Presidenza del vicepresidente Formica
BOSCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Rinaldi, per motivi di salute; Bonomo per impegni istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, della mozione:
numero 233 Iniziative per la chiusura giornaliera settimanale
dei grandi centri commerciali , degli onorevoli Gennuso, Colianni,
Calanducci e Leanza Nicola.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione della mozione numero 227 «Iniziative a
livello centrale per ovviare ai disservizi del sistema ferroviario
siciliano»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
del giorno: Seguito della discussione della mozione numero 227
«Iniziative a livello centrale per ovviare ai disservizi del
sistema ferroviario siciliano», degli onorevoli Barbagallo,
Galvagno, Lupo e Mattarella.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo una breve sospensione dei
lavori per consentire la presenza in Aula dei deputati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in accoglimento della richiesta
testé formulata dall'onorevole Mancuso, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.46, è ripresa alle ore 16.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la informo che non è possibile in
questa fase della seduta chiedere la verifica del numero legale.
Pongo, pertanto, in votazione la mozione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Formica
Annunzio di ordine del giorno numero 421
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dall'onorevole
Nicotra, l'ordine del giorno n. 421 Iniziative a livello centrale
a garanzia del trasporto ferroviario in Sicilia , riguardante
materia attinente alla mozione n. 227 testé votata. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
secondo notizie di stampa, peraltro non smentite dai diretti
interessati, TRENITALIA ha soppresso, oppure è in fase di farlo,
alcuni treni a lunga percorrenza che collegano la Sicilia al
Continente;
tale iniziativa segue quella già in atto, sempre di TRENITALIA,
sulla rimodulazione del traffico merci nella Regione, rimodulazione
che prevede la soppressione di tutti gli scali merci, escluso
quello di Catania Bicocca, dove le merci saranno dirottate sul
traffico gommato;
tali scelte sono motivate dalla necessità, da parte di TRENITALIA,
di contenere i costi di gestione della rete ferroviaria italiana;
considerato che:
la decisione di TRENITALIA dà un ulteriore colpo alla fragile
economia siciliana, già prostrata dalla crisi economica in atto;
la Sicilia continua a pagare un altissimo prezzo a causa delle
politiche di ridimensionamento dei costi portate avanti da aziende
pubbliche e private, politiche che, stranamente, coinvolgono sempre
le zone più deboli dell'intera penisola italiana,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tempestivamente, nei confronti di TRENITALIA e
del Governo nazionale, tutte le iniziative utili a scongiurare
l'ulteriore isolamento della Regione». (421)
Assente il firmatario, l'onorevole Adamo ha dichiarato di farlo
proprio.
BUFARDECI. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n.
421.
ARICO'. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n. 421.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 421.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, per consentire al Presidente della terza
Commissione e relatore del disegno di legge posto al IV punto
dell'ordine del giorno di intervenire in Aula, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di orari
degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita.
Modifiche
alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28» (nn. 604-185/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge numero 604-185/A Norme in materia
di orari degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di
vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 .
Presidenza del vicepresidente Formica
Sulla proposta di questione pregiudiziale e di questione
sospensiva
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Mancuso,
ai sensi dell'articolo 101, primo comma, del Regolamento interno,
ha posto la questione pregiudiziale sul disegno di legge nn. 604-
185/A in quanto l'articolo 3 in particolare stravolge le norme
della buona amministrazione si inserisce in un contesto ad oggi
attenzionato dalla Magistratura .
Comunico, altresì, che gli onorevoli Limoli, Torregrossa, Bosco,
Corona, D'Asero, Beninati, Buzzanca, Vinciullo e Pogliese hanno
proposto la questione sospensiva sul medesimo disegno di legge, con
la stessa motivazione addotta dall'onorevole Mancuso.
Avverto che sulla questione pregiudiziale possono intervenire non
più di due deputati a favore e due contro.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione, per
quanto mi riguarda, è abbastanza importante, considerate le
dichiarazioni che abbiamo letto, oggi, su tutta la stampa regionale
fatte anche su questo disegno di legge da parte del Presidente
della Regione.
In particolare, il Presidente della Regione - lo leggo dalla
rassegna stampa di questa Assemblea - parlava di un centro
commerciale che sta per nascere nell'area dell'interland della
città di Catania e, segnatamente, è la società che poi
commercializzerà il marchio dell'Ikea. Questa mattina diceva che,
grazie alle autorizzazioni facili, hanno trovato terreno fertile
per fare ciò che desiderano .
Queste sono le dichiarazioni del Presidente della Regione che
accusa, in questo caso, un importante polo industriale in tutto il
mondo e dove si riferisce in via generale ad autorizzazioni facili,
naturalmente rilasciate da questa Amministrazione regionale.
Vorrei chiedere al Presidente della Regione quali sono le
autorizzazioni facili e a chi si riferisce. Mi viene difficile
capire quando mi risponderà; forse, mai.
Considerate queste dichiarazioni e leggendo ieri il disegno di
legge, però, non riesco a capire perché lo stesso Presidente della
Regione, presentando un suo disegno di legge, a sua firma, queste
cosiddette autorizzazioni facili invece le voglia prorogare e lo
voglia fare oltre i limiti già previsti dalla legge.
Mi riesce molto difficile, quindi, mettere insieme le
dichiarazioni pubbliche con gli atti prodotti nelle Commissioni,
gli atti votati nelle Commissioni, gli atti proposti nelle
Commissioni.
A questo, si aggiunge, signor Presidente, - se interessa a
qualcuno di questo Parlamento poco importa - che ad essere
interessati segnatamente all'articolo 3 di questo disegno di legge,
sono coinvolti diversi centri commerciali in itinere, cioè che si
stanno costruendo e per i quali sono scaduti i termini per la
costruzione, quindi, i lavori si dovrebbero fermare. Non so
l'Assessorato abbia attivato le procedure per verificare se i
lavori sono fermi o se stanno continuando.
C'è una nostra interrogazione che domani sarà depositata, appunto,
per chiedere se ci sono queste verifiche, se ci sono questi
controlli a chi ha avuto queste autorizzazioni facili e che ancora
sta continuando oltre alle proroghe eventualmente concesse.
Ma questa normativa che serve, lo dice il titolo della norma e non
lo dice poi la norma, ad una interpretazione autentica, vorrebbe
prorogare ancora di più quel termine anche a quelle ditte, anche a
quelle società che hanno ricevuto autorizzazione e, loro malgrado,
si trovano coinvolte in indagini delle Procure distrettuali
antimafia di questa Regione.
Vorremmo capire, prima di avviarci a discutere del disegno di
legge, da chi è stato pensato questo articolo 3. Chi lo ha
introdotto in questo disegno di legge che parlava di altro; parlava
degli orari di chiusura, degli orari di apertura, della
regolamentazione di quello che è il piccolo e il grande commercio.
Cosa c'entra questa norma che ha una portata economica di milioni e
milioni di euro?
A chi interessa?
Non credo al Presidente Lombardo perché è contro le autorizzazioni
facili. Lo ha dichiarato alla stampa. Gli avranno fatto firmare un
disegno di legge che neanche conosceva. Su questo metterei la mano
sul fuoco che non sa nulla. Quando gli dicono che succede una cosa,
risponde che non ne sa niente. Qualsiasi cosa succeda alla Regione,
il Presidente della Regione non ne sa nulla. E io ritengo che,
anche in questo caso, dichiarerà che non ne sa nulla.
Allora, rispetto a questo, la pregiudiziale consiste, intanto, nel
mandare questo disegno di legge in Commissione antimafia sia
regionale che nazionale, visto che i provvedimenti della
Magistratura hanno indicato con esattezza anche il richiamo di
quella norma che è scritta all'articolo 3. Già i provvedimenti
della Magistratura hanno attenzionato quella norma.
Allora, visto che dobbiamo capire chi, in questo Parlamento,
vuole introdurre proroghe a quella norma già attenzionata, mi
sembra che il minimo che si possa fare sia, con un'attività della
Commissione parlamentare, nello stesso tempo, signor Presidente,
chiedere anche il controllo di quelle che sono le proroghe in
itinere - mi sembra che, al momento, siano 12 o 13 quelle nuove,
mentre quelle vecchie saranno una quindicina - e, quindi, la
verifica se, a termini scaduti, ancora si continua a costruire
senza avere la proroga prevista.
Mi sembra il minimo e mi sembra anche inopportuno entrare a gamba
tesa in una situazione delicata che non riguarda solo la politica
ma anche le indagini giudiziarie che ancora non sono state chiuse;
dove ancora si sta discutendo, dove ancora purtroppo ci sono
persone che stanno subendo attività restrittive volute dalla
Magistratura e dove riteniamo invece di intervenire con questa
norma nel silenzio assoluto di tutti, un silenzio assordante, dove
prima ricordo che su molto ma molto meno abbiamo fatto i processi
in quest'Aula a soggetti, a norme che poi sono risultate
assolutamente prive di quelle che erano i contenuti.
Qui parliamo di fatti, di fatti importanti; parliamo di prese di
posizione.
Vogliamo sapere chi ha dato al Presidente Lombardo, ignaro di
questo fatto, una norma che prevede una proroga che non può essere
più data.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire subito che
mi stupisce il taglio dato alla discussione rispetto anche alla
richiesta di pregiudiziale del collega Mancuso perché si è
costruito un insieme di fatti, pregiudizi, presunte conoscenze di
questioni che riguardano anche aspetti giudiziari che, con molta
sincerità, starei molto più attento a costruire con queste formule
perché mi sembrano, al minimo, iperboliche e, poi, sinceramene
parlando, un terreno su cui dovrebbe essere approfondita tutta
l'intera materia, senza che ci riferiamo invece a un lavoro che ha
fatto una Commissione parlamentare.
E la terza Commissione ha svolto i lavori - cui ho partecipato -
in maniera abbastanza lineare.
L'unico aspetto che non mi ha assolutamente convinto è l'uscita
del collega Caputo, presidente della terza Commissione, dopo che il
testo, sostanzialmente, con votazione finale, è stato approvato
all'unanimità. Ma perché è stato approvato all'unanimità?
E' stato approvato all'unanimità perché il confronto con il
Governo è stato abbastanza serio, produttivo, anche sotto il
profilo di una norma che dia un minimo anche per quanto concerne la
questione dell'orario di apertura e di chiusura dell'esercizio a
dettaglio della GDO, compresa la questione della regolamentazione
dell'apertura e chiusura anche della GDO, in maniera assolutamente
disponibile a creare sani e nobili punti di equilibrio sulla
questione dell'orario di chiusura e di apertura.
Inoltre, devo dire che, per non rinviare nuovamente il testo in
seconda Commissione, su proposta di alcuni colleghi di riaprire -
magari è improprio anche da dal punto di vista regolamentare - i
termini per gli emendamenti, il Presidente della Commissione lo ha
posto in votazione e, su quella richiesta, la Commissione si è
espressa con 5 voti a favore e 4 contrari.
Sono atti di questa Assemblea.
In fase di votazione finale, il testo è stato votato
all'unanimità; addirittura, il Governo ha detto che, all'articolo
3, avrebbe presentato un emendamento soppressivo, avendo
ulteriormente approfondito aspetti di carattere generale ed anche
di carattere specifico.
Signor Presidente, questi sono stati i lavori svolti dalla III
Commissione legislativa.
Non capisco perché, esitato il testo dalla Commissione, un testo
approvato all'unanimità, si sollevino adesso questioni di questo
genere, un po' come dire: aspetta che nell'uscita un po' violenta,
cerco di far male , ma non si capisce bene, a chi.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto ci concerne, ho
chiesto stamane, anche sulla stampa, all'onorevole Caputo, che
quando si agisce in questo modo, si è solo scorretti, non dicendo
quello che evidentemente ogni deputato, e ancor più un Presidente
di Commissione dovrebbe sapere, nell'ambito di una sana e
democratica discussione in Commissione. Inoltre, se l'onorevole
Caputo ha di queste preoccupazioni, allora faccia anche nomi e
cognomi, perché tutti noi sappiamo bene come si fa questo mestiere.
Certo, c'è sempre da imparare, come diceva qualcuno, ma è ovvio che
ci sono anche dei limiti e l'asticella mi pare sia stata ampiamente
innalzata, da questo punto di vista, innalzata a livelli che
sinceramente non comprendo.
Allora, credo che sarebbe l'ora di smetterla di tentare di farci
male su argomenti che non hanno assolutamente né capo né piedi,
tentando invece di fare una cosa semplicissima: provare a
ragionare, com'era giusto e come abbiamo deciso in sede di
Commissione, anche in Aula.
Bisogna cercare di ottimizzare quel testo, sgombrando qualsiasi
questione che possa essere a mio avviso errata, perché va fatta una
vera e propria pianificazione rispetto a quello che deve essere il
futuro della GDO in Sicilia. Bisogna capire in che modo, con una
pianificazione, possiamo accogliere quelle che sono richieste di
insediamento per quanto concerne i grandi centri commerciali, la
GDO cosiddetta, e fare in modo che, in base ad una pianificazione,
presentiamo una piattaforma per la nostra Isola, rispetto al
complesso del gioco e delle regole che riguarda l'intero mondo del
commercio, sia al dettaglio, sia della media e grande
distribuzione.
Se poi vogliamo tentare di farci male, noi non ci stiamo E non
solo non ci stiamo, ma potremmo anche rilanciare. Non lo facciamo
solo per scelta di serietà ed anche per rispetto delle istituzioni,
in cui noi svolgiamo un ruolo abbastanza delicato.
Per quanto mi concerne, quindi, ritengo che sia incomprensibile la
questione pregiudiziale testé posta.
Inoltre, il prodotto del lavoro della Commissione porterà ad un
incontro cui il Governo ha dato la disponibilità, per quanto
concerne un buono e sano equilibrio tra l'orario di apertura e di
chiusura, quindi fra GDO ed esercizio al dettaglio, per fare una
cosa seria in Sicilia e per rispondere a tante esigenze vere, senza
la logica di far male a nessuno, ma di fare il bene, anche da
questo punto di vista, e di sostenere quello che è un comparto
importante come quello del commercio.
Sono, quindi, stupito, signor Presidente. Sono amareggiato per
quello che è accaduto in queste ore, perché non è cosa normale
quanto accaduto in terza Commissione, e credo che ci sarà anche
modo di discuterlo in altri luoghi, perché è giusto che sia fatto
un ragionamento ed un approfondimento del modo di come noi
intendiamo vivere, anche rispetto all'importanza che hanno le
Commissioni legislative permanenti di questo Parlamento.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò soltanto
ad affrontare un aspetto di questo disegno di legge, che è poi
quello che ha già evidenziato l'onorevole Mancuso.
Mi chiedo se, di fronte a tutte le dichiarazioni che si sono fatte
in quest'Aula e fuori da quest'Aula, in Commissione Antimafia e
nelle varie associazioni di legalità che addebitano ad ogni piè
sospinto ed ad ogni minimo sospetto condizioni di illegalità e
preoccupazioni di vario genere, può un organismo legislativo come
quello nostro far finta di niente, saltare a piè pari le
perplessità possibilmente ingiuste ed infondate ed andare avanti.
Quest'Aula, con tutte le prese di posizione che ha adottato,
soprattutto in questi ultimi due anni, di fronte ad una denuncia
che mi auguro sia infondata, può far finta di niente ed andare
avanti soltanto premendo l'acceleratore, non fermandosi un minuto
per capire se per esempio, per errore noi andiamo a coprire con
questo provvedimento di legge condizioni illecite.
Credo che quest'Aula non se lo può permettere. E io non sono un
giustizialista, sono solitamente tollerante e, in ogni caso,
prudente; però non me la sento di saltare a piè pari delle
condizioni di difficoltà come quelle che sono state rappresentate
in Commissione e stasera in Aula.
Cosa cambia se un settore che aspetta di essere regolamentato da
anni, aspetta ancora un altro mese? Credo che non cambi nulla
Allora, o il provvedimento legislativo di cui siamo discutendo si
rinvia in terza Commissione per ulteriori approfondimenti, come ha
suggerito l'onorevole Mancuso, oppure vada ad un esame, anche
informale, della Commissione Antimafia.
Se si dovesse invece insistere a qualunque costo per portarlo
avanti di fronte ad una tesi che è accettabile e prudente, allora i
miei sospetti diventerebbero certezze. Ci dovremmo preoccupare
perché si tenta in qualunque modo e violentemente di adottare la
legge questa sera.
Questo mi farebbe veramente preoccupare.
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non solo stupisce, ma è veramente strano
sentire parlare l'onorevole Mancuso e l'onorevole Maira di un
problema che non esiste.
Stiamo parlando come se dovessimo parlare del fantasma del Palazzo
dei Normanni.
Onorevole Mancuso, so che lei da un po' è affetto da sindrome
persecutoria ed oppositoria, per cui deve necessariamente dire
sempre no a tutto, ma farebbe bene ad informarsi di quello che è
accaduto in Commissione.
Certo c'è da dire che anche in Commissione qualcuno ha avuto
qualche disturbo della personalità, qualche momento di confusione,
se è vero che in un primo momento si approva unitariamente un
provvedimento e subito dopo non si capisce per quale ragione, più o
meno coatta, su proposta di un deputato, si vota l'esatto contrario
cercando di essere dilatori rispetto ad una legge sicuramente
attesa da tutti i commercianti, una legge che va a mettere ordine
rispetto all'apertura e alla chiusura degli esercizi commerciali in
Sicilia.
Per essere estremamente chiari, in Commissione, dopo ampio e
sereno dibattito, l'intera Commissione ha votato all'unanimità il
provvedimento perché vi è stata una dichiarazione di disponibilità
da parte del Governo. Avremmo probabilmente fatto bene ad ascoltare
prima l'assessore, perché in quella occasione si è detto che
l'articolo 3 sarebbe stato cassato e pertanto stiamo discutendo
inutilmente, anche di un tentativo di fare indagini su chi ha
concettualizzato l'articolo 3.
Probabilmente l'onorevole Mancuso affetto da quella sindrome di
cui parlavo prima, ha queste, come dire, tendenze alla ricerca di
colpevoli fantastici ed immaginari per capire cosa avverrà, cosa
sarebbe avvenuto se questo articolo 3 si fosse discusso.
Onorevole Mancuso l'articolo 3 non si discute dato che viene
cassato. Pertanto, siccome questo è stato il dibattito in
Commissione, votato all'unanimità, riteniamo che si debba procedere
immediatamente alla discussione del disegno di legge, di
straordinaria importanza per il mondo del commercio siciliano. Se
mi è consentito, vorrei aggiungere soltanto una riflessione
rispetto ad una vicenda, signor Assessore, che ritengo si debba
affrontare con grande serietà, cioè il rischio, più volte
paventato, più volte indicato dallo stesso Governatore, e cioè che
il piccolo commercio, se non adeguatamente difeso, in presenza di
una crescente, talora anche smisurata presenza delle grandi
Multinazionali e dei grandi Megastore, vada scomparendo.
Probabilmente è necessario creare in Sicilia un riequilibrio tra
quello che accade nella parte orientale rispetto alla parte
occidentale, e dovremo intervenire sempre di più a sostegno del
piccolo commercio che oggi rappresenta una delle ragioni stesse di
una buona rappresentazione, soprattutto dei piccoli Comuni
siciliani, che rischiano in presenza dei grandi Outlet e in
presenza delle grandi strutture commerciali di morire e, morendo il
commercio, muoiono le nostre piccole realtà, i nostri piccoli
Comuni e anche la stessa urbanistica dei Comuni. Pertanto l'invito
è a procedere immediatamente, a discutere di un argomento di grande
importanza per la Sicilia e per i siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 17.45)
La seduta è ripresa
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho fatto un rapido consulto con i
colleghi e credo, anche a nome del Governo, di poter chiedere alla
Presidenza - visto che l'articolo 3 è titolato come
interpretazione autentica di una norma , ma obiettivamente così
non è perché si tratta piuttosto di una estensione di limiti
temporali ed è, quindi, una nuova norma - per evitare discussioni,
di stralciare nella sua autonomia l'articolo 3 dal testo.
Dopodiché, si fissa a martedì sera il termine per la presentazione
degli emendamenti e mercoledì tratteremo il merito.
Ritengo che questa sia una proposta di buon senso che ci aiuta a
risolvere i problemi.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, volevo solo chiarire e sgomberare il campo
dagli equivoci che si sono presentati con questo disegno di legge,
soprattutto circa le polemiche sorte sull'articolo 3.
Giusto per memoria, l'altro giorno quando ci siamo riuniti in
terza Commissione e si è posto il problema. All'unanimità, il
Governo e i membri della Commissione avevano deciso di abrogare
questo articolo 3, quindi il problema è stato già superato, ecco.
Oggi lo comunico ufficialmente in Aula: per me l'articolo 3 non
esiste, quindi per me è un problema pretestuoso e strumentale. Con
questo vorrei, se si potesse, incardinare il disegno di legge e
preparare gli emendamenti, come avevamo già concordato con
l'onorevole Corona, al disegno di legge, cercando di portare avanti
una norma che risulti organica e funzionale per la Sicilia.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
avanzata dall'onorevole Cracolici, concordata tra i Capigruppo, ci
è sembrata una proposta saggia e praticabile.
Non condividiamo però gli aggettivi e le notazioni fatte
dall'Assessore, perchè quest'Aula serve proprio per discutere gli
articoli e gli argomenti contenuti nei disegni di legge, comma per
comma, articolo per articolo.
Non è nemmeno un'Aula Rischiatutto o Lascia e raddoppia , nel
senso che una volta assunta una decisione in Commissione, l'Aula
non debba ritenere di renderla perfettibile, cioè suscettibile di
correzioni, emendamenti, modifiche che possano apportare al testo
dei miglioramenti.
Non c'è nulla di pretestuoso perché il testo esitato dalla
Commissione è esattamente quello che noi abbiamo davanti, e oggi in
Aula, per chi sa leggere nel disegno di legge ci sono l'articolo 1,
l'articolo 2, l'articolo 3 e l'articolo 4, fino a prove contrarie.
Fino ad ora non ci sono emendamenti, e ovviamente dovremmo tutti
stare in reciproca fiducia sulla disponibilità a presentarne.
Peraltro, in questa Aula, non ci sono soltanto i colleghi della
terza Commissione. Ci sono novanta deputati, e non appartengono
tutti alla terza Commissione e che hanno tutto il diritto di
valutare, anche ex novo, prescindendo dalle argomentazioni che in
terza Commissione sono state utilizzate, tutte le loro valutazioni,
tutti i loro approfondimenti, tutte le loro analisi.
Assessore, la prego di non utilizzare l'aggettivo pretestuoso,
perché questa disponibilità dell'onorevole Cracolici a suggerire il
ritiro dimostra che di pretestuoso non c'è nulla e che la
condivisione sul ritiro è una condivisione fondata sulla presa
d'atto che questo articolo non andava bene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo fare una precisazione. Non si
tratta di un ritiro, ma stiamo parlando della proposta avanzata
dall'onorevole Cracolici sulla dichiarazione di improponibilità
dell'articolo 3 da parte della Presidenza, che eliminerebbe il
problema alla radice della questione, che è ben altra cosa.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
conosco i modi signorili dell'assessore Venturi, altrimenti non
avrei chiesto la parola.
Sono andato a rileggere la copertina del disegno di legge e mi
sarei aspettato di leggere presentato dal Presidente della
Regione, Lombardo' ma poi leggo Venturi', se avessi letto Silvan'
mi sarei anche potuto ricredere e poi leggo il titolo Orari degli
esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita'.
Onorevole Colianni, ma quale disegno di legge ha letto? Questo, di
certo, no Perché se avesse letto questo disegno di legge si
sarebbe dovuto fermare agli articoli 1 e 2.
Onorevoli colleghi, l'articolo 3 e l'articolo 4 sono un altro
disegno di legge.
Noi, pertanto, accettiamo l'atteggiamento dell'assessore Venturi
che ha riconosciuto non essere le nostre argomentazioni pretestuose
e come Popolari di Italia Domani' accogliamo l'indicazione, la
richiesta dell'onorevole Cracolici.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, in deroga al mio principio
costituzionale, nel senso che sono oppositore dell'onorevole
Cracolici, siccome mi trovo d'accordo con la proposta che ha fatto,
ritiro la pregiudiziale presentata ai sensi dell'articolo 101,
primo comma, del regolamento interno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che
qualche anno fa, quando ricoprivo la carica di assessore per la
Cooperazione, la legge 8 novembre 2007, n. 53 mi ha visto
firmatario di un testo a cui poi sono stati inseriti degli
emendamenti in Aula. Devo precisare - nonostante il clima di
distrazione qui in Aula - considerato che questa materia è molto
attenzionata fuori dal nostro Parlamento, che l'argomento che si
sta trattando è molto serio, a differenza di quanto si vuole fare
credere.
Condivido quanto ha detto l'onorevole Cracolici, l'avrei detto io
stesso, e mi dispiace che l'assessore Venturi non ha fatto
attenzione in Commissione di merito perché questa non è una norma
di interpretazione autentica, ma è una norma nuova, e non mi si
dica che nessuno se ne era accorto perché le proroghe passavano da
un anno a tre-quattro anni.
Mi dispiace dover attenzionare questo problema perché sulla
vicenda - forse qualcuno non lo dice, ma l'onorevole Mancuso l'ha
detto chiaramente - c'è in corso una situazione che non riguarda
l'Assemblea, ma altro. Ecco perché anch'io avrei chiesto di non
discutere minimamente l'articolo 3 così come è stato proposto, ma
di presentare un emendamento soppressivo.
Certamente, però, non viene meno il problema, perché l'articolo 3
non è stato presentato in Commissione da un componente della
Commissione stessa o da un altro collega dell'Assemblea, ma è stato
presentato dal Governo. E siccome conosco la buona fede
dell'assessore Venturi, che forse non ha centrato il problema di
cui si sta parlando - so anche che, più volte, la sua buona fede
l'ha visto soccombere su iniziative di terzi, mi riferisco all'ente
Porto di Messina che il buon assessore aveva sciolto e, poi, il 29
dicembre lo scioglimento fu cambiato in commissariamento
straordinario - pertanto mi fermerei qui nel dire intanto che venga
eliminato dal testo l'articolo 3, anche se il problema rimane
perché l'articolo in questione è stato inserito sapendo che c'è in
corso una indagine da parte della magistratura che indaga
sull'articolo della legge precedente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vista la discussione
sull'argomento e considerata la proposta avanzata dall'onorevole
Cracolici e condivisa da tutta l'Aula, la Presidenza assume la
decisione di stralciare l'articolo 3.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
E' superata, quindi, anche la questione sospensiva e ritengo che
l'onorevole Mancuso, così come ha dichiarato il ritiro della
questione pregiudiziale, si riferisse anche alla questione
sospensiva.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione sul disegno di legge nn. 604-185/A
Onorevoli colleghi, riprende la discussione sul disegno di legge.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione, onorevole
Caputo, per svolgere la relazione.
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi rimetto al testo.
MANCUSO. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco di avere
ritirato la pregiudiziale ai sensi dell'articolo 101, comma 1; ma
non posso ritirare la proposta di questione sospensiva in quanto
non sono tra i firmatari.
PRESIDENTE Ha ragione. I firmatari della proposta di questione
sospensiva sono numerosi, ma se nessuno muove osservazioni, la
Presidenza ne comunica il ritiro.
L'Assemblea ne prende atto.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale sul disegno di legge nn. 601-185/A e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per martedì 1 febbraio 2011, alle ore 12.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 1 febbraio
2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28. (604-185/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 18.02
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 19.40
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il Direttore
dott.ssa Iolanda Caroselli