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Resoconto d'Aula della Seduta n. 216 di mercoledì 12 gennaio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Adamo, D'Agostino, Leanza Nicola, Mineo e Parlavecchio; l'onorevole
  Mancuso per l'intera settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di trasmissione di atti da parte di Enti locali

   PRESIDENTE.  Comunico che il Consiglio comunale di Longi  (ME)  ha
  trasmesso  la  deliberazione  n.  31  del  26  novembre   2010   su
   Lavoratori precari degli enti locali. Determinazioni .
   - inviata in data 21 dicembre 2010 alla V Commissione legislativa.

   Comunico, altresì, che il Consiglio comunale di Bompietro (PA)  ha
  trasmesso la mozione  Stabilizzazione del personale precario  negli
  enti locali .
   - inviata in data 12 gennaio 2011 alla V Commissione legislativa.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Salute

   N. 881 - Iniziative per il completamento della pista dell'eliporto
  dell'ospedale Moscatello di Augusta (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  884   -  Iniziative per accelerare i tempi per l'effettuazione
  di esami specialistici in provincia di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 894 - Interventi per consentire il pagamento delle somme dovute
  agli allevatori siciliani per gli animali abbattuti nell'anno 1997.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 895 - Finanziamento della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15,
  in materia di prevenzione del randagismo.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 934 - Attivazione del reparto di radioterapia presso l'ospedale
  S. Antonio Abate di Trapani.
   Firmatari: Marrocco Livio

   N.  936  -  Realizzazione di una struttura di radioterapia  presso
  l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  942 - Notizie sui criteri adottati nella rielaborazione  delle
  postazioni dei presidi territoriali di emergenza nella provincia di
  Messina.
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   N.  952   -  Esclusione dell'ISMETT dal processo  di  accorpamento
  funzionale istitutivo del cosiddetto 'Istituto del cuore'.
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   N.   1088   -   Misure   per   favorire  un   effettivo   sviluppo
  dell'assistenza sanitaria psichiatrica.
   Firmatario: Raia Concetta

   N.  1093  -  Salvaguardia dei 12 posti letto  della  divisione  di
  diabetologia del presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala
  (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N. 1099 - Rideterminazione del tetto di spesa previsto, per l'anno
  2010,  per i medici convenzionati esterni che non hanno sforato  il
  budget  loro assegnato negli anni 2006-2007-2008.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1111  -  Misure  per  garantire un'equa  rappresentanza  delle
  aziende  sanitarie  nel procedimento regionale di  centralizzazione
  degli acquisti.
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   N.  1112  - Chiarimenti in ordine al conferimento di incarichi  di
  responsabile di unità organizzativa dell'ASP di Trapani.
   Firmatario: Marrocco Livio
   N.   1126   -   Applicazione  immediata  delle  linee   guida   di
  organizzazione della rete assistenziale per le persone  affette  da
  disturbi autistici.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1128 - Interventi a favore dei soggetti affetti da talassemia.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1129   -  Annullamento  del  concorso  per  tre  nuove   sedi
  farmaceutiche nella città di Siracusa e iniziative conseguenti.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
     N.  1159 - Interventi urgenti per la risagomatura spondale e  la
  pulizia dell'alveo del fiume Verdura, in provincia di Agrigento.
   Firmatario: Bosco Antonino

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme sulla incentivazione delle nuove imprese» (n. 663)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò,  in
  data 5 gennaio 2011.

   «Norme  in  sostegno delle famiglie siciliane  e  istituzione  del
  fondo regionale di sostegno alla maternità» (n. 664)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò,  in
  data 5 gennaio 2011

   «Norme  per il censimento e la catalogazione dei beni immobili  di
  proprietà delle pubbliche amministrazioni siciliane» (n. 665)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò,  in
  data 5 gennaio 2011

   «Nuove disposizioni sulle commissioni edilizie comunali» (n. 666)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò,  in
  data 5 gennaio 2011

   «Norme per l'affidamento in  adozione' delle aiuole e spazi  verdi
  da parte delle amministrazioni comunali siciliane» (n. 667)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò,  in
  data 5 gennaio 2011

   «Istituzione  del  Comitato regionale per la portualità  siciliana
  (COMPOR)» (n. 668)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò,  in
  data 5 gennaio 2011.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla I Commissione
                              legislativa

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 12 gennaio 2011, il disegno
  di legge nn. 132-210-325-463-464/A  Riconoscimento e valorizzazione
  della  funzione educativa e sociale svolta dalle parrocchie,  dagli
  enti  ecclesiastici della Chiesa cattolica, dagli enti delle  altre
  confessioni religiose con le quali lo stato ha stipulato  un'intesa
  ai  sensi  dell'articolo 8 della Costituzione e dalle  comunità  di
  recupero ,  già  esitato  per l'Aula in data  9  novembre  2010,  è
  rinviato  alla  I  Commissione per la  riformulazione  della  norma
  finanziaria in rapporto al nuovo esercizio di bilancio subentrato.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta  e
  trasmessa alla Commissione  Affari Istituzionali' (I):

   -    Commissione    provinciale   dell'ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Siracusa. Designazione componente di cui alla lettera a9 del  comma
  9  dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994,  n.  109,  nel
  testo coordinato con le norme regionali. (n. 126/I)
   pervenuto in data 30 dicembre 2010 e inviato in pari data.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico  i  seguenti pareri resi  dalla  Commissione
   Servizi Sociali e Sanitari' (VI):

   Programma operativo 2010-2012 ai sensi dell'articolo 11, comma  1,
  del decreto legge 31 maggio 2010, n. 28 convertito con la legge  30
  luglio 2010, n. 122. (n. 123/VI)
   - reso in data 29 dicembre 2010.
   - inviato in data 30 dicembre 2010.

   Programma  di  investimenti 2010/2012 ex articolo 20 legge  67/88.
  (n. 124/VI)
   - reso in data 29 dicembre 2010.
   - inviato in data 30 dicembre 2010.

      Comunicazione di delibere pervenute dalla Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le delibere della  Giunta
  regionale - quinto bimestre 2010.
   Copie  delle  medesime e il relativo elenco recante  l'oggetto  di
  ciascuna   sono   disponibili  all'archivio  del   Servizio   delle
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  legge 23 dicembre 2000, n. 388, ed in particolare l'art.  148,
  comma   1,   prevede   che   le  entrate  derivanti   da   sanzioni
  amministrative irrogate dall'Autorità garante della  concorrenza  e
  del   mercato   siano   destinate  ed  iniziative   vantaggio   dei
  consumatori;

   con decreto n. 16454 del maggio 2010, il Ministero dell'economia e
  delle  finanze, con riferimento alla richiesta del Ministero  dello
  sviluppo   economico  di  euro  38.830.483,74,   ha   disposto   la
  riassegnazione di euro 14.591.404,00;

   con  decreto del 28 maggio 2010 è stata destinata alle regioni  la
  somma  di  euro  13.000.000,00 per la realizzazione  di  interventi
  mirati  all'informazione all'assistenza a favore dei consumatori  e
  degli utenti, con particolare riferimento all'esercizio dei diritti
  e delle opportunità previste da disposizioni regionali, nazionali e
  comunitarie;

   alla   Regione   siciliana,  nell'ambito  della  somma   di   euro
  13.000.000,00,  è  stata  assegnata la somma  complessiva  di  euro
  1.052.256,00;

   nella  seduta  del  29  settembre  2010,  il  consiglio  regionale
  consumatori  e  utenti ha espresso parere favorevole  al  programma
  generale  di  interventi  della Regione  siciliana  denominato  'La
  Sicilia insieme ai consumatori', per la realizzazione di interventi
  mirati  all'informazione ed all'assistenza dei consumatori e  degli
  utenti;

   la Giunta regionale di Governo, con delibera n. 397 del 15 ottobre
  2010, ha approvato il succitato programma generale;

   con  decreto  presidenziale n. 581/s.6/S.G. è stato  approvato  il
  programma generale di intervento della Regione siciliana 2010/2011,
  denominato  'La  Sicilia  insieme ai  consumatori'  per  un  totale
  complessivo  di  euro 1.079.159,00, che riguarda  ben  20  soggetti
  attuatori  che a vario titolo hanno presentato progetti o  presunti
  tali per il relativo finanziamento;

   i  contenuti  di tale programma generale hanno suscitato  scalpore
  nella stampa isolana specialmente per quanto riguarda l'idoneità  e
  l'utilità di taluni proposte progettuali avanzate sia dalla  stessa
  Regione  siciliana che dalle diverse associazioni dei  consumatori,
  ad  eccezione  di due rilevanti associazioni nazionali  (ADUSBEF  e
  CODACONS), che non hanno ritenuto di presentare progetti;

   per sapere:

   se  sia  a conoscenza che fra le associazioni dei consumatori  che
  hanno  presentato  progetti  di cui  al  programma  generale  della
  Regione siciliana 2010-2011 come meglio specificato in premessa  ci
  siano  alcune associazioni che non avrebbero i requisiti  richiesti
  per accedere ai finanziamenti;

   se  sia a conoscenza che fra i progetti approvati e finanziati  ce
  ne siano diversi di dubbia utilità per gli utenti-consumatori, come
  con  ilarità e sarcasmo è stato rilevato dalla stampa regionale (ad
  esempio,   articolo  del  quotidiano  'La  Repubblica'   pubblicato
  nell'edizione del 2/1/2011);

   se risulti conforme al vero, per quanto concerne i programmi degli
  anni  passati,  che siano stati effettuati controlli e  monitoraggi
  sui  progetti  finanziati e che a controllare sia  stato,  fra  gli
  altri, lo stesso dirigente della Presidenza delle Regione che  cura
  le  attività del consiglio regionale dei consumatori e degli utenti
  e,  dunque,  il medesimo soggetto che predispone sia  il  programma
  generale di intervento, sia i progetti della stessa Regione ammessi
  a  finanziamento e sia, infine, il decreto approvativo  finale.  Ed
  ancora,  se  per il programma 2010/2011, sempre per le attività  di
  monitoraggio  e  controllo,  sia  stato  nominato,  in  seno   alla
  commissione  di verifica, ai sensi dell'art. 12 del decreto  del  6
  agosto  2010 del direttore generale per il mercato, la concorrenza,
  il  consumatore, ecc., il medesimo dirigente regionale che cura  le
  attività de CRCU- Sicilia e il coordinamento del servizio 6   della
  Segreteria generale della Presidenza della Regione;

   se risulti conforme al vero che i progetti presentati e finanziati
  che  riguardano  la Regione siciliana (per gli anni  passati  e  il
  presente)  prevedano  la  destinazione di risorse  finanziarie  per
  l'effettuazione di studi e stampa di pubblicazioni d'orientamento e
  informazione  per  i  consumatori, curati non  dall'ufficio  ma  da
  soggetti  esterni che normalmente svolgono attività legale  (studio
  privato) in stretta collaborazione con associazioni dei consumatori
  che fanno parte a pieno titolo sia del CRCU- Sicilia che del CNCU;

   se  risulti, a consuntivo, che la Presidenza della Regione  sia  a
  conoscenza,  con  dati  e relazioni finali,  degli  effetti  e  dei
  benefici  che  il  finanziamento  dei  progetti  presentati   dalle
  associazioni  dei  consumatori ha prodotto in  favore  della  larga
  platea dei consumatori siciliani.

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                           POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che è stato pubblicato un bando  di
  gara  a  rilevanza  comunitaria per la fornitura  del  servizio  di
  gestione  ed  elaborazione informatizzata delle paghe  da  erogarsi
  agli  operai  assunti  dagli  uffici  periferici  del  dipartimento
  regionale 'Azienda regionale foreste demaniali';

   considerato   che   per  l'esternalizzazione   del   servizio   di
  elaborazione informatizzata è stata prevista una spesa di circa  un
  milione  di  euro,  una somma abnorme per un  lavoro  che  andrebbe
  espletato dai dipendenti regionali;

   ritenuto  che, al fine della razionalizzazione della  spesa  delle
  esigue   risorse   regionali,  l'Amministrazione   avrebbe   dovuto
  preventivamente  procedere  ad  un  monitoraggio   accurato   degli
  strumenti informatici e del personale competente intraregionale cui
  affidare  l'incarico dell'elaborazione dei cedolini  mensili  e  di
  tutte le altre competenze connesse;

   ritenuto  altresì che in capo all'Amministrazione regionale  corre
  l'obbligo di istituire, nell'ambito del personale disponibile,  uno
  staff  ad  hoc  che  si  possa occupare dell'elaborazione  di  dati
  specifici inerenti al personale medesimo;

   sottolineato  che,  in estrema ratio, prima di  procedere  con  un
  avviso di gara pubblica, si sarebbe potuto affidare il servizio  di
  gestione delle paghe alla società 'Sicilia e-Servizi';

   ricordato che anche il Corpo forestale di Messina ha appena varato
  una  gara  per affidare all'esterno l'elaborazione delle competenze
  per   i   dipendenti,  a  conferma  che  saranno   molti   i   rami
  dell'Amministrazione  che  vorranno avvalersi  di  gare  pubbliche,
  lasciando  totalmente  inutilizzato  personale  interno  capace  di
  svolgere le mansioni oggetto del bando;

   per sapere:

   quali   siano  state  le  procedure  utilizzate  in  passato   per
  l'elaborazione delle buste paga dei dipendenti;

   per  quale  motivo  la  Regione non si sia avvalsa  della  società
  'Sicilia  e-Servizi' per la fornitura del servizio di  elaborazione
  delle paghe dei dipendenti;

   quali  siano  i dipartimenti della Regione che, per l'elaborazione
  di servizi informatici, stiano provvedendo all'espletamento di gare
  d'appalto con oneri a carico dell'Amministrazione regionale;

   per  quale  motivo  la  Regione non si sia avvalsa  del  personale
  dell'Amministrazione». (1599)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              MANCUSO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   nella  GURS  n.  57 del 31 dicembre 2010 è stato dato  avviso,  da
  parte  dell'Assessorato della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del  lavoro, della pubblicazione del decreto assessoriale  n.  2561
  del  22 dicembre 2010 e del decreto del dirigente generale n.  2619
  del 23 dicembre 2010 circa i criteri e le modalità per l'erogazione
  di  contributi  in  favore degli organismi del  terzo  settore  che
  attuano  azioni  di  contrasto  alle  vecchie  e  nuove  povertà  -
  interventi  a  sostegno  dell'occupazione delle  fasce  deboli  del
  mercato del lavoro;

   detti  decreti determinano i criteri e le modalità per  l'utilizzo
  della  somma  residua,  pari ad euro 6.500.000,00,  risultante  dal
  precedente decreto, precisamente il DA n. 1146 del 31 maggio  2010,
  con  il  quale, precedentemente, erano state date disposizioni  per
  'l'erogazione di contributi da destinare a sperimentazioni  urgenti
  di  contrasto  alle vecchie e nuove povertà' per  complessivi  euro
  13.545.342,00,   al   fine  di  impegnare  la   complessiva   somma
  disponibile di euro 20.320.536,00;

   considerato che:

   dalla  lettura comparata dei due decreti assessoriali (il n.  1146
  del  31  maggio  2010  e  il  n. 2561  del  22  dicembre  2010),  e
  conseguentemente dei due decreti del dirigente generale (il n. 1149
  del  3  giugno  2010 e il n. 2619 del 23 dicembre  2010),  emergono
  divergenze sostanziali in ordine a diversi aspetti non secondari  e
  sugli  stessi requisiti posti alla base della chiamata  a  progetto
  delle diverse iniziative, divergenze che generano più che legittimi
  dubbi sulla correttezza e trasparenza della procedura attivata;

   è  quindi,  in  re ipsa, che, nella considerazione che  l'utilizzo
  della somma residua pari ad euro 6.500.000,00 avvenuta con il DA n.
  2561  del 22 dicembre 2010, risulta, per l'appunto, residua,  dello
  stanziamento complessivamente disponibile di euro 20.320.536,00  di
  cui,  con  D.A.  n.  1146 del 31 maggio 2010, si era  'ritenuto  al
  momento,  di  determinare  i criteri e le modalità  per  l'utilizzo
  della   somma   di  euro  12  milioni  (successivamente   diventati
  13.545.342,00  con  D.A.  n.  1969 del 21  settembre  2010),  (...)
  rinviando a successivo provvedimento la definizione dei criteri per
  l'utilizzo  della  residua  somma, fino a concorrenza  dell'importo
  complessivo, a seguito dell'accertamento definitivo delle  economie
  disponibili'  - alla programmazione del suo utilizzo  non  può  che
  seguire  logicamente  la stessa coerenza normativa  e  impostazione
  criteriale,    salvo   diversa   valutazione    di    discostamento
  opportunamente  motivata  in  maniera  trasparente,  comunicata   a
  seguito di eventuali criticità riscontrate;

   in  effetti,  di  attenersi  a tale coerenza  logico-normativa,  è
  chiaramente detto con il D.A. n. 2561 del 22 dicembre 2010 laddove,
  correttamente,  si  dichiara di ritenere 'in  conformità  a  quanto
  stabilito dal D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010 di dovere determinare
  i  criteri e le modalità per l'utilizzo della somma residua pari ad
  euro 6.500.000,00 (...)' salvo poi, specialmente con D.D.G. n. 2619
  del  23  dicembre 2010, discostarsi clamorosamente dalla precedente
  impostazione e dallo stesso atto di indirizzo;

   ritenuto, quindi, comparativamente:

   le  stesse finalità che, anche e solo terminologicamente,  ma  non
  solo ,  pur  trattandosi  della stessa fattispecie,  sono  tuttavia
  diverse  nel D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010, laddove, per esempio,
  all'articolo  1  si autorizza 'ad emanare apposito avviso  pubblico
  per  l'erogazione  di  contributi da  destinare  a  sperimentazioni
  urgenti  di  contrasto alle vecchie e nuove povertà, (...)',  dalle
  finalità,  invece,  di  cui all'articolo 1  del  DA  n.  2561/2010,
  laddove  si  autorizza, al contrario, 'ad emanare  apposito  avviso
  pubblico  per l'erogazione di contributi da destinare ad interventi
  a  sostegno  dell'occupazione delle fasce deboli  del  mercato  del
  lavoro, (...)';

   l'articolo  3 del DA n. 1146 del 31 maggio 2010 prescrive  che  'i
  progetti  potranno essere presentati da enti (...) che operino  nel
  territorio   della   Regione  siciliana,   posseggano   un'autonoma
  identificazione fiscale e siano costituiti da almeno  5  anni'  con
  l'art.  3  del  D.A.  n.  2561  del 22 dicembre  2010  che  dispone
  analogamente;

   l'articolo  3  dell'allegato  al  D.D.G  n.  1149  del  3.06.2010,
  coerentemente con l'indirizzo espresso con DA n. 1146/2010, dispone
  che:  'Sono  ammessi  a  presentare domanda i  soggetti  (...)  che
  possiedono  una  autonoma  identificazione  fiscale  e  che   siano
  costituiti  da almeno 5 anni (...)' anche nel caso 'di costituzione
  di  ATS'  mentre  l'articolo 3, allegato  al  D.D.G.  n.  2619  del
  23.12.2010,  invece,  diversamente dalle indicazioni  espresse  dal
  D.A. n. 2561/2010 (e dal precedente Avviso), dispone, motu proprio,
  che   gli  'enti  ammessi  a  presentare  domanda  debbono   essere
  costituiti  da  almeno  cinque anni'  ma  debbono  'dimostrare  una
  esperienza  documentata di almeno tre anni nella  realizzazione  di
  progetti a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato
  del lavoro (...)' anche 'Nel caso di costituzione di ATS';

   ancora  l'articolo  3  del 1  avviso di cui al  DDG  n.  1149/2010
  prescrive  che:  'Il  capofila  e  gli  operatori  devono   altresì
  dimostrare   di  mantenere,  in  relazione  ai  destinatari   degli
  interventi  proposti,  relazioni stabili  con  il  territorio  dove
  intendono operare (...)' e che a tal fine 'i progetti devono essere
  accompagnati da lettere di interessamento da parte di  enti  locali
  non  partecipanti  alla ATS, che testimonino una  condivisione  del
  progetto.  La  presenza  di tali lettere è oggetto  di  valutazione
  nell'ambito  della  significatività della  rete  sul  territorio  e
  capacità  di  reperire risorse aggiuntive oltre al  cofinanziamento
  previsto' mentre, con il 2  Avviso di cui al DDG n. 2619/2010, tale
  prescrizione è assente;

   l'articolo  9  del  DDG  n.  1149 del  3  giugno  2010  disciplina
  l'ammissibilità e la valutazione dei progetti secondo  una  griglia
  elaborata  che è diverso dall'articolo 13 del DDG n.  2619  del  23
  dicembre 2010 che prevede un'altra griglia di valutazione;

   l'articolo  14  del  DDG  1149  del  3  giugno  2010  prevede   la
  costituzione  di un comitato di monitoraggio e valutazione  per  le
  attività  di controllo e revoca del contributo, sia in 'in  itinere
  che  con valutazione ex post', che, a differenza dell'avviso di cui
  al DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010, dove non è più previsto che  i
  compiti   e  le  funzioni  assegnate  al  comitato  precedentemente
  costituito   siano  estesi  anche  alle  attività  progettuali   da
  finanziare con il nuovo avviso;

   preso  atto  che tali e tante discrasie non sono giustificate  né,
  vieppiù,  legittime  per  i  discostamenti  operati  dal  dirigente
  generale  con  proprio  decreto n. 2619/2010 rispetto  all'atto  di
  indirizzo  dell'Assessore  avvenuto  con  D.A.  2561/2010,  e   che
  potrebbero essere oggetto di ricorso in via giurisdizionale e  sono
  senz'altro censurabili sotto il profilo politico;

   considerato che:

   trattandosi  la materia di 'sperimentazione urgente  di  contrasto
  alle  vecchie e nuove povertà', è il caso che l'Assessore relazioni
  compiutamente sui risultati conseguiti in esito alla prima  tranche
  di contributi concessi a seguito dei DA 1146 e 1149/2010, prima che
  si proceda ulteriormente;

   l'eco  scaturito da detto bando, anche in ordine a  diversi  altri
  profili   connessi  alle  modalità  costitutive  di   un   apposito
  (ulteriore) comitato tecnico di valutazione, ai suoi poteri e  alla
  discrezionalità  insindacabile - come se fosse  una  giuria  di  un
  concorso  letterario e/o musicale -, lasciano più  che  consistenti
  dubbi  sulla  reale  imparzialità  dell'azione  amministrativa  con
  altrettanti  dubbi sulle recondite finalità ex  post  e  cioè  che,
  anziché  trattarsi  di provvedimenti estemporanei,  straordinari  e
  urgenti una tantum a sostegno di fasce deboli della popolazione, si
  tratti,  invece,  come  peraltro è  detto  all'articolo  1  del  DA
  2619/2010,  di  'contributi da destinare ad interventi  a  sostegno
  dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del lavoro, (...)',
  e  quindi  alimentano  illusorie aspettative di  nuovo  precariato.
  Delle  due una: o si tratta di materia attinente 'a sperimentazioni
  urgenti  di contrasto alle vecchie e nuove povertà' o si tratta  di
  materia  connessa  a 'interventi a sostegno dell'occupazione  delle
  fasce  deboli del mercato del lavoro,(...)' e quindi, se è  materia
  diversa, deve essere trattata con tutt'altri fondi e con tutt'altra
  logica e normativa di riferimento;

   per conoscere il reale intendimento del Governo circa il ritiro  o
  meno  del DA n. 2561 del 22 dicembre 2010 e, conseguentemente,  del
  DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010». (105)

                                                              FARAONE

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 10 gennaio 2011,  pervenuta
  l'11 gennaio successivo e protocollata al numero 171/AULASG-SGPG di
  pari  data,  l'onorevole  Raimondo Maira  ha  comunicato  di  avere
  costituito,  nella riunione del 29 dicembre 2010, con decorrenza  1
  gennaio  2011, unitamente agli onorevoli Caronia, Cascio Salvatore,
  Catalano,  Cordaro, Dina e Gianni, il nuovo Gruppo parlamentare   I
  Popolari di Italia Domani' (PID).
   Comunico,  altresì,  che,  nella  sopra  citata  riunione  del  29
  dicembre  2010, lo stesso onorevole Maira è stato eletto Presidente
  e  l'onorevole  Cordaro  Vicepresidente  del  neocostituito  Gruppo
  parlamentare.
   Pertanto, a seguito della loro adesione al suddetto Gruppo, a  far
  data dall'11 gennaio 2011:
   gli onorevoli li Caronia e Catalano cessano contestualmente di far
  parte del Gruppo Misto;
   gli  onorevoli  Cascio Salvatore,  Cordaro, Dina, Gianni  e  Maira
  cessano  contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare  UDC,
  che  conseguentemente viene meno.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito,  pertanto,  il neo costituito Gruppo parlamentare  PID,  a
  procedere alla nomina di un segretario, ai sensi dell'art.  25  del
  Regolamento   int.   dell'ARS,  dandone  comunicazione   a   questa
  Presidenza.

       Comunicazione di cessazione di funzioni della Commissione
                         parlamentare speciale
      per la revisione e l'attuazione dello Statuto della Regione

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione parlamentare speciale  per
  la  revisione  e l'attuazione dello Statuto della Regione  è  stata
  definitivamente dichiarata cessata dalle sue funzioni con  nota  di
  questa Presidenza prot. n. 1004/SG del 30 dicembre 2010.
   Ne  consegue, ai sensi e per gli effetti dell'art. 29 bis,  ultimo
  comma,  del  Regolamento interno dell'ARS, il  deferimento  alla  I
  Commissione legislativa permanente  Affari istituzionali' di  tutti
  i  disegni  di  legge già assegnati alla Commissione speciale,  ivi
  compreso  il disegno di legge n. 52/A, recante  Schema di  progetto
  di  legge  costituzionale  da proporre al Parlamento  nazionale  ai
  sensi  dell'articolo  41  ter,  comma   2,  dello  Statuto  recante
  'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' .

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1412

   PRESIDENTE.  Con riferimento alla interrogazione a risposta  orale
  n.  1412   Motivi dei ritardi nell'esecuzione dei due progetti  del
  consorzio ASI di Siracusa relativi all'ottimizzazione delle risorse
  idriche', a firma dell'onorevole Vinciullo ed altri, comunica  che,
  con  nota  717/Gab C del 24 dicembre 2010, pervenuta il  3  gennaio
  2011  e  protocollata  al n. 0025/AULAPG del 4 gennaio  successivo,
  l'Assessore  per  il territorio e l'ambiente, cui l'atto  ispettivo
  era indirizzato, ha eccepito la propria incompetenza.
   La  succitata interrogazione rimane pertanto nella competenza  del
  Presidente della Regione fino ad eventuale nuova delega.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi oggi 12  gennaio  2011,  sotto  la
  presidenza   del   Presidente  Cascio,  alla   presenza   dei   due
  vicepresidenti  e  del Presidente della Regione,  all'unanimità  ha
  stabilito   il  seguente  calendario  dei  lavori  della   presente
  sessione:

   «Completamento dell'esame dei documenti di bilancio
   Fermo  restando  che  la data del 31 marzo  2011,  di  conclusione
  dell'esercizio provvisorio, rappresenta il termine ultimo entro  il
  quale   approvare   bilancio   e  finanziaria,   l'attività   delle
  commissioni   è   prioritariamente  finalizzata  alla   definizione
  dell'istruttoria dei documenti di bilancio.
   Pertanto,  le  commissioni  di merito,  laddove  non  abbiano  già
  provveduto,   completeranno   l'esame   dei   suddetti    documenti
  finanziari,  integrati  dalle successive note  di  variazioni,  con
  priorità rispetto all'esame di altri disegni di legge.
   La   Commissione   Bilancio  riprenderà  l'esame   dei   documenti
  finanziari.

   Priorità per l'attività delle Commissioni
   - Semplificazione (520-144 bis Disposizioni per la trasparenza, la
  semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della   pubblica
  amministrazione,   l'agevolazione  delle   iniziative   economiche.
  Disposizioni  per lo sviluppo. Disposizioni per il  contrasto  alla
  corruzione  ed  alla  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.
  Disposizioni   per   il   riordino  e  la   semplificazione   della
  legislazione   regionale).  Per  consentire   l'esame   del   testo
  nell'attuale  fase,  la Commissione Bilancio, presso  la  quale  il
  disegno  di  legge è all'esame per il parere ai sensi dell'articolo
  65,  comma  7,  del  Regolamento interno, individua  le  norme  che
  implicano effetti finanziari, dando parere negativo, consentendo in
  tal modo il prosieguo dell'iter per le parti prive di tali effetti.
   - riduzione numero deputati (n. 52/A - Schema di progetto di legge
  costituzionale   da   proporre   al Parlamento  nazionale).  A  tal
  proposito comunico che a seguito della cessazione della Commissione
  parlamentare speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto
  della  Regione, i disegni di legge alla stessa assegnati,  compreso
  il  disegno  di  legge n. 52/A, sono deferiti  alla  I  Commissione
  legislativa permanente  Affari istituzionali .
   -  orari  esercizi  commerciali (n. 604  -  Orari  degli  esercizi
  commerciali e grandi struttura di vendita.)
   - Riforma ASI (nn. 605, 242, 362, 577 - Costituzione dell'istituto
  regionale  per lo sviluppo delle attività produttive).  Considerata
  l'attuale vigenza del regime di esercizio provvisorio del  bilancio
  della  Regione, la Commissione Bilancio, presso la quale il disegno
  di  legge è all'esame per il parere ai sensi dell'art. 65, comma 7,
  del Regolamento interno, dovrà valutare la possibilità che il testo
  venga esaminato in tale fase.
   Attività Aula
   L'Aula  terrà  sedute  da  martedì 18 a giovedì  20  gennaio,  ore
  pomeridiane,  e  da martedì 25 a giovedì 27, per lo svolgimento  di
  attività  di  indirizzo politico (mozioni numeri 224 e  227)  e  di
  attività  ispettiva,  nonché  per  l'esame  di  disegni  di   legge
  eventualmente  licenziati  dalle commissioni  secondo  le  priorità
  precedentemente indicate.
   La  Presidenza si riserva di convocare un ulteriore Conferenza dei
  capigruppo  in relazione all'evolversi dell'esame dei documenti  di
  bilancio per calendarizzarne l'esame d'Aula».

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire su una vicenda, su cui mi corre l'obbligo di richiamare
  l'attenzione dell'Aula perché, purtroppo, a distanza di tanti  mesi
  è rimasta irrisolta.
   Ho  cercato più volte di sollecitare la Presidenza in questa  Aula
  e,  in  particolare, il Presidente della Regione, perchè desse  una
  risposta ad un ordine del giorno del lontano febbraio 2010.
   Purtroppo, ancora oggi, al suddetto atto politico non si è  potuto
  dare  corso  e  ricordo che il suo iter fu interrotto dallo  stesso
  Presidente della Regione che, in quella seduta d'Aula del  febbraio
  2010, ne chiese il rinvio e quindi la sospensione della trattazione
  per  poterlo  discutere ed eventualmente approvare  in  una  seduta
  successiva.
   Signor  Presidente, io ho cercato in tutti i  modi,  da  mesi,  di
  poter avere questa risposta.
   Purtroppo,  quell'ordine  del giorno,  in  maniera  sbagliata,  fu
  discusso  a  marzo  del 2010, quando invece si attendeva  prima  la
  risposta  del Presidente della Regione, che non è mai  arrivata,  e
  quell'ordine del giorno fu accettato come raccomandazione.
   Chiedo, quindi, con l'anno nuovo, essendo ormai trascorso quasi un
  anno,  che questa Assemblea possa discutere l'ordine del giorno  n.
  272,  rimasto in sospeso proprio su richiesta del Presidente  della
  Regione  che  avrebbe dovuto dare invece una risposta all'Aula.  Mi
  riferisco,  in  particolare, alle problematiche dell'Ente  porto  e
  dell'Autorità portuale di Messina.
   Chiedo,  pertanto, alla Presidenza dell'Assemblea  di  individuare
  una  seduta per discutere quell'ordine del giorno perché, di fatto,
  secondo me, si sta compiendo un'inadempienza in questa Assemblea, e
  la  richiesta di accantonare l'ordine del giorno che fu fatta a me,
  quale primo firmatario, non è pervenuta da un collega qualunque, ma
  da parte del presidente della Regione.
   Risposta  ad  oggi  non  se ne è mai avuta.  Intanto,  continua  a
  perpetrarsi  una situazione di illegittimità richiamata nell'ordine
  del  giorno  che era stato posto in essere proprio per  cercare  di
  dare  risposta a tale problema. Oltretutto, quell'ordine del giorno
  aveva  una sua logica. E' da circa un anno che in quell'ente  opera
  un  commissario  il  quale, dopo sei mesi,  avrebbe  dovuto  essere
  sostituito così come prevede lo stesso Statuto dell'Ente  porto  di
  Messina.
   Invito  la  Presidenza dell'ARS a porre fine a tale  anomalia  nel
  rispetto di questa Aula e di tutti noi, in considerazione del fatto
  che  ad  oggi  nessuna risposta è stata data dal  Presidente  della
  regione.
   Le  chiedo e concludo, quanto prima, di rimettere quell'ordine del
  giorno  in discussione in Aula e che allora fu - ripeto - accettato
  solo  come raccomandazione, presente l'allora assessore Cimino,  il
  quale  non  sapeva neanche di cosa si stava parlando. Invece  c'era
  l'impegno  a  votarlo, dopo che il Presidente della Regione  avesse
  fornito la risposta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, l'ordine del  giorno  numero  272
   Avvio  delle procedure di scioglimento dell'ente porto di Messina
  che  nel corso della seduta abbiamo chiesto di firmare sia  io  che
  l'onorevole   Panarello, risulta, ovviamente, trattato e  accettato
  come  raccomandazione.  Il che implica, di  fatto,  la  conclusione
  della sua trattazione.
   Si può, invece, assumere l'iniziativa sia di un approfondimento in
  Commissione di merito ovvero si può trasformare l'ordine del giorno
  in  mozione.  In  tal  modo la Presidenza potrà  inserirla  tra  le
  mozioni da trattare.
   Tuttavia, lei deve formalizzare la richiesta in tal senso.

   BENINATI.  Signor  Presidente, da parte mia  l'ordine  del  giorno
  numero 272 può considerarlo già trasformato in mozione.

   PRESIDENTE.  E' chiaro però che l'atto deve essere formalizzato  e
  depositato, come prevede il Regolamento.

   agricolo e alimentari

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                     Risorse agricole e alimentari'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica
   Risorse agricole e alimentari'.
   Si  procede con la interrogazione numero 890  Interventi a  tutela
  dell'agricoltura  e della zootecnia siciliana in  crisi',  a  firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interrogazione.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente, non sono pronto a rispondere.

   PRESIDENTE.   Assessore,  la  invito  a  fornire  l'elenco   delle
  interrogazioni  per le quali è pronto a rispondere. Avverto  l'Aula
  che la Presidenza intende fissare nuovamente lo svolgimento di atti
  ispettivi  della  rubrica   Risorse  agricole  e  alimentari'  alla
  prossima seduta d'Aula.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente, sono pronto a rispondere alle interrogazioni  nn.  914,
  932, 1110, 1368, 1390, 1395, 1449.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Per  gli altri atti parlamentari ispettivi inseriti all'ordine del
  giorno  della  seduta  odierna e che  non  sono  stati  oggetto  di
  trattazione,  l'assessore comunica che è  stata  già  richiesta  ai
  competenti  dipartimenti regionali dell'Assessorato  l'acquisizione
  degli  elementi di risposta degli elementi di risposta e, pertanto,
  nelle  more  della loro acquisizione si chiede il rinvio  ad  altra
  seduta.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, non è
  per  essere  contrario alla proposta della Presidenza ma  solo  per
  ricordare  che una di queste interrogazioni porta la  data  del  24
  novembre 2009.
   Lei, assessore, non ha assolutamente nessuna responsabilità perché
  ricordo  che  prima  di lei ci sono stati altri due  assessori  che
  avrebbero dovuto rispondere.
   Signor  Presidente,  dico questo anche per darle  la  cifra  della
  considerazione che il Governo continua ad avere nei  confronti  dei
  deputati e di tutta l'Assemblea regionale siciliana.
   Sono  contrario  al  rinvio  perché, in  data  20  dicembre  2010,
  l'assessore  per la salute decise di rispondere a 26 interrogazioni
  da  me  presentate,  alcune delle quali risalivano  addirittura  al
  2008.
   In  quell'occasione, dopo avere aspettato più di due  anni,  avevo
  chiesto di rinviare lo svolgimento delle interrogazioni, in  quanto
  per  la  prima  volta ero impegnato a Siracusa e non potevo  essere
  presente.  Avevo  anche motivato e documentato la mia  assenza.  In
  quella  occasione il Governo, che non aveva le risposte, decise  di
  trasformare  le  interrogazioni da  orali   in  interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta.
   Devo  farle  presente, signor Presidente, che  ad  oggi,  a  venti
  giorni  da  quella  seduta, l'assessore non ha fatto  pervenire  le
  risposte   scritte.   Saranno  forse  pervenute   alla   Presidenza
  dell'Assemblea,  ma non sono pervenute all'assessore  interrogante.
  La  cosa  mi  dà  particolarmente  fastidio  perché  si  può  anche
  aspettare  due anni, si può anche subire l'imboscata di  rispondere
  quando  si è assenti, però almeno si abbia il buon gusto  -  e  non
  parliamo  più  di  diritto  perché questo  Governo  il  diritto  lo
  calpesta  tutti i giorni - di mantenere gli impegni che si prendono
  fra adulti.
   Pertanto,  signor Presidente, non sono d'accordo  che  il  Governo
  risponda  solo in parte alle interrogazioni da me presentate  e  la
  invito a fare gli opportuni sforzi affinché il Governo risponda  in
  maniera completa.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non posso costringere il Governo,
  che non è pronto, a rispondere a tutti i costi. Glielo dico per  la
  considerazione che ho rispetto a quanto da lei esposto.
   Per   quanto   concerne,  invece,  l'aspetto  da  lei   segnalato,
  appureremo immediatamente se sono pervenute alla Presidenza o  alla
  segreteria generale le risposte scritte che vanno subito consegnate
  all'onorevole interrogante. Lo stiamo verificando perché  è  giusto
  che  si  facciano pervenire agli onorevoli interroganti le risposte
  scritte in tempi ragionevoli.
   Si   passa   allo  svolgimento  dell'interrogazione   numero   914
  «Interventi  a  favore  degli agrumicoltori  siciliani»,   a  firma
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   il  caldo  prolungato che, in questi ultimi giorni, ha interessato
  la  nostra Regione ed in modo particolare la provincia di Siracusa,
  sta causando enormi problemi agli agrumicoltori siciliani;

   la  mancanza  di acqua piovana, normalmente abbondante  in  questo
  periodo  dell'anno,  sta costringendo  i coltivatori  ad   irrigare
  artificialmente  gli  agrumeti, con evidenti  costi  di  produzione
  aggiuntivi.   Di  contro,  i  prezzi  alla  vendita  sono   rimasti
  invariati, se non addirittura diminuiti, anche perché quest'anno si
  è avuta un'abbondante produzione di tutti i tipi di agrumi;

   rilevato che:

   a  questa già problematica situazione, si deve aggiungere l'arrivo
  sui  mercati  italiani e siciliani di agrumi  provenienti  da  vari
  Paesi extracomunitari che stanno stravolgendo l'intero mercato;

   questi agrumi, 'figli' di sistemi di coltivazione intensiva,  sono
  prodotti  senza  alcuna  regola in termini  di  igiene  alimentare,
  sicurezza nei luoghi di lavoro e costo della mano d'opera,  fattori
  produttivi  che  incidono  in  maniera  prevalente  sui  costi   di
  produzione. Tutto ciò consente l'arrivo, sui mercati europei, di un
  prodotto con prezzi assolutamente competitivi rispetto alla  nostra
  produzione,  che  si è sempre contraddistinta per la  scelta  della
  qualità  degli agrumi rispetto alla quantità prodotta, nel rispetto
  delle  disposizioni comunitarie e del PSR 2007/2013  della  Regione
  siciliana;

   non   essendoci  inoltre,  in  questi  Paesi  produttori,   severe
  normative  che tutelino la salute pubblica, gli agrumi immessi  sul
  mercato  siciliano presentano residui chimici, causati dall'uso  di
  antiparassitari, nocivi per l'uomo, assolutamente vietati in  tutta
  la Comunità europea;

   considerato  che  tale  crollo  dei  prezzi  induce  i  produttori
  siciliani  di  agrumi  a  lanciare  una  drammatica  richiesta   di
  intervento alle Autorità regionali, visto che il crollo dei  prezzi
  di  vendita  degli  agrumi non permette agli stessi  produttori  di
  sopravvivere,  calcolando  che i costi di  produzione  oramai  sono
  superiori ai ricavi;

   per sapere:

   se  non  ritengano  utile predisporre interventi  in  aiuto  degli
  agrumicoltori   siciliani,  vittime  delle  condizioni   climatiche
  avverse;

   se  non  ritengano opportuno intervenire urgentemente al  fine  di
  garantire  i  nostri  produttori di agrumi nei confronti  di  altre
  produzioni  provenienti da Paesi extracomunitari che,  sia  per  la
  tipologia  del  raccolto che per i costi della  manodopera,  stanno
  mettendo  in  ginocchio l'intero comparto agrumicolo  in  Sicilia».
  (914)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere  alla
  interrogazione.

   D'ANTRASSI,  assessore per le risorse agricole e  alimentari.  Con
  riferimento    alla    interrogazione    numero    914     intendo,
  preliminarmente,  precisare che la risposta  alla  stessa  è  stata
  trasmessa   all'interrogante,  alla   Segreteria   generale   della
  Presidenza  della Regione e al Servizio Lavori d'Aula dell'ARS  con
  nota  protocollo  n.  68169 del 15 settembre  2010,  dall'Assessore
  regionale pro tempore.
   L'interrogante,  con  riferimento  alla  crisi  di  mercato  delle
  produzioni agrumicole siciliane registratesi nell'inverno del 2009,
  aggravata  da avverse condizioni meteorologiche, pone due  quesiti;
  il  primo  riguarda la predisposizione di interventi in aiuto  agli
  agrumicoltori   siciliani,  vittime  delle  condizioni   climatiche
  avverse;  il secondo attiene alla tutela dei produttori  di  agrumi
  nei  confronti di altre produzioni agricole provenienti  dai  Paesi
  extracomunitari che, sia per la tipologia del raccolto  che  per  i
  costi  della  manodopera,  stanno mettendo  in  ginocchio  l'intero
  comparto agrumicolo in Sicilia.
   Per quanto attiene alla prima questione, come certamente sarà noto
  all'onorevole   interrogante,  si  ricorda  che  già   il   decreto
  legislativo n. 102 del 29 marzo 2004 prevede diversi interventi  in
  materia   di   assicurazioni  agricole  agevolate,  conformi   alle
  disposizioni  comunitarie  ed  in  linea  con  le  mutate  esigenze
  economiche derivanti dal processo di modernizzazione delle  imprese
  agricole, cui è possibile attingere in occasione del verificarsi di
  calamità naturali.
   In  particolare, detta normativa stabilisce che per fare fronte ai
  danni  cagionati  alle  produzioni  agricole  e  zootecniche,  alle
  strutture  aziendali agricole e alle infrastrutture  agricole,  gli
  imprenditori agricoltori possono beneficiare di incentivi sui premi
  assicurativi, in conformità a quanto stabilito dal punto 11.5 degli
  orientamenti  comunitari in materia di aiuti di Stato  nel  settore
  agricolo.
   Possono usufruire degli aiuti per la copertura dei rischi agricoli
  nei  termini  stabiliti  annualmente dal  piano  assicurativo,  gli
  imprenditori   agricoli   che   abbiano   i   requisiti    previsti
  dall'articolo 2135 del Codice Civile.
   Il  contributo  dello Stato è concesso fino all'80 per  cento  del
  costo  dei  premi  per  contratti  assicurativi  che  prevedono  un
  risarcimento  qualora  il danno raggiunga il  20  per  cento  della
  produzione nelle aeree svantaggiate e il  30 per cento nelle  altre
  zone.  Nel  caso di contratti assicurativi che coprano anche  altre
  perdite, dovute ad avverse condizioni atmosferiche non assimilabili
  alle  calamità  naturali, o perdite dovute ad  epizoozie  bovine  e
  bufaline o fitopatie, il contributo è ridotto fino al 50 per  cento
  del costo del premio.
   Il  contributo  pubblico è concesso esclusivamente  per  contratti
  assicurativi  che  prevedono, per ciascun prodotto  assicurato,  la
  copertura della produzione complessiva aziendale all'interno di uno
  stesso comune.
   Per  venire  incontro  alle esigenze degli  agricoltori  siciliani
  vittime  delle  condizioni climatiche avverse, per  come  auspicato
  dall'onorevole  interrogante,  ricordo  che  l'Assemblea  regionale
  siciliana  con  l'approvazione dell'ultima  legge  finanziaria  per
  l'anno  2010, ha previsto all'articolo 80 della legge regionale  n.
  11  del  12  maggio 2010, l'istituzione di un Fondo di  solidarietà
  regionale,  proprio per intervenire in favore di  aziende  agricole
  che  sono  state  danneggiate  per  effetto  di  calamità  naturali
  avverse,  con  finalità integrative rispetto  alle  somme  attivate
  dalla  richiamata normativa nazionale. Le somme previste  da  detto
  Fondo, ammontanti in fase di prima istituzione in euro 8,5 milioni,
  sono state impegnate al 31 dicembre 2010 per 6 Meuro allo scopo  di
  provvedere  a  risarcire  i danni cagionati  da  calamità  naturali
  verificatesi  negli anni pregressi, e 2,5 Meuro per il risarcimento
  dai danni causati dalla peronospora, per l'annualità 2007.
   Con  riferimento al secondo quesito, si comunica  che  i  prodotti
  vegetali e le derrate alimentari d'importazione, provenienti sia da
  paesi   comunitari  che  extracomunitari,  devono   rispondere   ai
  requisiti   fito-sanitari  e/o  igienico-sanitari  previsti   dalle
  vigenti  disposizioni in materia di controlli.  I  controlli  fito-
  sanitari,   che   riguardano  le  misure   di   protezione   contro
  l'introduzione  di  organismi nocivi ai  vegetali  ed  ai  prodotti
  vegetali,  sono regolamentati dal decreto legislativo  214  del  19
  agosto 2005 e successive modifiche ed integrazioni. Detti controlli
  sono   effettuati  dal  Dipartimento  interventi  strutturali   per
  l'agricoltura   di  questo  Assessorato,  per  il   tramite   degli
  Osservatori  regionali per le malattie delle  piante.  I  controlli
  igienico-sanitari  all'importazione sono di  contro  di  competenza
  dell'Assessorato  regionale alla salute e  sono  regolamentati  dal
  decreto 4 febbraio 2010, pubblicato sulla GURS n. 9 del 26 febbraio
  2010.
   L'importazione delle merci è regolamentata da misure  di  politica
  commerciale che comportano determinate formalità per l'importazione
  delle  merci stesse. A tal fine tutti i paesi del mondo sono  stati
  divisi in due gruppi:
   - Paesi WTO (ex Gatt) o assimilati (Reg. CE 3285/94);
   - Paesi in via di transizione verso l'economia di mercato (Reg. CE
  519/94).
   Al  fine  di  supportare  gli  agricoltori  ed  in  particolare  i
  produttori  di agrumi di qualità, nell'intento anche di aiutare  il
  consumatore  nella  scelta  consapevole  di  prodotti  ad   origine
  regionale,  l'Assessorato interviene attraverso  specifiche  misure
  del PSR Sicilia 2007/2013.
   La  misura 132 eroga un aiuto a favore delle aziende agricole  che
  intendono  sostenere il costo della certificazione di  qualità  per
  tutti i produttori che aderiscono o vogliono aderire ai sistemi  di
  qualità riconosciuti dall'Unione Europea (DOP, IGP, Bio) attraverso
  un contributo di   3.000,00 all'anno per cinque anni.
   A tal riguardo, è già stato emanato il primo bando e sono in corso
  di   attuazione   le   procedure  amministrative   previste   dalle
  disposizioni nazionali e comunitarie. Hanno presentato  domanda  di
  aiuto  2850  aziende, a fronte di una dotazione  finanziaria  della
  misura pari a 16,5 Meuro.
   La seconda misura è la 133, il cui obiettivo è quello di sostenere
  le  associazioni  di  produttori ed  i  consorzi  di  tutela  nelle
  attività  di informazione e promozione delle produzioni di  qualità
  riconosciute dalla UE sul mercato interno. La dotazione finanziaria
  della misura è pari a 30,5 Meuro.
   E'  importante sottolineare che gli agrumi di qualità riconosciuta
  (DOP   ed   IGP),  possono  fruire  di  quest'aiuto  e  rafforzare,
  migliorare  o far nascere rapporti commerciali con la distribuzione
  organizzata,   informando  il  consumatore  delle   caratteristiche
  qualitative dei prodotti e della relativa valenza territoriale.
   Il  primo  bando  ha registrato l'adesione di trenta  Consorzi  di
  tutela ed associazioni di produttori, mentre il secondo bando,  che
  apre  anche  alle  cooperative  di  produttori  la  possibilità  di
  partecipare  alla misura, si è chiuso il 20 maggio ed ha  visto  la
  partecipazione di 24 organismi associativi.
   Per  quanto  riguarda ulteriori aiuti al comparto  agrumicolo,  si
  ricorda che alla fine dell'esercizio finanziario 2009 si è concluso
  il  bando  relativo al cosiddetto PAN (Piano agrumicolo nazionale),
  che   finanziava  oltre  al  reimpianto  di  agrumeti  anche  opere
  accessorie  e che su una dotazione finanziaria di circa  25  Meuro,
  sono  stati presentati progetti per un importo riconducibile a meno
  del 20 per cento.
   Infine,  giova  precisare  che  nell'ambito  del  settore  di  che
  trattasi, si è potuto dare negli ultimi anni un notevole aiuto alle
  aziende agrumicole che si sono associate tra loro in Organizzazioni
  di  produttori,  le  quali hanno usufruito di contributi  in  conto
  capitale  pari  al 50-60 per cento in tempi ridottisimi  (4-6  mesi
  dalla  realizzazione dell'intervento) previsti dal settore dell'OCM
  Ortofrutta  (Reg.  CE  1234/07  e  158/07)  e  di  Aiuto  Nazionale
  aggiuntivo pari al 100 per cento della spesa sostenuta.
   Proprio per affrontare la problematiche evidenziate dall'onorevole
  interrogante  si  è  provveduto  a sottoscrivere  recentemente  con
  l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia, un  Accordo
  per  la  realizzazione di un piano di monitoraggio e  studio  delle
  produzioni   agroalimentari   presenti   nella   rete   commerciale
  regionale,  che consentirà di determinare una tavola  digitale  che
  riassuma  le  caratteristiche genetiche, chimiche e radioisotopiche
  dei   prodotti  siciliani  esaminati,  utilizzando  le   tecnologie
  disponibili  presso  il  suddetto Istituto,  ciò  con  il  precipuo
  intento  di  tutelare le produzioni regionali  tipiche  rispetto  a
  quelle provenienti da paesi extracomunitari.
   La  presente  relazione, comprensiva degli  atti  allegati,  verrà
  inoltrata  all'onorevole  interrogante e depositata  ai  competenti
  Uffici dell' Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Assessore, abbiamo verificato che lei ha risposto  ad
  un'interrogazione    che    è    stata    già    svolta.     L'iter
  dell'interrogazione numero 914 si è concluso nella  seduta  n.  139
  del  9  febbraio  2010,  in  cui si è  proceduto  alla  discussione
  unificata della mozione numero 174 e di interrogazioni, fra cui  la
  n. 914, concernenti il tema della crisi del comparto agrumicolo.
   Mi dispiace interromperla, ma l'interrogazione è già stata svolta.
  E' possibile che il suo ufficio abbia fatto un po' di conclusione.
   L'interpellanza numero 82 decade e le interrogazioni a mia  firma,
  per   accordo   fra   le   parti,  si  intendono   trasformate   in
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  allo svolgimento dell'interrogazione n. 932  «Opportune
  iniziative allo scopo di fare luce sulla gestione dell'associazione
  regionale  degli  allevatori di Sicilia»,  a  firma  dell'onorevole
  Marziano. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   l'ARAS (associazione regionale degli allevatori di Sicilia)  è  un
  ente con personalità giuridica riconosciuto dalla Regione siciliana
  che,  per  delega  della stessa e del Ministero  per  le  politiche
  agricole,  ambientali e forestali, attua, fra le altre,  iniziative
  di  miglioramento zootecnico, di consulenza agli  allevatori  e  di
  promozione delle produzioni;

   per  tali attività, ai sensi dell'art. 6 della legge regionale  n.
  12 del 1989, l'ARAS riceve un contributo pari al 95 per cento delle
  somme  spese e documentate, a valere sulle risorse a tal fine  rese
  disponibili  in parte dal bilancio regionale (euro  4  milioni  500
  mila circa annui) ed in parte assegnate all'Assessorato Agricoltura
  e  foreste  dal Ministero per le politiche agricole,  ambientali  e
  forestali (circa 5 milioni circa annui);

   tali  somme  vengono  erogate  a seguito  di  approvazione  di  un
  programma  tecnico-finanziario annuale  da  parte  dell'Assessorato
  Agricoltura  e  foreste, al quale è demandato  il  controllo  della
  spesa  durante  lo  svolgimento dell'attività  e  la  verifica  del
  rendiconto finale;

   considerato che:

   già  con  nota  prot.  37550  del 20  giugno  2006,  l'Assessorato
  Agricoltura  e  foreste  -  Servizio VI,  richiedeva  all'ARAS  una
  dettagliata   relazione  allo  scopo  di  verificare  le   numerose
  'presunte  irregolarità'  sulla gestione  e  l'utilizzazione  delle
  risorse  pubbliche, denunciate dall'allora presidente del consorzio
  allevatori di Siracusa, nonché socio della stessa ARAS;

   in  un  recente  documento, datato 8 agosto 2009  e  trasmesso  al
  Presidente  della  Regione siciliana, all'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura,  all'Assessore  regionale  per  il  bilancio  ed  al
  collegio  sindacale  dell'ARA Sicilia,  48  allevatori  soci  della
  stessa  associazione  avevano  segnalato  la  'prosecuzione  di  un
  sistema  di  gestione autoritaria dell'attuale presidenza  dell'ARA
  che ha in questi ultimi anni di gestione fatto scadere la qualità e
  quantità  dei  servizi  agli allevatori, demotivato  e  mortificato
  molti  dei dipendenti impegnati nell'assistenza alle aziende nonché
  determinato   voci  ricorrenti  di  irregolarità   nella   gestione
  amministrativa  dei  contributi pubblici  della  Regione  siciliana
  (mancata erogazione premi miglioramento agli allevatori, assunzioni
  clientelari, spese della Presidenza fuori controllo, ecc.)';

   nel  suddetto  documento i firmatari richiedevano  ai  destinatari
  dello stesso di accertare le condizioni di regolarità inerenti alle
  sopravvenute  modifiche  statutarie  dell'ARA  Sicilia,  le   quali
  avrebbero accentrato i poteri delegati in capo al suo presidente;

   tale  richiesta non ha avuto riscontro da alcuno dei  destinatari,
  inducendo gli allevatori a reiterare la richiesta con nota  del  18
  novembre 2009 indirizzata alla Federcoltivatori di Siracusa  ed  al
  collegio sindacale del consorzio allevatori di Siracusa nonché, per
  conoscenza, al Presidente della Regione;
   per sapere:

   quali  siano state le risultanze degli accertamenti richiesti  con
  la  citata  nota  prot.  37550 del 20 giugno 2006  dell'Assessorato
  Agricoltura e foreste - Servizio VI;

   se  si  sia proceduto ad una verifica dei rendiconti e dei bilanci
  dell'ARA Sicilia a decorrere dal 2004;

   quali   controlli  da  quella  data  ad  oggi,  verbalizzati   dai
  funzionari  incaricati, siano stati effettuati   dagli  ispettorati
  provinciali  dell'agricoltura  e  dal  servizio  all'uopo  preposto
  dell'Assessorato  Agricoltura e foreste  in  ordine  alla  gestione
  economica   ed   amministrativa  negli   uffici   dell'associazione
  regionale allevatori di Palermo». (932)

   Ha   facoltà   di   parlare   l'assessore   per   rispondere
  all'interrogazione.

   D'ANTRASSI,  assessore per le risorse agricole  e  alimentari.  In
  ordine  alla  interrogazione in esame,  con  la  quale  l'onorevole
  Marziano,  quale  primo firmatario, ed altri chiedono  quali  siano
  state le risultanze degli accertamenti richiesti, con la nota prot.
  n.  37550  del 20 giugno 2006 dell'Assessorato risorse agricole  ed
  alimentari,  ex Servizio VI Produzioni animali, presso  l'ARAS,  si
  rappresenta quanto segue.
   Nel  sottolineare, in primo luogo, che ho già provveduto in merito
  a trasmettere gli elementi di risposta, con nota prot. n. 76592 del
  20 ottobre 2010, ribadisco, in questa sede, che nulla di irregolare
  è  emerso  dalle risultanze e dagli accertamenti ispettivi,  a  suo
  tempo   disposti   dall'Assessorato,  così  come  riportato   nella
  comunicazione fatta pervenire dal competente Dipartimento regionale
  degli  interventi strutturali per l'agricoltura, con nota prot.  n.
  19107 del 26 febbraio 2010.
   Nell'interrogazione in parola, si richiede,  altresì,  se  si  sia
  proceduto   alla   verifica   dei   rendiconti   e   dei    bilanci
  dell'Associazione regionale allevatori della Sicilia,  a  decorrere
  dal 2004.
   Al riguardo si precisa che l'Assessorato, tramite il Servizio III,
  esercita l'attività di vigilanza sull'ARAS medesima.
   Giova  ricordare che l'ARAS è un ente economico dotato di  proprio
  CDA  e  di  un  collegio dei sindaci, al quale il  Ministero  delle
  politiche agricole, alimentari e forestali e questa Amministrazione
  regionale demandano lo svolgimento di attività funzionali  previste
  da norme statali e regionali.
   Su  tale  ente, pertanto, questa Amministrazione non  esercita  un
  controllo  in  senso  stretto,  bensì  un'attività  di   tutela   e
  vigilanza, relativamente alla corretta utilizzazione dei  fondi  di
  provenienza statale e regionale. Più precisamente, non si tratta di
  un  controllo  sugli  atti, quanto, piuttosto, di  una  valutazione
  sull'opportuno  impiego  dei  fondi,  di  provenienza   statale   e
  regionale, ricevuti.
   Nell'ambito   delle  proprie  mansioni,  il   Servizio   III   del
  Dipartimento    regionale   degli   interventi   strutturali    per
  l'agricoltura  provvede, pertanto, a verificare la rispondenza  tra
  il  programma  annualmente presentato dall'ARAS alla  data  del  30
  giugno   dell'anno   precedente  e  lo  Statuto   dell'Associazione
  medesima,  nonché  la  validità  dello  stesso  in  relazione  alle
  peculiarità  del settore zootecnico siciliano; successivamente,  se
  ritenuto  opportuno,  approva il programma medesimo,  se  del  caso
  decurtandolo  qualora  talune iniziative di carattere  tecnico  non
  dovessero essere corrispondenti alle finalità statutarie dell'ente.
   Il  finanziamento  di  tale programma poggia  su  fondi  regionali
  riferiti  al  capitolo 144111 e su fondi provenienti dal  Ministero
  delle  politiche  agricole, alimentari e forestali  per  l'attività
  riferita  ai  controlli funzionali, risultanti dal capitolo  143707
  del bilancio regionale.
   E'    opportuno    precisare   che   sul    programma    approvato
  l'Amministrazione regionale, ai sensi dell'articolo 6  della  legge
  regionale  12  del 1989, eroga un contributo fino al 95  per  cento
  rimanendo a carico della stessa Associazione la parte residua.
   Tale erogazione viene effettuata tramite più acconti; la rimanente
  parte  viene  erogata l'anno successivo a presentazione  del  conto
  consuntivo, sulla scorta dei controlli effettuati a campione presso
  la sede regionale dell'ARAS.
   Nella   seconda   metà  dell'anno  successivo,  quindi,   con   la
  presentazione del conto consuntivo, corredato da apposita relazione
  del  Collegio  sindacale  ed  il trasferimento  dei  fondi  statali
  iscritti    alla    Regione,   questa   Amministrazione    provvede
  all'eventuale  liquidazione  di  quanto  è  emerso  dal   controllo
  consuntivo.  Tali somme sono erogate, ovviamente, tramite  appositi
  decreti  regolarmente vistati dalla Ragioneria generale  di  questa
  Amministrazione.
   L'interrogante, inoltre, chiede di conoscere quali  controlli  gli
  ispettorati provinciali per l'agricoltura abbiamo effettuato presso
  l'ARAS a partire dal 2004.
   Al  riguardo si precisa che da parte dell'attuale Servizio III del
  Dipartimento   regionale  interventi  strutturali,  preposto   alla
  vigilanza dell'ARAS, vengono effettuate verifiche e monitoraggi  di
  tipo  amministrativo ed in loco, finalizzate a riscontrare  sia  il
  regolare svolgimento delle attività delegate dallo Stato (controlli
  funzionali)  sia  le  altre  attività  dell'ente  riconducibili  al
  programma approvato.
   Nel  corso  dell'anno,  in  aggiunta ai controlli  effettuati  dal
  competente  Servizio  del Dipartimento regionale  degli  interventi
  strutturali  dell'agricoltura,  vengono  svolti  dagli  ispettorati
  provinciali  dell'agricoltura,  che redigono  apposita  dettagliata
  relazione,  apposite verifiche in loco per l'attuazione  di  quanto
  predisposto  dal  programma dei controlli funzionali  svolti  dalle
  associazioni  provinciali degli allevatori , emanato dal  Ministero
  delle  politiche  agricole, alimentari e forestali  -  Dipartimento
  delle politiche di sviluppo.
   Tale  programma  prevede  che  la vigilanza  delle  regioni  venga
  effettuata  tramite  sopralluoghi  presso  la  sede  amministrativa
  dell'ente  e  nei  luoghi deputati al ricovero degli  animali,  per
  constatare  la  regolare esecuzione del programma,  la  tenuta  dei
  libri  genealogici, la rispondenza delle registrazioni e dei libri,
  la  corretta  predisposizione  dei  calendari  nel  rispetto  delle
  scadenze  stabilite, l'operatività dei controllori, in  particolare
  la  presenza  in  azienda ed il rilevamento  delle  produzioni,  la
  regolare   tenuta  della  documentazione  in  ufficio.  Per   ovvie
  motivazioni   logistiche,  tali  verifiche  sono   demandate   agli
  Ispettorati  provinciali agricoltura che redigono apposito  verbale
  ed  una  relazione tecnica, evidenziando le eventuali  irregolarità
  riscontrate.
   Tanto  premesso,  si conferma che dai controlli  effettuati  dagli
  Ispettorati  provinciali  dell'agricoltura  nel  periodo   indicato
  nell'atto ispettivo parlamentare, non è emersa alcuna irregolarità,
  come  comunicato  dal  competente  Servizio  III  del  Dipartimento
  regionale  interventi  strutturali dell'Assessorato  delle  risorse
  agricole e alimentari, con nota n. 19107 del 26 febbraio 2010.  Ciò
  nonostante,  si dà comunque assicurazione che anche nel  futuro  il
  sistema  della  vigilanza  da  parte  del  competente  Dipartimento
  dell'Assessorato  sarà improntato, come sempre, al  massimo  rigore
  per  consentire il pieno rispetto del programma da parte dell'ente,
  nonché lo svolgimento dell'attività dell'ente secondo i princìpi di
  trasparenza e di buon andamento.
   La  presente  relazione, comprensiva degli  atti  allegati,  verrà
  inoltrata all'onorevole firmatario dell'atto ispettivo e depositata
  ai componenti uffici dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano,  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  non avrei alcun motivo di dubitare dei contenuti della sua risposta
  se  non fosse che, anche a seguito di una precedente interrogazione
  presentata anch'essa assieme al collega De Benedictis ed altri,  si
  è proceduto al commissariamento dell'ARAS, la struttura ha avuto un
  cambio di gestione e adesso è sottoposta a gestione commissariale.
   E'  evidente  che, se non ci fossero state le ragioni che  abbiamo
  evidenziato nell'interrogazione, sarebbe stato difficile  procedere
  al commissariamento.
   Allora, poiché apprezzo l'impegno del Governo e dei suoi uffici ad
  esercitare,  nel  prosieguo,  il  controllo  in  modo  che  non  si
  verifichino  gli  elementi  che  hanno  portato  oggettivamente  al
  commissariamento  dell'associazione, solo  per  questo  mi  ritengo
  parzialmente soddisfatto. Ma voglio rinnovare l'invito a verificare
  che l'attività di un'associazione tanto importante, che opera certo
  con una quota di cofinanziamento propria, ma con il 95 per cento di
  risorse  che  le destina la Regione, sia assolutamente trasparente,
  cristallina, a tutela dei suoi associati e a tutela degli interessi
  generali della Regione.

   PRESIDENTE.     Per     assenza    dall'Aula    dell'interrogante,
  l'interrogazione numero 1110 «Notizie in merito ai ritardi  per  il
  bando   del  PSR  2007  -  2013,  misura.  1.1.2,  in  materia   di
  insediamento giovani agricoltori», a firma dell'onorevole  Cordaro,
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 1368 «Piano di sviluppo rurale
  PSR  -  Verifica dell'entità delle somme sottoposte  al  disimpegno
  automatico», a firma dell'onorevole Caputo.
   Per  assenza  dall'Aula dell'interrogante, la  stessa  si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1390 «Misure per fronteggiare
  la  crisi  agricola nel comune di Pachino», a firma  dell'onorevole
  Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore  agricolo,  ed  in  particolare  la  coltivazione  del
  pomodoro  Pachino  IGP,  ha da sempre caratterizzato  la  città  di
  Pachino   (SR),  influenzandone  l'economia  e  determinandone   la
  crescita;

   ad  oggi,  il  pomodoro  di  Pachino è un prodotto  ortofrutticolo
  conosciuto ed esportato in tutto il mondo;

   considerato che:

   negli ultimi anni, si è registrata una crisi crescente del sistema
  produttivo agricolo pachinese;

   la   crescente  crisi  del  comparto  agricolo  ha  innescato   un
  progressivo  quanto  inarrestabile declino dell'economia  pachinese
  con    forti   e   negative   ripercussioni   sull'intera    classe
  imprenditoriale agricola locale;

   accertato  che  nei  prossimi  anni  la  situazione,  destinata  a
  peggiorare  in assenza di provvedimenti, interesserà  oltre  12.000
  famiglie  legate  al  comparto e ben 1.500 aziende  con  all'attivo
  oltre 5.000 dipendenti fra fissi e stagionali;
   visto che:

   negli    ultimi   anni,   a   poco   sono   serviti   gli   sforzi
  dell'amministrazione  locale  e del  consorzio  IGP,  costantemente
  impegnati a promuovere l'agricoltura locale ed i suoi prodotti;

   neanche  in  occasione  della seconda  edizione  della  festa  del
  pomodoro Pachino, che si è svolta poche settimane fa, si è riusciti
  a dare forza ad un settore che appare sempre più in discesa;

   per  sapere  se  non ritengano urgente e necessario adoperarsi  al
  fine  di  individuare misure capaci di arrestare la  crisi  che  in
  questi  anni attanaglia il settore agricolo pachinese e  sviluppare
  un  piano capace di rilanciare il pomodoro di Pachino, icona  della
  produzione agricola siracusana». (1390)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   D'ANTRASSI,  assessore per le risorse agricole e  alimentari.  Con
  l'interrogazione  numero  1390  del  15  settembre  2010,  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo,  viene  richiesto  di  conoscere   quali
  iniziative sono state intraprese per fronteggiare lo stato di crisi
  che   in   questi  anni  ha  investito  l'intero  settore  agricolo
  pachinese,  con  particolare riguardo alla  produzione  del  tipico
  pomodoro di Pachino.
   Si  ritiene opportuno ripercorrere, in breve, l'attività  ad  oggi
  dispiegata   dall'Amministrazione  regionale   sulla   problematica
  sollevata dall'onorevole interrogante.
   Il  pomodoro di Pachino è un prodotto IGP (Indicazione  geografica
  protetta)  e,  a  tal  uopo,  è stato,  in  data  31  agosto  2002,
  costituito  il  Consorzio per la tutela del pomodoro  di  Pachino .
  Per   lo   sviluppo  e  la  promozione  dei  prodotti  a   marchio,
  l'Assessorato ha attivato una serie di iniziative volte a risolvere
  lo   stato  di  crisi  di  mercato  dell'intero  comparto  agricolo
  regionale  e,  pertanto,  anche quello interessato  dalla  presente
  interrogazione, che si sono concretizzate mediante la pubblicazione
  e  l'attuazione  dei  bandi nell'ambito del Programma  di  Sviluppo
  Rurale  (PSR) Sicilia 2007-2013, i cui progetti che hanno  superato
  le  varie  fasi  di  valutazione  e  selezione  sono  in  corso  di
  finanziamento.
   La  procedura  adottata per i bandi emanati  per  l'intero  PSR  è
  quella  denominata   stop and go', che consiste nello  scaglionare,
  nell'intero  periodo di programmazione, le date in cui è  possibile
  presentare,   da  parte  degli  aventi  diritto,  le   istanze   di
  finanziamento.  Con questo meccanismo, è possibile che  gli  uffici
  preposti  possano  istruire dette domande  nel  periodo  in  cui  i
  termini  di  scadenza  sono chiusi consentendo,  tra  l'altro,  una
  maggiore speditezza dell'intero iter amministrativo.
   In  particolare, così come riportato nella nota prot. 94754 del 24
  dicembre   2010   del  Dipartimento  regionale   degli   Interventi
  Strutturali  dell'Assessorato regionale delle  risorse  agricole  e
  alimentari,  nell'ambito della Misura 133  Attività di informazione
  e  promozione  riguardo ai prodotti che rientrano  nei  sistemi  di
  qualità alimentare  del Programma di Sviluppo rurale Sicilia  2007-
  2013  che  si  prefigge di sostenere le attività di informazione  e
  promozione  delle produzioni di qualità riconosciute dalla  UE  sul
  mercato  interno, il Servizio del Dipartimento regionale competente
  ha  già emesso, a favore di imprese che operano nel territorio  del
  siracusano, provvedimenti per 775 mila euro, concernenti  programmi
  promozionali  di  natura informativa, di rilancio  commerciale  sui
  circuiti  della  GDO specificatamente sul pomodoro  di  Pachino,  a
  indicazione  geografica protetta, e in generale sull'ortofrutta  di
  qualità prodotta nel comprensorio siracusano.
   Sempre per quanto concerne la misura 133, la stessa prevede, oltre
  ai  bandi  già  chiusi,  ulteriori due finestre  nelle  quali  sarà
  possibile  accedere  ai finanziamenti, che si concretizzano  dall'1
  marzo al 30 aprile del 2011 (terza sottofase) e dall'1 marzo al  30
  aprile 2012 (quarta sottofase).
   Più  in generale, invece, nell'ambito delle altre misure afferenti
  al PSR 2007-2013, che prevede una dotazione complessiva pari a euro
  2.185.429.544,  l'Amministrazione regionale ha già attivato,  oltre
  alla  misura 133, la cui dotazione finanziaria complessiva  ammonta
  ad  euro 30.240.000,00, ulteriori interventi, mediante l'emanazione
  di   bandi  pubblici,  che  consentiranno  di  attuare  sull'intero
  territorio  regionale quegli interventi necessari  a  sostenere  lo
  sviluppo   del   settore   agricolo-alimentare,   oltre   che    la
  conservazione   e  valorizzazione  dell'ambiente  e   lo   sviluppo
  sostenibile dei territori rurali della Regione nei prossimi anni.
   L'obiettivo è quello di accrescere la competitività delle  aziende
  agricole  ed agro-industriali attraverso azioni di ristrutturazione
  ed   infrastrutturazione,   di  modernizzazione,   di   ricerca   e
  innovazione  tecnologica, di diffusione di attività bioenergetiche,
  di  riqualificazione  del settore e di valorizzazione  dell'offerta
  agro-alimentare regionale.
   A  titolo esemplificativo richiamo in questa sede alcune di queste
  misure del PSR di cui ha beneficiato l'intero comparto agricolo.
   La  misura  121   Ammodernamento delle aziende agricole ,  la  cui
  dotazione  finanziaria pubblica ammonta a 382 milioni di euro,  che
  persegue   l'obiettivo   di   sostenere   la   ristrutturazione   e
  l'ammodernamento del sistema produttivo agricolo e agro-industriale
  per  migliorare il rendimento globale, incentivare l'adozione delle
  innovazioni,  migliorare  la qualità dei  prodotti,  l'aggregazione
  delle imprese più deboli.
   La  misura  123   Accrescimento del valore aggiunto  dei  prodotti
  agricoli  e  forestali ,  la  cui  dotazione  finanziaria  pubblica
  ammonta  ad  euro  171.987.000,00,  che  persegue  l'obiettivo  del
  miglioramento  del  rendimento  economico,  delle  attività  e   al
  riposizionamento delle imprese sui mercati.
   La misura 124  Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti , la
  cui  dotazione  finanziaria pubblica ammonta a 29.600.000,00  euro,
  che  persegue  l'obiettivo di sostenere i progetti di  cooperazione
  per  la  creazione  e  lo sviluppo di nuovi  prodotti,  processi  e
  tecnologie,  per  aumentare  la  competitività  delle  imprese  nei
  settori agricolo e alimentare ed in quello forestale.
   I beneficiari delle suddette misure sono gli imprenditori agricoli
  singoli o associati (cooperative, società di persone e di capitali)
  per  la misura 121; le micro, piccole e medie imprese per la misura
  123;  le associazioni di produttori e i consorzi di tutela  per  la
  misura  133;  le  associazioni temporanee di scopo  tra  produttori
  agricoli,  singoli  o  associati, industrie di  trasformazione  e/o
  commercializzazione, imprese fornitrici di strumenti, tecnologie  e
  servizi   all'attività  agricola  e/o  agro-industriale,   soggetti
  pubblici   e   privati  operanti  nel  settore  della   ricerca   e
  sperimentare pre-competitiva per la misura 124.
   Le  risorse  finanziarie previste nel PSR 2007-2013  rappresentano
  una  grande  opportunità  per promuovere lo  sviluppo  concreto  ed
  equilibrato del settore agro-alimentare siciliano e dunque anche il
  comprensorio  aretuseo,  ma  si ritiene necessario  attivare  nuovi
  processi  di  collaborazione  con  tutte  le  autorità  competenti,
  europee,  nazionali, regionali, e organizzazioni di categoria,  per
  la   definizione  di  regole  chiare  e  certe  sul  fronte   della
  commercializzazione   e  della  qualità  dei   prodotti   agricoli,
  soprattutto per quelli provenienti dai Paesi esteri.
   Inoltre, porto a conoscenza dell'interrogante che, attraverso  una
  programmazione basata sulle esigenze manifestate dai produttori, il
  Dipartimento  regionale Interventi strutturali dell'agricoltura  ha
  sottoscritto in esecuzione dell'accordo di programma 2008-2009, una
  convenzione tra ICE e la Regione, che impegna la somma di 1 milione
  e  600 mila euro in quota Regione ed euro 1 milione e 600 mila euro
  in    quota   ICE   e   che   mira   a   realizzare   attività   di
  internazionalizzazione,  promozione  e  salvaguardia  dei  prodotti
  agroalimentari  regionali  sulle  principali  piazze   internazioni
  realizzando specifiche azioni mirate a singoli settori (ortofrutta,
  vino  ecc.) organizzando la partecipazione delle aziende  a  eventi
  fieristici  internazionali  (es. Fruit Logistica,  Berlino,  Winter
  fancy food, San Francisco, etc.), di cui potranno beneficiare anche
  i produttori del pomodorino di Pachino.
   Oltre   alle   iniziative  poste  in  essere  dall'Amministrazione
  regionale  che  sono state testé richiamate, si manifesta  comunque
  sempre la disponibilità, in generale, a qualsiasi confronto  con  i
  produttori del comparto ortofrutticolo della provincia di  Siracusa
  ed  in  particolare con i produttori del pomodorino di Pachino,  al
  fine di valutare ulteriori azioni ed iniziative da porre a sostegno
  del comparto.
   Io ho avuto diverse riunioni a Pachino con operatori del settore e
  attraverso il sistema della IGP abbiamo identificato come soluzione
  possibile  ed auspicabile la creazione di una asta dei prodotti  di
  Pachino  vicino alla produzione. Questo è un intervento che  stiamo
  cercando  di  concertare sia con le maestranze locali sia  con  gli
  uffici  dell'assessorato, e su questo spero di rendicontare  presto
  positivamente.
   La  presente  relazione, comprensiva degli  atti  allegati,  verrà
  inoltrata   all'onorevole  interrogante  e  depositata   presso   i
  competenti Uffici dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  signor   Assessore,   onorevoli
  colleghi,  intanto la ringrazio per la risposta,  che  è  diventata
  preziosa  da  parte  di un rappresentante del  Governo,  ed  è  una
  risposta che è arrivata anche con una celerità. L'interrogazione  è
  stata  presentata  il 15 settembre 2010, e oggi, 12  gennaio  2011,
  riusciamo ad avere la risposta, entro quattro mesi; sicuramente  un
  fatto positivo.
   Io  ho  apprezzato  molto di più la seconda parte dell'intervento,
  laddove  lei,  assessore,  ha  affrontato  in  maniera  particolare
  l'oggetto   dell'interrogazione,  rivolta  proprio   ad   un   tema
  specifico,  su  come fronteggiare la crisi agricola nel  comune  di
  Pachino.
   La  prima  parte  del  suo intervento è stata piuttosto  generica,
  spesso   ha  citato  anche  misure  dove  fino  adesso   i   nostri
  agricoltori, soprattutto quelli che producono i pomodori di Pachino
  GP, non sono mai riusciti ad ottenere nessun ristoro da parte degli
  organi proposti.
   Ecco  perchè  la  seconda  parte mi  è  sembrata  sicuramente  più
  rispondente  all'interrogazione, e ho anche apprezzato la  proposta
  che  lei  ha fatto di incontrare in assessorato una delegazione  di
  agricoltori di Pachino, alla presenza dei deputati della provincia,
  proprio  per  cercare di scendere nel dettaglio e  di  vedere  cosa
  concretamente possiamo fare. Secondo me, al di là delle misure  133
  e  123, di cui lei ha parlato, bisogna mettere in atto una serie di
  azioni,  volte alla tutela e alla difesa del pomodorino di Pachino,
  che  è  un  prodotto tipico del posto, che ha delle caratteristiche
  organolettiche che nessun altro prodotto ha, ma che  purtroppo  non
  viene  difeso  e  tutelato né dalla Regione né, tanto  meno,  dallo
  Stato. E, di conseguenza, sul mercato non solo si trova un prodotto
  che  viene  spacciato come pomodorino di Pachino  ma  che  proviene
  dalle  province  vicine  - cosa che potremmo  anche  comprendere  e
  giustificare  -, ma la cosa ben più grave è che spesso  sono  stati
  intercettati  carichi  di  pomodorino  provenienti  dal  Marocco  o
  dall'Egitto  che giungevano in alcuni territori della provincia  di
  Siracusa,  dove  veniva messa l'etichetta IGP  come  pomodorino  di
  Pachino, con il risultato che veniva ingolfato il mercato,  con  un
  deprezzamento  del  prodotto, e che  la  gente  non  riesce  più  a
  distinguere il vero pomodorino di Pachino dagli altri.
   Il secondo problema è quello della commercializzazione.
   Noi dobbiamo tutelare e difendere, ma dobbiamo accompagnare questo
  prodotto nel corso della filiera che, come lei sa meglio per essere
  un  esperto nel settore, è una filiera troppo lunga. Vi sono troppi
  passaggi  dal produttore al consumatore, per cui spesso il prodotto
  viene  venduto  dieci  volte  di più  di  quanto  viene  pagato  al
  produttore.
   Assessore,  lei  m'insegna che questa cosa non può  succedere   La
  crisi del comparto agricolo di Pachino, di tutta la zona attorno  a
  Pachino,  deriva  proprio  da un'eccessiva  parcellizzazione  della
  filiera  e  da  un'eccessiva  presenza  di  intermediari   che   si
  frappongono fra il coltivatore e l'acquirente.
   E'  qui che la Regione dovrebbe intervenire, e noi vorremmo capire
  cosa  vuole  fare  in  concreto, perché  forse,  più  che  dare  un
  contributo al coltivatore, sarebbe opportuno accorciare la  filiera
  e  fare sì che sul mercato il vero pomodorino di Pachino arrivi  ad
  un prezzo concorrenziale.
   L'altro  argomento riguarda i trasporti. Noi siamo  estremo  lembo
  d'Italia  e, di conseguenza, estremo sud dell'Europa,  e  i  nostri
  prodotti  per arrivare sui mercati di Milano o sui mercati  europei
  devono  affrontare un tragitto troppo lungo, troppo costoso, spesso
  rischioso,  perché il pomodorino parte da Pachino con un  prezzo  e
  quando  arriva l'indomani a Milano, possibilmente il  prezzo  si  è
  dimezzato, e quindi non valeva nemmeno la pena partire da Pachino.
   Anche  in  questo  caso,  vorrei sapere come  la  Regione  intende
  intervenire, quali misure a favore dei coltivatori onesti siciliani
  vuole  mettere  in atto affinché sulle piazze dei  mercati  europei
  arrivi  il  vero pomodorino di Pachino, accorciando  la  filiera  e
  senza gravare eccessivamente il peso dei trasporti.
   Se  il  Governo  che lei rappresenta, Assessore, si  attiverà  per
  raggiungere questi tre obiettivi, credo che l'odierno dibattito  in
  Aula stia avendo un esito favorevole.
   Se  lei  mi  autorizza,  prenderò appuntamento  con  i  produttori
  insieme  ad  altri  deputati e la verremo  a  trovare  per  vedere,
  insieme, di poter trovare delle soluzioni per uscire dalla crisi.
   Intanto, mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore.

   PRESIDENTE.     Per     assenza    dall'Aula    dell'interrogante,
  l'interrogazione numero 1395 «Acquisizione al demanio della Regione
  siciliana  dei  beni  della Parmatour s.p.a. siti  nelle  isole  di
  Marettimo  e  Favignana (TP)», a firma dell'onorevole Marrocco,  si
  intende presentata con risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1449 «Attivazione della misura 215
  del  PSR  2007-2013 a favore delle aziende agricole  e  zootecniche
  della Regione» a firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il  settore agricolo, unitamente al comparto zootecnico siciliano,
  rappresenta  da  sempre  un importante tassello  dell'economia  del
  Mezzogiorno;

   negli  ultimi  anni, l'agricoltura e la zootecnia  siciliana  sono
  state fortemente provate dalla crisi globale che si è abbattuta sul
  territorio nazionale e sulla Sicilia in particolare;

   considerato che:

   con la riforma della PAC (politica agricola comunitaria) del 2003,
  è stato introdotto il rispetto del principio della condizionalità a
  carico  degli  agricoltori  che, a partire  dall'1   gennaio  2005,
  intendono   beneficiare  dei  finanziamenti  stanziati  dall'Unione
  europea attraverso la PAC;

   sempre a decorrere dall'1 gennaio 2005, tutti gli agricoltori sono
  tenuti  al  rispetto degli impegni relativi ai criteri di  gestione
  obbligatori (CGO), nonché a mantenere i terreni in buone condizioni
  agronomiche e ambientali (BCAA);

   il  mancato  rispetto,  da  parte dei  soggetti  interessati,  dei
  criteri  sopra  descritti,  può comportare  la  detrazione  e/o  la
  soppressione dei pagamenti diretti da parte dell'ente erogatore;

   l'adempimento delle direttive europee comporta una maggiore  spesa
  a  carico delle imprese agricole e zootecniche siciliane, impegnate
  a  migliorare il benessere animale per un periodo di 5  anni,  come
  disposto dalla norma;

   visto che:

   l'attivazione della misura 215 - pagamenti per il benessere  degli
  animali,  del PSR 2007/2013, contribuirebbe a compensare i maggiori
  oneri   sostenuti  dalle  imprese  siciliane  per   migliorare   le
  condizioni  di  igiene  e  benessere nelle aziende  zootecniche  di
  bovini, suini a avicoli;

   in  questo  modo,  si  contribuirebbe  alla  diffusione  di  nuove
  tecniche  di allevamento che migliorano il benessere degli  animali
  rispetto   alle  normali  buone  pratiche  zootecniche  (BPZ)   che
  costituisco la base per la valutazione del benessere degli  animali
  in allevamento;

   accertato che:

   nelle Regioni europee in cui la misura 215 è stata attivata, si  è
  registrato  un  incremento della produttività e della competitività
  delle aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio;

   la  misura  de qua prevede un sostegno alla perdita di redditività
  conseguente  all'applicazione  di  impegni  inerenti  alle  quattro
  macroaree   (sistemi  di  allevamento  e  stabulazione,   controllo
  ambientale,  alimentazione  e acqua di bevanda,  igiene,  sanità  e
  aspetti   comportamentali)  previste  dalla  misura  215  del   PSR
  2007/2013;

   la misura 215, che ha durata quinquennale, prevede l'erogazione di
  pagamenti  annuali  per  unità bovino  adulto  (UBA),  secondo  gli
  impegni assunti dall'allevatore;

   in Emilia Romagna, dove al momento è attiva la misura, il rapporto
  UBA/ANNO  varia da 20 euro/ANNO fino a raggiungere i 100  euro/ANNO
  per singolo capo;

   la  media dei capi allevati nelle aziende siciliane è di circa  70
  capi  adulti,  per  un  rapporto UBA/ANNO complessivo  di  7.000,00
  euro/ANNO per azienda;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  e  necessario  provvedere
  all'attivazione della misura 215 - pagamenti per il benessere degli
  animali, contenuta all'interno del PSR 2007/2013, al fine di venire
  incontro  alle esigenze e alle necessità delle aziende  agricole  e
  zootecniche  siciliane, fortemente provate dalla crisi del  settore
  ancora in atto, accrescendone la competitività e la produttività al
  fine di contribuire al loro rilancio» (1499).

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, intanto ho apprezzato l'intervento
  dell'onorevole  Vinciullo  e volevo precisare  che  Pachino  è  una
  filiera di altissima qualità, però è una filiera piccola che riesce
  a  fatica a correlarsi col mercato. Ha delle realtà limitrofe, come
  quella di Vittoria, che tenda a cannibalizzarlo.
   Ritengo - e questo l'ho discusso con gli operatori a Pachino - che
  sia  essenziale  creare un'asta dei prodotti di Pachino  a  Pachino
  attraverso un compattamento e un controllo delle filiere produttive
  e  l'utilizzo  di  un  solo marchio. Noi abbiamo  anche  fatto  dei
  preventivi,   non  costa  molto  strutturare  un'asta  sull'esempio
  olandese,  si  potrebbe trascinare la definizione  del  prezzo  dei
  prodotti  Pachino  vicino  ai cancelli dei  produttori,  che  è  la
  questione chiave, la madre di tutte le questioni, se non tentare di
  realizzare un prezzo unico esportando della frutta o della  verdura
  in  questo  caso, ma cortocircuitarle in una filiera  cortissima  e
  prendere i soldi e subito.
   Anticipo  che da parte dei produttori di Vittoria ho  già  trovato
  delle  resistenze, perché vorrebbero inglobare tutto in un  mercato
  unico.  Io  ritengo  che  questo  non  sia  giusto  perché  le  due
  produzioni  non  sono  omogenee e, quindi, ho  cercato  di  portare
  avanti  un  concetto,  e  pare  che  adesso  sia  stato  accettato.
  Onorevole  Vinciullo,  la informerò, quindi, dello  sviluppo  della
  situazione  e  se  lei  è convinto cercheremo  di  portarla  avanti
  insieme.
   L'interrogazione  numero  1449  del  15  ottobre  2010,  a   firma
  dell'onorevole Vincenzo Vinciullo, riguarda la mancata  attivazione
  della  misura 215 del PSR 2007-2013 a favore delle aziende agricole
  e zootecniche della Regione.
   In  particolare l'interrogante, con l'atto parlamentare  ispettivo
  che  si riscontra, con riferimento alle esigenze e necessità  delle
  aziende  agricole  e,  più specificatamente zootecniche  siciliane,
  fortemente  provate dalla crisi del settore ancora in atto,  chiede
  se  non  si ritiene urgente e necessario provvedere all'attivazione
  della  misura 215 del PSR Sicilia 2007-2013, al fine di accrescerne
  la   competitività  e  la  produttività  per  contribuire  al  loro
  rilancio.
   Desidero,   innanzitutto,  ripercorrere   preventivamente   l'iter
  procedurale     svolto     dalla     Amministrazione      regionale
  nell'elaborazione  e  formazione  dell'attuale  Piano  di  sviluppo
  rurale   della  Regione  Sicilia,  che  ha  comportato  la  mancata
  attivazione della misura in argomento.
   Il  Reg. CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005,  sul
  sostegno  allo  sviluppo rurale da parte del FEASR  prevede,  nella
  sezione  2  - Misure volte al miglioramento dell'ambiente  e  dello
  spazio  rurale - e, specificatamente all'articolo 36, lett. a),  un
  sostegno  agli agricoltori che si impegnino ad adottare  metodi  di
  allevamento che vanno al di là di requisiti obbligatori.
   L'attuale PSR non prevede l'attivazione della misura 215, relativa
  ai  pagamenti per il benessere degli animali, in quanto, in sede di
  approvazione del suddetto documento di programmazione, la Direzione
  Generale della Commissione Europea competente aveva avanzato  delle
  osservazioni che di seguito verranno dettagliatamente esplicitate.
   Più specificatamente il documento di programmazione proposto a suo
  tempo  dalla  Amministrazione regionale alla  Commissione  Europea,
  prevedeva,  per  la  misura 215, un'analisi  riferita  ai  comparti
  zootecnici  più  rappresentativi (bovini,  ovini,  caprini,  suini,
  asini)  basata sulla simulazione di ciò che comportava il pacchetto
  di  azioni  da attivare per migliorare lo stato di benessere  degli
  animali.
   In  dettaglio, per ciascuna specie animale presa in considerazione
  ed  allo  scopo  di poter valutare la perdita di reddito,  venivano
  confrontati  i costi che avrebbero dovuto sostenere gli  allevatori
  nell'ipotesi  di  adesione alla misura al fine  di  rispettare  gli
  adempimenti  previsti,  rispetto a quelli che  normalmente  vengono
  sostenuti dagli stessi allevatori.
   Per  tutte  le specie animali è stato prospettato che  si  sarebbe
  dovuto  intervenire sugli aspetti riferiti all'alimentazione,  alle
  strutture di stabulazione, alle condizioni igieniche dei luoghi  di
  ricovero ed agli aspetti concernenti la profilassi sanitaria.
   Più  dettagliatamente,  per quanto attiene  l'alimentazione  degli
  animali  l'obiettivo  prospettato era quello di  somministrare  una
  razione  bilanciata più rispondente alle loro esigenze nutrizionali
  e  di migliorare la qualità dell'acqua d'abbeverata, riducendo così
  i fattori di stress e migliorando lo stato di salute degli animali;
  per  quanto  concerne  l'aspetto ambientale e di  stabulazione,  lo
  scopo   prefigurato  era  quello  di  incidere  in  positivo  sulle
  condizioni   igieniche  dei  locali  di  ricovero,  attraverso   le
  disinfezioni  periodiche  ed il miglioramento  del  microclima  dei
  luoghi  di  ricovero;  infine, per quanto  riguarda  la  profilassi
  sanitaria  si  prospettava  il controllo  e  la  prevenzione  delle
  malattie  mediante  l'applicazione  di  appropriati  programmi   di
  profilassi   (vaccinazioni,  trattamenti  antiparassitari,   etc.),
  predisposti dall'allevatore e dal veterinario aziendale.
   La  suddetta  Direzione Generale della Commissione  Europea,  dopo
  aver  esaminato la proposta, aveva specificatamente richiesto,  per
  poter  provvedere all'attivazione della misura di che trattasi,  di
  sviluppare    le    informazioni    prospettate    mediante:     a)
  l'individuazione degli obblighi vincolanti per gli agricoltori,  b)
  l'individuazione degli obblighi aggiuntivi, c) la caratterizzazione
  dei  vantaggi  in  termini  di benessere  animale  derivanti  dalla
  realizzazione di ciascun impegno, d) la quantificazione dell'entità
  del premio e della metodologia di calcolo in maniera più chiara  ed
  esaustiva, rispetto a quanto prospettato nel documento inviato alla
  Commissione.
   A   tali   richieste   non   veniva  dato   seguito   in   quanto,
  l'individuazione degli impegni aggiuntivi venivano  considerati  di
  difficile  applicazione  nelle realtà  zootecniche  del  territorio
  regionale,  così  come riportato nella nota del Dirigente  Generale
  del  Dipartimento  Interventi strutturali per l'agricoltura,  prot.
  88048 del 30 novembre 2010.
   Inoltre, la scelta operata dall'Amministrazione regionale  di  non
  attivare  la  misura  di  che  trattasi  è  maturata,  anche  nella
  considerazione che il riscontro alle osservazioni formulate per  la
  misura  in esame dalla Commissione avrebbe determinato un ulteriore
  slittamento    alla   stesura   definitiva   del    documento    di
  programmazione,  e conseguentemente, un ulteriore  ritardo  per  la
  relativa   approvazione  dello  stesso,  da  parte   degli   organi
  competenti della Comunità europea.
   A    seguito    della   problematica   sollevata    dall'onorevole
  interrogante, ho già provveduto ad impartire apposita direttiva  al
  Dirigente  Generale  del  Dipartimento interventi  strutturali  per
  l'agricoltura,  nella  qualità di autorità  di  gestione  del  PSR,
  concernente  l'opportunità  di  istituire  un  tavolo  tecnico   di
  confronto  con le associazioni degli allevatori, per verificare  la
  praticabilità dell'attivazione della misura 215 ed eventualmente di
  porre  in  essere i necessari adempimenti in vista  della  prossima
  rivisitazione del PSR.
   La  presente  relazione, comprensiva degli  atti  allegati,  verrà
  inviata  all'onorevole interrogante e inoltre, depositata presso  i
  competenti uffici dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  apprendo  con  piacere che la mia  interrogazione  l'ha
  spinta  a  dare disposizione ai suoi uffici affinché si mettano  in
  atto  tutte  le  misure  necessarie per  l'applicazione  di  questo
  importante  provvedimento  che, ora lo vedremo,  sono  operanti  in
  quasi  tutte  le  altre regioni d'Italia, in modo  particolare,  in
  Emilia Romagna.
   Saluto,  inoltre,  con piacere il fatto che lei abbia  pensato  di
  istituire  un  tavolo tecnico di confronto con le  associazioni  di
  categoria, in maniera tale che su questo argomento così importante,
  e   tanto   richiesto  da  parte  degli  allevatori,  vi   sia   un
  coinvolgimento da parte dei soggetti artefici, di coloro  i  quali,
  poi, dovranno trarre materiale beneficio da questa legge.
   Come  lei ricordava, la misura 215, relativa ai pagamenti  per  il
  benessere  degli animali, è contenuta all'interno del  PSR  2007  e
  2013  e risponde anche alla necessità di attivare delle misure  che
  possano  sostenere  la  perdita  di redditività,  come  conseguenza
  dell'applicazione di impegni inerenti ai sistemi dell'allevamento e
  stabulizzazione,  ai controlli ambientali, all'alimentazione,  alle
  acque,    all'igiene   e   alla   sanità.    Sono   tutti   aspetti
  comportamentali,  nel senso che si vuole rendere  più  confortevole
  possibile,  l'esistenza degli animali che poi verranno abbattuti  e
  che  contribuiscono, non solo alla nostra alimentazione,  ma  anche
  alla crescita economica del nostro Paese.
   Fino  adesso cosa è successo? Tra l'allevatore onesto  e  attento,
  che tiene nella dovuta considerazione gli animali che ha in gabbia,
  e  l'allevatore  disonesto che non fa controllare gli  animali,  li
  lascia  allo  stato  brado,  non si  cura  completamente  di  loro,
  possibilmente dà vita anche a una macellazione abusiva, non vi  era
  stata nessuna differenza.
   Questo  intervento risponde proprio a questa necessità, di rendere
  quanto  migliore possibile il periodo di esistenza del capo,  prima
  che venga abbattuto.
   E'  un contributo importante perché si passa da venti a cento euro
  l'anno e, se immaginiamo un allevatore che ha settanta capi, stiamo
  parlando  di sette mila euro l'anno, quindi di una somma importate,
  che  contribuisce  a  migliorare le  nostre  stalle,  l'igiene,  la
  solubilità,  le  condizioni  di vita degli  animali.  Continuare  a
  rimanere  indifferenti  di fronte a questo  problema,  ci  sembrava
  un'eccessiva noncuranza da parte del Governo.
   Vedo  con  piacere  che lei, assessore, ha tratto  ispirazione  da
  questa  interrogazione e ha deciso di portare, in  breve  tempo,  a
  compimento  quella che è una particolare predisposizione  da  parte
  della Comunità europea. Non posso non essere soddisfatto e non  può
  non essere positiva la mia risposta e di conseguenza La ringrazio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 18
  gennaio 2011, alle ore 16,00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II   -  Discussione della mozione n. 224 - Opportune iniziative al
  fine di impedire il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive
  locali   conseguenti  al  decreto   Mille  proroghe   del   Governo
  nazionale.

                                   MARINELLO - DIGIACOMO - MARZIANO -
                                                                 RAIA

   III   -  Discussione della mozione n. 227 - Iniziative  a  livello
  centrale   per  ovviare  ai  disservizi  del  sistema   ferroviario
  siciliano.

                                      BARBAGALLO - GALVAGNO  - LUPO -
                                                           MATTARELLA

   IV    -    Seguito  dello  svolgimento  di  interrogazioni  e   di
  interpellanze della rubrica  Risorse agricole e alimentari .

                   La seduta è tolta alle ore 17.36

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   l'ospedale  'Moscatello'  di  Augusta  (SR)  è  una  delle   poche
  strutture  sanitarie in provincia di Siracusa ad essere  dotata  di
  una pista di atterraggio per elicotteri. Ciò consente alla medesima
  struttura di avere un bacino di utenza che abbraccia tutti i  paesi
  del comprensorio e/o quei centri ove esistono strutture ospedaliere
  pubbliche, ma non dotate di eliporto;

   il sistema di elisoccorso è di vitale importanza per consentire un
  pronto  e  tempestivo intervento in casi di gravità che necessitano
  il  trasferimento urgente di pazienti in fin di vita verso nosocomi
  dotati   di   strutture   particolari   come   la   rianimazione,la
  cardiochirurgia ola Neurochirurgia;

   considerato che:

   la   pista  dell'elisoccorso dell'ospedale 'Moscatello' è  agibile
  solo  per interventi diurni, visto che è sprovvista del sistema  di
  illuminazione che le consentirebbe una fruizione continua h 24';

   la  mancata possibilità di sfruttare la pista nelle ore  serali  e
  notturne causa seri problemi nell'assistenza immediata ai pazienti,
  che   necessitano  di  un  veloce  trasferimento  in  ospedali  con
  strutture più adeguate;

   nel caso in cui tali interventi dovessero avvenire in orari serali
  o  notturni, il trasferimento viene svolto per mezzo di  ambulanze,
  sistema che, ovviamente, incide su uno dei fattori predominanti  in
  questi casi: la rapidità di intervento;

   visto  che  un  intervento  della  Regione  che  possa  permettere
  l'istallazione  dell'impianto luci nell'elipista  dell'ospedale  di
  Augusta  è  assolutamente  auspicabile  perché,  a  fronte  di   un
  investimento  economico modesto (occorrono meno di 50  mila  euro),
  permetterebbe  ad un bacino di oltre 100 mila persone  di  avere  a
  disposizione,  per 24 ore al giorno, un servizio che  spesso  si  è
  dimostrato essenziale per salvare vite umane;

   per   sapere   se   non  ritengano  urgente  ed  improcrastinabile
  intervenire  con  un  finanziamento  straordinario  per  consentire
  l'istallazione   dell'impianto   di   illuminazione   nell'eliporto
  dell'ospedale 'Moscatello' di Augusta, al fine di garantire, per 24
  ore al giorno, un servizio vitale come l'elisoccorso». (881)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa le iniziative
  per   il  completamento  della  pista  dell'eliporto  dell'ospedale
  Moscatello di Augusta (SR), si rappresenta quanto segue.
   L'elisuperficie  di  Augusta  -  Ospedale  Civile  E.  Moscatello,
  rientra fra le elisuperfici censite dal S.E.U.S 118 quale struttura
  dedicata all'elisoccorso.
   In  atto  la  suddetta struttura, realizzata al suolo in  cemento,
  funziona soltanto per il volo diurno.
   La  stessa  elisuperficie è inserita, tuttavia,  nell'obiettivo  1
  (obiettivo di immediata realizzazione) del piano di attuazione  del
  PO      FESR      2007-2013-obiettivo      operativo      1.2.3.3.-
   Adeguamento/realizzazione di infrastrutture  eliportuali  inserite
  in  un  programma  di  rete ,  al fine  di  trasformare  la  stessa
  elisuperficie da diurna ad h. 24,00.
   La  linea  di  intervento  in parola è  in  capo  al  Dipartimento
  regionale della protezione civile e questo Assessorato ha richiesto
  delle sostanziali correzioni al piano.
   Per  quanto  riguarda,  in  particolare,  l'elisuperficie  di  che
  trattasi,   è  stata  prescritta  la  indispensabile  realizzazione
  dell'illuminazione per consentirne anche l'uso notturno.
   L'intervento  sarà  realizzato non appena  la  Giunta  di  Governo
  esiterà favorevolmente il piano di che trattasi».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   in  data 11 novembre 2009, il signor Giuseppe Giudice, di anni 70,
  abitante nel comune di Priolo Gargallo (SR), si è presentato presso
  l'ASP  di  Siracusa,  con regolare ricetta  medica  rilasciata  dal
  medico  curante,  al  fine  di effettuare  una  tomografia  assiale
  computerizzata (TAC);

   a causa della patologia riscontrata dal medico curante, tale esame
  specialistico avrebbe dovuto essere effettuato nel più breve  tempo
  possibile;

   considerato che:

   secondo l'ASP di Siracusa, il sig. Giudice potrà effettuare la TAC
  il  giorno  5  marzo 2010, ben 4 mesi dopo la data di presentazione
  della  richiesta,  tutto  ciò  a prescindere  sia  della  patologia
  riscontrata nel paziente, sia della conseguente urgenza di avere un
  riscontro specialistico;

   a  complicare ulteriormente la vicenda vi è anche il fatto che  lo
  stesso  esame dovrà essere effettuato presso una struttura  privata
  convenzionata e non presso una pubblica;

   tenuto  conto che quello del sig. Giuseppe Giudice rientra tra  le
  migliaia  e migliaia di casi che vedono il paziente siciliano,  che
  si  rivolge  ad una struttura sanitaria pubblica perché bisognevole
  di  una  prestazione medica particolare, essere  trattato  come  un
  'mero  numero',  una 'crocetta' da inserire in un riquadro  libero,
  senza  alcun  riguardo  nei confronti della patologia,  dell'età  e
  delle possibili e spiacevoli, se non drammatiche, ripercussioni che
  questa potrebbe avere a causa di ritardi che rasentano il disprezzo
  per la vita umana;

   visto che:

   compito  di  un  servizio  pubblico è quello  di  erogare  servizi
  immediati ed adeguati alle aspettative della popolazione;

   quando  tale servizio investe il campo della sanità -  che  costa,
  tra  l'altro,  milioni  di euro alla Regione  -,  tale  prerogativa
  assume  la  veste di obbligo, tenuto conto che si parla  di  esseri
  umani che pongono la loro stessa vita nelle mani di medici, tecnici
  e burocrati sanitari;

   la  prenotazione di un esame specialistico, che normalmente  viene
  richiesto  dai medici curanti perché unico sistema per  individuare
  con  certezza la diagnosi e la conseguente cura e terapia, non  può
  essere strumento di vessazione o di strazio per i pazienti che,  in
  certi  casi,  non sanno nemmeno se arriveranno in vita  al  momento
  dell'agognato esame;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti intendano adottare per porre  fine  a
  questi   incredibili   ritardi   nell'erogazione   di   prestazioni
  specialistiche sanitarie in provincia di Siracusa;

   se  non  ritengano utile, necessario ed indispensabile fornire  le
  strutture  sanitarie pubbliche della provincia di  Siracusa  di  un
  adeguato  numero di TAC al fine di evitare queste insopportabili  e
  dannose  attese,  impedendo,  tra l'altro,  la  'fuga'  dei  malati
  siracusani  presso  le  strutture  pubbliche  e  private  di  altre
  province italiane;

   se   non   ritengano   doveroso,  nei  confronti   dei   cittadini
  contribuenti della provincia di Siracusa, disporre un'ispezione  al
  fine  di  accertare  le motivazioni che stanno alla  base  di  tali
  incredibili ritardi;

   se  ritengano, infine, congruo, rispetto al numero degli  abitanti
  della  provincia di Siracusa, il numero di TAC attualmente  in  uso
  nelle strutture pubbliche della provincia, soprattutto comparandole
  con quelle esistenti nelle altre province dell'Isola». (884)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
  la  quale  l'onorevole  Vinciullo chiede  notizie  in  merito  alle
  iniziative  per  accelerare i tempi per  l'effettuazione  di  esami
  specialistici  in provincia di Siracusa, si rappresenta,  sul  caso
  specifico  segnalato  dall'interrogante,  quanto  comunicato  dalla
  Direzione  generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di  Siracusa
  con nota prot. n. 21738 del 23 aprile 2010:
    In  data  10  novembre 2009 il medico curante  del  sig.  Giudice
  Giuseppe formulava una richiesta per esame TAC torace ed addome con
  mezzo  di contrasto con diagnosi di "sospetta neoformazione", senza
  però apporre sulla ricetta alcuna previsione di urgenza dell'esame.
   Con  tale richiesta il paziente si recava presso lo sportello  del
  C.U.P.  di Siracusa per la prenotazione ed in tale sede gli  veniva
  prospettata la data del 5 marzo 2010 presso il P.O. di Augusta.
   Preso  atto  della  su indicata data, il medico  curante  apponeva
  sulla  stessa  ricetta la dicitura "urgente" (come si evince  dalla
  copia  della ricetta  .. la scritta urgente risulta infatti apposta
  con  grafia manuale ed in ogni caso il medico curante ha confermato
  la sovrapposizione successiva di detta dicitura).
   Con tale previsione di urgenza il paziente prenotava ed effettuava
  l'esame richiesto in tempi rapidissimi (23 novembre 2009) presso il
  P.O. Umberto I di Siracusa.
   Da  tali  eventi  quindi si evince che nessuna inadempienza  è  da
  imputare a carenti procedure della scrivente ASP .
   Per  quanto  attiene  più in generale la questione  relativa  alla
  implementazione  delle  apparecchiature  TAC  nella  provincia   di
  Siracusa, si precisa che, con delibera n. 539 del 15 dicembre 2009,
  la  Giunta  regionale  di  governo ha  approvato  il  programma  di
  investimenti - favorevolmente valutato dalla competente Commissione
  legislativa dell'ARS - a valere sul PO-FESR 2007-2013 che  prevede,
  tra l'altro:
   l'acquisto di una TAC per il P.O.  Umberto I  di Siracusa;
   la  sostituzione di una TAC già esistente presso il P.O.   Umberto
  I  di Siracusa;
   la  sostituzione di una TAC già esistente presso il  P.O.   G.  Di
  Maria  di Avola.
   L'Azienda  Sanitaria Provinciale di Siracusa è  stata  individuata
  quale  azienda  capofila per l'espletamento delle  procedure  della
  gara regionale centralizzata.
   La  stessa Azienda, con delibera n. 707 dell' 11 agosto  2010,  ha
  pertanto indetto la gara per la fornitura e l'installazione di TAC,
  angiografi e mammografi».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  sanità e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   il  settore zootecnico siciliano sta attraversando uno dei momenti
  più critici degli ultimi anni;

   la  crisi  che  ha investito l'intero comparto sta causando  danni
  irrimediabili   all'intera   filiera   produttiva,    con    sicure
  ripercussioni occupazionali;

   considerato che:

   è  compito delle istituzioni regionali intervenire a sostegno  del
  settore,  con  provvedimenti mirati, volti cioè  a  permettere  una
  pronta ripresa ai nostri allevatori;

   tra  gli  interventi  immediati, vi  è  il  rimborso  delle  somme
  spettanti  agli stessi allevatori per i capi di bestiame,  da  loro
  abbattuti, nel lontano 1997, ai sensi dell'art. 1 della l. r. n. 12
  del 1989;

   tali  rimborsi dovevano essere pagati dal lontano 1997 e  che,  da
  allora,  sono  decorsi  ben  12 anni senza  che  la  Regione  abbia
  mantenuto  gli  impegni assunti nel momento stesso in  cui  i  suoi
  uffici periferici ordinavano l'abbattimento dei capi di bestiame;

   dato  il difficile momento che sta attraversando il settore  della
  zootecnia,  il  pagamento  di  quelle  somme  potrebbe  dare   agli
  allevatori   la  possibilità  di  avere  una  pronta  disponibilità
  economica  che  permetterebbe  loro  di  affrontare  con   maggiore
  serenità il momento di crisi attuale;

   per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile inserire,
  nella   manovra   correttiva  per  l'esercizio  finanziario   2009,
  l'importo  necessario per consentire il completamento dell'iter  di
  erogazione dei rimborsi spettanti agli allevatori siciliani  per  i
  capi di bestiame abbattuti nel 1997, ai sensi dell'art. 1 della  l.
  r. n. 12 del 1989». (894)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa gli interventi
  per  consentire  il  pagamento delle somme dovute  agli  allevatori
  siciliani  per gli animali abbattuti nell'anno 1997, si rappresenta
  quanto segue.
   In via preliminare si fa presente che con la legge regionale n. 12
  del 5 giugno 1989, al fine di incentivare l'attività di risanamento
  degli  allevamenti  dalla  tubercolosi bovina,  brucellosi  bovina,
  brucellosi  ovi-caprina  e leucosi enzootica  bovina  prevista  dai
  Piani  Nazionali di risanamento, erano stati finanziati  indennizzi
  aggiuntivi  a quelli previsti dalle norme nazionali agli allevatori
  che avevano abbattuto gli animali infetti da tali malattie.
   Con  le  successive leggi regionali n. 4/1993,  n.  15/1993  e  n.
  28/1995  sono  stati  rifinanziati gli  interventi  previsti  dalla
  citata legge regionale n. 12/1989 fino all'anno 1992.
   Con  la  legge  regionale  n.  40/1997  è  stato  rifinanziato  il
  pagamento   degli  indennizzi  agli  allevatori  per  gli   animali
  abbattuti a partire dall'anno 1993 e fino a tutto il 1997.
   La  legge regionale n. 40/1997 e le successive leggi regionali  n.
  22/1999 e n. 6/2001, tuttavia, sono state sottoposte a procedimento
  di  controllo comunitario. La Commissione CEE, in data 11  febbraio
  2002,  ha concluso il procedimento dichiarando compatibili  con  il
  trattato  CEE  le  misure in esame, nei limiti  degli  stanziamenti
  sopra  precisati ed in relazione ai casi di abbattimento di animali
  infetti verificatisi negli anni 1993-1997.
   A  seguito  della  risoluzione  del  procedimento  comunitario  di
  controllo  pendente sulla legge regionale n. 40/1997 e sulla  legge
  regionale  n.  22/1999  che  aveva bloccato  la  ripartizione  alle
  Aziende  UU.SS.LL. delle somme stanziate con la legge regionale  n.
  6/2001,  sono  state  emanate le leggi regionali  n.  4/2003  e  n.
  21/2003  con le quali sono stati previsti due finanziamenti  di   .
  2.500.00,00  ciascuno,  a  fronte  di  un  fabbisogno  che   invece
  ammontava ad  . 6.240.000,00.
   I   predetti  stanziamenti  sono  stati  ripartiti  alle   Aziende
  UU.SS.LL.   competenti   ad  effettuare   le   liquidazioni   degli
  indennizzi,  in  quanto  in  possesso di  tutta  la  documentazione
  necessaria così come previsto dalla legge regionale n.  33  del  20
  agosto  1994  e  successivo decreto assessoriale n.  13306  del  18
  novembre 1994 ed in quanto competenza trasferita dalla Regione alle
  Aziende UU.SS.LL..
   Per  la  restante  somma  di   .  1.250.000,00,  a  copertura  del
  fabbisogno economico per il pagamento degli indennizzi a  tutto  il
  1997  questo  assessorato ha più volte, nei  vari  anni,  richiesto
  l'impinguamento del capitolo 417702 del Bilancio della Regione,  in
  ultimo  anche  con  la  nota prot. n. 752  del  7  settembre  2009,
  relativa al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010, con
  cui, al fine di dirimere i contenziosi sorti con gli allevatori,  è
  stata  nuovamente  rappresentata la necessità  e  l'urgenza  di  un
  ulteriore  stanziamento sul cap. 417702 di  . 1.250.000,00  per  il
  saldo   dell'anno  1997,  quale  copertura  totale  del  fabbisogno
  economico  per  il pagamento delle somme spettanti agli  allevatori
  per gli animali abbattuti nell'anno 1997.
   L'articolo  19  del  D.D.L. n. 488/2009 -  relativo  alla  manovra
  correttiva per l'esercizio finanziario 2009 - autorizzava la  spesa
  per far fronte al citato fabbisogno economico per l'anno 1997.
   L'iter legislativo relativo alla norma in parola non si è ad  oggi
  completato».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  sanità  e all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso  che
  gli  eventi  accaduti nella nostra Regione, nei  mesi  scorsi,  che
  hanno  visto branchi di cani randagi aggredire numerose persone  in
  varie  località  della Sicilia, anche con conseguenze  drammatiche,
  devono   spingere  ad  una  attenta  riflessione  sul   randagismo,
  fenomeno,   purtroppo,   in   continua   crescita,   grazie   anche
  all'incivile  abitudine che hanno alcune persone di  abbandonare  i
  propri  animali,  in particolare proprio i cani, in  prossimità  di
  eventi festivi e vacanze estive;

   considerato che:

   la  Regione  siciliana ha attivato varie forme di prevenzione  del
  randagismo, non ultima il recepimento delle normative nazionali  ed
  europee  sull'obbligo di identificazione obbligatoria degli animali
  tramite 'chip' o la sterilizzazione coatta dei cani randagi;

   tra le norme regionali vigenti, spicca la legge del 3 luglio 2000,
  n.  15,  provvedimento  all'avanguardia, che istituisce  l'anagrafe
  canina  e detta le direttive per prevenire e combattere il fenomeno
  del randagismo;

   tale  norma prevede, tra l'altro, una forma di contribuzione  alle
  strutture,  pubbliche e private, mirante al risanamento dei  canili
  comunali  esistenti,  alla  costruzione di  nuovi  rifugi  sanitari
  pubblici  e  alla predisposizione di ambulatori veterinari  in  cui
  effettuare  le  operazioni di anagrafe e di  sterilizzazione  degli
  animali;

   tenuto  conto che occorre predisporre atti che diano continuità  a
  quanto previsto dalla legge regionale n. 15 del 2000;

   per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile inserire,
  nella  manovra  correttiva per l'esercizio  finanziario  2009,  uno
  stanziamento  per consentire l'implementazione dei fondi  necessari
  al  rifinanziamento  della  l.r.  3  luglio  2000,  n.  15,  e  più
  specificatamente i commi 1 e 2 dell'art. 20 della medesima  legge».
  (895)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale   l'onorevole   Vinciullo  chiede   notizie   circa   il
  finanziamento  della  legge regionale 3  luglio  2000,  n.  15,  in
  materia di prevenzione del randagismo, si rappresenta quanto segue.
   Preliminarmente si fa presente che gli interventi previsti per  la
  prevenzione ed il controllo del randagismo, normati nel  territorio
  regionale  con  la  legge regionale n. 15 del 3 luglio  2000,  sono
  disciplinati in ambito nazionale dalla legge 14 agosto 1991, n. 281
  (in GURI n. 203 del 30 agosto 1991).
   In  virtù  di  tale  norma nazionale le attività relative  vengono
  attuate sulla base di un esiguo finanziamento ripartito annualmente
  alle regioni, previsto dall'articolo 8 della Legge n. 281/1991.
   Questo Assessorato, in sede di predisposizione di bilancio, ha più
  volte  chiesto, negli anni, l'impinguamento dei capitoli  di  spesa
  per gli interventi previsti dalla citata legge regionale n.15/2000,
  in  ultimo  anche  con la nota prot. n. 752 del 7  settembre  2009,
  relativa al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010, con
  cui,  è  stata  nuovamente  rappresentata l'esigenza  di  prevedere
  specifici finanziamenti per le finalità previste dall'articolo  20,
  commi  1  e  2  ,  della  citata  legge  regionale  (spese  per  il
  risanamento  dei canili comunali esistenti, per la  costruzione  di
  nuovi  rifugi  sanitari  pubblici  e  per  la  predisposizione   di
  ambulatori veterinari in cui effettuare le operazioni di anagrafe e
  sterilizzazione).
   Con  la  legge  regionale n. 11 del 12 maggio 2010  ( Disposizioni
  programmatiche  e correttive per l'anno 20101 ) è  stato  previsto,
  all'articolo  98,  il finanziamento degli interventi  diretti  alla
  prevenzione del randagismo e di quelli previsti nella citata  legge
  regionale  n.15/2000  con  contestuale  autorizzazione  -  per  gli
  esercizi  finanziari  2010  e 2011 -  della  spesa  annua  di  5000
  migliaia di euro, a valere sulle risorse dei fondi FAS 2007-2013».

   L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   MARROCCO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   lo  Statuto della Regione siciliana, all'art. 17, comma 1, lettera
  b),   attribuisce  alla  stessa  Regione,  competenza   legislativa
  concorrente nella materia della 'sanità pubblica';

   l'Assemblea regionale siciliana ha approvato il 25 marzo  2009  il
  testo di riforma sanitaria siciliana, rubricato come 'Norme per  il
  riordino del Servizio sanitario regionale';

   tenuto conto che:
   l'Assessore regionale la sanità ha provveduto all'assegnazione  di
  12  milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature per  la
  provincia di Trapani;

   sono state assegnate all'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo
  (TP)  una  T.A.C.,  un angiografo portatile e si è  proceduto  alla
  sostituzione della T.A.C. esistente;

   inoltre,  è prevista l'allocazione della radioterapia proprio  nel
  ristrutturando  ospedale  di  Mazara  del  Vallo,  adducendo   come
  motivazioni   la  ritenuta  posizione  baricentrica,   equidistante
  rispetto al posizionamento degli acceleratori lineari situati nelle
  due province confinanti di Palermo ed Agrigento;

   considerato che:

   la  radioterapia e la medicina nucleare rappresentano metodiche di
  fondamentale importanza nel trattamento dei tumori e che l'ospedale
  'S.  Antonio  Abate'  di  Trapani  è  un  presidio  di  riferimento
  provinciale per il reparto di oncologia medica da oltre dieci anni;

   il suddetto ospedale di Trapani ha un reparto di radiologia dotato
  oltre  che  delle normali apparecchiature radiografiche,  anche  di
  T.A.C. e di risonanza magnetica ad alto campo, capaci di effettuare
  precisi stadi di azione delle malattie tumorali anche attraverso la
  radiologia interventistica che consente le biopsie mirate;

   l'ulteriore   dotazione    di    strumentistica   finalizzata   al
  monitoraggio  dell'attività  di  malattia  in  corso   di   terapia
  consentirebbe  lo studio completo e strumentale del paziente  dalla
  diagnosi alla terapia stessa;

   l'ospedale 'S. Antonio Abate' di Trapani è dotato di un reparto di
  chirurgia,  di  unità coronarica, di un reparto di pneumologia,  di
  una  rianimazione con anestesisti specializzati nella  terapia  del
  dolore,  di  un  servizio  di assistenza  psicologia,  pertanto  il
  reparto  di  radiologia  sarebbe  un  completamento  naturale   del
  processo di prevenzione e cura dei tumori;

   inoltre, nel febbraio scorso è stata sottoscritta un'intesa fra il
  Sindaco  di  Erice  (TP)  ed il direttore  del  tempo  dell'azienda
  ospedaliera,  ing. Catalano, alla cui base vi era una  permuta  tra
  l'ex   albergo   Igea  in  Erice  Vetta,  di  cui   l'azienda   era
  proprietaria, ed un'area alle spalle del Sant'Antonio di  proprietà
  del   Comune   ericino,  intesa  che  prefigurava   una   ulteriore
  riqualificazione  del centro storico della Vetta,  da  un  lato,  e
  proprio  l'insediamento di un polo oncologico a valle,  dall'altro.
  La  stessa  intesa,  anzi,  ha prodotto tutta  una  serie  di  atti
  propedeutici alle due realizzazioni, quali la partecipazione ad  un
  apposito bando regionale da parte del Comune con una previsione  di
  spesa  di  circa  6  milioni  e,  collateralmente,  l'avvio   delle
  procedure  tecnico-amministrative indispensabili per conseguire  la
  variante urbanistica in favore dell'azienda sanitaria;

   per   sapere   quali  siano  le  motivazioni  che  oggi   spingono
  l'Assessore  per la sanità a disattendere le legittime  aspettative
  di una comunità intera, che attende l'attivazione presso l'ospedale
  di  Trapani  di  reparti di radioterapia e medicina  nucleare,  che
  rappresentano,  in  quasi  tutte le forme  di  tumore,  le  terapie
  vitali, inserite, secondo il protocollo internazionale, anche in un
  più   ampio  percorso  di  diagnosi  che  ad  oggi  è  svolto   con
  professionalità nell'intero ospedale trapanese». (934)
   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Marrocco chiede notizie circa  l'attivazione
  del reparto di radioterapia presso l'ospedale Sant'Antonio Abate di
  Trapani, si rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto l'Asse VI  Sviluppo urbano sostenibile  del P.O.  FESR
  2007-2013  è  relativo alle aree metropolitane ed  ai  medi  centri
  urbani  e  prevede, all'obiettivo operativo 6.1.2, il potenziamento
  dei poli sanitari affidandolo a questa Amministrazione regionale.
   La programmazione di questa linea di intervento è stata effettuata
  seguendo  precisi criteri sia per l'individuazione degli interventi
  che  per la priorità degli investimenti e della spesa, avendo  come
  punti  cardine la rilevanza epidemiologica, la distribuzione  della
  popolazione  e  la dotazione esistente, frutto anche di  precedenti
  programmazioni, nonché le scadenze assegnate in sede comunitaria al
  fine di scongiurare il rischio di decertificazione delle somme.
   La  programmazione inoltre ha dovuto tenere conto del vincolo  che
  vede tra i destinatari dell'Asse VI i capoluoghi di provincia e  le
  città superiori a 30.000 abitanti (vedi, ultimo in ordine di tempo,
  le   linee  guida  per  l'attuazione  dell'Asse  VI,  esitate   dal
  Dipartimento Programmazione).
     A  tale  vincolo non è stato possibile derogare  in  alcun  modo
  (l'ospedale Sant'Antonio Abate ricade nel territorio del comune  di
  Erice  e non di Trapani) pena l'invalidazione dell'intero programma
  di investimenti e la decertificazione delle somme.
   La programmazione fatta da questa Amministrazione, i cui dati sono
  stati  portati  in  modo  trasparente a conoscenza  delle  Comunità
  attraverso i loro rappresentanti istituzionali nelle sedi preposte,
  è  stata ritenuta coerente in tutti i passaggi procedurali previsti
  sia dal PO Fesr che dalle vigenti leggi.
   Il  principio  base  è stato quello di garantire l'autosufficienza
  provinciale   riguardo  alle  principali  tecnologie   tenendo   in
  considerazione   la   dotazione  esistente  a  livello   regionale.
  L'allocazione di tali tecnologie è stata supportata da un  adeguato
  studio di fattibilità e gestione redatto delle A.S.P. competenti.
   In  particolare  con l'Azienda sanitaria di Trapani  nello  scorso
  dicembre 2009 si è tenuto un incontro cui hanno partecipato anche i
  sindaci del comprensorio provinciale interessato.
   La  pianificazione della rete delle radioterapie è stata fatta  su
  dati a livello di presidio e di obsolescenza delle tecnologie,  con
  una  visione  provinciale e regionale, trasparentemente  offerta  a
  tutti e in tutte le sedi.
   Nessuna delle proposte presentate dall'ex AUSL di Trapani  ha  mai
  avuto,  anche con i precedenti Assessori, un apprezzamento  formale
  fermo restando che - in ogni caso - l'attività di programmazione  e
  pianificazione è una specifica competenza di questo Assessorato che
  deve  tenere  conto anche dei suggerimenti e delle  proposte  delle
  Comunità   e  delle  ASP  alle  quali  compete,  invece,   capacità
  propulsiva e/o propositiva.
   La   tradizione   di  oncologia  a  Trapani  è  stata   pienamente
  riconfermata nell'individuazione del Sant'Antonio Abate quale  polo
  oncologico che può essere distinto dalla rete delle radioterapie  e
  che non deve necessariamente coincidere con quest'ultimo.
   La   scelta  di  allocare  la  radioterapia  a  Mazara  del  Vallo
  scaturisce  dalla  posizione strategica di una  città  baricentrica
  rispetto  ai  centri  del  trapanese ed agli  altri  due  punti  di
  radioterapia più vicini (Palermo e Agrigento) al fine di assicurare
  una  rete  di centri collegati tra loro entro ragionevoli tassi  di
  percorrenza e standard minimi di popolazione servita, tenendo conto
  anche delle strutture esistenti nelle altre province.
   La   scelta  di  Mazara,  dunque,  è  basata  su  un  criterio  di
  equidistanza per garantire ottimali tempi di percorrenza a tutti  i
  trapanesi e non solo ai cittadini di Trapani.
   La  società scientifica di radioterapia ha condiviso i criteri  di
  razionalità delle scelte adottate da questo Assessorato.
   Infine,  nel  2008  su circa 21.000 prestazioni  ambulatoriali  di
  radioterapia (corrispondenti a meno di 600 pazienti) solo 83  hanno
  avuto  la necessità di ricovero; si tratta di numeri che confortano
  una  pianificazione baricentrica della radioterapia più  vicina  al
  territorio  e  disgiunta  dalla necessità  di  ricoveri  oncologici
  ospedalieri.
   In ultimo si precisa che nella redigenda programmazione ex art. 20
  della   Legge  n.  67/1988  è  prevista  un'assegnazione   per   la
  realizzazione di una Radioterapia presso il Presidio Ospedaliero in
  questione».

   L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   ODDO.  -  «Al  Presidente  della Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   le  neoplasie ed in genere le patologie tumorali rappresentano  un
  notevole  fattore  di  rischio  per  le  aspettative  di  vita  dei
  cittadini colpiti da dette malattie;

   purtroppo,  il  numero di persone che ogni anno si ammalano  è  in
  continuo aumento;

   la  chemioterapia, la chirurgia e la radioterapia rappresentano le
  tre principali risorse per la terapia dei tumori;

   in  provincia  di Trapani, per la cura e la diagnosi dei  pazienti
  oncologici,  sono attivi solamente 30 posti letto in day  hospital,
  15 presso l'ospedale di Trapani e 15 nel presidio di Castelvetrano;

   le strutture per praticare la radioterapia sono del tutto assenti;

   per  almeno  la  metà  dei  pazienti  colpiti  da  tumore  sarebbe
  necessario praticare la radioterapia;

   in  provincia  di Trapani, a fronte di circa 1900 casi  di  tumore
  ogni  anno,  si  registrano solo poche centinaia  di  ricoveri  per
  radioterapia,  ovviamente in strutture ubicate  in  altre  province
  siciliane o addirittura in altre regioni;

   ciò  evidenzia  come  molti pazienti, pur di  non  sobbarcarsi  il
  carico  di pesanti trasferimenti (che peraltro producono  un  costo
  per  le  casse del sistema sanitario di almeno 15 milioni di euro),
  non si sottopongono regolarmente alle cure necessarie;

   pertanto,  nel  territorio della provincia di  Trapani,  oltre  ad
  aumentare  il  numero  dei posti letto per i  malati  oncologici  e
  assicurare un servizio 'h 24', sarebbe necessario installare almeno
  due strutture per assicurare il trattamento radioterapico;

   l'allora azienda ospedaliera S. Antonio Abate, già nel 2007, aveva
  presentato un progetto per la realizzazione di una palazzina in cui
  allocare le strutture per la radioterapia;

   tale  palazzina verrebbe realizzata in un terreno di  circa  3.000
  metri  quadrati, sarebbe collegata al predetto nosocomio e  sarebbe
  costituita da 3 elevazioni fuori terra ed un piano interrato;

   il  Comune  di  Erice e l'allora azienda ospedaliera  avevano  già
  verificato  la fattibilità urbanistica della predetta struttura  ed
  in  particolare  il Comune s'è detto disponibile  ad  approvare  la
  relativa variante urbanistica;

   da  dichiarazioni  di stampa si è appreso che l'Assessore  per  la
  sanità  avrebbe  intenzione  di  realizzare  la  struttura  per  il
  trattamento radioterapico nell'ospedale di Mazara del Vallo;

   nulla viene detto dall'Assessore e dal Governo regionale in merito
  al  progetto  redatto dall'ex azienda ospedaliera  di  Trapani,  il
  quale, stante l'avanzato stato, potrebbe essere realizzato in  poco
  tempo ed assicurerebbe la creazione di un vero centro oncologico in
  cui praticare tutte le terapie possibili contro le neoplasie;

   la provincia di Trapani, da anni, attende una reale pianificazione
  del  sistema sanitario che tenga conto delle effettive esigenze del
  territorio e non provochi scontri tra le diverse comunità;

   pertanto,  è improcrastinabile la creazione di tutte le  strutture
  necessarie al trattamento delle patologie tumorali, quali l'aumento
  del  numero dei posti letto e la creazione di almeno due centri per
  la radioterapia;

   per sapere:

   se  sia  intenzione  del Governo della Regione  e  in  particolare
  dell'Assessorato  regionale  Sanità  valutare  la  fattibilità  del
  progetto  predisposto  dall'allora azienda ospedaliera  S.  Antonio
  Abate di Trapani relativamente alla costruzione di una struttura in
  cui  praticare  la  radioterapia, così realizzando  il  primo  vero
  centro oncologico della provincia di Trapani;

   se,  pertanto,  non  ritengano di finanziare  prima  di  tutto  il
  progetto  realizzato  dall'azienda  ospedaliera  di  Trapani   (ora
  facente  parte  del  distretto ospedaliero di Trapani  1)  per  poi
  passare   alla  verifica  di  fattibilità  di  quello   che   verrà
  predisposto  per  l'ospedale di Mazara del Vallo, visto  che,  così
  operando,  la  provincia di Trapani in molto  meno  tempo  potrebbe
  fruire di un centro oncologico e della terapia radioterapica;

   se  abbiano  utilizzato  o intendano utilizzare  i  fondi  di  cui
  all'art.  1,  comma 797, della legge n. 296 del 2006,  pari  a  500
  milioni  di  euro  destinati  alla riqualificazione  strutturale  e
  tecnologica dei servizi di radioterapia e radiodiagnostica;

   se   gli  inammissibili  ritardi,  in  termini  di  programmazione
  regionale,  per  attingere  ai fondi di  cui  al  precedente  punto
  condizionino  pesantemente la scelta ragionevole  di  collocare  il
  primo  acceleratore lineare per radioterapia presso  l'ospedale  S.
  Antonio Abate di Trapani, ove opera un reparto di oncologia». (936)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
  la  quale l'onorevole Oddo chiede notizie circa la realizzazione di
  una  struttura  di radioterapia presso l'ospedale  di  Sant'Antonio
  Abate di Trapani, si rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto l'Asse VI  Sviluppo urbano sostenibile  del P.O.  FESR
  2007-2013  è  relativo alle aree metropolitane ed  ai  medi  centri
  urbani  e  prevede, all'obiettivo operativo 6.1.2, il potenziamento
  dei poli sanitari affidandolo a questa Amministrazione regionale.
   La programmazione di questa linea di intervento è stata effettuata
  seguendo  precisi criteri sia per l'individuazione degli interventi
  che  per la priorità degli investimenti e della spesa, avendo  come
  punti  cardine la rilevanza epidemiologica, la distribuzione  della
  popolazione  e  la dotazione esistente, frutto anche di  precedenti
  programmazioni, nonché le scadenze assegnate in sede comunitaria al
  fine di scongiurare il rischio di decertificazione delle somme.
   La  programmazione inoltre ha dovuto tenere conto del vincolo  che
  vede tra i destinatari dell'Asse VI i capoluoghi di provincia e  le
  città superiori a 30.000 abitanti (vedi, ultimo in ordine di tempo,
  le   linee  guida  per  l'attuazione  dell'Asse  VI,  esitate   dal
  Dipartimento Programmazione). A tale vincolo non è stato  possibile
  derogare  in alcun modo (l'ospedale Sant'Antonio Abate  ricade  nel
  territorio   del   comune  di  Erice  e  non   di   Trapani)   pena
  l'invalidazione   dell'intero  programma  di  investimenti   e   la
  decertificazione delle somme.
   La programmazione fatta da questa Amministrazione, i cui dati sono
  stati  portati  in  modo  trasparente a conoscenza  delle  Comunità
  attraverso i loro rappresentanti istituzionali nelle sedi preposte,
  è  stata ritenuta coerente in tutti i passaggi procedurali previsti
  sia dal P.O. Fesr che dalle vigenti leggi.
   Il  principio  base  è stato quello di garantire l'autosufficienza
  provinciale   riguardo  alle  principali  tecnologie   tenendo   in
  considerazione   la   dotazione  esistente  a  livello   regionale.
  L'allocazione di tali tecnologie è stata supportata da un  adeguato
  studio di fattibilità e gestione redatto delle ASP competenti.
   In  particolare  con l'Azienda sanitaria di Trapani  nello  scorso
  dicembre 2009 si è tenuto un incontro cui hanno partecipato anche i
  sindaci del comprensorio provinciale interessato.
   La  pianificazione della rete delle radioterapie è stata fatta  su
  dati  a  livello  di presidio e di obsolescenza,  con  una  visione
  provinciale  e regionale, trasparentemente offerta  a  tutti  e  in
  tutte le sedi.
   Nessuna delle proposte presentate dall'ex AUSL di Trapani  ha  mai
  avuto,  anche con i precedenti Assessori, un apprezzamento  formale
  fermo restando che - in ogni caso - l'attività di programmazione  e
  pianificazione è una specifica competenza di questo Assessorato che
  deve  tenere  conto anche dei suggerimenti e delle  proposte  delle
  Comunità   e  delle  ASP  alle  quali  compete,  invece,   capacità
  propulsiva e/o propositiva.
   La   tradizione   di  oncologia  a  Trapani  è  stata   pienamente
  riconfermata nell'individuazione del Sant'Antonio Abate quale  polo
  oncologico che può essere distinto dalla rete delle radioterapie  e
  che non deve necessariamente coincidere con quest'ultimo.
   La   scelta  di  allocare  la  radioterapia  a  Mazara  del  Vallo
  scaturisce  dalla  posizione strategica di una  città  baricentrica
  rispetto  ai  centri  del  trapanese ed agli  altri  due  punti  di
  radioterapia più vicini (Palermo e Agrigento) al fine di assicurare
  una  rete  di centri collegati tra loro entro ragionevoli tassi  di
  percorrenza e standard minimi di popolazione servita, tenendo conto
  anche delle strutture esistenti nelle altre province.
   La   scelta  di  Mazara,  dunque,  è  basata  su  un  criterio  di
  equidistanza per garantire ottimali tempi di percorrenza a tutti  i
  trapanesi e non solo ai cittadini di Trapani.
   La  società scientifica di radioterapia ha condiviso i criteri  di
  razionalità delle scelte adottate da questo Assessorato.
   Nel 2008 su circa 21.000 prestazioni ambulatoriali di radioterapia
  (corrispondenti  a  meno di 600 pazienti) solo 83  hanno  avuto  la
  necessità  di  ricovero;  si tratta di numeri  che  confortano  una
  pianificazione  baricentrica  della  radioterapia  più  vicina   al
  territorio  e  disgiunta  dalla necessità  di  ricoveri  oncologici
  ospedalieri.
   In  ultimo  si precisa che l'art. 1, comma 796, lettera n),  della
  Legge n. 296/2006 ha previsto il rifinanziamento dell'art. 20 della
  Legge n. 67/1988, per una somma complessiva di 20 miliardi di euro,
  che  è  stata  ripartita tra le Regioni e le Province  autonome  di
  Trento e Bolzano con l'Intesa Stato-Regioni sottoscritta in data 15
  dicembre  2007  e  che ha determinato l'assegnazione  alla  Regione
  siciliana della somma di  . 251.531.588,07 (quota al 95%  a  carico
  dello Stato).
   Con   la  citata  norma  era  stata  individuata  una  percentuale
  vincolata da destinare, tra l'altro, ai servizi di radiodiagnostica
  (21,05%),  ma  tale  destinazione è stata impugnata  dalla  Regione
  Veneto presso la Corte costituzionale, che, con sentenza n. 45  del
  25  febbraio  2008,  ha  dichiarato l'illegittimità  costituzionale
  della parte che prevedeva i citati vincoli.
   Ciononostante,  nella  considerazione che  al  P.O.  "Sant'Antonio
  Abate"  dell'ASP  di Trapani, per i motivi sopra riportati,  non  è
  stato  tecnicamente possibile destinare una quota  dei  fondi  FESR
  2007/2013   dedicati  alla  Radioterapia,  si  precisa  che   nella
  redigenda programmazione del citato art. 20 della Legge n. 67/1988,
  è prevista un'assegnazione per la realizzazione di una Radioterapia
  presso il Presidio Ospedaliero in questione».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   PICCIOLO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   il  piano di rientro, riorganizzazione e riqualificazione  per  il
  comparto sanitario, proposto dall'Assessore regionale per la sanità
  pro  tempore, prof. Lagalla, di cui alla delibera di Giunta n.  312
  dell'1  luglio  2007,  prevedeva, tra l'altro,  una  pianificazione
  regionale  dei presidi territoriali di emergenza(PTE)- obiettivo  D
  1.3;

   l'Assessore  Russo,con nota ass. prot. 6436 del 2 ottobre  2008  e
  con  d.a.  0481  del  25  marzo 2009, determinava  le  linee  guida
  generali per il funzionamento del servizio di emergenza-urgenza;

   detto  piano di rientro, con efficacia triennale, prevedeva  quale
  termine  ultimo di rispetto il 31 dicembre 2009 e che lo  stesso  è
  stato, correttamente, quasi completamente ultimato nelle specifiche
  prescrizioni attuative di cui ai punti B 4.2, D 1.3  e  H  1.4,  in
  esso contenute;

   la  particolare morfologia geografica della provincia  di  Messina
  ha,  di  fatto,  obbligato  l'ex AUSL  5  ed  i  competenti  uffici
  regionali, allo scopo di assicurare, negli anni, un servizio minimo
  efficiente, a costituire, su un territorio così esteso,  un  numero
  apparentemente rilevante di presidi territoriali emergenziali  (14)
  unitamente ad ambulanze medicalizzate, cui si aggiungono le 4 unità
  di  rianimazione  dislocate presso alcuni dei  presidi  ospedalieri
  provinciali   (Papardo,   Piemonte,   Barcellona   P.G.,   Milazzo-
  cardiologica),   1 (Sant'Agata Militello-h12 ) solo con  infermiere
  di  area  critica  a bordo, ed ulteriori 6 unità composte  da  sole
  ambulanze   medicalizzate  senza  omologo   presidio   territoriale
  emergenziale (Taormina, Letoianni, Cesarò, Policlinico  Me,  Patti,
  Saponara),   nonché  le  13  ambulanze  non  medicalizzate   (taxi-
  sanitari), variamente dislocate nella provincia;

   considerato che:

   in  data  27  ottobre  2009  il  comitato  tecnico  regionale  per
  l'emergenza - urgenza (costituito ai sensi dell'art. 24,  comma  8,
  della  l.r. 14 aprile 2009, n. 5), come già segnalato in  una  nota
  trasmessa  agli uffici competenti dal sottoscritto interrogante  in
  data  7  novembre  2009,  aveva proposto, nell'ambito  dell'analisi
  delle   postazioni  emergenziali  per  la  provincia  di   Messina,
  un'ulteriore rimodulazione del sistema emergenziale del bacino, con
  un totale di 23 unità MSA (medico autista/soccorritore-infermiere),
  2  unità MSI (2 autisti/soccorritori-infermiere di area critica ) e
  13  unità MSB (2 autisti/soccorritori), per un totale di 38  mezzi-
  postazioni;

   in  apparente  ottemperanza  alle  riferite  norme  e  ai  decreti
  relativi  al  riordino  del sistema emergenziale,  che  prevedevano
  inizialmente la riduzione dei PTE per il bacino di Messina  dai  14
  attuali  a  5  complessivi, l'ASP 5 ha prodotto,  nell'ultima  data
  utile,   regolare  delibera  (n.  23  del  4  gennaio   2010)   per
  l'attivazione di una mobilità aziendale per coprire i posti vacanti
  per  il  personale  medico da impiegare ormai  sulle  ex  unità  di
  rianimazione  (CMR) già esistenti, in quanto queste stesse  vengono
  trasformate  in  MSA,  ovvero ambulanze  con  personale  medico  di
  emergenza,  senza  più anestesista-rianimatore a bordo,  riferendo,
  dunque,  la  mobilità  interna alla ridistribuzione  del  personale
  medico-emergenziale derivante dallo smantellamento di ben 9 dei  14
  PTE  esistenti  sul  bacino  di Messina,  in  virtù  di  un  minimo
  risparmio economico;

   il  riordino  del sistema prevede, a conti fatti, l'immissione  di
  almeno  150  unità infermieristiche professionali e l'estromissione
  di  180 soccorritori (ex SISE), per il solo bacino di Messina,  per
  poter render minimamente operative le postazioni previste;

   per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno intervenire al fine di predisporre  un
  piano di riordino globale relativamente al sistema emergenziale  di
  tutte  le  9 ASP regionali, ed in particolare quella di Messina  in
  considerazione   delle   caratteristiche  geografiche   di   questa
  provincia,  concordando  detto piano con i  sindaci  dei  territori
  interessati e le forze sociali e di volontariato, che sinora  hanno
  fattivamente contribuito al funzionamento della rete di emergenza;

   come  intenda, per il tramite del direttore generale  dell'ASP  5,
  individuare i criteri oggettivi relativi alla soppressione,  adesso
  imminente,  dei 9 PTE dislocati su tutto il territorio  provinciale
  di Messina;

   come intenda reperire le ingenti risorse economiche necessarie per
  l'immissione   in   ruolo   dei   150   infermieri   professionali,
  indispensabili per rendere efficiente il servizio;

   come  ritenga, infine, ricollocare e giustificare l'utilizzo delle
  circa  600 unità di soccorritori su base regionale senza  mezzi,  e
  dunque  di  evidente  esubero,  anche  se  transitati  nella  nuova
  struttura regionale neocostituita in sostituzione della Si.S.E., in
  funzione  della legittima sostituzione degli stessi, con  personale
  infermieristico qualificato». (942)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Picciolo chiede notizie sui criteri adottati
  nella  rielaborazione delle postazioni dei presidi territoriali  di
  emergenza  nella  provincia  di  Messina,  si  chiarisce  che   con
  l'allegato B alla convenzione quadro sottoscritta tra la SEUS  Scpa
  e  questo  Assessorato,  si è dato concreto  riordino  al  servizio
  emergenza  urgenza  118 in tutto il territorio siciliano  e  quindi
  anche  nell'ambito  del  territorio  della  provincia  di  Messina,
  tenendo in debita considerazione sia le caratteristiche orografiche
  della   provincia   sia  l'eventuale  apporto  aggiuntivo   e   non
  sostitutivo delle organizzazioni di volontariato.
   Per   quanto   attiene  ai  criteri  oggettivi  in   ordine   alla
  soppressione dei PTE in provincia di Messina, così come  nel  resto
  del territorio regionale, si precisa che nell'ambito dell'autonomia
  dell'atto  aziendale e nel rispetto delle disposizioni assessoriali
  di  cui alla nota prot. n. 6436 del 27 ottobre 2008, recante   Atto
  di  indirizzo  sul sistema territoriale di soccorso 118 ,  è  stata
  prevista l'individuazione di un PTE ogni 60-80.000 abitanti.
   Relativamente alle risorse aggiuntive da reperire per l'immissione
  in  ruolo degli "infermieri professionali", si rappresenta che  non
  necessita   alcuna  risorsa  aggiuntiva  in  quanto  il   personale
  infermieristico impegnato nel sistema emergenza urgenza 118  non  è
  personale  di  nuova  assunzione  ma  personale  già  in   servizio
  nell'ambito   del  SSR  e  ricollocato,  a  seguito  di   specifica
  graduatoria regionale, per le attività del 118.
   Per   quanto   riguarda  infine  i  previsti  600  esuberi   circa
  nell'ambito  della SEUS Scpa, si evidenzia che oltre  400  di  essi
  saranno riqualificati per attività di "operatore sanitario"  mentre
  i restanti 200 circa saranno impegnati in attività secondarie quali
  il  trasporto  sangue e il trasporto dializzati  secondo  il  piano
  industriale al riguardo predisposto dalla SEUS Scpa».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   APPRENDI. - «Al Presidente della Regione e all' Assessore  per  la
  salute,  premesso che sarebbe in fase di avanzata progettazione  il
  cosiddetto   Istituto   del  Cuore',  che  prevede   l'accorpamento
  funzionale della cardiochirurgia del policlinico universitario  con
  la  cardiochirurgia  dell'ARNAS civico  e  con  la  cardiochirurgia
  dell'ISMETT;

   considerato   che  la  razionalizzazione  delle  risorse   conduce
  inevitabilmente   all'accorpamento  fra  le   due   cardiochirurgie
  pubbliche   (policlinico   e   civico)   ma   non   giustifica   la
  partecipazione dell'ISMETT;

   visto che l'ISMETT è una sperimentazione gestionale, quindi avente
  uno  spazio  temporale di attività limitato nel tempo, e  che,  pur
  essendo  in  teoria  un  ente con capitale a maggioranza  pubblico,
  svolge   un'attività   con   impronta   fortemente   privatista   e
  completamente scollegata dalla restante rete ospedaliera regionale;

   osservato che:

   i meccanismi di accesso alla struttura non sono noti e sicuramente
  non sono uguali agli altri ospedali;

   il personale ivi operante applica contratti di lavoro non regolati
  da contratti nazionale;

   all'interno  della  struttura  non  risulta  esserci  la   normale
  attività  di negoziazione decentrata che caratterizza le aziende  e
  gli  ospedali  convenzionati e classificati del servizio  sanitario
  regionale;

   per  sapere se non valutino opportuna l'esclusione dell'ISMETT dal
  progetto  di accorpamento della cardiochirurgie al fine di tutelare
  il  patrimonio pubblico di questa importante attività che per molti
  anni  in Sicilia è stata quasi del tutto appannaggio dei privati  e
  che  oggi, proprio grazie a realtà come il policlinico e il civico,
  rappresenta un'eccellenza del servizio sanitario pubblico». (952)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Apprendi suggerisce di valutare l'opportunità
  dell'esclusione dell'ISMETT dal processo di accorpamento funzionale
  istitutivo del cosiddetto 'Istituto del cuore', si rappresenta  che
  in   un   ottica  di  razionalizzazione  delle  risorse   umane   e
  tecnologiche  si  ritiene  conducente il processo  di  accorpamento
  delle  strutture sanitarie citate nell'atto ispettivo, fra  l'altro
  ancora  in  fase  progettuale,  che  porterà  ad  un  miglioramento
  dell'assistenza sanitaria ed a una riduzione dei costi  in  sanità,
  consentendo inoltre l'attivazione di un unico centro di  eccellenza
  di cardiochirurgia in grado di dare risposte tempestive e valide ai
  bisogni di salute dei cittadini siciliani».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   RAIA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in   Sicilia  appare  evidente  lo  scarto  tra  la  normativa   e
  l'effettiva   realtà  delle  strutture  sanitarie,   per   cui   la
  valutazione    va    fatta    partendo   dall'effettivo    sviluppo
  dell'assistenza sanitaria;

   in psichiatria, finito l'effetto propulsivo della legge n. 180 del
  1979,    la   rete   territoriale   ha   subito   una   progressiva
  marginalizzazione  da parte delle AUSL, con l'effetto  di  spostare
  risorse  verso  altri ambiti assistenziali, creando una  situazione
  assistenziale   più   arretrata  rispetto  al  progetto   obiettivo
  nazionale del 1994;

   per  le  tossicodipendenze la normativa regionale ha  istituito  i
  servizi   per   le   tossicodipendenze  all'interno   dei   servizi
  territoriali  di  tutela  di salute mentale.  Essi,  istituiti  con
  d.p.r. 309 del 1990, in Sicilia sono stati meramente recepiti senza
  alcun  adattamento alla realtà regionale e, pur  avendo  una  buona
  diffusione  sul territorio, sono rimasti a un modello di assistenza
  di  tipo  ambulatoriale,  mentre nel  2002  l'organizzazione  delle
  tossicodipendenze   ha   avuto  dal   piano   sanitario   regionale
  un'ulteriore  sistemazione,  che è stata  disattesa  dall'esistenza
  attuale  di almeno tre tipologie di organizzazione: settore  salute
  mentale,   dipartimento   salute   mentale   e   tossicodipendenze,
  dipartimento per le dipendenze;

   nell'ambito     della     neuropsichiatria     dell'infanzia     e
  dell'adolescenza (NPIA) si registra in Sicilia una frammentazione e
  una  disomogeneità assistenziale in seguito alla  collocazione  dei
  servizi  NPIA o nei distretti dell'area materno-infantile, o  nella
  salute  mentale con estreme diversità organizzative,  di  dotazioni
  d'organico  e  strutturali. Va ricordato, peraltro, che  nell'unico
  piano  sanitario  regionale, quello del 2002, questi  servizi  sono
  assolutamente assenti e comunque mancano dalle linee guida  per  la
  riorganizzazione territoriale (PTA) del 2009;

   considerato  che  per tali ragioni i servizi, pur  garantendo  una
  effettiva  presa  in carico ambulatoriale, non  sono  in  grado  di
  fornire interventi più complessi e articolati;

   per sapere quali misure intenda adottare per superare i problemi:

   della  gravissima  carenza di posti letto per la psichiatria,  che
  comporta  ricoveri anche a centinaia di chilometri di  distanza,  e
  per le NPI;

   della differenza tra il modello adottato dal privato accreditato e
  quello   pubblico  in  psichiatria  per  le  CTA  e  l'assenza   di
  residenzialità per le NPI e per le tossicodipendenze, relativamente
  ai pazienti con doppia prognosi;

   della  presenza  formale delle strutture di semiresidenzialità  in
  psichiatria,  peraltro senza alcun rispetto dei parametri  previsti
  dalle  normative,  e  dell'assenza di tali  strutture  negli  altri
  ambiti, NPI e tossicodipendenze;

   della   ridotta  presenza  degli  ambulatori  e  degli  interventi
  domiciliari sul territorio;

   del  sottodimensionamento del personale per oltre il 30% su quello
  previsto   dalle  normative  e  dall'assenza  diffusa   di   figure
  professionali dedicati agli aspetti riabilitativi;

   della mancata attivazione dei tre dipartimenti (psichiatria, NPI e
  dipendenze),  così come previsto anche dalle linee  guida  recepite
  nel 2009;

   dell'assenza  d'integrazione  tra comuni  e  ASP,  con  gravissimi
  problemi che investono la residenzialità (comunità-alloggio, gruppi
  appartamento, ecc.), gli interventi di reinserimento  lavorativo  e
  risocializzazione, l'attività domiciliare integrata». (1088)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Raia chiede notizie in merito alle misure per
  favorire    un   effettivo   sviluppo   dell'assistenza   sanitaria
  psichiatrica, si rappresenta quanto segue.
   Alla  luce  della recente rimodulazione della rete  ospedaliera  i
  posti  letto per la psichiatria ammontano a 495 e, considerando  il
  parametro  di  un posto letto ogni 10.000 abitanti stabilito  dalla
  normativa vigente in materia, la dotazione attuale appare  congrua.
  Per  la  Neuro Psichiatria Infantile sono stati previsti  18  posti
  letto nella Provincia di Catania, 18 a Messina e 12 a Palermo.
   I  requisiti  strutturali  ed organizzativi  per  l'accreditamento
  delle  C.T.A. sono uguali sia nel pubblico che nel privato; l'unica
  differenza  consiste nel tempo concesso per l'adeguamento  che  nel
  pubblico  è differito. Tra i Progetti Obiettivo di Piano  Sanitario
  Nazionale una linea d'azione è stata dedicata alla N.P.I. in favore
  della quale sono stati assegnati 700.000 euro (ASP di PA e CT)  per
  attivare strutture dedicate a soggetti minori psicotici. Per quanto
  attiene all'ambito delle Dipendenze Patologiche, con il recepimento
  dell'Atto di intesa Stato - Regioni del 5 agosto 1999, adottato con
  decreto assessoriale 7 luglio 2010, viene previsto, all'interno dei
  Servizi specialistici accreditabili, il trattamento di soggetti con
  comorbilità   psichiatrica.  Inoltre  anche  nel  Piano   Sanitario
  Regionale  2010-2012, in corso di approvazione, al  paragrafo  16.5
  viene attenzionata la  doppia diagnosi  per una gestione integrata.
   Allo  stato  attuale risultano attivati per la psichiatria  n.  35
  Centri  diurni  dislocati  su  tutto  il  territorio  regionale   e
  ulteriori n. 3 Centri diurni per la NPI. Non sono previsti C.D. per
  le  dipendenze  patologiche a diretta gestione delle ASP,  peraltro
  non specificatamente previsti dai vigenti LEA.
   Sono  attivi n. 37 Centri di salute mentale aperti per 12  ore  al
  giorno   a  cui  si  aggiungono  167  Ambulatori  distrettuali   di
  psichiatria   che  coprono  l'intero  territorio   regionale.   Gli
  interventi  domiciliari rientrano nell'attività  istituzionale  dei
  Dipartimenti di salute mentale.
   E'  in  atto  la  rideterminazione delle  piante  organiche  delle
  AA.SS.PP.  e delle AA.OO. che dovrà effettuarsi coerentemente  alle
  previsioni  delle Leggi Finanziarie nazionali e delle  disposizioni
  impartite al riguardo dalla Regione.
   Con  il  nuovo Piano Sanitario Regionale 2010-2012 si  è  definita
  un'organizzazione che prevede l'istituzione di un  Dipartimento  di
  salute mentale al cui interno sono comprese l'Area delle Dipendenze
  patologiche   e   l'Area  della  neuropsichiatria   infantile.   Si
  sottolinea  che per le suddette aree non essendo in atto  possibile
  prevedere  strutture complesse   non  possono  istituirsi  appositi
  Dipartimenti.
   Per quanto attiene l'integrazione tra comuni e ASP, si afferma che
  queste  ultime  partecipano attivamente alla  programmazione  degli
  interventi  nei  Piani  di  Zona dei Distretti  Socio  Sanitari  di
  competenza; pur tuttavia i gravi problemi segnalati (scarso  numero
  di  Comunità  Alloggio) vengono effettivamente  registrati  per  la
  cronica  mancanza di disponibilità finanziaria dei Comuni a  cui  è
  demandata la gestione».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   ODDO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  direzione generale dell'ASP Trapani ha assunto la decisione di
  ridurre  i  posti letto della divisione di diabetologia  presso  il
  presidio  ospedaliero  'Paolo Borsellino'  di  Marsala  (TP)  dagli
  attuali 12 posti a soli 2, con 4 posti in day hospital;

   il  reparto di diabetologia di Marsala è l'unico presente in tutto
  il  territorio  della provincia di Trapani e rappresenta  il  fiore
  all'occhiello della sanità marsalese per l'ottimo lavoro  svolto  e
  per i riconoscimenti nazionali ricevuti;

   l'organizzazione mondiale della sanità (O.M.S.) ha classificato il
  diabete  come una malattia sociale, altrimenti detta 'Pandemia  del
  terzo  millennio',  in  forte crescita  soprattutto  nelle  società
  progredite come la nostra;

   il  mantenimento degli attuali 12 posti letto rappresenta elemento
  essenziale per l'esistenza stessa del reparto, poiché alla malattia
  si  associano  quasi sempre effetti secondari non meno  importanti,
  quali  ad esempio le malattie cardiovascolari, cecità e il problema
  del  piede  diabetico,  causa di frequenti amputazioni  degli  arti
  inferiori, che necessitano monitoraggi costanti e duraturi da parte
  degli operatori sanitari;

   per   sapere  se  non  ritenga  utile  intervenire  al   fine   di
  salvaguardare  gli  attuali  12  posti  letto  della  divisione  di
  diabetologia del presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala
  in considerazione anche del fatto che è l'unico reparto presente in
  tutta la provincia di Trapani e rappresenta, 'nel suo piccolo',  un
  centro di 'eccellenza' grazie ai riconoscimenti ricevuti». (1093)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto, con
  la   quale   l'onorevole  Oddo  chiede  notizie  in   merito   alla
  salvaguardia dei 12 posti letto della divisione di diabetologia del
  presidio  ospedaliero  'Paolo  Borsellino'  di  Marsala  (TP),   si
  rappresenta  che  il  recente D.A. n.1378/2010  ha  assegnato  allo
  stabilimento  di Marsala, per le unità operative di medicina  e  di
  diabetologia,  n.  20  posti letto (n.18  ordinari,  n.  2  in  day
  hospital).
   Tale  assetto organizzativo non penalizza in alcun modo i pazienti
  affetti  da patologia diabetica che potranno continuare  ad  essere
  assistiti  in  maniera  ottimale,  anche  per  quanto  riguarda  le
  eventuali  complicanze,  dai sanitari presenti  nelle  altre  unità
  operative  di  cardiologia,  oftalmologia,  chirurgia  e  geriatria
  presenti nello stesso stabilimento.
   Peraltro,  proprio per l'impegno che la malattia diabetica  assume
  anche  sotto  il profilo sociale, è stata identificata la  funzione
  con posti letto all'interno dello stabilimento.
   La riduzione di posti letto è coerente con i dati di attività e di
  appropriatezza,  rilevati nell'anno 2009, nonché  con  il  rispetto
  delle  indicazioni contenute nel recente Patto per la Salute stante
  che  all'allegato  B il diabete è individuato  come  "DRG  ad  alto
  rischio di non appropriatezza in regime di degenza ordinaria".
   Si riportano i dati di attività per anno 2009:

   Posti letto:     12
   Tasso occupazione:  81%
   Peso medio:  1,41
   43 LEA:     33%
   65 LEA:     24%».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   negli  anni  2006-2007-2008 alcune piccole strutture convenzionate
  non hanno superato il budget minimo loro assegnato;

   i  titolari  delle strutture interessate, non avendo  superato  il
  tetto  loro  assegnato, non solo non hanno contribuito al  dissesto
  finanziario della Regione siciliana, ma hanno dimostrato di operare
  in modo virtuoso ed oculato;

   queste piccole strutture, nella maggior parte dei casi, si trovano
  ad  operare in condizioni ambientali difficili, derivanti,  per  lo
  più,  dalla  limitata popolazione presente nei  territori  dove  si
  trovano ad operare (piccole isole, zone montane, piccoli comuni);

   considerato che:

   queste piccole strutture, gestite da medici convenzionati, a causa
  del  corretto  ma irrilevante fatturato, non possono accedere  alla
  premialità   prevista   e  determinata  dalla   vigente   normativa
  regionale, nonostante operino in zone prive di rilevanti  strutture
  sanitarie pubbliche;

   queste  strutture, nonostante il loro comportamento virtuoso,  non
  avranno  riconosciuto  nessun arretrato per il  biennio  2007-2008,
  perché non hanno sforato il budget loro assegnato;

   visto che:

   anche    queste   piccole   strutture   sono   state   interessate
  dall'abbattimento del budget, che si aggira intorno al 30%  che  ha
  contribuito, anche nei piccoli comuni, alla creazione  delle  tanto
  famigerate  liste  di  attesa,  facendo  scomparire  totalmente  la
  prevenzione  ed incrementando, invece, di contro, il  ricorso  alle
  strutture  ospedaliere, sicuramente più costose e  dispendiose  per
  l'erario pubblico;

   nello stabilire il metodo di assegnazione del budget 2010, non  si
  è tenuto conto alcuno, né della oculatezza che ha caratterizzato il
  lavoro   dei  titolari  delle  strutture  interessate,   né   delle
  difficoltà  ambientali in cui essi si trovano adoperare,  né  tanto
  meno del prezioso servizio svolto attraverso le risposte concrete e
  continue che danno quotidianamente al territorio;

   per  sapere  se  non  ritengano utile, anziché applicare  anche  a
  questi onesti e virtuosi professionisti l'abbattimento del 30%  sul
  loro  misero budget annuale, determinare diversamente il tetto loro
  assegnato,  stabilendo come budget massimo previsto  la  somma  del
  fatturato  degli ultimi tre anni, dividendolo per tre e  assegnando
  loro come budget annuale 2010 il risultato matematico derivante  da
  questa operazione». (1099)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Vinciullo chiede  notizie  in  ordine  alla
  rideterminazione del tetto di spesa previsto, per l'anno 2010,  per
  i medici convenzionati esterni che non hanno sforato il budget loro
  assegnato negli anni 2006 - 2007 - 2008, si rappresenta che, con  i
  decreti  assessoriali  15 marzo 2010, n.  779,  e  4  maggio  2010,
  n.1191,  è  stata  approvata la metodologia per  la  determinazione
  degli   aggregati   di   spesa   in  favore   della   specialistica
  ambulatoriale esterna e i relativi criteri di rideterminazione  del
  budget 2010».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   PICCIOLO.   -  «L'Assessore  per  la  salute,  premesso   che   in
  applicazione  della  legge regionale n. 5 del  14  aprile  2009  il
  territorio  della  Regione Siciliana, ai fini  dell'amministrazione
  sanitaria,   è  stato  suddiviso  in  due  bacini  (occidentale   e
  orientale);

   ricordato che codesto Assessorato ha definito un modello regionale
  di  centralizzazione degli acquisti per coordinare le attività  dei
  due  comitati  di  bacino nel quadro di un più  ampio  progetto  di
  reingegnerizzazione   del sistema di approvvigionamento  in  ambito
  sanitario nella Regione;

   osservato che:

   il   livello  regionale  di  aggregazione  interessa  le  seguenti
  categorie  merceologiche: a) farmaci, b) materiali  per  profilassi
  (vaccini);  servizi  utenze telefoniche ed   elettriche  attraverso
  l'individuazione   di   un  gestore  unico   regionale;   coperture
  assicurative;

   a livello di bacino si procederà ad attivare procedure di acquisto
  in  forma  centralizzata  per bacino, a lotto  unico,  per  diverse
  categorie  di  prodotti, previa verifica del  fabbisogno  da  parte
  delle  singole  aziende,  l'aggregazione dei  fabbisogni  da  parte
  dell'azienda  sanitaria  capofila attraverso  figure  professionali
  indicate  dalle varie aziende sanitarie per la predisposizione  del
  capitolato di gara;

   all'interno   di  ciascun  bacino  è  istituito   un   gruppo   di
  coordinamento  per  gli acquisti composto da due provveditori,  due
  farmacisti,   da  un  direttore  ospedaliero  e  un  direttore   di
  distretto;

   rilevato  che nel bacino orientale la composizione del  gruppo  di
  coordinamento acquisti non vede alcun rappresentante delle  aziende
  sanitarie  messinesi, che pure costituiscono parte  essenziale  per
  l'economia dell'intero bacino;

   per sapere:

   quali   misure   intenda   adottare   per   garantire   una   equa
  rappresentanza delle realtà aziendali e del territorio  nel  gruppo
  di   coordinamento  acquisti  al  fine  di  valorizzare  i  diversi
  contributi  di  esperienza disponibili,  stante  che  la  circolare
  assessoriale del 19 gennaio 2010 dà solo una indicazione in  merito
  al numero e alla composizione dei gruppi di coordinamento acquisti;

   se  non ritenga di valutare con attenzione le osservazioni  e  gli
  approfondimenti  che  tutti i provveditori delle  aziende  comunque
  potranno  suggerire  in merito ai metodi per  garantire  una  reale
  competizione  nei capitolati e una efficaci delle  procedure  nella
  definizione degli stessi». (1111)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Picciolo chiede notizie in ordine alle misure
  per  garantire  un'equa rappresentanza delle aziende sanitarie  nel
  procedimento  regionale  di  centralizzazione  degli  acquisti,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  il  D.A. n. 2446 del 2 novembre 2009 sono state stabilite  le
  modalità di costituzione e di funzionamento del Comitato di  Bacino
  Sicilia  Occidentale  e del Comitato di Bacino  Sicilia  Orientale.
  L'art.  2  del succitato decreto prevede che "Ciascun  Comitato  si
  configura  quale  organo  collegiale ed è  composto  dai  Direttori
  Generali   delle  Aziende  sanitarie  provinciali,  delle   Aziende
  ospedaliere  e  delle  Aziende ospedaliere  universitarie,  facenti
  parte  del  territorio  del bacino di appartenenza".  La  circolare
  esplicativa  prot.  n.  225  del 19 gennaio  2010  "Avvio  attività
  Comitati  di Bacino di cui all'articolo 5 della legge regionale  n.
  5/2009"  prevede,  tra  l'altro, che "...  all'interno  di  ciascun
  bacino,  dovrà essere istituito un gruppo di coordinamento per  gli
  acquisti,   composto   indicativamente  da:   2   provveditori,   2
  farmacisti, 1 direttore ospedaliero, 1 direttore di distretto.".
   Ciò  premesso, giorno 3 marzo 2010 si è riunito, presso  i  locali
  dell'Assessorato  alla  salute,  il  Comitato  di  Bacino   Sicilia
  Orientale, per la costituzione del gruppo di coordinamento per  gli
  acquisti,   l'individuazione  del   coordinatore   del   gruppo   e
  l'individuazione  delle  Aziende capofila  per  la  gestione  delle
  procedure di gara.
   Al  suddetto  incontro erano presenti i Direttori  generali  delle
  Aziende sanitarie provinciali di Catania, Enna, Messina e Siracusa,
  dell'A.R.N.A.S. Garibaldi, dell'A.O. Cannizzaro, dell'A.O. Ospedali
  Riuniti  Papardo-Piemonte, dell'A.U.O.P. di Messina e  di  Catania,
  tutti  facenti  parte del Bacino Sicilia orientale, i  quali,  così
  come  previsto  dall'art.  2 del citato D.A.  n.  2446/2009,  hanno
  concordato e votato, all'unanimità, la composizione del  gruppo  di
  coordinamento per gli acquisti.
   Pertanto   lo  scrivente  Assessore,  che  riveste  il  ruolo   di
  coordinatore  del  Comitato di Bacino, non può  che  prendere  atto
  delle  decisioni  assunte  dal Comitato,  essendo  quest'ultimo  un
  organo collegiale dotato di propria autonomia che assume le proprie
  determinazioni  a  votazione ed a maggioranza  (nella  fattispecie,
  all'unanimità).
   Relativamente al secondo punto dell'interrogazione, si fa presente
  che  il gruppo di coordinamento per gli acquisti non è un organismo
  chiuso.  Infatti  tutte  le  procedure  amministrative  e  tecniche
  finalizzate  allo svolgimento delle gare consorziate a  livello  di
  bacino  sono portate a conoscenza di tutti i soggetti,  siano  essi
  clinici  o  amministrativi, che sono tenuti a dare il loro  apporto
  allo  svolgimento  della stessa. Questo al  fine  di  garantire  la
  massima     condivisione    e    trasparenza    alla     procedura.
  Conseguentemente, i provveditori di tutte le Aziende  facenti  capo
  al  Bacino  potranno  dare suggerimenti in  merito  ai  metodi  per
  garantire una reale competizione nei capitolati».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   MARROCCO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  contratto  collettivo nazionale di lavoro per  il  quadriennio
  1998  -  2000  dell'area  della dirigenza  sanitaria  professionale
  tecnica ed amministrativa del servizio sanitario nazionale,  ancora
  vigente,  all'art.  28, comma 1, prescrive che  'ai  dirigenti  del
  ruolo  sanitario, all'atto della prima assunzione sono  conferibili
  solo  incarichi di natura professionale'; il comma 3  dello  stesso
  art. 28 aggiunge che 'ai dirigenti del comma 1, dopo cinque anni di
  attività  sono  conferibili  incarichi di  direzione  di  struttura
  semplice   ovvero   di   natura   professionale   anche   di   alta
  specializzazione, di consulenza, di studio e ricerca, ispettivi, di
  verifica e di controllo';

   considerato  che l'ex AUSL n. 9 di Trapani, oggi ASP Trapani,  nel
  2008 ha conferito incarichi di responsabilità di unità operativa  a
  medici  prevenienti dalla medicina dei servizi, che  da  appena  un
  anno  erano passati alla dirigenza medica, in aperto contrasto  con
  quanto citato in premessa;

   tenuto  conto  che queste nomine hanno determinato una  violazione
  delle  norme  e  che  la procedura di assegnazione  avrebbe  dovuto
  essere  svolta  su una rosa di candidati che avessero  i  requisiti
  premessi  e  che  tali figure professionali erano e  sono  presenti
  nella  dotazione  organica della azienda sanitaria  provinciale  di
  Trapani;

   per  sapere quali iniziative siano state intraprese o si intendano
  intraprendere affinché l'azienda sanitaria provinciale di  Trapani,
  in  coerenza  alla  imperatività  delle  disposizioni  contrattuali
  citate in premessa e tenuto conto della forza cogente delle stesse,
  agisca di conseguenza». (1112)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  Marrocco  chiede  notizie  in  merito   al
  conferimento  di  incarichi di responsabile di unità  organizzativa
  dell'ASP di Trapani, si rappresenta quanto segue.
   Premesso che la problematica afferisce all'inquadramento degli  ex
  medici  della  Medicina dei Servizi con rapporto di  dipendenza  ai
  sensi  del decreto assessoriale 8 marzo 2006, i Direttori  generali
  delle  Aziende  sanitarie  sono stati a suo  tempo  autorizzati  ad
  inquadrare  nel  ruolo  medico del Servizio sanitario  regionale  i
  predetti  medici  con  anzianità di almeno cinque  anni,  risultati
  idonei  (giusto  D.A.  del 21 ottobre 2005  di  approvazione  delle
  graduatorie) al concorso per titoli e colloquio di cui  al  decreto
  assessoriale dell' 11 marzo 2002.
   Con  successiva  direttiva prot. n. 1450/Gab. del  30  marzo  2006
  questo   Assessorato  ha  disposto  l'adeguamento  delle  dotazioni
  organiche aziendali il relativo inquadramento nell'ex primo livello
  dirigenziale  del ruolo medico di n. 631 medici della Medicina  dei
  Servizi a far data dall'1 agosto 2006.
   Con  ulteriore direttiva prot. n. 1293 del 30 aprile 2007 a  firma
  del  Dirigente  generale  del  Dipartimento  Ispettorato  Regionale
  Sanitario  è  stato sottolineato che l'anzianità  dei  cinque  anni
  prevista  quale requisito per l'ammissione al concorso agli  stessi
  medici doveva essere comunque sottoposta a valutazione.
   Relativamente all'inquadramento di tale personale con rapporto  di
  dipendenza,  come  da nota prot. n. 2512 del 23 settembre  2008,  è
  emerso  che  le  Aziende sanitarie hanno applicato in  maniera  non
  uniforme le disposizioni di cui al DPCM 8 marzo 2001, relativamente
  ai  criteri  per  la  valutazione del servizio prestato  in  regime
  convenzionale.
   Questa Amministrazione ha pertanto richiesto all'Avvocatura  dello
  Stato  apposito parere in merito. Quest'ultima, con nota  prot.  n.
  25500/2008,   si   è   espressa   negativamente   -    alla    luce
  dell'orientamento  manifestato in materia dalla Sez.  lavoro  della
  Corte  di Appello con sentenza n. 159/2008 resa su ricorso proposto
  da  Sajeva  ed  altri - in merito al riconoscimento  dell'anzianità
  pregressa  ai  fini  del  calcolo  dell'indennità  di  posizione  e
  dell'indennità di esclusività.
   La   predetta   posizione  è  stata  confermata   con   successiva
  distrettuale n. 42202 del 28 aprile 2010.
   Alcun  dubbio  è stato, invece, mai rilevato circa i  riflessi  di
  tale  anzianità sia ai fini del calcolo della RIA (art. 1  -  lett.
  a), sia ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio utilizzabile
  anche   per   l'accesso  all'incarico  di  direzione  di  struttura
  complessa del Servizio sanitario nazionale (art. 1 - lett. d).
   Fermo restando l'obbligo della procedura di cui all'art. 28, comma
  7   del   CCNL  2000,  per  tali  finalità  (ossia  per   l'accesso
  all'incarico   dirigenziale)  sembrerebbe,  pertanto,  utilizzabile
  l'anzianità di servizio maturata dai predetti Dirigenti  in  regime
  convenzionale.
   Peraltro, anche in relazione al riconoscimento ai fini del calcolo
  dell'indennità  di  posizione e dell'indennità di  esclusività,  da
  ultimo l'ASP di Palermo, con nota prot. n. 13181 del 9 giugno  2010
  indirizzata   al  Dipartimento  della  Funzione  Pubblica   e   per
  conoscenza   a  questo  Assessorato,  ha  richiesto  un   riscontro
  risolutivo  alla  problematica  evidenziata  facendo  nel  contempo
  presente che  ...la Corte di Appello di Palermo con le sentenze  n.
  795 e n. 796 del 13 maggio 2010 pronunciandosi su taluni ricorsi ha
  condannato  l'Azienda,  riconoscendo  il  diritto  dei   medici   a
  percepire  l'indennità  di cui trattasi  anche  per  i  periodi  di
  attività svolta in regime di guardia medica e medicina dei servizi,
  risolvendo,  così,  il conflitto giurisprudenziale  precedentemente
  venutosi a creare.... ».
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  la  legge  regionale n. 19 del 22 dicembre 2005,  l'Assemblea
  regionale  siciliana ha stabilito ed indicato le  linee  guida  per
  l'organizzazione della rete assistenziale per le persone affette da
  disturbi autistici;

   ai  sensi  dell'art.  25,  comma 8, della  citata  legge  de  qua,
  l'Assessore regionale per la sanità, entro centottanta giorni dalla
  data  di  pubblicazione della predetta legge, era stato autorizzato
  ad  emanare  con un proprio decreto le linee guida di un  programma
  regionale unitario per l'autismo;

   in  data  1 febbraio 2007, l'Assessore regionale per la sanità  ha
  emanato   il   decreto  assessoriale  recante   'Linee   guida   di
  organizzazione  della  rete assistenziale per  persone  affette  da
  disturbo artistico', così come previsto dalla l.r. 19/2005;

   tale  decreto recepisce la l.r. 19/2005, la quale prevede che ogni
  azienda sanitaria provinciale operante in Sicilia attivi un  centro
  per l'autismo e i disturbi generalizzati dello sviluppo;

   il   decreto   prevede,  altresì,  che  ogni   azienda   sanitaria
  provinciale è, comunque, tenuta a destinare almeno lo 0,1 per cento
  delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale alla rete
  integrata di servizi per l'autismo;

   considerato che:

   negli  ultimi  anni è cresciuto, purtroppo, il numero  di  bambini
  autistici, anche in considerazione di una maggiore attenzione verso
  il problema;

   non  sempre  è  facile,  per i genitori, riconoscere  nel  proprio
  figlio  i  sintomi  della  malattia e che,  a  causa  della  scarsa
  presenza  sul  territorio  di centri per  l'autismo  e  i  disturbi
  generalizzati  dello sviluppo, spesso si sottovalutano  la  gravità
  dei sintomi fino ad arrivare, in alcuni casi, ad ignorare del tutto
  la presenza di autistici in famiglia;

   nella  maggior  parte  dei  casi, i genitori  e  la  famiglia  del
  soggetto  affetto  da autismo sono costretti a combattere  da  soli
  contro questo male, a causa della quasi totale assenza di una  rete
  integrata  di  servizi  per  l'autismo,  in  contrasto  con  quanto
  disposto dalla l.r. 19/2005 e dal relativo decreto attuativo;

   visto che:

   ad   oggi,   le  istituzioni  regionali  e  le  aziende  sanitarie
  provinciali si sono mostrate, quasi sempre, indifferenti di  fronte
  ad  una malattia che interessa sempre più famiglie in Sicilia, così
  come nel resto del Paese;

   negli  ultimi  tempi,  anziché procedere alla realizzazione  della
  rete   integrata  di  servizi  per  l'autismo,  in   molte   realtà
  territoriali  si  sta assistendo, invece, quasi indifferenti,  allo
  smantellamento dei servizi pubblici rivolti ai soggetti affetti  da
  tale malattia;

   preso  atto  che,  allo stato attuale, le famiglie  che  convivono
  quotidianamente con il delicato problema dell'autismo lamentano  la
  mancata  applicazione dell'art. 25, comma 8,  della  l.r.  19/2005,
  tanto  è  vero  che  venerdì  2 aprile,  giornata  mondiale  contro
  l'autismo,  sono  state costrette ad organizzare,  a  Palermo,  una
  fiaccolata  per tutelare i diritti negati ai soggetti  autistici  e
  per  portare  all'attenzione della società  civile  e  delle  forze
  politiche la problematica in questione;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno e necessario, alla luce di quanto sopra
  esposto,  provvedere  all'attuazione  del  d.a.  1  febbraio   2007
  indicante il programma regionale unitario per l'autismo,  e  quindi
  all'applicazione immediata di quanto disposto dall'art.  25,  comma
  8,  della  l.r.  19/2005, ovvero procedere alla creazione  di  poli
  specialistici  di  servizi per i soggetti autistici  nelle  aziende
  sanitarie  provinciali siciliane al fine di assistere  le  famiglie
  nel difficile cammino che le attende a fianco dei loro figli;

   se  non  reputino  urgente,  e non più rinviabile,  inviare  degli
  ispettori  in  tutte le aziende sanitarie provinciali  al  fine  di
  verificare lo stato di attuazione della citata legge;

   se  non  ritengano urgente dare indicazioni ai direttori  generali
  delle  aziende sanitarie provinciali operanti in Sicilia,  fissando
  dei  termini,  a  brevissima scadenza, entro i quali  deve  trovare
  attuazione quanto previsto dalla legge regionale 19/2005». (1126)

   Risposta. «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con la
  quale    l'onorevole   Vinciullo   chiede   notizie    in    ordine
  all'applicazione  immediata  delle linee  guida  di  organizzazione
  della  rete  assistenziale  per  le  persone  affette  da  disturbi
  autistici, si rappresenta quanto segue.
   Questa Amministrazione ha già inviato ai direttori generali  delle
  Aziende Sanitarie Provinciali una direttiva con la quale si dispone
  che le Aziende destinino lo 0,1 per cento del loro bilancio annuale
  per  interventi  a  valenza  terapeutica-riabilitativa  e/o  socio-
  riabilitativa in favore dei soggetti affetti da autismo.
   Inoltre è stato istituito un tavolo tecnico regionale sull'autismo
  che  provvederà  alla  definizione e all'attivazione  del  registro
  regionale,  alla  rilevazione  epidemiologica  ed  all'analisi  dei
  processi  assistenziali, alla definizione delle linee di  indirizzo
  sui    percorsi   formativi   e   di   ricerca,   al   monitoraggio
  sull'applicazione delle linee guida, alla valutazione sulla qualità
  dei servizi offerti e all'aggiornamento delle linee guida.
   Tra  i  componenti del suddetto tavolo tecnico figurano  anche  le
  associazioni dei genitori di soggetti autistici.

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   la  Sicilia è la Regione, tra le aree del Mediterraneo, a maggiore
  incidenza di talassemia;

   dalla  valutazione  dei  dati  contenuti  nel  registro  siciliano
  talassemia  ed  emoglobinopatie, emerge  la  presenza,  sul  nostro
  territorio, di nuovi evidenti casi di emoglobinopatie;

   considerato che:

   da  molti  anni le associazioni siciliane di talassemia  lamentano
  una  cronica disattenzione, da parte delle istituzioni regionali  e
  sanitarie  locali, nei confronti di patologie come la talassemia  e
  la drepanocitosi, molto diffuse in Sicilia;

   ancora  oggi,  l'emoglobinopatico  è  costretto,  in  Sicilia,   a
  confrontarsi  con una serie di difficoltà per trovare  strutture  a
  lui  dedicate, con un numero di personale medico ed infermieristico
  appropriato  oltre  che con un equipe multidisciplinari  capace  di
  seguire il decorso della malattia;

   il  più  delle  volte i pazienti affetti da questa patologia  sono
  costretti,  a  causa  della  carenza di strutture  in  Sicilia,  ad
  emigrare  verso  le  Regioni del Nord, che presentano  standard  di
  assistenza   adeguata,   nonostante  operino   in   territori   con
  un'incidenza patologica minore;

   preso atto che:

   i   pazienti  talassemici  per  recarsi  in  altre  province  sono
  costretti  a  sobbarcarsi ingenti spese e a  subire  insopportabili
  disagi;

   comunque  la  Regione è costretta lo stesso a farsi  carico  delle
  spese per un'appropriata cura dei malati talassemici, a prescindere
  dalla Regione che presta le cure;

   visto che:

   con  decreto assessoriale del 4 novembre 2003, l'Assessore per  la
  sanità pro tempore provvedeva all'istituzione in Sicilia della rete
  regionale  per  la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi  e  la
  terapia della talassemia;

   allo  stato attuale, la associazioni siciliane di talassemia,  che
  da  anni  ormai  assistono  i  malati  attraverso  una  generosa  e
  appropriata   attività  di  volontariato,  lamentano   il   mancato
  completamento  della rete siciliana di talassemia, istituita  dalla
  Regione siciliana con apposito decreto assessoriale;

   oggi il 6% della popolazione siciliana è affetto da patologie come
  la talassemia e la drepanocitosi e necessita pertanto di assistenza
  e cure adeguate;

   per  sapere se non ritengano opportuno e necessario, alla luce  di
  quanto  sopra, incrementare gli stanziamenti finanziari  in  favore
  dei  malati  affetti  da  talassemia, provvedendo,  in  primis,  al
  potenziamento  di  tutti i centri di cura della rete  siciliana  di
  talassemia,  attuando così quanto disposto dal decreto assessoriale
  de quo e contribuendo ad alleviare i disagi, già consistenti, degli
  emaglobinopatici». (1128)

   Risposta. - In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto,  con
  la   quale  l'onorevole  Vinciullo  chiede  notizie  in  ordine  ad
  interventi  a  favore  dei  soggetti  affetti  da  talassemia,   si
  rappresenta quanto segue.
   L'articolo  7  della  legge regionale 1 agosto  1990,  n.  20,  ha
  stabilito  che ai cittadini affetti da forme gravi di talassemia  è
  concessa  un'indennità vitalizia erogata a titolo  personale  nella
  misura di lire 500.000 mensili (corrispondenti ad euro 258,23),  da
  rivalutare  annualmente in relazione ai dati  ISTAT,  con  apposito
  decreto  dell'Assessorato regionale bilancio  e  finanze.  A  detti
  soggetti,  nel caso di una residenza lontana oltre venti chilometri
  dai  luoghi di cura, è stata inoltre concessa un'indennità di  lire
  200 per chilometro (corrispondenti a 0,10 centesimi di euro).
   Successivamente,  con  decreti pubblicati in  GURS  n.  7,  dell'1
  febbraio 10092, e n. 8, dell'8 febbraio 1992, sono stati emanati  i
  regolamenti per la concessione delle predette indennità ai soggetti
  indicati negli articoli 1 e 2 della citata legge regionale.
   Con  decreto 4 novembre 2003 è stata istituita in Sicilia la  rete
  regionale  per  la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi  e  la
  terapia della talassemia.
   Nel corso degli anni (e precisamente a partire dal 1992 a tutto il
  2009) la predetta indennità vitalizia è sempre stata rivalutata con
  decreto  dell'Assessore per il bilancio ed  attualmente  la  stessa
  ammonta  ad  . 426,63 mensili, giusta decreto assessoriale  del  10
  settembre 2009.
   Per  quanto invece attiene all'indennità chilometrica prevista dal
  comma 2 del citato articolo 7, considerato che la citata norma  non
  ha   previsto   un  adeguamento  automatico  analogo  all'indennità
  vitalizia,  si  ritiene che tale eventualità possa essere  adottata
  solo  con  un  atto  legislativo,  di  iniziativa  parlamentare   o
  governativa».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che il numero delle farmacie è  stabilito  dalla
  legge  nazionale n. 475/1968, la quale, applicando  un  calcolo  di
  valutazione basato sul rapporto farmacie/popolazione, stabilisce un
  numero di farmacie pari ad una ogni 4.000 abitanti per i comuni con
  popolazione superiore ai 12.500 abitanti, come nel caso della città
  di Siracusa;

   con d.a. n. 25789 del 15 giugno 1998, l'Assessore regionale per la
  salute pro tempore determinava l'attuale pianta organica del comune
  di  Siracusa,  prevedendo, in base al rapporto farmacie/popolazione
  (ex  art.  1  della  legge  2 aprile 1968,  n.  475),  n.  32  sedi
  farmaceutiche, di cui n. 29 già assegnate ai legittimi  titolari  e
  n. 3 nuove da assegnare, mediante concorso;

   per  queste ultime tre sedi vacanti, da assegnare, veniva  bandito
  relativo concorso il 27 giugno 2007, ad oggi mai espletato;

   preso atto che:

   la  popolazione della città di Siracusa, nell'anno 1998,  anno  di
  approvazione della vigente pianta organica delle sedi farmaceutiche
  (d.a.  n.  25789/98),  era  di  126.721  abitanti  e  pertanto  era
  sufficiente  un  numero  di 32 farmacie, così  come  stabilito  dal
  rapporto  farmacie/popolazione disposto  dalla  legge  n.  475/1968
  (126.721:4000=32, considerato che la norma in oggetto  prevede  che
  la  popolazione  eccedente, rispetto ai parametri, è  compiuta,  ai
  fini  dell'apertura di una farmacia, qualora sia pari  al  50%  dei
  parametri stessi);

   oggi,  a  causa  di  un  certificato  ed  inequivocabile  fenomeno
  migratorio,  la popolazione residente nel comune di Siracusa,  alla
  data  del 31 dicembre 2008, è scesa a 123.707 residenti, e pertanto
  tale da determinare, ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge  n.
  362/91,  n. 31 sedi, dato peraltro valutato anche nel rispetto  del
  parametro del 50% per la popolazione eccedente;

   il  calo  della popolazione residente nella città di  Siracusa  ha
  interessato  soprattutto  i quartieri di Grottasanta  ed  Akradina,
  dove  la  popolazione residente, per fare un esempio,  è  diminuita
  dall'anno  1995  (anno  preso a riferimento per  la  determinazione
  della  pianta organica) al 32/12/2009, nei numeri che seguono (vedi
  tab. A):

                                Tab. A

   Quartiere  di                       Popolazione       Popolazione
   riferimento                          residente          residente
                             al 31/12/1995      al 31/12/2008

   Akradina                                 25.972             24.116

   Grottasanta                              23.784             21.858

   nei  quartieri  de quibus, tra l'altro, non è prevista  dal  nuovo
  piano  regolatore generale della città di Siracusa alcuna  zona  di
  espansione    edilizia   significativa   e   tale   da   modificare
  sensibilmente il numero dei cittadini residenti;

   le  sedi  attuali  sono  29  e quelle  di  nuova  istituzione  già
  previste, ma non ancora assegnate, stando ad una originaria  e  non
  più  applicabile  determinazione della pianta organica  delle  sedi
  farmaceutiche, vecchia di oltre 12 anni, sono 3, per un  totale  di
  32  sedi;  di  conseguenza, una sede non può non essere considerata
  soprannumeraria e pertanto deve essere immediatamente soppressa;

   la  sede  da  sopprimere deve, necessariamente, essere individuata
  tra  le  tre  nuove farmacie, già previste dal d.a. del  15  giugno
  1998,  appare  logico  che deve essere soppressa  quella  sede  che
  ricade  in  quei  quartieri soggetti a un rapido,  irreversibile  e
  certificato, in modo incontestabile spopolamento;

   rilevato che:

   l'art. 1 del DPR n. 1275/1971 'Regolamento per l'esecuzione  della
  legge  2  aprile  del  1968, n. 475, recante norme  concernenti  il
  servizio  farmaceutico', che prevede che 'per  la  revisione  della
  pianta organica, prevista dall'art. 2 della legge 1968, n. 475,  si
  tiene conto dei dati relativi alla popolazione residente in ciascun
  comune,  nell'anno  precedente a quello  in  cui  si  procede  alla
  revisione(...)', e dunque appare del tutto assurdo e  inappropriato
  espletare  un  concorso per tre sedi farmaceutiche calcolate  sulla
  base di dati vecchi di oltre un decennio;

   la  previsione  del  legislatore di n. 1 farmacia  per  ogni  4000
  abitanti  è funzionale all'efficacia e all'efficienza del  servizio
  farmaceutico (parametro demografico) e che la stessa previsione  di
  una  pianta organica delle farmacie ed il relativo contingentamento
  sono stati posti dal legislatore nella prospettiva di assicurare un
  servizio   pubblico  nell'interesse  sia  degli  utenti   che   dei
  farmacisti gestori;

   la  natura  pianificatoria e programmatica della  pianta  organica
  deve,  per  un verso, assicurare una razionale distribuzione  delle
  sedi  farmaceutiche sul territorio al fine di garantire un efficace
  servizio  all'utenza  ma, anche, per altro verso,  assicurare  alle
  farmacie un idoneo bacino d'utenza;

   considerato che:

   l'eventuale  rilievo attribuito alle aspettative dei  partecipanti
  al   concorso,  tra  l'altro  mai  espletato,  secondo  il   parere
  dell'Avvocatura  dello  Stato  (cons.  2182/2007  in   risposta   a
  specifico quesito avanzato dall'ex Assessorato regionale  Sanità  a
  proposito  del d.a. n. 25789/98), non costituisce valido motivo  di
  impedimento  alla  soppressione di  una  sede  soprannumeraria  non
  ancora assegnata;

   il  giudice  amministrativo ha dichiarato illegittimo  il  mancato
  provvedimento   di   soppressione   di   una   sede   che   risulta
  soprannumeraria  in base al rapporto con la popolazione  residente,
  rilevando in proposito che, in tali casi, l'amministrazione non  ha
  alcun  residuo  spazio discrezionale tale da  rendere  possibile  e
  legittima  la  mancata  soppressione di  una  sede  soprannumeraria
  vacante,  ritenendo che la legge ne consentirebbe  il  mantenimento
  solo  nel  caso in cui essa risulti assegnata ad un titolare  ed  a
  tutela   del   diritto  di  quest'ultimo,  non  potendo   ritenersi
  d'ostacolo  alla  necessaria soppressione  della  sede  vacante  in
  soprannumero lo svolgimento del concorso in quanto bandito,  ma  di
  fatto  mai espletato (cfr. in proposito TAR Sardegna - sentenza  n.
  1050 del 5 ottobre 1998);

   per sapere:

   se non ritengano urgente e inderogabile procedere all'annullamento
  del  concorso indetto in data 27/06/2007 e diretto all'assegnazione
  di 3 nuove sedi farmaceutiche nella città di Siracusa;

   se  non  ritengano opportuno e necessario procedere ad  una  nuova
  rivisitazione della pianta organica delle sedi farmaceutiche  della
  città di Siracusa;

   se  non  reputino  logico e rispondente ai  principi  della  buona
  amministrazione abolire quella sede farmaceutica che, a causa della
  diminuzione  accertata  e certificata della  popolazione  da  parte
  dell'ufficio  anagrafe  della  città  di  Siracusa,  non  è   nelle
  condizioni  di  assicurare ai titolari  di  farmacie  un  idoneo  e
  necessario  bacino  di  utenza tale da consentire  un  efficace  ed
  efficiente  servizio  per  i cittadini della  città  di  Siracusa».
  (1129)

   Risposta. «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con la
  quale l'onorevole Vinciullo auspica l'annullamento del concorso per
  tre  nuove  sedi farmaceutiche nella città di Siracusa e iniziative
  conseguenti, si rappresenta quanto segue.
   In sede di ultima Conferenza dei Servizi, in data 7 dicembre 2010,
  il  Comune  di  Siracusa ha presentato una  bozza  di  proposta  di
  revisione  della  pianta  organica  delle  farmacie  esprimendo  la
  volontà di volere sopprimere, tra le 3 nuove sedi poste a concorso,
  la  sede  32ª alla luce del decremento demografico intervenuto  nel
  corso  degli anni; tale ipotesi è stata condivisa dagli  Organi  ed
  Enti istituzionalmente interessati.
   La  soppressione  della suddetta sede, posta  a  concorso  con  il
  Decreto  assessoriale n. 32214 del 27 giugno 2000, comporterà,  nel
  momento  in  cui  verrà formalizzata nella prossima Conferenza  dei
  Servizi,  lo  stralcio di essa dall'iter concorsuale e pertanto  il
  concorso  per la provincia di Siracusa proseguirà e verrà  concluso
  con una sede in meno rispetto al bando di origine.

                              L'Assessore
                          Dott. Massimo Russo

   Risposta  scritta  ad  interrogazione  -  Rubrica  «Territorio   e
  ambiente»

   BOSCO.  -  «All'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che  l'alveo
  del  fiume  Verdura da mesi si presenta in precarie  Condizioni  di
  sicurezza,  specie in prossimità delle località Piano di  Monaco  e
  Giraffe  (AG),  a  seguito delle copiose e continue  precipitazioni
  delle ultime stagioni e dell'assenza di manutenzione dell'alveo;

   considerato che:

   è stata riconosciuta la situazione di grave pericolo da cui deriva
  la  condizione di estrema urgenza di cui all'art. 146 del D.P.R. 21
  dicembre 1999, n. 554, giusta dichiarazione dell'ufficio del  genio
  civile di Agrigento U.O.B. C 5 Infrastrutture e Trasporti prot.  n.
  1529, rif. n. 6751 del 4.03.2009;

   alcuni comuni territorialmente interessati, e fra questi quello di
  Villafranca Sicula, hanno più volte denunciato la grave  situazione
  di   pericolo  per  ampie  porzioni  di  territori  interessati  da
  coltivazioni di pregio;

   anche  privati hanno più volte indirizzato richieste di intervento
  agli  uffici  competenti, segnalando il rischio di ingenti  perdite
  economiche;

   sottolineato  che,  come ampiamente previsto, si  sono  verificati
  episodi di esondazione con allagamento di intere aziende agricole e
  conseguente  perdita  dei frutti pendenti,  danni  permanenti  agli
  impianti e alle infrastrutture agricole;

   per sapere:

   quali  siano gli atti fin qui adottati nel merito delle  questioni
  sopra esposte;

   quali  immediati interventi abbiano frattanto adottato al fine  di
  risarcire i privati, così duramente danneggiati, anche a causa  dei
  ritardi degli organi competenti nell'affrontare sì grave emergenza;

   quali   interventi  si  intendano  effettuare  per  il  ripristino
  dell'alveo   del  fiume  Verdura  e  per  un'adeguata  risagomatura
  spondale». (1159)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  -   «Con  riferimento all'interrogazione  n.  1159,  il
  Dipartimento  regionale  Ambiente,  con  nota  prot.  1383  del  15
  novembre 2010, ha rappresentato che con D.P.R. n. 276 del 2  luglio
  2007  è  stato  approvato il PAI n. 061 del Bacino idrografico  del
  fiume  Verdura nel quale sono state indicate le aree a pericolosità
  e rischio idrogeologico ricadenti nel bacino.
   Relativamente   alla   questione  del   risarcimento   danni,   il
  Dipartimento  ha  rappresentato che gli interventi di  manutenzione
  ordinaria  e straordinaria di corsi d'acqua che rivestono carattere
  di  somma urgenza e pronto intervento ai fini dell'eliminazione dei
  pericoli per la pubblica incolumità, rientrano tra le competenze di
  altri Enti.
   Pertanto,   altri  soggetti  istituzionali  potranno   predisporre
  eventuali  progetti  per  la  risoluzione  della  problematica   in
  argomento che sembra interessare principalmente le aree agricole  e
  le attività produttive lungo l'alveo del fiume Verdura.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                      L'Assessore
                                            dott.  Calogero Gianmaria
                                          Sparma