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Resoconto d'Aula della Seduta n. 234 di mercoledì 09 marzo 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:

   - Dina dal 9 all'11 marzo 2011;
   - Marrocco dal 9 al 13 marzo 2011;
   - Scoma dal 22 al 24 marzo 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per la Salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   n.  939  -  Notizie sull'applicazione del decreto  4  giugno  2004
  'Tariffario unico regionale delle prestazioni rese dal dipartimento
  di prevenzione' nel territorio della Regione siciliana.
   Firmatario: Greco Giovanni

   n.  949  - Iniziative per porre fine alle disfunzioni del servizio
  '118'.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   n.  953 - Proroga del termine di presentazione della dichiarazione
  di  inizio  attività  (D.I.A.), prevista  dal  decreto  n.  2493/09
  dell'Assessore per la sanità pro tempore.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   n. 963 - Iniziative per favorire la ripresa della molluschicoltura
  nelle acque del lago di Ganzirri (ME).
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   n.  1025  - Interventi a salvaguardia del lavoro degli operai  del
  '118'.
   Firmatario: Caputo Salvino

   n.  1234 - Notizie in ordine allo stato del servizio di ematologia
  e chemioterapia dell'ospedale 'Cimino' di Termini Imerese (PA).
   Firmatario: Marrocco Livio
   n.  1353  -  Provvedimenti per assicurare un  valido  servizio  di
  elisoccorso presso l'ospedale S. Elia di Caltanissetta.
   Firmatario: Torregrossa Raimondo

   n. 1405 - Notizie sullo stato del pronto soccorso dell'ospedale S.
  Elia di Caltanissetta ed iniziative conseguenti.
   Firmatario: Torregrossa Raimondo

   n.  1640  -  Modifica del bando per la copertura di  alcuni  posti
  vacanti  nell'organico  dirigenziale  dell'ASP  di Siracusa.
   Firmatari:   Galvagno  Michele;  Barbagallo   Giovanni;   Ammatuna
  Roberto; Di Benedetto Giacomo; Marziano Bruno; Termine Salvatore

   n.  1641 - Modifica del bando per la copertura di diversi posti di
  dirigente medico e non medico indetto dall'ASP di Siracusa.
   Firmatari:   Galvagno  Michele;  Barbagallo   Giovanni;   Ammatuna
  Roberto; Di Benedetto Giacomo; Marziano Bruno; Termine Salvatore

   n.  1644  -  Modifica del bando per la copertura  di  4  posti  di
  dirigente    amministrativo   indetto   dall'azienda    ospedaliera
  universitaria policlinico - Vittorio Emanuele di Catania.
   Firmatari:   Galvagno  Michele;  Barbagallo   Giovanni;   Ammatuna
  Roberto; Di Benedetto Giacomo; Raia Concetta; Termine Salvatore

   n.   1645   -  Modifica  del  bando  per  la  copertura  a   tempo
  indeterminato   di   3   posti  di  dirigente   ingegnere   indetto
  dall'azienda  ospedaliero-universitaria  policlinico   -   Vittorio
  Emanuele di Catania.
   Firmatari:   Galvagno  Michele;  Barbagallo   Giovanni;   Ammatuna
  Roberto; Di Benedetto Giacomo; Raia Concetta; Termine Salvatore

   n.   1646   -  Modifica  del  bando  per  l'assunzione   a   tempo
  indeterminato  di personale dirigente sanitario non medico  indetto
  dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico Gaetano  Martino
  di Messina.
   Firmatari:   Galvagno  Michele;  Barbagallo   Giovanni;   Ammatuna
  Roberto; Di Benedetto Giacomo; Termine Salvatore

   n.  1647 - Modifica del bando per la formazione di graduatoria per
  assunzioni  a tempo indeterminato di dirigenti sanitari non  medici
  indetto  dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico Gaetano
  Martino di Messina.
   Firmatari:   Galvagno  Michele;  Barbagallo   Giovanni;   Ammatuna
  Roberto; Di Benedetto Giacomo; Termine Salvatore.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Istituzione  dell'agenzia per il mediocredito regionale  (Medio
  Credito Sicilia. (692)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Marinello,
  Raia,   Digiacomo,   Panarello,  Speziale,   Galvagno,   Oddo,   De
  Benedictis,  Marziano,  Apprendi,  Faraone,  Panepinto,   Ammatuna,
  Termine, in data 8 marzo  2011.

   -   Disposizioni   urgenti   per  il  settore   della   formazione
  professionale. (n. 693)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole D'Asero, in
  data 8 marzo 2011.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Istituto regionale per l'integrazione dei diversamente abili in
  Sicilia - Nomina commissario straordinario (n. 135/I)
   pervenuto in data 28 febbraio 2011 e inviato in data 4 marzo 2011

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Affidamento  in  gestione della RNO  Isola Bella'  (articolo  4
  della legge regionale n. 14/1988) (n. 137/IV)
   pervenuto in data 8 marzo 2011 e inviato in data 8 marzo  2011

                    SERVIZI SOCIALI E SANITA' (VI)

   -  Legge  regionale  4  dicembre 2008,  n.  18   Disciplina  degli
  istituti  di  ricovero  e cura a carattere scientifico  di  diritto
  pubblico'  -  Nomina  del  direttore  generale  dell'IRCCS,  Centro
  neurolesi  Bonino Pulejo' di Messina. (n. 136/VI)
   pervenuto in data 3 marzo 2011 e inviato in data  4 marzo 2011.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato reso il seguente  parere,  dalle
  Commissioni Bilancio (II) e Attività produttive (III):

   Accordo di programma tra il Ministero sviluppo economico e Regione
  siciliana per la  Disciplina degli interventi di riqualificazione e
  reindustrializzazione del polo industriale di Termini Imerese.  (n.
  133/II-III)
   reso in data 24 febbraio 2011 e inviato in data 4  marzo 2011.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V)  nella seduta n. 196 del 2 marzo  2011  ha
  approvato la seguente risoluzione  Immissione in servizio presso  i
  nuclei ispettivi dei soggetti che hanno conseguito la qualifica  di
  ispettore del lavoro a seguito del progetto  FORMISPE . (n. 9/V)

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «All'Assessore per la salute, premesso che l'ASP 7  di  Ragusa  ha
  operato,  nei confronti dell'ospedale di Comiso, una revisione  dei
  posti letto per acuti che ha provocato una notevole diminuzione dei
  posti  letto,  l'eliminazione  di  fatto  dell'unità  operativa  di
  urologia   e  dell'unità  funzionale  di  chirurgia  plastica,   la
  riduzione  al  minimo dell'unità operativa di ORL,  l'accorpamento,
  sul  piano  logistico organizzativo, dei posti letto  assegnati  in
  strutture indistinte definite 'Area chirurgica PL indistinti';

   dato  atto  che oggi l'ospedale di Comiso è dotato  di  un  codice
  identificativo   regionale  assegnato  a  tutti  gli   stabilimenti
  ospedalieri  della Regione siciliana e che quindi è  considerato  a
  tutti  gli  effetti  presidio ospedaliero, ovvero  stabilimento,  a
  differenza  degli ospedali OMPA - civile di Ragusa,  che  hanno  un
  solo codice identificativo;

   visto il decreto dell'Assessore regionale per la salute 25.05.2010
  'Riordino,   rifunzionalizzazione  e   riconversione   della   rete
  ospedaliera  e  territoriale dell'Azienda sanitaria provinciale  di
  Ragusa,  la  cui  premessa fa riferimento alle indicazioni  fornite
  dall'Agenas,  tra le quali è d'uopo citare l'attivazione  di  posti
  letto  tecnici  di  osservazione breve intensiva  (OBI)  presso  il
  pronto soccorso di ogni stabilimento;

   ricordato che l'art. 24 della legge regionale n. 5/2009 'Norme per
  il  riordino del Servizio sanitario regionale' suddivide il sistema
  regionale   di   emergenza-urgenza  in  sistema   territoriale   di
  emergenza,   articolato  in  postazioni   di   soccorso   e   punti
  territoriali   di  emergenza  (PTE),  e  in  sistema   ospedaliero,
  articolato  in  pronto  soccorso  ospedaliero  e  dipartimento   di
  emergenza-urgenza;

   vista ancora:

   l'attività  del  pronto soccorso di Comiso,  in  base  alla  quale
  risulta che ben 14.612 cittadini sono stati visitati nel corso  del
  2010  (di  cui  1.502  pazienti  ricoverati,  13.110  pazienti  non
  ricoverati,  1472 pazienti con codice bianco, 11.067  pazienti  con
  codice  verde,  1.054 pazienti con codice giallo, 42  pazienti  con
  codice rosso);

   la  casistica  trattata dal pronto soccorso di Comiso  per  l'anno
  2010: 24,7 per cento patologia ortopedica, 20,5 per cento patologia
  chirurgica, 28,2 per cento medica, 5,5 per cento ORL, 5,8 urologica
  e 511 pazienti con patologia cardiaca;

   preso  atto  dei  vari indirizzi e criteri per l'applicazione  del
  piano  regionale  di  rientro sanitario circa l'appropriatezza  dei
  ricoveri;

   atteso  che  presso  i  locali  del  pronto  soccorso  sono  stati
  attivati,  in  modo  autonomo  -  e  ciò  per  ridurre  i  ricoveri
  inappropriati - 2 posti letto, denominati osservazione  temporanea,
  con  l'assistenza  degli stessi infermieri e  medici  in  turno  al
  pronto  soccorso e in questi locali sono stati trattati  nel  corso
  del  2010  1.124  pazienti  che, dopo il trattamento,  hanno  fatto
  rientro a casa riducendo di fatto i ricoveri inutili;

   visti   gli   indicatori   di  attività  dell'ospedale   dell'anno
  precedente   e  la  percentuale  di  attrazione  di  pazienti   che
  provengono  da  fuori provincia (in media il 10,43  per  cento  con
  punte    del    20    per   cento   in   alcuni   settori,    quali
  l'odontostomatologia e la chirurgia plastica;

   ricordato  inoltre  che  il  direttore generale  (come  da  citato
  decreto   del  25.05.2010)  può  dislocare  per  motivate  esigenze
  rispondenti  a carenze di offerta posti letto in misura  differente
  fra  i distretti ospedalieri (1 Ragusa, 2 Vittoria, Modica, Comiso,
  Scicli), nel rispetto del numero stabilito dal decreto n. 1150/09;

   considerata, infine, la presenza di una elisuperficie  funzionante
  24h  mentre  per i ricoveri urgenti la presenza di un  passaggio  a
  livello  sulla  SS  115  potrebbe provocare rischiosi  ritardi  per
  quanti da Comiso dovessero ricorrere alla struttura ospedaliera  di
  Vittoria;

   considerato che tutte queste ragioni stanno determinando un  grave
  allarme sociale;

   per  sapere se non ritenga che il mantenimento del pronto soccorso
  possa:

   migliorare l'assistenza agli abitanti di Comiso, comprensivo delle
  frazioni  limitrofe  di  Pedalino, Quaglio e  Roccazzo,  nonché  ai
  cittadini   di  paesi  vicini  quali  Santa  Croce,  Mazzarrone   e
  Chiaramonte Gulfi;

   evitare  l'intasamento di altri pronto soccorso, in considerazione
  anche dell'imminente entrata in esercizio dell'aeroporto di Comiso;

   garantire  la presenza di un medico sia nei festivi che nei  turni
  notturni,  atteso che in ospedale per decreto sono  presenti  posti
  letto per acuti;

   ridurre ricoveri inappropriati;

   assicurare l'apertura per 24h dei servizi di laboratorio analisi e
  radiologia;

   attivare  (giusta  d.a. n. 1376 del 25 maggio  2010)  posti  letto
  tecnici  di osservazione breve intensiva (O.B.I.) presso il  pronto
  soccorso di Comiso;

   se non valuti necessario:

   assicurare  l'attuazione del d.a. n.1376  del  25  maggio  2010  e
  specificatamente  nella parte relativa all'attivazione  di  quattro
  posti  letto  di DH oftalmologia a Comiso in spazi adeguati  e  con
  idonee attrezzature;

   incrementare  il numero dei posti letto dell'area chirurgica  come
  segue,  quattro  DH/DS  in ORL e quattro DH/DS  per  l'attività  di
  odontostomatologia, di chirurgia plastica e di urologia;

   incrementare  l'attività  e  la complessità  degli  interventi  di
  urologia  con  dotazione  organica tale  da  sopperire  ai  bisogni
  dell'utenza ipparina;

   acquistare  una  TAC,  attesa  la presenza  di  medici  e  tecnici
  radiologi di ruolo». (1751)

                                                            DIGIACOMO

   N.  1752  -  Chiarimenti sulla liquidazione della  società  Belice
  Ambiente s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Adamo Giulia

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:

   nella  consueta  riunione di avvio della  campagna  irrigua  e  di
  bilancio  preventivo del consorzio di bonifica 3 di  Agrigento,  la
  direzione ha proposto un aumento di oltre il 53 per cento del costo
  dell'acqua,  ipotizzando  il  passaggio  del  prezzo  da  15  a  23
  centesimi di euro al metro cubo;

   per  un  ettaro  di  agrumeto con buon  terreno  a  medio  impasto
  necessitano  quattro  irrigazioni; si può quindi  calcolare  che  a
  seguito  dell'aumento graverebbe sui coltivatori un  aumento  medio
  per ettaro di 225 euro rispetto al costo del 2010;

   considerato che:

   in  ragione della grave crisi di mercato, l'articolo 85 della l.r.
  11/2010  ha  stabilito  che  i consorzi di  bonifica  non  potevano
  aumentare per la stagione agraria 2010 i canoni irrigui;

   la  situazione di crisi delle produzioni agricole non è  stata  in
  alcun modo superata e che, conseguentemente, ulteriori aggravi  dei
  costi  di  produzione  creerebbero  insuperabili  difficoltà  delle
  aziende agricole; stante la situazione, si richiederebbe invece una
  riduzione del costo dell'acqua rispetto ai 15 centesimi di euro  al
  metro cubo praticato lo scorso anno;

   rilevato che il consorzio di bonifica 3 di Agrigento, a detta  dei
  dirigenti, è creditore di ingenti somme che la Regione non  avrebbe
  corrisposto  e  il cui pagamento consentirebbe non solo  un  blocco
  all'  innalzamento  dei costi dell'acqua, ma addirittura  una  loro
  diminuzione;

   per sapere:

   quali   misure  intenda  adottare  per  tutelare  e  difendere   i
  produttori agricoli e garantire che i consorzi di bonifica eroghino
  le  risorse  idriche  secondo principi  di  equità  ed  efficienza,
  limitando  costi  superflui  ed assicurando  al  massimo  equità  e
  trasparenza nell'erogazione dell'acqua;

   se risponda al vero il credito vantato dal consorzio di bonifica 3
  di  Agrigento ed in caso affermativo quali iniziative si  intendano
  assumere   allo   scopo  di  affrontare  la  difficile   situazione
  finanziaria del consorzio di bonifica 3 di Agrigento provvedendo ad
  erogare le somme dovute;

   quali provvedimenti intenda mettere in atto al fine di evitare  un
  insostenibile aumento del prezzo dell'acqua». (1753)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che da diversi mesi il comune di Licata non paga i  propri
  creditori  e  che  nel  mese di dicembre ha corrisposto  ai  propri
  dipendenti lo stipendio con diverse settimane di ritardo;

   ricordato  che il sindaco continua ad amministrare  il  comune  di
  Licata  pure  in  assenza  di  consiglio  comunale,  dimessosi  nel
  dicembre  2009,  e  sostituito  dal commissario  regionale  dottore
  Giuseppe Terranova;

   tenuto  conto che il comune, secondo quanto emerso in un  incontro
  tra il suddetto commissario e le forze politiche cittadine, sarebbe
  sull'orlo  del  dissesto finanziario con debiti  che  superano  gli
  undici milioni di euro;

   osservato che in questo contesto la spesa sociale è passata da  un
  costo  di  euro  3.563.640,00  del 2008  (anno  d'insediamento  del
  sindaco  Graci)  a euro 7.992.212,00 del 2010, con un  aumento  del
  125%,  a causa principalmente di una impennata dei ricoveri  presso
  strutture convenzionate per anziani e disabili;

   visto   che   tale   anomala  situazione  è  confermata   da   una
  dichiarazione rilasciata a un giornale locale (La Vedetta) da parte
  dell'assessore  al  bilancio comunale, dottor  Salvatore  Avanzato,
  secondo   cui   'Licata  è  diventata  l'Eldorado  della   Sicilia.
  Stranamente, tutti chiedono di essere residenti nella nostra città,
  soprattutto  quelli  meno  abbienti,  e  poi  chiedono  di   essere
  ricoverati nelle case di riposo o nelle residenze convenzionate';

   per sapere se non valuti opportuno intervenire presso il comune di
  Licata  per  verificare,  con  apposita  ispezione,  se  sussistono
  inadempienze  e/o  irregolarità  amministrative  interessando,   se
  necessario, anche la competente autorità giudiziaria a  tutela  del
  pubblico erario». (1754)

                                                            PANEPINTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che il gruppo consiliare de
  La  Destra-Alleanza  Siciliana', in data  19  gennaio  2009  (prot.
  n.118),  ha  presentato  al sindaco di Catania  una  interrogazione
  scritta con la quale si chiedeva di conoscere:

   1)  Quali  criteri ad oggi siano stati applicati per la  selezione
  del personale in servizio presso le Società Partecipate del Comune;

   2)  Se le Società di cui copra, o loro derivate, in previsione  di
  ulteriori   competenze  ed  ampliamento  di  servizi  attribuibili,
  prevedano integrazione di personale e se intendano rispettare, a  i
  sensi   delle  normative  vigenti,  le  aliquote  in  favore  delle
  categorie protette';

   tenuto conto che, in assenza di risposta da parte del sindaco,  in
  data   15  aprile  2010  lo  stesso  gruppo  consiliare  ha  dovuto
  riproporre   la   medesima  interrogazione  che,  al   pari   della
  precedente, non ha trovato riscontro da parte dell'amministrazione;

   considerato   che  la  condotta  manifestata  dall'amministrazione
  comunale  di Catania appare almeno anomala e comunque in violazione
  delle norme di legge e regolamentari;

   per   sapere   se  non  ritenga  di  assumere  urgenti  iniziative
  finalizzate  a  richiamare l'amministrazione  del  capoluogo  etneo
  all'osservanza  delle norme in materia di sindacato  ispettivo  dei
  consiglieri  comunali e, nello specifico, dare immediato  riscontro
  alla reiterata interrogazione di cui sopra». (1757)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              DE LUCA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore per la Salute, premesso che:

   i  medici  veterinari  che  operano  presso  le  ASP,  siano  essi
  dirigenti  o  specialisti ambulatoriali, effettuano  principalmente
  controlli  sul  patrimonio zootecnico e sugli alimenti  di  origine
  animale  al fine di evitare il permanere sul territorio di malattie
  trasmissibili dagli animali all'uomo;

   cinquantotto  medici veterinari che, a far data dall'agosto  2002,
  operavano  presso l'ex AUSL 5 di Messina con contratti  di  diritto
  privato   per   un  minimo  di  24  ore  settimanali,   a   seguito
  dell'emanazione  del  d.a. 01799/2009, sono  stati  trasformati  in
  medici  veterinari  specialisti  ambulatoriali  (M.V.S.A.)  con  un
  incarico  settimanale di 12 ore e 50 minuti, pari a circa  la  metà
  delle ore minime di incarico precedentemente espletate;

   nonostante l'avvenuta decurtazione di circa metà delle  ore,  sono
  stati  effettuati,  per  l'anno 2010, rispetto  all'anno  2009,  un
  numero  di  controlli  pari  al 79% per  brucellosi  bovina  (BRB),
  all'82%  per  brucellosi ovi-caprina (BROC), al 96% per tubercolosi
  bovina  (TBC) ed all' 89% per leucosi enzootica bovina (LEB),  come
  rilevabile   dall'applicativo  SANAN  afferente  alla  banca   dati
  nazionale  per  le  anagrafi  zootecniche  (BDN)  alla   data   del
  17.02.2011;

   solo  l'impegno  profuso dai medici veterinari che  operano  nella
  provincia  di Messina ha consentito per l'anno 2010 di  raggiungere
  gli  obiettivi  fissati  per la direzione  generale  dell'ASP,  che
  prevedevano, almeno, un singolo controllo in tutti gli  allevamenti
  ricadenti nel territorio di competenza;

   di  contro non è stato possibile il raggiungimento degli ulteriori
  obiettivi   previsti  dal  piano  attuativo-aziendale   (PAA)   per
  l'eradicazione  delle  brucellosi (bovina ed  ovicaprina),  redatto
  secondo  quanto disposto dal d.a. 1327/09, che prevedeva,  altresì,
  un  netto  incremento  del numero delle aziende  con  qualifica  di
  indenne (I) o ufficialmente indenne (U.I.) dalle patologie, con  il
  conseguente peggioramento del numero percentuale di incidenza delle
  infezioni, ad eccezione della brucellosi ovicaprina;

   considerato che:

   il direttore del servizio di sanità animale provinciale di Messina
  ha  proposto un 'Progetto Obiettivo' per raggiungere gli  obiettivi
  fissati  nella revisione del p.a.a. per l'anno 2011, e che è  stato
  calcolato  un  numero  complessivo di controlli  su  capi,  per  le
  diverse malattie, pari globalmente a 583.291 unità da verificare;

   all'interrogante    questo   calcolo   appare   significativamente
  sottostimato, in particolar modo, rispetto alla TBC, laddove  viene
  preventivato  un numero di controlli inferiore a quelli  effettuati
  nell'anno  2010  ed,  addirittura, minore  al  numero  di  capi  da
  saggiare, pari a n. 51.156, nonostante il significativo aumento dei
  casi di infezione registrati;

   la  situazione  epidemiologica della provincia di Messina  per  le
  brucellosi,  a  causa  dell'entità  del  patrimonio  zootecnico  da
  saggiare, distribuito in numerosi piccoli allevamenti, a conduzione
  peculiarmente  brada  o semi-brada, e che lo  stesso  patrimonio  è
  dislocato, prevalentemente, in aree montuose raggiungibili solo con
  mezzi  entro-fuoristrada, è ancora lontana dal raggiungimento degli
  standard  minimi  voluti dal Ministero in tema  di  prevenzione  di
  diffusione delle patologie animali;

   la  scarsità delle risorse impiegate in termini di ore di incarico
  assegnate  ai MVSA ed ai mezzi tecnici resi disponibili  (automezzi
  in   genere,  dispositivi  di  protezione  individuale,  postazioni
  informatizzate  con  collegamento  internet  per  l'implementazione
  degli  applicativi  afferenti alla BDN, etc.) nell'ASP  di  Messina
  appare  del  tutto insufficiente, in particolare se  raffrontato  a
  quanto  rilevato nelle altre province siciliane, come  testimoniato
  dai dati scientifici estratti dall'ultimo bollettino epidemiologico
  veterinario  della  Regione siciliana, del mese  di  dicembre  2010
  (BEV);

   il  patrimonio  zootecnico  bovino ed  ovi-caprino  rapportato  al
  numero  di  veterinari che operano nelle diverse province,  seppure
  non  si  disponga ancora della suddivisione del numero  dei  medici
  veterinari  dirigenti e MVSA distinti per servizio di appartenenza,
  vede  l'ASP  provinciale  di  Messina  fortemente  sotto  organico,
  rispetto alle altre aziende. Infatti, è opportuno precisare che non
  tutti i medici veterinari eseguono controlli sugli animali vivi, ma
  soltanto quelli che operano nel servizio di sanità animale;

   rilevato che:

   sulla  base  di quanto sopra rappresentato, stante l'entità  degli
  interventi e dei controlli da porre in essere sul territorio  della
  provincia  di  Messina ed a fronte dell'astrattezza delle  attività
  imposte  dal  progetto  obiettivo  redatto  dal  responsabile   del
  servizio  di  sanità animale provinciale (che recita, tra  l'altro,
  'considerato  che l'importo del presente progetto  non  può  subire
  maggiorazioni, eventuali prestazioni aggiuntive rispetto  a  quanto
  previsto  dovranno essere comunque svolte ( .) Per  tali  eventuali
  prestazioni  aggiuntive non può essere richiesto alcun compenso.'),
  appare  tutt'altro che scontata l'adesione al progetto  stesso  del
  personale  MVSA , incaricato presso l'ASP di Messina in assenza  di
  una certezza remunerativa del lavoro eventualmente, svolto;

   a  tutt'oggi, a oltre dodici mesi dall'avvenuta trasformazione del
  personale  MVSA,  l'ASP  di Messina non  ha  ancora  provveduto  ad
  applicare   integralmente   l'accordo  collettivo   nazionale   del
  23.03.2005 s.m.i. (ACN), nonostante i ripetuti solleciti effettuati
  dai   rappresentanti   delle  organizzazioni   sindacali,   ed   in
  particolare  in  riferimento all'art. 46 (relativo agli  emolumenti
  dovuti   per   le   percorrenze  dall'abitazione   alla   sede   di
  assegnazione),  ed  all'art. 32 (inerente agli emolumenti  previsti
  per lo svolgimento di attività esterna);

   già  negli  anni  dal 2002 al 2009, nonostante il  personale  MVSA
  avesse l'obbligo di garantire almeno 24 ore settimanali di attività
  (oggi  ridotte, a seguito dell'assunzione a 12,50 h.  non  è  stato
  possibile  mantenere  il rispetto dei tempi  di  ricontrollo  nelle
  aziende infette ed in qualifica;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno impiegare meglio le somme eventualmente
  rese  disponibili  per l'ipotetica attuazione del p.o.,  attraverso
  una concertazione che preveda un incremento delle ore di incarico a
  tempo indeterminato, da assegnarsi in seno ad un accordo aziendale,
  consentendo,  così, di contemperare le dovute tutele giuridiche  ed
  economiche garantite ai MVSA dall'ACN, con le esigenze aziendali  e
  riequilibrando, finalmente, il quadro regionale tra  le  varie  ASP
  relativamente  al  numero delle ore settimanali  assegnate  (non  è
  fuori  luogo  ribadire  che le ore di incarico  assegnate  ai  MVSA
  operanti  in  tutti  i  servizi, e non solo  in  quello  di  sanità
  animale,  appaiono  insufficienti a far fronte  alle  necessità  di
  servizio  e  che,  fino ad oggi è solo grazie  alla  buona  volontà
  dimostrata da questo personale che non si è assistito alla paralisi
  dei servizi veterinari dell'azienda provinciale);

   visto  che  il  richiesto  incremento di ore  non  rappresenta  la
  creazione  di  diritti  irreversibilmente acquisiti  da  parte  dei
  predetti dipendenti, ai sensi dell'art. 18 dell'ACN del 23 febbraio
  2005,  per  l'indeterminatezza delle ore conferite agli specialisti
  dall'art.  18  dell'ACN 23.03.2005 s.m.i. (che al  comma  1  recita
  testualmente:  'In  caso di persistente contrazione  dell'attività,
  documentata  attraverso le (...) statistiche rilevate nell'arco  di
  un  anno  (...) l'azienda può disporre la riduzione dell'orario  di
  attività  di  uno specialista ambulatoriale' e, dunque,  con  piena
  flessibilità  oraria  in  aumento od in diminuzione  in  base  alle
  necessità  dell' Azienda medesima), se non ritenga  di  dover  dare
  incarico  di  predisporre tutti quegli atti idonei  alla  immediata
  integrazione  oraria  degli  MVSA, stanti  le  enormi  esigenze  di
  sevizio veterinario dell' ASP di Messina;

   se  non  ritenga di dover convocare, altresì, in tempi  brevi,  un
  tavolo   tecnico  con  i  vertici  aziendali  e  le  rappresentanze
  sindacali  di  categoria  per elaborare soluzioni  concordate  ,  e
  condivise  con  i  MVSA, anche in alternativa a progetti  obiettivi
  contenenti  clausole  evidentemente  vessatorie  e,  comunque,   da
  eliminare;

   se  non  ritenga,  infine,  che, il notevole  risparmio  economico
  ottenuto,  evidente nella drastica riduzione dei capi di  bestiame,
  abbattuti  od  infetti, grazie al paziente lavoro di questi  ultimi
  anni,  unitamente  agli ulteriori risparmi prodotti  dalla  ridotta
  diffusione,  e/o il mancato trattamento terapeutico delle  malattie
  trasmesse    all'uomo   dall'animale   infetto    (entrambe    dati
  documentabili  scientificamente  dagli  osservatori  epidemiologici
  provinciali), in particolare per l'ASP di Messina, non  si  debbano
  tradurre  in reali e concreti interventi a sostegno del  territorio
  provinciale  atti  ad eradicare definitivamente le  più  infestanti
  patologie animali, favorendo, così, i controlli e l'assistenza agli
  allevatori,    incrementando   la    dotazione    tecnica    minima
  indispensabile   dell'azienda  (mezzi,  vestiario   e   tecnologia)
  garantendo   la  graduale  allocazione  full  time  del   personale
  veterinario de quo» (1756).

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in commissione)

                                                             PICCIOLO

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data 18 giugno 2010 è stato pubblicato nella GURS, supplemento
  ordinario  n.  28,  il decreto dell'Assessore  per  la  salute  con
  oggetto 'Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della  rete
  ospedaliera  e  territoriale dell'Azienda sanitaria provinciale  di
  Siracusa',  con  il  quale  si  prendono  provvedimenti  in  ordine
  all'ospedale  Trigona  di  Noto,  senza  tenere  conto  del  parere
  obbligatorio della conferenza dei sindaci del comprensorio;

   nell'ottobre 2010 il sindaco di Noto, Corrado Valvo, ha presentato
  al  Presidente  della  Regione siciliana un  ricorso  straordinario
  contro  l'Assessorato regionale della salute e  nei  confronti  del
  comune  di  Avola  per  l'annullamento,  previa  sospensione,   del
  suddetto decreto;

   il  10  novembre  2010,  in  seguito ai lavori  della  commissione
  sanità, l'assessore Massimo Russo ha nominato una commissione super
  partes,  a  cui  hanno preso parte tecnici indicati  dai  territori
  interessati  per decidere quale sede tra l'ospedale di  Trigona  di
  Noto  e  l'ospedale  Di  Maria di Avola dovevano  sopravvivere  per
  ospitare   i   reparti  per  acuti  e  quelli   territoriali,   con
  lungodegenza  e  riabilitazione, anche  in  vista  dell'entrata  in
  vigore della legge nazionale firmata dal Ministro della salute  che
  prevede la chiusura delle aziende ospedaliere con meno di 200 posti
  letto;

   considerato che:

   il commissario dell'ASP 8, Franco Maniscalco, ha operato la scelta
  di  mantenere  nove  reparti per l'ospedale di  Avola  'Di  Maria':
  cardiologia,  terapia intensiva, chirurgia, oculistica,  ortopedia,
  ostetricia,  pediatria e psichiatria, per un totale di  129  posti,
  mentre  all'ospedale  Trigona di Noto solo un  reparto,  quello  di
  geriatria, per un totale di soli 12 posti;

   il  30  dicembre 2010 con decreto dell'Assessorato per la  salute,
  avente   per   titolo  'Programma  operativo   2010-2012   per   la
  prosecuzione  del  Piano  di contenimento  e  riqualificazione  del
  sistema sanitario regionale 2007-2009, richiesta ai sensi dell'art.
  11  del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge
  30 luglio 2010, n. 122' e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
  Regione  siciliana n. 5 del 28 gennaio 2011, supplemento ordinario,
  si  provvedeva alla cancellazione del PTA dell'Ospedale Trigona  di
  Noto, nell'ambito del distretto ospedaliero SR 1;

   ritenuto che:

   il  sistema  sanitario è caratterizzato da gestioni  fallimentari,
  associate   alla  carenza  di  attrezzature  diagnostiche,   e   si
  renderebbe  quindi indispensabile ripartire dal progetto originario
  che  prevedeva la rifunzionalizzazione dei due ospedali di Avola  e
  di Noto aumentando gli attuali posti letto;

   i  vertici  dell'ASP di Siracusa dovrebbero calibrare attentamente
  la  situazione senza giungere a decisioni avventate a  danno  degli
  ammalati  e  del  personale sanitario, in  nome  della  logica  del
  risparmio  e  della razionalizzazione, nell'evidente considerazione
  che un indebolimento dell'istituzione sanitaria, con la chiusura di
  Noto,   avrebbe   gravi  conseguenze  anche  per  il   mantenimento
  dell'ospedale  di  Avola  e  per evitare  che  la  zona  sud  della
  provincia  di  Siracusa  resti  inspiegabilmente  scoperta  e   non
  adeguatamente servita;

   per sapere se non ritengano necessario disporre, in via cautelare,
  la  revoca,  previa sospensione, del provvedimento  della  chiusura
  dell'ospedale Trigona di Noto». (1755)

                                                             LEONTINI

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  presentata  sarà
  inviata al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'Unione europea offre molteplici opportunità di finanziamento sia
  ai singoli che alle collettività;

   attraverso la Commissione europea, organo che detiene il potere di
  iniziativa  legislativa e quello di rendere esecutive le  decisioni
  delle istituzioni comunitarie, vengono gestite differenti forme  di
  aiuto;

   si   possono   distinguere   essenzialmente   due   tipologie   di
  finanziamenti comunitari, fondi indiretti e fondi diretti;

   i  fondi indiretti si identificano con i Fondi strutturali  (fondo
  europeo di sviluppo regionale - FESR, fondo sociale europeo - FSE e
  fondi  di  coesione)  che, con il concorso di risorse  nazionali  e
  regionali,  sono  chiamati  ad attuare  il  principio  di  coesione
  economica e sociale all'interno della Comunità;

   alle  autorità nazionali, regionali o locali spetta il compito  di
  programmare  gli interventi sui territori amministrati,  emanare  i
  bandi,  selezionare e gestire i progetti pervenuti  ed  erogare  le
  rispettive risorse;

   considerato che:

   i  fondi  diretti si riferiscono a stanziamenti della  Commissione
  europea,  che  essa gestisce e direttamente eroga  al  beneficiario
  finale,  caratterizzati dalla circostanza che i progetti presentati
  dai   partecipanti  necessitano  di  regola  di   un   partenariato
  transnazionale;

   i   fondi   diretti  hanno  come  primario  obiettivo  quello   di
  contribuire alla riduzione del divario esistente tra le regioni dei
  Paesi  membri  e  supportare il loro sviluppo economico  e  sociale
  (attraverso il finanziamento delle infrastrutture, degli aiuti alle
  imprese, specie nel settore dell'innovazione tecnologica,  e  delle
  politiche   sociali   di   inserimento   lavorativo,   occupazione,
  adattabilità e pari opportunità);

   i  fondi  indiretti hanno, invece, l'obiettivo  di  sopportare  la
  definizione  e  l'implementazione di politiche  comuni  in  settori
  strategici,  quali, a titolo d'esempio, la ricerca e  l'innovazione
  tecnologica,   l'ambiente,  l'imprenditorialità,   il   life   long
  learning;

   se  l'utilizzo dei fondi strutturali è molto più semplice da parte
  delle amministrazioni pubbliche, in quanto segue logiche simili  al
  trasferimento delle risorse di tipo ordinario, specie in  relazione
  ai  fondi  gestiti dalle Regioni (nell'ambito dei POR  -  programmi
  operativi  regionali  -  che  rappresentano  la  maggioranza),   le
  difficoltà   di  accesso  ai  fondi  settoriali  sono   sicuramente
  maggiori;   si   tratta  di  risorse  programmate  a   un   livello
  istituzionale   più  distante  dai  beneficiari  che,   a   partire
  dall'Agenda  2007/2013, richiedono l'attivazione di un partenariato
  europeo  per  essere utilizzate e una maggiore qualità progettuale,
  considerato  che  l'arena  competitiva  è  più  ampia,  visto   che
  concorrono  tutte  le  Regioni dei Paesi  membri.  Oltre  a  queste
  maggiori   difficoltà  vi  è  da  notare  che  i  fondi  settoriali
  finanziano per lo più azioni di tipo immateriale, quali per esempio
  la  creazione di gruppi di lavoro e network per la messa a punto di
  progetti  e  politiche e lo scambio di buone pratiche;  l'ammontare
  medio  per progetto è generalmente inferiore rispetto a quanto  può
  essere garantito dai fondi strutturali;

   per  tali  motivi, nell'ambito della programmazione 2007-2013  dei
  fondi  comunitari,  la  Commissione  europea  ha  raccomandato  una
  programmazione e un utilizzo sinergico dei fondi strutturali  e  di
  quelli   settoriali;  con  questi  ultimi  è,  infatti,   possibile
  finanziare la definizione di nuove politiche, programmi e  progetti
  la   cui   concreta   implementazione  può  trovare   finanziamento
  attraverso i fondi strutturali;

   ad  oggi,  tuttavia, sembra che non siano stati previsti  adeguati
  meccanismi a garanzia del cofinanziamento dei progetti europei;

   per conoscere:

   1)  lo  stato dell'arte della strategia progettuale della  Regione
  siciliana  sviluppata  rispetto alle opportunità  di  finanziamento
  nell'ambito   della  programmazione  2007/2013,   con   particolare
  riferimento ai fondi diretti;

   2)  quale  sia l'esatta situazione delle fonti di finanziamento  a
  valere sui fondi indiretti e del FESR nello specifico;

   3)  quali misure concrete siano state previste nell'ambito del  PO
  FESR  per  la  diffusione della ricerca, dell'innovazione  e  della
  società dell'informazione». (109)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              FERRARA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 245

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 3 marzo 2011, pervenuta  in
  pari data (protocollata al n. 2287/AULAPG dell'8 marzo successivo),
  l'onorevole  Gennuso,  primo  firmatario  della  mozione   n.   245
   Interventi  a  tutela della pianta del carrubo', letta  nel  corso
  della  seduta n. 230 dell'1 marzo 2011, ha richiesto di  aggiungere
  nella parte motiva, dopo le parole  oltre che per usi medicinali.',
  le  seguenti:  Oggi Rosolini risulta essere fra i comuni  siciliani
  il maggiore produttore del carrubo, inoltre vanta la presenza delle
  piante   di  carrubo  più  antiche  di  tutto  il  Mediterraneo   e
  verosimilmente di tutto il mondo'.
   Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.
   Informo  che l'onorevole Bufardeci ha chiesto di apporre la  firma
  alla mozione numero 245.
   L'Assemblea ne prende atto.

   dei Gruppi parlamentari

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  si è riunita oggi, 9 marzo 2011, sotto la  Presidenza
  del   Vicepresidente  vicario,  onorevole  Formica,   presente   il
  Vicepresidente,    onorevole   Oddo,    con    la    partecipazione
  dell'Assessore   per   le  infrastrutture,  avvocato   Russo,   per
  rimodulare l'agenda dei lavori parlamentari.
   Poiché non è stato raggiunto il prescritto consenso dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari che rappresentino almeno i due  terzi  dei
  componenti dell'Assemblea, secondo quanto previsto dall'articolo 98
  quater   del   Regolamento  interno,  la   Presidenza,   ai   sensi
  dell'articolo  98 quinquies, comma 5, del Regolamento  interno,  ha
  predisposto il seguente calendario provvisorio dei lavori:
   l'Aula terrà seduta:
   oggi,  per  il seguito della discussione del disegno di legge  già
  iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea, nn. 604-185/A  Norme
  in  materia di orari degli esercizi commerciali e grandi  strutture
  di  vendita.  Modifiche alla legge regionale 22 dicembre  1999,  n.
  28 ;
   domani,  10  marzo  2011, alle ore 10.00,  per  il  seguito  della
  discussione  generale del disegno di legge nn.  85-213-256-278-296-
  299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A    Modifiche   di
  norme in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi
  comunali e provinciali .
   Con riferimento all'ultimo disegno di legge menzionato, qualora la
  Presidenza  dovesse  ravvisare, dall'andamento  del  dibattito,  le
  condizioni   per  giungere  alla  conclusione  del  relativo   iter
  parlamentare,  l'Aula terrà altresì seduta venerdì 11  marzo  2011,
  data  ultima individuata per la definitiva chiusura della  finestra
  legislativa ,  già  stabilita  dal precedente  programma-calendario
  onde  consentire l'esame dei documenti finanziari della Regione  in
  Commissione Bilancio e quindi in Aula.
   Si  è  convenuto, infine, che - previo raccordo con il  Governo  -
  apposita  seduta  d'Aula sarà dedicata alla  discussione  sul  tema
  dell'emergenza  umanitaria in Sicilia a seguito dei recenti  eventi
  internazionali che interessano l'area del Maghreb.

   Così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, desidero esprimere una  valutazione
  rispetto  alla  comunicazione che lei ha appena  dato  relativa  al
  calendario,  ho  sentito  provvisorio,  ma  se  ricordo   bene   il
  calendario  provvisorio  prevede una  settimana.  Lei  ha  dato  un
  calendario  provvisorio che, se va bene, durerà 48 ore, quindi  c'è
  un'anomalia  tra  il calendario provvisorio che, in  forza  di  una
  norma regolamentare, è attribuito alla Presidenza e quello che poi,
  effettivamente, lei ha comunicato.
   Ma  quello  che vorrei fare rilevare è che noi abbiamo tenuto  una
  Conferenza dei Capigruppo alla luce di una decisione, che ieri si è
  consumata in Aula, che con procedura che definisco  discutibile   -
  mi fermo qui - ha sospeso la trattazione di un punto all'ordine del
  giorno.
   Lei, unilateralmente, ieri sera, ha rimosso dall'ordine del giorno
  della seduta di oggi il punto che era stato sospeso. Il Regolamento
  non le attribuiva il potere di rimuovere dall'ordine del giorno  un
  punto  sul  quale  l'Aula aveva convenuto di discutere  secondo  il
  calendario  comunicato dal Presidente Cascio e approvato  dall'Aula
  mercoledì scorso.
   Adesso,  con una pseudo soluzione di mediazione lei ha  comunicato
  che  oggi  facciamo  il  disegno di  legge  sul  commercio,  che  è
  formalmente iscritto all'ordine del giorno perché sono  passati  15
  giorni  da quando è stato rinviato in Commissione, ma che  sappiamo
  tutti  che  non è pronto e non mi risulta che la Commissione  abbia
  curato  quell'approfondimento per il quale era  stato  rinviato  in
  Commissione,  per  consentire di addivenire ad un testo  coordinato
  sul  commercio;  quindi, di fatto, sappiamo tutti  che  non  faremo
  nessuna legge sul commercio.
   Però  facciamo  finta  di  discutere la  legge  sul  commercio  e,
  contemporaneamente, preannunciamo che l'esame del disegno di  legge
  in materia elettorale comincerà domani.
   Io  non  capisco  perché,  dopo avere già forzato  il  Regolamento
  cancellando  dall'ordine del giorno il disegno di legge  elettorale
  nella comunicazione all'Aula ieri sera, lei, signor Presidente, con
  questa  pseudo  mediazione,  lo iscrive  domattina  all'ordine  del
  giorno  -  invece, poteva benissimo essere trattato oggi pomeriggio
  per  consentire la discussione generale -, formalmente  lo  iscrive
  domani  e,  addirittura, si riserva un potere assoluto per  cui  la
  Presidenza valuterà se ci sono le condizioni perché la seduta possa
  protrarsi venerdì per la sua eventuale approvazione.
   Io  non so quali siano queste condizioni, quali devono essere: che
  non  piova  in  Aula, che non ci sia una dichiarazione  di  guerra?
  Quali sono queste condizioni per cui venerdì, eventualmente, lei ci
  consentirà di valutare e votare la legge elettorale?
   Signor  Presidente, dico questo con un po' di ironia  -  nulla  di
  personale  -  però  in  uno  scontro  politico,  che  ci  sta   tra
  maggioranza  e  opposizione,  che  fa  parte  delle  regole   della
  politica, l'elemento di oggettività nella gestione della Presidenza
  è una condizione che evita di far impazzire tutti.
   Temo   che  la  sua  gestione,  e  quando  dico  sua  non  intendo
  dell'onorevole  Formica, perché credo che lei  presiede  in  questo
  momento,  ma  la  Presidenza è impersonale; credo  e  ascrivo  alla
  Presidenza  un carattere impersonale. La Presidenza è un  misto  di
  chi la dirige e la struttura che la sorregge.
   In  questa  impersonalità della Presidenza  io  credo  che  stiamo
  decidendo  di impantanare l'Aula, con l'introduzione di  precedenti
  che  non  so dove ci porteranno e facendo in  modo - lo  dico  oggi
  perché  sappiamo  già oggi quello che succederà e  che  i  giornali
  scriveranno  domani  o dopodomani - che questa  decisione,  da  lei
  formalmente proposta, non farà approvare  alcuna legge elettorale.
   Io  la penso come il Presidente della Regione, vedremo come questo
  giudizio si espliciterà.
   Credo  che  siamo a questo punto e mi assumo la responsabilità  di
  quel che dico: per questa maggioranza sarebbe un errore tragico  se
  non approvassimo la legge elettorale prima di qualunque altro atto,
  compreso  bilancio  e  finanziaria. Lo dico  non  perché  la  legge
  elettorale chissà che cosa sia, ma quando lo scontro si  vuol  fare
  diventare uno scontro titanico, cosa che non doveva essere - questo
  disegno  di  legge non ha nulla di trascendentale,  è  una  di  una
  sobrietà assoluta -  è evidente che nessuno può nascondersi.
   Credo,  però,  che  la Presidenza, in questo caso,  avrebbe  fatto
  meglio  non ad assecondare qualcuno ma a consentire che  almeno  il
  calendario dei lavori approvato mercoledì scorso, cioè che oggi  si
  poteva fare quello che si doveva fare, visto che non c'è più né  il
  disegno di legge sulla semplificazione né quello sul commercio,  si
  potesse fare la legge elettorale e arrivare - se poi ci arrivavamo,
  bene;  se  non  ci arrivavamo, si vedeva - venerdì all'approvazione
  finale del testo, se c'erano le condizioni.
   Signor  Presidente, la sua decisione un po' pilatesca finisce  con
  l'impantanare l'Aula e mi permetto di dire che la Presidenza se  ne
  assume tutte le responsabilità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, voglio farle  notare,  prima  di
  dare  la  parola agli altri deputati che ne hanno fatto  richiesta,
  che  è  ben  strano che proprio lei critichi la Presidenza  per  il
  fatto  che,  per  un voto d'Aula, è stata  sospesa  la  trattazione
  dell'iter  di  un disegno di legge quando l'Aula, sempre  per  voti
  provenienti da altra parte politica, ha sospeso l'iter di ben altri
  disegni di legge.
   La  Presidenza ritiene di svolgere al meglio il proprio ruolo  non
  abusando di nessuna prerogativa e rispettando sempre e comunque  il
  Regolamento.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  proprio   perché   la   Presidenza
  dell'Assemblea  è  impersonale,  se  mi  consente,  io  la   voglio
  personalizzare e, a differenza di quello che si è detto  in  questi
  giorni e fino a qualche minuto fa, ho il dovere - e lo sento  -  di
  esprimere  apprezzamento per la coerenza e per la regolarità  della
  sua  condotta proprio perché voglio personalizzare il comportamento
  del vicepresidente Formica, che non ha fatto altro che applicare le
  norme del Regolamento ai  lavori d'Aula. Per quanto riguarda le sue
  comunicazioni, signor Presidente, ritengo che ci sia  qualche  cosa
  che  non  va  perché,  con tutto il rispetto  per  i  lavori  della
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  qui  non  si
  possono fare un passo avanti e due indietro.
   Lo dico col dovuto rispetto ma lo dico con la doverosa contrarietà
  che  esprimo  in questo momento per la decisione dei  lavori  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Io ricordo che poco meno di quindici, venti ore fa, questa Aula si
  è determinata con un voto legittimo sulla sospensiva per il disegno
  di legge in materia elettorale su cui avevamo una serie di dubbi, a
  prescindere dal fatto che è paradossale che la Commissione   Affari
  istituzionali  che ha approvato il disegno di legge e lo ha inviato
  in  Aula ometta - sottolineo ometta - di sentire quelli che sono  i
  rappresentanti dei destinatari naturali degli effetti principali di
  questo  disegno di legge, cioè le associazione dei comuni  e  delle
  province.
   E'  un  vulnus  che  abbiamo  rilevato e  denunciato  che  inficia
  l'intero percorso della legge e che è stato uno dei motivi  che  ha
  indotto l'Aula a votare, a maggioranza, la sospensiva, che oggi  va
  ad  accantonare il disegno di legge sulla riforma elettorale per le
  elezioni amministrative in Sicilia.
   Non  si può introdurre con un voto della Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, prima che siano sciolti i nodi che  hanno
  determinato  il Parlamento, a maggioranza, a votare la  sospensione
  di  questo disegno di legge. E siccome non sono stati sciolti né  i
  nodi  né  le argomentazioni, io credo che il disegno di  legge  non
  possa  arrivare  in  Aula sol perché lo decide  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari perché contrasta  con  il  voto
  espresso, a maggioranza, dall'Aula.
   Così  come dobbiamo chiarire che fine ha fatto il disegno di legge
  sulla  semplificazione amministrativa. Non  possiamo  non  prendere
  atto  - in maniera sicuramente irrituale e che ha il sapore  di  un
  sostegno  alla  maggioranza che, in quel momento,  continua  a  non
  essere maggioranza - che è stato richiesto il rinvio in commissione
  dal    presidente   della   I   Commissione,   onorevole   Minardo,
  contrariamente a quello che aveva deciso l'assessore  delegato  che
  aveva  chiesto un rinvio di qualche minuto per rivedere il  disegno
  di legge.
   Credo,  quindi, che oggi non possiamo tornare a parlare  di  legge
  elettorale perché creeremmo soltanto confusione, daremmo l'immagine
  di  un  parlamento schizofrenico che ieri votava una norma  e  dopo
  quindici, sedici ore se la rimangia.
   Signor   Presidente,  ho  il  dovere  di  rassegnare   una   forte
  preoccupazione  e  -  se mi consentite - una  indignazione  per  le
  parole  espresse dal capogruppo del Partito Democratico,  onorevole
  Cracolici, quando ha mandato un messaggio a quest'Aula.
   Quest'Aula  non è la prateria politica di nessuno; quest'Aula  non
  può servire a regolare conti all'interno di un partito. Se qualcuno
  intende  fare  di  questo  disegno  di  legge  uno  strumento   per
  recuperare  posizioni perdute all'interno del gruppo,  se  qualcuno
  vuole  mandare  un  messaggio  o fare regali  a  qualche  minoranza
  all'interno della maggioranza che, invece, sostiene che il PD debba
  uscire dalla Giunta Lombardo e, quindi, bisogna mandare un regalo a
  qualche frangia catanese del PD, queste cose fatele all'interno del
  vostro partito senza utilizzare il nostro Parlamento.
   Signor   Presidente,  le  parole  dell'onorevole  Cracolici   sono
  preoccupate e preoccupanti.
   La legge elettorale non si può fare in questo momento in Aula; c'è
  una   sospensiva  che  il  Parlamento  non  ha  revocato.  Dobbiamo
  procedere   con   il   disegno  di  legge   sulla   semplificazione
  amministrativa; se vogliamo, si affronti anche quello  relativo  al
  commercio,  poi  bisogna aprire la sessione del  bilancio  e  della
  finanziaria.
   Se  qualcuno - e parlo della maggioranza - ha deciso che  dobbiamo
  condannare   la   Sicilia  ad  un  ulteriore  mese   di   esercizio
  provvisorio, noi non ci stiamo. Questa è politica deleteria, questa
  è  politica  di bassa lega, questa è politica di parte che  non  fa
  l'interesse dei siciliani.
   Signor  Presidente, il disegno di legge elettorale non può  andare
  in Aula.
   Le  chiedo  di  precisare, magari le sarà  sfuggito,  che  per  la
  prossima settimana non si terrà Aula.

   MARZIANO. E' mortificante.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  non  condivido  le  decisioni  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e penso che debba
  essere mantenuta la sospensiva.
   Se i colleghi hanno bisogno di esternare un disagio possono farlo,
  hanno la mia comprensione, e mi fermo perché so che all'interno del
  PD il disagio su questa gestione della politica del PD in Assemblea
  è sicuramente evidente e fate bene a farlo uscire fuori.
   Signor Presidente, io mi posso fermare; non ci sono problemi.
   Credo  di avere sentito dalla lettura delle sue comunicazioni  che
  la  settimana prossima non ci sarà Aula, questo mi conforta  perché
  significa  che  finalmente in quella settimana  le  Commissioni  si
  potranno riunire per approvare gli unici veri disegni di legge  che
  interessano la Sicilia e i siciliani, la finanziaria e il bilancio.
   La   legge   elettorale  non  è  materia  di  questo   Parlamento.
  L'onorevole  Cracolici  si  rassegni  perché  non  consentiremo  al
  Parlamento di approvare la legge elettorale prima della finanziaria
  e del bilancio.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, è chiaro  che  la  decisione  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari da lei comunicata
  all'Aula  è  piuttosto  l'esito  riguardante  la  decisione   della
  Presidenza,  assunta  -  lei lo ha detto correttamente  -  in  base
  all'articolo 98 quinquies del Regolamento. L'onorevole Cracolici ha
  manifestato  le  motivazioni  per le quali  dissente  da  tale  sua
  decisione. Sicuramente la decisione non è derivata da un accordo in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma dalla autonoma
  determinazione  del Presidente nella Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, il Presidente dell'Assemblea facente funzioni
  che adesso l'ha comunicata all'Aula.
   L'onorevole Cracolici, prima di esprimersi in Aula, ha detto delle
  cose ancora più pesanti, signor Presidente, che siamo in un pantano
  istituzionale   e   che  la  Presidenza  dell'Assemblea   regionale
  siciliana in questa situazione ha un ruolo attivo, cioè è  artefice
  del pantano. Aggiunge che  siamo di fronte a follie interpretative
  e  poi  giustifica  questo suo modo di vedere affermando  che   non
  c'era  motivo alcuno per cui la legge elettorale non dovesse essere
  esaminata in data odierna .
   Ovviamente,  noi  rappresentiamo un modo di  vedere  completamente
  diverso; siamo persino in disaccordo sulla opportunità di procedere
  domani  al  prosieguo della trattazione del disegno di legge  sulla
  legge elettorale con la discussione generale.
   Come ha detto poc'anzi il collega Caputo, la questione sospensiva,
  votata  appena  ieri  dall'Aula, era fondata  su  due  motivazioni,
  quindi era una richiesta di sospensione motivata.
   Le  due  motivazioni  erano: una eccezione di  irregolarità  nella
  procedura seguita dalla I Commissione ed una inadempienza  rispetto
  al  coinvolgimento delle rappresentanze degli enti locali, sia  dei
  Comuni sia delle Province, ANCI e URPS.
   Riteniamo  che  la riammissione a discussione generale  del  testo
  poteva avvenire solo in subordine allo scioglimento dei due nodi. I
  due  nodi non sono stati delle motivazioni gratuite, ma sono  state
  motivazioni  talmente importanti da essere apprezzate  e  approvate
  dall'Aula con un voto a maggioranza dei presenti in Aula.
   Riteniamo, quindi, che il punto di vista dell'onorevole  Cracolici
  sia non corretto e destituito totalmente di fondamento dal punto di
  vista del rispetto delle procedure e delle regolarità previste  nel
  Regolamento.  Ha  chiamato  la  sua una  pseudo  soluzione,  signor
  Presidente, al fine di evidenziare che la sua determinazione non  è
  stata l'oggetto di un accordo - perché accordo non poteva esserci -
  ma  è  stata  l'oggetto di una sua determinazione alla fine  di  un
  dibattito  in  Conferenza  dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  durato due ore e un quarto che ha visto impegnate tutte le parti ad
  esprimere le proprie posizioni ma non convergenti e non collimanti,
  anzi totalmente divergenti.
   Noi  riteniamo  che  l'esito della Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari da lei notificato all'Aula, sotto forma di  sua
  decisione in adesione al Regolamento, non possa che tradursi domani
  in  quello che lei ha detto. Pur non condividendo l'opportunità  di
  procedere   con   il  prosieguo  della  trattazione   della   legge
  elettorale, con la discussione generale, riteniamo che la decisione
  complessiva abbia focalizzato un argomento fondamentale, che domani
  dovrà essere verificato se l'eventuale decisione di prosieguo possa
  consentire il completamento della legge.
   Manco a dirlo, sta nei fatti ed è di intuitiva evidenza che questo
  non  sarà  materialmente praticabile perché la discussione generale
  domani prevede l'intervento, almeno solo dalla nostra parte, di  26
  persone. La maggioranza, se non vorrà attenersi ad un testo che non
  è  stato nemmeno oggetto di una relazione se non per 30 minuti come
  faremo  noi  ma  per  tre  minuti,  qualcuno  dovrà  rappresentarla
  nell'illustrare in discussione generale questo testo.
   Tenendo   conto   di   un  volume  complessivo  dell'attività   di
  emendamenti  fino  ad  ora conosciuto - perché  abbiamo  tempo  per
  presentare emendamenti fino alla fine della discussione generale  -
  che  si  attesta fino ad ora intorno a tremiladuecento emendamenti,
  vorrei,  non  facendomi prendere in giro da nessuno ma non  volendo
  prendere  in giro nessuno, che qualcuno mi dicesse la praticabilità
  di  una  legge  entro  venerdì con 28 iscritti  a  parlare  e  3000
  emendamenti  fino ad ora depositati, suscettibili  di  una  congrua
  integrazione nell'arco delle 24 ore di domani.
   E'  chiaro che le osservazioni del collega Cracolici sono  fondate
  su  una  arrogante  presunzione: che  il  Parlamento  possa  essere
  completamente  e definitivamente spogliato di ogni sua  prerogativa
  perché   la  bussola  di  questo  Parlamento,  l'agenda  di  questo
  Parlamento deve essere dettata solo dalla legge elettorale e da chi
  la  legge  elettorale vuole imporre a sostituzione  di  ogni  altra
  attività legislativa.
   Perché  dico   a  sostituzione ? Perché  non  c'è  mai  stata  una
  osservazione  da  questa  parte inerente la  legge  sul  commercio,
  finalizzata a ritirare il testo; il testo è stato ritirato in  Aula
  dall'assessore Venturi per un riesame in Commissione.
   A  questo proposito, signor Presidente, faccio notare che nel  suo
  intervento,  il presidente della III Commissione non ha evidenziato
  inadeguatezze,   insufficienze  o  imperfezioni   nel   testo   sul
  commercio.  Il testo sul commercio, oggi pomeriggio, non  lo  state
  trattando  perché l'assessore Venturi ha comunicato alla Presidenza
  la  volontà  di  ritirarlo  in quanto lo  ritiene  suscettibile  di
  perfezionamento e integrazione.
   Una  ennesima manovra perditempo, finalizzata a togliere dall'Aula
  ogni argomento che non sia la madre di tutte le leggi universali di
  questo quinquennio, la legge elettorale.
   Non c'era motivo per cui non iniziasse nemmeno una discussione sul
  testo riguardante il commercio.
   Il  testo  riguardante il commercio - lo dico al collega  Speziale
  che  poc'anzi  mi chiedeva come mai non potessimo accedere  a  tale
  discussione  -  non  si  può  discutere  perché  la  Presidenza  ha
  notificato  che  c'è  una  richiesta  del  Governo,  dell'assessore
  Venturi,  di  non  ammetterlo a discussione in quanto   lo  ritiene
  suscettibile di approfondimenti e di integrazioni.
   Dico ciò perché la Presidenza ha notificato questo. Se così è, era
  legittimo  l'inserimento  all'ordine  del  giorno  del  testo   sul
  commercio. Tanto è vero che la Presidenza, scaduti i 15 giorni,  lo
  ha  ammesso  all'ordine del giorno perché lo riteneva un articolato
  sufficiente  e  non viziato da alcuna irregolarità procedurale.  Se
  fosse  stato  viziato  da irregolarità procedurali,  nonostante  la
  scadenza  dei 15 giorni, la Presidenza non avrebbe potuto inserirlo
  all'ordine del giorno.
   Lo ha inserito proprio perché era pronto per essere discusso.
   Per  l'ennesima  volta, questo Governo e questa maggioranza  hanno
  ritirato il testo. E abbiamo raggiunto la bella collezione,  signor
  Presidente,  di cinque ritiri: due riguardanti il commercio  e  tre
  riguardanti la semplificazione amministrativa.
   Il  testo sulla semplificazione amministrativa, infatti,  è  stato
  ritirato  una  prima volta a giugno dell'anno scorso,  una  seconda
  volta due settimane fa, una terza volta appena ieri.
   Questa  maggioranza ha espugnato l'Aula e l'ha esautorata di  ogni
  altra  possibile competenza. Nell'agenda della maggioranza  c'è  un
  diktat e il diktat è la legge elettorale.
   Fatta salva la decisione del Presidente - che noi non condividiamo
  integralmente perché non siamo d'accordo nella parte relativa  alla
  trattazione  generale della legge elettorale -,  il  Presidente  ha
  voluto   ritenere   che  così  si  potesse  intervenire   mediando,
  certamente non sono cadute le motivazioni per le quali l'Aula aveva
  sospeso l'iter di questa trattazione.
   Ma  siccome è legittimo il punto di vista dell'onorevole Cracolici
  che  prende le distanze da questa posizione, figuriamoci se  non  è
  legittimo  il mio. Non vedo perché questa prerogativa in quest'Aula
  possa  esercitarla solo l'onorevole Cracolici, nel bene o nel male,
  e  tutti  gli  altri invece devono preoccuparsi di  non  esercitare
  alcuna prerogativa.
   La  par  condicio  ci  impone di esprimere liberamente  la  nostra
  posizione.
   Certo  è  che,  signor  Presidente - lo dica  e  lo  ripeta  -  la
  settimana prossima, secondo il calendario che lei ha appena  finito
  di  leggere, si procederà, in Commissione prima e in Aula dopo, con
  la sessione finanziaria.
   Domani sera, alla fine degli interventi sulla discussione generale
  riguardante la legge elettorale, ci si dovrà, ovviamente, fermare a
  valutare  la  praticabilità, entro venerdì, di un testo  con  sette
  articoli,  tremila  emendamenti  e  29  iscritti  a  parlare  sulla
  discussione generale.
   Poi,  verificheremo questa praticabilità, fermo  restando  che  la
  finestra, che ormai è diventata una veranda a più piani, per  altro
  piani senza arredamento perché non siete riusciti a mettere un solo
  mobiletto  in ciascuno di questi piani, é una veranda assolutamente
  inutile.
   Da quattro mesi, apriamo la veranda ma un solo argomento di vostra
  iniziativa  non  siete  riusciti  a  lasciarlo:  né  commercio   né
  semplificazione né niente.
   Avete  ritirato tutto perché tutto era strategicamente subordinato
  alla   madre  di  tutte  le  leggi,  cioè  alla  legge  elettorale.
  Commentiamo così la decisione della Presidenza.
   Domani,   ovviamente,   parteciperemo,  per  evitare   impressioni
  ostruzionistiche, alla discussione generale sulla legge elettorale,
  non  condividendo tuttavia questa decisione; ma domani pretenderemo
  che  la  praticabilità della effettiva definizione  del  testo  sia
  oggetto di  una verifica in quest'Aula.
   Qualora,  oggettivamente, tale praticabilità,  per  umane  logiche
  considerazioni  fondate  sul buon senso,  non  sia  definibile,  la
  finestra  va  chiusa  e  si  va  alla settimana  prossima,  con  la
  Commissione  prima e l'Aula dopo, per la sessione finanziaria,  sia
  essa  riempita da bilancio e finanziaria o sia essa riempita da  un
  esercizio provvisorio che, a questo punto, nell'incapacità generale
  di questo Governo e di questa maggioranza, si intuisce debba essere
  la  soluzione  che,  tra qualche giorno o tra qualche  ora,  uscirà
  fuori dal cilindro del Presidente Lombardo e del suo assessore  per
  l'economia.

   PRESIDENTE. La Presidenza, era inutile che lo precisasse, comunque
  è  giusto comunicarlo - ovviamente, ricordarlo e non comunicarlo  -
  che  il termine per la presentazione degli emendamenti coincide con
  quello della discussione generale.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, la ringrazio  di  avermi  dato  la
  parola  perché, nel rifarmi, in buona sostanza, alle considerazioni
  dell'onorevole Leontini, da ultimo, mi corre l'obbligo, come  Forza
  del  Sud,  di  dire  che, pur non condividendo il  contenuto  delle
  determinazioni   assunte  in  conseguenza  della   Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, sono in  Aula  per  lamentare
  l'assoluta assenza del Governo. Il Governo oggi era stato convocato
  in   quest'Aula  per  trattare  un  disegno  di  legge   pienamente
  discutibile  sul  piano  della trattabilità dell'argomento,  quello
  importante in materia di commercio.
   Il  Governo, purtroppo, piuttosto che essere presente, per  quello
  che  è  dato sapere, ha fatto pervenire una comunicazione di rinvio
  ulteriore,  di  ritiro - non si capisce bene -, ma  sicuramente  di
  indisponibilità, ancora una volta, a trattare il disegno  di  legge
  sul  commercio, che già tanti guasti e tanti problemi ha comportato
  oggi  nella sua attuale applicazione. Basta fare riferimento a  ciò
  che  ha  significato per la Sicilia e, in alcuni casi,  per  alcune
  parti  della Sicilia, come la mia provincia di Siracusa ad esempio,
  con tutto quello che insiste di grande distribuzione nella zona  di
  Melilli.
   Considerato  che prima è stata fatta un'affermazione  molto  grave
  che  veniva  ricordata,  quella  della  palude  istituzionale,   mi
  interrogo e mi domando

   CRACOLICI. Pantano.

   BUFARDECI.  Pantano istituzionale, il terreno è sempre melmoso.  E
  credo  che  non saprei effettivamente definire in modo  diverso  il
  comportamento  di  chi,  oggi,  a  distanza  di  poche  ore   dalla
  sospensiva  che quest'Aula ha formalmente e proceduralmente  votato
  in  maniera  corretta,  dovrebbe tornare a  discutere  della  legge
  elettorale  senza  che le questioni poste a base  della  sospensiva
  siano  state  minimamente oggetto di soluzione. L'irregolarità  nei
  lavori  della  I  Commissione non hanno  sortito  alcuna  modifica,
  l'audizione dell'URPS non si è verificata e, quindi, le  condizioni
  che  avevano  portato ieri quest'Aula a sospendere non  sono  state
  oggetto di attività.
   Come  si  fa a riportare all'esame d'Aula quello che ieri è  stato
  rinviato  perché si provvedesse, su quelle motivazioni, a  riparare
  quelle ferite procedurali e di sostanza che erano intervenute?
   Io  credo  che l'Aula abbia votato proceduralmente e  in   maniera
  corretta  perché  convinta che quelle irregolarità derivanti  dalla
  Commissione dovevano essere superate, che quelle audizioni  e  quel
  confronto con i soggetti maggiormente destinatari delle conseguenze
  della  legge elettorale avvenissero per migliorare il testo  o  per
  integrarlo.
   Peraltro,  per  quello  che  ieri  ho  sentito  anche  in   alcune
  dichiarazioni in conferenza stampa, qui noi blocchiamo  la  Sicilia
  non  trattando e non discutendo del commercio - che è una legge che
  lo  stesso  Governo  ha richiesto di trattare  ma  che  poi,  nella
  sostanza,  non  vuole  trattare  - per  una  legge  elettorale  che
  eventualmente entrerebbe in vigore a partire dal 2012.
   Continuiamo  a non trattare la legge sulla semplificazione,  sulla
  quale   -  ribadisco  -  vivaddio,  chi  vuole  fare  ostruzionismo
  appesantisce di articoli il testo di legge, non lo semplifica,  non
  lo   riduce,  non  lo  snellisce  come  abbiamo  fatto  noi,   come
  opposizione,  sostenendo  che  era  un  testo  troppo   gravoso   e
  ripetitivo  di  norme  già  funzionanti e applicabili  a  normativa
  vigente, per mandato o di norme nazionali o di norme comunitarie.
   Chi  vuol  fare  ostruzionismo da 42 articoli ne fa  420   Invece,
  quando  si  parla di 800 emendamenti, se li andiamo  ad  esaminare,
  almeno i quattro quinti sono emendamenti soppressivi di articoli  e
  commi  ripetuti dai vari Gruppi parlamentari che il Governo avrebbe
  potuto   effettivamente  recepire,  come  parzialmente  ha   fatto.
  Apprezzo   il   lavoro   dell'assessore   Chinnici   la   quale   -
  probabilmente, è l'unica persona che crede in quel disegno di legge
  e  che ci tiene - ha operato, insieme alle forze di opposizione, un
  miglioramento del testo riducendolo a 19 articoli.
   Se oggi però siamo qui, sostanzialmente non si capisce bene a fare
  cosa, signor Presidente, è per discutere, assente questo Governo  -
  non  c'è  un  assessore, non dico il presidente  della  Regione  ma
  neanche  un assessore seduto nei banchi del governo a rappresentare
  la  posizione  del Governo Lombardo - di norme che  il  Governo  ha
  richiesto   più   volte  di  non  trattare  o  con  la   sospensiva
  dell'onorevole Cracolici, prima, o con la richiesta del  presidente
  Minardo di rinvio in Commissione di un testo legislativo che  aveva
  avuto   un  significativo  approfondimento  in  un  contraddittorio
  positivo  e  propositivo, che aveva già di  molto  migliorato  quel
  testo portandolo da 42 a 19 articoli.
   E ribadisco che quel testo potrebbe essere ulteriormente dimagrito
  di  tante norme che non servono e che potrebbero essere rinviate in
  modo dinamico alla normativa nazionale e comunitaria.
   Signor Presidente, quando si fanno queste accuse, quando si  fanno
  questo  tipo  di ragionamenti, non posso far altro che augurarmi  e
  sperare  che  in effetti ci possa essere un momento di resipiscenza
  nella  maggioranza, in una parte di essa, che si  renda  conto  che
  oggi  questo diktat di trattare una legge che non vuole nessuno  in
  Sicilia,   dagli   imprenditori  all'agricoltura,  agli   interessi
  generali, e che nei corridoi andiamo sentendo molta parte dire  che
  non  la  vuole  perché non è interessata a questa modifica.  Se  di
  necessità c'è, eventualmente, di legge elettorale, non è certamente
  di  questo  tipo  di  legge  elettorale, della  quale  abbiamo  già
  evidenziato   alcune  palesi  contraddizioni  anche   a   proposito
  dell'obbligo di genere.
   A questo punto, davvero dovremmo assolutamente rinviare il tutto e
  portare  in  discussione la materia finanziaria, sia  essa  con  la
  legge  finanziaria  e, mi auguro, con il bilancio  o  sia  con  uno
  sciagurato ulteriore mese di esercizio provvisorio.
   Ma non certo stare qui a discutere di qualche cosa che, ribadisco,
  credo sia anche non discutibile, irricevibile, inammissibile perché
  davvero,  altrimenti,  dice bene l'onorevole  Caputo   facciamo  un
  passo avanti e due indietro .
     Se ieri quest'Aula ha ritenuto legittime le ragioni per le quali
  era  stata  avanzata una sospensiva fondata su due  motivi,  i  due
  motivi  rimangono pienamente vigenti in quanto non  sono  stati  in
  nessuna parte superati, noi dovremmo ricominciare a discutere di un
  argomento  che - lo ribadisco - vede sempre l'assoluta assenza  del
  contraddittorio,  del confronto con le associazioni  che  tutelano,
  assistono  e  rappresentano i comuni e  le  province  della  nostra
  Sicilia  o delle questioni fondamentali procedurali che sono  state
  violate in I Commissione in un confronto che non c'è stato.
   Forse,  si pensa di andare avanti a colpi di maggioranza  violando
  le norme e il buon senso.
   Mi  auguro  che,  da parte della maggioranza e del Governo,  possa
  intervenire una resipiscenza che faccia chiedere a Aula, e questa é
  la  mia  disponibilità,  anche come Forza del  Sud,  di  tornare  a
  discutere  di  semplificazione o di commercio, ma di  discutere  di
  cose  che  servono effettivamente, che sono attese dai siciliani  e
  non  discutere  di materia che - ribadisco - è del  tutto  estranea
  alle  necessità  e  ai  gravi problemi  che  affliggono  la  nostra
  Regione.
   Ecco  perché  mi  attendo in ogni caso, come  è  stato  più  volte
  precisato  e come lei stesso, signor Presidente, ha avuto  modo  di
  precisare in coda all'intervento dell'onorevole Leontini, che  sarà
  verificata la fattibilità di un percorso. Percorso che, però,  oggi
  appare assolutamente più che impervio e più che complicato, sapendo
  del  numero degli iscritti a parlare e sapendo che, ovviamente,  io
  per  primo ritengo doveroso parlare quanto hanno parlato già i miei
  colleghi  che  sono  intervenuti nel dibattito  per  potere  meglio
  esplicitare la posizione che Forza del Sud ha all'interno di questo
  Parlamento  nei confronti di una legge, ribadisco, inutile,  mentre
  invece  si vorrebbe trattare della semplificazione o, in subordine,
  del commercio, come la Presidenza oggi ci ha convocato a fare.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che abbiamo
  visto  in  questi  giorni proviene da uomini che appartengono  alle
  istituzioni di Governo e alle istituzioni parlamentari che,  certo,
  non  hanno  una  cultura di governo, sono abituati ad  altro.  Sono
  abituati  alle trincee; sono abituati all'attacco alle istituzioni;
  sono  abituati  ad  una serie di escamotage che portano  sempre  la
  nostra  società ad arretrare rispetto a quello che è  un  principio
  fondamentale  per ogni operatore della politica:  il  buon  governo
  rispettando  le  regole.  E  le  regole  non  stanno   solo   nella
  maggioranza, le regole in un Parlamento stanno nel Parlamento.
   Le parole che ho sentito dire nelle ultime ventiquattro ore, da un
  lato,  da  chi  è  capogruppo di un partito in  questo  momento  di
  maggioranza relativa nel Parlamento e qualche ora fa dal presidente
  del Governo, è quanto di più indecente è possibile ascoltare.
   Siamo   di  fronte  ad  uno  scontro  istituzionale;  uno  scontro
  istituzionale  in  cui c'è, da parte dell'onorevole  Cracolici,  la
  voglia  e  la  fermezza di tirare tutti dentro.  Poco  fa  nel  suo
  intervento, ed è l'unica annotazione che ritengo di sottolineare in
  neretto,  ha  fatto  richiamo - non so se  è  solo  un  richiamo  -
  all'atteggiamento  di  quell'Ufficio  di  Presidenza   coinvolgendo
  tutti,  tutte  le  persone che sono alla  sua  destra  e  alla  sua
  sinistra.
   Può un rappresentante di queste Istituzioni, un rappresentante  di
  una  maggioranza  relativa, richiamare al suo ordine  l'Ufficio  di
  Presidenza di un Parlamento? Può farlo?
   Secondo  lui,  sì   Secondo lui può permettersi questo  ed  altro,
  finanche  di  minacciare  che  una legge  fondamentale  per  questa
  Regione  venga  messa  da parte per i capricci  di  un  capopopolo.
  Perché  chi non ha cultura di governo - è scritto in tutti i  libri
  di  narrativa della letteratura italiana - è un capopopolo, non può
  fare altro mestiere in politica. E in questo Parlamento noi abbiamo
  a che fare con un capopopolo. Un capopopolo che ha avuto

   PANARELLO.  Presidente,  gli dica di moderarsi,  lei  che  è  così
  imparziale

   PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, la prego  di  tenere  per  sé  i
  commenti  sull'imparzialità  o meno  Sappia  che  la  Presidenza  è
  imparziale e lasci continuare l'onorevole Mancuso

   MANCUSO.  Dicevo,  un  capopopolo  che  ha  coinvolto  tutti  quei
  soggetti  che  hanno  voluto legittimare  un  ribaltone  in  questo
  Parlamento;  un capopopolo che ha parlato a nome di  altri  partiti
  politici che hanno chi una lunga storia e chi una storia molto  più
  breve, tutti assoggettati alla volontà del capopopolo.
   Allora,  è  innegabile che questo Parlamento non  può  piegarsi  a
  quelle  che  sono ragioni immotivate di una proposta di disegno  di
  legge  che non riguarda assolutamente una questione che può  essere
  discussa   in   questo  Parlamento  prevaricando   le   norme   del
  Regolamento, lo ha detto il mio capogruppo. L'ufficio di Presidenza
  ha  subìto  dalla  maggioranza  in  Conferenza  dei  capigruppo  la
  violazione  diverse  volte,  per responsabilità  politica  si  sono
  succedute  diverse finestre legislative  che non hanno avuto  alcun
  seguito  e alcun risultato; hanno avuto il risultato di mettere  in
  ginocchio  le esigenze dei siciliani.
   Allora,  ritengo  che il richiamo alla serietà che  il  capogruppo
  Cracolici  faceva  nel suo intervento, debba essere  accolto  dalla
  Presidenza.  Lei,  Presidente,  immagino  per  evitare  di   essere
  tacciato come Presidente di una o dell'altra parte - e mi associo a
  quello  che  ha detto il presidente del mio Gruppo parlamentare  -,
  non ha fatto contenta né l'una né l'altra parte, ma naturalmente ha
  utilizzato quelle che sono le regole  di questa Istituzione.
   La  legge  elettorale - lo sa benissimo il capogruppo del  Partito
  Democratico,  lo  sa  benissimo  il  capogruppo  dell'UDC,  lo   sa
  benissimo  il  capogruppo del Movimento per le Autonomie  -  è  una
  legge  che  deve eventualmente rivedere le regole di chi amministra
  le  nostre città e nessuno può pensare che queste regole si possono
  fare con una parte politica, nessuno
   Le regole si fanno in modo condiviso.
   Allora, io ne approfitto, nella speranza che, dall'altro lato,  ci
  siano  delle  persone di buon senso, di utilizzare quanto  meno  un
  attimo  di  serietà. E mi rivolgo a chi fino ad oggi ha  utilizzato
  parole  che riguardano la cultura di governo, all'onorevole  Nicola
  Leanza.
   La  legge elettorale, onorevole Leanza, non può essere appannaggio
  di chi ritiene di gridare.
   La  legge elettorale è un passaggio parlamentare che, da quando  è
  nata  questa  Assemblea,  è stata sempre condivisa,  anche  facendo
  scelte forti.
   Andare   dietro  a  chi  vuole  distruggere  le  istituzioni,   il
  regolamento, a chi vuole insultare le minoranze ritengo sia la cosa
  più  sbagliata che potete fare perché sapete meglio di me  che  non
  potrete    raggiungere   il   risultato.   Presentate   l'esercizio
  provvisorio, così come avete preannunciato. Diamo questo  ulteriore
  strumento,  che naturalmente è un'ulteriore sconfitta politica,  di
  cui  vi  assumete  la responsabilità, e create  le  condizioni  con
  grande  umiltà,  e non con sorrisi o con grida ma con grande umiltà
  -  l'umiltà fa parte della cultura di governo - per sederci attorno
  ad  un tavolo e vedere prima quali sono le motivazioni che vi hanno
  spinto  a  questa guerra e dopo le motivazioni che  vi  spingono  a
  cambiare le regole in Sicilia.
   Signor  Presidente,  prenderò  dopo  la  parola  quando  lei  avrà
  introdotto  l'argomento all'ordine del giorno perché vorrei  capire
  cosa  è  scritto nella lettera che il Governo ha inviato e  ritengo
  che  se  il  contenuto è quello che ho sentito dai  miei  colleghi,
  domani,  a mio avviso, al di là di quello che lei ha deciso  con  i
  capigruppo, non potrà non continuare con all'ordine del  giorno  il
  disegno di legge sul commercio.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come sapete io sono
  alla  prima  esperienza in questo Parlamento. Devo  dire  che  sono
  entrato  in  quest'Aula  con  il  massimo  rispetto  verso   questa
  Istituzione che davvero rappresenta la Sicilia e i siciliani.
   Devo confessarvi, però, che da qualche tempo la stima, rispetto  a
  certi  interventi  di  soggetti  che  pensavo  fossero  molto   più
  autorevoli, viene a mancare. Mi riferisco all'intervista rilasciata
  dall'onorevole Barbagallo ad una rete televisiva nazionale  in  cui
  davvero, secondo me, si è superata l'indecenza. Un parlamentare con
  la busta paga di noi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla, la prego non  introduca  ulteriori
  argomenti.

   SCILLA. Signor Presidente, è la premessa ad un ragionamento.  Devo
  fare   una   premessa,  sviluppo  un  ragionamento  e   vado   alle
  conclusioni.
   Cito questo esempio per dire che, nel momento in cui un autorevole
  membro di questo Parlamento, che se non ricordo male da più di  una
  legislatura siede in questi banchi, dà un simile spettacolo in  una
  intervista  televisiva,  vuol dire che abbiamo  toccato  il  fondo,
  almeno pensavo che fosse stato toccato il fondo.
   Che  poi  tutti questi privilegi, caro Presidente del mio  Gruppo,
  onorevole  Bufardeci, io non li vedo perché per esempio  il  Gruppo
  Forza  del  Sud  non ha uffici, ci sediamo uno sopra  l'altro,  non
  abbiamo una stampante, non abbiamo un fax; altro che privilegi
   Dicevo  che  l'intervista  di Barbagallo  era  l'apice  di  questa
  indecenza,  ma  sentire adesso l'intervento di un altro  autorevole
  membro   di   questo  Parlamento,  presidente  del  PD,   onorevole
  Cracolici, mi sembra che si è riusciti ancora a fare peggio
   Vedete,  il  presidente Cracolici ha detto, più di una volta,  nel
  giustificare la scelta che il suo Partito ha fatto nel sostenere il
  governo  Lombardo,  che il Lombardo quater  era  il  governo  delle
  riforme, era un governo tecnico, che aveva soltanto l'obiettivo  di
  lavorare   per   portare   a  termine  le  riforme   necessarie   e
  indispensabili per la nostra Sicilia. Poc'anzi, lo stesso  soggetto
  ha  ribadito,  dal mio punto di vista in maniera  indegna,  che  la
  legge elettorale non serve a nulla, che la legge non serve né  alla
  Sicilia  né  ai  siciliani, la dobbiamo fare  perché  ormai  è  uno
  scontro titanico e questo scontro titanico va vinto. Non importa se
  facendo  la  legge elettorale noi non diamo nessuna  risposta;  non
  importa  se  a  settori importanti e strategici, come  le  attività
  produttive, l'agricoltura, la pesca, l'edilizia, l'artigianato, noi
  non diamo risposte
   Oggi  il  problema della Sicilia è che l'onorevole Cracolici,  per
  una  questione  interna  al suo Partito,  deve  dimostrare  che  ha
  lavorato bene.
   Ma  questo  Parlamento  non può assolutamente  permettere  che  si
  continui con questo teatrino
   Loro  -  mi  riferisco  ai  deputati del Partito  Democratico  che
  sponsorizza  questa legge - devono avere il buon  senso  di  capire
  che,  dato  che  si trovano al governo non perché  hanno  vinto  le
  elezioni  ma  soltanto  perché sono stati abili  a  portare  avanti
  questo  ribaltone,  devono  ascoltare  invece  chi  può  dare   dei
  suggerimenti utili.
   L'unica legge che oggi realmente serve, Presidente, è quella della
  semplificazione  burocratica. Oggi, l'unica legge che  davvero  può
  essere direttamente collegata ai bisogni delle nostre attività,  ai
  bisogni della nostra gente, è quella legge che è stata rimandata in
  maniera assurda in Commissione solo perché si vuole dimostrare  non
  ho capito bene ancora cosa.
   Lei  che  presiede  quest'Aula, ha il  dovere,  in  rappresentanza
  dell'intero Parlamento, di ricondurre tutto nel giusto  binario  in
  una logica regolamentare.
   Ieri, la legge elettorale con un voto d'Aula è stata sospesa.  Non
  sono  un esperto del  Regolamento di quest'Aula, se è stata sospesa
  e  la  Presidenza ha accettato la sospensione vuol dire che ci sono
  delle  motivazioni  per  le quali quella legge  non  poteva  andare
  avanti. Mi vuole spiegare lei o qualcuno dell'Ufficio di Presidenza
  quali sono gli elementi che oggi ci portano a rimettere in gioco la
  legge elettorale, soltanto perché c'è qualcuno che vuole, da questo
  punto di vista, fare il primo della classe?
   Questo  lei non lo può permettere, caro Presidente  Lei, oggi,  ha
  un  compito  che  va  oltre  a  quello  semplice  della  conduzione
  dell'Aula; lei, oggi, deve diventare garante delle esigenze,  delle
  aspettative dei nostri cittadini, di chi ha davvero bisogno, di chi
  soffre.  Oggi, abbiamo una burocrazia che uccide le imprese;  oggi,
  abbiamo  imprenditori che non riescono ad arrivare  alla  fine  del
  mese.
   Se   ci  sono  delle  difficoltà  oggettive  sulla  legge  per  il
  commercio, dobbiamo riprendere i nostri lavori parlamentari  domani
  con   il   seguito   dell'esame  del   disegno   di   legge   sulla
  semplificazione  amministrativa che  è  pronto.  Ieri,  l'assessore
  Chinnici ha detto in Aula che ha ristudiato la norma, che ha  tolto
  tutte  le  parti  che  noi di Forza del Sud, con  l'intervento  del
  nostro  Capogruppo, avevamo detto che c'erano delle  cose  che  già
  erano inserite nell'attuale ordinamento. Ed allora, perché non fare
  le  cose  corrette?  Perché accettare ragionamenti  che  non  hanno
  logica?  Per quale dannata ragione dobbiamo andare a sbattere  e  a
  mortificarci ancor di più?
   Oggi, la Sicilia ha bisogno soltanto di una cosa: ha bisogno della
  finanziaria e del bilancio.
   Ma poiché questa maggioranza non è in grado di portare le carte e,
  sicuramente,   chiederanno  l'esercizio  provvisorio   e,   quindi,
  arriverà  il  mese  di aprile, dobbiamo tutti  insieme,  senza  che
  nessuno voglia vincere su un altro - ancora non ho capito cosa  c'è
  da  vincere  in  questo senso -  lavorare in maniera  corretta  per
  finire la legge sulla semplificazione burocratica che è davvero una
  legge che serve.
   Oggi,  quando si va in un ufficio pubblico regionale si impazzisce
  letteralmente.   Oggi,  non  si  può  andare   avanti   per   avere
  un'autorizzazione  e se si ha la fortuna di avere un'autorizzazione
  in un assessorato, ti faranno impazzire in un altro assessorato.  E
  se,  per  esempio,  si  ha  bisogno  di  un'autorizzazione  di  una
  sovrintendenza  qualsiasi, a quel punto si può scrivere  la  parola
   fine .
   Signor presidente, non si faccia condizionare da ragionamenti  che
  sono  davvero  indegni, inaccettabili  Questo  Parlamento  non  può
  continuare  ancora  ad  essere bloccato. Sembra  la  storiella  del
  bambino  che vuole, a tutti i costi, il giocattolo: Ho bisogno  del
  giocattolo e voglio il giocattolo   e se quel giocattolo non si può
  comprare, inizia a piangere e dobbiamo accontentarlo. Non  è  così
  Qui  parliamo di politica; parliamo di interessi della Regione  che
  sta soffrendo e sta morendo
   Allora,   per  quanto  riguarda  Forza  del  Sud  che   fa   della
  semplificazione  burocratica un pilastro, che fa,  sicuramente,  un
  principio cardine, lei, dall'alto del suo ruolo istituzionale,  non
  si  limiti,  caro  presidente, lei sta  lavorando  bene,  perché  è
  complicato,  lo comprendo, ma lei non può farsi tirare  la  giacca,
  lei  deve capire e deve avere come stella polare l'interesse  della
  Sicilia e dei siciliani
   Siccome,  la legge elettorale non si può fare, la legge elettorale
  non  serve - e lo ha detto pure poco fa il presidente del PD -  non
  serve  a nessuno, tra l'altro, si vota in appena ventisette Comuni,
  che  importanza ha oggi se in Sicilia, quando andiamo a  votare  il
  sindaco  di  Campobello di Mazara, dobbiamo scrivere  il  nome  del
  sindaco o il nome del consigliere? Ma si vergogni che, ancora oggi,
  blocca  il Parlamento in questa maniera  Sembriamo il peggiore  dei
  consigli  comunali  E' indecente  Soggetti che dovrebbero essere  o
  si  sentono non so cosa, alla fine, bloccano un parlamento  e  noi,
  che   abbiamo  vinto  le  elezioni,  signor  presidente,  lei   non
  dimentichi  che al di là del ribaltone, dell'inganno, dell'inciucio
  che hanno perpetrato ai danni dei siciliani, loro hanno perduto  le
  elezioni.  Le  dico che anche se noi riuscissimo a cambiare  questa
  legge,  perderanno ancora perché non è una legge che fa vincere  le
  elezioni;  le elezioni si vincono se si hanno  idee,  se  si  hanno
  proposte.
   Ed  allora,  signor Presidente, noi dobbiamo riprendere  i  lavori
  d'Aula  -  dato che per quanto concerne la legge sul  commercio  ci
  sono dei problemi, faccio parte della III Commissione  e so di  che
  cosa   stiamo   parlando  -  con  la  legge  sulla  semplificazione
  burocratica.  Al PD e all'onorevole Cracolici il giocattolo  glielo
  compreremo in un negozio, successivamente.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  presidente, posso chiederle  su  cosa   si  sta
  parlando?

   PRESIDENTE. Sulle comunicazioni della Presidenza.

   SPEZIALE. Si è aperto un dibattito?

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, questo Parlamento dà il diritto ai
  suoi componenti di esprimere le proprie opinioni.

   SPEZIALE. Volevo capire se sono a ruota libera

   PRESIDENTE. Sono perfettamente regolamentate.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  la  ringrazio  perché  mi  dà   la
  possibilità, nonostante l'onorevole Speziale la pensi diversamente,
  molto  semplicemente, voglio esprimere il mio disappunto per questa
  querelle che si è creata all'interno di questo Parlamento e che sta
  certamente  portando  non  pochi danni alla  nostra  Regione  e  ai
  siciliani,  che aspettano risposte, signor Presidente, che  pensano
  che la classe politica - certamente per questioni che sono antiche,
  ma  anche  recenti, che comunque giungono fino a noi  -,  sia  poco
  credibile.
   La  gente  si  allontana sempre di più; gli uomini,  le  donne,  i
  ragazzi, le ragazze, gli anziani vedono nella politica più  che  un
  soggetto  al  quale  affidarsi,  un misterioso  oggetto  dal  quale
  allontanarsi.  E  noi non stiamo facendo nulla per  guadagnarci  la
  fiducia del popolo siciliano, noi stiamo dando di questo Parlamento
  un'immagine pessima, non ci rendiamo conto che queste questioni che
  dovrebbero    risolversi   all'interno   delle   forze   politiche,
  all'interno dei gruppi parlamentari non dovrebbero e non potrebbero
  avere  albergo  in  un Parlamento che deve occuparsi  di  questioni
  importanti, come i servizi, come la sanità.
   Lei  oggi  ha  visto,  signor  Presidente,  quanto  sia  impietosa
  l'analisi che un osservatorio sui servizi sanitari fa della  nostra
  Regione,  quanto  a qualità di servizi siamo al penultimo  posto  e
  all'ultimo  posto  vi  è  soltanto la Basilicata,  fra  le  regioni
  italiane.
   Tuttavia,  noi  sbandieriamo anche,  da  questo  punto  di  vista,
  successi  importanti. Non ci rendiamo conto che per  chiedere,  non
  per  ottenere,  ma  per chiedere una prestazione sanitaria  bisogna
  fare   file  interminabili;  non  ci  rendiamo  conto  che  bisogna
  regolamentare  la  stessa grande distribuzione e farlo  in  maniera
  intelligente,  cercando di coniugare l'esigenza del libero  mercato
  con  le  aspettative legittime che vengono dal mondo del commercio;
  non  ci  rendiamo conto di quanto stia soffrendo l'artigianato,  di
  quanto stia languendo l'agricoltura; non ci rendiamo conto di  come
  sia  difficile per le Amministrazioni locali agire in  un  contesto
  che  è  fortemente  burocratizzato e che non  consente  in  nessuna
  occasione  di  andare avanti celermente o comunque  compatibilmente
  con  i  tempi che ci chiede l'imprenditoria; non ci rendiamo  conto
  del fatto che oggi è difficile investire in Sicilia.
   E  assistiamo a parole in libertà, a fiumi di parole  in  libertà,
  che  se  venissero da un quisque de populo potrebbero anche  essere
  accettate, se venissero da soggetti che non hanno ruolo  e  rilievo
  istituzionale potremmo anche capirle, ma addirittura  c'è  chi  non
  rendendosi conto della delicata questione istituzionale che  stiamo
  vivendo, c'è qualcuno - dicevo - che, come il Presidente di  questa
  Regione,  si  ostina a fare ancora il capopopolo, si ostina  a  non
  occuparsi  dei problemi del suo Governo, si ostina a non  occuparsi
  dei  problemi  della sua maggioranza, ma per quello che  mi  sta  a
  cuore,  si ostina a non occuparsi dei problemi dei siciliani  e  si
  occupa  della  minoranza e si lascia andare.. - della minoranza  in
  quest'Aula,  onorevole  Vinciullo -, che è maggioranza,  stragrande
  maggioranza  in  questa  Regione e cerca di nascondere  la  propria
  incapacità, la propria incoerenza, la propria mancanza di  rispetto
  per  la  democrazia,  additando nella maggioranza  coloro  i  quali
  stanno bloccando il Parlamento.
   Noi  non  vogliamo bloccare un bel nulla. Lo dico  a  lei,  signor
  Presidente,  ma lo dico all'Aula e mutuando anche parole  che  sono
  nate,  qui,  in questa tribuna, che quando si vogliono cambiare  le
  regole  nel  corso  della partita, del gioco,  si  dimostra  scarsa
  sensibilità istituzionale. E qualcuno lo ha detto. Lo ha  detto  il
  Presidente Cracolici.
   Egli   poc'anzi  sosteneva:   stiamo  parlando  di  cose   serie .
  Onorevole  Cracolici,  le  cose  serie  sono  un'altra  cosa,   non
  offendiamo le cose serie, perché così facendo se parlavamo di  cose
  serie  e  lei  non può farlo, perché così si offendono  gli  uomini
  seri.  E  noi  siamo uomini seri, siamo uomini responsabili,  siamo
  uomini  che  vogliono  dare  un  contributo  sostanziale  a  questa
  Regione.
   Non  siamo  capaci di occuparci della semplificazione burocratica,
  diceva  l'onorevole Cracolici:  l'abbiamo accantonata in  virtù  di
  una sospensiva e si è accantonata per ragioni ben precise in quanto
  non vi era stata la possibilità di ascoltare alcune categorie.
   La  stessa  cosa sta accadendo con la legge elettorale. Per  quale
  motivo  non  si  vuole pensare alla necessità  di  ascoltare  anche
  l'ANCI (l'Associazione Nazionale Comuni Italiani); per quale motivo
  ci  si  ostina  a  non  ascoltare l'URPS (l'Unione  delle  Province
  Regionali  Siciliane);  per quale motivo si vuole andare a  portare
  un risultato che serve a chi? Che giova a che cosa?
     Possiamo correre dietro ad alchimie politiche per tenere insieme
  una  forza,  per  tenere insieme un gruppo  pur  nel  dissenso  che
  serpeggia  nelle  file  del  Partito  Democratico  e  bloccare   il
  Parlamento  con pretesti, con regolamenti invocati  o  applicati  o
  applicati  meglio  o  applicati male?  Noi  siamo  stanchi,  signor
  Presidente,  noi  siamo  stanchi, noi vogliamo  lavorare,  vogliamo
  affrontare  i disegni di leggi che vengono presentati dal  Governo,
  pochini  per la verità, vogliamo approvare dopo averli approfondite
  i  disegni  di  legge  che vengono presentate  dal  Parlamento,  da
  qualunque  parte  politica,  e  che  riguardano  il  commercio,  la
  semplificazione  burocratica, vale a dire  leggi  sostanziali.  Non
  possiamo pensare di rinviare sine die l'esame del bilancio, l'esame
  della finanziaria.. E non mi si dica che oggi questo argomento  non
  può  essere  approvato. Noi vogliamo affrontare  i  problemi  della
  mancanza  di  occupazione.  Mentre noi   parliamo  qui,  in  questo
  momento,  vi  sono  focolai di protesta a tutti  i  livelli,  dalla
  formazione alla sanità, dai trasporti ai Servizi, vi è  -  è  ormai
  noto a tutti - chi,  in questo momento, sta pagando un alto tributo
  alla mancanza di occupazione ed è obbligato addirittura ad occupare
  una sede importante, come il Consiglio comunale di Messina.
   Allora  smettiamola, faccio un appello a lei,  signor  Presidente,
  dall'alto della sua saggezza e del suo ruolo. Mettiamoci ancora una
  volta  attorno  ad un tavolo, definiamo le cose che  devono  essere
  approvate   subito   nell'interesse   dei   siciliani   e    vedrà,
  l'opposizione non farà mancare il proprio apporto, non farà mancare
  il  proprio contributo, lo farà con il senso di responsabilità  che
  ha  sempre dimostrato nell'interesse della Sicilia e dei siciliani.
  Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole   Corona.  Ne  ha
  facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo che in questi
  ultimi  giorni si sia  assistito al fatto che c'è un  po'  di  caos
  all'interno dei rapporti istituzionali di questa Assemblea, tra  la
  Presidenza  e  i  Gruppi  parlamentari,  tra  la  Presidenza  e  le
  Commissioni, tra le Commissioni e i componenti, tra la  maggioranza
  e  l'opposizione. In buona sostanza, signor Presidente, lei oggi ha
  dovuto  decidere in solitudine rispetto ad una diversità di  vedute
  che  c'è  stata  all'interno della Conferenza   dei  Capigruppo.  E
  questo  le fa onore, perché ha applicato il Regolamento che prevede
  che il Presidente, in caso di mancato accordo, decide un calendario
  d'Aula.
   Tuttavia,  signor  Presidente, ascoltando il primo  intervento  di
  questa  sera, quello dell'onorevole Cracolici, il quale ha ribadito
  alcuni  concetti e tra questi anche il fatto che noi ci  ritroviamo
  in  una  sorta di pantano, vorrei ricordare all'onorevole Cracolici
  che,  essendo  uno che frequenta un po' le strade, i  ruscelli,  le
  spiagge,  il  territorio,  si rende conto  che  i  pantani  vengono
  costruiti  dall'uomo, non sono un fatto naturale come  gli  stagni,
  c'è  una  bella differenza fra gli stagni d'acqua e i pantani.  Qui
  dobbiamo spiegare ai cittadini, ai siciliani, chi ha voluto  creare
  questo pantano.
   Allora,  partiamo facendo qualche passo indietro e  torniamo  alla
  composizione  di  questo  Governo  quater.  L'onorevole   Lombardo,
  presidente di questa Regione, costituisce su input del PD, e quindi
  del  suo capogruppo, il quarto Governo e dichiara di voler fare  un
  Governo tecnico. Facendo questa scelta si assume una responsabilità
  che  intanto  è  quella  di gravare le nostre  casse  regionali  di
  ulteriori spese, in quanto questo Governo costa oltre 200 mila euro
  al  mese  in  più  rispetto a un Governo politico.  Facendo  questa
  scelta ha assunto anche una sorta di impegno sempre con l'onorevole
  Cracolici che era quello di rompere prima possibile con il  Governo
  Berlusconi.  Doveva prendere le distanze dal Governo Berlusconi  e,
  dopo questo fatto politico, fare le riforme.
   Un Governo quater che doveva servire a fare le riforme.
   Analizziamo  dunque  quello  che è accaduto  in  questi  mesi.  Il
  Governo  Lombardo, alla prima occasione, ha rotto  con  il  Governo
  Berlusconi.
   L'onorevole  Cracolici ha, quindi, raggiunto un  primo  obiettivo,
  quello  di  far  rompere definitivamente Lombardo  con  un  Governo
  nazionale che poteva essere utile a questa Regione. Oggi o  domani,
  infatti, l'onorevole Cracolici potrebbe cominciare a dire  -  e  ad
  essere d'accordo, mentre nel passato è sempre stato contrario  agli
  esercizi provvisori - che noi non possiamo approvare il bilancio  e
  la finanziaria entro il 30 marzo 2011 perché non c'è stato da parte
  del Governo Berlusconi una disponibilità

   CRACOLICI. Bravo, bravo.

   CORONA. Lo anticipo, onorevole Cracolici, perché tanto lo dirà.  E
  quindi  dobbiamo  andare purtroppo all'esercizio  provvisorio  fino
  alla  fine di aprile. Ciò cosa significa? Significa che l'onorevole
  Cracolici come partito d'opposizione che si è prestato  .

   CRACOLICI. Dica il PD, non Cracolici.

   CORONA.  Onorevole Cracolici, lei rappresenta il PD in quest'Aula,
  per  cui mi rivolgo a lei. Non c'è dubbio, lei lo sa benissimo, che
  questo  asse che ormai comincia a scricchiolare tra lei e  Lombardo
  si  regge  ancora per poco tempo, perché da qui a qualche mese  lei
  troverà  un'altra strategia politica per dire a Lombardo  che  deve
  fare qualche altra cosa.
     Perché  il suo obiettivo qual è? E' quello innanzitutto  non  di
  governare   questa  Regione,  ma  soprattutto  di  ristabilire   un
  principio:  che  la  minoranza  di  questa  Regione  può  diventare
  maggioranza, ma ancor di più che questa minoranza è stata capace di
  mandare  all'opposizione il PDL  Questo è quindi il suo  obiettivo.
  Ma  questo  lo può fare con i giochi di palazzo, con  i  giochi  di
  condominio,  onorevole Cracolici, perché questo condominio  oggi  è
  rappresentato  da  questo  Governo  Lombardo  che  non  riesce   ad
  autodeterminarsi, poiché, da quando è nato ad oggi, ha  fatto  solo
  una legge quella sulla  Targa Florio', che abbiamo votato tutti.
    E non mi venga qui a dire, onorevole Cracolici, che lei ha voluto
  questo  Governo  per  fare le riforme  Che questo  Governo  che  ha
  prodotto  ben due proposte di legge, quella sul commercio e  quella
  sulla  semplificazione, sulla quale poi quest'Aula  non  ha  potuto
  entrare  nel merito e discutere perché l'onorevole Cracolici,  ogni
  volta  che  abbiamo aperto il dibattito su questi  due  disegni  di
  legge  ha  costretto  gli  assessori  al  ramo  a  rinviare  i  due
  provvedimenti  in  commissione, o a sospenderne la  discussione  in
  quanto si doveva prima discutere la legge elettorale.
   Questa  legge elettorale, signor Presidente, che qui  ancora  oggi
  non  si  capisce  quando dovrebbe entrare in vigore  -  l'onorevole
  Cracolici  dice  di volere la legge elettorale, che  considera  non
  trascendentale,  e  io sono d'accordo con lui perché  non  ci  sono
  grandi  intuizioni e non era dunque necessario riformare una  legge
  visto che abbiamo già delle regole che disciplinano le elezioni nei
  comuni  e nelle province. E qui dobbiamo dire ai siciliani  che  le
  commissioni  hanno  sempre operato nell'interesse  generale,  hanno
  sempre   cercato   di  fare  buone  leggi  effettuando   audizioni,
  convocazioni, incontri con le parti interessate.
   Ebbene,   in   tal  senso,  solo  la  I  Commissione,   presieduta
  dall'onorevole Minardo, espressione di questo MPA che dice di voler
  essere  il  difensore  delle autonomie e quindi  il  difensore  dei
  comuni  e  delle  province di questa Regione,  non ha  ritenuto  di
  ascoltare né l'ANCI né l'URPS.
   Come si fa a fare una legge senza sentire i diretti interessati?
   E poi, signor Presidente, qui non ci dobbiamo nascondere dietro un
  dito: questa è una legge che non vedrà mai la luce perché in questa
  Assemblea  regionale,  da  quando ci siamo  insediati,  dall'inizio
  della  legislatura, sono stati presentati 17 disegni  di  legge  da
  parte  di  quasi tutti i colleghi parlamentari. Questo  disegno  di
  legge è una sorta di sintesi tra quello è stato presentato, cioè  i
  17  disegni  di  legge, e le tante leggi che sono  operative  nella
  nostra Regione.
   Allora  qui  dobbiamo dire finalmente una parola chiara  a  quanti
  sono  in  campagna elettorale. Onorevole Cracolici, nei  27  comuni
  della  Regione  siciliana, di cui alcuni  comuni  importanti  e  un
  capoluogo  della  provincia, Ragusa, come  si  fa  a  svolgere  una
  campagna  elettorale già di fatto avviata e pensare di  portare  in
  Aula un disegno di legge su cui c'è una divisione totale? Questa  è
  la conferma del fatto che ad oggi ci sono oltre tremila emendamenti
  presentati, vediamo domani quanti saranno.
   Signor  Presidente, come si fa da parte sua, pur interpretando  il
  Regolamento,  a  stabilire   una sorta di principio  schizofrenico?
  Perché  ieri mattina quest'Aula ha deciso nella sua maggioranza  di
  sospendere la discussione generale del disegno di legge di  riforma
  elettorale e lei, secondo me, al di là  del Regolamento  dal  punto
  di  vista politico, non poteva portare in discussione in quest'Aula
  lo stesso disegno di legge in quanto non vi erano più le condizioni
  politiche.   E come dice il presidente del Gruppo parlamentare  PD,
  l'onorevole Cracolici,  siamo in un pantano .
   Allora, qui deve venire fuori la buona politica.

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   CORONA.  L'onorevole Lombardo non può pensare a rifarsi  il  look.
  Oggi  in una intervista che ho ascoltato al TG3, sembrava un  pazzo
  libero,  scatenato   in  quanto  doveva  difendere  il  suo  amico,
  l'onorevole  Cracolici.  Doveva  difendere  il  principio  di   una
  maggioranza che non c'è, che ha un potere ma che vuole gestire,  ma
  è  un  potere  d'argilla. Dobbiamo parlare chiaro ai siciliani,  ma
  soprattutto dobbiamo parlare chiaro a questi 27 comuni che dovranno
  scegliere, da qui a due mesi, cosa fare e con quale legge andare al
  voto. Dobbiamo dire se questa legge vuole essere

   PRESIDENTE. Onorevole Corona, deve concludere  E' già fuori di  un
  minuto e 37.

   CORONA. Signor Presidente, lei è preciso.

   PRESIDENTE. O lei conclude o le tolgo la parola.

   CORONA.  Signor  Presidente,  se lei  è  cronometrico  rinuncio  a
  parlare ed intervengo successivamente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicola Leanza. Ne ha
  facoltà.

   LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare
  un brevissimo intervento.

   PRESIDENTE.  Apprezzata  la  situazione,  comunico  che  essendoci
  ancora  altri  otto  iscritti a parlare,  il  tempo  assegnato  per
  l'intervento è di cinque minuti. La prego di non superare i  cinque
  minuti.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  in
  qualche  modo  che i colleghi parlamentari potessero riflettere  un
  attimo  su  quello  che  sta  accadendo in  quest'Aula.  Ci  stiamo
  assolutamente delegittimando. Da diversi giorni, ormai da un  mese,
  un  mese e mezzo, c'è uno scontro sul nulla. C'è uno scontro  l'uno
  contro  l'altro  in  una maniera, in molti casi,  anche  abbastanza
  violenta  verbalmente, che non si addice ad  una  classe  dirigente
  come  quella  del  Parlamento siciliano. Non era mai  capitato  che
  arrivassimo  a  questo  punto. Da un mese parliamo  di  ordine  dei
  lavori, di tempo, parliamo per fatto personale e, purtroppo, da  un
  mese,  un mese e mezzo siamo sempre qui a consumare queste giornate
  senza  che  portiamo a casa nulla né per noi stessi, dal  punto  di
  vista  legislativo,  dal  punto  di  vista  del  servizio  reso  ai
  siciliani, ma soprattutto non riusciamo a portare nulla  al  popolo
  siciliano.
   Vorrei  fare un appello se mi è consentito. Ringrazio il  collega,
  l'onorevole  Mancuso, ma mi piacerebbe che le parole dell'onorevole
  Mancuso  e  le parole di buon senso che vengono anche da  tutto  il
  Parlamento,  le voci che si sono levate da diversi banchi  affinché
  si   raggiungesse  ad  un'intesa,  ad  una  pausa  di  riflessione,
  chiamiamola  così,  una  pausa  di riflessione,  abbiamo  tutta  la
  serata, abbiamo l'intera mattinata di domani, se vogliamo.
   Sappiamo   perfettamente   che,   molto   probabilmente,   andremo
  all'esercizio  provvisorio. Oggi, l'assessore Armao ha  portato  le
  carte in Commissione Bilancio relativamente al federalismo.
   Per il Governo non manca, è pronto a fare la finanziaria, mancano,
  ovviamente,  le  autorizzazioni  rispetto  alle  nuove  norme   sul
  federalismo  e,  comunque,  rispetto ad un'intesa  con  il  Governo
  nazionale.  Dunque, molto probabilmente, nostro  malgrado,  dovremo
  andare forse all'esercizio provvisorio.
   Ma  per  quale motivo dobbiamo continuare una fase di scontro  che
  non  serve né alla politica né certamente ai parlamentari presenti,
  né  certamente alla Sicilia? Ecco, perché ritengo che, forse, senza
  bisogno di fare nessun tavolo  momentaneamente, ma soltanto con una
  pausa   di  riflessione  in  cui  ognuno,  i  capigruppo,   persone
  responsabili.. Vedete, non è possibile che di punto in  bianco  sia
  diventato     Non  mi piace, non mi piace il fatto che  l'onorevole
  Cracolici viene chiamato in causa come bersaglio continuo.
   L'onorevole  Cracolici ci ha abituati a fare  un'opposizione  vera
  quando  era  in  quei banchi, anche molto rispettosa,  anche  molto
  seria,  determinata  e  appassionata. Oggi  si  trova  in  un'altra
  situazione,  che  è una situazione ancora più complicata  per  fare
  opposizione,  ma la passione e la serietà dell'onorevole  Cracolici
  non  si  discutono  in quest'Aula e il rispetto  verso  quest'Aula.
  Pertanto,   la  stessa  cosa  deve valere  per  tutti,  non  è  più
  possibile che si vada  l'uno contro l'altro armati.
   Onorevoli  colleghi,  ritengo  che  sia  arrivato  il  momento  di
  fermarci un po' a riflettere, fermo restando il calendario  che  il
  Presidente Formica ha comunicato poco fa.
   Ritengo che stasera al posto di continuare a parlare non so di che
  cosa,  non so su che cosa stiamo parlando, non l'ho più capito,  ci
  sono  altre dieci deputati iscritti a parlare non sappiamo  su  che
  cosa,  non  so  se  sul  disegno  di  legge  del  commercio,  sulle
  comunicazioni o, su come sto facendo io, sperando in  qualcosa  che
  possa cambiare l'atteggiamento di quest'Aula. Ritegno che forse sia
  arrivato  il momento di chiudere questi lavori stasera,  tanto  non
  portano  a  nulla  di  nuovo, non c'è pratica ostruzionistica,  non
  serve  l'orario  tanto prima o poi dovremo finire,  è  inutile  che
  aspettiamo le ore 21.00, dopo aver parlato tutti quanti per dire le
  cose  che  abbiamo  detto  in questi giorni,  costantemente,  l'uno
  contro l'altro. Ritengo invece che sia meglio utilizzare queste due
  ore che rimangono o anche di più per una pausa di riflessione che i
  Gruppi  vorranno  fare per cercare di trovare  una  sintesi.  E  la
  sintesi è nel fare in modo compiuto la legge elettorale.
   Indiscutibilmente, onorevoli amici e colleghi della minoranza,  il
  disegno  di  legge elettorale lo vogliamo fare d'accordo  con  voi,
  riscrivendo  le  regole, facendole insieme. Non vogliamo  fare  una
  legge  elettorale  che non serve a nessuno,  né  nel  merito  siamo
  convinti  che  la stravolgerete, ma certamente siamo  assolutamente
  convinti  che  sarete  anche  disposti ad  accettare  le  eventuali
  proposte  che  venissero  dalla minoranza, considerato  che  questa
  legge  elettorale  è  una  legge elettorale,  come  dicevamo  ieri,
  sobria,  semplice,  che assolutamente non cambia  o  non  stravolge
  nulla,  non cambia il  mondo, non favorisce nessuno, non  favorisce
  assolutamente nessuno.

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, volevo dire un'ultima cosa.  E'
  chiaro  che dobbiamo fare la semplificazione amministrativa,  ormai
  siamo  tutti  d'accordo. Allora, facciamo una pausa di  riflessione
  per condividere insieme tutte le leggi che dobbiamo approvare senza
  bisogno di attaccare la Presidenza, e, onorevole Oddo, mi rivolgo a
  lei  quale presidente pro-tempore, perché ritengo che non sia   più
  possibile che la Presidenza diventi il bersaglio una volta dell'uno
  e una volta dell'altro.

   PRESIDENTE. La prego di concludere.

   LEANZA  NICOLA.  La  Presidenza deve  essere  terza,  deve  essere
  l'arbitro  che  tutti  quanti  abbiamo  sempre  auspicato  e   deve
  garantire tutti i deputati e l'intero Parlamento.

   Pertanto, rivolgo un appello al buon senso e alla responsabilità e
  un appello sentito che ritengo di fare innanzitutto a me stesso, al
  mio Gruppo e, ovviamente, a tutta l'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sul calendario provvisorio non c'è
  una  discussione  che  può  riguardare  la  tuttologia  teorica   o
  applicata,  c'è  semplicemente  un  richiamo  dal  punto  di  vista
  regolamentare o dell'ordine dei lavori.

                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  per
  aver  ridotto il termine a cinque minuti, perché con quel  poco  di
  voce che resta credo che cinque minuti siano più che sufficienti.
   Onorevole  Speziale, oggi noi abbiamo fatto una  lunga  Conferenza
  dei   Capigruppo  nella  quale  abbiamo  ascoltato  anche   qualche
  intervento di buon senso. Uno degli interventi di buon senso che  è
  stato  posto in essere in quella Conferenza dei Capigruppo è venuto
  proprio  dal Presidente Oddo, il quale, credo senza averne  parlato
  prima  con  l'onorevole Leanza, aveva, di fatto, posto  sul  tavolo
  della  discussione in modo pacato e trattando più o meno gli stessi
  temi,  le stesse argomentazioni che questa sera l'onorevole  Leanza
  ha sottoposto all'attenzione dell'Aula.
   E'  chiaro  che  i  toni delle argomentazioni dell'onorevole  Oddo
  prima e dell'onorevole Leanza dopo mal si sposano con i toni e  con
  le  argomentazioni  dell'onorevole Cracolici ancora  all'inizio  di
  quest'Aula,  ma quello che è più  mortificante nei confronti  della
  sua  maggioranza  e  nei  confronti dell'onorevole  Leanza,  perché
  questo  mi  fa capire che non c'è nessun raccordo tra il Presidente
  della Regione e i suoi uomini con quanto affermato in un comunicato
  stampa  dal  presidente Lombardo, appena un paio di ore fa,  perché
  mentre   il  vicepresidente  Oddo,  e  adesso  l'onorevole  Leanza,
  chiedono di ragionare e di fermare il gioco, il presidente Lombardo
  non  perde  occasione, a mio parere, lo ha detto in  maniera  anche
  indecorosa  per  un  uomo  che  veste i  panni  istituzionali,  per
  definire l'opposizione  indecente'.
   Vi  invito  a  raccordarvi perché credo che quando parla  Raffaele
  Lombardo  non parla l'ultimo dei boy-scout  ma parla il Presidente,
  il  governatore della Sicilia e dato che il tema era proprio quello
  che  lei  Presidente Oddo, in maniera così attenta,  così  come  ha
  fatto  poc'anzi   l'onorevole Lenza,  avevate  sollevato  prima  in
  Conferenza dei Capigruppo e adesso in Aula, credo che sia  il  caso
  di chiarirci.
   Il  mio  intervento  sull'ordine dei lavori  voleva  avere  questo
  senso  e  lo  avrà  perché manterrò i tempi. Il Presidente  Formica
  aveva  già di fatto trovato una forma di mediazione, perché se  per
  un  verso  l'unico punto all'ordine del giorno restava  quello  del
  disegno  di legge sul commercio, per altro verso, da nessuna  parte
  stava  scritto  che  domani si continuasse la discussione  generale
  relativa  al disegno di legge sulla riforma elettorale,  eppure  il
  Presidente Formica dimostrandosi  ancora una volta super partes  ha
  ritenuto di trovare questa  soluzione  mediana'.
   Rispetto alla proposta dell'onorevole  Leanza e dimenticando tutto
  quello che ci è stato addebitato in questi giorni, a cominciare dal
  Presidente della Regione e terminare con l'onorevole Cracolici, noi
  diciamo che abbiamo sempre sostenuto che per quanto ci riguarda  il
  vulnus  è accaduto in I Commissione, noi non abbiamo detto che  non
  vogliamo  fare la legge elettorale, quando dico noi, parlo  sia   a
  titolo  personale   e  soprattutto per quello che  rappresento   in
  questo momento,  i Popolari di Italia Domani. Noi abbiamo detto che
  ritenevamo  priorità  per   il popolo siciliano  altri  disegni  di
  legge,   rispetto a questa nostra posizione, che resta  inalterata,
  ci  sentiamo  tuttavia  di  condividere   l'appello  dell'onorevole
  Lenza,  questa  sera  in Aula, e diciamo, caro onorevole  Leanza  e
  maggioranza  ribaltonista  di  questa  Aula,  noi  siamo  pronti  a
  ridiscutere  il  disegno  di  legge di riforma  elettorale  laddove
  volevamo discuterlo e cioè in I Commissione, ma dato che a  maggior
  ragione  ci viene paventata l'opportunità o l'opzione da parte  del
  Governo di chiedere  un ulteriore mese di proroga e quindi un nuovo
  esercizio  provvisorio perché per ragioni che ognuno di  noi  vedrà
  dalla  sua prospettiva, comunque, questa finanziaria non può essere
  pronta, noi diciamo - nulla vieta che stasera o domani, stasera no,
  perché  non  è all'ordine del giorno - che domani un rappresentante
  della  maggioranza  chieda  che il disegno  di  legge  sulla  legge
  elettorale  torni  in I Commissione e che si ritorni  a  discuterla
  evidentemente  dopo aver approvato l'esercizio provvisorio,  perché
  ad  aprile questo disegno di legge possa tornare in Aula in maniera
  condivisa e perché no, senza ulteriori problemi di natura  politica
  diventare legge, questa è una proposta.

   DE   LUCA.   E'  iscritto  a  parlare,  sull'ordine  dei   lavori,
  l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di discutere
  sull'ordine  dei  lavori  devo precisare  un  aspetto  che  ritengo
  fondamentale,  perché ieri il Presidente Formica ha  comunicato  in
  Aula   la  mia  adesione al Gruppo parlamentare  del  PDL:   voglio
  chiarire  che  è  stata  fatta   una  nota  ben  precisa  dove   ho
  continuamente ribadito un principio che è quello che ho  d'altronde
  ribadito  in più occasioni, il sottoscritto ha già evidenziato,  in
  modo particolare,  a questa maggioranza ed al Governo, che non  c'è
  stasera,  e  all'assessore Chinnici che era pronto a votare  questa
  norma  non  infischiandosene del merito, perchè  questa  norma  non
  serve  a  nessuno, se non a questo vessillo politico di cui abbiamo
  parlato, ad una condizione, che si ripristinasse il principio delle
  incompatibilità,  che si tenesse conto della sentenza  della  Corte
  costituzionale,  che in merito già aveva, quanto meno,  sbugiardato
  questo  Parlamento e che, di conseguenza, io ero  pronto,  rispetto
  all'introduzione  delle  incompatibilità,  a  dire  sì  perché   il
  Parlamento  risolveva una questione che è rimasta  aperta  come  la
  famosa norma  Pippo Sorbello  quando in questo Parlamento si doveva
  anche  chiarire l'incompatibilità tra assessore regionale e sindaco
  di qualsiasi comune.
   Rispetto a tutto questo,  la maggioranza non ha risposto,  non  ha
  risposto il Governo, non ha risposto nessuno, perché, entrando  ora
  anche  nel merito dei lavori, si continua a propinare delle  norme,
  compreso  il  calendario provvisorio di oggi, signor  Presidente  e
  onorevoli  colleghi, che servono semplicemente ad appiccicarsi  una
  medaglietta  sul  petto perché qualcuno, ancora, deve  giustificare
  perché si trova nella maggioranza mentre era all'opposizione.
   Rispetto a tutto questo noi possiamo anche accogliere ciò  che  ha
  detto   il   portavoce  del  Governo.  Il  portavoce  del  Governo,
  l'onorevole  Leanza,  dato  che il Governo  non  c'è,  lo  dobbiamo
  reputare tale, ha lanciato un appello a questo Parlamento.
   Ma noi siamo persone responsabili, d'altronde se per impedire, per
  quanto  mi  riguarda, questa prepotenza di volere  fare  per  forza
  questa  norma  che non serve, ripeto, a nessuno e  quindi  forzando
  anche  le  regole  di  quello  che è il  quieto  vivere  in  questo
  Parlamento, si mette da parte tutto, non si dice la verità,  perché
  una   cosa  la  dobbiamo  precisare,  si  va  ancora  alla  proroga
  dell'esercizio  provvisorio perché il ministro Tremonti  non  vuole
  autorizzare  che  si  utilizzi il FAS per  coprire  il  buco  della
  sanità. Diciamolo ai siciliani come stanno le cose.
   Allora,  rispetto  a  tutto  ciò che si  sente  da  questo  posto,
  francamente, mi appello sì io al senso di responsabilità del PD, in
  modo particolare.
   Smettetela  di  portare avanti queste ipotesi e queste  fantasiose
  ipotesi  di  provvedimento  perché è normale,  comunque,  che  ogni
  parlamentare,  compreso  il sottoscritto, applichi,  anzi  farà  di
  tutto, utilizzando il Regolamento interno, per impedirvi di portare
  avanti  questo  disegno  manicheo, perché ormai  il  clima  che  si
  respira in questa Aula - ma perché lo avete voluto voi, attenzione,
  e  mi  rivolgo in modo particolare a chi ha sponsorizzato  in  modo
  principale  questa  norma -  lo avete voluto voi,   se  c'è  questo
  clima  velenoso  in questa Assemblea che non si può  occupare,  con
  questo  clima, delle grandi questioni, come non si occupa e non  si
  preoccupa  del  perché abbiamo votato l'esercizio provvisorio  fino
  al 31 marzo e ora lo dobbiamo prorogare al 30 di aprile.
   Ma  qualcuno lo aveva detto che c'era questa difficoltà? Eppure si
  sta  facendo  la  lotta, continuamente, per la  riforma  elettorale
  negli  enti  locali,  perché questo grande  risultato  deve  essere
  portato avanti e non c'è legge del commercio, d'altronde e  dove  è
  l'assessore  Venturi, all'ordine del giorno non  c'è  per  caso  il
  disegno  di  legge, la grande riforma,  attenzione,  sul  commercio
  altra  norma  che  io  ho  definito  della   casta   perché  questo
  Parlamento  deve  stabilire determinate  cose  che  poi  non  hanno
  riscontro  sotto il profilo dell'imprenditoria e della condivisione
  della  maggior  parte  della  imprenditoria  perché  non  ci   sono
  argomenti  seri e non c'è la volontà seria di risolvere  le  grandi
  questioni.
   Concludo,  signor  Presidente, altri  dieci  secondi,  accogliendo
  l'appello  che  ha  lanciato il portavoce del Governo  che  dice  a
  quest'Aula  che  rispetto  alle grandi  emergenze  basta  risolvere
  questa  questione  di  vita  o  di  morte  che  ormai  è  la  legge
  elettorale,  posta in questi termini dal PD, e quindi ci  prega  di
  risolvere la questione, bene noi siamo disponibili il sottoscritto,
  e  concludo, è disponibile ad una condizione che questo  Parlamento
  introduca,  in termini chiari, assoluti, l'incompatibilità  tra  la
  carica  di  amministratore locale e di deputato e tra la carica  di
  amministratore locale e assessore regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico che  dopo  l'intervento
  dell'onorevole Faraone, ritengo necessario chiudere le iscrizioni a
  parlare  sull'ordine  dei lavori, che è già un'anomalia.  Onorevole
  Beninati, lei è iscritto a parlare dopo l'intervento dell'onorevole
  Apprendi,  seguiranno gli interventi degli onorevoli De Benedictis,
  Marziano, Musotto, Panarello, Panepinto, Leontini e Bufardeci.
   E'   iscritto  a  parlare,  sull'ordine  dei  lavori,  l'onorevole
  Faraone. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che,
  quando non ero parlamentare e guardavo ai lavori di quest'Aula,  mi
  rivolgo  principalmente ai capigruppo di quelli che  nella  passata
  legislatura erano di maggioranza, l'onorevole Leontini, l'onorevole
  Bufardeci, e dico loro una cosa:  state innescando in quest'Aula un
  precedente  che  fino ad ora non c'è mai stato. L'opposizione,  che
  nella  passata legislatura ha fatto opposizione al governo Cuffaro,
  non   aveva   mai   introdotto,   in  quest'Aula,   il   meccanismo
  dell'ostruzionismo presentando  tremiladuecento emendamenti.
   Spero che -  rispetto a quello che è stato detto qui e, cioè,  che
  c'è  una  maggioranza  in  Sicilia, che  è  diversa  rispetto  alla
  maggioranza  di quest'Aula, onorevole Leontini, onorevole  Mancuso,
  onorevole Cordaro - se fosse vera questa affermazione, non ci siano
  nella prossima legislatura testimoni di quello che sta accadendo in
  questi  giorni,  perché, se si innesca il meccanismo  che  qualcuno
  presentando tremiladuecento emendamenti possa decidere  quello  che
  noi  dobbiamo discutere -  oggi tocca ad una parte politica  subire
  questo atteggiamento -  domani può toccare a qualcun altro; quindi,
  credo che non sia interesse di nessuno innescare un meccanismo  che
  crei  un  precedente  d'Aula  che,  al  di  là  del  rispetto   del
  Regolamento  interno, porti ad avere atteggiamenti  ostruzionistici
  che  bloccano l'Aula, al di là del merito dei disegni di  legge che
  si  devono  trattare. Accanto a questo, faccio un'autocritica  alla
  maggioranza  d'Aula,  rispetto  al disegno  di  legge  sulla  legge
  elettorale,  perché,  secondo  me,  non  siamo  riusciti  ancora  a
  comunicare bene l'importanza di questa legge.
   Forse,  perché  tante  persone  di  questa  Aula  non  sono  state
  cittadini  di  una città governata come Catania e come  Palermo  da
  Scapagnini e da Cammarata.
   Non  reputo  assolutamente meno importante,  rispetto  alla  legge
  sulla semplificazione e la legge sul commercio, la legge elettorale
  sui   comuni,  perché,  purtroppo,  tante  persone  che  si  dicono
  contrarie alle liste bloccate hanno consentito, in questi anni,  in
  Sicilia  che  cittadini  elettori votassero  sindaci  nominati  dai
  partiti,  al  di  là  delle  qualità  espresse  nella  loro  azione
  amministrativa e politica.
   Questo   ha   comportato  che  amministratori   incapaci   abbiano
  amministrato città riducendole sul lastrico, e quando  i  cittadini
  hanno  deciso di votare Cammarata a Palermo, per due volte,  e  per
  dieci   anni   consecutivi,  questa  persona  che   oggettivamente,
  trasversalmente alle parti politiche, ha amministrato male la città
  di  Palermo  riducendola  al dissesto finanziario,  con  un  debito
  straordinario  e  con  cento milioni di euro che  necessitano  alle
  casse  del  comune  per  poter  essere  salvaguardato  rispetto  al
  dissesto,   i   cittadini  non  votavano  Cammarata,   votavano   i
  consiglieri comunali e le liste collegate a Cammarata.
   Quella  legge  elettorale ha prodotto il dissesto  del  comune  di
  Palermo, perché è stato votato amministratore una persona  che  non
  era all'altezza di amministrare questa grande città.
   Per  cui,  questa  legge elettorale, per me, è una  legge  che  ha
  un'importanza straordinaria e non credo ci possa essere nessuno che
  si  possa ergere ad arbitro e a giudice di ciò che è meglio  e  ciò
  che è peggio.
   Io  credo  che  dobbiamo  riuscire a  trovare,  e  ha  fatto  bene
  l'onorevole Leanza a dirlo, un meccanismo affinché, come era  stato
  stabilito  prima  di queste ultime Conferenze dei  Capigruppo,   si
  potessero  fare  prima della sessione di bilancio,   le  due  leggi
  sulla semplificazione e la legge elettorale sui comuni.
   Cosa  ci  vuole, senza tatticismi e senza a volere  far  affossare
  l'atro,  a stabilire questo?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, mi  pare  che  sia  stato  detto
  ampliamente  che  aprire  un dibattito  sull'ordine  dei  lavori  è
  assolutamente   qualcosa   che   stiamo   tutti,   sostanzialmente,
  condividendo per questioni di clima iperdemocratico.
   Penso che sia stata detta la maggior parte delle cose che andavano
  dette,  quindi,  essendo chiuse le iscrizioni a parlare,  vi  prego
  cortesemente di attenervi all'ordine dei lavori.
   E'   iscritto  a  parlare,  sull'ordine  dei  lavori  ,l'onorevole
  Apprendi. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor Presidente, a proposito di democrazia,   poi  ci
  spiegherà perché noi stiamo intervenendo  per soli cinque minuti  e
  gli altri sono intervenuti per  dieci minuti.

   PRESIDENTE.  Glielo  spiego  subito, onorevole  Apprendi,  perché,
  apprezzate le circostanze, il Presidente può decidere quanti minuti
  accordare all'oratore.

   APPRENDI.  E  fin  qui  tutto  chiaro,  ma  io  mi  riferivo  alla
  democrazia che è un'altra cosa. Detto questo, signor Presidente, la
  ringrazio  di  avermi  dato  la parola e  intervengo  soltanto  per
  qualche precisazione in merito all'ordine dei lavori.
   Io  mi  sono  sorpreso  che il presidente della  III  Commissione,
  onorevole Caputo, non sia intervenuto rispetto al disegno di  legge
  che  c'era in discussione, oggi, il disegno di legge n. 604,  sugli
  orari di apertura delle attività commerciali.
   Dico  questo, a proposito dei veleni, del pantano, quando accadono
  queste  cose  non contribuisce ad una distensione, il comportamento
  di  chi  presiede alcune istituzioni, nello specifico il presidente
  della III Commissione.
   Ieri mattina lo ha fatto il Presidente Formica, ciò  non  aiuta  a
  creare quel clima di distensione necessario ad andare avanti.

           Riassume la presidenza il Vicepresidente Formica

   APPRENDI.  Il  presidente Caputo sa bene che quando il  testo  del
  disegno  di  legge sull'orario delle attività commerciali  è  stato
  rinviato   in  commissione,  abbiamo  tracciato  un  percorso   che
  prevedeva   le   audizioni  delle  organizzazioni   di   categoria,
  organizzazioni  datoriali,  sindacati e  successivamente,  dovevamo
  fare un passaggio con tutta la Commissione, insieme all'assessore.
   Il  presidente Caputo sa bene che questi passaggi non  sono  stati
  consumati  e, quindi, oggi doveva intervenire per chiedere  a  lei,
  signor  Presidente, di sospendere la trattazione di questo  disegno
  di legge perché i passaggi non erano stati consumati.
   Così  come dice anche l'assessore Venturi,  che non chiede  alcuna
  integrazione  al  disegno di legge. Non chiede  di  sconvolgere  il
  testo,  ma  dice  soltanto  che vengano osservati,  lo  dice  nella
  lettera,  leggo testualmente:   non avendo la commissione  conclusa
  la  sua  attività  sul  DDL  in parola,   lo  scrivente  chiede  la
  sospensione della discussione di oggi, nelle more della definizione
  del procedimento davanti la commissione parlamentare interessata .
   Io  sto  intervenendo per chiarire che i passaggi non  sono  stati
  consumati  ed  invito il presidente Caputo a prendere posizione  su
  questo disegno di legge, perché non si può essere il presidente  di
  una commissione e, poi, fare il militante di partito.
   Questo  non è concesso a nessuno e credo che il presidente  Caputo
  debba essere consequenziale.
   Non può, assolutamente, interpretare il ruolo di militante, perché
  questo  non  fa  bene al Parlamento e non fa bene a  pianificare  e
  levare  di  mezzo quegli asti e questo umore che  si  è  creato  in
  questi  giorni,  dall'atteggiamento non  imparziale,  anche,  della
  presidenza dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Onorevole Apprendi, questo non  glielo  lascio  dire.
  Glielo contesto ed è l'ennesima volta. Del resto se sono contestato
  da tutte le parti vuol dire che sono stato imparziale.
   E'   iscritto   a  parlare  sull'ordine  dei  lavori,  l'onorevole
  Beninati. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi, devo  dire,
  è  una  giornata che mi vede dopo tanti anni in questa Assemblea  a
  dover  prendere  atto  che,  forse,  finalmente  si  è  capito  che
  continuare questo scontro non serve a nessuno. Ed effettivamente la
  proposta sensata che poco fa ha fatto l'onorevole Leanza, la faccio
  per  la  mia  parte  e  credo  per  buona  parte  della  componente
  dell'opposizione.
   Farei un'aggiunta, però, perché quando si fanno le iniziative  che
  devono  portare  a soluzioni - è ovvio che in Aula  è  fuori  luogo
  discutere ormai di una soluzione - e siccome credo che il  clima  è
  di  trovare una soluzione e anche per togliere anche a chi presiede
  in questo momento un fastidio che certamente trova un'Assemblea che
  continua   a   discutere  su  argomentazioni  che   non   andranno,
  altrimenti, a nessuna soluzione.
   Credo, quindi, se i colleghi della maggioranza, e per la parte che
  mi  compete dell'opposizione, lo condividono, sarebbe più utile per
  tutti  guadagnare  il  tempo  non  più  restando  qui  in  Aula,  a
  continuare  delle  discussioni che ci porteranno  forse  a  qualche
  parola  in più di qualche collega che interverrà, e a inasprire  di
  nuovo il clima.
   Signor Presidente, faccio questa proposta che non so se i colleghi
  ,  ma credo che condividono, perché c'era stato un clima, come  lei
  vede  per   trovare  delle  soluzioni: portare  avanti  l'esercizio
  provvisorio,  che ormai mi sembra nelle cose, lo  dissi  già  sette
  giorni  fa,  e  a  quel  punto trovare i  Capigruppo  o  chi  della
  maggioranza e dell'opposizione si vuole e si prenderà la  briga  di
  fare  questa mediazione, una soluzione perché si vada a rivedere  -
  laddove  si  è un po' forzata la procedura, che era la  sede  della
  Commissione - in maniera serena tra maggioranza ed opposizione,  le
  motivazioni che hanno portato a questi incontri continui  in  Aula,
  che  poi  alla  fine  hanno un po' mortificato  il  Governo  perchè
  incardinavamo  leggi  e  poi  le   scardinavamo',  dico  poi,   non
  certamente noi, ma chi l'ha voluto fare.
   A  questo  punto  sono  convinto, signor  Presidente,  invece  che
  continuare  così,  se  c'è  questa  volontà  -   devo   dire    che
  l'onorevole  Leanza  l'ha manifestata,  penso  che  abbia  parlato,
  oltre  che  nel ruolo di capogruppo dell'MPA, anche con un  mandato
  aperto  -  se  questo  mandato  tale  è,   penso  che  ci  siano  i
  presupposti,  se  altri colleghi vogliono intervenire  lo  facciano
  pure,  ma sinceramente, forse è bene sospendere, se lei lo ritiene,
  anche  due  minuti,  per fare un incontro   informale,  lei  con  i
  capigruppo  della  maggioranza  e  dell'opposizione,  una  riunione
  informale  subito, dopo di che rinviare,  così come i Gruppi  hanno
  l'intenzione  di  trovare un'intesa su questa  riforma,  altrimenti
  signor Presidente si vada avanti, ma non conosco il motivo per  cui
  dobbiamo  continuare a restare in Aula quando c'è una disponibilità
  da parte dell'opposizione, ed ho capito da parte della maggioranza,
  a  rivedere  un'intesa per non restare in balia di discussioni  che
  non servono a nessuno.
   Pertanto chiudo con un intervento di buon senso nell'interesse del
  Parlamento e di tutti noi.

   PRESIDENTE  .  Onorevole  Beninati,   accolgo  volentieri  la  sua
  proposta.  Se c'è la volontà, se mi fate un cenno di assenso,   per
  sospendere e convocare una riunione informale in Sala Lettura, o in
  un  altro  posto, per permettere ai Capigruppo di  parlare  tra  di
  loro, penso sia la soluzione migliore.

   MARZIANO. Signor Presidente, chiedo di parlare anche perché  resti
  agli atti.

   MUSOTTO.  La riunione la facciamo alla fine dell'Aula. La riunione
  si può fare; chi si vuole riunire si riunisca.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi dato che non  vedo l'unanimità  su
  questa  richiesta, si continua.  Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Marziano.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, ho chiesto  ugualmente  di  parlare
  perché,  anche  se  non sono tra gli habitué, come  altri  colleghi
  della tribuna di questo Parlamento, ci sono delle occasioni in  cui
  ritengo  sia  necessario intervenire anche solo per manifestare  il
  proprio pensiero in questa vicenda all'ordine del giorno.
   Veda   signor  Presidente,  io  ritengo  che  l'opposizione  possa
  decidere, come ha deciso in questi giorni nel Parlamento siciliano,
  di fare l'ostruzionismo nell'ambito di una legge, l'opposizione che
  decide  di  paralizzare il Parlamento, l'opposizione che decide  di
  privilegiare i propri interessi di partito e di coalizione rispetto
  a  quelli  dei  siciliani, come sta avvenendo in questa  occasione,
  l'opposizione   che   decide   di   destrutturare   un    agreement
  istituzionale sessantennale, è legittimata a farlo, può ben  farlo.
  Per  altro  provengo  da un partito che essendo stato  storicamente
  all'opposizione ha usato anche l'arma dell'ostruzionismo, anche  se
  è un'arma che va usata con giudizio, con parsimonia.
   Il   mio   partito,  quando  faceva  l'opposizione  al  Parlamento
  nazionale  o  nei  parlamenti regionali, la faceva quando  venivano
  messi  in  discussione  i diritti fondamentali  dei  cittadini,  la
  libertà   individuale,  certo  non  solo  quando  si  trattava   di
  affermare,  con  una  prova muscolare, che  si  riesce  a  bloccare
  Parlamento e maggioranza.
   E'   legittimo,   quindi,   decidere  di   fare   l'ostruzionismo,
  paralizzare  il Parlamento, bloccare le Istituzioni,  destrutturate
  le Istituzioni.
   Quello   che   non   è  legittimo,  signor  Presidente,   è   fare
  un'operazione   poco  corretta:  scaricare   su   chi   è   vittima
  dell'ostruzionismo la responsabilità delle conseguenze. Ed è chiaro
  che  la responsabilità di questo ostruzionismo è tutta e per intero
  dell'opposizione  di  questo Parlamento. E' un  tentativo  che  non
  accetto, che non condivido, signor Presidente, perché a turno ce ne
  può  essere  per tutti, e non condivido la personalizzazione  dello
  scontro  politico  e  questo  modo di fare,  in  questo  caso,  del
  Presidente del Gruppo del PD, un bersaglio di un attacco fuori  dal
  comune, fuori dalla norma.
   Mi  sembra  una  strada  pericolosa che  bisognerebbe  evitare  di
  intraprendere.
   Dico    questo    perché,   signor   Presidente,   le    decisioni
  dell'onorevole Cracolici sono decisioni di un Gruppo che le discute
  democraticamente  al  proprio  interno,  quando  con  frasi   anche
  sprezzanti  e  offensive ci si rivolge all'onorevole Cracolici,  si
  deve sapere che ci si rivolge ai 27 parlamentari del PD che di quel
  gruppo  fanno parte. Sarebbe bene che questa strada pericolosa  già
  presa   qualche  tempo  fa  si  bloccasse  e  si  evitasse   quella
  strumentalità, signor Presidente, che la dice lunga  sulle  ragioni
  di questo ostruzionismo.
   Si  dice  che  si  doveva fare la legge sulla trasparenza.  Voglio
  ricordare   che,  se  avessimo  deciso  di  fare  la  legge   sulla
  trasparenza,  con  gli  800  emendamenti dell'opposizione,  saremmo
  ancora  all'articolo 1, comma 1. Cioè, in questo momento si  stanno
  utilizzando  tutti  gli strumenti per affermare  un  principio.  La
  maggioranza  di  questo Parlamento non deve decidere  l'ordine  del
  giorno.  Si  stanno  usando  tutti gli strumenti,  il  trabocchetto
  mattutino, il deputato  turista'.
   C'è un deputato turista del quale io mi informo quotidianamente se
  quel  giorno è in maggioranza o all'opposizione, ma adesso è  anche
  turista, cioè viene portato in prestito da un gruppo all'altro  per
  utilizzare  uno strumento regolamentare. E' veramente  un  modo  di
  mortificare  un Regolamento tendente a garantire il  diritto  delle
  minoranze  e in questo modo si svilisce e si mortifica. Allora,  il
  trabocchetto  mattutino,  il deputato  turista,  tutto  questo  per
  impedire quello che negli altri Parlamenti è previsto cioè l'ordine
  del giorno lo fa la maggioranza, poi l'opposizione ha gli strumenti
  per approvarlo.
   Anch'io faccio un appello. Mi richiamo all'appello che hanno fatto
  altri  colleghi  parlamentari e anche  alla  sua  funzione,  signor
  Presidente.  Io  non  faccio nessuna critica.  Ritengo,  però,  che
  siccome  tutti  condividiamo che siamo in un momento  topico  della
  vita di questa Assemblea non solo la resipiscenza nei comportamenti
  di maggioranza e opposizione ma anche una funzione della Presidenza
  assolutamente delicata e importante.
   Chiudo,  prendendo  ancora  30 secondi  -  non  sono  abituato  ad
  approfittare del tempo dei colleghi - per ricordare che  lo  stesso
  Presidente   Cascio  quando  in  una  delle  ultime  sedute   parlò
  dell'ordine del giorno disse che riteneva, tra le altre,  la  legge
  elettorale  da approvare e rendere utilizzabile fin dalle  prossime
  scadenze amministrative.
   Ritengo  che sia doveroso rispettare la volontà del Presidente  di
  questa  Assemblea  che  è stata comunicata ufficialmente  a  questa
  Assemblea.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Presidenza ha  il  compito  di
  dirigere  i  lavori. Per la Presidenza è importante che l'onorevole
  Leontini,  che  mi  ha  chiesto di parlare in seguito  alla  novità
  introdotta dall'onorevole Leanza, intervenga. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   è   un
  intervento  in cui intendo ripetere le motivazioni e  le  polemiche
  degli interventi precedenti.

   MUSOTTO. Repetita iuvant

   LEONTINI. Perseverare diabolicum est. In questo caso non persevero
  ma,  innovando, aderisco a delle sollecitazioni e rispondo a  degli
  inviti.
   Non  c'è  dubbio  che il Parlamento regionale  si  è  bloccato.  I
  proclami  e i pronostici della maggioranza e del Governo  volti  ad
  anticipare  al giorno prima quello che si dovrà imporre  il  giorno
  dopo, sono stati tutti neutralizzati. E' necessario che si riprenda
  il  filo  di una attività che riempia di contenuti e di  decoro  il
  Parlamento e che riporti ad un livello di produttività che si possa
  riconoscere utile per i siciliani. L'appello dell'onorevole  Lenza,
  da questo punto di vista, è fondato ed è importante.
   E'  chiaro  che tale possibilità è subordinata alla  sanatoria  di
  alcuni  aspetti  che  sono  stati motivo delle  nostre  divergenze,
  almeno  tre  vulnus: il primo riguarda la modalità di  elaborazione
  della  legge elettorale, tale modalità, fino ad oggi, non  è  stata
  fondata   sulla   condivisione  a  prescindere   dalla   divergenza
  sull'importanza  o meno di tale intervento legislativo  riformatore
  che ci vede ancora su piani differenti per tentare di recuperare un
  minimo  di  condivisione  -  e noi non siamo  indisponibili  ad  un
  supplemento di confronto - sono necessarie alcune cose.
   La prima: che, a prescindere dalla trattativa, il Governo venga in
  Aula  a  confermare, giocoforza, quello che i capigruppo autorevoli
  della maggioranza, stasera, hanno anticipato e cioè il proposito di
  estendere al mese di aprile - così ho sentito ma così hanno sentito
  tutti  i  miei colleghi - la durata dell'esercizio provvisorio.  E'
  chiaro  che  su  questo  noi esprimiamo le nostre  valutazioni,  le
  esprimeremo  ma  credo che ormai sia giocoforza  prendere  atto  di
  questa  necessità  che  il  Governo  si  è  dato  sulla  quale  noi
  esprimiamo la nostra non condivisione, tuttavia prendiamo  atto  di
  questa volontà.
   Secondo:  che  si  sottragga alla emergenza, urgenza  e  necessità
  odierna   dell'Aula  il  prosieguo  del   confronto   sulla   legge
  elettorale,  che  si  scelga una sede per  un  approfondimento,  si
  riporti  in  Commissione,  nel frattempo  si  saranno  consumati  i
  passaggi  relativi  all'esercizio  provvisorio  perché  l'esercizio
  provvisorio  ovviamente  comporta  tre  passaggi,  la  delibera  di
  Governo,  la  Commissione e poi l'Aula e noi  siamo  in  attesa  di
  questo percorso confermato e formalmente esperito.
   Poi,  per quanto riguarda la I Commissione, sottraendo all'urgenza
  odierna dell'Aula, la legge elettorale, si riporta il dibattito con
  immediatezza  in  I Commissione e lo si approfondisce,  ovviamente,
  presupponendo che tale dibattito debba includere i contributi e  le
  motivazioni di tutti, anche e forse soprattutto ad integrazione  di
  quanto, fino ad oggi, elaborato in testi parziali e adottati  senza
  la presenza di una parte del Parlamento.
   E'  chiaro che questa modalità, sanando i due vulnus, consente  ad
  una  parte  del  Parlamento di riconoscersi  in  un'attività  e  di
  riprendere  il  filo di un confronto che può essere  produttivo  di
  risultati.
   Pertanto, fatto l'esercizio provvisorio, portato in Commissione ed
  approvato  in  Aula,  in  I  Commissione  si  può,  nel  frattempo,
  affrontare  un più approfondito dibattito, fermo restando  che  nei
  giorni  in  cui ci si occuperà dell'esercizio provvisorio,  nessuno
  impedirà  alle  due  parti di approfondire un confronto  che  potrà
  portare,  poi, in I Commissione a rendere il lavoro di elaborazione
  del  nuovo  testo  più  celere, più utile, più  costruttivo  e  più
  condiviso.  A  noi  sembra  che  un  percorso  del  genere,  in   I
  Commissione, non possa essere ostacolato ed impedito.
   A  questo  punto, siccome vogliamo fare in questa  fase  due  cose
  condivise,  ma  mi  pare  che  siamo  anche  d'accordo  a  fare  la
  semplificazione  amministrativa, lo siete  voi,  non  siete  nemici
  della  semplificazione  amministrativa  a  meno  che  non  vogliate
  diventare nemici adesso, se non lo siete veramente, semplificazione
  amministrativa  e  riforma elettorale possono andare  perfettamente
  legate,   di   pari  passo  per  cui,  facendo  la  semplificazione
  amministrativa e la legge elettorale, noi avremmo fatto  pienamente
  quello  che  questo  Parlamento, a  riforma  di  testi  precedenti,
  avrebbe  dovuto  fare prima qualora ci fosse stata da  parte  della
  maggioranza,  una  maggiore disponibilità, e non  il  tentativo  di
  procedere  con  il   braccio di ferro' e con diktat  di  giorno  in
  giorno.
   Mi  pare  che  non  ci siano, da questo punto  di  vista,  novità,
  quindi,   l'esercizio   provvisorio  e   in   I   Commissione,   la
  semplificazione  amministrativa  e  riforma  elettorale,  sono   il
  contenuto   onorevole   e  decoroso  di  un'attività   di   riforma
  parlamentare  che  potrà  riprendere il filo  di  una  prerogativa,
  quella  del Parlamento, di fare legge utili per l'intero territorio
  siciliano  perché,  nel  frattempo,  avremmo  voi  con  l'esercizio
  provvisorio, noi con le nostre motivazioni, comunque,  prodotto  un
  atto che riguarda le finanze di questa terra e, quindi, l'esercizio
  delle finanze di questa terra, con le diverse posizioni, ma avremmo
  aggiunto  a  questo due interventi riformatori, uno sulla  pubblica
  amministrazione  e  l'altro  sulla  legge  elettorale  condivisa  e
  slegata   da   emergenze   attuali  perché   l'emergenza   attuale,
  probabilmente, derivava dalla necessità di rendere il testo fattore
  disciplinante del prossimo appuntamento elettorale.
   Quando  la  maggioranza  avrà slegato  l'intento  riformatore  dal
  proposito  e  dalla volontà di applicarlo al prossimo  appuntamento
  elettorale che è quello che si svolgerà il mese prossimo,  tra  due
  mesi,  due  mesi  e mezzo, già avremmo sanato i tre  vulnus  perché
  abbiamo sottratto all'emergenza, all'imposizione, abbiamo condiviso
  un   percorso  che  vede  inclusa  la  minoranza  in  un  confronto
  costruttivo  e  nell'elaborazione di un  testo,  ovviamente,  nuovo
  perché noi abbiamo delle proposte da fare e sono delle proposte che
  integrano e modificano il testo che fino ad oggi è stato elaborato.
   Il  Governo,  quindi,  venga  in Parlamento,  dica  dell'esercizio
  provvisorio,  porti  in  Giunta la delibera.  Sottraiamo  la  legge
  elettorale dalla necessità odierna di un prosieguo, oggi o  domani,
  dopodiché, dopo avere adottato l'esercizio provvisorio in Giunta ed
  averlo   portato   in  Commissione,  inizia  un   confronto   sulla
  semplificazione  amministrativa e sul testo di  riforma  elettorale
  che  potrà  essere  più proficuo, più celere e  più  produttivo  di
  risultati.
   Ovviamente,  il risultato sarà una legge che riformerà  e  servirà
  per  gli appuntamenti elettorali futuri perché non avremo fatto  in
  tempo  formale per disciplinare il prossimo appuntamento elettorale
  che   è   quello   che  noi  non  vogliamo  perché,  se   dovessimo
  accondiscendere  a  questo noi dovremmo  accettare  la  fretta,  la
  fretta  significa  il  diktat, significa la nostra  mortificazione,
  significa farvi pervenire necessariamente a non sforare il  termine
  ultimo   per   rendere  applicabile  la  legge  per   il   prossimo
  appuntamento.
   Siccome abbiamo capito e tutti abbiamo capito che la finalità  era
  questa,   quando   queste  finalità  più  tranquillamente   e   più
  serenamente  sono cadute e sono venute meno, ritorniamo  nell'alveo
  della  realtà  dei  fatti.  C'è una  necessità  di  Governo  che  è
  l'esercizio   provvisorio  e,  giocoforza,  non  fa   parte   della
  trattativa  e,  poi,  ci sono invece due possibili  trattative  che
  riguardano   la  semplificazione  amministrativa   e   la   riforma
  elettorale che a questo punto noi condividiamo in tempi  celeri  di
  elaborare assieme a voi in modo condiviso e costruttivo.
   E'   ovvio  che  sulla  semplificazione  amministrativa  ci   sono
  centinaia  di  emendamenti e questi, attraverso un approfondimento,
  verranno meno, perché condivideremo il testo e lo stesso varrà  per
  la riforma elettorale perché ci sono più di tre mila emendamenti  e
  un  percorso condiviso consentirà di sfoltire e di eliminare  tutti
  questi emendamenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  indubbiamente,
  alla luce degli ultimi interventi, il dibattito ha preso una strada
  assolutamente condivisibile ma occorre e necessita chiarezza perché
  tra  le  ragioni che mi hanno spinto a richiedere di parlare  sono,
  soprattutto per rispetto a me stesso e per rispetto del Gruppo  che
  rappresento  a seguito della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari odierna, siamo stai tre ore a discutere - ricordo a me
  stesso - con una conclusione che, se fosse stata analizzata  da  un
  punto di vista giudiziario per la condotta che poi è stata posta in
  essere,  si può dire  con dolo specifico', cioè con la coscienza  e
  volontà  del sapere che stasera non avremmo concluso niente  perché
  quando  si mette all'ordine del giorno la legge sul commercio,  una
  legge  che  non è in Aula, che si sapeva perfettamente che  non  si
  doveva discutere, era certamente una volontà non già di creare  una
  situazione  che  porti a sintesi le varie parti politiche,  ma  per
  spaccare  ulteriormente la dialettica che c'è stata all'interno  di
  quest'Assemblea   regionale  siciliana  che  si  vuole   attribuire
  atteggiamenti soverchiosi da parte della maggioranza che a tutti  i
  costi  vuole imporre un disegno di legge, la legge elettorale,  che
  diventi legge, mentre, dall'altro lato, c'è una parte vittima,  che
  è l'opposizione,  che dovrebbe subire questa imposizione.
   Naturalmente, un'asettica ed equa visione della situazione che  si
  è  creata  mi  pare che sia completamente l'opposto  perchè  se  il
  blocco   c'è  stato  all'interno  di  questa  Assemblea   regionale
  siciliana, non è un blocco che ha voluto la maggioranza che uscendo
  da  un mitico mercoledì dalla Sala lettura deputati attraverso  una
  Conferenza  dei Capigruppo, dove sembrava che c'era un  gentlemen's
  agreement  per  cui  c'era l'accordo che  la  legge  elettorale  si
  sarebbe   fatta   e   anche  con  una  garanzia  della   Presidenza
  dell'Assemblea  regionale siciliana, poi si è  stravolto  qualsiasi
  tipo  di  accordo  e  poi   c'è stato un  ostruzionismo,  perché  è
  soltanto ostruzionismo.
   Se  si  dice che c'è la voglia, la volontà di parlare di  tutti  i
  deputati dell'opposizione, addirittura quarantacinque minuti, bensì
  trenta minuti su questa legge elettorale vuol dire che è una  legge
  elettorale  importante che suscita interesse, stimolo e  voglia  di
  dare  contributi,  progettualità e, quindi, una   legge  elettorale
  assolutamente necessaria e importante per la nostra Regione.
   Quindi,  evitiamo  di  dare  colpe, di indicare  gente  che  vuole
  imporre  volontà  all'interno dell'Aula e  opposizioni  che  devono
  subire  e  che  non  hanno  subito perché, parliamoci  chiaramente,
  quello  che è successo ieri mattina in quest'Aula è stato  soltanto
  un   incidente   di  percorso,  per  carità   Sfruttato   abilmente
  dall'opposizione ma, indubbiamente, da una maggioranza  che  non  è
  stata all'altezza dello scontro o la consapevolezza che c'è in atto
  uno scontro di così alto livello.
   Detto  questo,  indubbiamente si aprono altri scenari:  c'è  stato
  l'intervento  dell'onorevole  Leanza,  l'intervento  dell'onorevole
  Leontini in cui si aprono le possibilità di trovare un accordo.
   Però,  se accordo si deve trovare, devo dire che sarebbe opportuno
  che  venisse  qui  un rappresentante del Governo  che  confermi  il
  problema  del prolungamento della legge sull'esercizio provvisorio,
  perché  queste sono ipotesi che sono state avanzate, ma di  cui  io
  non ho alcuna consapevolezza e alcuna certezza; ma se l'accordo  si
  deve  fare,  per quanto riguarda il partito di maggioranza  che  io
  rappresento,  l'MPA,  la  legge elettorale  è  una  legge  per  noi
  fondamentale,  fondante,  che deve determinarsi  e  deve  diventare
  realmente  non  più  disegno  di  legge  ma  legge  della   Regione
  siciliana.
   Su  questo credo che non sia un problema, l'ha detto recentemente,
  nelle  ultime  dichiarazioni, anche il  Presidente  della  Regione,
  naturalmente,  per  quanto  mi riguarda,  non  posso  assolutamente
  smentirlo: la legge si deve fare.
   Sulla  semplificazione  mi  pare  che  tutti  siamo  perfettamente
  d'accordo,  il  lavoro  è  stato fatto, è  stato  lodato  l'impegno
  dell'Assessore  al ramo degli uffici che l'hanno  corroborato,  sia
  dell'Assemblea  che dell'Assessorato regionale che, ad  adiuvandum,
  hanno  partecipato alla elaborazione di un disegno che  può  essere
  condiviso,  che si possa fare una riunione in cui trovare  percorsi
  condivisi,  ma ci sono due punti fondamentali, ripeto e  ribadisco.
  Per  quanto  riguarda il partito che io rappresento all'interno  di
  quest'Aula  che è l'MPA e, quindi, anche il pensiero del Presidente
  della Regione, sulla legge elettorale, per carità possiamo parlare,
  possiamo  discutere, ma ci deve essere la reale  volontà  di  farla
  diventare   legge   della   Regione;  se  si   presentano   tremila
  emendamenti, quattromila emendamenti, ma anche trecento emendamenti
  vuol  dire che non si vuole partecipare e non si vuole questa legge
  ma  si  vuole  soltanto ostruzionismo e, quindi,  sono   bracci  di
  ferro' che tutti noi possiamo, in ogni caso, affrontare.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDSENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiedo  di
  intervenire  perché, a nome di Forza del Sud, devo  necessariamente
  esprimere, innanzitutto, il compiacimento perché nel mio intervento
  precedente  avevo fatto riferimento ad una speranza che i  colleghi
  della  maggioranza operassero una resipiscenza  sul  loro  modo  di
  operare, di gestire questa fase convulsa della vita parlamentare di
  questa  Assemblea e si rendessero conto che, rispetto ad una  legge
  elettorale da applicare, eventualmente, in ogni caso, nel  2012  vi
  erano  ben  altre necessità da quella, all'ordine del giorno  oggi,
  del   commercio   a   quella,  soprattutto  -   insisto   -   della
  semplificazione, come indispensabile ed emergenziale  per  la  vita
  della  nostra Regione, per la sua capacità anche di spesa  ai  fini
  non soltanto dei fondi comunitari.
   L'onorevole  Lenza,  da  par  suo,  ha  saputo  raccogliere,   tra
  virgolette,   questo invito ed ha saputo lanciare un  appello  che,
  come  vedete,  già  nel  brillantissimo  intervento  dell'onorevole
  Leontini  è,  sostanzialmente, alla base di  un  approccio  diverso
  delle  questioni  in quest'Aula e, per quanto mi riguarda,  io  nel
  fare   sostanzialmente  mio,  nella  sostanza,   l'intervento   del
  capogruppo del PDL, faccio alcune piccole precisazioni a mia volta;
  la  prima,  prendo a prestito, perché mi ha anticipato,  le  parole
  dell'onorevole  Musotto,  credo che occorra  assolutamente  che  il
  Governo  sia  presente  in   questa  Aula.  Credo  che  già   abbia
  mortificato  questa Assemblea  con una costante  assenza,  laddove,
  invitato a partecipare ad un disegno di legge ha fatto pervenire un
  telegramma o non so bene che cosa.
   Quindi,  credo  che,  per avviare questa fase nuova,  occorra  una
  premessa,   cioè  che  le  parole,  degne  certamente  di   fiducia
  dell'onorevole  Leanza, siano ribadite e confermate dal  presidente
  Lombardo o da chi per esso, dall'assessore all'economia, che  venga
  ha  dichiarare  quello che è nelle cose, che il Governo  di  questa
  Regione,  purtroppo, contravvenendo ancora una volta ad un  impegno
  preciso che pochi giorni fa aveva più volte ribadito in  Conferenza
  dei  capigruppo,  quando con piglio sicuro e determinato  ci  aveva
  detto:    Tranquilli:  noi  giorno  10  finiremo   e   andremo   in
  Commissione,   da  giorno  15  saremo  in  Aula  per   bilancio   e
  finanziaria ,  ha  detto  una  cosa distante  e,  purtroppo,  molto
  distinta  dalla  realtà  perché  è  nelle  cose,  oggi  quindi  non
  consideriamo,  diciamocelo chiaramente - e lo dico in  questo  caso
  all'onorevole  Musotto che bene ha fatto a richiedere  la  presenza
  del  Governo - questa della dichiarazione di andare ad un ulteriore
  mese  di esercizio provvisorio non è una concessione, è nelle cose,
  è  una  necessità,  è  un obbligo, non sono nelle  condizioni,  pur
  avendolo  più  volte  affermato,  di  proporre  all'Aula   e   alla
  commissione prima la finanziaria e il bilancio, quindi devono - non
  possono  farne  a meno - ma, proprio in conseguenza di  questo,  io
  credo che la disponibilità e io assume personalmente l'impegno, che
  il  riportare in Commissione la legge sulla riforma elettorale, per
  quanto  mi  riguarda,  posso  dire che sarà  esitata  perché  tengo
  talmente tanto alla legge sulla semplificazione che sono ben pronto
  a  contestualizzare semplificazione e legge elettorale come momento
  di disamina e di esito della Commissione da portare in Aula in modo
  tale  che  ci  possa essere, congiuntamente, la  certezza  che  sia
  l'una,  per  me importante e fondamentale, la semplificazione,  che
  l'altra esitata quella parte presupposto di questa discussione  che
  è  la  presenza del Governo in Aula con tutto l'iter procedimentale
  successivo  ed  evidente  sulla  legge  di  esercizio  provvisorio,
  possono  finalmente  chiudere questa lunga  finestra,  questa  fase
  convulsa  e riportare anche ad una collaborazione che noi riteniamo
  -  lo dico in modo particolare al mio amico Musetto - di avere  già
  fornito, al di là del numero degli emendamenti, a questo Governo  e
  all'Assessore Chinnici per la parte sulla semplificazione perché ci
  siamo  soltanto  impegnati a migliorare un testo,  a  snellirlo,  a
  renderlo più semplice e funzionale.
   Quindi,  per  quanto mi riguarda, nell'accogliere l'appello,  dico
  che, evidentemente, occorrono degli atti come è stato citato. Venga
  il Governo, ci dica dell'esercizio provvisorio, nelle more di tutto
  questo  in  Commissione contestualizzando l'una e l'altra attività,
  l'una  per  me  fondamentale, l'altra inutile, ma  impegna  la  mia
  persona e quella del Gruppo perché possa collaborare ad esitare  in
  Commissione   entrambi   i   disegni  di   legge   per   trattarli,
  evidentemente,  nell'ordine, esercizio provvisorio, semplificazione
  e  legge  elettorale e uscire, quindi, da questa impasse che  rende
  colpevoli sostanzialmente tutti, al di là di una colpa grave che  è
  quella  dell'arroganza che ha portato a questo  sfilacciamento  ma,
  per fortuna, ancora c'è una buona volontà di ricucire degli strappi
  inutili per i siciliani.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera penso che
  avere prolungato i lavori d'Aula, mi auguro - abbiamo lavorato  per
  questo  - possa produrre qualche risultato positivo visto  che,  da
  alcune  settimane,  l'Aula è impantanata in querelle  regolamentari
  che  finiscono con l'impedire la funzione legislativa che è  l'atto
  principale  per  cui noi svolgiamo la funzione parlamentare  che  è
  quella  di  produrre  atti legislativi, poi ognuno  li  interpreta,
  trova  dei  punti  di vista diversi, nel merito, e  la  Presidenza,
  anche  sulla  base  del Regolamento, deve favorire  i  processi  di
  formazione delle decisioni e delle leggi.
   Siccome  mi  sono  sentito con il collega  Cracolici,  il  collega
  capogruppo,  vorrei  dire  il mio punto di  vista  sulla  questione
  prendendo  atto  del  fatto  che,  nel  corso  dell'intervento,  in
  particolare  del  collega  Leontini e del collega  Bufardeci,  sono
  state introdotte delle modifiche e delle novità che, per quanto  ci
  riguarda,  vogliamo  cogliere e metteremo in campo  tutte  le  armi
  della  politica perchè l'obiettivo principale che abbiamo è  quello
  di permettere all'Aula di esitare i testi normativi.
   Signor Presidente, lei ha già annunciato che domani mattina l'Aula
  continuerà la discussione generale sul disegno di legge elettorale.
  C'è  l'impegno della Conferenza dei Capigruppo precedente che entro
  venerdì  si dovrebbe concludere. Se dovesse intervenire un  accordo
  in  serata  o  nella giornata di domani, è ovvio che la  Presidenza
  deve accompagnare quell'accordo facendo slittare la data di domani.
  Ove   dovesse  esserci  un  accordo,  si  convocherebbe  una  nuova
  Conferenza  dei  Capigruppo per permettere  di  potere  raggiungere
  obiettivi di formare le leggi entro una data che sarà concordata in
  Conferenza dei Capigruppo.
   Per  quanto riguarda il merito, ritengo che, se c'è la volontà  di
  arrivare all'obiettivo - sono d'accordo con il collega Bufardeci  -
  cioè   quello  di  contestualizzare  i  due  provvedimenti,   senza
  atteggiamenti prevaricatori ma mossi dalla logica del buon senso.
   Il  Governo  venga  in  Aula  e annunci  l'orientamento  -  glielo
  chiederemo  ovviamente, io non sono in grado di parlare  per  conto
  del  Governo - venga in Aula e dichiari che è nelle sue  intenzioni
  procedere all'approvazione dell'esercizio provvisorio.
   L'esercizio  provvisorio,  lo  dico  ai  colleghi,  lo   dico   al
  Presidente,  è  un  atto  normativo e deve essere  approvato  dalla
  Giunta   di   Governo,  deve  essere  trasferito  alla   Presidenza
  dell'Assemblea  regionale, deve essere assegnato  alla  Commissione
  competente  e,  dopo  l'esame  della Commissione  competente,  deve
  approdare in Aula.
   Volendo  fare  una conta rapida del tempo necessario dall'annuncio
  al momento in cui entra in Aula, passa velocemente una settimana.
   Il  problema  che  abbiamo  è  come coprire  questa  settimana  in
  presenza di due atti normativi fondamentali: la legge elettorale  e
  la  legge sulla semplificazione  e, siccome, ovviamente, non voglio
  aprire un braccio di ferro sulla priorità di questi due disegni  di
  legge,   se   si   raggiungesse  un'ipotesi,  come  prevedo   possa
  raggiungersi,  sulla  contestualizzazione  dei  due  provvedimenti,
  lascerei   alla  politica,  stasera,  ai  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  che  hanno  questa responsabilità,  il  tentativo  di
  trovare  una  mediazione possibile sulla base  di  questo  elemento
  introdotto  dal collega Bufardeci, che è quello di contestualizzare
  i   due   provvedimenti.  Dopo  di  che,  lavorare  perché  i   due
  provvedimenti siano più largamente condivisi. Spero che sulla legge
  elettorale possano arrivare contributi e dopo di che utilizzare  il
  tempo   necessario,  da  qui  al  ritorno  in  Aula  dell'esercizio
  provvisorio, per approvare i due provvedimenti.
   Mi  pare di essere stato chiarissimo. In quest'Aula, non si tratta
  di  fare le pulci al ragionamento di uno piuttosto che di un altro.
  In quest'Aula, dobbiamo trovare il terreno della mediazione.
   Signor  Presidente, anch'io le chiedo di chiudere i lavori,  visto
  che  domani abbiamo la legge elettorale, di aggiornare la seduta  a
  domani   mattina,  come  stabilito  e,  nel  frattempo,  invito   i
  presidenti   dei   Gruppi   parlamentari   della   maggioranza    e
  dell'opposizione a trovare un terreno possibile di  accordo,  sulla
  base  della questione posta all'Aula dal collega Bufardeci,  quella
  di contestualizzare i due provvedimenti e di chiedere al Governo di
  venire in Aula per annunciare l'esercizio provvisorio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che,  se
  davvero,  come  ho ascoltato negli ultimi minuti, si  è  aperto  un
  momento di riflessione comune su come andare avanti, per cercare di
  fare  tutti  un  po'  un passo indietro per cercare  di  farne  due
  avanti,  il  percorso vediamo di definirlo in maniera  un  po'  più
  dettagliata,  non  perché dobbiamo farlo in  maniera  riservata  ma
  perché  credo  sia  necessario anche avere chiaro  quello  che  sta
  davanti a noi.
   Mi   permetto  di  fare  delle  piccole  precisazioni,  anche  per
  individuare  il  percorso.  Quando  poc'anzi  ho  ribadito,   anche
  prendendo  a  prestito la dichiarazione fatta dal Presidente  della
  Regione  in  cui  ha  detto: prima la legge  elettorale  e  poi  il
  bilancio,  non era un atto né di prevaricazione né di arroganza  né
  di  qualunque altro gesto. Era la consapevolezza che, al  punto  in
  cui  siamo,  è  evidente  che  non solo per ragioni  connesse  alle
  vicende finanziarie che ci sono e ci sono tutte - lo abbiamo sempre
  saputo  -  connesse al rapporto col Governo nazionale, gli  effetti
  del  federalismo e i trasferimenti delle competenze e,  quindi,  le
  risorse  ex  articolo 37 e 38 dello Statuto, insomma  le  cose  che
  tutti   sappiamo  ma  anche  per  ragioni  obiettive,   visto   che
  l'ingolfamento della legge elettorale alla data del  venerdì,  così
  come della legge sulla semplificazione, arrivava su un dato che era
  l'avvio   del   percorso   dell'attività  finanziaria,   prima   in
  Commissione  e  poi  in  Aula,  così come  era  stato  definito  il
  calendario della precedente seduta, da parte della Presidenza.
   E'  evidente,  quindi, che questo ingolfamento, di  fatto,  faceva
  venire  meno un obiettivo per il quale avevamo pensato di  lavorare
  tutti  ma poi non ci siamo arrivati. E' evidente - e credo  che  il
  Governo  volesse  dire  questo - che la necessità  di  trattare  il
  bilancio dal 21 marzo in poi, così come avevamo previsto, non  era,
  a questo punto, una condizione che potevamo rispettare.
   Quindi, che cosa si fa? Si fa l'esercizio provvisorio.
   Mi sento di dire, al di là del Governo e degli aspetti finanziari,
  anche   per   ragioni   politiche,  che   l'esercizio   provvisorio
  costituisce un modo per cercare di sbloccare una situazione che  si
  è determinata nell'uso dei tempi.
   Da  questo  punto di vista, credo che la necessità che il  Governo
  venga  a  dichiararlo pubblicamente, mi pare corretta  e  domattina
  potremo vedere ma, ancorché per ragioni tecniche, ribadisco, c'è un
  fatto  politico  che, a questo punto, debba essere  considerato  un
  punto.  La  possiamo considerare questa categoria  né vincitori  né
  vinti ? E' questo il tema?
   Bene,  l'esercizio provvisorio si fa per non riconoscere vincitori
  e vinti e consentire di liberarci dal cappio dei tempi.
   Seconda  questione.  L'ho detto in tempi non  sospetti  a  qualche
  deputato, informalmente e, oggi l'ho detto pubblicamente: non è mai
  stata  intenzione  e,  se   così qualcuno ha  interpretato,  chiedo
  scusa, se qualcuno lo ha interpretato come da parte del PD, non  di
  Cracolici.
   Ho  parlato  poco  fa  in  termini impersonali  della  Presidenza.
  Pregherei  tra  di  noi di usare un pochino di impersonalità  della
  rappresentanza politica perché, se sono il Presidente di un  Gruppo
  parlamentare,  lo  sono perché il Gruppo mi ha delegato.  La  legge
  elettorale, di cui, con tutto il rispetto, sul piano personale, non
  me ne frega nulla, non  la vuole Cracolici.
   Ho  già  detto  - anche a nome del mio Partito e a  nome  del  mio
  Gruppo  e, devo dire anche a nome di tutta la maggioranza - che  la
  legge   elettorale  non  aveva  un  obiettivo  del  prossimo  turno
  elettorale  immediato,  ho detto in tempi  non  sospetti   Possiamo
  approvare  la  legge  elettorale e attuarla a decorrere  dal  turno
  elettorale che riguarderà il  rinnovo nel corso del 2012 ,  proprio
  per  togliere  questa dimensione che la legge elettorale  aveva  un
  obiettivo immediato.
   Vorrei  ricordare  perché abbiamo messo  in  calendario  la  legge
  elettorale,  altrimenti  dimentichiamo  da  dove  veniamo.   Quando
  abbiamo  deciso di approvare l'esercizio provvisorio,  a  dicembre,
  per  tre  mesi,  abbiamo avuto un problema: le leggi  che  potevamo
  approvare e quelle che potevamo approvare dovevano avere, comunque,
  la  certezza,  di  non avere impegni finanziari, tra  le  quali  la
  riforma dei consorzi ASI.
   In  Commissione, ci siamo accorti che la riforma dei consorzi  ASI
  non poteva andare avanti perché aveva effetti finanziari e, quindi,
  si  è  convenuto  in sede di Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  che  la riforma dei Consorzi ASI,  condivisa  o  no,
  giusta  o sbagliata, non poteva essere utilizzata nel  periodo  che
  decorreva  dall'1  gennaio  al  31  marzo,  periodo  dell'esercizio
  provvisorio, perché non si possono fare provvedimenti che impegnano
  nuove spese.
   Questa  è  stata la ragione per cui si è calendarizzato, onorevole
  Corona,  un  percorso che prevedeva, lo voglio ribadire,  anche  la
  legge  elettorale, tant'è che, durante il percorso, da parte nostra
  non  c'è  mai  stata  la minima intenzione di approvare  una  legge
  elettorale a colpi di maggioranza; lo abbiamo detto, fa parte della
  nostra  cultura  costruire  le regole  nel  percorso  più  largo  e
  condiviso possibile.

   LEONTINI.  Ma  non  se  l'è  inventato il  Presidente  Cascio  nel
  certificare all'Aula che c'era la possibile condivisione; non è che
  se  l'è  inventato il Presidente. Ho preso atto di  una  posizione.
  Quando - è nel verbale - in Aula il presidente Cascio ha detto  con
  l'auspicio  di raggiungere l'obiettivo di poter rendere applicabile
  la norma nel prossimo

   CRACOLICI. Certo, certo, su questo ha ragione ma nelle stesse  ore
  in  cui il Presidente Cascio, giustamente, se si approva una legge,
  si pone il problema  di renderla operativa..

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, continuiamo dopo la  discussione;
  non è il caso.

   CRACOLICI.  Onorevole Leontini, lei proprio non me  la  deve  fare
  questa  battuta, perché lei è stato fra i primi, da parte  mia,  ad
  essere  informato  del fatto che la legge non aveva  la   spada  di
  Damocle  del 2011.

   LEONTINI.  In  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  però

   CRACOLICI. Sto dicendo che lei è stato tra i primi, da parte  mia,
  così come l'onorevole Bufardeci

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è il caso.

   CRACOLICI. Le chiedo scusa ma mi sollecitano  un confronto.

   PRESIDENTE. E lei deve resistere.

   CRACOLICI.  Per  farla  breve, il punto in  cui  siamo  è  questo:
  vogliamo  approvare  la legge sulla semplificazione  e  lo  abbiamo
  detto; vogliamo approvare la legge elettorale e lo abbiamo detto e,
  per la verità, non solo la vogliamo condivisa ma quella che avevamo
  preparato,  lo voglio ribadire sino alla noia, fino alla  noia,  la
  legge  che avevamo costruito era una legge condivisa, almeno  nelle
  intenzioni,  da  tutti  i  colleghi  che  rappresentano  i   Gruppi
  parlamentari, almeno nelle intenzioni, anche con l'equilibrio e  le
  mediazioni  che  erano  frutto  di una  mediazione  preventiva  per
  evitare inutili contrapposizioni.
   Un  esempio per tutti: pensavamo alla doppia scheda. Sappiamo che,
  su  questo  punto,  una  parte  del  Parlamento  la  considera  una
  provocazione  ed abbiamo ritenuto, in via preventiva, di  costruire
  un  compromesso anticipato, per consentire di evitare che la  legge
  venisse  vissuta  di una parte contro un'altra  parte.  Questo   lo
  voglio ribadire.
   Allora, fermo restando che il percorso lo definiamo, se c'è questa
  volontà, tra stasera e domani mattina, alle 8.00, insisto, è chiaro
  che   il  Governo  dovrà  predisporre  la  richiesta  di  esercizio
  provvisorio. E, da questo punto di vista, in qualità di  Presidente
  di Gruppo parlamentare, del gruppo o di uno dei gruppi che sostiene
  questa  maggioranza,  mi posso impegnare,  fermo  restando  che  il
  Governo lo dovrà fare formalmente.
   Se   come   qui   si  è  detto,  vogliamo  tornare   anche   nella
  contemporaneità,  però,  mi permetto di dire,  onorevole  Bufardeci
  che,  se  dobbiamo trovare i percorsi, stasera, una  cosa  dobbiamo
  deciderla, in ogni caso o comunque domani e, su questo, è  chiamata
  a  decidere la Presidenza. Se viene notificato formalmente che  c'è
  l'esercizio  provvisorio, non possiamo ritenere  come  chiusura  di
  calendario  quella che avevamo individuato né l'apertura dell'altro
  calendario per la sessione finanziaria.
   Un'altra  cosa:  troviamo  le sedi di confronto  formali  o  anche
  informali  che  ci  possano portare in tempi rapidi  ad  uscire  da
  questo empasse. Credo che si possa trovare una soluzione, se  tutti
  giochiamo però a carte scoperte. Non vorrei - lo dico a suocera o a
  nuora perché senta suocera - che si dichiarasse la disponibilità ad
  un  confronto  e poi si introducessero alcuni elementi.  Faccio  un
  esempio  fingendo  di parlare ai miei: che il  mio  Gruppo  volesse
  imporre   la   doppia  scheda  come  elemento  di  discussione   in
  quest'Aula. E' evidente che, se questo diventa il modello, si rompe
  il  telefono,  cioè  non  vorrei   che  si  usassero  argomenti  di
  confronto  per  trovare  argomenti  di  rottura,   per  poi   farci
  ritornare punto e daccapo.
   Se  dobbiamo  fare una discussione fra persone adulte  -  non  tra
  persone serie ma tra persone adulte - e comunque sappiamo tutti che
  partecipiamo ad una istituzione politica, sappiamo tutti di  essere
  parte  e,  quindi,  dentro  uno scontro politico  ma  sappiamo  che
  l'unica  cosa che comunque ci deve tenere insieme quando siamo  qui
  dentro  è cercare di fare le cose ed evitare che la Sicilia  guardi
  ad uno spettacolo di questo Parlamento come un luogo di paralisi  e
  di  impazzimento  - credo che dobbiamo offrire serenità.
   Allora,  sono disposto a confrontarmi e a trovare le sedi  assieme
  ai  colleghi  della  maggioranza, agli onorevoli  Adamo,  Marrocco,
  Musotto  e  quant'altri,  per trovare sedi  che  possano  costruire
  quella sintesi che consenta di dare attuazione al programma che  ci
  eravamo  dati: la legge sulla semplificazione, la legge  elettorale
  ed   il   rinvio  ad  aprile  dell'approvazione  del  bilancio  con
  l'esercizio provvisorio che è connesso a questa necessità.

   604-185/A orari di negozi

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Sulla sospensione della discussione odierna del disegno di legge
   604-185/A «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali e
    grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
                         dicembre 1999, n. 28»

   PRESIDENTE.  Onorevole colleghi, l'ordine del giorno prevedeva  la
  discussione  del disegno di legge sul commercio. E' arrivata,  alla
  Presidenza,  in data odierna, una nota da parte dell'assessore  per
  le attività produttive, dottor Marco Venturi, che vi leggo:
    Com'è  noto, nella seduta odierna dell'Ars, è prevista all'ordine
  del  giorno,  secondo punto, la discussione del  disegno  di  legge
   Norme  in  materia  di orari degli esercizi commerciali  e  grandi
  strutture  di vendita. Modifiche alla legge regionale  22  dicembre
  1999, n. 28 (604-185/A) .
   E'  noto  altresì che il superiore disegno di legge era stato  già
  posto  alla  discussione  dell'Assemblea  il  2  marzo  scorso,  ma
  rimesso,   con   decisione  unanime,  alle  ulteriori   valutazioni
  dell'apposita Commissione parlamentare.
   Non  avendo,  tuttavia,  la Commissione  adita,  conclusa  la  sua
  attività  sul  disegno di legge in parola, lo scrivente  chiede  la
  sospensione della discussione di oggi, nelle more della definizione
  del procedimento davanti la Commissione parlamentare interessata .
   Qualche giorno di tempo, quindi.
   La  Presidenza  avrebbe preferito, ovviamente, che l'assessore  si
  fosse  presentato in Aula e che avesse comunicato  all'Aula  queste
  sue giustificazioni.
   Per  come  è formulata la richiesta, chiede una qualche  forma  di
  accantonamento.   Ovviamente,   sarebbe   stato   preferibile   che
  l'assessore si fosse presentato in Aula.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siccome   le
  avevamo  anticipato che c'era questa richiesta da parte del Governo
  e  che  è  un modo per sgomberare il campo da altre leggi  che  non
  siano  la  riforma elettorale, a questo punto, l'Aula una decisione
  deve prenderla.
   Il   Presidente   della   Commissione  non   ha   nulla   eccepito
  all'iniziativa della Presidenza di inserire l'argomento  all'ordine
  del  giorno. E se la Presidenza l'ha inserito è perché la procedura
  è legittima e l'argomento era adeguato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leontini, rimane inserito  all'ordine  del
  giorno. Certo, lei è intempestivo. Abbiamo raggiunto un clima

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei ha già parlato.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo tornare
  sugli argomenti già trattati. Ho già svolto il mio intervento e poi
  lo  ha  concluso il Presidente del Gruppo parlamentare.  Prendo  la
  parola  nella  qualità  di Presidente della  Commissione   Attività
  produttive  che ha competenza sul disegno di legge in argomento.
   Credo  che  la lettera dell'assessore che, ritengo, avrebbe  fatto
  bene  -  su  questo  condivido - a venire in Aula, sostanzialmente,
  chieda  che il disegno di legge torni in Commissione perché non  ha
  potuto partecipare alle attività di approfondimento.
   A  questo  punto,  ritengo sia opportuno che il disegno  di  legge
  torni in Commissione così lo approfondiamo, visto che probabilmente
  non  verrà  trattato  nelle prossime sedute.  Aderendo  anche  alla
  richiesta  del  Governo, chiedo che il disegno di  legge  torni  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Caputo,  non   possiamo   procedere   a
  stravolgimenti  di  Regolamenti. Del resto, abbiamo  gli  strumenti
  previsti  -  quando  sarà il momento, se c'è una  necessità  di  un
  ulteriore approfondimento o di un passaggio - per farlo.  In  atto,
  però,  sulla  base  dello stato di attuazione regolamentare,  siamo
  fermi qua.
   Fermo restando che, se le dichiarazioni che stasera ci sono state,
  avranno  delle  conseguenze, domani, nei fatti, la Presidenza  avrà
  sempre  la possibilità, nel corso della giornata, di convocare  una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Corona, non assumiamo altra carne al  fuoco.
  Per ora, non si può fare altro.
   Onorevole   Corona,  se  vuole,  per  risolvere  i  problemi,   la
  Commissione  può  riunirsi sul disegno  di  legge.  Ha  facoltà  di
  parlare.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  noto  che
  c'è  una  disparità  di  trattamento  tra  il  Presidente  della  I
  Commissione e il Presidente della III. Proprio avantieri,  infatti,
  il  Presidente  della  I  Commissione  ha  chiesto  il  ritorno  in
  Commissione di una legge, quella della semplificazione che peraltro
  era addirittura sospesa.
   Allora, come componente della III Commissione, debbo dire  che  in
  questi  15  giorni  ci  siamo riuniti più volte  all'interno  della
  Commissione e l'assessore non è mai venuto alle riunioni.
   A  questo punto, dobbiamo precisare che questa Commissione, che ha
  sempre  lavorato, non ha potuto esercitare il suo ruolo  perché  il
  Governo  è  stato  assente. E lo certificano  il  presidente  della
  Commissione e il segretario della Commissione che l'assessore non è
  mai venuto.
   Chiedo, formalmente, di porre in votazione la nostra richiesta  di
  rinvio in Commissione o il rinvio in Commissione perché l'assessore
  non è mai stato presente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, quel disegno di legge è  ritornato
  in  Commissione  una  sola volta. Su questo disegno  di  legge,  si
  chiede due volte il ritorno in Commissione. Non è il caso.
   Il  Governo ha chiesto un breve allungamento dei tempi, dopodiché,
  se  il  Governo  ci dirà che è pronto a discutere e  se  l'Aula  lo
  vorrà, lo riporterà in Commissione.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  10
  marzo 2011, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:

    1)  - «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
         decadenza degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-278-296-
         299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A) (Seguito)
    2)  -  «Norme in materia di orari degli esercizi commerciali  e
         grandi strutture di vendita. Modifiche alla legge regionale 22
         dicembre 1999, n. 28» (604-185/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 19.54

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica  Salute'

   GRECO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che l'ordinanza ministeriale  18  dicembre  2007
  'Piano  di  sorveglianza  nazionale per  l'anemia  infettiva  degli
  equidi',  rinnovata  anche per gli anni 2008 e  2009,  prevede  che
  tutti gli equidi presenti nel territorio nazionale siano sottoposti
  a  delle  prove  diagnostiche nei confronti  dell'anemia  infettiva
  degli  equidi  e che tali prestazioni sanitarie sono di  competenza
  dei  servizi veterinari delle aziende sanitarie provinciali che  li
  erogano  nell'interesse dei privati e/o detentori degli equidi  con
  costi  a  carico  degli  stessi, e che il  decreto  4  giugno  2004
  'Tariffario unico regionale delle prestazioni rese dal dipartimento
  di  prevenzione', pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
  siciliana  n. 26 del 18 giugno 2004, è l'unico strumento  normativo
  in atto vigente che prevede le tariffe per ogni singola prestazione
  resa  dai  servizi veterinari delle ASP nell'interesse dei  privati
  e/o detentori;

   considerato  che  l'ordinanza  ministeriale  in  argomento   rende
  obbligatoria  sul territorio nazionale l'esecuzione  del  piano  di
  sorveglianza  e  controllo per l'anemia infettiva  degli  equidi  e
  prevede   che  l'esecuzione  dei  controlli  a  cura  dei   servizi
  veterinari  delle  ASP  ed i costi del campionamento,  comprese  le
  prove  diagnostiche, sono interamente a carico del  proprietario  o
  del detentore o comunque del responsabile dell'equide;

   atteso che il tariffario regionale prevede, nella fattispecie, che
  le  tariffe  per  le prestazioni rese dall'area di sanità  pubblica
  veterinaria,  a  richiesta  e  nell'interesse  dei  privati,   sono
  previste  nell'allegato 2 'prestazioni rese in  veste  di  pubblica
  autorità - struttura organizzativa sanità animale' e sono riportate
  ed  identificate in alcuni codici specifici per l'anemia  infettiva
  degli equidi;

   considerato inoltre che:

   il  pagamento  di  tali tariffe risulta, in un  momento  di  crisi
  economica,  un  entrata  certa per il  bilancio  regionale,  ed  in
  particolare per l'Assessorato Salute;

   avuta  notizia  che il tariffario regionale sopra  richiamato  non
  viene  applicato  in maniera uniforme dai servizi veterinari  delle
  ASP,  bensì  disapplicato  totalmente e/o parzialmente,  con  grave
  danno per le entrate erariali e con possibili ipotesi di reato;

   tale situazione ha delle ricadute negative di immagine sull'azione
  politica  di  risanamento dei conti pubblici posta  in  essere  dal
  Governo regionale e applicata dai direttori generali delle ASP;

   per sapere:

   quali  iniziative si intendano adottare, previa verifica di quanto
  sopra accennato, per rendere trasparente ed uniforme l'applicazione
  del tariffario regionale nel territorio della Regione;

   quali siano le motivazioni per le quali il suddetto tariffario non
  sia  stato  ancora  aggiornato  con  cadenza  biennale,  così  come
  previsto dal citato decreto (art. 2, comma 1), e se addirittura sia
  legittimo disquisire sul fatto che tali prestazioni sono sottoposte
  al regime dell'IVA, come pare accada nell'ASP di Palermo;

   quali  iniziative  si  intenderanno  adottare  nei  confronti  dei
  responsabili   per   mancati  introiti  per  le   casse   regionali
  eventualmente accertati, con particolare riferimento alla  verifica
  degli  atti posti in essere dall'ASP di Palermo, nel cui territorio
  di  competenza risultano ad oggi registrati in anagrafe circa  8500
  esemplari su una popolazione equina stimata di circa 15000 capi;

   per sapere, inoltre:

   se  sia  a conoscenza del Governo il fatto che l'ordine dei medici
  veterinari  della  provincia di Palermo, con sede  in  via  Carmelo
  Onorato  n. 6, è allocato nei locali dell'ASP di Palermo presso  il
  Dipartimento di prevenzione veterinaria, a che titolo e  da  quanto
  tempo;

   se  sia  a  conoscenza  del Governo che i ruoli  istituzionali  di
  presidente   dell'ordine   e  capo  dipartimento   di   prevenzione
  veterinaria dell'ASP di Palermo sono svolti dalla stessa persona;

   in  caso  affermativo, quali provvedimenti si intendano adottare».
  (939)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Greco chiede notizie sull'applicazione  del
  decreto 4 giugno 2004 'Tariffario unico regionale delle prestazioni
  rese  dal dipartimento di prevenzione' nel territorio della Regione
  siciliana,  si  rappresenta  in  via  preliminare  che  l'Ordinanza
  Ministeriale  18  dicembre 2007, scaduta  il  31  dicembre  2009  e
  riproposta con modifiche in data 8 agosto 2010, relativa al   Piano
  di  sorveglianza  nazionale per l'anemia infettiva  degli  equidi ,
  prevedeva  l'esecuzione  di  controlli sierologici  obbligatori  su
  alcune  categorie  di  equidi. L'esito di  tali  controlli,  aventi
  validità  di  dodici mesi (ora 24 mesi), e la relativa data  devono
  essere   riportati  dal  servizio  veterinario  sul  documento   di
  identificazione dell'equide (passaporto o scheda segnaletica).
   Se  nel  corso  di  tali  controlli vengono  rilevati  equidi  non
  identificati  a  norma  del D.M. 5 maggio 2006  il  proprietario  o
  detentore  ha l'obbligo di provvedere nel più breve tempo possibile
  alla  regolarizzazione  entro un periodo di  tempo  prescritto  dal
  servizio veterinario (ora non oltre 15 giorni).
   In  tale  evenienza, tuttavia, il veterinario (fino al 31 dicembre
  2009)  ha  l'obbligo di identificare l'equide attraverso l'utilizzo
  di   una   scheda  segnaletica  allegata  alla  predetta  Ordinanza
  Ministeriale.
   Tale normativa prevede che i costi di tali controlli, ivi compresi
  quelli relativi alle prove diagnostiche, vengano posti a carico del
  proprietario e/o detentore dell'equide.
   In  sintesi l'Ordinanza Ministeriale in argomento, se da  un  lato
  dispone  l'obbligo del controllo alla stregua di tanti altri  piani
  di  sorveglianza  e  controllo delle malattie  animali,  dall'altro
  obbliga  i  responsabili degli equidi controllati a  sostenerne  le
  spese.
   In  virtù dei presupposti sopra evidenziati, i costi e le  tariffe
  applicabili  all'erogazione  di  tali  prestazioni  devono   essere
  ricercati nel tariffario unico regionale delle prestazioni rese dal
  Dipartimento di Prevenzione (D. A. 4 giugno 2004).
   Lo  strumento del tariffario, tuttavia, non può essere oggetto  di
  semplice  ed  immediata applicazione, stante  la  natura  specifica
  riservata  alle  prestazioni rese su richiesta (dei  privati  o  in
  conto terzi).
   Nel  caso  specifico,  infatti,  viene  a  mancare  la  richiesta,
  espressione  di volontà del proprietario e/o detentore dell'equide,
  poiché  l'esigenza del controllo nasce da una specifica ed espressa
  volontà  del  legislatore al fine di prevenire  l'insorgenza  della
  malattia e verificarne l'andamento.
   Tuttavia, nonostante le superiori considerazioni, si ritiene che i
  costi  delle  prestazioni possano essere individuati applicando  le
  seguenti voci del tariffario:
   a)   cod.   3.01.07   inerente   gli   accertamenti   diagnostici,
  trattamenti  immunizzanti, ecc., su richiesta e nell'interesse  dei
  privati (compravendita, ecc.) o effettuati in forma coatta e/o  per
  misure  di polizia veterinaria , applicando i parametri di  cui  al
  punto 04  prelievo di campioni di sangue per ogni capo ;
   b)  cod.  3.01.11   atti  inerenti la  profilassi  delle  malattie
  infettive degli equini su richiesta e nell'interesse dei privati  o
  effettuati  in forma coatta e/o per misure di polizia  veterinaria
  applicando  i  parametri di cui al punto 01  rilascio libretto  e/o
  compilazione  scheda  segnaletica  e  punto  03   verifica  annuale
  scheda segnaletica e trascrizione dei prelievi .
   A   tali  voci  deve  essere  aggiunta  la  spesa  riferita   agli
  accertamenti  diagnostici effettuati dall'Istituto  Zooprofilattico
  Sperimentale  che  ammonta ad  .2,58 + ENPAV (2%)  +  IVA,  qualora
  spettante.
   In  sintesi,  i  costi dei controlli previsti  per  la  profilassi
  dell'anemia infettiva degli equidi, possono essere così riassunti:
   a) prelievo campione di sangue  .2,00 + ENPAV (2%) per ogni equide
  - totale  .2,04;
   b) esami di laboratorio  . 3,16;
   c)   eventuale   individuazione   dell'equide   non   regolarmente
  identificato  tramite  scheda  segnaletica  (allegato  A   -   O.M.
  18/12/2007)   .  20,00 + ENPAV (2%) per ogni  equide  -  totale   .
  20,40;
   d)  spese  di  trasferta per ogni ingresso in azienda in  aggiunta
  alle  prestazioni di cui sopra; di norma per prestazioni di  durata
  entro  le otto ore rese nel raggio di 100 Km dalla sede di servizio
   .13,00  +  ENPAV(2%)  - totale  .13,26, da dividere  tra  tutti  i
  proprietari di equidi presenti in azienda.
   Da  una  ricognizione effettuata dagli uffici competenti è  emerso
  che  nel  territorio  della Regione le voci di  cui  sopra  vengono
  applicate dai servizi veterinari di tutte le AA.SS.PP..
   Si  fa  presente, a tal riguardo, che il costo di tali prestazioni
  risulta  estremamente differenziato, poiché dipende dal  numero  di
  proprietari  di  equidi nell'azienda oggetto del  controllo  e  dal
  numero  di equidi controllati nella stessa azienda. Esso,  infatti,
  può  variare  da   . 17,93 nel caso di un solo equide  presente  in
  azienda (più   4,67 per ogni altro equide presente), ad   4,67  per
  equide  più  quota parte delle spese di trasferta, nell'ipotesi  di
  più proprietari e/o detentori di equidi presenti in azienda.
   L'Ordinanza Ministeriale in argomento, inoltre, non specifica  che
  la  trascrizione dei prelievi nel documento di identificazione  sia
  una   prestazione   a   carico  del  proprietario   e/o   detentore
  dell'equide.  Il  tariffario regionale,  invece,  prevede  la  voce
  3.1.11.03   verifica annuale scheda segnaletica e trascrizione  dei
  prelievi :  .10,00 + ENPAV (2%) - totale  .10,20.
   Tale  voce  del  tariffario viene addebitata  ai  proprietari  e/o
  detentori  degli equidi solo dai servizi veterinari delle AA.SS.PP.
  di Agrigento ed Enna. Il resto delle AA.SS.PP. isolane, invece, non
  addebita tale costo ai proprietari degli equidi controllati  poiché
  le  stesse  ritengono  che tale prestazione non  sia  espressamente
  richiesta dall'O.M. in argomento e che la voce di spesa individuata
  dal  tariffario regionale preveda anche una verifica annuale  della
  scheda segnaletica che non viene più effettuata, poiché gli equidi,
  a  norma  del D.M. 5 maggio 2006, sono oramai identificati mediante
  il rilascio di un documento di identificazione da parte dell'UNIRE.
   L'onere  finanziario  derivante dall'utilizzo  di  tale  voce  del
  tariffario,   pertanto,  risulterebbe  eccessivo  ed  ingiustamente
  addebitato per una prestazione solo parzialmente erogata.
   A  parere  di  questa  amministrazione tale  voce  del  tariffario
  dovrebbe  essere addebitata ai proprietari/detentori  degli  equidi
  poiché   la   trascrizione  dell'esito  del  controllo  sierologico
  presuppone il controllo di identità dell'equide che, per  analogia,
  potrebbe   essere   assimilato  ad  una   verifica   della   scheda
  segnaletica,  per la quale l'attuale O.M. ha previsto  una  cadenza
  biennale.
   Nelle    more   dell'aggiornamento   del   tariffario   regionale,
  considerato  che  l'O.M. 18 dicembre 2007  relativa  al   Piano  di
  sorveglianza  nazionale  per  l'anemia  infettiva  degli   equidi ,
  scaduta  il  31 dicembre 2009, è stata riproposta con modifiche  in
  data  8 agosto 2010 (GURI del 18 settembre 2010), sono in corso  di
  predisposizione  da  parte  di  questa  amministrazione  specifiche
  direttive  per  una  puntuale, uniforme e dettagliata  applicazione
  delle  voci  di  tariffario,  ivi  compresa  quella  relativa  alla
   trascrizione   dell'esito   sul   documento   di   identificazione
  dell'equide .
   In relazione alle ulteriori richieste dell'interrogante si precisa
  che  l'allocazione  della sede dell'Ordine  dei  Medici  Veterinari
  della  provincia  di  Palermo presso gli  uffici  del  Dipartimento
  dell'Azienda  Sanitaria Provinciale di Palermo è stata autorizzata,
  a  titolo gratuito, dal Direttore amministrativo pro-tempore, nelle
  more che il predetto Ordine trovasse locali idonei definitivi.
   Il Direttore del Dipartimento Veterinario ha anche chiarito che la
  stanza  contrassegnata  con  il  n.19  di  via  Onorato,  destinata
  all'Ordine,  risulta arredata con suppellettili, attrezzature,   ed
  altro di proprietà dell'Ordine al quale sono fatturati il materiale
  di  consumo  e  la cancelleria, nonché il consumo per  il  traffico
  telefonico  derivante dalle linee telefoniche, sempre intestate  al
  predetto Ordine.
   Si rappresenta, altresì, che - alla luce della vigente normativa -
  non  risulta incompatibile l'incarico di Direttore del Dipartimento
  di  Prevenzione Veterinaria con la carica di Presidente dell'Ordine
  dei Medici Veterinari della Provincia di Palermo».

                              L'Assessore
                             dott. Massimo
                                 Russo

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione Sicilia e all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   il servizio del 118 in Sicilia è molto carente, soprattutto per la
  mancanza di personale specializzato medico e infermieristico, oltre
  che  per  carenza di autisti soccorritori in possesso della patente
  della Croce Rossa;

   alcuni   territori  ad  elevata  vocazione  turistica   non   sono
  adeguatamente serviti;

   la  maggior parte delle ambulanze sono concentrate nelle  province
  di Palermo, Catania e Messina;

   considerato che:

   la  nuova società pubblica stabilizza il personale, ma non risolve
  i problemi, anche perché sono stati scelti amministratori che hanno
  svolto  incarichi  politici,  ma non hanno  grande  esperienza  nel
  settore dell'emergenza sanitaria;

   la  recente  morte  della piccola Maria Grazia Lombardo,  avvenuta
  durante  il trasferimento in elisoccorso dall'ospedale di  Gela  al
  'Cervello'  di Palermo, riapre le problematiche delle  inefficienze
  del servizio di elisoccorso del 118 in Sicilia;

   ritenuto   che  il  ritardo  di  ben  tre  ore  per  la   partenza
  dell'elisoccorso è assolutamente inammissibile;

   per sapere:

   se   siano   state  assunte  iniziative  per  accertare  eventuali
  responsabilità  e  se  i ritardi abbiano contribuito  alla  perdita
  della piccola Maria Grazia Lombardo;

   se sia possibile superare le predette disfunzioni, con particolare
  riferimento   alla  qualità  del  personale  e  alla  distribuzione
  territoriale delle ambulanze». (949)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la quale l'onorevole Barbagallo chiede notizie sulle iniziative per
  porre fine alle disfunzioni del servizio '118', si rappresenta  che
  in  ordine alla morte della piccola Maria Grazia Lombardo, avvenuta
  durante  il  trasferimento  in elisoccorso  dall'Ospedale  di  Gela
  all'Azienda Ospedaliera "Villa Sofia - Cervello" di Palermo, questo
  Assessorato   ha   immediatamente  attivato  il  proprio   Servizio
  Ispettivo,    inviando   i   propri   funzionari.   Le   risultanze
  dell'indagine  ispettiva  sono state portate  all'attenzione  della
  competente A.G..
   Ciò  premesso  si  precisa che per quanto  attiene  alla  presunta
  disfunzione  organizzativa della distribuzione  territoriale  delle
  ambulanze ed alla professionalità del personale, si rappresenta che
  gli  operatori  destinati alle attività del  118  risultano  essere
  qualificati e preparati a gestire le situazioni di crisi.
   Inoltre a seguito dell'atto di indirizzo assessoriale sul "Sistema
  Territoriale  di Soccorso 118" prot. n. 6436 del 27  ottobre  2008,
  questa  Amministrazione di concerto con i Direttori  delle  quattro
  Centrali  Operative  118  della Sicilia, ha  rimodulato  il  quadro
  organizzativo della distribuzione territoriale delle ambulanze  del
  medesimo  servizio di emergenza urgenza 118 che si è  concretizzato
  nell'allegato B alla convenzione quadro stipulata tra la SEUS  Scpa
  e questa Amministrazione.
   Altresì, al fine di attivare un coordinamento unico delle attività
  di trasporto secondario è stata prevista, con il D.A. n.1636 del 17
  giugno 2010, l'istituzione del Coordinamento Unico del Servizio  di
  Elisoccorso  -118  denominato "C.U.S.E.-118"  affidando,  in  prima
  istanza,  fra le quattro centrali SUES 118 della Sicilia, a  quella
  di Messina il compito, in via sperimentale, di coordinare a livello
  regionale i trasporti secondari dell'elisoccorso».

                              L'Assessore
                             dott. Massimo
                                 Russo

   INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   il decreto assessoriale n. 2493/09 obbliga tutti gli operatori del
  settore  alimentare operanti nell'ambito della produzione  primaria
  ad  effettuare  entro il 31 dicembre 2009 la DIA (dichiarazione  di
  inizio attività) presso le amministrazioni comunali di riferimento;

   la  mancata  proroga  del termine previsto  dal  d.a.  n.  2493/09
  farebbe  incorrere  tali operatori in sanzioni molto  pesanti,  che
  potrebbero  determinare  la  chiusura stessa  di  tali  attività  e
  inficerebbero gravemente il settore alimentare siciliano  da  tempo
  in crisi;

   il  decreto legislativo n. 193 del 2007, c.d. Pacchetto Igiene, ha
  abrogato  il  d.lgs.  n.  156 del 1997 in  materia  di  Igiene  dei
  prodotti  alimentari - autocontrollo HACCP' e l'art. 2 della  legge
  n.  283  del  1962 'Autorizzazione Sanitaria', e prevede  un  nuovo
  regime sanzionatorio in materia di HACCP e sistema di autocontrollo
  igienico  sanitario  per le aziende che non  rispettano  i  dettami
  legislativi;

   considerato che i regolamenti CE n. 852 del 2004 e n. 882 del 2004
  regolano  la  materia  dell'igiene  dei  prodotti  alimentari,   in
  particolare  in  relazione alla salute pubblica, ponendo  principi,
  norme  e procedure in relazione alle responsabilità dei fabbricanti
  e  delle  autorità  competenti per ciò  che  concerne  i  requisiti
  strutturali, operativi e igienici degli stabilimenti, dei magazzini
  di  stoccaggio  e  il trasporto delle merci e anche  in  merito  ai
  controlli  ufficiali,  la registrazione e il  riconoscimento  delle
  aziende stesse;

   per sapere:

   se  non  pensino di proporre alle competenti autorità  comunitarie
  una proroga di almeno tre mesi, rispetto al termine del 31 dicembre
  2009,  come  termine ultimo per la presentazione della  D.I.A.  per
  tutti  gli  operatori  del settore alimentare operanti  nell'ambito
  della   produzione  primaria  e  di  sospendere  altresì   in   via
  eccezionale  e temporanea tale termine in maniera da  permettere  a
  tutti  gli operatori del sistema di potersi adeguare alla normativa
  per ciò che concerne la presentazione del fascicolo aziendale AGEA,
  della  certificazione antimafia e di tutte le altre  certificazioni
  richieste;

   se  abbiano  previsto  ulteriori misure per  scongiurare  che  gli
  operatori del settore della produzione primaria vengano sanzionati,
  così  come  era previsto dal d.lgs. n. 156/97 Igiene  dei  prodotti
  alimentari - autocontrollo HACCP'». (953)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Incardona chiede una proroga del termine  di
  presentazione  della  dichiarazione di  inizio  attività  (D.I.A.),
  prevista  dal decreto n. 2493/09 dell'Assessore per la sanità  pro-
  tempore, si rappresenta quanto segue.
   Si   premette  che  con  il  citato  decreto  assessoriale  questa
  Amministrazione    ha    inteso    semplificare    le    previsioni
  originariamente  riportate nel precedente decreto assessoriale  del
  2008   introducendo,   anche  a  seguito  delle   richieste   delle
  Organizzazioni  agricole  e  di  categoria,  elementi  di  notevole
  semplificazione per la registrazione delle attività  ai  sensi  del
  Regolamento comunitario n. 852 del 2004.
   Questo  Assessorato, tenendosi in costante contatto con i  servizi
  medici  e  veterinari  delle  Aziende  sanitarie  provinciali,   ha
  registrato  che  l'applicazione  sul  territorio  delle  misure  di
  semplificazione  della  dichiarazione  di  inizio   attività   sono
  avvenute  senza particolari criticità con un limitatissimo ricorso,
  se non in casi del tutto estremi, a procedure sanzionatorie».

                                                         L'Assessore
                                                                dott.
                                                 Massimo Russo

   ARDIZZONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  d.a.  n.  437/44  del 21 giugno 2001 è stata  istituita,  nel
  comune  di  Messina, la riserva naturale orientata di  Capo  Peloro
  comprendente, tra l'altro, i laghi siti nei villaggi di Ganzirri  e
  Torre Faro, inclusi nella zona A della stessa;

   come    da   decreto,   l'unica   attività   consentita    è    la
  molluschicoltura;

   le  acque  del  lago  di  Torre  Faro  sin  dal  1995  sono  state
  classificate  come  acque  di tipo A, idonee  alla  coltivazione  e
  stabulazione dei mitili;

   all'interno  del  lago Faro operano sei ditte di  importexport  di
  frutti di mare, all'interno delle quali lavorano decine di operai;

   dal  1986  le  acque  del lago di Ganzirri sono  state  dichiarate
  precluse alla molluschicoltura per motivi sanitari;

   dal  2001,  a  seguito dei lavori di rifacimento  della  fognatura
  comunale, non vi sono più scarichi fognari nel lago di Ganzirri;

   a  seguito  di tali lavori, quindi, si è dato inizio  all'iter  di
  classificazione  delle  acque  anche  del  lago  di  Ganzirri,  con
  controlli settimanali sulle acque e sulla polpa dei mitili da parte
  degli  enti  preposti  (Università degli studi  di  Messina,  ARPA,
  Provincia regionale di Messina);

   viste  le  analisi positive emerse nell'anno 2002 e nel  settembre
  2003, è stata indetta una rituale conferenza di servizi per avviare
  ufficialmente  l'iter di classificazione delle acque  del  lago  di
  Ganzirri;

   dopo cinque anni di analisi, con nota n. 25930 del 20 luglio 2009,
  la  Provincia  regionale  di  Messina  ha  inviato  all'Assessorato
  regionale  Salute un plico contenente relazioni e  risultati  delle
  analisi effettuate al fine di avviare e definire le procedure della
  classificazione delle acque del lago di Ganzirri;

   considerato che:

   la  sospensione dell'attività nel lago di Ganzirri  in  questi  23
  anni ha accentuato i problemi economici locali;

   le  vongole  autoctone del lago di Ganzirri sono  uniche  nel  suo
  genere;

   ritenuto  che  ad oggi non vi sono più vincoli o impedimenti  alla
  classificazione delle acque del lago di Ganzirri per lo svolgimento
  della molluschicoltura;

   per  sapere quali provvedimenti siano stati adottati dal 20 luglio
  2009  e  quali  intendano adottare al fine di provvedere,  nel  più
  breve  tempo  possibile, all'emanazione del decreto provvisorio  di
  classificazione   delle   acque  che   consentirebbe   la   ripresa
  dell'attività  con la ricaduta occupazionale che  ne  deriverebbe».
  (963)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Ardizzone chiede iniziative per favorire  la
  ripresa  della  molluschicoltura nelle acque del lago  di  Ganzirri
  (ME), si rappresenta quanto segue.
   Va  premesso  che  da  informazioni e dati in possesso  di  questo
  Assessorato  le  attività di molluschicoltura  praticate  presso  i
  laghi  della riserva orientata di Capo Peloro riguardano  in  larga
  prevalenza, come per altro riportato nella interrogazione, attività
  di   importazione  per  fini  di  commercio  locale  di   molluschi
  provenienti da altre aree nazionali o comunitarie.
   Effettivamente la Provincia regionale di Messina ha  proposto  una
  istanza  di  classificazione  delle  acque  in  questione  facendo,
  tuttavia,   riferimento  a  procedure  e  a  modalità   di   studio
  preliminari  non  corrispondenti a quanto stabilito  dalla  vigente
  normativa comunitaria.
   E  infatti,  il servizio veterinario di igiene degli  alimenti  di
  origine animale della Azienda sanitaria provinciale di Messina  ha,
  sin  dal mese di settembre del 2009, provveduto ad orientare, senza
  per  altro ottenere riscontri, le attività di studio e monitoraggio
  verso le previsioni di legge cogenti.
   Questo  Assessorato  ha, dal canto suo, provveduto  a  fornire  le
  dovute  indicazioni, senza ricevere riscontro alcuno, con  la  nota
  prot.   n.  4-DASOE/836  dell'8  febbraio  2010  indirizzata   alla
  Provincia regionale di Messina.
   Con  la  nota  in  questione sono state indicate e  richiamate  le
  disposizioni contenute nel Regolamento (CE) n. 854 del 2004  e  nel
  decreto assessoriale del 27 dicembre 2007 che ha recepito, tra  gli
  altri,   l'Intesa   Stato  Regioni  in   tema   di   produzione   e
  commercializzazione di molluschi bivalvi.
   In  mancanza  di  riscontri e di evidenze circa  le  procedure  di
  studio  poste in essere la richiesta classificazione non può essere
  decretata».

                                                         L'Assessore
                                                        dott. Massimo
                                                    Russo

   CAPUTO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   in  data  10  febbraio 2010 gli operai del '118' hanno manifestato
  innanzi  alla sede dell'Assessorato regionale Salute per la mancata
  stabilizzazione del rapporto lavorativo;

   il  passaggio dalla SISE alla SEUS non assicura la stabilizzazione
  dei 3200 operai attualmente in servizio presso il 118;

   considerato che tale situazione appare in contrasto con  il  piano
  sanitario approvato dall'Assemblea regionale siciliana;

   ritenuto che la situazione è pregiudizievole del diritto al lavoro
  e dei livelli occupazionali;

   per   sapere  quali  provvedimenti  intendano  adottare   per   la
  salvaguardia del diritto al lavoro degli operai del 118». (1025)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Caputo chiede interventi a salvaguardia  del
  lavoro  degli operai del '118', si rappresenta che a seguito  delle
  riunioni  sindacali  svoltesi rispettivamente presso  l'Assessorato
  regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,  in
  data  15 marzo 2010, e presso questo Assessorato, in data 13 aprile
  2010 è stato definito l'accordo di massima per la risoluzione della
  problematica rappresentata nell'atto ispettivo.
   Successivamente,  a  seguito  della  predisposizione   del   piano
  industriale della SEUS Scpa, il personale autista soccorritore  del
  sistema  emergenza urgenza 118 della Sicilia ha avuto  riconosciuto
  appieno il diritto alla salvaguardia del posto di lavoro».

                                                         L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   MARROCCO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   in data 12 giugno 2010 il nucleo anti-sofisticazioni dell'Arma dei
  carabinieri  ha  posto  i  sigilli  al  servizio  di  ematologia  e
  chemioterapia afferente l'u.o.c. di medicina del p.o.  'Cimino'  di
  Termini Imerese (PA);

   tale  drastico  provvedimento sarebbe stato preso  dalle  autorità
  preposte  a seguito di un corposo esposto, firmato da 250  pazienti
  del servizio di ematologia e chemioterapia del p.o. 'Cimino' e loro
  familiari,  probabilmente preoccupati per la paventata soppressione
  di  tale  servizio,  inviato sia alla procura della  Repubblica  di
  Termini   Imerese   che   alla  direzione  dell'azienda   sanitaria
  provinciale, oltre che agli organi di stampa ed al Ministro per  la
  pubblica amministrazione e l'innovazione;

   dalle  notizie  di  stampa, i carabinieri avrebbero  appurato  una
  situazione di pericolo per il personale medico, paramedico e  degli
  stessi  pazienti, pericolo dovuto alla carenza strutturale che  non
  avrebbe  consentito di isolare i macchinari radioattivi  nel  corso
  dei trattamenti medici agli utenti;

   considerato che:

   la  chiusura  di  un  servizio che fornisce cure  così  fortemente
  specializzate sta creando confusione e disorientamento tra la vasta
  utenza  dell'ospedale 'Cimino' di Termini Imerese e  le  rispettive
  famiglie;

   è  necessaria  una pronta riapertura del servizio di ematologia  e
  chemioterapia  del p.o. 'Cimino' di Termini Imerese,  ripristinando
  preventivamente le condizioni minime di sicurezza per i pazienti  e
  per  il  personale medico e paramedico che amministra  le  cure  in
  questione;

   per  sapere quali iniziative intenda intraprendere per intervenire
  presso la direzione dell'azienda sanitaria provinciale 6 di Palermo
  affinché  attivi le necessarie ed immediate procedure di  controllo
  sulla   situazione  del  servizio  di  ematologia  e  chemioterapia
  dell'ospedale  'Cimino' di Termini Imerese, grave a  tal  punto  da
  indurre  le autorità a disporne il sequestro conservativo, al  fine
  di  rimuovere le cause ostative l'attività del servizio e  disporne
  l'immediata riapertura, ripristinando al contempo le condizioni  di
  sicurezza  per  il  personale medico e paramedico  e  per  l'utenza
  destinataria delle cure presso il predetto reparto». (1234)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Marrocco chiede notizie in merito allo  stato
  del  servizio di ematologia e chemioterapia dell'ospedale  "Cimino"
  di Termini Imerese (PA), si rappresenta quanto segue.
   Nel  corso  del sopralluogo effettuato in data 11 giugno  2010  il
  N.A.S. dei Carabinieri ha rilevato gravi irregolarità e carenze  di
  natura igienico - organizzativa e pertanto in pari data il servizio
  di oncoematologia è stato disattivato.
   Il  D.A. n.1375/2010, con il quale è stato definito, a seguito  di
  un   attento   esame  degli  indicatori  di  attività,  efficienza,
  fabbisogno,  appropriatezza, economicità per  il  biennio  2008/09,
  l'assetto  della rete ospedaliera dell'ASP di Palermo, non  prevede
  l'oncologia e l'ematologia tra le discipline elencate nel  Presidio
  Ospedaliero di Termini Imerese.
   Di  conseguenza  la Direzione aziendale dell' ASP di  Palermo,  al
  fine evitare ulteriori disagi ai pazienti colpiti da tale patologia
  e   per   garantire   la  relativa  continuità  assistenziale,   ha
  immediatamente chiesto ed ottenuto dall' ARNAS Civico di Palermo la
  collaborazione del proprio Dipartimento di oncologia. I trattamenti
  chemioterapici  possono  pertanto essere effettuati,  in  relazione
  alle scelte del paziente, sia presso il sopracitato Dipartimento di
  oncologia  sia presso il reparto di oncologia della Fondazione  San
  Raffaele Giglio di Cefalù; è stato inoltre previsto un servizio  di
  trasferimento   dal  P.O.  di  Termini  Imerese   al   Dipartimento
  oncologico  dell'  ARNAS Civico di Palermo con  mezzi  e  personale
  infermieristico dell' ASP».

                                                         L'Assessore
                                                      dott.   Massimo
                                                    Russo

   TORREGROSSA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
  salute,  premesso che il comune di Mussomeli, insieme con  tutti  i
  sindaci  della  provincia  nissena, ha  richiesto  la  sostituzione
  dell'elicottero  modello  A  109 Power,  in  uso  al  servizio  118
  dell'ASP  di Caltanissetta, come da nota protocollata con n.  16772
  risalente al 6 agosto 2010;

   considerato che:

   l'ospedale  S.Elia  di  Caltanissetta, per  la  sua  posizione  di
  centralità  nella provincia nissena, possiede uno dei 5  elicotteri
  utilizzati  dal  servizio 118 in Sicilia e  che  di  tale  servizio
  usufruiscono anche le limitrofe province di Enna e Agrigento;

   l'ospedale S.Elia risulta, alla data odierna, mancante del reparto
  di  emodinamica e che la contestuale fase di ristrutturazione rende
  indispensabile il servizio di elisoccorso;

   tra tutti i 5 velivoli in dotazione al servizio 118 siciliano solo
  quello   destinato  all'ASP  di  Caltanissetta  non   possiede   le
  caratteristiche tecniche per il normale svolgimento del servizio in
  qualsiasi condizione atmosferica;

   più  volte,  durante il periodo estivo, l'elicottero in  dotazione
  all'ASP  nissena (modello A 109 Power) non si è potuto  erigere  in
  volo  a causa delle alte temperature, con inevitabili rischi per  i
  pazienti;

   per  sapere  se  siano consapevoli dello stato di  disagio  finora
  descritto,  se  le motivazioni tecniche che stanno  alla  base  dei
  mancati decolli siano state verificate e risultate fondate e  se  e
  quali   provvedimenti  intendano  assumere   per   risolvere   tale
  mancanza». (1353)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la   quale   l'onorevole  Torregrossa  chiede   provvedimenti   per
  assicurare  un  valido  servizio di elisoccorso  presso  l'ospedale
  Sant'Elia  di  Caltanissetta, si rappresenta che, a  seguito  della
  stipula  dell'atto  aggiuntivo  alla  vigente  convenzione  per  le
  attività  di  elisoccorso  in  Sicilia,  dal  25  gennaio  2011  la
  precedente   eliambulanza   A  109   Power   è   stata   sostituita
  dall'eliambulanza AS 365 N3, già impiegata sulla base  di  Palermo;
  tale  mezzo  possiede  le necessarie caratteristiche  tecniche  per
  consentire   l'attività  di  elisoccorso  in  qualsiasi  condizione
  atmosferica».

                                                       L'Assessore
                                                      dott.   Massimo
                                                    Russo

   TORREGROSSA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
  salute, premesso che:

   la  riforma  sanitaria, varata dall'Assemblea regionale siciliana,
  relativamente all'ASP di Caltanissetta prevede, tra le altre  cose,
  l'accorpamento degli ospedali M. Raimondi di San Cataldo e S.  Elia
  di Caltanissetta;

   nella  suddetta riforma viene trasformato il pronto  soccorso  del
  distretto ospedaliero di San Cataldo in PTE con annesso aumento  di
  pazienti nel reparto di pronto soccorso di S. Elia;

   considerato che:

   l'ospedale   S.Elia  di  Caltanissetta  è  definito  ospedale   di
  emergenze-urgenza di III livello;

   a  riforma  attuata, il reparto del pronto soccorso del  Sant'Elia
  verrà ampliato di circa 680 mq, e sarà dotato di sale operatorie  a
  servizio  dello  stesso  e  che  l'ASP  nissena  ha  provveduto   a
  richiedere un potenziamento dell'organico del personale medico a 14
  unità;

   come  prevede  il  piano di rimodulazione della rete  ospedaliera,
  l'ospedale  Maddalena  Raimondi di San  Cataldo,  dall'1  settembre
  2010,  ha  cessato  le prestazioni di acuzie e  non  gode  più  del
  presidio  di pronto soccorso, ma del PTE, e che quindi  i  pazienti
  affetti da patologie che necessitano dell'intervento di emergenza -
  urgenza  vengono  trasferiti  al vicino  presidio  ospedaliero  del
  Sant'Elia;

   il  distretto  ospedaliero  di  San  Cataldo  accoglie,  o  meglio
  accoglieva, i pazienti della cittadina sancataldese, ma anche delle
  vicine  Serradifalco, Montedoro, Milena e Bompensiere, sia  per  le
  prestazioni mediche in reparto che per il pronto soccorso;

   con  l'istituzione  del  PTE  di  emergenza  presso  il  distretto
  Maddalena Raimondi di San Cataldo si registra, inevitabilmente,  un
  aumento   esponenziale  delle  utenze  nel  pronto   soccorso   del
  Sant'Elia;

   allo stato attuale l'ospedale Sant'Elia è interessato da lavori di
  ammodernamento che dureranno ancora per diversi mesi e che pertanto
  non è stato ancora possibile attuare la riforma ed il potenziamento
  del pronto soccorso;

   in  materia  sanitaria,  pur  avendo grande  importanza  i  budget
  economici,  è da ritenersi fondamentale il diritto alla salute  del
  cittadino;

   la  riforma sanitaria attuata prevede la definizione delle  piante
  organiche  delle unità operative dei singoli reparti e/o  distretti
  ospedalieri;

   per sapere se:

   siano  consapevoli dello stato di disagio in cui versa  il  pronto
  soccorso dell'ospedale Sant'Elia;

   le  unità  operative  attualmente in  servizio  presso  il  pronto
  soccorso  nisseno  risultino  adeguate  al  numero  previsto  dalla
  rimodulazione  delle suddette piante organiche, anche  in  funzione
  del  carico di lavoro cui sono sottoposte a seguito della  chiusura
  del pronto soccorso del nosocomio sancataldese;

   non  fosse  il  caso  di  posticipare l'attivazione  del  PTE  nel
  presidio ospedaliero di San Cataldo fino a quando non fossero stati
  completati  i  lavori  di ammodernamento del  pronto  soccorso  del
  Sant'Elia;

   quali  provvedimenti intendano assumere per risolvere  tale  grave
  carenza». (1405)

            (L' interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Torregrossa chiede notizie sullo  stato  del
  pronto   soccorso  dell'ospedale  Sant'Elia  di  Caltanissetta   ed
  iniziative conseguenti, si rappresenta che dalla delibera n. 3  del
  13  gennaio 2011 avente ad oggetto l'approvazione definitiva  della
  dotazione   organica   dall'Azienda   Sanitaria   Provinciale    di
  Caltanissetta, approvata con decreto assessoriale  n.  262  del  16
  febbraio  2011,  risulta  che  l'organico  dell'  U.O.C.  del  P.O.
  "Ospedali  Riuniti  Sant'Elia - San Cataldo" è composto  da  n.  15
  dirigenti medici.
   Inoltre,  per  far  fronte alle carenze  di  organico,  così  come
  previsto dalla circolare assessoriale prot. n. 52109 del 3 dicembre
  2010, la medesima Azienda ha emanato, per la disciplina di medicina
  e  chirurgia  d'accettazione  ed urgenza,  un  avviso  pubblico  di
  mobilità  volontaria per titoli per la copertura di n. 4  posti  di
  dirigente medico; ha inoltre indetto, contestualmente, un  concorso
  pubblico   per  n.  5  posti  di  dirigente  medico.   Entrambi   i
  provvedimenti  sono stati pubblicati nella G.U.R.S.  n.  18,  serie
  concorsi, del 31 dicembre 2010.
   Infine, con la citata circolare, è stata data facoltà alle Aziende
  di  utilizzare  le graduatorie di concorsi ancora  validi,  per  la
  copertura dei posti per cui il concorso è stato bandito, ma non per
  posti di nuova istituzione.
   In ogni caso rientra nella discrezionalità dell'Azienda attivare i
  percorsi  utili  per  fronteggiare  le  carenze  di  personale   ed
  assicurare  adeguati  livelli  di  soddisfacimento  della   domanda
  assistenziale».

   L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE. -  «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  ai  concorsi
  pubblici  per  titoli ed esami per la copertura in ruolo  di  n.  1
  posto  vacante  di  dirigente  analista;  n.  1  posto  vacante  di
  dirigente statistico; n. 2 posti vacanti di dirigente ingegnere  ad
  orientamento   civile;   n.   5   posti   vacanti   di    dirigente
  amministrativo,  indetti  dall'azienda  sanitaria  provinciale   di
  Siracusa;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di  personale
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso,   atteso   che  la  normativa  vigente   prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1640)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per  la
  copertura   di  alcuni  posti  vacanti  nell'organico  dirigenziale
  dell'ASP  di  Siracusa, si rappresenta che con la nota assessoriale
  prot.  n.  3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori
  generali  delle  Aziende  del  S.S.R.  questa  Amministrazione   ha
  richiamato l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n.11, e all'art.  19  della  legge
  regionale 1 settembre 1993, n. 25.
   In  particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
  articolato  anche  su  prove d'esami darebbe garanzie  di  maggiore
  ponderatezza  nella  scelta  dei candidati,  è  stata  ribadita  la
  necessità  che  i  bandi  di  concorso già  pubblicati  sulla  GURS
  venissero  ricondotti  a legittimità e pertanto  i  relativi  posti
  messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
   Si  precisa infine che nella seduta n.116 del 30 novembre  2010  è
  stato  presentato  (ed  approvato) alla VI Commissione  legislativa
  dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge. n. 631 con
  il  quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della  legge
  regionale  n.11/2010 l'estensione della disposizione  in  argomento
  alle Aziende del S.S.R.».

   L'Assessore

   dott. Massimo Russo

   GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-MARZIANO-TERMINE. -  «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
  mediante  mobilità  regionale  ed  extraregionale,  per  titoli   e
  colloquio, a diversi posti di dirigente medico e non medico,  varie
  discipline,  tra cui n. 1 posto di dirigente farmacista disciplina:
  farmacia ospedaliera e territoriale, indetto dall'azienda sanitaria
  provinciale di Siracusa;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di  personale
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso,   atteso   che  la  normativa  vigente   prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1641)

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per  la
  copertura di diversi posti di dirigente medico e non medico indetto
  dall'ASP  di  Siracusa, si rappresenta che con la nota assessoriale
  prot.  n.  3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori
  generali  delle  Aziende  del  S.S.R.  questa  Amministrazione   ha
  richiamato l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n.11, e all'art.  19  della  legge
  regionale 1 settembre 1993, n.  25.
   In  particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
  articolato  anche  su  prove d'esami darebbe garanzie  di  maggiore
  ponderatezza  nella  scelta  dei candidati,  è  stata  ribadita  la
  necessità  che  i  bandi  di  concorso già  pubblicati  sulla  GURS
  venissero  ricondotti  a legittimità e pertanto  i  relativi  posti
  messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
   Si  precisa infine che nella seduta n. 116 del 30 novembre 2010  è
  stato  presentato  (ed  approvato) alla VI Commissione  legislativa
  dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge. n. 631 con
  il  quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della  legge
  regionale  n.11/2010 l'estensione della disposizione  in  argomento
  alle Aziende del S.S.R.».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo

   GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI  BENEDETTO-RAIA-TERMINE.   -   «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  ai  concorsi
  pubblici per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato
  di  n.  4  posti di dirigente amministrativo, indetto  dall'azienda
  ospedaliero-universitaria policlinico Vittorio Emanuele di Catania;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso,   atteso   che  la  normativa  vigente   prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1644)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per  la
  copertura di diversi posti di dirigente medico e non medico indetto
  dall'ASP  di  Siracusa, si rappresenta che con la nota assessoriale
  prot.  n.  3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori
  generali  delle  Aziende  del  S.S.R.  questa  Amministrazione   ha
  richiamato l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n.11, e all'art.  19  della  legge
  regionale 1 settembre 1993, n. 25.
   In  particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
  articolato  anche  su  prove d'esami darebbe garanzie  di  maggiore
  ponderatezza  nella  scelta  dei candidati,  è  stata  ribadita  la
  necessità  che  i  bandi  di  concorso già  pubblicati  sulla  GURS
  venissero  ricondotti  a legittimità e pertanto  i  relativi  posti
  messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
   Si  precisa infine che nella seduta n.116 del 30 novembre  2010  è
  stato  presentato  (ed  approvato) alla VI Commissione  legislativa
  dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge n. 631  con
  il  quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della  legge
  regionale  n. 11/2010 l'estensione della disposizione in  argomento
  alle Aziende del S.S.R.».

                              L'Assessore
                             dott. Massimo
                                 Russo

   GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI  BENEDETTO-RAIA-TERMINE.   -   «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  ai  concorsi
  pubblici,   per  titoli  ed  esami,  per  la  copertura   a   tempo
  indeterminato di n. 3 posti di dirigente ingegnere,  di  cui  n.  1
  ingegnere civile, n. 1 ingegnere elettrico, n. 1 ingegnere  clinico
  e   n.   2   posti  di  dirigente  analista,  indetti  dall'azienda
  ospedaliero - universitaria policlinico di Catania;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in  vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso,   atteso   che  la  normativa  vigente   prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1645)

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per  la
  copertura  a tempo indeterminato di 3 posti di dirigente  ingegnere
  indetto   dall'azienda  ospedaliero-universitaria   policlinico   -
  Vittorio  Emanuele  di  Catania, si rappresenta  che  con  la  nota
  assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata a  tutti
  i    Direttori   generali   delle   Aziende   del   S.S.R.   questa
  Amministrazione  ha richiamato l'attenzione sulle  disposizioni  di
  cui  all'art.  42 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11,  e
  all'art. 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25.
   In  particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
  articolato  anche  su  prove d'esami darebbe garanzie  di  maggiore
  ponderatezza  nella  scelta  dei candidati,  è  stata  ribadita  la
  necessità  che  i  bandi  di  concorso già  pubblicati  sulla  GURS
  venissero  ricondotti  a legittimità e pertanto  i  relativi  posti
  messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
   Si  precisa infine che nella seduta n.116 del 30 novembre  2010  è
  stato  presentato  (ed  approvato) alla VI Commissione  legislativa
  dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge. n. 631 con
  il  quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della  legge
  regionale  n.11/2010 l'estensione della disposizione  in  argomento
  alle Aziende del S.S.R.».

                              L'Assessore
                             dott. Massimo
                                 Russo

   GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE.-«Al  Presidente
  della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 18 è stato pubblicato il bando relativo  al  concorso
  pubblico,  per  titoli  e prove d'esame, per l'assunzione  a  tempo
  indeterminato  di personale dirigente sanitario non  medico:  n.  4
  dirigente    fisico;   n.   4   dirigente    farmacista;    n.    2
  radiochimico/radiofarmacista;   n.   1   dirigente   prof.   sanit.
  infermieristiche  ed  ostetriche;  n.  1  dirigente  prof.   sanit.
  tecnica;  n.  1  dirigente  prof. di  assistenza  sociale,  indetto
  dall'azienda ospedaliera universitaria policlinico Gaetano  Martino
  di Messina;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali'(...) per il triennio successivo all'entrata in  vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso,   atteso   che  la  normativa  vigente   prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1646)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Galvagno chiede la modifica  del  bando  per
  l'assunzione a tempo indeterminato di personale dirigente sanitario
  non    medico    indetto   dall'azienda   ospedaliero-universitaria
  policlinico Gaetano Martino di Messina, si rappresenta che  con  la
  nota  assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 indirizzata  a
  tutti   i  Direttori  generali  delle  Aziende  del  S.S.R.  questa
  Amministrazione  ha richiamato l'attenzione sulle  disposizioni  di
  cui  all'art.  42 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11,  e
  all'art. 19 della legge regionale 1  settembre 1993, n. 25.
   In  particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
  articolato  anche  su  prove d'esami darebbe garanzie  di  maggiore
  ponderatezza  nella  scelta  dei candidati,  è  stata  ribadita  la
  necessità  che  i  bandi  di  concorso già  pubblicati  sulla  GURS
  venissero  ricondotti  a legittimità e pertanto  i  relativi  posti
  messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
   Si  precisa infine che nella seduta n. 116 del 30 novembre 2010  è
  stato  presentato  (ed  approvato) alla VI Commissione  legislativa
  dell'ARS  un emendamento governativo al D.D.L. n. 631 con il  quale
  si  prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della legge regionale
  n.  11/2010  l'estensione  della  disposizione  in  argomento  alle
  Aziende del S.S.R.».

                                L'Assessore
                               dott. Massimo
                                 Russo

   GALVAGNO-BARBAGALLO-AMMATUNA-DI BENEDETTO-TERMINE.-«Al  Presidente
  della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:

   in  data  31 dicembre 2010 nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana n. 18 è stato pubblicato il bando relativo alla selezione
  di  mobilità  volontaria regionale ed extraregionale per  titoli  e
  colloquio, per la formazione di graduatoria per assunzioni a  tempo
  indeterminato  di  dirigenti  sanitari  non  medici  di  cui  n.  3
  dirigente  fisico e n. 2 dirigente farmacista, indetto dall'azienda
  ospedaliera universitaria policlinico Gaetano Martino di Messina;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso,   atteso   che  la  normativa  vigente   prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS N. 18  del  31
  dicembre  2010,  onde  garantire il  rispetto  della  legge  e  dei
  principi inderogabili della trasparenza nelle procedure concorsuali
  riguardanti  la  pubblica amministrazione e gli enti  sottoposti  a
  tutela e vigilanza della medesima, così come previsto dalla l.r. n.
  25/1993». (1647)

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Galvagno chiede la modifica del bando per  la
  formazione  di graduatoria per assunzioni a tempo indeterminato  di
  dirigenti  sanitari  non  medici indetto dall'azienda  ospedaliero-
  universitaria   policlinico  Gaetano   Martino   di   Messina,   si
  rappresenta  che  con la nota assessoriale prot.  n.  3699  del  14
  gennaio 2011 indirizzata a tutti i Direttori generali delle Aziende
  del  S.S.R. questa Amministrazione ha richiamato l'attenzione sulle
  disposizioni  di  cui all'art. 42 della legge regionale  12  maggio
  2010,  n. 11, e all'art. 19 della legge regionale 1 settembre 1993,
  n. 25.
   In  particolare, pur nella convinzione che un sistema di selezione
  articolato  anche  su  prove d'esami darebbe garanzie  di  maggiore
  ponderatezza  nella  scelta  dei candidati,  è  stata  ribadita  la
  necessità  che  i  bandi  di  concorso già  pubblicati  sulla  GURS
  venissero  ricondotti  a legittimità e pertanto  i  relativi  posti
  messi a concorso mediante procedure per soli titoli.
   Si  precisa infine che nella seduta n. 116 del 30 novembre 2010  è
  stato  presentato  (ed  approvato) alla VI Commissione  legislativa
  dell'ARS un emendamento governativo al disegno di legge n. 631  con
  il  quale si prevede di cassare dall'art. 42, comma 1, della  legge
  regionale  n. 11/2010 l'estensione della disposizione in  argomento
  alle Aziende del S.S.R.».

                              L'Assessore
                             dott. Massimo
                                 Russo