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Resoconto d'Aula della Seduta n. 218 di martedì 25 gennaio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DE  LUCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in data  18  gennaio
  2011, la mozione numero 233  Iniziative per la chiusura giornaliera
  dei  grandi centri commerciali , degli onorevoli Gennuso, Colianni,
  Calanducci e Leanza Nicola. Ne do lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  grandi  strutture di vendita nella Regione, note  al  pubblico
  come  grandi  centri  commerciali, costituiscono  senza  dubbio  un
  elemento di modernizzazione del settore ed un'opportunità per molti
  consumatori;

   la  loro  recente e vertiginosa diffusione, e soprattutto la  loro
  concentrazione  in  poche aree limitate del  territorio  regionale,
  come  nella  provincia di Siracusa, ha creato squilibri nell'intera
  rete  di distribuzione commerciale e, sostanzialmente, contraddetto
  quegli  obiettivi  di  compatibilità e  di  garanzia  della  libera
  concorrenza previsti dall'art. 5 della l.r. n. 28 del 1999;

   gravemente  penalizzata,  è  la rete delle  piccole  strutture  di
  vendita,  costrette  in  un periodo già di forte  crisi  economica,
  nazionale  e  regionale, a numerose chiusure  di  esercizi,  spesso
  anche   di   antica  data,  con  pesanti  conseguenze   sul   piano
  occupazionale;

   la   chiusura  delle  piccole  strutture  di  vendita  produce  la
  scomparsa nei quartieri di punti di riferimento tradizionali per la
  stessa struttura sociale locale;

   considerato che:

   la  stessa Giunta regionale di Governo, con delibere n. 36  dell'8
  febbraio 2010 e n. 324 del 4 settembre 2010, ha approvato  atti  di
  indirizzo  nei  riguardi  dei  centri  commerciali,  stabilendo  di
  bloccare  in  tutto il territorio siciliano gli insediamenti  della
  grande distribuzione organizzata;

   i  dati delle associazioni di settore mostrano che in Sicilia sono
  presenti  quasi  il  50% dei nuovi progetti di  insediamento  della
  grande distribuzione organizzata (GDO) di tutto il Sud, fino a  far
  attestare la Regione siciliana, fra tutte le regioni d'Italia, come
  quella  dove maggiormente si concentrano le iniziative della grande
  distribuzione organizzata di prossima apertura, sia in  termini  di
  strutture, circa 23, che di superfici di vendita, ampiamente avanti
  rispetto alla Lombardia;

   ritenuto  che tale incremento non appare comprensibile in  termini
  di  mercato, se si tiene conto che, negli ultimi anni, la  presenza
  così  massiccia  e  sproporzionata di tali strutture  su  tutto  il
  territorio  regionale  ha determinato non  soltanto  il  soccombere
  delle  piccole  e  medie strutture di vendita, ma anche  un'elevata
  competizione fra le stesse grandi strutture di vendita,  producendo
  effetti  negativi  in termini di fatturato nelle aree  di  maggiore
  concentrazione dell'offerta,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  urgentemente presso  le  sedi  opportune  per  la
  chiusura   giornaliera   settimanale  della  grande   distribuzione
  organizzata,  come  avviene per i piccoli  e  medi  punti  vendita,
  garantendo commercio equo (fair trade)». (233)

                                GENNUSO-COLIANNI-CALANDUCCI-LEANZA N.

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
   - Gennuso dal 24 al 26 gennaio 2011;
   - Falcone il 26 gennaio 2011;
   - Scoma dal 31 gennaio al 2 febbraio 2011;
   - Raia dall'8 all'11 febbraio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Risorse agricole e alimentari

   N. 1110 - Notizie in merito ai ritardi per il bando del PSR 2007 -
  2013,   misura  1.1.2,  in  materia  di  insediamento  di   giovani
  agricoltori.
   Firmatario: Cordaro Salvatore

   N.  1258  - Iniziative per fronteggiare le problematiche  relative
  alla  stagione  irrigua  e  alla crisi del  comparto  agricolo  del
  comprensorio dello Jato.
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo

   N.  1344  -  Provvedimenti  per  evitare  la  chiusura  dell'unità
  operativa SOAT (Settore operativo di assistenza tecnica)  di  Agira
  (EN).
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1351  -  Chiarimenti  sulla  gestione  del  progetto  rete  di
  laboratori per l'agroalimentare e l'ambiente.
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N.  1354  - Provvedimenti per evitare la perdita del finanziamento
  del   Ministero  delle  politiche  agricole  e  forestali  per   il
  completamento di un tratto della diga Garcia (PA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1368  -  Piano di sviluppo rurale (PSR). Verifica  dell'entità
  delle somme sottoposte al disimpegno automatico.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1380  -  Pagamento  degli stipendi ai lavoratori  del  settore
  forestale.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore

   N. 1395 - Acquisizione al demanio della Regione siciliana dei beni
  della  Parmatour s.p.a. siti nelle isole di Marettimo  e  Favignana
  (TP).
   Firmatario: Marrocco Livio

   - da parte dell'Assessore Salute

   N.  1068 - Notizie in merito alla mancata applicazione del decreto
  dell'Assessorato Sanità del 17 giugno 2002 in materia di  personale
  dei  centri  di  riabilitazione accreditati dal Servizio  sanitario
  regionale.
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo

   N.  1132 - Interventi a difesa del servizio di immunoematologia  e
  medicina trasfusionale di Avola (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1337 - Chiarimenti sul trasferimento di attività e personale da
  SI.SE. a S.E.U.S. - servizio di emergenza-urgenza 118.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco

   N.  1357  - Notizie circa le assunzioni di 2900 medici nel settore
  sanitario.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1363  - Verifica della composizione delle commissioni  mediche
  per le invalidità civili.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1371 - Provvedimenti per sopperire alla carenza di posti letto
  di anestesia-rianimazione nella provincia di Siracusa.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N. 1386 - Mantenimento dell'unità operativa semplice di talassemia
  di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1389 - Notizie sulla crescita del numero dei parti con  taglio
  cesareo.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.   1391  -  Attivazione  del  reparto  di  rianimazione   presso
  l'ospedale 'Di Maria' di Avola (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1401 - Ragioni del mancato scorrimento  della graduatoria  del
  concorso di dirigente medico di pronto soccorso indetto dall'ASP  6
  di Palermo.
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

   N. 1418 - Iniziative perchè sia rivista la decisione di declassare
  l'unità  operativa  complessa di dermatologia  in  unità  operativa
  semplice presso l'ospedale 'Rizza' di Siracusa (ASP 8).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1423  -  Provvedimenti al fine di consentire il riconoscimento
  dei  corsisti  OSA (operatori socio-assistenziali) da  parte  delle
  strutture ospedaliere pubbliche.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   1426   -   Provvedimenti  per  l'inserimento   della   figura
  professionale   dei  dottori  agronomi  e  dei  dottori   forestali
  nell'elenco  degli addetti al servizio di prevenzione e  protezione
  delle strutture sanitarie siciliane.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 1439 - Iniziative volte a sbloccare i pagamenti in favore delle
  farmacie della provincia di Enna.
   Firmatario: Termine Salvatore

   N.  1446  -  Verifica delle cause che stanno alla base  dei  tempi
  lunghi   di   attesa  per  le  visite  ginecologiche  nell'ospedale
  Muscatello di Augusta (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1454 - Misure per contrastare la diffusione della celiachia in
  Sicilia.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1464 - Notizie sui casi di malasanità negli ospedali siciliani.
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  1466  -  Ragioni della mancata apertura del nuovo ospedale  di
  Militello in Val di Catania (CT).
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1473  -  Notizie sulla fondazione Istituto San Raffaele  -  G.
  Giglio di Cefalù (PA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1481  -  Apertura dell'ufficio polifunzionale provinciale  del
  '118' in provincia di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1482 - Opportunità di dotare la postazione del '118' di Ortigia
  (SR) di apposita automedicalizzata.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Istituzione   delle   denominazioni   di   origine    controllata
   Trinacria   per la tutela e la valorizzazione dei  prodotti  agro-
  alimentari tradizionali siciliani» (n. 671)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara  in
  data 19 gennaio 2011

   «Disposizioni  in  materia di interventi in favore  delle  aziende
  agrumicole  danneggiate da attacchi di eccezionale gravità  causati
  dal virus della  tristezza degli agrumi'» (n. 672)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Raia, Oddo,
  Di  Guardo,  Apprendi, Donegani, Marinello e Vitrano,  in  data  20
  gennaio 2011

   «Riordino  in materia di conferimento di incarichi di  collaudo  e
  progettazione» (n. 673)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di  Mauro,
  Musotto e Federico, in data 20 gennaio 2011

   «Norme per il governo del territorio» (n. 674)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di Mauro  e
  Musotto, in data 20 gennaio 2011

   «Istituzione,  gestione  e  valoriz-zazione  delle  aree  naturali
  protette» (n. 675)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di Mauro  e
  Musotto, in data 20 gennaio 2011.

   «Modifica  della legge regionale 6 maggio 1981, n.  98  così  come
  modificata dalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14» (n. 676)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Greco,  in
  data 24 gennaio 2011.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere  è  stata
  assegnata alla competente Commissione:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Piano regionale di propaganda turistica 2011. (n. 129/IV)
   pervenuto in data 19 gennaio 2011
   inviato in data 20 gennaio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che da notizie di stampa risulta
  che  la  Regione abbia approvato e finanziato corsi  di  formazione
  professionale per 'badanti', rivolti ad oltre 1600 soggetti, di cui
  ben 314 nella sola città di Marsala (TP);

   il  profilo  professionale di 'badante'  non  risulta  chiaramente
  definito,  essendo  tale  attività  sostanzialmente  priva  di  una
  specifica   regolamentazione  e,  nella   maggioranza   dei   casi,
  esercitata in forme irregolari;

   appare    quanto    mai   improbabile   l'effettivo    inserimento
  professionale  di  tali  figure,  come  ugualmente  appare   dubbia
  l'efficacia degli strumenti formativi;

   l'intero  settore della formazione professionale è,  negli  ultimi
  anni,  oggetto  di specifica attenzione politica, in  vista  di  un
  complessivo riordino che orienti il sistema verso la formazione  di
  quelle figure professionali maggiormente richieste sul mercato  del
  lavoro,   con   effettiva  qualità  e  consistenza  dei   contenuti
  formativi;

   l'esigenza di riformare il sistema e contenere la spesa impone  di
  verificare  l'effettiva  utilità  ed  appropriatezza  dei  percorsi
  formativi;

   per sapere:

   quali  siano gli intendimenti del Governo rispetto ai citati corsi
  di formazione e se intendano revocare i relativi finanziamenti;

   quali  iniziative  intendano adottare per garantire  che  i  corsi
  finanziati dalla Regione siano effettivamente orientati  a  formare
  figure professionali corrispondenti alle richieste del mercato  del
  lavoro». (1619)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                ADAMO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   l'immobile  sito  in  Partinico, via dei Mille,  palazzo  storico,
  confiscato al boss Giovanni Bonomo, è stato assegnato al comune  di
  Partinico  e  destinato  alla  sede  locale  del  commissariato  di
  pubblica sicurezza;

   l'immobile è divenuto, quindi, sede del commissariato ed  è  stato
  interessato da lavori di ristrutturazione e manutenzione finanziati
  con fondi dell'APQ di circa 400mila euro;

   il  Tribunale  di Palermo ha fissato la data del 16 febbraio  2011
  per  la  vendita all'asta dell'immobile per l'esistenza  di  alcuni
  vincoli ipotecari;

   considerato che:

   si  tratta  di un bene confiscato alla mafia e quindi destinato  a
  finalità pubblica;

   l'immobile  è  la sede del commissariato di pubblica sicurezza  di
  Partinico;

   la  questione dell'esistenza di vincoli ipotecari mette  in  serio
  rischio  l'impossibilità  dell'utilizzo dei  beni  confiscati  alla
  mafia;

   ritenuto che:

   l'assegnazione del bene al commissariato di p.s. assume  anche  un
  significato ed una connotazione simbolica della lotta alla mafia ed
  alla criminalità organizzata;

   occorre   evitare  la  vendita  dell'immobile   e   garantire   il
  mantenimento della sede del commissariato di p.s.;

   per   sapere  quali  provvedimenti  urgenti  abbiano  o  intendano
  adottare  per evitare la vendita dell'immobile confiscato  al  boss
  Giovanni Bonomo, oggi sede del commissariato di p.s. di Partinico».
  (1624)

                                                               CAPUTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   in  data  13 settembre 2010, Norman Zarcone, il giovane dottorando
  in  filosofia del linguaggio di 27 anni (senza borsa),  due  lauree
  con  110  e  lode  e un dottorato ormai concluso,  si  è  suicidato
  lanciandosi dal settimo piano della facoltà di Lettere di  Palermo,
  per  protesta  contro  le  baronie'  accademiche  e  le  concezioni
  familistiche dell'università;

   il  disperato gesto di protesta, un estremo 'j'accuse' che  Norman
  ha  voluto  rivolgere nei confronti di quelle logiche baronali  che
  riteneva  impedissero la piena realizzazione del  suo  progetto  di
  ricerca e di quello di tanti altri giovani studiosi, ha commosso  e
  coinvolto emotivamente l'opinione pubblica, la stampa e la  società
  civile  del Paese, accendendo naturali sentimenti di vivo e unanime
  cordoglio presso gli ambienti istituzionali, accademici, politici e
  studenteschi;

   considerato che:

   il   21   dicembre   2010,  lo  stesso  Ministro  dell'istruzione,
  dell'università  e  della ricerca, pur nel rispetto  dell'autonomia
  accademica, aveva inviato una lettera al rettore dell'Università di
  Palermo, Roberto Lagalla, per chiedere di intitolare al più  presto
  un'aula   della   facoltà  di  Lettere  a  Norman  Zarcone,   quale
  significativo tributo alla memoria di un giovane che non  accettava
  -  come si legge nella nota del Ministro - 'le rendite di posizione
  di  certi baroni (...) che volevano escluderlo dall'università solo
  perché,  pur  avendo  indubbie capacità, non possedeva  un  cognome
  importante';

   lo  stesso  rettore  si era impegnato in prima  persona,  a  mezzo
  stampa  e  privatamente con la famiglia Zarcone per l'intitolazione
  dell'aula e per l'assegnazione del dottorato alla memoria, come  si
  evince  anche  (ma  non  solo) dalle news dell'Ateneo  in  data  17
  settembre  2010 (un'aula di Lettere intestata a Norman Zarcone,  il
  dottorando di ricerca che si è suicidato gettandosi da una finestra
  della  facoltà. Lo proporrà lunedì in senato accademico il  rettore
  dell'Università  di Palermo Roberto Lagalla. 'Un giovane  impegnato
  nella ricerca che perde la vita così deve essere ricordato in  modo
  costante - dice Lagalla - non soltanto con il titolo di dottore  di
  ricerca ad honorem che pure l'Ateneo gli conferirà'.
   Continua Lagalla: 'Ho apprezzato la compostezza degli studenti, la
  presenza di rappresentanti istituzionali e ho massimo rispetto  per
  la  rabbia  del  padre,  al  quale esprimo  un  cordoglio  sentito,
  presente, non formale, rinviando un confronto a un incontro privato
  e  riservato.  Le  autorità accademiche vigilano su  correttezza  e
  trasparenza  di  atti e procedure, ma purtroppo,  come  ogni  altra
  realtà  che  fa  parte della società, l'Università non  può  essere
  considerata   in   ogni   sua  parte  del  tutto   impermeabile   a
  sollecitazioni  e  pressioni.  Questo,  al  netto  di  ogni  facile
  strumentalizzazione,  deve  essere  occasione  di  riflessione  per
  tutti');

   il  rettore in persona si era quindi impegnato, sui giornali  e  a
  casa  della  famiglia Zarcone per l'intitolazione dell'aula  e  per
  l'assegnazione   del  dottorato  alla  memoria;  la   proposta   di
  intitolare  l'aula promessa a Norman non ha però ancora trovato  la
  dovuta  accoglienza da parte del senato accademico,  dopo  i  primi
  messaggi  favorevoli  resi  pubblici;  addirittura  è  stata  fatta
  rimuovere  una  targa  alla  memoria affissa  simbolicamente  dagli
  studenti  all'interno della facoltà di Lettere, al fine di scuotere
  i  vertici accademici sulla immediata intitolazione. Questa  azione
  disonesta,  definita 'vigliacca' dal padre, il giornalista  Claudio
  Zarcone,  è  stata stigmatizzata dal mondo politico,  dei  media  e
  della società civile in senso bipartisan;

   visto che:

   in  seguito  all'ipotetico diniego (perché siamo nel  campo  delle
  ipotesi),  mai espresso palesemente ma lasciato solo intendere  con
  delibere   e   dichiarazioni  dal  retrogusto   sibillino',   della
  disponibilità      dell'ateneo  palermitano  ad  acconsentire  alla
  richiesta  del Ministro e degli studenti di intitolare  l'aula  (va
  ricordato  che  vi  è, in aggiunta alle promesse  del  rettore,  un
  petizione  firmata  dagli studenti e protocollata  agli  atti),  il
  padre  del dottorando suicida, a partire dal giorno 10 gennaio,  ha
  iniziato  uno  sciopero della fame di protesta  contro  gli  organi
  dell'ateneo  palermitano per la difesa e il rispetto della  memoria
  del figlio;

   la  fama  di Norman Zarcone ha valicato i confini nazionali  e  la
  stessa  Carla  Bruni-Sarkozy ha inteso esprimere il  suo  personale
  cordoglio alla famiglia Zarcone, a riprova del sentimento condiviso
  che  la tragedia ha suscitato nell'animo di tutti coloro che vedono
  in Norman il simbolo di una battaglia per la legalità, cui facciamo
  appello come classe politica e dirigente, anche nel contesto  delle
  università  siciliane;  Norman  (se  ne  facciano  una  ragione   i
  barricaderi che difendono ancora privilegi e rendite di  posizione)
  è   ormai   un   simbolo  indiscusso  di  legalità   e   democrazia
  nell'immaginario collettivo della nazione, un vessillo di  lotta  e
  restituzione  del  merito  a chi studia  e  lavora  seriamente.  Il
  dottorando, tanto per la memoria, faceva d'estate anche il  bagnino
  in un circolo nautico di Palermo, per imparare, come da egli stesso
  confidato,  l'etica  del lavoro. E malauguratamente  per  baroni  e
  vassalli',  egli è un simbolo bipartisan, 'multipartisan',  che  ha
  commosso  e  continua a commuovere la politica  nel  suo  complesso
  oltre che la società civile e la stampa nazionale;

   la  tragica  storia  di Norman, che ha portato  ancora  una  volta
  all'attenzione  dei  media  e  delle  istituzioni  il  tema   della
  meritocrazia negli atenei italiani, e nella fattispecie  siciliani,
  è  sintomatica  di  quante  zone d'ombra si  annidino  anche  nelle
  massime  agenzie  formative  ed educative  come  le  università;  è
  proprio  per  questo  che la politica non può abiurare  il  proprio
  mandato  di controllo e propulsione della legalità. E' proprio  per
  questo che la politica saprà vigilare;

   per sapere:

   se  non ritengano di raccordarsi col Ministro Mariastella Gelmini,
  per affrontare insieme la vicenda attraverso iniziative comuni;

   se  non  ritengano di attivarsi anche personalmente presso  il  al
  fine   di   verificare   l'effettiva   disponibilità   a   disporre
  l'intitolazione  di  un aula della rettore dell'ateneo  facoltà  di
  Lettere  e  del  dottorato  alla memoria del  brillante  dottorando
  scomparso  prematuramente; tutto ciò in tempi brevi, rappresentando
  che quella targa su un'aula e il dottorato alla memoria sono non un
  'risarcimento' alla famiglia (come surrettiziamente oggi  sostenuto
  dal  rettore), poiché niente potrà mai risarcire la perdita  di  un
  figlio o di un fratello, bensì un gesto di partecipazione umana  ad
  una  tragedia che è collettiva e non solo individuale. Diversamente
  il rettore chiarisca una volta per tutte, le motivazioni vere di un
  ripetuto diniego, peraltro mai formulato esplicitamente ma solo con
  mezze   frasi,   senza  bizantinismi  semantici  o   argomentazioni
  retoriche  come  quella  del  risarcimento',  cui  nessuno,  né  la
  famiglia,  né  la  società civile, né gli studenti,  ha  fatto  mai
  appello.  Né  tanto meno la politica potrebbe fare appello  ad  una
  così   poco   dignitosa  e  volgare  considerazione   della   morte
  individuale, della tragedia, e del dolore collettivo;

   se  non  ritengano, in ultima analisi, di portare la questione  in
  Giunta   regionale   ed   eventualmente  deliberare   anche   altri
  provvedimenti  atti  a perpetuare la figura di chi,  pur  ottenendo
  eccellenti  risultati nel campo dell'università e della ricerca,  è
  stato  isolato  da  un sistema autoreferenziale che  lascia  troppi
  margini alle concezioni familistiche e alle logiche baronali' nelle
  università,  non  casualmente  negli  atenei,  compreso  quello  di
  Palermo, figurano troppi nomi simili o apparentamenti noti; in  tal
  senso sarebbe opportuna un'accelerazione da parte del Governo della
  Regione  per la nascita della fondazione Norman Zarcone' proponendo
  un  emendamento  in  finanziaria avente i  medesimi  contenuti  del
  disegno di legge da noi presentato e depositato». (1626)

                                                             MARROCCO

   «All'Assessore  per  la salute, premesso che  presso  l'ASP  9  di
  Trapani  nel  mese  di  maggio 2010 sono stati assegnati  incarichi
  semestrali   di  ORL  (otorinolaringoiatria)  ai  dottori   Abbate,
  Sciandra e Martingiglio, rispettivamente primo, secondo e terzo  in
  graduatoria;

   rilevato che:

   mentre   i   primi  due  sono  specialisti  in  ORL,  il   dottore
  Martingiglio  risulterebbe specialista in  audiologia,  branca  non
  chirurgica;

   la  dottoressa Sciandra, non svolgendo servizio in sala operatoria
  né  lavoro  notturno  (ai  sensi del testo unico  della  maternità,
  decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001) essendo al sesto mese
  di  gravidanza al momento dell'assunzione, ha svolto il suo  lavoro
  fino  all'ultimo giorno previsto dalla legge (cioè fino al  settimo
  mese compiuto) prima di entrare in astensione obbligatoria;

   considerato che alla scadenza dei contratti (23 novembre 2010) non
  ha  visto  rinnovato  il proprio in quanto in  atto  in  astensione
  obbligatoria  e  nonostante che la scadenza (30 novembre  2010)  le
  avrebbe consentito di rientrare al lavoro dopo una sola settimana e
  potendo,  quindi, espletare gli altri sei mesi, mentre il contratto
  veniva rinnovato al primo e al terzo medico in graduatoria;

   per sapere:

   se  il terzo medico della graduatoria fosse o sia in possesso  dei
  requisiti richiesti per svolgere l'incarico di ORL;

   se  non ritenga che nella vicenda in questione siano stati violati
  principi  e  diritti del lavoratore, rinnovando il contratto  a  un
  medico  posizionato  dopo la dottoressa Sciandra  e,  per  di  più,
  neanche in possesso della specializzazione in ORL;

   se  non  riscontri nella scelta operata dall'ASP 9 di  Trapano  il
  tentativo  di  eludere i diritti previsti per la recente  maternità
  della dottoressa Sciandra (orario ridotto a 4,20 ore, esenzione dai
  turni notturni fino al primo anno di vita del figlio);

   se  non  ritenga  che, essendo stati violati i  princìpi  previsti
  dagli  articoli 31 e 37 della Costituzione a tutela della famiglia,
  della  maternità  e  dell'infanzia e della donna lavoratrice,  vada
  fatta  una  ispezione per verificare la correttezza delle procedure
  adottate». (1627)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   i  consorzi per le aree di sviluppo industriale costituiscono enti
  pubblici non economici, dotati di personalità giuridica, sui  quali
  la  Regione  esercita  la duplice funzione di direzione  (indicando
  propri rappresentanti negli organismi) e di vigilanza e controllo;

   da molteplici e concordanti fonti si apprende che il consorzio ASI
  di   Catania  versa  in  una  situazione  finanziaria  estremamente
  critica, con un'esposizione debitoria di circa 11 milioni di euro;

   tale  situazione  rischia di condurre l'ente  stesso  al  collasso
  finanziario per effetto delle procedure esecutive avviate da alcuni
  dei creditori;

   ritenuto che:

   nelle   more  del  riordino  del  sistema  dei  consorzi   ASI   è
  indispensabile garantire la continuità dell'erogazione dei  servizi
  alle imprese e tutelare il personale;

   l'attuale  gestione  commissariale, al pari della  precedente,  ha
  avviato  un  percorso  di  risanamento,  mediante  alienazione   di
  partecipazioni azionarie ed immobili per far fronte ai pagamenti;

   per conoscere:

   quale  sia,  in  dettaglio,  l'attuale situazione  patrimoniale  e
  finanziaria  del  consorzio ASI di Catania ed in particolare  quale
  sia  la  natura  e l'entità dei debiti fuori bilancio  e  come  gli
  stessi siano stati generati;

   se  intendano  procedere ad un'indagine ispettiva  sulle  gestioni
  passate del consorzio per accertare le eventuali responsabilità;

   quali  iniziative  si  intendano intraprendere  per  garantire  il
  risanamento finanziario e la piena funzionalità dell'ente». (1631)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   la   ditta   appaltatrice  che  doveva  procedere  ai  lavori   di
  demolizione  dell'immobile confiscato alla mafia a Balestrate  (PA)
  si è improvvisamente ritirata;

   tale  situazione  mette in evidenzia il pericolo di  recrudescenza
  del   fenomeno   della  mafia  ed  il  pericolo  di  tentativi   di
  condizionamento   del   territorio  da  parte   dell'organizzazione
  criminale;

   considerato che la gestione e l'utilizzo dei beni confiscati  alla
  mafia rappresenta un concreto strumento di lotta alla criminalità;

   ritenuto che sulla vicenda si reputa necessario l'intervento della
  Regione;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbiano adottato per la demolizione del  bene
  sito  a  Balestrate  e  confiscato alla  mafia  che  doveva  essere
  demolito dalla ditta Bagnato, appaltatrice della gara;

   quali  provvedimenti abbiano adottato per verificare i motivi  che
  hanno  indotto la ditta Bagnato a ritirarsi e non eseguire i lavori
  di demolizione». (1634)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   la  seicentesca  tonnara di Santa Panaria  in  Siracusa,  oggi  di
  proprietà   della  Regione  siciliana,  rappresenta  una   preziosa
  rappresentanza di archeologia industriale, inserita in un  contesto
  paesaggistico di straordinaria bellezza;

   nel  '98  il complesso edilizio fu oggetto di parziali  lavori  di
  recupero  per una spesa di lire 10.560.000.000, a valere sui  fondi
  del Programma operativo plurifondo della Sicilia, Misura 2.4;

   negli  anni successivi il complesso restaurato rimase inutilizzato
  ed  in  balia  di  vandali  e ladri che ne  distrussero  il  tetto,
  utilizzando  la  loggia come ricovero per animali,  danneggiando  e
  sporcando  con vernice spray molti ambienti, adibendo a bivacco  la
  splendida chiesetta dedicata a S. Lucia;

   in  occasione  delle edizioni del 2005 e del 2006 di  Salvalarte',
  la  campagna  di Legambiente rivolta alla tutela e alla  promozione
  del  patrimonio culturale della Sicilia, la Soprintendenza ai  beni
  culturali e ambientali di Siracusa presentò il progetto di restauro
  del  complesso  finalizzato  alla  realizzazione,  all'interno  del
  monumento,  di  un museo paleontologico, senza che  tuttavia  alcun
  intervento seguisse alla presentazione;

   in  data  18  febbraio  2008,  rispondendo  ad  una  richiesta  di
  Legambiente,  la Soprintendenza ai beni culturali e  ambientali  di
  Siracusa  comunicò  che il nuovo progetto di intervento  era  stato
  approvato   per   un   importo  di  lire  10.917.898,75,   previsto
  all'interno del POR Sicilia 2000-2006, poi finanziato  con  DDG  n.
  5627 del 20 marzo 2009;

   in data 4 settembre 2009 fu pubblicato nella GURS, parte II, n. 36
  del  4  settembre 2009 il bando di gara che, a seguito  di  ricorso
  amministrativo  proposto dall'ANCE di Siracusa avverso  il  mancato
  aggiornamento  dei  prezzi  dopo  l'entrata  in  vigore  del  nuovo
  prezziario regionale, fu sospeso in sede cautelare da parte del TAR
  di Catania in data 13 ottobre 2009;

   il TAR di Catania, con sentenza n. 52/2010 dell'11 giugno 2010, ha
  annullato   il   sopra   menzionato   bando   di   gara    relativo
  all'affidamento mediante pubblico incanto dell'appalto dei   lavori
  di restauro e sistemazione mussale della Tonnara di Santa Panaria a
  Siracusa da destinare al Museo del Mare';

   il  complesso monumentale versa in gravi condizioni di dissesto  e
  risulta  invaso  da  erbe  infestanti, abbandonato  alla  mercé  di
  vandali e circondato da rifiuti e discariche di ogni tipo;

   per sapere:

   la  sussistenza  di  eventuali responsabilità nella  gestione  del
  bene,  che ha portato a vanificare l'intervento eseguito  nel  1998
  per una spesa di lire 10.560.000.000;

   l'eventuale responsabilità nei ritardi accumulati per il  recupero
  e  la  fruizione del bene, ad oltre dieci anni dalla fine dei primi
  lavori di recupero;

   quali  provvedimenti  si  intendano  adottare  per  arrestare   il
  progressivo  degrado del complesso ed avviarne i definitivi  lavori
  di  recupero  e  fruizione,  anche alla luce  della  responsabilità
  amministrativa   per   danno  erariale   a   cui   sarebbe   sposta
  l'Amministrazione regionale dinanzi a alla Corte dei conti  per  il
  mancato  esito  delle ingenti risorse spese a  fronte  delle  gravi
  condizioni di degrado in cui versa l'immobile». (1648)

                                                        DE BENEDICTIS

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che il tratto di costa del comune  di  Messina
  che  insiste tra i torrenti Giampilieri e Briga è soggetto a  gravi
  fenomeni  di  erosione, in un territorio interessato dalla  tragica
  alluvione dell'1 ottobre 2009;

   considerato che:

   il  predetto tratto di costa è prospiciente ai centri  abitati  di
  Giampilieri Marina e Briga Marina; di recente le mareggiate,  hanno
  danneggiato  alcune  abitazioni, mettendo  a  rischio  l'incolumità
  delle  persone; il comune di Messina, più volte sollecitato, non  è
  stato  in  grado  di approntare alcun intervento di salvaguardia  e
  messa in sicurezza;

   lo  stesso  comune, comunque, ha trasmesso agli  organi  regionali
  competenti  la  richiesta  di realizzare interventi  a  tutela  dei
  centri abitati;

   il  piano  stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (P.A.I.)
  inserisce  il  predetto tratto di costa tra le aree  a  rischio  di
  erosione  e,  perciò, meritevoli di intervento;  la  gravità  della
  situazione  ha indotto la Protezione civile regionale  ad  allocare
  alla  foce dei due torrenti, per favorire un ripascimento naturale,
  il  materiale proveniente dalla ripulitura dei torrenti Giampilieri
  e Briga;

   il   ripascimento  naturale  non  appare,  però,   sufficiente   a
  salvaguardare  l'abitato  dalle forti  mareggiate;  le  valutazioni
  tecniche,  degli  uffici  comunali preposti,  prevedono  interventi
  strutturali  per impedire che il mare invada, come è gia  accaduto,
  il centro abitato;

   il  comitato  'SOS  MARE',  interpretando  la  preoccupazione  dei
  cittadini, ha sollecitato, ripetutamente, le autorità competenti  a
  realizzare interventi a tutela dell'abitato;

   il  sottoscritto interrogante, in precedenti atti parlamentari, ha
  segnalato  la  gravità  della  situazione,  ma  dopo  l'inserimento
  dell'area nel P.A.I., da parte dell'Amministrazione non sono  stati
  prodotti gli interventi necessari;

   per  sapere  se  non  valutino necessario  prevedere,  nell'ambito
  dell'utilizzazione  dei  fondi destinati  agli  interventi  per  il
  miglioramento  dell'assetto  idrogeologico  e  per  la   messa   in
  sicurezza   delle  aree  interessate  dai  fenomeni  di   dissesto,
  interventi  a  tutela  dei predetti centri abitati  del  comune  di
  Messina al fine di rassicurare i cittadini di un'area colpita dalla
  disastrosa  alluvione  dell'1  ottobre  2009  sulla  volontà  della
  Regione di realizzare le opere necessarie per la salvaguardia e  la
  messa in sicurezza del territorio». (1649)

                                                            PANARELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: gli onorevoli Laccoto  e
  Rinaldi per oggi; l'onorevole Ragusa per l'intera settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   DE LUCA, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e   la  mobilità,  premesso  che  l'amministratore  delegato  delle
  Ferrovie  dello  Stato ha deciso che a partire  dai  prossimi  mesi
  prenderà  corpo  la soppressione, l'interruzione e la  sostituzione
  con   autobus  della  stragrande  maggioranza  dei  treni  a  lunga
  percorrenza,  con ripercussioni pesantissime per gli  utenti  delle
  province sud-orientali dell'Isola;

   considerato che:

   questa  scelta  politico-amministrativa segue  alla  già  operante
  scelta di tagliare il 50 per cento delle carrozze dei treni a lunga
  percorrenza;

   tutto  ciò  fa prevedere, con rammarico, un ulteriore e gravissimo
  ridimensionamento delle Ferrovie dello Stato in Sicilia;

   di    conseguenza,   si   profilano   drammatiche    ripercussioni
  occupazionali  per i dipendenti delle FS e, inoltre, grossi  disagi
  si  verificheranno  per i passeggeri che dovranno  interrompere  il
  proprio viaggio in treno e proseguirlo con altri mezzi (autobus);

   le   scelte   aziendali   delle  Ferrovie  dello   Stato   vengono
  giustificate con la scarsità di risorse disponibili e dalle  scelte
  e  dai  tagli  attuati dal Ministero dell'economia, che  non  fanno
  altro  che  confermare la mancanza di idee e progetti a favore  del
  sud del Paese da parte del Governo nazionale;

   per sapere:

   se ritengano necessario intervenire presso i tavoli e i canali del
  Governo  nazionale affinché si sollecitino le Ferrovie dello  Stato
  ad  invertire la rotta, annullando i tagli previsti per i  treni  a
  lunga percorrenza;

   se  l'amministratore delegato di FS abbia intenzione di  mantenere
  gli   impegni  presi  con  la  Regione  siciliana  di  rendere  più
  efficiente  il trasporto ferroviario tramite cospicui  investimenti
  sia   per   l'ammodernamento  della  rete  ferroviaria,   sia   per
  l'ammodernamento di vagoni e vettori di trasporto;

   se  intendano  convocare  le  parti  sociali  per  scongiurare  il
  licenziamento di decine di dipendenti di FS». (1618)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nella  rimodulazione della rete ospedaliera proposta  dall'ASP  di
  Catania  non sono stati rispettati elementari diritti d'uguaglianza
  dei   cittadini   in   considerazione  della  distribuzione   della
  popolazione nell'ambito dei vari distretti sanitari;

   nel  caso del presidio ospedaliero di Giarre (CT), non sono  stati
  valutati parametri di efficienza e di produttività né parametri  di
  carattere sociale e geografico;

   considerato che:

   nel corso di un incontro tra i rappresentanti dei dieci comuni del
  distretto  sanitario, l'Assessore per la salute ha  dichiarato  che
  l'ospedale  di Giarre avrebbe avuto un pronto soccorso d'eccellenza
  e, nel breve termine, un polo riabilitativo regionale;

   il  direttore generale, Giuseppe Calaciura, prometteva, durante un
  incontro   con  la  speciale  commissione  sanità  della  provincia
  regionale, che a marzo l'ospedale di Giarre avrebbe avuto il  nuovo
  pronto soccorso;

   ritenuto che:

   a distanza di un anno ciò non è stato realizzato;

   l'ospedale di Giarre continua a essere depotenziato;

   qualche mese fa il dirigente medico, dottore Salvatore Scala,  ha,
  addirittura, scritto: 'A causa di carenza di personale  tecnico  di
  radiologia,  non  è  possibile garantire  la  pronta  disponibilità
  radiologica, notturna e festiva e di effettuare, quindi,  esami  di
  diagnostica radiologica tradizionale e per immagini in urgenza';

   per sapere:

   quali siano le ragioni per le quali, ai fini della rimodulazione e
  della  determinazione  dei posti letto e dei servizi  sanitari  nel
  territorio,  non  siano  stati rispettati  criteri  di  valutazione
  basati  sulle  attività degli ospedali e su parametri di  carattere
  sociale e geografico;

   le   ragioni  del  completo  abbandono  dell'ospedale  di   Giarre
  nonostante le nuove strutture e l'enorme bacino di utenza servito».
  (1620)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   lo  scorso 10 gennaio ignoti hanno rimosso la targa apposta  dagli
  studenti  nell'aula magna della facoltà di lettere  dell'Università
  di Palermo in memoria di Norman Zarcone, il dottorando in Filosofia
  che nel mese di settembre si è tolto la vita;

   l'episodio  legato al suicidio del giovane Norman aveva  suscitato
  l'attenzione  anche  delle istituzioni,  che  avevano  espresso  la
  volontà  di intitolare un'aula di Lettere per ricordare la  memoria
  del  giovane, il quale aveva vissuto il terrore di non riuscire  ad
  entrare nel mondo accademico per le difficoltà che spesso dipendono
  da logiche 'baronali' e non dai propri meriti;

   considerato che:

   la sparizione della targa rappresenta un gravissimo episodio;

   nonostante le sollecitazioni del Ministro dell'istruzione, ad oggi
  non è stata data attuazione all'intitolazione dell'aula;

   ritenuto che la rimozione della targa è un episodio che offende la
  memoria di Norman Zarcone;

   per   sapere  quali  provvedimenti  abbiano  adottato   per   dare
  attuazione all'intitolazione dell'aula in memoria di Norman Zarcone
  presso  la  facoltà  di  Lettere  e  Filosofia  dell'Università  di
  Palermo». (1621)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   per  i lavoratori dipendenti dei consorzi agrari in servizio  alla
  data dell'1 gennaio 1997 e successivamente collocati in mobilità, e
  per  i  lavoratori  che,  in  base  ai  piani  di  riorganizzazione
  aziendale,  non rientrano nell'organico aziendale, il comitato  per
  il  coordinamento  delle  iniziative  per  l'occupazione  aveva  il
  compito  di  individuare  le  modalità di  ricollocamento  di  tale
  personale  presso  enti  pubblici e privati  operanti  nel  settore
  agricolo    e    dei   servizi   all'agricoltura,   anche    previa
  riqualificazione  professionale dei  lavoratori  interessati.  Alle
  imprese private che assumono detti lavoratori saranno applicate  le
  agevolazioni contributive previste dall'articolo 8, commi 2 e 4,  e
  dall'articolo 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991,  n.  223,  e
  successive modificazioni;

   il   comitato   per   il   coordinamento  delle   iniziative   per
  l'occupazione ha predisposto l'atto deliberativo n.  3985-L  del  6
  aprile  2001  con  il  quale sono state  indicate  le  modalità  di
  ricollocamento  dei  lavoratori dipendenti dei consorzi  agrari  in
  servizio alla data dell'1 gennaio 1997;

   in  caso  di  chiusura  definitiva delle  attività  o  di  settori
  dell'attività, al personale dei consorzi agrari ancora in  servizio
  presso  gli stessi, si applica la disciplina di cui all'articolo  2
  della l.r. n. 21 del 28 novembre 2002;

   considerato che l'articolo 127, comma 9, della legge regionale  n.
  11  del 12 maggio 2010 dispone che, in attuazione dell'art. 18  del
  decreto-legge n. 207/2008, convertito con modificazioni in legge n.
  14/2009,  il  termine di cui all'art. 2, comma  2,  della  l.r.  n.
  21/2002  è  prorogato al 31 dicembre 2009 per i lavoratori  già  in
  servizio alla stessa data;

   ritenuto   che  l'Ufficio  legislativo  e  legale  della   Regione
  siciliana  ha espresso parere favorevole al passaggio del personale
  dipendente  dei  consorzi agrari in servizio al  31  dicembre  2009
  presso  l'area speciale transitoria ad esaurimento istituita presso
  la Resais s.p.a;

   per  sapere  quali provvedimenti abbiano o intendano adottare  per
  dare  attuazione  ai  benefici  di legge  garantiti  ai  lavoratori
  dipendenti  dei  consorzi agrari in servizio sino  al  31  dicembre
  2009». (1622)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all' Assessore per il turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   con  la  legge  15  settembre 2005, n. 10 'Norme per  lo  sviluppo
  turistico  della Sicilia e norme finanziarie urgenti',  sono  stati
  istituiti i distretti turistici locali;

   la legge ha previsto all'art. 7 che, per il loro riconoscimento, i
  distretti    avrebbero   dovuto   presentare    richiesta    presso
  l'Assessorato  a  documentazione  del  perseguimento  di   finalità
  precise, così come stabilito dalla legge;

   considerato  che  solo nel 2010, a distanza di cinque  anni  dalla
  promulgazione  della  legge, è stata istituita  dall'Assessore  pro
  tempore   la   commissione  siciliana  per  la  valutazione   della
  documentazione  necessaria  ad  ottenere  lo  status  di  distretto
  turistico della Regione;

   da  notizie apprese dalla stampa, in attesa di esame vi  erano  le
  richieste di 15 distretti territoriali e 12 distretti tematici;

   la commissione, composta da dirigenti regionali, rappresentanti di
  categoria e URPS, avrebbe dovuto concludere i lavori d'esame  entro
  trenta  giorni dalla sua costituzione, ma che ad oggi non risultano
  essere  stati valutati i piani di sviluppo turistico  e  gli  altri
  requisiti  necessari per ottenere il riconoscimento  dei  distretti
  turistici locali;

   ricordato  che  la  mancata costituzione dei  distretti  turistici
  locali non ha consentito di dare compiuta attuazione alla legge sul
  turismo  e  soprattutto non permette a tutt'oggi di attingere  alle
  risorse  comunitarie messe a disposizione con il POR FESR 2007/2013
  per   il   finanziamento  di  azioni  volte  al  consolidamento   e
  all'innovazione della progettualità in ambito turistico;

   per sapere:

   se siano a conoscenza del fatto che la commissione ad hoc nominata
  per  la  valutazione dei piani turistici e dei requisiti essenziali
  per  il riconoscimento dei distretti non avrebbe portato a termine,
  entro i tempi previsti dalla sua nomina, il compito affidatole;

   se  non  ritengano di dover intervenire con la massima urgenza  al
  fine  di redigere l'elenco dei distretti turistici locali siciliani
  e finalmente dare esecuzione al disposto normativo vigente». (1623)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                                        SCOMA-MANCUSO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'Assessorato  regionale della salute avrebbe  dovuto  annualmente
  effettuare  la  valutazione dei direttori  generali  delle  aziende
  sanitarie ed ospedaliere della Regione siciliana;

   ancorché  si  tratti di attività dovuta per legge e per  contratto
  stipulato   con   gli  stessi  direttori  generali  delle   aziende
  sanitarie,  la  stessa non è stata effettuata  per  gli  anni  2004
  (definizione della procedura già avviata), 2005, 2006, 2007, 2008 e
  2009  sino al 30 agosto, per il periodo cioè in cui erano in carica
  i  precedenti  direttori generali, quasi interamente  sostituiti  a
  seguito   delle  nuove  nomine  effettuate  con  decorrenza   primo
  settembre 2009, data di avvio della riforma sanitaria di  cui  alla
  l.r. n. 5/2009;

   inopinatamente l'Assessorato regionale della salute ha  deciso  di
  effettuare tali valutazioni solo per il recente periodo riguardante
  settembre-dicembre 2009, valutando positivamente tutti i  direttori
  generali nominati dal Governo Lombardo;

   la decisione di valutare solo i nuovi direttori generali, nominati
  dal  Governo  Lombardo,  non  appare in  linea  con  le  previsioni
  normative, come ad esempio quelle sull'obbligo di trattazione delle
  pratiche  in  stretto  ordine cronologico, il  rispetto  della  par
  condicio  creditorum  (l'obbligo, quindi, di pagare  chi  vanta  un
  credito  a partire dal più antico), come evidenziato dall'assessore
  Russo in una direttiva del 2009;

   l'Assessorato  della salute ha omesso di effettuare le  precedenti
  valutazioni  dal 2004 in poi impedendo, quindi, di conoscere  quali
  siano  state  le performance dei precedenti direttori generali  che
  non sono stati riconfermati;

   poiché gli obiettivi del piano di rientro sono stati centrati, per
  buona  parte,  è  conseguenza palese  che  il  merito  deve  essere
  ascritto  anche,  se  non principalmente, a  molti  dei  precedenti
  direttori   generali  cui  non  bisogna  dare  alcuna  patente   di
  funzionalità ed efficienza per ovvi motivi;

   la decisione assunta dall'Assessorato è, inoltre, contra legem per
  diversi motivi, ed innanzi tutto per la mancata applicazione  delle
  disposizioni di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,
  ed  in  particolare  dell'articolo 11, comma 8,  che  prescrive  la
  modalità  di  valutazione e soprattutto il dovere  di  trasparenza,
  cioè  di  rendere  conto  -  mettendo sul  sito  web  istituzionale
  dell'Assessorato - oltre che degli obiettivi assegnati,  anche  dei
  risultati raggiunti e la modalità di valutazione;

   inoltre,  la  valutazione degli ultimi 4 mesi  del  2009  è  stata
  effettuata da un tavolo tecnico di cui non si conoscono le modalità
  di   scelta  dei  componenti  ed  il  relativo  curriculum,  né  la
  composizione,  non  essendo stati inseriti sul  sito  istituzionale
  tali dati, come prescritto dalle vigenti disposizioni di legge;

   considerato che:

   l'Assessore  per la salute non ha ancora chiarito  le  valutazioni
  inerenti  al  raggiungimento degli obiettivi  né  per  i  trimestri
  dell'anno 2010 né per il periodo complessivo annuale;

   lo  stesso  Assessore non ha ancora assegnato  gli  obiettivi  per
  l'anno  2011  ai  direttori  generali delle  aziende  sanitarie  ed
  ospedaliere siciliane;

   tra  gli obiettivi assegnati per gli ultimi quattro mesi del  2009
  non  vi era alcun obiettivo reale e concreto (tranne l'elaborazione
  di  un  piano ipotetico, per l'abbattimento delle liste di attesa),
  né per una verifica puntuale e concreta dei risultati conseguiti;

   inoltre, non si ha notizia del fatto che siano stati costituiti  i
  servizi ispettivi previsti dalla legge, ai sensi degli articoli  1,
  comma  62,  della  legge  23  dicembre 1996,  n.  662,  (misure  di
  razionalizzazione  della  finanza pubblica),  11  del  decreto  del
  Ministero   della   sanità  28  febbraio  1997  (attività   libero-
  professionale  e  incompatibilità  del  personale  della  dirigenza
  sanitaria  del  servizio sanitario nazionale) e 6 del  decreto  del
  Ministero   della   sanità   31  luglio   1997   (attività   libero
  professionale  e  incompatibilità  del  personale  della  dirigenza
  sanitaria del SSN), che hanno, tra l'altro, i compiti di verificare
  l'attività professionale svolta sia intramoenia che extramoenia;

   non  si  è  a  conoscenza se l'Assessore per la salute abbia  dato
  direttive   al  riguardo  o  se  abbia  controllato  sull'effettiva
  costituzione ed attivazione dei servizi ispettivi;

   per sapere:

   se e quando provvederanno a notificare e comunicare i risultati di
  gestione  ed il raggiungimento o meno degli obiettivi ai  direttori
  generali in carica nel periodo del 2004, 2005, 2006, 2007,  2008  e
  2009,  sino  al  30  agosto,  atteso che,  contrariamente  ad  ogni
  principio   di   trattazione  delle  pratiche  in  stretto   ordine
  cronologico ha dato seguito alla valutazione dei direttori generali
  solo  per  i  quattro mesi di settembre-dicembre 2009 omettendo  la
  valutazione su tutta l'attività pregressa;
   se  e quando daranno esecuzione alla disposizione di legge, ed  in
  particolare al decreto Brunetta n. 150 del 2009, applicabile  nella
  Regione  siciliana, in materia di trasparenza con la  pubblicazione
  dei  risultati  raggiunti dalle aziende sanitarie ed ospedaliere  e
  dai  rispettivi direttori generali, del metodo adottato (così  come
  prevede  espressamente il terzo comma dell'art. 19  della  l.r.  14
  aprile  2009,  n. 5), dei curricula dei soggetti che effettuano  la
  valutazione,  la  cui nomina deve ovviamente essere preventivamente
  sottoposta  al parere obbligatorio della I Commissione  legislativa
  permanente dell'ARS Affari istituzionali';

   se  e  quando  daranno esecuzione alle disposizioni  di  legge  in
  materia di Servizio Ispettivo 'non solo facendolo istituire  presso
  le  aziende  sanitarie, ma soprattutto con una  effettiva  attività
  ispettiva  con  finalità prioritari di prevenzione e  non  solo  di
  repressione  di  fenomeni distorsivi in materia di  gestione  delle
  liste di attesa;

   se  e  quando  assegneranno ai direttori  generali  delle  aziende
  ospedaliere  e  sanitarie gli obiettivi  per  il  2011  dopo  avere
  sottoposto  gli  stessi al parere della VI Commissione  legislativa
  permanente Servizi sociali e sanitari';

   se  tra  gli obiettivi che saranno assegnati ai direttori generali
  delle  aziende sanitarie per il corrente anno saranno inseriti  gli
  obblighi  derivanti dall'art. 22 della l.r. 5 del  14  aprile  2009
  (riduzione  dei  tempi di attesa) che per il  2010  hanno,  invece,
  registrato un notevole allungamento;

   quale  sia la situazione delle liste di attesa all'1 gennaio  2010
  presso  tutte  le aziende sanitarie della Sicilia  e  quale  quella
  dell'1 gennaio 2011, cioè dopo sedici mesi dall'avvio della riforma
  sanitaria». (1625)

                                                           BARBAGALLO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   in  data  29  settembre 2003 il consiglio comunale di Siracusa  ha
  approvato  lo  schema di massima del piano regolatore generale  del
  porto di Siracusa;

   tale  piano giace da quasi sette anni presso gli uffici competenti
  dell'Assessorato  territorio  e ambiente  per  la  relazione  della
  progettazione definitiva;

   tale  piano esclude in ogni caso le aree del porto piccolo e della
  baia  Santa  Panaria  dalla possibilità di realizzazione  di  porti
  turistici;

   considerato,  invece,  che  nel  corso  dell'ultima   seduta   del
  consiglio comunale di Siracusa, il sindaco della città di  Siracusa
  ha fatto riferimento a ben tre procedure amministrative riguardanti
  la realizzazione dei porti turistici e precisamente:
   1) marina di Archimede, in fase di realizzazione;
   2) società Spero adiacente al primo;
   3)  altra richiesta di porto turistico è stata avanzata per l'area
  prospiciente  il  parcheggio Talete da  parte  della  società  Port
  Royal,  il  cui  iter  è alle battute iniziali e  che  insisterebbe
  proprio su una delle aree escluse dallo schema di massima del nuovo
  piano regolatore del porto;

   ritenuto che:

   già  in  sede  di redazione del piano regolatore del  porto  della
  città, un'abnorme previsione di incremento demografico della città,
  rivelatasi    però    assolutamente   errata,   sta    determinando
  un'ingiustificata ed elevata espansione della città che, in  alcuni
  casi,   sta   provocando  l'aggressione  di  parti  sensibili   del
  territorio cittadino;

   la  previsione  di  ben  tre  porti turistici  potrebbe  rivelarsi
  errata,  esattamente come quella sull'incremento demografico  della
  città;

   per sapere:

   se  non ritenga di dover accelerare l'iter di redazione del  piano
  regolatore  generale del porto di Siracusa, in modo da  evitare  da
  parte   dell'amministrazione   comunale   scelte   che   potrebbero
  determinare   gravi   guasti  ambientali  e   danni   irreversibili
  all'assetto  urbanistico  della città ed al  tempo  stesso  avviare
  ingiustificate operazioni immobiliari;

   se  non  ritenga  inoltre, nelle more di tale atto,  di  invitare,
  attraverso    gli   strumenti   a   disposizione   dell'Assessorato
  (commissario ad acta, ispezione, etc.), l'amministrazione  comunale
  a  non  assumere scelte non coerenti con le previsioni dello stesso
  piano». (1628)

                                                             MARZIANO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   non  poche  perplessità  e viva preoccupazione  desta  la  notizia
  appresa  dagli  organi  di  stampa del  provvedimento  assunto  dal
  Questore di Catania, dottor Pinzello, di interruzione, nella fascia
  oraria  compresa  tra  le 20 e le 8 del mattino,  del  presidio  di
  pubblica  sicurezza  all'interno dei pronto soccorso  dei  nosocomi
  'Garibaldi', 'Cannizzaro' e 'Vittorio Emanuele';

   la   motivazione  addotta  a  sostegno  della  decisione   assunta
  dall'autorevole rappresentante del Governo, concordata in  sede  di
  comitato  per l'ordine e la sicurezza pubblica, nasce dall'esigenza
  di  un  razionale impiego delle risorse disponibili  a  fronte  dei
  tagli  operati dal Governo nazionale. Dalle dichiarazioni rese  dal
  Questore,   basate  su  valutazioni  statistiche,  emergerebbe   la
  superfluità del presidio di pubblica sicurezza nei posti  fissi  di
  polizia dei nosocomi catanesi durante le ore notturne, giustificata
  da una scarsa se non assente esigenza di intervento;

   considerato che:

   il  provvedimento  de  quo  ha determinato  un'accesa  e  vibrante
  protesta   da  parte  dei  vertici  sanitari  dei  citati  nosocomi
  cittadini,  in considerazione della più che giustificata  necessità
  di  garantire, al personale tutto e ai numerosi cittadini che  ogni
  notte  fruiscono del servizio di pronto soccorso, quel  livello  di
  sicurezza  minimo che dovrebbe contraddistinguere un paese  che  si
  definisce civile;

   l'organico  della Questura di Catania, rispetto all'anno  2008,  è
  sottodimensionato  di  80  unità,  avendo  a  vario  titolo   perso
  trasferimenti,  pensionamenti, ecc. unità negli  ultimi  due  anni,
  purtroppo mai sostituite da colleghi. Questo fatto, nonostante  gli
  ottimi  risultati  conseguiti in tutti questi anni  dalla  Questura
  etnea, ha provocato e continua a provocare gravi disagi alle  forze
  dell'ordine nel controllo di un territorio difficile e bisognoso di
  aiuti  e grande attenzione da parte di un Governo nazionale sovente
  distratto  e  sordo rispetto a legittime richieste di potenziamento
  in  termini di risorse umane, tecniche e tecnologiche utili, quando
  non indispensabili, nella lotta alla criminalità organizzata e non;

   preso  atto  che  il  delicato  tema della  sicurezza,  gravemente
  compromesso  da  una  negativa quanto  incomprensibile  azione  del
  Governo nazionale, caratterizzata da pesanti tagli alle già  esigue
  risorse  disponibili,  vede  aggiungersi  oggi  un'ulteriore   nota
  negativa,  che  allontana  ancora  una  volta  i  cittadini   dalle
  istituzioni;

   per  sapere quali urgenti iniziative si intendano assumere  presso
  il Governo nazionale affinché si ristabilisca nella pianta organica
  della Questura di Catania un sufficiente numero di uomini impegnati
  in servizi di prevenzione, controllo e repressione del crimine e si
  ripristini, tra l'altro, l'essenziale continuità nell'arco delle 24
  ore  del  servizio  di  pubblica sicurezza presso  i  sopra  citati
  nosocomi catanesi». (1629)

            (L'interrogante richiede risposta con urgenza)

                                                                ARENA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso   che  il  direttore  generale  dell'ASP  di  Palermo   ha
  provveduto  a  liquidare  a se stesso e ai direttori  sanitario  ed
  amministrativo  la  premialità, che è pari al 20  per  cento  della
  retribuzione  percepita, per il periodo che va dall'1 settembre  al
  31 dicembre 2009;

    considerato che:

   a  memoria degli interroganti le uniche azioni che si è disposti a
  riconoscere  ai  soggetti di cui sopra sono lo  smantellamento  dei
  servizi per i soggetti affetti da autismo e Alzheimer, la riduzione
  dei  servizi  in  favore  dei disabili e  il  mancato  avvio  della
  rianimazione dell'ospedale di Partinico;

   ritenuto  che, solo per quanto citato sopra, gli stessi componenti
  la  direzione generale dell'ASP meriterebbero una diminuzione dello
  stipendio, se non l'allontanamento per incapacità gestionale;

   per  sapere  quali  siano  i criteri  in  base  ai  quali  si  sia
  riconosciuta la premialità ai soggetti di cui sopra  e  se  non  si
  ritenga   di   intervenire  urgentemente  al  fine  di  considerare
  ingiustificata  tale concessione, di evitare il  conseguente  danno
  alle  casse  della  Regione, e di restituire quanto  illogicamente,
  illegittimamente  ed  ingiustificatamente sia stato  percepito  dai
  soggetti menzionati». (1630)

                                            LEONTINI - SCOMA - CORONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso  che l'IRFIS mediocredito della Sicilia è stato istituito,
  quale ente di diritto pubblico, nel 1952 con decreto regionale, con
  l'obiettivo  di  promuovere  il  finanziamento  alle  industrie  in
  Sicilia;

   ricordato che:

   ad  oggi  la  ripartizione  del capitale societario  dell'istituto
  bancario vede la partecipazione della Regione siciliana con  il  21
  per  cento,  il  76  per cento in mano a Unicredit  e  la  restante
  percentuale ad altri;

   la  banca  ha  svolto e svolge tuttora un'importante  funzione  di
  servizio   e   di  raccordo  nella  promozione  di   programmi   di
  investimento presentati da piccole e medie imprese, prevalentemente
  a medio e lungo termine;

   la   struttura  dell'istituto  ha  accompagnato,  con   competenze
  consolidate, tanti imprenditori verso la presentazione di  progetti
  e  l'acquisizione  delle risorse necessarie, anche  in  riferimento
  alle   leggi   nn.   488   e   388   in   favore   delle   imprese,
  dell'imprenditoria giovanile e femminile e sull'e-commerce;

   ritenuto che:

   le   recenti  dichiarazioni  del  Governo  regionale  sul  destino
  dell'Irfis  ,nella  specifica volontà di  acquisire  totalmente  il
  capitale  azionario in carico alla Regione e trasformare l'istituto
  bancario  in  una  società finanziaria dalle  incerte  prospettive,
  lasciano  presagire  la  creazione di uno strumento  declassato  al
  servizio delle imprese;

   altresì  che  una  banca forte per il mediocredito  della  Sicilia
  dovrebbe  offrire al fragile tessuto della piccola e media  impresa
  siciliana   formule  efficaci  e  credibili  per   rilanciare   gli
  investimenti produttivi su base territoriale;

   sottolineato   che   la  riduzione  a  mera  società   finanziaria
  dell'Irfis,  così  come  annunciata  dal  Governo,  la   renderebbe
  piuttosto   debole   nel   contesto  di  un   mercato   finanziario
  globalizzato e in continuo movimento, lasciando presupporre  che  i
  risultati  raggiunti per tenere il passo con i  mercati  verrebbero
  vanificati da una neonata società finanziaria relegata al ruolo  di
  elargizione  di  prestiti  scollegati da  progetti  imprenditoriali
  adeguatamente valutati;

   considerato  che  un  serio confronto con la  seconda  Commissione
  legislativa   permanente   'Bilancio'   dell'Assemblea    regionale
  siciliana sui temi del credito e della trasformazione dell'Irfis in
  un  diverso  soggetto apporterebbe senza dubbio un valore  aggiunto
  alla  definizione  di  una  strategia  vincente  da  proporre  agli
  imprenditori e ai settori produttivi che nell'Isola esistono;

   per sapere:

   se non ritengano di dover concertare con la Commissione 'Bilancio'
  dell'ARS  tempi,  modi  e  procedure  per  la  valutazione  di  una
  strategia  e  per  l'acquisizione di strumenti  utili  al  fine  di
  rafforzare l'Irfis mediocredito della Sicilia nella propria  azione
  e nelle proprie competenze;

   se non ritengano, altresì, di dover approfondire tutti i possibili
  risvolti  che la trasformazione da Irfis - banca a Irfis -  società
  finanziaria  comporterebbe e dare lo stop alle iniziative  ad  oggi
  poste  in essere al fine di salvaguardare il patrimonio esistente».
  (1632)
             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   la  Regione siciliana, per il tramite del dipartimento bilancio  e
  tesoro,  ha stipulato un contratto di servizio per la progettazione
  e  la realizzazione del progetto per la diffusione del 'sistema  di
  protocollazione informatica della regione siciliana (SPIRS)' con la
  società  Sicilia e-Servizi s.p.a. per un ammontare  complessivo  di
  circa dodici milioni di euro;

   il  contratto di servizio prevede la fornitura presso  gli  uffici
  della  Regione  di strumenti tecnico-informatici attraverso  alcuni
  step: a partire dalla progettazione e management per finire con  la
  diffusione del protocollo informatico 'iride';

   l'allegato  dei costi per ciascuna voce contemplata sul  contratto
  di  servizio  evidenzia lo stanziamento di cifre  elevatissime  per
  ogni  singola  fornitura, come quella di un  milione  di  euro  per
  l'affrancamento on the job, ovvero per la formazione dei dipendenti
  che andranno ad utilizzare, una volta a regime, il nuovo software;

   considerato che:

   la  progettazione del sistema informatico costerà oltre un milione
  e  duecentomila euro, che la Regione acquisterà hardware e software
  per  oltre quattro milioni e mezzo di euro, che due sole voci,  tra
  le  22  complessive,  rappresentano un  evidente  spreco  a  fronte
  dell'opposta  posizione  assunta  dalle  amministrazioni  pubbliche
  delle  altre regioni d'Italia, mirata alla razionalizzazione  delle
  risorse ed al loro utilizzo consapevole;

   tra   le  voci  contemplate  nel  bilancio  2011,  approvato   dal
  Parlamento europeo, vi è quella relativa alla strategia UE  per  il
  Baltico, per le cui politiche di coesione sono stati stanziati  2,5
  milioni  di euro, evidenziando il paradosso regionale, dove  questa
  cifra   non  basterebbe  neppure  a  coprire  l'acquisto  di  nuovi
  computer;

   sottolineato che:

   dalla  data di formulazione della richiesta da parte della Regione
  alla  Sicilia  e-Servizi  di predisporre  un  progetto  di  massima
  finalizzato   alla   diffusione  del  sistema  di   protocollazione
  informatica presso tutti gli uffici dell'amministrazione regionale,
  in un solo giorno, e cioè all'indomani della predetta la richiesta,
  la società Sicilia e-Servizi ha trasmesso il progetto di servizio e
  della   relativa  valorizzazione  economica  dei  beni  e   servizi
  necessari   alla   diffusione   del  Sistema   di   protocollazione
  informatica della Regione siciliana' (SPIRS-PRJ69S);

   tale  solerzia  lascia perplessi rispetto alla  correttezza  delle
  procedure   formali  seguite  e  al  mancato  esame  di  eventuali,
  diversificate,  proposte  che,  alla  luce  delle   ingenti   somme
  impegnate,  avrebbero  potuto  dare conferma  dell'attivismo  della
  Regione   sul  fronte  della  lotta  agli  sprechi  attraverso   la
  valutazione ponderata delle scelte da compiere, per il  bene  della
  collettività;

   per sapere:

   quali  siano  i  dettagli di ogni singola voce di spesa,  elencati
  nell'allegato 1 del contratto di servizio, e da quali  fornitori  e
  con  quali  modalità saranno acquistati i materiali necessari  alla
  protocollazione informatica;

   se  il personale tecnico informatico altamente specializzato della
  società   si   occuperà  in  prima  persona  della   formazione   e
  dell'addestramento dei lavoratori o se Sicilia e-Servizi si avvarrà
  di  tecnici  esterni, assunti con contratti ad hoc per espletare  i
  compiti assegnati;

   se non ritengano di dover verificare presso la società le attività
  propedeutiche  alla  fase  progettuale  e  tutti  i  passi   d'iter
  relativi, espletati in così breve tempo». (1633)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                        MANCUSO-BOSCO-CAPUTO-CAMPAGNA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  Regione siciliana ha avviato la stabilizzazione dei precari in
  servizio presso l'amministrazione regionale;

   presso  il  Policlinico di Palermo sono in  servizio  cento  unità
  lavorative  sotto  forma  di  precariato,  la  cui  prestazione  ha
  garantito un elevato grado di professionalità e qualità dei servizi
  al cittadino;

   considerato   che  la  stabilizzazione  dei  predetti   lavoratori
  consentirebbe non solo di garantire un'occupazione stabile e quindi
  tutelate il diritto al lavoro degli stessi, ma sotto l'aspetto  del
  diritto alla salute consentirebbe anche di garantire un migliore ed
  efficiente servizio sanitario al cittadino;

   ritenuto  che  la Regione deve garantire la qualità e l'erogazione
  dei servizi pubblici;

   per sapere:

   quali   provvedimenti   intendano   adottare   per   avviare    la
  stabilizzazione dei precari presso il Policlinico di Palermo;

   in  caso  di  cessazione del rapporto di lavoro, quali saranno  le
  conseguenze in termini di riduzione di efficienza e di qualità  dei
  servizi offerti ai cittadini». (1635)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica, premesso che in data 31  dicembre
  2010 nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 18 è stato
  pubblicato il bando relativo alla pubblica selezione per esami, per
  la copertura, mediante mobilità esterna, di n. 1 posto di dirigente
  dell'avvocatura  provinciale,  a  tempo  pieno  ed   indeterminato,
  indetto dalla Provincia regionale di Siracusa;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei  pubblici
  concorsi   dispone  che:  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle procedure concorsuali' (....)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  'Norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e  di
  assunzione  di personale' dispone testualmente che: 'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso della Provincia regionale di Siracusa, atteso che la legge
  prevede,  nella fattispecie, l'espletamento del concorso  per  soli
  titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre 2010, onde garantire il rispetto della normativa vigente e
  dei   principi  inderogabili  della  trasparenza  nelle   procedure
  concorsuali  riguardanti  la pubblica amministrazione  e  gli  enti
  sottoposti a tutela e vigilanza della medesima, così come  previsto
  dalla l.r. n. 25 del 1993». (1636)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

           GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla  pubblica
  selezione per esami, per la copertura, mediante mobilità esterna ex
  art. 30 decreto legislativo n. 165/2001, di n. 2 posti di dirigente
  -  area  amministrativa,  a tempo pieno ed  indeterminato,  indetto
  dalla Provincia regionale di Siracusa;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  'Norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e  di
  assunzione  di  personale' dispone testualmente che 'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1637)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

           GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla  pubblica
  selezione per esami, per la copertura, mediante mobilità esterna ex
  art. 30 decreto legislativo n. 165/2001, di n. 2 posti di dirigente
  -  area  economico-finanziaria,  a tempo  pieno  ed  indeterminato,
  indetto dalla Provincia regionale di Siracusa;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  'norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e  di
  assunzione  di  personale' dispone testualmente che 'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  princìpi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1638)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

           GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla  pubblica
  selezione per esami, per la copertura, mediante mobilità esterna ex
  art. 30 decreto legislativo n. 165/2001, di n. 2 posti di dirigente
  -  area  tecnica,  a  tempo pieno ed indeterminato,  indetto  dalla
  Provincia regionale di Siracusa;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'articolo 19, comma 4, concernente l'accelerazione dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  'Norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e  di
  assunzione  di  personale' dispone testualmente che 'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1639)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

          GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO -MARZIANO-TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  ai  concorsi
  pubblici  per  titoli ed esami per la copertura in ruolo  di  n.  1
  posto  vacante  di  dirigente  analista;  n.  1  posto  vacante  di
  dirigente statistico; n. 2 posti vacanti di dirigente ingegnere  ad
  orientamento   civile;   n.   5   posti   vacanti   di    dirigente
  amministrativo,  indetti  dalla Azienda  Sanitaria  Provinciale  di
  Siracusa;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e   di
  assunzione  di  personale dispone testualmente che  'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1640)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

           GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
  mediante  mobilità  regionale  ed  extraregionale,  per  titoli   e
  colloquio  a diversi posti di dirigente medico e non medico,  varie
  discipline,  tra cui n. 1 posto di dirigente farmacista disciplina:
  farmacia ospedaliera e territoriale, indetto dall'Azienda Sanitaria
  Provinciale di Siracusa;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e   di
  assunzione  di  personale dispone testualmente  che  Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013  e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1641)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

           GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  Siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  al  concorso
  pubblico, per prove e colloquio, per la copertura di n. 1 posto  di
  'Conducente   mezzi  pesanti  e  speciali'   a   tempo   pieno   ed
  indeterminato,  categoria  professionale 'B3'  posizione  giuridica
  'B3',  nell'ambito dell'area tecnica, indetto dal comune di Limina,
  della Provincia regionale di Messina;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  'norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e  di
  assunzione  di  personale' dispone testualmente che  Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1642)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                  GALVAGNO-BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  Siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  al  concorso
  pubblico,  per titoli ed esami, per la copertura di n.  1  posto  a
  tempo   indeterminato  di  comandante  della  polizia   municipale,
  categoria  D,  indetto  dal  comune di San  Pietro  Clarenza  della
  Provincia regionale di Catania;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e   di
  assunzione  di  personale dispone testualmente  che  Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013  e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1643)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

               GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  ai  concorsi
  pubblici per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato
  di  n.  4  posti di dirigente amministrativo, indetto dalla Azienda
  ospedaliero universitaria policlinico Vittorio Emanuele di Catania;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  'norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e  di
  assunzione  di  personale' dispone testualmente che 'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25 del 1993». (1644)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

               GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  ai  concorsi
  pubblici,   per  titoli  ed  esami,  per  la  copertura   a   tempo
  indeterminato di n. 3 posti di dirigente ingegnere,  di  cui  n.  1
  ingegnere civile, n. 1 ingegnere elettrico, n. 1 ingegnere  clinico
  e   n.  2  posti  di  dirigente  analista,  indetti  dalla  Azienda
  ospedaliero - universitaria Policlinico di Catania;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure  concorsuali'(...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e   di
  assunzione  di  personale dispone testualmente che  'Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1645)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

               GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  al  concorso
  pubblico,  per  titoli  e prove d'esame, per l'assunzione  a  tempo
  indeterminato di personale dirigente sanitario non medico in: n.  4
  dirigente    fisico;   n.   4   dirigente    farmacista;    n.    2
  radiochimico/radiofarmacista;   n.   1   dirigente   prof.   sanit.
  infermieristiche  ed  ostetriche;  n.  1  dirigente  prof.   sanit.
  tecnica;  n.  1  dirigente  prof. di  assistenza  sociale,  indetto
  dall'azienda ospedaliera universitaria Policlinico Gaetano  Martino
  di Messina;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure  concorsuali'(...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e   di
  assunzione  di  personale dispone testualmente  che  Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013  e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1646)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                    GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
  di  mobilità  volontaria regionale ed extraregionale per  titoli  e
  colloquio, per la formazione di graduatoria per assunzioni a  tempo
  indeterminato  di  dirigenti  sanitari  non  medici  di  cui  n.  3
  dirigente  fisico e n. 2 dirigente farmacista, indetto dall'Azienda
  ospedaliera universitaria policlinico Gaetano Martino di Messina;

   considerato  che  la  legge regionale 1  settembre  1993,  n.  25,
  all'art.  19,  comma  4, concernente l'accelerazione  dei  pubblici
  concorsi   dispone   che  'Ai  fini  dell'accelerazione   e   della
  trasparenza  delle  procedure concorsuali' (...)  per  il  triennio
  successivo all'entrata in vigore della medesima legge i posti messi
  a  concorso  siano  coperti mediante concorsi  pubblici  'per  soli
  titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l.r. 12  maggio  2010,  n.  11,
  concernente  norme  in  materia  di  procedure  concorsuali  e   di
  assunzione  di  personale dispone testualmente  che  Per  gli  enti
  locali  e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
  a  tutela  e  vigilanza della medesima amministrazione, il  termine
  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 19 della  legge  regionale  1
  settembre  1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013  e  precisa,
  altresì,  in maniera inequivocabile, che la norma si applica  anche
  al  personale  delle  aziende sanitarie, con  esclusione  del  solo
  personale dell'area medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso  della  Provincia regionale di  Siracusa,  atteso  che  la
  normativa  vigente  prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  princìpi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1647)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                    GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  regionale  per
  l'economia, premesso che:

   in  data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
  di  un  socio per la costituzione di una società denominata società
  euromediterranea  per  lo  sviluppo  dell'informazione  avente   ad
  oggetto  lo  svolgimento delle attività informatiche di  competenza
  delle   amministrazioni   regionali,   alla   quale   affidare   la
  realizzazione della piattaforma telematica integrata della  Regione
  siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale n. 6  del
  3 maggio 2001;

   ai  sensi  della  succitata disciplina, con  bando  approvato  con
  D.D.G. n. 206 dell'1 marzo 2005, si avviava la procedura selettiva,
  in   forme   assimilabili  a  quelle  dell'appalto  concorso,   per
  l'individuazione del socio di minoranza della società;

   considerato che:

   aggiudicatario  della  gara  per la 'fornitura  della  Piattaforma
  Telematica  Integrata  e  l'individuazione del  socio  minoritario'
  (importo  a base d'asta 50 milioni di euro) risultava (rif.  D.D.G.
  n.  1135  del  22.9.2005)  l'unico  partecipante,  e  cioè'  l'RTI,
  costituito   tra  le  imprese  AtosOrigin  s.p.a.  (successivamente
  acquisita dalla Engineering Informatica s.p.a.) e Accenture s.p.a.;

   successivamente,  in  data  20  dicembre  2005,  tra  la   Regione
  siciliana   e   la  società  privata  'Sicilia  e-Servizi   Venture
  s.c.r.l.',  appositamente costituita dall'RTI di imprese AtosOrigin
  s.p.a.   (oggi  Engineering.lt  s.p.a.)  e  Accenture  s.p.a.,   si
  costituiva  la  società mista a prevalente partecipazione  pubblica
  denominata 'Sicilia e-Servizi s.p.a', con capitale intestato per il
  51%  della Regione siciliana e per il restante 49% al socio privato
  di minoranza;

   a norma dell'art. 78 alla 1.r. 3 maggio 2001 n. 6, e s.m.i. per lo
  svolgimento   delle  attività  informatiche  di  competenza   delle
  amministrazioni regionali, la Regione è venuta alla  determinazione
  di  avvalersi  di una apposita struttura societaria  (nella  specie
  Sicilia  e-Servizi  s.p.A.)  con unica  ed  esclusiva  funzione  di
  servizio  per  la Regione stessa, che opera secondo  gli  indirizzi
  strategici  stabiliti dal Governo e secondo le  direttive  tecniche
  determinate dal Coordinamento dei Sistemi Informativi Regionali;

   in  attuazione  dell'art. 78 1.r. n. 6/2001 e s.m.i.,  la  Regione
  siciliana  ha  stipulato, in data 21 maggio 2007,  con  Sicilia  e-
  Servizi s.p.a. la convenzione quadro per la gestione delle attività
  informatiche di competenza delle amministrazioni regionali;

   preso atto che:

   l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
  obbligava,  in conformità a quanto prestabilito nel suddetto  bando
  pubblico  di  selezione  del  socio di minoranza,  oltre  che  alla
  costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture,
  servizi  e  lavori rinvenienti dalla realizzazione della cosiddetta
  'Società  dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario
  graduale  trasferimento  di  conoscenze e  personale  appositamente
  formato ed addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed
  autonoma la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;

   la  durata della relazione di partenariato (rif. Delibera 9 maggio
  2007  n.  165)  è  stata  fissata in anni 5 anni  a  decorrere  dal
  completo  avvio  di tutte le componenti autonome secondo  le  norme
  fissate  dal  capitolato  speciale d'appalto  e  che  l'affidamento
  sarebbe  cessato  comunque decorsi 6 anni e 6 mesi  dalla  consegna
  delle   prime  componenti  autonome  (avvenuta  a  dicembre  2005),
  scadendo, quindi, inderogabilmente, il 30 giugno 2011;

   per sapere se risponda al vero che:

   la  società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l'avanzato  stato
  di  consolidamento  delle proprie attività (ed in  particolare  del
  fatturato  ultimo  consolidato 2008 di oltre 40  milioni  di  euro,
  nonché  di  contratti acquisiti da parte dei Dipartimenti regionali
  nel  2009  per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78  relativi
  alla  programmazione comunitaria 2007-2013, contrattualizzati tutti
  nel  mese  di  dicembre 2009), continui ad operare, in dispregio  a
  quanto  previsto  dal  bando di gara, con  assoluta  prevalenza  di
  personale   'affittato'  dai  soci  privati,  con   conseguente   e
  spropositato   aggravio   dei   costi   di   gestione   a    carico
  dell'Amministrazione regionale;

   il  processo  di ristrutturazione della società Sicilia  e-Servizi
  s.p.a.  sia  stato  bruscamente  interrotto,  generando  spreco  di
  risorse  pubbliche rispetto ai costi che verrebbero  sostenuti  con
  personale interno adeguatamente formato dallo stesso socio privato,
  così come da bando di gara;

   in   ragione   di  tale  scenario,  l'Amministrazione   regionale,
  mantenendo  tale  stato di cose, abbia determinato una  sostanziale
  quanto   inaccettabile  lievitazione  di  costi  che  non  appaiono
  assolutamente in linea con il mercato attuale;

   l'Amministrazione   regionale   stia   svolgendo    le    attività
  originariamente previste a carico di Sicilia e-Innovazione quali il
  marketing strategico, la pianificazione, il controllo e il  program
  management e la direzione lavori». (1650)

                                                              FARAONE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  230  «Misure  urgenti  per il  blocco  del  bando  emanato
  dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro
  concernente  l'assunzione di ulteriori stagisti»,  degli  onorevoli
  Caputo, Bosco, Buzzanca e Falcone;

   numero  231 «Iniziative a livello centrale per far sì che  i  beni
  sequestrati alla mafia vengano assegnati a enti o associazioni  del
  terzo settore», degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Rinaldi, Galvagno
  e Mattarella;

   numero  232  «Riavvio  delle procedure di  scioglimento  dell'Ente
  porto  di  Messina»,  degli onorevoli Beninati,  Leontini,  Gianni,
  Dina, Caronia e Catalano.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   rubrica Territorio e ambiente

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Rinvio del seguito dello svolgimento di interrogazioni e di
                             interpellanze
                 della rubrica  Territorio e ambiente'

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  in  relazione  al   IV   punto
  dell'ordine del giorno: Seguito dello svolgimento di interrogazioni
  e  di  interpellanze  della  rubrica  Territorio  e  ambiente',  do
  lettura  della nota pervenuta in data 21 gennaio 2011 (protocollata
  al  n. 685/AULAPG del 24 gennaio successivo), da parte del Capo  di
  Gabinetto  dell'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,   di
  contenuto analogo alla successiva nota del 25 gennaio 2011:
   «In  ordine  alla convocazione di cui all'oggetto, con particolare
  riguardo  allo  svolgimento delle interrogazioni  ed  interpellanze
  della  rubrica  di  competenza di questo Assessorato,  si  comunica
  l'impossibilità per l'assessore dottor Calogero Gianmaria Sparma di
  presenziare per impegni istituzionali precedentemente assunti.

                                                        Il  Capo   di
                                               Gabinetto
                                               (dott.ssa      Rosanna
                                              Maneggio)»

   L'Assemblea ne prende atto.
   Pertanto,  onorevoli colleghi, lo svolgimento delle interrogazioni
  ed  interpellanze della rubrica  Territorio e ambiente'  è pertanto
  rinviato ad una successiva seduta.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, se non vado errato, lei ha letto  che
  il  capo  di gabinetto ci comunica l'assenza dell'assessore.  Siamo
  sempre  alle  solite. Ritengo che in un Parlamento non costi  nulla
  all'assessore informare l'Aula di non poter presenziare ai lavori e
  non  fare  scrivere  ad un suo burocrate che  è  impossibilitato  a
  venire  Ci fa questa bella lettera ogni volta che ha impegni  molto
  più  importanti rispetto all'impegno di venire in Aula,  e  la  sua
  presenza è rara in questo Parlamento.
   Cortesemente, quindi, ancora una volta, le chiedo di invitare  gli
  assessori  tecnici  a  rispettare il ruolo  di  questo  Parlamento,
  perché  è  la quarta volta che gli assessori tecnici, non solo  non
  vengono,  ma fanno scrivere ai loro capi di gabinetto per dire  che
  non possono venire
   Questo   mi   sembra  un  fatto  increscioso  sotto   il   profilo
  istituzionale.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor  Presidente,  desidero  riproporre   alla   sua
  attenzione  una questione della quale, purtroppo, mi sono  occupato
  qualche settimana addietro e che ho consegnato all'attenzione della
  Presidenza, che mi ha richiesto le copie degli atti dei quali stavo
  parlando e dei quali parlerò.
   Nel  mese  di  novembre,  esattamente  il  17  novembre  2010,  ho
  presentato  richiesta  di accesso agli atti  all'Assessorato  della
  salute  chiedendo al direttore generale, Guizzardi, di avere  copia
  di  alcuni atti che ritenevo e ritengo necessari per esercitare  la
  mia  attività ispettiva. E' intercorsa una certa corrispondenza tra
  il sottoscritto e la stessa direzione generale, sono trascorsi - da
  quel  giorno  - più di due mesi e ancora gli atti non sono  in  mio
  possesso.  Ho  avuto una prima risposta, con la quale la  direzione
  generale  mi  diceva che la mia richiesta di accesso al protocollo,
  risultava, tra virgolette, eccessiva.
   Questa  Presidenza, ripeto, ha voluto copie di quegli atti e  cioè
  della  mia richiesta e delle risposte e circa venti giorni or sono,
  tre  sedute fa, mi è stato assicurato un intervento da parte  della
  Presidenza che avrebbe poi dovuto riferire in Aula.
   Io  sono stato in silenzio, tranquillo, per due sedute. Siamo alla
  terza  seduta,  a  venti  giorni da quella richiesta  e  da  quella
  assunzione  di impegno formale da parte della Presidenza  e  ancora
  gli atti non sono in mio possesso.
   Comunico  all'Aula che, mio malgrado, ho dovuto mandare  tutta  la
  corrispondenza  e  la  mia  stessa  richiesta  alla  Procura  della
  Repubblica, alla quale chiederò di essere ascoltato perché mi  pare
  che  si  tratti  di una evidente omissione di un atto  inerente  il
  proprio ufficio e mi auguro che questa Presidenza, così come si era
  impegnata  a  fare,  intervenga e dia una risposta  perché,  signor
  Presidente, credo che ciò che sta accadendo sia molto grave.
   Non  voglio pensare, lo ripeto anche qui stasera, l'ho detto altre
  volte,  l'ho  scritto, che vi sia qualcosa da  nascondere,  sarebbe
  veramente  molto  grave che vi sia qualcosa da nascondere,  sarebbe
  altrettanto grave. Io spero che lei, signor Presidente, mi dia  qui
  stasera  una  risposta  e  assuma l'impegno  di  dire  qualcosa  al
  riguardo all'Aula e non soltanto al sottoscritto perché nel momento
  in  cui viene meno la prerogativa del parlamentare, che è quella di
  conoscere  gli atti, di entrarne in possesso e quindi di esercitare
  la  normale attività di controllo, penso che venga meno  una  delle
  funzioni  più importanti del parlamentare, sia esso di  maggioranza
  che di minoranza.
   E'  un  Parlamentare siciliano che altro non chiede che  conoscere
  come  si svolge l'attività all'interno di una direzione generale  e
  di  un  assessorato.  Questo  per quanto  riguarda  l'argomento  in
  questione  che  reputo molto grave e che ritengo sia  doveroso,  da
  parte di questa Presidenza, affrontare con la dovuta serietà.
   Inoltre,  signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine
  del  giorno,  poi trasformato nella mozione numero 232,  di  cui  è
  primo  firmatario l'onorevole Beninati: si tratta  di  una  vecchia
  questione che abbiamo sollevato in Aula nel mese di ottobre  ultimo
  scorso,  e  cioè  la questione afferente l'Ente porto  di  Messina.
  Vorrei   esporre  quello  che  è  successo  o,  se  vuole,   signor
  Presidente,  posso  rimandare  ad  altro  intervento.  Non   vorrei
  disturbare coloro che parlano d'altro.
   Dicevo,  con questo ordine del giorno si richiedeva al  Presidente
  della  Regione la revoca di un commissario che era stato inviato  a
  Messina e che avrebbe dovuto continuare un percorso impercorribile,
  che è quello della acquisizione del porto franco.
   Il   Presidente  della  Regione  siciliana,  l'onorevole  Raffaele
  Lombardo,   chiese  all'Aula  sette  giorni  per  approfondire   la
  questione e revocare quel commissariamento.
   Siamo  a  sei mesi da quel giorno, la questione è irrisolta  e  il
  danno  per  la  città di Messina è evidente perché,  esistendo  una
  conflittualità  tra ente porto e autorità portuale  ed  essendo  le
  competenze  mal definite, oggi siamo in una situazione molto  grave
  che  non ci consente di procedere alla regolare manutenzione  degli
  assi viari che servono l'area portuale.
   Penso  che sia un fatto estremamente grave e penso che stasera  il
  Governo, rappresentato dall'assessore Piraino, ne prenda atto, data
  ormai  la  cronica assenza degli assessori in questo Parlamento,  e
  spero  che lei, signor Presidente, si renda conto che, per la città
  di  Messina, questo è un problema cruciale che va affrontato  anche
  questa volta molto seriamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Buzzanca, mi raccorderò con  il  Presidente
  dell'Assemblea, onorevole Cascio, per verificare quello che lei  ha
  sostanzialmente   sottolineato   nella   sua   richiesta   riguardo
  all'assessore per la salute o all'assessorato della salute.
   Per quanto concerne la mozione numero 232  Riavvio delle procedure
  di scioglimento dell'Ente porto di Messina , nella prima Conferenza
  dei  presidenti  dei gruppi parlamentari, come lei sa,  sicuramente
  sarà decisa la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                    Apposizione di firma a mozione

   ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma  alla
  mozione numero 232, di cui è primo firmatario l'onorevole Beninati.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   viario in Sicilia.

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                   Discussione della mozione n. 227

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della mozione n. 227  Iniziative a livello centrale per
  ovviare  ai  disservizi del sistema ferroviario  siciliano ,  degli
  onorevoli  Barbagallo, Galvagno, Lupo e Mattarella.  E'  aperta  la
  discussione generale.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Barbagallo per illustrare  la
  mozione.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non credo di
  dover  spendere  molte  parole per un argomento  che  è  largamente
  conosciuto,   in  quanto  i  disservizi  del  sistema   ferroviario
  siciliano sono noti a tutti.
   Da  tempo  l'amministratore delegato non interviene con  efficacia
  per   migliorare  le  condizioni  delle  nostre  ferrovie.  Inutile
  ribadire tutte le discussioni che ci sono state sull'alta velocità,
  sul   fatto  che  ancora  per  raggiungere  Palermo,  da   Catania,
  impieghiamo  cinque  o sei ore, dei disservizi costanti  su  alcuni
  treni  spesso cancellati o ritirati. Di recente, ci sono  stati  da
  parte delle organizzazioni sindacali delle proteste; certamente  il
  fatto  che il traffico ferroviario in Sicilia è penalizzato  impone
  una consapevolezza nuova da parte di tutta la classe dirigente.
   Sono  state  trasferite  alcune  competenze,  ma  non  sono  state
  trasferite le risorse finanziarie.
   In  questa  fase,  abbiamo un'occasione unica, nel  senso  che  il
  Presidente della rete ferroviaria italiana è il professore Dario Lo
  Bosco,  che  noi conosciamo, sia quale Presidente dell'AST  che  in
  qualità di docente universitario. Il mio auspicio, quindi, è che il
  Governo  regionale si faccia promotore di un incontro con lui  e  i
  vertici  delle ferrovie italiane per invertire la rotta, perché  in
  Sicilia  abbiamo  assolutamente bisogno  di  una  rete  ferroviaria
  migliore.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun deputato chiesto di parlare,  do  la
  parola al Governo per rispondere alla mozione.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli deputati  dell'Assemblea,  a
  proposito di questa mozione che auspico un intervento da parte  del
  Governo,  per  verificare  se il Piano per  il  sud  prevede  degli
  interventi  che siano in grado di soddisfare il gap che nell'ambito
  delle  ferrovie  caratterizza il nostro  territorio  siciliano,  io
  credo di potere dire senza tema di essere smentito che il Governo è
  già  impegnato  da tempo in questa direzione, quindi  accoglie  con
  favore  questo auspicio da parte dell'Assemblea perché ne  rafforza
  la sua azione.
   Lo stesso discorso vale per quanto concerne la possibilità oggi di
  potere  direttamente interloquire con le ferrovie a motivo  di  ciò
  che l'onorevole Barbagallo ricordava a questa Aula, vale a dire  il
  fatto  che  oggi noi abbiamo il Presidente delle ferrovie italiane,
  che  è  il  professore Dario Lo Bosco, oltre ad  essere  un  nostro
  collega è un siciliano, quindi è particolarmente sensibile a quelle
  che  sono le istanze che promanano dal mondo siciliano, soprattutto
  per  quanto concerne quella che è una tratta oggi veramente non  so
  che tipo di mondo riferire, che è l'autostrada  Palermo-Catania.
   Pertanto, il Governo è ben lieto di accogliere questa mozione  che
  viene  da  parte dell'Aula, che ne terrà il dovuto conto nella  sua
  azione nella direzione auspicata.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  chiedo  scusa  all'Assessore   in
  quanto,  in  genere,  è   l'assessore  che  chiude  la  discussione
  generale,  tuttavia, avendo io stesso presentato qualche minuto  fa
  un  ordine del giorno da collegare a questa mozione, non ho  potuto
  intervenire prima.
   La  materia di cui tratta l'ordine del giorno, per la verità, è un
  po'   differente   in   quanto   si  tratta   questioni   afferenti
  all'assessore  per  la  famiglia, anche se la  mozione  Barbagallo'
  tratta  questioni  generali di cui si è occupato,  in  questo  caso
  nella qualità di componente della Giunta, l'assessore Piraino. Ed è
  la questione degli stage.
   Su  questo  noi abbiamo avuto un dibattito pubblico, una questione
  che  ha  riguardato  i media, che ha interessato le  organizzazioni
  sociali, i sindacati, gli imprenditori, e che, in qualche modo,  ha
  visto  anche  prese  di posizione da parte di  singoli,  di  gruppi
  parlamentari,  di deputati.
   Credo tuttavia che sia giusto, visto che c'è un bando pubblicato e
  c'è una scadenza, ed è evidente che nel momento in cui questo bando
  conclude  il  suo iter di pubblicazione ci saranno delle  eventuali
  istanze  presentate, è giusto che il Parlamento dica la  sua  prima
  che  cominci  il  gioco, ovvero che si aprano  offerte,  si  aprano
  buste, insomma, inizi l'iter.
     Visto  che  siamo in una fase in cui - se non ho capito  male  -
  finita  la  fase della discussione delle mozioni, dovremmo  passare
  all'iscrizione all'ordine del giorno di un disegno di legge che non
  so  quando cominceremo a trattare, ma credo che non lo faremo oggi,
  lo  faremo  domani  e  in  ogni caso poi ci saranno  gli  eventuali
  emendamenti,  insomma è probabile che lo stesso  provvedimento,  se
  tutto  va  bene,  potrebbe essere approvato giovedì,  ho  ritenuto,
  visto  che  il  Regolamento  lo  consente,  ho  ritenuto  di  dover
  presentare questo ordine del giorno che, lo dico in modo  sintetico
  e  schematico,  credo  sia  utile, dato la particolare  complessità
  della  questione, che  in questa fase, il Governo ritiri  il  bando
  che  è stato pubblicato, in maniera tale da avviare una riflessione
  un  po'  più   approfondita. Non perché sia sbagliata la  misura  o
  l'azione  che  si  immaginava di attivare,  ma  perché,  purtroppo,
  essendo  noi  in  Sicilia  e  conoscendo  i  meccanismi  tipici  di
  politiche  che hanno come obiettivo la solidarietà, la  possibilità
  di  dare  un  aiuto  a  chi è ultimo e a chi è  fuori  da  processi
  occupazionali,  sociali,  integrativi,  sappiamo  pure  che  questi
  strumenti,  al  di là delle intenzioni di ognuno di noi,  finiscono
  per  essere poi l'apripista di meccanismi che determinano  processi
  di precarizzazione purtroppo difficili in seguito da arrestare
    Ecco perché ritengo necessario un supplemento di riflessione.
     In  questa  fase, invitiamo quindi il Governo a ritirare  questo
  avviso, e lo facciamo, appunto, con un ordine del giorno. Credo sia
  il  modo  più  corretto, anche alla luce di eventuali modifiche  ed
  eventuali innovazioni da apportare a queste misure, di farlo cioè a
   bocce  ferme ,  non di farlo mentre il  treno è già  sui  binari'
  Perché  un  treno sui binari, per quanti sforzi possiamo  fare  per
  modificare la destinazione,  il treno è già in qualche modo bello e
  fatto,  le  carrozze  sono già individuate,  il  locomotore  è  già
  stabilito '.  Credo  sia necessario  rifare binari,  locomotori  ed
  anche vagoni', in maniera tale che si possa ripartire da zero. E su
  questa materia, credo sia utile farlo con il consenso sociale, cioè
  con  il  consenso delle forze del lavoro e dell'impresa. Perchè  se
  dobbiamo   costruire  sistemi  di  aiuto  agli   ultimi,   dobbiamo
  coinvolgere,  innanzitutto, le forze dell'impresa e  le  forze  del
  lavoro.
   Pertanto,   chiedo  che  a  questa  mozione  si   colleghi   anche
  quest'ordine del giorno, con il necessario dibattito, se serve, per
  cui  chiedo alla Presidenza di far distribuire l'ordine del  giorno
  in  maniera  tale  che l'Aula possa orientarsi  e  determinarsi  di
  conseguenza.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, innanzitutto, preciso che siamo in
  fase  di  discussione  della mozione numero  227,  sulla  quale  il
  Governo  è già intervenuto; pertanto i colleghi possono intervenire
  soltanto per dichiarazione di voto.
   Una  volta  chiusa la discussione sulla mozione, prima di  passare
  alla sua votazione, la Presidenza valuterà, anche in funzione delle
  richieste sollevate e della presenza del Governo, l'ammissibilità o
  meno   di   determinati   ordini  del  giorno,   fra   cui   quello
  dell'onorevole  Cracolici,  che ha  avuto  ora  la  possibilità  di
  illustrarlo.
   Sull'ordine  del  giorno, ammesso e concesso che  ci  determiniamo
  anche  per  la presenza del Governo, è ovvio che potrà intervenire,
  così  come  prevede  il Regolamento interno, per  dichiarazione  di
  voto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto sulla mozione
  n. 227.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire  se
  c'è un Regolamento per l'onorevole Cracolici, ma credo di no, e  un
  Regolamento per gli altri deputati.
   Intervengo  per dichiarazione di voto sulla mozione dell'onorevole
  Barbagallo,  preannunciando  che il  Gruppo  parlamentare  del  PID
  voterà  favorevolmente  perché la vicenda  relativa  alle  ferrovie
  siciliane  è sicuramente una vicenda che va attenzionata,  pur  non
  entrando nel merito, perché sono d'accordo sul fatto che in  questi
  anni,  probabilmente, un po' più di fondi sarebbero dovuti arrivare
  in  Sicilia.  Mentre al Nord si discute della  freccia rossa ,  qui
  ancora noi abbiamo la  freccia rotta : da Palermo a Catania c'è  un
  solo  binario e, a volte, per arrivare a Messina ci vogliono  anche
  sei ore.
   Però,  signor Presidente, voglio comprendere se su un tema che  ha
  non  soltanto animato il dibattito politico ai livelli più alti  in
  Sicilia,  ma  che è stato anche oggetto di più di un interesse  dei
  media   nazionali,  a  livello  di  carta  stampata  ma  anche   di
  televisione, sia possibile dire come la pensiamo, perché altrimenti
  non capisco in che modo stiamo procedendo.
   Io   credo  che,  se  è  stata  data  all'onorevole  Cracolici  la
  possibilità,   sotto  il  profilo  regolamentare,  e   non   voglio
  dubitarne,  di  presentare un ordine del giorno o la Presidenza  lo
  dichiarava   ab   initio  inammissibile  e  impediva  all'onorevole
  Cracolici  .

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io non ho dichiarato ancora nulla.
   Ho  detto  che  la Presidenza si riserva comunque di valutare  gli
  ordini   del  giorno  presentati,  compreso  quello  dell'onorevole
  Cracolici.

   CORDARO.  Se  la  Presidenza si riserva di valutare  l'ordine  del
  giorno dell'onorevole Cracolici, così com'è intervenuto l'onorevole
  Cracolici,  credo  che  lei debba dare la  possibilità  a  tutti  i
  deputati di intervenire, se del caso insieme, come proverò  a  fare
  io - però con cinque minuti non con due minuti e trenta - sia sulla
  mozione  dell'onorevole  Barbagallo  che  sull'ordine  del   giorno
  dell'onorevole Cracolici.
   Cercherò  di essere breve, la Presidenza magari mi farà recuperare
  qualche minuto.
   Signor  Presidente, sono davvero attonito perché apprendiamo  oggi
  in quest'Aula, ancora una volta, di una maggioranza che se la canta
  e  se  la  suona;  di una maggioranza che presenta,  attraverso  un
  rappresentante  del Governo, un bando per 8.400 persone  disagiate;
  di  una  maggioranza  parlamentare che poi si  pone  contro  questo
  bando;  di  una Confindustria che ha un eminente rappresentante  in
  questo  Governo,  collega dell'assessore Piraino,  che  chiaramente
  credo  conosca  il bando e di una Confindustria che attacca  questo
  bando  dicendo  che è una vergogna e che il Governo ha  bisogno  di
  altro.  Dopo di che - colpo di scena - l'onorevole Cracolici arriva
  in  Aula  e  ci viene a spiegare che, siccome siamo i  padri  della
  Patria,  fermiamo questo bando, allo stato, salvo  poi,   bla,  bla
  bla. Veramente non so se siamo al dramma o se siamo alla farsa.
   Noi,  come  Gruppo  Popolari di Italia domani', abbiamo  spiegato,
  carte  alla mano, che si sarebbe trattato, se questi signori -  che
  sarebbero stati individuati in un secondo momento - avessero dovuto
  percepire per un anno 500 euro al mese ciascuno, di un investimento
  di  oltre  50  milioni di euro. E abbiamo spiegato, quindi,  che  i
  numeri  non  erano  corretti - e questo lo  dico  perché  ho  stima
  personale  dell'assessore  Piraino che  conosco  da  trent'anni  -,
  altrimenti avrei detto che erano falsi.
   Ma  il  tema era un altro e noi, in un momento di dramma  sociale,
  avremmo potuto creare i presupposti perché tra un anno questi 8.400
  sfortunati,  avendo  comunque acquisito un diritto,  avrebbero  poi
  chiesto  di  essere  iscritti  in un elenco  di  PIP,  di  precari.
  Avrebbero comunque chiesto di entrare a far parte di una platea che
  noi  vogliamo chiudere per garantire sviluppo serio alla Sicilia  e
  che invece, in qualche modo, più o meno interessatamente, a partire
  dal Presidente della Regione, continuiamo ad agevolare.
   Noi  siamo assolutamente contrari al bando dell'assessore  Piraino
  perché vorremmo che, una volta per tutte, si mettesse fine a questa
  vergogna siciliana, dato che con 50 milioni di euro si possono fare
  dei  bandi  per fare partire attività produttive, per  fare  aprire
  attività ricettive, per fare partire imprese giovanili e femminili,
  per fare partire economia vera
   O  qua  le  cose  cambiano oppure continueremo a  fare  demagogia,
  continueremo a presentare proposte e poi a fare la parte dei grandi
  uomini  di Stato o di Regione, per spiegare che in effetti dobbiamo
  fermarci  un  attimo,  perché continuiamo a vedere  all'interno  di
  questo  Governo  e  all'interno di questa maggioranza  tutto  e  il
  contrario di tutto, mentre i siciliani sono sempre più alla fame.
   Per  quanto  ci  riguarda,  se questo  dovesse  essere  il  tenore
  dell'ordine  del giorno dell'onorevole Cracolici,  i   Popolari  di
  Italia domani' si asterranno. E' una situazione incresciosa che  il
  Governo  propone e il Governo ritira, che Confindustria  approva  e
  che  Confindustria  combatte.  E' una situazione  incredibile,  che
  rassegniamo alla sensibilità e all'attenzione dei siciliani. Noi ci
  asteniamo.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, ricordo ancora una volta che siamo
  alla mozione numero 227 e che nessuno ha deciso se ammettere o meno
  ordini del giorno presentati.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, qualora lei  decidesse  di  inserire
  l'ordine   del   giorno  per  l'apprezzamento  dell'Assemblea,   ci
  sarebbero  atteggiamenti diversi da parte dei gruppi  parlamentari,
  anche  per come ha dichiarato l'onorevole Cordaro. Qualora, invece,
  lei  non  decidesse di mettere in discussione l'ordine del  giorno,
  sotto  il profilo politico, la nostra considerazione della  mozione
  avrebbe  un'altra valenza, perché per approvare una  mozione  della
  maggioranza ci vuole una maggioranza in Aula, che non c'è.
   Signor   Presidente,  riteniamo  che  il  capogruppo  del  Partito
  Democratico  ha  messo in campo un argomento  importante  che  deve
  essere  affrontato,  un ordine del giorno che il  Governo  dovrebbe
  eventualmente accogliere. Se lei si pronuncia prima della votazione
  della mozione, noi sappiamo come muoverci; altrimenti chiederemo il
  numero legale e ci dovremo rivedere tra un'ora, ed è un problema.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  da  un  lato  comprendo  il  suo
  intervento,  dall'altro lato ritengo che potrebbe evitare  di  fare
  questo  tipo di ragionamento, anche se io non faccio fatica a  dire
  che l'articolo 156 ter del Regolamento non ci permette di ammettere
  nessuno  degli  ordini  del giorno, perché gli  ordini  del  giorno
  presentati  in  riferimento alla materia  oggetto  di  una  mozione
  possono solo essere messi in votazione, senza svolgimento, dopo  la
  votazione della mozione.
   Ma  la parte più delicata è in riferimento alla materia oggetto di
  una   mozione.  Nessuno  dei  due  ordini  del  giorno,  né  quello
  dell'onorevole  Caputo  Interventi diretti  al  blocco  della  maxi
  spesa  di  12  milioni di euro per il progetto di informatizzazione
  IRI  e  di  tutti i finanziamenti per progetti informatici affidati
  alla  Sicilia  e  Servizi  Spa  né quello dell'onorevole  Cracolici
   Ritiro dell'avviso pubblico per la concessione in via sperimentale
  di  contributi  in  favore  di  organismi  del  settore  che  attua
  un'azione  di contrasto alle vecchie e nuove povertà. Interventi  a
  sostegno  dell'occupazione  delle  fasce  deboli  del  mercato  del
  lavoro , sono evidentemente connessi con la mozione.
   Pertanto,  nessuno dei due ordini del giorno può essere  messo  in
  discussione, bensì possono essere trasformati in mozioni o comunque
  si  possono discutere quando sono connessi sia a disegni  di  legge
  sia a mozioni che discuteremo in seguito.
   Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione numero 227.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                Richiesta di verifica del numero legale

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Beninati, Cordaro, Corona, Torregrossa
  e  Vinciullo,  invito gli onorevoli deputati a registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono   presenti:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,
  Barbagallo,  Calanducci, Colianni, Cracolici, Cristaudo,  Currenti,
  De  Benedictis,  Di  Benedetto, Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,
  Donegani,  Federico, Ferrara, Galvagno, Giuffrida,  Leanza  Nicola,
  Lentini,  Lo  Giudice,  Marinello, Marziano,  Mattarella,  Minardo,
  Musotto,  Oddo,  Panarello,  Panepinto,  Picciolo,  Raia,   Savona,
  Speziale e Termine.

   Richiedenti: Beninati, Cordaro, Corona, Torregrossa e Vinciullo.

   Sono in congedo: Gennuso, Laccoto, Ragusa, Rinaldi.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            42

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.14, è ripresa alle ore 18.21)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Comunicazione di rettifica del titolo della mozione numero 233

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  il  titolo  della
  mozione  numero  233  dell'onorevole Gennuso ed  altri,  annunziata
  nella  presente seduta, è il seguente  Iniziative per  la  chiusura
  giornaliera settimanale dei grandi centri commerciali .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Pongo in votazione la mozione numero 227.

                Richiesta di verifica del numero legale

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Buzzanca, Corona, Pogliese,  Scilla  e
  Torregrossa,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Adamo,  Ammatuna,  Arena,  Calanducci,  Colianni,
  Cracolici,  Cristaudo, Currenti, Digiacomo, Di  Guardo,  Di  Mauro,
  Donegani,  Faraone,  Federico,  Ferrara,  Galvagno,  Giuffrida,  Lo
  Giudice,  Marinello,  Marrocco, Marziano, Minardo,  Musotto,  Oddo,
  Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Speziale e Termine.

   Richiedenti: Buzzanca, Corona, Pogliese, Scilla e Torregrossa.

   Sono in congedo: Gennuso, Laccoto, Ragusa, Rinaldi.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            35

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  26
  gennaio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II  -   Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
   numero 233  - Iniziative per la chiusura giornaliera settimanale
          dei grandi centri commerciali.

   III -  Seguito della discussione della mozione:
   numero  227  -  Iniziative  a livello centrale  per  ovviare  ai
         disservizi del sistema ferroviario siciliano.

   IV - Discussione del disegno di legge:
   - Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle
     grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
     dicembre 1999, n. 28.  (nn. 604-185/A)

                   La seduta è tolta alle ore 18.24

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica «Risorse agricole  e
  alimentari»

   CORDARO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari, premesso che:

   il  piano  di  sviluppo rurale P.S.R. 2007 - 2013  rappresenta  lo
  strumento unico per il rilancio del comparto agricolo regionale  e,
  con la sua dotazione riconosciuta dalla Commissione europea pari  a
  2,1  miliardi di euro, dovrebbe avviare la stagione del rilancio  e
  della  salvaguardia  di  uno  dei tessuti  produttivi  di  maggiore
  rilievo della Sicilia;

   tra le misure di maggiore interesse previste dal P.S.R., la misura
  1.1.2 (insediamento di giovani agricoltori) rappresenta quella  che
  presenta maggiori prospettive per i tanti giovani che si sono negli
  anni avvicinati al settore dell'imprenditoria;

   da mesi si attende la pubblicazione dei bandi inerenti alla misura
  1.1.2.  e  che i ritardi sono probabilmente imputabili ai  continui
  cambi dirigenziali che si sono succeduti presso l'Assessorato delle
  risorse agricole;

   ancora  oggi  il mondo dell'agricoltura siciliano, già penalizzato
  da  una politica e comunitaria e nazionale di assoluto disinteresse
  per le realtà del Mezzogiorno, rischia di tardare ulteriormente  il
  proprio  start up per colmare il gap strutturale con il  resto  del
  Paese;

   considerato che:

   l'avvio  della misura 1.1.2 consentirebbe lo sblocco di 90 milioni
  di  euro  in  favore  di  imprenditori agricoli  under  40  che  si
  insediano  per la prima volta come responsabili d'azienda agricola,
  innescando un processo virtuoso che ringiovanirebbe e doterebbe  di
  maggior professionalità il mondo dell'imprenditoria agricola;

   a  causa  del già lamentato ritardo per l'avvio di questa  misura,
  parecchi  giovani  figli di agricoltori sono  emigrati  all'estero,
  scoraggiati dalla crisi del comparto agricolo, pur avendo avuto  la
  possibilità,  negata  dall'immobilismo della Giunta  regionale,  di
  usufruire di quei fondi che gli avrebbero consentito di risollevare
  l'azienda di famiglia;

   per sapere in che tempi intendano procedere alla pubblicazione del
  bando per la misura 1.1.2 del P.S.R.». (1110)

   Risposta.  -  «Con l'interrogazione n. 1110 del 18 marzo  2010,  a
  firma  dell'onorevole Salvatore Cordaro, riguardante la misura  112
   Insediamento giovani in agricoltura  chiedeva notizie sul  mancato
  ritardo del bando in questione.
   Al  riguardo preciso che l'Assessore regionale pro-tempore ha  già
  inviato all'onorevole interrogante la risposta con nota prot. 68620
  del 15/09/2010.
   Rispetto  a quanto già comunicato, desidero aggiungere, in  questa
  sede,  che  a seguito della pubblicazione del bando, a fase  unica,
  nella  Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il 30 aprile  2010,
  la  naturale  scadenza  programmata per il  30  settembre  è  stata
  rinviata  per due volte, precisamente al 20 e al 26 novembre  u.s.,
  per  consentire il caricamento delle 5291 domande nel portale  SIAN
  (Sistema    Informativo   Agricolo   Nazionale),   evitando    così
  sovraccarichi per lo stesso sistema informatico.

   Considerato  che  le domande cartacee dovevano  essere  presentate
  entro  il 6 dicembre decorso, già in data 15 dicembre 2010,  presso
  gli  I.P.A.  (Ispettorati Provinciali Agricoltura)  di  competenza,
  sono iniziate le procedure istruttorie in modo tale da arrivare  al
  28 febbraio 2011 con una prima graduatoria stilata.
   La  presente integrazione alla risposta già inoltrata sarà inviata
  all'onorevole interrogante e depositata presso i competenti  Uffici
  dell'Assemblea Regionale Siciliana».

   L'Assessore
                                                dott. Elio D'Antrassi

   CORDARO-MAIRA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  le risorse agricole e alimentari, premesso che:

   la  Valle dello Jato è un territorio che si estende su più  comuni
  della  provincia di Palermo, la cui principale connotazione è  data
  dalla presenza del fiume Jato e dell'invaso Poma;

   l'invaso  Poma  consente l'irrigazione di  circa  9000  ettari  di
  terreno  coltivato della piana di Partinico  e contribuisce inoltre
  all'approvvigionamento potabile della città di Palermo e di  alcuni
  paesi della fascia costiera;

   l'invaso  nasce  nei primi anni 60, come risultato  di  una  lunga
  serie  di lotte guidate da Danilo Dolci con la partecipazione della
  popolazione  dell'intero territorio partinicese  che  nella  'diga'
  vedeva  uno  strumento per innescare processi di  sviluppo  che  la
  riscattasse dal secolare sottosviluppo in cui viveva;

   l'utilizzo razionale della risorsa idrica, difatti, aveva dato  un
  nuovo  volto  alle  campagne, aumentandone la produttività  con  il
  cambiamento   delle   colture  agricole  e   con   l'ammodernamento
  dell'agricoltura;

   l'acqua veniva gestita dalla cooperativa Consorzio irriguo  Jato',
  voluta  sempre  da Danilo Dolci, secondo il modello della  gestione
  democratica', e costruita giorno dopo giorno con la  fatica  di  un
  intero territorio (Partinico, Trappeto, Balestrate, ecc.);

   con l'entrata in vigore della l.r. n.  45/95 veniva costituito  il
  consorzio di bonifica 2 di Palermo che ha materialmente espropriato
  dal  suo ruolo i diretti interessati, cioè gli agricoltori, che con
  la  trentennale gestione della cooperativa 'Consorzio irriguo Jato'
  riuscivano  ad  esplicitare un servizio sicuramente  efficiente  ed
  economico;

   la  diga fa parte integrante delle campagne e la sua acqua è linfa
  vitale   per  l'agricoltura  e  l'economia  dell'intera  piana   di
  Partinico e ignorarlo è soltanto un atto di irresponsabilità;

   oggi  i  coltivatori della piana di Partinico,  da  tempo  stretti
  nella   morsa   di   una   grave   crisi   di   produzione   e   di
  commercializzazione,  non aspettano altro  che  avere  l'acqua  per
  tentare di salvare le produzioni, soprattutto quelle stagionali;

   l'attuale stagione irrigua, che avrebbe dovuto avere inizio dal 1
  aprile 2010, è stata avviata con i tubi che scoppiano, l'acqua  che
  si  perde,  pezzi di territorio che franano a causa  delle  perdite
  stesse, e con contadini che avranno al contrario di altri;

   considerato che:

   il  consorzio  di  bonifica 2 di Palermo è  privo  di  un  ufficio
  funzionale  presente nel territorio dello Jato e con  una  macchina
  operativa che non 'sa dove mettere le mani';

   le  ragioni  del  fallimento del consorzio di bonifica  2  Palermo
  dipendono  da  una  reale  incapacità  a  costruire  una   macchina
  operativa utilizzando le notevoli risorse umane di cui dispone;

   ancora  a  distanza di 15 anni dall'approvazione delle  legge  sui
  consorzi  di  bonifica,  si  continua a  mantenere  un  commissario
  straordinario   piuttosto   che   un   democratico   consiglio   di
  amministrazione  del  consorzio, così  come  previsto  dalla  legge
  stessa;

   l'acqua   dell'invaso  Poma  non  solo  deve  tornare  ad   essere
  disponibile  per i coltivatori, ma soprattutto deve  tornare  nella
  mani degli stessi coltivatori della piana di Partitico, che non può
  prescindere  dal  contributo dei 12 ex operai (di  cui  5  a  tempo
  indeterminato) della cooperativa 'Consorzio irriguo Jato' ai  quali
  il Governo concede almeno' 51 giornate che altro non sono se non la
  mortificazione della loro esperienza di lavoratori e  di  padri  di
  famiglia;

   questi  operai  dovevano essere presi in carica con  il  passaggio
  dalla  cooperativa al consorzio di bonifica 2 di  Palermo,  secondo
  quanto stabilito dall'art. 24 della legge regionale n. 45/95 e  dal
  d.a.  Agricoltura  e foreste n. 283 del 12/04/2006  ('al  personale
  transitato  al  Consorzio  di Bonifica 2 Palermo,  viene  applicato
  l'art.   24   della   L.R.  N.  45/1995',   così   come   riportato
  nell'emendamento al d.d.l. n. 560/A, dichiarato inammissibile;

   queste  12 famiglie sono state di fatto discriminate e non possono
  far  altro  che protestare per rivendicare la regolarizzazione  del
  loro rapporto di lavoro;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano adottare per  garantire  il  rispetto
  della   campagna   irrigua  nella  Valle  dello   Jato   attraverso
  l'indispensabile  lavoro  prodotto  dai  dipendenti   della   coop.
  consorzio irriguo Jato;

   se  non  ritengano  opportuno attuare quanto ancor  oggi  previsto
  dall'articolo 24 della legge regionale 45/95, autorizzando  in  via
  amministrativa l'immediata immissione nei contingenti previsti  per
  legge dei 12 lavoratori della sopracitata cooperativa;

   se  non reputino necessario metter fine alla fallimentare gestione
  commissariale  del  consorzio di bonifica 2 di  Palermo  procedendo
  all'insediamento immediato di un consiglio d'amministrazione capace
  di  assicurare  le  giuste spettanze al mondo  agricolo  e  dignità
  lavorativa ai soggetti impegnati nelle opere di bonifica». (1258)

   Risposta.  -  «Con l'interrogazione n. 1258 del 7 luglio  2010,  a
  firma dell'onorevole Salvatore Cordaro, vengono poste tre ordini di
  questioni riguardanti il consorzio di bonifica 2 di Palermo:

    lcon  la  prima  si chiede di sapere quali iniziative sono  state
       adottate per garantire il rispetto della campagna irrigua nella
       Valle dello Jato attraverso il lavoro prodotto dalla cooperativa
       Consorzio Irriguo Jato;
  lcon la seconda si chiede l'immissione nei contingenti del
  Consorzio di bonifica del personale appartenente alla cooperativa
  Consorzio Irriguo Jato, in applicazione dell'art. 24 della LR
  45/95;
  lcon la terza questione si pone l'accento sulla gestione
  commissariale del consorzio.

   Per  quanto  riguarda  il primo dei quesiti  posti  dall'onorevole
  interrogante,   si  evidenzia  che  il  commissario  straordinario,
  proprio per consentire lo svolgimento della campagna irrigua  nella
  Valle  dello  Jato  per l'anno in corso, ha  avviato  e  portato  a
  termine  una  proficua azione di concertazione  con  gli  operatori
  locali  che  ha determinato l'adozione di un Piano di  manutenzione
  ordinaria  delle  reti  irrigue del  consorzio  per  consentire  di
  disimpegnare  al meglio il servizio su tutto il comprensorio  dello
  Jato. Tale attività ha già avuto inizio nel corso del corrente mese
  di  gennaio  e  si  protrarrà fino al mese di maggio,  proprio  per
  garantire il regolare svolgimento della campagna irrigua per l'anno
  2011.
   Nei  lavori di manutenzione delle reti irrigue verranno utilizzati
  anche  gli  Operai  appartenenti all'ex cooperativa  del  Consorzio
  irriguo  Jato,  in  quanto rientranti nelle garanzie  occupazionali
  confermate  recentemente  dall'Assemblea  regionale  siciliana  sul
  finire  dell'anno  decorso  con l'art. l,  comma.  4,  della  legge
  regionale n. 24/2010.
   Per  quanto  riguarda il secondo quesito, riguardante l'immissione
  del  personale  appartenente  alla  cooperativa  dell'ex  consorzio
  irriguo  Jato  nel  contingente  del  personale  del  consorzio  di
  Bonifica  2  di  Palermo, desidero portare a conoscenza  dell'On.le
  interrogante  che  proprio  per  affrontare  tale  problematica  il
  Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali  con  nota
  n.  55957 del 30 giugno 2010 ha richiesto in merito apposito parere
  all'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione, il
  quale  ha  evidenziato che la norma di cui all'art.  24,  comma  4,
  della   legge   regionale  25  maggio  1995,  n.   45,   richiamata
  dall'onorevole  interrogante nell'atto parlamentare ispettivo,  non
  può trovare applicazione per i lavoratori del settore privato a cui
  appartengono quelli facenti parte dell'ex cooperativa del consorzio
  irriguo dello Jato.
   Invero,  l'Ufficio  legislativo e legale  della  Presidenza  della
  Regione   nel   richiamare,   nel  parere   reso,   la   norma   di
  interpretazione autentica del comma 4 dell'articolo 24 della  legge
  regionale 25 maggio 1995, n. 45, di cui all'articolo 31,  comma  2,
  della  legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10, rappresenta  che  la
  disciplina  normativa richiamata si riferisce  esclusivamente  alla
  successione tra enti pubblici e ciò si rileva anche dal  fatto  che
  in  entrambe  le richiamate disposizioni di legge si fa riferimento
  al  personale di  ruolo  categoria questa che non viene in  rilievo
  nel settore privato.
   Alla   luce,   pertanto,   del  richiamato   parere   dell'Ufficio
  legislativo  e legale l'ipotesi prospettata nell'atto  parlamentare
  ispettivo  di  procedere all'immissione del personale  appartenente
  alla  ex  cooperativa  del consorzio irriguo  dello  Jato  per  via
  amministrativa non può essere legittimamente perseguita.
   Per   quanto  riguarda,  infine,  la  terza  questione   sollevata
  dall'interrogazione,    riguardante    la    prolungata    gestione
  straordinaria  dell'ente,  si  sottolinea  che  l'attuale  gestione
  straordinaria  si  è  resa  necessaria  per  affrontare  la   grave
  situazione  debitoria in cui versa il consorzio di  bonifica  2  di
  Palermo,  risalente alle vecchie gestioni ordinarie dell'ente  che,
  se  non  viene  adeguatamente  affrontata  e  risolta,  rischia  di
  compromettere l'esistenza stessa del consorzio.
   Pertanto,  si  sottolinea  al  riguardo  che  non  è  da  ritenere
  fallimentare la gestione straordinaria del consorzio 2 di  Palermo,
  come  affermato dall'onorevole interrogante, ma è vero  proprio  il
  contrario,  cioè  che  per far fronte ad una fallimentare  gestione
  ordinaria  dell'ente consortile, che ha generato, come ho accennato
  poc'anzi,  una situazione di grave crisi economico-finanziaria  del
  consorzio, si è stati costretti ad assumere una momentanea gestione
  straordinaria dell'ente.
   Sotto  un  profilo  più  strettamente gestionale  si  rileva  che,
  proprio  grazie alla gestione straordinaria dell'ente, che peraltro
  sotto  il  profilo  finanziario non  produce  oneri  a  carico  del
  consorzio  di  bonifica  in  quanto  l'incarico  viene  svolto  con
  personale   interno  all'Amministrazione  regionale  e,   pertanto,
  disimpegnato  a titolo gratuito, sono stati raggiunti ragguardevoli
  risultati  gestionali. In particolare detta gestione  straordinaria
  si  trova  in  atto impegnata ad affrontare delle gare ad  evidenza
  pubblica  con bando europeo, per la realizzazione di alcune  grandi
  opere  a  supporto delle reti irrigue del consorzio di bonifica  di
  fondamentale  importanza per dare nuovo slancio e ed  impulso  allo
  sviluppo economico dell'intero comprensorio dello Jato.
   Proprio  per  l'importanza  strategica che  il  Governo  regionale
  annette  all'attività ed al ruolo dei consorzi di Bonifica  per  lo
  sviluppo   del   comparto  agricolo  regionale,  il  documento   di
  programmazione  economico-finanziaria per gli 2011/2013,  approvato
  dalla  Giunta  regionale,  prevede l'intendimento  del  Governo  di
  definire  un  percorso  legislativo per assicurare  il  risanamento
  economico-finanziario  dei  consorzi  di  bonifica  attraverso  una
  riforma  di tali enti per renderli più efficienti ed aderenti  alle
  esigenze  del settore agricolo. La stesura del disegno di legge  si
  trova in fase di avanzata definizione e si auspica di approvarlo in
  tempi brevi.
   Comunque, non appena verranno risolti i gravi problemi economici e
  finanziari in cui versano gli enti consortili, compreso  quello  in
  trattazione,  saranno  nominati  i  componenti  degli  organi   per
  ricondurre l'ente alla sua gestione ordinaria.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti Uffici  dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana».

   L'Assessore

   dott. Elio D'Antrassi

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari, premesso che:

   con  decreto  dirigenziale  del 29.06.2010  n.  819  l'Assessorato
  Risorse  agricole  e  alimentari ha trasformato  la  u.o.  80  SOAT
  (Settore  operativo  di  assistenza  tecnica)  di  Agira  (EN)   in
  sportello verde della SOAT di Troina (EN);

   l'ufficio,  attivo  dal 3.10.2007, svolge un importante  ruolo  di
  divulgazione  ed  assistenza tecnica per gli imprenditori  agricoli
  dell'intero comprensorio;

   nel  corso  degli  anni ha anche avviato una  serie  di  corsi  di
  formazione in tema di uso ed acquisto di fitofarmaci;

   tra  le altre attività ha svolto animazione del territorio per  la
  costituzione dei GAL ed attività di centro agro-meteorologico;

   considerato che:

   la chiusura dell'u.o. SOAT di Agira costituisce un grave danno per
  il  settore  dell'agricoltura di Agira e del  suo  comprensorio  in
  quanto  verrebbero meno tutte le attività che l'u.o. ha  svolto  in
  questi anni, assicurando agli imprenditori agricoli di usufruire di
  importanti servizi;

   in  conseguenza della chiusura dell'u.o. di Agira si registrerà un
  aggravio di spesa per gli utenti, aggravio che in questo momento di
  crisi   dell'economia   agricola  sarebbe   opportuno   evitare   e
  scongiurare;

   i  locali presso cui si trovano gli uffici dell'u.o. SOAT di Agira
  sono  stati  concessi in uso gratuito dal comune di  Agira  e  che,
  pertanto,  non  vi sono costi aggiuntivi ostativi  al  mantenimento
  dell'unità operativa;

   ritenuto che:

   la  chiusura dell'unità operativa SOAT di Agira determina il venir
  meno   di   un  importante  e  fondamentale  servizio   reso   alla
  collettività di Agira e dell'intero comprensorio;

   tale  determinazione,  inoltre, provoca gravi  disservizi  per  il
  comparto agricolo oggi in grave crisi;

   per sapere:

   quali  motivi  abbiano  indotto  il  Governo  a  decidere  per  la
  soppressione di una unità operativa efficiente e ben funzionante;

   quali  provvedimenti  intendano adottare per evitare la   chiusura
  dell'u.o.  SOAT  di   Agira e l'insorgere  di disservizi  in  danno
  degli  operatori  agricoli di Agira e del  relativo  comprensorio».
  (1344)

   Risposta.  -  «Con l'interrogazione n. 1344 del 5 agosto  2010,  a
  firma  dell'onorevole  Salvino  Caputo,  l'interrogante  chiede  di
  conoscere  i  motivi che hanno indotto il Governo a  sopprimere  la
  Soat di Agira (EN).
   A  tal riguardo chiarisco subito, come in tal senso comunicato dal
  competente Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali
  dell'Assessorato,  che la SOAT di Agira non è stata  soppressa,  ma
  trasformata in Sportello Verde, cioè in un nuovo Ufficio regionale,
  scaturito   dalla   strutturazione  periferica   del   Dipartimento
  regionale     degli     interventi    infrastrutturali     connessa
  all'applicazione   della  riforma  dell'Amministrazione   regionale
  approvata proprio dall'Assemblea regionale siciliana con  legge  16
  dicembre  2008,  n.  19, che continua però a  svolgere  gli  stessi
  servizi  già  precedentemente espletati dalla SOAT  agli  operatori
  agricoli senza con ciò creare alcun disservizio all'utenza.
   Invero,  a  seguito dell'applicazione della citata legge regionale
  di riforma dell'Amministrazione regionale il Dipartimento regionale
  degli   interventi  infrastrutturali  ha  subito  un   profondo   e
  complessivo  riordino  sia  in  ambito  centrale  che   in   quello
  periferico,   improntato   ai  principi  di   razionalizzazione   e
  contenimento della spesa.
   Il  nuovo  assetto territoriale periferico del Dipartimento  degli
  interventi   infrastrutturali  in  provincia  di   Enna,   cui   fa
  riferimento  l'interrogazione dell'onorevole Caputo, ha  comportato
  sotto  un profilo formale l'istituzione della SOAT presso il comune
  di  Troina, coordinata da un Dirigente, mentre presso il comune  di
  Agira  è  stato  creato lo Sportello verde, facente parte  comunque
  della  SOAT  di Troina, dove opererà un funzionario delegato  dallo
  Dirigente che dirige la SOAT di Troina che sarà aperto in  tutti  e
  cinque  i  giorni della settimana e che continuerà a  svolgere  gli
  stessi servizi espletati sul territorio dal precedente Ufficio.
   Pertanto, posso rassicurare l'onorevole interrogante e fugare ogni
  sua  comprensibile  preoccupazione espressa nell'atto  parlamentare
  ispettivo, che la nuova organizzazione periferica territoriale  del
  Dipartimento  regionale  degli  interventi  infrastrutturali,   non
  determinerà   per  il  settore  dell'agricoltura  del  comprensorio
  territorio  della provincia di Enna alcun danno, come dallo  stesso
  paventato,   né  gli  utenti  residenti  nello  stesso   territorio
  interessato dall'Ufficio subiranno per questo alcun disservizio,  i
  quali potranno continuare ad usufruire dell'assistenza tecnica  che
  il  Dipartimento  regionale  mette a disposizione  degli  operatori
  agricoli per venire incontro a tutti i problemi della categoria.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti Uffici  dell'Assemblea  regionale
  siciliana».

   L'Assessore

   dott. Elio D'Antrassi

   GUCCIARDI.  - «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari,
  premesso che:

   al  fine di realizzare il programma generale per la valorizzazione
  e  la  qualificazione del sistema agricolo, agro-alimentare e agro-
  ambientale  siciliano,  l'ex Assessorato  regionale  Agricoltura  e
  foreste aveva dato avvio al progetto rete di laboratori per l'agro-
  alimentare  e  l'ambiente, all'interno del quale è stata  istituita
  l'unità operativa ASCA (Analisi e servizi per la certificazione  in
  agricoltura)  quale  strumento di supporto  alle  imprese  agricole
  siciliane   per   la  valorizzazione  e  la  certificazione   delle
  produzioni agro-alimentari di qualità;

   per  l'implementazione ed il mantenimento del sistema di  gestione
  dell'ASCA,  la  realizzazione di un sistema di monitoraggio  per  i
  prodotti  orticoli, la gestione dell'attività di  analisi  chimica,
  nonché  la  messa  a  punto di metodi innovativi  per  la  ricerca,
  sarebbero  stati conferiti incarichi professionali a professionisti
  chimici;

   successivamente, al fine di coordinare la rete dei laboratori ASCA
  e le strutture di ricerca presenti sul territorio, sembra sia stato
  avviato  il  progetto  Sarinet,  cui  sarebbe  stata  preposta  una
  governance  regionale  affidata  agli  stessi  professionisti   già
  precedentemente incaricati in sede di realizzazione dell'ASCA;

   considerato che non sembrerebbe, tuttavia, che i suddetti progetti
  abbiano fornito i risultati auspicati, poiché presumibilmente detti
  laboratori  presentano un livello di funzionamento non  elevato  e,
  d'altro  canto, i tentativi approntati nel tempo per ricondurre  ad
  un  unico  sistema  la  rete  dei laboratori  non  sembrano  ancora
  riusciti;

   per sapere:

   quale  sia lo stato di avanzamento nella realizzazione della  rete
  SARINET, rete per i servizi avanzati e la ricerca ;

   se  ritenga  che gli incarichi ai professionisti incaricati  della
  realizzazione dei progetti di cui in premessa siano stati  conformi
  'all'obbligo di assicurare l'ottimale perseguimento delle  finalità
  oggetto dell'incarico;

   se  non  ritenga  di accertare attraverso gli uffici  i  risultati
  conseguiti dalle attività in premessa ricordate». (1351)

   Risposta.  -  «Con l'interrogazione n. 1351 del 6 agosto  2010,  a
  firma  dell'onorevole Baldassarre Gucciardi, l'interrogante  chiede
  di conoscere lo stato di avanzamento nella realizzazione della rete
  SARINET,  nonché  le  modalità  d'impiego  dei  professionisti  nel
  progetto rete ed i risultati conseguiti.
   Con il progetto SARINET  Rete per i servizi avanzati, la ricerca e
  l'innovazione    l'Assessorato   regionale   Risorse   Agricole   e
  Alimentari  si  è  posto l'obiettivo di definire  e  sviluppare  un
  sistema  che,  integrando e mettendo in  rete  le  conoscenze  e  i
  servizi  offerti  dalla rete regionale dei laboratori  ASCA  e  dai
  Consorzi  di  ricerca  siciliani, favorisse, con  la  fornitura  di
  servizi avanzati e il trasferimento delle innovazioni alle imprese,
  lo   sviluppo  del  settore  agro-alimentare  siciliano.   Con   la
  realizzazione  di  tale  sistema  integrato  e  grazie  anche  alla
  partecipazione  a  progetti di ricerca in  ambito  europeo,  ci  si
  proponeva inoltre di creare una più moderna forma di  comunicazione
  tecnologica   tra  la pubblica amministrazione  e  le  imprese  che
  permettesse  a  queste ultime di essere presenti e competitive  sul
  mercato europeo.
   Il  progetto SARINET è stato sospeso nel dicembre 2009 e, anche se
  la  rete  integrata non è stata sviluppata per la  riduzione  delle
  risorse  economiche  destinate a tali  attività  e  per  difficoltà
  derivanti dalla riorganizzazione dei Dipartimenti regionali  e  dei
  Consorzi  di  ricerca, le analisi e i risultati  raggiunti  con  il
  progetto  hanno  permesso  di  meglio  programmare  e  definire  le
  attività e i servizi forniti alle aziende agricole dal Dipartimento
  Interventi  Infrastrutturali dell'Assessorato  Risorse  Agricole  e
  Alimentari,  finalizzati a favorire il recepimento delle  normative
  europee  in tema si sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale
  e,   pertanto,   la  competitività  delle  imprese  agro-alimentari
  siciliane.
   In particolare:
   Il  laboratorio  ASCA di Ispica è stato dotato  di  strumentazioni
  all'avanguardia e di personale altamente specializzato ed  è  stato
  accreditato  prima  al SINAL e in seguito, dal  dicembre  2009,  ad
  ACCREDIA,  che  rappresenta l'Ente unico nazionale  riconosciuto  e
  autorizzato  dallo Stato per svolgere l'attività di  accreditamento
  dei  laboratori e che applica uno schema messo a punto  dall'Unione
  Europea  al  fine di permettere la libera circolazione di  merci  e
  prodotti  sul territorio comunitario, senza necessità di  controlli
  ripetitivi  da  parte delle autorità dei vari  Paesi.  Le  finalità
  contenute  nel  progetto  SARINET  e  le  risorse  economiche  rese
  disponibili  dal  progetto  stesso  hanno  permesso  di   conferire
  incarichi professionali presso la rete dei laboratori ASCA a n.  15
  collaboratori  a progetto esperti chimici e biologi. Le  specifiche
  competenze   fornite  dai  professionisti  incaricati   presso   il
  laboratorio  ASCA  di  Ispica hanno permesso  di  completare  tutto
  l'iter, preventivato dal progetto SARINET, per l'implementazione di
  un  sistema  di controllo, al fine di rilevare, negli alimenti,  la
  presenza  di  sostanze  nocive  (fitofarmaci,  pesticidi,   metalli
  pesanti,  ecc.), accertarne la salubrità, la qualità  merceologica,
  la  sicurezza e la presenza/assenza di OGM. Il sistema ha raggiunto
  il suo completamento con l'accreditamento, il quale ha attestato la
  conformità  del laboratorio ai requisiti del sistema per  tutte  le
  attività  di  prova  nonché della competenza tecnica  relativamente
  alle prove accreditate, in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC
  17025.  Dopo  l'ottenimento dell'accreditamento ACCREDIA  ha  avuto
  inizio  l'attività  di  fatturazione dei servizi  tecnico-analitici
  agli utenti, secondo il tariffario dei servizi approvato con D.D.G.
  n. 1928 del 09/12/2008. Attualmente gli incarichi conferiti sono in
  scadenza e pertanto, per il prosieguo dell'attività svolta  finora,
  per   onorare   gli   impegni   già   assunti   e   per   mantenere
  l'accreditamento  ottenuto  è  stato  richiesto,  al   Dipartimento
  Regionale  della Funzione Pubblica e del Personale, di attivare  un
  atto di interpello al fine di individuare nell'ambito del personale
  regionale  in  servizio  n.  10 unità di  personale  con  specifica
  professionalità da inserire nel laboratorio ASCA di Ispica.
   Il Dipartimento regionale Interventi Infrastrutturali ha istituito
  con  D.D.G.  n.  980  del  01  settembre  2010  i  nuclei  preposti
  all'attività di controllo sui prodotti agricoli presso  le  Sezioni
  Operative di Assistenza Tecnica (SOAT) e ha in seguito provveduto a
  individuare ed a incaricare il personale presso le SOAT preposto  a
  far  parte  dei  suddetti nuclei di controllo.  Il  Servizio  VI  -
  Assistenza  tecnica  in  Agricoltura,  Programmazione   e   Sistemi
  Informativi,  nell'ambito  dei propri  compiti  di  organizzazione,
  gestione  e  coordinamento  della  rete  territoriale  delle  SOAT,
  svolgerà  un  ruolo  di  definizione  e  coordinamento  dei   piani
  d'intervento  dei  nuclei di controllo, di concerto  con  le  altre
  istituzioni  competenti  per  materia.  Dopo  una  specifica   fase
  formativa  che si realizzerà nei primi mesi del 2011  i  nuclei  di
  controllo  effettueranno su tutto il territorio regionale specifici
  controlli   di  filiera  finalizzati  a  garantire  trasparenza   e
  sicurezza  per  il  consumatore nonché tutela  e  salvaguardia  dei
  prodotti e delle imprese rispettose delle regole.
   E'  stata definita ed è operativa la rete di laboratori di analisi
  chimico fisiche per l'assistenza tecnica in agricoltura, costituita
  dai  laboratori delle SOAT di Acireale, Castelvetrano e  Sciacca  e
  della  Unità  Operativa Specializzata 35 di Marsala.  I  laboratori
  sono  parte integrante della rete di Servizi di Assistenza  Tecnica
  forniti   dagli  uffici  periferici  del  Dipartimento   Interventi
  Infrastrutturali  per l'Agricoltura e realizzano diverse  tipologie
  di  determinazioni analitiche: analisi chimico fisiche dei suoli  e
  delle  acque,  analisi fogliari e analisi qualitative sui  prodotti
  agricoli  e  agro-alimentari finalizzate  alla  valorizzazione  dei
  prodotti agricoli di qualità strettamente legati al territorio.  Le
  analisi  vengono realizzate su campioni provenienti sia da  aziende
  agricole   alle   quali  le  SOAT  e  le  Unità   interterritoriali
  specializzate  forniscono  servizi di Assistenza  Tecnica,  che  da
  attività   sperimentali   previste   dai   progetti   gestiti   dal
  Dipartimento   Interventi   Infrastrutturali   per   l'Agricoltura,
  riguardanti  i  comparti  produttivi  e  la  tutela  ambientale  in
  agricoltura. Vengono anche eseguite analisi a supporto dei piani di
  monitoraggio  annuali  finalizzati alla valutazione  degli  effetti
  dell'applicazione della Direttiva Nitrati sul territorio  regionale
  e  alla determinazione e valutazione della qualità delle acque  per
  uso  irriguo  provenienti  dagli invasi degli  undici  Consorzi  di
  bonifica siciliani.
   E'  stata realizzata nel 2005 ed è attualmente operativa  la  rete
  dei  Laboratori  di  Analisi Sensoriale (LAS)  presso  le  SOAT  di
  Agrigento,  Castelvetrano, Catania, Leonforte, Prizzi  e  le  Unità
  Operative  Specializzate di Sciacca e Ispica,  con  l'obiettivo  di
  promuovere  la  valorizzazione  e la  caratterizzazione  sensoriale
  dell'agro-alimentare  regionale di qualità. L'attività  dei  LAS  è
  finalizzata   a   valutare   le   caratteristiche   organolettiche,
  individuare gli elementi di distinzione dei prodotti, oggettivare i
  risultati   e  renderli  fruibili  e  di  facile  comprensione   ai
  consumatori.  In  quest'ambito,  attraverso  il  Panel  di  giudici
  formati,  sono  state  implementate le schede relative  ai  profili
  sensoriali  di alcuni prodotti (oli extravergine di oliva,  carota,
  limone,   pomodoro,  melone,  cioccolato,  ecc )  individuando   le
  caratteristiche  che  legano  un determinato  prodotto  in  maniera
  inequivocabile al proprio territorio di produzione. I  LAS  operano
  in collaborazione con i consorzi di tutela, i comitati promotori, i
  produttori in genere, le associazioni dei consumatori e gli enti di
  consulenza  e  vengono organizzati  Corsi di  formazione   per  gli
  studenti   degli   istituti  alberghieri   e   gli   addetti   alla
  ristorazione, per gli insegnanti delle scuole aderenti al  progetto
  regionale di educazione alimentare e per gli addetti alle  fattorie
  del gusto e fattorie didattiche.
   Desidero  inoltre portare a conoscenza dell'onorevole interrogante
  che  in  atto è in fase di approfondimento da parte del  competente
  Dipartimento  regionale un possibile intervento di  riordino  degli
  enti  e  dei  laboratori  di ricerca per rendere  più  razionale  e
  efficiente  il  sistema  in relazione alle esigenze  delle  imprese
  agricole  operanti  nel  territorio  regionale  e  nell'ottica  del
  contenimento e riduzione della spesa.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti Uffici  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.

      L'Assessore
  dott. Elio D'Antrassi

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari, premesso che:

   il Ministero per le politiche agricole e forestali ha, da oltre un
  anno,  assegnato  la  somma di 10 milioni di euro  provenienti  dal
  fondo del piano irriguo nazionale per il completamento di un tratto
  della diga Garcia;

   l'erogazione  del  finanziamento consentirebbe  di  completare  la
  prima  parte  della  rete  adduttrice. La realizzazione  dell'opera
  pubblica assume grande importanza per l'agricoltura della Valle del
  Belice;

   considerato    che    è   opportuno   evitare   ulteriori    danni
  all'agricoltura  della Valle del Belice ed assicurare  l'erogazione
  delle  somme indispensabili per realizzare il primo stralcio  delle
  opere ed evitare che le risorse idriche vengano, come accaduto  sin
  d'ora,  sottratte all'agricoltura per la mancanza  delle  opere  di
  adduzione;

   ritenuto  che  si  tratta  di opere pubbliche  necessarie  per  lo
  svolgimento  delle attività legate al comparto agricolo  in  quanto
  attinenti all'adduzione delle risorse agricole;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano  o intendano  adottare  al  fine  di
  sollecitare l'assegnazione delle somme finanziate dal Ministero per
  le risorse agricole;

   quali   atti   verranno  adottati  per  evitare  la  perdita   del
  finanziamento;

   i  provvedimenti che verranno adottati per realizzare le opere  di
  completamento della rete adduttrice diga Garcia (PA)». (1354)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1354 del 7 settembre 2010,  a
  firma  dell'onorevole Salvino Caputo, si chiede di conoscere  quali
  provvedimenti  siano  stati adottati o si  intendono  adottare  per
  sollecitare  l'assegnazione da parte del  Ministero  delle  risorse
  agricole  del  finanziamento occorrente per il completamento  della
  rete adduttrice della diga Garcia.
   Premetto che, così come indicato nell'atto parlamentare ispettivo,
  nell'ambito  del  Piano  irriguo  nazionale  è  stato  inserito  il
  progetto  relativo  alla  Utilizzazione a scopo  irriguo  nazionale
  delle acque invasate nel serbatoio Garcia  per un importo del primo
  lotto funzionale di euro 10 milioni.
   A  tal  riguardo secondo le informazioni trasmesse dal  competente
  Dipartimento       regionale      interventi       infrastrutturali
  dell'Assessorato,  che  ne  assume la competenza  istituzionale  in
  materia, riferisco che il Dirigente generale del Dipartimento ed il
  consorzio di bonifica 2 di Palermo hanno già posto in essere  tutti
  gli  adempimenti necessari richiesti dal Ministero delle  politiche
  agricole per consentire il finanziamento dei lavori in questione.
   Si  è  in  attesa  adesso  che il CIPE pubblichi  la  delibera  di
  approvazione  dei  progetti inseriti nel  Piano  irriguo  nazionale
  citato  dove  figura anche l'opera indicata nell'interrogazione  in
  trattazione.
   Il  progetto  esecutivo relativo alla rete irrigua è  in  fase  di
  predisposizione,   pertanto  non  appena  verranno   definiti   gli
  adempimenti  sopra  descritti si potrà avviare il  procedimento  di
  approvazione    del    progetto    e   successivamente    procedere
  all'espletamento della gara d'appalto dei lavori.
   Inoltre si porta a conoscenza dell'onorevole interrogante che  sul
  sistema  Garcia è prevista la realizzazione di altri due importanti
  interventi  che  permetteranno il collaudo  definitivo  della  diga
  nonché il raggiungimento del massimo livello d'invasatura pari a 80
  milioni di metri cubi.
   I due interventi riguardano:
    Derivazione  del  fiume Belice dx nel serbatoio  del  Garcia   1
  stralcio  per  un  importo di 40 milioni di euro. Il  progetto  già
  finanziato con il Piano irriguo nazionale del 2003 è stato  inviato
  all'Agensud  e  al Consiglio Superiore dei lavori pubblici  per  il
  voto  definitivo.  Si è in attesa dell'approvazione  per  procedere
  all'espletamento della gara d'appalto;
    Opere  complementari Diga Garcia Sic 22  per un importo  di  euro
  6.450.000,00.  Si  tratta di un progetto cantierabile  che  ha  già
  ottenuto  i  pareri previsti dalla normativa vigente.  In  data  22
  dicembre  2010 è avanzata richiesta di finanziamento al  competente
  Dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti.
   Sulla  base  di  quanto  sopra  rappresentato  posso  rassicurare,
  pertanto,  l'onorevole Caputo che il Dipartimento degli  interventi
  infrastrutturali dell'Assessorato che espleta l'azione di vigilanza
  e  controllo  sul  consorzio di bonifica terrà sempre  in  costante
  osservazione e monitoraggio l'iter procedurale di detti  interventi
  insistenti  sulla  diga Garcia, affinché le opere  pubbliche  testè
  indicate,  per  l'importanza  e  la  valenza  strategica  che  esse
  assumono in  relazione agli usi dell'acqua proveniente dal  sistema
  Garcia,  possono  essere realizzati quanto  prima  per  rendere  la
  maggiore  risorsa  idrica  disponibile e fruibile  da  parte  della
  collettività.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti Uffici  dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana».

   L'Assessore

   dott. Elio D'Antrassi

   CAPUTO.   -  «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   per
  l'economia  e  all'Assessore per le risorse agricole e  alimentari,
  premesso che:

   per  i  fondi  comunitari non spesi entro il prossimo 31  dicembre
  scatterà  il  disimpegno automatico con la conseguente restituzione
  delle somme all'Unione europea;

   la  Regione siciliana risulta essere una delle regioni  a  rischio
  perdita dei fondi comunitari;

   considerato che:

   le risorse comunitarie rappresentano le uniche risorse in grado di
  favorire  lo  sviluppo  economico ed occupazionale  del  territorio
  atteso  che il Governo centrale ha ridotto i margini entro  cui  le
  regioni possono ricorrere alla spesa pubblica regioni;

   la  perdita delle risorse finanziarie dei fondi comunitari per  il
  settore   legato  all'agricoltura  determinerebbe   un   grave   ed
  irreparabile danno al territorio;

   la  complessità  della  normativa ha  reso  ancora  più  difficile
  l'applicazione dei piani;

   ritenuto  che è inevitabile porre l'attenzione sulla necessità  di
  non  perdere  i  fondi comunitari anche alla luce  della  riduzione
  della spesa pubblica delle Regioni;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato per evitare  il  disimpegno
  automatico di fondi comunitari non spesi;

   stante la complessità della normativa, quali provvedimenti abbiano
  adottato  per  rafforzare l'assistenza tecnica  presso  gli  uffici
  regionali,  in  modo da semplificare o rendere più  accessibili  le
  procedure;

   l'ammontare  dell'entità delle somme non  spese  per  le  quali  è
  previsto il disimpegno automatico». (1368)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1368 del 9 settembre 2010,  a
  firma  dell'onorevole  Salvino  Caputo,  riguardante  il  Piano  di
  Sviluppo    rurale   2007/2013,   vengono   espresse    da    parte
  dell'interrogante preoccupazioni in ordine al disimpegno automatico
  delle  somme  della  programmazione  comunitaria  del  settore  con
  l'approssimarsi  della scadenza del termine del  31  dicembre  2010
  decorso.
   In  particolare  l'interrogante con l'atto parlamentare  ispettivo
  che si riscontra pone tre ordini di quesiti:
   con  il  primo  chiede  di sapere quali provvedimenti  sono  stati
  adottati per evitare il disimpegno automatico dei fondi comunitari;
   con il secondo, chiede di conoscere quali provvedimenti sono stati
  adottati  per  rafforzare l'assistenza tecnica  presso  gli  Uffici
  regionali;
   con  il  terzo, infine, chiede di sapere l'entità delle somme  non
  spese per le quali è previsto il disimpegno automatico.
   Desidero  innanzitutto tranquillizzare l'onorevole Caputo  con  il
  dire  che l'obiettivo dell'impegno di spesa per l'anno 2010 è stato
  raggiunto  da parte dell'Amministrazione regionale e  che  non  c'è
  stato alcun disimpegno automatico di somme.
   Detto  questo,  desidero ripercorre, in breve,  il  lavoro  svolto
  dall'Amministrazione regionale che ha consentito di rispettare  gli
  adempimenti previsti dal Piano di Sviluppo Rurale.
   Come  è  noto  il  PSR Sicilia 2007/2013 è stato  approvato  dalla
  Commissione Europea con Decisione C (2008) n. 735 del 18/02//2008 e
  successivamente  modificato con Decisione C  (2009)  n.  10542  del
  1/12/2009,  che prevede una dotazione finanziaria complessiva  pari
  ad  euro 2.185.429.544, di cui come contributo comunitario a carico
  del FEASR di euro 1.279.201.000.
   Nelle  more dell'attivazione dell'Agenzia della Regione  Siciliana
  per  le  Erogazioni in agricoltura (ARSEA), ), le relative funzioni
  di  Organismo Pagatore  connesse all'attuazione del PSR sono svolte
  dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), con  sede  in
  Roma,  alla  quale competono il controllo dell'ammissibilità  delle
  domande  di pagamento e delle procedure di concessione degli  aiuti
  in  conformità alle norme comunitarie, il pagamento ai  destinatari
  degli  aiuti, l'esatta ed integrale contabilizzazione dei pagamenti
  eseguiti,   l'esecuzione  dei  controlli   previsti   dalle   norme
  comunitarie,  la presentazione della dichiarazione  di  spesa  agli
  uffici comunitari nelle forme previste per l'attuazione finanziaria
  del  PSR,  la  gestione del Sistema Informativo Agricolo  Nazionale
   SIAN   e  del   fascicolo aziendale  relativo  all'anagrafe  unica
  dell'azienda, aggiornato secondo le norme vigenti.
   Nonostante le difficoltà incontrate nell'istruttoria delle  misure
  attraverso il portale informatico SIAN, appartenente ad AGEA, nella
  fase  iniziale di gestione del sistema a causa dell'elevato  numero
  delle  operazioni da sottoporre a registrazione, dovute anche  alla
  riorganizzazione  strutturale di AGEA e  SIN  (Società  Informatica
  Nazionale quest'ultima che lavora per conto AGEA), all'introduzione
  del  fascicolo aziendale , a cui occorre aggiungere anche lo sforzo
  non indifferente supportato dall'Autorità di gestione connesso alla
  riorganizzazione dei Dipartimenti regionali a seguito  dell'entrata
  in   vigore  della  riforma  dell'Amministrazione  regionale,   gli
  obiettivi  di  spesa previsti dal PSR per l'anno  2010  sono  stati
  raggiunti.
   Per avere la dimensione della mole di lavoro che è stata svolta si
  ricorda che nel corso del biennio 2009/2010 sono stati attivati  da
  parte dell'Amministrazione regionale n. 43 avvisi (bandi), ciascuno
  dei quali, a sua volta, con procedura valutativa  stop and go  cioè
  con diverse sotto fasi temporali per la presentazione di domande di
  aiuto,  senza procedere al rinnovo della pubblicazione dell'avviso,
  che  hanno  determinato complessivamente un'attivazione di  risorse
  pubbliche pari a circa il 68,5% della dotazione dell'intero PSR.
   Altra  rilevante  iniziativa posta in essere  dall'Amministrazione
  regionale  per  agevolare i rapporti tra le imprese agricole  e  il
  sistema  bancario è stata quella di  attivare il Fondo di  Garanzia
  impegnando risorse pubbliche a valere sulle Misure 121, 123  e  311
  per un importo totale di   39.578.950.
   Sul  versante  dell'assistenza tecnica al fine di venire  incontro
  all'utenza  per  l'utilizzo  del  portale  SIAN,  l'Amministrazione
  regionale  ha stipulato una convenzione con la Società  Informatica
  Nazionale  (SIN),  riuscendo  così  a  migliorare  il  rapporto  di
  utilizzazione del sistema informatico.
   Per  quanto  riguarda  le somme soggette a disimpegno  automatico,
  come  certamente  noto all'onorevole interrogante,  si  applica  la
  regola   N+2 .  Pertanto, considerato che  l'approvazione  del  PSR
  Sicilia  2007/2013  è  avvenuto l'8 febbraio  2008,  il  disimpegno
  automatico  riguardava l'anno appena decorso.  La  quota  FEASR  da
  spendere  per l'anno 2010, in applicazione della regola comunitaria
  testé richiamata, ammontava ad euro 264.546.590,00.
   A  tal  riguardo, sulla base dei dati che sono stati  forniti  dal
  Dirigente  generale del Dipartimento interventi strutturali,  nella
  qualità di Autorità di gestione del PSR, con nota prot. 89768 del 7
  dicembre   2010,   che   è   stata  già   trasmessa   all'onorevole
  interrogante,  con nota a mia firma del 5 gennaio 2010,  si  rileva
  che alla data del 26 novembre 2010 erano stati spesi in termini  di
  quota  FEASR   237.369.017,40 evidenziando che entro il 31 dicembre
  2010 avrebbero dovuto essere spesi ulteriori 27.177.572,69 euro per
  essere  in  linea  con la quota dell'importo della  spesa  prevista
  dalla regola N+2.
   Secondo   le   ultime  informazioni  acquisite  dall'Autorità   di
  gestione, posso affermare che l'obiettivo della spesa previsto  per
  il    PSR   per   l'anno   2010   è  stato   pienamente   raggiunto
  dall'Amministrazione regionale, come riportato anche dai quotidiani
  di  stampa,  attestandosi a quota 387 milioni di  euro  comprensiva
  della quota comunitaria, nazionale e regionale.
   La  presente  relazione, comprensiva degli  atti  allegati,  verrà
  depositata ai competenti Uffici dell'Assemblea Regionale  Siciliana
  per essere consegnata agli onorevoli firmatari».

   L'Assessore

   dott. Elio D'Antrassi

   VINCIULLO-POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per  le  risorse  agricole e alimentari, premesso  che  nella  zona
  montana  della  provincia  di Siracusa  sono  numerosi  gli  operai
  impiegati nella forestale;

   considerato che:

   negli ultimi tre mesi, per cause non ancora chiare e definite, gli
  operai   de   quibus  non  hanno  ancora  percepito  lo  stipendio,
  nonostante  lavorino  per portare avanti le rispettive  famiglie  e
  sicuramente 'non per hobby';

   oltre  a  non avere percepito lo stipendio, gli operai  non  hanno
  ancora  oggi  ricevuto  il pagamento degli  arretrati  contrattuali
  relativo agli anni 2006/2008;

   visto che:

   da  più  parti  si levano voci di solidarietà nei  confronti   dei
  lavoratori  che lamentano l'inaccettabilità dell'accaduto;

   molti   lavoratori,  a  causa  del  ritardo  nel  pagamento  degli
  stipendi, sono incappati in spiacevoli situazioni di disagio,  come
  il  taglio  dei  servizi di fornitura della luce, dell'acqua  o  il
  sequestro dei propri beni da parte dell'ente riscossore in Sicilia;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente e necessario intervenire su una vicenda
  ancora oggi poco chiara e definita, che sta diventando vergognosa e
  surreale  oltre ad aver arrecato gravissimi danni al personale  del
  settore forestale;

   se  non  ritengano  urgente  e  non più  rinviabile  procedere  al
  pagamento delle spettanze vantate dai lavoratori, al fine  di  dare
  dignità e tranquillità economica a chi tutte le mattine si  reca  a
  lavorare per mantenere la propria famiglia». (1380)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1380 del 15 settembre 2010, a
  firma  degli  onorevoli  Vinciullo Vincenzo  e  Pogliese  Salvatore
  Domenico,  viene rappresentata la questione concernente il  mancato
  pagamento  degli emolumenti agli operai forestali negli ultimi  tre
  mesi,  con  particolare  riguardo  a  quelli  operanti  nelle  aree
  demaniali  della provincia di Siracusa, nonché il mancato pagamento
  degli arretrati contrattuali relativi agli anni 2006/2008.
   Relativamente al primo quesito posto dagli onorevoli  interroganti
  si  rappresenta  che  i  ritardi nel pagamento  degli  stipendi  ai
  lavoratori forestali, per l'anno 2010, si sono verificati  a  causa
  della complessa procedura connessa alla utilizzazione dei fondi del
  PAR-FAS  2007-2013  iscritti  nel  bilancio  per  l'anno  2010   in
  relazione alle  esigenze del settore forestale.
   Ciò  ha  comportato,  così  come riferito  con  nota  n.17340  del
  01.12.2010  dal  competente Dipartimento regionale Azienda  Foreste
  Demaniali, la messa in opera di un procedimento piuttosto complesso
  ed  articolato  che  ha  visto coinvolti gli  Uffici  periferici  e
  centrali  del Dipartimento nella partecipazione della formazione ed
  approvazione  delle  perizie progettuali sotto  l'aspetto  tecnico,
  amministrativo  e contabile, per rendere gli interventi  effettuati
  nel  settore  forestale  coerenti con la normativa  in  materia  di
  lavori  pubblici.  Invero,  nel corso  dell'anno  2010  sono  stati
  presentati  su  tutto  il  territorio  regionale  ben  427  perizie
  tecniche, le quali hanno necessitato prima dell'approvazione in via
  amministrativa  da  parte del Dirigente  generale  ed  a  cui  sono
  seguiti    successivamente   gli  ordini   di   accreditamento   ai
  responsabili  degli  Uffici  periferici  per  il  pagamento   delle
  spettanze ai lavoratori forestali.
   Desidero  informare  gli  onorevoli interroganti  che  gli  operai
  forestali  impegnati nei demani forestali regionali operanti  nella
  provincia  di Siracusa hanno ricevuto gli emolumenti maturati  sino
  alla  concorrenza  del  mese di Novembre del  2010  e  che  per  la
  mensilità  del  mese di dicembre si è provveduto  ad  impegnare  le
  somme  entro  la fine dell'esercizio finanziario 2010. Pertanto  si
  provvederà al relativo pagamento nel corso del 2011 non appena sarà
  aperta la cassa regionale per il nuovo esercizio finanziario.
   Relativamente  alla seconda problematica, riguardante  il  mancato
  pagamento  degli  arretrati contrattuali,  si  rappresenta  che  il
  Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali ha già  provveduto
  ad  accreditare  già nel corso del mese di settembre,  proprio  nel
  periodo  in cui è stata presentata l'interrogazione in trattazione,
  agli   Uffici  periferici  del  Dipartimento  la  somma   di   euro
  8.400.000,00  occorrente  per  il  pagamento  della   quota   degli
  arretrati  contrattuali per l'anno 2010 e che,  in  particolare,  i
  lavoratori  forestali  della  provincia  di  Siracusa,  secondo  le
  informazioni acquisite direttamente dagli Uffici periferici,  hanno
  già riscosso i propri emolumenti arretrati.
   Comunque,  al  fine  di  evitare per il futuro  gli  inconvenienti
  rappresentati  dagli  onorevoli  interroganti,  ho   provveduto   a
  richiamare  l'attenzione  del  competente  Dipartimento   regionale
  Azienda  foreste  demaniali  ad una più sollecita  definizione  dei
  procedimenti  istruttori delle pratiche in modo tale da  consentire
  di  ridurre i tempi di lavorazione dei progetti per far  sì  che  i
  lavoratori percepiscano per tempo le loro spettanze.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti Uffici  dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana».

   L'Assessore

   dott. Elio D'Antrassi

   MARROCCO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel   luglio  2006,  ben  ottanta  ettari  di  terreno  di  pineta
  nell'isola  di  Marettimo e oltre cinquanta  ettari  nell'isola  di
  Levanzo  (isole  Egadi) sono stati messi in vendita  mediante  asta
  pubblica dalla Parmatour s.p.a., proprietaria di una vasta area  di
  straordinario  interesse  paesaggistico e naturalistico;

   nel  riepilogo  generale della perizia di  stima  giurata  (pag.7)
  dell'ing. Giovanni Cascio del 21 luglio 2006, si indicano  9  lotti
  (920.730  mq) di proprietà della Parmatour s.p.a. per un valore  di
  euro  1.568.594,75 e nell'isola di Levanzo sette lotti (54.524  mq)
  per un valore di euro 747.550,00;

   si  tratta  di  un  territorio  caratterizzato  da  una  massiccia
  presenza  di  pini  di  Aleppo e ricoperto da macchia  mediterranea
  ricca  di  essenze rare che rendono l'isola uno  dei  più  belli  e
  incontaminati luoghi della Sicilia e per questo meta di turisti  da
  tutta Europa;

   a  seguito della messa in vendita di tali beni, Marettimo  diventò
  oggetto  di  trattative di compravendita, con  l'evidente  fine  di
  realizzare,  su  lembi  di territorio ancora integri,  speculazioni
  turistico-edilizie  che  avrebbero messo a rischio  di  distruzione
  veri e propri paradisi naturalistici;

   considerato che:

   in  seguito  all'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste
  per salvaguardare il patrimonio dell'isola di Marettimo, la Regione
  siciliana  ha  formalizzato  la volontà  di  acquisire  al  proprio
  demanio   regionale  i  terreni  di  proprietà   della   Parmatour,
  precisando, nella nota del 12 settembre 2006 prot. 1684/C1, che 'le
  modalità di acquisto dei terreni dovranno essere effettuate secondo
  le  regole imposte dal quadro normativo vigente', ossia secondo  il
  rispetto  dei  vincoli  naturalistici a  cui  sono  sottoposti  gli
  ottanta ettari di zona boschiva;

   la  dichiarazione di volontà da parte della Regione siciliana  non
  ha  avuto  seguito  e  quindi  sembra essere  lontano  un  accordo,
  permanendo un'enorme distanza fra le richieste, che il sottoscritto
  interrogante   giudica   esorbitanti,   della   Parmatour   e    le
  disponibilità economiche a disposizione della Regione stessa;

   tenuto conto che:

   la Parmatour s.p.a, società turistica proprietaria di questa vasta
  area   di   importante   valenza  paesaggistica,   risulta   essere
  controllata  dal gruppo Parmalat che, in seguito al ben  noto  crac
  dell'azienda,  è  stata assoggettata a procedura di amministrazione
  straordinaria, ai sensi della legge n. 39 del 18 febbraio 2004;

   il  grave  stato  di  insolvenza, secondo  quanto  rilevato  nella
  sentenza  del 2004, mette a rischio la legittima soddisfazione  dei
  creditori del gruppo Parmalat, tra i quali gli innocenti azionisti;

   l'amministrazione  comunale delle isole Egadi  sta  già  valutando
  l'opportunità di valorizzare con fondi comunali una parte  di  tale
  proprietà,  in  modo  da farla divenire un'area  attrezzata  per  i
  bambini, finalizzata ad attività ludiche con tematiche ambientali;

   per  sapere se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti e  quali
  iniziative  intendano assumere per la salvaguardia  del  patrimonio
  delle isole di Marettimo e Levanzo».  (1395)

   Risposta.  - «Con la presente relazione rispondo all'interpellanza
  n.  82  del  2  marzo 2010, a firma dell'onorevole Camillo  Oddo  e
  all'interrogazione  n. 1395 del 20 settembre 2010,  a  firma  dell'
  onorevole  Livio  Marrocco, riguardanti  entrambe  la  problematica
  dell'acquisizione al demanio della Regione dei beni della PARMATOUR
  S.p.A. siti nelle isole di Marettimo, Levanzo e Favignana.
   Si ritiene opportuno in proposito ripercorrere in breve l'attività
  ad  oggi dispiegata dall'Amministrazione regionale sulla vicenda in
  questione.
   In  data  08/08/2006 la Parmatour spa, società in  amministrazione
  straordinaria,  pubblicò un invito pubblico  a  presentare  offerte
  d'acquisto per i beni intestati alla società presenti sull'isola di
  Marettimo  e Levanzo;
   Con nota presidenziale prot. 1684/Serv 2  S.G. del 12/09/2006,  fu
  formalizzata  la  volontà della Regione Siciliana di  acquisire  al
  demanio   i   beni  della  Parmatour  indicando  la  normativa   di
  riferimento nelle leggi regionali 16/1996 e 14/2006 (recante  norme
  in  materia  di riordino della legislazione forestale e  di  tutela
  della vegetazione) e del D.P.R 327/2001;
   Con  successiva  Presidenziale  prot.  3019/S.G./Servizio  2   del
  15/12/2008,  attesa  la  competenza istituzionale  dell'Assessorato
  regionale dell'agricoltura e foreste, ai sensi dell'art.  16  della
  legge regionale n.16/2006, si individuava l'Azienda regionale delle
  foreste  demaniali pro-tempore, oggi Dipartimento regionale Azienda
  foreste  demaniali,  a  predisporre un Piano  di  acquisizione  dei
  terreni  rispondenti  ai  criteri indicati  nella  medesima  norma,
  nonché  a  curare  l'acquisizione di aree di particolare  interesse
  paesaggistico  e  naturalistico,  dei  beni  della  Parmatour   spa
  sull'isola di Marettimo, Favignana e Levanzo;
   L'Azienda  regionale  delle  foreste  pro-tempore  ha  prontamente
  avviato  la  propria attività istituzionale valutando positivamente
  l'interesse  dell'Amministrazione  regionale  ad  acquisire   detti
  terreni  per  l'importanza strategica che essi rivestono  sotto  il
  profilo  della  difesa,  tutela  e  valorizzazione  del  territorio
  regionale con particolare riferimento a quello delle Isole minori.
   Importanza  ancor più amplificata dal fatto che sono in  corso  di
  definizione  le procedure da parte del Ministero dell'Ambiente  per
  l'istituzione del Parco Nazionale delle Egadi.
   Tuttavia,  nel  corso dell'istruttoria sono emerse  difficoltà  di
  ordine  giuridico, tecnico e finanziario che hanno  determinato  un
  accentuato  ritardo nel procedimento amministrativo di acquisizione
  dei terreni in argomento, che di seguito in breve si illustrano:
   sotto  il profilo giuridico si è avuto modo di acclarare  che  non
  tutte  le  particelle  indicate dalla  società  PARMATOUR  sono  di
  propria  esclusiva proprietà, ma da accertamenti  tecnici  è  stato
  constatato  che  alcune di esse appartengono in comproprietà  anche
  alla  società Velia srl, con  cui non è stato possibile effettuare,
  da  quanto  comunicato dal Dipartimento regionale  Azienda  foreste
  demaniali, alcuna interlocuzione;
   Sotto  il  profilo tecnico, strettamente connesso al  problema  di
  ordine  giuridico testé indicato,  occorre, pertanto,  definire  le
  modalità  di  prosecuzione  del procedimento,  nel  senso  che  per
  l'inserimento  dei  terreni  nel  Piano  di  acquisizione   occorre
  risolvere   il   problema  dell'intestazione  parziale   dei   beni
  appartenenti  alla PARMATOUR  mediante frazionamento  catastale,  e
  comunque  la  necessità  di acquisire dalla  stessa  Parmatour  una
  formale  istanza di conferimento volontario secondo la  modulistica
  ufficiale,  che ad oggi non risulta che sia stata prodotta  pressso
  il  Dipartimento  regionale Azienda Foreste Demaniali;  per  quanto
  riguarda  invece  le  altre particella di proprietà  della  società
  Velia  srl  in assenza di conferimento volontario occorre  avviare,
  sussistendo  l'interesse pubblico all'acquisizione dei terreni,  il
  procedimento di esproprio con aggravio di tempo considerato  l'iter
  necessario per lo stesso;
   Si  evidenzia  comunque che il Dipartimento regionale dell'Azienda
  foreste  demaniali  nel  frattempo ha provveduto  ad  elaborare  un
  riepilogo  della consistenza e valutazione dei terreni di proprietà
  della Parmatour, che ometto di leggere in questa fase ma che allego
  alla presente relazione (All.1), dove si è provveduto a correggere,
  a determinare e ad aggiornare i valori indicati dal perito di parte
  della  Parmatour, relativamente alle superfici, per cui  una  volta
  definiti   gli   aspetti  di  ordine  giuridico  e  tecnico   sopra
  evidenziati  si  potrà procedere all'inserimento degli  stessi  nel
  Piano di acquisizione regionale. Peraltro, nel corso della verifica
  di  consistenza e valutazione dei terreni è stato acclarato che  in
  relazione  al lotto H l'immobile che ricade nello stesso è  oggetto
  di  una  recente  concessione  edilizia  da  parte  del  comune  di
  Favignana,  concessione attribuita non alla  Parmatour,  ma  ad  un
  privato  che  avanza diritti di usucapione; pertanto  il  lotto  in
  questione  andrebbe  stralciato dall'acquisizione  con  conseguente
  variazione   sulla  consistenza  e  sulla  stima   indicata   dalla
  Parmatour.
   Per  quanto  riguarda, infine, gli aspetti di  ordine  finanziario
  connessi   all'acquisizione  dei  terreni,   si   rappresenta   che
  l'individuazione,  in  un  primo  momento,  dell'avvalimento  delle
  risorse  dei  Fondi  comunitari per il  periodo  di  programmazione
  2000/2006,  non risultano più disponibili a seguito della  chiusura
  del  periodo  di programmazione di riferimento, necessita  pertanto
  individuare la nuova fonte di finanziamento sul bilancio regionale.
   Desidero informare gli onorevoli Oddo e Marrocco, che in proposito
  ho  già  provveduto  ad  inviare apposita  direttiva  al  Dirigente
  generale del Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali volta
  ad  avviare il procedimento di acquisizione dei terreni per  quelle
  particelle  ove  è possibile proseguire l'iter di  inserimento  nel
  Piano di acquisizione regionale (proprietà sull'isola di Favignana,
  fatta  salva l'istanza di conferimento volontario), mentre  per  le
  altre   parti  approfondire  la  questione  per  trovare   apposita
  soluzione alle problematiche di ordine giuridico e tecnico insorte,
  mediante apposita riunione tra le parti per l'individuazione di  un
  percorso condiviso.
   La  presente  relazione, comprensiva degli  atti  allegati,  verrà
  inviata  agli  onorevoli firmatari degli atti ispettivi  e  inoltre
  depositata   ai   competenti   Uffici   dell'Assemblea    Regionale
  Siciliana».

  L'Assessore

   dott. Elio D'Antrassi

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»

   POGLIESE-FALCONE-VINCIULLO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per la salute, premesso che:

   in Sicilia si continua ad applicare il decreto dell'ex Assessorato
  Sanità   del  15  febbraio  1992  sul  personale  dei   centri   di
  riabilitazione accreditati dal Servizio sanitario regionale;

   il  suddetto  decreto  non  prevede la  figura  professionale  del
  pedagogista;

   il  successivo decreto assessoriale del 17 giugno 2002 (GURS n. 29
  del  28 giugno 2002), invece, recependo il D.P.R. 14 gennaio  1997,
  prevede  obbligatoriamente la presenza nei centri di riabilitazione
  di   'personale  di  area  pedagogica',  ben  differenziato   dagli
  'Educatori';

   rilevato  che  tali  centri hanno assunto  negli  anni  figure  di
  'Educatori   Professionali'  in  aperta  violazione   del   decreto
  ministeriale  8 ottobre 1998, n. 520, assumendo con tale  qualifica
  laureati in pedagogia/equipollenti ai sensi di legge. Infatti,  gli
  'Educatori  Professionali' sono operatori della sanità in  possesso
  di  diploma universitario di cui al d.m. 520/98 di cui sopra  e  le
  equipollenze  a tale diploma universitario sono state  sancite  dal
  Ministero della sanità con decreto del 27 luglio 2000;

   considerato che:

   non  si  comprende come si possa tollerare una illegittimità  così
  diffusa:  da  un lato, pedagogisti vengono assunti come  'Educatori
  Professionali',  e  quindi sottoimpiegati e sottopagati  in  aperta
  violazione  del  decreto  ministeriale 520/98  mentre,  dall'altro,
  viene  applicato il decreto dell'Assessorato Sanità del 15 febbraio
  1992, con la mancata assunzione di pedagogisti in aperta violazione
  del  successivo decreto dell'Assessorato sanità del 28 giugno 2002,
  che li prevede obbligatoriamente;

   l'inserimento  del  pedagogista dirigente di ruolo  sanitario  non
  medico negli standard dei centri di riabilitazione accreditati  dal
  S.S.R.  non comporterà aggravio di spesa al bilancio della  Regione
  siciliana  in  quanto  le rette pagate alle strutture  pubbliche  e
  private  accreditate 'sono omnicomprensive di tutte le  prestazioni
  sanitarie   riabilitative  previste  pro  die  per   ogni   singolo
  soggetto';

   la   prestazione  pedagogica  è  prevista  in  tali  centri  dalla
  normativa nazionale e regionale;

   già   in  data  7  aprile  2009,  la  VI  Commissione  legislativa
  permanente  'Servizi  sociali e sanitari'  dell'A.R.S.,  dopo  aver
  ascoltato  il  preside  della facoltà di scienze  della  formazione
  dell'Università  degli  studi  di  Catania,  segnalò   la   vicenda
  all'allora Assessore regionale per la sanità;

   per sapere:

   i   motivi   ostativi  alla  mancata  applicazione   del   decreto
  dell'Assessorato Sanità del 17 giugno 2002, pubblicato  nella  GURS
  n. 29 del 28 giugno successivo;

   quali iniziative intendano intraprendere al fine di assicurare  ad
  ogni   centro  di  riabilitazione  accreditato  la  figura  di   un
  pedagogista, in ottemperanza del suddetto decreto». (1068)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Pogliese chiede notizie in merito alla mancata
  applicazione del decreto dell'Assessorato sanità del 17 giugno 2002
  in  materia  di personale dei centri di riabilitazione  accreditati
  dal Servizio sanitario regionale, si rappresenta quanto segue.
   L'atto  ispettivo in parola pone l'accento sulla annosa  questione
  della  figura  dei  dirigenti sanitari  pedagogisti  che  da  tempo
  solleva aspetti controversi. Al fine di pervenire ad una situazione
  di  chiarezza  giova anteporre un breve escursus che ragguagli  sul
  problema sollevato dall'Onorevole interrogante.
   La  Sicilia  vive  una  speciale e articolata  utilizzazione,  nel
  sistema  pubblico e privato inerente alla sanità, delle figure  del
  pedagogista.  In particolare, nel ruolo sanitario non medico,  tale
  figura  si  affaccia  a pieno titolo all'indomani  dell'entrata  in
  vigore   della   legge   regionale  n.   215   del   1979   recante
   Riorganizzazione dei servizi di tutela mentale , in base a cui  il
  pedagogista  trova  spazio  nelle  piante  organiche  delle  allora
  UU.SS.LL..
     Si  tratta  però  di  un profilo anomalo  in  quanto  successivi
  indirizzi  e  norme non contemplano tali figure. Lo stesso  Decreto
  del  Presidente della Repubblica n. 761 del 1979 non considera tali
  professionisti  tra il personale sanitario della dirigenza  né  del
  comparto  sia tecnico che professionale. Inoltre il D.P.R.  n.  483
  del  1997,  che regolamenta la selezione tramite pubblico concorso,
  tra tutte le figure professionali previste non considera quella del
  pedagogista  bensì  quella dello psicologo. Va  rilevato  a  questo
  proposito che la sentenza del Consiglio di Stato - V sezione  -  n.
  763 del 13 luglio 1994, ribadendo un parere del Consiglio Nazionale
  Sanitario,  equipara  le posizioni funzionali  del  pedagogista  al
  profilo professionale dello psicologo collaboratore.
   Orbene  l'onorevole  interrogante parla  di   dirigente  di  ruolo
  sanitario  non  medico negli standard dei centri di  riabilitazione
  accreditati   (cioè strutture private che erogano  prestazioni  per
  conto  del  S.S.R. ma non soggette a trafile selettive di  pubblica
  evidenza)   invocando  il  decreto  assessoriale  n.890/2002   dove
  intravede la obbligatorietà di inquadrare dette figure.
   In realtà detto decreto assessoriale alla voce 2.2-b dell'allegato
  tecnico,  riferendosi  a  centri di  riabilitazione  si  limita  ad
  accennare   testualmente,   al   primo   comma:    le   prestazioni
  ambulatoriali erogate dai centri di riabilitazione si differenziano
  dalle   attività  ambulatoriali  specialistiche   di   recupero   e
  rieducazione   funzionale   per  la   globalità   del   trattamento
  sull'handicap che richiede un contestuale apporto multidisciplinare
  medico psicologico e pedagogico .
   Rimanda  così al precedente punto in cui i requisiti organizzativi
  sono in tal guisa espressi:  la dotazione organica del personale  è
  rapportata  alla  tipologia e alla complessità  in  relazione  alla
  specificità del trattamento riabilitativo .
   Ne  discende che nessun obbligo è indicato dal citato  decreto  n.
  890/2002  circa la presenza del personale pedagogico nei centri  di
  riabilitazione. Tuttavia l'interrogazione in oggetto  si  pone  nel
  solco  dell'annosa questione inerente la più proficua  collocazione
  di tali professionisti nel panorama sanitario regionale.
   Le   professioni   sanitarie   sono   ancora   oggi   oggetto   di
  approfondimento  da  parte dello Stato;  infatti  le  attività  del
  legislatore  statale  e del Governo centrale hanno  dovuto  altresì
  tenere nella doverosa considerazione il nuovo assetto universitario
  con   particolare  riferimento  al  fabbisogno  delle   professioni
  sanitarie, alla programmazione degli accessi ai corsi di diploma di
  laurea,  alle  scuole di formazione specialistica ed  ai  corsi  di
  diploma  universitario  da  parte  del  Ministero  dell'istruzione,
  dell'università e della ricerca.
   Nel  tempo  il Sistema Sanitario Nazionale ha, pertanto,  previsto
  nuove   figure   professionali  dell'Area  Sanitaria   non   medica
  strettamente connesse ai corsi di laurea contestualmente istituiti.
   Relativamente ai profili riconducibili alla disciplina educativa e
  riabilitativa  ha  trovato  espresso  riconoscimento  con   Decreto
  Ministero   Sanità  8  ottobre  1998,  n.  520,  quale  professione
  sanitaria, la figura dell'Educatore Professionale, che possiede  la
  stessa  matrice formativa del Pedagogista, ma che fonda il  proprio
  status professionale anche su discipline dell'area sanitaria.
   Va evidenziato inoltre che il 1  comma, lett. d) dell'art. 6 della
  Legge  n.  43/2006,  nell'individuare l'area  dirigenziale  per  il
  personale   laureato   appartenente  alle  professioni   sanitarie,
  infermieristiche,  ostetrica,  riabilitative,  tecnico-sanitarie  e
  della   prevenzione,  ha  di  fatto  eliminato  la   diversità   di
  trattamento  tra il Pedagogista, inquadrato nell'area  Dirigenziale
  del  ruolo  sanitario,  e  l'Educatore Professionale  fino  a  ieri
  inquadrato  solo nell'area del comparto, prefigurando in  tal  modo
  l'ingresso nell'area del coordinamento e della dirigenza».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   il  servizio di immuno-ematologia e medicina trasfusionale,  d'ora
  in  poi indicato come SIMT, di Avola (SR) è diventato, negli ultimi
  anni,  un  punto  di riferimento importante e significativo  per  i
  cittadini-utenti della provincia di Siracusa e in modo  particolare
  per quelli della zona sud della stessa provincia;

   il  proficuo  lavoro svolto sul territorio dallo stesso  servizio,
  anche   di   concerto  con  il  supporto  delle   associazioni   di
  volontariato,  ha  determinato un cospicuo  e  documentato  aumento
  delle donazioni;

   il  SIMT di Avola svolge numerose e significative funzioni:  dalla
  produzione  di  emo-componenti all'attività di  laboratorio,  dalla
  gestione di ambulatorio trasfusionale al rapporto con i reparti dei
  due presidi ospedalieri, il Di Maria di Avola e il Trigona di Noto,
  che a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera saranno
  dotati di ben 199 posti letto fra acuti e post acuti;

   il  SIMT  di  Avola, a differenza di altri SIMT che, ancora  oggi,
  producono emazie non leucodeplete (tipo 02), è sempre stato  pronto
  a  raccogliere  e  fare  proprie  tutte  le  innovazioni  in  campo
  trasfusionale,  come  la produzione di emazie  con  filtrazione  in
  linea,  l'aferesi  terapeutica e produttiva,  il  gel  piastrinico,
  ecc.;

   la  mancata  lavorazione delle unità di sangue,  che  si  dovranno
  obbligatoriamente inviare ad altro centro, non libererebbe  nessuna
  risorsa  umana  da  dedicare alla raccolta e  alla  propaganda,  in
  quanto  il  frazionamento delle unità è prerogativa  del  personale
  tecnico presente nel servizio e non di quello medico;

   preso atto che:

   il  servizio  de quo opera, ormai, da diversi anni, con  capillari
  controlli di qualità sia sui prodotti trasfusionali che sugli esami
  di laboratorio;

   con  la  richiesta di parere n. 79 alla VI Commissione legislativa
  permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'ARS, il suddetto  SIMT
  verrebbe  classificato  solo  di  tipo  A,  con  una  notevole   ed
  insopportabile  perdita di autonomia lavorativa e di  produttività,
  dal  momento  che  la  lavorazione delle  unità  raccolte  andrebbe
  effettuata  presso il SIMT di Siracusa, e tutto questo a  discapito
  della produzione di emocomponenti, come la perdita di plt random  e
  plasma  di tipo B, con un aggravio di spesa per il trasporto  degli
  stessi;

   appare non lineare e non condivisibile la scelta con la quale sono
  stati  classificati i SIMT della Sicilia, scelta che sarebbe  stata
  determinata,  ora  in base al consumo, ora in  base  alla  capacità
  lavorativa, ora in base alla collocazione geografica e senza tenere
  conto  della  necessaria  ed  indispensabile  corretta  valutazione
  quantitativa e qualitativa degli esami sostenuti;

   accertato  che  alcuni  SIMT con raccolte  e/o  consumi  di  molto
  inferiori a quelle di Avola, come Enna, Milazzo, Paternò,  Ospedale
  Papardo di Messina e Caltagirone, sono stati individuati come  tipo
  A+B,  mentre Avola è stato individuato, inspiegabilmente, solo come
  tipo A;

   per sapere:

   se non ritengano di dover tener conto della significativa presenza
  del   SIMT   di  Avola  nella  gestione  di  un  vasto   territorio
  comprendente  non  solo  i cinque comuni di Avola,  Noto,  Pachino,
  Rosolini  e  Portopalo, ma anche altri comuni  della  provincia  di
  Siracusa  nonché la gestione dei due presidi ospedalieri, e  dunque
  di doverlo necessariamente classificare almeno di tipo A+B, come  è
  stato  fatto  inspiegabilmente per alcuni  centri  con  raccolte  e
  consumi di molto inferiori a quelli di Avola;

   se  non  ritengano, inoltre, opportuno attribuire il giusto valore
  alle   legittime   attese   ed  esigenze  delle   associazioni   di
  volontariato,  collegate al SIMT di Avola, e  dare  all'utenza  una
  adeguata   risposta  trasfusionale,  considerato   anche   che   la
  tipizzazione ad A+B porterebbe un risparmio derivante  anche  dalla
  mancata  utilizzazione  di  autisti per  il  trasporto  degli  emo-
  componenti verso il SIMT di Siracusa;

   se  non ritengano, infine, che il dover trasportare ogni giorno le
  unità  raccolte  dal  SIMT di Avola presso  quello  di  Siracusa  e
  viceversa   rappresenti  un  notevole  spreco  di  risorse   umane,
  economiche   ed  anche  uno  scadimento  della  qualità   dell'emo-
  componente  stesso, oltre ad una insopportabile mortificazione  per
  personale del SIMT di Avola». (1132)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Vinciullo chiede interventi  a  difesa  del
  Servizio  di  immuno-ematologia e medicina trasfusionale  di  Avola
  (SR),  si  rappresenta  che raccogliendo gli  emendamenti  proposti
  dalla competente Commissione legislativa nella seduta n. 93 del  20
  aprile 2010, le attività trasfusionali caratterizzanti i livelli  A
  e   B   espressi   all'atto  della  prima  stesura  del   documento
  programmatico,  sono  state riunificate nel definitivo  decreto  n.
  1141  del  28  aprile 2010 recante il Piano Sangue e  Plasma  e  il
  riassetto e la rifunzionalizzazione della rete trasfusionale.
   Pertanto le attività inerenti alla lavorazione del sangue intero e
  degli   emo-componenti  risultano  assegnate  alla  totalità  delle
  strutture trasfusionali operanti sul territorio regionale (attività
  di tipo B) in aderenza anche alla richiesta espressa nella presente
  interrogazione parlamentare.
   Presso  il suddetto Servizio di Avola risulterà pertanto garantita
  l'attività   di  lavorazione  del  sangue  intero  e   degli   emo-
  componenti».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO-FALCONE. - «Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   tutte   le   precedenti  interrogazioni  sul   tema   sono   state
  puntualmente ignorate, il che è inaccettabile;
   la   vicenda   ha   assunto   una  pesantezza   ed   una   gravità
  ineguagliabile;

   in   quest'ultimo  anno  si  è  consumata  una  lotta  di  potere,
  sotterranea  e nascosta, sulla pelle dei tanti dipendenti  che  nel
  servizio avevano ed hanno il loro lavoro;

   in  questo periodo che vede una recessione mondiale ed una perdita
  esponenziale   di   occupazione,  che  in   Sicilia   è   altamente
  amplificata,  obiettivo  primario della VI Commissione  legislativa
  permanente  'Servizi  sociali  e sanitari'  è  stato  quello  della
  salvaguardia dei livelli occupazionali;

   da  come, però, si è sviluppata la vicenda si deve registrare  una
  situazione alquanto 'distorta' che ha fatto leva sulla necessità di
  lavoro  e che ha portato i lavoratori coinvolti a subire un vero  e
  proprio ricatto;

   si  è  assistito e denunciato a più riprese anche sui giornali  ad
  uno  sciacallaggio del diritto dei lavoratori della SISE. Coloro  i
  quali, infatti, non si sono piegati e non hanno rinunciato ai  loro
  diritti  costituzionalmente garantiti, non sono  stati  riassorbiti
  nel nuovo soggetto;

   preso atto che:

   di  contro,  nonostante le più volte avanzate e denunciate  azioni
  illegittime per contrarietà, chiara ed evidente, a precisi  vincoli
  e divieti normativi posti sulle nuove assunzioni dalla l.r. 5/2009,
  si è assistito all'inserimento di ben due direttori generali per un
  unico  servizio  e  si  tenta, ancora adesso, di  sdoganare  alcune
  figure per rinominarle quale direttore generale della SEUS;

   la cosa alquanto sconcertante è che si è voluto sgombrare il campo
  costringendo chi in SISE, pur avendo acclarati e consistenti titoli
  scolastici  e  professionali, è stato, di fatto,  costretto  a  non
  accettare  la assunzione in SEUS, in quanto veniva posto in  essere
  un  vero e proprio dimensionamento, proponendo, a tali soggetti, la
  assunzione al livello c;

   agendo per tale via ed eliminando concretamente le professionalità
  interne,  si è voluto, illegittimamente, superare il divieto  posto
  dalla normativa e rendere possibile l'ingresso di figure esterne al
  posto di direttore generale;

   ancora  si  è  ancorati  alla  'favola'  dell'avvicendamento   nel
  servizio di due soggetti assolutamente estranei e diversi;

   ritenuto  che,  pertanto, sostenere ancora la non sussistenza  del
  trasferimento   d'azienda  oltre  che  anacronistico   è   alquanto
  pericoloso,  in  quanto  si rischiano, con il  contenzioso  che  ne
  seguirà, pesanti risvolti economici negativi a carico della Regione
  stessa;

   per sapere:

   quali provvedimenti, con l'urgenza del caso, intendano adottare al
  fine  eliminare  le  illegittimità  rilevate  e,  precisamente,  se
  intendano   ammettere  l'ingresso  nella  SEUS  di  quelle   figure
  dirigenziali che, pur possedendo titoli e professionalità, non sono
  state coinvolte, nel ruolo loro spettante, dal nuovo soggetto;

   se  e  quali  iniziative  intendano  intraprendere  per  eliminare
  l'illegittimità   posta   circa  le  nuove   assunzioni,   evitando
  avvicendamenti  che  sarebbero  anche  contrari  alle   regole   di
  amministrazione». (1337)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Vinciullo chiede chiarimenti sul trasferimento
  di  attività  e  personale  da SI.SE.  a  S.E.U.S.  -  servizio  di
  emergenza-urgenza 118, si rappresenta che la SEUS  ha  iniziato  la
  propria attività nel mese di luglio 2010.
   Essendo la predetta società una nuova entità non si è avuto  alcun
  passeggio   diretto  del  personale  dalla  SISE  alla   SEUS;   di
  conseguenza lo stesso è stato assunto ex novo da quest'ultima  che,
  come da atto costitutivo ha un proprio direttore generale.
   Le  modalità  per  individuare i soggetti da assumere  sono  state
  convenute con le organizzazione sindacali di categoria nel rispetto
  delle  posizioni  giuridiche individuali e  delle  aspettative  dei
  lavoratori».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'Assessore  per  la  salute ha annunciato  l'assunzione  di  2900
  medici nel settore della sanità siciliana;

   tale decisione appare in netto contrasto con la politica dei tagli
  e  di razionalizzazione della spesa pubblica effettuata dal Governo
  della Regione;

   l'assunzione  del personale, inoltre, comporterà  per  la  Regione
  un'ulteriore  spesa di denaro pubblico che, in  questo  momento  di
  crisi,  non appare giustificata nè supportata da valide ragioni  di
  esigenza pubblica;

   considerato che la sanità siciliana ha subito numerosi tagli  alla
  spesa con conseguenze dannose per i cittadini in termini di qualità
  e di efficienza del servizio pubblico;

   ritenuto che l'assunzione di 2.900 medici all'interno del  settore
  della sanità non è supportato da valide esigenze di organico  e  di
  funzionalità del servizio sanitario;

   per sapere:

   i  motivi  che  abbiano  determinato  la  necessità  di  procedere
  all'assunzione di 2.900 medici nel settore della sanità;

   la  collocazione del predetto personale e le risorse economiche  e
  finanziarie  attraverso cui garantire la copertura  delle  relative
  assunzioni;

   se  non  ritenga,  altresì, opportuno l'invio  in  VI  Commissione
  legislativa  permanente 'Servizi sociali e sanitari'  della  pianta
  organica dei medici siciliani e del piano degli esuberi». (1357)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Caputo chiede notizie circa le assunzioni  di
  2900 medici nel settore sanitario, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14  aprile
  2009, n. 5 recante le "Norme per il riordino del Servizio sanitario
  regionale"  è  stato  emanato il decreto assessoriale   n.1150/2009
  concernente  gli  indirizzi  e  i  criteri  per  il  riordino,   la
  rifunzionalizzazione e la riconversione della  rete  ospedaliera  e
  territoriale regionale.
   In  applicazione  delle linee guida di cui al  successivo  decreto
  assessoriale n. 736/2010 sono stati approvati gli atti aziendali di
  tutte le Aziende sanitarie.
   In  materia  di  personale  si  è proceduto  ad  una  analisi  del
  fabbisogno   di   personale  delle  nuove   aziende   sanitarie   e
  nell'allegato 2 al decreto assessoriale n. 1868 del 22 luglio  2010
  -  concernente l'emanazione delle linee di indirizzo regionali  per
  la   rideterminazione  delle  dotazioni  organiche  -  sono   state
  individuate  per  ciascuna  azienda  sanitaria  sia  la   dotazione
  organica che la disponibilità finanziaria riferita agli anni 2010 e
  2011.
   Alla  luce  del risultato dell'analisi del fabbisogno di personale
  si  è  ritenuto  di  poter dare attuazione, per  ciascuna  azienda,
  nell'immediato, ad un incremento/riduzione di personale rispetto  a
  quello in servizio al 31 dicembre 2009, pari ad 1/3.
   Le dotazioni organiche delle nuove aziende sono state individuate,
  pertanto,  come  da "Allegato 2" alle linee di indirizzo  approvate
  con  il citato decreto n. 1868/2010, con una diminuzione sul numero
  totale, a livello regionale, di n. 217 unità rispetto al totale  di
  personale  in servizio, con rapporto di lavoro di tipo  subordinato
  (a tempo indeterminato e a tempo determinato), al 31 dicembre 2009.
  Il  numero  totale  regionale  rapportato,  invece,  al  numero  di
  personale  in  servizio a tempo indeterminato al 31 dicembre  2009,
  permette  a  livello  regionale  di  avviare  procedure  (mobilità,
  concorsi,  scorrimento  graduatorie)  per  la  copertura  a   tempo
  indeterminato,  nei vari profili professionali - e non  solo  nella
  dirigenza medica -, di n. 2924 unità di personale.
   Pertanto  il rispetto delle linee di indirizzo di cui al  suddetto
  decreto  n.  1868/2010 da parte delle aziende sanitarie permetterà,
  da  un  lato,  di contenere, a livello regionale, il numero  totale
  delle assunzioni e la spesa per il personale entro i limiti di  cui
  alle  vigenti disposizioni finanziarie nazionali e dall'altro lato,
  consentirà,   facendo   fronte  alle  carenze   di   organico,   il
  miglioramento  dell'organizzazione  dei  servizi  sanitari  ed   un
  adeguato livello di soddisfacimento della domanda assistenziale».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   la  Sicilia  è  la regione con il più alto numero di  presenza  di
  soggetti invalidi con diritto al trattamento pensionistico;

   è  emerso  che  tra  i componenti delle commissioni  mediche,  che
  devono  deliberare  sul  riconoscimento  dell'invalidità,  vi  sono
  persone  che  ricoprono  ruoli  politici  o  cariche  istituzionali
  elettive;

   considerato  che tale situazione può compromettere la funzionalità
  delle commissioni, in quanto la presenza di politici o di coloro  i
  quali  ricoprono  cariche pubbliche può compromettere  la  terzietà
  delle commissioni;

   ritenuto  che  è  necessario conoscere i nomi  dei  componenti  le
  commissioni provinciali;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbiano adottato in merito alla verifica  dei
  componenti   delle   commissioni  anche   al   fine   di   valutare
  l'opportunità di ipotesi di incompatibilità o di soppressione delle
  commissioni con affidamento delle competenze a funzionari  dell'ASP
  e dell'Assessorato regionale Salute;

   i nomi dei componenti le commissioni». (1363)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Caputo chiede una verifica della composizione
  delle  commissioni mediche per le invalidità civili, si rappresenta
  che  questo  Assessorato  è  in attesa di  ricevere  da  parte  dei
  Direttori  generali delle Aziende Sanitarie Provinciali  presso  le
  quali  operano  le suddette Commissioni i dati relativi  alla  loro
  composizione, i nominativi dei componenti, eventuali ruoli politici
  e/o  cariche  istituzionali ricoperte dai  suddetti  ed  ha  infine
  richiamato  l'attenzione dei medesimi Direttori sul rispetto  delle
  previsioni  di cui all'art.3  della legge regionale 28 marzo  1995,
  n. 22, in tema di incompatibilità e limiti agli incarichi».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   DE  BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  la salute, premesso che:

   la  rete  ospedaliera pubblica, recentemente definita con  decreto
  dell'Assessore  regionale per la salute, ha ripartito  in  ciascuna
  provincia  e  per ogni presidio ospedaliero, tutti  i  posti  letto
  relativi alle varie discipline mediche e chirurgiche;

   in riferimento ai posti letto dedicati ad 'anestesia/rianimazione'
  e  limitandoci  qui  al confronto fra le province  in  cui  operano
  solamente  le  aziende sanitarie provinciali (e non  anche  aziende
  ospedaliere  ed  universitarie, come è nelle province  di  Catania,
  Messina  e  Palermo), risulta che nella provincia di Siracusa  sono
  stati assegnati 12 posti letto (tutti nell'ospedale del capoluogo),
  a  Ragusa  20  (8  nel capoluogo, 6 a Vittoria e  6  a  Modica),  a
  Caltanissetta 20 (12 nel capoluogo e 8 a Gela), ad Agrigento 20 (12
  nel  capoluogo ed 8 a Sciacca), a Trapani 22 (8 nel capoluogo, 8  a
  Marsala e 6 a Castelvetrano) e ad Enna 12 (8 nel capoluogo  e  4  a
  Nicosia);

   rapportata  alla popolazione residente, la suddetta  distribuzione
  comporta  per la provincia di Siracusa l'assegnazione  in  assoluto
  più  bassa fra tutte le province dell'Isola, con una presenza di  3
  posti  letto ogni 10 mila abitanti, a fronte di 6 posti letto  ogni
  10  mila abitanti a Ragusa, 7 a Caltanissetta, 4 ad Agrigento, 5  a
  Trapani e 7 ad Enna;

   considerato che:

   la  suddetta  ripartizione  discrimina  platealmente  l'assistenza
  sanitaria indirizzata alla popolazione residente nella provincia di
  Siracusa  nei  confronti  di  quella di  tutte  le  altre  province
  dell'Isola;

   essa  appare priva di qualunque giustificazione clinica e  tecnica
  e,  in  una  provincia  la  cui offerta  sanitaria  è  storicamente
  penalizzata  rispetto  ad altri territori regionali,  si  configura
  come un'ennesima discriminazione ai danni della sua popolazione;

   quanto sopra si pone in grave violazione della legge regionale  n.
  5/2009,   laddove  si  stabilisce  il  principio  della  omogeneità
  territoriale per l'assistenza sanitaria nella Regione;

   per  sapere  in  quali  modi  e tempi  intendano  intervenire  per
  incrementare   la   dotazione   di   posti   letto   dedicati    ad
  'anestesia/rianimazione' nella provincia di Siracusa,  coprendo  le
  restanti  porzioni del territorio in aggiunta a quelle direttamente
  afferenti all'ospedale del capoluogo». (1371)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole De Benedictis chiede notizie sui provvedimenti
  per sopperire alla carenza di posti letto di anestesia-rianimazione
  nella provincia di Siracusa, si rappresenta quanto segue.
   Con  il  Decreto  assessoriale n.1377/2010, validato  dall'AGENAS,
  questo Assessorato, dopo un attento e puntuale lavoro basato  sugli
  indicatori  di attività, efficienza, fabbisogno, appropriatezza  ed
  economicità  per  il  biennio  2008  -  2009,  ha  provveduto  alla
  rimodulazione della rete ospedaliera della provincia  di  Siracusa,
  assegnando  n.12  posti letto di rianimazione  presso  il  Presidio
  ospedaliero   Umberto   I   di  Siracusa   e   prevedendo   inoltre
  l'attivazione di posti letto tecnici di sub-intensiva sia accorpati
  al Pronto Soccorso sia integrati in altre unità operative.
   E'  pertanto  nella  facoltà del Direttore  generale  dell'Azienda
  attivare, se necessari, posti letto tecnici di sub-intensiva presso
  i presìdi ospedalieri dell'A.S.P.».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'unità  operativa  semplice di talassemia di  Siracusa  fa  parte
  della rete regionale dei servizi, istituita in Sicilia con apposito
  decreto  assessoriale,  che  conta oggi  ben  19  centri  in  tutta
  l'Isola;

   ad  oggi, sono oltre 120 i giovani pazienti in cura presso l'unità
  operativa semplice di talassemia di Siracusa;

   considerato che:

   negli ultimi mesi, nella predetta struttura sanitaria, che dispone
  di  due  medici, un responsabile e un aiuto, si è assistito  ad  un
  depotenziamento  del personale, in seguito al trasferimento  di  un
  medico al reparto di pediatria;

   secondo  quanto sostenuto e più volte denunciato dalle famiglie  e
  dall'associazione dei pazienti, sempre più spesso, in  assenza  del
  medico  di  ruolo, vengono impiegati, nel reparto  della  struttura
  operativa di talassemia, medici non specializzati;

   visto che:

   in  seguito ad un tavolo tecnico, si è valutata la possibilità  di
  prevedere  nella nuova pianta organica, che è ancora in  bozza,  la
  cancellazione  dell'unità semplice di talassemia di Siracusa  e  il
  suo accorpamento all'unità operativa complessa di pediatria;

   una  decisione di questo tipo, oltre a disattendere  le  direttive
  imposte dal decreto assessoriale che ha istituito la rete regionale
  dei  servizi, priverebbe oltre 120 giovani pazienti, in cura presso
  l'unità   di   talassemia  di  Siracusa,   di   cure   adeguate   e
  specialistiche;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine  di garantire la permanenza e l'efficienza dell'unità semplice
  di  talassemia ed assicurare alle famiglie e agli oltre 120 giovani
  pazienti  che  quotidianamente sono costretti  a  convivere  con  i
  problemi  derivanti da una simile patologia, di poter continuare  a
  ricevere  le  cure  di  cui hanno bisogno e  di  cui  non  possono,
  purtroppo, fare a meno». (1386)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  Vinciullo  chiede  notizie  in  merito  al
  mantenimento   dell'unità  operativa  semplice  di  talassemia   di
  Siracusa, si rappresenta quanto segue.
   Il   decreto  assessoriale  n.1868/2010,  allegato  2,  (linee  di
  indirizzo  per la rideterminazione delle dotazioni organiche  delle
  aziende  sanitarie) ha individuato, per l'A.S.P. di  Siracusa,  una
  dotazione  organica  in  incremento di n. 230  unità  di  personale
  rispetto  al  31 dicembre 2009, per un totale di 3200 unità  ed  un
  tetto  di  spesa quantificabile in mln di euro 167.611  per  l'anno
  2010  e 172.373 per l'anno 2011; ciò consentirà all'A.S.P. di  fare
  adeguatamente fronte alla domanda assistenziale.
   Inoltre  l'esame  della Delibera n. 915 del  21  ottobre  2010  di
  rideterminazione  della dotazione organica, trasmessa  dall'Azienda
  Sanitaria Provinciale di Siracusa per il controllo e l'approvazione
  di questo Assessorato, ai sensi dell'art.16 della l.r. n.5/2009, ha
  evidenziato  il  mantenimento  della U.O.S.  di  Talassemia  presso
  l'Ospedale  di  Siracusa,  nel  cui  organico  si  prevedono  n.  2
  dirigenti medici e n. 5 infermieri professionali».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   nel 2009 i parti in Sicilia sono stati 48.364;

   su  48.364 parti registrati nell'Isola nel 2009, solo 21.884  sono
  avvenuti in maniera spontanea, cioè con parto vaginale, mentre  ben
  24.024, oltre il 50%, sono avvenuti, in sala operatoria, con taglio
  cesareo;

   considerato che:

   il  parto cesareo è sempre più spesso una scelta riconducibile non
  soltanto  alla  paura  delle  neomamme  di  partorire  in   maniera
  spontanea,  ma  anche alla scarsa e spesso assente informazione  da
  parte delle strutture sanitarie;

   la tendenza sopra descritta si registra in quasi tutte le province
  siciliane,  a  partire  da Palermo, Catania,  Siracusa,  Trapani  e
  Messina,  dove il numero dei parti cesarei supera, e di  molto,  il
  numero dei parti spontanei;

   il  numero  di parti cesarei registrato negli ospedali è  di  gran
  lunga inferiore a quello registrato nelle case di cura private;

   il  parto, dovrebbe essere un evento il più possibile spontaneo  e
  naturale e non invece un azione violenta a danno delle donne;

   visto che:

   il  Ministro della salute ha per primo denunciato questo fenomeno,
  condannando  duramente chiunque pensi di poter lucrare nel  settore
  delicato della sanità, inducendo le pazienti alla scelta del  parto
  cesareo, ben più remunerato del parto spontaneo;

   i  dati ad oggi registrati, oltre a non lasciar intravedere  alcun
  calo,   ma  piuttosto  una  sensibile  e  continua  crescita,   non
  permettono  di escludere del tutto un legame tra il numero  elevato
  di parti chirurgici e la volontà di qualche soggetto di fare lucro;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine  di  attuare  misure  concrete e  capaci  di  mettere  fine  a
  eventuali  speculazioni da parte di operatori  sanitari  privati  o
  pubblici  ed  avviare una politica di comunicazione ed informazione
  che  possa  condurre le neomamme ad una scelta di  parto  matura  e
  consapevole». (1389)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede notizie sulla crescita  del
  numero dei parti con taglio cesareo, si rappresenta che con decreto
  assessoriale del 14 luglio 2010, pubblicato sulla G.U.R.S. n.35 del
  6 agosto 2010, è stata effettuata la rideterminazione delle tariffe
  per il parto.
   Per le motivazioni ivi espresse le tariffe afferenti ai D.R.G.:
   371 - Parto cesareo senza complicanze;
   373 - Parto vaginale senza diagnosi complicanti;
   374  -  Parto  vaginale  con  sterilizzazione  e/o  dilatazione  e
  raschiamento,
   sono state fissate in  . 1.900,00.
   E'  stato inoltre prevista per il D.R.G. 373, qualora associato al
  Codice Procedura 0391 (Parto analgesia) e/o 0392 (Parto vaginale in
  precesarizzata) la tariffa di  . 2.200,00.
   All'articolo  3  del  medesimo decreto è stato  previsto  che  gli
  operatori  sanitari  dovranno  offrire  alle  donne  in  gravidanza
  informazioni  riguardo alla gestazione e alle diverse  modalità  di
  parto,  seguendo  le raccomandazioni contenute  nelle  linee  guida
  ministeriali n.19 del gennaio 2010.
   E'  stato  previsto inoltre che con ulteriore provvedimento  verrà
  istituita  una apposita commissione tecnica che avrà il compito  di
  monitorare   ed  effettuare  la  sorveglianza  sui  parti   cesarei
  effettuati nelle strutture del S.S.R., attività attraverso le quali
  sarà  possibile, dopo un congruo periodo di osservazione,  valutare
  gli effetti prodotti dalle predette disposizioni».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che, con apposito decreto, l'Assessorato Salute ha
  provveduto  alla  ripartizione dei posti letto per la  rianimazione
  negli ospedali delle province siciliane;

   considerato che:

   la  provincia  di  Siracusa è stata ancora  una  volta  fortemente
  penalizzata dall'azione del Governo regionale;

   l'ospedale  unico di Avola e di Noto (SR) è stato fra  i  maggiori
  colpiti  dalla riforma sanitaria siciliana, tanto è vero che  nello
  stabilimento del Di Maria di Avola, ad oggi, nonostante le numerose
  promesse e assicurazioni, non è stata ancora autorizzata l'apertura
  del reparto di rianimazione;

   il  reparto  di  rianimazione all'interno dell'ospedale  unico  di
  Avola e di Noto rappresenta, oggi, un supporto indispensabile e non
  surrogabile per fronteggiare le emergenze sanitarie della provincia
  di Siracusa e in modo particolare della zona sud;

   visto  che,  allo stato attuale, nella provincia  di  Siracusa  si
  registra  la  presenza di soli 8 posti letto per  la  rianimazione,
  cioè uno ogni 50 mila abitanti, del tutto insufficienti a garantire
  un adeguato ed equo diritto alla salute;

   in  altre province similari dell'Isola come Ragusa, Caltanissetta,
  Agrigento, Trapani ed Enna, si registrano da un minimo di 12  posti
  letto  ad  un massimo di 22 posti letto, con un rapporto  di  molto
  superiore a quello della provincia di Siracusa e che di conseguenza
  il diritto alla salute appare maggiormente garantito;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario e  urgente  intervenire
  rivedendo   la   distribuzione  dei  posti  letto  provvedendo   al
  riconoscimento    del    reparto   di   rianimazione    all'interno
  dell'ospedale unico Avola-Noto, ed in particolare all'interno dello
  stabilimento  del  Di  Maria,  al  fine  di  garantire  equità   di
  trattamento in tutte le province siciliane il diritto alla salute».
  (1391)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale   l'onorevole  Vinciullo  chiede   notizie   in   merito
  all'attivazione del reparto di rianimazione presso  l'ospedale  "Di
  Maria"  di  Avola (SR), si rappresenta che il decreto  assessoriale
  n.1377/2010  di  rimodulazione  della  rete  ospedaliera,  validato
  dall'AGENAS,  frutto di un attento e puntuale lavoro  basato  sugli
  indicatori  di  attività,  efficienza, fabbisogno,  appropriatezza,
  economicità  per  il biennio 2008-2009, ha previsto  per  l'Azienda
  sanitaria  provinciale di Siracusa n.12 posti letto di rianimazione
  allocati presso il Presidio ospedaliero Umberto I.
   Nello  stesso decreto, a pagina 6,  l'attivazione di  posti  letto
  tecnici  di  sub-intensiva, sia accorpati al  Pronto  soccorso  sia
  integrati  in altre Unità operative . Pertanto è nella facoltà  del
  direttore  generale attivare, se necessari, posti letto tecnici  di
  sub-intensiva presso i presidi ospedalieri dell'Azienda».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   GUCCIARDI. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   nel febbraio 2007, il direttore generale dell'AUSL 6 di Palermo ha
  approvato la graduatoria del concorso pubblico per titoli ed  esami
  a n. 1 posto di dirigente medico di pronto soccorso;

   tale  graduatoria  sarebbe ferma ad una  sola  assunzione,  e  ciò
  nonostante  sia notevole la carenza di dirigenti medici nei  pronto
  soccorso dei vari presidi ospedalieri dell'ASP di Palermo;

   i vuoti nell'organico sarebbero stati coperti da medici di guardia
  medica abilitati al 118;

   considerato che altre aziende (ospedale 'Civico', ASP di  Trapani)
  hanno  da  tempo attinto alle relative graduatorie, in alcuni  casi
  fino al loro completo esaurimento;

   per  sapere  se  sia  possibile  per  ovviare  ai  problemi  sopra
  enunciati, procedere allo scorrimento della graduatoria  citata  in
  premessa  e  quali iniziative ritenga eventualmente di adottare  in
  proposito,   soprattutto  al  fine  di  assicurare   normalità   di
  prestazioni all'utenza». (1401)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Gucciardi chiede  le  ragioni  del  mancato
  scorrimento della graduatoria del concorso di dirigente  medico  di
  pronto  soccorso indetto dall'ASP 6 di Palermo, si rappresenta  che
  al  fine di fare fronte alle carenze di organico e nelle more della
  definizione  dei  procedimenti di rideterminazione delle  dotazioni
  organiche, con circolare assessoriale prot. n. 52109 del 3 dicembre
  2010,  le  Aziende  sanitarie regionali sono  state  autorizzate  a
  definire  la  programmazione delle assunzioni per la copertura  dei
  posti  di dirigenti medici, soprattutto per talune discipline,  tra
  le  quali  la  medicina e chirurgia di accettazione d'urgenza,  nel
  rispetto  della percentuale da ricoprire mediante il  ricorso  alla
  mobilità e la percentuale di posti da mettere a concorso.
   Relativamente  alla possibilità di utilizzare  le  graduatorie  di
  concorsi ancora validi, con la sopra richiamata circolare  è  stata
  data   facoltà  alle  Aziende  di  assumere  attingendo   da   tali
  graduatorie, per la copertura dei posti per cui il concorso è stato
  bandito, ma non per posti di nuova istituzione».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che con la legge regionale n. 5 del 2009 si è dato
  vita in Sicilia al riordino del servizio sanitario;

   preso  atto  che  a  Siracusa, come in  tutte  le  altre  province
  dell'Isola, in applicazione alla citata legge si è deciso  di  dare
  vita alla nuova pianta organica;

   accertato che il direttore generale dell'ASP avrebbe formulato  la
  proposta  di declassare l'unità operativa complessa di dermatologia
  in  unità  operativa semplice, nonostante l'U.O.C. serva anche  gli
  abitanti  della provincia di Ragusa e nonostante tutte le rimanenti
  ASP  abbiano  avuto  confermate  le unità  operative  complesse  di
  dermatologia,  comprese  quelle di Caltanissetta  e  di  Enna,  che
  contano una popolazione di molto inferiore a quella della provincia
  di Siracusa;

   considerato  che  l'unità operativa complessa di  dermatologia  di
  Siracusa svolge visite ambulatoriali, day hospital medici ma  anche
  chirurgici,  day  service, terapia fisica (dia  termo-coagulazione,
  crioterapia,  fototerapia), producendo  i  seguenti  risultati:  il
  numero  delle visite ambulatoriali che vengono erogate in  un  mese
  sono  900,  di  cui il 25 per cento comprende il trattamento  delle
  elisioni cutanee con dia termo-coagulazione e crioterapia;

   il  ricovero  in day service, che viene erogato con richiesta  del
  medico  curante,  quindi  con pagamento  del  ticket  o  esenzione,
  consiste  in  asportazioni  chirurgiche  di  nevi,  cisti  sebacee,
  fermato-fibroma,  neoformazioni cutanee benigne.  In  day  hospital
  vengono  effettuati ricoveri medici e chirurgici per l'asportazione
  di  neoplasie  cutanee maligne: cisti, sebacea: 88;  melanomi:  19;
  nevi  atipici: 143; carcinomi cutanei: 108;   fermato-fibromi:  27;
  cherato-acantomi: 14; angiomi: 7; noduli di linfoma B:  3;  sarcomi
  di  Kaposi: 3; lentigo e cheratosi: 15. Tali prestazioni  danno  un
  numero totale di 420 asportazioni, comprese tra il 2009 e il 2010;

   i  ricoveri  in day hospital sono stati 586 con 1.758 accessi.  La
  fototerapia  comporta  circa  300 prestazioni  al  mese.  Tutte  le
  prestazioni   elencate  sono  state  effettuate  sia  su   pazienti
  residenti  a  Siracusa e provincia, ma anche per utenti provenienti
  da  province  limitrofe,  visto che quella dell'ospedale  Rizza  di
  Siracusa  è  l'unica U.O.C. di dermatologia presente sul territorio
  di Siracusa e Ragusa;

   visto  che  appare  ingiustificata la decisione di  declassare  il
  reparto   di   dermatologia  in  considerazione  degli   importanti
  risultati  ottenuti  e delle decisioni prese nelle  altre  ASP  che
  confermano la dermatologia come U.O.C.;

   per sapere:

   per  quale arcano motivo si sia deciso di dare vita a tale  odiosa
  disparità  di trattamento tra la provincia di Siracusa e  il  resto
  della  Sicilia, aggiungendo un torto a tutti quelli già subiti  dai
  cittadini siracusani;

   se  non  intendano, con l'urgenza del caso, intervenire presso  il
  direttore  generale  dell'ASP di Siracusa al fine  di  spingere  lo
  stesso a rivedere la sua decisione. Tutto ciò al fine di evitare un
  ulteriore e inutile contenzioso tra i cittadini della provincia  di
  Siracusa   e   l'Assessorato  Salute,   che   sempre   più   assume
  atteggiamenti vessatori nei confronti della provincia di Siracusa».
  (1418)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Vinciullo chiede iniziative perché sia rivista
  la   decisione   di  declassare  l'unità  operativa  complessa   di
  dermatologia in unità operativa semplice presso l'ospedale  "Rizza"
  di Siracusa (ASP 8), si rappresenta quanto segue.
   Il  decreto  assessoriale n.1377/2010 di rimodulazione della  rete
  ospedaliera, validato dall'AGENAS, frutto di un attento e  puntuale
  lavoro basato sugli indicatori di attività, efficienza, fabbisogno,
  appropriatezza, economicità per il biennio 2008-2009,  ha  previsto
  per  l'A.S.P. di Siracusa la disciplina di dermatologia  presso  il
  P.O.  Umberto  I  specificando che "l'attività è aggregata  con  il
  posti  letto  della U.O.C. di medicina dello stesso  stabilimento";
  inoltre  anche  l'esame  dei  dati  dell'attività  dell'anno   2009
  conferma la validità delle scelte operate con il predetto decreto.
   Infine  si  rappresenta  che,  ove ritenuto  necessario,  è  nelle
  facoltà  del Direttore generale l'individuazione delle  U.O.C.  e/o
  delle  U.O.S.,  il  quale  potrà, a  seguito  della  revisione  dei
  processi di rimodulazione, motivarne ogni eventuale decisione».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  la
  salute,    all'Assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale, premesso che:

   gli    operatori   socio-assistenziali   costituiscono   personale
  altamente   qualificato  e  specializzato,  la  cui   attività   di
  formazione  è  stata  avviata mediante la frequentazione  di  corsi
  finanziati dalla Regione;

   il  personale,  una  vola  formato, è assolutamente  in  grado  di
  sviluppare  un'integrazione  tra  il  servizio  privato  e   quello
  pubblico  ed  è,  altresì, in grado di gestire servizi  sanitari  e
  sociali presso ospedali e altre strutture sanitarie pubbliche;

   considerato che i corsisti, nonostante la frequentazione di  corsi
  di  formazione  finanziati dalla Regione  siciliana,  ad  oggi  non
  vengono riconosciuti dalle strutture ospedaliere pubbliche;

   ritenuto  che il mancato riconoscimento pregiudica la funzionalità
  e l'efficienza dei servizi sanitari;

   per sapere quali atti o provvedimenti abbiano adottato o intendano
  adottare  al fine di consentire il riconoscimento dei corsisti  OSA
  da parte delle strutture ospedaliere pubbliche». (1423)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Caputo  chiede  provvedimenti  al  fine  di
  consentire  il  riconoscimento dei corsisti OSA  (operatori  socio-
  assistenziali) da parte delle strutture ospedaliere  pubbliche,  si
  rappresenta che i vigenti contratti collettivi nazionali di  lavoro
  del  comparto  sanità  non  prevedono il profilo  professionale  di
  Operatore  socio-assistenziale, bensì quello dell'Operatore  socio-
  sanitario  (O.S.S.  -  categoria B, livello economico  BS),  giusto
  articolo 4 del C.C.N.L. integrativo del 20 settembre 2001, il quale
  sostituisce    il    profilo   dell'Operatore    tecnico    addetto
  all'assistenza  (O.T.A. categoria B), da considerarsi  pertanto  ad
  esaurimento.
   Premesso  quanto  sopra,  si ritiene opportuno  precisare  che  il
  sistema  di classificazione del personale del servizio sanitario  e
  la  relativa  collocazione  dei profili professionali  nelle  varie
  categorie è materia di contrattazione nazionale e pertanto in  tale
  ambito  deve  avvenire l'eventuale riconoscimento  del  profilo  di
  O.S.A.».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'Assessorato  regionale  Salute, con circolare  n.  1273  del  26
  luglio  2010, ha disciplinato l'assetto organizzativo e  funzionale
  dei  servizi di prevenzione e protezione delle strutture  sanitarie
  della Regione siciliana;

   il  modello  organizzativo  è stato istituito  per  assicurare  il
  servizio  di  prevenzione  e protezione nelle  strutture  sanitarie
  siciliane  per la tutela della salute e della sicurezza sul  lavoro
  nelle aziende del servizio sanitario regionale;

   i   dottori  agronomi  e  i  dottori  forestali  non  sono   stati
  individuati  tra le professionalità indicate dalla circolare  quali
  addetti al servizio di prevenzione e protezione;

   considerato che tale esclusione appare grave in quanto  le  figure
  professionali  dei  dottori agronomi e dei dottori  forestali  sono
  altamente  qualificate  non  solo per le  problematiche  di  natura
  scientifica, tecnico-amministrativa ed economica del comparto agro-
  forestale, ma anche per la tutela e l'uso compatibile dell'ambiente
  naturale e antropizzato;

   ritenuto,  pertanto,  ingiustificato il  mancato  inserimento  dei
  dottori   agronomi   e  dei  dottori  forestali   tra   le   figure
  professionali  per  gli  addetti  al  servizio  di  prevenzione   e
  protezione;

   per  sapere  quali provvedimenti abbiano o intendano adottare  per
  procedere all'immediata modifica della circolare 1273/2010  emanata
  dall'Assessorato   Salute   con  l'inserimento,   tra   le   figure
  professionali  di addetto al servizio di prevenzione e  protezione,
  dei dottori agronomi e dei dottori forestali». (1426)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Caputo chiede provvedimenti per l'inserimento
  della  figura  professionale dei dottori  agronomi  e  dei  dottori
  forestali  nell'elenco degli addetti al servizio di  prevenzione  e
  protezione  delle  strutture sanitarie  siciliane,  si  rappresenta
  quanto segue.
   Preliminarmente   si   evidenzia   che   la   materia   richiamata
  dall'interrogante  riguarda  la problematica  relativa  al  modello
  organizzativo del Servizio Prevenzione e Protezione nelle strutture
  sanitarie della Regione Sicilia, di cui alla circolare assessoriale
  n.1273  del 26 luglio 2010:  Linee Guida sull'assetto organizzativo
  e   funzionale  dei  Servizi  di  prevenzione  e  protezione  delle
  strutture  sanitarie della Regione Sicilia ; rileva  l'interrogante
  l'esclusione  della  figura professionale dei  Dottori  agronomi  e
  forestali   nell'elenco  delle  figure  professionali  addette   al
  Servizio di prevenzione e protezione delle Aziende sanitarie  della
  Regione Sicilia.
   Considerato  che  la  tutela della salute e  della  sicurezza  nei
  luoghi di lavoro è parte integrante della gestione aziendale,  alla
  luce  delle norme vigenti (D.Lgs. n.81/2008 e s.m.i.),  si  è  reso
  necessario  fornire, tramite la circolare n.  1273  del  26  luglio
  2010,  un  indirizzo  specifico per il corretto  inquadramento  dei
  Servizi  di  prevenzione  protezione  (S.P.P.)  nelle  Aziende  del
  Servizio sanitario regionale.
   Le   Aziende  sanitarie  sono  sistemi  complessi,  sia   per   le
  caratteristiche  dimensionali che qualitative dell'attività  svolta
  (presenza di alte specialità cliniche e diagnostiche), sia  per  la
  tecnologia  utilizzata,  che per la complessità  organizzativa.  Il
  S.P.P.   per  poter  svolgere  adeguatamente  i  compiti  preposti,
  necessita  di  professionalità  interdisciplinari,  con  specifiche
  competenze  per  la  valutazione di tutti i rischi  presenti  nelle
  strutture  sanitarie (strutturali, impiantistici, fisici,  chimici,
  biologici, organizzativi, etc.).
   Gli  addetti  al  Servizio di prevenzione e protezione  (A.S.P.P.)
  sono  scelti dal datore di lavoro tra il personale dirigente e  non
  dirigente,  devono  essere  in  possesso  dei  requisiti   di   cui
  all'articolo  32  del D.Lgs. n.81/2008 e s.m.i., e  rispondono  del
  proprio  operato  al  responsabile del Servizio  di  prevenzione  e
  protezione  (R.S.P.P.).
   I   compiti  assegnati  agli  A.S.P.P.,  nell'ambito  delle   loro
  attività, possono essere così riassunti:
   - collaborano con l'intera struttura organizzativa per individuare
  i  rischi  ed  i  pericoli presenti nelle strutture  ospedaliere  e
  sanitarie;
   -  segnalano  e  riferiscono al R.S.P.P. le  eventuali  carenze  o
  criticità  organizzative, gestionali, strutturali,  impiantistiche,
  ecc.  che  possono influire sulla tutela della salute  e  sicurezza
  degli operatori sanitari.
   A tal proposito la circolare recita che:
    Nelle  Aziende  sanitarie gli A.S.P.P.  possono  (e  non  devono)
  essere individuati nell'ambito delle seguenti professionalità:
   - Ingegnere;
   - Architetto;
   - Medico (preferibilmente igienista o di direzione sanitaria);
   - Fisico;
   - Chimico;
   - Biologo;
   - Psicologo;
   - Geometra;
   - Perito Industriale;
   - Esperto informatico;
   - Tecnico della Prevenzione.
   La  possibilità  e  non  l'obbligo  di  individuare  gli  A.S.P.P.
  nell'ambito  delle  suddette  figure professionali  rende  l'elenco
  indicativo  e  non esaustivo, lasciando ai datori di  lavoro  delle
  Aziende   sanitarie   l'autonomia  di   scelta   delle   specifiche
  professionalità,  purché  in possesso dei requisiti  stabiliti  dal
  citato D.lgs. n.81/2008.
   A  tal proposito anche le Linee guida approvate il 16 luglio  1996
  dal  Coordinamento  tecnico  per la prevenzione  degli  Assessorati
  della sanità delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano,
  prevedono per un ospedale delle dimensioni di 1000 posti letto, una
  dotazione organica consigliabile indicativamente così individuata:
     n.1 ingegnere;
       n.1   chimico  laureato  o  un  laureato  esperto  in   igiene
  industriale;
     n.2 periti per l'igiene industriale;
     n.2 periti per la sicurezza;
     n.2 A.S.V.
     n.1 unità amministrativa.
   Premesso   quanto  sopra,  pur  nella  certezza  che   le   figure
  professionali  dei  dottori agronomi e dei dottori  forestali  sono
  altamente  qualificate  sia nel comparto agro-forestale  sia  nella
  tutela  e  nell'uso compatibile dell'ambiente naturale,  le  stesse
  rimangono naturalmente più estranee, rispetto a quelle indicate nel
  suddetto  elenco,  per  lo svolgimento dei  compiti  di  analisi  e
  valutazione  dei  rischi  dei  lavoratori  operanti  nel   comparto
  ospedaliero - sanitario».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   TERMINE. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   l'ASP  di  Enna ha provveduto ad effettuare l'ultimo pagamento  in
  favore delle farmacie nel mese di marzo;

   nelle altre province, sebbene vi siano altrettanti ritardi,  si  è
  tuttavia   proceduto   con  una  maggiore  regolarità   consentendo
  pagamenti almeno sino al mese di agosto;

   rilevato che:

   le  farmacie  della provincia di Enna, ulteriormente  penalizzate,
  hanno   più  volte  sollevato  la  questione  mediante  le  proprie
  organizzazioni di categoria senza però sortire alcun effetto;

   le   farmacie  nei  prossimi  giorni,  stante  questa  condizione,
  intendono adottare dure forme di protesta con il rischio  di  gravi
  disagi   nell'erogazione   dei  servizi  farmaceutici   nell'intera
  comunità ennese;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano impedito all'ASP  di  Enna  di  erogare  i
  finanziamenti  destinati  alle  farmacie  almeno  per   le   stesse
  mensilità per le quali si è provveduto nelle altre province;

   se  non  ritenga opportuno e urgente intervenire presso  l'ASP  di
  Enna, allo scopo di provvedere allo sblocco dei pagamenti pregressi
  dovuti  alle farmacie e determinare rapidamente un allineamento  al
  mese corrente». (1439)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Termine chiede notizie in merito ad iniziative
  volte  a  sbloccare  i  pagamenti in favore  delle  farmacie  della
  provincia di Enna, si rappresenta quanto segue.
   Preliminarmente,  si  precisa che questa  Amministrazione  procede
  mensilmente  alla  predisposizione  dei  decreti  di  impegno,   di
  liquidazione e dei mandati di pagamento per le quote del  F.S.N.  e
  del  F.S.R.  in  favore di tutte le Aziende sanitarie  pubbliche  e
  private, e tra queste anche l'A.S.P. di Enna.
   Com'è   noto  i  pagamenti  nei  confronti  delle  farmacie   sono
  effettuati da ciascuna A.S.P. territorialmente competente.
   Ciò   premesso,  si  precisa  che  le  quote  di  fondo  sanitario
  regolarmente  erogate  nell'anno 2010 in  favore  delle  A.S.P.,  a
  valere   sui   capitoli  413301,  413302  e  413307,  ammontano   a
   .1.589.153.696  (cap.  413301)  +  .2.964.879.716  (cap.413302)  +
    1.483.188.565 (cap.413307) di cui in favore dell'A.S.P.  di  Enna
   .49.502.950    (cap.413301)   +    .92.357.520   (cap.413302)    +
   .46.202.081 (cap.413307).
   Pur tenuto conto delle criticità riscontrate nel trasferimento  di
  risorse   finanziarie  da  parte  dell'Istituto  Cassiere,   questo
  Assessorato  ha  emesso  i  mandati di pagamento  in  favore  delle
  singole Aziende territoriali tutti nel medesimo arco temporale.
   In  ultimo,  con segnato riferimento alla richiesta di  intervento
  proposta  dall'interrogante,  si è provveduto  ad  attenzionare  il
  problema all'A.S.P. di Enna affinché la stessa, compatibilmente con
  le  risorse  finanziarie assegnate, riduca il proprio indebitamento
  anche in modo proporzionale tra tutti i creditori».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, preso atto che, secondo quanto denunciato da più quotidiani
  e  dagli  stessi  pazienti,  allo stato  attuale,  chi  si  rivolge
  all'ospedale  Muscatello di Augusta (SR) per prenotare  una  visita
  ginecologica è costretto a sottostare a lunghi periodi  di  attesa,
  che arrivano anche a sei mesi;

   visto  che  un'attesa così lunga, oltre ad essere inaccettabile  e
  ingiustificabile, comporta un grosso rischio in termini  di  salute
  per  le  assistite  che si rivolgono alla struttura  sanitaria  per
  controlli di prevenzione o per casi che richiedono una giustificata
  urgenza;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine di fare chiarezza sulla vicenda, accertare la veridicità delle
  denunce  e  adoperarsi  affinché  sia  garantita  pari  dignità  ai
  cittadini della città megarese e di tutta la provincia di Siracusa,
  sempre  più  spesso  spogliati  del  loro  legittimo  diritto  alla
  salute». (1446)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Vinciullo chiede una verifica delle cause che
  stanno  alla  base  dei  tempi  lunghi  di  attesa  per  le  visite
  ginecologiche   nell'ospedale  Muscatello  di  Augusta   (SR),   si
  rappresenta quanto segue.
   Questo  Assessorato ha chiesto alla Direzione generale dell'A.S.P.
  di  Siracusa le necessarie informazioni in merito all'argomento  ed
  ha acquisito i relativi riscontri.
   A  seguito della richiesta di specifici chiarimenti in merito alla
  questione  evidenziata dall'interrogante, l'A.S.P. di  Siracusa  ha
  effettivamente  confermato che nel periodo tra luglio  e  settembre
  del  corrente  anno si è verificato un allungamento un allungamento
  dei  tempi  d'attesa,  anche  fino a tre  mesi,  collegato  ad  una
  temporanea  carenza di personale medico ed a causa  della  fase  di
  riorganizzazione dei servizi ambulatoriali dell'Unità operativa  di
  ostetricia e ginecologia del P.O. Muscatello di Augusta.
   La  stessa Azienda ha anche precisato che detta criticità è  stata
  successivamente risolta; infatti i tempi d'attesa per  l'erogazione
  delle   prestazioni  ambulatoriali  differibili  di  ostetricia   e
  ginecologia  sono  attualmente di 30  giorni,  mentre,  per  quanto
  riguarda  le prestazioni urgenti,  queste vengono erogate in  tempo
  reale,  in  quanto, a seguito dell'accorpamento nel 2009 delle  due
  Unità  operative  di ostetricia presso il Presidio  ospedaliero  di
  Augusta, per dare seguito alla messa in sicurezza dei punti nascita
  (  n.  parti  >  400), è stata istituita dal 1  settembre  2009  la
  Guardia divisionale h 24.
   Si  rappresenta infine che giornalmente nei vari ambulatori  della
  predetta  Unità operativa vengono erogati prestazioni  a  circa  15
  utenti  esterni  e che il personale medico della stessa  garantisce
  anche  l'attività ambulatoriale presso il Presidio  ospedaliero  di
  Lentini.
   Ad  integrazione di quanto sopra detto si fa presente che l'A.S.P.
  di  Siracusa,  dando seguito alle disposizioni assessoriali  già  a
  partire  dal  marzo 2010, ha sviluppato una particolare  attenzione
  circa  la  facilitazione  per  la  prenotazione  delle  prestazioni
  assistenziali  ed il monitoraggio dei tempi d'attesa della  propria
  offerta  assistenziale  e, in questa prospettiva,  oltre  ad  avere
  istituito  un C.U.P. aziendale informatizzato attraverso il  quale,
  via  web, il paziente può conoscere in tempo reale i tempi d'attesa
  prevedibili  per  tipologia di prestazione e  scegliere,  anche  su
  questa base, il medico specialista ambulatoriale più confacente  al
  suo  bisogno di salute, ha reso disponibile all'utenza, nel  stesso
  sito, nella sezione "Tempi d'attesa", l'elenco in ordine alfabetico
  dei  tempi  d'attesa, relativi alle prestazioni sanitarie  erogate,
  distinte  per  strutture territoriali ed ospedaliere,  puntualmente
  aggiornato ogni mese».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   la celiachia è una patologia auto-immune, scatenata dal consumo di
  glutine, proteina presente nel grano, nell'orzo e nella segale;

   è ampiamente appurato che celiaci non si nasce, ma si diventa;

   considerato che:

   la  frequenza  della celiachia è in costante aumento  e  interessa
  sempre di più i soggetti adulti o addirittura anziani;

   sono  sempre  di più gli esperti che individuano tra  le  maggiori
  cause  della  malattia i fattori ambientali, ovvero il  consumo  di
  farine ricche di glutine 'tossico' che provoca nei soggetti, specie
  se adulti, la perdita della tolleranza al glutine;

   visto  che, dai dati raccolti da alcuni ricercatori italiani negli
  Stati Uniti, il numero delle nuove diagnosi fra gli over 60 risulta
  raddoppiato rispetto agli ultimi 15 anni;

   accertato  che, dai dati emersi dalla ricerca de qua,  può  essere
  smentito il concetto, ampiamente diffuso, secondo cui la perdita di
  tolleranza al glutine avviene per lo più nell'infanzia;

   constatato che:

   in  Italia, nonostante le diagnosi siano in crescita, sono  sempre
  di più i soggetti, specie adulti e anziani, che non sanno di essere
  celiaci;

   da  statistica,  nel  20 per cento dei casi, la  diagnosi  risulta
  essere  errata,  ma i soggetti sono ugualmente sottoposti  a  dieta
  priva di glutine;

   per   sapere  se  non  ritengano  necessario  e  urgente   avviare
  iniziative volte ad informare i cittadini siciliani sui  sintomi  e
  sulle cause della malattia, nonché promuovere attività di screening
  della  celiachia, soprattutto nell'anziano, al fine di una diagnosi
  precoce della malattia». (1454)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Vinciullo chiede misure per  contrastare  la
  diffusione della celiachia in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
   La  celiachia costituisce senza dubbio un importante  problema  di
  salute che, in assenza di misure appropriate quali la modificazione
  della  dieta  alimentare, può condurre allo sviluppo  di  ulteriori
  patologie.
   Si  è  dell'avviso  che  possano risultare utili  le  attività  di
  comunicazione ed informazione alla popolazione che permettano  alla
  stessa  di individuare i segni ed i sintomi della malattia al  fine
  di intraprendere nei tempi più brevi i rimedi più adeguati quali la
  dieta con assunzione di alimenti privi di glutine.
   Sarà  pertanto cura di questa Amministrazione inserire la predetta
  tematica nell'ambito dei programmi di educazione alla salute.
   Anche nell'ambito della formazione dei Medici di Medicina Generale
  ben  potranno  essere  sviluppate  attività  volte  ad  indirizzare
  precocemente il paziente alla corretta diagnosi.
   Per  quanto attiene lo screening di massa su soggetti asintomatici
  si   precisa  che  lo  stesso  non  viene  utilizzato   in   quanto
  l'identificazione  pre-sintomatica  della  presenza  di   eventuale
  intolleranza  al  glutine  non  modifica  in  modo  sostanziale  il
  successivo  decorso della malattia, mentre è importante riconoscere
  precocemente  i  sintomi  per  adottare  la  dieta  appropriata  ed
  impedire la degenerazione della patologia. Inoltre dal momento  che
  la malattia può svilupparsi in momenti diversi della vita, andrebbe
  ripetuto a intervalli regolari. Va poi ricordato che  tutti  coloro
  che   risultano  positivi,  anche  se  asintomatici  e   privi   di
  familiarità, vanno sottoposti a biopsia intestinale: pertanto se si
  pratica  uno  screening  di  massa è necessario  chiedersi  se  sia
  sostenibile in termini di rapporto costi/benefici e di priorità  di
  politica sanitaria».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   MARROCCO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   presso l'ospedale S. Antonio Abate di Trapani, in data 20/10/2010,
  la  signora  Lina Rocchi è deceduta nel corso del suo trasferimento
  dalla sala operatoria al reparto di rianimazione;

   tale decesso, a quanto pare, è avvenuto all'interno dell'ascensore
  del nosocomio, rimasto bloccato per un guasto;

   tenuto conto che:

   è compito della magistratura stabilire se il decesso della signora
  è  legato al guasto dell'ascensore (come sostengono i familiari) o,
  invece,  è stato causato dalle precarie condizioni di salute  della
  signora  Rocchi (come sostengono i medici dell'ospedale S.  Antonio
  Abate di Trapani);

   appare,  però,  assolutamente inspiegabile  e,  per  certi  versi,
  imbarazzante che una struttura ospedaliera come il S. Antonio Abate
  di  Trapani  non  abbia  nessun sistema di protezione,  nei  propri
  ascensori,  che permetta di sbloccarli immediatamente  in  casi  di
  emergenza;

   considerato che:

   negli  ultimi  mesi,  la sanità regionale è  stata  al  centro  di
  violente  polemiche per alcuni casi di morti avvenute in  strutture
  ospedaliere  siciliane,  decessi motivati da  negligenza  medica  o
  errori in fase di diagnosi;

   quanto  avvenuto  a  Trapani mette in evidenza un'ulteriore  crepa
  nella  sanità  regionale. Non è pensabile che in Sicilia  si  possa
  morire perché un ascensore ospedaliero si ferma per un guasto.  Non
  è giustificabile che, in un settore dove gli sprechi economici sono
  'pane  quotidiano',  non si riescano a trovare poche  centinaia  di
  euro  per dotare un ascensore, all'interno di un nosocomio,  di  un
  semplicissimo sistema di sblocco automatico delle porte in caso  di
  guasto.  Di  contro,  è  comprensibilissimo come  mai  i  siciliani
  nutrano  una scarsissima fiducia nella sanità regionale, nonostante
  la  bravura  di  tanti medici che, giornalmente, svolgono  la  loro
  attività con spirito di sacrificio e totale abnegazione;

   per sapere:

   se  quanto denunciato dai parenti della signora Rocchi trovi reale
  fondamento all'interno dell'ospedale S. Antonio Abate di Trapani.

   se  non  ritengano  opportuno verificare eventuali  responsabilità
  tecniche  e/o amministrative all'interno dell'ASP di Trapani,  ente
  che ha il compito di controllare e verificare l'attuazione di tutti
  i  protocolli  di sicurezza all'interno degli ospedali  di  propria
  pertinenza;

   quali  procedure intendano adottare al fine di verificare che  gli
  ospedali  siciliani  siano  dotati dei più  elementari  sistemi  di
  sicurezza  all'interno dei propri ascensori, soprattutto in  quelli
  abilitati al trasporto di infermi;

   quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per impedire  in
  futuro il verificarsi di casi simili». (1464)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Marrocco chiede notizie sui casi di malasanità
  negli ospedali siciliani e in particolare sul caso di decesso della
  sig.ra  Lina  Rocchi  ricoverata  presso  il  Presidio  ospedaliero
  Sant'Antonio Abate di Trapani, si rappresenta quanto segue.
   Poiché  dalla relazione fornita dall'A.S.P. di Trapani sono emerse
  delle  incongruenze anche in ordine alla permanenza della  paziente
  nell'ascensore,  questo  Assessorato ha  richiesto  alla  Direzione
  generale  ulteriori approfondimenti necessari al fine  di  definire
  compiutamente la vicenda».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

     FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   da  oltre  dieci  anni  sono  stati  appaltati  i  lavori  per  la
  realizzazione del nuovo ospedale di Militello Val di Catania;

   il  nuovo  ospedale  di  Militello Val di Catania  è  destinato  a
  soddisfare le esigenze ospedaliere e sanitarie del distretto socio-
  sanitario  in cui insistono i comuni di Militello Val  di  Catania,
  Scordia, Palagonia, Ramacca, Raddusa e Castel di Iudica;

   nel piano sanitario provinciale il detto nosocomio rappresenta una
  struttura  ospedaliera  strategica  nel  territorio,  avendo,   tra
  l'altro,  il  reparto  di rianimazione ed avendo  previsto  l'unico
  reparto di coma vegetativo del territorio provinciale;

   considerato  che  il  sottoscritto  interrogante  circa  un   anno
  addietro,  assieme  al sindaco di Militello Val di  Catania,  dott.
  Antonio Lo Presti, e a numerosi amministratori locali, procedeva ad
  un sopralluogo nel detto stabilimento per capire lo stato dell'arte
  dei  detti lavori, prendendo contezza che gli stessi erano in  fase
  di completamento e ultimazione;

   preso atto che:

   da  oltre  otto  mesi  i detti lavori sono stati  conclusi  e  già
  consegnati  alla nuova amministrazione che, a seguito  della  legge
  regionale  n.  5/2009, è l'azienda sanitaria provinciale  n.  3  di
  Catania;

   malgrado  siano  stati  effettuati anche  i  collaudi  (tecnico  e
  amministrativo)  necessari  alla  verifica  dell'opera,  il   detto
  ospedale  non  é stato ancora messo a disposizione del  territorio,
  mantenendo   invece  in  funzione  i  vecchi  locali  del   vetusto
  nosocomio;

   tenuto conto che, sebbene siano disponibili i necessari fondi  per
  l'acquisto   degli   arredamenti,  non  si   è   ancora   proceduto
  all'espletamento  della relativa gara, creando un ulteriore  vulnus
  all'apertura della nuova struttura sanitaria militellese;

   per sapere:

   le  reali cause che, a distanza di otto mesi dalla conclusione dei
  lavori,   impediscano  di  fatto  l'apertura  del  nuovo   ospedale
  militellese, atteso da oltre dieci anni dall'intero territorio  del
  Calatino nord;

   quali  siano  le  iniziative che l'ASP 3 di Catania  ha  posto  in
  essere  per  rimuovere gli ostacoli che impediscono  di  consegnare
  l'importante opera al territorio della provincia di Catania;

   se  siano  a  conoscenza di quanto lamentato  e  quali  siano  gli
  interventi anche a sostegno che, eventualmente, intendano porre  in
  essere  per evitare che a Militello vi sia un'ulteriore 'cattedrale
  nel deserto'». (1466)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Falcone chiede notizie sulle  ragioni  della
  mancata  apertura del nuovo ospedale di Militello in Val di Catania
  (CT), si rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto  i  lavori per la realizzazione dell'ospedale  oggetto
  dell'interrogazione  sono  stati  ultimati  soltanto  in  data   15
  dicembre 2009 a seguito dell'iter che di seguito si sintetizza:
   il  progetto dei lavori è stato approvato dall'Ufficio  del  Genio
  civile di Catania in data 28 aprile 1999;
   in  data  5 dicembre 2002 è stato indetto il pubblico incanto  per
  l'aggiudicazione dei lavori avvenuta il 23 gennaio del 2004;
   in  data  13 maggio 2004 è stato stipulato il contratto di appalto
  ed i lavori sono stati iniziati il 17 luglio 2004;
   nel  dicembre del 2004, a novembre del 2007 e ad aprile  del  2009
  sono state redatte tre perizie di variante;
   i  lavori  sono stati ultimati, per l'appunto, in data 15 dicembre
  2009.
   A  differenza  di quanto risulta nell'atti ispettivo  il  collaudo
  tecnico  amministrativo è attualmente in corso; sono state  infatti
  effettuate, vista la complessità dell'intervento, venti  visite  di
  collaudo l'ultima delle quali lo scorso 14 ottobre 2010.
   Durante  tale ultima visita la Commissione ha rilevato la mancanza
  di  alcune  finiture  e  pertanto non è stato possibile  collaudare
  l'opera.
   In  data  20 dicembre 2010 si è proceduto comunque alla  presa  in
  consegna  anticipata dei luoghi, nelle more della  definizione  del
  predetto collaudo.
   Per  una  più rapida fruizione della struttura sono state attivate
  le seguenti procedure:
   è stata indetta ad agosto 2010 la gara per l'acquisto di arredi ed
  attrezzature la cui aggiudicazione è ancora in corso;
   nel  medesimo periodo (agosto 2010) è stata indetta  la  gara  per
  l'acquisto di apparecchiature di radiologia la cui aggiudicazione è
  prevista per marzo 2011;
   per  il mese di gennaio 2011 è prevista l'indizione della gara per
  l'acquisto  di  arredi  per servizi vari, la cui  aggiudicazione  è
  prevista per il mese di marzo 2011».

   L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  la
  salute e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   il  presidente  del consiglio di amministrazione della  fondazione
  istituto San Raffaele - G. Giglio di Cefalù, struttura sanitaria di
  eccellenza, dr Stefano Cirillo, dopo avere rivendicato  il  proprio
  diritto  a  percepire un compenso per il ruolo di  presidente,  con
  lettera  del 16 giugno 2010, diretta anche all'Assessore  regionale
  per la salute, comunicava di avere predisposto un atto deliberativo
  per  estendere anche ai componenti del consiglio di amministrazione
  della struttura ospedaliera il diritto a percepire un compenso  per
  le  funzioni gestionali, stabilendo il principio di riconoscere  al
  presidente  lo  stesso  compenso, in misura  certamente  superiore,
  individuando come criterio generale e di raffronto quelle percepito
  dal presidente del collegio sindacale;

   con  successiva  nota  del  30 giugno il  sindaco  di  Cefalù,  dr
  Giuseppe  Guercio,  inviata  al  presidente  Stefano  Cirillo,  pur
  rivendicando  la  delicatezza  dei  ruoli  ricoperti   alla   guida
  dell'ospedale,  manifestava l'inopportunità di  percepire  compensi
  attesa  la delicata situazione finanziaria e richiamava a tal  fine
  le  previsioni del decreto-legge n. 78/2010, per manifestare la non
  conformità  delle  decisioni  del presidente  della  fondazione  di
  Cefalù ai principi generali contenuti nel richiamato provvedimento;

   l'Assessore  regionale per la salute, in risposta alle  precedenti
  note,  richiamando anch'egli il contenuto   e i  principi  del  già
  citato  decreto-legge, invitava il presidente  ad  astenersi  dallo
  stabilire  compensi per il consiglio di amministrazione  alla  luce
  del percorso di razionalizzazione della spesa pubblica, avviato dal
  medesimo  Assessorato, e riconoscendo semmai il diritto al rimborso
  per  le  spese sostenute e in ogni caso non superiori a 30  euro  a
  seduta;

   l'Assessore  concludeva la citata nota del 28  giugno  rafforzando
  l'invito  ad  astenersi dallo stabilire compensi, oltre  quello  in
  precedenza  citato,  sulla scorta 'della  delicatezza  del  momento
  politico  ed  economico,  a  seguito del  quale  viene  chiesto  un
  responsabile rigore nell'utilizzo delle risorse disponibili';

   considerato   che  i  precedenti  presidenti  del   consiglio   di
  amministrazione della fondazione, proff. Umberto Veronesi e  Ettore
  Cittadini, avrebbero esercitato le medesime funzioni del dr Stefano
  Cirillo  (certamente con grandissima professionalità e  competenza)
  senza  percepire alcun compenso per le funzioni gestionali,  mentre
  risulta  che  l'attuale presidente del consiglio di amministrazione
  percepirebbe 120 mila euro l'anno;

   per sapere se:

   siano  a  conoscenza del fatto che il presidente del consiglio  di
  amministrazione della fondazione San Raffaele di Cefalù, dr Stefano
  Cirillo,  abbia  disatteso  gli inviti  formulati  dal  sindaco  di
  Cefalù, dr Giuseppe Guercio, e dall'Assessore per la salute;

   siano   a   conoscenza   del  fatto  che  il  presidente   Cirillo
  percepirebbe un compenso annuo di 120 mila euro;

   non   ritengano  opportuno,  alla  luce  dello  gravi   condizioni
  economiche  in  cui versano la Regione siciliana e tutti  gli  enti
  locali,  invitare il presidente della fondazione  a  rinunciare  al
  compenso  autostabilito,  e  in caso contrario  di  procedere  alla
  rimozione dello stesso». (1473)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale  l'onorevole  Caputo  chiede  notizie  sulla  fondazione
  Istituto  San  Raffaele - G. Giglio di Cefalù (PA), si  rappresenta
  quanto segue.
   Il  dott.  Stefano  Cirillo  è stato  nominato  dal  Consiglio  di
  Amministrazione Presidente della Fondazione San Raffaele Giglio  in
  data 27 marzo 2009.
   In  data 10 luglio 2009 il C.d.A., avendo sentito per le vie brevi
  i   soci  della  Fondazione,  ha  chiesto  un  parere  legale   per
  l'assegnazione dei compensi al Presidente e allo stesso C.d.A.
   Nel  parere si afferma che nello Statuto della Fondazione  non  vi
  sono  previsioni in merito ai compensi da corrispondere agli organi
  della  stessa,  per  cui, ai sensi dell'art. 10 dello  Statuto  che
  riserva al Consiglio di Amministrazione tutti i poteri che non sono
  attribuiti   ad  altri  organi,  quest'ultimo  ha  la  facoltà   di
  deliberare  l'introduzione  di un compenso  per  i  componenti  del
  Consiglio stesso, acquisito il parere del Collegio Sindacale.
   Il  C.d.A., in assenza del Presidente dott. Cirillo, nella  seduta
  del  15  luglio  2009 ha deliberato un compenso ed  alcune  deleghe
  speciali  per  quest'ultimo;  la Delibera  ha  ricevuto  il  parere
  favorevole del Collegio Sindacale.
   Il  compenso  di  120  mila euro lorde annue è  stato  determinato
  praticando  un  abbattimento del 30% rispetto al compenso  previsto
  per  la  mansione  di Direttore generale di ospedali  pubblici  con
  dimensioni analoghe.
   In  data 16 giugno 2010 il Presidente ha chiesto ai soci di  poter
  estendere i compensi anche a tutti i componenti del C.d.A..  Questo
  Assessorato,  come  anche il Sindaco di Cefalù, in  riscontro  alla
  predetta  richiesta,  ha invitato la Fondazione  ad  astenersi  dal
  fissare  compensi  per  i  componenti del C.d.A.  alla  luce  della
  necessità  di  razionalizzazione della  spesa  pubblica  e  semmai,
  eventualmente,  a  riconoscere un rimborso per le  spese  sostenute
  comunque non superiore a trenta euro a seduta.
   Nel  seduta  del  C.d.A.  del 6 luglio 2010  i  consiglieri  hanno
  confermano  il  compenso per il Presidente e non  hanno  deliberato
  l'attribuzione  di  compensi per gli altri  componenti  del  C.d.A.
  uniformandosi pertanto alle indicazioni fornite dall'Assessorato.
   Si precisa comunque che il precedente C.d.A. nominato con delibera
  del  20 febbraio 2004 aveva determinato un compenso per il Comitato
  di  Direzione  di  cui facevano parte tutti i  Consiglieri  pari  a
  33.600 euro ciascuno.
   In  particolare,  per  l'anno 2008 i costi  relativi  ai  predetti
  compensi sono stati pari a 180.000 euro.
   Il  C.d.A.  attualmente in carica non ha previsto il  Comitato  di
  Direzione per cui tali costi sono stati eliminati.
   In conclusione si precisa che:
   -  il  precedente  Presidente ha avuto  corrisposti  compensi  per
  43.400 euro;
   -  il compenso dell'attuale Presidente non è stato autodeterminato
  dal  medesimo ma è stato deliberato dal C.d.A. unitamente a deleghe
  speciali in sua assenza e dopo aver ottenuto un parere legale e  il
  parere favorevole del Collegio sindacale;
   -  come già evidenziato, i componenti del C.d.A. ad oggi non hanno
  percepito e non percepiscono alcun compenso, ne indennizzo».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  la  legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma  del
  sistema sanitario regionale in Sicilia;

   in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
  emergenza-urgenza del 118;

   preso   atto  che  è  stato  stabilito  di  attivare  un   ufficio
  polifunzionale provinciale del 118 in tutte le province siciliane;

   accertato  che ad oggi l'unica provincia dove ancora non  è  stato
  attivato un ufficio polifunzionale provinciale del 118 è quella  di
  Siracusa;

   visto  che  i  lavoratori e i cittadini sono costretti  a  recarsi
  all'ufficio di Catania per le loro esigenze e che ciò provoca gravi
  disservizi agli utenti oltre a mortificare la provincia di Siracusa
  che  subisce, inspiegabilmente e ingiustificatamente, un  ulteriore
  scippo;

   considerato  che  tale  decisione  è  in  contrasto   con   quanto
  determinato per le altre province;

   per   sapere   quali  provvedimenti  urgenti  e  improcrastinabili
  intendano  adottare per equiparare la provincia  di  Siracusa  alle
  altre province, per eliminare questo scandalo che vede, ancora  una
  volta,  la provincia di Siracusa essere scippata di un suo naturale
  diritto   e   dotare,  di  conseguenza,  Siracusa  di  un   ufficio
  polifunzionale provinciale, così come avviene nelle altre  province
  dell'Isola». (1481)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale   l'onorevole  Vinciullo  chiede   notizie   in   merito
  all'apertura  dell'ufficio polifunzionale provinciale  del  118  in
  provincia  di  Siracusa,  si rappresenta che  grazie  alla  fattiva
  collaborazione  tra  l'A.S.P. di Siracusa e la  società  consortile
  SEUS Scpa, che gestisce il servizio 118 a terra in Sicilia, è stato
  possibile  reperire i locali necessari per aprire un ufficio  anche
  in provincia di Siracusa.
   I  locali,  infatti,  sono  stati resi disponibili  dal  Direttore
  generale della predetta A.S.P..
   Con  l'apertura  dell'Ufficio Polifunzionale Provinciale  del  118
  tutti  i dipendenti del SEUS Scpa, non avranno più la necessità  di
  recarsi  a  Catania ma potranno risolvere in ambito provinciale  le
  loro esigenze.
   Risultano  pertanto in atto superate le problematiche  evidenziate
  con l'atto ispettivo in parola».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  la  legge regionale n. 5/09 è stata approvata la riforma  del
  sistema sanitario regionale in Sicilia;

   in virtù della legge in parola, si è riformato anche il sistema di
  emergenza-urgenza del 118 in Sicilia;

   preso   atto   che   il  progetto  di  razionalizzazione   dettato
  dall'Assessorato  regionale della salute ha dimezzato  il  servizio
  che  veniva prestato dalla postazione del 118 di Ortigia (SR),  che
  da H24 è passato ad H12;

   visto  che  numerose forze politiche, sindacali e  sociali  nonché
  migliaia di cittadini hanno richiesto, anche con apposite petizioni
  e  raccolte  di  firme, la presenza del servizio H24  nella  citata
  postazione di Ortigia, che è uno dei più importanti centri  storici
  esistenti al mondo, visitato giorno e notte da migliaia di turisti;

   accertato  che  la  SEUS  118 ha deliberato  di  acquistare  delle
  automedicalizzate da destinare alle varie postazioni  esistenti  su
  tutto il territorio regionale;

   per sapere:

   quali provvedimenti intendano adottare per assicurare ai cittadini
  di  Ortigia e alle migliaia di visitatori la presenza del  servizio
  118 anche nelle ore notturne;

   se   non  ritengano  utile  ed  improcrastinabile  destinare,  con
  l'urgenza  del  caso,   una  di  queste  auto-medicalizzate    alla
  postazione  di Ortigia,  che soffre per la mancanza   del  servizio
  notturno». (1482)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Vinciullo auspica l'opportunità di dotare  la
  postazione  del 118 di Ortigia (SR) di apposita auto-medicalizzata,
  si rappresenta che l'allegato B alla convenzione quadro siglata fra
  la   SEUS   Scpa   e  questo  Assessorato  prevede   per   Siracusa
  l'allocazione  di  quattro ambulanze, una delle  quali  fornite  di
  medico e infermiere e le altre tre dotate di autisti/soccorritori.
   In particolare:
   -  un mezzo di soccorso avanzato (M.S.A.) con medico ed infermiere
  in H24:
   -  due mezzi di soccorso di base (M.S.B.) con autisti soccorritori
  in H24;
   -  un  mezzo di soccorso di base (M.S.B.) con autisti soccorritori
  in H12.
   Pertanto,  la tipologia di soccorsi effettuati nonché la  presenza
  di  altre  tre ambulanze del 118 sul territorio in H24 che  possono
  intervenire   in   tempi   brevi,  non   giustificano   l'eventuale
  accoglimento    della    richiesta   dell'On.le    Vinciullo    con
  l'interrogazione che con la presente si riscontra».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo