Presidenza del vicepresidente Oddo
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare e richiesta di
mantenimento in vita
del Gruppo parlamentare FLI-Sicilia
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'1 febbraio 2011,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 913/AulaPG dell'1
febbraio 2011, l'onorevole Ignazio Marinese ha dichiarato di
aderire, a far data dall'1 febbraio 2011, al Gruppo parlamentare
del Popolo della Libertà' (PDL), cessando contestualmente di far
parte del Gruppo parlamentare FLI-Sicilia'.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Comunico, altresì, che in pari data è pervenuta a
questa Presidenza una nota dell'onorevole Marrocco (protocollata
al n. 919/AulaPG del 2 febbraio successivo), di cui do lettura:
«Al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Con la presente comunico che il gruppo parlamentare da me
presieduto ha variato la composizione numerica dei componenti da 5
a 4 deputati. E' mia cura richiamare quanto previsto dal comma 3
dell'articolo 23 del regolamento interno, e informare che il
gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia - Sicilia ha i
requisiti regolamentari per restare in vita in quanto i deputati
componenti rappresentano un movimento organizzato che ha
rappresentanza, organizzata in gruppi parlamentari, al Parlamento
nazionale.
Certo dell'autorizzazione e del riconoscimento del gruppo
parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia - Sicilia all'ARS,
colgo l'occasione per porgervi cordiali saluti.
Palermo, 1 febbraio 2010
On. Livio Marrocco»
Conseguentemente, il Gruppo FLI-Sicilia, sceso al di sotto del
numero minimo di deputati previsto dal comma 2 dell'articolo 23
del Regolamento interno dell'ARS per costituire un Gruppo
parlamentare, rimane temporaneamente in vita fino a quando il
Consiglio di Presidenza avrà deliberato al riguardo, nella prima
seduta utile.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Arena, Falcone, Marinello e Marinese.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153
del Regolamento interno, delle mozioni:
numero 234 Iniziative a livello centrale per sostenere
attivamente il processo di transizione democratica in Tunisia ,
degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Barbagallo, Gucciardi e Oddo,
numero 235 Iniziative per la regimentazione delle misure
comunitarie in relazione allo sfruttamento delle risorse ittiche
nelle acque intorno alle isole Pelagie , degli onorevoli Di
Benedetto, Cracolici, Digiacomo, Termine, Ammatuna, Marziano,
Bosco, Donegani, Mattarella, Marinello, Galvagno, Apprendi, Di
Mauro, Raia e Faraone;
numero 236 Iniziative a livello centrale volte a favorire la
creazione di un'autonoma 'Filiale euromediterranea' della Banca
europea per gli investimenti (BEI) con sede in Sicilia , degli
onorevoli Ferrara, Cristaudo, Greco e Marziano.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Territorio e Ambiente
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Territorio e ambiente'
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni di interpellanze della rubrica
Territorio e ambiente' .
Onorevoli colleghi, per accordo tra le parti le interrogazioni
numero 906 Pagamento delle spettanze dovute ai lavoratori che
prestano servizio antincendio della Regione , a firma degli
onorevoli Di Benedetto, Termine, Marinello e Di Guardo, e numero
925 Misure per rendere praticabile l'attività venatoria nelle ZPS
(zone di protezione speciale) e ZSC (zone speciali di
conservazione) escluse da altri vincoli , dell'onorevole Oddo, si
intendono trasformate con richiesta di risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole Ardizzone, l'interrogazione
numero 946 Misure per risolvere i problemi di inquinamento nella
Valle del Mela (ME) si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 974 Iniziative per l'adozione
del piano territoriale paesistico regionale , dell'onorevole
Barbagallo. Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che il piano
territoriale paesaggistico regionale è stato adottato soltanto per
le province di Messina e Trapani, oltre che per le isole minori;
considerato che il piano paesistico regionale è uno strumento di
coordinamento e di sussidio importantissimo per i piani regolatori
in vigore e per quelli da redigere;
ritenuto che:
i ritardi accumulati rappresentano un danno grave e continuato per
l'ambiente e per il territorio;
la pianificazione urbanistica deve essere realizzata con
un'integrazione e una visione unitaria delle competenze degli
Assessorati Territorio e ambiente e beni culturali e identità
siciliana;
per sapere quali iniziative siano state assunte per dotare la
Sicilia del piano territoriale paesistico, strumento essenziale per
la salvaguardia e la promozione del territorio regionale». (974)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'interrogazione numero 974 non è di competenza del
Dipartimento regionale dell'Ambiente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché l'assessore Sparma ha
eccepito la propria incompetenza, l'interrogazione numero 974
rimane in vita in attesa di nuova delega da parte del Presidente
della Regione.
Per assenza dei rispettivi firmatari le interrogazioni numero 991
Notizie sui lavori di costruzione delle banchine del porto di
Trapani a ponente dello sporgente Ronciglio , dell'onorevole
Marrocco, numero 994 Notizie urgenti circa il finanziamento del
progetto di consolidamento del costone roccioso in prossimità del
castello di viale Zangara, nel Comune di Castellammare del Golfo
(TP) , dell'onorevole Ruggirello e numero 999 Interventi urgenti
per fronteggiare il rischio idrogeologico nel Comune di
Castellammare del Golfo (TP) , dell'onorevole Marrocco, si
intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1008 Iniziative per la messa
in sicurezza del comune di Torrenova (ME) , dell'onorevole
Panarello. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il territorio del comune di Torrenova (ME)
è stato recentemente colpito da inondazioni che hanno procurato
gravi danni alle abitazioni ed alle campagne ed hanno messo a
rischio l'incolumità pubblica e la funzionalità di importanti
infrastrutture;
considerato che:
il territorio del predetto comune è attraversato dai torrenti
Rosmarino e Favara;
il tratto terminale dei predetti corsi d'acqua è caratterizzato da
accumuli detritici che hanno innalzato il fondo dell'alveo (a quota
più alta delle campagne, delle strade e del centro abitato) e
ridotto fortemente la sezione di deflusso;
il predetto fenomeno, per quanto riguarda il torrente Rosmarino, è
particolarmente evidente in corrispondenza del ponte attraversato
dalla linea ferroviaria Messina-Palermo e nel tratto compreso tra
la spalla del sopra citato ponte e quello della strada provinciale
Torrenova-Sant'Agata Militello;
l'alveo del Favara (nel quale insistono canneti ed altra
vegetazione infestante che, assieme a detriti e rifiuti solidi,
ostacolano il decorso delle acque) nel tratto terminale si snoda in
adiacenza al centro abitato;
la mancata manutenzione ed il conseguente grave degrado dei due
corsi d'acqua è all'origine delle ripetute esondazioni e
costituisce un costante pericolo per i residenti e per la sicurezza
dei trasporti;
la situazione descritta e l'assenza di interventi da parte degli
uffici preposti ha determinato una comprensibile esasperazione da
parte dei cittadini;
i mancati interventi configurano un comportamento gravemente
omissivo;
per sapere se non valutino necessario promuovere tempestivamente
tutti gli interventi necessari per rimuovere la situazione di
degrado dei torrenti Rosmarino e Favara ed eliminare le cause che
determinano l'attuale condizione di pericolo per l'incolumità dei
cittadini di Torrenova e per la sicurezza dei trasporti stradali e
ferroviari». (1008)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, con riferimento all'interrogazione numero 1008, il
Dipartimento ha comunicato che in tema di manutenzione ordinaria e
straordinaria di alvei e corsi d'acqua non ha una competenza
specifica. Tale competenza attiene, esattamente, ai comuni, alle
province regionali ed agli uffici dei Geni Civili. I suddetti enti,
infatti, hanno per competenza la redazione dei progetti esecutivi
di mitigazione del rischio idrogeologico che, previa attenta
valutazione della pericolosità da parte del dipartimento
Territorio, possono essere inseriti in eventuali programmi di
finanziamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, prendo atto della risposta
dell'assessore Sparma.
Naturalmente, non posso ritenermi soddisfatto, anche perché
chiederei, a questo punto, all'Assessore che, siccome è materia
delicata questa della sistemazione, della tutela e della
manutenzione dei torrenti che, com'è noto, hanno piena attinenza
con la mitigazione del rischio idrogeologico, che è pertinenza
dell'Assessorato di competenza dell'assessore Sparma, di fare una
ricognizione, anche d'intesa con i suoi colleghi ai quali fanno
riferimento per esempio il Genio civile, credo che sia
l'assessorato alle infrastrutture, per fare sì che ci sia una
strategia volta a mettere in sicurezza i corsi d'acqua per
prevenire l'ipotesi di inondazione, di esondazioni che si abbattono
poi su infrastrutture e abitazioni, come è successo nel comune di
Torrenova, costringendo poi l'amministrazione regionale ad
intervenire, successivamente, con oneri ancora maggiori, a parte il
fatto che quando ci sono rischi per le persone, per l'incolumità
fisica delle persone, come è successo anche in casi recenti e
tragici, è del tutto evidente che i danni materiali non sono, in
questo caso, calcolabili.
Quindi, inviterei, siccome il tema è abbastanza diffuso, in
particolare nella provincia di Messina, che è oggetto, come lei sa,
di interventi molto consistenti da parte del Ministero del
territorio e dell'ambiente e dell'Assessorato territorio e ambiente
attraverso l'APQ che, purtroppo, ancora non è operativo, ma tutto
ciò va rapportato ad una politica di prevenzione che parte
dall'intervento sui sistemi idraulici, a partire dai corsi d'acqua,
che se vengono attentamente monitorati, sistemati e viene operata
la manutenzione non solo possono non costituire un pericolo, ma
possono portare a mare materiale naturale che serve anche al
rifacimento delle coste che sono soggette a pericoli di erosione.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1010 «Finanziamento
dei progetti per opere di prevenzione dal rischio idrogeologico del
Comune di Aci Castello (CT)», a firma dell'onorevole Pogliese.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che:
il territorio del Comune di Aci Castello (CT) insiste su una delle
aree a maggiore rischio idrogeologico;
in particolare, la collina di Vampolieri è all'attenzione dei
massimi organismi di Protezione civile per i continui smottamenti e
parimenti dicasi per la riviera che va dal Castello Normanno, bene
d'inestimabile valore storico ed archeologico, sino a tutta la
scogliera a nord di Catania;
considerato che le zone sopra elencate sono qualificate, sotto il
profilo del rischio idrogeologico, zone 'R4' (rischio molto
elevato, come definito dal piano per l'assetto idrogeologico, ossia
zone dove sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi
alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture, al
patrimonio ambientale e la distruzione di attività socio-
economiche);
preso atto che l'Amministrazione regionale ha escluso dai
finanziamenti di 'Agenda 2007' tre progetti, presentati dal Comune
di Aci Castello, destinati alle opere di prevenzione dal rischio
idrogeologico;
per sapere se non ritengano opportuno provvedere al riesame dei
progetti e concedere, al Comune di Aci Castello (CT), il
finanziamento per le opere di prevenzione dal rischio idrogeologico
per scongiurare i gravi rischi in termini di vite umane e di danni
al territorio». (1010)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma, per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, su questa interrogazione gli uffici stanno ancora
approfondendo e, quindi, ci riserviamo di rispondere in un
successivo momento in Aula.
PRESIDENTE. Assessore, la invito a fare in modo che
un'interrogazione del 4 febbraio 2010 venga attenzionata
immediatamente dai suoi uffici.
Si passa all'interpellanza numero 81 ��Annullamento della delibera
del Comune di Partinico (PA) che consente opere di lottizzazione in
violazione della normativa vigente e delle prescrizioni degli
strumenti urbanistici», dell'onorevole Mattarella. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con decreto del 16 novembre 2000, l'Assessore per il territorio e
l'ambiente approvava, insieme alle prescrizioni esecutive e al
regolamento edilizio, il piano regolatore generale del comune di
Partinico (PA);
considerato che:
tra gli allegati al decreto, 'per costituirne parte integrante',
al punto 6.23 dell'art. 2 - 6) Prescrizioni Esecutive, veniva
inclusa la 'zona D2, planimetria del piano particolareggiato', che
riguarda l'intera area D2 di contrada Margi in Partinico;
ai sensi dell'art. 16, comma 9, della vigente legge urbanistica
(n. 1150/1942), l'approvazione dei piani particolareggiati equivale
a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in essi previste;
in ossequio al comma 5 dell'art. 16 della legge urbanistica,
l'art. 7 del suddetto decreto assessoriale aggiungeva e precisava
che 'le prescrizioni esecutive dovranno essere eseguite entro il
termine di anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno essere
eseguite le relative espropriazioni';
vista, inoltre:
la puntuale risposta di codesto Assessorato al quesito posto, al
tempo, dal Sindaco di Partinico in ordine alla possibilità di
approvare un piano di lottizzazione su un'area già normata da un
piano particolareggiato e dichiarata di pubblica utilità, nella
quale testualmente si afferma che 'non sembra percorribile
l'ipotesi di dover approvare un piano di lottizzazione all'interno
di un'area già disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono
le prescrizioni esecutive';
malgrado tutte le evidenze di legge, il Consiglio comunale di
Partinico ha approvato, con delibera n. 77 del 30 luglio 2007, un
piano di lottizzazione presentato dalla Policentro Daunia s.r.l.
nella suddetta area D2 di contrada Margi;
per conoscere:
se non ritengano necessario avvalersi, in tempi immediati, del
disposto di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978 al fine di
procedere all'annullamento della suddetta deliberazione e dei
successivi provvedimenti comunali che 'consentono esecuzione di
opere in violazione delle leggi vigenti e delle prescrizioni degli
strumenti urbanistici'».
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, con riferimento all'interpellanza numero 81 il
Dipartimento regionale urbanistica ha rappresentato preliminarmente
che la decadenza dei vincoli quinquennali preordinati all'esproprio
è avvenuta il 30 giugno 2008, secondo quanto disposto dall'articolo
9 del DPR n. 327/2001, applicabile nella Regione Sicilia per
effetto del recepimento di cui all'articolo 36 della l.r. n.
7/2002, come integrato dall'articolo 24 della l.r. n. 7/2003.
Ciò premesso, lo stesso Ufficio ha rappresentato che, benché la
zona D2 fosse ancora in vigore, per la parte assegnata alla ditta
Policentro Daunia non ha prodotto effetti e, pertanto, nulla ha
tolto alla potestà del Consiglio comunale di pianificare quella
parte di territorio attraverso un piano di lottizzazione, peraltro
rappresentato da uno strumento attuativo di pari livello di
dettaglio quale è il piano edilizio, differenziandosi da questo
soltanto per l'iniziativa privata.
In questo modo il piano di lottizzazione presentato dalla società
Policentro Daunia, approvato dal consiglio comunale il 3 luglio
2007 consente l'attivazione della zona senza che l'amministrazione
comunale si sia sobbarcata l'onere degli espropri e della
realizzazione delle opere di urbanizzazione.
Quanto rappresentato, allo stato attuale, non permette di rilevare
elementi per l'attivazione di cui all'articolo 53 della l.r.
71/1978.
Si precisa, inoltre, che il Dipartimento urbanistica ha comunque
ritenuto opportuno, a seguito dell'interrogazione, avviare
un'indagine ispettiva presso il comune di Partinico allo scopo di
avere maggiori cognizioni del piano di lottizzazione in parola.
L'indagine è ancora in corso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mattarella per
dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MATTARELLA. Signor Presidente, ovviamente non posso ritenermi
soddisfatto della risposta dell'Assessore perché la richiesta, o
quanto meno l'aspettativa, era quella che venisse esercitato il
potere normativo, da parte dell'assessorato, di annullamento della
delibera del consiglio comunale. In questo modo viene,
sostanzialmente, vanificata la previsione del piano regolatore di
Partinico, pur essendoci le condizioni per farlo rispettare.
Nulla allo stato rileva la decisone che sia stata disposta
un'indagine ispettiva, ma mi sarei aspettato di conoscere il
risultato di questa indagine ispettiva, anche perché nel comune di
Partinico, su questa vicenda, c'è stata una particolare tensione
sia dal punto di vista politico che da quello sociale, e sappiamo
che quanto tanto più grandi siano le attività imprenditoriali
quanto il pericolo di infiltrazioni e l'esigenza di tutela rigorosa
di legalità nello sviluppo si affermi in modo crescente.
E' questo lo spirito con il quale era stata presentata
l'interpellanza; a questo punto, inevitabilmente, avvieremo un
altro atto ispettivo per conoscere l'esito dell'indagine e
dell'ispezione che l'Assessorato, a quanto pare, ha iniziato.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 1029 «Interventi
per evitare danni a persone e cose a causa delle esondazioni del
fiume Oreto» a firma dell'onorevole Caputo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che le recenti piogge e le
abbondanti nevicate hanno determinato l'ingrossamento
dell'affluente del fiume Oreto, nel tratto che attraversa i
territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);
considerato che:
l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli argini
laterali e l'abbattimento delle barriere realizzate per il
controllo del flusso idrico;
l'aumento delle acque ha determinato l'erosione delle anse
laterali con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli anni
sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;
le acque hanno superato i livelli di massima sicurezza e si è
creata una situazione di pericolo che rischia di determinare
gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti e i terreni
circostanti il corso del fiume;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire la
sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture». (1029)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Con riferimento
all'interrogazione numero 1029, il Dipartimento regionale Ambiente,
con nota prot. n. 1345 del 10 novembre 2010, ha rappresentato che
l'Assessorato al Territorio e Ambiente ha curato la redazione del
Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi
dell'articolo 17, comma 6 ter, della legge 183/89, uno strumento di
settore di tipo conoscitivo, pianificatorio e normativo, che ha
come obiettivo principale l'individuazione delle aree a rischio
idrogeologico, al fine di garantire un adeguato livello di
sicurezza del territorio, degli elementi presenti nel territorio e
delle popolazioni.
Il tratto di fiume Oreto, oggetto di interesse, ricade all'interno
del Bacino idrografico del fiume Oreto (n. 039) il cui PAI è
stato approvato con DPR n. 91 del 27 marzo 2007 e pubblicato su
GURS n. 26 dell'8 giugno 2007.
L'Assessorato Territorio e Ambiente sta procedendo
all'aggiornamento del PAI Idrografico del fiume Oreto e, pertanto,
ha invitato i comuni ricadenti nel suddetto bacino, con nota prot.
n. 81298 del 2 novembre 2009, a voler fornire, ai fini
dell'aggiornamento, segnalazioni utili di nuove situazioni di
dissesto o variazioni dello stato di dissesto di aree già censite
nel PAI vigente.
Si evidenzia che nell'atto ispettivo non viene precisata la
denominazione dell'affluente del fiume Oreto, né l'ubicazione
esatta del fenomeno di dissesto idrogeologico di cui si richiedono
notizie e che alcuna segnalazione risulta pervenuta all'Assessorato
territorio e Ambiente, da parte dei comuni di Monreale e Altofonte,
di dissesti idrogeologici lungo il fiume Oreto ed i suoi affluenti.
Si sottolinea inoltre che l'Assessorato non finanzia interventi di
somma urgenza, ma può finanziare interventi su aree a pericolosità
elevata (P3) e molto elevata (P4) che determinano situazioni di
rischio R4 per la presenza di elementi a rischio in classe E4
(centro abitato ed edifici di importanza primaria), che hanno il
massimo rischio idrogeologico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAPUTO. Signor Presidente, prendo atto della risposta
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente e, per quanto di sua
competenza, mi ritengo soddisfatto.
E' chiaro che continuo a segnalare che permane, specialmente a
seguito delle recenti piogge, lo stato di gravissimo pericolo che
coinvolge gli abitanti che stanno ai lati dell'alveo del fiume
Oreto che collega i territori di Altofonte e di Monreale.
Quindi, segnalo e denunzio questo stato di grave pericolo ed
invito il Governo per la sua competenza settoriale ma anche
generale ad intervenire.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1037 «Chiarimenti
in ordine ai lavori di messa in sicurezza e restauro del centro
storico di Favara» dell'onorevole Panepinto.
Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che a
Favara (AG), a gennaio, un grave crollo è costato la vita alle
bambine Bellavia;
ricordato che, alla messa in sicurezza delle famiglie che vivevano
in prossimità dell'area degradata ove è avvenuto il tragico evento,
sono seguite alcune demolizioni ritenute necessarie;
osservato che le demolizioni continuano senza un chiaro disegno;
visto che la vicenda ha messo in luce problemi di varia natura sia
finanziaria che regolamentare e burocratica;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per risolvere i problemi di
degrado del centro storico di Favara;
a quali criteri facciano riferimento le ulteriori demolizioni in
corso;
quali piani vi siano per il futuro urbanistico di Favara». (1037)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, sull'interrogazione dell'onorevole Panepinto è ancora
in corso l'approfondimento da parte degli uffici, quindi non
possiamo fornire, in questa seduta d'Aula, la risposta.
PRESIDENTE. Assessore, è datata 22 febbraio 2010; posso solo
ripeterle quello che poc'anzi ho detto in occasione di un'altra
interrogazione: facciamo in modo che si risponda in maniera
temporale normale, non dico altro, non dico l'indomani mattina ma
in tempi ragionevoli che è la migliore definizione.
Si passa all'interrogazione numero 1057 «Notizie sulla ventilata
istituzione del Parco nazionale delle Egadi», a firma degli
onorevoli Adamo ed altri. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che, con il decreto interministeriale del 27
dicembre 1991, veniva istituita, in Sicilia, l'area marina protetta
delle Egadi, la più grande d'Europa con i suoi 53.992 ettari e 74
chilometri di costa;
considerato che:
il Governo nazionale ha attivato le procedure istituzionali per la
creazione del Parco nazionale delle Egadi che, tra l'altro,
dovrebbe comprendere, al suo interno, l'area marina protetta delle
Egadi e parti di territorio di vari comuni della provincia di
Trapani, comuni che hanno, tra di loro, macroscopiche
differenziazioni;
sembrerebbe, da notizie di stampa, che il precedente Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente abbia già svolto numerosi
incontri con alcuni rappresentanti di enti locali della provincia
di Trapani al fine di concordare le procedure per l'istituzione del
suddetto Parco;
stranamente, di tutti questi incontri non vi è traccia alcuna.
Difatti, non esistono né pareri nè atti predisposti dai comuni
interessati, ad eccezione del Sindaco di Favignana che, con proprio
atto deliberativo, ha espresso il suo parere negativo
all'istituzione di un parco nazionale che, di fatto, annullerebbe
tutte le prerogative di controllo e di tutela insite nell'area
marina protetta;
tenuto conto che:
l'istituzione del Parco nazionale delle Egadi, infatti, mette
insieme parti di territorio della provincia di Trapani che, per
intrinseche peculiarità economiche, sociali, culturali e
paesaggistiche, presentano evidenti differenze tra di loro;
la suddetta istituzione del Parco nazionale delle Egadi può e deve
quindi passare esclusivamente attraverso un serio e propositivo
tavolo di concertazione che preveda la partecipazione non solo dei
comuni interessati e dell'ente istitutore, ma anche e soprattutto
dei rappresentanti delle attività produttive, delle associazioni ed
enti culturali, dei rappresentanti sindacali e di tutti coloro che
subiranno danni non indifferenti e non quantificabili
dall'istituzione di detto Parco nazionale delle Egadi;
appare inoltre superfluo sottolineare che l'istituzione di un
parco, da parte delle autorità competenti nazionali, debba
obbligatoriamente passare attraverso la verifica sia del Governo
sia dell'Assemblea regionale, che ne ratifica l'attuazione ed
applicazione;
visto che:
alla data odierna, nessun documento ove si accenni al Parco delle
Egadi è mai giunto a questa Assemblea regionale;
è bene ricordare che la Regione siciliana si è dotata di normative
precise in merito all'istituzione di parchi e riserve naturali nel
nostro territorio;
la l.r. n. 98 del 6 maggio 1981, modificata dalla l.r. n. 14 del 9
agosto 1988 (entrambe le leggi regolamentano l'istituzione di
parchi e riserve in Sicilia) precisa, tra l'altro, all'art. 6, che
l'istituzione delle riserve naturali dovrebbe avvenire con decreto
dell'Assessore sentita la competente Commissione legislativa
dell'Assemblea Regionale;
per sapere:
se non ritengano indispensabile comunicare all'Assemblea regionale
quale iter procedurale si stia attuando per l'istituzione del
suddetto Parco;
se sussista il parere obbligatorio della Commissione parlamentare
competente;
se si conoscano i limiti territoriali dell'istituendo Parco
nazionale delle Egadi, quali sarebbero i poteri di autonomia dei
comuni interessati e se gli stessi saranno coinvolti nella gestione
del Parco;
se l'area marina protetta delle Egadi continuerà a esistere o
verrà inglobata all'interno del Parco, perdendo così autonomia
gestionale ed organizzativa;
se ciò dovesse essere nelle previsioni del suddetto Parco
nazionale, non ritengano urgente intervenire presso il Governo
nazionale al fine di garantire l'esistenza e l'autonomia dell'area
marina protetta delle Egadi, escludendo, di fatto, l'accorpamento
della costa trapanese e delle sue isole all'interno dell'istituendo
Parco nazionale delle Egadi;
se non ritengano improcrastinabile istituire un tavolo di
concertazione con i sindaci, i rappresentanti delle attività
economiche e produttive, le associazioni e gli enti culturali, i
rappresentanti sindacali e le autorità competenti della provincia
regionale di Trapani, nel pieno rispetto delle regole
democratiche». (1057)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, nell'ambito delle attività propedeutiche per
l'istituzione del Parco nazionale delle Egadi, nel corso del 2010,
sono state convocate tre diverse riunioni aperte al Ministero
dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, con il
dirigente generale, il dirigente del Comando del Corpo forestale,
la Presidenza della Regione, con la provincia di Trapani, le
associazioni e gli enti locali coinvolti nel progetto del parco.
Il sindaco di Favignana, presente alla riunione, per conto del
Comune, ha manifestato l'assoluta contrarietà all'istituzione del
parco comprendente il litorale trapanese.
Nel corso di questi incontri che sono stati tre e, quindi,
comprendevano quella fase che la legge prevede, cioè sentito gli
enti locali', sono emerse alcune problematiche che vorrei
manifestare all'Aula che sono le seguenti: rivisitazione della
zonizzazione e della perimetrazione delle zone SIC e ZPS; la
problematica riguardante l'inclusione o l'esclusione del porto di
Trapani; rapporti amministrativi che si andranno ad instaurare tra
l'istituendo parco e la presenza sul sito, comprendente il parco,
di altre riserve regionali esistenti e che hanno altri enti
gestori; l'opportunità di garantire un'unicità territoriale
gestionale ottimale in caso di coincidenza di diversi gestori nello
stesso territorio e la possibilità o meno che l'istituendo parco
possa comprendere sia le Egadi che il litorale trapanese in un
unico modello di governance; l'attenzione sull'estensione dei
vincoli da imporre per tenere conto delle attività socio-economiche
che ricadono sul territorio; l'inserimento nell'area
dell'istituendo parco di territori di altri comuni del trapanese.
Per quanto riguarda l'iter procedurale successivo ai citati
incontri sono stati trasmessi tutti gli atti al Ministero per far
sì che possa preparare lo schema di decreto del Presidente della
Repubblica. Ovviamente, il decreto non potrà avere seguito senza
l'intesa con l'Assessorato regionale al territorio e ambiente e
quindi senza la Regione.
Ad ogni modo, qualora ci fosse l'intesa - questo è ovviamente
l'oggetto -, ci sarà il decreto del Presidente della Repubblica, la
Conferenza unificata presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri.
Successivamente, a questi due passaggi formali sarà, appunto,
riformalizzata l'intesa della Regione attraverso una delibera della
Giunta di Governo e, infine, verrà deliberato dal Consiglio dei
ministri su proposta del Ministero dell'ambiente.
Il senso dell'interrogazione era se c'era un passaggio ovviamente
in Aula o in Commissione ambiente.
La norma non lo prevede. Ciò non toglie il Governo è impegnato in
questa difficile battaglia perché la situazione dei territori è
diversa e ci sono conflitti altissimi.
Il Parco era previsto da una legge del 2007, ovviamente la Regione
- è l'impegno che prendo in Aula - non potrà mai dare l'intesa se
da parte dei territori non c'è quella unanimità a favore del Parco.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Adamo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
ADAMO. Signor Presidente, Assessore, francamente non credo che il
Governo sia impegnato in un'azione difficile. Non so chi abbia
partorito la stravagante idea di mettere assieme le isole Egadi con
pezzi della costa trapanese. E' un'idea stupida, facilmente
contrastabile.
Il sindaco di Favignana si è espresso con estrema chiarezza.
Ieri, il consiglio comunale marsalese ha bocciato la proposta
incautamente avanzata dal sindaco di Marsala.
C'è una raccolta di firme e la Regione non deve fare altro che
rispettare il volere dei cittadini.
Non siamo, grazie a Dio, a Tunisi, né al Cairo, non mi devo
portare i cittadini della provincia di Trapani sotto l'Assessorato.
Quindi, chiedo con forza e determinazione che il Governo regionale
dica di no ad una proposta stupida. Altrimenti, saremo costretti a
venire con i pullman.
Mi dichiaro insoddisfatta della risposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1119 «Chiarimenti
in ordine al piano di lottizzazione del quartiere ZEN di Palermo» a
firma dell'onorevole Faraone.
Per assenza dall'Aula dell'interrogante, l'interrogazione si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interrogazione numero 1124 «Chiarimenti in ordine al
regime di concessione per finalità turistico ricreative di bene del
demanio marittimo regionale» a firma dell'onorevole Caputo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che:
la Regione siciliana ha competenza esclusiva in materia di demanio
marittimo, giusta decreto del Presidente della Repubblica 1 luglio
1977, n. 624;
tale autonomia consente all'Amministrazione regionale di incassare
direttamente i proventi delle concessioni rilasciate a privati per
l'utilizzo e la gestione delle aree marittime demaniali, senza
versarli tutti o in parte allo Stato;
con protocollo n. 4213 del 10 dicembre 2009, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente emanava una direttiva,
inviata anche alla Corte dei conti per la Regione siciliana e alla
Procura generale presso la medesima Corte, in materia di rinnovo
delle concessioni demaniali per finalità turistiche, in osservanza
alla segnalazione del 21 ottobre 2008 dell'Autorità garante della
concorrenza e del mercato, inviata anche ai Presidenti di Camera e
Senato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla
Presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e
regioni;
si tratta di una direttiva di enorme importanza che regolamenta i
criteri per l'assegnazione delle aree demaniali e la scelta del
contraente, che deve essere effettuata nel rispetto delle regole
sulla concorrenza e con criteri di rigorosa trasparenza e
attraverso la massima pubblicizzazione;
in riferimento ad altra nota dello stesso ufficio n. 0050445 del
23 ottobre 2008, inviata al Presidente della Regione siciliana, in
merito all'utilizzo del demanio ed ai relativi canoni concessori di
demanio marittimo per pesca ed acqua colture, venivano indicati i
criteri per la assegnazione delle aree e i margini temporali;
l'Assessorato Territorio, con nota del 24 novembre 2008 diretta al
dipartimento, riscontrava non soltanto i ritardi e le lungaggini
burocratiche nella attivazione degli uffici periferici demaniali,
ma anche il conseguente ricorso al regime di rinnovo delle
concessioni;
la nota veniva restituita con foglio del 30 aprile 2009 senza
alcuna indicazione o direttiva;
se è vero che i pareri e le osservazioni dell'Autorità garante non
sono vincolanti, è anche vero che la Commissione europea ha
notificato al Ministro degli esteri - in data 2 febbraio 2009 - la
costituzione in mora per infrazione, richiamando la attenzione su
alcuni aspetti della normativa italiana in materia di concessione
di demanio pubblico marittimo che potrebbero sollevare questioni di
conformità con i dettami comunitari;
l'incasso della Regione per le concessioni legate al demanio
marittimo è notevolmente inferiore a quelle delle altre Regioni
d'Italia a fronte di una maggiore estensione della costa balneabile
e delle zone di mare. La Sicilia, infatti, ha 929 Km di costa
balneabile ma ha incassi inferiori rispetto all'Emilia Romagna, che
ha 99 km di costa balneabile, al Veneto che ne ha 98 km ed al Lazio
che gode di 277 Km di costa, ed ha ricavato circa 10 milioni di
euro nel 2008;
considerato che:
la questione inerente alla normativa italiana in materia di
concessioni di demanio pubblico marittimo è stata oggetto, da parte
della Comunità europea, di una costituzione in mora per infrazione,
atteso che potrebbero essere sollevate questioni di conformità con
i dettami comunitari in quanto per la concessione dei beni
demaniali marittimi, secondo quanto richiede la Comunità europea e
quanto disciplinato dal codice della navigazione, occorre procedere
attraverso procedure ad evidenza pubblica;
in Sicilia, per motivi di eccezionalità, si è proceduto alla
rinnovazione tacita della concessione;
le tariffe relative all'ammontare dei canoni di concessione che i
privati versano alla Regione per l'utilizzo dei beni demaniali non
sono congrue, in quanto non sono state adeguate all'incremento
previsto dalla legge;
ritenuto che:
tale situazione, oltre a procurare all'ente della Regione un grave
ed irreparabile danno erariale, consente alle società private che
gestiscono le coste marittime un utilizzo di un bene pubblico senza
il giusto ritorno economico per le casse regionali dietro il
pagamento di un canone irrisorio a titolo di corrispettivo;
con la sopra indicata direttiva del dicembre 2009, l'Assessore per
il territorio pro tempore, dott. Mario Milone, aveva evidenziato
che i motivi di eccezionalità, legati al trasferimento delle
competenze e degli uffici del demanio marittimo, sono venuti meno,
e che era necessario attivare tutte le procedure per evitare
ulteriori e gravissimi danni all'erario regionale, con la
conseguenza che tutte le concessioni alla scadenza non dovevano
essere rinnovate tacitamente e che il nuovo affidamento sarebbe
dovuto avvenire con procedure ad evidenza pubblica;
in Sicilia sono state concesse nove mila concessioni;
la Sicilia, proprio per le sue specificità del territorio - è
un'isola - e per le proprie risorse naturali, potrebbe, attraverso
l'affidamento in concessione di beni pubblici, ottenere maggiori
introiti economici;
è necessaria una verifica per controllare se le società che hanno
ottenuto le concessioni hanno effettuato il pagamento del canone
nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge;
per sapere:
se la direttiva dell'Assessore per il territorio pro tempore sia
stata attuata dagli uffici regionali competenti, e se così non
fosse per quali motivazioni;
quali provvedimenti intendano adottare per rendere economicamente
più vantaggioso per la Regione l'adeguamento delle tariffe di
concessioni ai livelli nazionali;
se le società che hanno in concessione l'utilizzo delle coste
marittime siano in regola con il pagamento dei canoni e se le
stesse garantiscano i livelli occupazionali;
quali provvedimenti intendano adottare per adeguare la disciplina
in materia di concessioni del demanio marittimo alle direttive
nazionali e comunitarie;
se siano stati rispettati i criteri di evidenza pubblica nella
assegnazione delle concessioni di demanio pubblico marittimo;
se la Regione continui a operare in regime di proroga». (1124)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, mi dispiace, ma anche riguardo a questa interrogazione
gli uffici stanno predisponendo le risposte e, quindi, oggi non
siamo in grado di dare una risposta esauriente all'Aula e
all'onorevole Caputo.
PRESIDENTE. Assessore, sono convinto che lei domani recupererà
queste risposte; facciamo in modo di fare un lavoro serio.
Si passa all'interrogazione numero 1149 «Criteri e procedure da
adottare in ordine alle istituzioni del Parco delle Egadi», a firma
dell'onorevole Oddo. Per accordo tra le parti, si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1175 «Notizie in merito alla
gestione del Parco dell'Alcantara», a firma degli onorevoli Mancuso
e Limoli. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che nella seduta del 18 marzo il consiglio del
Parco della Valle dell'Alcantara si è riunito per eleggere il
vicepresidente, che è risultato essere il Sindaco dell'MPA di Motta
Camastra (ME), Andrea Scarpignato;
considerato che nella stessa seduta è stato eletto il comitato
esecutivo dello stesso parco nelle persone di Rita Mungiovino -
sindaco di Malvagna, Salvatore Nuciforo - sindaco di Francavilla di
Sicilia, Claudio Scavera - sindaco di Castiglione di Sicilia e
Giuseppe Sparta - sindaco di Roccella Valdemone;
ritenuto che in presenza di un commissario nominato dalla Regione
i due organi sopra citati non hanno motivo di essere;
appreso inoltre che il commissario straordinario dell'ente,
Giuseppe Castellaneta, ha presentato in due anni missioni per
200.000 euro circa e che l'ente, non si capisce a quale titolo, ha
affittato un appartamento a Taormina per le esigenze dello stesso
commissario, pur avendo sede a Francavilla di Sicilia (ME);
per sapere se non ritengano di avviare un'indagine urgente al fine
di verificare tutto quanto riportato in premessa». (1175)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, abbiamo dato seguito
all'interrogazione avviando una verifica presso l'ente Parco
dell'Alcantara che esplicava le seguenti motivazioni.
Per quanto riguarda l'affitto dell'appartamento a Taormina quale
abitazione del Commissario straordinario a) non esistono presso la
sede Parco di Francavilla di Sicilia immobili da utilizzare da
parte degli organi istituzionali per uso foresteria o
pernottamento. L'abitazione affittata al Commissario a Taormina il
26.11.2008 è stata lasciata in data 31.12.2009 perché si sono
trovati locali idonei presso la foresteria del Centro Studi e
Ricerche di Castiglione di Sicilia; b) le elezioni del
Vicepresidente e del Comitato Esecutivo si sono rese necessarie in
quanto sono state più volte sollecitate al Commissario dal
Consiglio del Parco (ultime mozioni datate 16.12.2009 e
12.03.2010). Il Commissario straordinario, nominato dall'Assessore
regionale al Territorio e Ambiente, svolge le funzioni di
Presidente del Parco nelle more della nomina dello stesso da parte
del Presidente della Regione; c) il rimborso per le spese di
missione effettuate per motivi istituzionali e di amministrazione,
per partecipazione a convegni, mostre, manifestazioni, eccetera,
svoltesi in Italia ed in alcune città europee (Parigi, Bruxelles,
Marsiglia) hanno comportato un costo nell'anno 2008 pari a euro
29.852,81; per l'anno 2009 pari a euro 32.754,70; per l'anno 2010
pari a euro 19.039,50 così come si evince dalla documentazione
presentata e che risulta pagata dall'Ente Parco.
Pertanto, le missioni effettuate dal Commissario hanno comportato
un costo complessivo pari a euro 81.647,01.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mancuso per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente la
risposta non mi soddisfa per due ordini di motivi: il primo perchè
l'Assessore non spiega la motivazione per cui il Commissario del
Parco ha affittato un appartamento a Taormina per il periodo
indicato. Mi sembra veramente un spesa non solo superflua, ma da
censurare sotto tutti i profili, considerato che poi dopo la nostra
interrogazione è stato trovato il luogo dove poter svolgere le
attività nel Comune di Castiglione che si trova a molti chilometri
da Taormina ed in una situazione logistica molto diversa.
Non sappiamo esattamente perché è stato utilizzato questo
appartamento di Taormina dal Commissario.
Per quanto riguarda i due anni di missione e gli 81 mila euro
riferiti all'assessore, mi permetto di dirle che in questa materia
ci sono indagini di altra autorità e mi sembra che i conti siano
totalmente diversi. Lei naturalmente si attiene a ciò che le hanno
scritto.
Personalmente, posso dichiarare di non essere soddisfatto.
Relativamente all'ultima questione, che ritengo la più importante,
l'abbiamo già affrontata da molti anni con il Presidente della
Regione e lo ribadiamo a lei che, da qualche giorno, è assessore
regionale: è veramente un'indecenza che nei parchi, anche quando
costituiti dai consigli di amministrazione, ancora i Presidenti
siano i commissari nominati dal Presidente della Regione.
E' ora di smetterla, è ora di nominare i Presidenti, così come
prevedono le leggi e i regolamenti.
Se volete continuare a lasciare commissariati i parchi, fate pure
ma speriamo che come hanno affittato le case a Taormina, non
facciano in altri luoghi della Sicilia solo per passarsi minuti di
allegria, così come è già successo e non pensare a quelli che sono,
invece, i risultati che dovrebbero portare a ciò che è un organo
istituzionale e, in questo caso, ad una situazione di disastro.
Lei ha indicato 81 mila euro per partecipare in Italia e
all'estero a convegni internazionali in tre anni.
Mi sembra un po' troppo per un commissario del parco girare
l'Europa e portare chissà quale buona novella.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1179, «Iniziative
per impedire la realizzazione di una piattaforma petrolifera al
largo dell'isola di Favignana (TP)», a firma dell'onorevole Adamo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la compagnia petrolifera Shell ha effettuato, al largo
dell'arcipelago delle isole Egadi (TP), numerose trivellazioni in
mare aperto alla ricerca di eventuali giacimenti petroliferi;
da notizie di stampa, in seguito confermate dallo stesso
presidente della sede italiana della Shell, la suddetta compagnia
avrebbe individuato, a poche miglia da Favignana, quello che è
stato definito il più grande bacino petrolifero europeo. Alla luce
di tale scoperta, la Shell ha iniziato le procedure per la
costruzione di una piattaforma di trivellazione petrolifera;
considerato che la costruzione della suddetta piattaforma è
quantomeno anacronistica in un momento drammatico, come quello
attuale, che vede la piattaforma DEEP WATER HORIZON riversare 5
mila barili di petrolio al giorno nel Golfo del Messico, causando
un danno all'ecosistema mondiale difficilmente quantificabile per
la immane devastazione che causerà;
tenuto conto che:
la presenza di una piattaforma petrolifera al largo delle isole
Egadi, prossime a diventare parco naturale, metterebbe a
repentaglio, in caso di incidente, un ecosistema definito unico al
mondo, sia per la particolarità dei suoi fondali, sia per il mondo
faunistico ivi presente che, è bene ricordare, contempla siti di
riproduzione delle tartarughe 'caretta caretta' e zone di transito
delle foche monache;
la suddetta piattaforma, tra l'altro, sorgerebbe a ridosso delle
coste favignanesi, quindi in una posizione tale che, in caso di
incidente, non darebbe nessuna possibilità di intervento per
evitare un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche;
visto che la Regione siciliana ha il dovere di proteggere tutto il
territorio, soprattutto quando interessi di natura economica
mettono a repentaglio l'intero ecosistema siciliano, ponendo
un'intera provincia, quella trapanese, davanti all'incubo della
catastrofe naturale;
per sapere:
se non ritengano opportuno intervenire immediatamente al fine di
bloccare qualsiasi iniziativa atta a realizzare piattaforme
petrolifere al largo delle coste siciliane;
se non ritengano doveroso, nei confronti di tutta la popolazione
siciliana, adoperarsi affinché catastrofi come quella in atto
esistente nel Golfo del Messico non abbiano mai a verificarsi nei
mari della nostra Regione». (1179)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, il tema delle perforazioni e della ricerca petrolifera
è all'attenzione del Governo.
Relativamente all'interrogazione del 10 maggio 2010, il Governo si
è espresso con delibera di Giunta regionale numero 325 del 4
settembre 2010, invitando il Ministero dello sviluppo economico che
ha competenza esclusiva in materia a non rilasciare né
autorizzazioni per ricerca, né all'impianto di piattaforme
petrolifere.
Successivamente, alla delibera della Giunta, il Ministero ha preso
atto di questo e nelle successive richieste di autorizzazioni di
ricerche petrolifere, negando l'autorizzazione, citava il
provvedimento di delibera di Giunta.
Pur non prevedendo la procedura un coinvolgimento regionale, il
Ministero ha ritenuto opportuno negare nuove autorizzazioni ed
attenersi a quanto deliberato e richiesto dalla Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Adamo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il
Mediterraneo è un mare chiuso. Un incidente nel Mar Mediterraneo
sarebbe la fine di un mondo, di una civiltà.
Ringraziamo il Governo per essersi impegnato nel bloccare nuove
iniziative, però riteniamo indispensabile una riflessione seria,
approfondita, un incontro per trovare assieme la possibilità di
stabilire nuove regole, per vivere nel Mediterraneo, che riguardino
la pesca, la navigazione ma che riguardino soprattutto le ricerche
petrolifere.
Noi chiediamo al Governo di fare uno sforzo. Sosteniamo sempre che
la Sicilia è il centro del Mediterraneo, il ponte che collega
l'Europa all'Africa. Noi chiediamo al Governo di impegnarsi per
trovare il modo di approfondire il tema perché riteniamo che
qualsiasi intervento, non solo di ricerca ma di trivellazione dei
fondali del Mediterraneo, sia pericolosissimo. Nessuno può impedire
o prevedere un incidente, nessuno ci può assicurare che non ci sarà
mai un incidente e, in questo caso, sarebbe la fine di un mondo.
Abbiamo visto, purtroppo, cosa è successo in altre parti del
mondo, in un mare chiuso sarebbe la fine del mondo.
Quindi, le chiediamo di approfondire il tema, di assumere un
atteggiamento più scientifico e di essere il coordinatore di un
progetto di studio, di un convegno; io detesto i convegni e li
ritengo uno spreco di energia e di soldi, ma un convegno serio sul
Mediterraneo per stabilire le norme per vivere il Mediterraneo, che
ci coinvolga nella difesa del territorio, della pesca per esempio,
mentre noi litighiamo con Tunisi, i giapponesi imperversano il
Mediterraneo e si prendono tutto il tonno che vogliono, faccio un
esempio su questioni che lei conosce benissimo.
E' il momento di fermarci e di affrontare questo tema con grande
serietà ed impegno.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza numero 86 «Inopportunità
delle attività di ricerca di idrocarburi nello specchio acqueo
ricompreso tra Marsala e l'arcipelago delle isole Egadi (TP)», a
firma dell'onorevole Oddo.
Per accordo fra le parti, l'Assessore fornirà il testo della
risposta all'onorevole interpellante.
Si passa all'interrogazione numero 1181 «Realizzazione di una
passerella pedonale sul fiume Calcinara nel territorio del Comune
di Sortino», a firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che col decreto
del 29 giugno 2007, n. di prot. 454/54, la Corte dei conti ha
decretato l'ammissione a finanziamento del progetto esecutivo dei
lavori di riattivazione dell'antico attraversamento sul fiume
Calcinara e la costruzione di una passerella di collegamento
pedonale, sempre sul medesimo torrente, in località Serramenzana,
territorio sito nel comune di Sortino, in provincia di Siracusa;
preso atto che:
quest'opera è di fondamentale importanza per la fruizione di
un'area tra le più belle del nostro pianeta, che ospita la
necropoli di Pantalica (la più grande d'Europa) e che ha ricevuto,
recentemente, il riconoscimento UNESCO quale patrimonio
dell'umanità;
i rappresentanti UNESCO hanno definito l'opera in questione
'eccezionale e necessaria per il territorio';
il progetto di massima e la scelta dell'ubicazione è stata
condivisa dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di
Siracusa;
l'Azienda foreste demaniali ha ritenuto l'opera 'funzionale alla
riserva e necessaria alla protezione civile';
l'opera è stata ritenuta valida sia dalla consulta dei comuni
montani aretusei, sia dai comuni del comprensorio del Pit Hyblon
Tukles;
l'opera è ricompresa, fra l'altro, nel programma di
riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio
(PRUSST) della provincia di Siracusa;
la progettazione esecutiva è stata approvata a seguito di apposita
conferenza di servizi sulla cui legittimità si è espresso
reiteratamente e favorevolmente il Tribunale amministrativo
regionale di Catania;
lo stesso TAR, fra l'altro, ha determinato 'l'irrilevante
ambientale' dell'opera, ordinando all'Assessorato regionale
Territorio e ambiente di rilasciare apposito nulla osta per la
realizzazione dell'opera de qua per la parte riguardante il
servizio dell'Assessorato regionale che non ha preso parte alla
conferenza di servizi di approvazione del progetto, mentre, è bene
ricordare, altri servizi del medesimo Assessorato hanno
partecipato, esprimendo parere positivo;
considerato che:
ad oggi, l'ente gestore dei fondi, il PIT n. 28, non ha emesso il
bando per appaltare il progetto;
si apprende, solamente in modo informale, che il 13 maggio 2010 si
terrà, presso l'Assessorato Territorio e ambiente, un'ulteriore
conferenza di servizi sempre sullo stesso argomento;
per sapere:
se non ritengano utile, indispensabile ed urgente evitare che
vengano presi ulteriori provvedimenti sulla tormentata vicenda
senza i necessari chiarimenti a tutela dell'iniziativa e per
scongiurare il danno certo al comune di Sortino;
se non ritengano più corretto dal punto di vista amministrativo
tener presente che, dopo aver vinto la battaglia legale con ben tre
sentenze favorevoli del TAR ed una della Corte dei conti, con un
nuovo pronunciamento della sopra citata conferenza di servizi
(illegittima perchè il TAR ha dichiarato positivamente concluso il
procedimento di approvazione dell'opera dichiarando 'lo scarso
impatto ambientale') si potrebbero capovolgere le decisioni del
TAR;
se non ritengano indispensabile e di conseguenza necessario
sospendere immediatamente la predetta conferenza di servizi;
quali azioni intendano porre in essere per assicurare il
mantenimento del decreto di finanziamento, concesso a suo tempo, e
procedere con la dovuta celerità all'appalto dei lavori che la
popolazione attende ormai da troppi anni, in modo da consentire la
realizzazione di detta passerella che apporterà enormi benefici in
tutto il territorio interessato». (1181)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e ambiente. Signor Presidente,
onorevoli deputati, in data 13 maggio 2010 si è svolta presso
l'Assessorato Territorio e Ambiente la Conferenza dei Servizi
convocata dall'Assessore pro-tempore, su richiesta
dell'Amministrazione comunale di Sortino (SR).
Considerata la complessità dell'argomento ed il numero degli
interventi, secondo quanto riferito dai Dirigenti del Dipartimento,
si è ritenuto che il progetto potesse, ottemperando alle
indicazioni di cui al verbale della stessa Conferenza dei servizi,
ritenersi ammissibile sotto il profilo tecnico, restando comunque
subordinato all'approvazione successiva di carattere ambientale.
L'ammissibilità del progetto risultante dalla Conferenza,
trattandosi di parere dell'Assessorato stesso come atto complesso,
presupponeva successivamente il parere favorevole del Consiglio
Regionale per la protezione della natura, nonché le previste
valutazioni sotto il profilo dell'incidenza ambientale qualora
necessarie.
Nella citata nota del Dipartimento si fa presente, inoltre, che la
pratica è stata inoltrata al C.R.P.P.N. e sarà all'ordine del
giorno del prossimo C.R.P.P.N. che ho convocato per il 16 febbraio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intanto la ringrazio perché ha avuto il garbo istituzionale di
rispondere ad una mia interrogazione dell'11 maggio 2010; già
questo è tanto. Però, nello stesso tempo vorrei ricordarle che vi
sono altre due interrogazioni sempre sullo stesso argomento a cui i
tre precedenti assessori, hanno pensato di non rispondere. Una di
questa interrogazione del settembre 2008, un'altra del 2009 ed ora
questa dell'11 maggio 2010.
Assessore, cosa chiedevamo noi ai suoi predecessori? Chiedevamo di
avere certezza su un percorso che riguarda la realizzazione di una
bretella di attraversamento del fiume Calcinara, nel territorio del
comune di Sortino, in provincia di Siracusa, in maniera tale da
dare la possibilità a tutti i turisti di poter fruire di una delle
zone più belle al mondo e che presenta, tra le altre cose, la
necropoli più grande che esista oggi al mondo: la famosa Necropoli
di Pantalica.
Vi era un finanziamento, vi erano stati una serie di decisioni da
parte del TAR di Catania che aveva dato ragione all'Amministrazione
che, per tre volte di seguito, aveva fatto ricorso contro i
provvedimenti da parte dell'Assessorato e dopodiché vi è stata
questa Conferenza di servizio, che come lei ricorda, doveva
svolgersi il 10 maggio invece si è svolta il 13 maggio del 2010.
Dal 13 maggio 2010 fino ad oggi, e mi pare che siano trascorsi
circa dieci mesi, non è stato fatto nulla.
Adesso, accogliamo con piacere quello che lei dice che il 16
febbraio ha convocato il Comitato per poter dare l'ultimo parere,
ma nel frattempo avevamo anche chiesto al suo collega all'Economia
di sapere se le somme, a suo tempo stanziate, erano ancora
disponibili o se, nel frattempo, con tutte le misure che sono state
adottate da parte della Regione, queste somme non sono più
disponibili, pertanto, l'approvazione di questo progetto rimarrebbe
solo un fatto senza seguito perché non potremmo assolutamente
realizzare la passerella.
Se, da una parte, sono soddisfatto per la notizia che oggi ha dato
in Aula, assessore, dall'altra parte, non posso non esprimere tutto
il mio disappunto, in qualità di rappresentante del territorio
della provincia di Siracusa, per le distrazioni continue che questo
Governo ha nei confronti della mia provincia.
Le province in Sicilia sono nove e il Presidente Lombardo dovrebbe
ricordarsi che tutte e nove hanno gli stessi doveri e anche gli
stessi diritti ma così non è.
Nel ringraziarla, assessore, per la risposta, non posso non
dichiararmi insoddisfatto per l'attività che i suoi predecessori
non hanno fatto, per la continua umiliazione a cui gli assessori di
questo Governo sottopongono questo Parlamento.
PRESIDENTE. Considerato che l'Assessore ha comunicato di non
potere ancora fornire la risposta all'interrogazione numero 1186,
la stessa rimane in vita.
Si passa all'interrogazione numero 1187 Iniziative per la
salvaguardia della baia di Capo Calavà, sita nel comune di Gioiosa
Marea (ME) , a firma dell'onorevole Panarello.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1198 Interventi urgenti al
fine di nominare un commissario ad acta per le modifiche del Piano
regolatore generale (PRG) della città di Siracusa , a firma
dell'onorevole Marziano. Ne do lettura:
All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che
nell'agosto del 2007 il consiglio comunale di Siracusa ha approvato
il nuovo PRG della città, poi pubblicato in GURS il 28 settembre
2007, e che tale PRG, prefigurando un nuovo decennio di incremento
demografico della città, prevede una ulteriore ed impressionante
espansione della stessa con pesanti conseguenze amministrative
legate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione;
la città di Siracusa, che già oggi si estende in un territorio sei
volte maggiore di quello di altre con pari numero di abitanti, ha
subito, invece, nell'ultimo decennio un significativo decremento
demografico e che nei prossimi anni si prevede lo stesso trend;
il fenomeno di decremento sopra indicato non giustifica
assolutamente le previsioni urbanistiche e che in sede di
osservazioni al piano non fu possibile correggere tali storture
poiché per un anno il consiglio comunale non riuscì ad esaminare le
osservazioni presentate sia da Legambiente che dal consulente del
PRG, Gabrielli, in quanto è sempre mancato il numero legale;
considerato che:
sarebbe opportuno sottoporre l'intero territorio alla valutazione
ambientale strategica per salvaguardare le parti sensibili del
territorio poiché la Regione esonerò il comune da tale adempimento;
già nella prima fase di attuazione il piano sta determinando una
nuova e selvaggia cementificazione del territorio con l'aggressione
già in atto di aree di grande interesse storico ed ambientale, che
vanno dall'area dell'Epipoli alla Balza Akradina, e con la
previsione della realizzazione di complessi turistici in luoghi di
incomparabile bellezza naturale, come la cosiddetta 'Pillirina', o
di massicci interventi edilizi nella penisola la Maddalena';
tale massiccio intervento sembra riguardare l'area del porto
grande con la paventata realizzazione di un secondo porto turistico
e di infrastrutture collegate dal forte impatto ambientale;
rilevato che:
tutto ciò ha determinato la nascita di movimenti di protesta
civile sia da parte delle organizzazioni ambientaliste tradizionali
sia di nuovi movimenti spontanei di cittadini, che hanno promosso
iniziative di varia natura (convegni di studio, manifestazioni
popolari, etc.);
invece nella città sono presenti vaste aree, come ad esempio la
Borgata S. Lucia, il cui patrimonio edilizio è caratterizzato da un
forte degrado, in cui le attività commerciali languono e l'arredo
urbano è inesistente o in stato di totale abbandono;
a seguito di tali movimenti di protesta civile e di movimenti
popolari che rispecchiano il comune sentire dei cittadini, il
consiglio comunale ha dato mandato alla I commissione consiliare di
avanzare, dopo approfondito dibattito e sulla scorta di contributi
dell'associazionismo, una serie di proposte di modifica dello
stesso PRG necessarie ad una maggiore tutela del territorio;
tale commissione ha concluso i suoi lavori indicando delle precise
proposte per:
1- tutela delle mura dionigiane;
2- tutela delle coste (parco costiero Plemmirio-Maddalena con il
recupero della batteria Lamba Doria, salvaguardia La Pillirina,
distanza degli interventi turistici di 300 metri dalla costa,
salvaguardia della zona liberty e dei siti archeologici presenti
nell'area);
3- centro direzionale di scala greca ed altre proposte;
la commissione consiliare ha inoltre proposto che
l'amministrazione comunale si impegnasse a:
1- redigere in tempi brevissimi il piano di attuazione
pluriennale, privilegiando gli interventi anche per l'edilizia
pubblica sovvenzionata o convenzionata nell'edificato, ed in primo
luogo nella Borgata S.Lucia, in luogo ed in sostituzione delle aree
di espansione, considerando i minori costi ambientali ed economici
anche per l'esistenza delle opere di urbanizzazione;
2- a dare compiuta attuazione alle norme relative alla attuazione
dei comparti;
3- ad avviare immediatamente, considerata la prossima scadenza
decennale, le procedure di revisione del PRG;
4- ad accompagnare PRG e piano decennale con uno studio sullo
sviluppo delle infrastrutture relative al sistema idrico integrato
anche mediante la redazione della variante al PARF che adegui gli
attuali impianti allo sviluppo urbanistico, con il contributo del
nuovo gestore SAI8;
5- a dotare la città del piano commerciale;
preso atto che la gran parte dei componenti della commissione e la
totalità dei movimenti cittadini ritiene opportuno che, nelle more
della revisione del PRG, sia necessario procedere alla modifica
delle norme di attuazione del piano stesso e del regolamento
edilizio in direzione di un considerevole ridimensionamento della
prevista espansione edilizia anche attraverso una riduzione degli
indici di edificabilità;
per sapere se non ritenga opportuno provvedere alla nomina di un
commissario regionale al fine di verificare le previsioni di piano
in materia di incremento demografico e, ove necessario, di
provvedere affinché l'amministrazione comunale prenda atto
dell'erroneità delle previsioni di piano e conseguentemente proceda
ad una modifica delle norme di attuazione e del regolamento
edilizio nella direzione di una considerevole riduzione degli
indici di edificabilità . (1198)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, relativamente al contenuto del
Piano (sovradimensionamento, zone di espansione ecc.) e in ordine
all'esame delle osservazioni, per gli aspetti di natura prettamente
urbanistica, si precisa che il P.R.G. unitamente alle prescrizioni
esecutive e al Regolamento edilizio, risulta approvato, con decreto
del dirigente n. 669 del 3 agosto 2007 pubblicato sulla GURS n. 46
del 28 settembre 2007, sulla scorta della regolarità della
procedura amministrativa così come previsto ai sensi degli articoli
3 e 4 della legge regionale n. 71 del 1978.
Stante che i vincoli preordinati all'esproprio, ex art. 1 della
legge regionale n. 38 del 1973, hanno durata quinquennale
dall'emissione del decreto assessoriale approvativi, così come
previsto dall'articolo 9 del DPR n. 327 del 2001 e successive
modifiche ed integrazioni e che il Comune di Siracusa risulta
obbligato, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale
n. 15 del 1991, all'avvio della revisione vigente del Piano
regolatore generale diciotto mesi prima della decadenza dei termini
di efficacia di detti vincoli, il Dipartimento Urbanistica non ha,
ad oggi, ancora alcun onere di vigilanza.
Con riferimento alla richiesta di nomina di un commissario ad acta
si evidenzia che, in via generale, presupposto necessario perché da
questo Assessorato si possa disporre l'intervento sostitutivo, così
come previsto dall'articolo 2 della legge regionale n. 66 del 1984,
è l'omissione o l'impossibilità degli organi comunali di compiere
atti obbligatori.
Si fa rilevare, in ultimo, che l'obbligo di sottoporre i piani
urbanistici generali alla procedura di Valutazione Ambientale
Strategica risulta sancito dal decreto legislativo n. 152 del 2006
e successive modifiche ed integrazioni, entrato in vigore
successivamente agli ultimi atti consiliari dell'iter di adozione
del Piano regolatore generale in argomento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non
posso che apprezzare il fatto che ad un'interrogazione presentata
nel maggio dell'anno scorso risponda lei che si è insediato molti
mesi dopo. Non posso che condividere il contenuto tecnico-
burocratico delle affermazioni perché questa è la realtà delle
cose, dal punto di vista giuridico e delle carte.
Il tema che ho voluto sollevare con l'interrogazione riguarda il
fatto che in alcune previsioni del Piano regolatore generale, pure
approvato con quei vizi di forma e con quelle benevoli concessioni
della Regione che ho citato nell'interrogazione, l'abnorme
previsione di crescite esponenziali della popolazione sta
determinando però nei fatti l'aggressione - perché non si può
definire in altro modo - di parti sensibili del territorio la cui
trasformazione in aree edificabili, in luoghi di residenza ne
cambierà la natura, il valore storico-ambientale.
Non posso che accettare l'idea che lei, assessore, indica nella
risposta l'impossibilità di nominare il commissario ad acta; non ci
sono atti per farlo.
Voglio solo fare presente che lo stesso Consiglio comunale ha
ritenuto alla quasi unanimità di dovere procedere rapidamente,
prima ancora dei tempi previsti dalla legge, alla revisione di
alcune previsioni del Piano regolatore e alla modifica degli
strumenti di attuazione.
Nel ritenermi, pertanto, soddisfatto per il lavoro svolto dagli
uffici e per la risposta, non posso che continuare a manifestare le
preoccupazioni che alla interrogazione mi hanno portato e chiedere
che, da parte dell'assessorato, si possa svolgere quella giusta
attività di vigilanza tendente a garantire la salvaguardia del
territorio, pur in presenza di un Piano regolatore vigente
approvato e secondo i crismi della legge.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1240 Assegnazione
di risorse per far fronte ai disagi dei comuni del Messinese
colpiti da eventi calamitosi del 2009 e 2010 , a firma
dell'onorevole Panarello.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1288 Approvazione definitiva
del piano regolatore generale del comune di Lampedusa e Linosa
(AG) , a firma dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che il
consiglio comunale di Lampedusa e Linosa (AG) ha, dieci anni fa,
approvato lo schema di massima del piano regolatore generale (PRG),
che è stato successivamente esaminato dall'ufficio del genio civile
di Agrigento;
nonostante il lungo tempo trascorso, il consiglio comunale di
Lampedusa e Linosa non ha provveduto ad adottare il PRG,
rinviandone la realizzazione a tempo indeterminato, consentendo
così l'esame dei piani di lottizzazione al di fuori della
programmazione generale del PRG;
tenuto conto che:
l'Assessore per il territorio pro tempore, su richiesta del
sottoscritto interrogante, nel 2007 ha provveduto con d.a. n.
302/gab alla nomina di un commissario ad acta per l'adozione del
PRG che, tuttavia, non ha potuto portare a termine le funzioni
attribuitegli a causa del rinnovo degli organi amministrativi e ad
oggi il comune di Lampedusa e Linosa è ancora sprovvisto dello
strumento urbanistico;
in assenza del PRG l'amministrazione rilascia concessioni edilizie
senza alcuna attenzione alla tutela del territorio, consentendo
edificazioni persino in aree archeologiche;
considerato che per la realtà urbanistica di Lampedusa l'adozione
definitiva del PRG rappresenterebbe l'unico rimedio efficace per un
armonioso sviluppo del territorio e per dare risposte alle
legittime istanze di sviluppo della popolazione residente;
per sapere:
quali iniziative intenda assumere per impedire gravi pregiudizi
ambientali per il territorio di Lampedusa e Linosa, abbondantemente
compromesso dalla mancanza di regole certe;
se non ritenga urgente nominare un commissario per l'approvazione
definitiva del PRG in sostituzione dei poteri del consiglio
comunale». (1288)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, con riferimento all'atto ispettivo
in oggetto, il Dipartimento regionale Urbanistica, con nota prot.
337 del 3 novembre 2010, rappresenta quanto segue nelle premesse.
Il Comune di Lampedusa e Linosa è dotato di Programma di
Fabbricazione approvato con D.A. n. 4 del 16 gennaio 1974 e dalla
documentazione presente agli atti del Dipartimento risulta che non
ha ancora provveduto a dotarsi di P.R.G. sebbene obbligato a norma
dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale 15/91.
Con raccomandata a/r prot. n. 34663 del 6 settembre 2010, il
Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale sono stati diffidati
a comunicare all'Assessorato del territorio e dell'ambiente, ognuno
per la propria competenza, circa la formazione e/o l'adozione del
Piano regolatore generale.
Si è significato che in caso di mancato riscontro entro il termine
assegnato di giorni venti, si sarebbe provveduto ad attivare
apposito intervento sostitutivo.
Si è constatato che alla scadenza di tale termine non si era
proceduto ad attivare quanto sopra detto.
Il territorio comunale risulta ancora disciplinato dal Piano di
Fabbricazione approvato nel 1974 e da successiva variante approvata
nel 1979.
Si ribadisce l'oggettivo e considerevole ritardo rispetto agli
adempimenti riguardanti la definizione di un nuovo Piano regolatore
generale che nella vigente legislazione urbanistica rappresenta un
atto dovuto per il Comune.
Dagli esiti di attività sostitutive svolte dall'Amministrazione
regionale e sulla base delle documentazioni prodotte, emerge che il
progetto di Piano già consegnato dal professionista incaricato è
munito del parere dell'ufficio del Genio civile ed inoltre lo
stesso progetto di Piano regolatore generale è stato inviato nel
2008 all'esame del Consiglio comunale che nella seduta di adozione
invocava l'incompatibilità di cui all'articolo 176 dell'ordinamento
degli enti locali.
L'azione del commissario ad acta nominato dall'Assessore pro-
tempore aveva esaurito i suoi effetti con lo scadere del mandato
senza potere giungere al completamento dell'incarico.
Pertanto, in data 12 novembre 2010, con decreto assessoriale n.
187/Gab, si è provveduto a nominare il nuovo commissario ad acta
con il compito di provvedere in via sostitutiva all'adozione del
Piano regolatore generale del Comune di Lampedusa e Linosa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Benedetto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
ovviamente, sono soddisfatto della risposta fornita dall'assessore
ma, soprattutto, dall'azione prodotta dall'assessorato che ha
nominato il commissario ad acta per l'approvazione del piano
regolatore di Lampedusa.
Sento doveroso però esprimere una preoccupazione. Come ricordava
l'assessore, abbiamo un Piano regolatore, già approvato dal Genio
Civile, che il Consiglio comunale non esita; nelle more, in questi
anni - perché di anni si tratta, il Comune ha continuato a
rilasciare una serie di licenze edilizie, alcune addirittura in
area archeologica con trasformazione di manufatti archeologici.
Bisognerebbe verificare anche la legittimità di queste concessioni
date. La mia preoccupazione consiste nel fatto che, già nel 2007,
assessore, a seguito di azioni politiche, di pressioni, di
interrogazioni, era già stato nominato un commissario ad acta per
l'adozione del Piano regolatore e, come ricordava, l'azione è stata
sospesa perché c'è stato lo scioglimento del Consiglio comunale.
Adesso, il rischio che si corre è uguale. Abbiamo notizia di una
azione ispettiva condotta ormai da diversi mesi dall'assessorato
Enti locali che ha prodotto una corposa documentazione; ci sono
numerosi atti ispettivi parlamentari che chiedono all'assessore di
intervenire per lo scioglimento del Consiglio comunale di Lampedusa
e, da notizie che si hanno da parte degli assessorati, pare che il
lavoro ispettivo sia giunto a buon punto. Per questa ragione, non
vorrei che ci trovassimo, ancora una volta, con un commissario ad
acta nominato che non è in condizioni di portare a termine
l'approvazione del Piano regolatore generale di Lampedusa perché
c'è un nuovo scioglimento del Consiglio comunale di Lampedusa.
Visto e considerato che il Piano regolatore è stato già vagliato
per le direttive dal Consiglio comunale, c'è l'approvazione del
Genio civile, inviterei l'assessore, direttamente, a porre al
funzionario che è il commissario ad acta un sollecito intervento su
Lampedusa, anche trascurando, impegnandosi, andandoci più spesso,
in maniera da poter adottare in tempi rapidi il nuovo Piano
regolatore di Lampedusa che è una zona a rischio dove non c'è
controllo; dove, da parte di questa Amministrazione, regna la più
totale illegalità; dove il Sindaco ha innumerevoli procedimenti
giudiziari in corso; dove ci sono state condanne da parte della
Corte dei conti. Siamo nel Far West a Lampedusa.
Adottare rapidamente un Piano regolatore è un fatto
improcrastinabile e invito vivamente l'assessore a sollecitare
rapidamente il funzionario perché lo adotti. Ovviamente, ho detto
già che sono soddisfatto dell'azione condotta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1308 Notizie circa
i lavori di sbancamento nell'alveo del fiume Alcantara, in contrada
Dirupo del comune di Calatabiano (CT) , a firma dell'onorevole
Raia.
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, relativamente all'interrogazione
dell'onorevole Raia, l'assessorato non ha competenza in materia.
PRESIDENTE. L'interrogazione numero 1308 rimane pertanto in vita e
si definirà la competenza tramite la Presidenza della Regione.
Si passa all'interrogazione numero 1312 Notizie sulla riduzione
dell'inquinamento prodotto da emissioni di elettrosmog , a firma
dell'onorevole Marrocco.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1314 Provvedimenti urgenti a
seguito dell'incendio verificatosi ad Erice (TP) il 19 luglio
2010 , a firma dell'onorevole Marrocco.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1341 Iniziative atte a
scongiurare il taglio dei fondi destinati alla gestione del Parco
dei Nebrodi , a firma dell'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Chiedo che si consideri trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interrogazione numero 1365 Iniziative per
fronteggiare i danni causati dall'alga tossica (osteopsis ovata) ,
a firma dell'onorevole Caputo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1503 Chiarimenti sull'utilizzo
delle somme impegnate per il Fondo regionale per la montagna , a
firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che il 7
settembre 2010 l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
pro tempore ha decretato il piano annuale di utilizzo delle risorse
del fondo regionale per la Montagna;
vista la deliberazione della Giunta regionale n. 274 del 29 luglio
2010, con la quale è stato approvato il piano annuale di utilizzo
delle risorse del fondo regionale per la montagna, in conformità
alla proposta di cui alla nota prot. n. 1910/gab del 14 luglio
2010, per un importo complessivo di euro 7.078.000,00;
preso atto che le province di Siracusa e Ragusa sono state,
inopinatamente e ingiustificatamente, escluse dalla ripartizione di
dette somme;
considerato che il decreto de quo è stato pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 12/11/2010;
per sapere:
per quale arcano e ingiustificato motivo le province di Siracusa e
Ragusa, che pure hanno una parte importante del proprio territorio
ricadente in zone montane, siano state escluse dalla programmazione
di dette somme;
se non ritengano utile e opportuno, con l'urgenza del caso,
ritirare detto provvedimento che è assolutamente ingiustificato e
ingiusto e che colpisce, ancora una volta, la provincia di Siracusa
e quella di Ragusa, in modo da ridistribuire le somme de quibus
inserendo anche le suddette province;
infine, se non ritengano di predisporre, fin da subito, una
circolare in modo tale che il prossimo anno le province di Siracusa
e Ragusa possano essere compensate di quanto ingiustamente
sottratto e scippato nell'attuale piano che, con la presente
interrogazione, si intende contestare». (1503)
Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per rispondere
all'interrogazione.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento all'interrogazione
dell'onorevole Vinciullo, il Comando del Corpo Forestale della
Regione siciliana, con nota prot. n. 2883 del 31 gennaio 2011, ha
rappresentato che la predisposizione del Piano annuale delle
risorse del fondo regionale 2008 è stata curata direttamente dagli
Uffici dell'Assessore al Territorio e Ambiente pro-tempore.
Infatti, con decreto assessoriale n. 140 del 7 settembre 2010,
l'Assessore pro-tempore ha approvato e reso esecutivo il Piano
annuale di utilizzo delle risorse del Fondo regionale per la
montagna di cui alla delibera di Giunta regionale n. 274 del 29
luglio 2010.
Dalla lettura degli atti citati si evince che gli interventi sono
stati scelti applicando il criterio dei comuni montani facenti
parte delle comunità montane rideterminate ai sensi dell'articolo
28 della legge n. 142 del 1990, ovvero quelli dei comuni montani
già classificati ai sensi della legge n. 915 del 1952 che insistono
all'interno delle aree ricadenti nei parchi regionali, sia già
costituiti che in fase di costituzione.
Atteso che nelle province di Siracusa e di Ragusa non sono
presenti parchi regionali, non sono stati inseriti interventi per i
comuni montani e parzialmente montani presenti nelle suddette
province.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo per dichiararmi assolutamente insoddisfatto della
risposta da lei avuta.
Devo ricordare, intanto, che è un provvedimento di cui lei non ha
responsabilità perché è stato varato dal suo predecessore.
Mi preoccupa quello che lei ha dichiarato prima, quando ha detto
che non sarebbero stati gli uffici competenti a curare la
suddivisione delle somme che sono state date e che, invece, ad
occuparsi di questa vicenda è stato l'Ufficio di Gabinetto, il
quale, come è noto, non ha competenza sull'argomento.
Stesso discorso dicasi per quanto riguarda il parere della
Commissione. La Commissione legislativa parlamentare doveva rendere
un parere. Non mi risulta che questo parere sia mai stato reso:
seconda cosa gravissima.
Terza cosa, ancora più grave: nella suddivisione delle somme,
sembra emergere una divisione più clientelare che altro, nel senso
che alcune province, ad esempio, la provincia di Siracusa e di
Ragusa che ha una catena montuosa, nota perfino a Virgilio se, nel
I secolo d.C., egli cantava le alpi degli Iblei e cantava la
bellezza di questi monti.
Prendiamo atto che all'assessorato per il territorio e l'ambiente
non sanno che la provincia di Ragusa e la provincia di Siracusa
hanno un promontorio famosissimo nel Mondo, ripeto, già cantato da
Virgilio e che, di conseguenza, si è pensato di escludere dai
benefici di questo decreto assessoriale la provincia di Siracusa e
di Ragusa e credo anche quella di Caltanissetta.
Quello che desta anche preoccupazione è la suddivisione
territoriale degli interventi. Ad esempio, 28 in provincia di
Agrigento. Non ricordo di quale provincia fosse l'assessore in quel
momento, però, ricordo che i Sicani sono di dimensioni inferiori,
sicuramente, agli Iblei. I Sicani, quindi, battono gli Iblei 28 a
0.
Poi, vi sono 14 interventi nella provincia di Catania, 45
interventi nella provincia di Palermo e nella provincia di Messina
- le dicono quanti sono gli interventi nella provincia di Messina -
, sicuramente 31. I Nebrodi, quindi, sono quasi simili ai Sicani,
per essere chiari.
Considerato che nel futuro Governo che nascerà, sicuramente,
quando ci saranno le elezioni, nel futuro Governo eletto
democraticamente dal popolo, possibilmente, qualcuno di noi potrà
fare l'assessore, non vorrei che venisse istituzionalizzato questo
modo di comportarsi, per cui l'assessore della sua provincia pensa
di finanziare 28 interventi nella sua provincia e nulla nelle altre
tre province.
S'immagini, se un giorno io facessi l'assessore, potrei essere
tentato di finanziarne 50 in provincia di Siracusa, dal momento che
il modello che passa è questo e nessuno in altre province.
Per esempio, poi, c'è anche un Comune fortunato, un Comune che è
riuscito ad ottenere ben quattordici finanziamenti, quindi,
un'amministrazione comunale attivissima, attenta, partecipe,
presente, come se tutti gli altri Comuni non avessero fatto domanda
e tutti gli altri Comuni non avessero chiesto lo stesso di
partecipare ai finanziamenti da parte della Regione.
Pertanto, assessore, per evitare che io trasmetta questi atti
alla Procura e per evitare di chiedere alla Procura di intervenire
e di capire per quale motivo solo alcune province sono state
favorite ed altre, invece, sono state vergognosamente escluse, la
invito a revocare immediatamente il provvedimento e a far sì che
non sia l'Ufficio di Gabinetto di un assessore ma siano gli Uffici
preposti ad approvare il Piano e che soprattutto lo stesso venga
approvato dalla Commissione legislativa competente.
Capisco che siamo in emergenza democrazia in questa Regione, però
lei, da oggi, sa che nel suo assessorato c'è un iter sicuramente
non corrispondente a quello che prevede la legge; c'è un iter
strano; ci sono alcune province di serie A ed altre province di
serie Z.
Allora, per evitare che questa vicenda si possa ragionare in altre
Aule, le ripeto e le chiedo nuovamente di revocare il
provvedimento. E' chiaro che sono totalmente insoddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in merito all'interpellanza numero
86, preciso che dal testo della risposta fornita si evince che
l'assessore non è ancora pronto a rispondere.
L'interpellanza rimane in vita e sarà svolta in una seduta
successiva.
Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno
BENINATI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò rapidissimo
riallacciandomi velocemente al collega che è intervenuto per
ultimo.
Effettivamente, non solo ha ragione, ha pienamente ragione.
L'assessore sa già che, non volendo portare all'attenzione
dell'Aula questo problema con un'interrogazione o con atti, avevo
chiesto un'audizione in Commissione in quanto ciò che è stato
citato dal collega è tutta la verità.
Qui si è scambiato un programma che, nel passato - il piano della
montagna - oltretutto, nel 2002, ho scoperto che la Regione non
spendeva mai soldi per il piano della montagna ed attivai proprio
in una finanziaria il recepimento della norma e, da quella volta,
la Regione Sicilia ebbe finalmente i fondi per la montagna...
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, non mi metta in difficoltà.
L'assessore ha già risposto. Si è chiusa la parte relativa alla
trattazione dell'atto ispettivo a firma dell'onorevole Vinciullo.
Mi comunichi invece quello che é giusto che comunichi.
BENINATI. Condivido quanto dice l'onorevole Vinciullo e concludo
facendo presente all'assessore che ancora attendiamo le risposte in
commissione quarta sull'argomento dove proprio si chiedeva la
stessa cosa: la revoca del piano.
Mi auguro che l'assessore lo faccia quanto prima per evitare di
continuare una discussione che ci porterebbe poi a situazioni più
pesanti.
Alla luce di questo, Presidente, siccome ho sentito parlare a
lungo in questa interrogazione su problematiche che riguardano i
dissesti idrogeologici, io volevo, approfittando della presenza
dell'assessore, rammentare e metterlo a conoscenza di un argomento
che ben il 3 di ottobre il sottoscritto allora assessore ai lavori
pubblici, invitò con urgenza, dopo la vicenda di Messina, la Giunta
di governo a riunirsi, era un sabato, proprio perché a seguito di
quell'evento catastrofico che tutti noi sappiamo, il governo desse
una risposta quantomeno di interessamento ad un problema
serissimo.
Ebbene, io in quella sede mi sono mi fatto carico di proporre
alcune cose che tutto inserito nella delibera di Giunta del 3
ottobre, la numero 415 del 2009.
In sintesi, vi spiego e lo spiego all'assessore al territorio che
di sicuro non sarà stato informato di questa delibera, e lo spiego
anche al nuovo assessore alle infrastrutture e al nuovo assessore
alla protezione civile che in quella sede fu deciso e deliberato -
è un atto della Giunta - su mia proposta, di dare una tendenza
nuova in questa Regione al problema delle catastrofi che
annualmente vengono fuori dai dissesti, nonostante la Regione,
l'assessore al territorio lo sa - io partecipai un giorno ad una
riunione al Ministero e fui mortificato e sbalordito dal sentire
le cifre, la quantità di soldi dei fondi comunitari che negli anni
la Regione aveva ricevuto, ed in particolar modo l'assessorato al
territorio e l'ambiente. A questo punto dissi beh, forse bisogna
cambiare la tendenza in questa Regione, perchè continuando ad avere
i soldi ma spendendoli male noi dissesti non ne risolveremo nella
Regione siciliana . Allora cercai di capire, signor assessore, il
perché nella Regione siciliana negli anni aumentano continuamente i
dissesti. E un motivo c'è, signor Presidente. Deve sapere che
diversi anni fa, in questa Regione, si decise - non si sa perché -
di concentrare la massima risorsa dei dissesti ad un assessorato,
non me ne voglia l'assessorato territorio e ambiente, che non
c'entra totalmente nulla con i dissesti. La Protezione civile è
stata anch'essa riempita sempre di risorse ma, diciamocelo pure,
non programma nulla perché interviene a morto avvenuto . L'unico
assessorato, per legge, ed ha un capitolo di bilancio, è
l'assessorato ai lavori pubblici che ha il capitolo calamità
naturali . Se lei vede l'assessorato al territorio e ambiente non
ha un capitolo di calamità, vengono dati i soldi per altri versi ma
non per calamità. Lo stesso vale per la Protezione civile. Io posi
questo problema in Giunta e dopo una discussione di coerenza, poi -
ahimè - questa coerenza si è persa, si decise di fare un punto di
coordinamento tra i tre assessorati,perchè una volta per tutte in
questa Regione si spendessero bene i soldi per la protezione del
sistema idrogeologico. Vede signor Presidente, le frane non partono
in quanto c'è una catastrofe prevista, le frane partono per
piccole incuranze sul territorio; un anno dopo, anno dopo anno, non
si interviene immediatamente per piccoli fenomeni e poi avvengono
le catastrofi. Lei lo sa, Presidente, perché è avvenuto questo?
Perché negli anni abbiamo riempito di soldi l'assessorato
territorio e ambiente, che fa la sua storia, fa i PAI, fa i
programmi europei, dà i soldi ai sindaci che poi fanno tutto.
Attenzione Li fanno i progetti, però sono progetti non curati
dalla regia regionale in quanto vengono proposti dai sindaci i
quali in quei progetti mettono tutto e il contrario di tutto. I
soldi si spendono ma non si spendono per quello che serve A questo
punto proposi di fare un coordinamento dove si cambiava, una volta
per tutte, la tendenza. E fu condiviso da tutti Abbiamo fatto
diversi incontri, io mi caricai subito l'onere, il 5 ottobre, di
fare la prima audizione dei tre assessori per cominciare a
ragionare insieme, Chiesi all'assessorato al territorio e ambiente
di uscire tutte le carte che ha, perchè di studi e progetti ne ha a
non finire, alla Protezione civile di portare la documentazione nel
merito di tutta la Sicilia e, a questo punto, l'unico assessorato,
che sono i geni civili del territorio, potevano iniziare a
programmare sul territorio i veri interventi da fare. Questa
iniziativa, signor Presidente, mi creda noi assisteremo ancora di
più a questi fenomeni perché non si sta intervenendo, noi
interveniamo su fatti già catastrofici, ma sulla prevenzione
zero . Allora signor Presidente, io vorrei, ed invito l'assessore
a riferirlo anche al collega alle infrastrutture e alla protezione
civile, di prendere quella delibera, di vedere quel lavoro che il
sottoscritto aveva fatto in due mesi, avevo già pronta la scheda da
girare a tutti i comuni per vedere cosa effettivamente accade in
Sicilia e cosa si poteva prevenire con piccole cose, quindi fare un
piano - è stato previsto nella delibera di Giunta - il piano
rischi regionali , quindi si incaricava il Genio civile di
individuare i siti e poi si apriva ai professionisti.
Signor Presidente, non è corretto continuare a dire che il
Presidente della Regione sta facendo i progetti, la struttura
pubblica non può fare progetti.
Secondo me, per competenza, i Geni civili avrebbero dovuto fare
loro i coordinatori di quest'azione, perché la protezione civile
sulle strutture del territorio non ha competenza per fare progetti,
l'assessorato territorio e ambiente non ha competenza per fare
progetti. Bisognava dare questo input, fare questo piano e
rivolgersi poi agli ordini professionali esterni, a persone
qualificate, per fare questi progetti.
Purtroppo non si è visto più nulla signor Presidente, e il destino
ha voluto infierire, e ci sono stati i disastri di San Fratello e
di Caronia.
Non voglio essere l'uccello di cattivo augurio, ma se non si
cambia la tendenza - e questa poteva essere una novità che la
Regione avrebbe potuto portare avanti, un coordinamento e un piano
rischi regionali serio - mi creda, il nostro territorio, come è
avvenuto in questi anni, sarà continuamente massacrato da frane.
Non c'è un intervento preventivo, non c'è nulla
Il Governo da un anno e mezzo a questa parte ha dimenticato tutto.
Lo dico in presenza dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
affinchè ne faccia memoria; si tiri fuori questa delibera, anche
perché quell'ordine del giorno che io avevo presentato, il Governo
lo accettò come raccomandazione, però vedo che di raccomandazione e
di quant'altro non si è fatto nulla.
L'invito, signor Assessore è di attenzionare questo problema, non
nell'interesse personale, ma nell'interesse del territorio a cui
noi tutti siamo attaccati.
Proprio quando ci sono da spendere i soldi, ognuno se li prende e
non si capisce poi come si spendono.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, volevo semplicemente ricordare
che, a settembre del 2010, lei mi ha insediato come deputato
regionale, in sostituzione dell'onorevole Cintola deceduto.
Da più di un mese, attraverso il mio Presidente, onorevole Adamo,
ho presentato la richiesta di subentrare all'onorevole Cintola in
IV Commissione, richiesta che ad oggi non ha avuto esito.
Le chiedo, signor Presidente, facendo leva sulla sua sensibilità,
di poter essere insediato in Commissione e dare così un mio
contributo a quelle che sono le realtà dell'Assemblea regionale, le
chiedo di poter operare come ogni deputato deve e può operare.
PRESIDENTE. Onorevole Parlavecchio, circa un mese fa la Presidenza
ha scritto ai Presidenti dei Gruppi parlamentari per operare in tal
senso e designare i deputati per quanto concerne le Commissioni.
Pertanto, è necessario vedere cosa è stato comunicato, si deve
raccordare con il suo Capogruppo.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo di intervenire per precisare
che quella dell'onorevole Parlavecchio è una semplice sostituzione
con l'onorevole Cintola. Il presidente del Gruppo aveva già fatto
richiesta in tal senso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, approfondiremo la questione, e
vedremo di dare risposte in tempi brevi.
La seduta è rinviata a martedì, 8 febbraio 2011, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica Turismo, sport e spettacolo .
III -Discussione del disegno di legge:
- Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28. (nn. 604-185/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 17.35
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 19.50
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli