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Resoconto d'Aula della Seduta n. 222 di martedì 08 febbraio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
   - Aricò, Lentini,  Scammacca, Bonomo e Ragusa per oggi;
   - Corona, Marinese e De Benedictis, dall'8 al 9 febbraio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
   - Cordaro e Vinciullo dall'8 al 9 febbraio 2011;
   - Speziale dall'8 al 10 febbraio 2011;
   - Mancuso dal 16 al 22 marzo 2011.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Disciplina  per  il  riconoscimento  dell'Albergo  Diffuso  in
  Sicilia.  (n. 678)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò  in
  data 2 febbraio 2011.

   - Nuove norme in materia di trasporto pubblico locale. (n. 679)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò  in
  data 2 febbraio 2011.

   -  Modifiche alla legge regionale 15 settembre 1997,  n.  35.  (n.
  680)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara  in
  data 7 febbraio 2011.

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Camera  di  commercio di Agrigento - Azienda  speciale  servizi  e
  gestioni  PRO.GEST..  Designazioni componenti effettivo e supplente
  del collegio dei revisori dei conti. (n. 130/I)
   reso in data 2 febbraio 2011.
   inviato in data 2 febbraio 2011.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Piano regionale di propaganda turistica 2011. (n. 129/IV)
   reso in data 1 febbraio 2011.
   inviato in data 2 febbraio 2011.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive'  (III)  nella seduta n. 182  del  2  febbraio  2011  ha
  approvato  la  seguente  risoluzione   Inserimento  degli  alberghi
  diffusi  nelle previsioni di cui al bando pubblico P.O. FESR  2007-
  2013   ASSE  3  volto  all'attivazione,  alla  riqualificazione   e
  all'ampliamento dell'offerta ricettiva locale - Linea  d'intervento
  3.3.1.4' (n. 12/III).

           Comunicazione di delibere della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le delibere della  Giunta
  regionale - sesto bimestre 2010.

   Comunico, altresì, che sono pervenute copie delle deliberazioni n.
  262  del 14 luglio 2010, n. 299 del 29 luglio 2010 e n. 393 del  15
  ottobre 2010 relative al quarto e quinto bimestre 2010. Copie delle
  medesime  e  il  relativo elenco recante l'oggetto  di  ciascuna  è
  disponibile all'archivio del Servizio delle Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «All'Assessore  per le autonomie locali e la funzione  pubblica  e
  all'Assessore  per  l'energia  e i  servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso  che,  ai sensi dell'articolo 48 del d.lgs.  267/2000,  la
  potestà  di determinare o di modificare le tariffe per la copertura
  dei  costi  del  servizio di gestione dei rifiuti  urbani  è  della
  giunta e non del sindaco;

   rilevato  che  la  legge  dispone  che  la  tariffa  deve   essere
  commisurata  specificatamente  ai  costi  reali  e  accertati   del
  servizio per i rifiuti interni e, pertanto, deve farsi una esatta e
  minuziosa ricognizione di tali costi;

   visto  che il comune di Noto, con diverse determine sindacali,  ha
  stabilito di anno in anno (a partire dal 2005 con delibera  n.  103
  del  30  dicembre 2005) la tariffa per lo smaltimento  dei  rifiuti
  solidi  urbani  interni  limitandosi  ad  enumerare,  senza   altro
  specificare,  le  voci  di  pagamento effettuate  a  beneficio  dei
  gestori del servizio;

   osservato,  inoltre,  che anche per l'esercizio  2010  sono  stati
  confermati  ed  emessi ruoli con il regime TARSU in  difformità  da
  quanto  previsto dall'art. 8 del decreto-legge n. 194/2009, che  ne
  ha prorogato l'applicazione solo fino al 30 giugno 2010;

   osservato  altresì che nel bilancio comunale non è stato  previsto
  il  capitolo  di spesa obbligatorio per le esenzioni e agevolazioni
  di cui all'articolo 67, comma 3, del d.lgs. n. 507/1993;

   per sapere:

   come intendano intervenire per assicurare il rispetto della legge,
  che attribuisce alla giunta e non al solo sindaco di determinare  o
  modificare le tariffe;

   se  intendano verificare le modalità di calcolo delle stesse,  che
  nel  comune di Noto appaiono assolutamente approssimative e non  in
  grado di motivare i ripetuti aumenti annuali;

   se  intendano verificare la destinazione del gettito  TARSU  e  la
  legittimità  di  alcuni esoneri dal pagamento, quali  quelli  degli
  uffici   comunali,   che  scaricano  sui  cittadini,   aggravandoli
  pesantemente, le loro cartelle di pagamento». (1671)

                                                             MARZIANO

   «All'Assessore per la salute, premesso che, al fine di avviare  la
  nuova organizzazione sanitaria prevista dalla legge regionale n.  5
  del  2009,  da  codesto  Assessorato  sono  state  emanate  precise
  disposizioni  per  una  maggiore trasparenza  nell'attribuzione  di
  responsabilità e ruoli;

   rilevato  che il coordinatore amministrativo dell'ASP  di  Palermo
  non   è  stato  scelto  tra  i  dirigenti  amministrativi  'in  via
  esclusiva'  e  si è preferito scegliere senza alcuna  selezione  un
  dirigente  del  ruolo  tecnico, omettendo di  motivare  l'eventuale
  vantaggio pubblico di tale scelta in deroga alla normativa  e  alle
  direttive dell'Assessorato;

   osservato  che nessuna motivazione è stata data per la nomina  nel
  distretto  unico  della città di Palermo, struttura  dipartimentale
  per  la  quale si richiede la titolarità di direzione di  struttura
  complessa  per  almeno cinque anni, ove la scelta è  caduta  su  un
  dirigente  del  quale  il provvedimento non esplicita  le  capacità
  gestionali,  né  le  selezioni e le verifiche alle  quali  è  stato
  sottoposto,  né la sua posizione successiva ai 12 mesi di  'facente
  funzioni';

   visto  che  le nomine operate dal direttore generale  dell'ASP  di
  Palermo,  in  contrasto  con le disposizioni  di  cui  sopra,  sono
  avvenute  senza  pubblico avviso e, dunque, senza la  presentazione
  delle  relative  domande  degli interessati  e  in  mancanza  della
  valutazione  preventiva  e del conseguente  giudizio  positivo  del
  valutatore  di  prima  istanza e del collegio  tecnico  secondo  la
  circolare  assessoriale  13949/2009 e come previsto  dal  contratto
  nazionale per la dirigenza medica e veterinaria (artt. 28 e 29);

   osservato  ancora  che  tali nomine, pertanto,  sono  prive  delle
  indispensabili  motivazioni  e, talora,  dei  requisiti  richiesti,
  rendendo imperscrutabili le ragioni di tali scelte;

   visto, in particolare, che:

   per  la  nomina del coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo  il
  direttore generale non indica, contro legge, la motivazione per cui
  tra i vari direttori di dipartimenti strutturali o di distretto sia
  stato scelto il dottore Salvatore Scaduto piuttosto che altri;

   sempre  in  relazione a tale nomina, non si  è  dato  conto  della
  comparazione   prescritta  nella  citata   direttiva   assessoriale
  2424/2009,  che viene clamorosamente disattesa anche  laddove  essa
  richiede  di  esplicitare  per  il nominando  quali  siano  le  sue
  'provate capacità gestionali';

   ricordato  che per il dottore Scaduto queste capacità di  gestione
  erano  quantomeno oggetto di controversia poiché,  in  un  processo
  penale  nel  quale l'ex azienda AUSL 6 era costituita parte  civile
  (al  momento della nomina il processo era ancora in corso? E  aveva
  il  direttore generale verificato i carichi pendenti?), il  dottore
  Scaduto  era  imputato  di  abuso  di  ufficio  in  una  truffa  di
  600.000,00  euro da parte di un centro medico di S.  Giuseppe  Jato
  (si veda il 'Giornale di Sicilia' del 18 dicembre 2010);

   rilevato che, se il suddetto processo penale si è concluso con  la
  'prescrizione' del reato, ciò non è certo un titolo di merito e  lo
  è  ancora  meno, in quanto nella sentenza della Corte dei conti  n.
  134  del  17  gennaio  2007 viene rilevato  il  'comportamento  con
  connotazione  dolosa' del responsabile dipartimento cure  primarie,
  dott. Scaduto ('il PM ha ravvisato ... una volontà volta a favorire
  scientemente  la  struttura privata permettendone  l'accreditamento
  pur  non avendo la stessa possesso dei requisiti e ha rimarcato  la
  condotta  del dottore Scaduto che, pur avendo piena conoscenza  del
  fatto  che  il  centro  medico  non  presentasse  i  requisiti  per
  l'accreditamento provvisorio, ha firmato ugualmente la lettera  che
  riconosceva lo status di struttura preaccreditata ...');

   osservato che il dottore Scaduto era stato rimosso 'per motivi  di
  opportunità'  dalla direzione del dipartimento  cure  primarie  nel
  2003  a  seguito del blitz di Bagheria che portò al  noto  processo
  Aiello-Cuffaro e 'talpe in Procura', concluso dalla sentenza  della
  Corte d'appello, ora confermata in Cassazione;

   visto  che,  in  relazione  ai  gravissimi  fatti  definitivamente
  accertati in quella sentenza, nei confronti del dottore Scaduto era
  stato disposto dalla Corte dei conti il sequestro conservativo  dei
  suoi beni immobili e mobili, per un danno erariale quantificato  in
  euro  5.768.286,16, anche per il mancato invio alla Corte dei conti
  da  parte dello stesso, dottore Scaduto, di una qualsiasi deduzione
  difensiva o richiesta di audizione personale, mentre il suo reclamo
  all'ordinanza  del giudice designato per il sequestro  conservativo
  aveva avuto esito negativo;

   appreso,  in  ultimo, dalla stampa quotidiana,  che  il  direttore
  generale dell'ASP, Salvatore Cirignotta, avrebbe avviato la pratica
  di  pensionamento  del dottore Scaduto (cosa  che  invece,  secondo
  accertamenti  di  fonte  sindacale, non  risulterebbe  ancora  agli
  uffici competenti);

   per sapere:

   se  ritenga possibile che il dottore Scaduto, con tali precedenti,
  possa    assicurare    'il   buon   andamento   e    l'imparzialità
  dell'amministrazione'  (art.  97  Cost.)  venendo  sovraordinato  a
  quegli operatori e dirigenti territoriali, tra cui vi è proprio chi
  contro  la truffa delle false fatturazioni, proprio lì, a Bagheria,
  aveva ripristinato le regole e il rispetto delle leggi della sanità
  pubblica, interrompendo il grave danno erariale e richiedendone  il
  risarcimento  in  quel processo civile che ha già visto  l'ex  AUSL
  vincente;

   se  ritenga possibile considerare superati dalla pubblicazione dei
  bandi   di  gara  quei  vizi  delle  nomine  sopra  ricordate   per
  l'incertezza  dei  tempi  e degli effetti dei  concorsi  banditi  a
  fronte  di  nomine  che,  nel frattempo,  producono  e  produrranno
  effetti, compreso il consolidamento dei titoli e le possibilità  di
  carriera a favore di chi è stato nominato senza regole;

   se  non  ritenga che, di fronte a questi trascorsi, la nomina  del
  dottore Scaduto a coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo appaia
  incompatibile  con  la legge n. 241/1990 e con le  disposizioni  da
  Ella stessa emanate;

   se  non valuti che la scelta del direttore generale, in specie per
  la  nomina  del  coordinatore sanitario, dottore  Scaduto,  imponga
  l'adozione  di  misure  a  tutela  dell'amministrazione   regionale
  rispetto  a comportamenti contrari alle disposizioni dell'Assessore
  e alle norme di legge;

   se  non  ritenga  di  censurare  il  comportamento  del  direttore
  generale  per tutto quanto in oggetto e, soprattutto, in  relazione
  all'odierna  notizia dell'avvio della pratica di pensionamento  del
  dottore  Scaduto,  ravvisando in questo non solo  un  comportamento
  contraddittorio  con l'interesse della pubblica  amministrazione  a
  vedersi  risarcire i danni (aumentando così il danno erariale),  ma
  anche sleale nei confronti del suo indirizzo politico, impegnato  a
  contrastare comportamenti illegittimi, a favorire la trasparenza  e
  a contrastare la mafia in un settore così delicato come la sanità;

   quali  decisioni,  inoltre,  intenda assumere  nell'imminenza  del
  giudizio davanti alla Corte dei conti per il risarcimento dai danni
  da parte del dottore Scaduto;

   se le nomine di cui sopra non avrebbero dovuto essere precedute da
  un  regolamento  per  ogni  incarico  di  direzione,  indicando  il
  relativo  peso  economico,  e  se i  provvedimenti  di  nomina  non
  dovrebbero indicare l'entità della spesa da iscrivere nel  bilancio
  aziendale,  anziché  rinviarle ad atto successivo,  secondo  quella
  norma  di  contabilità generale della Regione prevista dalla  legge
  regionale  n. 17/2004 (art. 50), pena la nullità degli  atti  e  la
  rimozione dall'incarico dei dirigenti che li dispongono». (1672)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   l'articolo  91  della  l.r. 12 maggio 2010, n.  11,  ha  stabilito
  l'adozione  dei  piani  personalizzati  per  i  minori  affetti  da
  disabilità;

   il  sopra  citato articolo disponeva inoltre che,  entro  sessanta
  giorni  dalla  data  di entrata in vigore della norma,  l'Assessore
  regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro avrebbe
  dovuto emanare le direttive per la revisione dei piani di zona  dei
  distretti  socio-sanitari e per l'adozione di piani  personalizzati
  per i minori affetti da disabilità;

   rilevato  che la norma stabilisce che i piani sono concertati  con
  le  associazioni delle famiglie dei minori disabili e sono adottati
  entro e non oltre sessanta giorni;

   per  sapere  quali  ragioni  abbiano impedito  l'emanazione  delle
  direttive   in  oggetto  e  se  non  ritenga  opportuno  provvedere
  rapidamente,  secondo le disposizioni contenute  nella  norma,  per
  avviare   preventivamente  la  concertazione  dei  piani   con   le
  associazioni delle famiglie dei minori». (1673)

                                          PANEPINTO - APPRENDI - ODDO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la  società  Simeto Ambiente è stata costituita nel  2002  per  la
  gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in  una
  vasta   parte  della  provincia  di  Catania  (ambito  territoriale
  ottimale 'Catania 3');

   la  Simeto  Ambiente ha riscontrato notevoli difficoltà operative,
  con  conseguenti prolungati problemi di igiene ambientale  e  gravi
  disagi per la cittadinanza;

   la  detta  società  ha stipulato convenzioni con  aziende  per  la
  riscossione  della  T.I.A.  (tariffa d'igiene  ambientale)  per  le
  annualità dal 2004 al 2009;

   la  determinazione  della T.I.A., ai sensi del  D.P.R.  27  aprile
  1999,  n.  158, è di competenza degli enti locali e non  può  certo
  essere determinata autonomamente dal gestore del servizio;

   atteso che:

   le  società incaricate per la riscossione hanno inviato  e  stanno
  inviando  migliaia di fatture con avvisi di pagamento ai cittadini,
  per  importi consistenti, anche in quei comuni che non hanno a  suo
  tempo deliberato circa l'importo della T.I.A.;

   tale  pratica  appare  gravemente scorretta  nei  confronti  della
  cittadinanza,  che  si  è vista richiedere il  pagamento  di  somme
  consistenti  e  relative  a  più annualità,  a  fronte  di  servizi
  assolutamente carenti;

   tale  pratica appare altresì illegittima nella misura in cui viene
  richiesto  il  pagamento di corrispettivi per annualità  in  cui  i
  comuni non avevano deliberato sull'importo della tariffa;

   si  apprende, da notizie di stampa, che ad una delle  aziende  sia
  stato affidato il servizio di riscossione in via temporanea, che la
  stessa sia selezionata senza procedure di evidenza pubblica  e  che
  alla società sia riconosciuto un 'aggio' sul riscosso superiore  al
  20 per cento;

   per sapere:

   se  le  pratiche  adottate dalla Simeto Ambiente s.p.a.  risultino
  corrette   e   coerenti  con  gli  obiettivi   di   risanamento   e
  riorganizzazione del sistema di raccolta e smaltimento dei  rifiuti
  stabiliti a livello regionale;

   quali  iniziative intendano adottare a tutela dei cittadini e  per
  garantire  una  gestione efficiente e trasparente  del  sistema  di
  raccolta  e smaltimento dei rifiuti nel territorio servito dall'ATO
  Catania 3». (1675)
          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            GIUFFRIDA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   tra  gli  anni 1943 e 1945, nelle zone dalmate, fiumane e istriane
  dell'Italia  nord  orientale,  i gruppi  partigiani  comunisti  che
  propugnavano  l'annessione  di quelle  terre  alla  Jugoslavia  del
  Maresciallo  Tito,  iniziarono una vera  e  propria  operazione  di
  pulizia  etnica ai danni della popolazione locale. Le ultime  stime
  parlano  di 15.000 italiani fatti sparire all'interno delle  foibe,
  grotte  naturali tipiche delle zone carsiche: la crudeltà e  l'odio
  di  questi uomini portò ad un vero e proprio massacro ai  danni  di
  civili inerti, molti dei quali antifascisti ma profondamente legati
  alla  Patria  e  che  non  accettavano  l'annessione  ad  un  paese
  governato da una dittatura comunista.

   per  oltre  60  anni il genocidio delle Foibe è stata  una  verità
  talmente  scomoda  che  è  stata  scrupolosamente  negata  se   non
  vergognosamente  mistificata, addossando la colpa  del  massacro  a
  fantomatiche  truppe  naziste in ritirata se non,  come  citato  da
  alcuni libri di storia, a fascisti della zona.

   tenuto conto che ci sono voluti 60 anni per squarciare il velo  di
  silenzio  su  quanto successo in Istria, Fiume e Dalmazia.  Con  la
  Legge  92  del  2004, la Repubblica Italiana ha  stabilito  che  il
  giorno 10 febbraio deve essere dedicato al 'Giorno del Ricordo', al
  fine  di  conservare  e rinnovare la memoria della  tragedia  degli
  italiani e di tutte le vittime delle Foibe e del conseguente  esodo
  dalle  loro  terre  degli istriani, fiumani e dalmati  nel  secondo
  dopoguerra  per  sfuggire alla dittatura comunista del  Maresciallo
  Tito.

   considerato che:

   in  tutta  Italia,  anche  quest'anno,  si  sono  moltiplicate  le
  manifestazioni  in memoria delle vittime delle Foibe:  quasi  tutti
  gli  Enti regionali, comunali e provinciali d'Italia hanno previsto
  eventi in occasione del Giorno del Ricordo.

   in   Sicilia,  le  Amministrazioni  comunali  e  provinciali   più
  importanti hanno rinnovato il ricordo delle vittime delle Foibe con
  proprie manifestazioni e convegni.

   per sapere:

   quali  manifestazioni,  convegni  e/o  eventi  ha  organizzato  la
  Regione Sicilia in occasione del 'Giorno del Ricordo';

   se,  come  risulta nulla di tutto ciò è stato fatto, il Presidente
  della  Regione non ritenga opportuno prevedere, sin da adesso,  una
  serie  di iniziative ufficiali al fine di applicare, il 10 febbraio
  dell'anno prossimo, sul territorio regionale quanto previsto  dalla
  Legge 92/2004, in occasione del 'Giorno del Ricordo'». (1678)

                   POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-FORMICA-VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che a seguito del d.a. 1993 del 16 settembre 2009  e  del
  d.a.  2674 del 18 novembre 2009, i laboratori di analisi in Sicilia
  sono passati da 663 a 436, con una riduzione del 34 per cento;

   considerato che:

   per  l'anno 2011 la Regione intende ridurre di un ulteriore 20 per
  cento  il  numero  dei  lavoratori di analisi e  consorziare  tutti
  quelli che non raggiungono le 200 mila prestazioni annue;

   una  simile decisione, oltre ad apparire scandalosa, provocherebbe
  la perdita di oltre 5 mila posti di lavoro;

   visto che:

   ad  oggi, la sanità convenzionata esterna grava sulle casse  della
  spesa regionale sanitaria solamente per il 4 per cento;

   con  una riduzione del 34 per cento e un conseguente taglio  delle
  spese  di  oltre 48 milioni di euro, i laboratori di analisi  hanno
  contribuito  più  di  ogni altro servizio al  raggiungimento  degli
  obiettivi del piano di rientro;

   accertato che il tetto delle 200 mila prestazioni annue non  trova
  riscontro in nessuna normativa tecnico giuridica e scientifica;

   constatato  che  allo stato dei fatti sarebbe più idoneo  e  utile
  individuare un tetto minimo di prestazioni volto all'individuazione
  di inefficienze e dunque sprechi;

   preso  atto che lo stesso TAR di Palermo ha bocciato l'obbligo  di
  tutti i lavoratori di consorziarsi;

   per  sapere  se  non  ritengano  necessario  rivedere  le  proprie
  decisioni   introducendo,   per  i  laboratori   di   analisi,   la
  facoltatività  di aggregarsi ai consorzi a prescindere  dal  numero
  delle  prestazioni, così come la stessa VI Commissione  legislativa
  permanente   Servizi sociali e sanitari' dell'ARS aveva suggerito».
  (1679)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  l'azienda ospedaliera Cannizzaro di  Catania  è  una
  struttura  sanitaria di terzo livello, di rilevanza nazionale,  con
  degenza ad elevata assistenza;

   preso  atto che il decreto assessoriale n. 2588/10 del 25  ottobre
  2010, pubblicato nella GURS n. 50 del 19 novembre 2010, riduce da H
  24  ad  H  12  l'operatività dell'eliambulanza 118 allocata  presso
  l'azienda   ospedaliera  de  qua  agitur  e  che  invece   identico
  provvedimento  non  è  stato preso per le  sedi  di  Caltanissetta,
  Palermo, Messina e Lampedusa;

     considerato  che  tale  riduzione,  oltre  che  penalizzare  una
  struttura  sanitaria di rilevanza nazionale,  priva  il  bacino  di
  utenza    di    tre   province   (Catania,   Ragusa   e   Siracusa)
  dell'operatività notturna, con tutti i rischi gravissimi a cui sono
  sottoposti i cittadini delle tre citate province;

   visto che  il  decreto  de  quo  non  prevede  alcuna riduzione di
  operatività per le tre eliambulanze, e più  precisamente  di quelle
  di  Palermo,  Caltanissetta,  Messina e  Lampedusa, che  mantengono
  H 24;

   lo stesso decreto prevede inoltre la collocazione di un elicottero
  più   performante   per  la  base  di  Palermo,   scelta   alquanto
  inspiegabile,  visto che la base di Palermo risulta già  dotata  di
  elicottero di ultima generazione;

   l'acquisto  di  un  nuovo elicottero da destinarsi  alla  base  di
  Palermo,  oltre  ad  apparire  ingiustificato,  risulta  del  tutto
  contrario  ai princìpi che fino ad oggi hanno ispirato  l'assessore
  regionale per la salute e il suo piano di rientro;

   accertato  che  l'operatività dell'eliambulanza,  allocata  presso
  l'azienda ospedaliera Cannizzaro, è stata ridotta da H 12 a HJ cioè
  alba-tramonto,  e  quindi per un numero di ore  inferiore  alle  12
  stabilite attraverso il citato decreto assessoriale;

   per sapere:

   quali  siano le motivazioni che avrebbero portato l'Assessorato  a
  decretare,  attraverso  il  più  volte  citato  provvedimento,   il
  declassamento della struttura ospedaliera Cannizzaro di  Catania  e
  del suo servizio di eliambulanza;

   se  non  ritengano necessario attivarsi, con l'urgenza  del  caso,
  apportando le dovute e necessarie modifiche al decreto n. 2588/10 e
  mantenere  l'operatività  H 24 dell'eliambulanza  118  dell'azienda
  ospedaliera  Cannizzaro di Catania, al fine di non danneggiare  una
  struttura  sanitaria  così  importante  e  garantire  un   servizio
  indispensabile  agli  utenti delle province di  Catania,  Ragusa  e
  Siracusa;

   se   non  ritengano  urgente  e  indispensabile,  nelle  more   di
  ricondurre  anche la base di Catania ad H 24, fornire  il  servizio
  agli  utenti  delle  tre province almeno H  12,  in  quanto  appare
  ingiustificata  e  arbitraria la riduzione da  H  12  (fissata  dal
  decreto) ad HJ, stabilito in sede periferica». (1680)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  il PO FESR Sicilia  2007/2013  prevede,
  nell'ambito  dell'obiettivo 2.3, le linee di intervento  2.3.1.1  e
  2.3.1.2,  rispettivamente  destinate al miglioramento  dell'assetto
  idrogeologico e alla messa in sicurezza delle aree interessate  dai
  fenomeni di dissesto;

   considerato che con decreto del direttore generale del 6  dicembre
  2010, pubblicato nella GURS del 31 dicembre 2010, si è proceduto ad
  una  terza  ed ulteriore attuazione dei finanziamenti di  cui  alle
  citate linee di intervento del PO FESR Sicilia 2007/2013;

   visto  che  tra i progetti ammessi al finanziamento non risultano,
  per l'ennesima volta, interventi nella provincia di Siracusa;

   per sapere:

   secondo  quale  metodo  si sia provveduto  all'individuazione  dei
  progetti finanziabili;

   se  non  ritengano ingiusto e contrario al principio che sta  alla
  base  delle  linee di intervento dell'obiettivo 2.3  escludere  dal
  finanziamento  un'area come la provincia di Siracusa,  storicamente
  interessata  da  sismi  e  fenomeni  idrogeologici  di   importante
  rilevanza». (1681)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che da qualche anno le organizzazioni degli
  autotrasportatori,  prima tra tutte l'Aias,  lamentano  disagi  nel
  settore;

   considerato che già lo scorso anno, le organizzazioni di categoria
  degli autotrasportatori avevano rappresentato i loro problemi  alle
  autorità regionali competenti;

   visto che:

   a  distanza di un anno, nonostante i molti impegni presi nel corso
  dell'incontro, poco e nulla è stato fatto dal Governo  regionale  a
  sostegno  degli autotrasportatori, tradendo la loro  fiducia  e  le
  loro speranze;

   in questi giorni, gli autotrasportatori hanno annunciato, per voce
  dell'Aias,  l'intenzione  di attuare un  fermo  di  protesta  nelle
  giornate dal 14 al 19 febbraio;

   preso  atto  che  il  nuovo codice della strada prevede  l'aumento
  delle  tariffe  autostradali e delle assicurazioni  che,  uniti  ad
  altri aumenti quali quelli dei pneumatici e del gasolio, comporterà
  un    inevitabile   crescita   degli   oneri   a    carico    degli
  autotrasportatori;

   per  sapere  se  non ritengano utile e necessario  convocare,  con
  l'urgenza  del  caso, un tavolo tecnico con le  associazioni  degli
  autotrasportatori al fine di individuare misure utili a  rilanciare
  il  settore e a scongiurare il preannunciato fermo che, se messo in
  atto, provocherebbe un grave danno all'economia siciliana». (1682)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  nel  Canale  di  Sicilia   sono   state
  recentemente   trovate,  in  seguito  al   programma   di   ricerca
  'Biodiversità Canale di Sicilia', formazioni e specie mai osservate
  nei   mari  italiano,  come  il  corallo  nero,  le  gorgonie,   le
  balenottere e le tartarughe marine;

   considerato  che  a  circa  350 metri  di  profondità  sono  stati
  scoperti anche numerosi reef di corallo fossile costituiti  per  la
  maggior  parte  da Lophelia pertusa e Madrepora oculata,  simili  a
  quelle presenti nel Mar Rosso;

   visto che le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, in mezzo al
  Canale  di Sicilia, rappresentano veri santuari della biodiversità,
  importantissimi  per  la riproduzione del grande  squalo  bianco  e
  delle   tartarughe   marine,  nonché  per   l'alimentazione   delle
  balenottere;

   preso  atto  che  l'area  del  Canale di  Sicilia  è  recentemente
  diventata a rischio, visto che da qualche tempo sono state  avviate
  trivellazioni che hanno individuato ricchi giacimenti petroliferi;

   considerato   che  le  trivellazioni  in  atto  comprometterebbero
  seriamente e in modo irreparabile i fondali del Canale di  Sicilia,
  con  ripercussioni  gravi anche sulle specie  marine  che  popolano
  l'area;

   per sapere se non  ritengano utile e necessario  attivarsi al fine
  di impedire l'ipotesi di un  simile  disastro  e  per  valutare, di
  concerto    con  i  territori  interessati,   la   possibilità   di
  raggiungere l'intesa  necessaria per l'istituzione dell'area marina
  protetta nelle acque di Pantelleria  e dell'arcipelago delle Egadi,
  che, di fatto, farebbe venire meno definitivamente un disastro  già
  annunciato». (1683)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica, premesso che:

   con d.d.g. n. 351 - dipartimento regionale dell'ambiente - del  25
  giugno  2010 è stato approvato il nuovo funzionigramma relativo  al
  funzionamento delle aree, dei servizi e delle unità operative dello
  stesso,  nonché  gli  uffici di staff alle dirette  dipendenze  del
  dirigente generale;

   in  seno  al  servizio 5 - demanio marittimo - del  funzionigramma
  approvato sono state individuate otto unità operative relative agli
  uffici  periferici  del  demanio marittimo  per  i  diversi  ambiti
  territoriali;

   considerato che:

   per   il  reperimento  del  personale  da  destinare  agli  uffici
  periferici   del   demanio  marittimo  è  stato  predisposto   atto
  d'interpello  in  data  10.03.2010 prot. n.  37188  dal  competente
  Assessorato  regionale  delle autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica;

   con successivi d.d.g. - dipartimento dell'ambiente nn. 697,698 del
  29  settembre 2010 e nn. 700 e 701 del 30 settembre 2010  sono  già
  stati  individuati  per  alcuni ambiti  territoriali  i  rispettivi
  dirigenti di unità operativa;

   per sapere:

   le  motivazioni  che  ad  oggi  impediscano  l'individuazione  dei
  dirigenti  delle sedi degli uffici periferici del demanio marittimo
  ancora  scoperte,  su  cui  il  sottoscritto  interrogante  ha  già
  presentato, in data 4.11.2010, l'interrogazione n. 1480;

   se  venga  leso  l'ambito oggettivo dell'istituto  dell'interpello
  stante, ad oggi, il mancato pronunciamento dell'amministrazione che
  in  nessun  caso,  alla  luce del lungo tempo  trascorso,  dovrebbe
  procedere all'individuazione di risorse umane diverse dai  soggetti
  aderenti alla richiesta di atto d'interpello». (1674)
            (L'interrogante richiede risposta con urgenza)

                                                           RUGGIRELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nella  GURS  del 24 dicembre 2010 sono state pubblicate  le  linee
  guida sulle  case di maternità';

   le   case  di  maternità  sono  strutture  extraospedaliere,   non
  medicalizzate, con caratteristiche abitative non di tipo sanitario,
  ma  assimilate  a  case di civile abitazione, con un'assistenza  in
  grado di garantire un parto naturale sicuro;

   l'obiettivo  di  queste  strutture è quello  di  ridurre  i  parti
  cesarei;

   considerato che:

   la  prima   casa di maternità' è stata aperta a Vittoria (RG)  nel
  2008;

   l'Assessorato  regionale della salute non ha riscontrato  le  note
  inviate,  a  tal riguardo, dall'ex AUSL di Ragusa, ma è intervenuto
  soltanto  per  disporne la chiusura a seguito di un intervento  dei
  NAS;

   ritenuto che:

   le  predette  linee  guida  sono  quantomeno  discutibili,  poiché
  trattano  le   case  di  maternità'  come  strutture  sanitarie  ed
  impongono  degli standard che rendono quasi impossibile  l'apertura
  di tali strutture;

   nulla  è  specificato nelle linee guida riguardo  alle  spese  del
  parto nelle  case di maternità', ed in particolare se sono a totale
  carico o meno del servizio sanitario;

   le  disposizioni  di legge vigenti prevedono un confronto  con  la
  competente  Commissione  legislativa  dell'ARS  per  il  preventivo
  parere;

   per  sapere le ragioni per le quali le linee guida non siano state
  sottoposte  al  parere  della VI Commissione  legislativa  dell'ARS
   Servizi sociali e sanitari'». (1676)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in data 28 maggio 2010 nella GURS n. 7 - Serie speciale concorsi -
  è  stato  pubblicato il bando di mobilità esterna per la copertura,
  mediante  selezione,  per titoli e colloquio,  di  n.  1  posto  di
  dirigente  responsabile  area tecnica a  tempo  indeterminato  CCNL
  personale   dirigente   del  comparto  autonomie   locali,   presso
  l'Istituto autonomo case popolari di Acireale (CT);

   considerato che:

   la  legge  regionale n. 25/1993, all'art. 19 comma 4,  concernente
  l'accelerazione  dei  pubblici  concorsi  dispone  che:  'Ai   fini
  dell'accelerazione    e   della   trasparenza    delle    procedure
  concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in  vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di  personale
  dispone   testualmente   che   Per   gli   enti   locali   e    per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è  differito al 31 dicembre 2013 e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura  sono
  state  stabilite  le  procedure della  suddetta  selezione  indetta
  dall'Istituto  autonomo case popolari di Acireale,  atteso  che  la
  legge  prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso  per
  soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 7  -  Serie
  speciale concorsi
   -  del  28/05/2010,  onde  garantire il rispetto  della  normativa
  vigente  e  dei  principi  inderogabili  della  trasparenza   nelle
  procedure concorsuali riguardanti la pubblica amministrazione e gli
  enti  sottoposti  a  tutela e vigilanza della medesima,  così  come
  previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1677)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

         Comunicazione relativa a richiesta di accesso ad atti

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in accoglimento  della  richiesta  da
  ultimo avanzata dall'onorevole Buzzanca nella seduta del 25 gennaio
  u.s.,  e  concernente la questione dell'accesso  agli  atti  presso
  l'Assessorato regionale della Salute, questa Presidenza si appresta
  ad inviare una nota a quell'Assessorato regionale in considerazione
  della   funzione  esercitata  dall'interessato  nella  qualità   di
  deputato regionale.
   L'Assemblea ne prende atto.

   rubrica 'Turismo, sport e spettacolo'

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
                                rubrica
                      Turismo, sport e spettacolo'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica
   Turismo, sport e spettacolo'.
   Do  lettura  della  nota fax pervenuta in  data  8  febbraio  2011
  (protocollata al n. 1072/AULAPG di pari data) da parte del Capo  di
  Gabinetto  Vicario dell'Assessore per il turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo:

    Si  comunica  che  per  impegni istituzionali  il  prof.  Daniele
  Tranchida,  assessore per il turismo, lo sport  e lo spettacolo,  è
  impossibilitato a partecipare alla seduta odierna .

   L Assemblea ne prende atto.

   Pertanto,  lo  svolgimento delle interrogazioni  ed  interpellanze
  della  rubrica   Turismo, sport e spettacolo', è  rinviato  ad  una
  successiva seduta.

    Rinvio in Commissione del disegno di legge 604-185/A «Norme in
                           materia di orari
    degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita.
        Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28»


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione del disegno di legge nn. 604-185/A «Norme in materia di
  orari  degli  esercizi  commerciali e  delle  grandi  strutture  di
  vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28».

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli deputati, oggi si deve discutere il disegno di legge  nn.
  640-185/A sul commercio.
   Vista  l'ampia  discussione  che c'è  stata  con  le  associazioni
  imprenditoriali,  sindacali, e il dibattito  che  si  è  aperto  in
  Parlamento,  il Governo ritiene opportuno riportare in  Commissione
  il disegno di legge al fine di approfondire meglio le problematiche
  inerenti con l'auspicio che, entro le prossime due settimane, possa
  essere nuovamente riportato in Aula.
   Ciò  anche alla luce del fatto che la problematica è molto sentita
  sia   dalle   piccole  che  dalle  medie  e  grandi  strutture   e,
  soprattutto, dal popolo siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di fronte alla richiesta  avanzata
  dal Governo e visto l'iter che c'è stato finora in Aula...

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, forse lei non ricorda  quello  che  è
  successo  in  quest'Aula  o forse lo ricorda  troppo  bene,  questa
  proposta  del Governo era già stata fatta dall'opposizione  martedì
  scorso.  L'onorevole  Cracolici, invece, in  tutti  i  modi  ci  ha
  convinti  del contrario: che era opportuno, piuttosto che  rinviare
  in  Commissione,  dare  le 48 ore di tempo  che  il  Governo  aveva
  richiesto.
   Oggi, come i gamberi, ritorniamo da dove siamo partiti.
   Ma  non è questa la motivazione del mio intervento e non è neanche
  una nota polemica.
   Intendo  rifarmi piuttosto all'ultimo intervento che ho  fatto  in
  quest'Aula,  dove anche da parte della maggioranza  ci  sono  stati
  interventi  che  hanno individuato il mio dire come  un  intervento
  sopra le righe: mi riferisco soprattutto al ritirato articolo 3 del
  disegno di legge.
   Signor  Presidente, è bene che quest'Aula sappia che,  mentre  noi
  facevamo  le nostre schermaglie parlamentari, dove ognuno  prendeva
  posizione  ritenendo  di  saperne  più  degli  altri,  gli   Uffici
  dell'Assessore  al ramo, invece, procedevano a  quello  che  non  é
  possibile  fare, in quanto non solo l'articolo 3 è  stato  ritirato
  dal  Governo,  ma  non  c'è stata neanche una proposta  legislativa
  alternativa.
   Mentre  noi parlavamo in Aula, il 31 gennaio del 2011 si è riunita
  la  Conferenza  di servizio - forse questo argomento non  interessa
  perché  quando  era  la  sinistra a  parlare  di  mafia  qui  c'era
  l'attenzione più assoluta, adesso invece che parlano quelli del PDL
  di  Berlusconi,  figuratevi se vi interessa  E' una  questione  che
  ormai  avete  derubricato,  non è più interesse  di  nessuno  della
  sinistra  oppure della sinistra presente in Parlamento. Dicevo,  in
  data 31 gennaio 2011, nonostante fosse stato ritirato l'articolo  3
  e  nonostante in quest'Aula fossero state dette mille parole, si  è
  riunita   la   Conferenza  di  servizio,  a   maggioranza,   signor
  Presidente.  In  quella sede, Camera di Commercio e  Provincia  nel
  verbale  hanno indicato come violazione di legge il fatto  che  non
  era  possibile  dare  una  proroga ulteriore,  mentre  la  delegata
  dell'Assessore  e  il comune di pertinenza hanno ritenuto  che  era
  possibile dare la proroga, per situazioni meteorologiche, superando
  anche la legge.
   Pertanto,  al  di  là del rinvio che la Presidenza  vuole  operare
  secondo la richiesta del Governo, se non c'è un'assicurazione dello
  stesso  su questa materia, dove il ritiro in autotutela deve essere
  la prima cosa, noi non siamo d'accordo a che il Governo continui in
  questo  modo, che cioè quello che non si può fare in Parlamento  si
  fa in via amministrativa, violando tutte le norme  Non è possibile.
   Rispetto a questo e considerato che il Governo non ha i numeri per
  rinviare  in Commissione il testo, signor Presidente, io la  invito
  cortesemente, e invito il Governo, a prendere una posizione  chiara
  sul ritiro in autotutela di un atto che certamente non si riferisce
  ad  alcuna normativa, oppure a che cosa si sta pensando. Perché  si
  deve capire a che cosa si sta pensando.
   A  mio  giudizio,  non  ci  sono le condizioni  minime  per  poter
  discutere  su  qualsiasi  tipo di problema.  Le  scorrettezze  sono
  giornaliere.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sta  succedendo
  qualcosa di strano in quest'Aula su un disegno di legge che è stato
  esitato dalla Commissione all'unanimità, fatta salva la sceneggiata
  del  Presidente della Commissione, che avrebbe potuto evitare  solo
  se  avesse  parlato sul contenuto dell'articolo 3 prima  ancora  di
  votare in maniera unanime.
   Ripeto, sta avvenendo qualcosa di strano. Un disegno di legge  che
  - immagino - il Governo voleva, altrimenti non l'avrebbe portato in
  Commissione, altrimenti non l'avrebbe presentato, oggi  il  Governo
  chiede che ritorni in Commissione.
   E  lo  considero un fatto molto strano perché questo  Governo,  il
  Presidente Lombardo - che anch'io ho supportato in quanto  ritenevo
  che  si potessero fare le riforme - oggi, rispetto a questo, fa  un
  passo  indietro plateale, che mi fa riflettere rispetto al percorso
  che stiamo facendo.
   Il Parlamento in quanto tale deve essere posto nella condizione di
  discutere,  di approvare o di non approvare. Ci sono maggioranze  e
  minoranze. Se c'è una maggioranza politica che supporta il Governo,
  allora  vota questo disegno di legge; diversamente, se non c'è  una
  maggioranza politica, lo si dica: non c'è una maggioranza  politica
  per  supportare  un disegno di legge del Governo della  Regione,  e
  allora ne prendiamo atto
   Io  sono davvero sconcertato che il Governo proponga il rinvio del
  provvedimento in Commissione. So bene che attorno a questo  disegno
  di legge ci sono interessi molteplici, chiamiamoli  molteplici ,  e
  credo  che  si  sia creato quel famoso partito trasversale  che  si
  chiama   partito  dei deputati  che incide su questo  provvedimento
  legislativo.
   Io,  rispetto  alla  decisione  del  Governo,  prendo  atto  della
  dichiarazione  dell'Assessore, ma non sono  assolutamente  convinto
  che  questo  sia il miglior percorso per rispettare quei  siciliani
  che stavano aspettando questa legge.
   Ripeto:  c'è  una maggioranza e c'è una minoranza che  si  possono
  esprimere e che avrebbero avuto il diritto di esprimersi su  questa
  legge.
   Il  Parlamento viene espropriato di un suo legittimo potere  e  di
  una sua facoltà.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sulla richiesta  del  Governo  di
  rinvio del disegno di legge in Commissione, essendosi espressi  due
  deputati,  uno a favore ed uno contro, secondo quanto mi impone  il
  Regolamento,  pongo in votazione la relativa richiesta.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pertanto,  il  disegno  di  legge  nn.  604-185/A  è  rinviato  in
  Commissione.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  9
  febbraio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione del disegno di legge:

       Disposizioni   per   la   trasparenza,   la   semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della pubblica  amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  il
  contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
  mafioso.  Disposizioni  per il riordino e la semplificazione  della
  legislazione regionale  (nn. 520-144 bis/A)

   III  -  Discussione,  ai  sensi dell'articolo  64,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  sulla  proposta  della  Commissione  di  non
  passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge:  Schema di
  progetto   di  legge  costituzionale  da  proporre  al   Parlamento
  nazionale  ai  sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,  dello  Statuto
  recante  'Modifiche  dello Statuto della  Regione  siciliana'   (n.
  52/A)

                   La seduta è tolta alle ore 17.54

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli