Presidenza del vicepresidente Oddo
BOSCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Dina e Maira sono in
missione, per ragioni del loro ufficio, dal 16 al 17 febbraio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
Territorio e Ambiente, le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
N. 906 - Pagamento delle spettanze dovute ai lavoratori che
prestano servizio antincendio della Regione.
Firmatari: Di Benedetto Giacomo; Termine Salvatore; Marinello
Vincenzo; Di Guardo Antonino
N. 925 - Misure per rendere praticabile l'attività venatoria nelle
ZPS (zone di protezione speciale) e ZSC (zone speciali di
conservazione) escluse da altri vincoli.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 946 - Misure per risolvere i problemi di inquinamento nella
Valle del Mela (ME).
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 991 - Notizie sui lavori di costruzione delle banchine del
porto di Trapani a ponente dello sporgente Ronciglio.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1119 - Chiarimenti in ordine al piano di lottizzazione del
quartiere ZEN di Palermo.
Firmatario: Faraone Davide
N. 1152 - Notizie sulla corretta applicazione della normativa
relativa alle funzioni riguardanti la gestione diretta dei beni del
demanio marittimo regionale.
Firmatario: Ammatuna Roberto
N. 1480 - Nomina dei dirigenti degli uffici periferici del demanio
marittimo.
Firmatario: Ruggirello Paolo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Norme per l'istituzione e la regolamentazione delle case da gioco
sul territorio siciliano» (n. 682), di iniziativa parlamentare,
presentato dall'onorevole Ferrara, in data 9 febbraio 2011.
«Norme per la definizione delle procedure di cui all'articolo 32
del decreto legge n. 269/2003» (n. 683), di iniziativa
parlamentare, presentato dagli onorevoli Giuffrida, Adamo, Lentini,
Nicotra, Forzese, Parlavecchio e Ardizzone, in data 9 febbraio
2011.
«Interventi in favore della diffusione della lingua dei segni
italiana (LIS) come lingua propria della comunità dei sordi» (n.
684), di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole
Lentini, in data 9 febbraio 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Nuove disposizioni sulle commissioni edilizie comunali. (n. 666)
di iniziativa parlamentare.
inviato in data 9 febbraio 2011
parere III , UE
- Norme in materia di incarichi e nomine pubbliche (n. 681).
di iniziativa parlamentare.
inviato in data 14 febbraio 2011
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Norme sulla incentivazione delle nuove imprese. (n. 663)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
parere III , UE
- Norme per il censimento e la catalogazione dei beni immobili di
proprietà delle pubbliche amministrazioni siciliane. (n. 665)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
parere I
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Istituzione delle denominazioni di origine controllata regionale
Trinacria' per la tutela e la valorizzazione dei prodotti
agroalimentare tradizionali siciliani. (n. 671)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
- Disposizioni in materia di interventi in favore delle aziende
agrumicole danneggiate da attacchi di eccezionale gravità causati
dal virus della Tristezza degli agrumi'. (n. 672)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia di conferimento di incarichi di collaudo e
progettazione. (n. 673)
di iniziativa parlamentare.
inviato in data 9 febbraio 2011
- Norme per il governo del territorio. (n. 674)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
parere I
- Istituzione, gestione e valorizzazione delle aree naturali. (n.
675)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
parere I, UE
- Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, in materia
di qualifiche per la direzione delle riserve. (n. 676)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme in sostegno delle famiglie siciliane e istituzione del
fondo regionale di sostegno alla maternità. (n. 664)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 9 febbraio 2011
parere I.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marinello, con nota prot. n.
1300/SG.LEG.PG. del 14 febbraio 2011, ha chiesto di apporre la
firma al disegno di legge n. 681 Norme in materia di incarichi e
nomine pubbliche .
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Arena, Giuffrida, Bonomo e Scoma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla competente Commissione Affari istituzionali (I)'
Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti. (132/I)
pervenuta in data 14 febbraio 2011
inviata in data 15 febbraio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BOSCO, segretario f.f.:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che
le attuali condizioni finanziarie della Regione hanno causato, di
fatto, la sospensione dei finanziamenti per garantire il servizio
di trasporto gratuito urbano ed extraurbano per gli anziani, così
come stabilito dalle norme regionali;
considerate le legittime preoccupazioni sollevate dai tanti comuni
siciliani, tenuti a tutelare i diritti dei molti anziani che,
quotidianamente, fruiscono dei servizi di trasporto, occorre
intervenire perché non si abbatta la scure delle multe su chi si
trovi, in condizione di evidente fragilità, a viaggiare senza
documento di viaggio valido;
preso atto che la dirigenza generale dell'Azienda siciliana
trasporti (AST), interpellata sulla grave emergenza, ha dichiarato
di non poter garantire la continuità del servizio fino a quando non
sarà approvato il bilancio regionale;
ritenuto che, qualunque possa essere la ragione di ordine
burocratico o finanziario, sia eticamente deprecabile colpire,
anche soltanto temporaneamente, le già esigue finanze dei
pensionati ed in genere degli anziani che vivono nella Regione;
per sapere quali strumenti intenda urgentemente approntare, nelle
more dell'approvazione del bilancio regionale, perché venga
immediatamente ripristinato il servizio di trasporto urbano ed
extraurbano gratuito per gli anziani». (1691)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CALANDUCCI-CATALANO-GENNUSO
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che
in provincia di Siracusa e specificatamente nel comune di Pachino
ed in parti del territorio di Noto, Rosolini ed Ispica si produce
il famoso 'pomodorino di Pachino', prodotto di eccellenza della
produzione agricola siciliana, tale da potersi fregiare del marchio
europeo IGP;
considerato che nel corso di una puntata della trasmissione 'Bontà
loro', condotta da Maurizio Costanzo, da parte dell'opinionista
alimentare Alessandro Di Pietro, conduttore della trasmissione
'Occhio alla spesa', è stato fatto esplicito invito a boicottare
l'uso del pomodorino di Pachino, adducendo la motivazione che la
filiera distributiva sarebbe fortemente condizionata dalla
criminalità organizzata e mafiosa;
preso atto che tale gravissima affermazione, fortemente lesiva
degli interessi degli oltre cinquemila produttori singoli e di
quelli associati nelle 14 cooperative di produzione, deriverebbe da
affermazioni del Procuratore nazionale antimafia, dottore Pietro
Grasso, riferentesi a produzioni siciliane trattate e confezionate
a Fondi (SR);
considerato ancora che il 'ciliegino di Pachino' viene invece
interamente prodotto e lavorato nei magazzini del territorio di
produzione e che quindi le affermazioni del dottore Grasso non
possono riferirsi a tale prodotto;
ritenuto che sia interesse precipuo della Regione siciliana
difendere il buon nome di un prodotto eccellente della produzione
agricola siciliana e gli interessi delle migliaia di produttori;
per sapere se non ritenga di dover mettere in atto tutte le
iniziative necessarie a far rettificare tali gravi affermazioni ai
due conduttori televisivi, a difendere in tutte le sedi necessarie
il buon nome di una delle migliori produzioni agricole siciliane ed
a sostenere in tutte le sedi opportune il lavoro apprezzabile ed i
progetti che il 'consorzio di tutela' sta svolgendo a vasto raggio
in tutto il territorio nazionale ed europeo». (1692)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
a seguito di una operazione della Guardia di finanza è stata
bloccata una truffa relativa a 9 tonnellate di pomodorino tunisino
acquistato al mercato di Vittoria (RG) e spacciato al nord come
siciliano ad opera di un commerciante foggiano;
la Rai nei giorni scorsi ha avviato una vera e propria campagna di
boicottaggio del prodotto in ragione della vicenda sopra riportata,
ritenendo in tal modo di tutelare i consumatori;
gli effetti di questa campagna mediatica sono stati gravemente
penalizzanti sull'andamento del mercato del pomodorino, con un calo
delle vendite che pesa sui produttori e sulla già difficile crisi
dell'agricoltura siciliana;
ritenuto che:
le azioni poste in essere dagli organi giudiziari devono
proseguire per debellare ogni infiltrazione delle organizzazioni
criminali nell'apparato produttivo del mercato ortofrutticolo di
Vittoria;
le inchieste non possono accompagnarsi a una presunta tutela dei
consumatori attraverso forme di boicottaggio ma, al contrario, ad
iniziative costanti a sostegno di una produzione sana e di qualità
che c'è e continua faticosamente ad imporsi sul mercato;
rilevato che il sindaco di Vittoria, come riportato dai
quotidiani, ha deciso di avviare un'azione risarcitoria nei
confronti della Rai per il grave danno subito dai produttori
agricoli vittoriosi;
per sapere quali iniziative urgenti intenda intraprendere al fine
di tutelare l'immagine del prestigioso pomodorino IGP e sostenere i
produttori siciliani». (1693)
DIGIACOMO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
l'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) è destinato alla
chiusura o nella migliore delle ipotesi ad una trasformazione in
p.t.a. (presidio territoriale d'assistenza);
il presidio ospedaliero, secondo il nuovo piano sanitario, è
destinato a perdere l'unità di terapia semintensiva cardiologica
con i 4 posti letto annessi alla unità operativa di medicina e con
soli 3 cardiologi in pianta organica;
ciò si traduce nella soppressione della guardia attiva
cardiologica che verrà sostituita dalla reperibilità nei giorni
festivi e nelle notti, con conseguente ritardo (a volte letale)
nelle diagnosi e nelle terapie cardiologiche;
è consequenziale il fatto che tutte le emergenze cardiologiche non
potranno essere ricoverate a Barcellona né trasferite in altri
presidi ospedalieri con disponibilità di posti letto;
il pronto soccorso attualmente dispone di fatto di sole otto unità
mediche, di cui una parzialmente in servizio per motivi di salute e
per fruizione legge 104', a fronte di una pianta organica che
prevede dodici unità mediche;
considerato che:
l'osservazione breve intensiva (cosiddetta OBI) prevista nel piano
regionale non ha ancora preso avvio con conseguenti ricoveri nei
reparti, ricoveri che potrebbero essere evitati se vi fosse una più
prolungata osservazione;
il servizio di anestesia e rianimazione dispone di una guardia
attiva ma sarebbe opportuno che l'ospedale disponesse di almeno 4
posti letto di terapia intensiva per far fronte ad importanti casi
di urgenza ed emergenza;
la divisione di medicina è carente di una figura apicale ed il
mancato rinnovo dell'incarico al precedente responsabile in
sostituzione del quale vi è ad interim un responsabile della unita
operativa chirurgica dell'ospedale di Milazzo, fa preludere ad una
soppressione o ad una preoccupante limitazione dell'attività
chirurgica a Barcellona;
attraverso una visione ragionieristica che non valuta in fondo le
ragioni di esistenza a pieno regime di un presidio ospedaliero,
quanto piuttosto a farlo morire di consunzione', si pensa di
trasformare da unità operativa complessa di pediatria in quella
semplice e la soppressione del punto cosiddetto polo materno
infantile;
l'Assessore regionale per la salute si era impegnato in un
incontro a Palermo con una delegazione del comitato cittadino per
la difesa dell'ospedale, impegno reiterato a Messina nella sua
recente visita del 9 dicembre a mantenere l'unità semintensiva
cardiologica, ad istituire l'OBI, a mantenere il servizio di
anestesia e rianimazione potenziandolo con la previsione di altri
due posti letto di terapia intensiva per ogni unità operativa ad
istituire una consulenza ortopedica traumatologica diurna e
notturna;
per sapere, alla luce delle considerazioni testé enunciate, quali
interventi urgenti intendano adottare visto che quanto promesso non
è stato mantenuto e se non reputino imprescindibile scongiurare il
depauperarsi di un patrimonio sanitario non indifferente dal
momento che i segnali sono di segno opposto a quanto solennemente
dichiarato e fanno pensare ad un disegno di continuo e progressivo
depotenziamento di questo importante presidio ospedaliero». (1695)
CATALANO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
BOSCO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il piano di rientro prevede l'obbligo per la Regione siciliana di
dotarsi di un centro unificato per le prenotazioni (CUP);
l'Assessorato regionale della salute avrebbe dovuto presentare il
progetto per la realizzazione del CUP regionale entro il mese di
settembre 2007;
considerato che:
il CUP regionale può diventare un elemento positivo per la sanità
siciliana poiché incide sulle liste d'attesa ed elimina eventuali
doppie e triple prenotazioni;
nel febbraio 2008 il Ministero della salute ha già approvato un
centro unico di prenotazioni già perfettamente funzionante presso
l'azienda sanitaria provinciale di Ragusa;
tale iniziativa è stata inspiegabilmente accantonata
dall'Assessorato regionale della salute;
ritenuto che:
dopo oltre due anni l'Assessore regionale per la salute ha
annunciato che entro la fine del 2011 partirà il centro unico per
le prenotazioni per tutta la Regione;
l'azienda sanitaria provinciale di Trapani è stata individuata
dall'Assessorato regionale della salute come azienda pilota nella
realizzazione del CUP regionale;
la strada per arrivare a snellire le liste d'attesa è ancora
lunga;
per sapere:
se siano stati conferiti incarichi a pagamento per la
realizzazione del CUP (centro unificato per
le prenotazioni) a soggetti esterni all'amministrazione regionale;
le ragioni dei notevolissimi ritardi accumulati per la
realizzazione di un provvedimento necessario ai fini del rispetto
delle scadenze previste dal piano di rientro;
quali siano stati i criteri di scelta dell'ASP di Trapani e per
quali motivi non si sia tenuto conto della positiva esperienza
dell'ASP di Ragusa». (1689)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 30 luglio 2010 nella GURS n. 10 - Serie speciale concorsi
- è stato pubblicato il bando del concorso, per titoli e prova
d'idoneità, per la formazione di una graduatoria per l'assunzione
di personale appartenente alle categorie A e B del C.C.N.L. Regioni
e Autonomie locali, indetto dall'IPAB 'Centro di Accoglienza S.
Lucia' di Enna;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19 comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura sono
state stabilite le procedure della suddetta selezione, atteso che
la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso
per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 10 - Serie
speciale concorsi - del 30 luglio 2010, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1690)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
i lavori infrastrutturali per il completamento del nuovo ospedale
di Lentini (SR) sono stati completati da tempo;
i lavori per l'attivazione delle cinque sale operatorie saranno
definiti entro la prima decade di aprile;
considerato che la cittadinanza di Lentini e di tutti i comuni del
circondario aspetta, dopo innumerevoli rinvii dovuti all'insorgere
delle più svariate problematiche, da oltre 15 anni l'apertura del
nuovo ospedale;
ritenuto che la procedura per la nuova apertura e l'attivazione
dell'ospedale prevede ancora numerosi protocolli da espletare da
parte dei diversi organi competenti a diversi livelli;
per sapere come si voglia procedere affinché si possa andare
avanti il più velocemente possibile per la definizione delle
operazioni di collaudo tecnico-amministrativo delle suddette opere
infrastrutturali, delle operazioni di collaudo tecnico-
amministrativo dei lavori relativi alla sale operatorie ed alle
operazioni di completamento per le forniture relative alle
attrezzature e agli arredi». (1694)
GENNUSO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 9 febbraio 2011, è stata
presentata la mozione numero 239 «Revoca di ogni atto regionale
relativo alla concessione degli specchi d'acqua interessati dal
progetto preliminare prodotto dalla società 'Condotte d'acqua
s.p.a.'», dagli onorevoli Ardizzone, Forzese, Adamo, Lentini,
Parlavecchio, Ragusa, Giuffrida e Nicotra. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
è stata costituita una società mista tra il Comune di Lipari (ME)
e la società 'Condotte d'acqua s.p.a.' a seguito di una procedura
di gara ad evidenza pubblica, avente ad oggetto la costruzione del
porto di Lipari e la sua gestione per un periodo di 50 anni;
la gara ha avuto quale presupposto uno studio di fattibilità,
comprensivo di un progetto preliminare, prodotto dalla citata
società Condotte d'acqua, come si evince dalla delibera di avvio
della procedura proposta dall' Amministrazione di Lipari;
la 'Lipari Porto s.p.a' ha presentato un progetto per la
rifunzionalizzazione del sistema portuale con finalità commerciale,
crocieristica e diportistica di Marina Corta, Sottomonastero,
Marina Lunga e Pignataro, nella rada dell'isola di Lipari,
chiedendo alla Regione siciliana, e, per essa, all'Assessorato
Territorio ed ambiente, l'assenso preventivo ai sensi dell'art. 1,
comma 2, della legge regionale 17 marzo 2009, n. 3;
l'Assessorato regionale Territorio ed ambiente, con nota prot.
59731 del 23 settembre 2010, ha comunicato al Comune di Lipari
'l'assenso preventivo' al rilascio della concessione delle aree e
degli specchi acquei interessati dal progetto preliminare,
limitandola ai porti turistici di Marina Corta e Marina Lunga,
Bagnamare - Pignataro, specificando che 'poiché la legge regionale
n. 3\2009, non è applicabile ai porti con classificazione e/o
destinazione commerciale, con specifico riferimento agli interventi
nel Porto di Sottomonastero, ai quali non si estende il presente
assenso, e tuttavia sono evidenti le esigenze di unitarietà della
progettazione portuale sopra richiamata, l'intero progetto può
essere oggetto di Accordo di programma ex art. 34 D.Lgs 267/2000';
però, l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della
Regione siciliana, investito della problematica sia dall'Assessore
per le infrastrutture e la mobilità, sia dal dirigente generale
della programmazione, con nota del 26 novembre 2010, ha
puntualizzato che 'non si riteneva al momento dell'attivazione del
percorso istruttorio, né si ritiene ancora, che a progetto
invariato (senza distinzione fra interventi concernenti il porto
turistico e quello commerciale) e in assenza di preventiva
disponibilità in capo al comune di Lipari delle aree demaniali
interessate, sia legittimo lo strumento dell'accordo di programma
proposto';
nella nota prot. n. 21046 del 9 novembre 2010 del direttore
generale della Programmazione era stato evidenziato come 'tale
Accordo di Programma avrebbe effetti di accordo sostitutivo del
provvedimento amministrativo concessorio di cui all'art. 10 della
l.r. 23 dicembre 2000, n. 32 e della l.r. n. 3 del 2009, per il
rilascio della concessione per la realizzazione e gestione delle
infrastrutture portuali per la diportistica e la realizzazione di
infrastrutture per il porto commerciale e peschereccio a favore del
comune di Lipari da trasferirsi alla società mista a prevalente
capitale privato già individuata dal comune medesimo con procedura
ad evidenza pubblica sulla base di un progetto preliminare e di un
piano economico finanziario relativo all'intero intervento
proposto';
nella stessa nota prot. n. 21046 si è evidenziato come dalle
riunioni convocate dal dipartimento della programmazione fosse già
emerso che l'assenso del Dipartimento ambiente poteva essere reso
solo per il porto turistico (e al momento solo per il porto di
Pignataro) e che l'introduzione del protocollo di intesa - su cui
l'Assessore per le infrastrutture e la mobilità chiede specifici
chiarimenti sulla sua applicabilità per l'intervento in parola,
alla luce della normativa in materia - è stata suggerita
esclusivamente dal dirigente generale del Dipartimento ambiente con
la nota prot. n. 64526 del 15 ottobre 2010, di cui tale
Dipartimento non era a conoscenza prima che fosse richiamata nella
nota assessoriale. Pertanto, la scelta di procedere ad un
protocollo d'intesa è stata intrapresa direttamente dal dirigente
generale dell'Ambiente senza alcun riferimento agli esiti della
riunione del 21 aprile 2010;
ritenuto, però, che la gara ha avuto quale presupposto uno studio
di fattibilità, comprensivo di un progetto preliminare prodotto
dalla Condotte d'acque s.p.a, in violazione dell'art. 90, comma 8,
del d.lgs. n. 163 del 2006, a mente del quale 'gli affidatari di
incarichi di progettazione non possono partecipare agli appalti o
alle concessioni di lavori pubblici, nonché agli eventuali
subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta
attività di progettazione; ai medesimi appalti, concessioni di
lavori pubblici, subappalti e cottimi non può partecipare un
soggetto controllato, controllante o collegato all'affidatario di
incarichi di progettazione';
secondo la giurisprudenza amministrativa 'l'art. 90, comma 8, del
d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici) che -
analogamente a quanto stabilito in precedenza dall'art. 17 comma 9,
della legge 11 febbraio 1994, n. 109 - prevede l'esclusione dagli
appalti o dalle concessioni o di lavori pubblici, nonché degli
eventuali subappalti o cottimi, degli affidatari di incarichi di
progettazione i quali abbiano svolto la suddetta attività di
progettazione, costituisce espressione di un principio generale
applicabile a tutti i tipi di appalto: Alla stregua di tale
disposizione, indipendentemente dalla previsione espressa del
previgente art. 17 cit., si deve valutare se lo svolgimento del
precedente incarico possa creare tra i partecipanti ad una gara una
posizione di vantaggio, incompatibile con i principi, anche
comunitari, di concorrenza e disparità di trattamento (ex multis:
Tar Lazio, Roma, Sez. III, 5 novembre 2010 n. 33192)';
ritenuto, ancora, che:
l'appalto in questione, del valore di 130 milioni di euro, è
qualificato come appalto misto di lavori e servizi, e che i lavori
vengono stimati in un importo pari a euro 45.000.000,00, dunque con
prevalenza dei servizi e applicazione della relativa disciplina,
meno stringente di quella relativa agli appalti pubblici;
la Regione siciliana, già con la nota prot. 59731 del 23 settembre
2010, con la quale ha dato l'assenso preventivo limitatamente a
porti, porti turistici, ha rilevato l'inapplicabilità dell'art. 1
della citata l.r. n. 3 del 2009 agli interventi finalizzati alla
realizzazione di porti commerciali come quello di Sottomonastero;
l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha espresso
perplessità sull'intera legge regionale n. 3 del 2009, auspicando
una modifica legislativa in materia di concessioni di beni del
demanio marittimo in Sicilia per la realizzazione di strutture
dedicate alla nautica da diporto, in modo che venga meno l'accesso
privilegiato degli enti pubblici territoriali a tali concessioni,
impegna il Governo della Regione
a revocare ogni atto presupposto e consequenziale della Regione
relativo alla concessione degli specchi d'acqua interessati dal
progetto preliminare prodotto dalla società 'Condotte d'acqua
s.p.a.'
ARDIZZONE-FORZESE-ADAMO-LENTINI - PARLAVECCHIO-
RAGUSA-GIUFFRIDA-NICOTRA
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di mantenimento di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Presidenza, con delibera
n. 27 del 9 febbraio 2011, ha stabilito all'unanimità di
autorizzare, ai sensi dell'art. 23, comma 3, del Regolamento
interno, il mantenimento del Gruppo parlamentare Futuro e Libertà
per l'Italia - Sicilia'.
L'Assemblea ne prende atto.
A tale delibera farà seguito il relativo decreto del Presidente
dell'Assemblea.
Comunicazione relativa alla interrogazione numero 1686
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 9 febbraio 2011 (pervenuta
l'11 febbraio successivo e protocollata al n. 1321/AULAPG del 14
febbraio 2011) l'onorevole Cimino, d'intesa con l'onorevole
Bufardeci, ha precisato di essere il primo firmatario
dell'interrogazione, a risposta scritta, n. 1686 Notizie sulle
presunte gravi irregolarità verificatesi nell'azienda sanitaria
provinciale di Agrigento', in luogo dell'onorevole Bufardeci, la
cui unica sottoscrizione in calce all'atto ispettivo depositato è
stata conseguentemente annunziata nella seduta n. 223 del 9
febbraio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì che, con nota del 15 febbraio 2011, l'onorevole
Cimino ha chiesto di revocare l'interrogazione n. 1686.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 237 Difesa dell'immagine
del prodotto 'Pomodorino di Pachino' (SR) , dagli onorevoli
Gennuso, Calanducci, Colianni e Leanza Nicola.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Onorevoli colleghi, essendo in corso una riunione del Gruppo del
PD, sospendo la seduta al fine di un raccordo sul prosieguo dei
lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 17.53)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire per segnalare un problema grave, per cercare in
quest'Aula una soluzione, che riguarda l'ente Porto di Messina.
Come è ormai noto, signor Presidente, una sentenza del Consiglio
di giustizia amministrativa ha chiuso una partita sotto il profilo
giurisdizionale, ma ha lasciato profondamente aperta una partita
sul piano politico.
Qualche giorno fa i sindacati da me convocati, CGIL, CISL e UIL,
le forze sociali, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria,
hanno sottoscritto un documento, con il quale si chiede a viva voce
di fare chiarezza su questa annosa questione che vede coinvolta la
Regione siciliana, e segnatamente la presenza della Regione
siciliana, che in quest'Aula nel mese di novembre, attraverso il
proprio Presidente, quando era stato presentato un ordine del
giorno (rectius mozione), primo firmatario l'onorevole Beninati,
con il quale si chiedeva di fare chiarezza circa lo scioglimento
dell'Ente porto.
In quella occasione vi fu un impegno solenne da parte del
Governatore che chiese all'Aula un rinvio di sette giorni per dare
ai propri uffici la possibilità di individuare un percorso che
consentisse poi al Governo regionale di procedere in quella
direzione.
I fatti poi hanno smentito la Presidenza della Regione, signor
Presidente; ma vi è di più
Qualche giorno fa in V Commissione, incidentalmente, l'Assessorato
del territorio e quello dei Beni culturali, messi a confronto,
hanno stabilito qualcosa che ci turba non poco, che ci preoccupa
non poco, e cioè che quell'area che resta in vita perché destinata
a punto franco, cioè l'ente Porto, è oggetto di un vincolo da parte
della Regione siciliana, Assessorato dei Beni culturali, che di
fatto modifica qualunque progetto di tipo industriale.
Noi non vogliamo fare certamente dietrologia.
Abbiamo assistito in questi giorni ad una campagna mediatica molto
pesante. Il più importante quotidiano di Messina, La Gazzetta del
Sud', ha posto dieci domande al Presidente della Regione per capire
come mai si registrano così violenti dietrofront, per capire come
mai si parla di affari anche milionari, si parla di bunkeraggio,
per capire qual è la vera strategia che il Governo regionale vuole
portare avanti. Se è vero che il CGA, in qualche maniera, ha dato
ragione all'ente Porto, è altrettanto vero che vincendo l'ente
Porto ha perso la città perché vi è una querelle che non può essere
più ricondotta a momenti di conflitto giurisdizionale e che serve,
oggi, che la politica faccia propri.
E allora, il documento che voglio consegnarle, signor Presidente,
sottoscritto, come le ho anticipato, non solo dal sindaco della
Città ma pure dalle forze sindacali e sociali, così recita: Dopo
la sentenza emessa dal CGA appare chiaro che deve essere la
politica, e più specificatamente il Governo regionale, a rendere
possibile la realizzazione del progetto rappresentato dal Piano
regolatore generale del porto e, quindi, il programma-quadro di
riqualificazione e sviluppo già approvato ed adottato dal comitato
portuale in tutte le sue componenti istituzionali e sociali.
La mancata decisione da parte del Governo della Regione crea grave
ed irreparabile nocumento all'intero territorio comunale, bloccando
di fatto ogni possibile programmazione di riqualificazione e
sviluppo di un'area strategica per il rilancio economico e
territoriale, costringendo di fatto le aziende che insistono
nell'area a sospendere qualsiasi ordinaria attività o nuovo
investimento .
Noi invitiamo il Governatore regionale a porre fine a questa
inutile querelle che vede come unica sconfitta la città di Messina,
ponendo immediatamente in essere ogni atto consequenziale per lo
scioglimento dell'ente Porto di Messina senza ulteriori indugi.
Questo io penso che sia necessario.
Chiedo, per tornare all'inizio del mio intervento, che
quell'ordine del giorno, poi trasformato in mozione, venga
prontamente messo all'ordine del giorno perché l'Aula si pronunci e
perché finalmente la città di Messina sappia cosa vuole fare la
politica, cosa vuole fare il Governo regionale, di un lembo così
importante del proprio territorio.
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Turismo, sport e spettacolo'
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Turismo, sport e spettacolo'.
Si passa all'interrogazione numero 1157 «Chiarimenti circa
l'utilizzo delle risorse finanziarie destinate all'impiantistica
sportiva ed iniziative per promuovere una politica regionale in
favore dello sport», a firma degli onorevoli Torregrossa, Bosco e
Corona. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che il comitato regionale Sicilia
della F.I.G.C., in relazione alle iniziative di politica
finanziaria che stanno caratterizzando l'azione legislativa della
Regione siciliana, ha espresso viva preoccupazione per le
ripercussioni che queste certamente avranno nei confronti dello
sport siciliano in considerazione del fatto che i tagli del
bilancio regionale relativamente ai settore dello sport
determineranno, in ogni caso, l'aggravarsi della deficitaria
situazione finanziaria delle società sportive che, alle ataviche
difficoltà che la congiuntura economica riverbera sulle stesse,
sono costrette ad aggiungere quelle determinate dall'assenza di una
politica regionale in favore dello sport;
considerato che la condizione assolutamente fatiscente delle
strutture sportive che, nel caso del calcio in particolare,
costringe il comitato regionale Sicilia della F.I.G.C. ad
organizzare un'attività, che ha 'numeri' di assoluto rilievo, in
una condizione di arretratezza che non consente alcuna
competitività;
verificato che in atto l'intervento contributivo della Regione è
teso a favorire l'accesso ai mutui con il credito sportivo
esclusivamente alle amministrazioni pubbliche proprietarie degli
impianti, con la conseguente esclusione delle associazioni sportive
dilettantistiche;
ritenuto che, in molti casi, le difficoltà finanziarie dei comuni,
privi di capacità di indebitamento, impediscono addirittura
l'accesso ai finanziamenti;
per sapere, alla luce della disastrosa situazione
dell'impiantistica siciliana:
dove siano finiti i 220.000.000,00 di euro dei fondi europei che
l'Assessore per il turismo pro tempore aveva deciso di destinare
all'impiantistica sportiva sotto forma di contributo a fondo
perduto;
quali iniziative, di concerto con la F.I.G.C. ed il C.O.N.I.,
intendano intraprendere per ripristinare una condizione che, sul
piano della programmazione politica e dell'individuazione delle
risorse finanziarie, restituisca dignità al mondo dello sport,
riconoscendone il grande impegno sul piano sociale e della
promozione dei valori etico-sociali di riferimento che, per quanto
ci riguarda, rimangono assolutamente irrinunciabili.» (1157)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, la risposta alla interrogazione dell'onorevole
Torregrossa, la numero 1157, è una risposta che riguarda una
tematica inerente i chiarimenti circa l'utilizzo delle risorse
finanziarie destinate all'impiantistica sportiva ed iniziative per
promuovere una politica regionale in favore dello sport.
E' una interrogazione che risale al 20 marzo 2010. L'onorevole ha
richiesto chiarimenti circa l'utilizzo di queste risorse
finanziarie.
In merito l'assessore pro tempore aveva relazionato già con la
nota n. 2671 dell'8 luglio 2010, che era stata trasmessa alla
Segreteria generale dell'Assemblea regionale siciliana.
Sono intervenuti, però, dei fatti nuovi su cui vorrei relazionare.
Allo stato attuale, infatti, in data 10 febbraio 2011, è stato
emesso il decreto assessoriale n. 5 con il quale è stato approvato
il Piano regionale per l'impiantistica sportiva, predisposto dal
CONI ed approvato in data 10 luglio 2007, poi successivamente
rimodulato e trasmesso agli uffici del nostro Assessorato in data
16 giugno 2010.
Il citato Piano, giusta delibera di Giunta n. 208 del 23 giugno
2010, che adotta il documento Requisiti di ammissibilità e criteri
di selezione costituisce requisito essenziale per l'emissione del
bando relativo alla linea 3.3.2.1.
Il Piano consta di un elenco di impianti regionali esistenti per
la cui realizzazione è stata programmata la complessiva somma di
euro 450.720.556,59 e un elenco di nuovi impianti, secondo la
programmazione del CONI, per la cui realizzazione è stata
programmata la complessiva somma di euro 375.077.270,00.
Con nota n. 830 del 31 dicembre 2010 sono state successivamente
emanate specifiche direttive al Dirigente generale del Dipartimento
turismo per la linea di intervento 3.3.2.1 del PO FESR.
In particolare si è disposto che in questa prima fase, in attesa
della avviata rimodulazione delle altre risorse del PO FESR,
l'attuale dotazione finanziaria, che è di euro 51.887.925,31, sia
ripartita nel seguente modo: euro 36.321.548,00 (pari al 70 per
cento delle risorse disponibili) per interventi di
riqualificazione, adeguamento, completamento, recupero
ristrutturazione e riattivazione di impianti sportivi già
esistenti; euro 15.556.318,00, il 30 per cento del totale delle
risorse disponibili per la realizzazione, invece, di nuovi
impianti sportivi.
La procedura di attivazione delle somme potrà avvenire: per gli
impianti esistenti, mediante bando pubblico predisposto dal
Dirigente generale; per i nuovi impianti con procedure a
titolarità, beneficiario la Regione siciliana, tenendo conto delle
risultanze e delle priorità individuate dal CONI, già individuate
dal CONI nel documento Piano per l'impiantistica sportiva
approvato con il citato decreto.
L'attivazione del bando su regimi di aiuto destinati ai soggetti
privati potrà avvenire a seguito della rimodulazione del PO FESR e
del conseguenziale impinguamento, ovviamente, della dotazione
finanziaria della linea di intervento, che abbiamo detto poc'anzi,
cioè la 3.3.2.1..
Considerata l'esiguità delle risorse e la necessità di
intervenire, quindi, in maniera diffusa sul territorio, si è
ritenuto utile suggerire quale contributo massimo concedibile per
ogni intervento proposto la somma di 1.500.000,00 euro, quindi
questa è la somma massima per la riqualificazione degli impianti
esistenti che è disponibile al cento per cento per ogni singolo
comune che faccia richiesta.
Per ciò che concerne i criteri di selezione si è proposto al
Direttore generale del Dipartimento Turismo di attribuire priorità
alta ai progetti relativi ad impianti dotati di una credibile ed
efficiente gestione, e in particolare a quelli la cui gestione
avviene in convenzione con il CONI o con le Federazioni e gli Enti
da esso riconosciute.
I bandi, dopo l'approvazione di questo Piano per l'impiantistica
sportiva, sono in dirittura di arrivo e dopo l'attivazione dei
tavoli tecnici con i Dipartimenti coinvolti nell'Asse 3, che sono -
come è noto - Programmazione, Beni culturali, Territorio e
ambiente, e successivamente con il Partenariato, per quanto
riguarda quest'ultimo vorrei chiarire che sono i tavoli
obbligatoriamente richiesti per legge dalla Corte dei conti,
saranno appunto pubblicati.
Appare tuttavia chiaro che il Piano approvato dal CONI, pur
rappresentando l'attuale stato dell'impiantistica sportiva
siciliana e valutando la possibilità di integrare l'impiantistica
esistente con nuove realizzazioni, tenendo conto dell'esigenze
dello sport e dell'adeguata distribuzione nel territorio non ha
trovato ancora, di contro, una adeguata e sufficiente dotazione
finanziaria a sostegno delle aspettative del mondo sportivo.
Pertanto, al fine di verificare la possibilità di nuovi canali
finanziari che, in uno alla rimodulazione del PO FESR, possano
impinguare l'attuale dotazione finanziaria, io ho programmato
insieme all'Assessore per l'Economia, professore Gaetano Armao, un
incontro con il Direttore generale del Credito sportivo che si
svolgerà martedì prossimo, 22 febbraio 2011.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'interrogante, onorevole
Torregrossa, per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
fornita.
TORREGROSSA. Assessore, io devo dire che mi ritengo soddisfatto
della sua risposta. Onestamente, la risposta che avevo avuto e a
cui lei ha fatto riferimento all'inizio del suo intervento, era una
risposta scritta molto, molto lacunosa; però, siccome è passato un
anno, evidentemente l'assessorato ha lavorato bene.
Nel dichiararmi soddisfatto, però, mi permetto di invitarla,
appena il Dirigente andrà a firmare i bandi, ad una attenta
pubblicità nei confronti degli enti locali in maniera tale che
effettivamente i soldi, come lei stesso ha detto, che sono carenti,
possano essere ben spesi proprio in maniera polverizzata su tutto
il territorio siciliano. Infatti, non dobbiamo dimenticarci che lo
sport è il veicolo che aiuta i nostri giovani a stare lontano dalle
tentazioni.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1289 «Richiesta di
atti informativi urgenti in materia di erogazioni di contributi
destinati ad attività di carattere sportivo e turistico», a firma
dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
l'Assessorato del turismo, dello sport e dello spettacolo eroga
ogni anno una consistente cifra economica per il sovvenzionamento e
il sostegno di attività di carattere turistico-sportivo e per le
manifestazioni di spettacolo di vario genere;
atteso che la nuova legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 ha
riorganizzato le funzioni e le strutture amministrative dei
dipartimenti regionali;
considerato che i contributi e i sovvenzionamenti di cui sopra
vengono erogati sia quali manifestazioni direttamente promosse
dall'Assessore che sotto forma di patrocini onerosi;
preso atto che diversi comuni e/o enti, che hanno presentato
istanze tese a promuovere o a sostenere iniziative afferenti alla
materia di codesto Assessorato nel territorio siciliano, si sono
visti negare il riconoscimento di quanto richiesto;
per sapere:
le modalità di applicazione e le normative che regolamentano la
concessione dei detti contributi;
i criteri di valutazione usati per la concessione dei suddetti
interventi finanziari;
se sia possibile avere copia di tutti gli atti e provvedimenti
stanziati dall'1 gennaio 2010 ad oggi;
l'elenco dettagliato degli enti o soggetti beneficiari di tali
contributi;
se sia possibile avere copia, a tal fine, in base alla legge
nazionale 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche e
integrazioni, e alla successiva legge regionale 16 aprile 1993, n.
4, art. 45, degli atti richiesti entro 30 giorni dalla data della
presente interrogazione.» (1289)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
TRANCHIDA, assessore per il turismo lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, l'interrogazione dell'onorevole Falcone, la
numero 1289, riguarda una richiesta di atti informativi urgenti in
materia di contributi destinati ad attività di carattere sportivo e
turistico. Si tratta di una interrogazione che risale al 21 luglio
del 2010.
Più specificamente, entrerei nel merito della lunga e articolata
richiesta informativa dell'interrogazione dell'onorevole Falcone,
che ha chiesto di conoscere innanzitutto le modalità di
applicazione e le normative che regolamentano le concessione di
detti contributi.
Voglio subito precisare che la normativa di riferimento è la
circolare assessoriale n. 4 del 9 agosto 2007, concernente
Procedure e modalità di presentazione delle istanze per il
sostegno alle spese di realizzazione di manifestazioni turistiche
promosse ai sensi del secondo comma dell'articolo 39 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni .
Ai sensi della citata normativa, l'intervento contributivo è volto
a: promuovere e realizzare direttamente, anche mediante convenzioni
con enti pubblici e soggetti ed organismi privati di comprovata
esperienza e capacità tecnica e finanziaria, manifestazioni ed
eventi; intervenire finanziariamente a sostegno delle spese di
realizzazione delle manifestazioni promosse ed organizzate da
soggetti terzi entro il limite massimo del cinquanta per cento
delle spese complessive riconosciute ammissibili.
E', altresì, previsto dalla circolare l'acquisto di spettacoli
musicali e teatrali a supporto delle iniziative e manifestazioni
promosse dai singoli enti locali ed ancora un bonus sotto forma di
patrocinio a titolo oneroso a sostegno di iniziative varie,
compresi convegni e congressi
I criteri di selezione delle istanze presentate per la
realizzazione della gamma di manifestazioni presi in considerazione
dalla normativa seguono procedure e modalità di presentazione delle
istanze diverse tra loro, ma tutte distintamente specificate nella
circolare stessa.
Vorrei precisare, a questo proposito, che la gestione delle varie
tipologie di contribuzione previste è incardinata alle funzioni
istituzionali assegnate a strutture diverse del Dipartimento, quali
i servizi competenti per materia e gli uffici di collaborazione
dell'Assessore esclusivamente per quel che attiene il bonus
elargito sotto forma di patrocinio oneroso , la cui istanza viene
presentata direttamente all'Assessore, tramite i propri Uffici, che
ne cura l'accoglimento e l'ammissibilità nei limiti consentiti
dalle disponibilità finanziarie sul pertinente capitolo di
bilancio, dandone comunicazione all'interessato.
Con successivo atto, l'elenco di tutte le istanze ritenute
meritevoli di accoglimento vengono trasmesse al competente Servizio
del Dipartimento per la cura delle procedure relative alla
liquidazione del contributo.
L'altro elemento dell'interrogazione riguardava, invece, i criteri
di valutazione usati per la concessione dei suddetti interventi
finanziari.
Come prima specificato, la circolare n. 4 del 9 agosto 2007
dettaglia le procedure relative all'ammissibilità, quelle relative
alla valutazione, quelle relative alla concessione dei contributi
ai quali i pertinenti uffici si sono finora attenuti.
In ordine ai punti 3), 4) e 5) dell'interrogazione, tutti volti
alla richiesta di accesso agli atti, non può che rappresentarsi la
piena disponibilità dell'Amministrazione a consentire l'esercizio
di tale diritto, talché con nota assessoriale è stato già chiesto
al Dipartimento di predisporre copia della documentazione in
argomento.
Per opportuna conoscenza dell'onorevole interrogante, si informa
tuttavia che lo stato di previsione della spesa per l'anno 2011 ha
abrogato il capitolo di spesa sulla cui pertinenza insistevano i
finanziamenti di che trattasi.
Ciò nonostante, nella considerazione che detti finanziamenti hanno
contribuito a supportare innumerevoli richieste di sostegno alle
manifestazioni di intrattenimento tipiche del nostro territorio
regionale, pervenute sia da parte di enti locali che da soggetti
privati, richieste peraltro alle quali non si è potuto pienamente
far fronte per esaurimento dei fondi disponibili.
E' mio personale auspicio che, con l'approvazione della
finanziaria e del bilancio regionale per l'anno 2011, possa essere
ripristinato il pertinente capitolo di spesa, programmando per di
più uno stanziamento che consenta di sopperire appieno alle
esigenze del territorio di carattere culturale, di carattere
sociale o contemplando, quanto meno, l'assegnazione di una
dotazione finanziaria almeno equivalente alla passata imputazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'interrogante, onorevole
Falcone, per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
FALCONE. Signor Presidente, condivido quello che ha riferito
l'assessore, chiaramente nella parte descrittiva delle modalità dei
contributi. Mi astengo da ogni tipo di altra opinione, perché
l'assessore non può rispondere per quello che era nelle competenze
di suoi predecessori.
Colgo di buon grado l'auspicio dell'assessore Tranchida di poter
rimpinguare il Fondo per poter dare anche pieno soddisfacimento
alle esigenze del territorio in campo turistico, ma anche culturale
e dello spettacolo.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1409 «Opportune
modifiche al piano settoriale per i comuni a vocazione turistica»,
a firma degli onorevoli Vinciullo, Falcone, Pogliese.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
la Sicilia, per le sue bellezze e il suo paesaggio è un'Isola ad
alta vocazione turistica, visitata ogni anno da numerosissimi
viaggiatori; i comuni siciliani, ognuno con la propria storia,
vocazione e identità, contribuiscono a realizzare l'unicità
dell'Isola;
considerato che:
per molti anni i comuni siciliani hanno denunciato l'assenza di un
piano regionale per l'organizzazione e la programmazione del
turismo in Sicilia;
dalla nota del Servizio 2 prot. 531 del 26 novembre 2009 si
apprendeva la necessità della redazione di un piano settoriale per
l'attivazione delle linee di intervento del PO FESR;
preso atto che:
già con la l.r. 15 settembre 2005, n. 10, recante 'Norme per lo
sviluppo della Sicilia e norme finanziarie urgenti', il Governo
regionale individuava nel metodo della programmazione lo strumento
cardine dell'azione politica in tema di turismo;
con decreto assessoriale n. 38/Gab. del 28 agosto 2010,
l'Assessore regionale per il turismo, attraverso l'approvazione del
'Piano Settoriale', individuava i comuni dell'Isola a vocazione
turistica;
visto che:
il piano de quo scaturisce dalle direttive contenute nel documento
'Requisiti di Ammissibilità e Criteri di Selezione', adottato con
deliberazione di Giunta n. 266 del 29 ottobre 2008 e s.m.i., ad
oggi non ancora reso noto all'Assemblea regionale, come è prassi
ormai consolidata negli ultimi tempi con gli atti della Giunta
regionale;
il piano settoriale, pur riconoscendo la vocazione turistica di
alcuni comuni siciliani dalla storia millenaria e dalle molteplici
ricchezze, omette invece di comprendere comuni altrettanto
meritevoli e degni, sia per affluenza di visitatori che per il
proprio patrimonio, dell'appellativo di 'Comuni a vocazione
turistica';
tra i comuni individuati non risulta Portopalo, all'estrema punta
a Sud della Sicilia, da anni noto per la sua storia e le sue
innumerevoli bellezze;
per sapere:
quale studio o altra valutazione abbia portato all'approvazione
del documento 'Requisiti di Ammissibilità e Criteri di Selezione',
prima, e all'approvazione del piano settoriale, dopo;
se non ritengano necessario ed importante riaprire i termini per
l'iscrizione nel piano settoriale di tutte quelle realtà ad
altissima vocazione turistica, come Portopalo;
se non ritengano necessario dare la giusta pubblicità a tale
atto.» (1409)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, questa interrogazione, che risale al 30
settembre del 2010, mi è particolarmente gradita, devo dire, anche
perché proprio oggi, in seguito ad annunci di stampa, in gran parte
errati, questa tematica è oggetto di pubblico dominio, per cui dei
chiarimenti specifici, credo che siano quanto mai necessari ed
opportuni.
L'interrogazione dell'onorevole Vinciullo ed altri, numero 1409,
riguarda la richiesta di opportune modifiche al Piano settoriale
per i comuni a vocazione turistica.
Prima di scendere nel merito, ovviamente, proprio per la
particolare elaborazione dell'interrogazione, devo fare anche una
disamina dei precedenti.
Ricordo che, con decreto assessoriale n. 38 del 28 agosto 2010,
l'assessore regionale per il turismo pro tempore ha approvato il
Piano settoriale per l'attivazione delle linee di intervento del
PO FESR che costituisce, come è noto, lo strumento di
programmazione per l'individuazione delle località a vocazione
turistica.
Il richiamato decreto e gli atti ad esso propedeutici sono stati
avviati sulla base di elementi di valutazione risalenti all'anno
2007, in particolare facevano riferimento alle risultanze delle
analisi degli scenari del POIN 2007/2013 e ai comuni che
ospitavano all'epoca le sedi delle ormai disciolte aziende di
soggiorno e turismo.
Successivamente alla pubblicazione del succitato decreto
assessoriale, in varie date, alcuni comuni, cito ad esempio Piana
degli Albanesi, ma anche Mistretta, Sant'Angelo Muxaro, Buseto
Palizzolo, Pollina, Santa Margherita del Belice, hanno presentato
in assessorato istanze di inserimento nel piano settoriale. Sono
pervenute, altresì, numerose contestazioni nei riguardi delle
scelte adottate nell'inserimento nel piano e il ricorso presentato
dal comune di Alcamo avverso il predetto decreto assessoriale n. 38
del 28 agosto 2010.
Sulla base di quanto manifestatosi, con decreto assessoriale n. 44
del 12 novembre 2010 si è ritenuto necessario procedere alla revoca
del citato decreto n. 38 del 28 agosto 2010, al fine di provvedere
all'adozione di criteri di selezione concreti e quantificabili e di
procedere sulla base di questi all'approvazione di un nuovo piano
settoriale che individui la presenza di altri comuni, oltre quelli
inseriti, che per caratteristiche e requisiti sono meritevoli di
essere inclusi nel piano settoriale per l'attivazione, appunto,
delle linee di intervento del PO FESR, con decreto assessoriale n.
4 del 7 febbraio 2011.
Ed è il motivo per cui sono state riconosciute località a
vocazione turistica tutti i comuni capoluogo di provincia; sono
stati riconosciuti come comuni a vocazione turistica tutti quei
comuni che l'Associazione nazionale comuni d'Italia ha inserito nel
club dei borghi più belli d'Italia'; sono stati riconosciuti come
comuni a vocazione turistica tutti quei comuni che sono stati
dichiarati dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità, alcuni di
questi sono abbastanza noti: Caltagirone, Militello Val di Catania,
Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Piazza Armerina, Scicli, Sortino,
Lipari, Leni, Malfa, Santa Marina di Salina. E poi sono stati
riconosciuti anche tutti quei comuni, tutti quei centri urbani sede
di amministrazioni comunali nelle Isole, ma anche tutti coloro che
hanno ricevuto da parte di associazioni nazionali, internazionali e
di enti internazionali alcune caratteristiche peculiari come, ad
esempio, la Vela Blu o la Bandiera Blu, per quanto riguarda i
litorali costieri e marittimi e, quindi, anche in funzione di ciò
ne è stata dichiarata la conclamata valenza turistica.
Ci tengo moltissimo a soffermarmi un secondo, con la gentile
attenzione degli onorevoli deputati dell'Assemblea regionale
siciliana, sulle caratteristiche e sui requisiti necessari, tenuto
conto che si tratta di un decreto con avviso pubblico aperto a
tutti i comuni che possono richiedere l'inserimento nella lista dei
comuni a vocazione turistica, a patto che possiedano una serie di
requisiti e di parametri.
Sono necessari almeno tre parametri per essere inclusi in questo
piano settoriale, tra sette che sono elencati. Vorrei leggerli,
sono: adeguata presenza di beni culturali, artistici ed
architettonici; eventuale collocazione all'interno di parchi
regionali; localizzazione paesaggistica e naturalistica;
persistenza e tutela dei centri storici; opportuna dotazione
infrastrutturale alberghiera - alberghi, agriturismi, turismo
rurale, paesi albergo, case vacanze, bed & breakfast -;
organizzazione da oltre un triennio di manifestazioni, rassegne o
grandi eventi culturali; congrua presenza turistica (dato riferito
alle presenze degli ultimi tre anni).
Per le valutazioni delle caratteristiche e dei requisiti di cui
sopra, con apposito decreto sarà designata la Commissione di
valutazione.
Vorrei chiarire a questo proposito che, dal momento della
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, vi
saranno novanta giorni di tempo per presentare l'istanza di
inserimento.
Con lo stesso decreto assessoriale n. 4 del 7 febbraio 2011 è
stato, altresì, approvato l'avviso pubblico per la presentazione di
manifestazioni di interesse tendenti all'inserimento dei comuni nel
piano settoriale per l'attivazione delle linee di intervento del PO
FESR.
Questo decreto, appunto, sarà pubblicato a giorni sulla Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana.
Tengo a precisare, inoltre, che nell'elenco che è stato pubblicato
da alcuni organi di stampa, ad esempio, mancano tutta una serie di
comuni riguardanti il comparto sui litorali costieri marittimi,
cioè quelli a cui facevo riferimento poc'anzi per quanto riguardava
l'accreditamento e il possesso di alcuni requisiti particolari, tra
cui quello appunto di Vela e Bandiera Blu o di particolare valenza
naturalistico-paesaggistica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'interrogante, onorevole
Vinciullo, per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
fornita.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, intanto la ringrazio per avere avuto, a differenza dei
suoi predecessori, il garbo di venire in Aula e di rispondere ad
una interrogazione presentata da un deputato, e poi volevo un
attimo ragionare con lei su quello che ha detto e che mi sembra
essere un fatto positivo.
La mia interrogazione riguardava il fatto che bisognava modificare
il piano settoriale per i comuni a vocazione turistica perché il
suo predecessore non ci aveva spiegato quali erano state le
caratteristiche e le condizioni per le quali alcuni comuni erano
entrati in questo piano, altri ne erano rimasti fuori. A dire il
vero, l'unica giustificazione che noi avevamo potuto trovare era di
una certa affinità tra la Giunta regionale e le amministrazioni
locali che erano rette in quel momento e, quindi, quei comuni erano
stati inseriti perché avevano questa caratteristica.
Oggi, invece, mi sembra positivo quello che lei sta dicendo. Al di
là di tutta l'attività che è stata svolta fino adesso, che lei ha
citato in maniera brillante e che le fa sicuramente onore, lei dice
che c'è un nuovo decreto assessoriale, il numero 4 del 7 febbraio
2011. E mi piace che questo argomento lo stiamo affrontando oggi
perché con il suo intervento stiamo smentendo quello che i giornali
hanno riportato, perché se ciò che è stato riportato dai giornali
fosse stato vero, è chiaro che ancora una volta ci saremmo trovati
di fronte ad una incongruenza fra il Piano settoriale per i comuni
a vocazione turistica e quello a cui l'Assessorato era giunto a
conclusione.
Lei individua sette parametri, e questo è un fatto importante
perché in tal modo vi sarà un parametro eguale per tutti, e poi
dice che fra questi parametri quei comuni che ne possiedono almeno
tre hanno diritto a far parte del Piano settoriale per i comuni a
vocazione turistica.
A suo tempo io avevo lamentato il fatto che in provincia di
Siracusa erano rimasti fuori il comune di Porto Palo, il comune di
Pachino e in modo particolare la realtà di Marzamemi che, come lei
ben conosce, è una realtà ad altissima vocazione turistica e che
forse di parametri, anziché averne sette, ne ha otto e solo per
questo motivo era rimasta fuori dall'indicazione che aveva fornito
dal Governo.
Allora, cerchiamo un attimo di riepilogare l'iter che bisogna
percorrere: il decreto da lei emanato il 7 febbraio 2011 verrà a
giorni pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, quindi da questo
momento tutti i comuni partono dalla identica posizione. I comuni
hanno novanta giorni di tempo per poter essere inseriti in questo
elenco, che riguarderà tutti i comuni a vocazione turistica.
Questi comuni devono possedere tre di questi sette parametri,
abbiamo detto Bandiera blu , poteva essere uno, presenza di
importanti beni culturali , presenza di consolidate strutture
alberghiere , presenze turistiche accertate e riconosciute
ampiamente da tutti .
Se le cose andranno così, Assessore, non posso non essere
soddisfatto. Significa che tutti i comuni della Sicilia potranno
fare richiesta, ognuno potrà fare valere le proprie ragioni, ognuno
potrà essere inserito in maniera oggettiva, vorrei citare
nuovamente il termine oggettiva , in questo piano settoriale in
maniera tale che poi si potrà accedere ai finanziamenti concessi
anche dalla Comunità Europea.
Mi dichiaro soddisfatto con l'avvertenza che l'Assemblea regionale
continuerà a vigilare affinché non si operi come è avvenuto fino
adesso generando figli e figliastri, per cui chi non aveva certi
parametri si ritrovava inserito nel piano settoriale e chi,
invece, aveva questi parametri rimaneva fuori.
PRESIDENTE. Si passa all'ultima interrogazione, la numero 1542
«Chiarimenti sulla predisposizione del calendario regionale delle
manifestazioni e degli eventi di grande richiamo turistico», a
firma dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che la Regione siciliana, ogni
anno, provvede all'approvazione del 'Calendario ufficiale delle
manifestazioni ed eventi di grande richiamo turistico', volto alla
promozione del territorio e ad incrementare i flussi turistici
verso l'Isola;
considerato che con D.D.G. 919/S Tur del 22 novembre 2010,
l'Assessore regionale per il turismo ha provveduto alla
pubblicazione del calendario de quo per l'anno 2011;
preso atto che dei quasi novanta eventi individuati dalla Regione
siciliana e inseriti nel calendario in oggetto, solo otto ricadono
nella provincia di Siracusa, nonostante la sua elevata vocazione
turistica, confermata dall'alto flusso di visitatori che ogni anno
si recano nella provincia aretusea;
visto che, ancora una volta, la Provincia di Siracusa e gli
operatori del settore turistico della provincia risultano
fortemente danneggiati dalle scelte del Governo regionale;
accertato che, rispetto allo scorso anno, è stato anticipato al 2
gennaio 2011 il termine ultimo per la presentazione delle istanze,
insieme al progetto esecutivo;
per sapere: quali valutazioni abbiano portato
all'individuazione degli eventi da inserire nel 'Calendario
ufficiale delle manifestazioni ed eventi di grande richiamo
turistico';
se non ritengano poco appropriata, vista l'imminenza delle
festività natalizie, la data individuata come termine ultimo per la
presentazione delle istanze, che procurerà quasi certamente disagi
agli interessati.» (1542)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, anche questa interrogazione, la numero 1542,
dell'onorevole Vinciullo, risale al 9 dicembre 2010 e riguarda
Chiarimenti sulla predisposizione del calendario regionale delle
manifestazioni e degli eventi di grande richiamo turistico .
L'onorevole interrogante lamenta che, ancora una volta - lo citava
poc'anzi, quando ha ricordato qualche minuto fa la provincia di
Siracusa - gli operatori del settore turistico della provincia
risulterebbero fortemente danneggiati dalle scelte effettuate dal
Governo regionale, attinenti anche il citato calendario riguardante
le manifestazioni e gli eventi di grande richiamo turistico.
In particolare, nell'interrogazione viene recriminato l'esiguo
numero (otto) di eventi inseriti per la provincia di Siracusa e
l'anticipazione al 2 gennaio 2011 di presentazione delle istanze.
A questo proposito si fa presente che il totale degli eventi
previsti nel calendario 2011 a Siracusa e provincia sono dieci e,
precisamente, oltre alle rappresentazioni classiche, il Festival
Internazionale Teatro Antico dei Giovani, la Primavera Barocca,
Luci a Siracusa, la Festa di San Paolo apostolo, il Festival del
Paesaggio, il Festival Internazionale di Jazz, il Jumping Tour e i
Campionati mondiali Gran Premio Powerboat .
Si chiarisce anzitutto che l'individuazione delle manifestazioni,
fatte salve quelle storiche - questo è un elemento che io tengo in
particolar modo sottolineare - avviene sulla scorta di un'apposita
scheda. Questa scheda è compilata ed è convalidata dai Servizi
turistici regionali, che ne verificano l'aderenza ai criteri di
ammissibilità al PO FESR. La suddetta scheda deve, inoltre, essere
obbligatoriamente accompagnata dalle analisi sulle ricadute
turistiche.
Relativamente al calendario 2011, si fa presente, inoltre, che le
schede pervenute al Dipartimento turismo sono state valutate da due
Servizi in particolar modo dipendenti dall'amministrazione
dell'Assessorato del turismo, sport e spettacolo: il Servizio 6 ,
deputato alle manifestazioni e agli eventi, ed il Servizio 8 ,
deputato al sostegno alle attività sportive e all'impiantistica
sportiva, che hanno congiuntamente proposto, tramite il Dirigente
generale, l'elenco definitivo degli eventi approvato
successivamente con decreto assessoriale n. 15 del 30 giugno 2010.
Il suddetto decreto assessoriale è stato trasmesso alla Corte dei
conti per il relativo controllo e successivamente pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 53 del 3 dicembre
2010.
E' facoltà dell'Assessore per il turismo individuare dall'elenco
gli eventi più meritevoli che dovranno essere gestiti direttamente
dall'assessorato con procedura definita a titolarità.
Per gli eventi non inclusi tra quelli a titolarità, a seguito di
chiamata a progetto avvenuta con decreto n. 919/S6 del 22 novembre
2010, pubblicato sulla citata Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana, i soggetti proponenti, entro il termine di scadenza del
3 gennaio 2011, avrebbero dovuto presentare apposita istanza
corredata di progetto esecutivo.
La celerità con la quale è stata ultimata la procedura, oltre che
garantire i soggetti inseriti di avere certezza dell'intervento
delle linee comunitarie del PO FESR, consente anche - ed è questo
anche un elemento di tranquillità - all'Assessorato del turismo di
programmare per tempo gli interventi e, soprattutto, la necessaria
pubblicità delle manifestazioni e, quindi, di poter organizzare nel
suo complesso quella che è l'offerta turistica di tutta la Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
replicare velocemente per dichiararmi insoddisfatto della risposta
anche perché, al di là delle buone intenzioni dell'assessore, mi
pare di capire che questa attività non si sia svolta, come ha
dichiarato adesso l'assessore, soprattutto per quanto riguarda
l'aspetto della pubblicità. Alcune di queste manifestazioni si sono
svolte in modo quasi clandestino; altre, invece, non hanno avuto
nessuna ricaduta sul territorio; altre ancora che in un certo
periodo storico sono state gestite dai Comuni, ora,
improvvisamente, in altro periodo storico, la Regione ha pensato di
gestirle in proprio.
Allora, evidentemente, ci sono delle contraddizioni. Non voglio
dilungarmi sulla questione proprio perché è poco edificante
raccontare alcune vicende legate a come sono stati spesi i soldi
pubblici, soprattutto poi se ricordo che parte di queste somme sono
state distratte dalla solidarietà sociale e destinate a spettacoli
pubblici.
Io ricordo, e sicuramente questa è una delle vergogne maggiori di
questo Governo regionale, che sono stati sottratti due milioni di
euro a favore della Vita nascente cioè a favore di quelle donne
che avevano deciso di non abortire e di mantenere la vita che
avevano in grembo e invece, assessore Chinnici, quello che avevamo
fatto prima in Commissione poi in quest'Aula è stato trasformato in
spettacoli. Capisco che ormai siamo nell'era della decadenza della
Repubblica, così come succedeva nell'antica Roma. Però penso che la
persona umana dovrebbe venire prima degli spettacoli.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare al IV punto
all'ordine del giorno, do lettura del comunicato dei lavori della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, tenutasi oggi,
15 febbraio 2011:
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari riunitasi
oggi, 15 febbraio 2011, sotto la Presidenza del Presidente dell'ARS
onorevole Cascio, presenti il Vicepresidente vicario onorevole
Formica e il Vicepresidente onorevole Oddo, con la partecipazione
dell'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale
professore Centorrino, ha esaminato la proposta della Presidenza di
integrare il programma calendario deliberato all'unanimità nella
precedente riunione con l'esame del disegno di legge n. 246/A
Disposizioni per la tutela e lo svolgimento della manifestazione
automobilistica Targa Florio e con la discussione della mozione
sull'Ente Porto di Messina, degli onorevoli Beninati ed altri.
Onorevoli colleghi, poiché la suddetta proposta non ha ottenuto il
prescritto consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che
rappresentino almeno i due terzi dei componenti dell'Assemblea,
secondo quanto previsto dall'articolo 98 quater del Regolamento
interno, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 98 quinquies, comma
5, del Regolamento interno, comunica il seguente calendario
provvisorio dei lavori per una settimana, attuativo del precedente
programma-calendario:
- l'Aula terrà seduta per la discussione dei disegni di legge già
iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea (nn. 520-144 bis/A in
materia di semplificazione e n. 52/A ai sensi dell'articolo 64,
comma 3, del Regolamento interno dell'ARS sulla riduzione dei
deputati regionali).
Così resta stabilito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
esprimere innanzi tutto una considerazione. Fino ad oggi non era
mai avvenuto nel Parlamento siciliano, almeno a mia memoria, di
avere una proposta di calendario non approvata dai due terzi dei
Capigruppo che rappresentano i due terzi dei deputati. E' evidente
che questo sta determinando, e determina, una condizione che il
nostro Regolamento - che è un regolamento a tutela di tutti i
diritti, a partire da quelli delle minoranze -, che è quella di
consentire alla maggioranza di fare richiesta di iscrizione
all'ordine del giorno dei disegni di legge e addirittura, con una
modifica che è intervenuta credo cinque o sei anni fa, di
consentire anche alla minoranza di inserire un terzo delle proposte
dei disegni di legge oggetto del calendario dei lavori.
Noi abbiamo assistito invece ad una richiesta di cui la Presidenza
non ha voluto tenere conto, fatta dal Gruppo PD, dal Gruppo
dell'MPA e, per certi versi, anche dal Gruppo FLI, che
sostanzialmente chiedeva di iscrivere all'ordine del giorno, oltre
alla legge sulla Targa Florio, esitata dalla I Commissione, anche
la legge di modifica delle norme elettorali per gli enti locali.
Tale richiesta non é stata assunta dalla Presidenza, malgrado
questi Gruppi, almeno pare, siano espressione della maggioranza
politica; tra l'altro, questa proposta era stata sostenuta anche
dal Governo della Regione, così come prevede il Regolamento.
La conseguenza è che abbiamo un calendario dei lavori che la
Presidenza, con un artificio, devo dire, abbastanza simpatico -
perché all'ordine del giorno della Conferenza dei Capigruppo non
c'era integrazione calendario dei lavori , ma calendario dei
lavori - ha stravolto.
Tanto più che nella scorsa seduta avevamo un calendario dei lavori
che prevedeva il disegno di legge sul commercio, quello sugli orari
di apertura degli esercizi commerciali, iscritto al primo punto,
poi avevamo dato una priorità. Questa priorità non era iscritta,
l'ha iscritta adesso il Presidente motu proprio, e non perché la
Conferenza dei capigruppo ne abbia deciso formalmente l'iscrizione,
e cioè il testo sulla riduzione del numero dei deputati, come
prevede il Regolamento.
Quindi, siamo in presenza di una situazione assai delicata perché,
ripeto, è una vicenda che attiene alle modalità con cui si
organizza il calendario dei lavori d'Aula e che riguarda tutti i
deputati, sia di maggioranza che minoranza, perché è evidente che
gli artifici, così come sono stati utilizzati da parte della
Presidenza per l'integrazione del calendario dei lavori precedente,
li possiamo utilizzare tutti perché tutti siamo conoscitori del
Regolamento.
Quindi anche le integrazioni possono essere un buco nell'acqua
Signor Presidente, è la prima volta, credo, che la maggioranza
chiede l'iscrizione di una legge all'ordine del giorno e il
Presidente dell'Assemblea e la minoranza pongono una condizione,
legittima sul piano politico, ma non sul piano delle regole
parlamentari: il veto sulla discussione di una legge di questo
genere.
Ciò perché il Presidente nel fare - lo dice il Regolamento - la
proposta di calendario dei lavori, deve sentire il Governo, i
Gruppi, a partire dai Gruppi di maggioranza, e garantire alla
minoranza un terzo dell'iscrizione all'ordine dei lavori. E' nella
formulazione della proposta che il Presidente fa che deve avere già
una maggioranza la quale supporta la proposta di calendario; è
singolare, altrimenti, che il Presidente faccia una proposta per
farsela bocciare dalla Conferenza dei capigruppo, determinando una
paralisi amministrativa.
Non condividendo la scelta che qui si è utilizzata, il calendario
dei lavori che proporrà la Presidenza per una settimana, così come
é previsto dall'articolo 98 quinquies, è un calendario dei lavori
fittizio. E io, signor Presidente, porrò, ai sensi dell'articolo
101 del Regolamento interno, la questione sospensiva del punto
all'ordine del giorno e la riconvocazione della Conferenza dei
Capigruppo perchè il Presidente, nel fare la proposta di un
calendario provvisorio, deve trovare le condizioni per riformulare
una proposta.
Auspico che il buon senso politico porti la Presidenza a formulare
una proposta che tenga conto dell'orientamento della maggioranza,
perché altrimenti saremmo in presenza di un dato senza precedenti,
cioè di un Presidente che non tiene conto della richiesta che viene
fatta dalla maggioranza e dallo stesso Governo.
Questo apre una situazione che rischia di diventare ingovernabile
per l'Aula.
Pertanto, ripeto, dopo la proposta che viene qui avanzata, deve
essere valutata anche la proposta di sospensiva al fine di rivedere
la procedura fin qui seguita con la convocazione di una nuova
Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la Presidenza precisa che non è
mai ricorsa, né intende ricorrere ad artifizi per stabilire il
calendario dei lavori per l'Aula. Del resto, come lei ben sa
essendo presente, la Presidenza è stata criticata già per avere
dato corso all'odierna Conferenza dei Capigruppo, da più parti,
perché in effetti c'era già un calendario dei lavori.
Pur tuttavia, la decisione presa era l'unica decisione consentita
dal Regolamento per evitare ulteriori strascichi e ulteriori
dibattiti in Aula, ed è stata riconosciuta un po' da tutti come una
proposta di buon senso, intanto per continuare a consentire a
questa Aula di approvare provvedimenti anche importanti, che sono
iscritti all'ordine del giorno.
Nulla vieta, non potendosi proiettare la decisione dell'Assemblea
oltre una settimana di lavoro, che, finito l'esame di questo
importante provvedimento di legge che abbiamo all'ordine del
giorno, si possa aderire ad una nuova proposta di Conferenza dei
Capigruppo per stabilire un nuovo calendario dei lavori.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge numeri 520-144 bis/A
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale»
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge (numeri 520-144 bis/A)
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale».
Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco ad
essa riservato.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Per porre la questione sospensiva ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento interno
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono già
intervenuto sulla comunicazione.
Adesso mi riferisco all'articolo 101 del Regolamento interno, cui
avevo accennato poco fa, visto che lei ha insediato la Commissione
per la trattazione del IV punto all'ordine del giorno.
Pertanto propongo la questione sospensiva, ai sensi del
Regolamento, di questo punto all'ordine del giorno al fine di
consentire, anche domattina, alla Conferenza dei capigruppo di
tornare sulle modalità con cui gestire questo momento delicato.
La sospensiva non nasce per un dissenso nel merito, oltretutto si
tratta di una legge voluta, sostenuta, esaminata dalla I
Commissione, una legge che riteniamo utile per la Sicilia nella
misura in cui servirà - se servirà, poi vedremo nel merito - a
snellire le procedure amministrative. Ma, signor Presidente,
riteniamo che la legge sulla semplificazione, che noi vogliamo, non
possa costituire la cartina di tornasole per impedire che in
Parlamento, secondo il principio previsto dalle regole della
democrazia, cioè il principio di maggioranza, si possano avere
all'ordine del giorno anche altri punti. Oltre tutto, voglio qui
ribadirlo, la proposta che noi avevamo fatto prevedeva la
trattazione della legge sulla semplificazione e, a seguire, la
legge elettorale.
Tenuto conto che questo punto oggi non è ancora iscritto
all'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento
interno le chiedo di sospendere la trattazione del disegno di legge
iscritto al IV punto dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prima di dare la parola agli
altri deputati, vorrei ricordarle che la richiesta doveva essere
fatta al momento del passaggio al punto all'ordine del giorno.
Ad ogni modo, la prego di precisare per quanto tempo chiede la
sospensione. Tra l'altro, è abbastanza strano che una forza di
maggioranza chieda di non trattare un argomento importante
all'ordine del giorno, questo sì, cercando di strumentalizzare le
decisioni della Presidenza.
Pur tuttavia, è nel suo pieno diritto porre la questione
sospensiva, ma deve specificare per quanto tempo la chiede.
Onorevoli colleghi, come da Regolamento, hanno facoltà di parlare
due deputati a favore e due contro la proposta avanzata
dall'onorevole Cracolici, al quale ribadisco la richiesta di
precisare per quanto tempo intende sospendere la trattazione del
disegno di legge.
CRACOLICI. Signor Presidente, la tempistica non è prevista dal
Regolamento.
PRESIDENTE. Come no? Non è scritto sine die .
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Mancuso, lei parla a favore o
contro la proposta dell'onorevole Cracolici?
MANCUSO. Signor Presidente, io parlo per richiamo al Regolamento,
né a favore né contro.
Lei deve tenere conto del Regolamento, non di quello che dice il
capogruppo del Partito Democratico, che ha un regolamento tutto
suo Quest'Aula è soggetta a quanto è scritto in quel libricino,
scritto dai colleghi che ci hanno preceduto.
Signor Presidente, poc'anzi, in modo molto chiaro, lei ha letto le
comunicazioni, e ora in modo molto chiaro si deve continuare su
quelle comunicazioni. Gli artifizi e i raggiri, cioè la truffa, che
vogliono portare avanti i colleghi, è l'inversione di quelle che
sono le cose che interessano i siciliani.
Vorrei chiedere alla Presidenza e al Governo dove sono i documenti
finanziari. Siamo in sessione di bilancio oppure stiamo parlando di
leggi ordinarie che dovremmo, con decine di Conferenze dei
capigruppo, discutere in queste estenuanti riunioni e contro
riunioni? Il bilancio e la finanziaria dove sono? Il 31 marzo scade
l'esercizio provvisorio e la seconda Commissione non ha ancora
iniziato neppure le audizioni.
L'irresponsabilità di questi colleghi che vogliono parlare non si
sa di cosa e per cosa, non si capisce. A chi serve la riforma
elettorale? Agli agricoltori, oppure agli addetti alla formazione,
oppure non so a chi? Ma di cosa stanno parlando? Perché questo
interesse spasmodico per la riforma elettorale sopra gli interessi
dei siciliani?
Signor Presidente, lei non può che rispettare il Regolamento. C'è
un deliberato della Presidenza, c'è un calendario settimanale che
mi sembra chiuda la cosiddetta finestra legislativa.
Qualora questa sera la cosiddetta maggioranza, come loro
dichiarano, ritenga di sospendere il punto all'ordine del giorno,
su cui ieri hanno parlato amabilmente il Presidente dell'Assemblea
e il Presidente della Regione, e di rinviarlo non so a quando,
facciano pure Vuol dire che devono chiudere l'Assemblea, perché
questa è la sessione di bilancio e i prossimi documenti che
potranno entrare in Aula saranno esclusivamente il bilancio e la
finanziaria.
Non ci sono più artifizi né raggiri, non ci sono più tutte le
quisquilie che raccontano ogni giorno e che non interessano a
nessuno: una scheda sì, una scheda no, l'assessore sì, l'assessore
no.
Se vogliono continuare a mettere sotto pressione il Presidente
della Regione Lombardo per le cose che gli interessano, facciano
pure: ritirino la legge che loro hanno voluto in Aula.
Certo, sarebbe più onorevole, piuttosto che la sospensiva, dato
che si tratta di un Gruppo parlamentare di maggioranza, che si
alzasse l'assessore competente per ritirare questo disegno di legge
rimandandolo in Commissione.
Sarebbe una vergogna da parte del Gruppo di maggioranza relativa,
il Partito Democratico, impedire al Governo di parlare della legge
della semplificazione amministrativa perché deve utilizzare un
artifizio e un raggiro per fare una cosa che non interessa a
nessuno.
Signor Presidente, la invito a continuare secondo quella che è
stata la deliberazione assunta dalla Conferenza dei capigruppo.
Ritengo che ulteriori Conferenze dei capigruppo non ve ne possano
essere perché i deputati devono avere il tempo e il modo per
studiare e parlare di bilancio e di finanziaria.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi - onorevole
Panarello, quando sarà il suo turno ci spiegherà come funziona la
politica, per ora magari ascolti questo modesto oratore -, devo
dire che ho avuto la fortuna di partecipare alla Conferenza dei
Capigruppo di questo pomeriggio, perché se non avessi visto di
fronte a me, in quella occasione, l'onorevole Cracolici, dovrei
pensare di avere avuto di fronte un sosia.
L'onorevole Cracolici poc'anzi - non so appellandosi a quale
verità - ha parlato di un fatto gravissimo, e cioè che, nonostante
la maggioranza avesse fato una proposta, quella proposta non era
stata accolta dalla Presidenza. Ma ha dimenticato che quel fatto
gravissimo non è mai accaduto, perché non si può giocare con le
parole.
I capigruppo presenti in Conferenza erano sette, fra cui io, e di
questi sette ben cinque hanno proposto al Presidente dell'Assemblea
una soluzione, a parer loro condivisa - il capogruppo del PDL, il
capogruppo del PID, il capogruppo di Forza del Sud, il capogruppo
di FLI e il capogruppo dell'UDC -, solo due capigruppo,
segnatamente il capogruppo del PD e quello dell'MPA, si sono
opposti a questo ordine dei lavori.
Pertanto, intanto non era la maggioranza, onorevole Cracolici, ma
due capigruppo che rappresentavano in quella occasione 39 deputati
su novanta, erano quindi una minoranza.
Quello che ho sentito poco fa in Aula è falso. Ma siccome diciamo
le cose come stanno e non giochiamo con le parole, per modificare
l'ordine del giorno è necessaria la maggioranza dei due terzi, e
questi due terzi, cioè 60 deputati su novanta, non c'erano, e la
proposta dei cinque capigruppo che avevano trovato una sintesi di
buon senso, non è passata non perché fosse una proposta della
minoranza dei deputati, ma perché era la proposta di una
maggioranza, anche se non qualificata.
In primo luogo occorre dire la verità perché, altrimenti, a forza
di dire bugie, ci convinciamo che queste bugie sono vere e la gente
che ci ascolta da fuori, almeno, deve sapere cosa è vero e cosa è
falso.
Signor Presidente, non torno su tutta la storia cha ha portato
alla trattazione vergognosa in I Commissione di un disegno di legge
sulla legge elettorale che è stato approvato, quello sì in maniera
antidemocratica, nell'assenza totale dell'opposizione, in quanto
non è argomento di questa sera.
E', però, argomento di questa sera la vergognosa richiesta che
viene da un capogruppo di maggioranza, il quale ci chiede di
accantonare la legge sulla semplificazione burocratica, che da
anni, non da mesi, tre assessori che si sono susseguiti con questa
delega, da Ilarda ad Armao alla dottoressa Chinnici, ci hanno
proposto insieme al presidente Lombardo, indicando questo disegno
di legge come una legge epocale Tutte le classi sociali, tutte le
forze economiche, da Confindustria a tutti i sindacati, ci chiedono
di fare questa legge.
Ebbene, questa sera, arrivato il momento di trattare questo
disegno di legge, il capogruppo del partito di maggioranza
relativa, l'onorevole Cracolici, ci viene a spiegare che va
accantonato.
Se io fossi al posto del presidente Lombardo, mi vergognerei di
essere sostenuto da una maggioranza del genere e auspicherei un
intervento pronto del presidente Lombardo per fare rinsavire la sua
maggioranza. Sa che cosa ci chiede, e lo dico ai siciliani,
l'onorevole Cracolici al posto della legge sulla semplificazione?
Tutti penseremmo finalmente la legge finanziaria, finalmente le
risposte all'economia siciliana, finalmente le risposte alle fasce
deboli della Sicilia, finalmente una parola di aiuto a chi soffre,
a chi chiude le imprese, a chi muore di fame
No. Nulla di tutto questo L'onorevole Cracolici, in maniera
clamorosa, ci chiede finalmente una legge che salverà la Sicilia:
la legge elettorale. Ma di cosa stiamo parlando? Vergogna
E' questa l'unica parola che mi sento di dire. Pertanto, siamo
contrari all'accantonamento.
PRESIDENTE. Non avendo altri deputati chiesto di parlare, pongo
in votazione la proposta
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, l'articolo 101, comma terzo, del
Regolamento interno, recita: Non può procedersi oltre nella
discussione o deliberazione se la domanda non venga respinta
dall'Assemblea con votazione per alzata e seduta, dopo che abbiano
parlato non più di due oratori a favore e due contro .
Pertanto, si vota per alzata e seduta, e non si può chiedere la
verifica del numero legale.
MANCUSO. Ma chi l'ha detto?
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non può chiedere la verifica del
numero legale. Il Regolamento non lo consente.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se non le bastasse quanto ho letto
sull'articolo 101, le leggo l'articolo 85, secondo comma: Non può
essere chiesta la verifica del numero legale prima
dell'approvazione del processo verbale, né in occasione di
votazioni che si devono fare per alzata e seduta, per espressa
disposizione del presente Regolamento .
Pongo, pertanto, in votazione la proposta di sospensiva
dell'onorevole Cracolici, a norma dell'articolo 101, terzo comma,
del Regolamento interno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 16
febbraio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 239 - «Revoca di ogni atto regionale relativo alla
concessione degli specchi d'acqua interessati dal
progetto preliminare prodotto dalla società 'Condotte
d'acqua S.p.A.'».
ARDIZZONE-FORZESE-ADAMO-LENTINI-PARLAVECCHIO-
RAGUSA-GIUFFRIDA-NICOTRA
III -Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Infrastrutture e mobilità
IV - Discussione, ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del
Regolamento interno, sulla proposta della Commissione di non
passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge: Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento
nazionale ai sensi dell'articolo 41 Ter, comma 2, dello Statuto
recante 'Modifiche dello Statuto della Regione siciliana (numero
52/A)
La seduta è tolta alle ore 20.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Territorio e
Ambiente»
DI BENEDETTO-TERMINE-MARINELLO-DI GUARDO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che le attività forestali costituiscono, in questa difficile
congiuntura economica, una fonte significativa di reddito per le
famiglie, oltre a contribuire al miglioramento dello stato
ambientale del territorio della Sicilia;
considerato che i lavoratori forestali dopo mesi di lavoro
attendono ancora il pagamento delle loro spettanze, così da potere
assicurare il dovuto sostegno economico alle proprie famiglie;
preso atto del verbale di accordo raggiunto tra le organizzazioni
sindacali di categoria e il Governo regionale, siglato il 29
settembre 2009, con il quale, tra l'altro, si stabilisce l'aumento
di alcune giornate lavorative per i lavoratori dei servizi
antincendio;
visto che, invece, mentre i lavoratori 15l/sti dell'Azienda
foreste demaniali della Regione siciliana hanno fruito
dell'incremento, svolgendo nove giornate lavorative aggiuntive, lo
stesso trattamento non è stato riconosciuto ai lavoratori 15l/sti
dell'antincendio dell'Ispettorato forestale, senza che tale
differenziazione fosse stata motivata;
ritenuto che la valorizzazione del patrimonio naturale boschivo va
conseguita anche attraverso il giusto riconoscimento delle
professionalità di tutti i lavoratori forestali senza alcun
privilegio;
per sapere:
per quali ragioni non si sia provveduto a pagare le spettanze, ivi
compresi gli arretrati contrattuali, dei lavoratori e in quali
tempi e con quali risorse intendano provvedere;
se e come ritengano d'intervenire per aumentare le giornate
lavorative dei lavoratori 151/sti dell'antincendio, al fine di
colmare la disparità di trattamento». (906)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione in parola, si lamentava la
mancata corresponsione dei salari ai lavoratori a tempo determinato
ed addetti alle attività di servizio antincendio boschivo e il
mancato incremento delle giornate lavorative per i lavoratori con
garanzia occupazionale di 151 giornate stabilito con un Accordo
siglato in data 29 settembre 2009, tra il Governo regionale e le
Organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori forestali.
Il Comando Regionale del Corpo Forestale, con nota prot. 1519 del
28.05.2010, ha rappresentato che il ritardo dei pagamenti delle
spettanze dovute ai forestali è stato determinato
dall'insufficiente stanziamento di bilancio iniziale che, per
l'anno 2009, ammontava a 55 milioni di euro, somma assolutamente
insufficiente per far fronte alle garanzie occupazionali dei
lavoratori sopradetti.
In data 29 dicembre 2009, con la legge n. 13, è stata disposta una
variazione di bilancio che ha incrementato il capitolo relativo di
25 milioni di euro. Ciò ha consentito, in parte, il completamento
delle giornate lavorative degli aventi diritto ed il pagamento
delle rispettive spettanze.
Relativamente all'altro punto dell'interrogazione in parola, ossia
alla possibilità di incrementare le giornate lavorative dei
lavoratori 151/sti dell'antincendio Ispettorato forestale, onde
sopperire alla disparità di trattamento rispetto ai colleghi
151/sti dell'Azienda foreste, si rappresentava che in data 29
settembre 2009 il Governo regionale aveva sottoscritto un accordo
con le Organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori
forestali, in attuazione di un precedente Protocollo d'Intesa
stipulato in data 14 maggio 2009, nel rispetto delle condizioni
poste dal medesimo protocollo.
Con nota prot. 92109 del 19.10.2009 l'Assessore regionale per
l'Agricoltura e le Foreste pro-tempore comunicava che con il
suddetto accordo si era concordato, per l'anno 2009, un aumento
delle giornate nella misura di seguito riportata:
n. 7 giornate lavorative ai fini previdenziali per i lavoratori
con garanzia di 151 giornate lavorative del solo Dipartimento
Azienda Foreste Demaniali;
n. 24 giornate lavorative ai fini previdenziali per i lavoratori
con garanzia occupazionale di 101 giornate lavorative di entrambi i
Dipartimenti (Foreste e Azienda)
n. 9 giornate lavorative ai fini previdenziali per il lavoratori
con garanzia di 78 giornate lavorative di entrambi i Dipartimenti
(Foreste e Azienda).
Infine, limitatamente alla Provincia di Palermo, era stata
autorizzata, sempre in applicazione del punto 4 dell'Accordo del 29
settembre 2009, un prolungamento di n. 5 giornate lavorative per i
lavoratori addetti all'antincendio appartenenti al contingente dei
101/sti.
A seguito di una ricognizione delle disponibilità economiche, le
parti (Organizzazioni sindacali e Amministrazione) stabilivano di
comune accordo che i lavoratori inseriti nelle graduatorie del
servizio antincendio venissero avviati, al fine di soddisfare gli
obblighi assunti, alle dipendenze del dipartimento regionale
Azienda Foreste Demaniali.
Di fatto, da notizie acquisite dagli Uffici, tutte le categorie di
lavoratori in parola ossia, i c.d. 151/sti, 101/sti e 78/sti,
nell'anno 2009, per mancanza di fondi, non hanno effettuato nessun
giorno in più rispetto a quelli previsti con l'Accordo prima
citato; nel 2010 invece, mentre i 151/sti non hanno avuto alcuna
integrazione di giornate lavorative, sia i 101/sti che i 78/sti
hanno svolto rispettivamente, 131 e 101 giornate lavorative, e a
tutte le categorie sono state corrisposte le spettanze dovute.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
ODDO. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
con i decreti del Dirigente generale dell'Assessorato regionale
Territorio e ambiente del 30 giugno 2009 e che vanno dal n. 579 al
n. 679, sono stati approvati i piani di gestione (p.d.g) delle ZPS
(zone di protezione speciale) e ZSC (zone speciali di
conservazione) ricadenti nel territorio siciliano, da integrare, a
cura dei beneficiari, per la gestione nell'ambito della rete
'Natura 2000' ;
da un sommario esame dei decreti di approvazione, permanendo
enormi difficoltà per la consultazione dei piani di gestione,
l'esercizio dell'attività venatoria nelle zone ZPS, libere da altri
vincoli, non sembra essere contemplato tra gli interventi umani
praticabili;
i territori inclusi nelle ZPS non soggetti ad altri vincoli non
ricadono tra i territori protetti, essendo rimasti sino ad oggi
fruibili venatoriamente;
il decreto del Ministero dell'ambiente del 17 ottobre 2007
concernente i criteri minimi uniformi per la conservazione relativi
alle zone speciali ZSC e ZPS ha previsto, quale uniche misure
limitative dell'attività venatoria, il divieto di preapertura in
tutte le ZPS e l'apertura della caccia dal 1 ottobre nelle ZPS
attraversate da rotte di migrazione o incluse nelle isole minori;
tali criteri sono stati da ultimo ribaditi dalla delibera della
Conferenza permanente Stato-regioni che, in data 26 marzo 2008, ha
modificato il deliberato del soppresso Comitato per le aree
protette;
la chiusura all'attività venatoria in tutte le ZSC e ZPS produce
un aumento del territorio chiuso alla stessa, in particolare nelle
isole minori, in palese contrasto con l'articolo 14, comma 3, della
legge regionale n. 33 del 1997, che prevede che il territorio
destinato a protezione non può superare il 25 per cento del
territorio agro-silvopastorale;
il superamento della soglia del 25 per cento di territorio agro-
silvopastorale destinato a protezione comporterebbe seri
rischi di depauperamento delle restanti zone libere all'esercizio
della caccia vista l'elevata densità venatoria;
per sapere:
se i piani di gestione delle ZSC e ZPS limitino ulteriormente la
superficie del territorio agro-silvopastorale accessibile
all'attività venatoria ed, in tal caso, se tale ulteriore limite
sia assistito da motivazioni tecnico-scientifiche reali e
plausibili;
se non ritengano indispensabile modificare i piani di gestione,
per rendere praticabile l'attività venatoria nelle zone sopra
citate escluse da altri vincoli, in conformità ai criteri minimi di
salvaguardia imposti dal decreto del Ministero dell'ambiente
succitato e nel rispetto dell'art. 14, comma 3, della legge
regionale n. 33 del 1997». (925)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, il
Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 125 del 27.01.2011
ha rappresentato quanto segue.
Non risultano ancora definite, allo stato attuale, alla scala
dell'intero territorio nazionale, le Zone speciali di Conservazione
(ZSC) previste dal DPR 357/97, adempimento di competenza del
Ministero dell'Ambiente. Risultano pertanto vigenti ad oggi solo le
zone Di Protezione Speciale (ZPS) ed i Siti di Importanza
Comunitaria (SIC), per i cui ambiti questo Assessorato ha attivato
l'iter di redazione ed approvazione dei Piani di Gestione (PDG).
I siti della Rete Natura 2000 Siciliana (SIC e ZPS) sono stati
ricompresi in 58 PDG per i quali:
a) risultano approvati in via provvisoria 54 PDG con Decreto
Dirigenziale;
b) dei primi risultano approvati in via definitiva 22 PDG.
Per quanto attiene alla percentuale del 25% del territorio
regionale sottratta all'attività venatoria, si fa rilevare che tale
valore è da considerarsi quale soglia minima da adottare, così come
ribadito da numerose sentenze sia a livello regionale che nazionale
(CGA e Consiglio di Stato) e pertanto la Regione, per specifici
motivi di salvaguardia, può motivare l'ampliamento della medesima
percentuale di territorio protetto.
Per quanto attiene al Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007 si
precisa che lo stesso fissa requisiti minimi di tutela e che le
Regioni sono onerate di stabilire ulteriori misure di conservazione
sia a livello dell'intero territorio regionale e/o di singolo sito
della Rete Natura 2000 in funzione delle specifiche valenze
naturalistiche e degli obiettivi di conservazione di cui alle
direttive comunitarie 92/43 (Habitat) e 79/409 (Uccelli) e s.m.i..
Si fa inoltre notare che l'assessorato non ha emanato
provvedimenti che vietano in maniera totale la caccia nelle ZPS,
atteso che sia i PDG che il provvedimento dirigenziale n. 22738 del
31 marzo 2010 prevedono una limitazione dell'attività venatoria in
base a specifiche situazioni locali, a fasce temporali e/o a
specifiche specie di fauna.
Si ritiene infine opportune evidenziare che:
in ogni caso la Regione non può sottrarsi al rispetto della
normativa discendente dalle direttive sia statali che comunitarie;
con recente ordinanza del TAR Sicilia (1117/2010) è stato
annullato il decreto dell'Assessorato Risorse Agricole e Alimentari
del 04.06.2010 in quanto lo stesso non prevede, tra l'altro, il
divieto di esercizio della caccia in alcuni SIC/ZPS nonché in altre
aree sensibili dal punto di vista naturalistico/faunistico del
territorio regionale.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria Sparma
ARDIZZONE. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
l'associazione 'CittadinanzAttiva-Tribunale per i diritti del
malato' di Messina ha inviato una nota all'Assessore per il
territorio pro-tempore, in data 22 settembre 2009, per evidenziare
i gravi danni arrecati all'ambiente di Milazzo e della Valle del
Mela (ME), e di conseguenza alla salute dei cittadini che vi
abitano, per l'azione congiunta delle industrie inquinanti e di
amministratori e funzionari disattenti;
in particolare, veniva richiamata l'attenzione sulla situazione
autorizzatoria della CTE di S.Filippo del Mela-Archi, già ENEL,
oggi Edipower, che, secondo quanto sostenuto dal responsabile pro
tempore del servizio 3 di codesto Assessorato, che si occupa
dell'inquinamento atmosferico, fino al 1998 la predetta industria
non disponeva di nessuna autorizzazione a scaricare agenti
inquinanti in atmosfera e solo in quell'anno venivano autorizzati
esclusivamente i due gruppi da 320 MW. Con successiva
autorizzazione, rilasciata sempre da codesto Assessorato, nel 2001,
si consentiva l'attività anche per i quattro gruppi da 160 MW, a
condizione che, entro lo stesso anno, l'Edipower ambientalizzasse
almeno due gruppi da 160 MW, a pena di decadenza
dell'autorizzazione;
avverso tale autorizzazione la Provincia regionale di Messina
presentava ricorso straordinario al Presidente della Regione e che
tale ricorso è ancora in istruzione presso l'Ufficio legislativo e
legale della Presidenza della Regione, giacché i responsabili
dell'A.R.T.A., benché richiesti, non hanno, a tutt'oggi, fornito i
necessari documenti, né sono stati attivati, dal predetto ufficio,
i previsti interventi sostitutivi;
il direttore dell'A.R.P.A. (Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente), istituita dalla Regione siciliana con l'art. 90
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, non è riuscito a
realizzare quanto previsto dall'accordo sottoscritto dalla suddetta
Agenzia con l'A.R.T.A. ed approvato, in data 23 agosto 2002, con
decreto del Presidente della Regione siciliana;
il responsabile del Dipartimento regionale della programmazione,
in data 13 luglio 2005, scriveva al dirigente generale del
Dipartimento territorio ed ambiente affermando: 'A tal proposito
preoccupano, in particolare, le affermazioni di un rappresentante
del Dipartimento Territorio circa l'affidabilità complessiva di un
soggetto, individuato invece dalla Regione come strategico per il
realizzarsi di attività ritenute fondamentali per la pianificazione
ambientale in Sicilia ed in tale contesto si chiede al Dipartimento
Territorio, responsabile del controllo sulle attività dell'ARPA, di
verificare se l'utilizzo delle risorse comunitarie assegnate alla
stessa per la strutturazione delle reti di monitoraggio stia
avvenendo nella maniera più efficace e corretta';
a tutt'oggi, non risulta che sia stata fornita alcuna risposta da
parte del dirigente generale dell'ARTA; anzi, il direttore generale
dell'ARPA è stato confermato nell'incarico;
l'inquinamento dell'ambiente, dovuto alle industrie che operano
nella zona, ha determinato gravi ripercussioni sulla salute degli
abitanti, come hanno dimostrato il Dipartimento di epidemiologia -
ASL Roma E ed il Dipartimento osservatorio Epidemiologico - Regione
siciliana, analizzando i dati della mortalità (anni 1995- 2000) e
dei ricoveri ospedalieri (anni 2001-2003);
per sapere:
quali provvedimenti intenda assumere per garantire un ambiente
salubre ai cittadini che vivono nell'area ad alto rischio
ambientale di Milazzo e della Valle del Mela;
se intenda accertare le inadempienze amministrative e quali
consequenziali provvedimenti sanzionatori adottare». (946)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto il
Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 58 del 02.02.2011,
ha rappresentato quanto segue.
Il Servizio Tutela dell'inquinamento atmosferico del succitato
Dipartimento ha redatto il Piano regionale di coordinamento e di
tutela della qualità dell'Aria Ambiente, strumento di
pianificazione territoriale approvato con Decreto Assessoriale
176/GAB del 9 agosto 2007.
Con lo stesso decreto è stato istituito il Tavolo tecnico
regionale di coordinamento sulla qualità dell'aria ambiente, mezzo
tecnico-amministrativo di coordinamento di tutte le iniziative
finalizzate a dare attuazione alle direttive europee ed alle norme
nazionali per il risanamento e il mantenimento della qualità
dell'aria ambiente nel territorio regionale.
Nell'area del comprensorio del mela le emissioni industriali di
inquinanti atmosferici sono imputabili principalmente alla
Raffineria di Milazzo e alla Centrale Termoelettrica Edipower di S.
Filippo del Mela, ma non può ritenersi trascurabile il contributo
di un numero considerevole di piccole e medie industrie ubicate
nell'area ASI di Pace del Mela.
Nei comuni del Comprensorio del Mela sono in funzione centraline
di monitoraggio che consentono di effettuare le misurazioni
necessarie alla valutazione della qualità dell'aria ambiente e
forniscono i necessari elementi di valutazione. Il numero delle
centraline esistenti è inoltre notevolmente superiore rispetto a
quanto previsto dagli standard UE.
COMPRENSORIO DEL MELA
Rete di monitoraggio attuale
Postazion HCNM SO CO NO PM1 PM2, O BTX Mete
i 2 x 0 5 3 o
1 Milazzo X X X X X
X
2 Milazzo
Porto X
3 Milazzo X X X X X X X X
San Pietro
4 Raffineri X
a M
5 Raffineri X
a M
6 Giammoro X X X
Gabbia
7 San X X X X X X
Filippo
8 Mandravec X X
chia
9 Pace del X X X X X X
Mela
1 Santa X
0 Lucia
1 Pace del X
1 Mela S.G.
1 Condrò X
2
1 Valdina X X X X X X
3
1 S. Pier X X X X X X
4 Niceto
Alla luce di quanto appena detto si può affermare che:
·Nel Comprensorio del Mela la qualità dell'aria viene oggi
costantemente monitorata, anche per quanto riguarda il parametro
SO2, ed è in progressivo miglioramento.
·Le iniziative poste in essere dalla Regione siciliana in materia
di gestione della qualità dell'aria ambiente sono coordinate dal
Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
dell'aria ambiente il quale ha previsto, in linea con la vigente
normativa di settore, una complessa ed articolata attività che, con
una serie di aggiornamenti, e tramite i necessari provvedimenti
attuativi, si dispiega progressivamente al fine di assicurare un
elevato livello di tutela dell'ambiente e della salute umana, nel
rispetto dei seguenti obiettivi e principi generali:
-miglioramento generalizzato dell'ambiente e della qualità della
vita, evitando il trasferimento dell'inquinamento tra i diversi
settori ambientali;
-integrazione delle esigenze ambientali nelle politiche settoriali,
al fine di assicurare uno sviluppo sociale ed economico
sostenibile;
-razionalizzazione della programmazione in materia di gestione
della qualità dell'aria e in materia di riduzione delle emissioni
di gas-serra;
-modifica dei modelli di produzione e di consumo, pubblico e
privato, che incidono negativamente sulla qualità dell'aria;
-utilizzo congiunto di misure di carattere prescrittivo, economico
e di mercato, anche attraverso la promozione di sistemi di
ecogestione a audit ambientale;
-previsione di adeguate procedure di autorizzazione, ispezione e
monitoraggio, al fine di assicurare la migliore applicazione delle
misure individuate;
-informazione, partecipazione e coinvolgimento delle parti sociali
e del pubblico.
Nell'agosto 2010, l'ARTA ha predisposto inoltre, in 5 volumi gli
atti relativi agli Adempimenti attuativi del Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell'aria, individuando
tra l'altro, la Zonizzazione del territorio distinta per livelli di
qualità e di inquinamento e predisponendo anche le reti di
monitoraggio sia di tipo urbano che industriale.
L'evoluzione della normativa europea (Direttiva 2008/50/CE
relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita
in Europa) e nazionale (Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 155 .
Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità
dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa) ha però
fatto si che gli adempimenti attuativi della legislazione di
settore in materia di valutazione e gestione della qualità
dell'aria ambiente , già predisposti dagli Uffici e in fase di
valutazione ed approvazione, debbano essere rivisti in alcune parti
per modifiche e integrazioni.
Il Ministero dell'Ambiente ha attivato un percorso di incontri con
tutte le Regioni per coordinare e seguire alcuni adempimenti che,
in osservanza al citato Decreto Leg.vo 155/2010, devono essere
attuati dalle varie Regioni in tempi prestabiliti.
Si citano ad esempio la rivisitazione dei Piani di Zonizzazione e
delle reti di monitoraggio di qualità dell'aria relative alle
Zonizzazioni di nuova definizione.
Oggi, la Regione siciliana ha già inviato una prima bozza della
nuova Zonizzazione, rispettando i tempi previsti dalla vigente
normativa e stabiliti dal MATT e sta elaborando la Zonizzazione
regionale definitiva che, entro i prossimi giorni, sarà trasmessa
al Ministero per l'avallo da parte di quest'ultimo.
Tale atto consentirà l'approvazione definitiva finale della nuova
Zonizzazione.
Al fine di evitare tempi morti e ritardi, l'Assessorato Territorio
e Ambiente ha con l'ARPA Sicilia lavorato sulla rivisitazione della
Rete di monitoraggio di qualità dell'aria che, una volta approvata
la Zonizzazione, sarà immediatamente inviata al Ministero per le
valutazioni da parte di quest'ultimo, necessarie prima
dell'approvazione finale da parte della Regione.
Questi adempimenti metteranno la Sicilia in condizione di poter
tutelare, monitorando e intervenendo opportunamente con i
consequenziali Piani di azione, la qualità dell'aria in generale
con particolare riferimento agli agglomerati urbani di particolare
estensione (vedi Aree metropolitane) e tutte le altre aree di
particolare sensibilità.
Per quanto concerne specificatamente le Aree ad elevato rischio di
crisi ambientale, di cui il comprensorio del Mela fa parte, com'è
noto di è di recentissima costituzione (Dicembre 2010) il nuovo
Ufficio Speciale - Sportello Unico per il risanamento delle Aree
ad elevato rischio di crisi ambientale nel territorio regionale .
Il nuovo Ufficio si dovrà fare carico anche dell'azione di
coordinamento di tutte le attività che a vario titolo, per la
tutela dell'aria ambiente, devono portare avanti Assessorati e
Uffici diversi dell'Amministrazione regionale, nonché della
promozione e gestione dei processi di recupero di qualità dell'aria
nelle zone industriali con particolare criticità.
Ed è proprio nell'ottica di dare spinte ulteriori alla
realizzazione degli interventi previsti nei programmi e nei piani
di risanamento ambientale delle zone come l'area del comprensorio
del Mela, ma anche in tutte le altre zone interessate da
inquinamento dell'aria, che la Regione si sta impegnando con la
costituzione dell'Ufficio suddetto e con l'impiego di risorse
adeguate ad affrontare il problema in modo radicale ed integrato,
cercando di recuperare ritardi e rallentamenti nell'attività di
risanamento necessaria.
D'altronde, il Piano citato in premessa che nella parte IV
Gestione e tutela della qualità dell'aria ambiente pone le basi
per l'individuazione di misure di pianificazione regionale (atti
amministrativi, azioni, interventi e provvedimenti di prevenzione e
tutela della qualità dell'aria programmati) e già in fase di
definitiva approvazione.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione, premesso che l'unità
operativa opere marittime, portuali e civili in genere
dell'Assessorato Territorio e ambiente della Regione siciliana -
Dipartimento territorio ed ambiente servizio 2 v.a.s. - v.i.a., con
nota prot. n. 232 del 5 gennaio 2010, chiedeva alla Direzione per
la salvaguardia ambientale del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare di voler precisare in ordine alle
procedure di v.i.a. (valutazione di impatto ambientale) e
v.i.(valutazione di incidenza) esperite dalla Commissione v.i.a.
sul progetto 'Lavori di costruzione delle banchine a ponente dello
Sporgente Ronciglio' del porto di Trapani e sulle attività di
esercizio ordinario connesse, compresa l'attività di dragaggio, o
di chiarire se queste procedure siano giunte a conclusione;
considerato che:
l'ufficio in premessa si riservava di definire l'autorizzazione ai
sensi dell'art. 21 della l. n. 179 del 2002 non appena sarebbero
stati acquisiti i chiarimenti richiesti in merito alle procedure di
v.i.a. e v.i. predette;
già in data 27 novembre 2009 l'ex Assessorato Territorio e
ambiente della Regione siciliana aveva indetto una riunione tecnica
per trattare le problematiche istruttorie inerenti al riutilizzo
dei materiali in esubero provenienti dai lavori a tergo delle
strutture di banchinaggio in corso di esecuzione ed all'interno
della vasca di colmata individuata in parte nell'ex salina Brignano
e che - nel corso della predetta riunione tecnica - è emerso che,
per le opere in argomento, con parere n. 728 del 15 settembre 2005,
è stato espresso, dalla Commissione v.i.a. del Ministero
dell'ambiente, un giudizio circa la compatibilità ambientale
relativamente alle opere di prolungamento della diga foranea della
Colombaia, la realizzazione di un tratto della diga di sottoflutto
e la realizzazione della banchina a ponente dello sporgente
Ronciglio;
con nota prot. DSA - 2008 - 0019698 del 15 luglio 2008, il
Ministero dell'ambiente - DSA ha determinato la positiva
conclusione delle attività di ottemperanza alle prescrizioni
contenute nel parere v.i.a. n. 728/05 e che da queste restano
escluse le attività di dragaggio che devono seguire percorsi
'idonei';
tenuto conto che il dragaggio rientra tra gli interventi
propedeutici all'esercizio delle opere per i quali dovrà essere
attivata una conseguente procedura di v.i.a., così come determinato
dalla Commissione v.i.a. con parere n. 728/05 e ribadito nella nota
prot. n. DSA - 2008 -0019698 del 15 luglio 2008 dalla Direzione
salvaguardia ambientale;
per sapere se risulti a tutt'oggi una determinazione certa in
ordine agli interventi di dragaggio, che - come già rilevato - sono
propedeutici all'esercizio delle opere di costruzione delle
banchine del porto di Trapani a ponente dello sporgente Ronciglio,
considerato inoltre che in questi giorni la vicenda relativa
all'autorità portuale di Trapani si è risolta positivamente per il
relativo territorio, tenuto infine conto che il rilancio economico
e turistico del porto dipende soprattutto dal completamento delle
opere predette». (991)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
riferisce di seguito quanto rappresentato dal Dipartimento
regionale dell'Ambiente.
L'Ufficio 4 - Opere Marittime per la Sicilia, nell'ambito dei
Lavori di costruzione delle banchine a ponente dello Sporgente
Ronciglio , con nota prot. n. 4823/OM-PA del 05.10.2009, ha
richiesto al Servizio 1 V.A.S. - V.I.A. la positiva conclusione
della Valutazione di Incidenza ai sensi dell'art. 5 del D.P.R.
357/97 e s.m.i., relativa all'opera di che trattasi compresa la
movimentazione dei materiali di scavo e dei sedimenti marini,
nonché l'autorizzazione ai sensi dell'art. 109, comma 2 del D.Lgs.
152/2006 e l'autorizzazione ai sensi dell'art. 21 L. 179/2002
finalizzata al riutilizzo dei materiali in esubero provenienti dai
lavori, a tergo delle strutture di banchinamento in corso di
esecuzione ed all'interno della vasca di colmata individuata in
parte nell'ex Salina Brignano.
Il Servizio 1 V.A.S. - V.I.A. con nota prot. n. 232 del 05.01.2010
ha chiesto alla Direzione per la Salvaguardia Ambientale del
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di
voler precisare in ordine alle procedure di V.I.A. e di Valutazione
di Incidenza esperite dalla Commissione V.I.A. sul progetto Lavori
di costruzione delle banchine del porto di Trapani a ponente dello
sporgente Ronciglio e sulle attività di esercizio ordinario
connesse, compresa l'attività di dragaggio, se le stesse possano
intendersi concluse, riservandosi di definire l'autorizzazione ai
sensi dell'art. 21 della L. 179/2002 non appena verranno acquisiti
i chiarimenti richiesti in merito alle procedure di VIA e VI sopra
argomentate.
Successivamente il Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
nell'ambito della procedura di V.I.A., con provvedimento prot. n.
DG/PBAAC/34.19.04/19351/2010 del 23.06.2010 ha rilasciato il parere
favorevole con prescrizioni.
Con nota prot. n. DVA-2010-0030456 del 15.12.2010 il Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha
notificato al Servizio1 V.A.S. - V.I.A. copia del Decreto di
pronuncia di compatibilità ambientale n. DVA-DEC-2010-0000963 del
13.12.2010 relativo al progetto dei Lavori di completamento delle
opere foranee - primo stralcio funzionale e di costruzione delle
banchine a ponente dello sporgente Ronciglio da realizzarsi in
Comune di Trapani presentato dall'Autorità Portuale di Trapani.
Per quanto attiene le operazioni di dragaggio in argomento, nel
suddetto Decreto 963 del 13.12.2010 si legge che PRESO ATTO che
per le zone speciali di conservazione tutelate a livello
comunitario localizzate in un raggio di influenza del progetto, si
evidenzia: [ ] le azioni di mitigazione previste dal Proponente per
la tutela degli habitat e che le condizioni imposte nel presente
parere sono tali da compensare l'incidenza sopra indicata e sono
stati stralciati dalle attività in corso i dragaggi dei fondali
della costruendo banchina Ronciglio e che nella documentazione
presentata non sono indicate altre attività di dragaggio , inoltre
si legge che per quanto riguarda le attività di dragaggio che
dovessero rendersi necessarie si dovrà procedere, propedeuticamente
a qualsiasi azione, alla caratterizzazione dei sedimenti e dello
stato del fondale ai sensi del D.M. 24.01.1996, secondo modalità e
metodiche da concordare con l'ISPRA, definendo anche le modalità di
esecuzione delle operazioni e di smaltimento dei materiali
dragati .
Con il sopra menzionato Decreto del 13.12.2010 il Ministero
dell'Ambiente ha rilasciato giudizio positivo con prescrizioni
circa la compatibilità ambientale del progetto dei Lavori di
completamento delle opere foranee - primo stralcio funzionale e di
costruzione delle banchine a ponente dello sporgente Ronciglio
presentato dall'Autorità portuale di Trapani riferito
esclusivamente alle seguenti opere:
-prolungamento della diga foranea della Colombaia per una
lunghezza di 150 m;
-realizzazione di un tratto della diga di sottoflutto non radicato
a terra di 300 m di lunghezza;
-banchina a ponente dello sporgente Ronciglio.
Il Ministero ha rilasciato giudizio interlocutorio negativo in
merito alla coerenza dell'esercizio ordinario delle opere portuali
in progetto in relazione alla viabilità di accesso ed al sistema di
mobilità nel territorio del Comune di Trapani.
A oggi, per quanto di competenza, il Servizio 1 è in attesa di
acquisire dal Ministero dell'Ambiente i chiarimenti richiesti con
nota prot. n. 232 del 05.01.2010.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
FARAONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
nel 2008, è stato presentato al comune di Palermo il piano di
lottizzazione dello ZEN per la realizzazione di n. 18 alloggi
sociali della cooperativa Anemone. Tale progetto è firmato
dall'arch. Giuseppe Liga;
il progetto, dopo essere stato istruito dalla competente
commissione urbanistica, è stato inviato al presidente del
consiglio comunale per l'inserimento all'ordine del giorno, ai fini
della relativa determinazione da parte del consiglio comunale
medesimo;
considerato che:
nonostante avesse iniziato il relativo esame e in coerenza con
quanto dallo stesso deliberato, il consiglio ha richiesto ad
integrazione, quali atti fondamentali e necessari alla sua libera e
incondizionata valutazione ed espressione, sia i certificati
antimafia del soggetto richiedente l'autorizzazione alla
lottizzazione, sia quelli riferibili ai proprietari dell'area da
lottizzare, nonché l'adesione al protocollo di legalità che il
consiglio comunale ha adottato quale regola generale di trasparenza
e di contrasto contro la mafia;
ciò nonostante nessuna di tali richieste è stata riscontrata ed
evasa da parte del soggetto richiedente e, malgrado il consiglio
comunale non fosse inadempiente al riguardo, la Regione siciliana
nominava invece un commissario ad acta per l'adozione dell'atto di
competenza del consiglio comunale;
il commissario ad acta, con strano tempismo e, si suppone, senza
acquisire i documenti richiesti dal consiglio comunale, assumeva la
decisione al riguardo deliberando in accoglimento del piano di
lottizzazione;
visto che:
da indagini condotte dalla magistratura, il professionista che ha
firmato il progetto risulta oggi sottoposto a misure cautelari di
restrizione della libertà personale perché ritenuto il nuovo
reggente della famiglia mafiosa di San Lorenzo;
tale circostanza, riferita alla lottizzazione, fa sorgere a
posteriori più che legittimi dubbi e perplessità sull'iter
adottato, con i poteri sostitutivi, da parte del commissario ad
acta nominato dall'Assessorato regionale Territorio e ambiente in
sostituzione del consiglio comunale di Palermo;
ritenuto che occorre fugare ogni e qualsiasi dubbio e sgombrare il
campo da ipotesi e supposizioni che, se dimostrate vere, sarebbero
invece un grave episodio di turbamento della vita, delle
istituzioni e di condizionamento mafioso delle assemblee elettive;
per sapere:
se il commissario ad acta abbia acquisito o meno i certificati
antimafia richiesti dal consiglio comunale di Palermo;
quale istruttoria tecnico-amministrativa abbia compiuto
l'Assessorato regionale Territorio e ambiente in ordine alla
delibera del consiglio comunale, in quanto tempo, con quali
passaggi documentali e con quali esiti propedeutici al parere
finale;
i motivi che abbiano spinto il commissario ad acta e, per esso,
l'Assessorato regionale Territorio e ambiente alla bocciatura della
delibera». (1119)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto il
Dipartimento regionale Urbanistica con nota prot. 62 del 17.05.2010
ha rappresentato quanto segue.
In data 28/09/2009, prot. 72248 dell'Assessorato regionale
Territorio, perveniva la richiesta di intervento sostitutivo per
approvazione piano di lottizzazione in zona S. Filippo Neri,
adiacente al Velodromo per la realizzazione di 18 villette a
schiera Soc. Cooperativa Anemone, a firma del Presidente della
Coop.va
In data 17/11/2009, con nota prot. 84946 il Dirigente Generale pro-
tempore del Dipartimento regionale Urbanistica, chiedeva al Sig.
Sindaco, al Presidente del C.C., al responsabile del Settore
Urbanistica del Comune di notiziari con urgenza riguardo agli
adempimenti e/o provvedimenti eventualmente adottati in ordine al
Piano di Lottizzazione in argomento.
A seguito del riscontro della superiore richiesta, pervenuta
all'Assessorato Territorio in data 03/12/2009 con nota prot. 89260,
ritenuto non esaustivo dal Dipartimento Urbanistica, per il
perdurante lasso di tempo trascorso dalla trasmissione del P.d.L.
in argomento al C.C. per la sua determinazione, veniva nominato in
qualità di Commissario ad acta, con D.A. n. 273/gab del 18/12/2009,
il Geom. Giuseppe Traina.
In data 25/03/2010 con nota prot. 11, il Commissario ad acta
trasmetteva copia della delibera n. 31 del 24/03/2010, del Comune
di Palermo, con la quale approvava la proposta di diniego del Piano
di lottizzazione considerato che non risultano trasmessi tutti i
titoli di proprietà di tutte le particelle costituenti la
superficie del P.d.L.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma
AMMATUNA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
con la legge 8 luglio 2003, n. 172, recante 'Disposizioni per il
riordino ed il rilancio della nautica da diporto e del turismo
nautico', al comma 7 dell'art. 6, si statuisce che 'a decorrere
dall'1 luglio 2004, le attribuzioni relative ai beni del demanio
marittimo, già trasferite alle regioni ai sensi del D.P.R. 1 luglio
1977, n. 684, sono esercitate direttamente dall'Amministrazione
regionale';
l'Assemblea regionale siciliana, al fine di applicare la norma
nazionale sopra citata e consentire l'esercizio diretto delle
funzioni amministrative del demanio marittimo e della salvaguardia
delle coste, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005, n.
15, recante 'Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
materia di demanio marittimo', esplicitando così la volontà
legislativa di far assumere all'Amministrazione regionale tale
esercizio diretto;
l'art. 6, comma 1 , della citata l.r. n. 15 del 2005, testualmente
recita: 'Nelle more della predisposizione di una legge organica che
disciplini l'esercizio delle funzioni relative alla gestione
diretta del demanio marittimo prevista dall'art. 6, comma 7, della
legge 8 luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici periferici
del demanio marittimo regionale';
con deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15 dicembre 2005,
esternata con decreto del Presidente della Regione n. 05/Area
l/S.G. del 16 gennaio 2006, è stata operata la modifica delle
strutture intermedie del Dipartimento 'Territorio e ambiente', a
seguito di proposta dell'Assessore regionale per il territorio,
prevedendo l'istituzione di otto uffici periferici del demanio
marittimo con struttura, essendo appunto uffici periferici ed alla
pari delle altre articolazioni territoriali di altri dipartimenti
ed in linea con i dettami della l.r. n. 10 del 2000 e dei contratti
collettivi regionali di lavoro, di servizi e più precisamente:
servizio 9 (ambito di competenza della Capitaneria di Porto di
Palermo); servizio 10 (ambito di competenza della Capitaneria di
Porto di Milazzo); servizio 11 (ambito di competenza della
Capitaneria di Porto di Messina); servizio 12 (ambito di competenza
della Capitaneria di Porto di Augusta e Catania); servizio 13
(ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Siracusa e
Pozzallo); servizio 14 (ambito di competenza delle Capitanerie di
Porto di Gela e Porto Empedocle); servizio 15 (ambito di competenza
della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo); servizio 16
(ambito di competenza della Capitaneria di Porto di Trapani);
considerato che:
al momento gli uffici periferici del demanio marittimo non
rivestono le caratteristiche di struttura di servizi, alla pari
delle altre articolazioni territoriali di altri dipartimenti ed in
linea con i dettami della l.r. n. 10 del 2000 e dei contratti
collettivi regionali di lavoro, in quanto molti degli iter
amministrativi posti in essere possono arrivare a completamento
soltanto in sede dipartimentale;
fra gli otto uffici periferici del demanio marittimo, istituiti
con deliberazione di Giunta regionale n. 577 del 15 dicembre 2005,
esternata con decreto del Presidente della Regione n. 05/Area
l/S.G. del 16 gennaio 2006, non ne è previsto alcuno in provincia
di Ragusa, pur annoverando quest'ultima la Capitaneria di Porto di
Pozzallo;
nell'attuale fase di crisi economica globale, che colpisce in
maniera virulenta anche la Sicilia, non è più possibile protrarre
la fase di stagnazione amministrativa che porta a lungaggini nel
rilascio di concessioni demaniali ai privati, a discapito di ogni
tentativo di ripresa economica;
per sapere:
se intendano applicare correttamente le normative, nazionale e
regionale, e gli indirizzi di governo già espressi attraverso
apposite deliberazioni e decreti riguardo alle funzioni relative
alla gestione diretta dei beni del demanio marittimo regionale;
se intendano agire nel pieno rispetto e nella totale applicazione
della legge 8 luglio 2003, n. 172, della legge regionale 29
novembre 2005, n. 15, nonché di tutte le norme vigenti e delle
deliberazioni della Giunta regionale afferenti alla gestione
diretta dei beni del demanio marittimo regionale;
se intendano istituire un ulteriore ufficio periferico del demanio
marittimo con sede a Pozzallo, a servizio dell'intera provincia di
Ragusa, evitando così appesantimenti nell'azione amministrativa con
nocumento per l'utenza;
se, altresì, intendano porre in essere una politica di gestione
del territorio che preveda un progetto complessivo di salvaguardia
delle coste, di programmazione e conoscenza reale dello stesso
senza per questo penalizzare l'iniziativa privata riguardo al
corretto e sostenibile sfruttamento delle potenzialità turistiche,
ricreative e di intrattenimento, considerato che così si
riuscirebbe ad avere una migliore gestione dei fondi strutturali
della UE 2007/2013». (1152)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, il
Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 138 del 27.01.2011
ha rappresentato quanto segue.
Il Dipartimento, nello svolgimento delle funzioni ad esso
delegate, applica già correttamente le normative nazionale e
regionale relativamente alla gestione diretta dei beni del Demanio
Marittimo. La norma regionale (15/2005) consentiva, nelle more
dell'istituzione degli Uffici Periferici del Demanio Marittimo
(U.P.D.M) di avvalersi, in regime di convenzione, delle Capitanerie
di Porto dell'Isola. Ciò, è regolarmente avvenuto per gli anni dal
2005 al 2010.
In attuazione della L.R. 15/2005, sono stati istituiti,
nell'ambito della riforma dell'amministrazione regionale, scaturita
dalla L.R. n. 19/2008 gli U.P.D.M.
In tale contesto sono stati individuati e approvati con delibera
di Giunta di Governo n. 8 Uffici periferici; è stato formulato
apposito atto di interpello per il reclutamento del personale del
comparto non dirigenziale ed è stata data pubblicità alle
postazioni dirigenziali vacanti.
Alla data odierna è in corso la definizione di tutti i
trasferimenti del personale che ha aderito al'atto di interpello e
sono in atto le procedure per la contrattualizzazione dei
dirigenti.
Nella individuazione delle sedi da destinare agli Uffici
Periferici si è cercato di uniformare, per quantità di pratiche
trattate in ambito territoriale, tutti gli uffici stessi e pertanto
si è addivenuti alla conclusione, peraltro condivisa dalla giunta
di Governo, di accorpare le competenze territorialmente omogenee
di talune Capitanerie di Porto .
E così l'ufficio Periferico di Catania ha visto accorpate le
competenze delle Capitanerie di porto di Catania e Augusta,
l'Ufficio di Porto Empedocle è stato unito alle competenze della
Capitaneria di Gela, ed anche l'ufficio Periferico di Siracusa è
stato accorpato con le competenze territoriali della Capitaneria di
porto di Pozzallo. Ciò, anche nell'ottica di una riduzione e
razionalizzazione delle spese della Pubblica amministrazione volute
dal Governo regionale.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
RUGGIRELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana, onde consentire un adeguato e
diretto esercizio delle funzioni amministrative del demanio
marittimo, ha approvato la legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,
recante 'Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in
materia di demanio marittimo';
l'art. 6, comma 1, della suddetta l. r. n. 15 del 2005 recita:
'Nelle more della predisposizione di una legge organica che
disciplini l'esercizio delle funzioni relative alla gestione
diretta del demanio marittimo prevista dall'art. 6, comma 7, della
legge 8 luglio 2003, n. 172, sono istituiti gli uffici periferici
del demanio marittimo regionale';
considerato che:
nelle more dell'istituzione dei suddetti uffici, le funzioni
relative ai procedimenti amministrativi sono state demandate
dall'Assessorato regionale Territorio e ambiente alle capitanerie
di porto competenti per territorio, previa stipula di apposita
convenzione con il comando generale delle capitanerie di Porto, che
vede per il solo anno 2010 l'esborso di un corrispettivo pari ad
800.000,00 euro;
con d.d.g. n. 351 - dipartimento regionale dell'ambiente - del 25
giugno 2010 è stato approvato il nuovo funzionigramma del citato
dipartimento relativo al funzionamento delle aree, dei servizi e
delle unità operative che li compongono, nonché gli uffici di staff
alle dirette dipendenze del dirigente generale;
in seno al servizio 5 - demanio marittimo - del funzionigramma
approvato sono state individuate otto unità operative relative agli
uffici periferici del demanio marittimo per gli ambiti territoriali
di Palermo, Milazzo, Messina, Catania, Siracusa, Porto Empedocle,
Mazara del Vallo e Trapani;
per il reperimento del personale da destinare agli uffici
periferici del demanio marittimo è stato predisposto atto
d'interpello in data 10.03.2010, prot. n. 37188, dal competente
Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica;
con successivi d.d.g. del dipartimento dell'ambiente nn. 697,698
del 29.09.2010 e nn. 700,701 del 30.09.2010 sono già stati
individuati per le sedi Porto Empedocle, Catania, Messina e Milazzo
i rispettivi dirigenti di unità operativa;
per sapere le motivazioni che ad oggi impediscano l'individuazione
dei dirigenti delle sedi di uffici periferici del demanio marittimo
ancora scoperte, in considerazione anche dell'imminente data di
scadenza delle convenzioni stipulate con il comando generale delle
capitanerie di porto, ricordando che la non ottemperanza al tutto
potrebbe configurare, oltre ad un ingiustificato aggravio di spesa,
anche il protrarsi di una inopportuna quanto singolare situazione
che vedrebbe ancora disattesa negli anni la volontà del legislatore
circa le finalità per le quali si è pervenuto all'istituzione degli
uffici in questione». (1480)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, il
Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 213 del 27 gennaio
2011 ha rappresentato quanto segue.
Le sedi che, alla data odierna, risultano scoperte sono: Palermo,
Siracusa e Trapani.
Per l'Ufficio Periferico di Siracusa l'incarico è stato proposto
all'ingegnere Pagano che, con nota assunta al prot. n. 5394 del 26
gennaio 2011, ha comunicato di non esser più disponibile ad
assumere tale incarico. Si sta pertanto procedendo a proporre
l'incarico ad altro dirigente.
Per quanto concerne l'ufficio di Palermo, si è in attesa di
risposta da parte di un dirigente individuato.
Relativamente all'Ufficio di Trapani non è stato ancora
individuato alcun dirigente.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma