Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
l'Economia, la risposta scritta alla interrogazione:
numero 1202 - Chiarimenti in ordine al mancato avvio delle
procedure di liquidazione della società Jonica Trasporti.
Firmatari: Barbagallo; Mattarella; Galvagno; Gucciardi; Mancuso;
Caronia.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che sulla strada statale 189 PA-AG, nei tratti di
competenza delle amministrazioni comunali di Castronovo e di
Lercara Friddi, sono stati messi, a cura delle suddette
amministrazioni municipali, degli autovelox fissi con limiti di
velocità estremamente ridotti in tratti di strada che non
giustificano un esagerato rallentamento dell'andatura degli
autoveicoli;
condiviso il giudizio sulla pericolosità dell'arteria e sulla
necessità di avviare rapidi interventi per la messa in sicurezza di
un asse stradale di rilevante interesse per la Sicilia interna e
per il collegamento fra i due capoluoghi;
ritenuto, però, che l'uso di strumenti autovelox tarati con limiti
di velocità esagerati non contribuisce affatto alla sicurezza e ad
incentivare il rispetto dei limiti di velocità, ma produce
condizione vessatorie che si traducono unicamente in un costo
accessorio per chi è costretto a percorrere tale arteria e in un
numero spropositato di contravvenzioni i cui beneficiari sono le
amministrazioni comunali, che utilizzano questi sistemi per 'fare
cassa', piuttosto che tutelare la salute dei cittadini;
per sapere quali iniziative intenda assumere per:
verificare nel merito la plausibilità e congruità dei verbali
notificati;
garantire la correttezza amministrativa e del rapporto con i
cittadini, assicurando i chiarimenti e le risposte ai quesiti
sollevati in materia;
assicurare che nel caso in questione non vi siano autovelox
'taroccati', come purtroppo segnalato in numerosi episodi in tutta
Italia;
sollecitare l'ANAS a verificare lo stato di sicurezza della strada
statale 189 PA-AG». (1791)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il piano di rientro regionale, relativo alla sanità, prevede che i
dipendenti del servizio sanitario regionale della Sicilia non
possano superare il numero complessivo di 52.000 unità;
nel contesto di indirizzo delineato in premessa, l'Assessorato
regionale Salute ha fornito linee di indirizzo alle singole aziende
sanitarie in merito ai parametri minimi/massimi delle principali
figure professionali, commisurati ai posti letto (per gli ospedali)
ed alla popolazione assistibile (per il territorio);
con i nuovi parametri regionali sulle dotazioni organiche, alcune
aziende ospedaliere e/o sanitarie ed universitarie risultano
sovradimensionate, mentre altre, come quella di Siracusa,
evidenziano una scopertura di organico di circa 400 unità;
considerato che:
il numero complessivo di organico regionale (52.000) unitamente
alle difficoltà di immediato riequilibrio, attesa l'impossibilità
delle aziende con organici sovradimensionati di licenziare, hanno
imposto che il 'piano di armonizzazione del personale' si
articolasse in un triennio, onde permettere alle aziende con
esuberi di non coprire i vuoti di organico e alle aziende con vuoti
di organico di ricoprire i nuovi posti assegnati, con gradualità
triennale;
nell'ottica evidenziata, l'ASP di Siracusa è stata autorizzata,
nell'anno 2011, a coprire, parzialmente, il vuoto di organico del
personale con una maggiore spesa di circa 4.200.000 euro, rispetto
all'anno 2010;
preso atto che:
con il corrente mese di marzo, l'Assessorato Salute, mentre ha
autorizzato l'ASP di Siracusa a maggiori parametri di spesa per
case di cura accreditate per la specialistica convenzionata, per
l'assistenza farmaceutica e riabilitativa, non ha aumentato la
spesa per il personale rispetto al 2010;
con gli attuali limiti di spesa e con un debito triennale a carico
dell'ASP di Siracusa di circa 16.000.000 di euro, riconducibile
alle passate gestioni, non si comprende come sia possibile
conseguire risparmi sui vari capitoli di spesa per 4.200.000 euro,
a meno di non fornire il vitto e le medicine ai ricoverati;
per sapere se non sia il caso di rivedere i parametri di spesa ed
adeguarli per evitare, ancora una volta, il collasso sanitario alla
provincia di Siracusa, atteso che tale situazione non trova
giustificazione negli accordi regionali, relativi al piano di
rientro, lasciando sopravvivere nel 'grasso accumulato' le aziende
con personale superiore ai parametri». (1795)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la viabilità, premesso che:
pervengono sempre maggiori segnalazioni di ingiustificati
disservizi subiti dai cittadini residenti nelle isole minori
(Eolie, Egadi, Pelagie e Ustica) nei trasporti marittimi veloci,
con particolare riferimento ai mezzi della Ustica Lines;
in particolare, vengono lamentate ripetute cancellazioni delle
corse programmate, regolarmente finanziate dalla Regione siciliana
in virtù delle gare effettuate nel 2009, con la motivazione
ufficiale avverse condizioni meteomarine';
quello che stranezza i cittadini è che:
1. le condizioni del mare non appaiono così rigide, tanto che
molto spesso i mezzi veloci della compagnia pubblica riescono ad
operare senza problemi, o comunque partono altri mezzi veloci a
distanza di poche ore;
2. i mezzi non tentano neppure di uscire dal porto per verificare
le effettive condizioni del mare, e la corsa viene cancellata in
base a quello che ritiene, in assoluta autonomia, il comandante
dell'unità;
3. fino al 2009, i mezzi partivano in condizioni meteomarine ben
peggiori;
4. le cancellazioni sono molto più frequenti per le corse con
pochi passeggeri, e molto spesso i passeggeri delle diverse corse
vengono accorpati in un'unica corsa, usualmente una delle ultime
della giornata che, nonostante le paventate condizioni meteomarine
sfavorevoli, arriva puntualmente a destinazione senza problemi;
gli utenti del servizio ricordano perfettamente che fino a pochi
anni or sono gli stessi mezzi veloci operavano anche in condizioni
meteomarine veramente avverse; ciò a riprova della circostanza che
il mezzo nautico è evidentemente (e normativamente) in grado
disperare (salvo casi veramente eccezionali) in ogni condizione
meteomarina e che il vero limite è dato dalla capacità di
sopportare il mare da parte dei passeggeri. Molti cittadini
preferirebbero subire il mal di mare, ma arrivare in tempo a
destinazione;
oltre a ciò, molti cittadini lamentano che i mezzi nautici
procedano a velocità minore che in passato, e certamente non
viaggiano ai 30 nodi (o anche 35 nodi) di velocità di servizio che
risulterebbe prevista dal bando di gara; infine, molto spesso i
mezzi cambiano senza alcun criterio, e vengono sostituiti da mezzi
diversi, più vecchi e meno idonei;
alcuni ritengono che ciò sia finalizzato al risparmio di
combustibile, e si domandano come ciò sia compatibile col rispetto
della convenzione che lega la Regione siciliana agli operatori
privati;
sembrerebbe, peraltro, che dal 2009 la Regione siciliana non
effettui alcuna ritenuta per le corse non effettuate dai vettori in
caso di condizioni meteomarine avverse, né che vengano applicate
penalizzazioni nel caso di ritardo dettato dalla minore velocità o
dalla cancellazione della corsa (decisione che resterebbe in capo
al comandante della nave, che si trova in evidente conflitto di
interessi - il comandante è dipendente della società armatrice e
non cura gli interessi della Regione);
inoltre, sebbene sia contrattualmente previsto che la corsa non
effettuata venga recuperata in seguito, non risulta che tale
procedura venga seguita;
preso atto della situazione di fatto che vede penalizzati gli
utenti del servizio e che consente un possibile indebito
arricchimento delle compagnie di navigazione;
per sapere:
come intendano agire per porre fine a questa situazione
incresciosa, sia per quanto attiene l'ingiustificata cancellazione
delle corse, che per quanto riguarda l'effettiva velocità tenuta
dai mezzi poiché risulta che da tempo è operante nei mari italiani
un sistema di localizzazione dei mezzi nautici (denominato AIS) di
cui il Ministero dei trasporti e alcune Capitanerie di porto
conservano le registrazioni anche per anni, non dovrebbe essere
difficile effettuare le verifiche del caso, sia sulla velocità
effettivamente tenuta dai mezzi che in merito alle corse
effettivamente effettuate;
per sapere, ancora, quali controlli esercitino e tramite quali
dirigenti a ciò preposti, stante l'onerosità del servizio, e quali
atti ispettivi intendano attivare per garantire la continuità
territoriale con le Isole minori, ottimizzare le ingenti risorse
finanziarie impegnate con tali servizi pubblici, e se sia opportuno
verificare quali atti sono stati acquisiti dall'Assessorato
competente a far data dalla stipula dei contratti di servizio fino
ad oggi». (1796)
FEDERICO - VINCIULLO - PARLAVECCHIO - FERRARA - DIGIACOMO - CASCIO
S. -
LO GIUDICE - FIORENZA - PANARELLO - SPEZIALE - LENTINI
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nell'aeroporto militare di Trapani-Birgi, dal 20 marzo 2011, sono
in atto operazioni militari e che dette operazioni, in attuazione
della risoluzione 1973/2011 dell'ONU, sono dei veri attacchi
militari in Libia al fine di rendere inoffensive le postazioni
antiaeree;
per permettere le operazioni della vicina base militare, è stato
chiuso, a tempo indeterminato, l'aeroporto civile Vincenzo Florio
di Trapani-Birgi;
considerato che:
chiudere l'aeroporto civile significa annientare l'economia e
gettare sul lastrico centinaia di famiglie, tra lavoratori
dell'aeroporto e tutto l'indotto ad esso collegato, strutture
ricettive e di servizi, trasporti, e che la chiusura rischia di
creare negative conseguenze sul turismo, considerando anche
l'avvicinarsi della stagione estiva;
il territorio di Trapani, in questi anni, in maniera virtuosa ed a
costo di enormi sacrifici da parte dei propri cittadini, ha avviato
una politica di rinascita sociale ed economica, puntando
sull'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi;
il rispetto degli accordi internazionali e della risoluzione ONU
non può causare un danno di tale genere al territorio trapanese e
siciliano, a maggior ragione nel momento in cui esistono valide
alternative all'uso esclusivo di Birgi quale base militare;
la Sicilia e la provincia di Trapani rischiano, ancora una volta,
di essere dimenticate e sopraffatte in ragione di un interesse,
certamente legittimo e condivisibile, che però non guarda alla
realtà complessiva;
tenuto conto che:
i voli sono stati dirottati sul vicino aeroporto di Palermo, non
senza disagio per i passeggeri in arrivo in Sicilia e per quelli in
partenza ogni giorno da Trapani, costretti a spostarsi in pullman
da e per l'aeroporto di Palermo;
la questione della riapertura dello scalo civile di Birgi sarà
esaminata nel corso di un vertice, presenti il Ministro dei
trasporti, Altero Matteoli, il Ministro della difesa, Ignazio La
Russa, il presidente dell'Enac, Vito Riggio, e lo stato maggiore
della Difesa;
è possibile valutare altre soluzioni, ugualmente valide e
praticabili, anticipando sin d'ora che, qualora l'attuale
situazione dovesse perdurare, difficilmente sarà possibile
garantire l'ordine pubblico, a causa delle già anticipate proteste
di coloro che già subiscono e subiranno danni ingentissimi e non
recuperabili;
per sapere quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di
chiedere l'immediata riapertura dell'aeroporto Vincenzo Florio di
Trapani-Birgi e per limitare i danni della chiusura dell'aeroporto
sull'occupazione dei lavoratori impiegati nei servizi aeroportuali,
degli operatori del settore turistico-alberghiero e sull'indotto».
(1797)
MARROCCO
«All'Assessore per la l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
l'avviso 'PROF 2010' prevede l'erogazione del saldo inerente alla
voce 'personale' a seguito della presentazione da parte dei
rispettivi enti di formazione della documentazione prevista
dall'avviso stesso unitamente al documento unico di regolarità
contributiva (cosiddetto DURC);
in questi giorni, il competente servizio gestione del dipartimento
formazione ha comunicato agli enti destinatari dei finanziamenti
che l'erogazione del saldo avverrà, in difformità da quanto
previsto dal PROF 2010, solo successivamente alla rendicontazione
di tutte le attività progettuali;
il servizio rendicontazione dello stesso dipartimento,
contraddicendo quanto disposto dal servizio gestione, sta bloccando
le attività di rendicontazione del piano formativo 2010 adducendo
quale motivazione il mancato funzionamento del software dedicato
alle suddette attività;
il dipartimento formazione non ha mai individuato gli esperti che
avrebbero dovuto seguire le attività di rendicontazione dei
progetti del PROF 2010;
il servizio rendicontazione dovrebbe procedere ad assegnare le
attività di rendicontazione progettuali agli uffici periferici di
competenza (U.P.L) nonostante i predetti uffici dipendano
funzionalmente, a seguito della recente riforma
dell'amministrazione, dall'Assessorato Famiglia;
gli enti di formazione hanno anticipato, proprio per adempiere
alle regole imposte dal dipartimento formazione ed in particolare
per avere il DURC, ingenti risorse per pagare i contributi
previdenziali malgrado la mancata erogazione del saldo per la voce
'personale';
per sapere quali iniziative intenda porre in essere per superare
questa situazione di inconcepibile incertezza normativa che sta
compromettendo, da diversi mesi, il pagamento delle retribuzioni
spettanti al personale amministrativo e docente dei progetti
formativi». (1798)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
il giorno 3 marzo 2011, presso il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, si è tenuto l'incontro per l'esame della
situazione occupazionale della Multimedia Planet s.r.l. ai fini
della sottoscrizione dell'accordo governativo per la proroga del
trattamento di CIG in deroga ex articolo 1, comma 30, legge n.
220/2010 (legge di stabilità 2011);
tale incontro è stato richiesto, al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali con nota del 25.01.2011 dal dottor Francesco
Dimundo, commissario giudiziale della Multimedia Planet srl, al
fine della concessione della proroga del trattamento di CIG in
deroga per l'intero organico aziendale;
con successiva nota del 16 febbraio 2011 il Ministero ha convocato
tutte le parti interessate per il giorno 3 marzo 2011 ai fini della
sottoscrizione dell'accordo governativo;
oltre alla Multimedia Planet srl sono stati convocati le
organizzazioni sindacali, Italia Lavoro, la Regione Puglia e la
Regione siciliana;
la Regione siciliana, benché formalmente convocata dal Ministero,
è risultata assente all'incontro del 3 marzo 2011;
le parti interessate presenti hanno concordato sulla necessità di
prorogare il ricorso allo strumento della cassa integrazione
guadagni in deroga al fine di favorire percorsi di ricollocazione
dei lavoratori durante il periodo di fruizione dell'ammortizzatore
sociale con l'ausilio di percorsi di formazione avviati presso le
regioni interessate;
le parti presenti hanno, altresì, convenuto di attivare, quale
strumento di gestione degli esuberi in vigenza del periodo di CIG,
una procedura di mobilità ex legge n. 223/1991, unicamente al fine
di consentire l'esodo dei lavoratori, che non si oppongono al
licenziamento, e, pertanto senza ricorso ad ulteriori strumenti di
ammortizzatori sociali in deroga;
la Regione Puglia ha dichiarato di accettare per quota parte la
contribuzione di sostegno al reddito per i lavoratori interessati
dall'accordo;
il commissario giudiziale presenterà, al competente ufficio della
d.g. ammortizzatori sociali, istanza ai fini della concessione
della proroga del trattamento di CIG in deroga ex articolo 1, comma
30, legge n. 220/2010 (legge di stabilità 2011), riguardo ad un
numero massimo di 750 lavoratori delle sedi di Birritto (BA) n. 400
e di Trapani n. 350, per la durata di circa 2 mesi, a decorrere dal
14.04.11 e sino al 30.06.11;
la CIG in deroga sarà a zero ore e senza rotazione;
l'operatività dell'accordo stipulato in data 3 marzo 2011 è
sospensivamente condizionata alla ricezione di specifici atti di
assenso da parte delle regioni coinvolte dalle misure previste e
non presenti alla sottoscrizione dell'accordo governativo, nella
misura del 30% del sostegno al reddito;
per sapere quali misure intendano adottare, considerata la non
partecipazione alla convocazione del 3 marzo 2011 all'incontro
svoltosi presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali,
per i 350 lavoratori della Multimedia Planet srl, società che ha
operato nella città di Trapani». (1799)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per la salute, appreso che, nel giro di pochi
giorni, nella sanità ennese si sono verificati eventi gravissimi
come la morte di un bambino nell'ospedale di Nicosia, la morte di
una giovane donna per un parto cesareo all'ospedale di Leonforte,
mancanza di acqua calda e riscaldamenti per dieci giorni
all'ospedale di Enna, eventi, questi, che suscitano forte
preoccupazione e allarme;
considerato che:
la legge regionale n. 5/09, oltre ad intervenire sull'economicità
dei servizi, tende soprattutto ad innalzare la qualità degli
stessi, è evidente che qualcosa non funziona nella gestione del
territorio;
ci si chiede come sia possibile, nel 2011, morire di parto cesareo
ovvero che l'ospedale di un capoluogo rimanga dieci giorni senza
riscaldamento e acqua calda;
è ancora possibile tenere in vita strutture ospedaliere che fanno
correre rischi ai pazienti e dove non si raggiungono standard
previsti dall'Organizzazione mondiale della sanità? E' giusto che
la politica si interroghi e si chieda il perché tutto ciò sia
potuto accadere;
ritenuto opportuno che la VI Commissione legislativa dell'Ars
'Servizi sociali e sanitari' si occupi di quanto accaduto,
valutando anche la possibilità di inviare degli ispettori che
facciano luce sui fatti;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per un'attenta
valutazione della problematica e trovare tutte le soluzioni per
fare in modo che in futuro problematiche del genere non avvengano
più». (1790)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
COLIANNI
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che l'area etnea e in particolare il
territorio di Biancavilla è interessata dalla presenza di un
anfibolo dell'amianto, 'la fluoro edenite', un minerale che ha
determinato la perimetrazione dell'area e la sua identificazione
come sito di rilevo nazionale, ai sensi del decreto del Ministero
dell'ambiente del 18 luglio 2002;
considerato che:
in un documento redatto dall'Istituto superiore di sanità viene
stimata l'incidenza del mesotelioma pleurico a Biancavilla 1998-
2004, ne vengono valutati i valori come coerenti con i dati di
mortalità evidenziati in pubblicazioni scientifiche e comparati
agli elevati tassi delle regioni con maggiore presenza di amianto
nei propri cicli produttivi, per la cantieristica navale e per i
poli industriali del cemento amianto;
quanto sopra specificato conferma la situazione di alto rischio
per mesotelioma nel comune di Biancavilla, incluso tra i siti di
interesse nazionale per le bonifiche;
nel comune di Biancavilla, le due cause di morte, potenzialmente
correlate all'inalazione di fibre asbestiformi, sono i tumori
maligni di pleura e peritoneo, e che questi ultimi, nel periodo
considerato, hanno mostrato un significativo incremento rispetto ai
valori attesi;
questo insieme di dati è compatibile con modalità di esposizione a
fibre riconducibili a una contaminazione ambientale piuttosto che a
specifiche attività lavorative. Una forte conferma di ciò è stata
ottenuta dallo studio del carico polmonare di un soggetto residente
a Biancavilla deceduto per mesotelioma pleurico, nel cui parenchima
polmonare sono state rintracciate numerose fibre dell'anfibolo di
Monte Calvario, una varietà mineralogica di amianto che non ha mai
avuto un uso industriale e la cui presenza può essere unicamente
ricondotta a una esposizione ambientale;
sottolineato che:
a causa del lungo periodo di latenza del mesotelioma, c'è da
attendersi ancora per molti anni un'alta incidenza di questa
patologia a Biancavilla e che l'efficacia del risanamento
ambientale potrà valutarsi comparativamente con la decrescenza dei
casi di mesotelioma;
la suddetta problematica è stata affrontata con interventi
sicuramente importanti ma non definitivi e che, essendo evidente la
grande fetta di popolazione sia del comune di Biancavilla che
dell'hinterland coinvolta nelle complicanze sanitarie, è necessario
intraprendere una strada che sbocchi nella messa a punto di
strategie di pianificazione e attività di prevenzione;
sono numerosi gli studi prodotti dall'Università di Catania,
significativi rispetto agli interventi da assumere per azzerare la
presenza di minerali cancerogeni nelle acque di falda attraverso la
costruzione di un impianto di potabilizzazione e per la rilevazione
delle fibre aerodisperse;
ritenuto che:
al fine di rendere efficace l'ufficio speciale per le aree ad
elevato rischio di crisi ambientale, con competenze su base
regionale, è necessario che lo stesso venga dotato di fondi
finalizzati alla definizione del piano di risanamento comprendente
il catasto, gli interventi, l'attività di prevenzione;
in considerazione della gravità della situazione ambientale che
vede coinvolte nel danno tutte le matrici ambientali (aria, acqua,
suolo) a norma di legge si chiede l'inserimento del comune di
Biancavilla tra le aree a rischio di crisi ambientale;
precisato che una politica dilatoria, oltre a determinare un
perdurare di circostanze oggettive di rischio sanitario per la
popolazione, potrebbe ledere irreversibilmente anche il processo di
maturazione collettiva in atto nella comunità su questi temi, e
quindi la sua partecipazione attiva alla gestione del rischio;
per sapere quali interventi urgenti intendano assumere al fine di
recuperare le risorse necessarie a sbloccare l'iter per la bonifica
dall'amianto nel territorio di Biancavilla e se non ritengano:
di dover attivare un sistema di sorveglianza dei nuovi casi di
mesotelioma pleurico e peritoneale nella popolazione di
Biancavilla, con il coinvolgimento delle strutture sanitarie
locali, comprensivo di una rilevazione anamnestica condotta secondo
le linee guida del registro nazionale mesoteliomi e integrato dalla
ricerca di fibre in campioni di tessuto polmonare;
di dover attuare provvedimenti atti ad abbattere la polverosità
nel territorio comunale, anzitutto asfaltando le strade ed
eliminando cumuli di sabbia residuati da attività edilizie;
di intraprendere un'azione volta a ottenere, da parte dei
cittadini, l'adozione di regole di comportamento atte a mantenere
in sicurezza le fibre presenti negli edifici, in particolare: a)
confinare con vernici ricoprenti o altro gli intonaci interni alle
abitazioni; b) limitare al massimo la manomissione degli intonaci;
c) in caso di interventi sugli intonaci adottare modalità che
limitino la dispersione di polvere; d) evitare l'uso di
attrezzature abrasive sugli intonaci;
in caso di interventi di una certa entità su edifici esistenti, di
richiedere un piano di lavoro in cui siano specificati i
provvedimenti che si intendono adottare per limitare la
polverosità;
di dover attivare tutte le procedure necessarie affinché, così
come previsto dalla legge, il comune di Biancavilla venga inserito
tra le aree a rischio di crisi ambientale». (1792)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, ricordato che, a seguito dell'emanazione del decreto
presidenziale 5 dicembre 2009, n. 12, la commissione consultiva
carburanti rientra tra le competenze assegnate al dipartimento
delle attività produttive;
considerato che:
la legge regionale 5 agosto 1982, n. 97, all'art. 23, ha istituito
la commissione consultiva regionale per la ristrutturazione e la
disciplina della rete distributiva dei carburanti, con sede presso
il dipartimento delle attività produttive;
tale commissione, così come previsto dalla normativa vigente, è
deputata ad esprimere parere consultivo nei casi di nuove
concessioni di impianto; di trasferimento volontario di impianto;
di trasferimento di impianto, a seguito di provvedimento della
pubblica amministrazione; di concessione relativa agli impianti
GPL; di concessione per la realizzazione di impianti stradali di
gas metano;
in attesa che venga emanata una norma regionale specifica di
settore, continuano ad applicarsi le disposizioni riportate sia
nella legge 5 agosto 1982, n. 97, sia nel provvedimento
assessoriale 12 giugno 2003, n. 45, che ha di fatto regolamentato,
in senso restrittivo, le autorizzazioni di nuove concessioni;
la predetta normativa prevede, tra l'altro, nel caso di rinnovo o
di potenziamento di un impianto esistente, l'obbligo per il
titolare di dimostrare, oltre alla capacità tecnico-organizzativa,
quella economica; pertanto per l'imprenditore che affronta
l'investimento risulta necessario acquisire con celerità risposte
dalla pubblica amministrazione (autorizzazione o concessione) che
possano consentirgli il rispetto dei termini programmati per
l'avvio dell'attività;
la predetta normativa intende perseguire, tra i principi
enunciati, la realizzazione in Sicilia di un uniforme complesso
commerciale costituito da più apparecchi di erogazione automatica
di carburanti per autotrazione dotati di relative attrezzature (per
es. servizi igienico-sanitario), adeguati all'esigenza dell'utenza
che sosta nelle aree di servizio degli impianti;
accertato che:
in prossimità della scadenza del termine previsto circa la durata
in carica della commissione, l'Assessore per l'industria pro
tempore, con provvedimento n. 547 del 21 ottobre 2008, ha
ricostituito tale l'organo;
l'ultima seduta della commissione risale all'anno 2008 e da quella
data non risulta che il consesso si sia più riunito;
la sospensione dei lavori ha coinciso con il periodo di crisi
congiunturale che sta attraversando anche la Regione;
sono giacenti presso gli uffici numerose istanze pervenute da
oltre 3 anni da parte delle società aventi sede nel territorio
regionale, che sono già state istruite favorevolmente dall'ufficio
competente sotto l'aspetto documentale ma che attendono il parere
della commissione per la definizione del procedimento
(autorizzazione o concessione);
vengono registrate numerose lamentele elevate sia da parte delle
società istanti che dai rappresentanti di categoria (vedi
Assopetroli, FIGISG, Confcommercio) circa l'arresto dei lavori
della commissione;
sono state rilevate anche istanze pervenute da titolari di
concessioni ricadenti in parti del territorio regionale
svantaggiato dalla posizione orografica (località montane e piccole
isole);
per sapere come si intenda superare la criticità sopra esposta,
nella considerazione che le società istanti hanno sostenuto
investimenti e continuano a misurarsi con le farraginose procedure
burocratiche, imposte dall'amministrazione regionale». (1793)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
«All'Assessore per l'economia e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che, nel lontano 1994, attraverso una
convenzione tra la camera di commercio, industria ed artigianato, e
l'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC),
venne avviata a Messina la creazione di uno sportello sperimentale
decentrato dell'IRCAC presso la sede della stessa camera di
commercio, al fine di rendere un servizio agli operatori economici
messinesi;
premesso inoltre che l'iniziativa, accolta con entusiasmo da tutte
le forze economiche dell'area messinese, venne estesa con altro
protocollo sino al 2006 e poi sino al 2012, visto il successo della
iniziativa, l'IRCAC apriva sportelli ad Agrigento, Caltanissetta,
Catania, Caltagirone e Siracusa, presso le rispettive camere di
commercio o in alcuni casi presso le ASI;
considerato che le singole imprese e tutte le associazioni
cooperativistiche hanno apprezzato i servizi resi sul territorio
dall'IRCAC che agevolano l'accesso al credito alle cooperative a
tassi ridotti;
verificato che, con nota n. 10009/comm. del 24 novembre 2010,
inviata alla camera di commercio, l'IRCAC comunicava la volontà di
interrompere l'esperienza e quindi di chiudere lo sportello aperto
presso la camera di commercio di Messina, decisione che, se
attuata, provocherà certamente grave nocumento a tutte le
associazioni di categoria ed i loro associati che costituiscono,
tra l'altro, una parte importante dello sviluppo economico della
provincia;
considerato infine che in un momento di crisi come quello nel
quale viviamo tali iniziative andrebbero rafforzate e non
certamente chiuse;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare per
invitare l'IRCAC a sviluppare in tutte le province della Regione le
sedi periferiche ed a mantenere lo sportello aperto nella città di
Messina, anche alla luce del fatto che la stessa camera di
commercio, per agevolare la continuità dei servizi resi alle
imprese cooperative, ha manifestato la volontà di concedere
all'IRCAC i locali in comodato d'uso gratuito». (1794)
CORONA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 252 «Rapida attivazione degli impegni assunti a seguito
dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli interventi per
l'aumento dei massimali de minimis nel settore dell'agricoltura»,
degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello,
Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo,
Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e
Termine, presentata il 22 marzo 2011
- numero 254 «Iniziative per la riapertura totale e/o parziale ai
voli civili dello scalo aeroportuale di Trapani-Birgi», degli
onorevoli degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani,
Marinello, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gucciardi,
Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Speziale e Termine, presentata il 23 marzo 2011
- numero 255 «Attuazione, in tempi rapidi, degli impegni assunti a
seguito dell'approvazione della mozione n. 150 in ordine al calcolo
dei premi delle misure agro-ambientali previsti dal PSR 2007/2013»,
degli onorevoli degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,
Donegani, Marinello, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, presentata il 23 marzo 2011. Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il comparto della produzione agricola, nel periodo di applicazione
della normativa comunitaria sugli aiuti de minimis, ha subito
un'ingiusta penalizzazione rispetto agli altri settori che hanno
registrato ragionevoli aumenti, mentre il massimale per le aziende
agricole produttrici è rimasto bloccato a 7.500 euro;
in relazione alla crisi di mercato, negli anni 2010 e 2011, è
stato autorizzato dall'Unione Europea un massimale in 'deroga' di
15.000 euro che, nei fatti, è risultato insufficiente;
le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore
crisi di sempre che, oltre a risentire, come tutti i settori
produttivi, della gravissima fase congiunturale, è aggravata da
diverse deficienze strutturali;
la gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, se non
opportunamente contrastata, di portare al fallimento migliaia di
aziende agricole siciliane, con gravi ripercussioni non solo
economiche, ma anche sociali, ambientali e occupazionali;
considerato che questa Assemblea, nella seduta n. 118 del 3
novembre 2009, ha già approvato all'unanimità la mozione n. 126
sullo stesso argomento senza che, ad oggi, risultino esser state
prodotte specifiche iniziative in relazione ai contenuti della
medesima,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
ad attivarsi in tempi brevi per rispettare gli impegni contenuti
nella mozione n. 126, approvata dall'Assemblea regionale siciliana
nella seduta n. 118 del 3 novembre 2009, assumendo le opportune
iniziative nei confronti del Governo nazionale e dell'Unione
Europea per addivenire alla modifica del regime degli aiuti de
minimis nel settore della produzione agricola, allineando il
massimale almeno a quello del comparto della pesca, ammontante a
30.000 euro». (252)
«L' Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'Italia sta partecipando alla missione internazionale nata per
dare seguito alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
n. 1973 che autorizza la 'No fly zone' sulla Libia e ulteriori
misure per proteggere la popolazione civile;
tale coinvolgimento ha causato la chiusura totale ai voli civili
dell'aeroporto di Trapani Birgi e lo spostamento di tale traffico
all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, arrecando vero disagio
a migliaia di passeggeri;
l'aeroporto V. Florio di Trapani ha visto accrescere negli ultimi
anni in modo esponenziale il numero dei passeggeri, registrandone
nel 2010 più di 2 milioni;
grazie anche alla posizione strategica, lo scalo è diventato un
volano non solo per l'economia della provincia di Trapani, ma per
tutta la Sicilia;
ad oggi erano operativi ben 13 voli per destinazioni italiane ed
estere ed era programmato per le prossime settimana un ulteriore
aumento di queste linee;
tale chiusura sta causando uno stato di incertezza occupazionale
in seno alle centinaia di lavoratori dello scalo aeroportuale fra
servizi diretti e dell'indotto;
già in questi giorni si stanno verificando delle disdette di
prenotazioni alberghiere in seno a diverse strutture ricettive del
trapanese a causa della chiusura dell'aeroporto ai voli civili;
l'economia trapanese, in particolare, si era orientata negli
ultimi anni verso lo sviluppo di servizi al turismo con la nascita
di centinaia di strutture ricettive e di altri servizi correlati
alla fruizione turistica;
detta chiusura purtroppo non ha un termine certo e definito ed è
legata all'evolversi della situazione internazionale e
all'intervento militare in Libia delle forze italiane e della
coalizione,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere, presso il Governo nazionale, tutte le possibili
iniziative per chiedere la riapertura totale e/o parziale ai voli
civili dello scalo aeroportuale di Trapani Birgi, spostando il
baricentro delle operazioni verso lo scalo militare di Sigonella o
di Comiso dove potrebbero, auspicabilmente, essere allocati i
velivoli delle forze italiane e della coalizione». (254)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le misure agro-ambientali del PSR 2007/2013, oltre a rappresentare
una seria e concreta opportunità per qualificare le produzioni
agricole siciliane attraverso l'applicazione di misure
ecocompatibili, costituiscono un formidabile strumento finanziario
che l'Unione Europea pone in essere per incrementare il reddito
degli agricoltori siciliani;
l'utilizzo di premi molto bassi, addirittura inferiori a quelli
del 1995, purtroppo, ha scoraggiato moltissime aziende agricole ad
accedere a tali misure, con la conseguenza di avere una minore
qualificazione delle produzioni e un minore flusso finanziario;
l'aumento dei premi delle misure agro-ambientali, oltre a
riallineare gli stessi premi a quanto previsto dall'allegato al
Regolamento CE 1698/2005 - che all'art. 39(4) stabilisce 600
euro/ha per le colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni
specializzate - consente di raggiungere alcuni importantissimi
risultati, e in particolare:
a) qualificare le produzioni agricole siciliane mediante
l'applicazione di misure ecocompatibili;
b) incrementare il reddito delle aziende agricole;
c) migliorare l'andamento della spesa erogata del PSR 2007/2013,
impedendo la dismissione automatica dei fondi, così come si è
rischiato alla fine del 2010;
considerato che questa Assemblea regionale, nella seduta n. 118
del 3 novembre 2009, ha già approvato all'unanimità la mozione n.
150 riguardante lo stesso argomento, senza che ad oggi risultino
definite dal Governo le importanti questioni in essa contenute,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
ad attivarsi, in tempi brevi, per adempiere agli impegni contenuti
nella mozione n. 150, approvata nella seduta n. 118 del 3 novembre
2009, che di seguito si elencano:
a) riformulare le tabelle per il calcolo dei premi delle misure
agro-ambientali;
b) definire il percorso per modificare il PSR 2007/2013 nella
parte relativa al calcolo per la definizione dei premi per
l'applicazione delle misure agro-ambientali;
c) predisporre tutti gli atti necessari per trasferire quante più
risorse possibili dall'asse 1 all'asse 2». (255)
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. 322 del 22 marzo 2011,
pervenuta in pari data (protocollata al n. 3011/AULAPG del 24
marzo 2011) l'onorevole Vinciullo ha chiesto di apporre la firma
alla mozione numero 248 Riforma del sistema della formazione
professionale in Sicilia, costituzione del ruolo unico ad
esaurimento del personale dipendente e delega per le retribuzioni
agli uffici provinciali del lavoro', dell'onorevole Caputo ed
altri, già demandata, per la determinazione della data di
discussione, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
nella seduta n. 238 del 22 marzo 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 1283 e 1364
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione numero 1283, a firma
dell'onorevole Maira ed altri «Notizie in merito alla mancata
liquidazione della quota regionale della Jonica Trasporti» e
l'interrogazione numero 1364 «Costituzione di un polo bancario
siciliano», a firma dell'onorevole Caputo, svoltesi nella seduta
della Commissione Bilancio' n. 214 del 16 marzo 2011, per assenza
dei rispettivi onorevoli firmatari sono da intendersi presentate
con richiesta di risposta scritta. Informa, altresì, che nella
citata seduta di Commissione è stato depositato, da parte
dell'Assessore per l'economia, il testo scritto delle risposte ai
suddetti atti ispettivi.
Avverto che entrambe le risposte pervenute saranno pubblicate in
allegato al resoconto stenografico dell'odierna seduta.
Comunicazione di cambio di denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 22 marzo 2011, pervenuta il
23 marzo successivo e protocollata al n. 3023/AULAPG del 25 marzo
2011, l'onorevole Marrocco ha comunicato, allegando il relativo
verbale della riunione, che in data 22 marzo 2011 i componenti del
Gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia - Sicilia',
dallo stesso deputato presieduto, hanno deciso di modificarne la
denominazione in Futuro e Libertà per l'Italia'.
Pertanto, dal 23 marzo 2011, decorre il mutamento di denominazione
del suddetto Gruppo parlamentare.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Ricordo che, così come dichiarato dall'onorevole De
Luca nella scorsa seduta del 23 marzo 2011, lo stesso deputato, a
decorrere da quella data, ha cessato di far parte del Gruppo
parlamentare Il Popolo della Libertà', aderendo al Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 251 «Iniziative per dare piena attuazione e concreta
esecuzione al piano dei 'progetti obiettivo' degli enti locali
previsti dall'art. 26 della l.r. n. 11 del 2010», degli onorevoli
Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo;
numero 253 «Iniziative urgenti per fronteggiare la grave crisi in
atto a Lampedusa», degli onorevoli Calanducci, Oddo, Raia, Gennuso,
Catalano, Colianni, Arena, Federico e Musotto.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'esito della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 29 marzo
2011, alle ore 15.00, alla presenza del Presidente della Regione,
onorevole Raffaele Lombardo:
- dopo la presente seduta, dedicata allo svolgimento di atti
ispettivi della rubrica Beni culturali e identità siciliana',
l'Aula terrà una nuova seduta per trattare l'emergenza immigrati a
Lampedusa;
- l'Aula terrà poi seduta martedì prossimo 5 aprile 2011 per
discutere la mozione numero 254 «Iniziative per la riapertura
totale e/o parziale ai voli civili dello scalo aeroportuale di
Trapani-Birgi», degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,
Donegani, Marinello, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Speziale, Termine, e per esaminare il disegno di
legge «Norme in materia di nomina di assessori regionali,
provinciali e comunali, di incarichi e di nomine pubbliche» (n.
681/A) .
Così resta stabilito.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica Beni culturali e
identità siciliana'
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica Beni culturali e identità
siciliana'.
Si passa allo svolgimento della interrogazione numero 1290
«Richiesta di atti informativi urgenti su erogazioni di contributi
per eventi di carattere culturale», a firma dell'onorevole Falcone.
Per assenza dell'interrogante, la stessa si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1291 «Opportune iniziative al
fine di provvedere ad una corretta collocazione in fascia 1 della
sovrintendenza per i beni culturali ed ambientali di Siracusa», a
firma degli onorevoli Marziano e De Benedictis. Ne do lettura:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
la sovrintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa,
sulla base delle disposizioni emanate dall'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, è stata collocata in fascia 2
rispetto a quelle di Palermo, Catania e Messina, di fascia 1;
la sua naturale collocazione è in fascia 1 in ragione dello
straordinario e vasto patrimonio archeologico, artistico,
monumentale e ambientale e che la collocazione in fascia non può
essere assunta sulla base del numero di abitanti delle rispettive
province;
sebbene sia noto a livello mondiale, è bene ricordare che in
provincia di Siracusa vi sono quattro aree archeologiche (Siracusa,
Megara, Eloro e Carlentini), siti Unesco inseriti nella lista del
patrimonio dell'Umanità (Siracusa, Noto, Palazzolo Acreide e
Pantalica), ed aree naturalistiche e riserve orientate e marine di
estremo pregio;
per sapere se non ritenga opportuno modificare le disposizioni
concernenti la collocazione nella fascia 2 della sovrintendenza di
Siracusa, per rideterminarne la collocazione in fascia 1». (1291)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, professore Missineo, per rispondere
all'interrogazione.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione n. 1291
gli onorevoli Marziano e De Benedictis chiedono di sapere se
l'Amministrazione non ritenga opportuno modificare le disposizioni
concernenti la collocazione nella fascia seconda della
Soprintendenza di Siracusa, per rideterminarne la collocazione in
fascia prima.
Mi corre l'obbligo, preliminarmente, di chiarire che sicuramente
gli interroganti - nel riportare fascia 1' o fascia 2'
nell'interrogazione, facendo riferimento al decreto del dirigente
generale dei Beni culturali n. 1513 del 12 luglio 2010 - volessero
riferirsi alla cosiddetta pesatura' degli Uffici, per la quale la
Soprintendenza di Siracusa è stata classificata con peso 5' e non
peso 6', come è avvenuto invece per le Soprintendenze di Palermo,
di Catania e di Messina.
Per comprendere meglio la problematica, è opportuno evidenziare
che, sin dal 2006, le Soprintendenze per i beni culturali e
ambientali di Palermo, di Catania e di Messina - strutture
intermedie dell'allora Dipartimento regionale dei beni culturali e
ambientali e dell'educazione permanente - erano state formalmente
indicate negli atti di nomina dei relativi Soprintendenti come
Strutture complesse', differenziandole dalle altre sei
Soprintendenze.
Tale differenziazione è da relazionarsi al fatto che le province
di Palermo, di Catania e di Messina hanno un'estensione
territoriale, una consistenza demografica e articolazione in enti
locali di gran lunga superiori a quelle degli altri territori su
cui insistono le altre sei Soprintendenze.
Non è sembrato sostenibile o conducente affermare che gli 82
comuni della provincia di Palermo con circa 1.235.000 abitanti, i
58 comuni della provincia di Catania con circa 1.055.000 abitanti o
i 108 comuni di quella di Messina con 665.000 abitanti, possano
generare all'interno delle rispettive Soprintendenze carichi di
lavoro analoghi a quelli indotti dai 21 comuni di quella di
Siracusa con 396.000 abitanti o dai 25 comuni di quella di Enna per
177.000 abitanti.
Alla luce di tutto ciò, si può ritenere che non è stato operato
nessun declassamento per Siracusa, ma che semplicemente - con
decreto del dirigente generale 12 luglio 2010 conseguente alla
concertazione sindacale - è stata tradotta in pesatura degli
Uffici' la pregressa differenziazione tra strutture complesse e
non; alle Soprintendenze indicate già dal 2006 come Strutture
complesse' è stato attribuito il peso 6', alle altre il peso 5'.
Si può rilevare come la logica di riconoscimento dello status di
Struttura complessa' alle Soprintendenze di Palermo, di Catania e
di Messina, rifletta anche i principi della legge regionale 6 marzo
1986, n. 9, che ha istituito le aree metropolitane di Palermo, Di
Catania e di Messina, queste ultime attivate con decreto
presidenziale del 10 agosto 1995, n. 230.
E' il caso ancora di rappresentare, infine, che con la recente
riforma dell'organizzazione degli Uffici, le strutture intermedie
Soprintendenze per i beni culturali e ambientali del Dipartimento
regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana sono state
sgravate dalla gestione delle più impegnative aree archeologiche
che sono state conferite ad altre strutture intermedie di nuova
istituzione del Dipartimento stesso denominate Parchi
archeologici'.
In provincia di Siracusa sono stati così creati tre Parchi
archeologici e in particolare: il Parco archeologico di Eloro e
della villa romana del Tellaro e delle aree archeologiche di Noto e
dei Comuni limitrofi; il Parco archeologico di Leontini e delle
aree archeologiche di Lentini e dei Comuni limitrofi; e il Parco
archeologico di Siracusa e delle aree archeologiche dei Comuni
limitrofi.
La provincia di Siracusa ha avuto un incremento di strutture
intermedie del Dipartimento regionale dei beni culturali e, quindi,
nella sua complessiva infrastrutturazione culturale.
Sembra evidente, pertanto, che nessun calo di attenzione e
discriminazione al momento, per la storia di Siracusa e delle altre
cinque città dell'Isola e delle corrispondenti Soprintendenze, ci
sia stato nell'avere attribuito alla Soprintendenza di Siracusa
peso 5' e alle Soprintendenze di Palermo, di Catania e di Messina
peso 6'.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, solo per dichiarare la mia e nostra
soddisfazione per la risposta fornita da parte dell'assessore,
d'altronde l'interrogazione nasceva dalla preoccupazione di un
errore formale che fu poi riparato, diciamo, con atto
amministrativo, che riguardava la pesatura' del museo archeologico
di Siracusa. Immediatamente dopo la prima pubblicazione, con atto
amministrativo fu recuperato quello che fu un errore formale.
Quindi, ci dichiariamo pienamente soddisfatti perché non c'erano
più le ragioni per il mantenimento della interrogazione.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1320 «Avviamento al
lavoro dei vincitori del concorso per operatore tecnico presso
l'Assessorato Beni culturali i quali hanno ottenuto sentenze a loro
favorevoli davanti al giudice amministrativo», a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro, premesso che:
con d.a. del 7 aprile 2000, pubblicato sulla GURS del 14/04/2000,
l'Assessore per i beni culturali pro tempore bandì una selezione
per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 267 (ridotti a 260 con
d.a. del 27 settembre 2001) operatori tecnici del ruolo tecnico dei
beni culturali di cui alla tabella A della l.r. 8/99. Di questi, n.
132 erano operatori tecnici distributori, n. 41 operatori tecnici
di restauro e n. 87 operatori addetti al laboratorio;
con successiva comunicazione del 27/09/2001 n. 21471, lo stesso
Assessore comunicava che le unità lavorative potevano essere
selezionate anche tra gli iscritti nelle qualifiche corrispondenti
o analoghe a quelle contemplate dal prontuario ministeriale delle
qualifiche di iscrizione alla SCICA;
a tal proposito, la commissione regionale per l'impiego, con
delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001, chiarì che sarebbero state
considerate valide, per l'accesso alle selezioni, anche le
qualifiche equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;
alla luce di quanto sopra, i partecipanti al bando de quo, in
possesso di tali requisiti equipollenti, presentarono regolari
domande allegando i titoli in oggetto, domande che furono giudicate
regolari dagli organi preposti al controllo delle medesime domande;
considerato che:
con nota del 9 agosto 2005, il centro per l'impiego di Siracusa ha
comunicato, a coloro che avevano presentato le domande con le
qualifiche equipollenti, la mancanza dei titoli richiesti dalla
nota assessoriale n. 21471 del 27 aprile 2001, abrogando, di fatto,
la propria precedente delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001;
con nota del 5 ottobre 2005, n. 25245, il centro per l'impiego di
Siracusa comunicava la cancellazione dalla graduatoria di cui
sopra, di tutti coloro che avevano presentato domande basandosi su
quanto stabilito dalla delibera n. 180/01, affermando che '(...) ad
oggi non è pervenuto nessun atto a giustificazione del possesso
della qualifica richiesta';
visto che:
alcuni degli esclusi dal concorso hanno depositato, in data
29/11/2005, ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale
(TAR) avverso la cancellazione dalla graduatoria del concorso di
cui sopra;
con ordinanza n. 1399/2005 il TAR ha accolto le istanze cautelari
proposte dai ricorrenti, ai fini dell'ammissione con riserva alla
selezione;
con sentenza n. 952 del 18 giugno 2008 lo stesso TAR ha accolto,
in maniera definitiva, i ricorsi degli esclusi dalla selezione de
qua, intimando la loro immediata reintroduzione nella graduatoria
finale del bando;
nella sentenza, tra l'altro, si legge che '(...) non è dato
comprendere, né da un punto di vista formale, né da ben più
probante piano sostanziale, quali siano le differenze tali da non
consentire l'ammissione del ricorrente a tale selezione con
specifico riferimento ai profili professionali di Operatore tecnico
distributore';
tenuto conto che alla data odierna, l'Assessorato regionale Beni
culturali non ha ancora provveduto ad attuare quanto stabilito
dalla sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno 2008, escludendo, di
fatto, i vincitori del ricorso al loro sacrosanto diritto al posto
di lavoro;
per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile applicare
quanto stabilito dalla sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno 2008,
inserendo i vincitori del ricorso nella graduatoria finale della
selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 260 operatori
tecnici del ruolo tecnico dei beni culturali e ambientali di cui
alla tabella A della l.r. 8/99, procedendo immediatamente alla loro
assunzione nei ruoli della Regione.» (1320)
Ha facoltà di parlare l'assessore Missineo per rispondere
all'interrogazione.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
all'interrogazione numero 1320 dell'onorevole Vinciullo, relativa
alla selezione per l'assunzione di n. 260 operatori del ruolo
tecnico dei beni culturali, ritengo necessario, in primo luogo,
rappresentare che il procedimento è stato gestito dall'Assessorato
regionale del Lavoro. Tuttavia, mi pare opportuno comunicare in
questa sede le informazioni disponibili presso gli Uffici
dell'Assessorato dei Beni Culturali, ritenendo comunque che una
completa disamina potrà essere operata dall'Amministrazione
regionale competente, oggi Assessorato regionale della Famiglia,
delle Politiche Sociali e del Lavoro.
L'Assessorato regionale dei Beni culturali ha provveduto soltanto
a bandire l'avviso pubblico di selezione, rimanendo estraneo - come
peraltro si evince chiaramente dalla sentenza del TAR Sicilia n.
1533 del 2005 - all'iter formativo dei provvedimenti a suo tempo
impugnati, sia sul piano formale che sostanziale.
In particolare, l'Assessorato che ho l'onore di dirigere non ha
partecipato all'attività finalizzata alla redazione delle
graduatorie provinciali, elaborate dai Centri per l'impiego per il
territorio, e alla redazione della graduatoria generale, stilata
dalla Commissione regionale per l'impiego presso il suddetto
Assessorato regionale del Lavoro.
Per tali motivi non posso, ovviamente, dare risposta in merito
all'eventuale mancata esecuzione della sentenza del TAR del 2008 e
sono certo che il mio collega competente potrà fornire i necessari
chiarimenti sulla questione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro del
tutto insoddisfatto della risposta che l'assessore Missineo ha
fornito, anche perché volevo ricordare che quest'Aula si è già
espressa su questo argomento, con l'approvazione all'unanimità di
un ordine del giorno e con il parere favorevole del Governo, che
allora era rappresentato dall'assessore regionale per il lavoro,
onorevole Leanza, il quale aveva assicurato che, una volta
approvato l'ordine del giorno da parte dell'Assemblea, di concerto
con l'Assessorato dei Beni culturali, si sarebbe proceduto a dare
esecuzione alla sentenza del TAR.
Ciò che colpisce in questo Governo e in questa maggioranza è il
non volere assolutamente sottostare né alle decisioni di questo
Parlamento né, tanto meno, alle decisioni della Magistratura.
Coloro i quali sono stati esclusi da questa assunzione, così come
l'assessore ha giustamente ricordato, vantano un diritto, e lo
vantano dall'anno 2000, cioè da quando hanno presentato la domanda,
da quando sono stati riconosciuti capaci di svolgere questa
attività e sono stati inseriti nelle graduatorie. Sono persone che
aspettano da dieci anni e, mentre fino al 2008 potevamo dire che,
non essendoci una sentenza della Magistratura, la Regione poteva
avere ragione, così come potevano avere ragione i lavoratori, con
la sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno 2008, e non avendo
l'Amministrazione pubblica, cioè la Regione, posto formale ricorso
innanzi al CGA avverso la sentenza del TAR, era evidente che la
Regione si doveva fare carico di applicare quanto disposto dalla
Magistratura.
Lei mi insegna che le sentenze non si commentano, ma si applicano
in tutto il mondo, tranne presso la Regione Sicilia. Allora,
proprio per questo motivo, nell'agosto del 2010, ho presentato
questa interrogazione e, contemporaneamente, è stato presentato un
ordine del giorno con il quale si invitavano i due assessorati,
Lavoro e Beni culturali, a mettere in atto, entro il 30 dicembre
del 2010, non entro il 2100, tutte le procedure atte a dare
giustizia e a ridare il giusto percorso, dal punto di vista legale,
a questo procedimento, ad oggi viziato da chiare illegalità che
sono state riconosciute dal Tribunale amministrativo regionale
della Sicilia e contro cui la Regione ha ritenuto di non dover
intervenire.
Io ho salutato con piacere il fatto che lei sia diventato
assessore, dottor Missineo, e capisco che purtroppo, da qui a
qualche settimana, anziché parlare con lei, parleremo con un altro
assessore, perché già nel giro di due anni a mezzo abbiamo avuto
quattro governi regionali - nemmeno nella primissima Repubblica - e
so che il Presidente Lombardo si prepara a dar vita al quinto
Governo. E' chiaro, quindi, che da qui a qualche mese ci troveremo
ad avere altri assessori.
Ma il fatto che voi assessori passate ad altri incarichi,
sicuramente più importanti di quelli che ricoprite adesso, non vi
esonera dal dovere che avete nei confronti di 260 lavoratori di
dare loro una giusta risposta.
Vi chiediamo la cosa più banale e più semplice che c'è al mondo,
applicare una sentenza.
Mi pare di capire che lei, assessore, non intende applicarla. Il
collega che l'ha preceduta, a suo tempo, mi disse che l'avrebbe
fatto di concerto con lei, ma così non è stato.
Cosa facciamo? Ci rivolgiamo alla Procura? Saremo costretti a
portare 260 lavoratori ad occupare l'Assemblea regionale? Volete
che questi lavoratori siano costretti ad azioni eclatanti per avere
riconosciuto un diritto sancito dalla legge e confermato da un TAR?
Sono queste le domande che pongo.
Assessore Missineo, so che lei è una persona per bene, vorrei che
almeno da parte sua ci fosse la volontà, entro la prossima
settimana, di riunirci insieme all'assessore per il lavoro in
maniera tale da decidere, una volta per tutte, cosa fare con questi
lavoratori.
Attendere dieci anni un posto di lavoro, senza lavorare; attendere
dieci anni senza sapere cosa porterà il domani, è una cosa che non
fa piacere a nessuno, soprattutto in un momento di grandissima
difficoltà, in un momento in cui il Governo che lei rappresenta ha
pensato di sanare le posizioni di tutti, anche quelle più
insanabili, dando occupazione certa a coloro i quali erano stati
assunti, non in virtù di leggi, ma in virtù della politica e,
quindi, di assunzioni clientelari.
Dare risposte certe e dignitose a chi ha vinto un concorso, a chi
ha avuto riconosciuto questi titoli da parte del Tribunale
amministrativo regionale, mi sembra il minimo che questo Governo
possa fare. Per tale motivo, non posso che continuare ad essere
totalmente insoddisfatto della risposta che lei ha dato e la invito
ad un momento di orgoglio per risolvere definitivamente questa
spiacevole e incresciosa vicenda.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1398 «Trasferimento
del Castello della Colombaia di Trapani al patrimonio della
Regione», a firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
il Castello della Colombaia, ex fortezza difensiva e prigione
costruita su di un isolotto all'ingresso del porto di Trapani,
monumento di rilevanza storica e paesaggistica, simbolo della città
di Trapani, rischia seriamente di crollare a causa dello stato di
degrado ed abbandono in cui versa;
tale stato di degrado rende assolutamente necessario stringere i
tempi per un intervento volto a salvaguardare una struttura che sta
a cuore ai cittadini trapanesi ed ai siciliani tutti, tanto da
divenire 'luogo del cuore' a seguito dell'iniziativa del FAI per
individuare i beni paesaggistici a rischio, più amati dagli
italiani;
recentemente, da notizie giornalistiche, si è appreso che il
Castello della Colombaia non sarebbe stato più inserito nell'elenco
dei 143 beni demaniali che lo Stato intende trasferire alla Regione
siciliana;
questa circostanza, ove confermata, comprometterebbe il percorso
di recupero che era stato gia individuato da codesto Assessorato
anche attraverso lo stanziamento, approvato con l'ultima
finanziaria, di fondi dal bilancio regionale per gli interventi
urgenti;
in ogni caso il mancato trasferimento non consentirebbe di
accedere ai fondi europei per il recupero definitivo alla pubblica
fruizione del Castello della Colombaia, come già ipotizzato nel già
richiamato percorso di recupero, rendendo ancor più probabile il
totale degrado del bene culturale;
sulla questione la capitaneria di Porto di Trapani, con nota n.
36785 del 13 settembre 2010, ha affermato che il procedimento di
'sdemanializzazione' è comunque in corso, essendo totalmente
autonomo e preliminare alla cessione da parte dello Stato alla
Regione siciliana;
la stessa capitaneria di Porto ha poi affermato di avere posto in
essere tutte le attività che le erano state richieste dall'Agenzia
del demanio in merito al procedimento, inviando in data 14 luglio
2010 la documentazione tecnica necessaria alla valutazione del
compendio di immobili della 'Colombaia' al fine di fornire
l'agenzia degli elementi tecnici necessari per il procedimento di
'sclassifica';
per sapere:
se non ritenga utile porre in essere ogni possibile intervento al
fine di ottenere un immediato trasferimento al patrimonio della
Regione del Castello della Colombaia di Trapani, onde procedere con
urgenza ed immediatezza agli interventi di messa in sicurezza
necessari ad evitare danni irreparabili;
se non ritenga utile intervenire nei confronti dell'Agenzia del
demanio e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al
fine di chiarire lo stato della procedura di 'sdemanializzazione'
del Castello della Colombaia e le sue correlazioni con il
trasferimento al patrimonio della Regione».
Ha facoltà di parlare l'assessore Missineo per fornire la
risposta.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
all'interrogazione numero 1398 dell'onorevole Oddo, avente come
oggetto il trasferimento del Castello della Colombaia di Trapani al
patrimonio della Regione onde procedere con urgenza agli interventi
di sicurezza necessari ad evitare danni irreparabili al monumento,
si rappresenta che il bene monumentale, denominato Castello della
Colombaia' di Trapani, era stato gravato di interesse culturale,
giusto provvedimento n. 5029 del 19 gennaio 2009.
Con la richiesta del 24 giugno 2010 del Dipartimento regionale del
Bilancio e del Tesoro, il sopraddetto bene monumentale è stato
inserito nell'elenco degli immobili transitati dallo Stato alla
Regione siciliana e sottoposto al vaglio della Commissione
paritetica, istituita ai sensi dell'articolo 43 dello Statuto della
Regione siciliana.
La Commissione paritetica nella riunione del 30 settembre 2010,
sulla scorta dei pareri favorevoli resi dal Ministero dei trasporti
e delle infrastrutture (prot. n. 8352 del 23 giugno 2010) e
dall'Agenzia del demanio (prot. n. 19572 del 18 maggio 2010)
inoltrati alla Commissione dal Dipartimento per gli affari
regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha esitato,
con specifica determina favorevole, il trasferimento del Castello
della Colombaia dallo Stato alla Regione siciliana, inviando il
carteggio alla Presidenza del Consiglio dei ministri per
l'emissione dell'apposito decreto legislativo.
Giova evidenziare che il trasferimento del Castello della
Colombaia dallo Stato alla Regione è stato esitato favorevolmente
dal Consiglio dei ministri in data 26 novembre 2010 e infine con il
decreto legislativo n. 266 del 23 dicembre 2010 è stato trasferito
alla Regione siciliana.
La Soprintendenza di Trapani, ancora prima del definitivo
trasferimento del sopraddetto bene alla Regione siciliana, aveva
redatto un progetto esecutivo per la messa in sicurezza del bene
monumentale.
Con decreto di variazione n. 43 del 25 novembre 2011 del
Ragioniere generale del Dipartimento Bilancio e Tesoro, è stato
previsto il finanziamento del progetto esecutivo della messa in
sicurezza del Castello, per un importo complessivo di euro
600.000,00 sul capitolo 776076, denominato Interventi per la
realizzazione della linea di azione 7.5 - Progetti obiettivo in
favore degli enti locali - Programma attuativo regionale del FAS
2007-2013, autorizzati dall'articolo 26 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11.
Al momento sono in corso le procedure amministrative di
prenotazione delle somme da parte dell'Assessorato, a conclusione
delle quali saranno avviate da parte della Soprintendenza le
procedure di gara per l'affidamento dei lavori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
ODDO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione 1560 «Notizie riguardo
all'applicazione della legge regionale n. 24 del 2007 sulla
stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione dei beni
culturali della Sicilia», dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
con la l.r. n. 24 del 2007 è stata data risposta alle legittime
aspettative del personale catalogatore della Regione siciliana, da
oltre un ventennio impegnato nel meritorio lavoro di catalogazione
ed inventariazione informatizzata dei beni culturali siciliani;
considerato che la suddetta legge, recependo il comma 519
dell'art. 1. della legge finanziaria nazionale 2006, ha disposto la
stabilizzazione, a domanda, del suddetto personale, in
considerazione dell'interesse strategico che l'attività di
catalogazione riveste per la salvaguardia e la valorizzazione dei
nostri ben i culturali;
visto che:
la spesa derivante dall'applicazione della norma trova riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione 2007/2009;
i contratti a termine di diritto privato oggi in essere con il
personale catalogatore sono scaduti il 31 ottobre 2008, mentre la
citata normativa prevede l'eventuale proroga, nelle more della
procedura di stabilizzazione, non oltre il 31 dicembre 2008, al
fine di dare continuità all'attività di catalogazione dei beni
culturali prevista dalla misura 2.02 - Azione A del POR Sicilia
2000-2006;
per sapere quali iniziative abbiano intrapreso o intendano
intraprendere per dare concreta applicazione alla legge regionale
n. 24 del 2007, tenuto conto che quanto previsto dal comma 1
costituisce l'autentica finalità della norma oltre che il giusto
riconoscimento delle aspettative di una pregevole categoria di
lavoratori da troppo tempo in attesa di una collocazione dignitosa
e definitiva». (1560)
Ha facoltà di parlare l'assessore Missineo per fornire la
risposta.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento
all'interrogazione numero 1560 dell'onorevole Vinciullo,
finalizzata ad acquisire notizie riguardanti l'applicazione della
legge regionale n. 24 del 2007, concernente la stabilizzazione del
personale addetto alla catalogazione dei beni culturali in Sicilia,
mi corre l'obbligo, preliminarmente, di rappresentare che, per
effetto della riforma degli assessorati e dei dipartimenti della
Regione siciliana, la competenza sulla materia è transitata
all'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica; quindi una risposta esaustiva potrà essere certamente
fornita dal collega che dirige tale assessorato.
Si evidenzia che l'Assessorato che ho l'onore di dirigere ha
sempre ribadito l'utilità del personale in parola, che presta la
sua attività lavorativa presso il Dipartimento regionale dei beni
culturali, ancorché sia amministrato dalla Beni culturali s.p.a.'.
Mi auguro che la richiesta di questo personale di transitare nei
ruoli dell'Amministrazione regionale possa avere un positivo
riscontro; ciò consentirebbe di esaudire, oltre che il
riconoscimento delle aspettative dei lavoratori, le reiterate
richieste del Dipartimento beni culturali e delle sue strutture
periferiche, che lamentano ancora carenze di personale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che
rivolgermi all'assessore Missineo, vorrei rivolgermi alla
Presidenza perché, per l'ennesima volta, ci troviamo di fronte ad
assessori che sostengono di non potere rispondere agli atti
ispettivi perché le competenze non sono più loro.
Personalmente avevo già posto agli Uffici tale questione, anche
perché non possiamo continuare ad ascoltare assessori che dicono di
essere stati spogliati delle loro competenze.
Oggi, su tre interrogazioni a mia firma, a due l'assessore ha
detto di non avere competenza. Sarò sfortunato però, siccome anche
le altre volte è stato così, sarebbe meglio trovare una soluzione.
Tra l'altro, vorrei sottolineare il problema riguardante la
protezione civile, sul quale è stata presentata un'interrogazione
nel settembre del 2008, a cui nessuno ha dato ancora risposta.
CRACOLICI. Può fare ricorso al TAR.
VINCIULLO. Onorevole Cracolici, io capisco che lei ormai fa parte
della maggioranza e, di conseguenza, ha l'arroganza di chi,
sconfitto dagli elettori, ora governa questa Regione; ma questo non
le dà la possibilità di dire a un suo collega di ricorrere al TAR.
Io sono ancora deputato di quest'Assemblea e quindi mi rivolgo al
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, a cui chiedo che
venga rispettato il mio ruolo parlamentare.
Io pongo dei quesiti e pretendo risposte, nei tempi stabiliti
dalla legge.
Ripeto, sulla sanità e sulla protezione civile ci sono atti
ispettivi del settembre 2008, sui quali ancora aspettiamo risposte.
In riferimento al altre interrogazioni, invece, gli assessori
vengono in Aula e ci dicono di non essere più competenti.
Signor Presidente, chiedo pertanto di potere riformulare tutte le
interrogazioni delle quali non si ha certezza di chi sia
l'assessore competente, per evitare queste giustificazioni, che mi
sembrano puerili.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, con la collaborazione degli
Uffici cercheremo di risolvere il problema.
Si passa all'interrogazione numero 1648 «Chiarimenti in ordine
alla gestione della tonnara di Santa Panagia di Siracusa ed
iniziative conseguenti», dell'onorevole De Benedictis. Ne do
lettura:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
la seicentesca tonnara di Santa Panagia in Siracusa, oggi di
proprietà della Regione siciliana, rappresenta una preziosa
testimonianza di archeologia industriale, inserita in un contesto
paesaggistico di straordinaria bellezza;
nel '98 il complesso edilizio fu oggetto di parziali lavori di
recupero per una spesa di lire 10.560.000.000, a valere sui fondi
del programma operativo plurifondo della Sicilia, misura 2.4;
negli anni successivi, il complesso restaurato rimase inutilizzato
ed in balia di vandali e ladri che ne distrussero il tetto,
utilizzando la loggia come ricovero per animali, danneggiando e
sporcando con vernice spray molti ambienti ed adibendo a bivacco la
splendida chiesetta dedicata a S. Lucia;
in occasione delle edizioni del 2005 e del 2006 di 'Salvalarte',
la campagna di Legambiente rivolta alla tutela e alla promozione
del patrimonio culturale della Sicilia, la soprintendenza ai beni
culturali e ambientali di Siracusa presentò il progetto di restauro
del complesso, finalizzato alla realizzazione all'interno del
monumento di un museo paleontologico, senza che tuttavia alcun
intervento seguisse alla presentazione;
in data 18 febbraio 2008, rispondendo ad una richiesta di
Legambiente, la soprintendenza ai beni culturali e ambientali di
Siracusa comunicò che il nuovo progetto di intervento era stato
approvato per un importo di lire 10.917.898,75, previsto
all'interno del POR Sicilia 2000-2006, poi finanziato con DDG n.
5627 del 20 marzo 2009;
in data 4 settembre 2009 fu pubblicato nella GURS, parte 1 , n. 36
del 4 settembre 2009 il bando di gara che, a seguito di ricorso
amministrativo proposto dall'ANCE di Siracusa avverso il mancato
aggiornamento dei prezzi dopo l'entrata in vigore del nuovo
prezziario regionale, fu sospeso in sede cautelare da parte del TAR
di Catania in data 13 ottobre 2009;
il TAR di Catania, con la sentenza n. 52/2010 dell'11 giugno 2010,
ha annullato il sopra menzionato bando di gara relativo
all'affidamento mediante pubblico incanto dell'appalto dei 'lavori
di restauro e sistemazione museale della Tonnara di Santa Panagia a
Siracusa da destinare al Museo del Mare';
il complesso monumentale versa in gravi condizioni di dissesto e
risulta invaso da erbe infestanti, abbandonato alla mercé di
vandali e circondato da rifiuti e discariche di ogni tipo;
per sapere:
la sussistenza di eventuali responsabilità nella gestione del
bene, che ha portato a vanificare l'intervento eseguito nel '98 per
una spesa di vecchie lire 10.560.000.000;
l'eventuale responsabilità nei ritardi accumulati per il recupero
e la fruizione del bene, ad oltre dieci anni dalla fine dei primi
lavori di recupero;
quali provvedimenti si intendano adottare per arrestare il
progressivo degrado del complesso ed avviarne i definitivi lavori
di recupero e fruizione, anche alla luce delle responsabilità
amministrative per danno erariale a cui sarebbe esposta
l'amministrazione regionale dinanzi alla Corte dei conti per il
mancato esito delle ingenti risorse spese a fronte delle gravi
condizioni di degrado in cui versa l'immobile». (1648)
Ha facoltà di parlare l'assessore Missineo per fornire la
risposta.
MISSINEO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, con riferimento
all'interrogazione numero 1648 dell'onorevole De Benedictis,
finalizzata ad avere chiarimenti in ordine alla gestione della
Tonnara di Santa Panagia di Siracusa, preliminarmente si
rappresenta che, proprio per la sua ubicazione in un contesto
paesaggistico di straordinaria bellezza, ma esterno al perimetro
urbano, di difficile accessibilità anche alle forze dell'ordine e
privo di opere di urbanizzazione, tra le quali anche quelle
relative a connessioni elettriche e telefoniche - che
consentirebbero, ad esempio, l'installazione di impianti di video
sorveglianza -, la Tonnara di Santa Panaria si ritrova esposta ad
atti di vandalismo e di inciviltà che, purtroppo, risultano
estremamente difficili da evitare ed arginare.
La Soprintendenza di Siracusa ha più volte segnalato alle forze
dell'ordine gli atti di vandalismo che si sono consumati nel sito
della Tonnara, evidenziando che la questione si è allargata da mera
necessità di tutela del complesso architettonico ad un problema di
ordine pubblico.
Al fine di arginare anche tali problematiche, la Soprintendenza ha
redatto un progetto di restauro e musealizzazione del complesso per
un importo pari a 10.841.437,29 euro.
Questo progetto riguardava tre differenti tipologie di opere:
opere di restauro, opere di consolidamento del costone a mare e
opere di impianti tecnici e tecnologici.
Per le opere di restauro e di consolidamento del costone a mare la
progettazione era affidata ad un gruppo di progettisti interni alla
Soprintendenza, mentre la progettazione degli impianti tecnici e
tecnologici era affidata ad una società di ingegneria, la Sistemi
s.r.l.' di Messina.
Il progetto fu approvato in linea tecnica dalla Conferenza
speciale dei servizi in data 2 febbraio 2006, ai sensi
dell'articolo 7 bis della legge 109 del 1994, nel testo coordinato
con la legge regionale n. 7 del 2002 e successive modifiche ed
integrazioni.
L'approvazione in linea amministrativa da parte dell'Assessorato è
del 19 giugno 2006, con un decreto del Dirigente generale che, tra
l'altro, finanziava il progetto con i fondi del POR Sicilia 2000-
2006. In data 6 febbraio 2007 furono avviate le procedure di gara
presso l'UREGA - Sezione di Siracusa. La procedura venne interrotta
in quanto i tempi di attuazione previsti non erano più compatibili
con le scadenze imposte dal complemento di programmazione del POR
Sicilia 2000-2006. Inoltre, con l'entrata in vigore del nuovo
prezzario regionale 2007, approvato con decreto presidenziale
dell'11 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana del 20 luglio 2007, l'Amministrazione fu
costretta a rivedere l'importo a base d'asta.
Il Responsabile Unico del Procedimento, verificato che esistevano
variazioni significative, con nota n. 1887 del 21 febbraio 2008,
aveva richiesto a tutti i progettisti l'aggiornamento dei prezzi
del progetto.
I progettisti, ognuno per le proprie competenze, avevano
provveduto all'esecuzione di quanto disposto dal Responsabile Unico
del Procedimento; tuttavia la Sistemi s.r.l.' con nota n. 33 del 3
luglio 2008 rispondeva che l'adeguamento per i prezzi assunti
dal prezzario del 2004 (n. 47 su n. 287) comporta un aumento di
circa il 20 per cento. A parte tale quota minoritaria , la maggior
parte sono nuovi prezzi che scaturiscono da regolari analisi e che
si ritengono ancora accettabili .
In conseguenza di ciò, la Società Sistemi' inviava, in data 24
settembre 2008, nuovi elaborati di elenco prezzi e di computo
metrico dove aveva provveduto ad aggiornare i prezzi da prezzario
regionale 2007, mentre aveva lasciato inalterati i prezzi di
analisi.
Tale scelta ritenuta legittima, in quanto l'elaborato analisi
prezzi è un elaborato progettuale, la cui competenza è del
progettista il quale, in base alla propria esperienza, competenza,
dati e listini prezzi in suo possesso, analizza e scompone una
lavorazione nei suoi elementi costitutivi; quindi in base agli
elementi in possesso della Società Sistemi', la stessa, dopo una
verifica, era venuta alla determinazione che i prezzi di analisi
erano ancora accettabili.
Il progetto di che trattasi fu aggiornato con i prezzi di
prezzario regionale del 2007; infatti l'importo dei lavori a base
d'asta passò da 7.608.442,31 euro a 8.242.951,71 euro, con un
incremento di somme di 634.509,40 euro.
In seguito a ciò, fu necessario avviare la procedura di
riapprovazione in via amministrativa del nuovo quadro economico;
l'approvazione avvenne con decreto del Dirigente generale n. 9470
del 30 dicembre 2008.
Precedentemente, in data 8 aprile 2008, con il decreto del
Dirigente generale n. 5877, veniva approvata la programmazione
degli interventi a titolarità regionale, da finanziare con le
cosiddette risorse liberate riguardante la misura 2.01 del POR.
In tale programmazione veniva inserito il progetto della Tonnara
di Santa Panagia, che veniva quindi rifinanziato con le risorse
liberate del POR Sicilia 2000-2006.
Con decreto del Dirigente generale n. 5627 del 20 marzo 2009,
registrato alla Corte dei Conti il 15 maggio 2009, veniva impegnato
l'importo occorrente per la sua realizzazione.
Il Responsabile Unico del Procedimento, con riferimento
all'entrata in vigore del prezzario regionale del 2009, ha ritenuto
di avvalersi del disposto di cui al comma 2 dell'articolo 18 ter
della legge n. 109 del 1994, nel testo coordinato con le norme
della legge regionale n. 7 del 2002 e successive modifiche ed
integrazioni, procedendo ad una valutazione economica del progetto.
Nella valutazione economica del progetto, il Responsabile Unico
del Procedimento ha tenuto conto di alcuni parametri significativi
e delle fonti ufficiali in vigore al momento della valutazione.
Dall'analisi degli elementi di cui sopra era emerso che il costo
di progetto, con riferimento all'incremento dovuto per il costo
della manodopera e dei materiali, aveva avuto un lieve incremento.
Parallelamente, lo stesso Responsabile Unico del procedimento aveva
proceduto alla verifica delle condizioni generali di mercato,
confrontando i dati ISTAT relativi ad alcuni indici ritenuti
significativi.
Il Responsabile Unico del Procedimento, valutando il lieve
incremento percentuale calcolato sul costo di progetto e le
condizioni economiche generali di mercato, con un andamento al
ribasso dei prezzi, che favorivano l'acquisto dei materiali, aveva
ritenuto che non sussistessero i presupposti per rivedere il costo
di progetto, potendosi ritenere le variazioni economiche non
significative.
La Soprintendenza, quindi, avviava le procedure per l'espletamento
della gara di appalto che, essendo sopra soglia comunitaria, era
soggetta ad adempimenti speciali: invio all'Ufficio UREGA sezione
di Siracusa; pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione
Europea; avviso di pre- informazione previsto per le gare sopra
soglia comunitaria; pubblicazione presso le testate giornalistiche
e sui siti internet dell'Osservatorio lavori pubblici regionale e
in quello dell'Assessorato regionale Beni Culturali; pubblicazione
dell'estratto di bando sulla Gazzetta Ufficiale della Regione;
procedure queste tutte rispettate.
Veniva nel contempo messo a disposizione delle imprese il progetto
completo di tutti gli elaborati tecnici, che poteva essere
acquistato presso la copisteria indicata nello stesso bando.
Il 9 di ottobre 2009, termine ultimo per la presentazione delle
offerte presso l'Ufficio dell'UREGA sezione di Siracusa, erano
pervenute n. 39 buste offerte per la partecipazione alla gara di
appalto.
A seguito del ricorso amministrativo al TAR di Catania, proposto
dall'ANCE di Siracusa, che lamentava il mancato aggiornamento dei
prezzi al nuovo prezzario regionale 2009, le operazioni di gara
furono sospese. Con la sentenza n. 4569 del 2010, il TAR di
Catania, accogliendo il ricorso dell'ANCE di Siracusa, ha annullato
i provvedimenti impugnati.
Si evidenzia, infine, che la Soprintendenza di Siracusa ha
proposto appello avverso la sentenza del TAR al CGA - inviando il
14 febbraio 2011 le controdeduzioni all'Avvocatura distrettuale
dello Stato - confortata anche dal parere della stessa Avvocatura,
la quale a proposito della sentenza del TAR ritiene che la
decisione sia censurabile e che sia, pertanto, opportuno procedere
alla proposizione del gravame .
Il 15 marzo scorso, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha
accolto la richiesta dell'Amministrazione, sospendendo l'efficacia
della sentenza del TAR.
In tempi rapidissimi l'Amministrazione provvederà a valutare le
ricadute di questa recentissima decisione del CGA, al fine di
riavviare al più presto il procedimento.
E' il caso di rappresentare che, in presenza di queste sospensioni
- ritardi per motivi giudiziari, l'intervento risulta ancora oggi
nel programma delle Risorse Liberate .
Allo stato degli atti, dalla sintesi sopra esposta della vicenda -
basata naturalmente su dati e informazioni fornite dagli Uffici -
si può ritenere che, purtroppo, il progetto per la valorizzazione
della Tonnara di Santa Panagia sia incorso in un normale caso di
lentezza burocratica e del contenzioso.
Rimane ferma la volontà del Governo e dell'Amministrazione di
pervenire - nei tempi più rapidi possibili nel doveroso rispetto
delle norme e delle procedure - alla realizzazione di un progetto
importante per Siracusa e, più in generale, per il patrimonio
culturale della Regione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Missineo, anche per la completezza e
l'articolazione della risposta. Ha facoltà di parlare l'onorevole
De Benedictis per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'assessore.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
semplicemente dichiararmi insoddisfatto, ma devo purtroppo
dichiararmi imbarazzato, costernato, per la risposta che ho udito.
Assessore Missineo, lei non ha dato la risposta, ha relazionato
sulla vicenda burocratica.
Le consiglierei, per il futuro, di leggere prima la risposta dei
suoi Uffici, che le scrivono in burocratese, semplicemente per
difendere loro stessi e per illustrare il procedimento, e le
consiglierei anche di leggere la domanda, alla quale, purtroppo,
non ha risposto.
Non posso ritenermi neanche insoddisfatto, perché non c'è stata
una risposta, e allora reitero la domanda. Posto quello che
l'assessore ha diffusamente illustrato, di cui eravamo a conoscenza
e che sinteticamente avevamo esposto nell'interrogazione, avremmo
potuto scrivere tutta questa relazione nella premessa, e presentare
un'interrogazione lunga sette pagine, avremmo potuto esporre noi
queste informazioni e conoscenze che ci erano già note.
Le domande erano tre, assessore, e glielo dico con sincera
partecipazione e considerazione del suo ruolo, posto che c'è stato
un ritardo non normale perché parliamo di una spesa che nel 1998
era stata già di dieci miliardi di vecchie lire, per un bene che è
stato espropriato e poi abbandonato a se stesso, non in aperta
campagna, ma ai bordi della città. In questo bene abbandonato, oggi
preda del nulla, noi chiediamo se lei ravvisi la sussistenza di
eventuali responsabilità nella gestione del bene, tale da avere
vanificato quella spesa fatta con denaro pubblico.
L'assessore non ci ha detto se ravvisa delle responsabilità, e io
ritengo paradossale che ci dica semplicemente che siamo in presenza
di una normale lentezza burocratica.
E' questa, sì, una risposta burocratica che meriterebbe di non
essere riportata.
C'è un'altra domanda alla quale non viene data risposta, e cioè se
l'eventuale responsabilità nei ritardi accumulati per il recupero e
la fruizione del bene, ad oltre dieci anni dalla fine dei primi
lavori, meriti un'azione significativa in questa direzione. Mi pare
di no
Mi pare che ancora su questo non si dica nulla se non un generico
appello al domani, sarà meglio.
Quali provvedimenti, poi, si intendono adottare per arrestare il
progressivo degrado del complesso e avviare definitivi lavori di
recupero, anche alla luce delle responsabilità amministrative per
danno erariale cui sarebbe esposta l'Amministrazione regionale di
fronte alla Corte dei Conti per il mancato esito delle ingenti
risorse spese a fronte delle gravi condizioni in cui versa
l'immobile? Che, ricordiamo, è stato espropriato in quanto
apparteneva ad un privato ed è stato, quindi, acquisito
all'amministrazione con denaro pubblico
Mi pare che la semplice elencazione di tutto quello che è avvenuto
si giustifica da parte del funzionario che relaziona all'assessore,
ma non si può giustificare da parte dell'assessore che relaziona
all'Aula poiché un contenuto meramente burocratico e amministrativo
di questa risposta non è consono a quello che è il tema di
un'interrogazione a sfondo politico, che viene rivolta ad un
rappresentante del Governo e che deve, in qualche modo, rispondere
di quello che sta accadendo e, in particolare, alle domande che
sono state formulate.
Credo dunque che dovremo tornare su questo argomento - magari in
altra sede - perché siamo in presenza di un bene che segna il passo
con dispendio vergognoso di risorse pubbliche e, da quello che ho
ascoltato, con nessuna indicazione su quello che avverrà perché si
possa cambiare il passo e vedere la luce.
Assessore, colgo l'occasione per dirle, e qui siamo ancora in
tempo, non vorrei parlarle fra dieci anni, io sicuramente no, ma
non vorrei che qualcuno ne dovesse parlare ancora tra dieci anni.
Si tratta di questo: è stata spesa una significativa somma per il
restauro di un edificio del quale le ho parlato altre volte, l'ex
Convento di Sant'Agostino in Ortigia, e quindi non in aperta
campagna. Questi lavori sono stati fatti in maniera tale che
l'attività che vi si doveva insediare e per la quale era stato
previsto il finanziamento, anche se i lavori sono stati realizzati,
non ha potuto insediarsi - in particolare mi riferisco al Museo del
Papiro. Da un anno e mezzo questi lavori sono stati ultimati e
l'immobile consegnato ed inutilizzato, perché inutilizzabile.
Se non si interviene, e qui domando a lei come intende intervenire
l'Amministrazione regionale e mi rivolgo all'Amministrazione nella
qualità - so bene che in questo caso lei ha letto le risposte che
le sono state fornite dai suoi uffici e, in generale, non è
responsabile direttamente, soggettivamente, di ciò che i suoi
predecessori hanno fatto -, ma nella oggettività del suo ruolo, le
chiedo in che modo si vuole attivare in quest'altra circostanza che
le ho segnalato, vale a dire quella del Museo Sant'Agostino.
Purtroppo, stando così come stanno al momento le cose, rischiamo
di trovarci fra dieci anni a parlare di un bene a rischio
vandalismo, per il quale sono stati spesi dei soldi e, così come
per la Tonnara di Santa Panagia, questi soldi sono finiti al vento
Credo che tutto questo sia uno scandalo, del quale un'autorità
politica e questo Parlamento si dovrebbero interessare piuttosto
che spiegarci soltanto il perché sia avvenuto quello che è sotto
gli occhi di tutti.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, la questione che intendo sottoporre
c'entra un po' di traverso sull'argomento ma, approfittando della
presenza dell'Assessore, quale membro del Governo, volevo porre una
problematica che in questi giorni sta venendo fuori in buona parte
dei comuni.
Tutti i colleghi sanno che la Regione Sicilia ha una
perimetrazione di aree SIC e ZPS realizzata nel 2005/2006. E'
inutile dire che buona parte di queste perimetrazioni, essendo
state realizzate il più delle volte sulla carta, hanno creato delle
situazioni abnormi. Alla luce di ciò, in questi giorni - voglio
darle le date, signor Presidente, perché è questo il vero problema
per il quale intervengo - l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, in data 12 marzo 2011, poco meno di diciotto giorni
fa, a seguito di alcune direttive della Comunità europea del mese
di gennaio, per potere riperimetrare e rivedere queste
riperimetrazioni in ampliamento o in diminuzione, ha mandato una
nota a tutti i comuni della Sicilia che hanno a che fare con tali
problemi.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la tematica che pone
l'onorevole Beninati è assolutamente importante. Pur non essendo
presente in Aula l'assessore Sparma, mi piacerebbe che il Governo
ascoltasse, in maniera tale da essere il tramite nei confronti del
Governo perché l'argomento mi pare assolutamente urgente.
BENINATI. Almeno resta agli atti. Questa comunicazione arriva per
fax, in buona parte dei comuni, il 12 marzo 2011. E' inutile dirle
la premessa sulle motivazioni che dovrebbero spingere i comuni a
fare le loro osservazioni su queste vecchie perimetrazioni.
Cito solamente un comma per capire cosa il comune dovrebbe fare:
Per quanto attiene la proposta di modifica di cui sopra, nonché le
eventuali nuove preposizioni, si richiama l'attenzione dei soggetti
in indirizzo, la necessità di tener conto dei contenuti dei piani
di gestione .
Ho voluto citare questo comma perché anche qui, buona parte dei
piani di gestione, lo riferirà al Governo nella qualità
dell'assessore per il territorio e l'ambiente, sono stati fatti
anch'essi sulla carta. Conosco il problema nella città di Messina
dove in tantissime aree è prevista la steppa, invece, lì ci sono
delle costruzioni. Ciò dimostra che questi piani sono stati
realizzati in modo sbagliato.
Premesso questo, la cosa ancora più eclatante è che l'Assessorato
chiede ai comuni di fare una relazione altamente scientifica, con
elaborati altamente specialistici e tutto questo deve arrivare
all'Assessorato entro dopodomani. L'Assessorato scrive il 12 marzo
e chiede che entro il 31 marzo, in tempi strettissimi, una
relazione altamente scientifica e specialistica, sia mandata
all'assessorato.
Invito il Governo e, in particolare, l'assessore Sparma, che vedo
essere celere in alcuni atteggiamenti, ma molto lento in altri, a
diramare subito una nota ai comuni per avere un po' più di tempo.
Altrimenti rischiamo di prenderci in giro perché i comuni non
potranno certamente rispondere in meno di dieci giorni con una
relazione altamente scientifica, in quanto si tratta di un
argomento molto delicato.
Forse l'Assessorato avrebbe potuto intorno al 15 febbraio mandare
una comunicazione e poi entro il 30 marzo ottenere una risposta dai
comuni Ma non si può pretendere che si mandi una carta il 12
marzo, poi si perdono 5-6 giorni per protocollare ed entro il 31
ottenere già una risposta.
L'argomento è molto delicato e parlando della mia città, le dico,
assessore, che la città è quella di Messina non le aree, ripeto la
città di Messina, per il 50 per cento è zona SIC e ZPS.
E' stato fatto questo errore a suo tempo, oggi è un'occasione per
riparare a questo errore perché sono zone altamente antropizzate,
tutte le vie, le strade le luci; la città è zona ZPS, oltretutto
aggraviamo i privati di un costo di valutazione di incidenza che
non dovrebbero pagare perché per buona parte della città non
toccherebbe questa follia che è stata fatta a suo tempo dalla
Regione.
Allora, concludo, anche per dare il tempo all'Amministrazione
comunale di poter fare un'attenta valutazione delle aree e le
perimetrazioni e le dico di più, anche per fare un'attenta
valutazione per le problematiche che hanno una defluenza per
l'attività venatoria in Sicilia. Perché, signori miei, forse non
si sa, ma quest'anno l'attività venatoria - se non si ripara
velocemente a questo problema - è meglio non aprirla perché noi
rubiamo, il Governo ruba i soldi a chi legittimamente vuole
esercitare questo diritto e invece automaticamente gli viene
precluso per tutta questa gran confusione che c'è e che,
certamente, in dodici giorni, sfido qualunque comune, a risolvere
questo problema.
Quindi, l'assessore Sparma sia così cortese di voler prorogare
questo temine di almeno trenta giorni, perché non fa una cortesia a
me, ma fa un bene alla Sicilia.
Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato l'opportunità di
parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la Presidenza farà tutto quello
che è nelle proprie competenze per trasferire questo messaggio
urgente al Governo e lo chiedo con tanta cortesia all'assessore
Missineo.
Intanto informo che la rubrica Beni culturali e identità
siciliana' è stata conclusa.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire per darle atto di grande tempestività e di intervento
autorevole per quel che riguarda una questione della quale avevo,
in qualche maniera, investito il Parlamento e per la quale avevo
chiesto il suo autorevole intervento e che riguardava il diritto di
accesso dei parlamentari agli atti.
Avevo chiesto all'Assessorato Salute e, segnatamente, al direttore
di quell'Assessorato e all'Assessore per la salute, di accedere al
protocollo in entrata e in uscita onde esercitare il mio diritto di
controllo e di ispezione. L'avevo fatto nel mese di novembre scorso
e, nonostante i solleciti, nonostante le diverse missive,
nonostante i telegrammi e quindi i solleciti verbali e scritti,
l'Assessore e il suo direttore si erano rifiutati di dare a un
parlamentare quegli atti addirittura scrivendo che erano reperibili
gli stessi presso l'URP.
Ho chiesto il suo intervento, signor Presidente, e il suo
intervento è stato tempestivo e quegli atti sono pervenuti,
finalmente, alla mia osservazione. Sto vedendo di esaminarli come è
giusto che sia, però resta un fatto che è il seguente: vi è stata
la correttezza della Presidenza dell'Assemblea e di questo io la
ringrazio, permane tuttavia la scorrettezza dell'Assessorato della
salute e del suo direttore che, fino a quando non vi è stato il suo
autorevole intervento, si erano negati di produrre questi atti,
quindi avevano negato al Parlamento - e non soltanto al
sottoscritto - il diritto di prendere visione di atti che sono
fondamentali nell'esercizio della funzione di un parlamentare .
Pertanto, esprimo il mio disappunto per il comportamento
certamente da biasimare da parte dell'Assessorato e, invece,
ringrazio la Presidenza per il suo autorevole ed efficace
intervento.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Termine, Cascio Salvatore e Marinese per oggi; Bufardeci e Cimino
per oggi e domani; Cristaudo e Scammacca della Bruca da oggi al 31
marzo 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione sull'interpretazione autentica del disegno di legge
n. 85 ed altri/A
«Modifiche di norme in materia di elezione, composizione
e decadenza degli organi comunali e provinciali»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in riferimento al disegno di legge
n. 85 ed altri, recante Modifiche di norme in materia di elezione,
composizione e decadenza degli organi comunali e provinciali ,
approvato il 23 marzo 2011, comunico che nell'ambito della delega
al coordinamento del testo anche rispetto alla normativa vigente in
materia elettorale, votata dall'Assemblea nella seduta n. 239 del
23 marzo 2011, si precisa quanto segue: a) la norma di
interpretazione autentica sul computo dei voti utili ai fini
dell'attribuzione del premio di maggioranza (il punto 10
dell'emendamento Comm.1 bis e l'art. 6 del testo trasmesso) non può
che riguardare sia i consigli comunali che i consigli provinciali,
poiché le norme da interpretare (il comma 6 dell'articolo 4 e il
comma 7 dell'articolo 7 della legge regionale n. 35/1997 e
successive modifiche) sono di identico contenuto; b) la stessa
norma di interpretazione autentica non può che avere immediata
operatività, in quanto per sua natura non può avere efficacia
differita.
A tal fine il testo approvato è stato opportunamente coordinato
secondo le formulazioni di seguito riportate:
«Art. 6.
Interpretazione autentica in materia di computo dei voti per
l'attribuzione
del premio di maggioranza
1. Il comma 6 dell'articolo 4 ed il comma 7 dell'articolo 7 della
legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche ed
integrazioni, si interpretano nel senso che ai fini
dell'attribuzione del premio di maggioranza non sono computabili i
voti espressi per le liste che, ai sensi del comma 3 bis
dell'articolo 4 e del comma 4 bis dell'articolo 7, non sono ammesse
all'assegnazione di seggi.
Art. 13.
Decorrenza
1. Le disposizioni contenute nella presente legge producono
effetti a decorrere dall'1 gennaio 2012, ad eccezione di quelle di
cui agli articoli 6,10 e 12».
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso notificato il 29 marzo 2011 ha
impugnato l'articolo 23 della deliberazione legislativa recante
«Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione e l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla
corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale» (ddl n. 520-144 bis) approvata
dall'Assemblea 23 marzo 2011, per violazione degli articoli 3, 51 e
97 della Costituzione.
Annunzio dell'ordine del giorno numero 477
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 477 «Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate
della delibera legislativa numeri 520-144 bis recante Disposizioni
per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
l'informatizzazione della pubblica amministrazione, l'agevolazione
delle iniziative economiche. Disposizioni per lo sviluppo.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale'», degli onorevoli
Cracolici, Musotto, Mancuso, Aricò, Parlavecchio e Cordaro. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
considerato che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 239 del 23 marzo
2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Disposizioni per la
trasparenza, la semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione
della pubblica amministrazione e l'agevolazione delle iniziative
economiche. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
legislazione regionale' (disegno di legge nn. 520-144 bis);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 29 marzo 2011;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di consentire
alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 239 del 23 marzo 2011,
recante 'Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione,
l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione e
l'agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il
riordino e la semplificazione della legislazione regionale'
(disegno di legge nn. 520-144 bis)». (477)
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, sull'intervento del collega Beninati,
non so se lo ritenga opportuno, naturalmente lascio a lei la
decisione migliore se presentare un ordine del giorno, considerato
che tra qualche minuto si procederà ad aprire un'altra seduta, con
il quale chiedere il rinvio dei termini di scadenza per le
riperimetrazioni di situazioni molto importanti in cui i comuni
certamente non avranno tempo per rispondere all'assessorato o se
lei ritenga di dovere convocare la Commissione che presiedo la
settimana prossima, alla presenza del Governo, in modo che
collegialmente si discuta su quali possano essere i tempi congrui
da dare ai comuni e quali modalità da indicare nella circolare e
stabilire i nuovi termini. Pertanto, mi rimetto alla sua decisione.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, vista l'importanza e l'urgenza
dell'argomento e vista l'imminente scadenza, che è fissata per
dopodomani, e considerando che l'assessore Sparma in questi giorni
si trova a Lampedusa, la Presidenza auspica che lei, nella qualità
di Presidente di Commissione, possa mettersi in contatto
direttamente con l'Assessore e convocare la stessa per dopodomani
o, nel caso fosse possibile, anche domani stesso. Ovviamente,
avrebbe da parte della Presidenza il plauso, almeno il plauso per
la sua fattiva collaborazione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 29 marzo
2011, alle ore 17.55, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 252 - Rapida attivazione degli impegni assunti a seguito
dell'approvazione della mozione n. 126 circa gli
interventi per l'aumento dei massimali de minimis nel
settore dell'agricoltura .
(22 marzo 2011)
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - AMMATUNA -
BARBAGALLO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
FARAONE - FERRARA - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
MARZIANO - PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI -
SPEZIALE - TERMINE
N. 255 - Attuazione, in tempi rapidi, degli impegni assunti a
seguito dell'approvazione della mozione n. 150 in ordine
al calcolo dei premi delle misure agro-ambientali
previsti dal PSR 2007/2013 .
(23 marzo 2011)
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - AMMATUNA -
BARBAGALLO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
FARAONE - FERRARA - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
MARZIANO - PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI -
SPEZIALE - TERMINE
III -Comunicazioni del Governo sul tema dell'emergenza umanitaria
in Sicilia a seguito dei recenti eventi internazionali che
interessano l'area del Maghreb
La seduta è tolta alle ore 17.50
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Economia'
BARBAGALLO-MATTARELLA-GALVAGNO-GUCCIARDI-MANCUSO-CARONIA- «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia, premesso
che:
l'art. 20 della legge finanziaria regionale 2010 prevede che
all'area strategica trasporti pubblici 'corrisponda una sola
società a totale o maggioritaria partecipazione regionale o una
sola impresa pubblica, ponendo in atto le procedure necessarie alla
dismissione delle partecipazioni strategicamente non rilevanti per
il perseguimento dei fini istituzionali della Regione';
all'area strategica trasporti pubblici corrispondono al momento
due società pubbliche: l'AST, a totale partecipazione regionale, e
la Jonica Trasporti, a maggioritaria partecipazione regionale;
considerato che:
la Jonica Trasporti era un'azienda a totale partecipazione
regionale fino a quando, con procedura concorsuale, il 49% è stato
ceduto, per una cifra irrisoria, ad un imprenditore privato;
la cessione è avvenuta con un bando quanto meno discutibile
poiché, ad esempio, sono state escluse tutte le aziende di
trasporto siciliano in quanto nessuna presenta un fatturato annuo
non inferiore ad euro 12.000.000,00 (dodicimilioni) così come
previsto dal predetto bando;
ritenuto che:
l'AST ha ceduto a titolo gratuito alcune linee alla Jonica
Trasporti;
tale scelta appare di dubbia legittimità;
la legge finanziaria, nel porre l'obbligo di una sola partecipata
nel settore trasporti, non solo sottrae il procedimento all'esame
dell'Assemblea (trasferendolo alla competenza dell'Assessorato
Economia), ma potrebbe avviare l'illegittimo ingresso (per
incorporazione) di un socio privato nella compagine azionaria
dell'AST;
ritenuto ancora che:
il processo di incorporazione della Jonica Trasporti farebbe
venire meno i presupposti per gli affidamenti in house ad AST
s.p.a. da parte del socio Regione che, tra l'altro, non sarebbe più
socio unico;
con l'art.76 della legge finanziaria è stato assegnato all'AST un
contributo straordinario di 125 milioni in cinque anni;
la Jonica Trasporti non è strategicamente rilevante perché ha un
parco vetture insignificante, pochi dipendenti provenienti dall'ex
STAT e un servizio limitato derivante al 50% dalle linee cedute
dall'AST;
per sapere le ragioni per le quali non sia stato ancora avviato
il percorso di liquidazione della quota della Jonica Trasporti a
salvaguardia dell'interesse pubblico e di una legittima
applicazione delle norme vigenti». (1202)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto,
appare il caso di precisare preliminarmente che la Regione
siciliana possiede l'intero pacchetto azionario della AST S.p.A.
che a sua volta partecipa, con una quota del 51%, al capitale
sociale della Jonica Trasporti & Turismo S.p.A. dove è presente il
socio privato Mediterr Shock Absorbers S.p.A. che detiene la
restante parte di capitale e la cui partecipazione è stata a suo
tempo acquisita con procedura ad evidenza pubblica.
In attuazione delle previsioni contenute nell'art. 7 della l.r.
6/2009 (Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici
regionali) e delle opportune istruzioni impartite dalla Ragioneria
Generale di questo Assessorato con Circ. n. 13 del 18.08.2009,
nell'agosto del 2009 l'AST ha trasmesso una relazione in ordine
all'avvio delle procedure di cui allo stesso articolo di legge.
L'art. 7 di che trattasi impone il divieto alle società
partecipate dell'Amministrazione regionale a capitale interamente o
a maggioranza pubblico non quotate in borsa di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari e
dispone altresì l'obbligo di procedere entro 90 giorni dall'entrata
in vigore della legge, alla liquidazione delle società od organismi
esterni partecipati.
Ciò premesso, avuto riguardo alla Jonica, nella suddetta nota
dell'AST era comunicato che, nell'interesse aziendale e per evitare
un nocumento alla stessa capogruppo, la società riteneva opportuna
una fusione per incorporazione in AST, o in alternativa, il
mantenimento della partecipazione.
Atteso che con nota a parte (prot. n. 3022 del 19.08.2009) l'AST
aveva chiesto al Presidente della Regione il rilascio di apposito
provvedimento autorizzativo al mantenimento della partecipazione,
proprio in relazione all'istanza presentata questo Assessorato
aveva rappresentato all'Onorevole Presidente che il processo di
incorporazione avrebbe fatto venir meno il presupposto per gli
affidamenti in house ad AST da parte della Regione, perdendo
quest'ultima il requisito di socio unico e, con riferimento alla
seconda ipotesi prospettata - mantenimento della partecipazione -
aveva rappresentato, cosi come riferito dalla stessa AST l'alto
valore strategico della Jonica che, nell'ambito del trasporto
pubblico, completa la presenza della società capogruppo nella
provincia di Messina oltre ad integrare l'offerta di trasporto
attraverso il servizio di noleggio con conducente per il quale è in
possesso di regolare autorizzazione e che rappresenta una rilevante
prerogativa industriale di gruppo.
Questo Assessorato aveva pertanto proposto (promemoria prot. n.
59141 del 30.10.2009) il mantenimento della partecipazione della
Jonica da parte di AST, considerato che le attività svolte dalla
stessa potevano qualificarsi come strumentali e strettamente
necessarie al perseguimento dell'oggetto sociale di AST, allegando
apposita bozza di nota autorizzativa, atteso che il rilascio di
tale provvedimento compete al Presidente della Regione (in aderenza
al disposto normativo previsto dal comma 6 dell'art. 2 della l.r.
16.12.2009 n. 19).
Nelle more del rilascio del succitato provvedimento
autorizzativo, la AST, nell'approfondire le tematiche correlate a
quanto prospettato, con il supporto di due pareri resi dal
consulente aziendale, prof. Giovanni Pitruzzella, per il tramite
del Presidente del Consiglio di Sorveglianza, ha trasmesso apposita
relazione (prot. n. 2287 del 14.07.2010) in ordine agli adempimenti
posti in essere per la riduzione delle società dalla stessa
partecipate, allegando i pareri pro veritate ed evidenziando che
nell'ipotesi di fusione per incorporazione di Jonica in AST si
sarebbe configurato un valore esiguo dell'eventuale rapporto di
concambio .
I due pareri, del 13 e 19 luglio 1010, dopo avere effettuato
l'analisi della normativa di settore (trasporto pubblico)
comunitaria e nazionale vigente e varie sentenze, anche della Corte
di Giustizia CE, rilevano come la disciplina generale in materia di
affidamenti diretti, che ritiene imprescindibile la totale
partecipazione pubblica al capitale della società affidataria,
sembri trovare un'importante eccezione nel settore dei trasporti
pubblici sancita nell'art. 61 della Legge 99/2009 che espressamente
rinvia al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento Europeo e
del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativo ai servizi pubblici di
trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia, in vigore dal 3
dicembre 2009, il quale (all'art. 5, par. 2) consente l'in house
anche se non vi è la proprietà al 100% da parte dell'autorità
pubblica competente, ma sempre a condizione che vi sia un'influenza
pubblica dominante e che il controllo possa essere stabilito in
base ad altri criteri.
Questa Amministrazione pertanto, esaminati i suddetti pareri e
alla luce anche di quanto previsto dalla l.r. 11/2010 in tema di
razionalizzazione delle società partecipate regionali (art. 20) e
privatizzazione del trasporto pubblico locale (art.76), con nota
prot. n. 40273 del 30.07.2010 ha comunicato all'AST di ritenere che
la formulata ipotesi di incorporazione della Jonica in AST potesse
essere intesa come atto propedeutico alla programmata dismissione
da parta della Regione di una quota del capitale detenuta in AST ed
alla individuazione di altri soci privati mediante una procedura
competitiva ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi
generali relativi ai contratti pubblici e dei principi di
economicità ed efficacia dell'azione della Pubblica
Amministrazione.
Inoltre, corre l'obbligo di evidenziare che dopo aver avviato la
procedura sopra rappresentata, con nota prot. n. 25553 del
3.08.2010, l'AST ha trasmesso un ulteriore parere del Prof.
Salvatore Raimondi, richiesto dal gruppo parlamentare del Partito
Democratico presso l'Assemblea Regionale, che dopo aver esaminato i
pareri del Prof. Pitruzzella ed effettuato un'analisi della
normativa di riferimento, sostanzialmente oppone che l'art. 61
della legge 99/2009 non è applicabile alla fattispecie di che
trattasi in quanto sulla stessa prevarrebbe la disciplina contraria
risultante dall'art. 23 bis del D.Lgs. 112/2008 come modificato dal
D.L. n. 135/2009, convertito con modificazioni dalla Legge166/2009,
che non consentirebbe alcuna deroga in materia. Infatti il parere
sostiene che la possibilità di fare ricorso all'affidamento in
house di servizi pubblici locali in favore di società a
partecipazione mista pubblica e privata è subordinata alla
circostanza che la selezione del socio avvenga mediante procedure
competitive ad evidenza pubblica .. le quali abbiano ad oggetto, al
tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione di specifici
compiti connessi alla gestione del servizio e che al socio sia
attribuita una partecipazione non inferiore al 40% .
A sua volta, il Prof. Pitruzzella in un nuovo parere del
14.09.2010, pervenuto con nota prot. n. 3281 del 20.10.2010
dell'AST, nell'integrare i pareri già resi, ribadisce le proprie
considerazioni e alla luce del parere del Prof. Raimondi ribatte
che il trasporto regionale svolto dall'AST per conto della Regione
non è qualificabile quale servizio pubblico locale che invece è
gestito dagli enti locali e non dalle regioni».
L'Assessore
prof. avv. Gaetano Armao
MAIRA-FORZESE-CORDARO.- «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'economia, premesso che:
il comma 2 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 (finanziaria regionale 2010) prevede che 'all'area strategica
trasporti pubblici corrisponda una sola società a totale o
maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa pubblica,
ponendo in atto le procedure necessaria alla dismissione delle
partecipazioni strategicamente non rilevanti per il perseguimento
dei fini istituzionali della Regione';
all'area strategica trasporti pubblici corrispondono attualmente
due società pubbliche, ovvero l'AST a totale partecipazione
regionale e la Jonica Trasporti a maggioritaria partecipazione
regionale;
la Jonica Trasporti era un'azienda a totale partecipazione
regionale fino a quando, con procedura concorsuale, il 49% è stato
ceduto, per una cifra irrisoria, ad un imprenditore privato;
la cessione è avvenuta attraverso un bando quanto mai
discutibile, poiché nessuna azienda di trasporto siciliano ha
potuto partecipare alla gara in quanto prive del requisito
fondamentale previsto dallo stesso bando, ovvero un fatturato annuo
non inferiore ad euro 12.000.000,00 (dodici milioni di euro)a
prescindere dall'area di mercato in cui l'offerente operava;
considerato che:
l'AST, successivamente alla gara di cui sopra, ha ceduto a titolo
gratuito alla Jonica trasporti alcune linee e che tale scelta
appare di dubbia legittimità;
la legge finanziaria, nel porre l'obbligo di una sola partecipata
nel settore dei trasporti, non solo sottrae il procedimento
all'esame dell'ARS trasferendo la competenza esclusiva
all'Assessorato regionale Economia, ma avvia anche l'illegittimo
ingresso per incorporazione di un socio privato nella compagine
azionaria dell'AST;
il processo di incorporazione della Jonica Trasporti farebbe
venire meno i presupposti per gli affidamenti in house ad AST
s.p.a. da parte del socio Regione che, tra l'altro, non sarebbe più
socio unico;
con l'art. 76 della legge regionale 11/2010 è stato assegnato
all'AST un contributo straordinario di 125 milioni in cinque anni;
la Jonica Trasporti non è strategicamente rilevante a fronte di
un parco vetture insignificante, pochi dipendenti provenienti
dall'ex STAT e un servizio limitato derivante al 50% dalle linee
cedute dall'AST;
per sapere quali siano le ragioni per cui non è stato ancora
avviato il percorso di liquidazione della quota della Jonica
Trasporti a salvaguardia dell'interesse pubblico e di una legittima
applicazione delle norme vigenti in materia». (1283)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto,
appare il caso di precisare preliminarmente che la Regione
Siciliana possiede l'intero pacchetto azionario della AST S.p.A.
che a sua volta partecipa, con una quota del 51%, al capitale
sociale della Jonica Trasporti & Turismo S.p.A. dove è presente il
socio privato Mediterr Shock Absorbers S.p.A. che detiene la
restante parte di capitale e la cui partecipazione è stata a suo
tempo acquisita con procedura ad evidenza pubblica.
In attuazione delle previsioni contenute nell'art. 7 della l.r.
6/2009 (Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici
regionali) e delle opportune istruzioni impartite dalla Ragioneria
Generale di questo Assessorato con Circ. n. 13 del 18.08.2009,
nell'agosto del 2009 l'AST ha trasmesso una relazione in ordine
all'avvio delle procedure di cui allo stesso articolo di legge.
L'art. 7 di che trattasi impone il divieto alle società
partecipate dell'Amministrazione regionale a capitale interamente o
a maggioranza pubblico non quotate in borsa di procedere alla
costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari e
dispone altresì l'obbligo di procedere entro 90 giorni dall'entrata
in vigore della legge, alla liquidazione delle società od organismi
esterni partecipati.
Ciò premesso, avuto riguardo alla Jonica, nella suddetta nota
dell'AST era comunicato che, nell'interesse aziendale e per evitare
un nocumento alla stessa capogruppo, la società riteneva opportuna
una fusione per incorporazione in AST, o in alternativa, il
mantenimento della partecipazione.
Atteso che con nota a parte (prot. n. 3022 del 19.08.2009) l'AST
aveva chiesto al Presidente della Regione il rilascio di apposito
provvedimento autorizzativo al mantenimento della partecipazione,
proprio in relazione all'istanza presentata questo Assessorato
aveva rappresentato all'onorevole Presidente che il processo di
incorporazione avrebbe fatto venir meno il presupposto per gli
affidamenti in house ad AST da parte della Regione, perdendo
quest'ultima il requisito di socio unico e, con riferimento alla
seconda ipotesi prospettata - mantenimento della partecipazione -
aveva rappresentato, cosi come riferito dalla stessa AST l'alto
valore strategico della Jonica che, nell'ambito del trasporto
pubblico, completa la presenza della società capogruppo nella
provincia di Messina oltre ad integrare l'offerta di trasporto
attraverso il servizio di noleggio con conducente per il quale è in
possesso di regolare autorizzazione e che rappresenta una rilevante
prerogativa industriale di gruppo.
Questo Assessorato aveva pertanto proposto (promemoria prot. n.
59141 del 30.10.2009) il mantenimento della partecipazione della
Jonica da parte di AST, considerato che le attività svolte dalla
stessa potevano qualificarsi come strumentali e strettamente
necessarie al perseguimento dell'oggetto sociale di AST, allegando
apposita bozza di nota autorizzativa, atteso che il rilascio di
tale provvedimento compete al Presidente della Regione (in aderenza
al disposto normativo previsto dal comma 6 dell'art. 2 della l.r.
16.12.2009 n. 19).
Nelle more del rilascio del succitato provvedimento
autorizzativo, la AST, nell'approfondire le tematiche correlate a
quanto prospettato, con il supporto di due pareri resi dal
consulente aziendale, prof. Giovanni Pitruzzella, per il tramite
del Presidente del Consiglio di Sorveglianza, ha trasmesso apposita
relazione (prot. n. 2287 del 14.07.2010) in ordine agli adempimenti
posti in essere per la riduzione delle società dalla stessa
partecipate, allegando i pareri pro veritate ed evidenziando che
nell'ipotesi di fusione per incorporazione di Jonica in AST si
sarebbe configurato un valore esiguo dell'eventuale rapporto di
concambio .
I due pareri, del 13 e 19 luglio 1010, dopo avere effettuato
l'analisi della normativa di settore (trasporto pubblico)
comunitaria e nazionale vigente e varie sentenze, anche della Corte
di Giustizia CE, rilevano come la disciplina generale in materia di
affidamenti diretti, che ritiene imprescindibile la totale
partecipazione pubblica al capitale della società affidataria,
sembri trovare un'importante eccezione nel settore dei trasporti
pubblici sancita nell'art. 61 della legge 99/2009 che espressamente
rinvia al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento Europeo e
del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativo ai servizi pubblici di
trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia, in vigore dal 3
dicembre 2009, il quale (all'art. 5, par. 2) consente l'in house
anche se non vi è la proprietà al 100% da parte dell'autorità
pubblica competente, ma sempre a condizione che vi sia un'influenza
pubblica dominante e che il controllo possa essere stabilito in
base ad altri criteri.
Questa Amministrazione pertanto, esaminati i suddetti pareri e
alla luce anche di quanto previsto dalla l.r. 11/2010 in tema di
razionalizzazione delle società partecipate regionali (art. 20) e
privatizzazione del trasporto pubblico locale (art. 76), con nota
prot. n. 40273 del 30.07.2010 ha comunicato all'AST di ritenere che
la formulata ipotesi di incorporazione della Jonica in AST potesse
essere intesa come atto propedeutico alla programmata dismissione
da parta della Regione di una quota del capitale detenuta in AST ed
alla individuazione di altri soci privati mediante una procedura
competitiva ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi
generali relativi ai contratti pubblici e dei principi di
economicità ed efficacia dell'azione della Pubblica
Amministrazione.
Inoltre, corre l'obbligo di evidenziare che dopo aver avviato la
procedura sopra rappresentata, con nota prot. n. 25553 del
3.08.2010, l'AST ha trasmesso un ulteriore parere del Prof.
Salvatore Raimondi, richiesto dal gruppo parlamentare del Partito
Democratico presso l'Assemblea Regionale, che dopo aver esaminato i
pareri del Prof. Pitruzzella ed effettuato un'analisi della
normativa di riferimento, sostanzialmente oppone che l'art. 61
della Legge 99/2009 non è applicabile alla fattispecie di che
trattasi in quanto sulla stessa prevarrebbe la disciplina contraria
risultante dall'art. 23 bis del D.Lgs. 112/2008 come modificato dal
D.L. n. 135/2009, convertito con modificazioni dalla Legge166/2009,
che non consentirebbe alcuna deroga in materia. Infatti il parere
sostiene che la possibilità di fare ricorso all'affidamento in
house di servizi pubblici locali in favore di società a
partecipazione mista pubblica e privata è subordinata alla
circostanza che la selezione del socio avvenga mediante procedure
competitive ad evidenza pubblica .. le quali abbiano ad oggetto, al
tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione di specifici
compiti connessi alla gestione del servizio e che al socio sia
attribuita una partecipazione non inferiore al 40% .
A sua volta, il Prof. Pitruzzella in un nuovo parere del
14.09.2010, pervenuto con nota prot. n. 3281 del 20.10.2010
dell'AST, nell'integrare i pareri già resi, ribadisce le proprie
considerazioni e alla luce del parere del Prof. Raimondi ribatte
che il trasporto regionale svolto dall'AST per conto della Regione
non è qualificabile quale servizio pubblico locale che invece è
gestito dagli enti locali e non dalle regioni».
L'Assessore
prof. avv. Gaetano Armao
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'economia, premesso che:
il Presidente della Regione ha annunciato la possibilità della
costituzione di un polo bancario siciliano;
tale annuncio appare inopportuno in considerazione delle
condizioni economiche e finanziarie in cui versa la Regione e,
conseguentemente, tutti gli enti locali siciliani;
considerato che la costituzione di un polo bancario rappresenta
un'operazione ad alto rischio per la Regione in quanto l'ente
verrebbe esposto a ingenti danni economici con ripercussioni per le
casse regionali;
ritenuto che l'eventuale costituzione di un polo bancario con la
partecipazione della Regione assume rilevanza per la stessa;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato in merito alla costituzione
del polo bancario siciliano;
le risorse con le quali intendano realizzare il predetto progetto
e quali conseguenze subirà la Regione in caso di esito negativo
dell'operazione». (1364)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, va
preliminarmente accennato che nel febbraio del 2010 si sono svolte
due riunioni nell'ambito di un tavolo tecnico finalizzato al
riordino del credito in Sicilia.
La necessità di istituire tale tavolo tecnico è scaturita dalla
precisa volontà del Presidente della Regione di farsi promotore di
una riforma del credito siciliano al fine di risolvere le
problematiche sollevate dal sistema imprenditoriale siciliano i cui
operatori economici, chiamati quotidianamente ad affrontare le
criticità imposte dalla contingente e generale crisi economica,
sono gravati tra l'altro dalle condizioni penalizzanti del sistema
bancario che a livello territoriale sembra non collaborare con
gli obiettivi di rilancio e di sviluppo imprenditoriale,
ostacolando l'accesso al credito.
Il Presidente ritiene necessario appoggiare da un lato l'adozione
di norme che agevolino l'accesso ai finanziamenti e dall'altro il
progetto, condiviso peraltro con diversi istituti di credito, di
istituire un pool di banche che possa specializzarsi nelle
operazioni di mediocredito nell'isola, coinvolgendo le risorse
finanziarie e professionali attualmente presenti nel panorama degli
organismi e delle società che, a vario titolo nella nostra regione,
si dedicano all'esercizio di attività finanziarie ed eventualmente
anche soggetti finanziari esteri per dar vita ad una Banca del
Mediterraneo.
Il protagonista essenziale del progetto è costituito dall'IRFIS
S.p.A. che attualmente sta attraversando una fase di stallo,
circostanza connessa anche al fatto che Unicredit S.p.A., azionista
al 76,26%, non sembra oggi interessata a mantenere la superiore
Società nel proprio portafoglio di attività, rendendo peraltro
incerto il futuro dell'Istituto regionale di medio-credito.
Va, comunque, considerato che alla costituzione del polo bancario
sono connessi dei rischi dovuti, tra l'altro, sia all'iter tecnico-
amministrativo da condurre, abbastanza complesso, sia all'incidenza
di incagli e crediti attualmente presenti nel bilancio dell'IRFIS
S.p.A. difficilmente esigibili. E' poi da considerare che gli
attuali soggetti privati partecipanti al capitale sociale della
società hanno, ad eccezione di una soltanto, manifestato
l'intendimento di non partecipare alla ristrutturazione sociale e
al rilancio della società in quanto l'attività svolta da IRFIS non
risulta di interesse strategico della relativa azienda bancaria e/o
gruppi bancari di riferimento.
In alternativa alla costituzione del polo bancario sono state
analizzate anche altre ipotesi. Infatti, in attuazione dell'art. 20
della l.r. 11/2010, è stato definito un piano di riordino delle
partecipazioni azionarie regionali che nel settore strategico del
credito prevede la costituzione di una società finanziaria
regionale quale qualificato organismo cui affidare le attività di
natura finanziaria e di servizio, a sostegno dello sviluppo del
territorio regionale anche attraverso la promozione della ricerca
scientifica e tecnologica e della competitività del territorio.
Risulta infatti percorribile l'ipotesi che l'IRFIS S.p.A., previa
acquisizione dell'intero pacchetto azionario da parte della
Regione, possa essere trasformata in una Società Finanziaria
Regionale ex art. 107 T.U.F., al pari di altre realtà presenti in
diverse regioni italiane (si vedano gli esempi di Finlombarda e
Sfirs-Sardegna). La società finanziaria diventerebbe specializzata
in attività di credito agevolato ed erogazione di Fondi Regionali.
Con l'iscrizione nell'elenco degli intermediari finanziari ex art.
106 T.U.B. e, se necessario nell'elenco degli intermediari speciali
tenuto presso la Banca d'Italia, potrebbe promuovere iniziative
imprenditoriali sia pubbliche che private finalizzate allo sviluppo
del territorio regionale e delle imprese cooperative e artigiane,
delle piccole e medie imprese e dell'industria e svolgere attività
strumentali alle funzioni della Regione, aventi carattere
finanziario e di servizio consistenti ad esempio nella concessione
ed erogazione di finanziamenti, incentivi, contributi o
nell'attività di consulenza e assistenza a favore della Regione, o
ancora nella collaborazione alla progettazione e nel sostegno delle
politiche di intervento in materia di ricerca, innovazione e
competitività del sistema imprenditoriale siciliano, ecc.
Tale attività potrà ovviamente svolgersi nell'ambito delle
competenze di sicura pertinenza della società medesima senza
l'inopinata espansione della sfera pubblica in danno delle imprese
private.
Al riguardo si segnala che il giorno 8 aprile 2011 si terrà a
Palermo la Conferenza Regionale sul Credito che consentirà di
approfondire adeguatamente le questioni delle attività bancarie e
finanziarie in Sicilia».
L'Assessore
prof. avv. Gaetano Armao