Presidenza del vicepresidente Formica
MARROCCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
- Minardo, Galvagno, D'Asero, Ragusa, Cimino e Mineo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- Norme in materia di incarichi e nomine pubbliche. (n. 681)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Speziale,
Caputo, Raia e Adamo, in data 9 febbraio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
MARROCCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 28 maggio 2010 nella GURS n. 7 - Serie speciale concorsi -
è stato pubblicato il calendario della prova selettiva del
concorso, per titoli e prova d'idoneità, per la formulazione di una
graduatoria per l'assunzione di addetti ai servizi tutelari presso
l'IPAB 'Centro di Accoglienza S. Lucia' di Enna;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11
concernente: 'Norme in materia di procedure concorsuali e di
assunzione di personale' dispone testualmente che: 'Per gli enti
locali e per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti
a tutela e vigilanza della medesima amministrazione, il termine
previsto dal comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa,
altresì, in maniera inequivocabile, che la norma si applica anche
al personale delle aziende sanitarie, con esclusione del solo
personale dell'area medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto concorso,
atteso che la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, onde garantire il rispetto della
normativa vigente e dei principi inderogabili della trasparenza
nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica amministrazione
e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della medesima, così
come previsto dalla l.r. 1 settembre 1993, n. 25». (1684)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
era stato chiesto alla Regione, con l'interpellanza numero 81, di
annullare la delibera n. 77, approvata il 30 luglio del 2007 dal
comune di Partinico, che autorizza un piano di lottizzazione,
presentato dalla Policentro Daunia s.r.l. nell'area D2 di contrada
Margi, in violazione della normativa vigente e delle prescrizioni
degli strumenti urbanistici;
nell'atto ispettivo si sottolineava che, con decreto del 16
novembre 2000, l'allora Assessore per il territorio e ambiente
aveva approvato, insieme alle prescrizioni esecutive e al
regolamento edilizio, il piano regolatore del comune di Partinico;
tra gli allegati del suddetto decreto, 'per costituirne parte
integrante', al punto 6.23 dell'art.2-6) Prescrizioni Esecutive,
veniva inclusa la 'zona D2, planimetria del piano
particolareggiato', che riguarda l'intera area D2 di contrada
Margi;
ai sensi dell'art. 16, comma 9, della vigente legge urbanistica
(n. 1150/1942), l'approvazione dei piani particolareggiati equivale
a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in essi previste;
in ossequio al comma 5 dell'art. 16 della legge urbanistica,
l'art. 7 del suddetto decreto assessoriale aggiungeva e precisava
che 'le prescrizioni esecutive dovranno essere eseguite entro il
termine di anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno essere
eseguite le relative espropriazioni';
in risposta al quesito posto, al tempo, dal sindaco di Partinico,
in ordine alla possibilità di approvare un piano di lottizzazione
su un'area già normata da un piano particolareggiato e dichiarata
di pubblica utilità, codesto Assessorato aveva risposto
testualmente che 'non sembra percorribile l'ipotesi di dover
approvare un piano di lottizzazione all'interno di un'area già
disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono le prescrizioni
esecutive';
malgrado tutte le evidenze di legge, il consiglio comunale di
Partinico approvava la delibera sul piano di lottizzazione che
nell'interpellanza si chiede di annullare avvalendosi del disposto
di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978;
considerato che:
nella risposta all'interpellanza fornita nel corso della seduta
d'aula del 2 febbraio 2011, l'Assessore ha affermato che 'quanto
rappresentato, allo stato attuale, non permette di rilevare
elementi per l'attivazione di cui all'art. 53 della l.r. 71/1978',
aggiungendo che 'il Dipartimento urbanistica ha comunque ritenuto
opportuno, a seguito dell'interrogazione, avviare un'indagine
ispettiva, ancora in corso presso il comune di Partinico, allo
scopo di avere maggiori cognizioni del piano di lottizzazione in
parola':
con riferimento all'interpellanza, il
dipartimento regionale urbanistica ha rappresentato
preliminarmente che la decadenza dei vincoli quinquennali
preordinati all'esproprio è avvenuta il 30 giugno 2008 secondo
quanto disposto dall'art. 9 del D.P.R. n. 327/2001, applicabile
nella Regione siciliana per effetto del recepimento di cui all'art.
36 della l.r. n. 7/2002, come integrato dall'art. 24 della l.r. n.
7/2003 ;
ciò premesso, lo stesso ufficio ha rappresentato che, 'benché la
zona D2 fosse ancora in vigore, per la parte assegnata alla ditta
Policentro Daunia non ha prodotto effetti e, pertanto nulla ha
tolto la potestà al Consiglio Comunale di pianificare quella parte
di territorio attraverso un piano di lottizzazione, che peraltro
rappresenta uno strumento attuativo di pari livello di dettaglio al
PP.EE., differenziandosi da queste soltanto per l'iniziativa
privata';
in questo modo, a detta del dipartimento regionale urbanistica,
'il piano di lottizzazione presentato dalla Policentro Daunia,
approvato dal Consiglio Comunale in data 30/7/2007, giusto un anno
prima della decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio e ben 7
anni dopo la formazione del P.E., consente l'attivazione della zona
senza che l'Amministrazione comunale si sia sobbarcata l'onere
degli espropri e della realizzazione delle opere di
urbanizzazione';
per quanto rappresentato allo stato attuale, dunque, il
dipartimento ha comunicato di 'non avere rilevato elementi per
l'attivazione di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978';
quanto dichiarato in Aula dall'Assessore e comunicato in via
preliminare dal dipartimento regionale urbanistica è stato
considerato non soddisfacente dall'interpellante, perché la
richiesta, o quanto meno l'aspettativa, era quella che venisse
esercitato il potere, da parte dell'Assessorato, di annullamento
della delibera del consiglio comunale;
in questo modo, secondo il sottoscritto interpellante, viene
sostanzialmente vanificata la previsione del piano regolatore di
Partinico, pur essendoci le condizioni per farlo rispettare;
per sapere quale sia l'esito dell'indagine ispettiva avviata in
seguito alla precedente interpellanza, considerato che su questa
vicenda, nel comune di Partinico, c'è stata una particolare
tensione sia dal punto di vista politico che da quello sociale e
che il pericolo di infiltrazioni rafforza l'esigenza di tutela
rigorosa della legalità nello sviluppo». (1685)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
N. 1686 - Notizie sulle presunte gravi irregolarità verificatesi
nell'azienda sanitaria provinciale di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Bufardeci Giambattista
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
con le delibere n. 36 del 2002 e n. 17 del 2003, il CIPE ha
stanziato 24.839.991,46 euro, a valere sui fondi 'aree depresse',
per la realizzazione dei lavori di potenziamento delle opere
marittime esistenti e per la messa in sicurezza del porto di
Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani;
nelle sedute del 9 e 14 dicembre 2004, la commissione regionale
lavori pubblici ha approvato il progetto generale definitivo, per
l'importo complessivo di 39.500.000 euro, e, contestualmente, il
progetto definitivo 1 stralcio, presentato dall'amministrazione
comunale di Castellammare del Golfo, ente individuato come stazione
appaltante, per l'importo complessivo di 24.839.991,46, pari alle
somme disponibili con le due delibere CIPE;
in data 16 e 22 marzo 2005, la commissione di gara ha proceduto
all'aggiudicazione definitiva dell'appalto all'A.T.I., costituita
tra il CO.VE.CO. di Marghera, la CO.MESI srl di Palermo e la CO.GEM
srl di Alcamo;
in data 11 ottobre 2005 è stato stipulato il contratto d'appalto
per la redazione del progetto esecutivo e l'esecuzione delle
relative opere, mentre in data 15 gennaio 2007 sono stati
consegnati i lavori all'impresa aggiudicataria con il termine di
ultimazione previsto entro il 5 ottobre 2008;
il CO.VE.CO. ha assegnato l'esecuzione della quota di lavori di
propria competenza alla associata CEA, società cooperativa di
Alcamo;
la CEA società cooperativa, la CO.MESI srl e la CO.GEM srl hanno
costituito, per l'esecuzione unitaria dei lavori, la NETTUNO,
società consortile a.r.l., con sede in Alcamo, che ha stipulato i
contratti con le ditte fornitrici per l'esecuzione dei lavori;
in data 21 gennaio 2008 la ditta appaltatrice ha trasmesso una
'Proposta migliorativa', ai sensi dall'art. 11 del D.M. 145/2000,
prevedendo la sostituzione dei cassoni cellulari, con un sistema di
palandole metalliche, da utilizzarsi per la realizzazione dello
sporgente e del prolungamento della diga foranea;
in data 1 marzo 2008 la direzione lavori ha evidenziato la
mancanza di completezza della documentazione e il 14 aprile 2008 la
ditta appaltatrice ha prodotto una nuova perizia che, sottofirmata
dalla direzione lavori, è stata trasmessa al responsabile unico del
procedimento;
il 3 luglio 2008, il dipartimento lavori pubblici, servizio
infrastrutture marittime e portuali, della Regione siciliana ha
sollecitato l'amministrazione comunale di Castellammare del Golfo,
con nota prot. 42845, ad inviare entro il 31 dicembre 2008 il
progetto riguardante il 2 stralcio di completamento del porto così
denominato 'Appalto integrato per la progettazione esecutiva e
l'esecuzione dei lavori di prolungamento della diga foranea dalla
progressiva 490.00m alla progressiva 800.00 m e realizzazione del
molo di sottoflutto soffolto e delle opere interne di accosto e di
arredo portuale', finanziato ricorrendo alle 'risorse liberate'
dalla misura 6.03 del POR Sicilia 2000/2006;
in data 11 luglio 2008, l'Assessorato Lavori pubblici, rilevate le
difficoltà in cui si trovava l'amministrazione comunale per la
redazione del progetto di completamento e le consequenziali
procedure per l'aggiudicazione dell'opera stessa e rilevato,
altresì, che l'opera in corso di costruzione era in notevole
ritardo di esecuzione, ha proposto di revocare le funzioni di
stazione appaltante e di ente attuatore all'amministrazione
comunale di Castellammare del Golfo;
pertanto, al fine di addivenire sia al finanziamento dell'opera di
completamento sia alla realizzazione di quella in corso di
costruzione, all'amministrazione comunale di Castellammare del
Golfo sono state revocate le funzioni di stazione appaltante e di
ente attuatore che sono state assunte dal dipartimento regionale
lavori pubblici;
il 19 dicembre 2008 l'appalto del 2 stralcio per il completamento
dell'opera è stato finanziato con decreto del dirigente generale
del dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e
dei trasporti n. 2935/S5.01, per un importo complessivo di
12.553.217,92 euro;
il 26 maggio 2010 i lavori in corso sono stati bloccati e l'intera
struttura cementizia e due aree di cantiere sono state poste sotto
sequestro dalla Guardia di finanza, su ordine della Procura della
Repubblica di Trapani, nell'ambito di un'indagine relativa ad una
presunta frode nelle pubbliche forniture;
in particolare, secondo gli inquirenti, le imprese appaltanti e
subappaltanti coinvolte nel contratto di esecuzione dei lavori
avrebbero utilizzato cemento depotenziato e materiale inerte non
corrispondente ai parametri previsti dal capitolato d'appalto;
il 6 luglio 2010 il cantiere è stato parzialmente dissequestrato,
ma non sono ricominciati i lavori, poiché la società consortile
NETTUNO Scarl, esecutrice dei lavori, attraversa una pesante
situazione debitoria, pressata dai creditori, da un lato, e
impossibilitata ad incassare gli ultimi due stati di avanzamento
lavori bloccati dalla Regione, dall'altro;
il 24 settembre 2010, il consiglio comunale di Castellammare del
Golfo, riunito in seduta straordinaria, ha approvato all'unanimità
un documento nel quale viene espressa preoccupazione per 'il
mancato riavvio dei lavori' e per 'la situazione economica venutasi
a creare nei rapporti commerciali tra la ditta esecutrice dei
lavori Nettuno scarl e le ditte fornitrici della stessa';
il 30 dicembre 2010, l'ufficio regionale per l'espletamento della
gare d'appalto (U.R.E.G.A.) e, per essi, il servizio provinciale di
Trapani, ha aggiudicato la gara per l'appalto di 2 stralcio per il
completamento dell'opera all'ATI costituita da COMES TIGULLIO di
Chiavari (Genova), CA.TI.FRA. srl di Barcellona Pozzo di Gotto
(Messina), SEICON srl di Castellammare del Golfo (Trapani) e
Co.GE.Ta srl di Trapani;
secondo le notizie riportate dal quotidiano 'La Sicilia'
nell'edizione dell'8/01/2011, pagina 31, 'dai risultati dei
carotaggi fatti eseguire nel frattempo dalla magistratura sarebbe
emerso che il cemento depotenziato non sarebbe stato usato solo per
la costruzione dei massi frangiflutti ma anche per la realizzazione
delle banchine';
considerato che:
il 12 gennaio 2011, con raccomandata, la CO.VE.CO. ha comunicato
al dipartimento infrastrutture e mobilità della Regione siciliana
che in data 6 dicembre 2010 aveva chiesto di potere affiancare per
il completamento delle opere, alla consorziata CEA, società
cooperativa di Alcamo, la consorziata AT.LA.N.TE., società
cooperativa di Palermo;
nella stessa raccomandata la CO.VE.CO. ha aggiunto che, non avendo
avuto risposta dalla stazione appaltante, il dipartimento regionale
lavori pubblici, e verificata, nel frattempo, l'impossibilità della
CEA di garantire il proseguimento dei lavori a causa di manifeste
difficoltà economiche e finanziarie, con delibera del c.d.a. del 16
dicembre 2010, ha 'revocato l'affidamento alla CEA e riassegnato
l'esecuzione dei lavori alla AT.LA.N.TE., società che non ha
partecipato alla gara né autonomamente né con altro consorzio o
raggruppamento ed è in possesso dei requisiti per potere concludere
le opere', nonché i poteri al direttore tecnico, Franco Morbiolo,
al responsabile per l'appaltatore per la firma degli atti
contabili, Domenico Parisi, al direttore tecnico di cantiere, Mario
Giardina, e al geometra Rosario Agnello, riassegnando gli incarichi
di direttore tecnico di cantiere e di responsabile per
l'appaltatore per la firma degli atti contabili al procuratore
speciale della CO.VE.CO., Mauro Gnech;
le ditte fornitrici locali si trovano, allo stato, esposte, in
quanto vantano crediti per circa un milione di euro, con gravissime
ricadute sul tessuto economico del territorio;
i lavori di completamento del 1 stralcio non sono ancora ripresi,
a dispetto dell'ordine di servizio n. 9 della direzione lavori
presso l'ufficio del genio civile, con il quale si sollecita la
ripresa degli stessi;
per sapere:
a) i motivi che impediscano la ripresa dei lavori;
b) se non ritengano che la prolungata sospensione non pregiudichi
irreparabilmente la corretta realizzazione dell'opera per il 1
stralcio e comprometta l'inizio dei lavori del 2 stralcio;
c) se ritengano sussistere le condizioni giuridiche per il
proseguimento dell'appalto con le ditte vincitrici del 1
stralcio». (1687)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
da comunicazione ufficiale di Trenitalia, a partire dal 31 di
gennaio 2011 è stato attivato un servizio di 'metro-ferrovia' in
provincia di Messina, che si aggiunge alle corse regionali
potenziando, di fatto, i collegamenti tra la città di Milazzo e
Giampilieri;
da una analisi delle esigenze del territorio tirrenico, risultano
alcune incongruenze che mal giustificano la scelta impopolare di
Trenitalia di circoscrivere tale tratta fra Milazzo e Giampilieri
escludendo, di fatto, i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e di
Patti;
considerato che:
dal luglio scorso è stata finalmente messa in esercizio la tratta
del doppio binario tra i comuni di Patti e Messina, non si riesce a
capire come possano essere stati tagliati fuori i comuni di
Barcellona Pozzo di Gotto e Patti che, tra l'altro, abbracciano un
elevato numero di viaggiatori e pendolari soprattutto poiché
riferimenti base dei paesi collinari dell'hinterland;
dal mese di luglio 2010 il servizio per i portatori di handicap è
totalmente scomparso anche dalla stazione di Milazzo per i treni a
lunga percorrenza, obbligando tali 'diversamente abili' ad essere
costretti a 'salire' sul treno presso le stazioni di Palermo o
Messina mediante carrello elevatore con servizio di assistenza in
stazione;
i treni destinati al servizio di 'metro-ferrovia' sono di ultima
generazione di tipo 'minuetto' cofinanziati da codesta
Amministrazione regionale e che gli stessi mezzi contemplano
l'agevole accesso sul convoglio soprattutto per i diversamente
abili;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire presso la
direzione regionale di Trenitalia s.p.a. per giungere ad una
rivisitazione degli orari e delle destinazioni dei treni,
contemplando oltre alla tratta Milazzo - Giampilieri, le stazioni
di Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, qualora in quest'ultima siano
presenti i binari necessari per lo scambio di arrivo e partenza dei
treni». (1688)
CATALANO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, con nota n. 206 del 7 febbraio 2011,
pervenuta alla Segreteria Generale in pari data e protocollata al
n. 1097/AulaPG del 9 febbraio successivo, l'onorevole Pogliese,
anche a nome degli altri firmatari, ha ritirato le interrogazioni
con richiesta di risposta orale n. 397 Iniziative per la
commemorazione del 'Giorno del Ricordo' e n. 947 Iniziative in
Sicilia per la commemorazione del 'giorno del ricordo', dallo
stesso parlamentare rispettivamente presentate in data 10 febbraio
2009 e 14 gennaio 2010.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
notevoli perplessità suscita, sia per quanto riguarda il merito
sia per alcuni profili di legittimità, la ricostituzione di un
'Ufficio speciale aree a rischio', avvenuta con deliberazione della
Giunta Regionale n. 489 del 30 dicembre 2010 e successivo decreto
del Presidente della Regione del 17 gennaio 2011;
al fine di rilevare detti profili è necessario ripercorrere la
lunga storia delle aree a rischio in Sicilia e della costituzione
del connesso Ufficio speciale regionale, iniziata il 30 novembre
1990 quando, con decreto del Ministro dell'Ambiente, veniva
effettuata la 'Dichiarazione di due aree ad elevato rischio di
crisi ambientale nella Sicilia orientale' e nel quale si prevedeva
la costituzione di 'una apposita Commissione di cui fanno parte le
Amministrazioni dello Stato, la Regione e gli Enti locali
interessati, con compiti di coordinamento delle attività per la
valorizzazione e la partecipazione degli Enti locali sia ai fini
consultivi sia per i processi decisionali nella realizzazione di
opere sul territorio. Tale concertazione Stato-Regione-Enti locali
risulta sede ove: - puntualizzare in particolare le procedure di
affidamento delle opere e degli interventi di risanamento e di
gestione degli stessi; - precisare gli interventi anticipatori, le
priorità, la fattibilità, gli importi effettivamente disponibili
per l'esecuzione e realizzazione delle opere e degli interventi di
risanamento';
il succitato decreto prevedeva la formazione di un piano di
disinquinamento e ne dettava le direttive ed in effetti, con
decreti del Presidente della Repubblica del 17 gennaio 1995,
venivano approvati il piano di disinquinamento per il risanamento
del territorio della provincia di Caltanissetta, nonché il piano di
risanamento del territorio della provincia di Siracusa;
con decreto del 23 gennaio 1996 veniva istituito il Comitato di
coordinamento per l'area a rischio di crisi ambientale del
territorio di Priolo, Augusta, Melilli, Floridia, Solarino e
Siracusa, che veniva successivamente ricostituito con il decreto
presidenziale n. 158/gr. VII/SG del 28 giugno 2000;
con ordinanza n. 3072 del Presidente del Consiglio dei ministri
del 21 luglio 2000 'Disposizioni urgenti per fronteggiare
l'emergenza nel settore dei rifiuti urbani, speciali e speciali
pericolosi, nonché in materia di bonifica e risanamento ambientale
dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati, nonché in materia
di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di
depurazione nel territorio della Regione siciliana', i comitati di
coordinamento per le aree a rischio cessavano le proprie funzioni;
dalla lettura dell'ordinanza n. 3072, tuttavia, si deduce che in
realtà i componenti continuavano a svolgere le funzioni, in tal
senso, infatti, va la previsione dell'articolo 12 che così recita:
'1. I prefetti delle province di Caltanissetta e Siracusa sono
nominati commissari delegati per l'attuazione degli interventi
previsti nel piano di disinquinamento per il risanamento del
territorio della provincia di Caltanissetta - Sicilia orientale e
del piano di disinquinamento per il risanamento del territorio
della provincia di Siracusa - Sicilia orientale di cui ai decreti
del Presidente della Repubblica 17/01/1995, ciascuno per il
territorio provinciale di propria competenza. I prefetti delegati
coordinano la propria attività con quella posta in essere dal
commissario delegato - presidente della regione siciliana per le
attività allo stesso demandate. Per l'attuazione degli interventi
previsti dal presente comma, i commissari delegati - prefetti delle
province di Caltanissetta e Siracusa nominano, d'intesa con il
Ministro dell'ambiente, un sub commissario ciascuno. 2. I
commissari delegati-prefetti delle province di Caltanissetta e
Siracusa per lo svolgimento delle attività possono avvalersi delle
strutture tecniche già previste dall'art. 4 dei decreti del
Presidente della Repubblica 17/01/1995 e dall'accordo di programma
stipulato per la provincia di Caltanissetta e Siracusa in data
28/12/1995 ed approvato con decreto del presidente della regione il
23 gennaio 1996. Possono altresì avvalersi di proprie strutture,
appositamente costituite, composte rispettivamente da non più di
cinque unità di personale della pubblica amministrazione e dei
soggetti di cui al comma 1 dell'art. 10 dell'ordinanza n. 2983 del
31 maggio 1999 con le medesime modalità di trattamento previste
dallo stesso art. 10, comma 5, della citata ordinanza n. 2983 del
31 maggio 1999 nonché di due esperti nelle materie tecniche
giuridiche ed amministrative alle condizioni di cui all'art. 5,
comma 2, dell'ordinanza n. 3048 del 31 marzo 2000';
con delibera di Giunta di Governo n. 306 del 29 giugno 2005 veniva
istituito l'Ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di
crisi ambientale presso l'Assessorato Regionale del Territorio e
Ambiente che, secondo la descrizione che ne ha fatto il dirigente
responsabile, era un ufficio 'caratterizzato da una esclusiva,
specifica ed autonoma incidenza nell'intero comparto, sia dal punto
di vista tecnico che gestionale, organizzativo e finanziario';
in data 12 dicembre 2006 presso la Commissione VIII - Ambiente,
Territorio e Lavori Pubblici - della Camera dei deputati,
nell'ambito di una indagine conoscitiva, veniva ascoltato il
dirigente responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato
rischio di crisi ambientale dell'Assessorato Territorio e ambiente
della Regione siciliana. Dalla audizione emergono interessanti
elementi: il fatto che alla fine del 2005 non erano stati ancora
spesi i fondi stanziati a partire dal 1995 e che l'attività
dell'Ufficio speciale a quella data era piuttosto inconsistente,
dal momento che si espletava in contatti con le Prefetture che
raccoglievano i progetti degli enti locali e li trasferivano per un
parere all'Ufficio speciale;
con decreto dell'Assessore regionale per il territorio n. 189/GAB.
dell'11 luglio 2005, l'area costituita dai territori dei comuni di
Augusta, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa e Solarino
veniva dichiarata Area ad elevato rischio di crisi ambientale,
restando salvo il piano di disinquinamento per il risanamento del
territorio della provincia di Siracusa - Sicilia orientale,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio
1995, così come modificato dal comitato di coordinamento per l'area
a rischio di crisi ambientale dei comuni di cui all'art. 1;
con decreto dell'Assessore per il territorio n. 190/GAB. dell'11
luglio 2005, l'area costituita dai territori dei comuni di Gela,
Niscemi e Butera veniva dichiarata Area ad elevato rischio di crisi
ambientale, restando salvo il piano di disinquinamento per il
risanamento del territorio della provincia di Caltanissetta -
Sicilia orientale, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 17/01/1995, così come modificato dal comitato di
coordinamento per la rischio di crisi ambientale dei comuni di cui
all'art. 1;
la legge regionale n. 10/2000 all'articolo 4, comma 7, prevede
che:
'la Giunta regionale può deliberare l'istituzione di uffici
speciali temporanei per il soddisfacimento di esigenze particolari,
per la realizzazione di specifici programmi e progetti di rilevante
entità e complessità per lo svolgimento di particolari studi o
elaborazioni. Gli uffici speciali possono operare tramite l'impiego
coordinato di più strutture organizzative, anche appartenenti a
diversi assessorati. La dotazione di personale e quella strumentale
dell'ufficio è determinata, unitamente agli obiettivi ed alla loro
durata, con l'atto istitutivo. Agli stessi sono preposti dirigenti
di prima, seconda o terza fascia';
con la delibera di Giunta regionale n. 167 del 16 luglio 2008,
veniva rinnovata la durata dell'Ufficio speciale per le aree ad
elevato rischio di crisi ambientale per ulteriori due anni;
con deliberazione della Giunta regionale n. 257 del 14 luglio 2009
veniva revocato 'l'Ufficio speciale aree ad elevato rischio di
crisi ambientale', istituito giusta delibera di Giunta Regionale n.
306 del 29 giugno 2005;
con nota n. 184777 del 12 marzo 2010, a firma del dirigente
generale dell'Assessorato territorio, si rilevava che:
'considerazione diversa va invece effettuata al riguardi
dell'espressione del parere preventivo sui provvedimenti di
competenza della Regione e degli Enti locali che ricadono nelle
aree ad elevato rischio di crisi ambientale. Detto parere era
infatti fondato sulle previsioni dei DD.PP.RR. 17 luglio 1995 (cfr.
GURI 2 maggio 1995, n.100 s.o.) e, in particolare, sugli Accordi di
Programma di cui all'art. 4 dei decreti suddetti, che investivano
di tali valutazioni i 'Comitati di coordinamento' che venivano
intanto attivati; successivamente, l'espressione di detto parere
veniva rimesso nelle attribuzioni dell'Ufficio speciale dalla
deliberazione della Giunta regionale n. 306 del 29/06/2005 e per
ciò sottratta ai menzionati Comitati di Coordinamento.
A seguito della revoca dell'Ufficio speciale, in assenza di
specifica disposizione normativa, l'espressione di questo parere
preliminare da parte del Dipartimento non è più dovuta e anzi si
risolve in un appesantimento procedurale senza causa rispetto ad
altri provvedimenti autorizzativi che si intestano al Dipartimento
e sono fondati invece su specifica previsione di legge nazionale
e/o regionale';
considerato che:
la legge regionale 10 del 2000 limita i casi di istituzione di
ufficio speciale ed in particolare la loro durata, ma nel caso in
questione la durata dello stesso supera ampiamente un orizzonte di
intervento specifico e limitato, ponendosi addirittura come
elemento di continuità politica tra Governi differenti;
la Giunta ha ritenuto di dover ripristinare tale ufficio in quanto
ha considerato l'urgenza di dovere intervenire su aree
particolarmente esposte all' inquinamento e quindi al danno sulla
salute ed ha considerato che la gestione con le strutture ordinarie
non è riuscita sufficientemente nell'attività di riduzione e
prevenzione dell'inquinamento ambientale;
a partire dal 23 gennaio 1996 e poi ancora dal 2000, tutto è stato
gestito con modalità straordinarie che, dal giugno 2005, coincidono
con l'ufficio speciale, pertanto il considerato di cui sopra è
privo di qualsiasi fondamento;
i supposti compiti dell'ufficio speciale sono, nell'ordinamento,
inferiori ai compiti svolti ordinariamente dall'ARTA nelle aree non
dichiarate ad alto rischio in quanto, coincidendo le aree ad alto
rischio con quelle in cui sono presenti impianti di rilevante
dimensione, le valutazioni ambientali, le autorizzazioni ambientali
e le bonifiche sono di competenza dello Stato;
è stato operato con atto amministrativo un esproprio di competenze
che si intestano agli Enti locali con riferimento al rilascio della
pronuncia sulla valutazione di incidenza, anche in via sostitutiva,
ai comuni ed agli enti parco, ex art. 1, comma 3, della legge
regionale 8 maggio 2007 n. 13; al rilascio delle autorizzazione
all'emissione in atmosfera ai sensi del citato D. L.vo n. 152/2006;
tale lesione è stata aggravata dall'introduzione di un parere
privo di supporto normativo individuato come '2. Rilascio parere
preliminare sui provvedimento di competenza della Regione e degli
Enti Locali relativamente a problematiche ambientali, o aventi
comunque implicazioni ambientali delle aree dichiarate ad elevato
rischio di crisi ambientale';
la considerazione, posta a base della deliberazione della Giunta
regionale, che nelle 'aree ad elevato rischio ambientale è
necessario operare in tempi brevi al risanamento ambientale' è un
insulto alle popolazioni stante l'inerzia che si protrae ormai dal
lontanissimo 1990;
vengono sottratte importanti risorse umane e finanziarie all'ARTA,
istituendo nei fatti un nuovo Assessorato in violazione delle
vigenti norme;
viene sottratta la facoltà di indirizzo politico nella formazione
di piani alla Assemblea regionale siciliana e viene impropriamente
attribuita ad un semplice dirigente;
per sapere:
quali siano i fondamenti normativi che avrebbero permesso alla
Giunta regionale di derogare o di modificare implicitamente le
leggi emanate dall'Assemblea regionale siciliana;
come sia conciliabile l'affermazione del fallimento storico della
gestione operata dall'ufficio speciale per le aree a rischio
ambientale, contenuta nella delibera di Giunta, con la
riproposizione dello stesso modello organizzativo e gestionale,
nonché della stessa figura di dirigente;
quante risorse siano state stanziate per il risanamento delle aree
a rischio ambientale, sia di fonte nazionale, che europea, che
regionale;
quante risorse siano state impegnate e quante spese distintamente
per studi, incarichi, interventi da eseguire». (106)
MATTARELLA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 8 febbraio 2011, è stata
presentata la mozione numero 237 «Difesa dell'immagine del prodotto
'Pomodorino di Pachino' (SR)», dagli onorevoli Gennuso, Calanducci,
Colianni e Leanza Nicola. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso:
il popolo siciliano è rimasto stupito da quanto emerso durante la
puntata 'Bontà Loro' di Maurizio Costanzo, trasmessa da Rai Uno,
giovedì 3 febbraio 2011, nel corso della quale si invitava il
pubblico a boicottare l'acquisto del pomodorino di Pachino (SR),
per presunte infiltrazioni mafiose tra i produttori;
è un modo subdolo di colpire il fiore all'occhiello della
produzione agricola siciliana, che da anni nel mondo dimostra la
straordinaria capacità di occupare una fetta importante nel mercato
agricolo europeo;
è sconvolgente il fatto che la televisione pubblica, pagata da
tutti i cittadini e che dovrebbe fare dell'equilibrio e della
corretta informazione il suo elemento qualificante, rivolga ad un
intero settore accuse immotivate, prive di riscontro e, cosa ancora
peggiore, strumentali, finalizzate ad avvantaggiare eventuali
concorrenti del Nord;
considerato che la ricerca del sensazionalismo non solo non aiuta
la lotta alla mafia, ma danneggia, in questo specifico caso,
soltanto i produttori; anche perché, purtroppo, infiltrazioni
mafiose si sono registrate in tutti i campi e, solo tenendo alta la
guardia, senza preconcetti né secondi fini ma con una puntuale e
precisa azione repressiva, è stato possibile combattere e sradicare
questi fenomeni;
ritenuto che:
il paventato boicottaggio del pomodorino di Pachino, contro la
distribuzione indicata come mafiosa, così come emerso nel corso
della stessa trasmissione, penalizzerebbe per primi i produttori
onesti che vendono a pochi centesimi al chilo il loro prodotto,
apprezzato in tutto il mondo;
le soluzioni da ricercare sono altre, come ad esempio, consolidare
ed incentivare gli accordi interprofessionali tra diversi attori
della filiera del pomodorino, per rendere trasparenti tutte le fasi
commerciali;
anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,
onorevole Giancarlo Galan, ritiene 'prioritario in termini assoluti
la lotta e il contrasto ad ogni genere di infiltrazione mafiosa',
ma trova 'assurdo e pertanto inaccettabile che si usino
trasmissioni televisive per lanciare campagne di boicottaggio al
consumo di pomodoro proveniente da Pachino',
impegna il Governo della Regione
a difendere costantemente l'immagine del prodotto 'Pomodorino di
Pachino' e a contrastare la cattiva informazione, al fine di
garantire il reddito ed il futuro degli agricoltori siciliani
impegnati ad affrontare un'ardua sfida di competizione e di
mercato, nella consapevolezza dell'importanza strategica del
settore agricolo in Sicilia». (237)
GENNUSO-CALANDUCCI-COLIANNI- LEANZA N.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Discussione del disegno di legge numeri 520-144 bis/A
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge (numeri 520-144 bis/A)
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale».
Onorevoli colleghi, do lettura della nota, pervenuta in data
odierna da parte del Capo di Gabinetto dell'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica:
«Con riferimento all'oggetto, facendo seguito a quanto
rappresentato per le vie brevi, comunico alla S.V., onorevole
Presidente, come richiesto, che per motivi di salute l'assessore
dott.ssa Caterina Chinnici non è stata presente in ufficio e non
potrà prendere parte ai lavori della seduta d'Aula fissata per oggi
alle ore 16.00.
Questi Uffici, di diretta collaborazione, rimangono a completa
disposizione della S.V. e dei suoi uffici per ogni eventuale
necessità.
L'occasione è gradita per porgere distinti saluti».
Devo ricordare altresì che anche il presidente della Commissione,
nonché relatore del disegno di legge, onorevole Minardo, è in
congedo per oggi.
Onorevoli colleghi, non posso che lamentare questa assenza del
Governo e, in questo caso, anche del relatore. Mi auguro che sia un
fatto legato effettivamente a motivi di salute, come pare; se
l'assessore Chinnici è realmente a letto con l'influenza, da questo
punto di vista nulla possiamo opporre. Per cui, in queste
condizioni, non si può procedere all'esame del disegno di legge
iscritto al II punto dell'ordine del giorno.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, credo che lei abbia ragione, però non
si può impedire al Parlamento di biasimare e stigmatizzare il
comportamento del Governo perché, qualora il Governo avesse avuto a
cuore l'iter parlamentare di questa legge, la presenza
dell'assessore Chinnici, impedita da motivi di salute, avrebbe
potuto essere, almeno per la discussione generale, surrogata dalla
presenza del Governo attraverso altre espressioni.
La totale assenza, anzi il plenum dell'assenza - non c'è una sola
sedia ricoperta da un solo componente del Governo - dimostra che
l'iter parlamentare di questa legge, così come l'attività
parlamentare, sia totalmente estranea alle sensibilità e agli
interessi di questo Governo.
Noi aderiamo alla sua proposta, signor Presidente; non si può
affrontare oggi la discussione generale perché mancano Governo e
relatore. Anche il congedo richiesto per oggi mi pare possa essere
ricondotto a motivi di carattere strategico; ci sarà un motivo per
cui il presidente della commissione, nonché relatore, non ha voluto
essere presente.
Speriamo che i motivi risiedano in una impossibilità e non in una
non volontà.
Tuttavia questa coincidenza dell'assenza del presidente della
Commissione, nonché relatore, e del Governo ci induce a biasimare
il comportamento del Governo e a ritenere che oggi l'esame d'Aula
non possa svolgersi. Quindi, bisognerebbe rinviare a martedì per
evitare di affrontare oggi la discussione generale in assenza del
Governo e affrontarla, invece, martedì in presenza del Governo e
del relatore e con la possibilità costruttiva dei parlamentari di
intervenire per le loro competenze.
Presidenza del vicepresidente Formica
Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno
BENINATI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola.
Devo riferire a quest'Aula che, qualche ora fa, in IV Commissione
abbiamo avuto una discussione che ha preso le mosse da
un'interrogazione presentata da un collega e sollecitata anche da
me, diversi mesi fa, nei confronti della Commissione stessa perché
affrontasse una problematica molto seria. Però, l'attuale assessore
per il territorio, da quanto ha detto oggi, sembra non volere
retrocedere su una iniziativa, a mio modo di vedere illegittima. Si
tratta del Piano della montagna.
Signor Presidente, sia chiaro, perché resti agli atti, che la
legge istitutiva del piano della montagna - a meno che non sia
cambiata, ma non mi risulta - delega la realizzazione del piano
stesso all'Assessorato Agricoltura e foreste; é scritto
all'articolo 61 della legge 2/2002, e non mi risulta che una legge
successiva abbia modificato la norma.
Ebbene, il piano della montagna e l'utilizzo di questi fondi, con
decreto di quest'anno, è stato materialmente fatto dall'Assessorato
Territorio e ambiente; non capisco con quale logica e con quale
principio. Abbiamo cercato in tutti i modi di chiedere
all'Assessorato territorio e ambiente, oggi come pure da qualche
mese, la revoca di questo piano. Purtroppo, non comprendo come si
voglia andare così palesemente contro legge.
La legge è scritta in modo chiaro, c'è una norma secondo la quale
l'assessore per l'agricoltura e foreste fa il piano, non si
comprende perché sia stato l'assessorato territorio ad averlo
fatto.
Inoltre, nella procedura sono state totalmente cambiate le
modalità con cui il piano ha preso corpo: non si è fatta evidenza
pubblica. Si tratta di fondi nazionali comunitari e, come tutti i
colleghi sanno, necessitano di una evidenza pubblica, come negli
anni precedenti fu fatto dall'assessore pro tempore Agricoltura e
foreste. Per giunta, anche qui per la prima volta, è stato
l'ufficio di gabinetto a predisporre il piano e non il gruppo di
competenza, come sempre si era fatto.
Alla luce di tutto ciò, signor Presidente - ripeto, oggi abbiamo
ampiamente discusso sull'argomento in IV Commissione -, non capisco
come, su fatti così evidenti, l'assessore abbia dichiarato che per
lui il piano va bene. E' ovvio che non lo ha fatto lui, ma il suo
predecessore. E tuttavia già solo quanto ho detto oggi è motivo di
revoca del piano.
Pertanto, signor Presidente, depositerò una risoluzione, visto che
l'argomento è stato discusso in IV Commissione e si era pensato di
poter arrivare ad una conclusione bonaria, ma il Governo non
intende retrocedere. A questo punto, mi devo rivolgere all'Aula e
chiedere un passaggio di questa risoluzione per votare la revoca di
quel decreto.
Concludo, per non aggiungere altro, che le modalità con cui è
stato fatto questo piano lasciano veramente da pensare tanto.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la Presidenza è del parere che
quanto da lei denunciato sia un fatto abbastanza serio e certamente
da approfondire.
Le ricordo che, in base al Regolamento, la risoluzione è uno
strumento tipico della Commissione parlamentare; nel momento in cui
il Governo, l'assessore in questo caso, si oppone in maniera
motivata alla risoluzione, in quel caso la risoluzione potrebbe
essere portata in Aula.
Personalmente, le posso suggerire di preparare, d'accordo con gli
altri capigruppo, un ordine del giorno da sottoporre all'Aula nel
momento in cui si svolgerà una votazione perché, da quanto ho
capito, essendo l'argomento abbastanza serio e se, trattandosi di
fondi europei ovviamente, non è rispettata l'evidenza pubblica, c'è
il rischio che tutta la procedura venga bloccata e, quindi, è
giusto che ci sia una forma di cautela da parte dell'Aula.
Le ribadisco di raccordarsi con gli altri capigruppo e presentare,
eventualmente, un ordine del giorno da sottoporre al voto d'Aula
quando il Regolamento lo consente, cioè in occasione di una
votazione.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito al funzionamento e soprattutto alle prerogative del
Parlamento e dei parlamentari.
Entro subito nel merito: oggi abbiamo presentato un'interrogazione
che ha un senso se viene discussa e comunque portata a conoscenza
di quest'Aula che, malgrado tutto, resta l'organo di tutela del
territorio ed è veramente portavoce del territorio.
L'interrogazione riguarda una questione molto spinosa: l'AST ha
sospeso le tessere gratuite per gli anziani, a causa di una
richiesta economica non soddisfatta da parte della Regione -
sottolineo che la Regione è l'unico azionista dell'AST -; pertanto,
per un'azione che non corrisponde a ciò che idealmente può essere
il giusto, per un debito che la società avanza nei confronti della
Regione, ha sospeso le tessere per gli anziani.
Credo che questo sia un argomento che comunque debba essere
discusso.
Ma se l'interrogazione presentata testé viene discussa fra qualche
mese, a parte che probabilmente qualche anziano, per evidenti
ragioni di età, potrebbe non potere più usufruire di questo
beneficio, sicuramente potrebbe non essere più attuale.
Pertanto, signor Presidente, le rappresento una richiesta, che non
credo sia solo mia ma dovrebbe essere dell'intera Aula, di poter
discutere, tipo question time, quando, soprattutto, ci sono
questioni che meritano un'attenzione immediata, non tanto e solo
per la loro gravità, ma soprattutto per il rapporto temporale che
c'è con l'esigenza.
Vorrei sottolineare che, interrogata in merito, l'AST ha risposto
che siccome l'anno scorso non c'è stato questo trasferimento di
somme al bilancio e c'è, a suo dire, un'esposizione abbastanza
importante, ha dovuto revocare le tessere gratuite per gli anziani.
Ora, al di là della giustezza contabile dell'atteggiamento, non
c'è dubbio che è come chi ha un malessere all'interno di sé stesso,
per trovare una soluzione dà uno schiaffone all'amico che non
c'entra niente
Io credo che si debba comunque trovare una soluzione, all'interno
dell'apparato regionale, tra la dirigenza generale dell'Assessorato
viabilità e trasporti e l'AST, che dia una risposta immediata alla
giusta esigenza di chi si trova, per motivi di età, ad esserne
destinatario, e soprattutto per opportunità - non scordiamoci mai
che l'attenzione nei confronti delle categorie fragili, e gli
anziani sicuramente rappresentano una di queste, è sempre una cosa
giusta -. Soprattutto, e chiudo con questo, tutti speriamo di
arrivare ad essere anziani nella nostra società; ma chi oggi, da
una condizione di età diversa, non attenziona nella giusta maniera
le esigenze dell'anziano fa un torto alla memoria e non c'è futuro
senza memoria.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, vista l'importanza
dell'argomento da lei sollecitato sarà cura della Presidenza
inserire all'ordine del giorno dei lavori della settimana prossima
la rubrica Trasporti', in maniera tale che il Governo possa essere
in Aula e rispondere immediatamente all'interrogazione da lei
annunciata.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. L'onorevole Michele Cimino è in congedo per oggi, in
quanto impegnato a Roma per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 15 febbraio
2011, alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 237 «Difesa dell'immagine del prodotto 'pomodorino di
Pachino' (SR).
GENNUSO - CALANDUCCI - COLIANNI - LEANZA N.
III - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Turismo, sport e spettacolo'
IV - Discussione del disegno di legge:
-«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della Pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale» (numeri 520-144 bis/A)
Relatore: onorevole Minardo
V - Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del
Regolamento interno, sulla proposta della Commissione di non
passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge: «Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento
nazionale ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto
recante 'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana'» (numero
52/A)
La seduta è tolta alle ore 17.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli