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Resoconto d'Aula della Seduta n. 23 di martedì 30 settembre 2008
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA  EDOARDO,  segretario, dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo  altresì che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                         Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna  gli onorevoli: Bosco, Scilla e Marinese in data odierna;
  l'onorevole Beninati dal 30 settembre al 2 ottobre 2008.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per ragioni  del
  suo ufficio, dal 30 settembre al 2 ottobre. 2008.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

       PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i  seguenti
  disegni di legge:

      -   Riconoscimento  della  funzione  sociale  ed  educativa
      svolta dagli oratori parrocchiali nella  Regione  (n. 210)
      presentato  dall'onorevole Limoli   in  data  19  settembre
      2008

      -    Misure  di  razionalizzazione  delle  spese   per   il
      personale  e  interventi finalizzati al  reclutamento   (n.
      211)
      presentato   dagli  onorevoli  Maira,  Dina,  Cordaro,   Lo
      Giudice,  Fagone, Ragusa, Cascio S.   in data 19  settembre
      2008

      -   Norme  per la promozione del protagonismo  giovanile  e
      della partecipazione alla vita sociale  (n. 212)
      presentato  dagli onorevoli Fagone, Dina, Ragusa   in  data
      19 settembre  2008

      -   Norme per l'elezione del sindaco e del presidente della
      provincia  regionale  e per l'attribuzione  dei  seggi  nei
      consigli    comunali   e   provinciali.    Incompatibilità,
      ineleggibilità  (n. 213)
      presentato  dall'onorevole  Fagone  in  data  19  settembre
      2008

      -   Disposizioni  regionali per  le attività  fisiche   (n.
      214)
      presentato  dall'onorevole Fagone   in  data  19  settembre
      2008

      -   Norme per l'apertura di una casa da gioco nel comune di
      Taormina  (n. 215)
      presentato  dagli  onorevoli Leanza  N.,  De  Luca,  Arena,
      Romano,   D'Antoni,  D'Agostino,  Forzese    in   data   19
      settembre  2008

      -   Istituzione  dell'Agenzia  regionale  per  l'Emergenza-
      urgenza sanitaria 118  (n. 218)
        presentato dagli onorevoli D'Antoni, Arena,  Forzese   in
      data 26  settembre  2008

      -   Iniziative  a sostegno delle attività  dei  teatri  dei
      pupi e dei pupari siciliani  (n. 219)
      presentato   dagli  onorevoli  Caputo,  Arico',   Buzzanza,
      Currenti,  Falcone, Marrocco, Pogliese,  Scilla,  Vinciullo
      in data 26  settembre  2008

      -   Disposizioni  per  favorire  lo  sviluppo  del  settore
      industriale   in  Sicilia  in  attuazione   del   Programma
      Operativo  Fondo Europeo di Sviluppo Regionale  (P.O.  FESR
      2007/2013)  (n. 220)
      di  iniziativa governativa presentato dal presidente  della
      Regione  (Lombardo)  su  proposta dell'assessore  regionale
      per l'industria (Gianni) in data 26 settembre 2008

      -   Norme  in  materia di segretari comunali e  provinciali
      della    Regione;    istituzione    dell'Albo    regionale;
      istituzione,     regolamentazione,     organizzazione     e
      funzionamento  dell'Agenzia  autonoma  regionale   per   la
      gestione  dell'Albo dei segretari comunali  e  provinciali;
      istituzione   della   Scuola   superiore   della   pubblica
      amministrazione locale siciliana  (n. 221)
     presentato   dagli   onorevoli  Caputo,  Arico',   Buzzanza,
     Currenti,  Falcone,  Marrocco,  Pogliese,  Scilla,  Formica,
     Vinciullo in data 26  settembre  2008

      -   Norme  in  materia di beni civici e  di  diritto  d'uso
      civico  (n. 222)
      presentato   dagli   onorevoli   Caputo,   Arico',   Mineo,
      Buzzanza,  Currenti, Falcone, Marrocco,  Pogliese,  Scilla,
      Vinciullo in data 26  settembre  2008

      -  Testo unico in materia di protezione civile  (n. 223)
      presentato  dagli  onorevoli Ruggirello, Leanza  Nicola  in
      data 26 settembre 2008

      -     Inquadramento   personale   nel   ruolo,   anche   in
      soprannumero,  di  cui agli articoli  5  e  6  della  legge
      regionale  15 maggio 2000, n. 10, in attuazione  del  comma
      553  dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.  244
      (n. 224)
      presentato  dagli  onorevoli  Marrocco,  Pogliese,  Arico',
      Buzzanca, Caputo, Currenti, Falcone, Formica, Vinciullo  in
      data 26  settembre  2008

      -   Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio  (n.
      225)
      presentato  dagli  onorevoli Formica, Mancuso  in  data  26
      settembre  2008

      -   Nuove  norme  per le concessioni demaniali  finalizzate
      alla realizzazione della portualità in Sicilia  (n. 226)
      presentato  dagli  onorevoli Formica, Mancuso  in  data  26
      settembre  2008

      -   Riordino  delle  aziende  sanitarie  della  Regione  ed
      istituzione dell'agenzia regionale per i servizi  sanitari
      (n. 227)
      presentato  dagli  onorevoli  Caputo,  Marinese,  Correnti,
      Corona,  Adamo,  Mancuso, Leanza E.,  Cristaudo,  Leontini,
      Vinciullo,  Greco,  Limoli,  Torregrossa,  D'Asero,  Bosco,
      Scammacca, Campagna, Marrocco, Scilla in data 26  settembre
      2008

   Annunzio di presentazione e contestuale comunicazione di invio
     di disegni di legge alle competenti commissioni legislative

         PRESIDENTE.  Comunico  che i seguenti disegni  di  legge
      sono stati presentati e inviati alle competenti Commissioni
      legislative:

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14  aprile
     2006,  n.  14 e alla legge regionale 6 aprile 1996,  n.  16,
     recanti  norme  sul riordino della legislazione  in  materia
     forestale (n. 216)
     -  presentato  dall'onorevole Caputo   in data 19  settembre
     2008
     - inviato in data  22 settembre   2008
     PARERE III

     -   Provvedimenti   a   favore  dei   soggetti   danneggiati
     dall'incendio   del   18  agosto  2008   in   Palermo,   via
     Pindemonte.  Istituzione di un Fondo di  solidarietà  per  i
     soggetti danneggiati da eventi calamitosi  (n. 217)
     -  presentato  dall'onorevole Caputo in  data  22  settembre
     2008
     - inviato in data 24 settembre 2008

     -  Disposizioni in materia di lavoratori forestali  a  tempo
     determinato  (n. 228).
     -  presentato  dall'onorevole Colianni in data 26  settembre
     2008
     - inviato in data 29 settembre 2008

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       commissioni legislative

         PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                     AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -  Abrogazione  del  comma 1 dell'articolo  17  della  legge
       regionale  5  novembre  2004, n. 15.  Norme  in  materia  di
       indennità di funzione e di gettone di presenza spettanti  ai
       consiglieri di circoscrizione  (n. 63)
     di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       -  Istituzione  del  consigliere  comunale  aggiunto  per  i
       cittadini non comunitari  (n. 92)
      di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       -   Misure   per  la  diffusione  dei  dati  relativi   alla
       concessione  di  contributi e finanziamenti da  parte  della
       Regione  (n. 115)
     di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       -  Istituzione di una Commissione parlamentare di  inchiesta
       sull'efficace   e   l'efficienza  del   Servizio   sanitario
       regionale,   sulle  cause  dello  sforamento   della   spesa
       sanitaria e sugli errori in campo sanitario (n. 123)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008
       PARERE VI

       -  Modifica dell'articolo 19 della legge regionale  6  marzo
       1986,  n.  9  relativa alla definizione dei caratteri  delle
       aree metropolitane (n. 127)
     di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       -   Norme  per  il  riordino  e  la  semplificazione   della
       legislazione regionale (n. 144)
      di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       -  Interventi  a sostegno degli enti locali, di cooperative,
       associazioni  onlus e comunità di recupero,  assegnatari  di
       beni confiscati (n. 145)
     di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

       -  Norme  a  tutela delle famiglie dei lavoratori  siciliani
       caduti sul posto di lavoro (n. 147)
     di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       - Norme in materia di polizia locale (n. 180)
     di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

       Disposizioni  in  materia  di solidarietà  in  favore  delle
       vittime  della  mafia.  Modifiche alla  legge  regionale  13
       settembre 1999, n. 20 (n. 183)
       - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008
       PARERE ANTIMAFIA

       Istituzione della Commissione regionale per la promozione di
       pari  opportunità  tra uomo e donna nella Regione  siciliana
       (n. 184)
     - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

       Istituzione del servizio civile in Sicilia (n. 186)
      -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

       Norme per l'utilizzo della carta riciclata e per la raccolta
       differenziata  della carta di rifiuto negli uffici  pubblici
       regionali e negli enti locali (n. 191)
      -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       Provvedimenti    a    favore   dei   soggetti    danneggiati
       dall'incendio del 18 agosto 2008 in Palermo, via Pindemonte.
       Istituzione  di  un  Fondo  di solidarietà  per  i  soggetti
       danneggiati da eventi calamitosi (n. 207)
     -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

                    ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in  Ente
       regionale  per  le infrastrutture demaniali,  per  l'energia
       alternativa e per le aree rurali (ERIDEA)  (n. 44)
     - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008
       PARERE I

       Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in  Ente
       regionale  per  le  infrastrutture demaniali,   dell'energia
       alternativa e delle aree rurali (ESIDE)  (n. 97)
     - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008
       PARERE I

       Norme  in  favore  delle  aziende  viticole  e  vitivinicole
       colpite da gravi fitopatie  (n. 118)
      - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       Norme per l'istituzionalizzazione dei mercati contadini  (n.
       139)
      - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

       Disposizioni  in  materia  di  apertura  e  chiusura   degli
       esercizi commerciali. Modifiche agli  articoli 12 e 13 della
       legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28   (n. 185)
       - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 18 settembre 2008
       PARERE I

       Riconoscimento regionale delle organizzazioni di  produttori
       della pesca  (n. 196)
      -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

                    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       Norme sull'ittiturismo  (n. 46)
      - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008
       PARERE I

       Nuove norme in materia di sviluppo turistico.  Modifiche  ed
       integrazioni alla legge regionale 15 settembre 2005,  n.  10
       (n. 206)
      -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 24 settembre 2008

       Disposizioni  in  materia di lavoratori  forestali  a  tempo
       determinato  (n. 228)
     - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       Interventi  a favore dei borghi storici della  Sicilia   (n.
       155)
      -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008
       PARERE I

       Interventi  per  la  valorizzazione  storico-culturale   dei
       mulini  a vento e per la coltivazione tradizionale del  sale
       marino  (n. 158)
      - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 29 settembre 2008

             Comunicazione di ritiro di disegno di legge

      PRESIDENTE.   Comunico  che  in  data  19   settembre    2008
  l'onorevole  Caputo  ha  ritirato  il  disegno  di  legge   Norme
  sull'ittiturismo  (n. 195).
   L'Assemblea ne prende atto.

                    Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione  Ambiente e  Territorio'
  ha reso il seguente parere:

      Piano di propaganda 2008-2009  (n. 3/IV)
      reso in data 25 settembre   2008
      inviato in data 29 settembre 2008

      Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Fiorenza,  Marrocco,
  Maira,  Corona,  Adamo,  Caputo, Cordaro,  D'Agostino,  D'Antoni,
  Marinello, Nicotra, Picciolo, Raia, Romano, in data 17  settembre
  2008,   hanno chiesto di apporre la propria firma al  disegno  di
  legge n. 205  Misure di contrasto alla criminalità organizzata'.
   Comunico  che  gli  onorevoli Campagna  e  Scilla,  in  data  26
  settembre  2008,   hanno chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno  di  legge  n. 205  Misure di contrasto alla  criminalità
  organizzata'.
   Comunico  che  l'onorevole Lupo, in data 26 settembre  2008,  ha
  chiesto  di apporre la propria firma al disegno di legge  n.  216
   Modifiche  ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile  2006,
  n.  14 e alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, recanti norme
  sul riordino della legislazione in materia forestale .

          Comunicazione di delibera della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta la delibera  della  Giunta
  regionale  -  quarto bimestre 2008 (luglio-agosto).  Copie  della
  medesima   è   disponibile   presso   l'archivio   del   Servizio
  Commissioni.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni  con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e  le  foreste,  premesso che l'attuale campagna  mandorlicola  è
  caratterizzata  da  un  perdurante  stallo  della  domanda  della
  produzione siciliana, dovuto alla massiccia presenza sul  mercato
  europeo di mandorla californiana, di qualità inferiore e a prezzi
  che  rischiano di trascinare il nostro prodotto di qualità al  di
  sotto   dei   livelli   sostenibili   dalle   aziende   siciliane
  produttrici;

   rilevato  che, per arginare il fenomeno, in due anni  il  prezzo
  della  produzione  siciliana si è dimezzato nonostante  l'aumento
  esponenziale  del  consumo  del  prodotto  a  livello   mondiale,
  spingendo  molti produttori a considerare l'ipotesi di  estirpare
  gli  impianti,  con danni incalcolabili non solo all'economia  ma
  anche  e  soprattutto all'ambiente ed al paesaggio di vaste  aree
  della Sicilia;

   considerato  che,  nonostante  tutte  le  iniziative  intraprese
  dagli  organismi  di tutela del comparto e dalle associazioni  di
  categoria,  la  situazione continua a peggiorare  e  richiede  in
  assoluto un intervento urgente da parte delle autorità regionali;

   per sapere se non intendano adottare tutte le iniziative atte  a
  sostenere   il   settore  della  coltivazione  mandorlicola   con
  interventi mirati, come una campagna mediatica a difesa e  tutela
  del  prodotto,  incentivi a medio e lungo  termine  atti  ad  una
  migliore  razionalizzazione delle colture mandorlicole,  maggiori
  controlli sul prodotto americano circolante sul nostro territorio
  e spacciato per produzione local . (118)

   VINCIULLO - ARICO' - POGLIESE

    Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   in  data  08/08/08  è stato emanato il decreto  assessoriale  n.
  1985, contenente le direttive per la formulazione dei budget 2008
  di   tutte   le   strutture  accreditate  per  la   specialistica
  diagnostica ambulatoriale;

   il  suddetto  decreto  non è stato mai  portato  in  Commissione
  'Servizi sociali e sanitari' nonostante l'importanza che  riveste
  dal punto di vista sociale, occupazionale e del riordino generale
  di tutta la sanità in Sicilia;

   considerato che:

   la  determinazione individuale dei budget sulla base dei criteri
  di  cui  all'art. 3 determina risultati che, da un lato,  possono
  apparire  iniqui nelle fasce di confine tra una soglia e  l'altra
  e,  dall'altro, possono contrastare con la determinazione  di  un
  aggregato che, depurato dagli oneri previdenziali, non  riesce  a
  dare  la  copertura finanziaria al totale del budget  come  sopra
  determinato;

   siffatti   problemi,   rappresentati   dalle   varie   categorie
  interessate,   ove   confermati,  come  provati,   aggravano   la
  situazione   dell'offerta  sanitaria  'infra  lea',  determinando
  un'immediata  sospensione delle erogazioni  delle  prestazioni  a
  carico   del   servizio  sanitario  nazionale,   con   gravi   ed
  irreparabili  ripercussioni sulle fasce sociali meno  agiate,  in
  particolare  sui  disoccupati,  soggetti  esenti  per  patologie,
  anziani  e  di  quanti vivono di lavori precari, saltuari  e  con
  nuclei familiari numerosi;

   tenuto  conto  che  la  predetta  situazione  denunciata  si   è
  verificata  in  alcune  province in  occasione  dell'applicazione
  degli artt. 2 e 3 del decreto assessoriale n. 2594 del 22/11/2007
  di  assegnazione del budget 2007 come rideterminato a seguito del
  decreto   assessoriale  n.  549  del  14/03/2008  e  del  decreto
  assessoriale n. 912 del 21/04/2008;

   per sapere:

   cosa  intendano fare per rendere il decreto assessoriale n. 1985
  del   08/08/2008  compatibile  con  le  esigenze  sociali   degli
  assistiti (in modo particolare dei malati cronici e subacuti  che
  non  potranno più usufruire delle esenzioni per patologie) e  dei
  centri accreditati;

   se  ritengano opportuno depurare il decreto de quo per  renderlo
  immune  dai  vizi  sopra indicati, ciò nella  consapevolezza  che
  l'offerta   sanitaria  a  partire  dal  primo   settembre,   come
  dichiarato da più parti, sarà a totale carico dei cittadini,  con
  gravissime  ricadute dal punto di vista sociale ed occupazionale,
  in  quanto  numerosi centri accreditati hanno già  anticipato  la
  necessità  di  chiudere e, di conseguenza,  licenziare  tutto  il
  personale  medico  e paramedico fino ad oggi impiegato  in  detti
  centri.  Tra l'altro, non va sottovalutato che in alcune zone  il
  servizio  pubblico  è totalmente assente ed in  altre  non  è  in
  condizione  di surrogare l'offerta di prestazioni oggi  garantite
  solo ed esclusivamente dalle strutture accreditate . (119)

   VINCIULLO

    Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   circa  400  catalogatori, quasi ininterrottamente  dal  1995  ad
  oggi,  sono  stati  impegnati nell'attività di catalogazione  del
  nostro patrimonio culturale negli istituti periferici dell'intero
  territorio regionale;

   alla   categoria  è  stato  applicato  un  contratto   a   tempo
  determinato    dapprima    metalmeccanico    e    successivamente
  federculture,   e  cioè  il  contratto  privato  nella   pubblica
  amministrazione,

   rilevato che:

   con  la l.r. n. 24 del 05 12 2007 si è provveduto ad avviare  un
  processo   di   stabilizzazione  dei  lavoratori  attraverso   il
  perseguimento di 3 finalità:
   1)  regionalizzazione della categoria previa presentazione della
  pianta organica dei dipendenti regionali;
   2) ingresso nella Beni Culturali s.p.a.;
   3) proroga di un anno;

   la   spesa  derivante  dall'applicazione  della  legge  è  stata
  valutata, a decorrere dall'anno 2008, in 13.000 migliaia di  euro
  annui, comprensiva del salario accessorio;

   i  lavoratori  continuano nella loro attività di inventariazione
  e  realizzazione del catalogo unico informatizzato regionale  dei
  beni  culturali,  mentre le procedure di stabilizzazione  sancite
  nella  suddetta norma devono ancora essere messe a punto in  modo
  da chiudere definitivamente la questione;

   ritenuto che:

   la  creazione  di una unità operativa catalografica,  attraverso
  la  strutturazione delle sezioni catalografiche all'interno degli
  istituti periferici regionali, renderebbe concretamente fattibile
  la    stabilizzazione   dei   lavoratori   professionisti   della
  catalogazione  per i quali sono state impiegate cospicue  risorse
  regionali;

   la  meritoria  attività  che  riguarda  la  inventariazione,  la
  catalogazione e l'archiviazione informatizzata del nostro immenso
  patrimonio  artistico, culturale e folkloristico non  può  e  non
  deve  interrompersi così come occorre tutelare  la  straordinaria
  esperienza e il 'know how' tecnico maturato in questi anni  dagli
  operatori del settore;

   per sapere se il Governo della Regione non ritenga necessario  e
  urgente  adottare ogni strumento possibile che  ponga  fine  alla
  condizione di precarietà in cui versa la categoria dei lavoratori
  impegnati  nella  catalogazione e ne renda  dunque  effettiva  la
  stabilizzazione . (121)

   MARZIANO-PANARELLO-PICCIOLO

    All'Assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica    istruzione,   premesso   nel   2000,   con    decreto
  dell'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la pubblica
  istruzione, è stato bandito un concorso pubblico per titoli a  15
  posti  di dirigente tecnico ingegnere nel ruolo tecnico dei  beni
  culturali, pubblicato nella GURS, serie speciale concorsi,  n.  4
  del 14 aprile 2000;

   visto  che  con  d.a.  n.  7905 del  22  ottobre  2003  è  stata
  approvata  la  graduatoria provvisoria di merito (GURS,  speciale
  concorsi,  n.  15  del  24.12.2003) essendo  stato  approvata  la
  graduatoria  finale generale di merito definitiva  il  2  ottobre
  2007  ed  essendo scaduto il 10 febbraio 2008 il termine  di  120
  giorni per eventuali ricorsi al TAR avverso il provvedimento;

   rilevato  che si è proceduto alla assunzione di altre figure  di
  professionisti nei ruoli di dirigente tecnico ma  non  ancora  di
  ingegneri e architetti;

   per sapere

   le  ragioni  di  tale  ritardo  e quando  si  intenda  procedere
  all'immissione  in ruolo degli idonei sulla base della  posizione
  in  graduatoria,  vista  la  legge  regionale  19.04.2007,  n.  8
  relativa  alla  'Convalida  dei concorsi  banditi  in  attuazione
  dell'art.   4   della  l.r.  27.04.1999  n.  8   concernente   la
  rideterminazione delle dotazioni organiche del ruolo tecnico  dei
  beni culturali';

   se  ritenga  ammissibile  che,  per  arrivare  all'esito  di  un
  pubblico concorso, non siano sufficienti otto anni . (122)

   DI BENEDETTO

    Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  con decreto legislativo del 30 dicembre  1992,  n.
  502,   è  stato  istituito  all'interno  del  servizio  sanitario
  nazionale, il sistema di educazione continua in medicina (ECM);

   tenuto   conto  che  a  seguito  dell'accordo  tra  il   Governo
  nazionale e le regioni, ex art. 4 del d.lgs 281 del 1997, è stato
  previsto  che  il  sistema  ECM  si  articolasse  sia  a  livello
  nazionale  che a livello regionale, per cui a ciascuna regione  è
  stata   data  la  possibilità  di  effettuare  tale  sistema   di
  formazione;

   considerato che:

   in  ragione  del superiore accordo Governo - regioni,  anche  la
  Sicilia  ha  recepito  il  sistema  di  educazione  continua   in
  medicina,  formando  una commissione per la  verifica  del  detto
  sistema formativo;

   alla  luce della suddette normative, in data 01.08.2007, è stato
  siglato  l'accordo  Stato - regioni per  cui  il  Ministro  della
  salute, costituendo la commissione nazionale per la verifica  del
  nuovo sistema di formazione, ne ha modificato la composizione;

   preso atto che all'interno di detta commissione è prevista,  tra
  le altre figure tecniche, la presenza di un esperto odontoiatra;

   visto        che        la        commissione         regionale,
  contrariamente  a quanto attuato da quella nazionale,  nonché  in
  difformità  a tutte quelle regioni (Friuli Venezia Giulia,  ecc.)
  che   hanno   dato  vita  alla  costituzione  delle   commissioni
  regionali,  non ha previsto al suo interno, in maniera specifica,
  la figura dell'esperto odontoiatra prevedendo, invece, una (molto
  meno  pregnante e assolutamente generica) presenza del presidente
  regionale della federazione nazionale dell'ordine dei chirurghi e
  odontoiatri  disattendendo,  conseguentemente,  lo   spirito   di
  controllo  e di rappresentatività insito nel d.lgs. n.  502/1992,
  per quel che concerne la categoria degli odontoiatri;

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire al  fine  di
  consentire  la  presenza  specifica, all'interno  della  suddetta
  commissione  regionale  per l'educazione  continua  in  medicina,
  della figura dell'esperto odontoiatra . (124)

   FALCONE

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e le foreste, premesso che:

   dal    monitoraggio    effettuato   dagli    uffici    regionali
  dell'Assessorato   Agricoltura   e   foreste   emerge   in   modo
  inequivocabile il rischio della perdita del posto  di  lavoro  di
  alcuni  lavoratori dipendenti dei consorzi agrari che  non  hanno
  potuto beneficiare di alcune specifiche misure legislative, quali
  l'art. 13 della l.r. n. 36/91 e l'art. 43 della l.r. n. 30/97;

   la  più  recente normativa regionale sul trasferimento nell'area
  speciale  RESAIS  s.p.a.  del  personale  dei  consorzi   agrari,
  all'art.  1  della  l.r. 28 novembre 2002,  n.  21,  non  cita  i
  lavoratori in questione;

   in  conformità a quanto previsto dal comma 6 dell'art.  5  della
  l.  n.  410/99, il comitato per il coordinamento delle iniziative
  per  l'occupazione ha predisposto l'atto deliberativo  n.  3985-L
  del  6 aprile 2001, che indica le modalità di ricollocazione  dei
  lavoratori dipendenti dei consorzi agrari in servizio  alla  data
  del  1   gennaio  1997 che, in base ai piani di  riorganizzazione
  aziendale non rientrano nell'organico aziendale dei consorzi;

   per  alcuni consorzi agrari (consorzio agrario di Caltanissetta)
  è   stata   avviata  la  procedura  di  cessazione  dell'attività
  d'impresa, ciò comportando il licenziamento dei lavoratori di cui
  trattasi;

   la   normativa   statale   sui  consorzi   agrari   recentemente
  intervenuta  con  il decreto-legge n. 181/2006, convertito  dalla
  legge  17  luglio 2006, n. 233, appare applicabile nella  Regione
  siciliana  giusto  parere  dell'ufficio  legislativo   prof.   n.
  12758/132.07/11;

   per sapere:

   se   codesto  Assessorato  abbia  promosso  quanto  di   propria
  competenza  in  ordine  all'adozione degli  adempimenti  previsti
  dalla  citata legge n. 410 e dalla delibera del comitato  per  il
  coordinamento delle iniziative per l'occupazione;

   nei  casi  di  chiusura definitiva delle attività o  di  settori
  dell'attività, se trovi applicazione nei confronti del  personale
  dei consorzi agrari ancora in servizio presso i consorzi medesimi
  o  che  si trovi nelle condizioni previste dall'art. 5, comma  6,
  della  legge 28/10/1999, n. 410, la disciplina di cui all'art.  2
  della l.r. 28/11/2002, n. 21;

   quali  provvedimenti  intenda adottare codesto  Assessorato  per
  scongiurare  il licenziamento dei dipendenti ancora  in  servizio
  liquidando consorzi agrari . (125)

   CAPUTO

    All'Assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   dopo  otto  anni di operatività, non è stata avviata per  l'anno
  2008/09  la  prima  classe del corso serale  Sirio  dell'istituto
  tecnico  per  geometri 'V. Accardi' di Campobello di Mazara  (TP)
  presso la sede distaccata del comune di Petrosino;

   tale  sede  conta 35 iscritti per la prima classe ed  oltre  150
  alunni  in  totale  per  tutti gli anni di  corso  e  rappresenta
  l'unica  scuola superiore presente sul territorio del  comune  di
  Petrosino;

   la        soppressione       rappresenta        un         danno
  particolarmente grave anche alla luce dei soggetti  fruitori  del
  corso serale, in prevalenza studenti lavoratori che in molti casi
  non  avrebbero  la possibilità di frequentare il corso  in  altre
  sedi;

   la  soppressione  non è spiegabile alla luce  del  numero  degli
  iscritti  alla nuova classe e del numero complessivo di  studenti
  della  struttura, nonché alla luce dell'incremento degli studenti
  realizzatosi   nel  tempo,  tutti  elementi  che  dimostrano   la
  necessità del corso serale per l'area in questione;

   per  sapere  se  intenda intervenire al fine di  scongiurare  un
  grave danno per i cittadini del comune di Petrosino e delle  aree
  limitrofe  ed  in  particolare per gli  studenti  lavoratori  già
  iscritti al corso serale che altrimenti non potrebbero fruirne in
  altre sedi . (126)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   ODDO

    All'Assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   la  Colombaia, ex fortezza difensiva e prigione sita  su  di  un
  isolotto  all'ingresso  del  porto  di  Trapani,  rappresenta  un
  importante  monumento storico di rilevanza paesaggistica  che,  a
  causa dello stato di degrado ed abbandono, rischia seriamente  la
  totale distruzione;

   si  ritiene indispensabile e necessario un intervento  immediato
  di   ripristino  e  consolidamento  della  struttura,  nonché  di
  restauro al fine di rendere tale rilevante monumento fruibile per
  la collettività;

   già  il 09.07.2003, in una conferenza di servizi svoltasi presso
  la  direzione  generale  delle infrastrutture  della  navigazione
  marittima  del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  è
  stato  deciso che l'immobile perdesse la natura di bene demaniale
  e venisse ceduto al comune di Trapani;

   nelle   more  della  procedura  di  trasferimento,  la   Regione
  siciliana avrebbe chiesto il trasferimento al suo patrimonio  per
  farne sede di attività culturali;

   pur  chiedendo varie organizzazioni volte alla tutela  dei  beni
  culturali  ed ambientali siciliani un immediato intervento  anche
  attraverso  perizie d'urgenza, nulla è avvenuto ed  il  monumento
  resta nel più totale degrado ed abbandono;

   per sapere:

   se  siano  stati  intrapresi atti idonei al trasferimento  della
  Colombaia di Trapani alla Regione siciliana;

   quali iniziative intenda intraprendere al fine di assicurare  un
  immediato intervento di ripristino, consolidamento e restauro del
  predetto  monumento storico, architettonico e  paesaggistico,  al
  fine  di  renderlo fruibile ai cittadini, col preciso intento  di
  mantenere  inalterato lo splendido paesaggio che contraddistingue
  l'ingresso del porto di Trapani . (127)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   ODDO

    All'Assessore per i beni culturali, ambientali  e  la  pubblica
  istruzione, premesso che:

   presso  la sede di Marettimo dell'istituto comprensivo Mineo  di
  Favignana  è  ad  oggi disponibile una sola  insegnante  per  tre
  classi,  con  gravissimo disagio per gli alunni che,  ovviamente,
  non  saranno  in  condizioni  di svolgere  un'attività  didattica
  idonea;

   anche  presso  la sede di Levanzo sono analoghi i problemi,  con
  numerosi posti non coperti;

   il  problema della copertura delle cattedre presso le  strutture
  didattiche site nelle Isole minori si ripropone costantemente  ad
  ogni apertura di anno scolastico;

   manca un adeguato sistema di incentivi a favore dei docenti  che
  accettano di operare in queste strutture ovviamente disagiate per
  le  difficoltà  di  raggiungimento e  condizioni  non  certamente
  ottimali;

   una   tale   situazione   non  può  che  aggravare   le   spinte
  all'abbandono  delle comunità isolane da parte di  cittadini  che
  inevitabilmente finiscono con il sentirsi penalizzati;

   per sapere:

   come   intenda   intervenire,  di  concerto  con  il   Ministero
  dell'istruzione,  dell'università e della  ricerca,  al  fine  di
  consentire il corretto avvio dell'anno scolastico presso le  sedi
  di   Marettimo  e  Levanzo  dell'istituto  comprensivo  Mineo  di
  Favignana provvedendo alla copertura dei posti vacanti;

   se  intenda  avviare  una  politica di incentivi  a  favore  dei
  docenti impegnati presso le Isole minori al fine di garantire  la
  copertura  dei  posti  onde assicurare il  diritto  allo  studio,
  sancito dalla Costituzione della repubblica Italiana . (128)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   ODDO

    Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  la  sanità  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso  che,  già
  l'anno  scorso,  i  rifiuti provenienti dalla Campania  scaricati
  nella   discarica   di  contrada  Matarana,   catastalmente   nel
  territorio  di  Siciliana (AG), avevano  indotto  la  popolazione
  locale a esprimere vive preoccupazioni sui pericoli per la salute
  che ne sarebbero derivati;

   ricordato   che  tali  preoccupazioni  avevano  riguardato   gli
  abitanti  dei  comuni viciniori e in particolare  del  comune  di
  Montallegro,   essendo  quello  più  vicino  alla   discarica   e
  attraversato incessantemente da autocompattatori e container  che
  riversano liquidi per strada;

   visto  che  la discarica in contrada Matarana è nata  nei  primi
  anni novanta come discarica sub comprensoriale a servizio dei tre
  comuni  di Cattolica Eraclea, Montallegro e Siculiana ed è  stata
  progettata  per durare trent'anni, mentre adesso è  divenuta,  di
  fatto,  una  pattumiera  di  rilievo  nazionale  al  servizio  di
  numerosi  altri comuni della provincia di Agrigento  e  di  altre
  province della Regione;

   rilevato  che nella discarica sono stati effettuati  negli  anni
  numerosi  ampliamenti, con grave pregiudizio della  zona  in  cui
  insiste  e,  anche, dei territori circostanti ad  alta  vocazione
  turistica;

   rilevato,  altresì,  che da qualche anno  a  Montallegro  e  nei
  comuni  viciniori di Cattolica Eraclea, Siculiana e Realmonte  si
  registra una preoccupante escalation di patologie tumorali;

   appreso  che  da verbali redatti da vigili urbani di Montallegro
  e  di  Cattolica Eraclea in due sopralluoghi svolti nel  mese  di
  agosto   sono   state   rilevate,  fotografate   e   verbalizzate
  dispersioni  di  liquame (in violazione dell'art.  15,  comma  1,
  lett.  f e comma 3, del codice della strada) da parte di  ben  27
  tra  gli  autocompattatori  diretti alla  discarica  di  contrada
  Matarana,   rendendo  pericolosa  la  sede  stradale  e   creando
  situazioni  di  notevole  disagio per  la  produzione  di  vapori
  maleodoranti durante le ore più calde della giornata;

   rilevato  ancora che sul percorso sono presenti diversi esercizi
  commerciali,  un  ambulatorio medico e  l'area  attrezzata  Costa
  Domini,  frequentata  da  moltissime  famiglie,  anche  di  paesi
  limitrofi,  e  che  la carreggiata non è adeguata  ad  accogliere
  l'incontro  di due autocarri, creando problemi di traffico  e  di
  sicurezza non secondari;

   per sapere:

   se  sia  vero  che  sono  in  corso di autorizzazione  ulteriori
  ampliamenti  della discarica, con la realizzazione di  una  nuova
  vasca nel confinante territorio di Montallegro;

   se  sia  vero che nella discarica di Siculiana vengono  smaltiti
  gli scarti di lavorazione dell'ANIC di Gela;

   se  sia  vero  che  nel  sito è in corso  di  realizzazione  una
  discarica per l'amianto, già autorizzata dall'Assessorato per  il
  territorio e l'ambiente;

   se  non  ritengano  di dover realizzare un percorso  alternativo
  fuori  dal centro abitato per consentire il raggiungimento  della
  discarica da parte dei mezzi;

   quali  attività hanno posto in essere ARPA, polizia  provinciale
  di  Agrigento, l'AUSL 1 di Agrigento a seguito della segnalazione
  delle  presenze  di percolato inquinante lungo il tragitto  della
  s.s. 115;

   quali  attività il Governo regionale ritenga di mettere in  atto
  per  verificare la salubrità delle campagne circostanti e per  il
  risanamento ambientale dei comuni prossimi alla discarica . (129)

   DI BENEDETTO

    Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  la  sclerosi multipla è  una  malattia  grave  del
  sistema nervoso centrale, cronica e progressivamente invalidante;

   tenuto  conto  che i farmaci che possono essere  utilizzati  nel
  contrasto di questa grave patologia sono pochi e assai variabili,
  anche  a  causa delle scarse conoscenze dei meccanismi  coinvolti
  nell'origine e nell'evoluzione della summenzionata malattia;

   considerato  che  uno  dei  farmaci  maggiormente  incisivi   ed
  efficaci  nella lotta a detta patologia neurologica è sicuramente
  l'interferone  che  rappresenta  un  rimedio  molto  più   sicuro
  rispetto ad altri immuno-soppressori estremamente tossici, perché
  agisce  a livello immunitario senza sopprimere eccessivamente  le
  difese del paziente;

   considerato che:

   il   citato  farmaco  (interferone),  allo  stato  attuale,   va
  ritirato  mensilmente  e  personalmente dal  paziente  presso  la
  farmacia dell'ospedale in cui il paziente è in cura;

   preso  atto che il ritiro dell'interferone, direttamente  presso
  la  farmacia  dell'ospedale competente, costringe il  paziente  a
  dover  effettuare, dal proprio domicilio, estenuanti spostamenti,
  sino  a  duecento chilometri di distanza, con tutti i disagi  che
  ciò comporta per i malati, il cui fisico, già abbastanza provato,
  viene ulteriormente messo a dura prova;

   visto  che  la  distribuzione diretta  nei  centri  di  sclerosi
  multipla  implica  un impegno quotidiano di tutti  gli  operatori
  sanitari  (medici ed infermieri), i quali vengono così  di  fatto
  distratti  da altri importanti compiti e mansioni cui  potrebbero
  essere utilmente adibiti;

   preso  atto  che  si può organizzare, in collaborazione  con  le
  aziende  ospedaliere di appartenenza, con i  centri  di  sclerosi
  multipla,  nonché  con  le farmacie ospedaliere,  la  consegna  a
  domicilio  del farmaco salva-vita o, comunque, presso  il  locale
  ambulatorio  del distretto sanitario dell'azienda di  competenza,
  inserendo  i  pazienti  in  una banca  dati  che,  con  l'attuale
  procedura  dei  controlli  trimestrali  e  la  necessaria  visita
  neurologica  semestrale, possa, comunque, garantire i  centri  di
  sclerosi multipla da sprechi o da somministrazioni non dovute;

   per  sapere se non ritengano opportuno intervenire, al  fine  di
  evitare  che  i  pazienti affetti dalla sclerosi  multipla  siano
  costretti   a   gravi  disagi,  consentendo,   invece,   che   la
  somministrazione del farmaco salva-vita interferone sia attuata a
  domicilio  o  presso  i locali ambulatori dei distretti  sanitari
  delle  aziende  di  competenza,  facendo  naturalmente  salve  le
  necessarie    verifiche    in   simmetria    alle    prescrizioni
  terapeutiche . (132)

   FALCONE

    Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'industria,
  premesso che:

   la   procedura  di  dismissione  della  quota  societaria,    di
  proprietà  della  Regione,  dell'Italkali  sembra  bloccata   per
  ragioni che non è dato sapere;

   nella  XIV  legislatura  le Commissioni  legislative  permanenti
  dell'Assemblea regionale siciliana 'Bilancio e programmazione'  e
  'Attività Produttive' hanno avuto modo di udire la parte  privata
  dell'Italkali  relativamente al piano industriale sull'estrazione
  della  kainite  nella  miniera  di  Realmonte,  in  provincia  di
  Agrigento;

   tale   piano  industriale  prevede  circa  300  nuovi   addetti,
  direttamente impegnati nell'estrazione della kainite;

   visto che:

   l'impianto  sperimentale  per  la  coltivazione  della  kainite,
  concretizzato  in  collaborazione  col  CNR  a  seguito   di   un
  intervento  finanziario di circa 2 milioni e  700  mila  euro  da
  parte  del Ministero per le attività produttive (novembre  2002),
  ha dato esito positivo;

   il   progetto  di  sviluppo  era  stato  indicato,   oltre   che
  dall'Italkali, anche da un decreto dell'Assessore regionale  pro-
  tempore,  datato 18 maggio 2001, ma che da allora nulla  è  stato
  concretamente fatto e che sette anni sono trascorsi senza che  si
  procedesse  alla  dismissione e vendita del  pacchetto  azionario
  regionale ad acquirente che intenda partecipare allo sviluppo del
  progetto kainite;

   premesso, altresì, che nell'anno 2007, per diverse settimane,  è
  stata  sospesa l'estrazione del sale, per mancanza  di  neve  nel
  centro  e  nel  nord Italia, determinandosi uno  stato  di  crisi
  occupazionale  per i lavoratori dell'Italkali  così  come  per  i
  dipendenti delle cooperative;

   considerato  che  la  provincia  di  Agrigento,  più  di   altri
  territori siciliani, vive una crisi occupazionale drammatica  con
  migliaia di giovani che silenziosamente emigrano mentre  in  loco
  cresce la povertà;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario e urgente definire l'atteggiamento
  della  Regione  in  merito  alla dismissione  del  suo  pacchetto
  azionario,  per consentire a una società interamente privatizzata
  di sviluppare il progetto di valorizzazione della kainite;

   se, in alternativa, ritenga necessario e urgente
   attivare  la  Regione  nella  qualità  di  socio  azionista  per
  avviare  subito il passaggio dalla fase sperimentale a quella  di
  progetto e industriale della produzione di kainite. (139)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   PANEPINTO

    Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   nell'ultimo   biennio,   infatti,  si   è   assistito   ad   una
  proliferazione  di  assunzioni, di  ogni  livello  e  grado,  del
  personale  AST,  a cui non corrisponde un numero  equivalente  di
  posti  messi a concorso o di iniziative ad evidenza pubblica  con
  cui  l'azienda  abbia manifestato la necessità di assumere  nuove
  figure professionali, anche se previste nel piano industriale;

   nella   convinzione  della  necessità  di  tutelare  i   diritti
  acquisiti  dai  lavoratori, si auspica, per la correttezza  delle
  procedure fin qui adottate, che l'Azienda siciliana trasporti non
  abbia   'esagerato'  nell'utilizzare  l'apporto  operativo  delle
  agenzie interinali;

   è  accaduto spesso, così come si apprende dalla stampa,  che  le
  agenzie interinali, con procedure poco chiare, abbiano consentito
  a  parecchi  lavoratori  di superare gli  ostacoli  dei  concorsi
  pubblici  creando  i  presupposti per la loro stabilizzazione  da
  parte delle aziende che li hanno utilizzati;

   in  un  momento  così delicato di precarietà e  di  grave  crisi
  sociale,  pertanto,  si spera che l'Azienda  siciliana  trasporti
  abbia  agito seguendo regole chiare con correttezza nei confronti
  di  tutti i cittadini, senza esclusione alcuna. Sarebbe,  infatti
  spiacevole  che,  anche  nel  caso dell'AST,  dovessero  emergere
  parentele con famosi politici;

   per sapere:

   con  riferimento  all'organizzazione del  personale  attualmente
  sotto  contratto con l'Azienda siciliana trasporti,  quali  siano
  stati  i  criteri  adottati dall'Azienda per il reclutamento  dei
  lavoratori assunti negli ultimi anni.

   nel  qual  caso  in  specie  inoltre,  in  che  modo  sia  stata
  individuata l'agenzia interinale e in che modo la stessa  si  sia
  confrontata  con  la  dirigenza dell'azienda in  occasione  delle
  predette assunzioni . (140)

   FORZESE - CARONIA

    All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che

   nel  panorama imprenditoriale siciliano si distingue una società
  di  recupero  crediti stragiudiziale denominata FIRE s.p.a.,  con
  fatturato  attorno ai 20 milioni di euro (2007) e un indotto  che
  dà occupazione a circa 900 persone, che versa imposte IRES pari a
  1.740.847,00  e IRAP pari a 657.544,00, che ha versato  nel  2007
  per  i  dipendenti i contributi INPS, INAIL, QUAS per complessivi
  1.255.000,00;

   detta  società,  per disciplinare i rapporti col  personale,  ha
  utilizzato lo strumento previsto dal d.lgs. n. 276 del 2003 (c.d.
  legge   Biagi)  del  contratto  di  collaborazione  a   progetto,
  considerato  applicabile al settore dopo i  pareri  espressi,  su
  sollecitazione dell'associazione di categoria di parte  datoriale
  (UNIREC),  dal Ministero dell'interno col supporto del  Ministero
  del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

   nel  2005,  la  FIRE s.p.a. si è rivolta a un noto giuslavorista
  al  fine  di  formulare nel modo migliore i propri  contratti  di
  collaborazione  a  progetto, adeguando gli stessi  all'evoluzione
  normativa  a  seguito della emanazione della circolare  n.17  del
  2006;

   nell'impegno  di  essere  pienamente  conformi  alla   normativa
  prevista  dalla legge Biagi, la FIRE ha stipulato una convenzione
  con  il centro studi internazionali e comparati Marco Biagi delle
  università   di  Modena  e  Reggio  Emilia,  ottenendo   numerose
  certificazioni dei rapporti di lavoro intercorrenti con i  propri
  operatori di phone collection;

   osservato, tuttavia, che:

   ripetute  visite ispettive sono state fatte presso  la  FIRE  da
  parte  dell'ispettorato  al lavoro di  Messina  e  dell'INPS  per
  verificare la corrispondenza dei contratti alla riforma Biagi  o,
  piuttosto,  se  fossero  riconducibili  a  rapporti   di   lavoro
  subordinato;

   a  seguito  di tali ripetute visite l'attività di certificazione
  è   stata   interrotta  ma,  ciò  nonostante,  il  prof.  Michele
  Tiraboschi,  presidente della commissione di  certificazione,  ha
  confermato che i contratti a progetto della FIRE avevano tutti  i
  requisiti formali e sostanziali per essere certificati;

   rilevato che:

   nonostante  il continuo impegno a conformarsi alla normativa  da
  parte   della  FIRE,  nel  mese  di  luglio  è  stato  notificato
  all'azienda un verbale con cui è stata comminata una sanzione  di
  1.708.477,00  perché tutti i contratti a progetto  stipulati  dal
  2004  al  2008, compresi quelli certificati, sarebbero in  realtà
  contratti di lavoro subordinato;

   successivamente,  nel  mese  di agosto,  un  altro  verbale  con
  sanzioni  pari  a  330 mila è stato notificato dall'INPS  con  le
  stesse motivazioni;

   avverso  tali notifiche è stato presentato ricorso  al  comitato
  regionale  per i rapporti di lavoro istituito presso la direzione
  regionale del lavoro;

   visto che:

   altre  società  di  recupero crediti  siciliane  hanno  ricevuto
  verbali  del  medesimo tenore e che, quindi,  tale  questione  ha
  assunto dimensione più generale, fino a investire il Ministro del
  lavoro,  della  salute  e delle politiche  sociali  che,  in  una
  recente  audizione  in Parlamento, ha rilevato  incoerenze  nella
  normativa  in  tema  di  collaborazioni  a  progetto  ed   errate
  interpretazioni  della stessa effettuate spesso dagli  organi  di
  vigilanza;

   conseguentemente, lo stesso Ministro del lavoro, della salute  e
  delle  politiche  sociali ha emanato una direttiva,  contenete  i
  nuovi  principi che da seguire per l'attività di vigilanza,  dove
  testualmente  si  legge che nelle verifiche sulle  collaborazioni
  coordinate  e continuative e sulle associazioni in partecipazione
  con  apporto  di  lavoro  (...) in qualsiasi  modalità,  anche  a
  progetto,  (...)  si  dovrà concentrare l'accertamento  ispettivo
  esclusivamente su quelli che non sianostati sottoposti al  vaglio
  delle  commissioni  di  certificazione  in  quanto  positivamente
  certificati  o  ancora  in  fase di certificazione,  fatte  salve
  evidenti e palesi incongruenze tra il contratto certificato e  le
  modalità concrete di esecuzione del rapporto di lavoro';

   considerato che:

   la  FIRE  s.p.a.  è una impresa che garantisce occupazione  alla
  nostra Regione;

   il  disagio  prodotto  delle ispezioni  di  cui  è  stata  fatta
  oggetto,  per  altro  condiviso da  altre  società  siciliane  di
  recupero crediti, può indurre a trasferire fuori dalla Sicilia la
  sede delle attività;

   per sapere:

   se non ritenga urgente predisporre:

   a)  una  circolare esplicativa per gli organi  di  vigilanza  in
  tema  di  collaborazione a progetto che operano  in  Sicilia  che
  riprenda la recente direttiva del Ministro in materia;

   b)  la  sospensione  degli accertamenti ispettivi  in  corso  in
  presenza di contratti di collaborazione a progetto certificati o,
  comunque, in fase di certificazione;

   c)    la    concentrazione    degli    accertamenti    ispettivi
  esclusivamente  sulle collaborazioni a progetto non  vagliate  da
  una  delle commissioni di certificazione di cui all'art.  76  del
  decreto legislativo n. 276 del 2003;

   d)  l'applicabilità alle collaborazioni a progetto  nel  settore
  del  recupero crediti della sola circolare n. 17 del 2006,  senza
  tenere conto della circolare n. 8 del 2008, ritenuta dallo stesso
  Ministro  incoerente  con l'impianto e le  finalità  della  legge
  Biagi;

   e)  specifiche  disposizioni per il  comitato  regionale  per  i
  rapporti  di  lavoro, istituito presso il dipartimento  regionale
  lavoro,  affinché, al fine di evitare disparità  di  trattamento,
  tenga  presente  il  rilievo attribuito alla  certificazione  dei
  contratti a progetto o, comunque, alle collaborazioni in fase  di
  certificazione . (141)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   PICCIOLO

    All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso  che  il
  Governo  regionale intende procedere all'individuazione di  circa
  20  discariche  per  rifiuti solidi urbani per  far  fronte,  nei
  prossimi tre anni, ai ritardi sopraggiunti nella costruzione  dei
  previsti termo-valorizzatori;

   appreso  che  tra  gli impianti che l'Assessorato  in  indirizzo
  intende  attivare è previsto anche l'ampliamento della  discarica
  di Motta S. Anastasia (contrada Tiritì - CT);

   considerato  che la sopra menzionata discarica ha superato  ogni
  limite  di  saturazione, avendo, nella sua  più  che  trentennale
  attività,  abbancato nelle sue viscere milioni di  tonnellate  di
  rifiuti di ogni genere e continuando tuttora ad accogliere  oltre
  1.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno;

   considerato,  altresì, che detta discarica,  ubicata  vicino  al
  centro abitato di Motta S. Anastasia e a poche centinaia di metri
  da  quello  di Misterbianco, produce esalazioni di insopportabili
  miasmi  fetidi  che, specie nel periodo estivo, ammorbano  l'aria
  dei  vicini centri urbani costituendo un'autentica minaccia  alla
  salute degli abitanti di entrambi i comuni (oltre 155 mila);

   considerato,  infine,  che  in  più  occasioni  i  cittadini  di
  Misterbianco,  maggiormente colpiti dalle  esalazioni  di  biogas
  provenienti   dalla   discarica,  hanno  invocato   la   chiusura
  definitiva e la messa in sicurezza di detto impianto;

   per  sapere se risulti vera la volontà di ampliare la  discarica
  di Motta S. Anastasia o se, invece, come è oltremodo auspicabile,
  intenda  provvedere alla chiusura definitiva  di  detto  impianto
  liberando   così  i  cittadini  di  Motta  S.  Anastasia   e   di
  Misterbianco dall'inaccettabile condanna a vivere in un  ambiente
  malsano e pericoloso per la salute . (142)

   DI GUARDO-BARBAGALLO-

   FIORENZA-RAIA

    All'Assessore  per la sanità, premesso che  la  sig.ra  Villari
  Gabriella,  residente  a  Catania,  affetta  da  tetraplegia  con
  sindrome  di Arnold Chiari e stomia intestinale confezionata  con
  tecnica  di Malone, risulta assistita in ADI dal marzo  2007  con
  piano  operativo  personalizzato, oltre a 19 ore  settimanali  di
  assistenza sociale erogate dal comune di Catania;

   considerato    che    necessità     sopravvenute, riferibili  al
  decorso  della  patologia  di  cui  risulta  affetta  la   citata
  paziente,  richiederebbero un maggiore impegno orario giornaliero
  sotto    il    profilo    dell'assistenza    infermieristica    e
  dell'assistenza sociale. In proposito, i vertici dell'AUSL  3  di
  Catania, in occasione di un incontro avuto con la paziente, hanno
  manifestato     l'inequivocabile     impegno,     nelle      more
  dell'autorizzazione e del relativo finanziamento di uno specifico
  progetto  assistenziale  ai sensi dell'art.  14  della  legge  n.
  328/2000, a soddisfare le necessità sopravvenute, consistenti, in
  concreto, in un'assistenza infermieristica giornaliera di  dodici
  ore,  in  via  provvisoria attraverso l'ADI fornita dalla  stessa
  AUSL  3  di Catania, rivedendo, di fatto, la precedente  delibera
  che prevedeva 12 ore settimanali;

   rilevato  che,  ad  oggi,  nonostante  i  vari  sopralluoghi   a
  domicilio  ad  opera delle numerose commissioni mediche  preposte
  alla  valutazione  del  caso, non vi  è  stato  alcun  incremento
  dell'assistenza prestata e quella in atto offerta si è dimostrata
  inadeguata  alla  gestione della stomia, contribuendo  a  causare
  gravi  episodi  sub  - occlusivi intestinali  alla  paziente.  Il
  responsabile  sanitario  della  ditta  incaricata   di   prestare
  l'assistenza  domiciliare integrata, più  volte  interpellato  in
  merito  a  tali  gravi  mancanze, risponde di  non  disporre  del
  personale  necessario, non sollevando, esso stesso, alcun  dubbio
  circa l'inadeguatezza del servizio prestato;

   per   sapere   quali   iniziative   urgenti   intenda   assumere
  l'Assessore   per  la  sanità  affinché,  accertando   le   reali
  responsabilità di un simile grave disservizio, si  possa  fornire
  l'assistenza    necessaria   alle    gravi    condizioni    della
  paziente .(143)

   (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

   D'AGOSTINO

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

      PRESIDENTE   Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura
  delle   interrogazioni   con  richiesta   di   risposta   scritta
  presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

    Al Presidente della Regione siciliana, premesso che:

   la   Corte   costituzionale,  con  sentenza  n.   189/2007,   ha
  dichiarato l'incostituzionalità di alcuni articoli di legge (art.
  58, primo comma, della l.r. 33/1996; art.16, secondo comma, della
  l.r.  8/2000  e  art.  127,  secondo comma,  della  l.r.  2/2002)
  riguardanti gli uffici stampa anche degli enti locali;

   detta   sentenza  sostiene  l'incostituzionalità  del  principio
  secondo  il  quale,  con legge regionale, è  stato  applicato  il
  contratto dei giornalisti a dipendenti di enti locali,  senza  la
  preventiva contrattazione sindacale;

   l'Assemblea regionale siciliana ha votato un ordine del  giorno,
  approvato  nella seduta 70 del 28 giugno 2007, con  il  quale  ha
  impegnato  il Governo della Regione, nelle more dell'avvio  della
  contrattazione  per la definizione dei profili professionali  dei
  giornalisti che operano negli uffici stampa degli enti locali, ad
  emanare  le  opportune  direttive agli enti  locali  al  fine  di
  garantire   le  retribuzioni  per  le  prestazioni   svolte   dai
  giornalisti;

   considerato che:

   l'Assessore  regionale per la famiglia, le politiche  sociali  e
  le autonomie locali, ha diramato una circolare in tal senso;

   l'Unione   regionale  province  siciliane  ha  sottoscritto   il
  contratto;

   tutte  le  province e i comuni dell'Isola si sono adeguati  alla
  circolare  dell'Assessore tranne la giunta provinciale  di  Enna,
  unico  caso  in  Sicilia che ha ritenuto di  retrocedere  le  due
  addette dell'ufficio stampa di cui una giornalista professionista
  e l'altra pubblicista;

   viene   a   determinarsi  una  disparità  di   trattamento   tra
  dipendenti  di  enti  locali  che svolgono  le  stesse  mansioni,
  all'interno della stessa Regione;

   la   deliberazione  della  giunta  provinciale  di  Enna  appare
  arbitraria;

   per sapere:

   se  non  ritenga  di ordinare un'ispezione presso  la  provincia
  regionale di Enna al fine di chiarire tutta la vicenda;

   se,  a seguito delle risultanze della ispezione, non ritenga  di
  impartire opportune direttive agli enti locali dell'Isola al fine
  di garantire una univoca applicazione della legge . (115)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   GALVAGNO

    Al Presidente della regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   nell'anno   2006,   l'Azienda  siciliana   trasporti   è   stata
  trasformata da ente giuridico pubblico in società per azioni  con
  socio  unico  la  Regione siciliana, che ha  conservato  tutti  i
  diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione;

   nell'ambito  di  tale  trasformazione  sono  state  ampliate  le
  competenze  della  società, non limitandole  alla  sola  gestione
  delle infrastrutture di trasporto e di mobilità. Nello specifico,
  con  riferimento  al  trasporto terrestre,  marittimo  ed  aereo,
  l'Azienda  siciliana  trasporti  si  potrà  occupare   anche   di
  progettazione e realizzazione di infrastrutture, di  attività  di
  studio  e  di  ricerca  e  di  tutte le  operazioni  commerciali,
  industriali  e  finanziarie che saranno  ritenute  utili  per  il
  conseguimento dello scopo sociale;

   considerato che:

   la  politica  dei  trasporti intrapresa  in  questi  anni  dalla
  Comunità   europea  si  prefigge  di  raggiungere  una   maggiore
  integrazione territoriale tra le regioni europee mediterranee con
  i  Paesi  limitrofi, elaborando una strategia  unitaria  volta  a
  migliorare il sistema dei collegamenti in genere con innumerevoli
  opportunità  per  la  Sicilia,  in  virtù  della  sua   posizione
  strategica;

   l'attuale presidente dell'Azienda siciliana trasporti,  nominato
  di  recente componente della giunta della provincia di Agrigento,
  versa in una situazione di conflitto di interessi, in ragione del
  fatto  che  entrambi  gli  enti hanno competenze  specifiche  nel
  settore  dei  trasporti. A tal riguardo si esprimere la  seguente
  considerazione  -  che  si  auspica  diventi  consuetudine  nella
  politica   -   occorre  evitare  l'assunzione  di   più   cariche
  istituzionali contemporaneamente. Ciò, infatti, oltre ad apparire
  agli  occhi  della opinione pubblica come uno smodato eccesso  di
  potere,  non  consentirebbe  ad  una  persona  normale  di  poter
  svolgere con efficacia e con la giusta determinazione le attività
  derivanti dalla sovrapposizione di più cariche. Docet la  vicenda
  delle   dimissioni  del  primo  firmatario  della   presente   da
  consigliere del comune di Catania;

   per sapere:

   se  l'Azienda  siciliana trasporti abbia  nel  proprio  organico
  personale  competente  e  qualificato in  grado  di  cogliere  le
  occasioni  che il mercato globale propone, così da fare assurgere
  l'azienda  stessa  ad un ruolo di riferimento  nel  panorama  dei
  trasporti nazionali e regionali;

   se   il   piano   industriale,  approvato  in  occasione   della
  trasformazione, sia veramente servito a configurare un'azienda di
  tipo  moderno,  con  assets societari in grado  di  occuparsi  di
  politica  dei  trasporti,  o  se  sia  semplicemente  stato   uno
  strumento  per mettere in atto con maggiore efficacia, iniziative
  clientelari ed assunzioni di ogni genere;

   se  non  sia  più efficace adottare un modello di  gestione  più
  snello,  diretto da manager di comprovata esperienza  nell'ambito
  dei  trasporti, riducendo considerevolmente i costi  di  gestione
  del  consiglio  di  amministrazione che, per  quanto  mi  è  dato
  sapere, non sarebbe composto da esperti del settore;

   se,   infine,  sia  stata  fatta  un'attenta  valutazione  delle
  competenze   acquisite  nel  corso  degli  anni   dalle   aziende
  controllate dall'AST. A tal fine le controllate potrebbero essere
  in  grado,  sia  per il loro know how, sia per  la  capacità  del
  personale  che vi lavora, di fornire alla controllante un  valido
  ed  efficace supporto per il conseguimento degli obiettivi  prima
  esposti.  Sarebbe,  infatti, deleterio per  l'AST  sperperare  un
  patrimonio  di tali competenze costruito con sagace capacità  nel
  corso degli anni . (116)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   FORZESE-LENTINI-GENNUSO

    All'Assessore per la sanità, premesso che:

   la  telepatologia è un nuovo metodo che permette  di  effettuare
  diagnosi   osservando   immagini  su  un  monitor,   anziché   al
  microscopio,   potendole   pertanto   condividere    con    altri
  specialisti, anche lontani, per eventuali consulti;

   l'attivazione di una rete di telepatologia consente pertanto  un
  notevole  miglioramento della qualità della diagnosi nel  settore
  delle  anatomie  patologiche.  Ciò si  traduce  in  un'assistenza
  qualitativamente migliore soprattutto nel settore oncologico,  in
  quanto  la possibilità di consulti in tempo reale garantisce  una
  più   accurata  e  tempestiva  diagnosi,  riduce   i   tempi   di
  ospedalizzazione  nonché il fenomeno della  migrazione  sanitaria
  con evidente risparmio economico;

   si  otterrebbe, inoltre, una comunicazione in tempo reale tra  i
  presidi  sanitari  di  tutto il territorio regionale  (vantaggio,
  quest'ultimo, di non poca importanza considerato che  attualmente
  i  servizi  di  anatomia patologica non hanno  una  distribuzione
  omogenea sul territorio regionale);

   infine,  la  telepatologia può costituire un  potente  strumento
  nel  campo  della  didattica  con la produzione  di  un  archivio
  virtuale di casi clinici consultabile da studenti e operatori del
  settore;

   valutato   che   la   realizzazione  di  una   tale   iniziativa
  comporterebbe inevitabilmente un notevole salto di qualità  della
  sanità  in  Sicilia  e  che, di contro,  perdere  tale  occasione
  determinerebbe una condizione di arretratezza inaccettabile per i
  siciliani;

   considerato che:

   al  fine  di  avviare  tale iniziativa, occorrerà  istituire  un
  apposito  organo che dovrà formulare le specifiche  tecniche  del
  sistema e le modalità della gara eventuale di acquisto;

   esiste    già   in   Sicilia   una   commissione   formata    da
  anatomopatologi, rappresentanti le diverse realtà istituzionali e
  territoriali,  facente  capo  alla SIAPEC  (società  italiana  di
  anatomia  patologica e citologia diagnostica),  che  ha  studiato
  tutte le problematiche relative alla realizzazione di una rete di
  telepatologia e ha presentato apposita relazione;

   per sapere:

   se  e quanti dei componenti della suddetta commissione siciliana
  faranno  parte  dell'organo che formulerà le specifiche  tecniche
  del  sistema  di telepatologia e/o della commissione esaminatrice
  di  gara, atteso che tale sistema è rivolto ad un settore di  cui
  loro sono profondi conoscitori e che è di notevole interesse  per
  la nostra Regione;

   se  il  capitolato di gara consentirà la partecipazione del  più
  alto  numero di aziende possibili, in modo da valutare  eventuali
  soluzioni  innovative atteso che, nel passato, in  altre  regioni
  gare   di  questo  genere  si  sono  svolte  non  tenendo   conto
  dell'evoluzione tecnologica del settore;

   come  verrebbe gestita la rete di connessione tra i vari centri,
  tenuto  conto che la stessa comporterebbe un considerevole  onere
  per  i  prossimi  anni  per  le casse  della  Regione,  valutando
  eventuali  soluzioni  che  consentano  la  connettività  gratuita
  utilizzando semplicemente internet . (117)

   LENTINI-LEANZA N.-

   FORZESE-COLIANNI -

   FEDERICO

    Al Presidente della Regione, premesso che:

   centinaia di imprenditori agricoli ed interi quartieri di  città
  come  Agrigento  e  Caltanissetta vivono il  dramma  dovuto  alla
  mancanza d'acqua;

   recentemente,  a   seguito  di   controlli  dell'esercito,  sono
  emersi inauditi casi di furti lungo la rete idrica;

   l'Autorità  per la vigilanza sui contratti pubblici  di  lavori,
  servizi   e   forniture,  nell'ultima  relazione  al   Parlamento
  nazionale,  ha  dichiarato che in Sicilia vi sono otto  dighe  in
  costruzione   da   più  di  20  anni  per  problematiche   legate
  all'adeguamento dei progetti e ai contenziosi con le imprese;

   considerato che:

   dietro  ai contenziosi e agli errori nell'esecuzione dei lavori,
  i rapporti e le inchieste di varie procure della Repubblica hanno
  accertato l'esistenza di un intreccio perverso con la criminalità
  organizzata;

   dove c'è l'acqua, o dove dovrebbe esserci, esiste la mafia o  il
  pericolo di infiltrazioni mafiose;

   atteso che:

   in  Sicilia piove con il contagocce (meno 10% negli ultimi dieci
  anni)  e  la  capacità delle dighe in esercizio è limitata  dalle
  infinite lungaggini sui collaudi e sulle norme di sicurezza;

   agli  inizi di agosto esse contenevano 330 milioni di metri cubi
  mentre oggi ne contengono 250 milioni;

   rilevato che:

   per  fare  qualche  esempio, i lavori della  diga  di  Blufi  di
  Palermo,  appartenente ancora all'EAS, i quali  ammontano  a  300
  miliardi iniziali, più altri 120 stanziati per completarla,  sono
  stati  interrotti per via dell'assenza della verifica di  impatto
  ambientale prevista dalla normativa vigente;

   la  realizzazione  della diga Pietrarossa di  Caltagirone  (CT),
  iniziata  nel lontano 1989 in assenza delle dovute autorizzazioni
  della   soprintendenza,   è  stata   interrotta   a   causa   del
  rinvenimento, durante gli scavi, di una villa di epoca romana;

   in  merito  alla  stessa diga, successivamente,  la  procura  di
  Caltagirone  ha  scoperto una truffa fra  tecnici,  funzionari  e
  l'impresa  costruttice,  architettata  per  ottenere   un   altro
  finanziamento non dovuto;

   nella  diga Cannamasca, ubicata sul torrente Tumarrano, a  circa
  30  chilometri da Agrigento, i lavori sono stati bloccati dopo la
  scoperta  dell'instabilità del terreno,  mentre  risulta  che  il
  progetto è stato modificato proprio per migliorare il sistema  di
  drenaggio;

   anche  la  diga di Piano del Campo dell'Alto Belice,  progettata
  più di 30 anni fa, vanta interessi di cosa nostra;

   rilevato ancora che:

   l'Ente  acquedotti siciliano, posto in liquidazione dal  lontano
  2004  ad opera della Regione, mentre attende di essere liquidato,
  ha aumentato i propri debiti che raggiungono quota 450 milioni di
  deficit;

   secondo  quanto riferito dal commissario liquidatore  dell'ente,
  paradossalmente il buco di bilancio è cominciato proprio  quattro
  anni fa, passando dai 380 milioni di euro agli attuali 450;

   per sapere:

   se  e  quali  provvedimenti urgenti si  intendano  adottare  per
  fronteggiare la crisi idrica della nostra Regione, tenuto  conto,
  altresì,   che  l'osservatorio  delle  acque  dell'ARRA  (Agenzia
  regionale  rifiuti  e  acque) ha comunicato  un  taglio  del  10%
  dell'erogazione dell'acqua dalle dighe per problemi  legati  alla
  siccità;

   quali  ragioni abbiano impedito di dare applicazione alla  legge
  sulla liquidazione dell'EAS;

   se  e  quali iniziative, infine, siano state assunte dal Governo
  della  Regione  al fine di vigilare sul rispetto delle  leggi  in
  materia di affidamento e di gestione dei lavori di costruzione  e
  manutenzione  delle dighe ovvero per ovviare  ad  ogni  possibile
  infiltrazione di natura illegale e malavitosa . (120)

   BARBAGALLO

    All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i  trasporti,
  premesso che:

   i  servizi di trasporto pubblico nei comuni di Geraci  Siculo  e
  Castelbuono  verso  la  città  di  Palermo  risultano  seriamente
  carenti;

   la  SAIS TRASPORTI s.p.a., unica concessionaria del servizio, ha
  inopinatamente  deciso  di sopprimere la  corsa  delle  ore  5,10
  diretta da Geraci Siculo e Castelbuono a Palermo;

   l'effetto  di  tale situazione è che i cittadini  pendolari,  in
  massima  parte  lavoratori e studenti che  devono  recarsi  nella
  città  di  Palermo,  sono  costretti  a  sopportare  disagi   non
  indifferenti,  dovendo ricorrere a percorsi  alternativi  di  più
  lunga durata;

   inoltre,  gli  automezzi utilizzati risultano  sottodimensionati
  rispetto  alle  reali  esigenze e, di  conseguenza,  sono  troppo
  spesso  sovraccarichi, comportando evidenti problemi di sicurezza
  e di igiene;

   per sapere:

   quali  provvedimenti si intendano porre in essere per assicurare
  il ripristino della corsa giornaliera Geraci Siculo - Castelbuono
  -  Palermo  delle  5,10  e garantire in generale  la  regolare  e
  puntuale osservanza delle corse programmate;

   quali  provvedimenti urgenti si intendano porre  in  essere  per
  salvaguardare la sicurezza degli utenti dei mezzi SAIS  TRASPORTI
  s.p.a.;

   quali  iniziative  intenda  comunque intraprendere  al  fine  di
  risolvere la problematica in questione . (123)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   VITRANO

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore regionale  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   in   Sicilia  gli  interventi  più  significativi  in  tema   di
  politiche  sociali  sono previsti, ancora in  gran  parte,  dalle
  leggi regionali n. 22/86 e n.21/78;

   il  legislatore  regionale siciliano, in 60 anni  di  autonomia,
  non  è  riuscito ad adottare una normativa organica  in  tema  di
  politiche sociali;

   la  stessa  legge  nazionale n. 328/2000 non è stata  pienamente
  applicata;

   considerato che:

   la l.r. n. 10/2003 deve essere ancora in buona parte attuata;

   nella  nostra  Regione,  a  motivo del  grave  disagio  sociale,
  occorre una particolare attenzione per le politiche sociali;

   è   necessario,  in  particolare,  sostenere  la  famiglia  come
  soggetto attivo delle politiche sociali;

   ritenuto che:

   il  nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2007/2013
  attribuisce grande rilievo alle politiche sociali;

   specifiche  azioni potranno essere attuate tramite l'accordo  di
  programma  quadro 'giovani protagonisti di sé e  del  territorio'
  sottoscritto dalla Regione con l'amministrazione statale nel mese
  di agosto 2008;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte a sostegno della  famiglia
  per la piena attuazione della l.r. n. 10/2003;

   quali misure siano state adottate per migliorare la qualità  dei
  servizi  sociali  e  per  rafforzare la coesione  e  l'inclusione
  sociale . (130)

   BARBAGALLO

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'agricoltura
  e  le  foreste, premesso che la legge regionale 1 settembre 1997,
  n.  33,  reca: 'Norme per la protezione, la tutela e l'incremento
  della  fauna  selvatica  e per la regolamentazione  del  prelievo
  venatorio. Disposizioni per il settore agricolo e forestale', poi
  modificata  dalla legge regionale 31 agosto 1998, n. 15  e  dalla
  legge regionale 8 maggio 2001, n. 7;

   con  il decreto n. 1269 del 21 luglio 2008 è stato approvato  il
  calendario  venatorio  per  l'anno  2008/2009,  pubblicato  nella
  Gazzetta  ufficiale della Regione siciliana n. 40 del  29  agosto
  2008;

   considerato  che  a  seguito  del  ricorso  giurisdizionale  con
  istanza  di  sospensione proposto 1'8 settembre  2008  presso  il
  Tribunale  Amministrativo regionale di Palermo  dall'Associazione
  Legambiente Comitato regionale siciliano ONLUS, il Presidente del
  T.A.R. ha accolto l'istanza e ha firmato, il 9 settembre 2008, il
  decreto   cautelare   con  il  quale  è  stata   provvisoriamente
  sospesa  l'esecuzione del sopraccitato decreto  n.  1269  del  21
  luglio 2008;

   visto  il  decreto  n.  106  del  12  settembre  2008,  a  firma
  dell'Assessore  regionale per l'agricoltura  e  le  foreste,  nel
  quale,  a  seguito  del decreto di sospensiva emesso  dal  T.A.R.
  Sicilia  -  Sezione  di  Palermo in data  9  settembre  2008,  si
  revocava il decreto n.1269 del 21 luglio 2008;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda  adottare l'Assessore  regionale  per
  l'agricoltura e le foreste al fine di reintegrare i giorni in cui
  non  è  stato  possibile  svolgere  l'attività  venatoria  o,  in
  alternativa,  la  possibilità di un  rimborso  forfettario  o  lo
  sconto per l'anno successivo;

   se  sia intenzione dell'Assessore regionale per l'agricoltura  e
  le  foreste pianificare per tempo e programmare nel miglior  modo
  possibile,  per  l'anno successivo, il calendario  venatorio  per
  evitare  disagi  ai cacciatori che annualmente  pagano  la  quota
  associativa . (131)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   CURRENTI - FALCONE - MARROCCO

    All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza   sociale,   la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:

   con  avviso pubblico n. 11 del 5 agosto 2008 sono state  emanate
  le  'Direttive  per  la  programmazione e  la  presentazione  dei
  progetti  a valere del PROF 2009' riguardante il piano  regionale
  dell'offerta  formativa 2009 con il quale si  fissavano  anche  i
  termini  per la presentazione degli stessi progetti entro  e  non
  oltre  30  giorni  dalla  pubblicazione  sulla  GURS  (alias   22
  settembre  2008)  e,  pubblicato,  successivamente,  con  decreto
  dell'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione sulla GURS n. 37 del  14
  agosto  2008  con  l'omissione  del  relativo  allegato  software
  (elenco  personale  e  formulario progetto),  necessario  per  la
  compilazione e presentazione dei progetti;

   con  comunicato  del 2 settembre 2009, sempre inerente  l'avviso
  pubblico  n.  11  del  5  agosto  2008,  si  comunicava  che  era
  disponibile sullo stesso avviso la relativa modulistica fornendo,
  altresì, ulteriori indicazioni agli enti sulle proposte formative
  da presentare;

   con  comunicato  del  9 settembre 2008, sempre  con  riferimento
  all'avviso  n. 11 del 5 agosto 2008 relativo alle 'Direttive  per
  la  programmazione e la presentazione dei progetti a  valere  del
  PROF 2009 - piano regionale dell'offerta formativa 2009' - la cui
  scadenza   per  la  presentazione  dei  progetti  rimane   sempre
  confermata  inderogabilmente per il 22  settembre  2008  -  viene
  comunicato  che  è  disponibile  la  nuova  versione  1.0.05  del
  software 'Elenco 2009' che risolve alcune anomalie segnalate  per
  evitare che le informazioni già caricate vadano perse;

   con  comunicato,  in  riferimento sempre al  PROF  2009  del  18
  settembre  2008, si dispone che l'Avviso pubblico  n.  11  del  5
  agosto 2008 relativo alle 'Direttive per la programmazione  e  la
  presentazione  dei  progetti a valere  del  PROF  2009'  -  Piano
  regionale dell'offerta formativa 2009 - pubblicato sulla GURS  n.
  37  del  14  agosto 2008, è ritirato e che il nuovo  avviso  sarà
  pubblicato nella GURS n. 3 del 26 settembre 2008;

   con  successivo  avviso  pubblico n. 12 del  17  settembre  2008
  relativo  sempre  alle  'Direttive per  la  programmazione  e  la
  presentazione  dei  progetti  a valere  del  PROF  2009  -  piano
  regionale   dell'offerta  formativa  2009',  si  danno  ulteriori
  indicazioni sia in merito al nuovo software sia anche  in  merito
  alla  interpretazione che bisogna dare agli allegati  dell'avviso
  pubblico  n. 12 del 17 settembre 2008, evidenziando che  tutti  i
  richiami al POR Sicilia 20002006 devono considerarsi riferiti  al
  PO FSE 2007-2013;

   nello  stesso avviso pubblico n. 12 del 17 settembre 2008, viene
  inserito  nuovamente  in  allegato il relativo  software  (Elenco
  personale  e formulario progetto), che non si riesce a  scaricare
  dando  l'avviso  di  'ERRORE  -  Pagina  non  trovata'  invitando
  l'utente a selezionare uno dei siti consigliati (bacheca  lavoro,
  sito  internet Assessorato Lavoro, area riservata utenti RUAR)  e
  dai  quali non sarà nemmeno possibile scaricare il software utile
  alla compilazione dei progetti;

   valutato che:

   nel  ristretto periodo di un mese non si è riusciti a fare piena
  chiarezza   sulle   'Direttive  per  la   programmazione   e   la
  presentazione dei progetti a valere del PROF 2009' riguardante il
  piano regionale dell'offerta formativa 2009;

   tutti  gli  enti di formazione, oltre a dover aspettare  proprio
  nel  mese  di  agosto  la pubblicazione del bando  relativo  alla
  presentazione  dei  progetti a valere  del  PROF  2009,  si  sono
  trovati nell'impossibilità di poter dare corso alla progettazione
  in virtù di tutte le considerazioni evidenziate nelle premesse;

   allorquando  si  era  arrivati  ad una  definitiva  formulazione
  delle  direttive e del relativo software, tutti gli enti si  sono
  affrettati  per la compilazione dei progetti la cui scadenza,  si
  rammenta,  rimaneva sempre fissata al 22 settembre  2008  con  un
  impegno  ingente  sia  finanziario che di  risorse  umane,  tutto
  quanto  è  stato  ritirato rimandando il tutto ad una  successiva
  pubblicazione sulla GURS;

   considerato che:

   palesemente si è venuta a creare una confusione nei riguardi  di
  tutti gli enti di formazione in mancanza di direttive uniche  con
  l'apporto  di  numerose  modifiche  che  si  sono  intercalate  a
  distanza di pochi giorni una dall'altra;

   occorre  dare  maggiore sicurezza, offrendo  agli  utenti  tutti
  chiarezza  univoca  sulla compilazione dei progetti  al  fine  di
  evitare  errori  di  interpretazione o  di  compilazione  con  la
  ripercussione  evidente della non ammissibilità del  progetto  al
  finanziamento del PROF 2009;

   il  piano  si  caratterizza  per il contenimento  dei  costi  in
  quanto  prevede che il monte ore da finanziare non  potrà  essere
  superiore a quello dell'anno scorso;

   ancora  è  possibile effettuare l'accreditamento di  nuove  sedi
  orientative  e  formative  di organismi  operanti  nella  Regione
  siciliana  dando loro la possibilità di presentare  progetti  per
  essere  finanziati  (il numero di soggetti accreditati  è  sempre
  crescente);

   per sapere:

   se non sia il caso di dare un congruo differimento prorogando  i
  termini per la presentazione dei progetti a valere del PROF  2009
  riguardante il piano regionale dell'offerta formativa 2009;

   le  motivazioni  che  hanno  indotto l'Assessorato  del  lavoro,
  della  previdenza  sociale,  della  formazione  professionale   e
  dell'emigrazione a ritirare l'avviso pubblico n. 11 del 5  agosto
  2008  relativo  alle  'Direttive  per  la  programmazione  e   la
  presentazione  dei  progetti a valere  del  PROF  2009'  -  piano
  regionale dell'offerta formativa 2009 - pubblicato sulla GURS  n.
  37 del 14 agosto 2008;

   se  non  sia il caso, proprio per il contenimento dei costi,  di
  chiudere  l'accreditamento di nuove sedi orientative e formative,
  così come fatto nel settore della sanità;

   se  il Governo intenda fornire urgentemente chiarimenti in  Aula
  su  tutta  la  problematica relativa alla situazione del  settore
  della formazione in Sicilia . (133)

   FORZESE-ARENA

    All'assessore per la sanità, premesso che:

   la  media  nazionale dei posti letto per acuti è del  3,5x1.000.
  In provincia di Ragusa, che conta circa 300 mila abitanti, dunque
  si  dovrebbero  avere circa 1.050 posti letto per acuti,  invece,
  attualmente il sistema sanitario pubblico dispone di un totale di
  896  posti letto per acuti. I posti letto previsti per i pazienti
  lungodegenti e/o in riabilitazione, secondo la media nazionale, è
  di  lx1.000; pertanto la provincia di Ragusa dovrebbe disporre di
  circa 300 posti letto, invece, ne dispone solta to di 156;

   considerando  che  in  Sicilia abbiamo  una  media  di  ricoveri
  superiore alle altre regioni italiane, pari a 241x1.000 a  fronte
  di  medie  del  197x1.000  per la Lombardia;  del  162x1.000  per
  l'Emilia  Romagna; del 226x1.000 per il Lazio; del 207x1.000  per
  la  Campania.  Se la media siciliana di ricoveri  è  notevolmente
  elevata ciò è dovuto al fatto che non sono stati attivati i posti
  letto per la lungodegenza e/o riabilitazione, facendo sì che tali
  pazienti  andassero  ad  occupare i posti  dei  malati  acuti  e,
  contribuendo, di conseguenza, in maniera determinante a innalzare
  la media dei ricoveri;

   per  essere  più precisi: se la media nazionale è del  3,5x1.000
  per  gli acuti e del 1x 1.000 per i pazienti lungodegenti e/o  in
  riabilitazione, in Sicilia si dovrebbero avere la somma totale di
  22.500  posti,  invece,  se ne contano 21.256.  Volendo  fare  un
  ragionamento su base regionale, la Sicilia conta un numero  posti
  letto inferiore alla media nazionale, non si giustifica dunque il
  previsto consistente taglio di posti letto;

   secondo  le  affermazione dell'Assessore  per  la  sanità  della
  Regione  siciliana, in provincia di Ragusa si dovrebbero tagliare
  190  posti letto per acuti che dovrebbero essere riconvertiti  in
  altrettanti  posti  letto  per  pazienti  lungodegenti   e/o   in
  riabilitazione;

   per sapere:

   se   non   ritenga  necessario,  tenendo  conto  degli   impegni
  sottoscritti  con  il Piano di rientro sanitario,  trovare  altre
  forme  di  risparmio che non incidano direttamente sulla  qualità
  dei servi siciliani;

   non  ritenga  urgente una rettifica dei criteri di  applicazione
  del  piano di rientro ut supra per la Regione ed, in particolare,
  per  la  provincia di Ragusa, conseguente ad una  verifica  della
  loro  equità rispetto all'applicazione che se ne sta facendo  per
  ciascuna delle province appartenenti alla Regione siciliana;

   se  non  ritenga  necessaria una descrizione più  circostanziata
  della   riconversione  dei  190  posti  per  pazienti  acuti   in
  altrettanti posti letto per lungodegenti e/o in riabilitazione e,
  considerando che esistono già 156 posti per questi ultimi, se  se
  ne  dovrebbero sommare nuovi 190 o i 156 già esistenti  sarebbero
  colmati  con  l'aggiunta  di  soli  34  nuovi  posti  letto.   In
  quest'ultimo  caso,  infatti,  accadrebbe  il  processo   inverso
  rispetto  a  quanto  sopra descritto, ossia che  i  malati  acuti
  sarebbero  costretti  ad occupare i posti  dei  lungodegenti  con
  altri    notevoli   disagi   per   l'intero   sistema   sanitario
  provinciale . (134)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   RAGUSA

    Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   l'Assemblea  regionale siciliana ha approvato il 4  agosto  2005
  la legge 'Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia';

   con  la  predetta  legge è stato, tra l'altro, recepito  l'art.5
  della  legge n.135/2001 riguardante l'introduzione dei  distretti
  turistici;

   considerato che:

   dopo  oltre  3 anni dall'approvazione, non è stata  ancora  data
  piena attuazione al nuovo modello organizzativo;

   nel mese di ottobre 2007 è stato presentato un nuovo disegno  di
  legge che introduce nuovi elementi modificativi o/e integrativi;

   ritenuto che:

   nella  predetta  legge regionale il termine distretto  turistico
  viene  utilizzato  in  modo  non corretto,  dal  punto  di  vista
  concettuale, come sinonimo di sistema turistico locale;

   il  distretto  può  essere definito come  un  raggruppamento  di
  imprese   di  piccole  e  medie  dimensioni  indipendenti   l'una
  dall'altra, tra le quali nasce e si sviluppa una cooperazione  di
  tipo spontaneo;

   ritenuto  ancora che il sistema turistico locale si  differenzia
  dal distretto turistico per due motivi principali:

   1)  necessita  di  un  ente  o  di una  società  strategicamente
  leader, sia nella fase di creazione che di lancio e gestione  del
  sistema nel suo complesso;

   2)  il carattere aperto del sistema che, sin dalle prime fasi di
  progettazione,  interagisce anche con imprese di  altri  Paesi  e
  località, secondo una rete di relazione su scala globale;

   ritenuto infine che:

   il  sistema  turistico  locale non  deve  configurarsi  come  un
  duplicato  di  strumenti già esistenti (PIT, GAL, PIR  ecc.),  ma
  deve  porsi  come un punto di riferimento per la concreta  promo-
  commercializzazione delle destinazioni sui mercati  nazionali  ed
  esteri  e  per  la  creazione di nuove  opportunità  di  sviluppo
  turistico in un'ottica più ampia di marketing territoriale;

   il  ritardo  normativo ha generato confusione tra gli  operatori
  turistici locali e una carenza di gestione territoriale da  parte
  dei  soggetti  pubblici,  allargando di fatto  il  ritardo  della
  nostra  Regione nei confronti delle destinazioni del  bacino  del
  Mediterraneo;

   per sapere quali iniziative siano state assunte o si ritenga  di
  assumere  per la riorganizzazione del sistema turistico siciliano
  alla  luce  dei  quanto  è già avvenuto  a  livello  nazionale  e
  comunitario. (135)

   BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO

    Al  Presidente della Regione e all'Assessore regionale  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   i  comuni  hanno  l'obbligo di applicare la  legge  n.  447  del
  26/10/95, finalizzata alla riduzione dell'inquinamento acustico;

   la  verifica d'impatto acustico deve essere richiesta  non  solo
  per  tutte  le  nuove attività, ma anche in caso di  voltura  del
  titolo   abilitativo,  dei  cambi  del  titolare  o  del   legale
  rappresentante, dei cambi di persona giuridica nella ditta ed  in
  seguito a lamentele od esposti per eccessiva rumorosità;

   considerato che:

   i   comuni  dovrebbero  esercitare  le  funzioni  amministrative
  relative  al controllo sull'osservanza delle disposizioni  contro
  l'inquinamento acustico;

   per tutte le attività fonte di rumore è necessario ottenere   il
  relativo  nullaosta attraverso una relazione tecnica di  impianto
  acustico ambientale;

   ritenuto che:

   per  esercitare le funzioni amministrative relative al controllo
  sull'osservanza   della  legge  n.447/95  i   comuni   dovrebbero
  verificare la presenza del nullaosta d'impianto acustico, con  la
  presa  visione  della  relazione  del  tecnico  competente  e  la
  compilazione   della   documentazione  ai   sensi   del   decreto
  legislativo n. 277/91;

   il  mancato  rispetto  delle  leggi  sopra  richiamate  dovrebbe
  essere tempestivamente comunicato all'ARPA e alla magistratura;

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte nei  confronti
  di  tutte  le amministrazioni che violano la predetta normativa .
  (136)

   BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO

    Al Presidente della Regione Sicilia, premesso che:

   la   Corte   costituzionale,  con  sentenza  n.   189/2007,   ha
  dichiarato l'incostituzionalità di alcuni articoli di legge (art.
  58, primo comma, della l.r. 33/1996; art.16, secondo comma, della
  l.r.  8/2000  e  art.  127,  secondo comma,  della  l.r.  2/2002)
  riguardanti gli uffici stampa anche degli enti locali;

   detta   sentenza  sostiene  l'incostituzionalità  del  principio
  secondo  il  quale,  con legge regionale, è  stato  applicato  il
  contratto dei giornalisti a dipendenti di enti locali,  senza  la
  preventiva contrattazione sindacale;

   l'Assemblea Regionale Siciliana ha votato un ordine del  giorno,
  approvato  nella seduta 70 del 28 giugno 2007, con  il  quale  ha
  impegnato  il Governo della Regione, nelle more dell'avvio  della
  contrattazione  per la definizione dei profili professionali  dei
  giornalisti che operano negli uffici stampa degli enti locali, ad
  emanare  le  opportune  direttive agli enti  locali  al  fine  di
  garantire   le  retribuzioni  per  le  prestazioni   svolte   dai
  giornalisti;

   considerato che:

   l'Assessore regionale della famiglia delle politiche  sociali  e
  le  autonomie  locali ha diramato una circolare in tal  senso  in
  data 16/08/2007 dove fa presente che, nelle more dell'avvio della
  trattativa  contrattuale  regionale  gli  enti  interessati  sono
  invitati    a    proseguire   nell'applicazione   del   contratto
  giornalistico,   garantendo  nel  contempo  il   versamento   dei
  contributi  all'INPGI  (Istituto  nazionale  di  previdenza   dei
  giornalisti);

   l'Unione   regionale  province  siciliane  ha  sottoscritto   il
  contratto di lavoro in data 24/10/2007, pubblicato nella GURS  in
  data 16/11/2007, con ANCI, Presidenza della Regione e Assostampa,
  dove si individuano i profili professionali dei giornalisti degli
  uffici stampa di cui all'art. 58 della l.r. n. 33/96;

   tutte  le  province e i comuni dell'Isola si sono adeguati  alla
  circolare  dell'Assessore mantenendo le posizioni  degli  addetti
  stampa contrattualizzati;

   soltanto  la giunta provinciale di Enna in data 23/07/2008,  con
  delibera  n.110,  ha  ritenuto  di  retrocedere  le  due  addette
  dell'ufficio stampa, contrattualizzate a tempo indeterminato  con
  qualifica  di  impiegate  amministrative,  prevedendo  anche   la
  restituzione  delle  somme  percepite  dalle  giornaliste   quale
  differenza  di contratto tra quello giornalistico e quello  degli
  enti  locali  a  far  data dall'applicazione del  contratto  alle
  stesse,  così sopprimendo n. 2 posti in pianta organica  di  capo
  redattore;

   nell'annullamento  del  contratto  vengono  soppressi  anche   i
  versamenti  all'Istituto di previdenza dei  giornalisti  INPGI  e
  alla cassa di assistenza sanitaria CASAGIT;

   in   data  12/09/2008  l'Unione  delle  Province  siciliane   ha
  convocato  d'urgenza  i  9  segretari  generali  dell'Isola   per
  ribadire la validità del contratto;

   viene   a   determinarsi  una  disparità  di   trattamento   tra
  dipendenti  di  enti  locali  che svolgono  le  stesse  mansioni,
  all'interno della stessa Regione;

   la   deliberazione  della  giunta  provinciale  di  Enna  appare
  arbitraria e priva di fondamenti giuridici.

   per sapere:

   se  non  ritenga  di ordinare un'ispezione presso  la  provincia
  regionale  di  Enna al fine di chiarire tutta  la  vicenda  e  di
  verificare    eventuali   abusi   da   parte   dei   responsabili
  amministrativi,  relativamente alla deliberazione  sopra  citata,
  non essendo state, peraltro, sentite le organizzazioni sindacali;

   se,  a seguito delle risultanze della ispezione, non ritenga  di
  impartire opportune direttive agli enti locali dell'Isola al fine
  di garantire una univoca applicazione della legge . (137)

   (L'interrogante chiede urgente risposta scritta con urgenza)

   BARBAGALLO

    Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'art. 25 della legge regionale del 6 febbraio 2008, n.  1,  in
  materia  di  recupero degli edifici situati nei  centri  storici
  stabilisce  che  l'Assessore regionale per i lavori  pubblici  è
  autorizzato  a  stipulare con gli istituti di  credito  apposite
  convenzioni  finalizzate alla concessione di  mutui  ventennali,
  contratti  dai  proprietari di unità immobiliari  da  adibire  a
  residenza  principale o secondaria del richiedente, ubicati  nei
  centri  storici e nelle zone omogenee classificate A  nei  piani
  regolatori  generali dei comuni della Sicilia, finalizzati  alla
  realizzazione di interventi di recupero del patrimonio  edilizio
  esistente;

   la  suddetta  norma ha stabilito inoltre che si pone  a  carico
  del  bilancio  regionale il costo totale dei relativi  interessi
  ovvero   per  la  rinegoziazione  o  nuova  stipula  dei   mutui
  contratti, entro i termini di validità delle graduatorie di  cui
  all'articolo 137 della legge regionale 1 settembre 1993, n.  25,
  dai  soggetti utilmente ivi inseriti che non hanno  ottenuto  il
  beneficio alla data di scadenza della graduatoria stessa;

   rilevato che:

   l'applicazione  della norma in oggetto era  possibile  solo  se
  veniva  emanato il decreto che stabiliva i criteri e le modalità
  di  accesso  ai  benefici, così come sancito  dal  comma  2  del
  medesimo  articolo 25 della legge regionale n. 1 del  2008,  che
  imponeva il termine di 90 giorni dall'approvazione della legge;

   ad  oggi,  a  distanza  di 8 mesi, non  risulta  emanato  alcun
  decreto  e  tale  vuoto normativo ha impedito  il  prodursi  dei
  benefici per cui era stata pensata la norma;

   ritenuto che porre fine a tale inadempienza determinerebbe,  in
  concreto,  molteplici effetti positivi, tra  cui  l'apertura  di
  numerosi  cantieri  edili  con  un  risvolto  occupazionale,  la
  possibilità dell'acquisto della casa per giovani coppie,  nonché
  un   azione  di  risanamento  dei  centri  storici  e  una  loro
  rivitalizzazione da cui trarre benefici anche ai fini turistici;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano impedito l'emanazione del  decreto  che
  stabiliva  criteri e modalità di accesso ai benefici  così  come
  stabilito dall'articolo 25 della legge regionale n. 1 del 2008 e
  se non ritenga tale inadempienza un fatto grave;
   se  non ritenga necessario e urgente provvedere alla emanazione
  del  succitato  decreto e a tal fine, così  come  stabilito  dal
  comma  2  dell'articolo 25 della legge regionale n. 1 del  2008,
  farsi   carico  della  convocazione  della  quarta   commissione
  legislativa  dell'ARS 'Ambiente e territorio' per l'acquisizione
  del dovuto parere. (138)

   DI BENEDETTO

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé  annunziate   saranno
  inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

    Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali  ed  ambientali e per la pubblica istruzione,  premesso
  che:

   la  l.r.  5 dicembre 2007, n. 24, ha previsto la stabilizzazione
  a  domanda  del  personale che presta servizio con  contratto  di
  diritto privato a tempo determinato per la catalogazione dei beni
  culturali della Regione;

   la  stabilizzazione del personale in argomento è  ormai  urgente
  atteso  che  l'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   ed
  ambientali  e per la pubblica istruzione ha previsto  la  proroga
  dei contratti predetti al 31 ottobre 2008;

   la  scadenza  di  tale  termine senza che  si  sia  conclusa  la
  procedura  per  la  stabilizzazione  comporterà  la  perdita  dei
  diritti acquisiti dai lavoratori;

   la  legge  regionale  5 dicembre 2007, n.  24,  ha  definito  di
  interesse  strategico l'attività di catalogazione al  fine  della
  realizzazione   del  catalogo  unico  informatizzato   dei   beni
  culturali ed ambientali;

   per conoscere:

   se  non ritenga di definire con estrema urgenza la procedura  di
  cui  alla l.r. n. 24 del 2007 al fine di non ledere i diritti che
  la norma citata attribuisce ai catalogatori in argomento;

   se  sia  sufficientemente chiaro al Governo  il  rischio  per  i
  lavoratori  predetti di essere privati di un  diritto  attribuito
  dalla  legge, atteso che la proroga concessa scade il 31  ottobre
  2008  e  che, in ogni caso, nessuna ulteriore proroga può  essere
  concessa oltre il 31 dicembre 2008 . (19)

   (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   GUCCIARDI - LUPO

    Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura  e
  le  foreste,  all'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione, premesso che:

   nel  territorio  del  comune  di Ramacca  (CT)  è  in  corso  di
  realizzazione,  fin  dal  lontano 1989,  la  diga  Pietrarossa  ,
  facente parte del sistema irriguo Dittaino-Ogliastra Pietrarossa,
  quale  opera  strategica di accumulazione e  distribuzione  delle
  risorse idriche in Sicilia;

   nel   1997,   nel  corso  dei  lavori  del  costruendo   invaso,
  l'Assessorato regionale Beni culturali ed ambientali  e  pubblica
  istruzione  ha  apposto un vincolo per la  scoperta  di  un  sito
  archeologico e, conseguentemente, la soprintendenza  di  Enna  ha
  sospeso i lavori progettuali già eseguiti per il 95 per cento del
  totale, pari ad una spesa stimata in circa 75 milioni di euro;

   i  successivi  aspetti  giudiziari scaturiti  da  questi  ultimi
  fatti  si  sono definitivamente chiariti sia con la sentenza  del
  giudice   dell'udienza  preliminare  presso   il   tribunale   di
  Caltagirone  emessa in data 22 febbraio 2002, che ha disposto  il
  'non  luogo  a  procedere' nei confronti di  tutti  gli  imputati
  (confermata  con sentenza della corte di appello  di  Catania  in
  data  20  gennaio  2004, irrevocabile), sia con la  sentenza  del
  tribunale  di  Enna  emessa  in data 22  febbraio  2002,  che  ha
  disposto  l'assoluzione  di tutti gli  imputati  (confermata  con
  sentenza  della  corte  di appello di Caltanissetta  in  data  20
  aprile  2004,  irrevocabile),  per effetto  delle  quali  l'opera
  denominata    invaso   di   Pietrarossa,   unitamente    all'area
  archeologica,  è  stata  dissequestrata e restituita  al  demanio
  della Regione siciliana;

   nelle  more  del completamento della diga, l'impresa  esecutrice
  dei  lavori (Imprepan-Impregilo Partecipazioni s.p.a.) ha  citato
  avanti il tribunale civile di Catania il consorzio di bonifica di
  Caltagirone per richiedere la risoluzione del relativo  contratto
  ed oneri risarcitori per complessivi 9.680.587,73;

   l'opera,   ancora   in   corso  di  realizzazione,   una   volta
  completata, convoglierà le acque in un grande serbatoio idrico di
  40   milioni  di  metri  cubi  assolutamente  indispensabile  per
  l'approvvigionamento    irriguo    dell'agricoltura     (comparti
  agrumicoli, cerealicoli e zootecnici) delle province di  Catania,
  Siracusa, Enna e Caltanissetta, il cui concreto rischio, in  caso
  contrario,  è quello di vedersi compromesso non solo lo  sviluppo
  economico,  conseguente anche al fenomeno della  desertificazione
  ma,   soprattutto,   il   mantenimento   dell'esistente   livello
  produttivo  e  occupazionale costituito da numerosissime  aziende
  agricole;

   purtroppo,  ad  oggi,  a  livello di risoluzione  degli  aspetti
  tecnico-burocratici, il Governo regionale non  ha  adottato,  per
  quanto di sua esclusiva competenza, una chiara direttiva politica
  al  fine di addivenire, in tempi certi, alla definizione di tutti
  i  consequenziali provvedimenti amministrativi  per  giungere  al
  completamento  e  alla  fruizione  da  parte  degli   agricoltori
  dell'acqua della diga Pietrarossa ;

   per conoscere:

   a)  per  quali motivi non sia stata data attuazione  alla  ferma
  volontà  politica del Governo di completare la diga Pietrarossa',
  più  volte manifestata pubblicamente dal Presidente, on. Raffaele
  Lombardo;

   b)  se non ritengano di convocare urgentemente una conferenza di
  servizi,  alla  presenza dei direttori regionali competenti,  del
  commissario delegato per l'emergenza idrica, di tutti  i  sindaci
  interessati  e  del  presidente  della  provincia  regionale   di
  Catania,  per  dare  immediato esame e  verifica  degli  ostacoli
  tecnico-amministrativi che ancora si frappongono al completamento
  dei  lavori della diga, in modo da apportare eventuali  modifiche
  progettuali  per consentire lo spostamento del sito  archeologico
  rinvenuto;

   c)   in   ogni   caso,   quali  atti   di   indirizzo   politico
  improcrastinabili intendano assumere, con la massima urgenza, per
  scongiurare  sine die la sospensione delle opere di completamento
  dell'importante  invaso  Pietrarossa  al  fine  di  non  bruciare
  definitivamente   le   ingentissime   risorse    pubbliche    già
  utilizzate . (20)

   (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

   LIMOLI

    Al  Presidente  della Regione ed all'Assessore per  la  sanità,
  premesso che, l'Assessorato regionale Sanità, con nota prot. 1980
  del  22  luglio  2008, facendo riferimento ad una sentenza  della
  corte  di  appello di Palermo (n. 159/08), che tratta  tutt'altra
  fattispecie rispetto a quella in esame ed al conseguente  incerto
  parere  in merito espresso dall'Avvocatura dello Stato  (nota  n.
  25500  del  3  giugno  2008), ha invitato  le  aziende  sanitarie
  dell'Isola a procedere 'alla revoca, in autotutela, di  eventuali
  provvedimenti che prevedono una difforme valutazione del servizio
  prestato  in regime di convenzione dai medici della medicina  dei
  servizi, in applicazione del DPCM 8 marzo 2001';

   considerato che tale orientamento, quindi, esclude che, ai  fini
  del  riconoscimento dell'indennità di esclusività  per  i  medici
  della  ex medicina dei servizi, transitati nei ruoli del servizio
  sanitario  nazionale  come dirigenti,  possa  tenersi  conto  dei
  servizi pregressi effettuati in regime di convenzione;

   rilevato   che   la   fonte  normativa  per  il   riconoscimento
  dell'anzianità  pregressa ai dirigenti medici,  già  appartenenti
  alla  medicina  dei  servizi, inquadrati nei ruoli  del  servizio
  sanitario  nazionale  con  decreto  assessorato  regionale  della
  sanità  8  marzo 2006, è il decreto legislativo  n.  254  del  28
  luglio 2000, che ha inserito il comma 2 bis dell'art. 8 del d.lgs
  n. 502 del 30 dicembre 1992;

   ritenuto che:

   in  esecuzione  di tali disposizioni normative è intervenuto  il
  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo  2001,
  che  ha  dettato  i  criteri necessari per il riconoscimento  del
  servizio pregresso prestato da tali medici;

   il   decreto   in   questione,  relativamente  alle   specifiche
  categorie di professionisti ivi individuate, al comma 1, lett. b,
  fa  riferimento,  ai  fini del riconoscimento,  all'anzianità  di
  servizio    ed    all'esperienza   professionale,    quest'ultima
  espressamente richiamata nei contratti di lavoro della  dirigenza
  e  nei  pareri  dell'ARAN  come requisito  da  possedere  per  la
  concessione di benefici legati all'indennità di esclusività;

   e'    pur   vero   che   non   può   contestarsi   in   assoluto
  l'indispensabilità che l'esperienza professionale nell'ambito del
  SSN   sia  stata  svolta  nella  qualifica  di  dirigente,   come
  esplicitato  nella  sentenza  della  corte  d'appello  richiamata
  dall'Avvocatura dello Stato, ma quest'ultima non  fa  riferimento
  ad  uno dei casi di inquadramento per i quali debba applicarsi il
  DPCM del 2001, che si colloca come norma eccezionale soltanto per
  le ipotesi ivi contemplate;

   del  resto, l'ARAN, intervenendo più volte in materia,  pur  nel
  ribadire  che  in  via  generale  il  servizio  valevole  per  la
  concessione  dell'indennità di esclusività  debba  essere  svolto
  nella  qualifica  di  dirigente, ha  chiaramente  dichiarato  che
  l'applicazione  del DPCM del 2001 è limitata tassativamente  alle
  fattispecie  ivi previste, escludendo il ricorso ad esso  in  via
  analogica,  con ciò implicitamente concordando con  il  contenuto
  della  sentenza  sopra  richiamata, la  quale  fa  riferimento  a
  medici,  non  già convenzionati con il SSN (categorie considerate
  dal DPCM), ma in servizio all'INPS;

   ciò  è stato evidenziato, oltre che in diversi pareri dell'ARAN,
  anche  nella relazione di accompagnamento al verbale di  riunione
  per  l'interpretazione autentica degli artt. 3 e  5  del  CCNL  8
  giugno 2000;

   da  ultimo,  anche la dichiarazione congiunta n.  4  di  ARAN  e
  sindacati  firmatari  della pre - intesa al  nuovo  contratto  di
  lavoro  ribadisce  il  concetto espresso più  volte  in  passato,
  recitando  testualmente  'si ritiene  pertanto  che  il  servizio
  prestato  in regime di convenzione da parte dei predetti  medici,
  per  effetto del d.lgs n. 502/1992 possa essere fatto valere  nei
  limiti e con le modalità espressamente previste dal DPCM 8.3.2001
  emanato da competente ministero della salute';

   nessuna  incertezza  interpretativa  hanno  avuto,  infatti,  le
  aziende    sanitarie   d'Italia,   comprese   quelle   siciliane,
  nell'applicare  la  norma nel senso sopra  specificato,  peraltro
  l'unico  che  garantisce  un  miglioramento  economico  per   gli
  interessati,   i  quali  non  avrebbero  alcuna   convenienza   a
  transitare  alla  dirigenza, ove si dia esecuzione  alle  recenti
  disposizioni assessoriali;

   per  conoscere  se  codesto  Assessorato  intenda  rivedere   il
  proprio  orientamento,  permettendo  alle  aziende  sanitarie  di
  continuare    a   corrispondere   l'indennità   di   esclusività,
  riconosciuta  ai  dirigenti sanitari al maturare  di  determinati
  periodi  di anzianità continuativa di servizio (cinque e quindici
  anni),  anche  ai  medici  della  ex  medicina  dei  servizi   in
  applicazione del DPCM 8 marzo 2001 . (21)

    Trascorsi  tre  giorni  dall'odierno  annunzio  senza  che   il
  Governo  abbia dichiarato di respingere le interpellanze o  abbia
  fatto   conoscere  il  giorno  in  cui  intende   trattarle,   le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'AST  Sistemi  è una società per azioni, costituita  nel  1995,
  partecipata totalmente da oggetti pubblici (tra i quali la stessa
  AST che detiene il 74 per cento del pacchetto);

   finora  ha operato con commesse molto limitate, non in grado  di
  assicurare  alcuna  prospettiva di crescita  e  non  ha  prodotto
  utili,  tanto  che il capitale sociale è stato già  abbattuto  ed
  ulteriori investimenti sarebbero destinati a perdersi;

   Considerato  che, ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge  4
  luglio  2006, n. 233, cosiddetto 'Bersani', la Regione non  potrà
  più  affidare le commesse sulle quali, in gran parte, si  fondava
  l'attività  dell'AST Sistemi e, fra queste, quella relativa  alla
  sala  operativa regionale della protezione civile, e dei  servizi
  di  ingegneria,  previsti  per  i  piani  di  protezione  civile,
  prevenzione dei rischi dipendenti da sismi;

   Ritenuto  che  i  10 componenti del consiglio di amministrazione
  percepiscono   un  compenso  mensile,  oltre  all'automobile   di
  servizio  con  autista per l'amministratore  delegato  e  per  il
  presidente;

   Ritenuto ancora che:

   i  compensi  di amministrazione incidono annualmente  per  oltre
  100 mila euro sul bilancio della società;

   non   risulta  sia  stato  elaborato  un  progetto  di  sviluppo
  sostenuto  da fondate aspettative di nuove attività  nascenti  da
  concessioni, decreti e/o contratti;

   le  partecipazioni degli enti costituenti si sono svalutate e la
  società potrebbe chiudere con ulteriori perdite economiche;

   nel  bilancio  2005 sono stati evidenziati debiti  per  oltre  4
  milioni  200  mila  euro  a  fronte  di  crediti  incerti  ed  in
  contestazione anche giudiziaria per 3 milioni 500 mila euro;

   la  società  talvolta non è in grado di assicurare la regolarità
  degli stipendi,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare tutte le procedure per lo scioglimento e  la  messa
  in  liquidazione volontaria dell'AST Sistemi s.p.a., con garanzia
  per  i  posti  di  lavoro pregressi e, in  particolare,  per  gli
  attuali  10  dipendenti,  presso  gli  azionisti  pubblici  della
  disciolta società . (36)

   BARBAGALLO - RINALDI -

   AMMATUNA - GALVAGNO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il   Presidente  della  Regione,  on.  Raffaele   Lombardo,   ha
  effettuato  una  serie di incontri con il Governo  nazionale  sul
  tema di un nuovo assetto istituzionale di tipo federalistico ;

   il  Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di  legge  da
  proporre  al  Parlamento sul federalismo fiscale,  del  quale  il
  Governo  regionale  ha  tessuto le lodi,  in  quanto  conterrebbe
  l'accoglimento delle principali proposte a tutela  dello  Statuto
  autonomistico e della sua specialità;

   Considerato che:

   l'attuale  fase  segna  un  momento  fondamentale  nella  storia
  dell'autonomia  siciliana sia per la necessità di  aggiornare  ed
  attuare  lo  Statuto, sia per la necessità di  porre  la  massima
  attenzione al dibattito in corso a livello nazionale;

   i  temi  sul  tappeto  sono essenziali  per  lo  sviluppo  della
  Sicilia,   in   particolare  per  ciò  che  riguarda   il   fondo
  perequativo, i costi del federalismo e, in generale, la complessa
  materia dei rapporti finanziari con lo Stato;

   Ritenuto   che  l'Assemblea  regionale  siciliana   è   l'organo
  deputato all'elaborazione di proposte legislative da proporre  al
  Parlamento  e al Governo nazionali circa le materie  afferenti  i
  rapporti tra lo Stato e la Regione stessa,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  riferire in Aula circa i contatti intervenuti tra il  Governo
  regionale  e quello nazionale in merito alla proposta di  riforma
  in senso federalista dello Stato . (37)

   BARBAGALLO - GALVAGNO -

   LACCOTO - RINALDI

                    LAssemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con   bandi   pubblicati  nell'aprile  del  2000,  l'Assessorato
  regionale  Beni  culturali, ambientali e pubblica  istruzione  ha
  indetto  diversi concorsi per la copertura di posti di 'dirigente
  tecnico  VIII  livello  retributivo di cui  alla  tabella  A  del
  D.P.R.S. n. 11/95';

   all'atto  dell'assunzione in servizio dei vincitori,  a  partire
  dal   marzo   2005,  questi  ultimi  si  sono  visti   attribuire
  l'inquadramento nella categoria 'D', precisamente nel livello  di
  base   'Dl',   e   non  già  nella  terza  fascia   dirigenziale,
  corrispondente  alla qualifica stabilita nel  bando  di  concorso
  (dirigente tecnico VIII livello retributivo);

   gli   inquadramenti  nel  livello  base  della  cat.  'D'  hanno
  determinato  l'insorgere di contenziosi da  parte  dei  vincitori
  assunti;

   a  partire  dall'anno 2006 sono state emesse decine di  pronunce
  giurisdizionali  con le quali sia i giudici del lavoro  di  primo
  grado dell'Isola, sia diverse corti di appello hanno riconosciuto
  il  diritto  dei ricorrenti all'inquadramento nella qualifica  di
  dirigente  tecnico  di  terza fascia, corrispondente,  nel  nuovo
  sistema di ordinamento della dirigenza sancito dalla l.r.  n.  10
  del   2000,  alla  qualifica  stabilita  nei  bando  di  concorso
  ('dirigente tecnico VIII livello retributivo');

   in  particolare, consta l'esistenza delle seguenti  sentenze  di
  primo grado: tribunale di Messina-sezione lavoro (sent. n.943 del
  23.2.2006,   sent.  n.2390  del  22.5.2006  e  sent.  n.50/2007);
  tribunale di Palermo-sezione lavoro (n. 2481 del 10.5/17.10.2006,
  e  sent,  del 4.4.2007); tribunale di Trapani-sezione lavoro  (n.
  465   del   12.5.2006  e  n.  64  dell'1.2.2007);  tribunale   di
  Caltanissetta-sezione  lavoro  (sent.  n.  490  del   28.3.2007);
  tribunale   di  Siracusa-sezione  lavoro  (sent.  n.   1004   del
  13.6.2007;  sent. n. 1430 dell'11.10.2007; sent.  dell'1.7.2008);
  nonché delle seguenti sentenze di secondo grado: corte di appello
  di  Caltanissetta,  sezione lavoro:  sentt.  n.467  e  n.468  del
  12.12.2007; corte di appello di Messina, sezione lavoro: n.26 del
  15.1-21.3.2008 e nn.41 e 42 del 15.1.- 19.3.2008;

   che,   nel   frattempo,   anche  il   Consiglio   di   giustizia
  amministrativa  per  la  Regione  siciliana  (cfr.  parere  n.644
  dell'11.12.2007)  si  è  espresso favorevolmente  alle  tesi  dei
  lavoratori,  sancendo,  in  particolare,  che  i  vincitori   dei
  concorsi  per 'dirigente tecnico-VIII livello retributivo'  hanno
  diritto    all'inquadramento nella qualifica corrispondente, 'che
  non  è  certo la categoria D di nuova istituzione (...) riservata
  all'accesso  dall'esterno del personale in  possesso  della  sola
  laurea  richiesta  (mentre per accedere  alla  vecchia  qualifica
  tecnico-dirigenziale era richiesto anche un  ulteriore  requisito
  di   professionalità  dato  dalla  conoscenza   specifica   delle
  discipline di settore) e corrispondente ad un livello retributivo
  comunque deteriore (VII) rispetto a quello prospettato nel  bando
  di concorso';

   pertanto,   'l'inquadramento  nella   nuova   categoria   D   di
  funzionari  non  può  in  ogni  caso  ritenersi  esatto  e,  come
  accennato,  è  evidentemente deteriore anche sotto l'aspetto  del
  livello retributivo (ex VII 1. 1 rispetto all'ex VIII 1.r.)';

   che  la  qualificazione dei posti messi  a  concorso  era  stata
  effettuata  con  l'emanazione  dei  bandi,  pubblicati  in  epoca
  antecedente  alla  l.r. n. 10 del 2000,  'ed  essa  non  è  stata
  modificata da alcun atto legislativo successivo';

   i   vincitori   dei  suddetti  concorsi  hanno  diritto   dunque
  all'inquadramento corrispondente alla qualifica di  ex  dirigente
  tecnico   VIII   livello  retributivo,  ossia  la  qualifica   di
  'dirigente tecnico di terza fascia';

   Considerato che:

   ben  tre  sentenze  di  corte di appello (precisamente,  le  due
  sentenze della corte di appello di Caltanissetta sopra citate, ed
  una  delle  tre  sentenze della corte di appello di  Messina,  la
  n.26/08), pur notificate all'Avvocatura distrettuale dello  Stato
  competente per territorio, non sono state impugnate dinanzi  alla
  Corte di cassazione, e sono passate in giudicato;

   che,    a    seguito    del   contenzioso    sopra    descritto,
  l'Amministrazione  regionale è stata pure  indotta  a  pagare  le
  differenze retributive ai dipendenti vittoriosi in giudizio;

   che  questa  circostanza, nonché la scelta di non impugnare  tre
  delle  cinque  sentenze  di  corte di appello  sopra  menzionate,
  specie  a  seguito del parere espresso dal CGA, si è rivelato  da
  parte dell'Amministrazione comportamento ispirato a condivisibili
  principi  di  tutela dei lavoratori, di efficienza e di  coerenza
  amministrativa;

   però,  si  è  avuta  notizia  che, da ultimo,  l'Assessorato  ha
  proceduto,  invece, alla notifica di ricorsi per  Cassazione  nei
  confronti  di due dipendenti beneficiari di altrettante  sentenze
  della  corte di appello di Messina (sentt. n.41 e n.42 del  2008,
  identiche alle altre, ed emesse, peraltro, alla stessa udienza  e
  dallo  stesso  collegio giudicante della sentenza della  medesima
  corte di appello, n.26/08, non impugnata);

   Ritenuto che:

   il  descritto comportamento da un lato, di pervicace  resistenza
  alle   pretese   dei  dipendenti,  nonostante  le   reiterate   e
  innumerevoli   pronunce   giurisdizionali   provenienti   perfino
  dall'organo  supremo della giustizia amministrativa  in  Sicilia,
  dall'altro ondeggiante fra il rispetto dei principi di  logica  e
  di  giustizia e la macroscopica violazione dei principi  medesimi
  (e,  nel  contempo,  della parità di trattamento  tra  situazioni
  eguali) non può protrarsi ulteriormente perché privo di una ratio
  politico-amministrativa coerente ed unitaria, e quindi  anche  in
  contrasto  con la normativa che, proprio in materia  di  pubblico
  impiego, impone comportamenti ispirati a principi di stabilità  e
  di uguaglianza;

   il  comportamento coerente e logico da tenere non può essere  di
  impugnare d'ora in avanti indistintamente tutte le sentenze,  sia
  perché   questa   decisione  contrasta   con   gli   orientamenti
  giurisprudenziali formatisi e ormai consolidatisi, sia  perché  a
  questo  punto esistono decisioni irreversibili a favore di taluni
  dipendenti;

   Considerato,    altresì,    il    valore    istituzionale    che
  nell'ordinamento  siciliano assume il  parere  del  Consiglio  di
  giustizia  amministrativa (cfr. art.4, comma 1, d. lgs. 654/1948:
  'Il  Consiglio è organo di consulenza giuridicoamministrativa del
  Governo  regionale'), espresso nell'ambito  del  procedimento  di
  decisione del ricorso straordinario, in quanto trattasi di parere
  vincolante,  non  avendo  la  Giunta  regionale  il   potere   di
  discostarsene  alla  stessa stregua di quanto  stabilito  per  il
  Governo dall'art.14 del DPR 1199/71;

   Considerato  infine che, comunque, la Giunta  regionale  non  ha
  assunto alcuna iniziativa avverso il parere del CGA, di guisa che
  è   ormai   giuridicamente  impossibile  che  un   singolo   ramo
  dell'Amministrazione  regionale  possa  seguire  un  orientamento
  diverso  da quello proveniente dal titolare esclusivo del  potere
  di indirizzo politico-amministrativo (arg. ex art.95 Cost.),

                  impegna il Governo della Regione

   ad  emanare  un  atto  di  indirizzo che,  in  coerenza  con  le
  osservazioni,  i  rilievi e le deduzioni  di  cui  in  narrativa,
  inviti a norma di legge le Avvocature distrettuali dello Stato  a
  non sollecitare l'impugnativa delle pronunce che man mano vengono
  emesse  dai  giudici di merito e a limitare, quindi,  l'eventuale
  reazione  alle sole ipotesi nelle quali il gravame  è  diretto  a
  fare  valere  vizi formali, procedimentali e del contraddittorio,
  estendendo  la predetta direttiva alle impugnative  già  proposte
  (con   abbandono   delle  medesime,  ove   limitate   alla   sola
  contestazione nel merito delle pretese riconosciute  dai  giudici
  di merito) . (38)

   ARDIZZONE - TERMINE -

   DI BENEDETTO - DONEGANI - CAPUTO

                   L Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   ormai   da  troppi  anni  i  lavoratori  forestali  non   vedono
  valorizzata la loro opera e la loro professionalità;

   pur  essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
  le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
  il  lavoro  particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo  e
  del Parlamento nazionali è sempre stata particolarmente scarsa;

   è   necessario  garantire  ai  lavoratori  forestali  lo  stesso
  trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  quanto necessario  affinché  i  lavoratori
  forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
  avendo  garantite le medesime condizioni dei forestali del  resto
  del Paese;

   a    prevedere    apposite   convenzioni   con   il    Ministero
  dell'ambiente,  della tutela del territorio e del  mare  affinché
  possano    essere   predisposti   programmi   finalizzati    alla
  prevenzione,   spegnimento  e  ricostituzione  della   superficie
  boschiva  ed ulteriori contatti con la protezione civile  per  il
  loro  impiego  in  caso  di  frane o per dissesto  idrogeologico,
  problemi   questi  che  interessano  particolarmente  la   nostra
  Regione . (39)

   CAPUTO - CURRENTI - ARICO'

   VINCIULLO - POGLIESE

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che sono in corso di notifica i provvedimenti  recanti
  'Disposizioni di legittimazione inerenti l'occupazione di terreni
  gravati  da  uso civico sul demanio in Castronovo di Sicilia'  ad
  oltre 400 (quattrocento) cittadini di Alia, legittimi proprietari
  di terreni in agro di detto comune;

   Considerato  che, con i citati provvedimenti, i  proprietari  di
  detti  fondi  rustici vengono ritenuti, da parte del  commissario
  degli  usi civici, occupanti abusivi degli stessi ai sensi  della
  legge  del  16  giugno  1927, n. 1766 e  successive  modifiche  e
  integrazioni,  pur  essendo in possesso di  legittimo  titolo  di
  proprietà;

   Ritenuto  che  il citato provvedimento, oltre a determinare  una
  condizione  di  grave  danno economico ai proprietari  cosiddetti
  abusivi  a  causa  dell'incertezza della natura  giuridica  della
  richiesta  da  parte del Demanio, comporta anche  la  sospensione
  delle eventuali trattative commerciali per i suddetti beni, oltre
  a  determinare obiettive difficoltà per i notai di procedere alla
  stipula dei relativi atti di compravendita;

   Considerato,  inoltre, che l'eventuale od ipotetico  ricorso  al
  tentativo    di    conciliazione    amministrativa    ai     fini
  dell'affrancazione  dei  beni rustici in  narrativa  si  appalesa
  particolarmente gravoso a causa dell'esosità del  costo  di  tali
  operazioni,   soprattutto  nei  confronti  di  quei   proprietari
  terrieri  (occupanti abusivi ) la cui consistenza in  ettari  sia
  particolarmente elevata (si pensi alla determinazione  del  costo
  di 1.500,00 circa per Ha);

   Ritenuto, infine, che:

   detto  elevato costo si presenta ancor più insostenibile a causa
  del  particolare momento di criticità del nostro attuale  mercato
  agricolo,   del   fenomeno   dell'inflazione   e   della   scarsa
  remunerazione  dei  prodotti  agricoli  in  rapporto  soprattutto
  dell'aumento delle materie prime impiegate in agricoltura;

   sul    piano    squisitamente   giuridico   la   richiesta    di
  legittimazione effettuata dal commissario per gli usi  civici  si
  appalesa  ad una prima lettura infondata, stante, a quanto  pare,
  la  presenza  di  titoli  di  possesso giuridicamente  validi  ed
  acclarati  da atti pubblici mai prima d'ora contestati da  alcuna
  autorità,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   intraprendere  ogni  tempestiva  azione   per   individuare
  soluzioni  legislative  che mettano i proprietari  delle  aziende
  citate in premessa e nelle condizioni di:

   difendere  il  proprio diritto alla proprietà  ed  al  legittimo
  godimento del bene;

   di  far  carico  al  Demanio di dimostrare la  fondatezza  della
  propria   richiesta  tramite  titoli  giuridicamente  validi   da
  notificare agli interessati;

   in  subordine di determinare criteri di affrancazione che  siano
  consoni soprattutto alle precarie condizioni economiche di  dette
  realtà aziendali . (40)

   CAPUTO-CURRENTI-ARICO'

   MARROCCO-VINCIULLO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   che  tra  il  16  ed il 22 settembre del 1866, a Palermo  e  nel
  circondario, si sviluppò la grande sommossa popolare che  sarebbe
  stata  denominata  'Rivolta  del sette  e  mezzo',  una  violenta
  dimostrazione e battaglia antisabauda, avvenuta al termine  della
  terza guerra d'indipendenza, organizzata da partigiani borbonici,
  garibaldini   delusi,   réduci   dell'esercito   meridionale    e
  repubblicani che insieme formarono una giunta comunale,

   tra  le  cause  vi erano la crescente miseria della popolazione,
  l'integralismo dei funzionari statali sabaudi, che  consideravano
  quasi  barbari  i siciliani, le pesanti misure poliziesche  ed  i
  vessatori balzelli introdotti;

   fu  la  sacrosanta reazione di quella parte sana  della  Sicilia
  che,  caduta nelle mani di una nobiltà corrotta e mafiosa,  tentò
  di riscattarsi con le proprie forze da quella dittatura feroce  e
  senza scrupoli chiamata Regno d'Italia;

   Considerato che il Governo italiano proclamò lo stato  d'assedio
  ed  adottò, nei confronti dei Siciliani, procedure repressive  di
  sapore colonialista. Furono infatti effettuate rappresaglie,  tra
  le  quali  ricordiamo quella a seguito della rivolta dei  Cutrari
  che portò alla fucilazione di numerosi innocenti (una donna di 30
  anni cieca, un sacerdote, una contadina di 70 anni ed una bambina
  di  nove  anni),  persecuzioni, violenze, torture  ed  esecuzioni
  sommarie,  spesso senza alcun processo, in gran parte,  comunque,
  documentate e sopravvissute alla censura;

   Verificato  che si contarono, alla fine, a migliaia  le  vittime
  di palermitani desiderosi di libertà e di democrazia;

   Ritenuto  che  quella rivoluzione 'nazionale'  siciliana  non  è
  ricordata nelle scuole e neppure nella toponomastica cittadina ed
  è stata 'rimossa' dalla cultura ufficiale;

   Convenuto  che i siciliani sono sempre stati protagonisti  della
  vita  politica  del  Paese tant'è che anche in  quella  occasione
  vennero  considerati  veri  rivoluzionari  legati  ad  un  ideale
  politico  e  ad  una  giusta causa per costruire  una  Repubblica
  italiana libera e democratica,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  avviare iniziative tendenti a sviluppare nelle scuole  della
  Regione  lo  studio  della  storia siciliana  anche  per  rompere
  finalmente   la   congiura  del  silenzio  e  mettere   fine   al
  colonialismo culturale nei confronti della nostra Sicilia;

   a  chiedere al Comune di Palermo di inserire nella toponomastica
  cittadina  una  piazza  che  ricordi l'eccidio  del  1866  meglio
  conosciuto come 'La rivolta del sette e mezzo'. (41)

   CORONA - TORREGROSSA -

   ARDIZZONE - BOSCO - LEANZA E.-

  MARROCCO - CURRENTI - GRECO -

   D'ASERO-LEONTINI-DINA-

   BUZZANCA-LIMOLI-CAPUTO-

   ROMANO-ARENA-LENTINI-

   RUGGIRELLO-FORMICA-CAPUTO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   sabato  13 settembre 2008, dopo una siccità durata sei mesi,  si
  è abbattuto un nubifragio sulle province di Catania e di Enna che
  ha procurato enormi danni a moltissime coltivazioni di frutteti e
  di  vigneti  causando, in taluni casi, la perdita del  50%  della
  coltivazione;

   i   comuni   si  stanno  occupando  di  raccogliere  denunce   e
  segnalazioni  da  trasmettere  agli ispettorati  provinciali  per
  l'agricoltura  al fine di avere un quadro articolato  dell'entità
  dei danni;

   Considerato  che nella grandinata sono state colpite  importanti
  coltivazioni  di  prodotti  stagionali,  mettendo  così  a  serio
  rischio la raccolta annuale,

                 impegna il Presidente della Regione
                                  e
             l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad  intervenire urgentemente al fine di dichiarare lo  stato  di
  calamità naturale per il territorio della provincia di Catania ed
  Enna . (42)

                                                  POGLIESE-FORMICA-
  ARICO'- BUZZANCA-CAPUTO-
                                                      CURRENTI    -
  FALCONE-MARROCCO-VINCIULLO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   alla  luce  dell'approvazione  del  decreto-legge  16  settembre
  2008,  n. 143, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 217 del  16
  settembre  2008,  sussiste la preoccupazione  sullo  stato  degli
  uffici  giudiziari della Sicilia, ed in particolare quelli aventi
  sede  in territori costantemente impegnati nella lotta contro  la
  criminalità organizzata e reati connessi;

   il   decreto-legge  appena  entrato  in  vigore  ha   sostituito
  l'impianto normativo previsto dalla legge 4 maggio 1998, n.  133,
  in  cui si prevedeva che per sede disagiata' si intende l'ufficio
  giudiziario,  sito  in  una delle regioni  Basilicata,  Calabria,
  Sicilia e Sardegna, ove si sia verificata la mancata copertura di
  posti  messi a concorso nell'ultima pubblicazione, per  il  quale
  ricorrano almeno due dei seguenti requisiti:

   a) vacanze superiori al 15 per cento dell'organico;

   b)  elevato  numero di affari penali con particolare riguardo  a
  quelli relativi alla criminalità organizzata;

   c)  elevato numero di affari civili in rapporto alla  media  del
  distretto ed alla consistenza degli organici, introducendo  nella
  stessa norma una definizione ai sensi della quale si intenda sede
  disagiata'   l'ufficio  giudiziario  per   il   quale   ricorrono
  congiuntamente i seguenti requisiti:

   a)  mancata  copertura  del posto messo a  concorso  nell'ultima
  pubblicazione;

   b)  quota di posti vacanti superiore alla media nazionale  della
  scopertura;

   se  il Governo nazionale non dovesse provvedere a correggere gli
  indirizzi   già  intrapresi,  verrebbe  a  scemare  ulteriormente
  l'interesse   di   magistrati  e  PM  a  scegliere   sedi   quali
  Caltanissetta  e  Gela, generando ancor più  gravi  vuoti  in  un
  organico   già  penalizzato,  come  denunziato  dall'Associazione
  nazionale magistrati e dall'Avvocatura nissena;

   CONSIDERATO  che,  se  non si procederà  ad  una  correzione  di
  rotta,  si verrà a creare una situazione in aperta contraddizione
  tra i risultati estremamente positivi già ottenuti nella lotta al
  crimine  dagli uffici giudiziari siciliani e le decisioni assunte
  dal  Governo  che hanno sempre catalogato gli stessi uffici  come
  baluardi alla lotta del crimine organizzato,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   attivare  ogni  iniziativa  necessaria  presso  il  Governo
  nazionale  affinché, in sede di conversione del decreto-legge  n.
  143,   possa  essere  immediatamente  ripristinata  -  e   dunque
  scongiurata - l'ipotesi di esclusione dalla categoria delle  sedi
  disagiate'  degli uffici giudiziari siciliani ed  in  particolare
  quelli di Caltanissetta e Gela . (43)

   MAIRA - DINA - FAGONE -

   CASCIO S. - RAGUSA

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che la Regione siciliana sta concretizzando  un  piano
  di  rientro e razionalizzazione del comparto sanitario al fine di
  allinearsi  alle  direttive emanate dal Governo  nazionale  sulle
  misure  di  contenimento della spesa pubblica e  specificatamente
  della spesa sanitaria;

   Considerato  che,  nel quadro del piano di rientro,  l'Assessore
  ha  intrapreso e già emanato alcuni provvedimenti da  portare  al
  vaglio  del Ministero del lavoro, della salute e delle  politiche
  sociali al fine di ottenere il parere favorevole su detto piano;

   Tenuto  conto  che,  tra  i vari provvedimenti  di  contenimento
  della  spesa,  vi  è pure quello che prevede la razionalizzazione
  del  118  siciliano,  in  virtù del quale  si  ipotizza,  su  una
  dotazione  attuale  di 269 ambulanze, la riduzione  di  circa  50
  unità mobili di soccorso in emergenza ed urgenza, per arrivare ad
  un numero di complessive 220 ambulanze;

   Preso  atto  che la generalizzata volontà politica è  quella  di
  non determinare alcun licenziamento dal programma di contrazione,
  per  cui  gli operatori sanitari, in sovrannumero dalla riduzione
  delle  postazioni di 118, sarebbero impiegati nei vari  punti  di
  emergenza  ed  urgenza  anche  a  seguito  di  un  programma   di
  riqualificazione;

   Vistoche  la  spesa  maggiore per ogni  postazione  è  data  dal
  personale,  mentre le altre spese sono veramente marginali,  tale
  da incidere in misura inferiore al 10%;

   Considerato,   infine,   che  l'economia   effettiva   derivante
  dall'eventuale  contrazione      delle  postazioni  del  118  non
  offrirebbe  che  un  risparmio di minimale importanza  a  fronte,
  però,  di un sacrificio enorme per il territorio, che si vedrebbe
  privato di un servizio ritenuto e divenuto ormai insostituibile,

                  impegna il Governo della  Regione

   alla   luce   di   quanto  sopra  esposto,  a   procedere   alla
  razionalizzazione della SUES 118, evitando - laddove è  possibile
  -    tagli   indiscriminati   soprattutto   in   quei   territori
  dell'entroterra  che,  essendo  lontani  dalle  zone  dotate   di
  strutture  ospedaliere  ,  possono  soffrire  maggiormente  della
  soppressione  di  un  servizio  che  in  numerosissime  occasioni
  diviene essenziale per salvare vite umane . (44)

   FALCONE - POGLIESE - ARICO' -

   CAPUTO - CURRENTI - MARROCCO -

   MINEO - SCILLA - VINCIULLO -

   LIMOLI - BUZZANCA

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   i  percorsi  sperimentali triennali di IeFP (tipologia  B),  per
  circa  10  mila  allievi  minori, in  obbligo  di  istruzione  in
  Sicilia, avviati ad ottobre 2007, non sono stati ancora  ad  oggi
  finanziati;

   sono  stati  decretati,  da parte dei  Ministeri  competenti,  i
  finanziamenti   statali  assegnati  alla   Sicilia   per   l'anno
  2007/2008;

   non  sono  state  emanate  le  disposizioni  amministrative  per
  l'avvio dell'attività 2008/2009;

   non  risultano  ancora  impegnate le  somme  relative  all'avvio
  dell'attività formativa per l'anno 2008/2009;

   Considerato che:

   il  personale  operante  in  questo  settore  si  trova  in  una
  situazione  insostenibile e non più tollerabile  per  la  mancata
  erogazione degli stipendi dovuti;

   senza  la  decretazione del piano formativo  2007/2008,  non  si
  possono  sostenere  gli esami di qualifica  relativi  alle  terze
  annualità e gli esami per i diplomi relativi al quarto anno,  con
  grave danno per gli allievi e negazione dei loro diritti;

   preso  atto  che  la  formazione  professionale  dei  minori  in
  obbligo di istruzione è assegnata alla competenza esclusiva della
  Regione ed è un servizio di interesse pubblico che non può essere
  negato né rinviato,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare,  con  la  massima  urgenza,  tutte  le  necessarie
  iniziative  politico - amministrative per l'immediata  emanazione
  dei  decreti di finanziamenti relativi all'anno 2007/2008 e delle
  urgenti  e  necessarie disposizioni che rendano certo e garantito
  l'avvio  a  settembre 2008 dell'anno formativo  2008/2009  ed  il
  relativo   finanziamento  attraverso  uno  specifico  e  distinto
  capitolo di bilancio . (45)

   D'ANTONI - ARENA - FEDERICO -COLIANNI

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'art.  1,  comma 202, della legge finanziaria  statale  del  29
  dicembre  2006, n. 296, ha introdotto, sia pure in via residuale,
  la Regione fra i soggetti destinatari dei cespiti confiscati;

   di  conseguenza la Regione siciliana, unitamente agli altri enti
  territoriali interessati, ha subito interagito con l'Agenzia  del
  demanio,  filiale Sicilia, per concordare il trasferimento  degli
  immobili confiscati, con priorità per gli immobili già in uso  (a
  titolo  locativo)  agli  stessi enti per finalità  governativo  -
  istituzionali;

   Considerato che:

   in  sede  di  applicazione della legge, sono  emerse  difficoltà
  operative  relativamente  agli  immobili  compresi  nelle   quote
  societarie  delle  aziende confiscate poiché  'trattasi  di  beni
  aziendali  che  vengono mantenuti al patrimonio dello  Stato  per
  essere  destinati  all'affitto o alla  vendita  con  le  modalità
  previste dalla legge';

   di  seguito  ai vari incontri indetti dall'Agenzia  del  demanio
  con  la  Regione,  gli  altri  enti territoriali,  le  ASL  e  le
  amministrazioni finanziarie, la stessa agenzia ha prospettato che
  gli  immobili,  compresi  in quote societarie,  potessero  invece
  costituire oggetto di scorporo e, quindi, da intendersi  autonomi
  rispetto all'azienda confiscata, prevedendosi un assorbimento  in
  percentuale  del  personale della società confiscata  presso  gli
  enti coinvolti. Di conseguenza, nell'attesa del detto scorporo, è
  stato  comunicato alla Regione siciliana che, a far  data  dall'1
  gennaio 2008, non era più dovuto alcun canone di affitto;

   Ritenuto  che,  di  contro a tale individuato percorso  peraltro
  già  operativo, il commissario straordinario del Governo  per  la
  gestione  e  la  destinazione dei beni  confiscati  ha  sollevato
  perplessità  in  ordine  'alla  compatibilità  con  la  normativa
  vigente del percorso originariamente individuato che non consente
  di  addivenire alla prospettata soluzione di destinare agli  enti
  territoriali gli immobili dagli stessi utilizzati senza incorrere
  in  responsabilità  derivanti dalla distrazione  dei  cespiti  in
  argomento dalla loro naturale destinazione';

   Considerato altresì che:

   gli  immobili, compresi nelle quote societarie, sono  già  stati
  assegnati  in  uso governativo-istituzionale alle amministrazioni
  pubbliche,  tra cui la Regione siciliana, secondo  la  ratio  del
  comma 2 dell'art. 2 undecies della legge statale n. 575 del 1965;

   si   ritiene   pertanto   necessario  un   apposito   intervento
  legislativo per armonizzare i disposti di cui ai commi 2 e 3  del
  citato art. 2 undecies,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire presso le competenti autorità nazionali al  fine
  di procedere alla relativa integrazione legislativa . (46)

   CAPUTO - CURRENTI -

   ARICO'-  POGLIESE   -

   VINCIULLO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che :

   da  notizie  diffuse dalla stampa si è appreso  che  parenti  di
  esponenti  del  Governo  della Regione  figurano  assunti  presso
  uffici di gabinetto e società partecipate della Regione stessa;

   tale    situazione   ha   giustamente   prodotto   una   diffusa
  indignazione nella società circa le modalità e i criteri adottati
  per  le  assunzioni con chiamata diretta a partire  dagli  uffici
  dell'amministrazione regionale e nelle società partecipate;

   Considerato che:

   la  situazione  che  si  è  determinata getta  discredito  sulle
  istituzioni  regionali e rischia di minare la  credibilità  della
  Regione e del suo istituto autonomistico;

   le   reazioni   di   sdegno   che  si  sono   levate   impongono
  conseguentemente  azioni atte a impedire il perpetuarsi  di  tali
  meccanismi   con  l'obiettivo  di  restituire  credibilità   alle
  istituzioni e a chi le rappresenta, arrestando il divario  sempre
  più grande tra la gente e la politica,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  porre  in essere ogni iniziativa utile che precluda qualsiasi
  rapporto  di  lavoro  per  chiamata diretta  nell'amministrazione
  regionale e nelle società partecipate dalla Regione fino al terzo
  grado  di  parentela  con  membri  del  Governo  regionale  e   i
  parlamentari, regionali e nazionali, eletti in Sicilia . (47)

   PANARELLO - DE BENEDICTIS -

   DI GUARDO - LUPO - MARZIANO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 64, prevede un taglio di  7
  miliardi    e   832   milioni   sui   capitoli   del    Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

   in  particolare, si prevede un taglio di circa 87 mila posti  di
  personale docente e di 42 mila personale non docente;

   nella  medesima legge è previsto, altresì, l'accorpamento  delle
  istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore  a  500
  unità;

   complessivamente  i  dati  relativi ai  tagli  per  il  triennio
  2009/2011   avrebbero  effetti  devastanti  sull'intero   sistema
  scolastico  siciliano: 15 mila posti di lavoro nei  prossimi  tre
  anni;

   l'ipotesi  di  chiudere  i  plessi  con  meno  di  50   studenti
  porterebbe  a privare gli alunni dei piccoli centri  del  diritto
  allo studio, nonché ad un inaccettabile e ulteriore abbandono dei
  nostri comuni montani;

   le  istituzioni scolastiche sottodimensionate di cui si  prevede
  la soppressione sono 506;

   Considerato che:

   la  scuola, nella nostra Regione rispetto alle altre regioni più
  ricche, è spesso, l'unico punto di riferimento per le famiglie  e
  le  giovani  generazioni,  al cospetto del  vuoto  di  interventi
  sociali che li circonda;

   la  scuola  è,  sicuramente, un fattore  di  crescita  civile  e
  sociale  nonché  uno  straordinario luogo  di  accoglienza  e  di
  integrazione culturale e sociale, che non può essere  subordinata
  ad esigenze di cassa;

   Considerato, inoltre, che:

   con  la  prevista  riduzione degli organici  di  sostegno  viene
  messo,   altresì,  in  discussione  il  diritto  all'integrazione
  scolastica, sancito da numerose leggi dello Stato sulla  materia,
  prima delle quali la legge n. 104 del 1992;

   il   Governo   nazionale   non  può,   per   un   mero   calcolo
  ragionieristico, contraddire ed ignorare la legislazione vigente,
  che  fa, invece, del diritto al sostegno, all'integrazione e alla
  solidarietà i suoi punti di riferimento, certi ed irrinunciabili;

   il   decreto-legge  1  settembre  2008,  n.  137,  prevede,  tra
  l'altro,  il  maestro  unico  nella  scuola  elementare,  con  la
  riduzione  dell'orario scolastico a 24 ore  settimanali:  quattro
  ore con uscita dei bambini dalla scuola alle ore 12.30;

   Ritenuto che:

   la  gravità  e  la sproporzionata dimensione dei  tagli  operati
  all'organico del personale della scuola siciliana (1.744  docenti
  e  162  di  personale  amministrativo tecnico  e  amministrativo)
  compromette seriamente e irreparabilmente la qualità del servizio
  pubblico  scolastico e dell'offerta formativa  e  pregiudica  gli
  obiettivi  sui livelli di apprendimento nonchè la reale fruizione
  dei  servizi minimi, in assenza di una legge organica sul diritto
  allo studio in Sicilia;

   la   politica   del   Governo  nazionale   sull'istruzione   nel
  Meridione,  e  in particolare in Sicilia, fondata sul  preminente
  obiettivo di conseguire risparmi ed economie di bilancio,  è  una
  scelta  irresponsabile, in controtendenza  con  le  scelte  e  le
  indicazioni  della Comunità europea che impedirà  definitivamente
  di conseguire gli obiettivi di Lisbona entro il 2010;

   detta  politica  scolastica è, inoltre, profondamente  sbagliata
  per  l'entità  dei  tagli, che superano in  Sicilia  i  parametri
  dovuti  al  calo demografico (il 50% dei risparmi  conseguiti  su
  scala nazionale si concentrano in Sicilia e in Campania);

   i  tagli stabiliti dal Ministero hanno, altresì, drammaticamente
  penalizzato l'organico di sostegno, pur in presenza di richieste,
  certificate  dagli  uffici scolastici provinciali,  che  sono  in
  aumento di oltre mille posti rispetto all'anno precedente;

   in  questo  modo  si penalizzano gli alunni con disabilità,  cui
  sono  decurtate sensibilmente le ore di sostegno scolastico,  con
  grave  pregiudizio per l'efficacia dell'intervento, della qualità
  del  servizio scolastico e con evidente lesione dei diritti degli
  alunni con disabilità;

   Ritenuto, inoltre, che:

   risparmiare  sull'istruzione  in modo  così  pesante,  significa
  disinvestire sul futuro delle giovani generazioni siciliane;

   il  ritorno  al  maestro unico, inserito  con  il  decreto-legge
  citato, non tiene alcun conto dell'ampiezza dei contenuti che una
  scuola  adeguata ai tempi odierni deve poter trasmettere al  fine
  di  assicurare  idoneo  approfondimento che  non  può  certamente
  essere affidato ad un solo insegnante, se non operando tagli  sui
  contenuti o riducendo alla superficialità l'insegnamento;

   una  scuola  elementare al passo coi tempi  deve  insegnare  non
  soltanto  italiano,  storia, geografia  e  matematica,  ma  anche
  inglese, musica, tecnologia, arte e immagine, scienze, educazione
  fisica; realizzare laboratori di teatro, di cinema, eccetera, che
  non  si può pensare vengano svolti da un solo insegnante, se  non
  con superficiale approssimazione;

   è  impensabile immaginare di ripristinare una scuola in bianco e
  nero  con  figure  docenti  impoverite  e  generiche  nelle  loro
  competenze, chiamate ad inseguire troppe forme del sapere;

   il  modello proposto dal Ministro Gelmini è un atto di  rinuncia
  alla modernità e ripiega su una visione superata dell'istruzione;

   è  impensabile,  inoltre, che si possa  modificare,  in  maniera
  improvvisata  e  per  sole ragioni finanziarie,  un  sistema  che
  risponde con attenzione ed equilibrio alle diverse esigenze della
  società contemporanea, con pluralità di stimoli culturali;

   Ritenuto, infine, che:

   la  scuola  primaria del Ministro Gelmini è stata  disarticolata
  attraverso  una  gamma  di opzioni orarie che,  a  partire  dalla
  priorità assegnata alle 24 ore, rende del tutto virtuali le altre
  possibili  scelte,  perché subordinate alla disponibilità  di  un
  personale comunque drasticamente ridotto dal taglio dell'organico
  operato;

   detta  scuola  è più povera di risorse e non può svolgere  certo
  il ruolo fondamentale che deve avere di 'ascensore sociale',

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  con  urgenza sulla 'questione scuola'  regionale,
  con  azioni di contrasto alla manovra statale, rappresentando  al
  Governo nazionale la necessità di assicurare anche in Sicilia una
  scuola   adeguata  e  funzionale,  tenuto  conto   del   contesto
  scolastico  siciliano,  ove essa costituisce,  più  che  altrove,
  l'unica  possibilità  di  acquisizione delle  'prime  regole  del
  vivere  insieme', oltre che un fattore irrinunciabile di crescita
  e di riscatto per le nuove generazioni;

   a   difendere   le  prerogative  costituzionali   e   statutarie
  attribuite alla Regione siciliana in materia di scuola e  diritto
  alla studio, affinché la Conferenza permanente per i rapporti tra
  lo  Stato e le regioni si esprima negativamente sulle manovre del
  Governo  nazionale  e non vengano intaccate le  competenze  delle
  regioni e della nostra in particolare;

   a  porre  in essere tutte le necessarie iniziative per  impedire
  la  distruzione  di  un  sistema scolastico  che,  in  condizioni
  talvolta  difficilissime, ha consentito il  progresso  sociale  e
  culturale della nostra Regione;

   ad   intervenire,  altresì,  presso  la  deputazione   nazionale
  siciliana  affinché si impegni a difendere la  scuola  siciliana,
  consegnata  a  logiche di mercato che cancellano,  di  fatto,  il
  diritto  alla  scuola e allo studio per tutti,  scaricando  sugli
  enti locali l'onere maggiore di fornire risposte alle domande  di
  istruzione che provengono dal territorio . (48)

   BARBAGALLO - LUPO - GALVAGNO -

   RINALDI - GUCCIARDI - LACCOTO -

   FERRARA - AMMATUNA - VITRANO -

   FIORENZA - CRACOLICI - BONOMO
   -------
   -Con  nota  7134 del 3 ottobre 2008, il Presidente della Regione
      ha delegato l'Assessore per i beni culturali a sostenere in seno
      all'Aula la discussione della mozione.

                   L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con  la  legge finanziaria 2007 sono stati previsti dal  Governo
  Prodi   1.500  milioni  di  euro  in  tre  anni  per   un   piano
  straordinario   di   manutenzione  della  viabilità   provinciale
  siciliana e calabrese, in ragione di 1.050 milioni di euro per la
  Sicilia  e 450 milioni di euro per la Calabria - ripartiti  nella
  misura  di 350 milioni di euro l'anno per gli anni 2007,  2008  e
  2009 per la Sicilia e 150 milioni di euro per gli stessi anni per
  la Calabria;

   tale  decreto  prevedeva l'elaborazione da parte delle  province
  di  piani  triennali  di  manutenzione stradale,  che  le  stesse
  province stanno già predisponendo;

   Considerato che:

   il  Governo  Berlusconi  ha  invece deciso,  tra  i  suoi  primi
  provvedimenti,  il  taglio  di tali  fondi  oltre  a  quelli  già
  previsti  per  opere infrastrutturali in Sicilia e Calabria,  tra
  cui le metropolitane di Palermo, Catania e Messina;

   il  Governo  nazionale  ha dapprima operato  un  taglio  di  700
  milioni  di  euro  e  successivamente di  260  milioni  di  euro,
  lasciando  uno  stanziamento residuo  per  tutta  l'Isola  di  90
  milioni di euro che risultano assolutamente insufficienti;

   i  ripetuti tagli costituiscono un gravissimo scippo finanziario
  ai  danni  della  Sicilia e della Calabria e, in particolare,  un
  inaccettabile  blocco dei progetti di manutenzione  straordinaria
  della   viabilità  minore  di  queste  regioni,  per  altro   già
  fragilissima e più che bisognosa di tali interventi;

   l'Assemblea  regionale siciliana, avvenuto il  primo  taglio  di
  700 milioni di euro, ha approvato nella seduta dell'8 luglio 2008
  una mozione con la quale si impegnava il Presidente della Regione
  ad  elevare formale protesta nei confronti del Governo  nazionale
  per la grave decisione adottata a danno della nostra Regione e  a
  presentare  ricorso  alla  Corte  costituzionale  per  la   grave
  violazione statutaria lesiva degli interessi della Regione;

   nonostante   il   Parlamento  siciliano   abbia   impegnato   il
  Presidente della Regione, nessun atto, sinora, è stato prodotto,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  porre in essere con urgenza tutte le iniziative istituzionali
  a tutela degli interessi della Regione e in tal senso a garantire
  che tali risorse finanziarie vengano immediatamente reintegrate e
  restituite agli obiettivi progettuali già individuati;

   a  chiedere  alle  associazioni degli enti locali  (URPS,  ANCI,
  Lega  delle autonomie locali, ecc.) di sostenere tale azione  con
  una  giornata di protesta con concentramento a Roma per garantire
  la certezza dei finanziamenti . (49)

                                          CRACOLICI  -  MARZIANO  -
  AMMATUNA - APPRENDI -

   BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS -
                                                                 DI
  BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
                                                     DONEGANI     -
  FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
                                                       GALVAGNO   -
  GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
                                                         ODDO     -
  PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO -
                                                RAIA  -  RINALDI  -
  SPEZIALE - TERMINE - VITRANO

    PRESIDENTE   Avverto  che le mozioni testé  annunziate  saranno
  iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.

               Comunicazione di costituzione di Gruppo
                          interfederalista

       PRESIDENTE. Comunico che, a far data dal 17 settembre  2008,
  come  da relativo verbale trasmesso alla Presidenza dell'ARS  con
  nota del 18 settembre, si è costituito  l'Intergruppo federalista
  europeo   presso  l'Assemblea  regionale  siciliana,  cui   hanno
  aderito gli onorevoli: Ardizzone, Apprendi, Buzzanca, Caputo,  Di
  Benedetto, Digiacomo, Donegani, Ragusa, Termine.
      Lo  stesso,  nella riunione, nella riunione del 17  settembre
  2008,  ha  provveduto  alla  nomina del  comitato  direttivo  che
  risulta così composto:
   - onorevole Salvatore Termine, Presidente;
   - onorevoli Salvino Caputo e Orazio Ragusa, Vicepresidenti;
   - onorevole Giovanni Ardizzone, Segretario.
   L'Assemblea ne prende atto.
                               Congedi
   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute richieste  di  congedo
  relative  agli  onorevoli  Ardizzone, Incardona,  Leontini  e  Di
  Mauro.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Determinazione della data di discussione di mozione
    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 35  Opportune
  iniziative  volte  ad  assicurare il  mantenimento  del  presidio
  ospedaliero  S. Stefano di Mazzarino , degli onorevoli  Donegani,
  Di Benedetto, Panarello e Panepinto.
   Ne do lettura:

                   L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  all'ospedale  S. Stefano  di  Mazzarino  (CL)  la
  chiusura  di reparti fondamentali come la chirurgia, l'ostetricia
  e   la   pediatria  sembra  anticipare  la  chiusura  dell'intera
  struttura;

   considerato  che  la  politica sanitaria  in  Sicilia  ha  fatto
  lievitare  in  modo  abnorme  la spesa  per  le  convenzioni  con
  cliniche private, laboratori di analisi, centri di radioterapia e
  consulenze   sanitarie,  distogliendo  risorse  dalle   strutture
  ospedaliere pubbliche e senza sostanziali benefici per la qualità
  dell'assistenza sanitaria nella nostra Regione;

   visto  l'allarme  espresso dalle comunità  del  comprensorio  di
  Mazzarino   e   di   alcuni  comuni  viciniori  (Butera,   Riesi,
  Barrafranca  e  Sommatino),  rappresentato  anche  dalla  vibrata
  protesta   dei   sindaci  per  la  limitazione,   derivante   dai
  provvedimenti  in  oggetto,  di  uno  dei  diritti   fondamentali
  garantiti   dalla  Costituzione:  il  diritto  alla  salute   dei
  cittadini;

   considerato  altresì che la distribuzione delle  risorse  e  gli
  sprechi  non  sono avvenuti in maniera uniforme sul territorio  e
  che  vi  sono  zone  virtuose tra cui  si  è  distinto,  appunto,
  l'ospedale  di  S.  Stefano di Mazzarino,  dove  si  è  riusciti,
  dignitosamente  e  con  alta  professionalità  seppur  con  mezzi
  limitati, a garantire il diritto alla salute dei cittadini,

                  impegna il Governo della Regione

   a  rivedere  il  piano di rientro sanitario  regionale  rispetto
  alle reali necessità dei siciliani,     rassicurando innanzitutto
  gli amministratori e i cittadini dei comprensori periferici, come
  quello   di   Mazzarino,  circa  il  mantenimento  del   presidio
  ospedaliero e ripristinando il completo funzionamento dei reparti
  di chirurgia, ostetricia e pediatria, in modo da evitare gravi  e
  dolorosi disagi per i malati e per i propri familiari . (35)

                                            DONEGANI - DI BENEDETTO
                                              PANARELLO - PANEPINTO

   Dispongo   che   la  predetta  mozione  venga   demandata   alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge:
     «Norme per la nomina del revisore contabile di Riscossione
    Sicilia S.p.A. e in materia di revoca di contributi concessi
                     dalla Regione» (165-102/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno
   Votazione  finale per scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Norme  per  la  nomina  del  revisore contabile  di  Riscossione
  Sicilia  S.p.A.  e  in  materia di revoca di contributi  concessi
  dalla Regione'  . (165-102/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

  Votano  sì:  Adamo, Arena, Aricò, Bufardeci, Buzzanca,  Campagna,
  Caputo,  Caronia,  Cascio  Francesco, Cascio  Salvatore,  Cimino,
  Colianni,   Cordaro,  Corona,  cristaudo,  Correnti,  D'Agostino,
  D'Antoni,  D'asero,  De Luca, Dina, Falcone,  Federico,  Formica,
  Forzese,  Gianni,  Greco, Leanza Edoardo, Leanza  Lino,  Lentini,
  Limoli,  Lo  Giudice, Maira, Minardo, Mineo,  Musotto,  Pogliese,
  Ragusa, Romano, Ruggirello, Scammacca, Torregrossa, Vinciullo.

  Sono  in  congedo: Ardizzone, Beninati, Bosco, Di Mauro, Gennuso,
  Incardona, Leontini, Marinese, Scilla.
                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          43
   Contrari            0
   Astenuti            0

                        (L'Assemblea approva)

   Comunico  che  l'Onorevole Antinoro è presente  in  Aula  ed  ha
  votato favorevolmente.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Sulle modalità di presentazione degli emendamenti in Aula

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, procediamo con  lo  svolgimento
  della  Rubrica   beni cultural', quindi con la discussione  delle
  mozioni inserite all'ordine del giorno, per poi aprire una  nuova
  seduta,  al fine di incardinare altri provvedimenti di legge  che
  le  Commissioni  di  merito hanno già esitato e  predisposto  per
  l'Aula.
   Mi  riferisco  al  DPEF,  al disegno di legge  sulle  conferenze
  socio-sanitarie e ci sarebbe anche il disegno di legge sui  campi
  da  golf,  ma il Presidente della Commissione, onorevole Mancuso,
  mi  ha scritto chiedendomi formalmente di rinviare alla settimana
  prossima  la trattazione di questo disegno di legge,  in  quanto,
  essendo  impegnato  fuori Palermo, non potrà essere  presente  in
  Aula.
   Prima  di esaminare i disegni di legge appena indicati, desidero
  dare  alcune  comunicazioni  circa le modalità  di  presentazione
  degli  emendamenti  in Aula, per evitare che  vengano  a  crearsi
  degli  incidenti,  anche  se superati,  come  quelli  dell'ultima
  seduta.
   Pertanto,  questa Presidenza, al fine di garantire l'ordinato  e
  sereno svolgimento dei lavori parlamentari, anche alla luce delle
  determinazioni  emerse in sede di Commissione per il  Regolamento
  secondo le quali è opportuno che il Regolamento stesso, prima che
  modificato,   venga  innanzitutto  applicato  e   scrupolosamente
  osservato,  ritiene  utile richiamare  e  focalizzare,  in  forma
  schematica,   le  disposizioni  regolamentari  che   disciplinano
  termini e modalità di presentazione degli emendamenti.
   La  fase  di  presentazione degli emendamenti, e mi  rivolgo  in
  particolar  modo  all'onorevole Cracolici, vista  la  discussione
  animata  di  qualche giorno fa: gli emendamenti dattiloscritti  e
  firmati  possono  essere  presentati  prima  dell'apertura  della
  discussione  generale da ciascun deputato, dal  Governo  e  dalla
  Commissione (articolo 112, comma 1).
   Durante   la  discussione  generale  possono  essere  presentati
  ulteriori  emendamenti  a condizione che  siano  sottoscritti  da
  quattro  deputati  o da un Presidente di Gruppo  parlamentare  e,
  ovviamente, dal Governo e dalla Commissione competente.
   Tali emendamenti sono esaminati dall'Assemblea ventiquattro  ore
  dopo  la  chiusura  della discussione generale  a  meno  che  non
  intervenga  una  deroga  condivisa all'unanimità  (articolo  112,
  comma 1). Tale regola è stata introdotta al fine di consentire un
  esame  accurato  degli emendamenti presentati, specie  se  questi
  rivestono   carattere   complesso  o  comunque   necessitino   di
  approfondimento   sotto  il  profilo  della   compatibilità   con
  l'ordinamento costituzionale e/o comunitario.
   La  ratio  è  dunque  quella  di  agevolare  il  buon  andamento
  dell'iter  legislativo  dando modo alla  Presidenza  di  valutare
  preventivamente, ossia prima dell'esame dell'articolato, natura e
  portata degli emendamenti stessi.
   Per  tali  considerazioni,  questa  Presidenza  non  può  quindi
  condividere la procedura di fatto seguita in base alla  quale  il
  termine  delle  ventiquattro ore era  riferito  alla  facoltà  di
  presentazione degli emendamenti.
   Dopo  la  chiusura della discussione generale  è  consentita  la
  presentazione   di  subemendamenti,  ovvero  di  emendamenti   in
  correlazione  con  emendamenti già approvati  dall'Assemblea.  Il
  Governo  e  la  Commissione sono altresì abilitati  a  presentare
  emendamenti   volti  esclusivamente  alla  rielaborazione   degli
  articoli,  nonché  degli  emendamenti e subemendamenti  (articolo
  112, comma 7).
   Con  successiva comunicazione la Presidenza provvederà a fornire
  chiarimenti su termini e modalità concernenti le successive  fasi
  di discussione e votazione degli emendamenti in Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   accolgo   con   piacere   la
  puntualizzazione che lei ha comunicato all'Aula a  seguito  della
  lettura  attenta  degli  articoli del Regolamento  vigente  anche
  perché  la  formalizzazione  persino  lessicale  del  Regolamento
  consente di avere certezza nelle procedure.
   Come  lei  sa, la questione è stata posta in quest'Aula,  io  la
  considero  chiusa, ma non riguardava la possibilità di presentare
  emendamenti  nelle  24 ore successive, bensì  il  fatto  che  gli
  emendamenti presentati durante la discussione generale,  o  prima
  della discussione generale, debbono essere discussi nelle 24  ore
  successive.  Quindi, non vanno presentati,  e  condivido  il  suo
  rilievo  che certamente gli emendamenti non debbono o non possono
  essere  presentati dopo le 24 ore o nelle 24 ore successive  alla
  chiusura della discussione generale, ma vanno discussi dopo le 24
  ore della chiusura della discussione generale.
   Questa comunicazione e formalizzazione di quello che prevede  il
  Regolamento, almeno chi parla lo conosceva, la considero un  atto
  importante  perché  purtroppo si adotta  una  procedura  un  poco
  inusuale,  una prassi assai antipatica, il principio  secondo  il
  quale la riscrittura del Governo o della Commissione che dovrebbe
  riguardare un emendamento o un testo di articolo, serva piuttosto
  ad  introdurre  emendamenti aggiuntivi ai testi  che  sono  stati
  depositati in Aula.
   La   sua  formale  rappresentazione  del  Regolamento  consente,
  ripeto,  di  avere certezza nelle procedure per il prosieguo  dei
  lavori d'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
          Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
  interno  di  interrogazioni ed interpellanze della rubrica   Beni
  culturali, ambientali e pubblica istruzione .

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  all'interrogazione n. 73 sulla valorizzazione dello  stabilimento
  dell'Isola  di  Favignana,  chiedo  di  poter  rispondere   nella
  prossima seduta utile perché, ritengo sia necessario un ulteriore
  approfondimento  al  fine  di  dare  una  risposta   ancora   più
  esaustiva.
   In  merito  alle due interrogazioni sulla pubblica istruzione  a
  firma dell'onorevole Oddo e dell'onorevole Gucciardi, ritengo  di
  potere rispondere congiuntamente.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel   senso
  richiesto.

   Si   passa,   pertanto,   allo   svolgimento   congiunto   delle
  interrogazioni  numero  76   Ragioni della  mancata  approvazione
  della  proposta di dimensionamento delle istituzioni  scolastiche
  nella  città  di  Marsala  da  parte  dell'Assessorato  dei  beni
  culturali,    ambientali    e   della    pubblica    istruzione»,
  dell'onorevole Gucciardi e numero 90  Opportune iniziative  volte
  a  scongiurare i tagli operati dal Governo nazionale nel  settore
  della pubblica istruzione , dell'onorevole oddo.
   Ne do lettura:

      All'Assessore  per  i beni culturali,  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   con  circolare n. 1 del 9 gennaio 2007, l'Assessore per  i  beni
  culturali,  ambientali e per la pubblica istruzione  ha  diramato
  gli   indirizzi  procedurali  per  la  modifica  del   piano   di
  dimensionamento delle istituzioni scolastiche approvato con  D.A.
  n. 341 del 30.8.2000;

   con  successivi provvedimenti, l'Assessore per i beni culturali,
  ambientali  e  per  la pubblica istruzione ha diramato  ulteriori
  direttive relative alle procedure di cui trattasi;

   la  giunta  comunale di Marsala, d'intesa con i dirigenti  delle
  istituzioni scolastiche di scuola primaria e secondaria di  primo
  grado, con delibera n. 331 del 12 settembre 2007, successivamente
  integrata  dalla delibera n. 28 del 29.01.2008,  ha  proposto  il
  piano  di  dimensionamento che prevede, tra l'altro, il passaggio
  del  plesso  di  contrada  Gurgo  (n.  45  alunni)  dall'istituto
  comprensivo  'Mario Nuccio' all'istituto comprensivo 'Pellegrino'
  ed  il  passaggio del plesso 'Cosentino' (n. 110 alunni)  dal  II
  circolo didattico all'istituto comprensivo 'Mario Nuccio';

   considerato che:

   su  detta  proposta  di dimensionamento, il tavolo  provinciale,
  costituito  dai  dirigenti scolastici,  sindacati  di  categoria,
  rappresentante  ANCI,  Assessore  P.I.  del  comune  di  Marsala,
  rappresentanti  dell'USP  di Trapani e coordinato  dal  dirigente
  dell'ufficio scolastico provinciale, dott. Anello, ha espresso il
  17 settembre 2007 parere favorevole;

   il  dimensionamento ottimale di cui trattasi è definito in  base
  alla consistenza della popolazione scolastica residente nell'area
  territoriale  di pertinenza ed alle caratteristiche demografiche,
  economiche, socio-culturali del bacino di utenza;

   il   plesso   'Cosentino'  risiede  nell'area  territoriale   di
  pertinenza dell'istituto comprensivo 'Mario Nuccio' con lo stesso
  bacino  di utenza, le stesse caratteristiche economiche e  socio-
  culturali, la stessa denominazione di 'zona a rischio';

   si  rende necessario provvedere, al più presto, alla definizione
  degli organici;

   il  comune di Marsala, con la recentissima nota n. 40115 del  22
  luglio  2008, trasmessa per conoscenza anche all'Assessorato  dei
  beni   culturali,   ambientali  e  della   pubblica   istruzione,
  conferma  perentoriamente il dimensionamento di cui alle delibere
  della  giunta  municipale prima richiamate, nonché  ribadisce  la
  sussistenza  delle  ragioni non solo logico-giuridiche  ma  anche
  pedagogico-didattiche   che  hanno   portato   all'adozione   dei
  provvedimenti in argomento;

   l'Assessorato  dei beni culturali, ambientali e  della  pubblica
  istruzione, nonostante gli adempimenti propedeutici ed istruttori
  di  competenza siano stati da tempo perfezionati, non  ha  ancora
  provveduto  a  dare esecuzione alla proposta di  dimensionamento,
  che   avrebbe  avuto,  peraltro,  anche  l'intesa  del  Ministero
  dell'istruzione;

   per sapere:

   quali  siano  le  ragioni  per le quali l'Assessorato  dei  beni
  culturali, ambientali e della pubblica
   istruzione  non  abbia  ancora provveduto  all'approvazione  del
  piano   di  dimensionamento  in  premessa  descritto,  nonostante
  l'urgenza del provvedimento;

   se  sia  consapevole delle gravi responsabilità che  si  assume,
  anche  nei  confronti  della  popolazione  scolastica  marsalese,
  nell'omettere  un  adempimento  così  importante,  con   ricadute
  negative in aree fortemente a rischio come quelle interessate  al
  predetto  dimensionamento scolastico, stante che il provvedimento
  sarebbe  completo  in tutti i suoi atti propedeutici  istruttori,
  ivi  comprese la firma del dirigente generale competente,  nonché
  l'intesa col Ministero dell'istruzione . (76)

   «Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   in  Sicilia il Ministero dell'istruzione ha decretato un  taglio
  di 998 posti nell'organico dei docenti di sostegno;

   in   provincia   di   Trapani,   sulla   scorta   del   predetto
  provvedimento,  saranno tagliati 212 posti rispetto  all'organico
  dello  scorso  anno e 305 rispetto alle richieste  dei  dirigenti
  scolastici per l'anno scolastico 2008/2009;

   detti  tagli  gravano per oltre 1/5 sulla provincia  di  Trapani
  senza   che   quest'ultima  rappresenti  1/5  della   popolazione
  scolastica;

   i  deliberati  tagli  contrastano con i principi  sanciti  dalla
  Carta  costituzionale  e  dalla legge n.  104/92  in  materia  di
  integrazione dei soggetti diversamente abili;

   a  causa  dei  citati tagli, molte famiglie  vedranno  i  propri
  figli   privati  della  possibilità  di  una  reale  e   concreta
  integrazione sociale;

   per  sapere  quali  iniziative intenda intraprendere  presso  il
  Governo nazionale ed il Ministero dell'istruzione per scongiurare
  il   taglio   dell'organico  dei  docenti  di  sostegno   ed   il
  soddisfacimento del diritto allo studio degli alunni diversamente
  abili della provincia di Trapani e della Regione sicilian . (90)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Antinoro, assessore  per  i
  beni  culturali,  ambientali e per la  pubblica  istruzione,  per
  rispondere alle interrogazioni.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  potrebbe  apparire forse paradossale ma, per quanto mi  riguarda,
  su temi come la scuola credo che bisogna guardare oltre qualunque
  parte  politica. Vorrei sottolineare che già nel mese di  luglio,
  quando  ci  siamo  resi conto con il Governo, con  il  Presidente
  della  Regione  dei tagli che sarebbero stati purtroppo  inflitti
  alla  scuola  siciliana,  abbiamo  aperto  un  confronto  con  le
  organizzazioni sindacali e io stesso ho avuto un incontro con  il
  ministro Gelmini.
   Peraltro,  i  tagli  sugli organici posti dal  ministro  Gelmini
  hanno  origine da una norma precedente del ministro  Fioroni,  su
  cui  comunque  la  Gelmini è andata avanti  e  l'ha  perfezionata
  quindi,  al  di là del colore politico del Governo nazionale  del
  momento, su questi tagli l'accanimento vi è stato e vi è stato in
  maniera forte e pesante.
   Siamo  andati anche oltre avendo chiesto all'Ufficio legislativo
  e  legale della Regione siciliana una serie di interrogativi  dal
  punto  di  vista  giuridico,  se poteva  essere  anche  posto  il
  conflitto  di  competenza su alcune scelte, visto  che  le  norme
  nazionali prevedono sugli organici una competenza dello  Stato  e
  sul  dimensionamento delle scuole invece una concorrenza, le  cui
  decisioni deve porre in essere la Regione siciliana.
   Su  questo siamo intervenuti, non solo verbalmente ma anche  per
  iscritto  sia  con il Ministro che con il competente dipartimento
  del  Ministero, e già in questi giorni vi sono stati incontri  da
  parte del Dipartimento pubblica itruzione e del Capo Dipartimento
  regionale   con  le  organizzazioni  sindacali   in   merito   al
  dimensionamento  che  dal  prossimo  anno  scolastico,   se   non
  ponessimo  sin da adesso dei freni, ci porterebbe ad un ulteriore
  gravissimo taglio sulla scuola siciliana.
   Ci   sono  stati  parecchi  errori,  errori  nel  calcolo  degli
  studenti siciliani, errori di valutazione da parte del Ministero.
  E  quando  abbiamo chiesto all'Ufficio legislativo  e  legale  la
  possibilità  di  ricorrere  alla Corte costituzionale  contro  la
  decisione del Governo nazionale, ci è stato riferito per iscritto
  che era un tema assai delicato, e su questo avremmo rischiato  di
  non  portare  avanti  un'azione sostanziale dal  punto  di  vista
  giuridico.
   L'azione  va portata avanti dal punto di vista politico,  perché
  sul  ridimensionamento dell'organico, ad oggi, la Regione non  ha
  competenze  esclusive, non è una competenza sulla quale  possiamo
  dettar  legge,  ma  possiamo  invece  farlo  sul  dimensionamento
  scolastico. Su questo stiamo lavorando e siccome l'articolo  112,
  convertito  recentemente nella legge n. 133, è una norma  che  ci
  porterebbe  dal  prossimo anno scolastico ad  un  dimensionamento
  forte,  ad  un  ridimensionamento ancor più pesante della  scuola
  siciliana,   su   questo   stiamo  già  confrontandoci   con   le
  organizzazioni  sindacali  della scuola siciliana,  ascoltandole,
  come  è  doveroso da parte nostra fare, per poi porre  in  essere
  tutte  le  iniziative politiche, ma anche di tipo amministrativo,
  nei confronti del Governo della Regione.
   Pertanto,  posso  concludere dicendo che  il  taglio  inferto  è
  stato  oggettivamente  già pesante, ancor  più  pesante  potrebbe
  essere  quello  che  arriverà dal prossimo  anno  scolastico;  su
  quello  precedente  poco  avevamo da  fare  perché  si  è  inciso
  sull'organico, se non un'azione politica così come abbiamo  fatto
  e  abbiamo  scritto - io stesso ho parlato con il Ministro  della
  pubblica  istruzione senza successo - ma sul prossimo taglio  che
  sarà  ancora  probabilmente più pesante,  non  possiamo  lasciare
  correre.
   Dopo  avere  ascoltato  le organizzazioni sindacali  faremo  gli
  incontri opportuni, sia in sede politica che in sede burocratica,
  con  il  competente  dipartimento del  Ministero  della  pubblica
  istruzione e lì faremo sentire la nostra voce, a tutela non  solo
  degli  studenti  siciliani,  ma anche  di  una  classe  dirigente
  scolastica,   degli  insegnanti  siciliani  che   credo   abbiano
  contribuito non solo a formare la classe dirigente dell'Isola ma,
  in  alcuni  periodi della nostra Repubblica, la classe  dirigente
  dell'intero Paese.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di intervenire  l'onorevole  Oddo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi  aspettavo  un
  approfondimento maggiore e una maggiore determinatezza  politica.
  Perché, leggendo quello che accade in questi giorni, la posizione
  di  forze  politiche  che appoggiano questo Governo,  per  quanto
  concerne  anche  gli effetti del decreto Gelmini,  penso  che  si
  dovrebbe essere un po' più conseguenti.
   Ho  letto  che  ci sono forze di maggioranza che sostanzialmente
  intendono, su questa vicenda, smarcarci a sinistra, scavalcarci a
  sinistra. E dunque mi aspettavo che il Governo, proprio in questa
  occasione,  fosse  invece più determinato e nelle  condizioni  di
  dire   questa  sera non abbiamo solo preso atto di  ciò  che  sta
  accadendo,  ma  stiamo facendo invece un lavoro di  concerto  col
  Governo nazionale affinché ciò non avvenga, non avvenga così come
  stabilito da quel decreto .
   Altrimenti, va a finire che si gioca in Sicilia un  po'  con  la
  logica della politica degli annunci, del tipo: faccio sapere  che
  comunque  dissento da quel provvedimento, il Governo mi è  amico,
  di  segno  uguale,  faccio  comunque la  battaglia  e  convoco  i
  convegni, e poi nei convegni dico magari che sono contrario,  che
  è  ingiusto togliere, soprattutto ai diversamente abili, mettendo
  in  difficoltà centinaia e centinaia di famiglie, gli  insegnanti
  di sostegno.
   Stiamo  parlando  di realtà dove si tolgono 212  posti  rispetto
  all'organico dello scorso anno e 305 rispetto alle richieste  dei
  dirigenti  scolastici  che, evidentemente, non  possono  scrivere
  cose  non  fondate perché quando in una classe c'è - permettetemi
  di  dirlo anche per quanto concerne la mia professione di docente
  - un diversamente abile, rispetto ovviamente alla patologia, sono
  veramente   cavoli amari  perché è evidente che non si  può,  per
  come  è  giusto, dare a quel ragazzo o a quella ragazza, ciò  che
  obiettivamente deve garantire chi espleta una funzione docente.
   Allora,  mi pare assolutamente debole la posizione del  Governo,
  e   mi   pare   addirittura  su  alcuni  aspetti  che  riguardano
  soprattutto la presenza dell'insegnante di sostegno, evanescente.
  Non  esiste  un'iniziativa  vera, concreta  da  parte  di  questo
  Governo a salvaguardia di quelli che sono questi bambini,  questi
  ragazzi, rispetto anche a ciò che creano, come ha detto poco  fa,
  in famiglia.
   Quindi,  signor Presidente, penso che questa possibilità  datami
  questa  sera  dalla  importanza che continuo  a  dare  agli  atti
  ispettivi, senza sottovalutare il momento di discussione,  perché
  penso  che  il Governo in questo accetterà lo stimolo e accetterà
  il  fatto che comunque in queste ore quello che si sta proponendo
  anche  all'ufficio scolastico regionale, per tentare di sopperire
  a  casi gravi di disabilità, credo debba essere comunque uno  dei
  punti  che  domani mattina l'Assessore al ramo,  aprendo  la  sua
  agenda, dovrà necessariamente porre la giusta  attenzione.
   Onorevole  Assessore,  mi  dispiace  ripetermi,  spero  che  lei
  domani  mattina,  si  interessi a quanto sta accadendo  anche  in
  queste ore, laddove alcuni dirigenti scolastici stanno insistendo
  su casi particolari, affinchè ci sia una sua attenzione, rispetto
  anche  al  modo  in  cui questo Governo vuole interfacciarsi  con
  l'Ufficio  scolastico  regionale,  perché  altrimenti  potrebbero
  esserci  diversamente  abili di seria A e diversamente  abili  di
  serie B
   Questo  è  mostruoso, sotto il profilo anche di quelle che  sono
  ormai le condizioni determinate da questo intervento che è odioso
  e  che  va  assolutamente  da  parte nostra  rettificato.  Non  è
  possibile infatti non garantire quello che è giusto garantire   a
  questi ragazzi ed a queste ragazze in modo da garantire anche  la
  tranquillità alle loro famiglie.
   Ieri,   ad  esempio,  ho  incontrato  la  mamma  di  un  ragazzo
  diversamente  abile  -  io ho ventotto anni  di  insegnamento  ed
  un'esperienza consolidata nel mondo della scuola - e  debbo  dire
  che  il  modo in cui mi illustrava le difficoltà del suo figliolo
  mi  hanno fatto venire la pelle d'oca  Noi non siamo qui solo per
  annunciare la nostra posizione al Governo siciliano, ma  dobbiamo
  operare e dobbiamo intervenire drasticamente perché ci sono  cose
  che in ogni caso non si possono accettare.

    Discussione della mozione n. 9  Iniziative nei confronti del
                             Parlamento
   e del Governo nazionale al fine di scongiurare il trasferimento
                             del pullman
    di riprese esterne della RAI dalla sede di Palermo a Milano

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  V  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione n. 9  Iniziative  nei  confronti  del
  Parlamento  e  del  Governo nazionale al fine di  scongiurare  il
  trasferimento del pullman di riprese esterne della RAI dalla sede
  di Palermo a Milano . Ne do lettura:

                          L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  RAI  è  dotata di una struttura di produzione con  mezzi  di
  riprese  esterne pesanti (con più di 2 telecamere) dislocati  sul
  territorio  nazionale presso i quattro centri  di  produzione  di
  Milano, Torino, Roma, Napoli, ed in alcune sedi strategiche quali
  Trieste, Bologna, Firenze, Bari, Palermo;

   l'azienda,  normalmente, non riesce in autonomia  a  far  fronte
  agli  impegni  di produzione su tutto il territorio,  e  pertanto
  ricorre,  ogni  qual volta le esigenze produttive lo  richiedano,
  anche ad appalti verso ditte esterne;

   alla  sede  RAI di Palermo è stato assegnato nell'anno  1996  un
  nuovo  pullman  di  ripresa  pentacamere  digitalizzato  che   ha
  comportato un investimento di circa 2 milioni di euro;

   il  personale impiegato all'interno di questo mezzo  di  ripresa
  (in  tutto  sette unità) è stato ultimamente consolidato  dopo  i
  pensionamenti di 3 unità tecniche;

   tale  mezzo  è rimasto l'ultimo avamposto delle riprese  esterne
  Rai  al sud di Napoli, dopo lo smantellamento del pullman di Bari
  per invecchiamento del mezzo tecnico ed in concomitanza di alcuni
  pensionamenti del personale;

   la  Direzione  Produzione  ha comunicato  alla  RSU  della  sede
  regionale  della RAI l'intenzione di dismettere l'attività  delle
  riprese  esterne in Sicilia, assegnando il pullman di Palermo  al
  centro di produzione di Milano;

   Considerato che:

   tale  scelta,  oltre  ad  avere pesanti conseguenze  in  termini
  occupazionali e a comportare la perdita di una decina di preziose
  professionalità,   appare  preoccupante   poiché   depotenzia   e
  penalizza  il  pluralismo informativo in Sicilia e  in  tutte  le
  regioni meridionali;

   la  proposta  dell'azienda rivela l'intenzione di  centralizzare
  mezzi  e  risorse  in  funzione  di  un'informazione  e  di   una
  produzione  pensata  esclusivamente per  il  centro-nord,  e  ciò
  costituirà la premessa per un declino dell'informazione regionale
  e   locale   e   della  possibilità  di  realizzare  servizi   di
  approfondimento;

   la  dismissione  del  pullman suddetto  è,  inoltre,  in  aperto
  contrasto con l'esigenza di incrementare la produttività  interna
  e  non ricorrere ad appalti esterni al fine di contenere i costi,
  nonché con il tanto declamato decentramento produttivo;

   è   evidente,  infatti,  che  la  soppressione  della  struttura
  suddetta comporterà un massiccio ricorso alle ditte esterne;

   con  tale scelta, la Rai penalizza la Sicilia non tenendo  conto
  della sua particolarità isolana;

   la  Rappresentanza sindacale unitaria della sede di  Palermo  ha
  indetto  lo  stato  di  agitazione motivandolo  con  le  ricadute
  negative in termini occupazionali futuri e di immagine oltre  che
  di funzionalità aziendale nel territorio;

   Rilevato che:

   l'articolo    117    della   Costituzione,    come    sostituito
  dall'articolo  3 della legge costituzionale 18 ottobre  2001,  n.
  3,  assegna  alle  Regioni potestà legislativa concorrente  nella
  materia dell'ordinamento della comunicazione;

   tale  normativa inserisce le Regioni tra i soggetti  legittimati
  al  governo del sistema della comunicazione e, quindi, anche  nei
  confronti della società concessionaria dell'emittenza pubblica;

   è  opportuno  impedire il progressivo isolamento  della  Regione
  siciliana  e  delle  sue  realtà locali dal  dibattito  culturale
  nazionale,  mentre  appare indispensabile favorire  una  puntuale
  informazione   volta  a  divulgare  sulle  reti  radiofoniche   e
  televisive della RAI la conoscenza di tutti i settori della  vita
  pubblica,  dell'economia, della cultura  e  della  società  della
  Sicilia,

                       impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire  presso  il Parlamento e il  Governo  nazionale,
  nonché  in  tutte le sedi competenti affinché la RAI  revochi  la
  decisione  di  spostare  la struttura di  produzione  esterna  di
  Palermo in altra sede, al fine di garantire la piena funzionalità
  dell'informazione   pubblica  nell'Isola  e  le   professionalità
  esistenti, sia in termini occupazionali che di valorizzazione  di
  risorse già impiegate;

   ad  operare  per  il  rilancio ed il  complessivo  rafforzamento
  della  sede  regionale della RAI, compreso il settore informativo
  ed  ideativo-produttivo della programmazione,  con  il  personale
  necessario  per  far fronte alle esigenze radiotelevisive  ed  al
  fine di garantire un' adeguata informazione in sede locale e  per
  promuovere  l'approfondimento di tematiche regionali  nelle  reti
  nazionali . (9)

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo purtroppo  far
  rilevare  che la mozione è stata presentata il 24 giugno  2008  e
  che  il  ritardo con cui è stata di fatto portata in discussione,
  probabilmente, ha già compromesso - mi auguro di no - l'esito che
  noi  ci attendevamo. Mi riferisco al fatto che il pullman per  le
  riprese  esterne  della RAI di Palermo, parrebbe  sia  stato  già
  destinato alla redazione di un'altra città, non sappiamo se  Roma
  o Bologna.
   La  decisione  della  RAI è indubbiamente inaccettabile,  se  si
  considera  che  quello di Palermo era l'unico  mezzo  di  riprese
  esterne  pesanti di cui la RAI dispone per la Sicilia  e  per  le
  altre regioni del Mezzogiorno, assieme al mezzo di produzione  in
  dotazione a Napoli.
   Il   pullman  per  le  riprese  esterne  di  cui  parliamo,   un
  pentacamere digitalizzato, è stato assegnato alla sede della  RAI
  di   Palermo  nel  lontano  1996  ed  ha  comportato  allora   un
  investimento di alcuni miliardi, credo circa quattro miliardi.
   Attualmente   il   personale  altamente  qualificato   impiegato
  all'interno  di  questo mezzo di ripresa è  di  sette  unità,  il
  trasferimento  del mezzo di produzione da Palermo verso  un'altra
  redazione del nord, noi riteniamo comporti dei riflessi  negativi
  dal punto di vista occupazionale, ma anche dal punto di vista del
  pluralismo  informativo  in Sicilia e  nelle  altre  regioni  del
  Mezzogiorno.
   Il  tentativo  della  RAI di centralizzare mezzi  e  risorse  al
  centro-nord   comporterebbe  -  noi  riteniamo   -   il   declino
  dell'informazione  e  dei  servizi di approfondimento  a  livello
  regionale e  locale.
     Il pullman per le riprese esterne ha svolto, nel 2008, fino  a
  questo  momento,  un'intensa attività  effettuando  oltre  trenta
  interventi,  soprattutto in Sicilia ed in Calabria, e  questo  ne
  conferma l'utilità.
   Ritengo,  dunque, che il suo trasferimento definitivo, al  Nord,
  aumenterebbe  il ricorso agli appalti esterni ed anche  l'aumento
  dei  relativi  costi,  andando  in  direzione  opposta  al  tanto
  declamato  decentramento  produttivo nel rispetto  dell'autonomia
  della  nostra  Regione,  senza neppure  tenere  conto  della  sua
  particolarità  di  isola, tenuto conto che l'articolo  117  della
  Costituzione assegna alle Regioni potestà legislativa concorrente
  nella   materia  dell'ordinamento  delle  comunicazioni,  con   i
  conseguenti riflessi nei confronti della RAI, e che è  necessario
  impedire il progressivo isolamento informativo e culturale  della
  Sicilia.
   Abbiamo  chiesto  e  chiediamo al Presidente della  Regione,  al
  Governo  regionale,  di intervenire presso il Governo  nazionale,
  presso  tutte  le sedi istituzionali competenti, presso  la  RAI,
  affinché  quest'ultima  revochi  la  decisione  di  spostare   la
  struttura   di  produzione esterna da Palermo ad altra  sede,  al
  fine   di   garantire  la  piena  funzionalità  dell'informazione
  pubblica   nell'Isola   e  le  relative  professionalità   e   di
  intervenire,  anche,  per  il  rilancio  complessivo  e  per   il
  rafforzamento della sede regionale della RAI siciliana,  compreso
  il    settore    informativo    ed   ideativo-produttivo    della
  programmazione Radio televisiva.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  intervengo a favore della mozione presentata  da  una
  parte del Gruppo del Partito Democratico.
   La  sede  RAI  di  Palermo ospitava, fino  allo  scorso  agosto,
  l'unico pullman attrezzato per le riprese esterne  e per la regia
  mobile  del Meridione. Proprio il 14 di agosto, senza traccia  di
  alcuna  disposizione o provvedimento ufficiale,  questo  mezzo  è
  stato trasferito a Roma e messo a disposizione per le riprese  di
  spot  pubblicitari, mentre quello che era già dislocato a Roma  è
  stato trasferito a Bologna.
   E'  incredibile  che Palermo, la Sicilia ed il  Meridione  tutto
  siano  rimasti sprovvisti di un mezzo così prezioso. E'  evidente
  che,  senza  la regia mobile, non sarà più possibile  intervenire
  prontamente  su  tutti quei fatti di cronaca  che,  per  la  loro
  importanza,    assurgono   regolarmente   alla   ribalta    della
  informazione nazionale: i continui sbarchi di  quelli che vengono
  dal  mare'   come dice Lucio Dalla; i fatti di mafia; il  racket.
  Per  non  parlare del fatto che con la sola telecamera che  viene
  usata  attraverso il mezzo satellitare rimasto, sarà  impossibile
  seguire  iniziative culturali di spessore. E non ci sono soltanto
  fatti di cronaca nera, ma anche eventi culturali importanti,  per
  lo  stesso evento, tanto discutibile, di  O'Scià   a Lampedusa ci
  sono state difficoltà.
   La  pianta  organica  della  RAI  sembra  ormai  colpita  da  un
  incurabile  morbo che la sta facendo avvizzire, non  vengono  mai
  sostituiti  coloro  che  vanno  in  pensione,  non  sono  neanche
  previste,  nell'organico  della RAI  di  Palermo,  le  figure  di
  operatori di ripresa, cosicché i due operatori che erano  addetti
  al  pullman   sono  in  attesa di trasferimento  in  altra  sede,
  probabilmente  a  Napoli  che è la più  vicina,  oppure  dovranno
  essere  riconvertiti a professionalità diverse.  In  quest'ultima
  ipotesi  certamente si perderebbero  queste figure professionali.
   Nel  conto  dobbiamo mettere anche che alla Rai  siciliana  sono
  presenti decine di figure di precari. E mentre si parla tanto  di
  questa   grande  opportunità  che  dovrebbe  essere  la   fiction
   Agrodolce'  -  opportunità  di  cui  ancora  bisogna   conoscere
  concretamente numeri e cifre - non si capisce come  mai  la  Rai-
  Sicilia di fatto non produce, praticamente, più niente.
   Infatti,  in  questa fiction di Termini Imerese  sono  dislocati
  soltanto due tecnici della Rai, il resto è dato tutto in  appalto
  ad  esterni.   Un  posto al sole' per Napoli  ha  significato  un
  grande  momento  di  crescita per la Rai  stessa  del  Meridione,
  quella  di  Napoli, e per lo stesso territorio di Napoli,  mentre
  non   è   così  per   Agrodolce'  il  cui  titolo  sembra   tanto
  ironicamente  azzeccato,  per il gusto di  questo  incontestabile
  declino  siciliano,  quanto meno dal ruolo diretto  del  servizio
  pubblico televisivo.

                  Presidenza del Vipresidente Oddo

   Altre  regioni  a  Statuto speciale sono riuscite,  grazie  alla
  loro autonomia, a conservare le produzioni che avevano avviato  e
  la  Sicilia, nonostante la sua centralità simbolica e  geografica
  nel   Mediterraneo,  non  sta  facendo  niente  e  sta   perdendo
  l'opportunità  di costruire un proprio centro di produzione  Rai,
  abdicando   integralmente   al  privato   invece   di   sfruttare
  l'occasione  di  un potenziale prolifico affiancamento.  Un'altra
  occasione  persa  per riuscire a cogliere le opportunità  che  il
  nostro  Statuto  ci  offre  e  che  evidentemente  nessuno  vuole
  sfruttare

   BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI,  vicepresidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, intervengo per rafforzare  la  mozione,  per
  farla  mia,  per rappresentare - a nome di questo  Governo  -  le
  attività che abbiamo cercato di porre in essere, e in tal  senso,
  ho  qui  con  me  anche  il comunicato  stampa   che  mandai   in
  relazione  a  questo taglio delle riprese esterne che consideravo
  una beffa per la Sicilia.
     Come  Governo  abbiamo prontamente fatto  delle   richieste  e
  abbiamo  contestato  alla Rai la loro azione e  reclamato  quella
  centralità  che  i  colleghi  hanno più  volte  richiamato  e  la
  straordinaria importanza funzionale che quel pullman  ha  per  le
  riprese  delle   esterne' della Rai; abbiamo  quindi  contestato,
  abbiamo   richiesto  un  incontro,  ma  abbiamo  avuto   soltanto
  interlocuzioni di carattere informale e attendiamo  ulteriormente
  che  la  Rai  fissi un incontro. Lo abbiamo più volte sollecitato
  perché attraverso di  esso  ci possa essere una rivisitazione dei
  piani  industriali che hanno comportato, per la Rai, non soltanto
  la  cosiddetta  dismissione del pullman' che riguarda Palermo, ma
  anche  altre  parti  del  nostro  territorio,  come  quelle   che
  attengono, per esempio, alla zona di Bari.
   Stiamo  lavorando affinché attraverso questo incontro  si  possa
  rivisitare  il piano industriale, che consideriamo effettivamente
  troppo  penalizzante per la nostra Regione, ragione per la  quale
  il  Governo  fa  assolutamente  propria  ed  approva  la  mozione
  presentata dai colleghi.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Apprendi  dichiara   di
  apporre la propria firma alla mozione n. 9.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto di parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale e pongo in votazione la mozione n.
  9.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Discussione della mozione numero 23  Modifica del Decreto del
                             Presidente
    della Regione del  20/05/2008 al fine di renderlo più adeguato
                             a risolvere
     problematiche derivanti dalla pregressa gestione degli ATO
                              rifiuti

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  VI  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  n.  23   Modifica  del  decreto  del
  Presidente  della Regione del 20 maggio 2008 al fine di  renderlo
  più  adeguato  a  risolvere le delicate  problematiche  derivanti
  dalla  pregressa  gestione  degli ATO rifiuti ,  degli  onorevoli
  Laccoto, Gucciardi, Galvagno, Ammatuna, Bonomo, Fiorenza, Lupo.
   Ne do lettura:

                   L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'art.  45  della  legge  regionale n.  2  del  2007,  rubricato
  'Individuazione  dei nuovi ambiti territoriali  ottimali  per  la
  gestione dei rifiuti urbani' ha disposto la costituzione di nuovi
  ambiti  territoriali ottimali, per la cui gestione  i  comuni  si
  dovranno costituire in consorzio dotato di personalità giuridica,
  ed  ha  conferito  al  Presidente  della  Regione  il  potere  di
  disciplinare la fase transitoria dal pregresso regime degli ATO a
  quello   dei   consorzi,  sempre  in  attuazione  dell'articolata
  disciplina recata dal citato articolo 45;

   con  il  decreto  20  maggio  2008,  pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale  della  Regione siciliana 6  giugno  2008,  n.  25,  il
  Presidente  della  Regione,  pur  asserendo  di  agire  in  guisa
  attuativa  della citata disposizione di legge, in verità,  ne  ha
  violato la lettera e la ratio;

   numerose  appaiono  le  incongruenze e le  violazioni  di  legge
  contenute  nel  decreto,  inadeguato, peraltro,  a  risolvere  le
  problematiche  più  delicate derivanti dalla  pregressa  gestione
  degli ATO;

   considerato che:

   il  decreto  suddetto  dispone, per  un  verso,  che  l'autorità
  d'ambito  abbia un proprio fondo di dotazione, e  sia  dotata  di
  personalità  giuridica  pubblica e  di  autonomia  organizzativa,
  amministrativa,  patrimoniale, contabile, gestionale  e  tecnica,
  come  prescritto dalla legge e, per altro verso,  ha  apertamente
  violato la citata norma prevedendo che il fondo di dotazione  dei
  consorzi debba essere alimentato automaticamente dai comuni soci,
  ai  quali è stato imposto l'obbligo di istituire due capitoli  di
  bilancio  ai quali devono essere assegnate le somme necessarie  a
  colmare  le  perdite  subite dai consorzi  anche  a  causa  della
  mancata riscossione della T.I.A.;

   tali   disposizioni  impongono  ai  consorzi,  enti  dotati   di
  personalità  giuridica normati dal codice civile e, segnatamente,
  dalla parte relativa alle società per azioni, una disciplina  che
  invece è propria delle società di persone ove, come noto, i  soci
  sono solidamente responsabili;

   il  Presidente della Regione, con il citato decreto, esorbitando
  dalle   proprie  attribuzioni  istituzionali,  ha   violato   sia
  l'articolo  45  della  legge  regionale  n.  2  del   2007,   sia
  l'ordinaria  disciplina  del codice  civile,  non  derogabile  né
  modificabile con legge regionale;

   sotto  altro  profilo, il decreto del Presidente  della  Regione
  viola  apertamente la disciplina recata dall'art. 45 della  legge
  regionale n. 2 del 2007 anche nella parte in cui l'appena  citata
  norma  regionale dispone che ogni consorzio subentra nei rapporti
  attivi e passivi delle società d'ambito esistenti;

   infatti,  il decreto, al punto 27, ha disposto che la situazione
  debitoria di ciascuna società d'ambito al 31 dicembre 2008,  come
  accertato dal relativo presidente, dovrà essere ripartita  tra  i
  comuni  facenti parte della società d'ambito, e sarà  considerata
  in automatico 'debito accertato al singolo comune';

   anche  in questo caso è da rilevare la violazione dell'ordinario
  regime  del  funzionamento  delle  società  per  azioni  e  della
  responsabilità dei relativi soci poiché, come noto,  gli  ATO  da
  liquidare  sono  amministrati da società per  azioni  di  diritto
  comune, secondo la disciplina recata dal codice civile;

   nel  decreto,  inoltre, si prevede la nomina del commissario  ad
  acta per il caso di inadempimento dei comuni rispetto all'assurda
  imposizione  dell'obbligo di accollarsi i  debiti  degli  ATO  da
  porre in liquidazione e delle costituende autorità d'ambito;

   la  disciplina  imposta  con il precitato decreto  presidenziale
  viola, pertanto, l'autonomia degli enti locali costituzionalmente
  garantita;

   va  sottolineato,  infatti, che la nomina di un  commissario  ad
  acta  con poteri sostitutivi delle attribuzioni degli enti locali
  può  essere  disposta solo con legge che contempli tassativamente
  l'inadempimento legittimante il commissariamento;

   la  disciplina  recata dal citato decreto presidenziale,  cui  è
  seguita la circolare emanata dall'Agenzia regionale per i rifiuti
  e le acque, secondo la quale gli ATO virtuosi potrebbero rimanere
  in  vita,  fa  intravedere la possibilità  di  un  doppio  regime
  giuridico  (consorzi e ATO s.p.a) in contrasto con le  previsioni
  della legge n. 2 del 2007 e con la normativa vigente;

   ritenuto che:

   l'accollo  automatico dei debiti degli ATO  in  capo  ai  comuni
  provocherà, inevitabilmente, il loro dissesto finanziario;

   si    conferisce,   inopinatamente,   al   presidente   dell'ATO
  l'autorità  di  quantificare in modo autoritativo  il  debito  da
  trasferire  ai  comuni,  cui è sottratta  del  tutto  la  propria
  autonomia;

   inoltre,  ciò  determinerà una sorta di sanatoria  generalizzata
  rispetto  alle  eventuali irregolarità nell'adozione  degli  atti
  degli ATO che hanno generato negli anni l'immensa mole di debiti,
  quantificabile per difetto in circa 600 milioni di euro;

   la  disciplina  contenuta  nel decreto è  alquanto  superficiale
  poiché nulla dice circa i numerosi contenziosi fra comuni e ATO e
  fra comuni e società di gestione;

   il  decreto è poi assolutamente carente nella definizione di  un
  altro delicato aspetto, rilevato dalla relazione sugli ATO svolta
  dalla  sezione di controllo per la Regione siciliana della  Corte
  dei conti, e relativo all'applicabilità dell'IVA sulla TARSU che,
  in  sostanza, comporta l'esazione di un'imposta su una tassa, con
  il  conseguente  aumento della pressione  fiscale  a  carico  dei
  cittadini,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  modificare  il  decreto 20 maggio 2008  nella  parte  in  cui
  prevede  l'accollo  automatico da parte  dei  comuni  dei  debiti
  accumulati dagli ATO rifiuti;

   a  predisporre idonee procedure affinché tutti gli  atti  finora
  adottati dagli ATO siano sottoposti a controllo che ne attesti la
  regolarità,  affinché  non  siano i comuni  e,  in  definitiva  i
  cittadini,  a  pagare  le  conseguenza  di  gestioni  non  sempre
  oculate;

   a   modificare   il   decreto   20   maggio   2008,   prevedendo
  l'applicazione  delle  ordinarie procedure  di  liquidazione  che
  accertino  la  situazione patrimoniale, contabile  e  finanziaria
  delle società di gestione  (23)

   LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  presentato  questa  mozione nel mese di luglio  per  chiedere  la
  modifica del Decreto del Presidente della Regione del  20  maggio
  2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
  n. 25 del 6 giugno 2008.
   Con  questo decreto il Presidente della Regione, pure  asserendo
  di  agire  per attuare la legge regionale n. 2 del 2007, articolo
  45,  in  effetti, ne ha violato la disposizione e  quindi  ne  ha
  violato oltre alla lettera anche la ratio.
   E'  importante  che  avvenga  questa discussione,  anche  perché
  molti colleghi non conoscono la vicenda e prego anche l'Assessore
  per la Famiglia di seguire il mio intervento.
   In  questi  giorni  l'Agenzia  dei rifiuti   sta  commissariando
  alcuni    comuni,  iniziando  da  alcuni  A.T.O.,  chiedendo   di
  iscrivere, nel loro bilancio e di trasferire le somme dei  debiti
  degli  A.T.O.  stessi,   e di quelli che sono  stati  pagati  dai
  cittadini.
   A  parte l'illegittimità del provvedimento, perché questo  è  un
  abuso, nessuna norma di legge consente all'Agenzia dei rifiuti in
  regime   ordinario  di  potere  commissariare  gli   A.T.O.   Sta
  succedendo una cosa molto grave  Se così andasse, tutti i  comuni
  andrebbero  in dissesto e, praticamente, verrebbero sanate  tutte
  le irregolarità degli A.T.O.
   Voglio  solo  considerare,  onorevole  Assessore,  che  vi  sono
  alcuni problemi.
   Le  Commissioni tributarie, di primo e secondo grado, hanno,  di
  fatto, già ritenute illegittime alcune T.I.A. che non sono  state
  deliberate  dai  Consigli  comunali.  In  questo  caso,  noi   ci
  troveremmo  a chiedere ai comuni di pagare i debiti degli  A.T.O.
  che  corrispondono  a  milioni di euro. Ci troviamo  nell'assurdo
  che  alcuni comuni dovrebbero pagare due o tre  milioni  di  euro
  agli A.T.O. per somme che sono già state ritenute illegittime.
   Vorrei  fare  alcune  considerazioni,  onorevole  Assessore:  il
  decreto  del  Presidente della Regione,  testé  citato,  è  stato
  attuato  contro la normativa dell'articolo 45 della legge  2  del
  2007  perché  la  citata norma prevedeva che il Presidente  della
  Regione,  sentito  il   parere della  Giunta  regionale,   poteva
  trasferire  le  competenze degli A.T.O  ai  consorzi,  così  come
  previsto  dalla  legge.  Nessuna  norma,  però,  diceva  che   il
  Presidente  della Regione, senza portarlo in Giunta  di  Governo,
  poteva  gravare  i comuni dell'obbligo di pagare i  debiti  degli
  A.T.O.
   Un'altra  considerazione, onorevole Assessore. Si tratta  di  un
  problema  molto delicato e ci troviamo in una grande  confusione.
  L'Agenzia dei rifiuti agisce come se non avesse alcuna  norma  da
  rispettare.  Non  esiste,  perché già la  giurisprudenza  non  dà
  alcuna  possibilità che l'Agenzia dei rifiuti possa commissariare
  i comuni.
   Aggiungo che il TAR di Catania, come altri TAR, ha già di  fatto
  bloccato,  con provvedimento anche del Presidente della  Regione,
  il  commissariamento da parte degli A.T.O. Il decreto deve essere
  modificato  nella  parte  in  cui  è  riportato  che  i   comuni,
  direttamente, debbono pagare i debiti.
   La  ratio  della  legge approvata in Aula era  ben  diversa.  Si
  diceva  che  quelle che erano le attività siano esse passive  che
  attive,  degli  A.T.O., passavano ai consorzi,  ed  è  cosa   ben
  diversa,  perché  così  andremmo  a  fare  una  sanatoria   delle
  strutture degli A.T.O., ma non volute dagli enti locali.  Ricordo
  che  i  comuni sono stati obbligati, con un'ordinanza dell'allora
  Commissario per l'emergenza rifiuti ad approvare quello statuto e
  a  creare quegli A.TO. Se il decreto restasse così, praticamente,
  sarebbe  contro  la  norma  che  la  stessa  Assemblea  regionale
  siciliana ha approvato nella finanziaria del 2007.
   Ci  troviamo  dunque  di fronte anche ad un altro  assurdo:  gli
  A.T.O.  sono società per azioni e in quanto tali sono  sottoposti
  al   Codice  civile.  Essi  sono  formalmente  delle  personalità
  giuridiche   e  non avrebbe senso che, senza alcun  controllo  di
  legittimità  di  queste  somme  che  i  presidenti  degli   AT.O.
  quantificano,  senza  un  contraddittorio  con  i  comuni,  senza
  verificare  la  legittimità delle somme richieste  dagli  A.T.O.,
  tutto questo venga gravato sugli enti locali
   Io  penso che ci voglia maggiore attenzione da parte di tutto il
  Governo  regionale  e da parte dell'Assemblea  perché  non  venga
  perpretato questo stato di cose da parte dell'Agenzia rifiuti.
   Ricordiamo che il male degli A.T.O. non è nato né per volere  di
  questa  Assemblea né per volere degli enti locali,  ma   è  stata
  l'Agenzia,  attraverso il commissario straordinario  -  dato  che
  eravamo  in regime straordinario -  a volere questi A.T.O.  senza
  che  potessero  funzionare. Non c'erano ancora  gli  impianti  di
  compostaggio, non era partita la raccolta differenziata,  non  vi
  erano,  e  sono  da  venire, gli impianti  di  trasformazione  e,
  nonostante  ciò,  si sono costituiti a queste condizioni   questi
  AT.O.
     Ora,   attraverso  questo decreto, che si  ritiene  totalmente
  illegittimo,  l'Agenzia fa un'altra illegittimità (sono  arrivati
  in 50 comuni).
     Assessore alla Famiglia, dovrebbe ribellarsi anche  lei  oltre
  all'Assessore per il territorio, delegato per questa discussione,
  e  ritengo  che questo argomento vada immediatamente  portato  in
  giunta  di  Governo, non è possibile che l'Agenzia  continui  con
  questo  stato di cose e con questa confusione con poteri che  non
  ha.
   La  Corte  dei  conti  ravvisa  che:   vi  è  una  gestione  non
  cristallina degli A.T.O. .  Ci sono oltre 600 milioni di euro  di
  debiti   -  vi  è anche una dichiarazione dell'Assessore  per  la
  famiglia,    degli ATO - non è che vogliamo bloccare il  processo
  di   chiusura   di  questi  A.T.O.,  ma  vogliamo   bloccare   un
  procedimento  perverso  per cui gli enti  locali  che  non  hanno
  colpa,  che  hanno votato contro in alcune questioni relative  ai
  bilanci  degli  A.T.O.,  debbano pagare sic  et  simpliciter  una
  questione  che non è loro. Così continuando, onerovole-Assessore,
  succede  che  la  Regione  siciliana o gli  enti  locali  saranno
  costretti  ad ulteriori spese per ricorrere al TAR, per ricorrere
  al CGA e così discorrendo.
   Nel  frattempo, non vengono perseguitate quelle che  sono  state
  anche le leggerezze e le illegittimità fatte negli A.T.O..
   Allora,  noi  non siamo per una sanatoria delle  gestioni  degli
  A.T.O.;  vogliamo  premiare  quelli  che  sono  stati  bravi,  ma
  vogliamo penalizzare, sicuramente, gli  altri.
   La  parte  finale  della mozione  impegna  il  Presidente  della
  Regione  a  modificare il decreto del  20 maggio 2008  prevedendo
  l'applicazione  delle  ordinarie procedure  di  liquidazione  che
  accertino  la  situazione  patrimoniale contabile  e  finanziaria
  della  società  di  gestione, poi,  a modificare  il  decreto  20
  maggio  2008  nella parte in cui prevede l'accollo automatico  da
  parte  dei  comuni dei debiti accumulati dagli A.T.O. rifiuti,  a
  predisporre  idonee  procedure affinché  tutti  gli  atti  finora
  adottati dagli ATO siano sottoposti a controllo che ne attesti la
  regolarità  affinché  non  siano i comuni,   e  in  definitiva  i
  cittadini,  a  pagare  le  conseguenze  di  gestioni  non  sempre
  oculate.
   Mi  sia consentito  fare un piccolo emendamento per dire che  il
  Presidente  si  impegni  anche a bloccare l'operato  dell'Agenzia
  dei  rifiuti che commissaria i comuni senza averne la  competenza
  giuridica. Ciò per non creare un conflitto istituzionale fra  gli
  enti  locali,  che  così vedono lesa la loro  potestà,   la  loro
  autonomia,   rispetto  a  provvedimenti  che   sicuramente   sono
  illegittimi.
   Onorevole  Assessore, signor Presidente,  credo  che  su  questo
  l'Assemblea debba essere più attenta, perché non è possibile  che
  questa Agenzia continui ad operare nel dispregio delle norme.

   PRESIDENTE. Onorevole, la invito a concludere.

   LACCOTO.   Concludo,  signor Presidente, rivolgendo  un  appello
  affinché  l'Assemblea, nel caso in cui non  venisse  recepita  la
  mozione  per  modificare  questo decreto   al  fine  di  bloccare
  l'operato  dell'Agenzia per i rifiuti, ritorni  a  discutere,  in
  questa   sede,   mettendo   in  discussione   anche   l'esistenza
  dell'Agenzia, così come è formulata, e chiedendo all'Assessore di
  farsi   portavoce  in  Giunta  affinché  questo   decreto   venga
  modificato, non secondo quanto affermato dall'Agenzia, ma secondo
  quelle che sono le norme  in vigore.

   SORBELLO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SORBELLO,  assessore  per il territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   condividendo   gran   parte
  dell'intervento fatto dall'onorevole Laccoto,  vado subito ai tre
  punti  richiesti per l'impegno del Presidente della Regione:  Con
  riferimento  al primo punto della mozione con cui  si  chiede  al
  Presidente  della Regione l'impegno a modificare il DPR  n.  127,
  del   20  maggio  2008,   nella parte in  cui  prevede  l'accollo
  automatico  dei debiti accumulati dagli ATO rifiuti, si  premette
  che  quanto  indicato  alla lettera b)  del  punto  27  circa  la
  definizione   dei   rapporti  attivi   e   passivi,   rappresenta
  semplicemente   un   criterio  di  perequazione   relativa   alla
  ripartizione  del  debito  complessivo accertato;  debito  che  è
  relativo  alla  presentazione di servizi pubblici essenziali  con
  riflessi  sull'igiene e la sanità pubblica, per cui  è necessario
  che  tale  importo venga effettivamente corrisposto  al  fine  di
  consentire il rispetto dei parametri igienico-sanitari nonché  la
  protezione delle matrici ambientali.
   Si  precisa,  infine,  che nell'ottica di  perseverare  comunque
  l'esistenza  del  soggetto che deve assicurare la  continuità  di
  servizio  all'esercizio delle competenze  dei  comuni  nel  campo
  della   gestione   integrata  dei  rifiuti  e,  quindi,   evitare
  l'interruzione  del pubblico servizio, rimane comunque  salva  la
  facoltà  degli enti-soci di individuare nell'ambito della propria
  autonomia   decisionale   e   tramite   opportuna   deliberazione
  assembleare  altro  criterio di ripartizione purché  puntato  sul
  concetto   di   perequazione,  in  particolare  al    punto   27,
  disposizione   transitoria, viene specificato che successivamente
  verrà  ripartito il totale del debito sulla base della previsione
  contenuta   nel   piano   annuale  o   nel   bilancio   approvato
  nell'assemblea dei soci della società d'ambito o in difetto sulla
  base per il 30 per cento dei rifiuti prodotti nel 2007, e per  il
  70   per cento sulla base della popolazione residente sulla  base
  dei dati ISTAT 2007.
   E'  di  tutta evidenza che la ripartizione si effettua  soltanto
  in  difetto, cioè quando non esiste né una previsione  nel  piano
  annuale,  che  si  ricorda è obbligatorio a norma  dello  statuto
  societario  che  le  società  d'ambito  approvano  entro  il   30
  settembre  di  ogni  anno,   o  nel  bilancio  consuntivo  che  è
  necessario che le società approvino entro il 30 giugno  dell'anno
  successivo.
     Con  riferimento  al secondo punto della mozione,  in  cui  si
  chiede al Presidente della Regione l'impegno a predisporre idonee
  procedure affinché tutti gli atti finora adottati dagli ATO siano
  sottoposti a controllo che ne attesti la regolarità affinché  non
  siano  i  comuni  e  in  definitiva  i  cittadini  a  pagare   le
  conseguenze  di gestione non sempre oculate, si richiama  che  in
  via preliminare, quanto indicato dal Codice civile in merito alle
  competenze,   dovere e potere e responsabilità circa l'osservanza
  del rispetto dei principi legislativi, regolamentari e statutari,
  nonché  della corretta amministrazione e funzionamento societario
  in  capo  al  collegio  sindacale e  alla  società  di  revisione
  contabile  ai  sensi  dell'articolo  2403   Doveri  del  Collegio
  sindacale :   Il Collegio sindacale vigila sull'osservanza  della
  legge,  dello  Statuto,  sul rispetto dei  principi  di  corretta
  amministrazione,  in  particolare  sull'adeguatezza  dell'assetto
  organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla  società
  e sul suo concreto

   CRACOLICI. Chi prevede ciò?

   SORBELLO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Il  Codice
  civile,  all'articolo 2403,  Doveri del Collegio sindacale ,  che
  così recita:
     «I  sindaci  possono, in qualsiasi momento,  procedere,  anche
  individualmente,  ad  atti  di  ispezione  e  di  controllo.   Il
  Collegio  sindacale  può  chiedere agli  amministratori  notizie,
  anche, con riferimento a società controllate sull'andamento delle
  operazioni  sociali  e  su  determinati  affari;  può,   altresì,
  scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle  società
  controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo e
  andamento  generale  delle  attività sociali».  Gli  accertamenti
  eseguiti devono risultare dal libro previsto dall'articolo  2421,
  primo comma, n. 5: «Nell'espletamento di specifiche operazioni di
  ispezione   e   di   controllo  i  sindaci,  sotto   la   propria
  responsabilità, e a proprie spese, possono avvalersi  dei  propri
  dipendenti  ed  ausiliari  che  non  si  trovano  in  una   delle
  condizioni  previste dall'articolo 2399. L'organo  amministrativo
  può rifiutare agli ausiliari e dipendenti dei sindaci l'accesso a
  informazioni riservate».
    Omissione degli amministratori :
     «In  caso  di omissione o di ingiustificato ritardo  da  parte
  degli   amministratori  il  collegio  sindacale  deve   convocare
  l'assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge».
    Amministrazione convocata :
      Se   nell'espletamento  del  suo  incarico   ravvisi    fatti
  censurabili  di rilevante gravità e vi sia urgente  necessità  di
  provvedere a delle responsabilità. Sui  fatti e  sui documenti di
  chi  hanno  conoscenza  per ragioni del loro  ufficio  essi  sono
  responsabili solidamente con gli amministratori; per i fatti e le
  omissioni  di questi quando il danno non si sarebbe  prodotto  se
  essi  avessero  vigilato in conformità agli obblighi  della  loro
  carica.   All'azione  di  responsabilità  contro  i  sindaci   si
  applicano, in quanto compatibili, disposizioni degli articoli».
     Denuncia al Tribunale :
      «Se  vi  è  fondato  sospetto  che  gli  amministratori,   in
  violazione  dei loro doveri, abbiano compiuto gravi  irregolarità
  sulla  gestione che possano recare danno alla società  e  ad  una
  delle società controllate, i soci che rappresentano il decimo del
  capitale,  e  nelle  società che fanno  ricorso  al  mercato  del
  capitale  di rischio, il ventesimo del capitale sociale,  possono
  denunziare  i  fatti al tribunale, con ricorso  notificato  anche
  alla  società.  Lo  statuto può prevedere percentuali  minori  di
  partecipazione».
     Poi  vi  è   tutto  il controllo contabile e le  funzioni  del
  controllo.
   Con  riferimento al terzo punto della mozione, in cui si  chiede
  al  Presidente della Regione l'impegno a modificare il decreto n.
  127 del 20 maggio 2008, prevedendo l'applicazione delle ordinarie
  procedure   di   liquidazione   che   accertino   la   situazione
  patrimoniale, contabile e finanziaria delle società di  gestione,
  si ritiene che la modalità indicata nel punto 27 della lettera b)
  prevedendo   la   condizione   di  pareggio   con   l'esposizione
  finanziaria  da  parte dei soci, sia conforme  con  le  ordinarie
  procedure  di  liquidazione  della  società  di  capitale  perché
  rientra nelle procedure previste dal Codice civile, in materia di
  scioglimento e di liquidazione.
   Il   soggetto   deputato  all'accertamento  è  il   liquidatore,
  nominato   dall'assemblea  dei  soci,   solo  come   suggerimento
  effettuato al solo fine di economia di spesa con la direttiva  di
  accompagnamento   citata.   Si  è  suggerito   di   nominare   un
  amministratore  unico che potrebbe diventare successivamente,  su
  specifica nomina dei soci, il commissario liquidatore.
   In  definitiva,  il  Governo è d'accordo  sul  secondo  e  terzo
  punto,  mentre per il primo punto non è d'accordo in quanto,  tra
  l'altro,  abbiamo  già disposto il disegno di legge  che  accerta
  tutta  quanta la problematica relativa. Tra l'altro, il   Governo
  si  era impegnato ad un rinvio della data per quanto riguarda ciò
  che in questa Assemblea è stato discusso; noi saremo pronti, già,
  nei  prossimi giorni, con il disegno di legge per concertarlo con
  l'ANCI, con le associazioni, con i rappresentanti dei comuni  per
  approdare poi in quest'Aula.

   LACCOTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, avevo accettato
  i  punti  2  e  3  ma  c'era un'altra parte dell'emendamento  che
  prevede   di  bloccare  l'Agenzia  per  i  rifiuti  mediante   il
  commissariamento.
   Giorno dopo giorno, stanno avvenendo cose gravi; considerato che
  voglio far capire la gravità delle questioni, dico soltanto che i
  suoi Uffici hanno preparato il richiamo al Codice civile.
   Sono  d'accordo  Le S.p.A. ATO sono  regolate dal Codice civile,
  quindi, non vi può essere alcuna norma regionale in contrasto con
  quelle  che sono le norme del Codice civile di società per azioni
  che possono imporre ai comuni di pagare i debiti.
   Dico  di  più,  Assessore,  anche  per  capire  la  gravità  del
  concetto. Ho l'impressione che l'Agenzia stia operando in fase di
  illegittimità  totale. Sono state espletate  delle  gare  in  cui
  alcune  associazioni temporanee demandavano alle  stesse  società
  che hanno vinto la gara la riscossione delle tariffe delle TIA.
   Adesso,  una  norma, dopo che le società dovevano riscuotere  le
  TIA, non può presentarsi e dire ai comuni: no, tu paghi il debito
  degli   ATO.   Dico  ciò,  intanto,  perché,  oltre  che   ledere
  l'autonomia  degli enti locali, vi è un fatto più  grave.  Queste
  TIA   sono  già  state  dichiarate  illegittime  dal  TAR,  dalla
  Commissione di primo grado, dalla Commissione di secondo grado.
   Ora,  lei  pensa  che  un provvedimento dell'Agenzia  che  manda
  Commissari  in tutta la Sicilia possa dire: no, tu crei  capitoli
  del bilancio, te ne freghi.
   Alcuni  dicono  che bisogna versare agli ATO queste  somme.   Si
  tratta  di milioni e milioni di euro. L'ATO - voglio farlo capire
  perché è un fatto molto grave - è una società per azioni, ha  una
  sua  responsabilità giuridica, economica ed ha una sua autonomia.
  Non  è  possibile.  La  legge regionale approvata  dall'Aula  non
  prevedeva che i comuni dovessero pagare direttamente.
   Assessore,  è un fatto molto grave. La legge, all'articolo   45,
  ha disposto la costituzione di nuovi Ambiti territoriali ottimali
  per  la cui gestione i comuni si dovranno costituire in consorzio
  dotato  di  personalità giuridica ed ha conferito  al  Presidente
  della  Regione il potere di disciplinare la fase transitoria  nel
  pregresso  regime  degli  ATO e quello dei  consorzi,  sempre  in
  attuazione    dell'articolato  disciplina  previsto  dal   citato
  articolo 45.
   Questa  disciplina  diceva  che  veniva  praticamente  fatta  la
  disciplina   transitoria,  previa  delibera  del   parere   della
  Commissione  competente,  cioè la quarta.   Bene,  non  c'era  la
  competente  Commissione, va bene, ma sicuramente la  delibera  di
  Giunta   era   necessaria,  ma  era  anche   necessario   l'altro
  presupposto  previsto dalla legge, cioè il passaggio  dei  debiti
  sicuramente ai Consorzi e non già ai Comuni.
   Su   questo  argomento,  c'è  un  fatto  molto  grave.   C'è  la
  possibilità  che si verifichi - al di là del fatto  che  sta  già
  accadendo  -  un contenzioso enorme e che, oltre alla  Corte  dei
  conti, intervengano anche altri fatti molto spiacevoli.
  Ora, nessuno vuole fermare il processo di scioglimento degli  ATO
  -  siamo  stati  favorevoli e lo siamo ancora, in  maniera  molto
  chiara  -  ma  si  trattava di un passaggio ai  Consorzi,  previa
  verifica  delle  condizioni perchè non  sia  automaticamente  io,
  Agenzia rifiuti, che mando il Commissario ai Comuni, dico che  mi
  devi  versare  delle somme e li mando in dissesto per  pagare  le
  colpe  di  amministratori di ATO. Tra l'altro è contro il  Codice
  civile,  contro  la legge regionale. Per questo  motivo,  dico  e
  raccomando ai componenti del Governo presenti, all'Assessore,  al
  Vicepresidente e all'Assessore per la famiglia di farsi portavoce
  per la modifica di questo decreto.

    Richiesta di apposizione di firma da parte dell'intero Gruppo
       democratico dell'ARS alla mozione n. 23 in discussione

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, chiedo di apporre  la  mia  firma
  alla mozione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PANARELLO.  Preannuncio  che voterò a  favore  della  mozione  e
  credo  che  la  stessa risposta data dall'Assessore,  in  qualche
  maniera,  sottolinei l'opportunità che il Governo accetti  questo
  atto  di  indirizzo per evitare che una norma giusta che  abbiamo
  sostenuto  per  modificare il sistema degli ATO, per  sostituirlo
  anche riducendone il numero attraverso la misura dei consorzi non
  dia  luogo ad un conflitto con i comuni in maniera indiscriminata
  anche  perché  come  giustamente,  come  sottolinea  la  mozione,
  andrebbe  verificato l'atteggiamento che i singoli  comuni  hanno
  avuto nei confronti degli atti che i diversi ATO hanno compiuto e
  non si possono assumere gli stessi orientamenti nei confronti dei
  comuni virtuosi e dei comuni che invece virtuosi non sono stati.
   E,  per  altro  verso, non si può immaginare che questo  decreto
  diventi una sorta di sanatoria nei confronti di tutti gli ATO.
      Anche  qui,  abbiamo avuto degli ATO che  hanno  gestito,  in
  maniera  seria, il compito che avevano avuto, che  hanno  operato
  correttamente,  che  non sono fortemente  indebitati;   ci  sono,
  invece,  degli ATO, per esempio, nella provincia di Messina,  che
  hanno  operato in maniera molto discutibile e molto discussa  dai
  cittadini, dalle associazioni dei consumatori ma anche  da  molti
  comuni che sono stati esautorati, nei fatti, dalla possibilità di
  far  valere  il  proprio punto di vista, di  modificare  i  piani
  industriali,  di  subire  le  scelte  che  diversi  Consigli   di
  amministrazione  hanno  compiuto  al  di  fuori  di  un  corretto
  rapporto con l'assemblea dei soci.
   Proprio per queste ragioni, credo che la mozione presentata  dal
  collega  Laccoto risponda all'esigenza di innovare il sistema  ma
  facendo  in  modo che il rapporto tra la Regione e i Comuni  che,
  peraltro,  il  decreto stesso vuole protagonisti di questa  nuova
  fase,  sia un rapporto corretto che distingua tra Comune e Comune
  e  che riversi gli oneri non in maniera automatica ma in rapporto
  alla responsabilità eventuale che ogni singolo amministratore  ha
  avuto nelle singole vicende.

   DI GUARDO. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore, la questione che pone l'argomento oggi all'ordine  del
  giorno è fin troppo ovvio che interessa tutti i Comuni, anche  se
  la  questione, se affrontata in termini di apparenza, rischia  di
  travolgere  comunque  i  Comuni  e  la  questione  ambientale  in
  Sicilia.
   Sono  totalmente d'accordo ed appongo la mia firma alla  mozione
  presentata dall'onorevole Laccoto e dagli altri colleghi.
   Vorrei  che  lei ponesse l'attenzione su un elemento  aggiuntivo
  che  è  la  questione delle discariche. A me pare  che  tutte  le
  discariche  pubbliche stiano chiudendo, anche se  so  che  lei  è
  intervenuto per dare soluzione immediata ad alcune autorizzazioni
  e lo ha fatto in maniera brillante.
   Se,  con  il  tema posto oggi, poi, l'onorevole  Laccoto  e  gli
  altri colleghi parlamentari, il suo Governo e il Presidente della
  Regione  dovessero intendere un'approvazione dello  statuto  tipo
  dei  nuovi  Consorzi a colpi di commissario, con una sostituzione
  dei Consigli comunali che hanno necessità di capire e comprendere
  per  intero,  credo  che questa volta scoppierà  sicuramente  una
  grande  contraddizione,  una frattura fra  gli  enti  locali  che
  rappresentano comunque i cittadini e il Governo della Regione.
   Dicevo,  all'inizio, che c'è un tema che, alla  fine,  è  quello
  banale  relativo  al fatto di ridurre  i costi  del  servizio  ed
  avere la pulizia nei centri urbani e, soprattutto, arrivare  alla
  raccolta  differenziata ,spinta che consentirebbe di  avere  meno
  rifiuti solidi urbani portati in discarica.
   Oggi,  infatti  - e gradirei che lei, su questo,  verificasse  -
  attraverso  l'Agenzia regionale delle acque e dei  rifiuti  -  il
  costo  complessivo; non capisco infatti perché questo deve essere
  fissato  con decreto del Presidente della Regione del  precedente
  Governo.
   Oggi,  ci  siamo attestati ad oltre cento euro a tonnellata,  in
  discariche  che  sono soltanto gestite da soggetti  privati.  Nei
  prossimi giorni, presenterò una interrogazione sulla discarica di
  Siculiana  e si tratta di una questione molto seria  che  ha  una
  serie di risvolti.
   Su  questo, assieme all'Anci ed all'Assessore per la famiglia  è
  urgente organizzare una conferenza che tocchi tali temi,  che  vi
  sia  una concertazione tra enti locali sulla questione, assessore
  Scoma, che riguardi in particolare  la restituzione dell'IVA
   C'è  una norma che è stata approvata da questo Parlamento e  che
  deve  essere applicata, così  come avviene nelle altre 19 regioni
  d'Italia in cui l'IVA viene restituita ai Comuni; è un'imposta  a
  cascata, per cui noi avremmo una riduzione dei costi di circa  il
  20  per  cento complessivamente. Tutto ciò renderebbe il balzello
  meno pesante sulle spalle e sulle tasche dei cittadini.
   Partendo,  quindi,  dall'ordine del giorno  odierno,  la  prego,
  Assessore  e  mi rivolgo anche all'Assessore per la famiglia,  di
  fissare  una  Conferenza  di servizi con l'Anci  sulla  questione
  delle  discariche, sulla mappatura delle discariche  in  Sicilia,
  sui costi e di fare il punto sulla raccolta differenziata.
   Se  il  presidente Lombardo pensa di commissariare tutti  i  380
  Comuni  siciliani avrebbe perso la battaglia in  partenza  perché
  ritengo che su questa questione serva anche una negoziazione  con
  i  Comuni  che  sono  stati virtuosi: che  occorra  una  maggiore
  omogeneità territoriale, cioè è necessario che non si viaggi  per
  slogan  o per annunci ma che sulla politica dell'ambiente,  sulla
  politica  della  raccolta dei rifiuti urbani  ci  sia  una  seria
  attività di governo.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  dire
  all'onorevole  Laccoto che, in qualche misura, penso  che  sbagli
  quando   ritiene   che  gli  enti  locali  non   abbiano   alcuna
  responsabilità nel Governo e nella gestione degli ATO.
   In  questo  Parlamento,  faremmo bene a recitare  anche  il  mea
  culpa  per disattenzioni che, nel passato, ci sono state  e  sono
  state tante rispetto agli ATO.
   Gli  enti locali fanno parte integrante, compongono l'Assemblea,
  sono  i  veri attori degli ATO. Il problema è che, negli ATO,  in
  qualche   misura,  si  manifesta  tutta  la  schizofrenia   della
  politica,  una  sorta  di  patologia  anticorporale  per  cui  la
  politica attacca se stessa.
   Abbiamo  avuto sindaci, amministratori locali che  hanno  eletto
  gli  amministratori dell'ATO e, poi, si sono rivoltati contro  di
  loro e non li hanno riconosciuti.
   E'   questo  il  vero  dato  politico  degli  ATO  che  sono  il
  fallimento della politica; su questi enti, probabilmente, abbiamo
  sbagliato  nel  momento in cui abbiamo immaginato  gli  ATO  come
  società per azioni ed è stato questo il vero grande errore perché
  sono  state  ritenute altra cosa rispetto alla politica  ed  agli
  enti locali.
   Tuttavia,  Assessore  per  la  famiglia  e  Assessore   per   il
  territorio e l'ambiente, vorrei che, adesso, non commettessimo un
  ulteriore  errore, cioè quello di commissariare i  Comuni  in  un
  momento  in  cui gli stessi dovrebbero fare propri i  debiti  che
  dovrebbero invece essere pagati dai cittadini che non  hanno  più
  creduto  alla  politica,  non hanno creduto  agli  ATO  ed  hanno
  finito, con un'azione rivoltosa, per non pagare.
   Ed  allora, la vera verità è che il problema, onorevole Laccoto,
  si  risolve  con la legge, definendo bene quali sono  gli  ambiti
  territoriali, differenziandoli dagli ambiti ottimali, cercando di
  creare  un momento, un anno di sanatoria perché la gente paghi  e
  continui   a   credere   alla   politica   e   creda   nuovamente
  all'amministrazione degli ATO e perché, finalmente,  in  Sicilia,
  si   possa  pagare  lo  stesso  prezzo  della  spazzatura,   come
  dell'acqua e dell'Enel che sono beni primari in tutta la Sicilia,
  da Lampedusa ad Enna.
   Ed  allora,  onorevole  Assessore, la mia raccomandazione  -  la
  prenda  come  raccomandazione  -  è  che  si  interloquisca   con
  l'Agenzia,  per evitare che, in questo momento,  in  cui  si  sta
  esitando  la legge, possano esservi Comuni che possano andare  in
  dissesto  perché  un  Commissario arriva  e  legifera,  togliendo
  risorse  fondamentali alla vita degli enti locali, in un momento,
  peraltro drammatico, e che comporterebbe un disastro.
   Dobbiamo,  invece, affrettare perchè la norma legislativa  normi
  definitivamente  il  tutto  ed  in  questo  lasso  di  tempo   la
  raccomandazione che le chiedo, che le faccio, è  di  evitare  che
  vengano introdotti i commissariamenti.

   DONEGANI. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, l'intero gruppo del Partito democratico  ha
  chiesto di apporre la propria firma alla mozione numero 23.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione la mozione numero 23. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

         Per la trattazione urgente della mozione numero 48

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   dovrei
  sollevare  una  questione relativamente alle  mozioni.  Non  l'ho
  fatto nel tempo dovuto, prescritto dal Regolamento, quando lei ha
  letto le mozioni e lo faccio adesso a fine seduta.
   Chiedo  che sia fissata, con carattere d'urgenza, la trattazione
  della  mozione n. 48 letta, stasera, in Aula, recante «Iniziative
  a  livello centrale per attivare azioni di contrasto alla manovra
  statale  sulla    questione scuola' nella Regione  siciliana»,  a
  firma degli onorevoli Barbagallo ed altri.
   Di  norma,  la  data di discussione è demandata alla  Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  ma  vorrei  chiedere,
  invece,  che la trattazione sia fissata in Aula adesso perché  ha
  carattere  di  urgenza,  in quanto c'è una  manovra  del  Governo
  nazionale  che tende a tagliare  centinaia di posti di lavoro  in
  Sicilia  ed  a  dare  un colpo durissimo alla  formazione  ed  al
  percorso pedagogico nella nostra Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, della mozione  in  questione  è
  stata  soltanto data la  comunicazione della presentazione,  essa
  sarà  letta  all'apertura della prossima seduta,  quindi,  prendo
  atto  del suo intervento, ma è chiaro che sarà letta all'apertura
  della prossima seduta.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad  oggi,  martedì  30
  settembre  2008,  alle  ore 19.25, con  il  seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


    I  -COMUNICAZIONI
  II  - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D),
  E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
      N. 36 -  Procedure  per  lo scioglimento  dell'AST  Sistemi
            s.p.a. con garanzie per i posti di lavoro pregressi.

     N. 37 -  Impegno  del  Governo della Regione a  riferire  in
            merito  ai  contrasti intervenuti a livello  centrale
            riguardo   alla   proposta  di   riforma   in   senso
            federalistico dello Stato.

     N. 38 - Interventi  del Governo della Regione per  risolvere
             il   contenzioso   relativo  all'inquadramento   dei
             vincitori  del concorso per dirigente  tecnico  VIII
             livello retributivo.

     N. 39 -  Iniziative per la valorizzazione del personale  del
            corpo forestale della Sicilia.

     N. 40 -  Interventi per individuare soluzioni legislative  a
            favore dei proprietari terrieri gravati da uso civico
            sul demanio di Castronovo di Sicilia (PA).

     N. 41  -   Iniziative  tendenti  a sviluppare  nelle  scuole
            della Regione siciliana lo studio della storia ed  al
            fine  di inserire nella toponomastica della città  di
            Palermo  una  piazza che ricordi l'eccidio  del  1866
            denominato 'Rivolta del sette e mezzo'.

     N. 42 -    Richiesta  dello  stato di  calamità  naturale  a
            seguito  degli  eventi climatici  calamitosi  del  13
            settembre 2008.

     N. 43  -   Interventi presso il Governo nazionale al fine di
            salvaguardare la specificità degli uffici  giudiziari
            di Caltanissetta e Gela.

     N. 44  -    Razionalizzazione  del servizio  di  urgenza  ed
            emergenza 118 in Sicilia.

     N. 45 -   Provvedimenti   relativi  ai  percorsi   formativi
            triennali  di  IeFP (Tipologia B), per  i  minori  in
            obbligo  di  istruzione  in  Sicilia  per  gli   anni
            2007/2008 e 2008/2009.

     N. 46 -  Assegnazione agli enti territoriali degli immobili,
            compresi  nelle  quote societarie, appartenenti  alle
            società confiscate.

     N. 47 -   Iniziative  finalizzate  a  garantire  trasparenza
            nelle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni.

     N. 48  -   Iniziative,  a  livello  centrale,  per  attivare
            azioni  di  contrasto  alla  manovra  statale   sulla
            'questione scuola' nella Regione siciliana.

     N. 49 -  Iniziative al fine di garantire il reintegro  delle
            risorse  finanziarie  finalizzate  alla  manutenzione
            della viabilità provinciale in Sicilia.

    III  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
       -Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
         sanitaria e socio-sanitaria regionale (n. 173/A)
             Relatore: on.le  Lo Giudice

    IV   -  DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE  ECONOMICO-
     FINANZIARIA PER GLI ANNI 2009-2013
  V  -ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA
  PER LA TRASPARENZA, L'IMPARZIALITÀ DELLE PUBBLICHE
  AMMINISTRAZIONI E LA VERIFICA DELLE SITUAZIONI PATRIMONIALI.

                  La seduta è tolta alle ore 19.20.

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli