Presidenza del vicepresidente Oddo
DE LUCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 18 gennaio
2011, la mozione numero 233 Iniziative per la chiusura giornaliera
dei grandi centri commerciali , degli onorevoli Gennuso, Colianni,
Calanducci e Leanza Nicola. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le grandi strutture di vendita nella Regione, note al pubblico
come grandi centri commerciali, costituiscono senza dubbio un
elemento di modernizzazione del settore ed un'opportunità per molti
consumatori;
la loro recente e vertiginosa diffusione, e soprattutto la loro
concentrazione in poche aree limitate del territorio regionale,
come nella provincia di Siracusa, ha creato squilibri nell'intera
rete di distribuzione commerciale e, sostanzialmente, contraddetto
quegli obiettivi di compatibilità e di garanzia della libera
concorrenza previsti dall'art. 5 della l.r. n. 28 del 1999;
gravemente penalizzata, è la rete delle piccole strutture di
vendita, costrette in un periodo già di forte crisi economica,
nazionale e regionale, a numerose chiusure di esercizi, spesso
anche di antica data, con pesanti conseguenze sul piano
occupazionale;
la chiusura delle piccole strutture di vendita produce la
scomparsa nei quartieri di punti di riferimento tradizionali per la
stessa struttura sociale locale;
considerato che:
la stessa Giunta regionale di Governo, con delibere n. 36 dell'8
febbraio 2010 e n. 324 del 4 settembre 2010, ha approvato atti di
indirizzo nei riguardi dei centri commerciali, stabilendo di
bloccare in tutto il territorio siciliano gli insediamenti della
grande distribuzione organizzata;
i dati delle associazioni di settore mostrano che in Sicilia sono
presenti quasi il 50% dei nuovi progetti di insediamento della
grande distribuzione organizzata (GDO) di tutto il Sud, fino a far
attestare la Regione siciliana, fra tutte le regioni d'Italia, come
quella dove maggiormente si concentrano le iniziative della grande
distribuzione organizzata di prossima apertura, sia in termini di
strutture, circa 23, che di superfici di vendita, ampiamente avanti
rispetto alla Lombardia;
ritenuto che tale incremento non appare comprensibile in termini
di mercato, se si tiene conto che, negli ultimi anni, la presenza
così massiccia e sproporzionata di tali strutture su tutto il
territorio regionale ha determinato non soltanto il soccombere
delle piccole e medie strutture di vendita, ma anche un'elevata
competizione fra le stesse grandi strutture di vendita, producendo
effetti negativi in termini di fatturato nelle aree di maggiore
concentrazione dell'offerta,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire urgentemente presso le sedi opportune per la
chiusura giornaliera settimanale della grande distribuzione
organizzata, come avviene per i piccoli e medi punti vendita,
garantendo commercio equo (fair trade)». (233)
GENNUSO-COLIANNI-CALANDUCCI-LEANZA N.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Gennuso dal 24 al 26 gennaio 2011;
- Falcone il 26 gennaio 2011;
- Scoma dal 31 gennaio al 2 febbraio 2011;
- Raia dall'8 all'11 febbraio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Risorse agricole e alimentari
N. 1110 - Notizie in merito ai ritardi per il bando del PSR 2007 -
2013, misura 1.1.2, in materia di insediamento di giovani
agricoltori.
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 1258 - Iniziative per fronteggiare le problematiche relative
alla stagione irrigua e alla crisi del comparto agricolo del
comprensorio dello Jato.
Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo
N. 1344 - Provvedimenti per evitare la chiusura dell'unità
operativa SOAT (Settore operativo di assistenza tecnica) di Agira
(EN).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1351 - Chiarimenti sulla gestione del progetto rete di
laboratori per l'agroalimentare e l'ambiente.
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 1354 - Provvedimenti per evitare la perdita del finanziamento
del Ministero delle politiche agricole e forestali per il
completamento di un tratto della diga Garcia (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1368 - Piano di sviluppo rurale (PSR). Verifica dell'entità
delle somme sottoposte al disimpegno automatico.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1380 - Pagamento degli stipendi ai lavoratori del settore
forestale.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore
N. 1395 - Acquisizione al demanio della Regione siciliana dei beni
della Parmatour s.p.a. siti nelle isole di Marettimo e Favignana
(TP).
Firmatario: Marrocco Livio
- da parte dell'Assessore Salute
N. 1068 - Notizie in merito alla mancata applicazione del decreto
dell'Assessorato Sanità del 17 giugno 2002 in materia di personale
dei centri di riabilitazione accreditati dal Servizio sanitario
regionale.
Firmatari: Pogliese Salvatore; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 1132 - Interventi a difesa del servizio di immunoematologia e
medicina trasfusionale di Avola (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1337 - Chiarimenti sul trasferimento di attività e personale da
SI.SE. a S.E.U.S. - servizio di emergenza-urgenza 118.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco
N. 1357 - Notizie circa le assunzioni di 2900 medici nel settore
sanitario.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1363 - Verifica della composizione delle commissioni mediche
per le invalidità civili.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1371 - Provvedimenti per sopperire alla carenza di posti letto
di anestesia-rianimazione nella provincia di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1386 - Mantenimento dell'unità operativa semplice di talassemia
di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1389 - Notizie sulla crescita del numero dei parti con taglio
cesareo.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1391 - Attivazione del reparto di rianimazione presso
l'ospedale 'Di Maria' di Avola (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1401 - Ragioni del mancato scorrimento della graduatoria del
concorso di dirigente medico di pronto soccorso indetto dall'ASP 6
di Palermo.
Firmatario: Gucciardi Baldassare
N. 1418 - Iniziative perchè sia rivista la decisione di declassare
l'unità operativa complessa di dermatologia in unità operativa
semplice presso l'ospedale 'Rizza' di Siracusa (ASP 8).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1423 - Provvedimenti al fine di consentire il riconoscimento
dei corsisti OSA (operatori socio-assistenziali) da parte delle
strutture ospedaliere pubbliche.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1426 - Provvedimenti per l'inserimento della figura
professionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali
nell'elenco degli addetti al servizio di prevenzione e protezione
delle strutture sanitarie siciliane.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1439 - Iniziative volte a sbloccare i pagamenti in favore delle
farmacie della provincia di Enna.
Firmatario: Termine Salvatore
N. 1446 - Verifica delle cause che stanno alla base dei tempi
lunghi di attesa per le visite ginecologiche nell'ospedale
Muscatello di Augusta (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1454 - Misure per contrastare la diffusione della celiachia in
Sicilia.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1464 - Notizie sui casi di malasanità negli ospedali siciliani.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1466 - Ragioni della mancata apertura del nuovo ospedale di
Militello in Val di Catania (CT).
Firmatario: Falcone Marco
N. 1473 - Notizie sulla fondazione Istituto San Raffaele - G.
Giglio di Cefalù (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1481 - Apertura dell'ufficio polifunzionale provinciale del
'118' in provincia di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1482 - Opportunità di dotare la postazione del '118' di Ortigia
(SR) di apposita automedicalizzata.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Istituzione delle denominazioni di origine controllata
Trinacria per la tutela e la valorizzazione dei prodotti agro-
alimentari tradizionali siciliani» (n. 671)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 19 gennaio 2011
«Disposizioni in materia di interventi in favore delle aziende
agrumicole danneggiate da attacchi di eccezionale gravità causati
dal virus della tristezza degli agrumi'» (n. 672)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Raia, Oddo,
Di Guardo, Apprendi, Donegani, Marinello e Vitrano, in data 20
gennaio 2011
«Riordino in materia di conferimento di incarichi di collaudo e
progettazione» (n. 673)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di Mauro,
Musotto e Federico, in data 20 gennaio 2011
«Norme per il governo del territorio» (n. 674)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di Mauro e
Musotto, in data 20 gennaio 2011
«Istituzione, gestione e valoriz-zazione delle aree naturali
protette» (n. 675)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di Mauro e
Musotto, in data 20 gennaio 2011.
«Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 così come
modificata dalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14» (n. 676)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Greco, in
data 24 gennaio 2011.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
assegnata alla competente Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Piano regionale di propaganda turistica 2011. (n. 129/IV)
pervenuto in data 19 gennaio 2011
inviato in data 20 gennaio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che da notizie di stampa risulta
che la Regione abbia approvato e finanziato corsi di formazione
professionale per 'badanti', rivolti ad oltre 1600 soggetti, di cui
ben 314 nella sola città di Marsala (TP);
il profilo professionale di 'badante' non risulta chiaramente
definito, essendo tale attività sostanzialmente priva di una
specifica regolamentazione e, nella maggioranza dei casi,
esercitata in forme irregolari;
appare quanto mai improbabile l'effettivo inserimento
professionale di tali figure, come ugualmente appare dubbia
l'efficacia degli strumenti formativi;
l'intero settore della formazione professionale è, negli ultimi
anni, oggetto di specifica attenzione politica, in vista di un
complessivo riordino che orienti il sistema verso la formazione di
quelle figure professionali maggiormente richieste sul mercato del
lavoro, con effettiva qualità e consistenza dei contenuti
formativi;
l'esigenza di riformare il sistema e contenere la spesa impone di
verificare l'effettiva utilità ed appropriatezza dei percorsi
formativi;
per sapere:
quali siano gli intendimenti del Governo rispetto ai citati corsi
di formazione e se intendano revocare i relativi finanziamenti;
quali iniziative intendano adottare per garantire che i corsi
finanziati dalla Regione siano effettivamente orientati a formare
figure professionali corrispondenti alle richieste del mercato del
lavoro». (1619)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ADAMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
l'immobile sito in Partinico, via dei Mille, palazzo storico,
confiscato al boss Giovanni Bonomo, è stato assegnato al comune di
Partinico e destinato alla sede locale del commissariato di
pubblica sicurezza;
l'immobile è divenuto, quindi, sede del commissariato ed è stato
interessato da lavori di ristrutturazione e manutenzione finanziati
con fondi dell'APQ di circa 400mila euro;
il Tribunale di Palermo ha fissato la data del 16 febbraio 2011
per la vendita all'asta dell'immobile per l'esistenza di alcuni
vincoli ipotecari;
considerato che:
si tratta di un bene confiscato alla mafia e quindi destinato a
finalità pubblica;
l'immobile è la sede del commissariato di pubblica sicurezza di
Partinico;
la questione dell'esistenza di vincoli ipotecari mette in serio
rischio l'impossibilità dell'utilizzo dei beni confiscati alla
mafia;
ritenuto che:
l'assegnazione del bene al commissariato di p.s. assume anche un
significato ed una connotazione simbolica della lotta alla mafia ed
alla criminalità organizzata;
occorre evitare la vendita dell'immobile e garantire il
mantenimento della sede del commissariato di p.s.;
per sapere quali provvedimenti urgenti abbiano o intendano
adottare per evitare la vendita dell'immobile confiscato al boss
Giovanni Bonomo, oggi sede del commissariato di p.s. di Partinico».
(1624)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
in data 13 settembre 2010, Norman Zarcone, il giovane dottorando
in filosofia del linguaggio di 27 anni (senza borsa), due lauree
con 110 e lode e un dottorato ormai concluso, si è suicidato
lanciandosi dal settimo piano della facoltà di Lettere di Palermo,
per protesta contro le baronie' accademiche e le concezioni
familistiche dell'università;
il disperato gesto di protesta, un estremo 'j'accuse' che Norman
ha voluto rivolgere nei confronti di quelle logiche baronali che
riteneva impedissero la piena realizzazione del suo progetto di
ricerca e di quello di tanti altri giovani studiosi, ha commosso e
coinvolto emotivamente l'opinione pubblica, la stampa e la società
civile del Paese, accendendo naturali sentimenti di vivo e unanime
cordoglio presso gli ambienti istituzionali, accademici, politici e
studenteschi;
considerato che:
il 21 dicembre 2010, lo stesso Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, pur nel rispetto dell'autonomia
accademica, aveva inviato una lettera al rettore dell'Università di
Palermo, Roberto Lagalla, per chiedere di intitolare al più presto
un'aula della facoltà di Lettere a Norman Zarcone, quale
significativo tributo alla memoria di un giovane che non accettava
- come si legge nella nota del Ministro - 'le rendite di posizione
di certi baroni (...) che volevano escluderlo dall'università solo
perché, pur avendo indubbie capacità, non possedeva un cognome
importante';
lo stesso rettore si era impegnato in prima persona, a mezzo
stampa e privatamente con la famiglia Zarcone per l'intitolazione
dell'aula e per l'assegnazione del dottorato alla memoria, come si
evince anche (ma non solo) dalle news dell'Ateneo in data 17
settembre 2010 (un'aula di Lettere intestata a Norman Zarcone, il
dottorando di ricerca che si è suicidato gettandosi da una finestra
della facoltà. Lo proporrà lunedì in senato accademico il rettore
dell'Università di Palermo Roberto Lagalla. 'Un giovane impegnato
nella ricerca che perde la vita così deve essere ricordato in modo
costante - dice Lagalla - non soltanto con il titolo di dottore di
ricerca ad honorem che pure l'Ateneo gli conferirà'.
Continua Lagalla: 'Ho apprezzato la compostezza degli studenti, la
presenza di rappresentanti istituzionali e ho massimo rispetto per
la rabbia del padre, al quale esprimo un cordoglio sentito,
presente, non formale, rinviando un confronto a un incontro privato
e riservato. Le autorità accademiche vigilano su correttezza e
trasparenza di atti e procedure, ma purtroppo, come ogni altra
realtà che fa parte della società, l'Università non può essere
considerata in ogni sua parte del tutto impermeabile a
sollecitazioni e pressioni. Questo, al netto di ogni facile
strumentalizzazione, deve essere occasione di riflessione per
tutti');
il rettore in persona si era quindi impegnato, sui giornali e a
casa della famiglia Zarcone per l'intitolazione dell'aula e per
l'assegnazione del dottorato alla memoria; la proposta di
intitolare l'aula promessa a Norman non ha però ancora trovato la
dovuta accoglienza da parte del senato accademico, dopo i primi
messaggi favorevoli resi pubblici; addirittura è stata fatta
rimuovere una targa alla memoria affissa simbolicamente dagli
studenti all'interno della facoltà di Lettere, al fine di scuotere
i vertici accademici sulla immediata intitolazione. Questa azione
disonesta, definita 'vigliacca' dal padre, il giornalista Claudio
Zarcone, è stata stigmatizzata dal mondo politico, dei media e
della società civile in senso bipartisan;
visto che:
in seguito all'ipotetico diniego (perché siamo nel campo delle
ipotesi), mai espresso palesemente ma lasciato solo intendere con
delibere e dichiarazioni dal retrogusto sibillino', della
disponibilità dell'ateneo palermitano ad acconsentire alla
richiesta del Ministro e degli studenti di intitolare l'aula (va
ricordato che vi è, in aggiunta alle promesse del rettore, un
petizione firmata dagli studenti e protocollata agli atti), il
padre del dottorando suicida, a partire dal giorno 10 gennaio, ha
iniziato uno sciopero della fame di protesta contro gli organi
dell'ateneo palermitano per la difesa e il rispetto della memoria
del figlio;
la fama di Norman Zarcone ha valicato i confini nazionali e la
stessa Carla Bruni-Sarkozy ha inteso esprimere il suo personale
cordoglio alla famiglia Zarcone, a riprova del sentimento condiviso
che la tragedia ha suscitato nell'animo di tutti coloro che vedono
in Norman il simbolo di una battaglia per la legalità, cui facciamo
appello come classe politica e dirigente, anche nel contesto delle
università siciliane; Norman (se ne facciano una ragione i
barricaderi che difendono ancora privilegi e rendite di posizione)
è ormai un simbolo indiscusso di legalità e democrazia
nell'immaginario collettivo della nazione, un vessillo di lotta e
restituzione del merito a chi studia e lavora seriamente. Il
dottorando, tanto per la memoria, faceva d'estate anche il bagnino
in un circolo nautico di Palermo, per imparare, come da egli stesso
confidato, l'etica del lavoro. E malauguratamente per baroni e
vassalli', egli è un simbolo bipartisan, 'multipartisan', che ha
commosso e continua a commuovere la politica nel suo complesso
oltre che la società civile e la stampa nazionale;
la tragica storia di Norman, che ha portato ancora una volta
all'attenzione dei media e delle istituzioni il tema della
meritocrazia negli atenei italiani, e nella fattispecie siciliani,
è sintomatica di quante zone d'ombra si annidino anche nelle
massime agenzie formative ed educative come le università; è
proprio per questo che la politica non può abiurare il proprio
mandato di controllo e propulsione della legalità. E' proprio per
questo che la politica saprà vigilare;
per sapere:
se non ritengano di raccordarsi col Ministro Mariastella Gelmini,
per affrontare insieme la vicenda attraverso iniziative comuni;
se non ritengano di attivarsi anche personalmente presso il al
fine di verificare l'effettiva disponibilità a disporre
l'intitolazione di un aula della rettore dell'ateneo facoltà di
Lettere e del dottorato alla memoria del brillante dottorando
scomparso prematuramente; tutto ciò in tempi brevi, rappresentando
che quella targa su un'aula e il dottorato alla memoria sono non un
'risarcimento' alla famiglia (come surrettiziamente oggi sostenuto
dal rettore), poiché niente potrà mai risarcire la perdita di un
figlio o di un fratello, bensì un gesto di partecipazione umana ad
una tragedia che è collettiva e non solo individuale. Diversamente
il rettore chiarisca una volta per tutte, le motivazioni vere di un
ripetuto diniego, peraltro mai formulato esplicitamente ma solo con
mezze frasi, senza bizantinismi semantici o argomentazioni
retoriche come quella del risarcimento', cui nessuno, né la
famiglia, né la società civile, né gli studenti, ha fatto mai
appello. Né tanto meno la politica potrebbe fare appello ad una
così poco dignitosa e volgare considerazione della morte
individuale, della tragedia, e del dolore collettivo;
se non ritengano, in ultima analisi, di portare la questione in
Giunta regionale ed eventualmente deliberare anche altri
provvedimenti atti a perpetuare la figura di chi, pur ottenendo
eccellenti risultati nel campo dell'università e della ricerca, è
stato isolato da un sistema autoreferenziale che lascia troppi
margini alle concezioni familistiche e alle logiche baronali' nelle
università, non casualmente negli atenei, compreso quello di
Palermo, figurano troppi nomi simili o apparentamenti noti; in tal
senso sarebbe opportuna un'accelerazione da parte del Governo della
Regione per la nascita della fondazione Norman Zarcone' proponendo
un emendamento in finanziaria avente i medesimi contenuti del
disegno di legge da noi presentato e depositato». (1626)
MARROCCO
«All'Assessore per la salute, premesso che presso l'ASP 9 di
Trapani nel mese di maggio 2010 sono stati assegnati incarichi
semestrali di ORL (otorinolaringoiatria) ai dottori Abbate,
Sciandra e Martingiglio, rispettivamente primo, secondo e terzo in
graduatoria;
rilevato che:
mentre i primi due sono specialisti in ORL, il dottore
Martingiglio risulterebbe specialista in audiologia, branca non
chirurgica;
la dottoressa Sciandra, non svolgendo servizio in sala operatoria
né lavoro notturno (ai sensi del testo unico della maternità,
decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001) essendo al sesto mese
di gravidanza al momento dell'assunzione, ha svolto il suo lavoro
fino all'ultimo giorno previsto dalla legge (cioè fino al settimo
mese compiuto) prima di entrare in astensione obbligatoria;
considerato che alla scadenza dei contratti (23 novembre 2010) non
ha visto rinnovato il proprio in quanto in atto in astensione
obbligatoria e nonostante che la scadenza (30 novembre 2010) le
avrebbe consentito di rientrare al lavoro dopo una sola settimana e
potendo, quindi, espletare gli altri sei mesi, mentre il contratto
veniva rinnovato al primo e al terzo medico in graduatoria;
per sapere:
se il terzo medico della graduatoria fosse o sia in possesso dei
requisiti richiesti per svolgere l'incarico di ORL;
se non ritenga che nella vicenda in questione siano stati violati
principi e diritti del lavoratore, rinnovando il contratto a un
medico posizionato dopo la dottoressa Sciandra e, per di più,
neanche in possesso della specializzazione in ORL;
se non riscontri nella scelta operata dall'ASP 9 di Trapano il
tentativo di eludere i diritti previsti per la recente maternità
della dottoressa Sciandra (orario ridotto a 4,20 ore, esenzione dai
turni notturni fino al primo anno di vita del figlio);
se non ritenga che, essendo stati violati i princìpi previsti
dagli articoli 31 e 37 della Costituzione a tutela della famiglia,
della maternità e dell'infanzia e della donna lavoratrice, vada
fatta una ispezione per verificare la correttezza delle procedure
adottate». (1627)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
i consorzi per le aree di sviluppo industriale costituiscono enti
pubblici non economici, dotati di personalità giuridica, sui quali
la Regione esercita la duplice funzione di direzione (indicando
propri rappresentanti negli organismi) e di vigilanza e controllo;
da molteplici e concordanti fonti si apprende che il consorzio ASI
di Catania versa in una situazione finanziaria estremamente
critica, con un'esposizione debitoria di circa 11 milioni di euro;
tale situazione rischia di condurre l'ente stesso al collasso
finanziario per effetto delle procedure esecutive avviate da alcuni
dei creditori;
ritenuto che:
nelle more del riordino del sistema dei consorzi ASI è
indispensabile garantire la continuità dell'erogazione dei servizi
alle imprese e tutelare il personale;
l'attuale gestione commissariale, al pari della precedente, ha
avviato un percorso di risanamento, mediante alienazione di
partecipazioni azionarie ed immobili per far fronte ai pagamenti;
per conoscere:
quale sia, in dettaglio, l'attuale situazione patrimoniale e
finanziaria del consorzio ASI di Catania ed in particolare quale
sia la natura e l'entità dei debiti fuori bilancio e come gli
stessi siano stati generati;
se intendano procedere ad un'indagine ispettiva sulle gestioni
passate del consorzio per accertare le eventuali responsabilità;
quali iniziative si intendano intraprendere per garantire il
risanamento finanziario e la piena funzionalità dell'ente». (1631)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
la ditta appaltatrice che doveva procedere ai lavori di
demolizione dell'immobile confiscato alla mafia a Balestrate (PA)
si è improvvisamente ritirata;
tale situazione mette in evidenzia il pericolo di recrudescenza
del fenomeno della mafia ed il pericolo di tentativi di
condizionamento del territorio da parte dell'organizzazione
criminale;
considerato che la gestione e l'utilizzo dei beni confiscati alla
mafia rappresenta un concreto strumento di lotta alla criminalità;
ritenuto che sulla vicenda si reputa necessario l'intervento della
Regione;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per la demolizione del bene
sito a Balestrate e confiscato alla mafia che doveva essere
demolito dalla ditta Bagnato, appaltatrice della gara;
quali provvedimenti abbiano adottato per verificare i motivi che
hanno indotto la ditta Bagnato a ritirarsi e non eseguire i lavori
di demolizione». (1634)
CAPUTO
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
la seicentesca tonnara di Santa Panaria in Siracusa, oggi di
proprietà della Regione siciliana, rappresenta una preziosa
rappresentanza di archeologia industriale, inserita in un contesto
paesaggistico di straordinaria bellezza;
nel '98 il complesso edilizio fu oggetto di parziali lavori di
recupero per una spesa di lire 10.560.000.000, a valere sui fondi
del Programma operativo plurifondo della Sicilia, Misura 2.4;
negli anni successivi il complesso restaurato rimase inutilizzato
ed in balia di vandali e ladri che ne distrussero il tetto,
utilizzando la loggia come ricovero per animali, danneggiando e
sporcando con vernice spray molti ambienti, adibendo a bivacco la
splendida chiesetta dedicata a S. Lucia;
in occasione delle edizioni del 2005 e del 2006 di Salvalarte',
la campagna di Legambiente rivolta alla tutela e alla promozione
del patrimonio culturale della Sicilia, la Soprintendenza ai beni
culturali e ambientali di Siracusa presentò il progetto di restauro
del complesso finalizzato alla realizzazione, all'interno del
monumento, di un museo paleontologico, senza che tuttavia alcun
intervento seguisse alla presentazione;
in data 18 febbraio 2008, rispondendo ad una richiesta di
Legambiente, la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di
Siracusa comunicò che il nuovo progetto di intervento era stato
approvato per un importo di lire 10.917.898,75, previsto
all'interno del POR Sicilia 2000-2006, poi finanziato con DDG n.
5627 del 20 marzo 2009;
in data 4 settembre 2009 fu pubblicato nella GURS, parte II, n. 36
del 4 settembre 2009 il bando di gara che, a seguito di ricorso
amministrativo proposto dall'ANCE di Siracusa avverso il mancato
aggiornamento dei prezzi dopo l'entrata in vigore del nuovo
prezziario regionale, fu sospeso in sede cautelare da parte del TAR
di Catania in data 13 ottobre 2009;
il TAR di Catania, con sentenza n. 52/2010 dell'11 giugno 2010, ha
annullato il sopra menzionato bando di gara relativo
all'affidamento mediante pubblico incanto dell'appalto dei lavori
di restauro e sistemazione mussale della Tonnara di Santa Panaria a
Siracusa da destinare al Museo del Mare';
il complesso monumentale versa in gravi condizioni di dissesto e
risulta invaso da erbe infestanti, abbandonato alla mercé di
vandali e circondato da rifiuti e discariche di ogni tipo;
per sapere:
la sussistenza di eventuali responsabilità nella gestione del
bene, che ha portato a vanificare l'intervento eseguito nel 1998
per una spesa di lire 10.560.000.000;
l'eventuale responsabilità nei ritardi accumulati per il recupero
e la fruizione del bene, ad oltre dieci anni dalla fine dei primi
lavori di recupero;
quali provvedimenti si intendano adottare per arrestare il
progressivo degrado del complesso ed avviarne i definitivi lavori
di recupero e fruizione, anche alla luce della responsabilità
amministrativa per danno erariale a cui sarebbe sposta
l'Amministrazione regionale dinanzi a alla Corte dei conti per il
mancato esito delle ingenti risorse spese a fronte delle gravi
condizioni di degrado in cui versa l'immobile». (1648)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il tratto di costa del comune di Messina
che insiste tra i torrenti Giampilieri e Briga è soggetto a gravi
fenomeni di erosione, in un territorio interessato dalla tragica
alluvione dell'1 ottobre 2009;
considerato che:
il predetto tratto di costa è prospiciente ai centri abitati di
Giampilieri Marina e Briga Marina; di recente le mareggiate, hanno
danneggiato alcune abitazioni, mettendo a rischio l'incolumità
delle persone; il comune di Messina, più volte sollecitato, non è
stato in grado di approntare alcun intervento di salvaguardia e
messa in sicurezza;
lo stesso comune, comunque, ha trasmesso agli organi regionali
competenti la richiesta di realizzare interventi a tutela dei
centri abitati;
il piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (P.A.I.)
inserisce il predetto tratto di costa tra le aree a rischio di
erosione e, perciò, meritevoli di intervento; la gravità della
situazione ha indotto la Protezione civile regionale ad allocare
alla foce dei due torrenti, per favorire un ripascimento naturale,
il materiale proveniente dalla ripulitura dei torrenti Giampilieri
e Briga;
il ripascimento naturale non appare, però, sufficiente a
salvaguardare l'abitato dalle forti mareggiate; le valutazioni
tecniche, degli uffici comunali preposti, prevedono interventi
strutturali per impedire che il mare invada, come è gia accaduto,
il centro abitato;
il comitato 'SOS MARE', interpretando la preoccupazione dei
cittadini, ha sollecitato, ripetutamente, le autorità competenti a
realizzare interventi a tutela dell'abitato;
il sottoscritto interrogante, in precedenti atti parlamentari, ha
segnalato la gravità della situazione, ma dopo l'inserimento
dell'area nel P.A.I., da parte dell'Amministrazione non sono stati
prodotti gli interventi necessari;
per sapere se non valutino necessario prevedere, nell'ambito
dell'utilizzazione dei fondi destinati agli interventi per il
miglioramento dell'assetto idrogeologico e per la messa in
sicurezza delle aree interessate dai fenomeni di dissesto,
interventi a tutela dei predetti centri abitati del comune di
Messina al fine di rassicurare i cittadini di un'area colpita dalla
disastrosa alluvione dell'1 ottobre 2009 sulla volontà della
Regione di realizzare le opere necessarie per la salvaguardia e la
messa in sicurezza del territorio». (1649)
PANARELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: gli onorevoli Laccoto e
Rinaldi per oggi; l'onorevole Ragusa per l'intera settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
DE LUCA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che l'amministratore delegato delle
Ferrovie dello Stato ha deciso che a partire dai prossimi mesi
prenderà corpo la soppressione, l'interruzione e la sostituzione
con autobus della stragrande maggioranza dei treni a lunga
percorrenza, con ripercussioni pesantissime per gli utenti delle
province sud-orientali dell'Isola;
considerato che:
questa scelta politico-amministrativa segue alla già operante
scelta di tagliare il 50 per cento delle carrozze dei treni a lunga
percorrenza;
tutto ciò fa prevedere, con rammarico, un ulteriore e gravissimo
ridimensionamento delle Ferrovie dello Stato in Sicilia;
di conseguenza, si profilano drammatiche ripercussioni
occupazionali per i dipendenti delle FS e, inoltre, grossi disagi
si verificheranno per i passeggeri che dovranno interrompere il
proprio viaggio in treno e proseguirlo con altri mezzi (autobus);
le scelte aziendali delle Ferrovie dello Stato vengono
giustificate con la scarsità di risorse disponibili e dalle scelte
e dai tagli attuati dal Ministero dell'economia, che non fanno
altro che confermare la mancanza di idee e progetti a favore del
sud del Paese da parte del Governo nazionale;
per sapere:
se ritengano necessario intervenire presso i tavoli e i canali del
Governo nazionale affinché si sollecitino le Ferrovie dello Stato
ad invertire la rotta, annullando i tagli previsti per i treni a
lunga percorrenza;
se l'amministratore delegato di FS abbia intenzione di mantenere
gli impegni presi con la Regione siciliana di rendere più
efficiente il trasporto ferroviario tramite cospicui investimenti
sia per l'ammodernamento della rete ferroviaria, sia per
l'ammodernamento di vagoni e vettori di trasporto;
se intendano convocare le parti sociali per scongiurare il
licenziamento di decine di dipendenti di FS». (1618)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nella rimodulazione della rete ospedaliera proposta dall'ASP di
Catania non sono stati rispettati elementari diritti d'uguaglianza
dei cittadini in considerazione della distribuzione della
popolazione nell'ambito dei vari distretti sanitari;
nel caso del presidio ospedaliero di Giarre (CT), non sono stati
valutati parametri di efficienza e di produttività né parametri di
carattere sociale e geografico;
considerato che:
nel corso di un incontro tra i rappresentanti dei dieci comuni del
distretto sanitario, l'Assessore per la salute ha dichiarato che
l'ospedale di Giarre avrebbe avuto un pronto soccorso d'eccellenza
e, nel breve termine, un polo riabilitativo regionale;
il direttore generale, Giuseppe Calaciura, prometteva, durante un
incontro con la speciale commissione sanità della provincia
regionale, che a marzo l'ospedale di Giarre avrebbe avuto il nuovo
pronto soccorso;
ritenuto che:
a distanza di un anno ciò non è stato realizzato;
l'ospedale di Giarre continua a essere depotenziato;
qualche mese fa il dirigente medico, dottore Salvatore Scala, ha,
addirittura, scritto: 'A causa di carenza di personale tecnico di
radiologia, non è possibile garantire la pronta disponibilità
radiologica, notturna e festiva e di effettuare, quindi, esami di
diagnostica radiologica tradizionale e per immagini in urgenza';
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali, ai fini della rimodulazione e
della determinazione dei posti letto e dei servizi sanitari nel
territorio, non siano stati rispettati criteri di valutazione
basati sulle attività degli ospedali e su parametri di carattere
sociale e geografico;
le ragioni del completo abbandono dell'ospedale di Giarre
nonostante le nuove strutture e l'enorme bacino di utenza servito».
(1620)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
lo scorso 10 gennaio ignoti hanno rimosso la targa apposta dagli
studenti nell'aula magna della facoltà di lettere dell'Università
di Palermo in memoria di Norman Zarcone, il dottorando in Filosofia
che nel mese di settembre si è tolto la vita;
l'episodio legato al suicidio del giovane Norman aveva suscitato
l'attenzione anche delle istituzioni, che avevano espresso la
volontà di intitolare un'aula di Lettere per ricordare la memoria
del giovane, il quale aveva vissuto il terrore di non riuscire ad
entrare nel mondo accademico per le difficoltà che spesso dipendono
da logiche 'baronali' e non dai propri meriti;
considerato che:
la sparizione della targa rappresenta un gravissimo episodio;
nonostante le sollecitazioni del Ministro dell'istruzione, ad oggi
non è stata data attuazione all'intitolazione dell'aula;
ritenuto che la rimozione della targa è un episodio che offende la
memoria di Norman Zarcone;
per sapere quali provvedimenti abbiano adottato per dare
attuazione all'intitolazione dell'aula in memoria di Norman Zarcone
presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di
Palermo». (1621)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
per i lavoratori dipendenti dei consorzi agrari in servizio alla
data dell'1 gennaio 1997 e successivamente collocati in mobilità, e
per i lavoratori che, in base ai piani di riorganizzazione
aziendale, non rientrano nell'organico aziendale, il comitato per
il coordinamento delle iniziative per l'occupazione aveva il
compito di individuare le modalità di ricollocamento di tale
personale presso enti pubblici e privati operanti nel settore
agricolo e dei servizi all'agricoltura, anche previa
riqualificazione professionale dei lavoratori interessati. Alle
imprese private che assumono detti lavoratori saranno applicate le
agevolazioni contributive previste dall'articolo 8, commi 2 e 4, e
dall'articolo 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive modificazioni;
il comitato per il coordinamento delle iniziative per
l'occupazione ha predisposto l'atto deliberativo n. 3985-L del 6
aprile 2001 con il quale sono state indicate le modalità di
ricollocamento dei lavoratori dipendenti dei consorzi agrari in
servizio alla data dell'1 gennaio 1997;
in caso di chiusura definitiva delle attività o di settori
dell'attività, al personale dei consorzi agrari ancora in servizio
presso gli stessi, si applica la disciplina di cui all'articolo 2
della l.r. n. 21 del 28 novembre 2002;
considerato che l'articolo 127, comma 9, della legge regionale n.
11 del 12 maggio 2010 dispone che, in attuazione dell'art. 18 del
decreto-legge n. 207/2008, convertito con modificazioni in legge n.
14/2009, il termine di cui all'art. 2, comma 2, della l.r. n.
21/2002 è prorogato al 31 dicembre 2009 per i lavoratori già in
servizio alla stessa data;
ritenuto che l'Ufficio legislativo e legale della Regione
siciliana ha espresso parere favorevole al passaggio del personale
dipendente dei consorzi agrari in servizio al 31 dicembre 2009
presso l'area speciale transitoria ad esaurimento istituita presso
la Resais s.p.a;
per sapere quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per
dare attuazione ai benefici di legge garantiti ai lavoratori
dipendenti dei consorzi agrari in servizio sino al 31 dicembre
2009». (1622)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all' Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
con la legge 15 settembre 2005, n. 10 'Norme per lo sviluppo
turistico della Sicilia e norme finanziarie urgenti', sono stati
istituiti i distretti turistici locali;
la legge ha previsto all'art. 7 che, per il loro riconoscimento, i
distretti avrebbero dovuto presentare richiesta presso
l'Assessorato a documentazione del perseguimento di finalità
precise, così come stabilito dalla legge;
considerato che solo nel 2010, a distanza di cinque anni dalla
promulgazione della legge, è stata istituita dall'Assessore pro
tempore la commissione siciliana per la valutazione della
documentazione necessaria ad ottenere lo status di distretto
turistico della Regione;
da notizie apprese dalla stampa, in attesa di esame vi erano le
richieste di 15 distretti territoriali e 12 distretti tematici;
la commissione, composta da dirigenti regionali, rappresentanti di
categoria e URPS, avrebbe dovuto concludere i lavori d'esame entro
trenta giorni dalla sua costituzione, ma che ad oggi non risultano
essere stati valutati i piani di sviluppo turistico e gli altri
requisiti necessari per ottenere il riconoscimento dei distretti
turistici locali;
ricordato che la mancata costituzione dei distretti turistici
locali non ha consentito di dare compiuta attuazione alla legge sul
turismo e soprattutto non permette a tutt'oggi di attingere alle
risorse comunitarie messe a disposizione con il POR FESR 2007/2013
per il finanziamento di azioni volte al consolidamento e
all'innovazione della progettualità in ambito turistico;
per sapere:
se siano a conoscenza del fatto che la commissione ad hoc nominata
per la valutazione dei piani turistici e dei requisiti essenziali
per il riconoscimento dei distretti non avrebbe portato a termine,
entro i tempi previsti dalla sua nomina, il compito affidatole;
se non ritengano di dover intervenire con la massima urgenza al
fine di redigere l'elenco dei distretti turistici locali siciliani
e finalmente dare esecuzione al disposto normativo vigente». (1623)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
SCOMA-MANCUSO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'Assessorato regionale della salute avrebbe dovuto annualmente
effettuare la valutazione dei direttori generali delle aziende
sanitarie ed ospedaliere della Regione siciliana;
ancorché si tratti di attività dovuta per legge e per contratto
stipulato con gli stessi direttori generali delle aziende
sanitarie, la stessa non è stata effettuata per gli anni 2004
(definizione della procedura già avviata), 2005, 2006, 2007, 2008 e
2009 sino al 30 agosto, per il periodo cioè in cui erano in carica
i precedenti direttori generali, quasi interamente sostituiti a
seguito delle nuove nomine effettuate con decorrenza primo
settembre 2009, data di avvio della riforma sanitaria di cui alla
l.r. n. 5/2009;
inopinatamente l'Assessorato regionale della salute ha deciso di
effettuare tali valutazioni solo per il recente periodo riguardante
settembre-dicembre 2009, valutando positivamente tutti i direttori
generali nominati dal Governo Lombardo;
la decisione di valutare solo i nuovi direttori generali, nominati
dal Governo Lombardo, non appare in linea con le previsioni
normative, come ad esempio quelle sull'obbligo di trattazione delle
pratiche in stretto ordine cronologico, il rispetto della par
condicio creditorum (l'obbligo, quindi, di pagare chi vanta un
credito a partire dal più antico), come evidenziato dall'assessore
Russo in una direttiva del 2009;
l'Assessorato della salute ha omesso di effettuare le precedenti
valutazioni dal 2004 in poi impedendo, quindi, di conoscere quali
siano state le performance dei precedenti direttori generali che
non sono stati riconfermati;
poiché gli obiettivi del piano di rientro sono stati centrati, per
buona parte, è conseguenza palese che il merito deve essere
ascritto anche, se non principalmente, a molti dei precedenti
direttori generali cui non bisogna dare alcuna patente di
funzionalità ed efficienza per ovvi motivi;
la decisione assunta dall'Assessorato è, inoltre, contra legem per
diversi motivi, ed innanzi tutto per la mancata applicazione delle
disposizioni di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,
ed in particolare dell'articolo 11, comma 8, che prescrive la
modalità di valutazione e soprattutto il dovere di trasparenza,
cioè di rendere conto - mettendo sul sito web istituzionale
dell'Assessorato - oltre che degli obiettivi assegnati, anche dei
risultati raggiunti e la modalità di valutazione;
inoltre, la valutazione degli ultimi 4 mesi del 2009 è stata
effettuata da un tavolo tecnico di cui non si conoscono le modalità
di scelta dei componenti ed il relativo curriculum, né la
composizione, non essendo stati inseriti sul sito istituzionale
tali dati, come prescritto dalle vigenti disposizioni di legge;
considerato che:
l'Assessore per la salute non ha ancora chiarito le valutazioni
inerenti al raggiungimento degli obiettivi né per i trimestri
dell'anno 2010 né per il periodo complessivo annuale;
lo stesso Assessore non ha ancora assegnato gli obiettivi per
l'anno 2011 ai direttori generali delle aziende sanitarie ed
ospedaliere siciliane;
tra gli obiettivi assegnati per gli ultimi quattro mesi del 2009
non vi era alcun obiettivo reale e concreto (tranne l'elaborazione
di un piano ipotetico, per l'abbattimento delle liste di attesa),
né per una verifica puntuale e concreta dei risultati conseguiti;
inoltre, non si ha notizia del fatto che siano stati costituiti i
servizi ispettivi previsti dalla legge, ai sensi degli articoli 1,
comma 62, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, (misure di
razionalizzazione della finanza pubblica), 11 del decreto del
Ministero della sanità 28 febbraio 1997 (attività libero-
professionale e incompatibilità del personale della dirigenza
sanitaria del servizio sanitario nazionale) e 6 del decreto del
Ministero della sanità 31 luglio 1997 (attività libero
professionale e incompatibilità del personale della dirigenza
sanitaria del SSN), che hanno, tra l'altro, i compiti di verificare
l'attività professionale svolta sia intramoenia che extramoenia;
non si è a conoscenza se l'Assessore per la salute abbia dato
direttive al riguardo o se abbia controllato sull'effettiva
costituzione ed attivazione dei servizi ispettivi;
per sapere:
se e quando provvederanno a notificare e comunicare i risultati di
gestione ed il raggiungimento o meno degli obiettivi ai direttori
generali in carica nel periodo del 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e
2009, sino al 30 agosto, atteso che, contrariamente ad ogni
principio di trattazione delle pratiche in stretto ordine
cronologico ha dato seguito alla valutazione dei direttori generali
solo per i quattro mesi di settembre-dicembre 2009 omettendo la
valutazione su tutta l'attività pregressa;
se e quando daranno esecuzione alla disposizione di legge, ed in
particolare al decreto Brunetta n. 150 del 2009, applicabile nella
Regione siciliana, in materia di trasparenza con la pubblicazione
dei risultati raggiunti dalle aziende sanitarie ed ospedaliere e
dai rispettivi direttori generali, del metodo adottato (così come
prevede espressamente il terzo comma dell'art. 19 della l.r. 14
aprile 2009, n. 5), dei curricula dei soggetti che effettuano la
valutazione, la cui nomina deve ovviamente essere preventivamente
sottoposta al parere obbligatorio della I Commissione legislativa
permanente dell'ARS Affari istituzionali';
se e quando daranno esecuzione alle disposizioni di legge in
materia di Servizio Ispettivo 'non solo facendolo istituire presso
le aziende sanitarie, ma soprattutto con una effettiva attività
ispettiva con finalità prioritari di prevenzione e non solo di
repressione di fenomeni distorsivi in materia di gestione delle
liste di attesa;
se e quando assegneranno ai direttori generali delle aziende
ospedaliere e sanitarie gli obiettivi per il 2011 dopo avere
sottoposto gli stessi al parere della VI Commissione legislativa
permanente Servizi sociali e sanitari';
se tra gli obiettivi che saranno assegnati ai direttori generali
delle aziende sanitarie per il corrente anno saranno inseriti gli
obblighi derivanti dall'art. 22 della l.r. 5 del 14 aprile 2009
(riduzione dei tempi di attesa) che per il 2010 hanno, invece,
registrato un notevole allungamento;
quale sia la situazione delle liste di attesa all'1 gennaio 2010
presso tutte le aziende sanitarie della Sicilia e quale quella
dell'1 gennaio 2011, cioè dopo sedici mesi dall'avvio della riforma
sanitaria». (1625)
BARBAGALLO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
in data 29 settembre 2003 il consiglio comunale di Siracusa ha
approvato lo schema di massima del piano regolatore generale del
porto di Siracusa;
tale piano giace da quasi sette anni presso gli uffici competenti
dell'Assessorato territorio e ambiente per la relazione della
progettazione definitiva;
tale piano esclude in ogni caso le aree del porto piccolo e della
baia Santa Panaria dalla possibilità di realizzazione di porti
turistici;
considerato, invece, che nel corso dell'ultima seduta del
consiglio comunale di Siracusa, il sindaco della città di Siracusa
ha fatto riferimento a ben tre procedure amministrative riguardanti
la realizzazione dei porti turistici e precisamente:
1) marina di Archimede, in fase di realizzazione;
2) società Spero adiacente al primo;
3) altra richiesta di porto turistico è stata avanzata per l'area
prospiciente il parcheggio Talete da parte della società Port
Royal, il cui iter è alle battute iniziali e che insisterebbe
proprio su una delle aree escluse dallo schema di massima del nuovo
piano regolatore del porto;
ritenuto che:
già in sede di redazione del piano regolatore del porto della
città, un'abnorme previsione di incremento demografico della città,
rivelatasi però assolutamente errata, sta determinando
un'ingiustificata ed elevata espansione della città che, in alcuni
casi, sta provocando l'aggressione di parti sensibili del
territorio cittadino;
la previsione di ben tre porti turistici potrebbe rivelarsi
errata, esattamente come quella sull'incremento demografico della
città;
per sapere:
se non ritenga di dover accelerare l'iter di redazione del piano
regolatore generale del porto di Siracusa, in modo da evitare da
parte dell'amministrazione comunale scelte che potrebbero
determinare gravi guasti ambientali e danni irreversibili
all'assetto urbanistico della città ed al tempo stesso avviare
ingiustificate operazioni immobiliari;
se non ritenga inoltre, nelle more di tale atto, di invitare,
attraverso gli strumenti a disposizione dell'Assessorato
(commissario ad acta, ispezione, etc.), l'amministrazione comunale
a non assumere scelte non coerenti con le previsioni dello stesso
piano». (1628)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
non poche perplessità e viva preoccupazione desta la notizia
appresa dagli organi di stampa del provvedimento assunto dal
Questore di Catania, dottor Pinzello, di interruzione, nella fascia
oraria compresa tra le 20 e le 8 del mattino, del presidio di
pubblica sicurezza all'interno dei pronto soccorso dei nosocomi
'Garibaldi', 'Cannizzaro' e 'Vittorio Emanuele';
la motivazione addotta a sostegno della decisione assunta
dall'autorevole rappresentante del Governo, concordata in sede di
comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, nasce dall'esigenza
di un razionale impiego delle risorse disponibili a fronte dei
tagli operati dal Governo nazionale. Dalle dichiarazioni rese dal
Questore, basate su valutazioni statistiche, emergerebbe la
superfluità del presidio di pubblica sicurezza nei posti fissi di
polizia dei nosocomi catanesi durante le ore notturne, giustificata
da una scarsa se non assente esigenza di intervento;
considerato che:
il provvedimento de quo ha determinato un'accesa e vibrante
protesta da parte dei vertici sanitari dei citati nosocomi
cittadini, in considerazione della più che giustificata necessità
di garantire, al personale tutto e ai numerosi cittadini che ogni
notte fruiscono del servizio di pronto soccorso, quel livello di
sicurezza minimo che dovrebbe contraddistinguere un paese che si
definisce civile;
l'organico della Questura di Catania, rispetto all'anno 2008, è
sottodimensionato di 80 unità, avendo a vario titolo perso
trasferimenti, pensionamenti, ecc. unità negli ultimi due anni,
purtroppo mai sostituite da colleghi. Questo fatto, nonostante gli
ottimi risultati conseguiti in tutti questi anni dalla Questura
etnea, ha provocato e continua a provocare gravi disagi alle forze
dell'ordine nel controllo di un territorio difficile e bisognoso di
aiuti e grande attenzione da parte di un Governo nazionale sovente
distratto e sordo rispetto a legittime richieste di potenziamento
in termini di risorse umane, tecniche e tecnologiche utili, quando
non indispensabili, nella lotta alla criminalità organizzata e non;
preso atto che il delicato tema della sicurezza, gravemente
compromesso da una negativa quanto incomprensibile azione del
Governo nazionale, caratterizzata da pesanti tagli alle già esigue
risorse disponibili, vede aggiungersi oggi un'ulteriore nota
negativa, che allontana ancora una volta i cittadini dalle
istituzioni;
per sapere quali urgenti iniziative si intendano assumere presso
il Governo nazionale affinché si ristabilisca nella pianta organica
della Questura di Catania un sufficiente numero di uomini impegnati
in servizi di prevenzione, controllo e repressione del crimine e si
ripristini, tra l'altro, l'essenziale continuità nell'arco delle 24
ore del servizio di pubblica sicurezza presso i sopra citati
nosocomi catanesi». (1629)
(L'interrogante richiede risposta con urgenza)
ARENA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che il direttore generale dell'ASP di Palermo ha
provveduto a liquidare a se stesso e ai direttori sanitario ed
amministrativo la premialità, che è pari al 20 per cento della
retribuzione percepita, per il periodo che va dall'1 settembre al
31 dicembre 2009;
considerato che:
a memoria degli interroganti le uniche azioni che si è disposti a
riconoscere ai soggetti di cui sopra sono lo smantellamento dei
servizi per i soggetti affetti da autismo e Alzheimer, la riduzione
dei servizi in favore dei disabili e il mancato avvio della
rianimazione dell'ospedale di Partinico;
ritenuto che, solo per quanto citato sopra, gli stessi componenti
la direzione generale dell'ASP meriterebbero una diminuzione dello
stipendio, se non l'allontanamento per incapacità gestionale;
per sapere quali siano i criteri in base ai quali si sia
riconosciuta la premialità ai soggetti di cui sopra e se non si
ritenga di intervenire urgentemente al fine di considerare
ingiustificata tale concessione, di evitare il conseguente danno
alle casse della Regione, e di restituire quanto illogicamente,
illegittimamente ed ingiustificatamente sia stato percepito dai
soggetti menzionati». (1630)
LEONTINI - SCOMA - CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che l'IRFIS mediocredito della Sicilia è stato istituito,
quale ente di diritto pubblico, nel 1952 con decreto regionale, con
l'obiettivo di promuovere il finanziamento alle industrie in
Sicilia;
ricordato che:
ad oggi la ripartizione del capitale societario dell'istituto
bancario vede la partecipazione della Regione siciliana con il 21
per cento, il 76 per cento in mano a Unicredit e la restante
percentuale ad altri;
la banca ha svolto e svolge tuttora un'importante funzione di
servizio e di raccordo nella promozione di programmi di
investimento presentati da piccole e medie imprese, prevalentemente
a medio e lungo termine;
la struttura dell'istituto ha accompagnato, con competenze
consolidate, tanti imprenditori verso la presentazione di progetti
e l'acquisizione delle risorse necessarie, anche in riferimento
alle leggi nn. 488 e 388 in favore delle imprese,
dell'imprenditoria giovanile e femminile e sull'e-commerce;
ritenuto che:
le recenti dichiarazioni del Governo regionale sul destino
dell'Irfis ,nella specifica volontà di acquisire totalmente il
capitale azionario in carico alla Regione e trasformare l'istituto
bancario in una società finanziaria dalle incerte prospettive,
lasciano presagire la creazione di uno strumento declassato al
servizio delle imprese;
altresì che una banca forte per il mediocredito della Sicilia
dovrebbe offrire al fragile tessuto della piccola e media impresa
siciliana formule efficaci e credibili per rilanciare gli
investimenti produttivi su base territoriale;
sottolineato che la riduzione a mera società finanziaria
dell'Irfis, così come annunciata dal Governo, la renderebbe
piuttosto debole nel contesto di un mercato finanziario
globalizzato e in continuo movimento, lasciando presupporre che i
risultati raggiunti per tenere il passo con i mercati verrebbero
vanificati da una neonata società finanziaria relegata al ruolo di
elargizione di prestiti scollegati da progetti imprenditoriali
adeguatamente valutati;
considerato che un serio confronto con la seconda Commissione
legislativa permanente 'Bilancio' dell'Assemblea regionale
siciliana sui temi del credito e della trasformazione dell'Irfis in
un diverso soggetto apporterebbe senza dubbio un valore aggiunto
alla definizione di una strategia vincente da proporre agli
imprenditori e ai settori produttivi che nell'Isola esistono;
per sapere:
se non ritengano di dover concertare con la Commissione 'Bilancio'
dell'ARS tempi, modi e procedure per la valutazione di una
strategia e per l'acquisizione di strumenti utili al fine di
rafforzare l'Irfis mediocredito della Sicilia nella propria azione
e nelle proprie competenze;
se non ritengano, altresì, di dover approfondire tutti i possibili
risvolti che la trasformazione da Irfis - banca a Irfis - società
finanziaria comporterebbe e dare lo stop alle iniziative ad oggi
poste in essere al fine di salvaguardare il patrimonio esistente».
(1632)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
la Regione siciliana, per il tramite del dipartimento bilancio e
tesoro, ha stipulato un contratto di servizio per la progettazione
e la realizzazione del progetto per la diffusione del 'sistema di
protocollazione informatica della regione siciliana (SPIRS)' con la
società Sicilia e-Servizi s.p.a. per un ammontare complessivo di
circa dodici milioni di euro;
il contratto di servizio prevede la fornitura presso gli uffici
della Regione di strumenti tecnico-informatici attraverso alcuni
step: a partire dalla progettazione e management per finire con la
diffusione del protocollo informatico 'iride';
l'allegato dei costi per ciascuna voce contemplata sul contratto
di servizio evidenzia lo stanziamento di cifre elevatissime per
ogni singola fornitura, come quella di un milione di euro per
l'affrancamento on the job, ovvero per la formazione dei dipendenti
che andranno ad utilizzare, una volta a regime, il nuovo software;
considerato che:
la progettazione del sistema informatico costerà oltre un milione
e duecentomila euro, che la Regione acquisterà hardware e software
per oltre quattro milioni e mezzo di euro, che due sole voci, tra
le 22 complessive, rappresentano un evidente spreco a fronte
dell'opposta posizione assunta dalle amministrazioni pubbliche
delle altre regioni d'Italia, mirata alla razionalizzazione delle
risorse ed al loro utilizzo consapevole;
tra le voci contemplate nel bilancio 2011, approvato dal
Parlamento europeo, vi è quella relativa alla strategia UE per il
Baltico, per le cui politiche di coesione sono stati stanziati 2,5
milioni di euro, evidenziando il paradosso regionale, dove questa
cifra non basterebbe neppure a coprire l'acquisto di nuovi
computer;
sottolineato che:
dalla data di formulazione della richiesta da parte della Regione
alla Sicilia e-Servizi di predisporre un progetto di massima
finalizzato alla diffusione del sistema di protocollazione
informatica presso tutti gli uffici dell'amministrazione regionale,
in un solo giorno, e cioè all'indomani della predetta la richiesta,
la società Sicilia e-Servizi ha trasmesso il progetto di servizio e
della relativa valorizzazione economica dei beni e servizi
necessari alla diffusione del Sistema di protocollazione
informatica della Regione siciliana' (SPIRS-PRJ69S);
tale solerzia lascia perplessi rispetto alla correttezza delle
procedure formali seguite e al mancato esame di eventuali,
diversificate, proposte che, alla luce delle ingenti somme
impegnate, avrebbero potuto dare conferma dell'attivismo della
Regione sul fronte della lotta agli sprechi attraverso la
valutazione ponderata delle scelte da compiere, per il bene della
collettività;
per sapere:
quali siano i dettagli di ogni singola voce di spesa, elencati
nell'allegato 1 del contratto di servizio, e da quali fornitori e
con quali modalità saranno acquistati i materiali necessari alla
protocollazione informatica;
se il personale tecnico informatico altamente specializzato della
società si occuperà in prima persona della formazione e
dell'addestramento dei lavoratori o se Sicilia e-Servizi si avvarrà
di tecnici esterni, assunti con contratti ad hoc per espletare i
compiti assegnati;
se non ritengano di dover verificare presso la società le attività
propedeutiche alla fase progettuale e tutti i passi d'iter
relativi, espletati in così breve tempo». (1633)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MANCUSO-BOSCO-CAPUTO-CAMPAGNA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la Regione siciliana ha avviato la stabilizzazione dei precari in
servizio presso l'amministrazione regionale;
presso il Policlinico di Palermo sono in servizio cento unità
lavorative sotto forma di precariato, la cui prestazione ha
garantito un elevato grado di professionalità e qualità dei servizi
al cittadino;
considerato che la stabilizzazione dei predetti lavoratori
consentirebbe non solo di garantire un'occupazione stabile e quindi
tutelate il diritto al lavoro degli stessi, ma sotto l'aspetto del
diritto alla salute consentirebbe anche di garantire un migliore ed
efficiente servizio sanitario al cittadino;
ritenuto che la Regione deve garantire la qualità e l'erogazione
dei servizi pubblici;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per avviare la
stabilizzazione dei precari presso il Policlinico di Palermo;
in caso di cessazione del rapporto di lavoro, quali saranno le
conseguenze in termini di riduzione di efficienza e di qualità dei
servizi offerti ai cittadini». (1635)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che in data 31 dicembre
2010 nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 18 è stato
pubblicato il bando relativo alla pubblica selezione per esami, per
la copertura, mediante mobilità esterna, di n. 1 posto di dirigente
dell'avvocatura provinciale, a tempo pieno ed indeterminato,
indetto dalla Provincia regionale di Siracusa;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che: 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (....) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente 'Norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che: 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la legge
prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso per soli
titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della normativa vigente e
dei principi inderogabili della trasparenza nelle procedure
concorsuali riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti
sottoposti a tutela e vigilanza della medesima, così come previsto
dalla l.r. n. 25 del 1993». (1636)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla pubblica
selezione per esami, per la copertura, mediante mobilità esterna ex
art. 30 decreto legislativo n. 165/2001, di n. 2 posti di dirigente
- area amministrativa, a tempo pieno ed indeterminato, indetto
dalla Provincia regionale di Siracusa;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente 'Norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1637)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla pubblica
selezione per esami, per la copertura, mediante mobilità esterna ex
art. 30 decreto legislativo n. 165/2001, di n. 2 posti di dirigente
- area economico-finanziaria, a tempo pieno ed indeterminato,
indetto dalla Provincia regionale di Siracusa;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente 'norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
princìpi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1638)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla pubblica
selezione per esami, per la copertura, mediante mobilità esterna ex
art. 30 decreto legislativo n. 165/2001, di n. 2 posti di dirigente
- area tecnica, a tempo pieno ed indeterminato, indetto dalla
Provincia regionale di Siracusa;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente 'Norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1639)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO -MARZIANO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo ai concorsi
pubblici per titoli ed esami per la copertura in ruolo di n. 1
posto vacante di dirigente analista; n. 1 posto vacante di
dirigente statistico; n. 2 posti vacanti di dirigente ingegnere ad
orientamento civile; n. 5 posti vacanti di dirigente
amministrativo, indetti dalla Azienda Sanitaria Provinciale di
Siracusa;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale dispone testualmente che 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1640)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
mediante mobilità regionale ed extraregionale, per titoli e
colloquio a diversi posti di dirigente medico e non medico, varie
discipline, tra cui n. 1 posto di dirigente farmacista disciplina:
farmacia ospedaliera e territoriale, indetto dall'Azienda Sanitaria
Provinciale di Siracusa;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale dispone testualmente che Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013 e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1641)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo al concorso
pubblico, per prove e colloquio, per la copertura di n. 1 posto di
'Conducente mezzi pesanti e speciali' a tempo pieno ed
indeterminato, categoria professionale 'B3' posizione giuridica
'B3', nell'ambito dell'area tecnica, indetto dal comune di Limina,
della Provincia regionale di Messina;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente 'norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1642)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo al concorso
pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 1 posto a
tempo indeterminato di comandante della polizia municipale,
categoria D, indetto dal comune di San Pietro Clarenza della
Provincia regionale di Catania;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale dispone testualmente che Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013 e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1643)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo ai concorsi
pubblici per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato
di n. 4 posti di dirigente amministrativo, indetto dalla Azienda
ospedaliero universitaria policlinico Vittorio Emanuele di Catania;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente 'norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25 del 1993». (1644)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo ai concorsi
pubblici, per titoli ed esami, per la copertura a tempo
indeterminato di n. 3 posti di dirigente ingegnere, di cui n. 1
ingegnere civile, n. 1 ingegnere elettrico, n. 1 ingegnere clinico
e n. 2 posti di dirigente analista, indetti dalla Azienda
ospedaliero - universitaria Policlinico di Catania;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali'(...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale dispone testualmente che 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1645)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo al concorso
pubblico, per titoli e prove d'esame, per l'assunzione a tempo
indeterminato di personale dirigente sanitario non medico in: n. 4
dirigente fisico; n. 4 dirigente farmacista; n. 2
radiochimico/radiofarmacista; n. 1 dirigente prof. sanit.
infermieristiche ed ostetriche; n. 1 dirigente prof. sanit.
tecnica; n. 1 dirigente prof. di assistenza sociale, indetto
dall'azienda ospedaliera universitaria Policlinico Gaetano Martino
di Messina;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali'(...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale dispone testualmente che Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013 e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1646)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
di mobilità volontaria regionale ed extraregionale per titoli e
colloquio, per la formazione di graduatoria per assunzioni a tempo
indeterminato di dirigenti sanitari non medici di cui n. 3
dirigente fisico e n. 2 dirigente farmacista, indetto dall'Azienda
ospedaliera universitaria policlinico Gaetano Martino di Messina;
considerato che la legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
all'art. 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei pubblici
concorsi dispone che 'Ai fini dell'accelerazione e della
trasparenza delle procedure concorsuali' (...) per il triennio
successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
a concorso siano coperti mediante concorsi pubblici 'per soli
titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11,
concernente norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale dispone testualmente che Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013 e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la
normativa vigente prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
princìpi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1647)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per
l'economia, premesso che:
in data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
di un socio per la costituzione di una società denominata società
euromediterranea per lo sviluppo dell'informazione avente ad
oggetto lo svolgimento delle attività informatiche di competenza
delle amministrazioni regionali, alla quale affidare la
realizzazione della piattaforma telematica integrata della Regione
siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale n. 6 del
3 maggio 2001;
ai sensi della succitata disciplina, con bando approvato con
D.D.G. n. 206 dell'1 marzo 2005, si avviava la procedura selettiva,
in forme assimilabili a quelle dell'appalto concorso, per
l'individuazione del socio di minoranza della società;
considerato che:
aggiudicatario della gara per la 'fornitura della Piattaforma
Telematica Integrata e l'individuazione del socio minoritario'
(importo a base d'asta 50 milioni di euro) risultava (rif. D.D.G.
n. 1135 del 22.9.2005) l'unico partecipante, e cioè' l'RTI,
costituito tra le imprese AtosOrigin s.p.a. (successivamente
acquisita dalla Engineering Informatica s.p.a.) e Accenture s.p.a.;
successivamente, in data 20 dicembre 2005, tra la Regione
siciliana e la società privata 'Sicilia e-Servizi Venture
s.c.r.l.', appositamente costituita dall'RTI di imprese AtosOrigin
s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a., si
costituiva la società mista a prevalente partecipazione pubblica
denominata 'Sicilia e-Servizi s.p.a', con capitale intestato per il
51% della Regione siciliana e per il restante 49% al socio privato
di minoranza;
a norma dell'art. 78 alla 1.r. 3 maggio 2001 n. 6, e s.m.i. per lo
svolgimento delle attività informatiche di competenza delle
amministrazioni regionali, la Regione è venuta alla determinazione
di avvalersi di una apposita struttura societaria (nella specie
Sicilia e-Servizi s.p.A.) con unica ed esclusiva funzione di
servizio per la Regione stessa, che opera secondo gli indirizzi
strategici stabiliti dal Governo e secondo le direttive tecniche
determinate dal Coordinamento dei Sistemi Informativi Regionali;
in attuazione dell'art. 78 1.r. n. 6/2001 e s.m.i., la Regione
siciliana ha stipulato, in data 21 maggio 2007, con Sicilia e-
Servizi s.p.a. la convenzione quadro per la gestione delle attività
informatiche di competenza delle amministrazioni regionali;
preso atto che:
l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
obbligava, in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando
pubblico di selezione del socio di minoranza, oltre che alla
costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture,
servizi e lavori rinvenienti dalla realizzazione della cosiddetta
'Società dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario
graduale trasferimento di conoscenze e personale appositamente
formato ed addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed
autonoma la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
la durata della relazione di partenariato (rif. Delibera 9 maggio
2007 n. 165) è stata fissata in anni 5 anni a decorrere dal
completo avvio di tutte le componenti autonome secondo le norme
fissate dal capitolato speciale d'appalto e che l'affidamento
sarebbe cessato comunque decorsi 6 anni e 6 mesi dalla consegna
delle prime componenti autonome (avvenuta a dicembre 2005),
scadendo, quindi, inderogabilmente, il 30 giugno 2011;
per sapere se risponda al vero che:
la società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l'avanzato stato
di consolidamento delle proprie attività (ed in particolare del
fatturato ultimo consolidato 2008 di oltre 40 milioni di euro,
nonché di contratti acquisiti da parte dei Dipartimenti regionali
nel 2009 per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi
alla programmazione comunitaria 2007-2013, contrattualizzati tutti
nel mese di dicembre 2009), continui ad operare, in dispregio a
quanto previsto dal bando di gara, con assoluta prevalenza di
personale 'affittato' dai soci privati, con conseguente e
spropositato aggravio dei costi di gestione a carico
dell'Amministrazione regionale;
il processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi
s.p.a. sia stato bruscamente interrotto, generando spreco di
risorse pubbliche rispetto ai costi che verrebbero sostenuti con
personale interno adeguatamente formato dallo stesso socio privato,
così come da bando di gara;
in ragione di tale scenario, l'Amministrazione regionale,
mantenendo tale stato di cose, abbia determinato una sostanziale
quanto inaccettabile lievitazione di costi che non appaiono
assolutamente in linea con il mercato attuale;
l'Amministrazione regionale stia svolgendo le attività
originariamente previste a carico di Sicilia e-Innovazione quali il
marketing strategico, la pianificazione, il controllo e il program
management e la direzione lavori». (1650)
FARAONE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 230 «Misure urgenti per il blocco del bando emanato
dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
concernente l'assunzione di ulteriori stagisti», degli onorevoli
Caputo, Bosco, Buzzanca e Falcone;
numero 231 «Iniziative a livello centrale per far sì che i beni
sequestrati alla mafia vengano assegnati a enti o associazioni del
terzo settore», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Rinaldi, Galvagno
e Mattarella;
numero 232 «Riavvio delle procedure di scioglimento dell'Ente
porto di Messina», degli onorevoli Beninati, Leontini, Gianni,
Dina, Caronia e Catalano.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
rubrica Territorio e ambiente
Presidenza del vicepresidente Oddo
Rinvio del seguito dello svolgimento di interrogazioni e di
interpellanze
della rubrica Territorio e ambiente'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in relazione al IV punto
dell'ordine del giorno: Seguito dello svolgimento di interrogazioni
e di interpellanze della rubrica Territorio e ambiente', do
lettura della nota pervenuta in data 21 gennaio 2011 (protocollata
al n. 685/AULAPG del 24 gennaio successivo), da parte del Capo di
Gabinetto dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, di
contenuto analogo alla successiva nota del 25 gennaio 2011:
«In ordine alla convocazione di cui all'oggetto, con particolare
riguardo allo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
della rubrica di competenza di questo Assessorato, si comunica
l'impossibilità per l'assessore dottor Calogero Gianmaria Sparma di
presenziare per impegni istituzionali precedentemente assunti.
Il Capo di
Gabinetto
(dott.ssa Rosanna
Maneggio)»
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto, onorevoli colleghi, lo svolgimento delle interrogazioni
ed interpellanze della rubrica Territorio e ambiente' è pertanto
rinviato ad una successiva seduta.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, se non vado errato, lei ha letto che
il capo di gabinetto ci comunica l'assenza dell'assessore. Siamo
sempre alle solite. Ritengo che in un Parlamento non costi nulla
all'assessore informare l'Aula di non poter presenziare ai lavori e
non fare scrivere ad un suo burocrate che è impossibilitato a
venire Ci fa questa bella lettera ogni volta che ha impegni molto
più importanti rispetto all'impegno di venire in Aula, e la sua
presenza è rara in questo Parlamento.
Cortesemente, quindi, ancora una volta, le chiedo di invitare gli
assessori tecnici a rispettare il ruolo di questo Parlamento,
perché è la quarta volta che gli assessori tecnici, non solo non
vengono, ma fanno scrivere ai loro capi di gabinetto per dire che
non possono venire
Questo mi sembra un fatto increscioso sotto il profilo
istituzionale.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, desidero riproporre alla sua
attenzione una questione della quale, purtroppo, mi sono occupato
qualche settimana addietro e che ho consegnato all'attenzione della
Presidenza, che mi ha richiesto le copie degli atti dei quali stavo
parlando e dei quali parlerò.
Nel mese di novembre, esattamente il 17 novembre 2010, ho
presentato richiesta di accesso agli atti all'Assessorato della
salute chiedendo al direttore generale, Guizzardi, di avere copia
di alcuni atti che ritenevo e ritengo necessari per esercitare la
mia attività ispettiva. E' intercorsa una certa corrispondenza tra
il sottoscritto e la stessa direzione generale, sono trascorsi - da
quel giorno - più di due mesi e ancora gli atti non sono in mio
possesso. Ho avuto una prima risposta, con la quale la direzione
generale mi diceva che la mia richiesta di accesso al protocollo,
risultava, tra virgolette, eccessiva.
Questa Presidenza, ripeto, ha voluto copie di quegli atti e cioè
della mia richiesta e delle risposte e circa venti giorni or sono,
tre sedute fa, mi è stato assicurato un intervento da parte della
Presidenza che avrebbe poi dovuto riferire in Aula.
Io sono stato in silenzio, tranquillo, per due sedute. Siamo alla
terza seduta, a venti giorni da quella richiesta e da quella
assunzione di impegno formale da parte della Presidenza e ancora
gli atti non sono in mio possesso.
Comunico all'Aula che, mio malgrado, ho dovuto mandare tutta la
corrispondenza e la mia stessa richiesta alla Procura della
Repubblica, alla quale chiederò di essere ascoltato perché mi pare
che si tratti di una evidente omissione di un atto inerente il
proprio ufficio e mi auguro che questa Presidenza, così come si era
impegnata a fare, intervenga e dia una risposta perché, signor
Presidente, credo che ciò che sta accadendo sia molto grave.
Non voglio pensare, lo ripeto anche qui stasera, l'ho detto altre
volte, l'ho scritto, che vi sia qualcosa da nascondere, sarebbe
veramente molto grave che vi sia qualcosa da nascondere, sarebbe
altrettanto grave. Io spero che lei, signor Presidente, mi dia qui
stasera una risposta e assuma l'impegno di dire qualcosa al
riguardo all'Aula e non soltanto al sottoscritto perché nel momento
in cui viene meno la prerogativa del parlamentare, che è quella di
conoscere gli atti, di entrarne in possesso e quindi di esercitare
la normale attività di controllo, penso che venga meno una delle
funzioni più importanti del parlamentare, sia esso di maggioranza
che di minoranza.
E' un Parlamentare siciliano che altro non chiede che conoscere
come si svolge l'attività all'interno di una direzione generale e
di un assessorato. Questo per quanto riguarda l'argomento in
questione che reputo molto grave e che ritengo sia doveroso, da
parte di questa Presidenza, affrontare con la dovuta serietà.
Inoltre, signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine
del giorno, poi trasformato nella mozione numero 232, di cui è
primo firmatario l'onorevole Beninati: si tratta di una vecchia
questione che abbiamo sollevato in Aula nel mese di ottobre ultimo
scorso, e cioè la questione afferente l'Ente porto di Messina.
Vorrei esporre quello che è successo o, se vuole, signor
Presidente, posso rimandare ad altro intervento. Non vorrei
disturbare coloro che parlano d'altro.
Dicevo, con questo ordine del giorno si richiedeva al Presidente
della Regione la revoca di un commissario che era stato inviato a
Messina e che avrebbe dovuto continuare un percorso impercorribile,
che è quello della acquisizione del porto franco.
Il Presidente della Regione siciliana, l'onorevole Raffaele
Lombardo, chiese all'Aula sette giorni per approfondire la
questione e revocare quel commissariamento.
Siamo a sei mesi da quel giorno, la questione è irrisolta e il
danno per la città di Messina è evidente perché, esistendo una
conflittualità tra ente porto e autorità portuale ed essendo le
competenze mal definite, oggi siamo in una situazione molto grave
che non ci consente di procedere alla regolare manutenzione degli
assi viari che servono l'area portuale.
Penso che sia un fatto estremamente grave e penso che stasera il
Governo, rappresentato dall'assessore Piraino, ne prenda atto, data
ormai la cronica assenza degli assessori in questo Parlamento, e
spero che lei, signor Presidente, si renda conto che, per la città
di Messina, questo è un problema cruciale che va affrontato anche
questa volta molto seriamente.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, mi raccorderò con il Presidente
dell'Assemblea, onorevole Cascio, per verificare quello che lei ha
sostanzialmente sottolineato nella sua richiesta riguardo
all'assessore per la salute o all'assessorato della salute.
Per quanto concerne la mozione numero 232 Riavvio delle procedure
di scioglimento dell'Ente porto di Messina , nella prima Conferenza
dei presidenti dei gruppi parlamentari, come lei sa, sicuramente
sarà decisa la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Apposizione di firma a mozione
ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma alla
mozione numero 232, di cui è primo firmatario l'onorevole Beninati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
viario in Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione n. 227
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 227 Iniziative a livello centrale per
ovviare ai disservizi del sistema ferroviario siciliano , degli
onorevoli Barbagallo, Galvagno, Lupo e Mattarella. E' aperta la
discussione generale.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per illustrare la
mozione.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non credo di
dover spendere molte parole per un argomento che è largamente
conosciuto, in quanto i disservizi del sistema ferroviario
siciliano sono noti a tutti.
Da tempo l'amministratore delegato non interviene con efficacia
per migliorare le condizioni delle nostre ferrovie. Inutile
ribadire tutte le discussioni che ci sono state sull'alta velocità,
sul fatto che ancora per raggiungere Palermo, da Catania,
impieghiamo cinque o sei ore, dei disservizi costanti su alcuni
treni spesso cancellati o ritirati. Di recente, ci sono stati da
parte delle organizzazioni sindacali delle proteste; certamente il
fatto che il traffico ferroviario in Sicilia è penalizzato impone
una consapevolezza nuova da parte di tutta la classe dirigente.
Sono state trasferite alcune competenze, ma non sono state
trasferite le risorse finanziarie.
In questa fase, abbiamo un'occasione unica, nel senso che il
Presidente della rete ferroviaria italiana è il professore Dario Lo
Bosco, che noi conosciamo, sia quale Presidente dell'AST che in
qualità di docente universitario. Il mio auspicio, quindi, è che il
Governo regionale si faccia promotore di un incontro con lui e i
vertici delle ferrovie italiane per invertire la rotta, perché in
Sicilia abbiamo assolutamente bisogno di una rete ferroviaria
migliore.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, do la
parola al Governo per rispondere alla mozione.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati dell'Assemblea, a
proposito di questa mozione che auspico un intervento da parte del
Governo, per verificare se il Piano per il sud prevede degli
interventi che siano in grado di soddisfare il gap che nell'ambito
delle ferrovie caratterizza il nostro territorio siciliano, io
credo di potere dire senza tema di essere smentito che il Governo è
già impegnato da tempo in questa direzione, quindi accoglie con
favore questo auspicio da parte dell'Assemblea perché ne rafforza
la sua azione.
Lo stesso discorso vale per quanto concerne la possibilità oggi di
potere direttamente interloquire con le ferrovie a motivo di ciò
che l'onorevole Barbagallo ricordava a questa Aula, vale a dire il
fatto che oggi noi abbiamo il Presidente delle ferrovie italiane,
che è il professore Dario Lo Bosco, oltre ad essere un nostro
collega è un siciliano, quindi è particolarmente sensibile a quelle
che sono le istanze che promanano dal mondo siciliano, soprattutto
per quanto concerne quella che è una tratta oggi veramente non so
che tipo di mondo riferire, che è l'autostrada Palermo-Catania.
Pertanto, il Governo è ben lieto di accogliere questa mozione che
viene da parte dell'Aula, che ne terrà il dovuto conto nella sua
azione nella direzione auspicata.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo scusa all'Assessore in
quanto, in genere, è l'assessore che chiude la discussione
generale, tuttavia, avendo io stesso presentato qualche minuto fa
un ordine del giorno da collegare a questa mozione, non ho potuto
intervenire prima.
La materia di cui tratta l'ordine del giorno, per la verità, è un
po' differente in quanto si tratta questioni afferenti
all'assessore per la famiglia, anche se la mozione Barbagallo'
tratta questioni generali di cui si è occupato, in questo caso
nella qualità di componente della Giunta, l'assessore Piraino. Ed è
la questione degli stage.
Su questo noi abbiamo avuto un dibattito pubblico, una questione
che ha riguardato i media, che ha interessato le organizzazioni
sociali, i sindacati, gli imprenditori, e che, in qualche modo, ha
visto anche prese di posizione da parte di singoli, di gruppi
parlamentari, di deputati.
Credo tuttavia che sia giusto, visto che c'è un bando pubblicato e
c'è una scadenza, ed è evidente che nel momento in cui questo bando
conclude il suo iter di pubblicazione ci saranno delle eventuali
istanze presentate, è giusto che il Parlamento dica la sua prima
che cominci il gioco, ovvero che si aprano offerte, si aprano
buste, insomma, inizi l'iter.
Visto che siamo in una fase in cui - se non ho capito male -
finita la fase della discussione delle mozioni, dovremmo passare
all'iscrizione all'ordine del giorno di un disegno di legge che non
so quando cominceremo a trattare, ma credo che non lo faremo oggi,
lo faremo domani e in ogni caso poi ci saranno gli eventuali
emendamenti, insomma è probabile che lo stesso provvedimento, se
tutto va bene, potrebbe essere approvato giovedì, ho ritenuto,
visto che il Regolamento lo consente, ho ritenuto di dover
presentare questo ordine del giorno che, lo dico in modo sintetico
e schematico, credo sia utile, dato la particolare complessità
della questione, che in questa fase, il Governo ritiri il bando
che è stato pubblicato, in maniera tale da avviare una riflessione
un po' più approfondita. Non perché sia sbagliata la misura o
l'azione che si immaginava di attivare, ma perché, purtroppo,
essendo noi in Sicilia e conoscendo i meccanismi tipici di
politiche che hanno come obiettivo la solidarietà, la possibilità
di dare un aiuto a chi è ultimo e a chi è fuori da processi
occupazionali, sociali, integrativi, sappiamo pure che questi
strumenti, al di là delle intenzioni di ognuno di noi, finiscono
per essere poi l'apripista di meccanismi che determinano processi
di precarizzazione purtroppo difficili in seguito da arrestare
Ecco perché ritengo necessario un supplemento di riflessione.
In questa fase, invitiamo quindi il Governo a ritirare questo
avviso, e lo facciamo, appunto, con un ordine del giorno. Credo sia
il modo più corretto, anche alla luce di eventuali modifiche ed
eventuali innovazioni da apportare a queste misure, di farlo cioè a
bocce ferme , non di farlo mentre il treno è già sui binari'
Perché un treno sui binari, per quanti sforzi possiamo fare per
modificare la destinazione, il treno è già in qualche modo bello e
fatto, le carrozze sono già individuate, il locomotore è già
stabilito '. Credo sia necessario rifare binari, locomotori ed
anche vagoni', in maniera tale che si possa ripartire da zero. E su
questa materia, credo sia utile farlo con il consenso sociale, cioè
con il consenso delle forze del lavoro e dell'impresa. Perchè se
dobbiamo costruire sistemi di aiuto agli ultimi, dobbiamo
coinvolgere, innanzitutto, le forze dell'impresa e le forze del
lavoro.
Pertanto, chiedo che a questa mozione si colleghi anche
quest'ordine del giorno, con il necessario dibattito, se serve, per
cui chiedo alla Presidenza di far distribuire l'ordine del giorno
in maniera tale che l'Aula possa orientarsi e determinarsi di
conseguenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, innanzitutto, preciso che siamo in
fase di discussione della mozione numero 227, sulla quale il
Governo è già intervenuto; pertanto i colleghi possono intervenire
soltanto per dichiarazione di voto.
Una volta chiusa la discussione sulla mozione, prima di passare
alla sua votazione, la Presidenza valuterà, anche in funzione delle
richieste sollevate e della presenza del Governo, l'ammissibilità o
meno di determinati ordini del giorno, fra cui quello
dell'onorevole Cracolici, che ha avuto ora la possibilità di
illustrarlo.
Sull'ordine del giorno, ammesso e concesso che ci determiniamo
anche per la presenza del Governo, è ovvio che potrà intervenire,
così come prevede il Regolamento interno, per dichiarazione di
voto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto sulla mozione
n. 227.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire se
c'è un Regolamento per l'onorevole Cracolici, ma credo di no, e un
Regolamento per gli altri deputati.
Intervengo per dichiarazione di voto sulla mozione dell'onorevole
Barbagallo, preannunciando che il Gruppo parlamentare del PID
voterà favorevolmente perché la vicenda relativa alle ferrovie
siciliane è sicuramente una vicenda che va attenzionata, pur non
entrando nel merito, perché sono d'accordo sul fatto che in questi
anni, probabilmente, un po' più di fondi sarebbero dovuti arrivare
in Sicilia. Mentre al Nord si discute della freccia rossa , qui
ancora noi abbiamo la freccia rotta : da Palermo a Catania c'è un
solo binario e, a volte, per arrivare a Messina ci vogliono anche
sei ore.
Però, signor Presidente, voglio comprendere se su un tema che ha
non soltanto animato il dibattito politico ai livelli più alti in
Sicilia, ma che è stato anche oggetto di più di un interesse dei
media nazionali, a livello di carta stampata ma anche di
televisione, sia possibile dire come la pensiamo, perché altrimenti
non capisco in che modo stiamo procedendo.
Io credo che, se è stata data all'onorevole Cracolici la
possibilità, sotto il profilo regolamentare, e non voglio
dubitarne, di presentare un ordine del giorno o la Presidenza lo
dichiarava ab initio inammissibile e impediva all'onorevole
Cracolici .
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io non ho dichiarato ancora nulla.
Ho detto che la Presidenza si riserva comunque di valutare gli
ordini del giorno presentati, compreso quello dell'onorevole
Cracolici.
CORDARO. Se la Presidenza si riserva di valutare l'ordine del
giorno dell'onorevole Cracolici, così com'è intervenuto l'onorevole
Cracolici, credo che lei debba dare la possibilità a tutti i
deputati di intervenire, se del caso insieme, come proverò a fare
io - però con cinque minuti non con due minuti e trenta - sia sulla
mozione dell'onorevole Barbagallo che sull'ordine del giorno
dell'onorevole Cracolici.
Cercherò di essere breve, la Presidenza magari mi farà recuperare
qualche minuto.
Signor Presidente, sono davvero attonito perché apprendiamo oggi
in quest'Aula, ancora una volta, di una maggioranza che se la canta
e se la suona; di una maggioranza che presenta, attraverso un
rappresentante del Governo, un bando per 8.400 persone disagiate;
di una maggioranza parlamentare che poi si pone contro questo
bando; di una Confindustria che ha un eminente rappresentante in
questo Governo, collega dell'assessore Piraino, che chiaramente
credo conosca il bando e di una Confindustria che attacca questo
bando dicendo che è una vergogna e che il Governo ha bisogno di
altro. Dopo di che - colpo di scena - l'onorevole Cracolici arriva
in Aula e ci viene a spiegare che, siccome siamo i padri della
Patria, fermiamo questo bando, allo stato, salvo poi, bla, bla
bla. Veramente non so se siamo al dramma o se siamo alla farsa.
Noi, come Gruppo Popolari di Italia domani', abbiamo spiegato,
carte alla mano, che si sarebbe trattato, se questi signori - che
sarebbero stati individuati in un secondo momento - avessero dovuto
percepire per un anno 500 euro al mese ciascuno, di un investimento
di oltre 50 milioni di euro. E abbiamo spiegato, quindi, che i
numeri non erano corretti - e questo lo dico perché ho stima
personale dell'assessore Piraino che conosco da trent'anni -,
altrimenti avrei detto che erano falsi.
Ma il tema era un altro e noi, in un momento di dramma sociale,
avremmo potuto creare i presupposti perché tra un anno questi 8.400
sfortunati, avendo comunque acquisito un diritto, avrebbero poi
chiesto di essere iscritti in un elenco di PIP, di precari.
Avrebbero comunque chiesto di entrare a far parte di una platea che
noi vogliamo chiudere per garantire sviluppo serio alla Sicilia e
che invece, in qualche modo, più o meno interessatamente, a partire
dal Presidente della Regione, continuiamo ad agevolare.
Noi siamo assolutamente contrari al bando dell'assessore Piraino
perché vorremmo che, una volta per tutte, si mettesse fine a questa
vergogna siciliana, dato che con 50 milioni di euro si possono fare
dei bandi per fare partire attività produttive, per fare aprire
attività ricettive, per fare partire imprese giovanili e femminili,
per fare partire economia vera
O qua le cose cambiano oppure continueremo a fare demagogia,
continueremo a presentare proposte e poi a fare la parte dei grandi
uomini di Stato o di Regione, per spiegare che in effetti dobbiamo
fermarci un attimo, perché continuiamo a vedere all'interno di
questo Governo e all'interno di questa maggioranza tutto e il
contrario di tutto, mentre i siciliani sono sempre più alla fame.
Per quanto ci riguarda, se questo dovesse essere il tenore
dell'ordine del giorno dell'onorevole Cracolici, i Popolari di
Italia domani' si asterranno. E' una situazione incresciosa che il
Governo propone e il Governo ritira, che Confindustria approva e
che Confindustria combatte. E' una situazione incredibile, che
rassegniamo alla sensibilità e all'attenzione dei siciliani. Noi ci
asteniamo.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, ricordo ancora una volta che siamo
alla mozione numero 227 e che nessuno ha deciso se ammettere o meno
ordini del giorno presentati.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, qualora lei decidesse di inserire
l'ordine del giorno per l'apprezzamento dell'Assemblea, ci
sarebbero atteggiamenti diversi da parte dei gruppi parlamentari,
anche per come ha dichiarato l'onorevole Cordaro. Qualora, invece,
lei non decidesse di mettere in discussione l'ordine del giorno,
sotto il profilo politico, la nostra considerazione della mozione
avrebbe un'altra valenza, perché per approvare una mozione della
maggioranza ci vuole una maggioranza in Aula, che non c'è.
Signor Presidente, riteniamo che il capogruppo del Partito
Democratico ha messo in campo un argomento importante che deve
essere affrontato, un ordine del giorno che il Governo dovrebbe
eventualmente accogliere. Se lei si pronuncia prima della votazione
della mozione, noi sappiamo come muoverci; altrimenti chiederemo il
numero legale e ci dovremo rivedere tra un'ora, ed è un problema.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, da un lato comprendo il suo
intervento, dall'altro lato ritengo che potrebbe evitare di fare
questo tipo di ragionamento, anche se io non faccio fatica a dire
che l'articolo 156 ter del Regolamento non ci permette di ammettere
nessuno degli ordini del giorno, perché gli ordini del giorno
presentati in riferimento alla materia oggetto di una mozione
possono solo essere messi in votazione, senza svolgimento, dopo la
votazione della mozione.
Ma la parte più delicata è in riferimento alla materia oggetto di
una mozione. Nessuno dei due ordini del giorno, né quello
dell'onorevole Caputo Interventi diretti al blocco della maxi
spesa di 12 milioni di euro per il progetto di informatizzazione
IRI e di tutti i finanziamenti per progetti informatici affidati
alla Sicilia e Servizi Spa né quello dell'onorevole Cracolici
Ritiro dell'avviso pubblico per la concessione in via sperimentale
di contributi in favore di organismi del settore che attua
un'azione di contrasto alle vecchie e nuove povertà. Interventi a
sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del
lavoro , sono evidentemente connessi con la mozione.
Pertanto, nessuno dei due ordini del giorno può essere messo in
discussione, bensì possono essere trasformati in mozioni o comunque
si possono discutere quando sono connessi sia a disegni di legge
sia a mozioni che discuteremo in seguito.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione numero 227.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Richiesta di verifica del numero legale
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Beninati, Cordaro, Corona, Torregrossa
e Vinciullo, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,
Barbagallo, Calanducci, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Donegani, Federico, Ferrara, Galvagno, Giuffrida, Leanza Nicola,
Lentini, Lo Giudice, Marinello, Marziano, Mattarella, Minardo,
Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Savona,
Speziale e Termine.
Richiedenti: Beninati, Cordaro, Corona, Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Gennuso, Laccoto, Ragusa, Rinaldi.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 42
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17.14, è ripresa alle ore 18.21)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione di rettifica del titolo della mozione numero 233
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il titolo della
mozione numero 233 dell'onorevole Gennuso ed altri, annunziata
nella presente seduta, è il seguente Iniziative per la chiusura
giornaliera settimanale dei grandi centri commerciali .
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la mozione numero 227.
Richiesta di verifica del numero legale
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Buzzanca, Corona, Pogliese, Scilla e
Torregrossa, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Arena, Calanducci, Colianni,
Cracolici, Cristaudo, Currenti, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Donegani, Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno, Giuffrida, Lo
Giudice, Marinello, Marrocco, Marziano, Minardo, Musotto, Oddo,
Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Speziale e Termine.
Richiedenti: Buzzanca, Corona, Pogliese, Scilla e Torregrossa.
Sono in congedo: Gennuso, Laccoto, Ragusa, Rinaldi.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 35
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 26
gennaio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 233 - Iniziative per la chiusura giornaliera settimanale
dei grandi centri commerciali.
III - Seguito della discussione della mozione:
numero 227 - Iniziative a livello centrale per ovviare ai
disservizi del sistema ferroviario siciliano.
IV - Discussione del disegno di legge:
- Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28. (nn. 604-185/A)
La seduta è tolta alle ore 18.24
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Risorse agricole e
alimentari»
CORDARO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che:
il piano di sviluppo rurale P.S.R. 2007 - 2013 rappresenta lo
strumento unico per il rilancio del comparto agricolo regionale e,
con la sua dotazione riconosciuta dalla Commissione europea pari a
2,1 miliardi di euro, dovrebbe avviare la stagione del rilancio e
della salvaguardia di uno dei tessuti produttivi di maggiore
rilievo della Sicilia;
tra le misure di maggiore interesse previste dal P.S.R., la misura
1.1.2 (insediamento di giovani agricoltori) rappresenta quella che
presenta maggiori prospettive per i tanti giovani che si sono negli
anni avvicinati al settore dell'imprenditoria;
da mesi si attende la pubblicazione dei bandi inerenti alla misura
1.1.2. e che i ritardi sono probabilmente imputabili ai continui
cambi dirigenziali che si sono succeduti presso l'Assessorato delle
risorse agricole;
ancora oggi il mondo dell'agricoltura siciliano, già penalizzato
da una politica e comunitaria e nazionale di assoluto disinteresse
per le realtà del Mezzogiorno, rischia di tardare ulteriormente il
proprio start up per colmare il gap strutturale con il resto del
Paese;
considerato che:
l'avvio della misura 1.1.2 consentirebbe lo sblocco di 90 milioni
di euro in favore di imprenditori agricoli under 40 che si
insediano per la prima volta come responsabili d'azienda agricola,
innescando un processo virtuoso che ringiovanirebbe e doterebbe di
maggior professionalità il mondo dell'imprenditoria agricola;
a causa del già lamentato ritardo per l'avvio di questa misura,
parecchi giovani figli di agricoltori sono emigrati all'estero,
scoraggiati dalla crisi del comparto agricolo, pur avendo avuto la
possibilità, negata dall'immobilismo della Giunta regionale, di
usufruire di quei fondi che gli avrebbero consentito di risollevare
l'azienda di famiglia;
per sapere in che tempi intendano procedere alla pubblicazione del
bando per la misura 1.1.2 del P.S.R.». (1110)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1110 del 18 marzo 2010, a
firma dell'onorevole Salvatore Cordaro, riguardante la misura 112
Insediamento giovani in agricoltura chiedeva notizie sul mancato
ritardo del bando in questione.
Al riguardo preciso che l'Assessore regionale pro-tempore ha già
inviato all'onorevole interrogante la risposta con nota prot. 68620
del 15/09/2010.
Rispetto a quanto già comunicato, desidero aggiungere, in questa
sede, che a seguito della pubblicazione del bando, a fase unica,
nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il 30 aprile 2010,
la naturale scadenza programmata per il 30 settembre è stata
rinviata per due volte, precisamente al 20 e al 26 novembre u.s.,
per consentire il caricamento delle 5291 domande nel portale SIAN
(Sistema Informativo Agricolo Nazionale), evitando così
sovraccarichi per lo stesso sistema informatico.
Considerato che le domande cartacee dovevano essere presentate
entro il 6 dicembre decorso, già in data 15 dicembre 2010, presso
gli I.P.A. (Ispettorati Provinciali Agricoltura) di competenza,
sono iniziate le procedure istruttorie in modo tale da arrivare al
28 febbraio 2011 con una prima graduatoria stilata.
La presente integrazione alla risposta già inoltrata sarà inviata
all'onorevole interrogante e depositata presso i competenti Uffici
dell'Assemblea Regionale Siciliana».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
CORDARO-MAIRA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
le risorse agricole e alimentari, premesso che:
la Valle dello Jato è un territorio che si estende su più comuni
della provincia di Palermo, la cui principale connotazione è data
dalla presenza del fiume Jato e dell'invaso Poma;
l'invaso Poma consente l'irrigazione di circa 9000 ettari di
terreno coltivato della piana di Partinico e contribuisce inoltre
all'approvvigionamento potabile della città di Palermo e di alcuni
paesi della fascia costiera;
l'invaso nasce nei primi anni 60, come risultato di una lunga
serie di lotte guidate da Danilo Dolci con la partecipazione della
popolazione dell'intero territorio partinicese che nella 'diga'
vedeva uno strumento per innescare processi di sviluppo che la
riscattasse dal secolare sottosviluppo in cui viveva;
l'utilizzo razionale della risorsa idrica, difatti, aveva dato un
nuovo volto alle campagne, aumentandone la produttività con il
cambiamento delle colture agricole e con l'ammodernamento
dell'agricoltura;
l'acqua veniva gestita dalla cooperativa Consorzio irriguo Jato',
voluta sempre da Danilo Dolci, secondo il modello della gestione
democratica', e costruita giorno dopo giorno con la fatica di un
intero territorio (Partinico, Trappeto, Balestrate, ecc.);
con l'entrata in vigore della l.r. n. 45/95 veniva costituito il
consorzio di bonifica 2 di Palermo che ha materialmente espropriato
dal suo ruolo i diretti interessati, cioè gli agricoltori, che con
la trentennale gestione della cooperativa 'Consorzio irriguo Jato'
riuscivano ad esplicitare un servizio sicuramente efficiente ed
economico;
la diga fa parte integrante delle campagne e la sua acqua è linfa
vitale per l'agricoltura e l'economia dell'intera piana di
Partinico e ignorarlo è soltanto un atto di irresponsabilità;
oggi i coltivatori della piana di Partinico, da tempo stretti
nella morsa di una grave crisi di produzione e di
commercializzazione, non aspettano altro che avere l'acqua per
tentare di salvare le produzioni, soprattutto quelle stagionali;
l'attuale stagione irrigua, che avrebbe dovuto avere inizio dal 1
aprile 2010, è stata avviata con i tubi che scoppiano, l'acqua che
si perde, pezzi di territorio che franano a causa delle perdite
stesse, e con contadini che avranno al contrario di altri;
considerato che:
il consorzio di bonifica 2 di Palermo è privo di un ufficio
funzionale presente nel territorio dello Jato e con una macchina
operativa che non 'sa dove mettere le mani';
le ragioni del fallimento del consorzio di bonifica 2 Palermo
dipendono da una reale incapacità a costruire una macchina
operativa utilizzando le notevoli risorse umane di cui dispone;
ancora a distanza di 15 anni dall'approvazione delle legge sui
consorzi di bonifica, si continua a mantenere un commissario
straordinario piuttosto che un democratico consiglio di
amministrazione del consorzio, così come previsto dalla legge
stessa;
l'acqua dell'invaso Poma non solo deve tornare ad essere
disponibile per i coltivatori, ma soprattutto deve tornare nella
mani degli stessi coltivatori della piana di Partitico, che non può
prescindere dal contributo dei 12 ex operai (di cui 5 a tempo
indeterminato) della cooperativa 'Consorzio irriguo Jato' ai quali
il Governo concede almeno' 51 giornate che altro non sono se non la
mortificazione della loro esperienza di lavoratori e di padri di
famiglia;
questi operai dovevano essere presi in carica con il passaggio
dalla cooperativa al consorzio di bonifica 2 di Palermo, secondo
quanto stabilito dall'art. 24 della legge regionale n. 45/95 e dal
d.a. Agricoltura e foreste n. 283 del 12/04/2006 ('al personale
transitato al Consorzio di Bonifica 2 Palermo, viene applicato
l'art. 24 della L.R. N. 45/1995', così come riportato
nell'emendamento al d.d.l. n. 560/A, dichiarato inammissibile;
queste 12 famiglie sono state di fatto discriminate e non possono
far altro che protestare per rivendicare la regolarizzazione del
loro rapporto di lavoro;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per garantire il rispetto
della campagna irrigua nella Valle dello Jato attraverso
l'indispensabile lavoro prodotto dai dipendenti della coop.
consorzio irriguo Jato;
se non ritengano opportuno attuare quanto ancor oggi previsto
dall'articolo 24 della legge regionale 45/95, autorizzando in via
amministrativa l'immediata immissione nei contingenti previsti per
legge dei 12 lavoratori della sopracitata cooperativa;
se non reputino necessario metter fine alla fallimentare gestione
commissariale del consorzio di bonifica 2 di Palermo procedendo
all'insediamento immediato di un consiglio d'amministrazione capace
di assicurare le giuste spettanze al mondo agricolo e dignità
lavorativa ai soggetti impegnati nelle opere di bonifica». (1258)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1258 del 7 luglio 2010, a
firma dell'onorevole Salvatore Cordaro, vengono poste tre ordini di
questioni riguardanti il consorzio di bonifica 2 di Palermo:
lcon la prima si chiede di sapere quali iniziative sono state
adottate per garantire il rispetto della campagna irrigua nella
Valle dello Jato attraverso il lavoro prodotto dalla cooperativa
Consorzio Irriguo Jato;
lcon la seconda si chiede l'immissione nei contingenti del
Consorzio di bonifica del personale appartenente alla cooperativa
Consorzio Irriguo Jato, in applicazione dell'art. 24 della LR
45/95;
lcon la terza questione si pone l'accento sulla gestione
commissariale del consorzio.
Per quanto riguarda il primo dei quesiti posti dall'onorevole
interrogante, si evidenzia che il commissario straordinario,
proprio per consentire lo svolgimento della campagna irrigua nella
Valle dello Jato per l'anno in corso, ha avviato e portato a
termine una proficua azione di concertazione con gli operatori
locali che ha determinato l'adozione di un Piano di manutenzione
ordinaria delle reti irrigue del consorzio per consentire di
disimpegnare al meglio il servizio su tutto il comprensorio dello
Jato. Tale attività ha già avuto inizio nel corso del corrente mese
di gennaio e si protrarrà fino al mese di maggio, proprio per
garantire il regolare svolgimento della campagna irrigua per l'anno
2011.
Nei lavori di manutenzione delle reti irrigue verranno utilizzati
anche gli Operai appartenenti all'ex cooperativa del Consorzio
irriguo Jato, in quanto rientranti nelle garanzie occupazionali
confermate recentemente dall'Assemblea regionale siciliana sul
finire dell'anno decorso con l'art. l, comma. 4, della legge
regionale n. 24/2010.
Per quanto riguarda il secondo quesito, riguardante l'immissione
del personale appartenente alla cooperativa dell'ex consorzio
irriguo Jato nel contingente del personale del consorzio di
Bonifica 2 di Palermo, desidero portare a conoscenza dell'On.le
interrogante che proprio per affrontare tale problematica il
Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali con nota
n. 55957 del 30 giugno 2010 ha richiesto in merito apposito parere
all'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione, il
quale ha evidenziato che la norma di cui all'art. 24, comma 4,
della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, richiamata
dall'onorevole interrogante nell'atto parlamentare ispettivo, non
può trovare applicazione per i lavoratori del settore privato a cui
appartengono quelli facenti parte dell'ex cooperativa del consorzio
irriguo dello Jato.
Invero, l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della
Regione nel richiamare, nel parere reso, la norma di
interpretazione autentica del comma 4 dell'articolo 24 della legge
regionale 25 maggio 1995, n. 45, di cui all'articolo 31, comma 2,
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, rappresenta che la
disciplina normativa richiamata si riferisce esclusivamente alla
successione tra enti pubblici e ciò si rileva anche dal fatto che
in entrambe le richiamate disposizioni di legge si fa riferimento
al personale di ruolo categoria questa che non viene in rilievo
nel settore privato.
Alla luce, pertanto, del richiamato parere dell'Ufficio
legislativo e legale l'ipotesi prospettata nell'atto parlamentare
ispettivo di procedere all'immissione del personale appartenente
alla ex cooperativa del consorzio irriguo dello Jato per via
amministrativa non può essere legittimamente perseguita.
Per quanto riguarda, infine, la terza questione sollevata
dall'interrogazione, riguardante la prolungata gestione
straordinaria dell'ente, si sottolinea che l'attuale gestione
straordinaria si è resa necessaria per affrontare la grave
situazione debitoria in cui versa il consorzio di bonifica 2 di
Palermo, risalente alle vecchie gestioni ordinarie dell'ente che,
se non viene adeguatamente affrontata e risolta, rischia di
compromettere l'esistenza stessa del consorzio.
Pertanto, si sottolinea al riguardo che non è da ritenere
fallimentare la gestione straordinaria del consorzio 2 di Palermo,
come affermato dall'onorevole interrogante, ma è vero proprio il
contrario, cioè che per far fronte ad una fallimentare gestione
ordinaria dell'ente consortile, che ha generato, come ho accennato
poc'anzi, una situazione di grave crisi economico-finanziaria del
consorzio, si è stati costretti ad assumere una momentanea gestione
straordinaria dell'ente.
Sotto un profilo più strettamente gestionale si rileva che,
proprio grazie alla gestione straordinaria dell'ente, che peraltro
sotto il profilo finanziario non produce oneri a carico del
consorzio di bonifica in quanto l'incarico viene svolto con
personale interno all'Amministrazione regionale e, pertanto,
disimpegnato a titolo gratuito, sono stati raggiunti ragguardevoli
risultati gestionali. In particolare detta gestione straordinaria
si trova in atto impegnata ad affrontare delle gare ad evidenza
pubblica con bando europeo, per la realizzazione di alcune grandi
opere a supporto delle reti irrigue del consorzio di bonifica di
fondamentale importanza per dare nuovo slancio e ed impulso allo
sviluppo economico dell'intero comprensorio dello Jato.
Proprio per l'importanza strategica che il Governo regionale
annette all'attività ed al ruolo dei consorzi di Bonifica per lo
sviluppo del comparto agricolo regionale, il documento di
programmazione economico-finanziaria per gli 2011/2013, approvato
dalla Giunta regionale, prevede l'intendimento del Governo di
definire un percorso legislativo per assicurare il risanamento
economico-finanziario dei consorzi di bonifica attraverso una
riforma di tali enti per renderli più efficienti ed aderenti alle
esigenze del settore agricolo. La stesura del disegno di legge si
trova in fase di avanzata definizione e si auspica di approvarlo in
tempi brevi.
Comunque, non appena verranno risolti i gravi problemi economici e
finanziari in cui versano gli enti consortili, compreso quello in
trattazione, saranno nominati i componenti degli organi per
ricondurre l'ente alla sua gestione ordinaria.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti Uffici dell'Assemblea Regionale
Siciliana».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che:
con decreto dirigenziale del 29.06.2010 n. 819 l'Assessorato
Risorse agricole e alimentari ha trasformato la u.o. 80 SOAT
(Settore operativo di assistenza tecnica) di Agira (EN) in
sportello verde della SOAT di Troina (EN);
l'ufficio, attivo dal 3.10.2007, svolge un importante ruolo di
divulgazione ed assistenza tecnica per gli imprenditori agricoli
dell'intero comprensorio;
nel corso degli anni ha anche avviato una serie di corsi di
formazione in tema di uso ed acquisto di fitofarmaci;
tra le altre attività ha svolto animazione del territorio per la
costituzione dei GAL ed attività di centro agro-meteorologico;
considerato che:
la chiusura dell'u.o. SOAT di Agira costituisce un grave danno per
il settore dell'agricoltura di Agira e del suo comprensorio in
quanto verrebbero meno tutte le attività che l'u.o. ha svolto in
questi anni, assicurando agli imprenditori agricoli di usufruire di
importanti servizi;
in conseguenza della chiusura dell'u.o. di Agira si registrerà un
aggravio di spesa per gli utenti, aggravio che in questo momento di
crisi dell'economia agricola sarebbe opportuno evitare e
scongiurare;
i locali presso cui si trovano gli uffici dell'u.o. SOAT di Agira
sono stati concessi in uso gratuito dal comune di Agira e che,
pertanto, non vi sono costi aggiuntivi ostativi al mantenimento
dell'unità operativa;
ritenuto che:
la chiusura dell'unità operativa SOAT di Agira determina il venir
meno di un importante e fondamentale servizio reso alla
collettività di Agira e dell'intero comprensorio;
tale determinazione, inoltre, provoca gravi disservizi per il
comparto agricolo oggi in grave crisi;
per sapere:
quali motivi abbiano indotto il Governo a decidere per la
soppressione di una unità operativa efficiente e ben funzionante;
quali provvedimenti intendano adottare per evitare la chiusura
dell'u.o. SOAT di Agira e l'insorgere di disservizi in danno
degli operatori agricoli di Agira e del relativo comprensorio».
(1344)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1344 del 5 agosto 2010, a
firma dell'onorevole Salvino Caputo, l'interrogante chiede di
conoscere i motivi che hanno indotto il Governo a sopprimere la
Soat di Agira (EN).
A tal riguardo chiarisco subito, come in tal senso comunicato dal
competente Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali
dell'Assessorato, che la SOAT di Agira non è stata soppressa, ma
trasformata in Sportello Verde, cioè in un nuovo Ufficio regionale,
scaturito dalla strutturazione periferica del Dipartimento
regionale degli interventi infrastrutturali connessa
all'applicazione della riforma dell'Amministrazione regionale
approvata proprio dall'Assemblea regionale siciliana con legge 16
dicembre 2008, n. 19, che continua però a svolgere gli stessi
servizi già precedentemente espletati dalla SOAT agli operatori
agricoli senza con ciò creare alcun disservizio all'utenza.
Invero, a seguito dell'applicazione della citata legge regionale
di riforma dell'Amministrazione regionale il Dipartimento regionale
degli interventi infrastrutturali ha subito un profondo e
complessivo riordino sia in ambito centrale che in quello
periferico, improntato ai principi di razionalizzazione e
contenimento della spesa.
Il nuovo assetto territoriale periferico del Dipartimento degli
interventi infrastrutturali in provincia di Enna, cui fa
riferimento l'interrogazione dell'onorevole Caputo, ha comportato
sotto un profilo formale l'istituzione della SOAT presso il comune
di Troina, coordinata da un Dirigente, mentre presso il comune di
Agira è stato creato lo Sportello verde, facente parte comunque
della SOAT di Troina, dove opererà un funzionario delegato dallo
Dirigente che dirige la SOAT di Troina che sarà aperto in tutti e
cinque i giorni della settimana e che continuerà a svolgere gli
stessi servizi espletati sul territorio dal precedente Ufficio.
Pertanto, posso rassicurare l'onorevole interrogante e fugare ogni
sua comprensibile preoccupazione espressa nell'atto parlamentare
ispettivo, che la nuova organizzazione periferica territoriale del
Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali, non
determinerà per il settore dell'agricoltura del comprensorio
territorio della provincia di Enna alcun danno, come dallo stesso
paventato, né gli utenti residenti nello stesso territorio
interessato dall'Ufficio subiranno per questo alcun disservizio, i
quali potranno continuare ad usufruire dell'assistenza tecnica che
il Dipartimento regionale mette a disposizione degli operatori
agricoli per venire incontro a tutti i problemi della categoria.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti Uffici dell'Assemblea regionale
siciliana».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
GUCCIARDI. - «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari,
premesso che:
al fine di realizzare il programma generale per la valorizzazione
e la qualificazione del sistema agricolo, agro-alimentare e agro-
ambientale siciliano, l'ex Assessorato regionale Agricoltura e
foreste aveva dato avvio al progetto rete di laboratori per l'agro-
alimentare e l'ambiente, all'interno del quale è stata istituita
l'unità operativa ASCA (Analisi e servizi per la certificazione in
agricoltura) quale strumento di supporto alle imprese agricole
siciliane per la valorizzazione e la certificazione delle
produzioni agro-alimentari di qualità;
per l'implementazione ed il mantenimento del sistema di gestione
dell'ASCA, la realizzazione di un sistema di monitoraggio per i
prodotti orticoli, la gestione dell'attività di analisi chimica,
nonché la messa a punto di metodi innovativi per la ricerca,
sarebbero stati conferiti incarichi professionali a professionisti
chimici;
successivamente, al fine di coordinare la rete dei laboratori ASCA
e le strutture di ricerca presenti sul territorio, sembra sia stato
avviato il progetto Sarinet, cui sarebbe stata preposta una
governance regionale affidata agli stessi professionisti già
precedentemente incaricati in sede di realizzazione dell'ASCA;
considerato che non sembrerebbe, tuttavia, che i suddetti progetti
abbiano fornito i risultati auspicati, poiché presumibilmente detti
laboratori presentano un livello di funzionamento non elevato e,
d'altro canto, i tentativi approntati nel tempo per ricondurre ad
un unico sistema la rete dei laboratori non sembrano ancora
riusciti;
per sapere:
quale sia lo stato di avanzamento nella realizzazione della rete
SARINET, rete per i servizi avanzati e la ricerca ;
se ritenga che gli incarichi ai professionisti incaricati della
realizzazione dei progetti di cui in premessa siano stati conformi
'all'obbligo di assicurare l'ottimale perseguimento delle finalità
oggetto dell'incarico;
se non ritenga di accertare attraverso gli uffici i risultati
conseguiti dalle attività in premessa ricordate». (1351)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1351 del 6 agosto 2010, a
firma dell'onorevole Baldassarre Gucciardi, l'interrogante chiede
di conoscere lo stato di avanzamento nella realizzazione della rete
SARINET, nonché le modalità d'impiego dei professionisti nel
progetto rete ed i risultati conseguiti.
Con il progetto SARINET Rete per i servizi avanzati, la ricerca e
l'innovazione l'Assessorato regionale Risorse Agricole e
Alimentari si è posto l'obiettivo di definire e sviluppare un
sistema che, integrando e mettendo in rete le conoscenze e i
servizi offerti dalla rete regionale dei laboratori ASCA e dai
Consorzi di ricerca siciliani, favorisse, con la fornitura di
servizi avanzati e il trasferimento delle innovazioni alle imprese,
lo sviluppo del settore agro-alimentare siciliano. Con la
realizzazione di tale sistema integrato e grazie anche alla
partecipazione a progetti di ricerca in ambito europeo, ci si
proponeva inoltre di creare una più moderna forma di comunicazione
tecnologica tra la pubblica amministrazione e le imprese che
permettesse a queste ultime di essere presenti e competitive sul
mercato europeo.
Il progetto SARINET è stato sospeso nel dicembre 2009 e, anche se
la rete integrata non è stata sviluppata per la riduzione delle
risorse economiche destinate a tali attività e per difficoltà
derivanti dalla riorganizzazione dei Dipartimenti regionali e dei
Consorzi di ricerca, le analisi e i risultati raggiunti con il
progetto hanno permesso di meglio programmare e definire le
attività e i servizi forniti alle aziende agricole dal Dipartimento
Interventi Infrastrutturali dell'Assessorato Risorse Agricole e
Alimentari, finalizzati a favorire il recepimento delle normative
europee in tema si sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale
e, pertanto, la competitività delle imprese agro-alimentari
siciliane.
In particolare:
Il laboratorio ASCA di Ispica è stato dotato di strumentazioni
all'avanguardia e di personale altamente specializzato ed è stato
accreditato prima al SINAL e in seguito, dal dicembre 2009, ad
ACCREDIA, che rappresenta l'Ente unico nazionale riconosciuto e
autorizzato dallo Stato per svolgere l'attività di accreditamento
dei laboratori e che applica uno schema messo a punto dall'Unione
Europea al fine di permettere la libera circolazione di merci e
prodotti sul territorio comunitario, senza necessità di controlli
ripetitivi da parte delle autorità dei vari Paesi. Le finalità
contenute nel progetto SARINET e le risorse economiche rese
disponibili dal progetto stesso hanno permesso di conferire
incarichi professionali presso la rete dei laboratori ASCA a n. 15
collaboratori a progetto esperti chimici e biologi. Le specifiche
competenze fornite dai professionisti incaricati presso il
laboratorio ASCA di Ispica hanno permesso di completare tutto
l'iter, preventivato dal progetto SARINET, per l'implementazione di
un sistema di controllo, al fine di rilevare, negli alimenti, la
presenza di sostanze nocive (fitofarmaci, pesticidi, metalli
pesanti, ecc.), accertarne la salubrità, la qualità merceologica,
la sicurezza e la presenza/assenza di OGM. Il sistema ha raggiunto
il suo completamento con l'accreditamento, il quale ha attestato la
conformità del laboratorio ai requisiti del sistema per tutte le
attività di prova nonché della competenza tecnica relativamente
alle prove accreditate, in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC
17025. Dopo l'ottenimento dell'accreditamento ACCREDIA ha avuto
inizio l'attività di fatturazione dei servizi tecnico-analitici
agli utenti, secondo il tariffario dei servizi approvato con D.D.G.
n. 1928 del 09/12/2008. Attualmente gli incarichi conferiti sono in
scadenza e pertanto, per il prosieguo dell'attività svolta finora,
per onorare gli impegni già assunti e per mantenere
l'accreditamento ottenuto è stato richiesto, al Dipartimento
Regionale della Funzione Pubblica e del Personale, di attivare un
atto di interpello al fine di individuare nell'ambito del personale
regionale in servizio n. 10 unità di personale con specifica
professionalità da inserire nel laboratorio ASCA di Ispica.
Il Dipartimento regionale Interventi Infrastrutturali ha istituito
con D.D.G. n. 980 del 01 settembre 2010 i nuclei preposti
all'attività di controllo sui prodotti agricoli presso le Sezioni
Operative di Assistenza Tecnica (SOAT) e ha in seguito provveduto a
individuare ed a incaricare il personale presso le SOAT preposto a
far parte dei suddetti nuclei di controllo. Il Servizio VI -
Assistenza tecnica in Agricoltura, Programmazione e Sistemi
Informativi, nell'ambito dei propri compiti di organizzazione,
gestione e coordinamento della rete territoriale delle SOAT,
svolgerà un ruolo di definizione e coordinamento dei piani
d'intervento dei nuclei di controllo, di concerto con le altre
istituzioni competenti per materia. Dopo una specifica fase
formativa che si realizzerà nei primi mesi del 2011 i nuclei di
controllo effettueranno su tutto il territorio regionale specifici
controlli di filiera finalizzati a garantire trasparenza e
sicurezza per il consumatore nonché tutela e salvaguardia dei
prodotti e delle imprese rispettose delle regole.
E' stata definita ed è operativa la rete di laboratori di analisi
chimico fisiche per l'assistenza tecnica in agricoltura, costituita
dai laboratori delle SOAT di Acireale, Castelvetrano e Sciacca e
della Unità Operativa Specializzata 35 di Marsala. I laboratori
sono parte integrante della rete di Servizi di Assistenza Tecnica
forniti dagli uffici periferici del Dipartimento Interventi
Infrastrutturali per l'Agricoltura e realizzano diverse tipologie
di determinazioni analitiche: analisi chimico fisiche dei suoli e
delle acque, analisi fogliari e analisi qualitative sui prodotti
agricoli e agro-alimentari finalizzate alla valorizzazione dei
prodotti agricoli di qualità strettamente legati al territorio. Le
analisi vengono realizzate su campioni provenienti sia da aziende
agricole alle quali le SOAT e le Unità interterritoriali
specializzate forniscono servizi di Assistenza Tecnica, che da
attività sperimentali previste dai progetti gestiti dal
Dipartimento Interventi Infrastrutturali per l'Agricoltura,
riguardanti i comparti produttivi e la tutela ambientale in
agricoltura. Vengono anche eseguite analisi a supporto dei piani di
monitoraggio annuali finalizzati alla valutazione degli effetti
dell'applicazione della Direttiva Nitrati sul territorio regionale
e alla determinazione e valutazione della qualità delle acque per
uso irriguo provenienti dagli invasi degli undici Consorzi di
bonifica siciliani.
E' stata realizzata nel 2005 ed è attualmente operativa la rete
dei Laboratori di Analisi Sensoriale (LAS) presso le SOAT di
Agrigento, Castelvetrano, Catania, Leonforte, Prizzi e le Unità
Operative Specializzate di Sciacca e Ispica, con l'obiettivo di
promuovere la valorizzazione e la caratterizzazione sensoriale
dell'agro-alimentare regionale di qualità. L'attività dei LAS è
finalizzata a valutare le caratteristiche organolettiche,
individuare gli elementi di distinzione dei prodotti, oggettivare i
risultati e renderli fruibili e di facile comprensione ai
consumatori. In quest'ambito, attraverso il Panel di giudici
formati, sono state implementate le schede relative ai profili
sensoriali di alcuni prodotti (oli extravergine di oliva, carota,
limone, pomodoro, melone, cioccolato, ecc ) individuando le
caratteristiche che legano un determinato prodotto in maniera
inequivocabile al proprio territorio di produzione. I LAS operano
in collaborazione con i consorzi di tutela, i comitati promotori, i
produttori in genere, le associazioni dei consumatori e gli enti di
consulenza e vengono organizzati Corsi di formazione per gli
studenti degli istituti alberghieri e gli addetti alla
ristorazione, per gli insegnanti delle scuole aderenti al progetto
regionale di educazione alimentare e per gli addetti alle fattorie
del gusto e fattorie didattiche.
Desidero inoltre portare a conoscenza dell'onorevole interrogante
che in atto è in fase di approfondimento da parte del competente
Dipartimento regionale un possibile intervento di riordino degli
enti e dei laboratori di ricerca per rendere più razionale e
efficiente il sistema in relazione alle esigenze delle imprese
agricole operanti nel territorio regionale e nell'ottica del
contenimento e riduzione della spesa.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti Uffici dell'Assemblea regionale
siciliana.
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che:
il Ministero per le politiche agricole e forestali ha, da oltre un
anno, assegnato la somma di 10 milioni di euro provenienti dal
fondo del piano irriguo nazionale per il completamento di un tratto
della diga Garcia;
l'erogazione del finanziamento consentirebbe di completare la
prima parte della rete adduttrice. La realizzazione dell'opera
pubblica assume grande importanza per l'agricoltura della Valle del
Belice;
considerato che è opportuno evitare ulteriori danni
all'agricoltura della Valle del Belice ed assicurare l'erogazione
delle somme indispensabili per realizzare il primo stralcio delle
opere ed evitare che le risorse idriche vengano, come accaduto sin
d'ora, sottratte all'agricoltura per la mancanza delle opere di
adduzione;
ritenuto che si tratta di opere pubbliche necessarie per lo
svolgimento delle attività legate al comparto agricolo in quanto
attinenti all'adduzione delle risorse agricole;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare al fine di
sollecitare l'assegnazione delle somme finanziate dal Ministero per
le risorse agricole;
quali atti verranno adottati per evitare la perdita del
finanziamento;
i provvedimenti che verranno adottati per realizzare le opere di
completamento della rete adduttrice diga Garcia (PA)». (1354)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1354 del 7 settembre 2010, a
firma dell'onorevole Salvino Caputo, si chiede di conoscere quali
provvedimenti siano stati adottati o si intendono adottare per
sollecitare l'assegnazione da parte del Ministero delle risorse
agricole del finanziamento occorrente per il completamento della
rete adduttrice della diga Garcia.
Premetto che, così come indicato nell'atto parlamentare ispettivo,
nell'ambito del Piano irriguo nazionale è stato inserito il
progetto relativo alla Utilizzazione a scopo irriguo nazionale
delle acque invasate nel serbatoio Garcia per un importo del primo
lotto funzionale di euro 10 milioni.
A tal riguardo secondo le informazioni trasmesse dal competente
Dipartimento regionale interventi infrastrutturali
dell'Assessorato, che ne assume la competenza istituzionale in
materia, riferisco che il Dirigente generale del Dipartimento ed il
consorzio di bonifica 2 di Palermo hanno già posto in essere tutti
gli adempimenti necessari richiesti dal Ministero delle politiche
agricole per consentire il finanziamento dei lavori in questione.
Si è in attesa adesso che il CIPE pubblichi la delibera di
approvazione dei progetti inseriti nel Piano irriguo nazionale
citato dove figura anche l'opera indicata nell'interrogazione in
trattazione.
Il progetto esecutivo relativo alla rete irrigua è in fase di
predisposizione, pertanto non appena verranno definiti gli
adempimenti sopra descritti si potrà avviare il procedimento di
approvazione del progetto e successivamente procedere
all'espletamento della gara d'appalto dei lavori.
Inoltre si porta a conoscenza dell'onorevole interrogante che sul
sistema Garcia è prevista la realizzazione di altri due importanti
interventi che permetteranno il collaudo definitivo della diga
nonché il raggiungimento del massimo livello d'invasatura pari a 80
milioni di metri cubi.
I due interventi riguardano:
Derivazione del fiume Belice dx nel serbatoio del Garcia 1
stralcio per un importo di 40 milioni di euro. Il progetto già
finanziato con il Piano irriguo nazionale del 2003 è stato inviato
all'Agensud e al Consiglio Superiore dei lavori pubblici per il
voto definitivo. Si è in attesa dell'approvazione per procedere
all'espletamento della gara d'appalto;
Opere complementari Diga Garcia Sic 22 per un importo di euro
6.450.000,00. Si tratta di un progetto cantierabile che ha già
ottenuto i pareri previsti dalla normativa vigente. In data 22
dicembre 2010 è avanzata richiesta di finanziamento al competente
Dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti.
Sulla base di quanto sopra rappresentato posso rassicurare,
pertanto, l'onorevole Caputo che il Dipartimento degli interventi
infrastrutturali dell'Assessorato che espleta l'azione di vigilanza
e controllo sul consorzio di bonifica terrà sempre in costante
osservazione e monitoraggio l'iter procedurale di detti interventi
insistenti sulla diga Garcia, affinché le opere pubbliche testè
indicate, per l'importanza e la valenza strategica che esse
assumono in relazione agli usi dell'acqua proveniente dal sistema
Garcia, possono essere realizzati quanto prima per rendere la
maggiore risorsa idrica disponibile e fruibile da parte della
collettività.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti Uffici dell'Assemblea Regionale
Siciliana».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'economia e all'Assessore per le risorse agricole e alimentari,
premesso che:
per i fondi comunitari non spesi entro il prossimo 31 dicembre
scatterà il disimpegno automatico con la conseguente restituzione
delle somme all'Unione europea;
la Regione siciliana risulta essere una delle regioni a rischio
perdita dei fondi comunitari;
considerato che:
le risorse comunitarie rappresentano le uniche risorse in grado di
favorire lo sviluppo economico ed occupazionale del territorio
atteso che il Governo centrale ha ridotto i margini entro cui le
regioni possono ricorrere alla spesa pubblica regioni;
la perdita delle risorse finanziarie dei fondi comunitari per il
settore legato all'agricoltura determinerebbe un grave ed
irreparabile danno al territorio;
la complessità della normativa ha reso ancora più difficile
l'applicazione dei piani;
ritenuto che è inevitabile porre l'attenzione sulla necessità di
non perdere i fondi comunitari anche alla luce della riduzione
della spesa pubblica delle Regioni;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per evitare il disimpegno
automatico di fondi comunitari non spesi;
stante la complessità della normativa, quali provvedimenti abbiano
adottato per rafforzare l'assistenza tecnica presso gli uffici
regionali, in modo da semplificare o rendere più accessibili le
procedure;
l'ammontare dell'entità delle somme non spese per le quali è
previsto il disimpegno automatico». (1368)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1368 del 9 settembre 2010, a
firma dell'onorevole Salvino Caputo, riguardante il Piano di
Sviluppo rurale 2007/2013, vengono espresse da parte
dell'interrogante preoccupazioni in ordine al disimpegno automatico
delle somme della programmazione comunitaria del settore con
l'approssimarsi della scadenza del termine del 31 dicembre 2010
decorso.
In particolare l'interrogante con l'atto parlamentare ispettivo
che si riscontra pone tre ordini di quesiti:
con il primo chiede di sapere quali provvedimenti sono stati
adottati per evitare il disimpegno automatico dei fondi comunitari;
con il secondo, chiede di conoscere quali provvedimenti sono stati
adottati per rafforzare l'assistenza tecnica presso gli Uffici
regionali;
con il terzo, infine, chiede di sapere l'entità delle somme non
spese per le quali è previsto il disimpegno automatico.
Desidero innanzitutto tranquillizzare l'onorevole Caputo con il
dire che l'obiettivo dell'impegno di spesa per l'anno 2010 è stato
raggiunto da parte dell'Amministrazione regionale e che non c'è
stato alcun disimpegno automatico di somme.
Detto questo, desidero ripercorre, in breve, il lavoro svolto
dall'Amministrazione regionale che ha consentito di rispettare gli
adempimenti previsti dal Piano di Sviluppo Rurale.
Come è noto il PSR Sicilia 2007/2013 è stato approvato dalla
Commissione Europea con Decisione C (2008) n. 735 del 18/02//2008 e
successivamente modificato con Decisione C (2009) n. 10542 del
1/12/2009, che prevede una dotazione finanziaria complessiva pari
ad euro 2.185.429.544, di cui come contributo comunitario a carico
del FEASR di euro 1.279.201.000.
Nelle more dell'attivazione dell'Agenzia della Regione Siciliana
per le Erogazioni in agricoltura (ARSEA), ), le relative funzioni
di Organismo Pagatore connesse all'attuazione del PSR sono svolte
dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), con sede in
Roma, alla quale competono il controllo dell'ammissibilità delle
domande di pagamento e delle procedure di concessione degli aiuti
in conformità alle norme comunitarie, il pagamento ai destinatari
degli aiuti, l'esatta ed integrale contabilizzazione dei pagamenti
eseguiti, l'esecuzione dei controlli previsti dalle norme
comunitarie, la presentazione della dichiarazione di spesa agli
uffici comunitari nelle forme previste per l'attuazione finanziaria
del PSR, la gestione del Sistema Informativo Agricolo Nazionale
SIAN e del fascicolo aziendale relativo all'anagrafe unica
dell'azienda, aggiornato secondo le norme vigenti.
Nonostante le difficoltà incontrate nell'istruttoria delle misure
attraverso il portale informatico SIAN, appartenente ad AGEA, nella
fase iniziale di gestione del sistema a causa dell'elevato numero
delle operazioni da sottoporre a registrazione, dovute anche alla
riorganizzazione strutturale di AGEA e SIN (Società Informatica
Nazionale quest'ultima che lavora per conto AGEA), all'introduzione
del fascicolo aziendale , a cui occorre aggiungere anche lo sforzo
non indifferente supportato dall'Autorità di gestione connesso alla
riorganizzazione dei Dipartimenti regionali a seguito dell'entrata
in vigore della riforma dell'Amministrazione regionale, gli
obiettivi di spesa previsti dal PSR per l'anno 2010 sono stati
raggiunti.
Per avere la dimensione della mole di lavoro che è stata svolta si
ricorda che nel corso del biennio 2009/2010 sono stati attivati da
parte dell'Amministrazione regionale n. 43 avvisi (bandi), ciascuno
dei quali, a sua volta, con procedura valutativa stop and go cioè
con diverse sotto fasi temporali per la presentazione di domande di
aiuto, senza procedere al rinnovo della pubblicazione dell'avviso,
che hanno determinato complessivamente un'attivazione di risorse
pubbliche pari a circa il 68,5% della dotazione dell'intero PSR.
Altra rilevante iniziativa posta in essere dall'Amministrazione
regionale per agevolare i rapporti tra le imprese agricole e il
sistema bancario è stata quella di attivare il Fondo di Garanzia
impegnando risorse pubbliche a valere sulle Misure 121, 123 e 311
per un importo totale di 39.578.950.
Sul versante dell'assistenza tecnica al fine di venire incontro
all'utenza per l'utilizzo del portale SIAN, l'Amministrazione
regionale ha stipulato una convenzione con la Società Informatica
Nazionale (SIN), riuscendo così a migliorare il rapporto di
utilizzazione del sistema informatico.
Per quanto riguarda le somme soggette a disimpegno automatico,
come certamente noto all'onorevole interrogante, si applica la
regola N+2 . Pertanto, considerato che l'approvazione del PSR
Sicilia 2007/2013 è avvenuto l'8 febbraio 2008, il disimpegno
automatico riguardava l'anno appena decorso. La quota FEASR da
spendere per l'anno 2010, in applicazione della regola comunitaria
testé richiamata, ammontava ad euro 264.546.590,00.
A tal riguardo, sulla base dei dati che sono stati forniti dal
Dirigente generale del Dipartimento interventi strutturali, nella
qualità di Autorità di gestione del PSR, con nota prot. 89768 del 7
dicembre 2010, che è stata già trasmessa all'onorevole
interrogante, con nota a mia firma del 5 gennaio 2010, si rileva
che alla data del 26 novembre 2010 erano stati spesi in termini di
quota FEASR 237.369.017,40 evidenziando che entro il 31 dicembre
2010 avrebbero dovuto essere spesi ulteriori 27.177.572,69 euro per
essere in linea con la quota dell'importo della spesa prevista
dalla regola N+2.
Secondo le ultime informazioni acquisite dall'Autorità di
gestione, posso affermare che l'obiettivo della spesa previsto per
il PSR per l'anno 2010 è stato pienamente raggiunto
dall'Amministrazione regionale, come riportato anche dai quotidiani
di stampa, attestandosi a quota 387 milioni di euro comprensiva
della quota comunitaria, nazionale e regionale.
La presente relazione, comprensiva degli atti allegati, verrà
depositata ai competenti Uffici dell'Assemblea Regionale Siciliana
per essere consegnata agli onorevoli firmatari».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
VINCIULLO-POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per le risorse agricole e alimentari, premesso che nella zona
montana della provincia di Siracusa sono numerosi gli operai
impiegati nella forestale;
considerato che:
negli ultimi tre mesi, per cause non ancora chiare e definite, gli
operai de quibus non hanno ancora percepito lo stipendio,
nonostante lavorino per portare avanti le rispettive famiglie e
sicuramente 'non per hobby';
oltre a non avere percepito lo stipendio, gli operai non hanno
ancora oggi ricevuto il pagamento degli arretrati contrattuali
relativo agli anni 2006/2008;
visto che:
da più parti si levano voci di solidarietà nei confronti dei
lavoratori che lamentano l'inaccettabilità dell'accaduto;
molti lavoratori, a causa del ritardo nel pagamento degli
stipendi, sono incappati in spiacevoli situazioni di disagio, come
il taglio dei servizi di fornitura della luce, dell'acqua o il
sequestro dei propri beni da parte dell'ente riscossore in Sicilia;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario intervenire su una vicenda
ancora oggi poco chiara e definita, che sta diventando vergognosa e
surreale oltre ad aver arrecato gravissimi danni al personale del
settore forestale;
se non ritengano urgente e non più rinviabile procedere al
pagamento delle spettanze vantate dai lavoratori, al fine di dare
dignità e tranquillità economica a chi tutte le mattine si reca a
lavorare per mantenere la propria famiglia». (1380)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1380 del 15 settembre 2010, a
firma degli onorevoli Vinciullo Vincenzo e Pogliese Salvatore
Domenico, viene rappresentata la questione concernente il mancato
pagamento degli emolumenti agli operai forestali negli ultimi tre
mesi, con particolare riguardo a quelli operanti nelle aree
demaniali della provincia di Siracusa, nonché il mancato pagamento
degli arretrati contrattuali relativi agli anni 2006/2008.
Relativamente al primo quesito posto dagli onorevoli interroganti
si rappresenta che i ritardi nel pagamento degli stipendi ai
lavoratori forestali, per l'anno 2010, si sono verificati a causa
della complessa procedura connessa alla utilizzazione dei fondi del
PAR-FAS 2007-2013 iscritti nel bilancio per l'anno 2010 in
relazione alle esigenze del settore forestale.
Ciò ha comportato, così come riferito con nota n.17340 del
01.12.2010 dal competente Dipartimento regionale Azienda Foreste
Demaniali, la messa in opera di un procedimento piuttosto complesso
ed articolato che ha visto coinvolti gli Uffici periferici e
centrali del Dipartimento nella partecipazione della formazione ed
approvazione delle perizie progettuali sotto l'aspetto tecnico,
amministrativo e contabile, per rendere gli interventi effettuati
nel settore forestale coerenti con la normativa in materia di
lavori pubblici. Invero, nel corso dell'anno 2010 sono stati
presentati su tutto il territorio regionale ben 427 perizie
tecniche, le quali hanno necessitato prima dell'approvazione in via
amministrativa da parte del Dirigente generale ed a cui sono
seguiti successivamente gli ordini di accreditamento ai
responsabili degli Uffici periferici per il pagamento delle
spettanze ai lavoratori forestali.
Desidero informare gli onorevoli interroganti che gli operai
forestali impegnati nei demani forestali regionali operanti nella
provincia di Siracusa hanno ricevuto gli emolumenti maturati sino
alla concorrenza del mese di Novembre del 2010 e che per la
mensilità del mese di dicembre si è provveduto ad impegnare le
somme entro la fine dell'esercizio finanziario 2010. Pertanto si
provvederà al relativo pagamento nel corso del 2011 non appena sarà
aperta la cassa regionale per il nuovo esercizio finanziario.
Relativamente alla seconda problematica, riguardante il mancato
pagamento degli arretrati contrattuali, si rappresenta che il
Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali ha già provveduto
ad accreditare già nel corso del mese di settembre, proprio nel
periodo in cui è stata presentata l'interrogazione in trattazione,
agli Uffici periferici del Dipartimento la somma di euro
8.400.000,00 occorrente per il pagamento della quota degli
arretrati contrattuali per l'anno 2010 e che, in particolare, i
lavoratori forestali della provincia di Siracusa, secondo le
informazioni acquisite direttamente dagli Uffici periferici, hanno
già riscosso i propri emolumenti arretrati.
Comunque, al fine di evitare per il futuro gli inconvenienti
rappresentati dagli onorevoli interroganti, ho provveduto a
richiamare l'attenzione del competente Dipartimento regionale
Azienda foreste demaniali ad una più sollecita definizione dei
procedimenti istruttori delle pratiche in modo tale da consentire
di ridurre i tempi di lavorazione dei progetti per far sì che i
lavoratori percepiscano per tempo le loro spettanze.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti Uffici dell'Assemblea Regionale
Siciliana».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
nel luglio 2006, ben ottanta ettari di terreno di pineta
nell'isola di Marettimo e oltre cinquanta ettari nell'isola di
Levanzo (isole Egadi) sono stati messi in vendita mediante asta
pubblica dalla Parmatour s.p.a., proprietaria di una vasta area di
straordinario interesse paesaggistico e naturalistico;
nel riepilogo generale della perizia di stima giurata (pag.7)
dell'ing. Giovanni Cascio del 21 luglio 2006, si indicano 9 lotti
(920.730 mq) di proprietà della Parmatour s.p.a. per un valore di
euro 1.568.594,75 e nell'isola di Levanzo sette lotti (54.524 mq)
per un valore di euro 747.550,00;
si tratta di un territorio caratterizzato da una massiccia
presenza di pini di Aleppo e ricoperto da macchia mediterranea
ricca di essenze rare che rendono l'isola uno dei più belli e
incontaminati luoghi della Sicilia e per questo meta di turisti da
tutta Europa;
a seguito della messa in vendita di tali beni, Marettimo diventò
oggetto di trattative di compravendita, con l'evidente fine di
realizzare, su lembi di territorio ancora integri, speculazioni
turistico-edilizie che avrebbero messo a rischio di distruzione
veri e propri paradisi naturalistici;
considerato che:
in seguito all'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste
per salvaguardare il patrimonio dell'isola di Marettimo, la Regione
siciliana ha formalizzato la volontà di acquisire al proprio
demanio regionale i terreni di proprietà della Parmatour,
precisando, nella nota del 12 settembre 2006 prot. 1684/C1, che 'le
modalità di acquisto dei terreni dovranno essere effettuate secondo
le regole imposte dal quadro normativo vigente', ossia secondo il
rispetto dei vincoli naturalistici a cui sono sottoposti gli
ottanta ettari di zona boschiva;
la dichiarazione di volontà da parte della Regione siciliana non
ha avuto seguito e quindi sembra essere lontano un accordo,
permanendo un'enorme distanza fra le richieste, che il sottoscritto
interrogante giudica esorbitanti, della Parmatour e le
disponibilità economiche a disposizione della Regione stessa;
tenuto conto che:
la Parmatour s.p.a, società turistica proprietaria di questa vasta
area di importante valenza paesaggistica, risulta essere
controllata dal gruppo Parmalat che, in seguito al ben noto crac
dell'azienda, è stata assoggettata a procedura di amministrazione
straordinaria, ai sensi della legge n. 39 del 18 febbraio 2004;
il grave stato di insolvenza, secondo quanto rilevato nella
sentenza del 2004, mette a rischio la legittima soddisfazione dei
creditori del gruppo Parmalat, tra i quali gli innocenti azionisti;
l'amministrazione comunale delle isole Egadi sta già valutando
l'opportunità di valorizzare con fondi comunali una parte di tale
proprietà, in modo da farla divenire un'area attrezzata per i
bambini, finalizzata ad attività ludiche con tematiche ambientali;
per sapere se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali
iniziative intendano assumere per la salvaguardia del patrimonio
delle isole di Marettimo e Levanzo». (1395)
Risposta. - «Con la presente relazione rispondo all'interpellanza
n. 82 del 2 marzo 2010, a firma dell'onorevole Camillo Oddo e
all'interrogazione n. 1395 del 20 settembre 2010, a firma dell'
onorevole Livio Marrocco, riguardanti entrambe la problematica
dell'acquisizione al demanio della Regione dei beni della PARMATOUR
S.p.A. siti nelle isole di Marettimo, Levanzo e Favignana.
Si ritiene opportuno in proposito ripercorrere in breve l'attività
ad oggi dispiegata dall'Amministrazione regionale sulla vicenda in
questione.
In data 08/08/2006 la Parmatour spa, società in amministrazione
straordinaria, pubblicò un invito pubblico a presentare offerte
d'acquisto per i beni intestati alla società presenti sull'isola di
Marettimo e Levanzo;
Con nota presidenziale prot. 1684/Serv 2 S.G. del 12/09/2006, fu
formalizzata la volontà della Regione Siciliana di acquisire al
demanio i beni della Parmatour indicando la normativa di
riferimento nelle leggi regionali 16/1996 e 14/2006 (recante norme
in materia di riordino della legislazione forestale e di tutela
della vegetazione) e del D.P.R 327/2001;
Con successiva Presidenziale prot. 3019/S.G./Servizio 2 del
15/12/2008, attesa la competenza istituzionale dell'Assessorato
regionale dell'agricoltura e foreste, ai sensi dell'art. 16 della
legge regionale n.16/2006, si individuava l'Azienda regionale delle
foreste demaniali pro-tempore, oggi Dipartimento regionale Azienda
foreste demaniali, a predisporre un Piano di acquisizione dei
terreni rispondenti ai criteri indicati nella medesima norma,
nonché a curare l'acquisizione di aree di particolare interesse
paesaggistico e naturalistico, dei beni della Parmatour spa
sull'isola di Marettimo, Favignana e Levanzo;
L'Azienda regionale delle foreste pro-tempore ha prontamente
avviato la propria attività istituzionale valutando positivamente
l'interesse dell'Amministrazione regionale ad acquisire detti
terreni per l'importanza strategica che essi rivestono sotto il
profilo della difesa, tutela e valorizzazione del territorio
regionale con particolare riferimento a quello delle Isole minori.
Importanza ancor più amplificata dal fatto che sono in corso di
definizione le procedure da parte del Ministero dell'Ambiente per
l'istituzione del Parco Nazionale delle Egadi.
Tuttavia, nel corso dell'istruttoria sono emerse difficoltà di
ordine giuridico, tecnico e finanziario che hanno determinato un
accentuato ritardo nel procedimento amministrativo di acquisizione
dei terreni in argomento, che di seguito in breve si illustrano:
sotto il profilo giuridico si è avuto modo di acclarare che non
tutte le particelle indicate dalla società PARMATOUR sono di
propria esclusiva proprietà, ma da accertamenti tecnici è stato
constatato che alcune di esse appartengono in comproprietà anche
alla società Velia srl, con cui non è stato possibile effettuare,
da quanto comunicato dal Dipartimento regionale Azienda foreste
demaniali, alcuna interlocuzione;
Sotto il profilo tecnico, strettamente connesso al problema di
ordine giuridico testé indicato, occorre, pertanto, definire le
modalità di prosecuzione del procedimento, nel senso che per
l'inserimento dei terreni nel Piano di acquisizione occorre
risolvere il problema dell'intestazione parziale dei beni
appartenenti alla PARMATOUR mediante frazionamento catastale, e
comunque la necessità di acquisire dalla stessa Parmatour una
formale istanza di conferimento volontario secondo la modulistica
ufficiale, che ad oggi non risulta che sia stata prodotta pressso
il Dipartimento regionale Azienda Foreste Demaniali; per quanto
riguarda invece le altre particella di proprietà della società
Velia srl in assenza di conferimento volontario occorre avviare,
sussistendo l'interesse pubblico all'acquisizione dei terreni, il
procedimento di esproprio con aggravio di tempo considerato l'iter
necessario per lo stesso;
Si evidenzia comunque che il Dipartimento regionale dell'Azienda
foreste demaniali nel frattempo ha provveduto ad elaborare un
riepilogo della consistenza e valutazione dei terreni di proprietà
della Parmatour, che ometto di leggere in questa fase ma che allego
alla presente relazione (All.1), dove si è provveduto a correggere,
a determinare e ad aggiornare i valori indicati dal perito di parte
della Parmatour, relativamente alle superfici, per cui una volta
definiti gli aspetti di ordine giuridico e tecnico sopra
evidenziati si potrà procedere all'inserimento degli stessi nel
Piano di acquisizione regionale. Peraltro, nel corso della verifica
di consistenza e valutazione dei terreni è stato acclarato che in
relazione al lotto H l'immobile che ricade nello stesso è oggetto
di una recente concessione edilizia da parte del comune di
Favignana, concessione attribuita non alla Parmatour, ma ad un
privato che avanza diritti di usucapione; pertanto il lotto in
questione andrebbe stralciato dall'acquisizione con conseguente
variazione sulla consistenza e sulla stima indicata dalla
Parmatour.
Per quanto riguarda, infine, gli aspetti di ordine finanziario
connessi all'acquisizione dei terreni, si rappresenta che
l'individuazione, in un primo momento, dell'avvalimento delle
risorse dei Fondi comunitari per il periodo di programmazione
2000/2006, non risultano più disponibili a seguito della chiusura
del periodo di programmazione di riferimento, necessita pertanto
individuare la nuova fonte di finanziamento sul bilancio regionale.
Desidero informare gli onorevoli Oddo e Marrocco, che in proposito
ho già provveduto ad inviare apposita direttiva al Dirigente
generale del Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali volta
ad avviare il procedimento di acquisizione dei terreni per quelle
particelle ove è possibile proseguire l'iter di inserimento nel
Piano di acquisizione regionale (proprietà sull'isola di Favignana,
fatta salva l'istanza di conferimento volontario), mentre per le
altre parti approfondire la questione per trovare apposita
soluzione alle problematiche di ordine giuridico e tecnico insorte,
mediante apposita riunione tra le parti per l'individuazione di un
percorso condiviso.
La presente relazione, comprensiva degli atti allegati, verrà
inviata agli onorevoli firmatari degli atti ispettivi e inoltre
depositata ai competenti Uffici dell'Assemblea Regionale
Siciliana».
L'Assessore
dott. Elio D'Antrassi
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che:
in Sicilia si continua ad applicare il decreto dell'ex Assessorato
Sanità del 15 febbraio 1992 sul personale dei centri di
riabilitazione accreditati dal Servizio sanitario regionale;
il suddetto decreto non prevede la figura professionale del
pedagogista;
il successivo decreto assessoriale del 17 giugno 2002 (GURS n. 29
del 28 giugno 2002), invece, recependo il D.P.R. 14 gennaio 1997,
prevede obbligatoriamente la presenza nei centri di riabilitazione
di 'personale di area pedagogica', ben differenziato dagli
'Educatori';
rilevato che tali centri hanno assunto negli anni figure di
'Educatori Professionali' in aperta violazione del decreto
ministeriale 8 ottobre 1998, n. 520, assumendo con tale qualifica
laureati in pedagogia/equipollenti ai sensi di legge. Infatti, gli
'Educatori Professionali' sono operatori della sanità in possesso
di diploma universitario di cui al d.m. 520/98 di cui sopra e le
equipollenze a tale diploma universitario sono state sancite dal
Ministero della sanità con decreto del 27 luglio 2000;
considerato che:
non si comprende come si possa tollerare una illegittimità così
diffusa: da un lato, pedagogisti vengono assunti come 'Educatori
Professionali', e quindi sottoimpiegati e sottopagati in aperta
violazione del decreto ministeriale 520/98 mentre, dall'altro,
viene applicato il decreto dell'Assessorato Sanità del 15 febbraio
1992, con la mancata assunzione di pedagogisti in aperta violazione
del successivo decreto dell'Assessorato sanità del 28 giugno 2002,
che li prevede obbligatoriamente;
l'inserimento del pedagogista dirigente di ruolo sanitario non
medico negli standard dei centri di riabilitazione accreditati dal
S.S.R. non comporterà aggravio di spesa al bilancio della Regione
siciliana in quanto le rette pagate alle strutture pubbliche e
private accreditate 'sono omnicomprensive di tutte le prestazioni
sanitarie riabilitative previste pro die per ogni singolo
soggetto';
la prestazione pedagogica è prevista in tali centri dalla
normativa nazionale e regionale;
già in data 7 aprile 2009, la VI Commissione legislativa
permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'A.R.S., dopo aver
ascoltato il preside della facoltà di scienze della formazione
dell'Università degli studi di Catania, segnalò la vicenda
all'allora Assessore regionale per la sanità;
per sapere:
i motivi ostativi alla mancata applicazione del decreto
dell'Assessorato Sanità del 17 giugno 2002, pubblicato nella GURS
n. 29 del 28 giugno successivo;
quali iniziative intendano intraprendere al fine di assicurare ad
ogni centro di riabilitazione accreditato la figura di un
pedagogista, in ottemperanza del suddetto decreto». (1068)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Pogliese chiede notizie in merito alla mancata
applicazione del decreto dell'Assessorato sanità del 17 giugno 2002
in materia di personale dei centri di riabilitazione accreditati
dal Servizio sanitario regionale, si rappresenta quanto segue.
L'atto ispettivo in parola pone l'accento sulla annosa questione
della figura dei dirigenti sanitari pedagogisti che da tempo
solleva aspetti controversi. Al fine di pervenire ad una situazione
di chiarezza giova anteporre un breve escursus che ragguagli sul
problema sollevato dall'Onorevole interrogante.
La Sicilia vive una speciale e articolata utilizzazione, nel
sistema pubblico e privato inerente alla sanità, delle figure del
pedagogista. In particolare, nel ruolo sanitario non medico, tale
figura si affaccia a pieno titolo all'indomani dell'entrata in
vigore della legge regionale n. 215 del 1979 recante
Riorganizzazione dei servizi di tutela mentale , in base a cui il
pedagogista trova spazio nelle piante organiche delle allora
UU.SS.LL..
Si tratta però di un profilo anomalo in quanto successivi
indirizzi e norme non contemplano tali figure. Lo stesso Decreto
del Presidente della Repubblica n. 761 del 1979 non considera tali
professionisti tra il personale sanitario della dirigenza né del
comparto sia tecnico che professionale. Inoltre il D.P.R. n. 483
del 1997, che regolamenta la selezione tramite pubblico concorso,
tra tutte le figure professionali previste non considera quella del
pedagogista bensì quella dello psicologo. Va rilevato a questo
proposito che la sentenza del Consiglio di Stato - V sezione - n.
763 del 13 luglio 1994, ribadendo un parere del Consiglio Nazionale
Sanitario, equipara le posizioni funzionali del pedagogista al
profilo professionale dello psicologo collaboratore.
Orbene l'onorevole interrogante parla di dirigente di ruolo
sanitario non medico negli standard dei centri di riabilitazione
accreditati (cioè strutture private che erogano prestazioni per
conto del S.S.R. ma non soggette a trafile selettive di pubblica
evidenza) invocando il decreto assessoriale n.890/2002 dove
intravede la obbligatorietà di inquadrare dette figure.
In realtà detto decreto assessoriale alla voce 2.2-b dell'allegato
tecnico, riferendosi a centri di riabilitazione si limita ad
accennare testualmente, al primo comma: le prestazioni
ambulatoriali erogate dai centri di riabilitazione si differenziano
dalle attività ambulatoriali specialistiche di recupero e
rieducazione funzionale per la globalità del trattamento
sull'handicap che richiede un contestuale apporto multidisciplinare
medico psicologico e pedagogico .
Rimanda così al precedente punto in cui i requisiti organizzativi
sono in tal guisa espressi: la dotazione organica del personale è
rapportata alla tipologia e alla complessità in relazione alla
specificità del trattamento riabilitativo .
Ne discende che nessun obbligo è indicato dal citato decreto n.
890/2002 circa la presenza del personale pedagogico nei centri di
riabilitazione. Tuttavia l'interrogazione in oggetto si pone nel
solco dell'annosa questione inerente la più proficua collocazione
di tali professionisti nel panorama sanitario regionale.
Le professioni sanitarie sono ancora oggi oggetto di
approfondimento da parte dello Stato; infatti le attività del
legislatore statale e del Governo centrale hanno dovuto altresì
tenere nella doverosa considerazione il nuovo assetto universitario
con particolare riferimento al fabbisogno delle professioni
sanitarie, alla programmazione degli accessi ai corsi di diploma di
laurea, alle scuole di formazione specialistica ed ai corsi di
diploma universitario da parte del Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca.
Nel tempo il Sistema Sanitario Nazionale ha, pertanto, previsto
nuove figure professionali dell'Area Sanitaria non medica
strettamente connesse ai corsi di laurea contestualmente istituiti.
Relativamente ai profili riconducibili alla disciplina educativa e
riabilitativa ha trovato espresso riconoscimento con Decreto
Ministero Sanità 8 ottobre 1998, n. 520, quale professione
sanitaria, la figura dell'Educatore Professionale, che possiede la
stessa matrice formativa del Pedagogista, ma che fonda il proprio
status professionale anche su discipline dell'area sanitaria.
Va evidenziato inoltre che il 1 comma, lett. d) dell'art. 6 della
Legge n. 43/2006, nell'individuare l'area dirigenziale per il
personale laureato appartenente alle professioni sanitarie,
infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e
della prevenzione, ha di fatto eliminato la diversità di
trattamento tra il Pedagogista, inquadrato nell'area Dirigenziale
del ruolo sanitario, e l'Educatore Professionale fino a ieri
inquadrato solo nell'area del comparto, prefigurando in tal modo
l'ingresso nell'area del coordinamento e della dirigenza».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
il servizio di immuno-ematologia e medicina trasfusionale, d'ora
in poi indicato come SIMT, di Avola (SR) è diventato, negli ultimi
anni, un punto di riferimento importante e significativo per i
cittadini-utenti della provincia di Siracusa e in modo particolare
per quelli della zona sud della stessa provincia;
il proficuo lavoro svolto sul territorio dallo stesso servizio,
anche di concerto con il supporto delle associazioni di
volontariato, ha determinato un cospicuo e documentato aumento
delle donazioni;
il SIMT di Avola svolge numerose e significative funzioni: dalla
produzione di emo-componenti all'attività di laboratorio, dalla
gestione di ambulatorio trasfusionale al rapporto con i reparti dei
due presidi ospedalieri, il Di Maria di Avola e il Trigona di Noto,
che a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera saranno
dotati di ben 199 posti letto fra acuti e post acuti;
il SIMT di Avola, a differenza di altri SIMT che, ancora oggi,
producono emazie non leucodeplete (tipo 02), è sempre stato pronto
a raccogliere e fare proprie tutte le innovazioni in campo
trasfusionale, come la produzione di emazie con filtrazione in
linea, l'aferesi terapeutica e produttiva, il gel piastrinico,
ecc.;
la mancata lavorazione delle unità di sangue, che si dovranno
obbligatoriamente inviare ad altro centro, non libererebbe nessuna
risorsa umana da dedicare alla raccolta e alla propaganda, in
quanto il frazionamento delle unità è prerogativa del personale
tecnico presente nel servizio e non di quello medico;
preso atto che:
il servizio de quo opera, ormai, da diversi anni, con capillari
controlli di qualità sia sui prodotti trasfusionali che sugli esami
di laboratorio;
con la richiesta di parere n. 79 alla VI Commissione legislativa
permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'ARS, il suddetto SIMT
verrebbe classificato solo di tipo A, con una notevole ed
insopportabile perdita di autonomia lavorativa e di produttività,
dal momento che la lavorazione delle unità raccolte andrebbe
effettuata presso il SIMT di Siracusa, e tutto questo a discapito
della produzione di emocomponenti, come la perdita di plt random e
plasma di tipo B, con un aggravio di spesa per il trasporto degli
stessi;
appare non lineare e non condivisibile la scelta con la quale sono
stati classificati i SIMT della Sicilia, scelta che sarebbe stata
determinata, ora in base al consumo, ora in base alla capacità
lavorativa, ora in base alla collocazione geografica e senza tenere
conto della necessaria ed indispensabile corretta valutazione
quantitativa e qualitativa degli esami sostenuti;
accertato che alcuni SIMT con raccolte e/o consumi di molto
inferiori a quelle di Avola, come Enna, Milazzo, Paternò, Ospedale
Papardo di Messina e Caltagirone, sono stati individuati come tipo
A+B, mentre Avola è stato individuato, inspiegabilmente, solo come
tipo A;
per sapere:
se non ritengano di dover tener conto della significativa presenza
del SIMT di Avola nella gestione di un vasto territorio
comprendente non solo i cinque comuni di Avola, Noto, Pachino,
Rosolini e Portopalo, ma anche altri comuni della provincia di
Siracusa nonché la gestione dei due presidi ospedalieri, e dunque
di doverlo necessariamente classificare almeno di tipo A+B, come è
stato fatto inspiegabilmente per alcuni centri con raccolte e
consumi di molto inferiori a quelli di Avola;
se non ritengano, inoltre, opportuno attribuire il giusto valore
alle legittime attese ed esigenze delle associazioni di
volontariato, collegate al SIMT di Avola, e dare all'utenza una
adeguata risposta trasfusionale, considerato anche che la
tipizzazione ad A+B porterebbe un risparmio derivante anche dalla
mancata utilizzazione di autisti per il trasporto degli emo-
componenti verso il SIMT di Siracusa;
se non ritengano, infine, che il dover trasportare ogni giorno le
unità raccolte dal SIMT di Avola presso quello di Siracusa e
viceversa rappresenti un notevole spreco di risorse umane,
economiche ed anche uno scadimento della qualità dell'emo-
componente stesso, oltre ad una insopportabile mortificazione per
personale del SIMT di Avola». (1132)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede interventi a difesa del
Servizio di immuno-ematologia e medicina trasfusionale di Avola
(SR), si rappresenta che raccogliendo gli emendamenti proposti
dalla competente Commissione legislativa nella seduta n. 93 del 20
aprile 2010, le attività trasfusionali caratterizzanti i livelli A
e B espressi all'atto della prima stesura del documento
programmatico, sono state riunificate nel definitivo decreto n.
1141 del 28 aprile 2010 recante il Piano Sangue e Plasma e il
riassetto e la rifunzionalizzazione della rete trasfusionale.
Pertanto le attività inerenti alla lavorazione del sangue intero e
degli emo-componenti risultano assegnate alla totalità delle
strutture trasfusionali operanti sul territorio regionale (attività
di tipo B) in aderenza anche alla richiesta espressa nella presente
interrogazione parlamentare.
Presso il suddetto Servizio di Avola risulterà pertanto garantita
l'attività di lavorazione del sangue intero e degli emo-
componenti».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO-FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che:
tutte le precedenti interrogazioni sul tema sono state
puntualmente ignorate, il che è inaccettabile;
la vicenda ha assunto una pesantezza ed una gravità
ineguagliabile;
in quest'ultimo anno si è consumata una lotta di potere,
sotterranea e nascosta, sulla pelle dei tanti dipendenti che nel
servizio avevano ed hanno il loro lavoro;
in questo periodo che vede una recessione mondiale ed una perdita
esponenziale di occupazione, che in Sicilia è altamente
amplificata, obiettivo primario della VI Commissione legislativa
permanente 'Servizi sociali e sanitari' è stato quello della
salvaguardia dei livelli occupazionali;
da come, però, si è sviluppata la vicenda si deve registrare una
situazione alquanto 'distorta' che ha fatto leva sulla necessità di
lavoro e che ha portato i lavoratori coinvolti a subire un vero e
proprio ricatto;
si è assistito e denunciato a più riprese anche sui giornali ad
uno sciacallaggio del diritto dei lavoratori della SISE. Coloro i
quali, infatti, non si sono piegati e non hanno rinunciato ai loro
diritti costituzionalmente garantiti, non sono stati riassorbiti
nel nuovo soggetto;
preso atto che:
di contro, nonostante le più volte avanzate e denunciate azioni
illegittime per contrarietà, chiara ed evidente, a precisi vincoli
e divieti normativi posti sulle nuove assunzioni dalla l.r. 5/2009,
si è assistito all'inserimento di ben due direttori generali per un
unico servizio e si tenta, ancora adesso, di sdoganare alcune
figure per rinominarle quale direttore generale della SEUS;
la cosa alquanto sconcertante è che si è voluto sgombrare il campo
costringendo chi in SISE, pur avendo acclarati e consistenti titoli
scolastici e professionali, è stato, di fatto, costretto a non
accettare la assunzione in SEUS, in quanto veniva posto in essere
un vero e proprio dimensionamento, proponendo, a tali soggetti, la
assunzione al livello c;
agendo per tale via ed eliminando concretamente le professionalità
interne, si è voluto, illegittimamente, superare il divieto posto
dalla normativa e rendere possibile l'ingresso di figure esterne al
posto di direttore generale;
ancora si è ancorati alla 'favola' dell'avvicendamento nel
servizio di due soggetti assolutamente estranei e diversi;
ritenuto che, pertanto, sostenere ancora la non sussistenza del
trasferimento d'azienda oltre che anacronistico è alquanto
pericoloso, in quanto si rischiano, con il contenzioso che ne
seguirà, pesanti risvolti economici negativi a carico della Regione
stessa;
per sapere:
quali provvedimenti, con l'urgenza del caso, intendano adottare al
fine eliminare le illegittimità rilevate e, precisamente, se
intendano ammettere l'ingresso nella SEUS di quelle figure
dirigenziali che, pur possedendo titoli e professionalità, non sono
state coinvolte, nel ruolo loro spettante, dal nuovo soggetto;
se e quali iniziative intendano intraprendere per eliminare
l'illegittimità posta circa le nuove assunzioni, evitando
avvicendamenti che sarebbero anche contrari alle regole di
amministrazione». (1337)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede chiarimenti sul trasferimento
di attività e personale da SI.SE. a S.E.U.S. - servizio di
emergenza-urgenza 118, si rappresenta che la SEUS ha iniziato la
propria attività nel mese di luglio 2010.
Essendo la predetta società una nuova entità non si è avuto alcun
passeggio diretto del personale dalla SISE alla SEUS; di
conseguenza lo stesso è stato assunto ex novo da quest'ultima che,
come da atto costitutivo ha un proprio direttore generale.
Le modalità per individuare i soggetti da assumere sono state
convenute con le organizzazione sindacali di categoria nel rispetto
delle posizioni giuridiche individuali e delle aspettative dei
lavoratori».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'Assessore per la salute ha annunciato l'assunzione di 2900
medici nel settore della sanità siciliana;
tale decisione appare in netto contrasto con la politica dei tagli
e di razionalizzazione della spesa pubblica effettuata dal Governo
della Regione;
l'assunzione del personale, inoltre, comporterà per la Regione
un'ulteriore spesa di denaro pubblico che, in questo momento di
crisi, non appare giustificata nè supportata da valide ragioni di
esigenza pubblica;
considerato che la sanità siciliana ha subito numerosi tagli alla
spesa con conseguenze dannose per i cittadini in termini di qualità
e di efficienza del servizio pubblico;
ritenuto che l'assunzione di 2.900 medici all'interno del settore
della sanità non è supportato da valide esigenze di organico e di
funzionalità del servizio sanitario;
per sapere:
i motivi che abbiano determinato la necessità di procedere
all'assunzione di 2.900 medici nel settore della sanità;
la collocazione del predetto personale e le risorse economiche e
finanziarie attraverso cui garantire la copertura delle relative
assunzioni;
se non ritenga, altresì, opportuno l'invio in VI Commissione
legislativa permanente 'Servizi sociali e sanitari' della pianta
organica dei medici siciliani e del piano degli esuberi». (1357)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede notizie circa le assunzioni di
2900 medici nel settore sanitario, si rappresenta quanto segue.
A seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5 recante le "Norme per il riordino del Servizio sanitario
regionale" è stato emanato il decreto assessoriale n.1150/2009
concernente gli indirizzi e i criteri per il riordino, la
rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale.
In applicazione delle linee guida di cui al successivo decreto
assessoriale n. 736/2010 sono stati approvati gli atti aziendali di
tutte le Aziende sanitarie.
In materia di personale si è proceduto ad una analisi del
fabbisogno di personale delle nuove aziende sanitarie e
nell'allegato 2 al decreto assessoriale n. 1868 del 22 luglio 2010
- concernente l'emanazione delle linee di indirizzo regionali per
la rideterminazione delle dotazioni organiche - sono state
individuate per ciascuna azienda sanitaria sia la dotazione
organica che la disponibilità finanziaria riferita agli anni 2010 e
2011.
Alla luce del risultato dell'analisi del fabbisogno di personale
si è ritenuto di poter dare attuazione, per ciascuna azienda,
nell'immediato, ad un incremento/riduzione di personale rispetto a
quello in servizio al 31 dicembre 2009, pari ad 1/3.
Le dotazioni organiche delle nuove aziende sono state individuate,
pertanto, come da "Allegato 2" alle linee di indirizzo approvate
con il citato decreto n. 1868/2010, con una diminuzione sul numero
totale, a livello regionale, di n. 217 unità rispetto al totale di
personale in servizio, con rapporto di lavoro di tipo subordinato
(a tempo indeterminato e a tempo determinato), al 31 dicembre 2009.
Il numero totale regionale rapportato, invece, al numero di
personale in servizio a tempo indeterminato al 31 dicembre 2009,
permette a livello regionale di avviare procedure (mobilità,
concorsi, scorrimento graduatorie) per la copertura a tempo
indeterminato, nei vari profili professionali - e non solo nella
dirigenza medica -, di n. 2924 unità di personale.
Pertanto il rispetto delle linee di indirizzo di cui al suddetto
decreto n. 1868/2010 da parte delle aziende sanitarie permetterà,
da un lato, di contenere, a livello regionale, il numero totale
delle assunzioni e la spesa per il personale entro i limiti di cui
alle vigenti disposizioni finanziarie nazionali e dall'altro lato,
consentirà, facendo fronte alle carenze di organico, il
miglioramento dell'organizzazione dei servizi sanitari ed un
adeguato livello di soddisfacimento della domanda assistenziale».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
la Sicilia è la regione con il più alto numero di presenza di
soggetti invalidi con diritto al trattamento pensionistico;
è emerso che tra i componenti delle commissioni mediche, che
devono deliberare sul riconoscimento dell'invalidità, vi sono
persone che ricoprono ruoli politici o cariche istituzionali
elettive;
considerato che tale situazione può compromettere la funzionalità
delle commissioni, in quanto la presenza di politici o di coloro i
quali ricoprono cariche pubbliche può compromettere la terzietà
delle commissioni;
ritenuto che è necessario conoscere i nomi dei componenti le
commissioni provinciali;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato in merito alla verifica dei
componenti delle commissioni anche al fine di valutare
l'opportunità di ipotesi di incompatibilità o di soppressione delle
commissioni con affidamento delle competenze a funzionari dell'ASP
e dell'Assessorato regionale Salute;
i nomi dei componenti le commissioni». (1363)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede una verifica della composizione
delle commissioni mediche per le invalidità civili, si rappresenta
che questo Assessorato è in attesa di ricevere da parte dei
Direttori generali delle Aziende Sanitarie Provinciali presso le
quali operano le suddette Commissioni i dati relativi alla loro
composizione, i nominativi dei componenti, eventuali ruoli politici
e/o cariche istituzionali ricoperte dai suddetti ed ha infine
richiamato l'attenzione dei medesimi Direttori sul rispetto delle
previsioni di cui all'art.3 della legge regionale 28 marzo 1995,
n. 22, in tema di incompatibilità e limiti agli incarichi».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la salute, premesso che:
la rete ospedaliera pubblica, recentemente definita con decreto
dell'Assessore regionale per la salute, ha ripartito in ciascuna
provincia e per ogni presidio ospedaliero, tutti i posti letto
relativi alle varie discipline mediche e chirurgiche;
in riferimento ai posti letto dedicati ad 'anestesia/rianimazione'
e limitandoci qui al confronto fra le province in cui operano
solamente le aziende sanitarie provinciali (e non anche aziende
ospedaliere ed universitarie, come è nelle province di Catania,
Messina e Palermo), risulta che nella provincia di Siracusa sono
stati assegnati 12 posti letto (tutti nell'ospedale del capoluogo),
a Ragusa 20 (8 nel capoluogo, 6 a Vittoria e 6 a Modica), a
Caltanissetta 20 (12 nel capoluogo e 8 a Gela), ad Agrigento 20 (12
nel capoluogo ed 8 a Sciacca), a Trapani 22 (8 nel capoluogo, 8 a
Marsala e 6 a Castelvetrano) e ad Enna 12 (8 nel capoluogo e 4 a
Nicosia);
rapportata alla popolazione residente, la suddetta distribuzione
comporta per la provincia di Siracusa l'assegnazione in assoluto
più bassa fra tutte le province dell'Isola, con una presenza di 3
posti letto ogni 10 mila abitanti, a fronte di 6 posti letto ogni
10 mila abitanti a Ragusa, 7 a Caltanissetta, 4 ad Agrigento, 5 a
Trapani e 7 ad Enna;
considerato che:
la suddetta ripartizione discrimina platealmente l'assistenza
sanitaria indirizzata alla popolazione residente nella provincia di
Siracusa nei confronti di quella di tutte le altre province
dell'Isola;
essa appare priva di qualunque giustificazione clinica e tecnica
e, in una provincia la cui offerta sanitaria è storicamente
penalizzata rispetto ad altri territori regionali, si configura
come un'ennesima discriminazione ai danni della sua popolazione;
quanto sopra si pone in grave violazione della legge regionale n.
5/2009, laddove si stabilisce il principio della omogeneità
territoriale per l'assistenza sanitaria nella Regione;
per sapere in quali modi e tempi intendano intervenire per
incrementare la dotazione di posti letto dedicati ad
'anestesia/rianimazione' nella provincia di Siracusa, coprendo le
restanti porzioni del territorio in aggiunta a quelle direttamente
afferenti all'ospedale del capoluogo». (1371)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie sui provvedimenti
per sopperire alla carenza di posti letto di anestesia-rianimazione
nella provincia di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
Con il Decreto assessoriale n.1377/2010, validato dall'AGENAS,
questo Assessorato, dopo un attento e puntuale lavoro basato sugli
indicatori di attività, efficienza, fabbisogno, appropriatezza ed
economicità per il biennio 2008 - 2009, ha provveduto alla
rimodulazione della rete ospedaliera della provincia di Siracusa,
assegnando n.12 posti letto di rianimazione presso il Presidio
ospedaliero Umberto I di Siracusa e prevedendo inoltre
l'attivazione di posti letto tecnici di sub-intensiva sia accorpati
al Pronto Soccorso sia integrati in altre unità operative.
E' pertanto nella facoltà del Direttore generale dell'Azienda
attivare, se necessari, posti letto tecnici di sub-intensiva presso
i presìdi ospedalieri dell'A.S.P.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'unità operativa semplice di talassemia di Siracusa fa parte
della rete regionale dei servizi, istituita in Sicilia con apposito
decreto assessoriale, che conta oggi ben 19 centri in tutta
l'Isola;
ad oggi, sono oltre 120 i giovani pazienti in cura presso l'unità
operativa semplice di talassemia di Siracusa;
considerato che:
negli ultimi mesi, nella predetta struttura sanitaria, che dispone
di due medici, un responsabile e un aiuto, si è assistito ad un
depotenziamento del personale, in seguito al trasferimento di un
medico al reparto di pediatria;
secondo quanto sostenuto e più volte denunciato dalle famiglie e
dall'associazione dei pazienti, sempre più spesso, in assenza del
medico di ruolo, vengono impiegati, nel reparto della struttura
operativa di talassemia, medici non specializzati;
visto che:
in seguito ad un tavolo tecnico, si è valutata la possibilità di
prevedere nella nuova pianta organica, che è ancora in bozza, la
cancellazione dell'unità semplice di talassemia di Siracusa e il
suo accorpamento all'unità operativa complessa di pediatria;
una decisione di questo tipo, oltre a disattendere le direttive
imposte dal decreto assessoriale che ha istituito la rete regionale
dei servizi, priverebbe oltre 120 giovani pazienti, in cura presso
l'unità di talassemia di Siracusa, di cure adeguate e
specialistiche;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di garantire la permanenza e l'efficienza dell'unità semplice
di talassemia ed assicurare alle famiglie e agli oltre 120 giovani
pazienti che quotidianamente sono costretti a convivere con i
problemi derivanti da una simile patologia, di poter continuare a
ricevere le cure di cui hanno bisogno e di cui non possono,
purtroppo, fare a meno». (1386)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in merito al
mantenimento dell'unità operativa semplice di talassemia di
Siracusa, si rappresenta quanto segue.
Il decreto assessoriale n.1868/2010, allegato 2, (linee di
indirizzo per la rideterminazione delle dotazioni organiche delle
aziende sanitarie) ha individuato, per l'A.S.P. di Siracusa, una
dotazione organica in incremento di n. 230 unità di personale
rispetto al 31 dicembre 2009, per un totale di 3200 unità ed un
tetto di spesa quantificabile in mln di euro 167.611 per l'anno
2010 e 172.373 per l'anno 2011; ciò consentirà all'A.S.P. di fare
adeguatamente fronte alla domanda assistenziale.
Inoltre l'esame della Delibera n. 915 del 21 ottobre 2010 di
rideterminazione della dotazione organica, trasmessa dall'Azienda
Sanitaria Provinciale di Siracusa per il controllo e l'approvazione
di questo Assessorato, ai sensi dell'art.16 della l.r. n.5/2009, ha
evidenziato il mantenimento della U.O.S. di Talassemia presso
l'Ospedale di Siracusa, nel cui organico si prevedono n. 2
dirigenti medici e n. 5 infermieri professionali».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
nel 2009 i parti in Sicilia sono stati 48.364;
su 48.364 parti registrati nell'Isola nel 2009, solo 21.884 sono
avvenuti in maniera spontanea, cioè con parto vaginale, mentre ben
24.024, oltre il 50%, sono avvenuti, in sala operatoria, con taglio
cesareo;
considerato che:
il parto cesareo è sempre più spesso una scelta riconducibile non
soltanto alla paura delle neomamme di partorire in maniera
spontanea, ma anche alla scarsa e spesso assente informazione da
parte delle strutture sanitarie;
la tendenza sopra descritta si registra in quasi tutte le province
siciliane, a partire da Palermo, Catania, Siracusa, Trapani e
Messina, dove il numero dei parti cesarei supera, e di molto, il
numero dei parti spontanei;
il numero di parti cesarei registrato negli ospedali è di gran
lunga inferiore a quello registrato nelle case di cura private;
il parto, dovrebbe essere un evento il più possibile spontaneo e
naturale e non invece un azione violenta a danno delle donne;
visto che:
il Ministro della salute ha per primo denunciato questo fenomeno,
condannando duramente chiunque pensi di poter lucrare nel settore
delicato della sanità, inducendo le pazienti alla scelta del parto
cesareo, ben più remunerato del parto spontaneo;
i dati ad oggi registrati, oltre a non lasciar intravedere alcun
calo, ma piuttosto una sensibile e continua crescita, non
permettono di escludere del tutto un legame tra il numero elevato
di parti chirurgici e la volontà di qualche soggetto di fare lucro;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di attuare misure concrete e capaci di mettere fine a
eventuali speculazioni da parte di operatori sanitari privati o
pubblici ed avviare una politica di comunicazione ed informazione
che possa condurre le neomamme ad una scelta di parto matura e
consapevole». (1389)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie sulla crescita del
numero dei parti con taglio cesareo, si rappresenta che con decreto
assessoriale del 14 luglio 2010, pubblicato sulla G.U.R.S. n.35 del
6 agosto 2010, è stata effettuata la rideterminazione delle tariffe
per il parto.
Per le motivazioni ivi espresse le tariffe afferenti ai D.R.G.:
371 - Parto cesareo senza complicanze;
373 - Parto vaginale senza diagnosi complicanti;
374 - Parto vaginale con sterilizzazione e/o dilatazione e
raschiamento,
sono state fissate in . 1.900,00.
E' stato inoltre prevista per il D.R.G. 373, qualora associato al
Codice Procedura 0391 (Parto analgesia) e/o 0392 (Parto vaginale in
precesarizzata) la tariffa di . 2.200,00.
All'articolo 3 del medesimo decreto è stato previsto che gli
operatori sanitari dovranno offrire alle donne in gravidanza
informazioni riguardo alla gestazione e alle diverse modalità di
parto, seguendo le raccomandazioni contenute nelle linee guida
ministeriali n.19 del gennaio 2010.
E' stato previsto inoltre che con ulteriore provvedimento verrà
istituita una apposita commissione tecnica che avrà il compito di
monitorare ed effettuare la sorveglianza sui parti cesarei
effettuati nelle strutture del S.S.R., attività attraverso le quali
sarà possibile, dopo un congruo periodo di osservazione, valutare
gli effetti prodotti dalle predette disposizioni».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che, con apposito decreto, l'Assessorato Salute ha
provveduto alla ripartizione dei posti letto per la rianimazione
negli ospedali delle province siciliane;
considerato che:
la provincia di Siracusa è stata ancora una volta fortemente
penalizzata dall'azione del Governo regionale;
l'ospedale unico di Avola e di Noto (SR) è stato fra i maggiori
colpiti dalla riforma sanitaria siciliana, tanto è vero che nello
stabilimento del Di Maria di Avola, ad oggi, nonostante le numerose
promesse e assicurazioni, non è stata ancora autorizzata l'apertura
del reparto di rianimazione;
il reparto di rianimazione all'interno dell'ospedale unico di
Avola e di Noto rappresenta, oggi, un supporto indispensabile e non
surrogabile per fronteggiare le emergenze sanitarie della provincia
di Siracusa e in modo particolare della zona sud;
visto che, allo stato attuale, nella provincia di Siracusa si
registra la presenza di soli 8 posti letto per la rianimazione,
cioè uno ogni 50 mila abitanti, del tutto insufficienti a garantire
un adeguato ed equo diritto alla salute;
in altre province similari dell'Isola come Ragusa, Caltanissetta,
Agrigento, Trapani ed Enna, si registrano da un minimo di 12 posti
letto ad un massimo di 22 posti letto, con un rapporto di molto
superiore a quello della provincia di Siracusa e che di conseguenza
il diritto alla salute appare maggiormente garantito;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire
rivedendo la distribuzione dei posti letto provvedendo al
riconoscimento del reparto di rianimazione all'interno
dell'ospedale unico Avola-Noto, ed in particolare all'interno dello
stabilimento del Di Maria, al fine di garantire equità di
trattamento in tutte le province siciliane il diritto alla salute».
(1391)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in merito
all'attivazione del reparto di rianimazione presso l'ospedale "Di
Maria" di Avola (SR), si rappresenta che il decreto assessoriale
n.1377/2010 di rimodulazione della rete ospedaliera, validato
dall'AGENAS, frutto di un attento e puntuale lavoro basato sugli
indicatori di attività, efficienza, fabbisogno, appropriatezza,
economicità per il biennio 2008-2009, ha previsto per l'Azienda
sanitaria provinciale di Siracusa n.12 posti letto di rianimazione
allocati presso il Presidio ospedaliero Umberto I.
Nello stesso decreto, a pagina 6, l'attivazione di posti letto
tecnici di sub-intensiva, sia accorpati al Pronto soccorso sia
integrati in altre Unità operative . Pertanto è nella facoltà del
direttore generale attivare, se necessari, posti letto tecnici di
sub-intensiva presso i presidi ospedalieri dell'Azienda».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GUCCIARDI. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
nel febbraio 2007, il direttore generale dell'AUSL 6 di Palermo ha
approvato la graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami
a n. 1 posto di dirigente medico di pronto soccorso;
tale graduatoria sarebbe ferma ad una sola assunzione, e ciò
nonostante sia notevole la carenza di dirigenti medici nei pronto
soccorso dei vari presidi ospedalieri dell'ASP di Palermo;
i vuoti nell'organico sarebbero stati coperti da medici di guardia
medica abilitati al 118;
considerato che altre aziende (ospedale 'Civico', ASP di Trapani)
hanno da tempo attinto alle relative graduatorie, in alcuni casi
fino al loro completo esaurimento;
per sapere se sia possibile per ovviare ai problemi sopra
enunciati, procedere allo scorrimento della graduatoria citata in
premessa e quali iniziative ritenga eventualmente di adottare in
proposito, soprattutto al fine di assicurare normalità di
prestazioni all'utenza». (1401)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Gucciardi chiede le ragioni del mancato
scorrimento della graduatoria del concorso di dirigente medico di
pronto soccorso indetto dall'ASP 6 di Palermo, si rappresenta che
al fine di fare fronte alle carenze di organico e nelle more della
definizione dei procedimenti di rideterminazione delle dotazioni
organiche, con circolare assessoriale prot. n. 52109 del 3 dicembre
2010, le Aziende sanitarie regionali sono state autorizzate a
definire la programmazione delle assunzioni per la copertura dei
posti di dirigenti medici, soprattutto per talune discipline, tra
le quali la medicina e chirurgia di accettazione d'urgenza, nel
rispetto della percentuale da ricoprire mediante il ricorso alla
mobilità e la percentuale di posti da mettere a concorso.
Relativamente alla possibilità di utilizzare le graduatorie di
concorsi ancora validi, con la sopra richiamata circolare è stata
data facoltà alle Aziende di assumere attingendo da tali
graduatorie, per la copertura dei posti per cui il concorso è stato
bandito, ma non per posti di nuova istituzione».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che con la legge regionale n. 5 del 2009 si è dato
vita in Sicilia al riordino del servizio sanitario;
preso atto che a Siracusa, come in tutte le altre province
dell'Isola, in applicazione alla citata legge si è deciso di dare
vita alla nuova pianta organica;
accertato che il direttore generale dell'ASP avrebbe formulato la
proposta di declassare l'unità operativa complessa di dermatologia
in unità operativa semplice, nonostante l'U.O.C. serva anche gli
abitanti della provincia di Ragusa e nonostante tutte le rimanenti
ASP abbiano avuto confermate le unità operative complesse di
dermatologia, comprese quelle di Caltanissetta e di Enna, che
contano una popolazione di molto inferiore a quella della provincia
di Siracusa;
considerato che l'unità operativa complessa di dermatologia di
Siracusa svolge visite ambulatoriali, day hospital medici ma anche
chirurgici, day service, terapia fisica (dia termo-coagulazione,
crioterapia, fototerapia), producendo i seguenti risultati: il
numero delle visite ambulatoriali che vengono erogate in un mese
sono 900, di cui il 25 per cento comprende il trattamento delle
elisioni cutanee con dia termo-coagulazione e crioterapia;
il ricovero in day service, che viene erogato con richiesta del
medico curante, quindi con pagamento del ticket o esenzione,
consiste in asportazioni chirurgiche di nevi, cisti sebacee,
fermato-fibroma, neoformazioni cutanee benigne. In day hospital
vengono effettuati ricoveri medici e chirurgici per l'asportazione
di neoplasie cutanee maligne: cisti, sebacea: 88; melanomi: 19;
nevi atipici: 143; carcinomi cutanei: 108; fermato-fibromi: 27;
cherato-acantomi: 14; angiomi: 7; noduli di linfoma B: 3; sarcomi
di Kaposi: 3; lentigo e cheratosi: 15. Tali prestazioni danno un
numero totale di 420 asportazioni, comprese tra il 2009 e il 2010;
i ricoveri in day hospital sono stati 586 con 1.758 accessi. La
fototerapia comporta circa 300 prestazioni al mese. Tutte le
prestazioni elencate sono state effettuate sia su pazienti
residenti a Siracusa e provincia, ma anche per utenti provenienti
da province limitrofe, visto che quella dell'ospedale Rizza di
Siracusa è l'unica U.O.C. di dermatologia presente sul territorio
di Siracusa e Ragusa;
visto che appare ingiustificata la decisione di declassare il
reparto di dermatologia in considerazione degli importanti
risultati ottenuti e delle decisioni prese nelle altre ASP che
confermano la dermatologia come U.O.C.;
per sapere:
per quale arcano motivo si sia deciso di dare vita a tale odiosa
disparità di trattamento tra la provincia di Siracusa e il resto
della Sicilia, aggiungendo un torto a tutti quelli già subiti dai
cittadini siracusani;
se non intendano, con l'urgenza del caso, intervenire presso il
direttore generale dell'ASP di Siracusa al fine di spingere lo
stesso a rivedere la sua decisione. Tutto ciò al fine di evitare un
ulteriore e inutile contenzioso tra i cittadini della provincia di
Siracusa e l'Assessorato Salute, che sempre più assume
atteggiamenti vessatori nei confronti della provincia di Siracusa».
(1418)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede iniziative perché sia rivista
la decisione di declassare l'unità operativa complessa di
dermatologia in unità operativa semplice presso l'ospedale "Rizza"
di Siracusa (ASP 8), si rappresenta quanto segue.
Il decreto assessoriale n.1377/2010 di rimodulazione della rete
ospedaliera, validato dall'AGENAS, frutto di un attento e puntuale
lavoro basato sugli indicatori di attività, efficienza, fabbisogno,
appropriatezza, economicità per il biennio 2008-2009, ha previsto
per l'A.S.P. di Siracusa la disciplina di dermatologia presso il
P.O. Umberto I specificando che "l'attività è aggregata con il
posti letto della U.O.C. di medicina dello stesso stabilimento";
inoltre anche l'esame dei dati dell'attività dell'anno 2009
conferma la validità delle scelte operate con il predetto decreto.
Infine si rappresenta che, ove ritenuto necessario, è nelle
facoltà del Direttore generale l'individuazione delle U.O.C. e/o
delle U.O.S., il quale potrà, a seguito della revisione dei
processi di rimodulazione, motivarne ogni eventuale decisione».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
salute, all'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, premesso che:
gli operatori socio-assistenziali costituiscono personale
altamente qualificato e specializzato, la cui attività di
formazione è stata avviata mediante la frequentazione di corsi
finanziati dalla Regione;
il personale, una vola formato, è assolutamente in grado di
sviluppare un'integrazione tra il servizio privato e quello
pubblico ed è, altresì, in grado di gestire servizi sanitari e
sociali presso ospedali e altre strutture sanitarie pubbliche;
considerato che i corsisti, nonostante la frequentazione di corsi
di formazione finanziati dalla Regione siciliana, ad oggi non
vengono riconosciuti dalle strutture ospedaliere pubbliche;
ritenuto che il mancato riconoscimento pregiudica la funzionalità
e l'efficienza dei servizi sanitari;
per sapere quali atti o provvedimenti abbiano adottato o intendano
adottare al fine di consentire il riconoscimento dei corsisti OSA
da parte delle strutture ospedaliere pubbliche». (1423)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede provvedimenti al fine di
consentire il riconoscimento dei corsisti OSA (operatori socio-
assistenziali) da parte delle strutture ospedaliere pubbliche, si
rappresenta che i vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro
del comparto sanità non prevedono il profilo professionale di
Operatore socio-assistenziale, bensì quello dell'Operatore socio-
sanitario (O.S.S. - categoria B, livello economico BS), giusto
articolo 4 del C.C.N.L. integrativo del 20 settembre 2001, il quale
sostituisce il profilo dell'Operatore tecnico addetto
all'assistenza (O.T.A. categoria B), da considerarsi pertanto ad
esaurimento.
Premesso quanto sopra, si ritiene opportuno precisare che il
sistema di classificazione del personale del servizio sanitario e
la relativa collocazione dei profili professionali nelle varie
categorie è materia di contrattazione nazionale e pertanto in tale
ambito deve avvenire l'eventuale riconoscimento del profilo di
O.S.A.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'Assessorato regionale Salute, con circolare n. 1273 del 26
luglio 2010, ha disciplinato l'assetto organizzativo e funzionale
dei servizi di prevenzione e protezione delle strutture sanitarie
della Regione siciliana;
il modello organizzativo è stato istituito per assicurare il
servizio di prevenzione e protezione nelle strutture sanitarie
siciliane per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
nelle aziende del servizio sanitario regionale;
i dottori agronomi e i dottori forestali non sono stati
individuati tra le professionalità indicate dalla circolare quali
addetti al servizio di prevenzione e protezione;
considerato che tale esclusione appare grave in quanto le figure
professionali dei dottori agronomi e dei dottori forestali sono
altamente qualificate non solo per le problematiche di natura
scientifica, tecnico-amministrativa ed economica del comparto agro-
forestale, ma anche per la tutela e l'uso compatibile dell'ambiente
naturale e antropizzato;
ritenuto, pertanto, ingiustificato il mancato inserimento dei
dottori agronomi e dei dottori forestali tra le figure
professionali per gli addetti al servizio di prevenzione e
protezione;
per sapere quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per
procedere all'immediata modifica della circolare 1273/2010 emanata
dall'Assessorato Salute con l'inserimento, tra le figure
professionali di addetto al servizio di prevenzione e protezione,
dei dottori agronomi e dei dottori forestali». (1426)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede provvedimenti per l'inserimento
della figura professionale dei dottori agronomi e dei dottori
forestali nell'elenco degli addetti al servizio di prevenzione e
protezione delle strutture sanitarie siciliane, si rappresenta
quanto segue.
Preliminarmente si evidenzia che la materia richiamata
dall'interrogante riguarda la problematica relativa al modello
organizzativo del Servizio Prevenzione e Protezione nelle strutture
sanitarie della Regione Sicilia, di cui alla circolare assessoriale
n.1273 del 26 luglio 2010: Linee Guida sull'assetto organizzativo
e funzionale dei Servizi di prevenzione e protezione delle
strutture sanitarie della Regione Sicilia ; rileva l'interrogante
l'esclusione della figura professionale dei Dottori agronomi e
forestali nell'elenco delle figure professionali addette al
Servizio di prevenzione e protezione delle Aziende sanitarie della
Regione Sicilia.
Considerato che la tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro è parte integrante della gestione aziendale, alla
luce delle norme vigenti (D.Lgs. n.81/2008 e s.m.i.), si è reso
necessario fornire, tramite la circolare n. 1273 del 26 luglio
2010, un indirizzo specifico per il corretto inquadramento dei
Servizi di prevenzione protezione (S.P.P.) nelle Aziende del
Servizio sanitario regionale.
Le Aziende sanitarie sono sistemi complessi, sia per le
caratteristiche dimensionali che qualitative dell'attività svolta
(presenza di alte specialità cliniche e diagnostiche), sia per la
tecnologia utilizzata, che per la complessità organizzativa. Il
S.P.P. per poter svolgere adeguatamente i compiti preposti,
necessita di professionalità interdisciplinari, con specifiche
competenze per la valutazione di tutti i rischi presenti nelle
strutture sanitarie (strutturali, impiantistici, fisici, chimici,
biologici, organizzativi, etc.).
Gli addetti al Servizio di prevenzione e protezione (A.S.P.P.)
sono scelti dal datore di lavoro tra il personale dirigente e non
dirigente, devono essere in possesso dei requisiti di cui
all'articolo 32 del D.Lgs. n.81/2008 e s.m.i., e rispondono del
proprio operato al responsabile del Servizio di prevenzione e
protezione (R.S.P.P.).
I compiti assegnati agli A.S.P.P., nell'ambito delle loro
attività, possono essere così riassunti:
- collaborano con l'intera struttura organizzativa per individuare
i rischi ed i pericoli presenti nelle strutture ospedaliere e
sanitarie;
- segnalano e riferiscono al R.S.P.P. le eventuali carenze o
criticità organizzative, gestionali, strutturali, impiantistiche,
ecc. che possono influire sulla tutela della salute e sicurezza
degli operatori sanitari.
A tal proposito la circolare recita che:
Nelle Aziende sanitarie gli A.S.P.P. possono (e non devono)
essere individuati nell'ambito delle seguenti professionalità:
- Ingegnere;
- Architetto;
- Medico (preferibilmente igienista o di direzione sanitaria);
- Fisico;
- Chimico;
- Biologo;
- Psicologo;
- Geometra;
- Perito Industriale;
- Esperto informatico;
- Tecnico della Prevenzione.
La possibilità e non l'obbligo di individuare gli A.S.P.P.
nell'ambito delle suddette figure professionali rende l'elenco
indicativo e non esaustivo, lasciando ai datori di lavoro delle
Aziende sanitarie l'autonomia di scelta delle specifiche
professionalità, purché in possesso dei requisiti stabiliti dal
citato D.lgs. n.81/2008.
A tal proposito anche le Linee guida approvate il 16 luglio 1996
dal Coordinamento tecnico per la prevenzione degli Assessorati
della sanità delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano,
prevedono per un ospedale delle dimensioni di 1000 posti letto, una
dotazione organica consigliabile indicativamente così individuata:
n.1 ingegnere;
n.1 chimico laureato o un laureato esperto in igiene
industriale;
n.2 periti per l'igiene industriale;
n.2 periti per la sicurezza;
n.2 A.S.V.
n.1 unità amministrativa.
Premesso quanto sopra, pur nella certezza che le figure
professionali dei dottori agronomi e dei dottori forestali sono
altamente qualificate sia nel comparto agro-forestale sia nella
tutela e nell'uso compatibile dell'ambiente naturale, le stesse
rimangono naturalmente più estranee, rispetto a quelle indicate nel
suddetto elenco, per lo svolgimento dei compiti di analisi e
valutazione dei rischi dei lavoratori operanti nel comparto
ospedaliero - sanitario».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
TERMINE. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
l'ASP di Enna ha provveduto ad effettuare l'ultimo pagamento in
favore delle farmacie nel mese di marzo;
nelle altre province, sebbene vi siano altrettanti ritardi, si è
tuttavia proceduto con una maggiore regolarità consentendo
pagamenti almeno sino al mese di agosto;
rilevato che:
le farmacie della provincia di Enna, ulteriormente penalizzate,
hanno più volte sollevato la questione mediante le proprie
organizzazioni di categoria senza però sortire alcun effetto;
le farmacie nei prossimi giorni, stante questa condizione,
intendono adottare dure forme di protesta con il rischio di gravi
disagi nell'erogazione dei servizi farmaceutici nell'intera
comunità ennese;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito all'ASP di Enna di erogare i
finanziamenti destinati alle farmacie almeno per le stesse
mensilità per le quali si è provveduto nelle altre province;
se non ritenga opportuno e urgente intervenire presso l'ASP di
Enna, allo scopo di provvedere allo sblocco dei pagamenti pregressi
dovuti alle farmacie e determinare rapidamente un allineamento al
mese corrente». (1439)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Termine chiede notizie in merito ad iniziative
volte a sbloccare i pagamenti in favore delle farmacie della
provincia di Enna, si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente, si precisa che questa Amministrazione procede
mensilmente alla predisposizione dei decreti di impegno, di
liquidazione e dei mandati di pagamento per le quote del F.S.N. e
del F.S.R. in favore di tutte le Aziende sanitarie pubbliche e
private, e tra queste anche l'A.S.P. di Enna.
Com'è noto i pagamenti nei confronti delle farmacie sono
effettuati da ciascuna A.S.P. territorialmente competente.
Ciò premesso, si precisa che le quote di fondo sanitario
regolarmente erogate nell'anno 2010 in favore delle A.S.P., a
valere sui capitoli 413301, 413302 e 413307, ammontano a
.1.589.153.696 (cap. 413301) + .2.964.879.716 (cap.413302) +
1.483.188.565 (cap.413307) di cui in favore dell'A.S.P. di Enna
.49.502.950 (cap.413301) + .92.357.520 (cap.413302) +
.46.202.081 (cap.413307).
Pur tenuto conto delle criticità riscontrate nel trasferimento di
risorse finanziarie da parte dell'Istituto Cassiere, questo
Assessorato ha emesso i mandati di pagamento in favore delle
singole Aziende territoriali tutti nel medesimo arco temporale.
In ultimo, con segnato riferimento alla richiesta di intervento
proposta dall'interrogante, si è provveduto ad attenzionare il
problema all'A.S.P. di Enna affinché la stessa, compatibilmente con
le risorse finanziarie assegnate, riduca il proprio indebitamento
anche in modo proporzionale tra tutti i creditori».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, preso atto che, secondo quanto denunciato da più quotidiani
e dagli stessi pazienti, allo stato attuale, chi si rivolge
all'ospedale Muscatello di Augusta (SR) per prenotare una visita
ginecologica è costretto a sottostare a lunghi periodi di attesa,
che arrivano anche a sei mesi;
visto che un'attesa così lunga, oltre ad essere inaccettabile e
ingiustificabile, comporta un grosso rischio in termini di salute
per le assistite che si rivolgono alla struttura sanitaria per
controlli di prevenzione o per casi che richiedono una giustificata
urgenza;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di fare chiarezza sulla vicenda, accertare la veridicità delle
denunce e adoperarsi affinché sia garantita pari dignità ai
cittadini della città megarese e di tutta la provincia di Siracusa,
sempre più spesso spogliati del loro legittimo diritto alla
salute». (1446)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede una verifica delle cause che
stanno alla base dei tempi lunghi di attesa per le visite
ginecologiche nell'ospedale Muscatello di Augusta (SR), si
rappresenta quanto segue.
Questo Assessorato ha chiesto alla Direzione generale dell'A.S.P.
di Siracusa le necessarie informazioni in merito all'argomento ed
ha acquisito i relativi riscontri.
A seguito della richiesta di specifici chiarimenti in merito alla
questione evidenziata dall'interrogante, l'A.S.P. di Siracusa ha
effettivamente confermato che nel periodo tra luglio e settembre
del corrente anno si è verificato un allungamento un allungamento
dei tempi d'attesa, anche fino a tre mesi, collegato ad una
temporanea carenza di personale medico ed a causa della fase di
riorganizzazione dei servizi ambulatoriali dell'Unità operativa di
ostetricia e ginecologia del P.O. Muscatello di Augusta.
La stessa Azienda ha anche precisato che detta criticità è stata
successivamente risolta; infatti i tempi d'attesa per l'erogazione
delle prestazioni ambulatoriali differibili di ostetricia e
ginecologia sono attualmente di 30 giorni, mentre, per quanto
riguarda le prestazioni urgenti, queste vengono erogate in tempo
reale, in quanto, a seguito dell'accorpamento nel 2009 delle due
Unità operative di ostetricia presso il Presidio ospedaliero di
Augusta, per dare seguito alla messa in sicurezza dei punti nascita
( n. parti > 400), è stata istituita dal 1 settembre 2009 la
Guardia divisionale h 24.
Si rappresenta infine che giornalmente nei vari ambulatori della
predetta Unità operativa vengono erogati prestazioni a circa 15
utenti esterni e che il personale medico della stessa garantisce
anche l'attività ambulatoriale presso il Presidio ospedaliero di
Lentini.
Ad integrazione di quanto sopra detto si fa presente che l'A.S.P.
di Siracusa, dando seguito alle disposizioni assessoriali già a
partire dal marzo 2010, ha sviluppato una particolare attenzione
circa la facilitazione per la prenotazione delle prestazioni
assistenziali ed il monitoraggio dei tempi d'attesa della propria
offerta assistenziale e, in questa prospettiva, oltre ad avere
istituito un C.U.P. aziendale informatizzato attraverso il quale,
via web, il paziente può conoscere in tempo reale i tempi d'attesa
prevedibili per tipologia di prestazione e scegliere, anche su
questa base, il medico specialista ambulatoriale più confacente al
suo bisogno di salute, ha reso disponibile all'utenza, nel stesso
sito, nella sezione "Tempi d'attesa", l'elenco in ordine alfabetico
dei tempi d'attesa, relativi alle prestazioni sanitarie erogate,
distinte per strutture territoriali ed ospedaliere, puntualmente
aggiornato ogni mese».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
la celiachia è una patologia auto-immune, scatenata dal consumo di
glutine, proteina presente nel grano, nell'orzo e nella segale;
è ampiamente appurato che celiaci non si nasce, ma si diventa;
considerato che:
la frequenza della celiachia è in costante aumento e interessa
sempre di più i soggetti adulti o addirittura anziani;
sono sempre di più gli esperti che individuano tra le maggiori
cause della malattia i fattori ambientali, ovvero il consumo di
farine ricche di glutine 'tossico' che provoca nei soggetti, specie
se adulti, la perdita della tolleranza al glutine;
visto che, dai dati raccolti da alcuni ricercatori italiani negli
Stati Uniti, il numero delle nuove diagnosi fra gli over 60 risulta
raddoppiato rispetto agli ultimi 15 anni;
accertato che, dai dati emersi dalla ricerca de qua, può essere
smentito il concetto, ampiamente diffuso, secondo cui la perdita di
tolleranza al glutine avviene per lo più nell'infanzia;
constatato che:
in Italia, nonostante le diagnosi siano in crescita, sono sempre
di più i soggetti, specie adulti e anziani, che non sanno di essere
celiaci;
da statistica, nel 20 per cento dei casi, la diagnosi risulta
essere errata, ma i soggetti sono ugualmente sottoposti a dieta
priva di glutine;
per sapere se non ritengano necessario e urgente avviare
iniziative volte ad informare i cittadini siciliani sui sintomi e
sulle cause della malattia, nonché promuovere attività di screening
della celiachia, soprattutto nell'anziano, al fine di una diagnosi
precoce della malattia». (1454)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede misure per contrastare la
diffusione della celiachia in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
La celiachia costituisce senza dubbio un importante problema di
salute che, in assenza di misure appropriate quali la modificazione
della dieta alimentare, può condurre allo sviluppo di ulteriori
patologie.
Si è dell'avviso che possano risultare utili le attività di
comunicazione ed informazione alla popolazione che permettano alla
stessa di individuare i segni ed i sintomi della malattia al fine
di intraprendere nei tempi più brevi i rimedi più adeguati quali la
dieta con assunzione di alimenti privi di glutine.
Sarà pertanto cura di questa Amministrazione inserire la predetta
tematica nell'ambito dei programmi di educazione alla salute.
Anche nell'ambito della formazione dei Medici di Medicina Generale
ben potranno essere sviluppate attività volte ad indirizzare
precocemente il paziente alla corretta diagnosi.
Per quanto attiene lo screening di massa su soggetti asintomatici
si precisa che lo stesso non viene utilizzato in quanto
l'identificazione pre-sintomatica della presenza di eventuale
intolleranza al glutine non modifica in modo sostanziale il
successivo decorso della malattia, mentre è importante riconoscere
precocemente i sintomi per adottare la dieta appropriata ed
impedire la degenerazione della patologia. Inoltre dal momento che
la malattia può svilupparsi in momenti diversi della vita, andrebbe
ripetuto a intervalli regolari. Va poi ricordato che tutti coloro
che risultano positivi, anche se asintomatici e privi di
familiarità, vanno sottoposti a biopsia intestinale: pertanto se si
pratica uno screening di massa è necessario chiedersi se sia
sostenibile in termini di rapporto costi/benefici e di priorità di
politica sanitaria».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
presso l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani, in data 20/10/2010,
la signora Lina Rocchi è deceduta nel corso del suo trasferimento
dalla sala operatoria al reparto di rianimazione;
tale decesso, a quanto pare, è avvenuto all'interno dell'ascensore
del nosocomio, rimasto bloccato per un guasto;
tenuto conto che:
è compito della magistratura stabilire se il decesso della signora
è legato al guasto dell'ascensore (come sostengono i familiari) o,
invece, è stato causato dalle precarie condizioni di salute della
signora Rocchi (come sostengono i medici dell'ospedale S. Antonio
Abate di Trapani);
appare, però, assolutamente inspiegabile e, per certi versi,
imbarazzante che una struttura ospedaliera come il S. Antonio Abate
di Trapani non abbia nessun sistema di protezione, nei propri
ascensori, che permetta di sbloccarli immediatamente in casi di
emergenza;
considerato che:
negli ultimi mesi, la sanità regionale è stata al centro di
violente polemiche per alcuni casi di morti avvenute in strutture
ospedaliere siciliane, decessi motivati da negligenza medica o
errori in fase di diagnosi;
quanto avvenuto a Trapani mette in evidenza un'ulteriore crepa
nella sanità regionale. Non è pensabile che in Sicilia si possa
morire perché un ascensore ospedaliero si ferma per un guasto. Non
è giustificabile che, in un settore dove gli sprechi economici sono
'pane quotidiano', non si riescano a trovare poche centinaia di
euro per dotare un ascensore, all'interno di un nosocomio, di un
semplicissimo sistema di sblocco automatico delle porte in caso di
guasto. Di contro, è comprensibilissimo come mai i siciliani
nutrano una scarsissima fiducia nella sanità regionale, nonostante
la bravura di tanti medici che, giornalmente, svolgono la loro
attività con spirito di sacrificio e totale abnegazione;
per sapere:
se quanto denunciato dai parenti della signora Rocchi trovi reale
fondamento all'interno dell'ospedale S. Antonio Abate di Trapani.
se non ritengano opportuno verificare eventuali responsabilità
tecniche e/o amministrative all'interno dell'ASP di Trapani, ente
che ha il compito di controllare e verificare l'attuazione di tutti
i protocolli di sicurezza all'interno degli ospedali di propria
pertinenza;
quali procedure intendano adottare al fine di verificare che gli
ospedali siciliani siano dotati dei più elementari sistemi di
sicurezza all'interno dei propri ascensori, soprattutto in quelli
abilitati al trasporto di infermi;
quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per impedire in
futuro il verificarsi di casi simili». (1464)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Marrocco chiede notizie sui casi di malasanità
negli ospedali siciliani e in particolare sul caso di decesso della
sig.ra Lina Rocchi ricoverata presso il Presidio ospedaliero
Sant'Antonio Abate di Trapani, si rappresenta quanto segue.
Poiché dalla relazione fornita dall'A.S.P. di Trapani sono emerse
delle incongruenze anche in ordine alla permanenza della paziente
nell'ascensore, questo Assessorato ha richiesto alla Direzione
generale ulteriori approfondimenti necessari al fine di definire
compiutamente la vicenda».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
da oltre dieci anni sono stati appaltati i lavori per la
realizzazione del nuovo ospedale di Militello Val di Catania;
il nuovo ospedale di Militello Val di Catania è destinato a
soddisfare le esigenze ospedaliere e sanitarie del distretto socio-
sanitario in cui insistono i comuni di Militello Val di Catania,
Scordia, Palagonia, Ramacca, Raddusa e Castel di Iudica;
nel piano sanitario provinciale il detto nosocomio rappresenta una
struttura ospedaliera strategica nel territorio, avendo, tra
l'altro, il reparto di rianimazione ed avendo previsto l'unico
reparto di coma vegetativo del territorio provinciale;
considerato che il sottoscritto interrogante circa un anno
addietro, assieme al sindaco di Militello Val di Catania, dott.
Antonio Lo Presti, e a numerosi amministratori locali, procedeva ad
un sopralluogo nel detto stabilimento per capire lo stato dell'arte
dei detti lavori, prendendo contezza che gli stessi erano in fase
di completamento e ultimazione;
preso atto che:
da oltre otto mesi i detti lavori sono stati conclusi e già
consegnati alla nuova amministrazione che, a seguito della legge
regionale n. 5/2009, è l'azienda sanitaria provinciale n. 3 di
Catania;
malgrado siano stati effettuati anche i collaudi (tecnico e
amministrativo) necessari alla verifica dell'opera, il detto
ospedale non é stato ancora messo a disposizione del territorio,
mantenendo invece in funzione i vecchi locali del vetusto
nosocomio;
tenuto conto che, sebbene siano disponibili i necessari fondi per
l'acquisto degli arredamenti, non si è ancora proceduto
all'espletamento della relativa gara, creando un ulteriore vulnus
all'apertura della nuova struttura sanitaria militellese;
per sapere:
le reali cause che, a distanza di otto mesi dalla conclusione dei
lavori, impediscano di fatto l'apertura del nuovo ospedale
militellese, atteso da oltre dieci anni dall'intero territorio del
Calatino nord;
quali siano le iniziative che l'ASP 3 di Catania ha posto in
essere per rimuovere gli ostacoli che impediscono di consegnare
l'importante opera al territorio della provincia di Catania;
se siano a conoscenza di quanto lamentato e quali siano gli
interventi anche a sostegno che, eventualmente, intendano porre in
essere per evitare che a Militello vi sia un'ulteriore 'cattedrale
nel deserto'». (1466)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Falcone chiede notizie sulle ragioni della
mancata apertura del nuovo ospedale di Militello in Val di Catania
(CT), si rappresenta quanto segue.
Com'è noto i lavori per la realizzazione dell'ospedale oggetto
dell'interrogazione sono stati ultimati soltanto in data 15
dicembre 2009 a seguito dell'iter che di seguito si sintetizza:
il progetto dei lavori è stato approvato dall'Ufficio del Genio
civile di Catania in data 28 aprile 1999;
in data 5 dicembre 2002 è stato indetto il pubblico incanto per
l'aggiudicazione dei lavori avvenuta il 23 gennaio del 2004;
in data 13 maggio 2004 è stato stipulato il contratto di appalto
ed i lavori sono stati iniziati il 17 luglio 2004;
nel dicembre del 2004, a novembre del 2007 e ad aprile del 2009
sono state redatte tre perizie di variante;
i lavori sono stati ultimati, per l'appunto, in data 15 dicembre
2009.
A differenza di quanto risulta nell'atti ispettivo il collaudo
tecnico amministrativo è attualmente in corso; sono state infatti
effettuate, vista la complessità dell'intervento, venti visite di
collaudo l'ultima delle quali lo scorso 14 ottobre 2010.
Durante tale ultima visita la Commissione ha rilevato la mancanza
di alcune finiture e pertanto non è stato possibile collaudare
l'opera.
In data 20 dicembre 2010 si è proceduto comunque alla presa in
consegna anticipata dei luoghi, nelle more della definizione del
predetto collaudo.
Per una più rapida fruizione della struttura sono state attivate
le seguenti procedure:
è stata indetta ad agosto 2010 la gara per l'acquisto di arredi ed
attrezzature la cui aggiudicazione è ancora in corso;
nel medesimo periodo (agosto 2010) è stata indetta la gara per
l'acquisto di apparecchiature di radiologia la cui aggiudicazione è
prevista per marzo 2011;
per il mese di gennaio 2011 è prevista l'indizione della gara per
l'acquisto di arredi per servizi vari, la cui aggiudicazione è
prevista per il mese di marzo 2011».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
salute e all'Assessore per l'economia, premesso che:
il presidente del consiglio di amministrazione della fondazione
istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù, struttura sanitaria di
eccellenza, dr Stefano Cirillo, dopo avere rivendicato il proprio
diritto a percepire un compenso per il ruolo di presidente, con
lettera del 16 giugno 2010, diretta anche all'Assessore regionale
per la salute, comunicava di avere predisposto un atto deliberativo
per estendere anche ai componenti del consiglio di amministrazione
della struttura ospedaliera il diritto a percepire un compenso per
le funzioni gestionali, stabilendo il principio di riconoscere al
presidente lo stesso compenso, in misura certamente superiore,
individuando come criterio generale e di raffronto quelle percepito
dal presidente del collegio sindacale;
con successiva nota del 30 giugno il sindaco di Cefalù, dr
Giuseppe Guercio, inviata al presidente Stefano Cirillo, pur
rivendicando la delicatezza dei ruoli ricoperti alla guida
dell'ospedale, manifestava l'inopportunità di percepire compensi
attesa la delicata situazione finanziaria e richiamava a tal fine
le previsioni del decreto-legge n. 78/2010, per manifestare la non
conformità delle decisioni del presidente della fondazione di
Cefalù ai principi generali contenuti nel richiamato provvedimento;
l'Assessore regionale per la salute, in risposta alle precedenti
note, richiamando anch'egli il contenuto e i principi del già
citato decreto-legge, invitava il presidente ad astenersi dallo
stabilire compensi per il consiglio di amministrazione alla luce
del percorso di razionalizzazione della spesa pubblica, avviato dal
medesimo Assessorato, e riconoscendo semmai il diritto al rimborso
per le spese sostenute e in ogni caso non superiori a 30 euro a
seduta;
l'Assessore concludeva la citata nota del 28 giugno rafforzando
l'invito ad astenersi dallo stabilire compensi, oltre quello in
precedenza citato, sulla scorta 'della delicatezza del momento
politico ed economico, a seguito del quale viene chiesto un
responsabile rigore nell'utilizzo delle risorse disponibili';
considerato che i precedenti presidenti del consiglio di
amministrazione della fondazione, proff. Umberto Veronesi e Ettore
Cittadini, avrebbero esercitato le medesime funzioni del dr Stefano
Cirillo (certamente con grandissima professionalità e competenza)
senza percepire alcun compenso per le funzioni gestionali, mentre
risulta che l'attuale presidente del consiglio di amministrazione
percepirebbe 120 mila euro l'anno;
per sapere se:
siano a conoscenza del fatto che il presidente del consiglio di
amministrazione della fondazione San Raffaele di Cefalù, dr Stefano
Cirillo, abbia disatteso gli inviti formulati dal sindaco di
Cefalù, dr Giuseppe Guercio, e dall'Assessore per la salute;
siano a conoscenza del fatto che il presidente Cirillo
percepirebbe un compenso annuo di 120 mila euro;
non ritengano opportuno, alla luce dello gravi condizioni
economiche in cui versano la Regione siciliana e tutti gli enti
locali, invitare il presidente della fondazione a rinunciare al
compenso autostabilito, e in caso contrario di procedere alla
rimozione dello stesso». (1473)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede notizie sulla fondazione
Istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù (PA), si rappresenta
quanto segue.
Il dott. Stefano Cirillo è stato nominato dal Consiglio di
Amministrazione Presidente della Fondazione San Raffaele Giglio in
data 27 marzo 2009.
In data 10 luglio 2009 il C.d.A., avendo sentito per le vie brevi
i soci della Fondazione, ha chiesto un parere legale per
l'assegnazione dei compensi al Presidente e allo stesso C.d.A.
Nel parere si afferma che nello Statuto della Fondazione non vi
sono previsioni in merito ai compensi da corrispondere agli organi
della stessa, per cui, ai sensi dell'art. 10 dello Statuto che
riserva al Consiglio di Amministrazione tutti i poteri che non sono
attribuiti ad altri organi, quest'ultimo ha la facoltà di
deliberare l'introduzione di un compenso per i componenti del
Consiglio stesso, acquisito il parere del Collegio Sindacale.
Il C.d.A., in assenza del Presidente dott. Cirillo, nella seduta
del 15 luglio 2009 ha deliberato un compenso ed alcune deleghe
speciali per quest'ultimo; la Delibera ha ricevuto il parere
favorevole del Collegio Sindacale.
Il compenso di 120 mila euro lorde annue è stato determinato
praticando un abbattimento del 30% rispetto al compenso previsto
per la mansione di Direttore generale di ospedali pubblici con
dimensioni analoghe.
In data 16 giugno 2010 il Presidente ha chiesto ai soci di poter
estendere i compensi anche a tutti i componenti del C.d.A.. Questo
Assessorato, come anche il Sindaco di Cefalù, in riscontro alla
predetta richiesta, ha invitato la Fondazione ad astenersi dal
fissare compensi per i componenti del C.d.A. alla luce della
necessità di razionalizzazione della spesa pubblica e semmai,
eventualmente, a riconoscere un rimborso per le spese sostenute
comunque non superiore a trenta euro a seduta.
Nel seduta del C.d.A. del 6 luglio 2010 i consiglieri hanno
confermano il compenso per il Presidente e non hanno deliberato
l'attribuzione di compensi per gli altri componenti del C.d.A.
uniformandosi pertanto alle indicazioni fornite dall'Assessorato.
Si precisa comunque che il precedente C.d.A. nominato con delibera
del 20 febbraio 2004 aveva determinato un compenso per il Comitato
di Direzione di cui facevano parte tutti i Consiglieri pari a
33.600 euro ciascuno.
In particolare, per l'anno 2008 i costi relativi ai predetti
compensi sono stati pari a 180.000 euro.
Il C.d.A. attualmente in carica non ha previsto il Comitato di
Direzione per cui tali costi sono stati eliminati.
In conclusione si precisa che:
- il precedente Presidente ha avuto corrisposti compensi per
43.400 euro;
- il compenso dell'attuale Presidente non è stato autodeterminato
dal medesimo ma è stato deliberato dal C.d.A. unitamente a deleghe
speciali in sua assenza e dopo aver ottenuto un parere legale e il
parere favorevole del Collegio sindacale;
- come già evidenziato, i componenti del C.d.A. ad oggi non hanno
percepito e non percepiscono alcun compenso, ne indennizzo».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con la legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma del
sistema sanitario regionale in Sicilia;
in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
emergenza-urgenza del 118;
preso atto che è stato stabilito di attivare un ufficio
polifunzionale provinciale del 118 in tutte le province siciliane;
accertato che ad oggi l'unica provincia dove ancora non è stato
attivato un ufficio polifunzionale provinciale del 118 è quella di
Siracusa;
visto che i lavoratori e i cittadini sono costretti a recarsi
all'ufficio di Catania per le loro esigenze e che ciò provoca gravi
disservizi agli utenti oltre a mortificare la provincia di Siracusa
che subisce, inspiegabilmente e ingiustificatamente, un ulteriore
scippo;
considerato che tale decisione è in contrasto con quanto
determinato per le altre province;
per sapere quali provvedimenti urgenti e improcrastinabili
intendano adottare per equiparare la provincia di Siracusa alle
altre province, per eliminare questo scandalo che vede, ancora una
volta, la provincia di Siracusa essere scippata di un suo naturale
diritto e dotare, di conseguenza, Siracusa di un ufficio
polifunzionale provinciale, così come avviene nelle altre province
dell'Isola». (1481)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo chiede notizie in merito
all'apertura dell'ufficio polifunzionale provinciale del 118 in
provincia di Siracusa, si rappresenta che grazie alla fattiva
collaborazione tra l'A.S.P. di Siracusa e la società consortile
SEUS Scpa, che gestisce il servizio 118 a terra in Sicilia, è stato
possibile reperire i locali necessari per aprire un ufficio anche
in provincia di Siracusa.
I locali, infatti, sono stati resi disponibili dal Direttore
generale della predetta A.S.P..
Con l'apertura dell'Ufficio Polifunzionale Provinciale del 118
tutti i dipendenti del SEUS Scpa, non avranno più la necessità di
recarsi a Catania ma potranno risolvere in ambito provinciale le
loro esigenze.
Risultano pertanto in atto superate le problematiche evidenziate
con l'atto ispettivo in parola».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con la legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma del
sistema sanitario regionale in Sicilia;
in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
emergenza-urgenza del 118 in Sicilia;
preso atto che il progetto di razionalizzazione dettato
dall'Assessorato regionale della salute ha dimezzato il servizio
che veniva prestato dalla postazione del 118 di Ortigia (SR), che
da H24 è passato ad H12;
visto che numerose forze politiche, sindacali e sociali nonché
migliaia di cittadini hanno richiesto, anche con apposite petizioni
e raccolte di firme, la presenza del servizio H24 nella citata
postazione di Ortigia, che è uno dei più importanti centri storici
esistenti al mondo, visitato giorno e notte da migliaia di turisti;
accertato che la SEUS 118 ha deliberato di acquistare delle
automedicalizzate da destinare alle varie postazioni esistenti su
tutto il territorio regionale;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per assicurare ai cittadini
di Ortigia e alle migliaia di visitatori la presenza del servizio
118 anche nelle ore notturne;
se non ritengano utile ed improcrastinabile destinare, con
l'urgenza del caso, una di queste auto-medicalizzate alla
postazione di Ortigia, che soffre per la mancanza del servizio
notturno». (1482)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Vinciullo auspica l'opportunità di dotare la
postazione del 118 di Ortigia (SR) di apposita auto-medicalizzata,
si rappresenta che l'allegato B alla convenzione quadro siglata fra
la SEUS Scpa e questo Assessorato prevede per Siracusa
l'allocazione di quattro ambulanze, una delle quali fornite di
medico e infermiere e le altre tre dotate di autisti/soccorritori.
In particolare:
- un mezzo di soccorso avanzato (M.S.A.) con medico ed infermiere
in H24:
- due mezzi di soccorso di base (M.S.B.) con autisti soccorritori
in H24;
- un mezzo di soccorso di base (M.S.B.) con autisti soccorritori
in H12.
Pertanto, la tipologia di soccorsi effettuati nonché la presenza
di altre tre ambulanze del 118 sul territorio in H24 che possono
intervenire in tempi brevi, non giustificano l'eventuale
accoglimento della richiesta dell'On.le Vinciullo con
l'interrogazione che con la presente si riscontra».
L'Assessore
dott. Massimo Russo