Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 219 di mercoledì 26 gennaio 2011
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Formica


   BOSCO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Rinaldi, per motivi di salute; Bonomo per impegni istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, della mozione:

   numero  233    Iniziative per la chiusura giornaliera  settimanale
  dei  grandi centri commerciali , degli onorevoli Gennuso, Colianni,
  Calanducci e Leanza Nicola.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione della mozione numero 227 «Iniziative a
  livello centrale per ovviare ai disservizi del sistema ferroviario
                              siciliano»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
  del  giorno:  Seguito della discussione della  mozione  numero  227
  «Iniziative  a  livello  centrale per  ovviare  ai  disservizi  del
  sistema   ferroviario   siciliano»,  degli  onorevoli   Barbagallo,
  Galvagno, Lupo e Mattarella.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, le chiedo una breve sospensione  dei
  lavori per consentire la presenza in Aula dei deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in accoglimento  della  richiesta
  testé  formulata  dall'onorevole Mancuso,  sospendo  brevemente  la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.46, è ripresa alle ore 16.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, la informo che non è possibile  in
  questa fase della seduta chiedere la verifica del numero legale.
   Pongo, pertanto, in votazione la mozione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Formica


               Annunzio di ordine del giorno numero 421

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato,  dall'onorevole
  Nicotra,  l'ordine del giorno n. 421  Iniziative a livello centrale
  a  garanzia  del  trasporto  ferroviario in  Sicilia ,  riguardante
  materia attinente alla mozione n. 227 testé votata. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   secondo  notizie  di  stampa, peraltro non  smentite  dai  diretti
  interessati,  TRENITALIA ha soppresso, oppure è in fase  di  farlo,
  alcuni  treni  a  lunga  percorrenza che collegano  la  Sicilia  al
  Continente;

   tale  iniziativa segue quella già in atto, sempre  di  TRENITALIA,
  sulla rimodulazione del traffico merci nella Regione, rimodulazione
  che  prevede  la  soppressione di tutti gli  scali  merci,  escluso
  quello  di  Catania  Bicocca, dove le merci saranno  dirottate  sul
  traffico gommato;

   tali scelte sono motivate dalla necessità, da parte di TRENITALIA,
  di contenere i costi di gestione della rete ferroviaria italiana;

   considerato che:

   la  decisione  di  TRENITALIA dà un ulteriore colpo  alla  fragile
  economia siciliana, già prostrata dalla crisi economica in atto;

   la  Sicilia  continua a pagare un altissimo prezzo a  causa  delle
  politiche di ridimensionamento dei costi portate avanti da  aziende
  pubbliche e private, politiche che, stranamente, coinvolgono sempre
  le zone più deboli dell'intera penisola italiana,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre in essere tempestivamente, nei confronti di TRENITALIA  e
  del  Governo  nazionale, tutte le iniziative  utili  a  scongiurare
  l'ulteriore isolamento della Regione». (421)

   Assente  il firmatario, l'onorevole Adamo ha dichiarato  di  farlo
  proprio.

   BUFARDECI. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del  giorno  n.
  421.

   ARICO'. Dichiaro di apporre la firma all'ordine del giorno n. 421.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 421.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  per  consentire al  Presidente  della  terza
  Commissione  e  relatore del disegno di legge  posto  al  IV  punto
  dell'ordine del giorno di intervenire in Aula, sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.16)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Discussione del disegno di legge «Norme in materia di orari
    degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita.
                               Modifiche
     alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28» (nn. 604-185/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione del disegno di legge numero 604-185/A  Norme in materia
  di  orari  degli esercizi commerciali e delle grandi  strutture  di
  vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 .


   Presidenza del vicepresidente Formica


       Sulla proposta di questione pregiudiziale e di questione
                              sospensiva

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Mancuso,
  ai  sensi  dell'articolo 101, primo comma, del Regolamento interno,
  ha  posto la questione pregiudiziale sul disegno di legge nn.  604-
  185/A   in  quanto l'articolo 3 in particolare stravolge  le  norme
  della  buona  amministrazione si inserisce in un contesto  ad  oggi
  attenzionato dalla Magistratura .
   Comunico,  altresì, che gli onorevoli Limoli, Torregrossa,  Bosco,
  Corona,  D'Asero,  Beninati, Buzzanca, Vinciullo e  Pogliese  hanno
  proposto la questione sospensiva sul medesimo disegno di legge, con
  la stessa motivazione addotta dall'onorevole Mancuso.
   Avverto che sulla questione pregiudiziale possono intervenire  non
  più di due deputati a favore e due contro.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione,  per
  quanto  mi  riguarda,  è  abbastanza  importante,  considerate   le
  dichiarazioni che abbiamo letto, oggi, su tutta la stampa regionale
  fatte  anche  su  questo disegno di legge da parte  del  Presidente
  della Regione.
   In  particolare,  il Presidente della Regione  -  lo  leggo  dalla
  rassegna  stampa  di  questa  Assemblea  -  parlava  di  un  centro
  commerciale  che  sta  per nascere nell'area  dell'interland  della
  città   di   Catania  e,  segnatamente,  è  la  società   che   poi
  commercializzerà il marchio dell'Ikea.  Questa mattina diceva  che,
  grazie  alle  autorizzazioni facili, hanno trovato terreno  fertile
  per fare ciò che desiderano .
   Queste  sono  le  dichiarazioni del Presidente della  Regione  che
  accusa, in questo caso, un importante polo industriale in tutto  il
  mondo e dove si riferisce in via generale ad autorizzazioni facili,
  naturalmente rilasciate da questa Amministrazione regionale.
   Vorrei  chiedere  al  Presidente  della  Regione  quali  sono   le
  autorizzazioni  facili  e a chi si riferisce.  Mi  viene  difficile
  capire quando mi risponderà; forse, mai.
   Considerate  queste dichiarazioni e leggendo ieri  il  disegno  di
  legge, però, non riesco a capire perché lo stesso Presidente  della
  Regione,  presentando un suo disegno di legge, a sua firma,  queste
  cosiddette autorizzazioni facili invece le voglia  prorogare  e  lo
  voglia fare oltre i limiti già previsti dalla legge.
   Mi   riesce   molto   difficile,  quindi,   mettere   insieme   le
  dichiarazioni  pubbliche con gli atti prodotti  nelle  Commissioni,
  gli   atti  votati  nelle  Commissioni,  gli  atti  proposti  nelle
  Commissioni.
   A  questo,  si  aggiunge,  signor Presidente,  -  se  interessa  a
  qualcuno  di  questo  Parlamento  poco  importa  -  che  ad  essere
  interessati segnatamente all'articolo 3 di questo disegno di legge,
  sono  coinvolti diversi centri commerciali in itinere, cioè che  si
  stanno  costruendo  e per i quali sono scaduti  i  termini  per  la
  costruzione,  quindi,  i  lavori si  dovrebbero  fermare.   Non  so
  l'Assessorato  abbia  attivato le procedure  per  verificare  se  i
  lavori sono fermi o se stanno continuando.
   C'è una nostra interrogazione che domani sarà depositata, appunto,
  per  chiedere  se  ci  sono queste verifiche,  se  ci  sono  questi
  controlli a chi ha avuto queste autorizzazioni facili e che  ancora
  sta continuando oltre alle proroghe eventualmente concesse.
   Ma questa normativa che serve, lo dice il titolo della norma e non
  lo  dice  poi la norma, ad una interpretazione autentica,  vorrebbe
  prorogare ancora di più quel termine anche a quelle ditte, anche  a
  quelle  società che hanno ricevuto autorizzazione e, loro malgrado,
  si   trovano  coinvolte  in  indagini  delle  Procure  distrettuali
  antimafia di questa Regione.
   Vorremmo  capire,  prima di avviarci a discutere  del  disegno  di
  legge,  da  chi  è  stato  pensato questo articolo  3.  Chi  lo  ha
  introdotto in questo disegno di legge che parlava di altro; parlava
  degli   orari   di   chiusura,  degli  orari  di  apertura,   della
  regolamentazione di quello che è il piccolo e il grande  commercio.
  Cosa c'entra questa norma che ha una portata economica di milioni e
  milioni di euro?
   A chi interessa?
   Non credo al Presidente Lombardo perché è contro le autorizzazioni
  facili. Lo ha dichiarato alla stampa. Gli avranno fatto firmare  un
  disegno di legge che neanche conosceva. Su questo metterei la  mano
  sul fuoco che non sa nulla. Quando gli dicono che succede una cosa,
  risponde che non ne sa niente. Qualsiasi cosa succeda alla Regione,
  il  Presidente  della Regione non ne sa nulla. E  io  ritengo  che,
  anche in questo caso, dichiarerà che non ne sa nulla.
   Allora, rispetto a questo, la pregiudiziale consiste, intanto, nel
  mandare  questo  disegno  di  legge in  Commissione  antimafia  sia
  regionale   che   nazionale,  visto  che  i   provvedimenti   della
  Magistratura  hanno  indicato con esattezza anche  il  richiamo  di
  quella  norma  che  è scritta all'articolo 3. Già  i  provvedimenti
  della Magistratura hanno attenzionato quella norma.
   Allora,  visto  che  dobbiamo capire chi,  in  questo  Parlamento,
  vuole  introdurre  proroghe  a quella norma  già  attenzionata,  mi
  sembra  che il minimo che si possa fare sia, con un'attività  della
  Commissione  parlamentare, nello stesso tempo,  signor  Presidente,
  chiedere  anche  il  controllo di quelle che sono  le  proroghe  in
  itinere  -  mi sembra che, al momento, siano 12 o 13 quelle  nuove,
  mentre  quelle  vecchie  saranno una quindicina  -  e,  quindi,  la
  verifica  se,  a  termini scaduti, ancora si continua  a  costruire
  senza avere la proroga prevista.
   Mi  sembra il minimo e mi sembra anche inopportuno entrare a gamba
  tesa  in una situazione delicata  che non riguarda solo la politica
  ma  anche le indagini giudiziarie che ancora non sono state chiuse;
  dove  ancora  si  sta  discutendo, dove ancora  purtroppo  ci  sono
  persone  che  stanno  subendo  attività  restrittive  volute  dalla
  Magistratura  e  dove  riteniamo invece di intervenire  con  questa
  norma nel silenzio assoluto di tutti, un silenzio assordante,  dove
  prima  ricordo che su molto ma molto meno  abbiamo fatto i processi
  in   quest'Aula  a  soggetti,  a  norme  che  poi  sono   risultate
  assolutamente  prive di quelle che erano i contenuti.
   Qui  parliamo di fatti, di fatti importanti; parliamo di prese  di
  posizione.
   Vogliamo  sapere  chi  ha dato al Presidente Lombardo,  ignaro  di
  questo  fatto, una norma che prevede una proroga che non può essere
  più data.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  devo dire subito che
  mi  stupisce  il taglio dato alla discussione rispetto  anche  alla
  richiesta  di  pregiudiziale  del  collega  Mancuso  perché  si   è
  costruito  un insieme di fatti, pregiudizi, presunte conoscenze  di
  questioni  che riguardano anche aspetti giudiziari che,  con  molta
  sincerità, starei molto più attento a costruire con queste  formule
  perché  mi  sembrano,  al minimo, iperboliche e,  poi,  sinceramene
  parlando,   un  terreno su cui dovrebbe essere  approfondita  tutta
  l'intera materia, senza che ci riferiamo invece a un lavoro che  ha
  fatto una Commissione parlamentare.
   E  la terza Commissione ha svolto i lavori -  cui ho partecipato -
  in maniera abbastanza lineare.
   L'unico  aspetto che non mi ha assolutamente convinto  è  l'uscita
  del collega Caputo, presidente della terza Commissione, dopo che il
  testo,  sostanzialmente, con votazione finale,  è  stato  approvato
  all'unanimità. Ma perché è stato approvato all'unanimità?
   E'  stato  approvato  all'unanimità perché  il  confronto  con  il
  Governo  è  stato  abbastanza serio, produttivo,  anche   sotto  il
  profilo di una norma che dia un minimo anche per quanto concerne la
  questione  dell'orario di apertura e di chiusura  dell'esercizio  a
  dettaglio  della  GDO, compresa la questione della regolamentazione
  dell'apertura  e chiusura anche della GDO, in maniera assolutamente
  disponibile  a  creare  sani  e nobili punti  di  equilibrio  sulla
  questione dell'orario di  chiusura e di apertura.
   Inoltre,  devo dire che, per non rinviare nuovamente il  testo  in
  seconda Commissione, su proposta di alcuni colleghi  di riaprire  -
  magari  è improprio anche da dal punto di vista regolamentare  -  i
  termini per gli emendamenti, il Presidente della Commissione lo  ha
  posto  in  votazione e, su quella richiesta,  la Commissione  si  è
  espressa con 5 voti a favore e 4 contrari.
   Sono atti di questa Assemblea.
   In   fase   di   votazione  finale,   il  testo  è  stato   votato
  all'unanimità;  addirittura, il Governo ha detto che,  all'articolo
  3,   avrebbe   presentato   un  emendamento   soppressivo,   avendo
  ulteriormente approfondito aspetti di carattere generale  ed  anche
  di carattere specifico.
   Signor  Presidente, questi sono stati i lavori  svolti  dalla  III
  Commissione legislativa.
   Non  capisco perché, esitato il testo dalla Commissione, un  testo
  approvato  all'unanimità, si sollevino adesso questioni  di  questo
  genere, un po' come dire:  aspetta che nell'uscita un po' violenta,
  cerco di far male , ma non si capisce bene, a chi.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto ci concerne,  ho
  chiesto  stamane,  anche  sulla stampa, all'onorevole  Caputo,  che
  quando  si agisce in questo modo, si è solo scorretti, non  dicendo
  quello  che  evidentemente ogni deputato, e ancor più un Presidente
  di   Commissione  dovrebbe  sapere,  nell'ambito  di  una  sana   e
  democratica  discussione  in Commissione. Inoltre,  se  l'onorevole
  Caputo  ha  di  queste preoccupazioni, allora faccia anche  nomi  e
  cognomi, perché tutti noi sappiamo bene come si fa questo mestiere.
  Certo, c'è sempre da imparare, come diceva qualcuno, ma è ovvio che
  ci sono anche dei limiti e l'asticella mi pare sia stata ampiamente
  innalzata,  da  questo  punto di vista,  innalzata  a  livelli  che
  sinceramente non comprendo.
   Allora,  credo che sarebbe l'ora di smetterla di tentare di  farci
  male  su  argomenti che non hanno assolutamente né capo  né  piedi,
  tentando   invece  di  fare  una  cosa  semplicissima:  provare   a
  ragionare,  com'era  giusto  e  come  abbiamo  deciso  in  sede  di
  Commissione, anche in Aula.
   Bisogna  cercare  di ottimizzare quel testo, sgombrando  qualsiasi
  questione che possa essere a mio avviso errata, perché va fatta una
  vera e propria pianificazione rispetto a quello che deve essere  il
  futuro  della GDO in Sicilia. Bisogna capire in che modo,  con  una
  pianificazione,  possiamo accogliere quelle che sono  richieste  di
  insediamento  per quanto concerne i grandi centri  commerciali,  la
  GDO  cosiddetta, e fare in modo che, in base ad una pianificazione,
  presentiamo  una  piattaforma  per la  nostra  Isola,  rispetto  al
  complesso del gioco e delle regole che riguarda l'intero mondo  del
  commercio,   sia   al   dettaglio,  sia  della   media   e   grande
  distribuzione.
   Se  poi vogliamo tentare di farci male, noi non ci stiamo   E  non
  solo  non  ci stiamo, ma potremmo anche rilanciare. Non lo facciamo
  solo per scelta di serietà ed anche per rispetto delle istituzioni,
  in cui noi svolgiamo un ruolo abbastanza delicato.
   Per quanto mi concerne, quindi, ritengo che sia incomprensibile la
  questione pregiudiziale testé posta.
   Inoltre,  il prodotto del lavoro della Commissione porterà  ad  un
  incontro  cui  il  Governo  ha dato la  disponibilità,  per  quanto
  concerne un buono e sano equilibrio tra l'orario di apertura  e  di
  chiusura,  quindi fra GDO ed esercizio al dettaglio, per  fare  una
  cosa seria in Sicilia e per rispondere a tante esigenze vere, senza
  la  logica  di  far male a nessuno, ma di fare il  bene,  anche  da
  questo  punto  di vista, e di sostenere quello che  è  un  comparto
  importante come quello del commercio.
   Sono,  quindi,  stupito, signor Presidente. Sono  amareggiato  per
  quello  che  è  accaduto in queste ore, perché non è  cosa  normale
  quanto  accaduto in terza Commissione, e credo che  ci  sarà  anche
  modo  di discuterlo in altri luoghi, perché è giusto che sia  fatto
  un  ragionamento  ed  un  approfondimento  del  modo  di  come  noi
  intendiamo  vivere,  anche  rispetto all'importanza  che  hanno  le
  Commissioni legislative permanenti di questo Parlamento.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò soltanto
  ad  affrontare  un aspetto di questo disegno di legge,  che  è  poi
  quello che ha già evidenziato l'onorevole Mancuso.
   Mi chiedo se, di fronte a tutte le dichiarazioni che si sono fatte
  in  quest'Aula  e fuori da quest'Aula, in Commissione  Antimafia  e
  nelle  varie  associazioni di legalità che addebitano ad  ogni  piè
  sospinto  ed  ad  ogni minimo sospetto condizioni di  illegalità  e
  preoccupazioni  di vario genere, può un organismo legislativo  come
  quello  nostro  far  finta  di  niente,  saltare  a  piè  pari   le
  perplessità possibilmente ingiuste ed infondate ed andare avanti.
   Quest'Aula,  con  tutte  le prese di posizione  che  ha  adottato,
  soprattutto  in questi ultimi due anni, di fronte ad  una  denuncia
  che  mi  auguro  sia infondata, può far finta di niente  ed  andare
  avanti  soltanto premendo l'acceleratore, non fermandosi un  minuto
  per  capire  se per esempio, per errore noi andiamo a  coprire  con
  questo provvedimento di legge condizioni illecite.
   Credo  che quest'Aula non se lo può permettere. E io non  sono  un
  giustizialista,  sono  solitamente  tollerante  e,  in  ogni  caso,
  prudente;  però  non  me  la  sento di saltare  a  piè  pari  delle
  condizioni  di  difficoltà come quelle che sono state rappresentate
  in Commissione e stasera in Aula.
   Cosa  cambia se un settore che aspetta di essere regolamentato  da
  anni, aspetta ancora un altro mese? Credo che non cambi nulla
   Allora, o il provvedimento legislativo di cui siamo discutendo  si
  rinvia in terza Commissione per ulteriori approfondimenti, come  ha
  suggerito  l'onorevole  Mancuso, oppure vada  ad  un  esame,  anche
  informale, della Commissione Antimafia.
   Se  si  dovesse  invece insistere a qualunque costo  per  portarlo
  avanti di fronte ad una tesi che è accettabile e prudente, allora i
  miei  sospetti  diventerebbero certezze.  Ci  dovremmo  preoccupare
  perché  si  tenta in qualunque modo e violentemente di adottare  la
  legge questa sera.
   Questo mi farebbe veramente preoccupare.

   COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI,  vicepresidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  non  solo stupisce,  ma  è  veramente  strano
  sentire  parlare  l'onorevole Mancuso e  l'onorevole  Maira  di  un
  problema che non esiste.
   Stiamo parlando come se dovessimo parlare del fantasma del Palazzo
  dei Normanni.
   Onorevole  Mancuso,  so che lei da un po' è  affetto  da  sindrome
  persecutoria  ed  oppositoria, per cui  deve  necessariamente  dire
  sempre  no a tutto, ma farebbe bene ad informarsi di quello  che  è
  accaduto in Commissione.
   Certo  c'è  da  dire  che anche in Commissione qualcuno  ha  avuto
  qualche  disturbo della personalità, qualche momento di confusione,
  se  è  vero  che  in  un primo momento si approva unitariamente  un
  provvedimento e subito dopo non si capisce per quale ragione, più o
  meno coatta, su proposta di un deputato, si vota l'esatto contrario
  cercando  di  essere  dilatori rispetto ad  una  legge  sicuramente
  attesa  da tutti i commercianti, una legge che va a mettere  ordine
  rispetto all'apertura e alla chiusura degli esercizi commerciali in
  Sicilia.
   Per  essere  estremamente  chiari, in Commissione,  dopo  ampio  e
  sereno  dibattito, l'intera Commissione ha votato all'unanimità  il
  provvedimento  perché vi è stata una dichiarazione di disponibilità
  da parte del Governo. Avremmo probabilmente fatto bene ad ascoltare
  prima  l'assessore,  perché in quella  occasione  si  è  detto  che
  l'articolo  3  sarebbe stato cassato e pertanto  stiamo  discutendo
  inutilmente,  anche  di un tentativo di fare  indagini  su  chi  ha
  concettualizzato l'articolo 3.
   Probabilmente  l'onorevole Mancuso affetto da quella  sindrome  di
  cui  parlavo prima, ha queste, come dire, tendenze alla ricerca  di
  colpevoli  fantastici ed immaginari per capire cosa  avverrà,  cosa
  sarebbe avvenuto se questo articolo 3 si fosse discusso.
   Onorevole  Mancuso  l'articolo 3 non si  discute  dato  che  viene
  cassato.   Pertanto,  siccome  questo  è  stato  il  dibattito   in
  Commissione, votato all'unanimità, riteniamo che si debba procedere
  immediatamente   alla  discussione  del  disegno   di   legge,   di
  straordinaria  importanza per il mondo del commercio siciliano.  Se
  mi   è  consentito,  vorrei  aggiungere  soltanto  una  riflessione
  rispetto  ad  una vicenda, signor Assessore, che ritengo  si  debba
  affrontare  con  grande  serietà,  cioè  il  rischio,   più   volte
  paventato, più volte indicato dallo stesso Governatore, e cioè  che
  il  piccolo commercio, se non adeguatamente difeso, in presenza  di
  una   crescente,  talora  anche  smisurata  presenza  delle  grandi
  Multinazionali e dei grandi Megastore, vada scomparendo.
   Probabilmente  è necessario creare in Sicilia un riequilibrio  tra
  quello  che  accade  nella  parte  orientale  rispetto  alla  parte
  occidentale,  e  dovremo intervenire sempre di più a  sostegno  del
  piccolo commercio che oggi rappresenta una delle ragioni stesse  di
  una   buona   rappresentazione,  soprattutto  dei  piccoli   Comuni
  siciliani,  che  rischiano  in presenza  dei  grandi  Outlet  e  in
  presenza delle grandi strutture commerciali di morire e, morendo il
  commercio,  muoiono  le  nostre piccole realtà,  i  nostri  piccoli
  Comuni  e anche la stessa urbanistica dei Comuni. Pertanto l'invito
  è a procedere immediatamente, a discutere di un argomento di grande
  importanza per la Sicilia e per i siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 17.45)

   La seduta è ripresa

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ho fatto un rapido consulto  con  i
  colleghi e credo, anche a nome del Governo, di poter chiedere  alla
  Presidenza   -   visto   che   l'articolo   3   è   titolato   come
   interpretazione  autentica di una norma , ma  obiettivamente  così
  non  è  perché  si  tratta piuttosto di una  estensione  di  limiti
  temporali  ed è, quindi, una nuova norma - per evitare discussioni,
  di   stralciare  nella  sua  autonomia  l'articolo  3  dal   testo.
  Dopodiché,  si fissa a martedì sera il termine per la presentazione
  degli emendamenti e mercoledì tratteremo il merito.
   Ritengo  che questa sia una proposta di buon senso che ci aiuta  a
  risolvere i problemi.

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  volevo solo chiarire e  sgomberare  il  campo
  dagli  equivoci che si sono presentati con questo disegno di legge,
  soprattutto circa le polemiche sorte sull'articolo 3.
   Giusto  per  memoria, l'altro giorno quando ci  siamo  riuniti  in
  terza  Commissione  e  si  è posto il problema.  All'unanimità,  il
  Governo  e  i  membri della Commissione avevano deciso di  abrogare
  questo articolo 3, quindi il problema è stato già superato, ecco.
   Oggi  lo comunico ufficialmente in Aula: per me l'articolo  3  non
  esiste, quindi per me è un problema pretestuoso e strumentale.  Con
  questo  vorrei, se si potesse, incardinare il disegno  di  legge  e
  preparare   gli  emendamenti,  come  avevamo  già  concordato   con
  l'onorevole Corona, al disegno di legge, cercando di portare avanti
  una norma che risulti organica e funzionale per la  Sicilia.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  proposta
  avanzata dall'onorevole Cracolici, concordata tra i Capigruppo,  ci
  è sembrata una proposta saggia e praticabile.
   Non   condividiamo  però  gli  aggettivi  e  le  notazioni   fatte
  dall'Assessore, perchè quest'Aula serve proprio per  discutere  gli
  articoli e gli argomenti contenuti nei disegni di legge, comma  per
  comma, articolo per articolo.
   Non  è nemmeno un'Aula  Rischiatutto  o  Lascia e raddoppia ,  nel
  senso  che  una volta assunta una decisione in Commissione,  l'Aula
  non  debba ritenere di renderla perfettibile, cioè suscettibile  di
  correzioni, emendamenti, modifiche che possano apportare  al  testo
  dei miglioramenti.
   Non  c'è  nulla  di  pretestuoso perché  il  testo  esitato  dalla
  Commissione è esattamente quello che noi abbiamo davanti, e oggi in
  Aula, per chi sa leggere nel disegno di legge ci sono l'articolo 1,
  l'articolo  2, l'articolo 3 e l'articolo 4, fino a prove contrarie.
  Fino  ad  ora non ci sono emendamenti, e ovviamente dovremmo  tutti
  stare in reciproca fiducia sulla disponibilità a presentarne.
   Peraltro,  in  questa Aula, non ci sono soltanto i colleghi  della
  terza  Commissione.  Ci sono novanta deputati, e  non  appartengono
  tutti  alla  terza  Commissione e che hanno  tutto  il  diritto  di
  valutare, anche ex novo, prescindendo dalle argomentazioni  che  in
  terza Commissione sono state utilizzate, tutte le loro valutazioni,
  tutti i loro approfondimenti, tutte le loro analisi.
   Assessore,  la  prego  di non utilizzare l'aggettivo  pretestuoso,
  perché questa disponibilità dell'onorevole Cracolici a suggerire il
  ritiro  dimostra  che  di  pretestuoso  non  c'è  nulla  e  che  la
  condivisione  sul  ritiro è una condivisione  fondata  sulla  presa
  d'atto che questo articolo non andava bene.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo fare una precisazione. Non si
  tratta  di  un  ritiro, ma stiamo parlando della proposta  avanzata
  dall'onorevole  Cracolici  sulla dichiarazione  di  improponibilità
  dell'articolo  3  da  parte della Presidenza, che  eliminerebbe  il
  problema alla radice della questione, che è ben altra cosa.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  conosco  i  modi  signorili dell'assessore Venturi, altrimenti  non
  avrei chiesto la parola.
   Sono  andato a rileggere la copertina del disegno di  legge  e  mi
  sarei   aspettato  di  leggere   presentato  dal  Presidente  della
  Regione, Lombardo' ma poi leggo  Venturi', se avessi letto  Silvan'
  mi  sarei anche potuto ricredere e poi leggo il titolo  Orari degli
  esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita'.
   Onorevole Colianni, ma quale disegno di legge ha letto? Questo, di
  certo,  no   Perché  se avesse letto questo  disegno  di  legge  si
  sarebbe dovuto fermare agli articoli 1 e 2.
   Onorevoli  colleghi, l'articolo 3 e l'articolo  4  sono  un  altro
  disegno di legge.
   Noi,  pertanto, accettiamo l'atteggiamento dell'assessore  Venturi
  che ha riconosciuto non essere le nostre argomentazioni pretestuose
  e  come   Popolari  di Italia Domani' accogliamo l'indicazione,  la
  richiesta dell'onorevole Cracolici.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  in  deroga   al   mio   principio
  costituzionale,  nel  senso  che  sono  oppositore   dell'onorevole
  Cracolici, siccome mi trovo d'accordo con la proposta che ha fatto,
  ritiro  la  pregiudiziale  presentata ai sensi  dell'articolo  101,
  primo comma, del regolamento interno.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ricordo  che
  qualche  anno  fa, quando ricoprivo la carica di assessore  per  la
  Cooperazione,  la  legge  8  novembre  2007,  n.  53  mi  ha  visto
  firmatario  di  un  testo  a  cui poi  sono  stati  inseriti  degli
  emendamenti  in  Aula.  Devo precisare -  nonostante  il  clima  di
  distrazione  qui in Aula - considerato che questa materia  è  molto
  attenzionata  fuori dal nostro Parlamento, che l'argomento  che  si
  sta  trattando è molto serio, a differenza di quanto si vuole  fare
  credere.
   Condivido quanto ha detto l'onorevole Cracolici, l'avrei detto  io
  stesso,  e  mi  dispiace  che  l'assessore  Venturi  non  ha  fatto
  attenzione in Commissione di merito perché questa non è  una  norma
  di  interpretazione autentica, ma è una norma nuova, e  non  mi  si
  dica che nessuno se ne era accorto perché le proroghe passavano  da
  un anno a tre-quattro anni.
   Mi  dispiace  dover  attenzionare  questo  problema  perché  sulla
  vicenda  - forse qualcuno non lo dice, ma l'onorevole Mancuso  l'ha
  detto  chiaramente - c'è in corso una situazione che  non  riguarda
  l'Assemblea,  ma altro. Ecco perché anch'io avrei  chiesto  di  non
  discutere  minimamente l'articolo 3 così come è stato proposto,  ma
  di presentare un emendamento soppressivo.
   Certamente, però, non viene meno il problema, perché l'articolo  3
  non  è  stato  presentato  in Commissione da  un  componente  della
  Commissione stessa o da un altro collega dell'Assemblea, ma è stato
  presentato   dal  Governo.  E  siccome  conosco   la   buona   fede
  dell'assessore  Venturi, che forse non ha centrato il  problema  di
  cui  si  sta parlando - so anche che, più volte, la sua buona  fede
  l'ha visto soccombere su iniziative di terzi, mi riferisco all'ente
  Porto di Messina che il buon assessore aveva sciolto e, poi, il  29
  dicembre   lo   scioglimento   fu  cambiato   in   commissariamento
  straordinario - pertanto mi fermerei qui nel dire intanto che venga
  eliminato  dal  testo  l'articolo 3, anche se  il  problema  rimane
  perché l'articolo in questione è stato inserito sapendo che c'è  in
  corso   una  indagine  da  parte  della  magistratura  che   indaga
  sull'articolo della legge precedente.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    vista    la    discussione
  sull'argomento  e  considerata la proposta avanzata  dall'onorevole
  Cracolici  e  condivisa da tutta l'Aula, la  Presidenza  assume  la
  decisione di stralciare l'articolo 3.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   E'  superata, quindi, anche la questione sospensiva e ritengo  che
  l'onorevole  Mancuso,  così  come ha  dichiarato  il  ritiro  della
  questione   pregiudiziale,  si  riferisse  anche   alla   questione
  sospensiva.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Riprende la discussione sul disegno di legge nn. 604-185/A

   Onorevoli colleghi, riprende la discussione sul disegno di legge.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione,  onorevole
  Caputo, per svolgere la relazione.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, mi rimetto al testo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco di avere
  ritirato la pregiudiziale ai sensi dell'articolo 101, comma  1;  ma
  non  posso  ritirare la proposta di questione sospensiva in  quanto
  non sono tra i firmatari.

   PRESIDENTE  Ha  ragione. I firmatari della proposta  di  questione
  sospensiva  sono  numerosi, ma se nessuno  muove  osservazioni,  la
  Presidenza ne comunica il ritiro.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale sul disegno di legge nn. 601-185/A e pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per martedì 1 febbraio 2011,  alle ore 12.00.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  1  febbraio
  2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione del disegno di legge:

   -  Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle
   grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
   dicembre 1999, n. 28.  (604-185/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 18.02

           Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 19.40

                        DAL SERVIZIO RESOCONTI
                             il Direttore
                      dott.ssa Iolanda Caroselli