Presidenza del vicepresidente Oddo
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Adamo, D'Agostino, Leanza Nicola, Mineo e Parlavecchio; l'onorevole
Mancuso per l'intera settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di atti da parte di Enti locali
PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio comunale di Longi (ME) ha
trasmesso la deliberazione n. 31 del 26 novembre 2010 su
Lavoratori precari degli enti locali. Determinazioni .
- inviata in data 21 dicembre 2010 alla V Commissione legislativa.
Comunico, altresì, che il Consiglio comunale di Bompietro (PA) ha
trasmesso la mozione Stabilizzazione del personale precario negli
enti locali .
- inviata in data 12 gennaio 2011 alla V Commissione legislativa.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Salute
N. 881 - Iniziative per il completamento della pista dell'eliporto
dell'ospedale Moscatello di Augusta (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 884 - Iniziative per accelerare i tempi per l'effettuazione
di esami specialistici in provincia di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 894 - Interventi per consentire il pagamento delle somme dovute
agli allevatori siciliani per gli animali abbattuti nell'anno 1997.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 895 - Finanziamento della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15,
in materia di prevenzione del randagismo.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 934 - Attivazione del reparto di radioterapia presso l'ospedale
S. Antonio Abate di Trapani.
Firmatari: Marrocco Livio
N. 936 - Realizzazione di una struttura di radioterapia presso
l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 942 - Notizie sui criteri adottati nella rielaborazione delle
postazioni dei presidi territoriali di emergenza nella provincia di
Messina.
Firmatario: Picciolo Giuseppe
N. 952 - Esclusione dell'ISMETT dal processo di accorpamento
funzionale istitutivo del cosiddetto 'Istituto del cuore'.
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 1088 - Misure per favorire un effettivo sviluppo
dell'assistenza sanitaria psichiatrica.
Firmatario: Raia Concetta
N. 1093 - Salvaguardia dei 12 posti letto della divisione di
diabetologia del presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala
(TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1099 - Rideterminazione del tetto di spesa previsto, per l'anno
2010, per i medici convenzionati esterni che non hanno sforato il
budget loro assegnato negli anni 2006-2007-2008.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1111 - Misure per garantire un'equa rappresentanza delle
aziende sanitarie nel procedimento regionale di centralizzazione
degli acquisti.
Firmatario: Picciolo Giuseppe
N. 1112 - Chiarimenti in ordine al conferimento di incarichi di
responsabile di unità organizzativa dell'ASP di Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1126 - Applicazione immediata delle linee guida di
organizzazione della rete assistenziale per le persone affette da
disturbi autistici.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1128 - Interventi a favore dei soggetti affetti da talassemia.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1129 - Annullamento del concorso per tre nuove sedi
farmaceutiche nella città di Siracusa e iniziative conseguenti.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 1159 - Interventi urgenti per la risagomatura spondale e la
pulizia dell'alveo del fiume Verdura, in provincia di Agrigento.
Firmatario: Bosco Antonino
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norme sulla incentivazione delle nuove imprese» (n. 663)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò, in
data 5 gennaio 2011.
«Norme in sostegno delle famiglie siciliane e istituzione del
fondo regionale di sostegno alla maternità» (n. 664)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò, in
data 5 gennaio 2011
«Norme per il censimento e la catalogazione dei beni immobili di
proprietà delle pubbliche amministrazioni siciliane» (n. 665)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò, in
data 5 gennaio 2011
«Nuove disposizioni sulle commissioni edilizie comunali» (n. 666)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò, in
data 5 gennaio 2011
«Norme per l'affidamento in adozione' delle aiuole e spazi verdi
da parte delle amministrazioni comunali siciliane» (n. 667)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò, in
data 5 gennaio 2011
«Istituzione del Comitato regionale per la portualità siciliana
(COMPOR)» (n. 668)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò, in
data 5 gennaio 2011.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla I Commissione
legislativa
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 12 gennaio 2011, il disegno
di legge nn. 132-210-325-463-464/A Riconoscimento e valorizzazione
della funzione educativa e sociale svolta dalle parrocchie, dagli
enti ecclesiastici della Chiesa cattolica, dagli enti delle altre
confessioni religiose con le quali lo stato ha stipulato un'intesa
ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione e dalle comunità di
recupero , già esitato per l'Aula in data 9 novembre 2010, è
rinviato alla I Commissione per la riformulazione della norma
finanziaria in rapporto al nuovo esercizio di bilancio subentrato.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta e
trasmessa alla Commissione Affari Istituzionali' (I):
- Commissione provinciale dell'ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Siracusa. Designazione componente di cui alla lettera a9 del comma
9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel
testo coordinato con le norme regionali. (n. 126/I)
pervenuto in data 30 dicembre 2010 e inviato in pari data.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalla Commissione
Servizi Sociali e Sanitari' (VI):
Programma operativo 2010-2012 ai sensi dell'articolo 11, comma 1,
del decreto legge 31 maggio 2010, n. 28 convertito con la legge 30
luglio 2010, n. 122. (n. 123/VI)
- reso in data 29 dicembre 2010.
- inviato in data 30 dicembre 2010.
Programma di investimenti 2010/2012 ex articolo 20 legge 67/88.
(n. 124/VI)
- reso in data 29 dicembre 2010.
- inviato in data 30 dicembre 2010.
Comunicazione di delibere pervenute dalla Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della Giunta
regionale - quinto bimestre 2010.
Copie delle medesime e il relativo elenco recante l'oggetto di
ciascuna sono disponibili all'archivio del Servizio delle
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la legge 23 dicembre 2000, n. 388, ed in particolare l'art. 148,
comma 1, prevede che le entrate derivanti da sanzioni
amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e
del mercato siano destinate ed iniziative vantaggio dei
consumatori;
con decreto n. 16454 del maggio 2010, il Ministero dell'economia e
delle finanze, con riferimento alla richiesta del Ministero dello
sviluppo economico di euro 38.830.483,74, ha disposto la
riassegnazione di euro 14.591.404,00;
con decreto del 28 maggio 2010 è stata destinata alle regioni la
somma di euro 13.000.000,00 per la realizzazione di interventi
mirati all'informazione all'assistenza a favore dei consumatori e
degli utenti, con particolare riferimento all'esercizio dei diritti
e delle opportunità previste da disposizioni regionali, nazionali e
comunitarie;
alla Regione siciliana, nell'ambito della somma di euro
13.000.000,00, è stata assegnata la somma complessiva di euro
1.052.256,00;
nella seduta del 29 settembre 2010, il consiglio regionale
consumatori e utenti ha espresso parere favorevole al programma
generale di interventi della Regione siciliana denominato 'La
Sicilia insieme ai consumatori', per la realizzazione di interventi
mirati all'informazione ed all'assistenza dei consumatori e degli
utenti;
la Giunta regionale di Governo, con delibera n. 397 del 15 ottobre
2010, ha approvato il succitato programma generale;
con decreto presidenziale n. 581/s.6/S.G. è stato approvato il
programma generale di intervento della Regione siciliana 2010/2011,
denominato 'La Sicilia insieme ai consumatori' per un totale
complessivo di euro 1.079.159,00, che riguarda ben 20 soggetti
attuatori che a vario titolo hanno presentato progetti o presunti
tali per il relativo finanziamento;
i contenuti di tale programma generale hanno suscitato scalpore
nella stampa isolana specialmente per quanto riguarda l'idoneità e
l'utilità di taluni proposte progettuali avanzate sia dalla stessa
Regione siciliana che dalle diverse associazioni dei consumatori,
ad eccezione di due rilevanti associazioni nazionali (ADUSBEF e
CODACONS), che non hanno ritenuto di presentare progetti;
per sapere:
se sia a conoscenza che fra le associazioni dei consumatori che
hanno presentato progetti di cui al programma generale della
Regione siciliana 2010-2011 come meglio specificato in premessa ci
siano alcune associazioni che non avrebbero i requisiti richiesti
per accedere ai finanziamenti;
se sia a conoscenza che fra i progetti approvati e finanziati ce
ne siano diversi di dubbia utilità per gli utenti-consumatori, come
con ilarità e sarcasmo è stato rilevato dalla stampa regionale (ad
esempio, articolo del quotidiano 'La Repubblica' pubblicato
nell'edizione del 2/1/2011);
se risulti conforme al vero, per quanto concerne i programmi degli
anni passati, che siano stati effettuati controlli e monitoraggi
sui progetti finanziati e che a controllare sia stato, fra gli
altri, lo stesso dirigente della Presidenza delle Regione che cura
le attività del consiglio regionale dei consumatori e degli utenti
e, dunque, il medesimo soggetto che predispone sia il programma
generale di intervento, sia i progetti della stessa Regione ammessi
a finanziamento e sia, infine, il decreto approvativo finale. Ed
ancora, se per il programma 2010/2011, sempre per le attività di
monitoraggio e controllo, sia stato nominato, in seno alla
commissione di verifica, ai sensi dell'art. 12 del decreto del 6
agosto 2010 del direttore generale per il mercato, la concorrenza,
il consumatore, ecc., il medesimo dirigente regionale che cura le
attività de CRCU- Sicilia e il coordinamento del servizio 6 della
Segreteria generale della Presidenza della Regione;
se risulti conforme al vero che i progetti presentati e finanziati
che riguardano la Regione siciliana (per gli anni passati e il
presente) prevedano la destinazione di risorse finanziarie per
l'effettuazione di studi e stampa di pubblicazioni d'orientamento e
informazione per i consumatori, curati non dall'ufficio ma da
soggetti esterni che normalmente svolgono attività legale (studio
privato) in stretta collaborazione con associazioni dei consumatori
che fanno parte a pieno titolo sia del CRCU- Sicilia che del CNCU;
se risulti, a consuntivo, che la Presidenza della Regione sia a
conoscenza, con dati e relazioni finali, degli effetti e dei
benefici che il finanziamento dei progetti presentati dalle
associazioni dei consumatori ha prodotto in favore della larga
platea dei consumatori siciliani.
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che è stato pubblicato un bando di
gara a rilevanza comunitaria per la fornitura del servizio di
gestione ed elaborazione informatizzata delle paghe da erogarsi
agli operai assunti dagli uffici periferici del dipartimento
regionale 'Azienda regionale foreste demaniali';
considerato che per l'esternalizzazione del servizio di
elaborazione informatizzata è stata prevista una spesa di circa un
milione di euro, una somma abnorme per un lavoro che andrebbe
espletato dai dipendenti regionali;
ritenuto che, al fine della razionalizzazione della spesa delle
esigue risorse regionali, l'Amministrazione avrebbe dovuto
preventivamente procedere ad un monitoraggio accurato degli
strumenti informatici e del personale competente intraregionale cui
affidare l'incarico dell'elaborazione dei cedolini mensili e di
tutte le altre competenze connesse;
ritenuto altresì che in capo all'Amministrazione regionale corre
l'obbligo di istituire, nell'ambito del personale disponibile, uno
staff ad hoc che si possa occupare dell'elaborazione di dati
specifici inerenti al personale medesimo;
sottolineato che, in estrema ratio, prima di procedere con un
avviso di gara pubblica, si sarebbe potuto affidare il servizio di
gestione delle paghe alla società 'Sicilia e-Servizi';
ricordato che anche il Corpo forestale di Messina ha appena varato
una gara per affidare all'esterno l'elaborazione delle competenze
per i dipendenti, a conferma che saranno molti i rami
dell'Amministrazione che vorranno avvalersi di gare pubbliche,
lasciando totalmente inutilizzato personale interno capace di
svolgere le mansioni oggetto del bando;
per sapere:
quali siano state le procedure utilizzate in passato per
l'elaborazione delle buste paga dei dipendenti;
per quale motivo la Regione non si sia avvalsa della società
'Sicilia e-Servizi' per la fornitura del servizio di elaborazione
delle paghe dei dipendenti;
quali siano i dipartimenti della Regione che, per l'elaborazione
di servizi informatici, stiano provvedendo all'espletamento di gare
d'appalto con oneri a carico dell'Amministrazione regionale;
per quale motivo la Regione non si sia avvalsa del personale
dell'Amministrazione». (1599)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
MANCUSO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
nella GURS n. 57 del 31 dicembre 2010 è stato dato avviso, da
parte dell'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro, della pubblicazione del decreto assessoriale n. 2561
del 22 dicembre 2010 e del decreto del dirigente generale n. 2619
del 23 dicembre 2010 circa i criteri e le modalità per l'erogazione
di contributi in favore degli organismi del terzo settore che
attuano azioni di contrasto alle vecchie e nuove povertà -
interventi a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del
mercato del lavoro;
detti decreti determinano i criteri e le modalità per l'utilizzo
della somma residua, pari ad euro 6.500.000,00, risultante dal
precedente decreto, precisamente il DA n. 1146 del 31 maggio 2010,
con il quale, precedentemente, erano state date disposizioni per
'l'erogazione di contributi da destinare a sperimentazioni urgenti
di contrasto alle vecchie e nuove povertà' per complessivi euro
13.545.342,00, al fine di impegnare la complessiva somma
disponibile di euro 20.320.536,00;
considerato che:
dalla lettura comparata dei due decreti assessoriali (il n. 1146
del 31 maggio 2010 e il n. 2561 del 22 dicembre 2010), e
conseguentemente dei due decreti del dirigente generale (il n. 1149
del 3 giugno 2010 e il n. 2619 del 23 dicembre 2010), emergono
divergenze sostanziali in ordine a diversi aspetti non secondari e
sugli stessi requisiti posti alla base della chiamata a progetto
delle diverse iniziative, divergenze che generano più che legittimi
dubbi sulla correttezza e trasparenza della procedura attivata;
è quindi, in re ipsa, che, nella considerazione che l'utilizzo
della somma residua pari ad euro 6.500.000,00 avvenuta con il DA n.
2561 del 22 dicembre 2010, risulta, per l'appunto, residua, dello
stanziamento complessivamente disponibile di euro 20.320.536,00 di
cui, con D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010, si era 'ritenuto al
momento, di determinare i criteri e le modalità per l'utilizzo
della somma di euro 12 milioni (successivamente diventati
13.545.342,00 con D.A. n. 1969 del 21 settembre 2010), (...)
rinviando a successivo provvedimento la definizione dei criteri per
l'utilizzo della residua somma, fino a concorrenza dell'importo
complessivo, a seguito dell'accertamento definitivo delle economie
disponibili' - alla programmazione del suo utilizzo non può che
seguire logicamente la stessa coerenza normativa e impostazione
criteriale, salvo diversa valutazione di discostamento
opportunamente motivata in maniera trasparente, comunicata a
seguito di eventuali criticità riscontrate;
in effetti, di attenersi a tale coerenza logico-normativa, è
chiaramente detto con il D.A. n. 2561 del 22 dicembre 2010 laddove,
correttamente, si dichiara di ritenere 'in conformità a quanto
stabilito dal D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010 di dovere determinare
i criteri e le modalità per l'utilizzo della somma residua pari ad
euro 6.500.000,00 (...)' salvo poi, specialmente con D.D.G. n. 2619
del 23 dicembre 2010, discostarsi clamorosamente dalla precedente
impostazione e dallo stesso atto di indirizzo;
ritenuto, quindi, comparativamente:
le stesse finalità che, anche e solo terminologicamente, ma non
solo , pur trattandosi della stessa fattispecie, sono tuttavia
diverse nel D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010, laddove, per esempio,
all'articolo 1 si autorizza 'ad emanare apposito avviso pubblico
per l'erogazione di contributi da destinare a sperimentazioni
urgenti di contrasto alle vecchie e nuove povertà, (...)', dalle
finalità, invece, di cui all'articolo 1 del DA n. 2561/2010,
laddove si autorizza, al contrario, 'ad emanare apposito avviso
pubblico per l'erogazione di contributi da destinare ad interventi
a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del
lavoro, (...)';
l'articolo 3 del DA n. 1146 del 31 maggio 2010 prescrive che 'i
progetti potranno essere presentati da enti (...) che operino nel
territorio della Regione siciliana, posseggano un'autonoma
identificazione fiscale e siano costituiti da almeno 5 anni' con
l'art. 3 del D.A. n. 2561 del 22 dicembre 2010 che dispone
analogamente;
l'articolo 3 dell'allegato al D.D.G n. 1149 del 3.06.2010,
coerentemente con l'indirizzo espresso con DA n. 1146/2010, dispone
che: 'Sono ammessi a presentare domanda i soggetti (...) che
possiedono una autonoma identificazione fiscale e che siano
costituiti da almeno 5 anni (...)' anche nel caso 'di costituzione
di ATS' mentre l'articolo 3, allegato al D.D.G. n. 2619 del
23.12.2010, invece, diversamente dalle indicazioni espresse dal
D.A. n. 2561/2010 (e dal precedente Avviso), dispone, motu proprio,
che gli 'enti ammessi a presentare domanda debbono essere
costituiti da almeno cinque anni' ma debbono 'dimostrare una
esperienza documentata di almeno tre anni nella realizzazione di
progetti a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato
del lavoro (...)' anche 'Nel caso di costituzione di ATS';
ancora l'articolo 3 del 1 avviso di cui al DDG n. 1149/2010
prescrive che: 'Il capofila e gli operatori devono altresì
dimostrare di mantenere, in relazione ai destinatari degli
interventi proposti, relazioni stabili con il territorio dove
intendono operare (...)' e che a tal fine 'i progetti devono essere
accompagnati da lettere di interessamento da parte di enti locali
non partecipanti alla ATS, che testimonino una condivisione del
progetto. La presenza di tali lettere è oggetto di valutazione
nell'ambito della significatività della rete sul territorio e
capacità di reperire risorse aggiuntive oltre al cofinanziamento
previsto' mentre, con il 2 Avviso di cui al DDG n. 2619/2010, tale
prescrizione è assente;
l'articolo 9 del DDG n. 1149 del 3 giugno 2010 disciplina
l'ammissibilità e la valutazione dei progetti secondo una griglia
elaborata che è diverso dall'articolo 13 del DDG n. 2619 del 23
dicembre 2010 che prevede un'altra griglia di valutazione;
l'articolo 14 del DDG 1149 del 3 giugno 2010 prevede la
costituzione di un comitato di monitoraggio e valutazione per le
attività di controllo e revoca del contributo, sia in 'in itinere
che con valutazione ex post', che, a differenza dell'avviso di cui
al DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010, dove non è più previsto che i
compiti e le funzioni assegnate al comitato precedentemente
costituito siano estesi anche alle attività progettuali da
finanziare con il nuovo avviso;
preso atto che tali e tante discrasie non sono giustificate né,
vieppiù, legittime per i discostamenti operati dal dirigente
generale con proprio decreto n. 2619/2010 rispetto all'atto di
indirizzo dell'Assessore avvenuto con D.A. 2561/2010, e che
potrebbero essere oggetto di ricorso in via giurisdizionale e sono
senz'altro censurabili sotto il profilo politico;
considerato che:
trattandosi la materia di 'sperimentazione urgente di contrasto
alle vecchie e nuove povertà', è il caso che l'Assessore relazioni
compiutamente sui risultati conseguiti in esito alla prima tranche
di contributi concessi a seguito dei DA 1146 e 1149/2010, prima che
si proceda ulteriormente;
l'eco scaturito da detto bando, anche in ordine a diversi altri
profili connessi alle modalità costitutive di un apposito
(ulteriore) comitato tecnico di valutazione, ai suoi poteri e alla
discrezionalità insindacabile - come se fosse una giuria di un
concorso letterario e/o musicale -, lasciano più che consistenti
dubbi sulla reale imparzialità dell'azione amministrativa con
altrettanti dubbi sulle recondite finalità ex post e cioè che,
anziché trattarsi di provvedimenti estemporanei, straordinari e
urgenti una tantum a sostegno di fasce deboli della popolazione, si
tratti, invece, come peraltro è detto all'articolo 1 del DA
2619/2010, di 'contributi da destinare ad interventi a sostegno
dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del lavoro, (...)',
e quindi alimentano illusorie aspettative di nuovo precariato.
Delle due una: o si tratta di materia attinente 'a sperimentazioni
urgenti di contrasto alle vecchie e nuove povertà' o si tratta di
materia connessa a 'interventi a sostegno dell'occupazione delle
fasce deboli del mercato del lavoro,(...)' e quindi, se è materia
diversa, deve essere trattata con tutt'altri fondi e con tutt'altra
logica e normativa di riferimento;
per conoscere il reale intendimento del Governo circa il ritiro o
meno del DA n. 2561 del 22 dicembre 2010 e, conseguentemente, del
DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010». (105)
FARAONE
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 10 gennaio 2011, pervenuta
l'11 gennaio successivo e protocollata al numero 171/AULASG-SGPG di
pari data, l'onorevole Raimondo Maira ha comunicato di avere
costituito, nella riunione del 29 dicembre 2010, con decorrenza 1
gennaio 2011, unitamente agli onorevoli Caronia, Cascio Salvatore,
Catalano, Cordaro, Dina e Gianni, il nuovo Gruppo parlamentare I
Popolari di Italia Domani' (PID).
Comunico, altresì, che, nella sopra citata riunione del 29
dicembre 2010, lo stesso onorevole Maira è stato eletto Presidente
e l'onorevole Cordaro Vicepresidente del neocostituito Gruppo
parlamentare.
Pertanto, a seguito della loro adesione al suddetto Gruppo, a far
data dall'11 gennaio 2011:
gli onorevoli li Caronia e Catalano cessano contestualmente di far
parte del Gruppo Misto;
gli onorevoli Cascio Salvatore, Cordaro, Dina, Gianni e Maira
cessano contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare UDC,
che conseguentemente viene meno.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, pertanto, il neo costituito Gruppo parlamentare PID, a
procedere alla nomina di un segretario, ai sensi dell'art. 25 del
Regolamento int. dell'ARS, dandone comunicazione a questa
Presidenza.
Comunicazione di cessazione di funzioni della Commissione
parlamentare speciale
per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione parlamentare speciale per
la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione è stata
definitivamente dichiarata cessata dalle sue funzioni con nota di
questa Presidenza prot. n. 1004/SG del 30 dicembre 2010.
Ne consegue, ai sensi e per gli effetti dell'art. 29 bis, ultimo
comma, del Regolamento interno dell'ARS, il deferimento alla I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali' di tutti
i disegni di legge già assegnati alla Commissione speciale, ivi
compreso il disegno di legge n. 52/A, recante Schema di progetto
di legge costituzionale da proporre al Parlamento nazionale ai
sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1412
PRESIDENTE. Con riferimento alla interrogazione a risposta orale
n. 1412 Motivi dei ritardi nell'esecuzione dei due progetti del
consorzio ASI di Siracusa relativi all'ottimizzazione delle risorse
idriche', a firma dell'onorevole Vinciullo ed altri, comunica che,
con nota 717/Gab C del 24 dicembre 2010, pervenuta il 3 gennaio
2011 e protocollata al n. 0025/AULAPG del 4 gennaio successivo,
l'Assessore per il territorio e l'ambiente, cui l'atto ispettivo
era indirizzato, ha eccepito la propria incompetenza.
La succitata interrogazione rimane pertanto nella competenza del
Presidente della Regione fino ad eventuale nuova delega.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 12 gennaio 2011, sotto la
presidenza del Presidente Cascio, alla presenza dei due
vicepresidenti e del Presidente della Regione, all'unanimità ha
stabilito il seguente calendario dei lavori della presente
sessione:
«Completamento dell'esame dei documenti di bilancio
Fermo restando che la data del 31 marzo 2011, di conclusione
dell'esercizio provvisorio, rappresenta il termine ultimo entro il
quale approvare bilancio e finanziaria, l'attività delle
commissioni è prioritariamente finalizzata alla definizione
dell'istruttoria dei documenti di bilancio.
Pertanto, le commissioni di merito, laddove non abbiano già
provveduto, completeranno l'esame dei suddetti documenti
finanziari, integrati dalle successive note di variazioni, con
priorità rispetto all'esame di altri disegni di legge.
La Commissione Bilancio riprenderà l'esame dei documenti
finanziari.
Priorità per l'attività delle Commissioni
- Semplificazione (520-144 bis Disposizioni per la trasparenza, la
semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale). Per consentire l'esame del testo
nell'attuale fase, la Commissione Bilancio, presso la quale il
disegno di legge è all'esame per il parere ai sensi dell'articolo
65, comma 7, del Regolamento interno, individua le norme che
implicano effetti finanziari, dando parere negativo, consentendo in
tal modo il prosieguo dell'iter per le parti prive di tali effetti.
- riduzione numero deputati (n. 52/A - Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre al Parlamento nazionale). A tal
proposito comunico che a seguito della cessazione della Commissione
parlamentare speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto
della Regione, i disegni di legge alla stessa assegnati, compreso
il disegno di legge n. 52/A, sono deferiti alla I Commissione
legislativa permanente Affari istituzionali .
- orari esercizi commerciali (n. 604 - Orari degli esercizi
commerciali e grandi struttura di vendita.)
- Riforma ASI (nn. 605, 242, 362, 577 - Costituzione dell'istituto
regionale per lo sviluppo delle attività produttive). Considerata
l'attuale vigenza del regime di esercizio provvisorio del bilancio
della Regione, la Commissione Bilancio, presso la quale il disegno
di legge è all'esame per il parere ai sensi dell'art. 65, comma 7,
del Regolamento interno, dovrà valutare la possibilità che il testo
venga esaminato in tale fase.
Attività Aula
L'Aula terrà sedute da martedì 18 a giovedì 20 gennaio, ore
pomeridiane, e da martedì 25 a giovedì 27, per lo svolgimento di
attività di indirizzo politico (mozioni numeri 224 e 227) e di
attività ispettiva, nonché per l'esame di disegni di legge
eventualmente licenziati dalle commissioni secondo le priorità
precedentemente indicate.
La Presidenza si riserva di convocare un ulteriore Conferenza dei
capigruppo in relazione all'evolversi dell'esame dei documenti di
bilancio per calendarizzarne l'esame d'Aula».
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire su una vicenda, su cui mi corre l'obbligo di richiamare
l'attenzione dell'Aula perché, purtroppo, a distanza di tanti mesi
è rimasta irrisolta.
Ho cercato più volte di sollecitare la Presidenza in questa Aula
e, in particolare, il Presidente della Regione, perchè desse una
risposta ad un ordine del giorno del lontano febbraio 2010.
Purtroppo, ancora oggi, al suddetto atto politico non si è potuto
dare corso e ricordo che il suo iter fu interrotto dallo stesso
Presidente della Regione che, in quella seduta d'Aula del febbraio
2010, ne chiese il rinvio e quindi la sospensione della trattazione
per poterlo discutere ed eventualmente approvare in una seduta
successiva.
Signor Presidente, io ho cercato in tutti i modi, da mesi, di
poter avere questa risposta.
Purtroppo, quell'ordine del giorno, in maniera sbagliata, fu
discusso a marzo del 2010, quando invece si attendeva prima la
risposta del Presidente della Regione, che non è mai arrivata, e
quell'ordine del giorno fu accettato come raccomandazione.
Chiedo, quindi, con l'anno nuovo, essendo ormai trascorso quasi un
anno, che questa Assemblea possa discutere l'ordine del giorno n.
272, rimasto in sospeso proprio su richiesta del Presidente della
Regione che avrebbe dovuto dare invece una risposta all'Aula. Mi
riferisco, in particolare, alle problematiche dell'Ente porto e
dell'Autorità portuale di Messina.
Chiedo, pertanto, alla Presidenza dell'Assemblea di individuare
una seduta per discutere quell'ordine del giorno perché, di fatto,
secondo me, si sta compiendo un'inadempienza in questa Assemblea, e
la richiesta di accantonare l'ordine del giorno che fu fatta a me,
quale primo firmatario, non è pervenuta da un collega qualunque, ma
da parte del presidente della Regione.
Risposta ad oggi non se ne è mai avuta. Intanto, continua a
perpetrarsi una situazione di illegittimità richiamata nell'ordine
del giorno che era stato posto in essere proprio per cercare di
dare risposta a tale problema. Oltretutto, quell'ordine del giorno
aveva una sua logica. E' da circa un anno che in quell'ente opera
un commissario il quale, dopo sei mesi, avrebbe dovuto essere
sostituito così come prevede lo stesso Statuto dell'Ente porto di
Messina.
Invito la Presidenza dell'ARS a porre fine a tale anomalia nel
rispetto di questa Aula e di tutti noi, in considerazione del fatto
che ad oggi nessuna risposta è stata data dal Presidente della
regione.
Le chiedo e concludo, quanto prima, di rimettere quell'ordine del
giorno in discussione in Aula e che allora fu - ripeto - accettato
solo come raccomandazione, presente l'allora assessore Cimino, il
quale non sapeva neanche di cosa si stava parlando. Invece c'era
l'impegno a votarlo, dopo che il Presidente della Regione avesse
fornito la risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, l'ordine del giorno numero 272
Avvio delle procedure di scioglimento dell'ente porto di Messina
che nel corso della seduta abbiamo chiesto di firmare sia io che
l'onorevole Panarello, risulta, ovviamente, trattato e accettato
come raccomandazione. Il che implica, di fatto, la conclusione
della sua trattazione.
Si può, invece, assumere l'iniziativa sia di un approfondimento in
Commissione di merito ovvero si può trasformare l'ordine del giorno
in mozione. In tal modo la Presidenza potrà inserirla tra le
mozioni da trattare.
Tuttavia, lei deve formalizzare la richiesta in tal senso.
BENINATI. Signor Presidente, da parte mia l'ordine del giorno
numero 272 può considerarlo già trasformato in mozione.
PRESIDENTE. E' chiaro però che l'atto deve essere formalizzato e
depositato, come prevede il Regolamento.
agricolo e alimentari
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Risorse agricole e alimentari'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Risorse agricole e alimentari'.
Si procede con la interrogazione numero 890 Interventi a tutela
dell'agricoltura e della zootecnia siciliana in crisi', a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interrogazione.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, non sono pronto a rispondere.
PRESIDENTE. Assessore, la invito a fornire l'elenco delle
interrogazioni per le quali è pronto a rispondere. Avverto l'Aula
che la Presidenza intende fissare nuovamente lo svolgimento di atti
ispettivi della rubrica Risorse agricole e alimentari' alla
prossima seduta d'Aula.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, sono pronto a rispondere alle interrogazioni nn. 914,
932, 1110, 1368, 1390, 1395, 1449.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Per gli altri atti parlamentari ispettivi inseriti all'ordine del
giorno della seduta odierna e che non sono stati oggetto di
trattazione, l'assessore comunica che è stata già richiesta ai
competenti dipartimenti regionali dell'Assessorato l'acquisizione
degli elementi di risposta degli elementi di risposta e, pertanto,
nelle more della loro acquisizione si chiede il rinvio ad altra
seduta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, non è
per essere contrario alla proposta della Presidenza ma solo per
ricordare che una di queste interrogazioni porta la data del 24
novembre 2009.
Lei, assessore, non ha assolutamente nessuna responsabilità perché
ricordo che prima di lei ci sono stati altri due assessori che
avrebbero dovuto rispondere.
Signor Presidente, dico questo anche per darle la cifra della
considerazione che il Governo continua ad avere nei confronti dei
deputati e di tutta l'Assemblea regionale siciliana.
Sono contrario al rinvio perché, in data 20 dicembre 2010,
l'assessore per la salute decise di rispondere a 26 interrogazioni
da me presentate, alcune delle quali risalivano addirittura al
2008.
In quell'occasione, dopo avere aspettato più di due anni, avevo
chiesto di rinviare lo svolgimento delle interrogazioni, in quanto
per la prima volta ero impegnato a Siracusa e non potevo essere
presente. Avevo anche motivato e documentato la mia assenza. In
quella occasione il Governo, che non aveva le risposte, decise di
trasformare le interrogazioni da orali in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta.
Devo farle presente, signor Presidente, che ad oggi, a venti
giorni da quella seduta, l'assessore non ha fatto pervenire le
risposte scritte. Saranno forse pervenute alla Presidenza
dell'Assemblea, ma non sono pervenute all'assessore interrogante.
La cosa mi dà particolarmente fastidio perché si può anche
aspettare due anni, si può anche subire l'imboscata di rispondere
quando si è assenti, però almeno si abbia il buon gusto - e non
parliamo più di diritto perché questo Governo il diritto lo
calpesta tutti i giorni - di mantenere gli impegni che si prendono
fra adulti.
Pertanto, signor Presidente, non sono d'accordo che il Governo
risponda solo in parte alle interrogazioni da me presentate e la
invito a fare gli opportuni sforzi affinché il Governo risponda in
maniera completa.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non posso costringere il Governo,
che non è pronto, a rispondere a tutti i costi. Glielo dico per la
considerazione che ho rispetto a quanto da lei esposto.
Per quanto concerne, invece, l'aspetto da lei segnalato,
appureremo immediatamente se sono pervenute alla Presidenza o alla
segreteria generale le risposte scritte che vanno subito consegnate
all'onorevole interrogante. Lo stiamo verificando perché è giusto
che si facciano pervenire agli onorevoli interroganti le risposte
scritte in tempi ragionevoli.
Si passa allo svolgimento dell'interrogazione numero 914
«Interventi a favore degli agrumicoltori siciliani», a firma
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
il caldo prolungato che, in questi ultimi giorni, ha interessato
la nostra Regione ed in modo particolare la provincia di Siracusa,
sta causando enormi problemi agli agrumicoltori siciliani;
la mancanza di acqua piovana, normalmente abbondante in questo
periodo dell'anno, sta costringendo i coltivatori ad irrigare
artificialmente gli agrumeti, con evidenti costi di produzione
aggiuntivi. Di contro, i prezzi alla vendita sono rimasti
invariati, se non addirittura diminuiti, anche perché quest'anno si
è avuta un'abbondante produzione di tutti i tipi di agrumi;
rilevato che:
a questa già problematica situazione, si deve aggiungere l'arrivo
sui mercati italiani e siciliani di agrumi provenienti da vari
Paesi extracomunitari che stanno stravolgendo l'intero mercato;
questi agrumi, 'figli' di sistemi di coltivazione intensiva, sono
prodotti senza alcuna regola in termini di igiene alimentare,
sicurezza nei luoghi di lavoro e costo della mano d'opera, fattori
produttivi che incidono in maniera prevalente sui costi di
produzione. Tutto ciò consente l'arrivo, sui mercati europei, di un
prodotto con prezzi assolutamente competitivi rispetto alla nostra
produzione, che si è sempre contraddistinta per la scelta della
qualità degli agrumi rispetto alla quantità prodotta, nel rispetto
delle disposizioni comunitarie e del PSR 2007/2013 della Regione
siciliana;
non essendoci inoltre, in questi Paesi produttori, severe
normative che tutelino la salute pubblica, gli agrumi immessi sul
mercato siciliano presentano residui chimici, causati dall'uso di
antiparassitari, nocivi per l'uomo, assolutamente vietati in tutta
la Comunità europea;
considerato che tale crollo dei prezzi induce i produttori
siciliani di agrumi a lanciare una drammatica richiesta di
intervento alle Autorità regionali, visto che il crollo dei prezzi
di vendita degli agrumi non permette agli stessi produttori di
sopravvivere, calcolando che i costi di produzione oramai sono
superiori ai ricavi;
per sapere:
se non ritengano utile predisporre interventi in aiuto degli
agrumicoltori siciliani, vittime delle condizioni climatiche
avverse;
se non ritengano opportuno intervenire urgentemente al fine di
garantire i nostri produttori di agrumi nei confronti di altre
produzioni provenienti da Paesi extracomunitari che, sia per la
tipologia del raccolto che per i costi della manodopera, stanno
mettendo in ginocchio l'intero comparto agrumicolo in Sicilia».
(914)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere alla
interrogazione.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Con
riferimento alla interrogazione numero 914 intendo,
preliminarmente, precisare che la risposta alla stessa è stata
trasmessa all'interrogante, alla Segreteria generale della
Presidenza della Regione e al Servizio Lavori d'Aula dell'ARS con
nota protocollo n. 68169 del 15 settembre 2010, dall'Assessore
regionale pro tempore.
L'interrogante, con riferimento alla crisi di mercato delle
produzioni agrumicole siciliane registratesi nell'inverno del 2009,
aggravata da avverse condizioni meteorologiche, pone due quesiti;
il primo riguarda la predisposizione di interventi in aiuto agli
agrumicoltori siciliani, vittime delle condizioni climatiche
avverse; il secondo attiene alla tutela dei produttori di agrumi
nei confronti di altre produzioni agricole provenienti dai Paesi
extracomunitari che, sia per la tipologia del raccolto che per i
costi della manodopera, stanno mettendo in ginocchio l'intero
comparto agrumicolo in Sicilia.
Per quanto attiene alla prima questione, come certamente sarà noto
all'onorevole interrogante, si ricorda che già il decreto
legislativo n. 102 del 29 marzo 2004 prevede diversi interventi in
materia di assicurazioni agricole agevolate, conformi alle
disposizioni comunitarie ed in linea con le mutate esigenze
economiche derivanti dal processo di modernizzazione delle imprese
agricole, cui è possibile attingere in occasione del verificarsi di
calamità naturali.
In particolare, detta normativa stabilisce che per fare fronte ai
danni cagionati alle produzioni agricole e zootecniche, alle
strutture aziendali agricole e alle infrastrutture agricole, gli
imprenditori agricoltori possono beneficiare di incentivi sui premi
assicurativi, in conformità a quanto stabilito dal punto 11.5 degli
orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore
agricolo.
Possono usufruire degli aiuti per la copertura dei rischi agricoli
nei termini stabiliti annualmente dal piano assicurativo, gli
imprenditori agricoli che abbiano i requisiti previsti
dall'articolo 2135 del Codice Civile.
Il contributo dello Stato è concesso fino all'80 per cento del
costo dei premi per contratti assicurativi che prevedono un
risarcimento qualora il danno raggiunga il 20 per cento della
produzione nelle aeree svantaggiate e il 30 per cento nelle altre
zone. Nel caso di contratti assicurativi che coprano anche altre
perdite, dovute ad avverse condizioni atmosferiche non assimilabili
alle calamità naturali, o perdite dovute ad epizoozie bovine e
bufaline o fitopatie, il contributo è ridotto fino al 50 per cento
del costo del premio.
Il contributo pubblico è concesso esclusivamente per contratti
assicurativi che prevedono, per ciascun prodotto assicurato, la
copertura della produzione complessiva aziendale all'interno di uno
stesso comune.
Per venire incontro alle esigenze degli agricoltori siciliani
vittime delle condizioni climatiche avverse, per come auspicato
dall'onorevole interrogante, ricordo che l'Assemblea regionale
siciliana con l'approvazione dell'ultima legge finanziaria per
l'anno 2010, ha previsto all'articolo 80 della legge regionale n.
11 del 12 maggio 2010, l'istituzione di un Fondo di solidarietà
regionale, proprio per intervenire in favore di aziende agricole
che sono state danneggiate per effetto di calamità naturali
avverse, con finalità integrative rispetto alle somme attivate
dalla richiamata normativa nazionale. Le somme previste da detto
Fondo, ammontanti in fase di prima istituzione in euro 8,5 milioni,
sono state impegnate al 31 dicembre 2010 per 6 Meuro allo scopo di
provvedere a risarcire i danni cagionati da calamità naturali
verificatesi negli anni pregressi, e 2,5 Meuro per il risarcimento
dai danni causati dalla peronospora, per l'annualità 2007.
Con riferimento al secondo quesito, si comunica che i prodotti
vegetali e le derrate alimentari d'importazione, provenienti sia da
paesi comunitari che extracomunitari, devono rispondere ai
requisiti fito-sanitari e/o igienico-sanitari previsti dalle
vigenti disposizioni in materia di controlli. I controlli fito-
sanitari, che riguardano le misure di protezione contro
l'introduzione di organismi nocivi ai vegetali ed ai prodotti
vegetali, sono regolamentati dal decreto legislativo 214 del 19
agosto 2005 e successive modifiche ed integrazioni. Detti controlli
sono effettuati dal Dipartimento interventi strutturali per
l'agricoltura di questo Assessorato, per il tramite degli
Osservatori regionali per le malattie delle piante. I controlli
igienico-sanitari all'importazione sono di contro di competenza
dell'Assessorato regionale alla salute e sono regolamentati dal
decreto 4 febbraio 2010, pubblicato sulla GURS n. 9 del 26 febbraio
2010.
L'importazione delle merci è regolamentata da misure di politica
commerciale che comportano determinate formalità per l'importazione
delle merci stesse. A tal fine tutti i paesi del mondo sono stati
divisi in due gruppi:
- Paesi WTO (ex Gatt) o assimilati (Reg. CE 3285/94);
- Paesi in via di transizione verso l'economia di mercato (Reg. CE
519/94).
Al fine di supportare gli agricoltori ed in particolare i
produttori di agrumi di qualità, nell'intento anche di aiutare il
consumatore nella scelta consapevole di prodotti ad origine
regionale, l'Assessorato interviene attraverso specifiche misure
del PSR Sicilia 2007/2013.
La misura 132 eroga un aiuto a favore delle aziende agricole che
intendono sostenere il costo della certificazione di qualità per
tutti i produttori che aderiscono o vogliono aderire ai sistemi di
qualità riconosciuti dall'Unione Europea (DOP, IGP, Bio) attraverso
un contributo di 3.000,00 all'anno per cinque anni.
A tal riguardo, è già stato emanato il primo bando e sono in corso
di attuazione le procedure amministrative previste dalle
disposizioni nazionali e comunitarie. Hanno presentato domanda di
aiuto 2850 aziende, a fronte di una dotazione finanziaria della
misura pari a 16,5 Meuro.
La seconda misura è la 133, il cui obiettivo è quello di sostenere
le associazioni di produttori ed i consorzi di tutela nelle
attività di informazione e promozione delle produzioni di qualità
riconosciute dalla UE sul mercato interno. La dotazione finanziaria
della misura è pari a 30,5 Meuro.
E' importante sottolineare che gli agrumi di qualità riconosciuta
(DOP ed IGP), possono fruire di quest'aiuto e rafforzare,
migliorare o far nascere rapporti commerciali con la distribuzione
organizzata, informando il consumatore delle caratteristiche
qualitative dei prodotti e della relativa valenza territoriale.
Il primo bando ha registrato l'adesione di trenta Consorzi di
tutela ed associazioni di produttori, mentre il secondo bando, che
apre anche alle cooperative di produttori la possibilità di
partecipare alla misura, si è chiuso il 20 maggio ed ha visto la
partecipazione di 24 organismi associativi.
Per quanto riguarda ulteriori aiuti al comparto agrumicolo, si
ricorda che alla fine dell'esercizio finanziario 2009 si è concluso
il bando relativo al cosiddetto PAN (Piano agrumicolo nazionale),
che finanziava oltre al reimpianto di agrumeti anche opere
accessorie e che su una dotazione finanziaria di circa 25 Meuro,
sono stati presentati progetti per un importo riconducibile a meno
del 20 per cento.
Infine, giova precisare che nell'ambito del settore di che
trattasi, si è potuto dare negli ultimi anni un notevole aiuto alle
aziende agrumicole che si sono associate tra loro in Organizzazioni
di produttori, le quali hanno usufruito di contributi in conto
capitale pari al 50-60 per cento in tempi ridottisimi (4-6 mesi
dalla realizzazione dell'intervento) previsti dal settore dell'OCM
Ortofrutta (Reg. CE 1234/07 e 158/07) e di Aiuto Nazionale
aggiuntivo pari al 100 per cento della spesa sostenuta.
Proprio per affrontare la problematiche evidenziate dall'onorevole
interrogante si è provveduto a sottoscrivere recentemente con
l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia, un Accordo
per la realizzazione di un piano di monitoraggio e studio delle
produzioni agroalimentari presenti nella rete commerciale
regionale, che consentirà di determinare una tavola digitale che
riassuma le caratteristiche genetiche, chimiche e radioisotopiche
dei prodotti siciliani esaminati, utilizzando le tecnologie
disponibili presso il suddetto Istituto, ciò con il precipuo
intento di tutelare le produzioni regionali tipiche rispetto a
quelle provenienti da paesi extracomunitari.
La presente relazione, comprensiva degli atti allegati, verrà
inoltrata all'onorevole interrogante e depositata ai competenti
Uffici dell' Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Assessore, abbiamo verificato che lei ha risposto ad
un'interrogazione che è stata già svolta. L'iter
dell'interrogazione numero 914 si è concluso nella seduta n. 139
del 9 febbraio 2010, in cui si è proceduto alla discussione
unificata della mozione numero 174 e di interrogazioni, fra cui la
n. 914, concernenti il tema della crisi del comparto agrumicolo.
Mi dispiace interromperla, ma l'interrogazione è già stata svolta.
E' possibile che il suo ufficio abbia fatto un po' di conclusione.
L'interpellanza numero 82 decade e le interrogazioni a mia firma,
per accordo fra le parti, si intendono trasformate in
interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
Si passa allo svolgimento dell'interrogazione n. 932 «Opportune
iniziative allo scopo di fare luce sulla gestione dell'associazione
regionale degli allevatori di Sicilia», a firma dell'onorevole
Marziano. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
l'ARAS (associazione regionale degli allevatori di Sicilia) è un
ente con personalità giuridica riconosciuto dalla Regione siciliana
che, per delega della stessa e del Ministero per le politiche
agricole, ambientali e forestali, attua, fra le altre, iniziative
di miglioramento zootecnico, di consulenza agli allevatori e di
promozione delle produzioni;
per tali attività, ai sensi dell'art. 6 della legge regionale n.
12 del 1989, l'ARAS riceve un contributo pari al 95 per cento delle
somme spese e documentate, a valere sulle risorse a tal fine rese
disponibili in parte dal bilancio regionale (euro 4 milioni 500
mila circa annui) ed in parte assegnate all'Assessorato Agricoltura
e foreste dal Ministero per le politiche agricole, ambientali e
forestali (circa 5 milioni circa annui);
tali somme vengono erogate a seguito di approvazione di un
programma tecnico-finanziario annuale da parte dell'Assessorato
Agricoltura e foreste, al quale è demandato il controllo della
spesa durante lo svolgimento dell'attività e la verifica del
rendiconto finale;
considerato che:
già con nota prot. 37550 del 20 giugno 2006, l'Assessorato
Agricoltura e foreste - Servizio VI, richiedeva all'ARAS una
dettagliata relazione allo scopo di verificare le numerose
'presunte irregolarità' sulla gestione e l'utilizzazione delle
risorse pubbliche, denunciate dall'allora presidente del consorzio
allevatori di Siracusa, nonché socio della stessa ARAS;
in un recente documento, datato 8 agosto 2009 e trasmesso al
Presidente della Regione siciliana, all'Assessore regionale per
l'agricoltura, all'Assessore regionale per il bilancio ed al
collegio sindacale dell'ARA Sicilia, 48 allevatori soci della
stessa associazione avevano segnalato la 'prosecuzione di un
sistema di gestione autoritaria dell'attuale presidenza dell'ARA
che ha in questi ultimi anni di gestione fatto scadere la qualità e
quantità dei servizi agli allevatori, demotivato e mortificato
molti dei dipendenti impegnati nell'assistenza alle aziende nonché
determinato voci ricorrenti di irregolarità nella gestione
amministrativa dei contributi pubblici della Regione siciliana
(mancata erogazione premi miglioramento agli allevatori, assunzioni
clientelari, spese della Presidenza fuori controllo, ecc.)';
nel suddetto documento i firmatari richiedevano ai destinatari
dello stesso di accertare le condizioni di regolarità inerenti alle
sopravvenute modifiche statutarie dell'ARA Sicilia, le quali
avrebbero accentrato i poteri delegati in capo al suo presidente;
tale richiesta non ha avuto riscontro da alcuno dei destinatari,
inducendo gli allevatori a reiterare la richiesta con nota del 18
novembre 2009 indirizzata alla Federcoltivatori di Siracusa ed al
collegio sindacale del consorzio allevatori di Siracusa nonché, per
conoscenza, al Presidente della Regione;
per sapere:
quali siano state le risultanze degli accertamenti richiesti con
la citata nota prot. 37550 del 20 giugno 2006 dell'Assessorato
Agricoltura e foreste - Servizio VI;
se si sia proceduto ad una verifica dei rendiconti e dei bilanci
dell'ARA Sicilia a decorrere dal 2004;
quali controlli da quella data ad oggi, verbalizzati dai
funzionari incaricati, siano stati effettuati dagli ispettorati
provinciali dell'agricoltura e dal servizio all'uopo preposto
dell'Assessorato Agricoltura e foreste in ordine alla gestione
economica ed amministrativa negli uffici dell'associazione
regionale allevatori di Palermo». (932)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. In
ordine alla interrogazione in esame, con la quale l'onorevole
Marziano, quale primo firmatario, ed altri chiedono quali siano
state le risultanze degli accertamenti richiesti, con la nota prot.
n. 37550 del 20 giugno 2006 dell'Assessorato risorse agricole ed
alimentari, ex Servizio VI Produzioni animali, presso l'ARAS, si
rappresenta quanto segue.
Nel sottolineare, in primo luogo, che ho già provveduto in merito
a trasmettere gli elementi di risposta, con nota prot. n. 76592 del
20 ottobre 2010, ribadisco, in questa sede, che nulla di irregolare
è emerso dalle risultanze e dagli accertamenti ispettivi, a suo
tempo disposti dall'Assessorato, così come riportato nella
comunicazione fatta pervenire dal competente Dipartimento regionale
degli interventi strutturali per l'agricoltura, con nota prot. n.
19107 del 26 febbraio 2010.
Nell'interrogazione in parola, si richiede, altresì, se si sia
proceduto alla verifica dei rendiconti e dei bilanci
dell'Associazione regionale allevatori della Sicilia, a decorrere
dal 2004.
Al riguardo si precisa che l'Assessorato, tramite il Servizio III,
esercita l'attività di vigilanza sull'ARAS medesima.
Giova ricordare che l'ARAS è un ente economico dotato di proprio
CDA e di un collegio dei sindaci, al quale il Ministero delle
politiche agricole, alimentari e forestali e questa Amministrazione
regionale demandano lo svolgimento di attività funzionali previste
da norme statali e regionali.
Su tale ente, pertanto, questa Amministrazione non esercita un
controllo in senso stretto, bensì un'attività di tutela e
vigilanza, relativamente alla corretta utilizzazione dei fondi di
provenienza statale e regionale. Più precisamente, non si tratta di
un controllo sugli atti, quanto, piuttosto, di una valutazione
sull'opportuno impiego dei fondi, di provenienza statale e
regionale, ricevuti.
Nell'ambito delle proprie mansioni, il Servizio III del
Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l'agricoltura provvede, pertanto, a verificare la rispondenza tra
il programma annualmente presentato dall'ARAS alla data del 30
giugno dell'anno precedente e lo Statuto dell'Associazione
medesima, nonché la validità dello stesso in relazione alle
peculiarità del settore zootecnico siciliano; successivamente, se
ritenuto opportuno, approva il programma medesimo, se del caso
decurtandolo qualora talune iniziative di carattere tecnico non
dovessero essere corrispondenti alle finalità statutarie dell'ente.
Il finanziamento di tale programma poggia su fondi regionali
riferiti al capitolo 144111 e su fondi provenienti dal Ministero
delle politiche agricole, alimentari e forestali per l'attività
riferita ai controlli funzionali, risultanti dal capitolo 143707
del bilancio regionale.
E' opportuno precisare che sul programma approvato
l'Amministrazione regionale, ai sensi dell'articolo 6 della legge
regionale 12 del 1989, eroga un contributo fino al 95 per cento
rimanendo a carico della stessa Associazione la parte residua.
Tale erogazione viene effettuata tramite più acconti; la rimanente
parte viene erogata l'anno successivo a presentazione del conto
consuntivo, sulla scorta dei controlli effettuati a campione presso
la sede regionale dell'ARAS.
Nella seconda metà dell'anno successivo, quindi, con la
presentazione del conto consuntivo, corredato da apposita relazione
del Collegio sindacale ed il trasferimento dei fondi statali
iscritti alla Regione, questa Amministrazione provvede
all'eventuale liquidazione di quanto è emerso dal controllo
consuntivo. Tali somme sono erogate, ovviamente, tramite appositi
decreti regolarmente vistati dalla Ragioneria generale di questa
Amministrazione.
L'interrogante, inoltre, chiede di conoscere quali controlli gli
ispettorati provinciali per l'agricoltura abbiamo effettuato presso
l'ARAS a partire dal 2004.
Al riguardo si precisa che da parte dell'attuale Servizio III del
Dipartimento regionale interventi strutturali, preposto alla
vigilanza dell'ARAS, vengono effettuate verifiche e monitoraggi di
tipo amministrativo ed in loco, finalizzate a riscontrare sia il
regolare svolgimento delle attività delegate dallo Stato (controlli
funzionali) sia le altre attività dell'ente riconducibili al
programma approvato.
Nel corso dell'anno, in aggiunta ai controlli effettuati dal
competente Servizio del Dipartimento regionale degli interventi
strutturali dell'agricoltura, vengono svolti dagli ispettorati
provinciali dell'agricoltura, che redigono apposita dettagliata
relazione, apposite verifiche in loco per l'attuazione di quanto
predisposto dal programma dei controlli funzionali svolti dalle
associazioni provinciali degli allevatori , emanato dal Ministero
delle politiche agricole, alimentari e forestali - Dipartimento
delle politiche di sviluppo.
Tale programma prevede che la vigilanza delle regioni venga
effettuata tramite sopralluoghi presso la sede amministrativa
dell'ente e nei luoghi deputati al ricovero degli animali, per
constatare la regolare esecuzione del programma, la tenuta dei
libri genealogici, la rispondenza delle registrazioni e dei libri,
la corretta predisposizione dei calendari nel rispetto delle
scadenze stabilite, l'operatività dei controllori, in particolare
la presenza in azienda ed il rilevamento delle produzioni, la
regolare tenuta della documentazione in ufficio. Per ovvie
motivazioni logistiche, tali verifiche sono demandate agli
Ispettorati provinciali agricoltura che redigono apposito verbale
ed una relazione tecnica, evidenziando le eventuali irregolarità
riscontrate.
Tanto premesso, si conferma che dai controlli effettuati dagli
Ispettorati provinciali dell'agricoltura nel periodo indicato
nell'atto ispettivo parlamentare, non è emersa alcuna irregolarità,
come comunicato dal competente Servizio III del Dipartimento
regionale interventi strutturali dell'Assessorato delle risorse
agricole e alimentari, con nota n. 19107 del 26 febbraio 2010. Ciò
nonostante, si dà comunque assicurazione che anche nel futuro il
sistema della vigilanza da parte del competente Dipartimento
dell'Assessorato sarà improntato, come sempre, al massimo rigore
per consentire il pieno rispetto del programma da parte dell'ente,
nonché lo svolgimento dell'attività dell'ente secondo i princìpi di
trasparenza e di buon andamento.
La presente relazione, comprensiva degli atti allegati, verrà
inoltrata all'onorevole firmatario dell'atto ispettivo e depositata
ai componenti uffici dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano, per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
non avrei alcun motivo di dubitare dei contenuti della sua risposta
se non fosse che, anche a seguito di una precedente interrogazione
presentata anch'essa assieme al collega De Benedictis ed altri, si
è proceduto al commissariamento dell'ARAS, la struttura ha avuto un
cambio di gestione e adesso è sottoposta a gestione commissariale.
E' evidente che, se non ci fossero state le ragioni che abbiamo
evidenziato nell'interrogazione, sarebbe stato difficile procedere
al commissariamento.
Allora, poiché apprezzo l'impegno del Governo e dei suoi uffici ad
esercitare, nel prosieguo, il controllo in modo che non si
verifichino gli elementi che hanno portato oggettivamente al
commissariamento dell'associazione, solo per questo mi ritengo
parzialmente soddisfatto. Ma voglio rinnovare l'invito a verificare
che l'attività di un'associazione tanto importante, che opera certo
con una quota di cofinanziamento propria, ma con il 95 per cento di
risorse che le destina la Regione, sia assolutamente trasparente,
cristallina, a tutela dei suoi associati e a tutela degli interessi
generali della Regione.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dell'interrogante,
l'interrogazione numero 1110 «Notizie in merito ai ritardi per il
bando del PSR 2007 - 2013, misura. 1.1.2, in materia di
insediamento giovani agricoltori», a firma dell'onorevole Cordaro,
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1368 «Piano di sviluppo rurale
PSR - Verifica dell'entità delle somme sottoposte al disimpegno
automatico», a firma dell'onorevole Caputo.
Per assenza dall'Aula dell'interrogante, la stessa si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1390 «Misure per fronteggiare
la crisi agricola nel comune di Pachino», a firma dell'onorevole
Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore agricolo, ed in particolare la coltivazione del
pomodoro Pachino IGP, ha da sempre caratterizzato la città di
Pachino (SR), influenzandone l'economia e determinandone la
crescita;
ad oggi, il pomodoro di Pachino è un prodotto ortofrutticolo
conosciuto ed esportato in tutto il mondo;
considerato che:
negli ultimi anni, si è registrata una crisi crescente del sistema
produttivo agricolo pachinese;
la crescente crisi del comparto agricolo ha innescato un
progressivo quanto inarrestabile declino dell'economia pachinese
con forti e negative ripercussioni sull'intera classe
imprenditoriale agricola locale;
accertato che nei prossimi anni la situazione, destinata a
peggiorare in assenza di provvedimenti, interesserà oltre 12.000
famiglie legate al comparto e ben 1.500 aziende con all'attivo
oltre 5.000 dipendenti fra fissi e stagionali;
visto che:
negli ultimi anni, a poco sono serviti gli sforzi
dell'amministrazione locale e del consorzio IGP, costantemente
impegnati a promuovere l'agricoltura locale ed i suoi prodotti;
neanche in occasione della seconda edizione della festa del
pomodoro Pachino, che si è svolta poche settimane fa, si è riusciti
a dare forza ad un settore che appare sempre più in discesa;
per sapere se non ritengano urgente e necessario adoperarsi al
fine di individuare misure capaci di arrestare la crisi che in
questi anni attanaglia il settore agricolo pachinese e sviluppare
un piano capace di rilanciare il pomodoro di Pachino, icona della
produzione agricola siracusana». (1390)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Con
l'interrogazione numero 1390 del 15 settembre 2010, a firma
dell'onorevole Vinciullo, viene richiesto di conoscere quali
iniziative sono state intraprese per fronteggiare lo stato di crisi
che in questi anni ha investito l'intero settore agricolo
pachinese, con particolare riguardo alla produzione del tipico
pomodoro di Pachino.
Si ritiene opportuno ripercorrere, in breve, l'attività ad oggi
dispiegata dall'Amministrazione regionale sulla problematica
sollevata dall'onorevole interrogante.
Il pomodoro di Pachino è un prodotto IGP (Indicazione geografica
protetta) e, a tal uopo, è stato, in data 31 agosto 2002,
costituito il Consorzio per la tutela del pomodoro di Pachino .
Per lo sviluppo e la promozione dei prodotti a marchio,
l'Assessorato ha attivato una serie di iniziative volte a risolvere
lo stato di crisi di mercato dell'intero comparto agricolo
regionale e, pertanto, anche quello interessato dalla presente
interrogazione, che si sono concretizzate mediante la pubblicazione
e l'attuazione dei bandi nell'ambito del Programma di Sviluppo
Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013, i cui progetti che hanno superato
le varie fasi di valutazione e selezione sono in corso di
finanziamento.
La procedura adottata per i bandi emanati per l'intero PSR è
quella denominata stop and go', che consiste nello scaglionare,
nell'intero periodo di programmazione, le date in cui è possibile
presentare, da parte degli aventi diritto, le istanze di
finanziamento. Con questo meccanismo, è possibile che gli uffici
preposti possano istruire dette domande nel periodo in cui i
termini di scadenza sono chiusi consentendo, tra l'altro, una
maggiore speditezza dell'intero iter amministrativo.
In particolare, così come riportato nella nota prot. 94754 del 24
dicembre 2010 del Dipartimento regionale degli Interventi
Strutturali dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari, nell'ambito della Misura 133 Attività di informazione
e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di
qualità alimentare del Programma di Sviluppo rurale Sicilia 2007-
2013 che si prefigge di sostenere le attività di informazione e
promozione delle produzioni di qualità riconosciute dalla UE sul
mercato interno, il Servizio del Dipartimento regionale competente
ha già emesso, a favore di imprese che operano nel territorio del
siracusano, provvedimenti per 775 mila euro, concernenti programmi
promozionali di natura informativa, di rilancio commerciale sui
circuiti della GDO specificatamente sul pomodoro di Pachino, a
indicazione geografica protetta, e in generale sull'ortofrutta di
qualità prodotta nel comprensorio siracusano.
Sempre per quanto concerne la misura 133, la stessa prevede, oltre
ai bandi già chiusi, ulteriori due finestre nelle quali sarà
possibile accedere ai finanziamenti, che si concretizzano dall'1
marzo al 30 aprile del 2011 (terza sottofase) e dall'1 marzo al 30
aprile 2012 (quarta sottofase).
Più in generale, invece, nell'ambito delle altre misure afferenti
al PSR 2007-2013, che prevede una dotazione complessiva pari a euro
2.185.429.544, l'Amministrazione regionale ha già attivato, oltre
alla misura 133, la cui dotazione finanziaria complessiva ammonta
ad euro 30.240.000,00, ulteriori interventi, mediante l'emanazione
di bandi pubblici, che consentiranno di attuare sull'intero
territorio regionale quegli interventi necessari a sostenere lo
sviluppo del settore agricolo-alimentare, oltre che la
conservazione e valorizzazione dell'ambiente e lo sviluppo
sostenibile dei territori rurali della Regione nei prossimi anni.
L'obiettivo è quello di accrescere la competitività delle aziende
agricole ed agro-industriali attraverso azioni di ristrutturazione
ed infrastrutturazione, di modernizzazione, di ricerca e
innovazione tecnologica, di diffusione di attività bioenergetiche,
di riqualificazione del settore e di valorizzazione dell'offerta
agro-alimentare regionale.
A titolo esemplificativo richiamo in questa sede alcune di queste
misure del PSR di cui ha beneficiato l'intero comparto agricolo.
La misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole , la cui
dotazione finanziaria pubblica ammonta a 382 milioni di euro, che
persegue l'obiettivo di sostenere la ristrutturazione e
l'ammodernamento del sistema produttivo agricolo e agro-industriale
per migliorare il rendimento globale, incentivare l'adozione delle
innovazioni, migliorare la qualità dei prodotti, l'aggregazione
delle imprese più deboli.
La misura 123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali , la cui dotazione finanziaria pubblica
ammonta ad euro 171.987.000,00, che persegue l'obiettivo del
miglioramento del rendimento economico, delle attività e al
riposizionamento delle imprese sui mercati.
La misura 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti , la
cui dotazione finanziaria pubblica ammonta a 29.600.000,00 euro,
che persegue l'obiettivo di sostenere i progetti di cooperazione
per la creazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e
tecnologie, per aumentare la competitività delle imprese nei
settori agricolo e alimentare ed in quello forestale.
I beneficiari delle suddette misure sono gli imprenditori agricoli
singoli o associati (cooperative, società di persone e di capitali)
per la misura 121; le micro, piccole e medie imprese per la misura
123; le associazioni di produttori e i consorzi di tutela per la
misura 133; le associazioni temporanee di scopo tra produttori
agricoli, singoli o associati, industrie di trasformazione e/o
commercializzazione, imprese fornitrici di strumenti, tecnologie e
servizi all'attività agricola e/o agro-industriale, soggetti
pubblici e privati operanti nel settore della ricerca e
sperimentare pre-competitiva per la misura 124.
Le risorse finanziarie previste nel PSR 2007-2013 rappresentano
una grande opportunità per promuovere lo sviluppo concreto ed
equilibrato del settore agro-alimentare siciliano e dunque anche il
comprensorio aretuseo, ma si ritiene necessario attivare nuovi
processi di collaborazione con tutte le autorità competenti,
europee, nazionali, regionali, e organizzazioni di categoria, per
la definizione di regole chiare e certe sul fronte della
commercializzazione e della qualità dei prodotti agricoli,
soprattutto per quelli provenienti dai Paesi esteri.
Inoltre, porto a conoscenza dell'interrogante che, attraverso una
programmazione basata sulle esigenze manifestate dai produttori, il
Dipartimento regionale Interventi strutturali dell'agricoltura ha
sottoscritto in esecuzione dell'accordo di programma 2008-2009, una
convenzione tra ICE e la Regione, che impegna la somma di 1 milione
e 600 mila euro in quota Regione ed euro 1 milione e 600 mila euro
in quota ICE e che mira a realizzare attività di
internazionalizzazione, promozione e salvaguardia dei prodotti
agroalimentari regionali sulle principali piazze internazioni
realizzando specifiche azioni mirate a singoli settori (ortofrutta,
vino ecc.) organizzando la partecipazione delle aziende a eventi
fieristici internazionali (es. Fruit Logistica, Berlino, Winter
fancy food, San Francisco, etc.), di cui potranno beneficiare anche
i produttori del pomodorino di Pachino.
Oltre alle iniziative poste in essere dall'Amministrazione
regionale che sono state testé richiamate, si manifesta comunque
sempre la disponibilità, in generale, a qualsiasi confronto con i
produttori del comparto ortofrutticolo della provincia di Siracusa
ed in particolare con i produttori del pomodorino di Pachino, al
fine di valutare ulteriori azioni ed iniziative da porre a sostegno
del comparto.
Io ho avuto diverse riunioni a Pachino con operatori del settore e
attraverso il sistema della IGP abbiamo identificato come soluzione
possibile ed auspicabile la creazione di una asta dei prodotti di
Pachino vicino alla produzione. Questo è un intervento che stiamo
cercando di concertare sia con le maestranze locali sia con gli
uffici dell'assessorato, e su questo spero di rendicontare presto
positivamente.
La presente relazione, comprensiva degli atti allegati, verrà
inoltrata all'onorevole interrogante e depositata presso i
competenti Uffici dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, intanto la ringrazio per la risposta, che è diventata
preziosa da parte di un rappresentante del Governo, ed è una
risposta che è arrivata anche con una celerità. L'interrogazione è
stata presentata il 15 settembre 2010, e oggi, 12 gennaio 2011,
riusciamo ad avere la risposta, entro quattro mesi; sicuramente un
fatto positivo.
Io ho apprezzato molto di più la seconda parte dell'intervento,
laddove lei, assessore, ha affrontato in maniera particolare
l'oggetto dell'interrogazione, rivolta proprio ad un tema
specifico, su come fronteggiare la crisi agricola nel comune di
Pachino.
La prima parte del suo intervento è stata piuttosto generica,
spesso ha citato anche misure dove fino adesso i nostri
agricoltori, soprattutto quelli che producono i pomodori di Pachino
GP, non sono mai riusciti ad ottenere nessun ristoro da parte degli
organi proposti.
Ecco perchè la seconda parte mi è sembrata sicuramente più
rispondente all'interrogazione, e ho anche apprezzato la proposta
che lei ha fatto di incontrare in assessorato una delegazione di
agricoltori di Pachino, alla presenza dei deputati della provincia,
proprio per cercare di scendere nel dettaglio e di vedere cosa
concretamente possiamo fare. Secondo me, al di là delle misure 133
e 123, di cui lei ha parlato, bisogna mettere in atto una serie di
azioni, volte alla tutela e alla difesa del pomodorino di Pachino,
che è un prodotto tipico del posto, che ha delle caratteristiche
organolettiche che nessun altro prodotto ha, ma che purtroppo non
viene difeso e tutelato né dalla Regione né, tanto meno, dallo
Stato. E, di conseguenza, sul mercato non solo si trova un prodotto
che viene spacciato come pomodorino di Pachino ma che proviene
dalle province vicine - cosa che potremmo anche comprendere e
giustificare -, ma la cosa ben più grave è che spesso sono stati
intercettati carichi di pomodorino provenienti dal Marocco o
dall'Egitto che giungevano in alcuni territori della provincia di
Siracusa, dove veniva messa l'etichetta IGP come pomodorino di
Pachino, con il risultato che veniva ingolfato il mercato, con un
deprezzamento del prodotto, e che la gente non riesce più a
distinguere il vero pomodorino di Pachino dagli altri.
Il secondo problema è quello della commercializzazione.
Noi dobbiamo tutelare e difendere, ma dobbiamo accompagnare questo
prodotto nel corso della filiera che, come lei sa meglio per essere
un esperto nel settore, è una filiera troppo lunga. Vi sono troppi
passaggi dal produttore al consumatore, per cui spesso il prodotto
viene venduto dieci volte di più di quanto viene pagato al
produttore.
Assessore, lei m'insegna che questa cosa non può succedere La
crisi del comparto agricolo di Pachino, di tutta la zona attorno a
Pachino, deriva proprio da un'eccessiva parcellizzazione della
filiera e da un'eccessiva presenza di intermediari che si
frappongono fra il coltivatore e l'acquirente.
E' qui che la Regione dovrebbe intervenire, e noi vorremmo capire
cosa vuole fare in concreto, perché forse, più che dare un
contributo al coltivatore, sarebbe opportuno accorciare la filiera
e fare sì che sul mercato il vero pomodorino di Pachino arrivi ad
un prezzo concorrenziale.
L'altro argomento riguarda i trasporti. Noi siamo estremo lembo
d'Italia e, di conseguenza, estremo sud dell'Europa, e i nostri
prodotti per arrivare sui mercati di Milano o sui mercati europei
devono affrontare un tragitto troppo lungo, troppo costoso, spesso
rischioso, perché il pomodorino parte da Pachino con un prezzo e
quando arriva l'indomani a Milano, possibilmente il prezzo si è
dimezzato, e quindi non valeva nemmeno la pena partire da Pachino.
Anche in questo caso, vorrei sapere come la Regione intende
intervenire, quali misure a favore dei coltivatori onesti siciliani
vuole mettere in atto affinché sulle piazze dei mercati europei
arrivi il vero pomodorino di Pachino, accorciando la filiera e
senza gravare eccessivamente il peso dei trasporti.
Se il Governo che lei rappresenta, Assessore, si attiverà per
raggiungere questi tre obiettivi, credo che l'odierno dibattito in
Aula stia avendo un esito favorevole.
Se lei mi autorizza, prenderò appuntamento con i produttori
insieme ad altri deputati e la verremo a trovare per vedere,
insieme, di poter trovare delle soluzioni per uscire dalla crisi.
Intanto, mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dell'interrogante,
l'interrogazione numero 1395 «Acquisizione al demanio della Regione
siciliana dei beni della Parmatour s.p.a. siti nelle isole di
Marettimo e Favignana (TP)», a firma dell'onorevole Marrocco, si
intende presentata con risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1449 «Attivazione della misura 215
del PSR 2007-2013 a favore delle aziende agricole e zootecniche
della Regione» a firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore agricolo, unitamente al comparto zootecnico siciliano,
rappresenta da sempre un importante tassello dell'economia del
Mezzogiorno;
negli ultimi anni, l'agricoltura e la zootecnia siciliana sono
state fortemente provate dalla crisi globale che si è abbattuta sul
territorio nazionale e sulla Sicilia in particolare;
considerato che:
con la riforma della PAC (politica agricola comunitaria) del 2003,
è stato introdotto il rispetto del principio della condizionalità a
carico degli agricoltori che, a partire dall'1 gennaio 2005,
intendono beneficiare dei finanziamenti stanziati dall'Unione
europea attraverso la PAC;
sempre a decorrere dall'1 gennaio 2005, tutti gli agricoltori sono
tenuti al rispetto degli impegni relativi ai criteri di gestione
obbligatori (CGO), nonché a mantenere i terreni in buone condizioni
agronomiche e ambientali (BCAA);
il mancato rispetto, da parte dei soggetti interessati, dei
criteri sopra descritti, può comportare la detrazione e/o la
soppressione dei pagamenti diretti da parte dell'ente erogatore;
l'adempimento delle direttive europee comporta una maggiore spesa
a carico delle imprese agricole e zootecniche siciliane, impegnate
a migliorare il benessere animale per un periodo di 5 anni, come
disposto dalla norma;
visto che:
l'attivazione della misura 215 - pagamenti per il benessere degli
animali, del PSR 2007/2013, contribuirebbe a compensare i maggiori
oneri sostenuti dalle imprese siciliane per migliorare le
condizioni di igiene e benessere nelle aziende zootecniche di
bovini, suini a avicoli;
in questo modo, si contribuirebbe alla diffusione di nuove
tecniche di allevamento che migliorano il benessere degli animali
rispetto alle normali buone pratiche zootecniche (BPZ) che
costituisco la base per la valutazione del benessere degli animali
in allevamento;
accertato che:
nelle Regioni europee in cui la misura 215 è stata attivata, si è
registrato un incremento della produttività e della competitività
delle aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio;
la misura de qua prevede un sostegno alla perdita di redditività
conseguente all'applicazione di impegni inerenti alle quattro
macroaree (sistemi di allevamento e stabulazione, controllo
ambientale, alimentazione e acqua di bevanda, igiene, sanità e
aspetti comportamentali) previste dalla misura 215 del PSR
2007/2013;
la misura 215, che ha durata quinquennale, prevede l'erogazione di
pagamenti annuali per unità bovino adulto (UBA), secondo gli
impegni assunti dall'allevatore;
in Emilia Romagna, dove al momento è attiva la misura, il rapporto
UBA/ANNO varia da 20 euro/ANNO fino a raggiungere i 100 euro/ANNO
per singolo capo;
la media dei capi allevati nelle aziende siciliane è di circa 70
capi adulti, per un rapporto UBA/ANNO complessivo di 7.000,00
euro/ANNO per azienda;
per sapere se non ritengano urgente e necessario provvedere
all'attivazione della misura 215 - pagamenti per il benessere degli
animali, contenuta all'interno del PSR 2007/2013, al fine di venire
incontro alle esigenze e alle necessità delle aziende agricole e
zootecniche siciliane, fortemente provate dalla crisi del settore
ancora in atto, accrescendone la competitività e la produttività al
fine di contribuire al loro rilancio» (1499).
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli deputati, intanto ho apprezzato l'intervento
dell'onorevole Vinciullo e volevo precisare che Pachino è una
filiera di altissima qualità, però è una filiera piccola che riesce
a fatica a correlarsi col mercato. Ha delle realtà limitrofe, come
quella di Vittoria, che tenda a cannibalizzarlo.
Ritengo - e questo l'ho discusso con gli operatori a Pachino - che
sia essenziale creare un'asta dei prodotti di Pachino a Pachino
attraverso un compattamento e un controllo delle filiere produttive
e l'utilizzo di un solo marchio. Noi abbiamo anche fatto dei
preventivi, non costa molto strutturare un'asta sull'esempio
olandese, si potrebbe trascinare la definizione del prezzo dei
prodotti Pachino vicino ai cancelli dei produttori, che è la
questione chiave, la madre di tutte le questioni, se non tentare di
realizzare un prezzo unico esportando della frutta o della verdura
in questo caso, ma cortocircuitarle in una filiera cortissima e
prendere i soldi e subito.
Anticipo che da parte dei produttori di Vittoria ho già trovato
delle resistenze, perché vorrebbero inglobare tutto in un mercato
unico. Io ritengo che questo non sia giusto perché le due
produzioni non sono omogenee e, quindi, ho cercato di portare
avanti un concetto, e pare che adesso sia stato accettato.
Onorevole Vinciullo, la informerò, quindi, dello sviluppo della
situazione e se lei è convinto cercheremo di portarla avanti
insieme.
L'interrogazione numero 1449 del 15 ottobre 2010, a firma
dell'onorevole Vincenzo Vinciullo, riguarda la mancata attivazione
della misura 215 del PSR 2007-2013 a favore delle aziende agricole
e zootecniche della Regione.
In particolare l'interrogante, con l'atto parlamentare ispettivo
che si riscontra, con riferimento alle esigenze e necessità delle
aziende agricole e, più specificatamente zootecniche siciliane,
fortemente provate dalla crisi del settore ancora in atto, chiede
se non si ritiene urgente e necessario provvedere all'attivazione
della misura 215 del PSR Sicilia 2007-2013, al fine di accrescerne
la competitività e la produttività per contribuire al loro
rilancio.
Desidero, innanzitutto, ripercorrere preventivamente l'iter
procedurale svolto dalla Amministrazione regionale
nell'elaborazione e formazione dell'attuale Piano di sviluppo
rurale della Regione Sicilia, che ha comportato la mancata
attivazione della misura in argomento.
Il Reg. CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005, sul
sostegno allo sviluppo rurale da parte del FEASR prevede, nella
sezione 2 - Misure volte al miglioramento dell'ambiente e dello
spazio rurale - e, specificatamente all'articolo 36, lett. a), un
sostegno agli agricoltori che si impegnino ad adottare metodi di
allevamento che vanno al di là di requisiti obbligatori.
L'attuale PSR non prevede l'attivazione della misura 215, relativa
ai pagamenti per il benessere degli animali, in quanto, in sede di
approvazione del suddetto documento di programmazione, la Direzione
Generale della Commissione Europea competente aveva avanzato delle
osservazioni che di seguito verranno dettagliatamente esplicitate.
Più specificatamente il documento di programmazione proposto a suo
tempo dalla Amministrazione regionale alla Commissione Europea,
prevedeva, per la misura 215, un'analisi riferita ai comparti
zootecnici più rappresentativi (bovini, ovini, caprini, suini,
asini) basata sulla simulazione di ciò che comportava il pacchetto
di azioni da attivare per migliorare lo stato di benessere degli
animali.
In dettaglio, per ciascuna specie animale presa in considerazione
ed allo scopo di poter valutare la perdita di reddito, venivano
confrontati i costi che avrebbero dovuto sostenere gli allevatori
nell'ipotesi di adesione alla misura al fine di rispettare gli
adempimenti previsti, rispetto a quelli che normalmente vengono
sostenuti dagli stessi allevatori.
Per tutte le specie animali è stato prospettato che si sarebbe
dovuto intervenire sugli aspetti riferiti all'alimentazione, alle
strutture di stabulazione, alle condizioni igieniche dei luoghi di
ricovero ed agli aspetti concernenti la profilassi sanitaria.
Più dettagliatamente, per quanto attiene l'alimentazione degli
animali l'obiettivo prospettato era quello di somministrare una
razione bilanciata più rispondente alle loro esigenze nutrizionali
e di migliorare la qualità dell'acqua d'abbeverata, riducendo così
i fattori di stress e migliorando lo stato di salute degli animali;
per quanto concerne l'aspetto ambientale e di stabulazione, lo
scopo prefigurato era quello di incidere in positivo sulle
condizioni igieniche dei locali di ricovero, attraverso le
disinfezioni periodiche ed il miglioramento del microclima dei
luoghi di ricovero; infine, per quanto riguarda la profilassi
sanitaria si prospettava il controllo e la prevenzione delle
malattie mediante l'applicazione di appropriati programmi di
profilassi (vaccinazioni, trattamenti antiparassitari, etc.),
predisposti dall'allevatore e dal veterinario aziendale.
La suddetta Direzione Generale della Commissione Europea, dopo
aver esaminato la proposta, aveva specificatamente richiesto, per
poter provvedere all'attivazione della misura di che trattasi, di
sviluppare le informazioni prospettate mediante: a)
l'individuazione degli obblighi vincolanti per gli agricoltori, b)
l'individuazione degli obblighi aggiuntivi, c) la caratterizzazione
dei vantaggi in termini di benessere animale derivanti dalla
realizzazione di ciascun impegno, d) la quantificazione dell'entità
del premio e della metodologia di calcolo in maniera più chiara ed
esaustiva, rispetto a quanto prospettato nel documento inviato alla
Commissione.
A tali richieste non veniva dato seguito in quanto,
l'individuazione degli impegni aggiuntivi venivano considerati di
difficile applicazione nelle realtà zootecniche del territorio
regionale, così come riportato nella nota del Dirigente Generale
del Dipartimento Interventi strutturali per l'agricoltura, prot.
88048 del 30 novembre 2010.
Inoltre, la scelta operata dall'Amministrazione regionale di non
attivare la misura di che trattasi è maturata, anche nella
considerazione che il riscontro alle osservazioni formulate per la
misura in esame dalla Commissione avrebbe determinato un ulteriore
slittamento alla stesura definitiva del documento di
programmazione, e conseguentemente, un ulteriore ritardo per la
relativa approvazione dello stesso, da parte degli organi
competenti della Comunità europea.
A seguito della problematica sollevata dall'onorevole
interrogante, ho già provveduto ad impartire apposita direttiva al
Dirigente Generale del Dipartimento interventi strutturali per
l'agricoltura, nella qualità di autorità di gestione del PSR,
concernente l'opportunità di istituire un tavolo tecnico di
confronto con le associazioni degli allevatori, per verificare la
praticabilità dell'attivazione della misura 215 ed eventualmente di
porre in essere i necessari adempimenti in vista della prossima
rivisitazione del PSR.
La presente relazione, comprensiva degli atti allegati, verrà
inviata all'onorevole interrogante e inoltre, depositata presso i
competenti uffici dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, apprendo con piacere che la mia interrogazione l'ha
spinta a dare disposizione ai suoi uffici affinché si mettano in
atto tutte le misure necessarie per l'applicazione di questo
importante provvedimento che, ora lo vedremo, sono operanti in
quasi tutte le altre regioni d'Italia, in modo particolare, in
Emilia Romagna.
Saluto, inoltre, con piacere il fatto che lei abbia pensato di
istituire un tavolo tecnico di confronto con le associazioni di
categoria, in maniera tale che su questo argomento così importante,
e tanto richiesto da parte degli allevatori, vi sia un
coinvolgimento da parte dei soggetti artefici, di coloro i quali,
poi, dovranno trarre materiale beneficio da questa legge.
Come lei ricordava, la misura 215, relativa ai pagamenti per il
benessere degli animali, è contenuta all'interno del PSR 2007 e
2013 e risponde anche alla necessità di attivare delle misure che
possano sostenere la perdita di redditività, come conseguenza
dell'applicazione di impegni inerenti ai sistemi dell'allevamento e
stabulizzazione, ai controlli ambientali, all'alimentazione, alle
acque, all'igiene e alla sanità. Sono tutti aspetti
comportamentali, nel senso che si vuole rendere più confortevole
possibile, l'esistenza degli animali che poi verranno abbattuti e
che contribuiscono, non solo alla nostra alimentazione, ma anche
alla crescita economica del nostro Paese.
Fino adesso cosa è successo? Tra l'allevatore onesto e attento,
che tiene nella dovuta considerazione gli animali che ha in gabbia,
e l'allevatore disonesto che non fa controllare gli animali, li
lascia allo stato brado, non si cura completamente di loro,
possibilmente dà vita anche a una macellazione abusiva, non vi era
stata nessuna differenza.
Questo intervento risponde proprio a questa necessità, di rendere
quanto migliore possibile il periodo di esistenza del capo, prima
che venga abbattuto.
E' un contributo importante perché si passa da venti a cento euro
l'anno e, se immaginiamo un allevatore che ha settanta capi, stiamo
parlando di sette mila euro l'anno, quindi di una somma importate,
che contribuisce a migliorare le nostre stalle, l'igiene, la
solubilità, le condizioni di vita degli animali. Continuare a
rimanere indifferenti di fronte a questo problema, ci sembrava
un'eccessiva noncuranza da parte del Governo.
Vedo con piacere che lei, assessore, ha tratto ispirazione da
questa interrogazione e ha deciso di portare, in breve tempo, a
compimento quella che è una particolare predisposizione da parte
della Comunità europea. Non posso non essere soddisfatto e non può
non essere positiva la mia risposta e di conseguenza La ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 18
gennaio 2011, alle ore 16,00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Discussione della mozione n. 224 - Opportune iniziative al
fine di impedire il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive
locali conseguenti al decreto Mille proroghe del Governo
nazionale.
MARINELLO - DIGIACOMO - MARZIANO -
RAIA
III - Discussione della mozione n. 227 - Iniziative a livello
centrale per ovviare ai disservizi del sistema ferroviario
siciliano.
BARBAGALLO - GALVAGNO - LUPO -
MATTARELLA
IV - Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di
interpellanze della rubrica Risorse agricole e alimentari .
La seduta è tolta alle ore 17.36
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
l'ospedale 'Moscatello' di Augusta (SR) è una delle poche
strutture sanitarie in provincia di Siracusa ad essere dotata di
una pista di atterraggio per elicotteri. Ciò consente alla medesima
struttura di avere un bacino di utenza che abbraccia tutti i paesi
del comprensorio e/o quei centri ove esistono strutture ospedaliere
pubbliche, ma non dotate di eliporto;
il sistema di elisoccorso è di vitale importanza per consentire un
pronto e tempestivo intervento in casi di gravità che necessitano
il trasferimento urgente di pazienti in fin di vita verso nosocomi
dotati di strutture particolari come la rianimazione,la
cardiochirurgia ola Neurochirurgia;
considerato che:
la pista dell'elisoccorso dell'ospedale 'Moscatello' è agibile
solo per interventi diurni, visto che è sprovvista del sistema di
illuminazione che le consentirebbe una fruizione continua h 24';
la mancata possibilità di sfruttare la pista nelle ore serali e
notturne causa seri problemi nell'assistenza immediata ai pazienti,
che necessitano di un veloce trasferimento in ospedali con
strutture più adeguate;
nel caso in cui tali interventi dovessero avvenire in orari serali
o notturni, il trasferimento viene svolto per mezzo di ambulanze,
sistema che, ovviamente, incide su uno dei fattori predominanti in
questi casi: la rapidità di intervento;
visto che un intervento della Regione che possa permettere
l'istallazione dell'impianto luci nell'elipista dell'ospedale di
Augusta è assolutamente auspicabile perché, a fronte di un
investimento economico modesto (occorrono meno di 50 mila euro),
permetterebbe ad un bacino di oltre 100 mila persone di avere a
disposizione, per 24 ore al giorno, un servizio che spesso si è
dimostrato essenziale per salvare vite umane;
per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile
intervenire con un finanziamento straordinario per consentire
l'istallazione dell'impianto di illuminazione nell'eliporto
dell'ospedale 'Moscatello' di Augusta, al fine di garantire, per 24
ore al giorno, un servizio vitale come l'elisoccorso». (881)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa le iniziative
per il completamento della pista dell'eliporto dell'ospedale
Moscatello di Augusta (SR), si rappresenta quanto segue.
L'elisuperficie di Augusta - Ospedale Civile E. Moscatello,
rientra fra le elisuperfici censite dal S.E.U.S 118 quale struttura
dedicata all'elisoccorso.
In atto la suddetta struttura, realizzata al suolo in cemento,
funziona soltanto per il volo diurno.
La stessa elisuperficie è inserita, tuttavia, nell'obiettivo 1
(obiettivo di immediata realizzazione) del piano di attuazione del
PO FESR 2007-2013-obiettivo operativo 1.2.3.3.-
Adeguamento/realizzazione di infrastrutture eliportuali inserite
in un programma di rete , al fine di trasformare la stessa
elisuperficie da diurna ad h. 24,00.
La linea di intervento in parola è in capo al Dipartimento
regionale della protezione civile e questo Assessorato ha richiesto
delle sostanziali correzioni al piano.
Per quanto riguarda, in particolare, l'elisuperficie di che
trattasi, è stata prescritta la indispensabile realizzazione
dell'illuminazione per consentirne anche l'uso notturno.
L'intervento sarà realizzato non appena la Giunta di Governo
esiterà favorevolmente il piano di che trattasi».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
in data 11 novembre 2009, il signor Giuseppe Giudice, di anni 70,
abitante nel comune di Priolo Gargallo (SR), si è presentato presso
l'ASP di Siracusa, con regolare ricetta medica rilasciata dal
medico curante, al fine di effettuare una tomografia assiale
computerizzata (TAC);
a causa della patologia riscontrata dal medico curante, tale esame
specialistico avrebbe dovuto essere effettuato nel più breve tempo
possibile;
considerato che:
secondo l'ASP di Siracusa, il sig. Giudice potrà effettuare la TAC
il giorno 5 marzo 2010, ben 4 mesi dopo la data di presentazione
della richiesta, tutto ciò a prescindere sia della patologia
riscontrata nel paziente, sia della conseguente urgenza di avere un
riscontro specialistico;
a complicare ulteriormente la vicenda vi è anche il fatto che lo
stesso esame dovrà essere effettuato presso una struttura privata
convenzionata e non presso una pubblica;
tenuto conto che quello del sig. Giuseppe Giudice rientra tra le
migliaia e migliaia di casi che vedono il paziente siciliano, che
si rivolge ad una struttura sanitaria pubblica perché bisognevole
di una prestazione medica particolare, essere trattato come un
'mero numero', una 'crocetta' da inserire in un riquadro libero,
senza alcun riguardo nei confronti della patologia, dell'età e
delle possibili e spiacevoli, se non drammatiche, ripercussioni che
questa potrebbe avere a causa di ritardi che rasentano il disprezzo
per la vita umana;
visto che:
compito di un servizio pubblico è quello di erogare servizi
immediati ed adeguati alle aspettative della popolazione;
quando tale servizio investe il campo della sanità - che costa,
tra l'altro, milioni di euro alla Regione -, tale prerogativa
assume la veste di obbligo, tenuto conto che si parla di esseri
umani che pongono la loro stessa vita nelle mani di medici, tecnici
e burocrati sanitari;
la prenotazione di un esame specialistico, che normalmente viene
richiesto dai medici curanti perché unico sistema per individuare
con certezza la diagnosi e la conseguente cura e terapia, non può
essere strumento di vessazione o di strazio per i pazienti che, in
certi casi, non sanno nemmeno se arriveranno in vita al momento
dell'agognato esame;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare per porre fine a
questi incredibili ritardi nell'erogazione di prestazioni
specialistiche sanitarie in provincia di Siracusa;
se non ritengano utile, necessario ed indispensabile fornire le
strutture sanitarie pubbliche della provincia di Siracusa di un
adeguato numero di TAC al fine di evitare queste insopportabili e
dannose attese, impedendo, tra l'altro, la 'fuga' dei malati
siracusani presso le strutture pubbliche e private di altre
province italiane;
se non ritengano doveroso, nei confronti dei cittadini
contribuenti della provincia di Siracusa, disporre un'ispezione al
fine di accertare le motivazioni che stanno alla base di tali
incredibili ritardi;
se ritengano, infine, congruo, rispetto al numero degli abitanti
della provincia di Siracusa, il numero di TAC attualmente in uso
nelle strutture pubbliche della provincia, soprattutto comparandole
con quelle esistenti nelle altre province dell'Isola». (884)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in merito alle
iniziative per accelerare i tempi per l'effettuazione di esami
specialistici in provincia di Siracusa, si rappresenta, sul caso
specifico segnalato dall'interrogante, quanto comunicato dalla
Direzione generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa
con nota prot. n. 21738 del 23 aprile 2010:
In data 10 novembre 2009 il medico curante del sig. Giudice
Giuseppe formulava una richiesta per esame TAC torace ed addome con
mezzo di contrasto con diagnosi di "sospetta neoformazione", senza
però apporre sulla ricetta alcuna previsione di urgenza dell'esame.
Con tale richiesta il paziente si recava presso lo sportello del
C.U.P. di Siracusa per la prenotazione ed in tale sede gli veniva
prospettata la data del 5 marzo 2010 presso il P.O. di Augusta.
Preso atto della su indicata data, il medico curante apponeva
sulla stessa ricetta la dicitura "urgente" (come si evince dalla
copia della ricetta .. la scritta urgente risulta infatti apposta
con grafia manuale ed in ogni caso il medico curante ha confermato
la sovrapposizione successiva di detta dicitura).
Con tale previsione di urgenza il paziente prenotava ed effettuava
l'esame richiesto in tempi rapidissimi (23 novembre 2009) presso il
P.O. Umberto I di Siracusa.
Da tali eventi quindi si evince che nessuna inadempienza è da
imputare a carenti procedure della scrivente ASP .
Per quanto attiene più in generale la questione relativa alla
implementazione delle apparecchiature TAC nella provincia di
Siracusa, si precisa che, con delibera n. 539 del 15 dicembre 2009,
la Giunta regionale di governo ha approvato il programma di
investimenti - favorevolmente valutato dalla competente Commissione
legislativa dell'ARS - a valere sul PO-FESR 2007-2013 che prevede,
tra l'altro:
l'acquisto di una TAC per il P.O. Umberto I di Siracusa;
la sostituzione di una TAC già esistente presso il P.O. Umberto
I di Siracusa;
la sostituzione di una TAC già esistente presso il P.O. G. Di
Maria di Avola.
L'Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa è stata individuata
quale azienda capofila per l'espletamento delle procedure della
gara regionale centralizzata.
La stessa Azienda, con delibera n. 707 dell' 11 agosto 2010, ha
pertanto indetto la gara per la fornitura e l'installazione di TAC,
angiografi e mammografi».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
sanità e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
il settore zootecnico siciliano sta attraversando uno dei momenti
più critici degli ultimi anni;
la crisi che ha investito l'intero comparto sta causando danni
irrimediabili all'intera filiera produttiva, con sicure
ripercussioni occupazionali;
considerato che:
è compito delle istituzioni regionali intervenire a sostegno del
settore, con provvedimenti mirati, volti cioè a permettere una
pronta ripresa ai nostri allevatori;
tra gli interventi immediati, vi è il rimborso delle somme
spettanti agli stessi allevatori per i capi di bestiame, da loro
abbattuti, nel lontano 1997, ai sensi dell'art. 1 della l. r. n. 12
del 1989;
tali rimborsi dovevano essere pagati dal lontano 1997 e che, da
allora, sono decorsi ben 12 anni senza che la Regione abbia
mantenuto gli impegni assunti nel momento stesso in cui i suoi
uffici periferici ordinavano l'abbattimento dei capi di bestiame;
dato il difficile momento che sta attraversando il settore della
zootecnia, il pagamento di quelle somme potrebbe dare agli
allevatori la possibilità di avere una pronta disponibilità
economica che permetterebbe loro di affrontare con maggiore
serenità il momento di crisi attuale;
per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile inserire,
nella manovra correttiva per l'esercizio finanziario 2009,
l'importo necessario per consentire il completamento dell'iter di
erogazione dei rimborsi spettanti agli allevatori siciliani per i
capi di bestiame abbattuti nel 1997, ai sensi dell'art. 1 della l.
r. n. 12 del 1989». (894)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa gli interventi
per consentire il pagamento delle somme dovute agli allevatori
siciliani per gli animali abbattuti nell'anno 1997, si rappresenta
quanto segue.
In via preliminare si fa presente che con la legge regionale n. 12
del 5 giugno 1989, al fine di incentivare l'attività di risanamento
degli allevamenti dalla tubercolosi bovina, brucellosi bovina,
brucellosi ovi-caprina e leucosi enzootica bovina prevista dai
Piani Nazionali di risanamento, erano stati finanziati indennizzi
aggiuntivi a quelli previsti dalle norme nazionali agli allevatori
che avevano abbattuto gli animali infetti da tali malattie.
Con le successive leggi regionali n. 4/1993, n. 15/1993 e n.
28/1995 sono stati rifinanziati gli interventi previsti dalla
citata legge regionale n. 12/1989 fino all'anno 1992.
Con la legge regionale n. 40/1997 è stato rifinanziato il
pagamento degli indennizzi agli allevatori per gli animali
abbattuti a partire dall'anno 1993 e fino a tutto il 1997.
La legge regionale n. 40/1997 e le successive leggi regionali n.
22/1999 e n. 6/2001, tuttavia, sono state sottoposte a procedimento
di controllo comunitario. La Commissione CEE, in data 11 febbraio
2002, ha concluso il procedimento dichiarando compatibili con il
trattato CEE le misure in esame, nei limiti degli stanziamenti
sopra precisati ed in relazione ai casi di abbattimento di animali
infetti verificatisi negli anni 1993-1997.
A seguito della risoluzione del procedimento comunitario di
controllo pendente sulla legge regionale n. 40/1997 e sulla legge
regionale n. 22/1999 che aveva bloccato la ripartizione alle
Aziende UU.SS.LL. delle somme stanziate con la legge regionale n.
6/2001, sono state emanate le leggi regionali n. 4/2003 e n.
21/2003 con le quali sono stati previsti due finanziamenti di .
2.500.00,00 ciascuno, a fronte di un fabbisogno che invece
ammontava ad . 6.240.000,00.
I predetti stanziamenti sono stati ripartiti alle Aziende
UU.SS.LL. competenti ad effettuare le liquidazioni degli
indennizzi, in quanto in possesso di tutta la documentazione
necessaria così come previsto dalla legge regionale n. 33 del 20
agosto 1994 e successivo decreto assessoriale n. 13306 del 18
novembre 1994 ed in quanto competenza trasferita dalla Regione alle
Aziende UU.SS.LL..
Per la restante somma di . 1.250.000,00, a copertura del
fabbisogno economico per il pagamento degli indennizzi a tutto il
1997 questo assessorato ha più volte, nei vari anni, richiesto
l'impinguamento del capitolo 417702 del Bilancio della Regione, in
ultimo anche con la nota prot. n. 752 del 7 settembre 2009,
relativa al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010, con
cui, al fine di dirimere i contenziosi sorti con gli allevatori, è
stata nuovamente rappresentata la necessità e l'urgenza di un
ulteriore stanziamento sul cap. 417702 di . 1.250.000,00 per il
saldo dell'anno 1997, quale copertura totale del fabbisogno
economico per il pagamento delle somme spettanti agli allevatori
per gli animali abbattuti nell'anno 1997.
L'articolo 19 del D.D.L. n. 488/2009 - relativo alla manovra
correttiva per l'esercizio finanziario 2009 - autorizzava la spesa
per far fronte al citato fabbisogno economico per l'anno 1997.
L'iter legislativo relativo alla norma in parola non si è ad oggi
completato».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
sanità e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che
gli eventi accaduti nella nostra Regione, nei mesi scorsi, che
hanno visto branchi di cani randagi aggredire numerose persone in
varie località della Sicilia, anche con conseguenze drammatiche,
devono spingere ad una attenta riflessione sul randagismo,
fenomeno, purtroppo, in continua crescita, grazie anche
all'incivile abitudine che hanno alcune persone di abbandonare i
propri animali, in particolare proprio i cani, in prossimità di
eventi festivi e vacanze estive;
considerato che:
la Regione siciliana ha attivato varie forme di prevenzione del
randagismo, non ultima il recepimento delle normative nazionali ed
europee sull'obbligo di identificazione obbligatoria degli animali
tramite 'chip' o la sterilizzazione coatta dei cani randagi;
tra le norme regionali vigenti, spicca la legge del 3 luglio 2000,
n. 15, provvedimento all'avanguardia, che istituisce l'anagrafe
canina e detta le direttive per prevenire e combattere il fenomeno
del randagismo;
tale norma prevede, tra l'altro, una forma di contribuzione alle
strutture, pubbliche e private, mirante al risanamento dei canili
comunali esistenti, alla costruzione di nuovi rifugi sanitari
pubblici e alla predisposizione di ambulatori veterinari in cui
effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione degli
animali;
tenuto conto che occorre predisporre atti che diano continuità a
quanto previsto dalla legge regionale n. 15 del 2000;
per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile inserire,
nella manovra correttiva per l'esercizio finanziario 2009, uno
stanziamento per consentire l'implementazione dei fondi necessari
al rifinanziamento della l.r. 3 luglio 2000, n. 15, e più
specificatamente i commi 1 e 2 dell'art. 20 della medesima legge».
(895)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa il
finanziamento della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, in
materia di prevenzione del randagismo, si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente si fa presente che gli interventi previsti per la
prevenzione ed il controllo del randagismo, normati nel territorio
regionale con la legge regionale n. 15 del 3 luglio 2000, sono
disciplinati in ambito nazionale dalla legge 14 agosto 1991, n. 281
(in GURI n. 203 del 30 agosto 1991).
In virtù di tale norma nazionale le attività relative vengono
attuate sulla base di un esiguo finanziamento ripartito annualmente
alle regioni, previsto dall'articolo 8 della Legge n. 281/1991.
Questo Assessorato, in sede di predisposizione di bilancio, ha più
volte chiesto, negli anni, l'impinguamento dei capitoli di spesa
per gli interventi previsti dalla citata legge regionale n.15/2000,
in ultimo anche con la nota prot. n. 752 del 7 settembre 2009,
relativa al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010, con
cui, è stata nuovamente rappresentata l'esigenza di prevedere
specifici finanziamenti per le finalità previste dall'articolo 20,
commi 1 e 2 , della citata legge regionale (spese per il
risanamento dei canili comunali esistenti, per la costruzione di
nuovi rifugi sanitari pubblici e per la predisposizione di
ambulatori veterinari in cui effettuare le operazioni di anagrafe e
sterilizzazione).
Con la legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010 ( Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 20101 ) è stato previsto,
all'articolo 98, il finanziamento degli interventi diretti alla
prevenzione del randagismo e di quelli previsti nella citata legge
regionale n.15/2000 con contestuale autorizzazione - per gli
esercizi finanziari 2010 e 2011 - della spesa annua di 5000
migliaia di euro, a valere sulle risorse dei fondi FAS 2007-2013».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
lo Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
b), attribuisce alla stessa Regione, competenza legislativa
concorrente nella materia della 'sanità pubblica';
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato il 25 marzo 2009 il
testo di riforma sanitaria siciliana, rubricato come 'Norme per il
riordino del Servizio sanitario regionale';
tenuto conto che:
l'Assessore regionale la sanità ha provveduto all'assegnazione di
12 milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature per la
provincia di Trapani;
sono state assegnate all'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo
(TP) una T.A.C., un angiografo portatile e si è proceduto alla
sostituzione della T.A.C. esistente;
inoltre, è prevista l'allocazione della radioterapia proprio nel
ristrutturando ospedale di Mazara del Vallo, adducendo come
motivazioni la ritenuta posizione baricentrica, equidistante
rispetto al posizionamento degli acceleratori lineari situati nelle
due province confinanti di Palermo ed Agrigento;
considerato che:
la radioterapia e la medicina nucleare rappresentano metodiche di
fondamentale importanza nel trattamento dei tumori e che l'ospedale
'S. Antonio Abate' di Trapani è un presidio di riferimento
provinciale per il reparto di oncologia medica da oltre dieci anni;
il suddetto ospedale di Trapani ha un reparto di radiologia dotato
oltre che delle normali apparecchiature radiografiche, anche di
T.A.C. e di risonanza magnetica ad alto campo, capaci di effettuare
precisi stadi di azione delle malattie tumorali anche attraverso la
radiologia interventistica che consente le biopsie mirate;
l'ulteriore dotazione di strumentistica finalizzata al
monitoraggio dell'attività di malattia in corso di terapia
consentirebbe lo studio completo e strumentale del paziente dalla
diagnosi alla terapia stessa;
l'ospedale 'S. Antonio Abate' di Trapani è dotato di un reparto di
chirurgia, di unità coronarica, di un reparto di pneumologia, di
una rianimazione con anestesisti specializzati nella terapia del
dolore, di un servizio di assistenza psicologia, pertanto il
reparto di radiologia sarebbe un completamento naturale del
processo di prevenzione e cura dei tumori;
inoltre, nel febbraio scorso è stata sottoscritta un'intesa fra il
Sindaco di Erice (TP) ed il direttore del tempo dell'azienda
ospedaliera, ing. Catalano, alla cui base vi era una permuta tra
l'ex albergo Igea in Erice Vetta, di cui l'azienda era
proprietaria, ed un'area alle spalle del Sant'Antonio di proprietà
del Comune ericino, intesa che prefigurava una ulteriore
riqualificazione del centro storico della Vetta, da un lato, e
proprio l'insediamento di un polo oncologico a valle, dall'altro.
La stessa intesa, anzi, ha prodotto tutta una serie di atti
propedeutici alle due realizzazioni, quali la partecipazione ad un
apposito bando regionale da parte del Comune con una previsione di
spesa di circa 6 milioni e, collateralmente, l'avvio delle
procedure tecnico-amministrative indispensabili per conseguire la
variante urbanistica in favore dell'azienda sanitaria;
per sapere quali siano le motivazioni che oggi spingono
l'Assessore per la sanità a disattendere le legittime aspettative
di una comunità intera, che attende l'attivazione presso l'ospedale
di Trapani di reparti di radioterapia e medicina nucleare, che
rappresentano, in quasi tutte le forme di tumore, le terapie
vitali, inserite, secondo il protocollo internazionale, anche in un
più ampio percorso di diagnosi che ad oggi è svolto con
professionalità nell'intero ospedale trapanese». (934)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Marrocco chiede notizie circa l'attivazione
del reparto di radioterapia presso l'ospedale Sant'Antonio Abate di
Trapani, si rappresenta quanto segue.
Com'è noto l'Asse VI Sviluppo urbano sostenibile del P.O. FESR
2007-2013 è relativo alle aree metropolitane ed ai medi centri
urbani e prevede, all'obiettivo operativo 6.1.2, il potenziamento
dei poli sanitari affidandolo a questa Amministrazione regionale.
La programmazione di questa linea di intervento è stata effettuata
seguendo precisi criteri sia per l'individuazione degli interventi
che per la priorità degli investimenti e della spesa, avendo come
punti cardine la rilevanza epidemiologica, la distribuzione della
popolazione e la dotazione esistente, frutto anche di precedenti
programmazioni, nonché le scadenze assegnate in sede comunitaria al
fine di scongiurare il rischio di decertificazione delle somme.
La programmazione inoltre ha dovuto tenere conto del vincolo che
vede tra i destinatari dell'Asse VI i capoluoghi di provincia e le
città superiori a 30.000 abitanti (vedi, ultimo in ordine di tempo,
le linee guida per l'attuazione dell'Asse VI, esitate dal
Dipartimento Programmazione).
A tale vincolo non è stato possibile derogare in alcun modo
(l'ospedale Sant'Antonio Abate ricade nel territorio del comune di
Erice e non di Trapani) pena l'invalidazione dell'intero programma
di investimenti e la decertificazione delle somme.
La programmazione fatta da questa Amministrazione, i cui dati sono
stati portati in modo trasparente a conoscenza delle Comunità
attraverso i loro rappresentanti istituzionali nelle sedi preposte,
è stata ritenuta coerente in tutti i passaggi procedurali previsti
sia dal PO Fesr che dalle vigenti leggi.
Il principio base è stato quello di garantire l'autosufficienza
provinciale riguardo alle principali tecnologie tenendo in
considerazione la dotazione esistente a livello regionale.
L'allocazione di tali tecnologie è stata supportata da un adeguato
studio di fattibilità e gestione redatto delle A.S.P. competenti.
In particolare con l'Azienda sanitaria di Trapani nello scorso
dicembre 2009 si è tenuto un incontro cui hanno partecipato anche i
sindaci del comprensorio provinciale interessato.
La pianificazione della rete delle radioterapie è stata fatta su
dati a livello di presidio e di obsolescenza delle tecnologie, con
una visione provinciale e regionale, trasparentemente offerta a
tutti e in tutte le sedi.
Nessuna delle proposte presentate dall'ex AUSL di Trapani ha mai
avuto, anche con i precedenti Assessori, un apprezzamento formale
fermo restando che - in ogni caso - l'attività di programmazione e
pianificazione è una specifica competenza di questo Assessorato che
deve tenere conto anche dei suggerimenti e delle proposte delle
Comunità e delle ASP alle quali compete, invece, capacità
propulsiva e/o propositiva.
La tradizione di oncologia a Trapani è stata pienamente
riconfermata nell'individuazione del Sant'Antonio Abate quale polo
oncologico che può essere distinto dalla rete delle radioterapie e
che non deve necessariamente coincidere con quest'ultimo.
La scelta di allocare la radioterapia a Mazara del Vallo
scaturisce dalla posizione strategica di una città baricentrica
rispetto ai centri del trapanese ed agli altri due punti di
radioterapia più vicini (Palermo e Agrigento) al fine di assicurare
una rete di centri collegati tra loro entro ragionevoli tassi di
percorrenza e standard minimi di popolazione servita, tenendo conto
anche delle strutture esistenti nelle altre province.
La scelta di Mazara, dunque, è basata su un criterio di
equidistanza per garantire ottimali tempi di percorrenza a tutti i
trapanesi e non solo ai cittadini di Trapani.
La società scientifica di radioterapia ha condiviso i criteri di
razionalità delle scelte adottate da questo Assessorato.
Infine, nel 2008 su circa 21.000 prestazioni ambulatoriali di
radioterapia (corrispondenti a meno di 600 pazienti) solo 83 hanno
avuto la necessità di ricovero; si tratta di numeri che confortano
una pianificazione baricentrica della radioterapia più vicina al
territorio e disgiunta dalla necessità di ricoveri oncologici
ospedalieri.
In ultimo si precisa che nella redigenda programmazione ex art. 20
della Legge n. 67/1988 è prevista un'assegnazione per la
realizzazione di una Radioterapia presso il Presidio Ospedaliero in
questione».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
ODDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
le neoplasie ed in genere le patologie tumorali rappresentano un
notevole fattore di rischio per le aspettative di vita dei
cittadini colpiti da dette malattie;
purtroppo, il numero di persone che ogni anno si ammalano è in
continuo aumento;
la chemioterapia, la chirurgia e la radioterapia rappresentano le
tre principali risorse per la terapia dei tumori;
in provincia di Trapani, per la cura e la diagnosi dei pazienti
oncologici, sono attivi solamente 30 posti letto in day hospital,
15 presso l'ospedale di Trapani e 15 nel presidio di Castelvetrano;
le strutture per praticare la radioterapia sono del tutto assenti;
per almeno la metà dei pazienti colpiti da tumore sarebbe
necessario praticare la radioterapia;
in provincia di Trapani, a fronte di circa 1900 casi di tumore
ogni anno, si registrano solo poche centinaia di ricoveri per
radioterapia, ovviamente in strutture ubicate in altre province
siciliane o addirittura in altre regioni;
ciò evidenzia come molti pazienti, pur di non sobbarcarsi il
carico di pesanti trasferimenti (che peraltro producono un costo
per le casse del sistema sanitario di almeno 15 milioni di euro),
non si sottopongono regolarmente alle cure necessarie;
pertanto, nel territorio della provincia di Trapani, oltre ad
aumentare il numero dei posti letto per i malati oncologici e
assicurare un servizio 'h 24', sarebbe necessario installare almeno
due strutture per assicurare il trattamento radioterapico;
l'allora azienda ospedaliera S. Antonio Abate, già nel 2007, aveva
presentato un progetto per la realizzazione di una palazzina in cui
allocare le strutture per la radioterapia;
tale palazzina verrebbe realizzata in un terreno di circa 3.000
metri quadrati, sarebbe collegata al predetto nosocomio e sarebbe
costituita da 3 elevazioni fuori terra ed un piano interrato;
il Comune di Erice e l'allora azienda ospedaliera avevano già
verificato la fattibilità urbanistica della predetta struttura ed
in particolare il Comune s'è detto disponibile ad approvare la
relativa variante urbanistica;
da dichiarazioni di stampa si è appreso che l'Assessore per la
sanità avrebbe intenzione di realizzare la struttura per il
trattamento radioterapico nell'ospedale di Mazara del Vallo;
nulla viene detto dall'Assessore e dal Governo regionale in merito
al progetto redatto dall'ex azienda ospedaliera di Trapani, il
quale, stante l'avanzato stato, potrebbe essere realizzato in poco
tempo ed assicurerebbe la creazione di un vero centro oncologico in
cui praticare tutte le terapie possibili contro le neoplasie;
la provincia di Trapani, da anni, attende una reale pianificazione
del sistema sanitario che tenga conto delle effettive esigenze del
territorio e non provochi scontri tra le diverse comunità;
pertanto, è improcrastinabile la creazione di tutte le strutture
necessarie al trattamento delle patologie tumorali, quali l'aumento
del numero dei posti letto e la creazione di almeno due centri per
la radioterapia;
per sapere:
se sia intenzione del Governo della Regione e in particolare
dell'Assessorato regionale Sanità valutare la fattibilità del
progetto predisposto dall'allora azienda ospedaliera S. Antonio
Abate di Trapani relativamente alla costruzione di una struttura in
cui praticare la radioterapia, così realizzando il primo vero
centro oncologico della provincia di Trapani;
se, pertanto, non ritengano di finanziare prima di tutto il
progetto realizzato dall'azienda ospedaliera di Trapani (ora
facente parte del distretto ospedaliero di Trapani 1) per poi
passare alla verifica di fattibilità di quello che verrà
predisposto per l'ospedale di Mazara del Vallo, visto che, così
operando, la provincia di Trapani in molto meno tempo potrebbe
fruire di un centro oncologico e della terapia radioterapica;
se abbiano utilizzato o intendano utilizzare i fondi di cui
all'art. 1, comma 797, della legge n. 296 del 2006, pari a 500
milioni di euro destinati alla riqualificazione strutturale e
tecnologica dei servizi di radioterapia e radiodiagnostica;
se gli inammissibili ritardi, in termini di programmazione
regionale, per attingere ai fondi di cui al precedente punto
condizionino pesantemente la scelta ragionevole di collocare il
primo acceleratore lineare per radioterapia presso l'ospedale S.
Antonio Abate di Trapani, ove opera un reparto di oncologia». (936)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa la realizzazione di
una struttura di radioterapia presso l'ospedale di Sant'Antonio
Abate di Trapani, si rappresenta quanto segue.
Com'è noto l'Asse VI Sviluppo urbano sostenibile del P.O. FESR
2007-2013 è relativo alle aree metropolitane ed ai medi centri
urbani e prevede, all'obiettivo operativo 6.1.2, il potenziamento
dei poli sanitari affidandolo a questa Amministrazione regionale.
La programmazione di questa linea di intervento è stata effettuata
seguendo precisi criteri sia per l'individuazione degli interventi
che per la priorità degli investimenti e della spesa, avendo come
punti cardine la rilevanza epidemiologica, la distribuzione della
popolazione e la dotazione esistente, frutto anche di precedenti
programmazioni, nonché le scadenze assegnate in sede comunitaria al
fine di scongiurare il rischio di decertificazione delle somme.
La programmazione inoltre ha dovuto tenere conto del vincolo che
vede tra i destinatari dell'Asse VI i capoluoghi di provincia e le
città superiori a 30.000 abitanti (vedi, ultimo in ordine di tempo,
le linee guida per l'attuazione dell'Asse VI, esitate dal
Dipartimento Programmazione). A tale vincolo non è stato possibile
derogare in alcun modo (l'ospedale Sant'Antonio Abate ricade nel
territorio del comune di Erice e non di Trapani) pena
l'invalidazione dell'intero programma di investimenti e la
decertificazione delle somme.
La programmazione fatta da questa Amministrazione, i cui dati sono
stati portati in modo trasparente a conoscenza delle Comunità
attraverso i loro rappresentanti istituzionali nelle sedi preposte,
è stata ritenuta coerente in tutti i passaggi procedurali previsti
sia dal P.O. Fesr che dalle vigenti leggi.
Il principio base è stato quello di garantire l'autosufficienza
provinciale riguardo alle principali tecnologie tenendo in
considerazione la dotazione esistente a livello regionale.
L'allocazione di tali tecnologie è stata supportata da un adeguato
studio di fattibilità e gestione redatto delle ASP competenti.
In particolare con l'Azienda sanitaria di Trapani nello scorso
dicembre 2009 si è tenuto un incontro cui hanno partecipato anche i
sindaci del comprensorio provinciale interessato.
La pianificazione della rete delle radioterapie è stata fatta su
dati a livello di presidio e di obsolescenza, con una visione
provinciale e regionale, trasparentemente offerta a tutti e in
tutte le sedi.
Nessuna delle proposte presentate dall'ex AUSL di Trapani ha mai
avuto, anche con i precedenti Assessori, un apprezzamento formale
fermo restando che - in ogni caso - l'attività di programmazione e
pianificazione è una specifica competenza di questo Assessorato che
deve tenere conto anche dei suggerimenti e delle proposte delle
Comunità e delle ASP alle quali compete, invece, capacità
propulsiva e/o propositiva.
La tradizione di oncologia a Trapani è stata pienamente
riconfermata nell'individuazione del Sant'Antonio Abate quale polo
oncologico che può essere distinto dalla rete delle radioterapie e
che non deve necessariamente coincidere con quest'ultimo.
La scelta di allocare la radioterapia a Mazara del Vallo
scaturisce dalla posizione strategica di una città baricentrica
rispetto ai centri del trapanese ed agli altri due punti di
radioterapia più vicini (Palermo e Agrigento) al fine di assicurare
una rete di centri collegati tra loro entro ragionevoli tassi di
percorrenza e standard minimi di popolazione servita, tenendo conto
anche delle strutture esistenti nelle altre province.
La scelta di Mazara, dunque, è basata su un criterio di
equidistanza per garantire ottimali tempi di percorrenza a tutti i
trapanesi e non solo ai cittadini di Trapani.
La società scientifica di radioterapia ha condiviso i criteri di
razionalità delle scelte adottate da questo Assessorato.
Nel 2008 su circa 21.000 prestazioni ambulatoriali di radioterapia
(corrispondenti a meno di 600 pazienti) solo 83 hanno avuto la
necessità di ricovero; si tratta di numeri che confortano una
pianificazione baricentrica della radioterapia più vicina al
territorio e disgiunta dalla necessità di ricoveri oncologici
ospedalieri.
In ultimo si precisa che l'art. 1, comma 796, lettera n), della
Legge n. 296/2006 ha previsto il rifinanziamento dell'art. 20 della
Legge n. 67/1988, per una somma complessiva di 20 miliardi di euro,
che è stata ripartita tra le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano con l'Intesa Stato-Regioni sottoscritta in data 15
dicembre 2007 e che ha determinato l'assegnazione alla Regione
siciliana della somma di . 251.531.588,07 (quota al 95% a carico
dello Stato).
Con la citata norma era stata individuata una percentuale
vincolata da destinare, tra l'altro, ai servizi di radiodiagnostica
(21,05%), ma tale destinazione è stata impugnata dalla Regione
Veneto presso la Corte costituzionale, che, con sentenza n. 45 del
25 febbraio 2008, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
della parte che prevedeva i citati vincoli.
Ciononostante, nella considerazione che al P.O. "Sant'Antonio
Abate" dell'ASP di Trapani, per i motivi sopra riportati, non è
stato tecnicamente possibile destinare una quota dei fondi FESR
2007/2013 dedicati alla Radioterapia, si precisa che nella
redigenda programmazione del citato art. 20 della Legge n. 67/1988,
è prevista un'assegnazione per la realizzazione di una Radioterapia
presso il Presidio Ospedaliero in questione».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PICCIOLO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
il piano di rientro, riorganizzazione e riqualificazione per il
comparto sanitario, proposto dall'Assessore regionale per la sanità
pro tempore, prof. Lagalla, di cui alla delibera di Giunta n. 312
dell'1 luglio 2007, prevedeva, tra l'altro, una pianificazione
regionale dei presidi territoriali di emergenza(PTE)- obiettivo D
1.3;
l'Assessore Russo,con nota ass. prot. 6436 del 2 ottobre 2008 e
con d.a. 0481 del 25 marzo 2009, determinava le linee guida
generali per il funzionamento del servizio di emergenza-urgenza;
detto piano di rientro, con efficacia triennale, prevedeva quale
termine ultimo di rispetto il 31 dicembre 2009 e che lo stesso è
stato, correttamente, quasi completamente ultimato nelle specifiche
prescrizioni attuative di cui ai punti B 4.2, D 1.3 e H 1.4, in
esso contenute;
la particolare morfologia geografica della provincia di Messina
ha, di fatto, obbligato l'ex AUSL 5 ed i competenti uffici
regionali, allo scopo di assicurare, negli anni, un servizio minimo
efficiente, a costituire, su un territorio così esteso, un numero
apparentemente rilevante di presidi territoriali emergenziali (14)
unitamente ad ambulanze medicalizzate, cui si aggiungono le 4 unità
di rianimazione dislocate presso alcuni dei presidi ospedalieri
provinciali (Papardo, Piemonte, Barcellona P.G., Milazzo-
cardiologica), 1 (Sant'Agata Militello-h12 ) solo con infermiere
di area critica a bordo, ed ulteriori 6 unità composte da sole
ambulanze medicalizzate senza omologo presidio territoriale
emergenziale (Taormina, Letoianni, Cesarò, Policlinico Me, Patti,
Saponara), nonché le 13 ambulanze non medicalizzate (taxi-
sanitari), variamente dislocate nella provincia;
considerato che:
in data 27 ottobre 2009 il comitato tecnico regionale per
l'emergenza - urgenza (costituito ai sensi dell'art. 24, comma 8,
della l.r. 14 aprile 2009, n. 5), come già segnalato in una nota
trasmessa agli uffici competenti dal sottoscritto interrogante in
data 7 novembre 2009, aveva proposto, nell'ambito dell'analisi
delle postazioni emergenziali per la provincia di Messina,
un'ulteriore rimodulazione del sistema emergenziale del bacino, con
un totale di 23 unità MSA (medico autista/soccorritore-infermiere),
2 unità MSI (2 autisti/soccorritori-infermiere di area critica ) e
13 unità MSB (2 autisti/soccorritori), per un totale di 38 mezzi-
postazioni;
in apparente ottemperanza alle riferite norme e ai decreti
relativi al riordino del sistema emergenziale, che prevedevano
inizialmente la riduzione dei PTE per il bacino di Messina dai 14
attuali a 5 complessivi, l'ASP 5 ha prodotto, nell'ultima data
utile, regolare delibera (n. 23 del 4 gennaio 2010) per
l'attivazione di una mobilità aziendale per coprire i posti vacanti
per il personale medico da impiegare ormai sulle ex unità di
rianimazione (CMR) già esistenti, in quanto queste stesse vengono
trasformate in MSA, ovvero ambulanze con personale medico di
emergenza, senza più anestesista-rianimatore a bordo, riferendo,
dunque, la mobilità interna alla ridistribuzione del personale
medico-emergenziale derivante dallo smantellamento di ben 9 dei 14
PTE esistenti sul bacino di Messina, in virtù di un minimo
risparmio economico;
il riordino del sistema prevede, a conti fatti, l'immissione di
almeno 150 unità infermieristiche professionali e l'estromissione
di 180 soccorritori (ex SISE), per il solo bacino di Messina, per
poter render minimamente operative le postazioni previste;
per sapere:
se non ritenga opportuno intervenire al fine di predisporre un
piano di riordino globale relativamente al sistema emergenziale di
tutte le 9 ASP regionali, ed in particolare quella di Messina in
considerazione delle caratteristiche geografiche di questa
provincia, concordando detto piano con i sindaci dei territori
interessati e le forze sociali e di volontariato, che sinora hanno
fattivamente contribuito al funzionamento della rete di emergenza;
come intenda, per il tramite del direttore generale dell'ASP 5,
individuare i criteri oggettivi relativi alla soppressione, adesso
imminente, dei 9 PTE dislocati su tutto il territorio provinciale
di Messina;
come intenda reperire le ingenti risorse economiche necessarie per
l'immissione in ruolo dei 150 infermieri professionali,
indispensabili per rendere efficiente il servizio;
come ritenga, infine, ricollocare e giustificare l'utilizzo delle
circa 600 unità di soccorritori su base regionale senza mezzi, e
dunque di evidente esubero, anche se transitati nella nuova
struttura regionale neocostituita in sostituzione della Si.S.E., in
funzione della legittima sostituzione degli stessi, con personale
infermieristico qualificato». (942)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Picciolo chiede notizie sui criteri adottati
nella rielaborazione delle postazioni dei presidi territoriali di
emergenza nella provincia di Messina, si chiarisce che con
l'allegato B alla convenzione quadro sottoscritta tra la SEUS Scpa
e questo Assessorato, si è dato concreto riordino al servizio
emergenza urgenza 118 in tutto il territorio siciliano e quindi
anche nell'ambito del territorio della provincia di Messina,
tenendo in debita considerazione sia le caratteristiche orografiche
della provincia sia l'eventuale apporto aggiuntivo e non
sostitutivo delle organizzazioni di volontariato.
Per quanto attiene ai criteri oggettivi in ordine alla
soppressione dei PTE in provincia di Messina, così come nel resto
del territorio regionale, si precisa che nell'ambito dell'autonomia
dell'atto aziendale e nel rispetto delle disposizioni assessoriali
di cui alla nota prot. n. 6436 del 27 ottobre 2008, recante Atto
di indirizzo sul sistema territoriale di soccorso 118 , è stata
prevista l'individuazione di un PTE ogni 60-80.000 abitanti.
Relativamente alle risorse aggiuntive da reperire per l'immissione
in ruolo degli "infermieri professionali", si rappresenta che non
necessita alcuna risorsa aggiuntiva in quanto il personale
infermieristico impegnato nel sistema emergenza urgenza 118 non è
personale di nuova assunzione ma personale già in servizio
nell'ambito del SSR e ricollocato, a seguito di specifica
graduatoria regionale, per le attività del 118.
Per quanto riguarda infine i previsti 600 esuberi circa
nell'ambito della SEUS Scpa, si evidenzia che oltre 400 di essi
saranno riqualificati per attività di "operatore sanitario" mentre
i restanti 200 circa saranno impegnati in attività secondarie quali
il trasporto sangue e il trasporto dializzati secondo il piano
industriale al riguardo predisposto dalla SEUS Scpa».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
APPRENDI. - «Al Presidente della Regione e all' Assessore per la
salute, premesso che sarebbe in fase di avanzata progettazione il
cosiddetto Istituto del Cuore', che prevede l'accorpamento
funzionale della cardiochirurgia del policlinico universitario con
la cardiochirurgia dell'ARNAS civico e con la cardiochirurgia
dell'ISMETT;
considerato che la razionalizzazione delle risorse conduce
inevitabilmente all'accorpamento fra le due cardiochirurgie
pubbliche (policlinico e civico) ma non giustifica la
partecipazione dell'ISMETT;
visto che l'ISMETT è una sperimentazione gestionale, quindi avente
uno spazio temporale di attività limitato nel tempo, e che, pur
essendo in teoria un ente con capitale a maggioranza pubblico,
svolge un'attività con impronta fortemente privatista e
completamente scollegata dalla restante rete ospedaliera regionale;
osservato che:
i meccanismi di accesso alla struttura non sono noti e sicuramente
non sono uguali agli altri ospedali;
il personale ivi operante applica contratti di lavoro non regolati
da contratti nazionale;
all'interno della struttura non risulta esserci la normale
attività di negoziazione decentrata che caratterizza le aziende e
gli ospedali convenzionati e classificati del servizio sanitario
regionale;
per sapere se non valutino opportuna l'esclusione dell'ISMETT dal
progetto di accorpamento della cardiochirurgie al fine di tutelare
il patrimonio pubblico di questa importante attività che per molti
anni in Sicilia è stata quasi del tutto appannaggio dei privati e
che oggi, proprio grazie a realtà come il policlinico e il civico,
rappresenta un'eccellenza del servizio sanitario pubblico». (952)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Apprendi suggerisce di valutare l'opportunità
dell'esclusione dell'ISMETT dal processo di accorpamento funzionale
istitutivo del cosiddetto 'Istituto del cuore', si rappresenta che
in un ottica di razionalizzazione delle risorse umane e
tecnologiche si ritiene conducente il processo di accorpamento
delle strutture sanitarie citate nell'atto ispettivo, fra l'altro
ancora in fase progettuale, che porterà ad un miglioramento
dell'assistenza sanitaria ed a una riduzione dei costi in sanità,
consentendo inoltre l'attivazione di un unico centro di eccellenza
di cardiochirurgia in grado di dare risposte tempestive e valide ai
bisogni di salute dei cittadini siciliani».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
RAIA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
in Sicilia appare evidente lo scarto tra la normativa e
l'effettiva realtà delle strutture sanitarie, per cui la
valutazione va fatta partendo dall'effettivo sviluppo
dell'assistenza sanitaria;
in psichiatria, finito l'effetto propulsivo della legge n. 180 del
1979, la rete territoriale ha subito una progressiva
marginalizzazione da parte delle AUSL, con l'effetto di spostare
risorse verso altri ambiti assistenziali, creando una situazione
assistenziale più arretrata rispetto al progetto obiettivo
nazionale del 1994;
per le tossicodipendenze la normativa regionale ha istituito i
servizi per le tossicodipendenze all'interno dei servizi
territoriali di tutela di salute mentale. Essi, istituiti con
d.p.r. 309 del 1990, in Sicilia sono stati meramente recepiti senza
alcun adattamento alla realtà regionale e, pur avendo una buona
diffusione sul territorio, sono rimasti a un modello di assistenza
di tipo ambulatoriale, mentre nel 2002 l'organizzazione delle
tossicodipendenze ha avuto dal piano sanitario regionale
un'ulteriore sistemazione, che è stata disattesa dall'esistenza
attuale di almeno tre tipologie di organizzazione: settore salute
mentale, dipartimento salute mentale e tossicodipendenze,
dipartimento per le dipendenze;
nell'ambito della neuropsichiatria dell'infanzia e
dell'adolescenza (NPIA) si registra in Sicilia una frammentazione e
una disomogeneità assistenziale in seguito alla collocazione dei
servizi NPIA o nei distretti dell'area materno-infantile, o nella
salute mentale con estreme diversità organizzative, di dotazioni
d'organico e strutturali. Va ricordato, peraltro, che nell'unico
piano sanitario regionale, quello del 2002, questi servizi sono
assolutamente assenti e comunque mancano dalle linee guida per la
riorganizzazione territoriale (PTA) del 2009;
considerato che per tali ragioni i servizi, pur garantendo una
effettiva presa in carico ambulatoriale, non sono in grado di
fornire interventi più complessi e articolati;
per sapere quali misure intenda adottare per superare i problemi:
della gravissima carenza di posti letto per la psichiatria, che
comporta ricoveri anche a centinaia di chilometri di distanza, e
per le NPI;
della differenza tra il modello adottato dal privato accreditato e
quello pubblico in psichiatria per le CTA e l'assenza di
residenzialità per le NPI e per le tossicodipendenze, relativamente
ai pazienti con doppia prognosi;
della presenza formale delle strutture di semiresidenzialità in
psichiatria, peraltro senza alcun rispetto dei parametri previsti
dalle normative, e dell'assenza di tali strutture negli altri
ambiti, NPI e tossicodipendenze;
della ridotta presenza degli ambulatori e degli interventi
domiciliari sul territorio;
del sottodimensionamento del personale per oltre il 30% su quello
previsto dalle normative e dall'assenza diffusa di figure
professionali dedicati agli aspetti riabilitativi;
della mancata attivazione dei tre dipartimenti (psichiatria, NPI e
dipendenze), così come previsto anche dalle linee guida recepite
nel 2009;
dell'assenza d'integrazione tra comuni e ASP, con gravissimi
problemi che investono la residenzialità (comunità-alloggio, gruppi
appartamento, ecc.), gli interventi di reinserimento lavorativo e
risocializzazione, l'attività domiciliare integrata». (1088)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Raia chiede notizie in merito alle misure per
favorire un effettivo sviluppo dell'assistenza sanitaria
psichiatrica, si rappresenta quanto segue.
Alla luce della recente rimodulazione della rete ospedaliera i
posti letto per la psichiatria ammontano a 495 e, considerando il
parametro di un posto letto ogni 10.000 abitanti stabilito dalla
normativa vigente in materia, la dotazione attuale appare congrua.
Per la Neuro Psichiatria Infantile sono stati previsti 18 posti
letto nella Provincia di Catania, 18 a Messina e 12 a Palermo.
I requisiti strutturali ed organizzativi per l'accreditamento
delle C.T.A. sono uguali sia nel pubblico che nel privato; l'unica
differenza consiste nel tempo concesso per l'adeguamento che nel
pubblico è differito. Tra i Progetti Obiettivo di Piano Sanitario
Nazionale una linea d'azione è stata dedicata alla N.P.I. in favore
della quale sono stati assegnati 700.000 euro (ASP di PA e CT) per
attivare strutture dedicate a soggetti minori psicotici. Per quanto
attiene all'ambito delle Dipendenze Patologiche, con il recepimento
dell'Atto di intesa Stato - Regioni del 5 agosto 1999, adottato con
decreto assessoriale 7 luglio 2010, viene previsto, all'interno dei
Servizi specialistici accreditabili, il trattamento di soggetti con
comorbilità psichiatrica. Inoltre anche nel Piano Sanitario
Regionale 2010-2012, in corso di approvazione, al paragrafo 16.5
viene attenzionata la doppia diagnosi per una gestione integrata.
Allo stato attuale risultano attivati per la psichiatria n. 35
Centri diurni dislocati su tutto il territorio regionale e
ulteriori n. 3 Centri diurni per la NPI. Non sono previsti C.D. per
le dipendenze patologiche a diretta gestione delle ASP, peraltro
non specificatamente previsti dai vigenti LEA.
Sono attivi n. 37 Centri di salute mentale aperti per 12 ore al
giorno a cui si aggiungono 167 Ambulatori distrettuali di
psichiatria che coprono l'intero territorio regionale. Gli
interventi domiciliari rientrano nell'attività istituzionale dei
Dipartimenti di salute mentale.
E' in atto la rideterminazione delle piante organiche delle
AA.SS.PP. e delle AA.OO. che dovrà effettuarsi coerentemente alle
previsioni delle Leggi Finanziarie nazionali e delle disposizioni
impartite al riguardo dalla Regione.
Con il nuovo Piano Sanitario Regionale 2010-2012 si è definita
un'organizzazione che prevede l'istituzione di un Dipartimento di
salute mentale al cui interno sono comprese l'Area delle Dipendenze
patologiche e l'Area della neuropsichiatria infantile. Si
sottolinea che per le suddette aree non essendo in atto possibile
prevedere strutture complesse non possono istituirsi appositi
Dipartimenti.
Per quanto attiene l'integrazione tra comuni e ASP, si afferma che
queste ultime partecipano attivamente alla programmazione degli
interventi nei Piani di Zona dei Distretti Socio Sanitari di
competenza; pur tuttavia i gravi problemi segnalati (scarso numero
di Comunità Alloggio) vengono effettivamente registrati per la
cronica mancanza di disponibilità finanziaria dei Comuni a cui è
demandata la gestione».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
la direzione generale dell'ASP Trapani ha assunto la decisione di
ridurre i posti letto della divisione di diabetologia presso il
presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala (TP) dagli
attuali 12 posti a soli 2, con 4 posti in day hospital;
il reparto di diabetologia di Marsala è l'unico presente in tutto
il territorio della provincia di Trapani e rappresenta il fiore
all'occhiello della sanità marsalese per l'ottimo lavoro svolto e
per i riconoscimenti nazionali ricevuti;
l'organizzazione mondiale della sanità (O.M.S.) ha classificato il
diabete come una malattia sociale, altrimenti detta 'Pandemia del
terzo millennio', in forte crescita soprattutto nelle società
progredite come la nostra;
il mantenimento degli attuali 12 posti letto rappresenta elemento
essenziale per l'esistenza stessa del reparto, poiché alla malattia
si associano quasi sempre effetti secondari non meno importanti,
quali ad esempio le malattie cardiovascolari, cecità e il problema
del piede diabetico, causa di frequenti amputazioni degli arti
inferiori, che necessitano monitoraggi costanti e duraturi da parte
degli operatori sanitari;
per sapere se non ritenga utile intervenire al fine di
salvaguardare gli attuali 12 posti letto della divisione di
diabetologia del presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala
in considerazione anche del fatto che è l'unico reparto presente in
tutta la provincia di Trapani e rappresenta, 'nel suo piccolo', un
centro di 'eccellenza' grazie ai riconoscimenti ricevuti». (1093)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
la quale l'onorevole Oddo chiede notizie in merito alla
salvaguardia dei 12 posti letto della divisione di diabetologia del
presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala (TP), si
rappresenta che il recente D.A. n.1378/2010 ha assegnato allo
stabilimento di Marsala, per le unità operative di medicina e di
diabetologia, n. 20 posti letto (n.18 ordinari, n. 2 in day
hospital).
Tale assetto organizzativo non penalizza in alcun modo i pazienti
affetti da patologia diabetica che potranno continuare ad essere
assistiti in maniera ottimale, anche per quanto riguarda le
eventuali complicanze, dai sanitari presenti nelle altre unità
operative di cardiologia, oftalmologia, chirurgia e geriatria
presenti nello stesso stabilimento.
Peraltro, proprio per l'impegno che la malattia diabetica assume
anche sotto il profilo sociale, è stata identificata la funzione
con posti letto all'interno dello stabilimento.
La riduzione di posti letto è coerente con i dati di attività e di
appropriatezza, rilevati nell'anno 2009, nonché con il rispetto
delle indicazioni contenute nel recente Patto per la Salute stante
che all'allegato B il diabete è individuato come "DRG ad alto
rischio di non appropriatezza in regime di degenza ordinaria".
Si riportano i dati di attività per anno 2009:
Posti letto: 12
Tasso occupazione: 81%
Peso medio: 1,41
43 LEA: 33%
65 LEA: 24%».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
negli anni 2006-2007-2008 alcune piccole strutture convenzionate
non hanno superato il budget minimo loro assegnato;
i titolari delle strutture interessate, non avendo superato il
tetto loro assegnato, non solo non hanno contribuito al dissesto
finanziario della Regione siciliana, ma hanno dimostrato di operare
in modo virtuoso ed oculato;
queste piccole strutture, nella maggior parte dei casi, si trovano
ad operare in condizioni ambientali difficili, derivanti, per lo
più, dalla limitata popolazione presente nei territori dove si
trovano ad operare (piccole isole, zone montane, piccoli comuni);
considerato che:
queste piccole strutture, gestite da medici convenzionati, a causa
del corretto ma irrilevante fatturato, non possono accedere alla
premialità prevista e determinata dalla vigente normativa
regionale, nonostante operino in zone prive di rilevanti strutture
sanitarie pubbliche;
queste strutture, nonostante il loro comportamento virtuoso, non
avranno riconosciuto nessun arretrato per il biennio 2007-2008,
perché non hanno sforato il budget loro assegnato;
visto che:
anche queste piccole strutture sono state interessate
dall'abbattimento del budget, che si aggira intorno al 30% che ha
contribuito, anche nei piccoli comuni, alla creazione delle tanto
famigerate liste di attesa, facendo scomparire totalmente la
prevenzione ed incrementando, invece, di contro, il ricorso alle
strutture ospedaliere, sicuramente più costose e dispendiose per
l'erario pubblico;
nello stabilire il metodo di assegnazione del budget 2010, non si
è tenuto conto alcuno, né della oculatezza che ha caratterizzato il
lavoro dei titolari delle strutture interessate, né delle
difficoltà ambientali in cui essi si trovano adoperare, né tanto
meno del prezioso servizio svolto attraverso le risposte concrete e
continue che danno quotidianamente al territorio;
per sapere se non ritengano utile, anziché applicare anche a
questi onesti e virtuosi professionisti l'abbattimento del 30% sul
loro misero budget annuale, determinare diversamente il tetto loro
assegnato, stabilendo come budget massimo previsto la somma del
fatturato degli ultimi tre anni, dividendolo per tre e assegnando
loro come budget annuale 2010 il risultato matematico derivante da
questa operazione». (1099)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in ordine alla
rideterminazione del tetto di spesa previsto, per l'anno 2010, per
i medici convenzionati esterni che non hanno sforato il budget loro
assegnato negli anni 2006 - 2007 - 2008, si rappresenta che, con i
decreti assessoriali 15 marzo 2010, n. 779, e 4 maggio 2010,
n.1191, è stata approvata la metodologia per la determinazione
degli aggregati di spesa in favore della specialistica
ambulatoriale esterna e i relativi criteri di rideterminazione del
budget 2010».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PICCIOLO. - «L'Assessore per la salute, premesso che in
applicazione della legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 il
territorio della Regione Siciliana, ai fini dell'amministrazione
sanitaria, è stato suddiviso in due bacini (occidentale e
orientale);
ricordato che codesto Assessorato ha definito un modello regionale
di centralizzazione degli acquisti per coordinare le attività dei
due comitati di bacino nel quadro di un più ampio progetto di
reingegnerizzazione del sistema di approvvigionamento in ambito
sanitario nella Regione;
osservato che:
il livello regionale di aggregazione interessa le seguenti
categorie merceologiche: a) farmaci, b) materiali per profilassi
(vaccini); servizi utenze telefoniche ed elettriche attraverso
l'individuazione di un gestore unico regionale; coperture
assicurative;
a livello di bacino si procederà ad attivare procedure di acquisto
in forma centralizzata per bacino, a lotto unico, per diverse
categorie di prodotti, previa verifica del fabbisogno da parte
delle singole aziende, l'aggregazione dei fabbisogni da parte
dell'azienda sanitaria capofila attraverso figure professionali
indicate dalle varie aziende sanitarie per la predisposizione del
capitolato di gara;
all'interno di ciascun bacino è istituito un gruppo di
coordinamento per gli acquisti composto da due provveditori, due
farmacisti, da un direttore ospedaliero e un direttore di
distretto;
rilevato che nel bacino orientale la composizione del gruppo di
coordinamento acquisti non vede alcun rappresentante delle aziende
sanitarie messinesi, che pure costituiscono parte essenziale per
l'economia dell'intero bacino;
per sapere:
quali misure intenda adottare per garantire una equa
rappresentanza delle realtà aziendali e del territorio nel gruppo
di coordinamento acquisti al fine di valorizzare i diversi
contributi di esperienza disponibili, stante che la circolare
assessoriale del 19 gennaio 2010 dà solo una indicazione in merito
al numero e alla composizione dei gruppi di coordinamento acquisti;
se non ritenga di valutare con attenzione le osservazioni e gli
approfondimenti che tutti i provveditori delle aziende comunque
potranno suggerire in merito ai metodi per garantire una reale
competizione nei capitolati e una efficaci delle procedure nella
definizione degli stessi». (1111)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Picciolo chiede notizie in ordine alle misure
per garantire un'equa rappresentanza delle aziende sanitarie nel
procedimento regionale di centralizzazione degli acquisti, si
rappresenta quanto segue.
Con il D.A. n. 2446 del 2 novembre 2009 sono state stabilite le
modalità di costituzione e di funzionamento del Comitato di Bacino
Sicilia Occidentale e del Comitato di Bacino Sicilia Orientale.
L'art. 2 del succitato decreto prevede che "Ciascun Comitato si
configura quale organo collegiale ed è composto dai Direttori
Generali delle Aziende sanitarie provinciali, delle Aziende
ospedaliere e delle Aziende ospedaliere universitarie, facenti
parte del territorio del bacino di appartenenza". La circolare
esplicativa prot. n. 225 del 19 gennaio 2010 "Avvio attività
Comitati di Bacino di cui all'articolo 5 della legge regionale n.
5/2009" prevede, tra l'altro, che "... all'interno di ciascun
bacino, dovrà essere istituito un gruppo di coordinamento per gli
acquisti, composto indicativamente da: 2 provveditori, 2
farmacisti, 1 direttore ospedaliero, 1 direttore di distretto.".
Ciò premesso, giorno 3 marzo 2010 si è riunito, presso i locali
dell'Assessorato alla salute, il Comitato di Bacino Sicilia
Orientale, per la costituzione del gruppo di coordinamento per gli
acquisti, l'individuazione del coordinatore del gruppo e
l'individuazione delle Aziende capofila per la gestione delle
procedure di gara.
Al suddetto incontro erano presenti i Direttori generali delle
Aziende sanitarie provinciali di Catania, Enna, Messina e Siracusa,
dell'A.R.N.A.S. Garibaldi, dell'A.O. Cannizzaro, dell'A.O. Ospedali
Riuniti Papardo-Piemonte, dell'A.U.O.P. di Messina e di Catania,
tutti facenti parte del Bacino Sicilia orientale, i quali, così
come previsto dall'art. 2 del citato D.A. n. 2446/2009, hanno
concordato e votato, all'unanimità, la composizione del gruppo di
coordinamento per gli acquisti.
Pertanto lo scrivente Assessore, che riveste il ruolo di
coordinatore del Comitato di Bacino, non può che prendere atto
delle decisioni assunte dal Comitato, essendo quest'ultimo un
organo collegiale dotato di propria autonomia che assume le proprie
determinazioni a votazione ed a maggioranza (nella fattispecie,
all'unanimità).
Relativamente al secondo punto dell'interrogazione, si fa presente
che il gruppo di coordinamento per gli acquisti non è un organismo
chiuso. Infatti tutte le procedure amministrative e tecniche
finalizzate allo svolgimento delle gare consorziate a livello di
bacino sono portate a conoscenza di tutti i soggetti, siano essi
clinici o amministrativi, che sono tenuti a dare il loro apporto
allo svolgimento della stessa. Questo al fine di garantire la
massima condivisione e trasparenza alla procedura.
Conseguentemente, i provveditori di tutte le Aziende facenti capo
al Bacino potranno dare suggerimenti in merito ai metodi per
garantire una reale competizione nei capitolati».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
il contratto collettivo nazionale di lavoro per il quadriennio
1998 - 2000 dell'area della dirigenza sanitaria professionale
tecnica ed amministrativa del servizio sanitario nazionale, ancora
vigente, all'art. 28, comma 1, prescrive che 'ai dirigenti del
ruolo sanitario, all'atto della prima assunzione sono conferibili
solo incarichi di natura professionale'; il comma 3 dello stesso
art. 28 aggiunge che 'ai dirigenti del comma 1, dopo cinque anni di
attività sono conferibili incarichi di direzione di struttura
semplice ovvero di natura professionale anche di alta
specializzazione, di consulenza, di studio e ricerca, ispettivi, di
verifica e di controllo';
considerato che l'ex AUSL n. 9 di Trapani, oggi ASP Trapani, nel
2008 ha conferito incarichi di responsabilità di unità operativa a
medici prevenienti dalla medicina dei servizi, che da appena un
anno erano passati alla dirigenza medica, in aperto contrasto con
quanto citato in premessa;
tenuto conto che queste nomine hanno determinato una violazione
delle norme e che la procedura di assegnazione avrebbe dovuto
essere svolta su una rosa di candidati che avessero i requisiti
premessi e che tali figure professionali erano e sono presenti
nella dotazione organica della azienda sanitaria provinciale di
Trapani;
per sapere quali iniziative siano state intraprese o si intendano
intraprendere affinché l'azienda sanitaria provinciale di Trapani,
in coerenza alla imperatività delle disposizioni contrattuali
citate in premessa e tenuto conto della forza cogente delle stesse,
agisca di conseguenza». (1112)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Marrocco chiede notizie in merito al
conferimento di incarichi di responsabile di unità organizzativa
dell'ASP di Trapani, si rappresenta quanto segue.
Premesso che la problematica afferisce all'inquadramento degli ex
medici della Medicina dei Servizi con rapporto di dipendenza ai
sensi del decreto assessoriale 8 marzo 2006, i Direttori generali
delle Aziende sanitarie sono stati a suo tempo autorizzati ad
inquadrare nel ruolo medico del Servizio sanitario regionale i
predetti medici con anzianità di almeno cinque anni, risultati
idonei (giusto D.A. del 21 ottobre 2005 di approvazione delle
graduatorie) al concorso per titoli e colloquio di cui al decreto
assessoriale dell' 11 marzo 2002.
Con successiva direttiva prot. n. 1450/Gab. del 30 marzo 2006
questo Assessorato ha disposto l'adeguamento delle dotazioni
organiche aziendali il relativo inquadramento nell'ex primo livello
dirigenziale del ruolo medico di n. 631 medici della Medicina dei
Servizi a far data dall'1 agosto 2006.
Con ulteriore direttiva prot. n. 1293 del 30 aprile 2007 a firma
del Dirigente generale del Dipartimento Ispettorato Regionale
Sanitario è stato sottolineato che l'anzianità dei cinque anni
prevista quale requisito per l'ammissione al concorso agli stessi
medici doveva essere comunque sottoposta a valutazione.
Relativamente all'inquadramento di tale personale con rapporto di
dipendenza, come da nota prot. n. 2512 del 23 settembre 2008, è
emerso che le Aziende sanitarie hanno applicato in maniera non
uniforme le disposizioni di cui al DPCM 8 marzo 2001, relativamente
ai criteri per la valutazione del servizio prestato in regime
convenzionale.
Questa Amministrazione ha pertanto richiesto all'Avvocatura dello
Stato apposito parere in merito. Quest'ultima, con nota prot. n.
25500/2008, si è espressa negativamente - alla luce
dell'orientamento manifestato in materia dalla Sez. lavoro della
Corte di Appello con sentenza n. 159/2008 resa su ricorso proposto
da Sajeva ed altri - in merito al riconoscimento dell'anzianità
pregressa ai fini del calcolo dell'indennità di posizione e
dell'indennità di esclusività.
La predetta posizione è stata confermata con successiva
distrettuale n. 42202 del 28 aprile 2010.
Alcun dubbio è stato, invece, mai rilevato circa i riflessi di
tale anzianità sia ai fini del calcolo della RIA (art. 1 - lett.
a), sia ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio utilizzabile
anche per l'accesso all'incarico di direzione di struttura
complessa del Servizio sanitario nazionale (art. 1 - lett. d).
Fermo restando l'obbligo della procedura di cui all'art. 28, comma
7 del CCNL 2000, per tali finalità (ossia per l'accesso
all'incarico dirigenziale) sembrerebbe, pertanto, utilizzabile
l'anzianità di servizio maturata dai predetti Dirigenti in regime
convenzionale.
Peraltro, anche in relazione al riconoscimento ai fini del calcolo
dell'indennità di posizione e dell'indennità di esclusività, da
ultimo l'ASP di Palermo, con nota prot. n. 13181 del 9 giugno 2010
indirizzata al Dipartimento della Funzione Pubblica e per
conoscenza a questo Assessorato, ha richiesto un riscontro
risolutivo alla problematica evidenziata facendo nel contempo
presente che ...la Corte di Appello di Palermo con le sentenze n.
795 e n. 796 del 13 maggio 2010 pronunciandosi su taluni ricorsi ha
condannato l'Azienda, riconoscendo il diritto dei medici a
percepire l'indennità di cui trattasi anche per i periodi di
attività svolta in regime di guardia medica e medicina dei servizi,
risolvendo, così, il conflitto giurisprudenziale precedentemente
venutosi a creare.... ».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con la legge regionale n. 19 del 22 dicembre 2005, l'Assemblea
regionale siciliana ha stabilito ed indicato le linee guida per
l'organizzazione della rete assistenziale per le persone affette da
disturbi autistici;
ai sensi dell'art. 25, comma 8, della citata legge de qua,
l'Assessore regionale per la sanità, entro centottanta giorni dalla
data di pubblicazione della predetta legge, era stato autorizzato
ad emanare con un proprio decreto le linee guida di un programma
regionale unitario per l'autismo;
in data 1 febbraio 2007, l'Assessore regionale per la sanità ha
emanato il decreto assessoriale recante 'Linee guida di
organizzazione della rete assistenziale per persone affette da
disturbo artistico', così come previsto dalla l.r. 19/2005;
tale decreto recepisce la l.r. 19/2005, la quale prevede che ogni
azienda sanitaria provinciale operante in Sicilia attivi un centro
per l'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo;
il decreto prevede, altresì, che ogni azienda sanitaria
provinciale è, comunque, tenuta a destinare almeno lo 0,1 per cento
delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale alla rete
integrata di servizi per l'autismo;
considerato che:
negli ultimi anni è cresciuto, purtroppo, il numero di bambini
autistici, anche in considerazione di una maggiore attenzione verso
il problema;
non sempre è facile, per i genitori, riconoscere nel proprio
figlio i sintomi della malattia e che, a causa della scarsa
presenza sul territorio di centri per l'autismo e i disturbi
generalizzati dello sviluppo, spesso si sottovalutano la gravità
dei sintomi fino ad arrivare, in alcuni casi, ad ignorare del tutto
la presenza di autistici in famiglia;
nella maggior parte dei casi, i genitori e la famiglia del
soggetto affetto da autismo sono costretti a combattere da soli
contro questo male, a causa della quasi totale assenza di una rete
integrata di servizi per l'autismo, in contrasto con quanto
disposto dalla l.r. 19/2005 e dal relativo decreto attuativo;
visto che:
ad oggi, le istituzioni regionali e le aziende sanitarie
provinciali si sono mostrate, quasi sempre, indifferenti di fronte
ad una malattia che interessa sempre più famiglie in Sicilia, così
come nel resto del Paese;
negli ultimi tempi, anziché procedere alla realizzazione della
rete integrata di servizi per l'autismo, in molte realtà
territoriali si sta assistendo, invece, quasi indifferenti, allo
smantellamento dei servizi pubblici rivolti ai soggetti affetti da
tale malattia;
preso atto che, allo stato attuale, le famiglie che convivono
quotidianamente con il delicato problema dell'autismo lamentano la
mancata applicazione dell'art. 25, comma 8, della l.r. 19/2005,
tanto è vero che venerdì 2 aprile, giornata mondiale contro
l'autismo, sono state costrette ad organizzare, a Palermo, una
fiaccolata per tutelare i diritti negati ai soggetti autistici e
per portare all'attenzione della società civile e delle forze
politiche la problematica in questione;
per sapere:
se non ritengano opportuno e necessario, alla luce di quanto sopra
esposto, provvedere all'attuazione del d.a. 1 febbraio 2007
indicante il programma regionale unitario per l'autismo, e quindi
all'applicazione immediata di quanto disposto dall'art. 25, comma
8, della l.r. 19/2005, ovvero procedere alla creazione di poli
specialistici di servizi per i soggetti autistici nelle aziende
sanitarie provinciali siciliane al fine di assistere le famiglie
nel difficile cammino che le attende a fianco dei loro figli;
se non reputino urgente, e non più rinviabile, inviare degli
ispettori in tutte le aziende sanitarie provinciali al fine di
verificare lo stato di attuazione della citata legge;
se non ritengano urgente dare indicazioni ai direttori generali
delle aziende sanitarie provinciali operanti in Sicilia, fissando
dei termini, a brevissima scadenza, entro i quali deve trovare
attuazione quanto previsto dalla legge regionale 19/2005». (1126)
Risposta. «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con la
quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in ordine
all'applicazione immediata delle linee guida di organizzazione
della rete assistenziale per le persone affette da disturbi
autistici, si rappresenta quanto segue.
Questa Amministrazione ha già inviato ai direttori generali delle
Aziende Sanitarie Provinciali una direttiva con la quale si dispone
che le Aziende destinino lo 0,1 per cento del loro bilancio annuale
per interventi a valenza terapeutica-riabilitativa e/o socio-
riabilitativa in favore dei soggetti affetti da autismo.
Inoltre è stato istituito un tavolo tecnico regionale sull'autismo
che provvederà alla definizione e all'attivazione del registro
regionale, alla rilevazione epidemiologica ed all'analisi dei
processi assistenziali, alla definizione delle linee di indirizzo
sui percorsi formativi e di ricerca, al monitoraggio
sull'applicazione delle linee guida, alla valutazione sulla qualità
dei servizi offerti e all'aggiornamento delle linee guida.
Tra i componenti del suddetto tavolo tecnico figurano anche le
associazioni dei genitori di soggetti autistici.
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
la Sicilia è la Regione, tra le aree del Mediterraneo, a maggiore
incidenza di talassemia;
dalla valutazione dei dati contenuti nel registro siciliano
talassemia ed emoglobinopatie, emerge la presenza, sul nostro
territorio, di nuovi evidenti casi di emoglobinopatie;
considerato che:
da molti anni le associazioni siciliane di talassemia lamentano
una cronica disattenzione, da parte delle istituzioni regionali e
sanitarie locali, nei confronti di patologie come la talassemia e
la drepanocitosi, molto diffuse in Sicilia;
ancora oggi, l'emoglobinopatico è costretto, in Sicilia, a
confrontarsi con una serie di difficoltà per trovare strutture a
lui dedicate, con un numero di personale medico ed infermieristico
appropriato oltre che con un equipe multidisciplinari capace di
seguire il decorso della malattia;
il più delle volte i pazienti affetti da questa patologia sono
costretti, a causa della carenza di strutture in Sicilia, ad
emigrare verso le Regioni del Nord, che presentano standard di
assistenza adeguata, nonostante operino in territori con
un'incidenza patologica minore;
preso atto che:
i pazienti talassemici per recarsi in altre province sono
costretti a sobbarcarsi ingenti spese e a subire insopportabili
disagi;
comunque la Regione è costretta lo stesso a farsi carico delle
spese per un'appropriata cura dei malati talassemici, a prescindere
dalla Regione che presta le cure;
visto che:
con decreto assessoriale del 4 novembre 2003, l'Assessore per la
sanità pro tempore provvedeva all'istituzione in Sicilia della rete
regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la
terapia della talassemia;
allo stato attuale, la associazioni siciliane di talassemia, che
da anni ormai assistono i malati attraverso una generosa e
appropriata attività di volontariato, lamentano il mancato
completamento della rete siciliana di talassemia, istituita dalla
Regione siciliana con apposito decreto assessoriale;
oggi il 6% della popolazione siciliana è affetto da patologie come
la talassemia e la drepanocitosi e necessita pertanto di assistenza
e cure adeguate;
per sapere se non ritengano opportuno e necessario, alla luce di
quanto sopra, incrementare gli stanziamenti finanziari in favore
dei malati affetti da talassemia, provvedendo, in primis, al
potenziamento di tutti i centri di cura della rete siciliana di
talassemia, attuando così quanto disposto dal decreto assessoriale
de quo e contribuendo ad alleviare i disagi, già consistenti, degli
emaglobinopatici». (1128)
Risposta. - In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in ordine ad
interventi a favore dei soggetti affetti da talassemia, si
rappresenta quanto segue.
L'articolo 7 della legge regionale 1 agosto 1990, n. 20, ha
stabilito che ai cittadini affetti da forme gravi di talassemia è
concessa un'indennità vitalizia erogata a titolo personale nella
misura di lire 500.000 mensili (corrispondenti ad euro 258,23), da
rivalutare annualmente in relazione ai dati ISTAT, con apposito
decreto dell'Assessorato regionale bilancio e finanze. A detti
soggetti, nel caso di una residenza lontana oltre venti chilometri
dai luoghi di cura, è stata inoltre concessa un'indennità di lire
200 per chilometro (corrispondenti a 0,10 centesimi di euro).
Successivamente, con decreti pubblicati in GURS n. 7, dell'1
febbraio 10092, e n. 8, dell'8 febbraio 1992, sono stati emanati i
regolamenti per la concessione delle predette indennità ai soggetti
indicati negli articoli 1 e 2 della citata legge regionale.
Con decreto 4 novembre 2003 è stata istituita in Sicilia la rete
regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la
terapia della talassemia.
Nel corso degli anni (e precisamente a partire dal 1992 a tutto il
2009) la predetta indennità vitalizia è sempre stata rivalutata con
decreto dell'Assessore per il bilancio ed attualmente la stessa
ammonta ad . 426,63 mensili, giusta decreto assessoriale del 10
settembre 2009.
Per quanto invece attiene all'indennità chilometrica prevista dal
comma 2 del citato articolo 7, considerato che la citata norma non
ha previsto un adeguamento automatico analogo all'indennità
vitalizia, si ritiene che tale eventualità possa essere adottata
solo con un atto legislativo, di iniziativa parlamentare o
governativa».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che il numero delle farmacie è stabilito dalla
legge nazionale n. 475/1968, la quale, applicando un calcolo di
valutazione basato sul rapporto farmacie/popolazione, stabilisce un
numero di farmacie pari ad una ogni 4.000 abitanti per i comuni con
popolazione superiore ai 12.500 abitanti, come nel caso della città
di Siracusa;
con d.a. n. 25789 del 15 giugno 1998, l'Assessore regionale per la
salute pro tempore determinava l'attuale pianta organica del comune
di Siracusa, prevedendo, in base al rapporto farmacie/popolazione
(ex art. 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475), n. 32 sedi
farmaceutiche, di cui n. 29 già assegnate ai legittimi titolari e
n. 3 nuove da assegnare, mediante concorso;
per queste ultime tre sedi vacanti, da assegnare, veniva bandito
relativo concorso il 27 giugno 2007, ad oggi mai espletato;
preso atto che:
la popolazione della città di Siracusa, nell'anno 1998, anno di
approvazione della vigente pianta organica delle sedi farmaceutiche
(d.a. n. 25789/98), era di 126.721 abitanti e pertanto era
sufficiente un numero di 32 farmacie, così come stabilito dal
rapporto farmacie/popolazione disposto dalla legge n. 475/1968
(126.721:4000=32, considerato che la norma in oggetto prevede che
la popolazione eccedente, rispetto ai parametri, è compiuta, ai
fini dell'apertura di una farmacia, qualora sia pari al 50% dei
parametri stessi);
oggi, a causa di un certificato ed inequivocabile fenomeno
migratorio, la popolazione residente nel comune di Siracusa, alla
data del 31 dicembre 2008, è scesa a 123.707 residenti, e pertanto
tale da determinare, ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge n.
362/91, n. 31 sedi, dato peraltro valutato anche nel rispetto del
parametro del 50% per la popolazione eccedente;
il calo della popolazione residente nella città di Siracusa ha
interessato soprattutto i quartieri di Grottasanta ed Akradina,
dove la popolazione residente, per fare un esempio, è diminuita
dall'anno 1995 (anno preso a riferimento per la determinazione
della pianta organica) al 32/12/2009, nei numeri che seguono (vedi
tab. A):
Tab. A
Quartiere di Popolazione Popolazione
riferimento residente residente
al 31/12/1995 al 31/12/2008
Akradina 25.972 24.116
Grottasanta 23.784 21.858
nei quartieri de quibus, tra l'altro, non è prevista dal nuovo
piano regolatore generale della città di Siracusa alcuna zona di
espansione edilizia significativa e tale da modificare
sensibilmente il numero dei cittadini residenti;
le sedi attuali sono 29 e quelle di nuova istituzione già
previste, ma non ancora assegnate, stando ad una originaria e non
più applicabile determinazione della pianta organica delle sedi
farmaceutiche, vecchia di oltre 12 anni, sono 3, per un totale di
32 sedi; di conseguenza, una sede non può non essere considerata
soprannumeraria e pertanto deve essere immediatamente soppressa;
la sede da sopprimere deve, necessariamente, essere individuata
tra le tre nuove farmacie, già previste dal d.a. del 15 giugno
1998, appare logico che deve essere soppressa quella sede che
ricade in quei quartieri soggetti a un rapido, irreversibile e
certificato, in modo incontestabile spopolamento;
rilevato che:
l'art. 1 del DPR n. 1275/1971 'Regolamento per l'esecuzione della
legge 2 aprile del 1968, n. 475, recante norme concernenti il
servizio farmaceutico', che prevede che 'per la revisione della
pianta organica, prevista dall'art. 2 della legge 1968, n. 475, si
tiene conto dei dati relativi alla popolazione residente in ciascun
comune, nell'anno precedente a quello in cui si procede alla
revisione(...)', e dunque appare del tutto assurdo e inappropriato
espletare un concorso per tre sedi farmaceutiche calcolate sulla
base di dati vecchi di oltre un decennio;
la previsione del legislatore di n. 1 farmacia per ogni 4000
abitanti è funzionale all'efficacia e all'efficienza del servizio
farmaceutico (parametro demografico) e che la stessa previsione di
una pianta organica delle farmacie ed il relativo contingentamento
sono stati posti dal legislatore nella prospettiva di assicurare un
servizio pubblico nell'interesse sia degli utenti che dei
farmacisti gestori;
la natura pianificatoria e programmatica della pianta organica
deve, per un verso, assicurare una razionale distribuzione delle
sedi farmaceutiche sul territorio al fine di garantire un efficace
servizio all'utenza ma, anche, per altro verso, assicurare alle
farmacie un idoneo bacino d'utenza;
considerato che:
l'eventuale rilievo attribuito alle aspettative dei partecipanti
al concorso, tra l'altro mai espletato, secondo il parere
dell'Avvocatura dello Stato (cons. 2182/2007 in risposta a
specifico quesito avanzato dall'ex Assessorato regionale Sanità a
proposito del d.a. n. 25789/98), non costituisce valido motivo di
impedimento alla soppressione di una sede soprannumeraria non
ancora assegnata;
il giudice amministrativo ha dichiarato illegittimo il mancato
provvedimento di soppressione di una sede che risulta
soprannumeraria in base al rapporto con la popolazione residente,
rilevando in proposito che, in tali casi, l'amministrazione non ha
alcun residuo spazio discrezionale tale da rendere possibile e
legittima la mancata soppressione di una sede soprannumeraria
vacante, ritenendo che la legge ne consentirebbe il mantenimento
solo nel caso in cui essa risulti assegnata ad un titolare ed a
tutela del diritto di quest'ultimo, non potendo ritenersi
d'ostacolo alla necessaria soppressione della sede vacante in
soprannumero lo svolgimento del concorso in quanto bandito, ma di
fatto mai espletato (cfr. in proposito TAR Sardegna - sentenza n.
1050 del 5 ottobre 1998);
per sapere:
se non ritengano urgente e inderogabile procedere all'annullamento
del concorso indetto in data 27/06/2007 e diretto all'assegnazione
di 3 nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa;
se non ritengano opportuno e necessario procedere ad una nuova
rivisitazione della pianta organica delle sedi farmaceutiche della
città di Siracusa;
se non reputino logico e rispondente ai principi della buona
amministrazione abolire quella sede farmaceutica che, a causa della
diminuzione accertata e certificata della popolazione da parte
dell'ufficio anagrafe della città di Siracusa, non è nelle
condizioni di assicurare ai titolari di farmacie un idoneo e
necessario bacino di utenza tale da consentire un efficace ed
efficiente servizio per i cittadini della città di Siracusa».
(1129)
Risposta. «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con la
quale l'onorevole Vinciullo auspica l'annullamento del concorso per
tre nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa e iniziative
conseguenti, si rappresenta quanto segue.
In sede di ultima Conferenza dei Servizi, in data 7 dicembre 2010,
il Comune di Siracusa ha presentato una bozza di proposta di
revisione della pianta organica delle farmacie esprimendo la
volontà di volere sopprimere, tra le 3 nuove sedi poste a concorso,
la sede 32ª alla luce del decremento demografico intervenuto nel
corso degli anni; tale ipotesi è stata condivisa dagli Organi ed
Enti istituzionalmente interessati.
La soppressione della suddetta sede, posta a concorso con il
Decreto assessoriale n. 32214 del 27 giugno 2000, comporterà, nel
momento in cui verrà formalizzata nella prossima Conferenza dei
Servizi, lo stralcio di essa dall'iter concorsuale e pertanto il
concorso per la provincia di Siracusa proseguirà e verrà concluso
con una sede in meno rispetto al bando di origine.
L'Assessore
Dott. Massimo Russo
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio e
ambiente»
BOSCO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che l'alveo
del fiume Verdura da mesi si presenta in precarie Condizioni di
sicurezza, specie in prossimità delle località Piano di Monaco e
Giraffe (AG), a seguito delle copiose e continue precipitazioni
delle ultime stagioni e dell'assenza di manutenzione dell'alveo;
considerato che:
è stata riconosciuta la situazione di grave pericolo da cui deriva
la condizione di estrema urgenza di cui all'art. 146 del D.P.R. 21
dicembre 1999, n. 554, giusta dichiarazione dell'ufficio del genio
civile di Agrigento U.O.B. C 5 Infrastrutture e Trasporti prot. n.
1529, rif. n. 6751 del 4.03.2009;
alcuni comuni territorialmente interessati, e fra questi quello di
Villafranca Sicula, hanno più volte denunciato la grave situazione
di pericolo per ampie porzioni di territori interessati da
coltivazioni di pregio;
anche privati hanno più volte indirizzato richieste di intervento
agli uffici competenti, segnalando il rischio di ingenti perdite
economiche;
sottolineato che, come ampiamente previsto, si sono verificati
episodi di esondazione con allagamento di intere aziende agricole e
conseguente perdita dei frutti pendenti, danni permanenti agli
impianti e alle infrastrutture agricole;
per sapere:
quali siano gli atti fin qui adottati nel merito delle questioni
sopra esposte;
quali immediati interventi abbiano frattanto adottato al fine di
risarcire i privati, così duramente danneggiati, anche a causa dei
ritardi degli organi competenti nell'affrontare sì grave emergenza;
quali interventi si intendano effettuare per il ripristino
dell'alveo del fiume Verdura e per un'adeguata risagomatura
spondale». (1159)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1159, il
Dipartimento regionale Ambiente, con nota prot. 1383 del 15
novembre 2010, ha rappresentato che con D.P.R. n. 276 del 2 luglio
2007 è stato approvato il PAI n. 061 del Bacino idrografico del
fiume Verdura nel quale sono state indicate le aree a pericolosità
e rischio idrogeologico ricadenti nel bacino.
Relativamente alla questione del risarcimento danni, il
Dipartimento ha rappresentato che gli interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria di corsi d'acqua che rivestono carattere
di somma urgenza e pronto intervento ai fini dell'eliminazione dei
pericoli per la pubblica incolumità, rientrano tra le competenze di
altri Enti.
Pertanto, altri soggetti istituzionali potranno predisporre
eventuali progetti per la risoluzione della problematica in
argomento che sembra interessare principalmente le aree agricole e
le attività produttive lungo l'alveo del fiume Verdura.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma