Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta n. 228 del 23 febbraio 2011, verrà data lettura nella
seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me non sfugge
che il presidente del mio Gruppo parlamentare aveva detto, in
Conferenza dei Capigruppo, che il Popolo della Libertà non avrebbe
presentato nessun argomento all'ordine del giorno per permettere la
trattazione del documento più importante che noi ritenevamo, e
riteniamo, sia il più importante, cioè l'esame del bilancio e della
finanziaria.
Come lei sa, il Popolo della Libertà, insieme al Presidente del
Gruppo Forza del Sud e del PID hanno abbandonato, oggi, la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Questo ordine del giorno è, quindi, frutto di decisione di una
parte di questo Parlamento
Vedo che, tra i punti messi all'ordine del giorno, non vi è la
censura all'assessore Massimo Russo.
Ora, non sfugge certamente a nessuno l'importanza di quella
censura. Stiamo assistendo, in Sicilia, a casi eclatanti di mala
sanità; stiamo vedendo come l'assessore, in maniera molto
disinvolta, interviene, molte volte con spocchia e altre volte con
arroganza.
Voglio, ancora una volta, citare il caso che riguarda la mia
richiesta di documenti, cioè la richiesta di accesso al protocollo
che, a tutt'oggi, viene negata a questo Parlamento e al
sottoscritto.
Il Presidente dell'Assemblea, molto opportunamente - e di questo,
la ringrazio, signor Presidente - ha portato avanti una iniziativa
per sollecitare l'assessore Massimo Russo che, tra l'altro, è
intervenuto, non si sa in virtù di quale legge e in virtù di quale
passione politica - perché di questo si tratta - dal momento che
la richiesta viene dal sottoscritto indirizzata, come è giusto che
sia, d'altronde, al direttore generale Massimo Guizzardi.
E' evidente che non possiamo ritenere che l'assessore Massimo
Russo possa continuare a predicare il compimento di una riforma
della giustizia, della sanità, scusate, ma anche della giustizia, è
un lapsus freudiano, della ingiustizia sanitaria perché, ogni
giorno, ci rendiamo conto di quante questioni si pongono sul
tappeto, di quanti focolai di protesta vengono da più parti. Penso
al focolaio di protesta della città che meglio conosco: a Messina,
vi è un focolaio di protesta che riguarda l'ospedale Piemonte che
sta per essere, ogni giorno di più, depauperato, nonostante le
rassicurazioni fatte dall'assessore Russo. Penso alla città di
Barcellona Pozzo di Gotto, dove l'ospedale altro non sta diventando
che un presidio territoriale, una sorta di intermediario tra la
medicina di base e gli ospedali.
Ci rendiamo conto che, ogni giorno, in tutta la Sicilia, la sanità
non fa altro che andare a rotoli. Direi di più: non vi è nessun
risparmio perché ciò che l'assessore Russo aveva predicato, cioè la
possibilità di contrarre il numero di posti letto per privilegiare
il territorio è, oggi, soltanto una chimera.
Signor Presidente, non capisco perché oggi non leggiamo all'ordine
del giorno la possibilità di discutere in Aula, ciascuno per le
proprie posizioni e il proprio ruolo, la censura all'assessore
Massimo Russo.
Pertanto la invito e invito la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari a farlo con immediatezza, aprendo magari una
piccola finestra; se ne aprono tante, come sto vedendo, per fatti
che certamente non interessano i siciliani, come la riforma
elettorale che, sicuramente, non interessa i siciliani ma che
interessa, in questo momento, una parte politica.
Non capisco per quale motivo non possiamo discutere qui, a partire
da questa sera, sulla questione che riguarda la sanità in Sicilia
che, ogni giorno che passa, miete sempre più vittime davanti - me
lo consenta, signor Presidente - alla indifferenza del Governatore
Lombardo e dell'assessore per la salute, anzi, per la mancanza di
salute, Massimo Russo.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Modifica all'articolo 10 della
legge regionale
6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni in
materia
di attività all'interno dei parchi della Regione» (246/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge numero 246/A «Modifica
all'articolo 10 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e
successive modifiche ed integrazioni in materia di attività
all'interno dei parchi della Regione», posto al numero 1).
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, prima di iniziare la discussione su questo
disegno di legge, le devo rassegnare, nella qualità di presidente
della Commissione, quello che ho rilevato perché il disegno di
legge è stato esitato dalla Commissione il 31 marzo del 2009, ma
non è arrivato in Aula in quanto l'assessore del tempo aveva
assicurato all'Aula stessa che sarebbe intervenuto un dispositivo
assessoriale - non so se una circolare o un decreto -, cosa che poi
non è stata fatta.
Oggi, ritengo che il Governo riporti in Aula questo disegno di
legge in quanto non è possibile formulare il dispositivo
assessoriale.
Nel corso di tutti questi mesi, naturalmente, sono intervenuti
diversi fattori. Uno fra tutti che interessa questa Assemblea ma,
soprattutto, interessa la Presidenza di questa Assemblea, è la
sentenza n. 44 del 2011 - segnatamente del 25 o 29 gennaio del 2011
- che prevede, in modo specifico, l'incostituzionalità di queste
norme sui parchi, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione.
Per legiferare in maniera corretta, signor Presidente, io, da
presidente della Commissione, le chiedo un approfondimento da parte
degli Uffici su questa materia.
Fino a questo momento, non è stato fatto, peraltro, non sono stato
neanche avvisato. La scorsa settimana ho saputo che si sarebbe
parlato di questo disegno di legge, preso come sono da tutte le
leggi che sono parcheggiate ed oggi sono portate in Aula.
La sentenza n. 44/2011 è molto specifica in materia e anche
particolareggiata sull'intervento delle leggi regionali, di cui
certamente questa Assemblea e questa Presidenza devono tenere
conto.
Come Commissione, chiediamo l'intervento degli Uffici affinché ci
aiutino a dirimere questa questione che è indispensabile, prima di
iniziare la discussione su un disegno di legge che, sensi
dell'articolo 117 della Costituzione, potrebbe essere impugnato
dal Commissario dello Stato.
Presidenza del vicepresidente Formica
BUZZANCA. Chiedo di parlare per porre la questione sospensiva.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, chiedo di intervenire in base
all'articolo 101 del Regolamento interno per chiedere la
sospensione del punto all'ordine del giorno.
Devo ricordare a quest'Aula che, essendo componente della IV
Commissione legislativa che si è occupata dell'argomento, come
ricordava il presidente onorevole Mancuso, ho voluto approfondire
perché sono tra coloro i quali hanno approvato questo disegno di
legge e ritengo sia giusto approvarlo e sia giusto approfondirlo,
proprio per evitare che si possano creare le precondizioni perché
il Commissario dello Stato poi lo impugni.
Bisogna sospendere la trattazione all'ordine del giorno perché la
sentenza n. 44/2011, che ho dovuto approfondire e alla quale si
faceva riferimento, perimetra in maniera puntuale i compiti che
devono essere svolti dalle Regioni in materia di parchi e,
puntualmente, questa sentenza fa riferimento al rispetto che si
impone anche ai parchi regionali nella tutela del parco.
Si tratta di una tutela che vuole salvaguardare il paesaggio,
vuole salvaguardare l'ambiente, vuole tutelare la flora e la fauna;
in ultima analisi, un disegno di legge che, in questo caso, non può
consentire che vi sia, se non viene regolamentata in maniera
specifica e se non ci si rende conto di questa sentenza della Corte
Costituzionale, la possibilità di svolgere all'interno dei parchi
delle attività ben precise, ben delimitate, entro le quali si può
muovere il legislatore.
Qui rischiamo di commettere un errore perché, come tutti sappiamo,
la sentenza della Corte Costituzionale diventa legge e diventa un
modo per imporre al legislatore che deve pronunciarsi o che dovrà
pronunciarsi.
Assessore, lei non c'era allora. Lei sa che noi l'apprezziamo e la
stimiamo e sappiamo pure che lei farà fino in fondo il proprio
dovere per rendere possibile questa legge e per renderla
applicabile perché nessuno ha voglia di boicottare la Targa Florio.
Al contrario, noi riteniamo che questo sia un avvenimento troppo
importante che affonda le proprie radici del passato. Sappiamo che
questo avvenimento non può essere cassato così semplicemente, ma
non vorremmo che questa Assemblea, magari presa dalla voglia di
fare in fretta, nonostante siano trascorsi più di due anni da quel
momento, oggi commetta un ulteriore errore.
Pertanto chiedo all'assessore di sospendere la trattazione di
questo argomento all'ordine del giorno perché rischieremmo di
commettere un errore.
Ripeto, per evitare di commettere un errore e, quindi, di
compromettere l'applicabilità di questo disegno di legge, chiedo
che venga attivato l'istituto della sospensiva per fare in modo di
approfondire l'argomento e, quindi, fare una buona legge, una legge
che risponda alle esigenze dei siciliani, una legge che tenga conto
della sentenza n. 44 del 2011 della Corte Costituzionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo in presenza intanto di una
richiesta da parte del presidente della Commissione che ha avanzato
alcune perplessità in merito allo stesso disegno di legge circa la
presenza di una incongruità rispetto ad una sentenza della Corte
Costituzionale. Successivamente, c'è stata la richiesta avanzata
dall'onorevole Buzzanca di sospensiva del provvedimento in esame.
Poi, hanno fatto richiesta di intervenire sia l'onorevole Marrocco
che l'onorevole Aricò. A questo punto, a fronte della richiesta
dell'onorevole Buzzanca, possono essere ammessi a parlare due
oratori a favore e due contro sulla proposta di questione
sospensiva.
Io direi che se si raggiunge un accordo sul fatto
dell'approfondimento, che non può avvenire in Aula, poi possiamo
benissimo dare tempo fino a martedì prossimo, visto che si tratta
della discussione di un solo articolo.
CRACOLICI. Chiedo parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non avrei
nulla da dire di fronte ad una richiesta di approfondimento su una
questione che attiene a rilievi costituzionali.
Devo dire, però, con grande onestà, che ho letto la sentenza della
Corte Costituzionale che fa riferimento ad una legge della Campania
e, sinceramente, leggendo la sentenza cui si fa riferimento, mi
sembra che attiene a questioni che nulla hanno a che vedere con la
norma che stiamo trattando. Noi stiamo semplicemente trattando una
modifica alle deroghe già contenute nella legge 98 del 1981, che
istituisce i parchi e che prevede l'istituto delle deroghe già in
quella legge e che non è mai stata impugnata da alcuna sentenza
della Corte Costituzionale estendendo la deroga, oltre che per gli
impianti sportivi, per le cose che sono già contenute nella legge,
anche per tipologie quali le manifestazioni storico-culturali
definite tali da una legge regionale.
Siamo, allora, in presenza di una potestà esclusiva in materia di
istituzione dei parchi a differenza della regione Campania,
sottoposta invece ai vincoli della legge nazionale che istituisce i
parchi.
Il principio derogatorio alla legge è già dato alla Regione perché
la legge che disciplina l'istituzione dei parchi è quella
regionale.
Ripeto, ho letto la sentenza e qui la sentenza attiene a due
fattispecie: l'organizzazione delle strutture cinofile all'interno
del parco della Campania, e lì si fa riferimento al fatto che
questa attività è connessa all'attività di caccia che è vietata nei
parchi di tutta Italia. In questo caso, quindi, la Corte
Costituzionale ha inteso estendere un giudizio di merito ad
un'attività connessa all'attività di caccia.
Altra questione è lo scarico delle acque nelle aree protette, per
le quali la Corte Costituzionale ha detto che è compito dello Stato
e non può la Regione derogare in quelle materie.
Onestamente, stiamo trattando fattispecie assolutamente diverse.
Pertanto, ritengo che la norma che andiamo a fare è semplicemente
l'estensione di una deroga che è già prevista dalla legge 98 del
1981, limitatamente alla questione che ho detto.
Se poi gli Uffici ci dicono che, alla luce di questo rilievo, c'è
un motivo - come dire - ostativo all'approvazione della legge,
formulo una proposta: visto che comunque non credo che stasera
daremo il voto finale, e la legge è costituita da un solo articolo,
o si boccia o si approva. Non ci sono mezze misure. Pertanto, se
dovesse essere affermato da parte dell'Ufficio legislativo
dell'Assemblea che la norma contrasta con i princìpi
costituzionali, basta bocciare la norma e non ne parliamo più
Non mi pare che stasera il rinvio ha un obiettivo diverso se non
quello comunque di lasciarci attaccati ad una questione: abbiamo
una legge all'ordine del giorno, possiamo fare la discussione
generale, votare l'articolato, fermarci come prassi al voto finale
e, nelle more che gli Uffici ci dicano se ci sono vincoli di natura
costituzionale, valutare se approvarla o meno al voto finale.
Mi sembra un ragionamento di assoluto buon senso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto bisogna votare sulla
richiesta di sospensiva, che ha presentato l'onorevole Buzzanca.
Possono parlare due oratori a favore e due contro. Ha parlato
contro l'onorevole Cracolici.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, avevo premesso che intervenivo nella qualità di
Presidente, prima dell'apertura della discussione generale, perché
il discorso che ha fatto l'onorevole Cracolici va bene con riguardo
alla fotografia che l'onorevole Cracolici ha fatto della norma
presentata. Siccome io da presidente di Commissione, trattandosi
della legge 98/81, che è la legge istitutiva dei parchi e delle
riserve naturali, non posso fare riferimento che ad
un'argomentazione generale che riguarda la legge sui parchi e sulle
riserve naturali. Perché la sentenza della Corte Costituzionale, in
particolare, guarda proprio la legge-quadro delle riserve naturali.
Siccome io non sono così sicuro come l'onorevole Cracolici che
questa norma inizi con un solo articolato e finisca con un solo
articolato perché immagino che interverranno i colleghi con
emendamenti vari, ho posto un problema che riguarda l'azione che
deve fare questo Parlamento per mettere dei paletti anche a quei
colleghi che da stasera, o da domani mattina, scriveranno degli
emendamenti che potrebbero essere in contrasto con la legge 98.
Pertanto, il problema che io ho posto non è sull'articolato, il
problema che io ho posto preventivamente é su quello che può
succedere su questo disegno di legge.
Se poi è come dice l'onorevole Cracolici che rimarrà solo questo
articolo, è chiaro che il problema non si pone forse, non si pone
al 90 per cento; ma se ci saranno altri articoli che interverranno
sulla legge n. 98/81 che qui tutti chiamano Targa Florio', ma che
non figura in quanto nel titolo del disegno di legge si fa
riferimento alla modifica di un articolo della legge n. 98/81 che
racchiude la costituzione dei parchi e delle riserve naturali.
Allora, siccome io immagino che i colleghi presenteranno su questo
disegno di legge vari emendamenti, immagino pure che molti si
avvicineranno a quella che è stata la sentenza della Corte
Costituzionale.
Per evitare che ciò avvenga, nella qualità di presidente della
Commissione di merito, io lo dico e lo dico prima perché questo è
il mio ruolo. Nel caso in cui si vuole andare avanti senza che
l'Ufficio legislativo ci dia un binario nel quale muoverci, si
faccia pure.
Poi, come al solito - tanto succede ormai molto spesso in questo
Parlamento -, se la vedrà il Commissario dello Stato Ogni volta
dobbiamo farci richiamare alla Costituzione dal Commissario dello
Stato, quando invece abbiamo degli Uffici che possono farlo in modo
preventivo su quella che è l'azione legislativa di questo
Parlamento.
Da parte mia, quindi, non c'è nessuna presa di posizione, anche
perché non posso farlo in quanto non mi sono confrontato con i
colleghi della Commissione. Io ho solo rappresentato quello che,
secondo me, deve essere un iter parlamentare affinché nessuno
intervenga con eventuali emendamenti che possono contrastare con la
sentenza n. 44 del gennaio 2011. E, in questo senso, io sono certo
che l'Ufficio legislativo dell'ARS potrà chiarire quanto già
scritto in quella sentenza.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che a
Bisanzio erano dei dilettanti in confronto a quello che sta
avvenendo qui stasera. Se non fossimo reduci da defatiganti
riunioni di capigruppo in cui si è detto di tutto e di più, ma
soprattutto io ritenevo apertis verbis che questo disegno di legge
fosse un provvedimento fondamentale non soltanto per il popolo
siciliano, ma anche per l'avvenire turistico, per lo sviluppo di
una determinata zona della nostra provincia, e allora potrei
credere alla buona fede dell'osservazione giuridica dell'amico
Buzzanca, che è stata, vieppiù, sottolineata dal Presidente della
Commissione. Ma siccome, guai a sentire questioni di carattere
giuridico di persone - chi vi parla, anch'io, di modestissima
cultura giuridica - ci andiamo ad impelagare in discussioni che non
hanno alcun senso. E devo dire che la proposta dell'amico e collega
Cracolici è una proposta di assoluto buon senso, in cui Cracolici
non ha difeso assolutamente nessuna norma-preconcetto, questo
disegno di legge come se fosse al di fuori, au dehor de la loi,
come si direbbe in Francia, ma dicendo: Affrontiamo la
discussione, nel momento in cui ci sarà il voto finale questo tipo
di impedimento di questa sentenza della Corte Costituzionale che
credo, così avendola letta in maniera assolutamente superficiale,
non mi pare che sia assolutamente ostativa. Ritengo che il dovere
sospendere o il non dover procedere nell'iter legislativo di questa
legge sarebbe gravemente un guaio e, soprattutto, un segnale
ulteriore di un ostruzionismo che non ha alcun senso.
PRESIDENTE. Come prima cosa bisogna votare sulla richiesta di
sospensiva.
Poi, voglio rassicurare l'Aula che comunque noi possiamo - anche
rispetto alle preoccupazioni che giustamente sono state avanzate
dal presidente della Commissione, onorevole Mancuso -, procedere
all'approvazione della legge stasera, solo ed esclusivamente
qualora non vi siano emendamenti; se c'è un accordo generale che
non ci sono emendamenti. Se, viceversa, dovesse esserci una
richiesta di rinvio per la presentazione degli emendamenti, è
chiaro che i lavori d'Aula verrebbero rinviati a martedì. Quindi la
Presidenza coglie la preoccupazione ed ha la risposta pronta.
Onorevole Leontini, lei voleva intervenire per dichiarazione di
voto, ma noi dobbiamo votare sulla sospensiva e la votazione
avviene per alzata e seduta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta di sospensiva.
Chi è favorevole a che la discussione del disegno di legge debba
rinviarsi si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Presidenza del vicepresidente Formica
Pertanto, si passa alla relazione sul disegno di legge e
successivamente alla discussione generale.
Nel momento in cui inizia la discussione generale è ovvio che si
possono presentare gli emendamenti.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione, onorevole
Mancuso, per svolgere la relazione.
MANCUSO, presidente della Commissione. Onorevoli colleghi, con il
presente disegno di legge si interviene modificando l'articolo 10
della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche
ed integrazioni, che riguarda il regolamento dell'Ente parco. Detto
regolamento disciplina le attività che si svolgono all'interno del
parco, nel rispetto delle prescrizioni del piano territoriale.
La modifica che si intende apportare riguarda segnatamente la
lettera e) del primo comma dell'articolo 10 ed aggiunge - tra le
attività contemplate dal regolamento dell'Ente parco - oltre alle
già previste attività di ricerca scientifica, sportive, ricreative
ed educative, anche il sostegno e la salvaguardia dello svolgimento
di manifestazioni ed iniziative dichiarate patrimonio storico-
culturale con legge della Regione.
Un ruolo di primaria importanza, nell'ambito delle predette
manifestazioni dichiarate patrimonio storico-culturale, occupa
senz'altro la manifestazione automobilistica Targa Florio', che il
legislatore, con l'articolo 23 della legge regionale n. 9/2002, ha
espressamente riconosciuto quale patrimonio storico-culturale della
Regione siciliana.
Detta manifestazione, nata nel 1906 per volere di Vincenzo Florio,
è oggi giunta alla sua 92 edizione e, con i suoi 103 anni di vita,
rappresenta di fatto la più antica gara automobilistica che si
svolge con continuità nel mondo, ancor più antica di gare che ormai
sono icone dello sport automobilistico, come la 500 miglia di
Indianapolis o il Grand Prix di Formula uno di Francia.
Naturalmente anche la relazione è datata perché sono cambiati i
numeri rispetto al 2009.
Dal 1978, nel rispetto delle normative emanate dalla FIA
(Federazione Internazionale dell'Automobile), la Targa Florio si
svolge con la formula dei moderni rally automobilistici utilizzando
diversi tratti stradali, inseriti nel comprensorio delle Madonie,
destinati alle cosiddette prove speciali. L'attuale regolamento
adottato dall'Ente parco delle Madonie, in seguito all'approvazione
della legge regionale n. 98/81 e successive modifiche ed
integrazioni, impedisce l'utilizzo di alcuni settori stradali dalle
caratteristiche probanti per piloti e mezzi, nonché qualificanti,
ai fini internazionali, la manifestazione stessa. E' necessario
considerare che la CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica
Italiana) ha stabilito che nelle gare valide per il campionato
italiano di rally le velocità medie dei primi cinque concorrenti
non devono superare i 100 Km/h, e che nell'ultima edizione della
Targa, nonostante diversi accorgimenti adottati, tale media è stata
superata in dieci dei dodici tratti di prove speciali. Questo a
causa del fatto che gli organizzatori - per le previsioni
dell'attuale regolamento - hanno potuto utilizzare un
limitatissimo numero di percorsi.
Quanto sopra rischia di provocare, se non saranno adottati in
maniera tempestiva gli accorgimenti del caso, la cancellazione
della Targa Florio dal calendario internazionale con conseguenti
enormi danni per la storia, la cultura e lo sport della nostra
Regione, oltre all'irrecuperabile pregiudizio di immagine per la
Regione ed economico per le popolazioni madonite, per le quali
questa manifestazione è stata per oltre un secolo il volano
turistico principale.
In considerazione anche del fatto che l'Automobile Club Palermo,
titolare ed organizzatore della Targa Florio, si impegna a valutare
ed applicare qualunque misura atta alla salvaguardia del patrimonio
boschivo e faunistico, in piena collaborazione con l'Ente parco
delle Madonie e considerato peraltro che le autovetture
partecipanti risultano di recente immatricolazione e posseggono
tutti gli accorgimenti anti inquinamento e di sicurezza richiesti,
il presente disegno di legge si propone di apportare la modifica
sopra descritta, al fine di tutelare e salvaguardare la Targa
Florio' nell'interesse storico, culturale ed economico della nostra
Regione.
Si rappresenta infine che la Commissione ha deliberato di non
accogliere il suggerimento del Comitato per la qualità della
legislazione di voler specificare la natura del sostegno e della
salvaguardia che la modifica normativa intende assicurare alle
manifestazioni . Ciò nel presupposto -0 ha motivato la Commissione
- che per sostegno e salvaguardia dello svolgimento di
manifestazioni ed iniziative dichiarate patrimonio storico-
culturale con legge della Regione, non può che intendersi ogni
forma di promozione (di qui il termine sostegno) - a priori non
individuabile tassativamente - idonea a consentire il perdurante
svolgimento negli anni (di qui il termine salvaguardia) delle
predette manifestazioni e iniziative. La Commissione si è pertanto
determinata nel senso di ritenere la previsione dell'articolo 1
assistita da sufficiente determinatezza, atteso che l'enunciato
normativo è espresso in termini più che congrui, in linea con una
formulazione necessariamente elastica che consente comunque sul
piano definitorio il richiamo a quelle forme di sostegno e
salvaguardia, come prima detto, a priori non individuabili.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la
Commissione per la celerità nel 2009 di aver dato approvazione a
questo disegno di legge che riteniamo importante.
Come ha detto il Presidente Mancuso, la manifestazione Targa
Florio è sicuramente un bene storico-culturale per legge regionale
ma anche un grande volàno, come diceva anche l'onorevole Musotto,
per il turismo delle alte Madonie.
Negli anni passati, purtroppo, la manifestazione non aveva potuto
svolgersi all'interno del parco delle Madonie perché il comitato
tecnico-scientifico del parco non aveva dato l'autorizzazione per
lo svolgimento. Pertanto, il vecchio percorso non poteva avere
seguito lì.
Allora, l'idea anche con l'assessore dell'epoca, onorevole Di
Mauro, di fare una legge per modificare le deroghe e per ampliare
soltanto - come dicevamo prima - con quell'articolo una deroga che
consentisse lo svolgimento della manifestazione Targa Florio .
Sappiamo tutti l'importanza della ricaduta turistica e culturale
che la manifestazione Targa Florio ha per l'intera Sicilia, copiata
in tutto il mondo. E' ormai un brand che la Sicilia porta con sé
nel cuore, ma non soltanto; lo esporta nel resto dei Paesi. Abbiamo
centinaia di concorrenti che vengono qui tutto l'anno, e l'idea
oggi che quest'anno si raggiungerà addirittura la 95 edizione
ripercorrendo il percorso che fu quello di Vincenzo Florio,
sicuramente potrebbe essere un grande contributo per la
manifestazione stessa.
Pertanto, voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno condiviso
con me questo disegno di legge, che addirittura ha visto la
sottoscrizione di circa 40 deputati. Ringrazio la Commissione, che
ha voluto approvare in tempi velocissimi e all'unanimità sia per
volontà del presidente Mancuso sia di tutti i suoi componenti.
Sappiamo perfettamente che dietro questa norma non si cela
null'altro se non lo svolgimento della manifestazione all'interno
del parco e sappiamo che potrebbe essere approvata in tempi veloci.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, solo per chiederle di dare i termini
per la presentazione degli emendamenti ai sensi del Regolamento
interno.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, i termini per la presentazione
degli emendamenti sono entro la discussione generale che stiamo
affrontando.
RINALDI. Ai sensi del nostro Regolamento, lei deve rinviare la
seduta per dare il tempo ai deputati di presentare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, il termine per la presentazione
degli emendamenti é all'interno della discussione generale.
RINALDI. Signor Presidente, no, la prego. Mi deve dare i termini
previsti dal Regolamento, non dentro la discussione generale.
PRESIDENTE. Ma mi cita l'articolo, onorevole Rinaldi. Anche per la
Presidenza, siccome a parere della Presidenza il termine è entro la
discussione generale forse lei si riferisce al fatto che poi vuole
le 24 ore
RINALDI. Esatto, mi riferisco a quei termini.
PRESIDENTE . vuole le 24 ore?
RINALDI. Esatto, a quelle mi riferisco Per Regolamento.
PRESIDENTE. Ma il rinvio alle 24 ore avviene dopo aver presentato
gli emendamenti
RINALDI. Signor Presidente, glielo sto chiedendo ufficialmente.
Intervengo proprio per questo motivo.
PRESIDENTE. Sono stato poco chiaro, onorevole Rinaldi. In presenza
di emendamenti, qualsiasi deputato può chiedere, di diritto, il
rinvio della trattazione del disegno di legge alle 24 ore.
Certamente sarà compito della Presidenza rinviarne la trattazione.
Infatti all'inizio dei nostri lavori avevo detto che si sarebbe
potuto trattare, stasera, questo disegno di legge, laddove non vi
fossero stati emendamenti. Non è questo il caso, perché già c'è una
richiesta di presentazione di emendamenti.
Lei, però, sta chiedendo un'altra cosa; ha chiesto un'altra cosa:
i tempi di presentazione degli emendamenti. I tempi di
presentazione degli emendamenti sono entro la chiusura della
discussione generale - lei sa, che più volte, l'abbiamo rinviata
all'articolo 1 - entro i tempi di chiusura della discussione
generale. Dopodiché, noi rinvieremo, ci mancherebbe altro.
RINALDI. Va bene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore18.01)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stata presentata,
ai sensi dell'articolo 101, primo comma, del Regolamento interno,
la questione pregiudiziale dagli onorevoli Leontini, Limoli, Bosco,
D'Asero, Corona, Torregrossa, Campagna, Buzzanca. Ne do lettura:
Noi sottoscrittori con la presente proponiamo, a norma
dell'articolo 101 del Regolamento interno, la questione
pregiudiziale per il disegno di legge n. 246/A Modifica
all'articolo 10 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e
successive modifiche ed integrazioni in materia di attività
all'interno dei parchi della Regione .
Chiarisco che la questione pregiudiziale è come la questione
sospensiva: anche qui possono parlare due deputati a favore e due
contro, quindi l'Aula si potrà esprimere, per alzata e seduta.
Nel caso di esito favorevole, di approvazione della questione
pregiudiziale, il disegno di legge non si potrà più trattare. Ciò
rappresenta la sostanziale differenza rispetto alla questione
sospensiva.
E' stata presentata, è regolarmente presentata e - ribadisco - due
oratori possono parlare a favore e due possono parlare contro.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, la questione pregiudiziale è ancora
più fondata dopo avere ascoltato la richiesta dell'onorevole
Rinaldi e la risposta da parte della Presidenza. Quando
inizialmente fu posta la questione sospensiva riguardante le
implicazioni della sentenza della Corte Costituzionale sulla
vicenda normativa che stiamo trattando, fu sottolineato e precisato
che un chiarimento e un approfondimento - prima ancora di procedere
all'apertura della discussione generale - si richiedeva
indispensabile perché, nella formulazione degli emendamenti, i
colleghi che intervengono su una norma che riguarda gli enti parco
dovranno essere, in modo oggettivo, illuminati o da un parere degli
uffici o da un chiarimento che nelle 24 ore potranno esperire,
proprio per evitare che la formulazione degli emendamenti possa,
domani, costituire motivo di pregiudizio per la norma e per la
legge e possa mettere in difficoltà la Presidenza e i rapporti
della Presidenza stessa con l'Aula.
Per fare questo, non è possibile, oggi, ritenere che tutti i nodi
possano essere sciolti a meno che non si decida, oggi stesso, di
spostare la chiusura della discussione generale a domani.
Ma se questo non si consente, penso che bisognerebbe accogliere la
richiesta di sospensione proprio perché quel chiarimento è
propedeutico, indispensabilmente propedeutico.
Io sono capogruppo di un gruppo di diciannove deputati, di cui
dieci hanno già predisposto degli emendamenti, che potremmo anche
evitare di formulare in un modo non consono, non corretto, qualora
le implicazioni della sentenza fossero obiettivamente e
definitivamente chiarite.
Nel caso in cui non siano chiarite, si apriranno delle maglie che
sarà difficile chiudere dopo e, quindi, il lavoro si renderà
complicato e impraticabile domani e dopo.
Evitiamo che ci sia un impantanamento successivo. Diamo la
possibilità ai colleghi di presentare gli emendamenti in modo
congruo e, quindi, prendiamoci un termine per gli emendamenti e, a
questo punto, o accediamo alla questione sospensiva o rinviamo la
chiusura della discussione generale a domani sera in modo tale che,
da qui alla chiusura della discussione generale fissata per domani,
abbiamo il tempo di chiarire con gli uffici, tra di noi, le
implicazioni del contenuto della sentenza e potere scrivere gli
emendamenti in modo congruo.
Mi sembra un discorso che non fa una piega e che riguarda soltanto
la validità del percorso d'Aula e la correttezza delle procedure
che i colleghi vogliono esperire per formulare gli emendamenti.
La legge sugli enti parco è una legge complessa e non si può
conculcare o precludere ai colleghi la facoltà di emendare e di
formulare emendamenti che possono aprire delle maglie importanti.
Se queste maglie noi le vogliamo insieme orientare o chiudere,
perché ci sono delle indicazioni che non sono congrue rispetto alla
normativa, rispetto alla sentenza, lo decidiamo insieme, ci
prendiamo il tempo utile per poter approfondire e poi potremo
formulare gli emendamenti nel modo più valido e più corretto.
E' questa la motivazione della questione sospensiva. Se la
vogliamo esaminare ed accogliere, sarà utile per tutta l'Aula
avendo ascoltato proprio il collega Rinaldi che ha la stessa
esigenza che ho io come presentatore di emendamenti e come
capogruppo di un gruppo dove c'è un'attività di emendamenti già
pronta e che io vorrei fosse formulata e svolta nel più corretto
dei modi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Presidenza cerca di riassumere sia
quanto è emerso dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari oggi sia il dibattito che, invece, si è sviluppato
questa sera in Aula.
Se tutti siamo d'accordo, alla luce di quello che è emerso in
Aula, rispetto anche alle decisioni che erano state assunte in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - e cioè che si
poteva andare subito ad una approvazione veloce, ove ci fosse stata
l'unanimità dei consensi, e così non è stato -, constatato che non
c'è l'unanimità per approvare velocemente la norma, che era una
condizione assolutamente dirimente, che c'era la questione
pregiudiziale, che era stato chiesto di avere più tempo per gli
emendamenti, la Presidenza formula la seguente proposta: si dà
tempo fino a venerdì prossimo per presentare gli emendamenti e
andare poi a martedì per discutere questo disegno di legge assieme
all'altro, concordato in Conferenza dei capigruppo, quella sulla
semplificazione.
Ovviamente, si ritira la questione pregiudiziale, se tutti siamo
d'accordo, si dichiara chiusa la discussione generale e si dà il
tempo fino a venerdì per la presentazione degli emendamenti, poi si
incardina il disegno di legge sulla semplificazione e si va poi a
martedì.
La Presidenza fa una proposta, che può essere accolta se c'è
unanimità. Se non viene accolta, continuiamo nelle procedure
normali previste.
Onorevoli colleghi, lo ripeto per l'ultima volta: in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si era disegnato un percorso
che prevedeva, se ci fosse stato l'accordo di tutti, di approvare
velocemente, questa sera, la legge sulla Targa Florio.
Dal dibattito che si è sviluppato in Aula e dalle prese di
posizione delle varie componenti politiche è emerso che non è così
semplice come era stato presentato. Nel frattempo, sono state
presentate, prima la richiesta di sospensiva e, successivamente, la
richiesta di pregiudiziale, oltre all'iscrizione a parlare di una
serie infinita di deputati e all'annuncio di numerosi emendamenti,
oltre che di una richiesta di avere più tempo per gli emendamenti.
A questo punto la Presidenza, valutate le circostanze, ha fatto
una proposta che ritiene che raccolga gli umori di tutto il
Parlamento e di tutti coloro i quali sono intervenuti: diamo tempo
per la presentazione degli emendamenti fino a venerdì.
Quindi, non si chiude stasera e non si discute neppure stasera ma,
dando seguito a quanti chiedevano più tempo per gli emendamenti, si
dà tempo fino a venerdì. Il disegno di legge, poi, sarà discusso
martedì.
Ovviamente, è necessario il ritiro della questione pregiudiziale
che è stata presentata e bisogna votare il passaggio agli articoli.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i corsi di
formazione dell'onorevole Cracolici alla sua maggioranza non sono
riusciti; lo ha dimostrato prima la cordiale, affettuosa e
reciproca valutazione dei due colleghi Di Benedetto e Panarello,
poi la richiesta dell'onorevole Rinaldi.
Il corso di formazione dell'onorevole Cracolici, evidentemente è
stato infruttuoso; fosse stato efficace, probabilmente, molti dubbi
sarebbero stati sciolti precocemente, in anticipo.
Non essendo riuscito questo corso di formazione, voglio dirle,
signor Presidente, che è saggia la soluzione che lei propone, ma
nessuno può ritenere sommariamente chiusa la discussione generale.
A meno che, come abbiamo fatto sempre e lo dico all'onorevole
Leanza che, più volte, mi ha ripetuto cosa abbiamo fatto sempre,
noi abbiamo fatto sempre due cose: o abbiamo svolto veramente la
discussione generale o abbiamo detto di destinare la discussione
generale all'articolo 1.
Pertanto gli iscritti a parlare parleranno sia per la discussione
generale che per l'articolo 1 quando comincerà il dibattito
PRESIDENTE. Interpellati i proponenti, la questione pregiudiziale
si intende ritirata.
L'Assemblea ne prende atto.
Bisogna votare il passaggio agli articoli. La Presidenza questo lo
riteneva implicito.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Informo che la discussione generale sul disegno di legge, secondo
prassi, è rinviata all'articolo 1 del disegno di legge.
Onorevoli colleghi, informo che il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato per venerdì 25 febbraio 2011, alle ore
12.00.
Ricordo, infine, che in questa fase dell'esame del disegno di
legge occorre la firma di quattro deputati per la presentazione
degli emendamenti stessi.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Disposizioni per la trasparenza,
la semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della
pubblica amministrazione, l'agevolazione delle iniziative
economiche. Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il contrasto
alla corruzione e alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione
della legislazione regionale» (520-144 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge nn. 520-
144 bis/A «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per lo
sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla
criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il
riordino e la semplificazione della legislazione regionale, posto
al numero 2).
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali', a
prendere posto nel relativo banco.
BUZZANCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 101, primo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
l'argomento che stiamo trattando sia molto importante. Penso che la
Sicilia aspetti questa semplificazione burocratica ed
amministrativa da parecchi anni e non ho compreso l'altra sera la
posizione del Partito Democratico, espressa dall'onorevole
Cracolici, il quale ha chiesto, pur in presenza dell'assessore
Chinnici, la sospensione della relativa trattazione.
Noi abbiamo voluto approfondire questo argomento perché si tratta
di una norma assai complessa, una norma che viene articolata in 41
articoli che richiede certamente un approfondimento e la maggiore
adesione possibile a quello che è l'impianto normativo regionale e
nazionale, anche alla luce delle diverse circolari che sono state
emesse e alla luce di quel che sta accadendo in Sicilia.
Abbiamo visto come in Sicilia stiano succedendo delle cose molto
strane. L'onorevole Presidente della Regione sa che è giunta una
circolare ai sindaci di tutta l'isola, a firma dell'assessore
Chinnici, che è molto attenta di solito alle questioni che
riguardano le procedure. E in quella circolare si fa riferimento
all'esigenza che si avverte in Sicilia, che avvertono i Comuni, che
avverte il suo Assessorato, giustamente, di procedere
all'approvazione dei bilanci dei comuni.
Però mi pare che ci sia una schizofrenia all'interno del Governo
regionale, Presidente.
Lei, che è psichiatra, annuisce perché conosce bene queste
patologie.
C'è una forma di dissociazione tra assessorati diversi perché
l'assessore Chinnici invita i comuni a procedere rapidamente
all'approvazione dei bilanci. E come approviamo i bilanci se non
abbiamo, da parte del Governo regionale, l'approvazione del
bilancio e della finanziaria?
Quali sono le risorse certe che poi dovranno indurre i consiglieri
comunali, e prima ancora la Giunta, ad approvare il bilancio?
Signor Presidente, questo per significarle che siamo di fronte a
questioni molto importanti, siamo di fronte ad una questione che
richiede certamente un ulteriore approfondimento. Dobbiamo capire
se gli Uffici sono pronti perché, se questa è la premessa, se
queste cose accadono all'interno del grande apparato della
burocrazia regionale, certo noi non siamo confortati.
E' necessario, allora, un approfondimento degli Uffici legislativi
che ci consenta di operare tranquillamente il passaggio alle fasi
successive. Noi non siamo tranquilli
Non siamo tranquilli per ciò che accade. Non siamo tranquilli per
ciò che potrebbe accadere nel caso in cui, molto superficialmente,
volessimo approvare o procedere all'approvazione degli articoli
senza avere prima approfondito, eccome, questa norma che ritengo
fondamentale per il popolo siciliano, ma che in questo momento non
mi sento di votare proprio perché ritengo che non ci siano le
condizioni.
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Buzzanca, ma volevo ricordarle
che non siamo in fase di dichiarazioni di voto.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire ai sensi
dell'articolo 101, primo comma, del Regolamento interno per
proporre la questione sospensiva, non quella pregiudiziale.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, l'articolo 101 prevede entrambe le
questioni, sospensiva e pregiudiziale.
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non ho
capito bene, onorevole Buzzanca. Il rischio è che facciamo una
cortesia, scherzando, all'onorevole Cracolici perché nel momento in
cui accettiamo la sospensiva passiamo subito alla legge elettorale.
Se è così, se proprio ci tenete, non possiamo fare altro che
essere dalla parte della sospensiva. Siccome, però, con il
Presidente Cascio abbiamo assunto un impegno d'onore, noi siamo
contrari alla sospensiva e, proprio per evitare che questo avvenga,
siamo per incardinare la legge sulla semplificazione e poi
proseguire i lavori, che sono certamente molto importanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche in questo caso voglio
riassumere quella che è stata la risultanza della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La Presidenza ha dato comunicazione della risultanza della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, a proposito
della trattazione in Aula del disegno di legge che riguarda la
modifica della legge elettorale, ha detto che avverrà non prima di
mercoledì prossimo perché, in tal senso, era stato raggiunto
l'accordo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
CRACOLICI. Ci siamo impegnati a non trattarlo
PRESIDENTE. Se si votasse favorevolmente la questione sospensiva,
ci troveremmo addirittura nella fase di non sapere neppure cosa
votare perché prima di mercoledì la questione elettorale non può
andare in Aula e il provvedimento sul turismo, abbiamo testé deciso
che è rinviato. Il provvedimento sulla Targa Florio ci siamo
impegnati, su richiesta dell'Aula, a trattarlo martedì.
CRACOLICI. Potremmo fare la legge sul commercio.
PRESIDENTE. La legge sul commercio è ancora impelagata in
Commissione.
Vorrei, quindi, richiamare i proponenti della questione sospensiva
a riflettere un minuto, magari sospendiamo la seduta per cinque
minuti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che si
doveva richiamare alla riflessione dell'onorevole Cracolici quando,
qualche giorno fa, ha messo in difficoltà questo Parlamento, dove
immotivatamente - poi cercherò di spiegare la motivazione per
quanto mi riguarda, per quello che ho capito - ha chiesto la
sospensione di un disegno di legge proposto dal Governo. Immagino
che la motivazione è stata quella poi di decidere tutto quello che
si deve fare in questa Aula.
Lei sa meglio di me che questo è diventato insopportabile: la
maggioranza vuole a tutti i costi fare e disfare l'ordine del
giorno anche sulla testa della Presidenza dell'Assemblea, perché
lei sa bene che all'ordine del giorno esistevano due norme, quella
sul commercio, che il Governo ha voluto ritirare per non fare
lavorare questo Parlamento, poi ha sospeso quella della
semplificazione amministrativa per non fare lavorare questo
Parlamento. Siamo tornati in Aula punto e daccapo, aggiungendo
questa piccola norma che riguarda la Targa Florio e poi la
battaglia di tutte le battaglie di tutti i siciliani, la cosiddetta
legge di riforma elettorale che stanno aspettando tutti, dagli
agricoltori alla piccola e media impresa, dalla piccola e media
impresa alla formazione, dalla formazione a tutti quelli che in
Sicilia vogliono dire una parola.
Quindi, signor Presidente, la prego di non bacchettare il mio
collega Buzzanca, di non dire che la sua questione sospensiva di un
disegno di legge, oggi diventa improponibile.
Doveva farlo rivolgendosi all'onorevole Cracolici e non certo
all'onorevole Buzzanca.
Io ritengo - poi naturalmente preannuncio non solo la questione
pregiudiziale, che sarà proposta nel corso della discussione
generale, ma anche la presentazione di qualche centinaio di
emendamenti, tra qualche minuto -, che questo disegno di legge non
entra nel merito della semplificazione tanto dichiarata e tanto
richiamata dal Governo fino alle ultime ore dall'assessore Armao,
ma é un recepimento di norme amministrative già attuate in tutte le
amministrazioni, il cosiddetto codice Vigna per essere ancora più
precisi.
Allora, rispetto a tutto questo, noi vogliamo fare la
semplificazione amministrativa e la vogliamo fare in modo serio con
gli emendamenti che lei, signor Presidente, valuterà e l'Aula ha
veramente un grande lavoro da fare per portare avanti la vera
semplificazione amministrativa che non è certamente quella
presentata dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche
minuto per cercare di raggiungere un punto di intesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.28 , è ripresa alle ore 18.36)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
comunicare all'Aula e a alla Presidenza che noi abbiamo
approfondito l'argomento della sospensiva e abbiamo deciso di
ritirarla per consentire il prosieguo della discussione, nella
consapevolezza che questa Presidenza saprà dare all'Assemblea i
termini e i tempi per presentare gli emendamenti che si riterranno
necessari per andare avanti, vista anche l'importanza della materia
che stiamo trattando.
Per cui, penso di parlare anche a nome dei colleghi che hanno con
me condiviso la richiesta di sospensiva ai sensi dell'articolo 101
del Regolamento interno, noi formalmente ritiriamo la proposta di
sospensiva.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, potremmo
costruttivamente valutare il seguente ordine dei lavori per quanto
riguarda l'Aula.
Avendo accordato ai colleghi deputati la facoltà di presentare
emendamenti fino a venerdì, per quanto riguarda il disegno di
legge sulla Targa Florio - modifica della legge sugli enti parco -,
e deciso di iniziare la discussione generale, a proposito
dell'articolo 1, martedì, a questo punto per il disegno di legge
riguardante la semplificazione amministrativa, onde evitare stasera
la lungaggine del dibattito sulla discussione generale, potremmo
decidere la stessa cosa, e cioé affidare la discussione generale
all'articolo 1 del disegno di legge però pretendendo, ovviamente,
che il termine per la presentazione degli emendamenti per questa
legge possa scadere lunedì, in modo tale da dare agli uffici, poi,
il tempo, durante il dibattito sul disegno di legge relativa agli
enti parco, di preparare gli emendamenti per l'Aula e poi iniziare
la discussione generale a proposito dell'articolo 1 sulla
semplificazione amministrativa.
Quindi, evitiamo stasera la discussione generale, interrompiamo,
andiamo a martedì e in quella giornata inizieremo prima con il
disegno di legge relativo alla Targa Florio e poi con quello
relativo alla semplificazione, quando finiremo l'esame del disegno
di legge sulla Targa Florio.
Il dibattito sulla discussione generale lo inizieremo, sulla
semplificazione amministrativa, a proposito dell'articolo 1.
Ovviamente, però, gli emendamenti devono essere presentati fino a
lunedì, lunedì pomeriggio o lunedì sera.
PRESIDENTE. Ovviamente, se ho ben capito, onorevole Leontini, lei
è d'accordo a votare il passaggio agli articoli questa sera.
LEONTINI. Sì, signor Presidente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo soltanto per ricordarle
che lei deve rispettare il Regolamento e siccome c'è un solo
deputato che non è d'accordo, gli emendamenti si presentano, così
come prevede il Regolamento, all'interno della discussione
generale.
Lei può anche decidere di rinviare la discussione generale
all'articolo 1; però, non essendo io d'accordo, la prego di essere
rigoroso osservatore del Regolamento.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, come vede le sue missioni non
sortiscono effetto in quanto, per sortire effetto, deve parlare
con tutti i novanta deputati, perché - come ha detto l'onorevole
Speziale - basta che si alza uno, qui può fare quello che vuole
Allora, rispetto a questo atteggiamento che è un atteggiamento
ostruzionistico per questo Parlamento, dove ognuno ritiene di poter
fare quello che vuole su argomenti importanti e dove il punto
dirimente in questo momento è se presentare gli emendamenti entro
lunedì o martedì o fare la discussione generale oggi oppure farla
martedì, fino a poco fa erano d'accordo, dopo 10 minuti non sono
più d'accordo.
Io la prego, signor Presidente, come ha sospeso la seduta poco fa
per dieci minuti, lo faccia pure ora e vada a convincere chi è che
utilizza questi metodi arroganti, come ha convinto noi che non
utilizziamo metodi arroganti, di addivenire a buoni propositi,
perché io non ritengo che un parlamentare possa venire qui e
richiamare il Regolamento quando desidera e come desidera anche se
nel rispetto delle regole, per carità, anche nel rispetto di tutto.
Se no io le posso dire iscriva tutto il Gruppo parlamentare a
parlare nella discussione generale e dica anche a che ora dobbiamo
finire la discussione generale questa sera .
Così iniziamo una pletora di discussioni rispetto non si capisce a
che cosa
Allora, se c'è buon senso, c'è da parte di tutti. Se non c'è buon
senso, signor Presidente, io utilizzerò tutti gli strumenti del
Regolamento, così come fa il collega Speziale, affinché questa
seduta sia ricordata quanto meno ai nostri cari.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ovviamente la Presidenza, a fronte
della richiesta di un deputato che è in contrasto, ha sempre la
possibilità di porre al voto d'Aula i termini da dare per gli
emendamenti, e questo lo sa pure l'onorevole Speziale.
Quindi, invito intanto il Presidente della Commissione, in attesa
di stabilire poi cosa fare, a svolgere la relazione.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la relazione è breve, anche perché
il provvedimento è di semplificazione burocratica e partiamo con
una semplificazione della relazione.
L'obiettivo prioritario del disegno di legge che si propone
all'Aula è quello di attuare un generale processo di riforma e di
razionalizzazione della pubblica amministrazione regionale.
Il disegno di legge prevede quattro Titoli. Il Titolo I, a sua
volta, è diviso in tre Capi.
Di particolare rilievo è l'articolo 11 del Capo I che introduce la
normativa nazionale in materia di segnalazione certificata di
inizio attività, cosiddetta SCIA, quale strumento di
semplificazione sostitutivo di ogni atto di autorizzazione,
comunque denominato, il cui rilascio dipende esclusivamente
dall'accertamento dei requisiti e presupposti stabiliti da leggi,
regolamenti o atti amministrativi generali e non sia previsto alcun
limite o contingente complessivo, con la sola esclusione dei casi
in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali,
nonché quelli imposti dalla normativa dell'Unione europea.
Le disposizioni del Capo II ridefiniscono la disciplina dello
Sportello unico per le attività produttive, in un'ottica di
semplificazione delle procedure e concentramento di competenze a
vantaggio dell'attività d'impresa a cui fanno capo tutte le
competenze degli uffici comunali e delle amministrazioni comunque
coinvolte nel procedimento.
Le disposizioni del Capo III, attraverso il richiamo ad alcuni
principi contenuti nella legge n. 69 del 2009 e nel decreto
legislativo n. 150 del 2009, hanno l'obiettivo di adeguare
l'amministrazione regionale alle recenti novità introdotte, sia a
livello nazionale,ed alla riforma della pubblica amministrazione,
al fine di aumentarne la trasparenza, l'efficienza e
l'informatizzazione.
Il Titolo II del disegno di legge, avente ad oggetto le
disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata , intende, prioritariamente, perseguire l'obiettivo
della diffusione della cultura della legalità nella pubblica
amministrazione.
Sono, altresì, stabilite norme di comportamento per il dipendente
pubblico, finalizzate a prevenire eventuali fenomeni di cattiva
amministrazione che potrebbero costituire il presupposto di
infiltrazioni mafiose.
Il Titolo III, avente ad oggetto le disposizioni per il riordino
e la semplificazione della legislazione regionale , si sofferma
sulle regole che ne devono accompagnare e disciplinare i diversi
momenti, sia le regole nuove, ancora da scrivere che attengono a
scelte strategiche per il futuro dell'autonomia siciliana, sia le
regole esistenti che necessitano di una profonda semplificazione a
livello legislativo ed amministrativo e di un riordino in tutti i
settori per renderli più facili da comprendere e da applicare.
Il Titolo IV, infine, con due disposizioni prevede, da una parte,
l'applicazione delle misure di contenimento della spesa relative
alla riduzione dei compensi dei componenti degli organi di
amministrazione e controllo, previsti dall'articolo 17 della legge
finanziaria regionale per l'anno 2010, anche agli enti locali ed
agli organismi da essi controllati; dall'altra, le modalità di
gestione dei servizi pubblici locali, privi di rilevanza economica,
da parte di comuni e province, mediante la gestione in economia o
l'affidamento diretto ad istituzioni, aziende speciali, anche
consortili, o società a capitale interamente pubblico.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché ascoltando poco fa, prima l'intervento dell'onorevole
Leontini, nel quale mi rivedo perché credo che sia assolutamente
corretta la richiesta di avere un congruo termine per presentare
gli emendamenti e, poi, l'intervento del collega Speziale, mi
permetto di rivolgermi innanzitutto a lui per invitarlo a desistere
dalla sua richiesta di non accoglimento, da parte dell'Aula, di un
termine congruo perché, diciamoci la verità, siamo giunti a questo
disegno di legge dopo una serie di bracci di ferro.
Come tutti abbiamo verificato, il Governo e la maggioranza hanno
ritenuto emergenza e priorità la legge elettorale. Siamo arrivati a
questo ordine del giorno con una forzatura e una rottura
all'interno della Conferenza dei Capigruppo. Quindi, finalmente,
nel momento in cui questa Assemblea può occuparsi e intestarsi una
riforma veramente importante, una delle cose che più serve alla
nostra Regione - abbiamo ribadito che servono, innanzitutto, la
finanziaria e il bilancio, ma sicuramente questa legge serve molto
di più della legge elettorale - io credo che questa legge vada
fatta bene.
E non c'è chi, leggendo questo testo - per quanto esso sia già
frutto di un lavoro che parte da lontano, di un lavoro che parte
dall'assessore Ilarda, che ha visto interessato l'assessore Armao e
oggi l'assessore Chinnici -, non veda come all'interno di questi 42
articoli, se veramente vogliamo semplificare, se veramente vogliamo
efficacia ed efficienza nell'azione amministrativa, tolto
l'articolo 11 che citava il Presidente Minardo, a proposito della
segnalazione certificata di inizio attività, della SCIA, e tolta la
cancellazione della commissione edilizia, per il resto non c'è
niente Si tratta, in sostanza, di una mera riproposizione, come
diceva l'onorevole Mancuso, del codice Vigna.
Allora, abbiamo l'opportunità finalmente di fare bene questa
legge, nel momento in cui l'Aula si sta intestando un bisogno
dell'impresa, un bisogno della società siciliana: quello di mettere
mano ad un bubbone, quale è stato, per molti versi, fino ad oggi,
la nostra burocrazia
Ora, dopo tutto quello che è successo, dopo mesi in cui
quest'Aula sostanzialmente non ha fatto nulla, non ha prodotto
nulla se non qualche seduta dedicata allo svolgimento di attività
ispettiva, andare oggi a sindacare sulle 24, 48 o 72 ore, mi sembra
veramente incredibile, inverosimile, paradossale Viceversa, con un
termine congruo, quale io credo possa essere quello di lunedì,
effettivamente ciascuno può adoperarsi, prestando il massimo
dell'impegno del proprio Gruppo parlamentare, per la società che
intende rappresentare portando finalmente all'esame di quest'Aula
un disegno di legge che sia effettivamente di contenuto tale da
potere chiamare questa legge trasparenza e semplificazione ,
perché questa legge è un gattino, è un parto molto miserevole e
molto modesto rispetto alla necessità complessiva che abbiamo di
semplificazione.
Pertanto mi permetto di dire a quest'Aula che, al di là, dei
formalismi e dei richiami, più o meno corretti, all'articolo 101
del Regolamento interno o a non so quale articolo in particolare -
ricordo qualche anno fa, quando un collega voleva intervenire e il
Presidente gli chiedeva ai sensi di quale articolo volesse farlo,
rispondeva faccia lei, Presidente' pur di intervenire - credo
che oggi sia giunto il momento di utilizzare lo spazio parlamentare
e questo tempo per cercare di compensare i due mesi in cui
quest'Aula è stata tenuta bloccata da un'arroganza che oggi
vorremmo si superasse e che, serenamente, ciascuno possa adoperarsi
per migliorare il testo di legge che ha tanto bisogno di essere
migliorato, pur apprezzando il fatto che, finalmente, giunge alla
trattazione di questo Parlamento.
Invito l'onorevole Speziale, e invito tutti quanti ad accettare il
termine di lunedì perché finalmente la settimana prossima -
superata martedì la veloce trattazione del disegno di legge sulla
Targa Florio - si possa avviare una seria attività di confronto
parlamentare che porti ad una produzione normativa, seria e
importante, attesa da tutte le categorie produttive, da tutte le
parti sociali, quale deve essere un vero disegno di legge sulla
trasparenza e semplificazione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, mi fa specie che alcuni colleghi
utilizzano il mio intervento pensando che io volessi fare un'opera
ostruzionistica; è esattamente il contrario.
Pongo, tuttavia, una questione alla Presidenza, all'Aula, ai
colleghi, che non me ne vogliano.
C'è il diritto dell'opposizione in Aula a criticare i
provvedimenti e ad utilizzare il Regolamento per diradare i tempi
di approvazione, ma non c'è un diritto di veto da parte
dell'opposizione nel permettere che il Parlamento possa avere una
produttività legislativa adeguata.
Mi è sembrato di cogliere, anche se l'intervento dell'onorevole
Bufardeci è stato molto più sereno, un atteggiamento volutamente
ostruzionistico da parte dei colleghi dell'opposizione.
C'è tutto il diritto di una maggioranza - io ho fatto per molti
anni l'oppositore - di ricorrere al Regolamento per permettere che
il Parlamento possa incrementare l'attività legislativa.
Se lo spirito è quello dell'onorevole Bufardeci, ossia di un
sereno confronto di merito sui provvedimenti e si esclude un
atteggiamento ostruzionistico da parte dell'opposizione, sarò io il
primo a dire di dare tutto il tempo necessario per migliorare il
testo nel merito. Se, invece, dietro questo atteggiamento, in
realtà, si cela una volontà ostruzionistica né il Presidente
dell'Assemblea né la maggioranza può permettere che si prolunghi
nel tempo la paralisi dell'attività parlamentare.
Il senso per il quale ero intervenuto richiamando la Presidenza al
rispetto del Regolamento era proprio questo. Tuttavia, essendo io
una persona ragionevole e riconoscendo onestà intellettuale
all'intervento dell'onorevole Bufardeci, che interpreto come la
volontà di fare un confronto sereno, non ho nulla da obiettare.
Verificherò, nel tempo, se questa onestà intellettuale, alla prova
dei fatti, reggerà.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, credo che il disegno di legge che è
composto da 42 articoli e che riguarda una materia così importante
necessiti realmente di un tempo maggiore per la presentazione degli
emendamenti. Quindi, le riflessioni già fatte precedentemente, non
ultima quella dell'onorevole Bufardeci, mi convincono che
sicuramente lunedì rappresenti un termine adeguato per la
presentazione degli emendamenti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, la mia non vuol essere una polemica,
voglio solo portare elementi di chiarezza dopo l'intervento
dell'onorevole Speziale.
Certamente qui non c'è nessun parlamentare sub judice alle
decisioni dell'onorevole Speziale.
Valuterà Ma cosa vuole valutare, l'attività di un collega Vedrà
Questa è una prerogativa che, certo, non posso lasciare
all'onorevole Speziale, quello che valuterà, quello che vedrà,
quello che farà. L'unica cosa che diventa insopportabile - ma
questo in linea generale, sotto il profilo politico - è venire qui
e sentire un collega del Partito Democratico salire sul podio e
dire: Noi che siamo maggioranza e fare una serie di lezioni a
quelli dell'opposizione, come se il nostro Parlamento derivasse
ancora da una elezione parlamentare del Presidente della Regione.
Si sono già dimenticati cosa hanno fatto
Allora, rispetto a ciò, mi pare ovvio che questo atteggiamento non
porta nulla di positivo. Naturalmente prendo atto di quello che ha
detto l'onorevole Bufardeci, il quale ha lasciato i banchi della
maggioranza un po' dopo di noi.
Noi, forse, abbiamo qualche ferita in più dell'onorevole Bufardeci
e siccome siamo molto chiari nella nostra posizione, volevamo
veramente discutere su quella che era la nostra azione parlamentare
e anche sul merito di questo disegno di legge.
Intanto, per chiarezza, signor Presidente, questi sono i nostri
700 emendamenti al disegno di legge.
Noi non abbiamo bisogno di tempo per depositarli, non abbiamo
bisogno di tempo, forse qualcuno crede che dobbiamo ancora
scriverli. Li abbiamo già scritti sia nel merito sia nell'azione
parlamentare che vogliamo svolgere.
Non abbiamo bisogno di chissà cosa e neanche della valutazione di
come si parla.
La prossima volta che un parlamentare viene qui e commette questo
errore di richiamare i colleghi, dicendo: badate come parlate
altrimenti vi richiamo al Regolamento , spero che lei, signor
Presidente, non lo consenta, se si sente nelle condizioni, come
peraltro ha detto oggi. E mi dispiace che nei due mesi precedenti
questo non sia avvenuto perché l'attività di ostruzionismo per
portare dentro la legge elettorale è andata avanti per due mesi.
Io spero che veramente la cosiddetta maggioranza - non mi sento
neanche di chiamarla maggioranza - voglia lavorare per il
Parlamento. Noi siamo qui non solo per rispettare il Regolamento,
ma soprattutto per rispettare i colleghi parlamentari che sono sia
nell'opposizione sia anche nella maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, stia tranquillo che non c'era, a
giudizio della Presidenza, nelle parole dell'onorevole Speziale un
giudizio sospeso rispetto a come si sarebbero comportati i deputati
in Parlamento. Ci mancherebbe altro se la Presidenza avrebbe potuto
consentirlo
Ciò che la Presidenza ha capito, e penso abbia capito l'Aula, è
che l'onorevole Speziale emetteva un giudizio politico rispetto
alla buona volontà o meno del comportamento parlamentare e
politico.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma siamo alla discussione generale?
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, lei sa che io sono sempre per la mediazione. La mia
natura di democristiano non finirà mai, nonostante la mia giovane
età. Io lo dico platealmente, senza difficoltà, e per questo temo
che rispetto ad interventi di buon senso, quale parte del secondo
intervento dell'onorevole Speziale, e quale quello dell'onorevole
Bufardeci che condivido totalmente, volevo esprimere, a nome dei
Popolari di Italia Domani, la nostra posizione sul tema oggetto di
questo momento di riflessione d'Aula, che viene prima di un
eventuale passaggio agli articoli, così come aveva proposto il
Presidente dell'Assemblea.
La nostra posizione è in sintonia con quanto sostenuto, devo dire
in maniera pacata e costruttiva, dall'onorevole Leontini, ripresa
in maniera altrettanto pacata e costruttiva dall'onorevole
Bufardeci, interpretata male e, soprattutto, espressa malissimo,
nei modi e nei toni, dall'onorevole Speziale.
E non vorrei che qualche amico dell'opposizione, in un gioco di
primi della classe, dovesse fare da contraltare finendo per
dimenticare che, ad esempio, c'è qualche deputato come me che ha
ancora la necessità di arrivare a lunedì per preparare gli
emendamenti.
Io mi congratulo se c'è già chi è arrivato col compitino pronto.
Ma devo confermare la necessità di un deputato di prima legislatura
come me che, invece, deve ancora approfondire i temi, così come è
stato richiesto dagli onorevoli Leontini e Bufardeci. Quindi, per
quanto ci riguarda, il Gruppo dei Popolari di Italia Domani, senza
compito pronto, conferma modestamente di voler operare e di volere
contribuire alla discussione prima, e all'approvazione poi, della
legge sulla semplificazione della burocrazia, chiedendole, signor
Presidente, di fare sua la nostra richiesta di termine per la
presentazione degli emendamenti a lunedì sera.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente per dire che a me pare opportuno che si prosegua lungo
l'alveo del confronto perché è fin troppo evidente che si sta
facendo troppe volte riferimento, e in modo specioso, al
Regolamento, si vuole fare troppe volte riferimento ad un percorso
politico e istituzionale che ha stravolto il parere e la decisione
del popolo siciliano. Mi sembra necessario un po' di buonsenso per
cercare di affrontare questo argomento con il dovuto e necessario
impegno da parte di tutti, nessuno escluso.
Non ritengo opportuno, onorevole Speziale, che si continui a
parlare di maggioranza e minoranza. Certamente, lei non può farlo
in quest'Aula, a meno che non pensiamo che un gioco di Palazzo,
come è accaduto qui all'interno di questo Governo regionale, possa
cancellare la decisione del popolo siciliano.
Questo è un momento storico non certamente esaltante della nostra
Regione siciliana.
Noi abbiamo le spalle larghe, lo diceva anche l'onorevole Mancuso.
Noi abbiamo sopportato soprusi, angherie, ma il tempo sarà
galantuomo. Sappiamo di avere radicato il senso del dovere,
sappiamo di dover rendere un servizio al popolo siciliano.
Questa è una legge importante per il popolo siciliano. Basta
scorrere gli articoli, dall'1 al 41, per rendersi conto che,
sostanzialmente, vi è bisogno di un profondo aggiustamento, vi è
bisogno di un radicale adeguamento alle esigenze che vengono non
solo dal popolo siciliano, ma anche dalle autonomie locali. Se
questo disegno di legge dovesse essere approvato così com'è, non
semplificherebbe nulla e non renderebbe trasparente un bel nulla.
Ecco perché dobbiamo fare in modo che si vada avanti con il buon
senso. Sono necessari tempi ragionevoli per arrivare al
completamento del percorso parlamentare. Non possiamo licenziare, a
cuor leggero, una norma così importante, così significativa per il
popolo siciliano.
Certo, mi rendo conto che molto spesso è accaduto, in questi
ultimi anni, che vi è maggiore bisogno di forma, signor Presidente
della Regione, e minore bisogno di sostanza.
Questa è forma, non è sostanza. Io apprezzo lo sforzo che hanno
fatto gli assessori che si sono succeduti nel corso di questi anni,
che non è andato in porto probabilmente per mancanza di un
confronto serrato, non solo con le forze politiche, ma anche con le
associazioni di categoria. Penso all'ANCI, che avrebbe dovuto e
potuto dare un contributo determinante in questo percorso, ma in
questo provvedimento non è stata recepita nessuna delle indicazioni
che sono venute dall'ANCI.
Lunedì mi sembra un tempo ragionevole per poter presentare gli
emendamenti, e raccomando a tutti i colleghi un confronto sereno.
Eviteremo, per quanto riguarda la nostra parte politica, il ricorso
a qualunque forma di ostruzionismo o di filibustering.
D'altronde, non l'abbiamo mai fatto. Abbiamo soltanto detto la
nostra all'interno di un meccanismo parlamentare che non sempre ha
ragione della sostanza rispetto alla forma.
Questa Assemblea ha l'obbligo, non solo politico, ma anche morale
di cominciare finalmente a lavorare. E non lo ha fatto fino ad oggi
non perché i deputati non hanno voluto lavorare ma perché,
purtroppo, sono mancate le proposte vere e concrete da parte del
Governo.
Ecco perché chiedo uno sforzo al Governo, all'assessore Chinnici,
al Presidente della Regione, di fare in modo che questo
provvedimento possa essere migliorato, possa essere reso più
efficace e più efficiente. E parlo da amministratore: questo è un
provvedimento che non è aderente ai bisogni che vengono dal popolo
siciliano e dagli enti locali ai quali è riferito.
Cerchiamo di fare un percorso sereno, e il mio appello è a tutte
le forze politiche di questo Parlamento. Non mi si dica che bisogna
parlare di maggioranza e minoranza perché offendiamo l'intelligenza
dei siciliani che sanno che la maggioranza in Sicilia è del centro-
destra.
Noi ci facciamo carico di questo momento storico. Sappiamo che vi
è stata una scelta scellerata, ma ce ne facciamo una ragione,
andiamo avanti e vogliamo collaborare.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, la mia è soltanto una raccomandazione
ed anche un'espressione di disgusto e di sdegno dopo aver ascoltato
alcune frasi di colleghi nei confronti di altri colleghi.
Se questa sessione deve continuare sulla base del confronto e
della civiltà, è bene che i capigruppo inducano i colleghi
parlamentari ad impostare l'attività del confronto sulla base di
una civile e reciproca capacità di ascolto e di comprensione.
Poco fa mi ha veramente disgustato ascoltare da parte
dell'onorevole Colianni, nei confronti di un collega che stava
parlando, l'auspicio che possa tornare ad indossare il collare.
Sono espressioni brutali, spregevoli, capaci proprio di suscitare
sdegno.
Ma siccome l'Aula ha bisogno di essere rasserenata, ha bisogno di
una capacità di comprensione, noi non abbiamo mai, nei confronti
dei colleghi, eccepito sugli orologi portati ai polsi in modo
clownesco, o sugli occhiali messi in testa in un certo modo.
Poco fa, l'onorevole Colianni, nei confronti del collega Mancuso,
mentre stava parlando, a voce alta ha proferito le parole: devi
tornare a portare il collare . Mi pare che sia talmente...
COLIANNI. Stavo scherzando.
LEONTINI. Non era uno scherzo, perché lei gridava come un
forsennato. Allora chieda scusa. Ci vuole civiltà e rispetto.
Vergogna E' da incivili
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome ho grande
rispetto dei lavori d'Aula, e chi mi conosce sa la grande amicizia
che mi lega all'amico Fabio Mancuso, chiedo scusa e basta. Non
discuto nemmeno le cose che sono state dette da chi mi ha
preceduto.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
esprimere la mia posizione in ordine al testo in esame, ma voglio
anche sottolineare la mia amarezza su un provvedimento che mette
insieme più cose pure rispetto alla conferenza stampa che ha fatto
l'assessore Armao, e non l'assessore Chinnici: continua, infatti,
ad inserire nel nostro panorama quella che, finora, è stata la
principale attività che ha saputo fare questo Palazzo, e così pure
gli altri Palazzi, cioè non solo appesantire il procedimento
amministrativo ma anche concentrare in una visione, che definisco
Palermocentrica, quella che è l'attività politica e l'attività
gestionale.
Rispetto a questa visione mi interrogo - e giro l'interrogativo in
modo particolare al Presidente della Regione e all'assessore
Chinnici - su cosa abbia, effettivamente, di particolare questo
provvedimento. E vado al dunque, assessore.
In Sicilia il territorio non soffre semplicemente per i tempi di
un procedimento amministrativo; gli imprenditori non soffrono solo
per i tempi di un procedimento amministrativo.
La questione è molto più delicata.
Oggi l'anomalia che noi scontiamo in Sicilia è quella che fu già
evidenziata tanti anni fa, forse troppi anni fa, e il primo a
capire che questa Regione rischiava di diventare un pachiderma fu
Luigi Sturzo. Oggi, la teoria di Luigi Sturzo viene ripresa anche
da David Cameron. In Inghilterra si parla di big society, cioè si
parla di decentrare e di consegnare al territorio, e ai gruppi
organizzati all'interno della società, quello che è un pezzo del
potere gestionale e quello che, soprattutto, è un pezzo dei
procedimenti che riguardano il destino del territorio e il destino
dell'economia.
Noi stiamo trattando di un provvedimento che non c'entra nulla con
tutto questo.
Io mi auguravo che, da questo punto di vista, ci fosse un
ragionamento totalmente diverso, cioè quello di demolire questo
sistema regionale pachidermico, quello di decentrare al territorio
le decisioni più importanti, quello di abolire questo sistema delle
sovrintendenze, quello di abolire questi piani paesaggistici,
quello di abolire questo sistema di piani regolatori, quello di
consentire - per fare un esempio stupido, il più banale - il
credito d'imposta, e al riguardo circa un mese fa sono state fatte
quattro conferenze stampa sui nuovi assunti.
Ma questo Parlamento sa che ancora la procedura non è partita?
Questo Parlamento sa che sono state fatte assunzioni, e ci sono
imprenditori che ancora devono fare l'invio telematico perché il
gestore Sicilia e-Servizi non è stato all'altezza di svolgere il
minimo compito?
Ma di cosa stiamo parlando? Qual è il tema che il Parlamento sta
affrontando in questo momento rispetto alle vere questioni che la
politica non vuole affrontare?
Signor Presidente della Regione, io mi rivolgo soprattutto a lei,
che ha fatto una battaglia della sussidiarietà. Lei deve ritornare
esattamente a quei princìpi che abbiamo condiviso e che abbiamo
sottoposto al voto popolare.
Io noto continuamente proposte che sono l'inverso, come quella per
la riforma delle ASI: un ulteriore sistema che accentra, che non
decentra, che non affronta realmente la radice della questione e
che sta trasformando ulteriormente questi Palazzi in una casta
chiusa in se stessa che non riesce a rendersi conto delle vere
problematiche del territorio e degli imprenditori
Allora, rispetto al provvedimento in esame - e concludo - io non
mi sento di partecipare a questo dibattito sul nulla, perché questo
è un provvedimento che è l'ennesimo fumo negli occhi ai siciliani e
alla classe imprenditoriale siciliana.
Quando il Parlamento, o meglio quando il Governo vorrà affrontare
seriamente gli elementi per semplificare lo sviluppo sul nostro
territorio, allora sarò ben lieto di accettare la sfida e
finalmente ci renderemo conto, signor Presidente e onorevoli
colleghi, se questi Palazzi vogliono finalmente abbandonare un
pezzo di quel becero potere che è stato utilizzato semplicemente
per far pagare il pizzo politico al nostro territorio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto comunico che l'onorevole
Mancuso ha proposto la questione pregiudiziale ai sensi
dell'articolo 101, primo comma, del Regolamento interno, e
contestualmente l'ha ritirata.
L'Assemblea ne prende atto.
La Presidenza, accogliendo le richieste che sono pervenute da
tutti gli schieramenti politici, fissa il termine per la
presentazione degli emendamenti a lunedì 28 febbraio 2011, a
mezzogiorno.
Ricordo che la discussione generale, secondo prassi, si svolgerà
sull'articolo 1 del disegno di legge. Pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Avverto che in questa fase dell'esame del disegno di
legge occorre la firma di quattro deputati per la presentazione
degli emendamenti stessi.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 1 marzo 2011,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 245 - «Interventi a tutela della pianta del Carrubo».
GENNUSO - LEANZA N. - CALANDUCCI - COLIANNI
N. 246 - «Iniziative volte a revocare la sospensione del
servizio di trasporto gratuito urbano ed extraurbano per
gli anziani».
CALANDUCCI - GENNUSO - CATALANO - COLIANNI - ARENA
III -Discussione dei disegni di legge
1) - «Modifica all'articolo 10 della legge regionale 6 maggio
1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni in materia di
attività all'interno dei parchi della Regione». (n. 246/A)
(Seguito)
2) - «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per lo
sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla
criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il
riordino e la semplificazione della legislazione regionale». (nn.
520-144 bis/A) (Seguito)
3) - «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
decadenza degli organi comunali e provinciali» (nn. 85-213-256-278-
296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A)
4) - «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28». (nn. 604-185/A)
La seduta è tolta alle ore 19.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli