Presidenza del vicepresidente Formica
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
- Aricò, Lentini, Scammacca, Bonomo e Ragusa per oggi;
- Corona, Marinese e De Benedictis, dall'8 al 9 febbraio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Cordaro e Vinciullo dall'8 al 9 febbraio 2011;
- Speziale dall'8 al 10 febbraio 2011;
- Mancuso dal 16 al 22 marzo 2011.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disciplina per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in
Sicilia. (n. 678)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò in
data 2 febbraio 2011.
- Nuove norme in materia di trasporto pubblico locale. (n. 679)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò in
data 2 febbraio 2011.
- Modifiche alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35. (n.
680)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 7 febbraio 2011.
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Camera di commercio di Agrigento - Azienda speciale servizi e
gestioni PRO.GEST.. Designazioni componenti effettivo e supplente
del collegio dei revisori dei conti. (n. 130/I)
reso in data 2 febbraio 2011.
inviato in data 2 febbraio 2011.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Piano regionale di propaganda turistica 2011. (n. 129/IV)
reso in data 1 febbraio 2011.
inviato in data 2 febbraio 2011.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III) nella seduta n. 182 del 2 febbraio 2011 ha
approvato la seguente risoluzione Inserimento degli alberghi
diffusi nelle previsioni di cui al bando pubblico P.O. FESR 2007-
2013 ASSE 3 volto all'attivazione, alla riqualificazione e
all'ampliamento dell'offerta ricettiva locale - Linea d'intervento
3.3.1.4' (n. 12/III).
Comunicazione di delibere della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere della Giunta
regionale - sesto bimestre 2010.
Comunico, altresì, che sono pervenute copie delle deliberazioni n.
262 del 14 luglio 2010, n. 299 del 29 luglio 2010 e n. 393 del 15
ottobre 2010 relative al quarto e quinto bimestre 2010. Copie delle
medesime e il relativo elenco recante l'oggetto di ciascuna è
disponibile all'archivio del Servizio delle Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VITRANO, segretario:
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica e
all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che, ai sensi dell'articolo 48 del d.lgs. 267/2000, la
potestà di determinare o di modificare le tariffe per la copertura
dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani è della
giunta e non del sindaco;
rilevato che la legge dispone che la tariffa deve essere
commisurata specificatamente ai costi reali e accertati del
servizio per i rifiuti interni e, pertanto, deve farsi una esatta e
minuziosa ricognizione di tali costi;
visto che il comune di Noto, con diverse determine sindacali, ha
stabilito di anno in anno (a partire dal 2005 con delibera n. 103
del 30 dicembre 2005) la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani interni limitandosi ad enumerare, senza altro
specificare, le voci di pagamento effettuate a beneficio dei
gestori del servizio;
osservato, inoltre, che anche per l'esercizio 2010 sono stati
confermati ed emessi ruoli con il regime TARSU in difformità da
quanto previsto dall'art. 8 del decreto-legge n. 194/2009, che ne
ha prorogato l'applicazione solo fino al 30 giugno 2010;
osservato altresì che nel bilancio comunale non è stato previsto
il capitolo di spesa obbligatorio per le esenzioni e agevolazioni
di cui all'articolo 67, comma 3, del d.lgs. n. 507/1993;
per sapere:
come intendano intervenire per assicurare il rispetto della legge,
che attribuisce alla giunta e non al solo sindaco di determinare o
modificare le tariffe;
se intendano verificare le modalità di calcolo delle stesse, che
nel comune di Noto appaiono assolutamente approssimative e non in
grado di motivare i ripetuti aumenti annuali;
se intendano verificare la destinazione del gettito TARSU e la
legittimità di alcuni esoneri dal pagamento, quali quelli degli
uffici comunali, che scaricano sui cittadini, aggravandoli
pesantemente, le loro cartelle di pagamento». (1671)
MARZIANO
«All'Assessore per la salute, premesso che, al fine di avviare la
nuova organizzazione sanitaria prevista dalla legge regionale n. 5
del 2009, da codesto Assessorato sono state emanate precise
disposizioni per una maggiore trasparenza nell'attribuzione di
responsabilità e ruoli;
rilevato che il coordinatore amministrativo dell'ASP di Palermo
non è stato scelto tra i dirigenti amministrativi 'in via
esclusiva' e si è preferito scegliere senza alcuna selezione un
dirigente del ruolo tecnico, omettendo di motivare l'eventuale
vantaggio pubblico di tale scelta in deroga alla normativa e alle
direttive dell'Assessorato;
osservato che nessuna motivazione è stata data per la nomina nel
distretto unico della città di Palermo, struttura dipartimentale
per la quale si richiede la titolarità di direzione di struttura
complessa per almeno cinque anni, ove la scelta è caduta su un
dirigente del quale il provvedimento non esplicita le capacità
gestionali, né le selezioni e le verifiche alle quali è stato
sottoposto, né la sua posizione successiva ai 12 mesi di 'facente
funzioni';
visto che le nomine operate dal direttore generale dell'ASP di
Palermo, in contrasto con le disposizioni di cui sopra, sono
avvenute senza pubblico avviso e, dunque, senza la presentazione
delle relative domande degli interessati e in mancanza della
valutazione preventiva e del conseguente giudizio positivo del
valutatore di prima istanza e del collegio tecnico secondo la
circolare assessoriale 13949/2009 e come previsto dal contratto
nazionale per la dirigenza medica e veterinaria (artt. 28 e 29);
osservato ancora che tali nomine, pertanto, sono prive delle
indispensabili motivazioni e, talora, dei requisiti richiesti,
rendendo imperscrutabili le ragioni di tali scelte;
visto, in particolare, che:
per la nomina del coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo il
direttore generale non indica, contro legge, la motivazione per cui
tra i vari direttori di dipartimenti strutturali o di distretto sia
stato scelto il dottore Salvatore Scaduto piuttosto che altri;
sempre in relazione a tale nomina, non si è dato conto della
comparazione prescritta nella citata direttiva assessoriale
2424/2009, che viene clamorosamente disattesa anche laddove essa
richiede di esplicitare per il nominando quali siano le sue
'provate capacità gestionali';
ricordato che per il dottore Scaduto queste capacità di gestione
erano quantomeno oggetto di controversia poiché, in un processo
penale nel quale l'ex azienda AUSL 6 era costituita parte civile
(al momento della nomina il processo era ancora in corso? E aveva
il direttore generale verificato i carichi pendenti?), il dottore
Scaduto era imputato di abuso di ufficio in una truffa di
600.000,00 euro da parte di un centro medico di S. Giuseppe Jato
(si veda il 'Giornale di Sicilia' del 18 dicembre 2010);
rilevato che, se il suddetto processo penale si è concluso con la
'prescrizione' del reato, ciò non è certo un titolo di merito e lo
è ancora meno, in quanto nella sentenza della Corte dei conti n.
134 del 17 gennaio 2007 viene rilevato il 'comportamento con
connotazione dolosa' del responsabile dipartimento cure primarie,
dott. Scaduto ('il PM ha ravvisato ... una volontà volta a favorire
scientemente la struttura privata permettendone l'accreditamento
pur non avendo la stessa possesso dei requisiti e ha rimarcato la
condotta del dottore Scaduto che, pur avendo piena conoscenza del
fatto che il centro medico non presentasse i requisiti per
l'accreditamento provvisorio, ha firmato ugualmente la lettera che
riconosceva lo status di struttura preaccreditata ...');
osservato che il dottore Scaduto era stato rimosso 'per motivi di
opportunità' dalla direzione del dipartimento cure primarie nel
2003 a seguito del blitz di Bagheria che portò al noto processo
Aiello-Cuffaro e 'talpe in Procura', concluso dalla sentenza della
Corte d'appello, ora confermata in Cassazione;
visto che, in relazione ai gravissimi fatti definitivamente
accertati in quella sentenza, nei confronti del dottore Scaduto era
stato disposto dalla Corte dei conti il sequestro conservativo dei
suoi beni immobili e mobili, per un danno erariale quantificato in
euro 5.768.286,16, anche per il mancato invio alla Corte dei conti
da parte dello stesso, dottore Scaduto, di una qualsiasi deduzione
difensiva o richiesta di audizione personale, mentre il suo reclamo
all'ordinanza del giudice designato per il sequestro conservativo
aveva avuto esito negativo;
appreso, in ultimo, dalla stampa quotidiana, che il direttore
generale dell'ASP, Salvatore Cirignotta, avrebbe avviato la pratica
di pensionamento del dottore Scaduto (cosa che invece, secondo
accertamenti di fonte sindacale, non risulterebbe ancora agli
uffici competenti);
per sapere:
se ritenga possibile che il dottore Scaduto, con tali precedenti,
possa assicurare 'il buon andamento e l'imparzialità
dell'amministrazione' (art. 97 Cost.) venendo sovraordinato a
quegli operatori e dirigenti territoriali, tra cui vi è proprio chi
contro la truffa delle false fatturazioni, proprio lì, a Bagheria,
aveva ripristinato le regole e il rispetto delle leggi della sanità
pubblica, interrompendo il grave danno erariale e richiedendone il
risarcimento in quel processo civile che ha già visto l'ex AUSL
vincente;
se ritenga possibile considerare superati dalla pubblicazione dei
bandi di gara quei vizi delle nomine sopra ricordate per
l'incertezza dei tempi e degli effetti dei concorsi banditi a
fronte di nomine che, nel frattempo, producono e produrranno
effetti, compreso il consolidamento dei titoli e le possibilità di
carriera a favore di chi è stato nominato senza regole;
se non ritenga che, di fronte a questi trascorsi, la nomina del
dottore Scaduto a coordinatore sanitario dell'ASP di Palermo appaia
incompatibile con la legge n. 241/1990 e con le disposizioni da
Ella stessa emanate;
se non valuti che la scelta del direttore generale, in specie per
la nomina del coordinatore sanitario, dottore Scaduto, imponga
l'adozione di misure a tutela dell'amministrazione regionale
rispetto a comportamenti contrari alle disposizioni dell'Assessore
e alle norme di legge;
se non ritenga di censurare il comportamento del direttore
generale per tutto quanto in oggetto e, soprattutto, in relazione
all'odierna notizia dell'avvio della pratica di pensionamento del
dottore Scaduto, ravvisando in questo non solo un comportamento
contraddittorio con l'interesse della pubblica amministrazione a
vedersi risarcire i danni (aumentando così il danno erariale), ma
anche sleale nei confronti del suo indirizzo politico, impegnato a
contrastare comportamenti illegittimi, a favorire la trasparenza e
a contrastare la mafia in un settore così delicato come la sanità;
quali decisioni, inoltre, intenda assumere nell'imminenza del
giudizio davanti alla Corte dei conti per il risarcimento dai danni
da parte del dottore Scaduto;
se le nomine di cui sopra non avrebbero dovuto essere precedute da
un regolamento per ogni incarico di direzione, indicando il
relativo peso economico, e se i provvedimenti di nomina non
dovrebbero indicare l'entità della spesa da iscrivere nel bilancio
aziendale, anziché rinviarle ad atto successivo, secondo quella
norma di contabilità generale della Regione prevista dalla legge
regionale n. 17/2004 (art. 50), pena la nullità degli atti e la
rimozione dall'incarico dei dirigenti che li dispongono». (1672)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
l'articolo 91 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11, ha stabilito
l'adozione dei piani personalizzati per i minori affetti da
disabilità;
il sopra citato articolo disponeva inoltre che, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della norma, l'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro avrebbe
dovuto emanare le direttive per la revisione dei piani di zona dei
distretti socio-sanitari e per l'adozione di piani personalizzati
per i minori affetti da disabilità;
rilevato che la norma stabilisce che i piani sono concertati con
le associazioni delle famiglie dei minori disabili e sono adottati
entro e non oltre sessanta giorni;
per sapere quali ragioni abbiano impedito l'emanazione delle
direttive in oggetto e se non ritenga opportuno provvedere
rapidamente, secondo le disposizioni contenute nella norma, per
avviare preventivamente la concertazione dei piani con le
associazioni delle famiglie dei minori». (1673)
PANEPINTO - APPRENDI - ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la società Simeto Ambiente è stata costituita nel 2002 per la
gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in una
vasta parte della provincia di Catania (ambito territoriale
ottimale 'Catania 3');
la Simeto Ambiente ha riscontrato notevoli difficoltà operative,
con conseguenti prolungati problemi di igiene ambientale e gravi
disagi per la cittadinanza;
la detta società ha stipulato convenzioni con aziende per la
riscossione della T.I.A. (tariffa d'igiene ambientale) per le
annualità dal 2004 al 2009;
la determinazione della T.I.A., ai sensi del D.P.R. 27 aprile
1999, n. 158, è di competenza degli enti locali e non può certo
essere determinata autonomamente dal gestore del servizio;
atteso che:
le società incaricate per la riscossione hanno inviato e stanno
inviando migliaia di fatture con avvisi di pagamento ai cittadini,
per importi consistenti, anche in quei comuni che non hanno a suo
tempo deliberato circa l'importo della T.I.A.;
tale pratica appare gravemente scorretta nei confronti della
cittadinanza, che si è vista richiedere il pagamento di somme
consistenti e relative a più annualità, a fronte di servizi
assolutamente carenti;
tale pratica appare altresì illegittima nella misura in cui viene
richiesto il pagamento di corrispettivi per annualità in cui i
comuni non avevano deliberato sull'importo della tariffa;
si apprende, da notizie di stampa, che ad una delle aziende sia
stato affidato il servizio di riscossione in via temporanea, che la
stessa sia selezionata senza procedure di evidenza pubblica e che
alla società sia riconosciuto un 'aggio' sul riscosso superiore al
20 per cento;
per sapere:
se le pratiche adottate dalla Simeto Ambiente s.p.a. risultino
corrette e coerenti con gli obiettivi di risanamento e
riorganizzazione del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti
stabiliti a livello regionale;
quali iniziative intendano adottare a tutela dei cittadini e per
garantire una gestione efficiente e trasparente del sistema di
raccolta e smaltimento dei rifiuti nel territorio servito dall'ATO
Catania 3». (1675)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
GIUFFRIDA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
tra gli anni 1943 e 1945, nelle zone dalmate, fiumane e istriane
dell'Italia nord orientale, i gruppi partigiani comunisti che
propugnavano l'annessione di quelle terre alla Jugoslavia del
Maresciallo Tito, iniziarono una vera e propria operazione di
pulizia etnica ai danni della popolazione locale. Le ultime stime
parlano di 15.000 italiani fatti sparire all'interno delle foibe,
grotte naturali tipiche delle zone carsiche: la crudeltà e l'odio
di questi uomini portò ad un vero e proprio massacro ai danni di
civili inerti, molti dei quali antifascisti ma profondamente legati
alla Patria e che non accettavano l'annessione ad un paese
governato da una dittatura comunista.
per oltre 60 anni il genocidio delle Foibe è stata una verità
talmente scomoda che è stata scrupolosamente negata se non
vergognosamente mistificata, addossando la colpa del massacro a
fantomatiche truppe naziste in ritirata se non, come citato da
alcuni libri di storia, a fascisti della zona.
tenuto conto che ci sono voluti 60 anni per squarciare il velo di
silenzio su quanto successo in Istria, Fiume e Dalmazia. Con la
Legge 92 del 2004, la Repubblica Italiana ha stabilito che il
giorno 10 febbraio deve essere dedicato al 'Giorno del Ricordo', al
fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli
italiani e di tutte le vittime delle Foibe e del conseguente esodo
dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo
dopoguerra per sfuggire alla dittatura comunista del Maresciallo
Tito.
considerato che:
in tutta Italia, anche quest'anno, si sono moltiplicate le
manifestazioni in memoria delle vittime delle Foibe: quasi tutti
gli Enti regionali, comunali e provinciali d'Italia hanno previsto
eventi in occasione del Giorno del Ricordo.
in Sicilia, le Amministrazioni comunali e provinciali più
importanti hanno rinnovato il ricordo delle vittime delle Foibe con
proprie manifestazioni e convegni.
per sapere:
quali manifestazioni, convegni e/o eventi ha organizzato la
Regione Sicilia in occasione del 'Giorno del Ricordo';
se, come risulta nulla di tutto ciò è stato fatto, il Presidente
della Regione non ritenga opportuno prevedere, sin da adesso, una
serie di iniziative ufficiali al fine di applicare, il 10 febbraio
dell'anno prossimo, sul territorio regionale quanto previsto dalla
Legge 92/2004, in occasione del 'Giorno del Ricordo'». (1678)
POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-FORMICA-VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che a seguito del d.a. 1993 del 16 settembre 2009 e del
d.a. 2674 del 18 novembre 2009, i laboratori di analisi in Sicilia
sono passati da 663 a 436, con una riduzione del 34 per cento;
considerato che:
per l'anno 2011 la Regione intende ridurre di un ulteriore 20 per
cento il numero dei lavoratori di analisi e consorziare tutti
quelli che non raggiungono le 200 mila prestazioni annue;
una simile decisione, oltre ad apparire scandalosa, provocherebbe
la perdita di oltre 5 mila posti di lavoro;
visto che:
ad oggi, la sanità convenzionata esterna grava sulle casse della
spesa regionale sanitaria solamente per il 4 per cento;
con una riduzione del 34 per cento e un conseguente taglio delle
spese di oltre 48 milioni di euro, i laboratori di analisi hanno
contribuito più di ogni altro servizio al raggiungimento degli
obiettivi del piano di rientro;
accertato che il tetto delle 200 mila prestazioni annue non trova
riscontro in nessuna normativa tecnico giuridica e scientifica;
constatato che allo stato dei fatti sarebbe più idoneo e utile
individuare un tetto minimo di prestazioni volto all'individuazione
di inefficienze e dunque sprechi;
preso atto che lo stesso TAR di Palermo ha bocciato l'obbligo di
tutti i lavoratori di consorziarsi;
per sapere se non ritengano necessario rivedere le proprie
decisioni introducendo, per i laboratori di analisi, la
facoltatività di aggregarsi ai consorzi a prescindere dal numero
delle prestazioni, così come la stessa VI Commissione legislativa
permanente Servizi sociali e sanitari' dell'ARS aveva suggerito».
(1679)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che l'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania è una
struttura sanitaria di terzo livello, di rilevanza nazionale, con
degenza ad elevata assistenza;
preso atto che il decreto assessoriale n. 2588/10 del 25 ottobre
2010, pubblicato nella GURS n. 50 del 19 novembre 2010, riduce da H
24 ad H 12 l'operatività dell'eliambulanza 118 allocata presso
l'azienda ospedaliera de qua agitur e che invece identico
provvedimento non è stato preso per le sedi di Caltanissetta,
Palermo, Messina e Lampedusa;
considerato che tale riduzione, oltre che penalizzare una
struttura sanitaria di rilevanza nazionale, priva il bacino di
utenza di tre province (Catania, Ragusa e Siracusa)
dell'operatività notturna, con tutti i rischi gravissimi a cui sono
sottoposti i cittadini delle tre citate province;
visto che il decreto de quo non prevede alcuna riduzione di
operatività per le tre eliambulanze, e più precisamente di quelle
di Palermo, Caltanissetta, Messina e Lampedusa, che mantengono
H 24;
lo stesso decreto prevede inoltre la collocazione di un elicottero
più performante per la base di Palermo, scelta alquanto
inspiegabile, visto che la base di Palermo risulta già dotata di
elicottero di ultima generazione;
l'acquisto di un nuovo elicottero da destinarsi alla base di
Palermo, oltre ad apparire ingiustificato, risulta del tutto
contrario ai princìpi che fino ad oggi hanno ispirato l'assessore
regionale per la salute e il suo piano di rientro;
accertato che l'operatività dell'eliambulanza, allocata presso
l'azienda ospedaliera Cannizzaro, è stata ridotta da H 12 a HJ cioè
alba-tramonto, e quindi per un numero di ore inferiore alle 12
stabilite attraverso il citato decreto assessoriale;
per sapere:
quali siano le motivazioni che avrebbero portato l'Assessorato a
decretare, attraverso il più volte citato provvedimento, il
declassamento della struttura ospedaliera Cannizzaro di Catania e
del suo servizio di eliambulanza;
se non ritengano necessario attivarsi, con l'urgenza del caso,
apportando le dovute e necessarie modifiche al decreto n. 2588/10 e
mantenere l'operatività H 24 dell'eliambulanza 118 dell'azienda
ospedaliera Cannizzaro di Catania, al fine di non danneggiare una
struttura sanitaria così importante e garantire un servizio
indispensabile agli utenti delle province di Catania, Ragusa e
Siracusa;
se non ritengano urgente e indispensabile, nelle more di
ricondurre anche la base di Catania ad H 24, fornire il servizio
agli utenti delle tre province almeno H 12, in quanto appare
ingiustificata e arbitraria la riduzione da H 12 (fissata dal
decreto) ad HJ, stabilito in sede periferica». (1680)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il PO FESR Sicilia 2007/2013 prevede,
nell'ambito dell'obiettivo 2.3, le linee di intervento 2.3.1.1 e
2.3.1.2, rispettivamente destinate al miglioramento dell'assetto
idrogeologico e alla messa in sicurezza delle aree interessate dai
fenomeni di dissesto;
considerato che con decreto del direttore generale del 6 dicembre
2010, pubblicato nella GURS del 31 dicembre 2010, si è proceduto ad
una terza ed ulteriore attuazione dei finanziamenti di cui alle
citate linee di intervento del PO FESR Sicilia 2007/2013;
visto che tra i progetti ammessi al finanziamento non risultano,
per l'ennesima volta, interventi nella provincia di Siracusa;
per sapere:
secondo quale metodo si sia provveduto all'individuazione dei
progetti finanziabili;
se non ritengano ingiusto e contrario al principio che sta alla
base delle linee di intervento dell'obiettivo 2.3 escludere dal
finanziamento un'area come la provincia di Siracusa, storicamente
interessata da sismi e fenomeni idrogeologici di importante
rilevanza». (1681)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che da qualche anno le organizzazioni degli
autotrasportatori, prima tra tutte l'Aias, lamentano disagi nel
settore;
considerato che già lo scorso anno, le organizzazioni di categoria
degli autotrasportatori avevano rappresentato i loro problemi alle
autorità regionali competenti;
visto che:
a distanza di un anno, nonostante i molti impegni presi nel corso
dell'incontro, poco e nulla è stato fatto dal Governo regionale a
sostegno degli autotrasportatori, tradendo la loro fiducia e le
loro speranze;
in questi giorni, gli autotrasportatori hanno annunciato, per voce
dell'Aias, l'intenzione di attuare un fermo di protesta nelle
giornate dal 14 al 19 febbraio;
preso atto che il nuovo codice della strada prevede l'aumento
delle tariffe autostradali e delle assicurazioni che, uniti ad
altri aumenti quali quelli dei pneumatici e del gasolio, comporterà
un inevitabile crescita degli oneri a carico degli
autotrasportatori;
per sapere se non ritengano utile e necessario convocare, con
l'urgenza del caso, un tavolo tecnico con le associazioni degli
autotrasportatori al fine di individuare misure utili a rilanciare
il settore e a scongiurare il preannunciato fermo che, se messo in
atto, provocherebbe un grave danno all'economia siciliana». (1682)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che nel Canale di Sicilia sono state
recentemente trovate, in seguito al programma di ricerca
'Biodiversità Canale di Sicilia', formazioni e specie mai osservate
nei mari italiano, come il corallo nero, le gorgonie, le
balenottere e le tartarughe marine;
considerato che a circa 350 metri di profondità sono stati
scoperti anche numerosi reef di corallo fossile costituiti per la
maggior parte da Lophelia pertusa e Madrepora oculata, simili a
quelle presenti nel Mar Rosso;
visto che le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, in mezzo al
Canale di Sicilia, rappresentano veri santuari della biodiversità,
importantissimi per la riproduzione del grande squalo bianco e
delle tartarughe marine, nonché per l'alimentazione delle
balenottere;
preso atto che l'area del Canale di Sicilia è recentemente
diventata a rischio, visto che da qualche tempo sono state avviate
trivellazioni che hanno individuato ricchi giacimenti petroliferi;
considerato che le trivellazioni in atto comprometterebbero
seriamente e in modo irreparabile i fondali del Canale di Sicilia,
con ripercussioni gravi anche sulle specie marine che popolano
l'area;
per sapere se non ritengano utile e necessario attivarsi al fine
di impedire l'ipotesi di un simile disastro e per valutare, di
concerto con i territori interessati, la possibilità di
raggiungere l'intesa necessaria per l'istituzione dell'area marina
protetta nelle acque di Pantelleria e dell'arcipelago delle Egadi,
che, di fatto, farebbe venire meno definitivamente un disastro già
annunciato». (1683)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
VITRANO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che:
con d.d.g. n. 351 - dipartimento regionale dell'ambiente - del 25
giugno 2010 è stato approvato il nuovo funzionigramma relativo al
funzionamento delle aree, dei servizi e delle unità operative dello
stesso, nonché gli uffici di staff alle dirette dipendenze del
dirigente generale;
in seno al servizio 5 - demanio marittimo - del funzionigramma
approvato sono state individuate otto unità operative relative agli
uffici periferici del demanio marittimo per i diversi ambiti
territoriali;
considerato che:
per il reperimento del personale da destinare agli uffici
periferici del demanio marittimo è stato predisposto atto
d'interpello in data 10.03.2010 prot. n. 37188 dal competente
Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica;
con successivi d.d.g. - dipartimento dell'ambiente nn. 697,698 del
29 settembre 2010 e nn. 700 e 701 del 30 settembre 2010 sono già
stati individuati per alcuni ambiti territoriali i rispettivi
dirigenti di unità operativa;
per sapere:
le motivazioni che ad oggi impediscano l'individuazione dei
dirigenti delle sedi degli uffici periferici del demanio marittimo
ancora scoperte, su cui il sottoscritto interrogante ha già
presentato, in data 4.11.2010, l'interrogazione n. 1480;
se venga leso l'ambito oggettivo dell'istituto dell'interpello
stante, ad oggi, il mancato pronunciamento dell'amministrazione che
in nessun caso, alla luce del lungo tempo trascorso, dovrebbe
procedere all'individuazione di risorse umane diverse dai soggetti
aderenti alla richiesta di atto d'interpello». (1674)
(L'interrogante richiede risposta con urgenza)
RUGGIRELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nella GURS del 24 dicembre 2010 sono state pubblicate le linee
guida sulle case di maternità';
le case di maternità sono strutture extraospedaliere, non
medicalizzate, con caratteristiche abitative non di tipo sanitario,
ma assimilate a case di civile abitazione, con un'assistenza in
grado di garantire un parto naturale sicuro;
l'obiettivo di queste strutture è quello di ridurre i parti
cesarei;
considerato che:
la prima casa di maternità' è stata aperta a Vittoria (RG) nel
2008;
l'Assessorato regionale della salute non ha riscontrato le note
inviate, a tal riguardo, dall'ex AUSL di Ragusa, ma è intervenuto
soltanto per disporne la chiusura a seguito di un intervento dei
NAS;
ritenuto che:
le predette linee guida sono quantomeno discutibili, poiché
trattano le case di maternità' come strutture sanitarie ed
impongono degli standard che rendono quasi impossibile l'apertura
di tali strutture;
nulla è specificato nelle linee guida riguardo alle spese del
parto nelle case di maternità', ed in particolare se sono a totale
carico o meno del servizio sanitario;
le disposizioni di legge vigenti prevedono un confronto con la
competente Commissione legislativa dell'ARS per il preventivo
parere;
per sapere le ragioni per le quali le linee guida non siano state
sottoposte al parere della VI Commissione legislativa dell'ARS
Servizi sociali e sanitari'». (1676)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 28 maggio 2010 nella GURS n. 7 - Serie speciale concorsi -
è stato pubblicato il bando di mobilità esterna per la copertura,
mediante selezione, per titoli e colloquio, di n. 1 posto di
dirigente responsabile area tecnica a tempo indeterminato CCNL
personale dirigente del comparto autonomie locali, presso
l'Istituto autonomo case popolari di Acireale (CT);
considerato che:
la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19 comma 4, concernente
l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che: 'Ai fini
dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale
dispone testualmente che Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013 e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura sono
state stabilite le procedure della suddetta selezione indetta
dall'Istituto autonomo case popolari di Acireale, atteso che la
legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso per
soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 7 - Serie
speciale concorsi
- del 28/05/2010, onde garantire il rispetto della normativa
vigente e dei principi inderogabili della trasparenza nelle
procedure concorsuali riguardanti la pubblica amministrazione e gli
enti sottoposti a tutela e vigilanza della medesima, così come
previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1677)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione relativa a richiesta di accesso ad atti
PRESIDENTE. Comunico che, in accoglimento della richiesta da
ultimo avanzata dall'onorevole Buzzanca nella seduta del 25 gennaio
u.s., e concernente la questione dell'accesso agli atti presso
l'Assessorato regionale della Salute, questa Presidenza si appresta
ad inviare una nota a quell'Assessorato regionale in considerazione
della funzione esercitata dall'interessato nella qualità di
deputato regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
rubrica 'Turismo, sport e spettacolo'
Presidenza del vicepresidente Formica
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica
Turismo, sport e spettacolo'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Turismo, sport e spettacolo'.
Do lettura della nota fax pervenuta in data 8 febbraio 2011
(protocollata al n. 1072/AULAPG di pari data) da parte del Capo di
Gabinetto Vicario dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo:
Si comunica che per impegni istituzionali il prof. Daniele
Tranchida, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, è
impossibilitato a partecipare alla seduta odierna .
L Assemblea ne prende atto.
Pertanto, lo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Turismo, sport e spettacolo', è rinviato ad una
successiva seduta.
Rinvio in Commissione del disegno di legge 604-185/A «Norme in
materia di orari
degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita.
Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28»
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge nn. 604-185/A «Norme in materia di
orari degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di
vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28».
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, oggi si deve discutere il disegno di legge nn.
640-185/A sul commercio.
Vista l'ampia discussione che c'è stata con le associazioni
imprenditoriali, sindacali, e il dibattito che si è aperto in
Parlamento, il Governo ritiene opportuno riportare in Commissione
il disegno di legge al fine di approfondire meglio le problematiche
inerenti con l'auspicio che, entro le prossime due settimane, possa
essere nuovamente riportato in Aula.
Ciò anche alla luce del fatto che la problematica è molto sentita
sia dalle piccole che dalle medie e grandi strutture e,
soprattutto, dal popolo siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, di fronte alla richiesta avanzata
dal Governo e visto l'iter che c'è stato finora in Aula...
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, forse lei non ricorda quello che è
successo in quest'Aula o forse lo ricorda troppo bene, questa
proposta del Governo era già stata fatta dall'opposizione martedì
scorso. L'onorevole Cracolici, invece, in tutti i modi ci ha
convinti del contrario: che era opportuno, piuttosto che rinviare
in Commissione, dare le 48 ore di tempo che il Governo aveva
richiesto.
Oggi, come i gamberi, ritorniamo da dove siamo partiti.
Ma non è questa la motivazione del mio intervento e non è neanche
una nota polemica.
Intendo rifarmi piuttosto all'ultimo intervento che ho fatto in
quest'Aula, dove anche da parte della maggioranza ci sono stati
interventi che hanno individuato il mio dire come un intervento
sopra le righe: mi riferisco soprattutto al ritirato articolo 3 del
disegno di legge.
Signor Presidente, è bene che quest'Aula sappia che, mentre noi
facevamo le nostre schermaglie parlamentari, dove ognuno prendeva
posizione ritenendo di saperne più degli altri, gli Uffici
dell'Assessore al ramo, invece, procedevano a quello che non é
possibile fare, in quanto non solo l'articolo 3 è stato ritirato
dal Governo, ma non c'è stata neanche una proposta legislativa
alternativa.
Mentre noi parlavamo in Aula, il 31 gennaio del 2011 si è riunita
la Conferenza di servizio - forse questo argomento non interessa
perché quando era la sinistra a parlare di mafia qui c'era
l'attenzione più assoluta, adesso invece che parlano quelli del PDL
di Berlusconi, figuratevi se vi interessa E' una questione che
ormai avete derubricato, non è più interesse di nessuno della
sinistra oppure della sinistra presente in Parlamento. Dicevo, in
data 31 gennaio 2011, nonostante fosse stato ritirato l'articolo 3
e nonostante in quest'Aula fossero state dette mille parole, si è
riunita la Conferenza di servizio, a maggioranza, signor
Presidente. In quella sede, Camera di Commercio e Provincia nel
verbale hanno indicato come violazione di legge il fatto che non
era possibile dare una proroga ulteriore, mentre la delegata
dell'Assessore e il comune di pertinenza hanno ritenuto che era
possibile dare la proroga, per situazioni meteorologiche, superando
anche la legge.
Pertanto, al di là del rinvio che la Presidenza vuole operare
secondo la richiesta del Governo, se non c'è un'assicurazione dello
stesso su questa materia, dove il ritiro in autotutela deve essere
la prima cosa, noi non siamo d'accordo a che il Governo continui in
questo modo, che cioè quello che non si può fare in Parlamento si
fa in via amministrativa, violando tutte le norme Non è possibile.
Rispetto a questo e considerato che il Governo non ha i numeri per
rinviare in Commissione il testo, signor Presidente, io la invito
cortesemente, e invito il Governo, a prendere una posizione chiara
sul ritiro in autotutela di un atto che certamente non si riferisce
ad alcuna normativa, oppure a che cosa si sta pensando. Perché si
deve capire a che cosa si sta pensando.
A mio giudizio, non ci sono le condizioni minime per poter
discutere su qualsiasi tipo di problema. Le scorrettezze sono
giornaliere.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sta succedendo
qualcosa di strano in quest'Aula su un disegno di legge che è stato
esitato dalla Commissione all'unanimità, fatta salva la sceneggiata
del Presidente della Commissione, che avrebbe potuto evitare solo
se avesse parlato sul contenuto dell'articolo 3 prima ancora di
votare in maniera unanime.
Ripeto, sta avvenendo qualcosa di strano. Un disegno di legge che
- immagino - il Governo voleva, altrimenti non l'avrebbe portato in
Commissione, altrimenti non l'avrebbe presentato, oggi il Governo
chiede che ritorni in Commissione.
E lo considero un fatto molto strano perché questo Governo, il
Presidente Lombardo - che anch'io ho supportato in quanto ritenevo
che si potessero fare le riforme - oggi, rispetto a questo, fa un
passo indietro plateale, che mi fa riflettere rispetto al percorso
che stiamo facendo.
Il Parlamento in quanto tale deve essere posto nella condizione di
discutere, di approvare o di non approvare. Ci sono maggioranze e
minoranze. Se c'è una maggioranza politica che supporta il Governo,
allora vota questo disegno di legge; diversamente, se non c'è una
maggioranza politica, lo si dica: non c'è una maggioranza politica
per supportare un disegno di legge del Governo della Regione, e
allora ne prendiamo atto
Io sono davvero sconcertato che il Governo proponga il rinvio del
provvedimento in Commissione. So bene che attorno a questo disegno
di legge ci sono interessi molteplici, chiamiamoli molteplici , e
credo che si sia creato quel famoso partito trasversale che si
chiama partito dei deputati che incide su questo provvedimento
legislativo.
Io, rispetto alla decisione del Governo, prendo atto della
dichiarazione dell'Assessore, ma non sono assolutamente convinto
che questo sia il miglior percorso per rispettare quei siciliani
che stavano aspettando questa legge.
Ripeto: c'è una maggioranza e c'è una minoranza che si possono
esprimere e che avrebbero avuto il diritto di esprimersi su questa
legge.
Il Parlamento viene espropriato di un suo legittimo potere e di
una sua facoltà.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla richiesta del Governo di
rinvio del disegno di legge in Commissione, essendosi espressi due
deputati, uno a favore ed uno contro, secondo quanto mi impone il
Regolamento, pongo in votazione la relativa richiesta.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pertanto, il disegno di legge nn. 604-185/A è rinviato in
Commissione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 9
febbraio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale (nn. 520-144 bis/A)
III - Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del
Regolamento interno, sulla proposta della Commissione di non
passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge: Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento
nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto
recante 'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' (n.
52/A)
La seduta è tolta alle ore 17.54
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli