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Resoconto d'Aula della Seduta n. 229 di mercoledì 23 febbraio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta n. 228 del 23 febbraio 2011, verrà data lettura nella
  seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me non  sfugge
  che  il  presidente  del mio Gruppo parlamentare  aveva  detto,  in
  Conferenza dei Capigruppo, che il Popolo della Libertà non  avrebbe
  presentato nessun argomento all'ordine del giorno per permettere la
  trattazione  del  documento più importante che  noi  ritenevamo,  e
  riteniamo, sia il più importante, cioè l'esame del bilancio e della
  finanziaria.
   Come  lei  sa, il Popolo della Libertà, insieme al Presidente  del
  Gruppo   Forza  del  Sud  e del  PID  hanno abbandonato,  oggi,  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Questo  ordine  del giorno è, quindi, frutto di decisione  di  una
  parte di questo Parlamento
   Vedo  che, tra i punti messi all'ordine del giorno, non  vi  è  la
  censura all'assessore Massimo Russo.
   Ora,  non  sfugge  certamente  a nessuno  l'importanza  di  quella
  censura.  Stiamo assistendo, in Sicilia, a casi eclatanti  di  mala
  sanità;   stiamo  vedendo  come  l'assessore,  in   maniera   molto
  disinvolta, interviene, molte volte con spocchia e altre volte  con
  arroganza.
   Voglio,  ancora  una  volta, citare il caso che  riguarda  la  mia
  richiesta  di documenti, cioè la richiesta di accesso al protocollo
  che,   a  tutt'oggi,  viene  negata  a  questo  Parlamento   e   al
  sottoscritto.
   Il  Presidente dell'Assemblea, molto opportunamente - e di questo,
  la  ringrazio, signor Presidente - ha portato avanti una iniziativa
  per  sollecitare  l'assessore Massimo Russo  che,  tra  l'altro,  è
  intervenuto, non si sa in virtù di quale legge e in virtù di  quale
  passione  politica -  perché di questo si tratta - dal momento  che
  la  richiesta viene dal sottoscritto indirizzata, come è giusto che
  sia, d'altronde, al direttore generale Massimo Guizzardi.
   E'  evidente  che  non  possiamo ritenere che l'assessore  Massimo
  Russo  possa  continuare a predicare il compimento di  una  riforma
  della giustizia, della sanità, scusate, ma anche della giustizia, è
  un  lapsus  freudiano,  della ingiustizia  sanitaria  perché,  ogni
  giorno,  ci  rendiamo  conto di quante  questioni  si  pongono  sul
  tappeto, di quanti focolai di protesta vengono da più parti.  Penso
  al  focolaio di protesta della città che meglio conosco: a Messina,
  vi  è un focolaio di protesta che riguarda l'ospedale Piemonte  che
  sta  per  essere,  ogni giorno di più, depauperato,  nonostante  le
  rassicurazioni  fatte dall'assessore Russo.  Penso  alla  città  di
  Barcellona Pozzo di Gotto, dove l'ospedale altro non sta diventando
  che  un  presidio territoriale, una sorta di intermediario  tra  la
  medicina di base e gli ospedali.
   Ci rendiamo conto che, ogni giorno, in tutta la Sicilia, la sanità
  non  fa  altro che andare a rotoli. Direi di più: non vi  è  nessun
  risparmio perché ciò che l'assessore Russo aveva predicato, cioè la
  possibilità  di contrarre il numero di posti letto per privilegiare
  il territorio è, oggi, soltanto una chimera.
   Signor Presidente, non capisco perché oggi non leggiamo all'ordine
  del  giorno  la possibilità di discutere in Aula, ciascuno  per  le
  proprie  posizioni  e  il proprio ruolo, la  censura  all'assessore
  Massimo Russo.
   Pertanto  la  invito  e invito la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari a farlo con immediatezza, aprendo  magari  una
  piccola  finestra; se ne aprono tante, come sto vedendo, per  fatti
  che  certamente  non  interessano  i  siciliani,  come  la  riforma
  elettorale  che,  sicuramente, non interessa  i  siciliani  ma  che
  interessa, in questo momento, una parte politica.
   Non capisco per quale motivo non possiamo discutere qui, a partire
  da  questa sera, sulla questione che riguarda la sanità in  Sicilia
  che,  ogni giorno che passa, miete sempre più vittime davanti -  me
  lo  consenta, signor Presidente - alla indifferenza del Governatore
  Lombardo  e dell'assessore per la salute, anzi, per la mancanza  di
  salute, Massimo Russo.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Modifica all'articolo 10 della
                            legge regionale
    6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni in
                                materia
       di attività all'interno dei parchi della Regione» (246/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si procede con l'esame del disegno di legge numero 246/A «Modifica
  all'articolo  10  della legge regionale 6  maggio  1981,  n.  98  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni  in  materia  di   attività
  all'interno dei parchi della Regione», posto al numero 1).

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  prima di iniziare la  discussione  su  questo
  disegno  di  legge, le devo rassegnare, nella qualità di presidente
  della  Commissione,  quello che ho rilevato perché  il  disegno  di
  legge  è  stato esitato dalla Commissione il 31 marzo del 2009,  ma
  non  è  arrivato  in  Aula in quanto l'assessore  del  tempo  aveva
  assicurato  all'Aula stessa che sarebbe intervenuto un  dispositivo
  assessoriale - non so se una circolare o un decreto -, cosa che poi
  non è stata fatta.
   Oggi,  ritengo  che il Governo riporti in Aula questo  disegno  di
  legge   in   quanto  non  è  possibile  formulare  il   dispositivo
  assessoriale.
   Nel  corso  di  tutti questi mesi, naturalmente, sono  intervenuti
  diversi  fattori. Uno fra tutti che interessa questa Assemblea  ma,
  soprattutto,  interessa  la Presidenza di questa  Assemblea,  è  la
  sentenza n. 44 del 2011 - segnatamente del 25 o 29 gennaio del 2011
  -  che  prevede, in modo specifico, l'incostituzionalità di  queste
  norme sui parchi, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione.
   Per  legiferare  in  maniera corretta, signor Presidente,  io,  da
  presidente della Commissione, le chiedo un approfondimento da parte
  degli Uffici su questa materia.
   Fino a questo momento, non è stato fatto, peraltro, non sono stato
  neanche  avvisato.  La scorsa settimana ho saputo  che  si  sarebbe
  parlato  di  questo disegno di legge, preso come sono da  tutte  le
  leggi che sono parcheggiate ed oggi sono portate in Aula.
   La  sentenza  n.  44/2011 è molto specifica  in  materia  e  anche
  particolareggiata  sull'intervento delle leggi  regionali,  di  cui
  certamente  questa  Assemblea  e questa  Presidenza  devono  tenere
  conto.
   Come Commissione, chiediamo l'intervento degli Uffici affinché  ci
  aiutino a dirimere questa questione che è indispensabile, prima  di
  iniziare  la  discussione  su  un  disegno  di  legge  che,   sensi
  dell'articolo  117 della Costituzione,  potrebbe  essere  impugnato
  dal Commissario dello Stato.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUZZANCA. Chiedo di parlare per porre la questione sospensiva.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  chiedo  di  intervenire  in   base
  all'articolo   101  del  Regolamento  interno   per   chiedere   la
  sospensione del punto all'ordine del giorno.
   Devo  ricordare  a  quest'Aula che, essendo  componente  della  IV
  Commissione  legislativa  che  si è occupata  dell'argomento,  come
  ricordava  il  presidente onorevole Mancuso, ho voluto approfondire
  perché  sono tra coloro i quali hanno approvato questo  disegno  di
  legge  e  ritengo sia giusto approvarlo e sia giusto approfondirlo,
  proprio  per evitare che si possano creare le precondizioni  perché
  il Commissario dello Stato poi lo impugni.
   Bisogna sospendere la trattazione all'ordine del giorno perché  la
  sentenza  n.  44/2011, che ho dovuto approfondire e alla  quale  si
  faceva  riferimento, perimetra in maniera puntuale  i  compiti  che
  devono  essere  svolti  dalle  Regioni  in  materia  di  parchi  e,
  puntualmente,  questa sentenza fa riferimento al  rispetto  che  si
  impone anche ai parchi regionali nella tutela del parco.
   Si  tratta  di  una tutela che vuole salvaguardare  il  paesaggio,
  vuole salvaguardare l'ambiente, vuole tutelare la flora e la fauna;
  in ultima analisi, un disegno di legge che, in questo caso, non può
  consentire  che  vi  sia,  se non viene  regolamentata  in  maniera
  specifica e se non ci si rende conto di questa sentenza della Corte
  Costituzionale, la possibilità di svolgere all'interno  dei  parchi
  delle  attività ben precise, ben delimitate, entro le quali si  può
  muovere il legislatore.
   Qui rischiamo di commettere un errore perché, come tutti sappiamo,
  la  sentenza della Corte Costituzionale diventa legge e diventa  un
  modo  per imporre al legislatore che deve pronunciarsi o che  dovrà
  pronunciarsi.
   Assessore, lei non c'era allora. Lei sa che noi l'apprezziamo e la
  stimiamo  e  sappiamo pure che lei farà fino in  fondo  il  proprio
  dovere   per   rendere  possibile  questa  legge  e  per   renderla
  applicabile perché nessuno ha voglia di boicottare la Targa Florio.
  Al  contrario,  noi riteniamo che questo sia un avvenimento  troppo
  importante che affonda le proprie radici del passato. Sappiamo  che
  questo  avvenimento non può essere cassato così  semplicemente,  ma
  non  vorremmo  che questa Assemblea, magari presa dalla  voglia  di
  fare  in fretta, nonostante siano trascorsi più di due anni da quel
  momento, oggi commetta un ulteriore errore.
   Pertanto  chiedo  all'assessore di sospendere  la  trattazione  di
  questo  argomento  all'ordine  del giorno  perché  rischieremmo  di
  commettere un errore.
   Ripeto,  per  evitare  di  commettere  un  errore  e,  quindi,  di
  compromettere  l'applicabilità di questo disegno di  legge,  chiedo
  che venga attivato l'istituto della sospensiva per fare in modo  di
  approfondire l'argomento e, quindi, fare una buona legge, una legge
  che risponda alle esigenze dei siciliani, una legge che tenga conto
  della sentenza n. 44 del 2011 della Corte Costituzionale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo in presenza intanto  di  una
  richiesta da parte del presidente della Commissione che ha avanzato
  alcune perplessità in merito allo stesso disegno di legge circa  la
  presenza  di  una incongruità rispetto ad una sentenza della  Corte
  Costituzionale.  Successivamente, c'è stata la  richiesta  avanzata
  dall'onorevole Buzzanca di sospensiva del provvedimento  in  esame.
  Poi,  hanno fatto richiesta di intervenire sia l'onorevole Marrocco
  che  l'onorevole  Aricò. A questo punto, a fronte  della  richiesta
  dell'onorevole  Buzzanca,  possono essere  ammessi  a  parlare  due
  oratori   a  favore  e  due  contro  sulla  proposta  di  questione
  sospensiva.

   Io   direi   che   se   si   raggiunge  un   accordo   sul   fatto
  dell'approfondimento, che non può avvenire in  Aula,  poi  possiamo
  benissimo  dare tempo fino a martedì prossimo, visto che si  tratta
  della discussione di un solo articolo.

   CRACOLICI. Chiedo parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  avrei
  nulla da dire di fronte ad una richiesta di approfondimento su  una
  questione che attiene a rilievi costituzionali.
   Devo dire, però, con grande onestà, che ho letto la sentenza della
  Corte Costituzionale che fa riferimento ad una legge della Campania
  e,  sinceramente,  leggendo la sentenza cui si fa  riferimento,  mi
  sembra che attiene a questioni che nulla hanno a che vedere con  la
  norma che stiamo trattando. Noi stiamo semplicemente trattando  una
  modifica  alle deroghe già contenute nella legge 98 del  1981,  che
  istituisce i parchi e che prevede l'istituto delle deroghe  già  in
  quella  legge  e  che non è mai stata impugnata da alcuna  sentenza
  della Corte Costituzionale estendendo la deroga, oltre che per  gli
  impianti sportivi, per le cose che sono già contenute nella  legge,
  anche  per  tipologie  quali  le  manifestazioni  storico-culturali
  definite tali da una legge regionale.
   Siamo, allora, in presenza di una potestà esclusiva in materia  di
  istituzione  dei  parchi  a  differenza  della  regione   Campania,
  sottoposta invece ai vincoli della legge nazionale che istituisce i
  parchi.
   Il principio derogatorio alla legge è già dato alla Regione perché
  la   legge  che  disciplina  l'istituzione  dei  parchi  è   quella
  regionale.
   Ripeto,  ho  letto  la sentenza e qui la sentenza  attiene  a  due
  fattispecie: l'organizzazione delle strutture cinofile  all'interno
  del  parco  della  Campania, e lì si fa riferimento  al  fatto  che
  questa attività è connessa all'attività di caccia che è vietata nei
  parchi   di  tutta  Italia.  In  questo  caso,  quindi,  la   Corte
  Costituzionale  ha  inteso  estendere  un  giudizio  di  merito  ad
  un'attività connessa all'attività di caccia.
   Altra questione è lo scarico delle acque nelle aree protette,  per
  le quali la Corte Costituzionale ha detto che è compito dello Stato
  e non può la Regione derogare in quelle materie.
   Onestamente, stiamo trattando fattispecie assolutamente diverse.
   Pertanto,  ritengo che la norma che andiamo a fare è semplicemente
  l'estensione  di una deroga che è già prevista dalla legge  98  del
  1981, limitatamente alla questione che ho detto.
   Se  poi gli Uffici ci dicono che, alla luce di questo rilievo, c'è
  un  motivo  -  come dire - ostativo all'approvazione  della  legge,
  formulo  una  proposta: visto che comunque non  credo  che  stasera
  daremo il voto finale, e la legge è costituita da un solo articolo,
  o  si  boccia o si approva. Non ci sono mezze misure. Pertanto,  se
  dovesse   essere   affermato  da  parte  dell'Ufficio   legislativo
  dell'Assemblea   che   la   norma   contrasta   con   i    princìpi
  costituzionali, basta bocciare la norma e non ne parliamo più
   Non  mi pare che stasera il rinvio ha un obiettivo diverso se  non
  quello  comunque  di lasciarci attaccati ad una questione:  abbiamo
  una  legge  all'ordine  del giorno, possiamo  fare  la  discussione
  generale, votare l'articolato, fermarci come prassi al voto  finale
  e, nelle more che gli Uffici ci dicano se ci sono vincoli di natura
  costituzionale, valutare se approvarla o meno al voto finale.
   Mi sembra un ragionamento di assoluto buon senso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  intanto  bisogna  votare  sulla
  richiesta  di  sospensiva, che ha presentato l'onorevole  Buzzanca.
  Possono  parlare  due  oratori a favore e due  contro.  Ha  parlato
  contro l'onorevole Cracolici.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, avevo premesso che intervenivo nella qualità di
  Presidente, prima dell'apertura della discussione generale,  perché
  il discorso che ha fatto l'onorevole Cracolici va bene con riguardo
  alla  fotografia  che l'onorevole Cracolici ha  fatto  della  norma
  presentata.  Siccome  io da presidente di Commissione,  trattandosi
  della  legge  98/81, che è la legge istitutiva dei parchi  e  delle
  riserve   naturali,   non   posso   fare   riferimento    che    ad
  un'argomentazione generale che riguarda la legge sui parchi e sulle
  riserve naturali. Perché la sentenza della Corte Costituzionale, in
  particolare, guarda proprio la legge-quadro delle riserve naturali.
   Siccome  io  non sono così sicuro come l'onorevole  Cracolici  che
  questa  norma inizi con un solo articolato e finisca  con  un  solo
  articolato  perché  immagino  che  interverranno  i  colleghi   con
  emendamenti  vari, ho posto un problema che riguarda  l'azione  che
  deve  fare questo Parlamento per mettere dei paletti anche  a  quei
  colleghi  che  da  stasera, o da domani mattina, scriveranno  degli
  emendamenti che potrebbero essere in contrasto con la legge 98.
   Pertanto,  il  problema che io ho posto non è sull'articolato,  il
  problema  che  io  ho posto preventivamente é  su  quello  che  può
  succedere su questo disegno di legge.
   Se  poi  è come dice l'onorevole Cracolici che rimarrà solo questo
  articolo, è chiaro che il problema non si pone forse, non  si  pone
  al  90 per cento; ma se ci saranno altri articoli che interverranno
  sulla legge n. 98/81 che qui tutti chiamano  Targa Florio', ma  che
  non  figura  in  quanto  nel titolo del  disegno  di  legge  si  fa
  riferimento alla modifica di un articolo della legge n.  98/81  che
  racchiude la costituzione dei parchi e delle riserve naturali.
   Allora, siccome io immagino che i colleghi presenteranno su questo
  disegno  di  legge vari  emendamenti, immagino pure  che  molti  si
  avvicineranno  a  quella  che  è  stata  la  sentenza  della  Corte
  Costituzionale.
   Per   evitare  che ciò avvenga, nella qualità di presidente  della
  Commissione di merito,  io lo dico e lo dico prima perché questo  è
  il  mio  ruolo.  Nel caso in cui si vuole andare avanti  senza  che
  l'Ufficio  legislativo  ci dia un binario nel  quale  muoverci,  si
  faccia pure.
   Poi,  come al solito - tanto succede ormai molto spesso in  questo
  Parlamento  -, se la vedrà il Commissario dello Stato   Ogni  volta
  dobbiamo  farci richiamare alla Costituzione dal Commissario  dello
  Stato, quando invece abbiamo degli Uffici che possono farlo in modo
  preventivo  su  quella  che  è  l'azione  legislativa   di   questo
  Parlamento.
   Da  parte  mia, quindi, non c'è nessuna presa di posizione,  anche
  perché  non  posso  farlo in quanto non mi sono confrontato  con  i
  colleghi  della Commissione. Io ho solo rappresentato  quello  che,
  secondo  me,  deve  essere  un iter parlamentare  affinché  nessuno
  intervenga con eventuali emendamenti che possono contrastare con la
  sentenza n. 44 del gennaio 2011. E, in questo senso, io sono  certo
  che  l'Ufficio  legislativo  dell'ARS  potrà  chiarire  quanto  già
  scritto in quella sentenza.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che  a
  Bisanzio  erano  dei  dilettanti in  confronto  a  quello  che  sta
  avvenendo  qui  stasera.  Se  non  fossimo  reduci  da  defatiganti
  riunioni  di  capigruppo in cui si è detto di tutto e  di  più,  ma
  soprattutto io ritenevo apertis verbis che questo disegno di  legge
  fosse  un  provvedimento fondamentale non soltanto  per  il  popolo
  siciliano,  ma anche per l'avvenire turistico, per lo  sviluppo  di
  una  determinata  zona  della  nostra provincia,  e  allora  potrei
  credere  alla  buona  fede dell'osservazione  giuridica  dell'amico
  Buzzanca,  che è stata, vieppiù, sottolineata dal Presidente  della
  Commissione.  Ma  siccome, guai a sentire  questioni  di  carattere
  giuridico  di  persone  -  chi vi parla, anch'io,  di  modestissima
  cultura giuridica - ci andiamo ad impelagare in discussioni che non
  hanno alcun senso. E devo dire che la proposta dell'amico e collega
  Cracolici  è una proposta di assoluto buon senso, in cui  Cracolici
  non  ha  difeso  assolutamente  nessuna  norma-preconcetto,  questo
  disegno  di legge come se fosse al di fuori,  au dehor de  la  loi,
  come   si   direbbe   in  Francia,  ma  dicendo:   Affrontiamo   la
  discussione, nel momento in cui  ci sarà il voto finale questo tipo
  di  impedimento di questa sentenza della Corte Costituzionale   che
  credo,  così  avendola letta in maniera assolutamente superficiale,
  non  mi  pare che sia assolutamente ostativa. Ritengo che il dovere
  sospendere o il non dover procedere nell'iter legislativo di questa
  legge  sarebbe  gravemente  un guaio  e,  soprattutto,  un  segnale
  ulteriore di un ostruzionismo che non ha alcun senso.

   PRESIDENTE.  Come  prima cosa bisogna votare  sulla  richiesta  di
  sospensiva.
   Poi,  voglio rassicurare l'Aula che comunque noi possiamo -  anche
  rispetto  alle  preoccupazioni che giustamente sono state  avanzate
  dal  presidente della Commissione, onorevole Mancuso  -,  procedere
  all'approvazione  della  legge  stasera,  solo  ed   esclusivamente
  qualora  non  vi siano emendamenti; se c'è un accordo generale  che
  non  ci  sono  emendamenti.  Se,  viceversa,  dovesse  esserci  una
  richiesta  di  rinvio  per la presentazione  degli  emendamenti,  è
  chiaro che i lavori d'Aula verrebbero rinviati a martedì. Quindi la
  Presidenza coglie la preoccupazione ed ha la risposta pronta.
   Onorevole  Leontini, lei voleva intervenire per  dichiarazione  di
  voto,  ma  noi  dobbiamo  votare sulla sospensiva  e  la  votazione
  avviene per alzata e seduta.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta di sospensiva.
   Chi  è  favorevole a che la discussione del disegno di legge debba
  rinviarsi si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Pertanto,  si  passa  alla  relazione  sul  disegno  di  legge   e
  successivamente alla discussione generale.
   Nel  momento in cui inizia la discussione generale è ovvio che  si
  possono presentare gli emendamenti.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione,  onorevole
  Mancuso, per svolgere la relazione.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Onorevoli colleghi, con  il
  presente  disegno di legge si interviene modificando l'articolo  10
  della  legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive  modifiche
  ed integrazioni, che riguarda il regolamento dell'Ente parco. Detto
  regolamento disciplina le attività che si svolgono all'interno  del
  parco, nel rispetto delle prescrizioni del piano territoriale.
   La  modifica  che  si intende apportare riguarda  segnatamente  la
  lettera  e) del primo comma dell'articolo 10 ed aggiunge -  tra  le
  attività  contemplate dal regolamento dell'Ente parco - oltre  alle
  già  previste attività di ricerca scientifica, sportive, ricreative
  ed educative, anche il sostegno e la salvaguardia dello svolgimento
  di  manifestazioni  ed  iniziative dichiarate  patrimonio  storico-
  culturale con legge della Regione.
   Un  ruolo  di  primaria  importanza,  nell'ambito  delle  predette
  manifestazioni  dichiarate  patrimonio  storico-culturale,   occupa
  senz'altro la manifestazione automobilistica  Targa Florio', che il
  legislatore, con l'articolo 23 della legge regionale n. 9/2002,  ha
  espressamente riconosciuto quale patrimonio storico-culturale della
  Regione siciliana.
   Detta manifestazione, nata nel 1906 per volere di Vincenzo Florio,
  è oggi giunta alla sua 92  edizione e, con i suoi 103 anni di vita,
  rappresenta  di  fatto  la più antica gara automobilistica  che  si
  svolge con continuità nel mondo, ancor più antica di gare che ormai
  sono  icone  dello  sport automobilistico, come la  500  miglia  di
  Indianapolis o il Grand Prix di Formula uno di Francia.
   Naturalmente  anche la relazione è datata perché sono  cambiati  i
  numeri rispetto al 2009.
   Dal   1978,  nel  rispetto  delle  normative  emanate  dalla   FIA
  (Federazione  Internazionale dell'Automobile), la Targa  Florio  si
  svolge con la formula dei moderni rally automobilistici utilizzando
  diversi  tratti stradali, inseriti nel comprensorio delle  Madonie,
  destinati  alle  cosiddette prove speciali.  L'attuale  regolamento
  adottato dall'Ente parco delle Madonie, in seguito all'approvazione
  della   legge   regionale  n.  98/81  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, impedisce l'utilizzo di alcuni settori stradali dalle
  caratteristiche  probanti per piloti e mezzi, nonché  qualificanti,
  ai  fini  internazionali, la manifestazione stessa.  E'  necessario
  considerare  che  la  CSAI  (Commissione  Sportiva  Automobilistica
  Italiana)  ha  stabilito che nelle gare valide  per  il  campionato
  italiano  di  rally le velocità medie dei primi cinque  concorrenti
  non  devono  superare i 100 Km/h, e che nell'ultima edizione  della
  Targa, nonostante diversi accorgimenti adottati, tale media è stata
  superata  in  dieci dei dodici tratti di prove speciali.  Questo  a
  causa   del  fatto  che  gli  organizzatori  -  per  le  previsioni
  dell'attuale   regolamento   -    hanno   potuto   utilizzare    un
  limitatissimo numero di percorsi.
   Quanto  sopra  rischia di provocare, se non  saranno  adottati  in
  maniera  tempestiva  gli  accorgimenti del caso,  la  cancellazione
  della  Targa  Florio dal calendario internazionale con  conseguenti
  enormi  danni  per  la storia, la cultura e lo sport  della  nostra
  Regione,  oltre all'irrecuperabile pregiudizio di immagine  per  la
  Regione  ed  economico per le popolazioni madonite,  per  le  quali
  questa  manifestazione  è  stata per  oltre  un  secolo  il  volano
  turistico principale.
   In  considerazione anche del fatto che l'Automobile Club  Palermo,
  titolare ed organizzatore della Targa Florio, si impegna a valutare
  ed applicare qualunque misura atta alla salvaguardia del patrimonio
  boschivo  e  faunistico, in piena collaborazione con  l'Ente  parco
  delle   Madonie   e   considerato  peraltro  che   le   autovetture
  partecipanti  risultano  di recente immatricolazione  e  posseggono
  tutti  gli accorgimenti anti inquinamento e di sicurezza richiesti,
  il  presente  disegno di legge si propone di apportare la  modifica
  sopra  descritta,  al  fine di tutelare e salvaguardare  la   Targa
  Florio' nell'interesse storico, culturale ed economico della nostra
  Regione.
   Si  rappresenta  infine che la Commissione ha  deliberato  di  non
  accogliere  il  suggerimento  del Comitato  per  la  qualità  della
  legislazione di voler specificare  la natura del sostegno  e  della
  salvaguardia  che  la  modifica normativa intende  assicurare  alle
  manifestazioni . Ciò nel presupposto -0 ha motivato la  Commissione
  -   che   per   sostegno  e  salvaguardia  dello   svolgimento   di
  manifestazioni   ed   iniziative  dichiarate  patrimonio   storico-
  culturale  con  legge  della Regione, non può che  intendersi  ogni
  forma  di  promozione (di qui il termine sostegno) - a  priori  non
  individuabile  tassativamente - idonea a consentire  il  perdurante
  svolgimento  negli  anni  (di  qui il termine  salvaguardia)  delle
  predette  manifestazioni e iniziative. La Commissione si è pertanto
  determinata  nel  senso di ritenere la previsione  dell'articolo  1
  assistita  da  sufficiente determinatezza, atteso  che  l'enunciato
  normativo è espresso in termini più che congrui, in linea  con  una
  formulazione  necessariamente elastica che  consente  comunque  sul
  piano  definitorio  il  richiamo  a  quelle  forme  di  sostegno  e
  salvaguardia, come prima detto, a priori non individuabili.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio   la
  Commissione  per la celerità nel 2009 di aver dato  approvazione  a
  questo disegno di legge che riteniamo importante.
   Come  ha  detto  il  Presidente Mancuso, la  manifestazione  Targa
  Florio  è sicuramente un bene storico-culturale per legge regionale
  ma  anche  un grande volàno, come diceva anche l'onorevole Musotto,
  per il turismo delle alte Madonie.
   Negli  anni passati, purtroppo, la manifestazione non aveva potuto
  svolgersi  all'interno del parco delle Madonie perché  il  comitato
  tecnico-scientifico  del parco non aveva dato l'autorizzazione  per
  lo  svolgimento.  Pertanto, il vecchio percorso  non  poteva  avere
  seguito lì.
   Allora,  l'idea  anche  con l'assessore dell'epoca,  onorevole  Di
  Mauro,  di fare una legge per modificare le deroghe e per  ampliare
  soltanto - come dicevamo prima - con quell'articolo una deroga  che
  consentisse lo svolgimento della manifestazione  Targa Florio .
   Sappiamo  tutti l'importanza della ricaduta turistica e  culturale
  che la manifestazione Targa Florio ha per l'intera Sicilia, copiata
  in  tutto il mondo.  E' ormai un brand che la Sicilia porta con  sé
  nel cuore, ma non soltanto; lo esporta nel resto dei Paesi. Abbiamo
  centinaia  di  concorrenti che vengono qui tutto l'anno,  e  l'idea
  oggi  che  quest'anno si raggiungerà addirittura  la  95   edizione
  ripercorrendo  il  percorso  che  fu  quello  di  Vincenzo  Florio,
  sicuramente   potrebbe   essere  un  grande   contributo   per   la
  manifestazione stessa.
   Pertanto,  voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno condiviso
  con  me  questo  disegno  di legge, che  addirittura  ha  visto  la
  sottoscrizione di circa 40 deputati. Ringrazio la Commissione,  che
  ha  voluto approvare in tempi velocissimi e all'unanimità  sia  per
  volontà del presidente Mancuso sia di tutti i suoi componenti.
   Sappiamo  perfettamente  che  dietro  questa  norma  non  si  cela
  null'altro  se non lo svolgimento della manifestazione  all'interno
  del parco e sappiamo che potrebbe essere approvata in tempi veloci.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, solo per chiederle di dare i  termini
  per  la  presentazione degli emendamenti ai sensi  del  Regolamento
  interno.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Rinaldi, i termini  per  la  presentazione
  degli  emendamenti  sono entro la discussione generale  che  stiamo
  affrontando.

   RINALDI.  Ai  sensi del nostro Regolamento, lei deve  rinviare  la
  seduta per dare il tempo ai deputati di presentare gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, il termine  per  la  presentazione
  degli emendamenti é all'interno della discussione generale.

   RINALDI.  Signor Presidente, no, la prego. Mi deve dare i  termini
  previsti dal Regolamento, non  dentro la discussione generale.

   PRESIDENTE. Ma mi cita l'articolo, onorevole Rinaldi. Anche per la
  Presidenza, siccome a parere della Presidenza il termine è entro la
  discussione generale forse lei si riferisce al fatto che poi  vuole
  le 24 ore

   RINALDI. Esatto, mi riferisco a quei termini.

   PRESIDENTE . vuole le 24 ore?

   RINALDI. Esatto, a quelle mi riferisco  Per Regolamento.

   PRESIDENTE. Ma il rinvio alle 24 ore avviene dopo aver  presentato
  gli emendamenti

   RINALDI.  Signor Presidente,  glielo sto chiedendo  ufficialmente.
  Intervengo proprio per questo motivo.

   PRESIDENTE. Sono stato poco chiaro, onorevole Rinaldi. In presenza
  di  emendamenti, qualsiasi deputato può chiedere,  di  diritto,  il
  rinvio della trattazione del disegno di legge alle 24 ore.
   Certamente sarà compito della Presidenza rinviarne la trattazione.
  Infatti  all'inizio dei nostri lavori avevo detto  che  si  sarebbe
  potuto  trattare, stasera, questo disegno di legge, laddove non  vi
  fossero stati emendamenti. Non è questo il caso, perché già c'è una
  richiesta di presentazione di emendamenti.
   Lei,  però, sta chiedendo un'altra cosa; ha chiesto un'altra cosa:
  i   tempi   di   presentazione  degli  emendamenti.  I   tempi   di
  presentazione  degli  emendamenti  sono  entro  la  chiusura  della
  discussione  generale - lei sa, che più volte,  l'abbiamo  rinviata
  all'articolo  1  -  entro  i  tempi di chiusura  della  discussione
  generale. Dopodiché,  noi rinvieremo, ci mancherebbe altro.

   RINALDI. Va bene.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

      (La seduta sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore18.01)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è stata  presentata,
  ai  sensi  dell'articolo 101, primo comma, del Regolamento interno,
  la questione pregiudiziale dagli onorevoli Leontini, Limoli, Bosco,
  D'Asero, Corona, Torregrossa, Campagna, Buzzanca. Ne do lettura:
    Noi   sottoscrittori   con  la  presente  proponiamo,   a   norma
  dell'articolo   101   del   Regolamento   interno,   la   questione
  pregiudiziale   per  il  disegno  di  legge  n.   246/A    Modifica
  all'articolo  10  della legge regionale 6  maggio  1981,  n.  98  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni  in  materia  di   attività
  all'interno dei parchi della Regione .
   Chiarisco  che  la  questione pregiudiziale è  come  la  questione
  sospensiva: anche qui possono parlare due deputati a favore  e  due
  contro, quindi l'Aula si potrà esprimere, per alzata e seduta.
   Nel  caso  di  esito favorevole, di approvazione  della  questione
  pregiudiziale, il disegno di legge non si potrà più  trattare.  Ciò
  rappresenta  la  sostanziale  differenza  rispetto  alla  questione
  sospensiva.
   E' stata presentata, è regolarmente presentata e - ribadisco - due
  oratori possono parlare a favore e due possono parlare contro.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, la questione pregiudiziale  è  ancora
  più  fondata  dopo  avere  ascoltato  la  richiesta  dell'onorevole
  Rinaldi   e   la   risposta  da  parte  della  Presidenza.   Quando
  inizialmente  fu  posta  la  questione  sospensiva  riguardante  le
  implicazioni  della  sentenza  della  Corte  Costituzionale   sulla
  vicenda normativa che stiamo trattando, fu sottolineato e precisato
  che un chiarimento e un approfondimento - prima ancora di procedere
  all'apertura   della   discussione   generale   -   si   richiedeva
  indispensabile  perché,  nella formulazione  degli  emendamenti,  i
  colleghi che intervengono su una norma che riguarda gli enti  parco
  dovranno essere, in modo oggettivo, illuminati o da un parere degli
  uffici  o  da  un  chiarimento che nelle 24 ore potranno  esperire,
  proprio  per  evitare che la formulazione degli emendamenti  possa,
  domani,  costituire motivo di pregiudizio per la  norma  e  per  la
  legge  e  possa mettere in difficoltà la Presidenza  e  i  rapporti
  della Presidenza stessa con l'Aula.
   Per  fare questo, non è possibile, oggi, ritenere che tutti i nodi
  possano  essere sciolti a meno che non si decida, oggi  stesso,  di
  spostare la chiusura della discussione generale a domani.
   Ma se questo non si consente, penso che bisognerebbe accogliere la
  richiesta   di  sospensione  proprio  perché  quel  chiarimento   è
  propedeutico, indispensabilmente propedeutico.
   Io  sono  capogruppo di un gruppo di diciannove deputati,  di  cui
  dieci  hanno già predisposto degli emendamenti, che potremmo  anche
  evitare  di formulare in un modo non consono, non corretto, qualora
  le   implicazioni   della   sentenza   fossero   obiettivamente   e
  definitivamente chiarite.
   Nel  caso in cui non siano chiarite, si apriranno delle maglie che
  sarà  difficile  chiudere  dopo e, quindi,  il  lavoro  si  renderà
  complicato e impraticabile domani e dopo.
   Evitiamo  che  ci  sia  un  impantanamento  successivo.  Diamo  la
  possibilità  ai  colleghi  di presentare gli  emendamenti  in  modo
  congruo e, quindi, prendiamoci un termine per gli emendamenti e,  a
  questo  punto, o accediamo alla questione sospensiva o rinviamo  la
  chiusura della discussione generale a domani sera in modo tale che,
  da qui alla chiusura della discussione generale fissata per domani,
  abbiamo  il  tempo  di  chiarire con gli uffici,  tra  di  noi,  le
  implicazioni  del  contenuto della sentenza e potere  scrivere  gli
  emendamenti in modo congruo.
   Mi sembra un discorso che non fa una piega e che riguarda soltanto
  la  validità  del percorso d'Aula e la correttezza delle  procedure
  che i colleghi vogliono esperire per formulare gli emendamenti.
   La  legge  sugli enti parco è una legge complessa  e  non  si  può
  conculcare  o  precludere ai colleghi la facoltà di emendare  e  di
  formulare emendamenti che possono aprire delle maglie importanti.
   Se  queste  maglie noi le vogliamo insieme orientare  o  chiudere,
  perché ci sono delle indicazioni che non sono congrue rispetto alla
  normativa,  rispetto  alla  sentenza,  lo  decidiamo  insieme,   ci
  prendiamo  il  tempo  utile per poter approfondire  e  poi  potremo
  formulare gli emendamenti nel modo più valido e più corretto.
   E'  questa  la  motivazione  della  questione  sospensiva.  Se  la
  vogliamo  esaminare  ed  accogliere, sarà utile  per  tutta  l'Aula
  avendo  ascoltato  proprio  il collega Rinaldi  che  ha  la  stessa
  esigenza  che  ho  io  come  presentatore  di  emendamenti  e  come
  capogruppo  di  un gruppo dove c'è un'attività di  emendamenti  già
  pronta  e  che io vorrei fosse formulata e svolta nel più  corretto
  dei modi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Presidenza cerca di riassumere sia
  quanto   è  emerso  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  oggi sia il dibattito che, invece,  si  è  sviluppato
  questa sera in Aula.
   Se  tutti  siamo d'accordo, alla luce di quello che  è  emerso  in
  Aula,  rispetto  anche alle decisioni che erano  state  assunte  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - e cioè  che  si
  poteva andare subito ad una approvazione veloce, ove ci fosse stata
  l'unanimità dei consensi, e così non è stato -, constatato che  non
  c'è  l'unanimità per approvare velocemente la norma,  che  era  una
  condizione   assolutamente  dirimente,  che  c'era   la   questione
  pregiudiziale,  che era stato chiesto di avere più  tempo  per  gli
  emendamenti,  la  Presidenza formula la seguente  proposta:  si  dà
  tempo  fino  a  venerdì prossimo per presentare gli  emendamenti  e
  andare  poi a martedì per discutere questo disegno di legge assieme
  all'altro,  concordato in Conferenza dei capigruppo,  quella  sulla
  semplificazione.
   Ovviamente,  si ritira la questione pregiudiziale, se tutti  siamo
  d'accordo, si dichiara chiusa la discussione generale e  si  dà  il
  tempo fino a venerdì per la presentazione degli emendamenti, poi si
  incardina il disegno di legge sulla semplificazione e si va  poi  a
  martedì.
   La  Presidenza  fa  una proposta, che può essere  accolta  se  c'è
  unanimità.  Se  non  viene  accolta,  continuiamo  nelle  procedure
  normali previste.
   Onorevoli  colleghi, lo ripeto per l'ultima volta:  in  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si era disegnato un percorso
  che  prevedeva, se ci fosse stato l'accordo di tutti, di  approvare
  velocemente, questa sera, la legge sulla Targa Florio.
   Dal  dibattito  che  si  è sviluppato in Aula  e  dalle  prese  di
  posizione delle varie componenti politiche è emerso che non è  così
  semplice  come  era  stato presentato. Nel  frattempo,  sono  state
  presentate, prima la richiesta di sospensiva e, successivamente, la
  richiesta di pregiudiziale, oltre all'iscrizione a parlare  di  una
  serie  infinita di deputati e all'annuncio di numerosi emendamenti,
  oltre che di una richiesta di avere più tempo per gli emendamenti.
   A  questo  punto la Presidenza, valutate le circostanze, ha  fatto
  una  proposta  che  ritiene che raccolga  gli  umori  di  tutto  il
  Parlamento e di tutti coloro i quali sono intervenuti: diamo  tempo
  per la presentazione degli emendamenti fino a venerdì.
   Quindi, non si chiude stasera e non si discute neppure stasera ma,
  dando seguito a quanti chiedevano più tempo per gli emendamenti, si
  dà  tempo  fino a venerdì. Il disegno di legge, poi, sarà  discusso
  martedì.
   Ovviamente,  è  necessario il ritiro della questione pregiudiziale
  che è stata presentata e bisogna votare il passaggio agli articoli.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  i  corsi  di
  formazione dell'onorevole Cracolici alla sua maggioranza  non  sono
  riusciti;  lo  ha  dimostrato  prima  la  cordiale,  affettuosa   e
  reciproca  valutazione dei due colleghi Di Benedetto  e  Panarello,
  poi la richiesta dell'onorevole Rinaldi.
   Il  corso di formazione dell'onorevole Cracolici, evidentemente  è
  stato infruttuoso; fosse stato efficace, probabilmente, molti dubbi
  sarebbero stati sciolti precocemente, in anticipo.
   Non  essendo  riuscito questo corso di formazione,  voglio  dirle,
  signor  Presidente, che è saggia la soluzione che lei propone,   ma
  nessuno  può ritenere sommariamente chiusa la discussione generale.
  A  meno  che,  come  abbiamo fatto sempre e lo  dico  all'onorevole
  Leanza  che,  più volte, mi ha ripetuto cosa abbiamo fatto  sempre,
  noi  abbiamo  fatto sempre due cose: o abbiamo svolto veramente  la
  discussione  generale o abbiamo detto di destinare  la  discussione
  generale all'articolo 1.
   Pertanto  gli iscritti a parlare parleranno sia per la discussione
  generale che per l'articolo 1 quando comincerà il dibattito

   PRESIDENTE.  Interpellati i proponenti, la questione pregiudiziale
  si intende ritirata.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Bisogna votare il passaggio agli articoli. La Presidenza questo lo
  riteneva implicito.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Informo  che la discussione generale sul disegno di legge, secondo
  prassi, è rinviata all'articolo 1 del disegno di legge.

   Onorevoli  colleghi, informo che il termine per  la  presentazione
  degli emendamenti è fissato per venerdì 25 febbraio 2011, alle  ore
  12.00.
   Ricordo,  infine,  che in questa fase dell'esame  del  disegno  di
  legge  occorre  la  firma di quattro deputati per la  presentazione
  degli emendamenti stessi.


   Presidenza del vicepresidente Formica

  Discussione del disegno di legge «Disposizioni per la trasparenza,
      la semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della
       pubblica amministrazione, l'agevolazione delle iniziative
   economiche. Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il contrasto
   alla corruzione e alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
           Disposizioni per il riordino e la semplificazione
             della legislazione regionale» (520-144 bis/A)

  PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge nn. 520-
  144  bis/A  «Disposizioni per la trasparenza,  la  semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della pubblica  amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  lo
  sviluppo.  Disposizioni  per  il  contrasto alla corruzione ed alla
  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.  Disposizioni  per il
  riordino e la  semplificazione  della legislazione regionale, posto
  al numero 2).
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali',  a
  prendere posto nel relativo banco.

   BUZZANCA.  Chiedo  di  parlare ai sensi dell'articolo  101,  primo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  pare  che
  l'argomento che stiamo trattando sia molto importante. Penso che la
  Sicilia    aspetti    questa   semplificazione    burocratica    ed
  amministrativa da parecchi anni e non ho compreso l'altra  sera  la
  posizione   del   Partito   Democratico,  espressa   dall'onorevole
  Cracolici,  il  quale  ha  chiesto, pur in presenza  dell'assessore
  Chinnici, la sospensione della relativa trattazione.
   Noi  abbiamo voluto approfondire questo argomento perché si tratta
  di  una norma assai complessa, una norma che viene articolata in 41
  articoli  che richiede certamente un approfondimento e la  maggiore
  adesione possibile a quello che è l'impianto normativo regionale  e
  nazionale,  anche alla luce delle diverse circolari che sono  state
  emesse e alla luce di quel che sta accadendo in Sicilia.
   Abbiamo  visto come in Sicilia stiano succedendo delle cose  molto
  strane.  L'onorevole Presidente della Regione sa che è  giunta  una
  circolare  ai  sindaci  di tutta l'isola,  a  firma  dell'assessore
  Chinnici,  che  è  molto  attenta  di  solito  alle  questioni  che
  riguardano  le  procedure. E in quella circolare si fa  riferimento
  all'esigenza che si avverte in Sicilia, che avvertono i Comuni, che
  avverte    il   suo   Assessorato,   giustamente,   di    procedere
  all'approvazione dei bilanci dei comuni.
   Però  mi  pare che ci sia una schizofrenia all'interno del Governo
  regionale, Presidente.
   Lei,  che  è  psichiatra,  annuisce  perché  conosce  bene  queste
  patologie.
   C'è  una  forma  di dissociazione tra assessorati  diversi  perché
  l'assessore  Chinnici  invita  i  comuni  a  procedere  rapidamente
  all'approvazione dei bilanci. E come approviamo i  bilanci  se  non
  abbiamo,  da  parte  del  Governo  regionale,  l'approvazione   del
  bilancio e della finanziaria?
   Quali sono le risorse certe che poi dovranno indurre i consiglieri
  comunali, e prima ancora la Giunta, ad approvare il bilancio?
   Signor  Presidente, questo per significarle che siamo di fronte  a
  questioni  molto importanti, siamo di fronte ad una  questione  che
  richiede  certamente un ulteriore approfondimento. Dobbiamo  capire
  se  gli  Uffici  sono pronti perché, se questa è  la  premessa,  se
  queste   cose  accadono  all'interno  del  grande  apparato   della
  burocrazia regionale, certo noi non siamo confortati.
   E' necessario, allora, un approfondimento degli Uffici legislativi
  che  ci consenta di operare tranquillamente il passaggio alle  fasi
  successive. Noi non siamo tranquilli
   Non  siamo tranquilli per ciò che accade. Non siamo tranquilli per
  ciò  che potrebbe accadere nel caso in cui, molto superficialmente,
  volessimo  approvare  o procedere all'approvazione  degli  articoli
  senza  avere  prima approfondito, eccome, questa norma che  ritengo
  fondamentale per il popolo siciliano, ma che in questo momento  non
  mi  sento  di  votare proprio perché ritengo che non  ci  siano  le
  condizioni.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Buzzanca, ma volevo ricordarle
  che non siamo in fase di dichiarazioni di voto.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, ho chiesto di intervenire  ai  sensi
  dell'articolo  101,  primo  comma,  del  Regolamento  interno   per
  proporre la questione sospensiva, non quella pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, l'articolo 101 prevede entrambe le
  questioni, sospensiva e pregiudiziale.

   LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non ho
  capito  bene,  onorevole Buzzanca. Il rischio è  che  facciamo  una
  cortesia, scherzando, all'onorevole Cracolici perché nel momento in
  cui accettiamo la sospensiva passiamo subito alla legge elettorale.
   Se  è  così,  se  proprio ci tenete, non possiamo fare  altro  che
  essere  dalla  parte  della  sospensiva.  Siccome,  però,  con   il
  Presidente  Cascio  abbiamo assunto un impegno d'onore,  noi  siamo
  contrari alla sospensiva e, proprio per evitare che questo avvenga,
  siamo  per  incardinare  la  legge  sulla  semplificazione  e   poi
  proseguire i lavori, che sono certamente molto importanti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  anche  in  questo  caso  voglio
  riassumere  quella che è stata la risultanza della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   La   Presidenza  ha  dato  comunicazione  della  risultanza  della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e,  a  proposito
  della  trattazione  in Aula del disegno di legge  che  riguarda  la
  modifica della legge elettorale, ha detto che avverrà non prima  di
  mercoledì  prossimo  perché,  in tal  senso,  era  stato  raggiunto
  l'accordo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   CRACOLICI. Ci siamo impegnati a non trattarlo

   PRESIDENTE.  Se si votasse favorevolmente la questione sospensiva,
  ci  troveremmo  addirittura nella fase di non sapere  neppure  cosa
  votare  perché prima di mercoledì la questione elettorale  non  può
  andare in Aula e il provvedimento sul turismo, abbiamo testé deciso
  che  è  rinviato.  Il  provvedimento sulla Targa  Florio  ci  siamo
  impegnati, su richiesta dell'Aula, a trattarlo martedì.

   CRACOLICI. Potremmo fare la legge sul commercio.

   PRESIDENTE.  La  legge  sul  commercio  è  ancora  impelagata   in
  Commissione.
   Vorrei, quindi, richiamare i proponenti della questione sospensiva
  a  riflettere  un minuto, magari sospendiamo la seduta  per  cinque
  minuti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  si
  doveva richiamare alla riflessione dell'onorevole Cracolici quando,
  qualche  giorno fa, ha messo in difficoltà questo Parlamento,  dove
  immotivatamente  -  poi  cercherò di spiegare  la  motivazione  per
  quanto  mi  riguarda,  per quello che ho capito  -  ha  chiesto  la
  sospensione  di un disegno di legge proposto dal Governo.  Immagino
  che  la motivazione è stata quella poi di decidere tutto quello che
  si deve fare in questa Aula.
   Lei  sa  meglio  di  me che questo è diventato insopportabile:  la
  maggioranza  vuole  a  tutti i costi fare e  disfare  l'ordine  del
  giorno  anche  sulla testa della Presidenza dell'Assemblea,  perché
  lei  sa bene che all'ordine del giorno esistevano due norme, quella
  sul  commercio,  che  il Governo ha voluto ritirare  per  non  fare
  lavorare   questo   Parlamento,  poi  ha   sospeso   quella   della
  semplificazione   amministrativa  per  non  fare  lavorare   questo
  Parlamento.  Siamo  tornati in Aula punto  e  daccapo,  aggiungendo
  questa  piccola  norma  che  riguarda la  Targa  Florio  e  poi  la
  battaglia di tutte le battaglie di tutti i siciliani, la cosiddetta
  legge  di  riforma  elettorale che stanno aspettando  tutti,  dagli
  agricoltori  alla piccola e media impresa, dalla  piccola  e  media
  impresa  alla  formazione, dalla formazione a tutti quelli  che  in
  Sicilia vogliono dire una parola.
   Quindi,  signor  Presidente, la prego di non  bacchettare  il  mio
  collega Buzzanca, di non dire che la sua questione sospensiva di un
  disegno di legge, oggi diventa improponibile.
   Doveva  farlo  rivolgendosi all'onorevole Cracolici  e  non  certo
  all'onorevole Buzzanca.
   Io  ritengo  - poi naturalmente preannuncio non solo la  questione
  pregiudiziale,  che  sarà  proposta  nel  corso  della  discussione
  generale,  ma  anche  la  presentazione  di  qualche  centinaio  di
  emendamenti, tra qualche minuto -, che questo disegno di legge  non
  entra  nel  merito della semplificazione tanto dichiarata  e  tanto
  richiamata  dal Governo fino alle ultime ore dall'assessore  Armao,
  ma é un recepimento di norme amministrative già attuate in tutte le
  amministrazioni, il cosiddetto  codice Vigna  per essere ancora più
  precisi.
   Allora,   rispetto   a  tutto  questo,  noi   vogliamo   fare   la
  semplificazione amministrativa e la vogliamo fare in modo serio con
  gli  emendamenti che lei, signor Presidente, valuterà e  l'Aula  ha
  veramente  un  grande lavoro da fare  per portare  avanti  la  vera
  semplificazione   amministrativa  che  non  è   certamente   quella
  presentata dal Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo la  seduta  per  qualche
  minuto per cercare di raggiungere un punto di intesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.28 , è ripresa alle ore 18.36)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  comunicare   all'Aula  e  a  alla  Presidenza   che   noi   abbiamo
  approfondito  l'argomento  della sospensiva  e  abbiamo  deciso  di
  ritirarla  per  consentire  il prosieguo della  discussione,  nella
  consapevolezza  che  questa Presidenza saprà dare  all'Assemblea  i
  termini  e i tempi per presentare gli emendamenti che si riterranno
  necessari per andare avanti, vista anche l'importanza della materia
  che stiamo trattando.
   Per  cui, penso di parlare anche a nome dei colleghi che hanno con
  me  condiviso la richiesta di sospensiva ai sensi dell'articolo 101
  del  Regolamento interno, noi formalmente ritiriamo la proposta  di
  sospensiva.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   potremmo
  costruttivamente valutare il seguente ordine dei lavori per  quanto
  riguarda l'Aula.
   Avendo  accordato  ai colleghi deputati la facoltà  di  presentare
  emendamenti  fino  a  venerdì, per quanto riguarda  il  disegno  di
  legge sulla Targa Florio - modifica della legge sugli enti parco -,
  e   deciso   di  iniziare  la  discussione  generale,  a  proposito
  dell'articolo  1, martedì, a questo punto per il disegno  di  legge
  riguardante la semplificazione amministrativa, onde evitare stasera
  la  lungaggine  del dibattito sulla discussione generale,  potremmo
  decidere  la  stessa cosa, e cioé affidare la discussione  generale
  all'articolo  1 del disegno di legge però pretendendo,  ovviamente,
  che  il  termine per la presentazione degli emendamenti per  questa
  legge possa scadere lunedì, in modo tale da dare agli uffici,  poi,
  il  tempo, durante il dibattito sul disegno di legge relativa  agli
  enti  parco, di preparare gli emendamenti per l'Aula e poi iniziare
  la   discussione  generale  a  proposito  dell'articolo   1   sulla
  semplificazione amministrativa.
   Quindi,  evitiamo stasera la discussione generale,  interrompiamo,
  andiamo  a  martedì e in quella giornata inizieremo  prima  con  il
  disegno  di  legge  relativo alla Targa Florio  e  poi  con  quello
  relativo alla semplificazione, quando finiremo l'esame del  disegno
  di legge sulla Targa Florio.
   Il  dibattito  sulla  discussione generale  lo  inizieremo,  sulla
  semplificazione   amministrativa,  a  proposito  dell'articolo   1.
  Ovviamente, però, gli emendamenti devono essere presentati  fino  a
  lunedì, lunedì pomeriggio o lunedì sera.

   PRESIDENTE. Ovviamente, se ho ben capito, onorevole Leontini,  lei
  è d'accordo a votare il passaggio agli articoli questa sera.

   LEONTINI. Sì, signor Presidente.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, intervengo soltanto  per  ricordarle
  che  lei  deve  rispettare il Regolamento e  siccome  c'è  un  solo
  deputato  che non è d'accordo, gli emendamenti si presentano,  così
  come   prevede   il  Regolamento,  all'interno  della   discussione
  generale.
   Lei  può  anche  decidere  di  rinviare  la  discussione  generale
  all'articolo 1; però, non essendo io d'accordo, la prego di  essere
  rigoroso osservatore del Regolamento.

   MANCUSO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente,  come  vede  le  sue  missioni   non
  sortiscono  effetto in quanto,  per sortire effetto,  deve  parlare
  con  tutti  i  novanta deputati, perché - come ha detto l'onorevole
  Speziale - basta che si alza uno, qui può fare quello che vuole
   Allora,  rispetto  a questo atteggiamento che è  un  atteggiamento
  ostruzionistico per questo Parlamento, dove ognuno ritiene di poter
  fare  quello  che  vuole su argomenti importanti e  dove  il  punto
  dirimente  in questo momento è se presentare gli emendamenti  entro
  lunedì  o martedì o fare la discussione generale oggi oppure  farla
  martedì,  fino a poco fa erano d'accordo, dopo 10 minuti  non  sono
  più d'accordo.
   Io  la prego, signor Presidente, come ha sospeso la seduta poco fa
  per  dieci minuti, lo faccia pure ora e vada a convincere chi è che
  utilizza  questi  metodi arroganti, come ha convinto  noi  che  non
  utilizziamo  metodi  arroganti, di addivenire  a  buoni  propositi,
  perché  io  non  ritengo che un parlamentare  possa  venire  qui  e
  richiamare il Regolamento quando desidera e come desidera anche  se
  nel rispetto delle regole, per carità, anche nel rispetto di tutto.
  Se  no  io  le  posso dire  iscriva tutto il Gruppo parlamentare  a
  parlare  nella discussione generale e dica anche a che ora dobbiamo
  finire la discussione generale questa sera .
   Così iniziamo una pletora di discussioni rispetto non si capisce a
  che cosa
   Allora, se c'è buon senso, c'è da parte di tutti. Se non c'è  buon
  senso,  signor  Presidente, io utilizzerò tutti gli  strumenti  del
  Regolamento,  così  come  fa il collega Speziale,  affinché  questa
  seduta sia ricordata quanto meno ai nostri cari.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ovviamente la Presidenza, a  fronte
  della  richiesta di un deputato che è in contrasto,  ha  sempre  la
  possibilità  di  porre al voto d'Aula i termini  da  dare  per  gli
  emendamenti, e questo lo sa pure l'onorevole Speziale.
   Quindi, invito intanto il Presidente della Commissione, in  attesa
  di stabilire poi cosa fare, a svolgere la relazione.

   MINARDO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la relazione è breve, anche  perché
  il  provvedimento è di semplificazione burocratica e  partiamo  con
  una semplificazione della relazione.
   L'obiettivo  prioritario  del disegno  di  legge  che  si  propone
  all'Aula è quello di attuare un generale processo di riforma  e  di
  razionalizzazione della pubblica amministrazione regionale.
     Il  disegno di legge prevede quattro Titoli. Il Titolo I, a  sua
  volta, è diviso in tre Capi.
   Di particolare rilievo è l'articolo 11 del Capo I che introduce la
  normativa  nazionale  in  materia di  segnalazione  certificata  di
  inizio    attività,   cosiddetta   SCIA,   quale    strumento    di
  semplificazione   sostitutivo  di  ogni  atto  di   autorizzazione,
  comunque   denominato,  il  cui  rilascio  dipende   esclusivamente
  dall'accertamento dei requisiti e presupposti stabiliti  da  leggi,
  regolamenti o atti amministrativi generali e non sia previsto alcun
  limite  o contingente complessivo, con la sola esclusione dei  casi
  in  cui  sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o  culturali,
  nonché quelli imposti dalla normativa dell'Unione europea.
   Le  disposizioni  del  Capo II ridefiniscono la  disciplina  dello
  Sportello  unico  per  le  attività  produttive,  in  un'ottica  di
  semplificazione  delle procedure e concentramento di  competenze  a
  vantaggio  dell'attività  d'impresa  a  cui  fanno  capo  tutte  le
  competenze  degli uffici comunali e delle amministrazioni  comunque
  coinvolte nel procedimento.
   Le  disposizioni  del Capo III, attraverso il richiamo  ad  alcuni
  principi  contenuti  nella  legge n. 69  del  2009  e  nel  decreto
  legislativo  n.  150  del  2009,  hanno  l'obiettivo  di   adeguare
  l'amministrazione regionale alle recenti novità introdotte,  sia  a
  livello  nazionale,ed alla riforma della pubblica  amministrazione,
  al   fine   di   aumentarne   la   trasparenza,   l'efficienza    e
  l'informatizzazione.
     Il  Titolo  II  del  disegno di legge,  avente  ad  oggetto   le
  disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata ,  intende,  prioritariamente,  perseguire  l'obiettivo
  della  diffusione  della  cultura  della  legalità  nella  pubblica
  amministrazione.
   Sono,  altresì, stabilite norme di comportamento per il dipendente
  pubblico,  finalizzate a prevenire eventuali  fenomeni  di  cattiva
  amministrazione  che  potrebbero  costituire  il   presupposto   di
  infiltrazioni mafiose.
   Il  Titolo III, avente ad oggetto  le disposizioni per il riordino
  e  la  semplificazione della legislazione regionale ,  si  sofferma
  sulle  regole che ne devono accompagnare e disciplinare  i  diversi
  momenti,  sia le regole nuove, ancora da scrivere che  attengono  a
  scelte  strategiche per il futuro dell'autonomia siciliana, sia  le
  regole esistenti che necessitano di una profonda semplificazione  a
  livello  legislativo ed amministrativo e di un riordino in tutti  i
  settori per renderli più facili da comprendere e da applicare.
   Il  Titolo IV, infine, con due disposizioni prevede, da una parte,
  l'applicazione  delle misure di contenimento della  spesa  relative
  alla  riduzione  dei  compensi  dei  componenti  degli  organi   di
  amministrazione e controllo, previsti dall'articolo 17 della  legge
  finanziaria  regionale per l'anno 2010, anche agli enti  locali  ed
  agli  organismi  da essi controllati; dall'altra,  le  modalità  di
  gestione dei servizi pubblici locali, privi di rilevanza economica,
  da  parte di comuni e province, mediante la gestione in economia  o
  l'affidamento  diretto  ad  istituzioni,  aziende  speciali,  anche
  consortili, o società a capitale interamente pubblico.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché   ascoltando  poco  fa,  prima  l'intervento  dell'onorevole
  Leontini,  nel  quale mi rivedo perché credo che sia  assolutamente
  corretta  la  richiesta di avere un congruo termine per  presentare
  gli  emendamenti  e,  poi, l'intervento del  collega  Speziale,  mi
  permetto di rivolgermi innanzitutto a lui per invitarlo a desistere
  dalla sua richiesta di non accoglimento, da parte dell'Aula, di  un
  termine congruo perché, diciamoci la verità, siamo giunti a  questo
  disegno di legge dopo una serie di bracci di ferro.
   Come  tutti abbiamo verificato, il Governo e la maggioranza  hanno
  ritenuto emergenza e priorità la legge elettorale. Siamo arrivati a
  questo   ordine  del  giorno  con  una  forzatura  e  una   rottura
  all'interno  della  Conferenza dei Capigruppo. Quindi,  finalmente,
  nel  momento in cui questa Assemblea può occuparsi e intestarsi una
  riforma  veramente importante, una delle cose che  più  serve  alla
  nostra  Regione  -  abbiamo ribadito che servono, innanzitutto,  la
  finanziaria e il bilancio, ma sicuramente questa legge serve  molto
  di  più  della  legge elettorale - io credo che questa  legge  vada
  fatta bene.
   E  non  c'è chi, leggendo questo testo - per quanto esso  sia  già
  frutto  di  un lavoro che parte da lontano, di un lavoro che  parte
  dall'assessore Ilarda, che ha visto interessato l'assessore Armao e
  oggi l'assessore Chinnici -, non veda come all'interno di questi 42
  articoli, se veramente vogliamo semplificare, se veramente vogliamo
  efficacia   ed   efficienza   nell'azione   amministrativa,   tolto
  l'articolo  11 che citava il Presidente Minardo, a proposito  della
  segnalazione certificata di inizio attività, della SCIA, e tolta la
  cancellazione  della commissione edilizia, per  il  resto  non  c'è
  niente   Si  tratta, in sostanza, di una mera riproposizione,  come
  diceva l'onorevole Mancuso, del codice Vigna.
   Allora,  abbiamo  l'opportunità finalmente  di  fare  bene  questa
  legge,  nel  momento  in  cui l'Aula si sta intestando  un  bisogno
  dell'impresa, un bisogno della società siciliana: quello di mettere
  mano  ad un bubbone, quale è stato, per molti versi, fino ad  oggi,
  la nostra burocrazia
   Ora,   dopo  tutto  quello  che  è  successo,  dopo  mesi  in  cui
  quest'Aula  sostanzialmente non ha fatto  nulla,  non  ha  prodotto
  nulla  se  non qualche seduta dedicata allo svolgimento di attività
  ispettiva, andare oggi a sindacare sulle 24, 48 o 72 ore, mi sembra
  veramente incredibile, inverosimile, paradossale  Viceversa, con un
  termine  congruo,  quale io credo possa essere  quello  di  lunedì,
  effettivamente  ciascuno  può  adoperarsi,  prestando  il   massimo
  dell'impegno  del proprio Gruppo parlamentare, per la  società  che
  intende  rappresentare portando finalmente all'esame di  quest'Aula
  un  disegno di legge che sia  effettivamente di contenuto  tale  da
  potere  chiamare  questa  legge   trasparenza  e  semplificazione ,
  perché  questa  legge è un gattino, è un parto molto  miserevole  e
  molto  modesto rispetto alla necessità complessiva che  abbiamo  di
  semplificazione.
   Pertanto  mi  permetto di dire a quest'Aula che,  al  di  là,  dei
  formalismi  e  dei richiami, più o meno corretti, all'articolo  101
  del Regolamento interno o a non so quale articolo in particolare  -
  ricordo qualche anno fa, quando un collega voleva intervenire e  il
  Presidente  gli chiedeva ai sensi di quale articolo volesse  farlo,
  rispondeva   faccia lei, Presidente'   pur di intervenire  -  credo
  che oggi sia giunto il momento di utilizzare lo spazio parlamentare
  e  questo  tempo  per  cercare di compensare  i  due  mesi  in  cui
  quest'Aula  è  stata  tenuta  bloccata  da  un'arroganza  che  oggi
  vorremmo si superasse e che, serenamente, ciascuno possa adoperarsi
  per  migliorare  il testo di legge che ha tanto bisogno  di  essere
  migliorato,  pur apprezzando il fatto che, finalmente, giunge  alla
  trattazione di questo Parlamento.
   Invito l'onorevole Speziale, e invito tutti quanti ad accettare il
  termine  di  lunedì  perché  finalmente  la  settimana  prossima  -
  superata  martedì la veloce trattazione del disegno di legge  sulla
  Targa  Florio  - si possa avviare una seria attività  di  confronto
  parlamentare  che  porti  ad  una  produzione  normativa,  seria  e
  importante,  attesa da tutte le categorie produttive, da  tutte  le
  parti  sociali,  quale deve essere un vero disegno di  legge  sulla
  trasparenza e semplificazione.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, mi fa specie  che  alcuni  colleghi
  utilizzano il mio intervento pensando che io volessi fare  un'opera
  ostruzionistica; è esattamente il contrario.
   Pongo,  tuttavia,  una  questione alla  Presidenza,  all'Aula,  ai
  colleghi, che non me ne vogliano.
   C'è   il   diritto  dell'opposizione  in  Aula   a   criticare   i
  provvedimenti e ad utilizzare il Regolamento per diradare  i  tempi
  di   approvazione,  ma  non  c'è  un  diritto  di  veto  da   parte
  dell'opposizione nel permettere che il Parlamento possa  avere  una
  produttività legislativa adeguata.
   Mi  è  sembrato  di cogliere, anche se l'intervento dell'onorevole
  Bufardeci  è  stato molto più sereno, un atteggiamento  volutamente
  ostruzionistico da parte dei colleghi dell'opposizione.
   C'è  tutto  il diritto di una maggioranza - io ho fatto per  molti
  anni l'oppositore - di ricorrere al Regolamento per permettere  che
  il Parlamento possa incrementare l'attività legislativa.
   Se  lo  spirito  è quello dell'onorevole Bufardeci,  ossia  di  un
  sereno  confronto  di  merito sui provvedimenti  e  si  esclude  un
  atteggiamento ostruzionistico da parte dell'opposizione, sarò io il
  primo  a  dire di dare tutto il tempo necessario per migliorare  il
  testo  nel  merito.  Se,  invece, dietro questo  atteggiamento,  in
  realtà,  si  cela  una  volontà ostruzionistica  né  il  Presidente
  dell'Assemblea  né la maggioranza può permettere che  si  prolunghi
  nel tempo la paralisi dell'attività parlamentare.
   Il senso per il quale ero intervenuto richiamando la Presidenza al
  rispetto  del Regolamento era proprio questo. Tuttavia, essendo  io
  una   persona   ragionevole  e  riconoscendo  onestà  intellettuale
  all'intervento  dell'onorevole Bufardeci, che  interpreto  come  la
  volontà di fare un confronto sereno, non ho nulla da obiettare.
   Verificherò, nel tempo, se questa onestà intellettuale, alla prova
  dei fatti, reggerà.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, credo che il disegno di legge  che  è
  composto  da 42 articoli e che riguarda una materia così importante
  necessiti realmente di un tempo maggiore per la presentazione degli
  emendamenti. Quindi, le riflessioni già fatte precedentemente,  non
  ultima   quella   dell'onorevole  Bufardeci,  mi   convincono   che
  sicuramente   lunedì  rappresenti  un  termine  adeguato   per   la
  presentazione degli emendamenti.
   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, la mia non vuol essere una  polemica,
  voglio   solo  portare  elementi  di  chiarezza  dopo  l'intervento
  dell'onorevole Speziale.
   Certamente  qui   non  c'è  nessun parlamentare  sub  judice  alle
  decisioni dell'onorevole Speziale.
   Valuterà  Ma cosa vuole valutare, l'attività di un collega  Vedrà
  Questa   è   una   prerogativa  che,  certo,  non  posso   lasciare
  all'onorevole  Speziale,  quello che valuterà,  quello  che  vedrà,
  quello  che  farà.  L'unica cosa che diventa  insopportabile  -  ma
  questo in linea generale, sotto il profilo politico - è venire  qui
  e  sentire  un collega del Partito Democratico salire sul  podio  e
  dire:   Noi che siamo maggioranza   e fare una serie di  lezioni  a
  quelli  dell'opposizione,  come se il nostro  Parlamento  derivasse
  ancora da una elezione parlamentare del Presidente della Regione.
   Si sono già dimenticati cosa hanno fatto
   Allora, rispetto a ciò, mi pare ovvio che questo atteggiamento non
  porta nulla di positivo. Naturalmente prendo atto di quello che  ha
  detto  l'onorevole Bufardeci, il quale ha lasciato i  banchi  della
  maggioranza un po' dopo di noi.
   Noi, forse, abbiamo qualche ferita in più dell'onorevole Bufardeci
  e  siccome  siamo  molto  chiari nella nostra  posizione,  volevamo
  veramente discutere su quella che era la nostra azione parlamentare
  e anche sul merito di questo disegno di legge.
   Intanto,  per chiarezza, signor Presidente, questi sono  i  nostri
  700 emendamenti al disegno di legge.
   Noi  non  abbiamo  bisogno di tempo per depositarli,  non  abbiamo
  bisogno  di  tempo,  forse  qualcuno  crede  che  dobbiamo   ancora
  scriverli.  Li  abbiamo già scritti sia nel merito sia  nell'azione
  parlamentare che vogliamo svolgere.
   Non abbiamo bisogno di chissà cosa e neanche della valutazione  di
  come si parla.
   La  prossima volta che un parlamentare viene qui e commette questo
  errore  di  richiamare  i colleghi, dicendo:  badate  come  parlate
  altrimenti  vi  richiamo al Regolamento ,  spero  che  lei,  signor
  Presidente,  non  lo consenta, se si sente nelle  condizioni,  come
  peraltro  ha detto oggi. E mi dispiace che nei due mesi  precedenti
  questo  non  sia  avvenuto perché l'attività di  ostruzionismo  per
  portare dentro la legge elettorale è andata avanti per due mesi.
   Io  spero  che veramente la cosiddetta maggioranza - non mi  sento
  neanche  di  chiamarla  maggioranza  -  voglia  lavorare   per   il
  Parlamento.  Noi siamo qui non solo per rispettare il  Regolamento,
  ma  soprattutto per rispettare i colleghi parlamentari che sono sia
  nell'opposizione sia anche nella maggioranza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, stia tranquillo che non  c'era,  a
  giudizio della Presidenza, nelle parole dell'onorevole Speziale  un
  giudizio sospeso rispetto a come si sarebbero comportati i deputati
  in Parlamento. Ci mancherebbe altro se la Presidenza avrebbe potuto
  consentirlo
   Ciò  che  la Presidenza ha capito, e penso abbia capito l'Aula,  è
  che  l'onorevole  Speziale emetteva un giudizio  politico  rispetto
  alla  buona  volontà  o  meno  del  comportamento  parlamentare   e
  politico.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ma siamo alla discussione generale?

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Cracolici,  lei  sa  che io sono sempre per la mediazione.  La  mia
  natura  di democristiano non finirà mai, nonostante la mia  giovane
  età.  Io lo dico platealmente, senza difficoltà, e per questo  temo
  che  rispetto ad interventi di buon senso, quale parte del  secondo
  intervento  dell'onorevole Speziale, e quale quello  dell'onorevole
  Bufardeci  che condivido totalmente, volevo esprimere, a  nome  dei
  Popolari di Italia Domani, la nostra posizione sul tema oggetto  di
  questo  momento  di  riflessione d'Aula,  che  viene  prima  di  un
  eventuale  passaggio  agli articoli, così come  aveva  proposto  il
  Presidente dell'Assemblea.
   La  nostra posizione è in sintonia con quanto sostenuto, devo dire
  in  maniera pacata e costruttiva, dall'onorevole Leontini,  ripresa
  in   maniera   altrettanto  pacata  e  costruttiva   dall'onorevole
  Bufardeci,  interpretata male e, soprattutto,  espressa  malissimo,
  nei modi e nei toni, dall'onorevole Speziale.
   E  non  vorrei che qualche amico dell'opposizione, in un gioco  di
  primi  della  classe,  dovesse  fare  da  contraltare  finendo  per
  dimenticare che, ad esempio, c'è qualche deputato come  me  che  ha
  ancora  la  necessità  di  arrivare  a  lunedì  per  preparare  gli
  emendamenti.
   Io  mi  congratulo se c'è già chi è arrivato col compitino pronto.
  Ma devo confermare la necessità di un deputato di prima legislatura
  come  me che, invece, deve ancora approfondire i temi, così come  è
  stato  richiesto dagli onorevoli Leontini e Bufardeci. Quindi,  per
  quanto ci riguarda, il Gruppo dei Popolari di Italia Domani,  senza
  compito pronto, conferma modestamente di voler operare e di  volere
  contribuire alla discussione prima, e all'approvazione  poi,  della
  legge  sulla semplificazione della burocrazia, chiedendole,  signor
  Presidente,  di  fare sua la nostra richiesta  di  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti a lunedì sera.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  molto
  brevemente  per dire che a me pare opportuno che si prosegua  lungo
  l'alveo  del  confronto perché è fin troppo  evidente  che  si  sta
  facendo   troppe  volte  riferimento,  e  in  modo   specioso,   al
  Regolamento, si vuole fare troppe volte riferimento ad un  percorso
  politico  e istituzionale che ha stravolto il parere e la decisione
  del  popolo siciliano. Mi sembra necessario un po' di buonsenso per
  cercare  di  affrontare questo argomento con il dovuto e necessario
  impegno da parte di tutti, nessuno escluso.
   Non  ritengo  opportuno, onorevole Speziale,  che  si  continui  a
  parlare  di maggioranza e minoranza. Certamente, lei non può  farlo
  in  quest'Aula,  a meno che non pensiamo che un gioco  di  Palazzo,
  come  è accaduto qui all'interno di questo Governo regionale, possa
  cancellare la decisione del popolo siciliano.
   Questo  è un momento storico non certamente esaltante della nostra
  Regione siciliana.
   Noi abbiamo le spalle larghe, lo diceva anche l'onorevole Mancuso.
  Noi   abbiamo  sopportato  soprusi,  angherie,  ma  il  tempo  sarà
  galantuomo.  Sappiamo  di  avere  radicato  il  senso  del  dovere,
  sappiamo di dover rendere un servizio al popolo siciliano.
   Questa  è  una  legge  importante per il popolo  siciliano.  Basta
  scorrere  gli  articoli,  dall'1 al 41,  per  rendersi  conto  che,
  sostanzialmente,  vi è bisogno di un profondo aggiustamento,  vi  è
  bisogno  di  un radicale adeguamento alle esigenze che vengono  non
  solo  dal  popolo  siciliano, ma anche dalle autonomie  locali.  Se
  questo  disegno di legge dovesse essere approvato così  com'è,  non
  semplificherebbe nulla e non renderebbe trasparente un bel nulla.
   Ecco  perché dobbiamo fare in modo che si vada avanti con il  buon
  senso.   Sono   necessari  tempi  ragionevoli   per   arrivare   al
  completamento del percorso parlamentare. Non possiamo licenziare, a
  cuor leggero, una norma così importante, così significativa per  il
  popolo siciliano.
   Certo,  mi  rendo  conto che molto spesso è  accaduto,  in  questi
  ultimi  anni, che vi è maggiore bisogno di forma, signor Presidente
  della Regione, e minore bisogno di sostanza.
   Questa  è  forma, non è sostanza. Io apprezzo lo sforzo che  hanno
  fatto gli assessori che si sono succeduti nel corso di questi anni,
  che  non  è  andato  in  porto probabilmente  per  mancanza  di  un
  confronto serrato, non solo con le forze politiche, ma anche con le
  associazioni  di  categoria. Penso all'ANCI, che avrebbe  dovuto  e
  potuto  dare un contributo determinante in questo percorso,  ma  in
  questo provvedimento non è stata recepita nessuna delle indicazioni
  che sono venute dall'ANCI.
   Lunedì  mi  sembra un tempo ragionevole per poter  presentare  gli
  emendamenti,  e raccomando a tutti i colleghi un confronto  sereno.
  Eviteremo, per quanto riguarda la nostra parte politica, il ricorso
  a qualunque forma di ostruzionismo o di filibustering.
   D'altronde,  non  l'abbiamo mai fatto. Abbiamo soltanto  detto  la
  nostra all'interno di un meccanismo parlamentare che non sempre  ha
  ragione della sostanza rispetto alla forma.
   Questa  Assemblea ha l'obbligo, non solo politico, ma anche morale
  di cominciare finalmente a lavorare. E non lo ha fatto fino ad oggi
  non  perché  i  deputati  non  hanno  voluto  lavorare  ma  perché,
  purtroppo,  sono mancate le proposte vere e concrete da  parte  del
  Governo.
   Ecco  perché chiedo uno sforzo al Governo, all'assessore Chinnici,
  al   Presidente  della  Regione,  di  fare  in  modo   che   questo
  provvedimento  possa  essere  migliorato,  possa  essere  reso  più
  efficace e più efficiente. E parlo da amministratore: questo  è  un
  provvedimento che non è aderente ai bisogni che vengono dal  popolo
  siciliano e dagli enti locali ai quali è riferito.
   Cerchiamo di fare un percorso sereno, e il mio appello è  a  tutte
  le forze politiche di questo Parlamento. Non mi si dica che bisogna
  parlare di maggioranza e minoranza perché offendiamo l'intelligenza
  dei siciliani che sanno che la maggioranza in Sicilia è del centro-
  destra.
   Noi ci facciamo carico di questo momento storico. Sappiamo che  vi
  è  stata  una  scelta  scellerata, ma ce ne facciamo  una  ragione,
  andiamo avanti e vogliamo collaborare.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, la mia è soltanto una raccomandazione
  ed anche un'espressione di disgusto e di sdegno dopo aver ascoltato
  alcune frasi di colleghi nei confronti di altri colleghi.
   Se  questa  sessione deve continuare sulla base  del  confronto  e
  della  civiltà,  è  bene  che  i  capigruppo  inducano  i  colleghi
  parlamentari  ad impostare l'attività del confronto sulla  base  di
  una civile e reciproca capacità di ascolto e di comprensione.
   Poco   fa   mi   ha  veramente  disgustato  ascoltare   da   parte
  dell'onorevole  Colianni, nei confronti di  un  collega  che  stava
  parlando, l'auspicio che possa tornare ad indossare il collare.
   Sono  espressioni brutali, spregevoli, capaci proprio di suscitare
  sdegno.
   Ma  siccome l'Aula ha bisogno di essere rasserenata, ha bisogno di
  una  capacità  di comprensione, noi non abbiamo mai, nei  confronti
  dei  colleghi,  eccepito sugli orologi portati  ai  polsi  in  modo
  clownesco, o sugli occhiali messi in testa in un certo modo.
   Poco  fa, l'onorevole Colianni, nei confronti del collega Mancuso,
  mentre  stava  parlando, a voce alta ha proferito le parole:   devi
  tornare a portare il collare . Mi pare che sia talmente...

   COLIANNI. Stavo scherzando.

   LEONTINI.  Non  era  uno  scherzo,  perché  lei  gridava  come  un
  forsennato.  Allora  chieda  scusa. Ci vuole  civiltà  e  rispetto.
  Vergogna  E' da incivili

   COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome ho grande
  rispetto  dei lavori d'Aula, e chi mi conosce sa la grande amicizia
  che  mi  lega  all'amico Fabio Mancuso, chiedo scusa e  basta.  Non
  discuto  nemmeno  le  cose  che sono  state  dette  da  chi  mi  ha
  preceduto.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  desidero
  esprimere  la mia posizione in ordine al testo in esame, ma  voglio
  anche  sottolineare la mia amarezza su un provvedimento  che  mette
  insieme più cose pure rispetto alla conferenza stampa che ha  fatto
  l'assessore  Armao, e non l'assessore Chinnici: continua,  infatti,
  ad  inserire  nel nostro panorama quella che, finora,  è  stata  la
  principale attività che ha saputo fare questo Palazzo, e così  pure
  gli  altri  Palazzi,  cioè  non solo  appesantire  il  procedimento
  amministrativo ma anche concentrare in una visione,  che  definisco
  Palermocentrica,  quella  che è l'attività  politica  e  l'attività
  gestionale.
   Rispetto a questa visione mi interrogo - e giro l'interrogativo in
  modo  particolare  al  Presidente  della  Regione  e  all'assessore
  Chinnici  -  su  cosa abbia, effettivamente, di particolare  questo
  provvedimento. E vado al dunque, assessore.
   In  Sicilia il territorio non soffre semplicemente per i tempi  di
  un  procedimento amministrativo; gli imprenditori non soffrono solo
  per i tempi di un procedimento amministrativo.
   La questione è molto più delicata.
   Oggi  l'anomalia che noi scontiamo in Sicilia è quella che fu  già
  evidenziata  tanti anni fa, forse troppi anni  fa,  e  il  primo  a
  capire  che questa Regione rischiava di diventare un pachiderma  fu
  Luigi  Sturzo. Oggi, la teoria di Luigi Sturzo viene ripresa  anche
  da  David Cameron. In Inghilterra si parla di big society, cioè  si
  parla  di  decentrare e di consegnare al territorio,  e  ai  gruppi
  organizzati  all'interno della società, quello che è un  pezzo  del
  potere  gestionale  e  quello  che, soprattutto,  è  un  pezzo  dei
  procedimenti che riguardano il destino del territorio e il  destino
  dell'economia.
   Noi stiamo trattando di un provvedimento che non c'entra nulla con
  tutto questo.
   Io  mi  auguravo  che,  da questo punto  di  vista,  ci  fosse  un
  ragionamento  totalmente diverso, cioè quello  di  demolire  questo
  sistema  regionale pachidermico, quello di decentrare al territorio
  le decisioni più importanti, quello di abolire questo sistema delle
  sovrintendenze,  quello  di  abolire  questi  piani  paesaggistici,
  quello  di  abolire questo sistema di piani regolatori,  quello  di
  consentire  -  per  fare un esempio stupido, il  più  banale  -  il
  credito d'imposta, e al riguardo circa un mese fa sono state  fatte
  quattro conferenze stampa sui nuovi assunti.
   Ma  questo  Parlamento sa che ancora la procedura non  è  partita?
  Questo  Parlamento sa che sono state fatte assunzioni,  e  ci  sono
  imprenditori  che ancora devono fare l'invio telematico  perché  il
  gestore  Sicilia e-Servizi non è stato all'altezza di  svolgere  il
  minimo compito?
   Ma  di cosa stiamo parlando? Qual è il tema che il Parlamento  sta
  affrontando in questo momento rispetto alle vere questioni  che  la
  politica non vuole affrontare?
   Signor Presidente della Regione, io mi rivolgo soprattutto a  lei,
  che  ha fatto una battaglia della sussidiarietà. Lei deve ritornare
  esattamente  a  quei princìpi che abbiamo condiviso e  che  abbiamo
  sottoposto al voto popolare.
   Io noto continuamente proposte che sono l'inverso, come quella per
  la  riforma delle ASI: un ulteriore sistema che accentra,  che  non
  decentra,  che non affronta realmente la radice della  questione  e
  che  sta  trasformando ulteriormente questi Palazzi  in  una  casta
  chiusa  in  se  stessa che non riesce a rendersi conto  delle  vere
  problematiche del territorio e degli imprenditori
   Allora, rispetto al provvedimento in esame - e concludo -  io  non
  mi sento di partecipare a questo dibattito sul nulla, perché questo
  è un provvedimento che è l'ennesimo fumo negli occhi ai siciliani e
  alla classe imprenditoriale siciliana.
   Quando  il Parlamento, o meglio quando il Governo vorrà affrontare
  seriamente  gli  elementi per semplificare lo sviluppo  sul  nostro
  territorio,  allora  sarò  ben  lieto  di  accettare  la  sfida   e
  finalmente  ci  renderemo  conto,  signor  Presidente  e  onorevoli
  colleghi,  se  questi  Palazzi vogliono finalmente  abbandonare  un
  pezzo  di  quel  becero potere che è stato utilizzato semplicemente
  per far pagare il pizzo politico al nostro territorio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, intanto comunico che  l'onorevole
  Mancuso   ha   proposto   la  questione  pregiudiziale   ai   sensi
  dell'articolo  101,  primo  comma,  del  Regolamento   interno,   e
  contestualmente l'ha ritirata.
   L'Assemblea ne prende atto.
   La  Presidenza,  accogliendo le richieste che  sono  pervenute  da
  tutti   gli  schieramenti  politici,  fissa  il  termine   per   la
  presentazione  degli  emendamenti a  lunedì  28  febbraio  2011,  a
  mezzogiorno.
   Ricordo  che la discussione generale, secondo prassi, si  svolgerà
  sull'articolo  1  del  disegno  di legge.  Pongo  in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Avverto che in questa fase dell'esame del  disegno  di
  legge  occorre  la  firma di quattro deputati per la  presentazione
  degli emendamenti stessi.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì 1 marzo  2011,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II   -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
   lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   N. 245 - «Interventi a tutela della pianta del Carrubo».

                        GENNUSO - LEANZA N. - CALANDUCCI - COLIANNI

   N. 246 -   «Iniziative  volte  a  revocare  la  sospensione  del
          servizio di trasporto gratuito urbano ed extraurbano  per
          gli anziani».

                 CALANDUCCI - GENNUSO - CATALANO - COLIANNI - ARENA

  III  -Discussione dei disegni di legge

    1)  -  «Modifica all'articolo 10 della legge regionale 6 maggio
         1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni in materia di
         attività all'interno dei parchi della Regione». (n. 246/A)
         (Seguito)

    2)  -   «Disposizioni  per la trasparenza, la  semplificazione,
         l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
         l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per lo
         sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla
         criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il
         riordino e la semplificazione della legislazione regionale». (nn.
         520-144 bis/A) (Seguito)

    3)  - «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
         decadenza degli organi comunali e provinciali» (nn. 85-213-256-278-
         296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A)

    4)  -  «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali  e
         grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
         dicembre 1999, n. 28». (nn. 604-185/A)

                   La seduta è tolta alle ore 19.20

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli