Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi e missioni
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli: Bosco, Scilla e Marinese in data odierna;
l'onorevole Beninati dal 30 settembre al 2 ottobre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'onorevole Gennuso è in missione, per ragioni del
suo ufficio, dal 30 settembre al 2 ottobre. 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Riconoscimento della funzione sociale ed educativa
svolta dagli oratori parrocchiali nella Regione (n. 210)
presentato dall'onorevole Limoli in data 19 settembre
2008
- Misure di razionalizzazione delle spese per il
personale e interventi finalizzati al reclutamento (n.
211)
presentato dagli onorevoli Maira, Dina, Cordaro, Lo
Giudice, Fagone, Ragusa, Cascio S. in data 19 settembre
2008
- Norme per la promozione del protagonismo giovanile e
della partecipazione alla vita sociale (n. 212)
presentato dagli onorevoli Fagone, Dina, Ragusa in data
19 settembre 2008
- Norme per l'elezione del sindaco e del presidente della
provincia regionale e per l'attribuzione dei seggi nei
consigli comunali e provinciali. Incompatibilità,
ineleggibilità (n. 213)
presentato dall'onorevole Fagone in data 19 settembre
2008
- Disposizioni regionali per le attività fisiche (n.
214)
presentato dall'onorevole Fagone in data 19 settembre
2008
- Norme per l'apertura di una casa da gioco nel comune di
Taormina (n. 215)
presentato dagli onorevoli Leanza N., De Luca, Arena,
Romano, D'Antoni, D'Agostino, Forzese in data 19
settembre 2008
- Istituzione dell'Agenzia regionale per l'Emergenza-
urgenza sanitaria 118 (n. 218)
presentato dagli onorevoli D'Antoni, Arena, Forzese in
data 26 settembre 2008
- Iniziative a sostegno delle attività dei teatri dei
pupi e dei pupari siciliani (n. 219)
presentato dagli onorevoli Caputo, Arico', Buzzanza,
Currenti, Falcone, Marrocco, Pogliese, Scilla, Vinciullo
in data 26 settembre 2008
- Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore
industriale in Sicilia in attuazione del Programma
Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (P.O. FESR
2007/2013) (n. 220)
di iniziativa governativa presentato dal presidente della
Regione (Lombardo) su proposta dell'assessore regionale
per l'industria (Gianni) in data 26 settembre 2008
- Norme in materia di segretari comunali e provinciali
della Regione; istituzione dell'Albo regionale;
istituzione, regolamentazione, organizzazione e
funzionamento dell'Agenzia autonoma regionale per la
gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali;
istituzione della Scuola superiore della pubblica
amministrazione locale siciliana (n. 221)
presentato dagli onorevoli Caputo, Arico', Buzzanza,
Currenti, Falcone, Marrocco, Pogliese, Scilla, Formica,
Vinciullo in data 26 settembre 2008
- Norme in materia di beni civici e di diritto d'uso
civico (n. 222)
presentato dagli onorevoli Caputo, Arico', Mineo,
Buzzanza, Currenti, Falcone, Marrocco, Pogliese, Scilla,
Vinciullo in data 26 settembre 2008
- Testo unico in materia di protezione civile (n. 223)
presentato dagli onorevoli Ruggirello, Leanza Nicola in
data 26 settembre 2008
- Inquadramento personale nel ruolo, anche in
soprannumero, di cui agli articoli 5 e 6 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, in attuazione del comma
553 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244
(n. 224)
presentato dagli onorevoli Marrocco, Pogliese, Arico',
Buzzanca, Caputo, Currenti, Falcone, Formica, Vinciullo in
data 26 settembre 2008
- Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio (n.
225)
presentato dagli onorevoli Formica, Mancuso in data 26
settembre 2008
- Nuove norme per le concessioni demaniali finalizzate
alla realizzazione della portualità in Sicilia (n. 226)
presentato dagli onorevoli Formica, Mancuso in data 26
settembre 2008
- Riordino delle aziende sanitarie della Regione ed
istituzione dell'agenzia regionale per i servizi sanitari
(n. 227)
presentato dagli onorevoli Caputo, Marinese, Correnti,
Corona, Adamo, Mancuso, Leanza E., Cristaudo, Leontini,
Vinciullo, Greco, Limoli, Torregrossa, D'Asero, Bosco,
Scammacca, Campagna, Marrocco, Scilla in data 26 settembre
2008
Annunzio di presentazione e contestuale comunicazione di invio
di disegni di legge alle competenti commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge
sono stati presentati e inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile
2006, n. 14 e alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,
recanti norme sul riordino della legislazione in materia
forestale (n. 216)
- presentato dall'onorevole Caputo in data 19 settembre
2008
- inviato in data 22 settembre 2008
PARERE III
- Provvedimenti a favore dei soggetti danneggiati
dall'incendio del 18 agosto 2008 in Palermo, via
Pindemonte. Istituzione di un Fondo di solidarietà per i
soggetti danneggiati da eventi calamitosi (n. 217)
- presentato dall'onorevole Caputo in data 22 settembre
2008
- inviato in data 24 settembre 2008
- Disposizioni in materia di lavoratori forestali a tempo
determinato (n. 228).
- presentato dall'onorevole Colianni in data 26 settembre
2008
- inviato in data 29 settembre 2008
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Abrogazione del comma 1 dell'articolo 17 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15. Norme in materia di
indennità di funzione e di gettone di presenza spettanti ai
consiglieri di circoscrizione (n. 63)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
- Istituzione del consigliere comunale aggiunto per i
cittadini non comunitari (n. 92)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
- Misure per la diffusione dei dati relativi alla
concessione di contributi e finanziamenti da parte della
Regione (n. 115)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
- Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta
sull'efficace e l'efficienza del Servizio sanitario
regionale, sulle cause dello sforamento della spesa
sanitaria e sugli errori in campo sanitario (n. 123)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
PARERE VI
- Modifica dell'articolo 19 della legge regionale 6 marzo
1986, n. 9 relativa alla definizione dei caratteri delle
aree metropolitane (n. 127)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
- Norme per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale (n. 144)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
- Interventi a sostegno degli enti locali, di cooperative,
associazioni onlus e comunità di recupero, assegnatari di
beni confiscati (n. 145)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
- Norme a tutela delle famiglie dei lavoratori siciliani
caduti sul posto di lavoro (n. 147)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
- Norme in materia di polizia locale (n. 180)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
Disposizioni in materia di solidarietà in favore delle
vittime della mafia. Modifiche alla legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 (n. 183)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
PARERE ANTIMAFIA
Istituzione della Commissione regionale per la promozione di
pari opportunità tra uomo e donna nella Regione siciliana
(n. 184)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
Istituzione del servizio civile in Sicilia (n. 186)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
Norme per l'utilizzo della carta riciclata e per la raccolta
differenziata della carta di rifiuto negli uffici pubblici
regionali e negli enti locali (n. 191)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
Provvedimenti a favore dei soggetti danneggiati
dall'incendio del 18 agosto 2008 in Palermo, via Pindemonte.
Istituzione di un Fondo di solidarietà per i soggetti
danneggiati da eventi calamitosi (n. 207)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in Ente
regionale per le infrastrutture demaniali, per l'energia
alternativa e per le aree rurali (ERIDEA) (n. 44)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
PARERE I
Trasformazione dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) in Ente
regionale per le infrastrutture demaniali, dell'energia
alternativa e delle aree rurali (ESIDE) (n. 97)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
PARERE I
Norme in favore delle aziende viticole e vitivinicole
colpite da gravi fitopatie (n. 118)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
Norme per l'istituzionalizzazione dei mercati contadini (n.
139)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
Disposizioni in materia di apertura e chiusura degli
esercizi commerciali. Modifiche agli articoli 12 e 13 della
legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 (n. 185)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 18 settembre 2008
PARERE I
Riconoscimento regionale delle organizzazioni di produttori
della pesca (n. 196)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Norme sull'ittiturismo (n. 46)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
PARERE I
Nuove norme in materia di sviluppo turistico. Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 15 settembre 2005, n. 10
(n. 206)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 24 settembre 2008
Disposizioni in materia di lavoratori forestali a tempo
determinato (n. 228)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Interventi a favore dei borghi storici della Sicilia (n.
155)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
PARERE I
Interventi per la valorizzazione storico-culturale dei
mulini a vento e per la coltivazione tradizionale del sale
marino (n. 158)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 29 settembre 2008
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 19 settembre 2008
l'onorevole Caputo ha ritirato il disegno di legge Norme
sull'ittiturismo (n. 195).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Ambiente e Territorio'
ha reso il seguente parere:
Piano di propaganda 2008-2009 (n. 3/IV)
reso in data 25 settembre 2008
inviato in data 29 settembre 2008
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Fiorenza, Marrocco,
Maira, Corona, Adamo, Caputo, Cordaro, D'Agostino, D'Antoni,
Marinello, Nicotra, Picciolo, Raia, Romano, in data 17 settembre
2008, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 205 Misure di contrasto alla criminalità organizzata'.
Comunico che gli onorevoli Campagna e Scilla, in data 26
settembre 2008, hanno chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 205 Misure di contrasto alla criminalità
organizzata'.
Comunico che l'onorevole Lupo, in data 26 settembre 2008, ha
chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n. 216
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 aprile 2006,
n. 14 e alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, recanti norme
sul riordino della legislazione in materia forestale .
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la delibera della Giunta
regionale - quarto bimestre 2008 (luglio-agosto). Copie della
medesima è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che l'attuale campagna mandorlicola è
caratterizzata da un perdurante stallo della domanda della
produzione siciliana, dovuto alla massiccia presenza sul mercato
europeo di mandorla californiana, di qualità inferiore e a prezzi
che rischiano di trascinare il nostro prodotto di qualità al di
sotto dei livelli sostenibili dalle aziende siciliane
produttrici;
rilevato che, per arginare il fenomeno, in due anni il prezzo
della produzione siciliana si è dimezzato nonostante l'aumento
esponenziale del consumo del prodotto a livello mondiale,
spingendo molti produttori a considerare l'ipotesi di estirpare
gli impianti, con danni incalcolabili non solo all'economia ma
anche e soprattutto all'ambiente ed al paesaggio di vaste aree
della Sicilia;
considerato che, nonostante tutte le iniziative intraprese
dagli organismi di tutela del comparto e dalle associazioni di
categoria, la situazione continua a peggiorare e richiede in
assoluto un intervento urgente da parte delle autorità regionali;
per sapere se non intendano adottare tutte le iniziative atte a
sostenere il settore della coltivazione mandorlicola con
interventi mirati, come una campagna mediatica a difesa e tutela
del prodotto, incentivi a medio e lungo termine atti ad una
migliore razionalizzazione delle colture mandorlicole, maggiori
controlli sul prodotto americano circolante sul nostro territorio
e spacciato per produzione local . (118)
VINCIULLO - ARICO' - POGLIESE
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
in data 08/08/08 è stato emanato il decreto assessoriale n.
1985, contenente le direttive per la formulazione dei budget 2008
di tutte le strutture accreditate per la specialistica
diagnostica ambulatoriale;
il suddetto decreto non è stato mai portato in Commissione
'Servizi sociali e sanitari' nonostante l'importanza che riveste
dal punto di vista sociale, occupazionale e del riordino generale
di tutta la sanità in Sicilia;
considerato che:
la determinazione individuale dei budget sulla base dei criteri
di cui all'art. 3 determina risultati che, da un lato, possono
apparire iniqui nelle fasce di confine tra una soglia e l'altra
e, dall'altro, possono contrastare con la determinazione di un
aggregato che, depurato dagli oneri previdenziali, non riesce a
dare la copertura finanziaria al totale del budget come sopra
determinato;
siffatti problemi, rappresentati dalle varie categorie
interessate, ove confermati, come provati, aggravano la
situazione dell'offerta sanitaria 'infra lea', determinando
un'immediata sospensione delle erogazioni delle prestazioni a
carico del servizio sanitario nazionale, con gravi ed
irreparabili ripercussioni sulle fasce sociali meno agiate, in
particolare sui disoccupati, soggetti esenti per patologie,
anziani e di quanti vivono di lavori precari, saltuari e con
nuclei familiari numerosi;
tenuto conto che la predetta situazione denunciata si è
verificata in alcune province in occasione dell'applicazione
degli artt. 2 e 3 del decreto assessoriale n. 2594 del 22/11/2007
di assegnazione del budget 2007 come rideterminato a seguito del
decreto assessoriale n. 549 del 14/03/2008 e del decreto
assessoriale n. 912 del 21/04/2008;
per sapere:
cosa intendano fare per rendere il decreto assessoriale n. 1985
del 08/08/2008 compatibile con le esigenze sociali degli
assistiti (in modo particolare dei malati cronici e subacuti che
non potranno più usufruire delle esenzioni per patologie) e dei
centri accreditati;
se ritengano opportuno depurare il decreto de quo per renderlo
immune dai vizi sopra indicati, ciò nella consapevolezza che
l'offerta sanitaria a partire dal primo settembre, come
dichiarato da più parti, sarà a totale carico dei cittadini, con
gravissime ricadute dal punto di vista sociale ed occupazionale,
in quanto numerosi centri accreditati hanno già anticipato la
necessità di chiudere e, di conseguenza, licenziare tutto il
personale medico e paramedico fino ad oggi impiegato in detti
centri. Tra l'altro, non va sottovalutato che in alcune zone il
servizio pubblico è totalmente assente ed in altre non è in
condizione di surrogare l'offerta di prestazioni oggi garantite
solo ed esclusivamente dalle strutture accreditate . (119)
VINCIULLO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
circa 400 catalogatori, quasi ininterrottamente dal 1995 ad
oggi, sono stati impegnati nell'attività di catalogazione del
nostro patrimonio culturale negli istituti periferici dell'intero
territorio regionale;
alla categoria è stato applicato un contratto a tempo
determinato dapprima metalmeccanico e successivamente
federculture, e cioè il contratto privato nella pubblica
amministrazione,
rilevato che:
con la l.r. n. 24 del 05 12 2007 si è provveduto ad avviare un
processo di stabilizzazione dei lavoratori attraverso il
perseguimento di 3 finalità:
1) regionalizzazione della categoria previa presentazione della
pianta organica dei dipendenti regionali;
2) ingresso nella Beni Culturali s.p.a.;
3) proroga di un anno;
la spesa derivante dall'applicazione della legge è stata
valutata, a decorrere dall'anno 2008, in 13.000 migliaia di euro
annui, comprensiva del salario accessorio;
i lavoratori continuano nella loro attività di inventariazione
e realizzazione del catalogo unico informatizzato regionale dei
beni culturali, mentre le procedure di stabilizzazione sancite
nella suddetta norma devono ancora essere messe a punto in modo
da chiudere definitivamente la questione;
ritenuto che:
la creazione di una unità operativa catalografica, attraverso
la strutturazione delle sezioni catalografiche all'interno degli
istituti periferici regionali, renderebbe concretamente fattibile
la stabilizzazione dei lavoratori professionisti della
catalogazione per i quali sono state impiegate cospicue risorse
regionali;
la meritoria attività che riguarda la inventariazione, la
catalogazione e l'archiviazione informatizzata del nostro immenso
patrimonio artistico, culturale e folkloristico non può e non
deve interrompersi così come occorre tutelare la straordinaria
esperienza e il 'know how' tecnico maturato in questi anni dagli
operatori del settore;
per sapere se il Governo della Regione non ritenga necessario e
urgente adottare ogni strumento possibile che ponga fine alla
condizione di precarietà in cui versa la categoria dei lavoratori
impegnati nella catalogazione e ne renda dunque effettiva la
stabilizzazione . (121)
MARZIANO-PANARELLO-PICCIOLO
All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso nel 2000, con decreto
dell'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la pubblica
istruzione, è stato bandito un concorso pubblico per titoli a 15
posti di dirigente tecnico ingegnere nel ruolo tecnico dei beni
culturali, pubblicato nella GURS, serie speciale concorsi, n. 4
del 14 aprile 2000;
visto che con d.a. n. 7905 del 22 ottobre 2003 è stata
approvata la graduatoria provvisoria di merito (GURS, speciale
concorsi, n. 15 del 24.12.2003) essendo stato approvata la
graduatoria finale generale di merito definitiva il 2 ottobre
2007 ed essendo scaduto il 10 febbraio 2008 il termine di 120
giorni per eventuali ricorsi al TAR avverso il provvedimento;
rilevato che si è proceduto alla assunzione di altre figure di
professionisti nei ruoli di dirigente tecnico ma non ancora di
ingegneri e architetti;
per sapere
le ragioni di tale ritardo e quando si intenda procedere
all'immissione in ruolo degli idonei sulla base della posizione
in graduatoria, vista la legge regionale 19.04.2007, n. 8
relativa alla 'Convalida dei concorsi banditi in attuazione
dell'art. 4 della l.r. 27.04.1999 n. 8 concernente la
rideterminazione delle dotazioni organiche del ruolo tecnico dei
beni culturali';
se ritenga ammissibile che, per arrivare all'esito di un
pubblico concorso, non siano sufficienti otto anni . (122)
DI BENEDETTO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che con decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n.
502, è stato istituito all'interno del servizio sanitario
nazionale, il sistema di educazione continua in medicina (ECM);
tenuto conto che a seguito dell'accordo tra il Governo
nazionale e le regioni, ex art. 4 del d.lgs 281 del 1997, è stato
previsto che il sistema ECM si articolasse sia a livello
nazionale che a livello regionale, per cui a ciascuna regione è
stata data la possibilità di effettuare tale sistema di
formazione;
considerato che:
in ragione del superiore accordo Governo - regioni, anche la
Sicilia ha recepito il sistema di educazione continua in
medicina, formando una commissione per la verifica del detto
sistema formativo;
alla luce della suddette normative, in data 01.08.2007, è stato
siglato l'accordo Stato - regioni per cui il Ministro della
salute, costituendo la commissione nazionale per la verifica del
nuovo sistema di formazione, ne ha modificato la composizione;
preso atto che all'interno di detta commissione è prevista, tra
le altre figure tecniche, la presenza di un esperto odontoiatra;
visto che la commissione regionale,
contrariamente a quanto attuato da quella nazionale, nonché in
difformità a tutte quelle regioni (Friuli Venezia Giulia, ecc.)
che hanno dato vita alla costituzione delle commissioni
regionali, non ha previsto al suo interno, in maniera specifica,
la figura dell'esperto odontoiatra prevedendo, invece, una (molto
meno pregnante e assolutamente generica) presenza del presidente
regionale della federazione nazionale dell'ordine dei chirurghi e
odontoiatri disattendendo, conseguentemente, lo spirito di
controllo e di rappresentatività insito nel d.lgs. n. 502/1992,
per quel che concerne la categoria degli odontoiatri;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire al fine di
consentire la presenza specifica, all'interno della suddetta
commissione regionale per l'educazione continua in medicina,
della figura dell'esperto odontoiatra . (124)
FALCONE
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che:
dal monitoraggio effettuato dagli uffici regionali
dell'Assessorato Agricoltura e foreste emerge in modo
inequivocabile il rischio della perdita del posto di lavoro di
alcuni lavoratori dipendenti dei consorzi agrari che non hanno
potuto beneficiare di alcune specifiche misure legislative, quali
l'art. 13 della l.r. n. 36/91 e l'art. 43 della l.r. n. 30/97;
la più recente normativa regionale sul trasferimento nell'area
speciale RESAIS s.p.a. del personale dei consorzi agrari,
all'art. 1 della l.r. 28 novembre 2002, n. 21, non cita i
lavoratori in questione;
in conformità a quanto previsto dal comma 6 dell'art. 5 della
l. n. 410/99, il comitato per il coordinamento delle iniziative
per l'occupazione ha predisposto l'atto deliberativo n. 3985-L
del 6 aprile 2001, che indica le modalità di ricollocazione dei
lavoratori dipendenti dei consorzi agrari in servizio alla data
del 1 gennaio 1997 che, in base ai piani di riorganizzazione
aziendale non rientrano nell'organico aziendale dei consorzi;
per alcuni consorzi agrari (consorzio agrario di Caltanissetta)
è stata avviata la procedura di cessazione dell'attività
d'impresa, ciò comportando il licenziamento dei lavoratori di cui
trattasi;
la normativa statale sui consorzi agrari recentemente
intervenuta con il decreto-legge n. 181/2006, convertito dalla
legge 17 luglio 2006, n. 233, appare applicabile nella Regione
siciliana giusto parere dell'ufficio legislativo prof. n.
12758/132.07/11;
per sapere:
se codesto Assessorato abbia promosso quanto di propria
competenza in ordine all'adozione degli adempimenti previsti
dalla citata legge n. 410 e dalla delibera del comitato per il
coordinamento delle iniziative per l'occupazione;
nei casi di chiusura definitiva delle attività o di settori
dell'attività, se trovi applicazione nei confronti del personale
dei consorzi agrari ancora in servizio presso i consorzi medesimi
o che si trovi nelle condizioni previste dall'art. 5, comma 6,
della legge 28/10/1999, n. 410, la disciplina di cui all'art. 2
della l.r. 28/11/2002, n. 21;
quali provvedimenti intenda adottare codesto Assessorato per
scongiurare il licenziamento dei dipendenti ancora in servizio
liquidando consorzi agrari . (125)
CAPUTO
All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
dopo otto anni di operatività, non è stata avviata per l'anno
2008/09 la prima classe del corso serale Sirio dell'istituto
tecnico per geometri 'V. Accardi' di Campobello di Mazara (TP)
presso la sede distaccata del comune di Petrosino;
tale sede conta 35 iscritti per la prima classe ed oltre 150
alunni in totale per tutti gli anni di corso e rappresenta
l'unica scuola superiore presente sul territorio del comune di
Petrosino;
la soppressione rappresenta un danno
particolarmente grave anche alla luce dei soggetti fruitori del
corso serale, in prevalenza studenti lavoratori che in molti casi
non avrebbero la possibilità di frequentare il corso in altre
sedi;
la soppressione non è spiegabile alla luce del numero degli
iscritti alla nuova classe e del numero complessivo di studenti
della struttura, nonché alla luce dell'incremento degli studenti
realizzatosi nel tempo, tutti elementi che dimostrano la
necessità del corso serale per l'area in questione;
per sapere se intenda intervenire al fine di scongiurare un
grave danno per i cittadini del comune di Petrosino e delle aree
limitrofe ed in particolare per gli studenti lavoratori già
iscritti al corso serale che altrimenti non potrebbero fruirne in
altre sedi . (126)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
la Colombaia, ex fortezza difensiva e prigione sita su di un
isolotto all'ingresso del porto di Trapani, rappresenta un
importante monumento storico di rilevanza paesaggistica che, a
causa dello stato di degrado ed abbandono, rischia seriamente la
totale distruzione;
si ritiene indispensabile e necessario un intervento immediato
di ripristino e consolidamento della struttura, nonché di
restauro al fine di rendere tale rilevante monumento fruibile per
la collettività;
già il 09.07.2003, in una conferenza di servizi svoltasi presso
la direzione generale delle infrastrutture della navigazione
marittima del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è
stato deciso che l'immobile perdesse la natura di bene demaniale
e venisse ceduto al comune di Trapani;
nelle more della procedura di trasferimento, la Regione
siciliana avrebbe chiesto il trasferimento al suo patrimonio per
farne sede di attività culturali;
pur chiedendo varie organizzazioni volte alla tutela dei beni
culturali ed ambientali siciliani un immediato intervento anche
attraverso perizie d'urgenza, nulla è avvenuto ed il monumento
resta nel più totale degrado ed abbandono;
per sapere:
se siano stati intrapresi atti idonei al trasferimento della
Colombaia di Trapani alla Regione siciliana;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di assicurare un
immediato intervento di ripristino, consolidamento e restauro del
predetto monumento storico, architettonico e paesaggistico, al
fine di renderlo fruibile ai cittadini, col preciso intento di
mantenere inalterato lo splendido paesaggio che contraddistingue
l'ingresso del porto di Trapani . (127)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
All'Assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione, premesso che:
presso la sede di Marettimo dell'istituto comprensivo Mineo di
Favignana è ad oggi disponibile una sola insegnante per tre
classi, con gravissimo disagio per gli alunni che, ovviamente,
non saranno in condizioni di svolgere un'attività didattica
idonea;
anche presso la sede di Levanzo sono analoghi i problemi, con
numerosi posti non coperti;
il problema della copertura delle cattedre presso le strutture
didattiche site nelle Isole minori si ripropone costantemente ad
ogni apertura di anno scolastico;
manca un adeguato sistema di incentivi a favore dei docenti che
accettano di operare in queste strutture ovviamente disagiate per
le difficoltà di raggiungimento e condizioni non certamente
ottimali;
una tale situazione non può che aggravare le spinte
all'abbandono delle comunità isolane da parte di cittadini che
inevitabilmente finiscono con il sentirsi penalizzati;
per sapere:
come intenda intervenire, di concerto con il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al fine di
consentire il corretto avvio dell'anno scolastico presso le sedi
di Marettimo e Levanzo dell'istituto comprensivo Mineo di
Favignana provvedendo alla copertura dei posti vacanti;
se intenda avviare una politica di incentivi a favore dei
docenti impegnati presso le Isole minori al fine di garantire la
copertura dei posti onde assicurare il diritto allo studio,
sancito dalla Costituzione della repubblica Italiana . (128)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che, già
l'anno scorso, i rifiuti provenienti dalla Campania scaricati
nella discarica di contrada Matarana, catastalmente nel
territorio di Siciliana (AG), avevano indotto la popolazione
locale a esprimere vive preoccupazioni sui pericoli per la salute
che ne sarebbero derivati;
ricordato che tali preoccupazioni avevano riguardato gli
abitanti dei comuni viciniori e in particolare del comune di
Montallegro, essendo quello più vicino alla discarica e
attraversato incessantemente da autocompattatori e container che
riversano liquidi per strada;
visto che la discarica in contrada Matarana è nata nei primi
anni novanta come discarica sub comprensoriale a servizio dei tre
comuni di Cattolica Eraclea, Montallegro e Siculiana ed è stata
progettata per durare trent'anni, mentre adesso è divenuta, di
fatto, una pattumiera di rilievo nazionale al servizio di
numerosi altri comuni della provincia di Agrigento e di altre
province della Regione;
rilevato che nella discarica sono stati effettuati negli anni
numerosi ampliamenti, con grave pregiudizio della zona in cui
insiste e, anche, dei territori circostanti ad alta vocazione
turistica;
rilevato, altresì, che da qualche anno a Montallegro e nei
comuni viciniori di Cattolica Eraclea, Siculiana e Realmonte si
registra una preoccupante escalation di patologie tumorali;
appreso che da verbali redatti da vigili urbani di Montallegro
e di Cattolica Eraclea in due sopralluoghi svolti nel mese di
agosto sono state rilevate, fotografate e verbalizzate
dispersioni di liquame (in violazione dell'art. 15, comma 1,
lett. f e comma 3, del codice della strada) da parte di ben 27
tra gli autocompattatori diretti alla discarica di contrada
Matarana, rendendo pericolosa la sede stradale e creando
situazioni di notevole disagio per la produzione di vapori
maleodoranti durante le ore più calde della giornata;
rilevato ancora che sul percorso sono presenti diversi esercizi
commerciali, un ambulatorio medico e l'area attrezzata Costa
Domini, frequentata da moltissime famiglie, anche di paesi
limitrofi, e che la carreggiata non è adeguata ad accogliere
l'incontro di due autocarri, creando problemi di traffico e di
sicurezza non secondari;
per sapere:
se sia vero che sono in corso di autorizzazione ulteriori
ampliamenti della discarica, con la realizzazione di una nuova
vasca nel confinante territorio di Montallegro;
se sia vero che nella discarica di Siculiana vengono smaltiti
gli scarti di lavorazione dell'ANIC di Gela;
se sia vero che nel sito è in corso di realizzazione una
discarica per l'amianto, già autorizzata dall'Assessorato per il
territorio e l'ambiente;
se non ritengano di dover realizzare un percorso alternativo
fuori dal centro abitato per consentire il raggiungimento della
discarica da parte dei mezzi;
quali attività hanno posto in essere ARPA, polizia provinciale
di Agrigento, l'AUSL 1 di Agrigento a seguito della segnalazione
delle presenze di percolato inquinante lungo il tragitto della
s.s. 115;
quali attività il Governo regionale ritenga di mettere in atto
per verificare la salubrità delle campagne circostanti e per il
risanamento ambientale dei comuni prossimi alla discarica . (129)
DI BENEDETTO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che la sclerosi multipla è una malattia grave del
sistema nervoso centrale, cronica e progressivamente invalidante;
tenuto conto che i farmaci che possono essere utilizzati nel
contrasto di questa grave patologia sono pochi e assai variabili,
anche a causa delle scarse conoscenze dei meccanismi coinvolti
nell'origine e nell'evoluzione della summenzionata malattia;
considerato che uno dei farmaci maggiormente incisivi ed
efficaci nella lotta a detta patologia neurologica è sicuramente
l'interferone che rappresenta un rimedio molto più sicuro
rispetto ad altri immuno-soppressori estremamente tossici, perché
agisce a livello immunitario senza sopprimere eccessivamente le
difese del paziente;
considerato che:
il citato farmaco (interferone), allo stato attuale, va
ritirato mensilmente e personalmente dal paziente presso la
farmacia dell'ospedale in cui il paziente è in cura;
preso atto che il ritiro dell'interferone, direttamente presso
la farmacia dell'ospedale competente, costringe il paziente a
dover effettuare, dal proprio domicilio, estenuanti spostamenti,
sino a duecento chilometri di distanza, con tutti i disagi che
ciò comporta per i malati, il cui fisico, già abbastanza provato,
viene ulteriormente messo a dura prova;
visto che la distribuzione diretta nei centri di sclerosi
multipla implica un impegno quotidiano di tutti gli operatori
sanitari (medici ed infermieri), i quali vengono così di fatto
distratti da altri importanti compiti e mansioni cui potrebbero
essere utilmente adibiti;
preso atto che si può organizzare, in collaborazione con le
aziende ospedaliere di appartenenza, con i centri di sclerosi
multipla, nonché con le farmacie ospedaliere, la consegna a
domicilio del farmaco salva-vita o, comunque, presso il locale
ambulatorio del distretto sanitario dell'azienda di competenza,
inserendo i pazienti in una banca dati che, con l'attuale
procedura dei controlli trimestrali e la necessaria visita
neurologica semestrale, possa, comunque, garantire i centri di
sclerosi multipla da sprechi o da somministrazioni non dovute;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire, al fine di
evitare che i pazienti affetti dalla sclerosi multipla siano
costretti a gravi disagi, consentendo, invece, che la
somministrazione del farmaco salva-vita interferone sia attuata a
domicilio o presso i locali ambulatori dei distretti sanitari
delle aziende di competenza, facendo naturalmente salve le
necessarie verifiche in simmetria alle prescrizioni
terapeutiche . (132)
FALCONE
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che:
la procedura di dismissione della quota societaria, di
proprietà della Regione, dell'Italkali sembra bloccata per
ragioni che non è dato sapere;
nella XIV legislatura le Commissioni legislative permanenti
dell'Assemblea regionale siciliana 'Bilancio e programmazione' e
'Attività Produttive' hanno avuto modo di udire la parte privata
dell'Italkali relativamente al piano industriale sull'estrazione
della kainite nella miniera di Realmonte, in provincia di
Agrigento;
tale piano industriale prevede circa 300 nuovi addetti,
direttamente impegnati nell'estrazione della kainite;
visto che:
l'impianto sperimentale per la coltivazione della kainite,
concretizzato in collaborazione col CNR a seguito di un
intervento finanziario di circa 2 milioni e 700 mila euro da
parte del Ministero per le attività produttive (novembre 2002),
ha dato esito positivo;
il progetto di sviluppo era stato indicato, oltre che
dall'Italkali, anche da un decreto dell'Assessore regionale pro-
tempore, datato 18 maggio 2001, ma che da allora nulla è stato
concretamente fatto e che sette anni sono trascorsi senza che si
procedesse alla dismissione e vendita del pacchetto azionario
regionale ad acquirente che intenda partecipare allo sviluppo del
progetto kainite;
premesso, altresì, che nell'anno 2007, per diverse settimane, è
stata sospesa l'estrazione del sale, per mancanza di neve nel
centro e nel nord Italia, determinandosi uno stato di crisi
occupazionale per i lavoratori dell'Italkali così come per i
dipendenti delle cooperative;
considerato che la provincia di Agrigento, più di altri
territori siciliani, vive una crisi occupazionale drammatica con
migliaia di giovani che silenziosamente emigrano mentre in loco
cresce la povertà;
per sapere:
se non ritengano necessario e urgente definire l'atteggiamento
della Regione in merito alla dismissione del suo pacchetto
azionario, per consentire a una società interamente privatizzata
di sviluppare il progetto di valorizzazione della kainite;
se, in alternativa, ritenga necessario e urgente
attivare la Regione nella qualità di socio azionista per
avviare subito il passaggio dalla fase sperimentale a quella di
progetto e industriale della produzione di kainite. (139)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PANEPINTO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
nell'ultimo biennio, infatti, si è assistito ad una
proliferazione di assunzioni, di ogni livello e grado, del
personale AST, a cui non corrisponde un numero equivalente di
posti messi a concorso o di iniziative ad evidenza pubblica con
cui l'azienda abbia manifestato la necessità di assumere nuove
figure professionali, anche se previste nel piano industriale;
nella convinzione della necessità di tutelare i diritti
acquisiti dai lavoratori, si auspica, per la correttezza delle
procedure fin qui adottate, che l'Azienda siciliana trasporti non
abbia 'esagerato' nell'utilizzare l'apporto operativo delle
agenzie interinali;
è accaduto spesso, così come si apprende dalla stampa, che le
agenzie interinali, con procedure poco chiare, abbiano consentito
a parecchi lavoratori di superare gli ostacoli dei concorsi
pubblici creando i presupposti per la loro stabilizzazione da
parte delle aziende che li hanno utilizzati;
in un momento così delicato di precarietà e di grave crisi
sociale, pertanto, si spera che l'Azienda siciliana trasporti
abbia agito seguendo regole chiare con correttezza nei confronti
di tutti i cittadini, senza esclusione alcuna. Sarebbe, infatti
spiacevole che, anche nel caso dell'AST, dovessero emergere
parentele con famosi politici;
per sapere:
con riferimento all'organizzazione del personale attualmente
sotto contratto con l'Azienda siciliana trasporti, quali siano
stati i criteri adottati dall'Azienda per il reclutamento dei
lavoratori assunti negli ultimi anni.
nel qual caso in specie inoltre, in che modo sia stata
individuata l'agenzia interinale e in che modo la stessa si sia
confrontata con la dirigenza dell'azienda in occasione delle
predette assunzioni . (140)
FORZESE - CARONIA
All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che
nel panorama imprenditoriale siciliano si distingue una società
di recupero crediti stragiudiziale denominata FIRE s.p.a., con
fatturato attorno ai 20 milioni di euro (2007) e un indotto che
dà occupazione a circa 900 persone, che versa imposte IRES pari a
1.740.847,00 e IRAP pari a 657.544,00, che ha versato nel 2007
per i dipendenti i contributi INPS, INAIL, QUAS per complessivi
1.255.000,00;
detta società, per disciplinare i rapporti col personale, ha
utilizzato lo strumento previsto dal d.lgs. n. 276 del 2003 (c.d.
legge Biagi) del contratto di collaborazione a progetto,
considerato applicabile al settore dopo i pareri espressi, su
sollecitazione dell'associazione di categoria di parte datoriale
(UNIREC), dal Ministero dell'interno col supporto del Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
nel 2005, la FIRE s.p.a. si è rivolta a un noto giuslavorista
al fine di formulare nel modo migliore i propri contratti di
collaborazione a progetto, adeguando gli stessi all'evoluzione
normativa a seguito della emanazione della circolare n.17 del
2006;
nell'impegno di essere pienamente conformi alla normativa
prevista dalla legge Biagi, la FIRE ha stipulato una convenzione
con il centro studi internazionali e comparati Marco Biagi delle
università di Modena e Reggio Emilia, ottenendo numerose
certificazioni dei rapporti di lavoro intercorrenti con i propri
operatori di phone collection;
osservato, tuttavia, che:
ripetute visite ispettive sono state fatte presso la FIRE da
parte dell'ispettorato al lavoro di Messina e dell'INPS per
verificare la corrispondenza dei contratti alla riforma Biagi o,
piuttosto, se fossero riconducibili a rapporti di lavoro
subordinato;
a seguito di tali ripetute visite l'attività di certificazione
è stata interrotta ma, ciò nonostante, il prof. Michele
Tiraboschi, presidente della commissione di certificazione, ha
confermato che i contratti a progetto della FIRE avevano tutti i
requisiti formali e sostanziali per essere certificati;
rilevato che:
nonostante il continuo impegno a conformarsi alla normativa da
parte della FIRE, nel mese di luglio è stato notificato
all'azienda un verbale con cui è stata comminata una sanzione di
1.708.477,00 perché tutti i contratti a progetto stipulati dal
2004 al 2008, compresi quelli certificati, sarebbero in realtà
contratti di lavoro subordinato;
successivamente, nel mese di agosto, un altro verbale con
sanzioni pari a 330 mila è stato notificato dall'INPS con le
stesse motivazioni;
avverso tali notifiche è stato presentato ricorso al comitato
regionale per i rapporti di lavoro istituito presso la direzione
regionale del lavoro;
visto che:
altre società di recupero crediti siciliane hanno ricevuto
verbali del medesimo tenore e che, quindi, tale questione ha
assunto dimensione più generale, fino a investire il Ministro del
lavoro, della salute e delle politiche sociali che, in una
recente audizione in Parlamento, ha rilevato incoerenze nella
normativa in tema di collaborazioni a progetto ed errate
interpretazioni della stessa effettuate spesso dagli organi di
vigilanza;
conseguentemente, lo stesso Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali ha emanato una direttiva, contenete i
nuovi principi che da seguire per l'attività di vigilanza, dove
testualmente si legge che nelle verifiche sulle collaborazioni
coordinate e continuative e sulle associazioni in partecipazione
con apporto di lavoro (...) in qualsiasi modalità, anche a
progetto, (...) si dovrà concentrare l'accertamento ispettivo
esclusivamente su quelli che non sianostati sottoposti al vaglio
delle commissioni di certificazione in quanto positivamente
certificati o ancora in fase di certificazione, fatte salve
evidenti e palesi incongruenze tra il contratto certificato e le
modalità concrete di esecuzione del rapporto di lavoro';
considerato che:
la FIRE s.p.a. è una impresa che garantisce occupazione alla
nostra Regione;
il disagio prodotto delle ispezioni di cui è stata fatta
oggetto, per altro condiviso da altre società siciliane di
recupero crediti, può indurre a trasferire fuori dalla Sicilia la
sede delle attività;
per sapere:
se non ritenga urgente predisporre:
a) una circolare esplicativa per gli organi di vigilanza in
tema di collaborazione a progetto che operano in Sicilia che
riprenda la recente direttiva del Ministro in materia;
b) la sospensione degli accertamenti ispettivi in corso in
presenza di contratti di collaborazione a progetto certificati o,
comunque, in fase di certificazione;
c) la concentrazione degli accertamenti ispettivi
esclusivamente sulle collaborazioni a progetto non vagliate da
una delle commissioni di certificazione di cui all'art. 76 del
decreto legislativo n. 276 del 2003;
d) l'applicabilità alle collaborazioni a progetto nel settore
del recupero crediti della sola circolare n. 17 del 2006, senza
tenere conto della circolare n. 8 del 2008, ritenuta dallo stesso
Ministro incoerente con l'impianto e le finalità della legge
Biagi;
e) specifiche disposizioni per il comitato regionale per i
rapporti di lavoro, istituito presso il dipartimento regionale
lavoro, affinché, al fine di evitare disparità di trattamento,
tenga presente il rilievo attribuito alla certificazione dei
contratti a progetto o, comunque, alle collaborazioni in fase di
certificazione . (141)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PICCIOLO
All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che il
Governo regionale intende procedere all'individuazione di circa
20 discariche per rifiuti solidi urbani per far fronte, nei
prossimi tre anni, ai ritardi sopraggiunti nella costruzione dei
previsti termo-valorizzatori;
appreso che tra gli impianti che l'Assessorato in indirizzo
intende attivare è previsto anche l'ampliamento della discarica
di Motta S. Anastasia (contrada Tiritì - CT);
considerato che la sopra menzionata discarica ha superato ogni
limite di saturazione, avendo, nella sua più che trentennale
attività, abbancato nelle sue viscere milioni di tonnellate di
rifiuti di ogni genere e continuando tuttora ad accogliere oltre
1.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno;
considerato, altresì, che detta discarica, ubicata vicino al
centro abitato di Motta S. Anastasia e a poche centinaia di metri
da quello di Misterbianco, produce esalazioni di insopportabili
miasmi fetidi che, specie nel periodo estivo, ammorbano l'aria
dei vicini centri urbani costituendo un'autentica minaccia alla
salute degli abitanti di entrambi i comuni (oltre 155 mila);
considerato, infine, che in più occasioni i cittadini di
Misterbianco, maggiormente colpiti dalle esalazioni di biogas
provenienti dalla discarica, hanno invocato la chiusura
definitiva e la messa in sicurezza di detto impianto;
per sapere se risulti vera la volontà di ampliare la discarica
di Motta S. Anastasia o se, invece, come è oltremodo auspicabile,
intenda provvedere alla chiusura definitiva di detto impianto
liberando così i cittadini di Motta S. Anastasia e di
Misterbianco dall'inaccettabile condanna a vivere in un ambiente
malsano e pericoloso per la salute . (142)
DI GUARDO-BARBAGALLO-
FIORENZA-RAIA
All'Assessore per la sanità, premesso che la sig.ra Villari
Gabriella, residente a Catania, affetta da tetraplegia con
sindrome di Arnold Chiari e stomia intestinale confezionata con
tecnica di Malone, risulta assistita in ADI dal marzo 2007 con
piano operativo personalizzato, oltre a 19 ore settimanali di
assistenza sociale erogate dal comune di Catania;
considerato che necessità sopravvenute, riferibili al
decorso della patologia di cui risulta affetta la citata
paziente, richiederebbero un maggiore impegno orario giornaliero
sotto il profilo dell'assistenza infermieristica e
dell'assistenza sociale. In proposito, i vertici dell'AUSL 3 di
Catania, in occasione di un incontro avuto con la paziente, hanno
manifestato l'inequivocabile impegno, nelle more
dell'autorizzazione e del relativo finanziamento di uno specifico
progetto assistenziale ai sensi dell'art. 14 della legge n.
328/2000, a soddisfare le necessità sopravvenute, consistenti, in
concreto, in un'assistenza infermieristica giornaliera di dodici
ore, in via provvisoria attraverso l'ADI fornita dalla stessa
AUSL 3 di Catania, rivedendo, di fatto, la precedente delibera
che prevedeva 12 ore settimanali;
rilevato che, ad oggi, nonostante i vari sopralluoghi a
domicilio ad opera delle numerose commissioni mediche preposte
alla valutazione del caso, non vi è stato alcun incremento
dell'assistenza prestata e quella in atto offerta si è dimostrata
inadeguata alla gestione della stomia, contribuendo a causare
gravi episodi sub - occlusivi intestinali alla paziente. Il
responsabile sanitario della ditta incaricata di prestare
l'assistenza domiciliare integrata, più volte interpellato in
merito a tali gravi mancanze, risponde di non disporre del
personale necessario, non sollevando, esso stesso, alcun dubbio
circa l'inadeguatezza del servizio prestato;
per sapere quali iniziative urgenti intenda assumere
l'Assessore per la sanità affinché, accertando le reali
responsabilità di un simile grave disservizio, si possa fornire
l'assistenza necessaria alle gravi condizioni della
paziente .(143)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
D'AGOSTINO
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
delle interrogazioni con richiesta di risposta scritta
presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
Al Presidente della Regione siciliana, premesso che:
la Corte costituzionale, con sentenza n. 189/2007, ha
dichiarato l'incostituzionalità di alcuni articoli di legge (art.
58, primo comma, della l.r. 33/1996; art.16, secondo comma, della
l.r. 8/2000 e art. 127, secondo comma, della l.r. 2/2002)
riguardanti gli uffici stampa anche degli enti locali;
detta sentenza sostiene l'incostituzionalità del principio
secondo il quale, con legge regionale, è stato applicato il
contratto dei giornalisti a dipendenti di enti locali, senza la
preventiva contrattazione sindacale;
l'Assemblea regionale siciliana ha votato un ordine del giorno,
approvato nella seduta 70 del 28 giugno 2007, con il quale ha
impegnato il Governo della Regione, nelle more dell'avvio della
contrattazione per la definizione dei profili professionali dei
giornalisti che operano negli uffici stampa degli enti locali, ad
emanare le opportune direttive agli enti locali al fine di
garantire le retribuzioni per le prestazioni svolte dai
giornalisti;
considerato che:
l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, ha diramato una circolare in tal senso;
l'Unione regionale province siciliane ha sottoscritto il
contratto;
tutte le province e i comuni dell'Isola si sono adeguati alla
circolare dell'Assessore tranne la giunta provinciale di Enna,
unico caso in Sicilia che ha ritenuto di retrocedere le due
addette dell'ufficio stampa di cui una giornalista professionista
e l'altra pubblicista;
viene a determinarsi una disparità di trattamento tra
dipendenti di enti locali che svolgono le stesse mansioni,
all'interno della stessa Regione;
la deliberazione della giunta provinciale di Enna appare
arbitraria;
per sapere:
se non ritenga di ordinare un'ispezione presso la provincia
regionale di Enna al fine di chiarire tutta la vicenda;
se, a seguito delle risultanze della ispezione, non ritenga di
impartire opportune direttive agli enti locali dell'Isola al fine
di garantire una univoca applicazione della legge . (115)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GALVAGNO
Al Presidente della regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
nell'anno 2006, l'Azienda siciliana trasporti è stata
trasformata da ente giuridico pubblico in società per azioni con
socio unico la Regione siciliana, che ha conservato tutti i
diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione;
nell'ambito di tale trasformazione sono state ampliate le
competenze della società, non limitandole alla sola gestione
delle infrastrutture di trasporto e di mobilità. Nello specifico,
con riferimento al trasporto terrestre, marittimo ed aereo,
l'Azienda siciliana trasporti si potrà occupare anche di
progettazione e realizzazione di infrastrutture, di attività di
studio e di ricerca e di tutte le operazioni commerciali,
industriali e finanziarie che saranno ritenute utili per il
conseguimento dello scopo sociale;
considerato che:
la politica dei trasporti intrapresa in questi anni dalla
Comunità europea si prefigge di raggiungere una maggiore
integrazione territoriale tra le regioni europee mediterranee con
i Paesi limitrofi, elaborando una strategia unitaria volta a
migliorare il sistema dei collegamenti in genere con innumerevoli
opportunità per la Sicilia, in virtù della sua posizione
strategica;
l'attuale presidente dell'Azienda siciliana trasporti, nominato
di recente componente della giunta della provincia di Agrigento,
versa in una situazione di conflitto di interessi, in ragione del
fatto che entrambi gli enti hanno competenze specifiche nel
settore dei trasporti. A tal riguardo si esprimere la seguente
considerazione - che si auspica diventi consuetudine nella
politica - occorre evitare l'assunzione di più cariche
istituzionali contemporaneamente. Ciò, infatti, oltre ad apparire
agli occhi della opinione pubblica come uno smodato eccesso di
potere, non consentirebbe ad una persona normale di poter
svolgere con efficacia e con la giusta determinazione le attività
derivanti dalla sovrapposizione di più cariche. Docet la vicenda
delle dimissioni del primo firmatario della presente da
consigliere del comune di Catania;
per sapere:
se l'Azienda siciliana trasporti abbia nel proprio organico
personale competente e qualificato in grado di cogliere le
occasioni che il mercato globale propone, così da fare assurgere
l'azienda stessa ad un ruolo di riferimento nel panorama dei
trasporti nazionali e regionali;
se il piano industriale, approvato in occasione della
trasformazione, sia veramente servito a configurare un'azienda di
tipo moderno, con assets societari in grado di occuparsi di
politica dei trasporti, o se sia semplicemente stato uno
strumento per mettere in atto con maggiore efficacia, iniziative
clientelari ed assunzioni di ogni genere;
se non sia più efficace adottare un modello di gestione più
snello, diretto da manager di comprovata esperienza nell'ambito
dei trasporti, riducendo considerevolmente i costi di gestione
del consiglio di amministrazione che, per quanto mi è dato
sapere, non sarebbe composto da esperti del settore;
se, infine, sia stata fatta un'attenta valutazione delle
competenze acquisite nel corso degli anni dalle aziende
controllate dall'AST. A tal fine le controllate potrebbero essere
in grado, sia per il loro know how, sia per la capacità del
personale che vi lavora, di fornire alla controllante un valido
ed efficace supporto per il conseguimento degli obiettivi prima
esposti. Sarebbe, infatti, deleterio per l'AST sperperare un
patrimonio di tali competenze costruito con sagace capacità nel
corso degli anni . (116)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
FORZESE-LENTINI-GENNUSO
All'Assessore per la sanità, premesso che:
la telepatologia è un nuovo metodo che permette di effettuare
diagnosi osservando immagini su un monitor, anziché al
microscopio, potendole pertanto condividere con altri
specialisti, anche lontani, per eventuali consulti;
l'attivazione di una rete di telepatologia consente pertanto un
notevole miglioramento della qualità della diagnosi nel settore
delle anatomie patologiche. Ciò si traduce in un'assistenza
qualitativamente migliore soprattutto nel settore oncologico, in
quanto la possibilità di consulti in tempo reale garantisce una
più accurata e tempestiva diagnosi, riduce i tempi di
ospedalizzazione nonché il fenomeno della migrazione sanitaria
con evidente risparmio economico;
si otterrebbe, inoltre, una comunicazione in tempo reale tra i
presidi sanitari di tutto il territorio regionale (vantaggio,
quest'ultimo, di non poca importanza considerato che attualmente
i servizi di anatomia patologica non hanno una distribuzione
omogenea sul territorio regionale);
infine, la telepatologia può costituire un potente strumento
nel campo della didattica con la produzione di un archivio
virtuale di casi clinici consultabile da studenti e operatori del
settore;
valutato che la realizzazione di una tale iniziativa
comporterebbe inevitabilmente un notevole salto di qualità della
sanità in Sicilia e che, di contro, perdere tale occasione
determinerebbe una condizione di arretratezza inaccettabile per i
siciliani;
considerato che:
al fine di avviare tale iniziativa, occorrerà istituire un
apposito organo che dovrà formulare le specifiche tecniche del
sistema e le modalità della gara eventuale di acquisto;
esiste già in Sicilia una commissione formata da
anatomopatologi, rappresentanti le diverse realtà istituzionali e
territoriali, facente capo alla SIAPEC (società italiana di
anatomia patologica e citologia diagnostica), che ha studiato
tutte le problematiche relative alla realizzazione di una rete di
telepatologia e ha presentato apposita relazione;
per sapere:
se e quanti dei componenti della suddetta commissione siciliana
faranno parte dell'organo che formulerà le specifiche tecniche
del sistema di telepatologia e/o della commissione esaminatrice
di gara, atteso che tale sistema è rivolto ad un settore di cui
loro sono profondi conoscitori e che è di notevole interesse per
la nostra Regione;
se il capitolato di gara consentirà la partecipazione del più
alto numero di aziende possibili, in modo da valutare eventuali
soluzioni innovative atteso che, nel passato, in altre regioni
gare di questo genere si sono svolte non tenendo conto
dell'evoluzione tecnologica del settore;
come verrebbe gestita la rete di connessione tra i vari centri,
tenuto conto che la stessa comporterebbe un considerevole onere
per i prossimi anni per le casse della Regione, valutando
eventuali soluzioni che consentano la connettività gratuita
utilizzando semplicemente internet . (117)
LENTINI-LEANZA N.-
FORZESE-COLIANNI -
FEDERICO
Al Presidente della Regione, premesso che:
centinaia di imprenditori agricoli ed interi quartieri di città
come Agrigento e Caltanissetta vivono il dramma dovuto alla
mancanza d'acqua;
recentemente, a seguito di controlli dell'esercito, sono
emersi inauditi casi di furti lungo la rete idrica;
l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, nell'ultima relazione al Parlamento
nazionale, ha dichiarato che in Sicilia vi sono otto dighe in
costruzione da più di 20 anni per problematiche legate
all'adeguamento dei progetti e ai contenziosi con le imprese;
considerato che:
dietro ai contenziosi e agli errori nell'esecuzione dei lavori,
i rapporti e le inchieste di varie procure della Repubblica hanno
accertato l'esistenza di un intreccio perverso con la criminalità
organizzata;
dove c'è l'acqua, o dove dovrebbe esserci, esiste la mafia o il
pericolo di infiltrazioni mafiose;
atteso che:
in Sicilia piove con il contagocce (meno 10% negli ultimi dieci
anni) e la capacità delle dighe in esercizio è limitata dalle
infinite lungaggini sui collaudi e sulle norme di sicurezza;
agli inizi di agosto esse contenevano 330 milioni di metri cubi
mentre oggi ne contengono 250 milioni;
rilevato che:
per fare qualche esempio, i lavori della diga di Blufi di
Palermo, appartenente ancora all'EAS, i quali ammontano a 300
miliardi iniziali, più altri 120 stanziati per completarla, sono
stati interrotti per via dell'assenza della verifica di impatto
ambientale prevista dalla normativa vigente;
la realizzazione della diga Pietrarossa di Caltagirone (CT),
iniziata nel lontano 1989 in assenza delle dovute autorizzazioni
della soprintendenza, è stata interrotta a causa del
rinvenimento, durante gli scavi, di una villa di epoca romana;
in merito alla stessa diga, successivamente, la procura di
Caltagirone ha scoperto una truffa fra tecnici, funzionari e
l'impresa costruttice, architettata per ottenere un altro
finanziamento non dovuto;
nella diga Cannamasca, ubicata sul torrente Tumarrano, a circa
30 chilometri da Agrigento, i lavori sono stati bloccati dopo la
scoperta dell'instabilità del terreno, mentre risulta che il
progetto è stato modificato proprio per migliorare il sistema di
drenaggio;
anche la diga di Piano del Campo dell'Alto Belice, progettata
più di 30 anni fa, vanta interessi di cosa nostra;
rilevato ancora che:
l'Ente acquedotti siciliano, posto in liquidazione dal lontano
2004 ad opera della Regione, mentre attende di essere liquidato,
ha aumentato i propri debiti che raggiungono quota 450 milioni di
deficit;
secondo quanto riferito dal commissario liquidatore dell'ente,
paradossalmente il buco di bilancio è cominciato proprio quattro
anni fa, passando dai 380 milioni di euro agli attuali 450;
per sapere:
se e quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per
fronteggiare la crisi idrica della nostra Regione, tenuto conto,
altresì, che l'osservatorio delle acque dell'ARRA (Agenzia
regionale rifiuti e acque) ha comunicato un taglio del 10%
dell'erogazione dell'acqua dalle dighe per problemi legati alla
siccità;
quali ragioni abbiano impedito di dare applicazione alla legge
sulla liquidazione dell'EAS;
se e quali iniziative, infine, siano state assunte dal Governo
della Regione al fine di vigilare sul rispetto delle leggi in
materia di affidamento e di gestione dei lavori di costruzione e
manutenzione delle dighe ovvero per ovviare ad ogni possibile
infiltrazione di natura illegale e malavitosa . (120)
BARBAGALLO
All'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,
premesso che:
i servizi di trasporto pubblico nei comuni di Geraci Siculo e
Castelbuono verso la città di Palermo risultano seriamente
carenti;
la SAIS TRASPORTI s.p.a., unica concessionaria del servizio, ha
inopinatamente deciso di sopprimere la corsa delle ore 5,10
diretta da Geraci Siculo e Castelbuono a Palermo;
l'effetto di tale situazione è che i cittadini pendolari, in
massima parte lavoratori e studenti che devono recarsi nella
città di Palermo, sono costretti a sopportare disagi non
indifferenti, dovendo ricorrere a percorsi alternativi di più
lunga durata;
inoltre, gli automezzi utilizzati risultano sottodimensionati
rispetto alle reali esigenze e, di conseguenza, sono troppo
spesso sovraccarichi, comportando evidenti problemi di sicurezza
e di igiene;
per sapere:
quali provvedimenti si intendano porre in essere per assicurare
il ripristino della corsa giornaliera Geraci Siculo - Castelbuono
- Palermo delle 5,10 e garantire in generale la regolare e
puntuale osservanza delle corse programmate;
quali provvedimenti urgenti si intendano porre in essere per
salvaguardare la sicurezza degli utenti dei mezzi SAIS TRASPORTI
s.p.a.;
quali iniziative intenda comunque intraprendere al fine di
risolvere la problematica in questione . (123)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
VITRANO
Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
in Sicilia gli interventi più significativi in tema di
politiche sociali sono previsti, ancora in gran parte, dalle
leggi regionali n. 22/86 e n.21/78;
il legislatore regionale siciliano, in 60 anni di autonomia,
non è riuscito ad adottare una normativa organica in tema di
politiche sociali;
la stessa legge nazionale n. 328/2000 non è stata pienamente
applicata;
considerato che:
la l.r. n. 10/2003 deve essere ancora in buona parte attuata;
nella nostra Regione, a motivo del grave disagio sociale,
occorre una particolare attenzione per le politiche sociali;
è necessario, in particolare, sostenere la famiglia come
soggetto attivo delle politiche sociali;
ritenuto che:
il nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2007/2013
attribuisce grande rilievo alle politiche sociali;
specifiche azioni potranno essere attuate tramite l'accordo di
programma quadro 'giovani protagonisti di sé e del territorio'
sottoscritto dalla Regione con l'amministrazione statale nel mese
di agosto 2008;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte a sostegno della famiglia
per la piena attuazione della l.r. n. 10/2003;
quali misure siano state adottate per migliorare la qualità dei
servizi sociali e per rafforzare la coesione e l'inclusione
sociale . (130)
BARBAGALLO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che la legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33, reca: 'Norme per la protezione, la tutela e l'incremento
della fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo
venatorio. Disposizioni per il settore agricolo e forestale', poi
modificata dalla legge regionale 31 agosto 1998, n. 15 e dalla
legge regionale 8 maggio 2001, n. 7;
con il decreto n. 1269 del 21 luglio 2008 è stato approvato il
calendario venatorio per l'anno 2008/2009, pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 40 del 29 agosto
2008;
considerato che a seguito del ricorso giurisdizionale con
istanza di sospensione proposto 1'8 settembre 2008 presso il
Tribunale Amministrativo regionale di Palermo dall'Associazione
Legambiente Comitato regionale siciliano ONLUS, il Presidente del
T.A.R. ha accolto l'istanza e ha firmato, il 9 settembre 2008, il
decreto cautelare con il quale è stata provvisoriamente
sospesa l'esecuzione del sopraccitato decreto n. 1269 del 21
luglio 2008;
visto il decreto n. 106 del 12 settembre 2008, a firma
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, nel
quale, a seguito del decreto di sospensiva emesso dal T.A.R.
Sicilia - Sezione di Palermo in data 9 settembre 2008, si
revocava il decreto n.1269 del 21 luglio 2008;
per sapere:
quali iniziative intenda adottare l'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste al fine di reintegrare i giorni in cui
non è stato possibile svolgere l'attività venatoria o, in
alternativa, la possibilità di un rimborso forfettario o lo
sconto per l'anno successivo;
se sia intenzione dell'Assessore regionale per l'agricoltura e
le foreste pianificare per tempo e programmare nel miglior modo
possibile, per l'anno successivo, il calendario venatorio per
evitare disagi ai cacciatori che annualmente pagano la quota
associativa . (131)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
CURRENTI - FALCONE - MARROCCO
All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:
con avviso pubblico n. 11 del 5 agosto 2008 sono state emanate
le 'Direttive per la programmazione e la presentazione dei
progetti a valere del PROF 2009' riguardante il piano regionale
dell'offerta formativa 2009 con il quale si fissavano anche i
termini per la presentazione degli stessi progetti entro e non
oltre 30 giorni dalla pubblicazione sulla GURS (alias 22
settembre 2008) e, pubblicato, successivamente, con decreto
dell'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione sulla GURS n. 37 del 14
agosto 2008 con l'omissione del relativo allegato software
(elenco personale e formulario progetto), necessario per la
compilazione e presentazione dei progetti;
con comunicato del 2 settembre 2009, sempre inerente l'avviso
pubblico n. 11 del 5 agosto 2008, si comunicava che era
disponibile sullo stesso avviso la relativa modulistica fornendo,
altresì, ulteriori indicazioni agli enti sulle proposte formative
da presentare;
con comunicato del 9 settembre 2008, sempre con riferimento
all'avviso n. 11 del 5 agosto 2008 relativo alle 'Direttive per
la programmazione e la presentazione dei progetti a valere del
PROF 2009 - piano regionale dell'offerta formativa 2009' - la cui
scadenza per la presentazione dei progetti rimane sempre
confermata inderogabilmente per il 22 settembre 2008 - viene
comunicato che è disponibile la nuova versione 1.0.05 del
software 'Elenco 2009' che risolve alcune anomalie segnalate per
evitare che le informazioni già caricate vadano perse;
con comunicato, in riferimento sempre al PROF 2009 del 18
settembre 2008, si dispone che l'Avviso pubblico n. 11 del 5
agosto 2008 relativo alle 'Direttive per la programmazione e la
presentazione dei progetti a valere del PROF 2009' - Piano
regionale dell'offerta formativa 2009 - pubblicato sulla GURS n.
37 del 14 agosto 2008, è ritirato e che il nuovo avviso sarà
pubblicato nella GURS n. 3 del 26 settembre 2008;
con successivo avviso pubblico n. 12 del 17 settembre 2008
relativo sempre alle 'Direttive per la programmazione e la
presentazione dei progetti a valere del PROF 2009 - piano
regionale dell'offerta formativa 2009', si danno ulteriori
indicazioni sia in merito al nuovo software sia anche in merito
alla interpretazione che bisogna dare agli allegati dell'avviso
pubblico n. 12 del 17 settembre 2008, evidenziando che tutti i
richiami al POR Sicilia 20002006 devono considerarsi riferiti al
PO FSE 2007-2013;
nello stesso avviso pubblico n. 12 del 17 settembre 2008, viene
inserito nuovamente in allegato il relativo software (Elenco
personale e formulario progetto), che non si riesce a scaricare
dando l'avviso di 'ERRORE - Pagina non trovata' invitando
l'utente a selezionare uno dei siti consigliati (bacheca lavoro,
sito internet Assessorato Lavoro, area riservata utenti RUAR) e
dai quali non sarà nemmeno possibile scaricare il software utile
alla compilazione dei progetti;
valutato che:
nel ristretto periodo di un mese non si è riusciti a fare piena
chiarezza sulle 'Direttive per la programmazione e la
presentazione dei progetti a valere del PROF 2009' riguardante il
piano regionale dell'offerta formativa 2009;
tutti gli enti di formazione, oltre a dover aspettare proprio
nel mese di agosto la pubblicazione del bando relativo alla
presentazione dei progetti a valere del PROF 2009, si sono
trovati nell'impossibilità di poter dare corso alla progettazione
in virtù di tutte le considerazioni evidenziate nelle premesse;
allorquando si era arrivati ad una definitiva formulazione
delle direttive e del relativo software, tutti gli enti si sono
affrettati per la compilazione dei progetti la cui scadenza, si
rammenta, rimaneva sempre fissata al 22 settembre 2008 con un
impegno ingente sia finanziario che di risorse umane, tutto
quanto è stato ritirato rimandando il tutto ad una successiva
pubblicazione sulla GURS;
considerato che:
palesemente si è venuta a creare una confusione nei riguardi di
tutti gli enti di formazione in mancanza di direttive uniche con
l'apporto di numerose modifiche che si sono intercalate a
distanza di pochi giorni una dall'altra;
occorre dare maggiore sicurezza, offrendo agli utenti tutti
chiarezza univoca sulla compilazione dei progetti al fine di
evitare errori di interpretazione o di compilazione con la
ripercussione evidente della non ammissibilità del progetto al
finanziamento del PROF 2009;
il piano si caratterizza per il contenimento dei costi in
quanto prevede che il monte ore da finanziare non potrà essere
superiore a quello dell'anno scorso;
ancora è possibile effettuare l'accreditamento di nuove sedi
orientative e formative di organismi operanti nella Regione
siciliana dando loro la possibilità di presentare progetti per
essere finanziati (il numero di soggetti accreditati è sempre
crescente);
per sapere:
se non sia il caso di dare un congruo differimento prorogando i
termini per la presentazione dei progetti a valere del PROF 2009
riguardante il piano regionale dell'offerta formativa 2009;
le motivazioni che hanno indotto l'Assessorato del lavoro,
della previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione a ritirare l'avviso pubblico n. 11 del 5 agosto
2008 relativo alle 'Direttive per la programmazione e la
presentazione dei progetti a valere del PROF 2009' - piano
regionale dell'offerta formativa 2009 - pubblicato sulla GURS n.
37 del 14 agosto 2008;
se non sia il caso, proprio per il contenimento dei costi, di
chiudere l'accreditamento di nuove sedi orientative e formative,
così come fatto nel settore della sanità;
se il Governo intenda fornire urgentemente chiarimenti in Aula
su tutta la problematica relativa alla situazione del settore
della formazione in Sicilia . (133)
FORZESE-ARENA
All'assessore per la sanità, premesso che:
la media nazionale dei posti letto per acuti è del 3,5x1.000.
In provincia di Ragusa, che conta circa 300 mila abitanti, dunque
si dovrebbero avere circa 1.050 posti letto per acuti, invece,
attualmente il sistema sanitario pubblico dispone di un totale di
896 posti letto per acuti. I posti letto previsti per i pazienti
lungodegenti e/o in riabilitazione, secondo la media nazionale, è
di lx1.000; pertanto la provincia di Ragusa dovrebbe disporre di
circa 300 posti letto, invece, ne dispone solta to di 156;
considerando che in Sicilia abbiamo una media di ricoveri
superiore alle altre regioni italiane, pari a 241x1.000 a fronte
di medie del 197x1.000 per la Lombardia; del 162x1.000 per
l'Emilia Romagna; del 226x1.000 per il Lazio; del 207x1.000 per
la Campania. Se la media siciliana di ricoveri è notevolmente
elevata ciò è dovuto al fatto che non sono stati attivati i posti
letto per la lungodegenza e/o riabilitazione, facendo sì che tali
pazienti andassero ad occupare i posti dei malati acuti e,
contribuendo, di conseguenza, in maniera determinante a innalzare
la media dei ricoveri;
per essere più precisi: se la media nazionale è del 3,5x1.000
per gli acuti e del 1x 1.000 per i pazienti lungodegenti e/o in
riabilitazione, in Sicilia si dovrebbero avere la somma totale di
22.500 posti, invece, se ne contano 21.256. Volendo fare un
ragionamento su base regionale, la Sicilia conta un numero posti
letto inferiore alla media nazionale, non si giustifica dunque il
previsto consistente taglio di posti letto;
secondo le affermazione dell'Assessore per la sanità della
Regione siciliana, in provincia di Ragusa si dovrebbero tagliare
190 posti letto per acuti che dovrebbero essere riconvertiti in
altrettanti posti letto per pazienti lungodegenti e/o in
riabilitazione;
per sapere:
se non ritenga necessario, tenendo conto degli impegni
sottoscritti con il Piano di rientro sanitario, trovare altre
forme di risparmio che non incidano direttamente sulla qualità
dei servi siciliani;
non ritenga urgente una rettifica dei criteri di applicazione
del piano di rientro ut supra per la Regione ed, in particolare,
per la provincia di Ragusa, conseguente ad una verifica della
loro equità rispetto all'applicazione che se ne sta facendo per
ciascuna delle province appartenenti alla Regione siciliana;
se non ritenga necessaria una descrizione più circostanziata
della riconversione dei 190 posti per pazienti acuti in
altrettanti posti letto per lungodegenti e/o in riabilitazione e,
considerando che esistono già 156 posti per questi ultimi, se se
ne dovrebbero sommare nuovi 190 o i 156 già esistenti sarebbero
colmati con l'aggiunta di soli 34 nuovi posti letto. In
quest'ultimo caso, infatti, accadrebbe il processo inverso
rispetto a quanto sopra descritto, ossia che i malati acuti
sarebbero costretti ad occupare i posti dei lungodegenti con
altri notevoli disagi per l'intero sistema sanitario
provinciale . (134)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RAGUSA
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato il 4 agosto 2005
la legge 'Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia';
con la predetta legge è stato, tra l'altro, recepito l'art.5
della legge n.135/2001 riguardante l'introduzione dei distretti
turistici;
considerato che:
dopo oltre 3 anni dall'approvazione, non è stata ancora data
piena attuazione al nuovo modello organizzativo;
nel mese di ottobre 2007 è stato presentato un nuovo disegno di
legge che introduce nuovi elementi modificativi o/e integrativi;
ritenuto che:
nella predetta legge regionale il termine distretto turistico
viene utilizzato in modo non corretto, dal punto di vista
concettuale, come sinonimo di sistema turistico locale;
il distretto può essere definito come un raggruppamento di
imprese di piccole e medie dimensioni indipendenti l'una
dall'altra, tra le quali nasce e si sviluppa una cooperazione di
tipo spontaneo;
ritenuto ancora che il sistema turistico locale si differenzia
dal distretto turistico per due motivi principali:
1) necessita di un ente o di una società strategicamente
leader, sia nella fase di creazione che di lancio e gestione del
sistema nel suo complesso;
2) il carattere aperto del sistema che, sin dalle prime fasi di
progettazione, interagisce anche con imprese di altri Paesi e
località, secondo una rete di relazione su scala globale;
ritenuto infine che:
il sistema turistico locale non deve configurarsi come un
duplicato di strumenti già esistenti (PIT, GAL, PIR ecc.), ma
deve porsi come un punto di riferimento per la concreta promo-
commercializzazione delle destinazioni sui mercati nazionali ed
esteri e per la creazione di nuove opportunità di sviluppo
turistico in un'ottica più ampia di marketing territoriale;
il ritardo normativo ha generato confusione tra gli operatori
turistici locali e una carenza di gestione territoriale da parte
dei soggetti pubblici, allargando di fatto il ritardo della
nostra Regione nei confronti delle destinazioni del bacino del
Mediterraneo;
per sapere quali iniziative siano state assunte o si ritenga di
assumere per la riorganizzazione del sistema turistico siciliano
alla luce dei quanto è già avvenuto a livello nazionale e
comunitario. (135)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO
Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
i comuni hanno l'obbligo di applicare la legge n. 447 del
26/10/95, finalizzata alla riduzione dell'inquinamento acustico;
la verifica d'impatto acustico deve essere richiesta non solo
per tutte le nuove attività, ma anche in caso di voltura del
titolo abilitativo, dei cambi del titolare o del legale
rappresentante, dei cambi di persona giuridica nella ditta ed in
seguito a lamentele od esposti per eccessiva rumorosità;
considerato che:
i comuni dovrebbero esercitare le funzioni amministrative
relative al controllo sull'osservanza delle disposizioni contro
l'inquinamento acustico;
per tutte le attività fonte di rumore è necessario ottenere il
relativo nullaosta attraverso una relazione tecnica di impianto
acustico ambientale;
ritenuto che:
per esercitare le funzioni amministrative relative al controllo
sull'osservanza della legge n.447/95 i comuni dovrebbero
verificare la presenza del nullaosta d'impianto acustico, con la
presa visione della relazione del tecnico competente e la
compilazione della documentazione ai sensi del decreto
legislativo n. 277/91;
il mancato rispetto delle leggi sopra richiamate dovrebbe
essere tempestivamente comunicato all'ARPA e alla magistratura;
per sapere quali iniziative siano state assunte nei confronti
di tutte le amministrazioni che violano la predetta normativa .
(136)
BARBAGALLO-GALVAGNO-LUPO
Al Presidente della Regione Sicilia, premesso che:
la Corte costituzionale, con sentenza n. 189/2007, ha
dichiarato l'incostituzionalità di alcuni articoli di legge (art.
58, primo comma, della l.r. 33/1996; art.16, secondo comma, della
l.r. 8/2000 e art. 127, secondo comma, della l.r. 2/2002)
riguardanti gli uffici stampa anche degli enti locali;
detta sentenza sostiene l'incostituzionalità del principio
secondo il quale, con legge regionale, è stato applicato il
contratto dei giornalisti a dipendenti di enti locali, senza la
preventiva contrattazione sindacale;
l'Assemblea Regionale Siciliana ha votato un ordine del giorno,
approvato nella seduta 70 del 28 giugno 2007, con il quale ha
impegnato il Governo della Regione, nelle more dell'avvio della
contrattazione per la definizione dei profili professionali dei
giornalisti che operano negli uffici stampa degli enti locali, ad
emanare le opportune direttive agli enti locali al fine di
garantire le retribuzioni per le prestazioni svolte dai
giornalisti;
considerato che:
l'Assessore regionale della famiglia delle politiche sociali e
le autonomie locali ha diramato una circolare in tal senso in
data 16/08/2007 dove fa presente che, nelle more dell'avvio della
trattativa contrattuale regionale gli enti interessati sono
invitati a proseguire nell'applicazione del contratto
giornalistico, garantendo nel contempo il versamento dei
contributi all'INPGI (Istituto nazionale di previdenza dei
giornalisti);
l'Unione regionale province siciliane ha sottoscritto il
contratto di lavoro in data 24/10/2007, pubblicato nella GURS in
data 16/11/2007, con ANCI, Presidenza della Regione e Assostampa,
dove si individuano i profili professionali dei giornalisti degli
uffici stampa di cui all'art. 58 della l.r. n. 33/96;
tutte le province e i comuni dell'Isola si sono adeguati alla
circolare dell'Assessore mantenendo le posizioni degli addetti
stampa contrattualizzati;
soltanto la giunta provinciale di Enna in data 23/07/2008, con
delibera n.110, ha ritenuto di retrocedere le due addette
dell'ufficio stampa, contrattualizzate a tempo indeterminato con
qualifica di impiegate amministrative, prevedendo anche la
restituzione delle somme percepite dalle giornaliste quale
differenza di contratto tra quello giornalistico e quello degli
enti locali a far data dall'applicazione del contratto alle
stesse, così sopprimendo n. 2 posti in pianta organica di capo
redattore;
nell'annullamento del contratto vengono soppressi anche i
versamenti all'Istituto di previdenza dei giornalisti INPGI e
alla cassa di assistenza sanitaria CASAGIT;
in data 12/09/2008 l'Unione delle Province siciliane ha
convocato d'urgenza i 9 segretari generali dell'Isola per
ribadire la validità del contratto;
viene a determinarsi una disparità di trattamento tra
dipendenti di enti locali che svolgono le stesse mansioni,
all'interno della stessa Regione;
la deliberazione della giunta provinciale di Enna appare
arbitraria e priva di fondamenti giuridici.
per sapere:
se non ritenga di ordinare un'ispezione presso la provincia
regionale di Enna al fine di chiarire tutta la vicenda e di
verificare eventuali abusi da parte dei responsabili
amministrativi, relativamente alla deliberazione sopra citata,
non essendo state, peraltro, sentite le organizzazioni sindacali;
se, a seguito delle risultanze della ispezione, non ritenga di
impartire opportune direttive agli enti locali dell'Isola al fine
di garantire una univoca applicazione della legge . (137)
(L'interrogante chiede urgente risposta scritta con urgenza)
BARBAGALLO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'art. 25 della legge regionale del 6 febbraio 2008, n. 1, in
materia di recupero degli edifici situati nei centri storici
stabilisce che l'Assessore regionale per i lavori pubblici è
autorizzato a stipulare con gli istituti di credito apposite
convenzioni finalizzate alla concessione di mutui ventennali,
contratti dai proprietari di unità immobiliari da adibire a
residenza principale o secondaria del richiedente, ubicati nei
centri storici e nelle zone omogenee classificate A nei piani
regolatori generali dei comuni della Sicilia, finalizzati alla
realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio
esistente;
la suddetta norma ha stabilito inoltre che si pone a carico
del bilancio regionale il costo totale dei relativi interessi
ovvero per la rinegoziazione o nuova stipula dei mutui
contratti, entro i termini di validità delle graduatorie di cui
all'articolo 137 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
dai soggetti utilmente ivi inseriti che non hanno ottenuto il
beneficio alla data di scadenza della graduatoria stessa;
rilevato che:
l'applicazione della norma in oggetto era possibile solo se
veniva emanato il decreto che stabiliva i criteri e le modalità
di accesso ai benefici, così come sancito dal comma 2 del
medesimo articolo 25 della legge regionale n. 1 del 2008, che
imponeva il termine di 90 giorni dall'approvazione della legge;
ad oggi, a distanza di 8 mesi, non risulta emanato alcun
decreto e tale vuoto normativo ha impedito il prodursi dei
benefici per cui era stata pensata la norma;
ritenuto che porre fine a tale inadempienza determinerebbe, in
concreto, molteplici effetti positivi, tra cui l'apertura di
numerosi cantieri edili con un risvolto occupazionale, la
possibilità dell'acquisto della casa per giovani coppie, nonché
un azione di risanamento dei centri storici e una loro
rivitalizzazione da cui trarre benefici anche ai fini turistici;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito l'emanazione del decreto che
stabiliva criteri e modalità di accesso ai benefici così come
stabilito dall'articolo 25 della legge regionale n. 1 del 2008 e
se non ritenga tale inadempienza un fatto grave;
se non ritenga necessario e urgente provvedere alla emanazione
del succitato decreto e a tal fine, così come stabilito dal
comma 2 dell'articolo 25 della legge regionale n. 1 del 2008,
farsi carico della convocazione della quarta commissione
legislativa dell'ARS 'Ambiente e territorio' per l'acquisizione
del dovuto parere. (138)
DI BENEDETTO
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
la l.r. 5 dicembre 2007, n. 24, ha previsto la stabilizzazione
a domanda del personale che presta servizio con contratto di
diritto privato a tempo determinato per la catalogazione dei beni
culturali della Regione;
la stabilizzazione del personale in argomento è ormai urgente
atteso che l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione ha previsto la proroga
dei contratti predetti al 31 ottobre 2008;
la scadenza di tale termine senza che si sia conclusa la
procedura per la stabilizzazione comporterà la perdita dei
diritti acquisiti dai lavoratori;
la legge regionale 5 dicembre 2007, n. 24, ha definito di
interesse strategico l'attività di catalogazione al fine della
realizzazione del catalogo unico informatizzato dei beni
culturali ed ambientali;
per conoscere:
se non ritenga di definire con estrema urgenza la procedura di
cui alla l.r. n. 24 del 2007 al fine di non ledere i diritti che
la norma citata attribuisce ai catalogatori in argomento;
se sia sufficientemente chiaro al Governo il rischio per i
lavoratori predetti di essere privati di un diritto attribuito
dalla legge, atteso che la proroga concessa scade il 31 ottobre
2008 e che, in ogni caso, nessuna ulteriore proroga può essere
concessa oltre il 31 dicembre 2008 . (19)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
GUCCIARDI - LUPO
Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che:
nel territorio del comune di Ramacca (CT) è in corso di
realizzazione, fin dal lontano 1989, la diga Pietrarossa ,
facente parte del sistema irriguo Dittaino-Ogliastra Pietrarossa,
quale opera strategica di accumulazione e distribuzione delle
risorse idriche in Sicilia;
nel 1997, nel corso dei lavori del costruendo invaso,
l'Assessorato regionale Beni culturali ed ambientali e pubblica
istruzione ha apposto un vincolo per la scoperta di un sito
archeologico e, conseguentemente, la soprintendenza di Enna ha
sospeso i lavori progettuali già eseguiti per il 95 per cento del
totale, pari ad una spesa stimata in circa 75 milioni di euro;
i successivi aspetti giudiziari scaturiti da questi ultimi
fatti si sono definitivamente chiariti sia con la sentenza del
giudice dell'udienza preliminare presso il tribunale di
Caltagirone emessa in data 22 febbraio 2002, che ha disposto il
'non luogo a procedere' nei confronti di tutti gli imputati
(confermata con sentenza della corte di appello di Catania in
data 20 gennaio 2004, irrevocabile), sia con la sentenza del
tribunale di Enna emessa in data 22 febbraio 2002, che ha
disposto l'assoluzione di tutti gli imputati (confermata con
sentenza della corte di appello di Caltanissetta in data 20
aprile 2004, irrevocabile), per effetto delle quali l'opera
denominata invaso di Pietrarossa, unitamente all'area
archeologica, è stata dissequestrata e restituita al demanio
della Regione siciliana;
nelle more del completamento della diga, l'impresa esecutrice
dei lavori (Imprepan-Impregilo Partecipazioni s.p.a.) ha citato
avanti il tribunale civile di Catania il consorzio di bonifica di
Caltagirone per richiedere la risoluzione del relativo contratto
ed oneri risarcitori per complessivi 9.680.587,73;
l'opera, ancora in corso di realizzazione, una volta
completata, convoglierà le acque in un grande serbatoio idrico di
40 milioni di metri cubi assolutamente indispensabile per
l'approvvigionamento irriguo dell'agricoltura (comparti
agrumicoli, cerealicoli e zootecnici) delle province di Catania,
Siracusa, Enna e Caltanissetta, il cui concreto rischio, in caso
contrario, è quello di vedersi compromesso non solo lo sviluppo
economico, conseguente anche al fenomeno della desertificazione
ma, soprattutto, il mantenimento dell'esistente livello
produttivo e occupazionale costituito da numerosissime aziende
agricole;
purtroppo, ad oggi, a livello di risoluzione degli aspetti
tecnico-burocratici, il Governo regionale non ha adottato, per
quanto di sua esclusiva competenza, una chiara direttiva politica
al fine di addivenire, in tempi certi, alla definizione di tutti
i consequenziali provvedimenti amministrativi per giungere al
completamento e alla fruizione da parte degli agricoltori
dell'acqua della diga Pietrarossa ;
per conoscere:
a) per quali motivi non sia stata data attuazione alla ferma
volontà politica del Governo di completare la diga Pietrarossa',
più volte manifestata pubblicamente dal Presidente, on. Raffaele
Lombardo;
b) se non ritengano di convocare urgentemente una conferenza di
servizi, alla presenza dei direttori regionali competenti, del
commissario delegato per l'emergenza idrica, di tutti i sindaci
interessati e del presidente della provincia regionale di
Catania, per dare immediato esame e verifica degli ostacoli
tecnico-amministrativi che ancora si frappongono al completamento
dei lavori della diga, in modo da apportare eventuali modifiche
progettuali per consentire lo spostamento del sito archeologico
rinvenuto;
c) in ogni caso, quali atti di indirizzo politico
improcrastinabili intendano assumere, con la massima urgenza, per
scongiurare sine die la sospensione delle opere di completamento
dell'importante invaso Pietrarossa al fine di non bruciare
definitivamente le ingentissime risorse pubbliche già
utilizzate . (20)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
LIMOLI
Al Presidente della Regione ed all'Assessore per la sanità,
premesso che, l'Assessorato regionale Sanità, con nota prot. 1980
del 22 luglio 2008, facendo riferimento ad una sentenza della
corte di appello di Palermo (n. 159/08), che tratta tutt'altra
fattispecie rispetto a quella in esame ed al conseguente incerto
parere in merito espresso dall'Avvocatura dello Stato (nota n.
25500 del 3 giugno 2008), ha invitato le aziende sanitarie
dell'Isola a procedere 'alla revoca, in autotutela, di eventuali
provvedimenti che prevedono una difforme valutazione del servizio
prestato in regime di convenzione dai medici della medicina dei
servizi, in applicazione del DPCM 8 marzo 2001';
considerato che tale orientamento, quindi, esclude che, ai fini
del riconoscimento dell'indennità di esclusività per i medici
della ex medicina dei servizi, transitati nei ruoli del servizio
sanitario nazionale come dirigenti, possa tenersi conto dei
servizi pregressi effettuati in regime di convenzione;
rilevato che la fonte normativa per il riconoscimento
dell'anzianità pregressa ai dirigenti medici, già appartenenti
alla medicina dei servizi, inquadrati nei ruoli del servizio
sanitario nazionale con decreto assessorato regionale della
sanità 8 marzo 2006, è il decreto legislativo n. 254 del 28
luglio 2000, che ha inserito il comma 2 bis dell'art. 8 del d.lgs
n. 502 del 30 dicembre 1992;
ritenuto che:
in esecuzione di tali disposizioni normative è intervenuto il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2001,
che ha dettato i criteri necessari per il riconoscimento del
servizio pregresso prestato da tali medici;
il decreto in questione, relativamente alle specifiche
categorie di professionisti ivi individuate, al comma 1, lett. b,
fa riferimento, ai fini del riconoscimento, all'anzianità di
servizio ed all'esperienza professionale, quest'ultima
espressamente richiamata nei contratti di lavoro della dirigenza
e nei pareri dell'ARAN come requisito da possedere per la
concessione di benefici legati all'indennità di esclusività;
e' pur vero che non può contestarsi in assoluto
l'indispensabilità che l'esperienza professionale nell'ambito del
SSN sia stata svolta nella qualifica di dirigente, come
esplicitato nella sentenza della corte d'appello richiamata
dall'Avvocatura dello Stato, ma quest'ultima non fa riferimento
ad uno dei casi di inquadramento per i quali debba applicarsi il
DPCM del 2001, che si colloca come norma eccezionale soltanto per
le ipotesi ivi contemplate;
del resto, l'ARAN, intervenendo più volte in materia, pur nel
ribadire che in via generale il servizio valevole per la
concessione dell'indennità di esclusività debba essere svolto
nella qualifica di dirigente, ha chiaramente dichiarato che
l'applicazione del DPCM del 2001 è limitata tassativamente alle
fattispecie ivi previste, escludendo il ricorso ad esso in via
analogica, con ciò implicitamente concordando con il contenuto
della sentenza sopra richiamata, la quale fa riferimento a
medici, non già convenzionati con il SSN (categorie considerate
dal DPCM), ma in servizio all'INPS;
ciò è stato evidenziato, oltre che in diversi pareri dell'ARAN,
anche nella relazione di accompagnamento al verbale di riunione
per l'interpretazione autentica degli artt. 3 e 5 del CCNL 8
giugno 2000;
da ultimo, anche la dichiarazione congiunta n. 4 di ARAN e
sindacati firmatari della pre - intesa al nuovo contratto di
lavoro ribadisce il concetto espresso più volte in passato,
recitando testualmente 'si ritiene pertanto che il servizio
prestato in regime di convenzione da parte dei predetti medici,
per effetto del d.lgs n. 502/1992 possa essere fatto valere nei
limiti e con le modalità espressamente previste dal DPCM 8.3.2001
emanato da competente ministero della salute';
nessuna incertezza interpretativa hanno avuto, infatti, le
aziende sanitarie d'Italia, comprese quelle siciliane,
nell'applicare la norma nel senso sopra specificato, peraltro
l'unico che garantisce un miglioramento economico per gli
interessati, i quali non avrebbero alcuna convenienza a
transitare alla dirigenza, ove si dia esecuzione alle recenti
disposizioni assessoriali;
per conoscere se codesto Assessorato intenda rivedere il
proprio orientamento, permettendo alle aziende sanitarie di
continuare a corrispondere l'indennità di esclusività,
riconosciuta ai dirigenti sanitari al maturare di determinati
periodi di anzianità continuativa di servizio (cinque e quindici
anni), anche ai medici della ex medicina dei servizi in
applicazione del DPCM 8 marzo 2001 . (21)
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o abbia
fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'AST Sistemi è una società per azioni, costituita nel 1995,
partecipata totalmente da oggetti pubblici (tra i quali la stessa
AST che detiene il 74 per cento del pacchetto);
finora ha operato con commesse molto limitate, non in grado di
assicurare alcuna prospettiva di crescita e non ha prodotto
utili, tanto che il capitale sociale è stato già abbattuto ed
ulteriori investimenti sarebbero destinati a perdersi;
Considerato che, ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 233, cosiddetto 'Bersani', la Regione non potrà
più affidare le commesse sulle quali, in gran parte, si fondava
l'attività dell'AST Sistemi e, fra queste, quella relativa alla
sala operativa regionale della protezione civile, e dei servizi
di ingegneria, previsti per i piani di protezione civile,
prevenzione dei rischi dipendenti da sismi;
Ritenuto che i 10 componenti del consiglio di amministrazione
percepiscono un compenso mensile, oltre all'automobile di
servizio con autista per l'amministratore delegato e per il
presidente;
Ritenuto ancora che:
i compensi di amministrazione incidono annualmente per oltre
100 mila euro sul bilancio della società;
non risulta sia stato elaborato un progetto di sviluppo
sostenuto da fondate aspettative di nuove attività nascenti da
concessioni, decreti e/o contratti;
le partecipazioni degli enti costituenti si sono svalutate e la
società potrebbe chiudere con ulteriori perdite economiche;
nel bilancio 2005 sono stati evidenziati debiti per oltre 4
milioni 200 mila euro a fronte di crediti incerti ed in
contestazione anche giudiziaria per 3 milioni 500 mila euro;
la società talvolta non è in grado di assicurare la regolarità
degli stipendi,
impegna il Governo della Regione
ad attivare tutte le procedure per lo scioglimento e la messa
in liquidazione volontaria dell'AST Sistemi s.p.a., con garanzia
per i posti di lavoro pregressi e, in particolare, per gli
attuali 10 dipendenti, presso gli azionisti pubblici della
disciolta società . (36)
BARBAGALLO - RINALDI -
AMMATUNA - GALVAGNO
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il Presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo, ha
effettuato una serie di incontri con il Governo nazionale sul
tema di un nuovo assetto istituzionale di tipo federalistico ;
il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge da
proporre al Parlamento sul federalismo fiscale, del quale il
Governo regionale ha tessuto le lodi, in quanto conterrebbe
l'accoglimento delle principali proposte a tutela dello Statuto
autonomistico e della sua specialità;
Considerato che:
l'attuale fase segna un momento fondamentale nella storia
dell'autonomia siciliana sia per la necessità di aggiornare ed
attuare lo Statuto, sia per la necessità di porre la massima
attenzione al dibattito in corso a livello nazionale;
i temi sul tappeto sono essenziali per lo sviluppo della
Sicilia, in particolare per ciò che riguarda il fondo
perequativo, i costi del federalismo e, in generale, la complessa
materia dei rapporti finanziari con lo Stato;
Ritenuto che l'Assemblea regionale siciliana è l'organo
deputato all'elaborazione di proposte legislative da proporre al
Parlamento e al Governo nazionali circa le materie afferenti i
rapporti tra lo Stato e la Regione stessa,
impegna il Presidente della Regione
a riferire in Aula circa i contatti intervenuti tra il Governo
regionale e quello nazionale in merito alla proposta di riforma
in senso federalista dello Stato . (37)
BARBAGALLO - GALVAGNO -
LACCOTO - RINALDI
LAssemblea regionale siciliana
Premesso che:
con bandi pubblicati nell'aprile del 2000, l'Assessorato
regionale Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione ha
indetto diversi concorsi per la copertura di posti di 'dirigente
tecnico VIII livello retributivo di cui alla tabella A del
D.P.R.S. n. 11/95';
all'atto dell'assunzione in servizio dei vincitori, a partire
dal marzo 2005, questi ultimi si sono visti attribuire
l'inquadramento nella categoria 'D', precisamente nel livello di
base 'Dl', e non già nella terza fascia dirigenziale,
corrispondente alla qualifica stabilita nel bando di concorso
(dirigente tecnico VIII livello retributivo);
gli inquadramenti nel livello base della cat. 'D' hanno
determinato l'insorgere di contenziosi da parte dei vincitori
assunti;
a partire dall'anno 2006 sono state emesse decine di pronunce
giurisdizionali con le quali sia i giudici del lavoro di primo
grado dell'Isola, sia diverse corti di appello hanno riconosciuto
il diritto dei ricorrenti all'inquadramento nella qualifica di
dirigente tecnico di terza fascia, corrispondente, nel nuovo
sistema di ordinamento della dirigenza sancito dalla l.r. n. 10
del 2000, alla qualifica stabilita nei bando di concorso
('dirigente tecnico VIII livello retributivo');
in particolare, consta l'esistenza delle seguenti sentenze di
primo grado: tribunale di Messina-sezione lavoro (sent. n.943 del
23.2.2006, sent. n.2390 del 22.5.2006 e sent. n.50/2007);
tribunale di Palermo-sezione lavoro (n. 2481 del 10.5/17.10.2006,
e sent, del 4.4.2007); tribunale di Trapani-sezione lavoro (n.
465 del 12.5.2006 e n. 64 dell'1.2.2007); tribunale di
Caltanissetta-sezione lavoro (sent. n. 490 del 28.3.2007);
tribunale di Siracusa-sezione lavoro (sent. n. 1004 del
13.6.2007; sent. n. 1430 dell'11.10.2007; sent. dell'1.7.2008);
nonché delle seguenti sentenze di secondo grado: corte di appello
di Caltanissetta, sezione lavoro: sentt. n.467 e n.468 del
12.12.2007; corte di appello di Messina, sezione lavoro: n.26 del
15.1-21.3.2008 e nn.41 e 42 del 15.1.- 19.3.2008;
che, nel frattempo, anche il Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana (cfr. parere n.644
dell'11.12.2007) si è espresso favorevolmente alle tesi dei
lavoratori, sancendo, in particolare, che i vincitori dei
concorsi per 'dirigente tecnico-VIII livello retributivo' hanno
diritto all'inquadramento nella qualifica corrispondente, 'che
non è certo la categoria D di nuova istituzione (...) riservata
all'accesso dall'esterno del personale in possesso della sola
laurea richiesta (mentre per accedere alla vecchia qualifica
tecnico-dirigenziale era richiesto anche un ulteriore requisito
di professionalità dato dalla conoscenza specifica delle
discipline di settore) e corrispondente ad un livello retributivo
comunque deteriore (VII) rispetto a quello prospettato nel bando
di concorso';
pertanto, 'l'inquadramento nella nuova categoria D di
funzionari non può in ogni caso ritenersi esatto e, come
accennato, è evidentemente deteriore anche sotto l'aspetto del
livello retributivo (ex VII 1. 1 rispetto all'ex VIII 1.r.)';
che la qualificazione dei posti messi a concorso era stata
effettuata con l'emanazione dei bandi, pubblicati in epoca
antecedente alla l.r. n. 10 del 2000, 'ed essa non è stata
modificata da alcun atto legislativo successivo';
i vincitori dei suddetti concorsi hanno diritto dunque
all'inquadramento corrispondente alla qualifica di ex dirigente
tecnico VIII livello retributivo, ossia la qualifica di
'dirigente tecnico di terza fascia';
Considerato che:
ben tre sentenze di corte di appello (precisamente, le due
sentenze della corte di appello di Caltanissetta sopra citate, ed
una delle tre sentenze della corte di appello di Messina, la
n.26/08), pur notificate all'Avvocatura distrettuale dello Stato
competente per territorio, non sono state impugnate dinanzi alla
Corte di cassazione, e sono passate in giudicato;
che, a seguito del contenzioso sopra descritto,
l'Amministrazione regionale è stata pure indotta a pagare le
differenze retributive ai dipendenti vittoriosi in giudizio;
che questa circostanza, nonché la scelta di non impugnare tre
delle cinque sentenze di corte di appello sopra menzionate,
specie a seguito del parere espresso dal CGA, si è rivelato da
parte dell'Amministrazione comportamento ispirato a condivisibili
principi di tutela dei lavoratori, di efficienza e di coerenza
amministrativa;
però, si è avuta notizia che, da ultimo, l'Assessorato ha
proceduto, invece, alla notifica di ricorsi per Cassazione nei
confronti di due dipendenti beneficiari di altrettante sentenze
della corte di appello di Messina (sentt. n.41 e n.42 del 2008,
identiche alle altre, ed emesse, peraltro, alla stessa udienza e
dallo stesso collegio giudicante della sentenza della medesima
corte di appello, n.26/08, non impugnata);
Ritenuto che:
il descritto comportamento da un lato, di pervicace resistenza
alle pretese dei dipendenti, nonostante le reiterate e
innumerevoli pronunce giurisdizionali provenienti perfino
dall'organo supremo della giustizia amministrativa in Sicilia,
dall'altro ondeggiante fra il rispetto dei principi di logica e
di giustizia e la macroscopica violazione dei principi medesimi
(e, nel contempo, della parità di trattamento tra situazioni
eguali) non può protrarsi ulteriormente perché privo di una ratio
politico-amministrativa coerente ed unitaria, e quindi anche in
contrasto con la normativa che, proprio in materia di pubblico
impiego, impone comportamenti ispirati a principi di stabilità e
di uguaglianza;
il comportamento coerente e logico da tenere non può essere di
impugnare d'ora in avanti indistintamente tutte le sentenze, sia
perché questa decisione contrasta con gli orientamenti
giurisprudenziali formatisi e ormai consolidatisi, sia perché a
questo punto esistono decisioni irreversibili a favore di taluni
dipendenti;
Considerato, altresì, il valore istituzionale che
nell'ordinamento siciliano assume il parere del Consiglio di
giustizia amministrativa (cfr. art.4, comma 1, d. lgs. 654/1948:
'Il Consiglio è organo di consulenza giuridicoamministrativa del
Governo regionale'), espresso nell'ambito del procedimento di
decisione del ricorso straordinario, in quanto trattasi di parere
vincolante, non avendo la Giunta regionale il potere di
discostarsene alla stessa stregua di quanto stabilito per il
Governo dall'art.14 del DPR 1199/71;
Considerato infine che, comunque, la Giunta regionale non ha
assunto alcuna iniziativa avverso il parere del CGA, di guisa che
è ormai giuridicamente impossibile che un singolo ramo
dell'Amministrazione regionale possa seguire un orientamento
diverso da quello proveniente dal titolare esclusivo del potere
di indirizzo politico-amministrativo (arg. ex art.95 Cost.),
impegna il Governo della Regione
ad emanare un atto di indirizzo che, in coerenza con le
osservazioni, i rilievi e le deduzioni di cui in narrativa,
inviti a norma di legge le Avvocature distrettuali dello Stato a
non sollecitare l'impugnativa delle pronunce che man mano vengono
emesse dai giudici di merito e a limitare, quindi, l'eventuale
reazione alle sole ipotesi nelle quali il gravame è diretto a
fare valere vizi formali, procedimentali e del contraddittorio,
estendendo la predetta direttiva alle impugnative già proposte
(con abbandono delle medesime, ove limitate alla sola
contestazione nel merito delle pretese riconosciute dai giudici
di merito) . (38)
ARDIZZONE - TERMINE -
DI BENEDETTO - DONEGANI - CAPUTO
L Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
ormai da troppi anni i lavoratori forestali non vedono
valorizzata la loro opera e la loro professionalità;
pur essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
il lavoro particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo e
del Parlamento nazionali è sempre stata particolarmente scarsa;
è necessario garantire ai lavoratori forestali lo stesso
trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere quanto necessario affinché i lavoratori
forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
avendo garantite le medesime condizioni dei forestali del resto
del Paese;
a prevedere apposite convenzioni con il Ministero
dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare affinché
possano essere predisposti programmi finalizzati alla
prevenzione, spegnimento e ricostituzione della superficie
boschiva ed ulteriori contatti con la protezione civile per il
loro impiego in caso di frane o per dissesto idrogeologico,
problemi questi che interessano particolarmente la nostra
Regione . (39)
CAPUTO - CURRENTI - ARICO'
VINCIULLO - POGLIESE
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che sono in corso di notifica i provvedimenti recanti
'Disposizioni di legittimazione inerenti l'occupazione di terreni
gravati da uso civico sul demanio in Castronovo di Sicilia' ad
oltre 400 (quattrocento) cittadini di Alia, legittimi proprietari
di terreni in agro di detto comune;
Considerato che, con i citati provvedimenti, i proprietari di
detti fondi rustici vengono ritenuti, da parte del commissario
degli usi civici, occupanti abusivi degli stessi ai sensi della
legge del 16 giugno 1927, n. 1766 e successive modifiche e
integrazioni, pur essendo in possesso di legittimo titolo di
proprietà;
Ritenuto che il citato provvedimento, oltre a determinare una
condizione di grave danno economico ai proprietari cosiddetti
abusivi a causa dell'incertezza della natura giuridica della
richiesta da parte del Demanio, comporta anche la sospensione
delle eventuali trattative commerciali per i suddetti beni, oltre
a determinare obiettive difficoltà per i notai di procedere alla
stipula dei relativi atti di compravendita;
Considerato, inoltre, che l'eventuale od ipotetico ricorso al
tentativo di conciliazione amministrativa ai fini
dell'affrancazione dei beni rustici in narrativa si appalesa
particolarmente gravoso a causa dell'esosità del costo di tali
operazioni, soprattutto nei confronti di quei proprietari
terrieri (occupanti abusivi ) la cui consistenza in ettari sia
particolarmente elevata (si pensi alla determinazione del costo
di 1.500,00 circa per Ha);
Ritenuto, infine, che:
detto elevato costo si presenta ancor più insostenibile a causa
del particolare momento di criticità del nostro attuale mercato
agricolo, del fenomeno dell'inflazione e della scarsa
remunerazione dei prodotti agricoli in rapporto soprattutto
dell'aumento delle materie prime impiegate in agricoltura;
sul piano squisitamente giuridico la richiesta di
legittimazione effettuata dal commissario per gli usi civici si
appalesa ad una prima lettura infondata, stante, a quanto pare,
la presenza di titoli di possesso giuridicamente validi ed
acclarati da atti pubblici mai prima d'ora contestati da alcuna
autorità,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere ogni tempestiva azione per individuare
soluzioni legislative che mettano i proprietari delle aziende
citate in premessa e nelle condizioni di:
difendere il proprio diritto alla proprietà ed al legittimo
godimento del bene;
di far carico al Demanio di dimostrare la fondatezza della
propria richiesta tramite titoli giuridicamente validi da
notificare agli interessati;
in subordine di determinare criteri di affrancazione che siano
consoni soprattutto alle precarie condizioni economiche di dette
realtà aziendali . (40)
CAPUTO-CURRENTI-ARICO'
MARROCCO-VINCIULLO
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
che tra il 16 ed il 22 settembre del 1866, a Palermo e nel
circondario, si sviluppò la grande sommossa popolare che sarebbe
stata denominata 'Rivolta del sette e mezzo', una violenta
dimostrazione e battaglia antisabauda, avvenuta al termine della
terza guerra d'indipendenza, organizzata da partigiani borbonici,
garibaldini delusi, réduci dell'esercito meridionale e
repubblicani che insieme formarono una giunta comunale,
tra le cause vi erano la crescente miseria della popolazione,
l'integralismo dei funzionari statali sabaudi, che consideravano
quasi barbari i siciliani, le pesanti misure poliziesche ed i
vessatori balzelli introdotti;
fu la sacrosanta reazione di quella parte sana della Sicilia
che, caduta nelle mani di una nobiltà corrotta e mafiosa, tentò
di riscattarsi con le proprie forze da quella dittatura feroce e
senza scrupoli chiamata Regno d'Italia;
Considerato che il Governo italiano proclamò lo stato d'assedio
ed adottò, nei confronti dei Siciliani, procedure repressive di
sapore colonialista. Furono infatti effettuate rappresaglie, tra
le quali ricordiamo quella a seguito della rivolta dei Cutrari
che portò alla fucilazione di numerosi innocenti (una donna di 30
anni cieca, un sacerdote, una contadina di 70 anni ed una bambina
di nove anni), persecuzioni, violenze, torture ed esecuzioni
sommarie, spesso senza alcun processo, in gran parte, comunque,
documentate e sopravvissute alla censura;
Verificato che si contarono, alla fine, a migliaia le vittime
di palermitani desiderosi di libertà e di democrazia;
Ritenuto che quella rivoluzione 'nazionale' siciliana non è
ricordata nelle scuole e neppure nella toponomastica cittadina ed
è stata 'rimossa' dalla cultura ufficiale;
Convenuto che i siciliani sono sempre stati protagonisti della
vita politica del Paese tant'è che anche in quella occasione
vennero considerati veri rivoluzionari legati ad un ideale
politico e ad una giusta causa per costruire una Repubblica
italiana libera e democratica,
impegna il Governo della Regione
ad avviare iniziative tendenti a sviluppare nelle scuole della
Regione lo studio della storia siciliana anche per rompere
finalmente la congiura del silenzio e mettere fine al
colonialismo culturale nei confronti della nostra Sicilia;
a chiedere al Comune di Palermo di inserire nella toponomastica
cittadina una piazza che ricordi l'eccidio del 1866 meglio
conosciuto come 'La rivolta del sette e mezzo'. (41)
CORONA - TORREGROSSA -
ARDIZZONE - BOSCO - LEANZA E.-
MARROCCO - CURRENTI - GRECO -
D'ASERO-LEONTINI-DINA-
BUZZANCA-LIMOLI-CAPUTO-
ROMANO-ARENA-LENTINI-
RUGGIRELLO-FORMICA-CAPUTO
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
sabato 13 settembre 2008, dopo una siccità durata sei mesi, si
è abbattuto un nubifragio sulle province di Catania e di Enna che
ha procurato enormi danni a moltissime coltivazioni di frutteti e
di vigneti causando, in taluni casi, la perdita del 50% della
coltivazione;
i comuni si stanno occupando di raccogliere denunce e
segnalazioni da trasmettere agli ispettorati provinciali per
l'agricoltura al fine di avere un quadro articolato dell'entità
dei danni;
Considerato che nella grandinata sono state colpite importanti
coltivazioni di prodotti stagionali, mettendo così a serio
rischio la raccolta annuale,
impegna il Presidente della Regione
e
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad intervenire urgentemente al fine di dichiarare lo stato di
calamità naturale per il territorio della provincia di Catania ed
Enna . (42)
POGLIESE-FORMICA-
ARICO'- BUZZANCA-CAPUTO-
CURRENTI -
FALCONE-MARROCCO-VINCIULLO
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
alla luce dell'approvazione del decreto-legge 16 settembre
2008, n. 143, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 217 del 16
settembre 2008, sussiste la preoccupazione sullo stato degli
uffici giudiziari della Sicilia, ed in particolare quelli aventi
sede in territori costantemente impegnati nella lotta contro la
criminalità organizzata e reati connessi;
il decreto-legge appena entrato in vigore ha sostituito
l'impianto normativo previsto dalla legge 4 maggio 1998, n. 133,
in cui si prevedeva che per sede disagiata' si intende l'ufficio
giudiziario, sito in una delle regioni Basilicata, Calabria,
Sicilia e Sardegna, ove si sia verificata la mancata copertura di
posti messi a concorso nell'ultima pubblicazione, per il quale
ricorrano almeno due dei seguenti requisiti:
a) vacanze superiori al 15 per cento dell'organico;
b) elevato numero di affari penali con particolare riguardo a
quelli relativi alla criminalità organizzata;
c) elevato numero di affari civili in rapporto alla media del
distretto ed alla consistenza degli organici, introducendo nella
stessa norma una definizione ai sensi della quale si intenda sede
disagiata' l'ufficio giudiziario per il quale ricorrono
congiuntamente i seguenti requisiti:
a) mancata copertura del posto messo a concorso nell'ultima
pubblicazione;
b) quota di posti vacanti superiore alla media nazionale della
scopertura;
se il Governo nazionale non dovesse provvedere a correggere gli
indirizzi già intrapresi, verrebbe a scemare ulteriormente
l'interesse di magistrati e PM a scegliere sedi quali
Caltanissetta e Gela, generando ancor più gravi vuoti in un
organico già penalizzato, come denunziato dall'Associazione
nazionale magistrati e dall'Avvocatura nissena;
CONSIDERATO che, se non si procederà ad una correzione di
rotta, si verrà a creare una situazione in aperta contraddizione
tra i risultati estremamente positivi già ottenuti nella lotta al
crimine dagli uffici giudiziari siciliani e le decisioni assunte
dal Governo che hanno sempre catalogato gli stessi uffici come
baluardi alla lotta del crimine organizzato,
impegna il Governo della Regione
ad attivare ogni iniziativa necessaria presso il Governo
nazionale affinché, in sede di conversione del decreto-legge n.
143, possa essere immediatamente ripristinata - e dunque
scongiurata - l'ipotesi di esclusione dalla categoria delle sedi
disagiate' degli uffici giudiziari siciliani ed in particolare
quelli di Caltanissetta e Gela . (43)
MAIRA - DINA - FAGONE -
CASCIO S. - RAGUSA
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la Regione siciliana sta concretizzando un piano
di rientro e razionalizzazione del comparto sanitario al fine di
allinearsi alle direttive emanate dal Governo nazionale sulle
misure di contenimento della spesa pubblica e specificatamente
della spesa sanitaria;
Considerato che, nel quadro del piano di rientro, l'Assessore
ha intrapreso e già emanato alcuni provvedimenti da portare al
vaglio del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali al fine di ottenere il parere favorevole su detto piano;
Tenuto conto che, tra i vari provvedimenti di contenimento
della spesa, vi è pure quello che prevede la razionalizzazione
del 118 siciliano, in virtù del quale si ipotizza, su una
dotazione attuale di 269 ambulanze, la riduzione di circa 50
unità mobili di soccorso in emergenza ed urgenza, per arrivare ad
un numero di complessive 220 ambulanze;
Preso atto che la generalizzata volontà politica è quella di
non determinare alcun licenziamento dal programma di contrazione,
per cui gli operatori sanitari, in sovrannumero dalla riduzione
delle postazioni di 118, sarebbero impiegati nei vari punti di
emergenza ed urgenza anche a seguito di un programma di
riqualificazione;
Vistoche la spesa maggiore per ogni postazione è data dal
personale, mentre le altre spese sono veramente marginali, tale
da incidere in misura inferiore al 10%;
Considerato, infine, che l'economia effettiva derivante
dall'eventuale contrazione delle postazioni del 118 non
offrirebbe che un risparmio di minimale importanza a fronte,
però, di un sacrificio enorme per il territorio, che si vedrebbe
privato di un servizio ritenuto e divenuto ormai insostituibile,
impegna il Governo della Regione
alla luce di quanto sopra esposto, a procedere alla
razionalizzazione della SUES 118, evitando - laddove è possibile
- tagli indiscriminati soprattutto in quei territori
dell'entroterra che, essendo lontani dalle zone dotate di
strutture ospedaliere , possono soffrire maggiormente della
soppressione di un servizio che in numerosissime occasioni
diviene essenziale per salvare vite umane . (44)
FALCONE - POGLIESE - ARICO' -
CAPUTO - CURRENTI - MARROCCO -
MINEO - SCILLA - VINCIULLO -
LIMOLI - BUZZANCA
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
i percorsi sperimentali triennali di IeFP (tipologia B), per
circa 10 mila allievi minori, in obbligo di istruzione in
Sicilia, avviati ad ottobre 2007, non sono stati ancora ad oggi
finanziati;
sono stati decretati, da parte dei Ministeri competenti, i
finanziamenti statali assegnati alla Sicilia per l'anno
2007/2008;
non sono state emanate le disposizioni amministrative per
l'avvio dell'attività 2008/2009;
non risultano ancora impegnate le somme relative all'avvio
dell'attività formativa per l'anno 2008/2009;
Considerato che:
il personale operante in questo settore si trova in una
situazione insostenibile e non più tollerabile per la mancata
erogazione degli stipendi dovuti;
senza la decretazione del piano formativo 2007/2008, non si
possono sostenere gli esami di qualifica relativi alle terze
annualità e gli esami per i diplomi relativi al quarto anno, con
grave danno per gli allievi e negazione dei loro diritti;
preso atto che la formazione professionale dei minori in
obbligo di istruzione è assegnata alla competenza esclusiva della
Regione ed è un servizio di interesse pubblico che non può essere
negato né rinviato,
impegna il Governo della Regione
ad attivare, con la massima urgenza, tutte le necessarie
iniziative politico - amministrative per l'immediata emanazione
dei decreti di finanziamenti relativi all'anno 2007/2008 e delle
urgenti e necessarie disposizioni che rendano certo e garantito
l'avvio a settembre 2008 dell'anno formativo 2008/2009 ed il
relativo finanziamento attraverso uno specifico e distinto
capitolo di bilancio . (45)
D'ANTONI - ARENA - FEDERICO -COLIANNI
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'art. 1, comma 202, della legge finanziaria statale del 29
dicembre 2006, n. 296, ha introdotto, sia pure in via residuale,
la Regione fra i soggetti destinatari dei cespiti confiscati;
di conseguenza la Regione siciliana, unitamente agli altri enti
territoriali interessati, ha subito interagito con l'Agenzia del
demanio, filiale Sicilia, per concordare il trasferimento degli
immobili confiscati, con priorità per gli immobili già in uso (a
titolo locativo) agli stessi enti per finalità governativo -
istituzionali;
Considerato che:
in sede di applicazione della legge, sono emerse difficoltà
operative relativamente agli immobili compresi nelle quote
societarie delle aziende confiscate poiché 'trattasi di beni
aziendali che vengono mantenuti al patrimonio dello Stato per
essere destinati all'affitto o alla vendita con le modalità
previste dalla legge';
di seguito ai vari incontri indetti dall'Agenzia del demanio
con la Regione, gli altri enti territoriali, le ASL e le
amministrazioni finanziarie, la stessa agenzia ha prospettato che
gli immobili, compresi in quote societarie, potessero invece
costituire oggetto di scorporo e, quindi, da intendersi autonomi
rispetto all'azienda confiscata, prevedendosi un assorbimento in
percentuale del personale della società confiscata presso gli
enti coinvolti. Di conseguenza, nell'attesa del detto scorporo, è
stato comunicato alla Regione siciliana che, a far data dall'1
gennaio 2008, non era più dovuto alcun canone di affitto;
Ritenuto che, di contro a tale individuato percorso peraltro
già operativo, il commissario straordinario del Governo per la
gestione e la destinazione dei beni confiscati ha sollevato
perplessità in ordine 'alla compatibilità con la normativa
vigente del percorso originariamente individuato che non consente
di addivenire alla prospettata soluzione di destinare agli enti
territoriali gli immobili dagli stessi utilizzati senza incorrere
in responsabilità derivanti dalla distrazione dei cespiti in
argomento dalla loro naturale destinazione';
Considerato altresì che:
gli immobili, compresi nelle quote societarie, sono già stati
assegnati in uso governativo-istituzionale alle amministrazioni
pubbliche, tra cui la Regione siciliana, secondo la ratio del
comma 2 dell'art. 2 undecies della legge statale n. 575 del 1965;
si ritiene pertanto necessario un apposito intervento
legislativo per armonizzare i disposti di cui ai commi 2 e 3 del
citato art. 2 undecies,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso le competenti autorità nazionali al fine
di procedere alla relativa integrazione legislativa . (46)
CAPUTO - CURRENTI -
ARICO'- POGLIESE -
VINCIULLO
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che :
da notizie diffuse dalla stampa si è appreso che parenti di
esponenti del Governo della Regione figurano assunti presso
uffici di gabinetto e società partecipate della Regione stessa;
tale situazione ha giustamente prodotto una diffusa
indignazione nella società circa le modalità e i criteri adottati
per le assunzioni con chiamata diretta a partire dagli uffici
dell'amministrazione regionale e nelle società partecipate;
Considerato che:
la situazione che si è determinata getta discredito sulle
istituzioni regionali e rischia di minare la credibilità della
Regione e del suo istituto autonomistico;
le reazioni di sdegno che si sono levate impongono
conseguentemente azioni atte a impedire il perpetuarsi di tali
meccanismi con l'obiettivo di restituire credibilità alle
istituzioni e a chi le rappresenta, arrestando il divario sempre
più grande tra la gente e la politica,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere ogni iniziativa utile che precluda qualsiasi
rapporto di lavoro per chiamata diretta nell'amministrazione
regionale e nelle società partecipate dalla Regione fino al terzo
grado di parentela con membri del Governo regionale e i
parlamentari, regionali e nazionali, eletti in Sicilia . (47)
PANARELLO - DE BENEDICTIS -
DI GUARDO - LUPO - MARZIANO
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 64, prevede un taglio di 7
miliardi e 832 milioni sui capitoli del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
in particolare, si prevede un taglio di circa 87 mila posti di
personale docente e di 42 mila personale non docente;
nella medesima legge è previsto, altresì, l'accorpamento delle
istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore a 500
unità;
complessivamente i dati relativi ai tagli per il triennio
2009/2011 avrebbero effetti devastanti sull'intero sistema
scolastico siciliano: 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre
anni;
l'ipotesi di chiudere i plessi con meno di 50 studenti
porterebbe a privare gli alunni dei piccoli centri del diritto
allo studio, nonché ad un inaccettabile e ulteriore abbandono dei
nostri comuni montani;
le istituzioni scolastiche sottodimensionate di cui si prevede
la soppressione sono 506;
Considerato che:
la scuola, nella nostra Regione rispetto alle altre regioni più
ricche, è spesso, l'unico punto di riferimento per le famiglie e
le giovani generazioni, al cospetto del vuoto di interventi
sociali che li circonda;
la scuola è, sicuramente, un fattore di crescita civile e
sociale nonché uno straordinario luogo di accoglienza e di
integrazione culturale e sociale, che non può essere subordinata
ad esigenze di cassa;
Considerato, inoltre, che:
con la prevista riduzione degli organici di sostegno viene
messo, altresì, in discussione il diritto all'integrazione
scolastica, sancito da numerose leggi dello Stato sulla materia,
prima delle quali la legge n. 104 del 1992;
il Governo nazionale non può, per un mero calcolo
ragionieristico, contraddire ed ignorare la legislazione vigente,
che fa, invece, del diritto al sostegno, all'integrazione e alla
solidarietà i suoi punti di riferimento, certi ed irrinunciabili;
il decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, prevede, tra
l'altro, il maestro unico nella scuola elementare, con la
riduzione dell'orario scolastico a 24 ore settimanali: quattro
ore con uscita dei bambini dalla scuola alle ore 12.30;
Ritenuto che:
la gravità e la sproporzionata dimensione dei tagli operati
all'organico del personale della scuola siciliana (1.744 docenti
e 162 di personale amministrativo tecnico e amministrativo)
compromette seriamente e irreparabilmente la qualità del servizio
pubblico scolastico e dell'offerta formativa e pregiudica gli
obiettivi sui livelli di apprendimento nonchè la reale fruizione
dei servizi minimi, in assenza di una legge organica sul diritto
allo studio in Sicilia;
la politica del Governo nazionale sull'istruzione nel
Meridione, e in particolare in Sicilia, fondata sul preminente
obiettivo di conseguire risparmi ed economie di bilancio, è una
scelta irresponsabile, in controtendenza con le scelte e le
indicazioni della Comunità europea che impedirà definitivamente
di conseguire gli obiettivi di Lisbona entro il 2010;
detta politica scolastica è, inoltre, profondamente sbagliata
per l'entità dei tagli, che superano in Sicilia i parametri
dovuti al calo demografico (il 50% dei risparmi conseguiti su
scala nazionale si concentrano in Sicilia e in Campania);
i tagli stabiliti dal Ministero hanno, altresì, drammaticamente
penalizzato l'organico di sostegno, pur in presenza di richieste,
certificate dagli uffici scolastici provinciali, che sono in
aumento di oltre mille posti rispetto all'anno precedente;
in questo modo si penalizzano gli alunni con disabilità, cui
sono decurtate sensibilmente le ore di sostegno scolastico, con
grave pregiudizio per l'efficacia dell'intervento, della qualità
del servizio scolastico e con evidente lesione dei diritti degli
alunni con disabilità;
Ritenuto, inoltre, che:
risparmiare sull'istruzione in modo così pesante, significa
disinvestire sul futuro delle giovani generazioni siciliane;
il ritorno al maestro unico, inserito con il decreto-legge
citato, non tiene alcun conto dell'ampiezza dei contenuti che una
scuola adeguata ai tempi odierni deve poter trasmettere al fine
di assicurare idoneo approfondimento che non può certamente
essere affidato ad un solo insegnante, se non operando tagli sui
contenuti o riducendo alla superficialità l'insegnamento;
una scuola elementare al passo coi tempi deve insegnare non
soltanto italiano, storia, geografia e matematica, ma anche
inglese, musica, tecnologia, arte e immagine, scienze, educazione
fisica; realizzare laboratori di teatro, di cinema, eccetera, che
non si può pensare vengano svolti da un solo insegnante, se non
con superficiale approssimazione;
è impensabile immaginare di ripristinare una scuola in bianco e
nero con figure docenti impoverite e generiche nelle loro
competenze, chiamate ad inseguire troppe forme del sapere;
il modello proposto dal Ministro Gelmini è un atto di rinuncia
alla modernità e ripiega su una visione superata dell'istruzione;
è impensabile, inoltre, che si possa modificare, in maniera
improvvisata e per sole ragioni finanziarie, un sistema che
risponde con attenzione ed equilibrio alle diverse esigenze della
società contemporanea, con pluralità di stimoli culturali;
Ritenuto, infine, che:
la scuola primaria del Ministro Gelmini è stata disarticolata
attraverso una gamma di opzioni orarie che, a partire dalla
priorità assegnata alle 24 ore, rende del tutto virtuali le altre
possibili scelte, perché subordinate alla disponibilità di un
personale comunque drasticamente ridotto dal taglio dell'organico
operato;
detta scuola è più povera di risorse e non può svolgere certo
il ruolo fondamentale che deve avere di 'ascensore sociale',
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi con urgenza sulla 'questione scuola' regionale,
con azioni di contrasto alla manovra statale, rappresentando al
Governo nazionale la necessità di assicurare anche in Sicilia una
scuola adeguata e funzionale, tenuto conto del contesto
scolastico siciliano, ove essa costituisce, più che altrove,
l'unica possibilità di acquisizione delle 'prime regole del
vivere insieme', oltre che un fattore irrinunciabile di crescita
e di riscatto per le nuove generazioni;
a difendere le prerogative costituzionali e statutarie
attribuite alla Regione siciliana in materia di scuola e diritto
alla studio, affinché la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato e le regioni si esprima negativamente sulle manovre del
Governo nazionale e non vengano intaccate le competenze delle
regioni e della nostra in particolare;
a porre in essere tutte le necessarie iniziative per impedire
la distruzione di un sistema scolastico che, in condizioni
talvolta difficilissime, ha consentito il progresso sociale e
culturale della nostra Regione;
ad intervenire, altresì, presso la deputazione nazionale
siciliana affinché si impegni a difendere la scuola siciliana,
consegnata a logiche di mercato che cancellano, di fatto, il
diritto alla scuola e allo studio per tutti, scaricando sugli
enti locali l'onere maggiore di fornire risposte alle domande di
istruzione che provengono dal territorio . (48)
BARBAGALLO - LUPO - GALVAGNO -
RINALDI - GUCCIARDI - LACCOTO -
FERRARA - AMMATUNA - VITRANO -
FIORENZA - CRACOLICI - BONOMO
-------
-Con nota 7134 del 3 ottobre 2008, il Presidente della Regione
ha delegato l'Assessore per i beni culturali a sostenere in seno
all'Aula la discussione della mozione.
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con la legge finanziaria 2007 sono stati previsti dal Governo
Prodi 1.500 milioni di euro in tre anni per un piano
straordinario di manutenzione della viabilità provinciale
siciliana e calabrese, in ragione di 1.050 milioni di euro per la
Sicilia e 450 milioni di euro per la Calabria - ripartiti nella
misura di 350 milioni di euro l'anno per gli anni 2007, 2008 e
2009 per la Sicilia e 150 milioni di euro per gli stessi anni per
la Calabria;
tale decreto prevedeva l'elaborazione da parte delle province
di piani triennali di manutenzione stradale, che le stesse
province stanno già predisponendo;
Considerato che:
il Governo Berlusconi ha invece deciso, tra i suoi primi
provvedimenti, il taglio di tali fondi oltre a quelli già
previsti per opere infrastrutturali in Sicilia e Calabria, tra
cui le metropolitane di Palermo, Catania e Messina;
il Governo nazionale ha dapprima operato un taglio di 700
milioni di euro e successivamente di 260 milioni di euro,
lasciando uno stanziamento residuo per tutta l'Isola di 90
milioni di euro che risultano assolutamente insufficienti;
i ripetuti tagli costituiscono un gravissimo scippo finanziario
ai danni della Sicilia e della Calabria e, in particolare, un
inaccettabile blocco dei progetti di manutenzione straordinaria
della viabilità minore di queste regioni, per altro già
fragilissima e più che bisognosa di tali interventi;
l'Assemblea regionale siciliana, avvenuto il primo taglio di
700 milioni di euro, ha approvato nella seduta dell'8 luglio 2008
una mozione con la quale si impegnava il Presidente della Regione
ad elevare formale protesta nei confronti del Governo nazionale
per la grave decisione adottata a danno della nostra Regione e a
presentare ricorso alla Corte costituzionale per la grave
violazione statutaria lesiva degli interessi della Regione;
nonostante il Parlamento siciliano abbia impegnato il
Presidente della Regione, nessun atto, sinora, è stato prodotto,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere con urgenza tutte le iniziative istituzionali
a tutela degli interessi della Regione e in tal senso a garantire
che tali risorse finanziarie vengano immediatamente reintegrate e
restituite agli obiettivi progettuali già individuati;
a chiedere alle associazioni degli enti locali (URPS, ANCI,
Lega delle autonomie locali, ecc.) di sostenere tale azione con
una giornata di protesta con concentramento a Roma per garantire
la certezza dei finanziamenti . (49)
CRACOLICI - MARZIANO -
AMMATUNA - APPRENDI -
BARBAGALLO - BONOMO - DE BENEDICTIS -
DI
BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
DONEGANI -
FARAONE - FERRARA - FIORENZA -
GALVAGNO -
GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
ODDO -
PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO -
RAIA - RINALDI -
SPEZIALE - TERMINE - VITRANO
PRESIDENTE Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Comunicazione di costituzione di Gruppo
interfederalista
PRESIDENTE. Comunico che, a far data dal 17 settembre 2008,
come da relativo verbale trasmesso alla Presidenza dell'ARS con
nota del 18 settembre, si è costituito l'Intergruppo federalista
europeo presso l'Assemblea regionale siciliana, cui hanno
aderito gli onorevoli: Ardizzone, Apprendi, Buzzanca, Caputo, Di
Benedetto, Digiacomo, Donegani, Ragusa, Termine.
Lo stesso, nella riunione, nella riunione del 17 settembre
2008, ha provveduto alla nomina del comitato direttivo che
risulta così composto:
- onorevole Salvatore Termine, Presidente;
- onorevoli Salvino Caputo e Orazio Ragusa, Vicepresidenti;
- onorevole Giovanni Ardizzone, Segretario.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli Ardizzone, Incardona, Leontini e Di
Mauro.
L'Assemblea ne prende atto.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 35 Opportune
iniziative volte ad assicurare il mantenimento del presidio
ospedaliero S. Stefano di Mazzarino , degli onorevoli Donegani,
Di Benedetto, Panarello e Panepinto.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che all'ospedale S. Stefano di Mazzarino (CL) la
chiusura di reparti fondamentali come la chirurgia, l'ostetricia
e la pediatria sembra anticipare la chiusura dell'intera
struttura;
considerato che la politica sanitaria in Sicilia ha fatto
lievitare in modo abnorme la spesa per le convenzioni con
cliniche private, laboratori di analisi, centri di radioterapia e
consulenze sanitarie, distogliendo risorse dalle strutture
ospedaliere pubbliche e senza sostanziali benefici per la qualità
dell'assistenza sanitaria nella nostra Regione;
visto l'allarme espresso dalle comunità del comprensorio di
Mazzarino e di alcuni comuni viciniori (Butera, Riesi,
Barrafranca e Sommatino), rappresentato anche dalla vibrata
protesta dei sindaci per la limitazione, derivante dai
provvedimenti in oggetto, di uno dei diritti fondamentali
garantiti dalla Costituzione: il diritto alla salute dei
cittadini;
considerato altresì che la distribuzione delle risorse e gli
sprechi non sono avvenuti in maniera uniforme sul territorio e
che vi sono zone virtuose tra cui si è distinto, appunto,
l'ospedale di S. Stefano di Mazzarino, dove si è riusciti,
dignitosamente e con alta professionalità seppur con mezzi
limitati, a garantire il diritto alla salute dei cittadini,
impegna il Governo della Regione
a rivedere il piano di rientro sanitario regionale rispetto
alle reali necessità dei siciliani, rassicurando innanzitutto
gli amministratori e i cittadini dei comprensori periferici, come
quello di Mazzarino, circa il mantenimento del presidio
ospedaliero e ripristinando il completo funzionamento dei reparti
di chirurgia, ostetricia e pediatria, in modo da evitare gravi e
dolorosi disagi per i malati e per i propri familiari . (35)
DONEGANI - DI BENEDETTO
PANARELLO - PANEPINTO
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge:
«Norme per la nomina del revisore contabile di Riscossione
Sicilia S.p.A. e in materia di revoca di contributi concessi
dalla Regione» (165-102/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme per la nomina del revisore contabile di Riscossione
Sicilia S.p.A. e in materia di revoca di contributi concessi
dalla Regione' . (165-102/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Arena, Aricò, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
Caputo, Caronia, Cascio Francesco, Cascio Salvatore, Cimino,
Colianni, Cordaro, Corona, cristaudo, Correnti, D'Agostino,
D'Antoni, D'asero, De Luca, Dina, Falcone, Federico, Formica,
Forzese, Gianni, Greco, Leanza Edoardo, Leanza Lino, Lentini,
Limoli, Lo Giudice, Maira, Minardo, Mineo, Musotto, Pogliese,
Ragusa, Romano, Ruggirello, Scammacca, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Ardizzone, Beninati, Bosco, Di Mauro, Gennuso,
Incardona, Leontini, Marinese, Scilla.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 43
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Comunico che l'Onorevole Antinoro è presente in Aula ed ha
votato favorevolmente.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sulle modalità di presentazione degli emendamenti in Aula
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, procediamo con lo svolgimento
della Rubrica beni cultural', quindi con la discussione delle
mozioni inserite all'ordine del giorno, per poi aprire una nuova
seduta, al fine di incardinare altri provvedimenti di legge che
le Commissioni di merito hanno già esitato e predisposto per
l'Aula.
Mi riferisco al DPEF, al disegno di legge sulle conferenze
socio-sanitarie e ci sarebbe anche il disegno di legge sui campi
da golf, ma il Presidente della Commissione, onorevole Mancuso,
mi ha scritto chiedendomi formalmente di rinviare alla settimana
prossima la trattazione di questo disegno di legge, in quanto,
essendo impegnato fuori Palermo, non potrà essere presente in
Aula.
Prima di esaminare i disegni di legge appena indicati, desidero
dare alcune comunicazioni circa le modalità di presentazione
degli emendamenti in Aula, per evitare che vengano a crearsi
degli incidenti, anche se superati, come quelli dell'ultima
seduta.
Pertanto, questa Presidenza, al fine di garantire l'ordinato e
sereno svolgimento dei lavori parlamentari, anche alla luce delle
determinazioni emerse in sede di Commissione per il Regolamento
secondo le quali è opportuno che il Regolamento stesso, prima che
modificato, venga innanzitutto applicato e scrupolosamente
osservato, ritiene utile richiamare e focalizzare, in forma
schematica, le disposizioni regolamentari che disciplinano
termini e modalità di presentazione degli emendamenti.
La fase di presentazione degli emendamenti, e mi rivolgo in
particolar modo all'onorevole Cracolici, vista la discussione
animata di qualche giorno fa: gli emendamenti dattiloscritti e
firmati possono essere presentati prima dell'apertura della
discussione generale da ciascun deputato, dal Governo e dalla
Commissione (articolo 112, comma 1).
Durante la discussione generale possono essere presentati
ulteriori emendamenti a condizione che siano sottoscritti da
quattro deputati o da un Presidente di Gruppo parlamentare e,
ovviamente, dal Governo e dalla Commissione competente.
Tali emendamenti sono esaminati dall'Assemblea ventiquattro ore
dopo la chiusura della discussione generale a meno che non
intervenga una deroga condivisa all'unanimità (articolo 112,
comma 1). Tale regola è stata introdotta al fine di consentire un
esame accurato degli emendamenti presentati, specie se questi
rivestono carattere complesso o comunque necessitino di
approfondimento sotto il profilo della compatibilità con
l'ordinamento costituzionale e/o comunitario.
La ratio è dunque quella di agevolare il buon andamento
dell'iter legislativo dando modo alla Presidenza di valutare
preventivamente, ossia prima dell'esame dell'articolato, natura e
portata degli emendamenti stessi.
Per tali considerazioni, questa Presidenza non può quindi
condividere la procedura di fatto seguita in base alla quale il
termine delle ventiquattro ore era riferito alla facoltà di
presentazione degli emendamenti.
Dopo la chiusura della discussione generale è consentita la
presentazione di subemendamenti, ovvero di emendamenti in
correlazione con emendamenti già approvati dall'Assemblea. Il
Governo e la Commissione sono altresì abilitati a presentare
emendamenti volti esclusivamente alla rielaborazione degli
articoli, nonché degli emendamenti e subemendamenti (articolo
112, comma 7).
Con successiva comunicazione la Presidenza provvederà a fornire
chiarimenti su termini e modalità concernenti le successive fasi
di discussione e votazione degli emendamenti in Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, accolgo con piacere la
puntualizzazione che lei ha comunicato all'Aula a seguito della
lettura attenta degli articoli del Regolamento vigente anche
perché la formalizzazione persino lessicale del Regolamento
consente di avere certezza nelle procedure.
Come lei sa, la questione è stata posta in quest'Aula, io la
considero chiusa, ma non riguardava la possibilità di presentare
emendamenti nelle 24 ore successive, bensì il fatto che gli
emendamenti presentati durante la discussione generale, o prima
della discussione generale, debbono essere discussi nelle 24 ore
successive. Quindi, non vanno presentati, e condivido il suo
rilievo che certamente gli emendamenti non debbono o non possono
essere presentati dopo le 24 ore o nelle 24 ore successive alla
chiusura della discussione generale, ma vanno discussi dopo le 24
ore della chiusura della discussione generale.
Questa comunicazione e formalizzazione di quello che prevede il
Regolamento, almeno chi parla lo conosceva, la considero un atto
importante perché purtroppo si adotta una procedura un poco
inusuale, una prassi assai antipatica, il principio secondo il
quale la riscrittura del Governo o della Commissione che dovrebbe
riguardare un emendamento o un testo di articolo, serva piuttosto
ad introdurre emendamenti aggiuntivi ai testi che sono stati
depositati in Aula.
La sua formale rappresentazione del Regolamento consente,
ripeto, di avere certezza nelle procedure per il prosieguo dei
lavori d'Aula.
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica Beni
culturali, ambientali e pubblica istruzione .
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
all'interrogazione n. 73 sulla valorizzazione dello stabilimento
dell'Isola di Favignana, chiedo di poter rispondere nella
prossima seduta utile perché, ritengo sia necessario un ulteriore
approfondimento al fine di dare una risposta ancora più
esaustiva.
In merito alle due interrogazioni sulla pubblica istruzione a
firma dell'onorevole Oddo e dell'onorevole Gucciardi, ritengo di
potere rispondere congiuntamente.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Si passa, pertanto, allo svolgimento congiunto delle
interrogazioni numero 76 Ragioni della mancata approvazione
della proposta di dimensionamento delle istituzioni scolastiche
nella città di Marsala da parte dell'Assessorato dei beni
culturali, ambientali e della pubblica istruzione»,
dell'onorevole Gucciardi e numero 90 Opportune iniziative volte
a scongiurare i tagli operati dal Governo nazionale nel settore
della pubblica istruzione , dell'onorevole oddo.
Ne do lettura:
All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
con circolare n. 1 del 9 gennaio 2007, l'Assessore per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione ha diramato
gli indirizzi procedurali per la modifica del piano di
dimensionamento delle istituzioni scolastiche approvato con D.A.
n. 341 del 30.8.2000;
con successivi provvedimenti, l'Assessore per i beni culturali,
ambientali e per la pubblica istruzione ha diramato ulteriori
direttive relative alle procedure di cui trattasi;
la giunta comunale di Marsala, d'intesa con i dirigenti delle
istituzioni scolastiche di scuola primaria e secondaria di primo
grado, con delibera n. 331 del 12 settembre 2007, successivamente
integrata dalla delibera n. 28 del 29.01.2008, ha proposto il
piano di dimensionamento che prevede, tra l'altro, il passaggio
del plesso di contrada Gurgo (n. 45 alunni) dall'istituto
comprensivo 'Mario Nuccio' all'istituto comprensivo 'Pellegrino'
ed il passaggio del plesso 'Cosentino' (n. 110 alunni) dal II
circolo didattico all'istituto comprensivo 'Mario Nuccio';
considerato che:
su detta proposta di dimensionamento, il tavolo provinciale,
costituito dai dirigenti scolastici, sindacati di categoria,
rappresentante ANCI, Assessore P.I. del comune di Marsala,
rappresentanti dell'USP di Trapani e coordinato dal dirigente
dell'ufficio scolastico provinciale, dott. Anello, ha espresso il
17 settembre 2007 parere favorevole;
il dimensionamento ottimale di cui trattasi è definito in base
alla consistenza della popolazione scolastica residente nell'area
territoriale di pertinenza ed alle caratteristiche demografiche,
economiche, socio-culturali del bacino di utenza;
il plesso 'Cosentino' risiede nell'area territoriale di
pertinenza dell'istituto comprensivo 'Mario Nuccio' con lo stesso
bacino di utenza, le stesse caratteristiche economiche e socio-
culturali, la stessa denominazione di 'zona a rischio';
si rende necessario provvedere, al più presto, alla definizione
degli organici;
il comune di Marsala, con la recentissima nota n. 40115 del 22
luglio 2008, trasmessa per conoscenza anche all'Assessorato dei
beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione,
conferma perentoriamente il dimensionamento di cui alle delibere
della giunta municipale prima richiamate, nonché ribadisce la
sussistenza delle ragioni non solo logico-giuridiche ma anche
pedagogico-didattiche che hanno portato all'adozione dei
provvedimenti in argomento;
l'Assessorato dei beni culturali, ambientali e della pubblica
istruzione, nonostante gli adempimenti propedeutici ed istruttori
di competenza siano stati da tempo perfezionati, non ha ancora
provveduto a dare esecuzione alla proposta di dimensionamento,
che avrebbe avuto, peraltro, anche l'intesa del Ministero
dell'istruzione;
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali l'Assessorato dei beni
culturali, ambientali e della pubblica
istruzione non abbia ancora provveduto all'approvazione del
piano di dimensionamento in premessa descritto, nonostante
l'urgenza del provvedimento;
se sia consapevole delle gravi responsabilità che si assume,
anche nei confronti della popolazione scolastica marsalese,
nell'omettere un adempimento così importante, con ricadute
negative in aree fortemente a rischio come quelle interessate al
predetto dimensionamento scolastico, stante che il provvedimento
sarebbe completo in tutti i suoi atti propedeutici istruttori,
ivi comprese la firma del dirigente generale competente, nonché
l'intesa col Ministero dell'istruzione . (76)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
in Sicilia il Ministero dell'istruzione ha decretato un taglio
di 998 posti nell'organico dei docenti di sostegno;
in provincia di Trapani, sulla scorta del predetto
provvedimento, saranno tagliati 212 posti rispetto all'organico
dello scorso anno e 305 rispetto alle richieste dei dirigenti
scolastici per l'anno scolastico 2008/2009;
detti tagli gravano per oltre 1/5 sulla provincia di Trapani
senza che quest'ultima rappresenti 1/5 della popolazione
scolastica;
i deliberati tagli contrastano con i principi sanciti dalla
Carta costituzionale e dalla legge n. 104/92 in materia di
integrazione dei soggetti diversamente abili;
a causa dei citati tagli, molte famiglie vedranno i propri
figli privati della possibilità di una reale e concreta
integrazione sociale;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere presso il
Governo nazionale ed il Ministero dell'istruzione per scongiurare
il taglio dell'organico dei docenti di sostegno ed il
soddisfacimento del diritto allo studio degli alunni diversamente
abili della provincia di Trapani e della Regione sicilian . (90)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Antinoro, assessore per i
beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, per
rispondere alle interrogazioni.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
potrebbe apparire forse paradossale ma, per quanto mi riguarda,
su temi come la scuola credo che bisogna guardare oltre qualunque
parte politica. Vorrei sottolineare che già nel mese di luglio,
quando ci siamo resi conto con il Governo, con il Presidente
della Regione dei tagli che sarebbero stati purtroppo inflitti
alla scuola siciliana, abbiamo aperto un confronto con le
organizzazioni sindacali e io stesso ho avuto un incontro con il
ministro Gelmini.
Peraltro, i tagli sugli organici posti dal ministro Gelmini
hanno origine da una norma precedente del ministro Fioroni, su
cui comunque la Gelmini è andata avanti e l'ha perfezionata
quindi, al di là del colore politico del Governo nazionale del
momento, su questi tagli l'accanimento vi è stato e vi è stato in
maniera forte e pesante.
Siamo andati anche oltre avendo chiesto all'Ufficio legislativo
e legale della Regione siciliana una serie di interrogativi dal
punto di vista giuridico, se poteva essere anche posto il
conflitto di competenza su alcune scelte, visto che le norme
nazionali prevedono sugli organici una competenza dello Stato e
sul dimensionamento delle scuole invece una concorrenza, le cui
decisioni deve porre in essere la Regione siciliana.
Su questo siamo intervenuti, non solo verbalmente ma anche per
iscritto sia con il Ministro che con il competente dipartimento
del Ministero, e già in questi giorni vi sono stati incontri da
parte del Dipartimento pubblica itruzione e del Capo Dipartimento
regionale con le organizzazioni sindacali in merito al
dimensionamento che dal prossimo anno scolastico, se non
ponessimo sin da adesso dei freni, ci porterebbe ad un ulteriore
gravissimo taglio sulla scuola siciliana.
Ci sono stati parecchi errori, errori nel calcolo degli
studenti siciliani, errori di valutazione da parte del Ministero.
E quando abbiamo chiesto all'Ufficio legislativo e legale la
possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale contro la
decisione del Governo nazionale, ci è stato riferito per iscritto
che era un tema assai delicato, e su questo avremmo rischiato di
non portare avanti un'azione sostanziale dal punto di vista
giuridico.
L'azione va portata avanti dal punto di vista politico, perché
sul ridimensionamento dell'organico, ad oggi, la Regione non ha
competenze esclusive, non è una competenza sulla quale possiamo
dettar legge, ma possiamo invece farlo sul dimensionamento
scolastico. Su questo stiamo lavorando e siccome l'articolo 112,
convertito recentemente nella legge n. 133, è una norma che ci
porterebbe dal prossimo anno scolastico ad un dimensionamento
forte, ad un ridimensionamento ancor più pesante della scuola
siciliana, su questo stiamo già confrontandoci con le
organizzazioni sindacali della scuola siciliana, ascoltandole,
come è doveroso da parte nostra fare, per poi porre in essere
tutte le iniziative politiche, ma anche di tipo amministrativo,
nei confronti del Governo della Regione.
Pertanto, posso concludere dicendo che il taglio inferto è
stato oggettivamente già pesante, ancor più pesante potrebbe
essere quello che arriverà dal prossimo anno scolastico; su
quello precedente poco avevamo da fare perché si è inciso
sull'organico, se non un'azione politica così come abbiamo fatto
e abbiamo scritto - io stesso ho parlato con il Ministro della
pubblica istruzione senza successo - ma sul prossimo taglio che
sarà ancora probabilmente più pesante, non possiamo lasciare
correre.
Dopo avere ascoltato le organizzazioni sindacali faremo gli
incontri opportuni, sia in sede politica che in sede burocratica,
con il competente dipartimento del Ministero della pubblica
istruzione e lì faremo sentire la nostra voce, a tutela non solo
degli studenti siciliani, ma anche di una classe dirigente
scolastica, degli insegnanti siciliani che credo abbiano
contribuito non solo a formare la classe dirigente dell'Isola ma,
in alcuni periodi della nostra Repubblica, la classe dirigente
dell'intero Paese.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi aspettavo un
approfondimento maggiore e una maggiore determinatezza politica.
Perché, leggendo quello che accade in questi giorni, la posizione
di forze politiche che appoggiano questo Governo, per quanto
concerne anche gli effetti del decreto Gelmini, penso che si
dovrebbe essere un po' più conseguenti.
Ho letto che ci sono forze di maggioranza che sostanzialmente
intendono, su questa vicenda, smarcarci a sinistra, scavalcarci a
sinistra. E dunque mi aspettavo che il Governo, proprio in questa
occasione, fosse invece più determinato e nelle condizioni di
dire questa sera non abbiamo solo preso atto di ciò che sta
accadendo, ma stiamo facendo invece un lavoro di concerto col
Governo nazionale affinché ciò non avvenga, non avvenga così come
stabilito da quel decreto .
Altrimenti, va a finire che si gioca in Sicilia un po' con la
logica della politica degli annunci, del tipo: faccio sapere che
comunque dissento da quel provvedimento, il Governo mi è amico,
di segno uguale, faccio comunque la battaglia e convoco i
convegni, e poi nei convegni dico magari che sono contrario, che
è ingiusto togliere, soprattutto ai diversamente abili, mettendo
in difficoltà centinaia e centinaia di famiglie, gli insegnanti
di sostegno.
Stiamo parlando di realtà dove si tolgono 212 posti rispetto
all'organico dello scorso anno e 305 rispetto alle richieste dei
dirigenti scolastici che, evidentemente, non possono scrivere
cose non fondate perché quando in una classe c'è - permettetemi
di dirlo anche per quanto concerne la mia professione di docente
- un diversamente abile, rispetto ovviamente alla patologia, sono
veramente cavoli amari perché è evidente che non si può, per
come è giusto, dare a quel ragazzo o a quella ragazza, ciò che
obiettivamente deve garantire chi espleta una funzione docente.
Allora, mi pare assolutamente debole la posizione del Governo,
e mi pare addirittura su alcuni aspetti che riguardano
soprattutto la presenza dell'insegnante di sostegno, evanescente.
Non esiste un'iniziativa vera, concreta da parte di questo
Governo a salvaguardia di quelli che sono questi bambini, questi
ragazzi, rispetto anche a ciò che creano, come ha detto poco fa,
in famiglia.
Quindi, signor Presidente, penso che questa possibilità datami
questa sera dalla importanza che continuo a dare agli atti
ispettivi, senza sottovalutare il momento di discussione, perché
penso che il Governo in questo accetterà lo stimolo e accetterà
il fatto che comunque in queste ore quello che si sta proponendo
anche all'ufficio scolastico regionale, per tentare di sopperire
a casi gravi di disabilità, credo debba essere comunque uno dei
punti che domani mattina l'Assessore al ramo, aprendo la sua
agenda, dovrà necessariamente porre la giusta attenzione.
Onorevole Assessore, mi dispiace ripetermi, spero che lei
domani mattina, si interessi a quanto sta accadendo anche in
queste ore, laddove alcuni dirigenti scolastici stanno insistendo
su casi particolari, affinchè ci sia una sua attenzione, rispetto
anche al modo in cui questo Governo vuole interfacciarsi con
l'Ufficio scolastico regionale, perché altrimenti potrebbero
esserci diversamente abili di seria A e diversamente abili di
serie B
Questo è mostruoso, sotto il profilo anche di quelle che sono
ormai le condizioni determinate da questo intervento che è odioso
e che va assolutamente da parte nostra rettificato. Non è
possibile infatti non garantire quello che è giusto garantire a
questi ragazzi ed a queste ragazze in modo da garantire anche la
tranquillità alle loro famiglie.
Ieri, ad esempio, ho incontrato la mamma di un ragazzo
diversamente abile - io ho ventotto anni di insegnamento ed
un'esperienza consolidata nel mondo della scuola - e debbo dire
che il modo in cui mi illustrava le difficoltà del suo figliolo
mi hanno fatto venire la pelle d'oca Noi non siamo qui solo per
annunciare la nostra posizione al Governo siciliano, ma dobbiamo
operare e dobbiamo intervenire drasticamente perché ci sono cose
che in ogni caso non si possono accettare.
Discussione della mozione n. 9 Iniziative nei confronti del
Parlamento
e del Governo nazionale al fine di scongiurare il trasferimento
del pullman
di riprese esterne della RAI dalla sede di Palermo a Milano
PRESIDENTE. Si passa al punto V dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 9 Iniziative nei confronti del
Parlamento e del Governo nazionale al fine di scongiurare il
trasferimento del pullman di riprese esterne della RAI dalla sede
di Palermo a Milano . Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la RAI è dotata di una struttura di produzione con mezzi di
riprese esterne pesanti (con più di 2 telecamere) dislocati sul
territorio nazionale presso i quattro centri di produzione di
Milano, Torino, Roma, Napoli, ed in alcune sedi strategiche quali
Trieste, Bologna, Firenze, Bari, Palermo;
l'azienda, normalmente, non riesce in autonomia a far fronte
agli impegni di produzione su tutto il territorio, e pertanto
ricorre, ogni qual volta le esigenze produttive lo richiedano,
anche ad appalti verso ditte esterne;
alla sede RAI di Palermo è stato assegnato nell'anno 1996 un
nuovo pullman di ripresa pentacamere digitalizzato che ha
comportato un investimento di circa 2 milioni di euro;
il personale impiegato all'interno di questo mezzo di ripresa
(in tutto sette unità) è stato ultimamente consolidato dopo i
pensionamenti di 3 unità tecniche;
tale mezzo è rimasto l'ultimo avamposto delle riprese esterne
Rai al sud di Napoli, dopo lo smantellamento del pullman di Bari
per invecchiamento del mezzo tecnico ed in concomitanza di alcuni
pensionamenti del personale;
la Direzione Produzione ha comunicato alla RSU della sede
regionale della RAI l'intenzione di dismettere l'attività delle
riprese esterne in Sicilia, assegnando il pullman di Palermo al
centro di produzione di Milano;
Considerato che:
tale scelta, oltre ad avere pesanti conseguenze in termini
occupazionali e a comportare la perdita di una decina di preziose
professionalità, appare preoccupante poiché depotenzia e
penalizza il pluralismo informativo in Sicilia e in tutte le
regioni meridionali;
la proposta dell'azienda rivela l'intenzione di centralizzare
mezzi e risorse in funzione di un'informazione e di una
produzione pensata esclusivamente per il centro-nord, e ciò
costituirà la premessa per un declino dell'informazione regionale
e locale e della possibilità di realizzare servizi di
approfondimento;
la dismissione del pullman suddetto è, inoltre, in aperto
contrasto con l'esigenza di incrementare la produttività interna
e non ricorrere ad appalti esterni al fine di contenere i costi,
nonché con il tanto declamato decentramento produttivo;
è evidente, infatti, che la soppressione della struttura
suddetta comporterà un massiccio ricorso alle ditte esterne;
con tale scelta, la Rai penalizza la Sicilia non tenendo conto
della sua particolarità isolana;
la Rappresentanza sindacale unitaria della sede di Palermo ha
indetto lo stato di agitazione motivandolo con le ricadute
negative in termini occupazionali futuri e di immagine oltre che
di funzionalità aziendale nel territorio;
Rilevato che:
l'articolo 117 della Costituzione, come sostituito
dall'articolo 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3, assegna alle Regioni potestà legislativa concorrente nella
materia dell'ordinamento della comunicazione;
tale normativa inserisce le Regioni tra i soggetti legittimati
al governo del sistema della comunicazione e, quindi, anche nei
confronti della società concessionaria dell'emittenza pubblica;
è opportuno impedire il progressivo isolamento della Regione
siciliana e delle sue realtà locali dal dibattito culturale
nazionale, mentre appare indispensabile favorire una puntuale
informazione volta a divulgare sulle reti radiofoniche e
televisive della RAI la conoscenza di tutti i settori della vita
pubblica, dell'economia, della cultura e della società della
Sicilia,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Parlamento e il Governo nazionale,
nonché in tutte le sedi competenti affinché la RAI revochi la
decisione di spostare la struttura di produzione esterna di
Palermo in altra sede, al fine di garantire la piena funzionalità
dell'informazione pubblica nell'Isola e le professionalità
esistenti, sia in termini occupazionali che di valorizzazione di
risorse già impiegate;
ad operare per il rilancio ed il complessivo rafforzamento
della sede regionale della RAI, compreso il settore informativo
ed ideativo-produttivo della programmazione, con il personale
necessario per far fronte alle esigenze radiotelevisive ed al
fine di garantire un' adeguata informazione in sede locale e per
promuovere l'approfondimento di tematiche regionali nelle reti
nazionali . (9)
LUPO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo purtroppo far
rilevare che la mozione è stata presentata il 24 giugno 2008 e
che il ritardo con cui è stata di fatto portata in discussione,
probabilmente, ha già compromesso - mi auguro di no - l'esito che
noi ci attendevamo. Mi riferisco al fatto che il pullman per le
riprese esterne della RAI di Palermo, parrebbe sia stato già
destinato alla redazione di un'altra città, non sappiamo se Roma
o Bologna.
La decisione della RAI è indubbiamente inaccettabile, se si
considera che quello di Palermo era l'unico mezzo di riprese
esterne pesanti di cui la RAI dispone per la Sicilia e per le
altre regioni del Mezzogiorno, assieme al mezzo di produzione in
dotazione a Napoli.
Il pullman per le riprese esterne di cui parliamo, un
pentacamere digitalizzato, è stato assegnato alla sede della RAI
di Palermo nel lontano 1996 ed ha comportato allora un
investimento di alcuni miliardi, credo circa quattro miliardi.
Attualmente il personale altamente qualificato impiegato
all'interno di questo mezzo di ripresa è di sette unità, il
trasferimento del mezzo di produzione da Palermo verso un'altra
redazione del nord, noi riteniamo comporti dei riflessi negativi
dal punto di vista occupazionale, ma anche dal punto di vista del
pluralismo informativo in Sicilia e nelle altre regioni del
Mezzogiorno.
Il tentativo della RAI di centralizzare mezzi e risorse al
centro-nord comporterebbe - noi riteniamo - il declino
dell'informazione e dei servizi di approfondimento a livello
regionale e locale.
Il pullman per le riprese esterne ha svolto, nel 2008, fino a
questo momento, un'intensa attività effettuando oltre trenta
interventi, soprattutto in Sicilia ed in Calabria, e questo ne
conferma l'utilità.
Ritengo, dunque, che il suo trasferimento definitivo, al Nord,
aumenterebbe il ricorso agli appalti esterni ed anche l'aumento
dei relativi costi, andando in direzione opposta al tanto
declamato decentramento produttivo nel rispetto dell'autonomia
della nostra Regione, senza neppure tenere conto della sua
particolarità di isola, tenuto conto che l'articolo 117 della
Costituzione assegna alle Regioni potestà legislativa concorrente
nella materia dell'ordinamento delle comunicazioni, con i
conseguenti riflessi nei confronti della RAI, e che è necessario
impedire il progressivo isolamento informativo e culturale della
Sicilia.
Abbiamo chiesto e chiediamo al Presidente della Regione, al
Governo regionale, di intervenire presso il Governo nazionale,
presso tutte le sedi istituzionali competenti, presso la RAI,
affinché quest'ultima revochi la decisione di spostare la
struttura di produzione esterna da Palermo ad altra sede, al
fine di garantire la piena funzionalità dell'informazione
pubblica nell'Isola e le relative professionalità e di
intervenire, anche, per il rilancio complessivo e per il
rafforzamento della sede regionale della RAI siciliana, compreso
il settore informativo ed ideativo-produttivo della
programmazione Radio televisiva.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, intervengo a favore della mozione presentata da una
parte del Gruppo del Partito Democratico.
La sede RAI di Palermo ospitava, fino allo scorso agosto,
l'unico pullman attrezzato per le riprese esterne e per la regia
mobile del Meridione. Proprio il 14 di agosto, senza traccia di
alcuna disposizione o provvedimento ufficiale, questo mezzo è
stato trasferito a Roma e messo a disposizione per le riprese di
spot pubblicitari, mentre quello che era già dislocato a Roma è
stato trasferito a Bologna.
E' incredibile che Palermo, la Sicilia ed il Meridione tutto
siano rimasti sprovvisti di un mezzo così prezioso. E' evidente
che, senza la regia mobile, non sarà più possibile intervenire
prontamente su tutti quei fatti di cronaca che, per la loro
importanza, assurgono regolarmente alla ribalta della
informazione nazionale: i continui sbarchi di quelli che vengono
dal mare' come dice Lucio Dalla; i fatti di mafia; il racket.
Per non parlare del fatto che con la sola telecamera che viene
usata attraverso il mezzo satellitare rimasto, sarà impossibile
seguire iniziative culturali di spessore. E non ci sono soltanto
fatti di cronaca nera, ma anche eventi culturali importanti, per
lo stesso evento, tanto discutibile, di O'Scià a Lampedusa ci
sono state difficoltà.
La pianta organica della RAI sembra ormai colpita da un
incurabile morbo che la sta facendo avvizzire, non vengono mai
sostituiti coloro che vanno in pensione, non sono neanche
previste, nell'organico della RAI di Palermo, le figure di
operatori di ripresa, cosicché i due operatori che erano addetti
al pullman sono in attesa di trasferimento in altra sede,
probabilmente a Napoli che è la più vicina, oppure dovranno
essere riconvertiti a professionalità diverse. In quest'ultima
ipotesi certamente si perderebbero queste figure professionali.
Nel conto dobbiamo mettere anche che alla Rai siciliana sono
presenti decine di figure di precari. E mentre si parla tanto di
questa grande opportunità che dovrebbe essere la fiction
Agrodolce' - opportunità di cui ancora bisogna conoscere
concretamente numeri e cifre - non si capisce come mai la Rai-
Sicilia di fatto non produce, praticamente, più niente.
Infatti, in questa fiction di Termini Imerese sono dislocati
soltanto due tecnici della Rai, il resto è dato tutto in appalto
ad esterni. Un posto al sole' per Napoli ha significato un
grande momento di crescita per la Rai stessa del Meridione,
quella di Napoli, e per lo stesso territorio di Napoli, mentre
non è così per Agrodolce' il cui titolo sembra tanto
ironicamente azzeccato, per il gusto di questo incontestabile
declino siciliano, quanto meno dal ruolo diretto del servizio
pubblico televisivo.
Presidenza del Vipresidente Oddo
Altre regioni a Statuto speciale sono riuscite, grazie alla
loro autonomia, a conservare le produzioni che avevano avviato e
la Sicilia, nonostante la sua centralità simbolica e geografica
nel Mediterraneo, non sta facendo niente e sta perdendo
l'opportunità di costruire un proprio centro di produzione Rai,
abdicando integralmente al privato invece di sfruttare
l'occasione di un potenziale prolifico affiancamento. Un'altra
occasione persa per riuscire a cogliere le opportunità che il
nostro Statuto ci offre e che evidentemente nessuno vuole
sfruttare
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI, vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo per rafforzare la mozione, per
farla mia, per rappresentare - a nome di questo Governo - le
attività che abbiamo cercato di porre in essere, e in tal senso,
ho qui con me anche il comunicato stampa che mandai in
relazione a questo taglio delle riprese esterne che consideravo
una beffa per la Sicilia.
Come Governo abbiamo prontamente fatto delle richieste e
abbiamo contestato alla Rai la loro azione e reclamato quella
centralità che i colleghi hanno più volte richiamato e la
straordinaria importanza funzionale che quel pullman ha per le
riprese delle esterne' della Rai; abbiamo quindi contestato,
abbiamo richiesto un incontro, ma abbiamo avuto soltanto
interlocuzioni di carattere informale e attendiamo ulteriormente
che la Rai fissi un incontro. Lo abbiamo più volte sollecitato
perché attraverso di esso ci possa essere una rivisitazione dei
piani industriali che hanno comportato, per la Rai, non soltanto
la cosiddetta dismissione del pullman' che riguarda Palermo, ma
anche altre parti del nostro territorio, come quelle che
attengono, per esempio, alla zona di Bari.
Stiamo lavorando affinché attraverso questo incontro si possa
rivisitare il piano industriale, che consideriamo effettivamente
troppo penalizzante per la nostra Regione, ragione per la quale
il Governo fa assolutamente propria ed approva la mozione
presentata dai colleghi.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi dichiara di
apporre la propria firma alla mozione n. 9.
L'Assemblea ne prende atto.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione la mozione n.
9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione della mozione numero 23 Modifica del Decreto del
Presidente
della Regione del 20/05/2008 al fine di renderlo più adeguato
a risolvere
problematiche derivanti dalla pregressa gestione degli ATO
rifiuti
PRESIDENTE. Si passa al punto VI dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 23 Modifica del decreto del
Presidente della Regione del 20 maggio 2008 al fine di renderlo
più adeguato a risolvere le delicate problematiche derivanti
dalla pregressa gestione degli ATO rifiuti , degli onorevoli
Laccoto, Gucciardi, Galvagno, Ammatuna, Bonomo, Fiorenza, Lupo.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'art. 45 della legge regionale n. 2 del 2007, rubricato
'Individuazione dei nuovi ambiti territoriali ottimali per la
gestione dei rifiuti urbani' ha disposto la costituzione di nuovi
ambiti territoriali ottimali, per la cui gestione i comuni si
dovranno costituire in consorzio dotato di personalità giuridica,
ed ha conferito al Presidente della Regione il potere di
disciplinare la fase transitoria dal pregresso regime degli ATO a
quello dei consorzi, sempre in attuazione dell'articolata
disciplina recata dal citato articolo 45;
con il decreto 20 maggio 2008, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana 6 giugno 2008, n. 25, il
Presidente della Regione, pur asserendo di agire in guisa
attuativa della citata disposizione di legge, in verità, ne ha
violato la lettera e la ratio;
numerose appaiono le incongruenze e le violazioni di legge
contenute nel decreto, inadeguato, peraltro, a risolvere le
problematiche più delicate derivanti dalla pregressa gestione
degli ATO;
considerato che:
il decreto suddetto dispone, per un verso, che l'autorità
d'ambito abbia un proprio fondo di dotazione, e sia dotata di
personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa,
amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica,
come prescritto dalla legge e, per altro verso, ha apertamente
violato la citata norma prevedendo che il fondo di dotazione dei
consorzi debba essere alimentato automaticamente dai comuni soci,
ai quali è stato imposto l'obbligo di istituire due capitoli di
bilancio ai quali devono essere assegnate le somme necessarie a
colmare le perdite subite dai consorzi anche a causa della
mancata riscossione della T.I.A.;
tali disposizioni impongono ai consorzi, enti dotati di
personalità giuridica normati dal codice civile e, segnatamente,
dalla parte relativa alle società per azioni, una disciplina che
invece è propria delle società di persone ove, come noto, i soci
sono solidamente responsabili;
il Presidente della Regione, con il citato decreto, esorbitando
dalle proprie attribuzioni istituzionali, ha violato sia
l'articolo 45 della legge regionale n. 2 del 2007, sia
l'ordinaria disciplina del codice civile, non derogabile né
modificabile con legge regionale;
sotto altro profilo, il decreto del Presidente della Regione
viola apertamente la disciplina recata dall'art. 45 della legge
regionale n. 2 del 2007 anche nella parte in cui l'appena citata
norma regionale dispone che ogni consorzio subentra nei rapporti
attivi e passivi delle società d'ambito esistenti;
infatti, il decreto, al punto 27, ha disposto che la situazione
debitoria di ciascuna società d'ambito al 31 dicembre 2008, come
accertato dal relativo presidente, dovrà essere ripartita tra i
comuni facenti parte della società d'ambito, e sarà considerata
in automatico 'debito accertato al singolo comune';
anche in questo caso è da rilevare la violazione dell'ordinario
regime del funzionamento delle società per azioni e della
responsabilità dei relativi soci poiché, come noto, gli ATO da
liquidare sono amministrati da società per azioni di diritto
comune, secondo la disciplina recata dal codice civile;
nel decreto, inoltre, si prevede la nomina del commissario ad
acta per il caso di inadempimento dei comuni rispetto all'assurda
imposizione dell'obbligo di accollarsi i debiti degli ATO da
porre in liquidazione e delle costituende autorità d'ambito;
la disciplina imposta con il precitato decreto presidenziale
viola, pertanto, l'autonomia degli enti locali costituzionalmente
garantita;
va sottolineato, infatti, che la nomina di un commissario ad
acta con poteri sostitutivi delle attribuzioni degli enti locali
può essere disposta solo con legge che contempli tassativamente
l'inadempimento legittimante il commissariamento;
la disciplina recata dal citato decreto presidenziale, cui è
seguita la circolare emanata dall'Agenzia regionale per i rifiuti
e le acque, secondo la quale gli ATO virtuosi potrebbero rimanere
in vita, fa intravedere la possibilità di un doppio regime
giuridico (consorzi e ATO s.p.a) in contrasto con le previsioni
della legge n. 2 del 2007 e con la normativa vigente;
ritenuto che:
l'accollo automatico dei debiti degli ATO in capo ai comuni
provocherà, inevitabilmente, il loro dissesto finanziario;
si conferisce, inopinatamente, al presidente dell'ATO
l'autorità di quantificare in modo autoritativo il debito da
trasferire ai comuni, cui è sottratta del tutto la propria
autonomia;
inoltre, ciò determinerà una sorta di sanatoria generalizzata
rispetto alle eventuali irregolarità nell'adozione degli atti
degli ATO che hanno generato negli anni l'immensa mole di debiti,
quantificabile per difetto in circa 600 milioni di euro;
la disciplina contenuta nel decreto è alquanto superficiale
poiché nulla dice circa i numerosi contenziosi fra comuni e ATO e
fra comuni e società di gestione;
il decreto è poi assolutamente carente nella definizione di un
altro delicato aspetto, rilevato dalla relazione sugli ATO svolta
dalla sezione di controllo per la Regione siciliana della Corte
dei conti, e relativo all'applicabilità dell'IVA sulla TARSU che,
in sostanza, comporta l'esazione di un'imposta su una tassa, con
il conseguente aumento della pressione fiscale a carico dei
cittadini,
impegna il Presidente della Regione
a modificare il decreto 20 maggio 2008 nella parte in cui
prevede l'accollo automatico da parte dei comuni dei debiti
accumulati dagli ATO rifiuti;
a predisporre idonee procedure affinché tutti gli atti finora
adottati dagli ATO siano sottoposti a controllo che ne attesti la
regolarità, affinché non siano i comuni e, in definitiva i
cittadini, a pagare le conseguenza di gestioni non sempre
oculate;
a modificare il decreto 20 maggio 2008, prevedendo
l'applicazione delle ordinarie procedure di liquidazione che
accertino la situazione patrimoniale, contabile e finanziaria
delle società di gestione (23)
LACCOTO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato questa mozione nel mese di luglio per chiedere la
modifica del Decreto del Presidente della Regione del 20 maggio
2008, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
n. 25 del 6 giugno 2008.
Con questo decreto il Presidente della Regione, pure asserendo
di agire per attuare la legge regionale n. 2 del 2007, articolo
45, in effetti, ne ha violato la disposizione e quindi ne ha
violato oltre alla lettera anche la ratio.
E' importante che avvenga questa discussione, anche perché
molti colleghi non conoscono la vicenda e prego anche l'Assessore
per la Famiglia di seguire il mio intervento.
In questi giorni l'Agenzia dei rifiuti sta commissariando
alcuni comuni, iniziando da alcuni A.T.O., chiedendo di
iscrivere, nel loro bilancio e di trasferire le somme dei debiti
degli A.T.O. stessi, e di quelli che sono stati pagati dai
cittadini.
A parte l'illegittimità del provvedimento, perché questo è un
abuso, nessuna norma di legge consente all'Agenzia dei rifiuti in
regime ordinario di potere commissariare gli A.T.O. Sta
succedendo una cosa molto grave Se così andasse, tutti i comuni
andrebbero in dissesto e, praticamente, verrebbero sanate tutte
le irregolarità degli A.T.O.
Voglio solo considerare, onorevole Assessore, che vi sono
alcuni problemi.
Le Commissioni tributarie, di primo e secondo grado, hanno, di
fatto, già ritenute illegittime alcune T.I.A. che non sono state
deliberate dai Consigli comunali. In questo caso, noi ci
troveremmo a chiedere ai comuni di pagare i debiti degli A.T.O.
che corrispondono a milioni di euro. Ci troviamo nell'assurdo
che alcuni comuni dovrebbero pagare due o tre milioni di euro
agli A.T.O. per somme che sono già state ritenute illegittime.
Vorrei fare alcune considerazioni, onorevole Assessore: il
decreto del Presidente della Regione, testé citato, è stato
attuato contro la normativa dell'articolo 45 della legge 2 del
2007 perché la citata norma prevedeva che il Presidente della
Regione, sentito il parere della Giunta regionale, poteva
trasferire le competenze degli A.T.O ai consorzi, così come
previsto dalla legge. Nessuna norma, però, diceva che il
Presidente della Regione, senza portarlo in Giunta di Governo,
poteva gravare i comuni dell'obbligo di pagare i debiti degli
A.T.O.
Un'altra considerazione, onorevole Assessore. Si tratta di un
problema molto delicato e ci troviamo in una grande confusione.
L'Agenzia dei rifiuti agisce come se non avesse alcuna norma da
rispettare. Non esiste, perché già la giurisprudenza non dà
alcuna possibilità che l'Agenzia dei rifiuti possa commissariare
i comuni.
Aggiungo che il TAR di Catania, come altri TAR, ha già di fatto
bloccato, con provvedimento anche del Presidente della Regione,
il commissariamento da parte degli A.T.O. Il decreto deve essere
modificato nella parte in cui è riportato che i comuni,
direttamente, debbono pagare i debiti.
La ratio della legge approvata in Aula era ben diversa. Si
diceva che quelle che erano le attività siano esse passive che
attive, degli A.T.O., passavano ai consorzi, ed è cosa ben
diversa, perché così andremmo a fare una sanatoria delle
strutture degli A.T.O., ma non volute dagli enti locali. Ricordo
che i comuni sono stati obbligati, con un'ordinanza dell'allora
Commissario per l'emergenza rifiuti ad approvare quello statuto e
a creare quegli A.TO. Se il decreto restasse così, praticamente,
sarebbe contro la norma che la stessa Assemblea regionale
siciliana ha approvato nella finanziaria del 2007.
Ci troviamo dunque di fronte anche ad un altro assurdo: gli
A.T.O. sono società per azioni e in quanto tali sono sottoposti
al Codice civile. Essi sono formalmente delle personalità
giuridiche e non avrebbe senso che, senza alcun controllo di
legittimità di queste somme che i presidenti degli AT.O.
quantificano, senza un contraddittorio con i comuni, senza
verificare la legittimità delle somme richieste dagli A.T.O.,
tutto questo venga gravato sugli enti locali
Io penso che ci voglia maggiore attenzione da parte di tutto il
Governo regionale e da parte dell'Assemblea perché non venga
perpretato questo stato di cose da parte dell'Agenzia rifiuti.
Ricordiamo che il male degli A.T.O. non è nato né per volere di
questa Assemblea né per volere degli enti locali, ma è stata
l'Agenzia, attraverso il commissario straordinario - dato che
eravamo in regime straordinario - a volere questi A.T.O. senza
che potessero funzionare. Non c'erano ancora gli impianti di
compostaggio, non era partita la raccolta differenziata, non vi
erano, e sono da venire, gli impianti di trasformazione e,
nonostante ciò, si sono costituiti a queste condizioni questi
AT.O.
Ora, attraverso questo decreto, che si ritiene totalmente
illegittimo, l'Agenzia fa un'altra illegittimità (sono arrivati
in 50 comuni).
Assessore alla Famiglia, dovrebbe ribellarsi anche lei oltre
all'Assessore per il territorio, delegato per questa discussione,
e ritengo che questo argomento vada immediatamente portato in
giunta di Governo, non è possibile che l'Agenzia continui con
questo stato di cose e con questa confusione con poteri che non
ha.
La Corte dei conti ravvisa che: vi è una gestione non
cristallina degli A.T.O. . Ci sono oltre 600 milioni di euro di
debiti - vi è anche una dichiarazione dell'Assessore per la
famiglia, degli ATO - non è che vogliamo bloccare il processo
di chiusura di questi A.T.O., ma vogliamo bloccare un
procedimento perverso per cui gli enti locali che non hanno
colpa, che hanno votato contro in alcune questioni relative ai
bilanci degli A.T.O., debbano pagare sic et simpliciter una
questione che non è loro. Così continuando, onerovole-Assessore,
succede che la Regione siciliana o gli enti locali saranno
costretti ad ulteriori spese per ricorrere al TAR, per ricorrere
al CGA e così discorrendo.
Nel frattempo, non vengono perseguitate quelle che sono state
anche le leggerezze e le illegittimità fatte negli A.T.O..
Allora, noi non siamo per una sanatoria delle gestioni degli
A.T.O.; vogliamo premiare quelli che sono stati bravi, ma
vogliamo penalizzare, sicuramente, gli altri.
La parte finale della mozione impegna il Presidente della
Regione a modificare il decreto del 20 maggio 2008 prevedendo
l'applicazione delle ordinarie procedure di liquidazione che
accertino la situazione patrimoniale contabile e finanziaria
della società di gestione, poi, a modificare il decreto 20
maggio 2008 nella parte in cui prevede l'accollo automatico da
parte dei comuni dei debiti accumulati dagli A.T.O. rifiuti, a
predisporre idonee procedure affinché tutti gli atti finora
adottati dagli ATO siano sottoposti a controllo che ne attesti la
regolarità affinché non siano i comuni, e in definitiva i
cittadini, a pagare le conseguenze di gestioni non sempre
oculate.
Mi sia consentito fare un piccolo emendamento per dire che il
Presidente si impegni anche a bloccare l'operato dell'Agenzia
dei rifiuti che commissaria i comuni senza averne la competenza
giuridica. Ciò per non creare un conflitto istituzionale fra gli
enti locali, che così vedono lesa la loro potestà, la loro
autonomia, rispetto a provvedimenti che sicuramente sono
illegittimi.
Onorevole Assessore, signor Presidente, credo che su questo
l'Assemblea debba essere più attenta, perché non è possibile che
questa Agenzia continui ad operare nel dispregio delle norme.
PRESIDENTE. Onorevole, la invito a concludere.
LACCOTO. Concludo, signor Presidente, rivolgendo un appello
affinché l'Assemblea, nel caso in cui non venisse recepita la
mozione per modificare questo decreto al fine di bloccare
l'operato dell'Agenzia per i rifiuti, ritorni a discutere, in
questa sede, mettendo in discussione anche l'esistenza
dell'Agenzia, così come è formulata, e chiedendo all'Assessore di
farsi portavoce in Giunta affinché questo decreto venga
modificato, non secondo quanto affermato dall'Agenzia, ma secondo
quelle che sono le norme in vigore.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, condividendo gran parte
dell'intervento fatto dall'onorevole Laccoto, vado subito ai tre
punti richiesti per l'impegno del Presidente della Regione: Con
riferimento al primo punto della mozione con cui si chiede al
Presidente della Regione l'impegno a modificare il DPR n. 127,
del 20 maggio 2008, nella parte in cui prevede l'accollo
automatico dei debiti accumulati dagli ATO rifiuti, si premette
che quanto indicato alla lettera b) del punto 27 circa la
definizione dei rapporti attivi e passivi, rappresenta
semplicemente un criterio di perequazione relativa alla
ripartizione del debito complessivo accertato; debito che è
relativo alla presentazione di servizi pubblici essenziali con
riflessi sull'igiene e la sanità pubblica, per cui è necessario
che tale importo venga effettivamente corrisposto al fine di
consentire il rispetto dei parametri igienico-sanitari nonché la
protezione delle matrici ambientali.
Si precisa, infine, che nell'ottica di perseverare comunque
l'esistenza del soggetto che deve assicurare la continuità di
servizio all'esercizio delle competenze dei comuni nel campo
della gestione integrata dei rifiuti e, quindi, evitare
l'interruzione del pubblico servizio, rimane comunque salva la
facoltà degli enti-soci di individuare nell'ambito della propria
autonomia decisionale e tramite opportuna deliberazione
assembleare altro criterio di ripartizione purché puntato sul
concetto di perequazione, in particolare al punto 27,
disposizione transitoria, viene specificato che successivamente
verrà ripartito il totale del debito sulla base della previsione
contenuta nel piano annuale o nel bilancio approvato
nell'assemblea dei soci della società d'ambito o in difetto sulla
base per il 30 per cento dei rifiuti prodotti nel 2007, e per il
70 per cento sulla base della popolazione residente sulla base
dei dati ISTAT 2007.
E' di tutta evidenza che la ripartizione si effettua soltanto
in difetto, cioè quando non esiste né una previsione nel piano
annuale, che si ricorda è obbligatorio a norma dello statuto
societario che le società d'ambito approvano entro il 30
settembre di ogni anno, o nel bilancio consuntivo che è
necessario che le società approvino entro il 30 giugno dell'anno
successivo.
Con riferimento al secondo punto della mozione, in cui si
chiede al Presidente della Regione l'impegno a predisporre idonee
procedure affinché tutti gli atti finora adottati dagli ATO siano
sottoposti a controllo che ne attesti la regolarità affinché non
siano i comuni e in definitiva i cittadini a pagare le
conseguenze di gestione non sempre oculate, si richiama che in
via preliminare, quanto indicato dal Codice civile in merito alle
competenze, dovere e potere e responsabilità circa l'osservanza
del rispetto dei principi legislativi, regolamentari e statutari,
nonché della corretta amministrazione e funzionamento societario
in capo al collegio sindacale e alla società di revisione
contabile ai sensi dell'articolo 2403 Doveri del Collegio
sindacale : Il Collegio sindacale vigila sull'osservanza della
legge, dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta
amministrazione, in particolare sull'adeguatezza dell'assetto
organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società
e sul suo concreto
CRACOLICI. Chi prevede ciò?
SORBELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il Codice
civile, all'articolo 2403, Doveri del Collegio sindacale , che
così recita:
«I sindaci possono, in qualsiasi momento, procedere, anche
individualmente, ad atti di ispezione e di controllo. Il
Collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie,
anche, con riferimento a società controllate sull'andamento delle
operazioni sociali e su determinati affari; può, altresì,
scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società
controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo e
andamento generale delle attività sociali». Gli accertamenti
eseguiti devono risultare dal libro previsto dall'articolo 2421,
primo comma, n. 5: «Nell'espletamento di specifiche operazioni di
ispezione e di controllo i sindaci, sotto la propria
responsabilità, e a proprie spese, possono avvalersi dei propri
dipendenti ed ausiliari che non si trovano in una delle
condizioni previste dall'articolo 2399. L'organo amministrativo
può rifiutare agli ausiliari e dipendenti dei sindaci l'accesso a
informazioni riservate».
Omissione degli amministratori :
«In caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte
degli amministratori il collegio sindacale deve convocare
l'assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge».
Amministrazione convocata :
Se nell'espletamento del suo incarico ravvisi fatti
censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di
provvedere a delle responsabilità. Sui fatti e sui documenti di
chi hanno conoscenza per ragioni del loro ufficio essi sono
responsabili solidamente con gli amministratori; per i fatti e le
omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se
essi avessero vigilato in conformità agli obblighi della loro
carica. All'azione di responsabilità contro i sindaci si
applicano, in quanto compatibili, disposizioni degli articoli».
Denuncia al Tribunale :
«Se vi è fondato sospetto che gli amministratori, in
violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità
sulla gestione che possano recare danno alla società e ad una
delle società controllate, i soci che rappresentano il decimo del
capitale, e nelle società che fanno ricorso al mercato del
capitale di rischio, il ventesimo del capitale sociale, possono
denunziare i fatti al tribunale, con ricorso notificato anche
alla società. Lo statuto può prevedere percentuali minori di
partecipazione».
Poi vi è tutto il controllo contabile e le funzioni del
controllo.
Con riferimento al terzo punto della mozione, in cui si chiede
al Presidente della Regione l'impegno a modificare il decreto n.
127 del 20 maggio 2008, prevedendo l'applicazione delle ordinarie
procedure di liquidazione che accertino la situazione
patrimoniale, contabile e finanziaria delle società di gestione,
si ritiene che la modalità indicata nel punto 27 della lettera b)
prevedendo la condizione di pareggio con l'esposizione
finanziaria da parte dei soci, sia conforme con le ordinarie
procedure di liquidazione della società di capitale perché
rientra nelle procedure previste dal Codice civile, in materia di
scioglimento e di liquidazione.
Il soggetto deputato all'accertamento è il liquidatore,
nominato dall'assemblea dei soci, solo come suggerimento
effettuato al solo fine di economia di spesa con la direttiva di
accompagnamento citata. Si è suggerito di nominare un
amministratore unico che potrebbe diventare successivamente, su
specifica nomina dei soci, il commissario liquidatore.
In definitiva, il Governo è d'accordo sul secondo e terzo
punto, mentre per il primo punto non è d'accordo in quanto, tra
l'altro, abbiamo già disposto il disegno di legge che accerta
tutta quanta la problematica relativa. Tra l'altro, il Governo
si era impegnato ad un rinvio della data per quanto riguarda ciò
che in questa Assemblea è stato discusso; noi saremo pronti, già,
nei prossimi giorni, con il disegno di legge per concertarlo con
l'ANCI, con le associazioni, con i rappresentanti dei comuni per
approdare poi in quest'Aula.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Assessore, avevo accettato
i punti 2 e 3 ma c'era un'altra parte dell'emendamento che
prevede di bloccare l'Agenzia per i rifiuti mediante il
commissariamento.
Giorno dopo giorno, stanno avvenendo cose gravi; considerato che
voglio far capire la gravità delle questioni, dico soltanto che i
suoi Uffici hanno preparato il richiamo al Codice civile.
Sono d'accordo Le S.p.A. ATO sono regolate dal Codice civile,
quindi, non vi può essere alcuna norma regionale in contrasto con
quelle che sono le norme del Codice civile di società per azioni
che possono imporre ai comuni di pagare i debiti.
Dico di più, Assessore, anche per capire la gravità del
concetto. Ho l'impressione che l'Agenzia stia operando in fase di
illegittimità totale. Sono state espletate delle gare in cui
alcune associazioni temporanee demandavano alle stesse società
che hanno vinto la gara la riscossione delle tariffe delle TIA.
Adesso, una norma, dopo che le società dovevano riscuotere le
TIA, non può presentarsi e dire ai comuni: no, tu paghi il debito
degli ATO. Dico ciò, intanto, perché, oltre che ledere
l'autonomia degli enti locali, vi è un fatto più grave. Queste
TIA sono già state dichiarate illegittime dal TAR, dalla
Commissione di primo grado, dalla Commissione di secondo grado.
Ora, lei pensa che un provvedimento dell'Agenzia che manda
Commissari in tutta la Sicilia possa dire: no, tu crei capitoli
del bilancio, te ne freghi.
Alcuni dicono che bisogna versare agli ATO queste somme. Si
tratta di milioni e milioni di euro. L'ATO - voglio farlo capire
perché è un fatto molto grave - è una società per azioni, ha una
sua responsabilità giuridica, economica ed ha una sua autonomia.
Non è possibile. La legge regionale approvata dall'Aula non
prevedeva che i comuni dovessero pagare direttamente.
Assessore, è un fatto molto grave. La legge, all'articolo 45,
ha disposto la costituzione di nuovi Ambiti territoriali ottimali
per la cui gestione i comuni si dovranno costituire in consorzio
dotato di personalità giuridica ed ha conferito al Presidente
della Regione il potere di disciplinare la fase transitoria nel
pregresso regime degli ATO e quello dei consorzi, sempre in
attuazione dell'articolato disciplina previsto dal citato
articolo 45.
Questa disciplina diceva che veniva praticamente fatta la
disciplina transitoria, previa delibera del parere della
Commissione competente, cioè la quarta. Bene, non c'era la
competente Commissione, va bene, ma sicuramente la delibera di
Giunta era necessaria, ma era anche necessario l'altro
presupposto previsto dalla legge, cioè il passaggio dei debiti
sicuramente ai Consorzi e non già ai Comuni.
Su questo argomento, c'è un fatto molto grave. C'è la
possibilità che si verifichi - al di là del fatto che sta già
accadendo - un contenzioso enorme e che, oltre alla Corte dei
conti, intervengano anche altri fatti molto spiacevoli.
Ora, nessuno vuole fermare il processo di scioglimento degli ATO
- siamo stati favorevoli e lo siamo ancora, in maniera molto
chiara - ma si trattava di un passaggio ai Consorzi, previa
verifica delle condizioni perchè non sia automaticamente io,
Agenzia rifiuti, che mando il Commissario ai Comuni, dico che mi
devi versare delle somme e li mando in dissesto per pagare le
colpe di amministratori di ATO. Tra l'altro è contro il Codice
civile, contro la legge regionale. Per questo motivo, dico e
raccomando ai componenti del Governo presenti, all'Assessore, al
Vicepresidente e all'Assessore per la famiglia di farsi portavoce
per la modifica di questo decreto.
Richiesta di apposizione di firma da parte dell'intero Gruppo
democratico dell'ARS alla mozione n. 23 in discussione
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma
alla mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PANARELLO. Preannuncio che voterò a favore della mozione e
credo che la stessa risposta data dall'Assessore, in qualche
maniera, sottolinei l'opportunità che il Governo accetti questo
atto di indirizzo per evitare che una norma giusta che abbiamo
sostenuto per modificare il sistema degli ATO, per sostituirlo
anche riducendone il numero attraverso la misura dei consorzi non
dia luogo ad un conflitto con i comuni in maniera indiscriminata
anche perché come giustamente, come sottolinea la mozione,
andrebbe verificato l'atteggiamento che i singoli comuni hanno
avuto nei confronti degli atti che i diversi ATO hanno compiuto e
non si possono assumere gli stessi orientamenti nei confronti dei
comuni virtuosi e dei comuni che invece virtuosi non sono stati.
E, per altro verso, non si può immaginare che questo decreto
diventi una sorta di sanatoria nei confronti di tutti gli ATO.
Anche qui, abbiamo avuto degli ATO che hanno gestito, in
maniera seria, il compito che avevano avuto, che hanno operato
correttamente, che non sono fortemente indebitati; ci sono,
invece, degli ATO, per esempio, nella provincia di Messina, che
hanno operato in maniera molto discutibile e molto discussa dai
cittadini, dalle associazioni dei consumatori ma anche da molti
comuni che sono stati esautorati, nei fatti, dalla possibilità di
far valere il proprio punto di vista, di modificare i piani
industriali, di subire le scelte che diversi Consigli di
amministrazione hanno compiuto al di fuori di un corretto
rapporto con l'assemblea dei soci.
Proprio per queste ragioni, credo che la mozione presentata dal
collega Laccoto risponda all'esigenza di innovare il sistema ma
facendo in modo che il rapporto tra la Regione e i Comuni che,
peraltro, il decreto stesso vuole protagonisti di questa nuova
fase, sia un rapporto corretto che distingua tra Comune e Comune
e che riversi gli oneri non in maniera automatica ma in rapporto
alla responsabilità eventuale che ogni singolo amministratore ha
avuto nelle singole vicende.
DI GUARDO. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, la questione che pone l'argomento oggi all'ordine del
giorno è fin troppo ovvio che interessa tutti i Comuni, anche se
la questione, se affrontata in termini di apparenza, rischia di
travolgere comunque i Comuni e la questione ambientale in
Sicilia.
Sono totalmente d'accordo ed appongo la mia firma alla mozione
presentata dall'onorevole Laccoto e dagli altri colleghi.
Vorrei che lei ponesse l'attenzione su un elemento aggiuntivo
che è la questione delle discariche. A me pare che tutte le
discariche pubbliche stiano chiudendo, anche se so che lei è
intervenuto per dare soluzione immediata ad alcune autorizzazioni
e lo ha fatto in maniera brillante.
Se, con il tema posto oggi, poi, l'onorevole Laccoto e gli
altri colleghi parlamentari, il suo Governo e il Presidente della
Regione dovessero intendere un'approvazione dello statuto tipo
dei nuovi Consorzi a colpi di commissario, con una sostituzione
dei Consigli comunali che hanno necessità di capire e comprendere
per intero, credo che questa volta scoppierà sicuramente una
grande contraddizione, una frattura fra gli enti locali che
rappresentano comunque i cittadini e il Governo della Regione.
Dicevo, all'inizio, che c'è un tema che, alla fine, è quello
banale relativo al fatto di ridurre i costi del servizio ed
avere la pulizia nei centri urbani e, soprattutto, arrivare alla
raccolta differenziata ,spinta che consentirebbe di avere meno
rifiuti solidi urbani portati in discarica.
Oggi, infatti - e gradirei che lei, su questo, verificasse -
attraverso l'Agenzia regionale delle acque e dei rifiuti - il
costo complessivo; non capisco infatti perché questo deve essere
fissato con decreto del Presidente della Regione del precedente
Governo.
Oggi, ci siamo attestati ad oltre cento euro a tonnellata, in
discariche che sono soltanto gestite da soggetti privati. Nei
prossimi giorni, presenterò una interrogazione sulla discarica di
Siculiana e si tratta di una questione molto seria che ha una
serie di risvolti.
Su questo, assieme all'Anci ed all'Assessore per la famiglia è
urgente organizzare una conferenza che tocchi tali temi, che vi
sia una concertazione tra enti locali sulla questione, assessore
Scoma, che riguardi in particolare la restituzione dell'IVA
C'è una norma che è stata approvata da questo Parlamento e che
deve essere applicata, così come avviene nelle altre 19 regioni
d'Italia in cui l'IVA viene restituita ai Comuni; è un'imposta a
cascata, per cui noi avremmo una riduzione dei costi di circa il
20 per cento complessivamente. Tutto ciò renderebbe il balzello
meno pesante sulle spalle e sulle tasche dei cittadini.
Partendo, quindi, dall'ordine del giorno odierno, la prego,
Assessore e mi rivolgo anche all'Assessore per la famiglia, di
fissare una Conferenza di servizi con l'Anci sulla questione
delle discariche, sulla mappatura delle discariche in Sicilia,
sui costi e di fare il punto sulla raccolta differenziata.
Se il presidente Lombardo pensa di commissariare tutti i 380
Comuni siciliani avrebbe perso la battaglia in partenza perché
ritengo che su questa questione serva anche una negoziazione con
i Comuni che sono stati virtuosi: che occorra una maggiore
omogeneità territoriale, cioè è necessario che non si viaggi per
slogan o per annunci ma che sulla politica dell'ambiente, sulla
politica della raccolta dei rifiuti urbani ci sia una seria
attività di governo.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
all'onorevole Laccoto che, in qualche misura, penso che sbagli
quando ritiene che gli enti locali non abbiano alcuna
responsabilità nel Governo e nella gestione degli ATO.
In questo Parlamento, faremmo bene a recitare anche il mea
culpa per disattenzioni che, nel passato, ci sono state e sono
state tante rispetto agli ATO.
Gli enti locali fanno parte integrante, compongono l'Assemblea,
sono i veri attori degli ATO. Il problema è che, negli ATO, in
qualche misura, si manifesta tutta la schizofrenia della
politica, una sorta di patologia anticorporale per cui la
politica attacca se stessa.
Abbiamo avuto sindaci, amministratori locali che hanno eletto
gli amministratori dell'ATO e, poi, si sono rivoltati contro di
loro e non li hanno riconosciuti.
E' questo il vero dato politico degli ATO che sono il
fallimento della politica; su questi enti, probabilmente, abbiamo
sbagliato nel momento in cui abbiamo immaginato gli ATO come
società per azioni ed è stato questo il vero grande errore perché
sono state ritenute altra cosa rispetto alla politica ed agli
enti locali.
Tuttavia, Assessore per la famiglia e Assessore per il
territorio e l'ambiente, vorrei che, adesso, non commettessimo un
ulteriore errore, cioè quello di commissariare i Comuni in un
momento in cui gli stessi dovrebbero fare propri i debiti che
dovrebbero invece essere pagati dai cittadini che non hanno più
creduto alla politica, non hanno creduto agli ATO ed hanno
finito, con un'azione rivoltosa, per non pagare.
Ed allora, la vera verità è che il problema, onorevole Laccoto,
si risolve con la legge, definendo bene quali sono gli ambiti
territoriali, differenziandoli dagli ambiti ottimali, cercando di
creare un momento, un anno di sanatoria perché la gente paghi e
continui a credere alla politica e creda nuovamente
all'amministrazione degli ATO e perché, finalmente, in Sicilia,
si possa pagare lo stesso prezzo della spazzatura, come
dell'acqua e dell'Enel che sono beni primari in tutta la Sicilia,
da Lampedusa ad Enna.
Ed allora, onorevole Assessore, la mia raccomandazione - la
prenda come raccomandazione - è che si interloquisca con
l'Agenzia, per evitare che, in questo momento, in cui si sta
esitando la legge, possano esservi Comuni che possano andare in
dissesto perché un Commissario arriva e legifera, togliendo
risorse fondamentali alla vita degli enti locali, in un momento,
peraltro drammatico, e che comporterebbe un disastro.
Dobbiamo, invece, affrettare perchè la norma legislativa normi
definitivamente il tutto ed in questo lasso di tempo la
raccomandazione che le chiedo, che le faccio, è di evitare che
vengano introdotti i commissariamenti.
DONEGANI. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'intero gruppo del Partito democratico ha
chiesto di apporre la propria firma alla mozione numero 23.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la mozione numero 23. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Per la trattazione urgente della mozione numero 48
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dovrei
sollevare una questione relativamente alle mozioni. Non l'ho
fatto nel tempo dovuto, prescritto dal Regolamento, quando lei ha
letto le mozioni e lo faccio adesso a fine seduta.
Chiedo che sia fissata, con carattere d'urgenza, la trattazione
della mozione n. 48 letta, stasera, in Aula, recante «Iniziative
a livello centrale per attivare azioni di contrasto alla manovra
statale sulla questione scuola' nella Regione siciliana», a
firma degli onorevoli Barbagallo ed altri.
Di norma, la data di discussione è demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma vorrei chiedere,
invece, che la trattazione sia fissata in Aula adesso perché ha
carattere di urgenza, in quanto c'è una manovra del Governo
nazionale che tende a tagliare centinaia di posti di lavoro in
Sicilia ed a dare un colpo durissimo alla formazione ed al
percorso pedagogico nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, della mozione in questione è
stata soltanto data la comunicazione della presentazione, essa
sarà letta all'apertura della prossima seduta, quindi, prendo
atto del suo intervento, ma è chiaro che sarà letta all'apertura
della prossima seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 30
settembre 2008, alle ore 19.25, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D),
E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 36 - Procedure per lo scioglimento dell'AST Sistemi
s.p.a. con garanzie per i posti di lavoro pregressi.
N. 37 - Impegno del Governo della Regione a riferire in
merito ai contrasti intervenuti a livello centrale
riguardo alla proposta di riforma in senso
federalistico dello Stato.
N. 38 - Interventi del Governo della Regione per risolvere
il contenzioso relativo all'inquadramento dei
vincitori del concorso per dirigente tecnico VIII
livello retributivo.
N. 39 - Iniziative per la valorizzazione del personale del
corpo forestale della Sicilia.
N. 40 - Interventi per individuare soluzioni legislative a
favore dei proprietari terrieri gravati da uso civico
sul demanio di Castronovo di Sicilia (PA).
N. 41 - Iniziative tendenti a sviluppare nelle scuole
della Regione siciliana lo studio della storia ed al
fine di inserire nella toponomastica della città di
Palermo una piazza che ricordi l'eccidio del 1866
denominato 'Rivolta del sette e mezzo'.
N. 42 - Richiesta dello stato di calamità naturale a
seguito degli eventi climatici calamitosi del 13
settembre 2008.
N. 43 - Interventi presso il Governo nazionale al fine di
salvaguardare la specificità degli uffici giudiziari
di Caltanissetta e Gela.
N. 44 - Razionalizzazione del servizio di urgenza ed
emergenza 118 in Sicilia.
N. 45 - Provvedimenti relativi ai percorsi formativi
triennali di IeFP (Tipologia B), per i minori in
obbligo di istruzione in Sicilia per gli anni
2007/2008 e 2008/2009.
N. 46 - Assegnazione agli enti territoriali degli immobili,
compresi nelle quote societarie, appartenenti alle
società confiscate.
N. 47 - Iniziative finalizzate a garantire trasparenza
nelle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni.
N. 48 - Iniziative, a livello centrale, per attivare
azioni di contrasto alla manovra statale sulla
'questione scuola' nella Regione siciliana.
N. 49 - Iniziative al fine di garantire il reintegro delle
risorse finanziarie finalizzate alla manutenzione
della viabilità provinciale in Sicilia.
III -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
sanitaria e socio-sanitaria regionale (n. 173/A)
Relatore: on.le Lo Giudice
IV - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
FINANZIARIA PER GLI ANNI 2009-2013
V -ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA
PER LA TRASPARENZA, L'IMPARZIALITÀ DELLE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI E LA VERIFICA DELLE SITUAZIONI PATRIMONIALI.
La seduta è tolta alle ore 19.20.
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli