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Resoconto d'Aula della Seduta n. 215 di mercoledì 29 dicembre 2010
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   Presidenza del presidente Cascio


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo: l'onorevole  Barbagallo
  dal  29  al  31  dicembre  2010; gli onorevoli  Marinello,  Scilla,
  Speziale, Bufardeci e Marrocco per  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla Commissione
                               Bilancio

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alla Commissione  Bilancio (II)':

   «Riproposizione di norme in materia di personale dei  consorzi  di
  bonifica.» (n. 661)
   di iniziativa parlamentare.
   inviato il 23 dicembre 2010.

   «II Nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
  di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e
  per il triennio 2011/2013.» (n. 630 ter)
   di iniziativa governativa.
   inviato in data 23 dicembre 2010.
   parere I, III, IV, V, VI e UE.

   «Misure urgenti a sostegno dell'occupazione.» (n. 662)
   di iniziativa governativa.
   inviato in data 23 dicembre 2010.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere  è  stata
  trasmessa alla Commissione  Cultura, formazione e lavoro (V)':

   Modalità  di  applicazione dell'articolo 30 bis,  comma  1,  della
  legge  regionale  23  dicembre 2010, n. 32 per l'erogazione  di  un
  contributo per spese di funzionamento alle imprese di distribuzione
  della   stampa  che  operano  in  Sicilia  -  Schema   di   decreto
  assessoriale. (n. 125/V)
   - trasmesso in data 23 dicembre 2010.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore vitivinicolo costituisce una componente di grandissima
  importanza per l'economia siciliana;

   il  prodotto siciliano si è affermato nel mercato vinicolo  grazie
  alla sua eccezionale qualità, frutto dell'impegno dei produttori  e
  delle peculiarità colturali delle uve siciliane;

   atteso che:

   da  più  parti  si  è  appreso dell'arrivo presso  i  porti  della
  provincia di Trapani, quella storicamente più vocata alle  attività
  vitivinicole, di mosti di provenienza estera;

   in  particolare sembra che presso tali porti siano stati  sbarcati
  ingenti quantitativi di `mosto muto', destinato verosimilmente alla
  trasformazione in territorio siciliano;

   considerato che:

   l'importazione di mosto estero rappresenta un grave danno  per  la
  produzione locale;

   tali  prodotti  non  sono,  in  effetti,  controllati  e  la  loro
  immissione nella filiera vinicola determinerebbe verosimilmente  un
  peggioramento della qualità del vino siciliano, con evidenti  danni
  d'immagine e rischi per la salute dei consumatori;

   per sapere:

   se   rispondano  a  verità  le  notizie  circa  l'importazione  di
  significativi  quantitativi  di  'mosto  muto'  nei   porti   della
  provincia di Trapani;

   quali   iniziative   intendano  eventualmente  intraprendere   per
  sanzionare  e  prevenire tale pratica che danneggia  gravemente  la
  produzione vitivinicola nonché l'immagine e la qualità del prodotto
  siciliano». (1591)

                                                                ADAMO

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   in  data  3  settembre 2009, con lettera protocollo  5385,  veniva
  richiesta  da  alcuni  consiglieri  comunali  la  convocazione  del
  consiglio comunale per deliberare ed impegnare l'Amministrazione ad
  intraprendere ogni iniziativa finalizzata al contenimento dei costi
  e  alla  revisione del piano di raccolta dei rifiuti solidi  urbani
  (RSU) adottato;

   convocato  il  consiglio comunale, a seguito  della  sopra  citata
  richiesta,  è  stata  approvata  all'unanimità  una  proposta   che
  impegnava    la   giunta   comunale   per   il   successivo    anno
  all'abbattimento   dei   costi  del   servizio   senza   intaccarne
  minimamente la qualità;

   il  20  aprile 2010 invece, con deliberazione di giunta municipale
  n. 19/2010, l'amministrazione, 'al fine di raggiungere il costo del
  servizio', disattendendo le direttive del consiglio comunale, variò
  la  TARSU  con un aumento del 25%, omettendo tra l'altro di  citare
  gli  essenziali  riferimenti  normativi  idonei  ad  attestare   la
  competenza della giunta municipale ad adottare l'atto in questione;

   i  cittadini,  ricevuto l'avviso di pagamento della  TARSU,  hanno
  avanzato richiesta di esercizio dell'autotutela al responsabile dei
  servizi finanziari del comune di Comitini chiedendo il riesame  del
  provvedimento  e  quindi l'annullamento degli atti  illegittimi  ai
  sensi  dell'art. 68 del DPR 287/92, dell'art. 2 quater del decreto-
  legge 564/94 e del D.M. 37/97;

   dopo alcuni mesi, la suddetta responsabile dei servizi finanziari,
  rigettò    alcune   delle   suddette   richieste    di    esercizio
  dell'autotutela comunicando che 'in virtù delle norme regolamentari
  approvate dal Consiglio comunale le argomentazioni circa i vizi  di
  nullità  per  incompetenza  dell'organo deliberante  e  la  copiosa
  giurisprudenza elencata, a supporto di quanto richiesto dalla S.V.,
  non   può   trovare  applicazione  stante  la  puntuale  disciplina
  regolamentare comunale';

   nel  luglio  2010  il  funzionario  responsabile  del  comune   di
  Comitini,  già responsabile dei servizi finanziari, trasmetteva  ad
  alcuni utenti un avviso di accertamento relativo alla TARSU in  cui
  si  cita una inesistente deliberazione di consiglio comunale n.  42
  del 2010 di determinazione della TARSU;

   l'ufficio  ispettivo del servizio 3 - vigilanza e controllo  degli
  enti  locali dell'Assessorato Autonomie, con circolare n. 3 del  22
  aprile  2010,  ha trasmesso al comune di Comitini  una  'Scheda  di
  rilevazione dati in materia di gestione integrata dei rifiuti'  che
  il  Sindaco  avrebbe  dovuto compilare e ritrasmettere  all'ufficio
  ispettivo  3  specificando se 'il Consiglio Comunale ha determinato
  la TARSU o la TIA per l'anno 2010';

   considerato che:

   nella  seduta di consiglio comunale del 16 novembre 2010 è  invece
  emerso  che il regolamento comunale del '94, mai citato  sulla  DGM
  19/10, e contenente la suddetta '(...) puntuale disciplina' è stato
  superato  dallo stesso Statuto comunale del 2004 che  all'art.  28,
  lettera  e) recita: 'l'istituzione e l'ordinamento dei tributi,  la
  disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni  e  dei
  servizi' è di competenza del consiglio comunale;

   nella  stessa seduta è stato chiesto invano di visionare la scheda
  che come anzidetto avrebbe dovuto essere trasmessa al servizio 3  -
  vigilanza  e  controllo  degli enti locali  dell'assessorato  delle
  autonomie locali;

   la  deliberazione  di  giunta municipale n. 19/2010  non  è  stata
  ancora  revocata  dalla  giunta e che la responsabile  dei  servizi
  finanziari, nonché funzionario responsabile degli errati avvisi  di
  accertamento,  non  ha  ancora  provveduto  a  revocare  gli   atti
  illegittimi;

   moltissimi  utenti, rivoltisi alle associazioni  dei  consumatori,
  non  hanno  ancora pagato gli esosi importi dovuti' nell'attesa  di
  una ragionevole revoca in autotutela della suddetta DGM 19/2010;

   l'ente  gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti
  (GE.S.A.  AG.  2  s.p.a.)  non ha ancora riscosso  tutte  le  somme
  relative alla TARSU del comune di Comitini;

   atteso    che    numerosi    utenti,    vista    la    temerarietà
  dell'amministrazione attiva, ricorreranno presso le opportune  sedi
  giurisdizionali per avere riconosciuti i propri diritti;

   per  sapere  se,  alla luce dei fatti sopra citati,  quali  misure
  intenda  adottare e se non ritenga necessario e urgente predisporre
  un  intervento diretto da parte dell'ufficio ispettivo del servizio
  3  -  vigilanza  e  controllo  degli enti  locali  dell'Assessorato
  Autonomie   locali,  volto  a  verificare  la  trasparenza   e   la
  correttezza dell'azione amministrativa posta in essere dagli organi
  del comune di Comitini». (1593)

                                                            MARINELLO

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso  che  a  Joppolo Giancaxio (AG) il 30 novembre  scorso  la
  maggioranza del consiglio comunale, nonostante i rilievi  posti  in
  evidenza  dalla minoranza, ha approvato l'assestamento generale  di
  bilancio  senza  che  la  giunta avesse atteso  dal  ragioniere  la
  proposta per contenere le spese e aumentare le entrate;

   appreso che dallo stesso ragioniere, invece, sarebbe stato escluso
  ogni  debito verso l'ATO Gesa e che, anzi, da parte del comune,  si
  vanta qualche credito nei confronti dell'ATO stesso;

   tenuto conto dei dati oggettivi del bilancio 2010, unitamente alle
  dichiarazioni del revisore circa la dubbia esigibilità dei crediti-
  residui e al disequilibrio di bilancio rappresentato nella proposta
  di delibera firmata dal ragioniere in data 6 ottobre c.a.;

   rilevato quindi che il consiglio ha dunque approvato un equilibrio
  di  bilancio inesistente, ai sensi dell'art. 193 del TUEL, e  preso
  atto  che  a  tutt'oggi  nessun  atto  del  sindaco  ha  assicurato
  l'equilibrio  del  bilancio e, quindi,  che  nessun  atto  è  stato
  adottato  per  aumentare il gettito delle entrate e  contenere  gli
  impegni di spesa;

   per  sapere se non ritenga utile una ispezione per fare vera  luce
  sulla  situazione contabile del comune di Joppolo  Giancaxio  prima
  che   la   situazione  diventi  veramente  irreparabile   e   possa
  determinarsi  un vero e proprio dissesto finanziario,  disporre  le
  giuste  misure  per  determinare l'equilibrio di  bilancio  con  il
  contenimento delle spese non necessarie per la durata utile  e  una
  ridotta  appostazione  di  residui attivi  di  dubbia  esigibilità,
  richiamando  il  sindaco  e il dirigente finanziario  alle  proprie
  responsabilità». (1594)

                                                            MARINELLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità,
  premesso che:

   la  Lipari Porto s.p.a., costituita dal comune di Lipari  e  dalla
  società  italiana  per condotte d'acqua s.p.a.,  ha  presentato  un
  progetto   per   la   rifunzionalizzazione  del  sistema   portuale
  nell'isola  di  Lipari  che si configura  come  un'unica  struttura
  turistico-commerciale nella rada di Lipari, dato dalla  successione
  di  opere  portuali nelle località di Marina Corta, Sottomonastero,
  Marina Lunga, Pignataro, Bagnamare;

   è  stata  presentata, per le opere in oggetto, istanza di rilascio
  della  concessione demaniale marittima relativa alle aree  ed  agli
  specchi  acquei interessati, ai sensi dell'articolo 1  della  legge
  regionale 17 marzo 2009, n. 3;

   in  data  23.09.2010  l'Assessorato  regionale  del  territorio  e
  l'ambiente  -  dipartimento  dell'ambiente  ha  espresso  l'assenso
  preventivo  al  rilascio  della  concessione  demaniale  marittima,
  sebbene  lo speciale regime derogatorio configurato dalla norma  in
  parola  sia  espressamente limitato alle istanze  presentate  dagli
  enti  pubblici territoriali in relazione agli interventi finanziati
  nell'ambito della programmazione regionale', escludendone  pertanto
  l'applicabilità al progetto in specie, presentato  da  una  società
  mista,  il quale non fruirebbe di finanziamenti regionali bensì  di
  capitali privati;

   l'assenso  preventivo rilasciato in data 29 marzo  2010  ai  sensi
  dell'art.   1  della  legge  regionale  3/2009  è  stato   espresso
  limitatamente alla portualità turistica, in ottemperanza al comma 2
  della norma citata che ne circoscrive l'applicazione alle strutture
  dedicate  alla nautica da diporto, sebbene con nota del 4  novembre
  2010  l'Avvocato generale dell'Ufficio legislativo e  legale  della
  Regione  siciliana  abbia affermato che a quella data  l'originario
  progetto  presentato per l'esame non risultava 'emendato nel  senso
  di  scorporare la parte relativa alle finalità turistiche da quella
  relativa  a finalità commerciali' e che pertanto tale progetto  non
  era positivamente esaminabile alla luce della legge n. 3/2009';

   con nota del 7 ottobre 2009 l'Autorità garante della concorrenza e
  del  mercato ha rilevato come la procedura derogatoria di cui  alla
  legge  n.  3/2009  avvantaggi gli enti  pubblici  determinando  una
  condizione  ingiustificatamente restrittiva  della  concorrenza'  e
  dunque sarebbe a fortiori da escludersi l'applicabilità della norma
  ad  un'istanza proposta da una società mista pubblico-privato, come
  nel caso in specie;

   l'eventuale modificazione dell'oggetto della 'Lipari Porto' s.p.a.
  dopo  la  scelta  a  mezzo  gara del socio  privato,  modificazione
  consistente    nella    eliminazione   della   parte    commerciale
  dell'iniziativa,   costituirebbe,  come  ha  osservato   l'Avvocato
  generale dell'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana,
  nella  citata nota del 4 novembre 2010, una potenziale  alterazione
  della  par condicio relativa alla differenza di oggetto tra  quanto
  messo  a  gara  per la costituzione della società  mista  e  quanto
  oggetto della proposta progettuale da parte del Comune di Lipari';

   il  progetto  di cui trattasi sarebbe stato prodotto dalla  stessa
  società italiana per condotte d'acqua s.p.a. e donato al comune  di
  Lipari,  potendosi configurare pertanto la violazione dell'articolo
  90,   comma  8,  del  decreto  legislativo  163/2006  (Codice   dei
  contratti)  laddove è previsto che 'gli affidatari di incarichi  di
  progettazione   o  altri  soggetti  controllati,   controllanti   o
  collegati  all'affidatario  di  incarichi  di  progettazione,   non
  possono  partecipare  agli  appalti o alle  concessioni  di  lavori
  pubblici  per  i  quali  abbiamo svolto  la  suddetta  attività  di
  progettazione';

   considerato che:

   quanto  sopra  esposto  è  stato  oggetto  di  una  richiesta   di
  chiarimenti  formulata  in data 19 ottobre  2010   dall'Assessorato
  regionale Infrastrutture;

   a  seguito  della nota suddetta nonché delle valutazioni ulteriori
  che   ne   sono  seguite,  l'Assessorato  regionale  Territorio   -
  dipartimento  dell'ambiente  ha  sospeso  in  autotutela  l'assenso
  preventivo rilasciato per la concessione delle aree e degli specchi
  acquei interessati dalle opere in oggetto;

   il previsto progetto di rinfunzionalizzazione del sistema portuale
  di  Lipari  produce  un oggettivo rilevante impatto  ambientale  in
  un'area facente parte della Word Heritage List dell'Unesco;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano  assumere  per  assicurare  il  pieno
  rispetto della procedure di legge nell'iniziativa in questione e se
  non  ritengano  che  quanto  fin  qui  verificatosi  non  determini
  l'improcedibilità della stessa;

   se,  essendo  l'isola di Lipari compresa nella Word Heritage  List
  dell'Unesco,  il  progetto  di  rifunzionalizzazione  del   sistema
  portuale  sia  stato oggetto di segnalazione ai  competenti  organi
  dell'Unesco,   come   previsto  dall'art.   dell'art.   172   delle
  Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage
  Convention». (1596)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                  PANARELLO - RINALDI - DE BENEDICTIS

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che,

   i beni culturali siciliani non sono adeguatamente salvaguardati;

   nella  carta  del  rischio  sono  stati  censiti  10.178  beni   e
  predisposte 2.500 schede di vulnerabilità;

   considerato che:

   non  sono  state previste risorse finanziarie per la conservazione
  del patrimonio;

   tra  i  numerosi beni culturali a rischio va prestata  subito  una
  particolare  attenzione  al  tempio di  Selinunte  (da  dieci  anni
  ingabbiato in una inutile e dannosissima impalcatura);

   altri autentici gioielli, come le mura antiche di Kamarina, quelle
  Timoleontee di Capo Soprano a Gela, l'antico borgo della Cunziria a
  Vizzini e la tonnara di Santa Panagia, meritano una urgente  azione
  di tutela;

   lo  stesso  teatro  antico di Taormina e altri siti  a  rischio  a
  Palermo,  Catania e Messina necessitano di opere di restauro  e  di
  consolidamento;

   ritenuto che:

   i  capitoli  del  bilancio regionale destinati  alla  manutenzione
  ordinaria dei monumenti sono stati azzerati;

   le cosiddette 'somme urgenze', effettuate dalle soprintendenze per
  fermare i pericoli e impedire nuovi danni, non sono state da  tempo
  rifinanziate;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per la tutela del territorio
  e per la conservazione dei beni culturali;

   le  ragioni per le quali si voglia mettere in discussione il ruolo
  delle  soprintendenze nella loro competenza di organismi  impegnati
  nella tutela del nostro patrimonio culturale». (1590)

                                                           BARBAGALLO

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   alla  fine  del 2009 la Dedalo Ambiente s.p.a., società di  ambito
  territoriale  ottimale  (d'ora  in  poi  Dedalo),  ha  ottenuto  un
  finanziamento dall'ARRA per la realizzazione di un polo tecnologico
  ed informatico con D.D.S. n. 440 del 27 novembre 2009;

   con tale finanziamento parrebbe che la Dedalo abbia acquistato  un
  immobile nell'ASI di Ravanusa - Campobello di Licata, in precedenza
  costruito da un'azienda con le provvidenze del contratto d'area  di
  Agrigento del 1999;

   con  nota prot. 11246 del 25 agosto 2010 il sindaco del Comune  di
  Campobello  di  Licata 'per dare giusto seguito  alla  volontà  del
  Consiglio Comunale nella seduta del 18 giugno 2010' ha chiesto alla
  Dedalo 'gli atti relativi al finanziamento e all'acquisto del  polo
  tecnico  informatico  zona ASI di Ravanusa,  nonché  una  relazione
  sulle   motivazioni   della  società   che   hanno   portato   tale
  investimento';

   con  nota  di  risposta prot. 3027/ATO del 23  settembre  2010  il
  presidente  della Dedalo ha comunicato al sindaco di Campobello  di
  Licata  'che il Polo Tecnologico, non appena verrà dotato di  tutte
  le  attrezzature,  per  le quali si è in  procinto  di  avviare  le
  procedura  di  gara,  verrà  utilizzato  per  la  promozione  della
  raccolta differenziata';

   considerata insufficiente la risposta fornita dal presidente della
  Dedalo  in quanto non ha fornito gli atti relativi al finanziamento
  e  all'acquisto del polo tecnico informatico né una relazione sulle
  motivazioni della società che hanno portato tale investimento;

   considerato che:

   con  nota  dell'11  ottobre 2010 il gruppo consiliare  del  PD  di
  Campobello  di Licata, nella qualità di 'Consiglieri comunali',  ha
  chiesto  l'accesso ad alcuni atti della Dedalo e il rilascio  della
  copia ed in particolare del 'decreto di finanziamento ottenuto  nel
  2009  per  il  polo  tecnologico ed  informatico,  nonché  atto  di
  acquisto  dell'immobile, relazione di stima e relazione dettagliata
  con relative spese';

   la  Dedalo  ha  risposto  che  la  lettera  'risulta  prova  della
  indicazione della ragione di accesso' chiedendo di 'volere indicare
  con precisione e specificatamente per gli atti indicati, le ragioni
  dell'istanza';

   la  risposta  è  dilatoria ed impedisce di  fatto  ai  consiglieri
  comunali  l'esercizio del proprio mandato in quanto non  ha  tenuto
  conto  del  fatto  che le ragioni di accesso erano state  indicate,
  citando  anche  una  recente sentenza del  Consiglio  di  Stato  n.
  7083/2010 in materia di diritto di accesso;

   un'altra recente decisione del Consiglio di Stato n. 6963/2010  ha
  stabilito  che  'sul  consigliere comunale non può  gravare  alcune
  particolare  onere  di  motivare le proprie richieste  di  accesso,
  atteso  che diversamente opinando (com'è stato acutamente rilevato)
  sarebbe introdotta una sorta di controllo dell'Ente,  attraverso  i
  propri    uffici,   sull'esercizio  del  mandato  del   consigliere
  comunale';

   a  seguito  di tale risposta i consiglieri comunali del  PD  hanno
  inviato  una  lettera  all'Assessore regionale  per  l'energia,  al
  soggetto  attuatore per l'emergenza rifiuti ed  acque  in  Sicilia,
  all'Assessore  per  le autonomie locali ed alla  Procura  regionale
  della  Corte  dei conti della Sicilia per chiedere,  tra  le  altre
  cose,  la  piena  trasparenza  degli  atti  ed  il  rispetto  delle
  prerogative   dei   consiglieri   comunali,   chiedendo,   altresì,
  l'applicazione agli attuali ATO del comma 8 dell'art. 6 della legge
  regionale  9/2010 ovvero che 'gli atti adottati dalla  S.R.R.  sono
  pubblicati per intero sul sito web della stessa';

   non  si  riesce a capire la utilità di tale finanziamento rispetto
  alle  tante esigenze della Dedalo. Si legge infatti dalla relazione
  gestionale allegata al bilancio al 31 dicembre 2009 che 'una  delle
  ragioni   principali  delle  difficoltà  gestionali   esistenti   è
  sicuramente riferibile al fatto che i previsti finanziamenti per la
  realizzazione  degli  impianti  e  per  l'acquisto   di   mezzi   e
  attrezzature,  per  i quali sono stati presentati  da  alcuni  anni
  appositi  progetti  all'Agenzia Rifiuti e  Acque,  non  sono  stati
  ancora  approvati  e  decretati  dalla  Regione.  Tale  condizione,
  insieme  alla  mancanza di sufficiente liquidità, ha determinato  e
  determina  grossi problemi gestionali alla Società, atteso  che  la
  logistica  della Dedalo, oggi costituita in buona parte  dal  mezzi
  usati ereditati dai Comuni o acquistati nel mercato dell'usato, era
  stata approntata soltanto per superare la fase di lancio fino  alla
  messa  a  regime,  in  attesa di rinnovare il  parco  macchine  con
  l'arrivo  dei finanziamenti. Tale ritardo ha determinato  il  venir
  meno della capacità di telaio, in termini di impiantistica, mezzi e
  attrezzature  per  supportare quelle modifiche  e  ristrutturazioni
  aziendali,  (organizzazione del lavoro  e  modalità  dei  servizi),
  necessarie   ed   indispensabili  per   il   raggiungimento   delle
  percentuali raccolta differenziata. In altre parole, la Società non
  ha potuto dare seguito alla trasformazione del modello di raccolta,
  così  come  previsto,  e  di conseguenza, ha  dovuto  annullare  la
  sperimentazione   della   raccolta  'porta   a   porta',   la   cui
  sperimentazione  in  alcuni quartieri aveva dato  ottimi  risultati
  così come innumerevoli altre iniziative';

   le  medesime  considerazioni  sono contenute  sostanzialmente  nel
  bilancio al 31 dicembre 2008 ed al 31 dicembre 2007;

   buona parte del finanziamento dell'importo complessivo di 650 mila
  euro  è  stato  utilizzato  per l'acquisto  e  la  ristrutturazione
  dell'immobile, ad uso ufficio, per cui non si riesce a capire  come
  possa  contribuire  a  superare  le  criticità  sottolineate  dalla
  relazione gestionale citata;

   ai  sensi  della  norma  n. 6 del regolamento  CE  448/2004  della
  Commissione  del 10/3/2004, relativa all'ammissibilità delle  spese
  concernenti  operazioni  cofinanziate  dai  fondi  strutturali,  si
  stabilisce   che   'un  certificato  emesso  da  un  professionista
  qualificato   e   indipendente  o  da  un   organismo   debitamente
  autorizzato attesta che il prezzo non supera il valore di mercato e
  che l'immobile è conforme alla normativa nazionale oppure specifica
  i   punti   non  conformi  quando  l'operazione  prevede  la   loro
  regolarizzazione   da  parte  del  beneficiario   finale'   e   che
  'l'immobile  non  deve  aver  fruito,  nel  corso  dei  dieci  anni
  precedenti, di un finanziamento nazionale o comunitario che darebbe
  adito  a  un doppio aiuto nel caso di cofinanziamento dell'acquisto
  da parte dei Fondi strutturali';

   non   sappiamo   se  l'ARRA  ha  verificato  le   condizioni   per
  l'ammissibilità  delle  spese  ai  sensi  della  norma  n.  6   del
  regolamento CE 488/2004;

   per sapere:

   se  l'ARRA, nel concedere il finanziamento, abbia verificato tutte
  le  criticità  della Dedalo come emerse nella relazione  gestionale
  allegata  al  bilancio  al  31 dicembre 2009,  al  bilancio  al  31
  dicembre  2008 ed al bilancio al 31 dicembre 2007 e se, riscontrate
  dette criticità, in che modo il finanziamento concesso contribuisca
  a  superarle  soprattutto  quelle  legate  all'impiantistica  e  al
  mancato raggiungimento di un'adeguata raccolta differenziata;

   se  l'ARRA,  nel  concedere il finanziamento alla Dedalo  Ambiente
  s.p.a.,  abbia  verificato  il  rispetto  della  norma  n.  6   del
  regolamento CE 488/2004 della Commissione del 10 marzo 2004  e,  in
  caso  affermativo, la copia del certificato sia stata emessa da  un
  professionista  qualificato  e  indipendente  o  da  un   organismo
  debitamente autorizzato che attesti che il prezzo dell'immobile non
  supera il valore di mercato, nonché copia del certificato da cui si
  evinca  che l'immobile acquistato dalla Dedalo non abbia usufruito,
  nel  corso dei dieci anni precedenti, di un finanziamento nazionale
  o  comunitario che andrebbe adibito a un doppio aiuto nel  caso  di
  cofinanziamento dell'acquisto da parte dei fondi strutturali;

   se siano intenzionati ad applicare immediatamente agli attuali ATO
  le  disposizioni  di  cui al comma 8 dell'articolo  6  della  legge
  regionale 9/2010». (1592)

                                                            PANEPINTO

   «All'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   la   legge   25  febbraio  1992,  n.  215  'Azioni  positive   per
  l'imprenditoria femminile', demandava alle regioni la realizzazione
  di  programmi di diffusione ed informazione mirati e di servizi  di
  consulenza   e  di  assistenza  tecnica  in  materia  di   sostegno
  all'imprenditoria  femminile,  mediante  la  stipula  di   apposite
  convenzioni con enti di consolidata esperienza in materia  presenti
  sull'intero territorio regionale;

   con  decreto del Presidente della Repubblica n. 314 del 28  luglio
  2000  è  stato  emanato il regolamento per la  semplificazione  del
  procedimento  relativo agli interventi a favore  dell'imprenditoria
  femminile,  prevedendo la concessione alle regioni di un contributo
  pari al 50 per cento dell'importo delle spese, per la realizzazione
  di  programmi regionali volti a predisporre le seguenti  iniziative
  di  supporto  all'imprenditorialità femminile: a) promozione  della
  formazione imprenditoriale delle donne; b) sviluppo dei servizi  di
  assistenza   e   consulenza  tecnica   e   manageriale   a   favore
  dell'imprenditorialità femminile; c) attuazione delle iniziative di
  informazione  e  di  supporto per la diffusione  della  cultura  di
  impresa tra donne;

   con  decreto  n.  232  del  19 novembre 2004  del  Ministro  dello
  sviluppo  economico  sono  state ripartite  tra  le  regioni  e  le
  province   autonome   le  risorse  finanziate   statali   dell'anno
  destinando,   in   particolare,  alla  Regione  siciliana   risorse
  finanziarie  pari  ad euro 1.459.545,80, mentre  con  la  circolare
  esplicativa  n.  946342 del 5 dicembre 2005 si sono  determinati  i
  contenuti  dei  programmi regionali e le modalità  e  procedure  di
  realizzazione degli interventi;

   la  Regione siciliana, avendo già sperimentato l'attuazione di  un
  primo  programma  regionale, denominato SINTEDI, sistema  integrato
  territoriale  donne imprenditrici, approvato dal MAP  e  realizzato
  tramite apposite convenzioni con l'unione delle camere di commercio
  della  Sicilia  e  con  l'IPI,  per  il  tramite  del  dipartimento
  competente, in data 15 febbraio 2006, con numero di protocollo 730,
  servizio  I, ha trasmesso al Ministero dello sviluppo economico  la
  proposta   di  piano  regionale  dell'imprenditorialità   femminile
  relativo  all'annualità 2006-07, elaborato sulla base del documento
  progettuale presentato da Unioncamere Sicilia;

   preso atto che:

   il  Ministero  dello sviluppo economico, con  il  decreto  del  29
  novembre  2006,  ha  approvato la proposta di piano  regionale  per
  l'imprenditorialità  femminile presentata dalla  Regione  siciliana
  per l'attivazione della proposta progettuale denominata 'SINTEDI 2'
  (Sistema Integrato Territoriale Donne Imprenditrici), presentata da
  Unioncamere Sicilia, per un costo totale pari ad euro 2.919.091,60;

   il  programma  esecutivo proposto da Unioncamere  Sicilia  avrebbe
  dovuto  essere realizzato da quest'ultima, per la parte di  propria
  competenza,  per una corrispondente spesa da rendicontare  pari  ad
  euro  2.698.091,60, di cui euro 1.459.545,80 a titolo di  quota  di
  cofinanziamento  a totale carico della stessa e  dei  suoi  partner
  camerali aderenti all'iniziativa;

   al fine di disciplinare in concreto e nel dettaglio le modalità di
  realizzazione del programma, il dipartimento regionale industria ed
  unioncamere  Sicilia hanno provveduto, in data  5  aprile  2007,  a
  stipulare apposita convenzione;

   la  data  di  stipula della convenzione ha segnato  anche  l'avvio
  ufficiale  delle  attività  di  cui  al  programma,  per   la   cui
  realizzazione erano stati originariamente assegnati diciotto mesi a
  partire dalla stipula della convenzione;

   l'iniziativa 'SINTEDI2' si è ufficialmente conclusa soltanto il 24
  luglio  del  2009, provvedendosi, da allora, da parte dei  soggetti
  interessati a presentare la rendicontazione delle attività svolte;

   considerato   che,   dall'esame  della   documentazione   relativa
  all'attuazione  del  programma in oggetto,  sembrerebbero  emergere
  numerose  e significative anomalie che suscitano più che  legittimi
  dubbi  relativamente: ai discostamenti dalle previsioni finanziarie
  iniziali,  al  mancato  rispetto  degli  obblighi  di  monitoraggio
  trimestrale   delle  attività,  all'omessa  predisposizione   delle
  relazioni in itinere, alle procedure sulla gestione degli incarichi
  consulenziali  conferiti per la realizzazione  del  progetto,  allo
  svolgimento   delle   funzioni  apicali  e  di   project   manager,
  all'apporto del personale dipendente di Unioncamere Sicilia e  alla
  sua  rendicontazione  nonché al coinvolgimento nella  realizzazione
  delle attività di società e strutture interne ed esterne al sistema
  camerale;

   per sapere se corrisponda al vero che le modalità di realizzazione
  del  programma regionale concretamente messe in atto da Unioncamere
  Sicilia differirebbero in maniera sostanziale dalle previsioni  del
  progetto  esecutivo presentato al Dipartimento Industria in  ordine
  ai  diversi aspetti progettuali segnalati e se venissero confermati
  i  dubbi  di  merito,  quali  azioni a tutela  dell'Amministrazione
  intenda intraprendere». (1595)

                                                              FARAONE

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   il  10  settembre 2010 è stato presentato dal dirigente del comune
  di  Palermo,  dottore Roberto Rainieri, un ampio  e  circostanziato
  esposto-denuncia   a   diversi  organi  giudiziali   nonché   anche
  all'Assessore  regionale  per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica;

   con detto esposto-denuncia si è inteso portare a conoscenza alcuni
  fatti e diverse circostanze occorsi presso il comune di Palermo, in
  particolare,   accaduti  verso  la  propria  persona   e   funzione
  dirigenziale;

   considerato  che  con  tale  esposto  si  chiede  di  accertare  e
  sanzionare   alcune   presunte   irregolarità   e   abusi    subiti
  personalmente  in  violazione delle  norme  del  buon  andamento  e
  dell'imparzialità  che  disciplinano la condotta  di  una  pubblica
  amministrazione;

   per  sapere  quali iniziative e/o provvedimenti  abbia  assunto  o
  ritiene  di  assumere al riguardo al fine di accertare e verificare
  quanto contenuto nell'esposto denuncia presentato». (1597)

                                                              FARAONE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.


   Presidenza del presidente Cascio


   Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno

   BUZZANCA.  Chiedo  di parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  io desidero  sottoporre  alla  sua
  attenzione un fatto che ritengo molto grave, che lede certamente la
  dignità di questo Parlamento, ed è sicuramente legato alla volontà,
  in  qualche maniera e in qualche misura, di ignorare le prerogative
  dei parlamentari.
   In data 11 novembre ho chiesto copia di atti, ex articolo 45 della
  legge  regionale  numero  4  del 2003 -  esercitando,  quindi,  una
  normale  attività ispettiva per esigenze conoscitive connesse  alla
  stessa   funzione   -  all'Assessorato  regionale   della   salute.
  Segnatamente,  si  cercavano i protocolli in entrata  e  in  uscita
  proprio  per esercitare quella funzione. Ripeto, signor Presidente,
  in  data  17  novembre  2010, cioè più  di  un  mese  e  mezzo  fa;
  successivamente, in data 24 novembre, il dirigente generale, dottor
  Maurizio   Guizzardi,  rispondeva  dicendo  che  la  mia  richiesta
  risultava eccessiva.
   Adesso  io  non  voglio  entrare nel  merito  della  risposta  del
  direttore generale. Certo è che ritenere eccessiva una richiesta di
  controllo  in un assessorato che predica urbi  et orbi la necessità
  di  atti trasparenti, di atti che rispondono all'esigenza anche  di
  qualità  della  sanità  in  Sicilia,  non  mi  sembra  accettabile.
  Pertanto,  ho  ritenuto  di reiterare la richiesta,  e  l'ho  fatto
  formalmente con atto in data 20 dicembre e, successivamente, con un
  telegramma.
   A  tutt'oggi,  signor  Presidente,  questi  atti  non  sono  nella
  disponibilità del sottoscritto che altro non chiede che il rispetto
  dello  Statuto,  del Regolamento, ma anche delle vigenti  norme  in
  materia  penale, perché è evidente che si tratta di una  violazione
  dello  Statuto,  di una violazione del Regolamento,  ma  si  tratta
  anche di una chiara omissione di atti legati al proprio ufficio.
   Le  consegno questa riflessione, signor Presidente, quale  garante
  di  tutta l'Assemblea, perché non è concepibile che un assessorato,
  che  una  direzione generale si rifiuti di consegnare  atti  ad  un
  parlamentare   che   ne   fa  espressa  richiesta.   Voglio   anche
  sottolineare che mi sono preso la briga di chiamare telefonicamente
  per sollecitare il rilascio di quegli atti.
   Io  non  conosco, né voglio pensare male, il motivo per  il  quale
  questi  atti  non vengono consegnati,  escludo che ci possa  essere
  qualcosa  da  nascondere o da aggiustare. Certo è che  il  fatto  è
  molto  grave  e  questa Assemblea non può restare  muta  dinanzi  a
  siffatta  gravità, soprattutto non può restare muta  la  Presidenza
  dell'Assemblea. Sono certo che ella, Presidente, interverrà.
   E'  chiaro  che io continuerò nella mia opera di controllo  perché
  questo fa parte delle mie prerogative di parlamentare, e farò anche
  i  passi  successivi.  Ma ritengo, signor Presidente,  che  la  sua
  autorevolezza in questo settore debba suggerire all'Aula  e  a  lei
  stesso  di fare passi importanti perché si ripristini, non  solo  a
  parole ma nei fatti, la legalità.
   Siamo  stanchi di manifesti elettorali, siamo stanchi  di  annunci
  che  vengono  consegnati  ogni giorno alla Sicilia,  come  l'ultimo
  relativo  alla  assunzione di ben quattromila persone  nel  settore
  della  sanità sapendo che si tratta di fatti che nulla hanno a  che
  vedere con la realtà.
   Sono  circa  tremila  i perdenti posto, che  devono  essere  posti
  all'interno di questo meccanismo; poi vorrei capire il resto,  cioè
  le  altre mille persone come dovrebbero essere assunte e con  quale
  copertura   finanziaria.  Quindi,  signor  Presidente,  la   prego,
  intervenga e riferisca all'Aula.
   Se  dovesse reiterarsi questo comportamento omissivo, è chiaro che
  noi perderemmo la stessa funzione di parlamentari. La ringrazio.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Buzzanca, gli Uffici hanno preso nota
  della questione.
   Le   chiedo   di  far  avere  agli  Uffici  i  riferimenti   della
  corrispondenza fra lei e il Dipartimento. Ovviamente la  Presidenza
  valuterà  se  ci  sono,  come ritengo,  tutte  le  circostanze  per
  intervenire a tutela delle prerogative parlamentari e, soprattutto,
  per il rispetto delle norme e dell'Assemblea stessa.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  mi  pare  molto grave quanto testé denunziato dal collega  Buzzanca
  circa l'iniziativa di un parlamentare che trova un muro da parte di
  un ufficio, di un Assessorato, che lascia molto .

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, se l'intervento è sull'ordine  dei
  lavori   bene.   Ma   non   c'è   dibattito   sulle   dichiarazioni
  dell'onorevole Buzzanca.
   La  Presidenza si adopererà per trarne le conseguenze, ma non  c'è
  dibattito.

   D'ASERO.  La  mia,  signor Presidente, era solo  una  battuta  per
  agganciarmi  a quello che - voglio sottolinearlo - deve  essere  il
  ruolo  del  parlamentare e la sua dignità istituzionale  che  viene
  continuamente  mortificata.  Lo è anche  sul  percorso  che  stiamo
  seguendo per l'esercizio provvisorio.
   Non  è accettabile che l'esercizio provvisorio debba diventare una
  mini-finanziaria perché il bilancio - come tutti sappiamo -  è  una
  prerogativa   dell'Assemblea  regionale   siciliana,   quindi   dei
  parlamentari. Pertanto, i parlamentari devono potersi  esprimere  e
  non  subire  la  volontà del Governo in un momento in  cui  c'è  il
  tentativo di fare sì che questo esercizio provvisorio diventi lungo
  nel  tempo  e  con  grandi argomenti che non  hanno  attinenza  con
  l'esercizio stesso.
   Voglio  dire  che  il  senso deve essere quello  di  un  ritrovato
  equilibrio  perché può esserci, in un momento di  grande,  leale  e
  costruttivo   confronto  con   il  Governo,   la   possibilità   di
  determinare uno stesso orientamento; ma non mi pare che questo  sia
  il caso.
   Non  può  il Governo, con i suoi assessori, da un lato disprezzare
  l'attività  dei  parlamentari e, dall'altro,  poi  prevaricare  con
  un'azione  impositiva  con la speranza che  la  logica  dei  numeri
  faccia recepire un certo orientamento.
     Signor  Presidente, alla considerazione che  faceva  l'onorevole
  Buzzanca voglio aggiungerne un'altra. Nella mia veste di componente
  della  Commissione  Bilancio  dico  se  è  mai  possibile  che  noi
  assistiamo  ad un momento in cui con grande positività,  ove  fosse
  vero,  ma con grande preoccupazione, abbiamo visto che nella sanità
  si  è  ormai  aperto uno scenario mediatico di grande  impressione.
  Prima avevamo la disponibilità di mettere a bando 2.900 posti,  poi
  questa  disponibilità  è aumentata a 3.000.  Oggi  apprendiamo  dai
  giornali che nella sanità ci sono quattromila posti.
   Io  ritengo  che anche questo sia un motivo che deve riportare  il
  nostro  ruolo  ad  un  giusto equilibrio, perché  le  dichiarazioni
  creano aspettative e non c'è chi vuole il bene e chi vuole il  male
  su  questi argomenti. Tutti vogliamo il bene, tutti siamo perché ci
  siano possibilità occupazionali.
   Ma  questo  deve  misurarsi  con  la  realtà  e  con  gli  aspetti
  finanziari  e, quindi, con il giusto equilibrio e con il  ruolo  di
  questo  Parlamento, di questa Istituzione che noi rappresentiamo  e
  della  politica come momento di democrazia che in un momento  serio
  non può essere demagogico.

   FALCONE.  Chiedo  di  parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  intervengo  per   rivolgerle   una
  richiesta  su  un  fatto  particolare che  riguarda  il  comune  di
  Palagonia, in provincia di Catania. Nonostante il 30 ottobre scorso
  sia  decaduto il sindaco del comune di Palagonia perché sfiduciato,
  a   distanza  di  ben  due  mesi  non  viene  ancora  nominato   il
  commissario,  lasciando  il comune in una situazione  assolutamente
  deprecabile.
   Io  non faccio commenti, signor Presidente, ma la prego di inviare
  alla Presidenza della Regione una nota di sollecito all'adempimento
  di  atti dovuti per legge, altrimenti rischiamo di cadere in quello
  che  hanno  lamentato poc'anzi l'onorevole Buzzanca  e  l'onorevole
  D'Asero.
   Dobbiamo  ritrovare la regolarità procedurale anche  nei  rapporti
  istituzionali.

   PRESIDENTE. Anche su questo argomento la Presidenza  si attiverà.
   Si  passa al secondo punto dell'ordine del giorno: Discussione  di
  disegni di legge.


   Presidenza del presidente Cascio


           Per il prelievo del disegno di legge numero 661/A

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in attesa di
  avviare   il  dibattito  sull'esercizio  provvisorio,   io   vorrei
  chiedere alla Presidenza e all'Aula, ove possibile, il prelievo del
  disegno  di  legge  posto  al numero 2), relativo  ai  consorzi  di
  bonifica,  considerato che in Conferenza dei Capigruppo  c'è  stata
  unanimità dei consensi.
   Così almeno andiamo avanti rispetto alla tabella di marcia che  ci
  siamo dati.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che  sono
  a  favore della richiesta dell'onorevole Leanza ma, per agevolare i
  lavori  del  Parlamento  e  il  compito  della  Presidenza,  vorrei
  invitare  il  Governo  a riflettere su alcuni punti  specifici  che
  abbiamo all'ordine del giorno e segnatamente, se non ricordo  male,
  ci  eravamo  lasciati con alcuni quesiti da risolvere sulla  durata
  dell'esercizio  provvisorio e sulle deroghe. Rimaneva  nell'aria  e
  aleggiava  pesantemente un problema di fondo: la mancata  copertura
  finanziaria per alcuni comparti importanti.
   Per  risolvere i problemi e vedere di seguire la via  maestra  del
  rispetto dei regolamenti, ritengo utile che il Governo rifletta  su
  due questioni importanti.
   La  prima è che non si può chiedere un esercizio provvisorio lungo
  perché,  nel  momento di difficoltà drammatica che vive  la  nostra
  Regione,   chiedere  un  esercizio  provvisorio   lungo   significa
  rimandare  nel tempo scelte cruciali che allontanano la possibilità
  della  ripresa  e  di  dare risposte ai problemi,  gravissimi,  che
  abbiamo davanti.
   Secondo punto: la copertura finanziaria.
   Io non capisco perché il Governo, per quanto riguarda la copertura
  finanziaria,    segnatamente   nel   comparto   della    formazione
  professionale, che è quello carente in questo momento, si ostini  a
  non  dare  copertura  congrua  per  il  periodo  per  cui  richiede
  l'esercizio provvisorio, perché la copertura congrua si  fermerebbe
  a   meno  di  59  milioni  per  i  tre  mesi  che  si  chiedono  e,
  contemporaneamente,  chieda  la  deroga  per  poter  pagare.  Siamo
  d'accordo.
   Ma allora perché andare su una copertura che non è né la copertura
  sufficiente per l'intero anno ed è eccedente invece il periodo  per
  cui il Governo richiede l'esercizio provvisorio?
   Sarebbe  più  corretto,  sarebbe  più  conveniente,  sarebbe   più
  plausibile,  sarebbe la strada maestra prevedere la  copertura  per
  l'intero  anno e per l'intero ammontare, procedere in dodicesimi  -
  quindi  senza  derogare dalla via maestra -, dopodiché  mettere  in
  campo  e  dare attuazione ai propositi che il Governo ha più  volte
  annunciato,  cioè  andare a coprire parte  della  spesa  con  fondi
  extraregionali e, una volta che diventano operativi i provvedimenti
  con  i fondi extraregionali, operare una variazione di bilancio  di
  importo  pari  alla  cifra che si risparmia  rispetto  al  bilancio
  regionale.
    Per essere chiari e precisi, non si capisce perché il Governo non
  assicuri la copertura intera del servizio e proceda per dodicesimi,
  attui  contemporaneamente i suoi propositi,  che  sono  quelli   di
  riformare  la legge e di spostare parte della copertura  sui  fondi
  europei.   Una   volta  raggiunto  l'obiettivo  con  una   semplice
  variazione di bilancio, i soldi che ha messo in più o, comunque,  i
  soldi derivanti dal risparmio li può spostare, con variazioni,  nei
  capitoli di spesa dove servono.
   A  quel  punto,  non c'è più bisogno di chiedere  deroghe,  si  dà
  certezza  alla categoria, si segue la legge e si opera  in  maniera
  tale che non ci siano poi problemi ulteriori, affanni ulteriori  e,
  soprattutto, a cascata, preoccupazioni e pericoli per una categoria
  che  comprende più di ottomila persone. Mi pare una autostrada; non
  capisco perché il Governo immotivatamente continui a perseguire una
  strada senza avere le giustificazioni necessarie.

   PRESIDENTE. L'onorevole Nicola Leanza ha formulato una proposta di
  prelievo, all'interno del secondo punto dell'ordine del giorno, del
  disegno di legge n. 661/A, su cui l'onorevole Formica si è espresso
  a favore.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, le chiedo una cortesia.  Considerato
  che il Presidente della Regione ha lasciato impegni importantissimi
  in  altre  parti,  immagino, della Sicilia,  perché  voleva  essere
  presente  oggi con noi qui in Aula e io ho preparato una  letterina
  per  lui  che leggerò, naturalmente, quando sarà in Aula,  possiamo
  aspettare  il  suo  arrivo  prima di procedere  con  i  lavori  per
  rispetto degli impegni che ha tralasciato?

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta dell'onorevole  Leanza
  di prelievo del disegno di legge n. 661/A, posto al numero 2).  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio


    Discussione del disegno di legge «Norme in materia di personale
                   dei consorzi di bonifica» (661/A)

   PRESIDENTE.  Si passa, pertanto, alla discussione del  disegno  di
  legge  numero 661/A «Norme in materia di personale dei consorzi  di
  bonifica», posto al numero 2).
   Invito  i  componenti  la  seconda Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, è un disegno di legge che abbiamo esaminato ed  esitato
  in   Commissione  Bilancio  stralciando  una  norma  dall'esercizio
  provvisorio. Quindi, si parla soltanto di proroghe nei consorzi  di
  bonifica, non è altro.
   Prego, pertanto, di approvarlo.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiuso  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
        Norme in materia di personale dei consorzi di bonifica

   1.  Le disposizioni di cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12  del
  decreto  legge  1 luglio 2009, n. 78, convertito con  modificazioni
  dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, trovano applicazione anche per i
  consorzi  di  bonifica  i quali, nelle more dell'attivazione  delle
  procedure di stabilizzazione da effettuarsi entro 180 giorni  dalla
  data  di  entrata in vigore della presente legge, sono autorizzati,
  per  sopperire  alle  esigenze straordinarie  inerenti  ai  compiti
  istituzionali, a continuare ad avvalersi fino al 31 dicembre  2011,
  nel rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28
  e, ove ricorrano i presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24
  bis  e  24  ter del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
  con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, del personale
  con  contratto a tempo determinato stipulato ai sensi dell'articolo
  3  della  legge  regionale  30 ottobre 1995,  n.  76  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.  Le  disposizioni previste dal comma 10 dell'articolo  1  della
  legge  regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive modifiche  ed
  integrazioni,  non  si applicano ai processi di stabilizzazione  di
  cui  all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1  luglio
  2009, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009,
  n. 102.

   3.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 11.700 migliaia di  euro.
  I  relativi oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale  della
  Regione 2010-2012 UPB 10.3.1.3.1».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                             «Articolo 2.
                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno  di  legge  avverrà
  successivamente, insieme all'altra legge che voteremo stasera.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, intervengo solo per un fatto tecnico.
  Siccome  la norma prevede la proroga per questo personale  a  tempo
  determinato e, quindi, diventa una norma cornice, e su  questo  era
  anche  prevista la presenza di alcune unità che avevano  avuto,  in
  tempi  differiti, da parte della direzione del consorzio un momento
  di  perplessità, chiedo se è possibile interrompere brevemente  per
  verificare se questo era già consentito.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, tenga presente  che  gli  articoli
  sono stati già votati e dobbiamo procedere solo al voto finale  del
  disegno di legge.
   Gli  Uffici,  nel  frattempo,  si  adopereranno  per  fare  questa
  verifica.
   Avendo  votato  l'articolato, rimane da dare  il  voto  finale  al
  disegno  di  legge, che sarà dato quando voteremo anche l'esercizio
  provvisorio. Se ci sarà da fare qualche modifica tecnica  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, sarà fatta.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, in merito al disegno di  legge  testé
  esaminato, composto da due soli articoli, in effetti l'Aula è stata
  presa  un  po' alla sprovvista, nel senso che c'era un  emendamento
  che  dovevamo presentare per fare giustizia nei confronti  di  nove
  lavoratori che hanno prestato la propria attività lavorativa  negli
  anni 2007/2009 e che dovevano essere attenzionati e disciplinati da
  questo  disegno  di legge. Se siamo d'accordo, poi  vediamo  con  i
  capigruppo  se  si riuniranno, si potrebbe ipotizzare  di  inserire
  questo   emendamento   nell'esercizio   provvisorio,   visto    che
  l'emendamento  doveva  essere  presentato  durante  la  discussione
  generale nel disegno di legge testé esaminato.
   Siccome, ripeto, siamo stati presi alla sprovvista, chiedo se  ciò
  sia possibile.
   E'  una  richiesta che rivolgo alla Presidenza, poi  i  capigruppo
  valuteranno.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il disegno di legge era  all'ordine
  del  giorno  già dalla settimana scorsa, per cui chi avesse  voluto
  presentare   emendamenti  avrebbe  potuto  farlo  indipendentemente
  dall'inizio  della  seduta di oggi, cioè gli  emendamenti  potevano
  essere  presentati  da  una settimana. Poiché  non  ne  sono  stati
  presentati,  la Presidenza è andata avanti.
   Adesso,  c'è solo il voto finale. Se ci sono emendamenti  che,  ai
  sensi  dell'articolo117  del Regolamento  interno,  possono  essere
  presentati per porre rimedio al problema. Ma non credo che il  tema
  in  questione possa essere trattato con l'articolo 117, se  non  ho
  capito  male,  anche perché con questa legge proroghiamo  solo  dei
  contratti già in essere.
   La proroga è diversa dal rinnovo di un contratto.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché    mi   sembra   che   ci   sia   un   po'   di   confusione
  nell'interpretazione  reale  di questa proroga.  Nella  finanziaria
  scorsa  fu  lungamente dibattuto di quel gruppo di  lavoratori  dei
  consorzi  di  bonifica che hanno lavorato nel 2006,  2007,  2008  e
  2009;  poi  fu necessaria una legge successiva per permettere  loro
  almeno  51 giorni nei consorzi di bonifica. Adesso, tanti  colleghi
  mi dicono che questi lavoratori non sono inclusi in questa legge. A
  me  era  stato  assicurato, e anche adesso dagli uffici,  che  sono
  inclusi.
   Pertanto vorrei che qualcuno dicesse con certezza se questo gruppo
  di  lavoratori  dei consorzi di bonifica, che l'anno  scorso  hanno
  atteso lungamente per essere regolarizzati, siano stati inclusi  in
  questo  esercizio  finanziario per poter essere  tranquilli,  anche
  perché  nei  consorzi  di  bonifica si   incomincia  a  lavorare  a
  febbraio,  a  marzo,  e se questi lavoratori  non  potranno  essere
  presenti nel loro posto di lavoro, si rischia, come l'anno  scorso,
  di  creare  disagi che si ripercuotono nel comparto  agricolo,  che
  fondamentalmente   rappresenta  il  nostro   volano,   perché   non
  permettono di irrigare regolarmente o di attivare tutte le reti che
  permettono il regolare esercizio irriguo per la stagione.
   Signor  Presidente, le chiedo cortesemente di potere  sentire  una
  parola di certezza, se il disegno di legge in esame riguarda  anche
  questo gruppo di lavoratori che furono regolamentati con una  legge
  a  parte  ad  agosto,  credo,  o  a  luglio,  successivamente  alla
  finanziaria.

   PRESIDENTE.  Onorevole Calanducci, gli Uffici  verificheranno  gli
  aspetti di cui stiamo parlando.


   Presidenza del presidente Cascio


    Discussione del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio
   provvisorio per l'anno 2011. Consolidamento del debito residuo a
     fronte delle anticipazioni concesse ai Comuni per particolari
                   situazioni di emergenza» (659/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numero  659/A «Autorizzazione all'esercizio provvisorio  per
  l'anno  2011.  Consolidamento del debito  residuo  a  fronte  delle
  anticipazioni  concesse  ai  Comuni per particolari  situazioni  di
  emergenza».
   Ricordo   che  nella  seduta  precedente  era  stata   chiusa   la
  discussione  generale  e  approvato il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                CAPO I
          Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno
                                 2011

                              «Articolo 1.
         Esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
                              l'anno 2011

   1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
  della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
  sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 31 marzo
  2011,  il  bilancio  della  Regione per  l'anno  finanziario  2011,
  secondo  gli stati di previsione dell'entrata e della spesa  ed  il
  relativo  disegno di legge nonché le note di variazioni  presentate
  all'Assemblea  regionale alla data di approvazione  della  presente
  legge   comprese   quelle  derivanti  dalla  delibera   legislativa
  approvata  dall'Assemblea regionale nella seduta  del  14  dicembre
  2010  e  quella discendente dalle disposizioni del titolo II  della
  presente legge.

   2.  La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione  dei pagamenti non si applica,  oltre  che  alle
  spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
  8  luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  spese   concernenti  la  realizzazione  di  interventi   comunitari
  previsti nei Programmi operativi dei fondi strutturali 2007-2013  e
  nel Programma regionale PAR- FAS 2007-2013, alla spesa destinata al
  Piano  regionale dell'offerta formativa, limitatamente  alle  spese
  riferite  alle attività formative relative al 2011, alle spese  per
  la  prevenzione  e  gli interventi per il controllo  degli  incendi
  boschivi, per gli interventi di tipo conservativo nel settore della
  forestazione  e  per  quelli  di  protezione  civile,   nonché   ai
  trasferimenti in favore dei comuni fino a concorrenza  dell'importo
  necessario     all'erogazione    della     quarta     trimestralità
  dell'assegnazione relativa all'anno 2010.

   3.   L'assunzione  di  impegni  e  l'effettuazione  di   pagamenti
  concernenti il Piano regionale dell'offerta formativa sono limitate
  alle spese relative all'anno 2011».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:

   emendamento 1.8:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 1.7:

   «Al comma 1 sostituire le parole da  2011 , quarto rigo, fino alla
  parola   legge  con le seguenti:  secondo gli stati  di  previsione
  dell'entrata e della spesa ed il relativo disegno di legge,  nonché
  le note di variazioni presentate dall'Assemblea regionale siciliana
  alla  data  di  approvazione della presente legge,  escluse  quelle
  riguardanti l'U.P.B. 1 (Promozione turistica), aggregato  economico
  3(Spese  per  interventi di parte corrente), rubrica  2,  titolo  1
  dell'assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport  e   dello
  spettacolo,  e comprese quelle derivanti dalla delibera legislativa
  approvata  dall'ARS  nella seduta del 14  dicembre  2010  e  quella
  discendente dalle disposizioni del Capo II della presente legge. »;

   emendamento 1.9:
   «Sopprimere il comma 2»;

   emendamento 1.10:
   «Sopprimere il comma 3»;

   - dall'onorevole Leontini:

   emendamento 1.5:
   «Al  comma 1 sostituire le parole  non oltre il 31 marzo 2011  con
  le parole  non oltre il 31 gennaio 2011 »;

   emendamento 1.4:
   «Al comma 1 cassare le parole da  nonché  alla fine del comma»;

   subemendamento 1.4.1:
   «Sostituire l'emendamento 1.4 con il seguente:
    Al  comma 1 sostituire le parole  alla data di approvazione della
  presente legge comprese  con  alla data del 20 dicembre 2010 »;

   - dalla Commissione:

   emendamento 1.1:
   «Al  comma  2,  dopo le parole  PAR-FAS 2007-2013   sopprimere  le
  parole  da  alla spesa  sino alla cifra   2010 »;

   - dal Governo:

   emendamento 1.2:
   «Al  comma  2 dopo la parola  riferite  aggiungere  esclusivamente
  agli stipendi relativi »;

   emendamento 1.3:
   «Al  comma  2  dopo la parola  2011  aggiungere  ed esclusivamente
  agli stipendi relativi »;

   emendamento 1.11:
   «Il comma 2 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:
    2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione  dei pagamenti non si applica,  oltre  che  alle
  spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
  8  luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  spese  concernenti  la  realizzazione di  interventi  previsti  nei
  Programmi  operativi comunitari 2007-2013 e nel Programma regionale
  PAR-FAS 2007 - 2013. »;

   emendamento 1.12:
   «Il comma 3 dell'articolo 1 è soppresso»;

   - dagli onorevoli Leontini, Cracolici, Di Benedetto e altri:

   subemendamento 1.7.1:
   «Alla  fine  del comma 1 aggiungere le parole  con  esclusione  di
  quelle di cui al capitolo 472514 UPB 13.2.13 ».

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, come lei potrà  vedere  tra  qualche
  minuto,   abbiamo  presentato  un  emendamento,  come   del   resto
  annunciato  alla  Commissione,sui termini  previsti  nell'esercizio
  provvisorio.  Avevo già annunciato in Commissione  l'intenzione  di
  modificare il termine di scadenza dell'esercizio provvisorio perché
  non  c'è  dubbio  che  siamo in presenza di un dato,  almeno  negli
  ultimi  anni inedito: il Governo, questo nuovo Governo si  presenta
  all'inizio  di  questa legislatura e, come primo atto,  produce  un
  esercizio provvisorio per tre mesi. Ma la cosa più grave non è solo
  il fatto che l'esercizio provvisorio sia di tre mesi, e il bilancio
  in  dodicesimi, ma che il bilancio 2009/2011 non si chiude  perché,
  per  poterlo fare, sono necessarie risorse che devono provenire dai
  fondi  FAS,  i  fondi  per  liberare la spesa  corrente  di  questa
  Regione.
     Oggi stiamo ipotecando il futuro della Regione. Ogni giorno  che
  passa,  insomma, ci mangiamo un pezzo di futuro perché  la  ragione
  per  la  quale  si  sta  rinviando di tre  mesi  l'attivazione  del
  bilancio ordinario è legata a questa attesa. Lo ha appena detto  il
  Presidente della Regione e credo che lui si renderà conto di  avere
  fatto  una pessima scelta perché ha messo, sostanzialmente, il  suo
  Governo  nelle mani di un altro Governo. Mi rendo conto che abbiamo
  appena votato le norme di proroga per il personale dei consorzi  di
  bonifica  e,  quindi, si determinerebbe una contraddizione  tra  la
  proroga per tre mesi e l'eventuale emendamento.
   Presidente Lombardo, si è dimostrato che oggi lei sta coprendo una
  parte  delle  spese  nell'esercizio  provvisorio  con  fondi  della
  Regione;  quindi, forse, con una maggiore attenzione e una maggiore
  oculatezza  e, forse, con qualche scelta coraggiosa avremmo  potuto
  chiudere il bilancio ordinario con fondi propri lasciando ai  fondi
  che arriveranno - se arriveranno da Roma piuttosto che da Bruxelles
  -  il  compito  di  essere risorse aggiuntive, quindi  risorse  per
  investimenti.
    Voi avete fatto un'altra scelta che noi non condividiamo , se può
  mettere  in  calce:  venerdì 19 dicembre 2008, onorevole  Antonello
  Cracolici.
   Signor  Presidente,  siamo  al  paradosso:  quello  che  è   stato
  dichiarato   neanche  qualche  mese  fa,  oggi  viene   addirittura
  stravolto  per  opportunità politica. Le  evito  la  lettura  degli
  interventi  sull'esercizio provvisorio  nel  2009  fatti  da  molti
  deputati, quelli stessi che oggi, a tutti i costi, vogliono  questa
  dilazione di tre mesi,  che è diventata inspiegabile.
   Rispetto a queste posizioni, signor Presidente, riteniamo  che  ci
  sarà  una  discussione molto ampia affinché il Governo si  convinca
  che  bilancio  e finanziaria devono arrivare in Aula quanto  prima,
  non più tardi della metà del mese di gennaio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che
  comincio  anche a divertirmi per il fatto che i colleghi  del  PDL,
  l'onorevole  Mancuso  per  ultimo, qualche  giorno  fa  l'onorevole
  Leontini  in Commissione, intervengono leggendo discorsi  che  sono
  stati  da me fatti o raccontati attraverso la stampa qualche  tempo
  fa.  Mi  fa  piacere,  perchè che vuol dire che  i  colleghi  hanno
  cominciato  a  studiare, c'è voluto un po' di  tempo,  e  vedo  che
  stanno   utilizzando  l'esperienza  di  altri  deputati   come   il
  sottoscritto per fare meglio l'attività parlamentare per  cui  sono
  stati chiamati.
   Il tempo è galantuomo.
   Sul piano politico faccio una battuta: l'esercizio provvisorio non
  è  uno  strumento  di cui essere fieri o di cui  andare  fieri.  Ma
  dobbiamo dire la verità con grande onestà ai siciliani, quelli  che
  ci  vedono,  quelli  che  ci ascoltano, quelli  che  ci  leggeranno
  attraverso i media: fare un esercizio provvisorio in uno stato come
  questo  è  dovuto  anche al fatto inviterei il collega  Formica  ad
  ascoltare per poi ripetere.
   Dicevo, l'esercizio provvisorio non è un atto di cui essere fieri,
  ma  non  si può nascondere una verità: siamo costretti a varare  un
  esercizio provvisorio in una condizione finanziaria disastrosa,  in
  cui  sono venuti al pettine i nodi di una falsificazione permanente
  degli strumenti finanziari che si sono susseguiti nel tempo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invito ad  abbassare  il  tono
  della voce, altrimenti sarò costretto a sospendere i lavori d'Aula.

   CRACOLICI.  Io  credo che alcune questioni che sono  state  poste,
  alcune  delle  quali  ho letto attraverso i  verbali  della  seduta
  precedente, possono essere velocemente risolte.
   Il    Governo   abbia   già   presentato   un   emendamento   che,
  sostanzialmente, cancella le deroghe che erano contenute al comma 2
  dell'articolo  1, tranne quelle dei fondi POR e FAS che,  per  loro
  natura,  non  possono  essere utilizzati in dodicesimi.  Questo  fa
  venire meno uno degli argomenti della questione, e credo che  tutti
  insieme possiamo addivenire ad un tipico strumento burocratico,  al
  di  là  dei  giudizi  politici che si possono avere  sull'esercizio
  provvisorio, votandolo.
   Certo,  voglio essere anche qui franco: qui si chiede un esercizio
  provvisorio di tre mesi.
   Rimane  un  obiettivo politico per tutta la maggioranza di  questo
  Parlamento riuscire ad approvare  il bilancio prima dei  tre  mesi.
  Ma   dobbiamo  anche  essere  onesti  nel  non  nascondere  che  la
  dimensione dei tre mesi non è solo una dimensione in capo a  questo
  Parlamento,  ma  è  dentro anche ad una vicenda più  generale,  più
  complessa,  che  oggi nessuno di noi è in grado di prevedere  e  di
  stabilire.   Ecco  perché  la  richiesta  di  fare   prima   rimane
  un'ambizione  politica  che  io  mi sento  di  sottoscrivere,  cioè
  riuscire  ad approvare il bilancio prima del 31 marzo 2011,  se  ci
  saranno le condizioni politiche generali, ovviamente. Questa rimane
  un'ambizione.
   Stabilito che si eliminano le deroghe e che il bilancio opererà in
  regime  di  dodicesimi, mi pare che tutte le  polemiche  che  hanno
  accompagnato  l'esame  di  questo strumento  possano  venire  meno.
  Quindi,   l'atto   potrebbe  essere  apprezzato  non   solo   dalla
  maggioranza, ma da tutto il Parlamento.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel fare bene  il
  nostro  mestiere  è d'obbligo documentarsi sulle posizioni  altrui.
  Quando  nel  fare  bene,  con  scrupolo,  il  nostro  mestiere   ed
  esercitare bene il nostro mandato, vogliamo sottolineare i motivi e
  i  contenuti della nostra coerenza, spesso siamo costretti a  farlo
  in  contrasto,  in  contrapposizione  agli  evidenti  motivi  della
  incoerenza  altrui. La citazione, da parte dell'onorevole  Mancuso,
  delle  dichiarazioni  dell'onorevole  Cracolici  non  è  priva   di
  costrutto  o  di fondamento. E' una citazione che vuole evidenziare
  come,  con  disinvoltura  - stavo per dire  spregiudicatezza  -,  a
  distanza  di un anno, una medesima materia che, da parte  del  capo
  dell'opposizione di una volta, veniva qualificata come una  iattura

   CRACOLICI. Adesso è diventato lei il capo dell'opposizione

   LEONTINI.      indice dell'incertezza - peraltro cito  a  memoria,
  sono ancora più scrupoloso - indice dell'incapacità del Governo  di
  decidere,  una delle dimostrazioni della inferiorità delle  regioni
  del   Sud   che,   con  lo  strumento  dell'esercizio  provvisorio,
  dimostrano  di non essere in grado di forgiare documenti  contabili
  attendibili  e  fondati . Queste sono le dichiarazioni  di  qualche
  mese fa sull'esercizio provvisorio. Oggi è diventata la regola.
   Si  diceva che danneggiava i comuni, gli enti locali territoriali,
  le  attività socio-economiche, le imprese. Tutto questo oggi  viene
  messo da parte.
   Si  affermano alcune cose e poi con alcuni emendamenti,  in  Aula,
  queste cose si negano.
   E' stato appena presentato dal Governo un emendamento, l'1.12, con
  il quale si prevede la soppressione del comma 3 dell'articolo 1.
   Abbiamo  dedicato  tre Conferenze dei Capigruppo per  individuare,
  focalizzare,  specificare e limitare l'intervento  finanziario,  in
  esercizio provvisorio, sulla formazione.
   C'è  stato  detto  dall'assessore Armao,  per  ben  tre  volte  di
  seguito,  e  anzi  c'è  stata da parte sua la  formulazione  di  un
  emendamento finalizzato a questo, con cui si specificava che per la
  formazione  i  120  milioni di euro, che noi ritenevamo  eccessivi,
  erano   finalizzati   al   pagamento  esclusivo   degli   stipendi.
  L'assessore  Armao ebbe a dirlo più volte, quindi per gli  stipendi
  dal primo  gennaio in poi.
   Sapete  quale  comma si intende sopprimere con questo emendamento?
  Il comma 3 dell'articolo 1
   Il  comma  3  dell'articolo 1 recita:  L'assunzione di  impegni  e
  l'effettuazione  dei  pagamenti  concernenti  il  piano   regionale
  dell'offerta  formativa sono limitati alle spese relative  all'anno
  2011 .
   Questo comma viene soppresso

   CRACOLICI.  C'è  un  emendamento a sua firma che  sopprime  questo
  comma

   LEONTINI. Io, essendo all'opposizione, sopprimo tutti i commi
   Il  Governo ci ha portati in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  a  concordare  sulla  formazione  interventi  mirati.
  L'onorevole Leanza ebbe a ribadirlo sotto forma di garanzia.
   Adesso il Governo presenta un emendamento soppressivo del comma.
   A  questo  punto, quando si sopprime il comma relativo alle  spese
  del 2011, ditemi voi la previsione di spesa a cosa è finalizzata? A
  cosa   serve?  E  le  tre  Conferenze  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  signor  Presidente, a cosa  sono  servite?  Di  cosa
  abbiamo  discusso?  Con chi parliamo? Chi sono  gli  interlocutori?
  Cosa affermano questi interlocutori?
   Onorevole Leanza, capisco il suo imbarazzo, ma ci aiuti  a  capire
  di  cosa stiamo parlando perché se il Governo tre giorni prima dice
  una  cosa  e poi tre giorni dopo in Aula ne inserisce un'altra,  di
  soppiatto,  onorevole Adamo, lei ricorderà quando in Conferenza dei
  capigruppo  decidemmo  di limitare le spese della  formazione  solo
  agli stipendi del 2011.
   Onorevole Adamo, è stato soppresso il comma relativo agli stipendi
  2011,  il comma 3 dell'articolo 1. A questo punto, questa  somma  è
  finalizzata ad altri obiettivi, ad altri risultati.
   Non mi pare corretto questo andazzo.
   Noi abbiamo presentato un emendamento, che è l'1.7 relativo ad  un
  altro  impegno  assunto  in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  cioè  la  soppressione delle  spese  riguardanti  la
   comunicazione  in attività turistiche'. Questo fu  oggetto  di  un
  accordo  nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e
  noi  siamo stati conseguenti nel presentare l'emendamento, peraltro
  il  Governo  si impegnò a presentarne uno proprio e lo dichiarò  il
  collega Leanza proprio in quella occasione.
   Ora,   siccome   nell'emendamento  da  noi  formulato   si   parla
  dell'intera U.P.B., eventualmente c'è un altro emendamento a  firma
  degli  onorevoli Di Benedetto e Panepinto, che può essere,  diciamo
  così, sostitutivo di quello a mia firma e, nell'eventualità che  ci
  fosse  questa  volontà, noi siamo disponibili a  presentare  quello
  degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto come subemendamento al mio
  emendamento  in modo da limitare l'intervento proprio al  capitolo,
  che  mi  pare  sia  il  471523, che è quello  relativo  alle  spese
  riguardanti la comunicazione nel settore turismo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  stasera ci accingiamo  a  votare  l'esercizio
  provvisorio   che,   chiaramente,  già  nella   sua   denominazione
  rappresenta sicuramente una deroga a quella che dovrebbe essere  la
  norma, e cioè l'approvazione del bilancio che dovrebbe essere fatta
  nei termini di legge, cioè entro il 31 dicembre 2010.
   Ora,  al di là del fatto che si può condividere o meno l'esercizio
  provvisorio,  al di là delle considerazioni che il  capogruppo  del
  partito   di   maggioranza  che  sostiene  il  Governo   ha   detto
  sull'importanza  dell'esercizio provvisorio, attesa  la  crisi,  le
  difficoltà  finanziarie  in  cui versa  la  Regione,  il  retaggio,
  l'eredità  difficile di questa Regione, però  c'è  un  problema,  e
  vorrei  dirlo  anche al Presidente della Regione e al Governo:  può
  esserci,  comunque,  l'esigenza di derogare,  ma  una  deroga  così
  lunga, così ampia, di tre mesi significa voler attivare delle forme
  procedurali o di cammino, se vogliamo, amministrativo,  che  non  è
  sicuramente  conforme  a quei princìpi che molte  volte  andiamo  a
  sbandierare a destra e a manca per la Sicilia, dicendo  che  stiamo
  riformando,  stiamo  cambiando,  stiamo  attivando  vari   processi
  virtuosi. Attenzione
   E  allora,  se  l'esercizio finanziario provvisorio è  -  dovrebbe
  essere  -  l'esempio  della politica finanziaria,  cioè  della  più
  importante politica finanziaria di un governo, non mi pare che  sia
  l'esempio della migliore politica finanziaria.
   Abbiamo  detto  che siamo d'accordo all'esercizio provvisorio,  ma
  l'esercizio  provvisorio limitato nel tempo, limitato ad  un  mese,
  perché  deve  essere  capacità del Governo saper  gestire  la  cosa
  pubblica  e  saper  gestire i conti di cui  ha  la  responsabilità,
  istituzionale e politica.
   Il  fatto di prevederlo per tre mesi significa che il Governo  già
  sta dicendo chiaramente, magari non palesandolo, ma sta dicendo che
  non  avrà la capacità di chiudere il bilancio entro o prima di  tre
  mesi.
   Invece,   il  PDL  dice in maniera  chiara:  noi  siamo  pronti  a
  votare  ma per un mese, solo un mese   e il Governo deve  avere  la
  capacità di varare, entro un mese, lo strumento finanziario.
   Diversamente, il Governo deve venire in Aula a chiedere nuovamente
  un'ulteriore  proroga, il Governo deve subordinare  la  sua  azione
  politica alla dichiarazione di incapacità di procedere al varo  del
  più importante strumento finanziario.
   Poi, dobbiamo anche parlare della riscrittura del secondo comma.
   Avevamo  detto in Commissione Bilancio, ma è stato detto anche  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che  ..

   MUSOTTO. Ci hai convinti, siamo convinti

   FALCONE.  Abbiamo parlato del comma 1, ora andiamo al comma  2,  e
  poi c'è il 3. Le dobbiamo dire le cose. Passiamo al comma 2 - mi fa
  piacere che i capigruppo della maggioranza dicono che sono convinti
  per un mese -, il problema del comma 2 è molto serio: qua rischiamo
  di  mettere  in  ginocchio alcune categorie, tra cui la  formazione
  professionale.
   Lo  abbiamo  già detto più volte, lo abbiamo detto in Commissione,
  mi  ha  preceduto l'onorevole Formica nel dirlo, noi oggi  potremmo
  fare  un combinato disposto tra quello che poteva essere - che sono
  le  dichiarazioni  dell'onorevole Formica  -  che  non  si  possono
  utilizzare  i  fondi  comunitari per le spese preparatorie,  ed  al
  contempo  la incapacità di risorse, l'incapienza delle risorse  per
  poter  fronteggiare  l'impegno  di  spesa  che  necessita  per   la
  formazione professionale.
   Nel  momento  in  cui,  con  l'emendamento  1.11,  noi  emendiamo,
  rischiamo di mettere in ginocchio la formazione professionale e nel
  momento  in  cui, in più, con il combinato disposto di cui  parlavo
  andiamo ad approvare l'emendamento 1.12 rischiamo con i 120 milioni
  di  euro, cifra già assolutamente inconsistente, di pagare i debiti
  pregressi  dell'anno 2010 senza poter fronteggiare le attività  del
  2011,  lasciando  in una situazione di dramma gli  operatori  della
  formazione  professionale  ma anche gli allievi  che  aspettano  un
  percorso formativo.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  ricordare  al  Governo, all'assessore Armao, che in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari e in Commissione  Bilancio  il
  comma 3 dell'articolo 1 è stato da tutti assolutamente condiviso.
   Quindi,  invito  - così come hanno detto gli altri  colleghi  -  a
  ritirare  l'emendamento 1.12 perché era stato  già  abbondantemente
  condiviso  in Commissione Bilancio e, quindi, so che il Governo  lo
  ha  fatto perché garantisce ulteriormente le posizioni. Però, siamo
  più tranquilli se ritira l'emendamento.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, l'emendamento assumeva una valenza di equilibrio rispetto
  all'emendamento che interesserà l'articolo 2.
   Ma,  nel momento in cui emerge questa considerazione da parte  dei
  Gruppi parlamentari, il Governo ritira l'emendamento 1.12.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.8, a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.5,  a firma dell'onorevole Leontini. Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,   è  incomprensibile  un  esercizio
  provvisorio  della  durata  di tre mesi  perché,  se  da  un  lato,
  leggiamo  su  tutti i quotidiani, questa mattina,  che  godiamo  di
  buona  salute,  non  solo  quella  della  sanità  ma  anche  quella
  economica, in quanto ci avviamo ad una stagione di assunzioni nella
  sanità, tra i precari, nella formazione, cioè tutto un proliferarsi
  di  nuove azioni di questo Governo, dall'altro lato, però, è  stato
  detto  qualche minuto fa dall'onorevole Cracolici che  il  bilancio
  non si può fare perché non ci sono le risorse.
    Qui il problema non è che il bilancio non si può approvare perché
  non  ci  sono  le  risorse, a dire il vero  già  le  variazioni  di
  bilancio,  cioè  le  ulteriori variazioni di  bilancio  sono  state
  presentate, sono già in Commissione, e nella qualità di  presidente
  della  quarta  Commissione ho già calendarizzato  per  la  prossima
  settimana  l'avvio dei lavori per consegnare entro  il  10  gennaio
  alla   Commissione  Bilancio  le  rubriche  che  sono   di   nostra
  competenza.  Quindi  non  si  riesce  a  capire  questo   esercizio
  provvisorio  di  tre mesi, non ci è stato spiegato da  nessuno,  né
  nelle  Commissioni  né in altre sedi istituzionali.  Possibilmente,
  anche questa sera, qui, forse l'assessore Armao ribadirà i concetti
  che  sulla  stampa ha voluto mettere a conoscenza dei parlamentari,
  cioè  un  problema con il Governo nazionale sul patto di stabilità,
  da  un  lato,  e dall'altro tutta un'altra serie di situazioni  che
  dipendono da questo Tavolo nazionale.
   A  dire il vero anche su questo abbiamo seri dubbi, perché non  ci
  risulta  - a meno che l'assessore oggi ce lo dirà ancora  meglio  -
  che ci sia stato uno scambio epistolare tra il Governo regionale  e
  quello  nazionale,  quanto  meno  sulle  varie  problematiche   che
  l'assessore ha rappresentato.
   Ma  ciò,  naturalmente, con la possibilità di smentita  in  questa
  sede.
   Riteniamo  esagerato l'intervento previsto dal Governo  in  questo
  disegno di legge fino al 31 marzo 2011, in quanto lo fa cullare  su
  questo e dove già le scelte più importanti e di programmazione sono
  state  fatte,  possono  essere attuate con i provvedimenti  che  la
  Giunta  ritiene.  Anzi,  direi  che la  Giunta  è  già  intervenuta
  prevedendo  quelle  che  possono  e  devono  essere  le  spese   da
  affrontare,  proprio  nei primi tre mesi, considerate  pure  quelle
  variazioni  di  bilancio  che  c'entrano  poco  con  un   esercizio
  provvisorio, mirate su determinati capitoli per contenziosi  aperti
  e per contenziosi già segnalati.
   Quindi,  rispetto  a questo, signor Presidente, riteniamo  che  il
  termine del 31 gennaio sia congruo.
   Questo  anche  per togliere le castagne dal fuoco a chi  le  vuole
  mettere ogni giorno.
   Anche   stamattina  il  Presidente  della  Regione,  in  una   sua
  dichiarazione,  ha ribadito che il problema del  bilancio  non  sia
  della  Giunta, bensì dell'Assemblea regionale siciliana.  Lo  aveva
  detto  prima di Natale affermando che era tutto a posto e dipendeva
  da  noi e che, eventualmente, era disposto a dire ai suoi uomini di
  presidiare  quest'Aula sia la vigilia di Natale  che  la  notte  di
  Capodanno.
   Onorevole  Presidente della Regione, ho scritto una bella  lettera
  per lei, molto affettuosa, gliela leggerò alla fine, se rimarrà  in
  Aula   Al  tempo stesso, anche questa mattina, il Presidente  della
  Regione ha ritenuto che questa Assemblea ha l'onere di approvare il
  bilancio  e la finanziaria e, quindi, dipende solo noi. Se  dipende
  da  noi, vuol dire che, per quanto ci riguarda, il termine  del  31
  gennaio 2011 è più che congruo.


   Presidenza del presidente Cascio


   DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  la  data  del  31
  gennaio prevista nell'emendamento vuol essere di stimolo per  tutti
  per  cercare di approvare il bilancio entro quella data,  ma  nello
  stesso  tempo di monitorare, mese dopo mese, lo stato della  spesa,
  lo stato delle possibili entrate, e capire se si è in condizioni di
  fornire  ai  Siciliani uno strumento indispensabile, nella  maniera
  più completa, quali sono il bilancio e la finanziaria approvati  in
  tempi utili.
   Per  quanto  attiene  la  proposta  del  Governo,  si  coglie   un
  atteggiamento dilatorio, di quelli che vogliono tirare  a  campare,
  di  voler fare spese a piacimento, e, con l'emendamento proposto in
  Commissione,  con  cui  abbiamo vincolato la  spesa  alle  note  di
  variazione  presentate  all'atto  di  approvazione  della  presente
  legge,   abbiamo  posto,  in un certo senso,  un  limite  a  questo
   vezzo'  di  poter fornire note di variazione in corso d'opera,  di
  potere  variare a piacimento il bilancio di previsione intervenendo
  in  dodicesimi,  a  proprio piacimento e secondo discrezionalità  e
  voglie che venivano in mente, di volta in volta, al Governo.
   Ritorno,  quindi,  a  ribadire l'importanza  di  ripristinare  con
  l'emendamento  un termine che serve a tutti: serve al  Governo  per
  impegnarsi a dare un impianto di bilancio certo, su cui far  girare
  come  volano  l'economia siciliana. Ma, nello stesso tempo,  voglio
  sottolineare come la previsione di bilancio prevista dalla nota  di
  variazione, in ordine alla formazione professionale, metta a  serio
  rischio la realizzazione del piano formativo.
   Assessore  Armao,  non  capisco perché  non  si  possa   prevedere
  l'intera  somma fin da subito per coprire il piano nel suo insieme.
  Solo  questo mette al riparo la possibilità di prorogare  il  piano
  formativo esistente, solo questo consente di porre in essere  tutte
  le  azioni propedeutiche che consentiranno al Dipartimento di poter
  erogare gli stipendi nelle attività propedeutiche al piano stesso.
   Allora,  l'invito al Governo di aderire all'emendamento di proroga
  dell'esercizio  provvisorio per un solo mese, è una opportunità  di
  buona  disponibilità a collaborare con l'intera Aula, buona volontà
  di invitare tutti al senso di responsabilità. Altrimenti ci vedremo
  anche  costretti  a  chiedere  numeri  legali,  voti  segreti,  che
  metterebbero sicuramente a repentaglio anche questo momento d'Aula,
  perché  non vedo grandi presenze di maggioranze ora e in  tutta  la
  seduta che andrà a svilupparsi da qui a poco.
   Per  cui,  non  vedo cosa ci sia di male ad approvare  l'esercizio
  provvisorio per un mese. Ci rivedremo qui fra un mese e, se non  ci
  saranno le condizioni, ne produrremo un altro di un ulteriore mese.
  Nel  frattempo,  avremo tutti contezza di ciò che  il  Governo  sta
  facendo,  di  come si sviluppa la spesa, di come si  sviluppano  le
  opportunità  che  devono essere sicuramente monitorate  e  valutate
  continuamente  da  Commissione  e  Aula,  chiamate   ad   assumersi
  l'adozione di un nuovo esercizio provvisorio attuale.
   Pertanto,   l'invito  al  Governo  è  di  aderire  alla  richiesta
  dell'emendamento,  altrimenti saremo costretti ad  adottare  misure
  che  metterebbero seriamente a repentaglio i tempi di  approvazione
  della manovra.

   POGLIESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, mi limiterò a pronunciare un breve intervento.
  Mi   sembra   assolutamente   doveroso   esternare   alcune   brevi
  considerazioni in merito ad un altro triste primato di  cui  questo
  Governo  non può certamente essere orgoglioso. Poiché discutere  e,
  immagino,  da qui a breve approvare il terzo esercizio  provvisorio
  in  tre  anni, credo non abbia precedenti nella storia parlamentare
  siciliana   e   la   dice  lunga  sulla  capacità   governativa   e
  amministrativa di questo Governo, sull'incapacità di immaginare una
  programmazione a medio e lungo termine.
   Si  naviga  a  vista  e credo che ciò che,  da  qui  a  breve,  ci
  apprestiamo  ad approvare rappresenti la mortificazione  di  questo
  Parlamento  e  la  sconfitta  della politica,  poiché  non  si  può
  immaginare  una  programmazione  all'interno  di  un  contesto   di
  esercizio provvisorio di tre mesi.
   Cosa  assolutamente fisiologica, laddove la programmazione  impone
  la  predisposizione  di  un  bilancio  e  di  una  finanziaria,  in
  qualsiasi  contesto  temporale ma, oggi, più di  ieri,  ancora  più
  necessaria all'interno di un contesto temporale di gravissima crisi
  congiunturale  come puntualmente ha certificato la  Banca  d'Italia
  qualche  mese  fa  in merito ai dati di tutti i  settori  economici
  della nostra Regione nel 2009 e nei primi sei mesi del 2010.
   Ebbene,  il  PDL ha compreso tutto ciò e credo abbia  dato  grande
  dimostrazione di serietà e di senso di responsabilità accompagnando
  un  percorso stabilito all'interno della Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  diretta magistralmente  da  lei,  signor
  Presidente, laddove abbiamo dato disponibilità assoluta a  ritirare
  tutti  gli  emendamenti  presentati all'interno  della  Commissione
  Bilancio.
   Credo  che poche altre forze di opposizione, in similari  contesti
  temporali, avrebbero fatto ciò.
   Il  PDL  ha percepito la peculiarità di questo momento e  ha  dato
  grande  dimostrazione di serietà e di senso di  responsabilità.  Ma
  tutto  ciò  non è servito ad approvare il bilancio e la finanziaria
  secondo i termini stabiliti dalla legge, entro il 31 dicembre 2010;
  è  servito per scoprire l'ennesimo bluff che il governo Lombardo ha
  cercato di attuare, attribuendo all'opposizione responsabilità  che
  sono,  invece,  assolutamente ascrivibili al  Governo  e  alla  sua
  incapacità di amministrare secondo un progetto di sviluppo a  medio
  e lungo termine.
   Ecco  perché  credo  che  la proposta che è  stata  esternata  dal
  capogruppo Leontini, da esponenti autorevoli del PDL e degli  altri
  gruppi  parlamentari di opposizione sia assolutamente  ragionevole:
  immaginare un orizzonte temporale molto più ristretto per dotare la
  Regione,  entro  il  31  gennaio, dello strumento  finanziario  del
  bilancio,  assolutamente  necessario per dare  una  prospettiva  di
  ripresa dell'economia della nostra Terra che sta attraversando  una
  crisi che non ha precedenti.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  una  brevissima  notazione  che
  riguarda   l'intervento  dell'onorevole  Cracolici,  il  quale   ha
  dimostrato  di  essere bravo a fare l'opposizione e la  maggioranza
  contemporaneamente;  nel corso di questi anni  abbiamo  visto  come
  l'onorevole  Cracolici riesce bene in questa  funzione,  in  questo
  percorso. Chiaramente, deve farlo perché è un ruolo che non  gli  è
  stato  assegnato  dal  popolo siciliano, ma  che  qualcuno  gli  ha
  regalato.
   Poi,  sarà  il tempo ad essere galantuomo, onorevole Cracolici,  e
  saranno galantuomini i siciliani  che capiranno come questa sia una
  bassissima  manovra  di Palazzo, che certamente  non  serve  e  non
  servirà  ai  siciliani che saranno bravi a giudicare e  soprattutto
  giudicheranno  dai  risultati, che non  vediamo  purtroppo  e  che,
  invece, speriamo di poter raggiungere perché l'atteggiamento  molto
  responsabile del Popolo della Libertà, l'atteggiamento qui espresso
  dal nostro capogruppo, che è stato ribadito da chi mi ha preceduto,
  è un atteggiamento che vuole puntare ad una fase costruttiva, ad un
  rapporto  costruttivo  all'interno di  questa  Assemblea  e  ad  un
  rapporto costruttivo fra l'Assemblea e il Governo della Regione.
   Onorevoli  colleghi, non è un caso se il PDL oggi chiede  che  sia
  fissata,  al  31 gennaio prossimo venturo, la data entro  la  quale
  bisogna  approvare il bilancio, perché approvare il bilancio  oltre
  questa  data  significa,  in termini molto  spiccioli  -  assessore
  Piraino, lei che conosce bene la realtà degli enti locali -  andare
  poi  ad  approvare  il  bilancio oltre  la  data  del  31  gennaio,
  significa sostanzialmente che approveremo questo bilancio a maggio,
  questo  bilancio sarà pubblicato a metà di maggio, bene  che  vada,
  giungerà sicuramente agli enti locali nel mese di giugno. Gli  enti
  locali  dovranno, poi, mandare le proprie previsioni, dopo  che  la
  Giunta avrà approvato il bilancio, alle commissioni competenti, poi
  si  andrà in Consiglio e verosimilmente, bene che vada, i comuni  e
  le  province  avranno  un proprio strumento finanziario  non  prima
  della fine di luglio.
   Consideri,    poi,   che   nel  mese   di   settembre   si   andrà
  all'assestamento di bilancio.
   Che vuol dire questo ragionamento? Dove ci porterà questa condotta
  e  questo  ritardo  del  Governo regionale?  Ad  un  periodo  molto
  contratto  del  tempo  di governo, e questo  vale  per  il  Governo
  regionale  e vale ancor di più per le autonomie locali che  saranno
  costrette ad operare soltanto su dodici mesi, due mesi.
   E,  allora,  non capiamo perché ciò debba accadere e,  d'altronde,
  negli ultimi dieci anni, mi pare che l'ultima volta nel 2001  si  è
  dovuto ricorrere all'esercizio provvisorio, ma solo per un mese.
   Noi  stiamo  per  essere abituati ormai ad una  consuetudine:  tre
  esercizi provvisori sono stati votati in questi tre anni.   Ritengo
  che  ciò  non  sia  producente per l'attività che dobbiamo  portare
  avanti  in  Sicilia  e penso che non si possa accettare  un'inerzia
  così evidente.
   Di   conseguenza,  dobbiamo  operarci  tutti  perché   ciò   venga
  scongiurato.
   Avrei  capito, signor Presidente, un atteggiamento ostruzionistico
  da    parte   dell'Assemblea,   avrei   capito   un   atteggiamento
  ostruzionistico da parte della Commissione Bilancio. Ma mi pare che
  la  forza di opposizione in questo Parlamento, e di maggioranza, in
  questa  Regione, così non si è comportata; al contrario, ha portato
  avanti proposte molto collaborative, produttive e responsabili.
   E,  allora, se questo è l'intento del Governo, rimandare sine die,
  se questo è l'intento del Governo e cioè non affrontare realmente i
  problemi che attengono a tutto il mondo siciliano, dalla formazione
  alla  sanità.  Oggi  abbiamo  appreso che  ci  saranno  quattromila
  assunzioni   e  vorrei  capire  con  quale  copertura  finanziaria,
  onorevole  Presidente, vorrei capire cosa sarà di  coloro  i  quali
  oggi  sono i cosiddetti medici, infermieri, operatori sanitari  che
  si  trovano  ad operare all'interno di un sistema che è quello  del
  precariato. Lo capiremo  Vedremo di capire quale sarà il sistema di
  mobilità,  vedremo  di capire quali saranno i  numeri  che  saranno
  portati  qui.  Speriamo che non ci sarà, dicevo  poc'anzi,  in  sua
  assenza, l'ulteriore cartellone elettorale.
   Se questo è il dato, mi pare molto ragionevole proporre al Governo
  questo  emendamento,  che  spero accetti,  perché  è  evidente  che
  difenderemo  questa posizione, ma non perché vogliamo difendere  la
  posizione  di  una  formazione  politica,  bensì  perché   vogliamo
  difendere  gli  interessi  dei  siciliani  che  devono   avere   la
  possibilità  di  conoscere subito quali sono  e  quali  saranno  le
  risorse  a  disposizione, vogliamo sapere come  devono  muoversi  i
  comuni, le province.
   Diversamente, all'inerzia e alla mancanza di attività del Governo,
  per  forza  di cose si aggiungerà anche l'inerzia e la mancanza  di
  attività di governo delle autonomie locali.

   CORONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  utilizzo  questa
  occasione  di  dibattito per chiedere al Presidente della  Regione,
  onorevole   Lombardo,  qui  presente,  che  cosa  devono   fare   i
  parlamentari regionali per fare rispettare le regole.
   Abbiamo  fatto  nei  giorni scorsi, come Gruppo parlamentare  PDL,
  un'occupazione legittima della Commissione Bilancio per chiedere  a
  questo   Governo   tecnico  di  affrontare  nei   tempi   previsti,
  regolamentari,  l'approvazione  dello  strumento  finanziario,  del
  bilancio.
   Ebbene,  il  Presidente della Regione, un po' stordito  dalle  sue
  strategie  politiche  che non sono andate a  buon  fine  a  livello
  nazionale,  ha  dichiarato alla stampa  che  noi  saremmo  stati  i
  camerieri di Berlusconi e quindi facevamo i pagliacci.
   Vedremo,  alla  fine, chi sono i pagliacci all'interno  di  questo
  Parlamento,  all'interno  di  questa politica  regionale,  dove  si
  portano  avanti  strategie  a carattere  personale,  finalizzate  a
  disegni  politici  personali  contro  gli  interessi  di  un'intera
  Regione. Sono onorato di essere il cameriere di un leader
   E'  giusto che i camerieri dicano la propria perché, è chiaro,  se
  noi  siamo  camerieri,  qualcuno  qui  vuole  fare  il  padrone   e
  certamente a questo padrone non consentiremo di delegittimarci come
  parlamentari.
   Lo  ha  già  fatto  il  21  settembre quando  ha  proposto  dodici
  assessori tecnici, senza alcun rapporto con la Regione siciliana  e
  con l'elettorato che ha voluto questo Presidente e che voleva anche
  una  coalizione  ben precisa per governare questa  Regione.  Lo  ha
  fatto e ci ha delegittimato.
   Non  c'è  alcun assessore che possa esprimere un voto, lo  abbiamo
  visto  anche  la volta scorsa quando il Governo non è  stato  nelle
  condizioni di dare il suo contributo perché il Presidente,  spesso,
  per i suoi impegni politici è fuori da quest'Aula.
   Sono contento che questa sera sia qui perché, dopo alcuni mesi, si
  è  presentato  in  quest'Aula per ascoltare le  nostre  proposte  e
  chiedo  che il Presidente del Gruppo parlamentare del mio  partito,
  onorevole   Leontini,   eviti   in  prospettiva   di   fare   delle
  anticipazioni di strategia politica.
   Infatti, onorevole Leontini, credo che abbiamo commesso un  errore
  quando  abbiamo  sostenuto che avremmo depositato  una  mozione  di
  sfiducia   nei  confronti  del  nostro  Governatore   subito   dopo
  l'approvazione della finanziaria e del bilancio.
   Ebbene,   questa   nostra  dichiarazione  ha  spinto   il   nostro
  Governatore, per la terza volta consecutiva, ad allungare  i  tempi
  della sua sopravvivenza e, quindi, ci propone di andare al 31 marzo
  perché così recupera tre mesi.
   Onorevole Presidente, visto e considerato che si tratta di  sfide,
  la  invitiamo  ad approvare il bilancio entro il 31 di  gennaio  in
  modo  tale  che  il primo di febbraio depositeremo  la  mozione  di
  sfiducia  e, finalmente, vedremo chi sono i pagliacci, chi  sono  i
  padroni e chi sono i camerieri.

   CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà  vorrei
  utilizzare  una  metafora, una reminiscenza scolastica.  Credo  che
  questa  sera  siamo  davanti a quella che  è  l'esperienza  che  ha
  vissuto  il   temporeggiatore'; quando si  studiava  storia  romana
  c'era    questo   grande   condottiero   che   era   definito    il
   temporeggiatore' e mi sembra che stasera stiamo rivivendo  un  po'
  queste vesti.

   PRESIDENTE. Era Quinto Fabio Massimo.

   CARONIA.  Per  la  precisione. E credo che  il  temporeggiare,  in
  quest'Aula,  sia  diventato  una  consuetudine  della  quale  posso
  soltanto dolermi e dolermene insieme a lei, Presidente, considerato
  che  questa  sera abbiamo l'opportunità di poterci confrontare  con
  una   compagine  di  Governo  piuttosto  allargata  -   soprattutto
  considerato  che  abbiamo il Presidente della Regione  -  oggi,  in
  qualche  modo, possiamo dare sfogo a quelli che sono  i  contributi
  che  ci  sono stati chiesti da lei, Presidente, anche  da  noi  che
  facciamo parte dell'opposizione.
   Credo  che  questa sia anche un'occasione valida per  ascoltare  i
  contributi

   PRESIDENTE. Colleghi, capisco che siamo in prossimità delle  feste
  di fine anno, ma se potessimo abbassare il tono della voce.

   CARONIA.  Dicevo che quest'occasione è particolarmente  gradita  a
  tutti  noi dell'opposizione, per poter dare quei contributi che  il
  Presidente della Regione, più volte, ha richiesto anche a coloro  i
  quali siedono da questa parte degli scranni, coloro i quali sono la
  minoranza di questo Parlamento, nostro malgrado.
   Devo  dire che le considerazioni che i colleghi hanno fatto  prima
  possono  soltanto  essere  confermate da quello  che  penso  perché
  predisporre  un  esercizio provvisorio che preveda addirittura  tre
  mesi, credo sia assolutamente una controindicazione non per noi  né
  per   il   Governo,  ma  per  i  siciliani.  Infatti,  se  vogliamo
  considerare  che la valutazione di un Governo si fa in funzione  di
  quella  che  è  la  spesa  e la qualità della  spesa,  chiaramente,
  prevedere un esercizio provvisorio che valuti in tre mesi un  tempo
  sufficiente  per  arrivare  poi  alla  previsione  di  un  bilancio
  definitivo   e  di  una  finanziaria,  mi  sembra  un   tempo   che
  assolutamente non ci possiamo permettere.
   Non  possiamo permettercelo per una ragione semplice. Nel  momento
  in  cui  abbiamo una spesa comunitaria che purtroppo è bloccata,  i
  dati  sconfortanti  di  quello che verrà restituito  alla  Comunità
  Europea perché non siamo stati in grado di spendere, perché  questo
  Governo   non  è  riuscito  ad  attivare  tutte  quelle   procedure
  necessarie ad accelerare non soltanto la rendicontazione ma  almeno
  l'impegno di spesa, se a questo si aggiunge la mancata approvazione
  di un bilancio e di una finanziaria, credo sia semplice fare questa
  considerazione.
   Evidentemente,  questo  è un Governo che  non  riesce  a  produrre
  risposte  per il popolo siciliano; evidentemente questo  non  è  il
  Governo  delle riforme; evidentemente la maggioranza  che  sostiene
  questo  Governo  non sta governando per riformare nulla,  anzi  sta
  governando per lasciare tutto esattamente così come si trova.
   Credo  che questo stato di cose non sia utile a nessuno, né a  chi
  fa  maggioranza né a chi fa opposizione. Credo che,  alla  fine,  a
  piangere le conseguenze di queste scelte saranno i siciliani.
   Rispetto  alle valutazioni che hanno fatto i miei colleghi  vorrei
  aggiungere solo una considerazione. Molto spesso, quando  si  parla
  della  possibilità di derogare alla spesa sul PROF o su altri campi
  fondamentali,  dimentichiamo che dietro a delle semplici  parole  o
  all'appostazione di somme esistono delle platee di  lavoratori,  ma
  soprattutto  i fruitori di quelli che dovrebbero essere  i  servizi
  che noi rendiamo e che, invece, rimarranno in una attesa vana.
   Mi riferisco al tema della pubblica istruzione e della formazione.
  Io  credo  che  questo sia un bene sociale e non  un  optional,  un
  argomento di cui possiamo non interessarci.
   Purtroppo,  dalla nota di variazione che ci è stata distribuita  e
  che é allegata a questo documento legislativo, si può evincere come
  i maggiori tagli e le maggiori decurtazioni sono state applicate al
  campo  della  pubblica  istruzione e  della  formazione.  Se,  poi,
  aggiungiamo  che  la somma che viene destinata al  piano  formativo
  2011  è vincolata ad un importo che non è sufficiente - lo sappiamo
  tutti  -  a  120  milioni, credo che la scelta che  il  Governo  ha
  compiuto sia veramente gravissima e vada evidenziata.
   Non  possiamo  pensare che questa sia una Terra dove,  in  qualche
  modo,  la  formazione sia stata soltanto una  utilità  per  chi  ha
  formato.  Tante  volte lo abbiamo detto. Ma qual è  la  scelta  del
  Governo  affinché  in  questa Regione coloro i  quali  scelgono  di
  rimanere,  con  grande sacrificio, possano avere la possibilità  di
  formarsi  e di avere un futuro, se tagliamo le spese della pubblica
  istruzione che sono le basi affinché si possa parlare di futuro, di
  sviluppo,  di legalità. Se tagliamo le somme che sono  legate  alla
  formazione professionale quindi alla cultura d'impresa del  domani,
  a  cosa  dobbiamo guardare? Quali sono gli elementi  per  cui  oggi
  possiamo considerare questo un Governo delle riforme?
   Io,  purtroppo,  devo  fare  una considerazione  conclusiva  e  mi
  appresto a definire il mio pensiero.
   La  scelta di fare tre mesi di esercizio provvisorio è sicuramente
  una  scelta  che questo Parlamento non vuole, almeno  noi  del  PID
  siamo  contrari.  Riteniamo, invece,  se  il  Governo  è  veramente
  intenzionato   ad   ascoltare   i   suggerimenti   che   provengono
  dall'opposizione,  con  uno sforzo di buona  volontà,  che  sarebbe
  opportuno    in   tal   senso   ridurre   l'esercizio   provvisorio
  semplicemente  ad un mese, rimboccandoci le maniche e  provando  ad
  approvare  un documento finanziario snello e rapido, ma soprattutto
  capace  di  dare risposte ai tanti siciliani che nonostante  tutto,
  ora, in questo momento, ci stanno guardando.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da alcuni giorni
  che  giriamo  sempre intorno alle questioni come in un gioco  delle
  parti  che  ci accingiamo a recitare, sapendo bene che,  magari  da
  parte  del  Governo,  c'è l'intenzione poi di  non  rispettare  gli
  impegni presi.
   Presidente,  tralascio  le considerazioni da  fare  sulla  mancata
  presentazione e approvazione da parte del Governo, di un bilancio e
  di  una finanziaria credibili, perché formalmente si può rispettare
  una data di scadenza e presentare un bilancio e una finanziaria più
  o  meno  nei  termini. Ma, di fatto, si presenta un  documento  che
  magari,  volutamente,  è  fatto  in  maniera  tale  da  non  essere
  approvato, come è il caso del bilancio e della finanziaria  che  il
  Governo  ha depositato ad ottobre in Assemblea. Si tratta, infatti,
  di  un  bilancio e di una finanziaria che contengono una  serie  di
  norme  e  di  previsioni  che  ne  impediscono  l'approvazione  per
  l'illegalità stessa dell'atto presentato, in quanto non  rispettoso
  di leggi e di regolamenti.
   Arrivare  all'ultimo  minuto e chiedere  l'esercizio  provvisorio,
  proprio in ragione di un ritardo che il Governo stesso ha fatto  sì
  che  si  verificasse,  e quindi approfittare dell'urgenza  per  poi
  andare  a chiedere ed inserire altro tipo di provvedimenti,  è  una
  situazione veramente paradossale.
   Nonostante  tutto il PDL, con grandissimo senso di responsabilità,
  in Commissione Bilancio, nonostante il fatto che la maggioranza non
  aveva  i  numeri  per votare l'esercizio provvisorio, ha fatto  sì,
  dopo  un lungo ragionamento che arrivasse in Aula, proprio per  non
  arrecare  danno alcuno ai siciliani che, poveretti,  non  c'entrano
  assolutamente nulla, ma che sono coloro i quali subiscono  l'azione
  nefasta  del Governo in questi due anni e mezzo. In quella sede  si
  erano concordati alcuni emendamenti che sono entrati nel testo, con
  l'accordo del Governo.
   Come  si fa ad avere fiducia nell'operato di un Governo e  di  una
  maggioranza   che   in   Commissione  Bilancio   accettano   alcuni
  emendamenti,  e  poi  in  Aula  lo stesso  Governo  ne  propone  la
  bocciatura?  E'  chiaro, a questo punto, che il Governo  agisce  in
  mala  fede e poco conta che, alla fine, dichiara di ritirare quegli
  emendamenti. Quello che conta è l'intenzione, il retropensiero, ciò
  che sta dietro le azioni di questo Governo.
   Ripeto,  non  si  capisce per quale ragione si chieda  l'esercizio
  provvisorio  per tre mesi, la deroga ai pagamenti in dodicesimi,  e
  in  contemporanea si preveda non la somma per coprire i tre mesi  -
  ad esempio, nel campo della formazione professionale - ma una somma
  doppia rispetto a quella che serve, ma inferiore della metà per  la
  copertura dell'intero costo del servizio.
   E'   incomprensibile.  Se  il  Governo  ha  problemi   di   natura
  finanziaria  per la copertura del bilancio, noi possiamo  dare  una
  mano di aiuto.
   Il  Governo  inserisca la somma necessaria  per  i  tre  mesi  che
  chiede,  e non ha problemi per pagare gli stipendi; se, invece,  ha
  intenzione di dare certezza a questa categoria, la strada maestra è
  una  sola: prevedere l'intera copertura del costo del servizio; non
  chiedere la deroga, andare in dodicesimi; operare per trasferire su
  fondi  extraregionali quanta parte si può trasferire e,  una  volta
  raggiunto  l'obiettivo,  con una semplice  variazione  di  bilancio
  recuperare le risorse che ha risparmiato con i fondi extraregionali
  rimettendole nei capitoli dove servono.
   Ripeto, signor Presidente, l'azione del Governo è incomprensibile

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ritengo
  che  quello dell'esercizio provvisorio sia un argomento da sfatare,
  perché  di  fatto  anche l'anno scorso con  la  mia  presenza  come
  assessore  per  il  bilancio ho sostenuto  la  necessità  di  porre
  all'Assemblea il bisogno del provvedimento finanziario di esercizio
  provvisorio.
   E ricordo che proprio l'anno scorso lo chiesi per tre mesi.
   Oggi  il Governo, non avendo la necessità di predisporre una nuova
  legge finanziaria, perchè può essere più importante e utile per gli
  assessori tecnici eseguire la finanziaria che già l'anno scorso  il
  Parlamento  regionale  ha  approvato, e alcune  forze  parlamentari
  hanno  voluto  anche sponsorizzare con manifesti e  con  iniziative
  pubbliche,  potrebbe  riuscire  a concentrarsi  maggiormente  sulla
  veridicità   dei   conti  della  nostra  Regione  e,   soprattutto,
  sull'utilizzo delle risorse nazionali ed europee.
   L'esercizio  provvisorio chiesto quest'anno può  rappresentare  un
  momento di veridicità nei rapporti che si vengono ad attuare con il
  Governo  nazionale. Problema serio che io ho anche  avuto  modo  di
  porre  all'assessore Armao - è il dibattito in corso in  Conferenza
  Stato-Regioni  e  ritengo anche nelle relazioni  con  il  Ministero
  dell'Economia  -  perché le attività finanziarie  dell'anno  scorso
  sono state basate sul piano di attuazione regionale, cosiddetto PAR
  FAS,  che  aveva  una  sua veridicità e una sua  logicità  che  era
  rappresentata dai lavori dei diversi Dipartimenti.
   Oggi  il Governo nazionale sta attuando il Piano del Sud che  può,
  di  fatto,  creare una forte criticità rispetto al PAR FAS  che  il
  Governo   regionale,   insieme   al   Governo   nazionale,    aveva
  precedentemente avuto deliberato, nello specifico con  alcune  voci
  di intervento, che erano le voci di intervento indispensabili e che
  il  Governo  regionale fu autorizzato ad inserire nei  capitoli  di
  bilancio.
   In  questa fase, nella piena consapevolezza che nei prossimi  mesi
  si  chiarirà il ruolo del PAR FAS pianificato dalla Regione con  il
  Piano  del Sud, con le nuove linee di intervento e misure  in  atto
  che  si  vengono  a predisporre, Forza del Sud propone  di  esitare
  l'esercizio provvisorio fino al 28 febbraio 2011.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, come lei sa  questa  proposta  deve
  essere  formalizzata  eventualmente  con  un  sub  emendamento.  Al
  momento è solo una proposta verbale.

   CIMINO. Ho già predisposto un emendamento in tal senso.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi, questo è un tempo  molto  difficile
  per la Sicilia e per i Siciliani e abbisognerebbe di atteggiamenti,
  di  condotte, di reale responsabilità, di condotte che,  al  di  là
  delle petizioni di principio, potessero davvero porre condizioni di
  agibilità  non  tanto  e non solo per quest'Aula,  impegnata  molto
  spesso  a  far  fronte  a  provvedimenti legislativi  proposti  dal
  Governo  in  maniera assolutamente estemporanea, privi di  un  filo
  conduttore  che venga ricondotto ad un reale interesse legato  alle
  emergenze, che da tanti bacini fanno pervenire grida di aiuto.
   Noi  questa sera abbiamo ascoltato tante parole. Abbiamo ascoltato
  l'onorevole  Cracolici  ammettere in maniera  responsabile  che  il
  bilancio non si può fare perché non ci sono le risorse, lo  abbiamo
  ascoltato  dire  -  in  maniera altrettanto  irresponsabile  -  che
  comincia a divertirsi.
   Evidentemente  questa  seconda  affermazione  non  era  legata  al
  destino  dei  Siciliani, ma probabilmente  a  qualcos'altro  che  è
  sfuggito a me, ma credo anche a tutto il resto dell'Aula.
   Però,  al  di là di queste osservazioni che, se ci fosse da  stare
  preoccupati  potrebbero far sorridere, il tema vero è  uno  ed  uno
  solo: questo Governo regionale, per la terza volta consecutiva,  ci
  propone  un  esercizio provvisorio e a fronte delle tante  vertenze
  aperte,  difficilmente affrontabili, ci spiega che questo esercizio
  provvisorio deve essere prorogato per ben tre mesi.
   Avevamo  ricevuto  una  proposta che, come  forza  di  opposizione
  responsabile,  avevamo ritenuto praticabile da parte  del  Governo,
  cioè  che se si fosse proceduto presto all'approvazione della norma
  relativa  alle  proroghe  dei  precari,  il  Governo  regionale  si
  impegnava   a  sottoporre  all'Aula,  entro  il  31  dicembre,   la
  finanziaria per l'anno 2010-2011.
   Siamo  abituati  alle promesse di Pinocchio,  io  credo  che  mai,
  invece, si abitueranno a queste promesse i Siciliani.
   Noi ci siamo anche preparati a considerare quanto spesso ripete un
  mio amico deputato, cioè al fatto che  cu pirdìu vincìu e cu vincìu
  pirdìu .  Però,  io  credo che, a fronte di queste  tematiche,  che
  vedono un Governo basarsi sul ribaltone che ha portato, appunto,  a
  governare la Sicilia chi aveva perso le elezioni, seppur attraverso
  tecnici  -  per  carità,  sotto il profilo personale  assolutamente
  prestigiosi,  e  non  può  essere  certamente  mosso   loro   alcun
  rimprovero  né  alcuna  critica - tuttavia è necessario,  prima  di
  procedere  in  qualsiasi maniera, comprendere  quello  che,  a  mio
  parere,  potrebbe  celarsi  dietro la  richiesta  di  un  esercizio
  provvisorio di tre mesi.
   Il  timore è, per quanto ci riguarda, che ci sia ancora una  volta
  il  trucco. E perché dico questo? Perché nel 2010 ci siamo  trovati
  ad  approvare una finanziaria il primo maggio, promulgata nel  mese
  di  giugno  del  2010, e abbiamo dovuto constatare  amaramente  che
  questo  Presidente  della  Regione,  che  questo  Governo  è  stato
  costretto  a chiudere i cordoni della borsa, la spesa,  ad  ottobre
  del  medesimo  anno.  Questo significa, Presidente  dell'Assemblea,
  colleghi,  ma soprattutto siciliani, che in un tempo di congiuntura
  economica, invece di spendere per investimenti, ci siamo  arroccati
  e  stiamo continuando, o meglio il Governo sta continuando  a  fare
  melina .
   Allora   l'onorevole   Cracolici,  che  io  ascolto   sempre   con
  attenzione,  ha detto anche un'altra cosa, ci ha regalato  un'altra
  massima, ha detto che il tempo è galantuomo.
   Io non so se il tempo è galantuomo, certo questo Governo non lo  è
  con la Sicilia. Certo, se è galantuomo, l'onorevole Cracolici e  il
  PD non potranno che tornare all'opposizione; però questo lo diranno
  gli elettori e lo dirà il tempo.
   Intanto  io chiedo formalmente, signor Presidente che, al fine  di
  svilire  il  clima  che  rischia  di  diventare  dannoso   per   la
  prosecuzione dei lavori d'Aula, che lei consideri la richiesta  del
  PID  di  accantonare questo articolo per comprendere  se  vi  è  la
  possibilità,   anche   rispetto  a  quanto  richiesto   formalmente
  dall'onorevole Cimino a nome del Gruppo di Forza del Sud,  di  fare
  un  ragionamento che spazzi via i pregiudizi e che, per  una  volta
  che  ci  riusciamo,  visto  che  è  il  29  dicembre,  possa  farci
  incontrare su una soluzione di buon senso, soprattutto per  chi  ci
  ascolta.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, gli interventi dei colleghi che mi  hanno
  preceduto  hanno  dato  un  taglio di  natura  tecnica,  oltre  che
  politica,  ma  rischiamo di commettere un errore perché  si  stanno
  affrontando  tematiche di natura economica, come il bilancio  e  la
  finanziaria,   come  il  documento  di  programmazione   economico-
  finanziaria che lei ha autorizzato, Presidente Lombardo,  per  dare
  vita e motivare il suo ribaltone.
   L'esercizio finanziario è un documento non contabile, ma di chiara
  matrice politica, perché obbedisce alla strategia di utilizzare uno
  strumento  in  dodicesimi per gestire tre mesi  di  spesa  pubblica
  regionale.  E  credo  che,  di fronte  ad  un  argomento  politico,
  l'analisi  e  il  giudizio devono essere esclusivamente  di  natura
  politica.
   L'onorevole Cracolici, non più tardi di un anno fa, quando  ancora
  non  era  stato  fulminato sulla via di Damasco,  sulle  vie  delle
  riforme  e  dell'innamoramento con l'MPA e il  Presidente  di  quel
  partito,   il   Presidente   della  Regione,   definì   l'esercizio
  provvisorio  una  iattura per la Sicilia, e definì  incompetente  e
  incongruo quel Governo che aveva fatto l'esercizio provvisorio,  il
  cui  ricorso avrebbe determinato un danno devastante per la Sicilia
  e  per i siciliani. Sono parole dell'onorevole Cracolici, non  sono
  certamente parole mie. Io le ripeto perché le ho lette e perché  le
  ricordo.
   Adesso,   lo  stesso  onorevole  Cracolici  definisce  l'esercizio
  provvisorio  una  necessità determinata dalla falsificazione  degli
  strumenti economici e finanziari degli anni precedenti.
   Onorevole  Cracolici, non mi pare che il Presidente della  Regione
  sia  al  suo  primo  giorno  di scuola e  mi  risulta  che  il  PD,
  velatamente,  nascostamente,  in punta  di  piedi,  nell'anonimato,
  condivide  da  un anno e mezzo con il Presidente della  Regione  la
  guida  effettiva  di  questo Governo, e ha  mandato  allo  scoperto
  politici, tecnici definiti nemmeno di  area , ma che tutti sappiamo
  alcuni  di  essi essere iscritti anche ad una sezione  del  Partito
  Democratico  della provincia di Messina, e mi riferisco  all'ottimo
  professore Centorrino.
   Devo  dire  che  questo  esercizio provvisorio  non  è  altro  che
  l'ulteriore segnale della vostra incapacità politica di programmare
  la gestione dell'occupazione e dello sviluppo di questa Sicilia. Un
  Governo  che  si  è  candidato a cambiare la  Sicilia,  ma  che  ha
  cambiato  soltanto le posizioni delle forze in capo al  Parlamento:
  chi  ha vinto è andato all'opposizione, chi ha perso clamorosamente
  è   diventato   forza  di  Governo.  E  il  ricorso   all'esercizio
  provvisorio, mascherato da emendamenti di basso profilo legislativo
  e di nessuna strategia politica, altro non servono che a nascondere
  la  vostra  incapacità di programmare la strategia del  Governo  di
  questa Sicilia.
   Professore  avvocato  Armao, sa che io le sono  legato  da  lunga,
  lunghissima  amicizia,  e  sa quanto  la  stimo  anche  per  motivi
  personali. Però lei non può prestarsi, per quello che rappresenta e
  ha rappresentato in Sicilia, a questo gioco al massacro che la vede
  esposto in prima persona, perché lei si era impegnato - per le  sue
  indubbie  qualità  professionali - a dare alla  Sicilia  nei  tempi
  previsti  dal  regolamento  e  dalla politica,  il  bilancio  e  la
  finanziaria. Un bilancio incompleto, un bilancio inconsistente,  un
  bilancio  debole, ma un bilancio che avrebbe consentito  di  capire
  quali sono i limiti di questo Governo.
   Signor  Presidente, non vorrei disturbare i colleghi  del  PD,  ma
  tanto  chi  deve  sentire  non sono certamente  i  parlamentari  di
  maggioranza,   ma  è  il  popolo  siciliano.  Quindi,   credo   che
  l'esercizio  provvisorio debba essere limitato al tempo  necessario
  per  consentire  al Governo di portare in Aula un  bilancio  e  una
  finanziaria.
   Andare  oltre il mese di esercizio provvisorio significa devastare
  ulteriormente la Sicilia.

   MARINESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
  rifarmi all'intervento dell'onorevole Formica relativamente al tema
  della formazione professionale.
   Nel  bilancio provvisorio sono stati inseriti solo 120 milioni  di
  euro,  su un piano provvisorio approvato dall'Assessorato che viene
  a  costare  alla  Regione  260 milioni,  Quindi  potrebbero  essere
  soddisfatte le spettanze, considerandole in dodicesimi, 10  milioni
  al  mese,  significa circa neanche uno stipendio per  il  personale
  della formazione professionale.
   Anziché   fare  questo  taglio,  mi  sarei  forse  aspettato   che
  l'Assessorato  dell'economia  avesse  provveduto  per  esempio   ad
  utilizzare le somme del fondo sociale europeo.
   Sappiamo  dall'Assessorato della formazione professionale  che  ci
  sarebbero  stati dei progetti sponda che, rendicontati  in  maniera
  adeguata, potevano servire oggi a trovare quelle risorse necessarie
  per   potere   poi  inserirle  nel  bilancio  della   Regione,   ed
  eventualmente  con  variazioni di bilancio riportarli  indietro.  A
  questo  punto,  siccome i tempi non ci sono più, sarebbe  opportuno
  che  venissero sollecitate queste rendicontazioni, questi fondi che
  dovrebbero  pervenire alla Regione dall'utilizzo del fondo  sociale
  europeo  e  che potrebbero compensare quello che non è stato  messo
  oggi nell'apposito capitolo.
   L'unico  suggerimento che forse si potrebbe dare è che  se  queste
  sono  somme  obbligatorie,  nel  senso  che  possono  essere,  anzi
  potranno  essere, erogate in unica soluzione al primo  di  gennaio,
  nel momento in cui noi avremo approvato questo bilancio, potrebbero
  essere  stanziate tutte in una unica soluzione per i tre  mesi.  Io
  credo  che  l'Assessorato  dell'economia potrà  fare  questo,  cioè
  invece di erogarli mensilmente i 120 milioni di euro, noi potremmo,
  chiaramente  in dodicesimi, erogarli tutti insieme perché,  essendo
  queste  somme  in conto capitale, possono essere erogate  in  unica
  soluzione, e allora potremmo salvare, oggi, la possibilità di  dare
  corso  al  piano che già è stato fatto, che consta di 240  milioni.
  Successivamente,  quando si farà il bilancio  definitivo,  potremmo
  appostare  le  ulteriori somme necessarie per il  completamento  di
  tutto  il piano utilizzando anche questa volta, invece di perderle,
  le risorse del Fondo Sociale Europeo.

   LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  EDOARDO.  Signor  Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, ritengo che sia giusto  approfittare
  della  presenza in Aula del Presidente della Regione per rivolgermi
  direttamente a lui e, nel ringraziarlo ovviamente per  essere  qui,
  chiedergli:  signor  Presidente, onorevole  Lombardo,  ritiene  che
  oggi, in questo momento di grande difficoltà che i siciliani vivono
  sulla   loro  pelle,  lanciare  un  messaggio  di  richiedere   con
  provvedimento straordinario un esercizio provvisorio che va a lungo
  termine,  entro il 31 marzo del 2011, sia un messaggio rassicurante
  per  i  siciliani, per le famiglie dei siciliani?  Per  gli  attori
  protagonisti  dell'impresa in Sicilia? Per gli investitori?  Per  i
  dipendenti  degli  enti locali? Per gli amministratori?  Per  tutti
  quelli  che  guardano alla Regione come il soggetto che  per  primo
  deve occuparsi di questi problemi congiunturali?
   Ritiene  che  il messaggio lanciato da lei e dal suo Governo,  che
  oggi  è  alla quarta edizione, sostenuto da un partito che  gridava
  allo  scandalo quando governi precedenti annunciavano la  richiesta
  di  esercizio provvisorio, ritiene che il Governo tecnico,  di  cui
  lei  si  è  circondato,  possa in questo momento  dare  un'immagine
  rassicurante a chi ci guarda per capire cosa la classe politica  di
  questa  Regione  intende fare per affrontare i tanti  problemi  sul
  tappeto, le necessità cogenti che la gente quotidianamente vive nel
  proprio territorio?
   Anziché  continuare  a  mostrare  un  atteggiamento  inflessibile,
  peraltro incomprensibile, sulla proposta che le viene lanciata  dal
  PDL   e  dagli  altri  partiti  di  opposizione,  su  una  proposta
  ragionevole che vuole venire incontro alle ragioni tecniche di fare
  slittare  il  bilancio da qui al 31 gennaio 2011, non  ritiene  che
  questa  proposta,  anziché  essere ribattuta  al  mittente  con  la
  dimostrazione  di  un  atteggiamento arrogante,  arroccato  su  una
  posizione  che non dà alcuna spiegazione ragionevole del perché  si
  chiede, ancora una volta, lo slittamento al 31 marzo dell'esercizio
  provvisorio,  non ritiene piuttosto che sia utile, come  messaggio,
  per i siciliani, per le imprese, per il mondo della formazione, per
  il mondo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leanza,  mi  scusi,  ma  non  ci  sono  le
  condizioni per continuare la seduta. Ho capito che forse è il  caso
  di sospendere perché io non riesco neanche a sentirla.

                     (La  seduta, sospesa alle ore 17.34,  è  ripresa
                alle ore 17.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima  della  sospensione  della
  seduta, avevo interrotto l'onorevole Leanza Edoardo.

   LEANZA EDOARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
  se prima non ascoltava l'Aula ora non ascolta neppure il Governo

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Il Governo c'è.

   LEANZA  EDOARDO.   o, per lo meno, non ascolta il  Presidente  del
  Governo  e, comunque, dicevo, appare irrituale questo atteggiamento
  di  inflessibilità  tenuto dal Governo davanti ad  una  opportunità
  ragionevole, peraltro, che i partiti di opposizione stanno fornendo
  con  l'emendamento  1.5, cioè il rinvio del bilancio  entro  il  31
  gennaio  2011  sembra una proposta di buon senso, credo  che  venga
  incontro   anche  alle  ragioni  tecniche  che  il  Governo   dovrà
  affrontare  per  predisporre il bilancio e credo pure  che  sia  un
  segnale  positivo  a  tutto il mondo sociale  che  ci  guarda,  che
  aspetta delle risposte da questo e, soprattutto, da questo Governo.
   Trincerarsi, invece, su un rifiuto categorico, netto, peraltro non
  supportato   né  da  ragioni  politiche  né  da  ragioni   tecniche
  convincenti  che  ci lascino tranquilli sul fatto  che  il  Governo
  abbia  intenzione  più che di produrre una tattica,  di  affrontare
  seriamente  e risolvere il problema tecnico - qualora  vi  fosse  -
  nella  compilazione del bilancio, allora certamente un  segnale  di
  disponibilità  che  veda  accogliere  il  suggerimento  del  PDL  e
  dell'intera opposizione ci tranquillizzerebbe sul fatto che vi sono
  tutte  le buone intenzioni affinché, da qui ad un mese, la  Sicilia
  possa avere uno strumento finanziario utile non tanto e non solo  a
  questo Parlamento, ma all'intero popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Cimino,   Incardona,  D'Asero  e  Mineo  il  subemendamento   1.5.1
  all'emendamento 1.5 dell'onorevole Leontini:
   «Le parole  31 gennaio  sono sostituite con  28 febbraio ».

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, confesso di volere parlare alla presenza
  del  Presidente Lombardo perché nel mio breve intervento,  che  non
  vuol  entrare nel merito, c'è molto riferimento e personale e  alla
  funzione del presidente Lombardo.

   CRACOLICI. Chiedo il rispetto delle regole

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, stiamo parlando  sul  complesso
  degli emendamenti.

   CRACOLICI. Siamo in fase di dichiarazione di voto sull'emendamento
  dell'onorevole Leontini, dove c'è il  parere negativo del Governo e
  della  Commissione   Chiedo il rispetto  delle  regole   Quando  il
  Presidente ci concederà il rispetto delle regole

   PRESIDENTE. L'onorevole Maira non ha ancora parlato.

   MANCUSO. Ma le regole non le fa l'onorevole Cracolici

   MAIRA.  Signor  Presidente,  l'onorevole  presidente  Lombardo  mi
  scuserà  se  mi sono permesso di chiedere la sua presenza  in  Aula
  proprio  perché,  per dichiarazione di voto, il  mio  interlocutore
  politico  era  lei (con la speranza che l'assessore  Armao  non  ne
  approfitti per farle firmare qualche decreto ).
   Le avranno certamente riferito, avrà letto che nelle scorse sedute
  io  ho  avuto  modo  di  lamentarmi della sua  assenza,  certamente
  giustificata   da   motivi  istituzionali  plurimi   nell'interesse
  principale  della  Sicilia. Però, la sua assenza pesa  per  ragioni
  obiettive e le dico rapidamente perché.
   E' una dichiarazione e un  interrogativo che riproporrò nei giorni
  e nei mesi a venire.
   Lei  e i suoi alleati avete dichiarato che questa non è una Giunta
  politica bensì tecnica, motivo per cui, nei momenti topici,  quando
  c'è da prendere decisioni politiche e da dare risposte politiche  -
  seppur nella valenza personale dei suoi assessori tecnici - nessuno
  di loro può prendere impegni, può darci risposte di natura politica
  tranne che, smascherandoci tutti, lei per primo, non si arrivi alla
  dichiarazione che questo è un Governo politico, anche se formato da
  tecnici.
   Se   questo  dovesse  avvenire,  quest'Aula  ed  io  avremmo   gli
  interlocutori  politici  con cui discutere;  altrimenti,  onorevole
  Presidente,  dovrà organizzarsi per la sua presenza in  quest'Aula,
  dato  che  il  rapporto Governo-Aula è un rapporto imprescindibile,
  tranne  che  si aggiusti il tiro sulla qualifica di questa  Giunta,
  anche per chiarezza nei confronti dei siciliani.
   Ciò premesso, è una dichiarazione di voto che - stante la premessa
  -  obbliga la presenza del Presidente perché è l'unico che può dare
  una risposta al mio quesito.
   Presidente della Regione, negli ultimi giorni ha avuto  più  volte
  occasione di affermare che tende a dare una mano per consentire  la
  partecipazione democratica al ruolo dell'opposizione; ha avuto modo
  di  dire  che  intende  dialogare, e questa  rappresenta  la  prima
  occasione.
   Mi  chiedo,  a  fronte delle dichiarazioni testé  riferite  e  con
  l'aggiunta  di  altre  dichiarazioni  secondo  cui  approveremo  il
  bilancio  e  la  finanziaria nel più breve tempo  possibile,  siamo
  quasi  pronti,  i conti tornano, abbiamo risparmiato nella  sanità,
  eccetera  -  anche se tutto questo è da vedere, ma è merito,  e  in
  questo  momento  non intendo parlare del merito - non  ritiene  che
  questa  rappresenti  l'occasione per  aprire,  con  diplomazia,  un
  dialogo  con l'opposizione di quest'Aula, alla quale si è appellato
  nei giorni scorsi?
   Mi  chiedo:  a che serve il braccio di ferro tra la tesi  dei  tre
  mesi,  fatta  dal  Governo  e  dalla  maggioranza  per  l'esercizio
  provvisorio, o quella di un mese fatta da noi, nel momento  in  cui
  tutti  vogliamo  dotare  la  Sicilia  di  un  bilancio  e  di   una
  finanziaria,  quali migliori strumenti possibili  nella  situazione
  che ci è data? A che serve impegnarci in una maratona oratoria?
   Di questo, infatti, si tratta stasera, per chi non l'avesse capito
  -   ma,  credo,  tutti  l'abbiamo  capito  -,  questo  è  l'impegno
  dell'opposizione  che ci farà arrivare a notte per  raggiungere  lo
  stesso risultato di votare, almeno per quel che riguarda i Popolari
  per   l'Italia   di  domani,  contro  lo  strumento  dell'esercizio
  provvisorio.
   Io  sarei per una proposta di dialogo del Governo, come affermato,
  una  proposta di diplomazia politica fra il Governo e l'opposizione
  di  quest'Aula,  di buon senso, per dare delle risposte  immediate,
  concrete,   e  un  segnale  che  rincuori  la  Sicilia  nella   sua
  maggioranza e che, alla fine, pur fermi nelle diverse posizioni, si
  trovi  un  momento di dialogo per qualcosa di importante  quale  é,
  seppur in negativo, l'esercizio provvisorio.
   Presidente della Regione, faccia una proposta, non si arrocchi  ai
  novanta  giorni, non apra un ulteriore conflitto che  non  serve  a
  nessuno, si sforzi di capire che ci sono momenti nei quali  occorre
  il   dialogo.  Potrei  anche  non  fare  questo  discorso  -   sono
  dell'opposizione, sono presente, sono riposato, ho fatto una  lunga
  dormita stanotte per prepararmi alla maratona oratoria di oggi - ma
  a  che  serve?  Presidente, ci dia la possibilità di dimostrare  ai
  siciliani che, in certi momenti, siamo in grado di dialogare  e  di
  ragionare.
   Ragioni,  Presidente   Formuli  una  proposta  che  faccia  uscire
  serenamente da quest'Aula i deputati di maggioranza, di opposizione
  e il Governo con la prospettiva di un anno 2011 migliore.
   Credo  che non sia uno sforzo eccessivo, tranne che l'arroganza  e
  la  prepotenza  abbiano,  come al solito purtroppo,  ragione  sulla
  moderazione.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo è in congedo per la
  presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 659/A

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo  al
  Presidente e agli assessori Centorrino e Russo e spiego perché  non
  agli  altri:  gli  assessori Centorrino  e  Russo  sono  stati  già
  protagonisti della formazione del terzo Governo e, quindi, sanno da
  quale  condizione  siamo  usciti e quale è  la  condizione  che  ha
  caratterizzato il 2010.
   Noi  ci  opponiamo all'esercizio provvisorio perché  è  diventato,
  assessore  Centorrino,  esercizio permanente  e ci  arrabbiamo  del
  fatto   che  si  chiami  provvisorio,  perché  andrebbe  denominato
  esercizio  permanente, sia perché negli ultimi tre anni è diventato
  sistema sia perché, nell'arco temporale dell'anno in corso,  assume
  un  significato, un'importanza, un rilievo e una durata  pari  agli
  strumenti  ordinari. Infatti, nel 2010, è accaduto che  l'esercizio
  provvisorio  è  durato  quattro mesi,  siamo  andati  ad  approvare
  bilancio  e  finanziaria a maggio e poi la legge -  come  ricordava
  l'onorevole  Cordaro stasera - è stata promulgata a giugno.  Quindi
  la  Regione  ha  cominciato a  vivere  a  giugno.  Giugno,  luglio,
  agosto e settembre, poi il 12 di ottobre il Presidente Lombardo  ha
  decretato  il blocco della spesa; ottobre, novembre e dicembre,  li
  abbiamo messi da parte.
   Risultato:  il  bilancio ordinario è durato quanto  o  forse  meno
  dell'esercizio provvisorio.
   Ma  voi ricordate una condizione di ente regionale che abbia avuto
  queste  caratteristiche?  Che  sia  stata  contrassegnata  da  tali
  disfunzioni?
   Onorevole Savona, ricordiamo nell'arco temporale che ci  ha  visti
  protagonisti   in  quest'Aula  e  nell'attività  di   Governo   una
  condizione  come  quella che ci ha afflitto e  che  ha  afflitto  i
  comuni, gli enti locali territoriali, la Sicilia, come negli ultimi
  due anni e mezzo, tre anni?
   Noi  ci  opponiamo  all'esercizio provvisorio per  questo  motivo,
  perché  bisognerebbe denominarlo per quello che è stato, e cioè  un
  esercizio permanente, negli ultimi tre anni e nel corso dell'anno.
   E'  chiaro  che una Regione che fa durare l'esercizio  provvisorio
  quanto il bilancio ordinario, non è interlocutrice di niente  e  di
  nessuno;  non  è  ente  propulsore di processi  di  crescita  e  di
  avanzamento,  ma  diventa una zavorra che si  impone  con  tutti  i
  propri  fardelli burocratici, i propri ritardi e i  propri  blocchi
  nell'erogazione  della  spesa  e nel  rispetto  dei  programmi  che
  danneggiano   le  attività  economiche  e  l'organizzazione   delle
  attività  nel territorio, siano esse dei comuni, delle  province  o
  della stessa Regione.
   Allora, per evitare questo bisogna necessariamente accedere ad una
  ipotesi   di  riduzione  della  durata  dell'esercizio  provvisorio
  proprio per chiamarlo provvisorio.
   Noi  saremo  sempre  contrari,  ma almeno  facciamolo  provvisorio
  l'esercizio,  rendiamolo  tale  da poter  essere  qualificato  come
  provvisorio.  Purtroppo, la realtà dalla  quale  usciamo  è  quella
  nella  quale  l'esercizio  non  è stato  provvisorio,  ma  è  stato
  ordinario,  è  durato tanto quanto il bilancio e ha  arrecato  alla
  Regione  un danno incalcolabile. Ecco perché l'onorevole  Maira  ha
  fatto una richiesta che è stata, a vario titolo, avanzata da alcuni
  di noi.
   Io ne ho parlato con il collega Cracolici, il collega Cimino ne ha
  fatto  oggetto di un emendamento, il collega Maira ha  formalizzato
  ed   esternato   questa  ennesima  volontà  di   dialogo   fondato,
  ovviamente,  sull'accoglimento da parte del Presidente del  Governo
  di  questa  richiesta.  Almeno  si  faccia  il  tentativo  di  fare
  rientrare  l'esercizio  nei ranghi della provvisorietà,  perché  un
  esercizio  provvisorio  a  tre mesi non è  più  provvisorio:  è  un
  esercizio  permanente,  triennale e quadrimestrale,  come  è  stato
  quello  del 2010 che è durato quanto il bilancio e che, ripeto,  ha
  arrecato  danni  alla  Sicilia. Ecco perché  manteniamo  il  nostro
  emendamento.  Ma,  qualora ci fosse la volontà di  arrivare  ad  un
  compromesso  per  cui, invece del mese e invece dei  tre  mesi,  ci
  attestassimo  sui due mesi, sarebbe già, rispetto all'anno  scorso,
  una  riforma  che un governo di tecnici potrebbe mettere  in  campo
  rispetto alle distorsioni precedenti.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, c'è una massima africana che  dice   voi
  avete l'orologio, noi abbiamo il tempo .
   Noi  questo  tempo non lo vorremmo sacrificare qui in chiacchiere,
  vorremmo darle una mano.
   So  che  per  lei è difficile accettarla, non è abituato.  Noi  le
  vogliamo  dare una mano e vogliamo approvare questo esercizio,  che
  non  è un esercizio di potere, di arroganza e di presunzione perché
  noi sappiamo che lei non è abituato a queste cose.
   Non    vogliamo   più   rubare   tempo   all'esercizio   che   lei
  quotidianamente fa, che è quello di guardare minuziosamente a tutti
  i  sottogoverni della Sicilia perché ha qualcuno da piazzare. Però,
  le  voglio  dare  un suggerimento, e mi dispiace  che  non  ci  sia
  l'assessore Venturi, quando verrà glielo ripeterò, perché  chiederò
  nuovamente la parola per dirglielo.
   E'  opportuno,  Presidente, verificare che non avvengano  atti  di
  arroganza  e  di  presunzione, che qualche  volta  vanno  oltre  la
  legalità, come quello di volere a tutti i costi decapitare l'ASI di
  Agrigento  pur  sapendo che i meccanismi messi  in  atto  non  sono
  legali.
   Quindi, è opportuno che lei, da Presidente, metta mano a questo.
   Che  cosa le chiede l'opposizione (quella che, un tempo,  è  stata
  quella  parte di popolo siciliano che l'ha votata, che l'ha  eletta
  presidente della Regione, sbagliando, ma è successo )
   Le  chiediamo, Presidente, di evitare di far passare il  messaggio
  che lei vuole continuare con un atteggiamento - noi siamo convinti,
  ripeto,  che  lei  vorrà  cancellare - di un'arroganza  sol  perché
  sostenuto  dal Partito comunista, detto PD, che, preso com'è  dalla
  furia iconoclasta di andare oltre ogni limite, le consente, con  un
  voto di maggioranza, ex opposizione, di fare quello che vuole.

   FARAONE. PD

   GIANNI.  Onorevole Faraone, non mi ricordavo PD e mi è  venuto  in
  mente Partito comunista, è PD.
   Onorevole   Presidente,  come  dicono  in   Africa,    voi   avete
  l'orologio,  noi abbiamo il tempo , non sprechi il  tempo;  non  le
  serve,  non  le  serve  che lei continui con  questo  atteggiamento
  assurdo
   La  Sicilia è ormai in ginocchio, abbiamo bisogno di dare risposte
  certe  alle  migliaia  di  aziende che  chiudono  e  a  quelle  che
  falliscono,   alle  migliaia  di  persone  che   vanno   in   cassa
  integrazione  o  licenziate. Non c'è  certezza  di  nulla,  c'è  la
  formazione che langue, l'assessore è messo lì pronto nel  tentativo
  di dare una risposta.
   Io credo che lei abbia il dovere, prima di pensare alle tattiche e
  alle  strategie  politiche, di pensare a quanti in  questo  momento
  hanno affrontato un Natale molto freddo, ma il prossimo anno ancora
  di più. Si fermi per amore della Sicilia

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo perché
  ritengo  che  l'argomento  che  trattiamo,  relativo  all'esercizio
  finanziario provvisorio, è un argomento che sicuramente, al  di  là
  di quella che dovrebbe essere l'articolazione di un ragionamento di
  carattere  tecnico,  politico e - perché no - dell'argomento  degli
  argomenti  che  è quello del buon senso, dovrebbe  portare  ad  una
  riflessione  su  quella che è la caratteristica di questo  tipo  di
  atto  parlamentare.  Un atto parlamentare  dove,  al  di  là  delle
  posizioni   politiche,  c'è  anche  la  convinzione  di  garantire,
  attraverso l'esercizio provvisorio, la ordinaria gestione. Infatti,
  un  esercizio per essere provvisorio io ritengo debba essere quanto
  più  breve  nel  tempo  e  quanto più  normale  nell'essenziale  la
  gestione.
   Come  voi  ricorderete e avete visto, questa proposta del  Governo
  dell'esercizio  provvisorio  vedeva tutta  una  serie  di  deroghe,
  quindi  un intendimento - se mi si consenta - del tutto inopportuno
  o  del  tutto  estraneo  a  quello che è lo spirito  dell'esercizio
  provvisorio.
     Ancora  una  volta  intendo ribadire in  questa  occasione  come
  quest'atto  che,  in  un momento di crisi in cui  le  risorse  sono
  ridotte,  in  cui c'è bisogno di certezze, in cui  c'è  bisogno  di
  indirizzi  specifici,  il prolungare i tempi significa,  di  fatto,
  remare contro, per usare questo termine, alla regola del buon senso
  perché ho visto e ho sentito da tutti una serie di considerazioni.
   Il  Governo ha fatto dei ragionamenti come se questa strada  fosse
  lastricata  di  buoni  propositi,  ma  poi  nella  sostanza   vuole
  dimostrare e determinare tutt'altro.
   Dicevo,  la  determinazione, l'indirizzo,  il  grande  momento  di
  difficoltà,  ritengo che più breve è l'esercizio  provvisorio,  più
  possibilità  c'è di valutazione e di incidenza da parte  di  questo
  Parlamento  nella  destinazione delle  risorse,  nella  valutazione
  delle priorità.
   Cosa  diversa,  invece, se noi, allungando e  dilatando  i  tempi,
  andassimo a questo percorso che vede sostanzialmente un impegno  di
  fatto  del  Governo, un orientamento dove poi, nel momento  in  cui
  verrà  approvato  il bilancio, per necessità di  fatti,  volente  o
  nolente,  l'Assemblea sarà costretta a prendere atto di quelle  che
  saranno le risorse residue in riferimento ai dodicesimi di bilancio
  in  quanto  -  come  tutti sapete - la Regione  siciliana  ha  come
  prerogativa  che  l'esercizio provvisorio si  approva  sul  bozzone
  presentato dalla Giunta di Governo.
   Quindi,  questa prerogativa che è del Parlamento, di fatto diventa
  del  Governo  e,  ancora  una volta, l'Assemblea  deve  subirne  la
  volontà senza poterne determinare le valutazioni, le considerazioni
  e,  perché no, anche le opportune correzioni, visto il momento  che
  attraversiamo.
   Quindi,  ritengo  che questo atto debba essere  del  Parlamento  e
  debba  essere un atto in cui è chiara la volontà delle varie  parti
  politiche che vedono necessariamente una soluzione del problema. Il
  problema  che deve essere risolto, per essere onesti negli intenti,
  deve  essere  quello  di  avere un esercizio  provvisorio  breve  e
  garantire l'ordinaria amministrazione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi, l'onorevole Maira ha formulato  una
  richiesta precisa al Presidente della Regione.
   Il  Presidente della Regione che, per le decine di impegni che  ha
  non  viene  mai  in Aula, oggi è venuto. Gli è stato  formulato  un
  quesito.  Gli è stato chiesto di  dire se ha volontà, quanto  meno,
  di  considerare la richiesta formale che gli è venuta non  soltanto
  dal capogruppo del PID ma anche dal capogruppo del PDL.
   Mi sarei aspettato, e mi aspetto, non tanto per un fatto umano che
  capisco  in quest'Aula da qualche tempo ormai non funziona più,  ma
  per un fatto istituzionale - ammesso che se ne sia riservata ancora
  qualche   porzione - che il Presidente della Regione ci spieghi  se
  vuole  considerare, quanto meno solo considerare, le  richieste  di
  due  capigruppo.  Altrimenti, siamo venuti a  fare  che  cosa?  Non
  esiste  più la regola, la formalità istituzionale, il rispetto  dei
  ruoli
   Presidente Cascio, mi appello a lei  Credo che il Presidente della
  Regione  debba  a  quest'Aula  una  risposta  perché  gli  è  stata
  formulata una richiesta formale.

   PRESIDENTE.  Il Presidente della Regione non ha alcun  obbligo  di
  rispondere al dibattito parlamentare. Se lo  ritiene interviene, ma
  non è obbligato a rispondere.
   Pongo   in  votazione  il  subemendamento  1.5.1,  a  firma  degli
  onorevoli   Cimino  ed  altri,  che  tende  a   porre   il   limite
  dell'esercizio provvisorio al 28 febbraio.


   Presidenza del presidente Cascio


                Richiesta di verifica del numero legale

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Buzzanca, Campagna, Formica, Leontini  e
  Pogliese, indìco la verifica del numero legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono  presenti: Adamo, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci, Catalano,
  Colianni,  Cracolici,  D'Agostino, De  Benedictis,  Di  Guardo,  Di
  Mauro,  Donegani,  Faraone, Ferrara, Fiorenza,  Galvagno,  Gennuso,
  Gentile,  Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Edoardo,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Mattarella,  Minardo,  Musotto,  Oddo,  Panarello,
  Panepinto,  Picciolo,  Raia, Ruggirello,  Savona,  Scammacca  Della
  Bruca, Termine e Vitrano.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Bufardeci,  Cristaudo,  Marinello,
  Marrocco, Scilla, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            45

   L'Assemblea è in numero legale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, le segnalo le anomalie di sempre,  che
  sono  inutili quando c'è l'arroganza nel continuare a spingere  per
  una  proposta  quando  mancano i numeri  in  Aula,  mi  sembra  poi
  irriguardoso  votare per i colleghi. Quindi, lei deve  garantire  a
  tutta  l'Aula la regolarità del voto. Non è stato regolare il  voto
  che lei ha ora dichiarato  Quindi, la prego di rifare la votazione.

   PRESIDENTE. La votazione si è svolta.

   MANCUSO.   Se  tutti  dicono  no,  allora  ci  accodiamo.   Signor
  Presidente,  è una maggioranza esigua, sono pochini. Possiamo  dare
  ai colleghi il tempo per arrivare in Aula, ma votare per due no.


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso.
   Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1 a firma degli onorevoli
  Cimino ed altri. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   SAVONA,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.5.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli  Buzzanca,  Campagna,  Cordaro,  Dina,
  Falcone,  Formica, Maira, Pogliese e Vinciullo, indìco la  votazione
  per scrutinio segreto del subemendamento 1.5.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci, Cimino,
  Colianni,  Cracolici,  Currenti,  D'Agostino,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Ferrara,
  Fiorenza,  Formica, Galvagno, Gennuso, Gentile,  Greco,  Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza  Edoardo,  Lombardo, Lupo,  Marziano,  Mattarella,
  Minardo,  Mineo,  Musotto,  Oddo, Panarello,  Panepinto,  Picciolo,
  Raia,  Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca,  Scilla,
  Termine e Vitrano.

   Si astiene: Lo Giudice.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Bufardeci,  Cristaudo,  Marinello,
  Marrocco, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti        56
   Votanti         47
   Maggioranza     24
   Favorevoli       6
   Contrari        40
   Astenuto         1

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.5,  a  firma  dell'onorevole
  Leontini,  che  pone  il  termine al 31  gennaio.   Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Arena,  Calanducci,
  Colianni, Currenti,  D'Agostino, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
  Di  Mauro,  Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso,  Gentile,
  Greco,  Gucciardi,  Laccoto, Leanza Edoardo, Lo  Giudice,  Marziano,
  Mattarella,   Minardo,   Musotto,   Panarello,   Panepinto,    Raia,
  Ruggirello,  Savona,  Vitrano, indìco  la  votazione  per  scrutinio
  segreto dell'emendamento 1.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Ammatuna,  Apprendi, Arena,  Aricò,  Bonomo,  Calanducci,
  Catalano, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis,
  Di  Benedetto,  Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani,  Faraone,
  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile,  Greco,  Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza  Edoardo,  Lo Giudice, Lombardo,  Lupo,  Marziano,
  Mattarella,  Minardo,  Musotto, Oddo, Panarello,  Panepinto,  Raia,
  Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca, Termine e Vitrano.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Bufardeci,  Cristaudo,  Marinello,
  Marrocco, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti       44
   Votanti        43
   Maggioranza    22
   Favorevoli      2
   Contrari       41
                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 1.7.1, che sostituisce l'emendamento
  1.7, che, se approvato, preclude gli emendamenti 1.4.1 e 1.4.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   MANCUSO. Lo faccio mio.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, se lo ritirano perché concordano  con
  il  mio, allora va bene, ma se viene ritirato dopo avere concordato
  insieme di presentarlo mi sembra una cosa scorretta.
   Noi  avevamo,  in Conferenza dei capigruppo, lei se ne  ricorderà,
  concordato di evitare che ci fosse questa somma per quanto riguarda
  la   comunicazione  nel  turismo.  Avevamo  già   polemizzato   con
  l'originario  testo dell'esercizio provvisorio che  all'articolo  3
  conteneva 10 milioni di euro di spese per comunicazioni in turismo.
  Avevamo  concordato  in  Conferenza  dei  capigruppo,  proprio  per
  evitare  che ci fossero trucchetti all'ultimo momento, con tutti  i
  capigruppo che questa spesa venisse espunta. Ci ritroviamo, invece,
  come ormai è norma e prassi, inserita la spesa di soppiatto.
   Noi  non  possiamo fare altro che presentare l'emendamento,  ma  i
  colleghi  Panepinto, Cracolici, che poc'anzi hanno con me convenuto
  sulla  fondatezza e sulla regolarità di questo emendamento rispetto
  alle  decisioni della Conferenza dei capigruppo, non possono adesso
  ritirare  il  subemendamento  perché lo  hanno  concordato  con  il
  sottoscritto  proprio  perché  era  finalizzato  a  rispettare  una
  decisione  che  loro assieme a noi avevano preso in Conferenza  dei
  capigruppo.
   Hanno  preso atto che l'ipotesi del Governo contravveniva,  quindi
  se  l'emendamento viene mantenuto noi lo votiamo. Io  avevo  detto,
  rinuncio  al  mio e metto la firma nell'emendamento  di  Cracolici,
  Panepinto e Oddo proprio per votarlo.
   Adesso, mi pare si debba prendere atto che c'è una volontà diversa
  oppure,   se   viene  confermata,  sarebbe  una  dimostrazione   di
  correttezza nei comportamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mantiene l'emendamento?

   CRACOLICI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1. Il  parere
  del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti  1.7, 1.4.1 e 1.4 sono preclusi.

                          (proteste in Aula)

   Si  passa all'emendamento 1.9, a  firma dell'onorevole Leontini ed
  altri. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.11 a firma del Governo. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Decadono tutti gli altri emendamenti al comma 2.
   Si passa all'emendamento 1.10, a firma di Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              CAPO II
    Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
      concesse ai Comuni per particolari situazioni di emergenza.
                          Modifiche di norme.

                              «Articolo 2.
           Consolidamento del debito residuo a fronte delle
           anticipazioni concesse ai Comuni per particolari
                        situazioni di emergenza

   1.  Le  anticipazioni concesse ai sensi del comma 17 dell'articolo
  21  della  legge  regionale 22 dicembre 2005, n. 19,  del  comma  1
  dell'articolo  11  della legge regionale 14 maggio  2009,  n.  6  e
  dell'articolo 46 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11,  sono
  consolidate  al 31 dicembre 2010 ed il debito residuo è  restituito
  alla Regione, dai soggetti beneficiari previsti dalle citate norme,
  in  10 annualità, che dovranno essere incluse nell'ambito del piano
  di   rientro   predisposto  dai  comuni  ai  sensi  del   comma   3
  dell'articolo  45 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   2. Gli oneri derivanti dal comma 1, quantificati in 3.588 migliaia
  di  euro  per l'esercizio finanziario 2011 ed in 3.189 migliaia  di
  euro  per  l'esercizio  finanziario  2012,  trovano  riscontro  nel
  bilancio  pluriennale  della  Regione per  il  triennio  2010/2012,
  rispettivamente, nella U.P.B. 4.2.1.5.1 (capitolo 215704)  e  nella
  U.P.B.  4.2.1.5.9  (capitolo 212514). Per  gli  anni  successivi  i
  relativi oneri trovano riscontro nel bilancio della Regione».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione: subemendamento 2.1.1:
   «Al  comma 2 dopo le parole  anni successivi  aggiungere   per  il
  medesimo importo massimo, annuo »;

   - dal Governo:
   emendamento 2.1:
   «Sostituire l'articolo 2 con il seguente:
    1.  Le anticipazioni concesse ai sensi del comma 17 dell'articolo
  21  della  legge regionale 22 dicembre 2005, n.  19,  del  comma  1
  dell'articolo  11  della legge regionale 14 maggio  2009,  n.  6  e
  dell'articolo 46 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11,  sono
  consolidate  al  31 dicembre 2010 ed il debito residuo  può  essere
  restituito  alla regione, dai soggetti beneficiari  previsti  dalle
  citate  norme,  in  10  annualità, con le  modalità  ed  i  criteri
  previsti  nell'ambito del piano di rientro  predisposto dai  comuni
  ai  sensi  del  comma 3 dell'articolo 45 della legge  regionale  12
  maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni.
   2. Gli oneri derivanti dal comma 1, quantificati in 3.588 migliaia
  di  euro  per  l'esercizio finanziario 2011,  in 3.189 migliaia  di
  euro  per  l'esercizio finanziario 2012, nonché gli oneri  relativi
  agli  anni  successivi, trovano riscontro nel bilancio  pluriennale
  della  Regione  per il triennio 2010/2012, mediante  riduzione  del
  limite  di impegno decennale autorizzato dal comma 13 dell'articolo
  45  della  legge  regionale  12 maggio 2010,  n.  11  e  successive
  modifiche ed integrazioni. »;

   - dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
   emendamento 2.3:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 2.4:
   «Al  comma  1 sostituire le parole  in dieci annualità   con    in
  venti annualità »;

   emendamento 2.2:
   «Sopprimere il comma 2».

   Si  passa  all'emendamento  2.1.1 a firma  della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.1, del Governo, interamente sostitutivo
  dell'articolo 2. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 2.3, 2.4 e 2.2 sono preclusi.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3.
                        Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Al comma 16 dell'articolo 23 della legge regionale 22 dicembre
  2005, n. 19 le parole da ' A decorrere' sino a ' 27 aprile 1999, n.
  10' sono soppresse.

   2.  Al  comma  1 dell'articolo 14 della legge regionale  8  aprile
  2010,  n.  9 e successive modifiche ed integrazioni, le  parole  da
  regionale' sino a 'dell'Assessorato' sono soppresse».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione:
   emendamento 3.1:
   «Al  comma  2 sostituire le parole  regionale  con  regionale  per
  le »;

   - dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
   emendamento 3.2:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 3.3:
   «Sopprimere il comma 2».

   Si  passa all'emendamento 3.2,  a firma dell'onorevole Leontini ed
  altri.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 3.1 a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4.
                                Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione  ed  entrerà in vigore il giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione.

   2.  Le disposizioni di cui all'articolo 1 della presente legge  si
  applicano a decorrere dall'1 gennaio 2011.

   3.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
   emendamento 4.1:
   «Sopprimere il comma 1»;

   emendamento 4.2:
   «Sopprimere il comma 2»;

   emendamento 4.3:
   «Sopprimere il comma 3».

   Gli emendamenti all'articolo 4 sono inammissibili.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  ordini del giorno:

   numero  433  «Immediato  pagamento  degli  stipendi  al  personale
  dipendente  degli enti di formazione professionale», dell'onorevole
  Cracolici e di tutti i deputati del PD;

   numero 448 «Continuità lavorativa per i dipendenti dei consorzi di
  ricerca applicata in agricoltura», dell'onorevole Savona.

   numero  449  «Pagamento delle spettanze dovute al personale  degli
  enti  di  formazione professionale», dell'onorevole  Cracolici,  di
  contenuto identico all'ordine del giorno n. 433.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che nella riorganizzazione amministrativa delle procedure
  relative  al  Piano  regionale  dell'offerta  formativa  (PROF)  ed
  all'obbligo  dell'istruzione  formativa  (OIF)  è  intervenuta   la
  delibera di Giunta n. 350 del 4 ottobre 2010;

   ricordato  che  oltre  le  misure di contenimento  dei  costi,  la
  riduzione  del  numero degli enti di formazione  professionale,  il
  blocco  delle assunzioni a tempo indeterminato, la sopra  ricordata
  delibera  di  Giunta,  nell'intento di migliorare  la  qualità  dei
  servizi  resi  e  ricondurre le procedure entro condotte  di  buona
  amministrazione,  impone  il  rispetto  del  contratto   collettivo
  nazionale   di  lavoro  (CCNL),  il  versamento  delle   quote   di
  trattamento  di fine rapporto (TFR) e il versamento dei  contributi
  di legge agli enti previdenziali;

   osservato  che  l'ottenimento del Documento  unico  di  regolarità
  contributiva  (DURC),  quale attestazione  dell'assolvimento  degli
  obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL  e
  Cassa   edile,   da  parte  degli  enti  attuatori  della   filiera
  dell'obbligo d'istruzione formativa (OIF), dipende dalla regolarità
  dell'erogazione  dei  finanziamenti accordati  per  lo  svolgimento
  delle attività formative e dei servizi connessi;

   visto che, invece, diverse anomalie procedurali non permettono  il
  regolare  trasferimento dei finanziamenti,  determinando  disagi  e
  allarme sociale,

                   impegna il Governo della Regione

   a  rimuovere  celermente  ogni anomalia  procedurale  al  fine  di
  permettere   agli   enti  di  formazione  interessati   l'immediato
  pagamento   al  proprio  personale  delle  mensilità  di  stipendio
  arretrate e la normalizzazione del settore;

   ad  erogare  quanto  dovuto  agli enti  attuatori  delle  attività
  formative ed a richiedere l'attestazione del DURC per i periodi nei
  quali la Regione ha effettivamente erogato i fondi di competenza.»;

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso    che   nella   Regione   siciliana,   in   applicazione
  dell'articolo 5 (abrogato dall'art. 31, comma 5 della  l.r.  n.  21
  del  2003) della legge regionale 5 agosto 1982, n. 88, erano  stati
  strutturati, organicamente e funzionalmente, i Consorzi di  ricerca
  applicata   nel   settore   dell'agricoltura,   che   svolgono   un
  imprescindibile ruolo di sviluppo innovativo di un settore  che  ha
  un  rilievo strategico nel nostro tessuto economico, favorendone la
  dinamicità in modo costante, e consentendo la trasferibilità  e  la
  produttività   nel  settore  industriale  e  delle   scoperte   che
  provengono dalla ricerca di base;

   rilevato  che, con l'articolo 2 della legge regionale  7  novembre
  1995, n. 81, l'espletamento dell'attività di ricerca applicata e di
  divulgazione dei risultati, propria dei suddetti consorzi, è  stato
  attribuito  direttamente  all'Assessorato regionale  delle  risorse
  agricole  ed  alimentari, svolgendo pertanto i  suddetti  organismi
  funzioni istituzionali riconducibili alle competenze della Regione;

   considerato pertanto che occorre assicurare continuità e  certezza
  di  risorse  all'operatività dei su citati consorzi di  ricerca  e,
  specificamente,  ai  rapporti  di lavoro  del  personale  altamente
  specializzato  che in essi opera, soprattutto in  una  fase,  quale
  l'attuale,  così  fortemente  critica sotto  il  profilo  economico
  finanziario,  in  cui  debbono essere ancor di  più  valorizzati  i
  contributi di eccellenza, senza dubbio fondamentali per superare il
  periodo di stasi,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  le  necessarie  ed appropriate  iniziative  volte  a
  garantire  che  i  fondi regionali, assegnati al funzionamento  dei
  Consorzi  di  ricerca  in  agricoltura, siano  utilizzati,  in  via
  prioritaria, ad assicurare la continuità dei rapporti di lavoro dei
  soggetti  altamente specializzati che in essi operano, al  fine  di
  consentire la prosecuzione dell'attività scientifica e tecnica  dei
  suddetti  organismi, attraverso modalità di riparto  delle  risorse
  che  tutelino  i  soggetti  impegnati,  scongiurando  in  tal  modo
  interruzioni  di  attività  che  risulterebbero  esiziali  per   la
  crescita del comparto agricolo nella Regione».

   CORDARO. Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
  433.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione gli ordini del giorno n. 433  e  n.  449,  di
  identico contenuto. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   DINA. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n. 448.

   CORDARO.  Dichiaro di apporre la firma all'ordine  del  giorno  n.
  448.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo   in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  448,   a   firma
  dell'onorevole Savona. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Norme in materia di personale dei consorzi di bonifica» (661/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge numero 661/A «Norme in materia di  personale
  dei consorzi di bonifica».
   Preciso  che  il  comma 2, dell'articolo 1 sarà,  per  ragioni  di
  carattere sistematico, collocato in autonomo articolo del testo.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo, Buzzanca, Calanducci,
  Campagna,  Caputo,  Cascio Salvatore, Catalano,  Cimino,  Colianni,
  Cordaro,  Corona,  Cracolici,  Currenti,  D'Agostino,  D'Asero,  De
  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,  Faraone,
  Federico,  Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gennuso,  Gentile,
  Gianni,   Greco,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Edoardo,  Leontini,
  Limoli,  Lo  Giudice,  Lombardo, Lupo,  Maira,  Mancuso,  Marinese,
  Marziano,  Mattarella,  Minardo, Mineo, Musotto,  Oddo,  Panarello,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca,
  Termine, Torregrossa e Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Bufardeci,  Cristaudo,  Marinello,
  Marrocco, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          60

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  ai  sensi  dell'articolo   117,   del
  Regolamento   interno,   è  stato  presentato   dalla   Commissione
  l'emendamento  117.1:
   «Al  comma  1  dell'articolo 1, dopo le parole  14 dicembre  2010'
  aggiungere  le  parole   e  della  delibera  legislativa  approvata
  dall'Ars  nella  seduta  del 29 dicembre  2010,  recante  norme  in
  materia di personale di consorzi di bonifica' .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
    Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
  concesse ai Comuni per particolari situazioni di emergenza» (659/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  numero 659/A «Autorizzazione  all'esercizio
  provvisorio  per  l'anno 2011. Consolidamento del debito  residuo  a
  fronte  delle  anticipazioni  concesse  ai  Comuni  per  particolari
  situazioni di emergenza».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci,
  Colianni,  Cracolici,  Currenti,  D'Agostino,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di  Mauro,  Faraone,  Federico,
  Ferrara,  Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile,  Greco,  Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza  Edoardo,  Lo Giudice,  Lombardo,  Lupo,  Minardo,
  Musotto,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca, Termine e Vinciullo.

   Votano  no: Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia,  Catalano,
  Cordaro, Corona,  D'Asero, Dina, Formica, Leontini, Limoli,  Maira,
  Mancuso, Marinese, Pogliese, Torregrossa, Vinciullo,

   Si astengono: Cimino, Mineo, Scilla.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Bufardeci,  Cristaudo,  Marinello,
  Marrocco, Speziale.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            65
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          42
   Contrari            19
   Astenuti             3

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  mercoledì,
  12 gennaio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I   -   Comunicazioni.

   II  -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
   rubrica  Risorse agricole e alimentari .

   La   Presidenza  non  esclude  di  convocare  una  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari prima della prossima seduta  del
  Parlamento.

                   La seduta è tolta alle ore 18.35

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli