Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Dina dal 9 all'11 marzo 2011;
- Marrocco dal 9 al 13 marzo 2011;
- Scoma dal 22 al 24 marzo 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la Salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
n. 939 - Notizie sull'applicazione del decreto 4 giugno 2004
'Tariffario unico regionale delle prestazioni rese dal dipartimento
di prevenzione' nel territorio della Regione siciliana.
Firmatario: Greco Giovanni
n. 949 - Iniziative per porre fine alle disfunzioni del servizio
'118'.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
n. 953 - Proroga del termine di presentazione della dichiarazione
di inizio attività (D.I.A.), prevista dal decreto n. 2493/09
dell'Assessore per la sanità pro tempore.
Firmatario: Incardona Carmelo
n. 963 - Iniziative per favorire la ripresa della molluschicoltura
nelle acque del lago di Ganzirri (ME).
Firmatario: Ardizzone Giovanni
n. 1025 - Interventi a salvaguardia del lavoro degli operai del
'118'.
Firmatario: Caputo Salvino
n. 1234 - Notizie in ordine allo stato del servizio di ematologia
e chemioterapia dell'ospedale 'Cimino' di Termini Imerese (PA).
Firmatario: Marrocco Livio
n. 1353 - Provvedimenti per assicurare un valido servizio di
elisoccorso presso l'ospedale S. Elia di Caltanissetta.
Firmatario: Torregrossa Raimondo
n. 1405 - Notizie sullo stato del pronto soccorso dell'ospedale S.
Elia di Caltanissetta ed iniziative conseguenti.
Firmatario: Torregrossa Raimondo
n. 1640 - Modifica del bando per la copertura di alcuni posti
vacanti nell'organico dirigenziale dell'ASP di Siracusa.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni; Ammatuna
Roberto; Di Benedetto Giacomo; Marziano Bruno; Termine Salvatore
n. 1641 - Modifica del bando per la copertura di diversi posti di
dirigente medico e non medico indetto dall'ASP di Siracusa.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni; Ammatuna
Roberto; Di Benedetto Giacomo; Marziano Bruno; Termine Salvatore
n. 1644 - Modifica del bando per la copertura di 4 posti di
dirigente amministrativo indetto dall'azienda ospedaliera
universitaria policlinico - Vittorio Emanuele di Catania.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni; Ammatuna
Roberto; Di Benedetto Giacomo; Raia Concetta; Termine Salvatore
n. 1645 - Modifica del bando per la copertura a tempo
indeterminato di 3 posti di dirigente ingegnere indetto
dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico - Vittorio
Emanuele di Catania.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni; Ammatuna
Roberto; Di Benedetto Giacomo; Raia Concetta; Termine Salvatore
n. 1646 - Modifica del bando per l'assunzione a tempo
indeterminato di personale dirigente sanitario non medico indetto
dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico Gaetano Martino
di Messina.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni; Ammatuna
Roberto; Di Benedetto Giacomo; Termine Salvatore
n. 1647 - Modifica del bando per la formazione di graduatoria per
assunzioni a tempo indeterminato di dirigenti sanitari non medici
indetto dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico Gaetano
Martino di Messina.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni; Ammatuna
Roberto; Di Benedetto Giacomo; Termine Salvatore.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione dell'agenzia per il mediocredito regionale (Medio
Credito Sicilia. (692)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Marinello,
Raia, Digiacomo, Panarello, Speziale, Galvagno, Oddo, De
Benedictis, Marziano, Apprendi, Faraone, Panepinto, Ammatuna,
Termine, in data 8 marzo 2011.
- Disposizioni urgenti per il settore della formazione
professionale. (n. 693)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole D'Asero, in
data 8 marzo 2011.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto regionale per l'integrazione dei diversamente abili in
Sicilia - Nomina commissario straordinario (n. 135/I)
pervenuto in data 28 febbraio 2011 e inviato in data 4 marzo 2011
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Affidamento in gestione della RNO Isola Bella' (articolo 4
della legge regionale n. 14/1988) (n. 137/IV)
pervenuto in data 8 marzo 2011 e inviato in data 8 marzo 2011
SERVIZI SOCIALI E SANITA' (VI)
- Legge regionale 4 dicembre 2008, n. 18 Disciplina degli
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto
pubblico' - Nomina del direttore generale dell'IRCCS, Centro
neurolesi Bonino Pulejo' di Messina. (n. 136/VI)
pervenuto in data 3 marzo 2011 e inviato in data 4 marzo 2011.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere, dalle
Commissioni Bilancio (II) e Attività produttive (III):
Accordo di programma tra il Ministero sviluppo economico e Regione
siciliana per la Disciplina degli interventi di riqualificazione e
reindustrializzazione del polo industriale di Termini Imerese. (n.
133/II-III)
reso in data 24 febbraio 2011 e inviato in data 4 marzo 2011.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 196 del 2 marzo 2011 ha
approvato la seguente risoluzione Immissione in servizio presso i
nuclei ispettivi dei soggetti che hanno conseguito la qualifica di
ispettore del lavoro a seguito del progetto FORMISPE . (n. 9/V)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«All'Assessore per la salute, premesso che l'ASP 7 di Ragusa ha
operato, nei confronti dell'ospedale di Comiso, una revisione dei
posti letto per acuti che ha provocato una notevole diminuzione dei
posti letto, l'eliminazione di fatto dell'unità operativa di
urologia e dell'unità funzionale di chirurgia plastica, la
riduzione al minimo dell'unità operativa di ORL, l'accorpamento,
sul piano logistico organizzativo, dei posti letto assegnati in
strutture indistinte definite 'Area chirurgica PL indistinti';
dato atto che oggi l'ospedale di Comiso è dotato di un codice
identificativo regionale assegnato a tutti gli stabilimenti
ospedalieri della Regione siciliana e che quindi è considerato a
tutti gli effetti presidio ospedaliero, ovvero stabilimento, a
differenza degli ospedali OMPA - civile di Ragusa, che hanno un
solo codice identificativo;
visto il decreto dell'Assessore regionale per la salute 25.05.2010
'Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della rete
ospedaliera e territoriale dell'Azienda sanitaria provinciale di
Ragusa, la cui premessa fa riferimento alle indicazioni fornite
dall'Agenas, tra le quali è d'uopo citare l'attivazione di posti
letto tecnici di osservazione breve intensiva (OBI) presso il
pronto soccorso di ogni stabilimento;
ricordato che l'art. 24 della legge regionale n. 5/2009 'Norme per
il riordino del Servizio sanitario regionale' suddivide il sistema
regionale di emergenza-urgenza in sistema territoriale di
emergenza, articolato in postazioni di soccorso e punti
territoriali di emergenza (PTE), e in sistema ospedaliero,
articolato in pronto soccorso ospedaliero e dipartimento di
emergenza-urgenza;
vista ancora:
l'attività del pronto soccorso di Comiso, in base alla quale
risulta che ben 14.612 cittadini sono stati visitati nel corso del
2010 (di cui 1.502 pazienti ricoverati, 13.110 pazienti non
ricoverati, 1472 pazienti con codice bianco, 11.067 pazienti con
codice verde, 1.054 pazienti con codice giallo, 42 pazienti con
codice rosso);
la casistica trattata dal pronto soccorso di Comiso per l'anno
2010: 24,7 per cento patologia ortopedica, 20,5 per cento patologia
chirurgica, 28,2 per cento medica, 5,5 per cento ORL, 5,8 urologica
e 511 pazienti con patologia cardiaca;
preso atto dei vari indirizzi e criteri per l'applicazione del
piano regionale di rientro sanitario circa l'appropriatezza dei
ricoveri;
atteso che presso i locali del pronto soccorso sono stati
attivati, in modo autonomo - e ciò per ridurre i ricoveri
inappropriati - 2 posti letto, denominati osservazione temporanea,
con l'assistenza degli stessi infermieri e medici in turno al
pronto soccorso e in questi locali sono stati trattati nel corso
del 2010 1.124 pazienti che, dopo il trattamento, hanno fatto
rientro a casa riducendo di fatto i ricoveri inutili;
visti gli indicatori di attività dell'ospedale dell'anno
precedente e la percentuale di attrazione di pazienti che
provengono da fuori provincia (in media il 10,43 per cento con
punte del 20 per cento in alcuni settori, quali
l'odontostomatologia e la chirurgia plastica;
ricordato inoltre che il direttore generale (come da citato
decreto del 25.05.2010) può dislocare per motivate esigenze
rispondenti a carenze di offerta posti letto in misura differente
fra i distretti ospedalieri (1 Ragusa, 2 Vittoria, Modica, Comiso,
Scicli), nel rispetto del numero stabilito dal decreto n. 1150/09;
considerata, infine, la presenza di una elisuperficie funzionante
24h mentre per i ricoveri urgenti la presenza di un passaggio a
livello sulla SS 115 potrebbe provocare rischiosi ritardi per
quanti da Comiso dovessero ricorrere alla struttura ospedaliera di
Vittoria;
considerato che tutte queste ragioni stanno determinando un grave
allarme sociale;
per sapere se non ritenga che il mantenimento del pronto soccorso
possa:
migliorare l'assistenza agli abitanti di Comiso, comprensivo delle
frazioni limitrofe di Pedalino, Quaglio e Roccazzo, nonché ai
cittadini di paesi vicini quali Santa Croce, Mazzarrone e
Chiaramonte Gulfi;
evitare l'intasamento di altri pronto soccorso, in considerazione
anche dell'imminente entrata in esercizio dell'aeroporto di Comiso;
garantire la presenza di un medico sia nei festivi che nei turni
notturni, atteso che in ospedale per decreto sono presenti posti
letto per acuti;
ridurre ricoveri inappropriati;
assicurare l'apertura per 24h dei servizi di laboratorio analisi e
radiologia;
attivare (giusta d.a. n. 1376 del 25 maggio 2010) posti letto
tecnici di osservazione breve intensiva (O.B.I.) presso il pronto
soccorso di Comiso;
se non valuti necessario:
assicurare l'attuazione del d.a. n.1376 del 25 maggio 2010 e
specificatamente nella parte relativa all'attivazione di quattro
posti letto di DH oftalmologia a Comiso in spazi adeguati e con
idonee attrezzature;
incrementare il numero dei posti letto dell'area chirurgica come
segue, quattro DH/DS in ORL e quattro DH/DS per l'attività di
odontostomatologia, di chirurgia plastica e di urologia;
incrementare l'attività e la complessità degli interventi di
urologia con dotazione organica tale da sopperire ai bisogni
dell'utenza ipparina;
acquistare una TAC, attesa la presenza di medici e tecnici
radiologi di ruolo». (1751)
DIGIACOMO
N. 1752 - Chiarimenti sulla liquidazione della società Belice
Ambiente s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Adamo Giulia
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
nella consueta riunione di avvio della campagna irrigua e di
bilancio preventivo del consorzio di bonifica 3 di Agrigento, la
direzione ha proposto un aumento di oltre il 53 per cento del costo
dell'acqua, ipotizzando il passaggio del prezzo da 15 a 23
centesimi di euro al metro cubo;
per un ettaro di agrumeto con buon terreno a medio impasto
necessitano quattro irrigazioni; si può quindi calcolare che a
seguito dell'aumento graverebbe sui coltivatori un aumento medio
per ettaro di 225 euro rispetto al costo del 2010;
considerato che:
in ragione della grave crisi di mercato, l'articolo 85 della l.r.
11/2010 ha stabilito che i consorzi di bonifica non potevano
aumentare per la stagione agraria 2010 i canoni irrigui;
la situazione di crisi delle produzioni agricole non è stata in
alcun modo superata e che, conseguentemente, ulteriori aggravi dei
costi di produzione creerebbero insuperabili difficoltà delle
aziende agricole; stante la situazione, si richiederebbe invece una
riduzione del costo dell'acqua rispetto ai 15 centesimi di euro al
metro cubo praticato lo scorso anno;
rilevato che il consorzio di bonifica 3 di Agrigento, a detta dei
dirigenti, è creditore di ingenti somme che la Regione non avrebbe
corrisposto e il cui pagamento consentirebbe non solo un blocco
all' innalzamento dei costi dell'acqua, ma addirittura una loro
diminuzione;
per sapere:
quali misure intenda adottare per tutelare e difendere i
produttori agricoli e garantire che i consorzi di bonifica eroghino
le risorse idriche secondo principi di equità ed efficienza,
limitando costi superflui ed assicurando al massimo equità e
trasparenza nell'erogazione dell'acqua;
se risponda al vero il credito vantato dal consorzio di bonifica 3
di Agrigento ed in caso affermativo quali iniziative si intendano
assumere allo scopo di affrontare la difficile situazione
finanziaria del consorzio di bonifica 3 di Agrigento provvedendo ad
erogare le somme dovute;
quali provvedimenti intenda mettere in atto al fine di evitare un
insostenibile aumento del prezzo dell'acqua». (1753)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che da diversi mesi il comune di Licata non paga i propri
creditori e che nel mese di dicembre ha corrisposto ai propri
dipendenti lo stipendio con diverse settimane di ritardo;
ricordato che il sindaco continua ad amministrare il comune di
Licata pure in assenza di consiglio comunale, dimessosi nel
dicembre 2009, e sostituito dal commissario regionale dottore
Giuseppe Terranova;
tenuto conto che il comune, secondo quanto emerso in un incontro
tra il suddetto commissario e le forze politiche cittadine, sarebbe
sull'orlo del dissesto finanziario con debiti che superano gli
undici milioni di euro;
osservato che in questo contesto la spesa sociale è passata da un
costo di euro 3.563.640,00 del 2008 (anno d'insediamento del
sindaco Graci) a euro 7.992.212,00 del 2010, con un aumento del
125%, a causa principalmente di una impennata dei ricoveri presso
strutture convenzionate per anziani e disabili;
visto che tale anomala situazione è confermata da una
dichiarazione rilasciata a un giornale locale (La Vedetta) da parte
dell'assessore al bilancio comunale, dottor Salvatore Avanzato,
secondo cui 'Licata è diventata l'Eldorado della Sicilia.
Stranamente, tutti chiedono di essere residenti nella nostra città,
soprattutto quelli meno abbienti, e poi chiedono di essere
ricoverati nelle case di riposo o nelle residenze convenzionate';
per sapere se non valuti opportuno intervenire presso il comune di
Licata per verificare, con apposita ispezione, se sussistono
inadempienze e/o irregolarità amministrative interessando, se
necessario, anche la competente autorità giudiziaria a tutela del
pubblico erario». (1754)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che il gruppo consiliare de
La Destra-Alleanza Siciliana', in data 19 gennaio 2009 (prot.
n.118), ha presentato al sindaco di Catania una interrogazione
scritta con la quale si chiedeva di conoscere:
1) Quali criteri ad oggi siano stati applicati per la selezione
del personale in servizio presso le Società Partecipate del Comune;
2) Se le Società di cui copra, o loro derivate, in previsione di
ulteriori competenze ed ampliamento di servizi attribuibili,
prevedano integrazione di personale e se intendano rispettare, a i
sensi delle normative vigenti, le aliquote in favore delle
categorie protette';
tenuto conto che, in assenza di risposta da parte del sindaco, in
data 15 aprile 2010 lo stesso gruppo consiliare ha dovuto
riproporre la medesima interrogazione che, al pari della
precedente, non ha trovato riscontro da parte dell'amministrazione;
considerato che la condotta manifestata dall'amministrazione
comunale di Catania appare almeno anomala e comunque in violazione
delle norme di legge e regolamentari;
per sapere se non ritenga di assumere urgenti iniziative
finalizzate a richiamare l'amministrazione del capoluogo etneo
all'osservanza delle norme in materia di sindacato ispettivo dei
consiglieri comunali e, nello specifico, dare immediato riscontro
alla reiterata interrogazione di cui sopra». (1757)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE LUCA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per la Salute, premesso che:
i medici veterinari che operano presso le ASP, siano essi
dirigenti o specialisti ambulatoriali, effettuano principalmente
controlli sul patrimonio zootecnico e sugli alimenti di origine
animale al fine di evitare il permanere sul territorio di malattie
trasmissibili dagli animali all'uomo;
cinquantotto medici veterinari che, a far data dall'agosto 2002,
operavano presso l'ex AUSL 5 di Messina con contratti di diritto
privato per un minimo di 24 ore settimanali, a seguito
dell'emanazione del d.a. 01799/2009, sono stati trasformati in
medici veterinari specialisti ambulatoriali (M.V.S.A.) con un
incarico settimanale di 12 ore e 50 minuti, pari a circa la metà
delle ore minime di incarico precedentemente espletate;
nonostante l'avvenuta decurtazione di circa metà delle ore, sono
stati effettuati, per l'anno 2010, rispetto all'anno 2009, un
numero di controlli pari al 79% per brucellosi bovina (BRB),
all'82% per brucellosi ovi-caprina (BROC), al 96% per tubercolosi
bovina (TBC) ed all' 89% per leucosi enzootica bovina (LEB), come
rilevabile dall'applicativo SANAN afferente alla banca dati
nazionale per le anagrafi zootecniche (BDN) alla data del
17.02.2011;
solo l'impegno profuso dai medici veterinari che operano nella
provincia di Messina ha consentito per l'anno 2010 di raggiungere
gli obiettivi fissati per la direzione generale dell'ASP, che
prevedevano, almeno, un singolo controllo in tutti gli allevamenti
ricadenti nel territorio di competenza;
di contro non è stato possibile il raggiungimento degli ulteriori
obiettivi previsti dal piano attuativo-aziendale (PAA) per
l'eradicazione delle brucellosi (bovina ed ovicaprina), redatto
secondo quanto disposto dal d.a. 1327/09, che prevedeva, altresì,
un netto incremento del numero delle aziende con qualifica di
indenne (I) o ufficialmente indenne (U.I.) dalle patologie, con il
conseguente peggioramento del numero percentuale di incidenza delle
infezioni, ad eccezione della brucellosi ovicaprina;
considerato che:
il direttore del servizio di sanità animale provinciale di Messina
ha proposto un 'Progetto Obiettivo' per raggiungere gli obiettivi
fissati nella revisione del p.a.a. per l'anno 2011, e che è stato
calcolato un numero complessivo di controlli su capi, per le
diverse malattie, pari globalmente a 583.291 unità da verificare;
all'interrogante questo calcolo appare significativamente
sottostimato, in particolar modo, rispetto alla TBC, laddove viene
preventivato un numero di controlli inferiore a quelli effettuati
nell'anno 2010 ed, addirittura, minore al numero di capi da
saggiare, pari a n. 51.156, nonostante il significativo aumento dei
casi di infezione registrati;
la situazione epidemiologica della provincia di Messina per le
brucellosi, a causa dell'entità del patrimonio zootecnico da
saggiare, distribuito in numerosi piccoli allevamenti, a conduzione
peculiarmente brada o semi-brada, e che lo stesso patrimonio è
dislocato, prevalentemente, in aree montuose raggiungibili solo con
mezzi entro-fuoristrada, è ancora lontana dal raggiungimento degli
standard minimi voluti dal Ministero in tema di prevenzione di
diffusione delle patologie animali;
la scarsità delle risorse impiegate in termini di ore di incarico
assegnate ai MVSA ed ai mezzi tecnici resi disponibili (automezzi
in genere, dispositivi di protezione individuale, postazioni
informatizzate con collegamento internet per l'implementazione
degli applicativi afferenti alla BDN, etc.) nell'ASP di Messina
appare del tutto insufficiente, in particolare se raffrontato a
quanto rilevato nelle altre province siciliane, come testimoniato
dai dati scientifici estratti dall'ultimo bollettino epidemiologico
veterinario della Regione siciliana, del mese di dicembre 2010
(BEV);
il patrimonio zootecnico bovino ed ovi-caprino rapportato al
numero di veterinari che operano nelle diverse province, seppure
non si disponga ancora della suddivisione del numero dei medici
veterinari dirigenti e MVSA distinti per servizio di appartenenza,
vede l'ASP provinciale di Messina fortemente sotto organico,
rispetto alle altre aziende. Infatti, è opportuno precisare che non
tutti i medici veterinari eseguono controlli sugli animali vivi, ma
soltanto quelli che operano nel servizio di sanità animale;
rilevato che:
sulla base di quanto sopra rappresentato, stante l'entità degli
interventi e dei controlli da porre in essere sul territorio della
provincia di Messina ed a fronte dell'astrattezza delle attività
imposte dal progetto obiettivo redatto dal responsabile del
servizio di sanità animale provinciale (che recita, tra l'altro,
'considerato che l'importo del presente progetto non può subire
maggiorazioni, eventuali prestazioni aggiuntive rispetto a quanto
previsto dovranno essere comunque svolte ( .) Per tali eventuali
prestazioni aggiuntive non può essere richiesto alcun compenso.'),
appare tutt'altro che scontata l'adesione al progetto stesso del
personale MVSA , incaricato presso l'ASP di Messina in assenza di
una certezza remunerativa del lavoro eventualmente, svolto;
a tutt'oggi, a oltre dodici mesi dall'avvenuta trasformazione del
personale MVSA, l'ASP di Messina non ha ancora provveduto ad
applicare integralmente l'accordo collettivo nazionale del
23.03.2005 s.m.i. (ACN), nonostante i ripetuti solleciti effettuati
dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, ed in
particolare in riferimento all'art. 46 (relativo agli emolumenti
dovuti per le percorrenze dall'abitazione alla sede di
assegnazione), ed all'art. 32 (inerente agli emolumenti previsti
per lo svolgimento di attività esterna);
già negli anni dal 2002 al 2009, nonostante il personale MVSA
avesse l'obbligo di garantire almeno 24 ore settimanali di attività
(oggi ridotte, a seguito dell'assunzione a 12,50 h. non è stato
possibile mantenere il rispetto dei tempi di ricontrollo nelle
aziende infette ed in qualifica;
per sapere:
se non ritenga opportuno impiegare meglio le somme eventualmente
rese disponibili per l'ipotetica attuazione del p.o., attraverso
una concertazione che preveda un incremento delle ore di incarico a
tempo indeterminato, da assegnarsi in seno ad un accordo aziendale,
consentendo, così, di contemperare le dovute tutele giuridiche ed
economiche garantite ai MVSA dall'ACN, con le esigenze aziendali e
riequilibrando, finalmente, il quadro regionale tra le varie ASP
relativamente al numero delle ore settimanali assegnate (non è
fuori luogo ribadire che le ore di incarico assegnate ai MVSA
operanti in tutti i servizi, e non solo in quello di sanità
animale, appaiono insufficienti a far fronte alle necessità di
servizio e che, fino ad oggi è solo grazie alla buona volontà
dimostrata da questo personale che non si è assistito alla paralisi
dei servizi veterinari dell'azienda provinciale);
visto che il richiesto incremento di ore non rappresenta la
creazione di diritti irreversibilmente acquisiti da parte dei
predetti dipendenti, ai sensi dell'art. 18 dell'ACN del 23 febbraio
2005, per l'indeterminatezza delle ore conferite agli specialisti
dall'art. 18 dell'ACN 23.03.2005 s.m.i. (che al comma 1 recita
testualmente: 'In caso di persistente contrazione dell'attività,
documentata attraverso le (...) statistiche rilevate nell'arco di
un anno (...) l'azienda può disporre la riduzione dell'orario di
attività di uno specialista ambulatoriale' e, dunque, con piena
flessibilità oraria in aumento od in diminuzione in base alle
necessità dell' Azienda medesima), se non ritenga di dover dare
incarico di predisporre tutti quegli atti idonei alla immediata
integrazione oraria degli MVSA, stanti le enormi esigenze di
sevizio veterinario dell' ASP di Messina;
se non ritenga di dover convocare, altresì, in tempi brevi, un
tavolo tecnico con i vertici aziendali e le rappresentanze
sindacali di categoria per elaborare soluzioni concordate , e
condivise con i MVSA, anche in alternativa a progetti obiettivi
contenenti clausole evidentemente vessatorie e, comunque, da
eliminare;
se non ritenga, infine, che, il notevole risparmio economico
ottenuto, evidente nella drastica riduzione dei capi di bestiame,
abbattuti od infetti, grazie al paziente lavoro di questi ultimi
anni, unitamente agli ulteriori risparmi prodotti dalla ridotta
diffusione, e/o il mancato trattamento terapeutico delle malattie
trasmesse all'uomo dall'animale infetto (entrambe dati
documentabili scientificamente dagli osservatori epidemiologici
provinciali), in particolare per l'ASP di Messina, non si debbano
tradurre in reali e concreti interventi a sostegno del territorio
provinciale atti ad eradicare definitivamente le più infestanti
patologie animali, favorendo, così, i controlli e l'assistenza agli
allevatori, incrementando la dotazione tecnica minima
indispensabile dell'azienda (mezzi, vestiario e tecnologia)
garantendo la graduale allocazione full time del personale
veterinario de quo» (1756).
(L'interrogante chiede lo svolgimento in commissione)
PICCIOLO
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 18 giugno 2010 è stato pubblicato nella GURS, supplemento
ordinario n. 28, il decreto dell'Assessore per la salute con
oggetto 'Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della rete
ospedaliera e territoriale dell'Azienda sanitaria provinciale di
Siracusa', con il quale si prendono provvedimenti in ordine
all'ospedale Trigona di Noto, senza tenere conto del parere
obbligatorio della conferenza dei sindaci del comprensorio;
nell'ottobre 2010 il sindaco di Noto, Corrado Valvo, ha presentato
al Presidente della Regione siciliana un ricorso straordinario
contro l'Assessorato regionale della salute e nei confronti del
comune di Avola per l'annullamento, previa sospensione, del
suddetto decreto;
il 10 novembre 2010, in seguito ai lavori della commissione
sanità, l'assessore Massimo Russo ha nominato una commissione super
partes, a cui hanno preso parte tecnici indicati dai territori
interessati per decidere quale sede tra l'ospedale di Trigona di
Noto e l'ospedale Di Maria di Avola dovevano sopravvivere per
ospitare i reparti per acuti e quelli territoriali, con
lungodegenza e riabilitazione, anche in vista dell'entrata in
vigore della legge nazionale firmata dal Ministro della salute che
prevede la chiusura delle aziende ospedaliere con meno di 200 posti
letto;
considerato che:
il commissario dell'ASP 8, Franco Maniscalco, ha operato la scelta
di mantenere nove reparti per l'ospedale di Avola 'Di Maria':
cardiologia, terapia intensiva, chirurgia, oculistica, ortopedia,
ostetricia, pediatria e psichiatria, per un totale di 129 posti,
mentre all'ospedale Trigona di Noto solo un reparto, quello di
geriatria, per un totale di soli 12 posti;
il 30 dicembre 2010 con decreto dell'Assessorato per la salute,
avente per titolo 'Programma operativo 2010-2012 per la
prosecuzione del Piano di contenimento e riqualificazione del
sistema sanitario regionale 2007-2009, richiesta ai sensi dell'art.
11 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge
30 luglio 2010, n. 122' e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana n. 5 del 28 gennaio 2011, supplemento ordinario,
si provvedeva alla cancellazione del PTA dell'Ospedale Trigona di
Noto, nell'ambito del distretto ospedaliero SR 1;
ritenuto che:
il sistema sanitario è caratterizzato da gestioni fallimentari,
associate alla carenza di attrezzature diagnostiche, e si
renderebbe quindi indispensabile ripartire dal progetto originario
che prevedeva la rifunzionalizzazione dei due ospedali di Avola e
di Noto aumentando gli attuali posti letto;
i vertici dell'ASP di Siracusa dovrebbero calibrare attentamente
la situazione senza giungere a decisioni avventate a danno degli
ammalati e del personale sanitario, in nome della logica del
risparmio e della razionalizzazione, nell'evidente considerazione
che un indebolimento dell'istituzione sanitaria, con la chiusura di
Noto, avrebbe gravi conseguenze anche per il mantenimento
dell'ospedale di Avola e per evitare che la zona sud della
provincia di Siracusa resti inspiegabilmente scoperta e non
adeguatamente servita;
per sapere se non ritengano necessario disporre, in via cautelare,
la revoca, previa sospensione, del provvedimento della chiusura
dell'ospedale Trigona di Noto». (1755)
LEONTINI
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé presentata sarà
inviata al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
l'Unione europea offre molteplici opportunità di finanziamento sia
ai singoli che alle collettività;
attraverso la Commissione europea, organo che detiene il potere di
iniziativa legislativa e quello di rendere esecutive le decisioni
delle istituzioni comunitarie, vengono gestite differenti forme di
aiuto;
si possono distinguere essenzialmente due tipologie di
finanziamenti comunitari, fondi indiretti e fondi diretti;
i fondi indiretti si identificano con i Fondi strutturali (fondo
europeo di sviluppo regionale - FESR, fondo sociale europeo - FSE e
fondi di coesione) che, con il concorso di risorse nazionali e
regionali, sono chiamati ad attuare il principio di coesione
economica e sociale all'interno della Comunità;
alle autorità nazionali, regionali o locali spetta il compito di
programmare gli interventi sui territori amministrati, emanare i
bandi, selezionare e gestire i progetti pervenuti ed erogare le
rispettive risorse;
considerato che:
i fondi diretti si riferiscono a stanziamenti della Commissione
europea, che essa gestisce e direttamente eroga al beneficiario
finale, caratterizzati dalla circostanza che i progetti presentati
dai partecipanti necessitano di regola di un partenariato
transnazionale;
i fondi diretti hanno come primario obiettivo quello di
contribuire alla riduzione del divario esistente tra le regioni dei
Paesi membri e supportare il loro sviluppo economico e sociale
(attraverso il finanziamento delle infrastrutture, degli aiuti alle
imprese, specie nel settore dell'innovazione tecnologica, e delle
politiche sociali di inserimento lavorativo, occupazione,
adattabilità e pari opportunità);
i fondi indiretti hanno, invece, l'obiettivo di sopportare la
definizione e l'implementazione di politiche comuni in settori
strategici, quali, a titolo d'esempio, la ricerca e l'innovazione
tecnologica, l'ambiente, l'imprenditorialità, il life long
learning;
se l'utilizzo dei fondi strutturali è molto più semplice da parte
delle amministrazioni pubbliche, in quanto segue logiche simili al
trasferimento delle risorse di tipo ordinario, specie in relazione
ai fondi gestiti dalle Regioni (nell'ambito dei POR - programmi
operativi regionali - che rappresentano la maggioranza), le
difficoltà di accesso ai fondi settoriali sono sicuramente
maggiori; si tratta di risorse programmate a un livello
istituzionale più distante dai beneficiari che, a partire
dall'Agenda 2007/2013, richiedono l'attivazione di un partenariato
europeo per essere utilizzate e una maggiore qualità progettuale,
considerato che l'arena competitiva è più ampia, visto che
concorrono tutte le Regioni dei Paesi membri. Oltre a queste
maggiori difficoltà vi è da notare che i fondi settoriali
finanziano per lo più azioni di tipo immateriale, quali per esempio
la creazione di gruppi di lavoro e network per la messa a punto di
progetti e politiche e lo scambio di buone pratiche; l'ammontare
medio per progetto è generalmente inferiore rispetto a quanto può
essere garantito dai fondi strutturali;
per tali motivi, nell'ambito della programmazione 2007-2013 dei
fondi comunitari, la Commissione europea ha raccomandato una
programmazione e un utilizzo sinergico dei fondi strutturali e di
quelli settoriali; con questi ultimi è, infatti, possibile
finanziare la definizione di nuove politiche, programmi e progetti
la cui concreta implementazione può trovare finanziamento
attraverso i fondi strutturali;
ad oggi, tuttavia, sembra che non siano stati previsti adeguati
meccanismi a garanzia del cofinanziamento dei progetti europei;
per conoscere:
1) lo stato dell'arte della strategia progettuale della Regione
siciliana sviluppata rispetto alle opportunità di finanziamento
nell'ambito della programmazione 2007/2013, con particolare
riferimento ai fondi diretti;
2) quale sia l'esatta situazione delle fonti di finanziamento a
valere sui fondi indiretti e del FESR nello specifico;
3) quali misure concrete siano state previste nell'ambito del PO
FESR per la diffusione della ricerca, dell'innovazione e della
società dell'informazione». (109)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
FERRARA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Comunicazione relativa alla mozione numero 245
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 3 marzo 2011, pervenuta in
pari data (protocollata al n. 2287/AULAPG dell'8 marzo successivo),
l'onorevole Gennuso, primo firmatario della mozione n. 245
Interventi a tutela della pianta del carrubo', letta nel corso
della seduta n. 230 dell'1 marzo 2011, ha richiesto di aggiungere
nella parte motiva, dopo le parole oltre che per usi medicinali.',
le seguenti: Oggi Rosolini risulta essere fra i comuni siciliani
il maggiore produttore del carrubo, inoltre vanta la presenza delle
piante di carrubo più antiche di tutto il Mediterraneo e
verosimilmente di tutto il mondo'.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.
Informo che l'onorevole Bufardeci ha chiesto di apporre la firma
alla mozione numero 245.
L'Assemblea ne prende atto.
dei Gruppi parlamentari
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si è riunita oggi, 9 marzo 2011, sotto la Presidenza
del Vicepresidente vicario, onorevole Formica, presente il
Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
dell'Assessore per le infrastrutture, avvocato Russo, per
rimodulare l'agenda dei lavori parlamentari.
Poiché non è stato raggiunto il prescritto consenso dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che rappresentino almeno i due terzi dei
componenti dell'Assemblea, secondo quanto previsto dall'articolo 98
quater del Regolamento interno, la Presidenza, ai sensi
dell'articolo 98 quinquies, comma 5, del Regolamento interno, ha
predisposto il seguente calendario provvisorio dei lavori:
l'Aula terrà seduta:
oggi, per il seguito della discussione del disegno di legge già
iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea, nn. 604-185/A Norme
in materia di orari degli esercizi commerciali e grandi strutture
di vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1999, n.
28 ;
domani, 10 marzo 2011, alle ore 10.00, per il seguito della
discussione generale del disegno di legge nn. 85-213-256-278-296-
299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A Modifiche di
norme in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi
comunali e provinciali .
Con riferimento all'ultimo disegno di legge menzionato, qualora la
Presidenza dovesse ravvisare, dall'andamento del dibattito, le
condizioni per giungere alla conclusione del relativo iter
parlamentare, l'Aula terrà altresì seduta venerdì 11 marzo 2011,
data ultima individuata per la definitiva chiusura della finestra
legislativa , già stabilita dal precedente programma-calendario
onde consentire l'esame dei documenti finanziari della Regione in
Commissione Bilancio e quindi in Aula.
Si è convenuto, infine, che - previo raccordo con il Governo -
apposita seduta d'Aula sarà dedicata alla discussione sul tema
dell'emergenza umanitaria in Sicilia a seguito dei recenti eventi
internazionali che interessano l'area del Maghreb.
Così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, desidero esprimere una valutazione
rispetto alla comunicazione che lei ha appena dato relativa al
calendario, ho sentito provvisorio, ma se ricordo bene il
calendario provvisorio prevede una settimana. Lei ha dato un
calendario provvisorio che, se va bene, durerà 48 ore, quindi c'è
un'anomalia tra il calendario provvisorio che, in forza di una
norma regolamentare, è attribuito alla Presidenza e quello che poi,
effettivamente, lei ha comunicato.
Ma quello che vorrei fare rilevare è che noi abbiamo tenuto una
Conferenza dei Capigruppo alla luce di una decisione, che ieri si è
consumata in Aula, che con procedura che definisco discutibile -
mi fermo qui - ha sospeso la trattazione di un punto all'ordine del
giorno.
Lei, unilateralmente, ieri sera, ha rimosso dall'ordine del giorno
della seduta di oggi il punto che era stato sospeso. Il Regolamento
non le attribuiva il potere di rimuovere dall'ordine del giorno un
punto sul quale l'Aula aveva convenuto di discutere secondo il
calendario comunicato dal Presidente Cascio e approvato dall'Aula
mercoledì scorso.
Adesso, con una pseudo soluzione di mediazione lei ha comunicato
che oggi facciamo il disegno di legge sul commercio, che è
formalmente iscritto all'ordine del giorno perché sono passati 15
giorni da quando è stato rinviato in Commissione, ma che sappiamo
tutti che non è pronto e non mi risulta che la Commissione abbia
curato quell'approfondimento per il quale era stato rinviato in
Commissione, per consentire di addivenire ad un testo coordinato
sul commercio; quindi, di fatto, sappiamo tutti che non faremo
nessuna legge sul commercio.
Però facciamo finta di discutere la legge sul commercio e,
contemporaneamente, preannunciamo che l'esame del disegno di legge
in materia elettorale comincerà domani.
Io non capisco perché, dopo avere già forzato il Regolamento
cancellando dall'ordine del giorno il disegno di legge elettorale
nella comunicazione all'Aula ieri sera, lei, signor Presidente, con
questa pseudo mediazione, lo iscrive domattina all'ordine del
giorno - invece, poteva benissimo essere trattato oggi pomeriggio
per consentire la discussione generale -, formalmente lo iscrive
domani e, addirittura, si riserva un potere assoluto per cui la
Presidenza valuterà se ci sono le condizioni perché la seduta possa
protrarsi venerdì per la sua eventuale approvazione.
Io non so quali siano queste condizioni, quali devono essere: che
non piova in Aula, che non ci sia una dichiarazione di guerra?
Quali sono queste condizioni per cui venerdì, eventualmente, lei ci
consentirà di valutare e votare la legge elettorale?
Signor Presidente, dico questo con un po' di ironia - nulla di
personale - però in uno scontro politico, che ci sta tra
maggioranza e opposizione, che fa parte delle regole della
politica, l'elemento di oggettività nella gestione della Presidenza
è una condizione che evita di far impazzire tutti.
Temo che la sua gestione, e quando dico sua non intendo
dell'onorevole Formica, perché credo che lei presiede in questo
momento, ma la Presidenza è impersonale; credo e ascrivo alla
Presidenza un carattere impersonale. La Presidenza è un misto di
chi la dirige e la struttura che la sorregge.
In questa impersonalità della Presidenza io credo che stiamo
decidendo di impantanare l'Aula, con l'introduzione di precedenti
che non so dove ci porteranno e facendo in modo - lo dico oggi
perché sappiamo già oggi quello che succederà e che i giornali
scriveranno domani o dopodomani - che questa decisione, da lei
formalmente proposta, non farà approvare alcuna legge elettorale.
Io la penso come il Presidente della Regione, vedremo come questo
giudizio si espliciterà.
Credo che siamo a questo punto e mi assumo la responsabilità di
quel che dico: per questa maggioranza sarebbe un errore tragico se
non approvassimo la legge elettorale prima di qualunque altro atto,
compreso bilancio e finanziaria. Lo dico non perché la legge
elettorale chissà che cosa sia, ma quando lo scontro si vuol fare
diventare uno scontro titanico, cosa che non doveva essere - questo
disegno di legge non ha nulla di trascendentale, è una di una
sobrietà assoluta - è evidente che nessuno può nascondersi.
Credo, però, che la Presidenza, in questo caso, avrebbe fatto
meglio non ad assecondare qualcuno ma a consentire che almeno il
calendario dei lavori approvato mercoledì scorso, cioè che oggi si
poteva fare quello che si doveva fare, visto che non c'è più né il
disegno di legge sulla semplificazione né quello sul commercio, si
potesse fare la legge elettorale e arrivare - se poi ci arrivavamo,
bene; se non ci arrivavamo, si vedeva - venerdì all'approvazione
finale del testo, se c'erano le condizioni.
Signor Presidente, la sua decisione un po' pilatesca finisce con
l'impantanare l'Aula e mi permetto di dire che la Presidenza se ne
assume tutte le responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, voglio farle notare, prima di
dare la parola agli altri deputati che ne hanno fatto richiesta,
che è ben strano che proprio lei critichi la Presidenza per il
fatto che, per un voto d'Aula, è stata sospesa la trattazione
dell'iter di un disegno di legge quando l'Aula, sempre per voti
provenienti da altra parte politica, ha sospeso l'iter di ben altri
disegni di legge.
La Presidenza ritiene di svolgere al meglio il proprio ruolo non
abusando di nessuna prerogativa e rispettando sempre e comunque il
Regolamento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, proprio perché la Presidenza
dell'Assemblea è impersonale, se mi consente, io la voglio
personalizzare e, a differenza di quello che si è detto in questi
giorni e fino a qualche minuto fa, ho il dovere - e lo sento - di
esprimere apprezzamento per la coerenza e per la regolarità della
sua condotta proprio perché voglio personalizzare il comportamento
del vicepresidente Formica, che non ha fatto altro che applicare le
norme del Regolamento ai lavori d'Aula. Per quanto riguarda le sue
comunicazioni, signor Presidente, ritengo che ci sia qualche cosa
che non va perché, con tutto il rispetto per i lavori della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, qui non si
possono fare un passo avanti e due indietro.
Lo dico col dovuto rispetto ma lo dico con la doverosa contrarietà
che esprimo in questo momento per la decisione dei lavori della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Io ricordo che poco meno di quindici, venti ore fa, questa Aula si
è determinata con un voto legittimo sulla sospensiva per il disegno
di legge in materia elettorale su cui avevamo una serie di dubbi, a
prescindere dal fatto che è paradossale che la Commissione Affari
istituzionali che ha approvato il disegno di legge e lo ha inviato
in Aula ometta - sottolineo ometta - di sentire quelli che sono i
rappresentanti dei destinatari naturali degli effetti principali di
questo disegno di legge, cioè le associazione dei comuni e delle
province.
E' un vulnus che abbiamo rilevato e denunciato che inficia
l'intero percorso della legge e che è stato uno dei motivi che ha
indotto l'Aula a votare, a maggioranza, la sospensiva, che oggi va
ad accantonare il disegno di legge sulla riforma elettorale per le
elezioni amministrative in Sicilia.
Non si può introdurre con un voto della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, prima che siano sciolti i nodi che hanno
determinato il Parlamento, a maggioranza, a votare la sospensione
di questo disegno di legge. E siccome non sono stati sciolti né i
nodi né le argomentazioni, io credo che il disegno di legge non
possa arrivare in Aula sol perché lo decide la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari perché contrasta con il voto
espresso, a maggioranza, dall'Aula.
Così come dobbiamo chiarire che fine ha fatto il disegno di legge
sulla semplificazione amministrativa. Non possiamo non prendere
atto - in maniera sicuramente irrituale e che ha il sapore di un
sostegno alla maggioranza che, in quel momento, continua a non
essere maggioranza - che è stato richiesto il rinvio in commissione
dal presidente della I Commissione, onorevole Minardo,
contrariamente a quello che aveva deciso l'assessore delegato che
aveva chiesto un rinvio di qualche minuto per rivedere il disegno
di legge.
Credo, quindi, che oggi non possiamo tornare a parlare di legge
elettorale perché creeremmo soltanto confusione, daremmo l'immagine
di un parlamento schizofrenico che ieri votava una norma e dopo
quindici, sedici ore se la rimangia.
Signor Presidente, ho il dovere di rassegnare una forte
preoccupazione e - se mi consentite - una indignazione per le
parole espresse dal capogruppo del Partito Democratico, onorevole
Cracolici, quando ha mandato un messaggio a quest'Aula.
Quest'Aula non è la prateria politica di nessuno; quest'Aula non
può servire a regolare conti all'interno di un partito. Se qualcuno
intende fare di questo disegno di legge uno strumento per
recuperare posizioni perdute all'interno del gruppo, se qualcuno
vuole mandare un messaggio o fare regali a qualche minoranza
all'interno della maggioranza che, invece, sostiene che il PD debba
uscire dalla Giunta Lombardo e, quindi, bisogna mandare un regalo a
qualche frangia catanese del PD, queste cose fatele all'interno del
vostro partito senza utilizzare il nostro Parlamento.
Signor Presidente, le parole dell'onorevole Cracolici sono
preoccupate e preoccupanti.
La legge elettorale non si può fare in questo momento in Aula; c'è
una sospensiva che il Parlamento non ha revocato. Dobbiamo
procedere con il disegno di legge sulla semplificazione
amministrativa; se vogliamo, si affronti anche quello relativo al
commercio, poi bisogna aprire la sessione del bilancio e della
finanziaria.
Se qualcuno - e parlo della maggioranza - ha deciso che dobbiamo
condannare la Sicilia ad un ulteriore mese di esercizio
provvisorio, noi non ci stiamo. Questa è politica deleteria, questa
è politica di bassa lega, questa è politica di parte che non fa
l'interesse dei siciliani.
Signor Presidente, il disegno di legge elettorale non può andare
in Aula.
Le chiedo di precisare, magari le sarà sfuggito, che per la
prossima settimana non si terrà Aula.
MARZIANO. E' mortificante.
CAPUTO. Signor Presidente, non condivido le decisioni della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e penso che debba
essere mantenuta la sospensiva.
Se i colleghi hanno bisogno di esternare un disagio possono farlo,
hanno la mia comprensione, e mi fermo perché so che all'interno del
PD il disagio su questa gestione della politica del PD in Assemblea
è sicuramente evidente e fate bene a farlo uscire fuori.
Signor Presidente, io mi posso fermare; non ci sono problemi.
Credo di avere sentito dalla lettura delle sue comunicazioni che
la settimana prossima non ci sarà Aula, questo mi conforta perché
significa che finalmente in quella settimana le Commissioni si
potranno riunire per approvare gli unici veri disegni di legge che
interessano la Sicilia e i siciliani, la finanziaria e il bilancio.
La legge elettorale non è materia di questo Parlamento.
L'onorevole Cracolici si rassegni perché non consentiremo al
Parlamento di approvare la legge elettorale prima della finanziaria
e del bilancio.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, è chiaro che la decisione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari da lei comunicata
all'Aula è piuttosto l'esito riguardante la decisione della
Presidenza, assunta - lei lo ha detto correttamente - in base
all'articolo 98 quinquies del Regolamento. L'onorevole Cracolici ha
manifestato le motivazioni per le quali dissente da tale sua
decisione. Sicuramente la decisione non è derivata da un accordo in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma dalla autonoma
determinazione del Presidente nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, il Presidente dell'Assemblea facente funzioni
che adesso l'ha comunicata all'Aula.
L'onorevole Cracolici, prima di esprimersi in Aula, ha detto delle
cose ancora più pesanti, signor Presidente, che siamo in un pantano
istituzionale e che la Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana in questa situazione ha un ruolo attivo, cioè è artefice
del pantano. Aggiunge che siamo di fronte a follie interpretative
e poi giustifica questo suo modo di vedere affermando che non
c'era motivo alcuno per cui la legge elettorale non dovesse essere
esaminata in data odierna .
Ovviamente, noi rappresentiamo un modo di vedere completamente
diverso; siamo persino in disaccordo sulla opportunità di procedere
domani al prosieguo della trattazione del disegno di legge sulla
legge elettorale con la discussione generale.
Come ha detto poc'anzi il collega Caputo, la questione sospensiva,
votata appena ieri dall'Aula, era fondata su due motivazioni,
quindi era una richiesta di sospensione motivata.
Le due motivazioni erano: una eccezione di irregolarità nella
procedura seguita dalla I Commissione ed una inadempienza rispetto
al coinvolgimento delle rappresentanze degli enti locali, sia dei
Comuni sia delle Province, ANCI e URPS.
Riteniamo che la riammissione a discussione generale del testo
poteva avvenire solo in subordine allo scioglimento dei due nodi. I
due nodi non sono stati delle motivazioni gratuite, ma sono state
motivazioni talmente importanti da essere apprezzate e approvate
dall'Aula con un voto a maggioranza dei presenti in Aula.
Riteniamo, quindi, che il punto di vista dell'onorevole Cracolici
sia non corretto e destituito totalmente di fondamento dal punto di
vista del rispetto delle procedure e delle regolarità previste nel
Regolamento. Ha chiamato la sua una pseudo soluzione, signor
Presidente, al fine di evidenziare che la sua determinazione non è
stata l'oggetto di un accordo - perché accordo non poteva esserci -
ma è stata l'oggetto di una sua determinazione alla fine di un
dibattito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
durato due ore e un quarto che ha visto impegnate tutte le parti ad
esprimere le proprie posizioni ma non convergenti e non collimanti,
anzi totalmente divergenti.
Noi riteniamo che l'esito della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari da lei notificato all'Aula, sotto forma di sua
decisione in adesione al Regolamento, non possa che tradursi domani
in quello che lei ha detto. Pur non condividendo l'opportunità di
procedere con il prosieguo della trattazione della legge
elettorale, con la discussione generale, riteniamo che la decisione
complessiva abbia focalizzato un argomento fondamentale, che domani
dovrà essere verificato se l'eventuale decisione di prosieguo possa
consentire il completamento della legge.
Manco a dirlo, sta nei fatti ed è di intuitiva evidenza che questo
non sarà materialmente praticabile perché la discussione generale
domani prevede l'intervento, almeno solo dalla nostra parte, di 26
persone. La maggioranza, se non vorrà attenersi ad un testo che non
è stato nemmeno oggetto di una relazione se non per 30 minuti come
faremo noi ma per tre minuti, qualcuno dovrà rappresentarla
nell'illustrare in discussione generale questo testo.
Tenendo conto di un volume complessivo dell'attività di
emendamenti fino ad ora conosciuto - perché abbiamo tempo per
presentare emendamenti fino alla fine della discussione generale -
che si attesta fino ad ora intorno a tremiladuecento emendamenti,
vorrei, non facendomi prendere in giro da nessuno ma non volendo
prendere in giro nessuno, che qualcuno mi dicesse la praticabilità
di una legge entro venerdì con 28 iscritti a parlare e 3000
emendamenti fino ad ora depositati, suscettibili di una congrua
integrazione nell'arco delle 24 ore di domani.
E' chiaro che le osservazioni del collega Cracolici sono fondate
su una arrogante presunzione: che il Parlamento possa essere
completamente e definitivamente spogliato di ogni sua prerogativa
perché la bussola di questo Parlamento, l'agenda di questo
Parlamento deve essere dettata solo dalla legge elettorale e da chi
la legge elettorale vuole imporre a sostituzione di ogni altra
attività legislativa.
Perché dico a sostituzione ? Perché non c'è mai stata una
osservazione da questa parte inerente la legge sul commercio,
finalizzata a ritirare il testo; il testo è stato ritirato in Aula
dall'assessore Venturi per un riesame in Commissione.
A questo proposito, signor Presidente, faccio notare che nel suo
intervento, il presidente della III Commissione non ha evidenziato
inadeguatezze, insufficienze o imperfezioni nel testo sul
commercio. Il testo sul commercio, oggi pomeriggio, non lo state
trattando perché l'assessore Venturi ha comunicato alla Presidenza
la volontà di ritirarlo in quanto lo ritiene suscettibile di
perfezionamento e integrazione.
Una ennesima manovra perditempo, finalizzata a togliere dall'Aula
ogni argomento che non sia la madre di tutte le leggi universali di
questo quinquennio, la legge elettorale.
Non c'era motivo per cui non iniziasse nemmeno una discussione sul
testo riguardante il commercio.
Il testo riguardante il commercio - lo dico al collega Speziale
che poc'anzi mi chiedeva come mai non potessimo accedere a tale
discussione - non si può discutere perché la Presidenza ha
notificato che c'è una richiesta del Governo, dell'assessore
Venturi, di non ammetterlo a discussione in quanto lo ritiene
suscettibile di approfondimenti e di integrazioni.
Dico ciò perché la Presidenza ha notificato questo. Se così è, era
legittimo l'inserimento all'ordine del giorno del testo sul
commercio. Tanto è vero che la Presidenza, scaduti i 15 giorni, lo
ha ammesso all'ordine del giorno perché lo riteneva un articolato
sufficiente e non viziato da alcuna irregolarità procedurale. Se
fosse stato viziato da irregolarità procedurali, nonostante la
scadenza dei 15 giorni, la Presidenza non avrebbe potuto inserirlo
all'ordine del giorno.
Lo ha inserito proprio perché era pronto per essere discusso.
Per l'ennesima volta, questo Governo e questa maggioranza hanno
ritirato il testo. E abbiamo raggiunto la bella collezione, signor
Presidente, di cinque ritiri: due riguardanti il commercio e tre
riguardanti la semplificazione amministrativa.
Il testo sulla semplificazione amministrativa, infatti, è stato
ritirato una prima volta a giugno dell'anno scorso, una seconda
volta due settimane fa, una terza volta appena ieri.
Questa maggioranza ha espugnato l'Aula e l'ha esautorata di ogni
altra possibile competenza. Nell'agenda della maggioranza c'è un
diktat e il diktat è la legge elettorale.
Fatta salva la decisione del Presidente - che noi non condividiamo
integralmente perché non siamo d'accordo nella parte relativa alla
trattazione generale della legge elettorale -, il Presidente ha
voluto ritenere che così si potesse intervenire mediando,
certamente non sono cadute le motivazioni per le quali l'Aula aveva
sospeso l'iter di questa trattazione.
Ma siccome è legittimo il punto di vista dell'onorevole Cracolici
che prende le distanze da questa posizione, figuriamoci se non è
legittimo il mio. Non vedo perché questa prerogativa in quest'Aula
possa esercitarla solo l'onorevole Cracolici, nel bene o nel male,
e tutti gli altri invece devono preoccuparsi di non esercitare
alcuna prerogativa.
La par condicio ci impone di esprimere liberamente la nostra
posizione.
Certo è che, signor Presidente - lo dica e lo ripeta - la
settimana prossima, secondo il calendario che lei ha appena finito
di leggere, si procederà, in Commissione prima e in Aula dopo, con
la sessione finanziaria.
Domani sera, alla fine degli interventi sulla discussione generale
riguardante la legge elettorale, ci si dovrà, ovviamente, fermare a
valutare la praticabilità, entro venerdì, di un testo con sette
articoli, tremila emendamenti e 29 iscritti a parlare sulla
discussione generale.
Poi, verificheremo questa praticabilità, fermo restando che la
finestra, che ormai è diventata una veranda a più piani, per altro
piani senza arredamento perché non siete riusciti a mettere un solo
mobiletto in ciascuno di questi piani, é una veranda assolutamente
inutile.
Da quattro mesi, apriamo la veranda ma un solo argomento di vostra
iniziativa non siete riusciti a lasciarlo: né commercio né
semplificazione né niente.
Avete ritirato tutto perché tutto era strategicamente subordinato
alla madre di tutte le leggi, cioè alla legge elettorale.
Commentiamo così la decisione della Presidenza.
Domani, ovviamente, parteciperemo, per evitare impressioni
ostruzionistiche, alla discussione generale sulla legge elettorale,
non condividendo tuttavia questa decisione; ma domani pretenderemo
che la praticabilità della effettiva definizione del testo sia
oggetto di una verifica in quest'Aula.
Qualora, oggettivamente, tale praticabilità, per umane logiche
considerazioni fondate sul buon senso, non sia definibile, la
finestra va chiusa e si va alla settimana prossima, con la
Commissione prima e l'Aula dopo, per la sessione finanziaria, sia
essa riempita da bilancio e finanziaria o sia essa riempita da un
esercizio provvisorio che, a questo punto, nell'incapacità generale
di questo Governo e di questa maggioranza, si intuisce debba essere
la soluzione che, tra qualche giorno o tra qualche ora, uscirà
fuori dal cilindro del Presidente Lombardo e del suo assessore per
l'economia.
PRESIDENTE. La Presidenza, era inutile che lo precisasse, comunque
è giusto comunicarlo - ovviamente, ricordarlo e non comunicarlo -
che il termine per la presentazione degli emendamenti coincide con
quello della discussione generale.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la
parola perché, nel rifarmi, in buona sostanza, alle considerazioni
dell'onorevole Leontini, da ultimo, mi corre l'obbligo, come Forza
del Sud, di dire che, pur non condividendo il contenuto delle
determinazioni assunte in conseguenza della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, sono in Aula per lamentare
l'assoluta assenza del Governo. Il Governo oggi era stato convocato
in quest'Aula per trattare un disegno di legge pienamente
discutibile sul piano della trattabilità dell'argomento, quello
importante in materia di commercio.
Il Governo, purtroppo, piuttosto che essere presente, per quello
che è dato sapere, ha fatto pervenire una comunicazione di rinvio
ulteriore, di ritiro - non si capisce bene -, ma sicuramente di
indisponibilità, ancora una volta, a trattare il disegno di legge
sul commercio, che già tanti guasti e tanti problemi ha comportato
oggi nella sua attuale applicazione. Basta fare riferimento a ciò
che ha significato per la Sicilia e, in alcuni casi, per alcune
parti della Sicilia, come la mia provincia di Siracusa ad esempio,
con tutto quello che insiste di grande distribuzione nella zona di
Melilli.
Considerato che prima è stata fatta un'affermazione molto grave
che veniva ricordata, quella della palude istituzionale, mi
interrogo e mi domando
CRACOLICI. Pantano.
BUFARDECI. Pantano istituzionale, il terreno è sempre melmoso. E
credo che non saprei effettivamente definire in modo diverso il
comportamento di chi, oggi, a distanza di poche ore dalla
sospensiva che quest'Aula ha formalmente e proceduralmente votato
in maniera corretta, dovrebbe tornare a discutere della legge
elettorale senza che le questioni poste a base della sospensiva
siano state minimamente oggetto di soluzione. L'irregolarità nei
lavori della I Commissione non hanno sortito alcuna modifica,
l'audizione dell'URPS non si è verificata e, quindi, le condizioni
che avevano portato ieri quest'Aula a sospendere non sono state
oggetto di attività.
Come si fa a riportare all'esame d'Aula quello che ieri è stato
rinviato perché si provvedesse, su quelle motivazioni, a riparare
quelle ferite procedurali e di sostanza che erano intervenute?
Io credo che l'Aula abbia votato proceduralmente e in maniera
corretta perché convinta che quelle irregolarità derivanti dalla
Commissione dovevano essere superate, che quelle audizioni e quel
confronto con i soggetti maggiormente destinatari delle conseguenze
della legge elettorale avvenissero per migliorare il testo o per
integrarlo.
Peraltro, per quello che ieri ho sentito anche in alcune
dichiarazioni in conferenza stampa, qui noi blocchiamo la Sicilia
non trattando e non discutendo del commercio - che è una legge che
lo stesso Governo ha richiesto di trattare ma che poi, nella
sostanza, non vuole trattare - per una legge elettorale che
eventualmente entrerebbe in vigore a partire dal 2012.
Continuiamo a non trattare la legge sulla semplificazione, sulla
quale - ribadisco - vivaddio, chi vuole fare ostruzionismo
appesantisce di articoli il testo di legge, non lo semplifica, non
lo riduce, non lo snellisce come abbiamo fatto noi, come
opposizione, sostenendo che era un testo troppo gravoso e
ripetitivo di norme già funzionanti e applicabili a normativa
vigente, per mandato o di norme nazionali o di norme comunitarie.
Chi vuol fare ostruzionismo da 42 articoli ne fa 420 Invece,
quando si parla di 800 emendamenti, se li andiamo ad esaminare,
almeno i quattro quinti sono emendamenti soppressivi di articoli e
commi ripetuti dai vari Gruppi parlamentari che il Governo avrebbe
potuto effettivamente recepire, come parzialmente ha fatto.
Apprezzo il lavoro dell'assessore Chinnici la quale -
probabilmente, è l'unica persona che crede in quel disegno di legge
e che ci tiene - ha operato, insieme alle forze di opposizione, un
miglioramento del testo riducendolo a 19 articoli.
Se oggi però siamo qui, sostanzialmente non si capisce bene a fare
cosa, signor Presidente, è per discutere, assente questo Governo -
non c'è un assessore, non dico il presidente della Regione ma
neanche un assessore seduto nei banchi del governo a rappresentare
la posizione del Governo Lombardo - di norme che il Governo ha
richiesto più volte di non trattare o con la sospensiva
dell'onorevole Cracolici, prima, o con la richiesta del presidente
Minardo di rinvio in Commissione di un testo legislativo che aveva
avuto un significativo approfondimento in un contraddittorio
positivo e propositivo, che aveva già di molto migliorato quel
testo portandolo da 42 a 19 articoli.
E ribadisco che quel testo potrebbe essere ulteriormente dimagrito
di tante norme che non servono e che potrebbero essere rinviate in
modo dinamico alla normativa nazionale e comunitaria.
Signor Presidente, quando si fanno queste accuse, quando si fanno
questo tipo di ragionamenti, non posso far altro che augurarmi e
sperare che in effetti ci possa essere un momento di resipiscenza
nella maggioranza, in una parte di essa, che si renda conto che
oggi questo diktat di trattare una legge che non vuole nessuno in
Sicilia, dagli imprenditori all'agricoltura, agli interessi
generali, e che nei corridoi andiamo sentendo molta parte dire che
non la vuole perché non è interessata a questa modifica. Se di
necessità c'è, eventualmente, di legge elettorale, non è certamente
di questo tipo di legge elettorale, della quale abbiamo già
evidenziato alcune palesi contraddizioni anche a proposito
dell'obbligo di genere.
A questo punto, davvero dovremmo assolutamente rinviare il tutto e
portare in discussione la materia finanziaria, sia essa con la
legge finanziaria e, mi auguro, con il bilancio o sia con uno
sciagurato ulteriore mese di esercizio provvisorio.
Ma non certo stare qui a discutere di qualche cosa che, ribadisco,
credo sia anche non discutibile, irricevibile, inammissibile perché
davvero, altrimenti, dice bene l'onorevole Caputo facciamo un
passo avanti e due indietro .
Se ieri quest'Aula ha ritenuto legittime le ragioni per le quali
era stata avanzata una sospensiva fondata su due motivi, i due
motivi rimangono pienamente vigenti in quanto non sono stati in
nessuna parte superati, noi dovremmo ricominciare a discutere di un
argomento che - lo ribadisco - vede sempre l'assoluta assenza del
contraddittorio, del confronto con le associazioni che tutelano,
assistono e rappresentano i comuni e le province della nostra
Sicilia o delle questioni fondamentali procedurali che sono state
violate in I Commissione in un confronto che non c'è stato.
Forse, si pensa di andare avanti a colpi di maggioranza violando
le norme e il buon senso.
Mi auguro che, da parte della maggioranza e del Governo, possa
intervenire una resipiscenza che faccia chiedere a Aula, e questa é
la mia disponibilità, anche come Forza del Sud, di tornare a
discutere di semplificazione o di commercio, ma di discutere di
cose che servono effettivamente, che sono attese dai siciliani e
non discutere di materia che - ribadisco - è del tutto estranea
alle necessità e ai gravi problemi che affliggono la nostra
Regione.
Ecco perché mi attendo in ogni caso, come è stato più volte
precisato e come lei stesso, signor Presidente, ha avuto modo di
precisare in coda all'intervento dell'onorevole Leontini, che sarà
verificata la fattibilità di un percorso. Percorso che, però, oggi
appare assolutamente più che impervio e più che complicato, sapendo
del numero degli iscritti a parlare e sapendo che, ovviamente, io
per primo ritengo doveroso parlare quanto hanno parlato già i miei
colleghi che sono intervenuti nel dibattito per potere meglio
esplicitare la posizione che Forza del Sud ha all'interno di questo
Parlamento nei confronti di una legge, ribadisco, inutile, mentre
invece si vorrebbe trattare della semplificazione o, in subordine,
del commercio, come la Presidenza oggi ci ha convocato a fare.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che abbiamo
visto in questi giorni proviene da uomini che appartengono alle
istituzioni di Governo e alle istituzioni parlamentari che, certo,
non hanno una cultura di governo, sono abituati ad altro. Sono
abituati alle trincee; sono abituati all'attacco alle istituzioni;
sono abituati ad una serie di escamotage che portano sempre la
nostra società ad arretrare rispetto a quello che è un principio
fondamentale per ogni operatore della politica: il buon governo
rispettando le regole. E le regole non stanno solo nella
maggioranza, le regole in un Parlamento stanno nel Parlamento.
Le parole che ho sentito dire nelle ultime ventiquattro ore, da un
lato, da chi è capogruppo di un partito in questo momento di
maggioranza relativa nel Parlamento e qualche ora fa dal presidente
del Governo, è quanto di più indecente è possibile ascoltare.
Siamo di fronte ad uno scontro istituzionale; uno scontro
istituzionale in cui c'è, da parte dell'onorevole Cracolici, la
voglia e la fermezza di tirare tutti dentro. Poco fa nel suo
intervento, ed è l'unica annotazione che ritengo di sottolineare in
neretto, ha fatto richiamo - non so se è solo un richiamo -
all'atteggiamento di quell'Ufficio di Presidenza coinvolgendo
tutti, tutte le persone che sono alla sua destra e alla sua
sinistra.
Può un rappresentante di queste Istituzioni, un rappresentante di
una maggioranza relativa, richiamare al suo ordine l'Ufficio di
Presidenza di un Parlamento? Può farlo?
Secondo lui, sì Secondo lui può permettersi questo ed altro,
finanche di minacciare che una legge fondamentale per questa
Regione venga messa da parte per i capricci di un capopopolo.
Perché chi non ha cultura di governo - è scritto in tutti i libri
di narrativa della letteratura italiana - è un capopopolo, non può
fare altro mestiere in politica. E in questo Parlamento noi abbiamo
a che fare con un capopopolo. Un capopopolo che ha avuto
PANARELLO. Presidente, gli dica di moderarsi, lei che è così
imparziale
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, la prego di tenere per sé i
commenti sull'imparzialità o meno Sappia che la Presidenza è
imparziale e lasci continuare l'onorevole Mancuso
MANCUSO. Dicevo, un capopopolo che ha coinvolto tutti quei
soggetti che hanno voluto legittimare un ribaltone in questo
Parlamento; un capopopolo che ha parlato a nome di altri partiti
politici che hanno chi una lunga storia e chi una storia molto più
breve, tutti assoggettati alla volontà del capopopolo.
Allora, è innegabile che questo Parlamento non può piegarsi a
quelle che sono ragioni immotivate di una proposta di disegno di
legge che non riguarda assolutamente una questione che può essere
discussa in questo Parlamento prevaricando le norme del
Regolamento, lo ha detto il mio capogruppo. L'ufficio di Presidenza
ha subìto dalla maggioranza in Conferenza dei capigruppo la
violazione diverse volte, per responsabilità politica si sono
succedute diverse finestre legislative che non hanno avuto alcun
seguito e alcun risultato; hanno avuto il risultato di mettere in
ginocchio le esigenze dei siciliani.
Allora, ritengo che il richiamo alla serietà che il capogruppo
Cracolici faceva nel suo intervento, debba essere accolto dalla
Presidenza. Lei, Presidente, immagino per evitare di essere
tacciato come Presidente di una o dell'altra parte - e mi associo a
quello che ha detto il presidente del mio Gruppo parlamentare -,
non ha fatto contenta né l'una né l'altra parte, ma naturalmente ha
utilizzato quelle che sono le regole di questa Istituzione.
La legge elettorale - lo sa benissimo il capogruppo del Partito
Democratico, lo sa benissimo il capogruppo dell'UDC, lo sa
benissimo il capogruppo del Movimento per le Autonomie - è una
legge che deve eventualmente rivedere le regole di chi amministra
le nostre città e nessuno può pensare che queste regole si possono
fare con una parte politica, nessuno
Le regole si fanno in modo condiviso.
Allora, io ne approfitto, nella speranza che, dall'altro lato, ci
siano delle persone di buon senso, di utilizzare quanto meno un
attimo di serietà. E mi rivolgo a chi fino ad oggi ha utilizzato
parole che riguardano la cultura di governo, all'onorevole Nicola
Leanza.
La legge elettorale, onorevole Leanza, non può essere appannaggio
di chi ritiene di gridare.
La legge elettorale è un passaggio parlamentare che, da quando è
nata questa Assemblea, è stata sempre condivisa, anche facendo
scelte forti.
Andare dietro a chi vuole distruggere le istituzioni, il
regolamento, a chi vuole insultare le minoranze ritengo sia la cosa
più sbagliata che potete fare perché sapete meglio di me che non
potrete raggiungere il risultato. Presentate l'esercizio
provvisorio, così come avete preannunciato. Diamo questo ulteriore
strumento, che naturalmente è un'ulteriore sconfitta politica, di
cui vi assumete la responsabilità, e create le condizioni con
grande umiltà, e non con sorrisi o con grida ma con grande umiltà
- l'umiltà fa parte della cultura di governo - per sederci attorno
ad un tavolo e vedere prima quali sono le motivazioni che vi hanno
spinto a questa guerra e dopo le motivazioni che vi spingono a
cambiare le regole in Sicilia.
Signor Presidente, prenderò dopo la parola quando lei avrà
introdotto l'argomento all'ordine del giorno perché vorrei capire
cosa è scritto nella lettera che il Governo ha inviato e ritengo
che se il contenuto è quello che ho sentito dai miei colleghi,
domani, a mio avviso, al di là di quello che lei ha deciso con i
capigruppo, non potrà non continuare con all'ordine del giorno il
disegno di legge sul commercio.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come sapete io sono
alla prima esperienza in questo Parlamento. Devo dire che sono
entrato in quest'Aula con il massimo rispetto verso questa
Istituzione che davvero rappresenta la Sicilia e i siciliani.
Devo confessarvi, però, che da qualche tempo la stima, rispetto a
certi interventi di soggetti che pensavo fossero molto più
autorevoli, viene a mancare. Mi riferisco all'intervista rilasciata
dall'onorevole Barbagallo ad una rete televisiva nazionale in cui
davvero, secondo me, si è superata l'indecenza. Un parlamentare con
la busta paga di noi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, la prego non introduca ulteriori
argomenti.
SCILLA. Signor Presidente, è la premessa ad un ragionamento. Devo
fare una premessa, sviluppo un ragionamento e vado alle
conclusioni.
Cito questo esempio per dire che, nel momento in cui un autorevole
membro di questo Parlamento, che se non ricordo male da più di una
legislatura siede in questi banchi, dà un simile spettacolo in una
intervista televisiva, vuol dire che abbiamo toccato il fondo,
almeno pensavo che fosse stato toccato il fondo.
Che poi tutti questi privilegi, caro Presidente del mio Gruppo,
onorevole Bufardeci, io non li vedo perché per esempio il Gruppo
Forza del Sud non ha uffici, ci sediamo uno sopra l'altro, non
abbiamo una stampante, non abbiamo un fax; altro che privilegi
Dicevo che l'intervista di Barbagallo era l'apice di questa
indecenza, ma sentire adesso l'intervento di un altro autorevole
membro di questo Parlamento, presidente del PD, onorevole
Cracolici, mi sembra che si è riusciti ancora a fare peggio
Vedete, il presidente Cracolici ha detto, più di una volta, nel
giustificare la scelta che il suo Partito ha fatto nel sostenere il
governo Lombardo, che il Lombardo quater era il governo delle
riforme, era un governo tecnico, che aveva soltanto l'obiettivo di
lavorare per portare a termine le riforme necessarie e
indispensabili per la nostra Sicilia. Poc'anzi, lo stesso soggetto
ha ribadito, dal mio punto di vista in maniera indegna, che la
legge elettorale non serve a nulla, che la legge non serve né alla
Sicilia né ai siciliani, la dobbiamo fare perché ormai è uno
scontro titanico e questo scontro titanico va vinto. Non importa se
facendo la legge elettorale noi non diamo nessuna risposta; non
importa se a settori importanti e strategici, come le attività
produttive, l'agricoltura, la pesca, l'edilizia, l'artigianato, noi
non diamo risposte
Oggi il problema della Sicilia è che l'onorevole Cracolici, per
una questione interna al suo Partito, deve dimostrare che ha
lavorato bene.
Ma questo Parlamento non può assolutamente permettere che si
continui con questo teatrino
Loro - mi riferisco ai deputati del Partito Democratico che
sponsorizza questa legge - devono avere il buon senso di capire
che, dato che si trovano al governo non perché hanno vinto le
elezioni ma soltanto perché sono stati abili a portare avanti
questo ribaltone, devono ascoltare invece chi può dare dei
suggerimenti utili.
L'unica legge che oggi realmente serve, Presidente, è quella della
semplificazione burocratica. Oggi, l'unica legge che davvero può
essere direttamente collegata ai bisogni delle nostre attività, ai
bisogni della nostra gente, è quella legge che è stata rimandata in
maniera assurda in Commissione solo perché si vuole dimostrare non
ho capito bene ancora cosa.
Lei che presiede quest'Aula, ha il dovere, in rappresentanza
dell'intero Parlamento, di ricondurre tutto nel giusto binario in
una logica regolamentare.
Ieri, la legge elettorale con un voto d'Aula è stata sospesa. Non
sono un esperto del Regolamento di quest'Aula, se è stata sospesa
e la Presidenza ha accettato la sospensione vuol dire che ci sono
delle motivazioni per le quali quella legge non poteva andare
avanti. Mi vuole spiegare lei o qualcuno dell'Ufficio di Presidenza
quali sono gli elementi che oggi ci portano a rimettere in gioco la
legge elettorale, soltanto perché c'è qualcuno che vuole, da questo
punto di vista, fare il primo della classe?
Questo lei non lo può permettere, caro Presidente Lei, oggi, ha
un compito che va oltre a quello semplice della conduzione
dell'Aula; lei, oggi, deve diventare garante delle esigenze, delle
aspettative dei nostri cittadini, di chi ha davvero bisogno, di chi
soffre. Oggi, abbiamo una burocrazia che uccide le imprese; oggi,
abbiamo imprenditori che non riescono ad arrivare alla fine del
mese.
Se ci sono delle difficoltà oggettive sulla legge per il
commercio, dobbiamo riprendere i nostri lavori parlamentari domani
con il seguito dell'esame del disegno di legge sulla
semplificazione amministrativa che è pronto. Ieri, l'assessore
Chinnici ha detto in Aula che ha ristudiato la norma, che ha tolto
tutte le parti che noi di Forza del Sud, con l'intervento del
nostro Capogruppo, avevamo detto che c'erano delle cose che già
erano inserite nell'attuale ordinamento. Ed allora, perché non fare
le cose corrette? Perché accettare ragionamenti che non hanno
logica? Per quale dannata ragione dobbiamo andare a sbattere e a
mortificarci ancor di più?
Oggi, la Sicilia ha bisogno soltanto di una cosa: ha bisogno della
finanziaria e del bilancio.
Ma poiché questa maggioranza non è in grado di portare le carte e,
sicuramente, chiederanno l'esercizio provvisorio e, quindi,
arriverà il mese di aprile, dobbiamo tutti insieme, senza che
nessuno voglia vincere su un altro - ancora non ho capito cosa c'è
da vincere in questo senso - lavorare in maniera corretta per
finire la legge sulla semplificazione burocratica che è davvero una
legge che serve.
Oggi, quando si va in un ufficio pubblico regionale si impazzisce
letteralmente. Oggi, non si può andare avanti per avere
un'autorizzazione e se si ha la fortuna di avere un'autorizzazione
in un assessorato, ti faranno impazzire in un altro assessorato. E
se, per esempio, si ha bisogno di un'autorizzazione di una
sovrintendenza qualsiasi, a quel punto si può scrivere la parola
fine .
Signor presidente, non si faccia condizionare da ragionamenti che
sono davvero indegni, inaccettabili Questo Parlamento non può
continuare ancora ad essere bloccato. Sembra la storiella del
bambino che vuole, a tutti i costi, il giocattolo: Ho bisogno del
giocattolo e voglio il giocattolo e se quel giocattolo non si può
comprare, inizia a piangere e dobbiamo accontentarlo. Non è così
Qui parliamo di politica; parliamo di interessi della Regione che
sta soffrendo e sta morendo
Allora, per quanto riguarda Forza del Sud che fa della
semplificazione burocratica un pilastro, che fa, sicuramente, un
principio cardine, lei, dall'alto del suo ruolo istituzionale, non
si limiti, caro presidente, lei sta lavorando bene, perché è
complicato, lo comprendo, ma lei non può farsi tirare la giacca,
lei deve capire e deve avere come stella polare l'interesse della
Sicilia e dei siciliani
Siccome, la legge elettorale non si può fare, la legge elettorale
non serve - e lo ha detto pure poco fa il presidente del PD - non
serve a nessuno, tra l'altro, si vota in appena ventisette Comuni,
che importanza ha oggi se in Sicilia, quando andiamo a votare il
sindaco di Campobello di Mazara, dobbiamo scrivere il nome del
sindaco o il nome del consigliere? Ma si vergogni che, ancora oggi,
blocca il Parlamento in questa maniera Sembriamo il peggiore dei
consigli comunali E' indecente Soggetti che dovrebbero essere o
si sentono non so cosa, alla fine, bloccano un parlamento e noi,
che abbiamo vinto le elezioni, signor presidente, lei non
dimentichi che al di là del ribaltone, dell'inganno, dell'inciucio
che hanno perpetrato ai danni dei siciliani, loro hanno perduto le
elezioni. Le dico che anche se noi riuscissimo a cambiare questa
legge, perderanno ancora perché non è una legge che fa vincere le
elezioni; le elezioni si vincono se si hanno idee, se si hanno
proposte.
Ed allora, signor Presidente, noi dobbiamo riprendere i lavori
d'Aula - dato che per quanto concerne la legge sul commercio ci
sono dei problemi, faccio parte della III Commissione e so di che
cosa stiamo parlando - con la legge sulla semplificazione
burocratica. Al PD e all'onorevole Cracolici il giocattolo glielo
compreremo in un negozio, successivamente.
(Applausi dai banchi di destra)
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor presidente, posso chiederle su cosa si sta
parlando?
PRESIDENTE. Sulle comunicazioni della Presidenza.
SPEZIALE. Si è aperto un dibattito?
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, questo Parlamento dà il diritto ai
suoi componenti di esprimere le proprie opinioni.
SPEZIALE. Volevo capire se sono a ruota libera
PRESIDENTE. Sono perfettamente regolamentate.
BUZZANCA. Signor Presidente, la ringrazio perché mi dà la
possibilità, nonostante l'onorevole Speziale la pensi diversamente,
molto semplicemente, voglio esprimere il mio disappunto per questa
querelle che si è creata all'interno di questo Parlamento e che sta
certamente portando non pochi danni alla nostra Regione e ai
siciliani, che aspettano risposte, signor Presidente, che pensano
che la classe politica - certamente per questioni che sono antiche,
ma anche recenti, che comunque giungono fino a noi -, sia poco
credibile.
La gente si allontana sempre di più; gli uomini, le donne, i
ragazzi, le ragazze, gli anziani vedono nella politica più che un
soggetto al quale affidarsi, un misterioso oggetto dal quale
allontanarsi. E noi non stiamo facendo nulla per guadagnarci la
fiducia del popolo siciliano, noi stiamo dando di questo Parlamento
un'immagine pessima, non ci rendiamo conto che queste questioni che
dovrebbero risolversi all'interno delle forze politiche,
all'interno dei gruppi parlamentari non dovrebbero e non potrebbero
avere albergo in un Parlamento che deve occuparsi di questioni
importanti, come i servizi, come la sanità.
Lei oggi ha visto, signor Presidente, quanto sia impietosa
l'analisi che un osservatorio sui servizi sanitari fa della nostra
Regione, quanto a qualità di servizi siamo al penultimo posto e
all'ultimo posto vi è soltanto la Basilicata, fra le regioni
italiane.
Tuttavia, noi sbandieriamo anche, da questo punto di vista,
successi importanti. Non ci rendiamo conto che per chiedere, non
per ottenere, ma per chiedere una prestazione sanitaria bisogna
fare file interminabili; non ci rendiamo conto che bisogna
regolamentare la stessa grande distribuzione e farlo in maniera
intelligente, cercando di coniugare l'esigenza del libero mercato
con le aspettative legittime che vengono dal mondo del commercio;
non ci rendiamo conto di quanto stia soffrendo l'artigianato, di
quanto stia languendo l'agricoltura; non ci rendiamo conto di come
sia difficile per le Amministrazioni locali agire in un contesto
che è fortemente burocratizzato e che non consente in nessuna
occasione di andare avanti celermente o comunque compatibilmente
con i tempi che ci chiede l'imprenditoria; non ci rendiamo conto
del fatto che oggi è difficile investire in Sicilia.
E assistiamo a parole in libertà, a fiumi di parole in libertà,
che se venissero da un quisque de populo potrebbero anche essere
accettate, se venissero da soggetti che non hanno ruolo e rilievo
istituzionale potremmo anche capirle, ma addirittura c'è chi non
rendendosi conto della delicata questione istituzionale che stiamo
vivendo, c'è qualcuno - dicevo - che, come il Presidente di questa
Regione, si ostina a fare ancora il capopopolo, si ostina a non
occuparsi dei problemi del suo Governo, si ostina a non occuparsi
dei problemi della sua maggioranza, ma per quello che mi sta a
cuore, si ostina a non occuparsi dei problemi dei siciliani e si
occupa della minoranza e si lascia andare.. - della minoranza in
quest'Aula, onorevole Vinciullo -, che è maggioranza, stragrande
maggioranza in questa Regione e cerca di nascondere la propria
incapacità, la propria incoerenza, la propria mancanza di rispetto
per la democrazia, additando nella maggioranza coloro i quali
stanno bloccando il Parlamento.
Noi non vogliamo bloccare un bel nulla. Lo dico a lei, signor
Presidente, ma lo dico all'Aula e mutuando anche parole che sono
nate, qui, in questa tribuna, che quando si vogliono cambiare le
regole nel corso della partita, del gioco, si dimostra scarsa
sensibilità istituzionale. E qualcuno lo ha detto. Lo ha detto il
Presidente Cracolici.
Egli poc'anzi sosteneva: stiamo parlando di cose serie .
Onorevole Cracolici, le cose serie sono un'altra cosa, non
offendiamo le cose serie, perché così facendo se parlavamo di cose
serie e lei non può farlo, perché così si offendono gli uomini
seri. E noi siamo uomini seri, siamo uomini responsabili, siamo
uomini che vogliono dare un contributo sostanziale a questa
Regione.
Non siamo capaci di occuparci della semplificazione burocratica,
diceva l'onorevole Cracolici: l'abbiamo accantonata in virtù di
una sospensiva e si è accantonata per ragioni ben precise in quanto
non vi era stata la possibilità di ascoltare alcune categorie.
La stessa cosa sta accadendo con la legge elettorale. Per quale
motivo non si vuole pensare alla necessità di ascoltare anche
l'ANCI (l'Associazione Nazionale Comuni Italiani); per quale motivo
ci si ostina a non ascoltare l'URPS (l'Unione delle Province
Regionali Siciliane); per quale motivo si vuole andare a portare
un risultato che serve a chi? Che giova a che cosa?
Possiamo correre dietro ad alchimie politiche per tenere insieme
una forza, per tenere insieme un gruppo pur nel dissenso che
serpeggia nelle file del Partito Democratico e bloccare il
Parlamento con pretesti, con regolamenti invocati o applicati o
applicati meglio o applicati male? Noi siamo stanchi, signor
Presidente, noi siamo stanchi, noi vogliamo lavorare, vogliamo
affrontare i disegni di leggi che vengono presentati dal Governo,
pochini per la verità, vogliamo approvare dopo averli approfondite
i disegni di legge che vengono presentate dal Parlamento, da
qualunque parte politica, e che riguardano il commercio, la
semplificazione burocratica, vale a dire leggi sostanziali. Non
possiamo pensare di rinviare sine die l'esame del bilancio, l'esame
della finanziaria.. E non mi si dica che oggi questo argomento non
può essere approvato. Noi vogliamo affrontare i problemi della
mancanza di occupazione. Mentre noi parliamo qui, in questo
momento, vi sono focolai di protesta a tutti i livelli, dalla
formazione alla sanità, dai trasporti ai Servizi, vi è - è ormai
noto a tutti - chi, in questo momento, sta pagando un alto tributo
alla mancanza di occupazione ed è obbligato addirittura ad occupare
una sede importante, come il Consiglio comunale di Messina.
Allora smettiamola, faccio un appello a lei, signor Presidente,
dall'alto della sua saggezza e del suo ruolo. Mettiamoci ancora una
volta attorno ad un tavolo, definiamo le cose che devono essere
approvate subito nell'interesse dei siciliani e vedrà,
l'opposizione non farà mancare il proprio apporto, non farà mancare
il proprio contributo, lo farà con il senso di responsabilità che
ha sempre dimostrato nell'interesse della Sicilia e dei siciliani.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha
facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo che in questi
ultimi giorni si sia assistito al fatto che c'è un po' di caos
all'interno dei rapporti istituzionali di questa Assemblea, tra la
Presidenza e i Gruppi parlamentari, tra la Presidenza e le
Commissioni, tra le Commissioni e i componenti, tra la maggioranza
e l'opposizione. In buona sostanza, signor Presidente, lei oggi ha
dovuto decidere in solitudine rispetto ad una diversità di vedute
che c'è stata all'interno della Conferenza dei Capigruppo. E
questo le fa onore, perché ha applicato il Regolamento che prevede
che il Presidente, in caso di mancato accordo, decide un calendario
d'Aula.
Tuttavia, signor Presidente, ascoltando il primo intervento di
questa sera, quello dell'onorevole Cracolici, il quale ha ribadito
alcuni concetti e tra questi anche il fatto che noi ci ritroviamo
in una sorta di pantano, vorrei ricordare all'onorevole Cracolici
che, essendo uno che frequenta un po' le strade, i ruscelli, le
spiagge, il territorio, si rende conto che i pantani vengono
costruiti dall'uomo, non sono un fatto naturale come gli stagni,
c'è una bella differenza fra gli stagni d'acqua e i pantani. Qui
dobbiamo spiegare ai cittadini, ai siciliani, chi ha voluto creare
questo pantano.
Allora, partiamo facendo qualche passo indietro e torniamo alla
composizione di questo Governo quater. L'onorevole Lombardo,
presidente di questa Regione, costituisce su input del PD, e quindi
del suo capogruppo, il quarto Governo e dichiara di voler fare un
Governo tecnico. Facendo questa scelta si assume una responsabilità
che intanto è quella di gravare le nostre casse regionali di
ulteriori spese, in quanto questo Governo costa oltre 200 mila euro
al mese in più rispetto a un Governo politico. Facendo questa
scelta ha assunto anche una sorta di impegno sempre con l'onorevole
Cracolici che era quello di rompere prima possibile con il Governo
Berlusconi. Doveva prendere le distanze dal Governo Berlusconi e,
dopo questo fatto politico, fare le riforme.
Un Governo quater che doveva servire a fare le riforme.
Analizziamo dunque quello che è accaduto in questi mesi. Il
Governo Lombardo, alla prima occasione, ha rotto con il Governo
Berlusconi.
L'onorevole Cracolici ha, quindi, raggiunto un primo obiettivo,
quello di far rompere definitivamente Lombardo con un Governo
nazionale che poteva essere utile a questa Regione. Oggi o domani,
infatti, l'onorevole Cracolici potrebbe cominciare a dire - e ad
essere d'accordo, mentre nel passato è sempre stato contrario agli
esercizi provvisori - che noi non possiamo approvare il bilancio e
la finanziaria entro il 30 marzo 2011 perché non c'è stato da parte
del Governo Berlusconi una disponibilità
CRACOLICI. Bravo, bravo.
CORONA. Lo anticipo, onorevole Cracolici, perché tanto lo dirà. E
quindi dobbiamo andare purtroppo all'esercizio provvisorio fino
alla fine di aprile. Ciò cosa significa? Significa che l'onorevole
Cracolici come partito d'opposizione che si è prestato .
CRACOLICI. Dica il PD, non Cracolici.
CORONA. Onorevole Cracolici, lei rappresenta il PD in quest'Aula,
per cui mi rivolgo a lei. Non c'è dubbio, lei lo sa benissimo, che
questo asse che ormai comincia a scricchiolare tra lei e Lombardo
si regge ancora per poco tempo, perché da qui a qualche mese lei
troverà un'altra strategia politica per dire a Lombardo che deve
fare qualche altra cosa.
Perché il suo obiettivo qual è? E' quello innanzitutto non di
governare questa Regione, ma soprattutto di ristabilire un
principio: che la minoranza di questa Regione può diventare
maggioranza, ma ancor di più che questa minoranza è stata capace di
mandare all'opposizione il PDL Questo è quindi il suo obiettivo.
Ma questo lo può fare con i giochi di palazzo, con i giochi di
condominio, onorevole Cracolici, perché questo condominio oggi è
rappresentato da questo Governo Lombardo che non riesce ad
autodeterminarsi, poiché, da quando è nato ad oggi, ha fatto solo
una legge quella sulla Targa Florio', che abbiamo votato tutti.
E non mi venga qui a dire, onorevole Cracolici, che lei ha voluto
questo Governo per fare le riforme Che questo Governo che ha
prodotto ben due proposte di legge, quella sul commercio e quella
sulla semplificazione, sulla quale poi quest'Aula non ha potuto
entrare nel merito e discutere perché l'onorevole Cracolici, ogni
volta che abbiamo aperto il dibattito su questi due disegni di
legge ha costretto gli assessori al ramo a rinviare i due
provvedimenti in commissione, o a sospenderne la discussione in
quanto si doveva prima discutere la legge elettorale.
Questa legge elettorale, signor Presidente, che qui ancora oggi
non si capisce quando dovrebbe entrare in vigore - l'onorevole
Cracolici dice di volere la legge elettorale, che considera non
trascendentale, e io sono d'accordo con lui perché non ci sono
grandi intuizioni e non era dunque necessario riformare una legge
visto che abbiamo già delle regole che disciplinano le elezioni nei
comuni e nelle province. E qui dobbiamo dire ai siciliani che le
commissioni hanno sempre operato nell'interesse generale, hanno
sempre cercato di fare buone leggi effettuando audizioni,
convocazioni, incontri con le parti interessate.
Ebbene, in tal senso, solo la I Commissione, presieduta
dall'onorevole Minardo, espressione di questo MPA che dice di voler
essere il difensore delle autonomie e quindi il difensore dei
comuni e delle province di questa Regione, non ha ritenuto di
ascoltare né l'ANCI né l'URPS.
Come si fa a fare una legge senza sentire i diretti interessati?
E poi, signor Presidente, qui non ci dobbiamo nascondere dietro un
dito: questa è una legge che non vedrà mai la luce perché in questa
Assemblea regionale, da quando ci siamo insediati, dall'inizio
della legislatura, sono stati presentati 17 disegni di legge da
parte di quasi tutti i colleghi parlamentari. Questo disegno di
legge è una sorta di sintesi tra quello è stato presentato, cioè i
17 disegni di legge, e le tante leggi che sono operative nella
nostra Regione.
Allora qui dobbiamo dire finalmente una parola chiara a quanti
sono in campagna elettorale. Onorevole Cracolici, nei 27 comuni
della Regione siciliana, di cui alcuni comuni importanti e un
capoluogo della provincia, Ragusa, come si fa a svolgere una
campagna elettorale già di fatto avviata e pensare di portare in
Aula un disegno di legge su cui c'è una divisione totale? Questa è
la conferma del fatto che ad oggi ci sono oltre tremila emendamenti
presentati, vediamo domani quanti saranno.
Signor Presidente, come si fa da parte sua, pur interpretando il
Regolamento, a stabilire una sorta di principio schizofrenico?
Perché ieri mattina quest'Aula ha deciso nella sua maggioranza di
sospendere la discussione generale del disegno di legge di riforma
elettorale e lei, secondo me, al di là del Regolamento dal punto
di vista politico, non poteva portare in discussione in quest'Aula
lo stesso disegno di legge in quanto non vi erano più le condizioni
politiche. E come dice il presidente del Gruppo parlamentare PD,
l'onorevole Cracolici, siamo in un pantano .
Allora, qui deve venire fuori la buona politica.
Presidenza del Vicepresidente Oddo
CORONA. L'onorevole Lombardo non può pensare a rifarsi il look.
Oggi in una intervista che ho ascoltato al TG3, sembrava un pazzo
libero, scatenato in quanto doveva difendere il suo amico,
l'onorevole Cracolici. Doveva difendere il principio di una
maggioranza che non c'è, che ha un potere ma che vuole gestire, ma
è un potere d'argilla. Dobbiamo parlare chiaro ai siciliani, ma
soprattutto dobbiamo parlare chiaro a questi 27 comuni che dovranno
scegliere, da qui a due mesi, cosa fare e con quale legge andare al
voto. Dobbiamo dire se questa legge vuole essere
PRESIDENTE. Onorevole Corona, deve concludere E' già fuori di un
minuto e 37.
CORONA. Signor Presidente, lei è preciso.
PRESIDENTE. O lei conclude o le tolgo la parola.
CORONA. Signor Presidente, se lei è cronometrico rinuncio a
parlare ed intervengo successivamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicola Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare
un brevissimo intervento.
PRESIDENTE. Apprezzata la situazione, comunico che essendoci
ancora altri otto iscritti a parlare, il tempo assegnato per
l'intervento è di cinque minuti. La prego di non superare i cinque
minuti.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo in
qualche modo che i colleghi parlamentari potessero riflettere un
attimo su quello che sta accadendo in quest'Aula. Ci stiamo
assolutamente delegittimando. Da diversi giorni, ormai da un mese,
un mese e mezzo, c'è uno scontro sul nulla. C'è uno scontro l'uno
contro l'altro in una maniera, in molti casi, anche abbastanza
violenta verbalmente, che non si addice ad una classe dirigente
come quella del Parlamento siciliano. Non era mai capitato che
arrivassimo a questo punto. Da un mese parliamo di ordine dei
lavori, di tempo, parliamo per fatto personale e, purtroppo, da un
mese, un mese e mezzo siamo sempre qui a consumare queste giornate
senza che portiamo a casa nulla né per noi stessi, dal punto di
vista legislativo, dal punto di vista del servizio reso ai
siciliani, ma soprattutto non riusciamo a portare nulla al popolo
siciliano.
Vorrei fare un appello se mi è consentito. Ringrazio il collega,
l'onorevole Mancuso, ma mi piacerebbe che le parole dell'onorevole
Mancuso e le parole di buon senso che vengono anche da tutto il
Parlamento, le voci che si sono levate da diversi banchi affinché
si raggiungesse ad un'intesa, ad una pausa di riflessione,
chiamiamola così, una pausa di riflessione, abbiamo tutta la
serata, abbiamo l'intera mattinata di domani, se vogliamo.
Sappiamo perfettamente che, molto probabilmente, andremo
all'esercizio provvisorio. Oggi, l'assessore Armao ha portato le
carte in Commissione Bilancio relativamente al federalismo.
Per il Governo non manca, è pronto a fare la finanziaria, mancano,
ovviamente, le autorizzazioni rispetto alle nuove norme sul
federalismo e, comunque, rispetto ad un'intesa con il Governo
nazionale. Dunque, molto probabilmente, nostro malgrado, dovremo
andare forse all'esercizio provvisorio.
Ma per quale motivo dobbiamo continuare una fase di scontro che
non serve né alla politica né certamente ai parlamentari presenti,
né certamente alla Sicilia? Ecco, perché ritengo che, forse, senza
bisogno di fare nessun tavolo momentaneamente, ma soltanto con una
pausa di riflessione in cui ognuno, i capigruppo, persone
responsabili.. Vedete, non è possibile che di punto in bianco sia
diventato Non mi piace, non mi piace il fatto che l'onorevole
Cracolici viene chiamato in causa come bersaglio continuo.
L'onorevole Cracolici ci ha abituati a fare un'opposizione vera
quando era in quei banchi, anche molto rispettosa, anche molto
seria, determinata e appassionata. Oggi si trova in un'altra
situazione, che è una situazione ancora più complicata per fare
opposizione, ma la passione e la serietà dell'onorevole Cracolici
non si discutono in quest'Aula e il rispetto verso quest'Aula.
Pertanto, la stessa cosa deve valere per tutti, non è più
possibile che si vada l'uno contro l'altro armati.
Onorevoli colleghi, ritengo che sia arrivato il momento di
fermarci un po' a riflettere, fermo restando il calendario che il
Presidente Formica ha comunicato poco fa.
Ritengo che stasera al posto di continuare a parlare non so di che
cosa, non so su che cosa stiamo parlando, non l'ho più capito, ci
sono altre dieci deputati iscritti a parlare non sappiamo su che
cosa, non so se sul disegno di legge del commercio, sulle
comunicazioni o, su come sto facendo io, sperando in qualcosa che
possa cambiare l'atteggiamento di quest'Aula. Ritegno che forse sia
arrivato il momento di chiudere questi lavori stasera, tanto non
portano a nulla di nuovo, non c'è pratica ostruzionistica, non
serve l'orario tanto prima o poi dovremo finire, è inutile che
aspettiamo le ore 21.00, dopo aver parlato tutti quanti per dire le
cose che abbiamo detto in questi giorni, costantemente, l'uno
contro l'altro. Ritengo invece che sia meglio utilizzare queste due
ore che rimangono o anche di più per una pausa di riflessione che i
Gruppi vorranno fare per cercare di trovare una sintesi. E la
sintesi è nel fare in modo compiuto la legge elettorale.
Indiscutibilmente, onorevoli amici e colleghi della minoranza, il
disegno di legge elettorale lo vogliamo fare d'accordo con voi,
riscrivendo le regole, facendole insieme. Non vogliamo fare una
legge elettorale che non serve a nessuno, né nel merito siamo
convinti che la stravolgerete, ma certamente siamo assolutamente
convinti che sarete anche disposti ad accettare le eventuali
proposte che venissero dalla minoranza, considerato che questa
legge elettorale è una legge elettorale, come dicevamo ieri,
sobria, semplice, che assolutamente non cambia o non stravolge
nulla, non cambia il mondo, non favorisce nessuno, non favorisce
assolutamente nessuno.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, volevo dire un'ultima cosa. E'
chiaro che dobbiamo fare la semplificazione amministrativa, ormai
siamo tutti d'accordo. Allora, facciamo una pausa di riflessione
per condividere insieme tutte le leggi che dobbiamo approvare senza
bisogno di attaccare la Presidenza, e, onorevole Oddo, mi rivolgo a
lei quale presidente pro-tempore, perché ritengo che non sia più
possibile che la Presidenza diventi il bersaglio una volta dell'uno
e una volta dell'altro.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
LEANZA NICOLA. La Presidenza deve essere terza, deve essere
l'arbitro che tutti quanti abbiamo sempre auspicato e deve
garantire tutti i deputati e l'intero Parlamento.
Pertanto, rivolgo un appello al buon senso e alla responsabilità e
un appello sentito che ritengo di fare innanzitutto a me stesso, al
mio Gruppo e, ovviamente, a tutta l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sul calendario provvisorio non c'è
una discussione che può riguardare la tuttologia teorica o
applicata, c'è semplicemente un richiamo dal punto di vista
regolamentare o dell'ordine dei lavori.
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
aver ridotto il termine a cinque minuti, perché con quel poco di
voce che resta credo che cinque minuti siano più che sufficienti.
Onorevole Speziale, oggi noi abbiamo fatto una lunga Conferenza
dei Capigruppo nella quale abbiamo ascoltato anche qualche
intervento di buon senso. Uno degli interventi di buon senso che è
stato posto in essere in quella Conferenza dei Capigruppo è venuto
proprio dal Presidente Oddo, il quale, credo senza averne parlato
prima con l'onorevole Leanza, aveva, di fatto, posto sul tavolo
della discussione in modo pacato e trattando più o meno gli stessi
temi, le stesse argomentazioni che questa sera l'onorevole Leanza
ha sottoposto all'attenzione dell'Aula.
E' chiaro che i toni delle argomentazioni dell'onorevole Oddo
prima e dell'onorevole Leanza dopo mal si sposano con i toni e con
le argomentazioni dell'onorevole Cracolici ancora all'inizio di
quest'Aula, ma quello che è più mortificante nei confronti della
sua maggioranza e nei confronti dell'onorevole Leanza, perché
questo mi fa capire che non c'è nessun raccordo tra il Presidente
della Regione e i suoi uomini con quanto affermato in un comunicato
stampa dal presidente Lombardo, appena un paio di ore fa, perché
mentre il vicepresidente Oddo, e adesso l'onorevole Leanza,
chiedono di ragionare e di fermare il gioco, il presidente Lombardo
non perde occasione, a mio parere, lo ha detto in maniera anche
indecorosa per un uomo che veste i panni istituzionali, per
definire l'opposizione indecente'.
Vi invito a raccordarvi perché credo che quando parla Raffaele
Lombardo non parla l'ultimo dei boy-scout ma parla il Presidente,
il governatore della Sicilia e dato che il tema era proprio quello
che lei Presidente Oddo, in maniera così attenta, così come ha
fatto poc'anzi l'onorevole Lenza, avevate sollevato prima in
Conferenza dei Capigruppo e adesso in Aula, credo che sia il caso
di chiarirci.
Il mio intervento sull'ordine dei lavori voleva avere questo
senso e lo avrà perché manterrò i tempi. Il Presidente Formica
aveva già di fatto trovato una forma di mediazione, perché se per
un verso l'unico punto all'ordine del giorno restava quello del
disegno di legge sul commercio, per altro verso, da nessuna parte
stava scritto che domani si continuasse la discussione generale
relativa al disegno di legge sulla riforma elettorale, eppure il
Presidente Formica dimostrandosi ancora una volta super partes ha
ritenuto di trovare questa soluzione mediana'.
Rispetto alla proposta dell'onorevole Leanza e dimenticando tutto
quello che ci è stato addebitato in questi giorni, a cominciare dal
Presidente della Regione e terminare con l'onorevole Cracolici, noi
diciamo che abbiamo sempre sostenuto che per quanto ci riguarda il
vulnus è accaduto in I Commissione, noi non abbiamo detto che non
vogliamo fare la legge elettorale, quando dico noi, parlo sia a
titolo personale e soprattutto per quello che rappresento in
questo momento, i Popolari di Italia Domani. Noi abbiamo detto che
ritenevamo priorità per il popolo siciliano altri disegni di
legge, rispetto a questa nostra posizione, che resta inalterata,
ci sentiamo tuttavia di condividere l'appello dell'onorevole
Lenza, questa sera in Aula, e diciamo, caro onorevole Leanza e
maggioranza ribaltonista di questa Aula, noi siamo pronti a
ridiscutere il disegno di legge di riforma elettorale laddove
volevamo discuterlo e cioè in I Commissione, ma dato che a maggior
ragione ci viene paventata l'opportunità o l'opzione da parte del
Governo di chiedere un ulteriore mese di proroga e quindi un nuovo
esercizio provvisorio perché per ragioni che ognuno di noi vedrà
dalla sua prospettiva, comunque, questa finanziaria non può essere
pronta, noi diciamo - nulla vieta che stasera o domani, stasera no,
perché non è all'ordine del giorno - che domani un rappresentante
della maggioranza chieda che il disegno di legge sulla legge
elettorale torni in I Commissione e che si ritorni a discuterla
evidentemente dopo aver approvato l'esercizio provvisorio, perché
ad aprile questo disegno di legge possa tornare in Aula in maniera
condivisa e perché no, senza ulteriori problemi di natura politica
diventare legge, questa è una proposta.
DE LUCA. E' iscritto a parlare, sull'ordine dei lavori,
l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di discutere
sull'ordine dei lavori devo precisare un aspetto che ritengo
fondamentale, perché ieri il Presidente Formica ha comunicato in
Aula la mia adesione al Gruppo parlamentare del PDL: voglio
chiarire che è stata fatta una nota ben precisa dove ho
continuamente ribadito un principio che è quello che ho d'altronde
ribadito in più occasioni, il sottoscritto ha già evidenziato, in
modo particolare, a questa maggioranza ed al Governo, che non c'è
stasera, e all'assessore Chinnici che era pronto a votare questa
norma non infischiandosene del merito, perchè questa norma non
serve a nessuno, se non a questo vessillo politico di cui abbiamo
parlato, ad una condizione, che si ripristinasse il principio delle
incompatibilità, che si tenesse conto della sentenza della Corte
costituzionale, che in merito già aveva, quanto meno, sbugiardato
questo Parlamento e che, di conseguenza, io ero pronto, rispetto
all'introduzione delle incompatibilità, a dire sì perché il
Parlamento risolveva una questione che è rimasta aperta come la
famosa norma Pippo Sorbello quando in questo Parlamento si doveva
anche chiarire l'incompatibilità tra assessore regionale e sindaco
di qualsiasi comune.
Rispetto a tutto questo, la maggioranza non ha risposto, non ha
risposto il Governo, non ha risposto nessuno, perché, entrando ora
anche nel merito dei lavori, si continua a propinare delle norme,
compreso il calendario provvisorio di oggi, signor Presidente e
onorevoli colleghi, che servono semplicemente ad appiccicarsi una
medaglietta sul petto perché qualcuno, ancora, deve giustificare
perché si trova nella maggioranza mentre era all'opposizione.
Rispetto a tutto questo noi possiamo anche accogliere ciò che ha
detto il portavoce del Governo. Il portavoce del Governo,
l'onorevole Leanza, dato che il Governo non c'è, lo dobbiamo
reputare tale, ha lanciato un appello a questo Parlamento.
Ma noi siamo persone responsabili, d'altronde se per impedire, per
quanto mi riguarda, questa prepotenza di volere fare per forza
questa norma che non serve, ripeto, a nessuno e quindi forzando
anche le regole di quello che è il quieto vivere in questo
Parlamento, si mette da parte tutto, non si dice la verità, perché
una cosa la dobbiamo precisare, si va ancora alla proroga
dell'esercizio provvisorio perché il ministro Tremonti non vuole
autorizzare che si utilizzi il FAS per coprire il buco della
sanità. Diciamolo ai siciliani come stanno le cose.
Allora, rispetto a tutto ciò che si sente da questo posto,
francamente, mi appello sì io al senso di responsabilità del PD, in
modo particolare.
Smettetela di portare avanti queste ipotesi e queste fantasiose
ipotesi di provvedimento perché è normale, comunque, che ogni
parlamentare, compreso il sottoscritto, applichi, anzi farà di
tutto, utilizzando il Regolamento interno, per impedirvi di portare
avanti questo disegno manicheo, perché ormai il clima che si
respira in questa Aula - ma perché lo avete voluto voi, attenzione,
e mi rivolgo in modo particolare a chi ha sponsorizzato in modo
principale questa norma - lo avete voluto voi, se c'è questo
clima velenoso in questa Assemblea che non si può occupare, con
questo clima, delle grandi questioni, come non si occupa e non si
preoccupa del perché abbiamo votato l'esercizio provvisorio fino
al 31 marzo e ora lo dobbiamo prorogare al 30 di aprile.
Ma qualcuno lo aveva detto che c'era questa difficoltà? Eppure si
sta facendo la lotta, continuamente, per la riforma elettorale
negli enti locali, perché questo grande risultato deve essere
portato avanti e non c'è legge del commercio, d'altronde e dove è
l'assessore Venturi, all'ordine del giorno non c'è per caso il
disegno di legge, la grande riforma, attenzione, sul commercio
altra norma che io ho definito della casta perché questo
Parlamento deve stabilire determinate cose che poi non hanno
riscontro sotto il profilo dell'imprenditoria e della condivisione
della maggior parte della imprenditoria perché non ci sono
argomenti seri e non c'è la volontà seria di risolvere le grandi
questioni.
Concludo, signor Presidente, altri dieci secondi, accogliendo
l'appello che ha lanciato il portavoce del Governo che dice a
quest'Aula che rispetto alle grandi emergenze basta risolvere
questa questione di vita o di morte che ormai è la legge
elettorale, posta in questi termini dal PD, e quindi ci prega di
risolvere la questione, bene noi siamo disponibili il sottoscritto,
e concludo, è disponibile ad una condizione che questo Parlamento
introduca, in termini chiari, assoluti, l'incompatibilità tra la
carica di amministratore locale e di deputato e tra la carica di
amministratore locale e assessore regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che dopo l'intervento
dell'onorevole Faraone, ritengo necessario chiudere le iscrizioni a
parlare sull'ordine dei lavori, che è già un'anomalia. Onorevole
Beninati, lei è iscritto a parlare dopo l'intervento dell'onorevole
Apprendi, seguiranno gli interventi degli onorevoli De Benedictis,
Marziano, Musotto, Panarello, Panepinto, Leontini e Bufardeci.
E' iscritto a parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole
Faraone. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che,
quando non ero parlamentare e guardavo ai lavori di quest'Aula, mi
rivolgo principalmente ai capigruppo di quelli che nella passata
legislatura erano di maggioranza, l'onorevole Leontini, l'onorevole
Bufardeci, e dico loro una cosa: state innescando in quest'Aula un
precedente che fino ad ora non c'è mai stato. L'opposizione, che
nella passata legislatura ha fatto opposizione al governo Cuffaro,
non aveva mai introdotto, in quest'Aula, il meccanismo
dell'ostruzionismo presentando tremiladuecento emendamenti.
Spero che - rispetto a quello che è stato detto qui e, cioè, che
c'è una maggioranza in Sicilia, che è diversa rispetto alla
maggioranza di quest'Aula, onorevole Leontini, onorevole Mancuso,
onorevole Cordaro - se fosse vera questa affermazione, non ci siano
nella prossima legislatura testimoni di quello che sta accadendo in
questi giorni, perché, se si innesca il meccanismo che qualcuno
presentando tremiladuecento emendamenti possa decidere quello che
noi dobbiamo discutere - oggi tocca ad una parte politica subire
questo atteggiamento - domani può toccare a qualcun altro; quindi,
credo che non sia interesse di nessuno innescare un meccanismo che
crei un precedente d'Aula che, al di là del rispetto del
Regolamento interno, porti ad avere atteggiamenti ostruzionistici
che bloccano l'Aula, al di là del merito dei disegni di legge che
si devono trattare. Accanto a questo, faccio un'autocritica alla
maggioranza d'Aula, rispetto al disegno di legge sulla legge
elettorale, perché, secondo me, non siamo riusciti ancora a
comunicare bene l'importanza di questa legge.
Forse, perché tante persone di questa Aula non sono state
cittadini di una città governata come Catania e come Palermo da
Scapagnini e da Cammarata.
Non reputo assolutamente meno importante, rispetto alla legge
sulla semplificazione e la legge sul commercio, la legge elettorale
sui comuni, perché, purtroppo, tante persone che si dicono
contrarie alle liste bloccate hanno consentito, in questi anni, in
Sicilia che cittadini elettori votassero sindaci nominati dai
partiti, al di là delle qualità espresse nella loro azione
amministrativa e politica.
Questo ha comportato che amministratori incapaci abbiano
amministrato città riducendole sul lastrico, e quando i cittadini
hanno deciso di votare Cammarata a Palermo, per due volte, e per
dieci anni consecutivi, questa persona che oggettivamente,
trasversalmente alle parti politiche, ha amministrato male la città
di Palermo riducendola al dissesto finanziario, con un debito
straordinario e con cento milioni di euro che necessitano alle
casse del comune per poter essere salvaguardato rispetto al
dissesto, i cittadini non votavano Cammarata, votavano i
consiglieri comunali e le liste collegate a Cammarata.
Quella legge elettorale ha prodotto il dissesto del comune di
Palermo, perché è stato votato amministratore una persona che non
era all'altezza di amministrare questa grande città.
Per cui, questa legge elettorale, per me, è una legge che ha
un'importanza straordinaria e non credo ci possa essere nessuno che
si possa ergere ad arbitro e a giudice di ciò che è meglio e ciò
che è peggio.
Io credo che dobbiamo riuscire a trovare, e ha fatto bene
l'onorevole Leanza a dirlo, un meccanismo affinché, come era stato
stabilito prima di queste ultime Conferenze dei Capigruppo, si
potessero fare prima della sessione di bilancio, le due leggi
sulla semplificazione e la legge elettorale sui comuni.
Cosa ci vuole, senza tatticismi e senza a volere far affossare
l'atro, a stabilire questo?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che sia stato detto
ampliamente che aprire un dibattito sull'ordine dei lavori è
assolutamente qualcosa che stiamo tutti, sostanzialmente,
condividendo per questioni di clima iperdemocratico.
Penso che sia stata detta la maggior parte delle cose che andavano
dette, quindi, essendo chiuse le iscrizioni a parlare, vi prego
cortesemente di attenervi all'ordine dei lavori.
E' iscritto a parlare, sull'ordine dei lavori ,l'onorevole
Apprendi. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, a proposito di democrazia, poi ci
spiegherà perché noi stiamo intervenendo per soli cinque minuti e
gli altri sono intervenuti per dieci minuti.
PRESIDENTE. Glielo spiego subito, onorevole Apprendi, perché,
apprezzate le circostanze, il Presidente può decidere quanti minuti
accordare all'oratore.
APPRENDI. E fin qui tutto chiaro, ma io mi riferivo alla
democrazia che è un'altra cosa. Detto questo, signor Presidente, la
ringrazio di avermi dato la parola e intervengo soltanto per
qualche precisazione in merito all'ordine dei lavori.
Io mi sono sorpreso che il presidente della III Commissione,
onorevole Caputo, non sia intervenuto rispetto al disegno di legge
che c'era in discussione, oggi, il disegno di legge n. 604, sugli
orari di apertura delle attività commerciali.
Dico questo, a proposito dei veleni, del pantano, quando accadono
queste cose non contribuisce ad una distensione, il comportamento
di chi presiede alcune istituzioni, nello specifico il presidente
della III Commissione.
Ieri mattina lo ha fatto il Presidente Formica, ciò non aiuta a
creare quel clima di distensione necessario ad andare avanti.
Riassume la presidenza il Vicepresidente Formica
APPRENDI. Il presidente Caputo sa bene che quando il testo del
disegno di legge sull'orario delle attività commerciali è stato
rinviato in commissione, abbiamo tracciato un percorso che
prevedeva le audizioni delle organizzazioni di categoria,
organizzazioni datoriali, sindacati e successivamente, dovevamo
fare un passaggio con tutta la Commissione, insieme all'assessore.
Il presidente Caputo sa bene che questi passaggi non sono stati
consumati e, quindi, oggi doveva intervenire per chiedere a lei,
signor Presidente, di sospendere la trattazione di questo disegno
di legge perché i passaggi non erano stati consumati.
Così come dice anche l'assessore Venturi, che non chiede alcuna
integrazione al disegno di legge. Non chiede di sconvolgere il
testo, ma dice soltanto che vengano osservati, lo dice nella
lettera, leggo testualmente: non avendo la commissione conclusa
la sua attività sul DDL in parola, lo scrivente chiede la
sospensione della discussione di oggi, nelle more della definizione
del procedimento davanti la commissione parlamentare interessata .
Io sto intervenendo per chiarire che i passaggi non sono stati
consumati ed invito il presidente Caputo a prendere posizione su
questo disegno di legge, perché non si può essere il presidente di
una commissione e, poi, fare il militante di partito.
Questo non è concesso a nessuno e credo che il presidente Caputo
debba essere consequenziale.
Non può, assolutamente, interpretare il ruolo di militante, perché
questo non fa bene al Parlamento e non fa bene a pianificare e
levare di mezzo quegli asti e questo umore che si è creato in
questi giorni, dall'atteggiamento non imparziale, anche, della
presidenza dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Apprendi, questo non glielo lascio dire.
Glielo contesto ed è l'ennesima volta. Del resto se sono contestato
da tutte le parti vuol dire che sono stato imparziale.
E' iscritto a parlare sull'ordine dei lavori, l'onorevole
Beninati. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi, devo dire,
è una giornata che mi vede dopo tanti anni in questa Assemblea a
dover prendere atto che, forse, finalmente si è capito che
continuare questo scontro non serve a nessuno. Ed effettivamente la
proposta sensata che poco fa ha fatto l'onorevole Leanza, la faccio
per la mia parte e credo per buona parte della componente
dell'opposizione.
Farei un'aggiunta, però, perché quando si fanno le iniziative che
devono portare a soluzioni - è ovvio che in Aula è fuori luogo
discutere ormai di una soluzione - e siccome credo che il clima è
di trovare una soluzione e anche per togliere anche a chi presiede
in questo momento un fastidio che certamente trova un'Assemblea che
continua a discutere su argomentazioni che non andranno,
altrimenti, a nessuna soluzione.
Credo, quindi, se i colleghi della maggioranza, e per la parte che
mi compete dell'opposizione, lo condividono, sarebbe più utile per
tutti guadagnare il tempo non più restando qui in Aula, a
continuare delle discussioni che ci porteranno forse a qualche
parola in più di qualche collega che interverrà, e a inasprire di
nuovo il clima.
Signor Presidente, faccio questa proposta che non so se i colleghi
, ma credo che condividono, perché c'era stato un clima, come lei
vede per trovare delle soluzioni: portare avanti l'esercizio
provvisorio, che ormai mi sembra nelle cose, lo dissi già sette
giorni fa, e a quel punto trovare i Capigruppo o chi della
maggioranza e dell'opposizione si vuole e si prenderà la briga di
fare questa mediazione, una soluzione perché si vada a rivedere -
laddove si è un po' forzata la procedura, che era la sede della
Commissione - in maniera serena tra maggioranza ed opposizione, le
motivazioni che hanno portato a questi incontri continui in Aula,
che poi alla fine hanno un po' mortificato il Governo perchè
incardinavamo leggi e poi le scardinavamo', dico poi, non
certamente noi, ma chi l'ha voluto fare.
A questo punto sono convinto, signor Presidente, invece che
continuare così, se c'è questa volontà - devo dire che
l'onorevole Leanza l'ha manifestata, penso che abbia parlato,
oltre che nel ruolo di capogruppo dell'MPA, anche con un mandato
aperto - se questo mandato tale è, penso che ci siano i
presupposti, se altri colleghi vogliono intervenire lo facciano
pure, ma sinceramente, forse è bene sospendere, se lei lo ritiene,
anche due minuti, per fare un incontro informale, lei con i
capigruppo della maggioranza e dell'opposizione, una riunione
informale subito, dopo di che rinviare, così come i Gruppi hanno
l'intenzione di trovare un'intesa su questa riforma, altrimenti
signor Presidente si vada avanti, ma non conosco il motivo per cui
dobbiamo continuare a restare in Aula quando c'è una disponibilità
da parte dell'opposizione, ed ho capito da parte della maggioranza,
a rivedere un'intesa per non restare in balia di discussioni che
non servono a nessuno.
Pertanto chiudo con un intervento di buon senso nell'interesse del
Parlamento e di tutti noi.
PRESIDENTE . Onorevole Beninati, accolgo volentieri la sua
proposta. Se c'è la volontà, se mi fate un cenno di assenso, per
sospendere e convocare una riunione informale in Sala Lettura, o in
un altro posto, per permettere ai Capigruppo di parlare tra di
loro, penso sia la soluzione migliore.
MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di parlare anche perché resti
agli atti.
MUSOTTO. La riunione la facciamo alla fine dell'Aula. La riunione
si può fare; chi si vuole riunire si riunisca.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi dato che non vedo l'unanimità su
questa richiesta, si continua. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Marziano.
MARZIANO. Signor Presidente, ho chiesto ugualmente di parlare
perché, anche se non sono tra gli habitué, come altri colleghi
della tribuna di questo Parlamento, ci sono delle occasioni in cui
ritengo sia necessario intervenire anche solo per manifestare il
proprio pensiero in questa vicenda all'ordine del giorno.
Veda signor Presidente, io ritengo che l'opposizione possa
decidere, come ha deciso in questi giorni nel Parlamento siciliano,
di fare l'ostruzionismo nell'ambito di una legge, l'opposizione che
decide di paralizzare il Parlamento, l'opposizione che decide di
privilegiare i propri interessi di partito e di coalizione rispetto
a quelli dei siciliani, come sta avvenendo in questa occasione,
l'opposizione che decide di destrutturare un agreement
istituzionale sessantennale, è legittimata a farlo, può ben farlo.
Per altro provengo da un partito che essendo stato storicamente
all'opposizione ha usato anche l'arma dell'ostruzionismo, anche se
è un'arma che va usata con giudizio, con parsimonia.
Il mio partito, quando faceva l'opposizione al Parlamento
nazionale o nei parlamenti regionali, la faceva quando venivano
messi in discussione i diritti fondamentali dei cittadini, la
libertà individuale, certo non solo quando si trattava di
affermare, con una prova muscolare, che si riesce a bloccare
Parlamento e maggioranza.
E' legittimo, quindi, decidere di fare l'ostruzionismo,
paralizzare il Parlamento, bloccare le Istituzioni, destrutturate
le Istituzioni.
Quello che non è legittimo, signor Presidente, è fare
un'operazione poco corretta: scaricare su chi è vittima
dell'ostruzionismo la responsabilità delle conseguenze. Ed è chiaro
che la responsabilità di questo ostruzionismo è tutta e per intero
dell'opposizione di questo Parlamento. E' un tentativo che non
accetto, che non condivido, signor Presidente, perché a turno ce ne
può essere per tutti, e non condivido la personalizzazione dello
scontro politico e questo modo di fare, in questo caso, del
Presidente del Gruppo del PD, un bersaglio di un attacco fuori dal
comune, fuori dalla norma.
Mi sembra una strada pericolosa che bisognerebbe evitare di
intraprendere.
Dico questo perché, signor Presidente, le decisioni
dell'onorevole Cracolici sono decisioni di un Gruppo che le discute
democraticamente al proprio interno, quando con frasi anche
sprezzanti e offensive ci si rivolge all'onorevole Cracolici, si
deve sapere che ci si rivolge ai 27 parlamentari del PD che di quel
gruppo fanno parte. Sarebbe bene che questa strada pericolosa già
presa qualche tempo fa si bloccasse e si evitasse quella
strumentalità, signor Presidente, che la dice lunga sulle ragioni
di questo ostruzionismo.
Si dice che si doveva fare la legge sulla trasparenza. Voglio
ricordare che, se avessimo deciso di fare la legge sulla
trasparenza, con gli 800 emendamenti dell'opposizione, saremmo
ancora all'articolo 1, comma 1. Cioè, in questo momento si stanno
utilizzando tutti gli strumenti per affermare un principio. La
maggioranza di questo Parlamento non deve decidere l'ordine del
giorno. Si stanno usando tutti gli strumenti, il trabocchetto
mattutino, il deputato turista'.
C'è un deputato turista del quale io mi informo quotidianamente se
quel giorno è in maggioranza o all'opposizione, ma adesso è anche
turista, cioè viene portato in prestito da un gruppo all'altro per
utilizzare uno strumento regolamentare. E' veramente un modo di
mortificare un Regolamento tendente a garantire il diritto delle
minoranze e in questo modo si svilisce e si mortifica. Allora, il
trabocchetto mattutino, il deputato turista, tutto questo per
impedire quello che negli altri Parlamenti è previsto cioè l'ordine
del giorno lo fa la maggioranza, poi l'opposizione ha gli strumenti
per approvarlo.
Anch'io faccio un appello. Mi richiamo all'appello che hanno fatto
altri colleghi parlamentari e anche alla sua funzione, signor
Presidente. Io non faccio nessuna critica. Ritengo, però, che
siccome tutti condividiamo che siamo in un momento topico della
vita di questa Assemblea non solo la resipiscenza nei comportamenti
di maggioranza e opposizione ma anche una funzione della Presidenza
assolutamente delicata e importante.
Chiudo, prendendo ancora 30 secondi - non sono abituato ad
approfittare del tempo dei colleghi - per ricordare che lo stesso
Presidente Cascio quando in una delle ultime sedute parlò
dell'ordine del giorno disse che riteneva, tra le altre, la legge
elettorale da approvare e rendere utilizzabile fin dalle prossime
scadenze amministrative.
Ritengo che sia doveroso rispettare la volontà del Presidente di
questa Assemblea che è stata comunicata ufficialmente a questa
Assemblea.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza ha il compito di
dirigere i lavori. Per la Presidenza è importante che l'onorevole
Leontini, che mi ha chiesto di parlare in seguito alla novità
introdotta dall'onorevole Leanza, intervenga. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è un
intervento in cui intendo ripetere le motivazioni e le polemiche
degli interventi precedenti.
MUSOTTO. Repetita iuvant
LEONTINI. Perseverare diabolicum est. In questo caso non persevero
ma, innovando, aderisco a delle sollecitazioni e rispondo a degli
inviti.
Non c'è dubbio che il Parlamento regionale si è bloccato. I
proclami e i pronostici della maggioranza e del Governo volti ad
anticipare al giorno prima quello che si dovrà imporre il giorno
dopo, sono stati tutti neutralizzati. E' necessario che si riprenda
il filo di una attività che riempia di contenuti e di decoro il
Parlamento e che riporti ad un livello di produttività che si possa
riconoscere utile per i siciliani. L'appello dell'onorevole Lenza,
da questo punto di vista, è fondato ed è importante.
E' chiaro che tale possibilità è subordinata alla sanatoria di
alcuni aspetti che sono stati motivo delle nostre divergenze,
almeno tre vulnus: il primo riguarda la modalità di elaborazione
della legge elettorale, tale modalità, fino ad oggi, non è stata
fondata sulla condivisione a prescindere dalla divergenza
sull'importanza o meno di tale intervento legislativo riformatore
che ci vede ancora su piani differenti per tentare di recuperare un
minimo di condivisione - e noi non siamo indisponibili ad un
supplemento di confronto - sono necessarie alcune cose.
La prima: che, a prescindere dalla trattativa, il Governo venga in
Aula a confermare, giocoforza, quello che i capigruppo autorevoli
della maggioranza, stasera, hanno anticipato e cioè il proposito di
estendere al mese di aprile - così ho sentito ma così hanno sentito
tutti i miei colleghi - la durata dell'esercizio provvisorio. E'
chiaro che su questo noi esprimiamo le nostre valutazioni, le
esprimeremo ma credo che ormai sia giocoforza prendere atto di
questa necessità che il Governo si è dato sulla quale noi
esprimiamo la nostra non condivisione, tuttavia prendiamo atto di
questa volontà.
Secondo: che si sottragga alla emergenza, urgenza e necessità
odierna dell'Aula il prosieguo del confronto sulla legge
elettorale, che si scelga una sede per un approfondimento, si
riporti in Commissione, nel frattempo si saranno consumati i
passaggi relativi all'esercizio provvisorio perché l'esercizio
provvisorio ovviamente comporta tre passaggi, la delibera di
Governo, la Commissione e poi l'Aula e noi siamo in attesa di
questo percorso confermato e formalmente esperito.
Poi, per quanto riguarda la I Commissione, sottraendo all'urgenza
odierna dell'Aula, la legge elettorale, si riporta il dibattito con
immediatezza in I Commissione e lo si approfondisce, ovviamente,
presupponendo che tale dibattito debba includere i contributi e le
motivazioni di tutti, anche e forse soprattutto ad integrazione di
quanto, fino ad oggi, elaborato in testi parziali e adottati senza
la presenza di una parte del Parlamento.
E' chiaro che questa modalità, sanando i due vulnus, consente ad
una parte del Parlamento di riconoscersi in un'attività e di
riprendere il filo di un confronto che può essere produttivo di
risultati.
Pertanto, fatto l'esercizio provvisorio, portato in Commissione ed
approvato in Aula, in I Commissione si può, nel frattempo,
affrontare un più approfondito dibattito, fermo restando che nei
giorni in cui ci si occuperà dell'esercizio provvisorio, nessuno
impedirà alle due parti di approfondire un confronto che potrà
portare, poi, in I Commissione a rendere il lavoro di elaborazione
del nuovo testo più celere, più utile, più costruttivo e più
condiviso. A noi sembra che un percorso del genere, in I
Commissione, non possa essere ostacolato ed impedito.
A questo punto, siccome vogliamo fare in questa fase due cose
condivise, ma mi pare che siamo anche d'accordo a fare la
semplificazione amministrativa, lo siete voi, non siete nemici
della semplificazione amministrativa a meno che non vogliate
diventare nemici adesso, se non lo siete veramente, semplificazione
amministrativa e riforma elettorale possono andare perfettamente
legate, di pari passo per cui, facendo la semplificazione
amministrativa e la legge elettorale, noi avremmo fatto pienamente
quello che questo Parlamento, a riforma di testi precedenti,
avrebbe dovuto fare prima qualora ci fosse stata da parte della
maggioranza, una maggiore disponibilità, e non il tentativo di
procedere con il braccio di ferro' e con diktat di giorno in
giorno.
Mi pare che non ci siano, da questo punto di vista, novità,
quindi, l'esercizio provvisorio e in I Commissione, la
semplificazione amministrativa e riforma elettorale, sono il
contenuto onorevole e decoroso di un'attività di riforma
parlamentare che potrà riprendere il filo di una prerogativa,
quella del Parlamento, di fare legge utili per l'intero territorio
siciliano perché, nel frattempo, avremmo voi con l'esercizio
provvisorio, noi con le nostre motivazioni, comunque, prodotto un
atto che riguarda le finanze di questa terra e, quindi, l'esercizio
delle finanze di questa terra, con le diverse posizioni, ma avremmo
aggiunto a questo due interventi riformatori, uno sulla pubblica
amministrazione e l'altro sulla legge elettorale condivisa e
slegata da emergenze attuali perché l'emergenza attuale,
probabilmente, derivava dalla necessità di rendere il testo fattore
disciplinante del prossimo appuntamento elettorale.
Quando la maggioranza avrà slegato l'intento riformatore dal
proposito e dalla volontà di applicarlo al prossimo appuntamento
elettorale che è quello che si svolgerà il mese prossimo, tra due
mesi, due mesi e mezzo, già avremmo sanato i tre vulnus perché
abbiamo sottratto all'emergenza, all'imposizione, abbiamo condiviso
un percorso che vede inclusa la minoranza in un confronto
costruttivo e nell'elaborazione di un testo, ovviamente, nuovo
perché noi abbiamo delle proposte da fare e sono delle proposte che
integrano e modificano il testo che fino ad oggi è stato elaborato.
Il Governo, quindi, venga in Parlamento, dica dell'esercizio
provvisorio, porti in Giunta la delibera. Sottraiamo la legge
elettorale dalla necessità odierna di un prosieguo, oggi o domani,
dopodiché, dopo avere adottato l'esercizio provvisorio in Giunta ed
averlo portato in Commissione, inizia un confronto sulla
semplificazione amministrativa e sul testo di riforma elettorale
che potrà essere più proficuo, più celere e più produttivo di
risultati.
Ovviamente, il risultato sarà una legge che riformerà e servirà
per gli appuntamenti elettorali futuri perché non avremo fatto in
tempo formale per disciplinare il prossimo appuntamento elettorale
che è quello che noi non vogliamo perché, se dovessimo
accondiscendere a questo noi dovremmo accettare la fretta, la
fretta significa il diktat, significa la nostra mortificazione,
significa farvi pervenire necessariamente a non sforare il termine
ultimo per rendere applicabile la legge per il prossimo
appuntamento.
Siccome abbiamo capito e tutti abbiamo capito che la finalità era
questa, quando queste finalità più tranquillamente e più
serenamente sono cadute e sono venute meno, ritorniamo nell'alveo
della realtà dei fatti. C'è una necessità di Governo che è
l'esercizio provvisorio e, giocoforza, non fa parte della
trattativa e, poi, ci sono invece due possibili trattative che
riguardano la semplificazione amministrativa e la riforma
elettorale che a questo punto noi condividiamo in tempi celeri di
elaborare assieme a voi in modo condiviso e costruttivo.
E' ovvio che sulla semplificazione amministrativa ci sono
centinaia di emendamenti e questi, attraverso un approfondimento,
verranno meno, perché condivideremo il testo e lo stesso varrà per
la riforma elettorale perché ci sono più di tre mila emendamenti e
un percorso condiviso consentirà di sfoltire e di eliminare tutti
questi emendamenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente,
alla luce degli ultimi interventi, il dibattito ha preso una strada
assolutamente condivisibile ma occorre e necessita chiarezza perché
tra le ragioni che mi hanno spinto a richiedere di parlare sono,
soprattutto per rispetto a me stesso e per rispetto del Gruppo che
rappresento a seguito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari odierna, siamo stai tre ore a discutere - ricordo a me
stesso - con una conclusione che, se fosse stata analizzata da un
punto di vista giudiziario per la condotta che poi è stata posta in
essere, si può dire con dolo specifico', cioè con la coscienza e
volontà del sapere che stasera non avremmo concluso niente perché
quando si mette all'ordine del giorno la legge sul commercio, una
legge che non è in Aula, che si sapeva perfettamente che non si
doveva discutere, era certamente una volontà non già di creare una
situazione che porti a sintesi le varie parti politiche, ma per
spaccare ulteriormente la dialettica che c'è stata all'interno di
quest'Assemblea regionale siciliana che si vuole attribuire
atteggiamenti soverchiosi da parte della maggioranza che a tutti i
costi vuole imporre un disegno di legge, la legge elettorale, che
diventi legge, mentre, dall'altro lato, c'è una parte vittima, che
è l'opposizione, che dovrebbe subire questa imposizione.
Naturalmente, un'asettica ed equa visione della situazione che si
è creata mi pare che sia completamente l'opposto perchè se il
blocco c'è stato all'interno di questa Assemblea regionale
siciliana, non è un blocco che ha voluto la maggioranza che uscendo
da un mitico mercoledì dalla Sala lettura deputati attraverso una
Conferenza dei Capigruppo, dove sembrava che c'era un gentlemen's
agreement per cui c'era l'accordo che la legge elettorale si
sarebbe fatta e anche con una garanzia della Presidenza
dell'Assemblea regionale siciliana, poi si è stravolto qualsiasi
tipo di accordo e poi c'è stato un ostruzionismo, perché è
soltanto ostruzionismo.
Se si dice che c'è la voglia, la volontà di parlare di tutti i
deputati dell'opposizione, addirittura quarantacinque minuti, bensì
trenta minuti su questa legge elettorale vuol dire che è una legge
elettorale importante che suscita interesse, stimolo e voglia di
dare contributi, progettualità e, quindi, una legge elettorale
assolutamente necessaria e importante per la nostra Regione.
Quindi, evitiamo di dare colpe, di indicare gente che vuole
imporre volontà all'interno dell'Aula e opposizioni che devono
subire e che non hanno subito perché, parliamoci chiaramente,
quello che è successo ieri mattina in quest'Aula è stato soltanto
un incidente di percorso, per carità Sfruttato abilmente
dall'opposizione ma, indubbiamente, da una maggioranza che non è
stata all'altezza dello scontro o la consapevolezza che c'è in atto
uno scontro di così alto livello.
Detto questo, indubbiamente si aprono altri scenari: c'è stato
l'intervento dell'onorevole Leanza, l'intervento dell'onorevole
Leontini in cui si aprono le possibilità di trovare un accordo.
Però, se accordo si deve trovare, devo dire che sarebbe opportuno
che venisse qui un rappresentante del Governo che confermi il
problema del prolungamento della legge sull'esercizio provvisorio,
perché queste sono ipotesi che sono state avanzate, ma di cui io
non ho alcuna consapevolezza e alcuna certezza; ma se l'accordo si
deve fare, per quanto riguarda il partito di maggioranza che io
rappresento, l'MPA, la legge elettorale è una legge per noi
fondamentale, fondante, che deve determinarsi e deve diventare
realmente non più disegno di legge ma legge della Regione
siciliana.
Su questo credo che non sia un problema, l'ha detto recentemente,
nelle ultime dichiarazioni, anche il Presidente della Regione,
naturalmente, per quanto mi riguarda, non posso assolutamente
smentirlo: la legge si deve fare.
Sulla semplificazione mi pare che tutti siamo perfettamente
d'accordo, il lavoro è stato fatto, è stato lodato l'impegno
dell'Assessore al ramo degli uffici che l'hanno corroborato, sia
dell'Assemblea che dell'Assessorato regionale che, ad adiuvandum,
hanno partecipato alla elaborazione di un disegno che può essere
condiviso, che si possa fare una riunione in cui trovare percorsi
condivisi, ma ci sono due punti fondamentali, ripeto e ribadisco.
Per quanto riguarda il partito che io rappresento all'interno di
quest'Aula che è l'MPA e, quindi, anche il pensiero del Presidente
della Regione, sulla legge elettorale, per carità possiamo parlare,
possiamo discutere, ma ci deve essere la reale volontà di farla
diventare legge della Regione; se si presentano tremila
emendamenti, quattromila emendamenti, ma anche trecento emendamenti
vuol dire che non si vuole partecipare e non si vuole questa legge
ma si vuole soltanto ostruzionismo e, quindi, sono bracci di
ferro' che tutti noi possiamo, in ogni caso, affrontare.
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDSENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiedo di
intervenire perché, a nome di Forza del Sud, devo necessariamente
esprimere, innanzitutto, il compiacimento perché nel mio intervento
precedente avevo fatto riferimento ad una speranza che i colleghi
della maggioranza operassero una resipiscenza sul loro modo di
operare, di gestire questa fase convulsa della vita parlamentare di
questa Assemblea e si rendessero conto che, rispetto ad una legge
elettorale da applicare, eventualmente, in ogni caso, nel 2012 vi
erano ben altre necessità da quella, all'ordine del giorno oggi,
del commercio a quella, soprattutto - insisto - della
semplificazione, come indispensabile ed emergenziale per la vita
della nostra Regione, per la sua capacità anche di spesa ai fini
non soltanto dei fondi comunitari.
L'onorevole Lenza, da par suo, ha saputo raccogliere, tra
virgolette, questo invito ed ha saputo lanciare un appello che,
come vedete, già nel brillantissimo intervento dell'onorevole
Leontini è, sostanzialmente, alla base di un approccio diverso
delle questioni in quest'Aula e, per quanto mi riguarda, io nel
fare sostanzialmente mio, nella sostanza, l'intervento del
capogruppo del PDL, faccio alcune piccole precisazioni a mia volta;
la prima, prendo a prestito, perché mi ha anticipato, le parole
dell'onorevole Musotto, credo che occorra assolutamente che il
Governo sia presente in questa Aula. Credo che già abbia
mortificato questa Assemblea con una costante assenza, laddove,
invitato a partecipare ad un disegno di legge ha fatto pervenire un
telegramma o non so bene che cosa.
Quindi, credo che, per avviare questa fase nuova, occorra una
premessa, cioè che le parole, degne certamente di fiducia
dell'onorevole Leanza, siano ribadite e confermate dal presidente
Lombardo o da chi per esso, dall'assessore all'economia, che venga
ha dichiarare quello che è nelle cose, che il Governo di questa
Regione, purtroppo, contravvenendo ancora una volta ad un impegno
preciso che pochi giorni fa aveva più volte ribadito in Conferenza
dei capigruppo, quando con piglio sicuro e determinato ci aveva
detto: Tranquilli: noi giorno 10 finiremo e andremo in
Commissione, da giorno 15 saremo in Aula per bilancio e
finanziaria , ha detto una cosa distante e, purtroppo, molto
distinta dalla realtà perché è nelle cose, oggi quindi non
consideriamo, diciamocelo chiaramente - e lo dico in questo caso
all'onorevole Musotto che bene ha fatto a richiedere la presenza
del Governo - questa della dichiarazione di andare ad un ulteriore
mese di esercizio provvisorio non è una concessione, è nelle cose,
è una necessità, è un obbligo, non sono nelle condizioni, pur
avendolo più volte affermato, di proporre all'Aula e alla
commissione prima la finanziaria e il bilancio, quindi devono - non
possono farne a meno - ma, proprio in conseguenza di questo, io
credo che la disponibilità e io assume personalmente l'impegno, che
il riportare in Commissione la legge sulla riforma elettorale, per
quanto mi riguarda, posso dire che sarà esitata perché tengo
talmente tanto alla legge sulla semplificazione che sono ben pronto
a contestualizzare semplificazione e legge elettorale come momento
di disamina e di esito della Commissione da portare in Aula in modo
tale che ci possa essere, congiuntamente, la certezza che sia
l'una, per me importante e fondamentale, la semplificazione, che
l'altra esitata quella parte presupposto di questa discussione che
è la presenza del Governo in Aula con tutto l'iter procedimentale
successivo ed evidente sulla legge di esercizio provvisorio,
possono finalmente chiudere questa lunga finestra, questa fase
convulsa e riportare anche ad una collaborazione che noi riteniamo
- lo dico in modo particolare al mio amico Musetto - di avere già
fornito, al di là del numero degli emendamenti, a questo Governo e
all'Assessore Chinnici per la parte sulla semplificazione perché ci
siamo soltanto impegnati a migliorare un testo, a snellirlo, a
renderlo più semplice e funzionale.
Quindi, per quanto mi riguarda, nell'accogliere l'appello, dico
che, evidentemente, occorrono degli atti come è stato citato. Venga
il Governo, ci dica dell'esercizio provvisorio, nelle more di tutto
questo in Commissione contestualizzando l'una e l'altra attività,
l'una per me fondamentale, l'altra inutile, ma impegna la mia
persona e quella del Gruppo perché possa collaborare ad esitare in
Commissione entrambi i disegni di legge per trattarli,
evidentemente, nell'ordine, esercizio provvisorio, semplificazione
e legge elettorale e uscire, quindi, da questa impasse che rende
colpevoli sostanzialmente tutti, al di là di una colpa grave che è
quella dell'arroganza che ha portato a questo sfilacciamento ma,
per fortuna, ancora c'è una buona volontà di ricucire degli strappi
inutili per i siciliani.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera penso che
avere prolungato i lavori d'Aula, mi auguro - abbiamo lavorato per
questo - possa produrre qualche risultato positivo visto che, da
alcune settimane, l'Aula è impantanata in querelle regolamentari
che finiscono con l'impedire la funzione legislativa che è l'atto
principale per cui noi svolgiamo la funzione parlamentare che è
quella di produrre atti legislativi, poi ognuno li interpreta,
trova dei punti di vista diversi, nel merito, e la Presidenza,
anche sulla base del Regolamento, deve favorire i processi di
formazione delle decisioni e delle leggi.
Siccome mi sono sentito con il collega Cracolici, il collega
capogruppo, vorrei dire il mio punto di vista sulla questione
prendendo atto del fatto che, nel corso dell'intervento, in
particolare del collega Leontini e del collega Bufardeci, sono
state introdotte delle modifiche e delle novità che, per quanto ci
riguarda, vogliamo cogliere e metteremo in campo tutte le armi
della politica perchè l'obiettivo principale che abbiamo è quello
di permettere all'Aula di esitare i testi normativi.
Signor Presidente, lei ha già annunciato che domani mattina l'Aula
continuerà la discussione generale sul disegno di legge elettorale.
C'è l'impegno della Conferenza dei Capigruppo precedente che entro
venerdì si dovrebbe concludere. Se dovesse intervenire un accordo
in serata o nella giornata di domani, è ovvio che la Presidenza
deve accompagnare quell'accordo facendo slittare la data di domani.
Ove dovesse esserci un accordo, si convocherebbe una nuova
Conferenza dei Capigruppo per permettere di potere raggiungere
obiettivi di formare le leggi entro una data che sarà concordata in
Conferenza dei Capigruppo.
Per quanto riguarda il merito, ritengo che, se c'è la volontà di
arrivare all'obiettivo - sono d'accordo con il collega Bufardeci -
cioè quello di contestualizzare i due provvedimenti, senza
atteggiamenti prevaricatori ma mossi dalla logica del buon senso.
Il Governo venga in Aula e annunci l'orientamento - glielo
chiederemo ovviamente, io non sono in grado di parlare per conto
del Governo - venga in Aula e dichiari che è nelle sue intenzioni
procedere all'approvazione dell'esercizio provvisorio.
L'esercizio provvisorio, lo dico ai colleghi, lo dico al
Presidente, è un atto normativo e deve essere approvato dalla
Giunta di Governo, deve essere trasferito alla Presidenza
dell'Assemblea regionale, deve essere assegnato alla Commissione
competente e, dopo l'esame della Commissione competente, deve
approdare in Aula.
Volendo fare una conta rapida del tempo necessario dall'annuncio
al momento in cui entra in Aula, passa velocemente una settimana.
Il problema che abbiamo è come coprire questa settimana in
presenza di due atti normativi fondamentali: la legge elettorale e
la legge sulla semplificazione e, siccome, ovviamente, non voglio
aprire un braccio di ferro sulla priorità di questi due disegni di
legge, se si raggiungesse un'ipotesi, come prevedo possa
raggiungersi, sulla contestualizzazione dei due provvedimenti,
lascerei alla politica, stasera, ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari che hanno questa responsabilità, il tentativo di
trovare una mediazione possibile sulla base di questo elemento
introdotto dal collega Bufardeci, che è quello di contestualizzare
i due provvedimenti. Dopo di che, lavorare perché i due
provvedimenti siano più largamente condivisi. Spero che sulla legge
elettorale possano arrivare contributi e dopo di che utilizzare il
tempo necessario, da qui al ritorno in Aula dell'esercizio
provvisorio, per approvare i due provvedimenti.
Mi pare di essere stato chiarissimo. In quest'Aula, non si tratta
di fare le pulci al ragionamento di uno piuttosto che di un altro.
In quest'Aula, dobbiamo trovare il terreno della mediazione.
Signor Presidente, anch'io le chiedo di chiudere i lavori, visto
che domani abbiamo la legge elettorale, di aggiornare la seduta a
domani mattina, come stabilito e, nel frattempo, invito i
presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza e
dell'opposizione a trovare un terreno possibile di accordo, sulla
base della questione posta all'Aula dal collega Bufardeci, quella
di contestualizzare i due provvedimenti e di chiedere al Governo di
venire in Aula per annunciare l'esercizio provvisorio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, se
davvero, come ho ascoltato negli ultimi minuti, si è aperto un
momento di riflessione comune su come andare avanti, per cercare di
fare tutti un po' un passo indietro per cercare di farne due
avanti, il percorso vediamo di definirlo in maniera un po' più
dettagliata, non perché dobbiamo farlo in maniera riservata ma
perché credo sia necessario anche avere chiaro quello che sta
davanti a noi.
Mi permetto di fare delle piccole precisazioni, anche per
individuare il percorso. Quando poc'anzi ho ribadito, anche
prendendo a prestito la dichiarazione fatta dal Presidente della
Regione in cui ha detto: prima la legge elettorale e poi il
bilancio, non era un atto né di prevaricazione né di arroganza né
di qualunque altro gesto. Era la consapevolezza che, al punto in
cui siamo, è evidente che non solo per ragioni connesse alle
vicende finanziarie che ci sono e ci sono tutte - lo abbiamo sempre
saputo - connesse al rapporto col Governo nazionale, gli effetti
del federalismo e i trasferimenti delle competenze e, quindi, le
risorse ex articolo 37 e 38 dello Statuto, insomma le cose che
tutti sappiamo ma anche per ragioni obiettive, visto che
l'ingolfamento della legge elettorale alla data del venerdì, così
come della legge sulla semplificazione, arrivava su un dato che era
l'avvio del percorso dell'attività finanziaria, prima in
Commissione e poi in Aula, così come era stato definito il
calendario della precedente seduta, da parte della Presidenza.
E' evidente, quindi, che questo ingolfamento, di fatto, faceva
venire meno un obiettivo per il quale avevamo pensato di lavorare
tutti ma poi non ci siamo arrivati. E' evidente - e credo che il
Governo volesse dire questo - che la necessità di trattare il
bilancio dal 21 marzo in poi, così come avevamo previsto, non era,
a questo punto, una condizione che potevamo rispettare.
Quindi, che cosa si fa? Si fa l'esercizio provvisorio.
Mi sento di dire, al di là del Governo e degli aspetti finanziari,
anche per ragioni politiche, che l'esercizio provvisorio
costituisce un modo per cercare di sbloccare una situazione che si
è determinata nell'uso dei tempi.
Da questo punto di vista, credo che la necessità che il Governo
venga a dichiararlo pubblicamente, mi pare corretta e domattina
potremo vedere ma, ancorché per ragioni tecniche, ribadisco, c'è un
fatto politico che, a questo punto, debba essere considerato un
punto. La possiamo considerare questa categoria né vincitori né
vinti ? E' questo il tema?
Bene, l'esercizio provvisorio si fa per non riconoscere vincitori
e vinti e consentire di liberarci dal cappio dei tempi.
Seconda questione. L'ho detto in tempi non sospetti a qualche
deputato, informalmente e, oggi l'ho detto pubblicamente: non è mai
stata intenzione e, se così qualcuno ha interpretato, chiedo
scusa, se qualcuno lo ha interpretato come da parte del PD, non di
Cracolici.
Ho parlato poco fa in termini impersonali della Presidenza.
Pregherei tra di noi di usare un pochino di impersonalità della
rappresentanza politica perché, se sono il Presidente di un Gruppo
parlamentare, lo sono perché il Gruppo mi ha delegato. La legge
elettorale, di cui, con tutto il rispetto, sul piano personale, non
me ne frega nulla, non la vuole Cracolici.
Ho già detto - anche a nome del mio Partito e a nome del mio
Gruppo e, devo dire anche a nome di tutta la maggioranza - che la
legge elettorale non aveva un obiettivo del prossimo turno
elettorale immediato, ho detto in tempi non sospetti Possiamo
approvare la legge elettorale e attuarla a decorrere dal turno
elettorale che riguarderà il rinnovo nel corso del 2012 , proprio
per togliere questa dimensione che la legge elettorale aveva un
obiettivo immediato.
Vorrei ricordare perché abbiamo messo in calendario la legge
elettorale, altrimenti dimentichiamo da dove veniamo. Quando
abbiamo deciso di approvare l'esercizio provvisorio, a dicembre,
per tre mesi, abbiamo avuto un problema: le leggi che potevamo
approvare e quelle che potevamo approvare dovevano avere, comunque,
la certezza, di non avere impegni finanziari, tra le quali la
riforma dei consorzi ASI.
In Commissione, ci siamo accorti che la riforma dei consorzi ASI
non poteva andare avanti perché aveva effetti finanziari e, quindi,
si è convenuto in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che la riforma dei Consorzi ASI, condivisa o no,
giusta o sbagliata, non poteva essere utilizzata nel periodo che
decorreva dall'1 gennaio al 31 marzo, periodo dell'esercizio
provvisorio, perché non si possono fare provvedimenti che impegnano
nuove spese.
Questa è stata la ragione per cui si è calendarizzato, onorevole
Corona, un percorso che prevedeva, lo voglio ribadire, anche la
legge elettorale, tant'è che, durante il percorso, da parte nostra
non c'è mai stata la minima intenzione di approvare una legge
elettorale a colpi di maggioranza; lo abbiamo detto, fa parte della
nostra cultura costruire le regole nel percorso più largo e
condiviso possibile.
LEONTINI. Ma non se l'è inventato il Presidente Cascio nel
certificare all'Aula che c'era la possibile condivisione; non è che
se l'è inventato il Presidente. Ho preso atto di una posizione.
Quando - è nel verbale - in Aula il presidente Cascio ha detto con
l'auspicio di raggiungere l'obiettivo di poter rendere applicabile
la norma nel prossimo
CRACOLICI. Certo, certo, su questo ha ragione ma nelle stesse ore
in cui il Presidente Cascio, giustamente, se si approva una legge,
si pone il problema di renderla operativa..
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, continuiamo dopo la discussione;
non è il caso.
CRACOLICI. Onorevole Leontini, lei proprio non me la deve fare
questa battuta, perché lei è stato fra i primi, da parte mia, ad
essere informato del fatto che la legge non aveva la spada di
Damocle del 2011.
LEONTINI. In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
però
CRACOLICI. Sto dicendo che lei è stato tra i primi, da parte mia,
così come l'onorevole Bufardeci
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è il caso.
CRACOLICI. Le chiedo scusa ma mi sollecitano un confronto.
PRESIDENTE. E lei deve resistere.
CRACOLICI. Per farla breve, il punto in cui siamo è questo:
vogliamo approvare la legge sulla semplificazione e lo abbiamo
detto; vogliamo approvare la legge elettorale e lo abbiamo detto e,
per la verità, non solo la vogliamo condivisa ma quella che avevamo
preparato, lo voglio ribadire sino alla noia, fino alla noia, la
legge che avevamo costruito era una legge condivisa, almeno nelle
intenzioni, da tutti i colleghi che rappresentano i Gruppi
parlamentari, almeno nelle intenzioni, anche con l'equilibrio e le
mediazioni che erano frutto di una mediazione preventiva per
evitare inutili contrapposizioni.
Un esempio per tutti: pensavamo alla doppia scheda. Sappiamo che,
su questo punto, una parte del Parlamento la considera una
provocazione ed abbiamo ritenuto, in via preventiva, di costruire
un compromesso anticipato, per consentire di evitare che la legge
venisse vissuta di una parte contro un'altra parte. Questo lo
voglio ribadire.
Allora, fermo restando che il percorso lo definiamo, se c'è questa
volontà, tra stasera e domani mattina, alle 8.00, insisto, è chiaro
che il Governo dovrà predisporre la richiesta di esercizio
provvisorio. E, da questo punto di vista, in qualità di Presidente
di Gruppo parlamentare, del gruppo o di uno dei gruppi che sostiene
questa maggioranza, mi posso impegnare, fermo restando che il
Governo lo dovrà fare formalmente.
Se come qui si è detto, vogliamo tornare anche nella
contemporaneità, però, mi permetto di dire, onorevole Bufardeci
che, se dobbiamo trovare i percorsi, stasera, una cosa dobbiamo
deciderla, in ogni caso o comunque domani e, su questo, è chiamata
a decidere la Presidenza. Se viene notificato formalmente che c'è
l'esercizio provvisorio, non possiamo ritenere come chiusura di
calendario quella che avevamo individuato né l'apertura dell'altro
calendario per la sessione finanziaria.
Un'altra cosa: troviamo le sedi di confronto formali o anche
informali che ci possano portare in tempi rapidi ad uscire da
questo empasse. Credo che si possa trovare una soluzione, se tutti
giochiamo però a carte scoperte. Non vorrei - lo dico a suocera o a
nuora perché senta suocera - che si dichiarasse la disponibilità ad
un confronto e poi si introducessero alcuni elementi. Faccio un
esempio fingendo di parlare ai miei: che il mio Gruppo volesse
imporre la doppia scheda come elemento di discussione in
quest'Aula. E' evidente che, se questo diventa il modello, si rompe
il telefono, cioè non vorrei che si usassero argomenti di
confronto per trovare argomenti di rottura, per poi farci
ritornare punto e daccapo.
Se dobbiamo fare una discussione fra persone adulte - non tra
persone serie ma tra persone adulte - e comunque sappiamo tutti che
partecipiamo ad una istituzione politica, sappiamo tutti di essere
parte e, quindi, dentro uno scontro politico ma sappiamo che
l'unica cosa che comunque ci deve tenere insieme quando siamo qui
dentro è cercare di fare le cose ed evitare che la Sicilia guardi
ad uno spettacolo di questo Parlamento come un luogo di paralisi e
di impazzimento - credo che dobbiamo offrire serenità.
Allora, sono disposto a confrontarmi e a trovare le sedi assieme
ai colleghi della maggioranza, agli onorevoli Adamo, Marrocco,
Musotto e quant'altri, per trovare sedi che possano costruire
quella sintesi che consenta di dare attuazione al programma che ci
eravamo dati: la legge sulla semplificazione, la legge elettorale
ed il rinvio ad aprile dell'approvazione del bilancio con
l'esercizio provvisorio che è connesso a questa necessità.
604-185/A orari di negozi
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sulla sospensione della discussione odierna del disegno di legge
604-185/A «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28»
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, l'ordine del giorno prevedeva la
discussione del disegno di legge sul commercio. E' arrivata, alla
Presidenza, in data odierna, una nota da parte dell'assessore per
le attività produttive, dottor Marco Venturi, che vi leggo:
Com'è noto, nella seduta odierna dell'Ars, è prevista all'ordine
del giorno, secondo punto, la discussione del disegno di legge
Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e grandi
strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22 dicembre
1999, n. 28 (604-185/A) .
E' noto altresì che il superiore disegno di legge era stato già
posto alla discussione dell'Assemblea il 2 marzo scorso, ma
rimesso, con decisione unanime, alle ulteriori valutazioni
dell'apposita Commissione parlamentare.
Non avendo, tuttavia, la Commissione adita, conclusa la sua
attività sul disegno di legge in parola, lo scrivente chiede la
sospensione della discussione di oggi, nelle more della definizione
del procedimento davanti la Commissione parlamentare interessata .
Qualche giorno di tempo, quindi.
La Presidenza avrebbe preferito, ovviamente, che l'assessore si
fosse presentato in Aula e che avesse comunicato all'Aula queste
sue giustificazioni.
Per come è formulata la richiesta, chiede una qualche forma di
accantonamento. Ovviamente, sarebbe stato preferibile che
l'assessore si fosse presentato in Aula.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome le
avevamo anticipato che c'era questa richiesta da parte del Governo
e che è un modo per sgomberare il campo da altre leggi che non
siano la riforma elettorale, a questo punto, l'Aula una decisione
deve prenderla.
Il Presidente della Commissione non ha nulla eccepito
all'iniziativa della Presidenza di inserire l'argomento all'ordine
del giorno. E se la Presidenza l'ha inserito è perché la procedura
è legittima e l'argomento era adeguato.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, rimane inserito all'ordine del
giorno. Certo, lei è intempestivo. Abbiamo raggiunto un clima
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei ha già parlato.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo tornare
sugli argomenti già trattati. Ho già svolto il mio intervento e poi
lo ha concluso il Presidente del Gruppo parlamentare. Prendo la
parola nella qualità di Presidente della Commissione Attività
produttive che ha competenza sul disegno di legge in argomento.
Credo che la lettera dell'assessore che, ritengo, avrebbe fatto
bene - su questo condivido - a venire in Aula, sostanzialmente,
chieda che il disegno di legge torni in Commissione perché non ha
potuto partecipare alle attività di approfondimento.
A questo punto, ritengo sia opportuno che il disegno di legge
torni in Commissione così lo approfondiamo, visto che probabilmente
non verrà trattato nelle prossime sedute. Aderendo anche alla
richiesta del Governo, chiedo che il disegno di legge torni in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non possiamo procedere a
stravolgimenti di Regolamenti. Del resto, abbiamo gli strumenti
previsti - quando sarà il momento, se c'è una necessità di un
ulteriore approfondimento o di un passaggio - per farlo. In atto,
però, sulla base dello stato di attuazione regolamentare, siamo
fermi qua.
Fermo restando che, se le dichiarazioni che stasera ci sono state,
avranno delle conseguenze, domani, nei fatti, la Presidenza avrà
sempre la possibilità, nel corso della giornata, di convocare una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Corona, non assumiamo altra carne al fuoco.
Per ora, non si può fare altro.
Onorevole Corona, se vuole, per risolvere i problemi, la
Commissione può riunirsi sul disegno di legge. Ha facoltà di
parlare.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto noto che
c'è una disparità di trattamento tra il Presidente della I
Commissione e il Presidente della III. Proprio avantieri, infatti,
il Presidente della I Commissione ha chiesto il ritorno in
Commissione di una legge, quella della semplificazione che peraltro
era addirittura sospesa.
Allora, come componente della III Commissione, debbo dire che in
questi 15 giorni ci siamo riuniti più volte all'interno della
Commissione e l'assessore non è mai venuto alle riunioni.
A questo punto, dobbiamo precisare che questa Commissione, che ha
sempre lavorato, non ha potuto esercitare il suo ruolo perché il
Governo è stato assente. E lo certificano il presidente della
Commissione e il segretario della Commissione che l'assessore non è
mai venuto.
Chiedo, formalmente, di porre in votazione la nostra richiesta di
rinvio in Commissione o il rinvio in Commissione perché l'assessore
non è mai stato presente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quel disegno di legge è ritornato
in Commissione una sola volta. Su questo disegno di legge, si
chiede due volte il ritorno in Commissione. Non è il caso.
Il Governo ha chiesto un breve allungamento dei tempi, dopodiché,
se il Governo ci dirà che è pronto a discutere e se l'Aula lo
vorrà, lo riporterà in Commissione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 10
marzo 2011, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
decadenza degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-278-296-
299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A) (Seguito)
2) - «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e
grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
dicembre 1999, n. 28» (604-185/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 19.54
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Salute'
GRECO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che l'ordinanza ministeriale 18 dicembre 2007
'Piano di sorveglianza nazionale per l'anemia infettiva degli
equidi', rinnovata anche per gli anni 2008 e 2009, prevede che
tutti gli equidi presenti nel territorio nazionale siano sottoposti
a delle prove diagnostiche nei confronti dell'anemia infettiva
degli equidi e che tali prestazioni sanitarie sono di competenza
dei servizi veterinari delle aziende sanitarie provinciali che li
erogano nell'interesse dei privati e/o detentori degli equidi con
costi a carico degli stessi, e che il decreto 4 giugno 2004
'Tariffario unico regionale delle prestazioni rese dal dipartimento
di prevenzione', pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 26 del 18 giugno 2004, è l'unico strumento normativo
in atto vigente che prevede le tariffe per ogni singola prestazione
resa dai servizi veterinari delle ASP nell'interesse dei privati
e/o detentori;
considerato che l'ordinanza ministeriale in argomento rende
obbligatoria sul territorio nazionale l'esecuzione del piano di
sorveglianza e controllo per l'anemia infettiva degli equidi e
prevede che l'esecuzione dei controlli a cura dei servizi
veterinari delle ASP ed i costi del campionamento, comprese le
prove diagnostiche, sono interamente a carico del proprietario o
del detentore o comunque del responsabile dell'equide;
atteso che il tariffario regionale prevede, nella fattispecie, che
le tariffe per le prestazioni rese dall'area di sanità pubblica
veterinaria, a richiesta e nell'interesse dei privati, sono
previste nell'allegato 2 'prestazioni rese in veste di pubblica
autorità - struttura organizzativa sanità animale' e sono riportate
ed identificate in alcuni codici specifici per l'anemia infettiva
degli equidi;
considerato inoltre che:
il pagamento di tali tariffe risulta, in un momento di crisi
economica, un entrata certa per il bilancio regionale, ed in
particolare per l'Assessorato Salute;
avuta notizia che il tariffario regionale sopra richiamato non
viene applicato in maniera uniforme dai servizi veterinari delle
ASP, bensì disapplicato totalmente e/o parzialmente, con grave
danno per le entrate erariali e con possibili ipotesi di reato;
tale situazione ha delle ricadute negative di immagine sull'azione
politica di risanamento dei conti pubblici posta in essere dal
Governo regionale e applicata dai direttori generali delle ASP;
per sapere:
quali iniziative si intendano adottare, previa verifica di quanto
sopra accennato, per rendere trasparente ed uniforme l'applicazione
del tariffario regionale nel territorio della Regione;
quali siano le motivazioni per le quali il suddetto tariffario non
sia stato ancora aggiornato con cadenza biennale, così come
previsto dal citato decreto (art. 2, comma 1), e se addirittura sia
legittimo disquisire sul fatto che tali prestazioni sono sottoposte
al regime dell'IVA, come pare accada nell'ASP di Palermo;
quali iniziative si intenderanno adottare nei confronti dei
responsabili per mancati introiti per le casse regionali
eventualmente accertati, con particolare riferimento alla verifica
degli atti posti in essere dall'ASP di Palermo, nel cui territorio
di competenza risultano ad oggi registrati in anagrafe circa 8500
esemplari su una popolazione equina stimata di circa 15000 capi;
per sapere, inoltre:
se sia a conoscenza del Governo il fatto che l'ordine dei medici
veterinari della provincia di Palermo, con sede in via Carmelo
Onorato n. 6, è allocato nei locali dell'ASP di Palermo presso il
Dipartimento di prevenzione veterinaria, a che titolo e da quanto
tempo;
se sia a conoscenza del Governo che i ruoli istituzionali di
presidente dell'ordine e capo dipartimento di prevenzione
veterinaria dell'ASP di Palermo sono svolti dalla stessa persona;
in caso affermativo, quali provvedimenti si intendano adottare».
(939)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Greco chiede notizie sull'applicazione del
decreto 4 giugno 2004 'Tariffario unico regionale delle prestazioni
rese dal dipartimento di prevenzione' nel territorio della Regione
siciliana, si rappresenta in via preliminare che l'Ordinanza
Ministeriale 18 dicembre 2007, scaduta il 31 dicembre 2009 e
riproposta con modifiche in data 8 agosto 2010, relativa al Piano
di sorveglianza nazionale per l'anemia infettiva degli equidi ,
prevedeva l'esecuzione di controlli sierologici obbligatori su
alcune categorie di equidi. L'esito di tali controlli, aventi
validità di dodici mesi (ora 24 mesi), e la relativa data devono
essere riportati dal servizio veterinario sul documento di
identificazione dell'equide (passaporto o scheda segnaletica).
Se nel corso di tali controlli vengono rilevati equidi non
identificati a norma del D.M. 5 maggio 2006 il proprietario o
detentore ha l'obbligo di provvedere nel più breve tempo possibile
alla regolarizzazione entro un periodo di tempo prescritto dal
servizio veterinario (ora non oltre 15 giorni).
In tale evenienza, tuttavia, il veterinario (fino al 31 dicembre
2009) ha l'obbligo di identificare l'equide attraverso l'utilizzo
di una scheda segnaletica allegata alla predetta Ordinanza
Ministeriale.
Tale normativa prevede che i costi di tali controlli, ivi compresi
quelli relativi alle prove diagnostiche, vengano posti a carico del
proprietario e/o detentore dell'equide.
In sintesi l'Ordinanza Ministeriale in argomento, se da un lato
dispone l'obbligo del controllo alla stregua di tanti altri piani
di sorveglianza e controllo delle malattie animali, dall'altro
obbliga i responsabili degli equidi controllati a sostenerne le
spese.
In virtù dei presupposti sopra evidenziati, i costi e le tariffe
applicabili all'erogazione di tali prestazioni devono essere
ricercati nel tariffario unico regionale delle prestazioni rese dal
Dipartimento di Prevenzione (D. A. 4 giugno 2004).
Lo strumento del tariffario, tuttavia, non può essere oggetto di
semplice ed immediata applicazione, stante la natura specifica
riservata alle prestazioni rese su richiesta (dei privati o in
conto terzi).
Nel caso specifico, infatti, viene a mancare la richiesta,
espressione di volontà del proprietario e/o detentore dell'equide,
poiché l'esigenza del controllo nasce da una specifica ed espressa
volontà del legislatore al fine di prevenire l'insorgenza della
malattia e verificarne l'andamento.
Tuttavia, nonostante le superiori considerazioni, si ritiene che i
costi delle prestazioni possano essere individuati applicando le
seguenti voci del tariffario:
a) cod. 3.01.07 inerente gli accertamenti diagnostici,
trattamenti immunizzanti, ecc., su richiesta e nell'interesse dei
privati (compravendita, ecc.) o effettuati in forma coatta e/o per
misure di polizia veterinaria , applicando i parametri di cui al
punto 04 prelievo di campioni di sangue per ogni capo ;
b) cod. 3.01.11 atti inerenti la profilassi delle malattie
infettive degli equini su richiesta e nell'interesse dei privati o
effettuati in forma coatta e/o per misure di polizia veterinaria
applicando i parametri di cui al punto 01 rilascio libretto e/o
compilazione scheda segnaletica e punto 03 verifica annuale
scheda segnaletica e trascrizione dei prelievi .
A tali voci deve essere aggiunta la spesa riferita agli
accertamenti diagnostici effettuati dall'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale che ammonta ad .2,58 + ENPAV (2%) + IVA, qualora
spettante.
In sintesi, i costi dei controlli previsti per la profilassi
dell'anemia infettiva degli equidi, possono essere così riassunti:
a) prelievo campione di sangue .2,00 + ENPAV (2%) per ogni equide
- totale .2,04;
b) esami di laboratorio . 3,16;
c) eventuale individuazione dell'equide non regolarmente
identificato tramite scheda segnaletica (allegato A - O.M.
18/12/2007) . 20,00 + ENPAV (2%) per ogni equide - totale .
20,40;
d) spese di trasferta per ogni ingresso in azienda in aggiunta
alle prestazioni di cui sopra; di norma per prestazioni di durata
entro le otto ore rese nel raggio di 100 Km dalla sede di servizio
.13,00 + ENPAV(2%) - totale .13,26, da dividere tra tutti i
proprietari di equidi presenti in azienda.
Da una ricognizione effettuata dagli uffici competenti è emerso
che nel territorio della Regione le voci di cui sopra vengono
applicate dai servizi veterinari di tutte le AA.SS.PP..
Si fa presente, a tal riguardo, che il costo di tali prestazioni
risulta estremamente differenziato, poiché dipende dal numero di
proprietari di equidi nell'azienda oggetto del controllo e dal
numero di equidi controllati nella stessa azienda. Esso, infatti,
può variare da . 17,93 nel caso di un solo equide presente in
azienda (più 4,67 per ogni altro equide presente), ad 4,67 per
equide più quota parte delle spese di trasferta, nell'ipotesi di
più proprietari e/o detentori di equidi presenti in azienda.
L'Ordinanza Ministeriale in argomento, inoltre, non specifica che
la trascrizione dei prelievi nel documento di identificazione sia
una prestazione a carico del proprietario e/o detentore
dell'equide. Il tariffario regionale, invece, prevede la voce
3.1.11.03 verifica annuale scheda segnaletica e trascrizione dei
prelievi : .10,00 + ENPAV (2%) - totale .10,20.
Tale voce del tariffario viene addebitata ai proprietari e/o
detentori degli equidi solo dai servizi veterinari delle AA.SS.PP.
di Agrigento ed Enna. Il resto delle AA.SS.PP. isolane, invece, non
addebita tale costo ai proprietari degli equidi controllati poiché
le stesse ritengono che tale prestazione non sia espressamente
richiesta dall'O.M. in argomento e che la voce di spesa individuata
dal tariffario regionale preveda anche una verifica annuale della
scheda segnaletica che non viene più effettuata, poiché gli equidi,
a norma del D.M. 5 maggio 2006, sono oramai identificati mediante
il rilascio di un documento di identificazione da parte dell'UNIRE.
L'onere finanziario derivante dall'utilizzo di tale voce del
tariffario, pertanto, risulterebbe eccessivo ed ingiustamente
addebitato per una prestazione solo parzialmente erogata.
A parere di questa amministrazione tale voce del tariffario
dovrebbe essere addebitata ai proprietari/detentori degli equidi
poiché la trascrizione dell'esito del controllo sierologico
presuppone il controllo di identità dell'equide che, per analogia,
potrebbe essere assimilato ad una verifica della scheda
segnaletica, per la quale l'attuale O.M. ha previsto una cadenza
biennale.
Nelle more dell'aggiornamento del tariffario regionale,
considerato che l'O.M. 18 dicembre 2007 relativa al Piano di
sorveglianza nazionale per l'anemia infettiva degli equidi ,
scaduta il 31 dicembre 2009, è stata riproposta con modifiche in
data 8 agosto 2010 (GURI del 18 settembre 2010), sono in corso di
predisposizione da parte di questa amministrazione specifiche
direttive per una puntuale, uniforme e dettagliata applicazione
delle voci di tariffario, ivi compresa quella relativa alla
trascrizione dell'esito sul documento di identificazione
dell'equide .
In relazione alle ulteriori richieste dell'interrogante si precisa
che l'allocazione della sede dell'Ordine dei Medici Veterinari
della provincia di Palermo presso gli uffici del Dipartimento
dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo è stata autorizzata,
a titolo gratuito, dal Direttore amministrativo pro-tempore, nelle
more che il predetto Ordine trovasse locali idonei definitivi.
Il Direttore del Dipartimento Veterinario ha anche chiarito che la
stanza contrassegnata con il n.19 di via Onorato, destinata
all'Ordine, risulta arredata con suppellettili, attrezzature, ed
altro di proprietà dell'Ordine al quale sono fatturati il materiale
di consumo e la cancelleria, nonché il consumo per il traffico
telefonico derivante dalle linee telefoniche, sempre intestate al
predetto Ordine.
Si rappresenta, altresì, che - alla luce della vigente normativa -
non risulta incompatibile l'incarico di Direttore del Dipartimento
di Prevenzione Veterinaria con la carica di Presidente dell'Ordine
dei Medici Veterinari della Provincia di Palermo».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione Sicilia e all'Assessore
per la salute, premesso che:
il servizio del 118 in Sicilia è molto carente, soprattutto per la
mancanza di personale specializzato medico e infermieristico, oltre
che per carenza di autisti soccorritori in possesso della patente
della Croce Rossa;
alcuni territori ad elevata vocazione turistica non sono
adeguatamente serviti;
la maggior parte delle ambulanze sono concentrate nelle province
di Palermo, Catania e Messina;
considerato che:
la nuova società pubblica stabilizza il personale, ma non risolve
i problemi, anche perché sono stati scelti amministratori che hanno
svolto incarichi politici, ma non hanno grande esperienza nel
settore dell'emergenza sanitaria;
la recente morte della piccola Maria Grazia Lombardo, avvenuta
durante il trasferimento in elisoccorso dall'ospedale di Gela al
'Cervello' di Palermo, riapre le problematiche delle inefficienze
del servizio di elisoccorso del 118 in Sicilia;
ritenuto che il ritardo di ben tre ore per la partenza
dell'elisoccorso è assolutamente inammissibile;
per sapere:
se siano state assunte iniziative per accertare eventuali
responsabilità e se i ritardi abbiano contribuito alla perdita
della piccola Maria Grazia Lombardo;
se sia possibile superare le predette disfunzioni, con particolare
riferimento alla qualità del personale e alla distribuzione
territoriale delle ambulanze». (949)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Barbagallo chiede notizie sulle iniziative per
porre fine alle disfunzioni del servizio '118', si rappresenta che
in ordine alla morte della piccola Maria Grazia Lombardo, avvenuta
durante il trasferimento in elisoccorso dall'Ospedale di Gela
all'Azienda Ospedaliera "Villa Sofia - Cervello" di Palermo, questo
Assessorato ha immediatamente attivato il proprio Servizio
Ispettivo, inviando i propri funzionari. Le risultanze
dell'indagine ispettiva sono state portate all'attenzione della
competente A.G..
Ciò premesso si precisa che per quanto attiene alla presunta
disfunzione organizzativa della distribuzione territoriale delle
ambulanze ed alla professionalità del personale, si rappresenta che
gli operatori destinati alle attività del 118 risultano essere
qualificati e preparati a gestire le situazioni di crisi.
Inoltre a seguito dell'atto di indirizzo assessoriale sul "Sistema
Territoriale di Soccorso 118" prot. n. 6436 del 27 ottobre 2008,
questa Amministrazione di concerto con i Direttori delle quattro
Centrali Operative 118 della Sicilia, ha rimodulato il quadro
organizzativo della distribuzione territoriale delle ambulanze del
medesimo servizio di emergenza urgenza 118 che si è concretizzato
nell'allegato B alla convenzione quadro stipulata tra la SEUS Scpa
e questa Amministrazione.
Altresì, al fine di attivare un coordinamento unico delle attività
di trasporto secondario è stata prevista, con il D.A. n.1636 del 17
giugno 2010, l'istituzione del Coordinamento Unico del Servizio di
Elisoccorso -118 denominato "C.U.S.E.-118" affidando, in prima
istanza, fra le quattro centrali SUES 118 della Sicilia, a quella
di Messina il compito, in via sperimentale, di coordinare a livello
regionale i trasporti secondari dell'elisoccorso».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
il decreto assessoriale n. 2493/09 obbliga tutti gli operatori del
settore alimentare operanti nell'ambito della produzione primaria
ad effettuare entro il 31 dicembre 2009 la DIA (dichiarazione di
inizio attività) presso le amministrazioni comunali di riferimento;
la mancata proroga del termine previsto dal d.a. n. 2493/09
farebbe incorrere tali operatori in sanzioni molto pesanti, che
potrebbero determinare la chiusura stessa di tali attività e
inficerebbero gravemente il settore alimentare siciliano da tempo
in crisi;
il decreto legislativo n. 193 del 2007, c.d. Pacchetto Igiene, ha
abrogato il d.lgs. n. 156 del 1997 in materia di Igiene dei
prodotti alimentari - autocontrollo HACCP' e l'art. 2 della legge
n. 283 del 1962 'Autorizzazione Sanitaria', e prevede un nuovo
regime sanzionatorio in materia di HACCP e sistema di autocontrollo
igienico sanitario per le aziende che non rispettano i dettami
legislativi;
considerato che i regolamenti CE n. 852 del 2004 e n. 882 del 2004
regolano la materia dell'igiene dei prodotti alimentari, in
particolare in relazione alla salute pubblica, ponendo principi,
norme e procedure in relazione alle responsabilità dei fabbricanti
e delle autorità competenti per ciò che concerne i requisiti
strutturali, operativi e igienici degli stabilimenti, dei magazzini
di stoccaggio e il trasporto delle merci e anche in merito ai
controlli ufficiali, la registrazione e il riconoscimento delle
aziende stesse;
per sapere:
se non pensino di proporre alle competenti autorità comunitarie
una proroga di almeno tre mesi, rispetto al termine del 31 dicembre
2009, come termine ultimo per la presentazione della D.I.A. per
tutti gli operatori del settore alimentare operanti nell'ambito
della produzione primaria e di sospendere altresì in via
eccezionale e temporanea tale termine in maniera da permettere a
tutti gli operatori del sistema di potersi adeguare alla normativa
per ciò che concerne la presentazione del fascicolo aziendale AGEA,
della certificazione antimafia e di tutte le altre certificazioni
richieste;
se abbiano previsto ulteriori misure per scongiurare che gli
operatori del settore della produzione primaria vengano sanzionati,
così come era previsto dal d.lgs. n. 156/97 Igiene dei prodotti
alimentari - autocontrollo HACCP'». (953)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Incardona chiede una proroga del termine di
presentazione della dichiarazione di inizio attività (D.I.A.),
prevista dal decreto n. 2493/09 dell'Assessore per la sanità pro-
tempore, si rappresenta quanto segue.
Si premette che con il citato decreto assessoriale questa
Amministrazione ha inteso semplificare le previsioni
originariamente riportate nel precedente decreto assessoriale del
2008 introducendo, anche a seguito delle richieste delle
Organizzazioni agricole e di categoria, elementi di notevole
semplificazione per la registrazione delle attività ai sensi del
Regolamento comunitario n. 852 del 2004.
Questo Assessorato, tenendosi in costante contatto con i servizi
medici e veterinari delle Aziende sanitarie provinciali, ha
registrato che l'applicazione sul territorio delle misure di
semplificazione della dichiarazione di inizio attività sono
avvenute senza particolari criticità con un limitatissimo ricorso,
se non in casi del tutto estremi, a procedure sanzionatorie».
L'Assessore
dott.
Massimo Russo
ARDIZZONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con d.a. n. 437/44 del 21 giugno 2001 è stata istituita, nel
comune di Messina, la riserva naturale orientata di Capo Peloro
comprendente, tra l'altro, i laghi siti nei villaggi di Ganzirri e
Torre Faro, inclusi nella zona A della stessa;
come da decreto, l'unica attività consentita è la
molluschicoltura;
le acque del lago di Torre Faro sin dal 1995 sono state
classificate come acque di tipo A, idonee alla coltivazione e
stabulazione dei mitili;
all'interno del lago Faro operano sei ditte di importexport di
frutti di mare, all'interno delle quali lavorano decine di operai;
dal 1986 le acque del lago di Ganzirri sono state dichiarate
precluse alla molluschicoltura per motivi sanitari;
dal 2001, a seguito dei lavori di rifacimento della fognatura
comunale, non vi sono più scarichi fognari nel lago di Ganzirri;
a seguito di tali lavori, quindi, si è dato inizio all'iter di
classificazione delle acque anche del lago di Ganzirri, con
controlli settimanali sulle acque e sulla polpa dei mitili da parte
degli enti preposti (Università degli studi di Messina, ARPA,
Provincia regionale di Messina);
viste le analisi positive emerse nell'anno 2002 e nel settembre
2003, è stata indetta una rituale conferenza di servizi per avviare
ufficialmente l'iter di classificazione delle acque del lago di
Ganzirri;
dopo cinque anni di analisi, con nota n. 25930 del 20 luglio 2009,
la Provincia regionale di Messina ha inviato all'Assessorato
regionale Salute un plico contenente relazioni e risultati delle
analisi effettuate al fine di avviare e definire le procedure della
classificazione delle acque del lago di Ganzirri;
considerato che:
la sospensione dell'attività nel lago di Ganzirri in questi 23
anni ha accentuato i problemi economici locali;
le vongole autoctone del lago di Ganzirri sono uniche nel suo
genere;
ritenuto che ad oggi non vi sono più vincoli o impedimenti alla
classificazione delle acque del lago di Ganzirri per lo svolgimento
della molluschicoltura;
per sapere quali provvedimenti siano stati adottati dal 20 luglio
2009 e quali intendano adottare al fine di provvedere, nel più
breve tempo possibile, all'emanazione del decreto provvisorio di
classificazione delle acque che consentirebbe la ripresa
dell'attività con la ricaduta occupazionale che ne deriverebbe».
(963)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Ardizzone chiede iniziative per favorire la
ripresa della molluschicoltura nelle acque del lago di Ganzirri
(ME), si rappresenta quanto segue.
Va premesso che da informazioni e dati in possesso di questo
Assessorato le attività di molluschicoltura praticate presso i
laghi della riserva orientata di Capo Peloro riguardano in larga
prevalenza, come per altro riportato nella interrogazione, attività
di importazione per fini di commercio locale di molluschi
provenienti da altre aree nazionali o comunitarie.
Effettivamente la Provincia regionale di Messina ha proposto una
istanza di classificazione delle acque in questione facendo,
tuttavia, riferimento a procedure e a modalità di studio
preliminari non corrispondenti a quanto stabilito dalla vigente
normativa comunitaria.
E infatti, il servizio veterinario di igiene degli alimenti di
origine animale della Azienda sanitaria provinciale di Messina ha,
sin dal mese di settembre del 2009, provveduto ad orientare, senza
per altro ottenere riscontri, le attività di studio e monitoraggio
verso le previsioni di legge cogenti.
Questo Assessorato ha, dal canto suo, provveduto a fornire le
dovute indicazioni, senza ricevere riscontro alcuno, con la nota
prot. n. 4-DASOE/836 dell'8 febbraio 2010 indirizzata alla
Provincia regionale di Messina.
Con la nota in questione sono state indicate e richiamate le
disposizioni contenute nel Regolamento (CE) n. 854 del 2004 e nel
decreto assessoriale del 27 dicembre 2007 che ha recepito, tra gli
altri, l'Intesa Stato Regioni in tema di produzione e
commercializzazione di molluschi bivalvi.
In mancanza di riscontri e di evidenze circa le procedure di
studio poste in essere la richiesta classificazione non può essere
decretata».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
in data 10 febbraio 2010 gli operai del '118' hanno manifestato
innanzi alla sede dell'Assessorato regionale Salute per la mancata
stabilizzazione del rapporto lavorativo;
il passaggio dalla SISE alla SEUS non assicura la stabilizzazione
dei 3200 operai attualmente in servizio presso il 118;
considerato che tale situazione appare in contrasto con il piano
sanitario approvato dall'Assemblea regionale siciliana;
ritenuto che la situazione è pregiudizievole del diritto al lavoro
e dei livelli occupazionali;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per la
salvaguardia del diritto al lavoro degli operai del 118». (1025)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Caputo chiede interventi a salvaguardia del
lavoro degli operai del '118', si rappresenta che a seguito delle
riunioni sindacali svoltesi rispettivamente presso l'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, in
data 15 marzo 2010, e presso questo Assessorato, in data 13 aprile
2010 è stato definito l'accordo di massima per la risoluzione della
problematica rappresentata nell'atto ispettivo.
Successivamente, a seguito della predisposizione del piano
industriale della SEUS Scpa, il personale autista soccorritore del
sistema emergenza urgenza 118 della Sicilia ha avuto riconosciuto
appieno il diritto alla salvaguardia del posto di lavoro».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
MARROCCO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
in data 12 giugno 2010 il nucleo anti-sofisticazioni dell'Arma dei
carabinieri ha posto i sigilli al servizio di ematologia e
chemioterapia afferente l'u.o.c. di medicina del p.o. 'Cimino' di
Termini Imerese (PA);
tale drastico provvedimento sarebbe stato preso dalle autorità
preposte a seguito di un corposo esposto, firmato da 250 pazienti
del servizio di ematologia e chemioterapia del p.o. 'Cimino' e loro
familiari, probabilmente preoccupati per la paventata soppressione
di tale servizio, inviato sia alla procura della Repubblica di
Termini Imerese che alla direzione dell'azienda sanitaria
provinciale, oltre che agli organi di stampa ed al Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione;
dalle notizie di stampa, i carabinieri avrebbero appurato una
situazione di pericolo per il personale medico, paramedico e degli
stessi pazienti, pericolo dovuto alla carenza strutturale che non
avrebbe consentito di isolare i macchinari radioattivi nel corso
dei trattamenti medici agli utenti;
considerato che:
la chiusura di un servizio che fornisce cure così fortemente
specializzate sta creando confusione e disorientamento tra la vasta
utenza dell'ospedale 'Cimino' di Termini Imerese e le rispettive
famiglie;
è necessaria una pronta riapertura del servizio di ematologia e
chemioterapia del p.o. 'Cimino' di Termini Imerese, ripristinando
preventivamente le condizioni minime di sicurezza per i pazienti e
per il personale medico e paramedico che amministra le cure in
questione;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per intervenire
presso la direzione dell'azienda sanitaria provinciale 6 di Palermo
affinché attivi le necessarie ed immediate procedure di controllo
sulla situazione del servizio di ematologia e chemioterapia
dell'ospedale 'Cimino' di Termini Imerese, grave a tal punto da
indurre le autorità a disporne il sequestro conservativo, al fine
di rimuovere le cause ostative l'attività del servizio e disporne
l'immediata riapertura, ripristinando al contempo le condizioni di
sicurezza per il personale medico e paramedico e per l'utenza
destinataria delle cure presso il predetto reparto». (1234)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Marrocco chiede notizie in merito allo stato
del servizio di ematologia e chemioterapia dell'ospedale "Cimino"
di Termini Imerese (PA), si rappresenta quanto segue.
Nel corso del sopralluogo effettuato in data 11 giugno 2010 il
N.A.S. dei Carabinieri ha rilevato gravi irregolarità e carenze di
natura igienico - organizzativa e pertanto in pari data il servizio
di oncoematologia è stato disattivato.
Il D.A. n.1375/2010, con il quale è stato definito, a seguito di
un attento esame degli indicatori di attività, efficienza,
fabbisogno, appropriatezza, economicità per il biennio 2008/09,
l'assetto della rete ospedaliera dell'ASP di Palermo, non prevede
l'oncologia e l'ematologia tra le discipline elencate nel Presidio
Ospedaliero di Termini Imerese.
Di conseguenza la Direzione aziendale dell' ASP di Palermo, al
fine evitare ulteriori disagi ai pazienti colpiti da tale patologia
e per garantire la relativa continuità assistenziale, ha
immediatamente chiesto ed ottenuto dall' ARNAS Civico di Palermo la
collaborazione del proprio Dipartimento di oncologia. I trattamenti
chemioterapici possono pertanto essere effettuati, in relazione
alle scelte del paziente, sia presso il sopracitato Dipartimento di
oncologia sia presso il reparto di oncologia della Fondazione San
Raffaele Giglio di Cefalù; è stato inoltre previsto un servizio di
trasferimento dal P.O. di Termini Imerese al Dipartimento
oncologico dell' ARNAS Civico di Palermo con mezzi e personale
infermieristico dell' ASP».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
TORREGROSSA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che il comune di Mussomeli, insieme con tutti i
sindaci della provincia nissena, ha richiesto la sostituzione
dell'elicottero modello A 109 Power, in uso al servizio 118
dell'ASP di Caltanissetta, come da nota protocollata con n. 16772
risalente al 6 agosto 2010;
considerato che:
l'ospedale S.Elia di Caltanissetta, per la sua posizione di
centralità nella provincia nissena, possiede uno dei 5 elicotteri
utilizzati dal servizio 118 in Sicilia e che di tale servizio
usufruiscono anche le limitrofe province di Enna e Agrigento;
l'ospedale S.Elia risulta, alla data odierna, mancante del reparto
di emodinamica e che la contestuale fase di ristrutturazione rende
indispensabile il servizio di elisoccorso;
tra tutti i 5 velivoli in dotazione al servizio 118 siciliano solo
quello destinato all'ASP di Caltanissetta non possiede le
caratteristiche tecniche per il normale svolgimento del servizio in
qualsiasi condizione atmosferica;
più volte, durante il periodo estivo, l'elicottero in dotazione
all'ASP nissena (modello A 109 Power) non si è potuto erigere in
volo a causa delle alte temperature, con inevitabili rischi per i
pazienti;
per sapere se siano consapevoli dello stato di disagio finora
descritto, se le motivazioni tecniche che stanno alla base dei
mancati decolli siano state verificate e risultate fondate e se e
quali provvedimenti intendano assumere per risolvere tale
mancanza». (1353)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Torregrossa chiede provvedimenti per
assicurare un valido servizio di elisoccorso presso l'ospedale
Sant'Elia di Caltanissetta, si rappresenta che, a seguito della
stipula dell'atto aggiuntivo alla vigente convenzione per le
attività di elisoccorso in Sicilia, dal 25 gennaio 2011 la
precedente eliambulanza A 109 Power è stata sostituita
dall'eliambulanza AS 365 N3, già impiegata sulla base di Palermo;
tale mezzo possiede le necessarie caratteristiche tecniche per
consentire l'attività di elisoccorso in qualsiasi condizione
atmosferica».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
TORREGROSSA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
la riforma sanitaria, varata dall'Assemblea regionale siciliana,
relativamente all'ASP di Caltanissetta prevede, tra le altre cose,
l'accorpamento degli ospedali M. Raimondi di San Cataldo e S. Elia
di Caltanissetta;
nella suddetta riforma viene trasformato il pronto soccorso del
distretto ospedaliero di San Cataldo in PTE con annesso aumento di
pazienti nel reparto di pronto soccorso di S. Elia;
considerato che:
l'ospedale S.Elia di Caltanissetta è definito ospedale di
emergenze-urgenza di III livello;
a riforma attuata, il reparto del pronto soccorso del Sant'Elia
verrà ampliato di circa 680 mq, e sarà dotato di sale operatorie a
servizio dello stesso e che l'ASP nissena ha provveduto a
richiedere un potenziamento dell'organico del personale medico a 14
unità;
come prevede il piano di rimodulazione della rete ospedaliera,
l'ospedale Maddalena Raimondi di San Cataldo, dall'1 settembre
2010, ha cessato le prestazioni di acuzie e non gode più del
presidio di pronto soccorso, ma del PTE, e che quindi i pazienti
affetti da patologie che necessitano dell'intervento di emergenza -
urgenza vengono trasferiti al vicino presidio ospedaliero del
Sant'Elia;
il distretto ospedaliero di San Cataldo accoglie, o meglio
accoglieva, i pazienti della cittadina sancataldese, ma anche delle
vicine Serradifalco, Montedoro, Milena e Bompensiere, sia per le
prestazioni mediche in reparto che per il pronto soccorso;
con l'istituzione del PTE di emergenza presso il distretto
Maddalena Raimondi di San Cataldo si registra, inevitabilmente, un
aumento esponenziale delle utenze nel pronto soccorso del
Sant'Elia;
allo stato attuale l'ospedale Sant'Elia è interessato da lavori di
ammodernamento che dureranno ancora per diversi mesi e che pertanto
non è stato ancora possibile attuare la riforma ed il potenziamento
del pronto soccorso;
in materia sanitaria, pur avendo grande importanza i budget
economici, è da ritenersi fondamentale il diritto alla salute del
cittadino;
la riforma sanitaria attuata prevede la definizione delle piante
organiche delle unità operative dei singoli reparti e/o distretti
ospedalieri;
per sapere se:
siano consapevoli dello stato di disagio in cui versa il pronto
soccorso dell'ospedale Sant'Elia;
le unità operative attualmente in servizio presso il pronto
soccorso nisseno risultino adeguate al numero previsto dalla
rimodulazione delle suddette piante organiche, anche in funzione
del carico di lavoro cui sono sottoposte a seguito della chiusura
del pronto soccorso del nosocomio sancataldese;
non fosse il caso di posticipare l'attivazione del PTE nel
presidio ospedaliero di San Cataldo fino a quando non fossero stati
completati i lavori di ammodernamento del pronto soccorso del
Sant'Elia;
quali provvedimenti intendano assumere per risolvere tale grave
carenza». (1405)
(L' interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Torregrossa chiede notizie sullo stato del
pronto soccorso dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta ed
iniziative conseguenti, si rappresenta che dalla delibera n. 3 del
13 gennaio 2011 avente ad oggetto l'approvazione definitiva della
dotazione organica dall'Azienda Sanitaria Provinciale di
Caltanissetta, approvata con decreto assessoriale n. 262 del 16
febbraio 2011, risulta che l'organico dell' U.O.C. del P.O.
"Ospedali Riuniti Sant'Elia - San Cataldo" è composto da n. 15
dirigenti medici.
Inoltre, per far fronte alle carenze di organico, così come
previsto dalla circolare assessoriale prot. n. 52109 del 3 dicembre
2010, la medesima Azienda ha emanato, per la disciplina di medicina
e chirurgia d'accettazione ed urgenza, un avviso pubblico di
mobilità volontaria per titoli per la copertura di n. 4 posti di
dirigente medico; ha inoltre indetto, contestualmente, un concorso
pubblico per n. 5 posti di dirigente medico. Entrambi i
provvedimenti sono stati pubblicati nella G.U.R.S. n. 18, serie
concorsi, del 31 dicembre 2010.
Infine, con la citata circolare, è stata data facoltà alle Aziende
di utilizzare le graduatorie di concorsi ancora validi, per la
copertura dei posti per cui il concorso è stato bandito, ma non per
posti di nuova istituzione.
In ogni caso rientra nella discrezionalità dell'Azienda attivare i
percorsi utili per fronteggiare le carenze di personale ed
assicurare adeguati livelli di soddisfacimento della domanda
assistenziale».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo ai concorsi
pubblici per titoli ed esami per la copertura in ruolo di n. 1
posto vacante di dirigente analista; n. 1 posto vacante di
dirigente statistico; n. 2 posti vacanti di dirigente ingegnere ad
orientamento civile; n. 5 posti vacanti di dirigente
amministrativo, indetti dall'azienda sanitaria provinciale di
Siracusa;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso, atteso che la normativa vigente prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1640)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per la
copertura di alcuni posti vacanti nell'organico dirigenziale
dell'ASP di Siracusa, si rappresenta che con la nota assessoriale
prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori
generali delle Aziende del S.S.R. questa Amministrazione ha
richiamato l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della
legge regionale 12 maggio 2010, n.11, e all'art. 19 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25.
In particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
articolato anche su prove d'esami darebbe garanzie di maggiore
ponderatezza nella scelta dei candidati, è stata ribadita la
necessità che i bandi di concorso già pubblicati sulla GURS
venissero ricondotti a legittimità e pertanto i relativi posti
messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
Si precisa infine che nella seduta n.116 del 30 novembre 2010 è
stato presentato (ed approvato) alla VI Commissione legislativa
dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge. n. 631 con
il quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge
regionale n.11/2010 l'estensione della disposizione in argomento
alle Aziende del S.S.R.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
mediante mobilità regionale ed extraregionale, per titoli e
colloquio, a diversi posti di dirigente medico e non medico, varie
discipline, tra cui n. 1 posto di dirigente farmacista disciplina:
farmacia ospedaliera e territoriale, indetto dall'azienda sanitaria
provinciale di Siracusa;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso, atteso che la normativa vigente prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1641)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per la
copertura di diversi posti di dirigente medico e non medico indetto
dall'ASP di Siracusa, si rappresenta che con la nota assessoriale
prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori
generali delle Aziende del S.S.R. questa Amministrazione ha
richiamato l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della
legge regionale 12 maggio 2010, n.11, e all'art. 19 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25.
In particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
articolato anche su prove d'esami darebbe garanzie di maggiore
ponderatezza nella scelta dei candidati, è stata ribadita la
necessità che i bandi di concorso già pubblicati sulla GURS
venissero ricondotti a legittimità e pertanto i relativi posti
messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
Si precisa infine che nella seduta n. 116 del 30 novembre 2010 è
stato presentato (ed approvato) alla VI Commissione legislativa
dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge. n. 631 con
il quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge
regionale n.11/2010 l'estensione della disposizione in argomento
alle Aziende del S.S.R.».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo ai concorsi
pubblici per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato
di n. 4 posti di dirigente amministrativo, indetto dall'azienda
ospedaliero-universitaria policlinico Vittorio Emanuele di Catania;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso, atteso che la normativa vigente prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1644)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per la
copertura di diversi posti di dirigente medico e non medico indetto
dall'ASP di Siracusa, si rappresenta che con la nota assessoriale
prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori
generali delle Aziende del S.S.R. questa Amministrazione ha
richiamato l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della
legge regionale 12 maggio 2010, n.11, e all'art. 19 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25.
In particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
articolato anche su prove d'esami darebbe garanzie di maggiore
ponderatezza nella scelta dei candidati, è stata ribadita la
necessità che i bandi di concorso già pubblicati sulla GURS
venissero ricondotti a legittimità e pertanto i relativi posti
messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
Si precisa infine che nella seduta n.116 del 30 novembre 2010 è
stato presentato (ed approvato) alla VI Commissione legislativa
dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge n. 631 con
il quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge
regionale n. 11/2010 l'estensione della disposizione in argomento
alle Aziende del S.S.R.».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-RAIA-TERMINE. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo ai concorsi
pubblici, per titoli ed esami, per la copertura a tempo
indeterminato di n. 3 posti di dirigente ingegnere, di cui n. 1
ingegnere civile, n. 1 ingegnere elettrico, n. 1 ingegnere clinico
e n. 2 posti di dirigente analista, indetti dall'azienda
ospedaliero - universitaria policlinico di Catania;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso, atteso che la normativa vigente prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1645)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per la
copertura a tempo indeterminato di 3 posti di dirigente ingegnere
indetto dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico -
Vittorio Emanuele di Catania, si rappresenta che con la nota
assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti
i Direttori generali delle Aziende del S.S.R. questa
Amministrazione ha richiamato l'attenzione sulle disposizioni di
cui all'art. 42 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e
all'art. 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25.
In particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
articolato anche su prove d'esami darebbe garanzie di maggiore
ponderatezza nella scelta dei candidati, è stata ribadita la
necessità che i bandi di concorso già pubblicati sulla GURS
venissero ricondotti a legittimità e pertanto i relativi posti
messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
Si precisa infine che nella seduta n.116 del 30 novembre 2010 è
stato presentato (ed approvato) alla VI Commissione legislativa
dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge. n. 631 con
il quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge
regionale n.11/2010 l'estensione della disposizione in argomento
alle Aziende del S.S.R.».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE.-«Al Presidente
della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo al concorso
pubblico, per titoli e prove d'esame, per l'assunzione a tempo
indeterminato di personale dirigente sanitario non medico: n. 4
dirigente fisico; n. 4 dirigente farmacista; n. 2
radiochimico/radiofarmacista; n. 1 dirigente prof. sanit.
infermieristiche ed ostetriche; n. 1 dirigente prof. sanit.
tecnica; n. 1 dirigente prof. di assistenza sociale, indetto
dall'azienda ospedaliera universitaria policlinico Gaetano Martino
di Messina;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso, atteso che la normativa vigente prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1646)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per
l'assunzione a tempo indeterminato di personale dirigente sanitario
non medico indetto dall'azienda ospedaliero-universitaria
policlinico Gaetano Martino di Messina, si rappresenta che con la
nota assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a
tutti i Direttori generali delle Aziende del S.S.R. questa
Amministrazione ha richiamato l'attenzione sulle disposizioni di
cui all'art. 42 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e
all'art. 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25.
In particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
articolato anche su prove d'esami darebbe garanzie di maggiore
ponderatezza nella scelta dei candidati, è stata ribadita la
necessità che i bandi di concorso già pubblicati sulla GURS
venissero ricondotti a legittimità e pertanto i relativi posti
messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
Si precisa infine che nella seduta n. 116 del 30 novembre 2010 è
stato presentato (ed approvato) alla VI Commissione legislativa
dell'ARS un emendamento governativo al D.D.L. n. 631 con il quale
si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge regionale
n. 11/2010 l'estensione della disposizione in argomento alle
Aziende del S.S.R.».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE.-«Al Presidente
della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:
in data 31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
di mobilità volontaria regionale ed extraregionale per titoli e
colloquio, per la formazione di graduatoria per assunzioni a tempo
indeterminato di dirigenti sanitari non medici di cui n. 3
dirigente fisico e n. 2 dirigente farmacista, indetto dall'azienda
ospedaliera universitaria policlinico Gaetano Martino di Messina;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso, atteso che la normativa vigente prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS N. 18 del 31
dicembre 2010, onde garantire il rispetto della legge e dei
principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
riguardanti la pubblica amministrazione e gli enti sottoposti a
tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
25/1993». (1647)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per la
formazione di graduatoria per assunzioni a tempo indeterminato di
dirigenti sanitari non medici indetto dall'azienda ospedaliero-
universitaria policlinico Gaetano Martino di Messina, si
rappresenta che con la nota assessoriale prot. n. 3699 del 14
gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori generali delle Aziende
del S.S.R. questa Amministrazione ha richiamato l'attenzione sulle
disposizioni di cui all'art. 42 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, e all'art. 19 della legge regionale 1 settembre 1993,
n. 25.
In particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
articolato anche su prove d'esami darebbe garanzie di maggiore
ponderatezza nella scelta dei candidati, è stata ribadita la
necessità che i bandi di concorso già pubblicati sulla GURS
venissero ricondotti a legittimità e pertanto i relativi posti
messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
Si precisa infine che nella seduta n. 116 del 30 novembre 2010 è
stato presentato (ed approvato) alla VI Commissione legislativa
dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge n. 631 con
il quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge
regionale n. 11/2010 l'estensione della disposizione in argomento
alle Aziende del S.S.R.».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo