Presidenza del presidente Cascio
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole Barbagallo
dal 29 al 31 dicembre 2010; gli onorevoli Marinello, Scilla,
Speziale, Bufardeci e Marrocco per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla Commissione
Bilancio
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alla Commissione Bilancio (II)':
«Riproposizione di norme in materia di personale dei consorzi di
bonifica.» (n. 661)
di iniziativa parlamentare.
inviato il 23 dicembre 2010.
«II Nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e
per il triennio 2011/2013.» (n. 630 ter)
di iniziativa governativa.
inviato in data 23 dicembre 2010.
parere I, III, IV, V, VI e UE.
«Misure urgenti a sostegno dell'occupazione.» (n. 662)
di iniziativa governativa.
inviato in data 23 dicembre 2010.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
trasmessa alla Commissione Cultura, formazione e lavoro (V)':
Modalità di applicazione dell'articolo 30 bis, comma 1, della
legge regionale 23 dicembre 2010, n. 32 per l'erogazione di un
contributo per spese di funzionamento alle imprese di distribuzione
della stampa che operano in Sicilia - Schema di decreto
assessoriale. (n. 125/V)
- trasmesso in data 23 dicembre 2010.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore vitivinicolo costituisce una componente di grandissima
importanza per l'economia siciliana;
il prodotto siciliano si è affermato nel mercato vinicolo grazie
alla sua eccezionale qualità, frutto dell'impegno dei produttori e
delle peculiarità colturali delle uve siciliane;
atteso che:
da più parti si è appreso dell'arrivo presso i porti della
provincia di Trapani, quella storicamente più vocata alle attività
vitivinicole, di mosti di provenienza estera;
in particolare sembra che presso tali porti siano stati sbarcati
ingenti quantitativi di `mosto muto', destinato verosimilmente alla
trasformazione in territorio siciliano;
considerato che:
l'importazione di mosto estero rappresenta un grave danno per la
produzione locale;
tali prodotti non sono, in effetti, controllati e la loro
immissione nella filiera vinicola determinerebbe verosimilmente un
peggioramento della qualità del vino siciliano, con evidenti danni
d'immagine e rischi per la salute dei consumatori;
per sapere:
se rispondano a verità le notizie circa l'importazione di
significativi quantitativi di 'mosto muto' nei porti della
provincia di Trapani;
quali iniziative intendano eventualmente intraprendere per
sanzionare e prevenire tale pratica che danneggia gravemente la
produzione vitivinicola nonché l'immagine e la qualità del prodotto
siciliano». (1591)
ADAMO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
in data 3 settembre 2009, con lettera protocollo 5385, veniva
richiesta da alcuni consiglieri comunali la convocazione del
consiglio comunale per deliberare ed impegnare l'Amministrazione ad
intraprendere ogni iniziativa finalizzata al contenimento dei costi
e alla revisione del piano di raccolta dei rifiuti solidi urbani
(RSU) adottato;
convocato il consiglio comunale, a seguito della sopra citata
richiesta, è stata approvata all'unanimità una proposta che
impegnava la giunta comunale per il successivo anno
all'abbattimento dei costi del servizio senza intaccarne
minimamente la qualità;
il 20 aprile 2010 invece, con deliberazione di giunta municipale
n. 19/2010, l'amministrazione, 'al fine di raggiungere il costo del
servizio', disattendendo le direttive del consiglio comunale, variò
la TARSU con un aumento del 25%, omettendo tra l'altro di citare
gli essenziali riferimenti normativi idonei ad attestare la
competenza della giunta municipale ad adottare l'atto in questione;
i cittadini, ricevuto l'avviso di pagamento della TARSU, hanno
avanzato richiesta di esercizio dell'autotutela al responsabile dei
servizi finanziari del comune di Comitini chiedendo il riesame del
provvedimento e quindi l'annullamento degli atti illegittimi ai
sensi dell'art. 68 del DPR 287/92, dell'art. 2 quater del decreto-
legge 564/94 e del D.M. 37/97;
dopo alcuni mesi, la suddetta responsabile dei servizi finanziari,
rigettò alcune delle suddette richieste di esercizio
dell'autotutela comunicando che 'in virtù delle norme regolamentari
approvate dal Consiglio comunale le argomentazioni circa i vizi di
nullità per incompetenza dell'organo deliberante e la copiosa
giurisprudenza elencata, a supporto di quanto richiesto dalla S.V.,
non può trovare applicazione stante la puntuale disciplina
regolamentare comunale';
nel luglio 2010 il funzionario responsabile del comune di
Comitini, già responsabile dei servizi finanziari, trasmetteva ad
alcuni utenti un avviso di accertamento relativo alla TARSU in cui
si cita una inesistente deliberazione di consiglio comunale n. 42
del 2010 di determinazione della TARSU;
l'ufficio ispettivo del servizio 3 - vigilanza e controllo degli
enti locali dell'Assessorato Autonomie, con circolare n. 3 del 22
aprile 2010, ha trasmesso al comune di Comitini una 'Scheda di
rilevazione dati in materia di gestione integrata dei rifiuti' che
il Sindaco avrebbe dovuto compilare e ritrasmettere all'ufficio
ispettivo 3 specificando se 'il Consiglio Comunale ha determinato
la TARSU o la TIA per l'anno 2010';
considerato che:
nella seduta di consiglio comunale del 16 novembre 2010 è invece
emerso che il regolamento comunale del '94, mai citato sulla DGM
19/10, e contenente la suddetta '(...) puntuale disciplina' è stato
superato dallo stesso Statuto comunale del 2004 che all'art. 28,
lettera e) recita: 'l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, la
disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei
servizi' è di competenza del consiglio comunale;
nella stessa seduta è stato chiesto invano di visionare la scheda
che come anzidetto avrebbe dovuto essere trasmessa al servizio 3 -
vigilanza e controllo degli enti locali dell'assessorato delle
autonomie locali;
la deliberazione di giunta municipale n. 19/2010 non è stata
ancora revocata dalla giunta e che la responsabile dei servizi
finanziari, nonché funzionario responsabile degli errati avvisi di
accertamento, non ha ancora provveduto a revocare gli atti
illegittimi;
moltissimi utenti, rivoltisi alle associazioni dei consumatori,
non hanno ancora pagato gli esosi importi dovuti' nell'attesa di
una ragionevole revoca in autotutela della suddetta DGM 19/2010;
l'ente gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti
(GE.S.A. AG. 2 s.p.a.) non ha ancora riscosso tutte le somme
relative alla TARSU del comune di Comitini;
atteso che numerosi utenti, vista la temerarietà
dell'amministrazione attiva, ricorreranno presso le opportune sedi
giurisdizionali per avere riconosciuti i propri diritti;
per sapere se, alla luce dei fatti sopra citati, quali misure
intenda adottare e se non ritenga necessario e urgente predisporre
un intervento diretto da parte dell'ufficio ispettivo del servizio
3 - vigilanza e controllo degli enti locali dell'Assessorato
Autonomie locali, volto a verificare la trasparenza e la
correttezza dell'azione amministrativa posta in essere dagli organi
del comune di Comitini». (1593)
MARINELLO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che a Joppolo Giancaxio (AG) il 30 novembre scorso la
maggioranza del consiglio comunale, nonostante i rilievi posti in
evidenza dalla minoranza, ha approvato l'assestamento generale di
bilancio senza che la giunta avesse atteso dal ragioniere la
proposta per contenere le spese e aumentare le entrate;
appreso che dallo stesso ragioniere, invece, sarebbe stato escluso
ogni debito verso l'ATO Gesa e che, anzi, da parte del comune, si
vanta qualche credito nei confronti dell'ATO stesso;
tenuto conto dei dati oggettivi del bilancio 2010, unitamente alle
dichiarazioni del revisore circa la dubbia esigibilità dei crediti-
residui e al disequilibrio di bilancio rappresentato nella proposta
di delibera firmata dal ragioniere in data 6 ottobre c.a.;
rilevato quindi che il consiglio ha dunque approvato un equilibrio
di bilancio inesistente, ai sensi dell'art. 193 del TUEL, e preso
atto che a tutt'oggi nessun atto del sindaco ha assicurato
l'equilibrio del bilancio e, quindi, che nessun atto è stato
adottato per aumentare il gettito delle entrate e contenere gli
impegni di spesa;
per sapere se non ritenga utile una ispezione per fare vera luce
sulla situazione contabile del comune di Joppolo Giancaxio prima
che la situazione diventi veramente irreparabile e possa
determinarsi un vero e proprio dissesto finanziario, disporre le
giuste misure per determinare l'equilibrio di bilancio con il
contenimento delle spese non necessarie per la durata utile e una
ridotta appostazione di residui attivi di dubbia esigibilità,
richiamando il sindaco e il dirigente finanziario alle proprie
responsabilità». (1594)
MARINELLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
la Lipari Porto s.p.a., costituita dal comune di Lipari e dalla
società italiana per condotte d'acqua s.p.a., ha presentato un
progetto per la rifunzionalizzazione del sistema portuale
nell'isola di Lipari che si configura come un'unica struttura
turistico-commerciale nella rada di Lipari, dato dalla successione
di opere portuali nelle località di Marina Corta, Sottomonastero,
Marina Lunga, Pignataro, Bagnamare;
è stata presentata, per le opere in oggetto, istanza di rilascio
della concessione demaniale marittima relativa alle aree ed agli
specchi acquei interessati, ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 17 marzo 2009, n. 3;
in data 23.09.2010 l'Assessorato regionale del territorio e
l'ambiente - dipartimento dell'ambiente ha espresso l'assenso
preventivo al rilascio della concessione demaniale marittima,
sebbene lo speciale regime derogatorio configurato dalla norma in
parola sia espressamente limitato alle istanze presentate dagli
enti pubblici territoriali in relazione agli interventi finanziati
nell'ambito della programmazione regionale', escludendone pertanto
l'applicabilità al progetto in specie, presentato da una società
mista, il quale non fruirebbe di finanziamenti regionali bensì di
capitali privati;
l'assenso preventivo rilasciato in data 29 marzo 2010 ai sensi
dell'art. 1 della legge regionale 3/2009 è stato espresso
limitatamente alla portualità turistica, in ottemperanza al comma 2
della norma citata che ne circoscrive l'applicazione alle strutture
dedicate alla nautica da diporto, sebbene con nota del 4 novembre
2010 l'Avvocato generale dell'Ufficio legislativo e legale della
Regione siciliana abbia affermato che a quella data l'originario
progetto presentato per l'esame non risultava 'emendato nel senso
di scorporare la parte relativa alle finalità turistiche da quella
relativa a finalità commerciali' e che pertanto tale progetto non
era positivamente esaminabile alla luce della legge n. 3/2009';
con nota del 7 ottobre 2009 l'Autorità garante della concorrenza e
del mercato ha rilevato come la procedura derogatoria di cui alla
legge n. 3/2009 avvantaggi gli enti pubblici determinando una
condizione ingiustificatamente restrittiva della concorrenza' e
dunque sarebbe a fortiori da escludersi l'applicabilità della norma
ad un'istanza proposta da una società mista pubblico-privato, come
nel caso in specie;
l'eventuale modificazione dell'oggetto della 'Lipari Porto' s.p.a.
dopo la scelta a mezzo gara del socio privato, modificazione
consistente nella eliminazione della parte commerciale
dell'iniziativa, costituirebbe, come ha osservato l'Avvocato
generale dell'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana,
nella citata nota del 4 novembre 2010, una potenziale alterazione
della par condicio relativa alla differenza di oggetto tra quanto
messo a gara per la costituzione della società mista e quanto
oggetto della proposta progettuale da parte del Comune di Lipari';
il progetto di cui trattasi sarebbe stato prodotto dalla stessa
società italiana per condotte d'acqua s.p.a. e donato al comune di
Lipari, potendosi configurare pertanto la violazione dell'articolo
90, comma 8, del decreto legislativo 163/2006 (Codice dei
contratti) laddove è previsto che 'gli affidatari di incarichi di
progettazione o altri soggetti controllati, controllanti o
collegati all'affidatario di incarichi di progettazione, non
possono partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori
pubblici per i quali abbiamo svolto la suddetta attività di
progettazione';
considerato che:
quanto sopra esposto è stato oggetto di una richiesta di
chiarimenti formulata in data 19 ottobre 2010 dall'Assessorato
regionale Infrastrutture;
a seguito della nota suddetta nonché delle valutazioni ulteriori
che ne sono seguite, l'Assessorato regionale Territorio -
dipartimento dell'ambiente ha sospeso in autotutela l'assenso
preventivo rilasciato per la concessione delle aree e degli specchi
acquei interessati dalle opere in oggetto;
il previsto progetto di rinfunzionalizzazione del sistema portuale
di Lipari produce un oggettivo rilevante impatto ambientale in
un'area facente parte della Word Heritage List dell'Unesco;
per sapere:
quali iniziative intendano assumere per assicurare il pieno
rispetto della procedure di legge nell'iniziativa in questione e se
non ritengano che quanto fin qui verificatosi non determini
l'improcedibilità della stessa;
se, essendo l'isola di Lipari compresa nella Word Heritage List
dell'Unesco, il progetto di rifunzionalizzazione del sistema
portuale sia stato oggetto di segnalazione ai competenti organi
dell'Unesco, come previsto dall'art. dell'art. 172 delle
Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage
Convention». (1596)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
PANARELLO - RINALDI - DE BENEDICTIS
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che,
i beni culturali siciliani non sono adeguatamente salvaguardati;
nella carta del rischio sono stati censiti 10.178 beni e
predisposte 2.500 schede di vulnerabilità;
considerato che:
non sono state previste risorse finanziarie per la conservazione
del patrimonio;
tra i numerosi beni culturali a rischio va prestata subito una
particolare attenzione al tempio di Selinunte (da dieci anni
ingabbiato in una inutile e dannosissima impalcatura);
altri autentici gioielli, come le mura antiche di Kamarina, quelle
Timoleontee di Capo Soprano a Gela, l'antico borgo della Cunziria a
Vizzini e la tonnara di Santa Panagia, meritano una urgente azione
di tutela;
lo stesso teatro antico di Taormina e altri siti a rischio a
Palermo, Catania e Messina necessitano di opere di restauro e di
consolidamento;
ritenuto che:
i capitoli del bilancio regionale destinati alla manutenzione
ordinaria dei monumenti sono stati azzerati;
le cosiddette 'somme urgenze', effettuate dalle soprintendenze per
fermare i pericoli e impedire nuovi danni, non sono state da tempo
rifinanziate;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per la tutela del territorio
e per la conservazione dei beni culturali;
le ragioni per le quali si voglia mettere in discussione il ruolo
delle soprintendenze nella loro competenza di organismi impegnati
nella tutela del nostro patrimonio culturale». (1590)
BARBAGALLO
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
alla fine del 2009 la Dedalo Ambiente s.p.a., società di ambito
territoriale ottimale (d'ora in poi Dedalo), ha ottenuto un
finanziamento dall'ARRA per la realizzazione di un polo tecnologico
ed informatico con D.D.S. n. 440 del 27 novembre 2009;
con tale finanziamento parrebbe che la Dedalo abbia acquistato un
immobile nell'ASI di Ravanusa - Campobello di Licata, in precedenza
costruito da un'azienda con le provvidenze del contratto d'area di
Agrigento del 1999;
con nota prot. 11246 del 25 agosto 2010 il sindaco del Comune di
Campobello di Licata 'per dare giusto seguito alla volontà del
Consiglio Comunale nella seduta del 18 giugno 2010' ha chiesto alla
Dedalo 'gli atti relativi al finanziamento e all'acquisto del polo
tecnico informatico zona ASI di Ravanusa, nonché una relazione
sulle motivazioni della società che hanno portato tale
investimento';
con nota di risposta prot. 3027/ATO del 23 settembre 2010 il
presidente della Dedalo ha comunicato al sindaco di Campobello di
Licata 'che il Polo Tecnologico, non appena verrà dotato di tutte
le attrezzature, per le quali si è in procinto di avviare le
procedura di gara, verrà utilizzato per la promozione della
raccolta differenziata';
considerata insufficiente la risposta fornita dal presidente della
Dedalo in quanto non ha fornito gli atti relativi al finanziamento
e all'acquisto del polo tecnico informatico né una relazione sulle
motivazioni della società che hanno portato tale investimento;
considerato che:
con nota dell'11 ottobre 2010 il gruppo consiliare del PD di
Campobello di Licata, nella qualità di 'Consiglieri comunali', ha
chiesto l'accesso ad alcuni atti della Dedalo e il rilascio della
copia ed in particolare del 'decreto di finanziamento ottenuto nel
2009 per il polo tecnologico ed informatico, nonché atto di
acquisto dell'immobile, relazione di stima e relazione dettagliata
con relative spese';
la Dedalo ha risposto che la lettera 'risulta prova della
indicazione della ragione di accesso' chiedendo di 'volere indicare
con precisione e specificatamente per gli atti indicati, le ragioni
dell'istanza';
la risposta è dilatoria ed impedisce di fatto ai consiglieri
comunali l'esercizio del proprio mandato in quanto non ha tenuto
conto del fatto che le ragioni di accesso erano state indicate,
citando anche una recente sentenza del Consiglio di Stato n.
7083/2010 in materia di diritto di accesso;
un'altra recente decisione del Consiglio di Stato n. 6963/2010 ha
stabilito che 'sul consigliere comunale non può gravare alcune
particolare onere di motivare le proprie richieste di accesso,
atteso che diversamente opinando (com'è stato acutamente rilevato)
sarebbe introdotta una sorta di controllo dell'Ente, attraverso i
propri uffici, sull'esercizio del mandato del consigliere
comunale';
a seguito di tale risposta i consiglieri comunali del PD hanno
inviato una lettera all'Assessore regionale per l'energia, al
soggetto attuatore per l'emergenza rifiuti ed acque in Sicilia,
all'Assessore per le autonomie locali ed alla Procura regionale
della Corte dei conti della Sicilia per chiedere, tra le altre
cose, la piena trasparenza degli atti ed il rispetto delle
prerogative dei consiglieri comunali, chiedendo, altresì,
l'applicazione agli attuali ATO del comma 8 dell'art. 6 della legge
regionale 9/2010 ovvero che 'gli atti adottati dalla S.R.R. sono
pubblicati per intero sul sito web della stessa';
non si riesce a capire la utilità di tale finanziamento rispetto
alle tante esigenze della Dedalo. Si legge infatti dalla relazione
gestionale allegata al bilancio al 31 dicembre 2009 che 'una delle
ragioni principali delle difficoltà gestionali esistenti è
sicuramente riferibile al fatto che i previsti finanziamenti per la
realizzazione degli impianti e per l'acquisto di mezzi e
attrezzature, per i quali sono stati presentati da alcuni anni
appositi progetti all'Agenzia Rifiuti e Acque, non sono stati
ancora approvati e decretati dalla Regione. Tale condizione,
insieme alla mancanza di sufficiente liquidità, ha determinato e
determina grossi problemi gestionali alla Società, atteso che la
logistica della Dedalo, oggi costituita in buona parte dal mezzi
usati ereditati dai Comuni o acquistati nel mercato dell'usato, era
stata approntata soltanto per superare la fase di lancio fino alla
messa a regime, in attesa di rinnovare il parco macchine con
l'arrivo dei finanziamenti. Tale ritardo ha determinato il venir
meno della capacità di telaio, in termini di impiantistica, mezzi e
attrezzature per supportare quelle modifiche e ristrutturazioni
aziendali, (organizzazione del lavoro e modalità dei servizi),
necessarie ed indispensabili per il raggiungimento delle
percentuali raccolta differenziata. In altre parole, la Società non
ha potuto dare seguito alla trasformazione del modello di raccolta,
così come previsto, e di conseguenza, ha dovuto annullare la
sperimentazione della raccolta 'porta a porta', la cui
sperimentazione in alcuni quartieri aveva dato ottimi risultati
così come innumerevoli altre iniziative';
le medesime considerazioni sono contenute sostanzialmente nel
bilancio al 31 dicembre 2008 ed al 31 dicembre 2007;
buona parte del finanziamento dell'importo complessivo di 650 mila
euro è stato utilizzato per l'acquisto e la ristrutturazione
dell'immobile, ad uso ufficio, per cui non si riesce a capire come
possa contribuire a superare le criticità sottolineate dalla
relazione gestionale citata;
ai sensi della norma n. 6 del regolamento CE 448/2004 della
Commissione del 10/3/2004, relativa all'ammissibilità delle spese
concernenti operazioni cofinanziate dai fondi strutturali, si
stabilisce che 'un certificato emesso da un professionista
qualificato e indipendente o da un organismo debitamente
autorizzato attesta che il prezzo non supera il valore di mercato e
che l'immobile è conforme alla normativa nazionale oppure specifica
i punti non conformi quando l'operazione prevede la loro
regolarizzazione da parte del beneficiario finale' e che
'l'immobile non deve aver fruito, nel corso dei dieci anni
precedenti, di un finanziamento nazionale o comunitario che darebbe
adito a un doppio aiuto nel caso di cofinanziamento dell'acquisto
da parte dei Fondi strutturali';
non sappiamo se l'ARRA ha verificato le condizioni per
l'ammissibilità delle spese ai sensi della norma n. 6 del
regolamento CE 488/2004;
per sapere:
se l'ARRA, nel concedere il finanziamento, abbia verificato tutte
le criticità della Dedalo come emerse nella relazione gestionale
allegata al bilancio al 31 dicembre 2009, al bilancio al 31
dicembre 2008 ed al bilancio al 31 dicembre 2007 e se, riscontrate
dette criticità, in che modo il finanziamento concesso contribuisca
a superarle soprattutto quelle legate all'impiantistica e al
mancato raggiungimento di un'adeguata raccolta differenziata;
se l'ARRA, nel concedere il finanziamento alla Dedalo Ambiente
s.p.a., abbia verificato il rispetto della norma n. 6 del
regolamento CE 488/2004 della Commissione del 10 marzo 2004 e, in
caso affermativo, la copia del certificato sia stata emessa da un
professionista qualificato e indipendente o da un organismo
debitamente autorizzato che attesti che il prezzo dell'immobile non
supera il valore di mercato, nonché copia del certificato da cui si
evinca che l'immobile acquistato dalla Dedalo non abbia usufruito,
nel corso dei dieci anni precedenti, di un finanziamento nazionale
o comunitario che andrebbe adibito a un doppio aiuto nel caso di
cofinanziamento dell'acquisto da parte dei fondi strutturali;
se siano intenzionati ad applicare immediatamente agli attuali ATO
le disposizioni di cui al comma 8 dell'articolo 6 della legge
regionale 9/2010». (1592)
PANEPINTO
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che:
la legge 25 febbraio 1992, n. 215 'Azioni positive per
l'imprenditoria femminile', demandava alle regioni la realizzazione
di programmi di diffusione ed informazione mirati e di servizi di
consulenza e di assistenza tecnica in materia di sostegno
all'imprenditoria femminile, mediante la stipula di apposite
convenzioni con enti di consolidata esperienza in materia presenti
sull'intero territorio regionale;
con decreto del Presidente della Repubblica n. 314 del 28 luglio
2000 è stato emanato il regolamento per la semplificazione del
procedimento relativo agli interventi a favore dell'imprenditoria
femminile, prevedendo la concessione alle regioni di un contributo
pari al 50 per cento dell'importo delle spese, per la realizzazione
di programmi regionali volti a predisporre le seguenti iniziative
di supporto all'imprenditorialità femminile: a) promozione della
formazione imprenditoriale delle donne; b) sviluppo dei servizi di
assistenza e consulenza tecnica e manageriale a favore
dell'imprenditorialità femminile; c) attuazione delle iniziative di
informazione e di supporto per la diffusione della cultura di
impresa tra donne;
con decreto n. 232 del 19 novembre 2004 del Ministro dello
sviluppo economico sono state ripartite tra le regioni e le
province autonome le risorse finanziate statali dell'anno
destinando, in particolare, alla Regione siciliana risorse
finanziarie pari ad euro 1.459.545,80, mentre con la circolare
esplicativa n. 946342 del 5 dicembre 2005 si sono determinati i
contenuti dei programmi regionali e le modalità e procedure di
realizzazione degli interventi;
la Regione siciliana, avendo già sperimentato l'attuazione di un
primo programma regionale, denominato SINTEDI, sistema integrato
territoriale donne imprenditrici, approvato dal MAP e realizzato
tramite apposite convenzioni con l'unione delle camere di commercio
della Sicilia e con l'IPI, per il tramite del dipartimento
competente, in data 15 febbraio 2006, con numero di protocollo 730,
servizio I, ha trasmesso al Ministero dello sviluppo economico la
proposta di piano regionale dell'imprenditorialità femminile
relativo all'annualità 2006-07, elaborato sulla base del documento
progettuale presentato da Unioncamere Sicilia;
preso atto che:
il Ministero dello sviluppo economico, con il decreto del 29
novembre 2006, ha approvato la proposta di piano regionale per
l'imprenditorialità femminile presentata dalla Regione siciliana
per l'attivazione della proposta progettuale denominata 'SINTEDI 2'
(Sistema Integrato Territoriale Donne Imprenditrici), presentata da
Unioncamere Sicilia, per un costo totale pari ad euro 2.919.091,60;
il programma esecutivo proposto da Unioncamere Sicilia avrebbe
dovuto essere realizzato da quest'ultima, per la parte di propria
competenza, per una corrispondente spesa da rendicontare pari ad
euro 2.698.091,60, di cui euro 1.459.545,80 a titolo di quota di
cofinanziamento a totale carico della stessa e dei suoi partner
camerali aderenti all'iniziativa;
al fine di disciplinare in concreto e nel dettaglio le modalità di
realizzazione del programma, il dipartimento regionale industria ed
unioncamere Sicilia hanno provveduto, in data 5 aprile 2007, a
stipulare apposita convenzione;
la data di stipula della convenzione ha segnato anche l'avvio
ufficiale delle attività di cui al programma, per la cui
realizzazione erano stati originariamente assegnati diciotto mesi a
partire dalla stipula della convenzione;
l'iniziativa 'SINTEDI2' si è ufficialmente conclusa soltanto il 24
luglio del 2009, provvedendosi, da allora, da parte dei soggetti
interessati a presentare la rendicontazione delle attività svolte;
considerato che, dall'esame della documentazione relativa
all'attuazione del programma in oggetto, sembrerebbero emergere
numerose e significative anomalie che suscitano più che legittimi
dubbi relativamente: ai discostamenti dalle previsioni finanziarie
iniziali, al mancato rispetto degli obblighi di monitoraggio
trimestrale delle attività, all'omessa predisposizione delle
relazioni in itinere, alle procedure sulla gestione degli incarichi
consulenziali conferiti per la realizzazione del progetto, allo
svolgimento delle funzioni apicali e di project manager,
all'apporto del personale dipendente di Unioncamere Sicilia e alla
sua rendicontazione nonché al coinvolgimento nella realizzazione
delle attività di società e strutture interne ed esterne al sistema
camerale;
per sapere se corrisponda al vero che le modalità di realizzazione
del programma regionale concretamente messe in atto da Unioncamere
Sicilia differirebbero in maniera sostanziale dalle previsioni del
progetto esecutivo presentato al Dipartimento Industria in ordine
ai diversi aspetti progettuali segnalati e se venissero confermati
i dubbi di merito, quali azioni a tutela dell'Amministrazione
intenda intraprendere». (1595)
FARAONE
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
il 10 settembre 2010 è stato presentato dal dirigente del comune
di Palermo, dottore Roberto Rainieri, un ampio e circostanziato
esposto-denuncia a diversi organi giudiziali nonché anche
all'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica;
con detto esposto-denuncia si è inteso portare a conoscenza alcuni
fatti e diverse circostanze occorsi presso il comune di Palermo, in
particolare, accaduti verso la propria persona e funzione
dirigenziale;
considerato che con tale esposto si chiede di accertare e
sanzionare alcune presunte irregolarità e abusi subiti
personalmente in violazione delle norme del buon andamento e
dell'imparzialità che disciplinano la condotta di una pubblica
amministrazione;
per sapere quali iniziative e/o provvedimenti abbia assunto o
ritiene di assumere al riguardo al fine di accertare e verificare
quanto contenuto nell'esposto denuncia presentato». (1597)
FARAONE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno
BUZZANCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, io desidero sottoporre alla sua
attenzione un fatto che ritengo molto grave, che lede certamente la
dignità di questo Parlamento, ed è sicuramente legato alla volontà,
in qualche maniera e in qualche misura, di ignorare le prerogative
dei parlamentari.
In data 11 novembre ho chiesto copia di atti, ex articolo 45 della
legge regionale numero 4 del 2003 - esercitando, quindi, una
normale attività ispettiva per esigenze conoscitive connesse alla
stessa funzione - all'Assessorato regionale della salute.
Segnatamente, si cercavano i protocolli in entrata e in uscita
proprio per esercitare quella funzione. Ripeto, signor Presidente,
in data 17 novembre 2010, cioè più di un mese e mezzo fa;
successivamente, in data 24 novembre, il dirigente generale, dottor
Maurizio Guizzardi, rispondeva dicendo che la mia richiesta
risultava eccessiva.
Adesso io non voglio entrare nel merito della risposta del
direttore generale. Certo è che ritenere eccessiva una richiesta di
controllo in un assessorato che predica urbi et orbi la necessità
di atti trasparenti, di atti che rispondono all'esigenza anche di
qualità della sanità in Sicilia, non mi sembra accettabile.
Pertanto, ho ritenuto di reiterare la richiesta, e l'ho fatto
formalmente con atto in data 20 dicembre e, successivamente, con un
telegramma.
A tutt'oggi, signor Presidente, questi atti non sono nella
disponibilità del sottoscritto che altro non chiede che il rispetto
dello Statuto, del Regolamento, ma anche delle vigenti norme in
materia penale, perché è evidente che si tratta di una violazione
dello Statuto, di una violazione del Regolamento, ma si tratta
anche di una chiara omissione di atti legati al proprio ufficio.
Le consegno questa riflessione, signor Presidente, quale garante
di tutta l'Assemblea, perché non è concepibile che un assessorato,
che una direzione generale si rifiuti di consegnare atti ad un
parlamentare che ne fa espressa richiesta. Voglio anche
sottolineare che mi sono preso la briga di chiamare telefonicamente
per sollecitare il rilascio di quegli atti.
Io non conosco, né voglio pensare male, il motivo per il quale
questi atti non vengono consegnati, escludo che ci possa essere
qualcosa da nascondere o da aggiustare. Certo è che il fatto è
molto grave e questa Assemblea non può restare muta dinanzi a
siffatta gravità, soprattutto non può restare muta la Presidenza
dell'Assemblea. Sono certo che ella, Presidente, interverrà.
E' chiaro che io continuerò nella mia opera di controllo perché
questo fa parte delle mie prerogative di parlamentare, e farò anche
i passi successivi. Ma ritengo, signor Presidente, che la sua
autorevolezza in questo settore debba suggerire all'Aula e a lei
stesso di fare passi importanti perché si ripristini, non solo a
parole ma nei fatti, la legalità.
Siamo stanchi di manifesti elettorali, siamo stanchi di annunci
che vengono consegnati ogni giorno alla Sicilia, come l'ultimo
relativo alla assunzione di ben quattromila persone nel settore
della sanità sapendo che si tratta di fatti che nulla hanno a che
vedere con la realtà.
Sono circa tremila i perdenti posto, che devono essere posti
all'interno di questo meccanismo; poi vorrei capire il resto, cioè
le altre mille persone come dovrebbero essere assunte e con quale
copertura finanziaria. Quindi, signor Presidente, la prego,
intervenga e riferisca all'Aula.
Se dovesse reiterarsi questo comportamento omissivo, è chiaro che
noi perderemmo la stessa funzione di parlamentari. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Buzzanca, gli Uffici hanno preso nota
della questione.
Le chiedo di far avere agli Uffici i riferimenti della
corrispondenza fra lei e il Dipartimento. Ovviamente la Presidenza
valuterà se ci sono, come ritengo, tutte le circostanze per
intervenire a tutela delle prerogative parlamentari e, soprattutto,
per il rispetto delle norme e dell'Assemblea stessa.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
mi pare molto grave quanto testé denunziato dal collega Buzzanca
circa l'iniziativa di un parlamentare che trova un muro da parte di
un ufficio, di un Assessorato, che lascia molto .
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, se l'intervento è sull'ordine dei
lavori bene. Ma non c'è dibattito sulle dichiarazioni
dell'onorevole Buzzanca.
La Presidenza si adopererà per trarne le conseguenze, ma non c'è
dibattito.
D'ASERO. La mia, signor Presidente, era solo una battuta per
agganciarmi a quello che - voglio sottolinearlo - deve essere il
ruolo del parlamentare e la sua dignità istituzionale che viene
continuamente mortificata. Lo è anche sul percorso che stiamo
seguendo per l'esercizio provvisorio.
Non è accettabile che l'esercizio provvisorio debba diventare una
mini-finanziaria perché il bilancio - come tutti sappiamo - è una
prerogativa dell'Assemblea regionale siciliana, quindi dei
parlamentari. Pertanto, i parlamentari devono potersi esprimere e
non subire la volontà del Governo in un momento in cui c'è il
tentativo di fare sì che questo esercizio provvisorio diventi lungo
nel tempo e con grandi argomenti che non hanno attinenza con
l'esercizio stesso.
Voglio dire che il senso deve essere quello di un ritrovato
equilibrio perché può esserci, in un momento di grande, leale e
costruttivo confronto con il Governo, la possibilità di
determinare uno stesso orientamento; ma non mi pare che questo sia
il caso.
Non può il Governo, con i suoi assessori, da un lato disprezzare
l'attività dei parlamentari e, dall'altro, poi prevaricare con
un'azione impositiva con la speranza che la logica dei numeri
faccia recepire un certo orientamento.
Signor Presidente, alla considerazione che faceva l'onorevole
Buzzanca voglio aggiungerne un'altra. Nella mia veste di componente
della Commissione Bilancio dico se è mai possibile che noi
assistiamo ad un momento in cui con grande positività, ove fosse
vero, ma con grande preoccupazione, abbiamo visto che nella sanità
si è ormai aperto uno scenario mediatico di grande impressione.
Prima avevamo la disponibilità di mettere a bando 2.900 posti, poi
questa disponibilità è aumentata a 3.000. Oggi apprendiamo dai
giornali che nella sanità ci sono quattromila posti.
Io ritengo che anche questo sia un motivo che deve riportare il
nostro ruolo ad un giusto equilibrio, perché le dichiarazioni
creano aspettative e non c'è chi vuole il bene e chi vuole il male
su questi argomenti. Tutti vogliamo il bene, tutti siamo perché ci
siano possibilità occupazionali.
Ma questo deve misurarsi con la realtà e con gli aspetti
finanziari e, quindi, con il giusto equilibrio e con il ruolo di
questo Parlamento, di questa Istituzione che noi rappresentiamo e
della politica come momento di democrazia che in un momento serio
non può essere demagogico.
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, intervengo per rivolgerle una
richiesta su un fatto particolare che riguarda il comune di
Palagonia, in provincia di Catania. Nonostante il 30 ottobre scorso
sia decaduto il sindaco del comune di Palagonia perché sfiduciato,
a distanza di ben due mesi non viene ancora nominato il
commissario, lasciando il comune in una situazione assolutamente
deprecabile.
Io non faccio commenti, signor Presidente, ma la prego di inviare
alla Presidenza della Regione una nota di sollecito all'adempimento
di atti dovuti per legge, altrimenti rischiamo di cadere in quello
che hanno lamentato poc'anzi l'onorevole Buzzanca e l'onorevole
D'Asero.
Dobbiamo ritrovare la regolarità procedurale anche nei rapporti
istituzionali.
PRESIDENTE. Anche su questo argomento la Presidenza si attiverà.
Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno: Discussione di
disegni di legge.
Presidenza del presidente Cascio
Per il prelievo del disegno di legge numero 661/A
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in attesa di
avviare il dibattito sull'esercizio provvisorio, io vorrei
chiedere alla Presidenza e all'Aula, ove possibile, il prelievo del
disegno di legge posto al numero 2), relativo ai consorzi di
bonifica, considerato che in Conferenza dei Capigruppo c'è stata
unanimità dei consensi.
Così almeno andiamo avanti rispetto alla tabella di marcia che ci
siamo dati.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che sono
a favore della richiesta dell'onorevole Leanza ma, per agevolare i
lavori del Parlamento e il compito della Presidenza, vorrei
invitare il Governo a riflettere su alcuni punti specifici che
abbiamo all'ordine del giorno e segnatamente, se non ricordo male,
ci eravamo lasciati con alcuni quesiti da risolvere sulla durata
dell'esercizio provvisorio e sulle deroghe. Rimaneva nell'aria e
aleggiava pesantemente un problema di fondo: la mancata copertura
finanziaria per alcuni comparti importanti.
Per risolvere i problemi e vedere di seguire la via maestra del
rispetto dei regolamenti, ritengo utile che il Governo rifletta su
due questioni importanti.
La prima è che non si può chiedere un esercizio provvisorio lungo
perché, nel momento di difficoltà drammatica che vive la nostra
Regione, chiedere un esercizio provvisorio lungo significa
rimandare nel tempo scelte cruciali che allontanano la possibilità
della ripresa e di dare risposte ai problemi, gravissimi, che
abbiamo davanti.
Secondo punto: la copertura finanziaria.
Io non capisco perché il Governo, per quanto riguarda la copertura
finanziaria, segnatamente nel comparto della formazione
professionale, che è quello carente in questo momento, si ostini a
non dare copertura congrua per il periodo per cui richiede
l'esercizio provvisorio, perché la copertura congrua si fermerebbe
a meno di 59 milioni per i tre mesi che si chiedono e,
contemporaneamente, chieda la deroga per poter pagare. Siamo
d'accordo.
Ma allora perché andare su una copertura che non è né la copertura
sufficiente per l'intero anno ed è eccedente invece il periodo per
cui il Governo richiede l'esercizio provvisorio?
Sarebbe più corretto, sarebbe più conveniente, sarebbe più
plausibile, sarebbe la strada maestra prevedere la copertura per
l'intero anno e per l'intero ammontare, procedere in dodicesimi -
quindi senza derogare dalla via maestra -, dopodiché mettere in
campo e dare attuazione ai propositi che il Governo ha più volte
annunciato, cioè andare a coprire parte della spesa con fondi
extraregionali e, una volta che diventano operativi i provvedimenti
con i fondi extraregionali, operare una variazione di bilancio di
importo pari alla cifra che si risparmia rispetto al bilancio
regionale.
Per essere chiari e precisi, non si capisce perché il Governo non
assicuri la copertura intera del servizio e proceda per dodicesimi,
attui contemporaneamente i suoi propositi, che sono quelli di
riformare la legge e di spostare parte della copertura sui fondi
europei. Una volta raggiunto l'obiettivo con una semplice
variazione di bilancio, i soldi che ha messo in più o, comunque, i
soldi derivanti dal risparmio li può spostare, con variazioni, nei
capitoli di spesa dove servono.
A quel punto, non c'è più bisogno di chiedere deroghe, si dà
certezza alla categoria, si segue la legge e si opera in maniera
tale che non ci siano poi problemi ulteriori, affanni ulteriori e,
soprattutto, a cascata, preoccupazioni e pericoli per una categoria
che comprende più di ottomila persone. Mi pare una autostrada; non
capisco perché il Governo immotivatamente continui a perseguire una
strada senza avere le giustificazioni necessarie.
PRESIDENTE. L'onorevole Nicola Leanza ha formulato una proposta di
prelievo, all'interno del secondo punto dell'ordine del giorno, del
disegno di legge n. 661/A, su cui l'onorevole Formica si è espresso
a favore.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo una cortesia. Considerato
che il Presidente della Regione ha lasciato impegni importantissimi
in altre parti, immagino, della Sicilia, perché voleva essere
presente oggi con noi qui in Aula e io ho preparato una letterina
per lui che leggerò, naturalmente, quando sarà in Aula, possiamo
aspettare il suo arrivo prima di procedere con i lavori per
rispetto degli impegni che ha tralasciato?
PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta dell'onorevole Leanza
di prelievo del disegno di legge n. 661/A, posto al numero 2). Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di personale
dei consorzi di bonifica» (661/A)
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, alla discussione del disegno di
legge numero 661/A «Norme in materia di personale dei consorzi di
bonifica», posto al numero 2).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è un disegno di legge che abbiamo esaminato ed esitato
in Commissione Bilancio stralciando una norma dall'esercizio
provvisorio. Quindi, si parla soltanto di proroghe nei consorzi di
bonifica, non è altro.
Prego, pertanto, di approvarlo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiuso la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Norme in materia di personale dei consorzi di bonifica
1. Le disposizioni di cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del
decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, trovano applicazione anche per i
consorzi di bonifica i quali, nelle more dell'attivazione delle
procedure di stabilizzazione da effettuarsi entro 180 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono autorizzati,
per sopperire alle esigenze straordinarie inerenti ai compiti
istituzionali, a continuare ad avvalersi fino al 31 dicembre 2011,
nel rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 9, comma 28
e, ove ricorrano i presupposti di legge, nell'articolo 14, commi 24
bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, del personale
con contratto a tempo determinato stipulato ai sensi dell'articolo
3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. Le disposizioni previste dal comma 10 dell'articolo 1 della
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive modifiche ed
integrazioni, non si applicano ai processi di stabilizzazione di
cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1 luglio
2009, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009,
n. 102.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 11.700 migliaia di euro.
I relativi oneri trovano riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione 2010-2012 UPB 10.3.1.3.1».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente, insieme all'altra legge che voteremo stasera.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, intervengo solo per un fatto tecnico.
Siccome la norma prevede la proroga per questo personale a tempo
determinato e, quindi, diventa una norma cornice, e su questo era
anche prevista la presenza di alcune unità che avevano avuto, in
tempi differiti, da parte della direzione del consorzio un momento
di perplessità, chiedo se è possibile interrompere brevemente per
verificare se questo era già consentito.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, tenga presente che gli articoli
sono stati già votati e dobbiamo procedere solo al voto finale del
disegno di legge.
Gli Uffici, nel frattempo, si adopereranno per fare questa
verifica.
Avendo votato l'articolato, rimane da dare il voto finale al
disegno di legge, che sarà dato quando voteremo anche l'esercizio
provvisorio. Se ci sarà da fare qualche modifica tecnica ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, sarà fatta.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, in merito al disegno di legge testé
esaminato, composto da due soli articoli, in effetti l'Aula è stata
presa un po' alla sprovvista, nel senso che c'era un emendamento
che dovevamo presentare per fare giustizia nei confronti di nove
lavoratori che hanno prestato la propria attività lavorativa negli
anni 2007/2009 e che dovevano essere attenzionati e disciplinati da
questo disegno di legge. Se siamo d'accordo, poi vediamo con i
capigruppo se si riuniranno, si potrebbe ipotizzare di inserire
questo emendamento nell'esercizio provvisorio, visto che
l'emendamento doveva essere presentato durante la discussione
generale nel disegno di legge testé esaminato.
Siccome, ripeto, siamo stati presi alla sprovvista, chiedo se ciò
sia possibile.
E' una richiesta che rivolgo alla Presidenza, poi i capigruppo
valuteranno.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il disegno di legge era all'ordine
del giorno già dalla settimana scorsa, per cui chi avesse voluto
presentare emendamenti avrebbe potuto farlo indipendentemente
dall'inizio della seduta di oggi, cioè gli emendamenti potevano
essere presentati da una settimana. Poiché non ne sono stati
presentati, la Presidenza è andata avanti.
Adesso, c'è solo il voto finale. Se ci sono emendamenti che, ai
sensi dell'articolo117 del Regolamento interno, possono essere
presentati per porre rimedio al problema. Ma non credo che il tema
in questione possa essere trattato con l'articolo 117, se non ho
capito male, anche perché con questa legge proroghiamo solo dei
contratti già in essere.
La proroga è diversa dal rinnovo di un contratto.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché mi sembra che ci sia un po' di confusione
nell'interpretazione reale di questa proroga. Nella finanziaria
scorsa fu lungamente dibattuto di quel gruppo di lavoratori dei
consorzi di bonifica che hanno lavorato nel 2006, 2007, 2008 e
2009; poi fu necessaria una legge successiva per permettere loro
almeno 51 giorni nei consorzi di bonifica. Adesso, tanti colleghi
mi dicono che questi lavoratori non sono inclusi in questa legge. A
me era stato assicurato, e anche adesso dagli uffici, che sono
inclusi.
Pertanto vorrei che qualcuno dicesse con certezza se questo gruppo
di lavoratori dei consorzi di bonifica, che l'anno scorso hanno
atteso lungamente per essere regolarizzati, siano stati inclusi in
questo esercizio finanziario per poter essere tranquilli, anche
perché nei consorzi di bonifica si incomincia a lavorare a
febbraio, a marzo, e se questi lavoratori non potranno essere
presenti nel loro posto di lavoro, si rischia, come l'anno scorso,
di creare disagi che si ripercuotono nel comparto agricolo, che
fondamentalmente rappresenta il nostro volano, perché non
permettono di irrigare regolarmente o di attivare tutte le reti che
permettono il regolare esercizio irriguo per la stagione.
Signor Presidente, le chiedo cortesemente di potere sentire una
parola di certezza, se il disegno di legge in esame riguarda anche
questo gruppo di lavoratori che furono regolamentati con una legge
a parte ad agosto, credo, o a luglio, successivamente alla
finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, gli Uffici verificheranno gli
aspetti di cui stiamo parlando.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio
provvisorio per l'anno 2011. Consolidamento del debito residuo a
fronte delle anticipazioni concesse ai Comuni per particolari
situazioni di emergenza» (659/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge numero 659/A «Autorizzazione all'esercizio provvisorio per
l'anno 2011. Consolidamento del debito residuo a fronte delle
anticipazioni concesse ai Comuni per particolari situazioni di
emergenza».
Ricordo che nella seduta precedente era stata chiusa la
discussione generale e approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
CAPO I
Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno
2011
«Articolo 1.
Esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'anno 2011
1. Il Governo della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo 6
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
sarà approvato con legge regionale e comunque non oltre il 31 marzo
2011, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2011,
secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed il
relativo disegno di legge nonché le note di variazioni presentate
all'Assemblea regionale alla data di approvazione della presente
legge comprese quelle derivanti dalla delibera legislativa
approvata dall'Assemblea regionale nella seduta del 14 dicembre
2010 e quella discendente dalle disposizioni del titolo II della
presente legge.
2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica, oltre che alle
spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, alle
spese concernenti la realizzazione di interventi comunitari
previsti nei Programmi operativi dei fondi strutturali 2007-2013 e
nel Programma regionale PAR- FAS 2007-2013, alla spesa destinata al
Piano regionale dell'offerta formativa, limitatamente alle spese
riferite alle attività formative relative al 2011, alle spese per
la prevenzione e gli interventi per il controllo degli incendi
boschivi, per gli interventi di tipo conservativo nel settore della
forestazione e per quelli di protezione civile, nonché ai
trasferimenti in favore dei comuni fino a concorrenza dell'importo
necessario all'erogazione della quarta trimestralità
dell'assegnazione relativa all'anno 2010.
3. L'assunzione di impegni e l'effettuazione di pagamenti
concernenti il Piano regionale dell'offerta formativa sono limitate
alle spese relative all'anno 2011».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
emendamento 1.8:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 1.7:
«Al comma 1 sostituire le parole da 2011 , quarto rigo, fino alla
parola legge con le seguenti: secondo gli stati di previsione
dell'entrata e della spesa ed il relativo disegno di legge, nonché
le note di variazioni presentate dall'Assemblea regionale siciliana
alla data di approvazione della presente legge, escluse quelle
riguardanti l'U.P.B. 1 (Promozione turistica), aggregato economico
3(Spese per interventi di parte corrente), rubrica 2, titolo 1
dell'assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo, e comprese quelle derivanti dalla delibera legislativa
approvata dall'ARS nella seduta del 14 dicembre 2010 e quella
discendente dalle disposizioni del Capo II della presente legge. »;
emendamento 1.9:
«Sopprimere il comma 2»;
emendamento 1.10:
«Sopprimere il comma 3»;
- dall'onorevole Leontini:
emendamento 1.5:
«Al comma 1 sostituire le parole non oltre il 31 marzo 2011 con
le parole non oltre il 31 gennaio 2011 »;
emendamento 1.4:
«Al comma 1 cassare le parole da nonché alla fine del comma»;
subemendamento 1.4.1:
«Sostituire l'emendamento 1.4 con il seguente:
Al comma 1 sostituire le parole alla data di approvazione della
presente legge comprese con alla data del 20 dicembre 2010 »;
- dalla Commissione:
emendamento 1.1:
«Al comma 2, dopo le parole PAR-FAS 2007-2013 sopprimere le
parole da alla spesa sino alla cifra 2010 »;
- dal Governo:
emendamento 1.2:
«Al comma 2 dopo la parola riferite aggiungere esclusivamente
agli stipendi relativi »;
emendamento 1.3:
«Al comma 2 dopo la parola 2011 aggiungere ed esclusivamente
agli stipendi relativi »;
emendamento 1.11:
«Il comma 2 dell'articolo 1 è sostituito dal seguente:
2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica, oltre che alle
spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, alle
spese concernenti la realizzazione di interventi previsti nei
Programmi operativi comunitari 2007-2013 e nel Programma regionale
PAR-FAS 2007 - 2013. »;
emendamento 1.12:
«Il comma 3 dell'articolo 1 è soppresso»;
- dagli onorevoli Leontini, Cracolici, Di Benedetto e altri:
subemendamento 1.7.1:
«Alla fine del comma 1 aggiungere le parole con esclusione di
quelle di cui al capitolo 472514 UPB 13.2.13 ».
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, come lei potrà vedere tra qualche
minuto, abbiamo presentato un emendamento, come del resto
annunciato alla Commissione,sui termini previsti nell'esercizio
provvisorio. Avevo già annunciato in Commissione l'intenzione di
modificare il termine di scadenza dell'esercizio provvisorio perché
non c'è dubbio che siamo in presenza di un dato, almeno negli
ultimi anni inedito: il Governo, questo nuovo Governo si presenta
all'inizio di questa legislatura e, come primo atto, produce un
esercizio provvisorio per tre mesi. Ma la cosa più grave non è solo
il fatto che l'esercizio provvisorio sia di tre mesi, e il bilancio
in dodicesimi, ma che il bilancio 2009/2011 non si chiude perché,
per poterlo fare, sono necessarie risorse che devono provenire dai
fondi FAS, i fondi per liberare la spesa corrente di questa
Regione.
Oggi stiamo ipotecando il futuro della Regione. Ogni giorno che
passa, insomma, ci mangiamo un pezzo di futuro perché la ragione
per la quale si sta rinviando di tre mesi l'attivazione del
bilancio ordinario è legata a questa attesa. Lo ha appena detto il
Presidente della Regione e credo che lui si renderà conto di avere
fatto una pessima scelta perché ha messo, sostanzialmente, il suo
Governo nelle mani di un altro Governo. Mi rendo conto che abbiamo
appena votato le norme di proroga per il personale dei consorzi di
bonifica e, quindi, si determinerebbe una contraddizione tra la
proroga per tre mesi e l'eventuale emendamento.
Presidente Lombardo, si è dimostrato che oggi lei sta coprendo una
parte delle spese nell'esercizio provvisorio con fondi della
Regione; quindi, forse, con una maggiore attenzione e una maggiore
oculatezza e, forse, con qualche scelta coraggiosa avremmo potuto
chiudere il bilancio ordinario con fondi propri lasciando ai fondi
che arriveranno - se arriveranno da Roma piuttosto che da Bruxelles
- il compito di essere risorse aggiuntive, quindi risorse per
investimenti.
Voi avete fatto un'altra scelta che noi non condividiamo , se può
mettere in calce: venerdì 19 dicembre 2008, onorevole Antonello
Cracolici.
Signor Presidente, siamo al paradosso: quello che è stato
dichiarato neanche qualche mese fa, oggi viene addirittura
stravolto per opportunità politica. Le evito la lettura degli
interventi sull'esercizio provvisorio nel 2009 fatti da molti
deputati, quelli stessi che oggi, a tutti i costi, vogliono questa
dilazione di tre mesi, che è diventata inspiegabile.
Rispetto a queste posizioni, signor Presidente, riteniamo che ci
sarà una discussione molto ampia affinché il Governo si convinca
che bilancio e finanziaria devono arrivare in Aula quanto prima,
non più tardi della metà del mese di gennaio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
comincio anche a divertirmi per il fatto che i colleghi del PDL,
l'onorevole Mancuso per ultimo, qualche giorno fa l'onorevole
Leontini in Commissione, intervengono leggendo discorsi che sono
stati da me fatti o raccontati attraverso la stampa qualche tempo
fa. Mi fa piacere, perchè che vuol dire che i colleghi hanno
cominciato a studiare, c'è voluto un po' di tempo, e vedo che
stanno utilizzando l'esperienza di altri deputati come il
sottoscritto per fare meglio l'attività parlamentare per cui sono
stati chiamati.
Il tempo è galantuomo.
Sul piano politico faccio una battuta: l'esercizio provvisorio non
è uno strumento di cui essere fieri o di cui andare fieri. Ma
dobbiamo dire la verità con grande onestà ai siciliani, quelli che
ci vedono, quelli che ci ascoltano, quelli che ci leggeranno
attraverso i media: fare un esercizio provvisorio in uno stato come
questo è dovuto anche al fatto inviterei il collega Formica ad
ascoltare per poi ripetere.
Dicevo, l'esercizio provvisorio non è un atto di cui essere fieri,
ma non si può nascondere una verità: siamo costretti a varare un
esercizio provvisorio in una condizione finanziaria disastrosa, in
cui sono venuti al pettine i nodi di una falsificazione permanente
degli strumenti finanziari che si sono susseguiti nel tempo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito ad abbassare il tono
della voce, altrimenti sarò costretto a sospendere i lavori d'Aula.
CRACOLICI. Io credo che alcune questioni che sono state poste,
alcune delle quali ho letto attraverso i verbali della seduta
precedente, possono essere velocemente risolte.
Il Governo abbia già presentato un emendamento che,
sostanzialmente, cancella le deroghe che erano contenute al comma 2
dell'articolo 1, tranne quelle dei fondi POR e FAS che, per loro
natura, non possono essere utilizzati in dodicesimi. Questo fa
venire meno uno degli argomenti della questione, e credo che tutti
insieme possiamo addivenire ad un tipico strumento burocratico, al
di là dei giudizi politici che si possono avere sull'esercizio
provvisorio, votandolo.
Certo, voglio essere anche qui franco: qui si chiede un esercizio
provvisorio di tre mesi.
Rimane un obiettivo politico per tutta la maggioranza di questo
Parlamento riuscire ad approvare il bilancio prima dei tre mesi.
Ma dobbiamo anche essere onesti nel non nascondere che la
dimensione dei tre mesi non è solo una dimensione in capo a questo
Parlamento, ma è dentro anche ad una vicenda più generale, più
complessa, che oggi nessuno di noi è in grado di prevedere e di
stabilire. Ecco perché la richiesta di fare prima rimane
un'ambizione politica che io mi sento di sottoscrivere, cioè
riuscire ad approvare il bilancio prima del 31 marzo 2011, se ci
saranno le condizioni politiche generali, ovviamente. Questa rimane
un'ambizione.
Stabilito che si eliminano le deroghe e che il bilancio opererà in
regime di dodicesimi, mi pare che tutte le polemiche che hanno
accompagnato l'esame di questo strumento possano venire meno.
Quindi, l'atto potrebbe essere apprezzato non solo dalla
maggioranza, ma da tutto il Parlamento.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel fare bene il
nostro mestiere è d'obbligo documentarsi sulle posizioni altrui.
Quando nel fare bene, con scrupolo, il nostro mestiere ed
esercitare bene il nostro mandato, vogliamo sottolineare i motivi e
i contenuti della nostra coerenza, spesso siamo costretti a farlo
in contrasto, in contrapposizione agli evidenti motivi della
incoerenza altrui. La citazione, da parte dell'onorevole Mancuso,
delle dichiarazioni dell'onorevole Cracolici non è priva di
costrutto o di fondamento. E' una citazione che vuole evidenziare
come, con disinvoltura - stavo per dire spregiudicatezza -, a
distanza di un anno, una medesima materia che, da parte del capo
dell'opposizione di una volta, veniva qualificata come una iattura
CRACOLICI. Adesso è diventato lei il capo dell'opposizione
LEONTINI. indice dell'incertezza - peraltro cito a memoria,
sono ancora più scrupoloso - indice dell'incapacità del Governo di
decidere, una delle dimostrazioni della inferiorità delle regioni
del Sud che, con lo strumento dell'esercizio provvisorio,
dimostrano di non essere in grado di forgiare documenti contabili
attendibili e fondati . Queste sono le dichiarazioni di qualche
mese fa sull'esercizio provvisorio. Oggi è diventata la regola.
Si diceva che danneggiava i comuni, gli enti locali territoriali,
le attività socio-economiche, le imprese. Tutto questo oggi viene
messo da parte.
Si affermano alcune cose e poi con alcuni emendamenti, in Aula,
queste cose si negano.
E' stato appena presentato dal Governo un emendamento, l'1.12, con
il quale si prevede la soppressione del comma 3 dell'articolo 1.
Abbiamo dedicato tre Conferenze dei Capigruppo per individuare,
focalizzare, specificare e limitare l'intervento finanziario, in
esercizio provvisorio, sulla formazione.
C'è stato detto dall'assessore Armao, per ben tre volte di
seguito, e anzi c'è stata da parte sua la formulazione di un
emendamento finalizzato a questo, con cui si specificava che per la
formazione i 120 milioni di euro, che noi ritenevamo eccessivi,
erano finalizzati al pagamento esclusivo degli stipendi.
L'assessore Armao ebbe a dirlo più volte, quindi per gli stipendi
dal primo gennaio in poi.
Sapete quale comma si intende sopprimere con questo emendamento?
Il comma 3 dell'articolo 1
Il comma 3 dell'articolo 1 recita: L'assunzione di impegni e
l'effettuazione dei pagamenti concernenti il piano regionale
dell'offerta formativa sono limitati alle spese relative all'anno
2011 .
Questo comma viene soppresso
CRACOLICI. C'è un emendamento a sua firma che sopprime questo
comma
LEONTINI. Io, essendo all'opposizione, sopprimo tutti i commi
Il Governo ci ha portati in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari a concordare sulla formazione interventi mirati.
L'onorevole Leanza ebbe a ribadirlo sotto forma di garanzia.
Adesso il Governo presenta un emendamento soppressivo del comma.
A questo punto, quando si sopprime il comma relativo alle spese
del 2011, ditemi voi la previsione di spesa a cosa è finalizzata? A
cosa serve? E le tre Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, signor Presidente, a cosa sono servite? Di cosa
abbiamo discusso? Con chi parliamo? Chi sono gli interlocutori?
Cosa affermano questi interlocutori?
Onorevole Leanza, capisco il suo imbarazzo, ma ci aiuti a capire
di cosa stiamo parlando perché se il Governo tre giorni prima dice
una cosa e poi tre giorni dopo in Aula ne inserisce un'altra, di
soppiatto, onorevole Adamo, lei ricorderà quando in Conferenza dei
capigruppo decidemmo di limitare le spese della formazione solo
agli stipendi del 2011.
Onorevole Adamo, è stato soppresso il comma relativo agli stipendi
2011, il comma 3 dell'articolo 1. A questo punto, questa somma è
finalizzata ad altri obiettivi, ad altri risultati.
Non mi pare corretto questo andazzo.
Noi abbiamo presentato un emendamento, che è l'1.7 relativo ad un
altro impegno assunto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, cioè la soppressione delle spese riguardanti la
comunicazione in attività turistiche'. Questo fu oggetto di un
accordo nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
noi siamo stati conseguenti nel presentare l'emendamento, peraltro
il Governo si impegnò a presentarne uno proprio e lo dichiarò il
collega Leanza proprio in quella occasione.
Ora, siccome nell'emendamento da noi formulato si parla
dell'intera U.P.B., eventualmente c'è un altro emendamento a firma
degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto, che può essere, diciamo
così, sostitutivo di quello a mia firma e, nell'eventualità che ci
fosse questa volontà, noi siamo disponibili a presentare quello
degli onorevoli Di Benedetto e Panepinto come subemendamento al mio
emendamento in modo da limitare l'intervento proprio al capitolo,
che mi pare sia il 471523, che è quello relativo alle spese
riguardanti la comunicazione nel settore turismo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, stasera ci accingiamo a votare l'esercizio
provvisorio che, chiaramente, già nella sua denominazione
rappresenta sicuramente una deroga a quella che dovrebbe essere la
norma, e cioè l'approvazione del bilancio che dovrebbe essere fatta
nei termini di legge, cioè entro il 31 dicembre 2010.
Ora, al di là del fatto che si può condividere o meno l'esercizio
provvisorio, al di là delle considerazioni che il capogruppo del
partito di maggioranza che sostiene il Governo ha detto
sull'importanza dell'esercizio provvisorio, attesa la crisi, le
difficoltà finanziarie in cui versa la Regione, il retaggio,
l'eredità difficile di questa Regione, però c'è un problema, e
vorrei dirlo anche al Presidente della Regione e al Governo: può
esserci, comunque, l'esigenza di derogare, ma una deroga così
lunga, così ampia, di tre mesi significa voler attivare delle forme
procedurali o di cammino, se vogliamo, amministrativo, che non è
sicuramente conforme a quei princìpi che molte volte andiamo a
sbandierare a destra e a manca per la Sicilia, dicendo che stiamo
riformando, stiamo cambiando, stiamo attivando vari processi
virtuosi. Attenzione
E allora, se l'esercizio finanziario provvisorio è - dovrebbe
essere - l'esempio della politica finanziaria, cioè della più
importante politica finanziaria di un governo, non mi pare che sia
l'esempio della migliore politica finanziaria.
Abbiamo detto che siamo d'accordo all'esercizio provvisorio, ma
l'esercizio provvisorio limitato nel tempo, limitato ad un mese,
perché deve essere capacità del Governo saper gestire la cosa
pubblica e saper gestire i conti di cui ha la responsabilità,
istituzionale e politica.
Il fatto di prevederlo per tre mesi significa che il Governo già
sta dicendo chiaramente, magari non palesandolo, ma sta dicendo che
non avrà la capacità di chiudere il bilancio entro o prima di tre
mesi.
Invece, il PDL dice in maniera chiara: noi siamo pronti a
votare ma per un mese, solo un mese e il Governo deve avere la
capacità di varare, entro un mese, lo strumento finanziario.
Diversamente, il Governo deve venire in Aula a chiedere nuovamente
un'ulteriore proroga, il Governo deve subordinare la sua azione
politica alla dichiarazione di incapacità di procedere al varo del
più importante strumento finanziario.
Poi, dobbiamo anche parlare della riscrittura del secondo comma.
Avevamo detto in Commissione Bilancio, ma è stato detto anche in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che ..
MUSOTTO. Ci hai convinti, siamo convinti
FALCONE. Abbiamo parlato del comma 1, ora andiamo al comma 2, e
poi c'è il 3. Le dobbiamo dire le cose. Passiamo al comma 2 - mi fa
piacere che i capigruppo della maggioranza dicono che sono convinti
per un mese -, il problema del comma 2 è molto serio: qua rischiamo
di mettere in ginocchio alcune categorie, tra cui la formazione
professionale.
Lo abbiamo già detto più volte, lo abbiamo detto in Commissione,
mi ha preceduto l'onorevole Formica nel dirlo, noi oggi potremmo
fare un combinato disposto tra quello che poteva essere - che sono
le dichiarazioni dell'onorevole Formica - che non si possono
utilizzare i fondi comunitari per le spese preparatorie, ed al
contempo la incapacità di risorse, l'incapienza delle risorse per
poter fronteggiare l'impegno di spesa che necessita per la
formazione professionale.
Nel momento in cui, con l'emendamento 1.11, noi emendiamo,
rischiamo di mettere in ginocchio la formazione professionale e nel
momento in cui, in più, con il combinato disposto di cui parlavo
andiamo ad approvare l'emendamento 1.12 rischiamo con i 120 milioni
di euro, cifra già assolutamente inconsistente, di pagare i debiti
pregressi dell'anno 2010 senza poter fronteggiare le attività del
2011, lasciando in una situazione di dramma gli operatori della
formazione professionale ma anche gli allievi che aspettano un
percorso formativo.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ricordare al Governo, all'assessore Armao, che in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e in Commissione Bilancio il
comma 3 dell'articolo 1 è stato da tutti assolutamente condiviso.
Quindi, invito - così come hanno detto gli altri colleghi - a
ritirare l'emendamento 1.12 perché era stato già abbondantemente
condiviso in Commissione Bilancio e, quindi, so che il Governo lo
ha fatto perché garantisce ulteriormente le posizioni. Però, siamo
più tranquilli se ritira l'emendamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento assumeva una valenza di equilibrio rispetto
all'emendamento che interesserà l'articolo 2.
Ma, nel momento in cui emerge questa considerazione da parte dei
Gruppi parlamentari, il Governo ritira l'emendamento 1.12.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.8, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Leontini. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, è incomprensibile un esercizio
provvisorio della durata di tre mesi perché, se da un lato,
leggiamo su tutti i quotidiani, questa mattina, che godiamo di
buona salute, non solo quella della sanità ma anche quella
economica, in quanto ci avviamo ad una stagione di assunzioni nella
sanità, tra i precari, nella formazione, cioè tutto un proliferarsi
di nuove azioni di questo Governo, dall'altro lato, però, è stato
detto qualche minuto fa dall'onorevole Cracolici che il bilancio
non si può fare perché non ci sono le risorse.
Qui il problema non è che il bilancio non si può approvare perché
non ci sono le risorse, a dire il vero già le variazioni di
bilancio, cioè le ulteriori variazioni di bilancio sono state
presentate, sono già in Commissione, e nella qualità di presidente
della quarta Commissione ho già calendarizzato per la prossima
settimana l'avvio dei lavori per consegnare entro il 10 gennaio
alla Commissione Bilancio le rubriche che sono di nostra
competenza. Quindi non si riesce a capire questo esercizio
provvisorio di tre mesi, non ci è stato spiegato da nessuno, né
nelle Commissioni né in altre sedi istituzionali. Possibilmente,
anche questa sera, qui, forse l'assessore Armao ribadirà i concetti
che sulla stampa ha voluto mettere a conoscenza dei parlamentari,
cioè un problema con il Governo nazionale sul patto di stabilità,
da un lato, e dall'altro tutta un'altra serie di situazioni che
dipendono da questo Tavolo nazionale.
A dire il vero anche su questo abbiamo seri dubbi, perché non ci
risulta - a meno che l'assessore oggi ce lo dirà ancora meglio -
che ci sia stato uno scambio epistolare tra il Governo regionale e
quello nazionale, quanto meno sulle varie problematiche che
l'assessore ha rappresentato.
Ma ciò, naturalmente, con la possibilità di smentita in questa
sede.
Riteniamo esagerato l'intervento previsto dal Governo in questo
disegno di legge fino al 31 marzo 2011, in quanto lo fa cullare su
questo e dove già le scelte più importanti e di programmazione sono
state fatte, possono essere attuate con i provvedimenti che la
Giunta ritiene. Anzi, direi che la Giunta è già intervenuta
prevedendo quelle che possono e devono essere le spese da
affrontare, proprio nei primi tre mesi, considerate pure quelle
variazioni di bilancio che c'entrano poco con un esercizio
provvisorio, mirate su determinati capitoli per contenziosi aperti
e per contenziosi già segnalati.
Quindi, rispetto a questo, signor Presidente, riteniamo che il
termine del 31 gennaio sia congruo.
Questo anche per togliere le castagne dal fuoco a chi le vuole
mettere ogni giorno.
Anche stamattina il Presidente della Regione, in una sua
dichiarazione, ha ribadito che il problema del bilancio non sia
della Giunta, bensì dell'Assemblea regionale siciliana. Lo aveva
detto prima di Natale affermando che era tutto a posto e dipendeva
da noi e che, eventualmente, era disposto a dire ai suoi uomini di
presidiare quest'Aula sia la vigilia di Natale che la notte di
Capodanno.
Onorevole Presidente della Regione, ho scritto una bella lettera
per lei, molto affettuosa, gliela leggerò alla fine, se rimarrà in
Aula Al tempo stesso, anche questa mattina, il Presidente della
Regione ha ritenuto che questa Assemblea ha l'onere di approvare il
bilancio e la finanziaria e, quindi, dipende solo noi. Se dipende
da noi, vuol dire che, per quanto ci riguarda, il termine del 31
gennaio 2011 è più che congruo.
Presidenza del presidente Cascio
DINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la data del 31
gennaio prevista nell'emendamento vuol essere di stimolo per tutti
per cercare di approvare il bilancio entro quella data, ma nello
stesso tempo di monitorare, mese dopo mese, lo stato della spesa,
lo stato delle possibili entrate, e capire se si è in condizioni di
fornire ai Siciliani uno strumento indispensabile, nella maniera
più completa, quali sono il bilancio e la finanziaria approvati in
tempi utili.
Per quanto attiene la proposta del Governo, si coglie un
atteggiamento dilatorio, di quelli che vogliono tirare a campare,
di voler fare spese a piacimento, e, con l'emendamento proposto in
Commissione, con cui abbiamo vincolato la spesa alle note di
variazione presentate all'atto di approvazione della presente
legge, abbiamo posto, in un certo senso, un limite a questo
vezzo' di poter fornire note di variazione in corso d'opera, di
potere variare a piacimento il bilancio di previsione intervenendo
in dodicesimi, a proprio piacimento e secondo discrezionalità e
voglie che venivano in mente, di volta in volta, al Governo.
Ritorno, quindi, a ribadire l'importanza di ripristinare con
l'emendamento un termine che serve a tutti: serve al Governo per
impegnarsi a dare un impianto di bilancio certo, su cui far girare
come volano l'economia siciliana. Ma, nello stesso tempo, voglio
sottolineare come la previsione di bilancio prevista dalla nota di
variazione, in ordine alla formazione professionale, metta a serio
rischio la realizzazione del piano formativo.
Assessore Armao, non capisco perché non si possa prevedere
l'intera somma fin da subito per coprire il piano nel suo insieme.
Solo questo mette al riparo la possibilità di prorogare il piano
formativo esistente, solo questo consente di porre in essere tutte
le azioni propedeutiche che consentiranno al Dipartimento di poter
erogare gli stipendi nelle attività propedeutiche al piano stesso.
Allora, l'invito al Governo di aderire all'emendamento di proroga
dell'esercizio provvisorio per un solo mese, è una opportunità di
buona disponibilità a collaborare con l'intera Aula, buona volontà
di invitare tutti al senso di responsabilità. Altrimenti ci vedremo
anche costretti a chiedere numeri legali, voti segreti, che
metterebbero sicuramente a repentaglio anche questo momento d'Aula,
perché non vedo grandi presenze di maggioranze ora e in tutta la
seduta che andrà a svilupparsi da qui a poco.
Per cui, non vedo cosa ci sia di male ad approvare l'esercizio
provvisorio per un mese. Ci rivedremo qui fra un mese e, se non ci
saranno le condizioni, ne produrremo un altro di un ulteriore mese.
Nel frattempo, avremo tutti contezza di ciò che il Governo sta
facendo, di come si sviluppa la spesa, di come si sviluppano le
opportunità che devono essere sicuramente monitorate e valutate
continuamente da Commissione e Aula, chiamate ad assumersi
l'adozione di un nuovo esercizio provvisorio attuale.
Pertanto, l'invito al Governo è di aderire alla richiesta
dell'emendamento, altrimenti saremo costretti ad adottare misure
che metterebbero seriamente a repentaglio i tempi di approvazione
della manovra.
POGLIESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, mi limiterò a pronunciare un breve intervento.
Mi sembra assolutamente doveroso esternare alcune brevi
considerazioni in merito ad un altro triste primato di cui questo
Governo non può certamente essere orgoglioso. Poiché discutere e,
immagino, da qui a breve approvare il terzo esercizio provvisorio
in tre anni, credo non abbia precedenti nella storia parlamentare
siciliana e la dice lunga sulla capacità governativa e
amministrativa di questo Governo, sull'incapacità di immaginare una
programmazione a medio e lungo termine.
Si naviga a vista e credo che ciò che, da qui a breve, ci
apprestiamo ad approvare rappresenti la mortificazione di questo
Parlamento e la sconfitta della politica, poiché non si può
immaginare una programmazione all'interno di un contesto di
esercizio provvisorio di tre mesi.
Cosa assolutamente fisiologica, laddove la programmazione impone
la predisposizione di un bilancio e di una finanziaria, in
qualsiasi contesto temporale ma, oggi, più di ieri, ancora più
necessaria all'interno di un contesto temporale di gravissima crisi
congiunturale come puntualmente ha certificato la Banca d'Italia
qualche mese fa in merito ai dati di tutti i settori economici
della nostra Regione nel 2009 e nei primi sei mesi del 2010.
Ebbene, il PDL ha compreso tutto ciò e credo abbia dato grande
dimostrazione di serietà e di senso di responsabilità accompagnando
un percorso stabilito all'interno della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari diretta magistralmente da lei, signor
Presidente, laddove abbiamo dato disponibilità assoluta a ritirare
tutti gli emendamenti presentati all'interno della Commissione
Bilancio.
Credo che poche altre forze di opposizione, in similari contesti
temporali, avrebbero fatto ciò.
Il PDL ha percepito la peculiarità di questo momento e ha dato
grande dimostrazione di serietà e di senso di responsabilità. Ma
tutto ciò non è servito ad approvare il bilancio e la finanziaria
secondo i termini stabiliti dalla legge, entro il 31 dicembre 2010;
è servito per scoprire l'ennesimo bluff che il governo Lombardo ha
cercato di attuare, attribuendo all'opposizione responsabilità che
sono, invece, assolutamente ascrivibili al Governo e alla sua
incapacità di amministrare secondo un progetto di sviluppo a medio
e lungo termine.
Ecco perché credo che la proposta che è stata esternata dal
capogruppo Leontini, da esponenti autorevoli del PDL e degli altri
gruppi parlamentari di opposizione sia assolutamente ragionevole:
immaginare un orizzonte temporale molto più ristretto per dotare la
Regione, entro il 31 gennaio, dello strumento finanziario del
bilancio, assolutamente necessario per dare una prospettiva di
ripresa dell'economia della nostra Terra che sta attraversando una
crisi che non ha precedenti.
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, vorrei fare una brevissima notazione che
riguarda l'intervento dell'onorevole Cracolici, il quale ha
dimostrato di essere bravo a fare l'opposizione e la maggioranza
contemporaneamente; nel corso di questi anni abbiamo visto come
l'onorevole Cracolici riesce bene in questa funzione, in questo
percorso. Chiaramente, deve farlo perché è un ruolo che non gli è
stato assegnato dal popolo siciliano, ma che qualcuno gli ha
regalato.
Poi, sarà il tempo ad essere galantuomo, onorevole Cracolici, e
saranno galantuomini i siciliani che capiranno come questa sia una
bassissima manovra di Palazzo, che certamente non serve e non
servirà ai siciliani che saranno bravi a giudicare e soprattutto
giudicheranno dai risultati, che non vediamo purtroppo e che,
invece, speriamo di poter raggiungere perché l'atteggiamento molto
responsabile del Popolo della Libertà, l'atteggiamento qui espresso
dal nostro capogruppo, che è stato ribadito da chi mi ha preceduto,
è un atteggiamento che vuole puntare ad una fase costruttiva, ad un
rapporto costruttivo all'interno di questa Assemblea e ad un
rapporto costruttivo fra l'Assemblea e il Governo della Regione.
Onorevoli colleghi, non è un caso se il PDL oggi chiede che sia
fissata, al 31 gennaio prossimo venturo, la data entro la quale
bisogna approvare il bilancio, perché approvare il bilancio oltre
questa data significa, in termini molto spiccioli - assessore
Piraino, lei che conosce bene la realtà degli enti locali - andare
poi ad approvare il bilancio oltre la data del 31 gennaio,
significa sostanzialmente che approveremo questo bilancio a maggio,
questo bilancio sarà pubblicato a metà di maggio, bene che vada,
giungerà sicuramente agli enti locali nel mese di giugno. Gli enti
locali dovranno, poi, mandare le proprie previsioni, dopo che la
Giunta avrà approvato il bilancio, alle commissioni competenti, poi
si andrà in Consiglio e verosimilmente, bene che vada, i comuni e
le province avranno un proprio strumento finanziario non prima
della fine di luglio.
Consideri, poi, che nel mese di settembre si andrà
all'assestamento di bilancio.
Che vuol dire questo ragionamento? Dove ci porterà questa condotta
e questo ritardo del Governo regionale? Ad un periodo molto
contratto del tempo di governo, e questo vale per il Governo
regionale e vale ancor di più per le autonomie locali che saranno
costrette ad operare soltanto su dodici mesi, due mesi.
E, allora, non capiamo perché ciò debba accadere e, d'altronde,
negli ultimi dieci anni, mi pare che l'ultima volta nel 2001 si è
dovuto ricorrere all'esercizio provvisorio, ma solo per un mese.
Noi stiamo per essere abituati ormai ad una consuetudine: tre
esercizi provvisori sono stati votati in questi tre anni. Ritengo
che ciò non sia producente per l'attività che dobbiamo portare
avanti in Sicilia e penso che non si possa accettare un'inerzia
così evidente.
Di conseguenza, dobbiamo operarci tutti perché ciò venga
scongiurato.
Avrei capito, signor Presidente, un atteggiamento ostruzionistico
da parte dell'Assemblea, avrei capito un atteggiamento
ostruzionistico da parte della Commissione Bilancio. Ma mi pare che
la forza di opposizione in questo Parlamento, e di maggioranza, in
questa Regione, così non si è comportata; al contrario, ha portato
avanti proposte molto collaborative, produttive e responsabili.
E, allora, se questo è l'intento del Governo, rimandare sine die,
se questo è l'intento del Governo e cioè non affrontare realmente i
problemi che attengono a tutto il mondo siciliano, dalla formazione
alla sanità. Oggi abbiamo appreso che ci saranno quattromila
assunzioni e vorrei capire con quale copertura finanziaria,
onorevole Presidente, vorrei capire cosa sarà di coloro i quali
oggi sono i cosiddetti medici, infermieri, operatori sanitari che
si trovano ad operare all'interno di un sistema che è quello del
precariato. Lo capiremo Vedremo di capire quale sarà il sistema di
mobilità, vedremo di capire quali saranno i numeri che saranno
portati qui. Speriamo che non ci sarà, dicevo poc'anzi, in sua
assenza, l'ulteriore cartellone elettorale.
Se questo è il dato, mi pare molto ragionevole proporre al Governo
questo emendamento, che spero accetti, perché è evidente che
difenderemo questa posizione, ma non perché vogliamo difendere la
posizione di una formazione politica, bensì perché vogliamo
difendere gli interessi dei siciliani che devono avere la
possibilità di conoscere subito quali sono e quali saranno le
risorse a disposizione, vogliamo sapere come devono muoversi i
comuni, le province.
Diversamente, all'inerzia e alla mancanza di attività del Governo,
per forza di cose si aggiungerà anche l'inerzia e la mancanza di
attività di governo delle autonomie locali.
CORONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, utilizzo questa
occasione di dibattito per chiedere al Presidente della Regione,
onorevole Lombardo, qui presente, che cosa devono fare i
parlamentari regionali per fare rispettare le regole.
Abbiamo fatto nei giorni scorsi, come Gruppo parlamentare PDL,
un'occupazione legittima della Commissione Bilancio per chiedere a
questo Governo tecnico di affrontare nei tempi previsti,
regolamentari, l'approvazione dello strumento finanziario, del
bilancio.
Ebbene, il Presidente della Regione, un po' stordito dalle sue
strategie politiche che non sono andate a buon fine a livello
nazionale, ha dichiarato alla stampa che noi saremmo stati i
camerieri di Berlusconi e quindi facevamo i pagliacci.
Vedremo, alla fine, chi sono i pagliacci all'interno di questo
Parlamento, all'interno di questa politica regionale, dove si
portano avanti strategie a carattere personale, finalizzate a
disegni politici personali contro gli interessi di un'intera
Regione. Sono onorato di essere il cameriere di un leader
E' giusto che i camerieri dicano la propria perché, è chiaro, se
noi siamo camerieri, qualcuno qui vuole fare il padrone e
certamente a questo padrone non consentiremo di delegittimarci come
parlamentari.
Lo ha già fatto il 21 settembre quando ha proposto dodici
assessori tecnici, senza alcun rapporto con la Regione siciliana e
con l'elettorato che ha voluto questo Presidente e che voleva anche
una coalizione ben precisa per governare questa Regione. Lo ha
fatto e ci ha delegittimato.
Non c'è alcun assessore che possa esprimere un voto, lo abbiamo
visto anche la volta scorsa quando il Governo non è stato nelle
condizioni di dare il suo contributo perché il Presidente, spesso,
per i suoi impegni politici è fuori da quest'Aula.
Sono contento che questa sera sia qui perché, dopo alcuni mesi, si
è presentato in quest'Aula per ascoltare le nostre proposte e
chiedo che il Presidente del Gruppo parlamentare del mio partito,
onorevole Leontini, eviti in prospettiva di fare delle
anticipazioni di strategia politica.
Infatti, onorevole Leontini, credo che abbiamo commesso un errore
quando abbiamo sostenuto che avremmo depositato una mozione di
sfiducia nei confronti del nostro Governatore subito dopo
l'approvazione della finanziaria e del bilancio.
Ebbene, questa nostra dichiarazione ha spinto il nostro
Governatore, per la terza volta consecutiva, ad allungare i tempi
della sua sopravvivenza e, quindi, ci propone di andare al 31 marzo
perché così recupera tre mesi.
Onorevole Presidente, visto e considerato che si tratta di sfide,
la invitiamo ad approvare il bilancio entro il 31 di gennaio in
modo tale che il primo di febbraio depositeremo la mozione di
sfiducia e, finalmente, vedremo chi sono i pagliacci, chi sono i
padroni e chi sono i camerieri.
CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà vorrei
utilizzare una metafora, una reminiscenza scolastica. Credo che
questa sera siamo davanti a quella che è l'esperienza che ha
vissuto il temporeggiatore'; quando si studiava storia romana
c'era questo grande condottiero che era definito il
temporeggiatore' e mi sembra che stasera stiamo rivivendo un po'
queste vesti.
PRESIDENTE. Era Quinto Fabio Massimo.
CARONIA. Per la precisione. E credo che il temporeggiare, in
quest'Aula, sia diventato una consuetudine della quale posso
soltanto dolermi e dolermene insieme a lei, Presidente, considerato
che questa sera abbiamo l'opportunità di poterci confrontare con
una compagine di Governo piuttosto allargata - soprattutto
considerato che abbiamo il Presidente della Regione - oggi, in
qualche modo, possiamo dare sfogo a quelli che sono i contributi
che ci sono stati chiesti da lei, Presidente, anche da noi che
facciamo parte dell'opposizione.
Credo che questa sia anche un'occasione valida per ascoltare i
contributi
PRESIDENTE. Colleghi, capisco che siamo in prossimità delle feste
di fine anno, ma se potessimo abbassare il tono della voce.
CARONIA. Dicevo che quest'occasione è particolarmente gradita a
tutti noi dell'opposizione, per poter dare quei contributi che il
Presidente della Regione, più volte, ha richiesto anche a coloro i
quali siedono da questa parte degli scranni, coloro i quali sono la
minoranza di questo Parlamento, nostro malgrado.
Devo dire che le considerazioni che i colleghi hanno fatto prima
possono soltanto essere confermate da quello che penso perché
predisporre un esercizio provvisorio che preveda addirittura tre
mesi, credo sia assolutamente una controindicazione non per noi né
per il Governo, ma per i siciliani. Infatti, se vogliamo
considerare che la valutazione di un Governo si fa in funzione di
quella che è la spesa e la qualità della spesa, chiaramente,
prevedere un esercizio provvisorio che valuti in tre mesi un tempo
sufficiente per arrivare poi alla previsione di un bilancio
definitivo e di una finanziaria, mi sembra un tempo che
assolutamente non ci possiamo permettere.
Non possiamo permettercelo per una ragione semplice. Nel momento
in cui abbiamo una spesa comunitaria che purtroppo è bloccata, i
dati sconfortanti di quello che verrà restituito alla Comunità
Europea perché non siamo stati in grado di spendere, perché questo
Governo non è riuscito ad attivare tutte quelle procedure
necessarie ad accelerare non soltanto la rendicontazione ma almeno
l'impegno di spesa, se a questo si aggiunge la mancata approvazione
di un bilancio e di una finanziaria, credo sia semplice fare questa
considerazione.
Evidentemente, questo è un Governo che non riesce a produrre
risposte per il popolo siciliano; evidentemente questo non è il
Governo delle riforme; evidentemente la maggioranza che sostiene
questo Governo non sta governando per riformare nulla, anzi sta
governando per lasciare tutto esattamente così come si trova.
Credo che questo stato di cose non sia utile a nessuno, né a chi
fa maggioranza né a chi fa opposizione. Credo che, alla fine, a
piangere le conseguenze di queste scelte saranno i siciliani.
Rispetto alle valutazioni che hanno fatto i miei colleghi vorrei
aggiungere solo una considerazione. Molto spesso, quando si parla
della possibilità di derogare alla spesa sul PROF o su altri campi
fondamentali, dimentichiamo che dietro a delle semplici parole o
all'appostazione di somme esistono delle platee di lavoratori, ma
soprattutto i fruitori di quelli che dovrebbero essere i servizi
che noi rendiamo e che, invece, rimarranno in una attesa vana.
Mi riferisco al tema della pubblica istruzione e della formazione.
Io credo che questo sia un bene sociale e non un optional, un
argomento di cui possiamo non interessarci.
Purtroppo, dalla nota di variazione che ci è stata distribuita e
che é allegata a questo documento legislativo, si può evincere come
i maggiori tagli e le maggiori decurtazioni sono state applicate al
campo della pubblica istruzione e della formazione. Se, poi,
aggiungiamo che la somma che viene destinata al piano formativo
2011 è vincolata ad un importo che non è sufficiente - lo sappiamo
tutti - a 120 milioni, credo che la scelta che il Governo ha
compiuto sia veramente gravissima e vada evidenziata.
Non possiamo pensare che questa sia una Terra dove, in qualche
modo, la formazione sia stata soltanto una utilità per chi ha
formato. Tante volte lo abbiamo detto. Ma qual è la scelta del
Governo affinché in questa Regione coloro i quali scelgono di
rimanere, con grande sacrificio, possano avere la possibilità di
formarsi e di avere un futuro, se tagliamo le spese della pubblica
istruzione che sono le basi affinché si possa parlare di futuro, di
sviluppo, di legalità. Se tagliamo le somme che sono legate alla
formazione professionale quindi alla cultura d'impresa del domani,
a cosa dobbiamo guardare? Quali sono gli elementi per cui oggi
possiamo considerare questo un Governo delle riforme?
Io, purtroppo, devo fare una considerazione conclusiva e mi
appresto a definire il mio pensiero.
La scelta di fare tre mesi di esercizio provvisorio è sicuramente
una scelta che questo Parlamento non vuole, almeno noi del PID
siamo contrari. Riteniamo, invece, se il Governo è veramente
intenzionato ad ascoltare i suggerimenti che provengono
dall'opposizione, con uno sforzo di buona volontà, che sarebbe
opportuno in tal senso ridurre l'esercizio provvisorio
semplicemente ad un mese, rimboccandoci le maniche e provando ad
approvare un documento finanziario snello e rapido, ma soprattutto
capace di dare risposte ai tanti siciliani che nonostante tutto,
ora, in questo momento, ci stanno guardando.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da alcuni giorni
che giriamo sempre intorno alle questioni come in un gioco delle
parti che ci accingiamo a recitare, sapendo bene che, magari da
parte del Governo, c'è l'intenzione poi di non rispettare gli
impegni presi.
Presidente, tralascio le considerazioni da fare sulla mancata
presentazione e approvazione da parte del Governo, di un bilancio e
di una finanziaria credibili, perché formalmente si può rispettare
una data di scadenza e presentare un bilancio e una finanziaria più
o meno nei termini. Ma, di fatto, si presenta un documento che
magari, volutamente, è fatto in maniera tale da non essere
approvato, come è il caso del bilancio e della finanziaria che il
Governo ha depositato ad ottobre in Assemblea. Si tratta, infatti,
di un bilancio e di una finanziaria che contengono una serie di
norme e di previsioni che ne impediscono l'approvazione per
l'illegalità stessa dell'atto presentato, in quanto non rispettoso
di leggi e di regolamenti.
Arrivare all'ultimo minuto e chiedere l'esercizio provvisorio,
proprio in ragione di un ritardo che il Governo stesso ha fatto sì
che si verificasse, e quindi approfittare dell'urgenza per poi
andare a chiedere ed inserire altro tipo di provvedimenti, è una
situazione veramente paradossale.
Nonostante tutto il PDL, con grandissimo senso di responsabilità,
in Commissione Bilancio, nonostante il fatto che la maggioranza non
aveva i numeri per votare l'esercizio provvisorio, ha fatto sì,
dopo un lungo ragionamento che arrivasse in Aula, proprio per non
arrecare danno alcuno ai siciliani che, poveretti, non c'entrano
assolutamente nulla, ma che sono coloro i quali subiscono l'azione
nefasta del Governo in questi due anni e mezzo. In quella sede si
erano concordati alcuni emendamenti che sono entrati nel testo, con
l'accordo del Governo.
Come si fa ad avere fiducia nell'operato di un Governo e di una
maggioranza che in Commissione Bilancio accettano alcuni
emendamenti, e poi in Aula lo stesso Governo ne propone la
bocciatura? E' chiaro, a questo punto, che il Governo agisce in
mala fede e poco conta che, alla fine, dichiara di ritirare quegli
emendamenti. Quello che conta è l'intenzione, il retropensiero, ciò
che sta dietro le azioni di questo Governo.
Ripeto, non si capisce per quale ragione si chieda l'esercizio
provvisorio per tre mesi, la deroga ai pagamenti in dodicesimi, e
in contemporanea si preveda non la somma per coprire i tre mesi -
ad esempio, nel campo della formazione professionale - ma una somma
doppia rispetto a quella che serve, ma inferiore della metà per la
copertura dell'intero costo del servizio.
E' incomprensibile. Se il Governo ha problemi di natura
finanziaria per la copertura del bilancio, noi possiamo dare una
mano di aiuto.
Il Governo inserisca la somma necessaria per i tre mesi che
chiede, e non ha problemi per pagare gli stipendi; se, invece, ha
intenzione di dare certezza a questa categoria, la strada maestra è
una sola: prevedere l'intera copertura del costo del servizio; non
chiedere la deroga, andare in dodicesimi; operare per trasferire su
fondi extraregionali quanta parte si può trasferire e, una volta
raggiunto l'obiettivo, con una semplice variazione di bilancio
recuperare le risorse che ha risparmiato con i fondi extraregionali
rimettendole nei capitoli dove servono.
Ripeto, signor Presidente, l'azione del Governo è incomprensibile
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ritengo
che quello dell'esercizio provvisorio sia un argomento da sfatare,
perché di fatto anche l'anno scorso con la mia presenza come
assessore per il bilancio ho sostenuto la necessità di porre
all'Assemblea il bisogno del provvedimento finanziario di esercizio
provvisorio.
E ricordo che proprio l'anno scorso lo chiesi per tre mesi.
Oggi il Governo, non avendo la necessità di predisporre una nuova
legge finanziaria, perchè può essere più importante e utile per gli
assessori tecnici eseguire la finanziaria che già l'anno scorso il
Parlamento regionale ha approvato, e alcune forze parlamentari
hanno voluto anche sponsorizzare con manifesti e con iniziative
pubbliche, potrebbe riuscire a concentrarsi maggiormente sulla
veridicità dei conti della nostra Regione e, soprattutto,
sull'utilizzo delle risorse nazionali ed europee.
L'esercizio provvisorio chiesto quest'anno può rappresentare un
momento di veridicità nei rapporti che si vengono ad attuare con il
Governo nazionale. Problema serio che io ho anche avuto modo di
porre all'assessore Armao - è il dibattito in corso in Conferenza
Stato-Regioni e ritengo anche nelle relazioni con il Ministero
dell'Economia - perché le attività finanziarie dell'anno scorso
sono state basate sul piano di attuazione regionale, cosiddetto PAR
FAS, che aveva una sua veridicità e una sua logicità che era
rappresentata dai lavori dei diversi Dipartimenti.
Oggi il Governo nazionale sta attuando il Piano del Sud che può,
di fatto, creare una forte criticità rispetto al PAR FAS che il
Governo regionale, insieme al Governo nazionale, aveva
precedentemente avuto deliberato, nello specifico con alcune voci
di intervento, che erano le voci di intervento indispensabili e che
il Governo regionale fu autorizzato ad inserire nei capitoli di
bilancio.
In questa fase, nella piena consapevolezza che nei prossimi mesi
si chiarirà il ruolo del PAR FAS pianificato dalla Regione con il
Piano del Sud, con le nuove linee di intervento e misure in atto
che si vengono a predisporre, Forza del Sud propone di esitare
l'esercizio provvisorio fino al 28 febbraio 2011.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, come lei sa questa proposta deve
essere formalizzata eventualmente con un sub emendamento. Al
momento è solo una proposta verbale.
CIMINO. Ho già predisposto un emendamento in tal senso.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, questo è un tempo molto difficile
per la Sicilia e per i Siciliani e abbisognerebbe di atteggiamenti,
di condotte, di reale responsabilità, di condotte che, al di là
delle petizioni di principio, potessero davvero porre condizioni di
agibilità non tanto e non solo per quest'Aula, impegnata molto
spesso a far fronte a provvedimenti legislativi proposti dal
Governo in maniera assolutamente estemporanea, privi di un filo
conduttore che venga ricondotto ad un reale interesse legato alle
emergenze, che da tanti bacini fanno pervenire grida di aiuto.
Noi questa sera abbiamo ascoltato tante parole. Abbiamo ascoltato
l'onorevole Cracolici ammettere in maniera responsabile che il
bilancio non si può fare perché non ci sono le risorse, lo abbiamo
ascoltato dire - in maniera altrettanto irresponsabile - che
comincia a divertirsi.
Evidentemente questa seconda affermazione non era legata al
destino dei Siciliani, ma probabilmente a qualcos'altro che è
sfuggito a me, ma credo anche a tutto il resto dell'Aula.
Però, al di là di queste osservazioni che, se ci fosse da stare
preoccupati potrebbero far sorridere, il tema vero è uno ed uno
solo: questo Governo regionale, per la terza volta consecutiva, ci
propone un esercizio provvisorio e a fronte delle tante vertenze
aperte, difficilmente affrontabili, ci spiega che questo esercizio
provvisorio deve essere prorogato per ben tre mesi.
Avevamo ricevuto una proposta che, come forza di opposizione
responsabile, avevamo ritenuto praticabile da parte del Governo,
cioè che se si fosse proceduto presto all'approvazione della norma
relativa alle proroghe dei precari, il Governo regionale si
impegnava a sottoporre all'Aula, entro il 31 dicembre, la
finanziaria per l'anno 2010-2011.
Siamo abituati alle promesse di Pinocchio, io credo che mai,
invece, si abitueranno a queste promesse i Siciliani.
Noi ci siamo anche preparati a considerare quanto spesso ripete un
mio amico deputato, cioè al fatto che cu pirdìu vincìu e cu vincìu
pirdìu . Però, io credo che, a fronte di queste tematiche, che
vedono un Governo basarsi sul ribaltone che ha portato, appunto, a
governare la Sicilia chi aveva perso le elezioni, seppur attraverso
tecnici - per carità, sotto il profilo personale assolutamente
prestigiosi, e non può essere certamente mosso loro alcun
rimprovero né alcuna critica - tuttavia è necessario, prima di
procedere in qualsiasi maniera, comprendere quello che, a mio
parere, potrebbe celarsi dietro la richiesta di un esercizio
provvisorio di tre mesi.
Il timore è, per quanto ci riguarda, che ci sia ancora una volta
il trucco. E perché dico questo? Perché nel 2010 ci siamo trovati
ad approvare una finanziaria il primo maggio, promulgata nel mese
di giugno del 2010, e abbiamo dovuto constatare amaramente che
questo Presidente della Regione, che questo Governo è stato
costretto a chiudere i cordoni della borsa, la spesa, ad ottobre
del medesimo anno. Questo significa, Presidente dell'Assemblea,
colleghi, ma soprattutto siciliani, che in un tempo di congiuntura
economica, invece di spendere per investimenti, ci siamo arroccati
e stiamo continuando, o meglio il Governo sta continuando a fare
melina .
Allora l'onorevole Cracolici, che io ascolto sempre con
attenzione, ha detto anche un'altra cosa, ci ha regalato un'altra
massima, ha detto che il tempo è galantuomo.
Io non so se il tempo è galantuomo, certo questo Governo non lo è
con la Sicilia. Certo, se è galantuomo, l'onorevole Cracolici e il
PD non potranno che tornare all'opposizione; però questo lo diranno
gli elettori e lo dirà il tempo.
Intanto io chiedo formalmente, signor Presidente che, al fine di
svilire il clima che rischia di diventare dannoso per la
prosecuzione dei lavori d'Aula, che lei consideri la richiesta del
PID di accantonare questo articolo per comprendere se vi è la
possibilità, anche rispetto a quanto richiesto formalmente
dall'onorevole Cimino a nome del Gruppo di Forza del Sud, di fare
un ragionamento che spazzi via i pregiudizi e che, per una volta
che ci riusciamo, visto che è il 29 dicembre, possa farci
incontrare su una soluzione di buon senso, soprattutto per chi ci
ascolta.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, gli interventi dei colleghi che mi hanno
preceduto hanno dato un taglio di natura tecnica, oltre che
politica, ma rischiamo di commettere un errore perché si stanno
affrontando tematiche di natura economica, come il bilancio e la
finanziaria, come il documento di programmazione economico-
finanziaria che lei ha autorizzato, Presidente Lombardo, per dare
vita e motivare il suo ribaltone.
L'esercizio finanziario è un documento non contabile, ma di chiara
matrice politica, perché obbedisce alla strategia di utilizzare uno
strumento in dodicesimi per gestire tre mesi di spesa pubblica
regionale. E credo che, di fronte ad un argomento politico,
l'analisi e il giudizio devono essere esclusivamente di natura
politica.
L'onorevole Cracolici, non più tardi di un anno fa, quando ancora
non era stato fulminato sulla via di Damasco, sulle vie delle
riforme e dell'innamoramento con l'MPA e il Presidente di quel
partito, il Presidente della Regione, definì l'esercizio
provvisorio una iattura per la Sicilia, e definì incompetente e
incongruo quel Governo che aveva fatto l'esercizio provvisorio, il
cui ricorso avrebbe determinato un danno devastante per la Sicilia
e per i siciliani. Sono parole dell'onorevole Cracolici, non sono
certamente parole mie. Io le ripeto perché le ho lette e perché le
ricordo.
Adesso, lo stesso onorevole Cracolici definisce l'esercizio
provvisorio una necessità determinata dalla falsificazione degli
strumenti economici e finanziari degli anni precedenti.
Onorevole Cracolici, non mi pare che il Presidente della Regione
sia al suo primo giorno di scuola e mi risulta che il PD,
velatamente, nascostamente, in punta di piedi, nell'anonimato,
condivide da un anno e mezzo con il Presidente della Regione la
guida effettiva di questo Governo, e ha mandato allo scoperto
politici, tecnici definiti nemmeno di area , ma che tutti sappiamo
alcuni di essi essere iscritti anche ad una sezione del Partito
Democratico della provincia di Messina, e mi riferisco all'ottimo
professore Centorrino.
Devo dire che questo esercizio provvisorio non è altro che
l'ulteriore segnale della vostra incapacità politica di programmare
la gestione dell'occupazione e dello sviluppo di questa Sicilia. Un
Governo che si è candidato a cambiare la Sicilia, ma che ha
cambiato soltanto le posizioni delle forze in capo al Parlamento:
chi ha vinto è andato all'opposizione, chi ha perso clamorosamente
è diventato forza di Governo. E il ricorso all'esercizio
provvisorio, mascherato da emendamenti di basso profilo legislativo
e di nessuna strategia politica, altro non servono che a nascondere
la vostra incapacità di programmare la strategia del Governo di
questa Sicilia.
Professore avvocato Armao, sa che io le sono legato da lunga,
lunghissima amicizia, e sa quanto la stimo anche per motivi
personali. Però lei non può prestarsi, per quello che rappresenta e
ha rappresentato in Sicilia, a questo gioco al massacro che la vede
esposto in prima persona, perché lei si era impegnato - per le sue
indubbie qualità professionali - a dare alla Sicilia nei tempi
previsti dal regolamento e dalla politica, il bilancio e la
finanziaria. Un bilancio incompleto, un bilancio inconsistente, un
bilancio debole, ma un bilancio che avrebbe consentito di capire
quali sono i limiti di questo Governo.
Signor Presidente, non vorrei disturbare i colleghi del PD, ma
tanto chi deve sentire non sono certamente i parlamentari di
maggioranza, ma è il popolo siciliano. Quindi, credo che
l'esercizio provvisorio debba essere limitato al tempo necessario
per consentire al Governo di portare in Aula un bilancio e una
finanziaria.
Andare oltre il mese di esercizio provvisorio significa devastare
ulteriormente la Sicilia.
MARINESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
rifarmi all'intervento dell'onorevole Formica relativamente al tema
della formazione professionale.
Nel bilancio provvisorio sono stati inseriti solo 120 milioni di
euro, su un piano provvisorio approvato dall'Assessorato che viene
a costare alla Regione 260 milioni, Quindi potrebbero essere
soddisfatte le spettanze, considerandole in dodicesimi, 10 milioni
al mese, significa circa neanche uno stipendio per il personale
della formazione professionale.
Anziché fare questo taglio, mi sarei forse aspettato che
l'Assessorato dell'economia avesse provveduto per esempio ad
utilizzare le somme del fondo sociale europeo.
Sappiamo dall'Assessorato della formazione professionale che ci
sarebbero stati dei progetti sponda che, rendicontati in maniera
adeguata, potevano servire oggi a trovare quelle risorse necessarie
per potere poi inserirle nel bilancio della Regione, ed
eventualmente con variazioni di bilancio riportarli indietro. A
questo punto, siccome i tempi non ci sono più, sarebbe opportuno
che venissero sollecitate queste rendicontazioni, questi fondi che
dovrebbero pervenire alla Regione dall'utilizzo del fondo sociale
europeo e che potrebbero compensare quello che non è stato messo
oggi nell'apposito capitolo.
L'unico suggerimento che forse si potrebbe dare è che se queste
sono somme obbligatorie, nel senso che possono essere, anzi
potranno essere, erogate in unica soluzione al primo di gennaio,
nel momento in cui noi avremo approvato questo bilancio, potrebbero
essere stanziate tutte in una unica soluzione per i tre mesi. Io
credo che l'Assessorato dell'economia potrà fare questo, cioè
invece di erogarli mensilmente i 120 milioni di euro, noi potremmo,
chiaramente in dodicesimi, erogarli tutti insieme perché, essendo
queste somme in conto capitale, possono essere erogate in unica
soluzione, e allora potremmo salvare, oggi, la possibilità di dare
corso al piano che già è stato fatto, che consta di 240 milioni.
Successivamente, quando si farà il bilancio definitivo, potremmo
appostare le ulteriori somme necessarie per il completamento di
tutto il piano utilizzando anche questa volta, invece di perderle,
le risorse del Fondo Sociale Europeo.
LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, ritengo che sia giusto approfittare
della presenza in Aula del Presidente della Regione per rivolgermi
direttamente a lui e, nel ringraziarlo ovviamente per essere qui,
chiedergli: signor Presidente, onorevole Lombardo, ritiene che
oggi, in questo momento di grande difficoltà che i siciliani vivono
sulla loro pelle, lanciare un messaggio di richiedere con
provvedimento straordinario un esercizio provvisorio che va a lungo
termine, entro il 31 marzo del 2011, sia un messaggio rassicurante
per i siciliani, per le famiglie dei siciliani? Per gli attori
protagonisti dell'impresa in Sicilia? Per gli investitori? Per i
dipendenti degli enti locali? Per gli amministratori? Per tutti
quelli che guardano alla Regione come il soggetto che per primo
deve occuparsi di questi problemi congiunturali?
Ritiene che il messaggio lanciato da lei e dal suo Governo, che
oggi è alla quarta edizione, sostenuto da un partito che gridava
allo scandalo quando governi precedenti annunciavano la richiesta
di esercizio provvisorio, ritiene che il Governo tecnico, di cui
lei si è circondato, possa in questo momento dare un'immagine
rassicurante a chi ci guarda per capire cosa la classe politica di
questa Regione intende fare per affrontare i tanti problemi sul
tappeto, le necessità cogenti che la gente quotidianamente vive nel
proprio territorio?
Anziché continuare a mostrare un atteggiamento inflessibile,
peraltro incomprensibile, sulla proposta che le viene lanciata dal
PDL e dagli altri partiti di opposizione, su una proposta
ragionevole che vuole venire incontro alle ragioni tecniche di fare
slittare il bilancio da qui al 31 gennaio 2011, non ritiene che
questa proposta, anziché essere ribattuta al mittente con la
dimostrazione di un atteggiamento arrogante, arroccato su una
posizione che non dà alcuna spiegazione ragionevole del perché si
chiede, ancora una volta, lo slittamento al 31 marzo dell'esercizio
provvisorio, non ritiene piuttosto che sia utile, come messaggio,
per i siciliani, per le imprese, per il mondo della formazione, per
il mondo
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, mi scusi, ma non ci sono le
condizioni per continuare la seduta. Ho capito che forse è il caso
di sospendere perché io non riesco neanche a sentirla.
(La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa
alle ore 17.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima della sospensione della
seduta, avevo interrotto l'onorevole Leanza Edoardo.
LEANZA EDOARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
se prima non ascoltava l'Aula ora non ascolta neppure il Governo
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Il Governo c'è.
LEANZA EDOARDO. o, per lo meno, non ascolta il Presidente del
Governo e, comunque, dicevo, appare irrituale questo atteggiamento
di inflessibilità tenuto dal Governo davanti ad una opportunità
ragionevole, peraltro, che i partiti di opposizione stanno fornendo
con l'emendamento 1.5, cioè il rinvio del bilancio entro il 31
gennaio 2011 sembra una proposta di buon senso, credo che venga
incontro anche alle ragioni tecniche che il Governo dovrà
affrontare per predisporre il bilancio e credo pure che sia un
segnale positivo a tutto il mondo sociale che ci guarda, che
aspetta delle risposte da questo e, soprattutto, da questo Governo.
Trincerarsi, invece, su un rifiuto categorico, netto, peraltro non
supportato né da ragioni politiche né da ragioni tecniche
convincenti che ci lascino tranquilli sul fatto che il Governo
abbia intenzione più che di produrre una tattica, di affrontare
seriamente e risolvere il problema tecnico - qualora vi fosse -
nella compilazione del bilancio, allora certamente un segnale di
disponibilità che veda accogliere il suggerimento del PDL e
dell'intera opposizione ci tranquillizzerebbe sul fatto che vi sono
tutte le buone intenzioni affinché, da qui ad un mese, la Sicilia
possa avere uno strumento finanziario utile non tanto e non solo a
questo Parlamento, ma all'intero popolo siciliano.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cimino, Incardona, D'Asero e Mineo il subemendamento 1.5.1
all'emendamento 1.5 dell'onorevole Leontini:
«Le parole 31 gennaio sono sostituite con 28 febbraio ».
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, confesso di volere parlare alla presenza
del Presidente Lombardo perché nel mio breve intervento, che non
vuol entrare nel merito, c'è molto riferimento e personale e alla
funzione del presidente Lombardo.
CRACOLICI. Chiedo il rispetto delle regole
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stiamo parlando sul complesso
degli emendamenti.
CRACOLICI. Siamo in fase di dichiarazione di voto sull'emendamento
dell'onorevole Leontini, dove c'è il parere negativo del Governo e
della Commissione Chiedo il rispetto delle regole Quando il
Presidente ci concederà il rispetto delle regole
PRESIDENTE. L'onorevole Maira non ha ancora parlato.
MANCUSO. Ma le regole non le fa l'onorevole Cracolici
MAIRA. Signor Presidente, l'onorevole presidente Lombardo mi
scuserà se mi sono permesso di chiedere la sua presenza in Aula
proprio perché, per dichiarazione di voto, il mio interlocutore
politico era lei (con la speranza che l'assessore Armao non ne
approfitti per farle firmare qualche decreto ).
Le avranno certamente riferito, avrà letto che nelle scorse sedute
io ho avuto modo di lamentarmi della sua assenza, certamente
giustificata da motivi istituzionali plurimi nell'interesse
principale della Sicilia. Però, la sua assenza pesa per ragioni
obiettive e le dico rapidamente perché.
E' una dichiarazione e un interrogativo che riproporrò nei giorni
e nei mesi a venire.
Lei e i suoi alleati avete dichiarato che questa non è una Giunta
politica bensì tecnica, motivo per cui, nei momenti topici, quando
c'è da prendere decisioni politiche e da dare risposte politiche -
seppur nella valenza personale dei suoi assessori tecnici - nessuno
di loro può prendere impegni, può darci risposte di natura politica
tranne che, smascherandoci tutti, lei per primo, non si arrivi alla
dichiarazione che questo è un Governo politico, anche se formato da
tecnici.
Se questo dovesse avvenire, quest'Aula ed io avremmo gli
interlocutori politici con cui discutere; altrimenti, onorevole
Presidente, dovrà organizzarsi per la sua presenza in quest'Aula,
dato che il rapporto Governo-Aula è un rapporto imprescindibile,
tranne che si aggiusti il tiro sulla qualifica di questa Giunta,
anche per chiarezza nei confronti dei siciliani.
Ciò premesso, è una dichiarazione di voto che - stante la premessa
- obbliga la presenza del Presidente perché è l'unico che può dare
una risposta al mio quesito.
Presidente della Regione, negli ultimi giorni ha avuto più volte
occasione di affermare che tende a dare una mano per consentire la
partecipazione democratica al ruolo dell'opposizione; ha avuto modo
di dire che intende dialogare, e questa rappresenta la prima
occasione.
Mi chiedo, a fronte delle dichiarazioni testé riferite e con
l'aggiunta di altre dichiarazioni secondo cui approveremo il
bilancio e la finanziaria nel più breve tempo possibile, siamo
quasi pronti, i conti tornano, abbiamo risparmiato nella sanità,
eccetera - anche se tutto questo è da vedere, ma è merito, e in
questo momento non intendo parlare del merito - non ritiene che
questa rappresenti l'occasione per aprire, con diplomazia, un
dialogo con l'opposizione di quest'Aula, alla quale si è appellato
nei giorni scorsi?
Mi chiedo: a che serve il braccio di ferro tra la tesi dei tre
mesi, fatta dal Governo e dalla maggioranza per l'esercizio
provvisorio, o quella di un mese fatta da noi, nel momento in cui
tutti vogliamo dotare la Sicilia di un bilancio e di una
finanziaria, quali migliori strumenti possibili nella situazione
che ci è data? A che serve impegnarci in una maratona oratoria?
Di questo, infatti, si tratta stasera, per chi non l'avesse capito
- ma, credo, tutti l'abbiamo capito -, questo è l'impegno
dell'opposizione che ci farà arrivare a notte per raggiungere lo
stesso risultato di votare, almeno per quel che riguarda i Popolari
per l'Italia di domani, contro lo strumento dell'esercizio
provvisorio.
Io sarei per una proposta di dialogo del Governo, come affermato,
una proposta di diplomazia politica fra il Governo e l'opposizione
di quest'Aula, di buon senso, per dare delle risposte immediate,
concrete, e un segnale che rincuori la Sicilia nella sua
maggioranza e che, alla fine, pur fermi nelle diverse posizioni, si
trovi un momento di dialogo per qualcosa di importante quale é,
seppur in negativo, l'esercizio provvisorio.
Presidente della Regione, faccia una proposta, non si arrocchi ai
novanta giorni, non apra un ulteriore conflitto che non serve a
nessuno, si sforzi di capire che ci sono momenti nei quali occorre
il dialogo. Potrei anche non fare questo discorso - sono
dell'opposizione, sono presente, sono riposato, ho fatto una lunga
dormita stanotte per prepararmi alla maratona oratoria di oggi - ma
a che serve? Presidente, ci dia la possibilità di dimostrare ai
siciliani che, in certi momenti, siamo in grado di dialogare e di
ragionare.
Ragioni, Presidente Formuli una proposta che faccia uscire
serenamente da quest'Aula i deputati di maggioranza, di opposizione
e il Governo con la prospettiva di un anno 2011 migliore.
Credo che non sia uno sforzo eccessivo, tranne che l'arroganza e
la prepotenza abbiano, come al solito purtroppo, ragione sulla
moderazione.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cristaudo è in congedo per la
presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
659/A
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Presidente e agli assessori Centorrino e Russo e spiego perché non
agli altri: gli assessori Centorrino e Russo sono stati già
protagonisti della formazione del terzo Governo e, quindi, sanno da
quale condizione siamo usciti e quale è la condizione che ha
caratterizzato il 2010.
Noi ci opponiamo all'esercizio provvisorio perché è diventato,
assessore Centorrino, esercizio permanente e ci arrabbiamo del
fatto che si chiami provvisorio, perché andrebbe denominato
esercizio permanente, sia perché negli ultimi tre anni è diventato
sistema sia perché, nell'arco temporale dell'anno in corso, assume
un significato, un'importanza, un rilievo e una durata pari agli
strumenti ordinari. Infatti, nel 2010, è accaduto che l'esercizio
provvisorio è durato quattro mesi, siamo andati ad approvare
bilancio e finanziaria a maggio e poi la legge - come ricordava
l'onorevole Cordaro stasera - è stata promulgata a giugno. Quindi
la Regione ha cominciato a vivere a giugno. Giugno, luglio,
agosto e settembre, poi il 12 di ottobre il Presidente Lombardo ha
decretato il blocco della spesa; ottobre, novembre e dicembre, li
abbiamo messi da parte.
Risultato: il bilancio ordinario è durato quanto o forse meno
dell'esercizio provvisorio.
Ma voi ricordate una condizione di ente regionale che abbia avuto
queste caratteristiche? Che sia stata contrassegnata da tali
disfunzioni?
Onorevole Savona, ricordiamo nell'arco temporale che ci ha visti
protagonisti in quest'Aula e nell'attività di Governo una
condizione come quella che ci ha afflitto e che ha afflitto i
comuni, gli enti locali territoriali, la Sicilia, come negli ultimi
due anni e mezzo, tre anni?
Noi ci opponiamo all'esercizio provvisorio per questo motivo,
perché bisognerebbe denominarlo per quello che è stato, e cioè un
esercizio permanente, negli ultimi tre anni e nel corso dell'anno.
E' chiaro che una Regione che fa durare l'esercizio provvisorio
quanto il bilancio ordinario, non è interlocutrice di niente e di
nessuno; non è ente propulsore di processi di crescita e di
avanzamento, ma diventa una zavorra che si impone con tutti i
propri fardelli burocratici, i propri ritardi e i propri blocchi
nell'erogazione della spesa e nel rispetto dei programmi che
danneggiano le attività economiche e l'organizzazione delle
attività nel territorio, siano esse dei comuni, delle province o
della stessa Regione.
Allora, per evitare questo bisogna necessariamente accedere ad una
ipotesi di riduzione della durata dell'esercizio provvisorio
proprio per chiamarlo provvisorio.
Noi saremo sempre contrari, ma almeno facciamolo provvisorio
l'esercizio, rendiamolo tale da poter essere qualificato come
provvisorio. Purtroppo, la realtà dalla quale usciamo è quella
nella quale l'esercizio non è stato provvisorio, ma è stato
ordinario, è durato tanto quanto il bilancio e ha arrecato alla
Regione un danno incalcolabile. Ecco perché l'onorevole Maira ha
fatto una richiesta che è stata, a vario titolo, avanzata da alcuni
di noi.
Io ne ho parlato con il collega Cracolici, il collega Cimino ne ha
fatto oggetto di un emendamento, il collega Maira ha formalizzato
ed esternato questa ennesima volontà di dialogo fondato,
ovviamente, sull'accoglimento da parte del Presidente del Governo
di questa richiesta. Almeno si faccia il tentativo di fare
rientrare l'esercizio nei ranghi della provvisorietà, perché un
esercizio provvisorio a tre mesi non è più provvisorio: è un
esercizio permanente, triennale e quadrimestrale, come è stato
quello del 2010 che è durato quanto il bilancio e che, ripeto, ha
arrecato danni alla Sicilia. Ecco perché manteniamo il nostro
emendamento. Ma, qualora ci fosse la volontà di arrivare ad un
compromesso per cui, invece del mese e invece dei tre mesi, ci
attestassimo sui due mesi, sarebbe già, rispetto all'anno scorso,
una riforma che un governo di tecnici potrebbe mettere in campo
rispetto alle distorsioni precedenti.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, c'è una massima africana che dice voi
avete l'orologio, noi abbiamo il tempo .
Noi questo tempo non lo vorremmo sacrificare qui in chiacchiere,
vorremmo darle una mano.
So che per lei è difficile accettarla, non è abituato. Noi le
vogliamo dare una mano e vogliamo approvare questo esercizio, che
non è un esercizio di potere, di arroganza e di presunzione perché
noi sappiamo che lei non è abituato a queste cose.
Non vogliamo più rubare tempo all'esercizio che lei
quotidianamente fa, che è quello di guardare minuziosamente a tutti
i sottogoverni della Sicilia perché ha qualcuno da piazzare. Però,
le voglio dare un suggerimento, e mi dispiace che non ci sia
l'assessore Venturi, quando verrà glielo ripeterò, perché chiederò
nuovamente la parola per dirglielo.
E' opportuno, Presidente, verificare che non avvengano atti di
arroganza e di presunzione, che qualche volta vanno oltre la
legalità, come quello di volere a tutti i costi decapitare l'ASI di
Agrigento pur sapendo che i meccanismi messi in atto non sono
legali.
Quindi, è opportuno che lei, da Presidente, metta mano a questo.
Che cosa le chiede l'opposizione (quella che, un tempo, è stata
quella parte di popolo siciliano che l'ha votata, che l'ha eletta
presidente della Regione, sbagliando, ma è successo )
Le chiediamo, Presidente, di evitare di far passare il messaggio
che lei vuole continuare con un atteggiamento - noi siamo convinti,
ripeto, che lei vorrà cancellare - di un'arroganza sol perché
sostenuto dal Partito comunista, detto PD, che, preso com'è dalla
furia iconoclasta di andare oltre ogni limite, le consente, con un
voto di maggioranza, ex opposizione, di fare quello che vuole.
FARAONE. PD
GIANNI. Onorevole Faraone, non mi ricordavo PD e mi è venuto in
mente Partito comunista, è PD.
Onorevole Presidente, come dicono in Africa, voi avete
l'orologio, noi abbiamo il tempo , non sprechi il tempo; non le
serve, non le serve che lei continui con questo atteggiamento
assurdo
La Sicilia è ormai in ginocchio, abbiamo bisogno di dare risposte
certe alle migliaia di aziende che chiudono e a quelle che
falliscono, alle migliaia di persone che vanno in cassa
integrazione o licenziate. Non c'è certezza di nulla, c'è la
formazione che langue, l'assessore è messo lì pronto nel tentativo
di dare una risposta.
Io credo che lei abbia il dovere, prima di pensare alle tattiche e
alle strategie politiche, di pensare a quanti in questo momento
hanno affrontato un Natale molto freddo, ma il prossimo anno ancora
di più. Si fermi per amore della Sicilia
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ritengo che l'argomento che trattiamo, relativo all'esercizio
finanziario provvisorio, è un argomento che sicuramente, al di là
di quella che dovrebbe essere l'articolazione di un ragionamento di
carattere tecnico, politico e - perché no - dell'argomento degli
argomenti che è quello del buon senso, dovrebbe portare ad una
riflessione su quella che è la caratteristica di questo tipo di
atto parlamentare. Un atto parlamentare dove, al di là delle
posizioni politiche, c'è anche la convinzione di garantire,
attraverso l'esercizio provvisorio, la ordinaria gestione. Infatti,
un esercizio per essere provvisorio io ritengo debba essere quanto
più breve nel tempo e quanto più normale nell'essenziale la
gestione.
Come voi ricorderete e avete visto, questa proposta del Governo
dell'esercizio provvisorio vedeva tutta una serie di deroghe,
quindi un intendimento - se mi si consenta - del tutto inopportuno
o del tutto estraneo a quello che è lo spirito dell'esercizio
provvisorio.
Ancora una volta intendo ribadire in questa occasione come
quest'atto che, in un momento di crisi in cui le risorse sono
ridotte, in cui c'è bisogno di certezze, in cui c'è bisogno di
indirizzi specifici, il prolungare i tempi significa, di fatto,
remare contro, per usare questo termine, alla regola del buon senso
perché ho visto e ho sentito da tutti una serie di considerazioni.
Il Governo ha fatto dei ragionamenti come se questa strada fosse
lastricata di buoni propositi, ma poi nella sostanza vuole
dimostrare e determinare tutt'altro.
Dicevo, la determinazione, l'indirizzo, il grande momento di
difficoltà, ritengo che più breve è l'esercizio provvisorio, più
possibilità c'è di valutazione e di incidenza da parte di questo
Parlamento nella destinazione delle risorse, nella valutazione
delle priorità.
Cosa diversa, invece, se noi, allungando e dilatando i tempi,
andassimo a questo percorso che vede sostanzialmente un impegno di
fatto del Governo, un orientamento dove poi, nel momento in cui
verrà approvato il bilancio, per necessità di fatti, volente o
nolente, l'Assemblea sarà costretta a prendere atto di quelle che
saranno le risorse residue in riferimento ai dodicesimi di bilancio
in quanto - come tutti sapete - la Regione siciliana ha come
prerogativa che l'esercizio provvisorio si approva sul bozzone
presentato dalla Giunta di Governo.
Quindi, questa prerogativa che è del Parlamento, di fatto diventa
del Governo e, ancora una volta, l'Assemblea deve subirne la
volontà senza poterne determinare le valutazioni, le considerazioni
e, perché no, anche le opportune correzioni, visto il momento che
attraversiamo.
Quindi, ritengo che questo atto debba essere del Parlamento e
debba essere un atto in cui è chiara la volontà delle varie parti
politiche che vedono necessariamente una soluzione del problema. Il
problema che deve essere risolto, per essere onesti negli intenti,
deve essere quello di avere un esercizio provvisorio breve e
garantire l'ordinaria amministrazione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, l'onorevole Maira ha formulato una
richiesta precisa al Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione che, per le decine di impegni che ha
non viene mai in Aula, oggi è venuto. Gli è stato formulato un
quesito. Gli è stato chiesto di dire se ha volontà, quanto meno,
di considerare la richiesta formale che gli è venuta non soltanto
dal capogruppo del PID ma anche dal capogruppo del PDL.
Mi sarei aspettato, e mi aspetto, non tanto per un fatto umano che
capisco in quest'Aula da qualche tempo ormai non funziona più, ma
per un fatto istituzionale - ammesso che se ne sia riservata ancora
qualche porzione - che il Presidente della Regione ci spieghi se
vuole considerare, quanto meno solo considerare, le richieste di
due capigruppo. Altrimenti, siamo venuti a fare che cosa? Non
esiste più la regola, la formalità istituzionale, il rispetto dei
ruoli
Presidente Cascio, mi appello a lei Credo che il Presidente della
Regione debba a quest'Aula una risposta perché gli è stata
formulata una richiesta formale.
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione non ha alcun obbligo di
rispondere al dibattito parlamentare. Se lo ritiene interviene, ma
non è obbligato a rispondere.
Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1, a firma degli
onorevoli Cimino ed altri, che tende a porre il limite
dell'esercizio provvisorio al 28 febbraio.
Presidenza del presidente Cascio
Richiesta di verifica del numero legale
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Buzzanca, Campagna, Formica, Leontini e
Pogliese, indìco la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Adamo, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci, Catalano,
Colianni, Cracolici, D'Agostino, De Benedictis, Di Guardo, Di
Mauro, Donegani, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso,
Gentile, Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Edoardo, Lo
Giudice, Lupo, Mattarella, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello,
Panepinto, Picciolo, Raia, Ruggirello, Savona, Scammacca Della
Bruca, Termine e Vitrano.
Sono in congedo: Barbagallo, Bufardeci, Cristaudo, Marinello,
Marrocco, Scilla, Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 45
L'Assemblea è in numero legale.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le segnalo le anomalie di sempre, che
sono inutili quando c'è l'arroganza nel continuare a spingere per
una proposta quando mancano i numeri in Aula, mi sembra poi
irriguardoso votare per i colleghi. Quindi, lei deve garantire a
tutta l'Aula la regolarità del voto. Non è stato regolare il voto
che lei ha ora dichiarato Quindi, la prego di rifare la votazione.
PRESIDENTE. La votazione si è svolta.
MANCUSO. Se tutti dicono no, allora ci accodiamo. Signor
Presidente, è una maggioranza esigua, sono pochini. Possiamo dare
ai colleghi il tempo per arrivare in Aula, ma votare per due no.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Mancuso.
Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1 a firma degli onorevoli
Cimino ed altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.5.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Buzzanca, Campagna, Cordaro, Dina,
Falcone, Formica, Maira, Pogliese e Vinciullo, indìco la votazione
per scrutinio segreto del subemendamento 1.5.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci, Cimino,
Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Ferrara,
Fiorenza, Formica, Galvagno, Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Edoardo, Lombardo, Lupo, Marziano, Mattarella,
Minardo, Mineo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca, Scilla,
Termine e Vitrano.
Si astiene: Lo Giudice.
Sono in congedo: Barbagallo, Bufardeci, Cristaudo, Marinello,
Marrocco, Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 56
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 6
Contrari 40
Astenuto 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole
Leontini, che pone il termine al 31 gennaio. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Ammatuna, Apprendi, Arena, Calanducci,
Colianni, Currenti, D'Agostino, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
Di Mauro, Faraone, Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile,
Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Edoardo, Lo Giudice, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Panarello, Panepinto, Raia,
Ruggirello, Savona, Vitrano, indìco la votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 1.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci,
Catalano, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis,
Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani, Faraone,
Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Edoardo, Lo Giudice, Lombardo, Lupo, Marziano,
Mattarella, Minardo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Raia,
Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca, Termine e Vitrano.
Sono in congedo: Barbagallo, Bufardeci, Cristaudo, Marinello,
Marrocco, Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 44
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 2
Contrari 41
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.7.1, che sostituisce l'emendamento
1.7, che, se approvato, preclude gli emendamenti 1.4.1 e 1.4.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.
MANCUSO. Lo faccio mio.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, se lo ritirano perché concordano con
il mio, allora va bene, ma se viene ritirato dopo avere concordato
insieme di presentarlo mi sembra una cosa scorretta.
Noi avevamo, in Conferenza dei capigruppo, lei se ne ricorderà,
concordato di evitare che ci fosse questa somma per quanto riguarda
la comunicazione nel turismo. Avevamo già polemizzato con
l'originario testo dell'esercizio provvisorio che all'articolo 3
conteneva 10 milioni di euro di spese per comunicazioni in turismo.
Avevamo concordato in Conferenza dei capigruppo, proprio per
evitare che ci fossero trucchetti all'ultimo momento, con tutti i
capigruppo che questa spesa venisse espunta. Ci ritroviamo, invece,
come ormai è norma e prassi, inserita la spesa di soppiatto.
Noi non possiamo fare altro che presentare l'emendamento, ma i
colleghi Panepinto, Cracolici, che poc'anzi hanno con me convenuto
sulla fondatezza e sulla regolarità di questo emendamento rispetto
alle decisioni della Conferenza dei capigruppo, non possono adesso
ritirare il subemendamento perché lo hanno concordato con il
sottoscritto proprio perché era finalizzato a rispettare una
decisione che loro assieme a noi avevano preso in Conferenza dei
capigruppo.
Hanno preso atto che l'ipotesi del Governo contravveniva, quindi
se l'emendamento viene mantenuto noi lo votiamo. Io avevo detto,
rinuncio al mio e metto la firma nell'emendamento di Cracolici,
Panepinto e Oddo proprio per votarlo.
Adesso, mi pare si debba prendere atto che c'è una volontà diversa
oppure, se viene confermata, sarebbe una dimostrazione di
correttezza nei comportamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mantiene l'emendamento?
CRACOLICI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.7.1. Il parere
del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.7, 1.4.1 e 1.4 sono preclusi.
(proteste in Aula)
Si passa all'emendamento 1.9, a firma dell'onorevole Leontini ed
altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.11 a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Decadono tutti gli altri emendamenti al comma 2.
Si passa all'emendamento 1.10, a firma di Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
CAPO II
Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
concesse ai Comuni per particolari situazioni di emergenza.
Modifiche di norme.
«Articolo 2.
Consolidamento del debito residuo a fronte delle
anticipazioni concesse ai Comuni per particolari
situazioni di emergenza
1. Le anticipazioni concesse ai sensi del comma 17 dell'articolo
21 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, del comma 1
dell'articolo 11 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e
dell'articolo 46 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, sono
consolidate al 31 dicembre 2010 ed il debito residuo è restituito
alla Regione, dai soggetti beneficiari previsti dalle citate norme,
in 10 annualità, che dovranno essere incluse nell'ambito del piano
di rientro predisposto dai comuni ai sensi del comma 3
dell'articolo 45 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. Gli oneri derivanti dal comma 1, quantificati in 3.588 migliaia
di euro per l'esercizio finanziario 2011 ed in 3.189 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2012, trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2010/2012,
rispettivamente, nella U.P.B. 4.2.1.5.1 (capitolo 215704) e nella
U.P.B. 4.2.1.5.9 (capitolo 212514). Per gli anni successivi i
relativi oneri trovano riscontro nel bilancio della Regione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione: subemendamento 2.1.1:
«Al comma 2 dopo le parole anni successivi aggiungere per il
medesimo importo massimo, annuo »;
- dal Governo:
emendamento 2.1:
«Sostituire l'articolo 2 con il seguente:
1. Le anticipazioni concesse ai sensi del comma 17 dell'articolo
21 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, del comma 1
dell'articolo 11 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e
dell'articolo 46 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, sono
consolidate al 31 dicembre 2010 ed il debito residuo può essere
restituito alla regione, dai soggetti beneficiari previsti dalle
citate norme, in 10 annualità, con le modalità ed i criteri
previsti nell'ambito del piano di rientro predisposto dai comuni
ai sensi del comma 3 dell'articolo 45 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Gli oneri derivanti dal comma 1, quantificati in 3.588 migliaia
di euro per l'esercizio finanziario 2011, in 3.189 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2012, nonché gli oneri relativi
agli anni successivi, trovano riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione per il triennio 2010/2012, mediante riduzione del
limite di impegno decennale autorizzato dal comma 13 dell'articolo
45 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni. »;
- dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
emendamento 2.3:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 2.4:
«Al comma 1 sostituire le parole in dieci annualità con in
venti annualità »;
emendamento 2.2:
«Sopprimere il comma 2».
Si passa all'emendamento 2.1.1 a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1, del Governo, interamente sostitutivo
dell'articolo 2. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 2.3, 2.4 e 2.2 sono preclusi.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 16 dell'articolo 23 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 le parole da ' A decorrere' sino a ' 27 aprile 1999, n.
10' sono soppresse.
2. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, le parole da
regionale' sino a 'dell'Assessorato' sono soppresse».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione:
emendamento 3.1:
«Al comma 2 sostituire le parole regionale con regionale per
le »;
- dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
emendamento 3.2:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 3.3:
«Sopprimere il comma 2».
Si passa all'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Leontini ed
altri.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.1 a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 1 della presente legge si
applicano a decorrere dall'1 gennaio 2011.
3. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Limoli, Corona e Mancuso:
emendamento 4.1:
«Sopprimere il comma 1»;
emendamento 4.2:
«Sopprimere il comma 2»;
emendamento 4.3:
«Sopprimere il comma 3».
Gli emendamenti all'articolo 4 sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
numero 433 «Immediato pagamento degli stipendi al personale
dipendente degli enti di formazione professionale», dell'onorevole
Cracolici e di tutti i deputati del PD;
numero 448 «Continuità lavorativa per i dipendenti dei consorzi di
ricerca applicata in agricoltura», dell'onorevole Savona.
numero 449 «Pagamento delle spettanze dovute al personale degli
enti di formazione professionale», dell'onorevole Cracolici, di
contenuto identico all'ordine del giorno n. 433.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che nella riorganizzazione amministrativa delle procedure
relative al Piano regionale dell'offerta formativa (PROF) ed
all'obbligo dell'istruzione formativa (OIF) è intervenuta la
delibera di Giunta n. 350 del 4 ottobre 2010;
ricordato che oltre le misure di contenimento dei costi, la
riduzione del numero degli enti di formazione professionale, il
blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, la sopra ricordata
delibera di Giunta, nell'intento di migliorare la qualità dei
servizi resi e ricondurre le procedure entro condotte di buona
amministrazione, impone il rispetto del contratto collettivo
nazionale di lavoro (CCNL), il versamento delle quote di
trattamento di fine rapporto (TFR) e il versamento dei contributi
di legge agli enti previdenziali;
osservato che l'ottenimento del Documento unico di regolarità
contributiva (DURC), quale attestazione dell'assolvimento degli
obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e
Cassa edile, da parte degli enti attuatori della filiera
dell'obbligo d'istruzione formativa (OIF), dipende dalla regolarità
dell'erogazione dei finanziamenti accordati per lo svolgimento
delle attività formative e dei servizi connessi;
visto che, invece, diverse anomalie procedurali non permettono il
regolare trasferimento dei finanziamenti, determinando disagi e
allarme sociale,
impegna il Governo della Regione
a rimuovere celermente ogni anomalia procedurale al fine di
permettere agli enti di formazione interessati l'immediato
pagamento al proprio personale delle mensilità di stipendio
arretrate e la normalizzazione del settore;
ad erogare quanto dovuto agli enti attuatori delle attività
formative ed a richiedere l'attestazione del DURC per i periodi nei
quali la Regione ha effettivamente erogato i fondi di competenza.»;
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nella Regione siciliana, in applicazione
dell'articolo 5 (abrogato dall'art. 31, comma 5 della l.r. n. 21
del 2003) della legge regionale 5 agosto 1982, n. 88, erano stati
strutturati, organicamente e funzionalmente, i Consorzi di ricerca
applicata nel settore dell'agricoltura, che svolgono un
imprescindibile ruolo di sviluppo innovativo di un settore che ha
un rilievo strategico nel nostro tessuto economico, favorendone la
dinamicità in modo costante, e consentendo la trasferibilità e la
produttività nel settore industriale e delle scoperte che
provengono dalla ricerca di base;
rilevato che, con l'articolo 2 della legge regionale 7 novembre
1995, n. 81, l'espletamento dell'attività di ricerca applicata e di
divulgazione dei risultati, propria dei suddetti consorzi, è stato
attribuito direttamente all'Assessorato regionale delle risorse
agricole ed alimentari, svolgendo pertanto i suddetti organismi
funzioni istituzionali riconducibili alle competenze della Regione;
considerato pertanto che occorre assicurare continuità e certezza
di risorse all'operatività dei su citati consorzi di ricerca e,
specificamente, ai rapporti di lavoro del personale altamente
specializzato che in essi opera, soprattutto in una fase, quale
l'attuale, così fortemente critica sotto il profilo economico
finanziario, in cui debbono essere ancor di più valorizzati i
contributi di eccellenza, senza dubbio fondamentali per superare il
periodo di stasi,
impegna il Governo della Regione
ad adottare le necessarie ed appropriate iniziative volte a
garantire che i fondi regionali, assegnati al funzionamento dei
Consorzi di ricerca in agricoltura, siano utilizzati, in via
prioritaria, ad assicurare la continuità dei rapporti di lavoro dei
soggetti altamente specializzati che in essi operano, al fine di
consentire la prosecuzione dell'attività scientifica e tecnica dei
suddetti organismi, attraverso modalità di riparto delle risorse
che tutelino i soggetti impegnati, scongiurando in tal modo
interruzioni di attività che risulterebbero esiziali per la
crescita del comparto agricolo nella Regione».
CORDARO. Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
433.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione gli ordini del giorno n. 433 e n. 449, di
identico contenuto. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
DINA. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n. 448.
CORDARO. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n.
448.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 448, a firma
dell'onorevole Savona. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di personale dei consorzi di bonifica» (661/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 661/A «Norme in materia di personale
dei consorzi di bonifica».
Preciso che il comma 2, dell'articolo 1 sarà, per ragioni di
carattere sistematico, collocato in autonomo articolo del testo.
L'Assemblea ne prende atto.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo, Buzzanca, Calanducci,
Campagna, Caputo, Cascio Salvatore, Catalano, Cimino, Colianni,
Cordaro, Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone,
Federico, Ferrara, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gennuso, Gentile,
Gianni, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Edoardo, Leontini,
Limoli, Lo Giudice, Lombardo, Lupo, Maira, Mancuso, Marinese,
Marziano, Mattarella, Minardo, Mineo, Musotto, Oddo, Panarello,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca,
Termine, Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Barbagallo, Bufardeci, Cristaudo, Marinello,
Marrocco, Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 60
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 117, del
Regolamento interno, è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 117.1:
«Al comma 1 dell'articolo 1, dopo le parole 14 dicembre 2010'
aggiungere le parole e della delibera legislativa approvata
dall'Ars nella seduta del 29 dicembre 2010, recante norme in
materia di personale di consorzi di bonifica' .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2011.
Consolidamento del debito residuo a fronte delle anticipazioni
concesse ai Comuni per particolari situazioni di emergenza» (659/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 659/A «Autorizzazione all'esercizio
provvisorio per l'anno 2011. Consolidamento del debito residuo a
fronte delle anticipazioni concesse ai Comuni per particolari
situazioni di emergenza».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo, Calanducci,
Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico,
Ferrara, Fiorenza, Galvagno, Gennuso, Gentile, Greco, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Edoardo, Lo Giudice, Lombardo, Lupo, Minardo,
Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Ruggirello, Savona, Scammacca Della Bruca, Termine e Vinciullo.
Votano no: Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Catalano,
Cordaro, Corona, D'Asero, Dina, Formica, Leontini, Limoli, Maira,
Mancuso, Marinese, Pogliese, Torregrossa, Vinciullo,
Si astengono: Cimino, Mineo, Scilla.
Sono in congedo: Barbagallo, Bufardeci, Cristaudo, Marinello,
Marrocco, Speziale.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 42
Contrari 19
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
12 gennaio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Risorse agricole e alimentari .
La Presidenza non esclude di convocare una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari prima della prossima seduta del
Parlamento.
La seduta è tolta alle ore 18.35
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli