La nota di variazione di cui si
è parlato contiene anche la possibilità di avere somme a
finanziamento di quelle proroghe per i precari che questo
Parlamento ha votato all'unanimità.
Un'altra modifica consente di coprire gli oneri derivanti
dall'articolo 2, comma 2, di questa legge e, quindi, le somme che
servono a coprire i maggiori interessi che deriverebbero dalla
dilazione in dieci anni per la restituzione delle somme anticipate
ai Comuni in caso di emergenza. Quindi, sono non variazioni, non
modificazioni di quanto deliberato dalla Commissione Bilancio, ma
sono elementi che lo sostanziano senza i quali, al contrario questo
sì, se non ci fosse stata quella variazione di bilancio noi oggi
faremmo finta di votare quanto deciso in Commissione Bilancio ma
non potremmo, in realtà, darvi alcun corso.
Mi sembra assolutamente pretestuosa l'argomentazione
Per il resto, si possono avere ripensamenti su tutto, sulla durata
dell'esercizio provvisorio, sulle deroghe alle limitazioni ad
intervenire per dodicesimi; ma non c'è dubbio che quello che c'è
scritto qua è il testo esitato dalla Commissione Bilancio tal
quale, quindi dovremmo inventare nuovi argomenti per rimangiarci le
cose che in verità sono state decise.
Ecco perchè, signor Presidente, le chiedo invece di andare avanti
e di andare avanti facendo rispettare quelli che sono stati gli
accordi; anche perché dietro a questi accordi non ci sono solamente
i nostri punti di vista, ma ci sono gli interessi dei siciliani
tutti che, stante così le cose, devono vedere questa Aula
proficuamente adoperarsi per attivarsi nella misura in cui è
possibile e - ripeto - nella misura in cui la stessa Commissione
Bilancio aveva deciso.
PRESIDENTE. Ricordo all'Aula e anche all'onorevole De Benedictis e
all'onorevole Mancuso che ha fatto riferimento a ciò che sto per
dire, che il termine di presentazione degli emendamenti scade
entro la fine della discussione generale. Poiché non si è ancora in
sede di discussione generale, si è in tempo per presentare
emendamenti.
Detto questo, alla fine della discussione generale, se c'è una
richiesta perentoria di un Gruppo parlamentare, dovrò assegnare le
24 ore per potere consultare gli emendamenti. Quindi, vi invito a
trovare una unanimità, altrimenti non posso che accordare le 24
ore.
ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho vissuto, insieme
all'onorevole Mancuso e ad altri rappresentanti dei Gruppi
parlamentari, i vari passaggi che riguardano il modo come viene o
meno definito
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.
ODDO. Dicevo, in quei passaggi, sostanzialmente, al centro della
discussione c'era la definizione, a tutti gli effetti, di un
modello di esercizio provvisorio . Si è solo discusso di quale
modello dovevamo porre all'attenzione dell'Aula, sia quindi in
Commissione Bilancio sia in Conferenza dei Capigruppo, rispetto a
ciò che può significare un esercizio provvisorio, stando anche
attenti, signor Presidente, a come
CIMINO. Nessuno si può sedere nella poltrona del Presidente della
Regione
ODDO. Signor Presidente, visto che i colleghi richiamano alle
regole, le dico subito, per quello che mi consta, che né
l'onorevole Cimino né altri colleghi si possono permettere di fare
diventare questa Aula, con tutto il rispetto, la Vucciria. E lo
dico con grande rispetto.
PRESIDENTE. Guardi che la Vucciria' è un nobilissimo antico
mercato di Palermo.
Onorevole Oddo, la invito a continuare il suo intervento.
ODDO. Adesso, signor Presidente, sto cominciando leggermente a
seccarmi e non vorrei utilizzare un linguaggio leggermente più
aggressivo anche per quanto concerne il modo come vogliamo tenere
una discussione che alcuni dicono essere delicata. Siccome ho
percepito che è delicata, vorrei che rispetto alla delicatezza ci
fosse un minimo di rispetto per chi parla ed un minimo di
attenzione per quanto concerne le questioni legate strettamente al
testo che stiamo trattando, perché siamo in discussione generale.
Dopodiché, avevamo definito in Conferenza dei Capigruppo un
percorso.
Rispetto a quel momento di decisione unanime nella sostanza non
cambia un bel niente, perché ha spiegato - e non voglio ripetermi
in questa direzione - nel merito l'onorevole De Benedictis le
questioni legate al merito e, quando in Conferenza dei capigruppo
si tratta un argomento già esitato dalla Commissione Bilancio, io
penso che, per rispetto del ruolo dei presidenti dei Gruppi
parlamentari e soprattutto della presidenza di questa Assemblea,
dovrebbe esserci, secondo me, maggiore rispetto per quella
decisione, perché nel merito sappiamo bene che in questo momento si
sta trattando solo ed esclusivamente di pagare gli stipendi per
quanto concerne la formazione professionale.
Questo è stato proposto in Commissione Bilancio, e per altri versi
non c'entra niente la questione che riguarda protezione civile e
forestazione legata alla protezione civile con i forestali, non ha
niente a che spartire. Quando parliamo e tentiamo di fare quella
deroga che riguarda la protezione civile e la forestazione, sempre
legata alla protezione civile, quindi su un piano di eventuale
catastrofe, di dissesto idrogeologico , non stiamo parlando dei
lavoratori forestali.
Siccome sappiamo tutti bene di che cosa stiamo parlando, perché i
colleghi ne sanno più di me, è evidente che il quadro di
riferimento rispetto alla discussione in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari non è cambiato. Come non è cambiato anche
il ragionamento che riguarda la famosa questione degli emendamenti,
su cui i colleghi, in maniera devo dire assolutamente seria e
responsabile, compreso l'onorevole Mancuso, hanno espresso il
convincimento che bisognava mirare al cuore del testo, così come
era stato esitato dalla Commissione Bilancio, dargli sostanza anche
in termini di soldi, per essere pedagogici, e andare avanti in
questa direzione evitando qualsiasi tipo di forzatura .
Penso che siamo fermi ancora a quei concetti; innanzitutto perché
sono convinto, come tanti altri, che questo non è un momento, per
quello che è successo in questi anni, di apprezzare possibili
forzature, perché è ovvio che nessuno le condividerebbe e
avallerebbe.
Allora io penso, signor Presidente, che sia nostro dovere
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la prego di concludere, in quanto il
tempo a sua disposizione è già scaduto.
ODDO. Signor Presidente, però devo dire che, in termini
calcistici, qualche minuto di recupero dovrei averlo, perché
obiettivamente sono stato interrotto più volte. Pur tuttavia,
concludo con una sola notazione: o ci riferiamo a quanto la
Conferenza dei capigruppo ha deciso o se dobbiamo in ogni istante
cambiare l'assetto rispetto a quelle decisioni, mi pare che
sostanzialmente si vuole, secondo me, alterare un passaggio
delicato di questa nostra Assemblea e della Regione siciliana e non
mi pare che sia il caso sotto tutti i punti di vista, sotto il
profilo anche del ragionamento politico, ma mi permetto di dire
sotto un profilo di responsabilità di questa Assemblea.
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori della
Giunta, la decisione di approvare l'esercizio finanziario era
passata con grande serenità e doveva essere un atto quasi dovuto in
piena concordia tra maggioranza e opposizione, per dare al Governo
gli strumenti per lavorare.
Assessore mi ascolti, io faccio parte della maggioranza, sono in
difficoltà, e quindi mi deve ascoltare con attenzione. Quindi
doveva essere oggi un atto dovuto, dovevamo approvare un esercizio
finanziario che consentisse al Governo di amministrare
tranquillamente nell'attesa della presentazione della finanziaria e
del bilancio. Questi erano gli accordi.
Devo dire, tra l'altro, e mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea,
che noi abbiamo difficoltà come Gruppo a seguire i lavori in
Commissione Bilancio perché - com'è noto - non siamo rappresentati
e sollecito in questo senso una soluzione, sicuramente per il
futuro; ma in tutti i casi ci siamo tenuti in contatto con i
colleghi e abbiamo partecipato, attraverso la Conferenza dei
capigruppo, ai lavori che si sono tenuti in Commissione e abbiamo
scoperto che questa norma, banale e semplice, era diventata una
piccola finanziaria in cui il Governo si riserva la possibilità di
derogare in relazione ai soliti ignoti, le solite questioni.
Leggo qua, Assessore: prevenzione degli incendi boschivi'. A
gennaio, a febbraio, quando devono scoppiare gli incendi boschivi?
E' più facile in questo momento che si interri un porto per le
mareggiate piuttosto che scoppi un incendio nella Regione
siciliana. E, allora, avremmo bisogno di un capitolo della
finanziaria che preveda somme per la tutela e la manutenzione dei
porti, perché così come è importante il lavoro dei forestali è
altrettanto importante il lavoro di coloro che vivono e lavorano
nei porti. Questo interessa le attività commerciali, interessa il
turismo, interessa un poco tutto. E non vedo traccia di tutto ciò.
Se approveremo in breve tempo (do anche la notizia ai colleghi
perché fuori ne abbiamo parlato) un progetto trasversale - ne
abbiamo parlato tutti - che, per esempio - perché, poi, in questo
capitolo di cui parlo ci troviamo 700 mila euro, una cosa ridicola
-, aumentando di due centesimi, cioè di nulla, la tassa e la non
tassa che in questo momento la Nestlé paga per imbottigliare e
vendere l'acqua minerale in Sicilia, facendo solo questo, potremo
dare 7 milioni di euro in questo capitolo. Li troviamo i soldi
perché in questo momento i nostri agricoltori in crisi pagano
l'acqua molto di più, onorevoli colleghi, di quanto non paghi la
Nestlé per imbottigliare e vendere l'acqua minerale: lo 0,00
centesimi. Ma queste cose, onorevole Presidente, non si possono
fare in un esercizio finanziario, si fanno portando in Aula la
finanziaria e il bilancio.
Ed è per questo che ci siamo battuti, è per questo che sosteniamo
il Governo; non sosteniamo il Governo per avere quattro mesi di
esercizio finanziario.
Allora, se - come sono sicura - l'Assessore potrà garantirci che a
gennaio avremo finanziaria e bilancio, all'interno dei quali ci
saranno lacrime e sangue, ma ci saranno risorse; se è vero, come è
vero, mi rivolgo all'assessore Piraino, le ho segnalato con una
nota che nella mia provincia, nella mia città, sono stati
finanziati corsi di formazione per badanti per l'importo di 4
milioni di euro, ma di che lacrime e sangue stiamo parlando?
Lacrime e sangue dei soliti che devono pagare per gli altri
Allora, noi non vogliamo più provvedimenti rabberciati. Abbiamo
votato, abbiamo fatto una rivolta per sostenere questo Governo;
vogliamo un progetto, vogliamo una finanziaria e vogliamo un
bilancio che ci consenta di dire la nostra e di proporre alla
Sicilia un piano di sviluppo.
Quindi, mi associo alla proposta dell'onorevole Mancuso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, ho apprezzato molto che lei abbia
ricordato all'inizio della seduta i termini del Regolamento: entro
la discussione generale è fissato il termine per presentare gli
emendamenti e se un deputato chiede di avere i termini per gli
emendamenti, per consultare gli emendamenti, ossia le ventiquattro
ore, è assolutamente obbligatorio concederle.
Ma, al di là di questa precisazione, doverosa a termini di
Regolamento, dal dibattito sta emergendo un fatto assolutamente
chiaro, già avvistato in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ed è inutile che alcuni colleghi si affannino a dire
che stiamo rispettando alla lettera ciò che la Commissione Bilancio
aveva esitato: che, in effetti, l'esercizio provvisorio con ciò che
contiene all'interno evita che ci possano essere dei problemi,
perché è esattamente il contrario.
Se passasse l'esercizio provvisorio, così come proposto,
nascerebbero i problemi, perché non si è mai visto un Governo e
una maggioranza che non premono per portare in Aula il bilancio e
la finanziaria entro i termini e, quindi, con il bilancio e la
finanziaria entro i termini programmare la sua attività, ciò che
vuole fare, i problemi che vuole risolvere per la Sicilia. Tutto
legittimo all'interno di ciò che prevede lo Statuto, di ciò che
prevede la legge: bilancio e finanziaria.
Ma arrivare all'ultimo giorno utile con l'esercizio provvisorio
per tentare di inserire un bilancio e una finanziaria all'interno
di quell'esercizio provvisorio e pensare di poterli fare passare,
peraltro emergendo in maniera chiara che non si hanno per nulla le
idee chiare su come risolvere i problemi che attanagliano la
società, e sono tanti e sono gravi e non sono solo quelli legati
alla disoccupazione, ma sono legati proprio alla sopravvivenza
stessa del sistema Sicilia, al punto in cui siamo.
Allora, signor Presidente, rispettiamo il Regolamento, diamo i
termini per gli emendamenti, andiamo al 28 dicembre, così il
Governo ha il tempo per riordinarsi le idee, per aggiustare, per
vedere come fare, per proporre un esercizio provvisorio che tenga
conto delle reali necessità del bilancio strettamente
indispensabili, senza violare il Regolamento e soprattutto senza
mettere in campo provvedimenti che possono essere peggiori dei
rimedi. Uno per tutti quello sulla formazione, dove si propongono
120 milioni di euro e si chiede la deroga.
Allora, o si propongono le risorse necessarie per coprire i tre
mesi dell'esercizio provvisorio richiesto, e quindi 49 milioni, e
allora va bene la deroga, o si propongono tutti i 240 milioni del
costo annuale e non si chiede la deroga. Delle due l'una, perché
120 milioni?
E non regge la spiegazione del Governo che dobbiamo dare un
segnale per dire che intanto mettiamo metà delle risorse perché
intendiamo, poi, trasferire l'altra metà sui fondi europei in
quanto l'esperienza di questi due anni e mezzo ci ha insegnato che
non sono in grado di utilizzare i fondi europei. Gli avvisi, i
bandi come prevede la Comunità europea fatti un anno e mezzo fa,
ancora non sono esecutivi e, allora, seguendo questo percorso si
rischierebbe di lasciare senza stipendio gli operatori non per sei
mesi, ma per sempre, perché peraltro il Regolamento europeo non
prevede di recuperare le spese prima della esecutività dei bandi.
Di che parliamo? Vogliamo fare altro danno?
Andiamo al 28, signor Presidente, c'è tempo per il Governo e c'è
tempo soprattutto per i parlamentari, che hanno il diritto di
conoscere i provvedimenti che sono stati presentati.
Credo che questa sia l'unica decisione che rispetta in pieno il
Regolamento, la volontà del Parlamento e salvaguarda i
parlamentari.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
credo che gli animi si siano surriscaldati oltre l'obiettivo, che
era quello di questo esercizio provvisorio.
In Commissione Bilancio l'esercizio provvisorio era stato esitato
all'unanimità e l'unica variazione apportata dal Governo per
tutelare le osservazioni fatte anche dall'opposizione era quella di
stabilire che, al di là delle cifre, l'unica cosa che sarebbe stata
modificata con un emendamento presentato anche in Commissione
Bilancio riguardava soltanto la dicitura esclusivamente per il
pagamento degli stipendi . Allora è chiaro che, se riguarda
soltanto questa modifica, è nell'interesse generale di tutte le
categorie che riguardano la formazione, che riguardano i forestali
e così via.
Se ci sono altri motivi, Presidente, io chiedo a lei e anche ai
capigruppo, prima di concedere, così come è di diritto, le 24 ore
per la presentazione degli emendamenti - se dobbiamo andare al
giorno 28 ci andremo tranquillamente, ma siccome siamo sotto le
feste natalizie qualcuno ci dice che dovremmo essere più buoni -,
le chiedo se è possibile fare un tentativo e convocare un'ulteriore
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per vedere se ci
sono le condizioni per ristabilire la serenità con l'approvazione
dell'esercizio provvisorio, con l'eventuale modifica apportata dal
Governo. Se questa volontà non c'è, diamo le ventiquattro ore e
andiamo al 28 dicembre.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari avevo trovato una soluzione che
ci consentiva di entrare in Aula e chiudere in un'ora.
Non è andata a buon fine e quindi siamo
RINALDI. Alla luce di queste nuove variazioni, le chiedo di
convocare un'ulteriore Conferenza
PRESIDENTE. Non posso aggiornare ogni dieci minuti la Conferenza.
La soluzione c'era e non è stata accolta. E' iscritto a parlare
l'onorevole Musotto. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del
Governo, ricordo una frase molto bella che risuonava spesso nei
nostri studi classici, quando i romani dicevano pacta servanda
sunt'. E devo dire che questo pacta servanda sunt l'ho sentito
ripetere più volte nelle tante riunioni di capigruppo che abbiamo
fatto, i patti devono essere salvaguardati, abbiamo stabilito una
certa cosa, ci siamo accordati su una certa cosa, ci siamo
accordati sui tempi, ci siamo accordati sia sulla qualità che sulla
quantità del disegno di legge che riguardava l'esercizio
provvisorio. Vi sono state numerosissime riunioni dei capigruppo.
E, devo dire, in tutte queste riunioni - come lei ha potuto sempre
notare, io parlo molto poco, io osservo, soprattutto ascolto con
grande umiltà per apprendere un mondo che non mi è tanto vicino e
in sintonia, tenuto conto che, nella mia esperienza di eurodeputato
al Parlamento europeo, ho partecipato nella Commissione Bilancio a
dieci bilanci e soprattutto alla Commissione controllo bilancio,
dove naturalmente i patti andavano rispettati, lì non esiste
l'esercizio provvisorio, quindi c'erano delle regole ferree che
andavano rispettate - qua mi sembra che facciamo diventare
complicate cose assolutamente semplici.
Per ritornare all'ultima riunione dei capigruppo che abbiamo fatto
oggi, c'erano queste note di variazione al bilancio, che
naturalmente sono state discusse, sono state prese in
considerazione, sono state criticate; ma si era raggiunto un
accordo. Tra l'altro, il Governo era venuto a giustificare in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che doveva
precedere necessariamente la riunione della Commissione Bilancio,
la necessità di queste note di variazione al bilancio che dovevano
porre rimedio a dei vulnus che erano conseguenze dell'impugnativa
del Commissario dello Stato su una famosa, importante legge sul
precariato votata dall'intera Assemblea regionale siciliana. Tutte
argomentazioni che sono state assolutamente sviscerate.
C'era poi il problema della formazione, il problema che non era
dei forestali ma della protezione civile, un'esigenza che una
comunità come la Regione siciliana e quindi anche un Governo ha nel
momento malaugurato in cui dovessero avvicinarsi degli eventi
disastrosi.
Tutta una serie di necessità assolutamente ragionevoli.
Si è andati, anche attraverso un accordo da lei proposto, illustre
signor Presidente, alla riunione della Commissione Bilancio, in cui
anche l'aspetto della formazione veniva limato, calibrato,
delimitato solo per quel che riguardava le esigenze degli stipendi
degli enti di formazione.
Quindi, sembrava una strada che andava percorsa e, soprattutto,
una strada che andava percorsa attraverso dei patti, delle regole,
dei comportamenti che erano stati concordati con tutti i gruppi
politici. Naturalmente tutto ciò è saltato per ragioni politiche.
Devo dire, signor Presidente e onorevoli colleghi che,
personalmente, il fatto di chiedere le 24 ore di tempo per gli
emendamenti non mi scandalizza assolutamente. Naturalmente, è in
violazione assoluta di quanto si è stabilito nelle innumerevoli,
lunghissime riunioni dei capigruppo, delle discussioni che si sono
fatte anche all'interno della cosiddetta maggioranza di Governo che
riguardavano un percorso comune per arrivare ad una soluzione, su
cui si è discusso tanto perchè tutti noi avremmo voluto che entro
il 31 dicembre, entro i termini, si approvassero finanziaria e
bilancio.
Questo non è stato possibile, se ne è discusso, si è stabilito di
andare all'esercizio provvisorio.
Nel momento in cui, però, si stabiliscono determinate cose e non
si rispettano, con una perdita di tempo eccessiva e con una serie
di discussioni in cui non c'è alcuna lealtà perché gli obiettivi
sono ben altri, e cioè creare una situazione di caos, di disastro e
non già di collaborazione costruttiva o meno, ma fattiva rispetto
ai problemi dei cittadini siciliani, si chiedono le 24 ore di
tempo, per quanto riguarda il Gruppo parlamentare MPA nulla
quaestio, noi non ci opponiamo assolutamente, tenuto conto che i
patti non sono stati assolutamente rispettati, che nessun accordo è
stato assolutamente rispettato, che pure l'atteggiamento di grande
responsabilità che, nel corso delle riunioni, è stato espresso dal
Governo rappresentato dall'assessore per l'economia, professore
Armao, viene disconosciuto e misconosciuto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
Ricordo che siamo ancora sull'ordine dei lavori.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
appunto perché vorrei richiamare, se è possibile, i colleghi ad
affrontare subito la questione di merito.
Il Presidente ha detto che, nell'ambito della discussione
generale, si possono presentare gli emendamenti. Io ho letto gli
emendamenti presentati dai colleghi dell'opposizione in Commissione
Bilancio perché sulla base del Regolamento, come lei sa Presidente,
possono essere ripresentati
FORMICA. Ne possiamo presentare altri cento
SPEZIALE. Ne puoi presentare altri duemila. Quello non è più nel
merito, quello è ostruzionismo, è un'altra cosa Capisco ciò che
dici, io so perfettamente che dietro l'atteggiamento di
disponibilità e di lealtà c'è il retro pensiero di mantenere un
atteggiamento ostruzionistico, ne puoi presentare altri cento. Però
io vorrei affrontare la questione nel merito.
Io sono perché, come la Presidenza giustamente ha detto, si avvii
la discussione generale, i colleghi parlamentari tutti presentino
gli emendamenti. Dopodiché, come prevede il Regolamento, possiamo
andare alle 24 ore, se riteniamo che c'è la necessità di un
approfondimento degli emendamenti. Ma nulla ci impedisce che, sulla
base di una attenta valutazione della natura degli emendamenti, se
ben noti e conosciuti, possiamo andare anche a due ore, a tre ore,
perché questo dice il Regolamento.
Siccome io sono certo della sua assoluta imparzialità, signor
Presidente, e sono sicuro che anche i colleghi dell'opposizione
hanno a cuore, come me e come lei, di non lasciare nell'incertezza
più assoluta settori consistenti di lavoratori che aspettano, con
l'esercizio provvisorio, di poter ricevere a gennaio gli stipendi,
di dare quindi un messaggio di tranquillità che prescinde dalle
polemiche politiche e dalla stretta e dallo scontro che abbiamo, mi
permetto di suggerire una strada: si faccia la discussione
generale, che penso sia oggettivamente conclusa perché nessuno dei
colleghi è intervenuto nel merito del disegno di legge; i colleghi
presentino gli emendamenti entro la fine della discussione
generale, come prevede il Regolamento, e alla chiusura della
discussione generale, lei, signor Presidente, valuterà il tenore
degli emendamenti presentati - mi rivolgo al Presidente perché è
nelle sue prerogative -, e valuterà, sulla base degli interessi
della Sicilia e di quanti guardano al Parlamento siciliano come il
luogo dal quale si aspettano la soluzione ai propri problemi, se
bisogna avallare l'ostruzionismo che sottintende all'atteggiamento
di alcuni colleghi o se, invece, responsabilmente, così come è
nella sua funzione, dare una risposta chiara, prima di Natale, a
migliaia e migliaia di lavoratori.
Io mi aspetto, signor Presidente, da parte sua, da parte del
Presidente a cui compete la decisione di rinviare o meno i lavori
d'Aula, un atteggiamento che neanche in modo surrettizio possa
avallare atteggiamenti ostruzionistici che costituiscono un danno
per migliaia e migliaia di lavoratori siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi attengo al
tema, all'ordine dei lavori, perché non vorrei entrare nel merito
della questione, come ha detto il presidente Speziale, perché se
dovessimo entrare nel merito della questione, qualche eccezione la
dovremmo pur fare, se non altro perchè dovremmo ricapitolare un
attimino.
Noi siamo andati in Commissione Bilancio l'altra sera, il PDL è
venuto in Commissione Bilancio, come l'assessore Armao può
testimoniare, e dinanzi alla minoranza della coalizione di Governo,
in maniera molto responsabile il Popolo della Libertà, piuttosto
che uscire dalla sede della riunione e far sì che la riunione di
Commissione venisse spostata, si aggiornasse, invece è rimasto lì
e, con molta responsabilità, ha permesso che i lavori proseguissero
e che si licenziasse un provvedimento per poterlo poi apprezzare in
Aula. Questi sono i termini della questione.
Cosa succede poi? Succede che, a distanza di 48 ore, il Governo
vara un nuovo disegno di legge, come nota di variazione al
bilancio, e questa nota di variazione ha già delle specificità su
cui dovremo magari poi entrare eventualmente, ma che in questa fase
non ci è concesso di intervenire perché al Parlamento non è dato
intervenire sulla nota di variazione al bilancio ma è dato
intervenire soltanto sull'esercizio provvisorio. Bene, è chiaro che
quella nota di variazione, il presidente Savona lo sa bene, ha
cambiato i termini della questione. E' una variazione, se dobbiamo
fare alcuni esempi, che stravolge addirittura la precedente nota di
variazione.
Faccio degli esempi: i consorzi ASI, ai quali sono stati tolti 4
milioni di euro quando prima erano stati confermati; la ARSEA dove
sono stati messi 400 mila euro quando prima, invece, erano stati
tolti; le spese di rappresentanza o le spese di promozione
direttamente in capo al Presidente della Regione, dove da un lato,
mettiamo un milione di euro e ne togliamo poi quattro.
E' chiaro che si procede con un atteggiamento un po' confuso,
assessore Armao, me lo consenta, in questo senso. Io mi rendo
conto, e qui lo dobbiamo dire, che c'è l'esigenza che alcuni
assessori, come l'assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, non possono rimanere scoperti, e ho portato degli
esempi. Ma dobbiamo anche dire che forse ci sono delle appostazioni
su cui, nel momento in cui sono arrivate, è chiaro che come materia
aggiuntiva hanno suscitato qualche perplessità.
Ciononostante, attenzione, io non ho inteso da parte del mio
Gruppo parlamentare un'azione ostruzionistica, assolutamente. Forse
sono gli interventi di qualche componente della maggioranza che da
questo scranno creano qualche difficoltà volendo arroccarsi
necessariamente su una posizione di difesa d'ufficio, non sempre
svolta efficacemente.
Allora, forse ha ragione l'onorevole Rinaldi quando dice dovremmo
fermarci un attimo e riconsiderare i termini della questione o
quando in Commissione Bilancio è stato detto forse possiamo anche
trovare un momento di sintesi, ma anche il Governo non può
estendere eccessivamente l'efficacia di un esercizio provvisorio a
tre mesi .
Abbiamo pure detto sulla formazione, che è un problema vitale,
quando vi appostiamo appena 120 milioni di euro, questa somma non
risolve assolutamente i problemi della formazione ma rischia di
incancrenirli e di ingigantire questo intervento.
E poi, immaginiamo per un attimo, e lo dico all'assessore Armao,
se domani il Commissario dello Stato impugnasse le deroghe per la
protezione civile, le deroghe per la formazione, le deroghe per i
forestali - laddove, mutuando una frase del capogruppo, onorevole
Adamo, forse ci sono più guardie forestali che alberi, aveva detto
nei corridoi - come si troverebbero, ad esempio, i lavoratori della
formazione con appena 10 milioni di euro per tre mesi, vi
immaginate? Ci troveremmo qua dodicimila persone sotto Palazzo dei
Normanni o sotto Palazzo d'Orleans a gridare le loro ragioni, a
proclamare anche la loro insoddisfazione.
Allora, nel momento in cui il Popolo della Libertà, ma io ho
sentito anche altri partiti di maggioranza, il presidente del
Gruppo parlamentare UDC o anche l'onorevole Rinaldi dire
Fermiamoci un attimo, cerchiamo di fare un attimo di sintesi . Qui
nessuno vuole fare ostruzionismo ma, attenzione, dobbiamo evitare
anche le furberie, dobbiamo evitare - e concludo, Presidente -
alcune incongruenze sulla prima e sulla seconda nota di variazione
al bilancio, alcune poste inserite alla fine per accontentare
qualche parlamentare, che mi pare siano fuori luogo.
Concludo Presidente, invitando, ove possibile, il Parlamento ad
avere un'assunzione di responsabilità ma, soprattutto, i
rappresentanti del Governo perché arroccandosi, secondo me, vanno
a sbattere. Dialogando forse troveremo un momento di sintesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima mi preme
sottolineare che, al suo riguardo e a riguardo del nostro gruppo
parlamentare, e dei nostri gruppi, l'intervento dell'onorevole
Speziale è stato scorretto e ingeneroso. Nei suoi confronti perché
lei, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, aveva
suggerito un emendamento che, se nella sua semplicità ed
essenzialità fosse stato rispettato, non saremmo qui a perdere
tempo; invece, il Governo ne ha presentato un altro, diverso. Forse
all'onorevole Speziale questo aspetto sfugge.
Secondo motivo. L'onorevole Speziale omette di considerare che,
nella penultima riunione della seconda Commissione, con la nostra
presenza noi abbiamo consentito che si votasse l'esercizio
provvisorio perché, l'altro ieri sera, l'esercizio provvisorio non
poteva essere votato in quanto in Commissione non c'era la
maggioranza, c'erano soltanto sette colleghi, mancava l'onorevole
Scammacca e se non fosse stato per noi - me, gli onorevoli Formica,
Dina, Mancuso e gli altri presenti - l'esercizio provvisorio non
sarebbe stato esitato.
Quindi, l'intervento dell'onorevole Speziale non è stato corretto,
ma poco fondato e ingeneroso.
Altro argomento. Se noi mostriamo ai siciliani la consistenza di
questi due volumi, la prima nota di variazione, 187 pagine, datata
20 dicembre, ed è quella in base alla quale, nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari definitiva, decidemmo di venire
in Aula con il dettato del primo comma del primo articolo
dell'esercizio provvisorio, che reca: Il Governo della Regione è
autorizzato, a norma dell'articolo 6 della legge regionale n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni, ad esercitare
provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato con legge
regionale, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2011,
secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, nonché
secondo le note di variazione . Quindi, a quel momento, si andava
in Aula secondo le note di variazione che avevamo concordato essere
il testo da mettere a base dell'esercizio provvisorio. E mi
riferisco al volume di 187 pagine, datato 20 dicembre 2010.
Infrangendo tutti gli accordi e sulla base di proteste
successivamente maturate, il Governo e la maggioranza, in data 22
dicembre 2010, quindi appena due giorni dopo, hanno prodotto una
seconda nota di variazione, il disegno di legge n. 630 ter, un
altro libro, nel quale non solo sono state modificate alcune cose
essenziali, quasi obbligatorie, ma - come ha dimostrato
brillantemente l'onorevole Falcone - sono state modificate una
serie di voci che riguardano l'Arsea e i consorzi ASI. Quindi, un
altro strumento finanziario.
Onorevole Speziale, prima di tranciare giudizi, lei dovrebbe
occuparsi di emendare, dal punto di vista della qualità, i
comportamenti del suo Governo e della sua maggioranza, che non sono
certamente corretti. Alla fine di questo iter, siccome ci troviamo
il testo che avevamo formulato sulla base della prima nota di
variazione, non potremo più andare avanti, signor Presidente,
perché il Governo della Regione è autorizzato ad approvare
l'esercizio provvisorio secondo gli stati di previsione
dell'entrata e della spesa, nonché secondo la nota di variazione, e
dato che la seconda nota di variazione - come lei, Presidente, oggi
ha dovuto obbligatoriamente riscontrare - è stata sottoposta ad una
ulteriore volontà di modifica, questa seconda volontà di modifica
non può avvenire secondo un accordo tacito come se noi fossimo
quelli dell'accordo tacito, in modo tale da mangiare il panettone
il 25 sera ed essere tutti tranquilli.
Lo dobbiamo dire fuori da quest'Aula che il panettone non lo
possiamo mangiare tranquilli, perché accordi taciti per mangiare
panettoni non se ne fanno più Questo sia evidente, nonostante noi
siamo i camerieri di Berlusconi, senza corsi di formazione,
assessore Centorrino, perché ci siamo diventati per titoli
acquisiti sul campo e il presidente Lombardo ci ha attribuito
questa qualifica.
Noi diciamo che per il periodo natalizio non si possono fare
accordi contro le leggi.
Allora, c'è stata una prima nota di variazione, poi c'è stata la
seconda che ha modificato la prima. Benissimo, se vogliano che ci
sia una terza nota di variazione che modifichi i contenuti della
seconda, allora si riunisca la Giunta, perché così non possiamo
andare avanti, onorevole Speziale. Lei può invocare tutti i
regolamenti di questo mondo, ma io parto da una premessa, e cioè
che quello che lei ha chiesto è destituito di fondamento. Ripeto,
bisogna che si riunisca la Giunta e che la terza nota di variazione
modifichi la seconda, così come nella volontà del Governo,
dell'assessore Armao, e nelle volontà concordate in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari con il Presidente Cascio e con
tutti noi come si era deciso.
Allora, se ci sono delle modifiche da apportare alla seconda nota
di variazione in tre giorni, raccontiamolo fuori da questo Palazzo
e vediamo poi se l'inadeguatezza deve essere giudicata.
Con carte certe poi si andrà ad approvare una legge dove si dice
che l'esercizio provvisorio è fondato sulla nota di variazione.
Quale nota di variazione, la terza? Riunite la Giunta, fate la
terza nota di variazione e, poi, noi verremo in Aula il 28
dicembre.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo rappresentare
una certa delusione sui lavori di questo pomeriggio perché ero
convinto, e ho sbagliato, che ci saremmo sbrigati in pochissimo
tempo, non fosse altro per l'assenza dell'onorevole Cracolici. E'
una seduta strana e vorrei chiedere all'operatore di Sicilia Uno'
se ogni tanto Striscia la notizia chiede qualche filmato d'Aula
perché, se lo fa, daremmo un buon Natale agli italiani con il gioco
della poltrona, visto che assistere al balletto intorno alla
poltrona del presidente, di chi si deve sedere, di chi non si deve
sedere, di chi ha diritto a sedersi e di chi non può sedersi, é una
cosa esilarante vista da questa parte dell'Aula, ma anche un po'
meschina, e conferma una affermazione che io ebbi a fare la scorsa
seduta quando ho sostenuto che il presidente Lombardo ha l'obbligo
di venire in questa Aula perché è l'unico titolato politicamente a
rappresentare il Governo. E, invece, il presidente Lombardo non si
degna neanche di venire in Aula per farci gli auguri di Natale e, a
mio avviso, ha una cognizione molto strana del rapporto che un
presidente di Regione deve avere con la sua Assemblea elettiva.
Io sono stato abituato nella mia lunga esperienza parlamentare a
prendere atto che ci sono dei passaggi che diventano la legge e i
regolamenti dell'Aula.
Uno di questi passaggi è la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, la quale continua ad essere svilita dai comportamenti
di questa Aula.
Ricordo a me stesso che stamattina la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, con una decisione finale della Presidenza
dell'Assemblea che riassumeva il senso della riunione, aveva deciso
di fare soltanto tre cose, una delle quali era l'approvazione di un
ordine del giorno. Ed é stata plaudita ed approvata da tutti i
Gruppi presenti alla Conferenza, e parlo di Gruppi perché, in
realtà, è stata una Conferenza dei capigruppo allargata
praticamente a tutta l'Aula. Siamo andati in Commissione Bilancio e
abbiamo ricominciato da capo, come se la Conferenza dei capigruppo
non avesse deciso niente. E non è così.
Potrei allargare le osservazioni che hanno fatto i colleghi che mi
hanno preceduto sui tentativi di fare una mini finanziaria, o una
pre-finanziaria, come stamattina l'ha definita l'assessore Armao.
Allora, o ritorniamo nell'alveo di quelle che sono le corrette
procedure decisionali di questo Parlamento oppure andremo a
sbattere ad ogni riunione d'Aula.
Signor Presidente, lei ha il diritto e il dovere di riportare
l'Aula alla decisione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, senza alcun rinvio al 28 dicembre o a domani. Si
faccia quello che è stato deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.
Si assuma la responsabilità - certo, non è presente il presidente
Lombardo, e questo è il limite del rapporto con il Governo - di
emendare tutte quelle parti del disegno di legge che non
corrispondono alla decisione della Conferenza dei capigruppo, anche
per rispetto alla Conferenza stessa, altrimenti è meglio non
parteciparvi più.
Se questo non avviene, occorre un atto traumatico, e personalmente
non chiedo neppure il rinvio al 28 dicembre, perché i siciliani
devono sapere chi sono i responsabili di questo disastro ulteriore,
devono sapere perché non potranno percepire le retribuzioni, devono
sapere perché i dipendenti dei consorzi di bonifica sono a spasso,
devono sapere chi è quella parte politica, chi è quella parte di
governo irresponsabile per le esigenze primarie della Sicilia.
Questo continuo dare soccorso e aiuto da una opposizione al
Governo e alla sua maggioranza non è più consentibile. Ognuno si
assuma le proprie responsabilità
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che io
sono perfettamente in linea con il presidente del mio Gruppo
parlamentare, onorevole Adamo.
Lo sviluppo della discussione ha portato ulteriori riflessioni e,
senza venire meno peraltro all'adesione fatta dall'onorevole Adamo
alla proposta di rinvio al 28 dicembre, e si sceglie la strada
degli emendamenti, perché di questo si tratterebbe, proprio
l'onorevole Maira ha messo in gioco un'altra proposta, che potrebbe
portarci ad una conclusione e potrebbe anche, a mio modestissimo
avviso, evitare ulteriori problemi. Se noi introduciamo il sistema
delle variazioni, così come - a mio avviso pericolosamente - il
Governo dei tecnici ha introdotto, non ne usciamo più. Come Gruppo
si era proposto, per il quieto vivere, di andare avanti, anche
perchè non siamo presenti in seconda Commissione e quindi non
abbiamo neanche partecipato all'accordo e alla stesura del
bilancio, così come variato per la prima volta.
In effetti, obiettivamente, ci sono alcune cose che non vanno,
soprattutto in diminuzione, nella prima nota di variazione del
bilancio, e mi riferisco al buono-scuola, alle scuole paritarie:
tutte battaglie che ha portato avanti l'UDC e che si riproponeva di
portare anche in questa Aula, sede giusta, legittima e deputata.
Certamente, ci siamo trovati spiazzati con la seconda nota di
variazione di bilancio perché poi, entrando nel merito, si vede
intuitivamente che queste necessità e queste urgenze assolutamente
non ci sono.
L'onorevole Maira ha proposto di ritirare, ma se ci fosse un
accordo anche emendare, signor Presidente - perché questo si può
fare se c'è un accordo unanime - la proposta di legge così come è
stata presentata, nel senso che ci dovremmo limitare, se questo è
lo spirito dell'esercizio provvisorio, al primo progetto di
bilancio, a quello del mese di ottobre. Non ha senso presentare
variazioni di bilancio al progetto di bilancio, proprio per la
ristrettezza dei termini in cui si dovrebbe concludere un
procedimento relativo all'esercizio provvisorio, consentitemi. E'
già una forzatura perché leggendo la legge stessa, in base al
bilancio di previsione e al relativo disegno di legge sul quale non
si dovrebbe aprire nessuna discussione, il Governo dei tecnici ha
fatto male ad aprire discussioni presentando note di variazioni,
sia la prima che la seconda, e questo a termini di legge, avvocato
Armao. Mi piace chiamarla avvocato, in questo caso.
Però, superato questo scoglio relativamente alla prima nota di
variazione, se c'è un accordo con coloro che sono presenti in Aula,
possiamo emendare, e questo per venire incontro alle esigenze
dell'Aula, nel senso che noi approviamo l'esercizio provvisorio
limitatamente al progetto di bilancio iniziale. Questo è il
ragionamento di base.
Però, se apriamo il discorso degli emendamenti, non ne usciamo
assolutamente. Con l'impegno, lo voglio ribadire, l'ha detto molto
bene il mio capogruppo, che questo bilancio deve essere approvato
necessariamente il prima possibile, e cioè entro il 31 gennaio, per
cui siamo contrari ad un esercizio provvisorio che vada oltre un
mese.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco quanto detto all'inizio
della seduta.
La Presidenza aveva indicato nell'ultima Conferenza dei Capigruppo
una strada che ci consentiva di approvare il disegno di legge in
mezz'ora e, in virtù di questo, avevo dato autorizzazione alla
Commissione Bilancio di lavorare su tre ipotesi.
La Commissione ha lavorato ma, nella sostanza, non è riuscita a
trovare una soluzione.
Personalmente, sono dell'avviso di continuare a tentare di seguire
l'ipotesi tracciata dalla Presidenza questa mattina e, in virtù di
questo, convoco immediatamente in Sala Lettura Deputati l'ultima
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari della giornata,
alla fine della quale decideremo se andare avanti o se rinviare ad
altra data.
Prego di partecipare solo i capigruppo, il Governo e il presidente
della Commissione Bilancio.
(La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore 18.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che prima di sospendere la
seduta eravamo sull'ordine dei lavori e l'Aula è stata sospesa nel
tentativo di trovare una intesa tra le forze parlamentari che ci
portasse ad approvare il disegno di legge entro la giornata
odierna.
L'intesa non si è trovata, quindi chiedo al vicepresidente della
Commissione, onorevole D'Asero, di svolgere la relazione al disegno
di legge n. 659/A «Autorizzazione all'esercizio provvisorio per
l'anno 2011. Consolidamento del debito residuo a fronte delle
anticipazioni concesse nell'anno 2010 per particolari situazioni di
emergenza».
Allo svolgimento della relazione seguirà il dibattito delle forze
politiche, che costituisce la discussione generale, al termine
della quale scadrà anche il termine di presentazione degli
emendamenti. Da quel momento decorreranno le ventiquattro ore che
i Gruppi parlamentari hanno richiesto per poter analizzare gli
emendamenti. E, dato che le ventiquattro ore scadono la notte di
Natale, l'Aula sarà rinviata alla settimana prossima. Questo è
l'orientamento della Presidenza.
Sull'ordine dei lavori
ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare notare
che ci stiamo assumendo una responsabilità, secondo me, abbastanza
delicata per quanto concerne la mancata conclusione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in relazione al
calendario d'Aula. Ed è, credo, una delle prime volte che ci stiamo
assumendo questa responsabilità.
Penso che dovremmo assolutamente evitare di fare qualcosa che
nega, sostanzialmente, lo spirito del nostro Regolamento, che
demanda alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari un
calendario a tutti gli effetti. Ovviamente stabilisce che, se non
c'è l'unanimità, l'Aula si determina in tal senso. Quindi, è ovvio
che l'Aula si determina in un senso o nell'altro oppure con la
santa pazienza, noi, purtroppo, ridiscutiamo con i presidenti dei
Gruppi parlamentari.
E' ovvio che in questo momento
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, lei non sta intervenendo sull'ordine
dei lavori, é assolutamente fuori strada. Qui non si tratta di
sancire un accordo che c'è o meno
ODDO. Un richiamo al Regolamento, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'abbiamo già preso il Regolamento, Non c'è nessun
tipo di ordine del giorno da modificare. Qua si tratta di accedere
ad una richiesta di un Gruppo parlamentare, che mi è sembrato di
capire non fosse l'unico Gruppo parlamentare, che ha chiesto
ventiquattro ore per poter esaminare gli emendamenti e potere
presentare eventuali subemendamenti.
ODDO. No, signor Presidente. Io le chiedo scusa. C'è stata una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che lei ha
convocato ora e che si è conclusa senza alcuna decisione.
Quando una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si
conclude senza alcuna decisione, è l'Aula che si deve determinare.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, le ripeto che non è così e la prego di
non insistere. Lei è Vicepresidente di quest'Assemblea, la prego di
non insistere.
ODDO. Cortesemente, da questo punto di vista, le chiedo di
verificare con gli Uffici se è possibile procedere in questa
direzione. Se ci sono problemi interpretativi, chiedo di convocare
la Commissione per il Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, mi dispiace che lei, che è
Vicepresidente di questo Parlamento, assuma questa decisione.
ODDO. E a me dispiace pure che una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si chiuda senza alcuna decisione.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, lei ha totalmente sbagliato. Sembra
quasi che lei non fosse presente alla Conferenza.
ODDO. Ribadisco che a me dispiace che una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari si sia conclusa senza una
decisione.
PRESIDENTE. Spesso una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si è conclusa senza una decisione.
ODDO. Ma si è rimessa alle determinazioni dell'Aula. Questa volta
non si rimette alla decisione dell'Aula.
PRESIDENTE. Non è così.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, il mio intervento è brevissimo ed è
proprio sull'ordine dei lavori. Forse i colleghi dimenticano che
già l'Aula si era pronunciata per un rinvio in base ad una precisa
norma del Regolamento che, come citato dalla Presidenza,
sostanzialmente non può essere eluso se non all'unanimità, e si
riferisce alla possibilità di derogare alle ventiquattro ore. E,
siccome all'inizio della seduta pomeridiana, due Gruppi
parlamentari hanno chiesto le ventiquattro ore, non c'era
l'unanimità. Dimenticano i colleghi che, anzi, la Presidenza, per
evitare una scelta che era già ineludibile, quella di andare alla
settimana prossima, ha provato con la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, con un ultimo tentativo, di evitare la
settimana prossima.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha confermato
quello che già l'Aula prima aveva manifestato e cioè che non c'era
l'unanimità sulla deroga alle ventiquattro ore. Quindi, di cosa
stiamo discutendo? Volevo solo ribadire questo, signor Presidente,
che era quello che abbiamo sentito tutti.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo solo per sostenere la
Presidenza di questa Assemblea, e mi dispiace che non l'abbia
fatto il vicepresidente Oddo.
Lei, Presidente, non ha detto nulla di diverso rispetto a quella
che è stata l'azione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Sta per iniziare la discussione generale, come è
normale; dopo, come da prassi di questo Parlamento da decine di
anni, vengono chieste le ventiquattro ore e mi pare che non solo
non ci sia nessuna violazione ma addirittura c'è un'arroganza, nei
confronti di chi invoca la normale prassi, che non si comprende.
Voglio segnalare ai colleghi del Partito Democratico, che
certamente hanno anche loro voglia di lavorare bene in questo
Parlamento che, se contano tutti i deputati di maggioranza, non
superano le trenta unità in questa Aula e nei corridoi, quindi io
non capisco questa forzatura. Per fare le forzature a tutti i costi
si deve essere presenti in Aula per realizzare le azioni che
portano poi al raggiungimento delle proposizioni.
Rispetto a questo, signor Presidente, ritengo che lei non solo
stia procedendo bene ma rispetta pure quel minimo che ogni
parlamentare può richiedere al Parlamento quando si devono
approfondire gli argomenti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
compito della Presidenza sia stato abbondantemente esercitato e
confermato, nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che si è testé sciolta, ma anche nelle precedenti riunioni.
Nel mio precedente intervento avevo ricordato il suggerimento del
Presidente su un emendamento che sarebbe stato in quel momento alla
base di un praticabile accordo.
Questa sera contesto quanto detto dal vicepresidente, onorevole
Oddo, perché quello che lui ha detto non è corretto nei confronti
del Presidente e non è nemmeno fondato, perché non è vero che siamo
usciti dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
senza una decisione. Fino a quando il Presidente non ha deciso
eravamo senza una decisione perché il Presidente ha esercitato un
ruolo, quello del Presidente super partes che ha ascoltato le parti
e ha dovuto prendere atto che non c'era alcuna volontà di
conciliazione, dato che il Governo sulle quattro richieste che noi
abbiamo avanzato, ossia la data, le note di variazione, e questo e
l'altro, ha sempre detto no.
Non potendo prendere una decisione in quelle condizioni, il
Presidente dell'Assemblea ha sciolto la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari con una decisione che è quella di
consentire all'Aula di svolgere la discussione generale e di
completare, poi, l'iter legislativo in Aula il 29 dicembre. Quindi,
la decisione è stata assunta, e non è vero che è la prima volta che
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si scioglie
senza una decisione.
Si è sciolta con una decisione, quella di venire in Aula e fare il
nostro dovere il giorno 29 dicembre. Se ci sono delle eccezioni di
carattere natalizio o turistico che impediscono di vedere
lucidamente questo, non è corretto però dirlo in Aula perché
confligge con ogni interpretazione del Regolamento. La decisione è
stata assunta e il Presidente l'ha notificata in Aula.
Noi stasera completiamo la discussione generale, avremo
ventiquattro ore di tempo per presentare gli emendamenti, dopo di
che andremo al 29 dicembre per completare l'iter legislativo.
E' questa la decisione, e correttamente - ripeto - il Presidente
l'ha notificata all' Aula.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, intervengo semplicemente per
ricordare ai colleghi della seconda Commissione, peraltro
costituita anche dal capogruppo del PDL e da autorevoli esponenti
del PDL e del PID, che in Commissione venne bocciato l'emendamento
a firma dell'onorevole Dina a cui si aggiungevano le firme
dell'onorevole Leontini ed altri. Bocciato l'emendamento, l'intesa
era, comunque, di chiudere oggi la discussione e dare il voto
finale. Ce lo ricordiamo tutti. Io mi sono voluto rileggere il
verbale di quella seduta per evitare di andare a memoria.
In quella seduta di Commissione venne accolta, con una mediazione,
la sospensione della seduta su richiesta dell'onorevole Mancuso e
vennero apportate - non ricordo se su proposta del Governo o
direttamente dei deputati - delle modifiche al testo che oggi è in
discussione.
Dopodiché, come è prassi di questo Parlamento, si riteneva che
oggi, nel rispetto delle diverse posizioni, si chiudessero seduta e
votazioni .
MANCUSO. Non c'erano le note di variazione
PANEPINTO. La nota di variazione veniva bloccata con una proposta
dell'onorevole Mancuso, trascritta nel disegno di legge, che era
quella che le note di variazione il Governo poteva farle non al
momento della pubblicazione della legge ma al momento
dell'approvazione in Aula del disegno di legge. Chiaramente, oggi
sono arrivate, nelle note di variazione, delle modifiche che
sostanzialmente erano quelle convenute in Commissione, vale a dire
risorse per la formazione, risorse per i comuni.
E quello era il ragionamento ampliamente dibattuto in Commissione.
Attenendomi a quello che ci è stato riferito dal Governo mi pare
che, sostanzialmente, non ci siano grandi novità nelle note di
variazione, che era quello di cui si era discusso abbondantemente
in Commissione. Poi, il fatto che oggi possa slittare a
ventiquattro ore e queste dovrebbero scadere nel pomeriggio del
25, perché il problema non è se la seduta la facciamo il 25, il
26 o il 29 dicembre.
Il problema è se c'è una tenuta, in questo Parlamento, degli
impegni assunti in Commissione Bilancio ovvero in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari. Il 29 potrebbero sorgere altre
ragioni - legittime, dal punto di vista procedurale, dal punto di
vista di merito - che ci porterebbero ad approvare l'esercizio
provvisorio oltre il 31 dicembre.
Il problema è capire, onorevole Leontini, se c'è legittima
doglianza relativamente a note di variazione di bilancio che non
hanno rispettato gli impegni assunti dal Governo e francamente,
tranne qualche voce di bilancio, avendo letto il testo della nota
di variazione che era sul disegno di legge numero 665, anche oggi
pomeriggio, così non mi pare.
La questione di principio, signor Presidente, è se si stia
allestendo - e io penso e mi auguro di no - un piano che ci porterà
non solo a superare il 28, ma anche il 29, il 30 e il 31 di
dicembre.
Se questa è l'impostazione, questo Parlamento diventerà un piccolo
Afghanistan e ognuno potrà fare e dire in ogni sede tutto e il
contrario di tutto. Pertanto ritengo che dovremmo ritrovare quanto
meno il modo di capire quando chiudere l'approvazione
dell'esercizio provvisorio, che non è l'esercizio provvisorio di
questa maggioranza o del Governo, ma è l'esercizio provvisorio di
un'intera Regione che comunque ha bisogno di questo atto normativo
per potere continuare, il 2 gennaio
MANCUSO. Ricordati le tue dichiarazioni
PANEPINTO. La questione non è di merito, ma di metodo. In questo
Parlamento, Commissioni e Conferenza, si sta aprendo la stagione
del tutti contro tutti. Questo è il tema
Se è così, dobbiamo prenderne atto e ognuno si attrezzerà per
difendersi da posizioni di questo tipo.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, orientativamente l'Aula terrebbe
seduta il giorno 29 dicembre, alle ore 15.00.
MANCUSO. Orientativamente, cosa significa?
PRESIDENTE. Significa che il 27 dicembre, alle ore 17.00, in
questa Aula si terrà il concerto di Natale, che sarà trasmesso in
diretta dalla RAI, e i tempi necessari per smontare l'attrezzatura
tecnica ci porterebbero alle ore 15.00 del 29 dicembre.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge n. 659/A «Autorizzazione
all'esercizio provvisorio per l'anno 2011. Consolidamento del
debito residuo a fronte delle anticipazioni concesse nell'anno 2010
per particolari situazioni di emergenza»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge n. 659/A «Autorizzazione
all'esercizio provvisorio per l'anno 2011. Consolidamento del
debito residuo a fronte delle anticipazioni concesse nell'anno 2010
per particolari situazioni di emergenza».
In assenza del relatore, ha facoltà di parlare il Vicepresidente
della Commissione, onorevole D'Asero, per svolgere la relazione.
Presidenza del Vicepresidente Formica
D'ASERO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, mi
rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul disegno di
legge.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, intervengo solo per esprimere il
mio disagio sull'andamento dei lavori perché come Assemblea abbiamo
aperto - ma il Presidente Cascio ha fatto benissimo, non poteva
fare diversamente - un precedente pericolosissimo, veramente
pericoloso, contravvenendo ad ogni norma. Il Governo, con un po'
di buon senso, per il 29 dicembre, se lo vuole, ritiri - non è un
discorso politico, è un discorso giuridico, perché oggi c'è una
maggioranza e domani ce n'é un'altra - trattandosi di esercizio
provvisorio, ritiri le due note di variazione di bilancio perché è
impossibile giuridicamente, trattandosi di esercizio provvisorio.
Avvocato Armao, è sbagliatissimo perché, avendo voi introdotto le
note di variazione di bilancio, l'Aula apre il percorso delle
variazioni di bilancio. Legga attentamente la norma.
Io spero che il Natale vi porti effettivamente consiglio e grande
serenità. Ritornate in Giunta, revocate le due note di variazione e
si risolve il problema. E' nell'interesse della Sicilia e dei
siciliani, come molti amano dire, stabilire un termine molto
ristretto, perché la sensazione che si dà all'esterno è quella di
volere continuare a fare clientela - come diceva l'onorevole Giulia
Adamo -, cosa alla quale noi non siamo assolutamente disponibili
avendo rotto alleanze, amicizie, e rapporti, forse, personali, con
tanti amici che sono in questa Aula.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che
le Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non sono
segrete, non è previsto che lo siano, e a me risulta, a differenza
di quello che sostiene l'onorevole Ardizzone e di quello che ha
sostenuto, con grandissima enfasi, l'onorevole Mancuso, che tutta
la discussione si è sviluppata su quanto deve durare l'esercizio
provvisorio, se due mesi o tre mesi.
Quindi, è bene che i siciliani sappiano che l'ostruzionismo del
centrodestra e qualche mal di pancia della maggioranza erano
relativi solo a questo dato. Capisco che il centrodestra faccia
ostruzionismo, fa parte delle regole parlamentari e non voglio dare
nessun giudizio; ma i siciliani devono sapere che, se si
verificasse l'ipotesi richiamata dal collega Panepinto e, cioè, che
l'esercizio provvisorio non dovesse entrare in vigore l'1 gennaio -
quindi gli stipendi per i regionali e per tutte le altre categorie
di lavoratori che dipendono dalla Regione -, la responsabilità è
del centrodestra che subordina alla propria strategia politica, tra
virgolette, gli interessi, anche elementari, dei siciliani.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
anch'io ricordare all'Aula e ricordare anche a chi dovesse leggere
i resoconti di questo Parlamento che quello che oggi avevamo
all'ordine del giorno non era nient'altro che il testo esitato
dalla Commissione Bilancio su cui tutte le forze erano convenute.
Inoltre, si era detto - e questa era l'intesa che era stata
raggiunta - che oggi avremmo chiuso l'esame senza emendamenti.
Le osservazioni che sono state fatte, i distinguo e le
contestazioni che ci stanno portando a questa situazione, sono
state fatte su argomentazioni che non sono assolutamente fondate
perché nulla è cambiato rispetto al testo esitato dalla Commissione
Bilancio. Quindi, sta venendo meno un'intesa - questo bisogna dirlo
- con grave rischio e pregiudizio per le attività che ne possono
derivare, per il pagamento di stipendi e quant'altro. Stiamo
mettendo a rischio un andamento che era stato concordato, perché
quello che era stato concordato oggi viene smentito da una parte
del Parlamento, in particolare dalla minoranza, che sta accampando
pretesti e differenze su un testo che altro non è che quello stesso
che era stato esitato dalla Commissione Bilancio.
Lo ripeto: la nota di variazione che il Governo ha, nel frattempo,
esitato dà semplicemente sostanza a quel testo che oggi sarebbe
stato votato, e non lo altera. Al contrario, volere presupporre che
questa è una alterazione significa che il testo che avremmo voluto
votare doveva, in realtà, essere inefficace.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta che
assisto in quest'Aula a un gioco al massacro. E' dalla XII
legislatura che ho vissuto direttamente momenti, anche di duro
confronto, in cui si è discusso di esercizi provvisori. E lo dico
al plurale perché se ricostruiamo quest'ultimo decennio,
addirittura se ricostruiamo l'ultimo quindicennio, di esercizi
provvisori ne sono stati fatti tantissimi.
Le formule con cui sono stati fatti gli esercizi provvisori, più o
meno, non differiscono rispetto anche a quelle che sono le esigenze
di una pubblica amministrazione di garantire il funzionamento
minimo, come si suol dire l'ordinaria amministrazione, tanto che
abbiamo discusso in più riunioni, dalla Commissione Bilancio alle
Conferenze dei Presidenti dei Gruppi, di mettere o meno,
addirittura, al sicuro l'aspetto del pagamento degli stipendi e
sempre relativi all'esercizio 2011, quindi non arretrati, per
essere chiari fino in fondo.
Ed è in questo quadro che si colloca una decisione che per quanto
mi concerne è incomprensibile: cioè fare in modo che l'esercizio
provvisorio si tratti addirittura a fine anno sapendo bene che i
termini, per quanto concerne il controllo di legittimità
costituzionale, decorrono dal 30 o 31 di fine anno, perché ci sono
i famosi tre giorni per inviare la legge al Commissario dello Stato
e poi i cinque giorni che vanno da Capodanno al giorno 5 del mese
di gennaio del 2011.
E' incomprensibile, non fa onore a quest'Aula, a prescindere dalle
ragioni di merito su cui non ho niente da dire perché ho sempre
accettato il gioco delle parti con grande apertura e con cultura
democratica. Ma mai è accaduto in quest'Aula che si bloccasse o si
tentasse di bloccare la macchina amministrativa. Da qualsiasi
opposizione non è mai venuto questo tipo né di ostruzionismo né di,
comunque, gioco assolutamente di tattica parlamentare tendente a
bloccare, tutto sommato, quello che è il vivere quotidiano di
migliaia e migliaia di famiglie.
La prego di credermi, la mia indignazione non è assolutamente
legata ad aspetti semplicemente regolamentari perché se dovessimo
un attimo ritornare alla questione regolamentare potremmo citare
anche altri articoli che potrebbero permetterci o potevano
permetterci di andare avanti senza assolutamente creare tensione.
Io credo, invece, che si è voluto creare tensione - mi assumo la
responsabilità di quello che sto dicendo fino in fondo - e si è
voluto creare tensione proprio per mandare messaggi fuori da
quest'Aula che sono devastanti, perché non mi venite a raccontare
che negli anni precedenti sulla questione che riguarda la formula
dell'esercizio finanziario siamo stati più attenti di come lo siamo
stati oggi Siamo stati attenti, responsabili e, se mi permettete
di dire, a partire dal famoso voto in Commissione Bilancio dove
comunque l'opposizione ha detto che rimaneva presente per
permettere quel voto, procedendo su una discussione che era un
accordo a tutti gli effetti.
Certo, si poteva ulteriormente variare qualcosa, non lo nascondo,
però non mi pare che ci fosse una predisposizione vera dal punto di
vista politico per addivenire a soluzioni che potevano permetterci,
stasera, di esitare quel disegno di legge senza alcun problema.
Tant'é vero che dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari - parlo della penultima - al mandato dato alla
Commissione Bilancio, in Commissione poi si è già notato, si è già
odorato quello che poteva accadere. Una scelta, quella di mettere
in discussione addirittura i tempi per quanto concerne il normale
esercizio provvisorio, perché qualcuno può dire: Che fa se
arriviamo al 6 o al 7 ?
Fa Fa rispetto a ciò che comunichiamo all'esterno. E se qualcuno
si illude che lo comunica solo il Governo di programma con
l'Esecutivo tecnico e con le scelte che abbiamo fatto impegnative
si illude. Stiamo trasferendo all'esterno qualcosa che è frutto di
un ragionamento politico perverso, qualcosa che non è in grado di
funzionare nemmeno rispetto agli atti di normale amministrazione.
Quella delibera legislativa è un atto di normale amministrazione,
non è un atto eccezionale, e le questioni che abbiamo discusso sono
questioni che riguardano il funzionamento della macchina
amministrativa regionale rispetto ai riflessi che ha per migliaia e
migliaia di persone.
Io credo che ognuno di noi - bando alle ipocrisie - debba
assumersi le proprie responsabilità e la responsabilità che si è
assunta questa sera una parte del nostro Parlamento credo sia
assolutamente inconcepibile, ci fa fare un passo indietro rispetto
all'esperienza della cultura democratica e del modo come in
quest'Isola - ho concluso, Presidente - si sono condotte battaglie,
dall'opposizione alla maggioranza, sempre con grande stile e senso
di responsabilità.
In questo, secondo me, si è venuti addirittura anche meno; stiamo
raggiungendo quell'asticella che io mai avrei assolutamente pensato
che avremmo potuto raggiungere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio invitare tutti a non
mandare messaggi che, poi, non corrispondono alla realtà. Il
Parlamento non sta attentando al normale svolgimento dell'attività
amministrativa della Regione e non rischia nessuno alcunché, né il
pagamento degli stipendi né altro.
Accogliamo l'invito a vedere, mettendo assieme le ragioni di tutte
le parti, di addivenire finalmente il 29 dicembre ad un
provvedimento che sia condiviso e che raccolga l'unanimità, o
almeno la maggioranza, del Parlamento per l'approvazione; ma
certamente non stiamo mettendo in pericolo alcunché.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto alla
Presidenza di darmi la parola sull'ordine dei lavori perché, in
maniera surrettizia, i colleghi che mi hanno preceduto sono
intervenuti nella discussione generale, parlando di tutto tranne
che del provvedimento che oggi noi stiamo trattando. Allora,
siccome io non parlerò del provvedimento, lo dico in premessa
perché altrimenti la gente non capisce.
Si è parlato di messaggi, di maggioranza tecnica, di una serie di
spauracchi assolutamente inesistenti, probabilmente perché molti
amici del PD che non erano abituati a comandare, siccome da qualche
tempo in maniera surrettizia - ribadisco - comandano pur avendo
perso le elezioni, sono rimasti assolutamente mortificati dal fatto
che, vivaddio, c'è un Presidente dell'Assemblea che fa rispettare
il Regolamento.
Dal momento, allora, che non è accaduto proprio nulla tranne
questo, devo dire, signor Presidente, che l'atteggiamento
responsabile dell'opposizione d'Aula in questi giorni ha prima
permesso che il provvedimento venisse votato in Commissione
Bilancio, poi ha permesso che il provvedimento arrivasse in Aula,
dopodiché vorrei dire ai colleghi del PD e della maggioranza che se
ci sono in numero - e non ci sono perché non sono in condizione di
votare - il provvedimento lo facciano
La verità è che il presidente Lombardo ha preso in giro, ancora
una volta, il Parlamento e la Sicilia perché è venuto a dirci che,
qualora noi avessimo votato tempestivamente la legge sui precari,
egli, altrettanto tempestivamente, avrebbe presentato, per il bene
della Sicilia, a quest'Aula la legge finanziaria. Questo, caro
assessore Armao, non è accaduto, e la responsabilità è
esclusivamente del Presidente Lombardo e anche sua, visto che lei è
assessore per l'economia, quindi, la prego di farmi parlare perché
sto dicendo cose sensate che fanno male alla nostra Terra.
Allora, il 29 dicembre non accadrà nulla di diverso se non il
rispetto del Regolamento: il termine previsto dalla legge per la
presentazione degli emendamenti e la volontà di assicurare alla
Sicilia un esercizio provvisorio, e qui sì il tema è reale, che sia
di più breve durata possibile al fine di impedire che vi siano
altri trucchi come quelli perpetuati dal presidente Lombardo negli
anni precedenti con le finanziarie precedenti.
Noi vogliamo approvare subito la finanziaria e, quindi, per noi va
benissimo il 31 gennaio.
Diamo il tempo al Governo di rimodularla, di portarcela
all'attenzione, altrimenti si dica che c'è la volontà del Governo
regionale di governare con i dodicesimi perché con i dodicesimi si
può fare quello che si vuole. Perché questo è accaduto, cari
colleghi che state stretti e che vivete in maniera amara questa
vicenda di Governo, questo è accaduto nei due esercizi provvisori
precedenti e questo, probabilmente, il Governatore vuole che
accada.
Il 29 dicembre il PID sarà in Aula, con senso di responsabilità,
per dare le risposte legittime che è possibile dare con un
esercizio provvisorio.
Tutto il resto lo deleghiamo, se Dio vorrà, al 2011 e ad una
folgorazione del presidente Lombardo che possa finalmente pensare
davvero alla Sicilia.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stasera
la seduta d'Aula, che ha avuto inizio con una questione
pregiudiziale posta dall'onorevole Mancuso, abbia finito invece per
fare scaturire una serie di interventi che sono entrati nel merito
della questione dell'esercizio provvisorio e che hanno visto
portare a termine un'operazione che era finalizzata, ovviamente, a
non tenere seduta stasera. Lo dico non perché voglio accusare
qualcuno, ma perché è necessario che ci sia da parte di tutti, a
cominciare dalla Presidenza e dai componenti di questa Assemblea,
la responsabilità di un momento difficile che la Sicilia avverte e
che da una questione pregiudiziale non può scaturire un dibattito
che ha visto intervenire numerosi deputati per circa tre ore stando
qui sapendo di non concludere niente.
Allora, qui la questione é la seguente: noi ci troviamo dinanzi ad
un bilancio difficile da portare avanti e, mi dispiace dirlo, ma
vorrei che l'assessore Armao sollecitasse una apposita seduta di
questa Assemblea per discutere, Assessore, quali sono i danni che
sono stati apportati al bilancio della Regione dopo la manovra
finanziaria portata avanti dal Governo nazionale, perché il
nocciolo della discussione è questo.
Se noi non siamo in grado oggi, in questo momento, di portare
avanti il bilancio è perché, al di là delle questioni annose che si
trascina la Regione siciliana, c'è una questione a monte che ha
visto privare la Sicilia di centinaia e centinaia di milioni di
euro.
Allora, se non c'è responsabilità da parte di tutto il Parlamento
in un momento così difficile è chiaro che ognuno di noi deve
assumersi la propria responsabilità. Noi il bilancio lo vogliamo
fare, siamo convinti che è necessario farlo; ma in questo momento e
in questa situazione la decisione dell'esercizio provvisorio ci è
sembrata una soluzione onesta e corretta e le variazioni di
bilancio erano necessarie rispetto alle proposte originarie.
Quindi, nessuna novità. L'anno scorso si è fatta la stessa cosa,
io ero assessore per il Bilancio, e abbiamo inserito nell'esercizio
provvisorio una serie di norme che consentivano la copertura
finanziaria a debiti e a somme che dovevamo andare a pagare nei
primi mesi dell'anno successivo; quest'anno sono sorte tutta una
serie di perplessità che ci hanno visto perdere tre, quattro ore,
rinviare per la prima volta, credo, storicamente una seduta al 29
dicembre, nella speranza che tutti coloro i quali hanno sostenuto
con forza questa cosa siano presenti qui il 29 dicembre e anche il
30 perché noi dobbiamo certamente decidere in ordine all'esercizio
provvisorio.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse è bene
ricordare - come prima accennava l'onorevole Di Mauro - che
l'esercizio provvisorio si rende necessario per tre motivi.
Il primo è il taglio di circa un miliardo di euro dell'ultima
manovra Tremonti che ha messo in ginocchio la già drammatica
condizione finanziaria della Regione e quindi il bilancio
regionale.
Il secondo motivo è che lo Stato non ha ancora negoziato il patto
di stabilità con la Regione siciliana. Il terzo motivo è che lo
Stato, quindi il Governo centrale, si rifiuta di riconoscere ai
siciliani i risparmi che sono stati conseguiti grazie
all'attuazione del piano di risanamento sulla spesa sanitaria.
Noi riteniamo che da parte del Governo centrale ci si debbano
riconoscere almeno 300 milioni di euro, proprio per l'attuazione
del piano sanitario, il piano di rientro, risparmi fatti dai
siciliani e anche grazie all'azione del Governo che ha realizzato e
attuato questo piano di risanamento, 300 milioni di euro che devono
essere utilizzati per risanare il bilancio, per ridurre l'IRAP, per
abbassare le addizionali IRPEF e per ridurre i ticket a carico
delle famiglie.
Queste sono tre rivendicazioni forti che il Governo regionale ha
mosso nei confronti del Governo nazionale che, invece, non ha
ascoltato queste richieste, ha negato la negoziazione del patto di
stabilità, ha negato i maggiori trasferimenti dovuti al risparmio
della spesa sanitaria che si è nel frattempo realizzato, il Governo
nazionale che ha tagliato circa un miliardo di euro con l'ultima
manovra del Governo Berlusconi-Tremonti. Quindi, le motivazioni
sono queste.
Andiamo invece alla seduta di oggi.
Sorprendente l'esito perché parliamo di un disegno di legge che è
stato approvato all'unanimità in Commissione Bilancio, il 659/A è
stato discusso in Commissione Bilancio, è stato votato con senso di
responsabilità da tutte le forze politiche, di maggioranza e di
opposizione, per poi arrivare in Aula e arrivare a questo risultato
che davvero non era prevedibile.
Cosa è cambiato, cosa c'è di nuovo, tra la seduta della
Commissione Bilancio dell'altro ieri e l'Aula che oggi si tiene su
questo stesso identico testo? Mi pare che all'apparenza non sia
cambiato assolutamente nulla, tranne - mi pare di intuire - un
atteggiamento dell'opposizione che, nel frattempo, ha deciso di
fare un ostruzionismo, purtroppo a danno della Sicilia e dei
siciliani, perché ridurci ad una seduta del 29 dicembre, credo non
sia mai accaduto forse negli ultimi 35 anni, per approvare un
esercizio provvisorio non credo che sia qualcosa che serve alla
Sicilia.
Si è tanto discusso di una nota di variazione, ma l'articolo 1,
comma 2, del disegno di legge 659/A, approvato all'unanimità in
Commissione Bilancio, dice con chiarezza che l'esercizio
provvisorio serviva, serve e dovrà servire, ad esempio,
all'attuazione del piano regionale dell'offerta formativa,
specificando limitatamente alle spese riferite all'attività
formativa per l'anno 2011 .
Era chiaro che per andare in dodicesimi sull'attuazione del piano
formativo era necessario avere in bilancio delle somme e siccome le
somme, quando abbiamo approvato il disegno di legge in Commissione
Bilancio ancora non c'erano, ma tutti sapevamo che sarebbero state
di circa 120 milioni di euro, era evidente a tutti che era
assolutamente necessario che il Governo regionale, nelle ore a
seguire, approvasse una nota di variazione per mettere in bilancio
120 milioni che servono e senza i quali a nulla varrebbe approvare
un esercizio provvisorio che, certamente, non sarebbe potuto andare
in attuazione di una spesa in dodicesimi di un importo zero in
bilancio.
Quindi, si sono creati pretesti, purtroppo, per rinviare questa
seduta anche e perfino al 29 dicembre, perché se anche questa
mattina si fosse preso atto con chiarezza dell'esigenza di avere
ventiquattro ore di tempo, come il Regolamento prevede, per
esaminare o presentare emendamenti sarebbe stato possibile fare
Aula anche domani mattina, dando alla Sicilia e ai siciliani
condizioni più serene per il Natale.
Questo francamente mi dispiace. L'impegno del Partito Democratico
sarà massimo perché possa prevalere il senso di responsabilità
affinché davvero questa Sicilia possa avere una prospettiva
diversa. Io mi auguro che tutte le forze politiche, intanto,
possano considerare la necessità e l'urgenza di approvare
l'esercizio provvisorio il 29 dicembre e penso che tutte le forze
politiche debbano riflettere sul fatto che l'esercizio provvisorio
è dovuto ad un fatto molto semplice: quello di avere un Governo
nazionale, il Governo Berlusconi, nemico della Sicilia.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, quando ci troviamo di fronte ad
un'armata Brancaleone succede anche questo, succedono tutte le cose
che sono state dette poc'anzi qui.
Un provvedimento votato all'unanimità , in quale verbale l'ha
letto segretario Lupo? Le leggo il verbale della Commissione, così
se lo ricorda. Un segretario di partito deve essere serio nei
confronti dei suoi oppositori, non deve essere demagogo. Si
procede pertanto alla votazione finale del disegno di legge 659,
che è approvato a maggioranza , che siete voi, quando ci siete
Ma rispetto a questo, signor Presidente
LUPO. Ritiro l'appello alla responsabilità
MANCUSO. Se lei ha fatto appello alla responsabilità, la
responsabilità da parte del nostro partito, che è un partito del
popolo, l'ha avuta perché non avevate la maggioranza in Commissione
e non potevate esitare il disegno di legge in quanto avete questo
problema, che è il problema di una armata Brancaleone. Purtroppo,
non è colpa sua, lei è di un partito di maggioranza relativa e non
riesce a mettere insieme tutti i cocci, e siete veramente tanti.
Signor Presidente, io ho sentito qui delle cose assurde:
l'esercizio provvisorio con le famiglie a Natale, l'esercizio
provvisorio che porta la distruzione.
L'esercizio provvisorio è un provvedimento straordinario,
l'ordinarietà sono bilancio e finanziaria, signori del Partito
Democratico, voi state inaugurando la straordinarietà
nell'ordinarietà, una confusione che non si è veramente mai
sentita; e ci sono tante discussioni per un rinvio di qualche
giorno. Il 29 dicembre leggeremo i resoconti di tutti gli anni che
io ricordo di avere passato qui dentro, quando ci siamo sorbiti le
cose dette dagli amici del Partito Democratico sull'esercizio
provvisorio, sui tempi, su tutto quello che oggi hanno detto, in
modo improvvido io dico.
Presidente, oggi è mancato il senso delle istituzioni e quello che
oggi abbiamo vissuto, in Aula e in Commissione e pure in Conferenza
dei capigruppo, è che non c'è la libertà democratica dei singoli
parlamentari di potere decidere. C'è un Mangiafuoco che, con il suo
telefonino - chissà in quale stanza si trova -, dice a tutti i
burattini che ci sono in giro cosa si deve fare e come si deve
fare, pure violando le norme del buon andamento di un'istituzione.
Quando mai si è detto, e qui è stato ripetuto da quasi tutti - non
capisco perché i deputati del Partito Democratico, come se fosse
una cosa vostra, come se l'aveste partorito voi - questo obbrobrio
che viene fuori da due variazioni di bilancio, ma che c'entrate
voi? Ma per quale motivo?
LUPO. Le variazioni di bilancio sono per i lavoratori
MANCUSO. Onorevole Lupo, il livore lo metta da parte, deve stare
sereno, almeno per Natale sia sereno; il livore lo metta da parte,
deve dare agli altri la possibilità di parlare, il livore lo tenga
per lei, mi faccia parlare
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, si rivolga alla Presidenza, non
esacerbiamo gli animi
MANCUSO. Signor Presidente, le variazioni di bilancio erano, è
vero, come hanno detto il collega Oddo e il collega Panepinto,
quelle concordate .
GUCCIARDI. Signor Presidente, ci iscriviamo tutti a parlare. Il
decoro del Parlamento e delle istituzioni dipende da lei, dipende
dalla Presidenza
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, concluda l'intervento e soprattutto
restiamo nei termini del dibattito.
MANCUSO. Ho mancato di decoro, di rispetto? Se ho mancato di
decoro e di rispetto le chiedo scusa, ma vorrei capire dove e
quando.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, qualche termine, l'accenno ai
burattini.
MANCUSO. Nessuno si deve offendere perché io il primo non una
volta, decine di volte, non ho mai sentito l'onorevole Gucciardi
indignarsi per le parole del Presidente della Regione quando chiama
gli oppositori pagliacci, camerieri , non si è mai indignato
PRESIDENTE. Lasciamoli fuori da quest'Aula
MANCUSO. Allora, siccome, Signor presidente, so chiedere scusa,
non sono come il Presidente della Regione, se ho sbagliato nel
dire burattini non volevo indicare qualcuno di voi, chiedo scusa.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, grazie.
MANCUSO. Io non mi chiamo , anzi lasciamo perdere.
RINALDI. Adesso voglio sapere questi nomi
MANCUSO. I nomi glieli posso dire privatamente, lei li conosce
meglio di me
Per concludere, perché sono andato oltre, parlando peraltro di
nulla, anche perché di nulla stiamo parlando. L'esercizio
provvisorio è un fatto straordinario che riguarda specifiche cose
che insieme questo Parlamento aveva deciso, le variazioni ultime
non fanno questa fotografia.
Il 29 dicembre si spera che si metta da parte l'arroganza e si
portino quelle variazioni che erano state concordate.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La Presidenza augura un sereno Natale ai deputati e al personale.
La seduta è rinviata a mercoledì, 29 dicembre 2010, alle ore
15.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
concesse ai Comuni per particolari situazioni di emergenza».
(659/A) (Seguito)
2) «Norme in materia di personale dei consorzi di bonifica».
(661/A)
La seduta è tolta alle ore 19.01
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli