Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 221 di mercoledì 02 febbraio 2011
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

       PRESIDENTE.  Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

    Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare e richiesta di
                         mantenimento in vita
                  del Gruppo parlamentare FLI-Sicilia

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  dell'1  febbraio   2011,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n.  913/AulaPG  dell'1
  febbraio  2011,  l'onorevole Ignazio Marinese   ha  dichiarato  di
  aderire,  a  far data dall'1 febbraio 2011, al Gruppo parlamentare
  del   Popolo della Libertà' (PDL), cessando contestualmente di far
  parte del Gruppo parlamentare  FLI-Sicilia'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Comunico, altresì, che in pari data  è  pervenuta  a
  questa  Presidenza una nota dell'onorevole Marrocco  (protocollata
  al n. 919/AulaPG del 2 febbraio successivo), di cui do lettura:
                   «Al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
                                                                Sede

   Con  la  presente  comunico  che il  gruppo  parlamentare  da  me
  presieduto ha variato la composizione numerica dei componenti da 5
  a  4 deputati. E' mia cura richiamare quanto previsto dal comma  3
  dell'articolo  23  del regolamento interno,  e  informare  che  il
  gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia - Sicilia  ha  i
  requisiti  regolamentari per restare in vita in quanto i  deputati
  componenti   rappresentano  un  movimento   organizzato   che   ha
  rappresentanza, organizzata in gruppi parlamentari, al  Parlamento
  nazionale.
   Certo   dell'autorizzazione  e  del  riconoscimento  del   gruppo
  parlamentare  Futuro  e Libertà per l'Italia  -  Sicilia  all'ARS,
  colgo l'occasione per porgervi cordiali saluti.
   Palermo, 1 febbraio 2010
                                                 On. Livio Marrocco»

   Conseguentemente, il Gruppo FLI-Sicilia, sceso al  di  sotto  del
  numero  minimo  di deputati previsto dal comma 2 dell'articolo  23
  del   Regolamento  interno  dell'ARS  per  costituire  un   Gruppo
  parlamentare,  rimane temporaneamente in vita  fino  a  quando  il
  Consiglio  di Presidenza avrà deliberato al riguardo, nella  prima
  seduta utile.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli
  Arena, Falcone, Marinello e Marinese.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),  e  153
  del Regolamento interno, delle mozioni:

   numero   234    Iniziative  a  livello  centrale  per   sostenere
  attivamente  il processo di transizione democratica  in  Tunisia ,
  degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Barbagallo, Gucciardi e Oddo,

   numero   235   Iniziative  per  la  regimentazione  delle  misure
  comunitarie  in relazione allo sfruttamento delle risorse  ittiche
  nelle  acque  intorno  alle  isole Pelagie ,  degli  onorevoli  Di
  Benedetto,  Cracolici,  Digiacomo,  Termine,  Ammatuna,  Marziano,
  Bosco,  Donegani,  Mattarella, Marinello, Galvagno,  Apprendi,  Di
  Mauro, Raia e Faraone;

   numero  236   Iniziative a livello centrale volte a  favorire  la
  creazione  di un'autonoma 'Filiale euromediterranea'  della  Banca
  europea  per  gli  investimenti (BEI) con sede in Sicilia ,  degli
  onorevoli Ferrara, Cristaudo, Greco e Marziano.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Territorio e Ambiente

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                         Territorio e ambiente'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
   Svolgimento  di  interrogazioni  di  interpellanze  della  rubrica
   Territorio e ambiente' .
   Onorevoli  colleghi,  per accordo tra le parti  le  interrogazioni
  numero  906   Pagamento delle spettanze dovute  ai  lavoratori  che
  prestano  servizio  antincendio  della  Regione ,  a  firma   degli
  onorevoli  Di Benedetto, Termine, Marinello e Di Guardo,  e  numero
  925   Misure per rendere praticabile l'attività venatoria nelle ZPS
  (zone   di   protezione   speciale)  e  ZSC   (zone   speciali   di
  conservazione) escluse da altri vincoli , dell'onorevole  Oddo,  si
  intendono trasformate con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza  dall'Aula dell'onorevole Ardizzone, l'interrogazione
  numero  946  Misure per risolvere i problemi di inquinamento  nella
  Valle  del  Mela  (ME)   si  intende presentata  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 974  Iniziative per l'adozione
  del   piano   territoriale  paesistico  regionale ,  dell'onorevole
  Barbagallo. Ne do lettura:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore  per
  i  beni  culturali e l'identità siciliana, premesso  che  il  piano
  territoriale paesaggistico regionale è stato adottato soltanto  per
  le province di Messina e Trapani, oltre che per le isole minori;

   considerato  che il piano paesistico regionale è uno strumento  di
  coordinamento e di sussidio importantissimo per i piani  regolatori
  in vigore e per quelli da redigere;

   ritenuto che:

   i ritardi accumulati rappresentano un danno grave e continuato per
  l'ambiente e per il territorio;

   la   pianificazione   urbanistica  deve  essere   realizzata   con
  un'integrazione  e  una  visione unitaria  delle  competenze  degli
  Assessorati  Territorio  e  ambiente e beni  culturali  e  identità
  siciliana;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte  per  dotare  la
  Sicilia del piano territoriale paesistico, strumento essenziale per
  la salvaguardia e la promozione del territorio regionale». (974)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.    Signor
  Presidente,  l'interrogazione numero 974 non è  di  competenza  del
  Dipartimento regionale dell'Ambiente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  poiché  l'assessore  Sparma  ha
  eccepito  la  propria  incompetenza,  l'interrogazione  numero  974
  rimane  in  vita in attesa di nuova delega da parte del  Presidente
  della Regione.
   Per  assenza dei rispettivi firmatari le interrogazioni numero 991
   Notizie  sui  lavori di costruzione delle banchine  del  porto  di
  Trapani   a  ponente  dello  sporgente  Ronciglio ,  dell'onorevole
  Marrocco,  numero  994  Notizie urgenti circa il finanziamento  del
  progetto  di consolidamento del costone roccioso in prossimità  del
  castello  di viale Zangara, nel Comune di Castellammare  del  Golfo
  (TP) ,  dell'onorevole Ruggirello e numero 999  Interventi  urgenti
  per   fronteggiare   il  rischio  idrogeologico   nel   Comune   di
  Castellammare   del  Golfo  (TP) ,  dell'onorevole   Marrocco,   si
  intendono presentate con richiesta di risposta scritta.

   Si  passa all'interrogazione numero 1008  Iniziative per la  messa
  in   sicurezza   del  comune  di  Torrenova  (ME) ,  dell'onorevole
  Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che il territorio del comune di Torrenova (ME)
  è  stato  recentemente colpito da inondazioni che  hanno  procurato
  gravi  danni  alle  abitazioni ed alle campagne ed  hanno  messo  a
  rischio  l'incolumità  pubblica  e la  funzionalità  di  importanti
  infrastrutture;
   considerato che:

   il  territorio  del  predetto comune è attraversato  dai  torrenti
  Rosmarino e Favara;

   il tratto terminale dei predetti corsi d'acqua è caratterizzato da
  accumuli detritici che hanno innalzato il fondo dell'alveo (a quota
  più  alta  delle  campagne, delle strade e del  centro  abitato)  e
  ridotto fortemente la sezione di deflusso;

   il predetto fenomeno, per quanto riguarda il torrente Rosmarino, è
  particolarmente  evidente in corrispondenza del ponte  attraversato
  dalla  linea ferroviaria Messina-Palermo e nel tratto compreso  tra
  la  spalla del sopra citato ponte e quello della strada provinciale
  Torrenova-Sant'Agata Militello;

   l'alveo   del  Favara  (nel  quale  insistono  canneti  ed   altra
  vegetazione  infestante che, assieme a detriti  e  rifiuti  solidi,
  ostacolano il decorso delle acque) nel tratto terminale si snoda in
  adiacenza al centro abitato;

   la  mancata manutenzione ed il conseguente grave degrado  dei  due
  corsi   d'acqua   è  all'origine  delle  ripetute   esondazioni   e
  costituisce un costante pericolo per i residenti e per la sicurezza
  dei trasporti;

   la  situazione descritta e l'assenza di interventi da parte  degli
  uffici  preposti ha determinato una comprensibile esasperazione  da
  parte dei cittadini;

   i  mancati  interventi  configurano  un  comportamento  gravemente
  omissivo;

   per  sapere  se non valutino necessario promuovere tempestivamente
  tutti  gli  interventi  necessari per rimuovere  la  situazione  di
  degrado  dei torrenti Rosmarino e Favara ed eliminare le cause  che
  determinano  l'attuale condizione di pericolo per l'incolumità  dei
  cittadini di Torrenova e per la sicurezza dei trasporti stradali  e
  ferroviari». (1008)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  con  riferimento all'interrogazione  numero  1008,  il
  Dipartimento ha comunicato che in tema di manutenzione ordinaria  e
  straordinaria  di  alvei  e corsi d'acqua  non  ha  una  competenza
  specifica.  Tale competenza attiene, esattamente, ai  comuni,  alle
  province regionali ed agli uffici dei Geni Civili. I suddetti enti,
  infatti,  hanno per competenza la redazione dei progetti  esecutivi
  di  mitigazione  del  rischio  idrogeologico  che,  previa  attenta
  valutazione   della   pericolosità  da   parte   del   dipartimento
  Territorio,  possono  essere inseriti  in  eventuali  programmi  di
  finanziamento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   PANARELLO.   Signor   Presidente,  prendo  atto   della   risposta
  dell'assessore Sparma.
   Naturalmente,  non  posso  ritenermi  soddisfatto,  anche   perché
  chiederei,  a  questo punto, all'Assessore che, siccome  è  materia
  delicata   questa  della  sistemazione,  della   tutela   e   della
  manutenzione  dei torrenti che, com'è noto, hanno  piena  attinenza
  con  la  mitigazione del rischio idrogeologico,  che  è  pertinenza
  dell'Assessorato di competenza dell'assessore Sparma, di  fare  una
  ricognizione,  anche d'intesa con i suoi colleghi  ai  quali  fanno
  riferimento   per   esempio  il  Genio  civile,   credo   che   sia
  l'assessorato  alle infrastrutture, per fare  sì  che  ci  sia  una
  strategia  volta  a  mettere  in  sicurezza  i  corsi  d'acqua  per
  prevenire l'ipotesi di inondazione, di esondazioni che si abbattono
  poi  su infrastrutture e abitazioni, come è successo nel comune  di
  Torrenova,   costringendo   poi  l'amministrazione   regionale   ad
  intervenire, successivamente, con oneri ancora maggiori, a parte il
  fatto  che  quando ci sono rischi per le persone, per  l'incolumità
  fisica  delle  persone, come è successo anche  in  casi  recenti  e
  tragici,  è del tutto evidente che i danni materiali non  sono,  in
  questo caso, calcolabili.
   Quindi,  inviterei,  siccome  il tema  è  abbastanza  diffuso,  in
  particolare nella provincia di Messina, che è oggetto, come lei sa,
  di   interventi  molto  consistenti  da  parte  del  Ministero  del
  territorio e dell'ambiente e dell'Assessorato territorio e ambiente
  attraverso l'APQ che, purtroppo,  ancora non è operativo, ma  tutto
  ciò  va  rapportato  ad  una  politica  di  prevenzione  che  parte
  dall'intervento sui sistemi idraulici, a partire dai corsi d'acqua,
  che  se  vengono attentamente monitorati, sistemati e viene operata
  la  manutenzione  non solo possono non costituire un  pericolo,  ma
  possono  portare  a  mare materiale naturale  che  serve  anche  al
  rifacimento delle coste che sono soggette a pericoli di erosione.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1010 «Finanziamento
  dei progetti per opere di prevenzione dal rischio idrogeologico del
  Comune di Aci Castello (CT)», a firma dell'onorevole Pogliese.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica, premesso che:

   il territorio del Comune di Aci Castello (CT) insiste su una delle
  aree a maggiore rischio idrogeologico;

   in  particolare,  la  collina di Vampolieri è  all'attenzione  dei
  massimi organismi di Protezione civile per i continui smottamenti e
  parimenti dicasi per la riviera che va dal Castello Normanno,  bene
  d'inestimabile  valore storico ed archeologico,  sino  a  tutta  la
  scogliera a nord di Catania;

   considerato che le zone sopra elencate sono qualificate, sotto  il
  profilo  del  rischio  idrogeologico,  zone  'R4'  (rischio   molto
  elevato, come definito dal piano per l'assetto idrogeologico, ossia
  zone  dove sono possibili la perdita di vite umane e lesioni  gravi
  alle  persone,  danni gravi agli edifici, alle  infrastrutture,  al
  patrimonio   ambientale  e  la  distruzione  di   attività   socio-
  economiche);

   preso   atto  che  l'Amministrazione  regionale  ha  escluso   dai
  finanziamenti di 'Agenda 2007' tre progetti, presentati dal  Comune
  di  Aci  Castello, destinati alle opere di prevenzione dal  rischio
  idrogeologico;

   per  sapere  se non ritengano opportuno provvedere al riesame  dei
  progetti   e  concedere,  al  Comune  di  Aci  Castello  (CT),   il
  finanziamento per le opere di prevenzione dal rischio idrogeologico
  per  scongiurare i gravi rischi in termini di vite umane e di danni
  al territorio». (1010)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma, per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  su  questa  interrogazione gli  uffici  stanno  ancora
  approfondendo  e,  quindi,  ci  riserviamo  di  rispondere  in   un
  successivo momento in Aula.

   PRESIDENTE.   Assessore,   la  invito   a   fare   in   modo   che
  un'interrogazione   del   4   febbraio  2010   venga   attenzionata
  immediatamente dai suoi uffici.
   Si  passa all'interpellanza numero 81 ��Annullamento della delibera
  del Comune di Partinico (PA) che consente opere di lottizzazione in
  violazione  della  normativa  vigente e  delle  prescrizioni  degli
  strumenti urbanistici», dell'onorevole Mattarella. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con decreto del 16 novembre 2000, l'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente  approvava,  insieme alle prescrizioni  esecutive  e  al
  regolamento  edilizio, il piano regolatore generale del  comune  di
  Partinico (PA);

   considerato che:

   tra  gli  allegati al decreto, 'per costituirne parte integrante',
  al  punto  6.23  dell'art.  2 - 6) Prescrizioni  Esecutive,  veniva
  inclusa la 'zona D2, planimetria del piano particolareggiato',  che
  riguarda l'intera area D2 di contrada Margi in Partinico;

   ai  sensi  dell'art. 16, comma 9, della vigente legge  urbanistica
  (n. 1150/1942), l'approvazione dei piani particolareggiati equivale
  a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in essi previste;

   in  ossequio  al  comma  5 dell'art. 16 della  legge  urbanistica,
  l'art.  7  del suddetto decreto assessoriale aggiungeva e precisava
  che  'le  prescrizioni esecutive dovranno essere eseguite entro  il
  termine  di  anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno  essere
  eseguite le relative espropriazioni';

   vista, inoltre:

   la  puntuale risposta di codesto Assessorato al quesito posto,  al
  tempo,  dal  Sindaco  di Partinico in ordine  alla  possibilità  di
  approvare  un piano di lottizzazione su un'area già normata  da  un
  piano  particolareggiato  e dichiarata di pubblica  utilità,  nella
  quale   testualmente  si  afferma  che  'non  sembra   percorribile
  l'ipotesi  di dover approvare un piano di lottizzazione all'interno
  di  un'area già disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono
  le prescrizioni esecutive';

   malgrado  tutte  le  evidenze di legge, il Consiglio  comunale  di
  Partinico ha approvato, con delibera n. 77 del 30 luglio  2007,  un
  piano  di  lottizzazione presentato dalla Policentro Daunia  s.r.l.
  nella suddetta area D2 di contrada Margi;

   per conoscere:

   se  non  ritengano necessario avvalersi, in tempi  immediati,  del
  disposto  di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978 al  fine  di
  procedere  all'annullamento  della  suddetta  deliberazione  e  dei
  successivi  provvedimenti  comunali che 'consentono  esecuzione  di
  opere  in violazione delle leggi vigenti e delle prescrizioni degli
  strumenti urbanistici'».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   con  riferimento  all'interpellanza  numero   81   il
  Dipartimento regionale urbanistica ha rappresentato preliminarmente
  che la decadenza dei vincoli quinquennali preordinati all'esproprio
  è avvenuta il 30 giugno 2008, secondo quanto disposto dall'articolo
  9  del  DPR  n.  327/2001, applicabile nella  Regione  Sicilia  per
  effetto  del  recepimento  di cui all'articolo  36  della  l.r.  n.
  7/2002, come integrato dall'articolo 24 della l.r. n. 7/2003.
   Ciò  premesso, lo stesso Ufficio ha rappresentato che,  benché  la
  zona  D2 fosse ancora in vigore, per la parte assegnata alla  ditta
  Policentro  Daunia  non ha prodotto effetti e, pertanto,  nulla  ha
  tolto  alla  potestà  del Consiglio comunale di pianificare  quella
  parte  di territorio attraverso un piano di lottizzazione, peraltro
  rappresentato  da  uno  strumento  attuativo  di  pari  livello  di
  dettaglio  quale  è il piano edilizio, differenziandosi  da  questo
  soltanto per l'iniziativa privata.
   In questo modo il piano di lottizzazione  presentato dalla società
  Policentro  Daunia, approvato dal consiglio comunale  il  3  luglio
  2007 consente l'attivazione  della zona senza che l'amministrazione
  comunale  si  sia  sobbarcata  l'onere  degli  espropri   e   della
  realizzazione delle opere di urbanizzazione.
   Quanto rappresentato, allo stato attuale, non permette di rilevare
  elementi  per  l'attivazione  di cui  all'articolo  53  della  l.r.
  71/1978.
   Si  precisa, inoltre, che il Dipartimento urbanistica ha  comunque
  ritenuto   opportuno,   a   seguito  dell'interrogazione,   avviare
  un'indagine ispettiva presso il comune di Partinico allo  scopo  di
  avere maggiori cognizioni del piano di lottizzazione in parola.
   L'indagine è ancora in corso.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Mattarella  per
  dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MATTARELLA.  Signor  Presidente, ovviamente  non  posso  ritenermi
  soddisfatto  della risposta dell'Assessore perché la  richiesta,  o
  quanto  meno  l'aspettativa, era quella che venisse  esercitato  il
  potere normativo, da parte dell'assessorato, di annullamento  della
  delibera   del   consiglio  comunale.   In   questo   modo   viene,
  sostanzialmente, vanificata la previsione del piano  regolatore  di
  Partinico, pur essendoci le condizioni per farlo rispettare.
   Nulla  allo  stato  rileva  la decisone  che  sia  stata  disposta
  un'indagine  ispettiva,  ma  mi sarei  aspettato  di  conoscere  il
  risultato di questa indagine ispettiva, anche perché nel comune  di
  Partinico,  su  questa vicenda, c'è stata una particolare  tensione
  sia  dal  punto di vista politico che da quello sociale, e sappiamo
  che  quanto  tanto  più  grandi siano le  attività  imprenditoriali
  quanto il pericolo di infiltrazioni e l'esigenza di tutela rigorosa
  di legalità nello sviluppo si affermi in modo crescente.
   E'   questo   lo  spirito  con  il  quale  era  stata   presentata
  l'interpellanza;  a  questo  punto, inevitabilmente,  avvieremo  un
  altro   atto  ispettivo  per  conoscere  l'esito  dell'indagine   e
  dell'ispezione che l'Assessorato, a quanto pare, ha iniziato.

   PRESIDENTE.  Si passa alla interrogazione numero 1029  «Interventi
  per  evitare  danni a persone e cose a causa delle esondazioni  del
  fiume Oreto» a firma dell'onorevole Caputo.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che le recenti piogge e  le
  abbondanti     nevicate    hanno    determinato     l'ingrossamento
  dell'affluente  del  fiume  Oreto,  nel  tratto  che  attraversa  i
  territori dei comuni di Monreale ed Altofonte (PA);

   considerato che:

   l'enorme massa d'acqua ha determinato uno spostamento degli argini
  laterali  e  l'abbattimento  delle  barriere  realizzate   per   il
  controllo del flusso idrico;

   l'aumento  delle  acque  ha  determinato  l'erosione  delle   anse
  laterali  con gravissimo pericolo per le abitazioni che negli  anni
  sono sorte numerose ai lati del letto del fiume;

   le  acque  hanno superato i livelli di massima sicurezza  e  si  è
  creata  una  situazione  di  pericolo che  rischia  di  determinare
  gravissime ed irreparabili conseguenze per i residenti e i  terreni
  circostanti il corso del fiume;

   per  sapere quali provvedimenti intenda adottare per garantire  la
  sicurezza dei residenti, delle abitazioni e delle colture». (1029)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,  assessore per il territorio e l'ambiente. Con riferimento
  all'interrogazione numero 1029, il Dipartimento regionale Ambiente,
  con  nota prot. n. 1345 del 10 novembre 2010, ha rappresentato  che
  l'Assessorato  al Territorio e Ambiente ha curato la redazione  del
  Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi
  dell'articolo 17, comma 6 ter, della legge 183/89, uno strumento di
  settore  di  tipo conoscitivo, pianificatorio e normativo,  che  ha
  come  obiettivo  principale l'individuazione delle aree  a  rischio
  idrogeologico,  al  fine  di  garantire  un  adeguato  livello   di
  sicurezza del territorio, degli elementi presenti nel territorio  e
  delle popolazioni.
   Il tratto di fiume Oreto, oggetto di interesse, ricade all'interno
  del  Bacino  idrografico del fiume Oreto (n. 039)  il  cui  PAI   è
  stato  approvato  con DPR n. 91 del 27 marzo 2007 e  pubblicato  su
  GURS n. 26 dell'8 giugno 2007.
   L'Assessorato    Territorio    e    Ambiente    sta     procedendo
  all'aggiornamento del PAI Idrografico del fiume Oreto e,  pertanto,
  ha  invitato i comuni ricadenti nel suddetto bacino, con nota prot.
  n.   81298  del  2  novembre  2009,  a  voler  fornire,   ai   fini
  dell'aggiornamento,  segnalazioni  utili  di  nuove  situazioni  di
  dissesto  o variazioni dello stato di dissesto di aree già  censite
  nel PAI vigente.
   Si  evidenzia  che  nell'atto ispettivo  non  viene  precisata  la
  denominazione  dell'affluente  del  fiume  Oreto,  né  l'ubicazione
  esatta  del fenomeno di dissesto idrogeologico di cui si richiedono
  notizie e che alcuna segnalazione risulta pervenuta all'Assessorato
  territorio e Ambiente, da parte dei comuni di Monreale e Altofonte,
  di dissesti idrogeologici lungo il fiume Oreto ed i suoi affluenti.
   Si sottolinea inoltre che l'Assessorato non finanzia interventi di
  somma  urgenza, ma può finanziare interventi su aree a pericolosità
  elevata  (P3)  e molto elevata (P4) che determinano  situazioni  di
  rischio  R4  per  la presenza di elementi a rischio  in  classe  E4
  (centro  abitato ed edifici di importanza primaria), che  hanno  il
  massimo rischio idrogeologico.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiarasi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CAPUTO.    Signor   Presidente,   prendo   atto   della   risposta
  dell'Assessore per il territorio e l'ambiente  e, per quanto di sua
  competenza, mi ritengo soddisfatto.
   E'  chiaro  che  continuo a segnalare che permane, specialmente  a
  seguito  delle recenti piogge, lo stato di gravissimo pericolo  che
  coinvolge  gli  abitanti che stanno ai lati  dell'alveo  del  fiume
  Oreto che collega i territori di Altofonte e di Monreale.
   Quindi,  segnalo  e  denunzio questo stato di  grave  pericolo  ed
  invito  il  Governo  per  la  sua competenza  settoriale  ma  anche
  generale ad intervenire.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1037  «Chiarimenti
  in  ordine  ai lavori di messa in sicurezza e restauro  del  centro
  storico di Favara» dell'onorevole Panepinto.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  il territorio e l'ambiente,  premesso  che  a
  Favara  (AG),  a gennaio, un grave crollo è costato  la  vita  alle
  bambine Bellavia;

   ricordato che, alla messa in sicurezza delle famiglie che vivevano
  in prossimità dell'area degradata ove è avvenuto il tragico evento,
  sono seguite alcune demolizioni ritenute necessarie;

   osservato che le demolizioni continuano senza un chiaro disegno;

   visto che la vicenda ha messo in luce problemi di varia natura sia
  finanziaria che regolamentare e burocratica;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per risolvere i problemi  di
  degrado del centro storico di Favara;

   a  quali criteri facciano riferimento le ulteriori demolizioni  in
  corso;

   quali piani vi siano per il futuro urbanistico di Favara». (1037)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, sull'interrogazione dell'onorevole Panepinto  è  ancora
  in  corso  l'approfondimento  da parte  degli  uffici,  quindi  non
  possiamo fornire, in questa seduta d'Aula, la risposta.

   PRESIDENTE.  Assessore,  è  datata 22 febbraio  2010;  posso  solo
  ripeterle  quello  che poc'anzi ho detto in occasione  di  un'altra
  interrogazione:  facciamo  in  modo  che  si  risponda  in  maniera
  temporale  normale, non dico altro, non dico l'indomani mattina  ma
  in tempi ragionevoli che è la migliore definizione.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1057 «Notizie sulla ventilata
  istituzione  del  Parco  nazionale  delle  Egadi»,  a  firma  degli
  onorevoli Adamo ed altri. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana,  premesso che, con il decreto interministeriale  del  27
  dicembre 1991, veniva istituita, in Sicilia, l'area marina protetta
  delle Egadi, la più grande d'Europa con i suoi 53.992 ettari  e  74
  chilometri di costa;

   considerato che:

   il Governo nazionale ha attivato le procedure istituzionali per la
  creazione  del  Parco  nazionale  delle  Egadi  che,  tra  l'altro,
  dovrebbe comprendere, al suo interno, l'area marina protetta  delle
  Egadi  e  parti  di  territorio di vari comuni della  provincia  di
  Trapani,   comuni   che   hanno,   tra   di   loro,   macroscopiche
  differenziazioni;

   sembrerebbe,  da  notizie di stampa, che il  precedente  Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente abbia già svolto  numerosi
  incontri  con alcuni rappresentanti di enti locali della  provincia
  di Trapani al fine di concordare le procedure per l'istituzione del
  suddetto Parco;
   stranamente,  di  tutti questi incontri non vi è  traccia  alcuna.
  Difatti,  non  esistono  né pareri nè atti predisposti  dai  comuni
  interessati, ad eccezione del Sindaco di Favignana che, con proprio
  atto   deliberativo,   ha   espresso   il   suo   parere   negativo
  all'istituzione  di un parco nazionale che, di fatto,  annullerebbe
  tutte  le  prerogative  di controllo e di tutela  insite  nell'area
  marina protetta;

   tenuto conto che:

   l'istituzione  del  Parco nazionale delle  Egadi,  infatti,  mette
  insieme  parti  di territorio della provincia di Trapani  che,  per
  intrinseche   peculiarità   economiche,   sociali,   culturali    e
  paesaggistiche, presentano evidenti differenze tra di loro;

   la suddetta istituzione del Parco nazionale delle Egadi può e deve
  quindi  passare  esclusivamente attraverso un serio  e  propositivo
  tavolo di concertazione che preveda la partecipazione non solo  dei
  comuni  interessati e dell'ente istitutore, ma anche e  soprattutto
  dei rappresentanti delle attività produttive, delle associazioni ed
  enti culturali, dei rappresentanti sindacali e di tutti coloro  che
  subiranno    danni   non   indifferenti   e   non    quantificabili
  dall'istituzione di detto Parco nazionale delle Egadi;

   appare  inoltre  superfluo sottolineare che  l'istituzione  di  un
  parco,   da  parte  delle  autorità  competenti  nazionali,   debba
  obbligatoriamente passare attraverso la verifica  sia  del  Governo
  sia  dell'Assemblea  regionale, che  ne  ratifica  l'attuazione  ed
  applicazione;

   visto che:

   alla  data odierna, nessun documento ove si accenni al Parco delle
  Egadi è mai giunto a questa Assemblea regionale;

   è bene ricordare che la Regione siciliana si è dotata di normative
  precise in merito all'istituzione di parchi e riserve naturali  nel
  nostro territorio;

   la l.r. n. 98 del 6 maggio 1981, modificata dalla l.r. n. 14 del 9
  agosto  1988  (entrambe  le  leggi regolamentano  l'istituzione  di
  parchi e riserve in Sicilia) precisa, tra l'altro, all'art. 6,  che
  l'istituzione delle riserve naturali dovrebbe avvenire con  decreto
  dell'Assessore   sentita  la  competente  Commissione   legislativa
  dell'Assemblea Regionale;

   per sapere:

   se non ritengano indispensabile comunicare all'Assemblea regionale
  quale  iter  procedurale  si stia attuando  per  l'istituzione  del
  suddetto Parco;

   se  sussista il parere obbligatorio della Commissione parlamentare
  competente;

   se  si  conoscano  i  limiti  territoriali  dell'istituendo  Parco
  nazionale  delle Egadi, quali sarebbero i poteri di  autonomia  dei
  comuni interessati e se gli stessi saranno coinvolti nella gestione
  del Parco;

   se  l'area  marina protetta delle Egadi continuerà  a  esistere  o
  verrà  inglobata  all'interno del Parco,  perdendo  così  autonomia
  gestionale ed organizzativa;

   se   ciò  dovesse  essere  nelle  previsioni  del  suddetto  Parco
  nazionale,  non  ritengano urgente intervenire  presso  il  Governo
  nazionale  al fine di garantire l'esistenza e l'autonomia dell'area
  marina  protetta delle Egadi, escludendo, di fatto,  l'accorpamento
  della costa trapanese e delle sue isole all'interno dell'istituendo
  Parco nazionale delle Egadi;

   se   non  ritengano  improcrastinabile  istituire  un  tavolo   di
  concertazione  con  i  sindaci,  i  rappresentanti  delle  attività
  economiche  e  produttive, le associazioni e gli enti culturali,  i
  rappresentanti  sindacali e le autorità competenti della  provincia
  regionale   di   Trapani,   nel   pieno   rispetto   delle   regole
  democratiche». (1057)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   nell'ambito   delle   attività   propedeutiche    per
  l'istituzione del Parco nazionale delle Egadi, nel corso del  2010,
  sono  state  convocate  tre diverse riunioni  aperte  al  Ministero
  dell'ambiente,  della tutela del territorio  e  del  mare,  con  il
  dirigente  generale, il dirigente del Comando del Corpo  forestale,
  la  Presidenza  della  Regione, con la  provincia  di  Trapani,  le
  associazioni e gli enti locali coinvolti nel progetto del parco.
   Il  sindaco  di Favignana, presente alla riunione, per  conto  del
  Comune,  ha manifestato l'assoluta contrarietà all'istituzione  del
  parco comprendente il litorale trapanese.
   Nel  corso  di  questi  incontri che sono  stati  tre  e,  quindi,
  comprendevano quella fase che la legge prevede, cioè   sentito  gli
  enti   locali',  sono  emerse  alcune  problematiche   che   vorrei
  manifestare  all'Aula  che  sono le seguenti:  rivisitazione  della
  zonizzazione  e  della perimetrazione delle  zone  SIC  e  ZPS;  la
  problematica riguardante l'inclusione o l'esclusione del  porto  di
  Trapani; rapporti amministrativi che si andranno ad instaurare  tra
  l'istituendo parco e la presenza sul sito, comprendente  il  parco,
  di  altre  riserve  regionali esistenti  e  che  hanno  altri  enti
  gestori;   l'opportunità   di  garantire  un'unicità   territoriale
  gestionale ottimale in caso di coincidenza di diversi gestori nello
  stesso  territorio  e la possibilità o meno che l'istituendo  parco
  possa  comprendere  sia le Egadi che il litorale  trapanese  in  un
  unico  modello  di  governance;  l'attenzione  sull'estensione  dei
  vincoli da imporre per tenere conto delle attività socio-economiche
  che    ricadono    sul    territorio;    l'inserimento    nell'area
  dell'istituendo parco di territori di altri comuni del trapanese.
   Per  quanto  riguarda  l'iter  procedurale  successivo  ai  citati
  incontri sono stati trasmessi tutti gli atti al Ministero  per  far
  sì  che  possa preparare lo schema di decreto del Presidente  della
  Repubblica.  Ovviamente, il decreto non potrà avere  seguito  senza
  l'intesa  con  l'Assessorato regionale al territorio e  ambiente  e
  quindi senza la Regione.
   Ad  ogni  modo,  qualora ci fosse l'intesa - questo  è  ovviamente
  l'oggetto -, ci sarà il decreto del Presidente della Repubblica, la
  Conferenza  unificata  presso  la  Presidenza  del  Consiglio   dei
  ministri.
   Successivamente,  a  questi due passaggi formali  sarà,   appunto,
  riformalizzata l'intesa della Regione attraverso una delibera della
  Giunta  di  Governo e, infine, verrà deliberato dal  Consiglio  dei
  ministri su proposta del Ministero dell'ambiente.
   Il  senso dell'interrogazione era se c'era un passaggio ovviamente
  in Aula o in Commissione ambiente.
   La  norma non lo prevede. Ciò non toglie il Governo è impegnato in
  questa  difficile battaglia perché la situazione  dei  territori  è
  diversa e ci sono conflitti altissimi.
   Il Parco era previsto da una legge del 2007, ovviamente la Regione
  -  è l'impegno che prendo in Aula - non potrà mai dare l'intesa  se
  da parte dei territori non c'è quella unanimità a favore del Parco.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Adamo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   ADAMO. Signor Presidente, Assessore, francamente non credo che  il
  Governo  sia  impegnato in un'azione difficile. Non  so  chi  abbia
  partorito la stravagante idea di mettere assieme le isole Egadi con
  pezzi   della  costa  trapanese.  E'  un'idea  stupida,  facilmente
  contrastabile.
   Il  sindaco  di  Favignana  si è espresso con  estrema  chiarezza.
  Ieri,  il  consiglio  comunale marsalese ha  bocciato  la  proposta
  incautamente avanzata dal sindaco di Marsala.
   C'è  una  raccolta di firme e la Regione non deve fare  altro  che
  rispettare il volere dei cittadini.
   Non  siamo,  grazie  a Dio, a Tunisi, né al  Cairo,  non  mi  devo
  portare i cittadini della provincia di Trapani sotto l'Assessorato.
   Quindi, chiedo con forza e determinazione che il Governo regionale
  dica di no ad una proposta stupida. Altrimenti, saremo costretti  a
  venire con i pullman.
   Mi dichiaro insoddisfatta della risposta dell'assessore.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1119  «Chiarimenti
  in ordine al piano di lottizzazione del quartiere ZEN di Palermo» a
  firma dell'onorevole Faraone.
   Per  assenza  dall'Aula  dell'interrogante,  l'interrogazione   si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'interrogazione numero 1124 «Chiarimenti in ordine al
  regime di concessione per finalità turistico ricreative di bene del
  demanio  marittimo regionale» a firma dell'onorevole Caputo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   la Regione siciliana ha competenza esclusiva in materia di demanio
  marittimo, giusta decreto del Presidente della Repubblica 1  luglio
  1977, n. 624;

   tale autonomia consente all'Amministrazione regionale di incassare
  direttamente i proventi delle concessioni rilasciate a privati  per
  l'utilizzo  e  la  gestione delle aree marittime  demaniali,  senza
  versarli tutti o in parte allo Stato;

   con  protocollo  n.  4213  del  10  dicembre  2009,  l'Assessorato
  regionale  del  territorio e dell'ambiente emanava  una  direttiva,
  inviata anche alla Corte dei conti per la Regione siciliana e  alla
  Procura  generale presso la medesima Corte, in materia  di  rinnovo
  delle  concessioni demaniali per finalità turistiche, in osservanza
  alla  segnalazione del 21 ottobre 2008 dell'Autorità garante  della
  concorrenza e del mercato, inviata anche ai Presidenti di Camera  e
  Senato,  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   e   alla
  Presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra  Stato  e
  regioni;

   si tratta di una direttiva di enorme importanza che regolamenta  i
  criteri  per  l'assegnazione delle aree demaniali e la  scelta  del
  contraente,  che deve essere effettuata nel rispetto  delle  regole
  sulla   concorrenza  e  con  criteri  di  rigorosa  trasparenza   e
  attraverso la massima pubblicizzazione;

   in  riferimento ad altra nota dello stesso ufficio n. 0050445  del
  23  ottobre 2008, inviata al Presidente della Regione siciliana, in
  merito all'utilizzo del demanio ed ai relativi canoni concessori di
  demanio  marittimo per pesca ed acqua colture, venivano indicati  i
  criteri per la assegnazione delle aree e i margini temporali;
   l'Assessorato Territorio, con nota del 24 novembre 2008 diretta al
  dipartimento,  riscontrava non soltanto i ritardi e  le  lungaggini
  burocratiche  nella attivazione degli uffici periferici  demaniali,
  ma  anche  il  conseguente  ricorso  al  regime  di  rinnovo  delle
  concessioni;

   la  nota  veniva  restituita con foglio del 30 aprile  2009  senza
  alcuna indicazione o direttiva;

   se è vero che i pareri e le osservazioni dell'Autorità garante non
  sono  vincolanti,  è  anche  vero che  la  Commissione  europea  ha
  notificato al Ministro degli esteri - in data 2 febbraio 2009 -  la
  costituzione  in mora per infrazione, richiamando la attenzione  su
  alcuni  aspetti della normativa italiana in materia di  concessione
  di demanio pubblico marittimo che potrebbero sollevare questioni di
  conformità con i dettami comunitari;

   l'incasso  della  Regione  per le concessioni  legate  al  demanio
  marittimo  è  notevolmente inferiore a quelle delle  altre  Regioni
  d'Italia a fronte di una maggiore estensione della costa balneabile
  e  delle  zone  di mare. La Sicilia, infatti, ha 929  Km  di  costa
  balneabile ma ha incassi inferiori rispetto all'Emilia Romagna, che
  ha 99 km di costa balneabile, al Veneto che ne ha 98 km ed al Lazio
  che  gode  di 277 Km di costa, ed ha ricavato circa 10  milioni  di
  euro nel 2008;

   considerato che:

   la  questione  inerente  alla normativa  italiana  in  materia  di
  concessioni di demanio pubblico marittimo è stata oggetto, da parte
  della Comunità europea, di una costituzione in mora per infrazione,
  atteso che potrebbero essere sollevate questioni di conformità  con
  i  dettami  comunitari  in  quanto  per  la  concessione  dei  beni
  demaniali marittimi, secondo quanto richiede la Comunità europea  e
  quanto disciplinato dal codice della navigazione, occorre procedere
  attraverso procedure ad evidenza pubblica;

   in  Sicilia,  per  motivi di eccezionalità, si  è  proceduto  alla
  rinnovazione tacita della concessione;

   le tariffe relative all'ammontare dei canoni di concessione che  i
  privati versano alla Regione per l'utilizzo dei beni demaniali  non
  sono  congrue,  in  quanto  non sono state adeguate  all'incremento
  previsto dalla legge;

   ritenuto che:

   tale situazione, oltre a procurare all'ente della Regione un grave
  ed  irreparabile danno erariale, consente alle società private  che
  gestiscono le coste marittime un utilizzo di un bene pubblico senza
  il  giusto  ritorno  economico per le  casse  regionali  dietro  il
  pagamento di un canone irrisorio a titolo di corrispettivo;

   con la sopra indicata direttiva del dicembre 2009, l'Assessore per
  il  territorio  pro tempore, dott. Mario Milone, aveva  evidenziato
  che  i  motivi  di  eccezionalità, legati  al  trasferimento  delle
  competenze e degli uffici del demanio marittimo, sono venuti  meno,
  e  che  era  necessario  attivare tutte le  procedure  per  evitare
  ulteriori   e  gravissimi  danni  all'erario  regionale,   con   la
  conseguenza  che  tutte le concessioni alla scadenza  non  dovevano
  essere  rinnovate  tacitamente e che il nuovo  affidamento  sarebbe
  dovuto avvenire con procedure ad evidenza pubblica;

   in Sicilia sono state concesse nove mila concessioni;

   la  Sicilia,  proprio per le sue specificità del  territorio  -  è
  un'isola  - e per le proprie risorse naturali, potrebbe, attraverso
  l'affidamento  in  concessione di beni pubblici, ottenere  maggiori
  introiti economici;

   è  necessaria una verifica per controllare se le società che hanno
  ottenuto  le concessioni hanno effettuato il pagamento  del  canone
  nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge;

   per sapere:

   se  la direttiva dell'Assessore per il territorio pro tempore  sia
  stata  attuata  dagli uffici regionali competenti, e  se  così  non
  fosse per quali motivazioni;

   quali  provvedimenti intendano adottare per rendere economicamente
  più  vantaggioso  per  la Regione l'adeguamento  delle  tariffe  di
  concessioni ai livelli nazionali;

   se  le  società  che hanno in concessione l'utilizzo  delle  coste
  marittime  siano  in regola con il pagamento dei  canoni  e  se  le
  stesse garantiscano i livelli occupazionali;

   quali  provvedimenti intendano adottare per adeguare la disciplina
  in  materia  di  concessioni del demanio marittimo  alle  direttive
  nazionali e comunitarie;

   se  siano  stati  rispettati i criteri di evidenza pubblica  nella
  assegnazione delle concessioni di demanio pubblico marittimo;

   se la Regione continui a operare in regime di proroga». (1124)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  mi dispiace, ma anche riguardo a questa interrogazione
  gli  uffici  stanno predisponendo le risposte e, quindi,  oggi  non
  siamo  in  grado  di  dare  una  risposta  esauriente  all'Aula   e
  all'onorevole Caputo.

   PRESIDENTE.  Assessore, sono convinto che  lei  domani  recupererà
  queste risposte; facciamo in modo di fare un lavoro serio.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1149 «Criteri e procedure  da
  adottare in ordine alle istituzioni del Parco delle Egadi», a firma
  dell'onorevole  Oddo.  Per  accordo  tra  le  parti,   si   intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1175 «Notizie in merito  alla
  gestione del Parco dell'Alcantara», a firma degli onorevoli Mancuso
  e Limoli. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica,  premesso che nella seduta del 18 marzo il consiglio  del
  Parco  della  Valle  dell'Alcantara si è riunito  per  eleggere  il
  vicepresidente, che è risultato essere il Sindaco dell'MPA di Motta
  Camastra (ME), Andrea Scarpignato;

   considerato  che  nella stessa seduta è stato eletto  il  comitato
  esecutivo  dello  stesso parco nelle persone di Rita  Mungiovino  -
  sindaco di Malvagna, Salvatore Nuciforo - sindaco di Francavilla di
  Sicilia,  Claudio  Scavera - sindaco di Castiglione  di  Sicilia  e
  Giuseppe Sparta - sindaco di Roccella Valdemone;

   ritenuto che in presenza di un commissario nominato dalla  Regione
  i due organi sopra citati non hanno motivo di essere;

   appreso   inoltre  che  il  commissario  straordinario  dell'ente,
  Giuseppe  Castellaneta,  ha presentato in  due  anni  missioni  per
  200.000 euro circa e che l'ente, non si capisce a quale titolo,  ha
  affittato  un appartamento a Taormina per le esigenze dello  stesso
  commissario, pur avendo sede a Francavilla di Sicilia (ME);

   per sapere se non ritengano di avviare un'indagine urgente al fine
  di verificare tutto quanto riportato in premessa». (1175)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,    onorevoli    deputati,    abbiamo    dato    seguito
  all'interrogazione  avviando  una  verifica  presso  l'ente   Parco
  dell'Alcantara che esplicava le seguenti motivazioni.
   Per  quanto riguarda l'affitto dell'appartamento a Taormina  quale
  abitazione del Commissario straordinario a) non esistono presso  la
  sede  Parco  di  Francavilla di Sicilia immobili da  utilizzare  da
  parte   degli   organi   istituzionali   per   uso   foresteria   o
  pernottamento. L'abitazione affittata al Commissario a Taormina  il
  26.11.2008  è  stata  lasciata in data 31.12.2009  perché  si  sono
  trovati  locali  idonei presso la foresteria  del  Centro  Studi  e
  Ricerche   di   Castiglione  di  Sicilia;  b)   le   elezioni   del
  Vicepresidente e del Comitato Esecutivo si sono rese necessarie  in
  quanto  sono  state  più  volte  sollecitate  al  Commissario   dal
  Consiglio   del   Parco   (ultime  mozioni  datate   16.12.2009   e
  12.03.2010).  Il Commissario straordinario, nominato dall'Assessore
  regionale   al  Territorio  e  Ambiente,  svolge  le  funzioni   di
  Presidente del Parco nelle more della nomina dello stesso da  parte
  del  Presidente  della  Regione; c) il rimborso  per  le  spese  di
  missione  effettuate per motivi istituzionali e di amministrazione,
  per  partecipazione  a convegni, mostre, manifestazioni,  eccetera,
  svoltesi  in Italia ed in alcune città europee (Parigi,  Bruxelles,
  Marsiglia)  hanno comportato un costo nell'anno 2008  pari  a  euro
  29.852,81;  per l'anno 2009 pari a euro 32.754,70; per l'anno  2010
  pari  a  euro  19.039,50 così come si evince  dalla  documentazione
  presentata e che risulta pagata dall'Ente Parco.
   Pertanto,  le missioni effettuate dal Commissario hanno comportato
  un costo complessivo pari a euro 81.647,01.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Mancuso   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente  la
  risposta non mi soddisfa per due ordini di motivi: il primo  perchè
  l'Assessore  non spiega  la motivazione per cui il Commissario  del
  Parco  ha  affittato  un  appartamento a Taormina  per  il  periodo
  indicato.  Mi sembra veramente un spesa non solo superflua,  ma  da
  censurare sotto tutti i profili, considerato che poi dopo la nostra
  interrogazione  è  stato trovato il luogo dove  poter  svolgere  le
  attività  nel Comune di Castiglione che si trova a molti chilometri
  da Taormina ed in una situazione logistica molto diversa.
   Non   sappiamo  esattamente  perché  è  stato  utilizzato   questo
  appartamento di Taormina dal Commissario.
   Per  quanto  riguarda i due anni di missione e gli  81  mila  euro
  riferiti all'assessore, mi permetto di dirle che in questa  materia
  ci  sono  indagini di altra autorità e mi sembra che i conti  siano
  totalmente diversi. Lei naturalmente si attiene a ciò che le  hanno
  scritto.
   Personalmente, posso dichiarare di non essere soddisfatto.
   Relativamente all'ultima questione, che ritengo la più importante,
  l'abbiamo  già  affrontata da molti anni con  il  Presidente  della
  Regione  e  lo ribadiamo a lei che, da qualche giorno, è  assessore
  regionale:  è  veramente un'indecenza che nei parchi, anche  quando
  costituiti  dai  consigli di amministrazione, ancora  i  Presidenti
  siano i commissari nominati dal Presidente della Regione.
   E'  ora  di  smetterla, è ora di nominare i Presidenti, così  come
  prevedono le leggi e i regolamenti.
   Se  volete continuare a lasciare commissariati i parchi, fate pure
  ma  speriamo  che  come  hanno affittato le case  a  Taormina,  non
  facciano in altri luoghi della Sicilia solo per passarsi minuti  di
  allegria, così come è già successo e non pensare a quelli che sono,
  invece,  i risultati che dovrebbero portare a  ciò che è un  organo
  istituzionale e, in questo caso, ad una situazione di disastro.
   Lei  ha  indicato  81  mila  euro  per  partecipare  in  Italia  e
  all'estero a convegni internazionali in tre anni.
   Mi  sembra  un  po'  troppo per un commissario  del  parco  girare
  l'Europa e portare chissà quale buona novella.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1179,  «Iniziative
  per  impedire  la realizzazione di una piattaforma  petrolifera  al
  largo dell'isola di Favignana (TP)», a firma dell'onorevole Adamo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la   compagnia   petrolifera  Shell  ha   effettuato,   al   largo
  dell'arcipelago  delle isole Egadi (TP), numerose trivellazioni  in
  mare aperto alla ricerca di eventuali giacimenti petroliferi;

   da   notizie  di  stampa,  in  seguito  confermate  dallo   stesso
  presidente  della sede italiana della Shell, la suddetta  compagnia
  avrebbe  individuato,  a poche miglia da Favignana,  quello  che  è
  stato definito il più grande bacino petrolifero europeo. Alla  luce
  di  tale  scoperta,  la  Shell  ha iniziato  le  procedure  per  la
  costruzione di una piattaforma di trivellazione petrolifera;
   considerato  che  la  costruzione  della  suddetta  piattaforma  è
  quantomeno  anacronistica  in un momento  drammatico,  come  quello
  attuale,  che  vede la piattaforma DEEP WATER HORIZON  riversare  5
  mila  barili di petrolio al giorno nel Golfo del Messico,  causando
  un  danno all'ecosistema mondiale difficilmente quantificabile  per
  la immane devastazione che causerà;

   tenuto conto che:

   la  presenza  di una piattaforma petrolifera al largo delle  isole
  Egadi,   prossime   a  diventare  parco  naturale,   metterebbe   a
  repentaglio, in caso di incidente, un ecosistema definito unico  al
  mondo, sia per la particolarità dei suoi fondali, sia per il  mondo
  faunistico  ivi presente che, è bene ricordare, contempla  siti  di
  riproduzione delle tartarughe 'caretta caretta' e zone di  transito
  delle foche monache;

   la  suddetta piattaforma, tra l'altro, sorgerebbe a ridosso  delle
  coste  favignanesi, quindi in una posizione tale che,  in  caso  di
  incidente,  non  darebbe  nessuna  possibilità  di  intervento  per
  evitare un disastro ecologico di proporzioni catastrofiche;
   visto che la Regione siciliana ha il dovere di proteggere tutto il
  territorio,  soprattutto  quando  interessi  di  natura   economica
  mettono   a  repentaglio  l'intero  ecosistema  siciliano,  ponendo
  un'intera  provincia,  quella trapanese, davanti  all'incubo  della
  catastrofe naturale;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno intervenire immediatamente al fine  di
  bloccare   qualsiasi  iniziativa  atta  a  realizzare   piattaforme
  petrolifere al largo delle coste siciliane;

   se  non  ritengano doveroso, nei confronti di tutta la popolazione
  siciliana,  adoperarsi  affinché catastrofi  come  quella  in  atto
  esistente  nel Golfo del Messico non abbiano mai a verificarsi  nei
  mari della nostra Regione». (1179)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  il tema delle perforazioni e della ricerca petrolifera
  è all'attenzione del Governo.
   Relativamente all'interrogazione del 10 maggio 2010, il Governo si
  è  espresso  con  delibera di Giunta regionale  numero  325  del  4
  settembre 2010, invitando il Ministero dello sviluppo economico che
  ha   competenza   esclusiva  in  materia  a   non   rilasciare   né
  autorizzazioni   per  ricerca,  né  all'impianto   di   piattaforme
  petrolifere.
   Successivamente, alla delibera della Giunta, il Ministero ha preso
  atto  di  questo e nelle successive richieste di autorizzazioni  di
  ricerche   petrolifere,   negando   l'autorizzazione,   citava   il
  provvedimento di delibera di Giunta.
   Pur  non  prevedendo la procedura un coinvolgimento regionale,  il
  Ministero  ha  ritenuto  opportuno negare nuove  autorizzazioni  ed
  attenersi a quanto deliberato e richiesto dalla Giunta regionale.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Adamo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   ADAMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,   il
  Mediterraneo  è  un mare chiuso. Un incidente nel Mar  Mediterraneo
  sarebbe la fine di un mondo, di una civiltà.
   Ringraziamo  il  Governo per essersi impegnato nel bloccare  nuove
  iniziative,  però  riteniamo indispensabile una riflessione  seria,
  approfondita,  un  incontro per trovare assieme la  possibilità  di
  stabilire nuove regole, per vivere nel Mediterraneo, che riguardino
  la  pesca, la navigazione ma che riguardino soprattutto le ricerche
  petrolifere.
   Noi chiediamo al Governo di fare uno sforzo. Sosteniamo sempre che
  la  Sicilia  è  il  centro del Mediterraneo, il ponte  che  collega
  l'Europa  all'Africa. Noi chiediamo al Governo  di  impegnarsi  per
  trovare  il  modo  di  approfondire il tema  perché  riteniamo  che
  qualsiasi  intervento, non solo di ricerca ma di trivellazione  dei
  fondali del Mediterraneo, sia pericolosissimo. Nessuno può impedire
  o prevedere un incidente, nessuno ci può assicurare che non ci sarà
  mai un incidente e, in questo caso, sarebbe la fine di un mondo.
   Abbiamo  visto,  purtroppo, cosa è successo  in  altre  parti  del
  mondo, in un mare chiuso sarebbe la fine del mondo.
   Quindi,  le  chiediamo  di approfondire il tema,  di  assumere  un
  atteggiamento  più  scientifico e di essere il coordinatore  di  un
  progetto  di  studio, di un convegno; io detesto i  convegni  e  li
  ritengo uno spreco di energia e di soldi, ma un convegno serio  sul
  Mediterraneo per stabilire le norme per vivere il Mediterraneo, che
  ci  coinvolga nella difesa del territorio, della pesca per esempio,
  mentre  noi  litighiamo  con Tunisi, i giapponesi  imperversano  il
  Mediterraneo e si prendono tutto il tonno che vogliono,  faccio  un
  esempio su questioni che lei conosce benissimo.
   E'  il  momento di fermarci e di affrontare questo tema con grande
  serietà ed impegno.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza numero 86  «Inopportunità
  delle  attività  di  ricerca di idrocarburi nello  specchio  acqueo
  ricompreso  tra Marsala e l'arcipelago delle isole Egadi  (TP)»,  a
  firma dell'onorevole Oddo.
   Per  accordo  fra  le parti, l'Assessore fornirà  il  testo  della
  risposta all'onorevole interpellante.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1181  «Realizzazione  di  una
  passerella  pedonale sul fiume Calcinara nel territorio del  Comune
  di Sortino», a firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso che col decreto
  del  29  giugno  2007, n. di prot. 454/54, la Corte  dei  conti  ha
  decretato  l'ammissione a finanziamento del progetto esecutivo  dei
  lavori  di  riattivazione  dell'antico  attraversamento  sul  fiume
  Calcinara  e  la  costruzione  di una  passerella  di  collegamento
  pedonale,  sempre sul medesimo torrente, in località  Serramenzana,
  territorio sito nel comune di Sortino, in provincia di Siracusa;

   preso atto che:

   quest'opera  è  di  fondamentale importanza per  la  fruizione  di
  un'area  tra  le  più  belle  del nostro  pianeta,  che  ospita  la
  necropoli  di Pantalica (la più grande d'Europa) e che ha ricevuto,
  recentemente,    il   riconoscimento   UNESCO   quale    patrimonio
  dell'umanità;

   i  rappresentanti  UNESCO  hanno  definito  l'opera  in  questione
  'eccezionale e necessaria per il territorio';

   il  progetto  di  massima  e  la scelta  dell'ubicazione  è  stata
  condivisa  dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali  di
  Siracusa;

   l'Azienda  foreste demaniali ha ritenuto l'opera 'funzionale  alla
  riserva e necessaria alla protezione civile';

   l'opera  è  stata  ritenuta valida sia dalla consulta  dei  comuni
  montani  aretusei, sia dai comuni del comprensorio del  Pit  Hyblon
  Tukles;

   l'opera   è   ricompresa,   fra   l'altro,   nel   programma    di
  riqualificazione  urbana e di sviluppo sostenibile  del  territorio
  (PRUSST) della provincia di Siracusa;

   la progettazione esecutiva è stata approvata a seguito di apposita
  conferenza   di  servizi  sulla  cui  legittimità  si  è   espresso
  reiteratamente   e   favorevolmente  il  Tribunale   amministrativo
  regionale di Catania;

   lo   stesso   TAR,  fra  l'altro,  ha  determinato  'l'irrilevante
  ambientale'   dell'opera,   ordinando   all'Assessorato   regionale
  Territorio  e  ambiente di rilasciare apposito nulla  osta  per  la
  realizzazione  dell'opera  de  qua  per  la  parte  riguardante  il
  servizio  dell'Assessorato regionale che non ha  preso  parte  alla
  conferenza di servizi di approvazione del progetto, mentre, è  bene
  ricordare,   altri   servizi   del   medesimo   Assessorato   hanno
  partecipato, esprimendo parere positivo;

   considerato che:

   ad  oggi, l'ente gestore dei fondi, il PIT n. 28, non ha emesso il
  bando per appaltare il progetto;

   si apprende, solamente in modo informale, che il 13 maggio 2010 si
  terrà,  presso  l'Assessorato Territorio e  ambiente,  un'ulteriore
  conferenza di servizi sempre sullo stesso argomento;

   per sapere:

   se  non  ritengano  utile, indispensabile ed urgente  evitare  che
  vengano  presi  ulteriori  provvedimenti sulla  tormentata  vicenda
  senza  i  necessari  chiarimenti a  tutela  dell'iniziativa  e  per
  scongiurare il danno certo al comune di Sortino;

   se  non  ritengano più corretto dal punto di vista  amministrativo
  tener presente che, dopo aver vinto la battaglia legale con ben tre
  sentenze  favorevoli del TAR ed una della Corte dei conti,  con  un
  nuovo  pronunciamento  della  sopra citata  conferenza  di  servizi
  (illegittima perchè il TAR ha dichiarato positivamente concluso  il
  procedimento  di  approvazione dell'opera  dichiarando  'lo  scarso
  impatto  ambientale') si potrebbero capovolgere  le  decisioni  del
  TAR;

   se  non  ritengano  indispensabile  e  di  conseguenza  necessario
  sospendere immediatamente la predetta conferenza di servizi;

   quali   azioni  intendano  porre  in  essere  per  assicurare   il
  mantenimento del decreto di finanziamento, concesso a suo tempo,  e
  procedere  con  la dovuta celerità all'appalto dei  lavori  che  la
  popolazione attende ormai da troppi anni, in modo da consentire  la
  realizzazione di detta passerella che apporterà enormi benefici  in
  tutto il territorio interessato». (1181)

    Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA, assessore per il territorio e ambiente. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  in data 13 maggio 2010  si  è  svolta  presso
  l'Assessorato  Territorio  e Ambiente  la  Conferenza  dei  Servizi
  convocata      dall'Assessore     pro-tempore,     su     richiesta
  dell'Amministrazione comunale di Sortino (SR).
   Considerata  la  complessità dell'argomento  ed  il  numero  degli
  interventi, secondo quanto riferito dai Dirigenti del Dipartimento,
  si   è   ritenuto  che  il  progetto  potesse,  ottemperando   alle
  indicazioni di cui al verbale della stessa Conferenza dei  servizi,
  ritenersi  ammissibile sotto il profilo tecnico, restando  comunque
  subordinato all'approvazione successiva di carattere ambientale.
   L'ammissibilità   del   progetto  risultante   dalla   Conferenza,
  trattandosi di parere dell'Assessorato stesso come atto  complesso,
  presupponeva  successivamente il parere  favorevole  del  Consiglio
  Regionale  per  la  protezione della  natura,  nonché  le  previste
  valutazioni  sotto  il  profilo dell'incidenza  ambientale  qualora
  necessarie.
   Nella citata nota del Dipartimento si fa presente, inoltre, che la
  pratica  è  stata  inoltrata al C.R.P.P.N.  e sarà  all'ordine  del
  giorno del prossimo C.R.P.P.N. che ho convocato per il 16 febbraio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  intanto  la  ringrazio  perché ha avuto il garbo  istituzionale  di
  rispondere  ad  una  mia interrogazione dell'11  maggio  2010;  già
  questo  è tanto. Però, nello stesso tempo vorrei ricordarle che  vi
  sono altre due interrogazioni sempre sullo stesso argomento a cui i
  tre  precedenti assessori, hanno pensato di non rispondere. Una  di
  questa interrogazione del settembre 2008, un'altra del 2009 ed  ora
  questa dell'11 maggio 2010.
   Assessore, cosa chiedevamo noi ai suoi predecessori? Chiedevamo di
  avere certezza su un percorso che riguarda la realizzazione di  una
  bretella di attraversamento del fiume Calcinara, nel territorio del
  comune  di  Sortino, in provincia di Siracusa, in maniera  tale  da
  dare  la possibilità a tutti i turisti di poter fruire di una delle
  zone  più  belle  al mondo e che presenta, tra le  altre  cose,  la
  necropoli  più grande che esista oggi al mondo: la famosa Necropoli
  di Pantalica.
   Vi  era un finanziamento, vi erano stati una serie di decisioni da
  parte del TAR di Catania che aveva dato ragione all'Amministrazione
  che,  per  tre  volte  di  seguito, aveva fatto  ricorso  contro  i
  provvedimenti  da  parte dell'Assessorato e dopodiché  vi  è  stata
  questa  Conferenza  di  servizio,  che  come  lei  ricorda,  doveva
  svolgersi  il 10 maggio invece si è svolta il 13 maggio  del  2010.
  Dal  13  maggio  2010 fino ad oggi, e mi pare che  siano  trascorsi
  circa dieci mesi, non è stato fatto nulla.
   Adesso,  accogliamo  con piacere quello che lei  dice  che  il  16
  febbraio  ha convocato il Comitato per poter dare l'ultimo  parere,
  ma  nel frattempo avevamo anche chiesto al suo collega all'Economia
  di  sapere  se  le  somme,  a  suo tempo  stanziate,  erano  ancora
  disponibili o se, nel frattempo, con tutte le misure che sono state
  adottate  da  parte  della  Regione,  queste  somme  non  sono  più
  disponibili, pertanto, l'approvazione di questo progetto rimarrebbe
  solo  un  fatto  senza  seguito perché non  potremmo  assolutamente
  realizzare la passerella.
   Se, da una parte, sono soddisfatto per la notizia che oggi ha dato
  in Aula, assessore, dall'altra parte, non posso non esprimere tutto
  il  mio  disappunto,  in qualità di rappresentante  del  territorio
  della provincia di Siracusa, per le distrazioni continue che questo
  Governo ha nei confronti della mia provincia.
   Le province in Sicilia sono nove e il Presidente Lombardo dovrebbe
  ricordarsi  che tutte e nove hanno gli stessi doveri  e  anche  gli
  stessi diritti ma così non è.
   Nel  ringraziarla,  assessore, per  la  risposta,  non  posso  non
  dichiararmi  insoddisfatto per l'attività che i  suoi  predecessori
  non hanno fatto, per la continua umiliazione a cui gli assessori di
  questo Governo sottopongono questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Considerato  che l'Assessore  ha  comunicato  di  non
  potere  ancora fornire la risposta all'interrogazione numero  1186,
  la stessa rimane in vita.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  1187   Iniziative  per  la
  salvaguardia della baia di Capo Calavà, sita nel comune di  Gioiosa
  Marea (ME) , a firma dell'onorevole Panarello.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1198  Interventi  urgenti  al
  fine  di nominare un commissario ad acta per le modifiche del Piano
  regolatore  generale  (PRG)  della  città  di  Siracusa ,  a  firma
  dell'onorevole Marziano. Ne do lettura:

    All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,  premesso  che
  nell'agosto del 2007 il consiglio comunale di Siracusa ha approvato
  il  nuovo  PRG della città, poi pubblicato in GURS il 28  settembre
  2007,  e che tale PRG, prefigurando un nuovo decennio di incremento
  demografico  della  città, prevede una ulteriore ed  impressionante
  espansione  della  stessa  con pesanti  conseguenze  amministrative
  legate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione;

   la città di Siracusa, che già oggi si estende in un territorio sei
  volte  maggiore di quello di altre con pari numero di abitanti,  ha
  subito,  invece,  nell'ultimo decennio un significativo  decremento
  demografico e che nei prossimi anni si prevede lo stesso trend;

   il   fenomeno   di   decremento  sopra  indicato  non   giustifica
  assolutamente  le  previsioni  urbanistiche  e  che  in   sede   di
  osservazioni  al  piano non fu possibile correggere  tali  storture
  poiché per un anno il consiglio comunale non riuscì ad esaminare le
  osservazioni  presentate sia da Legambiente che dal consulente  del
  PRG, Gabrielli, in quanto è sempre mancato il numero legale;

   considerato che:

   sarebbe  opportuno sottoporre l'intero territorio alla valutazione
  ambientale  strategica  per salvaguardare le  parti  sensibili  del
  territorio poiché la Regione esonerò il comune da tale adempimento;

   già  nella prima fase di attuazione il piano sta determinando  una
  nuova e selvaggia cementificazione del territorio con l'aggressione
  già  in atto di aree di grande interesse storico ed ambientale, che
  vanno  dall'area  dell'Epipoli  alla  Balza  Akradina,  e  con   la
  previsione della realizzazione di complessi turistici in luoghi  di
  incomparabile bellezza naturale, come la cosiddetta 'Pillirina',  o
  di massicci interventi edilizi nella penisola la Maddalena';

   tale  massiccio  intervento  sembra riguardare  l'area  del  porto
  grande con la paventata realizzazione di un secondo porto turistico
  e di infrastrutture collegate dal forte impatto ambientale;

   rilevato che:

   tutto  ciò  ha  determinato la nascita di  movimenti  di  protesta
  civile sia da parte delle organizzazioni ambientaliste tradizionali
  sia  di  nuovi movimenti spontanei di cittadini, che hanno promosso
  iniziative  di  varia  natura (convegni di  studio,  manifestazioni
  popolari, etc.);

   invece  nella città sono presenti vaste aree, come ad  esempio  la
  Borgata S. Lucia, il cui patrimonio edilizio è caratterizzato da un
  forte  degrado, in cui le attività commerciali languono e  l'arredo
  urbano è inesistente o in stato di totale abbandono;

   a  seguito  di  tali movimenti di protesta civile e  di  movimenti
  popolari  che  rispecchiano  il comune sentire  dei  cittadini,  il
  consiglio comunale ha dato mandato alla I commissione consiliare di
  avanzare,  dopo approfondito dibattito e sulla scorta di contributi
  dell'associazionismo,  una  serie di  proposte  di  modifica  dello
  stesso PRG necessarie ad una maggiore tutela del territorio;

   tale commissione ha concluso i suoi lavori indicando delle precise
  proposte per:
   1- tutela delle mura dionigiane;
   2-  tutela delle coste  (parco costiero Plemmirio-Maddalena con il
  recupero  della  batteria Lamba Doria, salvaguardia  La  Pillirina,
  distanza  degli  interventi turistici di  300  metri  dalla  costa,
  salvaguardia  della  zona liberty e dei siti archeologici  presenti
  nell'area);
   3- centro direzionale di scala greca ed altre proposte;

   la    commissione    consiliare   ha    inoltre    proposto    che
  l'amministrazione comunale si impegnasse a:
   1-   redigere   in  tempi  brevissimi  il  piano   di   attuazione
  pluriennale,  privilegiando  gli interventi  anche  per  l'edilizia
  pubblica sovvenzionata o convenzionata nell'edificato, ed in  primo
  luogo nella Borgata S.Lucia, in luogo ed in sostituzione delle aree
  di  espansione, considerando i minori costi ambientali ed economici
  anche per l'esistenza delle opere di urbanizzazione;
   2-  a dare compiuta attuazione alle norme relative alla attuazione
  dei comparti;
   3-  ad  avviare  immediatamente, considerata la prossima  scadenza
  decennale, le procedure di revisione del PRG;
   4-  ad  accompagnare PRG e piano decennale con  uno  studio  sullo
  sviluppo  delle infrastrutture relative al sistema idrico integrato
  anche  mediante la redazione della variante al PARF che adegui  gli
  attuali  impianti allo sviluppo urbanistico, con il contributo  del
  nuovo gestore SAI8;
   5- a dotare la città del piano commerciale;

   preso atto che la gran parte dei componenti della commissione e la
  totalità dei movimenti cittadini ritiene opportuno che, nelle  more
  della  revisione  del PRG, sia necessario procedere  alla  modifica
  delle  norme  di  attuazione del piano  stesso  e  del  regolamento
  edilizio  in direzione di un considerevole ridimensionamento  della
  prevista  espansione edilizia anche attraverso una riduzione  degli
  indici di edificabilità;

   per  sapere se non ritenga opportuno provvedere alla nomina di  un
  commissario regionale al fine di verificare le previsioni di  piano
  in   materia  di  incremento  demografico  e,  ove  necessario,  di
  provvedere   affinché   l'amministrazione  comunale   prenda   atto
  dell'erroneità delle previsioni di piano e conseguentemente proceda
  ad  una  modifica  delle  norme  di attuazione  e  del  regolamento
  edilizio  nella  direzione  di  una considerevole  riduzione  degli
  indici di edificabilità . (1198)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, relativamente  al  contenuto  del
  Piano  (sovradimensionamento, zone di espansione ecc.) e in  ordine
  all'esame delle osservazioni, per gli aspetti di natura prettamente
  urbanistica,  si precisa che il P.R.G. unitamente alle prescrizioni
  esecutive e al Regolamento edilizio, risulta approvato, con decreto
  del dirigente n. 669 del 3 agosto 2007 pubblicato sulla GURS n.  46
  del  28  settembre   2007,  sulla  scorta  della  regolarità  della
  procedura amministrativa così come previsto ai sensi degli articoli
  3 e 4 della legge regionale n. 71 del 1978.
   Stante  che i vincoli preordinati all'esproprio, ex art.  1  della
  legge   regionale  n.  38  del  1973,  hanno  durata   quinquennale
  dall'emissione  del  decreto assessoriale  approvativi,  così  come
  previsto  dall'articolo  9 del DPR n. 327  del  2001  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni  e che il Comune  di  Siracusa  risulta
  obbligato, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale
  n.  15  del  1991,  all'avvio  della revisione  vigente  del  Piano
  regolatore generale diciotto mesi prima della decadenza dei termini
  di  efficacia di detti vincoli, il Dipartimento Urbanistica non ha,
  ad oggi, ancora alcun onere di vigilanza.
   Con riferimento alla richiesta di nomina di un commissario ad acta
  si evidenzia che, in via generale, presupposto necessario perché da
  questo Assessorato si possa disporre l'intervento sostitutivo, così
  come previsto dall'articolo 2 della legge regionale n. 66 del 1984,
  è  l'omissione o l'impossibilità degli organi comunali di  compiere
  atti obbligatori.
   Si  fa  rilevare, in ultimo, che l'obbligo di sottoporre  i  piani
  urbanistici  generali  alla  procedura  di  Valutazione  Ambientale
  Strategica risulta sancito dal decreto legislativo n. 152 del  2006
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni,  entrato   in   vigore
  successivamente agli ultimi atti consiliari dell'iter  di  adozione
  del Piano regolatore generale in argomento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  non
  posso  che  apprezzare il fatto che ad un'interrogazione presentata
  nel  maggio dell'anno scorso risponda lei che si è insediato  molti
  mesi   dopo.  Non  posso  che  condividere  il  contenuto  tecnico-
  burocratico  delle  affermazioni perché questa è  la  realtà  delle
  cose, dal punto di vista giuridico e delle carte.
   Il  tema che ho voluto sollevare con l'interrogazione riguarda  il
  fatto che in alcune previsioni del Piano regolatore generale,  pure
  approvato  con quei vizi di forma e con quelle benevoli concessioni
  della   Regione   che  ho  citato  nell'interrogazione,   l'abnorme
  previsione   di   crescite  esponenziali  della   popolazione   sta
  determinando  però  nei fatti l'aggressione -  perché  non  si  può
  definire in altro modo - di parti sensibili del territorio  la  cui
  trasformazione  in  aree  edificabili, in luoghi  di  residenza  ne
  cambierà la natura, il valore storico-ambientale.
   Non  posso  che accettare l'idea che lei, assessore, indica  nella
  risposta l'impossibilità di nominare il commissario ad acta; non ci
  sono atti per farlo.
   Voglio  solo  fare  presente che lo stesso Consiglio  comunale  ha
  ritenuto  alla  quasi  unanimità di dovere  procedere  rapidamente,
  prima  ancora  dei  tempi previsti dalla legge, alla  revisione  di
  alcune  previsioni  del  Piano regolatore  e  alla  modifica  degli
  strumenti di attuazione.
   Nel  ritenermi, pertanto, soddisfatto per il lavoro  svolto  dagli
  uffici e per la risposta, non posso che continuare a manifestare le
  preoccupazioni che alla interrogazione mi hanno portato e  chiedere
  che,  da  parte  dell'assessorato, si possa svolgere quella  giusta
  attività  di  vigilanza tendente  a garantire la  salvaguardia  del
  territorio,  pur  in  presenza  di  un  Piano  regolatore   vigente
  approvato e secondo i crismi della legge.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1240  Assegnazione
  di  risorse  per  far  fronte ai disagi dei  comuni  del  Messinese
  colpiti   da   eventi  calamitosi  del  2009  e  2010 ,   a   firma
  dell'onorevole Panarello.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  considera presentata con richiesta di  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1288  Approvazione definitiva
  del  piano  regolatore generale del comune di  Lampedusa  e  Linosa
  (AG) , a firma dell'onorevole Di Benedetto. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  premesso  che  il
  consiglio  comunale di Lampedusa e Linosa (AG) ha, dieci  anni  fa,
  approvato lo schema di massima del piano regolatore generale (PRG),
  che è stato successivamente esaminato dall'ufficio del genio civile
  di Agrigento;

   nonostante  il  lungo  tempo trascorso, il consiglio  comunale  di
  Lampedusa  e  Linosa  non  ha  provveduto  ad  adottare   il   PRG,
  rinviandone  la  realizzazione a tempo  indeterminato,  consentendo
  così   l'esame  dei  piani  di  lottizzazione  al  di  fuori  della
  programmazione generale del PRG;

   tenuto conto che:

   l'Assessore  per  il  territorio pro  tempore,  su  richiesta  del
  sottoscritto  interrogante, nel 2007  ha  provveduto  con  d.a.  n.
  302/gab  alla  nomina di un commissario ad acta per l'adozione  del
  PRG  che,  tuttavia,  non ha potuto portare a termine  le  funzioni
  attribuitegli a causa del rinnovo degli organi amministrativi e  ad
  oggi  il  comune  di Lampedusa e Linosa è ancora  sprovvisto  dello
  strumento urbanistico;

   in assenza del PRG l'amministrazione rilascia concessioni edilizie
  senza  alcuna  attenzione  alla tutela del territorio,  consentendo
  edificazioni persino in aree archeologiche;

   considerato che per la realtà urbanistica di Lampedusa  l'adozione
  definitiva del PRG rappresenterebbe l'unico rimedio efficace per un
  armonioso  sviluppo  del  territorio  e  per  dare  risposte   alle
  legittime istanze di sviluppo della popolazione residente;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda assumere per impedire gravi  pregiudizi
  ambientali per il territorio di Lampedusa e Linosa, abbondantemente
  compromesso dalla mancanza di regole certe;

   se  non ritenga urgente nominare un commissario per l'approvazione
  definitiva  del  PRG  in  sostituzione  dei  poteri  del  consiglio
  comunale». (1288)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli deputati, con riferimento all'atto  ispettivo
  in  oggetto,  il Dipartimento regionale Urbanistica, con nota prot.
  337 del 3 novembre 2010, rappresenta quanto segue nelle premesse.
   Il  Comune  di  Lampedusa  e  Linosa  è  dotato  di  Programma  di
  Fabbricazione approvato con D.A. n. 4 del 16 gennaio 1974  e  dalla
  documentazione presente agli atti del Dipartimento risulta che  non
  ha  ancora provveduto a dotarsi di P.R.G. sebbene obbligato a norma
  dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale 15/91.
   Con  raccomandata  a/r prot.  n. 34663 del 6  settembre  2010,  il
  Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale sono stati diffidati
  a comunicare all'Assessorato del territorio e dell'ambiente, ognuno
  per  la propria competenza, circa la formazione e/o l'adozione  del
  Piano regolatore generale.
   Si è significato che in caso di mancato riscontro entro il termine
  assegnato  di  giorni  venti,  si sarebbe  provveduto  ad  attivare
  apposito intervento sostitutivo.
   Si  è  constatato  che alla scadenza di tale termine  non  si  era
  proceduto ad attivare quanto sopra detto.
   Il  territorio comunale risulta ancora disciplinato dal  Piano  di
  Fabbricazione approvato nel 1974 e da successiva variante approvata
  nel 1979.
   Si  ribadisce  l'oggettivo e considerevole ritardo  rispetto  agli
  adempimenti riguardanti la definizione di un nuovo Piano regolatore
  generale che nella vigente legislazione urbanistica rappresenta  un
  atto dovuto per il Comune.
   Dagli  esiti  di  attività sostitutive svolte dall'Amministrazione
  regionale e sulla base delle documentazioni prodotte, emerge che il
  progetto  di  Piano già consegnato dal professionista incaricato  è
  munito  del  parere  dell'ufficio del Genio civile  ed  inoltre  lo
  stesso  progetto di Piano regolatore generale è stato  inviato  nel
  2008  all'esame del Consiglio comunale che nella seduta di adozione
  invocava l'incompatibilità di cui all'articolo 176 dell'ordinamento
  degli enti locali.
   L'azione  del  commissario  ad acta nominato  dall'Assessore  pro-
  tempore  aveva esaurito i suoi effetti con lo scadere  del  mandato
  senza potere giungere al completamento dell'incarico.
   Pertanto,  in  data 12 novembre 2010, con decreto assessoriale  n.
  187/Gab,  si è provveduto a nominare il nuovo commissario  ad  acta
  con  il  compito di provvedere in via sostitutiva all'adozione  del
  Piano regolatore generale del Comune di Lampedusa e Linosa.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Benedetto  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,
  ovviamente,  sono soddisfatto della risposta fornita dall'assessore
  ma,  soprattutto,  dall'azione  prodotta  dall'assessorato  che  ha
  nominato  il  commissario  ad  acta per  l'approvazione  del  piano
  regolatore di Lampedusa.
   Sento  doveroso però esprimere una preoccupazione. Come  ricordava
  l'assessore, abbiamo un Piano regolatore, già approvato  dal  Genio
  Civile, che il Consiglio comunale non esita; nelle more, in  questi
  anni  -  perché  di  anni  si tratta, il  Comune  ha  continuato  a
  rilasciare  una  serie di licenze edilizie, alcune  addirittura  in
  area archeologica con trasformazione di manufatti archeologici.
   Bisognerebbe verificare anche la legittimità di queste concessioni
  date.  La mia preoccupazione consiste nel fatto che, già nel  2007,
  assessore,  a  seguito  di  azioni  politiche,  di  pressioni,   di
  interrogazioni, era già stato nominato un commissario ad  acta  per
  l'adozione del Piano regolatore e, come ricordava, l'azione è stata
  sospesa perché c'è stato lo scioglimento del Consiglio comunale.
   Adesso, il rischio che si corre è uguale. Abbiamo notizia  di  una
  azione  ispettiva  condotta ormai da diversi mesi  dall'assessorato
  Enti  locali  che ha prodotto una corposa documentazione;  ci  sono
  numerosi atti ispettivi parlamentari che chiedono all'assessore  di
  intervenire per lo scioglimento del Consiglio comunale di Lampedusa
  e,  da notizie che si hanno da parte degli assessorati, pare che il
  lavoro ispettivo sia giunto a buon punto. Per questa ragione,   non
  vorrei  che ci trovassimo, ancora una volta, con un commissario  ad
  acta  nominato  che  non  è  in condizioni  di  portare  a  termine
  l'approvazione  del Piano regolatore generale di  Lampedusa  perché
  c'è un nuovo scioglimento del Consiglio comunale di Lampedusa.
   Visto  e  considerato che il Piano regolatore è stato già vagliato
  per  le  direttive  dal Consiglio comunale, c'è l'approvazione  del
  Genio  civile,  inviterei  l'assessore, direttamente,  a  porre  al
  funzionario che è il commissario ad acta un sollecito intervento su
  Lampedusa,  anche trascurando, impegnandosi, andandoci più  spesso,
  in  maniera  da  poter  adottare in tempi  rapidi  il  nuovo  Piano
  regolatore  di  Lampedusa che è una zona a  rischio  dove  non  c'è
  controllo; dove, da parte di questa Amministrazione, regna  la  più
  totale  illegalità;  dove  il Sindaco ha innumerevoli  procedimenti
  giudiziari  in  corso; dove ci sono state condanne da  parte  della
  Corte dei conti. Siamo nel  Far West a Lampedusa.
   Adottare   rapidamente   un   Piano   regolatore   è   un    fatto
  improcrastinabile  e  invito vivamente  l'assessore  a  sollecitare
  rapidamente il funzionario perché lo adotti. Ovviamente,  ho  detto
  già che sono soddisfatto dell'azione condotta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1308  Notizie circa
  i lavori di sbancamento nell'alveo del fiume Alcantara, in contrada
  Dirupo  del  comune  di  Calatabiano (CT) , a firma  dell'onorevole
  Raia.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Sparma per fornire la risposta.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, relativamente  all'interrogazione
  dell'onorevole Raia,  l'assessorato non ha competenza in materia.

   PRESIDENTE. L'interrogazione numero 1308 rimane pertanto in vita e
  si definirà la competenza tramite la Presidenza della Regione.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1312  Notizie sulla riduzione
  dell'inquinamento  prodotto da emissioni di elettrosmog ,  a  firma
  dell'onorevole Marrocco.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 1314  Provvedimenti urgenti  a
  seguito  dell'incendio  verificatosi ad Erice  (TP)  il  19  luglio
  2010 , a firma dell'onorevole Marrocco.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  numero  1341   Iniziative  atte   a
  scongiurare il taglio dei fondi destinati alla gestione  del  Parco
  dei Nebrodi , a firma dell'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO.  Chiedo che si consideri trasformata in  interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'interrogazione  numero   1365    Iniziative   per
  fronteggiare i danni causati dall'alga tossica (osteopsis  ovata) ,
  a firma dell'onorevole Caputo.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione   si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1503   Chiarimenti  sull'utilizzo
  delle  somme  impegnate per il Fondo regionale per la montagna ,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per l'economia,  premesso  che  il  7
  settembre 2010 l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente
  pro tempore ha decretato il piano annuale di utilizzo delle risorse
  del fondo regionale per la Montagna;

   vista la deliberazione della Giunta regionale n. 274 del 29 luglio
  2010,  con la quale è stato approvato il piano annuale di  utilizzo
  delle  risorse  del fondo regionale per la montagna, in  conformità
  alla  proposta  di cui alla nota prot. n. 1910/gab  del  14  luglio
  2010, per un importo complessivo di euro 7.078.000,00;

   preso  atto  che  le  province di Siracusa e  Ragusa  sono  state,
  inopinatamente e ingiustificatamente, escluse dalla ripartizione di
  dette somme;

   considerato  che  il  decreto  de quo  è  stato  pubblicato  nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 12/11/2010;

   per sapere:

   per quale arcano e ingiustificato motivo le province di Siracusa e
  Ragusa,  che pure hanno una parte importante del proprio territorio
  ricadente in zone montane, siano state escluse dalla programmazione
  di dette somme;

   se  non  ritengano  utile  e opportuno, con  l'urgenza  del  caso,
  ritirare  detto provvedimento che è assolutamente ingiustificato  e
  ingiusto e che colpisce, ancora una volta, la provincia di Siracusa
  e  quella  di Ragusa, in modo da ridistribuire le somme  de  quibus
  inserendo anche le suddette province;

   infine,  se  non  ritengano di predisporre,  fin  da  subito,  una
  circolare in modo tale che il prossimo anno le province di Siracusa
  e   Ragusa   possano  essere  compensate  di  quanto  ingiustamente
  sottratto  e  scippato  nell'attuale piano  che,  con  la  presente
  interrogazione, si intende contestare». (1503)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Sparma  per   rispondere
  all'interrogazione.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con riferimento all'interrogazione
  dell'onorevole  Vinciullo,  il Comando del  Corpo  Forestale  della
  Regione  siciliana, con nota prot. n. 2883 del 31 gennaio 2011,  ha
  rappresentato  che  la  predisposizione  del  Piano  annuale  delle
  risorse del fondo regionale 2008 è stata curata direttamente  dagli
  Uffici dell'Assessore al Territorio e Ambiente pro-tempore.
   Infatti,  con  decreto assessoriale n. 140 del 7  settembre  2010,
  l'Assessore  pro-tempore  ha approvato e reso  esecutivo  il  Piano
  annuale  di  utilizzo  delle risorse del  Fondo  regionale  per  la
  montagna  di cui alla delibera di Giunta regionale n.  274  del  29
  luglio 2010.
   Dalla lettura degli atti citati si evince che gli interventi  sono
  stati  scelti applicando il criterio    dei comuni montani  facenti
  parte  delle  comunità montane rideterminate ai sensi dell'articolo
  28  della  legge n. 142 del 1990, ovvero quelli dei comuni  montani
  già classificati ai sensi della legge n. 915 del 1952 che insistono
  all'interno  delle  aree ricadenti nei parchi  regionali,  sia  già
  costituiti che in fase di costituzione.
   Atteso  che  nelle  province di Siracusa  e  di  Ragusa  non  sono
  presenti parchi regionali, non sono stati inseriti interventi per i
  comuni  montani  e  parzialmente montani  presenti  nelle  suddette
  province.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  intervengo   per  dichiararmi  assolutamente  insoddisfatto   della
  risposta da lei avuta.
   Devo ricordare,  intanto, che è un provvedimento di cui lei non ha
  responsabilità perché è stato  varato dal suo predecessore.
   Mi  preoccupa quello che lei ha dichiarato prima, quando ha  detto
  che  non  sarebbero  stati  gli  uffici  competenti  a  curare   la
  suddivisione  delle somme che sono state date  e  che,  invece,  ad
  occuparsi  di  questa vicenda è stato l'Ufficio  di  Gabinetto,  il
  quale, come è noto, non ha competenza sull'argomento.
   Stesso  discorso  dicasi  per  quanto  riguarda  il  parere  della
  Commissione. La Commissione legislativa parlamentare doveva rendere
  un  parere.  Non mi risulta che questo parere sia mai  stato  reso:
  seconda cosa gravissima.
   Terza  cosa,  ancora  più grave: nella suddivisione  delle  somme,
  sembra emergere una divisione più clientelare che altro, nel  senso
  che  alcune  province, ad esempio, la provincia di  Siracusa  e  di
  Ragusa che ha una catena montuosa, nota perfino a Virgilio se,  nel
  I  secolo  d.C.,  egli cantava le alpi degli  Iblei  e  cantava  la
  bellezza di questi monti.
   Prendiamo atto che all'assessorato per il  territorio e l'ambiente
  non  sanno  che la provincia di Ragusa e la provincia  di  Siracusa
  hanno un promontorio famosissimo nel Mondo, ripeto, già cantato  da
  Virgilio  e  che,  di conseguenza, si è pensato  di  escludere  dai
  benefici di questo decreto assessoriale la provincia di Siracusa  e
  di Ragusa e credo anche quella di Caltanissetta.
   Quello   che   desta  anche  preoccupazione  è   la   suddivisione
  territoriale  degli  interventi. Ad esempio,  28  in  provincia  di
  Agrigento. Non ricordo di quale provincia fosse l'assessore in quel
  momento,  però, ricordo che i Sicani sono di dimensioni  inferiori,
  sicuramente, agli Iblei. I Sicani, quindi, battono gli Iblei  28  a
  0.
   Poi,  vi  sono  14  interventi  nella  provincia  di  Catania,  45
  interventi nella provincia di Palermo e nella provincia di  Messina
  - le dicono quanti sono gli interventi nella provincia di Messina -
  ,  sicuramente 31. I Nebrodi, quindi, sono quasi simili ai  Sicani,
  per essere chiari.
   Considerato  che  nel  futuro Governo  che  nascerà,  sicuramente,
  quando   ci   saranno  le  elezioni,  nel  futuro  Governo   eletto
  democraticamente dal popolo, possibilmente, qualcuno di  noi  potrà
  fare  l'assessore, non vorrei che venisse istituzionalizzato questo
  modo  di comportarsi, per cui l'assessore della sua provincia pensa
  di finanziare 28 interventi nella sua provincia e nulla nelle altre
  tre province.
   S'immagini,  se  un giorno io facessi l'assessore,  potrei  essere
  tentato di finanziarne 50 in provincia di Siracusa, dal momento che
  il modello che passa è questo e nessuno in altre province.
   Per  esempio, poi, c'è anche un Comune fortunato, un Comune che  è
  riuscito  ad  ottenere   ben  quattordici  finanziamenti,   quindi,
  un'amministrazione   comunale  attivissima,   attenta,   partecipe,
  presente, come se tutti gli altri Comuni non avessero fatto domanda
  e  tutti  gli  altri  Comuni  non avessero  chiesto  lo  stesso  di
  partecipare ai finanziamenti da parte della Regione.
   Pertanto,  assessore,  per  evitare che io trasmetta  questi  atti
  alla  Procura e per evitare di chiedere alla Procura di intervenire
  e  di  capire  per  quale motivo solo alcune  province  sono  state
  favorite  ed altre, invece, sono state vergognosamente escluse,  la
  invito  a revocare immediatamente il provvedimento e a far  sì  che
  non sia l'Ufficio di Gabinetto  di un assessore ma siano gli Uffici
  preposti  ad  approvare il Piano e che soprattutto lo stesso  venga
  approvato dalla Commissione legislativa competente.
   Capisco che siamo in emergenza democrazia in questa Regione,  però
  lei,  da  oggi, sa che nel suo assessorato c'è un iter  sicuramente
  non  corrispondente  a quello che prevede la  legge;  c'è  un  iter
  strano;  ci  sono alcune province di serie A ed altre  province  di
  serie Z.
   Allora, per evitare che questa vicenda si possa ragionare in altre
  Aule,   le   ripeto  e  le  chiedo  nuovamente   di   revocare   il
  provvedimento. E' chiaro che sono totalmente insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in merito all'interpellanza numero
  86,  preciso  che dal testo della risposta fornita  si  evince  che
  l'assessore non è ancora pronto a rispondere.

   L'interpellanza  rimane  in  vita  e  sarà  svolta  in  una seduta
  successiva.

   Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno

   BENINATI.  Chiedo  di parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò rapidissimo
  riallacciandomi  velocemente  al  collega  che  è  intervenuto  per
  ultimo.
   Effettivamente, non  solo ha ragione, ha pienamente ragione.
   L'assessore   sa  già  che,  non  volendo  portare  all'attenzione
  dell'Aula  questo problema con un'interrogazione o con atti,  avevo
  chiesto  un'audizione in Commissione in  quanto  ciò  che  è  stato
  citato  dal collega è tutta la verità.
   Qui  si è scambiato un programma che, nel passato - il piano della
  montagna  -  oltretutto, nel 2002,  ho scoperto che la Regione  non
  spendeva  mai soldi per il piano della montagna ed attivai  proprio
  in  una  finanziaria il recepimento della norma e, da quella volta,
  la Regione Sicilia ebbe finalmente i fondi per la montagna...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati,  non  mi  metta  in  difficoltà.
  L'assessore  ha  già risposto. Si è chiusa la parte  relativa  alla
  trattazione dell'atto ispettivo a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Mi comunichi invece quello che é giusto che comunichi.

   BENINATI.  Condivido quanto dice l'onorevole Vinciullo e  concludo
  facendo presente all'assessore che ancora attendiamo le risposte in
  commissione  quarta  sull'argomento dove  proprio  si  chiedeva  la
  stessa cosa: la revoca del piano.
   Mi  auguro  che l'assessore lo faccia quanto prima per evitare  di
  continuare  una discussione che ci porterebbe poi a situazioni  più
  pesanti.
   Alla  luce  di  questo, Presidente, siccome ho sentito  parlare  a
  lungo  in  questa interrogazione su problematiche che riguardano  i
  dissesti  idrogeologici,  io volevo, approfittando  della  presenza
  dell'assessore, rammentare e metterlo a conoscenza di un  argomento
  che  ben il 3 di ottobre il sottoscritto allora assessore ai lavori
  pubblici, invitò con urgenza, dopo la vicenda di Messina, la Giunta
  di  governo a riunirsi, era un sabato, proprio perché a seguito  di
  quell'evento catastrofico  che tutti noi sappiamo, il governo desse
  una   risposta   quantomeno  di  interessamento  ad   un   problema
  serissimo.
   Ebbene,  io  in  quella sede mi sono mi fatto carico  di  proporre
  alcune  cose  che tutto inserito nella delibera di  Giunta   del  3
  ottobre, la numero 415 del 2009.
   In  sintesi, vi spiego e lo spiego all'assessore al territorio che
  di sicuro non sarà stato informato di questa delibera,  e lo spiego
  anche  al  nuovo assessore alle infrastrutture e al nuovo assessore
  alla protezione civile che in quella sede fu deciso e deliberato  -
  è  un  atto  della Giunta -  su mia proposta, di dare una  tendenza
  nuova   in  questa  Regione  al  problema  delle  catastrofi    che
  annualmente  vengono  fuori dai dissesti,  nonostante  la  Regione,
  l'assessore  al territorio lo sa - io partecipai un giorno  ad  una
  riunione  al Ministero e fui mortificato  e sbalordito dal  sentire
  le  cifre, la quantità di soldi dei fondi comunitari che negli anni
  la  Regione aveva ricevuto, ed in particolar modo l'assessorato  al
  territorio  e l'ambiente. A questo punto dissi  beh, forse  bisogna
  cambiare la tendenza in questa Regione, perchè continuando ad avere
  i  soldi ma spendendoli male noi dissesti non ne risolveremo  nella
  Regione  siciliana . Allora cercai di capire, signor assessore,  il
  perché nella Regione siciliana negli anni aumentano continuamente i
  dissesti.  E  un  motivo c'è, signor Presidente.  Deve  sapere  che
  diversi anni fa, in questa Regione, si decise - non si sa perché  -
  di  concentrare la massima risorsa dei dissesti ad un  assessorato,
  non  me  ne  voglia  l'assessorato territorio e ambiente,  che  non
  c'entra  totalmente  nulla con i dissesti. La Protezione  civile  è
  stata  anch'essa  riempita sempre di risorse ma, diciamocelo  pure,
  non  programma nulla perché interviene  a morto avvenuto .  L'unico
  assessorato,  per  legge,  ed  ha  un  capitolo  di   bilancio,   è
  l'assessorato  ai  lavori  pubblici che ha  il  capitolo   calamità
  naturali .  Se lei vede l'assessorato al territorio e ambiente  non
  ha un capitolo di calamità, vengono dati i soldi per altri versi ma
  non  per calamità. Lo stesso vale per la Protezione civile. Io posi
  questo problema in Giunta e dopo una discussione di coerenza, poi -
  ahimè  - questa coerenza si è persa, si decise di fare un punto  di
  coordinamento tra i tre assessorati,perchè una volta per  tutte  in
  questa  Regione  si spendessero bene i soldi per la protezione  del
  sistema idrogeologico. Vede signor Presidente, le frane non partono
  in  quanto  c'è  una  catastrofe prevista, le  frane   partono  per
  piccole incuranze sul territorio; un anno dopo, anno dopo anno, non
  si  interviene immediatamente per piccoli fenomeni e poi  avvengono
  le catastrofi. Lei lo sa, Presidente, perché è avvenuto questo?
   Perché   negli   anni  abbiamo  riempito  di  soldi  l'assessorato
  territorio  e  ambiente,  che fa la sua storia,  fa  i  PAI,  fa  i
  programmi  europei,  dà i soldi ai sindaci  che  poi  fanno  tutto.
  Attenzione   Li  fanno i progetti, però sono  progetti  non  curati
  dalla  regia  regionale in quanto vengono proposti  dai  sindaci  i
  quali  in  quei progetti mettono tutto e il contrario di  tutto.  I
  soldi si spendono ma non si spendono per quello che serve  A questo
  punto  proposi di fare un coordinamento dove si cambiava, una volta
  per  tutte,  la  tendenza. E fu condiviso da tutti   Abbiamo  fatto
  diversi  incontri, io mi caricai subito l'onere, il 5  ottobre,  di
  fare  la  prima  audizione  dei  tre  assessori  per  cominciare  a
  ragionare insieme,  Chiesi all'assessorato al territorio e ambiente
  di uscire tutte le carte che ha, perchè di studi e progetti ne ha a
  non finire, alla Protezione civile di portare la documentazione nel
  merito  di tutta la Sicilia e, a questo punto, l'unico assessorato,
  che  sono  i  geni  civili  del territorio,  potevano  iniziare   a
  programmare  sul  territorio  i veri  interventi  da  fare.  Questa
  iniziativa, signor Presidente, mi creda noi assisteremo  ancora  di
  più   a  questi  fenomeni  perché  non  si  sta  intervenendo,  noi
  interveniamo  su  fatti  già  catastrofici,  ma  sulla  prevenzione
   zero  . Allora signor Presidente, io vorrei, ed invito l'assessore
  a  riferirlo anche al collega alle infrastrutture e alla protezione
  civile, di prendere quella delibera, di vedere quel lavoro  che  il
  sottoscritto aveva fatto in due mesi, avevo già pronta la scheda da
  girare  a  tutti i comuni per vedere cosa effettivamente accade  in
  Sicilia e cosa si poteva prevenire con piccole cose, quindi fare un
  piano  -  è  stato previsto nella delibera di Giunta -  il    piano
  rischi  regionali ,  quindi  si  incaricava   il  Genio  civile  di
  individuare i siti e poi si apriva ai professionisti.
   Signor  Presidente,  non  è  corretto continuare  a  dire  che  il
  Presidente  della  Regione  sta facendo i  progetti,  la  struttura
  pubblica non può fare progetti.
   Secondo  me,  per competenza, i Geni civili avrebbero dovuto  fare
  loro  i  coordinatori di quest'azione, perché la protezione  civile
  sulle strutture del territorio non ha competenza per fare progetti,
  l'assessorato  territorio e ambiente non  ha  competenza  per  fare
  progetti.  Bisognava  dare  questo  input,  fare  questo  piano   e
  rivolgersi  poi  agli  ordini  professionali  esterni,  a   persone
  qualificate,  per fare questi progetti.
   Purtroppo non si è visto più nulla signor Presidente, e il destino
  ha  voluto infierire, e ci sono stati i disastri di San Fratello  e
  di Caronia.
   Non  voglio  essere l'uccello di cattivo augurio,  ma  se  non  si
  cambia  la  tendenza - e questa poteva essere  una  novità  che  la
  Regione avrebbe  potuto portare avanti, un coordinamento e un piano
  rischi  regionali  serio - mi creda, il nostro territorio,  come  è
  avvenuto in questi anni, sarà continuamente massacrato da frane.
   Non c'è un intervento preventivo, non c'è nulla
   Il Governo da un anno e mezzo a questa parte ha dimenticato tutto.
   Lo dico in presenza dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
  affinchè  ne  faccia memoria; si tiri fuori questa delibera,  anche
  perché  quell'ordine del giorno che io avevo presentato, il Governo
  lo accettò come raccomandazione, però vedo che di raccomandazione e
  di quant'altro non si è fatto nulla.
   L'invito, signor Assessore è di attenzionare questo problema,  non
  nell'interesse  personale, ma nell'interesse del territorio  a  cui
  noi tutti siamo attaccati.
   Proprio quando ci sono da spendere i soldi, ognuno se li prende  e
  non si capisce poi come si spendono.

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor  Presidente, volevo semplicemente  ricordare
  che,  a  settembre  del  2010, lei mi ha  insediato  come  deputato
  regionale, in sostituzione dell'onorevole Cintola deceduto.
   Da  più di un mese, attraverso il mio Presidente, onorevole Adamo,
  ho  presentato la richiesta di subentrare all'onorevole Cintola  in
  IV Commissione, richiesta che ad oggi non ha avuto esito.
   Le  chiedo, signor Presidente, facendo leva sulla sua sensibilità,
  di  poter  essere  insediato in Commissione  e  dare  così  un  mio
  contributo a quelle che sono le realtà dell'Assemblea regionale, le
  chiedo di poter operare come ogni deputato deve e può operare.

   PRESIDENTE. Onorevole Parlavecchio, circa un mese fa la Presidenza
  ha scritto ai Presidenti dei Gruppi parlamentari per operare in tal
  senso e designare i deputati per quanto concerne le Commissioni.
   Pertanto,  è  necessario vedere cosa è stato comunicato,  si  deve
  raccordare con il suo Capogruppo.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, chiedo di intervenire per  precisare
  che  quella dell'onorevole Parlavecchio è una semplice sostituzione
  con  l'onorevole Cintola. Il presidente del Gruppo aveva già  fatto
  richiesta in tal senso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, approfondiremo  la  questione,  e
  vedremo di dare risposte in tempi brevi.
   La  seduta è rinviata a martedì, 8 febbraio 2011, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II   -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
   rubrica  Turismo, sport e spettacolo .

  III  -Discussione del disegno di legge:
   - Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle
     grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
     dicembre 1999, n. 28.  (nn. 604-185/A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 17.35

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 19.50


                           DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli