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Resoconto d'Aula della Seduta n. 233 di martedì 08 marzo 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   BOSCO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

        Comunicazione di apposizione di firma a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 309 dell'1 marzo 2011,
  pervenuta in pari data (protocollata al n. 2275/Aula PG del 4 marzo
  2011),  l'onorevole Pogliese ha chiesto di apporre  la  firma  alle
  interrogazioni  numeri  1735,  1736,  1737  e  1738  dell'onorevole
  Vinciullo, annunziate nella seduta n. 230 dell'1 marzo 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1596

   PRESIDENTE.  Ricordo  che, con riferimento all'interrogazione  con
  richiesta di risposta orale n. 1596  Chiarimenti sul rispetto della
  legalità    nella    realizzazione    del    progetto    per     la
  rifunzionalizzazione del porto di Lipari  dell'onorevole  Panarello
  ed   altri,   indirizzata  all'Assessore  per   il   territorio   e
  all'Assessore  per  le infrastrutture e la mobilità,  nella  seduta
  d'Aula  n. 225 del 16 febbraio u.s., la stessa si è svolta  per  la
  rubrica    Infrastrutture  e  mobilità'  e  l'interrogante   si   è
  dichiarato soddisfatto della risposta.
   Comunica  poi che, con nota 9333/IN.15 del 28 febbraio  2011,  qui
  pervenuta  il  3 marzo successivo (protocollata al n. 2245/Aula  PG
  del  4  marzo  2011),  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per le infrastrutture a curarne la trattazione.
   A  seguito della  citata delega, l'iter parlamentare del  suddetto
  atto ispettivo è da ritenersi quindi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

   materia di elezione su composizione di organi comunali e provinciali

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Seguito dell'esame del disegno di legge «Modifiche di norme in
                                materia
     di elezione, composizione e decadenza degli organi comunali e
                             provinciali»
   (nn. 85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-
                              660-669/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito dell'esame del disegno di legge  numeri
  85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-
  669/A  «Modifiche di norme in materia di elezione,  composizione  e
  decadenza degli organi comunali e provinciali», posto al n. 2)  del
  secondo punto dell'ordine del giorno.
   Ricordo che si era in fase di discussione generale.

   Onorevoli colleghi, comunico che è stata presentata sul disegno di
  legge la questione sospensiva ai sensi dell'articolo 101, comma  1,
  del Regolamento interno, dagli onorevoli Leontini, Beninati, Bosco,
  Corona, D'Asero, Limoli, Mancuso e Torregrossa.
   Ne do lettura:

   «Signor  Presidente, noi sottoscrittori con la presente proponiamo
  a  norma  dell'articolo 101 del Regolamento  interno  la  questione
  sospensiva  per  il disegno di legge numeri 85-213-256-278-296-299-
  441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A  Modifiche  di  norme
  in  materia  di  elezione, composizione e  decadenza  degli  organi
  comunali e provinciali , in quanto si ritiene:

   1  -  che  la procedura sinora adottata sia irregolare, perché  in
  Commissione si è andati avanti in assenza dei rappresentanti  della
  minoranza;

   2  -  che  la legge non riguarda nessuno, nemmeno gli enti locali,
  che  non  la  chiedono  e  che, comunque, avrebbero  dovuto  essere
  consultati attraverso le loro rappresentanze (ANCI-URPS)».

                      Per richiamo al Regolamento


   Presidenza del vicepresidente Formica


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi  ci  siamo
  lasciati  giovedì  scorso dopo che l'Aula, prima  di  passare  alla
  trattazione del punto all'ordine del giorno relativo al disegno  di
  legge  elettorale, aveva esaminato la richiesta di  sospensiva  per
  questione pregiudiziale e l'Aula l'ha respinta. A seguito di quella
  bocciatura l'Aula ha cominciato la trattazione del punto all'ordine
  del giorno che è stato istruito secondo un calendario che era stato
  approvato  dall'Aula  nel  senso che,   una  volta  comunicato  dal
  Presidente dell'Assemblea, l'Aula aveva stabilito che il calendario
  del  Parlamento prevedesse che, oggi alle ore 13,00 sarebbe scaduto
  il  termine  per  la  presentazione degli  emendamenti  alla  legge
  elettorale.
   Immagino  che  la  seduta di questa mattina, inusuale  per  prassi
  d'Aula, considerato che il martedì  mattina difficilmente si  tiene
  seduta, sia stata convocata dal Presidente per consentire, vista la
  quantità di interventi e vista la querelle politica che c'è attorno
  alla  legge elettorale, di esaudire la richiesta di alcuni colleghi
  di poter intervenire nella discussione generale.
   Tutto questo sta avvenendo in un clima surreale. Perché?
   Perché  io  sono  fermo al principio secondo cui  alle  ore  13.00
  scadono  i  termini  per  la presentazione degli  emendamenti.  Lei
  chiudendo  la   seduta  di giovedì che, come sa,  poteva  benissimo
  prolungarsi,  si  poteva convocare per venerdì, ci potevano  essere
  mille  soluzioni  per  consentire la  richiesta  dei  colleghi,  ha
  garantito  che  la  Presidenza si sarebbe  orientata  comunque  per
  consentire  entro le ore 13.00 all'Aula di rispettare il calendario
  che  si  era  dato  con la chiusura della discussione  generale  e,
  quindi, il voto formale del passaggio agli articoli.
   Siamo ora in una situazione in cui, mentre c'è il dibattito con le
  iscrizioni  a  parlare,  si  chiede  che  cosa,  di  sospendere  la
  discussione  generale?  Si  vuole interrompere  nel  senso  che  si
  chiude?
   Già abbiamo votato, siamo in fase di discussione generale, noi non
  possiamo  votare  due volte la stessa questione, dovremmo  arrivare
  prima  o  poi alla fase del passaggio agli articoli. E'  quello  il
  momento  nel  quale  l'Aula si determinerà, se  lo  vorrà,  con  la
  bocciatura formale del passaggio all'esame degli articoli. Ma, fino
  a  quel momento, c'è un calendario che la Presidenza ha comunicato,
  non  io  mi  permetto di dire, e la Presidenza  deve  garantire  il
  calendario perché pensavo che fosse assolutamente chiaro, nel senso
  comune,  che  giovedì  l'Aula si sarebbe orientata  a  chiudere  la
  discussione generale.
   Lei, signor Presidente, ha prolungato per questa mattina. Però, mi
  permetto  di dire sulle pregiudiziali che la Presidenza  stessa  ha
  dichiarato,   quando   altri  colleghi   avevano   annunciato   una
  pregiudiziale  al secondo, che una pregiudiziale  si  esercita  una
  sola volta.
   Nel caso specifico, l'Aula si è determinata; quando passeremo agli
  emendamenti saremo in una fase nuova della discussione e  ci  sarà,
  eventualmente,  la  possibilità di utilizzare  l'articolo  101  del
  regolamento.  Ma al momento, signor Presidente, le  chiedo  di  non
  consentire  sospensioni di nessuna natura. Se i colleghi  dovessero
  rinunciare,  potremmo eventualmente decidere l'immediato  passaggio
  agli articoli.
   Quindi,  la questione pregiudiziale è mal posta nel senso che  già
  l'Aula si è determinata.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei ha ragione tranne che  su  un
  punto: questa è la questione sospensiva e non pregiudiziale.

   CRACOLICI. E' uguale: si tratta sempre dell'articolo 101.

   PRESIDENTE.  Non  è  uguale, sono due  strumenti  diversi  che  il
  Regolamento   mette  a  disposizione,  questione  pregiudiziale   e
  questione sospensiva sono due cose differenti.
   Onorevole Cracolici, lei lo sa bene, conosce bene il Regolamento.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so per quale
  articolo  del  Regolamento  io parli,  parlo  perché,  onestamente,
  gradirei  che  si  convocasse una Conferenza dei  Capigruppo  e  il
  Consiglio  di  Presidenza perché domenica  scorsa  ho  seguito  una
  trasmissione  e ho scoperto che in questo Palazzo si ruba  benzina,
  in questo Palazzo ci sono 90  accattoni'.
   Signor  Presidente, in ordine di importanza io sono il novantesimo
  in  questa Aula; però, onestamente, se i colleghi - gli altri 89  -
  hanno  il coraggio di resistere a quello che è stato detto  in  una
  trasmissione nazionale sul funzionamento e sulla qualità di  questo
  Parlamento, gli altri 89 possono restare anche in silenzio.
   Francamente,  l'unica  proprietà  di  cui  dispongo  nei  registri
  immobiliari è la mia dignità
   Avendo  scelto  di  fare  il parlamentare, essendo  un  segretario
  generale,  un direttore generale, ci rimetto qualche cosa,  impiego
  18 ore del mio tempo quotidiano per ascoltare la disperazione della
  gente, per sentire quanto disgusto c'è verso la politica, però  non
  posso  consentire che il Presidente del mio Parlamento mi consideri
  e  mi  additi  all'opinione pubblica nazionale  come  un  ladro  di
  benzina:  deve  mandare  gli  atti alla  Procura  della  Repubblica
  urgentemente perché simili vicende si traducono in reati penali.
   E  su  questo  chiederei che si pronunciasse anche  il  Segretario
  generale  perché  le dichiarazioni del Presidente  Cascio,  sentite
  l'altra sera, sono gravi.
   Personalmente, non intendo assolutamente assistere a  questa  idea
  che  tutti  quelli che fanno politica sono banditi, sono disonesti,
  sono qui per rubare lo stipendio.
   Guadagnavo molto di più prima di essere eletto parlamentare.  Vivo
  malamente  anche  il rapporto con l'inefficienza  di  una  macchina
  regionale che non dà risposte ai bisogni dei disperati -  che  sono
  tanti  -  vivo  con angoscia e con fastidio l'idea di  un'impotenza
  permanente,   continua,  di  una  politica  regionale   che   viene
  rappresentata  all'esterno come semplice creatore di  LSU.  Non  ho
  alcuna  responsabilità  sulla Fiera di Messina  o  sulla  Fiera  di
  Palermo,  per il loro mancato funzionamento. Passo giornate  intere
  in  questo  Parlamento  tentando  di  fare  quel  poco  che  mi   è
  consentito;  mi incontro giornalmente con disperati,  con  laureati
  110 e lode, così come cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro.
   Questo   Parlamento   deve   fermarsi   un   momento   perché   la
  rappresentazione che ogni giorno i mass-media e poi  il  Presidente
  dell'Assemblea  danno, non mi consente ; io  non  faccio  parte  di
  quelli  che  sono terrorizzati dall'elezione, infatti  dico  sempre
  all'onorevole Musotto:  prima ce ne andiamo, meglio è  . L'ho detto
  al  mio capo corrente che con questa storia dell'elezione è come se
  diventassimo disoccupati.
   Io non mi sento un precario della politica. Io sono un uomo libero
  con  la  mia dignità, i miei novemila elettori mi hanno votato  per
  rappresentarli  nella  dignità,  non  per  essere   additato   come
  componente di una cricca che viene chiamata Parlamento
   Quello che è successo l'altra sera è grave, signor Presidente.
   Se  si  vuole  continuare, da questo momento in poi,  non  intendo
  assolutamente  né  all'interno delle  vicende  di  maggioranza,  né
  all'interno di questo Parlamento, essere l'ultimo idiota  che  deve
  essere additato come uno che prende ventimila euro al mese
   Poi, onorevole Barbagallo, mio carissimo amico, avrei gradito  che
  lo  facesse  alla  prima legislatura non alla  quarta  legislatura,
  quello di ridurre il numero dei parlamentari.
   Ormai c'è il tiro al bersaglio
   Dipendenti della Fiera di Palermo che piangono perché non  possono
  lavorare;  i  PIP  che vengono dislocati in tutti gli  Assessorati,
  quando poi chiedo disperatamente, Assessore, che quella Giunta  che
  sostengo faccia i decreti per gli asili nido, faccia i decreti  per
  la  messa  in  sicurezza  delle scuole,  faccia  uscire  finalmente
  l'avviso  7, l'avviso 8, l'avviso 12, anche l'avviso 90 se  c'è  un
  avviso 90.
   C'è  una  Sicilia  di  disperati e quelli che stanno  nei  palazzi
  dorati  non li incontrano. Li incontra il novantesimo parlamentare,
  così come altri, e devono recepire il disprezzo che ci arriva dalla
  gente  per l'incapacità di risolvere i problemi e il disprezzo  del
  Presidente di un'Aula che deve dire che si rubava la benzina.
   Segretario  generale,  qualora lei  non  mandasse  gli  atti  alla
  Procura  si  renderebbe responsabile di omissione. E si  renderebbe
  responsabile  di coprire delle persone che hanno reso  un  danno  a
  questa Amministrazione regionale. Dobbiamo fermaci  La parodia,  il
  ridicolo, non possono continuare
   Essendo  il novantesimo deputato, non in ordine alfabetico  ma  in
  ordine di importanza in questa Aula, non intendo assolutamente  più
  partecipare a questo miserabile e meschino teatrino.
   E che il Presidente Cascio, insieme all'Ufficio di Presidenza, non
  ci porti un bilancio di questa Assemblea, che si riduca esattamente
  come ha fatto il Presidente della Repubblica.
   E siccome questo è un mondo di omertà, mi si venga a spiegare cosa
  fanno  le  guardie  giurate  in  questo  Palazzo.  Quanto  costano?
  Segretario   generale,  in  forza  di  quale  norma   avete   fatto
  l'affidamento diretto senza rispettare regole? Me lo venga a  dire,
  perché  oggi,  8  marzo,  non  intendo  più  partecipare  a  questa
  vergognosa denigrazione di quella politica fatta di persone perbene
  cui mi sento di appartenere.

                          (Applausi in Aula)

                 Votazione della questione sospensiva

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  la  questione
  sospensiva  presentata sul disegno di legge numeri  85-213-256-278-
  296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A,   ai   sensi
  dell'articolo 101, comma 1, del Regolamento interno.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Siamo in votazione.

   CORDARO.  Signor Presidente, dobbiamo votare.

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione.
   La  Presidenza  sa bene cosa applicare. Il Regolamento  è  chiaro:
  sono due a favore e due contro.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ma quale Regolamento?
   Onorevole Cracolici, lei è già intervenuto una volta per  richiamo
  al Regolamento.
   Siamo  in  fase  di  votazione. Ora dobbiamo votare.  Io  la  devo
  mettere ai voti.

                           (Tumulti in Aula)

   Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione la questione  sospensiva.
  Chi è favorevole alla questione sospensiva si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                            (E' approvata)

                    (Applausi dai banchi di destra)

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  neanche  ha  contato,  lei  è  un
  fazioso

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, assuma il suo ruolo

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

      (la seduta sospesa alle ore 10.07, è ripresa alle ore 11.15
                                   )

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
   - Nicotra e Picciolo per oggi;
   - Barbagallo e Giuffrida dall'8 al 9 marzo 2011
   - Digiacomo dall'8 al 10 marzo 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà
  allo ore 16.00.

     (la seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 16.26)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa è in congedo per oggi,
  per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole De Luca  ha  dichiarato  di
  aderire al Gruppo parlamentare  PDL'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


    Comunicazione in merito alle dichiarazioni rese dal Presidente
                               dell'ARS
               nel corso di una trasmissione televisiva

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi in merito  all'intervento  svolto
  questa  mattina  in Aula dall'onorevole Panepinto, comunico  quanto
  segue:
   «Mi   sono  sentito  con  il  Presidente  Cascio,  che  si   trova
  all'estero,  in  merito a quanto da lui dichiarato  nell'intervista
  andata in onda domenica sera, su Rai Tre.
   Sul  punto  egli  precisa che al di là dei toni e  delle  modalità
  usati,  intendeva  e intende ribadire l'impegno profuso  in  questa
  legislatura  da  parte del Consiglio di Presidenza e  dei  deputati
  dell'ARS, al fine della razionalizzazione e del contenimento  della
  spesa del Parlamento regionale siciliano.
   I  riferimenti esplicitati nel corso della suddetta intervista, in
  taluni  casi  erano  in  realtà  stati  manifestati  fuori  onda  e
  tendevano  ad  evidenziare  anche  attraverso  il  ricorso  ad   un
  linguaggio   forte   ed  a  paradossi,  le  misure   di   risparmio
  unanimemente deciso in Consiglio di Presidenza.
   Il  Presidente  Cascio  rimarca  che  l'intero  Parlamento  si   è
  dimostrato  pienamente  sensibile  e  recettivo  alle  proposte  di
  contenimento  della spesa. Nello specifico per quanto riguarda,  in
  particolare,  il riferimento ai consumi di benzina, i dati  forniti
  dagli  uffici,  già  in  possesso  della  stampa,  dimostrano   una
  riduzione in termini assoluti di chilometri effettuati.
   Il   risparmio  di  circa  quattrocentomila  euro  è  dovuto  alla
  riduzione  del  numero  di  auto blu e dalla  perimetrazione  degli
  ambiti  di  utilizzo  da  parte  dei Presidenti  delle  Commissioni
  parlamentari.
   Il  Presidente Cascio, inoltre, precisa che non era sua intenzione
  offendere la classe politica presente a Palazzo dei Normanni e  che
  qualsiasi interpretazione di questa natura è assolutamente  lontana
  dal suo sentire e quindi infondata.
   Il   Presidente  ribadisce  ed  evidenzia  ancora  che   tutti   i
  provvedimenti  di  contenimento adottati  sono  stati  assunti  per
  ragioni di opportunità, rispondenti ad esigenze di maggiore  rigore
  e  non  per  rimuovere o colmare situazioni di illegittimità  o  di
  illegalità,  poiché  ove se ne fossero intraviste,  e  così  non  è
  stato,  tali  eventuali situazioni sarebbero state denunciate  alle
  autorità competenti.
   Nell'ambito della riduzione dei costi della politica, inoltre,  il
  Presidente  ha  inteso  porre  l'accento  sulla  esigenza  di   una
  riduzione  del  numero  dei  componenti  del  Parlamento  regionale
  siciliano.
   Si tratta di un argomento delicato che alla fine ha registrato una
  adesione unanime dell'Aula e quindi ora questo DDL potrà proseguire
  il suo iter.
   Il  Presidente Cascio tiene a precisare che alcune sue espressioni
  decontestualizzate  dal  ragionamento complessivo  che  egli  stava
  conducendo  nel  corso  dell'intervista, hanno  dato  un  messaggio
  forviante e non coincidente con il suo pensiero e con la realtà dei
  fatti.
   In  conclusione  egli  sottolinea  che  se  le  sue  parole  hanno
  involontariamente  recato offesa alla sensibilità  degli  onorevoli
  colleghi se ne rammarica e chiede scusa per le espressioni infelici
  che hanno potuto mettere in cattiva luce l'istituzione dell'ARS».

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Chiedo al Presidente di farsi carico  in  Consiglio  di
  Presidenza di pubblicare quella nota sulla  pagina di un giornale a
  diffusione regionale, in modo tale che venga conosciuta da tutti  i
  cittadini siciliani. Questo è il minimo che si possa fare.

   MINEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mineo, l'onorevole Speziale non ha fatto un
  intervento.

   APPRENDI. Perché è vietato intervenire?

   PRESIDENTE. Non è vietato, ma il Presidente Cascio non è presente,
  onorevole Apprendi, non mi pare di buon gusto  Non è presente,  non
  può  replicare   Né  posso parlare io in  sua  vece.  Non  mi  pare
  opportuno. Non possiamo aprire un dibattito.

   MINEO. Lei non può impedirmi di parlare

   PRESIDENTE.  Onorevole Mineo, la Presidenza  ritiene  che  su  una
  comunicazione de relata,  perché è una comunicazione che  ho  fatto
  io in quanto il Presidente Cascio non c'è, non sia opportuno aprire
  un dibattito.

   MINEO. Lei mi deve dare la parola

   PRESIDENTE.  Onorevole Mineo, su che cosa vuole  intervenire?  Non
  apriamo un dibattito

   MINEO. Per fatto personale. Quella nota mi ha ferito.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se io do la parola  all'onorevole
  Mineo,  ovviamente, non posso non darla ad altri. Non è  intenzione
  della Presidenza aprire un dibattito

   MINEO.  Lei, signor Presidente, ha dato lettura di una lettera  ed
  io devo poter dire la mia

   PRESIDENTE. Onorevole Mineo, non le do la parola.
   Non le devo spiegare nulla. Non le do la parola e basta

                           (Tumulti in Aula)

   Onorevole  Mineo,  si  accomodi nei  banchi   Le  faccio  richiamo
  ufficiale  Le faccio il primo richiamo ufficiale

    e semplificazione per contrasto alla corruzione e criminalità di
    stampo mafioso

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni per
           la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
      delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
   Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
   organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
     semplificazione della legislazione regionale» (520-144 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si procede con il seguito dell'esame del  disegno  di
  legge   «Disposizioni  per  la  trasparenza,  la   semplificazione,
  l'efficienza,  l'informatizzazione della pubblica  amministrazione,
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  lo
  sviluppo.  Disposizioni per il contrasto alla  corruzione  ed  alla
  criminalità  organizzata  di stampo mafioso.  Disposizioni  per  il
  riordino  e  la semplificazione della legislazione regionale»  (nn.
  520-144 bis/A) , posto al numero 1).
   Onorevoli  colleghi,  poiché  l'assessore  Chinnici  ha   chiesto,
  gentilmente, una breve sospensione della seduta per collazionare il
  disegno di legge con le modifiche apportate, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.24)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Dina è in
  congedo, per motivi istituzionali, dal 9 all'11 marzo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 520-
                               144 bis/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge nn. 520-144 bis/A, posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali ,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Ricordo  che si era data lettura dell'articolo 1 e si era  passati
  all'emendamento 1.1, interamente soppressivo dell'articolo, a firma
  degli  onorevoli  Leontini,  Beninati, Bosco,  Buzzanca,  Campagna,
  Caputo,  Corona, D'Asero, Falcone, Formica, Leanza Edoardo, Limoli,
  Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor  Presidente, onorevoli deputati,  ho  chiesto  di
  parlare  perché  desidero informare l'Assemblea sul  lavoro  che  è
  stato  fatto  da me, unitamente ai miei collaboratori,  ai  tecnici
  della  I  Commissione e dell'ARS medesima, a seguito  della  seduta
  d'Aula  del  2 marzo scorso, nella quale, a dibattito già  avviato,
  erano emerse alcune richieste di revisione del testo, nel senso  di
  un approfondimento degli articoli.
   Sono  stati comparati con gli articoli delle normative  statali  e
  regionali  di  riferimento, anche alla luce degli  emendamenti  già
  presentati, nell'ottica di una rivisitazione generale e complessiva
  del   testo  medesimo  e  di  uno  snellimento  dello  stesso  che,
  originariamente, era composto da 41 articoli.
   Il   lavoro  che  è  stato  fatto  è  stato  un  lavoro   attento,
  approfondito,  che  ha  portato a rivedere  completamente  l'intero
  testo. Io desidero, se mi è data la possibilità per qualche minuto,
  di illustrare tanto il testo quanto il lavoro che in relazione allo
  stesso  è  stato fatto, perché si tratta di un testo organico,  che
  ambisce  ad essere completo, a regolamentare cioè tutta la  materia
  della pubblica amministrazione procedendo ad un aggiornamento della
  legge  10 del 1991, che è la normativa regionale di riferimento,  e
  tenendo  presente la legge 241 del 1990 e successive  modifiche,  e
  altresì,  per  la  parte  che riguarda l'attività  specifica  della
  pubblica Amministrazione, anche il cosiddetto decreto Brunetta.
   Quindi  il  testo ha una sorta di articolazione polifunzionale  in
  quanto  comprende tutta la materia che disciplina  il  procedimento
  amministrativo,  comprende la disciplina della Scia,  comprende  la
  disciplina dell'organizzazione amministrativa, della dirigenza e fa
  riferimento,  anche  attraverso  una  riscrittura  degli   articoli
  relativi,  alla  disciplina  del  SUAP,  lo  sportello  unico   per
  l'attività di impresa.
   Il  disegno di legge contiene una serie di disposizioni  che,  sul
  fronte    dell'organizzazione    dell'attività    della    pubblica
  amministrazione,  si  muovono  e  si  evolvono  seguendo  le  linee
  evolutive  della legislazione statale, che si pone in un'ottica  di
  tempestività,  di  trasparenza  e  di  economicità,  con  il   fine
  specifico   di  stimolare  lo  sviluppo  economico,  garantire   la
  competitività  e  contrastare  i  fenomeni  di  criminalità  e   di
  corruzione, perché contiene anche alcune normative in questo senso.
  Quindi  un  disegno  di  legge  che forse  è  ambizioso  nelle  sue
  finalità,  il cui testo è completo sotto certi profili,  e  che  si
  ispira    ai   princìpi   di   buon   andamento   della    pubblica
  amministrazione, di imparzialità e al principio delle certezze  del
  diritto.
   Proprio  su  questo  voglio soffermarmi qualche  secondo  di  più,
  perché su alcuni articoli incentrati sulla certezza del diritto c'è
  già   stato   un   acceso   dibattito  e,  pertanto,   sono   stati
  particolarmente attenzionati nello studio svolto, in  quanto  credo
  sia  doveroso  sottolineare come il richiamo che  nel  testo  viene
  fatto  ai  princìpi e agli istituti contenuti nella legge  241  del
  1990,  novellata dalla legge n. 69 del 2009 e dal decreto legge  78
  del  2010,  convertito con modifiche dalla legge 122  del  2010,  e
  altresì il richiamo alle disposizioni contenute, come dicevo prima,
  nel  cosiddetto decreto Brunetta, il decreto n. 150  del  2009,  al
  fine  di  adeguare  l'Amministrazione regionale  alle  più  recenti
  innovazioni contenute nella legge statale, viene fatto in  funzione
  di assicurare certezza del diritto.
   Mi  fa  piacere, in questa sede, ribadire come questo  disegno  di
  legge,  proprio per la sua importanza, per il significato  che  può
  avere  per  quel  percorso di sviluppo e quel processo  di  riforme
  avviate nella nostra Regione, sia stato trattato nell'ambito di  un
  convegno  indetto dalla Corte dei Conti, dove uno degli  interventi
  si   è   incentrato,   proprio,  su  questo   disegno   di   legge,
  sottolineandone  l'importanza, il significato  che  può  avere  nel
  percorso di sviluppo della nostra Regione. E ripeto anche questo ci
  ha   indotto  ad  approfondire  ulteriormente  e  con  la   massima
  attenzione l'analisi del nostro testo.
   Sulla  certezza  del  diritto, una norma che abbiamo  ritenuto  di
  fondamentale importanza e  che quindi è stata mantenuta  nella  sua
  integrità è quella prevista dall'articolo 36 del testo che  impegna
  la Giunta regionale ad effettuare un riordino normativo complessivo
  attraverso lo strumento di un apposito disegno di legge. Così come,
  nella  prospettiva della certezza del diritto, si è ritenuto  anche
  di  mantenere l'articolo che prevede la rubricazione degli articoli
  della  legge  10  del 1991, nonché l'introduzione  dell'indicazione
  espressa  di  alcune disposizioni di legge abrogate  o  modificate.
  Infatti, la rubricazione della legge 10 del 1991 non costituisce  -
  come  si  potrebbe  pensare e su cui forse  è  stata  già  espressa
  perplessità  -  un   appesantimento  del  testo  ma,   in   realtà,
  rappresenta  uno  strumento valido per una  lettura  agevole  della
  legge, per gli operatori e soprattutto per il cittadino.
   E'  in  coerenza  con la legislazione statale di riferimento,  che
  individua   alcune  norme  come  applicabili  -  mi  riferisco   in
  particolare  alla  241 e successive modifiche, che  ha  individuato
  alcune  norme come applicabili a tutte le Amministrazioni pubbliche
  ed  ha invece ritenuto altre norme, attinenti ai cosiddetti livelli
  minimi essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117,  comma
  2,  lettera m) della Costituzione -, ci si è regolati  nel senso di
  rivedere,  ripeto,  tutto il testo anche alla luce  del  fatto  che
  quasi  tutte  le  regioni  hanno normato  in  questa  materia,  non
  soltanto  le regioni a Statuto speciale ma anche quelle  a  Statuto
  ordinario  si  sono  dotate  di una propria  normativa.  E  questo,
  ripeto,  è  il  lavoro  che abbiamo fatto attraverso  un  ulteriore
  raffronto con la normativa statale ed un approfondimento  anche  in
  relazione, come dicevo prima, a quelli che sono gli emendamenti già
  presentati al testo.
   E  quindi, in coerenza con le linee di fondo dettate appunto dalla
  legislazione  statale, il disegno di legge, in  tema  di  tempi  di
  conclusione   del   procedimento  e  di  attività   consuntive,   è
  intervenuto  dettando  una  norma che, nell'adeguarsi  ai  princìpi
  previsti  dalla normativa statale, ha ampliato i livelli di  tutela
  del  cittadino.  Pensiamo alla riduzione dei  tempi  procedimentali
  che,   effettivamente,   a  seguito  delle  sollecitazioni   venute
  dall'Aula  sono stati rivisti in occasione di questo lavoro  che  è
  stato  fatto  di ulteriore approfondimento del testo. Così  come  è
  stata  rivista  la forma di responsabilità che non è  più  soltanto
  dirigenziale  come  previsto  dalla legge  statale,  ma  che  viene
  introdotta anche come responsabilità disciplinare ed amministrativa
  nei confronti dei funzionari inadempienti.
   Il  disegno  di legge, quindi - e il lavoro che è stato  fatto,  è
  stato   fatto  esattamente  in  questa  direzione  -,  si  è  mosso
  prevedendo un rinvio dinamico alla normativa statale adeguando, ove
  necessario,   gli   istituti  recepiti  all'ordinamento   regionale
  siciliano    e,    specificamente,    nella    prospettiva    della
  semplificazione, così come ci è stato richiesto, e di un  ulteriore
  riduzione anche degli articoli del testo si è mosso, su altri temi,
  operando  attraverso un attenta revisione degli articoli del  testo
  ai  quali sono state apportate alcune modifiche. Modifiche che sono
  consistite,  ripeto, nel recepire con un mero  rinvio  dinamico  le
  disposizioni  per  esempio  in  materia  di  SCIA,  in  materia  di
  silenzio/assenso, in materia di Conferenza dei servizi, in  materia
  di  accesso  alla  documentazione amministrativa. Si  è  proceduto,
  invece,  a  ridisciplinare  e  quindi  a  scrivere  nuovamente  gli
  articoli   che   riguardano  il  SUAP  che  peraltro   sono   stati
  numericamente ridotti. E nel fare, ovviamente, questo  lavoro ci si
  è  adeguati alla normativa contenuta nella legge regionale  10  del
  2000  e  alle disposizioni introdotte dal decreto legge 112/2008  e
  dal  DPR 160/2010, recependo peraltro anche le norme in materia  di
  misurazione,  valutazione di performance, trasparenza,  efficienza,
  informatizzazione della Pubblica Amministrazione.
   Quindi, in sostanza, si è fatto un lavoro di revisione totale  del
  testo, nell'ottica  appunto di dotare anche la Regione siciliana di
  uno   strumento  legislativo  autonomo  in  materia  di   procedure
  legislative tenendo conto, ripeto, di quelle indicazioni  che  sono
  venute  dal dibattito d'Aula e che il Governo ha ritenuto di  poter
  recepire  nell'ottica, appunto, di arrivare ad un testo  che  fosse
  snello,  che fosse effettivamente funzionale, che desse  quell'idea
  di  certezza  del diritto e che, quindi, potesse essere rispondente
  alle  istanze  dei  cittadini ma anche alle esigenze  della  stessa
  Amministrazione.
   Il  testo,  quindi,  è stato  rielaborato, come  dicevo  prima,  a
  seguito delle sollecitazioni venute dall'Aula nel dibattito  del  2
  marzo  scorso e della riunione allargata dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari del 3 marzo successivo, dando incarico agli uffici  di
  diretta  collaborazione di questo Assessore, agli  uffici  della  I
  Commissione, ai funzionari dell'Assemblea che ci hanno  aiutato  in
  questo lavoro.
   Il  lavoro  è  stato fatto procedendo con una serie di emendamenti
  che  ci hanno consentito di rivedere in maniera approfondita  tutti
  gli   articoli   del  testo.  Taluni  emendamenti  sono   meramente
  soppressivi  altri,  invece, sono diciamo sostitutivi  rispetto  ai
  precedenti  perché  si è ritenuto di operare una riscrittura  degli
  articoli  che  talvolta, come nel caso del  SUAP  per  esempio,  ha
  portato  a comprimerne il numero perché la parte dedicata  al  SUAP
  comprendeva  6  articoli,  oggi ne comprende  soltanto  2.  Quindi,
  complessivamente un testo che, originariamente, era di 41 articoli,
  oggi,  si ripropone in 18 articoli. Il lavoro fatto, di snellimento
  del  testo, certamente oggi lo rende  un testo funzionale a  quelle
  che  sono  le  esigenze della nostra Amministrazione e  dei  nostri
  cittadini.  E'  un  testo compatto ma è  un testo  che  ripeto  ha,
  direi, quasi l'ambizione di essere completo nel trattare la materia
  ed è un testo sicuramente importante per la nostra Regione.
   Penso  di  aver  adempiuto a quello che  era  stato  richiesto  al
  Governo  e  cioè  una revisione attenta, una revisione  in  termini
  comparativi,  una  revisione in termini anche  di  snellimento  del
  disegno di legge proposto all'esame dell'Aula.
   Ritengo di aver adempiuto, e spero di aver adempiuto al meglio,  a
  questo ulteriore lavoro.
   Signor Presidente, ho qui gli emendamenti pronti da depositare per
  l'esame dell'Aula.

   PRESIDENTE. Assessore Chinnici, la Presidenza ritiene  di  doverla
  ringraziare per la disponibilità dimostrata, rispetto al  dibattito
  che si era già svolto sul disegno di legge in Aula, ad accogliere i
  suggerimenti che provenivano dall'Aula.

   MINARDO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      MINARDO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  l'intervento   fatto
  dall'assessore  Chinnici,  in cui ha  esposto  all'Aula  il  lavoro
  svolto  dagli  uffici,  quelli della I  Commissione  dell'Assemblea
  regionale  e  quelli dell'Assessorato, dimostri che sicuramente  il
  disegno di legge ha subìto una modifica, per il fatto stesso che da
  42 articoli si passa a 18 articoli - lo abbiamo visto informalmente
  con alcuni colleghi in Commissione -, quindi non c'è dubbio che con
  la   riformulazione  degli  articoli  il  testo   ha   subìto   una
  riscrittura.
   Secondo  me,  per  una questione di correttezza e  di  lealtà  nei
  confronti  dei  componenti della I Commissione, il  testo  potrebbe
  ritornare in Commissione per una rivisitazione dello stesso

                          (Tumulti  in Aula)

     anche perché ritengo giusto e doveroso che la Commissione prenda
  coscienza  del  disegno di legge, così come è  stato  riscritto,  e
  possa  nuovamente  portarlo in Aula per  sottoporlo  all'esame  dei
  colleghi  parlamentari.  Quindi,  la  richiesta  che  formulo  alla
  Presidenza è di rinvio del disegno di legge in Commissione.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli   Mancuso,
  Cordaro, Buzzanca, Cimino e Leontini.

   SPEZIALE.  Ma  quando mai  Possono parlare  uno  a  favore  e  uno
  contro

   PRESIDENTE.  Per richiamo al Regolamento ammetterò a  parlare  una
  persona.
   Sulla richiesta sono ammessi a parlare due deputati a favore e due
  contro.

                          (Tumulti  in Aula)


   Presidenza del vicepresidente Formica


                      Per richiamo al Regolamento

   MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,   o si fa la legge
  elettorale o, per quanto ci riguarda, il Parlamento è bloccato .
   Sono  le  dichiarazioni  rese alla stampa qualche  minuto  fa  dal
  presidente Cracolici.
   Le   bugie  del  presidente  Minardo  non  fanno  onore  a  questo
  Parlamento
   Lo ripeto:  O si fa la legge elettorale o, per quanto ci riguarda,
  il Parlamento è bloccato .

                          (Tumulti  in Aula)

   Signor Presidente, prendo la parola per richiamo al Regolamento se
  i colleghi mi fanno parlare.
   La  proposta di un singolo componente, nella qualità di presidente
  di  Commissione, e considerato che ho parlato con i  miei  colleghi
  della  Commissione,  non è ricevibile per due motivi,  di  cui  uno
  sotto   il   profilo  regolamentare,  in  quanto  la  legge   sulla
  semplificazione amministrativa ha avuto un percorso  molto  chiaro.
  Il  percorso  è  stato  quello  che ha  deciso  la  maggioranza  di
  quest'Aula votando qualche giorno fa, circa dieci, quindici  giorni
  fa, la sospensiva richiesta dall'onorevole Cracolici
   Le  fonti normative regolamentari primarie, che lei conosce meglio
  di  me,  sono  quelle  della pregiudiziale  prima,  del  rinvio  in
  Commissione,  per secondo, della sospensiva terzo, dell'ordine  del
  giorno e delle mozioni e, poi, tutti gli altri commi che riguardano
  l'eventuale sospensiva dei singoli emendamenti.
   Lei,  signor  Presidente, non deve attenersi alle  mie  parole  ma
  all'attività che ha svolto quest'Aula in onorate sedute per  lunghi
  quarant'anni,  dove le fonti primarie sono state sempre  rispettate
  da  questo Parlamento, non è possibile che se una fonte primaria di
  terzo  livello, come la sospensiva,  sia già stata utilizzata dalla
  maggioranza, si torni indietro richiamando un'altra fonte  primaria
  del  Regolamento. E' come se, sulla legge elettorale,  ritornassimo
  tra qualche settimana in Aula e le chiedessi la pregiudiziale, cosa
  che  non  potrei fare, o le richiedessi il ritorno in  Commissione,
  cosa  che non potrei fare perché già il gettone me lo sono giocato;
  se  l'è  giocato  l'onorevole  Cracolici  con  la  votazione  della
  sospensiva su questa legge elettorale.
   Presidente,  al  di là dei buoni propositi che ha la  maggioranza,
  ritengo che debba rispettare ciò che questo Parlamento ha fatto per
  quarant'anni.
   Non  si  possono  stravolgere le regole di questo Parlamento  solo
  perché  c'è  un  dictat  di un Presidente di  Gruppo  parlamentare,
  rispettabile, per carità
   Già questo passaggio è consumato  La pregiudiziale è consumata  Il
  ritorno in Commissione è consumato  La sospensiva è consumata
   Presidente, deve fare andare avanti questo Parlamento nel rispetto
  delle  regole  e delle fonti normative che sono scritte  in  questo
  Regolamento.
   Le violazioni, chi le vuole fare le faccia all'interno del proprio
  Gruppo politico
   Non ritengo assolutamente che lei, Presidente, possa sottostare  a
  quelle che sono repentine richieste solo perché una parte di questo
  Parlamento  ha deciso di fare ciò che vuole. Qui, non si  può  fare
  quello  che  si  vuole. Qui si può fare quello che  è  regolarmente
  previsto e non è regolarmente previsto il ritorno del gambero.
   Se  già  abbiamo votato la sospensiva, non può mettere ai voti  la
  richiesta  del  ritorno  in Commissione, altrimenti  le  chiedo  di
  produrre  a  tutti  i  parlamentari ciò che è successo,  in  questa
  materia, negli ultimi quarant'anni.
   Una  cosa del genere è chiaro che non solo inficia un procedimento
  ma  segna  veramente  quanto di peggiore può dimostrare  quest'Aula
  rispetto a ciò che hanno fatto i nostri padri che hanno regolato  i
  lavori di un Parlamento che, mi sembra, nella giornata di oggi  non
  abbia dato delle buone cose da trasferire fuori da quest'Aula.
   Ritorniamo  con  i  piedi per terra  Mi rivolgo  soprattutto  alla
  maggioranza, ritorniamo alle  regole che tutti dobbiamo rispettare,
  le  forzature  o i dictat sotto il profilo politico non  servono  a
  nessuno  e lei, Presidente, non deve rispettare me o come  qualcuno
  la taccia, di far parte della maggioranza.
   Fino a questo momento, Presidente, ha rispettato il Parlamento, ci
  ha   fatto   insultare  questa  mattina  dai  nostri  colleghi   di
  maggioranza.    In   silenzio,   abbiamo   preso    gli    insulti,
  immotivatamente. Questo pomeriggio, la invitiamo ancora una volta a
  rispettare il Regolamento. La sospensiva è stata votata, il ritorno
  in  Commissione poteva essere votato solo se questo Parlamento  non
  avesse già deciso la sospensiva con la richiesta del capogruppo del
  PD.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, voglio ricordarle che oggi  questo
  Parlamento  ha svolto come sempre il proprio lavoro rispettando  le
  regole  parlamentari  e  dando prova, come  sempre,  di  essere  un
  Parlamento  che rispetta le regole e cerca di produrre  sulla  base
  dei provvedimenti che vengono proposti e portati in Aula.
   Certo,  la Presidenza è in una situazione di imbarazzo per un solo
  motivo, cioè avendo ascoltato la relazione, anche appassionata, del
  Governo rispetto al disegno di legge, rispetto alla richiesta che è
  venuta  dalla presidenza della Commissione. Quanto all'applicazione
  del  Regolamento,  stia certo che la Presidenza  ha  ricostruito  i
  passaggi e pur ammettendo che quanto da lei sostiene, è sostenibile
  e  praticabile,  voglio ricordarle, però, che è vero  che  è  stata
  votata  una  sospensiva, quindi si è adito già  a  questo  tipo  di
  strumento,  però successivamente, dopo un'ulteriore riunione  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, quindi  dopo  la
  sospensiva  il  disegno  di  legge è stato  tolto  dall'ordine  del
  giorno,  è  stato  tolto come era giusto che fosse dall'ordine  del
  giorno; successivamente è stato reinserito all'ordine del giorno in
  seguito  alla decisione della Conferenza. Pertanto, la  Presidenza,
  pur  non essendo d'accordo intimamente sulla richiesta, in  base  a
  ciò che ha detto il Governo, metterà ai voti la richiesta.
   Onorevoli  colleghi, per dare ulteriore comunicazione ai  colleghi
  che  pensano  che  la  Presidenza sia di parte,  stiamo  applicando
  l'articolo 121 quater, cioè la richiesta di rinvio in Commissione.
   La richiesta di rinvio in Commissione non prevede che intervengano
  due  deputati a favore e due contro, come è scritto e come  sapete.
  Però,  giustamente, la Presidenza, così come è accaduto in passato,
  per analogia applica altro articolo che consente tutto ciò. Quindi,
  vi  prego tutti di non attaccare la Presidenza perché la Presidenza
  attua pienamente il Regolamento.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                Sulla proposta di rinvio in Commissione

   CORDARO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Su   questo  argomento  i  gruppi  parlamentari   devono
  intervenire  Non è possibile questo  Il gruppo di Forza del Sud  su
  questa legge vuole intervenire

   PRESIDENTE. Chieda all'onorevole Cordaro di cedere

   CORDARO.  Signor  Presidente, scusi, intanto  siccome  l'onorevole
  Mancuso è intervenuto per richiamo al Regolamento, i due interventi
  a  favore  sono assolutamente impregiudicati come i due  interventi
  contro, onorevole Cimino. Quindi, se lei si scrive per secondo come
  intervento contro, il problema non esiste.
   Allora, se mi fa recuperare poi questo minuto, Presidente,  perché
  non  dedicherò tutti i dieci minuti alla pietas politica che  provo
  per il presidente Minardo.
   Quelli li utilizzerò soltanto per iniziare il mio intervento...

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. La prego, onorevole Cordaro.

   CORDARO. No, sono io che prego lei, signor Presidente, e sa perché
  la prego? Perché lei deve tutelare il mandato dei parlamentari come
  me  che credono ancora nel lavoro che fanno. Alle ore 15.00, mentre
  chi  ulula e chi raglia probabilmente era a pranzo, questo deputato
  insieme  ad  alcuni altri volenterosi ha risposto alla convocazione
  di  questo  Presidente, che disistimo politicamente e  lo  dichiaro
  formalmente,  per  lavorare sul testo  di  legge  sul  quale  nelle
  giornate di venerdì
   Presidente Leanza, la smetta  E' una vergogna

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  si  rivolga  alla  Presidenza  e
  rispetti i colleghi utilizzando una terminologia adeguata

   CORDARO.  Signor Presidente, l'onorevole Leanza deve smetterla  di
  fare  il  vigile urbano  Qui c'è un Presidente. Lo faccia  con  gli
  Assessori.  Copre  di ridicolo l'Assemblea  La smetta.  Ci  dia  la
  possibilità di intervenire. La smetta, non si renda ridicolo.

   PRESIDENTE. E' un mediatore nato

   CORDARO. Non è un mediatore. Ritorniamo da dove eravamo partiti.
   Si  è imposto agli Uffici di lavorare venerdì, sabato, domenica  e
  lunedì.
   Ci  avete  chiesto, caro Presidente, anzi per quanto  mi  riguarda
  caro  onorevole Minardo, di venire in Commissione, lo abbiamo fatto
  e abbiamo dato la nostra disponibilità a lavorare.
   Il  presidente Minardo, siccome è giusto che i siciliani  sappiano
  che  l'onorevole  Cracolici  ha detto che  senza  legge  elettorale
  questo  Parlamento si bloccherà, e quindi è giusto che i  siciliani
  sappiano,  anche quelli di Messina, che senza legge  elettorale  di
  bottega della sinistra non si parlerà di legge finanziaria, non  si
  parlerà  dei  problemi dei siciliani, non si parlerà  dei  problemi
  delle imprese, non si parlerà dei problemi dei disoccupati, non  si
  parlerà  dei problemi di chi tenta disperatamente e quotidianamente
  di  portare un pezzo di pane a casa perché c'è la legge elettorale,
  altrimenti     achtung,    achtung',    attenzione,    attenzione',
  l'onorevole Cracolici bloccherà il Parlamento. Allora,  siccome  le
  cose  stanno così ed è giusto che i siciliani lo sappiano, vi dico,
  mi  viene difficile definirla in maniera diversa da come penso,  ma
  saprei di offendere il Parlamento e questo non lo faccio, ma questa
  pantomima alla quale ci ha costretto questo pseudo Presidente,  non
  più  di due ore fa, noi abbiamo qua tutti gli articoli che ha detto
  Minardo e che abbiamo discusso in I Commissione, prima di venire in
  Aula, per cui sappiamo già che l'articolo 1 rimane e sarà frutto di
  discussione, che l'articolo 2 è stato riformulato, che l'articolo 3
  è  stato  riformulato,  che l'articolo 4  è  stato  soppresso,  che
  l'articolo  5  è  stato  soppresso e così  via  per  tutti  43  gli
  articoli.
   Dopo  di  che  arriva questa vergognosa richiesta  del  presidente
  Minardo, il quale come un servitore di indicazioni altrui ci prende
  in  giro,  almeno così egli pensa, dicendo che c'è la necessità  di
  tornare in Commissione per la terza volta
   Presidente, controlli bene il Regolamento perché questo è un  caso
  di   ne  bis in idem' sostanziale, in quanto ci torneremmo  per  la
  terza volta. Ci siamo già andati una prima volta perché l'ha deciso
  l'onorevole Cracolici, ci siamo tornati una seconda volta oggi e lo
  abbiamo  io,  come  pure l'onorevole Bufardeci e  come  l'onorevole
  Mancuso, che siamo andati alle ore 15.00 a lavorare con l'assessore
  Chinnici  per  trovare una soluzione al fine  di  approvare  questa
  legge  e  voi  ci  chiedete  formalmente  mentendo  di  tornare  in
  Commissione
   Scusate,  dov'è l'assessore Chinnici perché ho bisogno di  parlare
  con l'assessore Chinnici.
   Ma  lo  avevate detto all'assessore Chinnici, prima di fare questo
  teatro  vergognoso  in I Commissione e prima di farle  fare  questo
  ulteriore  teatrino, veramente deprimente in Aula, che  la  stavate
  nuovamente  dimissionando? Ma, quanto meno, un minimo di educazione
  istituzionale.  L'assessore Chinnici è venuta qui, ci  ha  spiegato
  quale  era  stato  il  suo lavoro. Vergogna   Vergogna   Vi  dovete
  vergognare, altro che ridere, ma dove siamo finiti  Siamo al teatro
  del dramma.
   Siccome  qua c'è qualcuno che pretende di comandare, allora  tutte
  le regole finiscono sotto i piedi.
   Però,   signor  Presidente,  ritengo  necessario  un   chiarimento
  politico.
   Noi  vogliamo che l'assessore Chinnici venga in Aula e ci  spieghi
  se  è  favorevole alla richiesta di rinvio avanzata dal  presidente
  della I Commissione il quale, prendendola in giro, l'ha fatta prima
  intervenire in Commissione per lavorare insieme a noi, e adesso  la
  ridicolizza  chiedendo di fare ritornare, per la  terza  volta,  il
  testo in Commissione il testo. E' una vergogna
   Se  l'assessore  Chinnici  non viene in  Aula  a  spiegarci  se  è
  d'accordo all'ulteriore rinvio del disegno di legge in Commissione,
  a mio avviso si apre un incidente istituzionale perché l'assessore,
  che  è sostenuta da questa maggioranza, ha spiegato che è pronta  a
  trattare il testo.
   Noi  abbiamo  qua  il testo già esitato dalla I Commissione,  alla
  presenza   di   questo  sedicente  presidente   e   alla   presenza
  dell'assessore Chinnici.
   Signor  Presidente,  ritengo  che per  essere  prestigiosi  e  per
  ricoprire  cariche  pubbliche ci vuole,  prima  di  tutto,  serietà
  istituzionale,   che  questa  sera  manca  nell'atteggiamento   del
  presidente  Minardo:  è nei fatti, non sto inventando  niente,  sto
  raccontando semplicemente i fatti, e non possiamo sopportare  oltre
  questo comportamento.
   Signor   Presidente,   in  primo  luogo  chiedo   formalmente   di
  considerare  irricevibile la richiesta del presidente Minardo,  che
  non  si  è consultato con nessuno sull'argomento, anzi, in  maniera
  surrettizia,  ha  ridicolizzato l'intera  Commissione  richiedendo,
  dopo  che  cinque minuti fa avevamo finito di lavorare  proprio  in
  Commissione, il rinvio del disegno di legge.
   Le chiedo, altresì, di interpellare l'assessore Chinnici perché ci
  spieghi  se la richiesta di rinvio in Commissione è concordata  con
  lei  e  con il Presidente della Regione, che lei su questa  materia
  rappresenta,  e  soprattutto  se è  d'accordo  o  meno  con  questa
  richiesta.
   In  ultimo,  signor  Presidente, chiedo di tutelare  l'opposizione
  perché  la  demagogia e la violenza, seppur di carattere lessicale,
  non possono essere sopportate oltre.
   Se  la  Presidenza  non rimette ordine in questo  Parlamento,  con
  atteggiamenti come quello del presidente Minardo rischiamo di  fare
  scolorire  ancora  di  più le immagini che  all'esterno  si  stanno
  propagando  di  quest'Aula che, in questi giorni,  non  sono  state
  certamente edificanti.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  oggi
  abbiamo vissuto una giornata non facile e certamente non esaltante,
  che  fra vent'anni, forse, da un epigono del collega Mancuso,  sarà
  portata ad esempio come consuetudine, come prassi e come storia  di
  questa nostra Aula.
   Io  vorrei invitare la Presidenza, per quanto possibile,  affinché
  gli  interventi dei colleghi si mantengano nella dialettica, seppur
  dura,  ma  sempre  politica, nello scontro e  nella  differenza  di
  posizioni, giammai nell'attacco personale a ciascuno di noi.
   Quello è un problema di stile delle istituzioni
   Ieri  sono  rimasto basito ascoltando un'intervista del Presidente
  dell'Assemblea  regionale siciliana, dove  la  dignità  di  ciascun
  deputato  è  stata veramente messa sotto i piedi ed  infangata;  la
  dignità di ciascuno di noi, deputati eletti dal popolo siciliano  a
  cui spesso, con grande retorica, si fa riferimento.
   Oggi sono successi indubbiamente dei fatti estremamente gravi,  ma
  che  possono essere sanati con un richiamo rigoroso - e questo  noi
  le  chiediamo, Presidente, anche perché sappiamo che ne ha  sia  la
  capacità  sia  la personalità che la storia - di un rispetto  delle
  regole che devono determinare i lavori parlamentari.
   La   richiesta   avanzata  dal  presidente  della  I  Commissione,
  onorevole  Minardo, di rinvio in commissione del disegno  di  legge
  sulla   semplificazione  amministrativa  della  nostra  istituzione
  principale è stata una richiesta motivata, motivata da una serie di
  fatti  e  soprattutto di argomenti che hanno pienamente fondamento.
  Tra l'altro, la riunione svoltasi oggi pomeriggio, alle ore 15.00 -
  e  non  già  soltanto mentre alcuni lavoravano e altri  no,  perché
  tutti noi in questa Assemblea regionale siciliana questo pomeriggio
  siamo  stati occupati ad affrontare argomenti estremamente delicati
  -  non  era una riunione ufficiale, e quindi la motivazione che  ha
  spinto  l'onorevole Minardo a fare questa richiesta è  proprio  per
  rispetto  dell'Aula e di tutti i deputati, per portare a conoscenza
  di  un  lavoro importante che è stato fatto dall'Assessore in prima
  persona, dagli uffici del Dipartimento, dagli uffici dell'Assemblea
  regionale siciliana per ridurre in sintesi, per ridurre in armonia,
  per   ridurre  il  disegno  di  legge  in  modo  che  possa  essere
  confrontato e portato all'interno di questa Aula.
   Non  già altre motivazioni, non già altri momenti o altri problemi
  di  carattere  politico, di dichiarazioni che possono essere  fatte
  sul giornale; quindi una motivazione che può essere condivisa o no,
  ma  non  può essere oltraggiata e offesa, soprattutto nella persona
  che l'ha proposta.
   Ripeto, noi riteniamo che sia una richiesta assolutamente motivata
  perché  indubbiamente  il  testo  del  disegno  di  legge  è  stato
  ampiamente  modificato, anche con l'ausilio degli  emendamenti  che
  erano stati proposti. Quindi, nulla quaestio e non credo che ci sia
  da  offendersi  o reagire in questa maniera virulenta,  con  offese
  personali.
   Noi   riteniamo  che  la  richiesta  dell'onorevole  Minardo  vada
  assolutamente  condivisa e quello che chiediamo è  un  abbassamento
  del  livello di scontro politico, di offese personali che non vanno
  mai poste in essere perché tutto ciò attiene ad una cultura, ad una
  storia, ad una abitudine alla democrazia e al confronto delle  idee
  che  questo  Parlamento - penso - nella sua storia  abbia  avuto  a
  lungo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avevano chiesto  di  parlare  sia
  l'onorevole  Bufardeci  che l'onorevole  Cimino.  Ricordo  che  può
  parlare un solo oratore contro la proposta ed uno a favore.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, prima di iniziare il  mio  intervento
  ritengo  che sia necessaria la presenza dell'assessore Chinnici  in
  Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, la Presidenza ritiene che il Governo
  è  ben  rappresentato  in  Aula,  la  presenza  dell'assessore  per
  l'economia,   avvocato  Armao,  è  assolutamente  sufficiente   per
  continuare il dibattito.

   CIMINO.  Signor Presidente, è l'assessore Chinnici competente  per
  la materia che stiamo trattando, e non l'assessore Armao, che stimo
  e  apprezzo  per  il lavoro che sta facendo. Per la conduzione  dei
  lavori,  ritengo che sia indispensabile la presenza  dell'assessore
  Chinnici.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cimino, non stiamo discutendo  nel  merito
  della   norma.  Pertanto  la  Presidenza  ritiene  che  lei   possa
  continuare il suo intervento.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  il  mio  intervento  vuole   essere
  collegato  all'intervento chiaro che ha fatto l'assessore Chinnici,
  in   riferimento   anche  alla  richiesta  del   presidente   della
  Commissione Affari istituzionali.
   Per  questo  motivo, è importante la presenza dell'assessore,  per
  capire realmente se vi sono state delle manchevolezze nell'attività
  parlamentare  che si è svolta e, soprattutto, se il  lavoro  svolto
  giorni  fa  in Sala Rossa, con l'assessore Chinnici e  con  i  suoi
  tecnici,   per   rendere  questa  legge  maggiormente  accessibile,
  rispettando anche le segnalazioni che il Gruppo Forza del Sud,  con
  il  presidente  Bufardeci,  aveva attenzionato,  dato  che  diversi
  articoli erano già presenti nel nostro ordinamento, di fatto  erano
  già stati recepiti.
   Signor   Presidente,  la  giornata  di  oggi  si  è   aperta   con
  l'intervento  accorato, giusto, dell'onorevole  Panepinto,  che  in
  tanti  abbiamo  condiviso. Ma questo non può  far  dimenticare  gli
  impegni  di  quest'Aula abbandonando l'importanza che ha  oggi  una
  legge sulla semplificazione amministrativa. Con l'assessore e con i
  tecnici  abbiamo  studiato, abbiamo analizzato, abbiamo  creato  le
  condizioni per cercare di rendere più agevole e breve il percorso.
   Per questo motivo, il Parlamento deve potersi pronunciare.
   A   me,   interessa,  signor  Presidente,  capire  se  l'assessore
  Chinnici,  in  qualità  di  tecnico di  questo  Governo,  condivide
  l'ipotesi  di rinvio dell'onorevole Minardo, oppure se sostiene  il
  percorso di lavoro che si è svolto, sia con l'attuale Governo,  che
  con  il  precedente,  affinché questa testo  sulla  semplificazione
  amministrativa possa, di fatto, rendere maggiormente accessibile ai
  finanziamenti gli operatori siciliani, dato che abbiamo un'economia
  bloccata e un sistema in forte crisi.
   Questo  disegno di legge è stato condiviso da tutti, discusso  più
  volte dalla Commissione parlamentare e dalla stessa Assemblea.
   Oggi  abbiamo la necessità di fare un atto nobile, un atto  serio,
  esitando  questo provvedimento che alleggerisce, che  sburocratizza
  l'amministrazione  regionale;  invece,  siamo  legati  ai   cavilli
  regolamentari, stiamo ancora perdendo del tempo.
   A  me  interessa,  signor  Presidente,  capire  e  sapere  se  con
  l'assessore  Chinnici  si può andare avanti con  questo  dibattito,
  affrontando  i 18 articoli che lei testé ha qui annunciato,  perché
  sono  indispensabili per la nostra economia. Inoltre, è  importante
  capire  se il lavoro svolto in quest'Assemblea è un lavoro serio  o
  un lavoro da dimenticare.
   Abbiamo   avuto  una  riunione  in  Sala  Rossa,  presieduta   dal
  presidente  Speziale,  in  qualità di componente  anziano  della  I
  Commissione,   e  poi  un  una  riunione  nel  pomeriggio,   in   I
  Commissione. Ritengo che i 18 articoli del disegno di  legge,  come
  hanno  detto  l'onorevole  Minardo  e  l'onorevole  Cordaro,   sono
  certamente condivisi e possono anche essere approvati, perché danno
  alla  Sicilia  l'opportunità di avere,  finalmente,  una  legge  di
  semplificazione e di accelerazione della spesa, e noi rischiamo  di
  perdere del tempo discutendo sul Regolamento e sull'opportunità  di
  esitare  una  legge elettorale che ritengo, oggi più che  mai,  non
  interessa proprio nessuno.
   Se vogliamo essere consequenziali anche alle parole che il collega
  e  amico  Panepinto  ha detto stamane, con uno scatto  di  orgoglio
  abbiamo l'opportunità che questo Parlamento esiti una legge  giusta
  che  è  portata  avanti  da un assessore tecnico  come  l'assessore
  Chinnici,  e  mi spiace che non sia presente in Aula perché  vorrei
  capire   se  condivide  la  necessità  che  il  testo  ritorni   in
  Commissione.
   Inoltre,   vorrei  sapere  se  la  richiesta  di  rinvio  avanzata
  dall'onorevole Minardo è stata fatta a titolo personale  o  a  nome
  dell'intera  Commissione,  perché su questo  disegno  di  legge  il
  Gruppo   Forza  del  Sud  vuole  poter  appoggiare  il  Governo   e
  l'assessore Chinnici.
   Ritengo  che  sia giusto dedicare questo tempo per dare  atto  del
  lavoro  svolto, e sono contento che l'assessore ha sentito  la  mia
  voce  e il mio invito ad essere qui, perché ho molto apprezzato  il
  suo  lavoro e quello dei suoi Uffici, e ho apprezzato la  relazione
  illustrata dei 18 articoli.
   Noi siamo pronti a confrontarci e ad approvare questo testo.
   Pertanto,   assessore   Chinnici,   conoscendo   le   capacità   e
  l'attenzione  che ha mostrato in questi anni anche  da  collega  di
  Governo,  intendiamo dare all'Aula la possibilità di  avere  questo
  scatto di orgoglio, continuando la discussione di questo disegno di
  legge.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    desidero
  ringraziare, anche a nome dei colleghi, l'onorevole Cordaro e tutti
  coloro  che  si sono impegnati a rivedere un disegno di  legge  che
  tutta  l'Assemblea condivide e vuole approvare. Del  resto,  non  è
  stata  certamente  la maggioranza a presentare 600  emendamenti  al
  vecchio  testo. Abbiamo apprezzato la proposta dell'opposizione  di
  ritirare gli emendamenti a patto di rivederne i contenuti, e così è
  stata rivista e rielaborata.
   La proposta dell'onorevole Minardo, di dare a tutti la possibilità
  di prendere atto del nuovo testo, mi sembra un atto di banale buona
  amministrazione.
   L'assessore,  di cui abbiamo apprezzato la relazione competente  e
  puntuale,  non può certamente non condividere questa posizione.  E'
  inverosimile che si voglia impedire all'Aula di prendere visione di
  un disegno di legge rivisto di sana pianta tanto da consentire alla
  minoranza  di  ritirare 600 emendamenti. E'  chiaro  che  questa  è
  diventata una battaglia politica.
   L'opposizione  ha  il diritto di opporsi, ha il  diritto  di  fare
  ostruzionismo, anche se credo che questo ostruzionismo non  pagherà
  in  termini  elettorali. La maggioranza, dopo avere  ascoltato  con
  infinita  pazienza tutti gli interventi, chiede, signor Presidente,
  che  si  vada  avanti secondo le regole democratiche. Si  metta  la
  proposta ai voti e ci si esprima così come si fa in democrazia, con
  il voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, le posso assicurare  che  le  regole
  democratiche  sono  state e sono sempre rispettate.  La  Presidenza
  vorrebbe capire, prima di porre in votazione la proposta di rinvio,
  se  c'è  un tempo indicato per l'approfondimento in Commissione  e,
  dal Governo, vorrebbe sentire se è disponibile, e per quanto tempo,
  a procedere a tale approfondimento.

   MINARDO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Il   tempo
  previsto dal Regolamento.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli deputati, credo  di  dovere
  sottolineare come questo assessore si è reso sempre disponibile nei
  confronti  di tutta l'Aula a quella istanza, a quelle richieste  di
  ulteriore  approfondimento del testo e credo di  averlo  fatto  nel
  migliore dei modi.
   Allo  stesso  tempo,  devo dire che con  la  I  Commissione  si  è
  lavorato molto bene per mesi - l'ho già detto anche la prima  volta
  che  sono  intervenuta su questo tema - approfondendo il  testo  ed
  arrivando ad una condivisione dello stesso all'unanimità.
   Oggi,  quindi, di fronte ad una richiesta della Commissione di  un
  ulteriore approfondimento, considerato che effettivamente il  testo
  è  stato  rivisto  in maniera significativa, non  posso  certamente
  oppormi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione, per alzata e seduta, la  richiesta
  di  rinvio  in  Commissione del disegno di legge. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Comunico che domani, alle ore 11.00, è convocata la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  9
  marzo 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione del disegno di legge:

    «Norme  in materia di orari degli esercizi commerciali e grandi
    strutture  di  vendita.  Modifiche  alla  legge  regionale   22
    dicembre 1999, n. 28». (604-185/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 18.22

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli