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Resoconto d'Aula della Seduta n. 217 di martedì 18 gennaio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Lentini, Giuffrida, Picciolo e Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Salute

     N.  954  - Interventi a livello centrale atti a semplificare  le
  procedure  di  riconoscimento  delle  invalidità  civili  e   degli
  handicap.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore

   N.  967  -  Chiarimenti in merito al nuovo soggetto ed alla  nuova
  gestione del servizio di emergenza 118.
   Firmatari: Forzese Marco; Gianni Giuseppe; Maira Raimondo; Cordaro
  Salvatore;  Savona  Riccardo; Ragusa Orazio; Lo  Giudice  Giuseppe;
  Leontini  Innocenzo;  Ardizzone  Giovanni;  Falcone  Marco;  Limoli
  Giuseppe; Vinciullo Vincenzo; Caputo Salvino; D'Asero Antonino

   N.  986 - Realizzazione di strutture ospedaliere per assicurare il
  trattamento radioterapico nella provincia di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1044 - Interventi per il potenziamento e il finanziamento  del
  C.A.D.  (Centro  ascolto  Duchenne) Sicilia  parent  project  onlus
  'Distrofia Muscolare Duchenne & Becker'.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1049  -  Interventi per l'istituzione degli  uffici  stampa  e
  pubbliche  relazioni  presso  le  aziende  sanitarie  regionali   e
  conseguente reintegrazione nel posto di lavoro di un cittadino.
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  1054 - Chiarimenti in ordine alle procedure di controllo sulle
  derrate alimentari in ingresso in Sicilia.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1064 - Chiarimenti in merito alla realizzazione della rete dei
  medici di medicina generale.
   Firmatario: Maira Raimondo

   N. 1142 - Modifiche al piano di riordino del sistema trasfusionale
  regionale del servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale
  (SIMT)  dell'ospedale  'Umberto I' di Siracusa  e  del  'SIMT'  del
  presidio ospedaliero 'Di Maria' di Avola (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1169  -  Trasferimento del centro S. Antonio  soc.  coop.  dal
  comune di Maletto a quello di Bronte (CT).
   Firmatari: Di Guardo Antonino; De Benedictis Roberto

   N. 1170 - Chiarimenti in ordine al ritardato pagamento delle quote
  di  competenza  dell'ASP 5 per tutte  le prestazioni effettuate  in
  regime convenzionale.
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   N.  1225  -  Iniziative urgenti tese ad impedire la  chiusura  del
  reparto di psichiatria della Guadagna di Palermo.
   Firmatario: Apprendi Giuseppe

   N.  1231  -  Verifica  della  idonea distribuzione  delle  risorse
  previste per la branca della specialistica di laboratorio  ai  fini
  di un possibile riequilibrio.
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N. 1241 - Iniziative a favore del personale impegnato nel servizio
  di emergenza '118' e non ancora assunto dal nuovo gestore.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1273  - Interventi per scongiurare il rischio di chiusura  del
  reparto   di   oncologia  dell'ospedale  'Vittorio   Emanuele'   di
  Castelvetrano (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.   1274  -  Provvedimenti  urgenti  per  assicurare  i  soccorsi
  d'emergenza nell'isola di Marettimo (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N. 1285 - Notizie sull'ospedale di Augusta (SR).
   Firmatario: Adamo Giulia

   N. 1304 - Notizie sui futuri concorsi nel comparto sanitario.
   Firmatario: Limoli Giuseppe

   N. 1310 - Interventi per la realizzazione del centro di eccellenza
  oncologico nell'ambito del p.o. Papardo di Messina.

   Firmatario: Beninati Antonino

   N.  1318  - Chiarimenti in ordine al personale addetto al servizio
  di   radiocomunicazioni  dell'attività  di  emergenza  del  118  in
  Sicilia.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   1323   -   Notizie  sulle  gravi  carenze  igienico-sanitarie
  dell'ospedale G. F. Ingrassia di Palermo.
   Firmatario: Campagna Alberto

   N.  1334  -  Reperimento di ulteriori risorse  da  assegnare  alla
  branca di patologia clinica dell'ASP 8 di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme in materia di agevolazioni sulla tassa di circolazione  per
  le  autovetture ed i mezzi in forza alle associazioni di protezione
  civile iscritte all'albo regionale».  (n. 658)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone  e
  Vinciullo in data 17 dicembre 2010

   «Organizzazione  distrettuale  dei  centri  per  la   prevenzione,
  diagnosi, cura e riabilitazione della sindrome metabolica  e  delle
  patologie correlate (diabete, obesità, ipertensione)». (n. 670)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Maira,
  Cordaro,  Dina,  Gianni, Cascio Salvatore, Caronia e  Catalano,  in
  data 14 gennaio 2011.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato   e   inviato   alla  competente   Commissione    Affari
  istituzionali (I)':

   Norme  in  materia  di elezioni del sindaco, del presidente  della
  provincia e dei rispettivi consigli. modifiche alla legge regionale
  15 settembre 1997, n. 35. (n. 669)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Forzese,
  Adamo,   Nicotra,  Lentini,  Parlavecchio,  Ragusa,   Ardizzone   e
  Giuffrida in data 14 gennaio 2011.
   - inviato in data 17 gennaio 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:
                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

    Norme  relative  alle indennità ed ai gettoni di  presenza  degli
  amministratori dei liberi consorzi di comuni. Modifiche alla  legge
  regionale 16 dicembre 2008, n. 22  (n. 647)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011

    Interventi per l'immigrazione  (n. 648)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011
   parere V e VI

    Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza
  (n. 650)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011

    Norme per il sostegno delle politiche giovanili  (n. 651)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011
   parere V

    Istituzione del sistema regionale di servizio civile  (n. 653)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011

    Modifiche  alle norme per l'elezione del sindaco e del  consiglio
  comunale,   del   presidente  della  provincia  e   del   consiglio
  provinciale" (n. 655)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011

    Norme  in  materia di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà
  internazionale  (n. 657)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011

    Norme in materia di elezione dei consigli circoscrizionali e  dei
  relativi presidenti  (n. 660)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011

                      AMBIENTE E TERRITORIO  (IV)

    Norme a difesa della salute dell'elettrosmog  (n. 654)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011
   parere VI

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI  (VI)

    Sistema educativo integrato per la prima infanzia  (n. 649)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011
   parere I
    Istituzione  del  sistema integrato dei servizi  sociali  per  la
  promozione  del  benessere delle persone, delle  famiglie  e  delle
  comunità nella Regione siciliana  (n. 652)
   - di iniziativa parlamentare
   - inviato in data 13 gennaio 2011
   parere I

    Riconoscimento  dei laboratori di eccellenza privati  accreditati
  (LEPA) che operano nel territorio della regione siciliana  (n. 656)
   - di iniziativa popolare
   - inviato in data 13 gennaio 2011.

      Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla I
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  che in data  13  gennaio  2011  sono  stati
  riassegnati alla I Commissione legislativa  Affari istituzionali' i
  sottoindicati disegni di legge di iniziativa parlamentare:

     -   Schema  di progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,  dello
  Statuto  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
  (n. 52/A)

   -  Modifica dello statuto della Regione siciliana  (n. 78)

   -   Schema  di  progetto di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,  dello
  Statuto  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
  (n. 110)

   -   Schema  di  progetto di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,  dello
  Statuto  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
  (n. 355)

   -   Schema  di  progetto di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,  dello
  Statuto  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
  (n. 460).

     Comunicazione di rinvio di disegni di legge alla Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. 466/Sg.PG del  17  gennaio
  2011 sono stati rinviati, per il parere della Commissione Bilancio,
  alla  VI  Commissione legislativa  Servizi sociali  e  sanitari'  i
  sottoindicati disegni di legge:

    Promozione  della  ricerca sanitaria  (n. 483/A),  di  iniziativa
  governativa.

    Riorganizzazione   e  potenziamento  della  rete   regionale   di
  residenzialità  per  i  soggetti fragili  (nn.  582-590-606/A),  di
  iniziativa parlamentare.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico, che le seguenti richieste  di  parere  sono
  state  assegnate alla competente Commissione  Affari  istituzionali
  (I)':
   Commissione  provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
  di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Siracusa. Designazione
  componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo  7  ter
  della  legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con  le
  norme regionali. (n. 127/I)
   - pervenuto in data 12 gennaio 2011
   - inviato in data 13 gennaio 2011.

   Commissione  provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
  di  gare  per  l'appalto dei lavori pubblici di Enna.  Designazione
  componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo  7  ter
  della  legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con  le
  norme regionali. (n. 128/I)
   - pervenuto in data 12 gennaio 2011
   - inviato in data 13 gennaio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   con  la  l.r. n. 24 del 2007 è stata data risposta alle  legittime
  aspettative del personale catalogatore della Regione siciliana,  da
  oltre  un ventennio impegnato nel meritorio lavoro di catalogazione
  ed inventariazione informatizzata dei beni culturali siciliani;

   considerato  che  la  suddetta  legge,  recependo  il  comma   519
  dell'articolo 1 della legge finanziaria nazionale 2006, ha disposto
  la   stabilizzazione,  a  domanda,  del  suddetto   personale,   in
  considerazione   dell'interesse  strategico   che   l'attività   di
  catalogazione  riveste per la salvaguardia e la valorizzazione  dei
  nostri ben i culturali;

   visto che:

   la  spesa  derivante dall'applicazione della norma trova riscontro
  nel bilancio pluriennale della Regione 2007/2009;

   i  contratti  a termine di diritto privato oggi in essere  con  il
  personale  catalogatore sono scaduti il 31 ottobre 2008, mentre  la
  citata  normativa  prevede l'eventuale proroga,  nelle  more  della
  procedura  di  stabilizzazione, non oltre il 31 dicembre  2008,  al
  fine  di  dare  continuità all'attività di catalogazione  dei  beni
  culturali  prevista dalla misura 2.02 - Azione A  del  POR  Sicilia
  2000-2006;

   per   sapere  quali  iniziative  abbiano  intrapreso  o  intendano
  intraprendere  per dare concreta applicazione alla legge  regionale
  n.  24  del  2007,  tenuto conto che quanto previsto  dal  comma  1
  costituisce  l'autentica finalità della norma oltre che  il  giusto
  riconoscimento  delle  aspettative di una  pregevole  categoria  di
  lavoratori da troppo tempo in attesa di una collocazione  dignitosa
  e definitiva». (1560)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  considerazione delle caratteristiche del territorio  siciliano
  esposto a molteplici rischi (vulcanico, sismico, incendio-boschivo,
  idrogeologico, industriale) e valutata la presenza in  esso  di  un
  patrimonio  storico,  artistico  e  culturale  unico,  testimoniato
  dall'esistenza  di numerosi siti tutelati dall'UNESCO,  si  ritiene
  non   più  differibile,  al  fine  di  salvaguardare  la  integrità
  dell'intero  territorio  regionale,  la  definitiva  strutturazione
  della   dotazione   organica  del  dipartimento   regionale   della
  protezione civile;

   gli eventi sismici che hanno colpito la Sicilia orientale dal 1990
  ad  oggi  (da ultimo il terremoto di Nicolosi del 13 maggio scorso)
  hanno evidenziato l'assoluta necessità di un'efficiente, competente
  e  funzionale struttura regionale di protezione civile,  dotata  di
  uomini   e   mezzi   che  sovrintendano  alla  salvaguardia   della
  popolazione  e  alla  difesa del territorio, attività  di  primaria
  importanza  che  non  possono essere limitate ai  soli  periodi  di
  emergenza, ma devono avere carattere di continuità;

   la  ricorrente  presenza  di emergenze  nel  territorio  siciliano
  consiglia, pertanto, di potenziare il sistema di protezione civile,
  assicurando   la   necessaria   continuità   dell'azione   tecnico-
  amministrativa dei diversi uffici del dipartimento regionale  della
  protezione  civile,  attraverso la stabilizzazione  del  personale,
  attualmente precario, impiegato dal medesimo dipartimento  mediante
  contratti di lavoro a tempo determinato. Il suddetto personale, nel
  corso di questi anni, ha acquisito, grazie alle attività espletate,
  competenze e professionalità che non possono essere disperse;

   tenuto conto che:

   per  far  fronte alla carenza di personale qualificato, la Regione
  siciliana,  nell'ambito  delle specifiche finalità  previste  dalla
  legge  31  dicembre 1991, n. 433, ha assunto, ai sensi del decreto-
  legge  30  gennaio  1998, n. 6, convertito, con  modificazioni,  in
  legge 30 marzo 1998, n. 61 (di seguito denominato 'decreto-legge n.
  6  del 1998'), personale tecnico ed amministrativo con contratti  a
  tempo  determinato  di  durata triennale per lo  svolgimento  delle
  attività  connesse all'accelerazione e al completamento  dell'opera
  di  ricostruzione della Sicilia orientale interessata dal sisma del
  1990,  nonché  per  le  attività  di pianificazione  e  prevenzione
  antisismica, per la rilevazione della vulnerabilità del  patrimonio
  edilizio  pubblico  e privato, per le azioni di monitoraggio  delle
  condizioni  di  rischio  idrogeologico, vulcanico  ed  industriale,
  eccetera;

   tale  personale  in  parte  risulta proveniente  da  organismi  di
  diritto  pubblico, come individuato dall'articolo  76  della  legge
  regionale  della Regione siciliana 1 settembre 1993, n. 25,  ed  in
  parte  da  soggetti  formati, con fondi statali,  dal  dipartimento
  nazionale della protezione civile;

   tutto  il  personale  sopra  citato ha  costituito  e  costituisce
  tuttora  il  nucleo  su cui è incentrata e si  è  sviluppata  tutta
  l'attività  tecnica ed amministrativa riguardante l'intero  sistema
  della  protezione  civile  della Regione siciliana,  rappresentando
  ancora   oggi  circa  l'80  per  cento  della  forza   lavoro   del
  dipartimento regionale di protezione civile;

   considerato che:

   in  tale contesto è intervenuta la legge 21 dicembre 2001, n. 448,
  che  all'articolo  20  (disposizioni  particolari  in  materia   di
  assunzioni di personale nella Regione siciliana) prevede  che:  'la
  regione Sicilia e gli enti locali della regione medesima provvedono
  alla  trasformazione in rapporti a tempo indeterminato dei rapporti
  di  lavoro  a  tempo determinato instaurati, ai sensi dell'articolo
  21,  comma  2,  dell'O.M. del Ministro per il  coordinamento  della
  protezione  civile  n.  2212/FPC, del 3 febbraio  1992,  pubblicata
  nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 1992, come sostituito
  dall'articolo  13 dell'ordinanza del Presidente del  Consiglio  dei
  ministri  n.  2414/FPC  del  18 settembre  1995,  pubblicata  nella
  Gazzetta  Ufficiale n. 227 del 28 settembre 1995, e degli  articoli
  14, comma 14, e 23-quater del decreto-legge 30 gennaio 1998, n.  6,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61,  e
  successive  modificazioni,  dalla regione  medesima  e  dagli  enti
  locali delle province di Siracusa, Catania e Ragusa, colpiti  dagli
  eventi  sismici del dicembre 1990, sulla base di apposite procedure
  selettive,   nell'ambito   della   programmazione   triennale   del
  fabbisogno di personale, nei limiti delle dotazioni organiche. Alla
  relativa  spesa si provvede a valere sulla disponibilità dei  fondi
  assegnati alla regione Sicilia ai sensi dell'articolo 1 della legge
  31  dicembre  1991,  n.  433, e successive  modificazioni'  con  il
  predetto  personale  assunto ai sensi del decreto-legge  n.  6  del
  1998;

   la  Regione siciliana, nel prendere atto della norma, provvede con
  l'articolo  115  della  legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4,  a
  garantire  la necessaria copertura finanziaria prevedendo  che  'le
  assegnazioni  di  cui alla legge 31 dicembre  1991,  n.  433,  sono
  utilizzate anche per le finalità previste dal comma 1 dell'articolo
  20 della legge 28 dicembre 2001, n. 448';

   oltre  alla  disposizione legislativa prevista  dall'articolo  115
  della  citata  legge,  su proposta del Comitato  paritetico  Stato-
  Regione  del  29  ottobre  2003, il dipartimento  della  Ragioneria
  generale dello Stato, con nota del 27 novembre 2003, prot.  141005,
  ha  dato  il  proprio  assenso alla Regione siciliana  affinché  le
  disponibilità   venissero  incrementate   della   somma   di   euro
  36.151.982,00  finalizzata alla copertura finanziaria dell'articolo
  20  della  citata  legge n. 448 del 2001 per la trasformazione  dei
  contratti  da  tempo determinato a tempo indeterminato,  precisando
  nella  medesima  nota  che 'si ritiene di  poter  concordare  sulle
  suddette modalità di copertura, nell'intesa che - come precisato da
  codesto  dipartimento regionale di protezione civile  -  una  volta
  esauriti  i fondi previsti dalla legge n. 433 del 1991, la  Regione
  siciliana provvederà con gli stanziamenti del proprio bilancio';

   visto che:

   con  l'approssimarsi della scadenza contrattuale alla data del  31
  agosto  2007,  l'Assemblea  regionale  siciliana,  nelle  more  del
  processo di stabilizzazione del personale di cui al citato decreto-
  legge  n.  6  del 1998, ha approvato la legge regionale  21  agosto
  2007,   n.   15,  con  la  quale,  garantendo  apposita   copertura
  finanziaria dal proprio bilancio regionale, i contratti  in  essere
  con  il predetto personale sono stati prorogati fino al 31 dicembre
  2007 e, ove non fosse stato completamente definito il  processo  di
  stabilizzazione, fino al 31 dicembre 2008;

   alla   data  odierna  non  è  stato  completato  il  processo   di
  stabilizzazione del personale di cui al citato decreto-legge  n.  6
  del  1998  in vista dell'imminente scadenza contrattuale alla  data
  del 31 dicembre 2008;

   per   sapere  quali  iniziative  abbiano  intrapreso  o  intendano
  intraprendere  per  assicurare la continuità  dei  contratti  e  la
  funzionalità  del  dipartimento regionale della protezione  civile,
  considerato  che il suddetto personale rappresenta l'80  per  cento
  della forza lavoro». (1564)

             (L' interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nel  1984  il  comune di Avola (SR) siglò una convenzione  con  la
  Sicilmetano   s.p.a.,  società  del  gruppo  ENEL,  che   prevedeva
  l'istituzione  di un presidio atto ad agevolare lo  sviluppo  della
  nuova  rete  di  gas metano, allora agli albori  in  Sicilia.  Tale
  presidio fu in seguito spostato a Noto;

   considerato  che l'ENEL ha recentemente deciso unilateralmente  di
  chiudere  la  sede di Noto per accentrare tutte le  attività  nella
  propria  sede  di Ragusa. I dipendenti presenti nella  sede  netina
  sono stati trasferiti nella sede di Ragusa;

   tenuto conto che:

   ad una richiesta di spiegazioni inviata dal comune di Noto, l'ENEL
  ha  risposto dichiarando esaurito il compito precipuo del  presidio
  di  Noto  che era quello, secondo l'ENEL, di promuovere lo sviluppo
  del metano;

   da  tale  risposta  si  evince l'assoluta  indifferenza  dell'ENEL
  riguardo  alle problematiche legate all'occupazione ed al  servizio
  reso alla cittadinanza. Nel primo caso è ovvio che i dipendenti  di
  Noto  devono  giornalmente sobbarcarsi spese non  indifferenti  per
  raggiungere  la  propria  sede  lavorativa,  distante   circa   100
  chilometri  tra  andata  e  ritorno. Nel  secondo  caso  l'ENEL  dà
  un'immagine  di  sé incredibilmente assolutistica  e  privatistica,
  paragonabile ad una società che ha come obiettivo la conquista  del
  mercato  senza,  di contro, offrire un servizio adeguato  e  pronto
  alle esigenze della cittadinanza;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda adottare, sia a livello  regionale  che
  nazionale, per far ripristinare dall'ENEL la sede di Noto;

   quali  iniziative  intenda adottare, nei confronti  delle  aziende
  pubbliche  e  private  che hanno chiuso o ridimensionato  i  propri
  uffici o cantieri in provincia di Siracusa, causando la perdita del
  posto  di  lavoro  a  centinaia, se non migliaia,  di  lavoratori».
  (1574)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione, premesso che  con  regolamento  n.
  1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006,
  col  quale  si  è definito il quadro normativo per la  cooperazione
  territoriale,  è  stato  introdotto  il  GECT,  gruppo  europeo  di
  cooperazione territoriale, quale nuovo strumento per la politica di
  sviluppo e coesione al fine di permettere a regioni ed enti  locali
  di  perseguire  una  più  forte  integrazione  territoriale,  anche
  transfrontaliera;

   ricordato  che  con  il 'patto dei sindaci',  iniziativa  promossa
  della  Commissione  europea in cooperazione con il  Comitato  delle
  Regioni,  400 città si sono impegnate a condurre la lotta climatica
  per  superare  entro il 2020, insieme ad altre 350  città  europee,
  l'obiettivo UE di una diminuzione del 20 per cento delle  emissioni
  di  CO2 attraverso la presentazione di piani d'azione (entro l'anno
  seguente  l'adesione)  puntando su efficienza  energetica,  energie
  rinnovabili e sviluppo sostenibile;

   ricordato  altresì  che  fin  dal 2006  i  regolamenti  comunitari
  relativi alle politiche di sviluppo regionale e di coesione per  il
  periodo  di  programmazione  2007-2013 avevano  fatto  emergere  la
  necessità di approfondimenti conoscitivi su strategie e opportunità
  di  sviluppo  per  le aree montane    finalizzati,  principalmente,
  alla  individuazione di misure specifiche adottabili dalle  regioni
  italiane  per il territorio montano nel quadro strategico nazionale
  (QSN),  nei piani operativi regionali (PO) e nei piani di  sviluppo
  rurale (PSR);

   riscontrato  che né del 'patto dei sindaci' né della politica  per
  la  montagna  si  hanno  tracce  nelle scelte  dell'amministrazione
  regionale  mentre per il progetto GECT è stata aperta  una  sede  a
  Taormina;

   per sapere:

   per  quale  motivo la sede del progetto GECT sia  stata  aperta  a
  Taormina;

   quali  riscontri  la  Regione  abbia  avuto  dalle  missioni   del
  direttore  dell'ufficio  di  Bruxelles, dott.  Attaguile,  peraltro
  costate in un anno oltre 100.000 euro». (1601)

                                                             APPRENDI

   «All'Assessore  per le autonomie locali e la funzione  pubblica  e
  all'Assessore  per  l'energia  e i  servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che con la legge regionale n. 9 dell'8 aprile 2010 è stata
  approvata  la  riforma degli ATO attraverso la  soppressione  delle
  società  d'ambito e la definizione di nuove regole per il  servizio
  di rimozione dei rifiuti;

   ricordato  che  al  comma 13 dell'articolo 19 è previsto  che,  in
  prima  applicazione, il personale delle soppresse società  d'ambito
  proveniente dai comuni può rientrare al comune di appartenenza;

   per  sapere  come sia possibile che nel comune di  Lercara  Friddi
  (PA)  ancora non si proceda a immettere in ruolo il personale  che,
  ai  sensi della sopra citata norma, ha fatto richiesta di rientro».
  (1602)

                                                             APPRENDI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nell'ambito  delle  iniziative volte  all'integrazione  sociale  e
  culturale  secondo quanto previsto dall'articolo  196  della  legge
  regionale  23  dicembre  2000, n. 32,  nell'anno  2010  sono  state
  ammesse a finanziamento diverse iniziative;

   i   temi   dell'integrazione   vanno   certamente   sostenuti   ed
  accompagnati  dalle istituzioni e non possono essere  sottoposti  a
  qualsivoglia gioco della politica o della burocrazia;

   per sapere:

   quale  sia  l'ammontare delle iniziative ammesse  a  finanziamento
  nell'anno 2010;

   quali  siano  i  soggetti che hanno ottenuto finanziamento  ed  in
  virtù di quali criteri selettivi gli stessi risultano beneficiari;

   quali regole abbiano seguito per la rendicontazione e se la stessa
  sia  stata  effettuata da tutti i soggetti che hanno  usufruito  di
  denaro pubblico». (1611)

                                                              CARONIA

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   con  gli  articoli nn. 60 e 63 della legge regionale  23  dicembre
  2000,  n. 32 e s.m.i., è stato istituito il fondo regionale per  il
  commercio con una dotazione finanziaria pari a 45 milioni di euro;

   il  fondo regionale per il commercio nasce dall'esigenza di creare
  facilitazioni   riservate  alle  imprese  attraverso   aiuti   agli
  investimenti tramite finanziamenti agevolati, contributi  in  conto
  interesse  sui  mutui  contratti  con  gli  istituti  di   credito,
  contributi a fondo perduto agli esercizi di vicinato e alle  p.m.i.
  commerciali  che  operano in zone rurali o aree  urbane  degradate,
  operazioni di leasing agevolato e contributi in conto interesse per
  il ripianamento di debiti;

   secondo  quanto stabilito dalla legge, alla sopra citata  gestione
  del fondo per il commercio provvede un comitato tecnico composto da
  esponenti   dell'istituto   bancario   che   gestisce   il   fondo,
  rappresentanti  delle  organizzazioni di settore  e  componenti  in
  quota della Regione siciliana;

   nell'aprile  2009  il  Presidente della Regione  ha  nominato  con
  proprio decreto i componenti il comitato gestore del fondo e che lo
  stesso  decreto  è  stato  oggetto di ricorso  amministrativo,  non
  consentendosi  di  fatto l'insediamento del  comitato  e  creandosi
  quindi già i primi ritardi nella gestione del fondo;

   nelle  more che il contenzioso giunga al termine, è stato nominato
  un  commissario  straordinario per la gestione del fondo,  decisone
  assunta  anche a seguito di atti d'impegno approvati dall'Assemblea
  regionale siciliana;

   considerato che:

   nonostante  il commissariamento, istituto tra l'altro  'preferito'
  dal   Governo   in   quasi  tutti  i  settori  dell'amministrazione
  regionale,  ad oggi si registra il blocco assoluto dell'istruttoria
  delle pratiche;

   la  figura  commissariale è stata prorogata più  volte  in  attesa
  della  conclusione dell'iter giudiziario che ha bocciato il decreto
  di nomina del comitato;

   piuttosto  che  operare  in regime di commissariamento  si  poteva
  raccogliere  quanto  emerso dalla bocciatura del  TAR  e  procedere
  immediatamente  all'insediamento del  comitato,  dando  possibilità
  reale ai commercianti di veder rispettate le proprie aspettative;

   per sapere:

   quali siano le ragioni amministrative che hanno portato il Governo
  della  Regione  a  procedere  al  commissariamento  piuttosto   che
  semplicemente   e  funzionalmente  attuare  quanto   emerso   dalla
  bocciatura del TAR;

   se  reputino  opportuno penalizzare ulteriormente il comparto  del
  commercio,  contribuendo  all'aggravamento  dello  stato  di  crisi
  economica;

   cosa  intendano  fare  per dare soluzioni  immediate  e  sbloccare
  l'iter istruttorio delle istanze, cosa che il settore del commercio
  da troppo tempo aspetta». (1612)

                                                     GIANNI - CORDARO

   «All'Assessore  per  la salute, premesso che,  senza  aggravio  di
  spesa   per  le  casse  regionali,  400  medici  veterinari  liberi
  professionisti, dopo anni di precariato, sono stati  'stabilizzati'
  a  tempo indeterminato nelle strutture sanitarie regionali in virtù
  dell'accordo collettivo nazionale (ACN) recepito e applicato  dalla
  Regione siciliana;

   preso  atto  che a Catania il direttore generale dell'ASP  3,  con
  propria delibera n. 818 del 23.12.2009, ha provveduto a trasformare
  i  contratti  di convenzione libero-professionale in  contratti  di
  specialistica  ambulatoriale a tempo  indeterminato  ai  55  medici
  veterinari operanti sul territorio provinciale che hanno  usufruito
  della   stabilizzazione  con  garanzia  (ai   sensi   del   decreto
  Assessorato   Sanità   n.   1799/2009)   del   mantenimento   della
  retribuzione percepita alla data del 31 dicembre 2008;

   rilevato  che  dopo  appena  otto mesi  dalla  trasformazione  dei
  contratti,   l'Assessorato,  con  propria  nota   esplicativa,   ha
  contestato nel giugno del 2010 ad alcune ASO della Sicilia, inclusa
  quella  di Catania, i calcoli effettuati per la trasformazione  dei
  contratti  dei  medici  veterinari,  sostenendo  la  necessità   di
  detrarre l'IVA al 20 per cento;

   osservato   che   nel  precedente  rapporto  in   regime   libero-
  professionale  l'IVA  al  20 per cento era riconosciuta  ai  medici
  veterinari e quindi era un costo per la Regione che invece, dopo la
  stabilizzazione,  avendo  equiparato  i  corrispettivi  dei  medici
  specialisti  agli  emolumenti del personale strutturato,  considera
  l'IVA  una  partita di giro da tagliare rimodulando  i  conteggi  e
  decurtando di conseguenza le ore agli specialisti;

   considerata l'assurdità di una simile interpretazione di fronte al
  fatto  che  la  somma decurtata non rappresentava  una  elargizione
  extralavorativa   e   rientrava  nel  monte  ore   prestato   dagli
  specialisti;

   per sapere:

   per  quali  ragioni  l'ASP  3,  senza  sentire  le  organizzazioni
  sindacali  né  i rappresentanti degli stessi medici veterinari,  ma
  solo  sulla scorta della nota assessoriale (ma ignorando il decreto
  1799/2009),  con propria delibera n. 1765/2010, abbia provveduto  a
  tagliare  ad ogni singolo specialista sei ore settimanali  che,  di
  fatto, corrisponde a una decurtazione del 35 per cento circa;

   se non ritenga risibile che la decurtazione (pari a circa 300 mila
  euro    all'anno)    operata   dall'ASP,   rischiando    d'incidere
  sull'efficienza del servizio sul territorio e per la sanità animale
  (la  cui  capacità di contenimento delle infezioni porta a notevoli
  risparmi  sulle  indennità  da corrispondere  agli  allevatori  per
  l'abbattimento  dei capi infetti di tubercolosi e  brucellosi)  sia
  riofferta ai medici veterinari dalla stessa ASP attraverso progetti
  a obiettivo al di fuori dell'ACN;

   se  non  valuti  illegittimo  da  parte  dell'ASP  3  aggirare  la
  contrattazione   sindacale  prevista  dall'ACN  attraverso   questa
  proposta  unilaterale  che  non  tutelerebbe  in  alcun  modo   gli
  specialisti  veterinari e avrebbe una durata limitata  nel  tempo».
  (1613)

                                                                 RAIA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di pubblica utilità, premesso che in data 26 ottobre  2007
  l'assemblea  del consorzio ATO idrico di Siracusa ha deliberato  la
  stipula  della  convenzione per l'affidamento del  servizio  idrico
  integrato  alla  società SAI 8-SR e che, a seguito del  conseguente
  contratto, stipulato in data 8 febbraio 2008, il servizio idrico  è
  passato sotto la gestione di tale società e che i primi otto comuni
  hanno già trasferito gli impianti;

   ricordato  che entro il 7 febbraio 2011 scadrà il termine  ultimo,
  previsto  dal contratto, per il passaggio del servizio alla  SAI  8
  anche da parte degli altri comuni della provincia;

   considerato che il TAR di Catania ha respinto il ricorso  avanzato
  dal   comune  di  Melilli  (SR)  avverso  tale  affidamento  e  che
  successivamente il CGA ha invece accolto tale ricorso con  sentenza
  la cui motivazione è ancora da depositare;

   considerato, inoltre, che nel corso degli ultimi due anni, durante
  i  quali la presidenza del consorzio è stata assunta dal Presidente
  della  Provincia,  onorevole  Nicola  Bono,  il  rapporto  tra   il
  presidente dell'ATO e la società di gestione è stato caratterizzato
  da  un  clima fortemente conflittuale che ha portato il  presidente
  dell'ATO  a  proporre al CDA del consorzio, prima, e  all'assemblea
  dei sindaci, successivamente, la rescissione del contratto;

   considerato, infine, che lo stesso presidente dell'ATO,  onorevole
  Nicola  Bono, sarebbe stato raggiunto recentemente da un avviso  di
  garanzia  in cui si ipotizza il reato di concussione aggravata  nei
  confronti della stessa società SAI 8;

   ritenuto  che  i  problemi  da affrontare  urgentemente,  quali  i
  provvedimenti  consequenziali  alle  decisioni  del  CGA   e   alle
  deliberazioni  del  CDA  del  consorzio  (gestione  ordinaria   del
  servizio, rischio di perdita degli investimenti previsti dai  'pot'
  per  circa  130 milioni di euro, situazione delle circa 45  imprese
  che  operano  per conto della SAI 8 stessa e futuro dei  circa  250
  lavoratori diretti e dell'indotto) richiedono serenità di  giudizio
  e  comportamenti sgombri da possibili atteggiamenti  di  rivalsa  o
  viziati dalla vicenda giudiziaria in corso;

   per  sapere se non ritengano opportuno adottare, nelle more  dello
  svolgimento   dell'autonoma  vicenda   giudiziaria,   i   necessari
  provvedimenti  cautelativi,  quali  la  rimozione  del   presidente
  dell'ATO idrico 8, onorevole Nicola Bono, e l'individuazione di  un
  commissario che possa adottare con opportuna serenità di giudizio i
  numerosi  provvedimenti  necessari alla prosecuzione  del  servizio
  senza   arrecare  nocumento  ai  cittadini  utenti,  ai  lavoratori
  interessati e alle imprese». (1614)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             MARZIANO

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   con  l'ultimo  rimpasto della giunta comunale  di  Siracusa,  sono
  stati  nominati  Assessori due deputati regionali,  rispettivamente
  alle  rubriche  'politiche scolastiche ed educative' e  'personale,
  attività produttive e sportello unico imprese', determinandosi  una
  paradossale situazione di controllore-controllato';

   le   rubriche   assessoriali  sopra  indicate  si   caratterizzano
  principalmente per l'applicazione di normative regionali  e  per  i
  finanziamenti ad esse connessi;

   considerato che:

   con   sentenza  della  Corte  costituzionale  n.  143  del   2010,
  pronunciata con riferimento alla l.r. 5 dicembre 2007,  n.  22,  in
  materia  elettorale  e  di  cariche  istituzionali,  la  carica  di
  deputato  regionale è stata dichiarata incompatibile con quella  di
  assessore di comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti;

   tale  pronuncia, ove ritenuta applicabile al caso  del  comune  di
  Siracusa,  potrebbe  configurare una  situazione  di  illegittimità
  nella  composizione della giunta e che tale illegittimità  potrebbe
  ripercuotersi su tutti gli atti prodotti e approvati  dalla  giunta
  stessa, determinando problemi di grave danno erariale all'ente;

   ritenuto che tale situazione determina, sotto il profilo politico,
  una  sorta di commissariamento politico e di messa sotto tutela del
  sindaco della città;

   per  sapere  se  non  ritenga  di intervenire,  avvalendosi  delle
  proprie  prerogative e dei propri poteri, attraverso gli  opportuni
  provvedimenti  che vorrà adottare per eliminare tale situazione  di
  illegittimità formale nella giunta del comune di Siracusa». (1615)

                                                             MARZIANO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   uno   dei   prodotti  caratteristici  della  produzione   agricola
  siracusana  è  il  limone 'femminello'. La  peculiarità  di  questo
  agrume  sta tutta nella tipologia di produzione, di raccolta  e  di
  spedizione. Nello specifico, il femminello viene raccolto  a  mano,
  in  tempi  ben  prestabiliti, viene accuratamente  e  delicatamente
  riposto  in  contenitori  specifici, viene  fatto  riposare  alcuni
  giorni  e  non  viene irrorato con fungicidi e cere per  consentire
  così l'uso alimentare della scorza;

   tali  caratteristiche  e peculiarità hanno consentito,  a  livello
  nazionale,   il  riconoscimento  dell'IGP  (indicazione  geografica
  protetta) in modo da permettere di mantenere inalterate le  proprie
  caratteristiche senza rischi di truffe o frodi;

   considerato che:

   l'Unione  europea ha rigettato la richiesta, fatta  dal  consorzio
  del  limone  di  Siracusa,  di riconoscimento  dell'IGP  a  livello
  europeo;

   la  Comunità europea ha motivato tale rigetto con il fatto che  la
  lavorazione   del  femminello  deve  poter  essere  effettuata   in
  qualsiasi parte d'Europa;

   visto  che  le motivazioni addotte dalla Comunità europea  violano
  apertamente  le  più  elementari  condizioni  di  concorrenza   fra
  produttori. Infatti, le stesse condizioni non sono state  applicate
  ai limoni di Sorrento e di Amalfi ed a quelli prodotti in Spagna  e
  Portogallo,  agrumi che vengono confezionati nelle stesse  zone  di
  origine.  Inoltre, la possibilità della lavorazione del  femminello
  in altre località che non sia Siracusa, oltre a snaturare la stessa
  particolarità  del  limone  siracusano, causerebbe  sicuramente  il
  proliferare  di  frodi e di appropriazioni improprie  del  marchio,
  mettendo  anche  a  rischio migliaia di  posti  di  lavoro  in  una
  provincia che ha già subìto forti ridimensionamenti occupazionali;

   per  sapere  quali iniziative urgenti intendano  adottare,  sia  a
  livello  nazionale  che  europeo, per tutelare  gli  interessi  dei
  produttori  siracusani del femminello, orgoglio e vanto dell'intera
  produzione agrumicola siciliana». (1578)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   in  data  22  dicembre  1984  è stato  stipulato  un  contratto  -
  concessione  tra  il  comune di Noto e la  Sicilmetano  s.p.a.  per
  impiantare e gestire nel territorio di questo comune il servizio di
  distribuzione del gas metano;

   all'atto   della  sottoscrizione  del  contratto-concessione,   la
  concessionaria  dichiarava di avere un  ufficio  a  Noto  (SR)  con
  personale idoneo;

   il  comune di Noto è venuto a conoscenza delle nuove strategie  di
  riorganizzazione  aziendale  di  ENEL  Rete  Gas,   quale   società
  acquirente  della  Sicilmetano  s.p.a.,  identificata  come   nuova
  concessionaria  per la gestione del servizio di fornitura  gas  nel
  territorio di Noto;

   tra  le  nuove  strategie  organizzative è  prevista  la  chiusura
  dell'unica  sede  di  uffici attualmente operativi  nel  bacino  di
  utenza  n.  26 Noto-Avola, sita in via Sonnino n. 2 nel  comune  di
  Noto;

   la  sede operativa sarà trasferita a Ragusa e, di conseguenza, gli
  utenti  di Avola e Noto saranno costretti a spostarsi nel capoluogo
  ibleo, con evidenti danni sia in termini economici che sociali;

   la   cancellazione   della  sede  di  Noto  porterà   altresì   al
  trasferimento  di  tutto il personale locale nella  nuova  sede  di
  Ragusa, causando un fortissimo disagio agli stessi lavoratori;

   considerato che:

   la  società  subentrante  è tenuta a mantenere  e  confermare  gli
  impegni assunti con il sopra citato contratto;

   la  provincia  di  Siracusa continua ad essere scippata  dei  suoi
  principali punti di servizio alla cittadinanza, come è già successo
  con  la  sede della Banca d'Italia e dell'Unicredit, già  Banco  di
  Sicilia;

   per  sapere se non ritengano urgente intervenire affinché la nuova
  società   ENEL  Rete  Gas,  subentrata  alla  Sicilcemento  s.p.a.,
  mantenga  la sede di Noto come base operativa per il bacino  n.  26
  Noto-Avola,  dotandola altresì di personale idoneo per la  gestione
  del servizio». (1583)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione siciliana n. 28 del 19 giugno 2009 sono stati pubblicati  i
  decreti  relativi all'approvazione delle 'Disposizioni attuative  e
  procedurali misure a investimento' e delle 'Disposizioni  attuative
  parte specifica misura 121' del PSR 2007/2013;

   considerato che il termine per la presentazione delle domande  era
  stato  fissato, attraverso il meccanismo procedurale del c.d. 'stop
  and go', al 10 novembre 2009 relativamente alla prima sottofase,  e
  successivamente  fissato con ulteriori scadenze ad  avanzamento  di
  istruttoria,  sino  al  completamento della quarta  fase,  l'ultima
  prevista dal bando;

   rilevato   che   il   dipartimento  regionale   degli   interventi
  strutturali  ha  prorogato  i termini per  la  presentazione  delle
  domande  di  aiuto  della prima sottofase per  ben  quattro  volte,
  determinando nei fatti uno stato di paralisi nell'istruttoria delle
  domande  di  aiuto  pervenute  per le agevolazioni  previste  dalla
  misura 121;

   sottolineato  che nell'aprile del 2010 gli uffici del dipartimento
  hanno  annunciato,  attraverso avvisi formali,  il  verificarsi  di
  errori  di  compilazione, difficoltà operative nel caricamento  dei
  dati, errori e difficoltà che hanno determinato la reiterazione del
  bando   e   il  dilatarsi  dei  termini  di  scadenza  oltre   ogni
  pessimistica previsione;

   inoltre il punto 18 del citato bando 'procedimento amministrativo'
  ha  previsto, al fine di rispettare la tempistica del bando, che la
  commissione  preposta  alla valutazione delle  fasi  relative  alla
  ricevibilità, ammissibilità e valutazione avrebbe dovuto  formulare
  la  graduatoria definitiva dei richiedenti l'aiuto comunitario,  ma
  che  allo  stato  dei  risultati la  stessa  si  è  dimostrata  non
  all'altezza del compito affidatole;

   la seconda sottofase del procedimento si sarebbe dovuta concludere
  entro il 10 maggio 2010, ma che solo al 30 dicembre 2010 si è avuta
  notizia  di  una  graduatoria provvisoria delle  domande  di  aiuto
  ammissibili  sulla misura 121, nella quale entrerebbe a  far  parte
  anche  l'azienda  agricola Grosso Saveria, che fa riferimento  alla
  moglie  del  Presidente  della Regione, per  un  importo  di  circa
  cinquecentomila euro;

   il   dilatarsi  a  dismisura  dei  tempi  di  approvazione   della
  graduatoria lascia non poche perplessità sull'effettiva  difficoltà
  di  esaminare  le  domande pervenute e di redigere le  graduatorie,
  posto  che  il dipartimento da anni lavora con i bandi  sul  PSR  e
  avrebbe  dovuto disporre di una commissione esperta,  efficiente  e
  soprattutto   competente  nell'indirizzare  i   richiedenti   nella
  corretta compilazione delle richieste di aiuto;

   per sapere:

   quali  siano  le  ragioni tecniche che sarebbero alla  base  delle
  reiterate proroghe del bando relativo alla misura 121 del piano  di
  sviluppo rurale della Regione siciliana;

   quali  siano  i  tempi previsti dal dipartimento perché  si  possa
  ritenere conclusa la fase della stesura provvisoria di graduatorie,
  considerato che dalla pubblicazione del bando è trascorso oltre  un
  anno e mezzo, contrassegnato da rinvii e imperizie burocratiche;

   se  sia  vero  che il dipartimento per gli interventi  strutturali
  abbia  eseguito  i  controlli  sui dipendenti  in  servizio  presso
  l'azienda   agricola  intestata  a  Grosso  Saveria,  coniuge   del
  Presidente della Regione». (1603)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                     MANCUSO - LIMOLI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  Sicilia nel 2009 si sono verificati 14.044 incidenti stradali,
  di cui 325 mortali;

   i   dati  sono  sostanzialmente  stazionari  rispetto  agli   anni
  precedenti mentre a livello nazionale c'è stata una diminuzione del
  numero di incidenti;

   considerato che:

   il deficit siciliano appare evidente soprattutto in relazione alle
  altre   regioni  italiane  che  mostrano  dei  numeri  notevolmente
  inferiori;

   è  mancato  l'adeguamento delle strade siciliane agli standard  di
  sicurezza nazionali ed europei;

   ritenuto che:

   anche  in  materia di educazione stradale in Sicilia si registrano
  ritardi preoccupanti;

   i  collegamenti  tra  i vari capoluoghi siciliani  sono,  in  gran
  parte, deficitari;

   centri  come Agrigento e Ragusa si trovano in uno stato  di  quasi
  isolamento con strade di grande pericolosità;

   per  sapere quali iniziative siano state assunte per l'adeguamento
  delle  arterie  isolane  agli standard di  sicurezza  nazionali  ed
  europei  e quali investimenti siano previsti per la costruzione  di
  nuove strade e autostrade». (1604)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   nel  2011  il  40  per  cento delle imprese siciliane  rischia  di
  chiudere  sia  per la crisi economica attuale sia per  la  crescita
  delle imprese extra UE (soprattutto cinesi);

   l'allarme  lanciato dai rappresentanti delle imprese artigiane  va
  raccolto  per  evitare  la chiusura di chi lavora  garantendo  alla
  produzione un'elevata qualità;

   considerato che:

   non  sono  stati  erogati  i contributi per  l'abbattimento  degli
  interessi   alle   imprese  che  hanno  presentato   richiesta   di
  finanziamento attraverso i consorzi fidi;

   non  sono  state assunte iniziative idonee per consentire  un  più
  rapido accesso al credito agevolato;

   non  è  stata  definita  la  graduatoria  dei  centri  commerciali
  naturali;

   ritenuto  che  non  sono  state  erogate  le  risorse  finanziarie
  previste  per  le  assunzioni  di cui all'articolo  9  della  legge
  regionale n. 27 del 1994;

   per  sapere  quali  siano i provvedimenti che ritengano  di  dover
  adattare   per   sostenere  le  imprese  artigiane   siciliane   in
  difficoltà». (1605)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   in  Sicilia nel 2009 si sono verificati 3.544 infortuni sul lavoro
  registrati dall'Inail nel settore edile;

   su 2.760 cantieri controllati, 1.895 sono risultati irregolari;

   considerato che:

   dei  209 ispettori attualmente in organico il 10 per cento  non  è
  operativo per distacchi, o perché impiegato in altre attività, come
  amministrativi;

   i  90 ispettori formati dalla Regione, dopo anni dalla conclusione
  del corso di formazione, non hanno, a tutt'oggi, preso servizio;

   ritenuto che:

   i  cantieri  edili insicuri e senza controlli sono tanti  anche  a
  seguito del 30 per cento del taglio operato nelle risorse destinate
  alle missioni;

   in  Sicilia  i cantieri che ogni anno gravano sulle spalle  di  un
  singolo ispettore sono 813;

   il tasso di lavoratori irregolari che si concentra nell'edilizia è
  pari al 24 per cento;

   ritenuto,  ancora,  che la funzione degli  ispettori  non  è  solo
  finalizzata   all'attività  di  controllo,  ma   è   legata   anche
  all'emersione  del  lavoro  nero e del  rispetto  dei  principi  di
  legalità;

   per  sapere quali siano le iniziative assunte per il potenziamento
  del servizio degli ispettori del lavoro». (1606)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la gestione dell'acqua in Sicilia continua ad essere vittima di un
  sistema asfittico di investimenti e di strutture fatiscenti;

   la  spesa  dei fondi comunitari per alcuni impianti idrici  non  è
  stata efficiente;

   considerato che:

   il  28  per  cento delle famiglie siciliane nel 2009 ha denunciato
  irregolarità nell'erogazione idrica;

   la  dispersione  di  acqua in Sicilia  è  pari  al  55  per  cento
  dell'acqua immessa nelle reti di distribuzione;

   i costi del servizio salgono vertiginosamente nonostante l'avvento
  dei privati;

   ritenuto che nei prossimi tre decenni sono previsti per il settore
  idrico in Sicilia investimenti pari a 2,76 miliardi di euro;

   per  sapere lo stato di attuazione della legge regionale n. 11 del
  2010 che prevede, tra l'altro, l'abolizione delle autorità d'ambito
  e  la  riorganizzazione, entro un anno, della gestione del  sistema
  idrico siciliano». (1607)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   l'immigrazione in Sicilia è un fenomeno rilevante  e  in  continua
  crescita  sia  come tappa di passaggio sia come meta  di  residenza
  finale;

   la Sicilia nel 2009 (dossier 1991-2010: per una cultura dell'altro
  redatto  dalla  Caritas) ha registrato un incremento dell'11,1  per
  cento  rispetto  all'anno  precedente della  popolazione  immigrata
  residente;

   considerato che:

   gli  immigrati  residenti in Sicilia, secondo i  dati  ISTAT,  nel
  2008, erano circa 115.000;

   ciò ha riflessi importanti per quanto riguarda, in particolare, il
  mercato del lavoro;

   ritenuto che:

   sarebbe necessario acquisire un'informazione quanto più completa e
  possibile  su un fenomeno che non ha effetti soltanto  sul  mercato
  del lavoro, ma anche sugli oneri sociali e sanitari, sulla mobilità
  interna,   sull'evoluzione  dei  centri  urbani,  sulla   struttura
  demografica, etc.;

   molte  regioni italiane hanno un osservatorio sull'immigrazione  e
  altri strumenti di informazione (banche dati, pubblicazioni, ecc.);

   in  Sicilia  non  esiste un patrimonio informativo attendibile  in
  materia;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per  colmare  il
  ritardo  della Sicilia in materia di documentazione ed informazioni
  organizzate sul fenomeno dell'immigrazione. (1608)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   in  Sicilia  non  ci sono state serie politiche di disinquinamento
  ambientale;

   i  siti,  piccoli  e  grandi, inquinati sono circa  676  e  quelli
  bonificati sono appena l'8 per cento;

   nell'isola  si  liberano  nell'aria e si  depositano  in  terra  e
  sottoterra  una  miriade  di veleni prodotti  da  cave  in  disuso,
  discariche abbandonate, centri industriali non bonificati;

   considerato che:

   in Sicilia non ci sono, quindi, soltanto Priolo, Gela, Biancavilla
  e  Milazzo  (i  quattro  siti di importanza  nazionale),  ma  anche
  molteplici altri siti contaminati;

   eventuali  altri  investimenti devono essere  accompagnati  da  un
  serio programma di bonifica;

   gli  stanziamenti previsti: più di 800 milioni per  la  realtà  di
  Augusta  e  altre centinaia di milioni di euro per gli  altri  siti
  sono sostanzialmente bloccati;

   ritenuto che:

   il   piano  energetico  ambientale  siciliano  (Pears)  è  rimasto
  inapplicato;

   la Sicilia rischia pesanti sanzioni dagli organismi comunitari;

   i  dati  a  disposizione dai cittadini fotografano  la  situazione
  ambientale dopo che i danni sono stati prodotti;

   per sapere:

   le ragioni per le quali i 2 miliardi già stanziati per la messa in
  sicurezza dei vari siti siano, in gran parte, bloccati;

   quali  iniziative  siano  state assunte per  potenziare  l'agenzia
  regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), sottodimensionata
  per organico e mezzi». (1609)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   la  società  Terme  di  Acireale s.p.a. a cinque  anni  dalla  sua
  costituzione (21 novembre 2005) non ha realizzato gli obiettivi per
  i quali è stata costituita;

   anche  il bilancio dell'azienda autonoma Terme di Acireale  (a  12
  anni dalla legge sulla privatizzazione) è assolutamente negativo;

   un  intero  territorio  è stato privato di un  presidio  sanitario
  pubblico di assoluto rilievo;

   la  città di Acireale è stata colpita nella sua identità culturale
  e storica ma anche in quella economica e sociale;

   considerato che:

   l'azienda  è stata depauperata nel suo patrimonio professionale  e
  immobiliare;

   i   rischi   di  ulteriore  dissipazione  del  patrimonio   e   di
  aggravamento   della   situazione  debitoria   sono   assolutamente
  concreti;

   non  è  stato possibile approvare il bilancio 2009 per  la  totale
  incertezza  sulle obbligazioni assunte dalle precedenti gestioni  e
  per la loro mancata definizione;

   l'attuale  commissario  straordinario  della  società   Terme   di
  Acireale  s.p.a.  non ha presentato una relazione sulla  situazione
  contabile-patrimoniale con un elenco analitico dei rapporti  attivi
  e   passivi   non   definiti  e  dei  procedimenti   di   carattere
  giurisdizionale ancora pendenti;

   considerato, ancora, che:

   la   situazione  debitoria  non  può,  a  tutt'oggi,  considerarsi
  definitiva perché alcune partite contabili sono ancora da definire;

   al  momento non è possibile una quantificazione (anche di massima)
  delle  numerose cause di lavoro promosse dai dipendenti  contro  la
  società;

   il collegio sindacale ha rilevato motivi ostativi all'approvazione
  del  bilancio al 31 dicembre 2009 e lamenta la mancata informazione
  da  parte  dell'amministratore,  oggi  liquidatore,  sull'andamento
  della gestione sociale;

   il  dottore Francesco La Fauci (revisore dei conti) ha espresso un
  parere professionale negativo al bilancio al 31 dicembre 2009 della
  società Terme di Acireale s.p.a.;

   ritenuto che:

   il predetto professionista ha espresso serie preoccupazioni per la
  totale incertezza delle obbligazioni assunte dalle varie gestioni e
  per la loro mancata definizione;

   dal  lavoro svolto dal dottore La Fauci si evidenzia una  notevole
  discrasia  (pari ad oltre 100.000,00 euro) tra gli  estratti  conto
  dei  debitori al 31 dicembre 2009 ed i dati di bilancio alla stessa
  data;

   lo stesso amministratore della società Terme di Acireale s.p.a. ha
  evidenziato  che, all'atto del suo insediamento, ha  ereditato  una
  situazione  economico-finanziaria  altamente  compromessa  (al   23
  settembre  2009  i  debiti ammontavano ad euro  10.408.918,40  e  i
  crediti non riscossi ammontavano ad euro 11.495.928,66);

   ha  evidenziato altresì l'esistenza di un numero considerevole  di
  controversie tra le quali l'azione esecutiva promossa dal Banco  di
  Sicilia  a seguito della sospensione del pagamento delle  rate  dei
  mutui  ipotecari  concessi dalla predetta azienda  di  credito  (il
  debito  complessivo ammonta a più di 9 milioni di euro al  febbraio
  2010 oltre gli accessori);

   l'amministratore  ha rappresentato, inoltre, il cattivo  stato  di
  manutenzione  e  di  abbandono  del  patrimonio  immobiliare  della
  società;

   l'amministratore della società Terme di Acireale s.p.a.  ha  avuto
  mandato dai soci di porre in essere tutte le azioni a tutela  della
  società e della Regione,

   per sapere:

   se sia possibile conoscere lo stato del processo di liquidazione;

   eventuali  violazioni  di  legge o  inadempienze  da  parte  degli
  amministratori che si sono susseguiti, con riferimento  particolare
  ad  eventuali servizi affidati senza gara ad evidenza  pubblica,  o
  transazioni  non  convenienti per la società, oppure  ad  eventuali
  consulenze (tecniche, contabili, legali ecc.) non necessarie;

   se  nelle  scelte  operate dai diversi amministratori  si  possano
  riscontrare responsabilità di tipo patrimoniale o si siano prodotti
  danni erariali;

   se  la società, nella persona dell'amministratore/liquidatore, sia
  addivenuta  ad  un  accordo  che  blocchi  la  procedura  esecutiva
  promossa  dal  Banco di Sicilia s.p.a. contro la società  Terme  di
  Acireale s.p.a., in mancanza del quale sarebbe ragionevole supporre
  che per i due immobili possa essere disposta la vendita e quindi la
  perdita  definitiva  da  parte della  società  di  tale  patrimonio
  aziendale  di  valore  ben più alto di quello preteso  dalla  banca
  finanziatrice;

   le  ragioni  della  scelta di confermare quale  liquidatore  della
  società lo stesso amministratore, considerato che non sarebbe stato
  in grado di presentare un bilancio adeguato alla reale ed effettiva
  situazione contabile riscontrata, conducendo il collegio  sindacale
  a  non  approvare il documento contabile consuntivo  dell'esercizio
  2009  e  il  revisore contabile ad emettere un parere negativo  sul
  medesimo documento;

   se  non  ritengano opportuno procedere ad azione di responsabilità
  nei confronti degli amministratori pro tempore (1610).

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)
                                                    BARBAGALLO - RAIA
   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   negli  standard internazionali la casa di maternità viene definita
  come un luogo extra-ospedaliero, un luogo sociale e non solo per il
  parto, ma per tutto il percorso della maternità, fino al primo anno
  di  vita  del bambino, un luogo per la donna e la sua famiglia,  un
  luogo per la salute, non solo fisica ma anche globale, un luogo per
  la  prevenzione  primaria dei rischi ostetrici,  dove  l'assistenza
  ostetrica  offerta  segue  i  criteri  di  sicurezza  basati  sulle
  evidenze scientifiche del parto extra-ospedaliero;

   l'organizzazione  mondiale  della  sanità  (OMS)  raccomanda,  per
  quanto riguarda il luogo del parto, che sia un luogo dove la  donna
  si  senta  sicura,  che abbia il livello più basso  di  interventi,
  compatibile con un'adeguata assistenza. Per le donne con gravidanze
  fisiologiche può essere, oltre la struttura ospedaliera,  anche  la
  casa di maternità;

   il sistema sanitario nazionale prevede gratuitamente solo il parto
  in  ospedale, con pochissime eccezioni, ma ci sono diverse  regioni
  italiane  che hanno predisposto una legislazione che prevede  anche
  altri  luoghi per il parto, come le case di maternità e il parto  a
  domicilio  (Lombardia, Emilia Romagna, Marche,  Piemonte,  Trentino
  Alto Adige, Toscana, Umbria, Lazio);

   la  casa  di maternità  Casa mia srl  di Vittoria (RG)  è  l'unica
  struttura  del  genere in Sicilia, dove è possibile  partorire   in
  casa ;

   considerato che:

   lo  stesso dottor Fulvio Manno (ex dirigente generale ASP  Ragusa)
  aveva verificato che si trattava di una struttura extraospedaliera,
  non  medicalizzata, che aveva le caratteristiche abitative, non già
  di  una  clinica, ma di una casa per civile abitazione (che offriva
  un ambiente accogliente e familiare per l'assistenza al travaglio),
  e  ritenendo,  pertanto,  che per la stessa  non  fosse  necessaria
  alcuna autorizzazione sanitaria;

   al momento dell'apertura della casa di maternità  Casa mia  furono
  informati il direttore generale dell'ex AUSL n. 7 di Messina  (oggi
  ASP),  il  sindaco  di Vittoria, il presidente della  Provincia  di
  Ragusa ed il Prefetto;

   visto che:

   con ordinanza comunale n. 46 del 18 ottobre 2010, comunicata il 19
  ottobre  2010,  veniva  ordinato  al  responsabile  della  casa  di
  maternità  Casa mia srl  la immediata chiusura della struttura,  in
  quanto  sprovvista di titolo autorizzatorio ex articoli 193  e  194
  del testo unico delle leggi sanitarie (TULS);

   con   nota  dell'Assessorato  Salute,  in  persona  del  dirigente
  generale   del   dipartimento  regionale  per   la   pianificazione
  strategica,  con  lettera  27 agosto 2010  n.  25644,  invitava  il
  direttore  generale dell'ASP di Ragusa ad adottare il provvedimento
  di  interdizione  all'esercizio  di  qualunque  attività  sanitaria
  svolta presso la casa di maternità  Casa mia  di Vittoria;

   con  ordinanza comunale n. 46 del 18 ottobre 2010, veniva ordinato
  al responsabile della casa di maternità  Casa mia srl  la immediata
  chiusura   della   struttura,  in  quanto  sprovvista   di   titolo
  autorizzatorio ex articoli 193 e 194 TULS;

   per sapere:

   quali  siano i motivi, nonostante la normativa vigente in  Sicilia
  non  regoli  le case di maternità e non le vieti, che hanno  spinto
  l'Assessorato  regionale Salute a chiedere  la  chiusura  immediata
  alla casa di maternità  Casa mia srl  di Vittoria;

   se  non  intendano emanare nel breve periodo delle  direttive  per
  fornire  ai  dirigenti  delle  ASP  gli  strumenti  necessari   per
  permettere la regolamentazione delle case di maternità;

   se  e  quali iniziative legislative intendano adottare per coprire
  questo vulnus legislativo». (1616)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            INCARDONA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   con  il  decreto del dirigente generale del dipartimento regionale
  trasporti   e   comunicazioni  e  del  ragioniere  generale   della
  Ragioneria  generale della Regione siciliana del  28  luglio  2009,
  viene  dato  incarico all'Istituto cassiere di provvedere a partire
  dal   17   agosto  2009,  oltre  che  al  rilascio  della  ricevuta
  dell'avvenuto  pagamento,  anche  al  rilascio  del  tagliando   di
  revisione   secondo   le   vigenti   specifiche,   integrato    con
  l'intestazione   Regione siciliana - Dipartimento  comunicazioni  e
  trasporti ';

     la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e
  dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5, dava attuazione al suddetto
  decreto,  definendo, tra l'altro, le caratteristiche dei  tagliandi
  di  revisione  emessi  e  illustrando le  modalità  di  accesso  al
  servizio  di  verifica dell'autenticità dei tagliandi di  revisione
  emessi  dalle  imprese di autoriparazione aventi sede  in  Sicilia,
  dandone comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia;

   la   nota   del  dirigente  generale  del  dipartimento  regionale
  trasporti  e  comunicazioni della Regione siciliana del  25  agosto
  2009,  protocollo n. 471, comunicava al Ministero dei trasporti  il
  contenuto  dei  suddetti  provvedimenti e richiedeva  al  Ministero
  stesso  un  incontro  al  fine di stabilire le  modalità  operative
  concernenti  la   necessaria integrazione' dei dati  relativi  alle
  revisioni  effettuate in Sicilia dalle imprese  di  autoriparazione
   con quelli contenuti nel data base nazionale';

   considerato che in data 16 dicembre 2010, la Corte costituzionale,
  con  sentenza  n. 369 del 2010, ha dichiarato che non  spetta  alla
  Regione  siciliana il potere di stabilire in concreto  le  modalità
  operative  e  i protocolli di funzionamento del sistema informativo
  indicato  dall'articolo  2-ter  del decreto  del  Presidente  della
  Repubblica  17  dicembre 1953, n. 1113 (Norme di  attuazione  dello
  Statuto  della  Regione  siciliana in materia  di  comunicazioni  e
  trasporti),  attinenti esclusivamente le modalità di  rilascio  del
  tagliando, anche in considerazione della circostanza che  la  Corte
  costituzionale,  nella pronuncia n. 2369/2010, non  è  entrata  nel
  merito  in quanto i ricorsi presentati dalla Regione siciliana  nei
  confronti  dello  Stato  per inflitto di  attribuzione  sono  stati
  dichiarati  inammissibili per difetto di notifica ed anche  per  la
  mancata   reiterata  impugnazione  del  provvedimento   originario,
  circostanza  questa che evidenzia una manifesta e grave  negligenza
  sulla  quale  è  necessario  esperire gli  opportuni  accertamenti,
  annullando di conseguenza:
   a)  il  decreto del dirigente generale del dipartimento  regionale
  trasporti   e   comunicazioni  e  del  ragioniere  generale   della
  ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009;  b)
  la  circolare  dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni  e
  dei  trasporti  del 18 agosto 2009, n. 5; c) la nota del  dirigente
  generale   del  dipartimento  regionale  dei  trasporti   e   delle
  comunicazioni   della  Regione  siciliana  del  25   agosto   2009,
  protocollo n. 471;

   visto che:

     la  nota  n.  prot. 107111 del 29 dicembre 2010 dell'Assessorato
  regionale  delle infrastrutture e dei trasporti fa cessare,  a  far
  data  dal  2  gennaio 2011, l'attività affidata con il decreto  del
  dirigente generale del dipartimento regionale dei trasporti e delle
  comunicazioni e del ragioniere generale della Regione siciliana del
  28  luglio  2010  al Banco di Sicilia - UniCredit  Group  (Istituto
  cassiere), ai fini del tagliando, che però impone l'obbligo per gli
  operatori di versare le somme sul ccp intestato al Ministero  delle
  infrastrutture  attraverso  esclusivamente  Poste   Italiane   spa,
  circostanza   questa   oggetto   di   tre   segnalazioni   negative
  dell'Autorità garante per la concorrenza e per il mercato;

   la  nota  n. prot. 106994 del 29 dicembre 2010 e la nota n.  prot.
  107849  del  31  dicembre  2010  dell'Assessorato  regionale  delle
  infrastrutture  e dei trasporti che ribadiscono che  nell'esercizio
  delle  attività  di  autorizzazione e di controllo  sui  centri  di
  revisione  operanti  in Sicilia, la Regione siciliana  sostiene  un
  onere  finanziario, in termini di risorse umane e strumentali,  per
  il quale non è previsto nessun ristoro;

   ritenuto che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i
  ricorsi  (per  difetto di notifica) per conflitto di  attribuzione,
  proposti  dalla Regione siciliana nei confronti dello Stato,  e  di
  conseguenza  non  si  sia pronunciata sulla spettanza  dei  diritti
  versati dall'utenza per le operazioni di revisione;

   per sapere:

   quali azioni si intendano intraprendere affinché i diritti versati
  dall'utenza per le operazioni di revisione dei veicoli sino  a  3,5
  tonnellate effettuate dalle officine di autoriparazione operanti in
  Sicilia  vengano effettivamente incassati dalla Regione  siciliana,
  che  svolge  l'attività di accertamento dei requisiti  al  rilascio
  della  concessione, i previsti controlli documentati,  l'assistenza
  amministrativa,  le visite ispettive periodiche e  quant'altro  per
  assicurare   un  corretto  e  regolare  espletamento  dell'attività
  affidata  alle  imprese, con proprio personale e  beni  strumentali
  all'uopo destinati;

   quali   azioni   si   intendano  intraprendere  per   ripristinare
  l'operatività dell'istituto cassiere della Regione siciliana per la
  riscossione  dei diritti versati dagli utenti per le operazioni  di
  revisione  dei  veicoli  e  se la nuova operatività  del  Ministero
  infrastrutture   con   Poste  italiane  spa   ha   comportato   una
  maggiorazione   della   commissione  applicata   all'utenza   sulle
  operazioni». (1617)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            INCARDONA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  230  «Misure  urgenti  per il  blocco  del  bando  emanato
  dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro
  concernente  l'assunzione di ulteriori stagisti»,  degli  onorevoli
  Caputo, Bosco, Buzzanca e Falcone, l'11 gennaio 2011;

   numero  231 «Iniziative a livello centrale per far sì che  i  beni
  sequestrati alla mafia vengano assegnati a enti o associazioni  del
  terzo settore», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Rinaldi, Galvagno
  e Mattarella, il 12 gennaio 2011;

   numero  232  «Riavvio  delle procedure di  scioglimento  dell'Ente
  porto  di  Messina»,  degli onorevoli Beninati,  Leontini,  Gianni,
  Dina, Caronia e Catalano, il 12 gennaio 2011. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che l'Assessore regionale per la famiglia, le  politiche
  sociali  e il lavoro ha firmato un bando, pubblicato il 31 dicembre
  2010, che prevede l'erogazione di una somma di 500 euro al mese per
  8.400 persone, per un costo totale, a carico della Regione, di  sei
  milioni e mezzo di euro;

   considerato  che  tale iniziativa nulla ha a  che  vedere  con  lo
  sviluppo  economico ed occupazionale della Regione, in quanto  crea
  ulteriori  aspettative  di  precariato  e  non  contribuisce   allo
  sviluppo territoriale;

   ritenuto che:

   l'iniziativa adottata dall'Assessore per la famiglia, le politiche
  sociali e il lavoro prevede l'utilizzo di risorse pubbliche;

   dette risorse devono essere utilizzate per gli investimenti che, a
  differenza  della  politica di assistenza e di precariato,  possono
  creare posti di lavoro e di vero sviluppo economico;

   l'iniziativa   adottata   dall'Assessore   prevede,   quindi,   un
  irresponsabile  utilizzo  di  fondi  pubblici,  che   si   tradurrà
  esclusivamente nella creazione di altro precariato e non  di  posti
  di lavoro;

   tale ulteriore precariato si aggiungerebbe a quello già esistente,
  per  il  quale è in atto la problematica sull'effettiva e  concreta
  stabilizzazione,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere ogni iniziativa ed attività volta a ritirare  il
  bando per 8.400 stagisti, pubblicato il 31 dicembre 2010» (230);

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  i  beni  immobili  confiscati  alla  mafia,  4.941,
  rappresentano un tema estremamente importante per la Sicilia;

   considerato  che  dei suddetti solo 1900 (il 38,4  per  cento  del
  totale)  sono  stati  destinati e consegnati, ossia  effettivamente
  utilizzati  per  uno degli scopi previsti dalla legge  n.  109  del
  1996;

   gli  immobili  sottratti  dallo Stato alla  mafia  possono  essere
  trasferiti ai comuni nei quali sono localizzati e questi  hanno  la
  facoltà  di  darli in gestione ad associazioni di  volontariato,  a
  cooperative  sociali, oppure utilizzarli per  la  realizzazione  di
  uffici pubblici, caserme, scuole, ecc.;

   ritenuto che:

   1831 beni confiscati alla mafia (37 per cento del totale) non sono
  stati consegnati ad alcun ente o associazione del terzo settore;

   ciascuno   di  questi  immobili  non  assegnati  rappresenta   una
  sconfitta  per  lo  Stato,  che dimostra la  propria  incapacità  a
  mettere  a  frutto  ciò  che, invece, riusciva  a  fare  il  potere
  mafioso;

   non  bisogna  dimenticare  le  cooperative  di  'Libera'  che  sui
  territori  confiscati  producono  tanti  prodotti,  o  le  numerose
  associazioni  che forniscono servizi di grande utilità  (centri  di
  accoglienza     giovanili,    istituti    di     recupero     dalla
  tossicodipendenza, ecc.),

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  iniziative  nei confronti del  Governo  nazionale  e
  dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione  dei
  beni  sequestrati  e confiscati alla mafia, per ridurre  l'anomalia
  dei beni confiscati, ma non destinati e consegnati ad alcun ente  o
  associazione del terzo settore» (231);

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'art. 1 della legge 15 marzo 1951, n. 191, ha istituito nel porto
  di  Messina  un  punto franco che 'comprende  le  aree  della  zona
  falcata della superficie di circa metri quadrati 144.000 (...)';

   secondo  l'art. 2 della sopra citata legge statale la  sussistenza
  delle  condizioni per l'applicazione del regime di punto  franco  è
  riconosciuta con decreto del Ministro per le finanze;

   l'art.  15  della medesima legge prevede l'adozione  di  'apposito
  regolamento,  che  sarà approvato con decreto del Presidente  della
  Repubblica  sentito  il  Consiglio di Stato  ed  il  Consiglio  dei
  Ministri'  per  stabilire  'le  norme  di  coordinamento  e  quelle
  speciali  intese ad assicurare la tutela degli interessi fiscali  e
  valutari (...), nonché altre norme per il funzionamento;

   l'art.  8   della  predetta legge affida  l'amministrazione  e  la
  gestione  del punto franco ad apposito ente tenuto: 'a) a mantenere
  in  buono stato la cinta doganale e ad eseguire tutte le opere  che
  fossero  richieste dall'Amministrazione finanziaria per  il  sicuro
  esercizio  della  vigilanza; b) a fornire  gratuitamente  i  locali
  necessari per gli uffici doganali e ferroviari per il personale  di
  vigilanza ed a provvedere alla ordinaria manutenzione di essi.';

   considerato che:

   non è mai stato emanato il decreto del Ministro per le finanze  di
  avvio  del regime di punto franco e che l'Amministrazione  statale,
  pertanto,  non  ha  ovviamente  provveduto  ad  istituire  un  ente
  incaricato della gestione;

   le  rilevanti modificazioni della normativa in materia doganale  e
  di  istituzione  dei punti franchi, registrata dal  1951  ad  oggi,
  impongono  di ritenere fortemente in dubbio la persistente  vigenza
  della legge n. 191 del 1951, da considerarsi 'tacitamente abrogata'
  ovvero  del  tutto  inapplicata secondo la posizione  espressa  dal
  Ministero delle finanze nella nota del 25 febbraio 1998,  prot.  n.
  8, indirizzata all'Autorità portuale di Messina;

   nondimeno, la Regione siciliana, avvalendosi della propria potestà
  legislativa   esclusiva  in  materia  industriale,  ha   provveduto
  all'istituzione  di  un soggetto incaricato della  gestione  di  un
  punto  franco nel porto di Messina con decreto del Presidente della
  Regione  siciliana  10  novembre 1953,  n.  270-A,  ente  di  fatto
  strumentale ma privo di effettivo mandato istituzionale;

   per  la  mancata  istituzione del punto  franco,  l'Ente  autonomo
  portuale  ha  di  fatto  giustificato il  suo  operato  negli  anni
  esclusivamente  con  l'attività  rivolta  al  comparto  industriale
  secondo le disposizioni contenute nel decreto istitutivo;

   ritenuto che:

   a  parte ogni considerazione sull'atto istitutivo (emanato  ad  un
  livello di governo non previsto né indicato nella legge del 1951) e
  sulle  funzioni attribuite può affermarsi con certezza  che  l'Ente
  autonomo  portuale  non  rientra, né è mai  rientrato,  nell'ambito
  dell'amministrazione   decentrata   diretta   o   indiretta   della
  navigazione  e, ben a ragione, il Ministero ne ignora  esistenza  e
  funzioni;

   l'Amministrazione  della navigazione e del  demanio  marittimo  di
  Messina,   infatti,   è  stata  sempre  assicurata   dalla   locale
  Capitaneria  di porto e, per i profili di competenza,  dall'Azienda
  dei mezzi meccanici, istituita con legge 9 ottobre 1967, n. 961;

   in  seguito,  la  legge  n. 84 del 1994 di riforma  dei  porti  ha
  trasformato  l'Azienda  dei mezzi meccanici  in  autorità  portuale
  (art. 6, comma 1), trasferendo a quest'ultima l'amministrazione dei
  beni  demaniali ed i compiti in materia di gestione delle  attività
  portuali;

   in  data  8  febbraio  2008, a riprova  di  quanto  anzidetto,  il
  Ministro  dei trasporti pro tempore, prof. Alessandro Bianchi,  con
  nota  indirizzata al Presidente della Regione, così  si  esprimeva:
  'Al  di là delle motivazioni giuridico-istituzionali o tecniche che
  nell'arco  di 50 anni hanno impedito l'attuazione della  legge  191
  del  1951,  purché  il contributo ad oggi sia costruttivo,  ritengo
  indispensabile   affrontare  la  problematica   all'attualità   non
  mancando  di  evidenziare che il Ministero  dell'Economia  e  delle
  Finanze competente in materia si è più volte espresso nel senso  di
  ritenere   la  legge  istitutiva  del  Punto  Franco   di   Messina
  incompatibile  con  il  codice  doganale  comunitario  di  cui   al
  regolamento  CEE  2913/92 con conseguente effetto abrogativo  della
  norma in contrasto.
   Sarebbe  oggi impossibile dare attuazione alla legge 191 del  1951
  poiché  la  legge  ha esattamente individuato i  limiti  del  Punto
  Franco  in  zona  Falcata, area interna al Porto  di  Messina,  che
  poteva  ritenersi idonea con riferimento ai traffici di  allora  ma
  che  allo stato attuale non presenta più i requisiti necessari,  né
  sotto il profilo commerciale, né infrastrutturale.
   Non  meno  importanti ai fini dell'impedimento della realizzazione
  del Punto Franco dell'area Falcata sono i vincoli storico culturali
  cui  l'area  medesima è sottoposta ed i pesanti condizionamenti  di
  carattere ambientale.
   Anche  gli  enti locali interessati hanno acquisito  da  tempo  la
  consapevolezza della inattuabilità del Punto Franco in zona Falcata
  proponendone  l'effettiva realizzazione in zone costiere  limitrofe
  al Porto di Messina (Comune di San Filippo).
   Perciò  qualora anche si ritenesse ancora vigente  la  L.  191/'51
  occorrerebbe  un'altra legge per modificare gli  ambiti  del  Punto
  Franco  con la conseguente applicazione delle procedure di modalità
  previste dalla vigente legislazione (oltre alla legge un successivo
  provvedimento dei Ministri competenti per individuare  le  aree  su
  proposta dell'Autorità Portuale istituita nello scalo marittimo)  e
  comunque  nel rispetto dei nuovi e particolari limiti  imposti  dal
  regolamento comunitario 2913/92.
   Alla  luce  della  predetta  considerazione,  non  sembra  che  la
  sopravvivenza di un organismo incaricato della gestione di un Punto
  Franco, ormai non realizzabile nei termini indicati dalla legge del
  1951, sia legittimamente supportata.';

   nella  seduta del 27 marzo 2008 il Comitato dell'autorità portuale
  di  Messina ha adottato il piano regolatore dei porti di Messina  e
  Tremestieri secondo il quale, a larghe linee, la zona falcata viene
  rivista valorizzando la cantieristica, le valenze paesaggistiche  e
  ambientali,  eliminando  i  depositi  di  carburante,  degassifica,
  inceneritori ed ipotizzando la ridelimitazione dell'area della zona
  franca in quelle parti di territorio rese disponibili dai comuni di
  Pace del Mela e San Filippo;

   tra  i  componenti il Comitato, erano presenti, tra gli altri:  il
  Commissario  straordinario  del Comune di  Messina,  il  Presidente
  della Provincia regionale, il Presidente della Camera di commercio,
  i quali hanno espresso voto favorevole;

   rilevato che:

   in  linea  con quanto sopra, in data 11 settembre 2009, la  Giunta
  regionale  ha  assentito alla designazione, da parte dell'Assessore
  regionale  per  l'industria, dell'avv.  Panepinto  Francesco  quale
  commissario liquidatore dell'Ente autonomo portuale di Messina, con
  urgenza ai sensi della l.r. n. 35 del 1976;

   in  data  30  ottobre  2009  la  designazione  è  stata  trasmessa
  all'Assemblea  regionale siciliana per il parere  di  competenza  e
  che, in tempi rapidissimi, il 10 novembre 2009, nella seduta n. 70,
  la  1  Commissione legislativa permanente 'Affari istituzionali' ha
  espresso parere favorevole sulla richiesta;

   lo stesso Assessore per l'industria, Marco Venturi, competente per
  materia,   così  giustificava  il  provvedimento  di   nomina   del
  commissario liquidatore: 'In un momento di forte crisi economica  e
  finanziaria  che  ha riflessi negativi nel mondo della  produzione,
  con piccole e medie imprese che stanno chiudendo mettendo a rischio
  migliaia  di  posti  di  lavoro,  il  Governo  Regionale  non   può
  permettersi  di sprecare denaro pubblico mantenendo in  piedi  enti
  improduttivi  utili solo alle clientele politiche.  La  Sicilia  ha
  bisogno  di  scelte  coraggiose, anche impopolari.  Questo  governo
  vuole  eliminare  gli sprechi definendo un progetto  strategico  di
  sviluppo  e  una  programmazione orientata  alla  crescita  e  alla
  competitività.';

   considerato che:

   con   un'incomprensibile  inversione  di  rotta,  con   successivo
  provvedimento contrario ed opposto adottato nel mese di gennaio del
  2010, la Giunta regionale di Governo ha abbandonato la procedura di
  liquidazione  ed  ha  riavviato il mantenimento dell'Ente  autonomo
  porto di Messina con una gestione straordinaria;

   tale provvedimento, a prescindere dalla decisione del Consiglio di
  giustizia amministrativa per la Regione siciliana n. 91/10  del  25
  gennaio 2010, mantiene l'Ente autonomo porto di Messina e di  fatto
  determina un impedimento alla riqualificazione avviata dalla stessa
  Regione, dal Comune di Messina e dall'autorità portuale;

   considerata, infine, non ultima, l'approvazione ormai  definitiva,
  da  parte  del Consiglio superiore dei lavori pubblici,  del  piano
  regolatore del porto,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  revocare con urgenza il provvedimento di nomina del Commissario
  straordinario dell'Ente autonomo porto di Messina;

   a   ripristinare  il  percorso  già  avviato  dall'Assessore   per
  l'industria  pro  tempore  e condiviso dall'intera  città  e  dalle
  istituzioni competenti, riavviando le procedure di scioglimento con
  l'emanazione  del  decreto  di nomina del  Commissario  liquidatore
  dell'Ente autonomo porto di Messina» (232).

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con riferimento  alle
  interrogazioni  numeri 1560, 1564, 1574, 1578 e 1583 dell'onorevole
  Vinciullo,  testé  comunicate, facendo seguito ad intese  informali
  intercorse  con  lo  stesso  deputato  interrogante,  si  intendono
  ritirate  -  in  quanto identiche per tipologia e  contenuto  -  le
  interrogazioni numeri 220, 281, 498, 450 e 296.

   Così rimane stabilito.

   Rubrica Risorse agricole e alimentari

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
             della rubrica  Risorse agricole e alimentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  non  sorgono  osservazioni,
  propongo   di  prelevare  il  punto  IV  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica
   Risorse agricole e alimentari .
   Così rimane stabilito.
   Si  passa, pertanto, allo svolgimento della interrogazione  numero
  1258  «Iniziative per fronteggiare le problematiche  relative  alla
  stagione  irrigua e alla crisi del comparto del comprensorio  dello
  Jato»,  a  firma  degli  onorevoli Cordaro  e  Maira.  Per  assenza
  dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende presentata con
  richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 1344 «Provvedimenti per evitare
  la   chiusura  dell'unità  operativa  SOAT  (Settore  operativo  di
  assistenza tecnica) di Agira (EN)», a firma dell'onorevole  Caputo.
  Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si  intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  1351  «Chiarimenti   sulla
  gestione  del  progetto rete di lavoratori per  l'agroalimentare  e
  l'ambiente»,   a  firma  dell'onorevole  Gucciardi.   Per   assenza
  dall'Aula  del  firmatario, l'interrogazione si intende  presentata
  con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1354 «Provvedimenti per evitare la
  perdita del finanziamento del Ministero delle politiche agricole  e
  forestali  per  il  completamento di un tratto  della  diga  Garcia
  (PA)»,  a  firma dell'onorevole Caputo. Per assenza  dall'Aula  del
  firmatario, l'interrogazione si intende presentata con richiesta di
  risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1380 «Pagamento degli stipendi  ai
  lavoratori   del  settore  forestale»,  a  firma  degli   onorevoli
  Vinciullo   e  Pogliese.  Per  assenza  dall'Aula  dei   firmatari,
  l'interrogazione  si intende presentata con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Onorevoli colleghi, per quanto riguarda le altre interrogazioni ed
  interpellanze  inserite nell'allegato, così come  da  comunicazione
  dell'Assessore,  si  rende noto che si è provveduto  a  sollecitare
  l'acquisizione degli elementi disposti nei confronti dei competenti
  dipartimenti  regionali e pertanto, in attesa  che  venga  definita
  l'attività  istruttoria, se ne chiede il rinvio e saranno  trattate
  in altra seduta.

   Discussione della mozione n. 224 «Opportune iniziative al fine di
  impedire il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive locali
    conseguenti al decreto  Mille proroghe  del Governo nazionale»

   PRESIDENTE. Comunico che, con fax prot n. 321 del 18 gennaio 2011,
  il Presidente della Regione ha delegato l'assessore per il turismo,
  lo  sport  e  lo spettacolo, professore Tranchida, alla trattazione
  delle  mozioni numero 224  Opportune iniziative al fine di impedire
  il   taglio   dei  fondi  alle  emittenti  radiotelevisive   locali
  conseguenti  al  decreto  Mille proroghe' del  Governo  nazionale ,
  degli onorevoli Marinello, Digiacomo, Marziano e Raia, e numero 227
   Iniziative  a  livello  centrale per  ovviare  ai  disservizi  del
  sistema  ferroviario  siciliano , iscritte  all'ordine  del  giorno
  della  presente seduta. Relativamente alla mozione  numero  227,  a
  seguito  della  comunicazione dell'assessore Carmelo  Pietro  Russo
  della  sua assenza, giusta nota prot. n. 3867 del 17 gennaio  2011,
  l'assessore  per il turismo è incaricato di chiederne il  posticipo
  della trattazione.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Si  passa,  pertanto,  al  secondo punto dell'ordine  del  giorno:
   Discussione della mozione numero 224 «Opportune iniziative al fine
  di  impedire  il  taglio  dei fondi alle emittenti  radiotelevisive
  locali   conseguenti  al  decreto   Mille  proroghe   del   Governo
  nazionale», a firma degli onorevoli Marinello, Di Giacomo, Marziano
  e Raia. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Governo  nazionale,  con  l'approvazione  del  decreto  'Mille
  proroghe', ha deciso un drastico taglio ai trasferimenti di risorse
  finanziarie  a  beneficio  delle emittenti  radiotelevisive  e  dei
  giornali  a  copertura  locale  presenti  in  tutto  il  territorio
  nazionale attraverso cui viene quotidianamente garantita a  milioni
  di    cittadini   italiani   un'informazione   libera    e    senza
  condizionamenti;

   con  l'approvazione  di tale decreto si rischia  di  assestare  un
  colpo  mortale  al sistema radiotelevisivo locale, con  conseguenze
  gravi sulla tenuta democratica dell'informazione nel Paese;

   il  rischio  più  immediato  è quello di vedere  irrimediabilmente
  compromessa  la  prospettiva  futura  delle  realtà  giornalistiche
  locali  con  una pesante ricaduta sulle prospettive  lavorative  di
  centinaia  di  migliaia di persone la cui occupazione oggi  rischia
  seriamente di essere messa in discussione;

   le  misure  in  favore  del  comparto in  oggetto  non  riguardano
  finanziamenti  a  pioggia ma riduzioni tariffarie sui  costi  delle
  utenze telefoniche e di rimborsi sui costi delle utenze elettriche,
  dei  collegamenti  satellitari e dei  canoni  di  abbonamento  alle
  agenzie di stampa;

   il  taglio  di  questi fondi è in contrapposizione  rispetto  alle
  indicazioni fornite dal Presidente della Repubblica Napolitano  nel
  suo  messaggio  di fine anno alla Nazione, nel quale  veniva  posta
  l'attenzione sull'importanza del pluralismo dell'informazione quale
  pilastro della democrazia;

   considerato che:

   le emittenti radiotelevisive locali costituiscono uno dei pilastri
  del  pluralismo  dell'informazione, senza  le  quali  esisterebbero
  soltanto  il  duopolio  Rai-Mediaset ed  alcuni  gruppi  editoriali
  legati soprattutto al mondo della finanza;

   in  base al contenuto del succitato decreto, le uniche realtà  non
  investite dai tagli delle risorse sarebbero i giornali e le  TV  di
  partito;

   con  questo taglio si otterrà un risparmio annuo di soli 4 milioni
  di  euro,  mentre sono a rischio circa 1600 posti di lavoro  fra  i
  giornalisti  del settore radiotelevisivo locale, un numero  pari  a
  quello  impiegato  stabilmente dalla RAI  con  un  canone  pubblico
  imposto  a  tutti i cittadini di svariate centinaia di  milioni  di
  euro;

   la  retroattività del provvedimento e la disparità di  trattamento
  operata  con le testate di partito, che conservano il diritto  alle
  provvidenze, comporta l'incostituzionalità della norma,  e  che  la
  rappresentanza  sindacale  della stampa è  intervenuta  a  sostegno
  delle emittenti locali;

   rilevato   che   il  mondo  cattolico  e  le  organizzazioni   dei
  consumatori si sono mobilitati a difesa delle emittenti  televisive
  e   delle   radio   private  colpite  dai  tagli   dei   contributi
  all'editoria,

                   impegna il Governo della Regione

   a  manifestare  al  Governo  nazionale la  netta  contrarietà  nei
  confronti del decreto 'Mille proroghe' quale provvedimento  teso  a
  tutelare   gli  interessi  di  pochi  sacrificando  il   pluralismo
  dell'informazione;

   a  porre  in  essere,  presso il Governo  nazionale,  ogni  idonea
  iniziativa  al  fine  di individuare una possibile  soluzione  agli
  effetti causati dall'applicazione del decreto 'Mille proroghe';

   a  prevedere,  nella prossima legge finanziaria regionale,  misure
  atte alla salvaguardia del sistema regionale dell'informazione;

   a  trasmettere la presente mozione al Governo nazionale nonché  ai
  comuni  ed  alle province che hanno già assunto in merito posizioni
  di protesta» (224).

   MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  ed  altri
  colleghi  del  Partito Democratico abbiamo sottoposto all'Assemblea
  questa  mozione, avente per oggetto il taglio inserito nel  decreto
   Mille  proroghe  del Governo nazionale, in particolare per  quanto
  riguarda  le  radio-televisioni locali. In  sintesi,  chiediamo  al
  Governo   regionale   di  manifestare  al  Governo   nazionale   la
  contrarietà nei confronti del decreto  Mille proroghe   per  quella
  parte  del  provvedimento che è teso a tutelare  gli  interessi  di
  pochi,   in   particolare  delle  grandi  emittenze,   sacrificando
  chiaramente il pluralismo della informazione.
   Chiediamo,  altresì, al Governo regionale di porre in  essere  nei
  confronti   del  Governo  nazionale  ogni  iniziativa   idonea   ad
  individuare  una  possibile  soluzione sugli  effetti  che  causerà
  l'applicazione di questo decreto  Mille proroghe  nonché un impegno
  per  quanto  riguarda la prossima legge finanziaria regionale,  nel
  senso  di  predisporre  alcune misure atte  alla  salvaguardia  del
  sistema regionale dell'informazione.
   Questo   lo  chiediamo  con  forza  per  garantire  il  pluralismo
  dell'informazione e per far sì che, attraverso le emittenze locali,
  si possa meglio informare la nostra comunità.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  un
  appello   all'assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari,
  scusandomi con i colleghi - soprattutto con l'onorevole Maira,  che
  non  è qui presente - ai quali avevo promesso che non avrei mai più
  pronunciato in quest'Aula la parola  peronospora .
   Purtroppo, però, nonostante l'impegno dell'Assemblea e gli  sforzi
  compiuti per venire incontro alle difficoltà e agli errori commessi
  negli  anni  dal  sistema  burocratico regionale,  a  tutt'oggi  il
  decreto non è stato ancora firmato dal dirigente generale.
   Questa  è  una  questione  sulla quale  noi  dobbiamo  intenderci,
  assessore D'Antrassi.
   Penso che in qualsiasi Paese al mondo, se un dirigente sta male ci
  sarà un vice che può firmare al suo posto; se il dirigente sta male
  e  non  è  moribondo,  può  firmare un decreto  che  consente  agli
  agricoltori  di  avere il pagamento di un danno  che  hanno  subìto
  quattro anni fa.
   L'appello è forte, fatto veramente col massimo rispetto, ma  anche
  con  la  massima forza, a nome dell'Assemblea che ha operato  tutti
  gli sforzi possibili per consentire che venisse pagato questo danno
  all'agricoltura.  La prego, pertanto, di intervenire  con  forza  e
  determinazione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Si riprende la discussione della mozione numero 224

   PRESIDENTE. Si riprende la discussione della mozione numero 224.
   Ha  facoltà di intervenire l'assessore per il turismo, lo sport  e
  lo spettacolo, dottore Tranchida.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati  dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  il  Governo  esprime parere  favorevole  sulla  mozione
  numero 224 in base ad una serie di considerazioni, ovvero al  fatto
  che  la  realtà  delle emittenti radiotelevisive in Sicilia  è  una
  realtà diffusa e complessa che conta più di 355 emittenti, che è un
  dato particolarmente significativo perché supera il dato di regioni
  come  la Lombardia e come il Lazio. Poi, perché i tagli - che,  tra
  l'altro,  riguardano  riduzioni tariffarie su utenze  elettriche  e
  telefoniche,  oltre che sui canoni di abbonamento alle  agenzie  di
  stampa - costituiscono un vulnus notevole per queste emittenti, con
  eventuali notevoli ricadute sull'occupazione, in termini di  decine
  di migliaia di posti.
   Inoltre,  il  Governo  regionale  intende  comunque  difendere  il
  concetto  di pluralismo della informazione. Ecco perché,  non  solo
  esprime  parere favorevole sulla mozione, ma si impegna a  prendere
  le  opportune  iniziative  in  merito  alla  difesa  dell'emittenza
  radiotelevisiva.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun altro deputato chiesto  di  parlare,
  pongo  in  votazione la mozione numero 224. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, al fine di consentire  il  lavoro
  delle  Commissioni legislative relativamente ai  disegni  di  legge
  individuati  dall'ultima  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, la seduta è rinviata a martedì prossimo,  25  gennaio
  2011, alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n. 230 -   Misure  urgenti  per  il  blocco  del  bando  emanato
          dall'Assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e
          il   lavoro   concernente   l'assunzione   di   ulteriori
          stagisti.

   n. 231 -  Iniziative a livello centrale per far sì  che  i  beni
          sequestrati  alla  mafia  vengano  assegnati  a  enti   o
          associazioni del terzo settore.

   n. 232 - Riavvio delle procedure di scioglimento dell'Ente porto
          di Messina.

   III - Discussione della mozione:

      n. 227  -  Iniziative  a  livello  centrale  per  ovviare  ai
         disservizi del sistema ferroviario siciliano.

   IV  -  Svolgimento  di  interrogazione e  di  interpellanze  della
  rubrica  Territorio e ambiente

                   La seduta è tolta alle ore 17.16

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»

   VINCIULLO-POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   l'art.   20   del  decreto-legge  78  del  2009,  convertito   con
  modificazioni in legge 3 agosto 2009, n. 102, in tema di  controllo
  e lotta alle frodi nel settore delle invalidità civili, attribuisce
  all'INPS  le procedure di riconoscimento delle invalidità civili  e
  degli handicap;

   lo  stesso decreto stabilisce che a decorrere dal 1  gennaio 2010,
  le  domande  volte ad ottenere i benefici in materia di  invalidità
  civile,  sordità civile, handicap e disabilità ( ) sono  presentate
  all'INPS secondo modalità stabilite dall'Ente stesso.

   considerato che a seguito del suddetto decreto-legge,  l'INPS,  in
  data  28  dicembre 2009, ha emanato la circolare 131, con la  quale
  stabilisce  che  tutte  le domande volte  ad  ottenere  i  benefici
  dell'invalidità civile dovranno essere trasmesse, alla stessa INPS,
  tramite  posta  elettronica, previo un  sistema  di  accreditamento
  telematico,  alquanto complesso, che prevede un pre-accreditamento,
  l'invio,  da parte dell'INPS, di una credenziale via posta  sia  al
  medico  che  al cittadino richiedente, il successivo accreditamento
  ed infine, solo per il medico, la trasmissione della certificazione
  comprovante gli stati patologici del soggetto richiedente;

   tenuto conto che:

   questa  procedura  adottata dall'INPS obbliga automaticamente  sia
  gli  utenti  che  i  medici ad essere in possesso  di  un  computer
  collegato   ad   internet,  fatto  questo  che  causa   una   forte
  discriminazione  nei  confronti  di  coloro  che   non   hanno   la
  possibilità economica di dotarsi di un computer e, soprattutto,  di
  possedere una linea ADSL per il collegamento con la rete internet.;

   tale  stato  di fatto, inoltre, costringe gli utenti a  rivolgersi
  necessariamente a patronati ovvero ad associazioni di categoria dei
  disabili,  con  le ovvie ricadute sulla mobilità  personale  e  sui
  costi di tali operazioni;

   visto che una simile rivoluzione nelle procedure di riconoscimento
  delle invalidità avrebbe dovuto prevedere uno start up iniziale che
  prevedesse, almeno nei primi mesi, un doppio binario, telematico  e
  cartaceo, per la presentazione delle domande, al fine di consentire
  a  tutti  gli  interessati di provvedere  in  tempo  a  dotarsi  di
  computer o di adeguare le proprie apparecchiature telematiche;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario, improcrastinabile  ed  urgentissimo
  intervenire  presso  i vertici regionali e nazionali  dell'INPS  al
  fine   di  consentire  un  passaggio  meno  traumatico  alle  nuove
  disposizioni  in  tema  di  lotta  alle  frodi  nel  settore  delle
  invalidità  civili, così come disposto dall'art. 20, comma  3,  del
  decreto-legge n. 78 del 2009, convertito con modificazioni in legge
  3 agosto 2009, n. 102;

   se  non  reputino  necessario  che l'INPS  adotti  un  periodo  di
  transizione di almeno 4 mesi per l'attivazione di dette  procedure,
  periodo in cui è consentito la presentazione delle domande sia  per
  via telematica sia per via cartacea». (954)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa gli interventi
  a   livello   centrale  atti  a  semplificare   le   procedure   di
  riconoscimento  delle  invalidità  civili  e  degli   handicap   si
  rappresenta quanto segue.
   L'art.  20 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito  con
  modificazioni  in  legge 3 agosto 2009, n. 102,  stabilisce  che  a
  decorrere  dall'1  gennaio 2010 le Commissioni  per  l'accertamento
  dell'invalidità civile, cecità civile, sordità civile,  handicap  e
  disabilità  sono  integrate con un medico dell'I.N.P.S.  e  che  le
  istanze  volte  ad ottenere i benefici in materia  sono  presentate
  direttamente   all'Istituto,  secondo  le  modalità  stabilite   da
  quest'ultimo.
   Per quanto di competenza di questo Assessorato, allo scopo di dare
  avvio  in  tempo  utile  al  nuovo  processo  di  accertamento  dei
  requisiti per il riconoscimento delle invalidità, si è proceduto di
  concerto con l'I.N.P.S. a richiedere alle A.S.P. una serie di  dati
  necessari a valutare le azioni da intraprendere sia per la gestione
  a  stralcio delle istanze presentate fino al 31 dicembre  2009  sia
  per l'avvio a regime del sistema.
   Successivamente,  a seguito dell'incontro tenutosi  presso  questo
  Assessorato  in data 1 dicembre 2009 fra i funzionari dell'I.N.P.S.
  ed   i   referenti  informatici  e  amministrativi  delle   Aziende
  unitamente    ad   alcuni   Presidenti   delle   Commissioni    per
  l'accertamento  delle  invalidità,  sono  emerse  alcune  criticità
  connesse  all'avvio delle nuove procedure riguardanti  la  corretta
  applicazione della norma indicata in premessa, sebbene già con D.A.
  n.  328  del  25  febbraio  2009 questo  Assessorato  avesse  posto
  l'obbligo  alle  ex  Aziende U.S.L. (oggi A.S.P.)  di  adottare  il
  sistema  informatico oggetto del protocollo di intesa stipulato  in
  data  24 febbraio 2009 tra questa Amministrazione e l'Istituto  per
  la complessiva gestione informatica delle pratiche in questione.
   Nel  citato provvedimento assessoriale veniva inoltre indicato  il
  termine (30 giugno 2009) entro il quale le Aziende avrebbero dovuto
  provvedere  alla  trasmissione telematica dei  dati  attraverso  la
  citata procedura informatizzata messa a disposizione dall'I.N.P.S..
   Alla  data  dell'incontro le Aziende hanno  rappresentato  di  non
  essere   ancora  nelle  condizioni  di  dare  attuazione  a  quando
  stabilito  dal  citato  decreto  ritrovandosi,  di  conseguenza,  a
  ridosso  della  imminenza dell'1 gennaio 2010  senza  avere  ancora
  superato  le criticità riguardanti anche le dotazioni logistiche  e
  di   supporto  informatico  (computer,  stampanti,  linee  ADSL   e
  quant'altro)   indispensabili  per  l'avvio  delle   procedure   in
  questione.
   Pertanto,  in  relazione  a  quanto  emerso  dall'incontro  dell'1
  dicembre  2009, questo Assessorato con nota prot. n.  13240  del  9
  dicembre  2009  ha invitato i Direttori generali  delle  Aziende  a
  porre in essere tutti gli adempimenti necessari affinché a far data
  dall'1 gennaio 2010 potesse essere data piena attuazione al dettato
  normativo dell'art. 20 del D.L. 1 luglio 2009, n. 78.
   In  particolare  sono  state impartite  disposizioni  affinché  le
  Aziende  dotassero  le Commissioni di idonei strumenti  informatici
  (computer,  stampanti,  linee ADSL, ecc.) e  venissero  individuati
  adeguati locali per l'effettuazione delle visite mediche. Inoltre i
  Direttori  generali  sono stati sollecitati ad  adottare  un  piano
  straordinario  per lo smaltimento in tempi brevi - e  comunque  non
  oltre  il  primo bimestre del 2010 - di tutte pratiche  antecedenti
  l'1  gennaio 2010 anche mediante una intensificazione delle  sedute
  delle Commissioni.
   Infine è stata evidenziata la diretta responsabilità dei Direttori
  generali  in  caso  di  mancato rispetto delle citate  disposizioni
  normative per le consequenziali ricadute negative sulla popolazione
  interessata.
   Secondo   le  disposizioni  normative  e  le  modalità   stabilite
  dall'I.N.P.S.,  che prevedono un massiccio ancorché unico  utilizzo
  di  procedure  informatiche (dalla presentazione dell'istanza  alla
  liquidazione  delle indennità e/o pensioni), l'iter  amministrativo
  sarà  esaurito in tempi molto più brevi (l'I.N.P.S. si è posto come
  obiettivo   il   rispetto   del   limite   di   centoventi   giorni
  dall'istanza).
   Relativamente  alla  fase  transitoria  di  avvio   della   citata
  procedura informatizzata - ovvero per le istanze pervenute dopo  la
  data  dell'1  gennaio  2010 - l'I.N.P.S.  di  concerto  con  questo
  Assessorato  ha  stabilito  di  continuare  in  via  transitoria  e
  straordinaria  ad  acquisire  la documentazione  anche  in  formato
  cartaceo;  di  ciò  è stata data comunicazione a tutte  le  Aziende
  sanitarie  provinciali invitando contestualmente  a  sollecitare  -
  direttamente  o  tramite  gli ordini  provinciali  -  i  medici  di
  medicina  generale ed i pediatri di libera scelta ad acquisire  con
  urgenza  i  codici P.I.N. presso le sedi provinciali dell'I.N.P.S.,
  necessari   per   l'invio   telematico   dei   certificati   medici
  propedeutici  all'inoltro  delle  istanze  ed  all'apertura   delle
  relative pratiche.
   Con ulteriore nota prot. n. 1142 del 12 febbraio 2010, al fine  di
  non  penalizzare l'utenza non ancora in condizioni di utilizzare  i
  mezzi  informatici,  sono  state  diramate  ulteriori  disposizioni
  affinché  da  parte  delle  Aziende sanitarie  provinciali  venisse
  caricata  a  sistema  informatico anche la documentazione  cartacea
  (certificati  medici  e istanze) pervenuta  oltre  la  data  dell'1
  gennaio 2010.
   Per quanto sopra esposto si può affermare di avere posto in essere
  tutte   le   azioni  che  rientrano  nella  competenza  di   questo
  Assessorato».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   FORZESE-GIANNI-MAIRA-CORDARO-CINTOLA-SAVONA-RAGUSA-LO     GIUDICE-
  LEONTINI-ARDIZZONE-FALCONE-LIMOLI-VINCIULLO-CAPUTO-D'ASERO.-
   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che la l.r. 14 aprile, n. 5, recante Norme per il riordino
  del  Servizio Sanitario regionale', all'art. 24 disciplina la  rete
  dell'emergenza-urgenza sanitaria;

   considerato che:

   il  comma 10 dell'articolo citato prevede che l'espletamento delle
  attività  afferenti  al  servizio  di  emergenza-urgenza  118   per
  l'intero  territorio regionale può essere assolto anche avvalendosi
  di  organismi  a totale partecipazione pubblica che  esercitino  la
  propria   attività  esclusivamente  nei  confronti  della   Regione
  siciliana e nel relativo ambito territoriale;

   al comma 12, è fatto divieto di procedere all'impiego di personale
  in  numero superiore a quello utilizzato dall' attuale gestore  del
  servizio;

   rilevato che:

   la  VI Commissione legislativa permanete dell'ARS 'Servizi sociali
  e  sanitari',  in  sede  di  parere, ha  inteso  più  pregnatamente
  individuare i contenuti della delega concessa al Governo  indicando
  precisi  criteri  e  direttive da seguire  e,  tra  l'  altro,  più
  esattamente:

   1.   coinvolgimento   nella  new.co.  di  un   soggetto   pubblico
  istituzionale di riconosciuta valenza nazionale;
   2. trasformazione a full time del personale occupato;
   3.   assunzioni  bloccate  al  31  luglio  2008  con   conseguente
  impossibilità di procedere a nuovi inserimenti di personale;
   4. stabilizzazione dell' intero personale S.i.S.E.;

   per sapere:

   se  ed  in  quale  misura nel soggetto di nuova  costituzione  sia
  presente   il   previsto   'Soggetto  Pubblico   Istituzionale   di
  riconosciuta  valenza nazionale' e, in caso di  risposta  negativa,
  quali   siano   le   motivazioni  che  non  hanno   permesso   tale
  coinvolgimento, ritenuto essenziale dalla Commissione;

   altresì,  se  le assunzioni alla carica di direttore generale,  di
  direttore  amministrativo e di direttore  sanitario  della  Si.S.E.
  rispettano i limiti di cui al superiore n. 3, e cioè se trattasi di
  personale già inquadrato nell'ambito del soggetto gestore (Si.S.E.)
  alla data del 31 luglio 2008;

   conseguentemente  la  fondatezza  delle  notizie   apprese   circa
  l'utilizzo  speculare  (per economie) delle  figure  descritte  nel
  soggetto  di nuova costituzione denominato S.E.U.S., in  quanto  si
  evidenzia che il blocco e l'impossibilità di assunzioni nuove  vige
  anche per tale ultimo soggetto;

   in  fine  se  sia possibile conoscere, in merito al  punto  4,  il
  percorso che porterà al totale assorbimento nella S.E.U.S. di tutto
  il personale in forza alle Si.S.E. ed in particolare se sia fondata
  la  possibilità di poter godere di sgravi contributivi (con  chiari
  benefici  per  il  bilancio  regionale) attingendo  alle  liste  di
  mobilità  cui il predetto personale Si.S.E. verrà posto in  seguito
  al dichiarato licenziamento». (967)

   Risposta.  -«In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Forzese chiede notizie in  merito  al  nuovo
  soggetto ed alla nuova gestione del servizio di emergenza  118,  si
  rappresenta quanto segue.
   Anzitutto si evidenzia che l'assenza del  Soggetto di riconosciuta
  valenza  nazionale  nella compagine sociale della Società   Sicilia
  Emergenza  -  Urgenza  Sanitaria Società  consortile  per  azioni ,
  costituita   in   data  23  dicembre  2009,   va   correlata   alla
  determinazione  di  affidare la gestione del Servizio  di  urgenza-
  emergenza sanitaria 118 - che integra lo svolgimento delle funzioni
  sanitarie   regionali  -  ad  una  società  in   house   costituita
  esclusivamente dall'Amministrazione regionale e dalle  Aziende  del
  Servizio  sanitario  regionale atteso che la società  di  rilevanza
  nazionale,  nello  specifico  la  Croce  Rossa  Italiana,  non   ha
  espressamente inteso partecipare alla compagine societaria.
   Si   fa  altresì  presente  che  le  problematiche  inerenti  alla
  trasformazione  a  full time del rapporto di lavoro  del  personale
  utilizzato  dalla  Società Si.S.E. s.p.a. e la stabilizzazione  del
  medesimo personale sono state oggetto di approfondito esame in sede
  di  reclutamento del personale della Società consortile per  azioni
  sopra indicata.
   A  tal  proposito  si  precisa  che il  cosiddetto   blocco  delle
  assunzioni   al 31 luglio 2008 indicato dall'interrogante  non  può
  sicuramente  essere riferito alle società di nuova costituzione  ma
  vige, ovviamente, per le società già in essere a quella data.
   Per  quanto poi concerne la questione relativa alle assunzioni dei
  vertici  aziendali (Si.S.E. s.p.a.) si precisa che la  Croce  Rossa
  Italiana  (socio unico della Si.S.E. s.p.a.), in relazione  ai  ben
  noti  episodi di non corretta  gestione amministrativa,  nei  primi
  giorni di settembre 2009 ha deciso di azzerare gli organi societari
  e  di  sostituirli  con un nuovo management; in  relazione  a  tale
  determinazione la società Si.S.E. s.p.a., al fine di procedere alla
  sostituzione  delle  cariche  dirigenziali,  ha  chiesto  a  questa
  Amministrazione   l'autorizzazione  in  deroga  al   blocco   delle
  assunzioni.
   La  Giunta  regionale con deliberazione n. 370  del  29  settembre
  2009,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  della  sanità,   ha
  autorizzato  la  Si.S.E.  s.p.a. alla  sostituzione  delle  cariche
  dirigenziali  nelle  figure del Direttore generale,  del  Direttore
  amministrativo e del Direttore sanitario, in deroga al blocco delle
  assunzioni  di  cui  al D.A. 8 luglio 2008, imponendo  comunque  il
  rispetto  della  condizione dell'invarianza dei costi  complessivi;
  condizione che ha pertanto escluso la possibilità di configurare un
  danno erariale.

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   in  provincia di Siracusa, il 25 per cento dei decessi è dovuto  a
  malattie tumorali e che, di conseguenza, le neoplasie ed in  genere
  le  patologie  tumorali  rappresentano  un  fortissimo  fattore  di
  rischio  per  le aspettative di vita dei cittadini della  provincia
  aretusea;

   la  cosa più preoccupante, sulla vicenda, è che, secondo le ultime
  statistiche,  nonostante  l'azione di  prevenzione,  il  numero  di
  uomini  e donne che ogni anno si ammalano non solo è in continuo  e
  costante  incremento, ma ad essere colpita  è  una  fascia  di  età
  sempre  più giovane che, sino ad ora, è stata interessata  solo  in
  modo marginale;

   è notorio che la chirurgia, in primis, e la radioterapia,  insieme
  alla  chemioterapia, rappresentano gli unici  e,  fino  ad  ora,  i
  principali rimedi per la terapia tumorale;

   per  la  prevenzione,  la  diagnosi e la  cura,  in  provincia  di
  Siracusa   sono  attivi  un  numero  di  posti  letto   del   tutto
  insignificante,  che  costringe oltre il 90 per  cento  dei  malati
  tumorali e terminali a recarsi presso strutture sanitarie esistenti
  nel resto del Paese;

   le  strutture  ospedaliere pubbliche e private che  assicurano  la
  radioterapia, la chemioterapia e la radiodiagnostica, in  provincia
  di Siracusa, sono del tutto insufficienti, purtroppo, ad assicurare
  livelli    elementari   di   assistenza   sanitaria   a    soggetti
  particolarmente svantaggiati;

   di conseguenza, molti pazienti, anche terminali, sono costretti  a
  sobbarcarsi  il carico di insopportabili spostamenti,  che  causano
  disagi  disumani  per i malati oncologici unitamente  ad  un  costo
  altissimo  per le casse del sistema sanitario nazionale e regionale
  in particolare;

   nella  provincia di Siracusa, oltre ad aumentare ed  incrementare,
  in modo congruo alle necessità, il numero dei posti letto destinati
  ai   malati  oncologici  ed  assicurare,  di  fatto  e   non   solo
  formalmente,    un   servizio   'H24',   sarebbe   necessario    ed
  indispensabile,   viste   le   caratteristiche   orografiche    del
  territorio,   realizzare  tre  strutture  oncologiche   ospedaliere
  pubbliche, per assicurare a tutti i cittadini siracusani equità  di
  trattamento con il resto dei cittadini italiani;

   visto che la legge regionale n. 5 del 2009 di riforma del servizio
  sanitario  regionale  ha  previsto, su  proposta  del  sottoscritto
  interrogante,  una  specifica  deroga nell'assegnazione  dei  posti
  letto  in  Sicilia nelle strutture ospedaliere della  provincia  di
  Siracusa,  in considerazione della presenza del più imponente  polo
  petrolchimico operante in tutta Italia;

   considerato  che,  in seguito ad una controversia  lavorativa  tra
  soggetti affetti da malattie professionali e parenti di deceduti  a
  causa  dell'amianto,  una società privata ha messo  a  disposizione
  della  provincia  di  Siracusa,  a titolo  risarcitorio,  oltre  un
  milione di euro per la realizzazione di una struttura chemioterapia
  e radioterapica;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario ed improcrastinabile  attivarsi  per
  dotare  la provincia di Siracusa di strutture sanitarie ospedaliere
  di  prevenzione  e  cura  delle  malattie  oncologiche  in  maniera
  rispondente, purtroppo, alla necessità del territorio;

   se  non ritengano utile ed indispensabile individuare le strutture
  ospedaliere che devono ospitare tali reparti;

   se non ritengano opportuno, attraverso questa attivazione, fermare
  l'esodo  di massa di malati oncologici e terminali della  provincia
  di  Siracusa verso altri territori, alleviando, di conseguenza,  le
  difficoltà  di  soggetti  che sono stati già  colpiti,  in  maniera
  drammatica, dalla nefasta malattia;

   se  non  ritengano  utile  utilizzare il contributo  di  circa  un
  milione  di  euro  che un ente privato ha messo a disposizione  dei
  cittadini  della provincia di Siracusa per curare  coloro  i  quali
  sono  caduti  nella  trappola  di un  male  ancora  così  oscuro  e
  devastante». (986)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  Vinciullo  chiede  notizie  in  merito  al
  realizzazione   di   strutture  ospedaliere   per   assicurare   il
  trattamento   radioterapico  nella  provincia   di   Siracusa,   si
  rappresenta   che  il  recente  decreto  assessoriale   n.1377/2010
  riguardante  l'  A.S.P. di Siracusa ha previsto, per  il  Distretto
  SR1, n. 16 posti letto di oncologia (suddivisi in n. 14 posti letto
  presso  l'Unità  operativa dello stabilimento di Siracusa  e  n.  2
  posti letto presso l''Unità operativa dello stabilimento di Avola -
  Noto)  e, per il Distretto SR2, n. 10 posti letto (allocati  presso
  l'Unità operativa dello stabilimento di Augusta).
   Peraltro questa Amministrazione, consapevole dell'impegno  che  la
  malattia  oncologica  assume anche sotto  il  profilo  sociale,  ha
  provveduto  ad  identificare la funzione con la relativa  dotazione
  organica  di  posti letto in ambedue i Distretti  dell'  A.S.P.  di
  Siracusa  al fine di evitare ulteriori disaggi ai pazienti  colpiti
  da tale patologia.
   Per  quanto  riguarda  il  contributo di un  ente  privato  citato
  nell'atto  ispettivo, del quale però agli atti non  risulta  alcuna
  formalizzazione,  questo  Assessorato è  disponibile  a  verificare
  sulla  base  dei  dati  epidemiologici e  in  considerazione  della
  programmazione  degli investimenti già avviata, l'impiego  ottimale
  di eventuali risorse esterne».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, All'Assessore  per  la
  salute e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro, premesso che:

   'parent  project' onlus è un'organizzazione diffusa  in  tutto  il
  mondo,  fondata  in  Italia  nel  1996,  come  associazione   onlus
  'Distrofia Muscolare Duchenne & Becker' malattia rara che conduce a
  un  livello di disabilità gravissimo, per questo i ragazzi  affetti
  da tale patologia richiedono assistenza a tutti i livelli;

   si  stima  che  in  Italia ci siano 5.000  persone  affetti  dalla
  malattia,  ma  non  esistono  dati ufficiali  in  quanto  manca  un
  database  dedicato. La malattia, nota fin dalla  seconda  metà  del
  secolo scorso, deve il suo nome al medico francese Duchenne che  la
  descrisse   accuratamente  nel  1868.  Ad  esserne   affetti   sono
  esclusivamente  i maschi, tranne rarissime eccezioni.  La  causa  è
  un'alterazione di un gene localizzato sul cromosoma X che  contiene
  le informazioni per la produzione di una proteina: la distrofina;

   i  primi sintomi si manifestano, generalmente, tra i 2 e i 6 anni;
  la malattia colpisce inizialmente i muscoli profondi delle cosce  e
  delle  anche, provocando un'andatura dondolante; verso gli 11 anni,
  generalmente, i ragazzi colpiti da tale malattia sono  costretti  a
  muoversi su una sedia a rotelle;

   progressivamente,  la  degenerazione dei  muscoli  colpisce  anche
  quelli  respiratori,  diaframma  e  muscoli  intercostali,  fino  a
  rendere  necessaria la ventilazione assistita.  Anche  il  cuore  è
  coinvolto dalla malattia, soprattutto negli ultimi anni di vita;

   in   tutto  questo  la  famiglia  si  trova  a  supportare   tante
  difficoltà,  sforzandosi di mantenere una normale quotidianità  che
  spesso non è facile;

   per  tutti  questi  motivi la parent project si è  prefissata,  da
  circa 10 anni, di raggiungere alcuni obiettivi importanti come:

   a)  raccogliere  fondi  per finanziare la  ricerca  scientifica  e
  migliorare  la  qualità  di  vita delle  persone  affette  da  tali
  patologie;

   b)   diffondere  informazioni  scientifiche  alle  famiglie  e   a
  specialisti,  allo  scopo  di  favorire  l'applicazione  di   nuove
  tecniche e terapie derivanti dalla ricerca;

   c)  promuovere  il  diritto  alla  salute  attraverso  la  ricerca
  scientifica e il sostegno di azioni politiche socio-sanitarie;

   d)  istituire  a  livello nazionale un servizio  specialistico  di
  accoglienza  e  informazione  sulla  malattia,  il  Centro  ascolto
  Duchenne  (CAD), al fine di rispondere ai bisogni e alle  richieste
  specifiche  delle  famiglie e dei servizi sociali  e  sanitari  del
  territorio;

   ad  oggi,  grazie  ad un progetto finanziato dal  Ministero  della
  solidarietà  sociale, previsto dalla legge  n.  383  del  2000,  il
  servizio  specialistico di Centro ascolto Duchenne è stato  avviato
  anche in Sicilia dal marzo 2009;

   l'associazione parent project onlus, grazie ai CAD, è in grado  di
  poter  sviluppare  percorsi e progetti di intervento  specializzati
  rivolti  alla malattia, al fine di consentire un lavoro di sinergia
  tra le famiglie e gli enti istituzionali;

   rilevato che:

   il  CAD si è arricchito di un bene immobile concesso dal Comune di
  Vittoria  (RG), attraverso un bando di concorso vinto per l'appunto
  da  parent project onlus, bene immobile confiscato alla mafia,  che
  oggi  il CAD Sicilia utilizza come sede per l'erogazione di servizi
  socio-sanitari a favore di tutta la comunità siciliana;

   il  CAD  Sicilia,  sino  ad  oggi, è impegnato  a  rilevare  e  ad
  analizzare  i  bisogni  e  le  varie problematiche  delle  famiglie
  siciliane delle varie province, allo scopo di creare una rete socio-
  sanitaria  ben intrecciata e radicata nel territorio, per  il  bene
  esclusivo delle famiglie e dei ragazzi D&B;

   atteso che:

   attualmente  non esiste una cura specifica, ma un  trattamento  da
  parte  di  una  equipe  multidisciplinare,  la  fisiochinesiterapia
  generale  e  respiratoria,  la chirurgia  ortopedica  selettiva,  i
  controlli  cardiologici  e, soprattutto, l'assistenza  respiratoria
  permettono di limitare gli effetti della malattia, di prolungare la
  durata  della  vita  e  di  migliorare le condizioni  generali.  Le
  aspettative di vita, quindi, possono anche raddoppiare rispetto  ai
  15 anni possibili fino ad un decennio fa;

   in  tutto  il mondo sono numerosi i gruppi di ricerca biologica  e
  clinica  che  studiano attivamente la distrofia muscolare  e  negli
  ultimi  anni  le  conoscenze sulle cause  della  malattia  e  sulle
  possibili     terapie  si sono ampliate considerevolmente;

   i CAD svolgono un lavoro estremamente delicato e importante perché
  rappresentano  degli  spazi di aiuto e osservazione  nei  confronti
  della patologia e dei soggetti interessati;

   considerato che, purtroppo, il progetto ministeriale di  cui  alla
  legge  n.  383  del  2000, che finanzia il Centro ascolto  Duchenne
  (CAD)  Sicilia,  oggi  in grado di fornire un servizio  di  qualità
  altamente  specializzato nella patologia della distrofia  muscolare
  Duchenne & Becker, si concluderà nel mese di maggio 2010;

   per  sapere  quali interventi intendano adottare per continuare  a
  garantire, da giugno 2010, l'esistenza del Centro ascolto  Duchenne
  (CAD)  Sicilia,  al  fine  di garantire con  un  concreto  sostegno
  finanziario   l'unico  spazio  specialistico   di   accoglienza   e
  informazione  sulla  malattia, in grado di poter  fornire  risposte
  alle  famiglie  già  coinvolte e a quelle che  potrebbero  trovarsi
  coinvolte,  a  cui le strutture ospedaliere non sono  in  grado  di
  rispondere per la complessità del problema che, ad oggi,  coinvolge
  oltre  100 famiglie siciliane, le quali hanno trovato nelle  figure
  professionali  del CAD Sicilia un qualificato supporto  ed  ascolto
  attivo delle loro problematiche». (1044)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Vinciullo chiede  notizie  in  merito  agli
  interventi  per  il  potenziamento e il  finanziamento  del  C.A.D.
  (Centro  ascolto Duchenne) Sicilia parent project onlus  'Distrofia
  Muscolare Duchenne & Becker', si rappresenta quanto segue.
   Com'è noto questo Assessorato gestisce le risorse finanziarie  del
  Fondo  sanitario regionale destinate all'erogazione dell'assistenza
  sanitaria da parte delle Aziende del S.S.R. e le strutture  private
  accreditate.
   Ciò  posto,  questo  Assessorato non dispone di ulteriori  risorse
  destinabili  al  sostegno  di associazioni,  ancorché  dedicate  al
  sostegno di pazienti affetti da gravi patologie e/o loro familiari,
  che,  com'è  noto  anche all'interrogante, hanno  trovato  sostegno
  finanziario con i fondi del progetto ministeriale di cui alla Legge
  7  dicembre 2000, n. 383, recante  Disciplina delle associazioni di
  promozione  sociale ,  la  cui competenza  in  ambito  regionale  è
  dell'Assessorato della famiglia».

                              L'Assessore
                           dott. Massimo Russo

   PANEPINTO.  - «All'Assessore per la salute, premesso che  il  sig.
  Guida  Leonardo, con ricorso straordinario, ha impugnato la  revoca
  della  delibera (440/2002) di conferma della decisione del comitato
  di  gestione  dell'ex  AUSL 1 di Agrigento di costituire  l'ufficio
  stampa  e pubbliche relazioni e di assegnarne la responsabilità  al
  sig. Guida in questione;

   visto  che il predetto ricorso straordinario è stato accolto  (con
  decreto  n. 1075 del 26 ottobre 2007) dal Presidente della Regione,
  su  conforme parere del CGA a sezioni riunite, il quale ha ritenuto
  sussistente  l'obbligo per le aziende sanitarie  di  istituire  gli
  uffici stampa e pubbliche relazioni;

   rilevato che:

   a  seguito della notifica del predetto decreto e al fine di  darvi
  esecuzione  l'ex  azienda sanitaria locale n.  1  di  Agrigento  ha
  chiesto  di  essere  autorizzata dall'Assessore  regionale  per  la
  sanità  pro  tempore a modificare l'atto aziendale e  la  dotazione
  organica  dell'azienda  anche in deroga  a  quanto  disposto  dalla
  circolare  n.  436  del  13 febbraio 2007 e dei  limiti  finanziari
  imposti dal piano di rientro, in modo da potervi inserire la figura
  del  giornalista e dell'ufficio stampa, precedentemente esclusi  in
  quanto  non  previsti nei ruoli del SSN e, come tale, mancanti  sia
  delle  specifiche  norme contrattuali che di quelle  relative  alle
  procedure concorsuali;

   l'ex  Assessorato regionale Sanità, pur prendendo  atto  di  dover
  dare  esecuzione al decreto del Presidente della Regione, e  quindi
  di  concedere l'autorizzazione all'ex AUSL 1 di Agrigento, ribadiva
  che  la  figura  del giornalista non è in atto rinvenibile  tra  le
  figure  professionali  dei ruoli del servizio sanitario,  limitando
  quindi al solo caso del ricorrente la riviviscenza della situazione
  antecedente;

   l'ex  AUSL  1  di  Agrigento, anziché attenersi a quanto  disposto
  dall'Assessorato Sanità con deliberazione del direttore generale n.
  172/2009,  assegnava  il signor Guido Leonardo quale  collaboratore
  amministrativo    presso   l'area   risorse   tecnico-patrimoniali,
  spogliandolo  del  ruolo  in precedenza svolto  e  procedendo  alla
  cancellazione dai ruoli INPGI e al contestuale trasferimento  della
  sua posizione previdenziale presso l'INPDAP;

   ritenuti   gli   atti   compiuti  dall'ex  azienda   assolutamente
  illegittimi e pretestuosi in quanto il decreto del Presidente della
  Regione  disponeva che l'azienda ottemperasse 'facendo rivivere  la
  situazione antecedente', ove il sig. Leonardo Guida era  adibito  a
  funzioni  giornalistiche  con  il  ruolo  e  i  compiti   di   capo
  dell'ufficio stampa e pubbliche relazioni, tanto che l'ispettore di
  vigilanza INPGI ne disponeva l'iscrizione d'ufficio presso l'INPGI;

   tenuto  infine conto che in una serie di norme (legge n.  150  del
  2000, legge regionale n. 17 del 2004, la contrattazione collettiva,
  ecc.)   sono   previste  l'istituzione  degli   uffici   stampa   e
  l'individuazione   degli   specifici  profili   professionali,   la
  creazione di appositi capitoli di bilancio, ecc.;

   per sapere:

   quali   ragioni  inducano  i  competenti  uffici  dell'Assessorato
  regionale  Salute  a non dare seguito ad un inequivocabile  decreto
  del  Presidente della Regione, supportato da un parere  del  CGA  a
  sezioni  riunite  e da un sufficiente quadro di norme,  poco  sopra
  citate,   che  prevedono  l'obbligatoria  creazione  di  posti   di
  giornalista nelle dotazioni organiche trasformando i posti  vacanti
  (quindi a costo zero);

   quali  provvedimenti  intenda  assumere  per  il  pronto  e  pieno
  reintegro nelle sue funzioni del sig. Leonardo Guida». (1049)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Panepinto chiede  notizie  in  ordine  agli
  interventi  per  l'istituzione  degli  uffici  stampa  e  pubbliche
  relazioni  presso  le  aziende sanitarie  regionali  e  conseguente
  reintegrazione nel posto di lavoro di un cittadino, si  rappresenta
  quanto segue.
   Già con nota assessoriale prot. n. 7931 del 20 luglio 2009, questa
  Amministrazione,  nel  sottolineare la  necessità  dell'istituzione
  degli  Uffici stampa presso le Aziende sanitarie regionali   ed  al
  fine  di fornire indirizzi univoci alle Aziende sanitarie regionali
  nella materia in questione, invitava il Dipartimento regionale  per
  la  pianificazione strategica a formulare specifica  direttiva,  da
  inoltrare  alle  medesime Aziende sanitarie, alla  luce  di  quanto
  previsto dalla legge n.150/2000, dall'art. 58 della legge regionale
  n.  33/1996  e  s.m.i.,   dall'art. 127 della  legge  regionale  n.
  2/2002,  nonché alla luce di quanto rappresentato dal Consiglio  di
  giustizia  amministrativa per la Regione siciliana  nel  parere  n.
  976/06  del  30  gennaio 2007 e dall'Ufficio legislativo  e  legale
  della  Regione siciliana nel parere prot. n. 18391/243.11.2007  del
  13/11/2007,  che appunto concludono nel senso della  obbligatorietà
  dell'istituzione  degli  uffici  di  che  trattasi  nelle   Aziende
  sanitarie.
   Si  rappresenta altresì che a seguito di successive interlocuzioni
  formali  e  non formali con il predetto Dipartimento regionale,  da
  ultimo, con nota prot. n. 3357 del 27 aprile 2010 - nel condividere
  le  considerazioni  formulate dal medesimo  Dipartimento  circa  la
  collocazione  degli  uffici  stampa  nelle  Aziende  del   Servizio
  sanitario   regionale  all'interno  dello  staff  della   direzione
  aziendale  mediante  l'istituzione di una unità operativa  semplice
  articolata  in  due uffici - si è invitato lo stesso a  predisporre
  apposita  nota da indirizzarsi alle Aziende del Servizio  sanitario
  regionale contenente direttive in tale senso.
   Ciò  premesso in via generale, per ciò che concerne la  situazione
  del  sig. Guida Leonardo, si rassegna che la stessa è stata oggetto
  di particolare attenzione da parte di questa Amministrazione con le
  note  prot. A.I.3/1879 del 5 marzo 2010 e A.I.3/3206 del 19  aprile
  2010,  entrambe  indirizzate  al  Direttore  Generale  dell'Azienda
  sanitaria provinciale di Agrigento.
   In  particolare,  con  la  prima nota, prot.  A.I.3/1879/2010,  il
  predetto  Direttore generale è stato invitato - anche  al  fine  di
  scongiurare  ulteriori aggravi procedurali ed oneri conseguenti  al
  contenzioso   preannunciato  dal  legale  di  parte  in   relazione
  all'inottemperanza al D.P.R.S. n.1075/2007 -  a fornire ogni  utile
  chiarimento  in ordine alle determinazioni che lo stesso  intendeva
  assumere  in  relazione all'inottemperanza al predetto D.P.R.S.  n.
  1075/2007. Si ricorda che con il citato decreto il Presidente della
  Regione  ha  accolto il ricorso presentato dal sig. Guida  Leonardo
  per  l'annullamento della deliberazione n. 616 del 9  agosto  2005,
  con  cui  l'ex  Azienda U.S.L. n. 1 aveva disposto  la  revoca  del
  precedente atto deliberativo n. 440 del 31 gennaio 2002 che, a  sua
  volta,  aveva  confermato  il contenuto dell'atto  n.  621  del  10
  ottobre   1990  di  istituzione  dell'Ufficio  Stampa  e  Pubbliche
  Relazioni  e di assegnazione della sua responsabilità al ricorrente
  medesimo, il quale contestualmente era stato nominato Capo  Ufficio
  Stampa e P.R..
   Con  la  successiva  nota  prot. n. A.I.3/3206/2010  -  dopo  aver
  evidenziato che la decisione resa su ricorso straordinario, per  la
  sua  alternatività  rispetto  a  quella  giurisdizionale,  è  stata
  ritenuta   dallo   stesso  Consiglio  di  Giustizia  Amministrativa
  assimilabile a quella di cosa giudicata in senso formale, una volta
  che le parti non abbiano impugnato, negli stretti limiti in cui ciò
  è  possibile,  la  decisione  stessa, con  l'ulteriore  conseguenza
  dell'ammissibilità dello strumento del ricorso per ottemperanza nel
  caso   di   inerzia  dell'Amministrazione  -  si  è   espressamente
  sottolineato  che   la  S.V. è tenuta a dare esecuzione  al  citato
  D.P.R.S, divenuto irrevocabile  secondo le indicazioni già  fornite
  e con effetti limitati al solo ricorrente».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  risorse  agricole  e  alimentari e  all'Assessore  per  la  salute,
  ritenuto  che l'agricoltura siciliana vive un momento di gravissima
  crisi  di  mercato, che sta mettendo in ginocchio l'intero comparto
  produttivo,  determinando, al contempo, la chiusura di migliaia  di
  piccole aziende e imprese agricole a carattere familiare;

   considerato  che  una  delle  cause che  condizionano  il  mancato
  sviluppo   dell'agricoltura  è  da  ascriversi   alla   concorrenza
  determinata da Paesi esteri che esportano enormi quantità di  merci
  nei  mercati  agricoli  siciliani.  Questa  circostanza,  oltre   a
  determinare  l'ingresso in Sicilia di merci che  creano  inflazione
  nei  mercati  agricoli, consente l'arrivo di grano e  altri  generi
  agricoli le cui condizioni di igiene e qualità pongono a rischio la
  salute e la sicurezza alimentare dei consumatori siciliani;

   ritenuto  che  spetta  agli  organi regionali  la  competenza   ad
  effettuare i controlli igienico-sanitari sulla qualità dei prodotti
  e sulla loro provenienza;

   per sapere:

   quali siano gli organi regionali preposti ai controlli;

   quanto  personale  sia  preposto  allo  svolgimento  dei  suddetti
  controlli;

   quanti  controlli siano stati effettuati nel 2009 e  nei  correnti
  mesi del 2010, su quali merci e sulla loro provenienza;

   quali siano stati gli esiti e i provvedimenti adottati;

   se   intendano  aumentare  il  numero  dell'organico  preposto  ai
  controlli». (1054)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Caputo chiede chiarimenti  in  ordine  alle
  procedure  di  controllo sulle derrate alimentari  in  ingresso  in
  Sicilia,  per  quanto  di  competenza  di  questo  Assessorato   si
  rappresenta quanto segue.
   Occorre  chiarire preliminarmente che la competenza  della  sanità
  pubblica regionale, individuata ai sensi del decreto legislativo  6
  novembre  2007,  n.  193,  quale Autorità Competente  ai  fini  del
  coordinamento delle attività di controllo ufficiale nel  territorio
  nel  campo  della  sicurezza alimentare ai  sensi  della  specifica
  normativa  di settore comunitaria, si estrinseca nella redazione  e
  nella supervisione del cosiddetto Piano Integrato dei Controlli  ai
  sensi  del  Regolamento  (CE) n. 882 del  2004.  Occorre  chiarire,
  inoltre,  che  il regime dei controlli sulle importazioni,  per  le
  derrate  provenienti  dai Paesi terzi, e il  regime  dei  controlli
  sugli  scambi,  per  le derrate provenienti dai  Paesi  comunitari,
  spettano esclusivamente agli Uffici di sanità marittima (USMAF), ai
  Posti  di ispezione frontaliera (PIF) e agli Uffici veterinari  per
  gli adempimenti comunitari (UVAC) del Ministero della salute.
   Le  attività  di  questo  Assessorato e  delle  Aziende  sanitarie
  provinciali  si  estrinsecano  nel campo  dei  controlli  ufficiali
  previsti  dal  sopra citato Regolamento (CE) n. 882  del  2004  con
  l'impiego  di personale medico, medico veterinario e tecnici  della
  prevenzione  il  cui numero corrisponde all'incirca a  quattrocento
  unità  spesso  impegnate in attività promiscue  che  coprono  anche
  altri  settori  della  prevenzione  e  che  quindi  non  riguardano
  esclusivamente i temi della sicurezza alimentare.
   Allo  svolgimento dei controlli per quanto concerne la  esecuzione
  delle  attività  analitiche concorrono  anche  i  laboratori  e  il
  relativo  personale, in numero di un centinaio circa, dell'Istituto
  zooprofilattico e dei Laboratori di Sanità Pubblica  delle  Aziende
  sanitarie provinciali.
   Questo Assessorato, comunque, ha già approntato specifici piani di
  controllo ufficiale sugli alimenti prevedendo la effettuazione, tra
  gli altri, di controlli di identità, di controlli documentali e  di
  controlli   materiali   con   campionamento   basando   il    tutto
  precipuamente  sulle verifiche di rintracciabilità onde  consentire
  il  monitoraggio delle movimentazioni e, quindi, della  provenienza
  delle  derrate allo scopo di evidenziare le classi e le  condizioni
  di rischio. Elemento quest'ultimo di fondamentale rilievo nel campo
  dei nuovi orientamenti della sicurezza alimentare.
   Ad  oggi  questo Assessorato ha assicurato la routine  minima  dei
  controlli  prevista dalla programmazione nazionale nell'ambito  del
  MANCP  (Multi Annual National Control Plan) e ha redatto  specifici
  piani  orientati,  rispettivamente, alla  ricerca  degli  Organismi
  geneticamente  Modificati, alla ricerca  delle  micotossine  e  dei
  residui  di  fitosanitari. Altri piani sono in fase di redazione  a
  proposito della vendita e dell'impiego dei prodotti fitosanitari, a
  proposito  dei  materiali a contatto ed a proposito delle  sostanze
  allergizzanti.
   Entro  la  fine  dell'anno corrente, inoltre,  questo  Assessorato
  ritiene  di potere completare la pianificazione su base pluriennale
  di  tutte  le  attività  di  controllo nel  campo  della  sicurezza
  alimentare.
   Si  può  argomentare,  comunque, che  il  numero  delle  verifiche
  effettuate   è  quantificabile  in  svariate  migliaia,   con   una
  consistente  presenza di attività di controllo di laboratorio,  con
  il riscontro - tuttavia - di un basso numero di non conformità che,
  indipendentemente dalla provenienza extraregionale  delle  derrate,
  connota un livello di rischio alquanto basso».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   MAIRA.  -  «All'Assessore  per  la salute,  premesso  che  risulta
  dall'anno  2005  che esiste un finanziamento per  la  realizzazione
  della  rete dei medici di medicina generale e ad oggi non  è  stato
  realizzato nulla, ponendo la Sicilia all'ultimo posto delle regioni
  maggiori  relativamente all'adeguamento delle strutture ai  dettami
  della sanità elettronica;

   considerando che tali progetti hanno il loro fattore  di  successo
  dal coinvolgimento dei medici di medicina generale;

   per sapere:

   come  mai,  avendo  in  Italia  esperienze  di  realizzazioni  già
  funzionanti, quali il progetto SIS Lombardia, Sole Emilia Romagna o
  il  progetto Abruzzo, non si sia pensato al riutilizzo degli stessi
  sistemi;

   quali  azioni  si  siano intraprese per coinvolgere  i  medici  di
  medicina  generale  e  i  pediatri di  libera  scelta  responsabili
  principali   del  popolamento  dei  dati  del  'patient   summary',
  strumento  ormai indispensabile per una continuità di  cura  e  per
  l'abbattimento di ricoveri causati da non conoscenza  di  patologie
  in capo al paziente;

   come  mai, ad oggi, non siano state rese pubbliche tali iniziative
  e non si abbia alcuna notizia di procedure ad evidenza pubblica per
  la  realizzazione dei vari progetti, mentre risulta che  su  alcuni
  progetti  esistano delle realizzazioni in fase di collaudo affidate
  tramite gara». (1064)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Maira  chiede chiarimenti  in  merito  alla
  realizzazione  della  rete  dei medici  di  medicina  generale,  si
  rappresenta quanto segue.
   Il  progetto sulla Rete dei Medici di Medicina Generale  nasce  in
  risposta  agli  obiettivi  del  Tavolo  della  Sanità  Elettronica,
  istituito   dal  Dipartimento  dell'Innovazione  Tecnologica,   dal
  Ministero  della Salute e dalle Amministrazioni Regionali  e  delle
  Province autonome in data 31 marzo 2005.
   Il  Tavolo  della Sanità Elettronica mira a recepire le  linee  di
  indirizzo  dettate  dall'e-Health 2004 ed  il  contesto  strategico
  nazionale nonché di tradurle nel Piano Sanità Elettronica.
   Le   principali  linee  di  intervento  del  Tavolo  della  Sanità
  Elettronica sono:
   1.  la  definizione  del  Sistema della Sanità  Elettronica  (SSE)
  attraverso l'analisi dei processi socio sanitari e l'individuazione
  delle    specifiche    tecniche   relative   agli    standard    di
  interoperabilità e degli oggetti informativi (documenti elettronici
  di scambio);
   2. la definizione nell'ambito degli obiettivi prioritari del Piano
  della  Sanità  Elettronica  e  del Piano  Sanitario  Nazionale  dei
  principali servizi oggetto di innovazione;
   3.    la    definizione   dei   requisiti   e    degli    standard
  dell'infrastruttura  di  comunicazione  del  Sistema  della  Sanità
  Elettronica    e    degli   interventi   di   natura    trasversale
  (identificazione  sicura dei soggetti, firma  digitale,  uso  delle
  carte, sicurezza, usabilità dei portali ecc.);
   4. la definizione dei piani d'azione e delle road map regionali  e
  nazionale comprensivi della pianificazione finanziaria, delle linee
  di  intervento  in  termini  di  formazione,  change  management  e
  comunicazione e loro governance.
   La Regione siciliana ha aderito al Tavolo della Sanità Elettronica
  sin  dal marzo 2005, per la definizione delle specifiche e, con  la
  stipula  dell'Accordo  di  Programma  Quadro  di  marzo  2005,   ha
  sottoscritto  l'accordo  per  la realizzazione,  tra  l'altro,  del
  progetto Rete dei Medici di Medicina Generale in totale aderenza ai
  tavoli  istituzionali,  lasciando al Dipartimento  dell'Innovazione
  Tecnologica la direzione delle specifiche tecniche che il  Progetto
  avrebbe sviluppato.
   Sulla base dell'Accordo di Programma Quadro è stato realizzato  il
  progetto  in  conformità all'Infrastruttura di  Base  della  Sanità
  Elettronica  (IBSE),  già  firmato e  sottoscritto  dal  precedente
  Governo Regionale.
   I  progetti  SIS Lombardia e SOLE Emilia Romagna partono  in  modo
  autonomo   rispetto  alle  specifiche  del  Tavolo   della   Sanità
  Elettronica.  In  particolare,  sono  stati  sviluppati  prima  del
  rilascio  delle  linee  guida approvate  dal  Tavolo  della  Sanità
  Elettronica  e  quindi  non sono basati sul modello  architetturale
  IBSE, quale base indicata dal Tavolo della Sanità Elettronica.
   Il  progetto  Abruzzo è partito contestualmente al progetto  della
  Regione   siciliana,   partecipando   congiuntamente   ai    tavoli
  istituzionali per la formalizzazione degli standard  per  IBSE.  Il
  riuso non era possibile in quanto il software non era disponibile.
   Inoltre, il Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione  Abruzzo
  potrà  trattare esclusivamente dati nel formato HL7-CDA  Rel.  2.0,
  seguendo  le  linee  guida implementative del Tavolo  della  Sanità
  Elettronica, mentre non sono ancora state sviluppate le  interfacce
  verso  l'architettura Registry-Repository, per quanto  riguarda  il
  software Millewin ed il software di refertazione che sarà impiegato
  in via sperimentale presso due reparti della A.S.L. di Teramo ed  i
  Front End Web del Fascicolo Sanitario Elettronico.
   Infine,   ancora   non  hanno  definito  le  specifiche   tecniche
  riguardanti  il  certificato di malattia  INPS  e  la  prescrizione
  elettronica.
   Il  sistema Rete dei Medici di Medicina Generale regionale è stato
  sviluppato,  tenendo anche presente le prescrizioni  relative  alla
  gestione del consenso da parte del cittadino, definite dal  Garante
  della   privacy.   Restano  da  avviare   le   sperimentazioni   di
  integrazione con le Aziende Sanitarie e con i software  dei  Medici
  di  Medicina  Generale / Pediatri di Libera Scelta.  Tali  software
  devono   adeguarsi   alle  specifiche  del  Tavolo   della   Sanità
  Elettronica, per la parte di cooperazione applicativa relativa agli
  invii dei documenti secondo standard CDA2.
   Per  quanto  attiene  al  secondo quesito posto  dall'interrogante
  ( quali  azioni  si siano intraprese per coinvolgere  i  Medici  di
  Medicina  Generale  ed  i  Pediatri di Libera  Scelta  responsabili
  principali   del  popolamento  dei  dati  del   Patient   Summary ,
  strumento  ormai indispensabile per una continuità di  cura  e  per
  l'abbattimento di ricoveri causati da non conoscenza  di  patologie
  in  capo  al  paziente )  si  precisa  che  le  attività  volte  al
  coinvolgimento  dei Medici di Medicina Generale e dei  Pediatri  di
  Libera  Scelta partono già nel 2008, attraverso incontri  specifici
  con  le  relative  rappresentanze  sindacali,  con  l'obiettivo  di
  individuare i medici prescrittori per le fasi di sperimentazione.
   Le attività di sensibilizzazione al progetto sono state realizzate
  attraverso informative specifiche. I Medici di Medicina Generale ed
  i  Pediatri  di  Libera Scelta utilizzano applicativi  di  cartella
  clinica  che  dovranno  adeguarsi  alle  specifiche  nazionali  per
  l'interoperabilità   con   i  servizi   del   fascicolo   sanitario
  elettronico.
   Nello specifico, sono stati fatti i seguenti passi per le province
  di Catania e Palermo, sedi delle sperimentazioni iniziali:
   1) incontri di approfondimento con le rappresentanza sindacali;
   2)  individuazione e selezione del campione dei Medici di Medicina
  Generale  e  dei  Pediatri di Libera Scelta  in  base  ai  seguenti
  criteri:
       professionisti   che  operano  presso  i  distretti   sanitari
  dell'A.S.P.  di  Palermo  e  che concorrono  al   bacino  d'utenza
  dell'Azienda  ospedaliera  Villa Sofia - Cervello,  in  particolare
  presso i distretti n.7, n.8, n.10, n.11, n.12 e n.13;
      rapporto  tra  Medici di Medicina Generale e  dei  Pediatri  di
  Libera Scelta pari a: 80% Medici e 20% Pediatri;
      rapporto  tra i professionisti che esercitano a Palermo  ed  in
  provincia  pari  a  50%  a  Palermo e 50%  presso  i  distretti  in
  provincia;
     pari percentuale di presenza maschile e femminile;
      selezione per fasce d'età: 60% di età compresa tra i 40 e i  50
  anni, 30% dai 50 ai 60 anni, 10% di età superiore ai 60 anni;
      preferenza  ai  medici di Palermo e provincia (distretti  sopra
  indicati) che hanno risposto al questionario, distribuito nel  2006
  con direttiva prot. n. 3923 del 2 agosto 2006;
       preferenza   ai  medici  utilizzatori  di  cartelle   cliniche
  informatizzate.
   3)  risposta  dei medici legata ad una partecipazione condizionata
  al  progetto ovvero legata a richieste di ulteriori emolumenti  per
  la sperimentazione.
   A  tale  risposta,  si  è  aggiunta la  problematica  legata  agli
  adeguamenti  delle  interoperabilità software e ad  una  attenzione
  alla gestione del consenso, legate all'emanazione del Garante della
  privacy,    in   attesa   dei   pronunciamenti   del   Dipartimento
  dell'Innovazione Tecnologica in materia.
   Per  riuscire  a  rispondere alle nuove esigenze, il  progetto  di
  estensione  a  tutto il territorio ha già sviluppato  la  soluzione
  tecnologica alle problematiche legate alla gestione della privacy e
  ha   previsto  anche  la  realizzazione  di  una  cartella  clinica
  regionale  già  integrata  con i servizi  del  Fascicolo  Sanitario
  Elettronico da poter essere distribuita gratuitamente ai Medici  di
  Medicina  Generale ed ai Pediatri di Libera Scelta  che  non  hanno
  software  adeguato  sia per il popolamento del Fascicolo,  sia  per
  l'invio delle prescrizioni e dei certificati al MEF (art. 50  comma
  5 bis).
   Quest'anno    è   stato,   inoltre,   privilegiato   l'adeguamento
  organizzativo legato alla legge regionale n. 5/2009 che ha definito
  l'accorpamento  delle  aziende  per  una  razionalizzazione   delle
  risorse. Ciò si dovrà tradurre in una corrispondente organizzazione
  delle  tecnologie delle Aziende sanitarie, prediligendo i  software
  in  grado  di  interagire  con il Fascicolo  Sanitario  Elettronico
  regionale,  secondo le specifiche del Dipartimento dell'Innovazione
  Tecnologica.
   Infine,   il  documento  relativo  alle  specifiche  del   Patient
  Summary  si trova ad oggi in versione bozza al Tavolo della  Sanità
  Elettronica ed il progetto Rete dei Medici di Medicina Generale  ha
  già  realizzato la versione bozza di Patient Summary, in attesa che
  le  specifiche vengano formalizzate dal Dipartimento di Innovazione
  Tecnologica. Eventuali modifiche, alle suddette specifiche, saranno
  tempestivamente  recepite, allo scopo di utilizzare  esclusivamente
  le  indicazioni relative al  Patient Summary  stabilite dal  Tavolo
  di Sanità Elettronica.
     Infine si precisa che ad oggi nessuna di tali iniziative è stata
  resa  pubblica  perché  la  loro  sperimentazione  è  in  fase   di
  avviamento».

                              L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  decreto assessoriale l'Assessore per la salute ha  provveduto
  all'attuazione del piano regionale sangue e plasma;

   il  decreto citato è rivolto alla riorganizzazione del servizio di
  medicina trasfusionale dell'intero territorio siciliano;

   la  rete trasfusionale regionale risulta costituita da 9 strutture
  provinciali   di   coordinamento  per  le  attività  trasfusionali,
  all'interno delle quali operano 32 strutture trasfusionali allocate
  nelle nove province del territorio regionale;

   anche  i  SIMT dell'ospedale Umberto I di Siracusa e del  p.o.  Di
  Maria di Avola sono interessati dalla riforma regionale;

   considerato che:

   attualmente,   presso   il  servizio  di  medicina   trasfusionale
  dell'ospedale Umberto I di Siracusa, i costi per test e per profilo
  risultano  essere molto bassi, rappresentando un vantaggio  per  la
  collettività;

   il  profilo obbligatorio costituito da quattro parametri EIA  (HBs
  Ag,   HIV-Ab,  HCV-AB  e  TPHA),  a  seguito  della  recente   gara
  consorziata (2009), ha un costo complessivo di 10,09 euro, compresi
  i  costi  di  manutenzione delle apparecchiature,  dei  servizi  di
  assistenza,  dei  controlli  di qualità  esterna  ed  interna,  dei
  materiali consumabili e di tutte le attrezzature connesse;

   per  i parametri di chimica clinica, previsti dall'art. 7 del d.m.
  3 marzo 2005 (e non 9, come erroneamente si evince dalla tabella di
  classificazione     e    tipologia    delle    attività     redatta
  dall'Assessorato),  vale  a  dire: glicemia,  creatinina,  proteine
  totali,  ferritina, colesterolo e trigliceridi, il costo sostenuto,
  utilizzando  il  service  CONSIP  con  l'aggiunta  del   test   ALT
  (transaminasi) è, allo stato attuale, di appena 0,303 euro;

   detto  decreto  assessoriale, prevedendo  il  trasferimento  degli
  attuali  servizi trasfusionali ai centri di livello C dei test  EIA
  per  la  qualificazione biologica del sangue e di quelli di chimica
  clinica, comporterà, quasi certamente, un allungamento dei tempi di
  risposta  al  donatore  oltre  ad  un  innalzamento  del  costo  di
  esercizio dell'intero servizio;

   in  attuazione del decreto assessoriale de quo, tutte le sacche di
  sangue  dovranno essere quotidianamente trasferite  dai  centri  di
  livello  A a quelli di livello B per la lavorazione e la produzione
  degli   emocomponenti,   comportando   un   ulteriore   motivo   di
  innalzamento  dei costi del servizio e dell'intera spesa  sanitaria
  regionale;

   preso atto che:

   allo  stato  attuale,  essendo il piano di  riordino  del  sistema
  trasfusionale  regionale  privo di una  dettagliata  analisi  degli
  attuali  livelli  di qualità e sicurezza del settore  trasfusionale
  siciliano, risulta difficile preventivare un innalzamento  di  tale
  livello derivante dalla riforma;

   il  programma  per  l'autosufficienza nazionale, pubblicato  nella
  GURI  n. 301 del 29 dicembre, cita, a più riprese, la Sicilia e  la
  sua critica condizione;

   la  tabella 4, allegata al decreto ministeriale, dimostra  che,  a
  fronte di 182.789 unità di globuli rossi trasfusi nel 2008, ne sono
  stati   prodotti,   in   Sicilia,  173.979,  con   la   conseguente
  importazione di 8.810 unità di globuli rossi da altre regioni e  un
  costo, per le casse della Regione siciliana, di 1.347,793 euro;

   le  circolari ministeriali 30 ottobre 2000, n. 17, e  19  dicembre
  2001,   n.   14,   sull'adeguamento  dei   livelli   di   sicurezza
  trasfusionale  in  presenza di metodiche  atte  alle  indagini  sui
  costituenti virali per HCV (metodica NAT), non fissano un limite di
  produzione di unità di sangue per la centralizzazione dell'attività
  di  diagnostica  con metodica NAT, bensì prendono in considerazione
  il  25%  dei  centri che raggiungono una produzione superiore  alle
  10.000  unità,  come  nel  caso del SIMT  del  p.o.  Umberto  I  di
  Siracusa;

   la  circolare  ministeriale 19 dicembre 2001, n. 14,  prevede  che
  l'incremento  del  livello  di  semplificazione  e  del  grado   di
  automazione delle tecniche NAT consente una più ampia diffusione di
  tali metodologie con conseguente riduzione dei costi;

   visto che:

   la  provincia  di  Siracusa ha superato, nel corso  del  2009,  le
  17.000  donazioni  di sangue ed emocomponenti,  con  un  indice  di
  produzione pari a 43 unità per 1.000 abitanti, superiore all'indice
  medio  nazionale  (42unità/1000),  ed  ha  registrato  i  più  alti
  incrementi di donazione;

   il  SIMT  dell'ospedale Umberto I di Siracusa,  con  oltre  10.500
  donazioni, è il quarto centro siciliano per massa critica  prodotta
  e lavorata;

   il  SIMT del p.o. Di Maria di Avola è il secondo centro, in ambito
  provinciale, per massa critica raccolta e lavorata;

   per sapere:

   alla  luce  di  quanto ampiamente esposto, non ritengano  utile  e
  necessario,  al  fine di contenere la spesa sanitaria  regionale  e
  garantire   un'adeguata  qualità  del  servizio   di   trasfusione,
  mantenere ai livelli A i compiti di lavorazione e produzione  degli
  emocomponenti  ed  al livello B la qualificazione  biologica  degli
  emocomponenti con test EIA e chimica clinica;

   inoltre, se non ritengano utile per la collettività attribuire  al
  SIMT  dell'ospedale Umberto I di Siracusa la funzione di livello  C
  per i test NAT e al SIMT del p.o. Di Maria di Avola la funzione  di
  livello  B,  anche  in  considerazione  degli  importanti  dati  di
  produzione sopra riportati». (1142)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Vinciullo  chiede  modifiche  al  piano  di
  riordino  del  sistema  trasfusionale  regionale  del  servizio  di
  immunoematologia  e  medicina  trasfusionale  (SIMT)  dell'ospedale
  'Umberto  I' di Siracusa e del 'SIMT' del presidio ospedaliero  'Di
  Maria' di Avola (SR), si rappresenta quanto segue.
   Con riferimento al primo dei quesiti posti (mantenere ai livelli A
  i  compiti  di  lavorazione e produzione degli emocomponenti  e  al
  livello B la qualificazione biologica degli emocomponenti con  test
  EIA   e  chimica  clinica)  va  segnalato  che,  raccogliendo   gli
  emendamenti proposti dalla competente Commissione Legislativa nella
  seduta  n.  93  del  20  aprile  2010,  le  attività  trasfusionali
  caratterizzanti  i  livelli  A e B espressi  all'atto  della  prima
  stesura  del  documento  programmatico sono state  riunificate  nel
  corrispondente  decreto n.1141 del 28 aprile  2010  e  pertanto  le
  attività  inerenti  alla  lavorazione del  sangue  intero  e  degli
  emocomponenti  risultano  assegnate alla totalità  delle  strutture
  trasfusionali operanti sul territorio regionale (attività  di  tipo
  B),  in  aderenza  anche  alla richiesta  espressa  nella  presente
  interrogazione parlamentare.
   Per  quanto  attiene  al secondo dei quesiti (attribuire  al  SIMT
  dell'Ospedale Umberto I di Siracusa la funzione di livello C per  i
  test  NAT  e al SIMT del Presidio Ospedaliero Di Maria di Avola  la
  funzione  di  livello B per i dati di produzione) si  segnala  che,
  come  rappresentato nella seduta n. 93 del 20 aprile  2010  dinanzi
  alla  competente Commissione Legislativa, raccogliendone il  parere
  favorevole,  si  è  convenuto sulla necessita di  centralizzare  le
  attività  connesse alla validazione biologica del sangue  intero  e
  degli  emocomponenti,  mediante  test  sierologici  e  in  biologia
  molecolare,  soltanto  presso  i 4  Centri  NAT  già  operanti  sul
  territorio  regionale.  Va del resto a tal proposito  rilevato  che
  reiterate  richieste,  tendenti  a  ricondurre  nell'ambito   delle
  competenze della struttura trasfusionale di Siracusa la validazione
  biologica  con metodologia NAT, sono state, nel corso  degli  anni,
  esitate  con  parere  negativo dagli uffici  competenti  di  questo
  Assessorato.
   Infatti  l'attuale modello organizzativo definito con D.A.  n.  74
  del  28 gennaio 2002, recante, in allegato, il  Piano operativo per
  la validazione di tutte le unità di sangue con tecnica NAT  avrebbe
  già  provveduto ad identificare un totale di 4 Centri NAT (Catania,
  Palermo,  Ragusa, Sciacca) a ciascuno dei quali afferiscono  da  un
  minimo di 5 ad un massimo di 14 strutture trasfusionali.
   Nessuna   struttura   trasfusionale  è  stata   autorizzata   alla
  validazione in house con tecnica NAT.
   D'altronde,   il  modello  operativo  adottato  ha   raccolto   le
  specifiche  raccomandazioni espresse nella  Circolare  ministeriale
  del  30  ottobre  2000,  n.17  e nella  Circolare  ministeriale  19
  dicembre 2001 n.14.
   Con  dette  circolari  è stata raccomandata agli  enti  regionali,
  nella definizione del modello operativo, l'esigenza imprescindibile
  di  assicurare volumi di attività (masse critiche di test eseguiti)
  presso  ciascun Centro NAT atte a coniugare la garanzia di  qualità
  richiesta  nella  validazione  biologica  degli  emocomponenti  con
  l'esigenza imprescindibile di garantire economicità della  gestione
  di processi ad alto costo e contenuto tecnologico.
   Tali masse critiche, identificate inizialmente in 35.000 test anno
  eseguiti   presso  la  Regione  siciliana,  risultano   del   tutto
  rispondenti  all'attuale  modello organizzativo  che  ha  mostrato,
  negli  anni, performance di qualità e risultato del tutto  aderenti
  al  bisogno  di  assicurare l'uniforme e  ottimale  erogazione  dei
  Livelli Essenziali di Assistenza trasfusionale.
   Il  sistema NAT regionale avrebbe, peraltro, consolidato requisiti
  di qualità, efficacia ed efficienza operativa del tutto rispondenti
  all'incremento   progressivo  degli  indici  di   produzione,   che
  consente, attualmente, ai medesimi la gestione di masse critiche di
  attività  comprese  fra  35.000 e 55.000  campioni  anno  validati,
  superiori  abbondantemente a quelli che  la  struttura  siracusana,
  operando in house, riuscirebbe a rappresentare.
   Ne deriva che già sulla scorta di tali preliminari considerazioni,
  la  richiesta  di identificazione della struttura trasfusionale  di
  Siracusa  quale  centro  di  validazione NAT,  ancorché  indicativa
  dell'apprezzabile  impegno e della volontà di  crescita  dell'unità
  operativa,   sia  stata  anche  presso  la  competente  Commissione
  ritenuta, a maggioranza, non condivisibile.
   A  ciò si aggiunge la consapevolezza di una diffusa tendenza  alla
  gestione  di  tali  attività  su territorio  nazionale  improntata,
  piuttosto,  al  progressivo  incremento  delle  masse  critiche  di
  lavorazione  (fino  a  100.000  test/anno)  al  fine  di   ridurre,
  piuttosto che incrementare, il numero dei Centri NAT abilitati.  Se
  ne  ricava  che il riconoscimento di un Centro NAT presso  Siracusa
  risulterebbe  non allineato con l'attuale politica di gestione  del
  sistema sangue nazionale.
   Va peraltro sottolineato che:
   -  la  capacità  produttiva  di  una struttura  trasfusionale  non
  costituisce  presupposto  utile a far sì che  questo  possa  essere
  identificato  quale  Centro  NAT. Nella  nostra  realtà  regionale,
  infatti,  unità  operative  che  vantano  capacità  produttiva  ben
  maggiore rispetto a quella di Siracusa vedono spesso assicurata  la
  validazione NAT del sangue e degli emocomponenti da Centri  NAT  la
  cui produttività è nettamente inferiore;
   -  il rischio derivante da un'ipotesi di blocco delle attività non
  trova  riscontro nell'esperienza accumulata negli anni  precedenti.
  La validazione NAT effettuata dagli attuali Centri ha costantemente
  garantito  l'uniforme e regolare distribuzione degli  emocomponenti
  su   territorio   regionale  dimostrando  la  bontà   del   modello
  organizzativo adottato;
   -  l'esigenza  di  produrre  economie di  scala  non  correla  con
  l'identificazione di un Centro NAT presso la struttura di  Siracusa
  se   si   considera  che  i  costi  di  validazione  NAT  correlano
  inversamente,  come è notorio, con i volumi di attività  espletata,
  qui  certamente  inferiori. Piuttosto è l'implicita liberazione  di
  risorse  umane,  garantita dall'attuale modello  organizzativo  che
  assicura  margini di economia ben maggiori per l'Azienda  Sanitaria
  Provinciale;
   -  con  riferimento alla postulata esigenza di assicurare  margini
  più  ampi  di garanzia assistenziale per la popolazione  siracusana
  per  effetto dell'esecuzione in house dei test, va rilevato che non
  risultano agli uffici competenti di questo Assessorato segnalazioni
  di  disservizi generati dall'attuale modello organizzativo  che  ha
  garantito la puntuale trasmissione dei test NAT eseguiti dal Centro
  NAT di Ragusa.
   Con    riferimento,   da   ultimo,   al   citato    progetto    di
  rifunzionalizzazione  della  rete trasfusionale,  va  rilevato  che
  l'esigenza,  oggi  qui  valutata,  di  assegnare  ai   Centri   NAT
  l'esecuzione  dei rimanenti test di validazione degli emocomponenti
  non  possa  essere  interpretata come segnale di  penalizzazione  e
  declassamento della struttura trasfusionale.
   Essa   risponderebbe,  piuttosto,  alla  necessità  di  garantire,
  mediante  l'adozione  di  un  modello  hub  and  spoke ,  ulteriori
  economie di scala attraverso l'istituzione di centri di validazione
  biologica   cui  verrebbe  demandata  l'esecuzione  dei   test   di
  validazione.
   Il  modello organizzativo in esame valorizzerebbe, piuttosto,  per
  liberazione    di    risorse   umane    sottratte    ad    attività
  laboratoristiche,     quella     funzione     clinico-assistenziale
  riconosciuta tra Livelli Essenziali di Assistenza trasfusionale  di
  cui all'art. 5 della Legge 21 ottobre 2005, n. 519.
   Infine,   con   riferimento  alla  richiesta  espressa   nell'atto
  ispettivo  in oggetto di voler mantenere le attività connesse  alla
  lavorazione   degli   emocomponenti  anche   presso   il   Servizio
  Trasfusionale di Avola si rappresenta che la stessa ha già  trovato
  riscontro nel Piano Sangue e Plasma espresso nel D.A. n.  1141  del
  28  aprile  2010 che ha accolto gli emendamenti in tal senso  della
  Competente Commissione Legislativa».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   DI  GUARDO  -  DE  BENEDICTIS. - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore  per  la salute, premesso che il centro  di  medicina
  fisica  e  riabilitazione S. Antonio soc. coop., con sede legale  a
  Bronte  (CT),  si è visto rigettare l'istanza con cui  chiedeva  il
  trasferimento  della propria struttura da Maletto a  Bronte  ed  ha
  presentato  ricorso  straordinario  al  Presidente  della   Regione
  avverso  il  decreto  dell'Assessorato  regionale  Sanità  n.  1878
  dell'11  settembre  2009 (GURS 25 settembre 2009),  con  cui  si  è
  disciplinato   il   trasferimento  delle   strutture   accreditate,
  superando le disposizioni precedenti di cui all'art. 7 del d.a.  n.
  890/2002 e dell'art. 1 del d.a. 9 agosto 2004;

   visto  che il citato d.a. 11 settembre 2009 ha previsto,  all'art.
  3,  che  venisse negato il trasferimento 'qualora il comune,  dov'è
  ubicata  la  struttura  richiedente,  dovesse  rimanere  privo   di
  un'adeguata   copertura  assistenziale  per  la  branca   specifica
  esercitata';

   rilevato   che   tale   norma   prescinde   da   qualsiasi   altra
  considerazione    sull'equilibrio    e    sull'omogeneità     della
  distribuzione dell'offerta nel territorio, come dimostra il caso in
  specie,  in  cui  si  nega al centro S. Antonio  di  trasferire  la
  propria  struttura nel comune limitrofo, Bronte, perché  quello  di
  provenienza  (Maletto) ne verrebbe sprovvisto, continuando  in  tal
  modo  a  lasciare  priva di una struttura similare  un  comune  con
  popolazione di gran lunga superiore, Bronte appunto, i cui abitanti
  sono  infatti costretti a recarsi nel vicino comune di Maletto  per
  le prestazioni in oggetto;

   considerato  che  tale impedimento risulta  in  contrasto  con  la
  normativa dettata dall'art. 24, comma 11, della l.r. n. 2/2007, ove
  si prevede il trasferimento delle strutture preaccreditate entro il
  territorio  provinciale  all'unica  condizione  che  ciò  giovi  ad
  eliminare   carenze   di   prestazioni  sul  territorio   medesimo,
  determinandosi  il  paradosso che il comune di  gran  lunga  minore
  della  zona  territorio, Maletto, dispone di una struttura,  mentre
  quello  con popolazione ben cinque volte superiore ne rimane privo,
  determinandosi   un   immotivato  ed  irrazionale   squilibrio   di
  prestazioni nel territorio;

   osservato altresì che la disposizione in oggetto contrasta con  il
  d.a.  16.09.2009,  che incentiva l'accorpamento dei  laboratori  di
  analisi  accreditati  nella convinzione che strutture  di  maggiore
  dimensione   funzionino   in   modo  più   efficace,   laddove   il
  trasferimento a Bronte del centro S. Antonio consentirebbe a questi
  di incrementare il volume di prestazioni, potendo ivi contare su un
  bacino  di utenza certamente maggiore che gli consentirebbe altresì
  di  accedere  al libero mercato erogando prestazioni senza  gravare
  sul servizio sanitario regionale;

   per  sapere  se,  alla luce di quanto sopra esposto,  non  ritenga
  corretto  ed opportuno modificare il provvedimento impugnato,  d.a.
  11  settembre 2009 n. 1878, in particolare nella parte disciplinata
  dall'art. 3».  (1169)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Di Guardo chiede chiarimenti  in  merito  al
  trasferimento  del  centro  S. Antonio soc.  coop.  dal  comune  di
  Maletto  a  quello di Bronte (CT), nel premettere  che  il  decreto
  assessoriale  n.  1878 dell'11 settembre 2009 è stato  adottato  al
  fine di dirimere le diverse interpretazioni contrastanti, in ordine
  all'autorizzazione   al   trasferimento   di   strutture    private
  accreditate,  in  vigenza di regolamentazione  carente  di  criteri
  generali a cui ancorare la valutazione amministrativa di competenza
  delle  AA.SS.PP.,  si ritiene di non dover apportare  modifiche  al
  predetto provvedimento nella considerazione che lo stesso si  fonda
  su  principi di salvaguardia dell'assistenza sanitaria territoriale
  e  di  tutela  delle situazioni esistenti alla data di  entrata  in
  vigore,  a  conferma così dei criteri generali  già  normati  dalla
  legge regionale n. 2/2007.
   Nella  fattispecie anche la situazione logistica  (breve  distanza
  chilometrica   tra  i  due  comuni  interessati)  non   costituisce
  pregiudizio per l'utenza del comune di Bronte atteso che  l'offerta
  riguarda l'intero comprensorio e non il singolo comune».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   PICCIOLO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che in data 14 aprile 2009,  dopo  un  ampio  ed
  argomentato   dibattito   tenutosi  nelle  sedi   istituzionalmente
  preposte,  l'Assemblea regionale siciliana ha approvato  una  legge
  che  affrontava  e  riformava, in modo radicale, tutto  il  sistema
  sanitario regionale;

   all'art. 25, lettera 'f', raccogliendo le sollecitazioni di  tutta
  la  classe politica regionale, ed in particolare della provincia di
  Messina, venivano statuiti i criteri di attribuzione delle  risorse
  già  introitate  dalla  Regione, in sede  di  compensazione  infra-
  regionale, per prestazioni sanitarie eseguite, da tutte le  aziende
  siciliane  accreditate e convenzionate, su pazienti provenienti  da
  altra regione (ovvero i cosiddetti 'fuori regione)' al di fuori dei
  singoli aggregati di spesa previsti ed attribuiti annualmente  alle
  singole strutture sanitarie;

   considerato  che  le  case  di  cura  di  Messina  accreditate   e
  convenzionate,  sono tutte, ad oggi, in grave  crisi  di  liquidità
  provocata dai seguenti fattori:

   1)  non  aver incassato nessun importo per le prestazioni rese  ai
  pazienti   fuori  regione  per  l'anno  2009,  così  come  previsto
  dall'art. 25, lettera 'f', della legge regionale n. 5 del  2009,  a
  far  data  dall'approvazione della norma,  per  somme,  come  sopra
  illustrato,  già  compensate  e,  dunque,  riscosse  dalla  Regione
  siciliana stessa;

   2)  non  aver  riscosso il saldo delle prestazioni rese  entro  il
  budget 2009;

   3)  non  aver  ricevuto i pagamenti correnti da parte dell'ASP  di
  Messina,  da sempre in costante ritardo nei confronti di  tutto  il
  sistema accreditato-convenzionato (attualmente, ad esempio, per  le
  case  di  cura,  il  ritardo è valutabile ad oltre  cinque  mesi  e
  l'ultima mensilità riscossa, ad oggi, è novembre 2009);

   4)  aver voluto emanare, nell'aprile 2010, un decreto assessoriale
  attuativo dell'art. 25, lettera f', della legge 5/2009, attribuendo
  la  decorrenza della norma dal gennaio 2010 senza tener conto della
  data  di  reale  approvazione della legge,  pubblicata  nell'aprile
  2009, in danno alle realtà aziendali che
   contavano  su una legittima aspettativa, ulteriormente mortificata
  e  penalizzata per buona parte dell'anno 2009, e, comunque,  contro
  la  volontà chiaramente espressa dall'Assemblea regionale siciliana
  in sede legislativa;

   ritenuto che sia grave il livello di pericolo cui sono esposte  le
  case  di  cura  e  le  strutture accreditate-convenzionate  per  la
  perdurante   carenza   di  liquidità,  che,  tra   l'altro,   rende
  difficoltosa alle società medesime la chiusura dei bilanci  2009  e
  di  conseguenza  avrà pesanti ricadute sui livelli occupazionali  e
  sugli  investimenti tecnologici e strutturali per le aziende stesse
  e,  quindi,  per  tutto il territorio siciliano e  provinciale  (il
  comparto  delle  case di cura private nella sola città  di  Messina
  occupa   circa  2000  unità  lavorative  dirette  oltre   l'indotto
  derivante),    innescando,   verosimilmente,   una    spirale    di
  licenziamenti  e  disinvestimenti  mirati  alla  tutela  dei  conti
  economici societari ;

   per sapere:

   i   motivi  per  cui  le  strutture  sanitarie  regionali,  ed  in
  particolare  quelle della provincia di Messina, siano  costrette  a
  subire  tali  inspiegabili comportamenti da parte  dell'Assessorato
  regionale Salute, in presenza di una chiara e non equivoca  volontà
  del legislatore sulla remunerazione dei cosiddetti 'fuori regione',
  da  applicare  in  maniera letterale e non già da interpretare  'in
  modo elastico' secondo convenienze economiche;
   quali  danni erariali (interessi passivi, spese legali e varie)  e
  di  immagine  produca  il ritardato versamento  mensile,  da  parte
  dell'Assessorato, delle quote di competenza all'azienda provinciale
  impossibilitata  ad eseguire, nei tempi di legge,  i  pagamenti  di
  tutte  le  strutture  accreditate e  convenzionate  del  territorio
  provinciale  (e  non solo ovviamente alle case di  cura)  a  causa,
  probabilmente, del tardivo e non costante storno delle somme;

   cosa  intenda,  nell'immediato e senza inutili  ulteriori  rinvii,
  porre in atto per risolvere definitivamente i problemi esposti, nel
  pieno  rispetto di tutte le norme legislative (ivi compreso  l'art.
  25,  lettera 'f', approvato nel lontano 14 aprile 2009 e, ad  oggi,
  volontariamente  in  parte disatteso), nonché delle  norme  per  il
  controllo  delle  spese  di gestione ed,  in  particolare,  per  la
  riduzione  della  lievitazione dei costi per gli inutili  patrocini
  legali ed interessi passivi pagati quotidianamente dalle ASP, somme
  ingenti  che  potrebbero, e dovrebbero, essere meglio investite  in
  favore dei cittadini-utenti sotto forma di servizi offerti». (1170)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Picciolo chiede chiarimenti  in  merito  al
  ritardato pagamento delle quote di competenza dell'ASP 5 per  tutte
  le  prestazioni effettuate in regime convenzionale, si  rappresenta
  che  con  decreto assessoriale n.1477 del 3 giugno 2010 sono  state
  riconosciute le prestazioni di ricovero erogate dalle Case di  cura
  private  convenzionate  che  operano  in  Sicilia  in  favore   dei
  cittadini  di  altre  regioni (mobilità attiva extra-regionale)  ai
  sensi di quanto disposto dall'articolo 25 della legge regionale  n.
  5/2009,  comma  1 lett. f), al di fuori dell'aggregato  complessivo
  regionale  per  l'anno  2009  e quindi dei  budget  assegnati  alle
  singole strutture».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   MANCUSO  -  LIMOLI. - «All'Assessore per la salute,  premesso  che
  alle  prossime  elezioni amministrative del 30 e  31  maggio  molti
  comuni  siciliani saranno impegnati nelle procedure per il  rinnovo
  dei sindaci e dei consigli comunali;

   considerato che i candidati a sindaco hanno già scelto i primi due
  assessori  e che tra questi il candidato a sindaco per il  MPA  del
  comune  di  Bronte  (CT), Aldo Catania, ha scelto  il  dott.  Mario
  Zappia,  attuale  direttore  del  dipartimento  attività  sanitarie
  dell'Assessorato regionale Salute;

   verificato  che  appare  quantomeno non opportuna  la  scelta  del
  candidato sindaco di Bronte di inserire tra gli assessori  un  alto
  dirigente   della   Regione  siciliana   che   dovrebbe   garantire
  trasparenza nella sua più ampia accezione;

   ritenuto  che  comunque  il  diritto alla  partecipazione  ad  una
  competizione  elettorale da parte di qualunque  cittadino  non  può
  certamente essere messa in discussione;

   per  sapere,  nelle more della campagna elettorale che  certamente
  non  può  coinvolgere le strutture dell'Assessorato, se non ritenga
  di  chiedere all'interessato almeno l'autosospensione dal  delicato
  incarico  che  gli  è  stato affidato e  che  tra  l'altro  prevede
  ispezioni e relativi provvedimenti». (1176)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  Mancuso  chiede  notizie  in  merito  alla
  probabile nomina ad assessore comunale di un dirigente regionale in
  vista  delle  elezioni  amministrative del 30-31  maggio  2010,  si
  precisa la potenziale nomina ad assessore del dott. Mario Zappia da
  parte  del candidato a sindaco del Comune di Bronte non ha in alcun
  modo  avuto refluenze sull'attività lavorativa svolta dallo  stesso
  nella qualità di Dirigente generale del Dipartimento regionale  per
  le  attività  sanitarie, né tanto meno sono  state  direttamente  o
  indirettamente coinvolte strutture dell'Assessorato.
   In ogni caso l'opportunità di una autosospensione dall'incarico da
  parte   dell'interessato  sarebbe  stata  oggetto  di   valutazione
  nell'ipotesi di elezione del candidato che lo aveva indicato  quale
  proprio assessore».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   APPRENDI. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   l'Assessore  per la salute ha confermato la volontà di  sopprimere
  il  reparto  di  psichiatria  della  Guadagna  a  Palermo,  la  cui
  dotazione è di 15 posti letto;

   nel reparto sopra indicato originariamente erano previsti 75 posti
  letto,  ad  oggi  ridotti drasticamente a meno  di  55,  a  cui  si
  aggiungerebbe l'ulteriore taglio di 15;

   rilevato che:

   l'orientamento  espresso   nel  tempo  dall'Assessorato   era   di
  trasferire  il  reparto in altro contesto ospedaliero,  ipotizzando
  l'ospedale Ingrassia, il Policlinico o il Buccheri La Ferla;

   la  decisione  assunta  adesso  è finalizzata  alla  chiusura  del
  reparto   con  ricadute  assai  negative  sull'organizzazione   del
  dipartimento di salute mentale e in particolar modo sull'assistenza
  ai  malati  psichiatrici  di Palermo, che inevitabilmente  dovranno
  essere accompagnati in altre province;

   considerato  che in base alla normativa nazionale  si  prevede  un
  posto  letto di psichiatria ogni diecimila abitanti e secondo  tale
  disposizione  la città di Palermo dovrebbe disporre  di  almeno  80
  posti letto;

   per  sapere se non ritenga opportuno rivedere le decisioni assunte
  in  merito al reparto di psichiatria della Guadagna a Palermo e per
  le  ragioni  qui  esposte impedirne la chiusura  ovvero  stabilirne
  idonea  allocazione  tenendo  conto delle  necessità  assistenziali
  previste per le patologie mentali». (1225)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Apprendi chiede iniziative urgenti  tese  ad
  impedire  la chiusura del reparto di psichiatria della Guadagna  di
  Palermo,   si   specifica  che  il  recente  Decreto   assessoriale
  n.1375/2010   riguardante  l'A.S.P.  di  Palermo  ha  previsto   il
  trasferimento  dei  posti letto di psichiatria  dallo  stabilimento
  Guadagna  allo  stabilimento di Corleone, non  potendoli  assegnare
  come originariamente previsto dal Decreto assessoriale  n.1150/2009
  allo  stabilimento Ingrassia per indisponibilità strutturale  dello
  stesso.
   Tuttavia  è  possibile la revisione della rete di posti  letto  di
  psichiatria,  qualora necessario, sulla scorta di  quanto  previsto
  dall'art.  2  contenuto nei decreti assessoriali  di  rimodulazione
  della rete ospedaliera del 25 maggio 2010».
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   PANEPINTO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in  provincia  di Agrigento risulta che, nell'ambito della  branca
  della  specialistica di laboratorio, sarebbero sono  state  operate
  delle   assegnazioni  di  budget  non  sempre  in   ossequio   alle
  disposizioni di riferimento;

   il  decreto dell'Assessore per la salute n. 1191 del 4 maggio 2010
  attribuisce all'Assessorato Salute la facoltà di addivenire ad  una
  ridistribuzione  delle risorse all'interno della stessa  branca  al
  fine   di   conseguire  un  riequilibrio  di  situazioni  pregresse
  pregiudizievoli;

   tale  circostanza  ha  di  fatto  determinato  una  disparità   di
  trattamento  fra  le  diverse  strutture  operanti  in  regime   di
  accreditamento istituzionale nell'ambito della branca medesima;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno accertare se presso l'ASP di  Agrigento
  siano  state  operate delle assegnazioni di budget  non  sempre  in
  ossequio alle disposizioni di riferimento;

   se,  accertata  una  iniqua assegnazione di  budget,  non  ritenga
  opportuno provvedere ad un riequilibrio delle risorse, ai sensi del
  decreto  dell'Assessore per la salute n.1191 del 4 maggio 2010,  in
  favore dei laboratori penalizzati». (1231)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Panepinto chiede la verifica  della  idonea
  distribuzione   delle  risorse  previste  per   la   branca   della
  specialistica  di laboratorio ai fini di un possibile riequilibrio,
  si rappresenta quanto segue.
   Si  precisa  preliminarmente che l'art. 3 del decreto assessoriale
  n.1191  del 4 maggio 2010 non attribuisce alcuna facoltà  a  questo
  Assessorato nel poter procedere alla ridistribuzione delle  risorse
  all'interno della stessa branca, al fine di riequilibrare pregresse
  situazioni pregiudizievoli.
   Il  D.P.Reg. 11 maggio 2000 (relativo al piano sanitario regionale
  2000-2002)  ha  infatti  individuato le distinte  competenze  della
  Regione  e  delle  Aziende Sanitarie Provinciali (ex  A.U.S.L.)  in
  ordine all'assegnazione delle risorse finanziarie.
   Alla Regione (e per essa all'Assessorato regionale della salute) è
  stata  affidata  la  determinazione del budget annuale  complessivo
  della  spesa  del  S.S.R.  e  la sua ripartizione  fra  le  Aziende
  Sanitarie Provinciali.
   A  quest'ultime  compete invece la contrattazione con  le  singole
  strutture  sanitarie  private  o  con  le  loro  organizzazioni  di
  categoria, in ordine al volume massimo delle prestazioni erogabili,
  al corrispettivo preventivato a fronte delle attività concordate ed
  a  quello  relativo ad eventuali prestazioni eccedenti il programma
  preventivo pattuito.
   Si  può,  pertanto, ritenere che la vigente normativa non consente
  alcun  tipo  d'intervento, da parte di questo  'Assessorato,  sulla
  distribuzione del budget ai singoli laboratori di analisi; materia,
  questa,  che  rientra  nella  esclusiva  competenza  delle  Aziende
  Sanitarie Provinciali».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso che i lavoratori del servizio emergenza  del  118
  hanno  chiuso  ogni  forma di contenzioso con  la  società  che  ha
  gestito, negli anni precedenti, il servizio de quo;

   preso  atto che ad oggi, nonostante le assicurazioni ricevute,  la
  nuova  società che è subentrata nella gestione del servizio non  ha
  ancora   proceduto,   così  come  concordato,  all'assunzione   del
  personale impegnato nel servizio di emergenza 118;

   considerato  che non si comprendono le ragioni per le quali  viene
  messo in atto questo insopportabile ritardo;

   per  sapere  quali siano le ragioni di questi ritardi  e  quali  i
  provvedimenti consequenziali che vorranno adottare per impedire che
  la  nuova società, che gestisce il servizio di emergenza 118, possa
  proseguire   in   questo  comportamento  che,   oltre   ad   essere
  insopportabile, mette a rischio la prosecuzione di un  servizio  di
  fondamentale importanza per tutti i cittadini siciliani». (1241)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa le iniziative a
  favore  del personale impegnato nel servizio di emergenza  "118"  e
  non ancora assunto dal nuovo gestore, si rappresenta quanto segue.
   A seguito delle riunioni sindacali svoltesi rispettivamente presso
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del  lavoro  in data 15 marzo 2010, e presso questo Assessorato  in
  data  13 Aprile 2010, è stato definito l'accordo di massima per  la
  risoluzione  della  problematica  rappresentata  dall'interrogante;
  tale  accordo prevedeva il licenziamento dei lavoratori  dipendenti
  dalla   SISE   (previa   sottoscrizione  di   accordi   individuali
  transattivi  aventi ad oggetto la rinuncia alle pretese retributive
  nei confronti di SISE e SEUS) e la successiva riassunzione da parte
  della SISE.
   Successivamente,  a  seguito  della  predisposizione   del   piano
  industriale della SEUS Scpa, il personale sistema emergenza urgenza
  118  della  Sicilia ha avuto riconosciuto appieno il  diritto  alla
  salvaguardia  del posto di lavoro ed quasi tutti i lavoratori  sono
  stati assunti dalla nuova società.
   Soltanto   coloro   che  hanno  impugnato  il  licenziamento   (36
  dipendenti su 3.300 circa) non sono stati assunti dalla SEUS.  Sono
  in  corso  attualmente procedimenti presso i vari  tribunali  della
  regione con esiti quasi sempre a favore delle società.
   Relativamente  all'evidenziato ritardo nelle assunzioni  da  parte
  della  SEUS si precisa che il relativo procedimento si è articolato
  come segue:
   firma dell'atto transattivo con SISE;
   licenziamento da SISE;
   iscrizione alla mobilità per almeno 1 giorno;
   firma di una conciliazione in sede sindacale;
   assunzione in SEUS con periodo di prova.
   Il  primo  passaggio  (il licenziamento da SISE)  ad  oggi  non  è
  avvenuto per soli 6 dipendenti. La ragione dei pregressi ritardi  e
  del  non  avvenuto  completamento del processo risiede  interamente
  nelle  resistenze  da  parte  di SISE  a  licenziare  il  personale
  (amministrativo) ritenuto necessario per la gestione  del  processo
  di liquidazione.
   Infatti, con nota n.1669 del 22 ottobre 2010 la SISE ha in  merito
  evidenziato  che a quella data i dipendenti ancora  non  licenziati
  erano 12 e la disponibilità a licenziare soltanto 6 di loro.
   Attualmente, a seguito dell'assunzione da parte di SEUS di sei dei
  lavoratori indicati in elenco nella predetta nota, sono  ancora  in
  organico della SISE i rimanenti sei dipendenti amministrativi,  per
  i motivi sopra indicati.
   In ogni caso si evidenzia che la questione posta dall'interrogante
  circa  la  messa  a  rischio della prosecuzione  del  servizio  non
  risulta fondata in quanto, come già detto, si tratta esclusivamente
  di  personale addetto a mansioni amministrative e non impegnato nel
  servizio attivo di soccorso».
                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   ODDO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   il  reparto  di  oncologia dell'ospedale  'Vittorio  Emanuele'  di
  Castelvetrano  (TP), una struttura importante per il  territorio  e
  per  i numerosi malati in esso assistiti, è a rischio chiusura  per
  mancanza di personale medico e paramedico;

   da  gennaio  ad oggi risultano essere state effettuate circa  1806
  prestazioni  ambulatoriali e ad oggi i pazienti  trattati  in  'day
  hospital' e 'day service' risultano essere circa 400;

   logisticamente  l'ospedale  sopra  menzionato  serve   un   bacino
  d'utenza  che  comprende Mazara del Vallo, Marsala, l'intera  Valle
  del Belice ed anche una parte della provincia di Agrigento;

   la  chiusura  di tale reparto costringerebbe tanti pazienti-utenti
  pendolari   delle   aree  sprovviste  a  dover  affrontare   viaggi
  notevolmente più lunghi, in alcuni casi, di alcune ore;

   anche   la   sola  riduzione  della  ricettività  della  struttura
  comporterebbe gravi conseguenze per i malati in essa trattati;

   i  malati oncologici trattati con le terapie chemioterapiche  sono
  soggetti   a   seri  effetti  collaterali  le  cui   conseguenziali
  sofferenze   potrebbero   solo  essere   aggravate   in   relazione
  all'allungamento  dei  tempi di viaggio dovuti  alla  necessità  di
  portare a termine le cure presso altre strutture;

   tutto  ciò  è  certamente  lesivo del diritto,  costituzionalmente
  garantito, alla salute dei cittadini;

   da  notizie di stampa si apprende che l'A.S.P. di Trapani  avrebbe
  attivato  la  procedura  per  la copertura  di  due  posti  per  il
  personale medico, ma va da sé la necessità, al fine di garantire la
  funzionalità  del servizio, di coprire la maggior parte  dei  posti
  vacanti   previsti  in  organico,  compresi  quelli  del  personale
  paramedico;

   per sapere:

   se  non  ritenga  doveroso  e  dignitoso  assicurare  l'assistenza
  necessaria a questi cittadini, in virtù della gravissima  patologia
  da cui sono affetti e delle norme di legge e costituzionali poste a
  tutela  della  salute,  tenendo conto del pieno  significato  della
  parola  'cura',  evitando la chiusura o il malfunzionamento  di  un
  struttura che, come chiarito in premessa, garantisce indispensabili
  prestazione mediche ad oltre 400 malati oncologici;

   se  non  valuti  urgente  intervenire affinché  venga  coperta  la
  maggior  parte  dei  posti vacanti previsti  in  organico  sia  del
  personale  medico  che  paramendico,  indispensabili  al   corretto
  funzionamento   del  reparto  del  presidio  ospedaliero   di   cui
  trattasi». (1273)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Oddo chiede interventi  per  scongiurare  il
  rischio   di   chiusura  del  reparto  di  oncologia  dell'ospedale
  "Vittorio  Emanuele" di Castelvetrano (TP), si rappresenta  che  il
  Decreto  assessoriale  n.1378/2010  di  rimodulazione  della   rete
  ospedaliera, validato dall'AGENAS e frutto di un attento e puntuale
  lavoro basato sugli indicatori di attività, efficienza, fabbisogno,
  appropriatezza  ed  economicità per il biennio 2008-2009,  ha  dato
  risposta,   in  maniera  puntuale,  alla  problematica  evidenziata
  dall'interrogante prevedendo per il Distretto Trapani 2  n. 2 Unità
  operative   di  oncologia  allocate  rispettivamente   presso   gli
  stabilimenti  di  Mazara (con n. 4 posti letto) e di  Castelvetrano
  (con  n.  6  posti  letto), i cui posti letto  sono  funzionalmente
  dipendenti  dalla  Unità  operativa complessa  di  oncologia  dello
  stabilimento di Trapani.
   Tale assetto organizzativo intende mantenere le funzioni presso  i
  Presìdi  ospedalieri del Distretto evitando così la  frammentazione
  della risposta sanitaria.
   In merito alla eventuale problematica relativa al personale medico
  e  paramedico  necessario per il corretto funzionamento  dell'Unità
  operativa  di  Oncologia,  si precisa in  generale  che  la  pianta
  organica  dell'A.S.P. di Trapani è in atto sottoposta da  parte  di
  questo  Assessorato  al controllo ai sensi dell'articolo  16  della
  legge  regionale  n. 5/2009 e che su tale atto sono  stati  chiesti
  chiarimenti  ed approfondimenti all'esito dei quali si  assumeranno
  le conseguenti determinazioni».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   ODDO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   l'ENAC,  di  recente,  ha sospeso l'autorizzazione  ad  atterraggi
  notturni di elicotteri di soccorso nell'isola di Marettimo (TP);

   l'impossibilità di fruire dell'elisoccorso notturno  di  emergenza
  rende  ancor più palese l'inadeguatezza della scelta di  tenere  in
  funzione  la  guardia medica turistica dell'isola  solo  nelle  ore
  giornaliere,  e cioè dalle 8,00 alle 20,00, con un solo  medico  di
  guardia  che ha grandi difficoltà nell'affrontare le situazioni  di
  emergenza;

   si  rende  necessario ed urgente approntare un rapido ed  efficace
  sistema di soccorso alternativo via mare che assicuri, intanto, una
  soluzione  temporanea sino al ripristino dell'elisoccorso  notturno
  e, comunque, una via alternativa anche in seguito;

   l'isola  durante  la  stagione  estiva  registra  la  presenza  di
  numerosi turisti e dunque un aumento della popolazione;

   in  conseguenza di ciò, la mancanza di un servizio di  elisoccorso
  notturno diventa un serio e grave problema per chi necessita di  un
  trasporto   urgente  presso  strutture  sanitarie  adeguate   sulla
  'terraferma';

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno intervenire, anche nei confronti  delle
  competenti  istituzioni,  per rendere, in  tempi  brevi,  operativo
  l'atterraggio notturno dell'elisoccorso sull'isola di Marettimo;

   se  non  ritenga necessario attivare il servizio di guardia medica
  turistica  di  Marittimo h24, con un altro medico di  guardia,  per
  fronteggiare le emergenze;

   se  non  intenda  intervenire  con  urgenza  per  predisporre  una
  soluzione  efficace per l'assistenza via mare nel  permanere  della
  situazione   attuale   e   quando  si  presentano   situazioni   di
  impossibilità di intervento dell'elisoccorso». (1274)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  Oddo  chiede  provvedimenti  urgenti   per
  assicurare i soccorsi d'emergenza nell'isola di Marettimo (TP),  si
  rappresenta   che   l'elisuperficie   di   Marettimo   è   inserita
  nell'obiettivo 2 del piano di attuazione del P.O. FESR 2007-2013  -
  obiettivo   operativo   1.2.3.3.  -  adeguamento/realizzazione   di
  infrastrutture eliportuali inserite in un programma di rete di  cui
  è titolare il Dipartimento regionale della protezione civile.
   In  atto,  la stessa elisuperficie risulta operativa e funzionante
  in  H12  e  in  data  14  dicembre 2010  l'ENAC  ha  effettuato  un
  sopralluogo  a seguito del quale è stato anticipato che  la  stessa
  potrà  essere  autorizzata ed abilitata alle attività  in  H24  non
  appena saranno rimossi dei detriti presenti nei pressi.
   Relativamente  agli  interventi finalizzati  a  trovare  soluzioni
  efficaci   per   l'assistenza  via   mare   nelle   situazioni   di
  impossibilità di intervento con elisoccorso, si rappresenta che con
  direttiva  prot.  n.  26445 del 1  settembre 2010,  indirizzata  ai
  Direttori generali delle A.S.P. di Palermo, Messina e Trapani, sono
  state  fornite le specifiche indicazioni circa le modalità  con  le
  quali  effettuare il trasporto di pazienti dalle isole minori  alla
  terraferma nei casi in parola.
   In particolare, ferma restando l'eccezionalità dei predetti casi e
  la  necessità di assicurare il trasporto assistito dei pazienti con
  personale   medico,  è  stato  suggerita  ai  Direttori   generali,
  nell'ambito  dell'autonomia  organizzativa  e  gestionale  che   la
  vigente   normativa   attribuisce  loro,  la  possibilità   di   un
  coinvolgimento attivo dei Medici di Medicina Generale e dei  Medici
  di   Continuità  Assistenziale  ratificando  con  queste  categorie
  accordi  specifici, valutando altresì la possibilità  dell'utilizzo
  delle  ore  di  plus  orario previste per i  Medici  di  Continuità
  assistenziale.
   Per  quanto  riguarda  l'utilizzo della Guardia  medica  turistica
  dell'isola  di  Marettimo  in H24 si precisa  che  la  problematica
  evidenziata  è stata superata con l'istituzione di un  servizio  di
  reperibilità per le ore notturne tra i medici addetti  alla  stessa
  Guardia».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   ADAMO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute, visto il decreto assessoriale n. 753/10, avente per oggetto
  'Riordino,   rifunzionalizzazione  e   riconversione   della   rete
  ospedaliera e territoriale dell'Azienda ospedaliera provinciale  di
  Siracusa,   prevede  il  drastico  ridimensionamento  dell'Ospedale
  'Moscatello' di Augusta';

   premesso  che il presidio ospedaliero di Augusta prevedeva,  prima
  dell'entrata in vigore del suddetto decreto assessoriale, 121 posti
  per  malati acuti e 32 per post-acuti, per un totale di  153  posti
  letto, così come previsto dalla delibera n. 511 del 12 giugno  2009
  a  firma  del commissario straordinario dell'ex AUSL 8 di Siracusa,
  dott.  Franco Maniscalco. Con l'attuazione delle nuove disposizioni
  governative,  i posti letto scenderanno a 91, con la  soppressione,
  tra  l'altro,  delle  unità  operative di ostetricia,  ginecologia,
  pediatria e psichiatria;

   visto che:

   il  ridimensionamento della struttura ospedaliera di Augusta  pone
  problemi  non  indifferenti  sia in tema  di  tutela  della  salute
  pubblica,  sia per quanto concerne il contrasto con norme regionali
  in atto esistenti;

   la  chiusura  delle  unità  operative di ostetricia,  ginecologia,
  pediatria  e psichiatria causerà una forma di migrazione  sanitaria
  degli  utenti del nosocomio augustano, utenti che provengono da  un
  territorio  che comprende anche i comuni di Melilli e  Priolo.  Tra
  l'altro,  il raggiungimento degli ospedali alternativi di  Lentini,
  Siracusa  o  Catania (sia in termini di distanza che  di  tempo  di
  percorrenza),  causerà  certamente evidenti ritardi  di  assistenza
  che,  proprio  nei casi di cure immediate relative  a  ginecologia,
  ostetricia  e  pediatria, possono essere fonti di pericoli  per  la
  pubblica incolumità;

   la  zona  ove  sorge il nosocomio di Augusta è una delle  aree  di
  sviluppo industriale più vaste d'Europa, esposta a seri problemi di
  inquinamento  ambientale e territoriale. Inoltre,  la  presenza  di
  numerosi stabilimenti in un'esigua porzione di territorio eleva  in
  maniera  esponenziale il rischio di incidenti sul  lavoro  rispetto
  alla media nazionale;

   la  Regione siciliana, alla luce di quanto sopra, ha previsto, con
  l'art.  6 della legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, interventi
  particolari per le zone industriali a rischio. Difatti, la  lettura
  del  suddetto articolo cita testualmente: '(...) al soddisfacimento
  delle necessità derivanti dalle esigenze di protezione della salute
  nelle   aree   industriali  a  rischio;  per  queste  ultime   sono
  individuate, con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, le
  prescrizioni  in materia di prevenzione individuale  e  collettiva,
  diagnosi,  cura,  riabilitazione ed  educazione  sanitaria  per  le
  patologie  derivanti dagli insediamenti industriali e le specifiche
  risorse';

   considerato che:

   appare  evidente,  alla luce delle superiori considerazioni,  che,
  sulla  base di quanto previsto dal decreto assessoriale n.  753/10,
  vengono disattese sia le aspettative dell'utenza in tema di diritto
  di assistenza sanitaria, sia il dettato dell'art. 6 della succitata
  l.r. n. 5/2009;

   occorre  sottolineare  che  la  zona di  competenza  dell'ospedale
  'Moscatello'  ha  insito, al suo interno, il  porto  commerciale  e
  militare  di  Augusta,  la base navale sede  del  comando  militare
  marittimo di Sicilia (MARISICILIA), una casa circondariale  ed  uno
  dei  più  grandi  villaggi turistici della Regione. L'esistenza  di
  tutte  queste  strutture militari e civili porta  ad  una  presenza
  aggiuntiva  di circa 10.000 persone che si sommano ai circa  70.000
  residenti del comprensorio (Augusta, Priolo e Melilli);

   per sapere:

   se    non   ritengano   inaccettabile   ed   ingiustificabile   il
  ridimensionamento    del   presidio   ospedaliero    di    Augusta,
  ridimensionamento  che  si  pone in  netto  contrasto  sia  con  le
  aspettative  al diritto alla salute dei cittadini del comprensorio,
  sia   in  termini  di  incompatibilità  con  norme  regionali   già
  esistenti;

   quali  iniziative  intendano adottare per potenziare  le  attività
  dell'ospedale  'Muscatello' di Augusta, unica  struttura  sanitaria
  presente   in   un  territorio  abbondantemente  martoriato   dalla
  massiccia    presenza   di   stabilimenti   industriali   altamente
  inquinanti,  che pongono i comuni di Augusta, Melilli e  Priolo  ai
  vertici  nazionali  della  triste  graduatoria  della  presenza  di
  patologie  tumorali  e  di  malformazioni  degenerative,  e  quindi
  maggiormente  necessitanti  di un'assistenza  specifica,  altamente
  professionale ed immediata». (1285)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Adamo chiede notizie sull'ospedale di Augusta
  (SR),  si  rappresenta che con il Decreto assessoriale  n.1377/2010
  questa  Amministrazione ha provveduto, dopo un attento  e  puntuale
  lavoro basato sugli indicatori di attività, efficienza, fabbisogno,
  appropriatezza  ed economicità per il biennio 2008-  2009,  ad  una
  rimodulazione  dello  stabilimento di Augusta,  facente  parte  del
  Distretto Siracusa 2, assegnando una dotazione complessiva di n.115
  posti letto per acuti (di cui 90 in regime di ricovero ordinario  e
  25  in  regime di ricovero in day hospital/day surgery), garantendo
  la  presenza  delle seguenti discipline: Cardiologia con  U.T.I.C.,
  Chirurgia  generale, Medicina generale, Ginecologia  e  Ostetricia,
  Pediatria,   Neurologia,   Oftalmologia,  Otorinolaringoiatria   ed
  Oncologia.
   Alla   luce   di  quanto  sopra,  pur  prevedendo  il   successivo
  trasferimento al Presidio ospedaliero di Lentini (quando lo  stesso
  sarà attivato) del punto nascita della ginecologia ed ostetricia  e
  della pediatria, l'assetto sanitario dello stabilimento di Augusta,
  oggetto della rimodulazione, risponde alle esigenze di salute della
  popolazione  del  territorio, per come validato  dall'AGENAS  sulla
  base dell'analisi dei bisogni».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   LIMOLI.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che da organi di stampa si apprende che il Governo
  regionale  starebbe avviando procedure finalizzate alla  emanazione
  di bandi di concorso in sanità per più di 2900 posti;

   considerato che da dati inconfutabili, tratti dall'analisi fornita
  dagli stessi uffici dell'Assessorato Salute, risulta che in Sicilia
  non solo ci sono nelle strutture pubbliche certamente 600 medici in
  esubero 'da rottamare' o da mettere in mobilità interregionale,  ma
  addirittura,  quando il nuovo sistema andrà a regime,  gli  esuberi
  saranno  più consistenti, visto che a parametri corretti  i  medici
  che  andrebbero messi fuori dal circuito potrebbero arrivare a 3500
  unità;

   verificato  che  i  dati di cui sopra emergono  chiaramente  dalle
  tabelle  consegnate  ai  direttori generali e  alle  organizzazioni
  sindacali della dirigenza medica dall'Assessore al ramo secondo  le
  quali occorreranno:

   medici 0,60 per ogni posto letto;

   infermieri  1,3  per  ogni posto letto, con  un  rapporto  di  2,3
  infermieri per medico;

   ritenuto  che occorre fare una ulteriore riflessione: la  drastica
  riduzione dei posti letto provoca notevoli esuberi, c'è il  divieto
  di  sforare la massa economica salariale assegnata per il numero di
  personale  medico,  infermieristico ed amministrativo in  servizio,
  c'è  l'obbligo  di  abbattere questo  capitolo  di  spesa  in  modo
  considerevole    (la   sola   azienda   ospedaliera   universitaria
  policlinico di Catania deve ridurlo di 6 milioni di euro), i medici
  precari sono oltre 1500 e tali figure professionali non sempre, per
  non dire quasi mai, appartengono a quelle specialità in cui ci sono
  reali  carenze  (per  semplificare, ci sono  precari  nell'area  di
  chirurgia a fronte di una forte presenza di esubero, mentre non  ci
  sono   precari  in  aree  quali  la  nefrologia,  l'anestesia,   la
  rianimazione, la dialisi, ecc., a fronte di una carenza cronica);

   considerato  pertanto che una eventuale immissione in servizio  di
  personale  paramedico potrebbe avvenire solo eliminando  le  figure
  mediche,  perché  è obbligatorio e vincolante che  i  conti  devono
  andare  a pareggio alla voce 'spesa per il personale', per  cui  se
  c'è bisogno di un infermiere basta 'rottamare' un medico;

   ritenuto  inoltre che sarebbe ora di smetterla con la schizofrenia
  della  'politica dei 2 sacchi', secondo cui con uno si  spoglia  di
  fatto  il  sistema  pubblico  e con l'altro  si  danno  promesse  e
  speranze a coloro i quali temevano già la fine, e che la 'politica'
  delle riforme dovrebbe difendere tutti i lavoratori, sia quelli che
  hanno  un  lavoro e stanno per perderlo, sia quelli che sono  stati
  sottopagati e sfruttati e sperano di non perderlo, sia  coloro  che
  sperano di entrare un giorno o l'altro nel circuito del lavoro.  E'
  tempo di essere chiari e non 'illusionisti';

   per sapere:

   se   tutto   ciò  sia  vero,  come  intendano,  alla  luce   delle
  considerazioni in premessa, bandire e coprire 2900 nuove assunzioni
  nel comparto;

   se abbia discusso di tutto ciò con i direttori generali e sanitari
  che hanno già inviato ai medici lettere di recesso dal rapporto  di
  lavoro,  liberando così posti 'virtuali' per i quali  purtroppo,  a
  termine  di  legge,  non  si possono, proprio  perché  in  esubero,
  bandire concorsi;

   al   fine  di  non  ridurre  l'annuncio  ad  uno  squallido   spot
  elettorale,  con  quali  fondi,  risorse  finanziarie,  criteri  di
  trasparenza  e  qualità voglia attuare il suddetto programma,  così
  tanto enfatizzato». (1304)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Limoli chiede notizie sui futuri concorsi nel
  comparto sanitario, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14  aprile
  2009, n. 5 recante le "Norme per il riordino del Servizio sanitario
  regionale",  è stato emanato il Decreto assessoriale n.  1150/2009,
  concernente  gli  indirizzi  e  i  criteri  per  il  riordino,   la
  rifunzionalizzazione e la riconversione della  rete  ospedaliera  e
  territoriale regionale.
   In  applicazione delle linee guida di cui al Decreto  assessoriale
  n.  736/2010, sono stati approvati gli atti aziendali delle Aziende
  sanitarie.
   In  materia  di  personale  si  è proceduto  ad  una  analisi  del
  fabbisogno   di   personale  delle  nuove   aziende   sanitarie   e
  nell'allegato 2 del Decreto assessoriale n. 1868 del 22 luglio 2010
  di   emanazione   delle  linee  di  indirizzo  regionali   per   la
  rideterminazione delle dotazioni organiche, sono state  individuate
  per  ciascuna  azienda sanitaria sia la dotazione organica  che  la
  disponibilità finanziaria riferita agli anni 2010 e 2011.
   Ne  consegue  che il totale, a livello regionale, delle  dotazioni
  organiche  determina una diminuzione di n. 217  unità  rispetto  al
  totale  di personale in servizio al 31 dicembre 2009, con  rapporto
  di  lavoro di tipo subordinato a tempo indeterminato e determinato;
  se,  invece, rapportato al solo numero di personale in  servizio  a
  tempo  indeterminato  al  31  dicembre  2009,  consente  a  livello
  regionale di avviare procedure di reclutamento (mobilità, concorsi,
  scorrimento  graduatorie) per la copertura a  tempo  indeterminato,
  nei vari profili professionali, di n. 2924 unità di personale.
   Pertanto  le  linee  di  indirizzo di cui  al  citato  decreto  n.
  1868/2010,  da un lato hanno posto vincoli alle Aziende allo  scopo
  di rispettare le vigenti disposizioni nazionali finanziarie in tema
  di  assunzioni  e di spesa del personale, e dall'altro  lato  hanno
  consentito,  facendo fronte alle obiettive carenze di organico,  il
  miglioramento  dell'organizzazione  dei  servizi  sanitari  ed   un
  adeguato livello di soddisfacimento della domanda assistenziale.
   Infine in data 3 dicembre 2010 con note prot. n. 52109 e n.  52113
  i  Direttori generali delle Aziende sanitarie regionali sono  stati
  autorizzati,   nelle   more   dell'approvazione   delle   dotazioni
  organiche,  a  definire,  nel rispetto del  vigente  sistema  delle
  relazioni sindacali, la programmazione delle assunzioni a copertura
  dei  posti  disponibili,  prevedendo la percentuale  dei  posti  da
  coprire  mediante  ricorso alla mobilità nei termini  di  cui  alla
  vigente  legislazione  e  la percentuale dei  posti  da  mettere  a
  concorso; sono stati inoltre autorizzati ed emanare entro  la  data
  del   20   dicembre   2010  gli  avvisi  di   mobilità   volontaria
  (regionale/extraregionale) ed i concorsi pubblici.
   L'immissione  in  servizio dei vincitori,  comunque,  potrà  avere
  luogo  solo  dopo  l'approvazione delle dotazioni  organiche  e  la
  definizione  delle  procedure  di  ricollocazione  degli  eventuali
  esuberi nel rispetto di quanto previsto dal Decreto assessoriale n.
  1794 del 4 settembre 2010».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   BENINATI. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in   data  21  aprile  2005,  l'Assessorato  regionale  Sanità  ha
  notificato   all'azienda  ospedaliera   Papardo   di   Messina   un
  finanziamento del Ministero della salute di euro 30.987.413,95  per
  la  realizzazione di un centro di eccellenza oncologico nell'ambito
  del p.o. Papardo Messina;

   successivamente il predetto finanziamento, a seguito di accordo di
  programma  Stato  - Regioni, è stato incrementato ulteriormente  di
  euro   10.000.0000,00  per  un  totale  complessivo  pari  ad  euro
  41.000.000,00 circa;

   nell'ambito  della  realizzazione del predetto  progetto  è  stata
  prevista l'istituzione di n. 173 posti letto;

   considerato che:

   i  lavori,  ad oggi, risultano ancora in corso di realizzazione  e
  prossimi al loro completamento;

   l'art.  23  della l.r. n. 5 del 14.04.2009 recante 'Norme  per  il
  riordino  del servizio sanitario regionale' dispone lo scioglimento
  delle  tre  fondazioni destinatarie della struttura, in particolare
  'Fondazione  Gesualdo Clementi' di Catania - centro  di  eccellenza
  ortopedico,  fondazione 'Michele Gerbasi' di Palermo  -  centro  di
  eccellenza  materno  infantile, fondazione  'Saverio  D'Equino'  di
  Messina  - centro di eccellenza oncologico. Lo stesso art.  23,  al
  comma secondo, dispone che: 'Il Centro di eccellenza oncologico  di
  cui alla Fondazione 'Saverio D'Aquino' di Messina in ogni caso deve
  essere attivato nella città di Messina';

   il d.a. n. 0748/1C a firma dell'Assessore regionale per la salute,
  dottore  Massimo  Russo, non pubblicato nel  sito  dell'Assessorato
  regionale Salute, quantifica il numero dei posti letto nell'azienda
  ospedaliera Papardo Piemonte in n. 495, di cui 435 ordinari e 60 in
  day hospital;

   nel  suddetto  decreto  non  viene fatto  alcun  riferimento  alla
  realizzazione del predetto centro di eccellenza oncologico  Papardo
  Messina,  né  al finanziamento pubblico da parte del Ministero,  né
  infine al numero dei posti letto da assegnare al predetto centro di
  eccellenza oncologico Papardo Messina;

   ritenuto che:

   non   risultano   pertanto  individuati  nella  rete   ospedaliera
  siciliana  i lavori in corso per il centro di eccellenza oncologico
  Papardo Messina ed i relativi posti letto;

   pertanto  l'opinione  pubblica  potrebbe  legittimamente  dubitare
  della  reale destinazione dei finanziamenti da parte del Ministero,
  in  quanto l'originaria previsione non viene né citata nel  decreto
  né rispettata nei fatti;

   tale  disattenzione,  nel caso in cui non  venisse  regolarizzata,
  potrebbe  dare  adito  a  profili  di  illegittimità  giuridica   e
  responsabilità contabile. In particolare, si evidenzia  il  mancato
  rispetto  dell'art. 23 della l.r. n. 5/2009 ed  il  relativo  danno
  erariale  provocato.  Infatti,  la destinazione  del  finanziamento
  ministeriale   è  vincolata  alla  realizzazione  del   centro   di
  eccellenza oncologico Papardo Messina e non ad altre destinazioni;

   nel  mese di aprile 2010 l'Assessorato regionale Salute, con  nota
  inviata   al   direttore   del   servizio   III-infrastrutture    e
  successivamente   inoltrata  al  direttore  generale   dell'azienda
  ospedaliera Papardo Piemonte, ha disposto che i lavori  del  centro
  oncologico  vengano  completati in coerenza  con  la  rimodulazione
  della rete ospedaliera siciliana;

   se  ne  desume  pertanto che, non essendo previsti nel  decreto  i
  posti  letto  e  le  discipline inerenti  all'oncologia,  con  tale
  direttiva  si  intende disapplicare le previsioni e  gli  obiettivi
  iniziali  riguardanti il centro oncologico ed i relativi 173  posti
  letto in più che la sua istituzione comporterebbe;

   per sapere se intenda:

   rispettare    la    destinazione   vincolata   del   finanziamento
  ministeriale  che  prevede l'istituzione del centro  di  eccellenza
  oncologico Papardo Messina;

   modificare   il   decreto  assessoriale  n.  0748/1C,   prevedendo
  espressamente  la  disciplina del centro di  eccellenza  oncologico
  Papardo  Messina e destinando i 173 posti letto al predetto  centro
  di eccellenza, così come previsto nel progetto di realizzazione del
  centro i cui lavori sono in corso di ultimazione». (1310)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Beninati chiede notizie sugli interventi  per
  la  realizzazione  del centro di eccellenza oncologico  nell'ambito
  del  Presidio ospedaliero Papardo di Messina, si rappresenta quanto
  segue.
   Con  nota  n. 6437 del 9 giugno 2010 questo Assessorato, in  linea
  con  le indicazioni ministeriali fornite nel 2004 relative a quelle
  variazioni che incidono sulla finalità degli interventi oggetto del
  Programma sottoscritto in data 30 aprile 2002, ha rappresentato  ed
  ampiamente  relazionato  al  medesimo  Ministero  in  ordine   alla
  necessità   di   procedere  ad  una  rivisitazione  dell'intervento
  originariamente  programmato in modo da renderlo  coerente  con  la
  nuove  previsioni della rete ospedaliera regionale che ha  previsto
  l'aggregazione delle due aziende Papardo e Piemonte di Messina.
   In  armonia con la nuova programmazione regionale, infatti, questo
  Assessorato, ritenendo che il finanziamento per il polo  oncologico
  presso il Presidio ospedaliero Papardo, in fase di esecuzione,  non
  rivesta  più  carattere di attualità, ha reputato che l'intervento,
  che   prevede   in   prevalenza  opere  di   riadattamento,   possa
  concretizzarsi  con la realizzazione di lavori di  ristrutturazione
  degli  spazi esistenti nel presidio, da destinare ai servizi  della
  nuova Azienda Ospedaliera Papardo - Piemonte di Messina.
   Tutto  ciò  mediante l'utilizzo delle opere ad oggi  realizzate  e
  destinando  delle  risorse  ancora disponibili  all'esecuzione  dei
  lavori  necessari  ad  accogliere, presso il presidio  Papardo,  le
  Unità  operative  ed i servizi che dovranno essere  trasferiti  dal
  presidio Piemonte.
   Con nota n. 25023 del 23 luglio 2010 il Ministero, al fine di dare
  soluzione  alla  proposta  di  questo Assessorato,  ha  chiesto  di
  acquisire informazioni e approfondimenti che sono stati forniti  lo
  scorso  mese  di  ottobre  dall'Azienda  Papardo-Piemonte  con   un
  dettagliata relazione condivisa da questa Amministrazione.
   Relativamente  alle risorse già erogate in favore  dell'intervento
  nell'ambito  dei  programmi di finanziamento,  si  precisa  che  le
  stesse ammontano a:
   10  milioni  di  euro  a valere sull'Accordo di  Programma  Quadro
  Sanità;
   13  milioni di euro a valere sull'Accordo di Programma per  l'anno
  2002.
   I   predetti  dati  sono  puntualmente  inseriti  nei  monitoraggi
  periodici  dei  rispettivi piani finanziari e, per quanto  concerne
  l'Accordo del 2002, sul programma NSIS.
   Si  specifica, inoltre, che le risorse inizialmente  erogate  sono
  state attinte dall'assegnazione di cui all'Accordo di Programma del
  2002  e,  successivamente, sono stati utilizzati  i  fondi  di  cui
  all'Accordo  di  Programma  Quadro Sanità,  al  fine  di  allineare
  l'utilizzo delle stesse risorse con il crono programma del medesimo
  Accordo.
   Si  evidenzia  peraltro  che l'assegnazione  dei  posti  letto  di
  oncologia  all'Azienda  Ospedaliero  Universitaria  Policlinico  di
  Messina  non confligge in alcun modo con lo svolgimento di attività
  oncologiche   nell'ambito  dell'Azienda  Papardo  -  Piemonte;   in
  particolare,  tali  attività  verranno gestite  dall'Azienda  anche
  attraverso  la  costituzione di un Dipartimento interaziendale  con
  l'Azienda   Ospedaliero   Universitaria  Policlinico   di   Messina
  assicurando  così l'utilizzo razionale delle risorse esistenti  sul
  territorio.
   L'attività oncologica presso il Presidio ospedaliero Papardo  sarà
  svolta  tramite  la  Radioterapia, Acceleratori Lineari,  CT/PET  e
  Gamma Camera (già esistente).
   Occorre  evidenziare che, stante il disposto di  cui  all'articolo
  23,   comma  2,  della  legge  regionale  n.  5/2009,  dove   viene
  specificato  che  il Centro di eccellenza oncologico  di  cui  alla
  fondazione  "Saverio D'Aquino" di Messina in ogni caso deve  essere
  attivato  nella città di Messina, l'Azienda Piemonte -  Papardo  di
  concerto  con  l'Azienda Ospedaliero Universitaria  Policlinico  ha
  avviato  un programma finalizzato all'implementazione dell'attività
  oncologica tale da dare in un prossimo futuro risposte idonee  alle
  esigenze dei pazienti affetti da patologie oncologiche di tutta  la
  provincia di Messina».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   le   centrali   operative   di   Palermo,   Catania,   Messina   e
  Caltanissetta, assicuravano, fino al 31 luglio 2010, il servizio di
  radiocomunicazioni per il 118 attraverso il lavoro di operatori  di
  sistemi  esperti  riconosciuto  dalla  commissione  regionale   per
  l'impiego  e dall'ex Assessorato Sanità (ex operatori del  soccorso
  sanitario ACI 116 in Sicilia);

   da  circa  dieci  anni, così come previsto dalle  leggi  regionali
  (personale  ex  art.  54, legge regionale  n.  33/1996,  così  come
  modificato  dall'art. 15, legge regionale n. 27/1998 - in  allegato
  A),  e secondo quanto previsto dall'art. 8 della convenzione CRI  -
  Assessorato   Sanità,   i  predetti  lavoratori   operavano   nelle
  specifiche  mansioni per conto della SISE, quali operatori  tecnici
  specializzati;

   considerato che:

   l'Assessorato Salute, in attesa che venga realizzata la nuova rete
  radio  UHF  per  il 118, vorrebbe delegare con affidamento  diretto
  alla  società Sicilia e-Servizi la manutenzione e la gestione degli
  impianti radio di proprietà della CRI ed attualmente in uso alle  4
  centrali operative 118 in Sicilia;

   l'Assessorato  Salute  non ha titolo a svolgere  questa  attività,
  poiché  gli  impianti  sono di proprietà  della  CRI  che  è  anche
  titolare  della  concessione ministeriale di  uso  delle  frequenze
  radio VHF;

   quindi,  solamente  la  CRI  può affidare  la  manutenzione  degli
  impianti mantenendo comunque la piena responsabilità degli stessi;

   la  SEUS  che  subentra alla SISE nella gestione del  servizio  di
  trasporto terrestre infermi per il 118, nel piano industriale,  non
  ha  tenuto  nella giusta considerazione e collocazione i lavoratori
  addetti,  a  vario titolo, al funzionamento della  rete  radio  per
  l'emergenza  sanitaria in quanto la SEUS non  ha  la  gestione  del
  servizio   dei   collegamenti  radio  a   supporto   dell'emergenza
  sanitaria;

   il passaggio tra SISE e SEUS dei lavoratori che operano alle radio
  e  ne  assicurano la manutenzione ed efficienza degli  impianti  da
  oltre dieci anni, verrà gestito dalla società Sicilia e-Servizi;

   tale  gestione comporterà non solo la duplicazione della spesa  ma
  anche  il  demansionamento dei lavoratori già  occupati  in  quanto
  assunti dalla SUES come autisti o autisti soccorritori (senza  aver
  fatto   alcun  corso),  declassando  il  profilo  professionale   e
  mortificando moralmente i lavori e la professionalità acquisita nel
  tempo;

   di fatto gli operatori di sistemi esperti che per conto di SEUS si
  trovano  ad operare all'interno delle centrali operative  118  alle
  radio,  con le stesse attività che espletavano in SISE  ma  con  la
  differenza  che  oggi hanno la qualifica declassata  di  autisti  o
  autisti soccorritori;

   ritenuto che:

   tale  situazione  evidenzia  una grave  duplicazione  della  spesa
  pubblica in quanto uno stesso servizio verrà gestito oltre che  dal
  SEUS anche dalla società Sicilia e-Servizi;

   le  procedure  di  affidamento del servizio alla predetta  società
  richiedono una verifica di regolarità delle procedure concorsuali;

   tale  situazione  determina  un  grave  danno  ai  lavoratori  che
  subiscono,  ingiustamente, un declassamento poiché gli esperti  dei
  sistemi  in servizio presso il SEUS sono stati assunti come autisti
  o  autisti soccorritori, quando invece di fatto operano all'interno
  delle centrali operative 118 alle radio;

   per  sapere  quali  provvedimenti intendano adottare  al  fine  di
  regolarizzare la posizione lavorativa degli esperti di  sistemi  in
  servizio  presso il SEUS, ma assunti come autisti,  e  conoscere  i
  motivi  dell'affidamento  alla  società  Sicilia  e-Servizi   della
  gestione del servizio radio». ( 1318)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Caputo  chiede  chiarimenti  in  merito  al
  personale  addetto al servizio di radiocomunicazioni  dell'attività
  di emergenza del 118 in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito  dell'implementazione della Convenzione quadro  siglata
  tra   questo  Assessorato  e  la  SEUS  Scpa,  il  servizio   radio
  finalizzato  alla  gestione del trasporto infermi  nell'ambito  del
  servizio di emergenza urgenza sanitaria 118 della Regione siciliana
  è  garantito,  fino  al  31 dicembre 2011, con  gli  accordi  ponte
  sottoscritti  in data 5/10 Agosto 2010 e in data 30 settembre  2010
  tra  questo  Assessorato  e  la Croce  Rossa  Italiana  -  Comitato
  Regionale della Sicilia, nonché attraverso l'accordo quadro siglato
  dalle  parti  in  data  16 novembre 2010. Tali  accordi  consentono
  l'impiego  condiviso della rete radio C.R.I. per  le  finalità  del
  servizio di emergenza urgenza sanitaria 118 della Regione siciliana
  fino alla data citata del 31 dicembre 2011.
   Quanto  sopra si è reso necessario in quanto la Regione  siciliana
  continua  a  non  disporre,  in atto, di  una  propria  rete  radio
  dedicata al servizio di emergenza urgenza sanitaria regionale  118,
  mentre  risulta di non immediata attuazione la rete radio regionale
  unica  la  cui  realizzazione  è  stata  affidata  dall'Assessorato
  dell'economia alla società Sicilia e Servizi.
   Per quanto sopra in atto non vi è alcun affidamento della gestione
  del servizio radio del 118 di questa Regione alla società Sicilia e
  Servizi.
   In   ordine  al  quesito  relativo  alla  regolarizzazione   della
  posizione  lavorativa degli esperti di sistemi radio, si  evidenzia
  preliminarmente  che il personale in parola che risulta  transitato
  dalla  CIE in SISE, rivestiva la qualifica di operatore di centrale
  e  lo stesso risultava essere operatore "di sistemi esperti" e  non
  operatore  "esperti di sistema" come peraltro ribadito anche  dalla
  Commissione  per  l'impiego  citata  nell'atto  ispettivo  di   che
  trattasi.
   A  prescindere  da  ciò,  si chiarisce che  la  SEUS  Scpa  giusta
  convenzione  quadro siglata con questo Assessorato ha  iniziato  la
  propria attività nel mese di luglio 2010.
   Essendo  la  Società di che trattasi una nuova entità,  non  si  è
  avuto  alcun passaggio diretto del personale dalla SISE alla  SEUS,
  ma  il  personale in parola è stato assunto ex novo da quest'ultima
  con uno specifico contratto di lavoro siglato dalle parti».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAMPAGNA.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   da  tempo  si sono aggravate le già precarie condizioni  igienico-
  sanitarie  dell'ospedale G.F. Ingrassia di Palermo e ciò  anche  in
  considerazione dell'arrivo della stagione estiva;

   all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che
  rendono   impraticabile   il   normale  svolgimento   dell'attività
  sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di
  infezioni,  pattuglie di cani abbandonati ed alla ricerca  di  cibo
  circolano  nel  parco  dell'ospedale con  grave  pericolo  per  gli
  utenti;

   rilevato  che da tempo si sono levate vibrate proteste di  parenti
  dei  pazienti  ricoverati finalizzate sia  ad  una  disinfestazione
  generale  e  periodica del nosocomio per migliorarne la  condizione
  sanitaria  sia ad un allertamento degli enti preposti  affinché  il
  parco  sia  liberato dalle decine di cani randagi che dello  stesso
  hanno fatto il loro territorio;

   considerato  che  fronteggiare la crisi della  sanità  in  Sicilia
  presuppone prioritariamente anche attività che puntino a tutelare i
  pazienti ponendo fine alle condizioni di degrado igienico sanitarie
  in cui versano molte strutture sanitarie dell'Isola;

   per  sapere se siano a conoscenza della grave situazione  sin  qui
  delineata  e,  ove  così  non fosse, se  non  ritengano  necessario
  predispone  una  ispezione  presso  il  nosocomio  in  oggetto  per
  verificare quanto esposto». (1323)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Campagna chiede notizie sulle gravi  carenze
  igienico-sanitarie  dell'ospedale G.F.  Ingrassia  di  Palermo,  si
  rappresenta  che  con circolare prot. n.19090 del 23  luglio  2010,
  indirizzata  ai Direttori generali di tutte le Aziende del  S.S.R.,
  questa  Amministrazione ha impartito disposizioni  in  merito  alle
  carenti  condizioni  igieniche ed alla  insufficienza  numerica  di
  personale  nelle aree di immediato accesso al pubblico  nonché  nei
  reparti  e  negli spazi comuni di accesso e nelle zone  esterne  di
  pertinenza.
   In  particolare  le  direzioni aziendali sono  state  invitate  ad
  avviare  una verifica dello stato igienico sanitario di  tutti  gli
  spazi  interni e delle aree esterne ed, eventualmente, ad  adottare
  piani  straordinari  di  pulizia,  nonché,  attraverso  gli  organi
  competenti,  ad  eliminare il fenomeno del  randagismo  all'interno
  delle proprie strutture».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   i  livelli  di assistenza sanitaria dovrebbero essere uniformi  su
  tutto il territorio nazionale senza disparità di trattamento fra  i
  cittadini delle varie regioni e delle varie province d'Italia;

   tale principio non viene riconosciuto ai cittadini della provincia
  di Siracusa;

   preso  atto  che  nell'ASP  8  di Siracusa,  per  quanto  riguarda
  l'assistenza  della medicina specialistica ambulatoriale,  relativa
  alla branca di patologia clinica, le assegnazioni dell'aggregato di
  spesa,  per  l'anno 2009, risultavano inferiori del 35  per  cento,
  rispetto  al calcolo desunto dall'allegato A del decreto  0779/2010
  del  15  marzo  2010, che prende a riferimento la  quota  capitaria
  pesata,   secondo  gli  indicatori  ministeriali,  per  popolazione
  residente alla data dell'1 gennaio 2009;

   considerato che:

   lo  stesso decreto 0779/2010 si prefigge, tra l'altro, l'obiettivo
  di  correggere  le  disparità  e le ingiustizie  esistenti  tra  le
  diverse province siciliane nell'attribuzione delle risorse rispetto
  alle quote capitarie;

   questo  indirizzo  è  in  linea  con  l'obbiettivo  di  una   equa
  distribuzione  delle  risorse disponibili in  tutto  il  territorio
  regionale;

   accertato   che   l'incremento  dell'1,2   per   cento   assegnato
  all'aggregato  di  spesa per settore nel 2010,  rispetto  a  quanto
  previsto  nel  2009, è del tutto inadeguato per  riequilibrare  una
  copertura  del fabbisogno inferiore del 35 per cento rispetto  alla
  quota  capitaria  pesata e, soprattutto, dovuta ai cittadini  della
  provincia di Siracusa;

   per  sapere se non ritengano opportuno reperire ulteriori  risorse
  per  raggiungere in tempi brevissimi l'encomiabile e indispensabile
  obbiettivo  di  offrire  a  tutte  le  province  siciliane  risorse
  equamente distribuite su tutto il territorio. Tutto ciò al fine  di
  arrestare  la  migrazione  dei  cittadini  siracusani  verso  altre
  province,  dotate di maggiori risorse, e di conseguenza  assicurare
  alla  provincia  di Siracusa quanto le è dovuto anche  dal  recente
  decreto assessoriale». (1334)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede il reperimento di ulteriori
  risorse da assegnare alla branca di patologia clinica dell'ASP 8 di
  Siracusa,  si  evidenzia  preliminarmente  che  alla  provincia  di
  Siracusa,   rispetto  al  2009,  è  stato  assegnato  un  aggregato
  incrementato dell' 1,65% che sarà gradualmente aumentato nel  corso
  delle assegnazioni successive.
   Si  rappresenta  infine  che  essendo già  stati  determinati  gli
  aggregati  di  spesa  per il 2010, appare alquanto  improbabile  la
  possibilità di reperire a fine anno ulteriori risorse economiche».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo