Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Lentini, Giuffrida, Picciolo e Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Salute
N. 954 - Interventi a livello centrale atti a semplificare le
procedure di riconoscimento delle invalidità civili e degli
handicap.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore
N. 967 - Chiarimenti in merito al nuovo soggetto ed alla nuova
gestione del servizio di emergenza 118.
Firmatari: Forzese Marco; Gianni Giuseppe; Maira Raimondo; Cordaro
Salvatore; Savona Riccardo; Ragusa Orazio; Lo Giudice Giuseppe;
Leontini Innocenzo; Ardizzone Giovanni; Falcone Marco; Limoli
Giuseppe; Vinciullo Vincenzo; Caputo Salvino; D'Asero Antonino
N. 986 - Realizzazione di strutture ospedaliere per assicurare il
trattamento radioterapico nella provincia di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1044 - Interventi per il potenziamento e il finanziamento del
C.A.D. (Centro ascolto Duchenne) Sicilia parent project onlus
'Distrofia Muscolare Duchenne & Becker'.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1049 - Interventi per l'istituzione degli uffici stampa e
pubbliche relazioni presso le aziende sanitarie regionali e
conseguente reintegrazione nel posto di lavoro di un cittadino.
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1054 - Chiarimenti in ordine alle procedure di controllo sulle
derrate alimentari in ingresso in Sicilia.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1064 - Chiarimenti in merito alla realizzazione della rete dei
medici di medicina generale.
Firmatario: Maira Raimondo
N. 1142 - Modifiche al piano di riordino del sistema trasfusionale
regionale del servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale
(SIMT) dell'ospedale 'Umberto I' di Siracusa e del 'SIMT' del
presidio ospedaliero 'Di Maria' di Avola (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1169 - Trasferimento del centro S. Antonio soc. coop. dal
comune di Maletto a quello di Bronte (CT).
Firmatari: Di Guardo Antonino; De Benedictis Roberto
N. 1170 - Chiarimenti in ordine al ritardato pagamento delle quote
di competenza dell'ASP 5 per tutte le prestazioni effettuate in
regime convenzionale.
Firmatario: Picciolo Giuseppe
N. 1225 - Iniziative urgenti tese ad impedire la chiusura del
reparto di psichiatria della Guadagna di Palermo.
Firmatario: Apprendi Giuseppe
N. 1231 - Verifica della idonea distribuzione delle risorse
previste per la branca della specialistica di laboratorio ai fini
di un possibile riequilibrio.
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1241 - Iniziative a favore del personale impegnato nel servizio
di emergenza '118' e non ancora assunto dal nuovo gestore.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1273 - Interventi per scongiurare il rischio di chiusura del
reparto di oncologia dell'ospedale 'Vittorio Emanuele' di
Castelvetrano (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1274 - Provvedimenti urgenti per assicurare i soccorsi
d'emergenza nell'isola di Marettimo (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1285 - Notizie sull'ospedale di Augusta (SR).
Firmatario: Adamo Giulia
N. 1304 - Notizie sui futuri concorsi nel comparto sanitario.
Firmatario: Limoli Giuseppe
N. 1310 - Interventi per la realizzazione del centro di eccellenza
oncologico nell'ambito del p.o. Papardo di Messina.
Firmatario: Beninati Antonino
N. 1318 - Chiarimenti in ordine al personale addetto al servizio
di radiocomunicazioni dell'attività di emergenza del 118 in
Sicilia.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1323 - Notizie sulle gravi carenze igienico-sanitarie
dell'ospedale G. F. Ingrassia di Palermo.
Firmatario: Campagna Alberto
N. 1334 - Reperimento di ulteriori risorse da assegnare alla
branca di patologia clinica dell'ASP 8 di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norme in materia di agevolazioni sulla tassa di circolazione per
le autovetture ed i mezzi in forza alle associazioni di protezione
civile iscritte all'albo regionale». (n. 658)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Falcone e
Vinciullo in data 17 dicembre 2010
«Organizzazione distrettuale dei centri per la prevenzione,
diagnosi, cura e riabilitazione della sindrome metabolica e delle
patologie correlate (diabete, obesità, ipertensione)». (n. 670)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Maira,
Cordaro, Dina, Gianni, Cascio Salvatore, Caronia e Catalano, in
data 14 gennaio 2011.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato e inviato alla competente Commissione Affari
istituzionali (I)':
Norme in materia di elezioni del sindaco, del presidente della
provincia e dei rispettivi consigli. modifiche alla legge regionale
15 settembre 1997, n. 35. (n. 669)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Forzese,
Adamo, Nicotra, Lentini, Parlavecchio, Ragusa, Ardizzone e
Giuffrida in data 14 gennaio 2011.
- inviato in data 17 gennaio 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme relative alle indennità ed ai gettoni di presenza degli
amministratori dei liberi consorzi di comuni. Modifiche alla legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 22 (n. 647)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
Interventi per l'immigrazione (n. 648)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
parere V e VI
Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza
(n. 650)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
Norme per il sostegno delle politiche giovanili (n. 651)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
parere V
Istituzione del sistema regionale di servizio civile (n. 653)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
Modifiche alle norme per l'elezione del sindaco e del consiglio
comunale, del presidente della provincia e del consiglio
provinciale" (n. 655)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
Norme in materia di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà
internazionale (n. 657)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
Norme in materia di elezione dei consigli circoscrizionali e dei
relativi presidenti (n. 660)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Norme a difesa della salute dell'elettrosmog (n. 654)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
parere VI
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Sistema educativo integrato per la prima infanzia (n. 649)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
parere I
Istituzione del sistema integrato dei servizi sociali per la
promozione del benessere delle persone, delle famiglie e delle
comunità nella Regione siciliana (n. 652)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 13 gennaio 2011
parere I
Riconoscimento dei laboratori di eccellenza privati accreditati
(LEPA) che operano nel territorio della regione siciliana (n. 656)
- di iniziativa popolare
- inviato in data 13 gennaio 2011.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla I
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che in data 13 gennaio 2011 sono stati
riassegnati alla I Commissione legislativa Affari istituzionali' i
sottoindicati disegni di legge di iniziativa parlamentare:
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello
Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
(n. 52/A)
- Modifica dello statuto della Regione siciliana (n. 78)
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello
Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
(n. 110)
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello
Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
(n. 355)
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello
Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'
(n. 460).
Comunicazione di rinvio di disegni di legge alla Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. 466/Sg.PG del 17 gennaio
2011 sono stati rinviati, per il parere della Commissione Bilancio,
alla VI Commissione legislativa Servizi sociali e sanitari' i
sottoindicati disegni di legge:
Promozione della ricerca sanitaria (n. 483/A), di iniziativa
governativa.
Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili (nn. 582-590-606/A), di
iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico, che le seguenti richieste di parere sono
state assegnate alla competente Commissione Affari istituzionali
(I)':
Commissione provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Siracusa. Designazione
componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo 7 ter
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le
norme regionali. (n. 127/I)
- pervenuto in data 12 gennaio 2011
- inviato in data 13 gennaio 2011.
Commissione provinciale dell'ufficio regionale per l'espletamento
di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Enna. Designazione
componente di cui alla lettera b) del comma 9 dell'articolo 7 ter
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo coordinato con le
norme regionali. (n. 128/I)
- pervenuto in data 12 gennaio 2011
- inviato in data 13 gennaio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
con la l.r. n. 24 del 2007 è stata data risposta alle legittime
aspettative del personale catalogatore della Regione siciliana, da
oltre un ventennio impegnato nel meritorio lavoro di catalogazione
ed inventariazione informatizzata dei beni culturali siciliani;
considerato che la suddetta legge, recependo il comma 519
dell'articolo 1 della legge finanziaria nazionale 2006, ha disposto
la stabilizzazione, a domanda, del suddetto personale, in
considerazione dell'interesse strategico che l'attività di
catalogazione riveste per la salvaguardia e la valorizzazione dei
nostri ben i culturali;
visto che:
la spesa derivante dall'applicazione della norma trova riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione 2007/2009;
i contratti a termine di diritto privato oggi in essere con il
personale catalogatore sono scaduti il 31 ottobre 2008, mentre la
citata normativa prevede l'eventuale proroga, nelle more della
procedura di stabilizzazione, non oltre il 31 dicembre 2008, al
fine di dare continuità all'attività di catalogazione dei beni
culturali prevista dalla misura 2.02 - Azione A del POR Sicilia
2000-2006;
per sapere quali iniziative abbiano intrapreso o intendano
intraprendere per dare concreta applicazione alla legge regionale
n. 24 del 2007, tenuto conto che quanto previsto dal comma 1
costituisce l'autentica finalità della norma oltre che il giusto
riconoscimento delle aspettative di una pregevole categoria di
lavoratori da troppo tempo in attesa di una collocazione dignitosa
e definitiva». (1560)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in considerazione delle caratteristiche del territorio siciliano
esposto a molteplici rischi (vulcanico, sismico, incendio-boschivo,
idrogeologico, industriale) e valutata la presenza in esso di un
patrimonio storico, artistico e culturale unico, testimoniato
dall'esistenza di numerosi siti tutelati dall'UNESCO, si ritiene
non più differibile, al fine di salvaguardare la integrità
dell'intero territorio regionale, la definitiva strutturazione
della dotazione organica del dipartimento regionale della
protezione civile;
gli eventi sismici che hanno colpito la Sicilia orientale dal 1990
ad oggi (da ultimo il terremoto di Nicolosi del 13 maggio scorso)
hanno evidenziato l'assoluta necessità di un'efficiente, competente
e funzionale struttura regionale di protezione civile, dotata di
uomini e mezzi che sovrintendano alla salvaguardia della
popolazione e alla difesa del territorio, attività di primaria
importanza che non possono essere limitate ai soli periodi di
emergenza, ma devono avere carattere di continuità;
la ricorrente presenza di emergenze nel territorio siciliano
consiglia, pertanto, di potenziare il sistema di protezione civile,
assicurando la necessaria continuità dell'azione tecnico-
amministrativa dei diversi uffici del dipartimento regionale della
protezione civile, attraverso la stabilizzazione del personale,
attualmente precario, impiegato dal medesimo dipartimento mediante
contratti di lavoro a tempo determinato. Il suddetto personale, nel
corso di questi anni, ha acquisito, grazie alle attività espletate,
competenze e professionalità che non possono essere disperse;
tenuto conto che:
per far fronte alla carenza di personale qualificato, la Regione
siciliana, nell'ambito delle specifiche finalità previste dalla
legge 31 dicembre 1991, n. 433, ha assunto, ai sensi del decreto-
legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, in
legge 30 marzo 1998, n. 61 (di seguito denominato 'decreto-legge n.
6 del 1998'), personale tecnico ed amministrativo con contratti a
tempo determinato di durata triennale per lo svolgimento delle
attività connesse all'accelerazione e al completamento dell'opera
di ricostruzione della Sicilia orientale interessata dal sisma del
1990, nonché per le attività di pianificazione e prevenzione
antisismica, per la rilevazione della vulnerabilità del patrimonio
edilizio pubblico e privato, per le azioni di monitoraggio delle
condizioni di rischio idrogeologico, vulcanico ed industriale,
eccetera;
tale personale in parte risulta proveniente da organismi di
diritto pubblico, come individuato dall'articolo 76 della legge
regionale della Regione siciliana 1 settembre 1993, n. 25, ed in
parte da soggetti formati, con fondi statali, dal dipartimento
nazionale della protezione civile;
tutto il personale sopra citato ha costituito e costituisce
tuttora il nucleo su cui è incentrata e si è sviluppata tutta
l'attività tecnica ed amministrativa riguardante l'intero sistema
della protezione civile della Regione siciliana, rappresentando
ancora oggi circa l'80 per cento della forza lavoro del
dipartimento regionale di protezione civile;
considerato che:
in tale contesto è intervenuta la legge 21 dicembre 2001, n. 448,
che all'articolo 20 (disposizioni particolari in materia di
assunzioni di personale nella Regione siciliana) prevede che: 'la
regione Sicilia e gli enti locali della regione medesima provvedono
alla trasformazione in rapporti a tempo indeterminato dei rapporti
di lavoro a tempo determinato instaurati, ai sensi dell'articolo
21, comma 2, dell'O.M. del Ministro per il coordinamento della
protezione civile n. 2212/FPC, del 3 febbraio 1992, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 1992, come sostituito
dall'articolo 13 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 2414/FPC del 18 settembre 1995, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 1995, e degli articoli
14, comma 14, e 23-quater del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, e
successive modificazioni, dalla regione medesima e dagli enti
locali delle province di Siracusa, Catania e Ragusa, colpiti dagli
eventi sismici del dicembre 1990, sulla base di apposite procedure
selettive, nell'ambito della programmazione triennale del
fabbisogno di personale, nei limiti delle dotazioni organiche. Alla
relativa spesa si provvede a valere sulla disponibilità dei fondi
assegnati alla regione Sicilia ai sensi dell'articolo 1 della legge
31 dicembre 1991, n. 433, e successive modificazioni' con il
predetto personale assunto ai sensi del decreto-legge n. 6 del
1998;
la Regione siciliana, nel prendere atto della norma, provvede con
l'articolo 115 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, a
garantire la necessaria copertura finanziaria prevedendo che 'le
assegnazioni di cui alla legge 31 dicembre 1991, n. 433, sono
utilizzate anche per le finalità previste dal comma 1 dell'articolo
20 della legge 28 dicembre 2001, n. 448';
oltre alla disposizione legislativa prevista dall'articolo 115
della citata legge, su proposta del Comitato paritetico Stato-
Regione del 29 ottobre 2003, il dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, con nota del 27 novembre 2003, prot. 141005,
ha dato il proprio assenso alla Regione siciliana affinché le
disponibilità venissero incrementate della somma di euro
36.151.982,00 finalizzata alla copertura finanziaria dell'articolo
20 della citata legge n. 448 del 2001 per la trasformazione dei
contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, precisando
nella medesima nota che 'si ritiene di poter concordare sulle
suddette modalità di copertura, nell'intesa che - come precisato da
codesto dipartimento regionale di protezione civile - una volta
esauriti i fondi previsti dalla legge n. 433 del 1991, la Regione
siciliana provvederà con gli stanziamenti del proprio bilancio';
visto che:
con l'approssimarsi della scadenza contrattuale alla data del 31
agosto 2007, l'Assemblea regionale siciliana, nelle more del
processo di stabilizzazione del personale di cui al citato decreto-
legge n. 6 del 1998, ha approvato la legge regionale 21 agosto
2007, n. 15, con la quale, garantendo apposita copertura
finanziaria dal proprio bilancio regionale, i contratti in essere
con il predetto personale sono stati prorogati fino al 31 dicembre
2007 e, ove non fosse stato completamente definito il processo di
stabilizzazione, fino al 31 dicembre 2008;
alla data odierna non è stato completato il processo di
stabilizzazione del personale di cui al citato decreto-legge n. 6
del 1998 in vista dell'imminente scadenza contrattuale alla data
del 31 dicembre 2008;
per sapere quali iniziative abbiano intrapreso o intendano
intraprendere per assicurare la continuità dei contratti e la
funzionalità del dipartimento regionale della protezione civile,
considerato che il suddetto personale rappresenta l'80 per cento
della forza lavoro». (1564)
(L' interrogante chiede risposta con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nel 1984 il comune di Avola (SR) siglò una convenzione con la
Sicilmetano s.p.a., società del gruppo ENEL, che prevedeva
l'istituzione di un presidio atto ad agevolare lo sviluppo della
nuova rete di gas metano, allora agli albori in Sicilia. Tale
presidio fu in seguito spostato a Noto;
considerato che l'ENEL ha recentemente deciso unilateralmente di
chiudere la sede di Noto per accentrare tutte le attività nella
propria sede di Ragusa. I dipendenti presenti nella sede netina
sono stati trasferiti nella sede di Ragusa;
tenuto conto che:
ad una richiesta di spiegazioni inviata dal comune di Noto, l'ENEL
ha risposto dichiarando esaurito il compito precipuo del presidio
di Noto che era quello, secondo l'ENEL, di promuovere lo sviluppo
del metano;
da tale risposta si evince l'assoluta indifferenza dell'ENEL
riguardo alle problematiche legate all'occupazione ed al servizio
reso alla cittadinanza. Nel primo caso è ovvio che i dipendenti di
Noto devono giornalmente sobbarcarsi spese non indifferenti per
raggiungere la propria sede lavorativa, distante circa 100
chilometri tra andata e ritorno. Nel secondo caso l'ENEL dà
un'immagine di sé incredibilmente assolutistica e privatistica,
paragonabile ad una società che ha come obiettivo la conquista del
mercato senza, di contro, offrire un servizio adeguato e pronto
alle esigenze della cittadinanza;
per sapere:
quali iniziative intenda adottare, sia a livello regionale che
nazionale, per far ripristinare dall'ENEL la sede di Noto;
quali iniziative intenda adottare, nei confronti delle aziende
pubbliche e private che hanno chiuso o ridimensionato i propri
uffici o cantieri in provincia di Siracusa, causando la perdita del
posto di lavoro a centinaia, se non migliaia, di lavoratori».
(1574)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che con regolamento n.
1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006,
col quale si è definito il quadro normativo per la cooperazione
territoriale, è stato introdotto il GECT, gruppo europeo di
cooperazione territoriale, quale nuovo strumento per la politica di
sviluppo e coesione al fine di permettere a regioni ed enti locali
di perseguire una più forte integrazione territoriale, anche
transfrontaliera;
ricordato che con il 'patto dei sindaci', iniziativa promossa
della Commissione europea in cooperazione con il Comitato delle
Regioni, 400 città si sono impegnate a condurre la lotta climatica
per superare entro il 2020, insieme ad altre 350 città europee,
l'obiettivo UE di una diminuzione del 20 per cento delle emissioni
di CO2 attraverso la presentazione di piani d'azione (entro l'anno
seguente l'adesione) puntando su efficienza energetica, energie
rinnovabili e sviluppo sostenibile;
ricordato altresì che fin dal 2006 i regolamenti comunitari
relativi alle politiche di sviluppo regionale e di coesione per il
periodo di programmazione 2007-2013 avevano fatto emergere la
necessità di approfondimenti conoscitivi su strategie e opportunità
di sviluppo per le aree montane finalizzati, principalmente,
alla individuazione di misure specifiche adottabili dalle regioni
italiane per il territorio montano nel quadro strategico nazionale
(QSN), nei piani operativi regionali (PO) e nei piani di sviluppo
rurale (PSR);
riscontrato che né del 'patto dei sindaci' né della politica per
la montagna si hanno tracce nelle scelte dell'amministrazione
regionale mentre per il progetto GECT è stata aperta una sede a
Taormina;
per sapere:
per quale motivo la sede del progetto GECT sia stata aperta a
Taormina;
quali riscontri la Regione abbia avuto dalle missioni del
direttore dell'ufficio di Bruxelles, dott. Attaguile, peraltro
costate in un anno oltre 100.000 euro». (1601)
APPRENDI
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica e
all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che con la legge regionale n. 9 dell'8 aprile 2010 è stata
approvata la riforma degli ATO attraverso la soppressione delle
società d'ambito e la definizione di nuove regole per il servizio
di rimozione dei rifiuti;
ricordato che al comma 13 dell'articolo 19 è previsto che, in
prima applicazione, il personale delle soppresse società d'ambito
proveniente dai comuni può rientrare al comune di appartenenza;
per sapere come sia possibile che nel comune di Lercara Friddi
(PA) ancora non si proceda a immettere in ruolo il personale che,
ai sensi della sopra citata norma, ha fatto richiesta di rientro».
(1602)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nell'ambito delle iniziative volte all'integrazione sociale e
culturale secondo quanto previsto dall'articolo 196 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, nell'anno 2010 sono state
ammesse a finanziamento diverse iniziative;
i temi dell'integrazione vanno certamente sostenuti ed
accompagnati dalle istituzioni e non possono essere sottoposti a
qualsivoglia gioco della politica o della burocrazia;
per sapere:
quale sia l'ammontare delle iniziative ammesse a finanziamento
nell'anno 2010;
quali siano i soggetti che hanno ottenuto finanziamento ed in
virtù di quali criteri selettivi gli stessi risultano beneficiari;
quali regole abbiano seguito per la rendicontazione e se la stessa
sia stata effettuata da tutti i soggetti che hanno usufruito di
denaro pubblico». (1611)
CARONIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
con gli articoli nn. 60 e 63 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 e s.m.i., è stato istituito il fondo regionale per il
commercio con una dotazione finanziaria pari a 45 milioni di euro;
il fondo regionale per il commercio nasce dall'esigenza di creare
facilitazioni riservate alle imprese attraverso aiuti agli
investimenti tramite finanziamenti agevolati, contributi in conto
interesse sui mutui contratti con gli istituti di credito,
contributi a fondo perduto agli esercizi di vicinato e alle p.m.i.
commerciali che operano in zone rurali o aree urbane degradate,
operazioni di leasing agevolato e contributi in conto interesse per
il ripianamento di debiti;
secondo quanto stabilito dalla legge, alla sopra citata gestione
del fondo per il commercio provvede un comitato tecnico composto da
esponenti dell'istituto bancario che gestisce il fondo,
rappresentanti delle organizzazioni di settore e componenti in
quota della Regione siciliana;
nell'aprile 2009 il Presidente della Regione ha nominato con
proprio decreto i componenti il comitato gestore del fondo e che lo
stesso decreto è stato oggetto di ricorso amministrativo, non
consentendosi di fatto l'insediamento del comitato e creandosi
quindi già i primi ritardi nella gestione del fondo;
nelle more che il contenzioso giunga al termine, è stato nominato
un commissario straordinario per la gestione del fondo, decisone
assunta anche a seguito di atti d'impegno approvati dall'Assemblea
regionale siciliana;
considerato che:
nonostante il commissariamento, istituto tra l'altro 'preferito'
dal Governo in quasi tutti i settori dell'amministrazione
regionale, ad oggi si registra il blocco assoluto dell'istruttoria
delle pratiche;
la figura commissariale è stata prorogata più volte in attesa
della conclusione dell'iter giudiziario che ha bocciato il decreto
di nomina del comitato;
piuttosto che operare in regime di commissariamento si poteva
raccogliere quanto emerso dalla bocciatura del TAR e procedere
immediatamente all'insediamento del comitato, dando possibilità
reale ai commercianti di veder rispettate le proprie aspettative;
per sapere:
quali siano le ragioni amministrative che hanno portato il Governo
della Regione a procedere al commissariamento piuttosto che
semplicemente e funzionalmente attuare quanto emerso dalla
bocciatura del TAR;
se reputino opportuno penalizzare ulteriormente il comparto del
commercio, contribuendo all'aggravamento dello stato di crisi
economica;
cosa intendano fare per dare soluzioni immediate e sbloccare
l'iter istruttorio delle istanze, cosa che il settore del commercio
da troppo tempo aspetta». (1612)
GIANNI - CORDARO
«All'Assessore per la salute, premesso che, senza aggravio di
spesa per le casse regionali, 400 medici veterinari liberi
professionisti, dopo anni di precariato, sono stati 'stabilizzati'
a tempo indeterminato nelle strutture sanitarie regionali in virtù
dell'accordo collettivo nazionale (ACN) recepito e applicato dalla
Regione siciliana;
preso atto che a Catania il direttore generale dell'ASP 3, con
propria delibera n. 818 del 23.12.2009, ha provveduto a trasformare
i contratti di convenzione libero-professionale in contratti di
specialistica ambulatoriale a tempo indeterminato ai 55 medici
veterinari operanti sul territorio provinciale che hanno usufruito
della stabilizzazione con garanzia (ai sensi del decreto
Assessorato Sanità n. 1799/2009) del mantenimento della
retribuzione percepita alla data del 31 dicembre 2008;
rilevato che dopo appena otto mesi dalla trasformazione dei
contratti, l'Assessorato, con propria nota esplicativa, ha
contestato nel giugno del 2010 ad alcune ASO della Sicilia, inclusa
quella di Catania, i calcoli effettuati per la trasformazione dei
contratti dei medici veterinari, sostenendo la necessità di
detrarre l'IVA al 20 per cento;
osservato che nel precedente rapporto in regime libero-
professionale l'IVA al 20 per cento era riconosciuta ai medici
veterinari e quindi era un costo per la Regione che invece, dopo la
stabilizzazione, avendo equiparato i corrispettivi dei medici
specialisti agli emolumenti del personale strutturato, considera
l'IVA una partita di giro da tagliare rimodulando i conteggi e
decurtando di conseguenza le ore agli specialisti;
considerata l'assurdità di una simile interpretazione di fronte al
fatto che la somma decurtata non rappresentava una elargizione
extralavorativa e rientrava nel monte ore prestato dagli
specialisti;
per sapere:
per quali ragioni l'ASP 3, senza sentire le organizzazioni
sindacali né i rappresentanti degli stessi medici veterinari, ma
solo sulla scorta della nota assessoriale (ma ignorando il decreto
1799/2009), con propria delibera n. 1765/2010, abbia provveduto a
tagliare ad ogni singolo specialista sei ore settimanali che, di
fatto, corrisponde a una decurtazione del 35 per cento circa;
se non ritenga risibile che la decurtazione (pari a circa 300 mila
euro all'anno) operata dall'ASP, rischiando d'incidere
sull'efficienza del servizio sul territorio e per la sanità animale
(la cui capacità di contenimento delle infezioni porta a notevoli
risparmi sulle indennità da corrispondere agli allevatori per
l'abbattimento dei capi infetti di tubercolosi e brucellosi) sia
riofferta ai medici veterinari dalla stessa ASP attraverso progetti
a obiettivo al di fuori dell'ACN;
se non valuti illegittimo da parte dell'ASP 3 aggirare la
contrattazione sindacale prevista dall'ACN attraverso questa
proposta unilaterale che non tutelerebbe in alcun modo gli
specialisti veterinari e avrebbe una durata limitata nel tempo».
(1613)
RAIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che in data 26 ottobre 2007
l'assemblea del consorzio ATO idrico di Siracusa ha deliberato la
stipula della convenzione per l'affidamento del servizio idrico
integrato alla società SAI 8-SR e che, a seguito del conseguente
contratto, stipulato in data 8 febbraio 2008, il servizio idrico è
passato sotto la gestione di tale società e che i primi otto comuni
hanno già trasferito gli impianti;
ricordato che entro il 7 febbraio 2011 scadrà il termine ultimo,
previsto dal contratto, per il passaggio del servizio alla SAI 8
anche da parte degli altri comuni della provincia;
considerato che il TAR di Catania ha respinto il ricorso avanzato
dal comune di Melilli (SR) avverso tale affidamento e che
successivamente il CGA ha invece accolto tale ricorso con sentenza
la cui motivazione è ancora da depositare;
considerato, inoltre, che nel corso degli ultimi due anni, durante
i quali la presidenza del consorzio è stata assunta dal Presidente
della Provincia, onorevole Nicola Bono, il rapporto tra il
presidente dell'ATO e la società di gestione è stato caratterizzato
da un clima fortemente conflittuale che ha portato il presidente
dell'ATO a proporre al CDA del consorzio, prima, e all'assemblea
dei sindaci, successivamente, la rescissione del contratto;
considerato, infine, che lo stesso presidente dell'ATO, onorevole
Nicola Bono, sarebbe stato raggiunto recentemente da un avviso di
garanzia in cui si ipotizza il reato di concussione aggravata nei
confronti della stessa società SAI 8;
ritenuto che i problemi da affrontare urgentemente, quali i
provvedimenti consequenziali alle decisioni del CGA e alle
deliberazioni del CDA del consorzio (gestione ordinaria del
servizio, rischio di perdita degli investimenti previsti dai 'pot'
per circa 130 milioni di euro, situazione delle circa 45 imprese
che operano per conto della SAI 8 stessa e futuro dei circa 250
lavoratori diretti e dell'indotto) richiedono serenità di giudizio
e comportamenti sgombri da possibili atteggiamenti di rivalsa o
viziati dalla vicenda giudiziaria in corso;
per sapere se non ritengano opportuno adottare, nelle more dello
svolgimento dell'autonoma vicenda giudiziaria, i necessari
provvedimenti cautelativi, quali la rimozione del presidente
dell'ATO idrico 8, onorevole Nicola Bono, e l'individuazione di un
commissario che possa adottare con opportuna serenità di giudizio i
numerosi provvedimenti necessari alla prosecuzione del servizio
senza arrecare nocumento ai cittadini utenti, ai lavoratori
interessati e alle imprese». (1614)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
MARZIANO
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
con l'ultimo rimpasto della giunta comunale di Siracusa, sono
stati nominati Assessori due deputati regionali, rispettivamente
alle rubriche 'politiche scolastiche ed educative' e 'personale,
attività produttive e sportello unico imprese', determinandosi una
paradossale situazione di controllore-controllato';
le rubriche assessoriali sopra indicate si caratterizzano
principalmente per l'applicazione di normative regionali e per i
finanziamenti ad esse connessi;
considerato che:
con sentenza della Corte costituzionale n. 143 del 2010,
pronunciata con riferimento alla l.r. 5 dicembre 2007, n. 22, in
materia elettorale e di cariche istituzionali, la carica di
deputato regionale è stata dichiarata incompatibile con quella di
assessore di comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti;
tale pronuncia, ove ritenuta applicabile al caso del comune di
Siracusa, potrebbe configurare una situazione di illegittimità
nella composizione della giunta e che tale illegittimità potrebbe
ripercuotersi su tutti gli atti prodotti e approvati dalla giunta
stessa, determinando problemi di grave danno erariale all'ente;
ritenuto che tale situazione determina, sotto il profilo politico,
una sorta di commissariamento politico e di messa sotto tutela del
sindaco della città;
per sapere se non ritenga di intervenire, avvalendosi delle
proprie prerogative e dei propri poteri, attraverso gli opportuni
provvedimenti che vorrà adottare per eliminare tale situazione di
illegittimità formale nella giunta del comune di Siracusa». (1615)
MARZIANO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
uno dei prodotti caratteristici della produzione agricola
siracusana è il limone 'femminello'. La peculiarità di questo
agrume sta tutta nella tipologia di produzione, di raccolta e di
spedizione. Nello specifico, il femminello viene raccolto a mano,
in tempi ben prestabiliti, viene accuratamente e delicatamente
riposto in contenitori specifici, viene fatto riposare alcuni
giorni e non viene irrorato con fungicidi e cere per consentire
così l'uso alimentare della scorza;
tali caratteristiche e peculiarità hanno consentito, a livello
nazionale, il riconoscimento dell'IGP (indicazione geografica
protetta) in modo da permettere di mantenere inalterate le proprie
caratteristiche senza rischi di truffe o frodi;
considerato che:
l'Unione europea ha rigettato la richiesta, fatta dal consorzio
del limone di Siracusa, di riconoscimento dell'IGP a livello
europeo;
la Comunità europea ha motivato tale rigetto con il fatto che la
lavorazione del femminello deve poter essere effettuata in
qualsiasi parte d'Europa;
visto che le motivazioni addotte dalla Comunità europea violano
apertamente le più elementari condizioni di concorrenza fra
produttori. Infatti, le stesse condizioni non sono state applicate
ai limoni di Sorrento e di Amalfi ed a quelli prodotti in Spagna e
Portogallo, agrumi che vengono confezionati nelle stesse zone di
origine. Inoltre, la possibilità della lavorazione del femminello
in altre località che non sia Siracusa, oltre a snaturare la stessa
particolarità del limone siracusano, causerebbe sicuramente il
proliferare di frodi e di appropriazioni improprie del marchio,
mettendo anche a rischio migliaia di posti di lavoro in una
provincia che ha già subìto forti ridimensionamenti occupazionali;
per sapere quali iniziative urgenti intendano adottare, sia a
livello nazionale che europeo, per tutelare gli interessi dei
produttori siracusani del femminello, orgoglio e vanto dell'intera
produzione agrumicola siciliana». (1578)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
in data 22 dicembre 1984 è stato stipulato un contratto -
concessione tra il comune di Noto e la Sicilmetano s.p.a. per
impiantare e gestire nel territorio di questo comune il servizio di
distribuzione del gas metano;
all'atto della sottoscrizione del contratto-concessione, la
concessionaria dichiarava di avere un ufficio a Noto (SR) con
personale idoneo;
il comune di Noto è venuto a conoscenza delle nuove strategie di
riorganizzazione aziendale di ENEL Rete Gas, quale società
acquirente della Sicilmetano s.p.a., identificata come nuova
concessionaria per la gestione del servizio di fornitura gas nel
territorio di Noto;
tra le nuove strategie organizzative è prevista la chiusura
dell'unica sede di uffici attualmente operativi nel bacino di
utenza n. 26 Noto-Avola, sita in via Sonnino n. 2 nel comune di
Noto;
la sede operativa sarà trasferita a Ragusa e, di conseguenza, gli
utenti di Avola e Noto saranno costretti a spostarsi nel capoluogo
ibleo, con evidenti danni sia in termini economici che sociali;
la cancellazione della sede di Noto porterà altresì al
trasferimento di tutto il personale locale nella nuova sede di
Ragusa, causando un fortissimo disagio agli stessi lavoratori;
considerato che:
la società subentrante è tenuta a mantenere e confermare gli
impegni assunti con il sopra citato contratto;
la provincia di Siracusa continua ad essere scippata dei suoi
principali punti di servizio alla cittadinanza, come è già successo
con la sede della Banca d'Italia e dell'Unicredit, già Banco di
Sicilia;
per sapere se non ritengano urgente intervenire affinché la nuova
società ENEL Rete Gas, subentrata alla Sicilcemento s.p.a.,
mantenga la sede di Noto come base operativa per il bacino n. 26
Noto-Avola, dotandola altresì di personale idoneo per la gestione
del servizio». (1583)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana n. 28 del 19 giugno 2009 sono stati pubblicati i
decreti relativi all'approvazione delle 'Disposizioni attuative e
procedurali misure a investimento' e delle 'Disposizioni attuative
parte specifica misura 121' del PSR 2007/2013;
considerato che il termine per la presentazione delle domande era
stato fissato, attraverso il meccanismo procedurale del c.d. 'stop
and go', al 10 novembre 2009 relativamente alla prima sottofase, e
successivamente fissato con ulteriori scadenze ad avanzamento di
istruttoria, sino al completamento della quarta fase, l'ultima
prevista dal bando;
rilevato che il dipartimento regionale degli interventi
strutturali ha prorogato i termini per la presentazione delle
domande di aiuto della prima sottofase per ben quattro volte,
determinando nei fatti uno stato di paralisi nell'istruttoria delle
domande di aiuto pervenute per le agevolazioni previste dalla
misura 121;
sottolineato che nell'aprile del 2010 gli uffici del dipartimento
hanno annunciato, attraverso avvisi formali, il verificarsi di
errori di compilazione, difficoltà operative nel caricamento dei
dati, errori e difficoltà che hanno determinato la reiterazione del
bando e il dilatarsi dei termini di scadenza oltre ogni
pessimistica previsione;
inoltre il punto 18 del citato bando 'procedimento amministrativo'
ha previsto, al fine di rispettare la tempistica del bando, che la
commissione preposta alla valutazione delle fasi relative alla
ricevibilità, ammissibilità e valutazione avrebbe dovuto formulare
la graduatoria definitiva dei richiedenti l'aiuto comunitario, ma
che allo stato dei risultati la stessa si è dimostrata non
all'altezza del compito affidatole;
la seconda sottofase del procedimento si sarebbe dovuta concludere
entro il 10 maggio 2010, ma che solo al 30 dicembre 2010 si è avuta
notizia di una graduatoria provvisoria delle domande di aiuto
ammissibili sulla misura 121, nella quale entrerebbe a far parte
anche l'azienda agricola Grosso Saveria, che fa riferimento alla
moglie del Presidente della Regione, per un importo di circa
cinquecentomila euro;
il dilatarsi a dismisura dei tempi di approvazione della
graduatoria lascia non poche perplessità sull'effettiva difficoltà
di esaminare le domande pervenute e di redigere le graduatorie,
posto che il dipartimento da anni lavora con i bandi sul PSR e
avrebbe dovuto disporre di una commissione esperta, efficiente e
soprattutto competente nell'indirizzare i richiedenti nella
corretta compilazione delle richieste di aiuto;
per sapere:
quali siano le ragioni tecniche che sarebbero alla base delle
reiterate proroghe del bando relativo alla misura 121 del piano di
sviluppo rurale della Regione siciliana;
quali siano i tempi previsti dal dipartimento perché si possa
ritenere conclusa la fase della stesura provvisoria di graduatorie,
considerato che dalla pubblicazione del bando è trascorso oltre un
anno e mezzo, contrassegnato da rinvii e imperizie burocratiche;
se sia vero che il dipartimento per gli interventi strutturali
abbia eseguito i controlli sui dipendenti in servizio presso
l'azienda agricola intestata a Grosso Saveria, coniuge del
Presidente della Regione». (1603)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MANCUSO - LIMOLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
in Sicilia nel 2009 si sono verificati 14.044 incidenti stradali,
di cui 325 mortali;
i dati sono sostanzialmente stazionari rispetto agli anni
precedenti mentre a livello nazionale c'è stata una diminuzione del
numero di incidenti;
considerato che:
il deficit siciliano appare evidente soprattutto in relazione alle
altre regioni italiane che mostrano dei numeri notevolmente
inferiori;
è mancato l'adeguamento delle strade siciliane agli standard di
sicurezza nazionali ed europei;
ritenuto che:
anche in materia di educazione stradale in Sicilia si registrano
ritardi preoccupanti;
i collegamenti tra i vari capoluoghi siciliani sono, in gran
parte, deficitari;
centri come Agrigento e Ragusa si trovano in uno stato di quasi
isolamento con strade di grande pericolosità;
per sapere quali iniziative siano state assunte per l'adeguamento
delle arterie isolane agli standard di sicurezza nazionali ed
europei e quali investimenti siano previsti per la costruzione di
nuove strade e autostrade». (1604)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
nel 2011 il 40 per cento delle imprese siciliane rischia di
chiudere sia per la crisi economica attuale sia per la crescita
delle imprese extra UE (soprattutto cinesi);
l'allarme lanciato dai rappresentanti delle imprese artigiane va
raccolto per evitare la chiusura di chi lavora garantendo alla
produzione un'elevata qualità;
considerato che:
non sono stati erogati i contributi per l'abbattimento degli
interessi alle imprese che hanno presentato richiesta di
finanziamento attraverso i consorzi fidi;
non sono state assunte iniziative idonee per consentire un più
rapido accesso al credito agevolato;
non è stata definita la graduatoria dei centri commerciali
naturali;
ritenuto che non sono state erogate le risorse finanziarie
previste per le assunzioni di cui all'articolo 9 della legge
regionale n. 27 del 1994;
per sapere quali siano i provvedimenti che ritengano di dover
adattare per sostenere le imprese artigiane siciliane in
difficoltà». (1605)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
in Sicilia nel 2009 si sono verificati 3.544 infortuni sul lavoro
registrati dall'Inail nel settore edile;
su 2.760 cantieri controllati, 1.895 sono risultati irregolari;
considerato che:
dei 209 ispettori attualmente in organico il 10 per cento non è
operativo per distacchi, o perché impiegato in altre attività, come
amministrativi;
i 90 ispettori formati dalla Regione, dopo anni dalla conclusione
del corso di formazione, non hanno, a tutt'oggi, preso servizio;
ritenuto che:
i cantieri edili insicuri e senza controlli sono tanti anche a
seguito del 30 per cento del taglio operato nelle risorse destinate
alle missioni;
in Sicilia i cantieri che ogni anno gravano sulle spalle di un
singolo ispettore sono 813;
il tasso di lavoratori irregolari che si concentra nell'edilizia è
pari al 24 per cento;
ritenuto, ancora, che la funzione degli ispettori non è solo
finalizzata all'attività di controllo, ma è legata anche
all'emersione del lavoro nero e del rispetto dei principi di
legalità;
per sapere quali siano le iniziative assunte per il potenziamento
del servizio degli ispettori del lavoro». (1606)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la gestione dell'acqua in Sicilia continua ad essere vittima di un
sistema asfittico di investimenti e di strutture fatiscenti;
la spesa dei fondi comunitari per alcuni impianti idrici non è
stata efficiente;
considerato che:
il 28 per cento delle famiglie siciliane nel 2009 ha denunciato
irregolarità nell'erogazione idrica;
la dispersione di acqua in Sicilia è pari al 55 per cento
dell'acqua immessa nelle reti di distribuzione;
i costi del servizio salgono vertiginosamente nonostante l'avvento
dei privati;
ritenuto che nei prossimi tre decenni sono previsti per il settore
idrico in Sicilia investimenti pari a 2,76 miliardi di euro;
per sapere lo stato di attuazione della legge regionale n. 11 del
2010 che prevede, tra l'altro, l'abolizione delle autorità d'ambito
e la riorganizzazione, entro un anno, della gestione del sistema
idrico siciliano». (1607)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
l'immigrazione in Sicilia è un fenomeno rilevante e in continua
crescita sia come tappa di passaggio sia come meta di residenza
finale;
la Sicilia nel 2009 (dossier 1991-2010: per una cultura dell'altro
redatto dalla Caritas) ha registrato un incremento dell'11,1 per
cento rispetto all'anno precedente della popolazione immigrata
residente;
considerato che:
gli immigrati residenti in Sicilia, secondo i dati ISTAT, nel
2008, erano circa 115.000;
ciò ha riflessi importanti per quanto riguarda, in particolare, il
mercato del lavoro;
ritenuto che:
sarebbe necessario acquisire un'informazione quanto più completa e
possibile su un fenomeno che non ha effetti soltanto sul mercato
del lavoro, ma anche sugli oneri sociali e sanitari, sulla mobilità
interna, sull'evoluzione dei centri urbani, sulla struttura
demografica, etc.;
molte regioni italiane hanno un osservatorio sull'immigrazione e
altri strumenti di informazione (banche dati, pubblicazioni, ecc.);
in Sicilia non esiste un patrimonio informativo attendibile in
materia;
per sapere quali iniziative siano state assunte per colmare il
ritardo della Sicilia in materia di documentazione ed informazioni
organizzate sul fenomeno dell'immigrazione. (1608)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
in Sicilia non ci sono state serie politiche di disinquinamento
ambientale;
i siti, piccoli e grandi, inquinati sono circa 676 e quelli
bonificati sono appena l'8 per cento;
nell'isola si liberano nell'aria e si depositano in terra e
sottoterra una miriade di veleni prodotti da cave in disuso,
discariche abbandonate, centri industriali non bonificati;
considerato che:
in Sicilia non ci sono, quindi, soltanto Priolo, Gela, Biancavilla
e Milazzo (i quattro siti di importanza nazionale), ma anche
molteplici altri siti contaminati;
eventuali altri investimenti devono essere accompagnati da un
serio programma di bonifica;
gli stanziamenti previsti: più di 800 milioni per la realtà di
Augusta e altre centinaia di milioni di euro per gli altri siti
sono sostanzialmente bloccati;
ritenuto che:
il piano energetico ambientale siciliano (Pears) è rimasto
inapplicato;
la Sicilia rischia pesanti sanzioni dagli organismi comunitari;
i dati a disposizione dai cittadini fotografano la situazione
ambientale dopo che i danni sono stati prodotti;
per sapere:
le ragioni per le quali i 2 miliardi già stanziati per la messa in
sicurezza dei vari siti siano, in gran parte, bloccati;
quali iniziative siano state assunte per potenziare l'agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), sottodimensionata
per organico e mezzi». (1609)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
la società Terme di Acireale s.p.a. a cinque anni dalla sua
costituzione (21 novembre 2005) non ha realizzato gli obiettivi per
i quali è stata costituita;
anche il bilancio dell'azienda autonoma Terme di Acireale (a 12
anni dalla legge sulla privatizzazione) è assolutamente negativo;
un intero territorio è stato privato di un presidio sanitario
pubblico di assoluto rilievo;
la città di Acireale è stata colpita nella sua identità culturale
e storica ma anche in quella economica e sociale;
considerato che:
l'azienda è stata depauperata nel suo patrimonio professionale e
immobiliare;
i rischi di ulteriore dissipazione del patrimonio e di
aggravamento della situazione debitoria sono assolutamente
concreti;
non è stato possibile approvare il bilancio 2009 per la totale
incertezza sulle obbligazioni assunte dalle precedenti gestioni e
per la loro mancata definizione;
l'attuale commissario straordinario della società Terme di
Acireale s.p.a. non ha presentato una relazione sulla situazione
contabile-patrimoniale con un elenco analitico dei rapporti attivi
e passivi non definiti e dei procedimenti di carattere
giurisdizionale ancora pendenti;
considerato, ancora, che:
la situazione debitoria non può, a tutt'oggi, considerarsi
definitiva perché alcune partite contabili sono ancora da definire;
al momento non è possibile una quantificazione (anche di massima)
delle numerose cause di lavoro promosse dai dipendenti contro la
società;
il collegio sindacale ha rilevato motivi ostativi all'approvazione
del bilancio al 31 dicembre 2009 e lamenta la mancata informazione
da parte dell'amministratore, oggi liquidatore, sull'andamento
della gestione sociale;
il dottore Francesco La Fauci (revisore dei conti) ha espresso un
parere professionale negativo al bilancio al 31 dicembre 2009 della
società Terme di Acireale s.p.a.;
ritenuto che:
il predetto professionista ha espresso serie preoccupazioni per la
totale incertezza delle obbligazioni assunte dalle varie gestioni e
per la loro mancata definizione;
dal lavoro svolto dal dottore La Fauci si evidenzia una notevole
discrasia (pari ad oltre 100.000,00 euro) tra gli estratti conto
dei debitori al 31 dicembre 2009 ed i dati di bilancio alla stessa
data;
lo stesso amministratore della società Terme di Acireale s.p.a. ha
evidenziato che, all'atto del suo insediamento, ha ereditato una
situazione economico-finanziaria altamente compromessa (al 23
settembre 2009 i debiti ammontavano ad euro 10.408.918,40 e i
crediti non riscossi ammontavano ad euro 11.495.928,66);
ha evidenziato altresì l'esistenza di un numero considerevole di
controversie tra le quali l'azione esecutiva promossa dal Banco di
Sicilia a seguito della sospensione del pagamento delle rate dei
mutui ipotecari concessi dalla predetta azienda di credito (il
debito complessivo ammonta a più di 9 milioni di euro al febbraio
2010 oltre gli accessori);
l'amministratore ha rappresentato, inoltre, il cattivo stato di
manutenzione e di abbandono del patrimonio immobiliare della
società;
l'amministratore della società Terme di Acireale s.p.a. ha avuto
mandato dai soci di porre in essere tutte le azioni a tutela della
società e della Regione,
per sapere:
se sia possibile conoscere lo stato del processo di liquidazione;
eventuali violazioni di legge o inadempienze da parte degli
amministratori che si sono susseguiti, con riferimento particolare
ad eventuali servizi affidati senza gara ad evidenza pubblica, o
transazioni non convenienti per la società, oppure ad eventuali
consulenze (tecniche, contabili, legali ecc.) non necessarie;
se nelle scelte operate dai diversi amministratori si possano
riscontrare responsabilità di tipo patrimoniale o si siano prodotti
danni erariali;
se la società, nella persona dell'amministratore/liquidatore, sia
addivenuta ad un accordo che blocchi la procedura esecutiva
promossa dal Banco di Sicilia s.p.a. contro la società Terme di
Acireale s.p.a., in mancanza del quale sarebbe ragionevole supporre
che per i due immobili possa essere disposta la vendita e quindi la
perdita definitiva da parte della società di tale patrimonio
aziendale di valore ben più alto di quello preteso dalla banca
finanziatrice;
le ragioni della scelta di confermare quale liquidatore della
società lo stesso amministratore, considerato che non sarebbe stato
in grado di presentare un bilancio adeguato alla reale ed effettiva
situazione contabile riscontrata, conducendo il collegio sindacale
a non approvare il documento contabile consuntivo dell'esercizio
2009 e il revisore contabile ad emettere un parere negativo sul
medesimo documento;
se non ritengano opportuno procedere ad azione di responsabilità
nei confronti degli amministratori pro tempore (1610).
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
BARBAGALLO - RAIA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
negli standard internazionali la casa di maternità viene definita
come un luogo extra-ospedaliero, un luogo sociale e non solo per il
parto, ma per tutto il percorso della maternità, fino al primo anno
di vita del bambino, un luogo per la donna e la sua famiglia, un
luogo per la salute, non solo fisica ma anche globale, un luogo per
la prevenzione primaria dei rischi ostetrici, dove l'assistenza
ostetrica offerta segue i criteri di sicurezza basati sulle
evidenze scientifiche del parto extra-ospedaliero;
l'organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda, per
quanto riguarda il luogo del parto, che sia un luogo dove la donna
si senta sicura, che abbia il livello più basso di interventi,
compatibile con un'adeguata assistenza. Per le donne con gravidanze
fisiologiche può essere, oltre la struttura ospedaliera, anche la
casa di maternità;
il sistema sanitario nazionale prevede gratuitamente solo il parto
in ospedale, con pochissime eccezioni, ma ci sono diverse regioni
italiane che hanno predisposto una legislazione che prevede anche
altri luoghi per il parto, come le case di maternità e il parto a
domicilio (Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Trentino
Alto Adige, Toscana, Umbria, Lazio);
la casa di maternità Casa mia srl di Vittoria (RG) è l'unica
struttura del genere in Sicilia, dove è possibile partorire in
casa ;
considerato che:
lo stesso dottor Fulvio Manno (ex dirigente generale ASP Ragusa)
aveva verificato che si trattava di una struttura extraospedaliera,
non medicalizzata, che aveva le caratteristiche abitative, non già
di una clinica, ma di una casa per civile abitazione (che offriva
un ambiente accogliente e familiare per l'assistenza al travaglio),
e ritenendo, pertanto, che per la stessa non fosse necessaria
alcuna autorizzazione sanitaria;
al momento dell'apertura della casa di maternità Casa mia furono
informati il direttore generale dell'ex AUSL n. 7 di Messina (oggi
ASP), il sindaco di Vittoria, il presidente della Provincia di
Ragusa ed il Prefetto;
visto che:
con ordinanza comunale n. 46 del 18 ottobre 2010, comunicata il 19
ottobre 2010, veniva ordinato al responsabile della casa di
maternità Casa mia srl la immediata chiusura della struttura, in
quanto sprovvista di titolo autorizzatorio ex articoli 193 e 194
del testo unico delle leggi sanitarie (TULS);
con nota dell'Assessorato Salute, in persona del dirigente
generale del dipartimento regionale per la pianificazione
strategica, con lettera 27 agosto 2010 n. 25644, invitava il
direttore generale dell'ASP di Ragusa ad adottare il provvedimento
di interdizione all'esercizio di qualunque attività sanitaria
svolta presso la casa di maternità Casa mia di Vittoria;
con ordinanza comunale n. 46 del 18 ottobre 2010, veniva ordinato
al responsabile della casa di maternità Casa mia srl la immediata
chiusura della struttura, in quanto sprovvista di titolo
autorizzatorio ex articoli 193 e 194 TULS;
per sapere:
quali siano i motivi, nonostante la normativa vigente in Sicilia
non regoli le case di maternità e non le vieti, che hanno spinto
l'Assessorato regionale Salute a chiedere la chiusura immediata
alla casa di maternità Casa mia srl di Vittoria;
se non intendano emanare nel breve periodo delle direttive per
fornire ai dirigenti delle ASP gli strumenti necessari per
permettere la regolamentazione delle case di maternità;
se e quali iniziative legislative intendano adottare per coprire
questo vulnus legislativo». (1616)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
INCARDONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
con il decreto del dirigente generale del dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni e del ragioniere generale della
Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009,
viene dato incarico all'Istituto cassiere di provvedere a partire
dal 17 agosto 2009, oltre che al rilascio della ricevuta
dell'avvenuto pagamento, anche al rilascio del tagliando di
revisione secondo le vigenti specifiche, integrato con
l'intestazione Regione siciliana - Dipartimento comunicazioni e
trasporti ';
la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e
dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5, dava attuazione al suddetto
decreto, definendo, tra l'altro, le caratteristiche dei tagliandi
di revisione emessi e illustrando le modalità di accesso al
servizio di verifica dell'autenticità dei tagliandi di revisione
emessi dalle imprese di autoriparazione aventi sede in Sicilia,
dandone comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia;
la nota del dirigente generale del dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 25 agosto
2009, protocollo n. 471, comunicava al Ministero dei trasporti il
contenuto dei suddetti provvedimenti e richiedeva al Ministero
stesso un incontro al fine di stabilire le modalità operative
concernenti la necessaria integrazione' dei dati relativi alle
revisioni effettuate in Sicilia dalle imprese di autoriparazione
con quelli contenuti nel data base nazionale';
considerato che in data 16 dicembre 2010, la Corte costituzionale,
con sentenza n. 369 del 2010, ha dichiarato che non spetta alla
Regione siciliana il potere di stabilire in concreto le modalità
operative e i protocolli di funzionamento del sistema informativo
indicato dall'articolo 2-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 17 dicembre 1953, n. 1113 (Norme di attuazione dello
Statuto della Regione siciliana in materia di comunicazioni e
trasporti), attinenti esclusivamente le modalità di rilascio del
tagliando, anche in considerazione della circostanza che la Corte
costituzionale, nella pronuncia n. 2369/2010, non è entrata nel
merito in quanto i ricorsi presentati dalla Regione siciliana nei
confronti dello Stato per inflitto di attribuzione sono stati
dichiarati inammissibili per difetto di notifica ed anche per la
mancata reiterata impugnazione del provvedimento originario,
circostanza questa che evidenzia una manifesta e grave negligenza
sulla quale è necessario esperire gli opportuni accertamenti,
annullando di conseguenza:
a) il decreto del dirigente generale del dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni e del ragioniere generale della
ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009; b)
la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e
dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5; c) la nota del dirigente
generale del dipartimento regionale dei trasporti e delle
comunicazioni della Regione siciliana del 25 agosto 2009,
protocollo n. 471;
visto che:
la nota n. prot. 107111 del 29 dicembre 2010 dell'Assessorato
regionale delle infrastrutture e dei trasporti fa cessare, a far
data dal 2 gennaio 2011, l'attività affidata con il decreto del
dirigente generale del dipartimento regionale dei trasporti e delle
comunicazioni e del ragioniere generale della Regione siciliana del
28 luglio 2010 al Banco di Sicilia - UniCredit Group (Istituto
cassiere), ai fini del tagliando, che però impone l'obbligo per gli
operatori di versare le somme sul ccp intestato al Ministero delle
infrastrutture attraverso esclusivamente Poste Italiane spa,
circostanza questa oggetto di tre segnalazioni negative
dell'Autorità garante per la concorrenza e per il mercato;
la nota n. prot. 106994 del 29 dicembre 2010 e la nota n. prot.
107849 del 31 dicembre 2010 dell'Assessorato regionale delle
infrastrutture e dei trasporti che ribadiscono che nell'esercizio
delle attività di autorizzazione e di controllo sui centri di
revisione operanti in Sicilia, la Regione siciliana sostiene un
onere finanziario, in termini di risorse umane e strumentali, per
il quale non è previsto nessun ristoro;
ritenuto che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i
ricorsi (per difetto di notifica) per conflitto di attribuzione,
proposti dalla Regione siciliana nei confronti dello Stato, e di
conseguenza non si sia pronunciata sulla spettanza dei diritti
versati dall'utenza per le operazioni di revisione;
per sapere:
quali azioni si intendano intraprendere affinché i diritti versati
dall'utenza per le operazioni di revisione dei veicoli sino a 3,5
tonnellate effettuate dalle officine di autoriparazione operanti in
Sicilia vengano effettivamente incassati dalla Regione siciliana,
che svolge l'attività di accertamento dei requisiti al rilascio
della concessione, i previsti controlli documentati, l'assistenza
amministrativa, le visite ispettive periodiche e quant'altro per
assicurare un corretto e regolare espletamento dell'attività
affidata alle imprese, con proprio personale e beni strumentali
all'uopo destinati;
quali azioni si intendano intraprendere per ripristinare
l'operatività dell'istituto cassiere della Regione siciliana per la
riscossione dei diritti versati dagli utenti per le operazioni di
revisione dei veicoli e se la nuova operatività del Ministero
infrastrutture con Poste italiane spa ha comportato una
maggiorazione della commissione applicata all'utenza sulle
operazioni». (1617)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
INCARDONA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 230 «Misure urgenti per il blocco del bando emanato
dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
concernente l'assunzione di ulteriori stagisti», degli onorevoli
Caputo, Bosco, Buzzanca e Falcone, l'11 gennaio 2011;
numero 231 «Iniziative a livello centrale per far sì che i beni
sequestrati alla mafia vengano assegnati a enti o associazioni del
terzo settore», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Rinaldi, Galvagno
e Mattarella, il 12 gennaio 2011;
numero 232 «Riavvio delle procedure di scioglimento dell'Ente
porto di Messina», degli onorevoli Beninati, Leontini, Gianni,
Dina, Caronia e Catalano, il 12 gennaio 2011. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro ha firmato un bando, pubblicato il 31 dicembre
2010, che prevede l'erogazione di una somma di 500 euro al mese per
8.400 persone, per un costo totale, a carico della Regione, di sei
milioni e mezzo di euro;
considerato che tale iniziativa nulla ha a che vedere con lo
sviluppo economico ed occupazionale della Regione, in quanto crea
ulteriori aspettative di precariato e non contribuisce allo
sviluppo territoriale;
ritenuto che:
l'iniziativa adottata dall'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro prevede l'utilizzo di risorse pubbliche;
dette risorse devono essere utilizzate per gli investimenti che, a
differenza della politica di assistenza e di precariato, possono
creare posti di lavoro e di vero sviluppo economico;
l'iniziativa adottata dall'Assessore prevede, quindi, un
irresponsabile utilizzo di fondi pubblici, che si tradurrà
esclusivamente nella creazione di altro precariato e non di posti
di lavoro;
tale ulteriore precariato si aggiungerebbe a quello già esistente,
per il quale è in atto la problematica sull'effettiva e concreta
stabilizzazione,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere ogni iniziativa ed attività volta a ritirare il
bando per 8.400 stagisti, pubblicato il 31 dicembre 2010» (230);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che i beni immobili confiscati alla mafia, 4.941,
rappresentano un tema estremamente importante per la Sicilia;
considerato che dei suddetti solo 1900 (il 38,4 per cento del
totale) sono stati destinati e consegnati, ossia effettivamente
utilizzati per uno degli scopi previsti dalla legge n. 109 del
1996;
gli immobili sottratti dallo Stato alla mafia possono essere
trasferiti ai comuni nei quali sono localizzati e questi hanno la
facoltà di darli in gestione ad associazioni di volontariato, a
cooperative sociali, oppure utilizzarli per la realizzazione di
uffici pubblici, caserme, scuole, ecc.;
ritenuto che:
1831 beni confiscati alla mafia (37 per cento del totale) non sono
stati consegnati ad alcun ente o associazione del terzo settore;
ciascuno di questi immobili non assegnati rappresenta una
sconfitta per lo Stato, che dimostra la propria incapacità a
mettere a frutto ciò che, invece, riusciva a fare il potere
mafioso;
non bisogna dimenticare le cooperative di 'Libera' che sui
territori confiscati producono tanti prodotti, o le numerose
associazioni che forniscono servizi di grande utilità (centri di
accoglienza giovanili, istituti di recupero dalla
tossicodipendenza, ecc.),
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative nei confronti del Governo nazionale e
dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei
beni sequestrati e confiscati alla mafia, per ridurre l'anomalia
dei beni confiscati, ma non destinati e consegnati ad alcun ente o
associazione del terzo settore» (231);
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'art. 1 della legge 15 marzo 1951, n. 191, ha istituito nel porto
di Messina un punto franco che 'comprende le aree della zona
falcata della superficie di circa metri quadrati 144.000 (...)';
secondo l'art. 2 della sopra citata legge statale la sussistenza
delle condizioni per l'applicazione del regime di punto franco è
riconosciuta con decreto del Ministro per le finanze;
l'art. 15 della medesima legge prevede l'adozione di 'apposito
regolamento, che sarà approvato con decreto del Presidente della
Repubblica sentito il Consiglio di Stato ed il Consiglio dei
Ministri' per stabilire 'le norme di coordinamento e quelle
speciali intese ad assicurare la tutela degli interessi fiscali e
valutari (...), nonché altre norme per il funzionamento;
l'art. 8 della predetta legge affida l'amministrazione e la
gestione del punto franco ad apposito ente tenuto: 'a) a mantenere
in buono stato la cinta doganale e ad eseguire tutte le opere che
fossero richieste dall'Amministrazione finanziaria per il sicuro
esercizio della vigilanza; b) a fornire gratuitamente i locali
necessari per gli uffici doganali e ferroviari per il personale di
vigilanza ed a provvedere alla ordinaria manutenzione di essi.';
considerato che:
non è mai stato emanato il decreto del Ministro per le finanze di
avvio del regime di punto franco e che l'Amministrazione statale,
pertanto, non ha ovviamente provveduto ad istituire un ente
incaricato della gestione;
le rilevanti modificazioni della normativa in materia doganale e
di istituzione dei punti franchi, registrata dal 1951 ad oggi,
impongono di ritenere fortemente in dubbio la persistente vigenza
della legge n. 191 del 1951, da considerarsi 'tacitamente abrogata'
ovvero del tutto inapplicata secondo la posizione espressa dal
Ministero delle finanze nella nota del 25 febbraio 1998, prot. n.
8, indirizzata all'Autorità portuale di Messina;
nondimeno, la Regione siciliana, avvalendosi della propria potestà
legislativa esclusiva in materia industriale, ha provveduto
all'istituzione di un soggetto incaricato della gestione di un
punto franco nel porto di Messina con decreto del Presidente della
Regione siciliana 10 novembre 1953, n. 270-A, ente di fatto
strumentale ma privo di effettivo mandato istituzionale;
per la mancata istituzione del punto franco, l'Ente autonomo
portuale ha di fatto giustificato il suo operato negli anni
esclusivamente con l'attività rivolta al comparto industriale
secondo le disposizioni contenute nel decreto istitutivo;
ritenuto che:
a parte ogni considerazione sull'atto istitutivo (emanato ad un
livello di governo non previsto né indicato nella legge del 1951) e
sulle funzioni attribuite può affermarsi con certezza che l'Ente
autonomo portuale non rientra, né è mai rientrato, nell'ambito
dell'amministrazione decentrata diretta o indiretta della
navigazione e, ben a ragione, il Ministero ne ignora esistenza e
funzioni;
l'Amministrazione della navigazione e del demanio marittimo di
Messina, infatti, è stata sempre assicurata dalla locale
Capitaneria di porto e, per i profili di competenza, dall'Azienda
dei mezzi meccanici, istituita con legge 9 ottobre 1967, n. 961;
in seguito, la legge n. 84 del 1994 di riforma dei porti ha
trasformato l'Azienda dei mezzi meccanici in autorità portuale
(art. 6, comma 1), trasferendo a quest'ultima l'amministrazione dei
beni demaniali ed i compiti in materia di gestione delle attività
portuali;
in data 8 febbraio 2008, a riprova di quanto anzidetto, il
Ministro dei trasporti pro tempore, prof. Alessandro Bianchi, con
nota indirizzata al Presidente della Regione, così si esprimeva:
'Al di là delle motivazioni giuridico-istituzionali o tecniche che
nell'arco di 50 anni hanno impedito l'attuazione della legge 191
del 1951, purché il contributo ad oggi sia costruttivo, ritengo
indispensabile affrontare la problematica all'attualità non
mancando di evidenziare che il Ministero dell'Economia e delle
Finanze competente in materia si è più volte espresso nel senso di
ritenere la legge istitutiva del Punto Franco di Messina
incompatibile con il codice doganale comunitario di cui al
regolamento CEE 2913/92 con conseguente effetto abrogativo della
norma in contrasto.
Sarebbe oggi impossibile dare attuazione alla legge 191 del 1951
poiché la legge ha esattamente individuato i limiti del Punto
Franco in zona Falcata, area interna al Porto di Messina, che
poteva ritenersi idonea con riferimento ai traffici di allora ma
che allo stato attuale non presenta più i requisiti necessari, né
sotto il profilo commerciale, né infrastrutturale.
Non meno importanti ai fini dell'impedimento della realizzazione
del Punto Franco dell'area Falcata sono i vincoli storico culturali
cui l'area medesima è sottoposta ed i pesanti condizionamenti di
carattere ambientale.
Anche gli enti locali interessati hanno acquisito da tempo la
consapevolezza della inattuabilità del Punto Franco in zona Falcata
proponendone l'effettiva realizzazione in zone costiere limitrofe
al Porto di Messina (Comune di San Filippo).
Perciò qualora anche si ritenesse ancora vigente la L. 191/'51
occorrerebbe un'altra legge per modificare gli ambiti del Punto
Franco con la conseguente applicazione delle procedure di modalità
previste dalla vigente legislazione (oltre alla legge un successivo
provvedimento dei Ministri competenti per individuare le aree su
proposta dell'Autorità Portuale istituita nello scalo marittimo) e
comunque nel rispetto dei nuovi e particolari limiti imposti dal
regolamento comunitario 2913/92.
Alla luce della predetta considerazione, non sembra che la
sopravvivenza di un organismo incaricato della gestione di un Punto
Franco, ormai non realizzabile nei termini indicati dalla legge del
1951, sia legittimamente supportata.';
nella seduta del 27 marzo 2008 il Comitato dell'autorità portuale
di Messina ha adottato il piano regolatore dei porti di Messina e
Tremestieri secondo il quale, a larghe linee, la zona falcata viene
rivista valorizzando la cantieristica, le valenze paesaggistiche e
ambientali, eliminando i depositi di carburante, degassifica,
inceneritori ed ipotizzando la ridelimitazione dell'area della zona
franca in quelle parti di territorio rese disponibili dai comuni di
Pace del Mela e San Filippo;
tra i componenti il Comitato, erano presenti, tra gli altri: il
Commissario straordinario del Comune di Messina, il Presidente
della Provincia regionale, il Presidente della Camera di commercio,
i quali hanno espresso voto favorevole;
rilevato che:
in linea con quanto sopra, in data 11 settembre 2009, la Giunta
regionale ha assentito alla designazione, da parte dell'Assessore
regionale per l'industria, dell'avv. Panepinto Francesco quale
commissario liquidatore dell'Ente autonomo portuale di Messina, con
urgenza ai sensi della l.r. n. 35 del 1976;
in data 30 ottobre 2009 la designazione è stata trasmessa
all'Assemblea regionale siciliana per il parere di competenza e
che, in tempi rapidissimi, il 10 novembre 2009, nella seduta n. 70,
la 1 Commissione legislativa permanente 'Affari istituzionali' ha
espresso parere favorevole sulla richiesta;
lo stesso Assessore per l'industria, Marco Venturi, competente per
materia, così giustificava il provvedimento di nomina del
commissario liquidatore: 'In un momento di forte crisi economica e
finanziaria che ha riflessi negativi nel mondo della produzione,
con piccole e medie imprese che stanno chiudendo mettendo a rischio
migliaia di posti di lavoro, il Governo Regionale non può
permettersi di sprecare denaro pubblico mantenendo in piedi enti
improduttivi utili solo alle clientele politiche. La Sicilia ha
bisogno di scelte coraggiose, anche impopolari. Questo governo
vuole eliminare gli sprechi definendo un progetto strategico di
sviluppo e una programmazione orientata alla crescita e alla
competitività.';
considerato che:
con un'incomprensibile inversione di rotta, con successivo
provvedimento contrario ed opposto adottato nel mese di gennaio del
2010, la Giunta regionale di Governo ha abbandonato la procedura di
liquidazione ed ha riavviato il mantenimento dell'Ente autonomo
porto di Messina con una gestione straordinaria;
tale provvedimento, a prescindere dalla decisione del Consiglio di
giustizia amministrativa per la Regione siciliana n. 91/10 del 25
gennaio 2010, mantiene l'Ente autonomo porto di Messina e di fatto
determina un impedimento alla riqualificazione avviata dalla stessa
Regione, dal Comune di Messina e dall'autorità portuale;
considerata, infine, non ultima, l'approvazione ormai definitiva,
da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, del piano
regolatore del porto,
impegna il Presidente della Regione
a revocare con urgenza il provvedimento di nomina del Commissario
straordinario dell'Ente autonomo porto di Messina;
a ripristinare il percorso già avviato dall'Assessore per
l'industria pro tempore e condiviso dall'intera città e dalle
istituzioni competenti, riavviando le procedure di scioglimento con
l'emanazione del decreto di nomina del Commissario liquidatore
dell'Ente autonomo porto di Messina» (232).
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con riferimento alle
interrogazioni numeri 1560, 1564, 1574, 1578 e 1583 dell'onorevole
Vinciullo, testé comunicate, facendo seguito ad intese informali
intercorse con lo stesso deputato interrogante, si intendono
ritirate - in quanto identiche per tipologia e contenuto - le
interrogazioni numeri 220, 281, 498, 450 e 296.
Così rimane stabilito.
Rubrica Risorse agricole e alimentari
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Risorse agricole e alimentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni,
propongo di prelevare il punto IV dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Risorse agricole e alimentari .
Così rimane stabilito.
Si passa, pertanto, allo svolgimento della interrogazione numero
1258 «Iniziative per fronteggiare le problematiche relative alla
stagione irrigua e alla crisi del comparto del comprensorio dello
Jato», a firma degli onorevoli Cordaro e Maira. Per assenza
dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1344 «Provvedimenti per evitare
la chiusura dell'unità operativa SOAT (Settore operativo di
assistenza tecnica) di Agira (EN)», a firma dell'onorevole Caputo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1351 «Chiarimenti sulla
gestione del progetto rete di lavoratori per l'agroalimentare e
l'ambiente», a firma dell'onorevole Gucciardi. Per assenza
dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1354 «Provvedimenti per evitare la
perdita del finanziamento del Ministero delle politiche agricole e
forestali per il completamento di un tratto della diga Garcia
(PA)», a firma dell'onorevole Caputo. Per assenza dall'Aula del
firmatario, l'interrogazione si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1380 «Pagamento degli stipendi ai
lavoratori del settore forestale», a firma degli onorevoli
Vinciullo e Pogliese. Per assenza dall'Aula dei firmatari,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Onorevoli colleghi, per quanto riguarda le altre interrogazioni ed
interpellanze inserite nell'allegato, così come da comunicazione
dell'Assessore, si rende noto che si è provveduto a sollecitare
l'acquisizione degli elementi disposti nei confronti dei competenti
dipartimenti regionali e pertanto, in attesa che venga definita
l'attività istruttoria, se ne chiede il rinvio e saranno trattate
in altra seduta.
Discussione della mozione n. 224 «Opportune iniziative al fine di
impedire il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive locali
conseguenti al decreto Mille proroghe del Governo nazionale»
PRESIDENTE. Comunico che, con fax prot n. 321 del 18 gennaio 2011,
il Presidente della Regione ha delegato l'assessore per il turismo,
lo sport e lo spettacolo, professore Tranchida, alla trattazione
delle mozioni numero 224 Opportune iniziative al fine di impedire
il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive locali
conseguenti al decreto Mille proroghe' del Governo nazionale ,
degli onorevoli Marinello, Digiacomo, Marziano e Raia, e numero 227
Iniziative a livello centrale per ovviare ai disservizi del
sistema ferroviario siciliano , iscritte all'ordine del giorno
della presente seduta. Relativamente alla mozione numero 227, a
seguito della comunicazione dell'assessore Carmelo Pietro Russo
della sua assenza, giusta nota prot. n. 3867 del 17 gennaio 2011,
l'assessore per il turismo è incaricato di chiederne il posticipo
della trattazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Si passa, pertanto, al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 224 «Opportune iniziative al fine
di impedire il taglio dei fondi alle emittenti radiotelevisive
locali conseguenti al decreto Mille proroghe del Governo
nazionale», a firma degli onorevoli Marinello, Di Giacomo, Marziano
e Raia. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Governo nazionale, con l'approvazione del decreto 'Mille
proroghe', ha deciso un drastico taglio ai trasferimenti di risorse
finanziarie a beneficio delle emittenti radiotelevisive e dei
giornali a copertura locale presenti in tutto il territorio
nazionale attraverso cui viene quotidianamente garantita a milioni
di cittadini italiani un'informazione libera e senza
condizionamenti;
con l'approvazione di tale decreto si rischia di assestare un
colpo mortale al sistema radiotelevisivo locale, con conseguenze
gravi sulla tenuta democratica dell'informazione nel Paese;
il rischio più immediato è quello di vedere irrimediabilmente
compromessa la prospettiva futura delle realtà giornalistiche
locali con una pesante ricaduta sulle prospettive lavorative di
centinaia di migliaia di persone la cui occupazione oggi rischia
seriamente di essere messa in discussione;
le misure in favore del comparto in oggetto non riguardano
finanziamenti a pioggia ma riduzioni tariffarie sui costi delle
utenze telefoniche e di rimborsi sui costi delle utenze elettriche,
dei collegamenti satellitari e dei canoni di abbonamento alle
agenzie di stampa;
il taglio di questi fondi è in contrapposizione rispetto alle
indicazioni fornite dal Presidente della Repubblica Napolitano nel
suo messaggio di fine anno alla Nazione, nel quale veniva posta
l'attenzione sull'importanza del pluralismo dell'informazione quale
pilastro della democrazia;
considerato che:
le emittenti radiotelevisive locali costituiscono uno dei pilastri
del pluralismo dell'informazione, senza le quali esisterebbero
soltanto il duopolio Rai-Mediaset ed alcuni gruppi editoriali
legati soprattutto al mondo della finanza;
in base al contenuto del succitato decreto, le uniche realtà non
investite dai tagli delle risorse sarebbero i giornali e le TV di
partito;
con questo taglio si otterrà un risparmio annuo di soli 4 milioni
di euro, mentre sono a rischio circa 1600 posti di lavoro fra i
giornalisti del settore radiotelevisivo locale, un numero pari a
quello impiegato stabilmente dalla RAI con un canone pubblico
imposto a tutti i cittadini di svariate centinaia di milioni di
euro;
la retroattività del provvedimento e la disparità di trattamento
operata con le testate di partito, che conservano il diritto alle
provvidenze, comporta l'incostituzionalità della norma, e che la
rappresentanza sindacale della stampa è intervenuta a sostegno
delle emittenti locali;
rilevato che il mondo cattolico e le organizzazioni dei
consumatori si sono mobilitati a difesa delle emittenti televisive
e delle radio private colpite dai tagli dei contributi
all'editoria,
impegna il Governo della Regione
a manifestare al Governo nazionale la netta contrarietà nei
confronti del decreto 'Mille proroghe' quale provvedimento teso a
tutelare gli interessi di pochi sacrificando il pluralismo
dell'informazione;
a porre in essere, presso il Governo nazionale, ogni idonea
iniziativa al fine di individuare una possibile soluzione agli
effetti causati dall'applicazione del decreto 'Mille proroghe';
a prevedere, nella prossima legge finanziaria regionale, misure
atte alla salvaguardia del sistema regionale dell'informazione;
a trasmettere la presente mozione al Governo nazionale nonché ai
comuni ed alle province che hanno già assunto in merito posizioni
di protesta» (224).
MARINELLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ed altri
colleghi del Partito Democratico abbiamo sottoposto all'Assemblea
questa mozione, avente per oggetto il taglio inserito nel decreto
Mille proroghe del Governo nazionale, in particolare per quanto
riguarda le radio-televisioni locali. In sintesi, chiediamo al
Governo regionale di manifestare al Governo nazionale la
contrarietà nei confronti del decreto Mille proroghe per quella
parte del provvedimento che è teso a tutelare gli interessi di
pochi, in particolare delle grandi emittenze, sacrificando
chiaramente il pluralismo della informazione.
Chiediamo, altresì, al Governo regionale di porre in essere nei
confronti del Governo nazionale ogni iniziativa idonea ad
individuare una possibile soluzione sugli effetti che causerà
l'applicazione di questo decreto Mille proroghe nonché un impegno
per quanto riguarda la prossima legge finanziaria regionale, nel
senso di predisporre alcune misure atte alla salvaguardia del
sistema regionale dell'informazione.
Questo lo chiediamo con forza per garantire il pluralismo
dell'informazione e per far sì che, attraverso le emittenze locali,
si possa meglio informare la nostra comunità.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
appello all'assessore per le risorse agricole e alimentari,
scusandomi con i colleghi - soprattutto con l'onorevole Maira, che
non è qui presente - ai quali avevo promesso che non avrei mai più
pronunciato in quest'Aula la parola peronospora .
Purtroppo, però, nonostante l'impegno dell'Assemblea e gli sforzi
compiuti per venire incontro alle difficoltà e agli errori commessi
negli anni dal sistema burocratico regionale, a tutt'oggi il
decreto non è stato ancora firmato dal dirigente generale.
Questa è una questione sulla quale noi dobbiamo intenderci,
assessore D'Antrassi.
Penso che in qualsiasi Paese al mondo, se un dirigente sta male ci
sarà un vice che può firmare al suo posto; se il dirigente sta male
e non è moribondo, può firmare un decreto che consente agli
agricoltori di avere il pagamento di un danno che hanno subìto
quattro anni fa.
L'appello è forte, fatto veramente col massimo rispetto, ma anche
con la massima forza, a nome dell'Assemblea che ha operato tutti
gli sforzi possibili per consentire che venisse pagato questo danno
all'agricoltura. La prego, pertanto, di intervenire con forza e
determinazione.
Presidenza del vicepresidente Formica
Si riprende la discussione della mozione numero 224
PRESIDENTE. Si riprende la discussione della mozione numero 224.
Ha facoltà di intervenire l'assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, dottore Tranchida.
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, onorevoli deputati dell'Assemblea regionale
siciliana, il Governo esprime parere favorevole sulla mozione
numero 224 in base ad una serie di considerazioni, ovvero al fatto
che la realtà delle emittenti radiotelevisive in Sicilia è una
realtà diffusa e complessa che conta più di 355 emittenti, che è un
dato particolarmente significativo perché supera il dato di regioni
come la Lombardia e come il Lazio. Poi, perché i tagli - che, tra
l'altro, riguardano riduzioni tariffarie su utenze elettriche e
telefoniche, oltre che sui canoni di abbonamento alle agenzie di
stampa - costituiscono un vulnus notevole per queste emittenti, con
eventuali notevoli ricadute sull'occupazione, in termini di decine
di migliaia di posti.
Inoltre, il Governo regionale intende comunque difendere il
concetto di pluralismo della informazione. Ecco perché, non solo
esprime parere favorevole sulla mozione, ma si impegna a prendere
le opportune iniziative in merito alla difesa dell'emittenza
radiotelevisiva.
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare,
pongo in votazione la mozione numero 224. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di consentire il lavoro
delle Commissioni legislative relativamente ai disegni di legge
individuati dall'ultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, la seduta è rinviata a martedì prossimo, 25 gennaio
2011, alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 230 - Misure urgenti per il blocco del bando emanato
dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro concernente l'assunzione di ulteriori
stagisti.
n. 231 - Iniziative a livello centrale per far sì che i beni
sequestrati alla mafia vengano assegnati a enti o
associazioni del terzo settore.
n. 232 - Riavvio delle procedure di scioglimento dell'Ente porto
di Messina.
III - Discussione della mozione:
n. 227 - Iniziative a livello centrale per ovviare ai
disservizi del sistema ferroviario siciliano.
IV - Svolgimento di interrogazione e di interpellanze della
rubrica Territorio e ambiente
La seduta è tolta alle ore 17.16
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
VINCIULLO-POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che:
l'art. 20 del decreto-legge 78 del 2009, convertito con
modificazioni in legge 3 agosto 2009, n. 102, in tema di controllo
e lotta alle frodi nel settore delle invalidità civili, attribuisce
all'INPS le procedure di riconoscimento delle invalidità civili e
degli handicap;
lo stesso decreto stabilisce che a decorrere dal 1 gennaio 2010,
le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità
civile, sordità civile, handicap e disabilità ( ) sono presentate
all'INPS secondo modalità stabilite dall'Ente stesso.
considerato che a seguito del suddetto decreto-legge, l'INPS, in
data 28 dicembre 2009, ha emanato la circolare 131, con la quale
stabilisce che tutte le domande volte ad ottenere i benefici
dell'invalidità civile dovranno essere trasmesse, alla stessa INPS,
tramite posta elettronica, previo un sistema di accreditamento
telematico, alquanto complesso, che prevede un pre-accreditamento,
l'invio, da parte dell'INPS, di una credenziale via posta sia al
medico che al cittadino richiedente, il successivo accreditamento
ed infine, solo per il medico, la trasmissione della certificazione
comprovante gli stati patologici del soggetto richiedente;
tenuto conto che:
questa procedura adottata dall'INPS obbliga automaticamente sia
gli utenti che i medici ad essere in possesso di un computer
collegato ad internet, fatto questo che causa una forte
discriminazione nei confronti di coloro che non hanno la
possibilità economica di dotarsi di un computer e, soprattutto, di
possedere una linea ADSL per il collegamento con la rete internet.;
tale stato di fatto, inoltre, costringe gli utenti a rivolgersi
necessariamente a patronati ovvero ad associazioni di categoria dei
disabili, con le ovvie ricadute sulla mobilità personale e sui
costi di tali operazioni;
visto che una simile rivoluzione nelle procedure di riconoscimento
delle invalidità avrebbe dovuto prevedere uno start up iniziale che
prevedesse, almeno nei primi mesi, un doppio binario, telematico e
cartaceo, per la presentazione delle domande, al fine di consentire
a tutti gli interessati di provvedere in tempo a dotarsi di
computer o di adeguare le proprie apparecchiature telematiche;
per sapere:
se non ritengano necessario, improcrastinabile ed urgentissimo
intervenire presso i vertici regionali e nazionali dell'INPS al
fine di consentire un passaggio meno traumatico alle nuove
disposizioni in tema di lotta alle frodi nel settore delle
invalidità civili, così come disposto dall'art. 20, comma 3, del
decreto-legge n. 78 del 2009, convertito con modificazioni in legge
3 agosto 2009, n. 102;
se non reputino necessario che l'INPS adotti un periodo di
transizione di almeno 4 mesi per l'attivazione di dette procedure,
periodo in cui è consentito la presentazione delle domande sia per
via telematica sia per via cartacea». (954)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa gli interventi
a livello centrale atti a semplificare le procedure di
riconoscimento delle invalidità civili e degli handicap si
rappresenta quanto segue.
L'art. 20 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con
modificazioni in legge 3 agosto 2009, n. 102, stabilisce che a
decorrere dall'1 gennaio 2010 le Commissioni per l'accertamento
dell'invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e
disabilità sono integrate con un medico dell'I.N.P.S. e che le
istanze volte ad ottenere i benefici in materia sono presentate
direttamente all'Istituto, secondo le modalità stabilite da
quest'ultimo.
Per quanto di competenza di questo Assessorato, allo scopo di dare
avvio in tempo utile al nuovo processo di accertamento dei
requisiti per il riconoscimento delle invalidità, si è proceduto di
concerto con l'I.N.P.S. a richiedere alle A.S.P. una serie di dati
necessari a valutare le azioni da intraprendere sia per la gestione
a stralcio delle istanze presentate fino al 31 dicembre 2009 sia
per l'avvio a regime del sistema.
Successivamente, a seguito dell'incontro tenutosi presso questo
Assessorato in data 1 dicembre 2009 fra i funzionari dell'I.N.P.S.
ed i referenti informatici e amministrativi delle Aziende
unitamente ad alcuni Presidenti delle Commissioni per
l'accertamento delle invalidità, sono emerse alcune criticità
connesse all'avvio delle nuove procedure riguardanti la corretta
applicazione della norma indicata in premessa, sebbene già con D.A.
n. 328 del 25 febbraio 2009 questo Assessorato avesse posto
l'obbligo alle ex Aziende U.S.L. (oggi A.S.P.) di adottare il
sistema informatico oggetto del protocollo di intesa stipulato in
data 24 febbraio 2009 tra questa Amministrazione e l'Istituto per
la complessiva gestione informatica delle pratiche in questione.
Nel citato provvedimento assessoriale veniva inoltre indicato il
termine (30 giugno 2009) entro il quale le Aziende avrebbero dovuto
provvedere alla trasmissione telematica dei dati attraverso la
citata procedura informatizzata messa a disposizione dall'I.N.P.S..
Alla data dell'incontro le Aziende hanno rappresentato di non
essere ancora nelle condizioni di dare attuazione a quando
stabilito dal citato decreto ritrovandosi, di conseguenza, a
ridosso della imminenza dell'1 gennaio 2010 senza avere ancora
superato le criticità riguardanti anche le dotazioni logistiche e
di supporto informatico (computer, stampanti, linee ADSL e
quant'altro) indispensabili per l'avvio delle procedure in
questione.
Pertanto, in relazione a quanto emerso dall'incontro dell'1
dicembre 2009, questo Assessorato con nota prot. n. 13240 del 9
dicembre 2009 ha invitato i Direttori generali delle Aziende a
porre in essere tutti gli adempimenti necessari affinché a far data
dall'1 gennaio 2010 potesse essere data piena attuazione al dettato
normativo dell'art. 20 del D.L. 1 luglio 2009, n. 78.
In particolare sono state impartite disposizioni affinché le
Aziende dotassero le Commissioni di idonei strumenti informatici
(computer, stampanti, linee ADSL, ecc.) e venissero individuati
adeguati locali per l'effettuazione delle visite mediche. Inoltre i
Direttori generali sono stati sollecitati ad adottare un piano
straordinario per lo smaltimento in tempi brevi - e comunque non
oltre il primo bimestre del 2010 - di tutte pratiche antecedenti
l'1 gennaio 2010 anche mediante una intensificazione delle sedute
delle Commissioni.
Infine è stata evidenziata la diretta responsabilità dei Direttori
generali in caso di mancato rispetto delle citate disposizioni
normative per le consequenziali ricadute negative sulla popolazione
interessata.
Secondo le disposizioni normative e le modalità stabilite
dall'I.N.P.S., che prevedono un massiccio ancorché unico utilizzo
di procedure informatiche (dalla presentazione dell'istanza alla
liquidazione delle indennità e/o pensioni), l'iter amministrativo
sarà esaurito in tempi molto più brevi (l'I.N.P.S. si è posto come
obiettivo il rispetto del limite di centoventi giorni
dall'istanza).
Relativamente alla fase transitoria di avvio della citata
procedura informatizzata - ovvero per le istanze pervenute dopo la
data dell'1 gennaio 2010 - l'I.N.P.S. di concerto con questo
Assessorato ha stabilito di continuare in via transitoria e
straordinaria ad acquisire la documentazione anche in formato
cartaceo; di ciò è stata data comunicazione a tutte le Aziende
sanitarie provinciali invitando contestualmente a sollecitare -
direttamente o tramite gli ordini provinciali - i medici di
medicina generale ed i pediatri di libera scelta ad acquisire con
urgenza i codici P.I.N. presso le sedi provinciali dell'I.N.P.S.,
necessari per l'invio telematico dei certificati medici
propedeutici all'inoltro delle istanze ed all'apertura delle
relative pratiche.
Con ulteriore nota prot. n. 1142 del 12 febbraio 2010, al fine di
non penalizzare l'utenza non ancora in condizioni di utilizzare i
mezzi informatici, sono state diramate ulteriori disposizioni
affinché da parte delle Aziende sanitarie provinciali venisse
caricata a sistema informatico anche la documentazione cartacea
(certificati medici e istanze) pervenuta oltre la data dell'1
gennaio 2010.
Per quanto sopra esposto si può affermare di avere posto in essere
tutte le azioni che rientrano nella competenza di questo
Assessorato».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
FORZESE-GIANNI-MAIRA-CORDARO-CINTOLA-SAVONA-RAGUSA-LO GIUDICE-
LEONTINI-ARDIZZONE-FALCONE-LIMOLI-VINCIULLO-CAPUTO-D'ASERO.-
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che la l.r. 14 aprile, n. 5, recante Norme per il riordino
del Servizio Sanitario regionale', all'art. 24 disciplina la rete
dell'emergenza-urgenza sanitaria;
considerato che:
il comma 10 dell'articolo citato prevede che l'espletamento delle
attività afferenti al servizio di emergenza-urgenza 118 per
l'intero territorio regionale può essere assolto anche avvalendosi
di organismi a totale partecipazione pubblica che esercitino la
propria attività esclusivamente nei confronti della Regione
siciliana e nel relativo ambito territoriale;
al comma 12, è fatto divieto di procedere all'impiego di personale
in numero superiore a quello utilizzato dall' attuale gestore del
servizio;
rilevato che:
la VI Commissione legislativa permanete dell'ARS 'Servizi sociali
e sanitari', in sede di parere, ha inteso più pregnatamente
individuare i contenuti della delega concessa al Governo indicando
precisi criteri e direttive da seguire e, tra l' altro, più
esattamente:
1. coinvolgimento nella new.co. di un soggetto pubblico
istituzionale di riconosciuta valenza nazionale;
2. trasformazione a full time del personale occupato;
3. assunzioni bloccate al 31 luglio 2008 con conseguente
impossibilità di procedere a nuovi inserimenti di personale;
4. stabilizzazione dell' intero personale S.i.S.E.;
per sapere:
se ed in quale misura nel soggetto di nuova costituzione sia
presente il previsto 'Soggetto Pubblico Istituzionale di
riconosciuta valenza nazionale' e, in caso di risposta negativa,
quali siano le motivazioni che non hanno permesso tale
coinvolgimento, ritenuto essenziale dalla Commissione;
altresì, se le assunzioni alla carica di direttore generale, di
direttore amministrativo e di direttore sanitario della Si.S.E.
rispettano i limiti di cui al superiore n. 3, e cioè se trattasi di
personale già inquadrato nell'ambito del soggetto gestore (Si.S.E.)
alla data del 31 luglio 2008;
conseguentemente la fondatezza delle notizie apprese circa
l'utilizzo speculare (per economie) delle figure descritte nel
soggetto di nuova costituzione denominato S.E.U.S., in quanto si
evidenzia che il blocco e l'impossibilità di assunzioni nuove vige
anche per tale ultimo soggetto;
in fine se sia possibile conoscere, in merito al punto 4, il
percorso che porterà al totale assorbimento nella S.E.U.S. di tutto
il personale in forza alle Si.S.E. ed in particolare se sia fondata
la possibilità di poter godere di sgravi contributivi (con chiari
benefici per il bilancio regionale) attingendo alle liste di
mobilità cui il predetto personale Si.S.E. verrà posto in seguito
al dichiarato licenziamento». (967)
Risposta. -«In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Forzese chiede notizie in merito al nuovo
soggetto ed alla nuova gestione del servizio di emergenza 118, si
rappresenta quanto segue.
Anzitutto si evidenzia che l'assenza del Soggetto di riconosciuta
valenza nazionale nella compagine sociale della Società Sicilia
Emergenza - Urgenza Sanitaria Società consortile per azioni ,
costituita in data 23 dicembre 2009, va correlata alla
determinazione di affidare la gestione del Servizio di urgenza-
emergenza sanitaria 118 - che integra lo svolgimento delle funzioni
sanitarie regionali - ad una società in house costituita
esclusivamente dall'Amministrazione regionale e dalle Aziende del
Servizio sanitario regionale atteso che la società di rilevanza
nazionale, nello specifico la Croce Rossa Italiana, non ha
espressamente inteso partecipare alla compagine societaria.
Si fa altresì presente che le problematiche inerenti alla
trasformazione a full time del rapporto di lavoro del personale
utilizzato dalla Società Si.S.E. s.p.a. e la stabilizzazione del
medesimo personale sono state oggetto di approfondito esame in sede
di reclutamento del personale della Società consortile per azioni
sopra indicata.
A tal proposito si precisa che il cosiddetto blocco delle
assunzioni al 31 luglio 2008 indicato dall'interrogante non può
sicuramente essere riferito alle società di nuova costituzione ma
vige, ovviamente, per le società già in essere a quella data.
Per quanto poi concerne la questione relativa alle assunzioni dei
vertici aziendali (Si.S.E. s.p.a.) si precisa che la Croce Rossa
Italiana (socio unico della Si.S.E. s.p.a.), in relazione ai ben
noti episodi di non corretta gestione amministrativa, nei primi
giorni di settembre 2009 ha deciso di azzerare gli organi societari
e di sostituirli con un nuovo management; in relazione a tale
determinazione la società Si.S.E. s.p.a., al fine di procedere alla
sostituzione delle cariche dirigenziali, ha chiesto a questa
Amministrazione l'autorizzazione in deroga al blocco delle
assunzioni.
La Giunta regionale con deliberazione n. 370 del 29 settembre
2009, su proposta dell'Assessore regionale della sanità, ha
autorizzato la Si.S.E. s.p.a. alla sostituzione delle cariche
dirigenziali nelle figure del Direttore generale, del Direttore
amministrativo e del Direttore sanitario, in deroga al blocco delle
assunzioni di cui al D.A. 8 luglio 2008, imponendo comunque il
rispetto della condizione dell'invarianza dei costi complessivi;
condizione che ha pertanto escluso la possibilità di configurare un
danno erariale.
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
in provincia di Siracusa, il 25 per cento dei decessi è dovuto a
malattie tumorali e che, di conseguenza, le neoplasie ed in genere
le patologie tumorali rappresentano un fortissimo fattore di
rischio per le aspettative di vita dei cittadini della provincia
aretusea;
la cosa più preoccupante, sulla vicenda, è che, secondo le ultime
statistiche, nonostante l'azione di prevenzione, il numero di
uomini e donne che ogni anno si ammalano non solo è in continuo e
costante incremento, ma ad essere colpita è una fascia di età
sempre più giovane che, sino ad ora, è stata interessata solo in
modo marginale;
è notorio che la chirurgia, in primis, e la radioterapia, insieme
alla chemioterapia, rappresentano gli unici e, fino ad ora, i
principali rimedi per la terapia tumorale;
per la prevenzione, la diagnosi e la cura, in provincia di
Siracusa sono attivi un numero di posti letto del tutto
insignificante, che costringe oltre il 90 per cento dei malati
tumorali e terminali a recarsi presso strutture sanitarie esistenti
nel resto del Paese;
le strutture ospedaliere pubbliche e private che assicurano la
radioterapia, la chemioterapia e la radiodiagnostica, in provincia
di Siracusa, sono del tutto insufficienti, purtroppo, ad assicurare
livelli elementari di assistenza sanitaria a soggetti
particolarmente svantaggiati;
di conseguenza, molti pazienti, anche terminali, sono costretti a
sobbarcarsi il carico di insopportabili spostamenti, che causano
disagi disumani per i malati oncologici unitamente ad un costo
altissimo per le casse del sistema sanitario nazionale e regionale
in particolare;
nella provincia di Siracusa, oltre ad aumentare ed incrementare,
in modo congruo alle necessità, il numero dei posti letto destinati
ai malati oncologici ed assicurare, di fatto e non solo
formalmente, un servizio 'H24', sarebbe necessario ed
indispensabile, viste le caratteristiche orografiche del
territorio, realizzare tre strutture oncologiche ospedaliere
pubbliche, per assicurare a tutti i cittadini siracusani equità di
trattamento con il resto dei cittadini italiani;
visto che la legge regionale n. 5 del 2009 di riforma del servizio
sanitario regionale ha previsto, su proposta del sottoscritto
interrogante, una specifica deroga nell'assegnazione dei posti
letto in Sicilia nelle strutture ospedaliere della provincia di
Siracusa, in considerazione della presenza del più imponente polo
petrolchimico operante in tutta Italia;
considerato che, in seguito ad una controversia lavorativa tra
soggetti affetti da malattie professionali e parenti di deceduti a
causa dell'amianto, una società privata ha messo a disposizione
della provincia di Siracusa, a titolo risarcitorio, oltre un
milione di euro per la realizzazione di una struttura chemioterapia
e radioterapica;
per sapere:
se non ritengano necessario ed improcrastinabile attivarsi per
dotare la provincia di Siracusa di strutture sanitarie ospedaliere
di prevenzione e cura delle malattie oncologiche in maniera
rispondente, purtroppo, alla necessità del territorio;
se non ritengano utile ed indispensabile individuare le strutture
ospedaliere che devono ospitare tali reparti;
se non ritengano opportuno, attraverso questa attivazione, fermare
l'esodo di massa di malati oncologici e terminali della provincia
di Siracusa verso altri territori, alleviando, di conseguenza, le
difficoltà di soggetti che sono stati già colpiti, in maniera
drammatica, dalla nefasta malattia;
se non ritengano utile utilizzare il contributo di circa un
milione di euro che un ente privato ha messo a disposizione dei
cittadini della provincia di Siracusa per curare coloro i quali
sono caduti nella trappola di un male ancora così oscuro e
devastante». (986)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in merito al
realizzazione di strutture ospedaliere per assicurare il
trattamento radioterapico nella provincia di Siracusa, si
rappresenta che il recente decreto assessoriale n.1377/2010
riguardante l' A.S.P. di Siracusa ha previsto, per il Distretto
SR1, n. 16 posti letto di oncologia (suddivisi in n. 14 posti letto
presso l'Unità operativa dello stabilimento di Siracusa e n. 2
posti letto presso l''Unità operativa dello stabilimento di Avola -
Noto) e, per il Distretto SR2, n. 10 posti letto (allocati presso
l'Unità operativa dello stabilimento di Augusta).
Peraltro questa Amministrazione, consapevole dell'impegno che la
malattia oncologica assume anche sotto il profilo sociale, ha
provveduto ad identificare la funzione con la relativa dotazione
organica di posti letto in ambedue i Distretti dell' A.S.P. di
Siracusa al fine di evitare ulteriori disaggi ai pazienti colpiti
da tale patologia.
Per quanto riguarda il contributo di un ente privato citato
nell'atto ispettivo, del quale però agli atti non risulta alcuna
formalizzazione, questo Assessorato è disponibile a verificare
sulla base dei dati epidemiologici e in considerazione della
programmazione degli investimenti già avviata, l'impiego ottimale
di eventuali risorse esterne».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, All'Assessore per la
salute e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, premesso che:
'parent project' onlus è un'organizzazione diffusa in tutto il
mondo, fondata in Italia nel 1996, come associazione onlus
'Distrofia Muscolare Duchenne & Becker' malattia rara che conduce a
un livello di disabilità gravissimo, per questo i ragazzi affetti
da tale patologia richiedono assistenza a tutti i livelli;
si stima che in Italia ci siano 5.000 persone affetti dalla
malattia, ma non esistono dati ufficiali in quanto manca un
database dedicato. La malattia, nota fin dalla seconda metà del
secolo scorso, deve il suo nome al medico francese Duchenne che la
descrisse accuratamente nel 1868. Ad esserne affetti sono
esclusivamente i maschi, tranne rarissime eccezioni. La causa è
un'alterazione di un gene localizzato sul cromosoma X che contiene
le informazioni per la produzione di una proteina: la distrofina;
i primi sintomi si manifestano, generalmente, tra i 2 e i 6 anni;
la malattia colpisce inizialmente i muscoli profondi delle cosce e
delle anche, provocando un'andatura dondolante; verso gli 11 anni,
generalmente, i ragazzi colpiti da tale malattia sono costretti a
muoversi su una sedia a rotelle;
progressivamente, la degenerazione dei muscoli colpisce anche
quelli respiratori, diaframma e muscoli intercostali, fino a
rendere necessaria la ventilazione assistita. Anche il cuore è
coinvolto dalla malattia, soprattutto negli ultimi anni di vita;
in tutto questo la famiglia si trova a supportare tante
difficoltà, sforzandosi di mantenere una normale quotidianità che
spesso non è facile;
per tutti questi motivi la parent project si è prefissata, da
circa 10 anni, di raggiungere alcuni obiettivi importanti come:
a) raccogliere fondi per finanziare la ricerca scientifica e
migliorare la qualità di vita delle persone affette da tali
patologie;
b) diffondere informazioni scientifiche alle famiglie e a
specialisti, allo scopo di favorire l'applicazione di nuove
tecniche e terapie derivanti dalla ricerca;
c) promuovere il diritto alla salute attraverso la ricerca
scientifica e il sostegno di azioni politiche socio-sanitarie;
d) istituire a livello nazionale un servizio specialistico di
accoglienza e informazione sulla malattia, il Centro ascolto
Duchenne (CAD), al fine di rispondere ai bisogni e alle richieste
specifiche delle famiglie e dei servizi sociali e sanitari del
territorio;
ad oggi, grazie ad un progetto finanziato dal Ministero della
solidarietà sociale, previsto dalla legge n. 383 del 2000, il
servizio specialistico di Centro ascolto Duchenne è stato avviato
anche in Sicilia dal marzo 2009;
l'associazione parent project onlus, grazie ai CAD, è in grado di
poter sviluppare percorsi e progetti di intervento specializzati
rivolti alla malattia, al fine di consentire un lavoro di sinergia
tra le famiglie e gli enti istituzionali;
rilevato che:
il CAD si è arricchito di un bene immobile concesso dal Comune di
Vittoria (RG), attraverso un bando di concorso vinto per l'appunto
da parent project onlus, bene immobile confiscato alla mafia, che
oggi il CAD Sicilia utilizza come sede per l'erogazione di servizi
socio-sanitari a favore di tutta la comunità siciliana;
il CAD Sicilia, sino ad oggi, è impegnato a rilevare e ad
analizzare i bisogni e le varie problematiche delle famiglie
siciliane delle varie province, allo scopo di creare una rete socio-
sanitaria ben intrecciata e radicata nel territorio, per il bene
esclusivo delle famiglie e dei ragazzi D&B;
atteso che:
attualmente non esiste una cura specifica, ma un trattamento da
parte di una equipe multidisciplinare, la fisiochinesiterapia
generale e respiratoria, la chirurgia ortopedica selettiva, i
controlli cardiologici e, soprattutto, l'assistenza respiratoria
permettono di limitare gli effetti della malattia, di prolungare la
durata della vita e di migliorare le condizioni generali. Le
aspettative di vita, quindi, possono anche raddoppiare rispetto ai
15 anni possibili fino ad un decennio fa;
in tutto il mondo sono numerosi i gruppi di ricerca biologica e
clinica che studiano attivamente la distrofia muscolare e negli
ultimi anni le conoscenze sulle cause della malattia e sulle
possibili terapie si sono ampliate considerevolmente;
i CAD svolgono un lavoro estremamente delicato e importante perché
rappresentano degli spazi di aiuto e osservazione nei confronti
della patologia e dei soggetti interessati;
considerato che, purtroppo, il progetto ministeriale di cui alla
legge n. 383 del 2000, che finanzia il Centro ascolto Duchenne
(CAD) Sicilia, oggi in grado di fornire un servizio di qualità
altamente specializzato nella patologia della distrofia muscolare
Duchenne & Becker, si concluderà nel mese di maggio 2010;
per sapere quali interventi intendano adottare per continuare a
garantire, da giugno 2010, l'esistenza del Centro ascolto Duchenne
(CAD) Sicilia, al fine di garantire con un concreto sostegno
finanziario l'unico spazio specialistico di accoglienza e
informazione sulla malattia, in grado di poter fornire risposte
alle famiglie già coinvolte e a quelle che potrebbero trovarsi
coinvolte, a cui le strutture ospedaliere non sono in grado di
rispondere per la complessità del problema che, ad oggi, coinvolge
oltre 100 famiglie siciliane, le quali hanno trovato nelle figure
professionali del CAD Sicilia un qualificato supporto ed ascolto
attivo delle loro problematiche». (1044)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in merito agli
interventi per il potenziamento e il finanziamento del C.A.D.
(Centro ascolto Duchenne) Sicilia parent project onlus 'Distrofia
Muscolare Duchenne & Becker', si rappresenta quanto segue.
Com'è noto questo Assessorato gestisce le risorse finanziarie del
Fondo sanitario regionale destinate all'erogazione dell'assistenza
sanitaria da parte delle Aziende del S.S.R. e le strutture private
accreditate.
Ciò posto, questo Assessorato non dispone di ulteriori risorse
destinabili al sostegno di associazioni, ancorché dedicate al
sostegno di pazienti affetti da gravi patologie e/o loro familiari,
che, com'è noto anche all'interrogante, hanno trovato sostegno
finanziario con i fondi del progetto ministeriale di cui alla Legge
7 dicembre 2000, n. 383, recante Disciplina delle associazioni di
promozione sociale , la cui competenza in ambito regionale è
dell'Assessorato della famiglia».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PANEPINTO. - «All'Assessore per la salute, premesso che il sig.
Guida Leonardo, con ricorso straordinario, ha impugnato la revoca
della delibera (440/2002) di conferma della decisione del comitato
di gestione dell'ex AUSL 1 di Agrigento di costituire l'ufficio
stampa e pubbliche relazioni e di assegnarne la responsabilità al
sig. Guida in questione;
visto che il predetto ricorso straordinario è stato accolto (con
decreto n. 1075 del 26 ottobre 2007) dal Presidente della Regione,
su conforme parere del CGA a sezioni riunite, il quale ha ritenuto
sussistente l'obbligo per le aziende sanitarie di istituire gli
uffici stampa e pubbliche relazioni;
rilevato che:
a seguito della notifica del predetto decreto e al fine di darvi
esecuzione l'ex azienda sanitaria locale n. 1 di Agrigento ha
chiesto di essere autorizzata dall'Assessore regionale per la
sanità pro tempore a modificare l'atto aziendale e la dotazione
organica dell'azienda anche in deroga a quanto disposto dalla
circolare n. 436 del 13 febbraio 2007 e dei limiti finanziari
imposti dal piano di rientro, in modo da potervi inserire la figura
del giornalista e dell'ufficio stampa, precedentemente esclusi in
quanto non previsti nei ruoli del SSN e, come tale, mancanti sia
delle specifiche norme contrattuali che di quelle relative alle
procedure concorsuali;
l'ex Assessorato regionale Sanità, pur prendendo atto di dover
dare esecuzione al decreto del Presidente della Regione, e quindi
di concedere l'autorizzazione all'ex AUSL 1 di Agrigento, ribadiva
che la figura del giornalista non è in atto rinvenibile tra le
figure professionali dei ruoli del servizio sanitario, limitando
quindi al solo caso del ricorrente la riviviscenza della situazione
antecedente;
l'ex AUSL 1 di Agrigento, anziché attenersi a quanto disposto
dall'Assessorato Sanità con deliberazione del direttore generale n.
172/2009, assegnava il signor Guido Leonardo quale collaboratore
amministrativo presso l'area risorse tecnico-patrimoniali,
spogliandolo del ruolo in precedenza svolto e procedendo alla
cancellazione dai ruoli INPGI e al contestuale trasferimento della
sua posizione previdenziale presso l'INPDAP;
ritenuti gli atti compiuti dall'ex azienda assolutamente
illegittimi e pretestuosi in quanto il decreto del Presidente della
Regione disponeva che l'azienda ottemperasse 'facendo rivivere la
situazione antecedente', ove il sig. Leonardo Guida era adibito a
funzioni giornalistiche con il ruolo e i compiti di capo
dell'ufficio stampa e pubbliche relazioni, tanto che l'ispettore di
vigilanza INPGI ne disponeva l'iscrizione d'ufficio presso l'INPGI;
tenuto infine conto che in una serie di norme (legge n. 150 del
2000, legge regionale n. 17 del 2004, la contrattazione collettiva,
ecc.) sono previste l'istituzione degli uffici stampa e
l'individuazione degli specifici profili professionali, la
creazione di appositi capitoli di bilancio, ecc.;
per sapere:
quali ragioni inducano i competenti uffici dell'Assessorato
regionale Salute a non dare seguito ad un inequivocabile decreto
del Presidente della Regione, supportato da un parere del CGA a
sezioni riunite e da un sufficiente quadro di norme, poco sopra
citate, che prevedono l'obbligatoria creazione di posti di
giornalista nelle dotazioni organiche trasformando i posti vacanti
(quindi a costo zero);
quali provvedimenti intenda assumere per il pronto e pieno
reintegro nelle sue funzioni del sig. Leonardo Guida». (1049)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Panepinto chiede notizie in ordine agli
interventi per l'istituzione degli uffici stampa e pubbliche
relazioni presso le aziende sanitarie regionali e conseguente
reintegrazione nel posto di lavoro di un cittadino, si rappresenta
quanto segue.
Già con nota assessoriale prot. n. 7931 del 20 luglio 2009, questa
Amministrazione, nel sottolineare la necessità dell'istituzione
degli Uffici stampa presso le Aziende sanitarie regionali ed al
fine di fornire indirizzi univoci alle Aziende sanitarie regionali
nella materia in questione, invitava il Dipartimento regionale per
la pianificazione strategica a formulare specifica direttiva, da
inoltrare alle medesime Aziende sanitarie, alla luce di quanto
previsto dalla legge n.150/2000, dall'art. 58 della legge regionale
n. 33/1996 e s.m.i., dall'art. 127 della legge regionale n.
2/2002, nonché alla luce di quanto rappresentato dal Consiglio di
giustizia amministrativa per la Regione siciliana nel parere n.
976/06 del 30 gennaio 2007 e dall'Ufficio legislativo e legale
della Regione siciliana nel parere prot. n. 18391/243.11.2007 del
13/11/2007, che appunto concludono nel senso della obbligatorietà
dell'istituzione degli uffici di che trattasi nelle Aziende
sanitarie.
Si rappresenta altresì che a seguito di successive interlocuzioni
formali e non formali con il predetto Dipartimento regionale, da
ultimo, con nota prot. n. 3357 del 27 aprile 2010 - nel condividere
le considerazioni formulate dal medesimo Dipartimento circa la
collocazione degli uffici stampa nelle Aziende del Servizio
sanitario regionale all'interno dello staff della direzione
aziendale mediante l'istituzione di una unità operativa semplice
articolata in due uffici - si è invitato lo stesso a predisporre
apposita nota da indirizzarsi alle Aziende del Servizio sanitario
regionale contenente direttive in tale senso.
Ciò premesso in via generale, per ciò che concerne la situazione
del sig. Guida Leonardo, si rassegna che la stessa è stata oggetto
di particolare attenzione da parte di questa Amministrazione con le
note prot. A.I.3/1879 del 5 marzo 2010 e A.I.3/3206 del 19 aprile
2010, entrambe indirizzate al Direttore Generale dell'Azienda
sanitaria provinciale di Agrigento.
In particolare, con la prima nota, prot. A.I.3/1879/2010, il
predetto Direttore generale è stato invitato - anche al fine di
scongiurare ulteriori aggravi procedurali ed oneri conseguenti al
contenzioso preannunciato dal legale di parte in relazione
all'inottemperanza al D.P.R.S. n.1075/2007 - a fornire ogni utile
chiarimento in ordine alle determinazioni che lo stesso intendeva
assumere in relazione all'inottemperanza al predetto D.P.R.S. n.
1075/2007. Si ricorda che con il citato decreto il Presidente della
Regione ha accolto il ricorso presentato dal sig. Guida Leonardo
per l'annullamento della deliberazione n. 616 del 9 agosto 2005,
con cui l'ex Azienda U.S.L. n. 1 aveva disposto la revoca del
precedente atto deliberativo n. 440 del 31 gennaio 2002 che, a sua
volta, aveva confermato il contenuto dell'atto n. 621 del 10
ottobre 1990 di istituzione dell'Ufficio Stampa e Pubbliche
Relazioni e di assegnazione della sua responsabilità al ricorrente
medesimo, il quale contestualmente era stato nominato Capo Ufficio
Stampa e P.R..
Con la successiva nota prot. n. A.I.3/3206/2010 - dopo aver
evidenziato che la decisione resa su ricorso straordinario, per la
sua alternatività rispetto a quella giurisdizionale, è stata
ritenuta dallo stesso Consiglio di Giustizia Amministrativa
assimilabile a quella di cosa giudicata in senso formale, una volta
che le parti non abbiano impugnato, negli stretti limiti in cui ciò
è possibile, la decisione stessa, con l'ulteriore conseguenza
dell'ammissibilità dello strumento del ricorso per ottemperanza nel
caso di inerzia dell'Amministrazione - si è espressamente
sottolineato che la S.V. è tenuta a dare esecuzione al citato
D.P.R.S, divenuto irrevocabile secondo le indicazioni già fornite
e con effetti limitati al solo ricorrente».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari e all'Assessore per la salute,
ritenuto che l'agricoltura siciliana vive un momento di gravissima
crisi di mercato, che sta mettendo in ginocchio l'intero comparto
produttivo, determinando, al contempo, la chiusura di migliaia di
piccole aziende e imprese agricole a carattere familiare;
considerato che una delle cause che condizionano il mancato
sviluppo dell'agricoltura è da ascriversi alla concorrenza
determinata da Paesi esteri che esportano enormi quantità di merci
nei mercati agricoli siciliani. Questa circostanza, oltre a
determinare l'ingresso in Sicilia di merci che creano inflazione
nei mercati agricoli, consente l'arrivo di grano e altri generi
agricoli le cui condizioni di igiene e qualità pongono a rischio la
salute e la sicurezza alimentare dei consumatori siciliani;
ritenuto che spetta agli organi regionali la competenza ad
effettuare i controlli igienico-sanitari sulla qualità dei prodotti
e sulla loro provenienza;
per sapere:
quali siano gli organi regionali preposti ai controlli;
quanto personale sia preposto allo svolgimento dei suddetti
controlli;
quanti controlli siano stati effettuati nel 2009 e nei correnti
mesi del 2010, su quali merci e sulla loro provenienza;
quali siano stati gli esiti e i provvedimenti adottati;
se intendano aumentare il numero dell'organico preposto ai
controlli». (1054)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede chiarimenti in ordine alle
procedure di controllo sulle derrate alimentari in ingresso in
Sicilia, per quanto di competenza di questo Assessorato si
rappresenta quanto segue.
Occorre chiarire preliminarmente che la competenza della sanità
pubblica regionale, individuata ai sensi del decreto legislativo 6
novembre 2007, n. 193, quale Autorità Competente ai fini del
coordinamento delle attività di controllo ufficiale nel territorio
nel campo della sicurezza alimentare ai sensi della specifica
normativa di settore comunitaria, si estrinseca nella redazione e
nella supervisione del cosiddetto Piano Integrato dei Controlli ai
sensi del Regolamento (CE) n. 882 del 2004. Occorre chiarire,
inoltre, che il regime dei controlli sulle importazioni, per le
derrate provenienti dai Paesi terzi, e il regime dei controlli
sugli scambi, per le derrate provenienti dai Paesi comunitari,
spettano esclusivamente agli Uffici di sanità marittima (USMAF), ai
Posti di ispezione frontaliera (PIF) e agli Uffici veterinari per
gli adempimenti comunitari (UVAC) del Ministero della salute.
Le attività di questo Assessorato e delle Aziende sanitarie
provinciali si estrinsecano nel campo dei controlli ufficiali
previsti dal sopra citato Regolamento (CE) n. 882 del 2004 con
l'impiego di personale medico, medico veterinario e tecnici della
prevenzione il cui numero corrisponde all'incirca a quattrocento
unità spesso impegnate in attività promiscue che coprono anche
altri settori della prevenzione e che quindi non riguardano
esclusivamente i temi della sicurezza alimentare.
Allo svolgimento dei controlli per quanto concerne la esecuzione
delle attività analitiche concorrono anche i laboratori e il
relativo personale, in numero di un centinaio circa, dell'Istituto
zooprofilattico e dei Laboratori di Sanità Pubblica delle Aziende
sanitarie provinciali.
Questo Assessorato, comunque, ha già approntato specifici piani di
controllo ufficiale sugli alimenti prevedendo la effettuazione, tra
gli altri, di controlli di identità, di controlli documentali e di
controlli materiali con campionamento basando il tutto
precipuamente sulle verifiche di rintracciabilità onde consentire
il monitoraggio delle movimentazioni e, quindi, della provenienza
delle derrate allo scopo di evidenziare le classi e le condizioni
di rischio. Elemento quest'ultimo di fondamentale rilievo nel campo
dei nuovi orientamenti della sicurezza alimentare.
Ad oggi questo Assessorato ha assicurato la routine minima dei
controlli prevista dalla programmazione nazionale nell'ambito del
MANCP (Multi Annual National Control Plan) e ha redatto specifici
piani orientati, rispettivamente, alla ricerca degli Organismi
geneticamente Modificati, alla ricerca delle micotossine e dei
residui di fitosanitari. Altri piani sono in fase di redazione a
proposito della vendita e dell'impiego dei prodotti fitosanitari, a
proposito dei materiali a contatto ed a proposito delle sostanze
allergizzanti.
Entro la fine dell'anno corrente, inoltre, questo Assessorato
ritiene di potere completare la pianificazione su base pluriennale
di tutte le attività di controllo nel campo della sicurezza
alimentare.
Si può argomentare, comunque, che il numero delle verifiche
effettuate è quantificabile in svariate migliaia, con una
consistente presenza di attività di controllo di laboratorio, con
il riscontro - tuttavia - di un basso numero di non conformità che,
indipendentemente dalla provenienza extraregionale delle derrate,
connota un livello di rischio alquanto basso».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MAIRA. - «All'Assessore per la salute, premesso che risulta
dall'anno 2005 che esiste un finanziamento per la realizzazione
della rete dei medici di medicina generale e ad oggi non è stato
realizzato nulla, ponendo la Sicilia all'ultimo posto delle regioni
maggiori relativamente all'adeguamento delle strutture ai dettami
della sanità elettronica;
considerando che tali progetti hanno il loro fattore di successo
dal coinvolgimento dei medici di medicina generale;
per sapere:
come mai, avendo in Italia esperienze di realizzazioni già
funzionanti, quali il progetto SIS Lombardia, Sole Emilia Romagna o
il progetto Abruzzo, non si sia pensato al riutilizzo degli stessi
sistemi;
quali azioni si siano intraprese per coinvolgere i medici di
medicina generale e i pediatri di libera scelta responsabili
principali del popolamento dei dati del 'patient summary',
strumento ormai indispensabile per una continuità di cura e per
l'abbattimento di ricoveri causati da non conoscenza di patologie
in capo al paziente;
come mai, ad oggi, non siano state rese pubbliche tali iniziative
e non si abbia alcuna notizia di procedure ad evidenza pubblica per
la realizzazione dei vari progetti, mentre risulta che su alcuni
progetti esistano delle realizzazioni in fase di collaudo affidate
tramite gara». (1064)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Maira chiede chiarimenti in merito alla
realizzazione della rete dei medici di medicina generale, si
rappresenta quanto segue.
Il progetto sulla Rete dei Medici di Medicina Generale nasce in
risposta agli obiettivi del Tavolo della Sanità Elettronica,
istituito dal Dipartimento dell'Innovazione Tecnologica, dal
Ministero della Salute e dalle Amministrazioni Regionali e delle
Province autonome in data 31 marzo 2005.
Il Tavolo della Sanità Elettronica mira a recepire le linee di
indirizzo dettate dall'e-Health 2004 ed il contesto strategico
nazionale nonché di tradurle nel Piano Sanità Elettronica.
Le principali linee di intervento del Tavolo della Sanità
Elettronica sono:
1. la definizione del Sistema della Sanità Elettronica (SSE)
attraverso l'analisi dei processi socio sanitari e l'individuazione
delle specifiche tecniche relative agli standard di
interoperabilità e degli oggetti informativi (documenti elettronici
di scambio);
2. la definizione nell'ambito degli obiettivi prioritari del Piano
della Sanità Elettronica e del Piano Sanitario Nazionale dei
principali servizi oggetto di innovazione;
3. la definizione dei requisiti e degli standard
dell'infrastruttura di comunicazione del Sistema della Sanità
Elettronica e degli interventi di natura trasversale
(identificazione sicura dei soggetti, firma digitale, uso delle
carte, sicurezza, usabilità dei portali ecc.);
4. la definizione dei piani d'azione e delle road map regionali e
nazionale comprensivi della pianificazione finanziaria, delle linee
di intervento in termini di formazione, change management e
comunicazione e loro governance.
La Regione siciliana ha aderito al Tavolo della Sanità Elettronica
sin dal marzo 2005, per la definizione delle specifiche e, con la
stipula dell'Accordo di Programma Quadro di marzo 2005, ha
sottoscritto l'accordo per la realizzazione, tra l'altro, del
progetto Rete dei Medici di Medicina Generale in totale aderenza ai
tavoli istituzionali, lasciando al Dipartimento dell'Innovazione
Tecnologica la direzione delle specifiche tecniche che il Progetto
avrebbe sviluppato.
Sulla base dell'Accordo di Programma Quadro è stato realizzato il
progetto in conformità all'Infrastruttura di Base della Sanità
Elettronica (IBSE), già firmato e sottoscritto dal precedente
Governo Regionale.
I progetti SIS Lombardia e SOLE Emilia Romagna partono in modo
autonomo rispetto alle specifiche del Tavolo della Sanità
Elettronica. In particolare, sono stati sviluppati prima del
rilascio delle linee guida approvate dal Tavolo della Sanità
Elettronica e quindi non sono basati sul modello architetturale
IBSE, quale base indicata dal Tavolo della Sanità Elettronica.
Il progetto Abruzzo è partito contestualmente al progetto della
Regione siciliana, partecipando congiuntamente ai tavoli
istituzionali per la formalizzazione degli standard per IBSE. Il
riuso non era possibile in quanto il software non era disponibile.
Inoltre, il Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione Abruzzo
potrà trattare esclusivamente dati nel formato HL7-CDA Rel. 2.0,
seguendo le linee guida implementative del Tavolo della Sanità
Elettronica, mentre non sono ancora state sviluppate le interfacce
verso l'architettura Registry-Repository, per quanto riguarda il
software Millewin ed il software di refertazione che sarà impiegato
in via sperimentale presso due reparti della A.S.L. di Teramo ed i
Front End Web del Fascicolo Sanitario Elettronico.
Infine, ancora non hanno definito le specifiche tecniche
riguardanti il certificato di malattia INPS e la prescrizione
elettronica.
Il sistema Rete dei Medici di Medicina Generale regionale è stato
sviluppato, tenendo anche presente le prescrizioni relative alla
gestione del consenso da parte del cittadino, definite dal Garante
della privacy. Restano da avviare le sperimentazioni di
integrazione con le Aziende Sanitarie e con i software dei Medici
di Medicina Generale / Pediatri di Libera Scelta. Tali software
devono adeguarsi alle specifiche del Tavolo della Sanità
Elettronica, per la parte di cooperazione applicativa relativa agli
invii dei documenti secondo standard CDA2.
Per quanto attiene al secondo quesito posto dall'interrogante
( quali azioni si siano intraprese per coinvolgere i Medici di
Medicina Generale ed i Pediatri di Libera Scelta responsabili
principali del popolamento dei dati del Patient Summary ,
strumento ormai indispensabile per una continuità di cura e per
l'abbattimento di ricoveri causati da non conoscenza di patologie
in capo al paziente ) si precisa che le attività volte al
coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di
Libera Scelta partono già nel 2008, attraverso incontri specifici
con le relative rappresentanze sindacali, con l'obiettivo di
individuare i medici prescrittori per le fasi di sperimentazione.
Le attività di sensibilizzazione al progetto sono state realizzate
attraverso informative specifiche. I Medici di Medicina Generale ed
i Pediatri di Libera Scelta utilizzano applicativi di cartella
clinica che dovranno adeguarsi alle specifiche nazionali per
l'interoperabilità con i servizi del fascicolo sanitario
elettronico.
Nello specifico, sono stati fatti i seguenti passi per le province
di Catania e Palermo, sedi delle sperimentazioni iniziali:
1) incontri di approfondimento con le rappresentanza sindacali;
2) individuazione e selezione del campione dei Medici di Medicina
Generale e dei Pediatri di Libera Scelta in base ai seguenti
criteri:
professionisti che operano presso i distretti sanitari
dell'A.S.P. di Palermo e che concorrono al bacino d'utenza
dell'Azienda ospedaliera Villa Sofia - Cervello, in particolare
presso i distretti n.7, n.8, n.10, n.11, n.12 e n.13;
rapporto tra Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di
Libera Scelta pari a: 80% Medici e 20% Pediatri;
rapporto tra i professionisti che esercitano a Palermo ed in
provincia pari a 50% a Palermo e 50% presso i distretti in
provincia;
pari percentuale di presenza maschile e femminile;
selezione per fasce d'età: 60% di età compresa tra i 40 e i 50
anni, 30% dai 50 ai 60 anni, 10% di età superiore ai 60 anni;
preferenza ai medici di Palermo e provincia (distretti sopra
indicati) che hanno risposto al questionario, distribuito nel 2006
con direttiva prot. n. 3923 del 2 agosto 2006;
preferenza ai medici utilizzatori di cartelle cliniche
informatizzate.
3) risposta dei medici legata ad una partecipazione condizionata
al progetto ovvero legata a richieste di ulteriori emolumenti per
la sperimentazione.
A tale risposta, si è aggiunta la problematica legata agli
adeguamenti delle interoperabilità software e ad una attenzione
alla gestione del consenso, legate all'emanazione del Garante della
privacy, in attesa dei pronunciamenti del Dipartimento
dell'Innovazione Tecnologica in materia.
Per riuscire a rispondere alle nuove esigenze, il progetto di
estensione a tutto il territorio ha già sviluppato la soluzione
tecnologica alle problematiche legate alla gestione della privacy e
ha previsto anche la realizzazione di una cartella clinica
regionale già integrata con i servizi del Fascicolo Sanitario
Elettronico da poter essere distribuita gratuitamente ai Medici di
Medicina Generale ed ai Pediatri di Libera Scelta che non hanno
software adeguato sia per il popolamento del Fascicolo, sia per
l'invio delle prescrizioni e dei certificati al MEF (art. 50 comma
5 bis).
Quest'anno è stato, inoltre, privilegiato l'adeguamento
organizzativo legato alla legge regionale n. 5/2009 che ha definito
l'accorpamento delle aziende per una razionalizzazione delle
risorse. Ciò si dovrà tradurre in una corrispondente organizzazione
delle tecnologie delle Aziende sanitarie, prediligendo i software
in grado di interagire con il Fascicolo Sanitario Elettronico
regionale, secondo le specifiche del Dipartimento dell'Innovazione
Tecnologica.
Infine, il documento relativo alle specifiche del Patient
Summary si trova ad oggi in versione bozza al Tavolo della Sanità
Elettronica ed il progetto Rete dei Medici di Medicina Generale ha
già realizzato la versione bozza di Patient Summary, in attesa che
le specifiche vengano formalizzate dal Dipartimento di Innovazione
Tecnologica. Eventuali modifiche, alle suddette specifiche, saranno
tempestivamente recepite, allo scopo di utilizzare esclusivamente
le indicazioni relative al Patient Summary stabilite dal Tavolo
di Sanità Elettronica.
Infine si precisa che ad oggi nessuna di tali iniziative è stata
resa pubblica perché la loro sperimentazione è in fase di
avviamento».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con decreto assessoriale l'Assessore per la salute ha provveduto
all'attuazione del piano regionale sangue e plasma;
il decreto citato è rivolto alla riorganizzazione del servizio di
medicina trasfusionale dell'intero territorio siciliano;
la rete trasfusionale regionale risulta costituita da 9 strutture
provinciali di coordinamento per le attività trasfusionali,
all'interno delle quali operano 32 strutture trasfusionali allocate
nelle nove province del territorio regionale;
anche i SIMT dell'ospedale Umberto I di Siracusa e del p.o. Di
Maria di Avola sono interessati dalla riforma regionale;
considerato che:
attualmente, presso il servizio di medicina trasfusionale
dell'ospedale Umberto I di Siracusa, i costi per test e per profilo
risultano essere molto bassi, rappresentando un vantaggio per la
collettività;
il profilo obbligatorio costituito da quattro parametri EIA (HBs
Ag, HIV-Ab, HCV-AB e TPHA), a seguito della recente gara
consorziata (2009), ha un costo complessivo di 10,09 euro, compresi
i costi di manutenzione delle apparecchiature, dei servizi di
assistenza, dei controlli di qualità esterna ed interna, dei
materiali consumabili e di tutte le attrezzature connesse;
per i parametri di chimica clinica, previsti dall'art. 7 del d.m.
3 marzo 2005 (e non 9, come erroneamente si evince dalla tabella di
classificazione e tipologia delle attività redatta
dall'Assessorato), vale a dire: glicemia, creatinina, proteine
totali, ferritina, colesterolo e trigliceridi, il costo sostenuto,
utilizzando il service CONSIP con l'aggiunta del test ALT
(transaminasi) è, allo stato attuale, di appena 0,303 euro;
detto decreto assessoriale, prevedendo il trasferimento degli
attuali servizi trasfusionali ai centri di livello C dei test EIA
per la qualificazione biologica del sangue e di quelli di chimica
clinica, comporterà, quasi certamente, un allungamento dei tempi di
risposta al donatore oltre ad un innalzamento del costo di
esercizio dell'intero servizio;
in attuazione del decreto assessoriale de quo, tutte le sacche di
sangue dovranno essere quotidianamente trasferite dai centri di
livello A a quelli di livello B per la lavorazione e la produzione
degli emocomponenti, comportando un ulteriore motivo di
innalzamento dei costi del servizio e dell'intera spesa sanitaria
regionale;
preso atto che:
allo stato attuale, essendo il piano di riordino del sistema
trasfusionale regionale privo di una dettagliata analisi degli
attuali livelli di qualità e sicurezza del settore trasfusionale
siciliano, risulta difficile preventivare un innalzamento di tale
livello derivante dalla riforma;
il programma per l'autosufficienza nazionale, pubblicato nella
GURI n. 301 del 29 dicembre, cita, a più riprese, la Sicilia e la
sua critica condizione;
la tabella 4, allegata al decreto ministeriale, dimostra che, a
fronte di 182.789 unità di globuli rossi trasfusi nel 2008, ne sono
stati prodotti, in Sicilia, 173.979, con la conseguente
importazione di 8.810 unità di globuli rossi da altre regioni e un
costo, per le casse della Regione siciliana, di 1.347,793 euro;
le circolari ministeriali 30 ottobre 2000, n. 17, e 19 dicembre
2001, n. 14, sull'adeguamento dei livelli di sicurezza
trasfusionale in presenza di metodiche atte alle indagini sui
costituenti virali per HCV (metodica NAT), non fissano un limite di
produzione di unità di sangue per la centralizzazione dell'attività
di diagnostica con metodica NAT, bensì prendono in considerazione
il 25% dei centri che raggiungono una produzione superiore alle
10.000 unità, come nel caso del SIMT del p.o. Umberto I di
Siracusa;
la circolare ministeriale 19 dicembre 2001, n. 14, prevede che
l'incremento del livello di semplificazione e del grado di
automazione delle tecniche NAT consente una più ampia diffusione di
tali metodologie con conseguente riduzione dei costi;
visto che:
la provincia di Siracusa ha superato, nel corso del 2009, le
17.000 donazioni di sangue ed emocomponenti, con un indice di
produzione pari a 43 unità per 1.000 abitanti, superiore all'indice
medio nazionale (42unità/1000), ed ha registrato i più alti
incrementi di donazione;
il SIMT dell'ospedale Umberto I di Siracusa, con oltre 10.500
donazioni, è il quarto centro siciliano per massa critica prodotta
e lavorata;
il SIMT del p.o. Di Maria di Avola è il secondo centro, in ambito
provinciale, per massa critica raccolta e lavorata;
per sapere:
alla luce di quanto ampiamente esposto, non ritengano utile e
necessario, al fine di contenere la spesa sanitaria regionale e
garantire un'adeguata qualità del servizio di trasfusione,
mantenere ai livelli A i compiti di lavorazione e produzione degli
emocomponenti ed al livello B la qualificazione biologica degli
emocomponenti con test EIA e chimica clinica;
inoltre, se non ritengano utile per la collettività attribuire al
SIMT dell'ospedale Umberto I di Siracusa la funzione di livello C
per i test NAT e al SIMT del p.o. Di Maria di Avola la funzione di
livello B, anche in considerazione degli importanti dati di
produzione sopra riportati». (1142)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede modifiche al piano di
riordino del sistema trasfusionale regionale del servizio di
immunoematologia e medicina trasfusionale (SIMT) dell'ospedale
'Umberto I' di Siracusa e del 'SIMT' del presidio ospedaliero 'Di
Maria' di Avola (SR), si rappresenta quanto segue.
Con riferimento al primo dei quesiti posti (mantenere ai livelli A
i compiti di lavorazione e produzione degli emocomponenti e al
livello B la qualificazione biologica degli emocomponenti con test
EIA e chimica clinica) va segnalato che, raccogliendo gli
emendamenti proposti dalla competente Commissione Legislativa nella
seduta n. 93 del 20 aprile 2010, le attività trasfusionali
caratterizzanti i livelli A e B espressi all'atto della prima
stesura del documento programmatico sono state riunificate nel
corrispondente decreto n.1141 del 28 aprile 2010 e pertanto le
attività inerenti alla lavorazione del sangue intero e degli
emocomponenti risultano assegnate alla totalità delle strutture
trasfusionali operanti sul territorio regionale (attività di tipo
B), in aderenza anche alla richiesta espressa nella presente
interrogazione parlamentare.
Per quanto attiene al secondo dei quesiti (attribuire al SIMT
dell'Ospedale Umberto I di Siracusa la funzione di livello C per i
test NAT e al SIMT del Presidio Ospedaliero Di Maria di Avola la
funzione di livello B per i dati di produzione) si segnala che,
come rappresentato nella seduta n. 93 del 20 aprile 2010 dinanzi
alla competente Commissione Legislativa, raccogliendone il parere
favorevole, si è convenuto sulla necessita di centralizzare le
attività connesse alla validazione biologica del sangue intero e
degli emocomponenti, mediante test sierologici e in biologia
molecolare, soltanto presso i 4 Centri NAT già operanti sul
territorio regionale. Va del resto a tal proposito rilevato che
reiterate richieste, tendenti a ricondurre nell'ambito delle
competenze della struttura trasfusionale di Siracusa la validazione
biologica con metodologia NAT, sono state, nel corso degli anni,
esitate con parere negativo dagli uffici competenti di questo
Assessorato.
Infatti l'attuale modello organizzativo definito con D.A. n. 74
del 28 gennaio 2002, recante, in allegato, il Piano operativo per
la validazione di tutte le unità di sangue con tecnica NAT avrebbe
già provveduto ad identificare un totale di 4 Centri NAT (Catania,
Palermo, Ragusa, Sciacca) a ciascuno dei quali afferiscono da un
minimo di 5 ad un massimo di 14 strutture trasfusionali.
Nessuna struttura trasfusionale è stata autorizzata alla
validazione in house con tecnica NAT.
D'altronde, il modello operativo adottato ha raccolto le
specifiche raccomandazioni espresse nella Circolare ministeriale
del 30 ottobre 2000, n.17 e nella Circolare ministeriale 19
dicembre 2001 n.14.
Con dette circolari è stata raccomandata agli enti regionali,
nella definizione del modello operativo, l'esigenza imprescindibile
di assicurare volumi di attività (masse critiche di test eseguiti)
presso ciascun Centro NAT atte a coniugare la garanzia di qualità
richiesta nella validazione biologica degli emocomponenti con
l'esigenza imprescindibile di garantire economicità della gestione
di processi ad alto costo e contenuto tecnologico.
Tali masse critiche, identificate inizialmente in 35.000 test anno
eseguiti presso la Regione siciliana, risultano del tutto
rispondenti all'attuale modello organizzativo che ha mostrato,
negli anni, performance di qualità e risultato del tutto aderenti
al bisogno di assicurare l'uniforme e ottimale erogazione dei
Livelli Essenziali di Assistenza trasfusionale.
Il sistema NAT regionale avrebbe, peraltro, consolidato requisiti
di qualità, efficacia ed efficienza operativa del tutto rispondenti
all'incremento progressivo degli indici di produzione, che
consente, attualmente, ai medesimi la gestione di masse critiche di
attività comprese fra 35.000 e 55.000 campioni anno validati,
superiori abbondantemente a quelli che la struttura siracusana,
operando in house, riuscirebbe a rappresentare.
Ne deriva che già sulla scorta di tali preliminari considerazioni,
la richiesta di identificazione della struttura trasfusionale di
Siracusa quale centro di validazione NAT, ancorché indicativa
dell'apprezzabile impegno e della volontà di crescita dell'unità
operativa, sia stata anche presso la competente Commissione
ritenuta, a maggioranza, non condivisibile.
A ciò si aggiunge la consapevolezza di una diffusa tendenza alla
gestione di tali attività su territorio nazionale improntata,
piuttosto, al progressivo incremento delle masse critiche di
lavorazione (fino a 100.000 test/anno) al fine di ridurre,
piuttosto che incrementare, il numero dei Centri NAT abilitati. Se
ne ricava che il riconoscimento di un Centro NAT presso Siracusa
risulterebbe non allineato con l'attuale politica di gestione del
sistema sangue nazionale.
Va peraltro sottolineato che:
- la capacità produttiva di una struttura trasfusionale non
costituisce presupposto utile a far sì che questo possa essere
identificato quale Centro NAT. Nella nostra realtà regionale,
infatti, unità operative che vantano capacità produttiva ben
maggiore rispetto a quella di Siracusa vedono spesso assicurata la
validazione NAT del sangue e degli emocomponenti da Centri NAT la
cui produttività è nettamente inferiore;
- il rischio derivante da un'ipotesi di blocco delle attività non
trova riscontro nell'esperienza accumulata negli anni precedenti.
La validazione NAT effettuata dagli attuali Centri ha costantemente
garantito l'uniforme e regolare distribuzione degli emocomponenti
su territorio regionale dimostrando la bontà del modello
organizzativo adottato;
- l'esigenza di produrre economie di scala non correla con
l'identificazione di un Centro NAT presso la struttura di Siracusa
se si considera che i costi di validazione NAT correlano
inversamente, come è notorio, con i volumi di attività espletata,
qui certamente inferiori. Piuttosto è l'implicita liberazione di
risorse umane, garantita dall'attuale modello organizzativo che
assicura margini di economia ben maggiori per l'Azienda Sanitaria
Provinciale;
- con riferimento alla postulata esigenza di assicurare margini
più ampi di garanzia assistenziale per la popolazione siracusana
per effetto dell'esecuzione in house dei test, va rilevato che non
risultano agli uffici competenti di questo Assessorato segnalazioni
di disservizi generati dall'attuale modello organizzativo che ha
garantito la puntuale trasmissione dei test NAT eseguiti dal Centro
NAT di Ragusa.
Con riferimento, da ultimo, al citato progetto di
rifunzionalizzazione della rete trasfusionale, va rilevato che
l'esigenza, oggi qui valutata, di assegnare ai Centri NAT
l'esecuzione dei rimanenti test di validazione degli emocomponenti
non possa essere interpretata come segnale di penalizzazione e
declassamento della struttura trasfusionale.
Essa risponderebbe, piuttosto, alla necessità di garantire,
mediante l'adozione di un modello hub and spoke , ulteriori
economie di scala attraverso l'istituzione di centri di validazione
biologica cui verrebbe demandata l'esecuzione dei test di
validazione.
Il modello organizzativo in esame valorizzerebbe, piuttosto, per
liberazione di risorse umane sottratte ad attività
laboratoristiche, quella funzione clinico-assistenziale
riconosciuta tra Livelli Essenziali di Assistenza trasfusionale di
cui all'art. 5 della Legge 21 ottobre 2005, n. 519.
Infine, con riferimento alla richiesta espressa nell'atto
ispettivo in oggetto di voler mantenere le attività connesse alla
lavorazione degli emocomponenti anche presso il Servizio
Trasfusionale di Avola si rappresenta che la stessa ha già trovato
riscontro nel Piano Sangue e Plasma espresso nel D.A. n. 1141 del
28 aprile 2010 che ha accolto gli emendamenti in tal senso della
Competente Commissione Legislativa».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
DI GUARDO - DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che il centro di medicina
fisica e riabilitazione S. Antonio soc. coop., con sede legale a
Bronte (CT), si è visto rigettare l'istanza con cui chiedeva il
trasferimento della propria struttura da Maletto a Bronte ed ha
presentato ricorso straordinario al Presidente della Regione
avverso il decreto dell'Assessorato regionale Sanità n. 1878
dell'11 settembre 2009 (GURS 25 settembre 2009), con cui si è
disciplinato il trasferimento delle strutture accreditate,
superando le disposizioni precedenti di cui all'art. 7 del d.a. n.
890/2002 e dell'art. 1 del d.a. 9 agosto 2004;
visto che il citato d.a. 11 settembre 2009 ha previsto, all'art.
3, che venisse negato il trasferimento 'qualora il comune, dov'è
ubicata la struttura richiedente, dovesse rimanere privo di
un'adeguata copertura assistenziale per la branca specifica
esercitata';
rilevato che tale norma prescinde da qualsiasi altra
considerazione sull'equilibrio e sull'omogeneità della
distribuzione dell'offerta nel territorio, come dimostra il caso in
specie, in cui si nega al centro S. Antonio di trasferire la
propria struttura nel comune limitrofo, Bronte, perché quello di
provenienza (Maletto) ne verrebbe sprovvisto, continuando in tal
modo a lasciare priva di una struttura similare un comune con
popolazione di gran lunga superiore, Bronte appunto, i cui abitanti
sono infatti costretti a recarsi nel vicino comune di Maletto per
le prestazioni in oggetto;
considerato che tale impedimento risulta in contrasto con la
normativa dettata dall'art. 24, comma 11, della l.r. n. 2/2007, ove
si prevede il trasferimento delle strutture preaccreditate entro il
territorio provinciale all'unica condizione che ciò giovi ad
eliminare carenze di prestazioni sul territorio medesimo,
determinandosi il paradosso che il comune di gran lunga minore
della zona territorio, Maletto, dispone di una struttura, mentre
quello con popolazione ben cinque volte superiore ne rimane privo,
determinandosi un immotivato ed irrazionale squilibrio di
prestazioni nel territorio;
osservato altresì che la disposizione in oggetto contrasta con il
d.a. 16.09.2009, che incentiva l'accorpamento dei laboratori di
analisi accreditati nella convinzione che strutture di maggiore
dimensione funzionino in modo più efficace, laddove il
trasferimento a Bronte del centro S. Antonio consentirebbe a questi
di incrementare il volume di prestazioni, potendo ivi contare su un
bacino di utenza certamente maggiore che gli consentirebbe altresì
di accedere al libero mercato erogando prestazioni senza gravare
sul servizio sanitario regionale;
per sapere se, alla luce di quanto sopra esposto, non ritenga
corretto ed opportuno modificare il provvedimento impugnato, d.a.
11 settembre 2009 n. 1878, in particolare nella parte disciplinata
dall'art. 3». (1169)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Di Guardo chiede chiarimenti in merito al
trasferimento del centro S. Antonio soc. coop. dal comune di
Maletto a quello di Bronte (CT), nel premettere che il decreto
assessoriale n. 1878 dell'11 settembre 2009 è stato adottato al
fine di dirimere le diverse interpretazioni contrastanti, in ordine
all'autorizzazione al trasferimento di strutture private
accreditate, in vigenza di regolamentazione carente di criteri
generali a cui ancorare la valutazione amministrativa di competenza
delle AA.SS.PP., si ritiene di non dover apportare modifiche al
predetto provvedimento nella considerazione che lo stesso si fonda
su principi di salvaguardia dell'assistenza sanitaria territoriale
e di tutela delle situazioni esistenti alla data di entrata in
vigore, a conferma così dei criteri generali già normati dalla
legge regionale n. 2/2007.
Nella fattispecie anche la situazione logistica (breve distanza
chilometrica tra i due comuni interessati) non costituisce
pregiudizio per l'utenza del comune di Bronte atteso che l'offerta
riguarda l'intero comprensorio e non il singolo comune».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PICCIOLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che in data 14 aprile 2009, dopo un ampio ed
argomentato dibattito tenutosi nelle sedi istituzionalmente
preposte, l'Assemblea regionale siciliana ha approvato una legge
che affrontava e riformava, in modo radicale, tutto il sistema
sanitario regionale;
all'art. 25, lettera 'f', raccogliendo le sollecitazioni di tutta
la classe politica regionale, ed in particolare della provincia di
Messina, venivano statuiti i criteri di attribuzione delle risorse
già introitate dalla Regione, in sede di compensazione infra-
regionale, per prestazioni sanitarie eseguite, da tutte le aziende
siciliane accreditate e convenzionate, su pazienti provenienti da
altra regione (ovvero i cosiddetti 'fuori regione)' al di fuori dei
singoli aggregati di spesa previsti ed attribuiti annualmente alle
singole strutture sanitarie;
considerato che le case di cura di Messina accreditate e
convenzionate, sono tutte, ad oggi, in grave crisi di liquidità
provocata dai seguenti fattori:
1) non aver incassato nessun importo per le prestazioni rese ai
pazienti fuori regione per l'anno 2009, così come previsto
dall'art. 25, lettera 'f', della legge regionale n. 5 del 2009, a
far data dall'approvazione della norma, per somme, come sopra
illustrato, già compensate e, dunque, riscosse dalla Regione
siciliana stessa;
2) non aver riscosso il saldo delle prestazioni rese entro il
budget 2009;
3) non aver ricevuto i pagamenti correnti da parte dell'ASP di
Messina, da sempre in costante ritardo nei confronti di tutto il
sistema accreditato-convenzionato (attualmente, ad esempio, per le
case di cura, il ritardo è valutabile ad oltre cinque mesi e
l'ultima mensilità riscossa, ad oggi, è novembre 2009);
4) aver voluto emanare, nell'aprile 2010, un decreto assessoriale
attuativo dell'art. 25, lettera f', della legge 5/2009, attribuendo
la decorrenza della norma dal gennaio 2010 senza tener conto della
data di reale approvazione della legge, pubblicata nell'aprile
2009, in danno alle realtà aziendali che
contavano su una legittima aspettativa, ulteriormente mortificata
e penalizzata per buona parte dell'anno 2009, e, comunque, contro
la volontà chiaramente espressa dall'Assemblea regionale siciliana
in sede legislativa;
ritenuto che sia grave il livello di pericolo cui sono esposte le
case di cura e le strutture accreditate-convenzionate per la
perdurante carenza di liquidità, che, tra l'altro, rende
difficoltosa alle società medesime la chiusura dei bilanci 2009 e
di conseguenza avrà pesanti ricadute sui livelli occupazionali e
sugli investimenti tecnologici e strutturali per le aziende stesse
e, quindi, per tutto il territorio siciliano e provinciale (il
comparto delle case di cura private nella sola città di Messina
occupa circa 2000 unità lavorative dirette oltre l'indotto
derivante), innescando, verosimilmente, una spirale di
licenziamenti e disinvestimenti mirati alla tutela dei conti
economici societari ;
per sapere:
i motivi per cui le strutture sanitarie regionali, ed in
particolare quelle della provincia di Messina, siano costrette a
subire tali inspiegabili comportamenti da parte dell'Assessorato
regionale Salute, in presenza di una chiara e non equivoca volontà
del legislatore sulla remunerazione dei cosiddetti 'fuori regione',
da applicare in maniera letterale e non già da interpretare 'in
modo elastico' secondo convenienze economiche;
quali danni erariali (interessi passivi, spese legali e varie) e
di immagine produca il ritardato versamento mensile, da parte
dell'Assessorato, delle quote di competenza all'azienda provinciale
impossibilitata ad eseguire, nei tempi di legge, i pagamenti di
tutte le strutture accreditate e convenzionate del territorio
provinciale (e non solo ovviamente alle case di cura) a causa,
probabilmente, del tardivo e non costante storno delle somme;
cosa intenda, nell'immediato e senza inutili ulteriori rinvii,
porre in atto per risolvere definitivamente i problemi esposti, nel
pieno rispetto di tutte le norme legislative (ivi compreso l'art.
25, lettera 'f', approvato nel lontano 14 aprile 2009 e, ad oggi,
volontariamente in parte disatteso), nonché delle norme per il
controllo delle spese di gestione ed, in particolare, per la
riduzione della lievitazione dei costi per gli inutili patrocini
legali ed interessi passivi pagati quotidianamente dalle ASP, somme
ingenti che potrebbero, e dovrebbero, essere meglio investite in
favore dei cittadini-utenti sotto forma di servizi offerti». (1170)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Picciolo chiede chiarimenti in merito al
ritardato pagamento delle quote di competenza dell'ASP 5 per tutte
le prestazioni effettuate in regime convenzionale, si rappresenta
che con decreto assessoriale n.1477 del 3 giugno 2010 sono state
riconosciute le prestazioni di ricovero erogate dalle Case di cura
private convenzionate che operano in Sicilia in favore dei
cittadini di altre regioni (mobilità attiva extra-regionale) ai
sensi di quanto disposto dall'articolo 25 della legge regionale n.
5/2009, comma 1 lett. f), al di fuori dell'aggregato complessivo
regionale per l'anno 2009 e quindi dei budget assegnati alle
singole strutture».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MANCUSO - LIMOLI. - «All'Assessore per la salute, premesso che
alle prossime elezioni amministrative del 30 e 31 maggio molti
comuni siciliani saranno impegnati nelle procedure per il rinnovo
dei sindaci e dei consigli comunali;
considerato che i candidati a sindaco hanno già scelto i primi due
assessori e che tra questi il candidato a sindaco per il MPA del
comune di Bronte (CT), Aldo Catania, ha scelto il dott. Mario
Zappia, attuale direttore del dipartimento attività sanitarie
dell'Assessorato regionale Salute;
verificato che appare quantomeno non opportuna la scelta del
candidato sindaco di Bronte di inserire tra gli assessori un alto
dirigente della Regione siciliana che dovrebbe garantire
trasparenza nella sua più ampia accezione;
ritenuto che comunque il diritto alla partecipazione ad una
competizione elettorale da parte di qualunque cittadino non può
certamente essere messa in discussione;
per sapere, nelle more della campagna elettorale che certamente
non può coinvolgere le strutture dell'Assessorato, se non ritenga
di chiedere all'interessato almeno l'autosospensione dal delicato
incarico che gli è stato affidato e che tra l'altro prevede
ispezioni e relativi provvedimenti». (1176)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Mancuso chiede notizie in merito alla
probabile nomina ad assessore comunale di un dirigente regionale in
vista delle elezioni amministrative del 30-31 maggio 2010, si
precisa la potenziale nomina ad assessore del dott. Mario Zappia da
parte del candidato a sindaco del Comune di Bronte non ha in alcun
modo avuto refluenze sull'attività lavorativa svolta dallo stesso
nella qualità di Dirigente generale del Dipartimento regionale per
le attività sanitarie, né tanto meno sono state direttamente o
indirettamente coinvolte strutture dell'Assessorato.
In ogni caso l'opportunità di una autosospensione dall'incarico da
parte dell'interessato sarebbe stata oggetto di valutazione
nell'ipotesi di elezione del candidato che lo aveva indicato quale
proprio assessore».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
APPRENDI. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
l'Assessore per la salute ha confermato la volontà di sopprimere
il reparto di psichiatria della Guadagna a Palermo, la cui
dotazione è di 15 posti letto;
nel reparto sopra indicato originariamente erano previsti 75 posti
letto, ad oggi ridotti drasticamente a meno di 55, a cui si
aggiungerebbe l'ulteriore taglio di 15;
rilevato che:
l'orientamento espresso nel tempo dall'Assessorato era di
trasferire il reparto in altro contesto ospedaliero, ipotizzando
l'ospedale Ingrassia, il Policlinico o il Buccheri La Ferla;
la decisione assunta adesso è finalizzata alla chiusura del
reparto con ricadute assai negative sull'organizzazione del
dipartimento di salute mentale e in particolar modo sull'assistenza
ai malati psichiatrici di Palermo, che inevitabilmente dovranno
essere accompagnati in altre province;
considerato che in base alla normativa nazionale si prevede un
posto letto di psichiatria ogni diecimila abitanti e secondo tale
disposizione la città di Palermo dovrebbe disporre di almeno 80
posti letto;
per sapere se non ritenga opportuno rivedere le decisioni assunte
in merito al reparto di psichiatria della Guadagna a Palermo e per
le ragioni qui esposte impedirne la chiusura ovvero stabilirne
idonea allocazione tenendo conto delle necessità assistenziali
previste per le patologie mentali». (1225)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Apprendi chiede iniziative urgenti tese ad
impedire la chiusura del reparto di psichiatria della Guadagna di
Palermo, si specifica che il recente Decreto assessoriale
n.1375/2010 riguardante l'A.S.P. di Palermo ha previsto il
trasferimento dei posti letto di psichiatria dallo stabilimento
Guadagna allo stabilimento di Corleone, non potendoli assegnare
come originariamente previsto dal Decreto assessoriale n.1150/2009
allo stabilimento Ingrassia per indisponibilità strutturale dello
stesso.
Tuttavia è possibile la revisione della rete di posti letto di
psichiatria, qualora necessario, sulla scorta di quanto previsto
dall'art. 2 contenuto nei decreti assessoriali di rimodulazione
della rete ospedaliera del 25 maggio 2010».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
PANEPINTO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
in provincia di Agrigento risulta che, nell'ambito della branca
della specialistica di laboratorio, sarebbero sono state operate
delle assegnazioni di budget non sempre in ossequio alle
disposizioni di riferimento;
il decreto dell'Assessore per la salute n. 1191 del 4 maggio 2010
attribuisce all'Assessorato Salute la facoltà di addivenire ad una
ridistribuzione delle risorse all'interno della stessa branca al
fine di conseguire un riequilibrio di situazioni pregresse
pregiudizievoli;
tale circostanza ha di fatto determinato una disparità di
trattamento fra le diverse strutture operanti in regime di
accreditamento istituzionale nell'ambito della branca medesima;
per sapere:
se non ritenga opportuno accertare se presso l'ASP di Agrigento
siano state operate delle assegnazioni di budget non sempre in
ossequio alle disposizioni di riferimento;
se, accertata una iniqua assegnazione di budget, non ritenga
opportuno provvedere ad un riequilibrio delle risorse, ai sensi del
decreto dell'Assessore per la salute n.1191 del 4 maggio 2010, in
favore dei laboratori penalizzati». (1231)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Panepinto chiede la verifica della idonea
distribuzione delle risorse previste per la branca della
specialistica di laboratorio ai fini di un possibile riequilibrio,
si rappresenta quanto segue.
Si precisa preliminarmente che l'art. 3 del decreto assessoriale
n.1191 del 4 maggio 2010 non attribuisce alcuna facoltà a questo
Assessorato nel poter procedere alla ridistribuzione delle risorse
all'interno della stessa branca, al fine di riequilibrare pregresse
situazioni pregiudizievoli.
Il D.P.Reg. 11 maggio 2000 (relativo al piano sanitario regionale
2000-2002) ha infatti individuato le distinte competenze della
Regione e delle Aziende Sanitarie Provinciali (ex A.U.S.L.) in
ordine all'assegnazione delle risorse finanziarie.
Alla Regione (e per essa all'Assessorato regionale della salute) è
stata affidata la determinazione del budget annuale complessivo
della spesa del S.S.R. e la sua ripartizione fra le Aziende
Sanitarie Provinciali.
A quest'ultime compete invece la contrattazione con le singole
strutture sanitarie private o con le loro organizzazioni di
categoria, in ordine al volume massimo delle prestazioni erogabili,
al corrispettivo preventivato a fronte delle attività concordate ed
a quello relativo ad eventuali prestazioni eccedenti il programma
preventivo pattuito.
Si può, pertanto, ritenere che la vigente normativa non consente
alcun tipo d'intervento, da parte di questo 'Assessorato, sulla
distribuzione del budget ai singoli laboratori di analisi; materia,
questa, che rientra nella esclusiva competenza delle Aziende
Sanitarie Provinciali».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che i lavoratori del servizio emergenza del 118
hanno chiuso ogni forma di contenzioso con la società che ha
gestito, negli anni precedenti, il servizio de quo;
preso atto che ad oggi, nonostante le assicurazioni ricevute, la
nuova società che è subentrata nella gestione del servizio non ha
ancora proceduto, così come concordato, all'assunzione del
personale impegnato nel servizio di emergenza 118;
considerato che non si comprendono le ragioni per le quali viene
messo in atto questo insopportabile ritardo;
per sapere quali siano le ragioni di questi ritardi e quali i
provvedimenti consequenziali che vorranno adottare per impedire che
la nuova società, che gestisce il servizio di emergenza 118, possa
proseguire in questo comportamento che, oltre ad essere
insopportabile, mette a rischio la prosecuzione di un servizio di
fondamentale importanza per tutti i cittadini siciliani». (1241)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie circa le iniziative a
favore del personale impegnato nel servizio di emergenza "118" e
non ancora assunto dal nuovo gestore, si rappresenta quanto segue.
A seguito delle riunioni sindacali svoltesi rispettivamente presso
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro in data 15 marzo 2010, e presso questo Assessorato in
data 13 Aprile 2010, è stato definito l'accordo di massima per la
risoluzione della problematica rappresentata dall'interrogante;
tale accordo prevedeva il licenziamento dei lavoratori dipendenti
dalla SISE (previa sottoscrizione di accordi individuali
transattivi aventi ad oggetto la rinuncia alle pretese retributive
nei confronti di SISE e SEUS) e la successiva riassunzione da parte
della SISE.
Successivamente, a seguito della predisposizione del piano
industriale della SEUS Scpa, il personale sistema emergenza urgenza
118 della Sicilia ha avuto riconosciuto appieno il diritto alla
salvaguardia del posto di lavoro ed quasi tutti i lavoratori sono
stati assunti dalla nuova società.
Soltanto coloro che hanno impugnato il licenziamento (36
dipendenti su 3.300 circa) non sono stati assunti dalla SEUS. Sono
in corso attualmente procedimenti presso i vari tribunali della
regione con esiti quasi sempre a favore delle società.
Relativamente all'evidenziato ritardo nelle assunzioni da parte
della SEUS si precisa che il relativo procedimento si è articolato
come segue:
firma dell'atto transattivo con SISE;
licenziamento da SISE;
iscrizione alla mobilità per almeno 1 giorno;
firma di una conciliazione in sede sindacale;
assunzione in SEUS con periodo di prova.
Il primo passaggio (il licenziamento da SISE) ad oggi non è
avvenuto per soli 6 dipendenti. La ragione dei pregressi ritardi e
del non avvenuto completamento del processo risiede interamente
nelle resistenze da parte di SISE a licenziare il personale
(amministrativo) ritenuto necessario per la gestione del processo
di liquidazione.
Infatti, con nota n.1669 del 22 ottobre 2010 la SISE ha in merito
evidenziato che a quella data i dipendenti ancora non licenziati
erano 12 e la disponibilità a licenziare soltanto 6 di loro.
Attualmente, a seguito dell'assunzione da parte di SEUS di sei dei
lavoratori indicati in elenco nella predetta nota, sono ancora in
organico della SISE i rimanenti sei dipendenti amministrativi, per
i motivi sopra indicati.
In ogni caso si evidenzia che la questione posta dall'interrogante
circa la messa a rischio della prosecuzione del servizio non
risulta fondata in quanto, come già detto, si tratta esclusivamente
di personale addetto a mansioni amministrative e non impegnato nel
servizio attivo di soccorso».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
il reparto di oncologia dell'ospedale 'Vittorio Emanuele' di
Castelvetrano (TP), una struttura importante per il territorio e
per i numerosi malati in esso assistiti, è a rischio chiusura per
mancanza di personale medico e paramedico;
da gennaio ad oggi risultano essere state effettuate circa 1806
prestazioni ambulatoriali e ad oggi i pazienti trattati in 'day
hospital' e 'day service' risultano essere circa 400;
logisticamente l'ospedale sopra menzionato serve un bacino
d'utenza che comprende Mazara del Vallo, Marsala, l'intera Valle
del Belice ed anche una parte della provincia di Agrigento;
la chiusura di tale reparto costringerebbe tanti pazienti-utenti
pendolari delle aree sprovviste a dover affrontare viaggi
notevolmente più lunghi, in alcuni casi, di alcune ore;
anche la sola riduzione della ricettività della struttura
comporterebbe gravi conseguenze per i malati in essa trattati;
i malati oncologici trattati con le terapie chemioterapiche sono
soggetti a seri effetti collaterali le cui conseguenziali
sofferenze potrebbero solo essere aggravate in relazione
all'allungamento dei tempi di viaggio dovuti alla necessità di
portare a termine le cure presso altre strutture;
tutto ciò è certamente lesivo del diritto, costituzionalmente
garantito, alla salute dei cittadini;
da notizie di stampa si apprende che l'A.S.P. di Trapani avrebbe
attivato la procedura per la copertura di due posti per il
personale medico, ma va da sé la necessità, al fine di garantire la
funzionalità del servizio, di coprire la maggior parte dei posti
vacanti previsti in organico, compresi quelli del personale
paramedico;
per sapere:
se non ritenga doveroso e dignitoso assicurare l'assistenza
necessaria a questi cittadini, in virtù della gravissima patologia
da cui sono affetti e delle norme di legge e costituzionali poste a
tutela della salute, tenendo conto del pieno significato della
parola 'cura', evitando la chiusura o il malfunzionamento di un
struttura che, come chiarito in premessa, garantisce indispensabili
prestazione mediche ad oltre 400 malati oncologici;
se non valuti urgente intervenire affinché venga coperta la
maggior parte dei posti vacanti previsti in organico sia del
personale medico che paramendico, indispensabili al corretto
funzionamento del reparto del presidio ospedaliero di cui
trattasi». (1273)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede interventi per scongiurare il
rischio di chiusura del reparto di oncologia dell'ospedale
"Vittorio Emanuele" di Castelvetrano (TP), si rappresenta che il
Decreto assessoriale n.1378/2010 di rimodulazione della rete
ospedaliera, validato dall'AGENAS e frutto di un attento e puntuale
lavoro basato sugli indicatori di attività, efficienza, fabbisogno,
appropriatezza ed economicità per il biennio 2008-2009, ha dato
risposta, in maniera puntuale, alla problematica evidenziata
dall'interrogante prevedendo per il Distretto Trapani 2 n. 2 Unità
operative di oncologia allocate rispettivamente presso gli
stabilimenti di Mazara (con n. 4 posti letto) e di Castelvetrano
(con n. 6 posti letto), i cui posti letto sono funzionalmente
dipendenti dalla Unità operativa complessa di oncologia dello
stabilimento di Trapani.
Tale assetto organizzativo intende mantenere le funzioni presso i
Presìdi ospedalieri del Distretto evitando così la frammentazione
della risposta sanitaria.
In merito alla eventuale problematica relativa al personale medico
e paramedico necessario per il corretto funzionamento dell'Unità
operativa di Oncologia, si precisa in generale che la pianta
organica dell'A.S.P. di Trapani è in atto sottoposta da parte di
questo Assessorato al controllo ai sensi dell'articolo 16 della
legge regionale n. 5/2009 e che su tale atto sono stati chiesti
chiarimenti ed approfondimenti all'esito dei quali si assumeranno
le conseguenti determinazioni».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
ODDO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
l'ENAC, di recente, ha sospeso l'autorizzazione ad atterraggi
notturni di elicotteri di soccorso nell'isola di Marettimo (TP);
l'impossibilità di fruire dell'elisoccorso notturno di emergenza
rende ancor più palese l'inadeguatezza della scelta di tenere in
funzione la guardia medica turistica dell'isola solo nelle ore
giornaliere, e cioè dalle 8,00 alle 20,00, con un solo medico di
guardia che ha grandi difficoltà nell'affrontare le situazioni di
emergenza;
si rende necessario ed urgente approntare un rapido ed efficace
sistema di soccorso alternativo via mare che assicuri, intanto, una
soluzione temporanea sino al ripristino dell'elisoccorso notturno
e, comunque, una via alternativa anche in seguito;
l'isola durante la stagione estiva registra la presenza di
numerosi turisti e dunque un aumento della popolazione;
in conseguenza di ciò, la mancanza di un servizio di elisoccorso
notturno diventa un serio e grave problema per chi necessita di un
trasporto urgente presso strutture sanitarie adeguate sulla
'terraferma';
per sapere:
se non ritenga opportuno intervenire, anche nei confronti delle
competenti istituzioni, per rendere, in tempi brevi, operativo
l'atterraggio notturno dell'elisoccorso sull'isola di Marettimo;
se non ritenga necessario attivare il servizio di guardia medica
turistica di Marittimo h24, con un altro medico di guardia, per
fronteggiare le emergenze;
se non intenda intervenire con urgenza per predisporre una
soluzione efficace per l'assistenza via mare nel permanere della
situazione attuale e quando si presentano situazioni di
impossibilità di intervento dell'elisoccorso». (1274)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Oddo chiede provvedimenti urgenti per
assicurare i soccorsi d'emergenza nell'isola di Marettimo (TP), si
rappresenta che l'elisuperficie di Marettimo è inserita
nell'obiettivo 2 del piano di attuazione del P.O. FESR 2007-2013 -
obiettivo operativo 1.2.3.3. - adeguamento/realizzazione di
infrastrutture eliportuali inserite in un programma di rete di cui
è titolare il Dipartimento regionale della protezione civile.
In atto, la stessa elisuperficie risulta operativa e funzionante
in H12 e in data 14 dicembre 2010 l'ENAC ha effettuato un
sopralluogo a seguito del quale è stato anticipato che la stessa
potrà essere autorizzata ed abilitata alle attività in H24 non
appena saranno rimossi dei detriti presenti nei pressi.
Relativamente agli interventi finalizzati a trovare soluzioni
efficaci per l'assistenza via mare nelle situazioni di
impossibilità di intervento con elisoccorso, si rappresenta che con
direttiva prot. n. 26445 del 1 settembre 2010, indirizzata ai
Direttori generali delle A.S.P. di Palermo, Messina e Trapani, sono
state fornite le specifiche indicazioni circa le modalità con le
quali effettuare il trasporto di pazienti dalle isole minori alla
terraferma nei casi in parola.
In particolare, ferma restando l'eccezionalità dei predetti casi e
la necessità di assicurare il trasporto assistito dei pazienti con
personale medico, è stato suggerita ai Direttori generali,
nell'ambito dell'autonomia organizzativa e gestionale che la
vigente normativa attribuisce loro, la possibilità di un
coinvolgimento attivo dei Medici di Medicina Generale e dei Medici
di Continuità Assistenziale ratificando con queste categorie
accordi specifici, valutando altresì la possibilità dell'utilizzo
delle ore di plus orario previste per i Medici di Continuità
assistenziale.
Per quanto riguarda l'utilizzo della Guardia medica turistica
dell'isola di Marettimo in H24 si precisa che la problematica
evidenziata è stata superata con l'istituzione di un servizio di
reperibilità per le ore notturne tra i medici addetti alla stessa
Guardia».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
ADAMO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, visto il decreto assessoriale n. 753/10, avente per oggetto
'Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della rete
ospedaliera e territoriale dell'Azienda ospedaliera provinciale di
Siracusa, prevede il drastico ridimensionamento dell'Ospedale
'Moscatello' di Augusta';
premesso che il presidio ospedaliero di Augusta prevedeva, prima
dell'entrata in vigore del suddetto decreto assessoriale, 121 posti
per malati acuti e 32 per post-acuti, per un totale di 153 posti
letto, così come previsto dalla delibera n. 511 del 12 giugno 2009
a firma del commissario straordinario dell'ex AUSL 8 di Siracusa,
dott. Franco Maniscalco. Con l'attuazione delle nuove disposizioni
governative, i posti letto scenderanno a 91, con la soppressione,
tra l'altro, delle unità operative di ostetricia, ginecologia,
pediatria e psichiatria;
visto che:
il ridimensionamento della struttura ospedaliera di Augusta pone
problemi non indifferenti sia in tema di tutela della salute
pubblica, sia per quanto concerne il contrasto con norme regionali
in atto esistenti;
la chiusura delle unità operative di ostetricia, ginecologia,
pediatria e psichiatria causerà una forma di migrazione sanitaria
degli utenti del nosocomio augustano, utenti che provengono da un
territorio che comprende anche i comuni di Melilli e Priolo. Tra
l'altro, il raggiungimento degli ospedali alternativi di Lentini,
Siracusa o Catania (sia in termini di distanza che di tempo di
percorrenza), causerà certamente evidenti ritardi di assistenza
che, proprio nei casi di cure immediate relative a ginecologia,
ostetricia e pediatria, possono essere fonti di pericoli per la
pubblica incolumità;
la zona ove sorge il nosocomio di Augusta è una delle aree di
sviluppo industriale più vaste d'Europa, esposta a seri problemi di
inquinamento ambientale e territoriale. Inoltre, la presenza di
numerosi stabilimenti in un'esigua porzione di territorio eleva in
maniera esponenziale il rischio di incidenti sul lavoro rispetto
alla media nazionale;
la Regione siciliana, alla luce di quanto sopra, ha previsto, con
l'art. 6 della legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, interventi
particolari per le zone industriali a rischio. Difatti, la lettura
del suddetto articolo cita testualmente: '(...) al soddisfacimento
delle necessità derivanti dalle esigenze di protezione della salute
nelle aree industriali a rischio; per queste ultime sono
individuate, con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, le
prescrizioni in materia di prevenzione individuale e collettiva,
diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria per le
patologie derivanti dagli insediamenti industriali e le specifiche
risorse';
considerato che:
appare evidente, alla luce delle superiori considerazioni, che,
sulla base di quanto previsto dal decreto assessoriale n. 753/10,
vengono disattese sia le aspettative dell'utenza in tema di diritto
di assistenza sanitaria, sia il dettato dell'art. 6 della succitata
l.r. n. 5/2009;
occorre sottolineare che la zona di competenza dell'ospedale
'Moscatello' ha insito, al suo interno, il porto commerciale e
militare di Augusta, la base navale sede del comando militare
marittimo di Sicilia (MARISICILIA), una casa circondariale ed uno
dei più grandi villaggi turistici della Regione. L'esistenza di
tutte queste strutture militari e civili porta ad una presenza
aggiuntiva di circa 10.000 persone che si sommano ai circa 70.000
residenti del comprensorio (Augusta, Priolo e Melilli);
per sapere:
se non ritengano inaccettabile ed ingiustificabile il
ridimensionamento del presidio ospedaliero di Augusta,
ridimensionamento che si pone in netto contrasto sia con le
aspettative al diritto alla salute dei cittadini del comprensorio,
sia in termini di incompatibilità con norme regionali già
esistenti;
quali iniziative intendano adottare per potenziare le attività
dell'ospedale 'Muscatello' di Augusta, unica struttura sanitaria
presente in un territorio abbondantemente martoriato dalla
massiccia presenza di stabilimenti industriali altamente
inquinanti, che pongono i comuni di Augusta, Melilli e Priolo ai
vertici nazionali della triste graduatoria della presenza di
patologie tumorali e di malformazioni degenerative, e quindi
maggiormente necessitanti di un'assistenza specifica, altamente
professionale ed immediata». (1285)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Adamo chiede notizie sull'ospedale di Augusta
(SR), si rappresenta che con il Decreto assessoriale n.1377/2010
questa Amministrazione ha provveduto, dopo un attento e puntuale
lavoro basato sugli indicatori di attività, efficienza, fabbisogno,
appropriatezza ed economicità per il biennio 2008- 2009, ad una
rimodulazione dello stabilimento di Augusta, facente parte del
Distretto Siracusa 2, assegnando una dotazione complessiva di n.115
posti letto per acuti (di cui 90 in regime di ricovero ordinario e
25 in regime di ricovero in day hospital/day surgery), garantendo
la presenza delle seguenti discipline: Cardiologia con U.T.I.C.,
Chirurgia generale, Medicina generale, Ginecologia e Ostetricia,
Pediatria, Neurologia, Oftalmologia, Otorinolaringoiatria ed
Oncologia.
Alla luce di quanto sopra, pur prevedendo il successivo
trasferimento al Presidio ospedaliero di Lentini (quando lo stesso
sarà attivato) del punto nascita della ginecologia ed ostetricia e
della pediatria, l'assetto sanitario dello stabilimento di Augusta,
oggetto della rimodulazione, risponde alle esigenze di salute della
popolazione del territorio, per come validato dall'AGENAS sulla
base dell'analisi dei bisogni».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
LIMOLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che da organi di stampa si apprende che il Governo
regionale starebbe avviando procedure finalizzate alla emanazione
di bandi di concorso in sanità per più di 2900 posti;
considerato che da dati inconfutabili, tratti dall'analisi fornita
dagli stessi uffici dell'Assessorato Salute, risulta che in Sicilia
non solo ci sono nelle strutture pubbliche certamente 600 medici in
esubero 'da rottamare' o da mettere in mobilità interregionale, ma
addirittura, quando il nuovo sistema andrà a regime, gli esuberi
saranno più consistenti, visto che a parametri corretti i medici
che andrebbero messi fuori dal circuito potrebbero arrivare a 3500
unità;
verificato che i dati di cui sopra emergono chiaramente dalle
tabelle consegnate ai direttori generali e alle organizzazioni
sindacali della dirigenza medica dall'Assessore al ramo secondo le
quali occorreranno:
medici 0,60 per ogni posto letto;
infermieri 1,3 per ogni posto letto, con un rapporto di 2,3
infermieri per medico;
ritenuto che occorre fare una ulteriore riflessione: la drastica
riduzione dei posti letto provoca notevoli esuberi, c'è il divieto
di sforare la massa economica salariale assegnata per il numero di
personale medico, infermieristico ed amministrativo in servizio,
c'è l'obbligo di abbattere questo capitolo di spesa in modo
considerevole (la sola azienda ospedaliera universitaria
policlinico di Catania deve ridurlo di 6 milioni di euro), i medici
precari sono oltre 1500 e tali figure professionali non sempre, per
non dire quasi mai, appartengono a quelle specialità in cui ci sono
reali carenze (per semplificare, ci sono precari nell'area di
chirurgia a fronte di una forte presenza di esubero, mentre non ci
sono precari in aree quali la nefrologia, l'anestesia, la
rianimazione, la dialisi, ecc., a fronte di una carenza cronica);
considerato pertanto che una eventuale immissione in servizio di
personale paramedico potrebbe avvenire solo eliminando le figure
mediche, perché è obbligatorio e vincolante che i conti devono
andare a pareggio alla voce 'spesa per il personale', per cui se
c'è bisogno di un infermiere basta 'rottamare' un medico;
ritenuto inoltre che sarebbe ora di smetterla con la schizofrenia
della 'politica dei 2 sacchi', secondo cui con uno si spoglia di
fatto il sistema pubblico e con l'altro si danno promesse e
speranze a coloro i quali temevano già la fine, e che la 'politica'
delle riforme dovrebbe difendere tutti i lavoratori, sia quelli che
hanno un lavoro e stanno per perderlo, sia quelli che sono stati
sottopagati e sfruttati e sperano di non perderlo, sia coloro che
sperano di entrare un giorno o l'altro nel circuito del lavoro. E'
tempo di essere chiari e non 'illusionisti';
per sapere:
se tutto ciò sia vero, come intendano, alla luce delle
considerazioni in premessa, bandire e coprire 2900 nuove assunzioni
nel comparto;
se abbia discusso di tutto ciò con i direttori generali e sanitari
che hanno già inviato ai medici lettere di recesso dal rapporto di
lavoro, liberando così posti 'virtuali' per i quali purtroppo, a
termine di legge, non si possono, proprio perché in esubero,
bandire concorsi;
al fine di non ridurre l'annuncio ad uno squallido spot
elettorale, con quali fondi, risorse finanziarie, criteri di
trasparenza e qualità voglia attuare il suddetto programma, così
tanto enfatizzato». (1304)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Limoli chiede notizie sui futuri concorsi nel
comparto sanitario, si rappresenta quanto segue.
A seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5 recante le "Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale", è stato emanato il Decreto assessoriale n. 1150/2009,
concernente gli indirizzi e i criteri per il riordino, la
rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale.
In applicazione delle linee guida di cui al Decreto assessoriale
n. 736/2010, sono stati approvati gli atti aziendali delle Aziende
sanitarie.
In materia di personale si è proceduto ad una analisi del
fabbisogno di personale delle nuove aziende sanitarie e
nell'allegato 2 del Decreto assessoriale n. 1868 del 22 luglio 2010
di emanazione delle linee di indirizzo regionali per la
rideterminazione delle dotazioni organiche, sono state individuate
per ciascuna azienda sanitaria sia la dotazione organica che la
disponibilità finanziaria riferita agli anni 2010 e 2011.
Ne consegue che il totale, a livello regionale, delle dotazioni
organiche determina una diminuzione di n. 217 unità rispetto al
totale di personale in servizio al 31 dicembre 2009, con rapporto
di lavoro di tipo subordinato a tempo indeterminato e determinato;
se, invece, rapportato al solo numero di personale in servizio a
tempo indeterminato al 31 dicembre 2009, consente a livello
regionale di avviare procedure di reclutamento (mobilità, concorsi,
scorrimento graduatorie) per la copertura a tempo indeterminato,
nei vari profili professionali, di n. 2924 unità di personale.
Pertanto le linee di indirizzo di cui al citato decreto n.
1868/2010, da un lato hanno posto vincoli alle Aziende allo scopo
di rispettare le vigenti disposizioni nazionali finanziarie in tema
di assunzioni e di spesa del personale, e dall'altro lato hanno
consentito, facendo fronte alle obiettive carenze di organico, il
miglioramento dell'organizzazione dei servizi sanitari ed un
adeguato livello di soddisfacimento della domanda assistenziale.
Infine in data 3 dicembre 2010 con note prot. n. 52109 e n. 52113
i Direttori generali delle Aziende sanitarie regionali sono stati
autorizzati, nelle more dell'approvazione delle dotazioni
organiche, a definire, nel rispetto del vigente sistema delle
relazioni sindacali, la programmazione delle assunzioni a copertura
dei posti disponibili, prevedendo la percentuale dei posti da
coprire mediante ricorso alla mobilità nei termini di cui alla
vigente legislazione e la percentuale dei posti da mettere a
concorso; sono stati inoltre autorizzati ed emanare entro la data
del 20 dicembre 2010 gli avvisi di mobilità volontaria
(regionale/extraregionale) ed i concorsi pubblici.
L'immissione in servizio dei vincitori, comunque, potrà avere
luogo solo dopo l'approvazione delle dotazioni organiche e la
definizione delle procedure di ricollocazione degli eventuali
esuberi nel rispetto di quanto previsto dal Decreto assessoriale n.
1794 del 4 settembre 2010».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
BENINATI. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
in data 21 aprile 2005, l'Assessorato regionale Sanità ha
notificato all'azienda ospedaliera Papardo di Messina un
finanziamento del Ministero della salute di euro 30.987.413,95 per
la realizzazione di un centro di eccellenza oncologico nell'ambito
del p.o. Papardo Messina;
successivamente il predetto finanziamento, a seguito di accordo di
programma Stato - Regioni, è stato incrementato ulteriormente di
euro 10.000.0000,00 per un totale complessivo pari ad euro
41.000.000,00 circa;
nell'ambito della realizzazione del predetto progetto è stata
prevista l'istituzione di n. 173 posti letto;
considerato che:
i lavori, ad oggi, risultano ancora in corso di realizzazione e
prossimi al loro completamento;
l'art. 23 della l.r. n. 5 del 14.04.2009 recante 'Norme per il
riordino del servizio sanitario regionale' dispone lo scioglimento
delle tre fondazioni destinatarie della struttura, in particolare
'Fondazione Gesualdo Clementi' di Catania - centro di eccellenza
ortopedico, fondazione 'Michele Gerbasi' di Palermo - centro di
eccellenza materno infantile, fondazione 'Saverio D'Equino' di
Messina - centro di eccellenza oncologico. Lo stesso art. 23, al
comma secondo, dispone che: 'Il Centro di eccellenza oncologico di
cui alla Fondazione 'Saverio D'Aquino' di Messina in ogni caso deve
essere attivato nella città di Messina';
il d.a. n. 0748/1C a firma dell'Assessore regionale per la salute,
dottore Massimo Russo, non pubblicato nel sito dell'Assessorato
regionale Salute, quantifica il numero dei posti letto nell'azienda
ospedaliera Papardo Piemonte in n. 495, di cui 435 ordinari e 60 in
day hospital;
nel suddetto decreto non viene fatto alcun riferimento alla
realizzazione del predetto centro di eccellenza oncologico Papardo
Messina, né al finanziamento pubblico da parte del Ministero, né
infine al numero dei posti letto da assegnare al predetto centro di
eccellenza oncologico Papardo Messina;
ritenuto che:
non risultano pertanto individuati nella rete ospedaliera
siciliana i lavori in corso per il centro di eccellenza oncologico
Papardo Messina ed i relativi posti letto;
pertanto l'opinione pubblica potrebbe legittimamente dubitare
della reale destinazione dei finanziamenti da parte del Ministero,
in quanto l'originaria previsione non viene né citata nel decreto
né rispettata nei fatti;
tale disattenzione, nel caso in cui non venisse regolarizzata,
potrebbe dare adito a profili di illegittimità giuridica e
responsabilità contabile. In particolare, si evidenzia il mancato
rispetto dell'art. 23 della l.r. n. 5/2009 ed il relativo danno
erariale provocato. Infatti, la destinazione del finanziamento
ministeriale è vincolata alla realizzazione del centro di
eccellenza oncologico Papardo Messina e non ad altre destinazioni;
nel mese di aprile 2010 l'Assessorato regionale Salute, con nota
inviata al direttore del servizio III-infrastrutture e
successivamente inoltrata al direttore generale dell'azienda
ospedaliera Papardo Piemonte, ha disposto che i lavori del centro
oncologico vengano completati in coerenza con la rimodulazione
della rete ospedaliera siciliana;
se ne desume pertanto che, non essendo previsti nel decreto i
posti letto e le discipline inerenti all'oncologia, con tale
direttiva si intende disapplicare le previsioni e gli obiettivi
iniziali riguardanti il centro oncologico ed i relativi 173 posti
letto in più che la sua istituzione comporterebbe;
per sapere se intenda:
rispettare la destinazione vincolata del finanziamento
ministeriale che prevede l'istituzione del centro di eccellenza
oncologico Papardo Messina;
modificare il decreto assessoriale n. 0748/1C, prevedendo
espressamente la disciplina del centro di eccellenza oncologico
Papardo Messina e destinando i 173 posti letto al predetto centro
di eccellenza, così come previsto nel progetto di realizzazione del
centro i cui lavori sono in corso di ultimazione». (1310)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Beninati chiede notizie sugli interventi per
la realizzazione del centro di eccellenza oncologico nell'ambito
del Presidio ospedaliero Papardo di Messina, si rappresenta quanto
segue.
Con nota n. 6437 del 9 giugno 2010 questo Assessorato, in linea
con le indicazioni ministeriali fornite nel 2004 relative a quelle
variazioni che incidono sulla finalità degli interventi oggetto del
Programma sottoscritto in data 30 aprile 2002, ha rappresentato ed
ampiamente relazionato al medesimo Ministero in ordine alla
necessità di procedere ad una rivisitazione dell'intervento
originariamente programmato in modo da renderlo coerente con la
nuove previsioni della rete ospedaliera regionale che ha previsto
l'aggregazione delle due aziende Papardo e Piemonte di Messina.
In armonia con la nuova programmazione regionale, infatti, questo
Assessorato, ritenendo che il finanziamento per il polo oncologico
presso il Presidio ospedaliero Papardo, in fase di esecuzione, non
rivesta più carattere di attualità, ha reputato che l'intervento,
che prevede in prevalenza opere di riadattamento, possa
concretizzarsi con la realizzazione di lavori di ristrutturazione
degli spazi esistenti nel presidio, da destinare ai servizi della
nuova Azienda Ospedaliera Papardo - Piemonte di Messina.
Tutto ciò mediante l'utilizzo delle opere ad oggi realizzate e
destinando delle risorse ancora disponibili all'esecuzione dei
lavori necessari ad accogliere, presso il presidio Papardo, le
Unità operative ed i servizi che dovranno essere trasferiti dal
presidio Piemonte.
Con nota n. 25023 del 23 luglio 2010 il Ministero, al fine di dare
soluzione alla proposta di questo Assessorato, ha chiesto di
acquisire informazioni e approfondimenti che sono stati forniti lo
scorso mese di ottobre dall'Azienda Papardo-Piemonte con un
dettagliata relazione condivisa da questa Amministrazione.
Relativamente alle risorse già erogate in favore dell'intervento
nell'ambito dei programmi di finanziamento, si precisa che le
stesse ammontano a:
10 milioni di euro a valere sull'Accordo di Programma Quadro
Sanità;
13 milioni di euro a valere sull'Accordo di Programma per l'anno
2002.
I predetti dati sono puntualmente inseriti nei monitoraggi
periodici dei rispettivi piani finanziari e, per quanto concerne
l'Accordo del 2002, sul programma NSIS.
Si specifica, inoltre, che le risorse inizialmente erogate sono
state attinte dall'assegnazione di cui all'Accordo di Programma del
2002 e, successivamente, sono stati utilizzati i fondi di cui
all'Accordo di Programma Quadro Sanità, al fine di allineare
l'utilizzo delle stesse risorse con il crono programma del medesimo
Accordo.
Si evidenzia peraltro che l'assegnazione dei posti letto di
oncologia all'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di
Messina non confligge in alcun modo con lo svolgimento di attività
oncologiche nell'ambito dell'Azienda Papardo - Piemonte; in
particolare, tali attività verranno gestite dall'Azienda anche
attraverso la costituzione di un Dipartimento interaziendale con
l'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Messina
assicurando così l'utilizzo razionale delle risorse esistenti sul
territorio.
L'attività oncologica presso il Presidio ospedaliero Papardo sarà
svolta tramite la Radioterapia, Acceleratori Lineari, CT/PET e
Gamma Camera (già esistente).
Occorre evidenziare che, stante il disposto di cui all'articolo
23, comma 2, della legge regionale n. 5/2009, dove viene
specificato che il Centro di eccellenza oncologico di cui alla
fondazione "Saverio D'Aquino" di Messina in ogni caso deve essere
attivato nella città di Messina, l'Azienda Piemonte - Papardo di
concerto con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico ha
avviato un programma finalizzato all'implementazione dell'attività
oncologica tale da dare in un prossimo futuro risposte idonee alle
esigenze dei pazienti affetti da patologie oncologiche di tutta la
provincia di Messina».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
le centrali operative di Palermo, Catania, Messina e
Caltanissetta, assicuravano, fino al 31 luglio 2010, il servizio di
radiocomunicazioni per il 118 attraverso il lavoro di operatori di
sistemi esperti riconosciuto dalla commissione regionale per
l'impiego e dall'ex Assessorato Sanità (ex operatori del soccorso
sanitario ACI 116 in Sicilia);
da circa dieci anni, così come previsto dalle leggi regionali
(personale ex art. 54, legge regionale n. 33/1996, così come
modificato dall'art. 15, legge regionale n. 27/1998 - in allegato
A), e secondo quanto previsto dall'art. 8 della convenzione CRI -
Assessorato Sanità, i predetti lavoratori operavano nelle
specifiche mansioni per conto della SISE, quali operatori tecnici
specializzati;
considerato che:
l'Assessorato Salute, in attesa che venga realizzata la nuova rete
radio UHF per il 118, vorrebbe delegare con affidamento diretto
alla società Sicilia e-Servizi la manutenzione e la gestione degli
impianti radio di proprietà della CRI ed attualmente in uso alle 4
centrali operative 118 in Sicilia;
l'Assessorato Salute non ha titolo a svolgere questa attività,
poiché gli impianti sono di proprietà della CRI che è anche
titolare della concessione ministeriale di uso delle frequenze
radio VHF;
quindi, solamente la CRI può affidare la manutenzione degli
impianti mantenendo comunque la piena responsabilità degli stessi;
la SEUS che subentra alla SISE nella gestione del servizio di
trasporto terrestre infermi per il 118, nel piano industriale, non
ha tenuto nella giusta considerazione e collocazione i lavoratori
addetti, a vario titolo, al funzionamento della rete radio per
l'emergenza sanitaria in quanto la SEUS non ha la gestione del
servizio dei collegamenti radio a supporto dell'emergenza
sanitaria;
il passaggio tra SISE e SEUS dei lavoratori che operano alle radio
e ne assicurano la manutenzione ed efficienza degli impianti da
oltre dieci anni, verrà gestito dalla società Sicilia e-Servizi;
tale gestione comporterà non solo la duplicazione della spesa ma
anche il demansionamento dei lavoratori già occupati in quanto
assunti dalla SUES come autisti o autisti soccorritori (senza aver
fatto alcun corso), declassando il profilo professionale e
mortificando moralmente i lavori e la professionalità acquisita nel
tempo;
di fatto gli operatori di sistemi esperti che per conto di SEUS si
trovano ad operare all'interno delle centrali operative 118 alle
radio, con le stesse attività che espletavano in SISE ma con la
differenza che oggi hanno la qualifica declassata di autisti o
autisti soccorritori;
ritenuto che:
tale situazione evidenzia una grave duplicazione della spesa
pubblica in quanto uno stesso servizio verrà gestito oltre che dal
SEUS anche dalla società Sicilia e-Servizi;
le procedure di affidamento del servizio alla predetta società
richiedono una verifica di regolarità delle procedure concorsuali;
tale situazione determina un grave danno ai lavoratori che
subiscono, ingiustamente, un declassamento poiché gli esperti dei
sistemi in servizio presso il SEUS sono stati assunti come autisti
o autisti soccorritori, quando invece di fatto operano all'interno
delle centrali operative 118 alle radio;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare al fine di
regolarizzare la posizione lavorativa degli esperti di sistemi in
servizio presso il SEUS, ma assunti come autisti, e conoscere i
motivi dell'affidamento alla società Sicilia e-Servizi della
gestione del servizio radio». ( 1318)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede chiarimenti in merito al
personale addetto al servizio di radiocomunicazioni dell'attività
di emergenza del 118 in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
A seguito dell'implementazione della Convenzione quadro siglata
tra questo Assessorato e la SEUS Scpa, il servizio radio
finalizzato alla gestione del trasporto infermi nell'ambito del
servizio di emergenza urgenza sanitaria 118 della Regione siciliana
è garantito, fino al 31 dicembre 2011, con gli accordi ponte
sottoscritti in data 5/10 Agosto 2010 e in data 30 settembre 2010
tra questo Assessorato e la Croce Rossa Italiana - Comitato
Regionale della Sicilia, nonché attraverso l'accordo quadro siglato
dalle parti in data 16 novembre 2010. Tali accordi consentono
l'impiego condiviso della rete radio C.R.I. per le finalità del
servizio di emergenza urgenza sanitaria 118 della Regione siciliana
fino alla data citata del 31 dicembre 2011.
Quanto sopra si è reso necessario in quanto la Regione siciliana
continua a non disporre, in atto, di una propria rete radio
dedicata al servizio di emergenza urgenza sanitaria regionale 118,
mentre risulta di non immediata attuazione la rete radio regionale
unica la cui realizzazione è stata affidata dall'Assessorato
dell'economia alla società Sicilia e Servizi.
Per quanto sopra in atto non vi è alcun affidamento della gestione
del servizio radio del 118 di questa Regione alla società Sicilia e
Servizi.
In ordine al quesito relativo alla regolarizzazione della
posizione lavorativa degli esperti di sistemi radio, si evidenzia
preliminarmente che il personale in parola che risulta transitato
dalla CIE in SISE, rivestiva la qualifica di operatore di centrale
e lo stesso risultava essere operatore "di sistemi esperti" e non
operatore "esperti di sistema" come peraltro ribadito anche dalla
Commissione per l'impiego citata nell'atto ispettivo di che
trattasi.
A prescindere da ciò, si chiarisce che la SEUS Scpa giusta
convenzione quadro siglata con questo Assessorato ha iniziato la
propria attività nel mese di luglio 2010.
Essendo la Società di che trattasi una nuova entità, non si è
avuto alcun passaggio diretto del personale dalla SISE alla SEUS,
ma il personale in parola è stato assunto ex novo da quest'ultima
con uno specifico contratto di lavoro siglato dalle parti».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAMPAGNA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
da tempo si sono aggravate le già precarie condizioni igienico-
sanitarie dell'ospedale G.F. Ingrassia di Palermo e ciò anche in
considerazione dell'arrivo della stagione estiva;
all'interno dei reparti vi è una crescente presenza di insetti che
rendono impraticabile il normale svolgimento dell'attività
sanitaria e, ove si continua ad operare, c'è il concreto rischio di
infezioni, pattuglie di cani abbandonati ed alla ricerca di cibo
circolano nel parco dell'ospedale con grave pericolo per gli
utenti;
rilevato che da tempo si sono levate vibrate proteste di parenti
dei pazienti ricoverati finalizzate sia ad una disinfestazione
generale e periodica del nosocomio per migliorarne la condizione
sanitaria sia ad un allertamento degli enti preposti affinché il
parco sia liberato dalle decine di cani randagi che dello stesso
hanno fatto il loro territorio;
considerato che fronteggiare la crisi della sanità in Sicilia
presuppone prioritariamente anche attività che puntino a tutelare i
pazienti ponendo fine alle condizioni di degrado igienico sanitarie
in cui versano molte strutture sanitarie dell'Isola;
per sapere se siano a conoscenza della grave situazione sin qui
delineata e, ove così non fosse, se non ritengano necessario
predispone una ispezione presso il nosocomio in oggetto per
verificare quanto esposto». (1323)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Campagna chiede notizie sulle gravi carenze
igienico-sanitarie dell'ospedale G.F. Ingrassia di Palermo, si
rappresenta che con circolare prot. n.19090 del 23 luglio 2010,
indirizzata ai Direttori generali di tutte le Aziende del S.S.R.,
questa Amministrazione ha impartito disposizioni in merito alle
carenti condizioni igieniche ed alla insufficienza numerica di
personale nelle aree di immediato accesso al pubblico nonché nei
reparti e negli spazi comuni di accesso e nelle zone esterne di
pertinenza.
In particolare le direzioni aziendali sono state invitate ad
avviare una verifica dello stato igienico sanitario di tutti gli
spazi interni e delle aree esterne ed, eventualmente, ad adottare
piani straordinari di pulizia, nonché, attraverso gli organi
competenti, ad eliminare il fenomeno del randagismo all'interno
delle proprie strutture».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
i livelli di assistenza sanitaria dovrebbero essere uniformi su
tutto il territorio nazionale senza disparità di trattamento fra i
cittadini delle varie regioni e delle varie province d'Italia;
tale principio non viene riconosciuto ai cittadini della provincia
di Siracusa;
preso atto che nell'ASP 8 di Siracusa, per quanto riguarda
l'assistenza della medicina specialistica ambulatoriale, relativa
alla branca di patologia clinica, le assegnazioni dell'aggregato di
spesa, per l'anno 2009, risultavano inferiori del 35 per cento,
rispetto al calcolo desunto dall'allegato A del decreto 0779/2010
del 15 marzo 2010, che prende a riferimento la quota capitaria
pesata, secondo gli indicatori ministeriali, per popolazione
residente alla data dell'1 gennaio 2009;
considerato che:
lo stesso decreto 0779/2010 si prefigge, tra l'altro, l'obiettivo
di correggere le disparità e le ingiustizie esistenti tra le
diverse province siciliane nell'attribuzione delle risorse rispetto
alle quote capitarie;
questo indirizzo è in linea con l'obbiettivo di una equa
distribuzione delle risorse disponibili in tutto il territorio
regionale;
accertato che l'incremento dell'1,2 per cento assegnato
all'aggregato di spesa per settore nel 2010, rispetto a quanto
previsto nel 2009, è del tutto inadeguato per riequilibrare una
copertura del fabbisogno inferiore del 35 per cento rispetto alla
quota capitaria pesata e, soprattutto, dovuta ai cittadini della
provincia di Siracusa;
per sapere se non ritengano opportuno reperire ulteriori risorse
per raggiungere in tempi brevissimi l'encomiabile e indispensabile
obbiettivo di offrire a tutte le province siciliane risorse
equamente distribuite su tutto il territorio. Tutto ciò al fine di
arrestare la migrazione dei cittadini siracusani verso altre
province, dotate di maggiori risorse, e di conseguenza assicurare
alla provincia di Siracusa quanto le è dovuto anche dal recente
decreto assessoriale». (1334)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede il reperimento di ulteriori
risorse da assegnare alla branca di patologia clinica dell'ASP 8 di
Siracusa, si evidenzia preliminarmente che alla provincia di
Siracusa, rispetto al 2009, è stato assegnato un aggregato
incrementato dell' 1,65% che sarà gradualmente aumentato nel corso
delle assegnazioni successive.
Si rappresenta infine che essendo già stati determinati gli
aggregati di spesa per il 2010, appare alquanto improbabile la
possibilità di reperire a fine anno ulteriori risorse economiche».
L'Assessore
dott. Massimo Russo