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Resoconto d'Aula della Seduta n. 239 di mercoledì 23 marzo 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Aiuti alle imprese di piccola pesca artigianale operanti  nelle
  aree marine protette. (n. 695)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi, Marinello, Vitrano,  Donegani, Lupo,  Faraone,
  Di  Benedetto, Marziano, Di Guardo, Gucciardi, Panepinto e Raia, in
  data 15 marzo  2011.

   -  Istituzione  del Centro euromediterraneo per la protezione  dai
  maremoti. (n. 696)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Ardizzone,
  in data 16 marzo  2011.

   -   Disposizioni  urgenti  per  il  settore  della  formazione   e
  orientamento professionale. (n. 697)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Pogliese, Falcone, Buzzanca e Bosco, in data 21 marzo 2011.

   -  Istituzione  del  gruppo  europeo di cooperazione  territoriale
  (GECT) euroregione Sicilia-Malta. (n. 698)
   di  iniziativa parlamentare, dall'onorevole Ferrara,   in data  21
  marzo 2011.

   - Aiuti alle spese di gestione delle cantine sociali. (n. 699)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Ammatuna, Barbagallo,  De
  Benedictis,  Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone,  Ferrara,
  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, in data 21 marzo 2011.

   - Fondo regionale di garanzia. (n. 700)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Ammatuna, Barbagallo,  De
  Benedictis,  Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone,  Ferrara,
  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, in data 21 marzo 2011.

   -  Promozione  e  partecipazione della Regione  alla  costituzione
  della fondazione  Norman Zarcone'. (n.  701)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo, in data 23 marzo 2011.
   -  Disegno  di legge voto per la modifica dello Statuto siciliano.
  (n. 702)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Cimino,
  Bufardeci,  Incardona, mineo, Scilla e Savona,  in  data  23  marzo
  2011.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consorzio ASI di Trapani - Designazione componente supplente del
  collegio dei revisori dei conti: dott.ssa Giordano Enza (n. 140/I)
   pervenuto in data 21 marzo 2011 e inviato in data 23 marzo 2011.

   -  Consorzio ASI di Agrigento - Designazione componente effettivo,
  con  funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 141/I)
   pervenuto in data 21 marzo 2011 e inviato in data 23 marzo 2011.

   -  Consorzio  ASI di Messina - Designazione componente  effettivo,
  con  funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 142/I)
   pervenuto in data 21 marzo 2011 e inviato in data 23 marzo 2011.

    Consorzio  ASI di Ragusa - Designazione componente supplente  del
  collegio  dei  revisori dei conti: dott.ssa Monastero Giulia.   (n.
  143/I)
   pervenuto in data 21 marzo 2011 e inviato in data 23 marzo 2011.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Articolo   2  della  legge  regionale  n.  8/2004.   Decreto   di
  attuazione.  (n. 144/IV)
   pervenuto in data 22 marzo 2011 e inviato in data 23 marzo 2011.

   Comunico  le  richieste  di  parere pervenute  ed  assegnate  alla
  Commissione  Affari Istituzionali (I)', nonché i pareri resi  dalla
  stessa:

   Azienda  speciale  magazzini generali -  Camera  di  Commercio  di
  Messina  -  Designazione  componente  effettivo  con  funzioni   di
  presidente  e  componente  supplente del collegio dei revisori  dei
  conti. (n. 138/I)
   pervenuto in data 18 marzo 2011.
   reso in data 22 marzo 2011.
   inviato in data 23 marzo 2011.

   Ente  autonomo  Fiera del mediterraneo di Palermo  -  Designazione
  componente effettivo e componente supplente in seno al collegio dei
  revisori dei conti. (n. 139/I)
   pervenuto in data 18 marzo 2011.
   reso in data 22 marzo 2011.
   inviato in data 23 marzo 2011.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   - Incardona, per oggi;
   - Cristaudo e Beninati dal 23 al 24 marzo 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  il parere reso dalla  Commissione   Servizi
  sociali e sanitari' (VI):

   -  Legge  regionale  4  dicembre 2008,  n.  18   Disciplina  degli
  istituti  di  ricovero  e cura a carattere scientifico  di  diritto
  pubblico'  -  Nomina  del  direttore  generale  dell'IRCCS,  Centro
  Neurolesi  Bonino Pulejo   di Messina'.  (n. 136/VI)
   reso in data 16 marzo 2011.
   inviato in data 23 marzo 2011.

          Comunicazione della situazione provvisoria di cassa

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento  bilancio e tesoro, ha trasmesso,  in  data  16  marzo
  2011,  la relazione concernente la situazione provvisoria di  cassa
  al  31  dicembre  2010, la previsione di cassa  relativa  al  primo
  trimestre 2011 e la previsione annuale 2011.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1781  -  Chiarimenti sull'acquisto di 50  mila  tonnellate  di
  arance a sostegno degli agricoltori di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 1784 - Iniziative per garantire i servizi resi dall'ATO AG2.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.   1785  -  Chiarimenti  sull'attività  svolta  dalla fondazione
  scientifica 'Fulvio Frisone'.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Marziano Bruno; De Benedictis Roberto

   N.  1787 - Iniziative per ottimizzare il funzionamento del Sistema
  sanitario   regionale    tramite   l'utilizzo    delle   tecnologie
  informatiche.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Raia Concetta

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 1782 - Chiarimenti in merito all'istituzione di un punto franco
  nel porto di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  1783  - Iniziative per accelerare le procedure di spesa  delle
  risorse  previste  nei  programmi operativi regionali  relativi  ai
  fondi strutturali 2007-2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  1788  -  Chiarimenti in ordine al bando per  la  copertura  di
  diversi   posti   di  dirigente  medico  e  non   medico,   indetto
  dall'Azienda sanitaria provinciale di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Galvagno Michele; Marziano Bruno

   N.  1789  - Modifica del bando per la copertura di n. 2  posti  di
  dirigente,  area amministrativa, presso la Provincia  regionale  di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Galvagno Michele; Marziano Bruno

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.   251  -  Iniziative  per  dare  piena  attuazione  e  concreta
  esecuzione  al  piano dei 'progetti obiettivo'  degli  enti  locali
  previsti  dall'art. 26 della l.r. n. 11 del 2010,  degli  onorevoli
  Falcone,  Pogliese,  Buzzanca, Caputo e  Vinciullo,  presentata  il
  22/03/11

   N.  253  -  Iniziative urgenti per fronteggiare la grave crisi  in
  atto  a Lampedusa, degli onorevoli Calanducci, Oddo, Raia, Gennuso,
  Catalano,  Colianni,  Arena,  Federico  e  Musotto,  presentata  il
  23/03/11.

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, della mozione:

   numero  250  Iniziative per la creazione di un hub scambiatore  di
  traffico   presso  l'aeroporto  Fontanarossa  di  Catania ,   degli
  onorevoli  Marziano,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Panarello  e   Raia,
  presentata il 16 marzo 2011.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

   Onorevoli  colleghi, comunico che essendo in  corso  una  riunione
  politica  per  la  definizione  del disegno  di  legge  in  materia
  elettorale, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle  ore
  17.30.

     (La seduta sospesa alle ore 16.53, è ripresa alle ore 19.22)

                 Presidenza del Vicepresidente FORMICA

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche di norme
     in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi
  comunali e provinciali» (85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-
                      615-628-637-655-660-669/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Modifiche  di  norme  in  materia  di  elezione,  composizione   e
  decadenza degli organi comunali e provinciali» (85-213-256-278-296-
  299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A).
   Onorevoli  colleghi,  vi prego di fare attenzione  perché  da  ciò
  dipenderà l'ordinato svolgimento dei lavori d'Aula.
   Prima di procedere all'esame dell'articolato del disegno di legge,
  al  fine  di rendere più agevole e più chiaro il lavoro che  stiamo
  per  affrontare,  comunico che la I Commissione  ha  presentato  un
  emendamento di riscrittura interamente sostitutivo del testo,  dopo
  un lavoro di approfondimento e di sintesi con la partecipazione del
  Governo e dei Capigruppo.
   La  Presidenza si trova, quindi, nella condizione di dovere, da un
  lato,  garantire un ordinato svolgimento dei lavori e,  dall'altro,
  di   non conculcare i diritti dei singoli parlamentari. A tal fine,
  anche in forza della prassi parlamentare che ha conosciuto casi  di
  maxi  emendamenti  interamente sostitutivi  di  interi  disegni  di
  legge,  soprattutto  in materia finanziaria, la Presidenza  ritiene
  che  l'Aula prosegua i propri lavori sul testo del maxi emendamento
  che  sta  per  essere distribuito, fermo restando  il  diritto  dei
  deputati  di  presentare  subemendamenti  ovviamente  attinenti  al
  testo.  Ciò  comporta che gli emendamenti al testo  già  presentati
  sono da considerare preclusi.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  comunicare, preliminarmente, che la mia adesione tecnica al  Gruppo
  del  PDL  dell'8 marzo 2011, con questa seduta cessa e  ritorno  al
  Gruppo  Misto Sicilia Vera. Desidero che la Presidenza  e  l'intero
  Parlamento ne prendano atto.
   Desidero  precisare  che l'adesione tecnica era  stata  ampiamente
  motivata  sia nella comunicazione, sia nella mia presa di posizione
  riguardo  a  questo  testo  che  stiamo  per  esaminare  ed   avevo
  sottolineato  che  avrei  fatto  di  tutto,  ciò  che  naturalmente
  consente  il  Regolamento, per impedire che l'Aula si occupasse  di
  questa norma e .

                           (brusio in Aula)
   Onorevoli colleghi, per cortesia

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non disturbiamo  l'onorevole  De
  Luca.

   DE  LUCA.  Rispetto  a questo avevo già precisato  che  l'adesione
  tecnica riguardava questo testo e avevo messo come condizione,  per
  quanto  riguarda  la prosecuzione e, quindi, la  mia  posizione  su
  questo  esame, la reintroduzione dell'incompatibilità tra la carica
  di deputato e di amministratore locale.
   Avevo  anche  posto  una questione riguardante la  sentenza  della
  Corte  Costituzionale, la 143, dove veniva sanzionato il  principio
  di  pari  dignità tra deputato e amministratore locale  e  cioè  il
  fatto  che al deputato viene consentito di fare qualunque cosa,  di
  candidarsi  a sindaco, di candidarsi a presidente della  Provincia,
  mentre  al  presidente  delle Provincia  e  al  sindaco  non  viene
  consentito   di   candidarsi  a  deputato,  in   quanto   si   deve
  preventivamente dimettere perché viene considerato  ineleggibile.
   Abbiamo posto ed opposto in modo particolare un'applicazione della
  pari  dignità rispetto a queste figure perché ho considerato questa
  norma  una  norma di difesa della casta, cioè questo Parlamento  ha
  paura dei sindaci e ha paura degli amministratori locali.
   Molti  colleghi, probabilmente, hanno paura di chi  amministra  le
  comunità con mille difficoltà, e hanno paura che si possa candidare
  a deputato e domani  fregare  il posto a qualcuno di noi.
   Ho  posto questa questione come battaglia di dignità e oggi prendo
  atto  informalmente, perché ancora non ho letto il testo, che si  è
  fatto un accordo.
   Si  è  fatto  un accordo sopra la testa di tutti, si  è  fatto  un
  accordo  che  dovrebbe prevedere anche che tutti i parlamentari  si
  tappino la bocca rispetto a questo maxiemendamento di riscrittura.
   Signor  Presidente, mi rivolgo a lei in modo particolare.  Io  non
  so,  non  conosco  ancora il contenuto di questo maxi  emendamento,
  però  se qualcuno lo vuol fare passare come un maxi emendamento  di
  riscrittura, ai sensi dell'articolo 112, comma 6, allora io non  ci
  sto
   Chiedo,  comunque, il tempo utile per poter esaminare questo  maxi
  emendamento  e per poter presentare i subemendamenti,  perché  sono
  convinto,  da quello che già ho sentito informalmente, che  non  si
  tratta di un maxi emendamento di riscrittura perché contiene  tutta
  una  serie di temi e di argomenti che non erano previsti nel  testo
  originario.  Quindi, cosa debba riscrivere questo maxi emendamento,
  ancora non lo abbiamo capito
   C'è  un  accordo  della  casta? Che  lo  si  dica  chiaramente  ai
  siciliani
   Per  quanto  mi  riguarda,  l'ho detto  già  in  precedenza  e  lo
  ribadisco   in   quest'Aula,  non  ho  alcuna  intenzione,   signor
  Presidente  e  cari colleghi, di sottostare a questo accordo  della
   cupola
   Pare  che sia saltato dal maxi emendamento anche il principio  che
  reintroduceva l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e  di
  amministratore, quello ancora che continua a rendere incandidabile,
  da  un  lato,  l'amministratore e candidabile,  invece,  dall'altro
  lato, il deputato a sindaco o a presidente della Provincia.
   No,  non ci sto, cari colleghi  Come non ci sono stato in passato,
  non ci sto neanche ora
   Signor  Presidente, le chiarisco in modo definitivo che se lei  ha
  intenzione, come Presidenza, di far passare, di farci assorbire  in
  modo   abusivo   che  questo  emendamento  venga   considerato   un
  emendamento  di riscrittura, allora, lo ribadisco, chiedo  a  tutti
  gli effetti il tempo utile per poterlo esaminare e poter presentare
  i  miei subemendamenti, perché reputo vergognoso e non reputo degno
  che  questo  Parlamento, dopo mesi di discussione, abbia  raggiunto
  l'accordo su una serie di tematiche che considero, francamente, non
  populiste, ma veramente becere rispetto agli argomenti che  andremo
  ad  affrontare. E rispetto ad un principio che è stato  evidenziato
  dalla  Corte  costituzionale,  questo  Parlamento  -  assessore  mi
  rivolgo  anche a lei - non ha ritenuto opportuno, invece, risolvere
  questo  vulnus.  C'è una sentenza della Corte costituzionale  e  il
  Governo  non  ha  dimostrato  la  sensibilità  per  risolvere  tale
  questione.
   Signor  Presidente,  non ci sto a qualunque tipo  di  accordo  sia
  stato fatto, in qualunque tipo di sede, non ci sto a questo accordo
  che  è  classista  a tutti gli effetti e continua  a  salvaguardare
  quelli  che  sono principi della casta, in disonore, in disaccordo,
  rispetto  agli interessi di un territorio che ha diritto, comunque,
  di assurgere a qualunque ruolo istituzionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, le rammento  che  la  riscrittura
  ricomprende anche gli emendamenti.

   DE LUCA. Signor Presidente, non contiene i miei emendamenti, e ora
  lo verificheremo.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si rivolga alla Presidenza  con  un
  tono  adeguato  al  Parlamento, e la invito ad  avere  in  Aula  un
  atteggiamento  coerente. Quanto alla sua richiesta,  la  Presidenza
  ritiene  di  accordarle  trenta  minuti  di  tempo  per  analizzare
  l'emendamento  di riscrittura, come è stato fatto  in  passato  per
  maxi emendamenti che riguardavano addirittura la finanziaria, e non
  un testo con pochi articoli.
   Pertanto, sospendo la seduta per trenta minuti

     (La seduta, sospesa alle ore 19.32, è ripresa alle ore 20.03)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, avete avuto il tempo di  esaminare  il  maxi-
  emendamento che è stato presentato.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per  questa
  mezz'ora  che lei ci ha concesso noi la ringraziamo, perché  ci  ha
  confermato  che  qua  si  sta bluffando, perché  l'articolo  112  è
  chiaro,  il  comma  7 è altrettanto chiaro, il maxi-emendamento  di
  rielaborazione  riguarda gli articoli nonché gli  emendamenti  e  i
  subemendamenti presentati, cioè ha senso se tiene conto  del  testo
  di  riferimento  che deve riscrivere e se tiene conto  anche  degli
  emendamenti  o  subemendamenti  presentati:  una  sintesi  dove  si
  presuppone un accordo tra tutti gli emendamenti presentati.
   Ebbene,  signor  Presidente, probabilmente a lei  mezz'ora  non  è
  bastata per rendersi conto di un fatto, ma i colleghi, credo, se ne
  saranno  accorti: in questo maxi emendamento, che lei si  ostina  a
  definire  di  riscrittura, ai sensi del comma 7 dell'articolo  112,
  non sono contemplati, per esempio, i sette-otto emendamenti che  ho
  presentato     per     quanto    riguarda    l'ineleggibilità     e
  l'incompatibilità,  cioè  quegli  emendamenti  che  riguardano   la
  sentenza  della  Corte Costituzionale, la numero 143,  che  ha  già
  messo, di fatto, qualche collega in condizioni difficili.
   Non  contempla, per esempio, la incompatibilità tra la  carica  di
  assessore regionale e quella di amministratore locale. Si tentò  in
  quest'Aula la famosa  legge Pippo Sorbello', si tentò di  risolvere
  quell'altro vuoto interpretativo perché c'era il grande  dubbio  se
  l'assessore regionale fosse compatibile in quanto c'era un evidente
  conflitto di interesse all'interno della Giunta regionale  rispetto
  a provvedimenti che riguardano i Comuni.
   Lei,  signor Presidente, non può, io mi permetto e mi appello alle
  mie  prerogative  di  parlamentare,  qua  ora  non  c'entra  né  la
  maggioranza   né   l'opposizione,  neanche   i   colori   politici.
  Presidente,  qua  è  una questione di dignità, di  prerogativa  dei
  singoli  parlamentari.  Non le consento di fare  un'interpretazione
  così  forzata perché gli emendamenti li ho presentati io  e  questo
  maxi  emendamento  non  li  cita, non ne tiene  conto,  quindi  non
  rientra in quello che è il comma 7 dell'articolo 112.
   Non  le posso consentire, signor Presidente, di calpestare le  mie
  prerogative, in funzione di nessun accordo che avete raggiunto, non
  mi riguarda  Qua, ora, il tema è diverso, non è di merito, riguarda
  le  procedure  a cui si sono appellate spesso le opposizioni  cioè:
  discutiamo su tutto, ma non nel forzare le procedure. Allora, se si
  dice che, poi, il rischio è che si è ostaggi di De Luca, allora no.
   De  Luca  vuole  essere rispettato, secondo  quelle  che  sono  le
  prerogative del Parlamento.
   Questo non è un maxi emendamento di riscrittura. Signor Presidente
  glielo dico chiaramente: rispetto ad una forzatura del genere,  per
  quanto  mi  riguarda, non ci sto. Quindi, se lei  vuole  continuare
  così,  bene,  se vuole continuare a forzare le regole,  lo  faccia;
  costringe anche me a forzarle, mi dispiace.
   Io  sono  su  questo  podio, lei vuole  continuare  a  forzare  il
  Regolamento,  lo  forzo pure io: non scendo più  da  questo  podio,
  signor  Presidente, mi faccia prendere dalle spalle, in  modo  tale
  che   si   sappia   che,  per  difendere  le  mie  prerogative   di
  parlamentare, non consento né a lei e né a qualunque   Cupola'  che
  ha  raggiunto  un accordo del genere sulle regole  e,  quindi,  nel
  violare  il  Regolamento, non consento né a lei  né  a  nessuno  di
  tapparmi  la  bocca  e di forzarmi a questo punto.  Quindi,  signor
  Presidente, le dico formalmente che, per quanto mi riguarda, occupo
  questo  podio,  non  mi  sposto fino a quando  lei  non  applicherà
  correttamente  il  Regolamento  e  metta  da  parte,  quindi,   gli
   interessucci  che ci sono dietro questo becero accordo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, le ho consentito  di  intervenire
  sulla  questione  regolamentare. Avendo  concluso  l'intervento  le
  consiglio  vivamente di scendere dal podio. Io so che  lei,  forse,
  preferisce che venga aiutato a scendere

   DE LUCA. Mi faccia aiutare  Sono rimasto basito dal suo ritorno al
  passato   Mi  faccia  prendere dalle spalle.  Lei  torna  ai  tempi
  giovanili.
   Non  può  cancellare le mie prerogative perché avete  trovato  una
  sorta di accordo
   Lei deve dare il termine per la presentazione degli emendamenti

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  la  Presidenza  non  ha   alcun
  interesse  a infierire o a impedirle, in nessun modo, di  esprimere
  il  suo  pensiero;  lei  non può impedire al Parlamento,  però,  di
  lavorare.   Pertanto,  onorevole  De  Luca  le  faccio   il   primo
  avvertimento. Onorevole De Luca, la invito a scendere dal podio per
  la seconda volta.
   Prego  i  commessi  di  liberare  il  podio  e  di  consentire  al
  Parlamento di poter lavorare. Questori, prego, eseguite.

                           (Brusìo in Aula)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 20.14)

   La seduta è ripresa.

   COLIANNI.  Chiedo di parlare. Il collega De Luca non mi deve  fare
  salire sul podio?

   PRESIDENTE.  Onorevole Colianni, dovrebbe aspettare il  Presidente
  che deve fare una comunicazione.
   Onorevole  De  Luca,  intanto, la richiamo, ancora  una  volta,  a
  rispettare   quanto  la  Presidenza  le  risponde.   Ad   ulteriore
  chiarimento  la Presidenza conferma che si tratta di un emendamento
  di   riscrittura,  ai  sensi  del  Regolamento   e   della   prassi
  consolidata.
   In    ogni    caso,    la   materia   della   ineleggibilità    ed
  incompatibilità,ai sensi dell'articolo 9, comma  3,  dello  Statuto
  deve   essere   oggetto  di  legge  separata,  perché   attiene   a
  procedimenti diversi.
   Pertanto,  la  invito,per l'ultima volta,a  liberare  il  podio  e
  consentire l'ordinato svolgimento dei lavori d'Aula.
   Qualora  lei  non  volesse ancora scendere  dal  palco,  invito  i
  deputati  questori a fare liberare il palco e consentire  i  lavori
  d'Aula.

   DE LUCA. L'accordo originario non prevedeva questo. C'è un accordo
  firmato dai capigruppo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito ad accomodarvi.

   DE   LUCA.  C'era  un  accordo  tra  i  capigruppo  che  prevedeva
  l'introduzione della incompatibilità.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  sto invitando i  commessi  a  liberare  il
  podio.

   DE  LUCA.  Lei  lo  sa, perché conosceva quell'accordo   L'accordo
  prevedeva   già   l'introduzione  dell'incompatibilità.   Lei   sta
  mentendo, sta mentendo a questo parlamento

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei deve essere accompagnato fuori

   DE   LUCA.   Il   primo  punto  dell'accordo  era   l'introduzione
  dell'incompatibilità su questo testo

   PRESIDENTE. Accompagnatelo fuori

   DE  LUCA.  Chi  vuole coprire? Lei sta mentendo  perché  conosceva
  l'accordo.  Perché non liberiamo dalle menzogne questo  Parlamento?
  Non si può utilizzare il Regolamento a proprio uso e consumo

   PRESIDENTE. Prego i questori di accompagnare fuori l'onorevole  De
  Luca  che  è  stato  più  volte  richiamato  dalla  Presidenza   ad
  abbandonare il podio.
     Onorevoli  colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato  dalla
  Commissione l'emendamento Comm.1bis.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la Presidenza ha già chiesto di liberare il
  podio.

   DE LUCA. Sospenda la seduta

   PRESIDENTE. Non sospendo la seduta
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Leontini,  Corona,
  Buzzanca  ed  altri il subemendamento Comm.1bis.5.  Il  parere  del
  Governo?

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il maxi-emendamento Comm.1bis. Il Governo lo ha
  presentato. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   BOSCO.  Signor  Presidente, non si capisce cosa questo  Parlamento
  stia approvando

   PRESIDENTE. Stiamo votando la riscrittura.

   LEONTINI. Così non si può continuare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leontini, ci sono regole  nel  Parlamento.
  Come  lei ben sa e come lei ben conosce questa Presidenza  ha  dato
  all'onorevole  De Luca la possibilità di intervenire  per  ben  due
  volte. Dopodiché, onorevole Leontini, la Presidenza quando richiama
  un  deputato,  un parlamentare, nell'interesse di  tutta  l'Aula  e
  dell'ordinato  svolgimento dei lavori, non può  consentire  che  il
  richiamo  della Presidenza vada a vuoto. Ne va del prestigio  delle
  istituzioni. Non è un Consiglio comunale
   Pertanto,  l'onorevole  De  Luca  non  ha  ottemperato  a   quanto
  richiesto  dalla  Presidenza. L'onorevole De  Luca  ora  mi  chiede
  gentilmente  di  avere concesso un minuto. Onorevole  De  Luca,  la
  Presidenza le concede un minuto. Prego.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  per
  questo  altro  minuto  che mi ha concesso. Vorrei  ricordare  a  me
  stesso,  a  lei  e  a questo Parlamento, perché la copia  l'abbiamo
  ricevuta  tutti quanti, che l'accordo che è stato fatto,  il  primo
  accordo  che è stato fatto tra tutti i capigruppo della maggioranza
  prevedeva  al primo punto l'introduzione della incompatibilità  tra
  la  carica  di deputato e di amministratore locale. Quello  era  il
  primo punto dell'accordo, fatto 15 giorni fa. Qualunque emendamento
  di   riscrittura  già,  rispetto  a  quell'accordo  originario,   è
  formalmente e sostanzialmente in violazione. Ma, nonostante questo,
  si è discusso di questo argomento e si è trovata una sintesi, e non
  capisco  oggi  perché, senza alcuna spiegazione, dopo  che  si  era
  trovato  l'accordo  su quel punto è scomparso dal  maxi-emendamento
  questo punto sulla incompatibilità.
   Considerato che la Presidenza vuol continuare a forzare le cose in
  questi termini - e io non voglio violentare quella che è la volontà
  di  questo Parlamento - io abbandono i lavori d'Aula, non partecipo
  assolutamente  ai  lavori riguardanti questa norma.  E'  l'ennesima
  volta che lo  ricordo a questo Parlamento. Nel 2007 c'è stato  solo
  il  sottoscritto che ha fatto allora la battaglia per impedire  che
  entrasse nell'ordinamento giuridico regionale quella norma che  poi
  è   stata   sanzionata  dalla  sentenza  numero  143  della   Corte
  costituzionale e mi ritrovo ancora una volta, signor Presidente,  a
  dover  denunciare  per  l'ennesima volta,  che  questo  Parlamento,
  nonostante avesse trovato l'accordo per fare lo stralcio  -  perché
  avevamo  trovato  anche l'accordo per trovare lo stralcio  -  si  è
  rimangiato non so per quale motivo e non so per quale interesse  un
  accordo già sottoscritto all'unanimità che prevedeva l'introduzione
  di quel principio.

                (L'onorevole De Luca abbandona l'Aula)

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
  intervenire  per  dichiarazioni  di  voto  sull'emendamento  perché
  voterò in difformità al voto annunciato e prevedibile del gruppo  a
  cui appartengo. E intendevo correttamente spiegarne le ragioni e le
  motivazioni.
   Sono  stato  uno  di quelli che ha ritenuto che  bisognava  andare
  avanti e muoversi per una riforma elettorale, il sistema elettorale
  dei  comuni  in  Sicilia, soprattutto convinto  della  bontà  della
  previsione della doppia scheda. La doppia scheda avrebbe consentito
  di sgombrare il campo da un voto controllato; avrebbe assicurato ai
  comuni  sindaci di alto livello e prestigio perchè avrebbe comunque
  svincolato  il  voto per il sindaco dalla lista  per  il  consiglio
  comunale.  Ma  comprendo che su questo percorso ci sono  stati  una
  serie  di  ostacoli,  non  c'è stata una condivisione  dei  diversi
  gruppi  parlamentari.  Ci  sono  interessi  concreti  che  si  sono
  scontrati  tra  chi ritiene che le liste debbano  in  qualche  modo
  continuare  a  favorire la elezione di un sindaco  e  chi,  invece,
  ritiene che il sindaco debba avere di per sé un alto prestigio  che
  lo   porti  a  rappresentare  la  comunità  che  amministra   anche
  svincolato dalle forze politiche che lo sostengono.
   Comprendo  che  si  è arrivati su questo punto  ad  una  forma  di
  mediazione  che  comunque realizza un sistema  che  è  migliorativo
  rispetto  a  quello  esistente.  E'  chiaro.  L'esprimere  il  voto
  confermativo sulla stessa scheda crea un problema che è quello  del
  controllo del voto. Ma comunque rende il voto più libero rispetto a
  quello esistente. Limita sicuramente il meccanismo di trascinamento
  tra  il  voto per il consigliere comunale e il voto per il sindaco.
  Quindi una situazione migliorativa ma non certamente quello che  ci
  saremmo  augurati,  quello per cui abbiamo  posto  inizialmente  al
  centro la vicenda della riforma elettorale.
   Nel  maxiemendamento proposto però accanto a questa questione  che
  potrebbe,  probabilmente, se si trattasse solo di questo argomento,
  meritare  sia  perché condivido l'ipotesi della mediazione  il  mio
  voto  favorevole,  ci  sono altre questioni sulle  quali  non  sono
  assolutamente d'accordo.
   La  prima di queste, che mi appare come un regalo al centrodestra,
  è la previsione del turno unico nei comuni con popolazione tra i 10
  mila  e i 15 mila abitanti. Se uniamo il turno unico, quindi, senza
  il  ballottaggio  al  voto confermativo, ci troveremo  con  sindaci
  probabilmente che hanno il 25-30% del consenso popolare, cioè senza
  nessuna autorevolezza per amministrare i propri comuni.
   Mi  spiego meglio: il voto confermativo porterà, credibilmente, al
  fatto   che non tutto il 100% degli elettori esprimerà il voto  per
  il  sindaco;  probabilmente lo esprimeranno il  60,  il  55%  degli
  elettori;  di  questi,  quando  avremo  tre  candidati  a  sindaco,
  risulterà  eletto  un sindaco anche solo con il 30%  dei  voti.  Se
  andassimo al ballottaggio, sicuramente, i sindaci dovrebbero  avere
  almeno  il  50+  1%  dei voti. Il turno unico ci porterà  ad  avere
  sindaci senza alcuna autorevolezza nel governo del Paese.
   Consideriamo   anche  che  il  fatto  che  si  punta  sul  sindaco
  esclusivamente porterà alla proliferazione delle liste  a  sostegno
  del  sindaco e poco importa il fatto che c'è lo sbarramento del 5%.
  In  molti comuni, tutt'oggi abbiamo le liste che vengono presentate
  solo  per favorire le elezioni  del sindaco trascurando gli aspetti
  dello  sbarramento.  Poco importa se quelle liste  non  eleggeranno
  consiglieri comunali; l'importante è che quella famiglia  mette  un
  candidato  e quei 5 voti, quei 10 voti, quel voto controllato  vada
  in favore del sindaco.
   D'altra  parte,  questo è successo anche alle elezioni  regionali:
  entrambi  gli schieramenti hanno presentato liste per  favorire  le
  elezioni del Presidente della Regione non badando al fatto  che  le
  liste  non  avrebbero superato lo sbarramento del 5%;  mi riferisco
  sia alle liste

   PRESIDENTE. Onorevole Di Benedetto

   DI  BENEDETTO.  Oltre al fatto che nel doppio turno, storicamente,
  sono favorite le forze progressiste.
   Rinunciare  al  doppio  turno  con  il  voto  della  sinistra   in
  quest'Aula, credo sia un suicidio, ragione per cui non mi sento  di
  votare  questa  norma che fra l'altro rischia di  aprire  il  turno
  unico  anche per i comuni con più di 15 mila abitanti;  rischia  di
  aprirlo  perché  stiamo mettendo in discussione  il  principio  del
  doppio turno che può essere in qualsiasi momento esteso.
   L'ultima questione, signor Presidente, è la mancata previsione del
  referendum che è uno strumento di controllo da parte dei  cittadini
  sull'operato del sindaco, su quello che fa il sindaco eletto  e  ci
  troveremo  paradossalmente  con  sindaci  eletti  con  il  30%  del
  consenso  dei  cittadini  ai  quali è  sufficiente  avere  1/3  del
  Consiglio,  quindi, la minoranza nel Consiglio comunale  perché  la
  sfiducia  presuppone i 2/3 e non esserci nessun controllo  popolare
  su  questo.  Stiamo  espropriando  i  cittadini  di  un  potere  di
  controllo.
   Concludo,  signor  Presidente:  non  stiamo  facendo  la   riforma
  elettorale ma stiamo consegnando la Sicilia ad un  pataracchio  con
  tre  sistemi elettorali: maggioritario, turno unico e doppio turno.
  E'   veramente  incredibile,  per  cui   mi  asterrò  dal  voto  in
  riferimento alla norma.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  di  riscrittura
  Comm.1bis, del Governo. Il parere della Commissione?

   MINARDO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  dichiaro  inammissibili   gli   emendamenti
  aggiuntivi Comm.1bis.3, Comm.1.bis.4 e Comm.1.bis.6.

   Comunico   che   è   stato  presentato  l'emendamento   aggiuntivo
  Comm.1bis.1,  dagli  onorevoli  Adamo,  Caronia,  Raia,  Cracolici,
  Musotto, Maira ed altri.
   Per  tutto  ciò che si è discusso in I Commissione, per il  lavoro
  che  è  stato fatto in maniera che tutti i partiti dessero il  loro
  contributo,  si era deciso in Commissione che c'era un  emendamento
  aggiuntivo,  Comm.1bis.1,  della  Commissione,  appunto  e  che  lo
  mettevamo in votazione.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho  molto  da
  aggiungere  anche perché mi rendo conto che il lavoro che  lei  sta
  svolgendo  stasera  è un lavoro faticoso e che l'Aula  e  le  forze
  politiche  hanno pure raggiunto un accordo positivo  per  dare  una
  nuova  legge elettorale alla Sicilia. Essendo adesso in discussione
  l'emendamento Comm.1bis.1, che è l'emendamento sul quale c'è  stata
  una divergenza di vedute tra i colleghi parlamentari, apprezzabile,
  di grande rispetto, però, vorrei evitare che su questo emendamento,
  pur  avendo posizioni diverse, i colleghi parlamentari chiedano  il
  voto segreto.
   Essendo  un  emendamento in cui ognuno può avere  un  rapporto  di
  stima  sulle  posizioni degli altri ed essendo  io  convinto  della
  bontà di questo emendamento, che è quello sostanzialmente del  voto
  di  genere,  vorrei chiedere espressamente ai colleghi parlamentari
  di  manifestare in questa sede tutte le ragioni del dissenso ma non
  di  utilizzare  lo  strumento  del voto  segreto  per  impedire  un
  dibattito  sereno, democratico e utilizzare lo strumento  del  voto
  segreto per bocciare l'emendamento.
   Signor  Presidente, mi limito soltanto a  fare un appello ai  miei
  colleghi  parlamentari, anche a quelli che esprimono  un  punto  di
  vista diverso rispetto al mio; sono per il voto di genere e lo  ero
  già  nella  precedente legislatura, lo ero e lo sono anche  per  le
  elezioni   regionali  e  vorrei  chiedere,  quindi,   ai   colleghi
  parlamentari,  di  non ricorrere allo strumento del  voto  segreto,
  dietro  il quale si può nascondere in realtà la volontà di bocciare
  l'emendamento. E' soltanto un appello di questa natura.

   GRECO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,    devo   dire
  all'onorevole Speziale che non posso accettare il suo invito perché
  lui  sa  che,  fino ad ora, essendo tutti e due in  I  Commissione,
  abbiamo tanto dibattuto questo argomento. Io, invece, per il motivo
  opposto, chiedo al Presidente, nell'annunziare che sono contrario a
  questo  emendamento,  di  fare avvenire la votazione  per  scrutino
  segreto. Grazie.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che l'onorevole
  che  mi  ha  preceduto abbia ragione quando dice che bisogna,  come
  dire,  esprimere  un  voto  contrario. Si  è  dichiarato  contrario
  rispetto  all'emendamento  e lo ha fatto  a  viso  aperto;  sarebbe
  interessante  che gli altri parlamentari dicessero  anche  loro  se
  sono  contrari o favorevoli ma a viso aperto perché stiamo parlando
  di  una  norma di principio, del fatto che  non chiediamo né  quote
  rosa  né  riserve  indiane; nulla chiediamo,  solamente  che  venga
  applicata  in  Sicilia anche quella norma di  genere  che  è  stata
  votata  in  Campania;  è  stata detta questa  norma  costituzionale
  perché  la  Costituzione  si   è pronunciata  e  si  è  pronunciata
  favorevolmente sul voto di genere. Penso, quindi, che, nel  momento
  in  cui  stiamo andando a fare una riforma importante, quale quella
  elettorale,  quella  elettorale  dovrebbe  prevedere  anche  quella
  democrazia  paritaria che esiste negli altri  Paesi  europei,   che
  esiste  in  altre Regioni e non si capisce perché  in  Sicilia  non
  dovrebbe esistere.
   Del  resto, quando si parlava di quote rose, ci veniva detto tanti
  anni  fa che le quote rose erano riserve indiane, che non bisognava
  nulla perché le quote rosa erano cose aberranti e, quindi, anche la
  Corte  costituzionale - la 422 del 2005 - ha ritenuto che le  quote
  rosa  in  effetti erano un modo per cui si dava un diritto maggiore
  alle  donne  ma,  nel momento in cui questa è stata dichiarata  non
  costituzionale, la quota rosa, non si capisce perché,  nel  momento
  in  cui  si  parla  di  preferenza di genere, non  dovrebbe  essere
  inserita anche nel disegno di legge.
   Apprezzo molto nel testo che è stato appena approvato che  vi  sia
  inserito  che  il 25 per cento delle donne devono essere  messe  in
  lista,  che sia inserito anche il principio per cui le donne stanno
  anche  nelle giunte, però, credo anche che se non si toglie  quella
  differenza che è anche una differenza culturale che c'è in Sicilia,
  ma  che c'è anche nel resto di Italia, non si capisce come le donne
  potrebbero  esserci invece nei consessi istituzionali sia  comunali
  che provinciali.
   Credo  allora  che  da quest'Aula - proprio perché  quest'Aula  ha
  anche  approvato delle leggi importanti negli anni passati e  anche
  prima  e  anche di recente ha fatto delle cose importanti - ebbene,
  ci  sia anche uno scatto di orgoglio a guardare avanti da parte dei
  parlamentari tutti perché da questa Aula antica dovrebbe uscire  un
  messaggio  diverso verso il mondo in generale, verso gli  uomini  e
  verso  le donne perché questa Terra deve essere più vicina a quello
  che dicono i Paesi europei, più vicina alle norme più innovative.
   Bene,   se   ci  trinceriamo  dietro  il  fatto  che   con  questo
  emendamento  che  abbiamo  presentato  in  tre  parlamentari:   io,
  l'onorevole Caronia e l'onorevole Adamo ma anche tanti altri che lo
  hanno  sottoscritto, si pensi che c'è il voto, che c'è un controllo
  del voto rispetto alla preferenza di genere,  dico che il controllo
  del  voto si esercita anche adesso e lo abbiamo visto in tanti modi
  come  si  può  esercitare il controllo del  voto;  allora,  c'è  un
  problema,  secondo  me,  che  è un problema  culturale,  che  è  un
  problema che proprio che noi siamo dei soggetti che fanno leggi, di
  chi  dà  delle  dritte  verso il proprio paese,  verso  la  propria
  regione; dovremmo essere più avanti rispetto a quello che c'è fuori
  da  quest'Aula ma anche rispetto alle norma che ci vengono  dettate
  dalla Costituzione, dalla Carta di Nizza e dall'ONU.
   Allora,  penso  che non ci voglia molto; penso che  ci  voglia  un
  po'di buon senso e il buon senso così come lo abbiamo trovato anche
  ieri  sera  approvando  una  legge  importantissima,  quella  della
  riforma    della   pubblica   Amministrazione   e   quindi    della
  semplificazione della pubblica Amministrazione e, oggi, che  stiamo
  approvando una riforma altrettanto importante - quella elettorale -
  non ci possiamo trincerare dietro il fatto che non vogliamo il voto
  di  genere, una cosa importante che vedrà la Sicilia certamente  al
  pari  delle altre Regioni d'Italia, dove l'hanno votata e  al  pari
  anche degli altri stati europei.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, farò un
  appello:  chiedo per piacere l'attenzione dell'Aula se è possibile.
  Il  mio  è  un  intervento estremamente breve che non  entrerà  nel
  merito   della  legge  e  dell'emendamento,  così  come  ha   fatto
  l'onorevole Raia che chiaramente ha spiegato le ragioni  di  questo
  emendamento.  Il merito di questo disegno di  legge credo  che  sia
  noto  a  tutti noi. Ne abbiamo parlato tanto in questi  giorni,  ci
  sono   delle  idee,  ci  siamo  confrontati,  ci  sono,  pur  nella
  diversità, delle opinioni.
   Credo  che  il merito del fatto che questo Parlamento,  che  è  il
  Parlamento più antico, possa esprimere in maniera aperta un'idea su
  quella che è un importante cambiamento culturale sia notorio  ormai
  non soltanto a noi che siamo qui dentro ma anche a tutti coloro che
  sono fuori dall'Assemblea e sono tanti.
   Non  declino  a caso; vorrei semplicemente invitare i  colleghi  a
  dire che ciascuno di noi, nell'esercizio della nostra funzione,  ha
  la  facoltà  di  esprimere le proprie idee e nessuno  si  sogni  di
  comprimerle.
   Credo,  però, che sia doveroso nei confronti di tutte le  donne  e
  degli  uomini che stanno ascoltando e che ci stanno guardando,  che
  possiamo  esprimere la nostra idea in maniera assolutamente  serena
  ed  aperta,  cioè  che  si faccia una scelta  votando,  dicendo  il
  proprio  nome e cognome, individuando chi sono coloro i quali  sono
  a  favore  e  chi contro. Non perché vogliamo fare una caccia  alle
  streghe  ma  perché  credo che sia doveroso,  nei  confronti  degli
  elettori  e  delle elettrici, individuare le persone  che  sono  di
  questo  avviso perché possibilmente potrebbe aprirsi  un  dibattito
  nel  futuro  che  potrebbe vedere coinvolti quelli  che  oggi  sono
  contrari e magari in seguito potrebbero cambiare idea così come  ho
  fatto personalmente io.
   Onorevoli   colleghi,  ero contraria all'idea  di  introdurre  una
  norma  di questa fattezza; sono stata convinta dal confronto e  dal
  dibattito  che ho avuto modo di poter affrontare con le  donne  che
  rappresentano  la  società civile e, personalmente  e  credo  anche
  l'onorevole  Adamo - avrà modo di poterlo dire,  se  lo  ritiene  -
  abbiamo convenuto che esiste un forte gap culturale e questa  norma
  serve a questo.
   Faccio  un  appello  accorato  ai colleghi  perché  so  che  verrà
  ascoltato  dalla  sensibilità dei 90 deputati  che  sono  oggi  qui
  presenti  affinché non si dia seguito alla richiesta,  per  carità,
  legittima dell'onorevole Greco; oggi, esprimere un voto segreto  ad
  un simile emendamento, avrebbe il sapore di qualcosa che sono certa
  che non è l'intenzione di quest'Aula, cioè nascondersi dietro ad un
  dito.  Che ciascuno di noi abbia, come è giusto che sia, la facoltà
  di  esprimere la propria idea senza che questo abbia nessun tipo di
  conseguenza se non quella di avere la possibilità, per  chi  ci  ha
  votato, di sapere come la pensiamo.
   Rinnovo,  quindi, l'appello. Signor Presidente, faccio  appello  a
  lei   affinché   possa   in  qualche  modo  ripetere   questo   mio
  accoratissimo  appello  che, sono certa, da  quest'Aula  non  verrà
  ignorato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  evitare
  in  questa discussione toni da crociata o toni da buoni e  cattivi.
  Vorrei  soltanto  proporre  una riflessione  sapendo  che  c'è  una
  discussione dentro il Parlamento, dentro le forze politiche e tra i
  singoli Parlamentari.
   Abbiamo,  credo  alla fine faremo, una buona legge  che  considero
  migliore di quella da cui partivamo; abbiamo un'occasione di  fare,
  con  questo  emendamento, se fosse approvato,  una  legge  che,  in
  qualche modo, da respiro alla politica.
   Abbiamo  bisogno, dico noi, non soltanto noi dirigenti o esponenti
  o  parlamentari  di  partiti o esponenti  politici,  noi  siciliani
  abbiamo  bisogno, come l'aria che respiriamo, di provare a cambiare
  i  meccanismi  di  selezione  della classe  politica  della  nostra
  Regione  e  la  possibilità, l'opportunità di consentire  l'accesso
  nelle  istituzioni, a partire da quelle comunali e  provinciali  di
  cui,  oggi,  ci  occupiamo,  di  norme che  aumentino  la  presenza
  femminile.
   Diciamoci  la  verità:  quando parliamo  della  rappresentanza  di
  genere, non facciamo un discorso indistinto ma lo facciamo partendo
  da  un dato che la rappresentanza femminile, nelle istituzioni,  in
  Sicilia  come in Italia, ma in Sicilia più che in Italia, è ridotta
  ai minimi termini.
   Avere  nelle istituzioni più donne, aumenta, a mio avviso e  credo
  ad   avviso  di  molti,  il  tasso,  la  possibilità  di  innescare
  meccanismi  di  rinnovamento della classe  dirigente  della  nostra
  Regione.
   Ecco  perché   so che questo emendamento attraverserà, travaglierà
  tanti deputati.
   Faccio  solo un appello: abbiamo la possibilità di migliorare  una
  buona  legge  che  stiamo facendo; non dobbiamo  avere  paura,  non
  dobbiamo  trincerarci nel passato; ogni tanto, provare a volare  un
  po'  più in alto rispetto alla navigazione a vista a cui spesso  la
  politica ci ha abituati, serve a creare meccanismi per cui la gente
  può  guardare alle istituzioni non soltanto come luoghi di gestione
  dell'esistente  ma  come organismi che provano a costruire  futuro,
  futuro migliore rispetto al passato.
   Dico  solo  queste cose, nessun tono da crociata, nessun  tono  da
  buoni  e cattivi, nessun tono da conservatori o progressisti;  dico
  ai colleghi che possiamo fare una legge che  migliora la qualità di
  tutti  i  partiti,  il  mio  per  primo,  ma  anche  di  tutte   le
  istituzioni;  se lo faremo, credo che avremo reso non  un  servizio
  alle donne perché sarebbe ridicolo affrontare la questione soltanto
  come  un  fatto di gentilezza ma avremo reso un buon servizio  alla
  democrazia e credo a tutta la nostra Regione.
   Comunico   che appongono la firma all'emendamento Comm.1bis.1  gli
  onorevoli De Benedictis, Oddo, Panarello e Termine.

   SPEZIALE. Ovviamente, anch'io.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anch'io
  devo  dire che ho seguito, con grande impegno, il travagliato  iter
  di  questo disegno di legge e, alla fine, come sempre, anche se  ci
  sono  stati  dei  momenti in cui, indubbiamente, la  democrazia  ha
  avuto   del  calo  di  immagine  come  purtroppo  poc'anzi  abbiamo
  assistito  in  quest'Aula,  alla fine,  il  serrato  dibattito,  la
  dialettica,  la  differenza delle idee, in  questo  Parlamento,  ha
  avuto  una  sintesi estremamente positiva, nel momento  in  cui  si
  ritiene  di  dove fare la legge che è l'espressione  della  volontà
  dell'intero  parlamento, quindi, una buona legge  e  non  esistono,
  ritengo,   delle  leggi che possano diventare dogmi  di  fede;  c'è
  sempre l'uomo, c'è sempre la variabile della debolezza umana  delle
  addizioni delle lotte in cui l'uomo non sempre da il meglio  di  se
  stesso  ma  certamente c'è stata la volontà, lo  sforzo  di  questo
  Parlamento di dotare i siciliani di uno strumento per la scelta  di
  nuova classe dirigente che sia all'altezza delle grandi sfide  che,
  purtroppo, quotidianamente, la storia ci offre e questo emendamento
  -  in  questo, convengo pienamente con l'onorevole Cracolici  -  da
  respiro  alla politica; è un emendamento politico che da un segnale
  di  novità; è una risorsa e si da la possibilità all'elettorato  di
  scegliere  e, si è detto,  non è per favorire le donne.
   Ricordo  sempre una frase straordinaria di Strehler che diceva  le
  donne  sono  più  vicine al vero, hanno una sensibilità  certamente
  molte  volte maggiore dell'uomo, hanno la capacità di ritenere  ciò
  che  sia vero, di avvicinarsi alla verità con più velocità, con più
  semplicità,  con più istinto, con più coraggio, molte volte,  degli
  uomini.
   Questo,  quindi,  è  un  emendamento  per  cui  sono  estremamente
  favorevole.
   Devo dire che l'appello che ci è stato rivolto con grande fervore,
  con  grande impegno, con grande passionalità dall'onorevole Caronia
  -  lo accolgo pienamente -  è quello che ognuno di noi manifesti la
  propria  opinione  in maniera aperta, leale. Si  può  anche  essere
  contrari; chi è contrario, è fuori dalla storia, è un retrogrado, è
  un  reazionario. Si può pensarla  in maniera diversa ma ciò che  in
  questo  momento  occorre  anche alla gente  per  credere  più  alla
  politica, alle istituzioni, è la chiarezza, è la lealtà,  è  essere
  legittimati attraverso un rapporto di verità con chi ti elegge  chi
  ti  da il mandato di rappresentante e, quindi, il voto nominale, il
  voto  aperto credo sia la migliore soluzione. In ogni caso, in ogni
  modo,  annunzio  e  preannunzio il mio  voto  favorevole  a  questo
  emendamento e, naturalmente, all'intero disegno di legge.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge elettorale
  ci ha visti impegnati in un dibattito  lungo e appassionato e credo
  che sia stato un bene e non poteva che essere così; è rimasto fuori
  dall'accordo  che  è stato il frutto di una serie  di  riflessioni,
  purtroppo,  solo  questa norma e penso che, se  avessimo  avuto  il
  tempo di riflettere, anche questa norma sarebbe stata inserita  nel
  maxiemendamento.
   Abbiamo  deciso  di spostare la riflessione in  Aula  e,  intanto,
  desidero sottolineare l'intervento dell'onorevole Speziale e  degli
  altri  che sono intervenuti per dire che questa riflessione  serena
  e  rilassata deve essere fatta ma le decisioni devono essere  prese
  serenamente,   al   di   fuori  del  voto   segreto   che   sarebbe
  incomprensibile  su una questione così importante e delicata  sulla
  quale ognuno può esprimere il proprio parere, un parere sofferto su
  cui si è lavorato molto.
   E'  noto  - lo  ha ricordato l'onorevole Marianna Caronia che  era
  contraria  e credo che l'unica,  che fin dall'inizio ha sposato  la
  causa  sia stata l'onorevole Francesca Raia - io, all'inizio, avevo
  tante  perplessità,condividevo con tanti colleghi. Non possiamo  in
  quest'Aula  - e sono felice che ci siano stati tanti interventi  di
  uomini  - non sia una battaglia uomini donne, anche perché  sarebbe
  persa  in  partenza - e non è questo il senso - e anche perché  mai
  quest'Aula ha dato l'impressione di una cultura maschilista.  Basti
  dimostrare che abbiamo già approvato una legge in cui per obbligo è
  prevista  la   presenza delle donne in Giunta.  L'Aula  non  ha  un
  atteggiamento contrario alle donne; lo sappiamo; lo dimostrate ogni
  giorno. Nessuno di noi  si sente in difficoltà in quest'Aula.
   Ora  si chiede qualcosa di più; si chiede lo sforzo di capire  che
  con  tutta la buona volontà del mondo, se ci guardiamo attorno, c'è
  una  realtà  che non possiamo disconoscere:  ci sono  soltanto  tre
  donne  in Parlamento e questo è nei Consigli comunali, nei Consigli
  provinciali.
   Non  ci  nascondiamo,  onorevoli colleghi, sappiamo  benissimo  le
  difficoltà che comporta questo voto, ma non è una legge che  cambia
  per  sempre  il  sistema elettorale. L'accordo, che penso  serva  a
  tutti, è quello che si tratta di una legge transitoria. Per  chi  è
  ancora  contrario, vorrei che riflettesse su questo.  E'  una  mano
  tesa  alle  donne da parte del Parlamento regionale, un segnale  di
  benvenuto,  significa dare una mano, visto che  le  donne  sono  in
  minoranza,  a  diventare più numerose in politica.  Durerà  per  un
  periodo  molto  breve,  e  dopo le donne,  naturalmente,  come  gli
  uomini, dovranno dimostrare quello che sanno fare.
   E  allora,  ancora una volta, quello che chiediamo  è  quest'atto,
  anche di cortesia, che arrivi alle donne siciliane, un messaggio di
  incoraggiamento.
   Il Parlamento regionale sente la mancanza delle donne in politica,
  delle  donne in Parlamento, vuole dare una mano importante per  una
  legge  che  dà  delle  possibilità in più,  lasciando  a  tutti  la
  possibilità di scegliere.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   condivido
  pienamente  l'iniziativa che è stata portata avanti per  creare  le
  condizioni affinché questo Parlamento si colleghi realmente con  le
  leggi elettorali delle altre Regioni, con le leggi europee, con  le
  iniziative  che di fatto garantiscono una pari e giusta opportunità
  nella partecipazione, nella iniziativa politica, che non può essere
  soltanto  un  richiamo  nel momento elettorale  o  nel  momento  di
  organizzazione dei partiti, creando le figure delle responsabilità,
  nella  gestione, nell'organizzazione di un proprio partito,  e  poi
  creare  le  condizioni  per rendere sicuramente  più  difficile  la
  possibilità di rappresentare i propri interessi, gli interessi  del
  proprio  territorio,  gli interessi, e anche la  sensibilità  delle
  donne all'interno del nostro Parlamento.
   Ritengo  che  questa  non  sia  una battaglia  solo  ed  esclusiva
  dell'onorevole Raia, dell'onorevole Caronia e dell'onorevole  Adamo
  con  cui  ho  avuto  modo di confrontarmi su  questo  tema,  ed  ho
  apprezzato il suo intervento.
   Questo  è  un  emendamento che deve essere votato,  perché  questa
  legge  non  può  essere  una  semplice  approvazione  di  un   maxi
  emendamento di bottega, che non tiene conto degli interessi di  una
  Sicilia  che si vuole ammodernare, di una Sicilia che vuole  creare
  le  condizioni,  anche  nel sistema elettorale,  di  raggiungere  i
  giusti parametri delle altre Regioni.
   Signor  Presidente,  concludo  quest'intervento  sollecitando  gli
  onorevoli  colleghi  ad attenzionare il disegno  di  legge-voto  di
  modifica  dell'articolo 36 del nostro Statuto, che il mio  partito,
  Forza del Sud, ha voluto presentare e che spero il presidente della
  Commissione,  onorevole Minardo, con l'intera  Commissione,  presto
  possa anche esitare.
   E'  una  legge voto molto semplice, molto chiara, sebbene sia  una
  legge che va votata ed esitata secondo le procedure costituzionali.
  L'articolo  36 del nostro Statuto, al primo comma, dà  un'autonomia
  finanziaria  alla  nostra Regione, al secondo  comma  però  vincola
  notevolmente e tarpa le ali a questa nostra autonomia,  togliendoci
  le  risorse  necessarie per dare sviluppo e progresso  alla  nostra
  terra,  alla  nostra Sicilia, perché nel secondo comma  è  inserito
  proprio  la  dizione che  le imposte di produzione  sono  riservate
  allo Stato .
   Il disegno di legge-voto, presentato da noi, spero possa diventare
  il  testo  dell'intero Parlamento. Noi vogliamo chiedere  all'Aula,
  alla Presidenza dell'Assemblea, di cassare proprio questa parte del
  comma  2,  e  che  queste  risorse, le risorse  delle  imprese  che
  producono in Sicilia, rimangano nelle casse della nostra Regione.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente onorevoli colleghi,  non   mi  voglio
  sottrarre assolutamente a quella che è la riflessione che si stanno
  ponendo  le colleghe in Aula, e penso che sia veramente  un  errore
  quello di non dare importanza a questo tema, e peggio ancora  penso
  sia l'idea di potere parlare a nome dei Gruppi parlamentari.
   Le  amiche  Adamo,  Raia  e  Baronia  meritano  assolutamente  una
  riflessione attenta del Parlamento e, secondo me, il dialogo tra di
  noi, in cui forse qualcuno parla ma pochi ascoltano, su questo tema
  è un errore.
   Vorrei  qui  esprimere il mio punto di vista, che  certamente  non
  farà  piacere  a  chi ha presentato questo emendamento,  ma  vorrei
  spiegare  le  ragioni. Io penso che il cambiamento, il  cambiamento
  sociale  in particolare, non debba avvenire per legge; il  riscatto
  delle  generazioni e il riscatto delle donne non può, e  non  deve,
  avvenire perché vi è una norma che la impone.
   Le  donne  hanno guadagnato sul campo la loro libertà,  da  quelle
  sessuale  a  quella libertà sociale, e sono profondamente  convinto
  che  il vero grande problema, onorevole colleghe, sta invece  nella
  natura stessa della partecipazione.
   Sino  a  quando noi non avremo il coraggio, come partiti politici,
  sino a quando non avremo la bontà di fare partecipare le donne alla
  politica  e  all'esercizio della stessa, sino a quando  non  saremo
  capaci  di  creare  le condizioni perché i nostri partiti  politici
  possano fare primarie al loro interno, coinvolgendo le donne,  sino
  a  quando non saremo capaci di creare gruppi di lavoro sui problemi
  della  donna, sui problemi dei giovani, e sino a quando non  saremo
  in  grado  di  produrre  uno  sforzo della  politica  diretto  alla
  ,partecipazione  vera, noi potremo fare tutte le  leggi  di  questo
  mondo,   ma   rischiamo   di   coinvolgere   nell'azione   politica
  amministrativa  chi nell'azione politica amministrativa  non  vuole
  nemmeno entrare.
   Talvolta,  oggi, facciamo fatica, nei Consigli comunali a  trovare
  materiale politico e uomini in grado di potere affrontare veramente
  la  politica.  Il  livello di qualità così basso,  all'interno  dei
  consigli  comunali,  dei consigli provinciali e talora,  lasciatemi
  dire, anche nelle assemblee più alte, è una tragedia..
   Sono  profondamente convinto che la grande rivoluzione la dobbiamo
  fare  dentro  di  noi,  la  dobbiamo fare all'interno  dei  partiti
  politici,  e  noi oggi sbagliamo, onorevoli colleghi,  a  non  dire
  chiaramente  quello che pensiamo. Io vorrei che  questo  Parlamento
  fosse  costituito dal 50 per cento di donne, anzi dal 51 per  cento
  di  donne,  ma di donne veramente motivate, libere, e non pensiate,
  amiche  donne, che è una legge che possa cambiare il vostro  status
  partecipativo.
   Ritengo  che  tutto questo vada guadagnato, dagli uomini  e  dalle
  donne  insieme,  sul campo della partecipazione, e  non  sul  campo
  normativo,  e per questo, signor Presidente, con estrema chiarezza,
  dico  di  non  votare  questo  emendamento,  rispettoso  di  questo
  dibattito  e  pronto  ad  impegnarmi nel  territorio  costantemente
  perché le donne siano realmente, veramente partecipative al momento
  amministrativo.

   PRESIDENTE  . Onorevoli colleghi, comunico che è stato  presentato
  dagli   onorevoli   Adamo,   Caronia  e  Raia   il   subemendamento
  Comm.1bis.1.1. Lo dichiaro improponibile.
   Si passa alla votazione dell'emendamento Comm.1bis.1.

   GRECO. Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

        (Gli  onorevoli Aricò, Cascio Salvatore, Corona,  Correnti,
      D'Asero, Di Mauro, Falcone, Federico, Leanza Edoardo, Mineo e
      Pogliese si associano alla richiesta)

    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Comm.1bis.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento Comm.1bis.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            77
   Votanti             67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          28
   Contrari            38
                           (Non è approvato)

                   (Proteste dal parte del pubblico)

   Sospendo brevemente la seduta.
      (La seduta sospesa alle ore 21.15 è ripresa alle ore 21.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dagli   onorevoli  Falcone,  Vinciullo  e  Raia  il  subemendamento
  Comm.1bis.7. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'Assemblea deve prendere atto di questo voto triste che c'è  stato
  oggi,  da  parte di una maggioranza che vuole portare  in  Aula  un
  disegno  di legge elettorale, e che poi di fatto, su un  tema  così
  delicato  e  così  importante, riesce  a  mortificare  un  progetto
  politico che sposava le esigenze di collegare la riforma elettorale
  di questa  Regione con quelle delle altre regioni europee.
   Voglio  manifestare la piena solidarietà a quanti hanno  sostenuto
  quell'emendamento, che purtroppo è stato bocciato.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   in   considerazione    della
  particolare complessità della materia trattata, pongo in  votazione
  la  delega alla Presidenza per il coordinamento formale del disegno
  di legge, anche rispetto alla normativa vigente in materia.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  manifestare
  le  mie  proteste per quello che è successo poco fa in Aula.  Circa
  un'ora  fa  un  deputato ha occupato il podio impedendo,  -  chiedo
  anche  l'attenzione del Governo - di lavorare, creando il  caos,  e
  costringendo lei ad andare avanti sui lavori.
   Nessuno  si è mosso, i deputati questori erano incapaci di  agire,
  gli assistenti parlamentari non hanno fatto nulla, e quando poi, un
  gruppo   di   signore   ha   espresso  un  dissenso   assolutamente
  comprensibile applaudendo, sono partiti all'assalto i commessi.  E'
  una cosa vergognosa

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, la devo correggere.  La  seduta  era
  sospesa,  pertanto il pubblico non poteva essere presente in  Aula,
  ed è stato allontanato.

   ADAMO.  Signor Presidente, era comunque un diritto di  espressione
  del  dissenso assolutamente moderato di un gruppo di signore, ed  è
  una  vergogna che ci si sia mossi in questo modo, ed è una vergogna
  che  i  questori  non  si siano mossi con altrettanta  velocità  ad
  impedire che questo avvenisse.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio mantenere
  l'impegno che avevo già manifestato precedentemente, di evitare che
  tale questione si trasformasse in una crociata, in un senso o in un
  altro.  Sapevamo bene che era una materia che avrebbe  attraversato
  gruppi  parlamentari, singoli deputati, opinioni  di  persone  che,
  militando  nello  stesso  partito,  hanno  espresso  l'orientamento
  diverso.
   Voglio  dire all'onorevole Cimino - di cui ho gradito l'intervento
  a  sostegno dell'emendamento - di evitare, però, di fare più  parti
  in  commedia,  perché,  è poco opportuno da parte  sua  parlare  di
  maggioranza o minoranza, quando i richiedenti il voto segreto  sono
  stati  in  gran  parte  deputati  legittimamente  non  certo  della
  maggioranza.
   Detto  questo ribadisco che a me dispiace l'esito di questo  voto,
  credo  che  la legge sarebbe stata migliore se avesse avuto  questa
  norma,  ma  in  ogni caso non sono per buttare l'acqua  sporca  con
  tutto il bambino. Quindi, sobrietà
   Andiamo  avanti  e  ci saranno, spero, tempi  migliori  nei  quali
  provare  a  far passare principi di rappresentanza o di genere  che
  oggi,sono  stati bloccati, come tre anni fa, quando abbiamo  varato
  la  legge  elettorale  regionale,  e  anche  allora  il  Parlamento
  siciliano bocciò la norma che consentiva la doppia preferenza anche
  per le elezioni regionali.
   Speriamo che prima o poi il Parlamento, o chi verrà dopo  di  noi,
  potrà  migliorare la qualità della rappresentanza, consentendo  una
  rappresentanza di genere ed una forma che tutelino anche  le  donne
  nelle istituzioni.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto per comunicare che, dall'estratto della votazione, risulta
  che  io  non avrei votato. Invece ho votato, ed ho votato a  favore
  dell'emendamento presentato dalle colleghe e dagli  altri  colleghi
  parlamentari. E' questo è un primo elemento di chiarezza.
   Il  secondo è che avevo chiesto espressamente al Parlamento di non
  procedere  alla  richiesta di voto segreto,  perché  un  tema  così
  delicato richiedeva un confronto politico tra i parlamentari, ed un
  voto che veniva liberamente espresso, per evitare che i colleghi si
  potessero  nascondere  dietro lo strumento  del  voto  segreto  per
  affossare  un'iniziativa legislativa di notevole considerazione  ed
  innovazione.
   E'  la  secondo volta - come diceva prima l'onorevole Cracolici  -
  che  il Parlamento siciliano non coglie questo elemento di profonda
  innovazione ed io sono rammaricato - lo dico espressamente - e  non
  me ne vogliano i colleghi Aricò, Cascio, Corona, Currenti, D'Asero,
  Di  Mauro,  Falcone,  Federico, Greco, Leanza,  Leontini.  Mineo  e
  Pogliese che hanno chiesto il voto  ..

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale ma lei vuole veramente  infiammare
  l'Aula,  a differenza di quanto ha detto l'onorevole Cracolici.  La
  invito ad attenersi al Regolamento e ai voti del Parlamento.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, io avrei avuto massimo rispetto  nei
  confronti di un voto chiaro dell'Aula, senza che si nascondesse con
  il  voto segreto su un tema così delicato. E debbo rammaricarmi con
  questi colleghi che, anziché affrontare il dibattito a viso aperto,
  ed  esprimere  liberamente le proprie posizioni, si  sono  nascosti
  dietro questo strumento legislativo.
   Ho  apprezzato  di più l'intervento del collega  dell'MPA  che  ha
  espresso  la  propria  posizione rispetto  a  chi,  invece,  in  un
  dibattito  così delicato ed importante ha preferito  utilizzare  il
  voto  segreto per affossare un elemento di profonda innovazione,  e
  mi  auguro  che  su  temi di questa natura il Parlamento  affronti,
  discuta, ma non ricorra al voto segreto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli  interventi
  che mi hanno preceduto mi lasciano pressoché sgomento. Io credo che
  in  questo Parlamento, si è sempre avuto rispetto di chi ha chiesto
  l'applicazione  del  Regolamento che prevede,  per  un  disegno  di
  legge,  una  norma, un emendamento la possibilità che possa  essere
  richiesto il voto segreto.
   Signor  Presidente,  io  considero  quella  norma  una  sorta   di
  iniziativa  favorevole verso un genere rispetto  al  quale  non  ho
  nulla  in contrario. Hanno diritto alla partecipazione ma,  secondo
  il  mio  punto di vista - che ho avuto modo di esternare nel  corso
  con  i  Gruppi  parlamentari - non è il caso  di  adoperarsi  tutti
  quanti  perché,  nell'ambito  di un  Consiglio  comunale  o  di  un
  Consiglio  provinciale  fosse lasciata una  riserva  ad  un  genere
  umano. Tanto per essere chiari, l'appello dell'onorevole Speziale è
  un  appello che non sta né nelle norme regolamentari, né nell'etica
  comportamentale  di  chi è parlamentare da quattro  legislature  e,
  soprattutto,  mi  permetto  di  dire,  la  possibilità   che   ogni
  parlamentare possa esprimere seriamente il proprio voto.
   Del  resto il mio capogruppo, onorevole Musotto, ha avuto modo  di
  esprimere liberamente il suo voto favorevole, nonché ha espresso la
  libertà  di voto per quanto riguarda il gruppo. Aggiungo che  i  38
  voti,  potevano  essere molti di più, ma sono  stati  appositamente
  determinati da scelte dei parlamentari che, ovviamente, per  il  90
  per  cento,  non  condividono questa  norma.  Questa  è  la  logica
  conclusione di quando si vuole forzare i termini di un  disegno  di
  legge  che,  escludendo questa norma, era pienamente  condiviso  da
  tutti i Gruppi parlamentari.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, credo che  la  disattenzione  non  sia
  rivolta  alla mia persona, anzi ne sono sicuro. Ma siamo ancora  in
  un  momento di effervescenza per l'esito del voto che abbiamo  dato
  al  subemendamento. Ed io di questo vorrei parlare se i colleghi mi
  prestano  un  momento  di attenzione perché sono  successe  stasera
  alcune  cose  che ritengo gravissime per la deontologia  di  questa
  Aula.
   Io  non posso condividere né l'elencazione dei deputati che  hanno
  espresso  la  volontà  di  procedere  al  voto  segreto,  né  posso
  giustificare  le contestazioni che sono avvenute  al  di  là  della
  transenna dell'Aula, e non perché voglio contestarle nel merito, ma
  perché  vorrei  ricordare  sia  ai colleghi  che  sono  intervenuti
  additando  le  posizioni  di  altri  colleghi,  sia  a  chi  magari
  proveniente da ruoli di responsabilità apicale nell'amministrazione
  regionale e anche da funzioni assessoriali, si è lasciato andare ad
  una protesta così plateale. Perché?...No, signor Presidente, io con
  questo continuo brusìo non ce la faccio a parlare

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   per   favore,    consentite
  all'onorevole Maira di potere esprimere il suo pensiero.

   MAIRA Forse dirò delle idiozie, però, vorrei essere ascoltato

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21,32, è ripresa alle ore 21,34)

   MAIRA.  Onorevoli colleghi, volevo ricordare a chi  maldestramente
  ha additato i colleghi che hanno votato per il voto segreto, sia  a
  chi  ha  protestato al di là delle transenne, un principio  cardine
  della  nostra  qualità  di  deputati, che è  l'insindacabilità  del
  nostro voto.
     Noi  votiamo  in regime di insindacabilità, non  soltanto  sotto
  l'aspetto giuridico, ma anche sotto l'aspetto politico: nessuno  si
  può  permettere  di contestare la nostra volontà ed espressione  di
  voto   perché  altrimenti  decadremmo  ad  un  consiglio   comunale
  qualunque  da  tremila  abitanti. Ciò non  toglie  che  per  onestà
  intellettuale, debbo dichiarare all'Aula, anche se non ne ho  alcun
  obbligo, proprio per la insindacabilità che contraddistingue il mio
  voto,  come il voto di tutti i colleghi, che io ho votato a  favore
  dell'emendamento,   pur  non  essendone  convinto,   o   pienamente
  convinto,  in  quanto mi lasciavano perplesso alcuni aspetti  sulla
  costituzionalità di quello che andavamo a votare.  Ciò  non  toglie
  che,   pur   essendo   perplesso  sulla  bontà,  praticabilità   ed
  applicabilità dell'emendamento, ho votato a favore per un  problema
  di  rispetto per la mia collega di gruppo, onorevole Caronia, e per
  l'impegno  che  in questa vicenda hanno profuso le  altre  colleghe
  deputate.
   Per onestà intellettuale, ripeto, però, ho votato più per un fatto
  personale  che non per un fatto di convinzione. Non è  ammissibile,
  quindi,  e pregherei la Presidenza di essere conseguente  a  questa
  mia  richiesta,  che  nell'ambito  dell'esposizione  dei  voti  dei
  deputati  ci  possano essere momenti in cui si mette all'indice  la
  volontà politica espressa dai deputati, perché facciamo decadere di
  qualità e di dignità questo Parlamento.
   La  prego, signor  Presidente, di far presente che questo non  può
  più avvenire perché è umiliante per tutti i deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non concedo  più  la  parola  ad
  alcuno,  perché  alcuni  colleghi si  sono  permessi,  secondo  me,
  facendo  male, molto male, di fare o di tentare di fare  demagogia.
  Il  voto è segreto, e nessuno, e questa Presidenza non consente  ad
  alcuno di interpretare o di intervenire sul voto segreto che l'Aula
  ha  espresso,  e,  pertanto, non concede più  la  parola  ad  alcun
  collega, perché è una vergogna
   Debbo  solo precisare che nel corso degli interventi che  ci  sono
  stati,  e come ho detto prima, interventi che la Presidenza critica
  fortemente,  peraltro, si è detto erroneamente che aveva  richiesto
  il  voto,  un  deputato, l'onorevole Forzese che,  invece,  risulta
  assente  dai  verbali. Anche quest'altro aspetto,  quindi,  non  ha
  giovato e ci sono stati degli interventi non appropriati al sistema
  di  voto  che l'Aula ha tenuto stasera. Non si può più intervenire,
  allorquando l'Aula si è espressa con un voto.
   C'è  da  fare  un'altra precisazione. L'onorevole  Cappadona,  che
  risulta  tra  gli assenti, ha voluto sottolineare che era,  invece,
  presente  e  per  un  mal  funzionamento è stato  considerato  come
  assente, ma risulta che ha votato.
     Onorevoli  colleghi,  consentirò  soltanto  di  intervenire  per
  qualche secondo per fatto personale
   Preciso  poi  che l'onorevole Leanza, il quale faceva  riferimento
  all'intervento  scoordinato di qualche deputato,  non  si  riferiva
  all'onorevole   Lino  Leanza,  mi  dice  l'onorevole   Leanza,   ma
  all'onorevole  Edoardo  Leanza.  Ma  anche  questa   è   una   cosa
  inammissibile, da stigmatizzare


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   CORONA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, vorrei stigmatizzare l'intervento  del
  collega Speziale, il quale, da questo podio, ha elencato i colleghi
  deputati  che  hanno appoggiato la richiesta di  voto  a  scrutinio
  segreto.
   Vorrei spiegare perché il sottoscritto, pur avendo votato a favore
  del  disegno  di legge, perché ritengo giusto questo provvedimento,
  ha  voluto  appoggiare con il proprio voto il voto segreto,  perchè
  ritengo questa sia una prerogativa di tutti i parlamentari,  perché
  se  esiste  la possibilità di voto a scrutinio segreto deve  essere
  fatto sempre, altrimenti, il primo sono io qui, in questa sede, che
  pongo  all'attenzione  di  questo Parlamento  di  abolire  il  voto
  segreto  sempre,  sempre,  non solo in  occasione,  a  convenienza,
  perché  il  PD  ha  sempre chiesto il voto  segreto  quando  gli  è
  convenuto,  quando  non gli è convenuto vuole  imporre  la  propria
  volontà su questo Parlamento.

   CASCIO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE. Signor Presidente, intervengo e mi  atterrò  ai
  tempi  che lei mi ha dato, perché l'onorevole Cracolici ha  parlato
  che  qui  nessuno deve fare una crociata ed è stato  immediatamente
  smentito dall'onorevole Speziale che ne sta facendo una propria.
     E'  chiaro  che io ho molto rispetto per l'onorevole Speziale  e
  questo  rispetto  mi è dato dal fatto che egli è  un  militante  di
  quest'Aula, un frequentatore di quest'Aula da lungo corso  rispetto
  a  me, che sono un neofita. Però, chiaramente, mi sembra una caduta
  di stile e di tono quella che l'onorevole Speziale oggi ha messo in
  atto.
     Poichè in Italia, a volte, dell'ipocrisia e del fatto di dire le
  cose   che  non  si  pensano  siamo  maestri,  io  vorrei  chiedere
  all'onorevole  Speziale che si vanta di essere progressista  e  che
  considera tutti gli altri reazionari e conservatori, che  si  vanta
  di  dare  un'apertura al sesso debole, alle donne, vorrei  chiedere
  all'onorevole  Speziale  se alle parole seguono  i  fatti  -  e  mi
  riferisco  al  fatto  se l'onorevole Speziale  nelle  consultazioni
  comunali passate allorquando si è presentato come Sindaco di  Gela,
  dopo  avere passato il primo turno di ballottaggio quante donne  ha
  proposto nella sua Giunta  Se la sua Giunta ha proposto delle donne
  oppure   nessuna.   Perché,  in  quel  caso,  e  concludo,   signor
  Presidente, allora è chiaro che si predica bene e si  razzola male.

   LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  EDOARDO. Signor Presidente, io formalmente intervengo  per
  fatto  personale,  ma assicuro che non sono affatto  indignato  per
  quanto  ha dichiarato da questo podio l'onorevole Speziale.  Lo  ha
  fatto sulla scia populistica che questa serata ha preso, sulla scia
  di  quella  smania di apparire in un certo modo,  tanto  che  si  è
  organizzata  anche una presenza in Aula di auditori di genere,  che
  peraltro,  giustamente,  sono andate via  da  quest'Aula  indignate
  perché  magari  si  aspettavano che finalmente un Parlamento  desse
  loro  il  diritto di rappresentare le istituzioni per legge  e  non
  invece  per  il frutto legittimo di una passione politica,  di  una
  vocazione sociale, di un impegno costante, di una qualità messa  in
  campo  che,  certamente,  nel  momento  in  cui  qualunque  genere,
  maschile  o femminile, dimostra di avere, certamente sarà  colta  e
  apprezzata dal corpo elettorale.
   Io  credo  che  tentativi di mettere a capo delle istituzioni  per
  qualunque  genere  fatti  per legge e non  attraverso  un  consenso
  democratico, offendono la dignità di quel genere.
   Ecco  perché  mi  ritrovo fra quelli che hanno sostenuto  il  voto
  segreto  in quest'Aula visto che, tengo a precisare, questo disegno
  di legge è passato purtroppo sulla testa di tanti parlamentari, per
  via  di  un  accordo  politico che maggioranza e opposizione  hanno
  voluto creare a priori. La possibilità di espressione, quando passa
  per accordi politici strategici, viene certamente compressa.
   Con  questo  intervento  ho  voluto  liberarmi  la  coscienza   ed
  esprimere pienamente quale era la mia idea.

           Annunzio degli ordini del giorno numeri 471 e 473

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero 471  Iniziative a sostegno delle attività turistiche  nella
  provincia di Trapani, compromesse dalla chiusura dell'aeroporto  di
  Birgi , degli onorevoli Adamo, Oddo, Ruggirello, Gucciardi e altri;

   numero 473  Interventi urgenti per scongiurare possibili crisi  in
  seguito  alla istituzione del  Villaggio della Solidarietà ,  degli
  onorevoli   Fiorenza,  Leanza  Nicola,  Aricò,   Adamo,   Currenti,
  Marrocco, Oddo, Savona, Greco e Cappadona.

   SCILLA.  Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del  giorno  n.
  471.

   MATTARELLA.  Anche  io chiedo di apporre la firma  all'ordine  del
  giorno n. 471.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se su questi due ordini del giorno
  c'è  condivisone,  gli stessi saranno trattati, altrimenti  non  si
  procederà al loro esame.
   Si passa quindi all'ordine del giorno n. 471.

   MANCUSO. Su quale materia sono gli ordini del giorno? Sulla  legge
  elettorale?  Perché  su quella materia noi  ne  abbiamo  circa  una
  cinquantina

   PRESIDENTE.  L'ordine del giorno n. 471 tratta di un tema  urgente
  da  noi  tutti  conosciuto, e se c'è l'accordo condiviso  da  parte
  dell'Aula,  esso può essere agevolmente approvato,  altrimenti,  se
  non c'è accordo, la Presidenza non può che rispettare le regole.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor   Presidente,  intervengo  con   estremo   stupore
  sull'ordine dei lavori perché stasera l'Aula deve essere impazzita.
  Mi  si  dice che siamo fuori tema. C'è una guerra, hanno chiuso  un
  aeroporto siciliano e siamo fuori tema? E' veramente una  cosa  che
  lascia  senza  fiato, non so cosa sia successo oggi in  quest'Aula.
  Siamo  fuori  tema?  E'  stata chiusa un'infrastruttura  importante
  della  Sicilia e siamo fuori tema? E anche se siamo fuori tema  che
  devo occupare il podio, signor Presidente? Certo, penso che nessuno
  mi  possa buttare fuori da questo podio, solo per il fatto di avere
  chiesto al Governo un intervento serio nei confronti di quello  che
  è   successo   Approfitto  della  presenza  dell'Assessore  per   i
  trasporti,  chiedo  l'intervento  forte,  determinato  del  Governo
  regionale, ancora non l'abbiamo visto, così come non abbiamo  visto
  l'intervento del Governo nazionale.
   La  chiusura  di  un aeroporto siciliano non riguarda  soltanto io
  vorrei anche la firma di altri deputati su questo ordine del giorno
  che comunque è stato firmato da tutti i deputati della provincia di
  Trapani, indipendentemente dal colore politico.
   Ritengo  che  sia  un argomento di interesse regionale  l'apertura
  dell'aeroporto  di  Trapani-Birgi. E' stata una lunga  battaglia  e
  soltanto  l'apertura dell'aeroporto ha introdotto  un  elemento  di
  libera concorrenza nel sistema dei voli siciliani impedendo che  le
  grandi   compagnie  aeree  esercitassero  un  monopolio  atterrando
  soltanto a Catania e a Palermo costringendole ad abbassare il costo
  del  biglietto. Tutto ciò rappresenta quindi un volano fondamentale
  per lo sviluppo del territorio.
   Noi chiediamo quindi che sia indispensabile che i voli partano  da
  Trapani  e  non  da  Sigonella, che è un  aeroporto  esclusivamente
  militare e che intervengano immediatamente, economicamente  sia  il
  Governo  regionale  che nazionale per impedire  intanto  che  siano
  licenziati  centoquaranta dipendenti dell'aeroporto  che  di  colpo
  stanno combattendo una guerra privata.
   Ci  rendiamo conto della necessità di essere compatti  attorno  al
  Governo in questo momento così difficile, siamo in stato di  guerra
  e  lo sappiamo, ma non può essere una guerra combattuta soltanto da
  poche persone.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  nome   del
  Governo,  è  da  considerare accolto l'ordine del  giorno  relativo
  all'aeroporto  Trapani  Birgi,  considerata  la  rilevanza  che  la
  disponibilità   di  questa  infrastruttura  ha  nell'ambito   delle
  organizzazioni dei trasporti della Regione siciliana.
   Peraltro,  vorrei  richiamare la loro  attenzione  sul  fatto  che
  l'impegno  che  il  Governo assume con quest'ordine  del  giorno  è
  deciso,  ma sufficientemente ampio quanto alle modalità  di  azione
  perché  impegna  il  Governo della Regione ad assumere  ogni  utile
  iniziativa  per limitare le ricadute della chiusura sulle  attività
  turistiche e sull'occupazione.
   Quindi,  penso che su un intervento di questo tipo  possa  esservi
  una larga condivisione.
   Quanto  all'ordine  del  giorno n. 473 e  relativo  ad  iniziative
  urgenti  per scongiurare possibili crisi in seguito all'istituzione
  del  villaggio  della  solidarietà,  il  Governo  lo  accetta  come
  raccomandazione anche in considerazione del fatto che è prossimo un
  confronto con il Governo nazionale su questo argomento.

   COLIANNI. Vogliamo il dibattito in Aula su questo argomento.

   RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  L'ordine del giorno n. 473  è accettato dal Governo - ripeto - come
  raccomandazione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


         Votazione finale del disegno di legge n. 520-144bis/A

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  «Votazione   finale  del  disegno  di  legge  nn.   520-144   bis/A
   Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione,  l'agevolazione
  delle   iniziative  economiche.  Disposizioni  per   lo   sviluppo.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino  e  la
  semplificazione della legislazione regionale».
   Comunico che allo stesso è stato presentato dal Governo, ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1, che
  così  recita:  «All'art. 10, comma 3, le parole  le funzioni'  sono
  sostituite  dalle  parole  le modalità di  nomina,  composizione  e
  funzionamento'».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Noi riteniamo che questo sia un disegno di  legge,  nel
  suo esito finale, ben fatto, efficace ed utile.
   Votiamo  favorevolmente, ma non possiamo omettere  di  considerare
  che  il  nostro  contributo è stato importante  e determinante  fin
  dall'inizio perché tutte le iniziative promosse dal mio Gruppo,  ma
  dalla  minoranza  complessivamente riguardata in Aula,  sono  state
  finalizzate a non escludere mai dall'Aula il testo, ad entrare  nel
  merito,  a  partecipare ad un dibattito costruttivo e approfondito.
  Abbiamo  anche  più  volte lamentato il fatto che  il  testo  fosse
  escluso  dal dibattito d'Aula e rinviato in Commissione, è accaduto
  per tre volte e per noi è stata una lungaggine che ha fatto perdere
  molto   tempo,   ma   l'ultima  volta  è   servita,   tale   nostra
  sollecitazione,   a   fare   assumere   un'iniziativa    all'intero
  Parlamento, ma ai capigruppo, finalizzata a migliorare  il  disegno
  di legge.
   Il  provvedimento era caratterizzato da ridondanze, ripetizione di
  una   normativa  nazionale  che  bastava  soltanto  richiamare   ed
  applicare,  ricca  di riferimenti a normative regionali  precedenti
  che  era  assolutamente  superfluo ripetere,  e  quindi  il  nostro
  contributo è stato determinante ed importante, perché è  servito  a
  renderlo  più  asciutto, più efficace, più preciso  attraverso  una
  serie  di  rinvii dinamici alla normativa nazionale, che sono  dati
  ovviamente   per  scontati  e  attraverso  invece  una   serie   di
  indicazioni  più  precise  che oggi trovano  nella  legge  la  loro
  definizione.
   Abbiamo    collaborato  con  l'Assessore,   abbiamo   preso   atto
  dell'atteggiamento costruttivo con cui l'Assessore ha  con  noi  in
  Commissione partecipato al dibattito, egli ha preso un impegno  con
  noi  e  l'ha mantenuto perché ha eliminato con consapevolezza tutte
  le cose che non servivano ed erano inutili.
     Da  un  testo di 43 articoli siamo passati ad un testo di  18-19
  articoli; quindi esso è più snello, più utile, più efficace. Ce  lo
  chiedevano  i  titolari delle attività produttive, le imprese,  gli
  industriali,  gli  enti  locali, i comuni  e  le  province,  ce  lo
  chiedeva  sia  il  mondo  delle  istituzioni  che  il  mondo  della
  organizzazione socio-economica. Infatti, è un testo che  aiuta  nel
  rapporto   tra   economia  e  istituzioni,  che  snellisce   alcuni
  fondamentali  passaggi  e competenze e che rende un  servizio  alla
  erogazione da parte degli enti pubblici della loro prestazione, del
  loro  servizio  nei  confronti delle  imprese,  nei  confronti  dei
  cittadini e nei confronti delle comunità.
   Pertanto,   il  nostro  è  un  giudizio  positivo  e  lo   votiamo
  favorevolmente.
   C'è  voluta  ovviamente un'iniziativa forte,  perchè  non  bisogna
  dimenticare  che  avevamo  presentato  a  questo  testo   ben   900
  emendamenti e tutti gli emendamenti non erano gratuiti,   ma  tutti
  motivati  dalla  necessità di togliere ciò che non serviva.  Quando
  l'Assessore  ha  mostrato  la sua  disponibilità  e  ha  tolto  gli
  articoli  che  non  servivano,  i  nostri  emendamenti  sono  stati
  ritirati. Questo a dimostrazione che non si trattava  di iniziative
  gratuite,  ma si trattava di osservazioni tutte fondate e  negative
  su di un testo che è stato opportuno modificare e migliorare.
   Ecco   perché,  signor  Presidente,  annunciamo  il  nostro   voto
  favorevole  e lo facciamo dopo avere contribuito in quest'Aula  non
  soltanto ad avere migliorato il testo, ma ad uscire fuori anche  da
  un  tunnel  di ipocrisie che vedevano questo testo spesso  rinviato
  per  arrivare  al  vero oggetto dell'interesse, che  era  la  legge
  elettorale e, con questo, riempire una finestra legislativa che con
  molte   forzature  è  stata  considerata  tale  per  quattro  mesi.
  Finalmente  la montagna ha partorito, stavolta non il topolino,  ma
  un testo decente, che sicuramente renderà un servizio alla Sicilia,
  alle sue istituzioni ed al suo territorio.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che il voto  del
  Gruppo  di Forza del Sud sarà favorevole, è assolutamente evidente,
  ma  intervengo perché proprio in merito a questo disegno  di  legge
  vorrei esternare alcune ulteriori considerazioni.
   Ringrazio  innanzitutto l'assessore Chinnici per la  disponibilità
  che  ha  dimostrato, senza la quale il testo di legge - che ricordo
  originariamente  era composto da 42 articoli -  non  sarebbe  stato
  dimezzato,  ma  ribadisco anche che questo sforzo, questo  impegno,
  dobbiamo considerarlo un primo passo.
   Guai    a   considerare   questa   norma   sulla   semplificazione
  amministrativa  la  panacea di tutti i mali, o  la  risoluzione  di
  storiche  incrostazioni e difficoltà della nostra  burocrazia.  Con
  questa  legge  la  Regione è stata  costretta  ad uniformarsi  alla
  normativa  nazionale, a quella comunitaria, aggiornata anche  dagli
  orientamenti giurisprudenziali. E questo è un fatto importante, che
  ha  eliminato confusione, ha eliminato sovrapposizioni,  quindi  ha
  dato  già,  di  per  se  stesso,  un  risultato  nel  concetto   di
  semplificazione, non fosse altro che nell'aggiornamento delle norme
  e nelle procedure. Ma su questo testo - che più volte ho avuto modo
  di  dire  da  questo  podio,  ma anche  nelle  varie  riunioni  che
  informalmente si sono tenute tra Governo e partiti di opposizione -
  innanzitutto  Forza  del Sud ha condizionato l'accordo  che  questa
  sera  si  consacra, che questa sera stiamo onorando, di esitare  un
  percorso in maniera condivisa, portando a compimento la legge sulla
  semplificazione amministrativa e quella elettorale.
   Però  questo disegno di legge che ci apprestiamo a votare,  ha  sì
  questi  lati  positivi,  ma  è ancora  legata  al  principio  della
  autorizzazione  preventiva,  quindi,  sostanzialmente,  non  stiamo
  dando alla Sicilia una vera sburocratizzazione, in termini di  vero
  intervento,  quasi traumatico, sulla nostra economia, sulle  nostre
  imprese,  sulle nostre famiglie,. Si doveva applicare il  principio
  che,  ad esclusione di quello espressamente vietato, tutto il resto
  delle  attività  sono automaticamente autorizzate e  concesse,  nel
  senso  che  possono essere avviate. Questo non c'è, però  questo  è
  necessario
   Sono  convinto  che,  se  vogliamo  ulteriormente  migliorare   il
  processo   di   semplificazione,  dobbiamo   arrivare   a   questo,
  all'applicazione  dell'articolo  41,  ad  una  semplificazione  che
  faccia   sì   che   sia  il  privato  ad  operare  quei   necessari
  approfondimenti, a dotarsi di tutti gli elementi utili  per  potere
  avviare  l'attività, forte della documentazione, forte dei  pareri,
  forte delle certificazioni, che anche il privato può ottenere,  non
  fosse altro che da libero professionista, al quale si assegna tutta
  la  responsabilità in ogni sede, innanzitutto penale, di quello che
  vanno  ad  asseverare,  ma attraverso quella  documentazione  poter
  avviare  autonomamente e direttamente le imprese, le  attività  che
  servono  per  potere dare questa scossa alla nostra  condizione  di
  difficoltà  economica,  laddove,  ribadisco,  restiamo  legati   al
  principio della autorizzazione preventiva, non credo che le istanze
  di sburocratizzazione possano ritenersi del tutto soddisfatte.
   In  alcuni  casi  si  è  pensato  di  fare  qualche  aggiustamento
  temporale,  mi  riferisco all'articolo 2 e ai tempi di  conclusione
  del procedimento, ma anche ad altri articoli, ma sono sempre legati
  ad  una posizione che credo sia ormai superata, perché la scia  che
  abbiamo  salutato  come una buona cosa, la segnalazione  di  inizio
  attività  non  è ancora allargata a tante attività,  come  dovrebbe
  essere,  sono  ancora  poche le attività che  vengono  liberate  da
  questa norma.
   Abbiamo  bisogno  di  semplificare  lo  sportello  unico  e,   con
  l'articolo che è venuto fuori, sostanzialmente, abbiamo recepito la
  norma  nazionale,  ma  potevamo ulteriormente  semplificarla.  Così
  anche per la stessa Conferenza dei servizi, pensano ad una serie di
  concetti,  ivi  compreso quello delle regole  connesse  al  divieto
  interno  alla Conferenza dei servizi, e come superare eventualmente
  il singolo divieto.
   Sono alcune delle questioni ma, innanzitutto, quella cardine e che
  -  e  lo  dico  nel salutare e votare quindi favorevolmente  questa
  norma - questo Parlamento abbia bisogno di un ulteriore scatto, per
  essere noi all'avanguardia, che per troppo tempo siamo stati  molto
  arretrati  rispetto  alla  normativa  nazionale  e  comunitaria,  e
  all'indirizzo  giurisprudenziale,  oggi  ci  stiamo  appaiando,  ma
  abbiamo  bisogno, per la nostra asfittica condizione,  di  fare  un
  grande  balzo  avanti e riuscire a completare  il  trincio,  tranne
  quello  che  espressamente vietato, tutto il  resto  immediatamente
  avviabile ad attività, al lavoro, alla occupazione e allo sviluppo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premetto  che
  farò un'unica dichiarazione di voto su entrambi i disegni di legge.
  Probabilmente,  questa sera, approveremo due  testi,  quello  sulla
  semplificazione amministrativa, che sarà numerato come la  legge  5
  del 2011, e l'altro sulla legge elettorale, che sarà la legge 6 del
  2011. E dobbiamo essere consapevoli che di queste due leggi,  e  di
  questi  due  numeri, se ne parlerà per diverso  tempo  in  Sicilia,
  perché  in  qualche modo incideranno nei prossimi anni  nella  vita
  pubblica,   e   nel  rapporto  tra  i  cittadini  e   la   pubblica
  amministrazione, sia per quanto riguarda gli aspetti autorizzativi,
  sia per quanto riguarda le modalità del sistema elettorale.
   Voglio  dire  con grande sobrietà, ma anche con grande franchezza,
  che  sono contento questa sera, perché stiamo portando a compimento
  due  buone leggi, e voglio ringraziare per l'apporto gli Uffici,  i
  funzionari,  ma  voglio ringraziare il Governo e  alcuni  deputati,
  come  ad  esempio  l'onorevole Gucciardi che  per  la  legge  sulla
  semplificazione  è  stato,  come dire,  cane  da  guardia ,  sempre
  presente  lavorando nel merito per cercare di fare uscire un  testo
  che non fosse soltanto una legge di principi, ma una legge che,  in
  qualche   modo,  desse  una  concretezza,  il  tempo  come   valore
  dell'azione amministrativa.
   Ripeto,  la  legge  n.  5 e la legge n. 6 saranno  due  leggi  che
  proveranno  a migliorare la qualità della amministrazione  e  della
  politica, compresa quella sui sindaci.
   Onorevoli colleghi, credo che non dobbiamo avere molte situazioni,
  non  possiamo più pensare di fare soltanto gli interessi dei nostri
  singoli partiti. Dobbiamo riconoscere anche, con grande onestà, che
  la  forza innovativa della legge sull'elezione diretta dei sindaci,
  che  fu  varata nel 1992, e che ha avuto una prima fase  di  grande
  innovazione, ed anche di grande capacità amministrativa, al  di  là
  di  chi amministrava, se era di destra o di sinistra, si è via  via
  spenta grazie ad una legge che nel tempo ha finito per snaturare la
  sua  funzione,  ovvero  l'elezione che è  diventata  indiretta  dei
  sindaci e dei presidenti di provincia.
   Con  questa  legge  noi  proviamo a  restituire  ai  cittadini  la
  possibilità  di  scegliere, e di assumersi la responsabilità  delle
  scelte  che  si  fanno quando si scelgono i propri  amministratori.
  Insomma, mai più sindaci che la gente elegge, ma che non sa di aver
  votato,   come   purtroppo  è  successo  e  succede  ancora   oggi.
  Consentitemi  di dirlo, proprio perché sono un uomo  politico,  non
  sono  un uomo al di sopra delle parti, sono un uomo di parte, credo
  che  oggi  nella mia città, la sensazione che provano  migliaia  di
  palermitani è di avere un sindaco che sanno di avere, ma non  sanno
  di  averlo votato, malgrado lo hanno votato in tanti, e questa è la
  conferma  della  aberrazione  del  sistema  giuridico  che   si   è
  introdotto.
   Insomma,  sperimentiamo un nuovo sistema, speriamo che la  Sicilia
  sia  migliore, sia per i politici, sia per la qualità della  classe
  dirigente, sia nel rapporto tra i cittadini, la Regione e tutte  le
  amministrazioni pubbliche.
   E  faccio  auguri di buon lavoro anche all'opposizione, perché  da
  questa legge c'è stato uno scontro duro, uno scontro anche aspro in
  alcuni  momenti, pesante anche sul piano personale, ma  credo  che,
  alla  fine, sia prevalsa un cosa che credo che debba essere  sempre
  ciò  che  ispira  un Parlamento: alla fine  il fare ,  fare  meglio
  rispetto a come si parte, questa è l'ambizione di ciascuno di  noi.
  Ma    fare    rispetto  al   non  fare .  Lo   dice   una   persona
  rappresentante di una formazione politica e parlamentare,  che  per
  anni  ha fatto in questo Parlamento il ruolo di opposizione, ma  lo
  ha  fatto sempre nella cultura del  fare meglio , non del  non  far
  fare .
   Spero  -  e  questa sera abbiamo avuto una conferma, e  di  questo
  voglio  ringraziare i parlamentari dell'opposizione,  oltre  quelli
  della  maggioranza - che la cultura del  fare  e del  fare  meglio
  sia  sempre la stella cometa che guidi la nostra azione politica  e
  amministrativa.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo  spunto  dal
  taglio  che  nel  suo  intervento ha  dato  il  collega  Cracolici,
  sostanzialmente per anticipare il voto mio e del Gruppo  sia  sulla
  legge   sulla  trasparenza  amministrativa,  sia  sulla  cosiddetta
  riforma elettorale degli enti locali.
   L'esito  finale  del voto del gruppo dei Popolari d'Italia  Domani
  sarà  diverso.  Anticipo il voto favorevole sul  disegno  di  legge
  sulla  semplificazione e trasparenza amministrativa per  brevissimi
  motivi che dirò adesso.
   Questo  è  finalmente  il terzo tentativo  che  ci  consentito  di
  approvare  i  disegni di legge che si sono susseguiti nell'arco  di
  quasi  quattro  anni,  perché  la  prima  ipotesi  di  legge  sulla
  trasparenza amministrativa nasce con il secondo Governo Cuffaro, se
  ben   ricordo,  e  siamo  arrivati  ad  oggi.  Esprimiamo  il  voto
  favorevole  perché  è  una legge che affronta  con  serietà  e  con
  modernità   il   rapporto   tra   i   cittadini   e   la   pubblica
  Amministrazione, perché l'assessore Chinnici è stata  molto  brava,
  non soltanto a predisporre un disegno di legge che rispondesse alle
  esigenze  di  oggi,  e  forse anche di  domani,  nel  rapporto  tra
  amministrazione  regionale e cittadini, ma  anche  perché  è  stata
  molto attenta a recepire gli umori dell'Aula e della I Commissione,
  nel   senso  che  ha  fatto  propri  alcuni  suggerimenti,   alcune
  aspettative,    alcune    richieste    che    provenivano     anche
  dall'opposizione,   e  quindi  dai  Popolari  di   Italia   Domani,
  ricalcandoli e calandoli nel testo, che finalmente possiamo dire, è
  un testo condiviso.
   Sul  secondo disegno di legge della riforma del sistema elettorale
  degli  enti locali, il nostro sarà un voto di astensione.  Come  ha
  detto  l'onorevole Cracolici prima di me, alla fine  possiamo  dire
  che  questa è una legge di tutti perché, dopo sforzi, dopo scontri,
  dopo  prese  di posizione, dopo anche equivoci sul piano personale,
  si  è arrivati ad un disegno di legge che porta un po' la firma  di
  tutti.  Certo,  non  è  il massimo di quello  che  noi  ci  saremmo
  aspettati,  e  non  è il massimo di quello che la legge  proporrà.,
  però è anche vero che questo disegno di legge alla fine ha smussato
  gli  angoli  da  una parte e dall'altra, dell'opposizione  e  della
  maggioranza,  che erano quelli di maggiore ostacolo al  varo  della
  legge.
   Ci  asteniamo perché ribadiamo, come già detto in altre  occasioni
  in Aula e fuori dall'Aula, che i tempi non ci hanno convinto, e non
  ci  convincono, perché al di là della bontà della legge è  indubbio
  che anche per la espressa previsione di entrata in vigore nel 2012,
  è dimostrato che non c'era l'urgenza di questa legge elettorale.
   Altre  erano, sono e saranno nei prossimi giorni le urgenze  della
  Sicilia,  principalmente finanziaria e bilancio, ma  alla  fine  il
  Governo  ha dovuto accettare di riconoscere che non era pronto  per
  quelle,  ma  altre leggi dovevamo e potevamo, e dobbiamo  fare  nei
  prossimi giorni, che riguardano emergenze assolute, come le vicende
  di  Lampedusa,  degli sbarchi, degli aerei, che non possono  essere
  affrontati  soltanto con un ordine del giorno, ma  occorrono  leggi
  per  dare  risposte, non solo a Lampedusa, ma anche ad altre  parti
  della Sicilia che si trovano a fronteggiare queste emergenze.  Così
  come  anche altre leggi che riguardano la disoccupazione crescente,
  la  stabilizzazione ecc., meritavano maggiore attenzione, e ritengo
  che dovevano essere anticipate rispetto a questo moto sulla riforma
  elettorale.  Però,  per  i  motivi che  ho  appena  detto,  per  la
  intempestività di questo disegno di legge, noi non ce  la  sentiamo
  di dare il nostro voto favorevole, pertanto, dichiaro che il Gruppo
  dei Popolari d'Italia Domani si asterrà dal voto.

   MARROCCO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO,   relatore.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  intervengo nel merito dei due disegni di legge anticipando il  voto
  favorevole  di  Futuro  e  Libertà e  manifestando  apertamente  un
  sentito   grazie  all'assessore  Chinnici,  con  la  quale  abbiamo
  condiviso  numerosi  passaggi  in  Commissione,  che  hanno   visto
  protagonisti i deputati tutti, ma soprattutto, oggi possiamo  dire,
  il buon senso.
   Il  buon  senso  di  un'Aula  che  oggi  arriva  ad  un  traguardo
  importante, soprattutto sulla semplificazione, manifestando insieme
  la  volontà  di  voler portare a casa un grande  risultato.  Certo,
  tanto  ancora  c'è da fare, tanto ancora bisogna  lavorare  su  una
  semplificazione  burocratica  che non  passa  solo  attraverso  una
  semplice  norma,  ma  passa  anche attraverso  una  mentalità,  una
  cultura  nuova che deve essere inaugurata all'interno di tutti  gli
  uffici, quelli regionali e quelli degli enti locali, nel senso  che
  dobbiamo inaugurare anche una certa rivoluzione culturale che porti
  tutta  la  burocrazia  regionale ad avere  un  rapporto  diverso  e
  migliore nei confronti del cittadino.
   Tutto  questo parte attraverso quello che noi oggi stiamo facendo,
  e  devo  dire  che  il lavoro che è stato fatto è stato  portato  a
  termine  bene,  è  stato soddisfacente perché  soprattutto  insieme
  all'opposizione si è lavorato avendo come obiettivo l'interesse dei
  cittadini.
   Allo  stesso  tempo  manifestiamo il nostro  voto  favorevole  sul
  disegno  di  legge  che riguarda la riforma elettorale  degli  enti
  locali,  e  anche  lì  si  è arrivati ad  un  punto  importante  di
  condivisione.
   Ringraziamo  la  Presidenza, anche per come ha  gestito  i  lavori
  d'Aula  nonostante momenti, possiamo dire, di acceso dibattito,  ma
  tutto questo appartiene ad una dialettica che noi vogliamo prosegua
  su  questo  binario,  ed  è il binario di un'Aula  che  all'esterno
  riesce  a  manifestare apertamente i risultati che noi oggi  stiamo
  dimostrando di saper portare avanti.
   In  questo senso penso che tutta l'Aula debba essere contenta  per
  il risultato ottenuto.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente,   anche  perché  credo  che  i  concetti   fondanti   e
  fondamentali   di  questi  due  disegni  di  legge,   che   stasera
  diventeranno  legge  della  Regione  siciliana,  sono   stati   già
  enunciati.
   E  le  espressioni di soddisfazione che già sono state manifestate
  da  questo  podio dai miei colleghi capigruppo di tutti  i  partiti
  presenti in Assemblea, mi vedono assolutamente convinto che stasera
  c'è  stata una vittoria del Parlamento, dei parlamentari, che hanno
  saputo  ridurre  a  sintesi  anche  un  periodo  lungo,  complesso,
  tortuoso,  di  confronto  che  c'è  stato  nella  nostra  Assemblea
  attraverso  le  Commissioni, in questa  Aula,  in  momenti  in  cui
  sembrava  che  ormai  non avremmo mai raggiunto  una  sintesi  alla
  dialettica aspra e dura che c'è stata.
   Io  vorrei  associarmi  anche  ai ringraziamenti  che  sono  stati
  manifestati  nella  persona  sua della Presidenza,  del  Governo  e
  dell'assessore  Chinnici  che  è  stata  in  prima  linea,  che  ha
  dimostrato grande disponibilità e umiltà, che ha portato avanti con
  grande  consapevolezza, e con l'aiuto dei funzionari dell'Assemblea
  e  della Regione siciliana, questa legge sulla semplificazione,  la
  legge  fondamentale, la legge fondante, una legge di sistema voluta
  dal  Governo,  ma  naturalmente conclusa con il consenso  di  tutta
  l'Assemblea regionale siciliana.
   Noi ci auguriamo che sia realmente uno strumento di cambiamento  a
  servizio  dei cittadini, a servizio dello sviluppo del  cambiamento
  della nostra Regione, che tanto ha bisogno per mettersi in sintonia
  con   questa   società  che  cambia  quotidianamente,  con   grande
  evoluzione e con grande velocità.
   Lo  stesso  vale  per  la legge elettorale, finalmente  diamo  uno
  strumento,  e  lo verificheremo nelle prossime tornate  elettorali,
  anche  se  non saranno immediate, che investiranno gli enti  locali
  della  Regione  siciliana, con la speranza che si  possa  realmente
  creare una nuova classe dirigente all'altezza dei compiti.
   Devo  esprimere indubbiamente il mio non compiacimento  e  il  mio
  dispiacere perché purtroppo abbiamo perso una grande occasione  nel
  non  votare quell'emendamento sul di voto del genere, che purtroppo
  forse,  se  si fosse approfondito, avrebbe trovato il  consenso  di
  tutta l'Aula,
   Noi  speriamo che ci saranno altre occasioni dove poter riprendere
  questo   argomento,   che  possa  diventare   anch'esso   strumento
  legislativo della nostra Regione siciliana.
   Naturalmente,esprimiamo il voto di tutto il Gruppo,  questa  volta
  mi  auguro di tutto il Gruppo, e ne sono certo, sui due disegni  di
  legge che ci apprestiamo a votare.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   ADAMO. Chiedo di  parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  nostro  gruppo
  esprime  parere  favorevole  sulla legge.  Abbiamo  partecipato  al
  dibattito appassionato, e ringraziamo l'assessore, i tecnici che si
  sono tanto impegnati. Siamo orgogliosi della legge e soddisfatti di
  aver  partecipato, e lo stesso vale per la legge elettorale, che  è
  una  buona  legge,  una  legge che rafforza la  possibilità  per  i
  cittadini  di  fare  una scelta consapevole. Ci siamo  battuti  per
  evitare  quell'effetto  trascinamento che,  sicuramente,  ha  fatto
  tanti danni.
   Resta il rammarico, lo voglio dire ancora una volta, non tanto per
  un  voto  negativo sulla legge, perché questo ci sta, ma si suppone
  che  un  uomo  debba  avere il coraggio delle proprie  opinioni,  e
  questo  vale  ancora  di più quando quest'uomo  fa  il  deputato  e
  rappresenta un Gruppo parlamentare. Ma sono sicura che dopo  questo
  momento ritroveremo la serenità per riprendere il dialogo, e andare
  avanti con forza e decisione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Votazione finale del disegno di legge  numeri 520-144 bis/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione,  l'agevolazione
  delle   iniziative  economiche.  Disposizioni  per   lo   sviluppo.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino  e  la
  semplificazione della legislazione regionale.» (520-144 bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti         . 64
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          63

                            (E' approvato)

                           Applausi in Aula

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica.  Signor Presidente, onorevoli deputati, prendo adesso  la
  parola con un po' d'emozione, desidero, però, veramente ringraziare
  tutti,  ma  veramente  tutti.  Tutti  i  parlamentari  presenti  in
  quest'Aula, lei, signor Presidente, che ha saputo condurre i lavori
  d'Aula,  che hanno visto momenti di grande passione, con equilibrio
  e con la giusta fermezza.
   Ringrazio  tutti  i  deputati  di  questo  Parlamento  che   hanno
  approvato, e con piena condivisione, la legge sulla semplificazione
  amministrativa. Desidero esprimere, consentitemelo, la mia stima ed
  il  mio  apprezzamento  per tutti i signori  parlamentari  della  I
  Commissione,  con  i  quali  si  è creato  un  rapporto  di  grande
  collaborazione.  Ed i sensi della mia stima al presidente  Minardo,
  che  ha  condotto con serenità, professionalità, con  equilibrio  i
  lavori della Commissione.
   Un   ringraziamento  devo,  a  tutti,  tutti  quanti  voi,  perché
  attraverso i vostri interventi, appassionati, sentiti, partecipati,
  e  senza distinzioni di gruppo, la cosa veramente più bella è stata
  questa: tutti gli interventi sono stati veri, sentiti, appassionati
  e,  quindi, tutti avete contribuito a fornire ulteriori elementi di
  riflessione a me perché io potessi approfondire le norme del  testo
  originariamente  proposto all'Assemblea  così  da  pervenire,  come
  effettivamente è accaduto, ad una legge di riforma, con la quale io
  credo   si   segni   un   profondo   cambiamento   nella   pubblica
  amministrazione della nostra Regione.
   La  collaborazione, la condivisione unanime che io ho  trovato  da
  parte  di  tutti, ripeto, tutti gli esponenti, di  tutte  le  forze
  politiche  di questo Parlamento, credo sia la conferma  vera  della
  bontà,  della validità di questa legge e per me è il riconoscimento
  di  un  impegno che io ho assunto entrando nel Governo regionale  e
  che  ho svolto coerentemente con il mio modo di essere, direi quasi
  con  un profilo istituzionale che porto nel mio ruolo di Assessore,
  nella mia quotidianità, nel mio impegno, nella mia azione, nel  mio
  programma di Governo.
   Credo  che la condivisione che voi mi avete dimostrato, le  parole
  di  stima  e  di apprezzamento per le quali veramente vi  ringrazio
  siano  per me la conferma della bontà di quest'impegno, un  impegno
  che io ho assunto per tutti i cittadini siciliani.
   Non  è  retorica  ma  è quello che io sento in  questo  momento  e
  desidero comunicarlo a tutti voi: oggi il mio pensiero va al nostro
  recente passato, a chi, nel nostro recente passato, ha creduto così
  profondamente nella possibilità di sviluppo della nostra  terra  da
  non esitare a dare la propria vita per questo, e il mio pensiero va
  al nostro futuro, ai giovani, ai ragazzi siciliani. Io sono mamma e
  penso  ai  miei figli e a tutti i figli di questa terra  ai  quali,
  probabilmente,  anzi,  direi, ne sono  certa,  saranno  date  delle
  opportunità  di trovare lavoro, di trovare la possibilità  di  dare
  compimento alle loro ambizioni e di mettere a frutto, nella propria
  terra, intelligenza e talenti grazie anche a questa legge che segna
  un    processo   di   cambiamento   che   snellisce   la   pubblica
  amministrazione  avvicinandola ai cittadini a cui viene  restituita
  fiducia  nella  pubblica amministrazione e  che  segna  un  momento
  importante nello snellimento delle procedure per chi voglia  venire
  ad  investire  nella nostra terra così da incentivare  lo  sviluppo
  della nostra terra e incentivarne l'economia.
   Se  noi oggi siamo arrivati a questa legge, nella cui bontà io  ho
  creduto  fin  dal primo momento e alla quale mi sono  dedicata  con
  passione,  con  la stessa passione che ho visto in  tutti  voi,  lo
  ripeto,  vi ringrazio ancora, ringrazio tutti i funzionari dell'ARS
  che  ci  hanno  dato un enorme contributo e voglio  ricordare  qui,
  ancora  una  volta, i miei collaboratori, i collaboratori  del  mio
  ufficio,  che anch'essi hanno lavorato senza sosta su questa  legge
  motivati  tutti  dal credere profondamente nella  bontà  di  questa
  norma  come  strumento  vero di sviluppo  concreto  per  la  nostra
  realtà.
   Allora,  se  questa  legge, noi oggi, voi oggi avete  approvato  è
  sicuramente  una  buona legge, una legge che segna il  cambiamento,
  una  legge  che  pone dei presupposti solidi per lo sviluppo  della
  nostra terra, questa non è la legge dell'Assessore Chinnici ma è la
  legge  del  Governo  e  del  Parlamento  siciliano  insieme  per  i
  siciliani e io di questo veramente vi ringrazio.

                              (Applausi)

   CRACOLICI.  Avevamo cominciato con gli insulti e abbiamo  concluso
  con gli applausi


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Prima della votazione finale, passiamo all'articolo  9
  del  disegno  di legge nn.  85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-
  593-615-628-637-655-660-669/A, la  norma  finale  che  riguarda  la
  pubblicazione, che avevamo dimenticato.
   Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEONTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  stasera   ho
  ascoltato  tutti gli interventi, a parte quelli dei  miei  colleghi
  capigruppo,  anche alcuni interventi che sarebbe stato  meglio  non
  fare su argomenti di coscienza e di principio che, in qualche modo,
  ferivano  la coscienza e annullavano i principi, eppure sono  stato
  zitto.  Vi  chiedo di prestare, invece, attenzione ad un intervento
  che  è  espressione di una valutazione più articolata e di un ruolo
  gestito  con grande impegno, non soltanto all'interno del gruppo  e
  del  partito,  ma  nei  rapporti con gli  altri  gruppi  di  questo
  Parlamento  e  con  il  Governo nei  confronti  del  quale  la  mia
  posizione è di convinta e frontale opposizione.
   La legge è partita male, signor Presidente, ed è andata avanti per
  un  certo tempo ancora peggio e le tappe forzate che la maggioranza
  ha  imposto  hanno impedito la formulazione di una legge  veramente
  importante,  di respiro veramente riformatrice. Basti  pensare  che
  abbiamo  per  tre mesi polemizzato sulla forzatura di una  finestra
  legislativa che è rimasta aperta a dismisura per quattro mesi  solo
  per   accantonare   altre   leggi  come   quella   sul   commercio,
  definitivamente, o come quella sulla semplificazione amministrativa
  per   quattro  volte  per  passare  obbligatoriamente  alla   legge
  elettorale.
   La   maggioranza  aveva  predisposto  un  articolato  di   proprio
  gradimento, era andata avanti a colpi di numeri, aveva definito  in
  commissione,  in  modo  unilaterale, senza la partecipazione  della
  minoranza,  un testo di proprio esclusivo gradimento.  Molti  degli
  articoli  inseriti in quel testo noi non li abbiamo condivisi,  non
  li  avevamo  condivisi, non li condividevamo. Abbiamo  dovuto,  per
  questo, presentare tremila emendamenti, finalizzati non soltanto ad
  avere  il  diritto  di  poter parlare di questa  legge  anche  noi,
  essendo  una legge che coinvolge le regole della vita istituzionale
  delle  nostre comunità, dei nostri enti locali e, quindi, una legge
  che non poteva essere di una parte del Parlamento imposta all'altra
  parte del Parlamento e, quindi, gli emendamenti erano finalizzati a
  far scaturire dal dibattito la verità di una posizione che, fino  a
  quel momento, era tutta finalizzata ad occultare il fallimento  sul
  bilancio,  sulla finanziaria e perfino sulla necessità di ripiegare
  sull'ennesimo esercizio provvisorio che ha costituito  una  iattura
  per la Sicilia, i siciliani e le attività della nostra Regione.
   Noi  abbiamo  presentato gli emendamenti e abbiamo rivendicato  il
  diritto  di  poter  parlare  di  questa  legge.  Lo  abbiamo  fatto
  costruttivamente  perché  quando abbiamo condiviso,  attraverso  le
  nostre dichiarazioni in Aula, un percorso fondato sul dialogo e sul
  confronto, avevamo intenzione di presentare, come abbiamo fatto, un
  articolato  organigramma,  una griglia  di  proposte  che  volevano
  essere,  per un verso, espressione della nostra tardiva possibilità
  di  intervento e, per un altro verso, la possibilità di  modificare
  in  meglio  alcune delle cose che facevano parte del testo  che  la
  maggioranza  aveva imposto in prima commissione e aveva  trasferito
  in Aula.
   Siamo  riusciti solo in parte, anzi, per alcuni aspetti non  siamo
  riusciti  a modificare e ad eliminare dalla legge alcuni  elementi,
  alcuni aspetti che non condividiamo e rispetto ai quali, a compenso
  dei  quali  e ad equilibrio dei quali ci siamo battuti a  suggerire
  altre  soluzioni che, purtroppo, sono state respinte. Mi  riferisco
  all'articolo  riguardante la scheda unica con il voto  confermativo
  che,  in  tutta  la  sua valenza, riguardante  l'intero  territorio
  regionale,  non  poteva rimanere da solo senza una  più  importante
  riforma  finalizzata  ad  eliminare  l'unica  vera  stortura  della
  precedente normativa che riguarda il doppio turno e i ballottaggi e
  cioè l'alterazione e l'inquinamento, a secondo turno, di tutta  una
  serie  di princìpi, indicazioni, posizioni che, di solito al  primo
  turno,  vengono  espressi e rappresentati  e  che,  statisticamente
  provato,  nella maggior parte dei ballottaggi vengono  puntualmente
  disattesi, modificati ed alterati.
   Allora,  se  il  principio  era  quello  di  estendere  all'intero
  territorio regionale una più diretta scelta da parte del  cittadino
  e  dell'elettore del suo sindaco, è chiaro che più coerente  doveva
  essere  l'impegno di estensione del numero dei comuni al  principio
  del  proporzionale a turno unico perché è chiaro che,  soltanto  in
  quel  caso,  la  riforma avrebbe potuto cominciare ad  assumere  un
  respiro  veramente  riformatore  e dopo  vent'anni,  piuttosto  che
  limitarsi  ad  essere un piccolo lifting di una  normativa  che  si
  stratifica  da  vent'anni e più, avrebbe potuto  essere  una  norma
  incisiva ed efficace di sostanza, di respiro e capace di modificare
  le  storture che a parole i colleghi della maggioranza hanno  fatto
  finta di denunciare e di indicare perchè le vere storture risiedono
  proprio  in  quel  passaggio, cioè nel doppio  turno  che,  spesso,
  capovolge tutto ciò che nella campagna elettorale e nel primo turno
  si mette a base dei proclami, dei programmi, delle dichiarazioni  e
  di  tutto ciò che il candidato sindaco, che dovrebbe essere  scelto
  direttamente dal popolo, indìca al proprio elettorato.
   Non  ci  è  stato possibile pervenire a questo esito.  Avevamo  in
  qualche modo espresso la nostra non condivisione della scheda unica
  con  il voto confermativo proprio perché paventavamo che, da  parte
  della  maggioranza,  non  ci sarebbe stata questa  volontà,  questo
  coraggio, questa voglia di cambiare veramente e di riformare.
   Ci  sarebbe  voluto più coraggio, colleghi della maggioranza,  più
  coraggio,  più  capacità di indicare un percorso  di  riforma,  più
  buona  volontà  a  sottrarvi ai calcoli  di  convenienza  circa  la
  gestione  degli  appuntamenti amministrativi ed  elettorali  ed  un
  maggior interesse, invece, a guardare in avanti  e al futuro.
   Questo ci ha portati, sicuramente, a migliorare la legge per molti
  aspetti  perché  molte  delle proposte  che  sono  state  integrate
  derivano  dalla nostra iniziativa e, quindi, noi abbiamo in  questo
  modo,   non  ostruito,  non  ostacolato,  abbiamo  partecipato   al
  dibattito,  lo  abbiamo fatto in tutte le sedi,  lo  abbiamo  fatto
  stasera  persino in modo evidentissimamente positivo e costruttivo,
  ma  questo  non  ci impedisce di dire che, nonostante  noi  abbiamo
  votato  favorevolmente all'articolato che in gran parte deriva  dal
  nostro  contributo, non possiamo condividere il  significato  e  la
  filosofia di questa legge che non è una legge importante, non è una
  legge  di  riforma di grande respiro e, soprattutto, non incide  in
  modo  particolarmente  efficace su  quello  che  era  l'aspetto  da
  correggere   e   che  abbiamo  ottenuto  di  poter  estendere   nel
  proporzionale  da  diecimila a quindicimila  abitanti.  Ci  sarebbe
  voluto  più  coraggio,  avremmo dovuto estenderlo  a  tutti  comuni
  siciliani,  avremmo  dovuto eliminare questa stortura  proprio  per
  rendere più coerente il principio che avete voluto imporre  con  la
  scheda unica e il voto confermativo.
   Allora, nei confronti di questa operazione sicuramente noi diciamo
  che  il Parlamento ha lavorato in modo costruttivo ed unitario,  ma
  noi  non possiamo condividere il significato di questa legge che  è
  stata  imposta  nei tempi, imposta nei contenuti, corretta  da  noi
  perché,  altrimenti,  sarebbe stata piuttosto che  una  indicazione
  normativa  in  positivo,  una  distorsione  ulteriore  di  processi
  negativi  precedenti, una legge, quindi, nei confronti della  quale
  noi,  nonostante  la partecipazione corretta e costruttiva  che  ha
  portato  la  maggioranza a calarsi la maschera e  a  dichiarare  il
  proprio  fallimento  sul  bilancio,  sulla  finanziaria  e  persino
  sull'esercizio  provvisorio, dichiariamo il nostro voto  contrario;
  un  voto contrario che in questo Parlamento; un voto contrario  che
  in   questo  Parlamento,  in  altre  occasioni  i  colleghi   della
  maggioranza  odierna  e della minoranza di ieri,  per  esempio,  su
  importante  disegno di legge trasformato in legge di riforma  hanno
  esercitato  quando, pur votando favorevolmente 29 articoli  su  74,
  hanno  votato poi negativamente sulla  riforma della sanità,  salvo
  oggi a fregiarsi quotidianamente della bontà di quella legge contro
  la quale votarono complessivamente e 29 volte nell'articolato.
   Quindi,   siccome   questo  diritto,   ovviamente,   noi   ce   lo
  rivendichiamo, abbiamo voluto dimostrare  al collega  Cracolici,  a
  tutti  i  colleghi  della maggioranza con i quali abbiamo  lavorato
  insieme in questi giorni, il collega Leanza, e abbiamo approfondito
  il  dibattito, che noi continueremo ad avversare le loro posizioni,
  le  loro  indicazioni, le loro proposte, le loro idee, ma ci  siamo
  battuti  perché  queste  loro idee, queste loro  proposte  avessero
  regolare  e democratica possibilità di espressione.

   CRACOLICI. Voltaire

   LEONTINI.  Voltaire, bravo, il   Trattato sulla  tolleranza .  Non
  vogliamo essere i titolari di una tolleranza perché non siamo stati
  soltanto  tolleranti,  ma siamo stati bravi parlamentari,  corretti
  democraticamente, abbiamo lavorato perché, comunque, il  Parlamento
  non chiudesse, perché se avessimo mantenuto le nostre posizioni  di
  ieri, per vostra responsabilità, il Parlamento sarebbe stato chiuso
  un  mese  perché  dopo la dichiarazione dell'esercizio  provvisorio
  prima  di  arrivare  all'improbabile  bilancio  e  finanziaria   in
  quest'Aula  non  sarebbe pervenuto un bel  niente  perché  non  era
  pronto niente perché questo Governo non aveva prodotto niente.

   CRACOLICI. Non esageriamo

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di  non
  occupare lo spazio temporale dei cinque minuti perché, nel rifarmi,
  sostanzialmente, alle considerazioni che ha svolto  brillantemente,
  come  sempre,  l'onorevole Leontini, vorrei a  mio  volta  ribadire
  alcune considerazioni.
   Noi  siamo  qui a trattare la legge elettorale soltanto per  avere
  mantenuto un impegno, un impegno innanzitutto di uomini  e  poi  un
  impegno  che tra forze politiche di maggioranza e di opposizione  è
  via via intervenuto.
   Nel  momento  in  cui è stato, come è stato ricordato,  dichiarato
  sostanzialmente il fallimento dell'azione finanziaria  del  Governo
  con  l'ennesimo  esercizio  provvisorio,  è  evidente  che,  avendo
  condizionato il proseguimento di questa cosiddetta  finestra'  alla
  semplificazione,  non  potevamo non   subire,  tra  virgolette,  la
  trattazione della legge elettorale.
   Abbiamo ripetuto che sull'altare della legge sulla semplificazione
  eravamo   disponibili   che  si  trattasse  la   legge   elettorale
  emendandola  ed  eliminando tutta una  serie  di  emendamenti   che
  avevamo presentato ma, evidentemente, non possiamo votare a favore,
  non  soltanto  perché  siamo contrari a quel voto  confermativo  di
  questa scheda unica e di questo voto confermativo, ma perché è  una
  legge che ha soltanto abbozzato la soluzione di qualche problema ma
  non li ha fatti.
   Faccio  un  esempio: la composizione della Giunta che  può  essere
  anche  per  metà di consiglieri comunali. E' un altro tentativo  di
  ipocrisia   o  si  torna al passato perché ci si rende  conto  che,
  troppo spesso, gli esterni non sono stati capaci di dare quel senso
  di  novità e di competenza rispetto all'amministrazione degli  enti
  locali, invece, si sceglie una via  mediana?
   Forse   sarà   un   primo   passo.  Avete   visto   le   polemiche
  dell'onorevole  De  Luca,  non  si  sono  risolte  delle  questioni
  storiche,  abbiamo, per esempio, un mondo di cultura  francese  che
  vede  il capo del governo, il Presidente della Repubblica francese,
  essere il Sindaco di Parigi, da noi andiamo a dissertare sul numero
  degli  abitanti  per  determinare  l'eventuale  incompatibilità   o
  ineleggibilità  fino  a 20.000 o ancora più sotto  ma,  ancora  una
  volta, è una scelta di ipocrisia e non per affrontare le soluzione.
   Si  è affrontata anche la questione che riguarda l'innalzamento da
  10.000 a 15.000 abitanti, ma anche questo, che varrà per 41 comuni,
  è  troppa poca cosa rispetto ad un quadro, ad un sistema completo e
  definitivo.
   Pertanto,  noi non possiamo non votare contro, abbiamo onorato  il
  nostro  impegno, avevamo sottoscritto un patto con la  maggioranza,
  avevamo  detto, a fronte del fallimento dell'azione  finanziaria  e
  del  venire meno all'impegno del presidente Lombardo in  ordine  ai
  tempi  di  trattazione  di finanziaria e  bilancio  e,  quindi,  di
  ennesimo  esercizio  provvisorio,  siamo  pronti  e  disponibili  a
  trattare  ancora  in  questa  finestra  norme,  ma  partiamo  dalla
  semplificazione.
   Questo  è  avvenuto, questo è stato fatto, sull'altare  di  questo
  abbiamo consentito, peraltro, che magari in qualche spunto la legge
  migliorasse,  ma non è una legge che serviva ai siciliani  ieri,  e
  non  serve ai siciliani neanche oggi e, tanto meno domani  in  quel
  domani,  che peraltro ha dimostrato la sua inadeguatezza e  la  sua
  inattualità,  posto  che entrerà in vigore  anche  nel   2012,  per
  questo esprimiamo il voto contrario.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi  sembra  giusto
  informare    l'Aula,   perché   abbiamo   parlato   del    problema
  dell'aeroporto di Birgi, che il Governo ha bocciato,  poco  fa,  la
  proposta  del  nuovo  Polo  di  trasferire  gli  aerei  militari  a
  Sigonella  e  riaprire  l'aeroporto di  Birgi.  Hanno  bocciato  la
  proposta, questo mi pare giusto che si sappia.

   CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  atteso  con
  calma  il mio turno perché, con calma, vorrei dire soltanto qualche
  considerazione.
   Il  mio  capogruppo,  l'onorevole Maira, al quale  stasera  voglio
  testimoniare  ancora una volta la mia stima per la  coerenza  e  la
  lealtà  dimostratami, ha già espresso la posizione  del  gruppo  al
  quale mi associo in maniera assoluta.
   Vorrei  semplicemente esternare quella che è la mia considerazione
  in  quanto donna, stasera lo ribadisco, perché non l'ho mai  fatto,
  non  sono  mai  stata un'appassionata delle  riserve indiane'  come
  qualcuno le ha definite, non ho mai voluto credere che esistesse un
  pregiudizio  di  genere, ebbene stasera, caro Presidente,  mi  sono
  veramente ricreduta, e mi sono ricreduta perché quello che  stasera
  è  andato  in scena in quest'Aula è uno dei peggiori, più tristi  e
  più bui che veramente questo Parlamento ha messo in piedi da quando
  io  per  lo  meno  ho  l'onore  di  essere  all'interno  di  questa
  Istituzione.
   Devo  dire che mi vergogno, mi vergogno per tutti coloro  i  quali
  stasera  non  hanno avuto il coraggio, in maniera  democratica,  di
  esprimere  la loro posizione, perché, così come ho detto  prima,  a
  ciascuno è data l'opportunità di dire assolutamente ciò che  pensa,
  ma su un tema di questo natura, che riguarda...

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, le ho dato la parola ma  lei,  nei
  termini, rispetti il Parlamento ed i parlamentari, perché la parola
  gliela tolgo.

   CARONIA. Non sto offendendo nessuno

   PRESIDENTE.  Se  dice che si vergogna  Nessuno si deve  vergognare
  del Parlamento e lei se si vergogna se ne vada e non intervenga

   CARONIA.  Io  mi posso vergognare, mi vergogno per  quello  che  è
  avvenuto, perché credo che, nel momento in cui si vada a richiedere
  un voto segreto, i voti segreti in questa Aula...

   PRESIDENTE. Ma è una prerogativa del Parlamento, lei  non  la  può
  contestare

   CARONIA. Ma io esprimo il mio convincimento, mi dia la possibilità
  di esprimere il mio convincimento

   PRESIDENTE. Senza offendere il Parlamento.

   CARONIA. L'Aula l'ha fatto, l'ha chiesto, non sto dicendo che  non
  poteva   farlo,   sto   dicendo  che  io,  personalmente,   ritengo
  assolutamente  inimmaginabile che stasera si sia  chiesto  il  voto
  segreto  su un argomento così delicato o, soprattutto, mi  stupisce
  come  stasera  sia  venuta fuori, in qualche modo,  una  formazione
  politica  nuova,  perché  i  voti  contrari  a  questa  legge,  che
  riguardava  un  abbattimento di quello che  è  una  difficoltà  del
  genere  femminile  a partecipare al mondo della  politica  ed  alle
  istituzioni, è venuto fuori in maniera assolutamente bipartisan.
   I voti, i numeri, lo testimoniano, stasera si è trovato un accordo
  che  non  sta  scritto  da nessuna parte,  non  c'è  nessun  gruppo
  politico al quale si può ascrivere questa responsabilità.
   Purtroppo il dato è che c'è un'Aula che si è stretta attorno  alla
  voglia  di mantenere la  casta' ben delimitata perché le donne  non
  entrino  a far parte di questo mondo, di questa famosa  stanza  dei
  bottoni'.  Questa è la considerazione più triste che io possa  fare
  da parlamentare donna.
   Devo  dire  che  non è una battaglia di genere quella  che  faccio
  perché   l'emendamento   che  noi  abbiamo   presentato   è   stato
  controfirmato  da quasi tutti i capigruppi e da un numero  notevole
  di  parlamentari uomini. Quindi, questo testimonia il fatto che  la
  sensibilità  di sapere recepire una esigenza che la società  civile
  sente  in maniera profonda, ne è testimonianza che in questi giorni
  al Senato della Repubblica è stata approvata una norma che riguarda
  la  possibilità  di  introdurre il 30 per  cento  delle  donne  nei
  consigli di amministrazione delle società partecipate e quotate  in
  borsa.
   Questo  Parlamento  stasera ha dato testimonianza  di  come  abbia
  agito  in controtendenza a quella che è la volontà sia del  Governo
  nazionale,  delle  indicazioni  che ci  provengano  dalla  Comunità
  europea  ma,  soprattutto, delle indicazioni che vengono  da  fuori
  questa Aula.
   La  proposta a cui mi onoro di aver partecipato - l'abbiamo  fatta
  in  maniera solidale con le due colleghe del Parlamento -  è  stata
  fortemente partecipata, ed è stata oggetto di tantissime e-mail che
  sono   state   recapitate   a  tutti  i   capigruppo,   quindi,   è
  rappresentativa di un'onda lunga che, purtroppo, cari colleghi, non
  si arresterà e non si arresterà certamente con un voto omertoso che
  è stato portato avanti in maniera veramente indiscriminata.
   L'onda  lunga delle persone che sono presenti nelle istituzioni  e
  che  vogliono esserlo ancora di più vedrà il mio personale impegno,
  così  come  credo l'impegno delle altre colleghe, perché veramente,
  mi  devo  ricredere, il pregiudizio di genere esiste ed  io  me  ne
  vergogno, signor Presidente.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  abbiamo  finito,  ho  consentito
  all'onorevole  Caronia di intervenire perché  era  un  suo  diritto
  quasi naturale.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e
  decadenza degli organi comunali e provinciali  (85-213-256-278-296-
          299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-669/A)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  nn.  85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-615-628-637-655-660-
  669/A   Modifiche di norme in materia di elezione,  composizione  e
  decadenza degli organi comunali e provinciali .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti    ..  65
   Votanti      64
   Maggioranza   33
   Favorevoli    47
   Contrari     15
   Astenuti     . 2

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero ringraziare pubblicamente
  i  nostri tecnici, i nostri funzionari che ci hanno aiutato  in  un
  lavoro  prezioso.  Voglio solo raccontarvi un particolare  che  può
  essere  curioso,  perché noi, spesso, non  ci  rendiamo  conto  dei
  funzionari  che  abbiamo:  oggi abbiamo  chiesto  aiuto  a  qualche
  Ufficio  esterno,  una  consulenza su un  aspetto  specifico  della
  legge. Ci è stato risposto:  fra dieci giorni . I nostri funzionari
  l'hanno affrontato in dieci minuti.
   Voglio  che  il  Parlamento  sappia  che  abbiamo  una  classe  di
  funzionari che merita il nostro plauso.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 29 marzo  2011,
  alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II   -  Lettura,  ai sensi e per gli  effetti  degli articoli  83,
   lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   N. 251   -    Iniziative  per dare piena attuazione  e  concreta
         esecuzione  al piano dei 'progetti obiettivo'  degli  enti
         locali previsti dall'art. 26 della l.r. n. 11 del 2010 .
   (22 marzo 2011)
                           FALCONE - POGLIESE - BUZZANCA - CAPUTO -
                                                          VINCIULLO

   N. 253   -    Iniziative urgenti per fronteggiare la grave crisi
         in atto a Lampedusa .
   (23 marzo 2011)
                      CALANDUCCI - ODDO - RAIA - GENNUSO - CATALANO
                             -COLIANNI - ARENA - FEDERICO - MUSOTTO

  III   -Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
   Regolamento  interno,  di  interrogazioni  della  rubrica    beni
   culturali e identità siciliana

                        Interrogazioni:

           N.  1290 - Richiesta di atti informativi urgenti  su
         erogazioni  di  contributi  per  eventi  di  carattere
         culturale.
            ***
           Falcone Marco

           N. 1291 - Opportune iniziative al fine di provvedere
         ad   una  corretta  collocazione  in  fascia  1  della
         sovrintendenza per i beni culturali ed  ambientali  di
         Siracusa.
            ***
           Marziano Bruno; De Benedictis Roberto

           N.  1320  -  Avviamento al lavoro dei vincitori  del
         concorso  per  operatore tecnico presso  l'Assessorato
         Beni  culturali i quali hanno ottenuto sentenze a loro
         favorevoli davanti al giudice amministrativo.
            ***
           Vinciullo Vincenzo

           N. 1398 - Trasferimento del Castello della Colombaia
         di Trapani al patrimonio della Regione.
            ***
           Oddo Camillo

           N.  1560  - Notizie riguardo all'applicazione  della
         legge  regionale n. 24/2007 sulla stabilizzazione  del
         personale   addetto   alla  catalogazione   dei   beni
         culturali in Sicilia.
            ***
           Vinciullo Vincenzo

           N.  1648 - Chiarimenti in ordine alla gestione della
         tonnara   di   Santa   Panagia    di    Siracusa    ed
         iniziative conseguenti.
            ***
           De Benedictis Roberto

                   La seduta è tolta alle ore 23.00

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 01.05
                       di giovedì 24 marzo 2011

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

             EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE NN. 85-213-256-278-296-299-441-480-505-550-593-
  615-628-637-655-660-669/A   MODIFICHE  DI  NORME  IN  MATERIA   DI
  ELEZIONE,  COMPOSIZIONE  E  DECADENZA  DEGLI  ORGANI  COMUNALI   E
  PROVINCIALI .

     Emendamento COMM. 1 bis. 2

   Il punto 9, sub 5 bis e 5 ter è così sostituito:

      Norme in materia di attribuzione del premio di maggioranza

  Il  comma  5  dell'articolo 2 della legge regionale  15  settembre
  1997,  n.  35 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito
  dal seguente:

    5.  Alla lista collegata al sindaco eletto sono attribuiti i  due
  terzi dei seggi. All'altra lista che ha riportato il maggior numero
  di  voti  è  attribuito il restante terzo dei seggi. Qualora  altra
  lista  non  collegata al sindaco eletto abbia ottenuto  il  50  per
  cento  più uno dei voti validi, alla stessa è attribuito il 60  per
  cento  dei  seggi. In tal caso alla lista collegata  al  sindaco  è
  attribuito  il  40  per  cento dei seggi.  Qualora  più  liste  non
  collegate al sindaco ottengano lo stesso più alto numero di voti si
  procede  alla  ripartizione dei seggi tra  le  medesime  per  parti
  uguali; l'eventuale seggio dispari è attribuito per sorteggio.'

     Subemendamento COMM. 1 bis. 5

   Il comma n. 26 è così sostituito:

  Le disposizioni contenute nella presente legge producono effetti a
  decorrere dall'1 Gennaio 2012, ad eccezione dei commi 23,24 e 25.

     Maxiemendamento (interamente sostitutivo) COMM. 1 bis

         Gli articoli 1,2,3,4,5,6,7 e 8 sono sostituiti dal
       seguente articolo

                           Voto confermativo

         1. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 15
       settembre  1997,  n.  35   e  successive  modifiche   ed
       integrazioni, è sostituito dal seguente:

          3.  La  scheda  per l'elezione del sindaco  è  quella
       stessa utilizzata per l'elezione del consiglio comunale.
       La  scheda  reca i nomi ed i cognomi dei candidati  alla
       carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo,
       al  cui  fianco è riportato il contrassegno della  lista
       cui  il  candidato è collegato. Ciascun elettore esprime
       separatamente il voto per il candidato sindaco e per  la
       lista  ad esso collegata; il voto espresso soltanto  per
       la  lista  di candidati al consiglio non si  estende  al
       candidato sindaco collegato ed il voto espresso soltanto
       per  il  candidato  sindaco non si  estende  alla  lista
       collegata.  Ciascun elettore può altresì votare  per  un
       candidato  alla carica di sindaco, anche  non  collegato
       alla  lista prescelta, tracciando un segno sul  relativo
       rettangolo.'.

         2. Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale n.
       35/1997  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   è
       sostituito dal seguente:

          3.  La  scheda  per l'elezione del sindaco  è  quella
       stessa  utilizzata  per  l'elezione  del  consiglio.  La
       scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica
       di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui
       fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle
       liste  cui  il  candidato è collegato. Ciascun  elettore
       esprime separatamente il voto per il candidato sindaco e
       per  una delle liste ad esso collegate; il voto espresso
       soltanto  per una delle liste di candidati al  consiglio
       non  si estende al candidato sindaco collegato e il voto
       espresso  soltanto  per  il  candidato  sindaco  non  si
       estende  alla  lista  o al gruppo  di  liste  collegate.
       Ciascun  elettore  può altresì votare per  un  candidato
       alla  carica di sindaco anche non collegato  alla  lista
       prescelta,    tracciando   un   segno    sul    relativo
       rettangolo.'.

         3. Il comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale n.
       35/1997  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   è
       sostituito dal seguente:

          2.  La  scheda  per l'elezione del  presidente  della
       provincia è quella stessa utilizzata per l'elezione  del
       consiglio.  La  scheda  reca i  nomi  e  i  cognomi  dei
       candidati  alla  carica  di presidente  della  provincia
       scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono
       riportati  i contrassegni della lista o delle liste  cui
       il  candidato  è  collegato.  Ciascun  elettore  esprime
       separatamente il voto per il candidato presidente  della
       provincia  e  per una delle liste ad esso collegate;  il
       voto  espresso soltanto per una delle liste di candidati
       al  consiglio  non  si  estende al candidato  presidente
       della  provincia  collegato e il voto espresso  soltanto
       per  il  candidato  presidente della  provincia  non  si
       estende  alla  lista  o al gruppo  di  liste  collegate.
       Ciascun  elettore  può altresì votare per  un  candidato
       alla  carica  di presidente della provincia,  anche  non
       collegato alla lista prescelta, tracciando un segno  sul
       relativo rettangolo.'.

                     Elezioni consigli provinciali

         4.  All'articolo 7 della legge regionale 15  settembre
       1997,  n.  35 e successive modifiche ed integrazioni,  i
       commi 5, 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti:

          5.   Salvo   quanto  disposto  dal   comma   7,   per
       l'assegnazione  del  numero dei consiglieri  a  ciascuna
       lista  o  a  ciascun  gruppo di liste  collegate  con  i
       rispettivi  candidati alla carica  di  presidente  della
       provincia  si  divide  la cifra elettorale  di  ciascuna
       lista o gruppo di liste collegate successivamente per 1,
       2,  3, 4 , sino a concorrenza del numero dei consiglieri
       da  eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti  così
       ottenuti,  i  più  alti in numero eguale  a  quello  dei
       consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria
       decrescente. Ciascuna lista o gruppo di liste avrà tanti
       rappresentanti   quanti  sono  i   quozienti   ad   essa
       appartenenti  compresi nella graduatoria.  A  parità  di
       quoziente,  nelle cifre intere e decimali, il  seggio  è
       attribuito alla lista o gruppo di liste che ha  ottenuto
       la   maggiore   cifra  elettorale   e,   a   parità   di
       quest'ultima,  per sorteggio. Se ad una  lista  spettano
       più  seggi  di  quanti sono i suoi  candidati,  i  seggi
       eccedenti sono distribuiti, fra le altre liste,  secondo
       l'ordine dei quozienti.

         6.  Nell'ambito di ciascun gruppo di liste  collegate,
       la  cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente
       ai voti riportati nel primo turno, è divisa per 1, 2, 3,
       4 , sino a concorrenza del numero dei seggi spettanti al
       gruppo  di liste. Si determinano in tal modo i quozienti
       più  alti  e,  quindi, il numero dei seggi spettanti  ad
       ogni lista.

         7.  Alla  lista  o  al  gruppo di liste  collegate  al
       candidato proclamato eletto che non abbia già conseguito
       almeno  il  60  per cento dei seggi del consiglio  viene
       assegnato,   comunque,  il  60  per  cento  dei   seggi,
       sempreché nessun'altra lista o gruppo di liste collegate
       abbia  già  superato il 50 per cento dei voti validi.  I
       restanti  seggi  vengono assegnati alle  altre  liste  o
       gruppi  di  liste collegate, ai sensi del  comma  5.  Il
       premio  di maggioranza previsto per la lista o le  liste
       collegate al presidente della provincia eletto al  primo
       turno  viene attribuito solo nel caso in cui la lista  o
       le  liste abbiano conseguito almeno il 40 per cento  dei
       voti validi.

         8.   Per  quanto  riguarda  l'assegnazione  dei  seggi
       spettanti  alle  singole  liste  nei  vari  collegi,  si
       procede  ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale
       9   maggio  1969  n.  14   e  successive  modifiche   ed
       integrazioni.'.

         5. All'articolo 18, primo comma, della legge regionale
       9   maggio  1969  n.  14   e  successive  modifiche   ed
       integrazioni,  i numeri 3), 4) e 5) sono sostituiti  dai
       seguenti:

        3)  procede alla distribuzione nei singoli collegi  dei
       seggi  assegnati  alle  varie  liste.  A  tal  fine:  si
       ordinano  le liste ad iniziare da quella che ha ottenuto
       la  maggiore cifra elettorale provinciale; si  determina
       il  quoziente elettorale di lista, ottenuto dividendo la
       cifra  elettorale provinciale di ciascuna lista  per  il
       numero  dei seggi alla stessa attribuiti, ai  sensi  dei
       commi  5  e 6 dell'articolo 7 della legge regionale   15
       settembre   1997,  n.  35  e  successive  modifiche   ed
       integrazioni;  si  determina  la  cifra  elettorale   di
       collegio  di ciascuna lista, costituita dalla somma  dei
       voti  validi  riportati  dalla lista  nel  collegio;  si
       assegnano,  in ciascun collegio, a ciascuna lista,  come
       sopra  ordinate, tanti seggi quante volte  il  quoziente
       elettorale  di  lista,  trascurando  l'eventuale   parte
       frazionaria,  è  compreso  nella  cifra  elettorale  che
       ciascuna  lista  ha  riportato nel collegio,  sino  alla
       concorrenza dei seggi allo stesso per legge spettanti, a
       cominciare  da  quello in cui la lista  ha  ottenuto  la
       maggiore  cifra elettorale di collegio e,  via  via,  in
       quelli   in   cui   ha  ottenuto  le  cifre   elettorali
       immediatamente inferiori.
       Completate  tali operazioni con riferimento a  tutte  le
       liste, gli eventuali seggi non assegnati sono attribuiti
       alle  relative liste, come sopra ordinate, nel  collegio
       in   cui   la   lista  ha  il  resto  più   alto,   sino
       all'attribuzione dei seggi spettanti a ciascun  collegio
       e  fino  all'esaurimento dei seggi attribuiti a ciascuna
       lista  in sede provinciale. In caso di parità di  resti,
       il  seggio è attribuito nel collegio in cui la lista  ha
       ottenuto  la  maggiore  cifra  elettorale.  In  caso  di
       ulteriore   parità,  il  collegio  è   individuato   per
       sorteggio;

         4)  determina la cifra elettorale individuale di  ogni
       candidato,  in  base  al numero di  voti  di  preferenza
       validi ottenuti;

         5)  determina la graduatoria dei candidati di ciascuna
       lista  a  seconda delle rispettive cifre individuali.  A
       parità  di  cifra individuale prevale il  candidato  che
       precede nell'ordine di lista.'.

                       Rappresentanza di genere

         6.  Alla  legge regionale 15 settembre 1997, n.  35  e
       successive modifiche ed integrazioni, sono apportate  le
       seguenti modifiche:

         a) dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

          Art.  1  bis.  -  1.  Nelle liste  di  candidati  per
       l'elezione  del  consiglio comunale  nessun  genere  può
       essere  rappresentato in misura superiore a  tre  quarti
       dei componenti della stessa.';

         b) dopo l'articolo 6 è aggiunto il seguente:

          Art.  6  bis.  -  1.  Nelle liste  di  candidati  per
       l'elezione  del consiglio provinciale nessun genere  può
       essere  rappresentato in misura superiore a  tre  quarti
       dei componenti della stessa.'.

                          Composizione Giunta

         7.  Il  comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale
       26   agosto  1992,  n.  7,  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni, é sostituito dal seguente:

          4.  La  giunta  è  composta in modo da  garantire  la
       rappresentanza  di  entrambi  i  generi.  La  carica  di
       componente  della  giunta è compatibile  con  quella  di
       consigliere comunale. La giunta non può essere  composta
       da  consiglieri in misura superiore alla metà dei propri
       componenti.'.

         8. Il comma 3 dell'articolo 32 della legge regionale 6
       marzo   1986,   n.   9,   e  successive   modifiche   ed
       integrazioni, é sostituito dal seguente:

          3.  La  giunta  è  composta in modo da  garantire  la
       rappresentanza  di  entrambi  i  generi.  La  carica  di
       componente  della  giunta è compatibile  con  quella  di
       consigliere  provinciale.  La  giunta  non  può   essere
       composta  da consiglieri in misura superiore  alla  metà
       dei propri componenti.'.

         9.  All'articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142,
       come  introdotto dall'articolo 1, comma 1,  lettera  e),
       della  legge  regionale  11  dicembre  1991,  n.  48   e
       successive modifiche ed integrazioni, e sostituito dalla
       legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 22, dopo le parole
        e   da  un  numero  di  assessori,  stabilito  in  modo
       aritmetico dagli statuti, che non deve essere  superiore
       al  20 per cento dei componenti dell'organo elettivo  di
       riferimento   sono  aggiunte  le  seguenti  parole    e,
       limitatamente alle giunte comunali, che non deve  essere
       inferiore a 4 .

                         Premio di maggioranza

         9.  Dopo  il  comma  5  dell'articolo  2  della  legge
       regionale   15  settembre  1997,  n.  35  e   successive
       modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti:

          5  bis. Nei comuni i cui consigli sono composti di 12
       membri, ai sensi della lettera g) dell'articolo  43  del
       decreto legislativo presidenziale 29 ottobre 1955, n. 6,
       approvato  dalla legge regionale 15 marzo 1963,  n.  16,
       alla lista collegata al sindaco eletto sono attribuiti i
       due terzi dei seggi. All'altra lista che ha riportato il
       maggior  numero  di voti è attribuito il restante  terzo
       dei  seggi. Nei medesimi comuni si applicano altresì  le
       disposizioni  di cui al terzo, quarto e  quinto  periodo
       del comma 5'.

          5  ter.  Nei  comuni i cui consigli sono composti  di
       quindici membri, ai sensi della lettera f) dell'articolo
       43  del  decreto  legislativo presidenziale  29  ottobre
       1955,  n.  6, approvato dalla legge regionale  15  marzo
       1963, n. 16, alla lista collegata al sindaco eletto sono
       attribuiti i due terzi dei seggi. All'altra lista che ha
       riportato  il  maggior numero di voti  è  attribuito  il
       restante  terzo  dei  seggi.  Nei  medesimi  comuni   si
       applicano  altresì  le disposizioni  di  cui  al  terzo,
       quarto e quinto periodo del comma 5.

          5  quater. Nei comuni con popolazione sino a  3  mila
       abitanti,  alla lista collegata al sindaco  eletto  sono
       attribuiti  i  due  terzi dei seggi. Alla  lista  che  è
       collegata al candidato sindaco che ha ottenuto un numero
       di  voti immediatamente inferiore a quello del candidato
       eletto,  è  attribuito il restante terzo dei seggi.  Nei
       medesimi comuni si applicano altresì le disposizioni  di
       cui al terzo, quarto e quinto periodo del comma 5'.

         10.  Il  comma  6  dell'art. 4 della  legge  regionale
       35/1997  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  si
       interpreta  nel senso che ai fini dell'attribuzione  del
       premio  di  maggioranza   non sono  computabili  i  voti
       espressi per le liste che, ai sensi del comma 3 bis  del
       medesimo articolo, non sono ammesse all'assegnazione  di
       seggi.

                          Mozione di sfiducia

         11. All'articolo 10 della legge regionale 15 settembre
       1997, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni, sono
       apportate le seguenti modifiche:

         a)  al  comma  1  le parole  dal 65  per  cento'  sono
       sostituite dalle parole  da due terzi';

         b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

          1  bis.   La  mozione di sfiducia nei  confronti  del
       sindaco  o del presidente della provincia regionale  non
       può  essere  proposta prima del termine di  ventiquattro
       mesi dall'inizio del mandato né negli ultimi centottanta
       giorni del mandato medesimo.'.

              Relazione stato di attuazione del programma

         13.  All'articolo 17 della legge regionale  26  agosto
       1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni,  dopo
       il comma 2 è aggiunto il seguente:

          2 bis. Il sindaco partecipa alla seduta del consiglio
       dedicata  alla  valutazione della relazione  di  cui  al
       presente articolo.'.

                  Elezione del sindaco e dei consigli
           nei comuni con popolazione compresa tra 10.000 e
                            15.000 abitanti

         16.  Dopo  l'articolo  2  della  legge  regionale   15
       settembre  1997,  n.  35,  e  successive  modifiche   ed
       integrazioni, sono inseriti i seguenti:

          2  bis.  -   Elezione  del  sindaco  nei  comuni  con
       popolazione  compresa tra 10.000 e 15.000 abitanti.-  1.
       Nei  comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 15.000
       abitanti  il  sindaco  è eletto a  suffragio  universale
       diretto   con  sistema  a  turno  unico  contestualmente
       all'elezione del consiglio comunale.

         2.  Ciascun  candidato  alla carica  di  sindaco  deve
       dichiarare    all'atto    della   presentazione    della
       candidatura  il  collegamento  con  una  o   più   liste
       presentate  per  l'elezione del consiglio  comunale.  La
       dichiarazione  ha  efficacia  solo  se  convergente  con
       analoga  dichiarazione  resa dai  delegati  delle  liste
       interessate.

         3.  La  scheda  per  l'elezione del sindaco  è  quella
       stessa  utilizzata  per  l'elezione  del  consiglio.  La
       scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica
       di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui
       fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle
       liste  cui  il  candidato è collegato. Ciascun  elettore
       esprime separatamente il voto per il candidato sindaco e
       per  una delle liste ad esso collegate; il voto espresso
       soltanto  per una delle liste di candidati al  consiglio
       non  si estende al candidato sindaco collegato e il voto
       espresso  soltanto  per  il  candidato  sindaco  non  si
       estende  alla  lista  o al gruppo  di  liste  collegate.
       Ciascun  elettore  può altresì votare per  un  candidato
       alla  carica di sindaco anche non collegato  alla  lista
       prescelta, tracciando un segno sul relativo rettangolo.

         4.  E'  proclamato  eletto sindaco  il  candidato  che
       ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità  si
       procede  ad un turno di ballottaggio fra i due candidati
       che  hanno  ottenuto  il  maggior  numero  di  voti,  da
       effettuarsi la seconda domenica successiva a quella  del
       primo  turno  di votazione. In caso di ulteriore  parità
       viene eletto il più anziano di età.

          2  ter  -  Elezione   dei  consigli  nei  comuni  con
       popolazione compresa tra 10.000 e 15.000 abitanti  -  1.
       Le  liste  per l'elezione del consiglio comunale  devono
       comprendere  un  numero di candidati  non  superiore  al
       numero  dei  consiglieri da eleggere e non inferiore  ai
       due   terzi,  con  arrotondamento  all'unità   superiore
       qualora  il numero dei consiglieri da comprendere  nella
       lista contenga una cifra decimale superiore a 50.

         2.  Il  voto alla lista viene espresso, ai  sensi  del
       comma  3  dell'articolo 2 bis, tracciando un  segno  sul
       contrassegno della lista prescelta. Ciascun elettore può
       esprimere inoltre un voto di preferenza per un candidato
       della  lista  da  lui  votata,  scrivendone  il  cognome
       sull'apposita riga posta a fianco del contrassegno.

         3.  L'attribuzione dei seggi alle liste  è  effettuata
       successivamente  alla  proclamazione  dell'elezione  del
       sindaco.

         4.  Non  sono ammesse all'assegnazione dei  seggi,  le
       liste che non hanno conseguito almeno il 5 per cento del
       totale   dei   voti  validi  espressi.  Al  fine   della
       determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale
       non  si  tiene conto dei voti riportati dalle liste  non
       ammesse  all'assegnazione dei seggi. Per le finalità  di
       cui  al  comma 7, non sono pertanto computabili  i  voti
       espressi per le liste che, ai sensi del presente  comma,
       non sono ammesse all'assegnazione dei seggi.

         5.   Salvo   quanto   disposto  dal   comma   7,   per
       l'assegnazione  del  numero dei consiglieri  a  ciascuna
       lista  o  a  ciascun  gruppo di liste  collegate  con  i
       rispettivi candidati alla carica di sindaco si divide la
       cifra  elettorale di ciascuna lista o  gruppo  di  liste
       collegate successivamente per 1, 2, 3, 4 . . .,  sino  a
       concorrenza  del numero dei consiglieri  da  eleggere  e
       quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti, i più
       alti  in  numero  eguale  a quello  dei  consiglieri  da
       eleggere,  disponendoli in una graduatoria  decrescente.
       Ciascuna   lista   o   gruppo  di   liste   avrà   tanti
       rappresentanti   quanti  sono  i   quozienti   ad   essa
       appartenenti  compresi nella graduatoria.  A  parità  di
       quoziente,  nelle cifre intere e decimali, il  seggio  è
       attribuito alla lista o gruppo di liste che ha  ottenuto
       la   maggiore   cifra  elettorale   e,   a   parità   di
       quest'ultima,  per sorteggio. Se ad una  lista  spettano
       più  seggi  di  quanti sono i suoi  candidati,  i  seggi
       eccedenti sono distribuiti, fra le altre liste,  secondo
       l'ordine dei quozienti.

         6.  Nell'ambito di ciascun gruppo di liste  collegate,
       la  cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente
       ai voti riportati nel primo turno, è divisa per 1, 2, 3,
       4 ..., sino a concorrenza del numero dei seggi spettanti
       al  gruppo  di  liste.  Si determinano  in  tal  modo  i
       quozienti  più  alti  e, quindi,  il  numero  dei  seggi
       spettanti ad ogni lista.

         7.  Alla  lista  o  al  gruppo di liste  collegate  al
       candidato proclamato eletto che non abbia già conseguito
       almeno  il  60  per cento dei seggi del consiglio  viene
       assegnato,   comunque,  il  60  per  cento  dei   seggi,
       sempreché nessun'altra lista o gruppo di liste collegate
       abbia  già  superato il 50 per cento dei voti validi.  I
       restanti  seggi  vengono assegnati alle  altre  liste  o
       gruppi  di  liste collegate, ai sensi del  comma  5.  Il
       premio  di maggioranza previsto per la lista o le  liste
       collegate  al sindaco eletto viene attribuito  solo  nel
       caso  in  cui  la  lista o le liste  abbiano  conseguito
       almeno il 40 per cento dei voti validi.

         8.  Sono  proclamati  eletti  consiglieri  comunali  i
       candidati  di  ciascuna  lista  secondo  l'ordine  delle
       rispettive cifre individuali. In caso di parità di cifra
       individuale  sono  proclamati  eletti  i  candidati  che
       precedono nell'ordine di lista.

         Agli articoli 3 e 4 della legge regionale 15 settembre
       1997, n. 35, e successive modifiche ed integrazioni,  le
       parole    10.000  abitanti ,  ovunque  ricorrano,   sono
       sostituite dalle parole  15.000 abitanti .

        Elezione del presidente del consiglio circoscrizionale

         17.  Dopo  l'articolo  4  della  legge  regionale   15
       settembre  1997,  n.  35,  e  successive  modifiche   ed
       integrazioni, sono inseriti i seguenti:

         a)    Art.  4  bis  -   Elezione  del  presidente  del
       consiglio  circoscrizionale  -  1.  Il  presidente   del
       consiglio   circoscrizionale  è   eletto   a   suffragio
       universale  e  diretto in un unico turno contestualmente
       alla elezione del consiglio.

         2.  Al  presidente  del consiglio circoscrizionale  si
       applicano le norme che disciplinano i requisiti  per  la
       candidatura,     le     cause     di     ineleggibilità,
       incompatibilità, sospensione e decadenza previste per il
       sindaco dei comuni in cui il consiglio comunale è eletto
       con l'applicazione del sistema proporzionale.

         3.  Ciascun  candidato alla carica di presidente  deve
       dichiarare    all'atto    della   presentazione    della
       candidatura  il  collegamento  con  una  o   più   liste
       presentate   per   la   elezione   del   Consiglio    di
       circoscrizione.  La dichiarazione ha efficacia  solo  se
       convergente con analoga dichiarazione resa dai  delegati
       delle  liste  interessate. All'atto della  presentazione
       della  lista o delle liste collegate, ciascun  candidato
       alla carica di presidente deve altresì dichiarare di non
       avere  accettato  la candidatura alla stessa  carica  in
       altra circoscrizione.

         4.  La  scheda per l'elezione del presidente è  quella
       stessa  utilizzata  per  l'elezione  del  Consiglio   di
       circoscrizione. La scheda reca i nomi e  i  cognomi  dei
       candidati  alla  carica  di presidente,  scritti  in  un
       apposito  rettangolo,  al cui fianco  sono  riportati  i
       contrassegni  della lista o delle liste  alle  quali  il
       candidato   è   collegato.   Ciascun   elettore   indica
       separatamente   il   proprio  voto  per   il   candidato
       presidente  e per una delle liste ad esso collegate;  il
       voto  espresso soltanto per una delle liste di candidati
       al  consiglio  non  si  estende al candidato  presidente
       collegato  e il voto espresso soltanto per il  candidato
       presidente non si estende alla lista o gruppo  di  liste
       collegate.  Ciascun elettore può altresì votare  per  un
       candidato  alla carica di presidente anche non collegato
       alla  lista prescelta, tracciando un segno sul  relativo
       rettangolo.

         5.  E' proclamato eletto presidente il candidato  alla
       carica che ottiene il maggior numero di voti validi.  In
       caso  di  parità è proclamato eletto il più  anziano  di
       età. .

            b)    Art.   4   ter  -  Elezione   del   consiglio
       circoscrizionale.  1.  Per  l'elezione   del   consiglio
       circoscrizionale trovano applicazione i commi 1, 2, 4, 5
       e 7 dell'articolo 4.

         2.  La  dichiarazione di presentazione delle liste  di
       candidati  al  Consiglio  di  circoscrizione   e   della
       collegata  candidatura  alla  carica  di  presidente   è
       sottoscritta da non meno di trecentocinquanta e  da  non
       più di settecento elettori.

         3.   Non   è   necessaria   la  sottoscrizione   della
       dichiarazione  di  presentazione  della  lista  e  della
       collegata  candidatura alla carica di presidente  quando
       la   stessa  viene  presentata  insieme  a  quella   per
       l'elezione  del  Consiglio  comunale  e  con  lo  stesso
       contrassegno.

         4.  Ciascun elettore non può sottoscrivere più di  una
       dichiarazione di presentazione della lista. .

         18.  Il comma 3 dell'articolo 3, della legge regionale
       7 novembre 1997, n. 41, è abrogato.

         19. Al comma 7 dell'articolo 13 della legge n. 142 del
       1990, come introdotto dall'articolo 1, lettera c), della
       legge  regionale  11 dicembre 1991, n. 48  e  successive
       modifiche ed integrazioni sono soppresse le parole  ed è
       eletto  a  suffragio diretto secondo le norme  stabilite
       per   l'elezione  dei  consigli  comunali  con   sistema
       proporzionale.

         20. Il comma 8 dell'articolo 13 della legge n. 142 del
       1990, come introdotto dall'articolo 1, lettera c), della
       legge  regionale  11 dicembre 1991, n. 48  e  successive
       modifiche ed integrazioni, è abrogato.

      Revoca del presidente del consiglio provinciale o comunale

         23.  Dopo  l'articolo  11  della  legge  regionale  15
       settembre 1997, n. 35 è inserito il seguente:

          Art.  11  bis  - Revoca del presidente del  consiglio
       provinciale o comunale. 1. Nei confronti del  presidente
       del consiglio provinciale o del presidente del consiglio
       comunale  può  essere  presentata, secondo  le  modalità
       previste nei rispettivi statuti, una mozione motivata di
       revoca.  La  mozione,  votata per  appello  nominale  ed
       approvata  da  almeno  i due terzi  dei  componenti  del
       consiglio,  determina  la  cessazione  dalla  carica  di
       presidente. .

         24. I comuni e le province regionali adeguano i propri
       statuti  alle disposizioni di cui al comma 23  entro  90
       giorni  dalla  data di entrata in vigore della  presente
       legge.

                    Consulta dei cittadini migranti

         25.   I  comuni  nel  cui  territorio  siano  presenti
       comunità  di cittadini residenti, provenienti  da  paesi
       non  appartenenti  all'Unione  europea,  istituiscono  e
       disciplinano  con regolamento la Consulta dei  cittadini
       migranti. A tal fine i comuni adeguano i propri  statuti
       alle  disposizioni  di cui al presente  comma  entro  90
       giorni  dalla  data di entrata in vigore della  presente
       legge. In caso di inosservanza l'assessore regionale per
       le  autonomie locali e la funzione pubblica provvede  in
       via sostitutiva.

         26.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi .  producono
       effetti a decorrere dall' 1 gennaio 2012.

         27.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.

         28. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
       di farla osservare come legge della Regione.

     Emendamento articolo aggiuntivo COMM 1.bis.7

  Il  comma 6 dell'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1992,
  n. 7, è sostituito dal seguente:

   6.  Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti
  ed i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado del
  sindaco,  di  altro  componente della  Giunta  e  dei  consiglieri
  comunali .

  Il comma 5 dell'articolo 32 della legge regionale n. 9 del 6 marzo
  1986 è sostituito dal seguente:

    5.  Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti
  e  i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado, del
  presidente della provincia, di altro componente della stessa giunta
  e dei consiglieri provinciali. .

  DISEGNO   DI  LEGGE  NN.  520-144  BIS/A   DISPOSIZIONI   PER   LA
  TRASPARENZA, LA SEMPLIFICAZIONE, L'EFFICIENZA, L'INFORMATIZZAZIONE
  DELLA  PUBBLICA  AMMINISTRAZIONE, L'AGEVOLAZIONE DELLE  INIZIATIVE
  ECONOMICHE.  DISPOSIZIONI  PER LO SVILUPPO.  DISPOSIZIONI  PER  IL
  CONTRASTO  ALLA  CORRUZIONE  ED ALLA  CRIMINALITà  ORGANIZZATA  DI
  STAMPO  MAFIOSO. DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO E LA SEMPLIFICAZIONE
  DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE .

     Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno:

   Emendamento 117.1:

   All'articolo 10, comma 3, le parole  le funzioni  sono  sostituite
  dalle parole  le modalità di nomina, composizione e funzionamento .