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Resoconto d'Aula della Seduta n. 228 di mercoledì 23 febbraio 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  il  territorio  e  l'ambiente, la risposta  scritta  alla  seguente
  interrogazione:

   N.  1003  - Verifica della manovra di alleggerimento del serbatoio
  Guadalami  del  bacino della diga di Piana degli  Albanesi  (PA)  a
  salvaguardia della popolazione e del territorio agricolo.
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nei giorni scorsi nella città di Palermo si è verificato un triste
  episodio  che  ha visto il decesso di un cittadino extracomunitario
  di origine marocchine;

   in  particolare,  la  gravità del fatto ha messo  in  evidenza  la
  problematica della integrazione sociale ed economica dei  cittadini
  di origine extra comunitaria;

   considerato che:

   i  rapporti tra la Regione Siciliana ed il Regno del Marocco  sono
  improntati su rapporti di amicizia ed al rispetto reciproco;

   la  Regione  siciliana deve adottare iniziative a  sostegno  della
  famiglia di Noureddine Adnane;

   ritenuto   che:  occorre  creare  condizioni  serene  per   favore
  l'integrazione sia sociale sia economica;

   per sapere:

   quali  atti e provvedimenti abbia adottato o intenda adottare  per
  garantire  l'integrazione sia sociale sia economica  dei  cittadini
  extracomunitari presenti sul nostro territorio nel  rispetto  della
  legge;

   quali  iniziative intenda realizzare a sostegno dei  familiari  di
  Noureddine Adnane». (1713)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore per la sanità, premesso che da diversi anni, nei 55
  distretti socio-sanitari della Regione trova applicazione la  legge
  328/2000;

   visto che, nonostante il tempo trascorso, emerge dalla valutazione
  dei  piani  di  zona l'insufficiente presenza di piani  sanitari  a
  completamento e integrazione degli interventi sociali previsti;

   ritenuta  necessaria, tanto sugli aspetti sociali  che  su  quelli
  sanitari,  una  sinergia tra ente locale comune e servizi  dell'ASP
  soprattutto  nelle programmazioni rivolte alle fasce di popolazione
  più debole (come disabili e anziani);

   osservato   che   tale   integrazione   socio-sanitaria    risulta
  particolarmente  carente nei piani personalizzati  per  minori  con
  disabilità;

   ricordato che un tentativo di potenziamento  di tali piani è stato
  fatto   con   l'inserimento  dell'art.   91   nelle    disposizioni
  programmatiche  e correttive per l'anno 2010', legge  regionale  12
  maggio  2010, n. 11, che prevede l'utilizzo di risorse della  legge
  328/00 e del fondo per le non autosufficienze;

   rilevato  tuttavia che tale intervento finanziario si  è  mostrato
  insufficiente  a  far  fronte ai bisogni  dei  minori  disabili  in
  assenza degli interventi di tipo sanitario di cui gli stessi  hanno
  bisogno, quali logopedia, fisioterapia e psicomotricità;

   per  p  quali  misure intenda adottare per evitare un aggravamento
  delle   disfunzionalità   segnalate   e   favorire   una   maggiore
  integrazione socio-sanitaria negli interveti previsti nei piani  di
  zona   e  garantire,  oltre  il  rispetto  della  legge  nazionale,
  l'efficacia degli interventi stessi». (1716)

                                                            PANEPINTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso   che   i   lavoratori  precari   dell'azienda   sanitaria
  provinciale  (ASP)  di  Messina e le  organizzazioni  sindacali  di
  categoria hanno promosso iniziative per sollecitare l'effettuazione
  di  tutti i concorsi, inclusi quelli destinati agli ausiliari,  per
  coprire i vuoti di organico;

   considerato che:

   il  Governo  nazionale,  abrogando  le  norme  preesistenti  sulla
  stabilizzazione,  ha frustrato le legittime aspettative  di  coloro
  che lavorano da anni nelle strutture sanitarie pubbliche;

   le  aziende  sanitarie  hanno, comunque, interesse  a  valorizzare
  professionalità  che hanno contribuito a formare  nel  corso  degli
  anni;

   le  procedure concorsuali, nel pieno rispetto delle norme vigenti,
  possono   consentire  di  assorbire  le  professionalità   maturate
  all'interno   delle   aziende  e  rispondere   positivamente   alle
  aspettative legittime e ad un problema sociale molto serio;

   è  utile  operare affinché si evitino contrapposizioni tra precari
  ed operatori della SUES;

   la  pianta  organica  definita a livello provinciale,  frutto  del
  confronto  fra la dirigenza e le OO.SS., che prevede 186  posti  di
  ausiliario,  non  deve  essere  modificata,  perché  risponde  alle
  effettive esigenze del servizio;

   il  personale SUES deve essere utilizzato nelle aziende  sanitarie
  per  le  competenze che ha maturato e non ridimensionando il numero
  degli  ausiliari  previsto  nelle piante  organiche  per  necessità
  organizzative;

   la  mobilità, imposta dalle normative nazionali varate dal Governo
  Berlusconi,  va  attuata  con criteri rigorosi  e  funzionali  alle
  esigenze organizzative delle aziende;

   per sapere:

   se   non   ritengano  necessario  approvare  la  pianta   organica
  predisposta  dall'ASP di Messina e delle altre  aziende  sanitarie,
  così come sono state definite, in ambito aziendale, e senza ridurre
  la quota di ausiliari;

   se  non valutino opportuno l'utilizzazione del personale SUES  per
  la gestione di servizi, attualmente esternalizzati;

   se non considerino urgente approvare le piante organiche e bandire
  i  concorsi per consentire una piena funzionalità delle  aziende  e
  dare  risposte, nel rispetto delle leggi vigenti, alle  aspettative
  legittime  dei  lavoratori  precari  che  da  anni  operano   nelle
  strutture sanitarie pubbliche». (1717)

                                                            PANARELLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   è in corso di realizzazione nella costa del territorio di Siracusa
  la  costruzione di un traliccio alto oltre 36 metri per il sostegno
  di   un  radar   di  profondità'  richiesto  dalla  amministrazione
  militare della Guardia di finanza per il controllo del mare  e  dei
  relativi flussi immigratori;

   il  sito  interessato,  prospiciente l'area  marina  protetta  del
  Plemmirio,  è  sottoposto a vincolo paesaggistico  ed  ha  notevole
  rilevanza dal punto di vista ambientale;

   considerato che:

   oltre   al   grande   impatto  visivo   del   traliccio,   destano
  preoccupazione  nei  residenti della zona costiera  interessata  le
  emissioni di onde elettromagnetiche che la struttura produrrebbe;

   il dipartimento ARPA di Siracusa, al riguardo, avrebbe riferito al
  comitato di cittadini all'uopo costituitosi che non è stato fornito
  alcuno  studio atto a rassicurare sulla salvaguardia  della  salute
  rispetto ai possibili effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche
  emessa dal radar;
   tale  situazione desta un evidente senso di apprensione  e  timore
  sulla  popolazione  per  i possibili effetti  nocivi  che  le  onde
  elettromagnetiche emesse potrebbero generare sulla salute  umana  e
  degli animali che vivono nella zona;

   nessuna  informazione  sarebbe stata  fornita  al  riguardo  dalle
  autorità  competenti, sebbene più volte richiesta;  in  particolare
  dalla   associazione  Plemmyrion  che  insieme  alla   rete   delle
  associazioni  ambientaliste  ha  manifestato  contrarietà  a   tale
  iniziativa, a tutela della salute;

   per sapere:

   se   nell'iter   tecnico-amministrativo  che   ha   portato   alla
  autorizzazione  dell'impianto  in oggetto  siano  state  rispettate
  tutte le norme vigenti in materia;

   se  si  ritenga di poter escludere, per effetto della  costruzione
  dell'impianto  in  oggetto, ogni possibile rischio  per  la  salute
  della popolazione residente nell'area, con riferimento ai limiti di
  emissione previsti dalla legge;

   se  non  si  ritenga, nelle more degli accertamenti del  caso,  di
  richiedere la sospensione dei lavori in oggetto». (1718)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «All'Assessore  per la salute, premesso che nelle  recenti  nomine
  operate dal direttore generale dell'ASP di Palermo è stato affidato
  l'incarico di direttore del distretto di Petralia Sottana al dottor
  Filippo Grippi, da oltre 11 anni operante in altri distretti con la
  funzione  attenuta  dopo  selezione concorsuale  per  direttore  di
  struttura  complessa  con  contratto quinquennale  e  con  verifica
  favorevole alla scadenza dei cinque anni;

   ricordato  che il dottore Grippi ha subìto numerose intimidazioni,
  regolarmente  denunciate  alle autorità di polizia,  verosimilmente
  riconducibili  al  ruolo avuto nella verifica  dei  pagamenti  alla
  clinica  di  Aiello  a  Bagheria, dove operò a  tutela  dell'erario
  pubblico facendo emergere le illegalità di quel caso;

   considerato che la nomina del dottore Grippi a Petralia è avvenuta
  parallelamente alla ingiustificabile nomina del dottore  Scaduto  a
  coordinatore  sanitario dell'ASP di Palermo,  anche  lui  coinvolto
  nella  vicenda  della  clinica Aiello ma  in  posizione  opposta  e
  contraria  a  quella avuta da Grippi e, per tali ragioni,  ritenuto
  colpevole di danno erariale;

   presa  nota  della  inconsistenza  delle  dichiarazioni  pubbliche
  offerte  dal  dottor Cirignotta in merito alla nomina  del  dottore
  Scaduto;

   visto  che l'allontanamento del dottore Grippi per di più  sarebbe
  stato   accompagnato  da  una  consistente  quanto  incomprensibile
  riduzione della sua busta paga;

   valutato   che   l'insieme  dei  fatti  sopra   descritti   sembra
  configurare  una  ritorsione nei confronti del dottore  Grippi,  in
  contraddizione  con le indicazioni di trasparenza  e  rigore  nelle
  nomine  della  sanità  più volte affermate e ripetute  quali  linee
  operative dell'attuale Governo regionale;

   per sapere:

   quali  ragioni abbiano portato alla scelta di spostare il  dottore
  Grippi  nella  sede di Petralia e, parallelamente, di  affidare  al
  dottore  Scaduto l'incarico di coordinatore sanitario  dell'ASP  di
  Palermo;

   quali   motivazioni  siano  adducibili  per  la  riduzione   degli
  emolumenti  al dottore Grippi mentre gli si affida un incarico  che
  comporta aggravi di costi per raggiungere quotidianamente  la  sede
  assegnata;

   se non valuti censurabile il comportamento e le scelte operate dal
  dottor  Cirignotta nella qualità di direttore generale dell'ASP  di
  Palermo». (1719)

                                                        DE BENEDICTIS

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  nota emessa dal servizio 6 - programmazione dell'emergenza  -
  dal  giorno  25  gennaio 2011, si è provveduto alla  'eliminazione'
  della   base   di  Catania  e  alla  individuazione,   come   base,
  Caltanissetta;

   nella  nota  viene  evidenziato che tale rimodulazione  comporterà
  l'utilizzo di elicotteri più performanti;

   conseguentemente,   viene   prevista   la   riduzione    ad    H12
  dell'operatività  dell'eliambulanza  allocata  presso  la  base  di
  Catania;

   tale  ridotta  operatività si riverbera sulla  funzionalità  della
  pista  di atterraggio essendo la stessa, quindi, inoperante per  le
  ore  post  meridiane,  causa mancanza di  servizi  essenziali  alla
  sicurezza;

   ciò, di fatto, impedisce l'utilizzo della pista anche ad eventuali
  altri elicotteri adibiti all'emergenza;

   in ogni caso si priva un vasto bacino (comprendente le province di
  Messina,  Catania,  Siracusa  e  Ragusa,  oltre  le  isole)   della
  necessaria  copertura in caso di emergenza sanitaria, con  ciò,  di
  fatto, alimentando legittime preoccupazioni dei cittadini in merito
  alla  potenziale  lesione di un bene considerato  primario  qual  è
  quello della salute;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano prendere per mantenere  inalterati  i
  livelli  di  intervento  nel territorio che  allo  stato  risultano
  fortemente penalizzati;

   quale  sia  il peso da dare alla nota in parola quando  evidenzia,
  quale  base  della  rimodulazione,  l'utilizzo  di  elicotteri  più
  performanti;

   le  motivazioni  tecniche  che hanno comportato  l'individuazione,
  come    base,    di    Caltanissetta   e,   conseguentemente,    la
  declassificazione della base di Catania». (1723)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                      FORZESE-LENTINI

   PRESIDENTE.  L'interrogazione testé  annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   VITRANO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nel comune di Camporeale, territorio della provincia regionale  di
  Palermo, non risulta attivo il servizio del 118;

   tale  situazione è pregiudizievole per il diritto alla salute  dei
  cittadini del predetto comune e dell'intero comprensorio e crea una
  disparità di trattamento tra i residenti nel territorio regionale;

   considerato che:

   il  comune  di  Camporeale, proprio per la distanza dal  capoluogo
  siciliano  e  per  le  notevoli  difficoltà  dovute  alle  precarie
  condizioni   di  viabilità,  presenta  un  percorso   insidioso   e
  abbastanza   lungo   per  raggiungere  un  presidio   sanitario   o
  ospedaliero;

   tale situazione mette in pericolo il diritto alla salute;

   ritenuto che:

   si  tratta  di  un  servizio pubblico per la salute  e  quindi  di
  primaria utilità e necessità;

   occorre  attivare  immediatamente il servizio del  118  presso  il
  comune di Camporeale;

   per sapere:

   i  motivi  che  ad oggi impediscano la fruizione del servizio  del
  servizio del 118 a Camporeale (PA);

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per tutelare  il
  diritto  alla  salute  dei  cittadini di Camporeale  e  dell'intero
  comprensorio;

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per  avviare  il
  servizio del 118 a Camporeale». (1712)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in data 25 giugno 2010 nella GURS n. 9 - Serie speciale concorsi -
  è  stato  pubblicato il bando di concorso pubblico, per  titoli  ed
  esami,  da espletarsi con le modalità previste dal DPR 10  dicembre
  1997  n. 483, per la copertura a tempo indeterminato di n. 4  posti
  di  dirigente amministrativo, indetto dall'azienda ospedaliera  per
  l'emergenza Cannizzaro di Catania;

   considerato che:

   la  legge  regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma 4, concernente
  l'accelerazione  dei  pubblici  concorsi  dispone  che:  'Ai   fini
  dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure concorsuali'
  (...)  per  il  triennio  successivo all'entrata  in  vigore  della
  medesima  legge  i  posti messi a concorso siano  coperti  mediante
  concorsi pubblici per 'soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite le procedure concorsuali della suddetta selezione,
  atteso che la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 9  -  Serie
  speciale  concorsi - del 25 giugno 2010, onde garantire il rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1714)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   un  articolo  dal titolo 'Un terzo delle scuole senza  agibilità',
  pubblicato  il  20  febbraio 2010 dal quotidiano  'La  Repubblica',
  edizione di Palermo, a pagina IX, riporta la notizia relativa  alla
  mancanza  del  certificato  di agibilità  in  96  dei  272  edifici
  scolastici della città di Palermo;

   in particolare, sempre secondo il suddetto articolo, il documento,
  che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene  e
  salubrità degli edifici e degli impianti installati mancherebbe  in
  17  scuole superiori, 10 scuole medie, 25 istituti comprensivi e 44
  tra scuole elementari e materne del capoluogo;

   il  certificato  di  agibilità assicura il rispetto  di  tutte  le
  normative  tecniche  a  cui  l'immobile  deve  ottemperare  ed   in
  particolare  assicura  anche la regolarità  della  costruzione  dal
  punto  di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica e della
  conformità alla legge degli impianti tecnologici;

   considerato che:

   nel 2008, dopo il drammatico crollo del tetto in una scuola di  un
  liceo  di Rivoli, in provincia di Torino, che causò la morte di  un
  alunno,   il   Ministro  Gelmini  dispose  un  monitoraggio   sulle
  condizioni di sicurezza di tutti gli edifici scolastici;

   il  monitoraggio, fatto attraverso un questionario  compilato  dai
  presidi, è stato completato nel 2009, ma i risultati dell'indagine,
  che  dovrebbero  essere in possesso del Ministero  dell'istruzione,
  dei  suoi uffici periferici (ex provveditorato agli studi e  uffici
  scolastici regionali) e degli enti locali non sarebbero stati  resi
  noti;

   già  nel lontano luglio del 2009, con un precedente atto ispettivo
  (n.  667),  cui  non  è  stato  dato a tutt'oggi  alcuna  risposta,
  l'interrogante  chiedeva quali fossero le  scuole  in  possesso  di
  tutti  i  requisiti  di  sicurezza  imposti  dalla  legge  e  quali
  provvedimenti  fossero  stati presi  nei  casi  di  inadempienza  o
  irregolarità accertate;

   lo  Statuto  attribuisce  importanti competenze  alla  Regione  in
  materia di scuola;

   per sapere:

   i  risultati  del monitoraggio del 2008 sullo stato  di  sicurezza
  degli edifici scolastici nel territorio siciliano; quali misure  si
  intendano  adottare e con quali risorse si intenda  provvedere  per
  assicurare  la rapida realizzazione delle condizioni  di  sicurezza
  nelle scuole siciliane». (1715)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le risorse agricole ed  alimentari,
  premesso che:

   circolano  con  insistenza indiscrezioni  relative  alla  prossima
  emanazione  di un bando di gara per l'affidamento del  servizio  di
  antincendio boschivo mediante l'impiego di un numero imprecisato di
  elicotteri tra cui alcuni biturbina;

   il  servizio  antincendio boschivo nella Regione  è  stato  sempre
  svolto con elicotteri monoturbina;

   l'utilizzo di un velivolo biturbina comporta un costo quasi doppio
  rispetto  a quello di un elicottero monoturbina, ossia circa  mezzo
  milione  di euro in più l'anno, senza duplicarne i risultati  nello
  specifico impiego, anzi con una efficacia nello spegnimento incendi
  notevolmente inferiore, tanto è vero che le altre regioni  italiane
  non  lo  adottano  proprio in ragione di uno sconveniente  rapporto
  costo-efficacia;

   il fenomeno degli incendi boschivi è stato fino ad ora contrastato
  senza  aver mai fatto lamentare alle autorità preposte la  mancanza
  di mezzi più efficaci;

   l'elicottero  biturbina,  aldilà  dell'impiego  antincendio,   può
  essere  di  più  congeniale  utilizzo  per  trasporto  di  persone,
  attività   estranea   al  servizio  di  antincendio   boschivo,   o
  elisoccorso, servizio già svolto da specifici elicotteri;

   per sapere:

   se  effettivamente sia in corso di emanazione un bando di gara con
  tali requisiti;

   se  si ritenga opportuno adottare un mezzo aereo oltremodo costoso
  per  sottoimpiegarlo  in un servizio sino ad ora  soddisfatto,  non
  solo  nella  Regione siciliana, con mezzi molto  più  economici  ed
  efficienti in termini di spegnimento incendi e se ciò non configuri
  uno spreco in un periodo in cui i bilanci non consentono errori  di
  valutazione». (1720)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                       LEONTINI-MANCUSO-LIMOLI-CORONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  l'azienda  sanitaria  provinciale  di  Agrigento,  a
  seguito  dell'entrata  in  vigore della l.  r.  n.  5/2009,  dall'1
  settembre  2009  affidata  al  D.  G.  dr.  Salvatore  Olivieri,  è
  subentrata alle cessate aziende ospedaliere 'San Giovanni  di  Dio'
  di  Agrigento,  azienda ospedaliera di Sciacca  ed  AUSL  n.  1  di
  Agrigento;

   da  informazioni assunte attraverso gli organi di stampa, anche  a
  tiratura nazionale, si ha notizia di irregolarità e criticità assai
  rilevanti come riportato nell'ordine dei punti che seguono:

   1. Banca cordonale di Sciacca: trascrizione (parziale) del d.a. n.
      2084 del 12 agosto 2010.
   Nonostante  la richiesta espressa con la nota assessoriale  del  5
  maggio  2010  prot.  n.  DASOE/6/1187, non è  stata  trasmessa  una
  rendicontazione  delle  attività poste in essere  per  effetto  del
  finanziamento,  rendicontazione che  desse  contezza  delle  azioni
  intraprese  ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti,  e
  non  si è altresì provveduto, come richiesto con la medesima  nota,
  alla definizione di un modello organizzativo che si discostasse per
  efficacia ed efficienza dai precedenti modelli gestionali;

   si  riportano,  in proposito, stralci del decreto assessoriale  n.
  2084 del 12 agosto 2010:

   '(...)  considerato che il Direttore Generale con  nota  prot.  N.
  3904/D  del  25 maggio 2010 ha invece trasmesso una  nota  di  mera
  risposta  che  non  fornisce  elemento  alcuno  di  riscontro  alla
  richiesta  suddetta in merito alla rendicontazione  delle  attività
  poste   in   essere  e  alla  definizione  di  un   nuovo   modello
  organizzativo.
   (...)  considerato  che  non risulta ottemperata  la  disposizione
  espressa  nella  nota prot. N. DASOE/6/1546 del 7  maggio  2010  di
  provvedere   al   reintegro  presso  la   banca   cordonale   della
  responsabile del sistema di gestione della qualità la cui  presenza
  viene  ritenuta  necessaria per la realizzazione  del  piano  delle
  azioni correttive.
   (...)  decreta: nominare il Dott. Affilio Mele, quale  commissario
  ad  acta, per il progetto di riqualificazione della Banca cordonale
  di  Sciacca, il quale si avvale di un rappresentante esperto  quale
  il dottor Raimondo Marcenò del Centro Regionale Sangue';

   tale  situazione,  a  dir poco incresciosa ed irriverente,  appare
  alquanto   singolare   sia  sotto  il  profilo   della   necessaria
  subordinazione    tra   organi   preposti,   sia    sotto    quello
  dell'effettività  dell'azione  demandata  al  commissario,   stante
  l'intralcio verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Non
  ultimo  il  mancato  rapporto collaborativo, preesistente  e  forse
  inesistente,  foriero  di  commistione  e  confusione  tra  le  due
  gestioni (ASP e Banca del cordone), non ultimi i maggiori costi  da
  sostenere.  Non  è  dato  conoscere il  tempo  a  disposizione  del
  commissario e relativo esperto oltre alla spesa che deriva;

   per  sapere  lo  stato  degli atti anche sotto  il  profilo  della
  funzionalità, dell'efficacia e dell'efficienza della struttura e se
  siano segnalate responsabilità di specie;

   2. Atto aziendale (D. 15/10/2010).
   E'  stato approvato (a condizioni) e pubblicato nella GURS del  12
  novembre 2010;

   sistematicamente,  l'atto doveva entrare  in  vigore  a  far  data
  dall'1 dicembre 2010;

   il  D.  G.  ha  posto in essere la deliberazione n.  1088  del  18
  novembre 2010, sciogliendo le riserve e fissando la data di entrata
  in  vigore  all'1 dicembre 2010, sennonché inopinatamente,  e  solo
  mediate foglio di servizio interno n. 25746 del 3 dicembre  2010  -
  non  indirizzato  all'Assessore  -  l'entrata  in  vigore  è  stata
  rinviata al 15 gennaio 2011;

   meraviglia    che   la   direzione   generale,   con   motivazioni
  estemporanee, prive di pregio, rinvii l'entrata in vigore dell'atto
  aziendale  con  questa  modalità e,  peraltro,  senza  far  seguire
  apposito   atto   deliberativo  a  modifica  di  quello   n.   1088
  precedentemente adottato;

   sembra palese la 'violazione di legge';

   per  sapere  se l'Assessore sia a conoscenza di tale  anomalia  e,
  qualora lo fosse, quale iniziativa intenda adottare. Rimane oscuro,
  altresì,  il  meccanismo di individuazione e di assegnazione  delle
  strutture semplici che non figurano tutte nell'atto aziendale e che
  restano  attivate  in regime di 'proroga' anche  in  assenza  delle
  necessarie indicate nelle apposite linee guida;

   3. Esposti del sindacato FIALS e di un ex dirigente dell'azienda.
   Dagli  organi di stampa, si apprende che in data 7 settembre 2010,
  il  V.  segretario regionale del sindacato FIALS ha segnalato,  tra
  gli   altri,  all'Assessorato  della  salute,  alla  Procura  della
  Repubblica presso il Tribunale di Agrigento ed alla Corte dei conti
  di  Palermo,  varie  irregolarità ed abusi in tema  di  consulenze,
  acquisti  e  forniture,  e fatto affiggere,  in  maniera  plateale,
  manifesti murali in tutti i locali adiacenti alla struttura;

   la   segnalazione  sembra  precedere  quella  del  dottor  Cataldo
  Manganaro  il quale, prima di essere collocato in aspettativa,  per
  assumere  altro  incarico,  avrebbe  inviato  alla  Procura   della
  Repubblica di quel capoluogo altro significativo esposto in  ordine
  a  presunti reati in materia di appalti e forniture. Tale  contesto
  sembra condurre alla deliberazione n. 1146 del 3 dicembre 2010, con
  la  quale risulta deliberata la sostituzione dei gruppi frigoriferi
  e  impianto  di  rigenerazione presso gli ospedali  di  Sciacca  ed
  Agrigento  per una spesa complessiva pari ad euro 4.912,086,00,  in
  parte a carico del dicastero dell'ambiente ed in parte a carico del
  bilancio   dell'azienda  a  decorrere  già  dall'esercizio   appena
  trascorso 2010;

   4. Gestione della pianta organica.
   Attraverso  le  deliberazioni, come tali rese pubbliche  sul  sito
  istituzionale  dell'ASP, mediante l'uso della  formula  'in  attesa
  della definizione della pianta organica', si ricava una costante  e
  continua  attività di assunzione a tempo determinato,  sia  medico,
  sia  paramedico e non medico, compreso personale dirigente  assunto
  ex  art. 15 septies, co. 2, del d.lgs. n. 502/92, ovvero in  deroga
  all'art. 7, co. 6, d.lgs. n. 165/01;

   si  cita  a  titolo  di esempio 'l'avviso pubblico'  di  cui  alla
  deliberazione n. 970 del 14 ottobre 2010, con la quale si  provvede
  al  conferimento di ben otto incarichi di collaborazione coordinata
  a  progetto  per  l'assunzione  di tre  ingegneri,  due  medici  di
  medicina  del  lavoro  e  tre  tecnici  della  prevenzione,  e  ciò
  nonostante l'azienda, fino a prova contraria, abbia già in organico
  personale di eguale qualifica e professionalità;

   peraltro  si dovrebbe rendicontare il meccanismo di proroga  degli
  incarichi agli ausiliari, meccanismo che ha scatenato vive proteste
  per  una presunta iniqua assegnazione dei periodi di servizio e che
  è sfociata in una specifica contestazione all'Assessorato Salute;

   per   sapere  altresì,  restando  ciò  un  mistero  di   difficile
  comprensione,  la  logica  di  attribuzione  della   durata   degli
  incarichi a tempo determinato: tre mesi, sei mesi e così via;

   5. Obiettivi e riorganizzazione.
   Per  sapere,  in previsione della valutazione cui è sottoposta  la
  dirigenza aziendale, se si sia provveduto:

   alla   riorganizzazione  dei  pronto  soccorso   delle   strutture
  ospedaliere  attraverso procedure di pubblica evidenza  finalizzate
  al  miglioramento  delle  condizioni  di  accoglienza  con  precisi
  indicatori e standard attesi e tempi di trattamento dei pazienti;

   alla  fornitura  del  primo ciclo di terapia  per  i  pazienti  in
  dimissione, obiettivo impartito al direttore generale di Agrigento,
  per  quanto  attiene  al nosocomio di Sciacca nel  corso  dell'anno
  2010, (fornitura del primo ciclo ai pazienti che ne hanno bisogno e
  comunque non meno del 20 per cento dei dimessi);

   alla   riqualificazioni   delle  'cure   domiciliari',   motivando
  completamente  il  ricorso ad esternalizzazioni,  e  se  sia  stato
  soddisfatto   il  'raggiungimento  dell'obiettivo   strategico   di
  incrementare  del  10 per cento rispetto ai valori  2008,  le  cure
  domiciliari    erogate    a    favore    delle    persone     ultra
  sessantacinquenni';

   alla trasmissione al servizio I del dipartimento regionale per  la
  pianificazione  strategica della deliberazione di ricognizione  del
  personale  ricollocato  e dei posti rimasti  vacanti  in  dotazione
  organica, con la specificazione di quelli disponibili;

   alla riduzione delle 'liste d'attesa e dei tempi d'attesa';

   alla   riorganizzazione   dell'attività  ALPI   (attività   libero
  professionale intra moenia) attraverso l'istituzione di un apposito
  ufficio  che  ne controlli il buon andamento anche  alla  luce  dei
  recenti  casi  di presunta mala sanità, verificando  le  situazioni
  delle  incompatibilità dei medici che svolgono  delle  attività  in
  regime  di  convenzione con l'azienda (MMG,  PLS,  SUMAISTI,  etc.)
  attraverso  una  relazione  relativa  alle  procedure  di  verifica
  effettuate e risultati ottenuti;

   all'accorpamento delle unità operative 'doppione';

   alla  rifunzionalizzazione dei servizi territoriali con l'apertura
  dei PTA ;

   al risanamento del bilancio;

   infine,  se  corrisponda al vero che, in  spregio  al  divieto  di
  esternalizzazione  di  funzioni, in nessuna  struttura  ospedaliera
  sarebbe  istituzionalmente attivata l'unità di anatomia  patologica
  né  sarebbe stata prevista la necessaria istituzione per perpetrare
  il ricorso a struttura esterna privata». (1721)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            BUFARDECI

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   l'Istituto  regionale  per il credito alla  cooperazione  (IRCAC),
  ente  pubblico  economico sottoposto a vigilanza e controllo  della
  Regione  siciliana, ha concesso alla cooperativa Torre  Macauda'  e
  alla  Sicilia Torre Macauda' s.r.l., con sede in Sciacca,  numerose
  agevolazioni creditizie e finanziarie tra cui, in particolare:
   1)  credito  a medio termine di lire 2.172.704.425 (pari  ad  euro
  1.122.108,19),   concesso  ex  l.r.  12/63  con   atto   di   mutuo
  dell'08/02/1991 - Rep. n. 156126 - in notar Francesco Giambalvo  di
  Palermo;
   2)  credito  a medio termine di lire 2.314.797.800 (pari  ad  euro
  1.195.493,29),  concesso  ex  l.r. 12/63  con  atto  di  mutuo  del
  25/10/1991  -  Rep.  n.  156496 - in notar Francesco  Giambalvo  di
  Palermo;
   3)  credito  a medio termine di lire 9.917.452.035 (pari  ad  euro
  5.121.936,52), concesso ex artt. 14 l.r. n. 36/91 e 114 l.r.  25/93
  con  atto  di  mutuo del 29 luglio 1994 - Rep.  n.  2183  in  notar
  Gabriella Lupo di Palermo;

   i  finanziamenti  concessi sono garantiti  da  ipoteche  di  grado
  capiente, iscritte sul noto complesso turistico alberghiero sito in
  Sciacca,  denominato Torre Macauda', oltre che  dalle  fideiussioni
  personali degli obbligati in solido;

   per  il  recupero  del  credito l'IRCAC ha  promosso  dinnanzi  al
  tribunale di Sciacca un procedimento esecutivo immobiliare in danno
  della  cooperativa  Sicilia Torre Macauda  e  della  Torre  Macauda
  s.r.l.  e  spiegato intervento, per l'intero credito  vantato,  che
  ammonta  ad  oltre  15 milioni di euro, di cui 7 milioni  in  linea
  capitale;

   per il recupero del credito relativo ai due finanziamenti concessi
  ex  l.r.  12/63,  l'IRCAC  è  altresì  intervenuto  nell'esecuzione
  immobiliare n. 35/99, promossa dinnanzi al tribunale di Palermo  in
  danno dei garanti;

   il  valore  del  complesso  turistico alberghiero,  sottoposto  ad
  esecuzione  nelle  predette procedure in  danno  della  cooperativa
  Torre  Macauda, e della Sicilia Torre Macauda è già stato  stimato,
  con consulenza tecnica d'ufficio, in oltre 30 milioni di euro;

   con  delibera  8074  del 23/10/2007 il consiglio d'amministrazione
  dell'IRCAC,  su  proposta del direttore generale, avvocato  Alfredo
  Ambrosetti (già direttore amministrativo della azienda delle  Terme
  di  Sciacca),  aveva accolto, prescindendo dal parere del  servizio
  legale  dell'IRCAC,  una  proposta di pagamento  di  complessivi  5
  milioni  e  600mila  euro  a saldo e stralcio  dell'intero  credito
  vantato dall'ente;

   successivamente, risultano essere state inoltrate  nuove  proposte
  di  sistemazione a saldo e stralcio della posizione debitoria delle
  società di che trattasi nei confronti dell'IRCAC;

   considerato che:

   il valore complessivo degli immobili pignorati nei confronti della
  cooperativa Torre Macauda e della Torre Macauda s.r.l. (27  milioni
  di  euro  circa) sia nei confronti dei garanti (3 milioni di  euro)
  consente di ritenere che attraverso la vendita giudiziale  di  tali
  beni potrà essere soddisfatto il credito vantato dall'IRCAC;

   le  richiamate  procedure esecutive sono già in  prossimità  della
  vendita all'asta, la cui udienza è stata fissata ad aprile 2011;

   sebbene   la   cooperativa  e  la  s.r.l.  siano  in  liquidazione
  volontaria  ormai da anni, hanno continuato a svolgere  la  propria
  attività imprenditoriale;

   per  sapere  quali  iniziative intenda assumere  per  evitare  che
  l'accettazione  della proposta di definizione  bonaria  si  traduca
  nella  dispersione  di  un  credito  certo  e  recuperabile  e,  di
  conseguenza,  in  un danno rilevante per le finanze  della  Regione
  siciliana,  atteso  che  il valore dei beni  immobili  ipotecati  a
  garanzia  del  finanziamento e/o sottoposti ad  esecuzione  forzata
  consente  di ritenere il credito vantato possa essere integralmente
  recuperato». (1722)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico che, in data 22 febbraio  2011,  sono  state
  presentatele seguenti mozioni:

   numero  245 «Interventi a tutela della pianta del Carrubo»,  degli
  onorevoli Gennuso, Leanza Nicola, Calanducci e Colianni Paolo,

   numero  246  «Iniziative  volte  a  revocare  la  sospensione  del
  servizio  di  trasporto  gratuito urbano  ed  extraurbano  per  gli
  anziani», degli onorevoli Calanducci, Gennuso, Catalano, Colianni e
  Arena.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'albero  del carrubo è parte integrante del territorio siciliano.
  Da  tempi  remoti ha influenzato infatti la vita quotidiana  ed  ha
  lasciato tracce indelebili nella storia del territorio dell'Isola è
  stato  utilizzato  come semplice foraggio a  basso  costo  per  gli
  animali  da  soma;  nei  dolci e nei preparati  alimentari  che  si
  facevano e, ancora si fanno, con le silique, e negli infusi  che  i
  nostri antenati utilizzavano per curare malattie di ogni genere;

   gli  esperimenti effettuati sul carrubo e sui suoi derivati  hanno
  evidenziato  le  alte  potenzialità  di  questo  prodotto.  Da  ciò
  l'interesse che recentemente si è risvegliato verso il carrubo, che
  è  stato  rivalutato sia in termini economici  che  in  termini  di
  arboricoltura,  tanto che la coltura di questo prezioso  albero  al
  giorno d'oggi viene praticata con più criterio;

   le silique del carrubo sono utilizzate nell'industria farmaceutica
  come  componenti  degli antibiotici e, ancora più in  generale,  la
  carruba   e   i  suoi  semi  sono  impiegati  in  svariati   campi:
  dall'alimentare,  già  citato,  alla  farmacosmesi;   dal   settore
  zootecnico  a  quello  medico-sanitario,  e  ciò  dimostra   quante
  sostanze importanti siano presenti dentro una singola carruba;

   il  carrubo è una realtà del territorio siciliano e come  tale  va
  protetto e tutelato;

   ricordato che:

   per  il  carrubo,  una  pianta conosciuta  da  tempi  remoti,  può
  ipotizzarsi che fin dalle origini sia stato un albero tipico  della
  macchia mediterranea, ma non è possibile stabilire con esattezza il
  suo  luogo  di  origine.  Alcuni studiosi lo  ritengono  originario
  dell'Asia  Minore  o della Siria, altri ne pongono  le  origini  in
  Egitto; altri ancora lo credono originario della Sicilia. Per altri
  il  carrubo  esisteva come albero spontaneo nelle terre del  bacino
  orientale  del  Mediterraneo  ma la sua  coltivazione  ebbe  inizio
  soltanto nei tempi storici: i Greci la estesero in Sicilia, ma  gli
  Arabi  ne intensificarono la coltivazione e la propagarono fino  al
  Marocco  e alla Spagna. Per altri ancora la diffusione del  carrubo
  in  Sicilia  fu  dovuta  ai  Fenici, che  della  Sicilia  furono  i
  colonizzatori più antichi. I Fenici avrebbero trovato nelle carrube
  quasi  un sostituto dei datteri. Essi tenevano vivo il culto  degli
  alberi  che tollerano la siccità estiva e conservano nel sottosuolo
  riserve  persistenti  di umidità. Verso la  fine  del  Medioevo  il
  carrubo  veniva  coltivato  in  tutte  le  terre  del  Mediterraneo
  compatibili  con  la sua coltura, il suo frutto, noto  a  tutte  le
  popolazioni   cristiane  d'Europa,  era  già  utilizzato   per   la
  preparazione di prodotti medicinali e di dolci. Nella seconda  metà
  del  Settecento  interessanti notizie  vengono  fornite  sulla  sua
  coltura: tra le zone di maggiore produzione i territori di  Modica,
  Ragusa,  Comiso, Scicli, Noto e Avola. A quel tempo  la  produzione
  siciliana  era valutata in 60 mila 'cantari' l'anno, dei  quali  40
  mila  venivano  esportati attraverso i porti di Augusta,  Siracusa,
  Noto e Scoglitti; le carrube non esportate venivano utilizzate come
  alimento  per  il  bestiame e la povera gente, oltre  che  per  usi
  medicinali;

   sottolineato che col passare dei secoli il carrubo non  invecchia,
  diventa  più  robusto,  gigantesco, più chiomato,  più  possente  e
  fruttifero.  Questo  albero si adatta a terreni  di  varia  natura,
  preferisce  quelli calcarei di media consistenza o sciolti,  quindi
  permeabili. Vive bene nei terreni acidi e rocciosi, ma a condizione
  che  la  roccia sia fratturata: se il terreno è poco  profondo,  la
  pianta  cresce  stentatamente e rimane  rachitica,  dando  prodotto
  scarso  e di pessima qualità. La Sicilia è la Regione italiana  con
  la maggiore produzione di carrube. Le principali province siciliane
  sono:   Ragusa,  Siracusa,  Agrigento,  Caltanissetta,  Catania   e
  Palermo.  Il carrubo per quanto robusto risente di alcune avversità
  che  possono  colpire l'albero e il frutto. L'albero ha  una  buona
  resistenza  alle  alte  temperature,  ma,  come  tutte  le   piante
  sempreverdi,  si dimostra particolarmente sensibile al  freddo.  Il
  vento  può  danneggiare le piante adulte, provocando la rottura  di
  rami;

   evidenziato che:

   le  popolazioni  della Sicilia orientale, del  sud  e  del  centro
  dell'Isola   un   tempo  preparavano,  e  ancora  oggi   preparano,
  mostaccioli, biscotti, pasta, dolci, mostarda, marmellata di  polpa
  macinata  di  siliqua  di carruba e, con la siliqua  torrefatta  in
  diversi  Paesi europei si ottiene un gustoso surrogato del caffè  e
  del  cioccolato.  In  Turchia, con la polpa,  si  ricavano  liquori
  eccezionali  e  nei  Paesi  arabi  paste,  tamarindo,  sorbetti   e
  sciroppo. Nei Paesi del bacino del Mediterraneo, molti ammalati  di
  disturbi  intestinali o respiratori guariscono grazie ad un  infuso
  di polpa. Le Forze armate italiane e tedesche, durante la II guerra
  mondiale,  usarono  un  prodotto  di  polpa  di  carrube   chiamato
  'Energon'  per  alimentare muli e cavalli, adoperati  proficuamente
  durante le operazioni belliche;

   la società industriale farmaceutica 'Nestlé' ha messo in commercio
  un  preparato  per  curare  i  mali  dispeptici  chiamato  'Argon',
  costituito  essenzialmente  di farina di  siliqua  di  carruba.  Lo
  sciroppo  ricavato dalle carrube dalle massaie e da ricercatori  di
  Scicli  (RG)  ha il potere di raddoppiare le energie e  le  facoltà
  intellettive  in scolari e studenti e di raddoppiare  nell'uomo  la
  forza  di  resistenza al lavoro più duro. Tale sciroppo  è  tuttora
  usato in medicina in Inghilterra, Francia e Germania. Lo sciroppo a
  Scicli  e  nei  centri vicini, negli anni '40,  veniva  usato  come
  'tonico',  come ricostituente per i convalescenti, per i  depressi,
  per i malati affetti da disturbi cardiovascolari, sessuali, colpiti
  da  polmonite,  bronchite, tubercolosi,  ipostenia  e  varie  altre
  malattie.  Migliaia di persone sono state curate  con  estratti  di
  carruba,  distillati  e vini di carruba ed  hanno  usato  miele  di
  carruba  per la preparazione di speciali dolci natalizi e pasquali.
  Le  silique  di  carrubo, mature e fresche, lavate e  denocciolate,
  pestate  e passate producono un miele speciale. Il miele di siliqua
  di   carruba,  pulito,  costituisce  un  alimento  di  alto  valore
  nutritivo  ed  ha delle proprietà curative e sanative nelle  ferite
  infette;

   considerato che:

   l'industria alimentare utilizza il carrubo per dolci e gelati;  la
  farina  di  carrube,  infatti, impiegata in  dosi  dello  0,1-0,3%,
  conferisce   ai  gelati  artigianali  una  struttura   uniforme   e
  vellutata, evitando la formazione di grossi cristalli di  ghiaccio.
  Non  altera  le proprietà organolettiche, e la fusione  del  gelato
  risulta lenta e cremosa. Un altro sottoprodotto della farina  è  il
  'Carcao',  un prodotto dolciario succedaneo del cacao. Si  amalgama
  meglio  con  gli  altri  ingredienti  alimentari  grazie  al  basso
  contenuto  di  grassi. Lo sciroppo di carruba è un sostituto  dello
  zucchero nella preparazione di dolci, gelati, vini liquorosi,  vini
  particolari, ecc.;

   in  tutti i prodotti emulsionanti, la farina di semi di carruba ha
  ottime proprietà stabilizzanti ed addensanti;

   anche  in  alcuni tipi di dessert, a base di yogurt, la farina  ha
  non  solo  un'azione addensante, ma anche stabilizzante, in  quanto
  evita la separazione del siero dal prodotto finito;

   la farina di semi di carruba per le sue spiccate proprietà leganti
  e  stabilizzanti nelle emulsioni viene utilizzata nella  produzione
  di  insaccati  (salsicce,  würstel, ecc). L'aggiunta  della  farina
  permette infatti di ottenere una pasta più omogenea, più stabile  e
  più morbida;

   la farina di carrube è un alimento la cui utilizzazione zootecnica
  si  va  sempre  più diffondendo per alcune caratteristiche  che  la
  contraddistinguono,  specie per l'elevata  appetibilità  e  per  le
  proprietà  dietetiche.  In particolar modo  nell'alimentazione  dei
  suini  si  è  riscontrato un aumento del peso  utilizzando  miscele
  alimentari a base di farina di carrube, caratteristiche riscontrate
  in  tutti  gli  animali alimentati principalmente  con  silique  di
  carrube,   che  contengono  sostanze  zuccherine  ed   azotate   in
  abbondanza.  Gli  esperimenti effettuati  dal  1937  in  poi  hanno
  dimostrato quanto sia positiva un'alimentazione costante a base  di
  silique di carrubo in quasi tutti gli animali;

   rilevato che:

   il  carrubo  viene  utilizzato dall'industria farmaceutica.  Pochi
  grammi  di  sciroppo di carrube, infatti, diluito in acqua  o  vino
  hanno  proprietà curative nelle affezioni polmonari  e  bronchiali,
  nei  disturbi gastrici, nelle affezioni tumorali ed hanno proprietà
  ricostituenti  per  l'organismo e  il  sistema  nervoso,  umano  ed
  animale. Le famiglie agricole delle province di Agrigento, Ragusa e
  Siracusa  preparavano,  con  la polpa delle  carrube,  una  bevanda
  simile a the. Lo stesso liquido veniva bevuto in inverno per curare
  il  raffreddore, l'influenza e la tosse. Una moderna  branca  della
  fitoterapia è da considerare la fitocosmesi. La farina ricavata dai
  carati  è  molto  ricercata  per  uso  cosmetico  anche  a  livello
  industriale.  Questo  prodotto eserciterebbe  un'azione  idratante,
  rinfrescante ed emolliente sulle pelli secche e delicate esposte al
  vento ed ai raggi solari;

   ricerche  scientifiche hanno evidenziato che i vitelli affetti  da
  tumori alla bocca sono guariti, non mediante intervento chirurgico,
  ma  grazie  alla  somministrazione di un  infuso  ottenuto  con  un
  processo   industriale  che  necessita  dei  frammenti  di   legno,
  corteccia, radici, frutti, rami e foglie di carrubo,

                   impegna il Governo della Regione

   ad intervenire a tutela della pianta del carrubo.

                                GENNUSO-LEANZA N.-CALANDUCCI-COLIANNI

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 22 febbraio 2011, pervenuta
  in  pari  data (protocollata al numero 1690/AULAPG del 23  febbraio
  2011), l'onorevole Santo Catalano ha dichiarato, ai sensi dell'art.
  23   del   Regolamento  interno  dell'ARS,  di  aderire  al  Gruppo
  parlamentare  Misto,  cessando contestualmente  di  far  parte  del
  Gruppo parlamentare  I Popolari di Italia Domani'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  241  «Iniziative  per l'istituzione  di  un  'Osservatorio
  regionale  dei  fenomeni  migratori'»,  degli  onorevoli  Ammatuna,
  Ferrara, Galvagno, Mattarella e Rinaldi,

   numero 242 «Interventi a tutela dell'emergenza umanitaria e  della
  sicurezza  della  Sicilia,  conseguenti al  recente  incremento  di
  flussi  migratori»,  degli onorevoli Caputo,  Buzzanca,  Falcone  e
  Vinciullo,

   numero 243 «Iniziative a livello centrale per la creazione  di  un
  idoneo  ed  efficiente  sistema  di infrastrutture  viarie»,  degli
  onorevoli Picciolo, Laccoto, Gucciardi e Vitrano,

   numero 244 «Censura all'Assessore regionale per la salute»,  degli
  onorevoli  Limoli,  Leontini, Mancuso, Bosco,  Beninati,  Campagna,
  Corona,  D'Asero,  Leanza  Edoardo, Marinese,  Torregrossa,  Scoma,
  Pogliese, Falcone, Vinciullo, Formica, Caputo e Buzzanca.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
      interno, di interrogazioni della rubrica  Autonomie locali

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  della  rubrica   Autonomie  locali  e
  funzione pubblica .
   Si passa all'interrogazione numero 445 «Iniziative urgenti al fine
  di  consentire il corretto funzionamento del consiglio  comunale  e
  garantire  l'imparzialità  degli organi  amministrativi  presso  il
  comune di Comitini (AG)», dell'onorevole Marinello.
   Non  essendo presente in Aula il firmatario, la stessa si  intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  1203  «Notizie  circa   il
  licenziamento  dei tecnici dei comuni di Catania e Carlentini  (SR)
  assunti  in  forza  della  legge n. 433 del  1991»,  dell'onorevole
  Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, premesso che, nella  notte  del  13
  dicembre  del 1990, le province di Siracusa, Ragusa e Catania  sono
  state  interessate da un devastante evento calamitoso,  comunemente
  chiamato terremoto di 'Santa Lucia' proprio perché verificatosi  in
  occasione  dei  festeggiamenti  in onore della  Patrona  e  martire
  siracusana;

   preso atto che è stata approvata, il 31/12/1991, la legge n.  433,
  avente  per  oggetto  la  ricostruzione degli  immobili  privati  e
  pubblici colpiti e devastati da detto evento calamitoso;

   accertato  che,  oltre ai fondi previsti per la  ricostruzione,  i
  comuni colpiti dal sisma vennero autorizzati ad assumere, a   tempo
  determinato,  dei  tecnici,  al fine di  istruire  le  migliaia  di
  pratiche  che  erano  state presentate nei vari  comuni  delle  tre
  province;

   tenuto conto che:

   nel  dicembre  del  2002, la finanziaria nazionale  autorizzava  i
  comuni,  colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, a trasformare
  i  contratti  dei tecnici de quibus, da tempo determinato  a  tempo
  indeterminato;

   la Regione siciliana ha recepito la  legislazione nazionale, tanto
  è  vero  che tutti i sindaci delle province di Siracusa, Catania  e
  Ragusa, hanno proceduto alla stabilizzazione dei tecnici assunti in
  forza della legge 433/91;

   accertato  ancora che solo i comuni di Catania e Carlentini  (SR),
  ad  oggi,  non  solo  non hanno provveduto alla trasformazione  dei
  contratti  in essere a tempo indeterminato, ma, addirittura,  hanno
  proceduto, illegittimamente, al licenziamento di tutti i tecnici di
  cui in premessa;

   considerato  che  tale comportamento, sicuramente illegittimo,  ha
  creato  un'odiosa  ed insopportabile disparità  di  trattamento,  a
  danno  solo  dei  tecnici dei comuni di Catania e  Carlentini  che,
  oltre  alla mancata stabilizzazione, sono stati costretti a  subire
  un licenziamento ingiusto ed ingiustificato;

   per sapere:

   quali provvedimenti intenda adottare al fine di ristabilire equità
  di  trattamento tra i tecnici dei comuni di Catania e Carlentini  e
  quelli  dei rimanenti comuni delle province di Siracusa,  Ragusa  e
  Catania;

   se  non  ritenga utile ed indispensabile, con l'urgenza del  caso,
  nominare degli ispettori nei comuni di Catania e Carlentini al fine
  di  verificare quali siano state le motivazioni che hanno spinto le
  due amministrazioni a non stabilizzare i tecnici  di cui sopra;

   infine,  se  non ritenga giusto inserire i  tecnici esclusi  dalla
  stabilizzazione dei comuni di Catania e di Carlentini fra coloro  i
  quali  potranno godere dei benefici previsti dalla legge  a  favore
  dei  lavoratori  precari  degli enti locali  e  della  Regione,  in
  considerazione  che  detti tecnici hanno, sicuramente,  almeno  gli
  stessi  diritti  dei  PIP di Palermo che sono  stati  sottratti  al
  comune e passati alla Regione». (1203)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Chinnici per fornire la risposta
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.   Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,   l'onorevole
  Vinciullo interrogante, con l'atto di sindacato ispettivo  n.  1203
  del  27 maggio 2010 chiede notizie circa la mancata stabilizzazione
  dei  tecnici  dei  Comuni di Catania e di Carlentini,  assunti  con
  contratto a tempo determinato in forza della legge n. 433 del 1991.
   In  via preliminare, appare opportuno ricordare che con l'articolo
  20  della  legge n. 488 del 2001, nel prevedere in termini generali
  le  disposizioni particolari in materia di assunzioni di  personale
  nella  regione  Sicilia,  per quanto concerne  nello  specifico  il
  personale tecnico assunto in base alle disposizioni della legge  n.
  433  del  1991,  si  prevede esplicitamente, al comma  3,  che   il
  personale tecnico di cui al comma 1 conseguiti gli obiettivi di cui
  alle  lettere  b),  e) e i-bis) del comma 2 dell'articolo  1  della
  legge  31  dicembre  1991, n. 433 e successive  modificazioni,  può
  essere   utilizzato,   nell'ambito  delle   rispettive   competenze
  professionali   e  qualifiche  di  assunzione,  presso   tutte   le
  amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia, nonché di comuni
  con  particolari carenze di organico, per le esigenze connesse alle
  attività delle stesse .
   Si  tratta, quindi,  di una facoltà che, come tale, poteva  essere
  esercitata  o  meno dalle singole amministrazioni  interessate.  Lo
  stesso  interrogante,  peraltro, ricorda  che  altri  comuni  hanno
  proceduto con le assunzioni a tempo indeterminato.
   In  ogni  caso, il comma 1 del sopra citato articolo 20  prevedeva
  che   si  potesse  procedere  all'assunzione  solamente  entro  ben
  precisi  limiti e più precisamente e testualmente:  sulla  base  di
  apposite  procedure  selettive,  nell'ambito  della  programmazione
  triennale  del fabbisogno di personale, nei limiti delle  dotazioni
  organiche .
   Ciò  premesso,  in  relazione  a quanto  richiesto  dall'onorevole
  Vinciullo, gli Uffici di diretta collaborazione di questo Assessore
  richiedevano  approfondimenti sulla vicenda al  Dirigente  generale
  del Dipartimento Autonomie Locali e quest'ultimo, con nota prot. n.
  23763 del 21 settembre 2010, sollecitava una relazione ai comuni di
  Catania e Carlentini.
   Con successiva nota prot. 309390 del 30 novembre 2010, a firma del
  vice segretario generale, il Comune di Catania faceva pervenire una
  relazione    del   Direttore   dell'Ufficio   Risorse    Umane    e
  Organizzazione,  nella  quale  venivano  riportate  una  serie   di
  considerazioni.
   In particolare, molto significativa ai fini della vicenda in esame
  è  il  passaggio  della  nota del Comune  di  Catania  con  cui  si
  sottolinea  che  la trasformazione dei rapporti di lavoro  a  tempo
  determinato   non  si configura come obbligo,  bensì  come  facoltà
  degli  Enti, disciplinata dalla legge, in osservanza dell'indirizzo
  politico-amministrativo   e   nei   limiti   della    disponibilità
  finanziaria .
   Sempre  con riferimento al Comune di Catania, va peraltro rilevato
  che  da informazioni assunte da questo Assessore, risulterebbe  che
  in  alcuni  casi  i  lavoratori interessati alla vicenda  sarebbero
  stati  assunti  a  tempo  determinato,  dopo  l'entrata  in  vigore
  dell'art.  20 della legge 488/2001 e quindi, certamente esclusi  da
  un   eventuale  percorso  di  stabilizzazione  come  risulta  dalla
  sentenza del TAR di Catania n. 7160 del 2007.
   Per  quanto  concerne  la  relazione  del  Comune  di  Carlentini,
  pervenuta  con nota prot. n. 0027449 del 9 dicembre 2010,  a  firma
  del  segretario generale, significativo è, anche qui, il  passaggio
  nel  quale  si  afferma che  La tesi secondo la quale  dalla  norma
  discenderebbe  un obbligo alla trasformazione del rapporto  sarebbe
  esclusa  dalla  stessa previsione del Legislatore  che  collega  la
  programmazione  del  fabbisogno  al  rispetto  dei   limiti   della
  dotazione   organica,   escludendo  deroghe  all'applicazione   dei
  principi  di finanza pubblica e di rispetto del patto di stabilità,
  rimettendo  all'apprezzamento dell'Amministrazione la  ponderazione
  delle  esigenze di fabbisogno del personale con le proprie risorse,
  al fine di evitare l'alterazione dell'equilibrio finanziario .
   In  base  a quanto riferito e a seguito dell'istruttoria  condotta
  nei  confronti dei comuni di Catania e Carlentini, il  Dipartimento
  Autonomie  Locali non ha ravvisato la sussistenza  dei  presupposti
  per l'avvio di un'attività ispettiva.
   Con    riferimento   all'ultimo   quesito   posto   dall'onorevole
  interrogante,  i  Comuni di Catania e Carlentini,  sussistendone  i
  requisiti,    avrebbero   dovuto   attivare   la    procedura    di
  stabilizzazione  motu proprio , ai sensi del decreto legge  78/2009
  convertito  con la legge 102/2009 e nel rispetto delle  indicazioni
  di  cui alla legge regionale 24/2010, specificatamente dell'art. 6,
  comma 5 e 6.
   Va  ricordato  peraltro  che  di  analogo  tenore  sono  state  le
  determinazioni cui è giunto il Dipartimento della Funzione pubblica
  investito  della medesima questione relativa a diversa  fattispecie
  riguardanti altre categorie di personale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  ringrazio l'assessore Chinnici per essere presente in Aula.
   Vorrei  ricordare però al Presidente dell'Assemblea  che  ci  sono
  interrogazioni del 2008 a cui gli assessori non hanno  dato  ancora
  risposta,   e   lo  invito  a  sollecitare,  pur  consapevole   che
  sicuramente  saranno eccessivamente impegnati, ma dal  2008,  penso
  che si possa avere una risposta.
   Risulta  pressappoco  assente l'Assessorato  alla  Presidenza  per
  quanto  riguarda  una  serie  di  interrogazioni  sulla  protezione
  civile, che credo debba essere un Corpo a cui si debbano dare delle
  risposte,  e mi sembra strano che dal  2008 ad oggi continuiamo  ad
  attendere.
   L'assessore Chinnici ha fatto una ricostruzione corretta di quello
  che  è  stato l'iter che, in maniera non corretta, hanno seguito  i
  comuni di Catania e di Carlentini, e su questo non avevo dubbi.
   Prima  di  inoltrarmi  su  questo  percorso,  vorrei  ricordare  a
  quest'Assemblea e all'assessore Chinnici che circa cinque mesi fa è
  stato approvato all'unanimità, con il parere favorevole di un altro
  assessore,  un mio ordine del giorno in cui si invitava il  Governo
  regionale ad attivarsi affinché i comuni di Catania e di Carlentini
  potessero essere costretti alla stabilizzazione del personale.
   Signor  assessore, il comune di Carlentini e il Comune di  Catania
  omettono  di  dire che, non solo avevano preparato il  bando  e  li
  avevano  inseriti  nella pianta organica, ma questo  percorso  così
  accidentato è oggetto di numerosi gravami, anche presso i  TAR  che
  non hanno dato torto ai lavoratori.
   Il  TAR  di Catania si è pronunciato dichiarando che, essendo  una
  vicenda  legata  al  lavoro, bisognava rivolgersi  al  Giudice  del
  lavoro, cosa che hanno fatto correttamente i lavoratori.
   Ritorno a chiederle, signor assessore, che venga fatta un'attività
  ispettiva  e  le chiedo ufficialmente di avere la relazione  che  i
  comuni  di Catania e di Carlentini hanno fatto, in maniera tale  da
  poter avere contezza di quello che queste due amministrazioni hanno
  dichiarato.
   Questa è una vicenda di una ingiustizia esemplare
   Il  13  dicembre  1990 un terremoto si abbatte sulla  Sicilia  sud
  orientale. Il 31 dicembre 1991 viene approvata la legge n. 433.  In
  seguito  all'approvazione  della  legge  n.  433  che  stabiliva  e
  stanziava 4.500 miliardi per le province colpite dal terremoto,  si
  decise, mediante concorso per titoli, di assumere nei vari enti una
  serie di tecnici, architetti, ingegneri e geometri che si sarebbero
  dovuti occupare di esaminare ed autorizzare queste pratiche. Questi
  tecnici  hanno  lavorato  in  tutte le  tre  province  di  Catania,
  Siracusa e Ragusa.
   Tutti  gli  Enti locali che hanno utilizzato questi tecnici  hanno
  assunto il personale, così come lei giustamente ricordava, ai sensi
  dell'articolo 20 della legge 4 ottobre 2001, non si capisce  perché
  a  tutti i lavoratori che hanno prestato la stessa attività per  lo
  stesso periodo, alle stesse condizioni, che sono state assunte  con
  la  stessa legge, viene data la possibilità di diventare dipendenti
  a  tempo  indeterminato, e solo a quelli dei comuni  di  Catania  e
  Carlentini questa possibilità viene negata.
   Se  il  comune di Carlentini fosse stato sempre contrario, l'avrei
  potuto  anche  capire, i lavoratori avrebbero potuto  intraprendere
  altre  attività  lavorative e, invece, così non è  stato.  In  modo
  particolare,  il  comune  di Carlentini  ha  addirittura  fatto  il
  concorso, li ha previsti nella pianta organica e poi, per tutta una
  serie  di  motivazioni  che nulla hanno a che  fare  con  la  buona
  amministrazione, ma tanto hanno a che fare con la cattiva politica,
  si è deciso di lasciarli fuori.
   Pertanto, Assessore, nel ringraziarla per la risposta puntuale  mi
  dichiaro  insoddisfatto  perché  vorrei  che  l'attività  ispettiva
  presso  queste  tre  amministrazioni comunali venisse  fatta  e  si
  accertasse,  una  volta per tutte, se sono i  lavoratori  ad  avere
  torto,  o  è  l'Amministrazione che si è comportata in maniera  non
  equa.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1322 «Soppressione
  dell'Agenzia   per  la  rappresentanza  negoziale   della   Regione
  siciliana  (ARAN)»,  degli  onorevoli Greco,  Adamo  e  Mineo.  Non
  essendo  presenti  in  Aula  i  firmatari,  la  stessa  si  intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1407 «Pagamento dei  compensi
  erogati  dal  Dipartimento della Protezione civile e  destinati  ai
  vigili  del  fuoco per l'emergenza che ha colpito la  provincia  di
  Messina», dell'onorevole Pugliese. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che il corpo nazionale  dei
  vigili del fuoco è, senza ombra di dubbio, la realtà più vicina  ed
  importante  per  l'intera comunità nazionale, sempre  impegnato  in
  prima fila per la salvezza di vite umane e la tutela e salvaguardia
  del  bene  comune,  ed ha sempre dimostrato un altissimo  senso  di
  responsabilità, sia quando è intervenuto in occasione  di  disastri
  dovuti a calamità naturali, sia quando il suo intervento ha salvato
  dal  pericolo  il  singolo  individuo, spesso  mettendo  a  rischio
  l'incolumità dei suoi uomini;

   tenuto conto che:

   in  una  moltitudine  di occasioni, una per tutte  l'alluvione  di
  Giampilieri, Scaletta, Ponte Schiavo, Molino, Pezzolo e tanti altri
  centri del versante jonico del Messinese, i vigili del fuoco  hanno
  dimostrato  impegno ed abnegazione nell'espletare il  loro  duro  e
  rischioso  lavoro  e generosità ed eroismo nel salvare  tante  vite
  umane;

   in occasione, appunto, dell'alluvione del Messinese il personale è
  intervenuto ininterrottamente dall'1 ottobre 2009 al 31 marzo 2010;

   visto  che  ad  oggi,  il corpo nazionale dei  vigili  del  fuoco,
  relativamente  all'alluvione  del Messinese,  non  ha  ricevuto  il
  rimborso  delle spese sostenute nelle fasi di prima emergenza,  ivi
  comprese, tra le altre, quelle relative alle prestazioni di  lavoro
  straordinario effettuato dal suo personale;

   considerato  che  con  nota dello scorso 10  agosto  il  capo  del
  dipartimento   della   Protezione  civile,  Guido   Bertolaso,   ha
  evidenziato  che  in  data  20  novembre  2009  ad  effettuare   il
  trasferimento della somma di 20 milioni di euro e in data 7  luglio
  2010  il trasferimento di un ulteriore somma di 10 milioni di  euro
  finalizzata  ai sensi degli articoli 1, comma 7, dell'OPCM  del  10
  ottobre  2009, n. 3815 e 9, comma 2, dell'OPCM del 15 aprile  2010,
  n.  3865  al fine di rimborsare le spese sostenute per l'intervento
  nell'alluvione  del  messinese al corpo nazionale  dei  vigili  del
  fuoco;

   per sapere:

   a  cosa  sia  dovuta  la  mancata erogazione  dei  rimborsi  della
  Protezione civile al corpo nazionale dei vigili del fuoco;

   se questi fondi siano stati utilizzati per scopi diversi.» (1407)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, in ordine a quanto
  descritto  nell'atto di sindacato ispettivo n. 1407  dell'onorevole
  Pogliese  del  29 settembre 2010, avente ad oggetto  Pagamento  dei
  compensi  erogati  dal  Dipartimento  della  Protezione  Civile   e
  destinati  ai  vigili del fuoco per l'emergenza che ha  colpito  la
  provincia di Messina , si rappresenta quanto segue.
   L'articolo  1, comma 7 dell'O.P.C.M. n. 3815 del 10  ottobre  2009
  stabilisce  che il Commissario delegato è autorizzato a  rimborsare
  le  spese  sostenute  nelle fasi di prima emergenza,  ivi  comprese
  quelle relative al ripristino di mezzi e materiali nonché gli oneri
  relativi  alle  prestazioni di lavoro straordinario effettuato  dal
  Corpo nazionale dei vigili del fuoco. A tali spese si fa fronte con
  gli  stanziamenti finanziari previsti dall'articolo 4 della  stessa
  ordinanza.
   L'articolo  4, commi 1 e 14 dell'O.P.C.M. n. 3825 del 27  novembre
  2009,  testualmente recita:  Al personale del Corpo  nazionale  dei
  vigili  del  fuoco direttamente impegnato in attività connesse  con
  l'emergenza,  è  autorizzata la corresponsione della  maggiorazione
  del  trattamento di turno e dei compensi per prestazioni di  lavoro
  straordinario  effettivamente prestato, nel limite massimo  di  200
  ore  mensili  pro-capite, fino al 31 ottobre  2009  e  di  150  ore
  mensili  pro-capite,  fino  al  31  dicembre  2009.   Al  personale
  appartenente  alle qualifiche dirigenziali del Corpo nazionale  dei
  vigili  del fuoco, direttamente impegnato in attività connesse  con
  l'emergenza,  è corrisposta fino al 31 dicembre 2009, una indennità
  mensile, commisurata ai giorni di effettivo impiego, pari al 20 per
  cento  della retribuzione annua di posizione e di rischio  prevista
  dal  proprio  ordinamento.  Al  predetto  personale,  di  qualifica
  dirigenziale e non, comandato fuori sede, è altresì corrisposto  il
  trattamento di missione   .  Le spese di cui al presente  articolo,
  debitamente  documentate, sono trasmesse, ai fini del rimborso,  al
  Commissario delegato .
   Il successivo articolo 10 della sopracitata ordinanza testualmente
  recita:   Agli  oneri derivanti dagli articoli 1,  3,   4  e  6  si
  provvede,  a  carico dell'articolo 4 dell'ordinanza del  Presidente
  del Consiglio dei Ministri n. 3815 del 10 ottobre 2009 .
   L'articolo  2,  comma 4 dell'O.P.C.M. n. 3865 del 15  aprile  2010
  testualmente  recita:  Il Commissario delegato,  sulla  base  delle
  risorse  disponibili, può rimborsare le spese sostenute  dal  Corpo
  nazionale  dei  vigili del fuoco per i servizi di soccorso  tecnico
  urgente   svolti   nel  territorio  della  provincia   di   Messina
  debitamente documentate .
   Il  successivo  articolo  4, comma 4 della  sopracitata  ordinanza
  testualmente   recita:   Il  Commissario  delegato   è   tenuto   a
  rendicontare le entrate e le spese sostenute ai sensi dell'articolo
  5, comma 5/bis, della legge n. 225 del 24 febbraio 1992 .
   Tanto   premesso,  va  rilevato  che  il  Ministero  dell'Interno,
  Dipartimento Vigili del fuoco con note prot. 14298 del  23  ottobre
  2009, prot. n. 2631 del 16 febbraio 2010 e prot. n. 2631/212 del 30
  marzo  2010,  ha trasmesso all'Ufficio commissariale  il  prospetto
  riepilogativo delle spese sostenute in fase di emergenza.
   L'Ufficio  commissariale, in riscontro alle sopra  citate  note  e
  sulla base di quanto disposto dalle ordinanze, ha manifestato delle
  perplessità  in  ordine alla quantificazione delle spese  sostenute
  dal  Corpo  nazionale dei Vigili del fuoco e pertanto ha  espresso,
  con  note  prot. n. 102 del 25 ottobre 2010 e prot. n.  687  del  9
  marzo   2010,   la   necessità  di  acquisire   la   documentazione
  amministrativo-contabile  giustificativa  della  spesa  a  supporto
  delle  richieste di rimborso, secondo quanto disposto dall'articolo
  4,  comma  14  dell'ordinanza della Presidenza  del  Consiglio  dei
  Ministri,  n.  3825/09  e dell'articolo 4, comma  4  dell'ordinanza
  Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3865/10.
   L'Ufficio  Commissariale, inoltre, con nota n. 1564 dell'8  giugno
  2010,  indirizzata  al Ministero dell'Interno, Dipartimento  Vigili
  del  fuoco,  ha rappresentato l'esiguità delle risorse  finanziarie
  trasferite  sulla contabilità speciale intestata al  Commissario  e
  pertanto,  ha assicurato che avrebbe potuto effettuare il  rimborso
  solo  a  seguito  del  trasferimento di  ulteriori  fondi  all'uopo
  richiesti.
   Infatti,  l'Ufficio Commissariale, pur avendo avuto  disponibilità
  di  risorse finanziarie, tra cui quelle ex articolo 4 dell'O.P.C.M.
  n. 3815 e articolo 9 dell'O.P.C.M. n. 3865/10, le stesse sono state
  appena  sufficienti per far fronte ai primi interventi di messa  in
  sicurezza  del  territorio a tutela pubblica e privata  incolumità,
  nonché per garantire l'assistenza alla popolazione.
   Ciò  posto,  per venire incontro alle legittime aspettative  degli
  operatori  dei  Vigili del Fuoco, stante l'entità dei  rimborsi  da
  destinare  loro, l'Autorità Commissariale, già in  fase  di  intesa
  dell'O.P.C.M. n. 3865/10, aveva sollevato l'esigenza che gli stessi
  fossero  posti   a carico di eventuali ulteriori fondi  statali   o
  venissero all'uopo specificamente ed improrogabilmente integrate le
  risorse di cui all'emandanda ordinanza.
   Invero,  tale  esplicita richiesta non ha  trovato  riscontro  nel
  testo definitivo della citata ordinanza.
   Infine,  a  seguito  delle  recenti  riunioni  intercorse  tra   i
  rappresentanti del Dipartimento regionale della protezione  civile,
  delle Organizzazioni sindacali dei Vigili del fuoco e del Ministero
  dell'Interno  -  Dipartimento Vigili del Fuoco,  tenuto  conto  sia
  dell'esiguità  delle  risorse  finanziarie  disponibili  che  della
  necessità  di  quantificare esattamente il rimborso  spese  secondo
  quanto  disciplinato  dall'articolo 4, comma 1  dell'ordinanza  del
  Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3825 del 27 novembre 2009,
  si  è  convenuto  che  l'Ufficio Commissariale avrebbe  provveduto,
  nelle  more di un'adeguata dotazione finanziaria, ad effettuare  un
  primo trasferimento pari ad euro un milione a titolo di acconto  e,
  contestualmente,  il  Ministero dell'Interno - Dipartimento  Vigili
  del  Fuoco  avrebbe provveduto a definire l'esatta  quantificazione
  delle  somme  richieste a rimborso, nel limite  massimo  pro-capite
  autorizzato, ai sensi dell'articolo 4 dell'O.P.C.M. n. 3825/09.
   L'Ufficio    del    Commissario,   pertanto,   con    disposizione
  commissariale   n.  164  del  15  ottobre  2010  ha   disposto   il
  trasferimento  di  un  milione  di euro  in  favore  del  Ministero
  dell'Interno  - Dipartimento Vigili del Fuoco a titolo  di  acconto
  per  compenso straordinario effettuato nel periodo ottobre/dicembre
  2009  dal  personale  del  Corpo nazionale  dei  Vigili  del  Fuoco
  direttamente   impegnato  nelle  attività  poste  in   essere   per
  fronteggiare l'alluvione nella provincia di Messina dell'1  ottobre
  2009.  Con  il  medesimo  atto  amministrativo,  inoltre,  è  stato
  disposto  che  il  Dipartimento Vigili del Fuoco avrebbe  proceduto
  all'esatta quantificazione delle somme richieste a rimborso, sempre
  nel   limite   massimo   autorizzato  ai  sensi   dell'articolo   4
  dell'O.P.C.M. n. 3825/09.
   Tutto  ciò  premesso, l'Ufficio Commissariale, così come convenuto
  nel  corso  degli  incontri con le OO.SS.  dei  Vigili  del  Fuoco,
  provvederà a soddisfare le aspettative economiche rappresentate dal
  Corpo  dei  Vigili  del  Fuoco, anche attraverso  un  nuovo  e  più
  sostanzioso acconto, non appena si avrà la disponibilità dei  fondi
  del  PAR FAS 2007/2013, pari a euro 70 milioni, richiesti con  nota
  prot.  n.  3231  del 18 ottobre 2010 o comunque  di  altre  risorse
  nazionali  e,  contestualmente, perverrà  l'esatta  quantificazione
  della  spesa  da  parte del Ministero dell'Interno  -  Dipartimento
  Vigili del Fuoco.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Pogliese   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   POGLIESE. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1634  «Iniziative
  per  la  demolizione di un bene confiscato alla mafia in territorio
  di Balestrate (PA)», dell'onorevole Caputo.
   Non  essendo presente in Aula il firmatario, la stessa si  intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza  numero  97
  «Chiarimenti  circa l'esclusione dei precari degli enti  parco  dal
  processo  di  stabilizzazione nelle qualifiche 'A' e  'B'  attivato
  dalla Regione siciliana», dell'onorevole Faraone decade.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  per chiedere e sottolineare la necessità di trovare  un
  sistema che possa garantire all'Aula di discutere su argomenti  non
  tanto   gravosi  e  spinosi,  e  comunque  importanti,  ma   legati
  soprattutto temporalmente a questioni che possono rendere  non  più
  attuali  provvedimenti  che seguiranno, senza  che  si  permetta  a
  quest'Aula di discuterne.
   Oggi    ho    presentato   un'interrogazione   sul   trasferimento
  dell'Ufficio del lavoro dalla città di Acireale ad un altro  comune
  dell'hinterland.  Credo che sia un affare particolarmente  spinoso,
  soprattutto per i contorni e i commenti che questo ha suscitato.
   Naturalmente, non essendo particolarmente competente del  settore,
  chiedo   la   possibilità  di  discuterne  in  tempi   rapidi   con
  l'Assessore, perché si dice che ci sia un decreto - forse  ritirato
  o comunque in atto  - che possa regolamentare la questione.
   Voglio  sottolineare che dal 2002, a quanto  pare,  il  comune  di
  Acireale  non riesce a fornire idonei locali per lo svolgimento  di
  questa azione fondamentale e importante del nostro tessuto sociale,
  che è l'Ufficio decentrato provinciale del lavoro.
   Viste  le  reazioni degli amministratori del comune  di  Acireale,
  credo  che  ci  sia  qualcosa  che non  quadra  poiché  essi  fanno
  risaltare  e  sottolineano in maniera forte come ci  possa  essere,
  invece, qualche atteggiamento che possa risultare ostativo in  modo
  che,  motu  proprio,  venga spostato questo  Ufficio,  non  essendo
  comprensibile una soluzione che, senza la dovuta presa di coscienza
  su  quale  sia  l'Istituzione che non  svolge  il  proprio  dovere,
  permetta   che  la  città  di  Acireale  sia  privata   di   questo
  straordinario strumento, e comunque di un segnale fondamentale  nel
  mondo del lavoro.
   Voglio  ricordare, soprattutto a me stesso, e a  questa  Aula,  il
  ruolo  della  città di Acireale nella costa ionica: la vera  perla,
  perché  non  solo è molto dotata dal punto di vista  turistico  ma,
  soprattutto, ha rappresentato nel corso dei secoli il  vero  volano
  economico  di  tutta  la costa. Si succedono le  varie  aspettative
  realizzate  nel mondo del lavoro e della produzione,  avendo  visto
  sempre  Acireale  come capofila in ogni settore.  Per  cui  risulta
  incomprensibile.
   Inoltre, visto che le accuse sono state particolarmente gravi  per
  il  Gruppo  che  rappresento, ho voluto  rispondere  al  comune  di
  Acireale  e  agli amministratori che non c'è nessun sotterfugio  da
  parte  dell'MPA,  così  come  il Gruppo  consiliare  d'altronde  ha
  dimostrato  nel consiglio di Acireale, che ha votato  all'unanimità
  una  mozione  che  chiedeva  con forza l'apertura  dell'Ufficio  ad
  Acireale. Io voglio sottolineare che la presenza dell'assessore può
  fugare definitivamente i sospetti.
   Se  qualcuno pensa, ai limiti della politica o dentro la politica,
  che  si possa saccheggiare un comune come Acireale, io voglio  dire
   Giù le mani da Acireale

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calanducci, le  posso  assicurare  che  la
  Presidenza   farà   in   modo,  vista  l'importanza   e   l'urgenza
  dell'interrogazione, di poter avere una risposta al più  presto  da
  parte del Governo.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  della  presenza  dell'assessore  Chinnici  in  Aula  per  fare  una
  richiesta  in merito alla circolare emessa qualche giorno  addietro
  con  un  invito-diffida nei confronti dei comuni a provvedere  alla
  formulazione dei bilanci.
   Assessore,  io mi sono permesso di sollevare qualche eccezione  in
  merito  a  questa  vicenda perché lei sa che  i  Comuni,  gli  enti
  locali,  sono  legati al nostro bilancio per  cui  non  sono  nelle
  condizioni di predisporre i bilanci di previsione fintanto che  noi
  non daremo loro i necessari trasferimenti.
   L'invito  va bene, ma la cosa che forse ha messo in allarme  e  ha
  creato  qualche imbarazzo negli amministratori locali  è  stata  la
  diffida,  cioè la seconda parte della sua circolare nel momento  in
  cui dice  saranno adottati i provvedimenti conseguenti .
   Quindi,   significa  messa  in  mora,  commissariamento  e   anche
  scioglimento.
   Sembrerebbe paradossale che la Regione, che è quella che  a  monte
  che  deve fare il bilancio di previsione, quindi operando o meno  i
  necessari tagli, non dia le indicazioni necessarie, e poi gli  enti
  locali non possono essere nelle condizioni di fare i bilanci.
   Le  chiedo,  pertanto,  se magari con una ulteriore  circolare  si
  possano  chiarire i contorni di questo invito, e non il  rinvio  di
  questo invito.
   Signor Presidente, per quanto riguarda invece l'intervento di  chi
  mi  ha  preceduto,  ritengo anch'io e sostengo  che  l'Ufficio  del
  lavoro possa rimanere ad Acireale senza essere trasferito in  altra
  sede, perché sarebbe non soltanto un danno, ma sarebbe veramente un
  tradimento  nei  confronti  della  città  di  Acireale,   come   ha
  giustamente segnalato l'onorevole Calanducci.
   Alla Presidenza di questo Parlamento va l'invito di rivolgere tale
  richiesta all'assessore al ramo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  intervengo  sulla questione del bilancio perché,  al  di  là  delle
  considerazioni che  vengono portate avanti, non si considera quella
  che  è poi la ricaduta che hanno sugli enti locali le problematiche
  di finanziaria e bilancio nel momento in cui non è possibile creare
  una reale dimensione delle voci di bilancio.
   Il problema di approvare bilancio e finanziaria diventa sempre più
  un elemento di grande urgenza e necessità perché di fatto determina
  a cascata, per gli enti locali, una serie di ulteriori problemi.
   Assessore,  vogliamo chiedere come mai ancora oggi, sul  problema,
  atteso che si è ripristinato un po' quello che era l'equilibrio dal
  punto  di  vista  della  cassa, manca  la  definizione  dell'ultima
  trimestralità per quanto riguarda i trasferimenti agli enti locali.
  Potrebbe su questo essere fatta una sollecitazione per definire  il
  saldo, atteso che siamo già in una fase inoltrata del 2011.
   Per  quanto attiene il problema degli enti locali, io ritengo  che
  sicuramente questo sia un argomento importante.
   Lo  spirito  del mio intervento, però, voleva essere  più  rivolto
  alla  questione dell'utilizzo dei fondi comunitari. Forse a  questa
  Assemblea  sfugge lo spirito della legge 23 del 2008,  che  abbiamo
  approvato  con un impegno che doveva essere quello - atteso  che  è
  stata approvata prima della legge 9 del 2009 sui regimi di aiuto  -
  di  consentire anche l'utilizzo di risorse comunitarie  perché,  di
  fatto,  riguarda aiuto alle imprese, all'imprenditoria giovanile  e
  femminile,   prestiti   partecipativi,   misure   per   ricerca   e
  innovazione,  ripianamento passività onerose e una serie  di  altri
  interventi,  compresi anche i contratti di programma regionale  per
  lo sviluppo delle attività industriali.
   E  vorrei  chiedere  al Governo, signor Presidente  e,  quindi,  a
  questa   Assemblea,  se  ci  siamo  interrogati  sul   livello   di
  applicazione  di  questa legge di grande importanza:  ad  oggi,  di
  fatto,  tranne  per  l'articolo 8, non ha  trovato  sostanzialmente
  grande  applicazione. Al di là della grande confusione  burocratica
  sul trasferimento delle competenze e dei dirigenti, questa legge ha
  visto esattamente il passaggio di ben sei dirigenti: prima nasce  e
  c'è  il  dottore Di Gaudio; poi diventano referenti il  dottore  Di
  Salvo,  il dottore Giudice, il dottor Tarantino, e oggi il  dottore
  Milici.
   Mi   chiedo   se   davvero   intendiamo   affrontare   con   tanta
  superficialità  problemi  per  i  quali,  di  fatto,   sono   state
  individuate  le  patologie e, in questo caso,  la  patologia  è  la
  precarietà  amministrativa  e la precarietà dei  dirigenti,  quindi
  anche   la   conseguente   scarsa   utilizzazione   delle   risorse
  comunitarie.
   Allora,  io  chiedo  che  questa legge venga  monitorata,  che  si
  capisca in questo Parlamento, che ci si renda conto di quella che è
  una  grave  problematica che si aggiunge alla mancata  approvazione
  della  legge sullo snellimento delle procedure burocratiche e  allo
  scarso  utilizzo delle risorse comunitarie. Voglio informare questa
  Assemblea,   che  probabilmente  ne  è  a  conoscenza  in   maniera
  incompleta, che oltre ai 360 milioni di euro non impegnati  per  il
  2009 nel POR 2007/2013, sul 2010 a valere sulla rendicontazione del
  2008  (N  + 2), su 872 milioni di euro, signor Presidente, è  stato
  impegnato  forse  meno  del  10  per  cento.  A  questo  dramma  si
  aggiungono   anche   insensibilità  e   questa   grave   confusione
  amministrativa  che portano, quindi, ad un blocco totale  di  quasi
  tutti gli interventi finanziari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   -Parlavecchio e Beninati per oggi;
  -Laccoto dal 23 al 24 febbraio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


     Comunicazione del programma-calendario dei lavori deliberato
        dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del comunicato relativo
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  riunitasi
  oggi, 23 febbraio 2011:

   «La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari riunitasi,
  oggi,   23  febbraio  2011,  sotto  la  Presidenza  del  Presidente
  dell'ARS,  onorevole  Cascio, presenti il  Vicepresidente  vicario,
  onorevole   Formica  e  il  Vicepresidente,  onorevole   Oddo,   ha
  deliberato,  a  maggioranza, il seguente  programma-calendario  dei
  lavori  parlamentari  fino all'approvazione del  bilancio  e  della
  legge finanziaria.

   Documenti finanziari - Commissioni

   Entro   mercoledì,  16  marzo  2011,  la  Commissione    Bilancio
  concluderà  l'esame  esitando  per  l'Aula  il  disegno  di   legge
  finanziaria  2011  ed il disegno di legge del bilancio  annuale  di
  previsione  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2011   e
  pluriennale per il triennio 2011-2013.

   Documenti finanziari - Aula

   Da  lunedì  21  al  26  marzo 2011 (mattina e pomeriggio),  l'Aula
  procederà   alla  discussione  congiunta  del  disegno   di   legge
  finanziaria 2011 e del disegno di legge del bilancio di  previsione
  della Regione per l'esercizio finanziario 2011 e pluriennale per il
  triennio 2011-2013, fino all'approvazione finale dei documenti.
   All'uopo,  la Presidenza si farà carico di predisporre  un'ipotesi
  di  organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari, ai
  sensi dell'art. 73 bis del Regolamento interno ARS.

   L'Aula  terrà, altresì, seduta dal 23 al 24 febbraio 2011,  dall'1
  al  e 3 marzo 2011, dall'8 al 10 marzo 2011 per la discussione  dei
  seguenti di segni di legge:
   n.  246/A  Modifica all'articolo 10 della legge regionale 6 maggio
  1981,  n. 98 e successive modifiche ed integrazioni, in materia  di
  attività all'interno dei parchi della Regione. ;
   -   nn.  520-144  bis/A   Disposizioni  per  la  trasparenza,   la
  semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione  della  pubblica
  amministrazione,   l'agevolazione  delle   iniziative   economiche.
  Disposizioni  per lo sviluppo. Disposizioni per il  contrasto  alla
  corruzione  ed  alla  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.
  Disposizioni   per   il   riordino  e  la   semplificazione   della
  legislazione regionale. ;
   -  nn. 85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-
  660-669/A   Modifiche di norme in materia di elezione, composizione
  e decadenza degli organi comunali e provinciali. ;
   -  nn.  604-185/A   Norme  in  materia  di  orari  degli  esercizi
  commerciali  e  grandi strutture di vendita. Modifiche  alla  legge
  regionale 22 dicembre 1999, n. 28 .
   Per quanto riguarda il disegno di legge in materia elettorale,  si
  è  convenuto  che  l incardinamento della relativa discussione  sia
  previsto  non  prima  di mercoledì 2 marzo 2011,  per  dedicare  un
  ragionevole  lasso di tempo all'approvazione dei disegni  di  legge
  iscritti  all'ordine  del  giorno d'Aula in  posizione  prioritaria
  rispetto a quella del provvedimento legislativo in parola.
   E'  rimasto stabilito, infine, che - previo accordo con il Governo
  -  apposita seduta d'Aula sarà dedicata alla discussione  sul  tema
  dell'emergenza  umanitaria in Sicilia a seguito dei recenti  eventi
  internazionali che interessano l'area del Maghreb».

   Così resta stabilito.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad  oggi,  mercoledì  23
  febbraio 2011, ore 17.15, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I - Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)   Modifica all'articolo 10 della legge regionale 6 maggio 1981,
  n. 98 e successive modifiche ed integrazioni in materia di attività
  all'interno dei parchi della Regione.   (n. 246/A)

   2)    Disposizioni   per  la  trasparenza,   la   semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della pubblica  amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  lo
  sviluppo.  Disposizioni per il contrasto alla  corruzione  ed  alla
  criminalità  organizzata  di stampo mafioso.  Disposizioni  per  il
  riordino  e la semplificazione della legislazione regionale.   (nn.
  520-144 bis/A)

   3)   Modifiche  di  norme in materia di elezione,  composizione  e
  decadenza degli organi comunali e provinciali  (nn. 85-213-256-278-
  296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A)

   4)   Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e grandi
  strutture  di vendita. Modifiche alla legge regionale  22  dicembre
  1999, n. 28.  (nn. 604-185/A) (Seguito)

                                                    La seduta è tolta
  alle ore 17.10

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta   scritta  ad  interrogazione -  Rubrica   Territorio  ed
  ambiente'

   CAPUTO.-  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, premesso che con  nota  dell'1  febbraio
  2010,  l'E.N.E.L.  comunicava, ai vari organi interessati,  che  il
  livello d'acqua del serbatoio di Guadalami del bacino della diga di
  Piana   degli  Albanesi  (PA)  era  oltre  il  valore  della  quota
  autorizzata  per il periodo invernale e, considerato  il  perdurare
  delle  condizioni  meteo avverse, lo scarico di  fondo  della  diga
  sarebbe  stato  manovrato  in modo da incrementare  la  portata  di
  scarico del suddetto bacino;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  adottare  a  salvaguardia  della
  popolazione   e   del  territorio  agricolo  per  la   manovra   di
  alleggerimento del serbatoio di Guadalami;

   se  non  sia  opportuno, per il tramite della  Protezione  civile,
  verificare  e  monitorare  il  livello  d'acqua  del  serbatoio  di
  Guadalami del bacino della diga di Piana degli Albanesi al fine  di
  scongiurare  gravi  danni per la popolazione e  per  il  territorio
  agricolo». (1003)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

      Risposta.  -  «Si trasmette copia della nota prot. 374/Gab  del
  28.01.2011 dell'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di
  Pubblica  Utilità con allegata nota prot. 47687 del 06.12.2010  del
  Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, con la quale  sono
  stati forniti elementi di risposta riguardanti l'atto ispettivo  in
  oggetto».

                                                          L'Assessore
                                      dott. Calogero Gianmaria Sparma

   «Con  riferimento  alla interrogazione di cui sopra,  pervenuta  a
  questo  Ufficio  di Gabinetto con nota prot. n.  521/IN.15  del  29
  marzo  2010,  si trasmette in uno alla presente la nota  47687  del
  06/12/2010  a  firma  del  Direttore  del  Dipartimento   Regionale
  dell'Acqua  e  dei  Rifiuti,  mediante  la  quale  vengono  forniti
  elementi  di  risposta  per la trattazione dell'atto  ispettivo  da
  parte  dell'Assessore per il Territorio e l'Ambiente,  a  tal  uopo
  delegato».

                                                 Il Capo di gabinetto
                                               dott.ssa M. A. Bullara

                       Nota 47687 del 06/12/2010

      «La  Presidenza  -  Segreteria generale con  nota  n.  521  del
  29/03/2010 ha incaricato l'Assessore regionale per il territorio ed
  ambiente di curare la trattazione dell'interrogazione in oggetto ed
  ha  invitato  questo  Assessorato di fornire  ogni  utile  elemento
  all'Assessore delegato.

      Il testo della interrogazione:

       Verifica   della  manovra  di  alleggerimento  del   serbatoio
  Guadalami  del  bacino della diga di Piana degli  Albanesi  (PA)  a
  salvaguardia della popolazione e del territorio agricolo.

          Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per   il
  territorio  e  l'ambiente, premesso che con  nota  dell'1  febbraio
  2010, l'ENEL comunicava, ai vari organi interessati, che il livello
  d'acqua  del serbatoio di Guadalami del bacino della diga di  Piana
  degli  Albanesi  (PA) era oltre il valore della  quota  di  massimo
  invaso  autorizzata  per il periodo invernale  e,  considerato   il
  perdurare delle condizioni meteo avverse, lo scarico di fondo della
  diga sarebbe stato manovrato in modo da incrementare la portata  di
  scarico del bacino;

      per sapere:

      quali  provvedimenti  intendano adottare a  salvaguardia  della
  popolazione   e   del  territorio  agricolo  per  la   manovra   di
  alleggerimento del serbatoio di Guadalami;

      se  non  sia opportuno, per il tramite della Protezione Civile,
  verificare  e  monitorare  il  livello  d'acqua  del  serbatoio  di
  Guadalami del bacino della diga di Piana degli Albanesi al fine  di
  scongiurare  gravi  danni per la popolazione e  per  il  territorio
  agricolo.

      Si  premette  che  rientra tra le competenze  del  Dipartimento
  Regionale  Acque e Rifiuti di questo Assessorato anche la  gestione
  di  impianti di ritenuta idrica. Il serbatoio Guadalami del  bacino
  della diga di Piana degli Albanesi (PA) oggetto dell'interrogazione
  non  fa  parte degli impianti gestiti dal Dipartimento, per cui  si
  disconosce  il contesto da cui scaturisce la stessa interrogazione.
  Il  contributo  che  di  seguito  viene  fornito  si  attiene  alle
  disposizioni   normative  vigenti   che   regolano   e   codificano
  l'esercizio   degli   sbarramenti  artificiali   nelle   situazioni
  rappresentate nell'interrogazione.

      Risposta:

      Le  dighe  vengono  gestite  sulla  base  di  alcuni  documenti
  previsti dalla normativa di settore vigente, in particolare:

   -  il   Foglio Condizioni per l'Esercizio e la Manutenzione (FCEM)
  definito  dalla  Circolare del Ministero  dei  LL.PP.  n.  352  del
  4/12/87,  che  descrive  nel  dettaglio tutte  specifiche  tecnico-
  gestionali dell'opera.

   -  il  Documento di Protezione Civile (DPC). Tale documento  è  un
  allegato  del   FCEM ed è obbligatorio per ciascuna  diga.  Il  suo
  contenuto  è delineato dalla Circolare del Ministero dei LL.PP.  n.
  352 del 4/12/87 e dalla Circolare  CM/DSTN/2/7019 del 19/03/96.  La
  Circolare  7019,  in particolare, definisce il DPC  come  documento
   che  individua le condizioni che devono verificarsi  sull'impianto
  di  ritenuta,  quale complesso costituito dallo sbarramento  e  dal
  serbatoio, perché si debba attivare il sistema di protezione civile
  e le procedure da porre in atto
   Il   Documento  di  Protezione  Civile  definisce  le  circostanze
  tecniche, le procedure e le modalità con cui il Gestore dell'invaso
  dichiara   all'esterno  l'insorgere  di  situazioni  di   criticità
  concernenti la diga in modo da consentire alle strutture  pubbliche
  preposte   l'attivazione  di  interventi   di   protezione   civile
  finalizzati  alla  salvaguardia della  popolazione  e  dei  beni  a
  rischio.

   -  Piano  di emergenza per incidenti alle dighe di ritenuta.  Tale
  piano,  oggi  di competenza della Provincia, è redatto secondo  gli
  indirizzi  di  lavoro della Circolare 13 M. I. PC. (87)  n.  7  del
  20.03.1987  del  Ministero  degli  Interni.  Esso  è  lo  strumento
  operativo  di  coordinamento  delle  azioni  di  intervento  e   di
  direzione  di tutte le attività che dovranno essere effettuate  dai
  diversi i Enti ed Organismi coinvolti  nel caso di esondazione  del
  corso  d'acqua  a  valle dello sbarramento dovuta a  manovre  degli
  organi di scarico ed in altri casi previsti dal DPC.
      La  dotazione  dei  suddetti documenti permette  di  affrontare
  adeguatamente le problematiche di natura di protezione  civile  per
  le  aree  poste a valle della diga. Occorre, comunque, operare  una
  distinzione  tra  i  suddetti problemi  di  protezione  civile  che
  intervengono solo in caso di emergenze ed i problemi connessi  alle
  ordinarie  procedure di regolazione del livello idrico per  manovre
  di  scarico volontarie, quale si potrebbe configurare la situazione
  prospettata nell'interrogazione.
      In  procedure  ordinarie di gestione, un serbatoio  artificiale
  in  alveo  esercita  una funzione di regolazione  delle  acque  che
  comporta una riduzione delle portate scaricate rispetto a quelle in
  entrata,  per cui è proprio la presenza del serbatoio a ridurre  le
  portate  a  valle in caso di piena, ed è anche a questo  scopo  che
  vengono costruiti.
      Tale  circostanza si verifica sia in caso di raggiunta capienza
  massima del serbatoio e successivo sfioro naturale delle portate in
  eccedenza,  sia  in  caso  di  manovre  volontarie  degli  scarichi
  all'atto della gestione di una piena.
      Oltre al caso della piena sopra indicato, si può verificare  la
  situazione  di scarico volontario in assenza o con ridotte  portate
  entranti, al fine di ridurre la quota del serbatoio.
      Tutte   le  operazioni  di  scarico  volontario  devono  essere
  effettuate dal Gestore della diga (che nella fattispecie è l'ENEL),
  con  i  dovuti preavvisi e le modalità prefissate nel documento  di
  protezione civile (DPC).
      In  questi  casi l'alveo, proprio per la sua naturale funzione,
  deve   essere  capace  a  sufficienza  di  accogliere  la   portata
  rilasciata, che comunque sarà sempre inferiore alla portata massima
  di progetto scaricabile dal serbatoio interessato.
      Il  problema dei danni ai terreni agricoli, poi, non è pertanto
  da  rapportarsi  alla  presenza del serbatoio,  bensì  alla  scarsa
  capacità  dell'alveo  naturale di valle  che  non  è  in  grado  di
  accogliere  in  sicurezza le portate scaricate per uno  o  più  dei
  seguenti motivi:
  -mancanza  di manutenzione, consistente nell'asportazione periodica
   della  vegetazione infestante dall'alveo e dalle luci dei ponti  e
   nella cura dei limiti della sede fluviale;
  -mancanza di infrastrutture, ovvero opere di inalveazione come
  briglie ed argini;
  -presenza di guadi carrabili o di attraversamenti stradali
  inadeguati;
  -in casi meno favorevoli ma purtroppo frequenti, la presenza di
  coltivazioni od ancor peggio di edifici in territorio fluviale.
      Riguardo   l'ordinaria  manutenzione  del  corso   d'acqua   si
  evidenzia  che ai sensi della Circ. P.R.S. del 20-11-2008 (G.U.R.S.
  n.  4  del  23-01-09, Raccomandazioni ed indicazioni  operative  di
  protezione  civile  per  la  prevenzione,  la  mitigazione  ed   il
  contrasto del rischio idrogeologico ed idraulico.), punto 5.1.2), è
  compito  dei  Comuni ed in subordine della Provincia  e  del  Genio
  Civile  competenti  la     manutenzione ordinaria  e  straordinaria
  delle   opere   idrauliche   e  corsi  d'acqua   finalizzati   alla
  facilitazione del deflusso delle acque superficiali, specie  quelle
  di  prima pioggia e quelle relative a fenomeni di piogge intense  e
  prolungate  (pulizia  di  caditoie,  canali  e  condotte  di  acque
  bianche,  rimozione dei rifiuti e della vegetazione infestante  che
  limitano  la funzionalità dei corsi d'acqua in particolar  modo  in
  corrispondenza  di strutture di attraversamento, ecc.),  nonché  la
  realizzazione degli ulteriori interventi da porre in essere per  la
  salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
      Per  quanto concerne invece le opere di inalveazione  si  dovrà
  fare   riferimento   alle  previsioni  del  Piano   per   l'Assetto
  Idrogeologico per il fiume di che trattasi, curato dall'Assessorato
  T.A..

                                       Il Dirigente Generale
                                 Dipartimento regionale dell'acqua
                                           e dei rifiuti
                                      Dott. Vincenzo Emanuele

   Il Dirigente del Servizio 3
     Ing. Francesco Greco

   Il Dirigente dell'UO.2
    Dott. Mario Neglia