Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1551
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione, da parte del Governo, dell'ordine del giorno
numero 370 Realizzazione di una passerella pedonale sul fiume
Calcinara nel territorio del comune di Sortino (SR)', nella
seduta d'Assemblea numero 230 dell'1 marzo 2011, deve intendersi
superata l'interrogazione con richiesta di risposta orale numero
1551, di analogo contenuto, presentata dall'onorevole Vinciullo in
data 14 dicembre 2010.
Così rimane stabilito.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che con nota dell'1 marzo
2011, pervenuta in pari data (protocollata al numero 2089/AULAPG
del 2 marzo successivo), l'onorevole Nunzio Cappadona ha
dichiarato, a norma dell'articolo 23 del Regolamento interno, che
intende appartenere al Gruppo parlamentare Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale» (520-144 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numeri 520-144 bis/A, «Disposizioni per la trasparenza, la
semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale», posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali', a
prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che in una precedente seduta era stato già approvato il
passaggio all'esame degli articoli e che la discussione generale,
secondo prassi, è stata rinviata all'articolo 1.
Onorevoli colleghi, in attesa dei deputati del Gruppo del Partito
Democratico, impegnati in una riunione di Gruppo, do comunicazione
delle decisioni assunte dalla Presidenza rispetto alla trattazione
del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa.
Prima di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno di
legge, al fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro che
stiamo per affrontare, comunico che, sulla base dei criteri
enunciati nella seduta di ieri, la Presidenza ha dichiarato
inammissibili gli emendamenti non ricompresi nei fascicoli degli
emendamenti al testo e di quelli aggiuntivi.
Nei fascicoli sono tuttavia ricompresi alcuni emendamenti (in
particolare, 2.55, 2.56, 2.57, 2.58, 2.115, 2.116, 2.117 e 2.118)
che, ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento interno, andrebbero
inviati per il parere alla Commissione Bilancio'. Poiché tale
procedura non può essere attivata nell'attuale fase di esercizio
provvisorio, gli stessi sono dichiarati inammissibili.
Relativamente agli emendamenti aggiuntivi ritenuti ammissibili,
quelli numerati a partire da A.31 fino alla fine, presentano
problemi di coordinamento con la disciplina vigente o con le
singole norme del testo, senza potersi configurare né sostitutivi,
né semplicemente modificativi o aggiuntivi. Tali emendamenti, a
seguito dell'approvazione dell'articolato, saranno oggetto di una
apposita valutazione per verificare se gli stessi possono essere
considerati assorbiti o superati, ovvero da sottoporre a votazione.
Infine, preciso che le Commissioni III e IV sono autorizzate a
riunirsi, a partire da domani mattina e compatibilmente con i
lavori d'Aula e con l'iter fissato per procedere nell'esame del
disegno di legge, per esprimere eventuale parere sugli articoli di
competenza, e in particolare la III Commissione sugli articoli 11,
16, 17, 18 e 21; la IV Commissione sugli articoli 11, 18, 19, 20,
21 e 39. Tali pareri, che non potranno in ogni caso essere
formulati sottoforma di emendamenti, laddove trasmessi, saranno
comunicati all'Aula al momento dell'esame dei relativi articoli.
Non essendosi ancora conclusa la riunione dei deputati del Gruppo
del PD, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 17.02)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Buzzanca
per oggi e Donegani per le sedute di oggi e domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale» (520-144 bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'articolo
1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Ambito di applicazione e principi generali dell'attività
amministrativa
1. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 30 aprile
1991, numero 10 e successive modifiche ed integrazioni, è
sostituito dal seguente:
1. L'attività amministrativa della Regione, degli enti, istituti e
aziende dipendenti dalla Regione e/o comunque sottoposti a
controllo, tutela o vigilanza della medesima, degli enti locali
territoriali e/o istituzionali nonché degli enti, istituti e
aziende da questi dipendenti o comunque sottoposti a controllo,
tutela o vigilanza persegue i fini determinati dalla legge ed è
retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità, di
imparzialità e di trasparenza secondo le modalità previste dalla
presente legge, dalle altre disposizioni che disciplinano i singoli
procedimenti e dai principi dell'Unione europea. Le disposizioni
della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale
o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle
funzioni amministrative. I soggetti privati preposti all'esercizio
di attività amministrative assicurano il rispetto dei predetti
criteri e principi».
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna,
Caputo, Corona, D'Asero, Falcone, Formica, Leanza Edoardo, Limoli,
Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo: 1.1;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
1.3, 1.4 (identico all'1.5);
- dagli onorevoli Buzzanca, Pogliese, Falcone e Vinciullo: 1.6,
1.7, 1.11, 1.13, 1.14, 1.15, 1.12, 1.10, 1.9, 1.8, 1.17, 1.16;
- dagli onorevoli Gucciardi, Rinaldi, Laccoto e Picciolo: 1.2.
Si passa all'emendamento 1.1, interamente soppressivo
dell'articolo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
quanto riteniamo che i nostri emendamenti soppressivi si rifacciano
alla logica di riferimento, all'articolo 29 della legge numero
241/1990.
Nella sostanza riteniamo che l'articolo 29 già sancisca le riserve
alla legislazione esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117
della Costituzione.
Per quanto ci riguarda, molti articoli di questa legge già
dovrebbero, anzi, sono applicati e la Regione li ha recepiti con
circolari o con altri atti amministrativi.
Segnatamente rileggo a me stesso il 2 quinquies della legge 241/90
Le Regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento e
Bolzano adeguano la propria legislazione alla disposizione del
presente articolo secondo i rispettivi Statuti e secondo le
relative norme di attuazione'.
Rispetto a questo, quando, Presidente, lei avrà modo di
riscontrare un articolo di soppressione, al di là delle polemiche
di questi giorni da parte dei colleghi, riteniamo che buona parte
di questo disegno di legge sia già applicato nella Regione e
moltissime norme non facciano riferimento a quella che deve essere
una vera e propria semplificazione amministrativa.
Vorrei segnalare a lei, signor Presidente, e ai colleghi
parlamentari soltanto una sorpresa, per quanto ci riguarda, che
attiene l'ex articolo 26 del disegno di legge.
In particolare, c'era questo articolo 26 che, oggi, non si trova
più nel testo che rappresentava una vera e propria rivoluzione
nella semplificazione amministrativa, ossia la delegificazione che
riguardava tutte le norme che, in questo momento, vigono nelle
leggi della Regione.
Rispetto a questo ci torneremo e riproporremo ciò che già era
scritto nell'articolo 26 del testo originario del disegno di legge
numero 520.
Signor Presidente, insistiamo affinché le norme inutili non
debbano essere per alcun motivo reiterate in questo disegno di
legge e riteniamo che non ce ne sia bisogno per l'attuazione di
questo articolato. In particolare, mi riferisco agli articoli dal 2
al 21 che devono essere riformulati.
Spero che il Governo accolga quello che è il nostro principio che
consiste nel fare una legislazione e non duplicare provvedimenti
amministrativi, in quanto riteniamo inutile e mettiamo in
difficoltà Dipartimenti e dirigenti che forse non ne possono più di
norme da applicare a quello che è già un percorso burocratico molto
complesso.
Aggiungo, signor Presidente, che in questo disegno di legge non
abbiamo trovato un'armonizzazione con la rivoluzione che questo
Parlamento ha fatto con il primo Governo Lombardo, cioè con la
legge numero 19/2008.
Mi rifaccio alla rivoluzione dei Dipartimenti e degli Assessorati,
in generale, e dove in quella legge si prevedeva una rivoluzione
non solo dei Dipartimenti e dei direttori ma anche degli organi
intermedi che dall'1 gennaio 2010 sono diventati operativi e che
nel 2011 e nel 2012 devono ancora essere ridotti e, quindi,
armonizzare questo disegno di legge della semplificazione con la
legge numero 19 del 2008 potrebbe essere anche utile.
Per questo motivo, signor Presidente, troverà degli emendamenti -
ora non ho visto il blocco degli emendamenti aggiuntivi - che
abbiamo proposto per armonizzare le due normative regionali.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo di
verificare, di vedere, di esaminare il blocco di tutti gli
emendamenti e, anche da un'osservazione che poc'anzi veniva fatta
dagli Uffici della Presidenza, credo che occorrerebbe un momento di
coordinamento ulteriore.
Mi spiego: negli interventi dei giorni scorsi ho avuto modo di
dire che questa legge per la grandissima parte del suo articolato è
superata di fatto, è inutile nella sostanza perché già le norme
citate nella stragrande maggioranza degli articoli, possono essere,
anzi aggiungerei debbono essere soppresse, perché di fatto già
pienamente vigenti ed applicabili nella nostra Regione, in quanto
già previsti dalla normativa nazionale, dalla legge 241/90.
Per esempio, a partire dall'articolo 1, che stiamo esaminando e
del quale, come abbiamo visto nel brogliaccio degli emendamenti, vi
sono vari articoli soppressivi sia dell'articolato che dei singoli
commi, ho proposto anche un articolo sostitutivo, che pur
mantenendo in piedi il concetto di direttiva, di programmazione, di
indirizzo della Pubblica Amministrazione in ordine all'articolato,
prevede anche alcuni ulteriori elementi che, chiaramente, partono
dal presupposto che gli articoli di cui sto parlando, gli articoli
2, 3, 4, 5, 6 e 7 per fare riferimento a quelli del Titolo I, siano
soppressi perché assolutamente ininfluenti; ribadisco, anzi, che
possono soltanto ingenerare confusione.
Quindi, forse, un momento di raccordo e di coordinamento sarebbe
utile proprio per cercare di evitare che un articolato, come credo
quello dell'articolo sostitutivo che abbiamo presentato, poi non
venga trattato, viceversa, credo che abbia un interesse specifico,
che sia assolutamente utile perché, ribadisco, nel mantenere in
vita alcune linee programmatiche, precisa anche alcuni aspetti.
Colgo l'occasione, signor Presidente e onorevoli colleghi, anche
per fare riferimento al fatto che la fattispecie di cui stiamo
parlando, dell'articolo 1, la troveremo riproposta anche per altri
momenti importanti della legge.
Mi riferisco, per esempio, all'articolo 11, quello in cui si parla
della SCIA; all'articolo 16, quello in cui ci permettiamo di
sostituire all'articolo 16, così come viene proposto, un articolato
più snello e che pone fine a quella conflittualità che esisteva tra
uffici urbanistici, commissioni edilizie e sportello, ma assegna
allo sportello la qualità e la capacità di raccordo complessivo e
di gestione di tutte le attività, proprio per accelerare e
semplificare. La stessa cosa può valere, ancora, per gli altri
articolati fino, per esempio, all'articolo 27.
Con il mio intervento, quindi, intendo sollecitare la Presidenza,
il Governo e l'Aula, alla luce della conoscenza che oggi abbiamo di
questi emendamenti e, ancora oggi, non conosciamo gli emendamenti
aggiuntivi, al fine di avere un momento di coordinamento più
complessivo alla luce degli emendamenti così come vengono
sottoposti alla valutazione dei deputati dei Gruppi e
complessivamente dell'Aula; dico ciò per evitare che non si faccia
una buona legge che è tanto attesa.
Siccome, non vorrei dare adito a qualcuno di pensare che si voglia
strumentalizzare, che si voglia fare ostruzionismo, che la legge
non si voglia fare - noi per primi come forza del Sud siamo
scatenati nella convinzione che la semplificazione, che la
sburocratizzazione sia una assoluta necessità per le imprese, per
le famiglie, per la nostra Regione -, credo sia opportuno anche il
raccordo con l'esame che hanno fatto gli Uffici, che mi piace
richiamare ulteriormente anche in termini di ringraziamento per il
lavoro che è stato fatto fino ad oggi, e che si possa insieme al
Governo fare un momento di riflessione, diversamente si corre il
rischio di non portare a casa una buona legge e di farne un'altra
che crea ulteriore confusione.
Dico ciò perché questo disegno di legge, così come sta venendo
fuori, per molti versi, rischia solo di ingenerare confusione,
perché ribadisco è meramente ripropositivo di norme che già
esistono e anche per quanto riguarda - lei ieri, signor Presidente,
non ha presieduto l'Aula - alcuni altri articolati che sono stati
firmati da altri colleghi, cito l'onorevole Beninati per primo, che
riguardano, per esempio, materia urbanistica, ebbene, anche in
questo caso il raccordo, l'esame complessivo credo sia
assolutamente utile.
Quindi, mi attenderei dalla Presidenza ed anche dal Governo un
momento di verifica e di coordinamento per evitare che i lavori in
Aula non siano utili come potrebbero essere per una legge tanto
attesa.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Bufardeci, anche quando non
sono fisicamente in Aula sono sempre informato di ciò che accade.
LEONTINI. Signor Presidente, a conferma di quanto hanno detto i
colleghi Mancuso e Bufardeci, l'Assessore magari dopo il mio
intervento potrebbe specificare e chiarire così ci aiuterebbe ad
individuare quali sono le motivazioni che stanno alla base
dell'attività legislativa che stiamo compiendo e le necessità di
integrare quella nazionale già esistente, perché altrimenti
potremmo semplificare e sveltire tutto il lavoro adeguandoci a
quella nazionale, in quanto faccio soltanto riferimento al fatto
che i princìpi generali dell'attività amministrativa, cui rinvia la
disciplina contenuta nell'articolo 1, sono già normati da leggi
nazionali, ma oltre ai princìpi di natura generale anche
l'osservanza delle norme comunitarie è inserita nella disciplina
delle norme nazionali, così come anche le modalità di svolgimento
ed i tempi di conclusione del procedimento, così come anche la
responsabilità del pubblico funzionario per i ritardi non
giustificati o la disciplina del risarcimento del danno ingiusto.
Tutti questi istituti sono già specificamente inseriti nella norma
nazionale.
Se vogliamo operare in modo da sveltire, snellire e semplificare
rinviamo alla norma nazionale, abbiamo fatto un buon servizio
all'attività parlamentare e ci saremmo adeguati ad un sistema già
progredito e già contemplato nella norma nazionale.
D'altronde, se vogliamo colmare una lacuna e la lacuna è quella
che, in questo momento, distingue in negativo il nostro sistema
amministrativo da quello di altre Regioni o da quello nazionale,
avendo a modello la normativa nazionale potremmo già attingere le
indicazioni che ci servono.
Servirebbe capire se ci sono motivazioni più specifiche che
l'assessore Chinnici o l'assessore Armao possono sottolineare, in
modo tale da capire perché non facciamo il rinvio, anche dinamico,
alla normativa nazionale ed invece stiamo disciplinando, in modo
più compiuto, specifico e con riferimento a situazioni che sono
peculiari della nostra Amministrazione, questo testo.
Se gli assessori volessero chiarirlo, sarebbe utile per procedere
in modo proficuo.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
condivido pienamente quanto sostenuto dai colleghi dell'opposizione
che mi hanno preceduto. Vorrei, però, aggiungere una notazione che
vuole essere di metodo, oltre che di merito.
Ieri, correttamente, il presidente Maira ha precisato che in I
Commissione, nella quale ho l'onore di sedere insieme allo stesso
onorevole Maira, i nostri suggerimenti sono stati accolti e però
dalla valutazione degli emendamenti presentati è possibile,
assessore Chinnici, cogliere un dato che non è di opposizione
strumentale, bensì di opposizione corretta.
Perché? Siccome in molti articoli, signor Presidente, vi è al
primo emendamento la richiesta di sopprimere l'articolo stesso, è
chiaro che desideriamo lumi dal Governo perché questo
significherebbe, qualora dovesse essere soppresso l'articolo x,
piuttosto che quello successivo, che tutti gli emendamenti allo
stesso legati verrebbero meno.
Dico che questa non è un'operazione di opposizione strumentale, ma
è di opposizione costruttiva perché, in molti casi, accanto
all'emendamento che sopprime l'articolo, c'è subito dopo
l'emendamento che sostituisce l'articolo.
Anche in questo caso, qualora dovesse passare l'emendamento
sostitutivo, verrebbero meno tutti gli emendamenti che seguono.
Se il Governo, prima di entrare nel merito, perché è chiaro che se
un articolo viene soppresso o sostituito, cadono qualcosa come
settanta, ottanta emendamenti per ogni articolo e sono emendamenti
dell'opposizione legati al fatto che il primo emendamento vada a
buon fine e cioè quello che sopprime l'articolo, o che il secondo
emendamento, ossia quello che sostituisce l'articolo, vada a buon
fine.
Quindi, non vi è nulla di strumentale. Credo che per potere
operare correttamente, qualora il Governo lo ritenesse, potrebbe
essere anche necessario un momento di approfondimento del Governo,
insieme agli Assessori presenti o del Governo con gli Uffici, per
dirci quali emendamenti soppressivi sono, eventualmente,
finalizzati a buon fine o quali emendamenti sostitutivi possono
trovare accoglimento da parte del Governo.
Credo che il lavoro di tutti e, quindi, anche il lavoro dei
parlamentari dell'opposizione, che hanno sempre dichiarato e
vogliono che questa legge vada in porto, ne verrebbe molto
facilitato.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, credo, a fronte
delle osservazioni che sono state fatte, di dovere precisare che
questa legge, così come è stato detto ieri negli interventi fatti
nell'ambito della discussione generale, sia una legge che si pone
in maniera organica e che si pone e si propone di novellare la
procedura amministrativa che, peraltro, nel nostro ordinamento è
regolata dalla legge 10 del 1991, una legge vecchia di venti anni.
Si è ritenuto di fare una norma che avesse una sua organicità, che
regolasse la procedura amministrativa nella sua completezza e,
ovviamente, ogni apporto che verrà dalla discussione dell'Aula non
potrà essere che benvenuto se contribuirà a dare ulteriore
precisione ed ulteriore completezza ad una norma che, proprio
perché è completa, è una norma che vuole essere di lettura chiara,
una norma che consente di avere tutte le regole della procedura
amministrativa in un unico testo normativo e, quindi, di fare un
excursus completo su quelle che sono le regole del procedimento
amministrativo nell'ordinamento regionale siciliano.
Ed è infatti, peraltro, la stessa legge numero 241, legge dello
Stato, che prevede proprio all'articolo 29, al secondo comma, che
le Regioni e gli enti locali nell'ambito delle rispettive
competenze regolano le materie disciplinate dalla presente legge
nel rispetto del sistema costituzionale e delle garanzie del
cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa così come
definite dai principi stabiliti dalla presente legge .
Quindi, è la norma statale che rimanda agli ordinamenti regionali
di regolare la procedura amministrativa nel rispetto dei principi
posti dalla legge statale. E questo è il lavoro che è stato fatto
in questa norma ed è stato fatto, peraltro, in raccordo con gli
organi dello Stato proprio per arrivare ad avere anche noi, Regione
siciliana, una normativa che possa essere esaurientemente completa
ed esaustiva sulla procedura amministrativa sulla quale noi,
purtroppo, fino a questo momento, siamo in ritardo nel senso che
abbiamo una legge che è di venti anni fa.
Questo è il tipo di scelta che è stata fatta nell'elaborare il
disegno di legge.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, mi spiace intervenire dopo pochi minuti dal mio
precedente intervento ma, purtroppo, non posso assolutamente
ritenermi soddisfatto dell'intervento dell'assessore Chinnici
perché le cose non stanno così.
Ho amministrato per tanti anni una città importante, come la mia,
Siracusa. Moltissime di queste norme che sono citate in questa
legge sono già da gran tempo applicate in tutta le Regione
siciliana. Non c'è alcun disegno di legge che è coordinamento di un
bel niente. E' riproposizione di norme applicate già di fatto, di
diritto, nella nostra Regione siciliana.
La legge numero 241/90 alla quale l'assessore Chinnici fa
riferimento, è stata tantissime volte modificata ed ha, attraverso
le successive modifiche ed integrazioni, già espletato la sua piena
efficace inattività già da gran tempo.
Ora, rimettere su una legge con un articolato che l'appesantisce
per ripetere norme che sono già di fatto applicate, e l'elenco è
infinito perché l'abbiamo citato articolo per articolo tutti quelli
che sono soppressi, basta andare a vedere nel libro giallo che
indica i riferimenti normativi per verificare come nelle varie
modifiche normative intervenute, fino a quelle di quest'anno e
dell'anno passato, sono già pienamente applicate.
Quindi credo, Assessore, che non sia una buona legge, anche
nell'indirizzo giurisprudenziale e mi rivolgo in questo caso non
all'assessore ma all'avvocato Armao, che sa benissimo che la
grandissima parte degli articolati che compongono questo disegno di
legge sono già legge. Perché dobbiamo appesantire un testo
approvando delle cose che già di fatto esistono?
Già ci sono tante realtà. Faccio un esempio, quelle delle
commissioni edilizie, ma sono tantissime le vicende nelle quali già
tutto l'aspetto telematico, l'aspetto del procedimento
amministrativo è assolutamente così. Quindi, insisto perché - se si
vuole portare a casa un disegno di legge che serva alla Sicilia -
si faccia un'azione di coordinamento in quanto, ribadisco, non c'è
articolo di questa legge, del quale sia stata richiesta
soppressione, che non sia già materia normata in Sicilia.
Possiamo fare una verifica, ribadisco, caso per caso e devo dire
che altri deputati, al di là dello schieramento e al di là
dell'appartenenza, che hanno avuto la fortuna o la sfortuna come me
di amministrare, ma la considero una fortuna per la propria città,
e che hanno già una esperienza amministrativa pratica, di
esperienza vissuta, non possono fare altro che confermare che una
serie di norme, che ribadisco sono citate a partire dall'articolo 2
- credo che si potesse sopprimere anche l'articolo 1, ma lo lascio
sostituendolo perché è una norma programmatica e di indirizzo -
fino all'articolo 8, fino alla Conferenza dei servizi, sono
inutili.
A partire dall'articolo 9 fino al 16 sono inutili perché già c'è.
Poi possiamo migliorare lo sportello, possiamo migliorare la
Conferenza, ma il resto sono tutti orpelli dei quali stiamo
parlando inutilmente.
Credo che sotto questo profilo il Governo, anche con gli uffici,
se accettasse un contraddittorio ed un confronto, un
approfondimento, farebbe bene per cercare di portare effettivamente
a compimento una legge che, altrimenti non si potrebbe approvare.
E' evidente che una legge così non serve ad alcuno; è un
appesantimento assolutamente inutile.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, per una mera precisazione di tipo tecnico-normativo,
l'articolo 1 della legge numero 10, a differenza dell'articolo 1
della legge numero 241 del 1990, individua l'ambito soggettivo ed
oggettivo di applicazione della legge.
In questo senso, il legislatore regionale si accinge a fare uno
sforzo di estensione soggettiva ben più ampio di quello che fa il
legislatore dello Stato poiché, nel caso in specie, l'articolo 1,
così come proposto dal Governo regionale nel disegno di legge del
Governo, estende l'applicazione della legge sulla trasparenza
amministrativa anche alle società con totale o prevalente
partecipazione pubblica.
BUFARDECI. E' già così nella legge; è già così
ARMAO, assessore per l'economia. Non è così. L'estensione
dell'ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della legge
ottiene in questo modo una dilatazione che non ha pari nella
normativa nazionale.
Sotto questo profilo, si tratta di uno sforzo innovativo che è
imposto e mi permetto di richiamare le considerazioni
dell'assessore Chinnici.
Parlo ad un esponente politico di un partito che si ispira al sud,
quindi, alla capacità del sud di innovare: sarebbe stato
paradossale che il legislatore, già nel 1990, non oggi, attivasse
l'autonomia regionale e la Regione che ha maggiore autonomia in
materia, la Sicilia, decida di non legiferare e rinvii tutto alla
legge dello Stato.
Sarebbe un paradosso dell'autonomia che questo Parlamento non può
avallare.
Sono d'accordo con l'onorevole Bufardeci, autorevole giurista, sul
fatto che sia opportuno normare laddove necessario e non dove non
sia necessario.
Tuttavia, proprio all'articolo 1, laddove si delimita l'ambito
oggettivo e soggettivo di applicazione, il legislatore regionale
deve essere chiaro e puntuale. E' un contributo di chiarezza che i
cittadini e le imprese siciliane si aspettano.
Come si vedrà nel prosieguo del disegno di legge, ci sono molti
punti dove richiamiamo in toto, come ad esempio nell'informatica,
la normativa nazionale con il codice dell'amministrazione digitale,
senza alcun tipo di intervento modificativo.
Il Governo propone all'Assemblea un intervento legislativo
chirurgico che interviene laddove necessario e non laddove si
sovrappone la legislazione regionale con quella dello Stato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo
favorevolmente il fatto che finalmente, in quest'Aula, dopo oltre
due mesi, durante i quali abbiamo dovuto gestire spesso discussioni
che non avevano alcun contenuto di interesse per i siciliani, nel
senso che non ci sono state finora leggi da discutere che potessero
incidere sull'andamento della vita dei nostri corregionali o
sull'andamento delle pubbliche amministrazioni o comunque in grado
di poter dare una sferzata all'andamento della nostra economia, si
cominci finalmente a discutere da qualche giorno di una legge
importante.
Al di là delle schermaglie che è normale che ci siano perché sono
figlie di un travaglio che è durato alcuni mesi prima di poter
approdare ad avere un documento importante su cui discutere, vorrei
invitare tutti a cogliere questa grande opportunità che abbiamo
davanti a noi per intervenire finalmente e, lo voglio sottolineare,
e cercare di esitare uno strumento di legge che cerchi di eliminare
tutte quelle storture, e sono tante, che vanno poi a colpire
l'azione amministrativa a tutti i livelli della nostra Isola. Non
possiamo, infatti, lamentarci del fatto che le attività
amministrative dei comuni, delle province, della stessa Regione,
dei vari uffici, a tutto siano improntate tranne che a criteri di
trasparenza, di obiettività, di celerità, nella gestione dei
compiti che vengono loro affidati dalla legge. Sappiamo bene,
invece, che siamo in presenza di ostacoli continui che vengono
frapposti ad ogni tipo di innovazione, di investimento, di nuova
attività che potrebbe essere intrapresa in questa Isola.
Approfittiamo, quindi, di questo strumento di legge, al di là
delle schermaglie per cercare di fare una legge vera, quando da più
parti si fa sottolineare che magari siamo in presenza di una
duplicazione; invito il Governo a non irrigidirsi nella difesa
critica del testo presentato. Se ci sono degli emendamenti
migliorativi, il Governo accetti i suggerimenti che vengono
forniti, ne fornisca altri, ne prepari altri ma raggiungiamo
l'obiettivo e, se dobbiamo perdere uno o due giorni in più per
arrivare alla fine all'approvazione di questo strumento,
facciamolo, prendiamoci anche tre giorni in più. Il problema qui
non è esitare velocemente un provvedimento tanto per esitarlo, come
spesso è avvenuto quando si approva una legge per poter dire che
si è fatta una legge e poi ci si accorge che non è cambiato nulla
o, peggio, come è accaduto in questi tre anni di leggi
strombazzate, di riforme annunciate che non solo non hanno risolto
i problemi che si prefiggevano di risolvere ma che addirittura, in
molti casi, li hanno complicati.
Allora, vorrei invitare tutti ad approfittare di questa occasione.
Lavoriamo e prendiamoci il tempo necessario ma questo disegno di
legge, per il titolo che porta sulla semplificazione amministrativa
è tale, è contenitore tale da potere accogliere tutti quei
suggerimenti che possono finalmente e veramente, una volta per
tutte, dare una spinta per far ripartire questa nostra macchina
che, come tutti sappiamo, è ferma perché è ferma a livello
autorizzativo degli enti locali, è ferma a livello regionale, è
ferma nelle partecipate, è ferma negli istituti sottoposti a
vigilanza e tutela.
E' inutile che ci prendiamo in giro.
Invito, quindi, ancora una volta, il Governo a non irrigidirsi, ad
accettare - se ci sono - dei propositi di miglioramento del disegno
di legge, degli aiuti o delle proposte per migliorarlo e invito il
Governo, se, nel frattempo, ha delle idee da portare avanti, a
farlo perché l'Aula sarà, secondo me, ben disposta a migliorare
questo testo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che gli
interventi dei colleghi effettivamente meritino un attimo di
riflessione da parte del Governo, perché non penso che in questo
momento si stia o si voglia dare la sensazione di prolungare un
procedimento in corso.
Paradossalmente, i colleghi che mi hanno preceduto vogliono
semplificare le semplificazioni, cioè si vuole semplificare la
norma che semplifica le procedure in corso.
Inviterei, quindi, l'assessore Chinnici a fare una riflessione
sull'argomento perché, se effettivamente quanto si è detto ormai è
chiaro, bene o male alcuni di questi princìpi di fatto o si
sintetizzano con un recepimento chiaro e secco della normativa
nazionale o altrimenti è fuori luogo ricopiare la normativa
nazionale - se così si vuole dire o si vuole capire - e, in pratica
- riscriverla nella normativa regionale. Invito pertanto il Governo
a riflettere se sia opportuno, in generale, che questa norma sia
dinamica o statica.
Quando dico questo, Assessore, è un passaggio delicato perché,
così come è formulata la norma, è certamente una norma statica. Ciò
vuol dire che qualunque futura modifica a livello nazionale che la
Regione non intenda o intenda modificare, se si formalizza meglio
l'articolato verrebbe automaticamente recepita in Sicilia. Lo dico
perché molte volte ci fossilizziamo, con tutto il rispetto verso
chi formalizza le norme o verso chi le scrive, gli uffici o chi per
essi, che poi si innamorano di questa nostra autonomia su tanti
temi.
Ritengo che, invece, su temi come questo relativo alla procedura
di semplificazione della amministrazione, effettivamente, se
normiano qualcosa in più dello Stato è giusto che la citiamo; ma se
vogliamo adeguarci e rendere la norma dinamica, valutiamo
l'opportunità di scrivere tutte queste grandi cose perché ci
complichiamo la vita.
E', quindi, solo una semplificazione nel dettato; ma, poi, diventa
una complicazione perché, di fatto, il problema non lo risolviamo
per niente.
Assessore, una riflessione va fatta da parte dei colleghi; per la
mia parte, le riflessioni non vogliono essere ostruzionistiche,
anzi addirittura semplificano il lavoro normativo visto che, in
effetti, stiamo dicendo che se non si scrivono alcuni dei primi
articoli o se li si vuole formalizzare in un unico articolo, forse
si renderebbe tutto più semplice.
Paradossalmente, ci troviamo nel caso in cui noi vogliamo
accelerare il percorso e il Governo dice di no perché così ha
scritto. Bene, andiamo avanti così.
Poi le dirò, assessore, che sugli altri articoli, ad esempio, ho
notato delle cose molto strane.
Ogni volta che vi sono dei tempi per l'amministrazione operativa,
questi sono di 30 o di 60 giorni, e mi sembra corretto; quando a
dare risposte è il Governo, tramite il Presidente della Regione,
per emanare dei decreti o fare altro, non meno di 180 giorni.
Diciamo, quindi, alla pubblica amministrazione di dare risposte
celeri alle istanze; quando invece dobbiamo impartire le direttive,
addirittura in un articolo, non ricordo quale, diamo nove mesi. In
nove mesi, si fanno tante altre cose che sistemare un decreto;
nella norma del vivere comune, nascono i figli. Invece, da noi, il
Presidente della Regione ha nove mesi per fare un regolamento.
Valutiamo, quindi, anche la tempistica del Governo che deve essere
equilibrata rispetto alla tempistica degli enti che applicheranno
questa legge. Questo vuol essere, quindi, il mio intervento.
Attenzione, da parte mia c'è una condivisione sulla parte
generale, ma valutiamo se semplificare meglio la norma di
semplificazione.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per la
seconda volta sull'articolo 1, tra l'altro, come firmatario insieme
ai miei colleghi di un emendamento soppressivo perché tutti quelli
che hanno letto l'articolo 1 di questo disegno di legge sanno
benissimo che è un articolo inutile.
Ho apprezzato l'intervento dell'assessore Chinnici che sostiene i
princìpi generali di questa legge, però una legge che vuole
affrontare la semplificazione, quindi vuole snellire le procedure
per favorire una migliore applicazione di un articolato nei
confronti dei comuni, nei confronti dei cittadini, del mondo delle
imprese, poteva certamente essere fatta con meno articoli.
Una legge di quarantadue articoli diventa una sorta di legge
omnibus, tanto è vero che abbiamo visto che la stessa I
Commissione, nel momento in cui ha espresso il parere di competenza
su questo disegno di legge, è andata oltre le proprie prerogative.
E ho apprezzato, signor Presidente, che lei, intervenendo ad
inizio di seduta, abbia invitato i presidenti della III e della IV
Commissione a riunire le Commissioni per esprimere i pareri di
competenza su alcuni articoli, più di un articolo, di questo
disegno di legge.
Signor Presidente, sono un deputato alla prima legislatura ma mi
sono sempre reso conto che in quest'Aula sono arrivati disegni di
legge con i pareri già espressi dalle competenti Commissioni.
E' la prima volta che cominciamo a discutere un disegno di legge
senza queste prerogative dei parlamentari, i quali fanno parte
delle singole e diverse Commissioni, che non hanno potuto esprimere
compiutamente il loro pensiero e, quindi, il loro voto di merito.
Ieri sera, ho proposto di rinviare alle rispettive Commissioni di
competenza questo disegno di legge e di aggiornarci dopo qualche
giorno perché, tra l'altro, questo disegno di legge è arrivato
appena due settimane fa in Aula e sappiamo benissimo che le
competenti Commissioni non hanno potuto approfondire la materia e
vi sono numerosi emendamenti aggiuntivi, sostitutivi, soppressivi,
presentati da tutti i parlamentari, di tutti i Gruppi, perché forse
si è avuta troppa fretta nel dare il voto, da parte del Presidente
della I Commissione, su un disegno di legge che nei principi
generali condividiamo tutti. Tutti vogliamo cercare di semplificare
la vita ai nostri concittadini, ai Siciliani, non solo a loro ma a
tutte le imprese, agli enti locali che, certamente, dovranno
affrontare o, meglio, spesso sudano le sette camicie, come si suol
dire o compiono le fatiche di Ercole per raggiungere determinati
obiettivi.
Sappiamo, però, che spesso andiamo incontro alla cosiddetta mala
burocrazia nell'affrontare determinati provvedimenti e lo sforzo
del Governo e, in particolare dell'assessore Chinnici, secondo me è
andato oltre quello che poteva essere la semplificazione tout
court, nel senso che dovevamo cercare di stabilire alcuni princìpi
di competenza di questa Regione ma non andare a fare una legge
omnibus, ripeto, che tiene conto di tante cose: si passa
dall'urbanistica alle attività produttive e alle amministrazioni
locali. Vi é una serie di norme che, secondo me, non avevano
bisogno di essere interpretate perché abbastanza chiare.
Approvare una legge con 42 articoli significa appesantire
ulteriormente la nostra legislazione e, credetemi, spesso neanche i
professionisti del settore amministrativo riescono a raccapezzarsi.
Se noi, qui, vogliamo rendere un servizio alla nostra Regione ed
ai siciliani, prendiamoci uno o due giorni di tempo in modo tale
che le Commissioni di merito possano esprimere il loro parere e
così l'Assemblea, poi, possa compiutamente svolgere il proprio
ruolo di legiferare nell'interesse della Sicilia.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, credo, dagli
interventi che sento e che sento fare con la passione che ho
trovato sempre consuetamente in quest'Aula e che sono sempre
comunque tutti apprezzabili, che emerga, certamente, quello che è
l'interesse e del Governo e del Parlamento: approvare, finalmente,
mi sia consentito, veramente, una buona legge.
E' un'occasione per approvare una buona legge e per approvarla
tutti insieme nello spirito di condivisione tra Governo e Assemblea
perché, sicuramente, l'obiettivo che tutti vogliamo raggiungere è
avere un'amministrazione pubblica più snella, con delle regole
certe, con dei tempi brevi, con delle procedure ben definite, in
modo da dare trasparenza all'attività della pubblica
amministrazione e da rendere la nostra Regione più moderna, più
efficiente e più competitiva sotto tutti i profili.
Se lo spirito è questo - questo è lo spirito del Governo e questo,
certamente, è anche lo spirito dei parlamentari che trovo oggi in
Aula - da parte di questo Governo, l'intento è quello di approvare
una buona legge.
Il disegno di legge che oggi si discute è passato dai lavori della
I Commissione, che si sono protratti per mesi e che sono stati
fatti, veramente, con grande attenzione e con grande impegno.
C'è stato il contributo di tutti i parlamentari, di tutte le forze
politiche che fanno parte della I Commissione e che, peraltro, in
questa occasione ringrazio, così come ringrazio il presidente
Minardo per il contributo che è stato dato all'elaborazione del
disegno di legge.
Pur tuttavia, poiché mi pare di capire che si chiede da parte di
tutti un ulteriore approfondimento per apportare eventualmente quei
correttivi che possano rendere ancor più efficiente quella che
speriamo tutti possa essere una buona legge, allora, da parte mia e
da parte del Governo, c'è la disponibilità, ove lo si ritenga di
condividerlo, ad una sospensione, ad una breve sospensione per una
verifica in Commissione di quegli aspetti del disegno di legge che
possono suscitare talune perplessità.
Però, a fronte di questo, mi corre l'obbligo di chiedere a questo
Parlamento, poi all'esito di questa verifica - ripeto, per me
possiamo sospendere immediatamente e andare a sederci in
Commissione e lavorare - chiederò che l'Aula esamini speditamente
il testo in modo da approvare al più presto possibile quella che
nelle intenzioni vuole essere una buona legge e che, sono sicura,
con il contributo di tutti, potrà esserlo se si lavorerà con questo
spirito di collaborazione.
PRESIDENTE. Mi pare di capire che la proposta sia quella di una
sospensione dall'ordine del giorno dell'Aula della norma, senza che
ciò comporti un ritorno in Commissione; c'è una sospensione
dell'esame da parte dell'Assemblea con un confronto del Governo con
i presidenti dei Gruppi parlamentari nella I Commissione, quindi
una sospensione temporanea per qualche seduta.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo senza polemizzare sulla
proposta. Stavamo parlando dell'articolo 1 ed ho sentito con
grande attenzione, prima, l'intervento dell'assessore Chinnici ma
soprattutto, dopo, quello dell'assessore Armao.
Ciò che abbiamo evidenziato non è una non condivisione del disegno
di legge. Riteniamo che si passi da un principio di sussidiarietà
della legge 10 del 1991 ad un principio più autonomistico-
centralistico e mi fermo solo all'articolo 2. Non voglio andare
più avanti.
Leggo la norma che stiamo abrogando, appunto, per poi addivenire
ad una discussione più costruttiva dell'articolo 2, comma 2.
Le pubbliche amministrazioni , siamo all'articolo 1 ma
all'articolo 1 aggiungiamo solo l'Unione europea e poi le società a
partecipazione totale o parziale.
Siccome facciamo un discorso generale, il riferimento
dell'assessore Armao era sugli interventi oggettivi e soggettivi,
secondo me specificarli va bene, ma è lo stesso. Non è che i
princìpi non possano essere applicati agli enti sottoposti alla
vigilanza da parte della Regione; però specificarli non fa male.
Sull'articolo 2, però, le pubbliche amministrazioni determinano
MARZIANO. Non stiamo parlando dell'articolo 2, ma della proposta
del Governo che ha evidenziato
MANCUSO. Caro collega, non sto parlando dell'articolo 2 ma del
principio di sussidiarietà.
Ho fatto l'esempio dell'articolo 2, come potrei fare l'esempio
dell'articolo 8 o dell'articolo 9.
Se seguite i lavori d'Aula, magari qualche strafalcione viene
meno.
Sto parlando sugli interventi dell'assessore Armao e
dell'assessore Chinnici. Se poi dà fastidio, signor Presidente, lei
mi deve tutelare.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la prego però di tenere conto del
fatto che c è una proposta formale del Governo per cui cerchiamo di
focalizzare l'attenzione su questa proposta in maniera molto
garbata e serena.
MANCUSO. La proposta formale del Governo non spetta a me ma
spetterà al Presidente del mio Gruppo ed è quella di sederci ad un
tavolo e decidere su questi principi: quello di sussidiarietà e
quello che invece si vuole introdurre con queste normative.
Penso che si possa fare in Aula.
E' chiaro che non spetta a me decidere perché andare e sospendere
la seduta e sederci, ancora una volta, mentre questo Parlamento
arranca sull'attività, lo ritengo inopportuno.
Se, poi, si decide di fare un ulteriore incontro, va bene. Questo,
però, non spetta a me ma al Presidente del mio Gruppo parlamentare.
Ritengo che, per quanto mi riguarda, la legge numero 10, carica di
princìpi di sussidiarietà, sia una legge per certi aspetti molto
più innovativa di quella che vorremmo introdurre.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per natura non sono
maligno, sono una persona che vede tutto con ottimismo; però sulla
proposta del Governo il diavoletto della malignità mi è sorto
subito. Vorrei che il Governo specificasse la sua proposta. Perché?
Se la proposta è quella di mantenere incardinato il disegno di
legge e procedere alle dovute e pure immediate necessità di
approfondimento rinviando di 24 ore, di sei giorni, di un'ora il
dibattito in Aula, lo trovo prezioso ed utile.
Se, invece - così come qualche battuta di qualche collega di
maggioranza - la proposta presuppone che congeliamo il dibattito e
passiamo oltre, magari con prelievi di altri disegni di legge, sin
da adesso, protesto fortemente e chiedo all'assessore Chinnici alla
quale riconosco correttezza, lealtà istituzionale, collaborazione
con l'Aula, oltre che con la Commissione, di non prestarsi a
trappoloni' perché le reazioni che il mio Gruppo - ed io
personalmente - avremmo, in questo caso, non potrebbero essere
serene ma sarebbero forti, nell'ambito della civiltà dei rapporti
d'Aula e denunceremmo fortemente ciò che qualcuno ha in testa di
applicare in quest'Aula: accantonare questo disegno di legge che
serve alla Sicilia per porre in essere prelievi di disegni di legge
che alla Sicilia non servono.
Inviterei l'assessore Chinnici a specificare meglio la sua
intenzione perché se la sua intenzione è - e, quindi, quella della
Presidenza - di approfondire questo disegno di legge ma lasciarlo
incardinato, in vita, per i lavori d'Aula, siamo perfettamente
d'accordo.
In caso contrario, d'accordo non ci siamo per niente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che mi
fa specie che un collega come l'onorevole Maira, collega
d'esperienza parlamentare, chieda al Governo di conoscere i suoi
atti ed i suoi movimenti in Aula, sulla base di una considerazione
che ha fatto il Governo, alla luce del dibattito fin qui
intervenuto.
C'è un disegno di legge che stavamo cominciando a discutere. Sono
stati posti rilievi di natura costituzionale, di applicabilità o
meno di norme nazionali già vigenti o meno nel nostro ordinamento.
Correttamente, il Governo chiede, alla luce del confronto fin qui
sviluppatosi, di fermarsi un attimo, fare una verifica in una sede
più tecnico-politica quale è la Commissione e, nell'arco di pochi
giorni, vedere di dirimere eventuali questioni aperte sulla natura
dei problemi posti e riportare il testo in Aula. Questa è la
procedura che abbiamo
CORDARO. Cosa vuol dire pochi giorni?
CRACOLICI. Credo che la Commissione si riunirà domani, martedì,
non lo so, dipende dalla Commissione, dai presidenti dei Gruppi
parlamentari, da tutti. Che poi il collega Maira adombri scenari,
reazioni dure, ma su che cosa?
Se si sospende questo punto all'ordine del giorno, c'è un ordine
del giorno dell'Aula che è stato definito dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, nella maniera in cui è stato
definito e che - voglio ribadirlo al collega Maira perché qui c'è
sia un momento del confronto politico, che un momento della serietà
della persona - siccome sono stato proponente di un'ipotesi che poi
la Presidenza ha accolto nel senso che si fa l'ordine del giorno,
ma la legge elettorale si potrà discutere eventualmente a partire
da martedì, come io dicevo, mentre la Presidenza ha proposto
mercoledì, ebbene, siamo arrivati senza colpo ferire, siamo oggi a
mercoledì, non stiamo violando alcuna procedura che, prima la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e poi l'Aula
hanno definito; nel momento in cui il provvedimento sulla
semplificazione si sospenderà per rientrare la prossima settimana,
si procederà con l'ordine del giorno, con l'iter previsto, cioé si
farà la discussione, si daranno i tempi per la presentazione degli
emendamenti, seguendo le procedure che fin qui abbiamo sviluppato e
che poi ci consentiranno di confrontarci nel merito come abbiamo
fatto.
Quindi, non chiedo al Governo di fare cose che non sono
nell'eventuale disponibilità di quest'ultimo perché l'ordine del
giorno è dell'Aula e non del Governo.
Il Governo lo propone; poi, una volta approvato, è del Parlamento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
sono d'accordo con l'onorevole Cracolici quando afferma che il
calendario dei lavori d'Aula non spetta al Governo, ma al
Parlamento. Su questo siamo non soltanto perfettamente consapevoli
ma rivendichiamo il diritto e le prerogative del Parlamento di
stabilire il calendario dei lavori d'Aula.
E' chiaro, però, che questo calendario deve rispondere ad esigenze
di carattere parlamentare e non certamente a scorciatoie di
carattere politico. Lo ha detto, col suo solito garbo il presidente
Maira, io lo dico in maniera molto più franca: non è un mistero che
il Partito Democratico voglia tentare in tutti i modi, anche
venendo meno ad affermazioni fatte in precedenza in quest'Aula e
non soltanto, di arrivare, prima dell'indizione dei comizi per le
prossime elezioni amministrative, alla modifica della legge
elettorale. E lo hanno fatto in maniera, certamente, non riservata;
ne hanno fatto un motivo di impegno politico e di strategia di
gruppo parlamentare, tentando in più occasioni, rivedendo e
contraddicendosi con le affermazioni precedenti, di volere portare
avanti il disegno di legge sulla riforma delle norme elettorali
amministrative in Sicilia, pur sapendo che è una norma che
interessa soltanto una parte, una norma che non interessa i
siciliani e sono convinto che, in questo momento, chi ha
manifestato questa mattina occupando i locali dell'Assessorato al
lavoro, chi ha rivendicato oggi per il settore delle
telecomunicazioni la garanzia di un posto definitivo davanti il
palazzo del Presidente della Regione, chi ha manifestato ieri come
i pescatori siciliani che hanno rivendicato la priorità delle norme
per garantire il livello occupazionale, la salvaguardia di interi
comparti produttivi in crisi, a queste persone non interessa
certamente la legge elettorale.
Lo dirà sicuramente il presidente Leontini ma, per quanto mi
riguarda, sono pronto a condividere un rinvio purché il rinvio sia
successivamente seguito dalla sospensione dei lavori dell'Aula fino
a quando dalla Commissione torni in Aula il disegno di legge che
oggi stiamo esaminando.
Ma se qualcuno vuole utilizzare una giusta e condivisibile
esigenza del Governo, di chiedere un approfondimento per poi fare
scorrere il calendario dei lavori e, quindi, impantanare il disegno
di legge in Commissione per consentire di affrontare la legge
elettorale, noi non ci stiamo.
Se vogliamo approfondire il disegno di legge facciamolo;
l'onorevole Presidente dell'Assemblea accetti e condivida la
richiesta di sospendere il calendario dei lavori, cioè non si
faccia Aula fino a quando il disegno di legge non torni dalla
Commissione. Altrimenti, possiamo continuare oggi, ci possiamo
riunire in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
possiamo convocare le Commissioni di merito e continuare. Ma il
calendario dei lavori non può essere ad uso e consumo di una parte
politica. Il gioco è stato scoperto e noi non ci stiamo.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già il nostro
capogruppo si è espresso chiaramente ma penso che sia una volontà
dell'Aula quella di fare questa legge. La semplificazione
burocratica per noi di Forza del Sud è un principio assoluto. Per
noi è la prima legge che va fatta ma poiché è una legge che
riteniamo assolutamente indispensabile per le sorti del futuro
della nostra Isola, vogliamo fare una legge che sia davvero una
buona legge, la legge che serve alle esigenze della nostra Isola.
Mi pare che il testo, così genericamente proposto, non si rifaccia
a questi princìpi ed a questo ragionamento. Molte norme già sono
attuate, non c'è davvero quella semplificazione e quello
snellimento che oggi serve, per esempio, alle imprese siciliane.
Oggi la burocrazia fa fallire l'impresa, fa fallire il cittadino.
Non possiamo soltanto, per dire che dobbiamo fare per forza questa
legge, fare una legge che poi, sul piano concreto, non riesce a
risolvere le problematiche di chi, purtroppo, è costretto a tanti
sacrifici per sbarcare il lunario.
Siccome noi la legge la vogliamo fare per davvero, poiché il
presidente Cracolici ha detto chiaramente che i lavori d'Aula li
stabilisce il Parlamento e non il Governo, io mi permetto di fare
la mia riflessione che è quella vera: oggi c'è un Parlamento che
non vuole la legge elettorale; è inutile che giriamo attorno al
problema, la legge elettorale non è assolutamente una priorità, è
una richiesta del Partito Democratico ma non serve certamente - lo
diceva il collega Caputo poc'anzi - né alla pesca, né
all'agricoltura, non serve ai disoccupati, non serve agli
artigiani, non serve agli imprenditori edili, è una legge che serve
al PD.
Non so fino a che punto servirà al PD perché non basta cambiare
una legge per vincere eventualmente le elezioni, anche cambiando
una legge potreste perdere le elezioni; le elezioni si vincono con
tutt'altro ragionamento, con altre motivazioni, cercando di
conoscere realmente le esigenze del nostro territorio.
Per evitare equivoci, personalmente la penso come l'onorevole
Maira: che dal Presidente del Gruppo parlamentare del PD venga
fatta una dichiarazione chiara che, ad oggi, la legge elettorale
non è assolutamente una priorità. Allora, siccome ricordo a tutti
che entro fine mese scadrà l'esercizio provvisorio, dobbiamo
parlare di ciò che serve realmente e cioè finanziaria e bilancio e
siccome, ad oggi, in Commissione non è arrivato assolutamente
nulla, si rischia di andare al mese di aprile. Il tempo per
trattare e fare davvero un'ottima legge, per quanto riguarda la
semplificazione e la trasparenza burocratica, c'è tutto.
Se ci sono persone per bene e nessuno vuole fare il furbetto di
turno perché non serve a nessuno, non serve alla Sicilia e neanche
il PD o la coalizione che sta governando ci riuscirà, che venga
chiarito esattamente che il momento di approfondimento deve
esserci.
Per noi, assolutamente, l'apertura che fa il Governo è accettata
perché è quello che chiediamo, ma che non diventi strumento per
cercare di creare confusione o inversione ai lavori d'Aula perché
non lo permetteremo e non si farà.
Oggi il percorso è chiaro: noi abbiamo il tempo solo per fare il
disegno di legge sulla semplificazione burocratica per poi passare
alla finanziaria e al bilancio. Che ciò venga detto chiaramente e
troverete la disponibilità di tutta l'opposizione perché questo,
sì, significherebbe lavorare nell'interesse della Sicilia e dei
siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la proposta del Governo è una
proposta formale. Sulla eventualità della sospensione della
discussione di questa norma, come voi sapete, si possono esprimere
un deputato a favore ed uno contro e, comunque, va votata.
Nell'ipotesi in cui la sospensione passasse - cosa che mi pare
facile immaginare, visti i numeri in Aula - la sospensione sarebbe
non un rinvio formale in Commissione, ma la sospensione della
trattazione in Aula, quindi, la legge tornerebbe in Aula martedì
prossimo.
E' chiaro che se l'Aula continuasse i lavori stasera, domani, così
come auspico, si andrebbe a trattare automaticamente il disegno di
legge in materia elettorale, in quanto l'Aula non dovrebbe neanche
votare perché vi sarebbe uno scorrimento dell'ordine del giorno
puro e semplice.
SCILLA. Sono contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, lei può anche essere contrario.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso con
la maggioranza dei due terzi, rispetto a questo non c'è una
decisione ulteriore.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo e spero di
potere ancora avere, per il futuro, una grande considerazione dei
colleghi del PD, ieri DS e mi viene molto difficile coniugare
questa considerazione con le dichiarazioni, i tentativi, anche
spesso superficiali, per cercare di portare avanti una strategia,
costi quel che costi, contro chiunque, contro gli interessi di
tutti, contro il buon andamento della Pubblica amministrazione ma,
soprattutto, contro il Governo.
Siamo in presenza di un esponente del Governo, l'assessore
Chinnici, che è stata una prima volta già umiliata, in questo
Parlamento, dall'atteggiamento di una parte politica preponderante
per tentare, ancora una volta, di assoggettare quella che è una
voglia
CRACOLICI. Lei è il Vicepresidente di questa Assemblea
FORMICA. una voglia di anteporre l'interesse generale
all'interesse spicciolo.
Allora, il Governo non ha chiesto in Aula - ho ascoltato bene
l'intervento dell'assessore Chinnici, che ho condiviso -, perché
l'assessore Chinnici, giustamente, ha detto che la legge è molto
importante. Siamo disponibili anche ad accogliere eventuali
aggiustamenti e suggerimenti e, se è il caso, a sospendere i
lavori . Ha detto esattamente questo.
Siccome, già una volta, questa legge è stata sospesa
inopinatamente e senza motivo, anzi con un motivo che di nobiltà
non aveva nulla a sostegno, noi siamo in Aula e ci sono gli
emendamenti proposti dai vari Gruppi parlamentari. Passiamo a
ragionare e a votare sugli emendamenti in Aula. Stiamo trattando la
legge, non il tentativo
CRACOLICI. Lei è il Vicepresidente di questa Assemblea. Lei aveva
proposto che mercoledì la legge elettorale sarebbe andata in Aula
FORMICA. Onorevole Cracolici, lei sa bene che non mi zittisce
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'onorevole Formica, così come
l'onorevole Oddo, sono Presidenti dell'Assemblea regionale
siciliana quando seggono su questo tavolo, quando parlano da là
sono deputati come lei. Questo ricordiamocelo sempre. Quando
presiedono, ovviamente, hanno un altro atteggiamento.
FORMICA. Onorevole Cracolici, sto chiedendo soltanto di non
umiliare il Parlamento e di seguire i lavori d'Aula. Andiamo ad
esaminare gli emendamenti presentati a modifica della norma. Non
tentiamo scorciatoie che ci coprirebbero di ridicolo davanti a chi
ci guarda senza che alcuno si possa salvare e senza che si possa
tentare, ancora una volta con le forzature, di coprire
eventualmente errori nella collocazione o nella gestione politica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la proposta del Governo è formale.
Sulla proposta possono intervenire un deputato a favore e uno
contro.
La proposta del Governo è di sospendere la trattazione di questo
punto all'ordine del giorno che verrà riscritto a partire da
martedì prossimo.
CORDARO. Perché non a partire da domani?
PRESIDENTE. Da martedì prossimo mi sembra un termine congruo per
poter esaminare un disegno di legge così travagliato.
C'è una proposta formale del Governo. La proposta del Governo la
completo indicando la data nella quale la legge tornerà in Aula,
cioè martedì prossimo.
C'è la possibilità di tenere seduta domani. Ovviamente, l'oggetto
dell'ordine del giorno della seduta di domani - lo ribadisco - è
automatico che sia la legge elettorale perché è il primo punto
all'ordine del giorno, non c'è bisogno neanche di prelevarlo,
peraltro, in ossequio al deliberato della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, lo vorrei ricordare. Questa è la proposta
formalizzata dal Governo.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, se l'Aula ritrova la compostezza
potrei anche provare ad intervenire.
Signor Presidente, l'assessore Chinnici, facendo riferimento ad
una serie di proposte che, direi, paradossalmente venivano
dall'opposizione, al fine di semplificare l'iter del disegno di
legge che stiamo trattando, ha dato la sua disponibilità ad
affrontare i temi che erano stati posti dall'onorevole Bufardeci,
dall'onorevole Leontini e dal sottoscritto, sospendendo, se del
caso, i lavori senza fare intendere - è stato detto con chiarezza
cristallina - che il disegno di legge dovesse formalmente tornare
in Commissione. Mi fa specie che all'onorevole Cracolici faccia
specie che l'onorevole Maira dica la verità. Evidentemente,
l'onorevole Cracolici non è abituato alla verità, è abituato alla
mistificazione. E' evidente che questa surrettizia ribaltonista
maggioranza d'Aula ha preso lo spunto, caro ribaltonista onorevole
Cracolici, per infilarsi a piedi uniti e a gamba tesa.
CRACOLICI. Onorevole Cordaro, è un disco rotto
(Proteste dai banchi di sinistra)
CORDARO. Signor Presidente, c'è qualcuno che raglia, non riesco a
parlare.
Questa maggioranza ribaltonista, guidata surrettiziamente
dall'onorevole Cracolici, è entrata a gamba tesa ed a piedi uniti
sul ragionamento serio e di grande onestà intellettuale
dell'assessore Chinnici ed ha cercato di fare entrare, in maniera
ancora una volta strumentale e surrettizia, un percorso d'Aula che
era stato delineato con chiarezza.
Signor Presidente, ed è questo l'intervento sull'ordine dei
lavori, siccome era stato richiesto, in maniera assolutamente
chiara, di accertare se i primi sette, otto articoli e cioè quelli
che arrivavano alla Conferenza dei servizi, così come era stato
precisato dall'onorevole Bufardeci, signor Presidente, questo era
stato richiesto, era stato richiesto di accertare se vi era già una
normativa esistente oppure no.
Ma quale rinvio a martedì Da dove è uscito Nessuno lo ha
richiesto. Non risulta da alcuna parte.
Signor Presidente, l'onorevole Bufardeci ha fatto un riferimento
preciso che è stato raccolto tanto dall'onorevole Leontini quanto
da me: ci sono degli articoli che esistono già nelle fonti
normative primarie. Sarebbe ultroneo riportarle perché non dobbiamo
fare un testo di legge di complicazione ma di semplificazione.
Cosa fa la maggioranza ribaltonista, surrettizia, scomposta?
Coglie l'occasione di un intervento onesto, serio dell'assessore
Chinnici per introdurre il dibattito sulla legge elettorale, quella
legge elettorale senza la quale i siciliani, stasera, domani e
dopodomani, non potranno calare la pasta, caro onorevole Cracolici.
Noi continuiamo a chiederle, signor Presidente, proprio in ragione
della richiesta dell'assessore Chinnici, di sospendere i lavori ad
horas perché gli uffici - e ci sono, infatti, nell'altra stanza dei
prestigiosi funzionari e dirigenti regionali - possano, insieme al
Governo ed insieme ai rappresentati di questa scomposta
maggioranza, dirci se dall'articolo 1 all'articolo 8, perché questa
era la richiesta, ci sia una ripetizione e quindi una duplicazione
normativa oppure no.
Dopodiché non c'è ragione di andare a martedì. Noi siamo pronti da
stasera o al massimo da domani a ritornare a lavorare su questa
legge.
Ogni altro tentativo sarebbe inaccettabile e rivolgo preghiera al
Presidente, affinché lo intercetti, per fare in modo che
quest'Aula, in un momento così delicato, possa riacquisire quella
serenità che qualcuno sta facendo in modo di far venir meno.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la proposta di martedì era una
proposta che veniva dalla Presidenza sulla base delle
argomentazioni rispetto alla complessità dell'articolato.
L'Assessore ha chiesto la sospensione. Io mi ero permesso di
proporre martedì, ma per me si può tornare anche domani pomeriggio
se il Governo, insieme alla Commissione e ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riterranno che domani mattina si possa fare questo
ragionamento.
Presidenza del presidente Cascio
Sulla proposta di sospensione del disegno di legge numeri 520-144
bis/A
BUFARDECI. Chiedo di parlare sulla proposta del Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola e mi rivolgo, in modo particolare al Governo, all'assessore
Chinnici che so, assolutamente animata da tutta la buona volontà di
portare a casa una norma che serva ai siciliani, ne sono certo,
questo è fuori discussione.
Però, vorrei che l'Aula valutasse una cosa: tutti vogliamo questa
legge, però, senza bisogno che così qualche malignetto' possa
pensare che attraverso il miglioramento della legge si tenti
surrettiziamente di anticipare l'eventuale discussione sul disegno
di legge elettorale, vorrei fare un'osservazione semplicissima e mi
piacerebbe che l'Aula fosse magari più attenta di quanto non lo sia
in questo momento.
Mi rivolgo e ribadisco, innanzitutto, al Governo: questo
articolato si potrebbe comporre, a mio avviso di soli quattro
articoli. Se il Governo, effettivamente la maggioranza, avesse a
cuore questa legge e poi volesse eventualmente trattare, esitato
questo disegno di legge, l'eventuale riforma della legge
elettorale, avrebbe un modo semplicissimo per farlo: siccome è
indubitabile l'affermazione che poc'anzi ho sostenuto e che altri
colleghi autorevolissimi hanno richiamato, e cioè è sufficiente un
articolo 1 che sia norma programmatica di indirizzo, che
sostanzialmente recepisca la normativa nazionale e comunitaria in
termini dinamici per gli atti e per i procedimenti amministrativi,
con questo avremmo già eliminato, sostanzialmente, tutto
l'articolato; resterebbero altri tre articoli da fare eventualmente
se si volesse cercare, in effetti, di semplificare e migliorare.
Quello della SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività,
nella quale ci siamo permessi di sottoporre a questa Aula un
emendamento nel quale, in termini di autocertificazione, il
privato, attraverso anche l'esperienza di professionisti esterni,
già dà certificazione dell'attività con la conseguenza, nel caso in
cui questa dichiarazione autocertificata non rispondesse al vero,
quindi con conseguenze anche sul piano della responsabilità di chi
emana questa eventuale documentazione, la Conferenza dei servizi e
la SUAP, lo sportello unico. Questa è la legge.
Siccome tutto il resto, ribadisco, nel momento in cui applichiamo
un articolo di mero recepimento dinamico della norma statale e
comunitaria, è già normato, al Governo ed a questa Aula basterebbe
pochissimo tempo; in astratto potrebbe essere sufficiente anche
questa stessa seduta d'Aula perché basterebbe accogliere
l'emendamento sostitutivo o accettare la soppressione di articolati
che, ribadisco, sono inutili, di appesantimento alla norma, per
andare avanti.
Il volere sostenere ancora - ribadisco - che c'è questa necessità
mi fa fare una domanda, signor Presidente, e mi rivolgo ancora una
volta all'assessore Chinnici; chiedo un attimo di attenzione,
chiedo ai deputati dell'opposizione e chiedo al Governo: mi
fornisca il Governo un solo esempio nell'articolato esistente in
cui c'é un'effettiva accelerazione del procedimento amministrativo
rispetto alla norma nazionale che già è prevista. Mi dica in quale
articolato, al quale stiamo facendo riferimento, il portato di
questa legge è migliore in termini di accelerazione, in termini di
procedimento, in termini di tempo, in termini di tutto, rispetto al
testo che noi, invece, diciamo che già esiste a livello nazionale.
Mi si faccia un esempio e mi si dica no, sai, se noi approviamo
l'articolo 2 effettivamente rispetto alla 241, così come è
modificata, abbiamo accelerato di un minuto . E allora io dirò:
effettivamente è vero, noi stiamo normando in maniera talmente
virtuosa che stiamo migliorando anche la norma nazionale o la norma
comunitaria di riferimento e per l'atto e per il procedimento .
Siccome, a mio modo di vedere, per quella che è stata l'attenzione
che ho prestato a questo disegno di legge, non ho trovato un solo
articolo in cui, di fatto, ci sia maggiore semplificazione,
maggiore accelerazione, maggiore trasparenza rispetto alla norma
nazionale e comunitaria che dobbiamo applicare e che applichiamo
dinamicamente così la finiamo di poter pensare che ci sia una
Italia che finisce a Reggio Calabria e un'Italia, che è la nostra
Sicilia, al passo ed a rilento rispetto ai cambiamenti
amministrativi che occorrono.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, lei è a favore o contro la
proposta del Governo?
BUFARDECI. Sono perché si prosegua l'esame del disegno di legge,
articolo per articolo, ci vuole soltanto un poco di buona volontà
per esaminarlo, teoricamente anche in una sola seduta, ed ho fatto
una domanda che non è pretestuosa, è una domanda - anche dal punto
di vista tecnico - alla quale invito a dare risposta ai deputati
della maggioranza ed al Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare a favore della proposta del Governo.
MANCUSO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per richiamo al
Regolamento sulla proposta del Governo. Quando devo parlare?
PRESIDENTE. Assessore, secondo lei sarebbe ragionevole tornare
domani in Aula con questo disegno di legge? Ci riuscireste?
LEONTINI. Signor Presidente, mezz'ora fa ho chiesto di parlare per
richiamo al Regolamento. Quando potrò parlare?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale.
SPEZIALE. Signor Presidente, normalmente non partecipo molto
intensamente ai lavori d'Aula, però stasera ho assistito agli
interventi fatti dai colleghi Leontini e Bufardeci che hanno posto
delle questioni, secondo me anche fondate, circa l'impianto
normativo che è proposto all'esame dell'Aula.
Il collega Bufardeci, in particolare, con l'onestà che lo
contraddistingue, ha posto l'esigenza di un approfondimento del
testo.
Sulla base di queste argomentazioni il Governo ha chiesto di
procedere alla sospensione dei lavori sul testo e di rimandarlo in
Commissione sulla base di quanto previsto dal Regolamento interno.
Il Presidente dell'Assemblea, immagino, dopo una breve
consultazione con i presidenti dei Gruppi parlamentari, ha detto
che il testo ritorna
MAIRA. Ma quale consultazione
SPEZIALE. Io penso che il Presidente dell'Assemblea svolga bene il
proprio compito Penso che lo svolga bene e non penso che abbia
tirato fuori la data di martedì, così L'ha tirata fuori perché ha
avviato la consultazione, ovviamente in modo preferenziale con i
Gruppi di maggioranza, dopodiché è scattata un'impropria corsa alla
richiesta di interventi, uno dopo l'altro, signor Presidente, con i
quali si vuole affermare un principio che in quest'Aula non c'è: il
diritto di una minoranza di porre veti circa i lavori d'Aula
Questo diritto nel Regolamento interno non c'è C'è il diritto di
una minoranza di votare contro una proposta, di farla diventare
maggioranza, di sostenerla, ma non c'è il diritto di impedire il
prosieguo naturale dei lavori parlamentari.
Io mi sono domandato, e domando al Parlamento, con molta onestà:
se dopo la sospensione anziché essere all'esame dell'Aula il testo
riguardare il disegno di legge elettorale ci fosse stato qualsiasi
altro testo avremmo avuto la stessa reazione?
La verità è che si vuole impedire al Parlamento di esaminare un
testo che la maggioranza ha proposto e lo si vuole evitare
attraverso tutta una serie di argomentazioni che non possono
albergare in questo Parlamento. Non possono stare in questo
Parlamento.
Per cui, signor Presidente, siccome il Regolamento interno prevede
espressamente che sulla proposta del Governo parli uno a favore ed
uno contro, ovviamente io sono a favore, le chiederei, dopo il mio
intervento, di procedere, così come prevede il Regolamento interno,
al voto d'Aula e successivamente, così come lei stesso ha
dichiarato, ad esaminare il testo del disegno di legge elettorale,
perché i colleghi devono sapere che c'è una regola che vale per
tutti i parlamentari e cioè quella che nessuno può pensare che di
fronte ad una sospensione ciò debba produrre la paralisi dell'Aula.
L'Aula continua regolarmente i propri lavori. Siccome, signor
Presidente, il disegno di legge elettorale è iscritto all'ordine
del giorno, concordato nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, si proceda stasera, non capisco perché domani, alla
discussione generale del disegno di legge sulla legge elettorale.
Non mi pare che questa sia una prevaricazione; la prevaricazione
sarebbe al contrario
Signor Presidente, pertanto, la invito, in modo celere, così come
è sua abitudine, a formulare il voto d'Aula. Hanno parlato uno a
favore ed uno contro. Adesso l'Aula decida
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovrei porre in votazione la
proposta del Governo, che è formale.
MANCUSO. Signor Presidente, c'è un richiamo al Regolamento
PRESIDENTE. Un richiamo al Regolamento, o lei o il capogruppo,
onorevole Mancuso
MANCUSO. C'è un richiamo al Regolamento
PRESIDENTE. Abbiamo preso il Regolamento. Onorevole Mancuso non mi
metta in difficoltà. Il richiamo al Regolamento, o lo fa il
capogruppo o lo fa lei, scegliete voi, faccia una proposta.
MANCUSO. Non è una proposta, è un richiamo al Regolamento. C'è una
violazione al Regolamento
PRESIDENTE. Il Regolamento è lo stesso, non saranno due
regolamenti diversi.
Onorevole Mancuso, avrei già dovuto mettere la proposta ai voti,
non mi metta in difficoltà.
Presidenza del presidente Cascio
Per richiamo al Regolamento
LEONTINI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, avevamo dato il nostro contributo ed
avevamo apprezzato i chiarimenti sia dell'assessore Chinnici che
dell'assessore Armao. E avevamo chiesto se, entrando nel merito
dell'esame degli emendamenti e degli articoli, si potesse suggerire
un rinvio alla normativa nazionale, ovviamente, nell'ambito del
lavoro che l'Aula parlamentare ha il dovere di svolgere.
Da parte nostra non è stata fatta alcuna richiesta né di
sospensione né di rinvio ad altre sedi.
E' bastato che l'assessore Chinnici , e chiedo ai colleghi di
essere attenti, alle ore 17.50 dicesse, signor Presidente, sto
leggendo uno stralcio del resoconto stenografico: Non c'è alcuna
formale richiesta di sospensione .
I colleghi che mi hanno preceduto hanno parlato del nulla', di
una situazione che non esiste Che è fasulla Perché l'assessore
Chinnici ha detto, signor Presidente: il disegno di legge, che
oggi si discute, è passato dai lavori della I Commissione, che si
sono protratti per mesi e che sono stati fatti, veramente, con
grande attenzione e con grande impegno. C'è stato il contributo di
tutti i parlamentari, di tutte le forze politiche che fanno parte
della I Commissione e che, per altro, in questa occasione
ringrazio, come ringrazio il presidente Minardo.
Da parte del Governo, pur tuttavia, poiché mi pare di capire che
si chiede un ulteriore approfondimento per apportare eventualmente
correttivi, c'è la disponibilità, ove si ritenga di chiederlo, ad
una breve sospensione, per una verifica in commissione di quegli
aspetti del disegno di legge che possono suscitare talune
perplessità. Però, a fronte di tutto ciò, mi corre l'obbligo di
chiederlo a questo Parlamento.
Il Parlamento non l'ha chiesto Non l'ha chiesto il Governo,
quindi, non c'è alcuna richiesta formale di sospensione. Il Governo
non l'ha chiesto E' stata messa ai voti, caro Cracolici, una
richiesta formale del Governo che non c'è, perché il Governo ha
fatto una sua proposta e ha dichiarato disponibilità ove il
Parlamento lo chiedesse.
Ha avuto ragione l'onorevole Maira ad individuare, da parte del
collega Cracolici e dei colleghi del Partito Democratico, la
volontà di strumentalizzare la dichiarazione dell'assessore
Chinnici per interrompere i lavori d'Aula.
A questo punto, signor Presidente, corre l'obbligo a quest'Aula
tutelare, perché ormai si tratta di tutela, l'assessore Chinnici
dalle continue aggressioni del capogruppo Cracolici. Perché è la
seconda volta in Aula che prende il disegno di legge e lo
accantona.
L'assessore Chinnici, forse, non comprende che se oggi dovessimo
decidere di invertire l'ordine del giorno e di passare ad un
approfondimento in Commissione di questo disegno di legge, non
faremmo né questo disegno di legge e neanche quello sulla legge
elettorale perché gli emendamenti sulla legge elettorale sono
tremila. Qualora noi dovessimo iniziare, non faremmo né l'uno né
l'altro.
Questo è un tentativo per non voler approvare la legge. La legge
se la vuole approvare, assessore Chinnici, la faccia con noi in
Aula e noi saremmo disponibili ad andare avanti in Aula con lei.
Se lei deve subire, da parte dell'onorevole Cracolici, ogni tre
giorni, il rinvio in Commissione del suo disegno di legge, come è
accaduto la prima volta e come sta accadendo questa sera, allora
dite chiaramente che non volete fare nemmeno voi questa legge e che
volete procedere alla vostra priorità numero 1, che è la legge
elettorale. In questo modo non si farà né la legge elettorale né la
legge sulla semplificazione amministrativa. Questo è chiaro perché
oggettivo, nel volume degli emendamenti che sono stati presentati,
e basta una intuitiva guardata alla quantità degli emendamenti per
capire che questo è l'andamento della vicenda.
Quindi, signor Presidente, siccome non esiste alcuna richiesta
formale, noi siamo disponibili ad andare avanti con l'Assessore e
avevamo chiesto soltanto dei chiarimenti ai nostri dubbi.
L'hanno detto gli onorevoli Bufardeci e Maira, l'ho detto io,
l'ha detto l'onorevole Cordaro, l'ha detto l'onorevole Mancuso, lo
abbiamo detto tutti. Siamo entrati nel merito dell'esame degli
articoli e degli emendamenti.
Vogliamo continuare così?
Se così è possibile, è possibile anche decidere, emendamento per
emendamento, di ritirare l'articolo e l'emendamento e di rinviare
alla norma nazionale. Se non è possibile, l'Assessore risponde di
no, mettiamo ai voti gli articoli e gli emendamenti ed andiamo
avanti.
MANCUSO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. A quale articolo del Regolamento, onorevole Mancuso,
ai sensi dell'articolo 110?
MARZIANO. E' una violenza al Parlamento
MANCUSO. Signor Presidente, non mi faccia insultare dai colleghi.
A me non sembra che l'assessore abbia chiesto l'inversione
dell'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 110 del Regolamento
interno, perché l'articolo 110 parla di questo.
Io ho sentito da parte dell'assessore una richiesta di sospensiva,
il richiamo è all'articolo 101 del Regolamento interno e se è vero,
come è vero, lo possiamo prendere dalla trascrizione, che c'è una
richiesta di sospensiva, ai sensi dell'articolo 101, e il comma 4
dell'articolo 101, considerato che stavamo parlando degli
emendamenti, non permette la sospensiva, e la richiesta
dell'assessore è una sospensiva. Nessuno ha chiesto l'inversione
dell'ordine del giorno.
Quindi, è errata la richiesta ai sensi dell'articolo 110 del
Regolamento interno.
Faccio un richiamo al Regolamento interno e chiedo al Presidente
dell'Assemblea di riunire la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari affinché si stabiliscano le regole, soprattutto quelle
della minoranza, in questo Parlamento, perché il modo di agire di
determinati colleghi per raggiungere l'obiettivo, che da dieci
giorni perseguono in questa Assemblea, sta diventando un teatrino
inaccettabile per la Sicilia.
Quindi, signor Presidente, la prego, vorrei comprendere intanto se
c'è per iscritto, come prevede il Regolamento interno, la
sospensiva richiesta dall'assessore.
Siccome la richiesta scritta non è neanche formulata, ai sensi
dell'articolo 110 nessuno ha fatto richiesta di inversione
dell'ordine del giorno, la prego di convocare immediatamente la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Sulla proposta di sospensione dell'esame del disegno di legge
numeri 520-144 bis/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di inversione
dell'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 110 del Regolamento
interno, definiamola sospensione momentanea della trattazione
dell'argomento.
MANCUSO. Chi ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno? Ho
chiesto una sospensiva.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, l'interpretazione della richiesta
del Governo l'ha data la Presidenza. Il senso è che la norma
rimanga all'ordine del giorno dell'Assemblea.
MANCUSO. E' una questione politica, lo deve dichiarare il Governo,
non lei, Presidente
(Proteste dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. Il Governo non conosce perfettamente i meccanismi
regolamentari e non deve conoscerli in quanto Assessore tecnico. Ho
interpretato, onorevole Mancuso, sotto il profilo regolamentare,
la volontà del Governo.
MANCUSO. Nessuno ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno
PRESIDENTE. L'ho chiesto io, interpretando la volontà del Governo.
La proposta è che il disegno di legge non esca dall'ordine del
giorno dell'Assemblea ma rimanga all'ordine del giorno per martedì
prossimo.
Su questa proposta ci sarà un approfondimento in Commissione, col
Governo, con i Presidenti dei Gruppi parlamentari, domani o
dopodomani.
Pongo ai voti la proposta. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Il disegno di legge, pertanto, rimane all'ordine del giorno
dell'Assemblea per martedì prossimo.
In questi giorni avverrà un confronto in Commissione fra i
presidenti dei Gruppi parlamentari, i componenti della Commissione
stessa e il Governo per verificare, approfondire ed, eventualmente,
modificare le norme oggetto di discussione oggi in Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Modifiche di norme in materia di
elezione,
composizione e decadenza degli organi comunali e provinciali»
(85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-
669/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
decadenza degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-278-296-
299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A), posto al numero
2).
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali , a
prendere posto al banco delle Commissioni.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, appare necessario, alla luce di
questa determinazione, almeno un quarto d'ora di sospensione per
consentire ai Gruppi parlamentari di riunirsi un attimo al fine di
meglio determinarsi per il proseguimento dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
Convoco immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in Sala lettura deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore 20.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito un calendario dei
lavori che, ovviamente, tiene conto della discussione fin qui
svoltasi in Aula sul disegno di legge relativo alla semplificazione
numeri 520-144/A, così articolato:
- l'Aula terrà seduta domani, giovedì 3 marzo 2011, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei seguenti disegni di legge:
1) seguito dell'esame del disegno di legge numeri 520-144 bis/A
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale»;
2) esame del disegno di legge numeri 85-213-256-278-296-299-441-
480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A «Modifiche di norme in
materia di elezione, composizione e decadenza degli organi comunali
e provinciali»;
3) seguito dell'esame del disegno di legge numeri 604-185/A «Norme
in materia di orari degli esercizi commerciali e grandi strutture
di vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n.
28».
Resta inteso che, avendo avviato un confronto in I Commissione con
il Governo e con i Capigruppo già a partire da domani mattina, alle
ore 10.00, il disegno di legge numeri 520-144/A rimane iscritto
all'ordine del giorno per un fatto formale.
Nella seduta d'Aula di domani pomeriggio, si procederà ad
incardinare il disegno di legge concernente modifiche di norme in
materia elettorale, per il quale il termine di presentazione degli
emendamenti, è fissato, a partire da domani quando si inizierà la
discussione generale, fino a martedì 8 marzo 2011, alle ore 13.00.
L'Aula terrà poi seduta martedì 8 marzo 2011, alle ore 16.00, con
il seguito dell'esame del disegno di legge numeri 520-144/A con
l'obiettivo di completarne l'iter entro mercoledì 9 marzo, in modo
che nella seduta di giovedì 10 marzo 2011 si possa iniziare l'esame
dell'articolato del disegno di legge concernente modifiche di norme
in materia elettorale, in termini che consentano di rendere tali
norme utilizzabili per le prossime elezioni amministrative.
Il completamento dell'esame del predetto disegno di legge potrebbe
richiedere una seduta d'Aula per venerdì 11 marzo 2011; questo
dipenderà dal dibattito d'Aula e da quanto decideranno i Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 3 marzo
2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il contrasto
alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo
mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione
della legislazione regionale» (520-144 bis/A) (Seguito)
2) «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
decadenza degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-
278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A)
3) «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale
22 dicembre 1999, n. 28» (604-185/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 20.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli