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Resoconto d'Aula della Seduta n. 214 di giovedì 23 dicembre 2010
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CORDARO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Congedo e missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Buzzanca ha chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che l'onorevole Cracolici è in missione dal  22
  al 23 dicembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   «Analisi della normativa vigente in Sicilia in materia di elezioni
  dei  circoscrizionali. Legge regionale n.  41/97  e  art.  4  legge
  regionale n. 35/97 proposta di modificazione» (660)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Forzese,
  Ardizzone,  Giuffrida, Parlavecchio, Ragusa, Lentini e Nicotra,  in
  data 22 dicembre 2010.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla Commissione

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   «Autorizzazione   all'esercizio  provvisorio  per   l'anno   2011.
  Consolidamento  del  debito  residuo a fronte  delle  anticipazioni
  concesse  nell'anno 2010 per particolari situazioni di  emergenza».
  (n. 659)
   di iniziativa governativa.
   inviato in data 20 dicembre 2010.

   «I  Nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
  di  previsione  della Regione siciliana per l'anno 2011  e  per  il
  triennio 2011/2013». (n. 630 bis)
   di iniziativa governativa.
   inviato in data 20 dicembre 2010.
   parere I, III, IV, V, VI, UE.
                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la seguente  richiesta  di
  parere:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Modalità  di  applicazione dell'articolo 30 bis,  comma  1,  della
  legge  regionale  23  dicembre 2010, n. 32 per l'erogazione  di  un
  contributo per spese di funzionamento alle imprese di distribuzione
  della   stampa  che  operano  in  Sicilia  -  Schema   di   decreto
  assessoriale. (n. 125/V)
   - pervenuta in data 22 dicembre 2010

    Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e assegnata alla
                              Commissione

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta  ed
  assegnata alla Commissione:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Programma  di investimenti 2010/2012 ex articolo 20 legge  67/88.
  (n. 124/VI)
   - pervenuta in data 21 dicembre 2010
   - inviata in data 21 dicembre  2010.

     Comunicazione di proroga di termine per espressione di parere

   PRESIDENTE. Comunico che ai sensi dell'articolo 70 bis,  comma  3,
  del Regolamento interno è stato prorogato fino al 31 marzo 2011  il
  termine  previsto  per l'espressione del parere  n.  122/VI   Piano
  sanitario  regionale  Piano della salute 2011-2013'  -  articolo  3
  legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 .

          Comunicazione di riformulazione di atto governativo

   PRESIDENTE. Comunico che in riferimento alla richiesta  di  parere
  n.  120/V   Schema  di  Criteri per la concessione  del  contributo
  buono  scuola  ex  articolo 3 l.r. 14/2002 anno  2008/2009'   la  V
  Commissione  legislativa ha deliberato di  invitare  il  Governo  a
  riformulare l'atto presentato e a ripresentarlo contestualmente  al
  ritiro del precedente.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   CORDARO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che in tema di finanziamenti pubblici la conoscenza  e  la
  trasparenza  sono criteri ineludibili per una corretta  gestione  e
  una democratica fruizione degli stessi;

   osservato  che  la distribuzione per misure e progetti  dei  fondi
  europei  attribuiti alla Sicilia, in particolare FESR  e  PSR,  non
  aiuta  ad avere un quadro d'insieme utile a una rapida comprensione
  e fruizione dei criteri adottati;

   visto che, a differenza di quanto previsto a suo tempo per il  POR
  2000/2006,  non esiste un unico sito dove avere il quadro  completo
  degli investimenti;

   per   sapere   quali  ragioni  abbiano  indotto  l'amministrazione
  regionale  a  non  proporre in un unico  sito  internet  il  quadro
  completo di programmazione dei fondi europei FESR e PSR disponibili
  per la Sicilia». (1589)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            PANEPINTO

   PRESIDENTE.  Avverto che la interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   CORDARO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  16 dicembre scorso il quotidiano 'La Repubblica', edizione  di
  Palermo,  ha  pubblicato,  a  pagina IV,  un  articolo  dal  titolo
  'Incarichi  affidati  senza  motivazioni.  La  Regione  boccia   le
  consulenze ASP';

   nell'articolo  si  dà notizia di una nota firmata  dal  ragioniere
  generale  della Regione, dottor Enzo Emanuele, in merito a quindici
  consulenze  esterne  affidate in nove mesi  dall'azienda  sanitaria
  provinciale (ASP) di Palermo, con un costo complessivo di 500  mila
  euro, per le quali non ci sarebbero 'congrue motivazioni';

   nello  specifico, il giornale riporta l'incarico che sarebbe stato
  affidato  per 108 mila euro all'azienda romana 'Pegaso s.r.l.'  per
  la  progettazione del sistema informativo integrato e gli ulteriori
  24   mila   euro  destinati  al  direttore  tecnico  della  Pegaso,
  l'ingegnere  Gian  Carlo Piccoli, per l'efficientamento  energetico
  del complesso Pisani in via Pindemonte;

   il  quotidiano, inoltre, riporta la consulenza da 98 mila euro che
  sarebbe stata assegnata ad un geometra incaricato di accatastare il
  patrimonio  immobiliare, i 15 mila euro che sarebbero  andati  alla
  ditta  'Gpi' di Verona per l'attivazione della gestione dei cespiti
  aziendali,   i   47   mila  euro  che  sarebbero  stati   conferiti
  all'architetto Luigi Castellana per censire i materiali  contenenti
  amianto  e i 38 mila euro che sarebbero stati assegnati al  geologo
  Pietro Todaro per indagini geognostiche e sismiche;

   l'articolo  continua  sottolineando altre  'criticità'  contestate
  nella  lettera  del  ragioniere generale all'ASP  di  Palermo:  dal
  disordine  dei  libri  contabili dell'azienda,  all'assenza  di  un
  sistema  informatico  integrato  e  di  un  inventario  di  beni  e
  attrezzature fino alla mancata adozione del bilancio;

   sempre  secondo  quanto  riportato dal quotidiano,  nella  missiva
  inviata   all'Assessore  per  la  salute,  dr  Massimo  Russo,   il
  ragioniere  generale avrebbe anche 'denunciato l'ostruzionismo  del
  direttore  generale dell'Azienda sanitaria provinciale di  Palermo,
  Salvatore  Cirignotta,  nei  confronti del  collegio  sindacale'  e
  avrebbe  'ribadito  l'urgenza di conoscere  i  dati  sull'andamento
  gestionale' dell'ASP;

   il  direttore  generale  dell'azienda sanitaria,  in  merito  alle
  problematiche sollevate dal ragioniere generale, avrebbe  replicato
  testualmente: 'E' chiaro che si cerca di intorbidire acque  limpide
  in modo da spostare l'attenzione da fatti aziendali precedenti, per
  i quali la direzione generale attuale ha chiesto anche l'intervento
  delle forze di polizia';

   per sapere:

   se   risponda   al  vero  quanto  riportato  dal  quotidiano   'La
  Repubblica';

   se   fossero   a  conoscenza  di  tali  circostanze  prima   della
  pubblicazione di tale articolo;

   quale  interesse pubblico concreto ed attuale sia  stato  tutelato
  con tali incarichi;

   per  quale  motivo si sia fatto ricorso a consulenze esterne,  con
  quali  criteri siano stati individuati gli esperti e determinati  i
  loro compensi;

   quale  attività  abbiano svolto tali consulenti  e  quale  utilità
  concreta abbia prodotto la loro attività». (1588)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE.  Avverto che la interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota n. 190 del 21  dicembre  2010,
  pervenuta  alla Segreteria Generale in pari data e protocollata  al
  n.  10049/AulaPG del 22 dicembre successivo, l'onorevole  Vinciullo
  ha  ritirato  le interrogazioni nn. 1549, 1550, 1552,  1553,  1554,
  1555,  1556, 1557, 1558, 1559, 1561, 1562, 1563, 1565, 1573,  1575,
  1576,  1577,  1579,  1580,  1581, 1582, 1584,  1585,  dallo  stesso
  deputato presentate tra il 14 e il 15 dicembre 2010.
   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota pervenuta il 21 dicembre  2010,
  protocollata  al  n.  10043/AulaPG  del  22  dicembre   successivo,
  l'onorevole  Incardona  ha  comunicato le  proprie  dimissioni  dal
  Gruppo  parlamentare   FLI-Sicilia,  aderendo  contestualmente   al
  Gruppo parlamentare  Forza del Sud'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento, della mozione numero 229 «Interventi per scongiurare e
  combattere  la grave crisi del comparto agricolo regionale»,  degli
  onorevoli Fiorenza, Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Informo che il Commissario dello Stato per la  Regione
  siciliana, con ricorso notificato il 21 dicembre 2010, ha impugnato
  le  seguenti  disposizioni della deliberazione legislativa  recante
   Proroga di interventi per l'esercizio finanziario 2011. Misure  di
  stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato  (ddl n.
  645), approvata dall'Assemblea il 14 dicembre 2010:
   -  articolo 1, comma 4, primo periodo; articolo 6, commi 2, 4 e 7,
  e  articolo  11, per violazione degli articoli 3,  51  e  97  della
  Costituzione;
   -  articolo 10, commi 1 e 2, per violazione degli articoli 3,  51,
  97 e 81, comma 4, della Costituzione;
   -  articolo  13,  commi 2, ultimo periodo,  e  4,  per  violazione
  dell'articolo 81, comma 4 della Costituzione;
   - articolo 15 per violazione dell'articolo 81, comma 4, e 97 della
  Costituzione;
   -  articolo  2,  comma  1, secondo periodo, per  violazione  degli
  articoli 3 e 97 della Costituzione.

               Annunzio di ordine del giorno numero 447

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Musotto  e Marrocco l'ordine del giorno n. 447  Promulgazione,  con
  l'omissione delle parti impugnate della delibera legislativa n. 645
  recante  'Proroga  di interventi per l'esercizio finanziario  2011.
  Misture   di  stabilizzazione  dei  rapporti  di  lavoro  a   tempo
  determinato' . Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale nella sentenza  n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del potere di promulgazione dello stesso  Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito
  che il Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo  di
  promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative,  ma
  anche  tramite  atti  di indirizzo espliciti (mozioni,  ordini  del
  giorno);

   premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta  n.  212
  del  14  dicembre  2010  ha approvato la deliberazione  legislativa
  recante   Proroga  di interventi per l'esercizio finanziario  2011.
  Misure   di  stabilizzazione  dei  rapporti  di  lavoro   a   tempo
  determinato.  (disegno di legge n. 645);

   considerato che la citata deliberazione, è stata impugnata in modo
  parziale  dal  Commissario dello Stato con  ricorso  proposto  alla
  Corte  costituzionale e notificato al Presidente della  Regione  in
  data 21 dicembre 2010;

   ritenuto   che  occorre  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  deliberazione sia promulgata, sia pur parzialmente, dal  Presidente
  della Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
  consentire  che  la  Corte costituzionale si pronunci  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a   promulgare,   con  l'omissione  delle  parti   impugnate,   la
  deliberazione  legislativa approvata nella seduta  n.  212  del  14
  dicembre  2010  recante   Proroga  di  interventi  per  l'esercizio
  finanziario 2011. Misure di stabilizzazione dei rapporti di  lavoro
  a tempo determinato.  (disegno di legge n. 645). (447)

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  chiedere  una  sospensione della seduta  e  la  convocazione  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per due ordini di
  motivi:  il  primo riguarda la presentazione di una nuova  nota  di
  variazione del Governo, che dovrà essere necessariamente apprezzata
  dalla  Commissione  Bilancio, costituendo essa il  presupposto  per
  l'approvazione dell'esercizio provvisorio.
   Il  secondo  motivo  riguarda l'impugnativa del Commissario  dello
  Stato, in particolare la parte impugnata che riguarda i consorzi di
  bonifica, su cui vorremmo si aprisse un confronto sulla possibilità
  di rivisitare la legge.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  siano   utili  dieci  minuti  di  approfondimento  sul  tema  posto
  dall'onorevole  Dina  per vedere che tipo di percorso  è  possibile
  individuare,  anche perché questa categoria di persone  rischia  di
  restare fuori.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se l'intenzione  è
  quella  di  approvare l'esercizio provvisorio  così  come  è  stato
  esitato   dalla  Commissione  Bilancio,  sede  dove  pure   abbiamo
  agevolato il percorso, considerato che la maggioranza non aveva  il
  numero  legale  per  approvarlo, per  consentire  comunque  che  il
  disegno  di legge arrivasse in Aula prima possibile, noi siamo  qui
  al fine di raggiungere l'obiettivo.
   Se,  invece, da ciò che si sente nei corridoi del Palazzo, ci sono
  delle  novità, che il Governo ha già fatto, anche in violazione  di
  un  emendamento votato in Commissione, aggiungendo deroghe o quanto
  altro   di   improponibile,  noi  riteniamo  che   non   solo   sia
  indispensabile una convocazione della Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari, ma reputo inutile che oggi continui l'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sospendo  la  seduta  e  convoco
  immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  in Sala Lettura Deputati.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.46, è ripresa alle ore  12.09)

   La seduta è ripresa.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Riproposizione di norme in materia di personale dei consorzi di
  bonifica. (661)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Maira,
  Dina,  Cordaro,  Caronia, Cascio Salvatore, Gianni e  Catalano,  in
  data 22 dicembre 2010;

   -  II  Nota  di  variazione  al disegno di  legge  concernente  il
  bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana   per   l'anno
  finanziario 2011 e per il triennio 2011/2013. (630 ter)
   di iniziativa governativa, presentato in data 23 dicembre 2010;

   - Misure urgenti a sostegno dell'occupazione. (662)
   di iniziativa governativa, presentato in data 23 dicembre 2010.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Informo che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  testé riunitasi, ha deliberato  che  l'Aula  approvi
  nella  seduta  odierna  il  disegno di  legge  n.  659/A,  relativo
  all'esercizio  provvisorio, con le parti  che  verranno  modificate
  dall'Aula, il disegno di legge n. 661  Riproposizione di  norme  in
  materia  di  personale dei consorzi di bonifica ,  degli  onorevoli
  Maira, Dina, Cordaro, Caronia, Cascio Salvatore, Gianni e Catalano,
  e  il  disegno di legge per superare l'impugnativa del  Commissario
  dello Stato relativamente alla norma sui precari.
   A  tal  fine  la  Commissione Bilancio è  autorizzata  a  riunirsi
  immediatamente.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scilla è in congedo per  oggi
  per motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione relativa a richieste di congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alla scorsa seduta
  del  20 dicembre 2010, si dà atto che, per mero disguido, non  sono
  pervenute  in  Aula,  alla Presidenza di  turno,  le  richieste  di
  congedo degli onorevoli Corona, Pogliese e Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, per consentire alla Commissione  Bilancio  di
  riunirsi,  sospendo  la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  12.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.11, è ripresa alle ore 13.44)

                  Presidenza del Vicepresidente ODDO
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  i  lavori  della
  Commissione Bilancio sono sospesi e riprenderanno alle ore 14.30.
   Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  15.00.

        (La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore
                                16.14)

                   Presidenza del Presidente CASCIO

   PRESIDENTE. La seduta  è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, siamo stati in Commissione Bilancio e,
  come lei saprà, non abbiamo cavato un ragno dal buco, nel senso che
  ognuno  è rimasto sulle proprie posizioni e quello che ci dispiace,
  purtroppo,  è  che le variazioni di bilancio non si  sono  attenute
  esclusivamente al richiamo delle norme che abbiamo approvato, ma vi
  é  tutta un'altra serie di manovre che certamente non fanno  onore,
  sotto  il  profilo  politico, a chi le ha  presentate  senza  avere
  rispetto né del Parlamento né della Conferenza dei capigruppo.
   Quindi,  considerata questa azione, peraltro legittima,  da  parte
  del  Governo e dove il Parlamento e la Commissione non possono dare
  assolutamente un giudizio, se non un apprezzamento sulle variazioni
  di  bilancio, noi vogliamo considerare ancora meglio questo disegno
  di  legge  e  chiediamo  formalmente i  tempi  per  presentare  gli
  emendamenti, così da poterli formulare nel miglior modo possibile e
  leggere attentamente le variazioni di bilancio presentate.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa
  richiesta  mi  sembra poco motivata perché, in realtà,  rispetto  a
  quello  che la Commissione Bilancio aveva esitato, noi troviamo,  a
  ben  guardare,  non soltanto coerenza, ma anzi la  possibilità  che
  quello  che  è  stato esitato in Commissione Bilancio possa  essere
  realizzato.  In  Commissione Bilancio questo provvedimento,  che  è
  stato  esitato da tutti, aveva come obiettivo - a meno che  non  si
  voglia  dire  che  era un obiettivo non vero, che altri  erano  gli
  obiettivi - ma, stando a quello che c'è scritto qui, chi  ha  fatto
  parte  della  Commissione  Bilancio  ha  esitato  un  provvedimento
  affinché si desse la possibilità al Governo di agire per dodicesimi
  e con riguardo ad alcune materie in particolare; ad esempio - e qui
  è scritto addirittura al comma 2 - con riguardo alla possibilità di
  intervenire    sul    piano   regionale   dell'offerta    formativa
  nell'esercizio 2011.
   Se  questo  è l'intento della Commissione Bilancio che ha  esitato
  questo  testo  che ci troviamo davanti - perché, ripeto,  stiamo  a
  discutere  il  testo  uscito dalla Commissione Bilancio  -,  questo
  intendimento può essere attuato solo nella misura in cui la nota di
  variazione  del Governo consente di attingere a fondi che  in  quel
  momento non c'erano, altrimenti si smaschera una finzione.
   In  realtà,  il  Governo ha presentato una nota di variazione  che
  consente  a questo deliberato della Commissione Bilancio di  essere
  efficace e operativo, nulla di più. La nota di variazione di cui si
  è   parlato  contiene  anche  la  possibilità  di  avere  somme   a
  finanziamento  di  quelle  proroghe  per  i  precari   che   questo
  Parlamento ha votato all'unanimità.
   Un'altra   modifica  consente  di  coprire  gli  oneri   derivanti
  dall'articolo 2, comma 2,  di questa legge e, quindi, le somme  che
  servono  a  coprire  i  maggiori interessi che deriverebbero  dalla
  dilazione  in dieci anni per la restituzione delle somme anticipate
  ai  Comuni  in caso di emergenza. Quindi, sono non variazioni,  non
  modificazioni di quanto deliberato dalla Commissione  Bilancio,  ma
  sono elementi che lo sostanziano senza i quali, al contrario questo
  sì,  se  non ci fosse stata quella variazione di bilancio noi  oggi
  faremmo  finta di votare quanto deciso in Commissione  Bilancio  ma
  non potremmo, in realtà, darvi alcun corso.
   Mi sembra assolutamente pretestuosa l'argomentazione
   Per il resto, si possono avere ripensamenti su tutto, sulla durata
  dell'esercizio  provvisorio,  sulle  deroghe  alle  limitazioni  ad
  intervenire  per dodicesimi; ma non c'è dubbio che quello  che  c'è
  scritto  qua  è  il  testo esitato dalla Commissione  Bilancio  tal
  quale, quindi dovremmo inventare nuovi argomenti per rimangiarci le
  cose che in verità sono state decise.
   Ecco  perchè, signor Presidente, le chiedo invece di andare avanti
  e  di  andare avanti facendo rispettare quelli che sono  stati  gli
  accordi; anche perché dietro a questi accordi non ci sono solamente
  i  nostri  punti di vista, ma ci sono gli interessi  dei  siciliani
  tutti  che,  stante  così  le  cose,  devono  vedere  questa   Aula
  proficuamente  adoperarsi  per attivarsi  nella  misura  in  cui  è
  possibile  e  - ripeto - nella misura in cui la stessa  Commissione
  Bilancio aveva deciso.

   PRESIDENTE. Ricordo all'Aula e anche all'onorevole De Benedictis e
  all'onorevole Mancuso che ha fatto riferimento a ciò  che  sto  per
  dire,  che  il  termine di presentazione degli  emendamenti   scade
  entro la fine della discussione generale. Poiché non si è ancora in
  sede  di  discussione  generale,  si  è  in  tempo  per  presentare
  emendamenti.
   Detto  questo, alla fine della discussione generale,  se  c'è  una
  richiesta perentoria di un Gruppo parlamentare, dovrò assegnare  le
  24  ore per potere consultare gli emendamenti. Quindi, vi invito  a
  trovare  una  unanimità, altrimenti non posso che accordare  le  24
  ore.

   ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho vissuto,  insieme
  all'onorevole  Mancuso  e  ad  altri  rappresentanti   dei   Gruppi
  parlamentari, i vari passaggi che riguardano il modo come  viene  o
  meno definito

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.

   ODDO.  Dicevo, in quei passaggi, sostanzialmente, al centro  della
  discussione  c'era  la definizione, a tutti  gli  effetti,  di   un
  modello  di  esercizio provvisorio . Si è solo  discusso  di  quale
  modello  dovevamo  porre all'attenzione dell'Aula,  sia  quindi  in
  Commissione Bilancio sia in Conferenza dei Capigruppo,  rispetto  a
  ciò  che  può  significare un esercizio provvisorio,  stando  anche
  attenti, signor Presidente, a come

   CIMINO. Nessuno si può sedere nella poltrona del Presidente  della
  Regione

   ODDO.  Signor  Presidente, visto che i colleghi   richiamano  alle
  regole,  le  dico  subito,  per  quello  che  mi  consta,  che   né
  l'onorevole Cimino né altri colleghi si possono permettere di  fare
  diventare  questa Aula, con tutto il rispetto, la  Vucciria.  E  lo
  dico con grande rispetto.

   PRESIDENTE.  Guardi  che  la  Vucciria' è  un  nobilissimo  antico
  mercato di Palermo.
   Onorevole Oddo, la invito a continuare il suo intervento.

   ODDO.  Adesso,  signor Presidente, sto cominciando  leggermente  a
  seccarmi  e  non  vorrei utilizzare un linguaggio  leggermente  più
  aggressivo  anche per quanto concerne il modo come vogliamo  tenere
  una  discussione  che  alcuni dicono essere  delicata.  Siccome  ho
  percepito  che è delicata, vorrei che rispetto alla delicatezza  ci
  fosse  un  minimo  di  rispetto per  chi  parla  ed  un  minimo  di
  attenzione per quanto concerne le questioni legate strettamente  al
  testo che stiamo trattando, perché siamo in discussione generale.
   Dopodiché,  avevamo  definito  in  Conferenza  dei  Capigruppo  un
  percorso.
   Rispetto  a  quel momento di decisione unanime nella sostanza  non
  cambia  un  bel niente, perché ha spiegato - e non voglio ripetermi
  in  questa  direzione  - nel merito l'onorevole  De  Benedictis  le
  questioni  legate al merito e, quando in Conferenza dei  capigruppo
  si  tratta un argomento già esitato dalla Commissione Bilancio,  io
  penso  che,  per  rispetto  del ruolo  dei  presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e  soprattutto della presidenza di questa  Assemblea,
  dovrebbe   esserci,  secondo  me,  maggiore  rispetto  per   quella
  decisione, perché nel merito sappiamo bene che in questo momento si
  sta  trattando  solo ed esclusivamente di pagare gli  stipendi  per
  quanto concerne la formazione professionale.
   Questo è stato proposto in Commissione Bilancio, e per altri versi
  non  c'entra niente la questione che riguarda protezione  civile  e
  forestazione legata alla protezione civile con i forestali, non  ha
  niente  a  che spartire. Quando parliamo e tentiamo di fare  quella
  deroga  che riguarda la protezione civile e la forestazione, sempre
  legata  alla  protezione civile, quindi su un  piano  di  eventuale
   catastrofe,  di dissesto idrogeologico , non stiamo  parlando  dei
  lavoratori forestali.
   Siccome sappiamo tutti bene di che cosa stiamo parlando, perché  i
  colleghi  ne  sanno  più  di  me,  è  evidente  che  il  quadro  di
  riferimento rispetto alla discussione in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari non è cambiato. Come non è cambiato  anche
  il ragionamento che riguarda la famosa questione degli emendamenti,
  su  cui  i  colleghi,  in maniera devo dire assolutamente  seria  e
  responsabile,  compreso  l'onorevole  Mancuso,  hanno  espresso  il
  convincimento  che bisognava mirare al cuore del testo,  così  come
  era stato esitato dalla Commissione Bilancio, dargli sostanza anche
  in  termini  di  soldi, per essere pedagogici, e andare  avanti  in
  questa direzione evitando qualsiasi tipo di  forzatura .
   Penso  che siamo fermi ancora a quei concetti; innanzitutto perché
  sono  convinto, come tanti altri, che questo non è un momento,  per
  quello  che  è  successo  in questi anni, di  apprezzare  possibili
  forzature,   perché  è  ovvio  che  nessuno  le  condividerebbe   e
  avallerebbe.
   Allora io penso, signor  Presidente, che sia nostro dovere

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la prego di concludere, in  quanto  il
  tempo a sua disposizione è già scaduto.

   ODDO.   Signor  Presidente,  però  devo  dire  che,   in   termini
  calcistici,  qualche  minuto  di  recupero  dovrei  averlo,  perché
  obiettivamente  sono  stato interrotto  più  volte.  Pur  tuttavia,
  concludo  con  una  sola  notazione: o ci  riferiamo  a  quanto  la
  Conferenza  dei capigruppo ha deciso o se dobbiamo in ogni  istante
  cambiare  l'assetto  rispetto  a  quelle  decisioni,  mi  pare  che
  sostanzialmente  si  vuole,  secondo  me,  alterare  un   passaggio
  delicato di questa nostra Assemblea e della Regione siciliana e non
  mi  pare  che  sia il caso sotto tutti i punti di vista,  sotto  il
  profilo  anche  del ragionamento politico, ma mi permetto  di  dire
  sotto un profilo di responsabilità di questa Assemblea.

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori   della
  Giunta,  la  decisione  di  approvare l'esercizio  finanziario  era
  passata con grande serenità e doveva essere un atto quasi dovuto in
  piena  concordia tra maggioranza e opposizione, per dare al Governo
  gli strumenti per lavorare.
   Assessore mi ascolti, io faccio parte della maggioranza,  sono  in
  difficoltà,  e  quindi  mi deve ascoltare  con  attenzione.  Quindi
  doveva  essere oggi un atto dovuto, dovevamo approvare un esercizio
  finanziario    che   consentisse   al   Governo   di   amministrare
  tranquillamente nell'attesa della presentazione della finanziaria e
  del bilancio. Questi erano gli accordi.
   Devo dire, tra l'altro, e mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea,
  che  noi  abbiamo  difficoltà come Gruppo a  seguire  i  lavori  in
  Commissione  Bilancio perché - com'è noto - non siamo rappresentati
  e  sollecito  in  questo senso una soluzione,  sicuramente  per  il
  futuro;  ma  in  tutti i casi ci siamo tenuti  in  contatto  con  i
  colleghi  e  abbiamo  partecipato,  attraverso  la  Conferenza  dei
  capigruppo, ai lavori che si sono tenuti in Commissione  e  abbiamo
  scoperto  che  questa norma, banale e semplice, era  diventata  una
  piccola finanziaria in cui il Governo si riserva la possibilità  di
  derogare in relazione ai soliti ignoti, le solite questioni.
   Leggo  qua,  Assessore:  prevenzione degli  incendi  boschivi'.  A
  gennaio,  a febbraio, quando devono scoppiare gli incendi boschivi?
  E'  più  facile in questo momento che si interri un  porto  per  le
  mareggiate   piuttosto  che  scoppi  un  incendio   nella   Regione
  siciliana.  E,  allora,  avremmo  bisogno  di  un  capitolo   della
  finanziaria  che preveda somme per la tutela e la manutenzione  dei
  porti,  perché  così come è importante il lavoro  dei  forestali  è
  altrettanto  importante il lavoro di coloro che vivono  e  lavorano
  nei  porti. Questo interessa le attività commerciali, interessa  il
  turismo, interessa un poco tutto. E non vedo traccia di tutto ciò.
   Se  approveremo  in breve tempo (do anche la notizia  ai  colleghi
  perché  fuori  ne  abbiamo parlato) un progetto  trasversale  -  ne
  abbiamo  parlato tutti - che, per esempio - perché, poi, in  questo
  capitolo  di cui parlo ci troviamo 700 mila euro, una cosa ridicola
  -,  aumentando di due centesimi, cioè di nulla, la tassa e  la  non
  tassa  che  in  questo momento la Nestlé paga per  imbottigliare  e
  vendere  l'acqua minerale in Sicilia, facendo solo questo,  potremo
  dare  7  milioni  di euro in questo capitolo. Li troviamo  i  soldi
  perché  in  questo  momento i nostri agricoltori  in  crisi  pagano
  l'acqua  molto di più, onorevoli colleghi, di quanto non  paghi  la
  Nestlé  per  imbottigliare  e vendere  l'acqua  minerale:  lo  0,00
  centesimi.  Ma  queste cose, onorevole Presidente, non  si  possono
  fare  in  un  esercizio finanziario, si fanno portando in  Aula  la
  finanziaria e il bilancio.
   Ed  è per questo che ci siamo battuti, è per questo che sosteniamo
  il  Governo;  non sosteniamo il Governo per avere quattro  mesi  di
  esercizio finanziario.
   Allora, se - come sono sicura - l'Assessore potrà garantirci che a
  gennaio  avremo finanziaria e bilancio, all'interno  dei  quali  ci
  saranno lacrime e sangue, ma ci saranno risorse; se è vero, come  è
  vero,  mi  rivolgo all'assessore Piraino, le ho segnalato  con  una
  nota   che  nella  mia  provincia,  nella  mia  città,  sono  stati
  finanziati  corsi  di formazione per badanti  per  l'importo  di  4
  milioni  di  euro,  ma  di  che lacrime e sangue  stiamo  parlando?
  Lacrime e sangue dei soliti che devono pagare per gli altri
   Allora,  noi  non vogliamo più provvedimenti rabberciati.  Abbiamo
  votato,  abbiamo  fatto una rivolta per sostenere  questo  Governo;
  vogliamo  un  progetto,  vogliamo una  finanziaria  e  vogliamo  un
  bilancio  che  ci  consenta di dire la nostra e  di  proporre  alla
  Sicilia un piano di sviluppo.
   Quindi, mi associo alla proposta dell'onorevole Mancuso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, ho apprezzato molto  che  lei  abbia
  ricordato all'inizio della seduta i termini del Regolamento:  entro
  la  discussione  generale è fissato il termine per  presentare  gli
  emendamenti  e  se un deputato chiede di avere i  termini  per  gli
  emendamenti,  per consultare gli emendamenti, ossia le ventiquattro
  ore, è assolutamente obbligatorio concederle.
   Ma,  al  di  là  di  questa precisazione, doverosa  a  termini  di
  Regolamento,  dal  dibattito sta emergendo un  fatto  assolutamente
  chiaro,  già  avvistato  in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, ed è inutile che alcuni colleghi si affannino a  dire
  che stiamo rispettando alla lettera ciò che la Commissione Bilancio
  aveva esitato: che, in effetti, l'esercizio provvisorio con ciò che
  contiene  all'interno  evita che ci possano  essere  dei  problemi,
  perché è esattamente il contrario.
   Se   passasse   l'esercizio  provvisorio,  così   come   proposto,
  nascerebbero  i problemi, perché non si è  mai visto un  Governo  e
  una  maggioranza che non premono per portare in Aula il bilancio  e
  la  finanziaria  entro i termini e, quindi, con il  bilancio  e  la
  finanziaria  entro i termini programmare la sua attività,  ciò  che
  vuole  fare,  i problemi che vuole risolvere per la Sicilia.  Tutto
  legittimo  all'interno di ciò che prevede lo Statuto,  di  ciò  che
  prevede la legge: bilancio e finanziaria.
   Ma  arrivare  all'ultimo giorno utile con l'esercizio  provvisorio
  per  tentare  di inserire un bilancio e una finanziaria all'interno
  di  quell'esercizio provvisorio e pensare di poterli fare  passare,
  peraltro emergendo in maniera chiara che non si hanno per nulla  le
  idee  chiare  su  come  risolvere i problemi  che  attanagliano  la
  società,  e  sono tanti e sono gravi e non sono solo quelli  legati
  alla  disoccupazione,  ma  sono legati proprio  alla  sopravvivenza
  stessa del sistema Sicilia, al punto in cui siamo.
   Allora,  signor  Presidente, rispettiamo il Regolamento,  diamo  i
  termini  per  gli  emendamenti, andiamo al  28  dicembre,  così  il
  Governo  ha  il tempo per riordinarsi le idee, per aggiustare,  per
  vedere  come fare, per proporre un esercizio provvisorio che  tenga
  conto    delle    reali   necessità   del   bilancio   strettamente
  indispensabili,  senza violare il Regolamento e  soprattutto  senza
  mettere  in  campo provvedimenti che possono essere   peggiori  dei
  rimedi.  Uno per tutti quello sulla formazione, dove si  propongono
  120 milioni di euro e si chiede la deroga.
   Allora,  o si propongono le risorse necessarie per coprire  i  tre
  mesi  dell'esercizio provvisorio richiesto, e quindi 49 milioni,  e
  allora  va bene la deroga, o si propongono tutti i 240 milioni  del
  costo  annuale  e non si chiede la deroga. Delle due l'una,  perché
  120 milioni?
   E  non  regge  la  spiegazione del Governo che  dobbiamo  dare  un
  segnale  per  dire che intanto mettiamo metà delle  risorse  perché
  intendiamo,  poi,  trasferire l'altra metà  sui  fondi  europei  in
  quanto l'esperienza di questi due anni e mezzo ci ha insegnato  che
  non  sono  in  grado di utilizzare i fondi europei. Gli  avvisi,  i
  bandi  come prevede la Comunità europea fatti un anno e  mezzo  fa,
  ancora  non  sono esecutivi e, allora, seguendo questo percorso  si
  rischierebbe di lasciare senza stipendio gli operatori non per  sei
  mesi,  ma  per sempre, perché peraltro il Regolamento  europeo  non
  prevede  di recuperare le spese prima della esecutività dei  bandi.
  Di che parliamo? Vogliamo fare altro danno?
   Andiamo al 28, signor Presidente, c'è tempo per il Governo  e  c'è
  tempo  soprattutto  per i parlamentari, che  hanno  il  diritto  di
  conoscere i provvedimenti che sono stati presentati.
   Credo  che questa sia l'unica decisione che rispetta in  pieno  il
  Regolamento,   la   volontà   del  Parlamento   e   salvaguarda   i
  parlamentari.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  credo  che gli animi si siano surriscaldati oltre l'obiettivo,  che
  era quello di questo esercizio provvisorio.
   In  Commissione Bilancio l'esercizio provvisorio era stato esitato
  all'unanimità  e  l'unica  variazione  apportata  dal  Governo  per
  tutelare le osservazioni fatte anche dall'opposizione era quella di
  stabilire che, al di là delle cifre, l'unica cosa che sarebbe stata
  modificata  con  un  emendamento presentato  anche  in  Commissione
  Bilancio  riguardava  soltanto la dicitura  esclusivamente  per  il
  pagamento  degli  stipendi .  Allora  è  chiaro  che,  se  riguarda
  soltanto  questa modifica, è nell'interesse generale di   tutte  le
  categorie  che riguardano la formazione, che riguardano i forestali
  e così via.
   Se  ci  sono altri motivi, Presidente, io chiedo a lei e anche  ai
  capigruppo, prima di concedere, così come è di diritto, le  24  ore
  per  la  presentazione degli emendamenti - se  dobbiamo  andare  al
  giorno  28  ci andremo tranquillamente, ma siccome siamo  sotto  le
  feste  natalizie qualcuno ci dice che dovremmo essere più buoni  -,
  le chiedo se è possibile fare un tentativo e convocare un'ulteriore
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per vedere se  ci
  sono  le  condizioni per ristabilire la serenità con l'approvazione
  dell'esercizio provvisorio, con l'eventuale modifica apportata  dal
  Governo.  Se  questa volontà non c'è, diamo le ventiquattro  ore  e
  andiamo al 28 dicembre.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Rinaldi,  in  sede  di   Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari avevo trovato una soluzione  che
  ci consentiva di entrare in Aula e chiudere in un'ora.
   Non è andata a buon fine e quindi siamo

   RINALDI.  Alla  luce  di  queste nuove variazioni,  le  chiedo  di
  convocare un'ulteriore Conferenza

   PRESIDENTE. Non posso aggiornare ogni dieci minuti la Conferenza.
   La  soluzione c'era e non è stata accolta. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Musotto. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori   del
  Governo,  ricordo  una frase molto bella che risuonava  spesso  nei
  nostri  studi  classici, quando i romani dicevano   pacta  servanda
  sunt'.   E  devo dire che  questo pacta servanda sunt l'ho  sentito
  ripetere  più volte nelle tante riunioni di capigruppo che  abbiamo
  fatto,  i patti devono essere salvaguardati, abbiamo stabilito  una
  certa  cosa,  ci  siamo  accordati su  una  certa  cosa,  ci  siamo
  accordati sui tempi, ci siamo accordati sia sulla qualità che sulla
  quantità   del   disegno   di  legge  che  riguardava   l'esercizio
  provvisorio.  Vi sono state numerosissime riunioni dei  capigruppo.
  E,  devo dire, in tutte queste riunioni - come lei ha potuto sempre
  notare,  io  parlo molto poco, io osservo, soprattutto ascolto  con
  grande  umiltà per apprendere un mondo che non mi è tanto vicino  e
  in sintonia, tenuto conto che, nella mia esperienza di eurodeputato
  al Parlamento europeo, ho partecipato nella Commissione Bilancio  a
  dieci  bilanci  e soprattutto alla Commissione controllo  bilancio,
  dove  naturalmente  i  patti  andavano rispettati,  lì  non  esiste
  l'esercizio  provvisorio, quindi c'erano delle  regole  ferree  che
  andavano   rispettate  -  qua  mi  sembra  che  facciamo  diventare
  complicate cose assolutamente semplici.
   Per ritornare all'ultima riunione dei capigruppo che abbiamo fatto
  oggi,   c'erano   queste  note  di  variazione  al  bilancio,   che
  naturalmente   sono   state   discusse,   sono   state   prese   in
  considerazione,  sono  state criticate;  ma  si  era  raggiunto  un
  accordo.  Tra  l'altro,  il Governo era venuto  a  giustificare  in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  che  doveva
  precedere  necessariamente la riunione della Commissione  Bilancio,
  la  necessità di queste note di variazione al bilancio che dovevano
  porre  rimedio  a dei vulnus che erano conseguenze dell'impugnativa
  del  Commissario  dello Stato su una famosa, importante  legge  sul
  precariato votata dall'intera Assemblea regionale siciliana.  Tutte
  argomentazioni che sono state assolutamente sviscerate.
   C'era  poi il problema della formazione, il problema che  non  era
  dei  forestali  ma  della protezione civile,  un'esigenza  che  una
  comunità come la Regione siciliana e quindi anche un Governo ha nel
  momento  malaugurato  in  cui dovessero  avvicinarsi  degli  eventi
  disastrosi.
   Tutta una serie di necessità assolutamente ragionevoli.
   Si è andati, anche attraverso un accordo da lei proposto, illustre
  signor Presidente, alla riunione della Commissione Bilancio, in cui
  anche   l'aspetto   della  formazione  veniva  limato,   calibrato,
  delimitato solo per quel che riguardava le esigenze degli  stipendi
  degli enti di formazione.
   Quindi,  sembrava una strada che andava percorsa  e,  soprattutto,
  una  strada che andava percorsa attraverso dei patti, delle regole,
  dei  comportamenti che erano stati concordati con  tutti  i  gruppi
  politici. Naturalmente tutto ciò è saltato per ragioni politiche.
   Devo   dire,   signor   Presidente  e  onorevoli   colleghi   che,
  personalmente,  il fatto di chiedere le 24 ore  di  tempo  per  gli
  emendamenti  non mi scandalizza assolutamente. Naturalmente,  è  in
  violazione  assoluta  di quanto si è stabilito nelle  innumerevoli,
  lunghissime riunioni dei capigruppo, delle discussioni che si  sono
  fatte anche all'interno della cosiddetta maggioranza di Governo che
  riguardavano  un percorso comune per arrivare ad una soluzione,  su
  cui  si è discusso tanto perchè tutti noi avremmo voluto che  entro
  il  31  dicembre,  entro i termini, si approvassero  finanziaria  e
  bilancio.
   Questo non è stato possibile, se ne è discusso, si è stabilito  di
  andare all'esercizio provvisorio.
   Nel  momento in cui, però, si stabiliscono determinate cose e  non
  si  rispettano, con una perdita di tempo eccessiva e con una  serie
  di  discussioni in cui non c'è alcuna lealtà perché  gli  obiettivi
  sono ben altri, e cioè creare una situazione di caos, di disastro e
  non  già  di collaborazione costruttiva o meno, ma fattiva rispetto
  ai  problemi  dei cittadini siciliani, si chiedono  le  24  ore  di
  tempo,  per  quanto  riguarda  il  Gruppo  parlamentare  MPA  nulla
  quaestio,  noi non ci opponiamo assolutamente, tenuto conto  che  i
  patti non sono stati assolutamente rispettati, che nessun accordo è
  stato  assolutamente rispettato, che pure l'atteggiamento di grande
  responsabilità che, nel corso delle riunioni, è stato espresso  dal
  Governo  rappresentato  dall'assessore per  l'economia,  professore
  Armao, viene disconosciuto e misconosciuto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Speziale.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo che siamo ancora sull'ordine dei lavori.

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  appunto  perché vorrei richiamare, se è possibile,  i  colleghi  ad
  affrontare subito la questione di merito.
   Il   Presidente  ha  detto  che,  nell'ambito  della   discussione
  generale,  si possono presentare gli emendamenti. Io ho  letto  gli
  emendamenti presentati dai colleghi dell'opposizione in Commissione
  Bilancio perché sulla base del Regolamento, come lei sa Presidente,
  possono essere ripresentati

   FORMICA. Ne possiamo presentare altri cento

   SPEZIALE. Ne puoi presentare altri duemila. Quello non è  più  nel
  merito,  quello è ostruzionismo, è un'altra cosa  Capisco  ciò  che
  dici,   io   so   perfettamente  che  dietro   l'atteggiamento   di
  disponibilità  e  di lealtà c'è il retro pensiero di  mantenere  un
  atteggiamento ostruzionistico, ne puoi presentare altri cento. Però
  io vorrei affrontare la questione nel merito.
   Io  sono perché, come la Presidenza giustamente ha detto, si avvii
  la  discussione generale, i colleghi parlamentari tutti  presentino
  gli  emendamenti. Dopodiché, come prevede il Regolamento,  possiamo
  andare  alle  24  ore,  se riteniamo che c'è  la  necessità  di  un
  approfondimento degli emendamenti. Ma nulla ci impedisce che, sulla
  base di una attenta valutazione della natura degli emendamenti,  se
  ben noti e conosciuti,  possiamo andare anche a due ore, a tre ore,
  perché questo dice il Regolamento.
   Siccome  io  sono  certo della sua assoluta  imparzialità,  signor
  Presidente,  e  sono  sicuro che anche i colleghi  dell'opposizione
  hanno  a cuore, come me e come lei, di non lasciare nell'incertezza
  più  assoluta settori consistenti di lavoratori che aspettano,  con
  l'esercizio provvisorio, di poter ricevere a gennaio gli  stipendi,
  di  dare  quindi  un messaggio di tranquillità che prescinde  dalle
  polemiche politiche e dalla stretta e dallo scontro che abbiamo, mi
  permetto   di  suggerire  una  strada:  si  faccia  la  discussione
  generale, che penso sia oggettivamente conclusa perché nessuno  dei
  colleghi  è intervenuto nel merito del disegno di legge; i colleghi
  presentino   gli  emendamenti  entro  la  fine  della   discussione
  generale,  come  prevede  il Regolamento,  e  alla  chiusura  della
  discussione  generale, lei, signor Presidente, valuterà  il  tenore
  degli  emendamenti presentati - mi rivolgo al Presidente  perché  è
  nelle  sue  prerogative -, e valuterà, sulla base  degli  interessi
  della Sicilia e di quanti guardano al Parlamento siciliano come  il
  luogo  dal  quale si aspettano la soluzione ai propri problemi,  se
  bisogna  avallare l'ostruzionismo che sottintende all'atteggiamento
  di  alcuni  colleghi o se, invece, responsabilmente,  così  come  è
  nella  sua  funzione, dare una risposta chiara, prima di Natale,  a
  migliaia e migliaia di lavoratori.
   Io  mi  aspetto,  signor Presidente, da parte sua,  da  parte  del
  Presidente a cui compete la decisione di rinviare o meno  i  lavori
  d'Aula,  un  atteggiamento che neanche in  modo  surrettizio  possa
  avallare  atteggiamenti ostruzionistici che costituiscono un  danno
  per migliaia e migliaia di lavoratori siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi attengo  al
  tema,  all'ordine dei lavori, perché non vorrei entrare nel  merito
  della  questione, come ha detto il presidente Speziale,  perché  se
  dovessimo entrare nel merito della questione, qualche eccezione  la
  dovremmo  pur  fare, se non altro perchè dovremmo  ricapitolare  un
  attimino.
   Noi  siamo andati in Commissione Bilancio l'altra sera, il  PDL  è
  venuto   in  Commissione  Bilancio,  come  l'assessore  Armao   può
  testimoniare, e dinanzi alla minoranza della coalizione di Governo,
  in  maniera  molto responsabile il Popolo della Libertà,  piuttosto
  che  uscire  dalla sede della riunione e far sì che la riunione  di
  Commissione venisse spostata, si aggiornasse, invece è  rimasto  lì
  e, con molta responsabilità, ha permesso che i lavori proseguissero
  e che si licenziasse un provvedimento per poterlo poi apprezzare in
  Aula. Questi sono i termini della questione.
   Cosa  succede poi? Succede che, a distanza di 48 ore,  il  Governo
  vara  un  nuovo  disegno  di  legge, come  nota  di  variazione  al
  bilancio,  e questa nota di variazione ha già delle specificità  su
  cui dovremo magari poi entrare eventualmente, ma che in questa fase
  non  ci  è concesso di intervenire perché al Parlamento non è  dato
  intervenire  sulla  nota  di  variazione  al  bilancio  ma  è  dato
  intervenire soltanto sull'esercizio provvisorio. Bene, è chiaro che
  quella  nota  di variazione, il presidente Savona lo  sa  bene,  ha
  cambiato  i termini della questione. E' una variazione, se dobbiamo
  fare alcuni esempi, che stravolge addirittura la precedente nota di
  variazione.
   Faccio  degli esempi: i consorzi ASI, ai quali sono stati tolti  4
  milioni di euro quando prima erano stati confermati; la ARSEA  dove
  sono  stati  messi 400 mila euro quando prima, invece, erano  stati
  tolti;  le  spese  di  rappresentanza  o  le  spese  di  promozione
  direttamente in capo al Presidente della Regione, dove da un  lato,
  mettiamo un milione di euro e ne togliamo poi quattro.
   E'  chiaro  che  si procede con un atteggiamento un  po'  confuso,
  assessore  Armao,  me lo consenta, in questo  senso.  Io  mi  rendo
  conto,  e  qui  lo  dobbiamo dire, che c'è  l'esigenza  che  alcuni
  assessori,  come  l'assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e   lo
  spettacolo,  non  possono rimanere scoperti,  e  ho  portato  degli
  esempi. Ma dobbiamo anche dire che forse ci sono delle appostazioni
  su cui, nel momento in cui sono arrivate, è chiaro che come materia
  aggiuntiva hanno suscitato qualche perplessità.
   Ciononostante,  attenzione, io non ho  inteso  da  parte  del  mio
  Gruppo parlamentare un'azione ostruzionistica, assolutamente. Forse
  sono gli interventi di qualche componente della maggioranza che  da
  questo   scranno  creano  qualche  difficoltà  volendo   arroccarsi
  necessariamente  su una posizione di difesa d'ufficio,  non  sempre
  svolta efficacemente.
   Allora, forse ha ragione l'onorevole Rinaldi quando dice  dovremmo
  fermarci  un  attimo e riconsiderare i termini della  questione   o
  quando in Commissione Bilancio è stato detto  forse possiamo  anche
  trovare  un  momento  di  sintesi, ma  anche  il  Governo  non  può
  estendere eccessivamente l'efficacia di un esercizio provvisorio  a
  tre mesi .
   Abbiamo  pure  detto sulla formazione, che è un  problema  vitale,
  quando  vi appostiamo appena 120 milioni di euro, questa somma  non
  risolve  assolutamente i problemi della formazione  ma  rischia  di
  incancrenirli e di ingigantire questo intervento.
   E  poi,  immaginiamo per un attimo, e lo dico all'assessore Armao,
  se  domani il Commissario dello Stato impugnasse le deroghe per  la
  protezione civile, le deroghe per la formazione, le deroghe  per  i
  forestali  - laddove, mutuando una frase del capogruppo,  onorevole
  Adamo, forse ci sono più guardie forestali che alberi, aveva  detto
  nei corridoi - come si troverebbero, ad esempio, i lavoratori della
  formazione  con  appena  10  milioni  di  euro  per  tre  mesi,  vi
  immaginate? Ci troveremmo qua dodicimila persone sotto Palazzo  dei
  Normanni  o  sotto Palazzo d'Orleans a gridare le loro  ragioni,  a
  proclamare anche la loro insoddisfazione.
   Allora,  nel  momento in cui il Popolo della  Libertà,  ma  io  ho
  sentito  anche  altri  partiti di maggioranza,  il  presidente  del
  Gruppo   parlamentare   UDC  o  anche  l'onorevole   Rinaldi   dire
   Fermiamoci un attimo, cerchiamo di fare un attimo di sintesi . Qui
  nessuno  vuole fare ostruzionismo ma, attenzione, dobbiamo  evitare
  anche  le  furberie,  dobbiamo evitare - e concludo,  Presidente  -
  alcune  incongruenze sulla prima e sulla seconda nota di variazione
  al  bilancio,  alcune  poste inserite alla  fine  per  accontentare
  qualche parlamentare, che mi pare siano fuori luogo.
   Concludo  Presidente, invitando, ove possibile, il  Parlamento  ad
  avere   un'assunzione   di  responsabilità   ma,   soprattutto,   i
  rappresentanti del Governo perché arroccandosi, secondo  me,  vanno
  a sbattere. Dialogando forse troveremo un momento di sintesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima  mi  preme
  sottolineare  che, al suo riguardo e a riguardo del  nostro  gruppo
  parlamentare,  e  dei  nostri  gruppi, l'intervento  dell'onorevole
  Speziale è stato scorretto e ingeneroso. Nei suoi confronti  perché
  lei,  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  aveva
  suggerito   un   emendamento  che,  se  nella  sua  semplicità   ed
  essenzialità  fosse  stato rispettato, non saremmo  qui  a  perdere
  tempo; invece, il Governo ne ha presentato un altro, diverso. Forse
  all'onorevole Speziale questo aspetto sfugge.
   Secondo  motivo.  L'onorevole Speziale omette di considerare  che,
  nella  penultima riunione della seconda Commissione, con la  nostra
  presenza   noi  abbiamo  consentito  che  si  votasse   l'esercizio
  provvisorio perché, l'altro ieri sera, l'esercizio provvisorio  non
  poteva  essere  votato  in  quanto  in  Commissione  non  c'era  la
  maggioranza,  c'erano soltanto sette colleghi, mancava  l'onorevole
  Scammacca e se non fosse stato per noi - me, gli onorevoli Formica,
  Dina,  Mancuso  e gli altri presenti - l'esercizio provvisorio  non
  sarebbe stato esitato.
   Quindi, l'intervento dell'onorevole Speziale non è stato corretto,
  ma poco fondato e ingeneroso.
   Altro  argomento. Se noi mostriamo ai siciliani la consistenza  di
  questi  due volumi, la prima nota di variazione, 187 pagine, datata
  20  dicembre, ed è quella in base alla quale, nella Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari definitiva, decidemmo di  venire
  in  Aula  con  il  dettato  del  primo  comma  del  primo  articolo
  dell'esercizio provvisorio, che reca:  Il Governo della  Regione  è
  autorizzato, a norma dell'articolo 6 della legge regionale n. 47  e
  successive     modifiche    ed    integrazioni,    ad    esercitare
  provvisoriamente,  fino  a  quando non  sarà  approvato  con  legge
  regionale,  il bilancio della Regione per l'anno finanziario  2011,
  secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa,  nonché
  secondo  le note di variazione . Quindi, a quel momento, si  andava
  in Aula secondo le note di variazione che avevamo concordato essere
  il  testo  da  mettere  a  base dell'esercizio  provvisorio.  E  mi
  riferisco al volume di 187 pagine, datato 20 dicembre 2010.
   Infrangendo   tutti  gli  accordi  e  sulla   base   di   proteste
  successivamente maturate, il Governo e la maggioranza, in  data  22
  dicembre  2010, quindi appena due giorni dopo, hanno  prodotto  una
  seconda  nota  di variazione, il disegno di legge n.  630  ter,  un
  altro  libro, nel quale non solo sono state modificate alcune  cose
  essenziali,   quasi   obbligatorie,  ma  -   come   ha   dimostrato
  brillantemente  l'onorevole Falcone -  sono  state  modificate  una
  serie  di voci che riguardano l'Arsea e i consorzi ASI. Quindi,  un
  altro strumento finanziario.
   Onorevole  Speziale,  prima  di tranciare  giudizi,  lei  dovrebbe
  occuparsi  di  emendare,  dal  punto  di  vista  della  qualità,  i
  comportamenti del suo Governo e della sua maggioranza, che non sono
  certamente corretti. Alla fine di questo iter, siccome ci  troviamo
  il  testo  che  avevamo formulato sulla base della  prima  nota  di
  variazione,  non  potremo  più andare  avanti,  signor  Presidente,
  perché   il  Governo  della  Regione  è  autorizzato  ad  approvare
  l'esercizio   provvisorio   secondo   gli   stati   di   previsione
  dell'entrata e della spesa, nonché secondo la nota di variazione, e
  dato che la seconda nota di variazione - come lei, Presidente, oggi
  ha dovuto obbligatoriamente riscontrare - è stata sottoposta ad una
  ulteriore  volontà di modifica, questa seconda volontà di  modifica
  non  può  avvenire secondo un accordo tacito come  se  noi  fossimo
  quelli  dell'accordo tacito, in modo tale da mangiare il  panettone
  il 25 sera ed essere tutti tranquilli.
   Lo  dobbiamo  dire  fuori da quest'Aula che il  panettone  non  lo
  possiamo  mangiare tranquilli, perché accordi taciti  per  mangiare
  panettoni non se ne fanno più  Questo sia evidente, nonostante  noi
  siamo  i   camerieri   di Berlusconi, senza  corsi  di  formazione,
  assessore   Centorrino,  perché  ci  siamo  diventati  per   titoli
  acquisiti  sul  campo  e il presidente Lombardo  ci  ha  attribuito
  questa qualifica.
   Noi  diciamo  che  per il periodo natalizio non  si  possono  fare
  accordi contro le leggi.
   Allora,  c'è stata una prima nota di variazione, poi c'è stata  la
  seconda che ha modificato la prima. Benissimo, se vogliano  che  ci
  sia  una  terza nota di variazione che modifichi i contenuti  della
  seconda,  allora  si riunisca la Giunta, perché così  non  possiamo
  andare  avanti,  onorevole  Speziale.  Lei  può  invocare  tutti  i
  regolamenti  di questo mondo, ma io parto da una premessa,  e  cioè
  che  quello che lei ha chiesto è destituito di fondamento.  Ripeto,
  bisogna che si riunisca la Giunta e che la terza nota di variazione
  modifichi  la  seconda,  così  come  nella  volontà  del   Governo,
  dell'assessore Armao, e nelle volontà concordate in Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari con il Presidente Cascio  e  con
  tutti noi come si era deciso.
   Allora, se ci sono delle modifiche da apportare alla seconda  nota
  di  variazione in tre giorni, raccontiamolo fuori da questo Palazzo
  e vediamo poi se l'inadeguatezza deve essere giudicata.
   Con  carte certe poi si andrà ad approvare una legge dove si  dice
  che  l'esercizio  provvisorio è fondato sulla nota  di  variazione.
  Quale  nota  di  variazione, la terza? Riunite la Giunta,  fate  la
  terza  nota  di  variazione  e, poi, noi  verremo  in  Aula  il  28
  dicembre.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, devo rappresentare
  una  certa  delusione  sui lavori di questo pomeriggio  perché  ero
  convinto,  e  ho sbagliato, che ci saremmo sbrigati  in  pochissimo
  tempo,  non fosse altro per l'assenza dell'onorevole Cracolici.  E'
  una  seduta strana e vorrei chiedere all'operatore di  Sicilia Uno'
  se  ogni tanto  Striscia la notizia  chiede qualche filmato  d'Aula
  perché, se lo fa, daremmo un buon Natale agli italiani con il gioco
  della  poltrona,  visto  che assistere  al  balletto  intorno  alla
  poltrona del presidente, di chi si deve sedere, di chi non si  deve
  sedere, di chi ha diritto a sedersi e di chi non può sedersi, é una
  cosa  esilarante vista da questa parte dell'Aula, ma anche  un  po'
  meschina, e conferma una affermazione che io ebbi a fare la  scorsa
  seduta  quando ho sostenuto che il presidente Lombardo ha l'obbligo
  di venire in questa Aula perché è l'unico titolato politicamente  a
  rappresentare il Governo. E, invece, il presidente Lombardo non  si
  degna neanche di venire in Aula per farci gli auguri di Natale e, a
  mio  avviso,  ha  una cognizione molto strana del rapporto  che  un
  presidente di Regione deve avere con la sua Assemblea elettiva.
   Io  sono stato abituato nella mia lunga esperienza parlamentare  a
  prendere atto che ci sono dei passaggi che diventano la legge  e  i
  regolamenti dell'Aula.
   Uno  di  questi passaggi è la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, la quale continua ad essere svilita dai comportamenti
  di questa Aula.
   Ricordo  a  me stesso che stamattina la Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, con una decisione finale della Presidenza
  dell'Assemblea che riassumeva il senso della riunione, aveva deciso
  di fare soltanto tre cose, una delle quali era l'approvazione di un
  ordine  del  giorno. Ed é stata plaudita ed approvata  da  tutti  i
  Gruppi  presenti  alla  Conferenza, e parlo di  Gruppi  perché,  in
  realtà,   è   stata   una   Conferenza  dei  capigruppo   allargata
  praticamente a tutta l'Aula. Siamo andati in Commissione Bilancio e
  abbiamo  ricominciato da capo, come se la Conferenza dei capigruppo
  non avesse deciso niente. E non è così.
   Potrei allargare le osservazioni che hanno fatto i colleghi che mi
  hanno  preceduto sui tentativi di fare una mini finanziaria, o  una
  pre-finanziaria, come stamattina l'ha definita l'assessore Armao.
   Allora,  o  ritorniamo nell'alveo di quelle che sono  le  corrette
  procedure  decisionali  di  questo  Parlamento  oppure  andremo   a
  sbattere ad ogni riunione d'Aula.
   Signor  Presidente,  lei ha il diritto e il  dovere  di  riportare
  l'Aula  alla decisione della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  senza alcun rinvio al 28 dicembre  o  a  domani.  Si
  faccia  quello che è stato deciso dalla Conferenza dei  Capigruppo.
  Si  assuma  la responsabilità - certo, non è presente il presidente
  Lombardo,  e  questo è il limite del rapporto con il Governo  -  di
  emendare  tutte  quelle  parti  del  disegno  di  legge   che   non
  corrispondono alla decisione della Conferenza dei capigruppo, anche
  per  rispetto  alla  Conferenza stessa,  altrimenti  è  meglio  non
  parteciparvi più.
   Se questo non avviene, occorre un atto traumatico, e personalmente
  non  chiedo  neppure il rinvio al 28 dicembre, perché  i  siciliani
  devono sapere chi sono i responsabili di questo disastro ulteriore,
  devono sapere perché non potranno percepire le retribuzioni, devono
  sapere  perché i dipendenti dei consorzi di bonifica sono a spasso,
  devono  sapere chi è quella parte politica, chi è quella  parte  di
  governo irresponsabile per le esigenze primarie della Sicilia.
   Questo  continuo  dare  soccorso e aiuto  da  una  opposizione  al
  Governo  e  alla sua maggioranza non è più consentibile. Ognuno  si
  assuma le proprie responsabilità

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che  io
  sono  perfettamente  in  linea con il  presidente  del  mio  Gruppo
  parlamentare, onorevole Adamo.
   Lo  sviluppo della discussione ha portato ulteriori riflessioni e,
  senza  venire meno peraltro all'adesione fatta dall'onorevole Adamo
  alla  proposta  di  rinvio al 28 dicembre, e si sceglie  la  strada
  degli   emendamenti,  perché  di  questo  si  tratterebbe,  proprio
  l'onorevole Maira ha messo in gioco un'altra proposta, che potrebbe
  portarci  ad  una conclusione e potrebbe anche, a mio  modestissimo
  avviso,  evitare ulteriori problemi. Se noi introduciamo il sistema
  delle  variazioni,  così come - a mio avviso pericolosamente  -  il
  Governo dei tecnici ha introdotto, non ne usciamo più. Come  Gruppo
  si  era  proposto,  per il quieto vivere, di andare  avanti,  anche
  perchè  non  siamo  presenti in seconda Commissione  e  quindi  non
  abbiamo   neanche  partecipato  all'accordo  e  alla  stesura   del
  bilancio, così come variato per la prima volta.
   In  effetti,  obiettivamente, ci sono alcune cose che  non  vanno,
  soprattutto  in  diminuzione, nella prima nota  di  variazione  del
  bilancio,  e  mi riferisco al buono-scuola, alle scuole  paritarie:
  tutte battaglie che ha portato avanti l'UDC e che si riproponeva di
  portare  anche in questa Aula, sede giusta, legittima  e  deputata.
  Certamente,  ci  siamo trovati spiazzati con  la  seconda  nota  di
  variazione  di  bilancio perché poi, entrando nel merito,  si  vede
  intuitivamente che queste necessità e queste urgenze  assolutamente
  non ci sono.
   L'onorevole  Maira  ha proposto di ritirare, ma  se  ci  fosse  un
  accordo  anche emendare, signor Presidente - perché questo  si  può
  fare  se c'è un accordo unanime - la proposta di legge così come  è
  stata  presentata, nel senso che ci dovremmo limitare, se questo  è
  lo   spirito  dell'esercizio  provvisorio,  al  primo  progetto  di
  bilancio,  a  quello del mese di ottobre. Non ha  senso  presentare
  variazioni  di  bilancio al progetto di bilancio,  proprio  per  la
  ristrettezza   dei  termini  in  cui  si  dovrebbe  concludere   un
  procedimento  relativo all'esercizio provvisorio, consentitemi.  E'
  già  una  forzatura  perché leggendo la legge stessa,  in  base  al
  bilancio di previsione e al relativo disegno di legge sul quale non
  si  dovrebbe aprire nessuna discussione, il Governo dei tecnici  ha
  fatto  male  ad aprire discussioni presentando note di  variazioni,
  sia  la prima che la seconda, e questo a termini di legge, avvocato
  Armao. Mi piace chiamarla avvocato, in questo caso.
   Però,  superato questo scoglio relativamente alla  prima  nota  di
  variazione, se c'è un accordo con coloro che sono presenti in Aula,
  possiamo  emendare,  e  questo per venire  incontro  alle  esigenze
  dell'Aula,  nel  senso  che noi approviamo l'esercizio  provvisorio
  limitatamente  al  progetto  di  bilancio  iniziale.  Questo  è  il
  ragionamento di base.
   Però,  se  apriamo il discorso degli emendamenti, non  ne  usciamo
  assolutamente. Con l'impegno, lo voglio ribadire, l'ha detto  molto
  bene  il  mio capogruppo, che questo bilancio deve essere approvato
  necessariamente il prima possibile, e cioè entro il 31 gennaio, per
  cui  siamo contrari ad un esercizio provvisorio che vada  oltre  un
  mese.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco quanto detto  all'inizio
  della seduta.
   La Presidenza aveva indicato nell'ultima Conferenza dei Capigruppo
  una  strada che ci consentiva di approvare il disegno di  legge  in
  mezz'ora  e,  in  virtù di questo, avevo dato  autorizzazione  alla
  Commissione Bilancio di lavorare su tre ipotesi.
   La  Commissione ha lavorato ma, nella sostanza, non è  riuscita  a
  trovare una soluzione.
   Personalmente, sono dell'avviso di continuare a tentare di seguire
  l'ipotesi tracciata dalla Presidenza questa mattina e, in virtù  di
  questo,  convoco  immediatamente in Sala Lettura Deputati  l'ultima
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari della  giornata,
  alla fine della quale decideremo se andare avanti o se rinviare  ad
  altra data.
   Prego di partecipare solo i capigruppo, il Governo e il presidente
  della Commissione Bilancio.
     (La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore 18.08)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che prima di sospendere la
  seduta eravamo sull'ordine dei lavori e  l'Aula è stata sospesa nel
  tentativo  di trovare una intesa tra le forze parlamentari  che  ci
  portasse  ad  approvare  il  disegno di  legge  entro  la  giornata
  odierna.
   L'intesa  non si è trovata, quindi chiedo al vicepresidente  della
  Commissione, onorevole D'Asero, di svolgere la relazione al disegno
  di  legge  n.  659/A «Autorizzazione all'esercizio provvisorio  per
  l'anno  2011.  Consolidamento del debito  residuo  a  fronte  delle
  anticipazioni concesse nell'anno 2010 per particolari situazioni di
  emergenza».
   Allo  svolgimento della relazione seguirà il dibattito delle forze
  politiche,  che  costituisce la discussione  generale,  al  termine
  della   quale  scadrà  anche  il  termine  di  presentazione  degli
  emendamenti. Da quel momento decorreranno  le ventiquattro ore  che
  i  Gruppi  parlamentari hanno richiesto per  poter  analizzare  gli
  emendamenti. E, dato che  le ventiquattro ore scadono la  notte  di
  Natale,  l'Aula  sarà rinviata alla settimana  prossima.  Questo  è
  l'orientamento della Presidenza.

                        Sull'ordine dei lavori

   ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  notare
  che  ci stiamo assumendo una responsabilità, secondo me, abbastanza
  delicata   per   quanto  concerne  la  mancata  conclusione   della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in relazione  al
  calendario d'Aula. Ed è, credo, una delle prime volte che ci stiamo
  assumendo questa responsabilità.
   Penso  che  dovremmo assolutamente evitare di  fare  qualcosa  che
  nega,  sostanzialmente,  lo  spirito del  nostro  Regolamento,  che
  demanda  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  un
  calendario a tutti gli effetti. Ovviamente stabilisce che,  se  non
  c'è  l'unanimità, l'Aula si determina in tal senso. Quindi, è ovvio
  che  l'Aula  si  determina in un senso o nell'altro oppure  con  la
  santa  pazienza, noi, purtroppo, ridiscutiamo con i presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.
   E' ovvio che in questo momento

   PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, lei non sta intervenendo  sull'ordine
  dei   lavori,  é assolutamente fuori strada. Qui non si  tratta  di
  sancire un accordo che c'è o meno

   ODDO. Un richiamo al Regolamento, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  L'abbiamo già preso il Regolamento,  Non  c'è  nessun
  tipo  di ordine del giorno da modificare. Qua si tratta di accedere
  ad  una  richiesta di un Gruppo parlamentare, che mi è sembrato  di
  capire  non  fosse  l'unico  Gruppo parlamentare,  che  ha  chiesto
  ventiquattro  ore  per  poter esaminare gli  emendamenti  e  potere
  presentare eventuali subemendamenti.

   ODDO.  No,  signor Presidente. Io le chiedo scusa. C'è  stata  una
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  che  lei  ha
  convocato ora e che si è conclusa senza alcuna decisione.
   Quando  una  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  si
  conclude senza alcuna decisione, è l'Aula che si deve determinare.

   PRESIDENTE. Onorevole Oddo, le ripeto che non è così e la prego di
  non insistere. Lei è Vicepresidente di quest'Assemblea, la prego di
  non insistere.

   ODDO.  Cortesemente,  da  questo punto  di  vista,  le  chiedo  di
  verificare  con  gli  Uffici  se è possibile  procedere  in  questa
  direzione. Se ci sono problemi interpretativi, chiedo di  convocare
  la Commissione per il Regolamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Oddo,  mi  dispiace  che   lei,   che   è
  Vicepresidente di questo Parlamento, assuma questa decisione.

   ODDO.  E a me dispiace pure che una Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si chiuda senza alcuna decisione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, lei ha totalmente  sbagliato.  Sembra
  quasi che lei non fosse presente alla Conferenza.

   ODDO.  Ribadisco  che  a  me  dispiace  che  una  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari si  sia  conclusa  senza  una
  decisione.

   PRESIDENTE.  Spesso  una  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari si è conclusa senza una decisione.

   ODDO.  Ma si è rimessa alle determinazioni dell'Aula. Questa volta
  non si rimette alla decisione dell'Aula.

   PRESIDENTE. Non è così.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, il mio intervento è brevissimo  ed  è
  proprio  sull'ordine dei lavori. Forse i colleghi  dimenticano  che
  già  l'Aula si era pronunciata per un rinvio in base ad una precisa
  norma   del   Regolamento  che,  come  citato   dalla   Presidenza,
  sostanzialmente  non  può essere eluso se non all'unanimità,  e  si
  riferisce  alla possibilità di derogare alle ventiquattro  ore.  E,
  siccome   all'inizio   della   seduta   pomeridiana,   due   Gruppi
  parlamentari   hanno  chiesto  le  ventiquattro  ore,   non   c'era
  l'unanimità.  Dimenticano i colleghi che, anzi, la Presidenza,  per
  evitare  una scelta che era già ineludibile, quella di andare  alla
  settimana prossima, ha provato con la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari,  con  un  ultimo  tentativo,  di  evitare  la
  settimana prossima.
   La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha confermato
  quello che già l'Aula prima aveva manifestato e cioè che non  c'era
  l'unanimità  sulla deroga alle ventiquattro ore.  Quindi,  di  cosa
  stiamo  discutendo? Volevo solo ribadire questo, signor Presidente,
  che era quello che abbiamo sentito tutti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, intervengo  solo  per  sostenere  la
  Presidenza  di  questa  Assemblea, e mi dispiace  che  non  l'abbia
  fatto il vicepresidente Oddo.
   Lei,  Presidente, non ha detto nulla di diverso rispetto a  quella
  che  è  stata l'azione della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.  Sta  per iniziare la discussione  generale,  come  è
  normale;  dopo, come da prassi di questo Parlamento  da  decine  di
  anni,  vengono chieste le ventiquattro ore e mi pare che  non  solo
  non  ci sia nessuna violazione ma addirittura c'è un'arroganza, nei
  confronti di chi invoca la normale prassi, che non si comprende.
   Voglio   segnalare  ai  colleghi  del  Partito  Democratico,   che
  certamente  hanno  anche  loro voglia di lavorare  bene  in  questo
  Parlamento  che,  se contano tutti i deputati di  maggioranza,  non
  superano  le trenta unità in questa Aula e nei corridoi, quindi  io
  non capisco questa forzatura. Per fare le forzature a tutti i costi
  si  deve  essere  presenti  in Aula per realizzare  le  azioni  che
  portano poi al raggiungimento delle proposizioni.
   Rispetto  a questo,  signor Presidente, ritengo che lei  non  solo
  stia  procedendo  bene  ma  rispetta  pure  quel  minimo  che  ogni
  parlamentare  può  richiedere  al  Parlamento  quando   si   devono
  approfondire gli argomenti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  compito  della  Presidenza sia stato abbondantemente  esercitato  e
  confermato, nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  che si è testé sciolta, ma anche nelle precedenti riunioni.
   Nel  mio precedente intervento avevo ricordato il suggerimento del
  Presidente su un emendamento che sarebbe stato in quel momento alla
  base di un praticabile accordo.
   Questa  sera  contesto quanto detto dal vicepresidente,  onorevole
  Oddo,  perché quello che lui ha detto non è corretto nei  confronti
  del Presidente e non è nemmeno fondato, perché non è vero che siamo
  usciti  dalla  Conferenza  dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  senza  una  decisione. Fino a quando il Presidente  non  ha  deciso
  eravamo  senza una decisione perché il Presidente ha esercitato  un
  ruolo, quello del Presidente super partes che ha ascoltato le parti
  e  ha  dovuto  prendere  atto  che  non  c'era  alcuna  volontà  di
  conciliazione, dato che il Governo sulle quattro richieste che  noi
  abbiamo avanzato, ossia la data, le note di variazione, e questo  e
  l'altro, ha sempre detto no.
   Non  potendo  prendere  una  decisione in  quelle  condizioni,  il
  Presidente  dell'Assemblea ha sciolto la Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  con  una  decisione  che  è  quella   di
  consentire  all'Aula  di  svolgere la  discussione  generale  e  di
  completare, poi, l'iter legislativo in Aula il 29 dicembre. Quindi,
  la decisione è stata assunta, e non è vero che è la prima volta che
  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  si  scioglie
  senza una decisione.
   Si è sciolta con una decisione, quella di venire in Aula e fare il
  nostro dovere il giorno 29 dicembre. Se ci sono delle eccezioni  di
  carattere   natalizio  o  turistico  che  impediscono   di   vedere
  lucidamente  questo,  non  è corretto però  dirlo  in  Aula  perché
  confligge con ogni interpretazione del Regolamento. La decisione  è
  stata assunta e il Presidente l'ha notificata in Aula.
   Noi   stasera   completiamo   la  discussione   generale,   avremo
  ventiquattro ore di tempo per presentare gli emendamenti,  dopo  di
  che andremo al 29  dicembre per completare l'iter legislativo.
   E'  questa la decisione,  e correttamente - ripeto - il Presidente
  l'ha notificata all' Aula.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  intervengo  semplicemente   per
  ricordare   ai   colleghi   della  seconda  Commissione,   peraltro
  costituita  anche dal capogruppo del PDL e da autorevoli  esponenti
  del  PDL e del PID, che in Commissione venne bocciato l'emendamento
  a  firma  dell'onorevole  Dina  a  cui  si  aggiungevano  le  firme
  dell'onorevole Leontini ed altri. Bocciato l'emendamento,  l'intesa
  era,  comunque,  di chiudere oggi la discussione  e  dare  il  voto
  finale.  Ce  lo  ricordiamo tutti. Io mi sono voluto  rileggere  il
  verbale di quella seduta per evitare di andare a memoria.
   In quella seduta di Commissione venne accolta, con una mediazione,
  la  sospensione della seduta su richiesta dell'onorevole Mancuso  e
  vennero  apportate  -  non ricordo se su  proposta  del  Governo  o
  direttamente dei deputati - delle modifiche al testo che oggi è  in
  discussione.
   Dopodiché,  come  è prassi di questo Parlamento, si  riteneva  che
  oggi, nel rispetto delle diverse posizioni, si chiudessero seduta e
  votazioni .

   MANCUSO. Non c'erano le note di variazione

   PANEPINTO. La nota di variazione veniva bloccata con una  proposta
  dell'onorevole  Mancuso, trascritta nel disegno di legge,  che  era
  quella  che  le note di variazione il Governo poteva farle  non  al
  momento   della   pubblicazione   della   legge   ma   al   momento
  dell'approvazione in Aula del disegno di  legge. Chiaramente,  oggi
  sono  arrivate,  nelle  note  di variazione,  delle  modifiche  che
  sostanzialmente erano quelle convenute in Commissione, vale a  dire
  risorse per la formazione, risorse per i comuni.
   E quello era il ragionamento ampliamente dibattuto in Commissione.
   Attenendomi a quello che ci è stato riferito dal Governo  mi  pare
  che,  sostanzialmente, non ci siano grandi  novità  nelle  note  di
  variazione,  che  era quello di cui si era discusso abbondantemente
  in   Commissione.  Poi,  il  fatto  che  oggi  possa   slittare   a
  ventiquattro  ore e queste  dovrebbero scadere nel  pomeriggio  del
  25,  perché il problema non è se la seduta la  facciamo il 25,   il
  26 o il 29 dicembre.
   Il  problema  è  se  c'è una tenuta, in questo  Parlamento,  degli
  impegni  assunti in Commissione Bilancio ovvero in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari. Il 29 potrebbero sorgere  altre
  ragioni  - legittime, dal punto di vista procedurale, dal punto  di
  vista  di  merito  -  che ci porterebbero ad approvare  l'esercizio
  provvisorio oltre il 31 dicembre.
   Il  problema  è  capire,  onorevole  Leontini,  se  c'è  legittima
  doglianza  relativamente a note di variazione di bilancio  che  non
  hanno  rispettato  gli impegni assunti dal Governo  e  francamente,
  tranne  qualche voce di bilancio, avendo letto il testo della  nota
  di  variazione che era sul disegno di legge numero 665,  anche oggi
  pomeriggio, così non mi pare.
   La  questione  di  principio, signor  Presidente,  è  se  si  stia
  allestendo - e io penso e mi auguro di no - un piano che ci porterà
  non  solo  a  superare il 28, ma anche il 29, il  30  e  il  31  di
  dicembre.
   Se questa è l'impostazione, questo Parlamento diventerà un piccolo
  Afghanistan  e  ognuno potrà fare e dire in ogni sede  tutto  e  il
  contrario di tutto. Pertanto ritengo che dovremmo ritrovare  quanto
  meno   il   modo   di   capire   quando   chiudere   l'approvazione
  dell'esercizio  provvisorio, che non è l'esercizio  provvisorio  di
  questa  maggioranza o del Governo, ma è l'esercizio provvisorio  di
  un'intera  Regione che comunque ha bisogno di questo atto normativo
  per potere continuare,  il 2 gennaio

   MANCUSO. Ricordati le tue dichiarazioni

   PANEPINTO. La questione non è di merito, ma di metodo.  In  questo
  Parlamento,  Commissioni e Conferenza, si sta aprendo  la  stagione
  del tutti contro tutti. Questo è il tema
   Se  è  così,  dobbiamo prenderne atto e ognuno si  attrezzerà  per
  difendersi da posizioni di questo tipo.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, orientativamente l'Aula  terrebbe
  seduta il giorno 29 dicembre,  alle ore 15.00.

   MANCUSO. Orientativamente, cosa  significa?

   PRESIDENTE.  Significa  che il 27 dicembre,  alle  ore  17.00,  in
  questa  Aula si terrà il concerto di Natale, che sarà trasmesso  in
  diretta dalla RAI, e  i tempi necessari per smontare l'attrezzatura
  tecnica  ci porterebbero alle ore 15.00 del  29 dicembre.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Discussione del disegno di legge n. 659/A «Autorizzazione
     all'esercizio provvisorio per l'anno 2011. Consolidamento del
  debito residuo a fronte delle anticipazioni concesse nell'anno 2010
               per particolari situazioni di emergenza»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione   del   disegno  di  legge  n.  659/A   «Autorizzazione
  all'esercizio  provvisorio  per  l'anno  2011.  Consolidamento  del
  debito residuo a fronte delle anticipazioni concesse nell'anno 2010
  per particolari situazioni di emergenza».
   In  assenza  del relatore, ha facoltà di parlare il Vicepresidente
  della Commissione, onorevole D'Asero, per svolgere la relazione.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,  mi
  rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul disegno di
  legge.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor Presidente, intervengo solo per  esprimere  il
  mio disagio sull'andamento dei lavori perché come Assemblea abbiamo
  aperto  -  ma il Presidente Cascio ha fatto benissimo,  non  poteva
  fare   diversamente  -  un  precedente  pericolosissimo,  veramente
  pericoloso, contravvenendo  ad ogni norma. Il Governo, con  un  po'
  di  buon senso, per il 29 dicembre, se lo vuole, ritiri - non è  un
  discorso  politico, è un discorso giuridico, perché  oggi  c'è  una
  maggioranza  e  domani ce n'é un'altra - trattandosi  di  esercizio
  provvisorio, ritiri le due note di variazione di bilancio perché  è
  impossibile  giuridicamente, trattandosi di esercizio  provvisorio.
  Avvocato  Armao, è sbagliatissimo perché, avendo voi introdotto  le
  note  di  variazione  di bilancio, l'Aula apre  il  percorso  delle
  variazioni di bilancio. Legga attentamente la norma.
   Io  spero che il Natale vi porti effettivamente consiglio e grande
  serenità. Ritornate in Giunta, revocate le due note di variazione e
  si  risolve  il  problema. E' nell'interesse della  Sicilia  e  dei
  siciliani,  come  molti  amano dire,  stabilire  un  termine  molto
  ristretto, perché la sensazione che si dà all'esterno è  quella  di
  volere continuare a fare clientela - come diceva l'onorevole Giulia
  Adamo  -,  cosa alla quale noi non siamo assolutamente  disponibili
  avendo rotto alleanze, amicizie, e rapporti, forse,  personali, con
  tanti amici che sono in questa Aula.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che
  le  Conferenze  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  non  sono
  segrete,  non è previsto che lo siano, e a me risulta, a differenza
  di  quello  che sostiene l'onorevole Ardizzone e di quello  che  ha
  sostenuto, con grandissima enfasi, l'onorevole Mancuso,  che  tutta
  la  discussione  si è sviluppata su quanto deve durare  l'esercizio
  provvisorio, se due mesi o tre mesi.
   Quindi,  è  bene che i siciliani sappiano che l'ostruzionismo  del
  centrodestra  e  qualche  mal  di pancia  della  maggioranza  erano
  relativi  solo  a  questo dato. Capisco che il centrodestra  faccia
  ostruzionismo, fa parte delle regole parlamentari e non voglio dare
  nessun  giudizio;  ma  i  siciliani  devono  sapere  che,   se   si
  verificasse l'ipotesi richiamata dal collega Panepinto e, cioè, che
  l'esercizio provvisorio non dovesse entrare in vigore l'1 gennaio -
  quindi  gli stipendi per i regionali e per tutte le altre categorie
  di  lavoratori  che dipendono dalla Regione -, la responsabilità  è
  del centrodestra che subordina alla propria strategia politica, tra
  virgolette, gli interessi, anche elementari, dei siciliani.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  voglio
  anch'io  ricordare all'Aula e ricordare anche a chi dovesse leggere
  i  resoconti  di  questo  Parlamento che quello  che  oggi  avevamo
  all'ordine  del  giorno non era nient'altro che  il  testo  esitato
  dalla  Commissione Bilancio su cui tutte le forze erano  convenute.
  Inoltre,  si  era  detto  - e questa era  l'intesa  che  era  stata
  raggiunta - che oggi avremmo chiuso l'esame  senza emendamenti.
   Le   osservazioni  che  sono  state  fatte,  i  distinguo   e   le
  contestazioni  che  ci  stanno portando a questa  situazione,  sono
  state  fatte  su argomentazioni che non sono assolutamente  fondate
  perché nulla è cambiato rispetto al testo esitato dalla Commissione
  Bilancio. Quindi, sta venendo meno un'intesa - questo bisogna dirlo
  -  con  grave rischio e pregiudizio per le attività che ne  possono
  derivare,  per  il  pagamento  di stipendi  e  quant'altro.  Stiamo
  mettendo  a  rischio un andamento che era stato concordato,  perché
  quello  che era stato concordato oggi viene smentito da  una  parte
  del  Parlamento, in particolare dalla minoranza, che sta accampando
  pretesti e differenze su un testo che altro non è che quello stesso
  che era stato esitato dalla Commissione Bilancio.
   Lo ripeto: la nota di variazione che il Governo ha, nel frattempo,
  esitato  dà  semplicemente sostanza a quel testo che  oggi  sarebbe
  stato votato, e non lo altera. Al contrario, volere presupporre che
  questa  è una alterazione significa che il testo che avremmo voluto
  votare doveva, in realtà, essere inefficace.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta  che
  assisto  in  quest'Aula  a  un gioco  al  massacro.  E'  dalla  XII
  legislatura  che  ho vissuto direttamente momenti,  anche  di  duro
  confronto, in cui si è discusso di esercizi provvisori. E  lo  dico
  al   plurale   perché   se   ricostruiamo  quest'ultimo   decennio,
  addirittura  se  ricostruiamo l'ultimo  quindicennio,  di  esercizi
  provvisori ne sono stati fatti tantissimi.
   Le formule con cui sono stati fatti gli esercizi provvisori, più o
  meno, non differiscono rispetto anche a quelle che sono le esigenze
  di  una  pubblica  amministrazione di  garantire  il  funzionamento
  minimo,  come si suol dire l'ordinaria amministrazione,  tanto  che
  abbiamo  discusso in più riunioni, dalla Commissione Bilancio  alle
  Conferenze   dei  Presidenti  dei  Gruppi,  di  mettere   o   meno,
  addirittura,  al  sicuro l'aspetto del pagamento degli  stipendi  e
  sempre  relativi  all'esercizio 2011,  quindi  non  arretrati,  per
  essere chiari fino in fondo.
   Ed  è in questo quadro che si colloca una decisione che per quanto
  mi  concerne  è incomprensibile: cioè fare in modo che  l'esercizio
  provvisorio si tratti addirittura a fine anno sapendo  bene  che  i
  termini,   per   quanto  concerne  il  controllo   di   legittimità
  costituzionale, decorrono dal 30 o 31 di fine anno, perché ci  sono
  i famosi tre giorni per inviare la legge al Commissario dello Stato
  e  poi i cinque giorni che vanno da Capodanno al giorno 5 del  mese
  di gennaio del 2011.
   E' incomprensibile, non fa onore a quest'Aula, a prescindere dalle
  ragioni  di  merito su cui non ho niente da dire perché  ho  sempre
  accettato  il gioco delle parti con grande apertura e  con  cultura
  democratica. Ma mai è accaduto in quest'Aula che si bloccasse o  si
  tentasse  di  bloccare  la  macchina amministrativa.  Da  qualsiasi
  opposizione non è mai venuto questo tipo né di ostruzionismo né di,
  comunque,  gioco assolutamente di tattica parlamentare  tendente  a
  bloccare,  tutto  sommato, quello che è  il  vivere  quotidiano  di
  migliaia e migliaia di famiglie.
   La  prego  di  credermi, la mia indignazione non  è  assolutamente
  legata  ad  aspetti semplicemente regolamentari perché se dovessimo
  un  attimo  ritornare alla questione regolamentare potremmo  citare
  anche   altri  articoli  che  potrebbero  permetterci  o   potevano
  permetterci di andare avanti senza assolutamente creare tensione.
   Io  credo, invece, che si è voluto creare tensione - mi assumo  la
  responsabilità di quello che sto dicendo fino in fondo  -  e  si  è
  voluto  creare  tensione  proprio per  mandare  messaggi  fuori  da
  quest'Aula  che sono devastanti, perché non mi venite a  raccontare
  che  negli anni precedenti sulla questione che riguarda la  formula
  dell'esercizio finanziario siamo stati più attenti di come lo siamo
  stati  oggi  Siamo stati attenti, responsabili e, se mi  permettete
  di  dire,  a  partire dal famoso voto in Commissione Bilancio  dove
  comunque   l'opposizione  ha  detto  che  rimaneva   presente   per
  permettere  quel  voto, procedendo su una discussione  che  era  un
  accordo a tutti gli effetti.
   Certo,  si poteva ulteriormente variare qualcosa, non lo nascondo,
  però non mi pare che ci fosse una predisposizione vera dal punto di
  vista politico per addivenire a soluzioni che potevano permetterci,
  stasera,  di  esitare quel disegno di legge senza  alcun  problema.
  Tant'é   vero  che  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  -  parlo  della penultima  -  al  mandato  dato  alla
  Commissione Bilancio, in Commissione poi si è già notato, si è  già
  odorato  quello che poteva accadere. Una scelta, quella di  mettere
  in  discussione addirittura i tempi per quanto concerne il  normale
  esercizio  provvisorio,  perché  qualcuno  può  dire:   Che  fa  se
  arriviamo al 6 o al 7 ?
   Fa   Fa rispetto a ciò che comunichiamo all'esterno. E se qualcuno
  si  illude  che  lo  comunica  solo il  Governo  di  programma  con
  l'Esecutivo  tecnico e con le scelte che abbiamo fatto  impegnative
  si  illude. Stiamo trasferendo all'esterno qualcosa che è frutto di
  un  ragionamento politico perverso, qualcosa che non è in grado  di
  funzionare  nemmeno rispetto agli atti di normale  amministrazione.
  Quella  delibera  legislativa è un atto di normale amministrazione,
  non è un atto eccezionale, e le questioni che abbiamo discusso sono
  questioni   che   riguardano   il  funzionamento   della   macchina
  amministrativa regionale rispetto ai riflessi che ha per migliaia e
  migliaia di persone.
   Io  credo  che  ognuno  di  noi - bando  alle  ipocrisie  -  debba
  assumersi le proprie responsabilità e la responsabilità  che  si  è
  assunta  questa  sera  una parte del nostro  Parlamento  credo  sia
  assolutamente inconcepibile, ci fa fare un passo indietro  rispetto
  all'esperienza  della  cultura  democratica  e  del  modo  come  in
  quest'Isola - ho concluso, Presidente - si sono condotte battaglie,
  dall'opposizione alla maggioranza, sempre con grande stile e  senso
  di responsabilità.
   In  questo, secondo me, si è venuti addirittura anche meno; stiamo
  raggiungendo quell'asticella che io mai avrei assolutamente pensato
  che avremmo potuto raggiungere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  voglio  invitare  tutti  a  non
  mandare  messaggi  che,  poi,  non corrispondono  alla  realtà.  Il
  Parlamento  non sta attentando al normale svolgimento dell'attività
  amministrativa della Regione e non rischia nessuno alcunché, né  il
  pagamento degli stipendi né altro.
   Accogliamo l'invito a vedere, mettendo assieme le ragioni di tutte
  le   parti,  di  addivenire  finalmente  il  29  dicembre   ad   un
  provvedimento  che  sia  condiviso e che  raccolga  l'unanimità,  o
  almeno  la  maggioranza,  del  Parlamento  per  l'approvazione;  ma
  certamente non stiamo mettendo in pericolo alcunché.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  alla
  Presidenza  di  darmi la parola sull'ordine dei lavori  perché,  in
  maniera  surrettizia,  i  colleghi  che  mi  hanno  preceduto  sono
  intervenuti  nella discussione generale, parlando di  tutto  tranne
  che  del  provvedimento  che  oggi noi  stiamo  trattando.  Allora,
  siccome  io  non  parlerò del provvedimento, lo  dico  in  premessa
  perché altrimenti la gente non capisce.
   Si  è parlato di messaggi, di maggioranza tecnica, di una serie di
  spauracchi  assolutamente inesistenti, probabilmente  perché  molti
  amici del PD che non erano abituati a comandare, siccome da qualche
  tempo  in  maniera surrettizia - ribadisco - comandano  pur  avendo
  perso le elezioni, sono rimasti assolutamente mortificati dal fatto
  che,  vivaddio, c'è un Presidente dell'Assemblea che fa  rispettare
  il Regolamento.
   Dal  momento,  allora,  che non è accaduto  proprio  nulla  tranne
  questo,   devo   dire,   signor  Presidente,  che   l'atteggiamento
  responsabile  dell'opposizione d'Aula in  questi  giorni  ha  prima
  permesso   che  il  provvedimento  venisse  votato  in  Commissione
  Bilancio, poi ha permesso che il provvedimento arrivasse  in  Aula,
  dopodiché vorrei dire ai colleghi del PD e della maggioranza che se
  ci  sono in numero - e non ci sono perché non sono in condizione di
  votare - il provvedimento lo facciano
   La  verità  è che il presidente Lombardo ha preso in giro,  ancora
  una  volta, il Parlamento e la Sicilia perché è venuto a dirci che,
  qualora  noi avessimo votato tempestivamente la legge sui  precari,
  egli, altrettanto tempestivamente, avrebbe presentato, per il  bene
  della  Sicilia,  a  quest'Aula la legge finanziaria.  Questo,  caro
  assessore   Armao,   non  è  accaduto,  e   la   responsabilità   è
  esclusivamente del Presidente Lombardo e anche sua, visto che lei è
  assessore per l'economia, quindi, la prego di farmi parlare  perché
  sto dicendo cose sensate che fanno male alla nostra Terra.
   Allora,  il  29 dicembre non accadrà nulla di diverso  se  non  il
  rispetto  del Regolamento: il termine previsto dalla legge  per  la
  presentazione  degli emendamenti e la volontà  di  assicurare  alla
  Sicilia un esercizio provvisorio, e qui sì il tema è reale, che sia
  di  più  breve  durata possibile al fine di impedire che  vi  siano
  altri  trucchi come quelli perpetuati dal presidente Lombardo negli
  anni precedenti con le finanziarie precedenti.
   Noi vogliamo approvare subito la finanziaria e, quindi, per noi va
  benissimo il 31 gennaio.
   Diamo   il   tempo  al  Governo  di  rimodularla,  di   portarcela
  all'attenzione, altrimenti si dica che c'è la volontà  del  Governo
  regionale di governare con i dodicesimi perché con i dodicesimi  si
  può  fare  quello  che  si vuole. Perché questo  è  accaduto,  cari
  colleghi  che  state stretti e che vivete in maniera  amara  questa
  vicenda  di  Governo, questo è accaduto nei due esercizi provvisori
  precedenti  e  questo,  probabilmente,  il  Governatore  vuole  che
  accada.
   Il  29  dicembre il PID sarà in Aula, con senso di responsabilità,
  per  dare  le  risposte  legittime che  è  possibile  dare  con  un
  esercizio provvisorio.

   Tutto  il  resto lo deleghiamo, se Dio vorrà, al  2011  e  ad  una
  folgorazione  del presidente Lombardo che possa finalmente  pensare
  davvero alla Sicilia.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stasera
  la   seduta   d'Aula,  che  ha  avuto  inizio  con  una   questione
  pregiudiziale posta dall'onorevole Mancuso, abbia finito invece per
  fare  scaturire una serie di interventi che sono entrati nel merito
  della  questione  dell'esercizio  provvisorio  e  che  hanno  visto
  portare a termine un'operazione che era finalizzata, ovviamente,  a
  non  tenere  seduta  stasera. Lo dico non  perché  voglio  accusare
  qualcuno,  ma perché è necessario che ci sia da parte di  tutti,  a
  cominciare  dalla Presidenza e dai componenti di questa  Assemblea,
  la responsabilità di un momento difficile che la Sicilia avverte  e
  che  da  una questione pregiudiziale non può scaturire un dibattito
  che ha visto intervenire numerosi deputati per circa tre ore stando
  qui sapendo di non concludere niente.
   Allora, qui la questione é la seguente: noi ci troviamo dinanzi ad
  un  bilancio difficile da portare avanti e, mi dispiace  dirlo,  ma
  vorrei  che l'assessore Armao sollecitasse una apposita  seduta  di
  questa  Assemblea per discutere, Assessore, quali sono i danni  che
  sono  stati  apportati al bilancio della Regione  dopo  la  manovra
  finanziaria  portata  avanti  dal  Governo  nazionale,  perché   il
  nocciolo della discussione è questo.
   Se  noi  non  siamo in grado oggi, in questo momento,  di  portare
  avanti il bilancio è perché, al di là delle questioni annose che si
  trascina  la  Regione siciliana, c'è una questione a monte  che  ha
  visto  privare  la Sicilia di centinaia e centinaia di  milioni  di
  euro.
   Allora,  se non c'è responsabilità da parte di tutto il Parlamento
  in  un  momento  così  difficile è chiaro che ognuno  di  noi  deve
  assumersi  la propria responsabilità. Noi il bilancio  lo  vogliamo
  fare, siamo convinti che è necessario farlo; ma in questo momento e
  in  questa situazione la decisione dell'esercizio provvisorio ci  è
  sembrata  una  soluzione  onesta e  corretta  e  le  variazioni  di
  bilancio erano necessarie rispetto alle proposte originarie.
   Quindi,  nessuna novità. L'anno scorso si è fatta la stessa  cosa,
  io ero assessore per il Bilancio, e abbiamo inserito nell'esercizio
  provvisorio  una  serie  di  norme che  consentivano  la  copertura
  finanziaria  a debiti e a somme che dovevamo andare  a  pagare  nei
  primi  mesi dell'anno successivo; quest'anno sono sorte  tutta  una
  serie  di perplessità che ci hanno visto perdere tre, quattro  ore,
  rinviare per la prima volta, credo, storicamente una seduta  al  29
  dicembre,  nella speranza che tutti coloro i quali hanno  sostenuto
  con forza questa cosa siano presenti qui il 29 dicembre e anche  il
  30  perché noi dobbiamo certamente decidere in ordine all'esercizio
  provvisorio.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  forse  è   bene
  ricordare  -  come  prima  accennava l'onorevole  Di  Mauro  -  che
  l'esercizio provvisorio si rende necessario per tre motivi.
   Il  primo  è  il  taglio di circa un miliardo di euro  dell'ultima
  manovra  Tremonti  che  ha  messo in ginocchio  la  già  drammatica
  condizione   finanziaria  della  Regione  e  quindi   il   bilancio
  regionale.
   Il  secondo motivo è che lo Stato non ha ancora negoziato il patto
  di  stabilità con la Regione siciliana. Il terzo motivo  è  che  lo
  Stato,  quindi  il Governo centrale, si rifiuta di  riconoscere  ai
  siciliani   i   risparmi   che   sono   stati   conseguiti   grazie
  all'attuazione del piano di risanamento sulla spesa sanitaria.
   Noi  riteniamo  che da parte del Governo centrale  ci  si  debbano
  riconoscere  almeno 300 milioni di euro, proprio  per  l'attuazione
  del  piano  sanitario,  il  piano di rientro,  risparmi  fatti  dai
  siciliani e anche grazie all'azione del Governo che ha realizzato e
  attuato questo piano di risanamento, 300 milioni di euro che devono
  essere utilizzati per risanare il bilancio, per ridurre l'IRAP, per
  abbassare  le  addizionali IRPEF e per ridurre i  ticket  a  carico
  delle famiglie.
   Queste  sono tre rivendicazioni forti che il Governo regionale  ha
  mosso  nei  confronti  del Governo nazionale che,  invece,  non  ha
  ascoltato queste richieste, ha negato la negoziazione del patto  di
  stabilità,  ha negato i maggiori trasferimenti dovuti al  risparmio
  della spesa sanitaria che si è nel frattempo realizzato, il Governo
  nazionale  che ha tagliato circa un miliardo di euro  con  l'ultima
  manovra  del  Governo Berlusconi-Tremonti. Quindi,  le  motivazioni
  sono queste.
   Andiamo invece alla seduta di oggi.
   Sorprendente l'esito perché parliamo di un disegno di legge che  è
  stato  approvato all'unanimità in Commissione Bilancio, il 659/A  è
  stato discusso in Commissione Bilancio, è stato votato con senso di
  responsabilità  da tutte le forze politiche, di  maggioranza  e  di
  opposizione, per poi arrivare in Aula e arrivare a questo risultato
  che davvero non era prevedibile.
   Cosa   è  cambiato,  cosa  c'è  di  nuovo,  tra  la  seduta  della
  Commissione Bilancio dell'altro ieri e l'Aula che oggi si tiene  su
  questo  stesso  identico testo? Mi pare che all'apparenza  non  sia
  cambiato  assolutamente nulla, tranne - mi pare  di  intuire  -  un
  atteggiamento  dell'opposizione che, nel frattempo,  ha  deciso  di
  fare  un  ostruzionismo,  purtroppo a danno  della  Sicilia  e  dei
  siciliani, perché ridurci ad una seduta del 29 dicembre, credo  non
  sia  mai  accaduto  forse negli ultimi 35 anni,  per  approvare  un
  esercizio  provvisorio non credo che sia qualcosa  che  serve  alla
  Sicilia.
   Si  è  tanto discusso di una nota di variazione, ma l'articolo  1,
  comma  2,  del  disegno di legge 659/A, approvato all'unanimità  in
  Commissione   Bilancio,   dice  con   chiarezza   che   l'esercizio
  provvisorio   serviva,   serve  e  dovrà   servire,   ad   esempio,
  all'attuazione   del   piano  regionale   dell'offerta   formativa,
  specificando    limitatamente  alle  spese  riferite   all'attività
  formativa per l'anno 2011 .
   Era  chiaro che per andare in dodicesimi sull'attuazione del piano
  formativo era necessario avere in bilancio delle somme e siccome le
  somme,  quando abbiamo approvato il disegno di legge in Commissione
  Bilancio ancora non c'erano, ma tutti sapevamo che sarebbero  state
  di  circa  120  milioni  di  euro, era evidente  a  tutti  che  era
  assolutamente  necessario che il Governo  regionale,  nelle  ore  a
  seguire,  approvasse una nota di variazione per mettere in bilancio
  120  milioni che servono e senza i quali a nulla varrebbe approvare
  un esercizio provvisorio che, certamente, non sarebbe potuto andare
  in  attuazione  di una spesa in dodicesimi di un  importo  zero  in
  bilancio.
   Quindi,  si  sono creati pretesti, purtroppo, per rinviare  questa
  seduta  anche  e  perfino al 29 dicembre, perché  se  anche  questa
  mattina  si fosse preso atto con chiarezza dell'esigenza  di  avere
  ventiquattro  ore  di  tempo,  come  il  Regolamento  prevede,  per
  esaminare  o  presentare emendamenti sarebbe stato  possibile  fare
  Aula  anche  domani  mattina, dando alla  Sicilia  e  ai  siciliani
  condizioni più serene per il Natale.
   Questo  francamente mi dispiace. L'impegno del Partito Democratico
  sarà  massimo  perché  possa prevalere il senso  di  responsabilità
  affinché   davvero  questa  Sicilia  possa  avere  una  prospettiva
  diversa.  Io  mi  auguro  che  tutte le forze  politiche,  intanto,
  possano   considerare  la  necessità  e  l'urgenza   di   approvare
  l'esercizio provvisorio il 29 dicembre e penso che tutte  le  forze
  politiche  debbano riflettere sul fatto che l'esercizio provvisorio
  è  dovuto  ad un fatto molto semplice: quello di avere  un  Governo
  nazionale, il Governo Berlusconi, nemico della Sicilia.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, quando  ci  troviamo  di  fronte  ad
  un'armata Brancaleone succede anche questo, succedono tutte le cose
  che sono state dette poc'anzi qui.
    Un  provvedimento votato all'unanimità ,  in quale  verbale  l'ha
  letto segretario Lupo? Le leggo il verbale della Commissione,  così
  se  lo  ricorda.  Un segretario di partito deve  essere  serio  nei
  confronti  dei  suoi  oppositori, non  deve  essere  demagogo.   Si
  procede  pertanto alla votazione finale del disegno di  legge  659,
  che è approvato a maggioranza , che siete voi, quando ci siete
   Ma rispetto a questo, signor Presidente

   LUPO. Ritiro l'appello alla responsabilità

   MANCUSO.   Se  lei  ha  fatto  appello  alla  responsabilità,   la
  responsabilità  da parte del nostro partito, che è un  partito  del
  popolo, l'ha avuta perché non avevate la maggioranza in Commissione
  e  non  potevate esitare il disegno di legge in quanto avete questo
  problema,  che è il problema di una armata Brancaleone.  Purtroppo,
  non  è colpa sua, lei è di un partito di maggioranza relativa e non
  riesce a mettere insieme  tutti i cocci, e siete veramente tanti.
   Signor   Presidente,  io  ho  sentito  qui  delle  cose   assurde:
  l'esercizio  provvisorio  con  le famiglie  a  Natale,  l'esercizio
  provvisorio che porta la distruzione.
   L'esercizio   provvisorio   è   un  provvedimento   straordinario,
  l'ordinarietà  sono  bilancio e finanziaria,  signori  del  Partito
  Democratico,    voi    state   inaugurando    la    straordinarietà
  nell'ordinarietà,  una  confusione  che  non  si  è  veramente  mai
  sentita;  e  ci  sono tante discussioni per un  rinvio  di  qualche
  giorno. Il 29 dicembre leggeremo i resoconti di tutti gli anni  che
  io  ricordo di avere passato qui dentro, quando ci siamo sorbiti le
  cose  dette  dagli  amici  del  Partito Democratico  sull'esercizio
  provvisorio,  sui tempi, su tutto quello che oggi hanno  detto,  in
  modo improvvido io dico.
   Presidente, oggi è mancato il senso delle istituzioni e quello che
  oggi abbiamo vissuto, in Aula e in Commissione e pure in Conferenza
  dei  capigruppo, è che non c'è la libertà democratica  dei  singoli
  parlamentari di potere decidere. C'è un Mangiafuoco che, con il suo
  telefonino  -  chissà in quale stanza si trova -, dice  a  tutti  i
  burattini  che  ci sono in giro cosa si deve fare e  come  si  deve
  fare, pure violando le norme del buon andamento di un'istituzione.
   Quando mai si è detto, e qui è stato ripetuto da quasi tutti - non
  capisco  perché i deputati del Partito Democratico, come  se  fosse
  una  cosa vostra, come se l'aveste partorito voi - questo obbrobrio
  che  viene  fuori da due variazioni di bilancio, ma  che  c'entrate
  voi? Ma per quale motivo?

   LUPO. Le variazioni di bilancio sono per i lavoratori

   MANCUSO.  Onorevole Lupo, il livore lo metta da parte, deve  stare
  sereno, almeno per Natale sia sereno; il livore lo metta da  parte,
  deve  dare agli altri la possibilità di parlare, il livore lo tenga
  per lei, mi faccia parlare

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, si rivolga  alla  Presidenza,  non
  esacerbiamo gli animi

   MANCUSO.  Signor  Presidente, le variazioni di bilancio  erano,  è
  vero,  come  hanno  detto il collega Oddo e il  collega  Panepinto,
  quelle concordate .

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, ci iscriviamo tutti a  parlare.  Il
  decoro  del Parlamento e delle istituzioni dipende da lei,  dipende
  dalla Presidenza

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, concluda l'intervento e soprattutto
  restiamo nei termini del dibattito.

   MANCUSO.  Ho  mancato di decoro, di rispetto?  Se  ho  mancato  di
  decoro  e  di  rispetto le chiedo scusa, ma vorrei  capire  dove  e
  quando.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  qualche  termine,  l'accenno  ai
  burattini.

   MANCUSO.  Nessuno  si deve offendere perché io il  primo  non  una
  volta,  decine  di volte, non ho mai sentito l'onorevole  Gucciardi
  indignarsi per le parole del Presidente della Regione quando chiama
  gli oppositori  pagliacci, camerieri , non si è mai indignato

   PRESIDENTE. Lasciamoli fuori da quest'Aula

   MANCUSO.  Allora, siccome, Signor presidente, so  chiedere  scusa,
  non  sono  come  il Presidente della Regione,  se ho sbagliato  nel
  dire burattini non volevo indicare qualcuno di voi, chiedo scusa.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, grazie.

   MANCUSO. Io non mi chiamo , anzi lasciamo perdere.

   RINALDI. Adesso voglio sapere questi nomi

   MANCUSO.  I  nomi glieli posso dire privatamente, lei  li  conosce
  meglio di me
   Per  concludere,  perché sono andato oltre, parlando  peraltro  di
  nulla,   anche   perché  di  nulla  stiamo  parlando.   L'esercizio
  provvisorio  è un fatto straordinario che riguarda specifiche  cose
  che  insieme  questo Parlamento aveva deciso, le variazioni  ultime
  non fanno questa fotografia.
   Il  29  dicembre si spera che si metta da parte l'arroganza  e  si
  portino quelle variazioni che erano state concordate.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il passaggio all'esame degli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La Presidenza augura un sereno Natale ai deputati e al personale.
   La  seduta  è  rinviata a mercoledì, 29 dicembre  2010,  alle  ore
  15.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Autorizzazione  all'esercizio provvisorio  per  l'anno  2011.
  Consolidamento  del  debito  residuo a fronte  delle  anticipazioni
  concesse  ai  Comuni  per  particolari  situazioni  di  emergenza».
  (659/A) (Seguito)

   2)  «Norme  in  materia  di personale dei consorzi  di  bonifica».
  (661/A)

                   La seduta è tolta alle ore 19.01

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli