Presidenza del vicepresidente Formica
BOSCO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di apposizione di firma a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 309 dell'1 marzo 2011,
pervenuta in pari data (protocollata al n. 2275/Aula PG del 4 marzo
2011), l'onorevole Pogliese ha chiesto di apporre la firma alle
interrogazioni numeri 1735, 1736, 1737 e 1738 dell'onorevole
Vinciullo, annunziate nella seduta n. 230 dell'1 marzo 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1596
PRESIDENTE. Ricordo che, con riferimento all'interrogazione con
richiesta di risposta orale n. 1596 Chiarimenti sul rispetto della
legalità nella realizzazione del progetto per la
rifunzionalizzazione del porto di Lipari dell'onorevole Panarello
ed altri, indirizzata all'Assessore per il territorio e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, nella seduta
d'Aula n. 225 del 16 febbraio u.s., la stessa si è svolta per la
rubrica Infrastrutture e mobilità' e l'interrogante si è
dichiarato soddisfatto della risposta.
Comunica poi che, con nota 9333/IN.15 del 28 febbraio 2011, qui
pervenuta il 3 marzo successivo (protocollata al n. 2245/Aula PG
del 4 marzo 2011), il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per le infrastrutture a curarne la trattazione.
A seguito della citata delega, l'iter parlamentare del suddetto
atto ispettivo è da ritenersi quindi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
materia di elezione su composizione di organi comunali e provinciali
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito dell'esame del disegno di legge «Modifiche di norme in
materia
di elezione, composizione e decadenza degli organi comunali e
provinciali»
(nn. 85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-
660-669/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge numeri
85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-
669/A «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
decadenza degli organi comunali e provinciali», posto al n. 2) del
secondo punto dell'ordine del giorno.
Ricordo che si era in fase di discussione generale.
Onorevoli colleghi, comunico che è stata presentata sul disegno di
legge la questione sospensiva ai sensi dell'articolo 101, comma 1,
del Regolamento interno, dagli onorevoli Leontini, Beninati, Bosco,
Corona, D'Asero, Limoli, Mancuso e Torregrossa.
Ne do lettura:
«Signor Presidente, noi sottoscrittori con la presente proponiamo
a norma dell'articolo 101 del Regolamento interno la questione
sospensiva per il disegno di legge numeri 85-213-256-278-296-299-
441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A Modifiche di norme
in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi
comunali e provinciali , in quanto si ritiene:
1 - che la procedura sinora adottata sia irregolare, perché in
Commissione si è andati avanti in assenza dei rappresentanti della
minoranza;
2 - che la legge non riguarda nessuno, nemmeno gli enti locali,
che non la chiedono e che, comunque, avrebbero dovuto essere
consultati attraverso le loro rappresentanze (ANCI-URPS)».
Per richiamo al Regolamento
Presidenza del vicepresidente Formica
CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci siamo
lasciati giovedì scorso dopo che l'Aula, prima di passare alla
trattazione del punto all'ordine del giorno relativo al disegno di
legge elettorale, aveva esaminato la richiesta di sospensiva per
questione pregiudiziale e l'Aula l'ha respinta. A seguito di quella
bocciatura l'Aula ha cominciato la trattazione del punto all'ordine
del giorno che è stato istruito secondo un calendario che era stato
approvato dall'Aula nel senso che, una volta comunicato dal
Presidente dell'Assemblea, l'Aula aveva stabilito che il calendario
del Parlamento prevedesse che, oggi alle ore 13,00 sarebbe scaduto
il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge
elettorale.
Immagino che la seduta di questa mattina, inusuale per prassi
d'Aula, considerato che il martedì mattina difficilmente si tiene
seduta, sia stata convocata dal Presidente per consentire, vista la
quantità di interventi e vista la querelle politica che c'è attorno
alla legge elettorale, di esaudire la richiesta di alcuni colleghi
di poter intervenire nella discussione generale.
Tutto questo sta avvenendo in un clima surreale. Perché?
Perché io sono fermo al principio secondo cui alle ore 13.00
scadono i termini per la presentazione degli emendamenti. Lei
chiudendo la seduta di giovedì che, come sa, poteva benissimo
prolungarsi, si poteva convocare per venerdì, ci potevano essere
mille soluzioni per consentire la richiesta dei colleghi, ha
garantito che la Presidenza si sarebbe orientata comunque per
consentire entro le ore 13.00 all'Aula di rispettare il calendario
che si era dato con la chiusura della discussione generale e,
quindi, il voto formale del passaggio agli articoli.
Siamo ora in una situazione in cui, mentre c'è il dibattito con le
iscrizioni a parlare, si chiede che cosa, di sospendere la
discussione generale? Si vuole interrompere nel senso che si
chiude?
Già abbiamo votato, siamo in fase di discussione generale, noi non
possiamo votare due volte la stessa questione, dovremmo arrivare
prima o poi alla fase del passaggio agli articoli. E' quello il
momento nel quale l'Aula si determinerà, se lo vorrà, con la
bocciatura formale del passaggio all'esame degli articoli. Ma, fino
a quel momento, c'è un calendario che la Presidenza ha comunicato,
non io mi permetto di dire, e la Presidenza deve garantire il
calendario perché pensavo che fosse assolutamente chiaro, nel senso
comune, che giovedì l'Aula si sarebbe orientata a chiudere la
discussione generale.
Lei, signor Presidente, ha prolungato per questa mattina. Però, mi
permetto di dire sulle pregiudiziali che la Presidenza stessa ha
dichiarato, quando altri colleghi avevano annunciato una
pregiudiziale al secondo, che una pregiudiziale si esercita una
sola volta.
Nel caso specifico, l'Aula si è determinata; quando passeremo agli
emendamenti saremo in una fase nuova della discussione e ci sarà,
eventualmente, la possibilità di utilizzare l'articolo 101 del
regolamento. Ma al momento, signor Presidente, le chiedo di non
consentire sospensioni di nessuna natura. Se i colleghi dovessero
rinunciare, potremmo eventualmente decidere l'immediato passaggio
agli articoli.
Quindi, la questione pregiudiziale è mal posta nel senso che già
l'Aula si è determinata.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei ha ragione tranne che su un
punto: questa è la questione sospensiva e non pregiudiziale.
CRACOLICI. E' uguale: si tratta sempre dell'articolo 101.
PRESIDENTE. Non è uguale, sono due strumenti diversi che il
Regolamento mette a disposizione, questione pregiudiziale e
questione sospensiva sono due cose differenti.
Onorevole Cracolici, lei lo sa bene, conosce bene il Regolamento.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so per quale
articolo del Regolamento io parli, parlo perché, onestamente,
gradirei che si convocasse una Conferenza dei Capigruppo e il
Consiglio di Presidenza perché domenica scorsa ho seguito una
trasmissione e ho scoperto che in questo Palazzo si ruba benzina,
in questo Palazzo ci sono 90 accattoni'.
Signor Presidente, in ordine di importanza io sono il novantesimo
in questa Aula; però, onestamente, se i colleghi - gli altri 89 -
hanno il coraggio di resistere a quello che è stato detto in una
trasmissione nazionale sul funzionamento e sulla qualità di questo
Parlamento, gli altri 89 possono restare anche in silenzio.
Francamente, l'unica proprietà di cui dispongo nei registri
immobiliari è la mia dignità
Avendo scelto di fare il parlamentare, essendo un segretario
generale, un direttore generale, ci rimetto qualche cosa, impiego
18 ore del mio tempo quotidiano per ascoltare la disperazione della
gente, per sentire quanto disgusto c'è verso la politica, però non
posso consentire che il Presidente del mio Parlamento mi consideri
e mi additi all'opinione pubblica nazionale come un ladro di
benzina: deve mandare gli atti alla Procura della Repubblica
urgentemente perché simili vicende si traducono in reati penali.
E su questo chiederei che si pronunciasse anche il Segretario
generale perché le dichiarazioni del Presidente Cascio, sentite
l'altra sera, sono gravi.
Personalmente, non intendo assolutamente assistere a questa idea
che tutti quelli che fanno politica sono banditi, sono disonesti,
sono qui per rubare lo stipendio.
Guadagnavo molto di più prima di essere eletto parlamentare. Vivo
malamente anche il rapporto con l'inefficienza di una macchina
regionale che non dà risposte ai bisogni dei disperati - che sono
tanti - vivo con angoscia e con fastidio l'idea di un'impotenza
permanente, continua, di una politica regionale che viene
rappresentata all'esterno come semplice creatore di LSU. Non ho
alcuna responsabilità sulla Fiera di Messina o sulla Fiera di
Palermo, per il loro mancato funzionamento. Passo giornate intere
in questo Parlamento tentando di fare quel poco che mi è
consentito; mi incontro giornalmente con disperati, con laureati
110 e lode, così come cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro.
Questo Parlamento deve fermarsi un momento perché la
rappresentazione che ogni giorno i mass-media e poi il Presidente
dell'Assemblea danno, non mi consente ; io non faccio parte di
quelli che sono terrorizzati dall'elezione, infatti dico sempre
all'onorevole Musotto: prima ce ne andiamo, meglio è . L'ho detto
al mio capo corrente che con questa storia dell'elezione è come se
diventassimo disoccupati.
Io non mi sento un precario della politica. Io sono un uomo libero
con la mia dignità, i miei novemila elettori mi hanno votato per
rappresentarli nella dignità, non per essere additato come
componente di una cricca che viene chiamata Parlamento
Quello che è successo l'altra sera è grave, signor Presidente.
Se si vuole continuare, da questo momento in poi, non intendo
assolutamente né all'interno delle vicende di maggioranza, né
all'interno di questo Parlamento, essere l'ultimo idiota che deve
essere additato come uno che prende ventimila euro al mese
Poi, onorevole Barbagallo, mio carissimo amico, avrei gradito che
lo facesse alla prima legislatura non alla quarta legislatura,
quello di ridurre il numero dei parlamentari.
Ormai c'è il tiro al bersaglio
Dipendenti della Fiera di Palermo che piangono perché non possono
lavorare; i PIP che vengono dislocati in tutti gli Assessorati,
quando poi chiedo disperatamente, Assessore, che quella Giunta che
sostengo faccia i decreti per gli asili nido, faccia i decreti per
la messa in sicurezza delle scuole, faccia uscire finalmente
l'avviso 7, l'avviso 8, l'avviso 12, anche l'avviso 90 se c'è un
avviso 90.
C'è una Sicilia di disperati e quelli che stanno nei palazzi
dorati non li incontrano. Li incontra il novantesimo parlamentare,
così come altri, e devono recepire il disprezzo che ci arriva dalla
gente per l'incapacità di risolvere i problemi e il disprezzo del
Presidente di un'Aula che deve dire che si rubava la benzina.
Segretario generale, qualora lei non mandasse gli atti alla
Procura si renderebbe responsabile di omissione. E si renderebbe
responsabile di coprire delle persone che hanno reso un danno a
questa Amministrazione regionale. Dobbiamo fermaci La parodia, il
ridicolo, non possono continuare
Essendo il novantesimo deputato, non in ordine alfabetico ma in
ordine di importanza in questa Aula, non intendo assolutamente più
partecipare a questo miserabile e meschino teatrino.
E che il Presidente Cascio, insieme all'Ufficio di Presidenza, non
ci porti un bilancio di questa Assemblea, che si riduca esattamente
come ha fatto il Presidente della Repubblica.
E siccome questo è un mondo di omertà, mi si venga a spiegare cosa
fanno le guardie giurate in questo Palazzo. Quanto costano?
Segretario generale, in forza di quale norma avete fatto
l'affidamento diretto senza rispettare regole? Me lo venga a dire,
perché oggi, 8 marzo, non intendo più partecipare a questa
vergognosa denigrazione di quella politica fatta di persone perbene
cui mi sento di appartenere.
(Applausi in Aula)
Votazione della questione sospensiva
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la questione
sospensiva presentata sul disegno di legge numeri 85-213-256-278-
296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A, ai sensi
dell'articolo 101, comma 1, del Regolamento interno.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Siamo in votazione.
CORDARO. Signor Presidente, dobbiamo votare.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione.
La Presidenza sa bene cosa applicare. Il Regolamento è chiaro:
sono due a favore e due contro.
Presidenza del vicepresidente Formica
CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ma quale Regolamento?
Onorevole Cracolici, lei è già intervenuto una volta per richiamo
al Regolamento.
Siamo in fase di votazione. Ora dobbiamo votare. Io la devo
mettere ai voti.
(Tumulti in Aula)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la questione sospensiva.
Chi è favorevole alla questione sospensiva si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(E' approvata)
(Applausi dai banchi di destra)
CRACOLICI. Signor Presidente, neanche ha contato, lei è un
fazioso
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, assuma il suo ruolo
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(la seduta sospesa alle ore 10.07, è ripresa alle ore 11.15
)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
- Nicotra e Picciolo per oggi;
- Barbagallo e Giuffrida dall'8 al 9 marzo 2011
- Digiacomo dall'8 al 10 marzo 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
allo ore 16.00.
(la seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 16.26)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa è in congedo per oggi,
per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Luca ha dichiarato di
aderire al Gruppo parlamentare PDL'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione in merito alle dichiarazioni rese dal Presidente
dell'ARS
nel corso di una trasmissione televisiva
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi in merito all'intervento svolto
questa mattina in Aula dall'onorevole Panepinto, comunico quanto
segue:
«Mi sono sentito con il Presidente Cascio, che si trova
all'estero, in merito a quanto da lui dichiarato nell'intervista
andata in onda domenica sera, su Rai Tre.
Sul punto egli precisa che al di là dei toni e delle modalità
usati, intendeva e intende ribadire l'impegno profuso in questa
legislatura da parte del Consiglio di Presidenza e dei deputati
dell'ARS, al fine della razionalizzazione e del contenimento della
spesa del Parlamento regionale siciliano.
I riferimenti esplicitati nel corso della suddetta intervista, in
taluni casi erano in realtà stati manifestati fuori onda e
tendevano ad evidenziare anche attraverso il ricorso ad un
linguaggio forte ed a paradossi, le misure di risparmio
unanimemente deciso in Consiglio di Presidenza.
Il Presidente Cascio rimarca che l'intero Parlamento si è
dimostrato pienamente sensibile e recettivo alle proposte di
contenimento della spesa. Nello specifico per quanto riguarda, in
particolare, il riferimento ai consumi di benzina, i dati forniti
dagli uffici, già in possesso della stampa, dimostrano una
riduzione in termini assoluti di chilometri effettuati.
Il risparmio di circa quattrocentomila euro è dovuto alla
riduzione del numero di auto blu e dalla perimetrazione degli
ambiti di utilizzo da parte dei Presidenti delle Commissioni
parlamentari.
Il Presidente Cascio, inoltre, precisa che non era sua intenzione
offendere la classe politica presente a Palazzo dei Normanni e che
qualsiasi interpretazione di questa natura è assolutamente lontana
dal suo sentire e quindi infondata.
Il Presidente ribadisce ed evidenzia ancora che tutti i
provvedimenti di contenimento adottati sono stati assunti per
ragioni di opportunità, rispondenti ad esigenze di maggiore rigore
e non per rimuovere o colmare situazioni di illegittimità o di
illegalità, poiché ove se ne fossero intraviste, e così non è
stato, tali eventuali situazioni sarebbero state denunciate alle
autorità competenti.
Nell'ambito della riduzione dei costi della politica, inoltre, il
Presidente ha inteso porre l'accento sulla esigenza di una
riduzione del numero dei componenti del Parlamento regionale
siciliano.
Si tratta di un argomento delicato che alla fine ha registrato una
adesione unanime dell'Aula e quindi ora questo DDL potrà proseguire
il suo iter.
Il Presidente Cascio tiene a precisare che alcune sue espressioni
decontestualizzate dal ragionamento complessivo che egli stava
conducendo nel corso dell'intervista, hanno dato un messaggio
forviante e non coincidente con il suo pensiero e con la realtà dei
fatti.
In conclusione egli sottolinea che se le sue parole hanno
involontariamente recato offesa alla sensibilità degli onorevoli
colleghi se ne rammarica e chiede scusa per le espressioni infelici
che hanno potuto mettere in cattiva luce l'istituzione dell'ARS».
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Chiedo al Presidente di farsi carico in Consiglio di
Presidenza di pubblicare quella nota sulla pagina di un giornale a
diffusione regionale, in modo tale che venga conosciuta da tutti i
cittadini siciliani. Questo è il minimo che si possa fare.
MINEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Mineo, l'onorevole Speziale non ha fatto un
intervento.
APPRENDI. Perché è vietato intervenire?
PRESIDENTE. Non è vietato, ma il Presidente Cascio non è presente,
onorevole Apprendi, non mi pare di buon gusto Non è presente, non
può replicare Né posso parlare io in sua vece. Non mi pare
opportuno. Non possiamo aprire un dibattito.
MINEO. Lei non può impedirmi di parlare
PRESIDENTE. Onorevole Mineo, la Presidenza ritiene che su una
comunicazione de relata, perché è una comunicazione che ho fatto
io in quanto il Presidente Cascio non c'è, non sia opportuno aprire
un dibattito.
MINEO. Lei mi deve dare la parola
PRESIDENTE. Onorevole Mineo, su che cosa vuole intervenire? Non
apriamo un dibattito
MINEO. Per fatto personale. Quella nota mi ha ferito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se io do la parola all'onorevole
Mineo, ovviamente, non posso non darla ad altri. Non è intenzione
della Presidenza aprire un dibattito
MINEO. Lei, signor Presidente, ha dato lettura di una lettera ed
io devo poter dire la mia
PRESIDENTE. Onorevole Mineo, non le do la parola.
Non le devo spiegare nulla. Non le do la parola e basta
(Tumulti in Aula)
Onorevole Mineo, si accomodi nei banchi Le faccio richiamo
ufficiale Le faccio il primo richiamo ufficiale
e semplificazione per contrasto alla corruzione e criminalità di
stampo mafioso
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale» (520-144 bis/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno di
legge «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione,
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per lo
sviluppo. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla
criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il
riordino e la semplificazione della legislazione regionale» (nn.
520-144 bis/A) , posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, poiché l'assessore Chinnici ha chiesto,
gentilmente, una breve sospensione della seduta per collazionare il
disegno di legge con le modifiche apportate, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.24)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Dina è in
congedo, per motivi istituzionali, dal 9 all'11 marzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 520-
144 bis/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge nn. 520-144 bis/A, posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali , a
prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che si era data lettura dell'articolo 1 e si era passati
all'emendamento 1.1, interamente soppressivo dell'articolo, a firma
degli onorevoli Leontini, Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna,
Caputo, Corona, D'Asero, Falcone, Formica, Leanza Edoardo, Limoli,
Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, ho chiesto di
parlare perché desidero informare l'Assemblea sul lavoro che è
stato fatto da me, unitamente ai miei collaboratori, ai tecnici
della I Commissione e dell'ARS medesima, a seguito della seduta
d'Aula del 2 marzo scorso, nella quale, a dibattito già avviato,
erano emerse alcune richieste di revisione del testo, nel senso di
un approfondimento degli articoli.
Sono stati comparati con gli articoli delle normative statali e
regionali di riferimento, anche alla luce degli emendamenti già
presentati, nell'ottica di una rivisitazione generale e complessiva
del testo medesimo e di uno snellimento dello stesso che,
originariamente, era composto da 41 articoli.
Il lavoro che è stato fatto è stato un lavoro attento,
approfondito, che ha portato a rivedere completamente l'intero
testo. Io desidero, se mi è data la possibilità per qualche minuto,
di illustrare tanto il testo quanto il lavoro che in relazione allo
stesso è stato fatto, perché si tratta di un testo organico, che
ambisce ad essere completo, a regolamentare cioè tutta la materia
della pubblica amministrazione procedendo ad un aggiornamento della
legge 10 del 1991, che è la normativa regionale di riferimento, e
tenendo presente la legge 241 del 1990 e successive modifiche, e
altresì, per la parte che riguarda l'attività specifica della
pubblica Amministrazione, anche il cosiddetto decreto Brunetta.
Quindi il testo ha una sorta di articolazione polifunzionale in
quanto comprende tutta la materia che disciplina il procedimento
amministrativo, comprende la disciplina della Scia, comprende la
disciplina dell'organizzazione amministrativa, della dirigenza e fa
riferimento, anche attraverso una riscrittura degli articoli
relativi, alla disciplina del SUAP, lo sportello unico per
l'attività di impresa.
Il disegno di legge contiene una serie di disposizioni che, sul
fronte dell'organizzazione dell'attività della pubblica
amministrazione, si muovono e si evolvono seguendo le linee
evolutive della legislazione statale, che si pone in un'ottica di
tempestività, di trasparenza e di economicità, con il fine
specifico di stimolare lo sviluppo economico, garantire la
competitività e contrastare i fenomeni di criminalità e di
corruzione, perché contiene anche alcune normative in questo senso.
Quindi un disegno di legge che forse è ambizioso nelle sue
finalità, il cui testo è completo sotto certi profili, e che si
ispira ai princìpi di buon andamento della pubblica
amministrazione, di imparzialità e al principio delle certezze del
diritto.
Proprio su questo voglio soffermarmi qualche secondo di più,
perché su alcuni articoli incentrati sulla certezza del diritto c'è
già stato un acceso dibattito e, pertanto, sono stati
particolarmente attenzionati nello studio svolto, in quanto credo
sia doveroso sottolineare come il richiamo che nel testo viene
fatto ai princìpi e agli istituti contenuti nella legge 241 del
1990, novellata dalla legge n. 69 del 2009 e dal decreto legge 78
del 2010, convertito con modifiche dalla legge 122 del 2010, e
altresì il richiamo alle disposizioni contenute, come dicevo prima,
nel cosiddetto decreto Brunetta, il decreto n. 150 del 2009, al
fine di adeguare l'Amministrazione regionale alle più recenti
innovazioni contenute nella legge statale, viene fatto in funzione
di assicurare certezza del diritto.
Mi fa piacere, in questa sede, ribadire come questo disegno di
legge, proprio per la sua importanza, per il significato che può
avere per quel percorso di sviluppo e quel processo di riforme
avviate nella nostra Regione, sia stato trattato nell'ambito di un
convegno indetto dalla Corte dei Conti, dove uno degli interventi
si è incentrato, proprio, su questo disegno di legge,
sottolineandone l'importanza, il significato che può avere nel
percorso di sviluppo della nostra Regione. E ripeto anche questo ci
ha indotto ad approfondire ulteriormente e con la massima
attenzione l'analisi del nostro testo.
Sulla certezza del diritto, una norma che abbiamo ritenuto di
fondamentale importanza e che quindi è stata mantenuta nella sua
integrità è quella prevista dall'articolo 36 del testo che impegna
la Giunta regionale ad effettuare un riordino normativo complessivo
attraverso lo strumento di un apposito disegno di legge. Così come,
nella prospettiva della certezza del diritto, si è ritenuto anche
di mantenere l'articolo che prevede la rubricazione degli articoli
della legge 10 del 1991, nonché l'introduzione dell'indicazione
espressa di alcune disposizioni di legge abrogate o modificate.
Infatti, la rubricazione della legge 10 del 1991 non costituisce -
come si potrebbe pensare e su cui forse è stata già espressa
perplessità - un appesantimento del testo ma, in realtà,
rappresenta uno strumento valido per una lettura agevole della
legge, per gli operatori e soprattutto per il cittadino.
E' in coerenza con la legislazione statale di riferimento, che
individua alcune norme come applicabili - mi riferisco in
particolare alla 241 e successive modifiche, che ha individuato
alcune norme come applicabili a tutte le Amministrazioni pubbliche
ed ha invece ritenuto altre norme, attinenti ai cosiddetti livelli
minimi essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, comma
2, lettera m) della Costituzione -, ci si è regolati nel senso di
rivedere, ripeto, tutto il testo anche alla luce del fatto che
quasi tutte le regioni hanno normato in questa materia, non
soltanto le regioni a Statuto speciale ma anche quelle a Statuto
ordinario si sono dotate di una propria normativa. E questo,
ripeto, è il lavoro che abbiamo fatto attraverso un ulteriore
raffronto con la normativa statale ed un approfondimento anche in
relazione, come dicevo prima, a quelli che sono gli emendamenti già
presentati al testo.
E quindi, in coerenza con le linee di fondo dettate appunto dalla
legislazione statale, il disegno di legge, in tema di tempi di
conclusione del procedimento e di attività consuntive, è
intervenuto dettando una norma che, nell'adeguarsi ai princìpi
previsti dalla normativa statale, ha ampliato i livelli di tutela
del cittadino. Pensiamo alla riduzione dei tempi procedimentali
che, effettivamente, a seguito delle sollecitazioni venute
dall'Aula sono stati rivisti in occasione di questo lavoro che è
stato fatto di ulteriore approfondimento del testo. Così come è
stata rivista la forma di responsabilità che non è più soltanto
dirigenziale come previsto dalla legge statale, ma che viene
introdotta anche come responsabilità disciplinare ed amministrativa
nei confronti dei funzionari inadempienti.
Il disegno di legge, quindi - e il lavoro che è stato fatto, è
stato fatto esattamente in questa direzione -, si è mosso
prevedendo un rinvio dinamico alla normativa statale adeguando, ove
necessario, gli istituti recepiti all'ordinamento regionale
siciliano e, specificamente, nella prospettiva della
semplificazione, così come ci è stato richiesto, e di un ulteriore
riduzione anche degli articoli del testo si è mosso, su altri temi,
operando attraverso un attenta revisione degli articoli del testo
ai quali sono state apportate alcune modifiche. Modifiche che sono
consistite, ripeto, nel recepire con un mero rinvio dinamico le
disposizioni per esempio in materia di SCIA, in materia di
silenzio/assenso, in materia di Conferenza dei servizi, in materia
di accesso alla documentazione amministrativa. Si è proceduto,
invece, a ridisciplinare e quindi a scrivere nuovamente gli
articoli che riguardano il SUAP che peraltro sono stati
numericamente ridotti. E nel fare, ovviamente, questo lavoro ci si
è adeguati alla normativa contenuta nella legge regionale 10 del
2000 e alle disposizioni introdotte dal decreto legge 112/2008 e
dal DPR 160/2010, recependo peraltro anche le norme in materia di
misurazione, valutazione di performance, trasparenza, efficienza,
informatizzazione della Pubblica Amministrazione.
Quindi, in sostanza, si è fatto un lavoro di revisione totale del
testo, nell'ottica appunto di dotare anche la Regione siciliana di
uno strumento legislativo autonomo in materia di procedure
legislative tenendo conto, ripeto, di quelle indicazioni che sono
venute dal dibattito d'Aula e che il Governo ha ritenuto di poter
recepire nell'ottica, appunto, di arrivare ad un testo che fosse
snello, che fosse effettivamente funzionale, che desse quell'idea
di certezza del diritto e che, quindi, potesse essere rispondente
alle istanze dei cittadini ma anche alle esigenze della stessa
Amministrazione.
Il testo, quindi, è stato rielaborato, come dicevo prima, a
seguito delle sollecitazioni venute dall'Aula nel dibattito del 2
marzo scorso e della riunione allargata dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari del 3 marzo successivo, dando incarico agli uffici di
diretta collaborazione di questo Assessore, agli uffici della I
Commissione, ai funzionari dell'Assemblea che ci hanno aiutato in
questo lavoro.
Il lavoro è stato fatto procedendo con una serie di emendamenti
che ci hanno consentito di rivedere in maniera approfondita tutti
gli articoli del testo. Taluni emendamenti sono meramente
soppressivi altri, invece, sono diciamo sostitutivi rispetto ai
precedenti perché si è ritenuto di operare una riscrittura degli
articoli che talvolta, come nel caso del SUAP per esempio, ha
portato a comprimerne il numero perché la parte dedicata al SUAP
comprendeva 6 articoli, oggi ne comprende soltanto 2. Quindi,
complessivamente un testo che, originariamente, era di 41 articoli,
oggi, si ripropone in 18 articoli. Il lavoro fatto, di snellimento
del testo, certamente oggi lo rende un testo funzionale a quelle
che sono le esigenze della nostra Amministrazione e dei nostri
cittadini. E' un testo compatto ma è un testo che ripeto ha,
direi, quasi l'ambizione di essere completo nel trattare la materia
ed è un testo sicuramente importante per la nostra Regione.
Penso di aver adempiuto a quello che era stato richiesto al
Governo e cioè una revisione attenta, una revisione in termini
comparativi, una revisione in termini anche di snellimento del
disegno di legge proposto all'esame dell'Aula.
Ritengo di aver adempiuto, e spero di aver adempiuto al meglio, a
questo ulteriore lavoro.
Signor Presidente, ho qui gli emendamenti pronti da depositare per
l'esame dell'Aula.
PRESIDENTE. Assessore Chinnici, la Presidenza ritiene di doverla
ringraziare per la disponibilità dimostrata, rispetto al dibattito
che si era già svolto sul disegno di legge in Aula, ad accogliere i
suggerimenti che provenivano dall'Aula.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'intervento fatto
dall'assessore Chinnici, in cui ha esposto all'Aula il lavoro
svolto dagli uffici, quelli della I Commissione dell'Assemblea
regionale e quelli dell'Assessorato, dimostri che sicuramente il
disegno di legge ha subìto una modifica, per il fatto stesso che da
42 articoli si passa a 18 articoli - lo abbiamo visto informalmente
con alcuni colleghi in Commissione -, quindi non c'è dubbio che con
la riformulazione degli articoli il testo ha subìto una
riscrittura.
Secondo me, per una questione di correttezza e di lealtà nei
confronti dei componenti della I Commissione, il testo potrebbe
ritornare in Commissione per una rivisitazione dello stesso
(Tumulti in Aula)
anche perché ritengo giusto e doveroso che la Commissione prenda
coscienza del disegno di legge, così come è stato riscritto, e
possa nuovamente portarlo in Aula per sottoporlo all'esame dei
colleghi parlamentari. Quindi, la richiesta che formulo alla
Presidenza è di rinvio del disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Mancuso,
Cordaro, Buzzanca, Cimino e Leontini.
SPEZIALE. Ma quando mai Possono parlare uno a favore e uno
contro
PRESIDENTE. Per richiamo al Regolamento ammetterò a parlare una
persona.
Sulla richiesta sono ammessi a parlare due deputati a favore e due
contro.
(Tumulti in Aula)
Presidenza del vicepresidente Formica
Per richiamo al Regolamento
MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, o si fa la legge
elettorale o, per quanto ci riguarda, il Parlamento è bloccato .
Sono le dichiarazioni rese alla stampa qualche minuto fa dal
presidente Cracolici.
Le bugie del presidente Minardo non fanno onore a questo
Parlamento
Lo ripeto: O si fa la legge elettorale o, per quanto ci riguarda,
il Parlamento è bloccato .
(Tumulti in Aula)
Signor Presidente, prendo la parola per richiamo al Regolamento se
i colleghi mi fanno parlare.
La proposta di un singolo componente, nella qualità di presidente
di Commissione, e considerato che ho parlato con i miei colleghi
della Commissione, non è ricevibile per due motivi, di cui uno
sotto il profilo regolamentare, in quanto la legge sulla
semplificazione amministrativa ha avuto un percorso molto chiaro.
Il percorso è stato quello che ha deciso la maggioranza di
quest'Aula votando qualche giorno fa, circa dieci, quindici giorni
fa, la sospensiva richiesta dall'onorevole Cracolici
Le fonti normative regolamentari primarie, che lei conosce meglio
di me, sono quelle della pregiudiziale prima, del rinvio in
Commissione, per secondo, della sospensiva terzo, dell'ordine del
giorno e delle mozioni e, poi, tutti gli altri commi che riguardano
l'eventuale sospensiva dei singoli emendamenti.
Lei, signor Presidente, non deve attenersi alle mie parole ma
all'attività che ha svolto quest'Aula in onorate sedute per lunghi
quarant'anni, dove le fonti primarie sono state sempre rispettate
da questo Parlamento, non è possibile che se una fonte primaria di
terzo livello, come la sospensiva, sia già stata utilizzata dalla
maggioranza, si torni indietro richiamando un'altra fonte primaria
del Regolamento. E' come se, sulla legge elettorale, ritornassimo
tra qualche settimana in Aula e le chiedessi la pregiudiziale, cosa
che non potrei fare, o le richiedessi il ritorno in Commissione,
cosa che non potrei fare perché già il gettone me lo sono giocato;
se l'è giocato l'onorevole Cracolici con la votazione della
sospensiva su questa legge elettorale.
Presidente, al di là dei buoni propositi che ha la maggioranza,
ritengo che debba rispettare ciò che questo Parlamento ha fatto per
quarant'anni.
Non si possono stravolgere le regole di questo Parlamento solo
perché c'è un dictat di un Presidente di Gruppo parlamentare,
rispettabile, per carità
Già questo passaggio è consumato La pregiudiziale è consumata Il
ritorno in Commissione è consumato La sospensiva è consumata
Presidente, deve fare andare avanti questo Parlamento nel rispetto
delle regole e delle fonti normative che sono scritte in questo
Regolamento.
Le violazioni, chi le vuole fare le faccia all'interno del proprio
Gruppo politico
Non ritengo assolutamente che lei, Presidente, possa sottostare a
quelle che sono repentine richieste solo perché una parte di questo
Parlamento ha deciso di fare ciò che vuole. Qui, non si può fare
quello che si vuole. Qui si può fare quello che è regolarmente
previsto e non è regolarmente previsto il ritorno del gambero.
Se già abbiamo votato la sospensiva, non può mettere ai voti la
richiesta del ritorno in Commissione, altrimenti le chiedo di
produrre a tutti i parlamentari ciò che è successo, in questa
materia, negli ultimi quarant'anni.
Una cosa del genere è chiaro che non solo inficia un procedimento
ma segna veramente quanto di peggiore può dimostrare quest'Aula
rispetto a ciò che hanno fatto i nostri padri che hanno regolato i
lavori di un Parlamento che, mi sembra, nella giornata di oggi non
abbia dato delle buone cose da trasferire fuori da quest'Aula.
Ritorniamo con i piedi per terra Mi rivolgo soprattutto alla
maggioranza, ritorniamo alle regole che tutti dobbiamo rispettare,
le forzature o i dictat sotto il profilo politico non servono a
nessuno e lei, Presidente, non deve rispettare me o come qualcuno
la taccia, di far parte della maggioranza.
Fino a questo momento, Presidente, ha rispettato il Parlamento, ci
ha fatto insultare questa mattina dai nostri colleghi di
maggioranza. In silenzio, abbiamo preso gli insulti,
immotivatamente. Questo pomeriggio, la invitiamo ancora una volta a
rispettare il Regolamento. La sospensiva è stata votata, il ritorno
in Commissione poteva essere votato solo se questo Parlamento non
avesse già deciso la sospensiva con la richiesta del capogruppo del
PD.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, voglio ricordarle che oggi questo
Parlamento ha svolto come sempre il proprio lavoro rispettando le
regole parlamentari e dando prova, come sempre, di essere un
Parlamento che rispetta le regole e cerca di produrre sulla base
dei provvedimenti che vengono proposti e portati in Aula.
Certo, la Presidenza è in una situazione di imbarazzo per un solo
motivo, cioè avendo ascoltato la relazione, anche appassionata, del
Governo rispetto al disegno di legge, rispetto alla richiesta che è
venuta dalla presidenza della Commissione. Quanto all'applicazione
del Regolamento, stia certo che la Presidenza ha ricostruito i
passaggi e pur ammettendo che quanto da lei sostiene, è sostenibile
e praticabile, voglio ricordarle, però, che è vero che è stata
votata una sospensiva, quindi si è adito già a questo tipo di
strumento, però successivamente, dopo un'ulteriore riunione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, quindi dopo la
sospensiva il disegno di legge è stato tolto dall'ordine del
giorno, è stato tolto come era giusto che fosse dall'ordine del
giorno; successivamente è stato reinserito all'ordine del giorno in
seguito alla decisione della Conferenza. Pertanto, la Presidenza,
pur non essendo d'accordo intimamente sulla richiesta, in base a
ciò che ha detto il Governo, metterà ai voti la richiesta.
Onorevoli colleghi, per dare ulteriore comunicazione ai colleghi
che pensano che la Presidenza sia di parte, stiamo applicando
l'articolo 121 quater, cioè la richiesta di rinvio in Commissione.
La richiesta di rinvio in Commissione non prevede che intervengano
due deputati a favore e due contro, come è scritto e come sapete.
Però, giustamente, la Presidenza, così come è accaduto in passato,
per analogia applica altro articolo che consente tutto ciò. Quindi,
vi prego tutti di non attaccare la Presidenza perché la Presidenza
attua pienamente il Regolamento.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sulla proposta di rinvio in Commissione
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Su questo argomento i gruppi parlamentari devono
intervenire Non è possibile questo Il gruppo di Forza del Sud su
questa legge vuole intervenire
PRESIDENTE. Chieda all'onorevole Cordaro di cedere
CORDARO. Signor Presidente, scusi, intanto siccome l'onorevole
Mancuso è intervenuto per richiamo al Regolamento, i due interventi
a favore sono assolutamente impregiudicati come i due interventi
contro, onorevole Cimino. Quindi, se lei si scrive per secondo come
intervento contro, il problema non esiste.
Allora, se mi fa recuperare poi questo minuto, Presidente, perché
non dedicherò tutti i dieci minuti alla pietas politica che provo
per il presidente Minardo.
Quelli li utilizzerò soltanto per iniziare il mio intervento...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. La prego, onorevole Cordaro.
CORDARO. No, sono io che prego lei, signor Presidente, e sa perché
la prego? Perché lei deve tutelare il mandato dei parlamentari come
me che credono ancora nel lavoro che fanno. Alle ore 15.00, mentre
chi ulula e chi raglia probabilmente era a pranzo, questo deputato
insieme ad alcuni altri volenterosi ha risposto alla convocazione
di questo Presidente, che disistimo politicamente e lo dichiaro
formalmente, per lavorare sul testo di legge sul quale nelle
giornate di venerdì
Presidente Leanza, la smetta E' una vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, si rivolga alla Presidenza e
rispetti i colleghi utilizzando una terminologia adeguata
CORDARO. Signor Presidente, l'onorevole Leanza deve smetterla di
fare il vigile urbano Qui c'è un Presidente. Lo faccia con gli
Assessori. Copre di ridicolo l'Assemblea La smetta. Ci dia la
possibilità di intervenire. La smetta, non si renda ridicolo.
PRESIDENTE. E' un mediatore nato
CORDARO. Non è un mediatore. Ritorniamo da dove eravamo partiti.
Si è imposto agli Uffici di lavorare venerdì, sabato, domenica e
lunedì.
Ci avete chiesto, caro Presidente, anzi per quanto mi riguarda
caro onorevole Minardo, di venire in Commissione, lo abbiamo fatto
e abbiamo dato la nostra disponibilità a lavorare.
Il presidente Minardo, siccome è giusto che i siciliani sappiano
che l'onorevole Cracolici ha detto che senza legge elettorale
questo Parlamento si bloccherà, e quindi è giusto che i siciliani
sappiano, anche quelli di Messina, che senza legge elettorale di
bottega della sinistra non si parlerà di legge finanziaria, non si
parlerà dei problemi dei siciliani, non si parlerà dei problemi
delle imprese, non si parlerà dei problemi dei disoccupati, non si
parlerà dei problemi di chi tenta disperatamente e quotidianamente
di portare un pezzo di pane a casa perché c'è la legge elettorale,
altrimenti achtung, achtung', attenzione, attenzione',
l'onorevole Cracolici bloccherà il Parlamento. Allora, siccome le
cose stanno così ed è giusto che i siciliani lo sappiano, vi dico,
mi viene difficile definirla in maniera diversa da come penso, ma
saprei di offendere il Parlamento e questo non lo faccio, ma questa
pantomima alla quale ci ha costretto questo pseudo Presidente, non
più di due ore fa, noi abbiamo qua tutti gli articoli che ha detto
Minardo e che abbiamo discusso in I Commissione, prima di venire in
Aula, per cui sappiamo già che l'articolo 1 rimane e sarà frutto di
discussione, che l'articolo 2 è stato riformulato, che l'articolo 3
è stato riformulato, che l'articolo 4 è stato soppresso, che
l'articolo 5 è stato soppresso e così via per tutti 43 gli
articoli.
Dopo di che arriva questa vergognosa richiesta del presidente
Minardo, il quale come un servitore di indicazioni altrui ci prende
in giro, almeno così egli pensa, dicendo che c'è la necessità di
tornare in Commissione per la terza volta
Presidente, controlli bene il Regolamento perché questo è un caso
di ne bis in idem' sostanziale, in quanto ci torneremmo per la
terza volta. Ci siamo già andati una prima volta perché l'ha deciso
l'onorevole Cracolici, ci siamo tornati una seconda volta oggi e lo
abbiamo io, come pure l'onorevole Bufardeci e come l'onorevole
Mancuso, che siamo andati alle ore 15.00 a lavorare con l'assessore
Chinnici per trovare una soluzione al fine di approvare questa
legge e voi ci chiedete formalmente mentendo di tornare in
Commissione
Scusate, dov'è l'assessore Chinnici perché ho bisogno di parlare
con l'assessore Chinnici.
Ma lo avevate detto all'assessore Chinnici, prima di fare questo
teatro vergognoso in I Commissione e prima di farle fare questo
ulteriore teatrino, veramente deprimente in Aula, che la stavate
nuovamente dimissionando? Ma, quanto meno, un minimo di educazione
istituzionale. L'assessore Chinnici è venuta qui, ci ha spiegato
quale era stato il suo lavoro. Vergogna Vergogna Vi dovete
vergognare, altro che ridere, ma dove siamo finiti Siamo al teatro
del dramma.
Siccome qua c'è qualcuno che pretende di comandare, allora tutte
le regole finiscono sotto i piedi.
Però, signor Presidente, ritengo necessario un chiarimento
politico.
Noi vogliamo che l'assessore Chinnici venga in Aula e ci spieghi
se è favorevole alla richiesta di rinvio avanzata dal presidente
della I Commissione il quale, prendendola in giro, l'ha fatta prima
intervenire in Commissione per lavorare insieme a noi, e adesso la
ridicolizza chiedendo di fare ritornare, per la terza volta, il
testo in Commissione il testo. E' una vergogna
Se l'assessore Chinnici non viene in Aula a spiegarci se è
d'accordo all'ulteriore rinvio del disegno di legge in Commissione,
a mio avviso si apre un incidente istituzionale perché l'assessore,
che è sostenuta da questa maggioranza, ha spiegato che è pronta a
trattare il testo.
Noi abbiamo qua il testo già esitato dalla I Commissione, alla
presenza di questo sedicente presidente e alla presenza
dell'assessore Chinnici.
Signor Presidente, ritengo che per essere prestigiosi e per
ricoprire cariche pubbliche ci vuole, prima di tutto, serietà
istituzionale, che questa sera manca nell'atteggiamento del
presidente Minardo: è nei fatti, non sto inventando niente, sto
raccontando semplicemente i fatti, e non possiamo sopportare oltre
questo comportamento.
Signor Presidente, in primo luogo chiedo formalmente di
considerare irricevibile la richiesta del presidente Minardo, che
non si è consultato con nessuno sull'argomento, anzi, in maniera
surrettizia, ha ridicolizzato l'intera Commissione richiedendo,
dopo che cinque minuti fa avevamo finito di lavorare proprio in
Commissione, il rinvio del disegno di legge.
Le chiedo, altresì, di interpellare l'assessore Chinnici perché ci
spieghi se la richiesta di rinvio in Commissione è concordata con
lei e con il Presidente della Regione, che lei su questa materia
rappresenta, e soprattutto se è d'accordo o meno con questa
richiesta.
In ultimo, signor Presidente, chiedo di tutelare l'opposizione
perché la demagogia e la violenza, seppur di carattere lessicale,
non possono essere sopportate oltre.
Se la Presidenza non rimette ordine in questo Parlamento, con
atteggiamenti come quello del presidente Minardo rischiamo di fare
scolorire ancora di più le immagini che all'esterno si stanno
propagando di quest'Aula che, in questi giorni, non sono state
certamente edificanti.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi
abbiamo vissuto una giornata non facile e certamente non esaltante,
che fra vent'anni, forse, da un epigono del collega Mancuso, sarà
portata ad esempio come consuetudine, come prassi e come storia di
questa nostra Aula.
Io vorrei invitare la Presidenza, per quanto possibile, affinché
gli interventi dei colleghi si mantengano nella dialettica, seppur
dura, ma sempre politica, nello scontro e nella differenza di
posizioni, giammai nell'attacco personale a ciascuno di noi.
Quello è un problema di stile delle istituzioni
Ieri sono rimasto basito ascoltando un'intervista del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, dove la dignità di ciascun
deputato è stata veramente messa sotto i piedi ed infangata; la
dignità di ciascuno di noi, deputati eletti dal popolo siciliano a
cui spesso, con grande retorica, si fa riferimento.
Oggi sono successi indubbiamente dei fatti estremamente gravi, ma
che possono essere sanati con un richiamo rigoroso - e questo noi
le chiediamo, Presidente, anche perché sappiamo che ne ha sia la
capacità sia la personalità che la storia - di un rispetto delle
regole che devono determinare i lavori parlamentari.
La richiesta avanzata dal presidente della I Commissione,
onorevole Minardo, di rinvio in commissione del disegno di legge
sulla semplificazione amministrativa della nostra istituzione
principale è stata una richiesta motivata, motivata da una serie di
fatti e soprattutto di argomenti che hanno pienamente fondamento.
Tra l'altro, la riunione svoltasi oggi pomeriggio, alle ore 15.00 -
e non già soltanto mentre alcuni lavoravano e altri no, perché
tutti noi in questa Assemblea regionale siciliana questo pomeriggio
siamo stati occupati ad affrontare argomenti estremamente delicati
- non era una riunione ufficiale, e quindi la motivazione che ha
spinto l'onorevole Minardo a fare questa richiesta è proprio per
rispetto dell'Aula e di tutti i deputati, per portare a conoscenza
di un lavoro importante che è stato fatto dall'Assessore in prima
persona, dagli uffici del Dipartimento, dagli uffici dell'Assemblea
regionale siciliana per ridurre in sintesi, per ridurre in armonia,
per ridurre il disegno di legge in modo che possa essere
confrontato e portato all'interno di questa Aula.
Non già altre motivazioni, non già altri momenti o altri problemi
di carattere politico, di dichiarazioni che possono essere fatte
sul giornale; quindi una motivazione che può essere condivisa o no,
ma non può essere oltraggiata e offesa, soprattutto nella persona
che l'ha proposta.
Ripeto, noi riteniamo che sia una richiesta assolutamente motivata
perché indubbiamente il testo del disegno di legge è stato
ampiamente modificato, anche con l'ausilio degli emendamenti che
erano stati proposti. Quindi, nulla quaestio e non credo che ci sia
da offendersi o reagire in questa maniera virulenta, con offese
personali.
Noi riteniamo che la richiesta dell'onorevole Minardo vada
assolutamente condivisa e quello che chiediamo è un abbassamento
del livello di scontro politico, di offese personali che non vanno
mai poste in essere perché tutto ciò attiene ad una cultura, ad una
storia, ad una abitudine alla democrazia e al confronto delle idee
che questo Parlamento - penso - nella sua storia abbia avuto a
lungo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevano chiesto di parlare sia
l'onorevole Bufardeci che l'onorevole Cimino. Ricordo che può
parlare un solo oratore contro la proposta ed uno a favore.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, prima di iniziare il mio intervento
ritengo che sia necessaria la presenza dell'assessore Chinnici in
Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, la Presidenza ritiene che il Governo
è ben rappresentato in Aula, la presenza dell'assessore per
l'economia, avvocato Armao, è assolutamente sufficiente per
continuare il dibattito.
CIMINO. Signor Presidente, è l'assessore Chinnici competente per
la materia che stiamo trattando, e non l'assessore Armao, che stimo
e apprezzo per il lavoro che sta facendo. Per la conduzione dei
lavori, ritengo che sia indispensabile la presenza dell'assessore
Chinnici.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, non stiamo discutendo nel merito
della norma. Pertanto la Presidenza ritiene che lei possa
continuare il suo intervento.
CIMINO. Signor Presidente, il mio intervento vuole essere
collegato all'intervento chiaro che ha fatto l'assessore Chinnici,
in riferimento anche alla richiesta del presidente della
Commissione Affari istituzionali.
Per questo motivo, è importante la presenza dell'assessore, per
capire realmente se vi sono state delle manchevolezze nell'attività
parlamentare che si è svolta e, soprattutto, se il lavoro svolto
giorni fa in Sala Rossa, con l'assessore Chinnici e con i suoi
tecnici, per rendere questa legge maggiormente accessibile,
rispettando anche le segnalazioni che il Gruppo Forza del Sud, con
il presidente Bufardeci, aveva attenzionato, dato che diversi
articoli erano già presenti nel nostro ordinamento, di fatto erano
già stati recepiti.
Signor Presidente, la giornata di oggi si è aperta con
l'intervento accorato, giusto, dell'onorevole Panepinto, che in
tanti abbiamo condiviso. Ma questo non può far dimenticare gli
impegni di quest'Aula abbandonando l'importanza che ha oggi una
legge sulla semplificazione amministrativa. Con l'assessore e con i
tecnici abbiamo studiato, abbiamo analizzato, abbiamo creato le
condizioni per cercare di rendere più agevole e breve il percorso.
Per questo motivo, il Parlamento deve potersi pronunciare.
A me, interessa, signor Presidente, capire se l'assessore
Chinnici, in qualità di tecnico di questo Governo, condivide
l'ipotesi di rinvio dell'onorevole Minardo, oppure se sostiene il
percorso di lavoro che si è svolto, sia con l'attuale Governo, che
con il precedente, affinché questa testo sulla semplificazione
amministrativa possa, di fatto, rendere maggiormente accessibile ai
finanziamenti gli operatori siciliani, dato che abbiamo un'economia
bloccata e un sistema in forte crisi.
Questo disegno di legge è stato condiviso da tutti, discusso più
volte dalla Commissione parlamentare e dalla stessa Assemblea.
Oggi abbiamo la necessità di fare un atto nobile, un atto serio,
esitando questo provvedimento che alleggerisce, che sburocratizza
l'amministrazione regionale; invece, siamo legati ai cavilli
regolamentari, stiamo ancora perdendo del tempo.
A me interessa, signor Presidente, capire e sapere se con
l'assessore Chinnici si può andare avanti con questo dibattito,
affrontando i 18 articoli che lei testé ha qui annunciato, perché
sono indispensabili per la nostra economia. Inoltre, è importante
capire se il lavoro svolto in quest'Assemblea è un lavoro serio o
un lavoro da dimenticare.
Abbiamo avuto una riunione in Sala Rossa, presieduta dal
presidente Speziale, in qualità di componente anziano della I
Commissione, e poi un una riunione nel pomeriggio, in I
Commissione. Ritengo che i 18 articoli del disegno di legge, come
hanno detto l'onorevole Minardo e l'onorevole Cordaro, sono
certamente condivisi e possono anche essere approvati, perché danno
alla Sicilia l'opportunità di avere, finalmente, una legge di
semplificazione e di accelerazione della spesa, e noi rischiamo di
perdere del tempo discutendo sul Regolamento e sull'opportunità di
esitare una legge elettorale che ritengo, oggi più che mai, non
interessa proprio nessuno.
Se vogliamo essere consequenziali anche alle parole che il collega
e amico Panepinto ha detto stamane, con uno scatto di orgoglio
abbiamo l'opportunità che questo Parlamento esiti una legge giusta
che è portata avanti da un assessore tecnico come l'assessore
Chinnici, e mi spiace che non sia presente in Aula perché vorrei
capire se condivide la necessità che il testo ritorni in
Commissione.
Inoltre, vorrei sapere se la richiesta di rinvio avanzata
dall'onorevole Minardo è stata fatta a titolo personale o a nome
dell'intera Commissione, perché su questo disegno di legge il
Gruppo Forza del Sud vuole poter appoggiare il Governo e
l'assessore Chinnici.
Ritengo che sia giusto dedicare questo tempo per dare atto del
lavoro svolto, e sono contento che l'assessore ha sentito la mia
voce e il mio invito ad essere qui, perché ho molto apprezzato il
suo lavoro e quello dei suoi Uffici, e ho apprezzato la relazione
illustrata dei 18 articoli.
Noi siamo pronti a confrontarci e ad approvare questo testo.
Pertanto, assessore Chinnici, conoscendo le capacità e
l'attenzione che ha mostrato in questi anni anche da collega di
Governo, intendiamo dare all'Aula la possibilità di avere questo
scatto di orgoglio, continuando la discussione di questo disegno di
legge.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
ringraziare, anche a nome dei colleghi, l'onorevole Cordaro e tutti
coloro che si sono impegnati a rivedere un disegno di legge che
tutta l'Assemblea condivide e vuole approvare. Del resto, non è
stata certamente la maggioranza a presentare 600 emendamenti al
vecchio testo. Abbiamo apprezzato la proposta dell'opposizione di
ritirare gli emendamenti a patto di rivederne i contenuti, e così è
stata rivista e rielaborata.
La proposta dell'onorevole Minardo, di dare a tutti la possibilità
di prendere atto del nuovo testo, mi sembra un atto di banale buona
amministrazione.
L'assessore, di cui abbiamo apprezzato la relazione competente e
puntuale, non può certamente non condividere questa posizione. E'
inverosimile che si voglia impedire all'Aula di prendere visione di
un disegno di legge rivisto di sana pianta tanto da consentire alla
minoranza di ritirare 600 emendamenti. E' chiaro che questa è
diventata una battaglia politica.
L'opposizione ha il diritto di opporsi, ha il diritto di fare
ostruzionismo, anche se credo che questo ostruzionismo non pagherà
in termini elettorali. La maggioranza, dopo avere ascoltato con
infinita pazienza tutti gli interventi, chiede, signor Presidente,
che si vada avanti secondo le regole democratiche. Si metta la
proposta ai voti e ci si esprima così come si fa in democrazia, con
il voto.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, le posso assicurare che le regole
democratiche sono state e sono sempre rispettate. La Presidenza
vorrebbe capire, prima di porre in votazione la proposta di rinvio,
se c'è un tempo indicato per l'approfondimento in Commissione e,
dal Governo, vorrebbe sentire se è disponibile, e per quanto tempo,
a procedere a tale approfondimento.
MINARDO, presidente della Commissione e relatore. Il tempo
previsto dal Regolamento.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, credo di dovere
sottolineare come questo assessore si è reso sempre disponibile nei
confronti di tutta l'Aula a quella istanza, a quelle richieste di
ulteriore approfondimento del testo e credo di averlo fatto nel
migliore dei modi.
Allo stesso tempo, devo dire che con la I Commissione si è
lavorato molto bene per mesi - l'ho già detto anche la prima volta
che sono intervenuta su questo tema - approfondendo il testo ed
arrivando ad una condivisione dello stesso all'unanimità.
Oggi, quindi, di fronte ad una richiesta della Commissione di un
ulteriore approfondimento, considerato che effettivamente il testo
è stato rivisto in maniera significativa, non posso certamente
oppormi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione, per alzata e seduta, la richiesta
di rinvio in Commissione del disegno di legge. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Comunico che domani, alle ore 11.00, è convocata la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 9
marzo 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
«Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e grandi
strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28». (604-185/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 18.22
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli