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Resoconto d'Aula della Seduta n. 224 di martedì 15 febbraio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   BOSCO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Dina  e  Maira  sono  in
  missione, per ragioni del loro ufficio, dal 16 al 17 febbraio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  Territorio   e   Ambiente,  le  risposte  scritte   alle   seguenti
  interrogazioni:

   N.  906  -  Pagamento  delle spettanze dovute  ai  lavoratori  che
  prestano servizio antincendio della Regione.
   Firmatari:  Di  Benedetto  Giacomo; Termine  Salvatore;  Marinello
  Vincenzo; Di Guardo Antonino

   N. 925 - Misure per rendere praticabile l'attività venatoria nelle
  ZPS  (zone  di  protezione  speciale)  e  ZSC  (zone  speciali   di
  conservazione) escluse da altri vincoli.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  946  -  Misure per risolvere i problemi di inquinamento  nella
  Valle del Mela (ME).
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  991  -  Notizie sui lavori di costruzione delle  banchine  del
  porto di Trapani a ponente dello sporgente Ronciglio.
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  1119  -  Chiarimenti in ordine al piano di  lottizzazione  del
  quartiere ZEN di Palermo.
   Firmatario: Faraone Davide

   N.  1152  -  Notizie sulla corretta applicazione  della  normativa
  relativa alle funzioni riguardanti la gestione diretta dei beni del
  demanio marittimo regionale.
   Firmatario: Ammatuna Roberto

   N. 1480 - Nomina dei dirigenti degli uffici periferici del demanio
  marittimo.
   Firmatario: Ruggirello Paolo
   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Norme per l'istituzione e la regolamentazione delle case da gioco
  sul  territorio  siciliano» (n. 682), di  iniziativa  parlamentare,
  presentato dall'onorevole Ferrara, in data 9 febbraio 2011.

   «Norme  per la definizione delle procedure di cui all'articolo  32
  del   decreto   legge   n.  269/2003»  (n.  683),   di   iniziativa
  parlamentare, presentato dagli onorevoli Giuffrida, Adamo, Lentini,
  Nicotra,  Forzese,  Parlavecchio e Ardizzone, in  data  9  febbraio
  2011.

   «Interventi  in  favore della diffusione della  lingua  dei  segni
  italiana  (LIS) come lingua propria della comunità dei  sordi»  (n.
  684),   di   iniziativa  parlamentare,  presentato   dall'onorevole
  Lentini, in data 9 febbraio 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Nuove disposizioni sulle commissioni edilizie comunali. (n. 666)
   di iniziativa parlamentare.
   inviato in data 9 febbraio 2011
   parere III , UE

   - Norme in materia di incarichi e nomine pubbliche (n. 681).
   di iniziativa parlamentare.
   inviato in data 14 febbraio 2011

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Norme sulla incentivazione delle nuove imprese. (n. 663)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011
   parere III , UE

   -  Norme per il censimento e la catalogazione dei beni immobili di
  proprietà delle pubbliche amministrazioni siciliane. (n. 665)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011
   parere I

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Istituzione delle denominazioni di origine controllata regionale
   Trinacria'  per  la  tutela  e  la  valorizzazione  dei   prodotti
  agroalimentare tradizionali siciliani. (n. 671)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011

   -  Disposizioni in materia di interventi in favore  delle  aziende
  agrumicole  danneggiate da attacchi di eccezionale gravità  causati
  dal virus della  Tristezza degli agrumi'. (n. 672)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme  in  materia di conferimento di incarichi di  collaudo  e
  progettazione. (n. 673)
   di iniziativa parlamentare.
   inviato in data 9 febbraio 2011

   - Norme per il governo del territorio. (n. 674)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011
   parere I

   -  Istituzione, gestione e valorizzazione delle aree naturali. (n.
  675)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011
   parere I, UE

   -  Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, in materia
  di qualifiche per la direzione delle riserve. (n. 676)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme  in  sostegno delle famiglie siciliane e istituzione  del
  fondo regionale di sostegno alla maternità. (n. 664)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 9 febbraio 2011
   parere I.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marinello, con nota prot.  n.
  1300/SG.LEG.PG.  del  14 febbraio 2011, ha chiesto  di  apporre  la
  firma  al disegno di legge n. 681  Norme in materia di incarichi  e
  nomine pubbliche .

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Arena, Giuffrida, Bonomo e Scoma.

   L'Assemblea ne prende atto.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta  ed
  assegnata alla competente Commissione  Affari istituzionali (I)'

   Istituto  autonomo case popolari di Caltanissetta  -  Designazione
  componente del collegio dei revisori dei conti. (132/I)
   pervenuta in data 14 febbraio 2011
   inviata in data 15 febbraio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,  premesso  che
  le  attuali condizioni finanziarie della Regione hanno causato,  di
  fatto,  la sospensione dei finanziamenti per garantire il  servizio
  di  trasporto gratuito urbano ed extraurbano per gli anziani,  così
  come stabilito dalle norme regionali;

   considerate le legittime preoccupazioni sollevate dai tanti comuni
  siciliani,  tenuti  a  tutelare i diritti dei  molti  anziani  che,
  quotidianamente,  fruiscono  dei  servizi  di  trasporto,   occorre
  intervenire perché non si abbatta la scure delle multe  su  chi  si
  trovi,  in  condizione  di evidente fragilità,  a  viaggiare  senza
  documento di viaggio valido;

   preso  atto  che  la  dirigenza  generale  dell'Azienda  siciliana
  trasporti  (AST), interpellata sulla grave emergenza, ha dichiarato
  di non poter garantire la continuità del servizio fino a quando non
  sarà approvato il bilancio regionale;

   ritenuto  che,  qualunque  possa  essere  la  ragione  di   ordine
  burocratico  o  finanziario,  sia eticamente  deprecabile  colpire,
  anche   soltanto  temporaneamente,  le  già  esigue   finanze   dei
  pensionati ed in genere degli anziani che vivono nella Regione;

   per  sapere quali strumenti intenda urgentemente approntare, nelle
  more   dell'approvazione  del  bilancio  regionale,  perché   venga
  immediatamente  ripristinato il servizio  di  trasporto  urbano  ed
  extraurbano gratuito per gli anziani». (1691)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                          CALANDUCCI-CATALANO-GENNUSO

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso  che
  in  provincia di Siracusa e specificatamente nel comune di  Pachino
  ed  in  parti del territorio di Noto, Rosolini ed Ispica si produce
  il  famoso  'pomodorino di Pachino', prodotto di  eccellenza  della
  produzione agricola siciliana, tale da potersi fregiare del marchio
  europeo IGP;

   considerato che nel corso di una puntata della trasmissione 'Bontà
  loro',  condotta  da  Maurizio Costanzo, da parte  dell'opinionista
  alimentare  Alessandro  Di  Pietro, conduttore  della  trasmissione
  'Occhio  alla  spesa', è stato fatto esplicito invito a  boicottare
  l'uso  del pomodorino di Pachino, adducendo la motivazione  che  la
  filiera   distributiva   sarebbe  fortemente   condizionata   dalla
  criminalità organizzata e mafiosa;

   preso  atto  che  tale gravissima affermazione, fortemente  lesiva
  degli  interessi  degli oltre cinquemila produttori  singoli  e  di
  quelli associati nelle 14 cooperative di produzione, deriverebbe da
  affermazioni  del Procuratore nazionale antimafia,  dottore  Pietro
  Grasso,  riferentesi a produzioni siciliane trattate e confezionate
  a Fondi (SR);

   considerato  ancora  che il 'ciliegino di  Pachino'  viene  invece
  interamente  prodotto e lavorato nei magazzini  del  territorio  di
  produzione  e  che  quindi le affermazioni del dottore  Grasso  non
  possono riferirsi a tale prodotto;

   ritenuto  che  sia  interesse  precipuo  della  Regione  siciliana
  difendere  il buon nome di un prodotto eccellente della  produzione
  agricola siciliana e gli interessi delle migliaia di produttori;

   per  sapere  se  non ritenga di dover mettere  in  atto  tutte  le
  iniziative necessarie a far rettificare tali gravi affermazioni  ai
  due  conduttori televisivi, a difendere in tutte le sedi necessarie
  il buon nome di una delle migliori produzioni agricole siciliane ed
  a  sostenere in tutte le sedi opportune il lavoro apprezzabile ed i
  progetti che il 'consorzio di tutela' sta svolgendo a vasto  raggio
  in tutto il territorio nazionale ed europeo». (1692)

                                                             MARZIANO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   a  seguito  di  una operazione della Guardia di  finanza  è  stata
  bloccata  una truffa relativa a 9 tonnellate di pomodorino tunisino
  acquistato  al mercato di Vittoria (RG) e spacciato  al  nord  come
  siciliano ad opera di un commerciante foggiano;

   la Rai nei giorni scorsi ha avviato una vera e propria campagna di
  boicottaggio del prodotto in ragione della vicenda sopra riportata,
  ritenendo in tal modo di tutelare i consumatori;

   gli  effetti  di  questa campagna mediatica sono stati  gravemente
  penalizzanti sull'andamento del mercato del pomodorino, con un calo
  delle  vendite che pesa sui produttori e sulla già difficile  crisi
  dell'agricoltura siciliana;

   ritenuto che:

   le   azioni  poste  in  essere  dagli  organi  giudiziari   devono
  proseguire  per  debellare ogni infiltrazione delle  organizzazioni
  criminali  nell'apparato produttivo del mercato  ortofrutticolo  di
  Vittoria;

   le  inchieste non possono accompagnarsi a una presunta tutela  dei
  consumatori  attraverso forme di boicottaggio ma, al contrario,  ad
  iniziative costanti a sostegno di una produzione sana e di  qualità
  che c'è e continua faticosamente ad imporsi sul mercato;

   rilevato   che   il  sindaco  di  Vittoria,  come  riportato   dai
  quotidiani,  ha  deciso  di  avviare  un'azione  risarcitoria   nei
  confronti  della  Rai  per  il grave danno  subito  dai  produttori
  agricoli vittoriosi;

   per  sapere quali iniziative urgenti intenda intraprendere al fine
  di tutelare l'immagine del prestigioso pomodorino IGP e sostenere i
  produttori siciliani». (1693)

                                                            DIGIACOMO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   l'ospedale  di  Barcellona Pozzo di Gotto (ME)  è  destinato  alla
  chiusura  o  nella migliore delle ipotesi ad una trasformazione  in
  p.t.a. (presidio territoriale d'assistenza);

   il  presidio  ospedaliero,  secondo il nuovo  piano  sanitario,  è
  destinato  a  perdere l'unità di terapia semintensiva  cardiologica
  con  i 4 posti letto annessi alla unità operativa di medicina e con
  soli 3 cardiologi in pianta organica;

   ciò   si   traduce   nella  soppressione  della   guardia   attiva
  cardiologica  che  verrà sostituita dalla reperibilità  nei  giorni
  festivi  e  nelle notti, con conseguente ritardo (a  volte  letale)
  nelle diagnosi e nelle terapie cardiologiche;

   è consequenziale il fatto che tutte le emergenze cardiologiche non
  potranno  essere  ricoverate a Barcellona né  trasferite  in  altri
  presidi ospedalieri con disponibilità di posti letto;

   il pronto soccorso attualmente dispone di fatto di sole otto unità
  mediche, di cui una parzialmente in servizio per motivi di salute e
  per  fruizione  legge  104', a fronte di una  pianta  organica  che
  prevede dodici unità mediche;

   considerato che:

   l'osservazione breve intensiva (cosiddetta OBI) prevista nel piano
  regionale  non ha ancora preso avvio con conseguenti  ricoveri  nei
  reparti, ricoveri che potrebbero essere evitati se vi fosse una più
  prolungata osservazione;

   il  servizio  di anestesia e rianimazione dispone di  una  guardia
  attiva  ma sarebbe opportuno che l'ospedale disponesse di almeno  4
  posti letto di terapia intensiva per far fronte ad importanti  casi
  di urgenza ed emergenza;

   la  divisione  di medicina è carente di una figura apicale  ed  il
  mancato   rinnovo  dell'incarico  al  precedente  responsabile   in
  sostituzione del quale vi è ad interim un responsabile della  unita
  operativa chirurgica dell'ospedale di Milazzo, fa preludere ad  una
  soppressione   o  ad  una  preoccupante  limitazione  dell'attività
  chirurgica a Barcellona;

   attraverso una visione ragionieristica che non valuta in fondo  le
  ragioni  di  esistenza  a pieno regime di un presidio  ospedaliero,
  quanto  piuttosto  a  farlo  morire di consunzione',  si  pensa  di
  trasformare  da  unità operativa complessa di pediatria  in  quella
  semplice  e  la  soppressione  del punto  cosiddetto  polo  materno
  infantile;

   l'Assessore  regionale  per  la salute  si  era  impegnato  in  un
  incontro  a Palermo con una delegazione del comitato cittadino  per
  la  difesa  dell'ospedale, impegno reiterato a  Messina  nella  sua
  recente  visita  del  9  dicembre a mantenere l'unità  semintensiva
  cardiologica,  ad  istituire  l'OBI, a  mantenere  il  servizio  di
  anestesia e rianimazione potenziandolo con la previsione  di  altri
  due  posti  letto di terapia intensiva per ogni unità operativa  ad
  istituire  una  consulenza  ortopedica  traumatologica   diurna   e
  notturna;

   per  sapere, alla luce delle considerazioni testé enunciate, quali
  interventi urgenti intendano adottare visto che quanto promesso non
  è  stato mantenuto e se non reputino imprescindibile scongiurare il
  depauperarsi  di  un  patrimonio  sanitario  non  indifferente  dal
  momento  che  i segnali sono di segno opposto a quanto solennemente
  dichiarato  e fanno pensare ad un disegno di continuo e progressivo
  depotenziamento di questo importante presidio ospedaliero». (1695)

                                                             CATALANO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   BOSCO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  piano di rientro prevede l'obbligo per la Regione siciliana di
  dotarsi di un centro unificato per le prenotazioni (CUP);

   l'Assessorato regionale della salute avrebbe dovuto presentare  il
  progetto  per la realizzazione del CUP regionale entro il  mese  di
  settembre 2007;

   considerato che:

   il  CUP regionale può diventare un elemento positivo per la sanità
  siciliana  poiché incide sulle liste d'attesa ed elimina  eventuali
  doppie e triple prenotazioni;

   nel  febbraio  2008 il Ministero della salute ha già approvato  un
  centro  unico di prenotazioni già perfettamente funzionante  presso
  l'azienda sanitaria provinciale di Ragusa;

   tale    iniziativa    è    stata   inspiegabilmente    accantonata
  dall'Assessorato regionale della salute;

   ritenuto che:

   dopo  oltre  due  anni  l'Assessore regionale  per  la  salute  ha
  annunciato che entro la fine del 2011 partirà il centro  unico  per
  le prenotazioni per tutta la Regione;

   l'azienda  sanitaria  provinciale di Trapani è  stata  individuata
  dall'Assessorato regionale della salute come azienda  pilota  nella
  realizzazione del CUP regionale;

   la  strada  per  arrivare a snellire le liste  d'attesa  è  ancora
  lunga;

   per sapere:

   se   siano   stati   conferiti  incarichi  a  pagamento   per   la
  realizzazione del CUP (centro unificato per
   le prenotazioni) a soggetti esterni all'amministrazione regionale;

   le   ragioni   dei   notevolissimi  ritardi  accumulati   per   la
  realizzazione di un provvedimento necessario ai fini  del  rispetto
  delle scadenze previste dal piano di rientro;

   quali  siano stati i criteri di scelta dell'ASP di Trapani  e  per
  quali  motivi  non  si  sia tenuto conto della positiva  esperienza
  dell'ASP di Ragusa». (1689)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data 30 luglio 2010 nella GURS n. 10 - Serie speciale concorsi
  -  è  stato  pubblicato il bando del concorso, per titoli  e  prova
  d'idoneità,  per la formazione di una graduatoria per  l'assunzione
  di personale appartenente alle categorie A e B del C.C.N.L. Regioni
  e  Autonomie  locali, indetto dall'IPAB 'Centro di  Accoglienza  S.
  Lucia' di Enna;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art.  19  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in  vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura  sono
  state  stabilite le procedure della suddetta selezione, atteso  che
  la  legge  prevede, nella fattispecie, l'espletamento del  concorso
  per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 10 -  Serie
  speciale  concorsi - del 30 luglio 2010, onde garantire il rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1690)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   i  lavori infrastrutturali per il completamento del nuovo ospedale
  di Lentini (SR) sono stati completati da tempo;

   i  lavori  per l'attivazione delle cinque sale operatorie  saranno
  definiti entro la prima decade di aprile;

   considerato che la cittadinanza di Lentini e di tutti i comuni del
  circondario  aspetta, dopo innumerevoli rinvii dovuti all'insorgere
  delle  più svariate problematiche, da oltre 15 anni l'apertura  del
  nuovo ospedale;

   ritenuto  che  la procedura per la nuova apertura e  l'attivazione
  dell'ospedale  prevede ancora numerosi protocolli da  espletare  da
  parte dei diversi organi competenti a diversi livelli;

   per  sapere  come  si voglia procedere affinché  si  possa  andare
  avanti  il  più  velocemente possibile  per  la  definizione  delle
  operazioni di collaudo tecnico-amministrativo delle suddette  opere
  infrastrutturali,    delle   operazioni   di   collaudo    tecnico-
  amministrativo  dei  lavori relativi alla sale operatorie  ed  alle
  operazioni   di  completamento  per  le  forniture  relative   alle
  attrezzature e agli arredi». (1694)

                                                              GENNUSO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data  9  febbraio  2011,  è  stata
  presentata  la  mozione numero 239 «Revoca di ogni  atto  regionale
  relativo  alla  concessione degli specchi d'acqua  interessati  dal
  progetto  preliminare  prodotto dalla  società  'Condotte   d'acqua
  s.p.a.'»,  dagli  onorevoli  Ardizzone,  Forzese,  Adamo,  Lentini,
  Parlavecchio, Ragusa, Giuffrida e Nicotra. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   è  stata costituita una società mista tra il Comune di Lipari (ME)
  e  la  società 'Condotte d'acqua s.p.a.' a seguito di una procedura
  di  gara ad evidenza pubblica, avente ad oggetto la costruzione del
  porto di Lipari e la sua gestione per un periodo di 50 anni;

   la  gara  ha  avuto quale presupposto uno studio  di  fattibilità,
  comprensivo  di  un  progetto preliminare,  prodotto  dalla  citata
  società  Condotte d'acqua, come si evince dalla delibera  di  avvio
  della procedura proposta dall' Amministrazione di Lipari;

   la   'Lipari  Porto  s.p.a'  ha  presentato  un  progetto  per  la
  rifunzionalizzazione del sistema portuale con finalità commerciale,
  crocieristica  e  diportistica  di  Marina  Corta,  Sottomonastero,
  Marina   Lunga  e  Pignataro,  nella  rada  dell'isola  di  Lipari,
  chiedendo  alla  Regione  siciliana, e, per  essa,  all'Assessorato
  Territorio ed ambiente, l'assenso preventivo ai sensi dell'art.  1,
  comma 2, della legge regionale 17 marzo 2009, n. 3;

   l'Assessorato  regionale Territorio ed ambiente,  con  nota  prot.
  59731  del  23  settembre 2010, ha comunicato al Comune  di  Lipari
  'l'assenso preventivo' al rilascio della concessione delle  aree  e
  degli   specchi   acquei  interessati  dal  progetto   preliminare,
  limitandola  ai  porti turistici di Marina Corta  e  Marina  Lunga,
  Bagnamare  - Pignataro, specificando che 'poiché la legge regionale
  n.  3\2009,  non  è  applicabile ai porti con  classificazione  e/o
  destinazione commerciale, con specifico riferimento agli interventi
  nel  Porto  di Sottomonastero, ai quali non si estende il  presente
  assenso,  e tuttavia sono evidenti le esigenze di unitarietà  della
  progettazione  portuale  sopra richiamata,  l'intero  progetto  può
  essere oggetto di Accordo di programma ex art. 34 D.Lgs 267/2000';

   però,  l'Ufficio  legislativo  e  legale  della  Presidenza  della
  Regione  siciliana, investito della problematica sia dall'Assessore
  per  le  infrastrutture e la mobilità, sia dal  dirigente  generale
  della   programmazione,  con  nota  del  26   novembre   2010,   ha
  puntualizzato che 'non si riteneva al momento dell'attivazione  del
  percorso   istruttorio,  né  si  ritiene  ancora,  che  a  progetto
  invariato  (senza distinzione fra interventi concernenti  il  porto
  turistico   e  quello  commerciale)  e  in  assenza  di  preventiva
  disponibilità  in  capo al comune di Lipari  delle  aree  demaniali
  interessate,  sia legittimo lo strumento dell'accordo di  programma
  proposto';

   nella  nota  prot.  n.  21046 del 9 novembre  2010  del  direttore
  generale  della  Programmazione era stato  evidenziato  come  'tale
  Accordo  di  Programma avrebbe effetti di accordo  sostitutivo  del
  provvedimento amministrativo concessorio di cui all'art.  10  della
  l.r.  23  dicembre 2000, n. 32 e della l.r. n. 3 del 2009,  per  il
  rilascio  della  concessione per la realizzazione e gestione  delle
  infrastrutture  portuali per la diportistica e la realizzazione  di
  infrastrutture per il porto commerciale e peschereccio a favore del
  comune  di  Lipari da trasferirsi alla società mista  a  prevalente
  capitale  privato già individuata dal comune medesimo con procedura
  ad  evidenza pubblica sulla base di un progetto preliminare e di un
  piano   economico   finanziario  relativo   all'intero   intervento
  proposto';

   nella  stessa  nota  prot. n. 21046 si è  evidenziato  come  dalle
  riunioni convocate dal dipartimento della programmazione fosse  già
  emerso  che l'assenso del Dipartimento ambiente poteva essere  reso
  solo  per  il  porto turistico (e al momento solo per il  porto  di
  Pignataro) e che l'introduzione del protocollo di intesa -  su  cui
  l'Assessore  per  le infrastrutture e la mobilità chiede  specifici
  chiarimenti  sulla  sua applicabilità per l'intervento  in  parola,
  alla   luce   della  normativa  in  materia  -  è  stata  suggerita
  esclusivamente dal dirigente generale del Dipartimento ambiente con
  la   nota  prot.  n.  64526  del  15  ottobre  2010,  di  cui  tale
  Dipartimento non era a conoscenza prima che fosse richiamata  nella
  nota   assessoriale.  Pertanto,  la  scelta  di  procedere  ad   un
  protocollo  d'intesa è stata intrapresa direttamente dal  dirigente
  generale  dell'Ambiente senza alcun riferimento  agli  esiti  della
  riunione del 21 aprile 2010;

   ritenuto, però, che la gara ha avuto quale presupposto uno  studio
  di  fattibilità,  comprensivo di un progetto  preliminare  prodotto
  dalla Condotte d'acque s.p.a, in violazione dell'art. 90, comma  8,
  del  d.lgs.  n. 163 del 2006, a mente del quale 'gli affidatari  di
  incarichi  di progettazione non possono partecipare agli appalti  o
  alle   concessioni  di  lavori  pubblici,  nonché  agli   eventuali
  subappalti  o  cottimi,  per  i quali abbiano  svolto  la  suddetta
  attività  di  progettazione; ai medesimi  appalti,  concessioni  di
  lavori  pubblici,  subappalti  e cottimi  non  può  partecipare  un
  soggetto  controllato, controllante o collegato all'affidatario  di
  incarichi di progettazione';

   secondo la giurisprudenza amministrativa 'l'art. 90, comma 8,  del
  d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici) che -
  analogamente a quanto stabilito in precedenza dall'art. 17 comma 9,
  della  legge 11 febbraio 1994, n. 109 - prevede l'esclusione  dagli
  appalti  o  dalle  concessioni o di lavori pubblici,  nonché  degli
  eventuali  subappalti o cottimi, degli affidatari di  incarichi  di
  progettazione  i  quali  abbiano svolto  la  suddetta  attività  di
  progettazione,  costituisce espressione di  un  principio  generale
  applicabile  a  tutti  i  tipi di appalto:  Alla  stregua  di  tale
  disposizione,  indipendentemente  dalla  previsione  espressa   del
  previgente  art.  17 cit., si deve valutare se lo  svolgimento  del
  precedente incarico possa creare tra i partecipanti ad una gara una
  posizione  di  vantaggio,  incompatibile  con  i  principi,   anche
  comunitari,  di concorrenza e disparità di trattamento (ex  multis:
  Tar Lazio, Roma, Sez. III, 5 novembre 2010 n. 33192)';
   ritenuto, ancora, che:

   l'appalto  in  questione, del valore di 130  milioni  di  euro,  è
  qualificato come appalto misto di lavori e servizi, e che i  lavori
  vengono stimati in un importo pari a euro 45.000.000,00, dunque con
  prevalenza  dei  servizi e applicazione della relativa  disciplina,
  meno stringente di quella relativa agli appalti pubblici;

   la Regione siciliana, già con la nota prot. 59731 del 23 settembre
  2010,  con  la  quale ha dato l'assenso preventivo limitatamente  a
  porti,  porti turistici, ha rilevato l'inapplicabilità dell'art.  1
  della  citata  l.r. n. 3 del 2009 agli interventi finalizzati  alla
  realizzazione di porti commerciali come quello di Sottomonastero;

   l'Autorità  garante  della concorrenza e del mercato  ha  espresso
  perplessità  sull'intera legge regionale n. 3 del 2009,  auspicando
  una  modifica  legislativa in materia di concessioni  di  beni  del
  demanio  marittimo  in  Sicilia per la realizzazione  di  strutture
  dedicate  alla nautica da diporto, in modo che venga meno l'accesso
  privilegiato degli enti pubblici territoriali a tali concessioni,

                   impegna il Governo della Regione

   a  revocare  ogni atto presupposto e consequenziale della  Regione
  relativo  alla  concessione degli specchi d'acqua  interessati  dal
  progetto  preliminare  prodotto  dalla  società  'Condotte  d'acqua
  s.p.a.'

                      ARDIZZONE-FORZESE-ADAMO-LENTINI - PARLAVECCHIO-
                                             RAGUSA-GIUFFRIDA-NICOTRA

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

         Comunicazione di mantenimento di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Presidenza, con  delibera
  n.   27  del  9  febbraio  2011,  ha  stabilito  all'unanimità   di
  autorizzare,   ai  sensi  dell'art. 23, comma  3,  del  Regolamento
  interno, il mantenimento del Gruppo parlamentare  Futuro e  Libertà
  per l'Italia - Sicilia'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   A  tale  delibera farà seguito il relativo decreto del  Presidente
  dell'Assemblea.

        Comunicazione relativa alla interrogazione numero 1686

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 9 febbraio 2011  (pervenuta
  l'11  febbraio successivo e protocollata al n. 1321/AULAPG  del  14
  febbraio   2011)  l'onorevole  Cimino,  d'intesa  con   l'onorevole
  Bufardeci,   ha   precisato   di   essere   il   primo   firmatario
  dell'interrogazione,  a risposta scritta, n.  1686   Notizie  sulle
  presunte  gravi  irregolarità verificatesi  nell'azienda  sanitaria
  provinciale  di Agrigento', in luogo dell'onorevole  Bufardeci,  la
  cui  unica sottoscrizione in calce all'atto ispettivo depositato  è
  stata  conseguentemente  annunziata  nella  seduta  n.  223  del  9
  febbraio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì che, con nota del 15 febbraio 2011, l'onorevole
  Cimino ha chiesto di revocare  l'interrogazione n. 1686.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, della mozione numero 237  Difesa dell'immagine
  del   prodotto  'Pomodorino  di  Pachino'  (SR) ,  dagli  onorevoli
  Gennuso, Calanducci, Colianni e Leanza Nicola.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Onorevoli  colleghi, essendo in corso una riunione del Gruppo  del
  PD,  sospendo  la seduta al fine di un raccordo sul  prosieguo  dei
  lavori.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 17.53)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  per  segnalare  un  problema  grave,  per  cercare  in
  quest'Aula una soluzione, che riguarda l'ente Porto di Messina.
   Come  è  ormai noto, signor Presidente, una sentenza del Consiglio
  di  giustizia amministrativa ha chiuso una partita sotto il profilo
  giurisdizionale,  ma ha lasciato profondamente aperta  una  partita
  sul piano politico.
   Qualche giorno fa i sindacati da me convocati, CGIL, CISL  e  UIL,
  le  forze sociali, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria,
  hanno sottoscritto un documento, con il quale si chiede a viva voce
  di  fare chiarezza su questa annosa questione che vede coinvolta la
  Regione   siciliana,  e  segnatamente  la  presenza  della  Regione
  siciliana,  che in quest'Aula nel mese di novembre,  attraverso  il
  proprio  Presidente,  quando era stato  presentato  un  ordine  del
  giorno  (rectius  mozione), primo firmatario l'onorevole  Beninati,
  con  il  quale  si chiedeva di fare chiarezza circa lo scioglimento
  dell'Ente porto.
   In  quella  occasione  vi  fu  un impegno  solenne  da  parte  del
  Governatore che chiese all'Aula un rinvio di sette giorni per  dare
  ai  propri  uffici la possibilità di individuare  un  percorso  che
  consentisse  poi  al  Governo  regionale  di  procedere  in  quella
  direzione.
   I  fatti  poi  hanno smentito la Presidenza della Regione,  signor
  Presidente; ma vi è di più
   Qualche giorno fa in V Commissione, incidentalmente, l'Assessorato
  del  territorio  e quello dei  Beni culturali, messi  a  confronto,
  hanno  stabilito qualcosa che ci turba non poco, che  ci  preoccupa
  non  poco, e cioè che quell'area che resta in vita perché destinata
  a punto franco, cioè l'ente Porto, è oggetto di un vincolo da parte
  della  Regione  siciliana, Assessorato dei Beni culturali,  che  di
  fatto modifica qualunque progetto di tipo industriale.
   Noi non vogliamo fare certamente dietrologia.
   Abbiamo assistito in questi giorni ad una campagna mediatica molto
  pesante. Il più importante quotidiano di Messina,  La Gazzetta  del
  Sud', ha posto dieci domande al Presidente della Regione per capire
  come  mai si registrano così violenti dietrofront, per capire  come
  mai  si  parla  di affari anche milionari, si parla di bunkeraggio,
  per  capire qual è la vera strategia che il Governo regionale vuole
  portare  avanti. Se è vero che il CGA, in qualche maniera, ha  dato
  ragione  all'ente  Porto, è altrettanto vero  che  vincendo  l'ente
  Porto ha perso la città perché vi è una querelle che non può essere
  più ricondotta a momenti di conflitto giurisdizionale e che  serve,
  oggi, che la politica faccia propri.
   E  allora, il documento che voglio consegnarle, signor Presidente,
  sottoscritto,  come le ho anticipato, non solo  dal  sindaco  della
  Città  ma pure dalle forze sindacali e sociali, così recita:   Dopo
  la  sentenza  emessa  dal  CGA appare chiaro  che  deve  essere  la
  politica,  e più specificatamente il Governo regionale,  a  rendere
  possibile  la  realizzazione del progetto rappresentato  dal  Piano
  regolatore  generale  del porto e, quindi, il  programma-quadro  di
  riqualificazione e sviluppo già approvato ed adottato dal  comitato
  portuale in tutte le sue componenti istituzionali e sociali.
   La mancata decisione da parte del Governo della Regione crea grave
  ed irreparabile nocumento all'intero territorio comunale, bloccando
  di  fatto  ogni  possibile  programmazione  di  riqualificazione  e
  sviluppo  di  un'area  strategica  per  il  rilancio  economico   e
  territoriale,  costringendo  di  fatto  le  aziende  che  insistono
  nell'area  a  sospendere  qualsiasi  ordinaria  attività  o   nuovo
  investimento .
   Noi  invitiamo  il  Governatore regionale a porre  fine  a  questa
  inutile querelle che vede come unica sconfitta la città di Messina,
  ponendo  immediatamente in essere ogni atto consequenziale  per  lo
  scioglimento  dell'ente  Porto di Messina senza  ulteriori  indugi.
  Questo io  penso che sia necessario.
   Chiedo,   per   tornare   all'inizio  del  mio   intervento,   che
  quell'ordine   del  giorno,  poi  trasformato  in  mozione,   venga
  prontamente messo all'ordine del giorno perché l'Aula si pronunci e
  perché  finalmente la città di Messina sappia cosa  vuole  fare  la
  politica,  cosa vuole fare il Governo regionale, di un  lembo  così
  importante del proprio territorio.
     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                      Turismo, sport e spettacolo'


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica
   Turismo, sport e spettacolo'.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  1157  «Chiarimenti   circa
  l'utilizzo  delle  risorse finanziarie destinate  all'impiantistica
  sportiva  ed  iniziative per promuovere una politica  regionale  in
  favore  dello sport», a firma degli onorevoli Torregrossa, Bosco  e
  Corona. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e  lo spettacolo, premesso che il comitato regionale Sicilia
  della   F.I.G.C.,   in  relazione  alle  iniziative   di   politica
  finanziaria  che stanno caratterizzando l'azione legislativa  della
  Regione   siciliana,  ha  espresso  viva  preoccupazione   per   le
  ripercussioni  che  queste certamente avranno nei  confronti  dello
  sport  siciliano  in  considerazione del  fatto  che  i  tagli  del
  bilancio   regionale   relativamente   ai   settore   dello   sport
  determineranno,  in  ogni  caso,  l'aggravarsi   della  deficitaria
  situazione  finanziaria delle società sportive che,  alle  ataviche
  difficoltà  che  la congiuntura economica riverbera  sulle  stesse,
  sono costrette ad aggiungere quelle determinate dall'assenza di una
  politica regionale in favore dello sport;

   considerato  che  la  condizione  assolutamente  fatiscente  delle
  strutture  sportive  che,  nel  caso  del  calcio  in  particolare,
  costringe   il  comitato  regionale  Sicilia  della   F.I.G.C.   ad
  organizzare  un'attività, che ha 'numeri' di assoluto  rilievo,  in
  una   condizione   di   arretratezza  che   non   consente   alcuna
  competitività;

   verificato che in atto l'intervento contributivo della  Regione  è
  teso  a  favorire  l'accesso  ai  mutui  con  il  credito  sportivo
  esclusivamente  alle amministrazioni pubbliche  proprietarie  degli
  impianti, con la conseguente esclusione delle associazioni sportive
  dilettantistiche;

   ritenuto che, in molti casi, le difficoltà finanziarie dei comuni,
  privi   di   capacità  di  indebitamento,  impediscono  addirittura
  l'accesso ai finanziamenti;

   per    sapere,    alla    luce    della   disastrosa    situazione
  dell'impiantistica siciliana:

   dove  siano finiti i 220.000.000,00 di euro dei fondi europei  che
  l'Assessore  per il turismo pro tempore aveva deciso  di  destinare
  all'impiantistica  sportiva  sotto  forma  di  contributo  a  fondo
  perduto;

   quali  iniziative,  di concerto con la F.I.G.C.  ed  il  C.O.N.I.,
  intendano  intraprendere per ripristinare una condizione  che,  sul
  piano  della  programmazione politica e  dell'individuazione  delle
  risorse  finanziarie,  restituisca dignità al  mondo  dello  sport,
  riconoscendone  il  grande  impegno  sul  piano  sociale  e   della
  promozione dei valori etico-sociali di riferimento che, per  quanto
  ci riguarda, rimangono assolutamente irrinunciabili.» (1157)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, la risposta alla interrogazione  dell'onorevole
  Torregrossa,  la  numero  1157, è una  risposta  che  riguarda  una
  tematica  inerente  i  chiarimenti circa l'utilizzo  delle  risorse
  finanziarie destinate all'impiantistica sportiva ed iniziative  per
  promuovere una politica regionale in favore dello sport.
   E'  una interrogazione che risale al 20 marzo 2010. L'onorevole ha
  richiesto   chiarimenti   circa  l'utilizzo   di   queste   risorse
  finanziarie.
   In  merito  l'assessore pro tempore aveva relazionato già  con  la
  nota  n.  2671  dell'8  luglio 2010, che era stata  trasmessa  alla
  Segreteria generale dell'Assemblea regionale siciliana.
   Sono intervenuti, però, dei fatti nuovi su cui vorrei relazionare.
   Allo  stato  attuale, infatti, in data 10 febbraio 2011,  è  stato
  emesso  il decreto assessoriale n. 5 con il quale è stato approvato
  il  Piano  regionale per l'impiantistica sportiva, predisposto  dal
  CONI  ed  approvato  in  data 10 luglio 2007,  poi  successivamente
  rimodulato e trasmesso agli uffici del nostro Assessorato  in  data
  16 giugno 2010.
   Il  citato  Piano, giusta delibera di Giunta n. 208 del 23  giugno
  2010, che adotta il documento  Requisiti di ammissibilità e criteri
  di  selezione  costituisce requisito essenziale per l'emissione del
  bando relativo alla linea 3.3.2.1.
   Il  Piano consta di un elenco di impianti regionali esistenti  per
  la  cui  realizzazione è stata programmata la complessiva somma  di
  euro  450.720.556,59  e  un elenco di nuovi  impianti,  secondo  la
  programmazione  del  CONI,  per  la  cui  realizzazione   è   stata
  programmata la complessiva somma di euro 375.077.270,00.
   Con  nota  n.  830 del 31 dicembre 2010 sono state successivamente
  emanate specifiche direttive al Dirigente generale del Dipartimento
  turismo per la linea di intervento 3.3.2.1 del PO FESR.
   In  particolare si è disposto che in questa prima fase, in  attesa
  della  avviata  rimodulazione delle  altre  risorse  del  PO  FESR,
  l'attuale  dotazione finanziaria, che è di euro 51.887.925,31,  sia
  ripartita  nel seguente modo: euro 36.321.548,00 (pari  al  70  per
  cento    delle    risorse   disponibili)    per    interventi    di
  riqualificazione,     adeguamento,     completamento,      recupero
  ristrutturazione   e   riattivazione  di  impianti   sportivi   già
  esistenti;  euro  15.556.318,00, il 30 per cento del  totale  delle
  risorse  disponibili  per  la   realizzazione,  invece,  di   nuovi
  impianti sportivi.
   La  procedura di attivazione delle somme potrà avvenire:  per  gli
  impianti   esistenti,  mediante  bando  pubblico  predisposto   dal
  Dirigente   generale;  per  i  nuovi  impianti  con   procedure   a
  titolarità, beneficiario la Regione siciliana, tenendo conto  delle
  risultanze  e delle priorità individuate dal CONI, già  individuate
  dal  CONI   nel  documento   Piano  per  l'impiantistica  sportiva
  approvato con il citato decreto.
   L'attivazione del bando su regimi di aiuto destinati  ai  soggetti
  privati potrà avvenire a seguito della rimodulazione del PO FESR  e
  del   conseguenziale  impinguamento,  ovviamente,  della  dotazione
  finanziaria della linea di intervento, che abbiamo detto  poc'anzi,
  cioè la 3.3.2.1..
   Considerata   l'esiguità  delle  risorse   e   la   necessità   di
  intervenire,  quindi,  in  maniera diffusa  sul  territorio,  si  è
  ritenuto  utile suggerire quale contributo massimo concedibile  per
  ogni  intervento  proposto  la somma di 1.500.000,00  euro,  quindi
  questa  è  la somma massima per la riqualificazione degli  impianti
  esistenti  che  è disponibile al cento per cento per  ogni  singolo
  comune che faccia richiesta.
   Per  ciò  che  concerne i criteri di selezione si  è  proposto  al
  Direttore generale del Dipartimento Turismo di attribuire  priorità
  alta  ai  progetti relativi ad impianti dotati di una credibile  ed
  efficiente  gestione,  e in particolare a quelli  la  cui  gestione
  avviene in convenzione con il CONI o con le Federazioni e gli  Enti
  da esso riconosciute.
   I  bandi,  dopo l'approvazione di questo Piano per l'impiantistica
  sportiva,  sono  in  dirittura di arrivo e dopo  l'attivazione  dei
  tavoli tecnici con i Dipartimenti coinvolti nell'Asse 3, che sono -
  come  è  noto  -  Programmazione,  Beni  culturali,  Territorio   e
  ambiente,  e  successivamente  con  il  Partenariato,  per   quanto
  riguarda   quest'ultimo  vorrei  chiarire   che   sono   i   tavoli
  obbligatoriamente  richiesti  per  legge  dalla  Corte  dei  conti,
  saranno appunto pubblicati.
   Appare  tuttavia  chiaro  che il Piano  approvato  dal  CONI,  pur
  rappresentando   l'attuale   stato   dell'impiantistica    sportiva
  siciliana  e  valutando la possibilità di integrare l'impiantistica
  esistente  con  nuove  realizzazioni, tenendo  conto  dell'esigenze
  dello  sport  e dell'adeguata distribuzione nel territorio  non  ha
  trovato  ancora,  di  contro, una adeguata e sufficiente  dotazione
  finanziaria a sostegno delle aspettative del mondo sportivo.
   Pertanto,  al  fine di verificare la possibilità di  nuovi  canali
  finanziari  che,  in uno alla rimodulazione del  PO  FESR,  possano
  impinguare  l'attuale  dotazione  finanziaria,  io  ho  programmato
  insieme all'Assessore per l'Economia, professore Gaetano Armao,  un
  incontro  con  il  Direttore generale del Credito sportivo  che  si
  svolgerà martedì prossimo, 22 febbraio 2011.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'interrogante,   onorevole
  Torregrossa,  per  dichiararsi soddisfatto o  meno  della  risposta
  fornita.

   TORREGROSSA.  Assessore, io devo dire che mi  ritengo  soddisfatto
  della  sua risposta. Onestamente, la risposta che avevo avuto  e  a
  cui lei ha fatto riferimento all'inizio del suo intervento, era una
  risposta scritta molto, molto lacunosa; però, siccome è passato  un
  anno, evidentemente l'assessorato ha lavorato bene.
   Nel  dichiararmi  soddisfatto, però,  mi  permetto  di  invitarla,
  appena  il  Dirigente  andrà a firmare  i  bandi,  ad  una  attenta
  pubblicità  nei  confronti degli enti locali in  maniera  tale  che
  effettivamente i soldi, come lei stesso ha detto, che sono carenti,
  possano  essere ben spesi proprio in maniera polverizzata su  tutto
  il  territorio siciliano. Infatti, non dobbiamo dimenticarci che lo
  sport è il veicolo che aiuta i nostri giovani a stare lontano dalle
  tentazioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1289 «Richiesta  di
  atti  informativi  urgenti in materia di erogazioni  di  contributi
  destinati ad attività di carattere sportivo e turistico»,  a  firma
  dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   l'Assessorato  del turismo, dello sport e dello  spettacolo  eroga
  ogni anno una consistente cifra economica per il sovvenzionamento e
  il  sostegno di attività di carattere turistico-sportivo e  per  le
  manifestazioni di spettacolo di vario genere;
   atteso  che la nuova legge regionale 16 dicembre 2008,  n.  19  ha
  riorganizzato  le  funzioni  e  le  strutture  amministrative   dei
  dipartimenti regionali;

   considerato  che i contributi e i sovvenzionamenti  di  cui  sopra
  vengono  erogati  sia  quali manifestazioni  direttamente  promosse
  dall'Assessore che sotto forma di patrocini onerosi;

   preso  atto  che  diversi comuni e/o enti,  che  hanno  presentato
  istanze  tese a promuovere o a sostenere iniziative afferenti  alla
  materia  di codesto Assessorato nel territorio siciliano,  si  sono
  visti negare il riconoscimento di quanto richiesto;

   per sapere:

   le  modalità  di applicazione e le normative che regolamentano  la
  concessione dei detti contributi;

   i  criteri  di  valutazione usati per la concessione dei  suddetti
  interventi finanziari;

   se  sia  possibile avere copia di tutti gli atti  e  provvedimenti
  stanziati dall'1 gennaio 2010 ad oggi;

   l'elenco  dettagliato degli enti o soggetti  beneficiari  di  tali
  contributi;

   se  sia  possibile  avere copia, a tal fine, in  base  alla  legge
  nazionale  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, e alla successiva legge regionale 16 aprile 1993,  n.
  4,  art. 45, degli atti richiesti entro 30 giorni dalla data  della
  presente interrogazione.» (1289)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   TRANCHIDA,  assessore  per il turismo lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  l'interrogazione  dell'onorevole  Falcone,  la
  numero 1289, riguarda una richiesta di atti informativi urgenti  in
  materia di contributi destinati ad attività di carattere sportivo e
  turistico. Si tratta di una interrogazione che risale al 21  luglio
  del 2010.
   Più  specificamente, entrerei nel merito della lunga e  articolata
  richiesta  informativa dell'interrogazione dell'onorevole  Falcone,
  che   ha   chiesto  di  conoscere  innanzitutto  le   modalità   di
  applicazione  e  le normative che regolamentano le  concessione  di
  detti contributi.
   Voglio  subito  precisare che la normativa  di  riferimento  è  la
  circolare   assessoriale  n.  4  del  9  agosto  2007,  concernente
   Procedure  e  modalità  di  presentazione  delle  istanze  per  il
  sostegno  alle spese di realizzazione di manifestazioni  turistiche
  promosse  ai  sensi del secondo comma dell'articolo 39 della  legge
  regionale   26   marzo  2002,  n.  2  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni .
   Ai sensi della citata normativa, l'intervento contributivo è volto
  a: promuovere e realizzare direttamente, anche mediante convenzioni
  con  enti  pubblici e soggetti ed organismi privati  di  comprovata
  esperienza  e  capacità  tecnica e finanziaria,  manifestazioni  ed
  eventi;  intervenire  finanziariamente a sostegno  delle  spese  di
  realizzazione  delle  manifestazioni  promosse  ed  organizzate  da
  soggetti  terzi  entro il limite massimo del  cinquanta  per  cento
  delle spese complessive riconosciute ammissibili.
   E',  altresì,  previsto dalla circolare l'acquisto  di  spettacoli
  musicali  e  teatrali a supporto delle iniziative e  manifestazioni
  promosse dai singoli enti locali ed ancora un bonus sotto forma  di
   patrocinio  a  titolo  oneroso  a sostegno  di  iniziative  varie,
  compresi convegni e congressi
   I   criteri   di  selezione  delle  istanze  presentate   per   la
  realizzazione della gamma di manifestazioni presi in considerazione
  dalla normativa seguono procedure e modalità di presentazione delle
  istanze diverse tra loro, ma tutte distintamente specificate  nella
  circolare stessa.
   Vorrei precisare, a questo proposito, che la gestione delle  varie
  tipologie  di  contribuzione previste è incardinata  alle  funzioni
  istituzionali assegnate a strutture diverse del Dipartimento, quali
  i  servizi  competenti per materia e gli uffici  di  collaborazione
  dell'Assessore  esclusivamente  per  quel  che  attiene  il   bonus
  elargito sotto forma di  patrocinio oneroso , la cui istanza  viene
  presentata direttamente all'Assessore, tramite i propri Uffici, che
  ne  cura  l'accoglimento e l'ammissibilità  nei  limiti  consentiti
  dalle   disponibilità  finanziarie  sul  pertinente   capitolo   di
  bilancio, dandone comunicazione all'interessato.
   Con  successivo  atto,  l'elenco  di  tutte  le  istanze  ritenute
  meritevoli di accoglimento vengono trasmesse al competente Servizio
  del   Dipartimento  per  la  cura  delle  procedure  relative  alla
  liquidazione del contributo.
   L'altro elemento dell'interrogazione riguardava, invece, i criteri
  di  valutazione  usati per la concessione dei  suddetti  interventi
  finanziari.
   Come  prima  specificato, la circolare n.  4  del  9  agosto  2007
  dettaglia le procedure relative all'ammissibilità, quelle  relative
  alla  valutazione, quelle relative alla concessione dei  contributi
  ai quali i pertinenti uffici si sono finora attenuti.
   In  ordine  ai punti 3), 4) e 5) dell'interrogazione, tutti  volti
  alla richiesta di accesso agli atti, non può che rappresentarsi  la
  piena  disponibilità dell'Amministrazione a consentire  l'esercizio
  di  tale  diritto, talché con nota assessoriale è stato già chiesto
  al  Dipartimento  di  predisporre  copia  della  documentazione  in
  argomento.
   Per  opportuna conoscenza dell'onorevole interrogante, si  informa
  tuttavia che lo stato di previsione della spesa per l'anno 2011  ha
  abrogato  il  capitolo di spesa sulla cui pertinenza insistevano  i
  finanziamenti di che trattasi.
   Ciò nonostante, nella considerazione che detti finanziamenti hanno
  contribuito  a  supportare innumerevoli richieste di sostegno  alle
  manifestazioni  di  intrattenimento tipiche del  nostro  territorio
  regionale,  pervenute sia da parte di enti locali che  da  soggetti
  privati,  richieste peraltro alle quali non si è potuto  pienamente
  far fronte per esaurimento dei fondi disponibili.
   E'   mio   personale   auspicio  che,  con  l'approvazione   della
  finanziaria e del  bilancio regionale per l'anno 2011, possa essere
  ripristinato il pertinente capitolo di spesa, programmando  per  di
  più  uno  stanziamento  che  consenta  di  sopperire  appieno  alle
  esigenze  del  territorio  di  carattere  culturale,  di  carattere
  sociale  o  contemplando,  quanto  meno,  l'assegnazione   di   una
  dotazione finanziaria almeno equivalente alla passata imputazione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'interrogante,   onorevole
  Falcone, per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.

   FALCONE.  Signor  Presidente, condivido  quello  che  ha  riferito
  l'assessore, chiaramente nella parte descrittiva delle modalità dei
  contributi.  Mi  astengo  da ogni tipo di  altra  opinione,  perché
  l'assessore non può rispondere per quello che era nelle  competenze
  di suoi predecessori.

   Colgo  di buon grado l'auspicio dell'assessore Tranchida di  poter
  rimpinguare  il  Fondo  per poter dare anche pieno  soddisfacimento
  alle esigenze del territorio in campo turistico, ma anche culturale
  e dello spettacolo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero  1409  «Opportune
  modifiche  al piano settoriale per i comuni a vocazione turistica»,
  a firma  degli onorevoli Vinciullo, Falcone, Pogliese.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   la  Sicilia, per le sue bellezze e il suo paesaggio è un'Isola  ad
  alta  vocazione  turistica,  visitata ogni  anno  da  numerosissimi
  viaggiatori;  i  comuni siciliani, ognuno con  la  propria  storia,
  vocazione   e  identità,  contribuiscono  a  realizzare   l'unicità
  dell'Isola;

   considerato che:

   per molti anni i comuni siciliani hanno denunciato l'assenza di un
  piano  regionale  per  l'organizzazione  e  la  programmazione  del
  turismo in Sicilia;

   dalla  nota  del  Servizio 2 prot. 531 del  26  novembre  2009  si
  apprendeva la necessità della redazione di un piano settoriale  per
  l'attivazione delle linee di intervento del PO FESR;

   preso atto che:

   già  con la l.r. 15 settembre 2005, n. 10, recante 'Norme  per  lo
  sviluppo  della  Sicilia e norme finanziarie urgenti',  il  Governo
  regionale  individuava nel metodo della programmazione lo strumento
  cardine dell'azione politica in tema di turismo;

   con   decreto   assessoriale  n.  38/Gab.  del  28  agosto   2010,
  l'Assessore regionale per il turismo, attraverso l'approvazione del
  'Piano  Settoriale',  individuava i comuni dell'Isola  a  vocazione
  turistica;

   visto che:

   il piano de quo scaturisce dalle direttive contenute nel documento
  'Requisiti  di Ammissibilità e Criteri di Selezione', adottato  con
  deliberazione  di Giunta n. 266 del 29 ottobre 2008  e  s.m.i.,  ad
  oggi  non  ancora reso noto all'Assemblea regionale, come è  prassi
  ormai  consolidata  negli ultimi tempi con gli  atti  della  Giunta
  regionale;

   il  piano  settoriale, pur riconoscendo la vocazione turistica  di
  alcuni  comuni siciliani dalla storia millenaria e dalle molteplici
  ricchezze,   omette   invece  di  comprendere  comuni   altrettanto
  meritevoli  e  degni, sia per affluenza di visitatori  che  per  il
  proprio   patrimonio,  dell'appellativo  di  'Comuni  a   vocazione
  turistica';

   tra  i comuni individuati non risulta Portopalo, all'estrema punta
  a  Sud  della  Sicilia, da anni noto per la sua  storia  e  le  sue
  innumerevoli bellezze;

   per sapere:

   quale  studio  o  altra valutazione abbia portato all'approvazione
  del  documento 'Requisiti di Ammissibilità e Criteri di Selezione',
  prima, e all'approvazione del piano settoriale, dopo;

   se  non ritengano necessario ed importante riaprire i termini  per
  l'iscrizione  nel  piano  settoriale  di  tutte  quelle  realtà  ad
  altissima vocazione turistica, come Portopalo;

   se  non  ritengano  necessario dare la giusta  pubblicità  a  tale
  atto.» (1409)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  questa  interrogazione,  che  risale   al   30
  settembre del 2010, mi è particolarmente gradita, devo dire,  anche
  perché proprio oggi, in seguito ad annunci di stampa, in gran parte
  errati, questa tematica è oggetto di pubblico dominio, per cui  dei
  chiarimenti  specifici,  credo che siano quanto  mai  necessari  ed
  opportuni.
   L'interrogazione dell'onorevole Vinciullo ed altri,  numero  1409,
  riguarda  la  richiesta di opportune modifiche al Piano  settoriale
  per i comuni a vocazione turistica.
   Prima   di  scendere  nel  merito,  ovviamente,  proprio  per   la
  particolare elaborazione dell'interrogazione, devo fare  anche  una
  disamina dei precedenti.
   Ricordo  che,  con decreto assessoriale n. 38 del 28 agosto  2010,
  l'assessore  regionale per il turismo pro tempore ha  approvato  il
  Piano  settoriale per l'attivazione delle linee di  intervento  del
  PO   FESR    che   costituisce,  come  è  noto,  lo  strumento   di
  programmazione  per  l'individuazione delle  località  a  vocazione
  turistica.
   Il  richiamato decreto e gli atti ad esso propedeutici sono  stati
  avviati  sulla  base di elementi di valutazione risalenti  all'anno
  2007,  in  particolare facevano riferimento alle  risultanze  delle
  analisi   degli  scenari  del  POIN  2007/2013  e  ai  comuni   che
  ospitavano  all'epoca  le  sedi delle ormai  disciolte  aziende  di
  soggiorno e turismo.
   Successivamente   alla   pubblicazione   del   succitato   decreto
  assessoriale,  in varie date, alcuni comuni, cito ad esempio  Piana
  degli  Albanesi,  ma  anche Mistretta, Sant'Angelo  Muxaro,  Buseto
  Palizzolo,  Pollina, Santa Margherita del Belice, hanno  presentato
  in  assessorato  istanze di inserimento nel piano settoriale.  Sono
  pervenute,  altresì,  numerose  contestazioni  nei  riguardi  delle
  scelte  adottate nell'inserimento nel piano e il ricorso presentato
  dal comune di Alcamo avverso il predetto decreto assessoriale n. 38
  del 28 agosto 2010.
   Sulla base di quanto manifestatosi, con decreto assessoriale n. 44
  del 12 novembre 2010 si è ritenuto necessario procedere alla revoca
  del  citato decreto n. 38 del 28 agosto 2010, al fine di provvedere
  all'adozione di criteri di selezione concreti e quantificabili e di
  procedere  sulla base di questi all'approvazione di un nuovo  piano
  settoriale che individui la presenza di altri comuni, oltre  quelli
  inseriti,  che  per caratteristiche e requisiti sono meritevoli  di
  essere  inclusi  nel  piano settoriale per l'attivazione,  appunto,
  delle linee di intervento del PO FESR, con decreto assessoriale  n.
  4 del 7 febbraio 2011.
   Ed  è  il  motivo  per  cui  sono state  riconosciute  località  a
  vocazione  turistica tutti i comuni capoluogo  di  provincia;  sono
  stati  riconosciuti  come comuni a vocazione turistica  tutti  quei
  comuni che l'Associazione nazionale comuni d'Italia ha inserito nel
   club dei borghi più belli d'Italia'; sono stati riconosciuti  come
  comuni  a  vocazione  turistica tutti quei comuni  che  sono  stati
  dichiarati dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità, alcuni  di
  questi sono abbastanza noti: Caltagirone, Militello Val di Catania,
  Modica,  Noto, Palazzolo Acreide, Piazza Armerina, Scicli, Sortino,
  Lipari,  Leni,  Malfa, Santa Marina di Salina. E  poi   sono  stati
  riconosciuti anche tutti quei comuni, tutti quei centri urbani sede
  di  amministrazioni comunali nelle Isole, ma anche tutti coloro che
  hanno ricevuto da parte di associazioni nazionali, internazionali e
  di  enti  internazionali alcune caratteristiche peculiari come,  ad
  esempio,  la  Vela  Blu o la Bandiera Blu, per  quanto  riguarda  i
  litorali costieri e marittimi e, quindi, anche in funzione  di  ciò
  ne è stata dichiarata la conclamata valenza turistica.
   Ci  tengo  moltissimo  a soffermarmi un secondo,  con  la  gentile
  attenzione   degli  onorevoli  deputati  dell'Assemblea   regionale
  siciliana, sulle caratteristiche e sui requisiti necessari,  tenuto
  conto  che  si  tratta di un decreto con avviso pubblico  aperto  a
  tutti i comuni che possono richiedere l'inserimento nella lista dei
  comuni  a vocazione turistica, a patto che possiedano una serie  di
  requisiti e di parametri.
   Sono  necessari almeno tre parametri per essere inclusi in  questo
  piano  settoriale,  tra sette che sono elencati.  Vorrei  leggerli,
  sono:   adeguata   presenza   di  beni  culturali,   artistici   ed
  architettonici;  eventuale  collocazione  all'interno   di   parchi
  regionali;    localizzazione   paesaggistica    e    naturalistica;
  persistenza  e  tutela  dei  centri  storici;  opportuna  dotazione
  infrastrutturale  alberghiera  -  alberghi,  agriturismi,   turismo
  rurale,   paesi   albergo,  case  vacanze,  bed  &   breakfast   -;
  organizzazione da oltre un triennio di manifestazioni,  rassegne  o
  grandi  eventi culturali; congrua presenza turistica (dato riferito
  alle presenze degli ultimi tre anni).
   Per  le  valutazioni delle caratteristiche e dei requisiti di  cui
  sopra,  con  apposito  decreto  sarà designata  la  Commissione  di
  valutazione.
   Vorrei  chiarire  a  questo  proposito  che,  dal  momento   della
  pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana,  vi
  saranno  novanta  giorni  di  tempo per  presentare   l'istanza  di
  inserimento.
   Con  lo  stesso  decreto assessoriale n. 4 del 7 febbraio  2011  è
  stato, altresì, approvato l'avviso pubblico per la presentazione di
  manifestazioni di interesse tendenti all'inserimento dei comuni nel
  piano settoriale per l'attivazione delle linee di intervento del PO
  FESR.
   Questo  decreto, appunto, sarà pubblicato a giorni sulla  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana.
   Tengo a precisare, inoltre, che nell'elenco che è stato pubblicato
  da  alcuni organi di stampa, ad esempio, mancano tutta una serie di
  comuni  riguardanti  il comparto sui litorali  costieri  marittimi,
  cioè quelli a cui facevo riferimento poc'anzi per quanto riguardava
  l'accreditamento e il possesso di alcuni requisiti particolari, tra
  cui  quello appunto di Vela e Bandiera Blu o di particolare valenza
  naturalistico-paesaggistica.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'interrogante,   onorevole
  Vinciullo,  per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della  risposta
  fornita.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  intanto la ringrazio per avere avuto, a differenza  dei
  suoi  predecessori, il garbo di venire in Aula e di  rispondere  ad
  una  interrogazione  presentata da un deputato,  e  poi  volevo  un
  attimo  ragionare con lei su quello che  ha detto e che  mi  sembra
  essere un fatto positivo.
   La mia interrogazione riguardava il fatto che bisognava modificare
  il  piano  settoriale per i comuni a vocazione turistica perché  il
  suo  predecessore  non  ci  aveva spiegato  quali  erano  state  le
  caratteristiche  e le condizioni per le quali alcuni  comuni  erano
  entrati  in questo piano, altri ne erano rimasti fuori. A  dire  il
  vero, l'unica giustificazione che noi avevamo potuto trovare era di
  una  certa  affinità  tra la Giunta regionale e le  amministrazioni
  locali che erano rette in quel momento e, quindi, quei comuni erano
  stati inseriti perché avevano questa caratteristica.
   Oggi, invece, mi sembra positivo quello che lei sta dicendo. Al di
  là  di tutta l'attività che è stata svolta fino adesso, che lei  ha
  citato in maniera brillante e che le fa sicuramente onore, lei dice
  che  c'è  un nuovo decreto assessoriale, il numero 4 del 7 febbraio
  2011.  E  mi piace che questo argomento lo stiamo affrontando  oggi
  perché con il suo intervento stiamo smentendo quello che i giornali
  hanno  riportato, perché se ciò che è stato riportato dai  giornali
  fosse  stato vero, è chiaro che ancora una volta ci saremmo trovati
  di  fronte ad una incongruenza fra il Piano settoriale per i comuni
  a  vocazione  turistica e quello a cui l'Assessorato era  giunto  a
  conclusione.
   Lei  individua  sette  parametri, e questo è un  fatto  importante
  perché  in  tal modo vi sarà un parametro eguale per tutti,  e  poi
  dice  che fra questi parametri quei comuni che ne possiedono almeno
  tre  hanno diritto a far parte del Piano settoriale per i comuni  a
  vocazione turistica.
   A  suo  tempo  io  avevo lamentato il fatto che  in  provincia  di
  Siracusa erano rimasti fuori il comune di Porto Palo, il comune  di
  Pachino e in modo particolare la realtà di Marzamemi che, come  lei
  ben  conosce, è una realtà ad altissima vocazione turistica  e  che
  forse  di  parametri, anziché averne sette, ne ha otto e  solo  per
  questo  motivo era rimasta fuori dall'indicazione che aveva fornito
  dal Governo.
   Allora,  cerchiamo  un attimo di riepilogare  l'iter  che  bisogna
  percorrere:  il decreto da lei emanato il 7 febbraio 2011  verrà  a
  giorni  pubblicato  sulla  Gazzetta  ufficiale,  quindi  da  questo
  momento  tutti i comuni partono dalla identica posizione. I  comuni
  hanno  novanta giorni di tempo per poter essere inseriti in  questo
  elenco, che riguarderà tutti i comuni a vocazione turistica.
   Questi  comuni  devono  possedere tre di questi  sette  parametri,
  abbiamo  detto   Bandiera  blu , poteva essere  uno,   presenza  di
  importanti  beni  culturali ,  presenza  di  consolidate  strutture
  alberghiere ,    presenze  turistiche  accertate   e   riconosciute
  ampiamente da tutti .
   Se  le  cose  andranno  così,  Assessore,  non  posso  non  essere
  soddisfatto.  Significa che tutti i comuni della  Sicilia  potranno
  fare richiesta, ognuno potrà fare valere le proprie ragioni, ognuno
  potrà   essere   inserito  in  maniera  oggettiva,  vorrei   citare
  nuovamente  il  termine  oggettiva , in questo piano settoriale  in
  maniera  tale  che poi si potrà accedere ai finanziamenti  concessi
  anche dalla Comunità Europea.
   Mi dichiaro soddisfatto con l'avvertenza che l'Assemblea regionale
  continuerà  a  vigilare affinché non si operi come è avvenuto  fino
  adesso  generando figli e figliastri, per cui chi non  aveva  certi
  parametri  si  ritrovava  inserito nel  piano  settoriale  e   chi,
  invece, aveva questi parametri rimaneva fuori.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ultima interrogazione, la  numero  1542
  «Chiarimenti  sulla predisposizione del calendario regionale  delle
  manifestazioni  e  degli  eventi di grande richiamo  turistico»,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.  Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e  lo  spettacolo, premesso che la Regione  siciliana,  ogni
  anno,  provvede  all'approvazione del 'Calendario  ufficiale  delle
  manifestazioni ed eventi di grande richiamo turistico', volto  alla
  promozione  del  territorio e ad incrementare  i  flussi  turistici
  verso l'Isola;

   considerato  che  con  D.D.G. 919/S  Tur  del  22  novembre  2010,
  l'Assessore   regionale   per  il  turismo   ha   provveduto   alla
  pubblicazione del calendario de quo per l'anno 2011;

   preso  atto che dei quasi novanta eventi individuati dalla Regione
  siciliana e inseriti nel calendario in oggetto, solo otto  ricadono
  nella  provincia  di Siracusa, nonostante la sua elevata  vocazione
  turistica, confermata dall'alto flusso di visitatori che ogni  anno
  si recano nella provincia aretusea;

   visto  che,  ancora  una volta, la Provincia  di  Siracusa  e  gli
  operatori   del   settore  turistico  della   provincia   risultano
  fortemente danneggiati dalle scelte del Governo regionale;

   accertato che, rispetto allo scorso anno, è stato anticipato al  2
  gennaio  2011 il termine ultimo per la presentazione delle istanze,
  insieme al progetto esecutivo;

   per     sapere:    quali      valutazioni     abbiano      portato
  all'individuazione  degli  eventi  da  inserire   nel   'Calendario
  ufficiale  delle  manifestazioni  ed  eventi  di  grande   richiamo
  turistico';

   se   non  ritengano  poco  appropriata,  vista  l'imminenza  delle
  festività natalizie, la data individuata come termine ultimo per la
  presentazione delle istanze, che procurerà quasi certamente  disagi
  agli interessati.» (1542)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, anche questa interrogazione,  la  numero  1542,
  dell'onorevole  Vinciullo, risale al 9  dicembre  2010  e  riguarda
   Chiarimenti  sulla predisposizione del calendario regionale  delle
  manifestazioni  e  degli  eventi  di  grande  richiamo  turistico .
  L'onorevole interrogante lamenta che, ancora una volta - lo  citava
  poc'anzi,  quando ha ricordato qualche minuto fa  la  provincia  di
  Siracusa  -  gli  operatori del settore turistico  della  provincia
  risulterebbero  fortemente danneggiati dalle scelte effettuate  dal
  Governo regionale, attinenti anche il citato calendario riguardante
  le manifestazioni e gli eventi di grande richiamo turistico.
   In  particolare,  nell'interrogazione viene  recriminato  l'esiguo
  numero  (otto)  di eventi inseriti per la provincia di  Siracusa  e
  l'anticipazione al 2 gennaio 2011 di presentazione delle istanze.
   A  questo  proposito  si fa presente che il  totale  degli  eventi
  previsti  nel calendario 2011 a Siracusa e provincia sono dieci  e,
  precisamente,  oltre alle rappresentazioni classiche,  il  Festival
  Internazionale  Teatro  Antico dei Giovani, la  Primavera  Barocca,
  Luci  a  Siracusa, la Festa di San Paolo apostolo, il Festival  del
  Paesaggio, il Festival Internazionale di Jazz, il Jumping Tour e  i
  Campionati mondiali  Gran Premio Powerboat .
   Si  chiarisce anzitutto che l'individuazione delle manifestazioni,
  fatte salve quelle storiche - questo è un elemento che io tengo  in
  particolar  modo sottolineare - avviene sulla scorta di un'apposita
  scheda.  Questa  scheda  è compilata ed è convalidata  dai  Servizi
  turistici  regionali, che ne verificano l'aderenza  ai  criteri  di
  ammissibilità al PO FESR. La suddetta scheda deve, inoltre,  essere
  obbligatoriamente   accompagnata  dalle  analisi   sulle   ricadute
  turistiche.
   Relativamente al calendario 2011, si fa presente, inoltre, che  le
  schede pervenute al Dipartimento turismo sono state valutate da due
  Servizi   in   particolar   modo  dipendenti   dall'amministrazione
  dell'Assessorato del turismo, sport e spettacolo: il  Servizio  6 ,
  deputato  alle  manifestazioni e agli eventi, ed  il  Servizio  8 ,
  deputato  al  sostegno alle attività sportive  e  all'impiantistica
  sportiva,  che hanno congiuntamente proposto, tramite il  Dirigente
  generale,    l'elenco    definitivo    degli    eventi    approvato
  successivamente con decreto assessoriale n. 15 del 30 giugno 2010.
   Il  suddetto decreto assessoriale è stato trasmesso alla Corte dei
  conti  per il relativo controllo e successivamente pubblicato sulla
  Gazzetta  ufficiale della Regione siciliana n. 53  del  3  dicembre
  2010.
   E'  facoltà  dell'Assessore per il turismo individuare dall'elenco
  gli  eventi più meritevoli che dovranno essere gestiti direttamente
  dall'assessorato con procedura definita a titolarità.
   Per  gli eventi non inclusi tra quelli a titolarità, a seguito  di
  chiamata  a progetto avvenuta con decreto n. 919/S6 del 22 novembre
  2010,  pubblicato  sulla  citata Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana, i soggetti proponenti, entro il termine di scadenza  del
  3  gennaio  2011,  avrebbero  dovuto  presentare  apposita  istanza
  corredata di progetto esecutivo.
   La  celerità con la quale è stata ultimata la procedura, oltre che
  garantire  i  soggetti  inseriti di avere certezza  dell'intervento
  delle  linee comunitarie del PO FESR, consente anche - ed è  questo
  anche un elemento di tranquillità - all'Assessorato del turismo  di
  programmare per tempo gli interventi e, soprattutto, la  necessaria
  pubblicità delle manifestazioni e, quindi, di poter organizzare nel
  suo complesso quella che è l'offerta turistica di tutta la Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desideravo
  replicare velocemente per dichiararmi insoddisfatto della  risposta
  anche  perché,  al di là delle buone intenzioni dell'assessore,  mi
  pare  di  capire  che questa attività non si sia  svolta,  come  ha
  dichiarato  adesso  l'assessore, soprattutto  per  quanto  riguarda
  l'aspetto della pubblicità. Alcune di queste manifestazioni si sono
  svolte  in  modo quasi clandestino; altre, invece, non hanno  avuto
  nessuna  ricaduta  sul territorio; altre ancora  che  in  un  certo
  periodo    storico   sono   state   gestite   dai   Comuni,    ora,
  improvvisamente, in altro periodo storico, la Regione ha pensato di
  gestirle in proprio.
   Allora,  evidentemente, ci sono delle contraddizioni.  Non  voglio
  dilungarmi   sulla  questione  proprio  perché  è  poco  edificante
  raccontare  alcune vicende legate a come sono stati spesi  i  soldi
  pubblici, soprattutto poi se ricordo che parte di queste somme sono
  state  distratte dalla solidarietà sociale e destinate a spettacoli
  pubblici.
   Io  ricordo, e sicuramente questa è una delle vergogne maggiori di
  questo  Governo regionale, che sono stati sottratti due milioni  di
  euro  a favore della  Vita nascente  cioè a favore di quelle  donne
  che  avevano  deciso  di non abortire e di mantenere  la  vita  che
  avevano  in grembo e invece, assessore Chinnici, quello che avevamo
  fatto prima in Commissione poi in quest'Aula è stato trasformato in
  spettacoli. Capisco che ormai siamo nell'era della decadenza  della
  Repubblica, così come succedeva nell'antica Roma. Però penso che la
  persona umana dovrebbe venire prima degli spettacoli.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di  passare  al  IV  punto
  all'ordine  del giorno, do lettura del comunicato dei lavori  della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, tenutasi  oggi,
  15 febbraio 2011:
    La  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  riunitasi
  oggi, 15 febbraio 2011, sotto la Presidenza del Presidente dell'ARS
  onorevole  Cascio,  presenti  il Vicepresidente  vicario  onorevole
  Formica  e  il Vicepresidente onorevole Oddo, con la partecipazione
  dell'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale
  professore Centorrino, ha esaminato la proposta della Presidenza di
  integrare  il  programma calendario deliberato all'unanimità  nella
  precedente  riunione  con l'esame del disegno  di  legge  n.  246/A
   Disposizioni  per la tutela e lo svolgimento della  manifestazione
  automobilistica  Targa Florio  e con la discussione  della  mozione
  sull'Ente Porto di Messina, degli onorevoli Beninati ed altri.
   Onorevoli colleghi, poiché la suddetta proposta non ha ottenuto il
  prescritto  consenso  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  che
  rappresentino  almeno  i  due terzi dei componenti  dell'Assemblea,
  secondo  quanto  previsto dall'articolo 98 quater  del  Regolamento
  interno, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 98 quinquies,  comma
  5,   del  Regolamento  interno,  comunica  il  seguente  calendario
  provvisorio dei lavori per una settimana, attuativo del  precedente
  programma-calendario:
   -  l'Aula terrà seduta per la discussione dei disegni di legge già
  iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea (nn. 520-144 bis/A in
  materia  di  semplificazione e n. 52/A ai sensi  dell'articolo  64,
  comma  3,  del  Regolamento interno dell'ARS  sulla  riduzione  dei
  deputati regionali).

   Così resta stabilito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  desidero
  esprimere  innanzi tutto una considerazione. Fino ad oggi  non  era
  mai  avvenuto  nel Parlamento siciliano, almeno a mia  memoria,  di
  avere  una  proposta di calendario non approvata dai due terzi  dei
  Capigruppo che rappresentano i due terzi dei deputati. E'  evidente
  che  questo  sta determinando, e determina, una condizione  che  il
  nostro  Regolamento  - che è un regolamento a  tutela  di  tutti  i
  diritti,  a  partire da quelli delle minoranze -, che è  quella  di
  consentire   alla  maggioranza  di  fare  richiesta  di  iscrizione
  all'ordine del giorno dei disegni di legge e addirittura,  con  una
  modifica  che  è  intervenuta  credo  cinque  o  sei  anni  fa,  di
  consentire anche alla minoranza di inserire un terzo delle proposte
  dei disegni di legge oggetto del calendario dei lavori.
   Noi abbiamo assistito invece ad una richiesta di cui la Presidenza
  non  ha  voluto  tenere  conto, fatta dal  Gruppo  PD,  dal  Gruppo
  dell'MPA   e,   per  certi  versi,  anche  dal  Gruppo   FLI,   che
  sostanzialmente chiedeva di iscrivere all'ordine del giorno,  oltre
  alla  legge sulla Targa Florio, esitata dalla I Commissione,  anche
  la  legge  di modifica delle norme elettorali per gli enti  locali.
  Tale  richiesta  non  é  stata assunta dalla  Presidenza,  malgrado
  questi  Gruppi,  almeno pare, siano espressione  della  maggioranza
  politica;  tra  l'altro, questa proposta era stata sostenuta  anche
  dal Governo della Regione, così come prevede il Regolamento.
   La  conseguenza  è  che abbiamo un calendario dei  lavori  che  la
  Presidenza,  con  un artificio, devo dire, abbastanza  simpatico  -
  perché  all'ordine del giorno della Conferenza dei  Capigruppo  non
  c'era   integrazione  calendario dei lavori ,  ma   calendario  dei
  lavori  - ha stravolto.
   Tanto più che nella scorsa seduta avevamo un calendario dei lavori
  che prevedeva il disegno di legge sul commercio, quello sugli orari
  di  apertura  degli esercizi commerciali, iscritto al primo  punto,
  poi  avevamo  dato una priorità. Questa priorità non era  iscritta,
  l'ha  iscritta adesso il Presidente motu proprio, e non  perché  la
  Conferenza dei capigruppo ne abbia deciso formalmente l'iscrizione,
  e  cioè  il  testo  sulla riduzione del numero dei  deputati,  come
  prevede il Regolamento.
   Quindi, siamo in presenza di una situazione assai delicata perché,
  ripeto,  è  una  vicenda  che attiene  alle  modalità  con  cui  si
  organizza  il calendario dei lavori d'Aula e che riguarda  tutti  i
  deputati,  sia di maggioranza che minoranza, perché è evidente  che
  gli  artifici,  così  come  sono stati utilizzati  da  parte  della
  Presidenza per l'integrazione del calendario dei lavori precedente,
  li  possiamo  utilizzare tutti perché tutti siamo  conoscitori  del
  Regolamento.
   Quindi anche le integrazioni possono essere un buco nell'acqua
   Signor  Presidente,  è la prima volta, credo, che  la  maggioranza
  chiede  l'iscrizione  di  una  legge all'ordine  del  giorno  e  il
  Presidente  dell'Assemblea e la minoranza pongono  una  condizione,
  legittima  sul  piano  politico, ma  non  sul  piano  delle  regole
  parlamentari:  il  veto sulla discussione di una  legge  di  questo
  genere.
   Ciò  perché il Presidente nel fare - lo dice il Regolamento  -  la
  proposta  di  calendario dei lavori, deve  sentire  il  Governo,  i
  Gruppi,  a  partire  dai Gruppi di maggioranza,  e  garantire  alla
  minoranza un terzo dell'iscrizione all'ordine dei lavori. E'  nella
  formulazione della proposta che il Presidente fa che deve avere già
  una  maggioranza  la quale supporta la proposta  di  calendario;  è
  singolare,  altrimenti, che il Presidente faccia una  proposta  per
  farsela bocciare dalla Conferenza dei capigruppo, determinando  una
  paralisi amministrativa.
   Non  condividendo la scelta che qui si è utilizzata, il calendario
  dei  lavori che proporrà la Presidenza per una settimana, così come
  é  previsto dall'articolo 98 quinquies, è un calendario dei  lavori
  fittizio.  E  io, signor Presidente, porrò, ai sensi  dell'articolo
  101  del  Regolamento  interno, la questione sospensiva  del  punto
  all'ordine  del  giorno e la riconvocazione  della  Conferenza  dei
  Capigruppo  perchè  il  Presidente, nel  fare  la  proposta  di  un
  calendario  provvisorio, deve trovare le condizioni per riformulare
  una proposta.
   Auspico che il buon senso politico porti la Presidenza a formulare
  una  proposta  che tenga conto dell'orientamento della maggioranza,
  perché  altrimenti saremmo in presenza di un dato senza precedenti,
  cioè di un Presidente che non tiene conto della richiesta che viene
  fatta dalla maggioranza e dallo stesso Governo.
   Questo  apre una situazione che rischia di diventare ingovernabile
  per l'Aula.
   Pertanto,  ripeto, dopo la proposta che viene qui  avanzata,  deve
  essere valutata anche la proposta di sospensiva al fine di rivedere
  la  procedura  fin  qui seguita con la convocazione  di  una  nuova
  Conferenza dei Capigruppo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la Presidenza precisa che  non  è
  mai  ricorsa,  né  intende ricorrere ad artifizi per  stabilire  il
  calendario  dei  lavori  per l'Aula. Del resto,  come  lei  ben  sa
  essendo  presente, la Presidenza è stata criticata  già  per  avere
  dato  corso  all'odierna Conferenza dei Capigruppo, da  più  parti,
  perché in effetti c'era già un calendario dei lavori.
   Pur  tuttavia, la decisione presa era l'unica decisione consentita
  dal  Regolamento  per  evitare  ulteriori  strascichi  e  ulteriori
  dibattiti in Aula, ed è stata riconosciuta un po' da tutti come una
  proposta  di  buon  senso, intanto per continuare  a  consentire  a
  questa  Aula di approvare provvedimenti anche importanti, che  sono
  iscritti all'ordine del giorno.
   Nulla  vieta, non potendosi proiettare la decisione dell'Assemblea
  oltre  una  settimana  di  lavoro, che, finito  l'esame  di  questo
  importante  provvedimento  di  legge  che  abbiamo  all'ordine  del
  giorno,  si  possa aderire ad una nuova proposta di Conferenza  dei
  Capigruppo per stabilire un nuovo calendario dei lavori.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Discussione del disegno di legge numeri 520-144 bis/A
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
    delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
     corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
        Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
                        legislazione regionale»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione   del   disegno  di  legge   (numeri   520-144   bis/A)
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione,  l'agevolazione
  delle  iniziative  economiche. Disposizioni per il  contrasto  alla
  corruzione  ed  alla  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.
  Disposizioni   per   il   riordino  e  la   semplificazione   della
  legislazione regionale».
     Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco  ad
  essa riservato.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Per porre la questione sospensiva ai sensi dell'articolo 101 del
                          Regolamento interno

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono   già
  intervenuto sulla comunicazione.
   Adesso mi riferisco all'articolo 101 del Regolamento interno,  cui
  avevo  accennato poco fa, visto che lei ha insediato la Commissione
  per la trattazione del IV punto all'ordine del giorno.
   Pertanto   propongo  la  questione  sospensiva,   ai   sensi   del
  Regolamento,  di  questo punto all'ordine del  giorno  al  fine  di
  consentire,  anche  domattina, alla Conferenza  dei  capigruppo  di
  tornare sulle modalità con cui gestire questo momento delicato.
   La  sospensiva non nasce per un dissenso nel merito, oltretutto si
  tratta   di  una  legge  voluta,  sostenuta,  esaminata   dalla   I
  Commissione,  una  legge che riteniamo utile per la  Sicilia  nella
  misura  in  cui servirà - se servirà, poi vedremo nel  merito  -  a
  snellire   le  procedure  amministrative.  Ma,  signor  Presidente,
  riteniamo che la legge sulla semplificazione, che noi vogliamo, non
  possa  costituire  la  cartina di tornasole  per  impedire  che  in
  Parlamento,  secondo  il  principio  previsto  dalle  regole  della
  democrazia,  cioè  il principio di maggioranza,  si  possano  avere
  all'ordine  del giorno anche altri punti. Oltre tutto,  voglio  qui
  ribadirlo,   la  proposta  che  noi  avevamo  fatto  prevedeva   la
  trattazione  della legge sulla semplificazione  e,  a  seguire,  la
  legge elettorale.
   Tenuto   conto  che  questo  punto  oggi  non  è  ancora  iscritto
  all'ordine  del giorno, ai sensi dell'articolo 101 del  Regolamento
  interno le chiedo di sospendere la trattazione del disegno di legge
  iscritto al IV punto dell'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, prima di  dare  la  parola  agli
  altri  deputati, vorrei ricordarle che la richiesta  doveva  essere
  fatta al momento del passaggio al punto all'ordine del giorno.
   Ad  ogni  modo, la prego di precisare per quanto tempo  chiede  la
  sospensione.  Tra  l'altro, è abbastanza strano che  una  forza  di
  maggioranza   chieda  di  non  trattare  un  argomento   importante
  all'ordine  del giorno, questo sì, cercando di strumentalizzare  le
  decisioni della Presidenza.
   Pur   tuttavia,  è  nel  suo  pieno  diritto  porre  la  questione
  sospensiva, ma deve specificare per quanto tempo la chiede.
   Onorevoli colleghi, come da Regolamento, hanno facoltà di  parlare
  due   deputati   a  favore  e  due  contro  la  proposta   avanzata
  dall'onorevole  Cracolici,  al  quale  ribadisco  la  richiesta  di
  precisare  per  quanto tempo intende sospendere la trattazione  del
  disegno di legge.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, la tempistica non  è  prevista  dal
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Come no? Non è scritto  sine die .

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Mancuso, lei parla a favore o
  contro la proposta dell'onorevole Cracolici?

   MANCUSO.  Signor Presidente, io parlo per richiamo al Regolamento,
  né a favore né contro.
   Lei  deve tenere conto del Regolamento, non di quello che dice  il
  capogruppo  del  Partito Democratico, che ha un  regolamento  tutto
  suo   Quest'Aula  è soggetta a quanto è scritto in quel  libricino,
  scritto dai colleghi che ci hanno preceduto.
   Signor Presidente, poc'anzi, in modo molto chiaro, lei ha letto le
  comunicazioni,  e  ora in modo molto chiaro si deve  continuare  su
  quelle comunicazioni. Gli artifizi e i raggiri, cioè la truffa, che
  vogliono  portare avanti i colleghi, è l'inversione di  quelle  che
  sono le cose che interessano i siciliani.
   Vorrei chiedere alla Presidenza e al Governo dove sono i documenti
  finanziari. Siamo in sessione di bilancio oppure stiamo parlando di
  leggi  ordinarie  che  dovremmo,  con  decine  di  Conferenze   dei
  capigruppo,  discutere  in  queste  estenuanti  riunioni  e  contro
  riunioni? Il bilancio e la finanziaria dove sono? Il 31 marzo scade
  l'esercizio  provvisorio  e la seconda Commissione  non  ha  ancora
  iniziato neppure le audizioni.
   L'irresponsabilità di questi colleghi che vogliono parlare non  si
  sa  di  cosa  e  per cosa, non si capisce. A chi serve  la  riforma
  elettorale?  Agli agricoltori, oppure agli addetti alla formazione,
  oppure  non  so  a chi? Ma di cosa stanno parlando?  Perché  questo
  interesse  spasmodico per la riforma elettorale sopra gli interessi
  dei siciliani?
   Signor Presidente, lei non può che rispettare il Regolamento.  C'è
  un  deliberato della Presidenza, c'è un calendario settimanale  che
  mi sembra chiuda la cosiddetta finestra legislativa.
   Qualora   questa  sera  la  cosiddetta  maggioranza,   come   loro
  dichiarano,  ritenga di sospendere il punto all'ordine del  giorno,
  su  cui ieri hanno parlato amabilmente il Presidente dell'Assemblea
  e  il  Presidente della Regione, e di rinviarlo non  so  a  quando,
  facciano  pure   Vuol dire che devono chiudere l'Assemblea,  perché
  questa  è  la  sessione  di  bilancio e i  prossimi  documenti  che
  potranno  entrare in Aula saranno esclusivamente il bilancio  e  la
  finanziaria.
   Non  ci  sono  più artifizi né raggiri, non ci sono più  tutte  le
  quisquilie  che  raccontano ogni giorno e  che  non  interessano  a
  nessuno:  una scheda sì, una scheda no, l'assessore sì, l'assessore
  no.
   Se  vogliono  continuare a mettere sotto pressione  il  Presidente
  della  Regione  Lombardo per le cose che gli interessano,  facciano
  pure: ritirino la legge che loro hanno voluto in Aula.
   Certo,  sarebbe  più onorevole, piuttosto che la sospensiva,  dato
  che  si  tratta  di un Gruppo parlamentare di maggioranza,  che  si
  alzasse l'assessore competente per ritirare questo disegno di legge
  rimandandolo in Commissione.
   Sarebbe  una vergogna da parte del Gruppo di maggioranza relativa,
  il  Partito Democratico, impedire al Governo di parlare della legge
  della  semplificazione  amministrativa perché  deve  utilizzare  un
  artifizio  e  un  raggiro per fare una cosa  che  non  interessa  a
  nessuno.
   Signor  Presidente, la invito a continuare secondo  quella  che  è
  stata  la  deliberazione assunta dalla Conferenza  dei  capigruppo.
  Ritengo  che ulteriori Conferenze dei capigruppo non ve ne  possano
  essere  perché  i  deputati devono avere il tempo  e  il  modo  per
  studiare e parlare di bilancio e di finanziaria.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  -   onorevole
  Panarello,  quando sarà il suo turno ci spiegherà come funziona  la
  politica,  per  ora magari ascolti questo modesto oratore  -,  devo
  dire  che  ho  avuto la fortuna di partecipare alla Conferenza  dei
  Capigruppo  di  questo pomeriggio, perché se non  avessi  visto  di
  fronte  a  me,  in quella occasione, l'onorevole Cracolici,  dovrei
  pensare di avere avuto di fronte un sosia.
   L'onorevole  Cracolici  poc'anzi - non  so  appellandosi  a  quale
  verità  - ha parlato di un fatto gravissimo, e cioè che, nonostante
  la  maggioranza avesse fato una proposta, quella proposta  non  era
  stata  accolta dalla Presidenza. Ma ha dimenticato che  quel  fatto
  gravissimo  non  è mai accaduto, perché non si può giocare  con  le
  parole.
   I  capigruppo presenti in Conferenza erano sette, fra cui io, e di
  questi sette ben cinque hanno proposto al Presidente dell'Assemblea
  una  soluzione, a parer loro condivisa - il capogruppo del PDL,  il
  capogruppo  del PID, il capogruppo di Forza del Sud, il  capogruppo
  di   FLI   e   il  capogruppo  dell'UDC  -,  solo  due  capigruppo,
  segnatamente  il  capogruppo  del PD e  quello  dell'MPA,  si  sono
  opposti a questo ordine dei lavori.
   Pertanto, intanto non era la maggioranza, onorevole Cracolici,  ma
  due  capigruppo che rappresentavano in quella occasione 39 deputati
  su novanta, erano quindi una minoranza.
   Quello  che ho sentito poco fa in Aula è falso. Ma siccome diciamo
  le  cose  come stanno e non giochiamo con le parole, per modificare
  l'ordine  del giorno è necessaria la maggioranza dei due  terzi,  e
  questi  due terzi, cioè 60 deputati su novanta, non c'erano,  e  la
  proposta  dei cinque capigruppo che avevano trovato una sintesi  di
  buon  senso,  non  è  passata non perché fosse una  proposta  della
  minoranza  dei  deputati,  ma  perché  era  la  proposta   di   una
  maggioranza, anche se non qualificata.
   In  primo luogo occorre dire la verità perché, altrimenti, a forza
  di dire bugie, ci convinciamo che queste bugie sono vere e la gente
  che  ci ascolta da fuori, almeno, deve sapere cosa è vero e cosa  è
  falso.
   Signor  Presidente, non torno su tutta la storia  cha  ha  portato
  alla trattazione vergognosa in I Commissione di un disegno di legge
  sulla  legge elettorale che è stato approvato, quello sì in maniera
  antidemocratica,  nell'assenza totale dell'opposizione,  in  quanto
  non è argomento di questa sera.
   E',  però,  argomento di questa sera la vergognosa  richiesta  che
  viene  da  un  capogruppo di maggioranza, il  quale  ci  chiede  di
  accantonare  la  legge sulla semplificazione  burocratica,  che  da
  anni,  non da mesi, tre assessori che si sono susseguiti con questa
  delega,  da  Ilarda  ad Armao alla dottoressa  Chinnici,  ci  hanno
  proposto  insieme al presidente Lombardo, indicando questo  disegno
  di  legge come una legge epocale  Tutte le classi sociali, tutte le
  forze economiche, da Confindustria a tutti i sindacati, ci chiedono
  di fare questa legge.
   Ebbene,  questa  sera,  arrivato il  momento  di  trattare  questo
  disegno   di  legge,  il  capogruppo  del  partito  di  maggioranza
  relativa,  l'onorevole  Cracolici,  ci  viene  a  spiegare  che  va
  accantonato.
   Se  io  fossi al posto del presidente Lombardo, mi vergognerei  di
  essere  sostenuto  da una maggioranza del genere e  auspicherei  un
  intervento pronto del presidente Lombardo per fare rinsavire la sua
  maggioranza.  Sa  che  cosa ci chiede,  e  lo  dico  ai  siciliani,
  l'onorevole  Cracolici al posto della legge sulla  semplificazione?
  Tutti  penseremmo  finalmente la legge finanziaria,  finalmente  le
  risposte all'economia siciliana, finalmente le risposte alle  fasce
  deboli  della Sicilia, finalmente una parola di aiuto a chi soffre,
  a chi chiude le imprese, a chi muore di fame
   No.  Nulla  di  tutto  questo  L'onorevole Cracolici,  in  maniera
  clamorosa,  ci chiede finalmente una legge che salverà la  Sicilia:
  la legge elettorale. Ma di cosa stiamo parlando? Vergogna
   E'  questa  l'unica parola che mi sento di dire.  Pertanto,  siamo
  contrari all'accantonamento.

   PRESIDENTE.   Non avendo altri deputati chiesto di parlare,  pongo
  in votazione la proposta

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, l'articolo 101, comma  terzo,  del
  Regolamento  interno,  recita:   Non  può  procedersi  oltre  nella
  discussione  o  deliberazione  se la  domanda  non  venga  respinta
  dall'Assemblea con votazione per alzata e seduta, dopo che  abbiano
  parlato non più di due oratori a favore e due contro .
   Pertanto,  si vota per alzata e seduta, e non si può  chiedere  la
  verifica del numero  legale.

   MANCUSO. Ma chi l'ha detto?

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, non può chiedere la  verifica  del
  numero legale. Il Regolamento non lo consente.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se non le bastasse quanto ho  letto
  sull'articolo 101, le leggo l'articolo 85, secondo comma:  Non  può
  essere    chiesta   la   verifica   del   numero    legale    prima
  dell'approvazione  del  processo  verbale,  né  in   occasione   di
  votazioni  che  si  devono fare per alzata e seduta,  per  espressa
  disposizione del presente Regolamento .
   Pongo,   pertanto,   in  votazione  la  proposta   di   sospensiva
  dell'onorevole Cracolici, a norma dell'articolo 101,  terzo  comma,
  del Regolamento interno.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  16
  febbraio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     I  - Comunicazioni

     II   -   Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,
     lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

     numero 239  -  «Revoca  di  ogni  atto regionale  relativo  alla
               concessione  degli  specchi  d'acqua  interessati  dal
               progetto  preliminare prodotto dalla società 'Condotte
               d'acqua S.p.A.'».

                        ARDIZZONE-FORZESE-ADAMO-LENTINI-PARLAVECCHIO-
                                             RAGUSA-GIUFFRIDA-NICOTRA

     III   -Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze  della
     rubrica:  Infrastrutture e mobilità

  IV  - Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del
  Regolamento interno, sulla proposta della Commissione di non
  passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge:  Schema di
  progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento
  nazionale ai sensi dell'articolo 41 Ter, comma 2, dello Statuto
  recante 'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana  (numero
  52/A)

                   La seduta è tolta alle ore 20.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte  scritte  ad  interrogazioni  -  Rubrica  «Territorio   e
  Ambiente»

   DI  BENEDETTO-TERMINE-MARINELLO-DI GUARDO. - «Al Presidente  della
  Regione  e  all'Assessore per l'agricoltura e le foreste,  premesso
  che  le  attività  forestali  costituiscono,  in  questa  difficile
  congiuntura  economica, una fonte significativa di reddito  per  le
  famiglie,   oltre  a  contribuire  al  miglioramento  dello   stato
  ambientale del territorio della Sicilia;

   considerato  che  i  lavoratori  forestali  dopo  mesi  di  lavoro
  attendono ancora il pagamento delle loro spettanze, così da  potere
  assicurare il dovuto sostegno economico alle proprie famiglie;

   preso  atto del verbale di accordo raggiunto tra le organizzazioni
  sindacali  di  categoria  e  il Governo regionale,  siglato  il  29
  settembre  2009, con il quale, tra l'altro, si stabilisce l'aumento
  di   alcune  giornate  lavorative  per  i  lavoratori  dei  servizi
  antincendio;

   visto  che,  invece,  mentre  i  lavoratori  15l/sti  dell'Azienda
  foreste   demaniali   della   Regione   siciliana   hanno    fruito
  dell'incremento, svolgendo nove giornate lavorative aggiuntive,  lo
  stesso  trattamento non è stato riconosciuto ai lavoratori  15l/sti
  dell'antincendio  dell'Ispettorato  forestale,   senza   che   tale
  differenziazione fosse stata motivata;

   ritenuto che la valorizzazione del patrimonio naturale boschivo va
  conseguita   anche   attraverso  il  giusto  riconoscimento   delle
  professionalità  di  tutti  i  lavoratori  forestali  senza   alcun
  privilegio;

   per sapere:

   per quali ragioni non si sia provveduto a pagare le spettanze, ivi
  compresi  gli  arretrati contrattuali, dei lavoratori  e  in  quali
  tempi e con quali risorse intendano provvedere;

   se  e  come  ritengano  d'intervenire per  aumentare  le  giornate
  lavorative  dei  lavoratori 151/sti dell'antincendio,  al  fine  di
  colmare la disparità di trattamento». (906)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  l'interrogazione in parola,  si  lamentava  la
  mancata corresponsione dei salari ai lavoratori a tempo determinato
  ed  addetti  alle attività di servizio antincendio  boschivo  e  il
  mancato  incremento delle giornate lavorative per i lavoratori  con
  garanzia  occupazionale di 151 giornate stabilito  con  un  Accordo
  siglato  in data 29 settembre 2009, tra il Governo regionale  e  le
  Organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori forestali.
   Il  Comando Regionale del Corpo Forestale, con nota prot. 1519 del
  28.05.2010,  ha   rappresentato che il ritardo dei pagamenti  delle
  spettanze    dovute    ai    forestali    è    stato    determinato
  dall'insufficiente  stanziamento  di  bilancio  iniziale  che,  per
  l'anno  2009,  ammontava a 55 milioni di euro, somma  assolutamente
  insufficiente  per  far  fronte  alle  garanzie  occupazionali  dei
  lavoratori sopradetti.
   In data 29 dicembre 2009, con la legge n. 13, è stata disposta una
  variazione di bilancio che ha incrementato il capitolo relativo  di
  25  milioni  di euro. Ciò ha consentito, in parte, il completamento
  delle  giornate  lavorative degli aventi diritto  ed  il  pagamento
  delle rispettive spettanze.
   Relativamente all'altro punto dell'interrogazione in parola, ossia
  alla  possibilità  di  incrementare  le  giornate  lavorative   dei
  lavoratori  151/sti  dell'antincendio Ispettorato  forestale,  onde
  sopperire  alla  disparità  di  trattamento  rispetto  ai  colleghi
  151/sti  dell'Azienda  foreste, si rappresentava  che  in  data  29
  settembre  2009 il Governo regionale aveva sottoscritto un  accordo
  con   le  Organizzazioni  sindacali  di  categoria  dei  lavoratori
  forestali,  in  attuazione  di  un precedente  Protocollo  d'Intesa
  stipulato  in  data 14 maggio 2009, nel rispetto  delle  condizioni
  poste dal medesimo protocollo.
   Con  nota  prot.  92109 del 19.10.2009 l'Assessore  regionale  per
  l'Agricoltura  e  le  Foreste pro-tempore  comunicava  che  con  il
  suddetto  accordo  si era concordato, per l'anno 2009,  un  aumento
  delle giornate nella misura di seguito riportata:
     n.  7 giornate lavorative ai fini previdenziali per i lavoratori
  con  garanzia  di  151  giornate lavorative del  solo  Dipartimento
  Azienda Foreste Demaniali;
   n.  24  giornate lavorative ai fini previdenziali per i lavoratori
  con garanzia occupazionale di 101 giornate lavorative di entrambi i
  Dipartimenti (Foreste e Azienda)
   n.  9  giornate lavorative ai fini previdenziali per il lavoratori
  con  garanzia  di 78 giornate lavorative di entrambi i Dipartimenti
  (Foreste e Azienda).
   Infine,  limitatamente  alla  Provincia  di  Palermo,  era   stata
  autorizzata, sempre in applicazione del punto 4 dell'Accordo del 29
  settembre 2009, un prolungamento di n. 5 giornate lavorative per  i
  lavoratori addetti all'antincendio appartenenti al contingente  dei
  101/sti.
   A  seguito di una ricognizione delle disponibilità economiche,  le
  parti  (Organizzazioni sindacali e Amministrazione) stabilivano  di
  comune  accordo  che  i lavoratori inseriti nelle  graduatorie  del
  servizio  antincendio venissero avviati, al fine di soddisfare  gli
  obblighi   assunti,  alle  dipendenze  del  dipartimento  regionale
  Azienda Foreste Demaniali.
   Di fatto, da notizie acquisite dagli Uffici, tutte le categorie di
  lavoratori  in  parola  ossia, i c.d. 151/sti,  101/sti  e  78/sti,
  nell'anno 2009, per mancanza di fondi, non hanno effettuato  nessun
  giorno  in  più  rispetto  a quelli previsti  con  l'Accordo  prima
  citato;  nel  2010 invece, mentre i 151/sti non hanno avuto  alcuna
  integrazione  di giornate lavorative, sia i 101/sti  che  i  78/sti
  hanno  svolto rispettivamente, 131 e 101 giornate lavorative,  e  a
  tutte le categorie sono state corrisposte le spettanze dovute.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                       L'Assessore
                                                   dott.     Calogero
                                            Gianmaria Sparma

   ODDO.   -   «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente   e
  all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   con  i  decreti del Dirigente generale dell'Assessorato  regionale
  Territorio e ambiente del 30 giugno 2009 e che vanno dal n. 579  al
  n.  679, sono stati approvati i piani di gestione (p.d.g) delle ZPS
  (zone   di   protezione   speciale)  e  ZSC   (zone   speciali   di
  conservazione) ricadenti nel territorio siciliano, da integrare,  a
  cura  dei  beneficiari,  per  la gestione  nell'ambito  della  rete
  'Natura 2000' ;

   da  un  sommario  esame  dei  decreti di approvazione,  permanendo
  enormi  difficoltà  per  la consultazione dei  piani  di  gestione,
  l'esercizio dell'attività venatoria nelle zone ZPS, libere da altri
  vincoli,  non  sembra essere contemplato tra gli  interventi  umani
  praticabili;

   i  territori  inclusi nelle ZPS non soggetti ad altri vincoli  non
  ricadono  tra  i territori protetti, essendo rimasti sino  ad  oggi
  fruibili venatoriamente;

   il  decreto  del  Ministero  dell'ambiente  del  17  ottobre  2007
  concernente i criteri minimi uniformi per la conservazione relativi
  alle  zone  speciali  ZSC e ZPS ha previsto,  quale  uniche  misure
  limitative  dell'attività venatoria, il divieto di  preapertura  in
  tutte  le  ZPS e l'apertura della caccia dal 1  ottobre  nelle  ZPS
  attraversate da rotte di migrazione o incluse nelle isole minori;

   tali  criteri  sono stati da ultimo ribaditi dalla delibera  della
  Conferenza permanente Stato-regioni che, in data 26 marzo 2008,  ha
  modificato  il  deliberato  del  soppresso  Comitato  per  le  aree
  protette;

   la  chiusura all'attività venatoria in tutte le ZSC e ZPS  produce
  un  aumento del territorio chiuso alla stessa, in particolare nelle
  isole minori, in palese contrasto con l'articolo 14, comma 3, della
  legge  regionale  n.  33 del 1997, che prevede  che  il  territorio
  destinato  a  protezione  non può superare  il  25  per  cento  del
  territorio agro-silvopastorale;

   il  superamento della soglia del 25 per cento di territorio  agro-
  silvopastorale   destinato  a  protezione     comporterebbe    seri
  rischi  di  depauperamento delle restanti zone libere all'esercizio
  della caccia vista l'elevata densità venatoria;

   per sapere:

   se  i piani di gestione delle ZSC e ZPS limitino ulteriormente  la
  superficie    del   territorio   agro-silvopastorale    accessibile
  all'attività  venatoria ed, in tal caso, se tale  ulteriore  limite
  sia   assistito   da  motivazioni  tecnico-scientifiche   reali   e
  plausibili;

   se  non  ritengano indispensabile modificare i piani di  gestione,
  per  rendere  praticabile  l'attività venatoria  nelle  zone  sopra
  citate escluse da altri vincoli, in conformità ai criteri minimi di
  salvaguardia   imposti  dal  decreto  del  Ministero  dell'ambiente
  succitato  e  nel  rispetto  dell'art. 14,  comma  3,  della  legge
  regionale n. 33 del 1997». (925)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  il
  Dipartimento  regionale Ambiente con nota prot. 125 del  27.01.2011
  ha rappresentato quanto segue.
   Non  risultano  ancora definite, allo stato  attuale,  alla  scala
  dell'intero territorio nazionale, le Zone speciali di Conservazione
  (ZSC)  previste  dal  DPR  357/97, adempimento  di  competenza  del
  Ministero dell'Ambiente. Risultano pertanto vigenti ad oggi solo le
  zone   Di  Protezione  Speciale  (ZPS)  ed  i  Siti  di  Importanza
  Comunitaria (SIC), per i cui ambiti questo Assessorato ha  attivato
  l'iter di redazione ed approvazione dei Piani di Gestione (PDG).
   I  siti  della Rete Natura 2000 Siciliana (SIC e ZPS)  sono  stati
  ricompresi in 58 PDG per i quali:
   a)  risultano  approvati in via provvisoria  54  PDG  con  Decreto
  Dirigenziale;
   b) dei primi risultano approvati in via definitiva 22 PDG.
   Per  quanto  attiene  alla  percentuale  del  25%  del  territorio
  regionale sottratta all'attività venatoria, si fa rilevare che tale
  valore è da considerarsi quale soglia minima da adottare, così come
  ribadito da numerose sentenze sia a livello regionale che nazionale
  (CGA  e  Consiglio di Stato) e pertanto la Regione,  per  specifici
  motivi  di salvaguardia, può motivare l'ampliamento della  medesima
  percentuale di territorio protetto.
   Per quanto attiene al Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007  si
  precisa  che lo stesso fissa requisiti minimi  di tutela e  che  le
  Regioni sono onerate di stabilire ulteriori misure di conservazione
  sia  a livello dell'intero territorio regionale e/o di singolo sito
  della  Rete  Natura  2000  in  funzione  delle  specifiche  valenze
  naturalistiche  e  degli  obiettivi di conservazione  di  cui  alle
  direttive comunitarie 92/43 (Habitat) e 79/409 (Uccelli) e s.m.i..
   Si   fa   inoltre   notare  che  l'assessorato  non   ha   emanato
  provvedimenti  che vietano in maniera totale la caccia  nelle  ZPS,
  atteso che sia i PDG che il provvedimento dirigenziale n. 22738 del
  31  marzo 2010 prevedono una limitazione dell'attività venatoria in
  base  a  specifiche  situazioni locali, a  fasce  temporali  e/o  a
  specifiche specie di fauna.
   Si ritiene infine opportune evidenziare che:
   in  ogni  caso  la  Regione non può sottrarsi  al  rispetto  della
  normativa discendente dalle direttive sia statali che comunitarie;
   con   recente  ordinanza  del  TAR  Sicilia  (1117/2010)  è  stato
  annullato il decreto dell'Assessorato Risorse Agricole e Alimentari
  del  04.06.2010  in quanto lo stesso non prevede, tra  l'altro,  il
  divieto di esercizio della caccia in alcuni SIC/ZPS nonché in altre
  aree  sensibili  dal  punto  di vista naturalistico/faunistico  del
  territorio regionale.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

   L'Assessore

   dott. Calogero Gianmaria Sparma

   ARDIZZONE.  -  «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,
  premesso che:

   l'associazione  'CittadinanzAttiva-Tribunale  per  i  diritti  del
  malato'  di  Messina  ha  inviato una  nota  all'Assessore  per  il
  territorio  pro-tempore, in data 22 settembre 2009, per evidenziare
  i  gravi  danni arrecati all'ambiente di Milazzo e della Valle  del
  Mela  (ME),  e  di  conseguenza alla salute dei  cittadini  che  vi
  abitano,  per  l'azione congiunta delle industrie inquinanti  e  di
  amministratori e funzionari disattenti;

   in  particolare,  veniva richiamata l'attenzione sulla  situazione
  autorizzatoria  della  CTE di S.Filippo del Mela-Archi,  già  ENEL,
  oggi  Edipower, che, secondo quanto sostenuto dal responsabile  pro
  tempore  del  servizio  3  di codesto Assessorato,  che  si  occupa
  dell'inquinamento  atmosferico, fino al 1998 la predetta  industria
  non   disponeva  di  nessuna  autorizzazione  a  scaricare   agenti
  inquinanti  in atmosfera e solo in quell'anno venivano  autorizzati
  esclusivamente   i   due   gruppi  da  320   MW.   Con   successiva
  autorizzazione, rilasciata sempre da codesto Assessorato, nel 2001,
  si  consentiva l'attività anche per i quattro gruppi da 160  MW,  a
  condizione  che,  entro lo stesso anno, l'Edipower ambientalizzasse
  almeno    due   gruppi   da   160   MW,   a   pena   di   decadenza
  dell'autorizzazione;

   avverso  tale  autorizzazione la Provincia  regionale  di  Messina
  presentava  ricorso straordinario al Presidente della Regione e che
  tale ricorso è ancora in istruzione presso l'Ufficio legislativo  e
  legale  della  Presidenza  della Regione,  giacché  i  responsabili
  dell'A.R.T.A., benché richiesti, non hanno, a tutt'oggi, fornito  i
  necessari documenti, né sono stati attivati, dal predetto  ufficio,
  i previsti interventi sostitutivi;

   il  direttore  dell'A.R.P.A. (Agenzia regionale per la  protezione
  dell'ambiente),  istituita dalla Regione siciliana  con  l'art.  90
  della  legge  regionale  3 maggio 2001, n.  6,  non  è  riuscito  a
  realizzare quanto previsto dall'accordo sottoscritto dalla suddetta
  Agenzia  con l'A.R.T.A. ed approvato, in data 23 agosto  2002,  con
  decreto del Presidente della Regione siciliana;

   il  responsabile  del Dipartimento regionale della programmazione,
  in  data  13  luglio  2005,  scriveva  al  dirigente  generale  del
  Dipartimento  territorio ed ambiente affermando: 'A  tal  proposito
  preoccupano,  in particolare, le affermazioni di un  rappresentante
  del Dipartimento Territorio circa l'affidabilità complessiva di  un
  soggetto, individuato invece dalla Regione come strategico  per  il
  realizzarsi di attività ritenute fondamentali per la pianificazione
  ambientale in Sicilia ed in tale contesto si chiede al Dipartimento
  Territorio, responsabile del controllo sulle attività dell'ARPA, di
  verificare  se l'utilizzo delle risorse comunitarie assegnate  alla
  stessa  per  la  strutturazione delle  reti  di  monitoraggio  stia
  avvenendo nella maniera più efficace e corretta';

   a  tutt'oggi, non risulta che sia stata fornita alcuna risposta da
  parte del dirigente generale dell'ARTA; anzi, il direttore generale
  dell'ARPA è stato confermato nell'incarico;

   l'inquinamento  dell'ambiente, dovuto alle industrie  che  operano
  nella  zona, ha determinato gravi ripercussioni sulla salute  degli
  abitanti, come hanno dimostrato il Dipartimento di epidemiologia  -
  ASL Roma E ed il Dipartimento osservatorio Epidemiologico - Regione
  siciliana, analizzando i dati della mortalità (anni 1995-  2000)  e
  dei ricoveri ospedalieri (anni 2001-2003);

   per sapere:

   quali  provvedimenti  intenda assumere per garantire  un  ambiente
  salubre   ai  cittadini  che  vivono  nell'area  ad  alto   rischio
  ambientale di Milazzo e della Valle del Mela;

   se  intenda  accertare  le  inadempienze  amministrative  e  quali
  consequenziali provvedimenti sanzionatori adottare». (946)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  il
  Dipartimento  regionale Ambiente con nota prot. 58 del  02.02.2011,
  ha rappresentato quanto segue.
   Il  Servizio  Tutela dell'inquinamento atmosferico  del  succitato
  Dipartimento  ha redatto il Piano regionale di coordinamento  e  di
  tutela    della   qualità   dell'Aria   Ambiente,   strumento    di
  pianificazione  territoriale  approvato  con  Decreto  Assessoriale
  176/GAB del 9 agosto 2007.
   Con  lo  stesso  decreto  è  stato  istituito  il  Tavolo  tecnico
  regionale di coordinamento sulla  qualità dell'aria ambiente, mezzo
  tecnico-amministrativo  di coordinamento  di  tutte  le  iniziative
  finalizzate a dare attuazione alle direttive europee ed alle  norme
  nazionali  per  il  risanamento  e il  mantenimento  della  qualità
  dell'aria ambiente nel territorio regionale.
   Nell'area  del  comprensorio del mela le emissioni industriali  di
  inquinanti   atmosferici   sono  imputabili   principalmente   alla
  Raffineria di Milazzo e alla Centrale Termoelettrica Edipower di S.
  Filippo  del Mela, ma non può ritenersi trascurabile il  contributo
  di  un  numero  considerevole di piccole e medie industrie  ubicate
  nell'area ASI di Pace del Mela.
   Nei  comuni  del Comprensorio del Mela sono in funzione centraline
  di   monitoraggio  che  consentono  di  effettuare  le  misurazioni
  necessarie  alla  valutazione della qualità  dell'aria  ambiente  e
  forniscono  i  necessari elementi di valutazione. Il  numero  delle
  centraline  esistenti è inoltre notevolmente superiore  rispetto  a
  quanto previsto dagli standard UE.

                       COMPRENSORIO DEL MELA
                           Rete di monitoraggio attuale

      Postazion  HCNM   SO   CO   NO   PM1  PM2,   O   BTX   Mete
          i             2         x     0     5    3          o
   1  Milazzo                 X    X    X    X      X
                       X
   2  Milazzo
     Porto             X
   3  Milazzo     X           X    X    X    X      X   X     X
     San Pietro
   4  Raffineri   X
     a M
   5  Raffineri   X
     a M
   6  Giammoro           X         X                    X
     Gabbia
   7  San                X    X    X    X    X      X
     Filippo
   8  Mandravec          X         X
     chia
   9  Pace   del         X    X    X    X    X      X
     Mela
   1  Santa              X
  0  Lucia
   1  Pace   del         X
  1  Mela S.G.
   1  Condrò             X
  2
   1  Valdina            X    X    X    X    X      X
  3
   1  S.    Pier         X    X    X    X    X      X
  4  Niceto

   Alla luce di quanto appena detto si può affermare che:
   ·Nel  Comprensorio  del  Mela  la  qualità  dell'aria  viene  oggi
  costantemente  monitorata, anche per quanto riguarda  il  parametro
  SO2, ed è in progressivo miglioramento.
  ·Le iniziative poste in essere dalla Regione siciliana in materia
  di gestione della qualità dell'aria ambiente sono coordinate dal
  Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
  dell'aria ambiente il quale ha previsto, in linea con la vigente
  normativa di settore, una complessa ed articolata attività che, con
  una serie di aggiornamenti, e tramite i necessari provvedimenti
  attuativi, si dispiega progressivamente al fine di assicurare un
  elevato livello di tutela dell'ambiente e della salute umana, nel
  rispetto dei seguenti obiettivi e principi generali:
   -miglioramento generalizzato dell'ambiente e della  qualità  della
  vita,  evitando il trasferimento dell'inquinamento  tra  i  diversi
  settori ambientali;
  -integrazione delle esigenze ambientali nelle politiche settoriali,
  al fine di assicurare uno sviluppo sociale ed economico
  sostenibile;
  -razionalizzazione della programmazione in materia di gestione
  della qualità dell'aria e in materia di riduzione delle emissioni
  di gas-serra;
  -modifica dei modelli di produzione e di consumo, pubblico e
  privato, che incidono negativamente sulla qualità dell'aria;
  -utilizzo congiunto di misure di carattere prescrittivo, economico
  e di mercato, anche attraverso la promozione di sistemi di
  ecogestione a audit ambientale;
  -previsione di adeguate procedure di autorizzazione, ispezione e
  monitoraggio, al fine di assicurare la migliore applicazione delle
  misure individuate;
  -informazione, partecipazione e coinvolgimento delle parti sociali
  e del pubblico.
   Nell'agosto 2010, l'ARTA ha predisposto inoltre, in 5  volumi  gli
  atti  relativi  agli Adempimenti attuativi del Piano  regionale  di
  coordinamento  per la tutela della qualità dell'aria,  individuando
  tra l'altro, la Zonizzazione del territorio distinta per livelli di
  qualità  e  di  inquinamento  e  predisponendo  anche  le  reti  di
  monitoraggio sia di tipo urbano che industriale.
   L'evoluzione   della   normativa  europea  (Direttiva   2008/50/CE
  relativa  alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più  pulita
  in Europa) e nazionale (Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 155 .
  Attuazione   della  direttiva  2008/50/CE  relativa  alla   qualità
  dell'aria  ambiente  e per un'aria più pulita in  Europa)  ha  però
  fatto  si  che   gli  adempimenti attuativi della  legislazione  di
  settore   in  materia  di  valutazione  e  gestione  della  qualità
  dell'aria  ambiente , già predisposti dagli Uffici e  in  fase   di
  valutazione ed approvazione, debbano essere rivisti in alcune parti
  per modifiche e integrazioni.
   Il Ministero dell'Ambiente ha attivato un percorso di incontri con
  tutte  le Regioni per coordinare e seguire alcuni adempimenti  che,
  in  osservanza  al  citato Decreto Leg.vo 155/2010,  devono  essere
  attuati dalle varie Regioni in tempi prestabiliti.
   Si citano ad esempio la rivisitazione dei Piani di Zonizzazione  e
  delle  reti  di  monitoraggio di qualità  dell'aria  relative  alle
  Zonizzazioni di nuova definizione.
   Oggi,  la  Regione siciliana ha già inviato una prima bozza  della
  nuova  Zonizzazione,  rispettando i tempi  previsti  dalla  vigente
  normativa  e  stabiliti dal MATT e sta elaborando  la  Zonizzazione
  regionale  definitiva che, entro i prossimi giorni, sarà  trasmessa
  al Ministero per l'avallo da parte di quest'ultimo.
   Tale  atto consentirà l'approvazione definitiva finale della nuova
  Zonizzazione.
   Al fine di evitare tempi morti e ritardi, l'Assessorato Territorio
  e Ambiente ha con l'ARPA Sicilia lavorato sulla rivisitazione della
  Rete  di monitoraggio di qualità dell'aria che, una volta approvata
  la  Zonizzazione, sarà immediatamente inviata al Ministero  per  le
  valutazioni   da   parte   di   quest'ultimo,   necessarie    prima
  dell'approvazione finale da parte della Regione.
   Questi  adempimenti metteranno la Sicilia in condizione  di  poter
  tutelare,   monitorando  e  intervenendo   opportunamente   con   i
  consequenziali  Piani di azione, la qualità dell'aria  in  generale
  con  particolare riferimento agli agglomerati urbani di particolare
  estensione  (vedi  Aree metropolitane) e tutte  le  altre  aree  di
  particolare sensibilità.
   Per quanto concerne specificatamente le Aree ad elevato rischio di
  crisi  ambientale, di cui il comprensorio del Mela fa parte,  com'è
  noto  di  è di recentissima costituzione (Dicembre 2010)  il  nuovo
   Ufficio  Speciale - Sportello Unico per il risanamento delle  Aree
  ad elevato rischio di crisi ambientale nel territorio regionale .
   Il  nuovo  Ufficio  si  dovrà  fare carico  anche  dell'azione  di
  coordinamento  di  tutte le attività che a  vario  titolo,  per  la
  tutela  dell'aria  ambiente, devono portare  avanti  Assessorati  e
  Uffici   diversi  dell'Amministrazione  regionale,   nonché   della
  promozione e gestione dei processi di recupero di qualità dell'aria
  nelle zone industriali con particolare criticità.
   Ed   è   proprio   nell'ottica  di  dare  spinte  ulteriori   alla
  realizzazione degli interventi previsti nei programmi e  nei  piani
  di  risanamento ambientale delle zone come l'area del  comprensorio
  del  Mela,  ma  anche  in  tutte  le  altre  zone  interessate   da
  inquinamento  dell'aria, che la Regione si sta  impegnando  con  la
  costituzione  dell'Ufficio  suddetto e  con  l'impiego  di  risorse
  adeguate  ad affrontare il problema in modo radicale ed  integrato,
  cercando  di  recuperare ritardi e rallentamenti  nell'attività  di
  risanamento necessaria.
   D'altronde,  il  Piano  citato  in premessa  che  nella  parte  IV
   Gestione e tutela della qualità dell'aria ambiente  pone  le  basi
  per  l'individuazione di misure di pianificazione  regionale  (atti
  amministrativi, azioni, interventi e provvedimenti di prevenzione e
  tutela  della  qualità dell'aria programmati)  e  già  in  fase  di
  definitiva approvazione.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                              L'Assessore
                            dott. Calogero
                           Gianmaria Sparma

   MARROCCO.  -  «Al Presidente della Regione, premesso  che  l'unità
  operativa   opere   marittime,  portuali   e   civili   in   genere
  dell'Assessorato  Territorio e ambiente della Regione  siciliana  -
  Dipartimento territorio ed ambiente servizio 2 v.a.s. - v.i.a., con
  nota  prot. n. 232 del 5 gennaio 2010, chiedeva alla Direzione  per
  la  salvaguardia  ambientale del Ministero  dell'ambiente  e  della
  tutela del territorio e del mare di voler precisare in ordine  alle
  procedure   di   v.i.a.  (valutazione  di  impatto  ambientale)   e
  v.i.(valutazione  di incidenza) esperite dalla  Commissione  v.i.a.
  sul  progetto 'Lavori di costruzione delle banchine a ponente dello
  Sporgente  Ronciglio'  del porto di Trapani  e  sulle  attività  di
  esercizio  ordinario connesse, compresa l'attività di dragaggio,  o
  di chiarire se queste procedure siano giunte a conclusione;

   considerato che:

   l'ufficio in premessa si riservava di definire l'autorizzazione ai
  sensi  dell'art.  21 della l. n. 179 del 2002 non appena  sarebbero
  stati acquisiti i chiarimenti richiesti in merito alle procedure di
  v.i.a. e v.i. predette;

   già  in  data  27  novembre  2009 l'ex  Assessorato  Territorio  e
  ambiente della Regione siciliana aveva indetto una riunione tecnica
  per  trattare  le problematiche istruttorie inerenti al  riutilizzo
  dei  materiali  in  esubero provenienti dai lavori  a  tergo  delle
  strutture  di  banchinaggio in corso di esecuzione  ed  all'interno
  della vasca di colmata individuata in parte nell'ex salina Brignano
  e  che - nel corso della predetta riunione tecnica - è emerso  che,
  per le opere in argomento, con parere n. 728 del 15 settembre 2005,
  è   stato   espresso,  dalla  Commissione  v.i.a.   del   Ministero
  dell'ambiente,  un  giudizio  circa  la  compatibilità   ambientale
  relativamente alle opere di prolungamento della diga foranea  della
  Colombaia,  la realizzazione di un tratto della diga di sottoflutto
  e  la  realizzazione  della  banchina  a  ponente  dello  sporgente
  Ronciglio;

   con  nota  prot.  DSA  - 2008 - 0019698 del  15  luglio  2008,  il
  Ministero   dell'ambiente   -  DSA  ha  determinato   la   positiva
  conclusione   delle  attività  di  ottemperanza  alle  prescrizioni
  contenute  nel  parere  v.i.a. n. 728/05 e che  da  queste  restano
  escluse  le  attività  di  dragaggio che  devono  seguire  percorsi
  'idonei';

   tenuto   conto  che  il  dragaggio  rientra  tra  gli   interventi
  propedeutici  all'esercizio delle opere per i  quali  dovrà  essere
  attivata una conseguente procedura di v.i.a., così come determinato
  dalla Commissione v.i.a. con parere n. 728/05 e ribadito nella nota
  prot.  n.  DSA  - 2008 -0019698 del 15 luglio 2008 dalla  Direzione
  salvaguardia ambientale;

   per  sapere  se  risulti a tutt'oggi una determinazione  certa  in
  ordine agli interventi di dragaggio, che - come già rilevato - sono
  propedeutici   all'esercizio  delle  opere  di  costruzione   delle
  banchine  del porto di Trapani a ponente dello sporgente Ronciglio,
  considerato  inoltre  che  in  questi giorni  la  vicenda  relativa
  all'autorità portuale di Trapani si è risolta positivamente per  il
  relativo  territorio, tenuto infine conto che il rilancio economico
  e  turistico del porto dipende soprattutto dal completamento  delle
  opere predette». (991)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  riferisce   di   seguito  quanto  rappresentato  dal   Dipartimento
  regionale dell'Ambiente.
   L'Ufficio  4   -  Opere Marittime per la Sicilia, nell'ambito  dei
   Lavori  di  costruzione delle banchine a ponente  dello  Sporgente
  Ronciglio ,  con  nota  prot.  n.  4823/OM-PA  del  05.10.2009,  ha
  richiesto  al  Servizio 1 V.A.S. - V.I.A. la  positiva  conclusione
  della  Valutazione  di Incidenza ai sensi dell'art.  5  del  D.P.R.
  357/97  e  s.m.i., relativa all'opera di che trattasi  compresa  la
  movimentazione  dei  materiali di scavo  e  dei  sedimenti  marini,
  nonché  l'autorizzazione ai sensi dell'art. 109, comma 2 del D.Lgs.
  152/2006  e  l'autorizzazione ai sensi  dell'art.  21  L.  179/2002
  finalizzata al riutilizzo dei materiali in esubero provenienti  dai
  lavori,  a  tergo  delle  strutture di banchinamento  in  corso  di
  esecuzione  ed  all'interno della vasca di colmata  individuata  in
  parte nell'ex Salina Brignano.
   Il Servizio 1 V.A.S. - V.I.A. con nota prot. n. 232 del 05.01.2010
  ha  chiesto  alla  Direzione  per la  Salvaguardia  Ambientale  del
  Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di
  voler precisare in ordine alle procedure di V.I.A. e di Valutazione
  di Incidenza esperite dalla Commissione V.I.A. sul progetto  Lavori
  di  costruzione delle banchine del porto di Trapani a ponente dello
  sporgente  Ronciglio   e  sulle  attività  di  esercizio  ordinario
  connesse,  compresa l'attività di dragaggio, se le  stesse  possano
  intendersi  concluse, riservandosi di definire l'autorizzazione  ai
  sensi  dell'art. 21 della L. 179/2002 non appena verranno acquisiti
  i  chiarimenti richiesti in merito alle procedure di VIA e VI sopra
  argomentate.
   Successivamente  il Ministero per i Beni e le Attività  Culturali,
  nell'ambito della procedura di V.I.A., con provvedimento  prot.  n.
  DG/PBAAC/34.19.04/19351/2010 del 23.06.2010 ha rilasciato il parere
  favorevole con prescrizioni.
   Con  nota  prot. n. DVA-2010-0030456 del 15.12.2010  il  Ministero
  dell'Ambiente  e  della  Tutela  del  Territorio  e  del  Mare   ha
  notificato  al   Servizio1 V.A.S. - V.I.A.  copia  del  Decreto  di
  pronuncia  di compatibilità ambientale n. DVA-DEC-2010-0000963  del
  13.12.2010 relativo al progetto dei  Lavori di completamento  delle
  opere  foranee  - primo stralcio funzionale e di costruzione  delle
  banchine  a  ponente dello sporgente Ronciglio  da  realizzarsi  in
  Comune di Trapani  presentato dall'Autorità Portuale di Trapani.
   Per  quanto  attiene le operazioni di dragaggio in argomento,  nel
  suddetto  Decreto 963 del 13.12.2010 si legge che  PRESO  ATTO  che
  per   le   zone  speciali  di  conservazione  tutelate  a   livello
  comunitario localizzate in un raggio di influenza del progetto,  si
  evidenzia: [ ] le azioni di mitigazione previste dal Proponente per
  la  tutela  degli habitat e che le condizioni imposte nel  presente
  parere  sono tali da compensare l'incidenza sopra indicata  e  sono
  stati  stralciati  dalle attività in corso i dragaggi  dei  fondali
  della  costruendo  banchina Ronciglio e  che  nella  documentazione
  presentata non sono indicate altre attività di dragaggio ,  inoltre
  si  legge  che   per quanto riguarda le attività di  dragaggio  che
  dovessero rendersi necessarie si dovrà procedere, propedeuticamente
  a  qualsiasi azione, alla caratterizzazione dei sedimenti  e  dello
  stato del fondale ai sensi del D.M. 24.01.1996, secondo modalità  e
  metodiche da concordare con l'ISPRA, definendo anche le modalità di
  esecuzione   delle  operazioni  e  di  smaltimento  dei   materiali
  dragati .
   Con  il  sopra  menzionato  Decreto del  13.12.2010  il  Ministero
  dell'Ambiente  ha  rilasciato giudizio  positivo  con  prescrizioni
  circa  la  compatibilità  ambientale del progetto  dei   Lavori  di
  completamento delle opere foranee - primo stralcio funzionale e  di
  costruzione  delle  banchine a ponente dello  sporgente  Ronciglio
  presentato    dall'Autorità   portuale    di    Trapani    riferito
  esclusivamente alle seguenti opere:

   -prolungamento  della  diga  foranea  della   Colombaia   per  una
  lunghezza di 150 m;
  -realizzazione di un tratto della diga di sottoflutto non radicato
  a terra di 300 m di lunghezza;
  -banchina a  ponente dello sporgente Ronciglio.
   Il  Ministero  ha rilasciato giudizio interlocutorio  negativo  in
  merito  alla coerenza dell'esercizio ordinario delle opere portuali
  in progetto in relazione alla viabilità di accesso ed al sistema di
  mobilità nel territorio del Comune di Trapani.
   A  oggi,  per quanto di competenza, il Servizio 1 è in  attesa  di
  acquisire  dal Ministero dell'Ambiente i chiarimenti richiesti  con
  nota prot. n. 232 del 05.01.2010.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                       L'Assessore
                                                   dott.     Calogero
                                            Gianmaria Sparma

   FARAONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel  2008,  è  stato presentato al comune di Palermo il  piano  di
  lottizzazione  dello  ZEN per la realizzazione  di  n.  18  alloggi
  sociali   della  cooperativa  Anemone.  Tale  progetto  è   firmato
  dall'arch. Giuseppe Liga;

   il   progetto,   dopo  essere  stato  istruito  dalla   competente
  commissione   urbanistica,  è  stato  inviato  al  presidente   del
  consiglio comunale per l'inserimento all'ordine del giorno, ai fini
  della  relativa  determinazione da  parte  del  consiglio  comunale
  medesimo;

   considerato che:

   nonostante  avesse iniziato il relativo esame e  in  coerenza  con
  quanto  dallo  stesso  deliberato, il  consiglio  ha  richiesto  ad
  integrazione, quali atti fondamentali e necessari alla sua libera e
  incondizionata  valutazione  ed  espressione,  sia  i   certificati
  antimafia   del   soggetto   richiedente   l'autorizzazione    alla
  lottizzazione,  sia quelli riferibili ai proprietari  dell'area  da
  lottizzare,  nonché  l'adesione al protocollo di  legalità  che  il
  consiglio comunale ha adottato quale regola generale di trasparenza
  e di contrasto contro la mafia;

   ciò  nonostante  nessuna di tali richieste è stata riscontrata  ed
  evasa  da  parte del soggetto richiedente e, malgrado il  consiglio
  comunale  non fosse inadempiente al riguardo, la Regione  siciliana
  nominava invece un commissario ad acta per l'adozione dell'atto  di
  competenza del consiglio comunale;

   il  commissario ad acta, con strano tempismo e, si suppone,  senza
  acquisire i documenti richiesti dal consiglio comunale, assumeva la
  decisione  al  riguardo deliberando in accoglimento  del  piano  di
  lottizzazione;

   visto che:

   da  indagini condotte dalla magistratura, il professionista che ha
  firmato  il progetto risulta oggi sottoposto a misure cautelari  di
  restrizione  della  libertà  personale  perché  ritenuto  il  nuovo
  reggente della famiglia mafiosa di San Lorenzo;

   tale  circostanza,  riferita  alla  lottizzazione,  fa  sorgere  a
  posteriori   più  che  legittimi  dubbi  e  perplessità   sull'iter
  adottato,  con  i poteri sostitutivi, da parte del  commissario  ad
  acta  nominato dall'Assessorato regionale Territorio e ambiente  in
  sostituzione del consiglio comunale di Palermo;

   ritenuto che occorre fugare ogni e qualsiasi dubbio e sgombrare il
  campo  da ipotesi e supposizioni che, se dimostrate vere, sarebbero
  invece   un   grave  episodio  di  turbamento  della  vita,   delle
  istituzioni e di condizionamento mafioso delle assemblee elettive;

   per sapere:

   se  il  commissario ad acta abbia acquisito o meno  i  certificati
  antimafia richiesti dal consiglio comunale di Palermo;

   quale    istruttoria   tecnico-amministrativa    abbia    compiuto
  l'Assessorato  regionale  Territorio  e  ambiente  in  ordine  alla
  delibera  del  consiglio  comunale,  in  quanto  tempo,  con  quali
  passaggi  documentali  e  con quali esiti  propedeutici  al  parere
  finale;

   i  motivi  che abbiano spinto il commissario ad acta e, per  esso,
  l'Assessorato regionale Territorio e ambiente alla bocciatura della
  delibera». (1119)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  il
  Dipartimento regionale Urbanistica con nota prot. 62 del 17.05.2010
  ha rappresentato quanto segue.
   In   data   28/09/2009,  prot.  72248  dell'Assessorato  regionale
  Territorio,  perveniva la richiesta di intervento  sostitutivo  per
  approvazione  piano  di  lottizzazione in  zona  S.  Filippo  Neri,
  adiacente  al  Velodromo  per la realizzazione  di  18  villette  a
  schiera  Soc.  Cooperativa Anemone, a firma  del  Presidente  della
  Coop.va
   In data 17/11/2009, con nota prot. 84946 il Dirigente Generale pro-
  tempore  del Dipartimento regionale Urbanistica, chiedeva  al  Sig.
  Sindaco,  al  Presidente  del  C.C., al  responsabile  del  Settore
  Urbanistica  del  Comune  di notiziari con  urgenza  riguardo  agli
  adempimenti e/o provvedimenti eventualmente adottati in  ordine  al
  Piano di Lottizzazione in argomento.
   A  seguito  del  riscontro  della superiore  richiesta,  pervenuta
  all'Assessorato Territorio in data 03/12/2009 con nota prot. 89260,
  ritenuto  non  esaustivo  dal  Dipartimento  Urbanistica,  per   il
  perdurante  lasso di tempo trascorso dalla trasmissione del  P.d.L.
  in  argomento al C.C. per la sua determinazione, veniva nominato in
  qualità di Commissario ad acta, con D.A. n. 273/gab del 18/12/2009,
  il Geom. Giuseppe Traina.
   In  data  25/03/2010  con nota prot. 11, il  Commissario  ad  acta
  trasmetteva copia della delibera n. 31 del 24/03/2010,  del  Comune
  di Palermo, con la quale approvava la proposta di diniego del Piano
  di  lottizzazione considerato che non risultano trasmessi  tutti  i
  titoli   di  proprietà  di  tutte  le  particelle  costituenti   la
  superficie del P.d.L.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                      L'Assessore
                                            dott.  Calogero Gianmaria
                                          Sparma

   AMMATUNA.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   con  la legge 8 luglio 2003, n. 172, recante 'Disposizioni per  il
  riordino  ed  il rilancio della nautica da diporto  e  del  turismo
  nautico',  al  comma 7 dell'art. 6, si statuisce che  'a  decorrere
  dall'1  luglio 2004, le attribuzioni relative ai beni  del  demanio
  marittimo, già trasferite alle regioni ai sensi del D.P.R. 1 luglio
  1977,  n.  684,  sono esercitate  direttamente dall'Amministrazione
  regionale';

   l'Assemblea  regionale siciliana, al fine di  applicare  la  norma
  nazionale  sopra  citata  e  consentire l'esercizio  diretto  delle
  funzioni  amministrative del demanio marittimo e della salvaguardia
  delle  coste, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005,  n.
  15,  recante 'Disposizioni sul rilascio delle concessioni  di  beni
  demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
  materia   di  demanio  marittimo',  esplicitando  così  la  volontà
  legislativa  di  far  assumere all'Amministrazione  regionale  tale
  esercizio diretto;

   l'art. 6, comma 1 , della citata l.r. n. 15 del 2005, testualmente
  recita: 'Nelle more della predisposizione di una legge organica che
  disciplini  l'esercizio  delle  funzioni  relative  alla   gestione
  diretta del demanio marittimo prevista dall'art. 6, comma 7,  della
  legge  8  luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici periferici
  del demanio marittimo regionale';

   con deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15 dicembre 2005,
  esternata  con  decreto  del Presidente della  Regione  n.  05/Area
  l/S.G.  del  16  gennaio 2006, è stata operata  la  modifica  delle
  strutture  intermedie del Dipartimento 'Territorio e  ambiente',  a
  seguito  di  proposta dell'Assessore regionale per  il  territorio,
  prevedendo  l'istituzione  di otto uffici  periferici  del  demanio
  marittimo con struttura, essendo appunto uffici periferici ed  alla
  pari  delle  altre articolazioni territoriali di altri dipartimenti
  ed in linea con i dettami della l.r. n. 10 del 2000 e dei contratti
  collettivi  regionali  di lavoro, di servizi  e  più  precisamente:
  servizio  9  (ambito di competenza della Capitaneria  di  Porto  di
  Palermo);  servizio 10 (ambito di competenza della  Capitaneria  di
  Porto   di  Milazzo);  servizio  11  (ambito  di  competenza  della
  Capitaneria di Porto di Messina); servizio 12 (ambito di competenza
  della  Capitaneria  di  Porto di Augusta e  Catania);  servizio  13
  (ambito  di  competenza della Capitaneria di Porto  di  Siracusa  e
  Pozzallo);  servizio 14 (ambito di competenza delle Capitanerie  di
  Porto di Gela e Porto Empedocle); servizio 15 (ambito di competenza
  della  Capitaneria  di  Porto di Mazara  del  Vallo);  servizio  16
  (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Trapani);

   considerato che:

   al  momento  gli  uffici  periferici  del  demanio  marittimo  non
  rivestono  le  caratteristiche di struttura di servizi,  alla  pari
  delle altre articolazioni territoriali di altri dipartimenti ed  in
  linea  con  i  dettami della l.r. n. 10 del 2000  e  dei  contratti
  collettivi  regionali  di  lavoro,  in  quanto  molti  degli   iter
  amministrativi  posti  in essere possono arrivare  a  completamento
  soltanto in sede dipartimentale;

   fra  gli  otto uffici periferici del demanio marittimo,  istituiti
  con  deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15 dicembre 2005,
  esternata  con  decreto  del Presidente della  Regione  n.  05/Area
  l/S.G.  del 16 gennaio 2006, non ne è previsto alcuno in  provincia
  di  Ragusa, pur annoverando quest'ultima la Capitaneria di Porto di
  Pozzallo;

   nell'attuale  fase  di crisi economica globale,  che  colpisce  in
  maniera  virulenta anche la Sicilia, non è più possibile  protrarre
  la  fase  di stagnazione amministrativa che porta a lungaggini  nel
  rilascio di concessioni demaniali ai privati, a discapito  di  ogni
  tentativo di ripresa economica;

   per sapere:

   se  intendano  applicare correttamente le normative,  nazionale  e
  regionale,  e  gli  indirizzi di governo  già  espressi  attraverso
  apposite  deliberazioni e decreti riguardo alle  funzioni  relative
  alla gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;

   se  intendano agire nel pieno rispetto e nella totale applicazione
  della  legge  8  luglio  2003, n. 172,  della  legge  regionale  29
  novembre  2005,  n. 15, nonché di tutte le norme  vigenti  e  delle
  deliberazioni  della  Giunta  regionale  afferenti  alla   gestione
  diretta dei beni del demanio marittimo regionale;

   se intendano istituire un ulteriore ufficio periferico del demanio
  marittimo con sede a Pozzallo, a servizio dell'intera provincia  di
  Ragusa, evitando così appesantimenti nell'azione amministrativa con
  nocumento per l'utenza;

   se,  altresì, intendano porre in essere una politica  di  gestione
  del  territorio che preveda un progetto complessivo di salvaguardia
  delle  coste,  di  programmazione e conoscenza reale  dello  stesso
  senza  per  questo  penalizzare l'iniziativa  privata  riguardo  al
  corretto  e sostenibile sfruttamento delle potenzialità turistiche,
  ricreative   e  di  intrattenimento,  considerato   che   così   si
  riuscirebbe  ad  avere una migliore gestione dei fondi  strutturali
  della UE 2007/2013». (1152)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  il
  Dipartimento  regionale Ambiente con nota prot. 138 del  27.01.2011
  ha rappresentato quanto segue.
   Il   Dipartimento,  nello  svolgimento  delle  funzioni  ad   esso
  delegate,  applica  già  correttamente  le  normative  nazionale  e
  regionale relativamente alla gestione diretta dei beni del  Demanio
  Marittimo.  La  norma  regionale (15/2005) consentiva,  nelle  more
  dell'istituzione  degli  Uffici Periferici  del  Demanio  Marittimo
  (U.P.D.M) di avvalersi, in regime di convenzione, delle Capitanerie
  di  Porto dell'Isola. Ciò, è regolarmente avvenuto per gli anni dal
  2005 al 2010.
   In   attuazione   della  L.R.  15/2005,  sono   stati   istituiti,
  nell'ambito della riforma dell'amministrazione regionale, scaturita
  dalla L.R. n. 19/2008 gli U.P.D.M.
   In  tale  contesto sono stati individuati e approvati con delibera
  di  Giunta  di  Governo n. 8 Uffici periferici; è  stato  formulato
  apposito  atto di interpello per il reclutamento del personale  del
  comparto   non  dirigenziale  ed  è  stata  data  pubblicità   alle
  postazioni dirigenziali vacanti.
   Alla   data  odierna  è  in  corso  la  definizione  di  tutti   i
  trasferimenti del personale che ha aderito al'atto di interpello  e
  sono   in  atto  le  procedure  per  la  contrattualizzazione   dei
  dirigenti.
   Nella   individuazione  delle  sedi  da  destinare   agli   Uffici
  Periferici  si  è cercato di uniformare, per quantità  di  pratiche
  trattate in ambito territoriale, tutti gli uffici stessi e pertanto
  si  è  addivenuti alla conclusione, peraltro condivisa dalla giunta
  di  Governo, di  accorpare le competenze territorialmente  omogenee
  di talune Capitanerie di Porto .
   E  così  l'ufficio  Periferico di Catania ha  visto  accorpate  le
  competenze  delle  Capitanerie  di  porto  di  Catania  e  Augusta,
  l'Ufficio  di  Porto Empedocle è stato unito alle competenze  della
  Capitaneria  di Gela, ed anche l'ufficio Periferico di  Siracusa  è
  stato accorpato con le competenze territoriali della Capitaneria di
  porto  di  Pozzallo.  Ciò, anche nell'ottica  di  una  riduzione  e
  razionalizzazione delle spese della Pubblica amministrazione volute
  dal Governo regionale.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                       L'Assessore
                                              dott.          Calogero
                                            Gianmaria Sparma

   RUGGIRELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'Assemblea  regionale siciliana, onde consentire  un  adeguato  e
  diretto   esercizio  delle  funzioni  amministrative  del   demanio
  marittimo, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
  recante  'Disposizioni  sul  rilascio  delle  concessioni  di  beni
  demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
  materia di demanio marittimo';

   l'art.  6,  comma 1, della suddetta l. r. n. 15 del  2005  recita:
  'Nelle  more  della  predisposizione  di  una  legge  organica  che
  disciplini  l'esercizio  delle  funzioni  relative  alla   gestione
  diretta del demanio marittimo prevista dall'art. 6, comma 7,  della
  legge  8  luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici periferici
  del demanio marittimo regionale';

   considerato che:

   nelle  more  dell'istituzione  dei suddetti  uffici,  le  funzioni
  relative   ai  procedimenti  amministrativi  sono  state  demandate
  dall'Assessorato  regionale Territorio e ambiente alle  capitanerie
  di  porto  competenti  per territorio, previa stipula  di  apposita
  convenzione con il comando generale delle capitanerie di Porto, che
  vede  per il solo anno 2010 l'esborso di un corrispettivo  pari  ad
  800.000,00 euro;

   con d.d.g. n. 351 - dipartimento regionale dell'ambiente - del  25
  giugno  2010 è stato approvato il nuovo funzionigramma  del  citato
  dipartimento  relativo al funzionamento delle aree, dei  servizi  e
  delle unità operative che li compongono, nonché gli uffici di staff
  alle dirette dipendenze del dirigente generale;

   in  seno  al  servizio 5 - demanio marittimo - del  funzionigramma
  approvato sono state individuate otto unità operative relative agli
  uffici periferici del demanio marittimo per gli ambiti territoriali
  di  Palermo, Milazzo, Messina, Catania, Siracusa, Porto  Empedocle,
  Mazara del Vallo e Trapani;

   per   il  reperimento  del  personale  da  destinare  agli  uffici
  periferici   del   demanio  marittimo  è  stato  predisposto   atto
  d'interpello  in  data 10.03.2010, prot. n. 37188,  dal  competente
  Assessorato  regionale  delle autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica;

   con  successivi d.d.g. del dipartimento dell'ambiente nn.  697,698
  del  29.09.2010  e  nn.  700,701  del  30.09.2010  sono  già  stati
  individuati per le sedi Porto Empedocle, Catania, Messina e Milazzo
  i rispettivi dirigenti di unità operativa;

   per sapere le motivazioni che ad oggi impediscano l'individuazione
  dei dirigenti delle sedi di uffici periferici del demanio marittimo
  ancora  scoperte,  in considerazione anche dell'imminente  data  di
  scadenza delle convenzioni stipulate con il comando generale  delle
  capitanerie di porto, ricordando che la non ottemperanza  al  tutto
  potrebbe configurare, oltre ad un ingiustificato aggravio di spesa,
  anche  il  protrarsi di una inopportuna quanto singolare situazione
  che vedrebbe ancora disattesa negli anni la volontà del legislatore
  circa le finalità per le quali si è pervenuto all'istituzione degli
  uffici in questione». (1480)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  il
  Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 213 del  27  gennaio
  2011 ha rappresentato quanto segue.
   Le  sedi che, alla data odierna, risultano scoperte sono: Palermo,
  Siracusa e Trapani.
   Per  l'Ufficio Periferico di Siracusa l'incarico è stato  proposto
  all'ingegnere Pagano che, con nota assunta al prot. n. 5394 del  26
  gennaio  2011,  ha  comunicato  di non  esser  più  disponibile  ad
  assumere  tale  incarico.  Si sta pertanto  procedendo  a  proporre
  l'incarico ad altro dirigente.
   Per  quanto  concerne l'ufficio di Palermo,  si  è  in  attesa  di
  risposta da parte di un dirigente individuato.
   Relativamente   all'Ufficio  di  Trapani  non   è   stato   ancora
  individuato alcun dirigente.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                       L'Assessore
                                              dott.          Calogero
                                            Gianmaria Sparma