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Resoconto d'Aula della Seduta n. 231 di mercoledì 02 marzo 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono  effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1551

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione,  da  parte del Governo,  dell'ordine  del  giorno
  numero  370   Realizzazione di una passerella pedonale  sul  fiume
  Calcinara   nel  territorio del comune  di  Sortino  (SR)',  nella
  seduta  d'Assemblea numero 230 dell'1 marzo 2011, deve  intendersi
  superata  l'interrogazione con richiesta di risposta orale  numero
  1551, di analogo contenuto, presentata dall'onorevole Vinciullo in
  data 14 dicembre 2010.

   Così rimane stabilito.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che con nota dell'1 marzo
  2011,  pervenuta in pari data (protocollata al numero  2089/AULAPG
  del   2   marzo  successivo),  l'onorevole  Nunzio  Cappadona   ha
  dichiarato, a norma dell'articolo 23 del Regolamento interno,  che
  intende appartenere al Gruppo parlamentare Misto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
           la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
      delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
   Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
   organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
     semplificazione della legislazione regionale» (520-144 bis/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numeri   520-144  bis/A,  «Disposizioni  per  la  trasparenza,   la
  semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione  della  pubblica
  amministrazione,   l'agevolazione  delle   iniziative   economiche.
  Disposizioni  per lo sviluppo. Disposizioni per il  contrasto  alla
  corruzione  ed  alla  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.
  Disposizioni   per   il   riordino  e  la   semplificazione   della
  legislazione regionale», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali',  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Ricordo  che  in una precedente seduta era stato già approvato  il
  passaggio  all'esame degli articoli e che la discussione  generale,
  secondo prassi, è stata rinviata all'articolo 1.
   Onorevoli colleghi, in attesa dei deputati del Gruppo del  Partito
  Democratico,  impegnati in una riunione di Gruppo, do comunicazione
  delle  decisioni assunte dalla Presidenza rispetto alla trattazione
  del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa.
   Prima  di procedere all'esame dei singoli articoli del disegno  di
  legge,  al  fine di rendere più agevole e più chiaro il lavoro  che
  stiamo  per  affrontare,  comunico  che,  sulla  base  dei  criteri
  enunciati  nella  seduta  di  ieri,  la  Presidenza  ha  dichiarato
  inammissibili  gli emendamenti non ricompresi nei  fascicoli  degli
  emendamenti al testo e di quelli aggiuntivi.
   Nei  fascicoli  sono  tuttavia ricompresi alcuni  emendamenti  (in
  particolare, 2.55, 2.56, 2.57, 2.58, 2.115, 2.116, 2.117  e  2.118)
  che, ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento interno, andrebbero
  inviati  per  il  parere alla Commissione  Bilancio'.  Poiché  tale
  procedura  non può essere attivata nell'attuale fase  di  esercizio
  provvisorio, gli stessi sono dichiarati inammissibili.
   Relativamente  agli  emendamenti aggiuntivi ritenuti  ammissibili,
  quelli  numerati  a  partire  da A.31 fino  alla  fine,  presentano
  problemi  di  coordinamento  con la disciplina  vigente  o  con  le
  singole  norme del testo, senza potersi configurare né sostitutivi,
  né  semplicemente  modificativi o aggiuntivi. Tali  emendamenti,  a
  seguito dell'approvazione dell'articolato, saranno oggetto  di  una
  apposita  valutazione per verificare se gli stessi  possono  essere
  considerati assorbiti o superati, ovvero da sottoporre a votazione.
   Infine,  preciso  che le Commissioni III e IV sono  autorizzate  a
  riunirsi,  a  partire  da domani mattina e  compatibilmente  con  i
  lavori  d'Aula  e con l'iter fissato per procedere  nell'esame  del
  disegno di legge, per esprimere eventuale parere sugli articoli  di
  competenza, e in particolare la III Commissione sugli articoli  11,
  16,  17, 18 e 21; la IV Commissione sugli articoli 11, 18, 19,  20,
  21  e  39.  Tali  pareri,  che non potranno  in  ogni  caso  essere
  formulati  sottoforma  di emendamenti, laddove  trasmessi,  saranno
  comunicati all'Aula al momento dell'esame dei relativi articoli.
   Non  essendosi ancora conclusa la riunione dei deputati del Gruppo
  del PD, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 17.02)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli onorevoli:  Buzzanca
  per oggi e Donegani per le sedute di oggi e domani.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
      delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
   Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
   organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
     semplificazione della legislazione regionale» (520-144 bis/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'esame  dell'articolo
  1.  Ne do lettura:

                              «Articolo 1
       Ambito di applicazione e principi generali dell'attività
                            amministrativa

   1.  Il  comma  1 dell'articolo 1 della legge regionale  30  aprile
  1991,   numero  10  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   è
  sostituito dal seguente:
   1. L'attività amministrativa della Regione, degli enti, istituti e
  aziende   dipendenti  dalla  Regione  e/o  comunque  sottoposti   a
  controllo,  tutela  o vigilanza della medesima, degli  enti  locali
  territoriali  e/o  istituzionali  nonché  degli  enti,  istituti  e
  aziende  da  questi dipendenti o comunque sottoposti  a  controllo,
  tutela  o  vigilanza persegue i fini determinati dalla legge  ed  è
  retta  da  criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità,  di
  imparzialità  e  di trasparenza secondo le modalità previste  dalla
  presente legge, dalle altre disposizioni che disciplinano i singoli
  procedimenti  e  dai principi dell'Unione europea. Le  disposizioni
  della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale
  o  prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio  delle
  funzioni  amministrative. I soggetti privati preposti all'esercizio
  di  attività  amministrative assicurano il  rispetto  dei  predetti
  criteri e principi».

   Comunico  che  all'articolo  1 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -  dagli  onorevoli Leontini, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna,
  Caputo,  Corona, D'Asero, Falcone, Formica, Leanza Edoardo, Limoli,
  Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo: 1.1;

   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e  Incardona:
  1.3, 1.4 (identico all'1.5);

   -  dagli  onorevoli Buzzanca, Pogliese, Falcone e Vinciullo:  1.6,
  1.7, 1.11, 1.13, 1.14, 1.15, 1.12, 1.10, 1.9, 1.8, 1.17, 1.16;

   - dagli onorevoli Gucciardi, Rinaldi, Laccoto e Picciolo: 1.2.

   Si    passa    all'emendamento   1.1,   interamente    soppressivo
  dell'articolo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  quanto riteniamo che i nostri emendamenti soppressivi si rifacciano
  alla  logica  di  riferimento, all'articolo 29 della  legge  numero
  241/1990.
   Nella sostanza riteniamo che l'articolo 29 già sancisca le riserve
  alla legislazione esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117
  della Costituzione.
   Per  quanto  ci  riguarda,  molti articoli  di  questa  legge  già
  dovrebbero,  anzi, sono applicati e la Regione li ha  recepiti  con
  circolari o con altri atti amministrativi.
   Segnatamente rileggo a me stesso il 2 quinquies della legge 241/90
   Le  Regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento  e
  Bolzano  adeguano  la  propria legislazione alla  disposizione  del
  presente  articolo  secondo  i  rispettivi  Statuti  e  secondo  le
  relative norme di attuazione'.
   Rispetto   a  questo,  quando,  Presidente,  lei  avrà   modo   di
  riscontrare  un articolo di soppressione, al di là delle  polemiche
  di  questi giorni da parte dei colleghi, riteniamo che buona  parte
  di  questo  disegno  di  legge sia già applicato  nella  Regione  e
  moltissime norme non facciano riferimento a quella che deve  essere
  una vera e propria semplificazione amministrativa.
   Vorrei   segnalare  a  lei,  signor  Presidente,  e  ai   colleghi
  parlamentari  soltanto una sorpresa, per quanto  ci  riguarda,  che
  attiene l'ex articolo 26 del disegno di legge.
   In  particolare, c'era questo articolo 26 che, oggi, non si  trova
  più  nel  testo  che  rappresentava una vera e propria  rivoluzione
  nella semplificazione amministrativa, ossia la delegificazione  che
  riguardava  tutte  le  norme che, in questo momento,  vigono  nelle
  leggi della Regione.
   Rispetto  a  questo ci torneremo e riproporremo ciò  che  già  era
  scritto nell'articolo 26 del testo originario del disegno di  legge
  numero 520.
   Signor  Presidente,  insistiamo  affinché  le  norme  inutili  non
  debbano  essere  per alcun motivo reiterate in  questo  disegno  di
  legge  e  riteniamo che non ce ne sia bisogno per  l'attuazione  di
  questo articolato. In particolare, mi riferisco agli articoli dal 2
  al 21 che devono essere riformulati.
   Spero che il Governo accolga quello che è il nostro principio  che
  consiste  nel  fare una legislazione e non duplicare  provvedimenti
  amministrativi,  in  quanto  riteniamo  inutile   e   mettiamo   in
  difficoltà Dipartimenti e dirigenti che forse non ne possono più di
  norme da applicare a quello che è già un percorso burocratico molto
  complesso.
   Aggiungo,  signor Presidente, che in questo disegno di  legge  non
  abbiamo  trovato  un'armonizzazione con la rivoluzione  che  questo
  Parlamento  ha  fatto con il primo Governo Lombardo,  cioè  con  la
  legge numero 19/2008.
   Mi rifaccio alla rivoluzione dei Dipartimenti e degli Assessorati,
  in  generale,  e dove in quella legge si prevedeva una  rivoluzione
  non  solo  dei  Dipartimenti e dei direttori ma anche degli  organi
  intermedi  che dall'1 gennaio 2010 sono diventati operativi  e  che
  nel  2011  e  nel  2012  devono ancora essere  ridotti  e,  quindi,
  armonizzare  questo disegno di legge della semplificazione  con  la
  legge numero 19 del 2008 potrebbe essere anche utile.
   Per questo motivo, signor Presidente, troverà degli emendamenti  -
  ora  non  ho  visto  il blocco degli emendamenti aggiuntivi  -  che
  abbiamo proposto per armonizzare le due normative regionali.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo di
  verificare,  di  vedere,  di  esaminare  il  blocco  di  tutti  gli
  emendamenti  e, anche da un'osservazione che poc'anzi veniva  fatta
  dagli Uffici della Presidenza, credo che occorrerebbe un momento di
  coordinamento ulteriore.
   Mi  spiego:  negli interventi dei giorni scorsi ho avuto  modo  di
  dire che questa legge per la grandissima parte del suo articolato è
  superata  di  fatto, è inutile nella sostanza perché già  le  norme
  citate nella stragrande maggioranza degli articoli, possono essere,
  anzi  aggiungerei  debbono essere soppresse, perché  di  fatto  già
  pienamente vigenti ed applicabili nella nostra Regione,  in  quanto
  già previsti dalla normativa nazionale, dalla legge 241/90.
   Per  esempio,  a partire dall'articolo 1, che stiamo esaminando  e
  del quale, come abbiamo visto nel brogliaccio degli emendamenti, vi
  sono  vari articoli soppressivi sia dell'articolato che dei singoli
  commi,   ho  proposto  anche  un  articolo  sostitutivo,  che   pur
  mantenendo in piedi il concetto di direttiva, di programmazione, di
  indirizzo  della Pubblica Amministrazione in ordine all'articolato,
  prevede  anche alcuni ulteriori elementi che, chiaramente,  partono
  dal  presupposto che gli articoli di cui sto parlando, gli articoli
  2, 3, 4, 5, 6 e 7 per fare riferimento a quelli del Titolo I, siano
  soppressi  perché assolutamente ininfluenti; ribadisco,  anzi,  che
  possono soltanto ingenerare confusione.
   Quindi,  forse, un momento di raccordo e di coordinamento  sarebbe
  utile  proprio per cercare di evitare che un articolato, come credo
  quello  dell'articolo sostitutivo che abbiamo presentato,  poi  non
  venga  trattato, viceversa, credo che abbia un interesse specifico,
  che  sia  assolutamente utile perché, ribadisco, nel  mantenere  in
  vita alcune linee programmatiche, precisa anche alcuni aspetti.
   Colgo  l'occasione, signor Presidente e onorevoli colleghi,  anche
  per  fare  riferimento al fatto che la fattispecie  di  cui  stiamo
  parlando, dell'articolo 1, la troveremo riproposta anche per  altri
  momenti importanti della legge.
   Mi riferisco, per esempio, all'articolo 11, quello in cui si parla
  della  SCIA;  all'articolo  16, quello in  cui  ci  permettiamo  di
  sostituire all'articolo 16, così come viene proposto, un articolato
  più snello e che pone fine a quella conflittualità che esisteva tra
  uffici  urbanistici, commissioni edilizie e sportello,  ma  assegna
  allo  sportello la qualità e la capacità di raccordo complessivo  e
  di  gestione  di  tutte  le  attività,  proprio  per  accelerare  e
  semplificare.  La  stessa cosa può valere, ancora,  per  gli  altri
  articolati fino, per esempio, all'articolo 27.
   Con  il mio intervento, quindi, intendo sollecitare la Presidenza,
  il Governo e l'Aula, alla luce della conoscenza che oggi abbiamo di
  questi  emendamenti e, ancora oggi, non conosciamo gli  emendamenti
  aggiuntivi,  al  fine  di  avere un momento  di  coordinamento  più
  complessivo   alla  luce  degli  emendamenti  così   come   vengono
  sottoposti   alla   valutazione   dei   deputati   dei   Gruppi   e
  complessivamente dell'Aula; dico ciò per evitare che non si  faccia
  una buona legge che è tanto attesa.
   Siccome, non vorrei dare adito a qualcuno di pensare che si voglia
  strumentalizzare, che si voglia fare ostruzionismo,  che  la  legge
  non  si  voglia  fare  - noi per primi come  forza  del  Sud  siamo
  scatenati  nella  convinzione  che  la  semplificazione,   che   la
  sburocratizzazione sia una assoluta necessità per le  imprese,  per
  le  famiglie, per la nostra Regione -, credo sia opportuno anche il
  raccordo  con  l'esame che  hanno fatto gli Uffici,  che  mi  piace
  richiamare ulteriormente anche in termini di ringraziamento per  il
  lavoro  che  è stato fatto fino ad oggi, e che si possa insieme  al
  Governo  fare un momento di riflessione, diversamente si  corre  il
  rischio  di non portare a casa una buona legge e di farne  un'altra
  che crea ulteriore confusione.
   Dico  ciò  perché questo disegno di legge, così come  sta  venendo
  fuori,   per  molti  versi, rischia solo di ingenerare  confusione,
  perché  ribadisco  è  meramente ripropositivo   di  norme  che  già
  esistono e anche per quanto riguarda - lei ieri, signor Presidente,
  non  ha presieduto l'Aula -  alcuni altri articolati che sono stati
  firmati da altri colleghi, cito l'onorevole Beninati per primo, che
  riguardano,  per  esempio, materia urbanistica,  ebbene,  anche  in
  questo   caso   il   raccordo,  l'esame   complessivo   credo   sia
  assolutamente utile.
   Quindi,  mi  attenderei dalla Presidenza ed anche dal  Governo  un
  momento di verifica e di coordinamento per evitare che i lavori  in
  Aula  non  siano utili come potrebbero essere per una  legge  tanto
  attesa.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Bufardeci, anche  quando  non
  sono fisicamente in Aula sono sempre informato di ciò che accade.

   LEONTINI.  Signor Presidente, a conferma di quanto hanno  detto  i
  colleghi  Mancuso  e  Bufardeci, l'Assessore  magari  dopo  il  mio
  intervento  potrebbe specificare e chiarire così ci  aiuterebbe  ad
  individuare  quali  sono  le  motivazioni  che  stanno  alla   base
  dell'attività  legislativa che stiamo compiendo e le  necessità  di
  integrare   quella  nazionale  già  esistente,  perché   altrimenti
  potremmo  semplificare  e sveltire tutto il  lavoro  adeguandoci  a
  quella  nazionale, in quanto faccio soltanto riferimento  al  fatto
  che i princìpi generali dell'attività amministrativa, cui rinvia la
  disciplina  contenuta nell'articolo 1, sono già  normati  da  leggi
  nazionali,   ma   oltre  ai  princìpi  di  natura  generale   anche
  l'osservanza  delle norme comunitarie è inserita  nella  disciplina
  delle  norme  nazionali, così come anche le modalità di svolgimento
  ed  i  tempi  di conclusione del procedimento, così come  anche  la
  responsabilità  del  pubblico  funzionario  per   i   ritardi   non
  giustificati  o la disciplina del risarcimento del danno  ingiusto.
  Tutti  questi istituti sono già specificamente inseriti nella norma
  nazionale.
   Se  vogliamo  operare in modo da sveltire, snellire e semplificare
  rinviamo  alla  norma  nazionale, abbiamo fatto  un  buon  servizio
  all'attività parlamentare e ci saremmo adeguati ad un  sistema  già
  progredito e già contemplato nella norma nazionale.
   D'altronde,  se vogliamo colmare una lacuna e la lacuna  è  quella
  che,  in  questo  momento, distingue in negativo il nostro  sistema
  amministrativo  da  quello di altre Regioni o da quello  nazionale,
  avendo  a modello la normativa nazionale potremmo già attingere  le
  indicazioni che ci servono.
   Servirebbe  capire  se  ci  sono motivazioni  più  specifiche  che
  l'assessore  Chinnici o l'assessore Armao possono sottolineare,  in
  modo  tale da capire perché non facciamo il rinvio, anche dinamico,
  alla  normativa nazionale ed invece stiamo disciplinando,  in  modo
  più  compiuto,  specifico e con riferimento a situazioni  che  sono
  peculiari della nostra Amministrazione, questo testo.
   Se  gli assessori volessero chiarirlo, sarebbe utile per procedere
  in modo proficuo.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  condivido pienamente quanto sostenuto dai colleghi dell'opposizione
  che  mi hanno preceduto. Vorrei, però, aggiungere una notazione che
  vuole essere di metodo, oltre che di merito.
   Ieri,  correttamente, il presidente Maira ha precisato  che  in  I
  Commissione, nella quale ho l'onore di sedere insieme  allo  stesso
  onorevole  Maira, i nostri suggerimenti sono stati accolti  e  però
  dalla   valutazione  degli  emendamenti  presentati  è   possibile,
  assessore  Chinnici,  cogliere un dato che  non  è  di  opposizione
  strumentale, bensì di opposizione corretta.
   Perché?  Siccome  in molti articoli, signor Presidente,  vi  è  al
  primo  emendamento la richiesta di sopprimere l'articolo stesso,  è
  chiaro   che   desideriamo   lumi   dal   Governo   perché   questo
  significherebbe,  qualora dovesse essere  soppresso  l'articolo  x,
  piuttosto  che  quello successivo, che tutti gli  emendamenti  allo
  stesso legati verrebbero meno.
   Dico che questa non è un'operazione di opposizione strumentale, ma
  è  di  opposizione  costruttiva  perché,  in  molti  casi,  accanto
  all'emendamento   che   sopprime  l'articolo,   c'è   subito   dopo
  l'emendamento che sostituisce l'articolo.
   Anche  in  questo  caso,  qualora  dovesse  passare  l'emendamento
  sostitutivo, verrebbero meno tutti gli emendamenti che seguono.
   Se il Governo, prima di entrare nel merito, perché è chiaro che se
  un  articolo  viene  soppresso o sostituito, cadono  qualcosa  come
  settanta,  ottanta emendamenti per ogni articolo e sono emendamenti
  dell'opposizione  legati al fatto che il primo emendamento  vada  a
  buon  fine e cioè quello che sopprime l'articolo, o che il  secondo
  emendamento, ossia quello che sostituisce l'articolo, vada  a  buon
  fine.
   Quindi,  non  vi  è  nulla di strumentale. Credo  che  per  potere
  operare  correttamente, qualora il Governo lo  ritenesse,  potrebbe
  essere  anche necessario un momento di approfondimento del Governo,
  insieme  agli Assessori presenti o del Governo con gli Uffici,  per
  dirci    quali   emendamenti   soppressivi   sono,   eventualmente,
  finalizzati  a  buon  fine o quali emendamenti sostitutivi  possono
  trovare accoglimento da parte del Governo.
   Credo  che  il  lavoro  di tutti e, quindi, anche  il  lavoro  dei
  parlamentari  dell'opposizione,  che  hanno  sempre  dichiarato   e
  vogliono  che  questa  legge  vada  in  porto,  ne  verrebbe  molto
  facilitato.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli deputati, credo,  a  fronte
  delle  osservazioni che sono state fatte, di dovere  precisare  che
  questa  legge, così come è stato detto ieri negli interventi  fatti
  nell'ambito della discussione generale, sia una legge che  si  pone
  in  maniera  organica e che si pone e si propone  di  novellare  la
  procedura  amministrativa che, peraltro, nel nostro  ordinamento  è
  regolata dalla legge 10 del 1991, una legge vecchia di venti anni.
   Si è ritenuto di fare una norma che avesse una sua organicità, che
  regolasse  la  procedura amministrativa nella  sua  completezza  e,
  ovviamente, ogni apporto che verrà dalla discussione dell'Aula  non
  potrà   essere  che  benvenuto  se  contribuirà  a  dare  ulteriore
  precisione  ed  ulteriore completezza ad  una  norma  che,  proprio
  perché  è completa, è una norma che vuole essere di lettura chiara,
  una  norma  che  consente di avere tutte le regole della  procedura
  amministrativa in un unico testo normativo e, quindi,  di  fare  un
  excursus  completo  su quelle che sono le regole  del  procedimento
  amministrativo nell'ordinamento regionale siciliano.
   Ed  è  infatti, peraltro, la stessa legge numero 241, legge  dello
  Stato,  che prevede proprio all'articolo 29, al secondo comma,  che
   le   Regioni  e  gli  enti  locali  nell'ambito  delle  rispettive
  competenze  regolano le materie disciplinate dalla  presente  legge
  nel  rispetto  del  sistema costituzionale  e  delle  garanzie  del
  cittadino   nei  riguardi  dell'azione  amministrativa  così   come
  definite dai principi stabiliti dalla presente legge .
   Quindi,  è la norma statale che rimanda agli ordinamenti regionali
  di  regolare la procedura amministrativa nel rispetto dei  principi
  posti  dalla legge statale. E questo è il lavoro che è stato  fatto
  in  questa  norma ed è stato fatto, peraltro, in raccordo  con  gli
  organi dello Stato proprio per arrivare ad avere anche noi, Regione
  siciliana, una normativa che possa essere esaurientemente  completa
  ed  esaustiva  sulla  procedura  amministrativa  sulla  quale  noi,
  purtroppo,  fino a questo momento, siamo in ritardo nel  senso  che
  abbiamo una legge che è di venti anni fa.
   Questo  è  il  tipo di scelta che è stata fatta nell'elaborare  il
  disegno di legge.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  mi  spiace  intervenire  dopo  pochi  minuti  dal   mio
  precedente   intervento  ma,  purtroppo,  non  posso  assolutamente
  ritenermi   soddisfatto  dell'intervento  dell'assessore   Chinnici
  perché le cose non stanno così.
   Ho  amministrato per tanti anni una città importante, come la mia,
  Siracusa.  Moltissime  di queste norme che sono  citate  in  questa
  legge  sono  già  da  gran  tempo applicate  in  tutta  le  Regione
  siciliana. Non c'è alcun disegno di legge che è coordinamento di un
  bel  niente. E' riproposizione di norme applicate già di fatto,  di
  diritto, nella nostra Regione siciliana.
   La   legge  numero  241/90  alla  quale  l'assessore  Chinnici  fa
  riferimento, è stata tantissime volte modificata ed ha,  attraverso
  le successive modifiche ed integrazioni, già espletato la sua piena
  efficace inattività già da gran tempo.
   Ora,  rimettere  su una legge con un articolato che l'appesantisce
  per  ripetere norme che sono già di fatto applicate, e  l'elenco  è
  infinito perché l'abbiamo citato articolo per articolo tutti quelli
  che  sono  soppressi, basta andare a vedere nel  libro  giallo  che
  indica  i  riferimenti normativi per verificare  come  nelle  varie
  modifiche  normative  intervenute, fino a quelle  di  quest'anno  e
  dell'anno passato, sono già pienamente applicate.
   Quindi  credo,  Assessore,  che non sia  una  buona  legge,  anche
  nell'indirizzo  giurisprudenziale e mi rivolgo in questo  caso  non
  all'assessore  ma  all'avvocato Armao,  che  sa  benissimo  che  la
  grandissima parte degli articolati che compongono questo disegno di
  legge   sono  già  legge.  Perché  dobbiamo  appesantire  un  testo
  approvando delle cose che già di fatto esistono?
   Già  ci  sono  tante  realtà.  Faccio  un  esempio,  quelle  delle
  commissioni edilizie, ma sono tantissime le vicende nelle quali già
  tutto    l'aspetto    telematico,   l'aspetto   del    procedimento
  amministrativo è assolutamente così. Quindi, insisto perché - se si
  vuole portare a casa un disegno di legge che serva  alla Sicilia  -
  si  faccia un'azione di coordinamento in quanto, ribadisco, non c'è
  articolo   di   questa  legge,  del  quale  sia   stata   richiesta
  soppressione, che non sia già materia normata in Sicilia.
     Possiamo fare una verifica, ribadisco, caso per caso e devo dire
  che  altri  deputati,  al  di là dello  schieramento  e  al  di  là
  dell'appartenenza, che hanno avuto la fortuna o la sfortuna come me
  di  amministrare, ma la considero una fortuna per la propria città,
  e   che  hanno  già  una  esperienza  amministrativa  pratica,   di
  esperienza vissuta, non possono fare altro che confermare  che  una
  serie di norme, che ribadisco sono citate a partire dall'articolo 2
  -  credo che si potesse sopprimere anche l'articolo 1, ma lo lascio
  sostituendolo  perché è una norma programmatica e  di  indirizzo  -
  fino  all'articolo  8,  fino  alla  Conferenza  dei  servizi,  sono
  inutili.
   A  partire dall'articolo 9 fino al 16 sono inutili perché già c'è.
  Poi  possiamo  migliorare  lo  sportello,  possiamo  migliorare  la
  Conferenza,  ma  il  resto  sono tutti  orpelli  dei  quali  stiamo
  parlando inutilmente.
   Credo  che sotto questo profilo il Governo, anche con gli  uffici,
  se    accettasse   un   contraddittorio   ed   un   confronto,   un
  approfondimento, farebbe bene per cercare di portare effettivamente
  a compimento una legge che, altrimenti non si potrebbe approvare.
   E'  evidente  che  una  legge  così non  serve  ad  alcuno;  è  un
  appesantimento assolutamente inutile.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  per  una  mera  precisazione di tipo  tecnico-normativo,
  l'articolo  1  della legge numero 10, a differenza dell'articolo  1
  della legge numero 241  del 1990, individua l'ambito soggettivo  ed
  oggettivo di applicazione della legge.
   In  questo senso, il legislatore regionale si accinge a  fare  uno
  sforzo di estensione soggettiva ben più ampio di quello che  fa  il
  legislatore  dello Stato poiché, nel caso in specie, l'articolo  1,
  così  come proposto dal Governo regionale nel disegno di legge  del
  Governo,  estende  l'applicazione  della  legge  sulla  trasparenza
  amministrativa   anche  alle  società  con  totale   o   prevalente
  partecipazione pubblica.

   BUFARDECI. E' già così nella legge; è già così

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Non  è  così.   L'estensione
  dell'ambito  oggettivo  e  soggettivo di applicazione  della  legge
  ottiene  in  questo  modo una dilatazione che  non  ha  pari  nella
  normativa nazionale.
   Sotto  questo  profilo, si tratta di uno sforzo innovativo  che  è
  imposto   e   mi   permetto   di   richiamare   le   considerazioni
  dell'assessore Chinnici.
   Parlo ad un esponente politico di un partito che si ispira al sud,
  quindi,    alla  capacità  del  sud  di  innovare:  sarebbe   stato
  paradossale  che il legislatore, già nel 1990, non oggi,  attivasse
  l'autonomia  regionale  e la Regione che ha maggiore  autonomia  in
  materia,  la Sicilia, decida di non legiferare e rinvii tutto  alla
  legge dello Stato.
   Sarebbe un paradosso dell'autonomia che questo Parlamento non  può
  avallare.
   Sono d'accordo con l'onorevole Bufardeci, autorevole giurista, sul
  fatto  che sia opportuno normare laddove necessario e non dove  non
  sia necessario.
   Tuttavia,  proprio  all'articolo 1, laddove si  delimita  l'ambito
  oggettivo  e  soggettivo di applicazione, il legislatore  regionale
  deve essere chiaro e puntuale. E' un contributo di chiarezza che  i
  cittadini e le imprese siciliane si aspettano.
   Come  si  vedrà nel prosieguo del disegno di legge, ci sono  molti
  punti  dove  richiamiamo in toto, come ad esempio nell'informatica,
  la normativa nazionale con il codice dell'amministrazione digitale,
  senza alcun tipo di intervento modificativo.
   Il   Governo   propone  all'Assemblea  un  intervento  legislativo
  chirurgico  che  interviene laddove necessario  e  non  laddove  si
  sovrappone la legislazione regionale con quella dello Stato.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    accolgo
  favorevolmente il fatto che finalmente, in quest'Aula,  dopo  oltre
  due mesi, durante i quali abbiamo dovuto gestire spesso discussioni
  che  non avevano alcun contenuto di interesse per i siciliani,  nel
  senso che non ci sono state finora leggi da discutere che potessero
  incidere  sull'andamento  della  vita  dei  nostri  corregionali  o
  sull'andamento delle pubbliche amministrazioni o comunque in  grado
  di  poter dare una sferzata all'andamento della nostra economia, si
  cominci  finalmente  a discutere da qualche  giorno  di  una  legge
  importante.
   Al  di là delle schermaglie che è normale che ci siano perché sono
  figlie  di  un  travaglio che è durato alcuni mesi prima  di  poter
  approdare ad avere un documento importante su cui discutere, vorrei
  invitare  tutti  a cogliere questa grande opportunità  che  abbiamo
  davanti a noi per intervenire finalmente e, lo voglio sottolineare,
  e cercare di esitare uno strumento di legge che cerchi di eliminare
  tutte  quelle  storture,  e sono tante, che  vanno  poi  a  colpire
  l'azione  amministrativa a tutti i livelli della nostra Isola.  Non
  possiamo,   infatti,   lamentarci  del  fatto   che   le   attività
  amministrative  dei comuni, delle province, della  stessa  Regione,
  dei vari uffici, a  tutto siano improntate tranne che a criteri  di
  trasparenza,  di  obiettività,  di  celerità,  nella  gestione  dei
  compiti  che  vengono  loro affidati dalla  legge.  Sappiamo  bene,
  invece,  che  siamo  in presenza di ostacoli continui  che  vengono
  frapposti  ad ogni tipo di innovazione, di investimento,  di  nuova
  attività che potrebbe essere intrapresa in questa Isola.
   Approfittiamo,  quindi, di questo strumento di  legge,  al  di  là
  delle schermaglie per cercare di fare una legge vera, quando da più
  parti  si  fa  sottolineare che magari siamo  in  presenza  di  una
  duplicazione;  invito  il  Governo a non irrigidirsi  nella  difesa
  critica   del  testo  presentato.  Se  ci  sono  degli  emendamenti
  migliorativi,  il  Governo  accetti  i  suggerimenti  che   vengono
  forniti,  ne  fornisca  altri,  ne prepari  altri  ma  raggiungiamo
  l'obiettivo  e,  se dobbiamo perdere uno o due giorni  in  più  per
  arrivare   alla   fine   all'approvazione  di   questo   strumento,
  facciamolo,  prendiamoci anche tre giorni in più. Il  problema  qui
  non è esitare velocemente un provvedimento tanto per esitarlo, come
  spesso  è avvenuto quando si approva  una legge per poter dire  che
  si  è  fatta una legge e poi ci si accorge che non è cambiato nulla
  o,   peggio,  come  è  accaduto  in  questi  tre  anni   di   leggi
  strombazzate, di riforme annunciate che non solo non hanno  risolto
  i  problemi che si prefiggevano di risolvere ma che addirittura, in
  molti casi, li hanno complicati.
   Allora, vorrei invitare tutti ad approfittare di questa occasione.
  Lavoriamo  e prendiamoci il tempo necessario ma questo  disegno  di
  legge, per il titolo che porta sulla semplificazione amministrativa
  è  tale,  è  contenitore  tale  da  potere  accogliere  tutti  quei
  suggerimenti  che  possono finalmente e veramente,  una  volta  per
  tutte,  dare  una  spinta per far ripartire questa nostra  macchina
  che,  come  tutti  sappiamo,  è ferma  perché  è  ferma  a  livello
  autorizzativo  degli  enti locali, è ferma a livello  regionale,  è
  ferma  nelle  partecipate,  è  ferma negli  istituti  sottoposti  a
  vigilanza e tutela.
   E' inutile che ci prendiamo in giro.
   Invito, quindi, ancora una volta, il Governo a non irrigidirsi, ad
  accettare - se ci sono - dei propositi di miglioramento del disegno
  di  legge, degli aiuti o delle proposte per migliorarlo e invito il
  Governo,  se,  nel  frattempo, ha delle idee da portare  avanti,  a
  farlo  perché  l'Aula sarà, secondo me, ben disposta  a  migliorare
  questo testo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  gli
  interventi  dei  colleghi  effettivamente  meritino  un  attimo  di
  riflessione  da parte del Governo, perché non penso che  in  questo
  momento  si  stia o si voglia dare la sensazione di  prolungare  un
  procedimento in corso.
   Paradossalmente,  i  colleghi  che  mi  hanno  preceduto  vogliono
  semplificare  le  semplificazioni, cioè si  vuole  semplificare  la
  norma che semplifica le procedure in corso.
   Inviterei,  quindi,  l'assessore Chinnici a fare  una  riflessione
  sull'argomento perché, se effettivamente quanto si è detto ormai  è
  chiaro,  bene  o  male  alcuni di questi princìpi  di  fatto  o  si
  sintetizzano  con  un  recepimento chiaro e secco  della  normativa
  nazionale  o  altrimenti  è  fuori  luogo  ricopiare  la  normativa
  nazionale - se così si vuole dire o si vuole capire - e, in pratica
  - riscriverla nella normativa regionale. Invito pertanto il Governo
  a  riflettere se sia opportuno, in generale, che questa  norma  sia
  dinamica o statica.
   Quando  dico  questo, Assessore, è un passaggio  delicato  perché,
  così come è formulata la norma, è certamente una norma statica. Ciò
  vuol dire che qualunque futura modifica a livello nazionale che  la
  Regione  non intenda o intenda modificare, se si formalizza  meglio
  l'articolato verrebbe automaticamente recepita in Sicilia. Lo  dico
  perché  molte  volte ci fossilizziamo, con tutto il rispetto  verso
  chi formalizza le norme o verso chi le scrive, gli uffici o chi per
  essi,  che  poi si innamorano di questa nostra autonomia  su  tanti
  temi.
   Ritengo  che, invece, su temi come questo relativo alla  procedura
  di   semplificazione  della  amministrazione,  effettivamente,   se
  normiano qualcosa in più dello Stato è giusto che la citiamo; ma se
  vogliamo   adeguarci   e  rendere  la  norma  dinamica,   valutiamo
  l'opportunità  di  scrivere  tutte queste  grandi  cose  perché  ci
  complichiamo la vita.
   E', quindi, solo una semplificazione nel dettato; ma, poi, diventa
  una  complicazione perché, di fatto, il problema non lo  risolviamo
  per niente.
   Assessore, una riflessione va fatta da parte dei colleghi; per  la
  mia  parte,  le  riflessioni non vogliono essere  ostruzionistiche,
  anzi  addirittura semplificano il lavoro normativo  visto  che,  in
  effetti,  stiamo  dicendo che se non si scrivono alcuni  dei  primi
  articoli o se li si vuole formalizzare in un unico articolo,  forse
  si renderebbe tutto più semplice.
   Paradossalmente,  ci  troviamo  nel  caso  in  cui  noi   vogliamo
  accelerare  il  percorso e il Governo dice di  no  perché  così  ha
  scritto. Bene, andiamo avanti così.
   Poi  le dirò, assessore, che sugli altri articoli, ad esempio,  ho
  notato delle cose molto strane.
   Ogni  volta che vi sono dei tempi per l'amministrazione operativa,
  questi  sono di 30 o di 60 giorni, e mi sembra corretto;  quando  a
  dare  risposte  è il Governo, tramite il Presidente della  Regione,
  per  emanare  dei  decreti o fare altro, non meno  di  180  giorni.
  Diciamo,  quindi,  alla pubblica amministrazione di  dare  risposte
  celeri alle istanze; quando invece dobbiamo impartire le direttive,
  addirittura in un articolo, non ricordo quale, diamo nove mesi.  In
  nove  mesi,  si  fanno tante altre cose che sistemare  un  decreto;
  nella norma del vivere comune, nascono i figli. Invece, da noi,  il
  Presidente della Regione ha nove mesi per fare un regolamento.
   Valutiamo, quindi, anche la tempistica del Governo che deve essere
  equilibrata  rispetto alla tempistica degli enti che  applicheranno
  questa legge. Questo vuol essere, quindi, il mio intervento.
   Attenzione,  da  parte  mia  c'è  una  condivisione  sulla   parte
  generale,  ma  valutiamo  se  semplificare  meglio  la   norma   di
  semplificazione.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per  la
  seconda volta sull'articolo 1, tra l'altro, come firmatario insieme
  ai  miei colleghi di un emendamento soppressivo perché tutti quelli
  che  hanno  letto  l'articolo 1 di questo disegno  di  legge  sanno
  benissimo che è un articolo inutile.
   Ho apprezzato l'intervento dell'assessore Chinnici che sostiene  i
  princìpi  generali  di  questa legge,  però  una  legge  che  vuole
  affrontare  la semplificazione, quindi vuole snellire le  procedure
  per  favorire  una  migliore  applicazione  di  un  articolato  nei
  confronti dei comuni, nei confronti dei cittadini, del mondo  delle
  imprese, poteva certamente essere fatta con meno articoli.
   Una  legge  di  quarantadue articoli diventa una  sorta  di  legge
  omnibus,   tanto  è  vero  che  abbiamo  visto  che  la  stessa   I
  Commissione, nel momento in cui ha espresso il parere di competenza
  su questo disegno di legge, è andata oltre le proprie prerogative.
   E  ho  apprezzato,  signor Presidente, che  lei,  intervenendo  ad
  inizio di seduta, abbia invitato i presidenti della III e della  IV
  Commissione  a  riunire le Commissioni per esprimere  i  pareri  di
  competenza  su  alcuni  articoli, più di  un  articolo,  di  questo
  disegno di legge.
   Signor Presidente, sono un deputato alla prima legislatura  ma  mi
  sono  sempre reso conto che in quest'Aula sono arrivati disegni  di
  legge con i pareri già espressi dalle competenti Commissioni.
   E'  la  prima volta che cominciamo a discutere un disegno di legge
  senza  queste  prerogative dei parlamentari, i  quali  fanno  parte
  delle singole e diverse Commissioni, che non hanno potuto esprimere
  compiutamente il loro pensiero e, quindi, il loro voto di merito.
   Ieri sera, ho proposto di rinviare alle rispettive Commissioni  di
  competenza  questo disegno di legge e di aggiornarci  dopo  qualche
  giorno  perché,  tra l'altro, questo disegno di  legge  è  arrivato
  appena  due  settimane  fa  in Aula e  sappiamo  benissimo  che  le
  competenti Commissioni non hanno potuto approfondire la  materia  e
  vi  sono numerosi emendamenti aggiuntivi, sostitutivi, soppressivi,
  presentati da tutti i parlamentari, di tutti i Gruppi, perché forse
  si  è avuta troppa fretta nel dare il voto, da parte del Presidente
  della  I  Commissione,  su un disegno di  legge  che  nei  principi
  generali condividiamo tutti. Tutti vogliamo cercare di semplificare
  la vita ai nostri concittadini, ai Siciliani, non solo a loro ma  a
  tutte  le  imprese,  agli  enti locali  che,  certamente,  dovranno
  affrontare o, meglio, spesso sudano le sette camicie, come si  suol
  dire  o  compiono le fatiche di Ercole per raggiungere  determinati
  obiettivi.
   Sappiamo,  però, che spesso andiamo incontro alla cosiddetta  mala
  burocrazia  nell'affrontare determinati provvedimenti e  lo  sforzo
  del Governo e, in particolare dell'assessore Chinnici, secondo me è
  andato  oltre  quello  che  poteva essere la  semplificazione  tout
  court,  nel senso che dovevamo cercare di stabilire alcuni princìpi
  di  competenza  di questa Regione ma non andare a  fare  una  legge
  omnibus,  ripeto,  che  tiene  conto  di  tante  cose:  si    passa
  dall'urbanistica  alle attività produttive e  alle  amministrazioni
  locali.  Vi  é  una  serie di norme che, secondo  me,  non  avevano
  bisogno di essere interpretate perché abbastanza chiare.
   Approvare   una  legge  con  42  articoli  significa   appesantire
  ulteriormente la nostra legislazione e, credetemi, spesso neanche i
  professionisti del settore amministrativo riescono a raccapezzarsi.
   Se  noi, qui, vogliamo rendere un servizio alla nostra Regione  ed
  ai  siciliani, prendiamoci uno o due giorni di tempo in  modo  tale
  che  le  Commissioni di merito possano esprimere il loro  parere  e
  così  l'Assemblea,  poi, possa compiutamente  svolgere  il  proprio
  ruolo di legiferare nell'interesse della Sicilia.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  credo,  dagli
  interventi  che  sento  e che sento fare con  la  passione  che  ho
  trovato  sempre  consuetamente  in quest'Aula  e  che  sono  sempre
  comunque tutti  apprezzabili, che emerga, certamente, quello che  è
  l'interesse  e del Governo e del Parlamento: approvare, finalmente,
  mi sia consentito, veramente, una buona legge.
   E'  un'occasione  per approvare una buona legge e  per  approvarla
  tutti insieme nello spirito di condivisione tra Governo e Assemblea
  perché,  sicuramente, l'obiettivo che tutti vogliamo raggiungere  è
  avere  un'amministrazione  pubblica più snella,  con  delle  regole
  certe,  con  dei tempi brevi, con delle procedure ben definite,  in
  modo    da    dare   trasparenza   all'attività   della    pubblica
  amministrazione  e da rendere la nostra Regione  più  moderna,  più
  efficiente e più competitiva sotto tutti i profili.
   Se lo spirito è questo - questo è lo spirito del Governo e questo,
  certamente, è anche lo spirito dei parlamentari che trovo  oggi  in
  Aula  - da parte di questo Governo, l'intento è quello di approvare
  una buona legge.
   Il disegno di legge che oggi si discute è passato dai lavori della
  I  Commissione,  che si sono protratti per mesi e che   sono  stati
  fatti, veramente, con grande attenzione e con grande impegno.
   C'è stato il contributo di tutti i parlamentari, di tutte le forze
  politiche  che fanno parte della I Commissione e che, peraltro,  in
  questa  occasione  ringrazio,  così come  ringrazio  il  presidente
  Minardo  per  il  contributo che è stato dato all'elaborazione  del
  disegno di legge.
   Pur  tuttavia, poiché mi pare di capire che si chiede da parte  di
  tutti un ulteriore approfondimento per apportare eventualmente quei
  correttivi  che  possano rendere ancor più  efficiente  quella  che
  speriamo tutti possa essere una buona legge, allora, da parte mia e
  da  parte  del Governo, c'è la disponibilità, ove lo si ritenga  di
  condividerlo, ad una sospensione, ad una breve sospensione per  una
  verifica in Commissione di quegli aspetti del disegno di legge  che
  possono suscitare talune perplessità.
   Però,  a fronte di questo, mi corre l'obbligo di chiedere a questo
  Parlamento,  poi  all'esito di questa verifica  -  ripeto,  per  me
  possiamo   sospendere  immediatamente  e  andare   a   sederci   in
  Commissione  e lavorare - chiederò che l'Aula esamini  speditamente
  il  testo  in modo da approvare al più presto possibile quella  che
  nelle  intenzioni vuole essere una buona legge e che, sono  sicura,
  con il contributo di tutti, potrà esserlo se si lavorerà con questo
  spirito di collaborazione.

   PRESIDENTE.  Mi pare di capire che la proposta sia quella  di  una
  sospensione dall'ordine del giorno dell'Aula della norma, senza che
  ciò  comporti  un  ritorno  in  Commissione;  c'è  una  sospensione
  dell'esame da parte dell'Assemblea con un confronto del Governo con
  i  presidenti  dei Gruppi parlamentari nella I Commissione,  quindi
  una sospensione temporanea per qualche seduta.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, intervengo senza  polemizzare  sulla
  proposta.   Stavamo  parlando dell'articolo 1  ed  ho  sentito  con
  grande  attenzione, prima, l'intervento dell'assessore Chinnici  ma
  soprattutto, dopo, quello dell'assessore Armao.
   Ciò che abbiamo evidenziato non è una non condivisione del disegno
  di  legge.  Riteniamo che si passi da un principio di sussidiarietà
  della  legge  10  del  1991  ad  un  principio  più  autonomistico-
  centralistico  e mi fermo solo all'articolo 2.  Non  voglio  andare
  più avanti.
   Leggo  la  norma che stiamo abrogando, appunto, per poi addivenire
  ad una discussione più costruttiva dell'articolo 2, comma 2.
    Le   pubbliche   amministrazioni  ,  siamo  all'articolo   1   ma
  all'articolo 1 aggiungiamo solo l'Unione europea e poi le società a
  partecipazione totale o parziale.
   Siccome    facciamo   un   discorso   generale,   il   riferimento
  dell'assessore Armao era sugli interventi oggettivi  e  soggettivi,
  secondo  me  specificarli va bene, ma è lo  stesso.  Non  è  che  i
  princìpi  non  possano essere applicati agli enti  sottoposti  alla
  vigilanza da parte della Regione; però specificarli non fa male.
   Sull'articolo 2, però, le pubbliche amministrazioni determinano

   MARZIANO.  Non stiamo parlando dell'articolo 2, ma della  proposta
  del Governo che ha evidenziato

   MANCUSO.   Caro collega, non sto parlando dell'articolo 2  ma  del
  principio di sussidiarietà.
   Ho  fatto  l'esempio dell'articolo 2, come potrei  fare  l'esempio
  dell'articolo 8 o dell'articolo 9.
   Se  seguite  i  lavori d'Aula, magari qualche  strafalcione  viene
  meno.
   Sto    parlando   sugli   interventi   dell'assessore   Armao    e
  dell'assessore Chinnici. Se poi dà fastidio, signor Presidente, lei
  mi deve tutelare.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la prego però di tenere  conto  del
  fatto che c è una proposta formale del Governo per cui cerchiamo di
  focalizzare  l'attenzione  su  questa  proposta  in  maniera  molto
  garbata e serena.

   MANCUSO.  La  proposta formale del Governo  non  spetta  a  me  ma
  spetterà al Presidente del mio Gruppo ed è quella di sederci ad  un
  tavolo  e  decidere su questi principi: quello di  sussidiarietà  e
  quello che invece si vuole introdurre con queste normative.
   Penso che si possa fare in Aula.
   E'  chiaro che non spetta a me decidere perché andare e sospendere
  la  seduta  e  sederci, ancora una volta, mentre questo  Parlamento
  arranca sull'attività, lo ritengo inopportuno.
   Se, poi, si decide di fare un ulteriore incontro, va bene. Questo,
  però, non spetta a me ma al Presidente del mio Gruppo parlamentare.
   Ritengo che, per quanto mi riguarda, la legge numero 10, carica di
  princìpi  di  sussidiarietà, sia una legge per certi aspetti  molto
  più innovativa di quella che vorremmo introdurre.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per natura non  sono
  maligno, sono una persona che vede tutto con ottimismo; però  sulla
  proposta  del  Governo  il diavoletto della malignità  mi  è  sorto
  subito. Vorrei che il Governo specificasse la sua proposta. Perché?
   Se  la  proposta è quella di mantenere incardinato il  disegno  di
  legge  e  procedere  alle  dovute e  pure  immediate  necessità  di
  approfondimento rinviando di 24 ore, di sei giorni,  di  un'ora  il
  dibattito in Aula, lo trovo prezioso ed utile.
   Se,  invece  -  così  come qualche battuta di qualche  collega  di
  maggioranza - la proposta presuppone che congeliamo il dibattito  e
  passiamo oltre, magari con prelievi di altri disegni di legge,  sin
  da adesso, protesto fortemente e chiedo all'assessore Chinnici alla
  quale  riconosco correttezza, lealtà istituzionale,  collaborazione
  con  l'Aula,  oltre  che con la Commissione,  di  non  prestarsi  a
   trappoloni'  perché  le  reazioni  che  il  mio  Gruppo  -  ed  io
  personalmente  -  avremmo, in questo caso,  non  potrebbero  essere
  serene   ma sarebbero forti, nell'ambito della civiltà dei rapporti
  d'Aula  e  denunceremmo fortemente ciò che qualcuno ha in testa  di
  applicare  in quest'Aula: accantonare questo disegno di  legge  che
  serve alla Sicilia per porre in essere prelievi di disegni di legge
  che alla Sicilia non servono.
   Inviterei  l'assessore  Chinnici  a  specificare  meglio  la   sua
  intenzione perché se la sua intenzione è - e, quindi, quella  della
  Presidenza  - di approfondire questo disegno di legge ma  lasciarlo
  incardinato,  in  vita,  per i lavori d'Aula,  siamo  perfettamente
  d'accordo.
   In caso contrario, d'accordo non ci siamo per niente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che mi
  fa   specie   che  un  collega  come  l'onorevole  Maira,   collega
  d'esperienza  parlamentare, chieda al Governo di conoscere  i  suoi
  atti  ed i suoi movimenti in Aula, sulla base di una considerazione
  che   ha  fatto  il  Governo,  alla  luce  del  dibattito  fin  qui
  intervenuto.
   C'è  un disegno di legge che stavamo cominciando a discutere. Sono
  stati  posti  rilievi di natura costituzionale, di applicabilità  o
  meno di norme nazionali già vigenti o meno nel nostro ordinamento.
   Correttamente, il Governo chiede, alla luce del confronto fin  qui
  sviluppatosi, di fermarsi un attimo, fare una verifica in una  sede
  più  tecnico-politica quale è la Commissione e, nell'arco di  pochi
  giorni, vedere di dirimere eventuali questioni aperte sulla  natura
  dei  problemi  posti  e riportare il testo in  Aula.  Questa  è  la
  procedura che abbiamo

   CORDARO. Cosa vuol dire pochi giorni?

   CRACOLICI.  Credo  che la Commissione si riunirà domani,  martedì,
  non  lo  so,  dipende dalla Commissione, dai presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  da tutti. Che poi il collega Maira adombri  scenari,
  reazioni dure, ma su che cosa?
   Se  si  sospende questo punto all'ordine del giorno, c'è un ordine
  del  giorno  dell'Aula  che è stato definito dalla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, nella maniera in cui  è  stato
  definito e che - voglio ribadirlo al collega Maira perché  qui  c'è
  sia un momento del confronto politico, che un momento della serietà
  della persona - siccome sono stato proponente di un'ipotesi che poi
  la  Presidenza ha accolto nel senso che si fa l'ordine del  giorno,
  ma  la  legge elettorale si potrà discutere eventualmente a partire
  da  martedì,  come  io  dicevo, mentre la  Presidenza  ha  proposto
  mercoledì, ebbene, siamo arrivati senza colpo ferire, siamo oggi  a
  mercoledì,  non  stiamo violando  alcuna procedura  che,  prima  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  e  poi  l'Aula
  hanno   definito;  nel  momento  in  cui  il  provvedimento   sulla
  semplificazione si sospenderà per rientrare la prossima  settimana,
  si  procederà con l'ordine del giorno, con l'iter previsto, cioé si
  farà  la discussione, si daranno i tempi per la presentazione degli
  emendamenti, seguendo le procedure che fin qui abbiamo sviluppato e
  che  poi  ci consentiranno di confrontarci nel merito come  abbiamo
  fatto.
   Quindi,  non  chiedo  al  Governo  di  fare  cose  che  non   sono
  nell'eventuale  disponibilità di quest'ultimo perché  l'ordine  del
  giorno è dell'Aula e non del Governo.
   Il Governo lo propone; poi, una volta approvato, è del Parlamento.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  sono  d'accordo  con l'onorevole Cracolici quando  afferma  che  il
  calendario  dei  lavori  d'Aula   non  spetta  al  Governo,  ma  al
  Parlamento.  Su questo siamo non soltanto perfettamente consapevoli
  ma  rivendichiamo  il diritto e le prerogative  del  Parlamento  di
  stabilire il calendario dei lavori d'Aula.
   E' chiaro, però, che questo calendario deve rispondere ad esigenze
  di  carattere  parlamentare  e  non  certamente  a  scorciatoie  di
  carattere politico. Lo ha detto, col suo solito garbo il presidente
  Maira, io lo dico in maniera molto più franca: non è un mistero che
  il  Partito  Democratico  voglia tentare in  tutti  i  modi,  anche
  venendo  meno  ad affermazioni fatte in precedenza in quest'Aula  e
  non  soltanto, di arrivare, prima dell'indizione dei comizi per  le
  prossime   elezioni  amministrative,  alla  modifica  della   legge
  elettorale. E lo hanno fatto in maniera, certamente, non riservata;
  ne  hanno  fatto  un motivo di impegno politico e di  strategia  di
  gruppo  parlamentare,  tentando  in  più  occasioni,  rivedendo   e
  contraddicendosi con le affermazioni precedenti, di volere  portare
  avanti  il  disegno di legge sulla riforma delle  norme  elettorali
  amministrative  in  Sicilia,  pur  sapendo  che  è  una  norma  che
  interessa  soltanto  una  parte, una  norma  che  non  interessa  i
  siciliani  e  sono  convinto  che,  in  questo  momento,   chi   ha
  manifestato  questa mattina occupando i locali dell'Assessorato  al
  lavoro,   chi   ha   rivendicato  oggi   per   il   settore   delle
  telecomunicazioni  la  garanzia di un posto definitivo  davanti  il
  palazzo del Presidente della Regione, chi ha manifestato ieri  come
  i pescatori siciliani che hanno rivendicato la priorità delle norme
  per  garantire il livello  occupazionale, la salvaguardia di interi
  comparti  produttivi  in  crisi, a  queste  persone  non  interessa
  certamente la legge elettorale.
   Lo  dirà  sicuramente il presidente Leontini  ma,  per  quanto  mi
  riguarda, sono pronto a condividere un rinvio purché il rinvio  sia
  successivamente seguito dalla sospensione dei lavori dell'Aula fino
  a  quando  dalla Commissione torni in Aula il disegno di legge  che
  oggi stiamo esaminando.
   Ma  se  qualcuno  vuole  utilizzare  una  giusta  e  condivisibile
  esigenza del Governo, di chiedere un  approfondimento per poi  fare
  scorrere il calendario dei lavori e, quindi, impantanare il disegno
  di  legge  in  Commissione per consentire di  affrontare  la  legge
  elettorale, noi non ci stiamo.
   Se   vogliamo   approfondire  il  disegno  di  legge   facciamolo;
  l'onorevole  Presidente  dell'Assemblea  accetti  e  condivida   la
  richiesta  di  sospendere il calendario dei  lavori,  cioè  non  si
  faccia  Aula  fino a quando il disegno di legge  non  torni   dalla
  Commissione.  Altrimenti,  possiamo continuare  oggi,  ci  possiamo
  riunire  in  Conferenza  dei Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,
  possiamo  convocare le Commissioni di merito e  continuare.  Ma  il
  calendario dei lavori non può essere ad uso e consumo di una  parte
  politica. Il gioco è stato scoperto e noi non ci stiamo.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  già  il  nostro
  capogruppo  si è espresso chiaramente ma penso che sia una  volontà
  dell'Aula   quella   di  fare  questa  legge.  La   semplificazione
  burocratica  per noi di Forza del Sud è un principio assoluto.  Per
  noi  è  la  prima  legge che va fatta ma poiché  è  una  legge  che
  riteniamo  assolutamente indispensabile per  le  sorti  del  futuro
  della  nostra  Isola, vogliamo fare una legge che sia  davvero  una
  buona legge, la legge che serve alle esigenze della nostra Isola.
   Mi pare che il testo, così genericamente proposto, non si rifaccia
  a  questi  princìpi ed a questo ragionamento. Molte norme già  sono
  attuate,   non   c'è  davvero  quella  semplificazione   e   quello
  snellimento che oggi serve, per  esempio, alle imprese siciliane.
   Oggi la burocrazia fa fallire l'impresa, fa fallire il cittadino.
   Non possiamo soltanto, per dire che dobbiamo fare per forza questa
  legge,  fare  una legge che poi, sul piano concreto, non  riesce  a
  risolvere le problematiche di chi, purtroppo, è costretto  a  tanti
  sacrifici per sbarcare il lunario.
   Siccome  noi  la  legge la vogliamo fare per  davvero,  poiché  il
  presidente  Cracolici ha detto chiaramente che i lavori  d'Aula  li
  stabilisce il Parlamento e non il Governo, io mi permetto  di  fare
  la  mia  riflessione che è quella vera: oggi c'è un Parlamento  che
  non  vuole  la legge elettorale; è inutile che giriamo  attorno  al
  problema,  la legge elettorale non è assolutamente una priorità,  è
  una richiesta del Partito Democratico ma non serve certamente -  lo
  diceva   il   collega  Caputo  poc'anzi  -  né   alla   pesca,   né
  all'agricoltura,  non  serve  ai  disoccupati,   non   serve   agli
  artigiani, non serve agli imprenditori edili, è una legge che serve
  al PD.
   Non  so  fino a che punto servirà al PD perché non basta  cambiare
  una  legge  per vincere eventualmente le elezioni, anche  cambiando
  una  legge potreste perdere le elezioni; le elezioni si vincono con
  tutt'altro   ragionamento,  con  altre  motivazioni,  cercando   di
  conoscere realmente le esigenze del nostro territorio.
   Per  evitare  equivoci,  personalmente la penso  come  l'onorevole
  Maira:  che  dal Presidente del Gruppo parlamentare  del  PD  venga
  fatta  una  dichiarazione chiara che, ad oggi, la legge  elettorale
  non  è  assolutamente una priorità. Allora, siccome ricordo a tutti
  che  entro  fine  mese  scadrà  l'esercizio  provvisorio,  dobbiamo
  parlare di ciò che serve realmente e cioè finanziaria e bilancio  e
  siccome,  ad  oggi,  in  Commissione non è  arrivato  assolutamente
  nulla,  si  rischia  di  andare al mese di  aprile.  Il  tempo  per
  trattare  e  fare davvero un'ottima legge, per quanto  riguarda  la
  semplificazione e la trasparenza burocratica, c'è tutto.
   Se  ci  sono persone per bene e nessuno vuole fare il furbetto  di
  turno  perché non serve a nessuno, non serve alla Sicilia e neanche
  il  PD  o  la coalizione che sta governando ci riuscirà, che  venga
  chiarito  esattamente  che  il  momento  di  approfondimento   deve
  esserci.
   Per  noi,  assolutamente, l'apertura che fa il Governo è accettata
  perché  è  quello che chiediamo, ma che non diventi  strumento  per
  cercare  di creare confusione o inversione ai lavori d'Aula  perché
  non lo permetteremo e non si farà.
   Oggi  il percorso è chiaro: noi abbiamo il tempo solo per fare  il
  disegno di legge sulla  semplificazione burocratica per poi passare
  alla  finanziaria e al bilancio. Che ciò venga detto chiaramente  e
  troverete  la  disponibilità di tutta l'opposizione perché  questo,
  sì,  significherebbe lavorare nell'interesse della  Sicilia  e  dei
  siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la proposta  del  Governo  è  una
  proposta   formale.  Sulla  eventualità  della  sospensione   della
  discussione di questa norma, come voi sapete, si possono  esprimere
  un deputato a favore ed uno contro e, comunque, va votata.
   Nell'ipotesi  in cui la sospensione passasse - cosa  che  mi  pare
  facile  immaginare, visti i numeri in Aula - la sospensione sarebbe
  non  un  rinvio  formale in Commissione, ma  la  sospensione  della
  trattazione  in Aula, quindi, la legge tornerebbe in  Aula  martedì
  prossimo.
   E' chiaro che se l'Aula continuasse i lavori stasera, domani, così
  come auspico, si andrebbe a trattare automaticamente il disegno  di
  legge  in materia elettorale, in quanto l'Aula non dovrebbe neanche
  votare  perché  vi sarebbe uno scorrimento dell'ordine  del  giorno
  puro e semplice.

   SCILLA. Sono contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, lei può anche essere contrario.
   La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso con
  la  maggioranza  dei  due terzi, rispetto  a  questo  non  c'è  una
  decisione ulteriore.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo e spero  di
  potere ancora avere,  per il futuro, una grande considerazione  dei
  colleghi  del  PD,  ieri  DS e mi viene molto  difficile  coniugare
  questa  considerazione  con le dichiarazioni,  i  tentativi,  anche
  spesso  superficiali, per cercare di portare avanti una  strategia,
  costi  quel  che  costi, contro chiunque, contro gli  interessi  di
  tutti, contro il buon andamento della Pubblica amministrazione  ma,
  soprattutto, contro il Governo.
   Siamo  in  presenza  di  un  esponente  del  Governo,  l'assessore
  Chinnici,  che  è  stata una prima volta già  umiliata,  in  questo
  Parlamento,  dall'atteggiamento di una parte politica preponderante
  per  tentare, ancora una volta,  di assoggettare quella che  è  una
  voglia

   CRACOLICI. Lei è il Vicepresidente di questa Assemblea

   FORMICA.    una   voglia   di   anteporre   l'interesse   generale
  all'interesse spicciolo.
   Allora,  il  Governo non ha chiesto in Aula -  ho  ascoltato  bene
  l'intervento  dell'assessore Chinnici, che ho condiviso  -,  perché
  l'assessore Chinnici, giustamente, ha detto che  la legge  è  molto
  importante.   Siamo  disponibili  anche  ad  accogliere   eventuali
  aggiustamenti  e  suggerimenti e, se è  il  caso,  a  sospendere  i
  lavori . Ha detto esattamente questo.
   Siccome,   già   una   volta,  questa  legge   è   stata   sospesa
  inopinatamente  e senza motivo, anzi con un motivo che  di  nobiltà
  non  aveva  nulla  a  sostegno, noi siamo in Aula  e  ci  sono  gli
  emendamenti  proposti  dai  vari Gruppi  parlamentari.  Passiamo  a
  ragionare e a votare sugli emendamenti in Aula. Stiamo trattando la
  legge, non il tentativo

   CRACOLICI. Lei è il Vicepresidente di questa Assemblea. Lei  aveva
  proposto che mercoledì la legge elettorale sarebbe andata in Aula

   FORMICA. Onorevole Cracolici, lei sa bene che non mi zittisce

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, l'onorevole Formica,  così  come
  l'onorevole   Oddo,   sono   Presidenti  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  quando seggono su questo tavolo, quando  parlano  da  là
  sono  deputati  come  lei.  Questo  ricordiamocelo  sempre.  Quando
  presiedono, ovviamente, hanno un altro atteggiamento.

   FORMICA.  Onorevole  Cracolici,  sto  chiedendo  soltanto  di  non
  umiliare  il  Parlamento e di seguire i lavori d'Aula.  Andiamo  ad
  esaminare  gli emendamenti presentati a modifica della  norma.  Non
  tentiamo scorciatoie che ci coprirebbero di ridicolo davanti a  chi
  ci  guarda senza che alcuno si possa salvare e senza che  si  possa
  tentare,   ancora   una   volta  con  le  forzature,   di   coprire
  eventualmente errori nella collocazione o nella gestione politica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la proposta del Governo è formale.
  Sulla  proposta  possono intervenire un deputato  a  favore  e  uno
  contro.
   La  proposta del Governo è di sospendere la trattazione di  questo
  punto  all'ordine  del  giorno che verrà  riscritto  a  partire  da
  martedì prossimo.

   CORDARO. Perché non a partire da domani?

   PRESIDENTE.  Da martedì prossimo mi sembra un termine congruo  per
  poter esaminare un disegno di legge così travagliato.
   C'è  una proposta formale del Governo. La proposta del Governo  la
  completo  indicando la data nella quale la legge tornerà  in  Aula,
  cioè martedì prossimo.
   C'è  la possibilità di tenere seduta domani. Ovviamente, l'oggetto
  dell'ordine  del giorno della seduta di domani - lo ribadisco  -  è
  automatico  che  sia la legge elettorale perché è  il  primo  punto
  all'ordine  del  giorno,  non c'è bisogno  neanche  di  prelevarlo,
  peraltro, in ossequio al deliberato della Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, lo vorrei ricordare. Questa è la proposta
  formalizzata dal Governo.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  se l'Aula  ritrova  la  compostezza
  potrei anche provare ad intervenire.
   Signor  Presidente, l'assessore Chinnici, facendo  riferimento  ad
  una   serie  di  proposte  che,  direi,  paradossalmente   venivano
  dall'opposizione,  al fine di semplificare l'iter  del  disegno  di
  legge  che  stiamo  trattando,  ha dato  la  sua  disponibilità  ad
  affrontare  i temi che erano stati posti dall'onorevole  Bufardeci,
  dall'onorevole  Leontini e dal sottoscritto,  sospendendo,  se  del
  caso,  i  lavori senza fare intendere - è stato detto con chiarezza
  cristallina  - che il disegno di legge dovesse formalmente  tornare
  in  Commissione.  Mi fa specie che all'onorevole  Cracolici  faccia
  specie   che  l'onorevole  Maira  dica  la  verità.  Evidentemente,
  l'onorevole  Cracolici non è abituato alla verità, è abituato  alla
  mistificazione.  E'  evidente che questa  surrettizia  ribaltonista
  maggioranza d'Aula ha preso lo spunto, caro ribaltonista  onorevole
  Cracolici, per infilarsi a piedi uniti e a gamba tesa.

   CRACOLICI. Onorevole Cordaro, è un disco rotto

                   (Proteste dai banchi di sinistra)

   CORDARO. Signor Presidente, c'è qualcuno che raglia, non riesco  a
  parlare.
   Questa    maggioranza   ribaltonista,   guidata   surrettiziamente
  dall'onorevole Cracolici, è entrata a gamba tesa ed a  piedi  uniti
  sul   ragionamento   serio   e  di  grande   onestà   intellettuale
  dell'assessore Chinnici ed ha cercato di fare entrare,  in  maniera
  ancora una volta strumentale e surrettizia, un percorso d'Aula  che
  era stato delineato con chiarezza.
   Signor  Presidente,  ed  è  questo  l'intervento  sull'ordine  dei
  lavori,  siccome  era  stato richiesto,  in  maniera  assolutamente
  chiara, di accertare se i primi sette, otto articoli e cioè  quelli
  che  arrivavano  alla Conferenza dei servizi, così come  era  stato
  precisato  dall'onorevole Bufardeci, signor Presidente, questo  era
  stato richiesto, era stato richiesto di accertare se vi era già una
  normativa esistente oppure no.
   Ma  quale  rinvio  a  martedì  Da dove è  uscito   Nessuno  lo  ha
  richiesto. Non risulta da alcuna parte.
   Signor  Presidente, l'onorevole Bufardeci ha fatto un  riferimento
  preciso  che è stato raccolto tanto dall'onorevole Leontini  quanto
  da  me:  ci  sono  degli  articoli che esistono  già   nelle  fonti
  normative primarie. Sarebbe ultroneo riportarle perché non dobbiamo
  fare un testo di legge di complicazione ma di semplificazione.
   Cosa fa la maggioranza ribaltonista, surrettizia, scomposta?
   Coglie  l'occasione di un intervento onesto, serio  dell'assessore
  Chinnici per introdurre il dibattito sulla legge elettorale, quella
  legge  elettorale  senza la quale i siciliani,  stasera,  domani  e
  dopodomani, non potranno calare la pasta, caro onorevole Cracolici.
   Noi continuiamo a chiederle, signor Presidente, proprio in ragione
  della richiesta dell'assessore Chinnici, di sospendere i lavori  ad
  horas perché gli uffici - e ci sono, infatti, nell'altra stanza dei
  prestigiosi funzionari e dirigenti regionali - possano, insieme  al
  Governo   ed   insieme   ai  rappresentati  di   questa   scomposta
  maggioranza, dirci se dall'articolo 1 all'articolo 8, perché questa
  era  la richiesta, ci sia una ripetizione e quindi una duplicazione
  normativa oppure no.
   Dopodiché non c'è ragione di andare a martedì. Noi siamo pronti da
  stasera  o  al massimo da domani a ritornare a lavorare  su  questa
  legge.
   Ogni altro tentativo sarebbe inaccettabile e rivolgo preghiera  al
  Presidente,   affinché  lo  intercetti,  per  fare  in   modo   che
  quest'Aula,  in un momento così delicato, possa riacquisire  quella
  serenità che qualcuno sta facendo in modo di far venir meno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, la proposta  di  martedì  era  una
  proposta   che   veniva   dalla   Presidenza   sulla   base   delle
  argomentazioni rispetto alla complessità dell'articolato.
   L'Assessore  ha  chiesto la sospensione. Io  mi  ero  permesso  di
  proporre  martedì, ma per me si può tornare anche domani pomeriggio
  se  il Governo, insieme alla Commissione e ai Presidenti dei Gruppi
  parlamentari,  riterranno che domani mattina si possa  fare  questo
  ragionamento.


   Presidenza del presidente Cascio


   Sulla proposta di sospensione del disegno di legge numeri 520-144
                                 bis/A

   BUFARDECI. Chiedo di parlare sulla proposta del Governo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, la ringrazio per  avermi  dato  la
  parola  e mi rivolgo, in modo particolare al Governo, all'assessore
  Chinnici che so, assolutamente animata da tutta la buona volontà di
  portare  a  casa una norma che serva ai siciliani, ne  sono  certo,
  questo è fuori discussione.
   Però,  vorrei che l'Aula valutasse una cosa: tutti vogliamo questa
  legge,  però,  senza  bisogno che così qualche   malignetto'  possa
  pensare  che  attraverso  il miglioramento  della  legge  si  tenti
  surrettiziamente di anticipare l'eventuale discussione sul  disegno
  di legge elettorale, vorrei fare un'osservazione semplicissima e mi
  piacerebbe che l'Aula fosse magari più attenta di quanto non lo sia
  in questo momento.
   Mi   rivolgo   e  ribadisco,  innanzitutto,  al  Governo:   questo
  articolato  si  potrebbe  comporre, a mio avviso  di  soli  quattro
  articoli.  Se il Governo, effettivamente la maggioranza,  avesse  a
  cuore  questa  legge e poi volesse eventualmente trattare,  esitato
  questo   disegno   di  legge,  l'eventuale  riforma   della   legge
  elettorale,  avrebbe  un modo semplicissimo per  farlo:  siccome  è
  indubitabile l'affermazione che poc'anzi ho sostenuto e  che  altri
  colleghi autorevolissimi hanno richiamato, e cioè è sufficiente  un
  articolo   1   che  sia  norma  programmatica  di  indirizzo,   che
  sostanzialmente recepisca la normativa nazionale e  comunitaria  in
  termini  dinamici per gli atti e per i procedimenti amministrativi,
  con   questo   avremmo   già   eliminato,  sostanzialmente,   tutto
  l'articolato; resterebbero altri tre articoli da fare eventualmente
  se si volesse cercare, in effetti, di semplificare e migliorare.
   Quello della SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività,
  nella  quale  ci  siamo permessi di sottoporre  a  questa  Aula  un
  emendamento  nel  quale,  in  termini  di  autocertificazione,   il
  privato,  attraverso anche l'esperienza di professionisti  esterni,
  già dà certificazione dell'attività con la conseguenza, nel caso in
  cui  questa dichiarazione autocertificata non rispondesse al  vero,
  quindi con conseguenze anche sul piano della responsabilità di  chi
  emana questa eventuale documentazione, la Conferenza dei servizi  e
  la SUAP, lo sportello unico. Questa è la legge.
   Siccome  tutto il resto, ribadisco, nel momento in cui applichiamo
  un  articolo  di  mero recepimento dinamico della norma  statale  e
  comunitaria, è già normato, al Governo ed a questa Aula  basterebbe
  pochissimo  tempo;  in astratto potrebbe essere  sufficiente  anche
  questa   stessa   seduta   d'Aula  perché   basterebbe   accogliere
  l'emendamento sostitutivo o accettare la soppressione di articolati
  che,  ribadisco,  sono inutili, di appesantimento alla  norma,  per
  andare avanti.
   Il  volere sostenere ancora - ribadisco - che c'è questa necessità
  mi  fa fare una domanda, signor Presidente, e mi rivolgo ancora una
  volta  all'assessore  Chinnici; chiedo  un  attimo  di  attenzione,
  chiedo  ai  deputati  dell'opposizione  e  chiedo  al  Governo:  mi
  fornisca  il  Governo un solo esempio nell'articolato esistente  in
  cui  c'é un'effettiva accelerazione del procedimento amministrativo
  rispetto alla norma nazionale che già è prevista. Mi dica in  quale
  articolato,  al  quale stiamo facendo riferimento,  il  portato  di
  questa legge è migliore in termini di accelerazione, in termini  di
  procedimento, in termini di tempo, in termini di tutto, rispetto al
  testo che noi, invece, diciamo che già esiste a livello nazionale.
   Mi  si  faccia un esempio e mi si dica  no, sai, se noi approviamo
  l'articolo  2  effettivamente  rispetto  alla  241,  così  come   è
  modificata,  abbiamo accelerato di un minuto . E  allora  io  dirò:
   effettivamente  è  vero, noi stiamo normando in  maniera  talmente
  virtuosa che stiamo migliorando anche la norma nazionale o la norma
  comunitaria di riferimento e per l'atto e per il procedimento .
   Siccome, a mio modo di vedere, per quella che è stata l'attenzione
  che  ho prestato a questo disegno di legge, non ho trovato un  solo
  articolo  in  cui,  di  fatto,  ci  sia  maggiore  semplificazione,
  maggiore  accelerazione, maggiore trasparenza rispetto  alla  norma
  nazionale  e  comunitaria che dobbiamo applicare e che  applichiamo
  dinamicamente  così  la finiamo di poter pensare  che  ci  sia  una
  Italia  che finisce a Reggio Calabria e un'Italia, che è la  nostra
  Sicilia,   al   passo   ed  a  rilento  rispetto   ai   cambiamenti
  amministrativi che occorrono.

   PRESIDENTE.  Onorevole Bufardeci, lei è  a  favore  o   contro  la
  proposta del Governo?

   BUFARDECI. Sono perché si prosegua l'esame del disegno  di  legge,
  articolo per articolo,  ci vuole soltanto un poco di buona  volontà
  per esaminarlo, teoricamente anche in una sola seduta,  ed ho fatto
  una  domanda che non è pretestuosa, è una domanda - anche dal punto
  di  vista  tecnico - alla quale invito a dare risposta ai  deputati
  della maggioranza ed al Governo.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare a favore della proposta del Governo.

   MANCUSO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per richiamo  al
  Regolamento sulla proposta del Governo. Quando devo parlare?

   PRESIDENTE.  Assessore,  secondo lei sarebbe  ragionevole  tornare
  domani in Aula con questo disegno di  legge? Ci riuscireste?

   LEONTINI. Signor Presidente, mezz'ora fa ho chiesto di parlare per
  richiamo al Regolamento. Quando potrò parlare?

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  normalmente  non  partecipo  molto
  intensamente  ai  lavori  d'Aula, però stasera  ho  assistito  agli
  interventi fatti dai colleghi Leontini e Bufardeci che hanno  posto
  delle   questioni,  secondo  me  anche  fondate,  circa  l'impianto
  normativo che è proposto all'esame dell'Aula.
   Il   collega  Bufardeci,  in  particolare,  con  l'onestà  che  lo
  contraddistingue,  ha  posto l'esigenza di un  approfondimento  del
  testo.
   Sulla  base  di  queste argomentazioni il Governo  ha  chiesto  di
  procedere alla sospensione dei lavori sul testo e di rimandarlo  in
  Commissione sulla base di quanto previsto dal Regolamento interno.
   Il   Presidente   dell'Assemblea,   immagino,   dopo   una   breve
  consultazione  con i presidenti dei Gruppi parlamentari,  ha  detto
  che il testo ritorna

   MAIRA. Ma quale consultazione

   SPEZIALE. Io penso che il Presidente dell'Assemblea svolga bene il
  proprio  compito  Penso che lo svolga bene e non  penso  che  abbia
  tirato fuori la data di martedì, così  L'ha tirata fuori perché  ha
  avviato  la consultazione, ovviamente in modo preferenziale  con  i
  Gruppi di maggioranza, dopodiché è scattata un'impropria corsa alla
  richiesta di interventi, uno dopo l'altro, signor Presidente, con i
  quali si vuole affermare un principio che in quest'Aula non c'è: il
  diritto  di  una  minoranza di porre veti circa  i  lavori  d'Aula
  Questo  diritto nel Regolamento interno non c'è  C'è il diritto  di
  una  minoranza  di votare contro una proposta,  di farla  diventare
  maggioranza,  di sostenerla, ma non c'è il diritto di  impedire  il
  prosieguo naturale dei lavori parlamentari.
     Io mi sono domandato, e domando al Parlamento, con molta onestà:
  se  dopo la sospensione anziché essere all'esame dell'Aula il testo
  riguardare il disegno di legge elettorale ci fosse stato  qualsiasi
  altro testo avremmo avuto la stessa reazione?
   La  verità  è che si vuole impedire al Parlamento di esaminare  un
  testo  che  la  maggioranza  ha proposto  e  lo  si  vuole  evitare
  attraverso  tutta  una  serie  di argomentazioni  che  non  possono
  albergare  in  questo  Parlamento.  Non  possono  stare  in  questo
  Parlamento.
   Per cui, signor Presidente, siccome il Regolamento interno prevede
  espressamente che sulla proposta del Governo parli uno a favore  ed
  uno  contro, ovviamente io sono a favore, le chiederei, dopo il mio
  intervento, di procedere, così come prevede il Regolamento interno,
  al   voto  d'Aula  e  successivamente,  così  come  lei  stesso  ha
  dichiarato,  ad esaminare il testo del disegno di legge elettorale,
  perché  i  colleghi devono sapere che c'è una regola che  vale  per
  tutti  i parlamentari e cioè quella che nessuno può pensare che  di
  fronte ad una sospensione ciò debba produrre la paralisi dell'Aula.
  L'Aula  continua  regolarmente  i propri  lavori.  Siccome,  signor
  Presidente,  il  disegno di legge elettorale è iscritto  all'ordine
  del  giorno, concordato nella Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari, si proceda stasera, non capisco perché  domani,  alla
  discussione  generale del disegno di legge sulla legge  elettorale.
  Non  mi  pare  che questa sia una prevaricazione; la prevaricazione
  sarebbe al contrario
   Signor Presidente, pertanto, la invito, in modo celere, così  come
  è  sua  abitudine, a formulare il voto d'Aula. Hanno parlato uno  a
  favore ed uno contro. Adesso l'Aula decida

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dovrei porre   in  votazione  la
  proposta del Governo, che è formale.

   MANCUSO.  Signor Presidente, c'è un richiamo al Regolamento

   PRESIDENTE.  Un  richiamo al Regolamento, o lei o  il  capogruppo,
  onorevole Mancuso

   MANCUSO. C'è un richiamo al Regolamento

   PRESIDENTE. Abbiamo preso il Regolamento. Onorevole Mancuso non mi
  metta  in  difficoltà.  Il  richiamo al Regolamento,  o  lo  fa  il
  capogruppo o lo fa lei, scegliete voi, faccia una proposta.

   MANCUSO. Non è una proposta, è un richiamo al Regolamento. C'è una
  violazione al Regolamento

   PRESIDENTE.   Il  Regolamento  è  lo  stesso,  non   saranno   due
  regolamenti diversi.
   Onorevole Mancuso, avrei già dovuto mettere la proposta  ai  voti,
  non mi metta in difficoltà.


   Presidenza del presidente Cascio


                      Per richiamo al Regolamento

   LEONTINI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, avevamo dato il nostro contributo  ed
  avevamo  apprezzato i chiarimenti sia dell'assessore  Chinnici  che
  dell'assessore  Armao. E avevamo chiesto se,  entrando  nel  merito
  dell'esame degli emendamenti e degli articoli, si potesse suggerire
  un  rinvio  alla  normativa nazionale, ovviamente, nell'ambito  del
  lavoro che l'Aula parlamentare ha il dovere di svolgere.
   Da  parte  nostra  non  è  stata  fatta  alcuna  richiesta  né  di
  sospensione né di rinvio ad altre sedi.
   E'  bastato  che  l'assessore Chinnici , e chiedo ai  colleghi  di
  essere  attenti,  alle  ore 17.50 dicesse, signor  Presidente,  sto
  leggendo  uno stralcio del resoconto stenografico:  Non c'è  alcuna
  formale richiesta di sospensione .
   I  colleghi  che mi hanno preceduto hanno parlato del  nulla',  di
  una  situazione  che non esiste  Che è fasulla  Perché  l'assessore
  Chinnici  ha detto, signor Presidente:   il disegno di  legge,  che
  oggi  si discute, è passato dai lavori della I Commissione, che  si
  sono  protratti  per  mesi e che sono stati fatti,  veramente,  con
  grande attenzione e con grande impegno. C'è stato il contributo  di
  tutti  i parlamentari, di tutte le forze politiche che fanno  parte
  della   I  Commissione  e  che,  per  altro,  in  questa  occasione
  ringrazio, come ringrazio il presidente Minardo.
   Da  parte del Governo, pur tuttavia, poiché mi pare di capire  che
  si  chiede un ulteriore approfondimento per apportare eventualmente
  correttivi,  c'è la disponibilità, ove si ritenga di chiederlo,  ad
  una  breve  sospensione, per una verifica in commissione di  quegli
  aspetti   del  disegno  di  legge  che  possono  suscitare   talune
  perplessità.  Però,  a fronte di tutto ciò, mi corre  l'obbligo  di
  chiederlo a questo Parlamento.
   Il  Parlamento  non  l'ha chiesto  Non l'ha  chiesto  il  Governo,
  quindi, non c'è alcuna richiesta formale di sospensione. Il Governo
  non  l'ha  chiesto   E' stata messa ai voti,  caro  Cracolici,  una
  richiesta  formale del Governo che non c'è, perché  il  Governo  ha
  fatto  una  sua  proposta  e  ha dichiarato  disponibilità  ove  il
  Parlamento lo chiedesse.
   Ha  avuto  ragione l'onorevole Maira ad individuare, da parte  del
  collega  Cracolici  e  dei  colleghi del  Partito  Democratico,  la
  volontà   di   strumentalizzare  la  dichiarazione   dell'assessore
  Chinnici per interrompere i lavori d'Aula.
   A  questo  punto, signor Presidente, corre l'obbligo a  quest'Aula
  tutelare,  perché  ormai si tratta di tutela, l'assessore  Chinnici
  dalle continue aggressioni del capogruppo Cracolici.  Perché  è  la
  seconda  volta  in  Aula  che prende  il  disegno  di  legge  e  lo
  accantona.
   L'assessore  Chinnici, forse, non comprende che se oggi  dovessimo
  decidere  di  invertire l'ordine del giorno  e  di  passare  ad  un
  approfondimento  in  Commissione di questo disegno  di  legge,  non
  faremmo  né  questo disegno di legge e neanche quello  sulla  legge
  elettorale  perché  gli  emendamenti sulla  legge  elettorale  sono
  tremila.   Qualora noi dovessimo iniziare, non faremmo né l'uno  né
  l'altro.
   Questo è un tentativo per non voler approvare  la legge.  La legge
  se  la  vuole approvare, assessore Chinnici, la faccia con  noi  in
  Aula  e  noi saremmo disponibili ad andare avanti in Aula con  lei.
  Se  lei  deve subire, da parte dell'onorevole Cracolici,  ogni  tre
  giorni, il rinvio in Commissione del suo disegno di legge,  come  è
  accaduto  la  prima volta e come sta accadendo questa sera,  allora
  dite chiaramente che non volete fare nemmeno voi questa legge e che
  volete  procedere alla vostra priorità numero 1,  che  è  la  legge
  elettorale. In questo modo non si farà né la legge elettorale né la
  legge  sulla semplificazione amministrativa. Questo è chiaro perché
  oggettivo,  nel volume degli emendamenti che sono stati presentati,
  e  basta una intuitiva guardata alla quantità degli emendamenti per
  capire che questo è l'andamento della vicenda.
   Quindi,  signor   Presidente, siccome non esiste alcuna  richiesta
  formale,  noi siamo disponibili ad andare avanti con l'Assessore  e
  avevamo chiesto soltanto dei chiarimenti ai nostri dubbi.
   L'hanno  detto gli onorevoli  Bufardeci e  Maira, l'ho  detto  io,
  l'ha detto  l'onorevole Cordaro, l'ha detto l'onorevole Mancuso, lo
  abbiamo  detto  tutti.  Siamo entrati nel merito  dell'esame  degli
  articoli e degli emendamenti.
   Vogliamo continuare così?
   Se  così è possibile, è possibile anche decidere, emendamento  per
  emendamento, di ritirare l'articolo e l'emendamento e  di  rinviare
  alla  norma nazionale. Se non è possibile, l'Assessore risponde  di
  no,  mettiamo  ai  voti gli articoli e gli emendamenti  ed  andiamo
  avanti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE.  A quale articolo del Regolamento, onorevole  Mancuso,
  ai sensi dell'articolo  110?

   MARZIANO. E'  una violenza al Parlamento

   MANCUSO. Signor Presidente, non mi faccia insultare dai colleghi.
   A  me  non  sembra  che  l'assessore  abbia  chiesto  l'inversione
  dell'ordine  del giorno, ai sensi dell'articolo 110 del Regolamento
  interno, perché l'articolo 110 parla di questo.
   Io ho sentito da parte dell'assessore una richiesta di sospensiva,
  il richiamo è all'articolo 101 del Regolamento interno e se è vero,
  come  è vero, lo possiamo prendere dalla trascrizione, che c'è  una
  richiesta di sospensiva, ai sensi dell'articolo 101, e il  comma  4
  dell'articolo   101,   considerato  che  stavamo   parlando   degli
  emendamenti,   non   permette  la  sospensiva,   e   la   richiesta
  dell'assessore  è  una sospensiva. Nessuno ha chiesto  l'inversione
  dell'ordine del giorno.
   Quindi,  è  errata  la  richiesta ai sensi dell'articolo  110  del
  Regolamento interno.
   Faccio  un  richiamo al Regolamento interno e chiedo al Presidente
  dell'Assemblea di riunire la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari affinché si stabiliscano le regole, soprattutto quelle
  della  minoranza, in questo Parlamento, perché il modo di agire  di
  determinati  colleghi  per raggiungere l'obiettivo,  che  da  dieci
  giorni  perseguono in questa Assemblea, sta diventando un  teatrino
  inaccettabile per la Sicilia.
   Quindi, signor Presidente, la prego, vorrei comprendere intanto se
  c'è   per  iscritto,  come  prevede  il  Regolamento  interno,   la
  sospensiva richiesta dall'assessore.
   Siccome  la  richiesta scritta non è neanche formulata,  ai  sensi
  dell'articolo   110  nessuno  ha  fatto  richiesta  di   inversione
  dell'ordine  del  giorno, la prego di convocare  immediatamente  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


     Sulla proposta di sospensione dell'esame del disegno di legge
                         numeri 520-144 bis/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta  di  inversione
  dell'ordine  del giorno, ai sensi dell'articolo 110 del Regolamento
  interno,   definiamola  sospensione  momentanea  della  trattazione
  dell'argomento.

   MANCUSO.  Chi ha chiesto l'inversione dell'ordine del  giorno?  Ho
  chiesto una sospensiva.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, l'interpretazione della  richiesta
  del  Governo  l'ha  data la Presidenza. Il senso  è  che  la  norma
  rimanga all'ordine del giorno dell'Assemblea.

   MANCUSO. E' una questione politica, lo deve dichiarare il Governo,
  non lei, Presidente

                   (Proteste dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  Il  Governo  non conosce perfettamente  i  meccanismi
  regolamentari e non deve conoscerli in quanto Assessore tecnico. Ho
  interpretato,  onorevole Mancuso, sotto il  profilo  regolamentare,
  la volontà del Governo.

   MANCUSO. Nessuno ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno

   PRESIDENTE. L'ho chiesto io, interpretando la volontà del Governo.
   La  proposta  è che il disegno di  legge non esca dall'ordine  del
  giorno  dell'Assemblea ma rimanga all'ordine del giorno per martedì
  prossimo.
    Su questa proposta ci sarà un approfondimento in Commissione, col
  Governo,  con  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  domani  o
  dopodomani.
   Pongo  ai voti la proposta. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Il  disegno  di  legge,  pertanto, rimane  all'ordine  del  giorno
  dell'Assemblea per martedì prossimo.
   In  questi  giorni  avverrà  un confronto  in  Commissione  fra  i
  presidenti  dei Gruppi parlamentari, i componenti della Commissione
  stessa e il Governo per verificare, approfondire ed, eventualmente,
  modificare le norme oggetto di discussione oggi in Aula.


   Presidenza del presidente Cascio


  Discussione del disegno di legge «Modifiche di norme in materia di
                               elezione,
     composizione e decadenza degli organi comunali e provinciali»
   (85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-
                                669/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  «Modifiche  di  norme  in  materia  di  elezione,  composizione   e
  decadenza degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-278-296-
  299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A), posto al numero
  2).
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali ,  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, appare necessario,  alla  luce  di
  questa  determinazione, almeno un quarto d'ora di  sospensione  per
  consentire ai Gruppi parlamentari di riunirsi un attimo al fine  di
  meglio determinarsi per il proseguimento dei lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
   Convoco  immediatamente la Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari in Sala lettura deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore 20.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, informo che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari ha stabilito un calendario  dei
  lavori  che,  ovviamente,  tiene conto della  discussione  fin  qui
  svoltasi in Aula sul disegno di legge relativo alla semplificazione
  numeri 520-144/A, così articolato:
   -  l'Aula  terrà  seduta domani, giovedì 3 marzo  2011,  alle  ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I - Comunicazioni.

   II - Discussione dei seguenti disegni di legge:

   1)  seguito  dell'esame del disegno di legge numeri 520-144  bis/A
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione,  l'agevolazione
  delle   iniziative  economiche.  Disposizioni  per   lo   sviluppo.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino  e  la
  semplificazione della legislazione regionale»;

   2)  esame  del disegno di legge numeri 85-213-256-278-296-299-441-
  480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A «Modifiche  di  norme  in
  materia di elezione, composizione e decadenza degli organi comunali
  e provinciali»;

   3) seguito dell'esame del disegno di legge numeri 604-185/A «Norme
  in  materia di orari degli esercizi commerciali e grandi  strutture
  di  vendita.  Modifiche alla legge regionale 22 dicembre  1999,  n.
  28».

   Resta inteso che, avendo avviato un confronto in I Commissione con
  il Governo e con i Capigruppo già a partire da domani mattina, alle
  ore  10.00,  il  disegno di legge numeri 520-144/A rimane  iscritto
  all'ordine del giorno per un fatto formale.
   Nella  seduta  d'Aula  di  domani  pomeriggio,  si  procederà   ad
  incardinare il disegno di legge concernente modifiche di  norme  in
  materia elettorale, per il quale il termine di presentazione  degli
  emendamenti, è fissato, a partire da domani quando si  inizierà  la
  discussione generale, fino a martedì 8 marzo 2011, alle ore 13.00.
   L'Aula terrà poi seduta martedì 8 marzo 2011, alle ore 16.00,  con
  il  seguito  dell'esame del disegno di legge numeri  520-144/A  con
  l'obiettivo di completarne l'iter entro mercoledì 9 marzo, in  modo
  che nella seduta di giovedì 10 marzo 2011 si possa iniziare l'esame
  dell'articolato del disegno di legge concernente modifiche di norme
  in  materia  elettorale, in termini che consentano di rendere  tali
  norme utilizzabili per le prossime elezioni amministrative.
   Il completamento dell'esame del predetto disegno di legge potrebbe
  richiedere  una  seduta d'Aula per venerdì 11  marzo  2011;  questo
  dipenderà dal dibattito d'Aula e da quanto decideranno i Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.

   Così resta stabilito.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 3 marzo
  2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

    1) «Disposizioni   per  la  trasparenza,  la   semplificazione,
       l'efficienza,     l'informatizzazione     della     pubblica
       amministrazione, l'agevolazione delle iniziative economiche.
       Disposizioni per lo sviluppo. Disposizioni per il  contrasto
       alla  corruzione ed alla criminalità organizzata  di  stampo
       mafioso.  Disposizioni per il riordino e la  semplificazione
       della legislazione regionale» (520-144 bis/A) (Seguito)
    2) «Modifiche  di norme in materia di elezione, composizione  e
       decadenza  degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-
       278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A)
    3) «Norme  in  materia  di orari degli esercizi  commerciali  e
       grandi  strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale
       22 dicembre 1999, n. 28» (604-185/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 20.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli