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Resoconto d'Aula della Seduta n. 240 di martedì 29 marzo 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  l'Economia, la risposta scritta alla interrogazione:

   numero  1202  -  Chiarimenti  in ordine  al  mancato  avvio  delle
  procedure di liquidazione della società Jonica Trasporti.
   Firmatari:  Barbagallo; Mattarella; Galvagno; Gucciardi;  Mancuso;
  Caronia.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso  che  sulla  strada  statale  189  PA-AG,  nei  tratti  di
  competenza  delle  amministrazioni  comunali  di  Castronovo  e  di
  Lercara   Friddi,   sono  stati  messi,  a  cura   delle   suddette
  amministrazioni  municipali, degli autovelox fissi  con  limiti  di
  velocità  estremamente  ridotti  in  tratti  di  strada   che   non
  giustificano   un   esagerato  rallentamento  dell'andatura   degli
  autoveicoli;

   condiviso  il  giudizio sulla pericolosità  dell'arteria  e  sulla
  necessità di avviare rapidi interventi per la messa in sicurezza di
  un  asse  stradale di rilevante interesse per la Sicilia interna  e
  per il collegamento fra i due capoluoghi;

   ritenuto, però, che l'uso di strumenti autovelox tarati con limiti
  di  velocità esagerati non contribuisce affatto alla sicurezza e ad
  incentivare  il  rispetto  dei  limiti  di  velocità,  ma   produce
  condizione  vessatorie  che si traducono  unicamente  in  un  costo
  accessorio per chi è costretto a percorrere tale arteria  e  in  un
  numero  spropositato di contravvenzioni i cui beneficiari  sono  le
  amministrazioni comunali, che utilizzano questi sistemi  per  'fare
  cassa', piuttosto che tutelare la salute dei cittadini;

   per sapere quali iniziative intenda assumere per:

   verificare  nel  merito  la plausibilità e congruità  dei  verbali
  notificati;

   garantire  la  correttezza amministrativa e  del  rapporto  con  i
  cittadini,  assicurando  i chiarimenti e  le  risposte  ai  quesiti
  sollevati in materia;

   assicurare  che  nel  caso in questione  non  vi  siano  autovelox
  'taroccati', come purtroppo segnalato in numerosi episodi in  tutta
  Italia;

   sollecitare l'ANAS a verificare lo stato di sicurezza della strada
  statale 189 PA-AG». (1791)

                                                            PANEPINTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il piano di rientro regionale, relativo alla sanità, prevede che i
  dipendenti  del  servizio  sanitario regionale  della  Sicilia  non
  possano superare il numero complessivo di 52.000 unità;

   nel  contesto  di  indirizzo delineato in premessa,  l'Assessorato
  regionale Salute ha fornito linee di indirizzo alle singole aziende
  sanitarie  in  merito ai parametri minimi/massimi delle  principali
  figure professionali, commisurati ai posti letto (per gli ospedali)
  ed alla popolazione assistibile (per il territorio);

   con  i nuovi parametri regionali sulle dotazioni organiche, alcune
  aziende   ospedaliere  e/o  sanitarie  ed  universitarie  risultano
  sovradimensionate,   mentre  altre,  come   quella   di   Siracusa,
  evidenziano una scopertura di organico di circa 400 unità;

   considerato che:

   il  numero  complessivo di organico regionale (52.000)  unitamente
  alle  difficoltà  di immediato riequilibrio, attesa l'impossibilità
  delle  aziende con organici sovradimensionati di licenziare,  hanno
  imposto   che  il  'piano  di  armonizzazione  del  personale'   si
  articolasse  in  un  triennio,  onde permettere  alle  aziende  con
  esuberi di non coprire i vuoti di organico e alle aziende con vuoti
  di  organico  di ricoprire i nuovi posti assegnati, con  gradualità
  triennale;

   nell'ottica  evidenziata, l'ASP di Siracusa è  stata  autorizzata,
  nell'anno  2011, a coprire, parzialmente, il vuoto di organico  del
  personale con una maggiore spesa di circa 4.200.000 euro,  rispetto
  all'anno 2010;

   preso atto che:

   con  il  corrente mese di marzo, l'Assessorato Salute,  mentre  ha
  autorizzato  l'ASP di Siracusa a maggiori parametri  di  spesa  per
  case  di  cura accreditate per la specialistica convenzionata,  per
  l'assistenza  farmaceutica e riabilitativa,  non  ha  aumentato  la
  spesa per il personale rispetto al 2010;

   con gli attuali limiti di spesa e con un debito triennale a carico
  dell'ASP  di  Siracusa di circa 16.000.000 di  euro,  riconducibile
  alle   passate  gestioni,  non  si  comprende  come  sia  possibile
  conseguire risparmi sui vari capitoli di spesa per 4.200.000  euro,
  a meno di non fornire il vitto e le medicine ai ricoverati;

   per sapere se non sia il caso di rivedere i parametri di spesa  ed
  adeguarli per evitare, ancora una volta, il collasso sanitario alla
  provincia  di  Siracusa,  atteso  che  tale  situazione  non  trova
  giustificazione  negli  accordi regionali,  relativi  al  piano  di
  rientro, lasciando sopravvivere nel 'grasso accumulato' le  aziende
  con personale superiore ai parametri». (1795)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la viabilità, premesso che:

   pervengono   sempre   maggiori  segnalazioni   di   ingiustificati
  disservizi  subiti  dai  cittadini  residenti  nelle  isole  minori
  (Eolie,  Egadi,  Pelagie e Ustica) nei trasporti marittimi  veloci,
  con particolare riferimento ai mezzi della Ustica Lines;

   in  particolare,  vengono lamentate ripetute  cancellazioni  delle
  corse  programmate, regolarmente finanziate dalla Regione siciliana
  in  virtù  delle  gare  effettuate nel  2009,  con  la  motivazione
  ufficiale  avverse condizioni meteomarine';

   quello che stranezza i cittadini è che:

   1.  le  condizioni  del mare non appaiono così rigide,  tanto  che
  molto  spesso i mezzi veloci della compagnia pubblica  riescono  ad
  operare  senza  problemi, o comunque partono altri mezzi  veloci  a
  distanza di poche ore;
   2.  i mezzi non tentano neppure di uscire dal porto per verificare
  le  effettive  condizioni del mare, e la corsa viene cancellata  in
  base  a  quello  che ritiene, in assoluta autonomia, il  comandante
  dell'unità;
   3.  fino al 2009, i mezzi partivano in condizioni meteomarine  ben
  peggiori;
   4.  le  cancellazioni sono molto più frequenti per  le  corse  con
  pochi  passeggeri, e molto spesso i passeggeri delle diverse  corse
  vengono  accorpati in un'unica corsa, usualmente una  delle  ultime
  della  giornata che, nonostante le paventate condizioni meteomarine
  sfavorevoli, arriva puntualmente a destinazione senza problemi;

   gli  utenti del servizio ricordano perfettamente che fino a  pochi
  anni  or sono gli stessi mezzi veloci operavano anche in condizioni
  meteomarine veramente avverse; ciò a riprova della circostanza  che
  il  mezzo  nautico  è  evidentemente (e  normativamente)  in  grado
  disperare  (salvo  casi veramente eccezionali) in  ogni  condizione
  meteomarina  e  che  il  vero  limite  è  dato  dalla  capacità  di
  sopportare  il  mare  da  parte  dei  passeggeri.  Molti  cittadini
  preferirebbero  subire  il mal di mare,  ma  arrivare  in  tempo  a
  destinazione;

   oltre  a  ciò,  molti  cittadini lamentano  che  i  mezzi  nautici
  procedano  a  velocità  minore che in  passato,  e  certamente  non
  viaggiano ai 30 nodi (o anche 35 nodi) di velocità di servizio  che
  risulterebbe  prevista dal bando di gara; infine,  molto  spesso  i
  mezzi  cambiano senza alcun criterio, e vengono sostituiti da mezzi
  diversi, più vecchi e meno idonei;

   alcuni   ritengono  che  ciò  sia  finalizzato  al  risparmio   di
  combustibile, e si domandano come ciò sia compatibile col  rispetto
  della  convenzione  che  lega la Regione siciliana  agli  operatori
  privati;

   sembrerebbe,  peraltro,  che dal 2009  la  Regione  siciliana  non
  effettui alcuna ritenuta per le corse non effettuate dai vettori in
  caso  di  condizioni meteomarine avverse, né che vengano  applicate
  penalizzazioni nel caso di ritardo dettato dalla minore velocità  o
  dalla  cancellazione della corsa (decisione che resterebbe in  capo
  al  comandante  della nave, che si trova in evidente  conflitto  di
  interessi  -  il comandante è dipendente della società armatrice  e
  non cura gli interessi della Regione);

     inoltre, sebbene sia contrattualmente previsto che la corsa  non
  effettuata  venga  recuperata  in seguito,  non  risulta  che  tale
  procedura venga seguita;

   preso  atto  della  situazione di fatto che vede  penalizzati  gli
  utenti   del   servizio  e  che  consente  un  possibile   indebito
  arricchimento delle compagnie di navigazione;

   per sapere:

   come   intendano   agire  per  porre  fine  a  questa   situazione
  incresciosa,  sia per quanto attiene l'ingiustificata cancellazione
  delle  corse,  che per quanto riguarda l'effettiva velocità  tenuta
  dai  mezzi poiché risulta che da tempo è operante nei mari italiani
  un  sistema di localizzazione dei mezzi nautici (denominato AIS) di
  cui  il  Ministero  dei  trasporti e alcune  Capitanerie  di  porto
  conservano  le  registrazioni anche per anni, non  dovrebbe  essere
  difficile  effettuare  le verifiche del caso,  sia  sulla  velocità
  effettivamente   tenuta  dai  mezzi  che  in  merito   alle   corse
  effettivamente effettuate;

   per  sapere,  ancora, quali controlli esercitino e  tramite  quali
  dirigenti a ciò preposti, stante l'onerosità del servizio, e  quali
  atti  ispettivi  intendano  attivare per  garantire  la  continuità
  territoriale  con le Isole minori, ottimizzare le  ingenti  risorse
  finanziarie impegnate con tali servizi pubblici, e se sia opportuno
  verificare   quali   atti  sono  stati  acquisiti  dall'Assessorato
  competente a far data dalla stipula dei contratti di servizio  fino
  ad oggi». (1796)

   FEDERICO - VINCIULLO - PARLAVECCHIO - FERRARA - DIGIACOMO - CASCIO
                                                                 S. -
               LO GIUDICE - FIORENZA - PANARELLO - SPEZIALE - LENTINI

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nell'aeroporto militare di Trapani-Birgi, dal 20 marzo 2011,  sono
  in  atto  operazioni militari e che dette operazioni, in attuazione
  della  risoluzione  1973/2011  dell'ONU,  sono  dei  veri  attacchi
  militari  in  Libia  al fine di rendere inoffensive  le  postazioni
  antiaeree;

   per  permettere le operazioni della vicina base militare, è  stato
  chiuso,  a tempo indeterminato, l'aeroporto civile Vincenzo  Florio
  di Trapani-Birgi;

   considerato che:

   chiudere  l'aeroporto  civile significa  annientare  l'economia  e
  gettare   sul  lastrico  centinaia  di  famiglie,  tra   lavoratori
  dell'aeroporto  e  tutto  l'indotto ad  esso  collegato,  strutture
  ricettive  e  di servizi, trasporti, e che la chiusura  rischia  di
  creare   negative  conseguenze  sul  turismo,  considerando   anche
  l'avvicinarsi della stagione estiva;

   il territorio di Trapani, in questi anni, in maniera virtuosa ed a
  costo di enormi sacrifici da parte dei propri cittadini, ha avviato
  una   politica   di   rinascita  sociale  ed  economica,   puntando
  sull'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi;

   il  rispetto degli accordi internazionali e della risoluzione  ONU
  non  può causare un danno di tale genere al territorio trapanese  e
  siciliano,  a  maggior ragione nel momento in cui  esistono  valide
  alternative all'uso esclusivo di Birgi quale base militare;

   la  Sicilia e la provincia di Trapani rischiano, ancora una volta,
  di  essere  dimenticate e sopraffatte in ragione di  un  interesse,
  certamente  legittimo  e condivisibile, che però  non  guarda  alla
  realtà complessiva;

   tenuto conto che:

   i  voli sono stati dirottati sul vicino aeroporto di Palermo,  non
  senza disagio per i passeggeri in arrivo in Sicilia e per quelli in
  partenza  ogni giorno da Trapani, costretti a spostarsi in  pullman
  da e per l'aeroporto di Palermo;

   la  questione  della riapertura dello scalo civile di  Birgi  sarà
  esaminata  nel  corso  di  un vertice,  presenti  il  Ministro  dei
  trasporti,  Altero Matteoli, il Ministro della difesa,  Ignazio  La
  Russa,  il  presidente dell'Enac, Vito Riggio, e lo stato  maggiore
  della Difesa;

   è   possibile  valutare  altre  soluzioni,  ugualmente  valide   e
  praticabili,   anticipando  sin  d'ora   che,   qualora   l'attuale
  situazione   dovesse   perdurare,  difficilmente   sarà   possibile
  garantire l'ordine pubblico, a causa delle già anticipate  proteste
  di  coloro che già subiscono e subiranno danni ingentissimi  e  non
  recuperabili;

   per  sapere quali iniziative urgenti intenda adottare al  fine  di
  chiedere  l'immediata riapertura dell'aeroporto Vincenzo Florio  di
  Trapani-Birgi  e per limitare i danni della chiusura dell'aeroporto
  sull'occupazione dei lavoratori impiegati nei servizi aeroportuali,
  degli  operatori del settore turistico-alberghiero e sull'indotto».
  (1797)

                                                             MARROCCO

   «All'Assessore  per la l'istruzione e la formazione professionale,
  premesso che:

   l'avviso 'PROF 2010' prevede l'erogazione del saldo inerente  alla
  voce  'personale'  a  seguito  della  presentazione  da  parte  dei
  rispettivi   enti  di  formazione  della  documentazione   prevista
  dall'avviso  stesso  unitamente al documento  unico  di  regolarità
  contributiva (cosiddetto DURC);

   in questi giorni, il competente servizio gestione del dipartimento
  formazione  ha  comunicato agli enti destinatari dei  finanziamenti
  che  l'erogazione  del  saldo  avverrà,  in  difformità  da  quanto
  previsto  dal  PROF 2010, solo successivamente alla rendicontazione
  di tutte le attività progettuali;

   il    servizio    rendicontazione   dello   stesso   dipartimento,
  contraddicendo quanto disposto dal servizio gestione, sta bloccando
  le  attività di rendicontazione del piano formativo 2010  adducendo
  quale  motivazione  il mancato funzionamento del software  dedicato
  alle suddette attività;

   il  dipartimento formazione non ha mai individuato gli esperti che
  avrebbero  dovuto  seguire  le  attività  di  rendicontazione   dei
  progetti del PROF 2010;

   il  servizio  rendicontazione dovrebbe procedere ad  assegnare  le
  attività  di rendicontazione progettuali agli uffici periferici  di
  competenza   (U.P.L)   nonostante  i  predetti   uffici   dipendano
  funzionalmente,     a     seguito     della     recente     riforma
  dell'amministrazione, dall'Assessorato Famiglia;

   gli  enti  di  formazione hanno anticipato, proprio per  adempiere
  alle  regole  imposte dal dipartimento formazione ed in particolare
  per  avere  il  DURC,  ingenti  risorse  per  pagare  i  contributi
  previdenziali malgrado la mancata erogazione del saldo per la  voce
  'personale';

   per  sapere quali iniziative intenda porre in essere per  superare
  questa  situazione  di inconcepibile incertezza normativa  che  sta
  compromettendo,  da  diversi mesi, il pagamento delle  retribuzioni
  spettanti  al  personale  amministrativo  e  docente  dei  progetti
  formativi». (1798)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   il  giorno  3 marzo 2011, presso il Ministero del lavoro  e  delle
  politiche  sociali,  si  è  tenuto  l'incontro  per  l'esame  della
  situazione  occupazionale della Multimedia Planet  s.r.l.  ai  fini
  della  sottoscrizione dell'accordo governativo per la  proroga  del
  trattamento  di  CIG in deroga ex articolo 1, comma  30,  legge  n.
  220/2010 (legge di stabilità 2011);

   tale  incontro è stato richiesto, al Ministero del lavoro e  delle
  politiche  sociali  con nota del 25.01.2011  dal  dottor  Francesco
  Dimundo,  commissario giudiziale della Multimedia  Planet  srl,  al
  fine  della  concessione della proroga del trattamento  di  CIG  in
  deroga per l'intero organico aziendale;

   con successiva nota del 16 febbraio 2011 il Ministero ha convocato
  tutte le parti interessate per il giorno 3 marzo 2011 ai fini della
  sottoscrizione dell'accordo governativo;

   oltre   alla  Multimedia  Planet  srl  sono  stati  convocati   le
  organizzazioni  sindacali, Italia Lavoro, la Regione  Puglia  e  la
  Regione siciliana;

   la  Regione siciliana, benché formalmente convocata dal Ministero,
  è risultata assente all'incontro del 3 marzo 2011;

   le  parti interessate presenti hanno concordato sulla necessità di
  prorogare  il  ricorso  allo  strumento  della  cassa  integrazione
  guadagni  in  deroga al fine di favorire percorsi di ricollocazione
  dei  lavoratori durante il periodo di fruizione dell'ammortizzatore
  sociale  con l'ausilio di percorsi di formazione avviati presso  le
  regioni interessate;

   le  parti  presenti hanno, altresì, convenuto di  attivare,  quale
  strumento di gestione degli esuberi in vigenza del periodo di  CIG,
  una  procedura di mobilità ex legge n. 223/1991, unicamente al fine
  di  consentire  l'esodo dei lavoratori, che  non  si  oppongono  al
  licenziamento, e, pertanto senza ricorso ad ulteriori strumenti  di
  ammortizzatori sociali in deroga;

   la  Regione Puglia ha dichiarato di accettare per quota  parte  la
  contribuzione  di sostegno al reddito per i lavoratori  interessati
  dall'accordo;

   il  commissario giudiziale presenterà, al competente ufficio della
  d.g.  ammortizzatori  sociali, istanza ai  fini  della  concessione
  della proroga del trattamento di CIG in deroga ex articolo 1, comma
  30,  legge  n. 220/2010 (legge di stabilità 2011), riguardo  ad  un
  numero massimo di 750 lavoratori delle sedi di Birritto (BA) n. 400
  e di Trapani n. 350, per la durata di circa 2 mesi, a decorrere dal
  14.04.11 e sino al 30.06.11;

   la CIG in deroga sarà a zero ore e senza rotazione;

   l'operatività  dell'accordo stipulato  in  data  3  marzo  2011  è
  sospensivamente  condizionata alla ricezione di specifici  atti  di
  assenso  da  parte delle regioni coinvolte dalle misure previste  e
  non  presenti  alla sottoscrizione dell'accordo governativo,  nella
  misura del 30% del sostegno al reddito;

   per  sapere  quali misure intendano adottare, considerata  la  non
  partecipazione  alla  convocazione del 3  marzo  2011  all'incontro
  svoltosi  presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali,
  per  i  350 lavoratori della Multimedia Planet srl, società che  ha
  operato nella città di Trapani». (1799)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore  per  la salute, appreso che,  nel  giro  di  pochi
  giorni,  nella  sanità ennese si sono verificati eventi  gravissimi
  come  la morte di un bambino nell'ospedale di Nicosia, la morte  di
  una  giovane donna per un parto cesareo all'ospedale di  Leonforte,
  mancanza   di   acqua  calda  e  riscaldamenti  per  dieci   giorni
  all'ospedale   di   Enna,  eventi,  questi,  che  suscitano   forte
  preoccupazione e allarme;

   considerato che:

   la  legge regionale n. 5/09, oltre ad intervenire sull'economicità
  dei  servizi,  tende  soprattutto ad  innalzare  la  qualità  degli
  stessi,  è  evidente che qualcosa non funziona nella  gestione  del
  territorio;

   ci si chiede come sia possibile, nel 2011, morire di parto cesareo
  ovvero  che  l'ospedale di un capoluogo rimanga dieci giorni  senza
  riscaldamento e acqua calda;

   è  ancora possibile tenere in vita strutture ospedaliere che fanno
  correre  rischi  ai  pazienti e dove non  si  raggiungono  standard
  previsti  dall'Organizzazione mondiale della sanità? E' giusto  che
  la  politica  si  interroghi e si chieda il perché  tutto  ciò  sia
  potuto accadere;

   ritenuto  opportuno  che  la VI Commissione  legislativa  dell'Ars
  'Servizi   sociali  e  sanitari'  si  occupi  di  quanto  accaduto,
  valutando  anche  la  possibilità di inviare  degli  ispettori  che
  facciano luce sui fatti;

   per  sapere  quali provvedimenti intenda adottare  per  un'attenta
  valutazione  della problematica e trovare tutte  le  soluzioni  per
  fare  in  modo che in futuro problematiche del genere non avvengano
  più». (1790)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                             COLIANNI

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,   premesso  che  l'area  etnea  e  in  particolare   il
  territorio  di  Biancavilla  è interessata  dalla  presenza  di  un
  anfibolo  dell'amianto, 'la fluoro edenite',  un  minerale  che  ha
  determinato  la  perimetrazione dell'area e la sua  identificazione
  come  sito  di rilevo nazionale, ai sensi del decreto del Ministero
  dell'ambiente del 18 luglio 2002;

   considerato che:

   in  un  documento redatto dall'Istituto superiore di sanità  viene
  stimata  l'incidenza del mesotelioma pleurico a  Biancavilla  1998-
  2004,  ne  vengono valutati i valori come coerenti con  i  dati  di
  mortalità  evidenziati  in pubblicazioni scientifiche  e  comparati
  agli  elevati tassi delle regioni con maggiore presenza di  amianto
  nei  propri cicli produttivi, per la cantieristica navale e  per  i
  poli industriali del cemento amianto;

   quanto  sopra  specificato conferma la situazione di alto  rischio
  per  mesotelioma nel comune di Biancavilla, incluso tra i  siti  di
  interesse nazionale per le bonifiche;

   nel  comune  di Biancavilla, le due cause di morte, potenzialmente
  correlate  all'inalazione  di  fibre asbestiformi,  sono  i  tumori
  maligni  di  pleura e peritoneo, e che questi ultimi,  nel  periodo
  considerato, hanno mostrato un significativo incremento rispetto ai
  valori attesi;

   questo insieme di dati è compatibile con modalità di esposizione a
  fibre riconducibili a una contaminazione ambientale piuttosto che a
  specifiche attività lavorative. Una forte conferma di ciò  è  stata
  ottenuta dallo studio del carico polmonare di un soggetto residente
  a Biancavilla deceduto per mesotelioma pleurico, nel cui parenchima
  polmonare  sono state rintracciate numerose fibre dell'anfibolo  di
  Monte Calvario, una varietà mineralogica di amianto che non ha  mai
  avuto  un  uso industriale e la cui presenza può essere  unicamente
  ricondotta a una esposizione ambientale;

   sottolineato che:

   a  causa  del  lungo  periodo di latenza del mesotelioma,  c'è  da
  attendersi  ancora  per  molti  anni un'alta  incidenza  di  questa
  patologia   a   Biancavilla  e  che  l'efficacia  del   risanamento
  ambientale potrà valutarsi comparativamente con la decrescenza  dei
  casi di mesotelioma;

   la   suddetta  problematica  è  stata  affrontata  con  interventi
  sicuramente importanti ma non definitivi e che, essendo evidente la
  grande  fetta  di  popolazione sia del comune  di  Biancavilla  che
  dell'hinterland coinvolta nelle complicanze sanitarie, è necessario
  intraprendere  una  strada  che sbocchi  nella  messa  a  punto  di
  strategie di pianificazione e attività di prevenzione;

   sono  numerosi  gli  studi  prodotti dall'Università  di  Catania,
  significativi rispetto agli interventi da assumere per azzerare  la
  presenza di minerali cancerogeni nelle acque di falda attraverso la
  costruzione di un impianto di potabilizzazione e per la rilevazione
  delle fibre aerodisperse;

   ritenuto che:

   al  fine  di  rendere efficace l'ufficio speciale per le  aree  ad
  elevato  rischio  di  crisi  ambientale,  con  competenze  su  base
  regionale,  è  necessario  che  lo stesso  venga  dotato  di  fondi
  finalizzati  alla definizione del piano di risanamento comprendente
  il catasto, gli interventi, l'attività di prevenzione;

   in  considerazione della gravità della situazione  ambientale  che
  vede  coinvolte nel danno tutte le matrici ambientali (aria, acqua,
  suolo)  a  norma  di legge si chiede l'inserimento  del  comune  di
  Biancavilla tra le aree a rischio di crisi ambientale;

   precisato  che  una  politica dilatoria, oltre  a  determinare  un
  perdurare  di  circostanze oggettive di rischio  sanitario  per  la
  popolazione, potrebbe ledere irreversibilmente anche il processo di
  maturazione  collettiva in atto nella comunità su  questi  temi,  e
  quindi la sua partecipazione attiva alla gestione del rischio;

   per sapere quali interventi urgenti intendano assumere al fine  di
  recuperare le risorse necessarie a sbloccare l'iter per la bonifica
  dall'amianto nel territorio di Biancavilla e se non ritengano:

   di  dover  attivare un sistema di sorveglianza dei nuovi  casi  di
  mesotelioma   pleurico   e   peritoneale   nella   popolazione   di
  Biancavilla,  con  il  coinvolgimento  delle  strutture   sanitarie
  locali, comprensivo di una rilevazione anamnestica condotta secondo
  le linee guida del registro nazionale mesoteliomi e integrato dalla
  ricerca di fibre in campioni di tessuto polmonare;

   di  dover  attuare provvedimenti atti ad abbattere la  polverosità
  nel   territorio  comunale,  anzitutto  asfaltando  le  strade   ed
  eliminando cumuli di sabbia residuati da attività edilizie;

   di   intraprendere  un'azione  volta  a  ottenere,  da  parte  dei
  cittadini,  l'adozione di regole di comportamento atte a  mantenere
  in  sicurezza  le fibre presenti negli edifici, in particolare:  a)
  confinare con vernici ricoprenti o altro gli intonaci interni  alle
  abitazioni; b) limitare al massimo la manomissione degli  intonaci;
  c)  in  caso  di  interventi sugli intonaci adottare  modalità  che
  limitino   la   dispersione  di  polvere;  d)  evitare   l'uso   di
  attrezzature abrasive sugli intonaci;

   in caso di interventi di una certa entità su edifici esistenti, di
  richiedere   un  piano  di  lavoro  in  cui  siano  specificati   i
  provvedimenti   che   si  intendono  adottare   per   limitare   la
  polverosità;

   di  dover  attivare tutte le procedure necessarie  affinché,  così
  come  previsto dalla legge, il comune di Biancavilla venga inserito
  tra le aree a rischio di crisi ambientale». (1792)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  ricordato che, a seguito dell'emanazione  del  decreto
  presidenziale  5  dicembre 2009, n. 12, la  commissione  consultiva
  carburanti  rientra  tra  le competenze assegnate  al  dipartimento
  delle attività produttive;

   considerato che:

   la legge regionale 5 agosto 1982, n. 97, all'art. 23, ha istituito
  la  commissione consultiva regionale per la ristrutturazione  e  la
  disciplina della rete distributiva dei carburanti, con sede  presso
  il dipartimento delle attività produttive;

   tale  commissione, così come previsto dalla normativa  vigente,  è
  deputata   ad  esprimere  parere  consultivo  nei  casi  di   nuove
  concessioni  di impianto; di trasferimento volontario di  impianto;
  di  trasferimento  di  impianto, a seguito di  provvedimento  della
  pubblica  amministrazione; di concessione  relativa  agli  impianti
  GPL;  di  concessione per la realizzazione di impianti stradali  di
  gas metano;

   in  attesa  che  venga  emanata una norma regionale  specifica  di
  settore,  continuano  ad applicarsi le disposizioni  riportate  sia
  nella   legge   5   agosto  1982,  n.  97,  sia  nel  provvedimento
  assessoriale  12 giugno 2003, n. 45, che ha di fatto regolamentato,
  in senso restrittivo, le autorizzazioni di nuove concessioni;

   la predetta normativa prevede, tra l'altro, nel caso di rinnovo  o
  di  potenziamento  di  un  impianto  esistente,  l'obbligo  per  il
  titolare  di dimostrare, oltre alla capacità tecnico-organizzativa,
  quella   economica;  pertanto  per  l'imprenditore   che   affronta
  l'investimento  risulta necessario acquisire con celerità  risposte
  dalla  pubblica amministrazione (autorizzazione o concessione)  che
  possano  consentirgli  il  rispetto  dei  termini  programmati  per
  l'avvio dell'attività;

   la   predetta  normativa  intende  perseguire,  tra   i   principi
  enunciati,  la  realizzazione in Sicilia di un  uniforme  complesso
  commerciale  costituito da più apparecchi di erogazione  automatica
  di carburanti per autotrazione dotati di relative attrezzature (per
  es.  servizi igienico-sanitario), adeguati all'esigenza dell'utenza
  che sosta nelle aree di servizio degli impianti;

   accertato che:

   in  prossimità della scadenza del termine previsto circa la durata
  in  carica  della  commissione,  l'Assessore  per  l'industria  pro
  tempore,  con  provvedimento  n.  547  del  21  ottobre  2008,   ha
  ricostituito tale l'organo;

   l'ultima seduta della commissione risale all'anno 2008 e da quella
  data non risulta che il consesso si sia più riunito;

   la  sospensione  dei lavori ha coinciso con il  periodo  di  crisi
  congiunturale che sta attraversando anche la Regione;

   sono  giacenti  presso  gli uffici numerose istanze  pervenute  da
  oltre  3  anni  da parte delle società aventi sede  nel  territorio
  regionale,  che sono già state istruite favorevolmente dall'ufficio
  competente sotto l'aspetto documentale ma che attendono  il  parere
  della    commissione   per   la   definizione   del    procedimento
  (autorizzazione o concessione);

   vengono  registrate numerose lamentele elevate sia da parte  delle
  società   istanti   che  dai  rappresentanti  di  categoria   (vedi
  Assopetroli,  FIGISG,  Confcommercio) circa  l'arresto  dei  lavori
  della commissione;

   sono  state  rilevate  anche  istanze  pervenute  da  titolari  di
  concessioni   ricadenti   in   parti   del   territorio   regionale
  svantaggiato dalla posizione orografica (località montane e piccole
  isole);

   per  sapere  come si intenda superare la criticità sopra  esposta,
  nella   considerazione  che  le  società  istanti  hanno  sostenuto
  investimenti e continuano a misurarsi con le farraginose  procedure
  burocratiche, imposte dall'amministrazione regionale». (1793)
             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «All'Assessore  per  l'economia e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,   premesso  che,  nel  lontano  1994,  attraverso   una
  convenzione tra la camera di commercio, industria ed artigianato, e
  l'Istituto  regionale  per  il credito alla  cooperazione  (IRCAC),
  venne  avviata a Messina la creazione di uno sportello sperimentale
  decentrato  dell'IRCAC  presso  la  sede  della  stessa  camera  di
  commercio, al fine di rendere un servizio agli operatori  economici
  messinesi;

   premesso inoltre che l'iniziativa, accolta con entusiasmo da tutte
  le  forze  economiche dell'area messinese, venne estesa  con  altro
  protocollo sino al 2006 e poi sino al 2012, visto il successo della
  iniziativa,  l'IRCAC apriva sportelli ad Agrigento,  Caltanissetta,
  Catania,  Caltagirone  e Siracusa, presso le rispettive  camere  di
  commercio o in alcuni casi presso le ASI;

   considerato  che  le  singole  imprese  e  tutte  le  associazioni
  cooperativistiche  hanno apprezzato i servizi resi  sul  territorio
  dall'IRCAC  che agevolano l'accesso al credito alle  cooperative  a
  tassi ridotti;

   verificato  che,  con nota n. 10009/comm. del  24  novembre  2010,
  inviata alla camera di commercio, l'IRCAC comunicava la volontà  di
  interrompere l'esperienza e quindi di chiudere lo sportello  aperto
  presso  la  camera  di  commercio di  Messina,  decisione  che,  se
  attuata,   provocherà  certamente  grave  nocumento  a   tutte   le
  associazioni  di  categoria ed i loro associati che  costituiscono,
  tra  l'altro,  una parte importante dello sviluppo economico  della
  provincia;

   considerato  infine  che in un momento di crisi  come  quello  nel
  quale   viviamo  tali  iniziative  andrebbero  rafforzate   e   non
  certamente chiuse;

   per  sapere  quali  provvedimenti urgenti intendano  adottare  per
  invitare l'IRCAC a sviluppare in tutte le province della Regione le
  sedi periferiche ed a mantenere lo sportello aperto nella città  di
  Messina,  anche  alla  luce  del fatto  che  la  stessa  camera  di
  commercio,  per  agevolare  la continuità  dei  servizi  resi  alle
  imprese   cooperative,  ha  manifestato  la  volontà  di  concedere
  all'IRCAC i locali in comodato d'uso gratuito». (1794)

                                                               CORONA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   -  numero 252 «Rapida attivazione degli impegni assunti a  seguito
  dell'approvazione  della mozione n. 126 circa  gli  interventi  per
  l'aumento  dei  massimali de minimis nel settore dell'agricoltura»,
  degli  onorevoli  Oddo, Cracolici, Apprendi,  Donegani,  Marinello,
  Ammatuna,  Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Faraone,  Ferrara,  Galvagno,  Gucciardi,  Laccoto,  Lupo,
  Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e
  Termine, presentata il 22 marzo 2011

   -  numero 254 «Iniziative per la riapertura totale e/o parziale ai
  voli  civili  dello  scalo  aeroportuale di  Trapani-Birgi»,  degli
  onorevoli  degli  onorevoli  Oddo, Cracolici,  Apprendi,  Donegani,
  Marinello,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,   Di  Guardo,  Faraone,  Ferrara,  Galvagno,  Gucciardi,
  Laccoto,  Lupo,  Marziano,  Panarello, Panepinto,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Speziale e Termine, presentata il 23 marzo 2011

   - numero 255 «Attuazione, in tempi rapidi, degli impegni assunti a
  seguito dell'approvazione della mozione n. 150 in ordine al calcolo
  dei premi delle misure agro-ambientali previsti dal PSR 2007/2013»,
  degli   onorevoli   degli  onorevoli  Oddo,  Cracolici,   Apprendi,
  Donegani,  Marinello,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Faraone,  Ferrara,   Galvagno,
  Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo,
  Raia, Rinaldi, Speziale e Termine, presentata il 23 marzo 2011.  Ne
  do lettura:

                            «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il comparto della produzione agricola, nel periodo di applicazione
  della  normativa  comunitaria sugli aiuti  de  minimis,  ha  subito
  un'ingiusta  penalizzazione rispetto agli altri settori  che  hanno
  registrato ragionevoli aumenti, mentre il massimale per le  aziende
  agricole produttrici è rimasto bloccato a 7.500 euro;

   in  relazione  alla crisi di mercato, negli anni 2010  e  2011,  è
  stato  autorizzato dall'Unione Europea un massimale in 'deroga'  di
  15.000 euro che, nei fatti, è risultato insufficiente;

   le aziende agricole siciliane si trovano ad affrontare la peggiore
  crisi  di  sempre  che,  oltre a risentire, come  tutti  i  settori
  produttivi,  della gravissima fase congiunturale,  è  aggravata  da
  diverse deficienze strutturali;

   la  gravità  e  l'ampiezza  dell'attuale  crisi  rischia,  se  non
  opportunamente  contrastata, di portare al fallimento  migliaia  di
  aziende  agricole  siciliane,  con  gravi  ripercussioni  non  solo
  economiche, ma anche sociali, ambientali e occupazionali;

   considerato  che  questa Assemblea, nella  seduta  n.  118  del  3
  novembre  2009,  ha già approvato all'unanimità la mozione  n.  126
  sullo  stesso argomento senza che, ad oggi, risultino  esser  state
  prodotte  specifiche  iniziative in relazione  ai  contenuti  della
  medesima,

                   impegna il Governo della Regione
      e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari

   ad  attivarsi in tempi brevi per rispettare gli impegni  contenuti
  nella  mozione n. 126, approvata dall'Assemblea regionale siciliana
  nella  seduta  n. 118 del 3 novembre 2009, assumendo  le  opportune
  iniziative  nei  confronti  del  Governo  nazionale  e  dell'Unione
  Europea  per  addivenire alla modifica del regime  degli  aiuti  de
  minimis  nel  settore  della  produzione  agricola,  allineando  il
  massimale  almeno a quello del comparto della pesca,  ammontante  a
  30.000 euro». (252)

                         «L' Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'Italia  sta partecipando alla missione internazionale  nata  per
  dare  seguito alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza  dell'ONU
  n.  1973  che  autorizza la 'No fly zone' sulla Libia  e  ulteriori
  misure per proteggere la popolazione civile;

   tale  coinvolgimento ha causato la chiusura totale ai voli  civili
  dell'aeroporto di Trapani Birgi e lo spostamento di  tale  traffico
  all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, arrecando vero disagio
  a migliaia di passeggeri;

   l'aeroporto V. Florio di Trapani ha visto accrescere negli  ultimi
  anni  in  modo esponenziale il numero dei passeggeri, registrandone
  nel 2010 più di 2 milioni;

   grazie  anche  alla posizione strategica, lo scalo è diventato  un
  volano  non solo per l'economia della provincia di Trapani, ma  per
  tutta la Sicilia;

   ad  oggi erano operativi ben 13 voli per destinazioni italiane  ed
  estere  ed  era programmato per le prossime settimana un  ulteriore
  aumento di queste linee;

   tale  chiusura  sta causando uno stato di incertezza occupazionale
  in  seno alle centinaia di lavoratori dello scalo aeroportuale  fra
  servizi diretti e dell'indotto;

   già  in  questi  giorni si stanno verificando  delle  disdette  di
  prenotazioni alberghiere in seno a diverse strutture ricettive  del
  trapanese a causa della chiusura dell'aeroporto ai voli civili;

   l'economia  trapanese,  in particolare,  si  era  orientata  negli
  ultimi  anni verso lo sviluppo di servizi al turismo con la nascita
  di  centinaia  di strutture ricettive e di altri servizi  correlati
  alla fruizione turistica;

   detta chiusura purtroppo non ha un termine certo e definito  ed  è
  legata    all'evolversi   della   situazione    internazionale    e
  all'intervento  militare  in Libia delle  forze  italiane  e  della
  coalizione,

                  impegna il Presidente della Regione

   a porre in essere, presso il Governo nazionale, tutte le possibili
  iniziative per chiedere la riapertura totale e/o parziale  ai  voli
  civili  dello  scalo  aeroportuale di Trapani Birgi,  spostando  il
  baricentro delle operazioni verso lo scalo militare di Sigonella  o
  di  Comiso  dove  potrebbero, auspicabilmente,  essere  allocati  i
  velivoli delle forze italiane e della coalizione». (254)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le misure agro-ambientali del PSR 2007/2013, oltre a rappresentare
  una  seria  e  concreta opportunità per qualificare  le  produzioni
  agricole    siciliane   attraverso   l'applicazione    di    misure
  ecocompatibili, costituiscono un formidabile strumento  finanziario
  che  l'Unione  Europea pone in essere per incrementare  il  reddito
  degli agricoltori siciliani;

   l'utilizzo  di premi molto bassi, addirittura inferiori  a  quelli
  del 1995, purtroppo, ha scoraggiato moltissime aziende agricole  ad
  accedere  a  tali  misure, con la conseguenza di avere  una  minore
  qualificazione delle produzioni e un minore flusso finanziario;

   l'aumento  dei  premi  delle  misure  agro-ambientali,   oltre   a
  riallineare  gli  stessi premi a quanto previsto  dall'allegato  al
  Regolamento  CE  1698/2005  -  che all'art.  39(4)  stabilisce  600
  euro/ha per le colture annuali e 900 euro/ha per le colture perenni
  specializzate  -  consente  di raggiungere  alcuni  importantissimi
  risultati, e in particolare:

   a)   qualificare   le   produzioni  agricole  siciliane   mediante
  l'applicazione di misure ecocompatibili;

   b) incrementare il reddito delle aziende agricole;

   c)  migliorare l'andamento della spesa erogata del PSR  2007/2013,
  impedendo  la  dismissione automatica dei fondi,  così  come  si  è
  rischiato alla fine del 2010;

   considerato  che questa Assemblea regionale, nella seduta  n.  118
  del  3 novembre 2009, ha già approvato all'unanimità la mozione  n.
  150  riguardante lo stesso argomento, senza che ad  oggi  risultino
  definite dal Governo le importanti questioni in essa contenute,

                   impegna il Governo della Regione
      e per esso l'Assessore per le risorse agricole e alimentari

   ad attivarsi, in tempi brevi, per adempiere agli impegni contenuti
  nella  mozione n. 150, approvata nella seduta n. 118 del 3 novembre
  2009, che di seguito si elencano:

   a)  riformulare le tabelle per il calcolo dei premi  delle  misure
  agro-ambientali;

   b)  definire  il  percorso per modificare il PSR  2007/2013  nella
  parte  relativa  al  calcolo  per  la  definizione  dei  premi  per
  l'applicazione delle misure agro-ambientali;

   c)  predisporre tutti gli atti necessari per trasferire quante più
  risorse possibili dall'asse 1 all'asse 2». (255)

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota prot. 322 del 22  marzo  2011,
  pervenuta  in  pari  data (protocollata al n. 3011/AULAPG   del  24
  marzo  2011) l'onorevole Vinciullo ha chiesto di apporre  la  firma
  alla  mozione  numero  248   Riforma del sistema  della  formazione
  professionale   in  Sicilia,  costituzione  del  ruolo   unico   ad
  esaurimento  del personale dipendente e delega per le  retribuzioni
  agli  uffici  provinciali  del lavoro',  dell'onorevole  Caputo  ed
  altri,   già  demandata,  per  la  determinazione  della  data   di
  discussione, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  nella seduta n. 238 del 22 marzo 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 1283 e 1364

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione numero  1283,  a  firma
  dell'onorevole  Maira  ed altri «Notizie  in  merito  alla  mancata
  liquidazione  della  quota  regionale  della  Jonica  Trasporti»  e
  l'interrogazione  numero 1364 «Costituzione  di  un  polo  bancario
  siciliano»,  a firma dell'onorevole Caputo, svoltesi  nella  seduta
  della  Commissione  Bilancio' n. 214 del 16 marzo 2011, per assenza
  dei  rispettivi  onorevoli firmatari sono da intendersi  presentate
  con  richiesta  di  risposta scritta. Informa, altresì,  che  nella
  citata   seduta  di  Commissione  è  stato  depositato,  da   parte
  dell'Assessore per l'economia, il testo scritto delle  risposte  ai
  suddetti atti ispettivi.
   Avverto  che entrambe le risposte pervenute saranno pubblicate  in
  allegato al resoconto stenografico dell'odierna seduta.

    Comunicazione di cambio di denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Informo che, con nota del 22 marzo 2011, pervenuta  il
  23  marzo successivo e protocollata al n. 3023/AULAPG del 25  marzo
  2011,  l'onorevole  Marrocco ha comunicato, allegando  il  relativo
  verbale della riunione, che in data 22 marzo 2011 i componenti  del
  Gruppo  parlamentare   Futuro e Libertà per  l'Italia  -  Sicilia',
  dallo  stesso  deputato presieduto, hanno deciso di modificarne  la
  denominazione in  Futuro e Libertà per l'Italia'.
   Pertanto, dal 23 marzo 2011, decorre il mutamento di denominazione
  del suddetto Gruppo parlamentare.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Ricordo che, così come dichiarato  dall'onorevole  De
  Luca  nella scorsa seduta del 23 marzo 2011, lo stesso deputato,  a
  decorrere  da  quella  data, ha cessato di  far  parte  del  Gruppo
  parlamentare  Il Popolo della Libertà', aderendo al Gruppo Misto.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  251  «Iniziative  per  dare piena  attuazione  e  concreta
  esecuzione  al  piano dei 'progetti obiettivo'  degli  enti  locali
  previsti  dall'art. 26 della l.r. n. 11 del 2010», degli  onorevoli
  Falcone, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Vinciullo;

   numero 253 «Iniziative urgenti per fronteggiare la grave crisi  in
  atto a Lampedusa», degli onorevoli Calanducci, Oddo, Raia, Gennuso,
  Catalano, Colianni, Arena, Federico e Musotto.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'esito della  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi,  29  marzo
  2011,  alle ore 15.00, alla presenza del Presidente della  Regione,
  onorevole Raffaele Lombardo:

   -  dopo  la  presente  seduta, dedicata allo svolgimento  di  atti
  ispettivi  della  rubrica  Beni culturali  e  identità  siciliana',
  l'Aula terrà una nuova seduta per trattare l'emergenza immigrati  a
  Lampedusa;
   -  l'Aula  terrà  poi seduta martedì prossimo 5  aprile  2011  per
  discutere  la  mozione  numero 254 «Iniziative  per  la  riapertura
  totale  e/o  parziale  ai voli civili dello scalo  aeroportuale  di
  Trapani-Birgi»,   degli   onorevoli  Oddo,   Cracolici,   Apprendi,
  Donegani,  Marinello,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Faraone,  Ferrara,   Galvagno,
  Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo,
  Raia,  Rinaldi, Speziale, Termine, e per esaminare  il  disegno  di
  legge   «Norme  in  materia  di  nomina  di  assessori   regionali,
  provinciali  e  comunali, di incarichi e di nomine  pubbliche»  (n.
  681/A) .

   Così resta stabilito.

   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
      interno, di interrogazioni della rubrica  Beni culturali e
                          identità siciliana'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno, di interrogazioni della rubrica  Beni culturali e identità
  siciliana'.
   Si   passa  allo  svolgimento  della  interrogazione  numero  1290
  «Richiesta  di atti informativi urgenti su erogazioni di contributi
  per eventi di carattere culturale», a firma dell'onorevole Falcone.
   Per assenza dell'interrogante, la stessa si intende presentata con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 1291 «Opportune iniziative  al
  fine  di provvedere ad una corretta collocazione in fascia 1  della
  sovrintendenza per i beni culturali ed ambientali di  Siracusa»,  a
  firma degli onorevoli Marziano e De Benedictis.  Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   la  sovrintendenza per i beni culturali e ambientali di  Siracusa,
  sulla  base  delle disposizioni emanate dall'Assessore per  i  beni
  culturali  e  l'identità siciliana, è stata collocata in  fascia  2
  rispetto a quelle di Palermo, Catania e Messina, di fascia 1;

   la  sua  naturale  collocazione è in fascia  1  in  ragione  dello
  straordinario   e   vasto   patrimonio   archeologico,   artistico,
  monumentale  e ambientale e che la collocazione in fascia  non  può
  essere  assunta sulla base del numero di abitanti delle  rispettive
  province;

   sebbene  sia  noto  a livello mondiale, è bene  ricordare  che  in
  provincia di Siracusa vi sono quattro aree archeologiche (Siracusa,
  Megara,  Eloro e Carlentini), siti Unesco inseriti nella lista  del
  patrimonio  dell'Umanità  (Siracusa,  Noto,  Palazzolo  Acreide   e
  Pantalica), ed aree naturalistiche e riserve orientate e marine  di
  estremo pregio;

   per  sapere  se  non ritenga opportuno modificare le  disposizioni
  concernenti la collocazione nella fascia 2 della sovrintendenza  di
  Siracusa, per rideterminarne la collocazione in fascia 1». (1291)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  per  i  beni  culturali   e
  l'identità   siciliana,   professore   Missineo,   per   rispondere
  all'interrogazione.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione n. 1291
  gli  onorevoli  Marziano  e De Benedictis  chiedono  di  sapere  se
  l'Amministrazione non ritenga opportuno modificare le  disposizioni
  concernenti   la   collocazione   nella   fascia   seconda    della
  Soprintendenza  di Siracusa, per rideterminarne la collocazione  in
  fascia prima.
   Mi  corre  l'obbligo, preliminarmente, di chiarire che sicuramente
  gli   interroganti  -  nel  riportare   fascia  1'  o   fascia   2'
  nell'interrogazione, facendo riferimento al decreto  del  dirigente
  generale  dei Beni culturali n. 1513 del 12 luglio 2010 - volessero
  riferirsi alla cosiddetta  pesatura' degli Uffici, per la quale  la
  Soprintendenza di Siracusa è stata classificata con  peso 5'  e non
   peso  6', come è avvenuto invece per le Soprintendenze di Palermo,
  di Catania e di Messina.
   Per  comprendere  meglio la problematica, è opportuno  evidenziare
  che,  sin  dal  2006,  le Soprintendenze per  i  beni  culturali  e
  ambientali  di  Palermo,  di  Catania  e  di  Messina  -  strutture
  intermedie dell'allora Dipartimento regionale dei beni culturali  e
  ambientali  e dell'educazione permanente - erano state  formalmente
  indicate  negli  atti  di nomina dei relativi  Soprintendenti  come
   Strutture   complesse',   differenziandole   dalle    altre    sei
  Soprintendenze.
   Tale  differenziazione è da relazionarsi al fatto che le  province
  di   Palermo,   di   Catania  e  di  Messina  hanno   un'estensione
  territoriale, una consistenza demografica e articolazione  in  enti
  locali  di  gran lunga superiori a quelle degli altri territori  su
  cui insistono le altre sei Soprintendenze.
   Non  è  sembrato  sostenibile o conducente affermare  che  gli  82
  comuni  della provincia di Palermo con circa 1.235.000 abitanti,  i
  58 comuni della provincia di Catania con circa 1.055.000 abitanti o
  i  108  comuni  di quella di Messina con 665.000 abitanti,  possano
  generare  all'interno  delle rispettive Soprintendenze  carichi  di
  lavoro  analoghi  a  quelli indotti dai  21  comuni  di  quella  di
  Siracusa con 396.000 abitanti o dai 25 comuni di quella di Enna per
  177.000 abitanti.
   Alla  luce  di tutto ciò, si può ritenere che non è stato  operato
  nessun  declassamento  per Siracusa, ma  che  semplicemente  -  con
  decreto  del  dirigente  generale 12 luglio 2010  conseguente  alla
  concertazione  sindacale  -  è stata tradotta  in   pesatura  degli
  Uffici'  la  pregressa differenziazione tra  strutture complesse  e
  non;  alle  Soprintendenze indicate già dal  2006  come   Strutture
  complesse' è stato attribuito il  peso 6', alle altre il  peso 5'.
   Si  può rilevare come la logica di riconoscimento dello status  di
   Struttura complessa' alle Soprintendenze di Palermo, di Catania  e
  di Messina, rifletta anche i principi della legge regionale 6 marzo
  1986,  n. 9, che ha istituito le aree metropolitane di Palermo,  Di
  Catania   e   di  Messina,  queste  ultime  attivate  con   decreto
  presidenziale del 10 agosto 1995, n. 230.
   E'  il  caso  ancora di rappresentare, infine, che con la  recente
  riforma  dell'organizzazione degli Uffici, le strutture  intermedie
  Soprintendenze  per i beni culturali e ambientali del  Dipartimento
  regionale  dei beni culturali e dell'identità siciliana sono  state
  sgravate  dalla  gestione delle più impegnative aree  archeologiche
  che  sono  state conferite ad altre strutture intermedie  di  nuova
  istituzione    del    Dipartimento   stesso   denominate     Parchi
  archeologici'.
   In  provincia  di  Siracusa  sono stati  così  creati  tre  Parchi
  archeologici  e in particolare: il Parco archeologico  di  Eloro  e
  della villa romana del Tellaro e delle aree archeologiche di Noto e
  dei  Comuni  limitrofi; il Parco archeologico di Leontini  e  delle
  aree  archeologiche di Lentini e dei Comuni limitrofi; e  il  Parco
  archeologico  di  Siracusa  e delle aree archeologiche  dei  Comuni
  limitrofi.
   La  provincia  di  Siracusa ha avuto un  incremento  di  strutture
  intermedie del Dipartimento regionale dei beni culturali e, quindi,
  nella sua complessiva infrastrutturazione culturale.
   Sembra  evidente,  pertanto,  che  nessun  calo  di  attenzione  e
  discriminazione al momento, per la storia di Siracusa e delle altre
  cinque  città dell'Isola e delle corrispondenti Soprintendenze,  ci
  sia  stato  nell'avere attribuito alla Soprintendenza  di  Siracusa
   peso  5' e alle Soprintendenze di Palermo, di Catania e di Messina
   peso 6'.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MARZIANO. Signor Presidente, solo per dichiarare la mia  e  nostra
  soddisfazione  per  la  risposta fornita da  parte  dell'assessore,
  d'altronde  l'interrogazione nasceva  dalla  preoccupazione  di  un
  errore   formale   che   fu  poi  riparato,   diciamo,   con   atto
  amministrativo, che riguardava la  pesatura' del museo archeologico
  di  Siracusa. Immediatamente dopo la prima pubblicazione, con  atto
  amministrativo fu recuperato quello che fu un errore formale.
   Quindi,  ci dichiariamo pienamente soddisfatti perché non  c'erano
  più le ragioni per il mantenimento della interrogazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1320 «Avviamento al
  lavoro  dei  vincitori  del concorso per operatore  tecnico  presso
  l'Assessorato Beni culturali i quali hanno ottenuto sentenze a loro
  favorevoli   davanti   al   giudice   amministrativo»,   a    firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità siciliana e all'Assessore per la famiglia, le  politiche
  sociali e il lavoro, premesso che:

   con  d.a. del 7 aprile 2000, pubblicato sulla GURS del 14/04/2000,
  l'Assessore  per i beni culturali pro tempore bandì  una  selezione
  per  l'assunzione, a tempo indeterminato, di 267 (ridotti a 260 con
  d.a. del 27 settembre 2001) operatori tecnici del ruolo tecnico dei
  beni culturali di cui alla tabella A della l.r. 8/99. Di questi, n.
  132  erano operatori tecnici distributori, n. 41 operatori  tecnici
  di restauro e n. 87 operatori addetti al laboratorio;

   con  successiva comunicazione del 27/09/2001 n. 21471,  lo  stesso
  Assessore  comunicava  che  le  unità  lavorative  potevano  essere
  selezionate  anche tra gli iscritti nelle qualifiche corrispondenti
  o  analoghe a quelle contemplate dal prontuario ministeriale  delle
  qualifiche di iscrizione alla SCICA;

   a  tal  proposito,  la commissione regionale  per  l'impiego,  con
  delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001, chiarì che sarebbero state
  considerate  valide,  per  l'accesso  alle  selezioni,   anche   le
  qualifiche equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;

   alla  luce  di quanto sopra, i partecipanti al bando  de  quo,  in
  possesso  di  tali  requisiti equipollenti,  presentarono  regolari
  domande allegando i titoli in oggetto, domande che furono giudicate
  regolari dagli organi preposti al controllo delle medesime domande;

   considerato che:

   con nota del 9 agosto 2005, il centro per l'impiego di Siracusa ha
  comunicato,  a  coloro che avevano presentato  le  domande  con  le
  qualifiche  equipollenti, la mancanza dei  titoli  richiesti  dalla
  nota assessoriale n. 21471 del 27 aprile 2001, abrogando, di fatto,
  la propria precedente delibera n. 180/01 del 14 novembre 2001;

   con nota del 5 ottobre 2005, n. 25245, il centro per l'impiego  di
  Siracusa  comunicava  la  cancellazione dalla  graduatoria  di  cui
  sopra, di tutti coloro che avevano presentato domande basandosi  su
  quanto stabilito dalla delibera n. 180/01, affermando che '(...) ad
  oggi  non  è  pervenuto nessun atto a giustificazione del  possesso
  della qualifica richiesta';

   visto che:

   alcuni  degli  esclusi  dal  concorso hanno  depositato,  in  data
  29/11/2005,  ricorso  presso il Tribunale amministrativo  regionale
  (TAR)  avverso la cancellazione dalla graduatoria del  concorso  di
  cui sopra;

   con  ordinanza n. 1399/2005 il TAR ha accolto le istanze cautelari
  proposte  dai ricorrenti, ai fini dell'ammissione con riserva  alla
  selezione;

   con  sentenza n. 952 del 18 giugno 2008 lo stesso TAR ha  accolto,
  in  maniera definitiva, i ricorsi degli esclusi dalla selezione  de
  qua,  intimando la loro immediata reintroduzione nella  graduatoria
  finale del bando;

   nella  sentenza,  tra  l'altro, si legge che  '(...)  non  è  dato
  comprendere,  né  da  un  punto di vista formale,  né  da  ben  più
  probante piano sostanziale, quali siano le differenze tali  da  non
  consentire  l'ammissione  del  ricorrente  a  tale  selezione   con
  specifico riferimento ai profili professionali di Operatore tecnico
  distributore';

   tenuto  conto che alla data odierna, l'Assessorato regionale  Beni
  culturali  non  ha  ancora provveduto ad attuare  quanto  stabilito
  dalla  sentenza  del TAR n. 952 del 18 giugno 2008, escludendo,  di
  fatto, i vincitori del ricorso al loro sacrosanto diritto al  posto
  di lavoro;

   per sapere se non ritengano urgente ed improcrastinabile applicare
  quanto stabilito dalla sentenza del TAR n. 952 del 18 giugno  2008,
  inserendo  i  vincitori del ricorso nella graduatoria finale  della
  selezione per l'assunzione, a tempo indeterminato, di 260 operatori
  tecnici  del ruolo tecnico dei beni culturali e ambientali  di  cui
  alla tabella A della l.r. 8/99, procedendo immediatamente alla loro
  assunzione nei ruoli della Regione.» (1320)

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Missineo  per  rispondere
  all'interrogazione.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor    Presidente,    onorevoli   deputati,    in    riferimento
  all'interrogazione  numero 1320 dell'onorevole Vinciullo,  relativa
  alla  selezione  per  l'assunzione di n. 260  operatori  del  ruolo
  tecnico  dei  beni culturali, ritengo necessario, in  primo  luogo,
  rappresentare  che il procedimento è stato gestito dall'Assessorato
  regionale  del  Lavoro. Tuttavia, mi pare opportuno  comunicare  in
  questa   sede  le  informazioni  disponibili  presso   gli   Uffici
  dell'Assessorato  dei Beni Culturali, ritenendo  comunque  che  una
  completa   disamina   potrà  essere  operata   dall'Amministrazione
  regionale  competente, oggi Assessorato regionale  della  Famiglia,
  delle Politiche Sociali e del Lavoro.
   L'Assessorato regionale dei Beni culturali ha provveduto  soltanto
  a bandire l'avviso pubblico di selezione, rimanendo estraneo - come
  peraltro  si evince chiaramente dalla sentenza  del TAR Sicilia  n.
  1533  del  2005 - all'iter formativo dei provvedimenti a suo  tempo
  impugnati, sia sul piano formale che sostanziale.
   In  particolare, l'Assessorato che ho l'onore di dirigere  non  ha
  partecipato   all'attività   finalizzata   alla   redazione   delle
  graduatorie provinciali, elaborate dai Centri per l'impiego per  il
  territorio,  e  alla redazione della graduatoria generale,  stilata
  dalla  Commissione  regionale  per  l'impiego  presso  il  suddetto
  Assessorato regionale del Lavoro.
   Per  tali  motivi non posso, ovviamente, dare risposta  in  merito
  all'eventuale mancata esecuzione della sentenza del TAR del 2008  e
  sono  certo che il mio collega competente potrà fornire i necessari
  chiarimenti sulla questione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro  del
  tutto  insoddisfatto  della risposta che  l'assessore  Missineo  ha
  fornito,  anche  perché volevo ricordare che quest'Aula  si  è  già
  espressa  su questo argomento, con l'approvazione all'unanimità  di
  un  ordine  del giorno e con il parere favorevole del Governo,  che
  allora  era  rappresentato dall'assessore regionale per il  lavoro,
  onorevole  Leanza,  il  quale  aveva  assicurato  che,  una   volta
  approvato l'ordine del giorno da parte dell'Assemblea, di  concerto
  con  l'Assessorato dei Beni culturali, si sarebbe proceduto a  dare
  esecuzione alla sentenza del TAR.
   Ciò  che colpisce in questo Governo e in questa maggioranza  è  il
  non  volere  assolutamente sottostare né alle decisioni  di  questo
  Parlamento né, tanto meno, alle decisioni della Magistratura.
   Coloro i quali sono stati esclusi da questa assunzione, così  come
  l'assessore  ha  giustamente ricordato, vantano un  diritto,  e  lo
  vantano dall'anno 2000, cioè da quando hanno presentato la domanda,
  da  quando  sono  stati  riconosciuti  capaci  di  svolgere  questa
  attività e sono stati inseriti nelle graduatorie. Sono persone  che
  aspettano  da dieci anni e, mentre fino al 2008 potevamo dire  che,
  non  essendoci  una sentenza della Magistratura, la Regione  poteva
  avere  ragione, così come potevano avere ragione i lavoratori,  con
  la  sentenza  del  TAR  n. 952 del 18 giugno  2008,  e  non  avendo
  l'Amministrazione pubblica, cioè la Regione, posto formale  ricorso
  innanzi  al  CGA avverso la sentenza del TAR, era evidente  che  la
  Regione  si  doveva fare carico di applicare quanto disposto  dalla
  Magistratura.
   Lei  mi insegna che le sentenze non si commentano, ma si applicano
  in  tutto  il  mondo,  tranne presso la  Regione  Sicilia.  Allora,
  proprio  per  questo  motivo, nell'agosto del 2010,  ho  presentato
  questa interrogazione e, contemporaneamente, è stato presentato  un
  ordine  del  giorno con il quale si invitavano i  due  assessorati,
  Lavoro  e  Beni culturali, a mettere in atto, entro il 30  dicembre
  del  2010,  non  entro  il 2100, tutte le  procedure  atte  a  dare
  giustizia e a ridare il giusto percorso, dal punto di vista legale,
  a  questo  procedimento, ad oggi viziato da chiare  illegalità  che
  sono  state  riconosciute  dal Tribunale  amministrativo  regionale
  della  Sicilia  e contro cui la Regione ha ritenuto  di  non  dover
  intervenire.
   Io  ho  salutato  con  piacere  il fatto  che  lei  sia  diventato
  assessore,  dottor  Missineo, e capisco che  purtroppo,  da  qui  a
  qualche settimana, anziché parlare con lei, parleremo con un  altro
  assessore,  perché già nel giro di due anni a mezzo  abbiamo  avuto
  quattro governi regionali - nemmeno nella primissima Repubblica - e
  so  che  il  Presidente Lombardo si prepara a dar  vita  al  quinto
  Governo.  E' chiaro, quindi, che da qui a qualche mese ci troveremo
  ad avere altri assessori.
   Ma  il  fatto  che  voi  assessori  passate  ad  altri  incarichi,
  sicuramente più importanti di quelli che ricoprite adesso,  non  vi
  esonera  dal  dovere che avete nei confronti di 260  lavoratori  di
  dare loro una giusta risposta.
   Vi  chiediamo la cosa più banale e più semplice che c'è al  mondo,
  applicare una sentenza.
   Mi  pare di capire che lei, assessore, non intende applicarla.  Il
  collega  che  l'ha preceduta, a suo tempo, mi disse  che  l'avrebbe
  fatto di concerto con lei, ma così non è stato.
   Cosa  facciamo?  Ci  rivolgiamo alla Procura? Saremo  costretti  a
  portare  260  lavoratori ad occupare l'Assemblea regionale?  Volete
  che questi lavoratori siano costretti ad azioni eclatanti per avere
  riconosciuto un diritto sancito dalla legge e confermato da un TAR?
   Sono queste le domande che pongo.
   Assessore Missineo, so che lei è una persona per bene, vorrei  che
  almeno  da  parte  sua  ci  fosse la  volontà,  entro  la  prossima
  settimana,  di  riunirci insieme all'assessore  per  il  lavoro  in
  maniera tale da decidere, una volta per tutte, cosa fare con questi
  lavoratori.
   Attendere dieci anni un posto di lavoro, senza lavorare; attendere
  dieci anni senza sapere cosa porterà il domani, è una cosa che  non
  fa  piacere  a  nessuno, soprattutto in un momento  di  grandissima
  difficoltà, in un momento in cui il Governo che lei rappresenta  ha
  pensato  di  sanare  le  posizioni  di  tutti,  anche  quelle   più
  insanabili,  dando occupazione certa a coloro i quali  erano  stati
  assunti,  non  in  virtù di leggi, ma in virtù  della  politica  e,
  quindi, di assunzioni clientelari.
   Dare risposte certe e dignitose a chi ha vinto un concorso, a  chi
  ha   avuto  riconosciuto  questi  titoli  da  parte  del  Tribunale
  amministrativo  regionale, mi sembra il minimo che  questo  Governo
  possa  fare.  Per tale motivo, non posso che continuare  ad  essere
  totalmente insoddisfatto della risposta che lei ha dato e la invito
  ad  un  momento  di  orgoglio per risolvere definitivamente  questa
  spiacevole e incresciosa vicenda.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1398 «Trasferimento
  del  Castello  della  Colombaia  di  Trapani  al  patrimonio  della
  Regione», a firma dell'onorevole Oddo.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   il  Castello  della  Colombaia, ex fortezza difensiva  e  prigione
  costruita  su  di  un isolotto all'ingresso del porto  di  Trapani,
  monumento di rilevanza storica e paesaggistica, simbolo della città
  di  Trapani, rischia seriamente di crollare a causa dello stato  di
  degrado ed abbandono in cui versa;

   tale  stato di degrado rende assolutamente necessario stringere  i
  tempi per un intervento volto a salvaguardare una struttura che sta
  a  cuore  ai  cittadini trapanesi ed ai siciliani tutti,  tanto  da
  divenire  'luogo del cuore' a seguito dell'iniziativa del  FAI  per
  individuare  i  beni  paesaggistici  a  rischio,  più  amati  dagli
  italiani;

   recentemente,  da  notizie giornalistiche, si  è  appreso  che  il
  Castello della Colombaia non sarebbe stato più inserito nell'elenco
  dei 143 beni demaniali che lo Stato intende trasferire alla Regione
  siciliana;

   questa  circostanza, ove confermata, comprometterebbe il  percorso
  di  recupero  che era stato gia individuato da codesto  Assessorato
  anche   attraverso   lo   stanziamento,  approvato   con   l'ultima
  finanziaria,  di  fondi dal bilancio regionale per  gli  interventi
  urgenti;

   in  ogni  caso  il  mancato  trasferimento  non  consentirebbe  di
  accedere  ai fondi europei per il recupero definitivo alla pubblica
  fruizione del Castello della Colombaia, come già ipotizzato nel già
  richiamato  percorso di recupero, rendendo ancor più  probabile  il
  totale degrado del bene culturale;

   sulla  questione la capitaneria di Porto di Trapani, con  nota  n.
  36785  del  13 settembre 2010, ha affermato che il procedimento  di
  'sdemanializzazione'  è  comunque  in  corso,  essendo   totalmente
  autonomo  e  preliminare alla cessione da parte  dello  Stato  alla
  Regione siciliana;

   la  stessa capitaneria di Porto ha poi affermato di avere posto in
  essere  tutte le attività che le erano state richieste dall'Agenzia
  del  demanio in merito al procedimento, inviando in data 14  luglio
  2010  la  documentazione tecnica necessaria  alla  valutazione  del
  compendio  di  immobili  della  'Colombaia'  al  fine  di   fornire
  l'agenzia  degli elementi tecnici necessari per il procedimento  di
  'sclassifica';

   per sapere:

   se  non ritenga utile porre in essere ogni possibile intervento al
  fine  di  ottenere  un immediato trasferimento al patrimonio  della
  Regione del Castello della Colombaia di Trapani, onde procedere con
  urgenza  ed  immediatezza agli interventi  di  messa  in  sicurezza
  necessari ad evitare danni irreparabili;

   se  non  ritenga utile intervenire nei confronti dell'Agenzia  del
  demanio  e  del Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  al
  fine  di  chiarire lo stato della procedura di 'sdemanializzazione'
  del  Castello  della  Colombaia  e  le  sue  correlazioni  con   il
  trasferimento al patrimonio della Regione».

   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Missineo  per  fornire  la
  risposta.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor    Presidente,    onorevoli   deputati,    in    riferimento
  all'interrogazione  numero 1398 dell'onorevole  Oddo,  avente  come
  oggetto il trasferimento del Castello della Colombaia di Trapani al
  patrimonio della Regione onde procedere con urgenza agli interventi
  di  sicurezza necessari ad evitare danni irreparabili al monumento,
  si  rappresenta che il bene monumentale, denominato  Castello della
  Colombaia'  di  Trapani, era stato gravato di interesse  culturale,
  giusto provvedimento n. 5029 del 19 gennaio 2009.
   Con la richiesta del 24 giugno 2010 del Dipartimento regionale del
  Bilancio  e  del  Tesoro, il sopraddetto bene monumentale  è  stato
  inserito  nell'elenco degli immobili transitati  dallo  Stato  alla
  Regione   siciliana  e  sottoposto  al  vaglio  della   Commissione
  paritetica, istituita ai sensi dell'articolo 43 dello Statuto della
  Regione siciliana.
   La  Commissione  paritetica nella riunione del 30 settembre  2010,
  sulla scorta dei pareri favorevoli resi dal Ministero dei trasporti
  e  delle  infrastrutture  (prot. n. 8352  del  23  giugno  2010)  e
  dall'Agenzia  del  demanio  (prot. n. 19572  del  18  maggio  2010)
  inoltrati   alla  Commissione  dal  Dipartimento  per  gli   affari
  regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha  esitato,
  con  specifica determina favorevole, il trasferimento del  Castello
  della  Colombaia  dallo Stato alla Regione siciliana,  inviando  il
  carteggio   alla   Presidenza  del  Consiglio  dei   ministri   per
  l'emissione dell'apposito decreto legislativo.
   Giova   evidenziare  che  il  trasferimento  del  Castello   della
  Colombaia  dallo Stato alla Regione è stato esitato  favorevolmente
  dal Consiglio dei ministri in data 26 novembre 2010 e infine con il
  decreto  legislativo n. 266 del 23 dicembre 2010 è stato trasferito
  alla Regione siciliana.
   La   Soprintendenza  di  Trapani,  ancora  prima  del   definitivo
  trasferimento  del sopraddetto bene alla Regione  siciliana,  aveva
  redatto  un progetto esecutivo per la messa in sicurezza  del  bene
  monumentale.
   Con  decreto  di  variazione  n.  43  del  25  novembre  2011  del
  Ragioniere  generale del Dipartimento Bilancio e  Tesoro,  è  stato
  previsto  il  finanziamento del progetto esecutivo della  messa  in
  sicurezza  del  Castello,  per  un  importo  complessivo  di   euro
  600.000,00  sul  capitolo  776076, denominato   Interventi  per  la
  realizzazione  della  linea di azione 7.5 - Progetti  obiettivo  in
  favore  degli enti locali - Programma attuativo regionale  del  FAS
  2007-2013,  autorizzati dall'articolo 26 della legge  regionale  12
  maggio 2010, n. 11.
   Al   momento   sono  in  corso  le  procedure  amministrative   di
  prenotazione  delle somme da parte dell'Assessorato, a  conclusione
  delle  quali  saranno  avviate  da parte  della  Soprintendenza  le
  procedure di gara per l'affidamento dei lavori.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   ODDO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione 1560  «Notizie  riguardo
  all'applicazione  della  legge  regionale  n.  24  del  2007  sulla
  stabilizzazione del personale addetto alla catalogazione  dei  beni
  culturali della Sicilia», dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   con  la  l.r. n. 24 del 2007 è stata data risposta alle  legittime
  aspettative del personale catalogatore della Regione siciliana,  da
  oltre  un ventennio impegnato nel meritorio lavoro di catalogazione
  ed inventariazione informatizzata dei beni culturali siciliani;

   considerato  che  la  suddetta  legge,  recependo  il  comma   519
  dell'art. 1. della legge finanziaria nazionale 2006, ha disposto la
  stabilizzazione,   a   domanda,   del   suddetto   personale,    in
  considerazione   dell'interesse  strategico   che   l'attività   di
  catalogazione  riveste per la salvaguardia e la valorizzazione  dei
  nostri ben i culturali;

   visto che:

   la  spesa  derivante dall'applicazione della norma trova riscontro
  nel bilancio pluriennale della Regione 2007/2009;

   i  contratti  a termine di diritto privato oggi in essere  con  il
  personale  catalogatore sono scaduti il 31 ottobre 2008, mentre  la
  citata  normativa  prevede l'eventuale proroga,  nelle  more  della
  procedura  di  stabilizzazione, non oltre il 31 dicembre  2008,  al
  fine  di  dare  continuità all'attività di catalogazione  dei  beni
  culturali  prevista dalla misura 2.02 - Azione A  del  POR  Sicilia
  2000-2006;

   per   sapere  quali  iniziative  abbiano  intrapreso  o  intendano
  intraprendere  per dare concreta applicazione alla legge  regionale
  n.  24  del  2007,  tenuto conto che quanto previsto  dal  comma  1
  costituisce  l'autentica finalità della norma oltre che  il  giusto
  riconoscimento  delle  aspettative di una  pregevole  categoria  di
  lavoratori da troppo tempo in attesa di una collocazione  dignitosa
  e definitiva». (1560)

   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Missineo  per  fornire  la
  risposta.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor    Presidente,    onorevoli   deputati,    in    riferimento
  all'interrogazione    numero    1560   dell'onorevole    Vinciullo,
  finalizzata  ad acquisire notizie riguardanti l'applicazione  della
  legge regionale n. 24 del 2007, concernente la stabilizzazione  del
  personale addetto alla catalogazione dei beni culturali in Sicilia,
  mi  corre  l'obbligo,  preliminarmente, di rappresentare  che,  per
  effetto  della  riforma degli assessorati e dei dipartimenti  della
  Regione   siciliana,  la  competenza  sulla  materia  è  transitata
  all'Assessorato regionale delle autonomie locali e  della  funzione
  pubblica;  quindi  una risposta esaustiva potrà  essere  certamente
  fornita dal collega che dirige tale assessorato.
   Si  evidenzia  che  l'Assessorato che ho l'onore  di  dirigere  ha
  sempre  ribadito l'utilità del personale in parola, che  presta  la
  sua  attività lavorativa presso il Dipartimento regionale dei  beni
  culturali, ancorché sia amministrato dalla  Beni culturali s.p.a.'.
   Mi  auguro che la richiesta di questo personale di transitare  nei
  ruoli   dell'Amministrazione  regionale  possa  avere  un  positivo
  riscontro;   ciò   consentirebbe  di   esaudire,   oltre   che   il
  riconoscimento  delle  aspettative  dei  lavoratori,  le  reiterate
  richieste  del  Dipartimento beni culturali e delle  sue  strutture
  periferiche, che lamentano ancora carenze di personale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   più   che
  rivolgermi   all'assessore   Missineo,   vorrei   rivolgermi   alla
  Presidenza perché, per l'ennesima volta, ci troviamo di  fronte  ad
  assessori  che  sostengono  di  non  potere  rispondere  agli  atti
  ispettivi perché le competenze non sono più loro.
   Personalmente  avevo già posto agli Uffici tale  questione,  anche
  perché non possiamo continuare ad ascoltare assessori che dicono di
  essere stati spogliati delle loro competenze.
   Oggi,  su  tre  interrogazioni a mia firma, a due  l'assessore  ha
  detto  di non avere competenza. Sarò sfortunato però, siccome anche
  le altre volte è stato così, sarebbe meglio trovare una soluzione.
   Tra  l'altro,  vorrei  sottolineare  il  problema  riguardante  la
  protezione  civile, sul quale è stata presentata  un'interrogazione
  nel settembre del 2008, a cui nessuno ha dato ancora risposta.

   CRACOLICI. Può fare ricorso al TAR.

   VINCIULLO. Onorevole Cracolici, io capisco che lei ormai fa  parte
  della  maggioranza  e,  di  conseguenza,  ha  l'arroganza  di  chi,
  sconfitto dagli elettori, ora governa questa Regione; ma questo non
  le dà la possibilità di dire a un suo collega di ricorrere al TAR.
   Io  sono ancora deputato di quest'Assemblea e quindi mi rivolgo al
  Presidente  dell'Assemblea regionale siciliana, a  cui  chiedo  che
  venga rispettato il mio ruolo parlamentare.
   Io  pongo  dei  quesiti e pretendo risposte, nei  tempi  stabiliti
  dalla legge.
   Ripeto,  sulla  sanità  e sulla protezione  civile  ci  sono  atti
  ispettivi del settembre 2008, sui quali ancora aspettiamo risposte.
  In  riferimento  al  altre interrogazioni,  invece,  gli  assessori
  vengono in Aula e ci dicono di non essere più competenti.
   Signor Presidente, chiedo pertanto di potere riformulare tutte  le
  interrogazioni  delle  quali  non  si  ha  certezza  di   chi   sia
  l'assessore competente, per evitare queste giustificazioni, che  mi
  sembrano puerili.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  con  la  collaborazione  degli
  Uffici cercheremo di risolvere il problema.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1648 «Chiarimenti  in  ordine
  alla  gestione  della  tonnara  di Santa  Panagia  di  Siracusa  ed
  iniziative  conseguenti»,  dell'onorevole  De  Benedictis.  Ne   do
  lettura:

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   la  seicentesca  tonnara di Santa Panagia  in  Siracusa,  oggi  di
  proprietà   della  Regione  siciliana,  rappresenta  una   preziosa
  testimonianza di archeologia industriale, inserita in  un  contesto
  paesaggistico di straordinaria bellezza;

   nel  '98  il complesso edilizio fu oggetto di parziali  lavori  di
  recupero  per una spesa di lire 10.560.000.000, a valere sui  fondi
  del programma operativo plurifondo della Sicilia, misura 2.4;

   negli anni successivi, il complesso restaurato rimase inutilizzato
  ed  in  balia  di  vandali  e ladri che ne  distrussero  il  tetto,
  utilizzando  la  loggia come ricovero per animali,  danneggiando  e
  sporcando con vernice spray molti ambienti ed adibendo a bivacco la
  splendida chiesetta dedicata a S. Lucia;

   in  occasione  delle edizioni del 2005 e del 2006 di 'Salvalarte',
  la  campagna  di Legambiente rivolta alla tutela e alla  promozione
  del  patrimonio culturale della Sicilia, la soprintendenza ai  beni
  culturali e ambientali di Siracusa presentò il progetto di restauro
  del  complesso,  finalizzato  alla  realizzazione  all'interno  del
  monumento  di  un  museo paleontologico, senza che  tuttavia  alcun
  intervento seguisse alla presentazione;

   in  data  18  febbraio  2008,  rispondendo  ad  una  richiesta  di
  Legambiente,  la soprintendenza ai beni culturali e  ambientali  di
  Siracusa  comunicò  che il nuovo progetto di intervento  era  stato
  approvato   per   un   importo  di  lire  10.917.898,75,   previsto
  all'interno del POR Sicilia 2000-2006, poi finanziato  con  DDG  n.
  5627 del 20 marzo 2009;

   in data 4 settembre 2009 fu pubblicato nella GURS, parte 1 , n. 36
  del  4  settembre 2009 il bando di gara che, a seguito  di  ricorso
  amministrativo  proposto dall'ANCE di Siracusa avverso  il  mancato
  aggiornamento  dei  prezzi  dopo  l'entrata  in  vigore  del  nuovo
  prezziario regionale, fu sospeso in sede cautelare da parte del TAR
  di Catania in data 13 ottobre 2009;

   il TAR di Catania, con la sentenza n. 52/2010 dell'11 giugno 2010,
  ha   annullato   il  sopra  menzionato  bando  di   gara   relativo
  all'affidamento mediante pubblico incanto dell'appalto dei  'lavori
  di restauro e sistemazione museale della Tonnara di Santa Panagia a
  Siracusa da destinare al Museo del Mare';

   il  complesso monumentale versa in gravi condizioni di dissesto  e
  risulta  invaso  da  erbe  infestanti, abbandonato  alla  mercé  di
  vandali e circondato da rifiuti e discariche di ogni tipo;

   per sapere:

   la  sussistenza  di  eventuali responsabilità nella  gestione  del
  bene, che ha portato a vanificare l'intervento eseguito nel '98 per
  una spesa di vecchie lire 10.560.000.000;

   l'eventuale responsabilità nei ritardi accumulati per il  recupero
  e  la  fruizione del bene, ad oltre dieci anni dalla fine dei primi
  lavori di recupero;

   quali  provvedimenti  si  intendano  adottare  per  arrestare   il
  progressivo  degrado del complesso ed avviarne i definitivi  lavori
  di  recupero  e  fruizione,  anche alla luce  delle  responsabilità
  amministrative   per   danno  erariale  a   cui   sarebbe   esposta
  l'amministrazione regionale dinanzi alla Corte  dei  conti  per  il
  mancato  esito  delle ingenti risorse spese a  fronte  delle  gravi
  condizioni di degrado in cui versa l'immobile». (1648)

   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Missineo  per  fornire  la
  risposta.

   MISSINEO,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor    Presidente,   onorevoli   deputati,    con    riferimento
  all'interrogazione  numero  1648  dell'onorevole   De   Benedictis,
  finalizzata  ad  avere chiarimenti in ordine  alla  gestione  della
  Tonnara   di   Santa   Panagia  di  Siracusa,  preliminarmente   si
  rappresenta  che,  proprio  per la sua ubicazione  in  un  contesto
  paesaggistico  di straordinaria bellezza, ma esterno  al  perimetro
  urbano,  di difficile accessibilità anche alle forze dell'ordine  e
  privo  di  opere  di  urbanizzazione, tra  le  quali  anche  quelle
  relative   a   connessioni   elettriche   e   telefoniche   -   che
  consentirebbero, ad esempio, l'installazione di impianti  di  video
  sorveglianza -, la Tonnara di Santa Panaria si ritrova  esposta  ad
  atti  di  vandalismo  e  di  inciviltà  che,  purtroppo,  risultano
  estremamente difficili da evitare ed arginare.
   La  Soprintendenza di Siracusa ha più volte segnalato  alle  forze
  dell'ordine gli atti di vandalismo che si sono consumati  nel  sito
  della Tonnara, evidenziando che la questione si è allargata da mera
  necessità di tutela del complesso architettonico ad un problema  di
  ordine pubblico.
   Al fine di arginare anche tali problematiche, la Soprintendenza ha
  redatto un progetto di restauro e musealizzazione del complesso per
  un importo pari a 10.841.437,29 euro.
   Questo  progetto  riguardava tre differenti  tipologie  di  opere:
  opere  di  restauro, opere di consolidamento del costone a  mare  e
  opere di impianti tecnici e tecnologici.
   Per le opere di restauro e di consolidamento del costone a mare la
  progettazione era affidata ad un gruppo di progettisti interni alla
  Soprintendenza,  mentre la progettazione degli impianti  tecnici  e
  tecnologici era affidata ad una società di ingegneria, la   Sistemi
  s.r.l.' di Messina.
   Il  progetto  fu  approvato  in  linea  tecnica  dalla  Conferenza
  speciale   dei   servizi  in  data  2  febbraio  2006,   ai   sensi
  dell'articolo 7 bis della legge 109 del 1994, nel testo  coordinato
  con  la  legge  regionale n. 7 del 2002 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.
   L'approvazione in linea amministrativa da parte dell'Assessorato è
  del  19 giugno 2006, con un decreto del Dirigente generale che, tra
  l'altro,  finanziava il progetto con i fondi del POR Sicilia  2000-
  2006.  In data 6 febbraio 2007 furono avviate le procedure di  gara
  presso l'UREGA - Sezione di Siracusa. La procedura venne interrotta
  in  quanto i tempi di attuazione previsti non erano più compatibili
  con  le scadenze imposte dal complemento di programmazione del  POR
  Sicilia  2000-2006.  Inoltre, con l'entrata  in  vigore  del  nuovo
  prezzario  regionale  2007,  approvato  con  decreto  presidenziale
  dell'11  luglio  2007,  pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione   siciliana  del  20  luglio  2007,  l'Amministrazione   fu
  costretta a rivedere l'importo a base d'asta.
   Il  Responsabile Unico del Procedimento, verificato che esistevano
  variazioni  significative, con nota n. 1887 del 21  febbraio  2008,
  aveva  richiesto a tutti i progettisti l'aggiornamento  dei  prezzi
  del progetto.
   I   progettisti,   ognuno  per  le  proprie  competenze,   avevano
  provveduto all'esecuzione di quanto disposto dal Responsabile Unico
  del Procedimento; tuttavia la  Sistemi s.r.l.' con nota n. 33 del 3
  luglio  2008 rispondeva che l'adeguamento     per i prezzi  assunti
  dal  prezzario  del 2004 (n. 47 su n. 287) comporta un  aumento  di
  circa il 20 per cento. A parte tale quota minoritaria  , la maggior
  parte sono nuovi prezzi che scaturiscono da regolari analisi e  che
  si ritengono ancora accettabili .
   In  conseguenza di ciò, la Società  Sistemi' inviava, in  data  24
  settembre  2008,  nuovi elaborati di elenco  prezzi  e  di  computo
  metrico  dove aveva provveduto ad aggiornare i prezzi da  prezzario
  regionale  2007,  mentre  aveva lasciato  inalterati  i  prezzi  di
  analisi.
   Tale  scelta  ritenuta  legittima, in quanto l'elaborato   analisi
  prezzi   è  un  elaborato  progettuale, la  cui  competenza  è  del
  progettista  il quale, in base alla propria esperienza, competenza,
  dati  e  listini  prezzi in suo possesso, analizza e  scompone  una
  lavorazione  nei  suoi elementi costitutivi; quindi  in  base  agli
  elementi  in possesso della Società  Sistemi', la stessa, dopo  una
  verifica,  era venuta alla determinazione che i prezzi di  analisi
  erano ancora accettabili.
   Il  progetto  di  che  trattasi fu  aggiornato  con  i  prezzi  di
  prezzario regionale del 2007; infatti l'importo dei lavori  a  base
  d'asta  passò  da  7.608.442,31 euro a 8.242.951,71  euro,  con  un
  incremento di somme di 634.509,40 euro.
   In   seguito  a  ciò,  fu  necessario  avviare  la  procedura   di
  riapprovazione  in  via amministrativa del nuovo quadro  economico;
  l'approvazione avvenne con decreto del Dirigente generale  n.  9470
  del 30 dicembre 2008.
   Precedentemente,  in  data  8 aprile  2008,  con  il  decreto  del
  Dirigente  generale  n.  5877, veniva approvata  la  programmazione
  degli  interventi  a  titolarità regionale, da  finanziare  con  le
  cosiddette  risorse liberate  riguardante la misura 2.01 del POR.
   In  tale  programmazione veniva inserito il progetto della Tonnara
  di  Santa  Panagia, che veniva quindi rifinanziato con le   risorse
  liberate  del POR Sicilia 2000-2006.
   Con  decreto  del Dirigente generale n. 5627 del  20  marzo  2009,
  registrato alla Corte dei Conti il 15 maggio 2009, veniva impegnato
  l'importo occorrente per la sua realizzazione.
   Il   Responsabile   Unico   del  Procedimento,   con   riferimento
  all'entrata in vigore del prezzario regionale del 2009, ha ritenuto
  di  avvalersi del disposto di cui al comma  2 dell'articolo 18  ter
  della  legge  n. 109 del 1994, nel testo coordinato  con  le  norme
  della  legge  regionale  n. 7 del 2002 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, procedendo ad una valutazione economica del progetto.
   Nella  valutazione  economica del progetto, il Responsabile  Unico
  del  Procedimento ha tenuto conto di alcuni parametri significativi
  e delle fonti ufficiali in vigore al momento della valutazione.
   Dall'analisi degli elementi di cui sopra era emerso che  il  costo
  di  progetto,  con riferimento all'incremento dovuto per  il  costo
  della  manodopera e dei materiali, aveva avuto un lieve incremento.
  Parallelamente, lo stesso Responsabile Unico del procedimento aveva
  proceduto  alla  verifica  delle condizioni  generali  di  mercato,
  confrontando  i  dati  ISTAT  relativi ad  alcuni  indici  ritenuti
  significativi.
   Il   Responsabile  Unico  del  Procedimento,  valutando  il  lieve
  incremento  percentuale  calcolato  sul  costo  di  progetto  e  le
  condizioni  economiche generali di mercato,  con  un  andamento  al
  ribasso dei prezzi, che favorivano l'acquisto dei materiali,  aveva
  ritenuto che non sussistessero i presupposti per rivedere il  costo
  di  progetto,  potendosi  ritenere  le  variazioni  economiche  non
  significative.
   La Soprintendenza, quindi, avviava le procedure per l'espletamento
  della  gara  di appalto che, essendo sopra soglia comunitaria,  era
  soggetta  ad adempimenti speciali: invio all'Ufficio UREGA  sezione
  di  Siracusa;  pubblicazione sulla Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione
  Europea;  avviso di pre- informazione previsto per  le  gare  sopra
  soglia  comunitaria; pubblicazione presso le testate giornalistiche
  e  sui siti internet dell'Osservatorio lavori pubblici regionale  e
  in  quello dell'Assessorato regionale Beni Culturali; pubblicazione
  dell'estratto  di  bando  sulla Gazzetta Ufficiale  della  Regione;
  procedure queste tutte rispettate.
   Veniva nel contempo messo a disposizione delle imprese il progetto
  completo  di  tutti  gli  elaborati  tecnici,  che  poteva   essere
  acquistato presso la copisteria indicata nello stesso bando.
   Il  9  di ottobre 2009, termine ultimo per la presentazione  delle
  offerte  presso  l'Ufficio dell'UREGA sezione  di  Siracusa,  erano
  pervenute  n. 39 buste offerte per la partecipazione alla  gara  di
  appalto.
   A  seguito del ricorso amministrativo al TAR di Catania,  proposto
  dall'ANCE  di Siracusa, che lamentava il mancato aggiornamento  dei
  prezzi  al  nuovo prezzario regionale 2009, le operazioni  di  gara
  furono  sospese.  Con  la sentenza n. 4569  del  2010,  il  TAR  di
  Catania, accogliendo il ricorso dell'ANCE di Siracusa, ha annullato
  i provvedimenti impugnati.
   Si  evidenzia,  infine,  che  la  Soprintendenza  di  Siracusa  ha
  proposto  appello avverso la sentenza del TAR al CGA - inviando  il
  14  febbraio  2011  le controdeduzioni all'Avvocatura  distrettuale
  dello  Stato - confortata anche dal parere della stessa Avvocatura,
  la  quale  a  proposito  della sentenza del  TAR   ritiene  che  la
  decisione  sia censurabile e che sia, pertanto, opportuno procedere
  alla proposizione del gravame .
   Il  15  marzo scorso, il Consiglio di Giustizia Amministrativa  ha
  accolto  la richiesta dell'Amministrazione, sospendendo l'efficacia
  della sentenza del TAR.
   In  tempi  rapidissimi l'Amministrazione provvederà a valutare  le
  ricadute  di  questa recentissima decisione del  CGA,  al  fine  di
  riavviare al più presto il procedimento.
   E' il caso di rappresentare che, in presenza di queste sospensioni
  -  ritardi per motivi giudiziari, l'intervento risulta ancora  oggi
  nel programma delle  Risorse Liberate .
   Allo stato degli atti, dalla sintesi sopra esposta della vicenda -
  basata  naturalmente su dati e informazioni fornite dagli Uffici  -
  si  può  ritenere che, purtroppo, il progetto per la valorizzazione
  della Tonnara di Santa Panagia sia incorso in un  normale caso   di
  lentezza burocratica e del contenzioso.
   Rimane  ferma  la  volontà  del Governo e dell'Amministrazione  di
  pervenire  -  nei tempi più rapidi possibili nel doveroso  rispetto
  delle  norme e delle procedure - alla realizzazione di un  progetto
  importante  per  Siracusa  e, più in generale,  per  il  patrimonio
  culturale della Regione.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Missineo, anche per la completezza e
  l'articolazione  della risposta. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  De  Benedictis  per dichiararsi soddisfatto o meno  della  risposta
  dell'assessore.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  semplicemente   dichiararmi  insoddisfatto,   ma   devo   purtroppo
  dichiararmi imbarazzato, costernato, per la risposta che ho udito.
   Assessore  Missineo, lei non ha dato la risposta,  ha  relazionato
  sulla vicenda burocratica.
   Le  consiglierei, per il futuro, di leggere prima la risposta  dei
  suoi  Uffici,  che  le scrivono in burocratese,  semplicemente  per
  difendere  loro  stessi  e per illustrare  il  procedimento,  e  le
  consiglierei  anche di leggere la domanda, alla  quale,  purtroppo,
  non ha risposto.
   Non  posso  ritenermi neanche insoddisfatto, perché non c'è  stata
  una  risposta,  e  allora  reitero la  domanda.  Posto  quello  che
  l'assessore ha diffusamente illustrato, di cui eravamo a conoscenza
  e  che  sinteticamente avevamo esposto nell'interrogazione, avremmo
  potuto scrivere tutta questa relazione nella premessa, e presentare
  un'interrogazione  lunga sette pagine, avremmo potuto  esporre  noi
  queste informazioni e conoscenze che ci erano già note.
   Le  domande  erano  tre,  assessore, e  glielo  dico  con  sincera
  partecipazione e considerazione del suo ruolo, posto che c'è  stato
  un  ritardo  non normale  perché parliamo di una spesa che nel 1998
  era stata già di dieci miliardi di vecchie lire, per un bene che  è
  stato  espropriato  e poi abbandonato a se stesso,  non  in  aperta
  campagna, ma ai bordi della città. In questo bene abbandonato, oggi
  preda  del  nulla, noi chiediamo se lei ravvisi la  sussistenza  di
  eventuali  responsabilità nella gestione del bene,  tale  da  avere
  vanificato quella spesa fatta con denaro pubblico.
   L'assessore non ci ha detto se ravvisa delle responsabilità, e  io
  ritengo paradossale che ci dica semplicemente che siamo in presenza
  di una normale lentezza burocratica.
   E'  questa,  sì, una risposta burocratica che meriterebbe  di  non
  essere riportata.
   C'è un'altra domanda alla quale non viene data risposta, e cioè se
  l'eventuale responsabilità nei ritardi accumulati per il recupero e
  la  fruizione  del bene, ad oltre dieci anni dalla fine  dei  primi
  lavori, meriti un'azione significativa in questa direzione. Mi pare
  di no
   Mi  pare che ancora su questo non si dica nulla se non un generico
  appello al domani, sarà meglio.
   Quali  provvedimenti, poi, si intendono adottare per arrestare  il
  progressivo  degrado del complesso e avviare definitivi  lavori  di
  recupero,  anche alla luce delle responsabilità amministrative  per
  danno  erariale cui sarebbe esposta l'Amministrazione regionale  di
  fronte  alla  Corte  dei Conti per il mancato esito  delle  ingenti
  risorse  spese  a  fronte  delle  gravi  condizioni  in  cui  versa
  l'immobile?  Che,  ricordiamo,  è  stato  espropriato   in   quanto
  apparteneva   ad   un   privato  ed  è  stato,  quindi,   acquisito
  all'amministrazione con denaro pubblico
   Mi pare che la semplice elencazione di tutto quello che è avvenuto
  si giustifica da parte del funzionario che relaziona all'assessore,
  ma  non  si  può giustificare da parte dell'assessore che relaziona
  all'Aula poiché un contenuto meramente burocratico e amministrativo
  di  questa  risposta  non  è consono a quello  che  è  il  tema  di
  un'interrogazione  a  sfondo politico,  che  viene  rivolta  ad  un
  rappresentante del Governo e che deve, in qualche modo,  rispondere
  di  quello  che sta accadendo e, in particolare, alle  domande  che
  sono state formulate.
   Credo  dunque che dovremo tornare su questo argomento - magari  in
  altra sede - perché siamo in presenza di un bene che segna il passo
  con  dispendio vergognoso di risorse pubbliche e, da quello che  ho
  ascoltato, con nessuna indicazione su quello che avverrà perché  si
  possa cambiare il passo e vedere la luce.
   Assessore,  colgo  l'occasione per dirle, e qui  siamo  ancora  in
  tempo,  non vorrei parlarle fra dieci anni, io sicuramente  no,  ma
  non vorrei che qualcuno ne dovesse parlare ancora tra dieci anni.
   Si  tratta di questo: è stata spesa una significativa somma per il
  restauro  di un edificio del quale le ho parlato altre volte,  l'ex
  Convento  di  Sant'Agostino in Ortigia,  e  quindi  non  in  aperta
  campagna.  Questi  lavori  sono stati fatti  in  maniera  tale  che
  l'attività  che  vi si doveva insediare e per la  quale  era  stato
  previsto il finanziamento, anche se i lavori sono stati realizzati,
  non ha potuto insediarsi - in particolare mi riferisco al Museo del
  Papiro.  Da  un anno e mezzo questi lavori sono stati  ultimati   e
  l'immobile consegnato ed inutilizzato, perché inutilizzabile.
   Se non si interviene, e qui domando a lei come intende intervenire
  l'Amministrazione regionale e mi rivolgo all'Amministrazione  nella
  qualità  - so bene che in questo caso lei ha letto le risposte  che
  le  sono  state  fornite  dai suoi uffici e,  in  generale,  non  è
  responsabile  direttamente, soggettivamente,  di  ciò  che  i  suoi
  predecessori hanno fatto -, ma nella oggettività del suo ruolo,  le
  chiedo in che modo si vuole attivare in quest'altra circostanza che
  le ho segnalato, vale a dire quella del Museo Sant'Agostino.
   Purtroppo,  stando così come stanno al momento le cose,  rischiamo
  di  trovarci  fra  dieci  anni  a parlare  di  un  bene  a  rischio
  vandalismo,  per il quale sono stati spesi dei soldi e,  così  come
  per la Tonnara di Santa Panagia, questi soldi sono finiti al vento
   Credo  che  tutto  questo sia uno scandalo, del quale  un'autorità
  politica  e  questo Parlamento si dovrebbero interessare  piuttosto
  che  spiegarci soltanto il perché sia avvenuto quello che  è  sotto
  gli occhi di tutti.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, la questione che intendo  sottoporre
  c'entra  un po' di traverso sull'argomento ma, approfittando  della
  presenza dell'Assessore, quale membro del Governo, volevo porre una
  problematica che in questi giorni sta venendo fuori in buona  parte
  dei comuni.
   Tutti   i   colleghi  sanno  che  la  Regione   Sicilia   ha   una
  perimetrazione  di  aree  SIC e ZPS realizzata  nel  2005/2006.  E'
  inutile  dire  che  buona  parte di queste perimetrazioni,  essendo
  state realizzate il più delle volte sulla carta, hanno creato delle
  situazioni  abnormi. Alla luce di ciò, in questi  giorni  -  voglio
  darle  le date, signor Presidente, perché è questo il vero problema
  per il quale intervengo - l'Assessorato regionale del territorio  e
  dell'ambiente, in data 12 marzo 2011, poco meno di diciotto  giorni
  fa,  a seguito di alcune direttive della Comunità europea del  mese
  di   gennaio,   per   potere  riperimetrare   e   rivedere   queste
  riperimetrazioni in ampliamento o in diminuzione,  ha  mandato  una
  nota  a tutti i comuni della Sicilia che hanno a che fare con  tali
  problemi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Benedictis,  la  tematica   che   pone
  l'onorevole  Beninati è assolutamente importante. Pur  non  essendo
  presente  in Aula l'assessore Sparma, mi piacerebbe che il  Governo
  ascoltasse, in maniera tale da essere il tramite nei confronti  del
  Governo perché l'argomento mi pare assolutamente urgente.

   BENINATI. Almeno resta agli atti. Questa comunicazione arriva  per
  fax,  in buona parte dei comuni, il 12 marzo 2011. E' inutile dirle
  la  premessa sulle motivazioni che dovrebbero spingere i  comuni  a
  fare le loro osservazioni su queste vecchie perimetrazioni.
   Cito  solamente un comma per capire cosa il comune dovrebbe  fare:
   Per quanto attiene la proposta di modifica di cui sopra, nonché le
  eventuali nuove preposizioni, si richiama l'attenzione dei soggetti
  in  indirizzo, la necessità di tener conto dei contenuti dei  piani
  di gestione .
   Ho  voluto  citare questo comma perché anche qui, buona parte  dei
  piani   di   gestione,  lo  riferirà  al  Governo   nella   qualità
  dell'assessore  per il territorio e l'ambiente,  sono  stati  fatti
  anch'essi  sulla carta. Conosco il problema nella città di  Messina
  dove  in  tantissime aree è prevista la steppa, invece, lì ci  sono
  delle  costruzioni.   Ciò  dimostra che  questi  piani  sono  stati
  realizzati in modo sbagliato.
   Premesso  questo, la cosa ancora più eclatante è che l'Assessorato
  chiede  ai comuni di fare una relazione altamente scientifica,  con
  elaborati  altamente  specialistici e tutto  questo  deve  arrivare
  all'Assessorato entro dopodomani. L'Assessorato scrive il 12  marzo
  e  chiede  che  entro  il  31  marzo, in  tempi  strettissimi,  una
  relazione  altamente  scientifica  e  specialistica,  sia   mandata
  all'assessorato.
   Invito il Governo e, in particolare, l'assessore Sparma, che  vedo
  essere  celere in alcuni atteggiamenti, ma molto lento in altri,  a
  diramare  subito una nota ai comuni per avere un po' più di  tempo.
  Altrimenti  rischiamo  di prenderci in giro  perché  i  comuni  non
  potranno  certamente  rispondere in meno di dieci  giorni  con  una
  relazione  altamente  scientifica,  in  quanto  si  tratta  di   un
  argomento molto delicato.
   Forse  l'Assessorato avrebbe potuto intorno al 15 febbraio mandare
  una comunicazione e poi entro il 30 marzo ottenere una risposta dai
  comuni   Ma  non  si può pretendere che si mandi una  carta  il  12
  marzo,  poi si perdono 5-6 giorni per protocollare ed entro  il  31
  ottenere già una risposta.
   L'argomento è molto delicato e parlando della mia città, le  dico,
  assessore, che la città è quella di Messina non le aree, ripeto  la
  città di Messina, per il 50 per cento è zona SIC e ZPS.
   E'  stato fatto questo errore a suo tempo, oggi è un'occasione per
  riparare  a  questo errore perché sono zone altamente antropizzate,
  tutte  le  vie, le strade le luci; la città è zona ZPS,  oltretutto
  aggraviamo  i  privati di un costo di valutazione di incidenza  che
  non  dovrebbero  pagare  perché per buona  parte  della  città  non
  toccherebbe  questa  follia che è stata fatta  a  suo  tempo  dalla
  Regione.
   Allora,  concludo,  anche  per dare il  tempo  all'Amministrazione
  comunale  di  poter fare un'attenta valutazione  delle  aree  e  le
  perimetrazioni  e  le  dico  di  più,  anche  per  fare  un'attenta
  valutazione  per  le  problematiche che  hanno  una  defluenza  per
  l'attività  venatoria in Sicilia. Perché, signori miei,  forse  non
  si  sa,  ma  quest'anno l'attività venatoria -  se  non  si  ripara
  velocemente  a  questo problema - è meglio non aprirla  perché  noi
  rubiamo,  il  Governo  ruba  i  soldi a  chi  legittimamente  vuole
  esercitare  questo  diritto  e  invece  automaticamente  gli  viene
  precluso  per  tutta  questa  gran  confusione  che  c'è   e   che,
  certamente,  in dodici giorni, sfido qualunque comune, a  risolvere
  questo problema.
   Quindi,  l'assessore Sparma sia così cortese  di  voler  prorogare
  questo temine di almeno trenta giorni, perché non fa una cortesia a
  me, ma fa un bene alla Sicilia.
   Signor Presidente, la ringrazio per  avermi dato l'opportunità  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, la Presidenza farà  tutto  quello
  che  è  nelle  proprie competenze per trasferire  questo  messaggio
  urgente  al  Governo  e lo chiedo con tanta cortesia  all'assessore
  Missineo.
   Intanto  informo  che  la   rubrica   Beni  culturali  e  identità
  siciliana' è stata conclusa.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  per darle atto di grande tempestività e di  intervento
  autorevole  per quel che riguarda una questione della quale  avevo,
  in  qualche  maniera, investito il Parlamento e per la quale  avevo
  chiesto il suo autorevole intervento e che riguardava il diritto di
  accesso dei parlamentari agli atti.
   Avevo chiesto all'Assessorato Salute e, segnatamente, al direttore
  di  quell'Assessorato e all'Assessore per la salute, di accedere al
  protocollo in entrata e in uscita onde esercitare il mio diritto di
  controllo e di ispezione. L'avevo fatto nel mese di novembre scorso
  e,   nonostante   i  solleciti,  nonostante  le  diverse   missive,
  nonostante  i  telegrammi e quindi i solleciti verbali  e  scritti,
  l'Assessore  e il suo direttore si erano rifiutati  di  dare  a  un
  parlamentare quegli atti addirittura scrivendo che erano reperibili
  gli stessi presso l'URP.
   Ho  chiesto  il  suo  intervento,  signor  Presidente,  e  il  suo
  intervento  è  stato  tempestivo  e  quegli  atti  sono  pervenuti,
  finalmente, alla mia osservazione. Sto vedendo di esaminarli come è
  giusto  che sia, però resta un fatto che è il seguente: vi è  stata
  la  correttezza della Presidenza dell'Assemblea e di questo  io  la
  ringrazio, permane tuttavia la scorrettezza dell'Assessorato  della
  salute e del suo direttore che, fino a quando non vi è stato il suo
  autorevole  intervento, si erano negati di  produrre  questi  atti,
  quindi   avevano  negato  al  Parlamento  -  e  non   soltanto   al
  sottoscritto  -  il diritto di prendere visione di  atti  che  sono
  fondamentali nell'esercizio della funzione di un parlamentare .
   Pertanto,   esprimo  il  mio  disappunto  per   il   comportamento
  certamente  da  biasimare  da  parte  dell'Assessorato  e,  invece,
  ringrazio   la  Presidenza  per  il  suo  autorevole  ed   efficace
  intervento.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Termine,  Cascio Salvatore e Marinese per oggi; Bufardeci e  Cimino
  per oggi e domani; Cristaudo e Scammacca della Bruca da oggi al  31
  marzo 2011.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione sull'interpretazione autentica del disegno di legge
                           n. 85 ed altri/A
       «Modifiche di norme in materia di elezione, composizione
           e decadenza degli organi comunali e provinciali»

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in riferimento al disegno di legge
  n. 85 ed altri, recante  Modifiche di norme in materia di elezione,
  composizione  e  decadenza  degli organi comunali  e  provinciali ,
  approvato  il 23 marzo 2011, comunico che nell'ambito della  delega
  al coordinamento del testo anche rispetto alla normativa vigente in
  materia  elettorale, votata dall'Assemblea nella seduta n. 239  del
  23   marzo   2011,  si  precisa  quanto  segue:  a)  la  norma   di
  interpretazione  autentica  sul computo  dei  voti  utili  ai  fini
  dell'attribuzione   del  premio  di  maggioranza   (il   punto   10
  dell'emendamento Comm.1 bis e l'art. 6 del testo trasmesso) non può
  che  riguardare sia i consigli comunali che i consigli provinciali,
  poiché  le norme da interpretare (il comma 6 dell'articolo 4  e  il
  comma  7  dell'articolo  7  della  legge  regionale  n.  35/1997  e
  successive  modifiche)  sono di identico contenuto;  b)  la  stessa
  norma  di  interpretazione autentica non può  che  avere  immediata
  operatività,  in  quanto  per sua natura non  può  avere  efficacia
  differita.

   A  tal  fine  il testo approvato è stato opportunamente coordinato
  secondo le formulazioni di seguito riportate:

                               «Art. 6.
     Interpretazione autentica in materia di computo dei voti per
                            l'attribuzione
                       del premio di maggioranza

   1.  Il comma 6 dell'articolo 4 ed il comma 7 dell'articolo 7 della
  legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche  ed
  integrazioni,   si   interpretano   nel   senso   che    ai    fini
  dell'attribuzione del premio di maggioranza non sono computabili  i
  voti  espressi  per  le  liste  che,  ai  sensi  del  comma  3  bis
  dell'articolo 4 e del comma 4 bis dell'articolo 7, non sono ammesse
  all'assegnazione di seggi.

                               Art. 13.
                              Decorrenza

   1.  Le  disposizioni  contenute  nella  presente  legge  producono
  effetti a decorrere dall'1 gennaio 2012, ad eccezione di quelle  di
  cui agli articoli 6,10 e 12».

   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

       Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Commissario dello Stato per  la
  Regione  siciliana  con ricorso notificato  il  29  marzo  2011  ha
  impugnato  l'articolo  23 della deliberazione  legislativa  recante
  «Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione e l'agevolazione
  delle  iniziative  economiche. Disposizioni per il  contrasto  alla
  corruzione  ed  alla  criminalità organizzata  di  stampo  mafioso.
  Disposizioni   per   il   riordino  e  la   semplificazione   della
  legislazione   regionale»   (ddl   n.   520-144   bis)    approvata
  dall'Assemblea 23 marzo 2011, per violazione degli articoli 3, 51 e
  97 della Costituzione.

              Annunzio dell'ordine del giorno numero 477

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero  477  «Promulgazione con l'omissione delle  parti  impugnate
  della delibera legislativa numeri 520-144 bis recante  Disposizioni
  per    la    trasparenza,    la   semplificazione,    l'efficienza,
  l'informatizzazione della pubblica amministrazione,  l'agevolazione
  delle   iniziative  economiche.  Disposizioni  per   lo   sviluppo.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino  e  la
  semplificazione  della  legislazione regionale'»,  degli  onorevoli
  Cracolici, Musotto, Mancuso, Aricò, Parlavecchio e Cordaro.  Ne  do
  lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   considerato che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 239 del 23  marzo
  2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Disposizioni per la
  trasparenza,  la semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione
  della  pubblica  amministrazione e l'agevolazione delle  iniziative
  economiche. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della
  legislazione regionale' (disegno di legge nn. 520-144 bis);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 29 marzo 2011;

   ritenuto   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
  Regione,  con  l'altra che discende dall'opportunità di  consentire
  alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata  nella seduta n.  239  del  23  marzo  2011,
  recante  'Disposizioni   per  la trasparenza,  la  semplificazione,
  l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica amministrazione  e
  l'agevolazione  delle iniziative economiche.  Disposizioni  per  il
  riordino   e   la  semplificazione  della  legislazione  regionale'
  (disegno di legge nn. 520-144 bis)». (477)

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, sull'intervento del collega Beninati,
  non  so  se  lo  ritenga opportuno, naturalmente lascio  a  lei  la
  decisione  migliore se presentare un ordine del giorno, considerato
  che  tra qualche minuto si procederà ad aprire un'altra seduta, con
  il  quale  chiedere  il  rinvio dei  termini  di  scadenza  per  le
  riperimetrazioni di situazioni molto importanti  in  cui  i  comuni
  certamente  non avranno tempo per rispondere all'assessorato  o  se
  lei  ritenga  di dovere  convocare la Commissione che  presiedo  la
  settimana  prossima,  alla  presenza  del  Governo,  in  modo   che
  collegialmente si discuta  su quali possano essere i tempi  congrui
  da  dare  ai comuni e quali modalità da indicare nella circolare  e
  stabilire i nuovi termini. Pertanto, mi rimetto alla sua decisione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, vista  l'importanza  e  l'urgenza
  dell'argomento  e  vista l'imminente scadenza, che  è  fissata  per
  dopodomani, e considerando che l'assessore Sparma in questi  giorni
  si  trova a Lampedusa, la Presidenza auspica che lei, nella qualità
  di   Presidente   di  Commissione,  possa  mettersi   in   contatto
  direttamente  con l'Assessore e convocare la stessa per  dopodomani
  o,  nel  caso  fosse  possibile, anche domani  stesso.  Ovviamente,
  avrebbe  da parte della Presidenza il plauso, almeno il plauso  per
  la sua fattiva collaborazione.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 29 marzo
  2011, alle ore 17.55, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 252   -    Rapida attivazione degli impegni assunti a seguito
         dell'approvazione  della  mozione   n.   126   circa   gli
         interventi  per  l'aumento dei massimali  de  minimis  nel
         settore dell'agricoltura .
   (22 marzo 2011)
      ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - AMMATUNA -
  BARBAGALLO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
          FARAONE - FERRARA - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
       MARZIANO - PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI -
                                                   SPEZIALE - TERMINE

   N. 255  -   Attuazione, in tempi rapidi, degli impegni assunti a
         seguito  dell'approvazione della mozione n. 150 in  ordine
         al   calcolo   dei   premi  delle  misure  agro-ambientali
         previsti dal PSR 2007/2013 .
   (23 marzo 2011)
      ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - DONEGANI - MARINELLO - AMMATUNA -
  BARBAGALLO - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO - DIGIACOMO - DI GUARDO -
         FARAONE - FERRARA  - GALVAGNO - GUCCIARDI - LACCOTO - LUPO -
       MARZIANO - PANARELLO - PANEPINTO - PICCIOLO - RAIA - RINALDI -
                                                   SPEZIALE - TERMINE

  III  -Comunicazioni del Governo sul tema dell'emergenza umanitaria
   in  Sicilia  a  seguito  dei  recenti eventi  internazionali  che
   interessano l'area del Maghreb

                   La seduta è tolta alle ore 17.50

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica  Economia'

    BARBAGALLO-MATTARELLA-GALVAGNO-GUCCIARDI-MANCUSO-CARONIA-     «Al
  Presidente  della Regione e all'Assessore per l'economia,  premesso
  che:

    l'art.  20  della  legge finanziaria regionale 2010  prevede  che
  all'area  strategica  trasporti  pubblici  'corrisponda  una   sola
  società  a  totale o maggioritaria partecipazione regionale  o  una
  sola impresa pubblica, ponendo in atto le procedure necessarie alla
  dismissione delle partecipazioni strategicamente non rilevanti  per
  il perseguimento dei fini istituzionali della Regione';

    all'area strategica  trasporti pubblici corrispondono al  momento
  due società pubbliche: l'AST, a totale partecipazione regionale,  e
  la Jonica Trasporti, a maggioritaria partecipazione regionale;

    considerato che:

    la  Jonica  Trasporti  era  un'azienda  a  totale  partecipazione
  regionale fino a quando, con procedura concorsuale, il 49% è  stato
  ceduto, per una cifra irrisoria, ad un imprenditore privato;

    la  cessione  è  avvenuta  con un bando quanto  meno  discutibile
  poiché,  ad  esempio,  sono  state  escluse  tutte  le  aziende  di
  trasporto  siciliano in quanto nessuna presenta un fatturato  annuo
  non  inferiore  ad  euro  12.000.000,00 (dodicimilioni)  così  come
  previsto dal predetto bando;

    ritenuto che:

    l'AST  ha  ceduto  a  titolo gratuito alcune  linee  alla  Jonica
  Trasporti;

    tale scelta appare di dubbia legittimità;

    la legge finanziaria, nel porre l'obbligo di una sola partecipata
  nel  settore trasporti, non solo sottrae il procedimento  all'esame
  dell'Assemblea   (trasferendolo  alla  competenza  dell'Assessorato
  Economia),   ma   potrebbe  avviare  l'illegittimo  ingresso   (per
  incorporazione)  di  un  socio privato  nella  compagine  azionaria
  dell'AST;

    ritenuto ancora che:

    il  processo  di  incorporazione della Jonica  Trasporti  farebbe
  venire  meno  i  presupposti per gli affidamenti in  house  ad  AST
  s.p.a. da parte del socio Regione che, tra l'altro, non sarebbe più
  socio unico;

    con l'art.76 della legge finanziaria è stato assegnato all'AST un
  contributo straordinario di 125 milioni in cinque anni;

    la  Jonica Trasporti non è strategicamente rilevante perché ha un
  parco  vetture insignificante, pochi dipendenti provenienti dall'ex
  STAT  e  un  servizio limitato derivante al 50% dalle linee  cedute
  dall'AST;

    per  sapere le ragioni per le quali non sia stato ancora  avviato
  il  percorso  di liquidazione della quota della Jonica Trasporti  a
  salvaguardia   dell'interesse   pubblico   e   di   una   legittima
  applicazione delle norme vigenti». (1202)

    Risposta.  -  «Con  riferimento  all'interrogazione  in  oggetto,
  appare   il  caso  di  precisare  preliminarmente  che  la  Regione
  siciliana  possiede l'intero pacchetto azionario della  AST  S.p.A.
  che  a  sua  volta  partecipa, con una quota del 51%,  al  capitale
  sociale della Jonica Trasporti & Turismo S.p.A. dove è presente  il
  socio  privato  Mediterr  Shock Absorbers  S.p.A.  che  detiene  la
  restante  parte di capitale e la cui partecipazione è stata  a  suo
  tempo acquisita con procedura ad evidenza pubblica.
    In  attuazione delle previsioni contenute nell'art. 7 della  l.r.
  6/2009  (Norme  per la riduzione dei costi degli apparati  pubblici
  regionali)  e delle opportune istruzioni impartite dalla Ragioneria
  Generale  di  questo  Assessorato con Circ. n. 13  del  18.08.2009,
  nell'agosto  del  2009 l'AST ha trasmesso una relazione  in  ordine
  all'avvio delle procedure di cui allo stesso articolo di legge.
    L'art.   7  di  che  trattasi  impone  il  divieto  alle  società
  partecipate dell'Amministrazione regionale a capitale interamente o
  a  maggioranza  pubblico  non quotate in borsa  di  procedere  alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari  e
  dispone altresì l'obbligo di procedere entro 90 giorni dall'entrata
  in vigore della legge, alla liquidazione delle società od organismi
  esterni partecipati.
    Ciò  premesso,  avuto riguardo alla Jonica, nella  suddetta  nota
  dell'AST era comunicato che, nell'interesse aziendale e per evitare
  un  nocumento alla stessa capogruppo, la società riteneva opportuna
  una  fusione  per  incorporazione in  AST,  o  in  alternativa,  il
  mantenimento della partecipazione.
    Atteso che con nota a parte (prot. n. 3022 del 19.08.2009)  l'AST
  aveva  chiesto al Presidente della Regione il rilascio di  apposito
  provvedimento  autorizzativo al mantenimento della  partecipazione,
  proprio  in  relazione  all'istanza presentata  questo  Assessorato
  aveva  rappresentato all'Onorevole Presidente che  il  processo  di
  incorporazione  avrebbe  fatto venir meno il  presupposto  per  gli
  affidamenti  in  house  ad  AST da parte  della  Regione,  perdendo
  quest'ultima  il  requisito di socio unico e, con riferimento  alla
  seconda  ipotesi prospettata - mantenimento della partecipazione  -
  aveva  rappresentato, cosi come riferito dalla  stessa  AST  l'alto
  valore  strategico  della  Jonica  che, nell'ambito  del  trasporto
  pubblico,  completa  la  presenza della  società  capogruppo  nella
  provincia  di  Messina  oltre ad integrare l'offerta  di  trasporto
  attraverso il servizio di noleggio con conducente per il quale è in
  possesso di regolare autorizzazione e che rappresenta una rilevante
  prerogativa industriale di gruppo.
    Questo  Assessorato aveva pertanto proposto (promemoria prot.  n.
  59141  del  30.10.2009) il mantenimento della partecipazione  della
  Jonica  da  parte di AST, considerato che le attività svolte  dalla
  stessa  potevano  qualificarsi  come   strumentali  e  strettamente
  necessarie al perseguimento dell'oggetto sociale di AST,  allegando
  apposita  bozza  di nota autorizzativa, atteso che il  rilascio  di
  tale provvedimento compete al Presidente della Regione (in aderenza
  al  disposto normativo previsto dal comma 6 dell'art. 2 della  l.r.
  16.12.2009 n. 19).
    Nelle    more    del   rilascio   del   succitato   provvedimento
  autorizzativo, la AST, nell'approfondire le tematiche  correlate  a
  quanto  prospettato,  con  il  supporto  di  due  pareri  resi  dal
  consulente  aziendale, prof. Giovanni Pitruzzella, per  il  tramite
  del Presidente del Consiglio di Sorveglianza, ha trasmesso apposita
  relazione (prot. n. 2287 del 14.07.2010) in ordine agli adempimenti
  posti  in  essere  per  la  riduzione delle  società  dalla  stessa
  partecipate,  allegando i pareri pro veritate ed  evidenziando  che
  nell'ipotesi  di  fusione per incorporazione di Jonica  in  AST  si
  sarebbe  configurato un valore esiguo dell'eventuale   rapporto  di
  concambio .
    I  due  pareri,  del 13 e 19 luglio 1010, dopo  avere  effettuato
  l'analisi   della   normativa  di  settore   (trasporto   pubblico)
  comunitaria e nazionale vigente e varie sentenze, anche della Corte
  di Giustizia CE, rilevano come la disciplina generale in materia di
  affidamenti   diretti,  che  ritiene  imprescindibile   la   totale
  partecipazione  pubblica  al  capitale della  società  affidataria,
  sembri  trovare un'importante eccezione nel settore  dei  trasporti
  pubblici sancita nell'art. 61 della Legge 99/2009 che espressamente
  rinvia  al  regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento Europeo  e
  del  Consiglio del 23 ottobre 2007 relativo ai servizi pubblici  di
  trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia, in vigore  dal  3
  dicembre  2009, il quale (all'art. 5, par. 2) consente  l'in  house
  anche  se  non  vi  è  la proprietà al 100% da parte  dell'autorità
  pubblica competente, ma sempre a condizione che vi sia un'influenza
  pubblica  dominante  e che il controllo possa essere  stabilito  in
  base ad altri criteri.
    Questa  Amministrazione pertanto, esaminati i suddetti  pareri  e
  alla  luce anche di quanto previsto dalla l.r. 11/2010 in  tema  di
  razionalizzazione delle società partecipate regionali (art.  20)  e
  privatizzazione  del trasporto pubblico locale (art.76),  con  nota
  prot. n. 40273 del 30.07.2010 ha comunicato all'AST di ritenere che
  la  formulata ipotesi di incorporazione della Jonica in AST potesse
  essere  intesa come atto propedeutico alla programmata  dismissione
  da parta della Regione di una quota del capitale detenuta in AST ed
  alla  individuazione di altri soci privati mediante  una  procedura
  competitiva  ad  evidenza  pubblica,  nel  rispetto  dei   principi
  generali   relativi  ai  contratti  pubblici  e  dei  principi   di
  economicità    ed    efficacia    dell'azione    della     Pubblica
  Amministrazione.
    Inoltre, corre l'obbligo di evidenziare che dopo aver avviato  la
  procedura  sopra  rappresentata,  con  nota  prot.  n.  25553   del
  3.08.2010,  l'AST  ha  trasmesso  un  ulteriore  parere  del  Prof.
  Salvatore  Raimondi, richiesto dal gruppo parlamentare del  Partito
  Democratico presso l'Assemblea Regionale, che dopo aver esaminato i
  pareri  del  Prof.  Pitruzzella  ed  effettuato  un'analisi   della
  normativa  di  riferimento, sostanzialmente oppone  che  l'art.  61
  della  legge  99/2009  non è applicabile alla  fattispecie  di  che
  trattasi in quanto sulla stessa prevarrebbe la disciplina contraria
  risultante dall'art. 23 bis del D.Lgs. 112/2008 come modificato dal
  D.L. n. 135/2009, convertito con modificazioni dalla Legge166/2009,
  che  non consentirebbe alcuna deroga in materia. Infatti il  parere
  sostiene  che  la  possibilità di fare ricorso  all'affidamento  in
  house   di   servizi  pubblici  locali  in  favore  di  società   a
  partecipazione   mista  pubblica  e  privata  è  subordinata   alla
  circostanza che  la selezione del socio avvenga mediante  procedure
  competitive ad evidenza pubblica .. le quali abbiano ad oggetto, al
  tempo  stesso,  la qualità di socio e l'attribuzione  di  specifici
  compiti  connessi  alla gestione del servizio e che  al  socio  sia
  attribuita una partecipazione non inferiore al 40% .
    A  sua  volta,  il  Prof.  Pitruzzella in  un  nuovo  parere  del
  14.09.2010,  pervenuto  con  nota  prot.  n.  3281  del  20.10.2010
  dell'AST,  nell'integrare i pareri già resi, ribadisce  le  proprie
  considerazioni  e  alla luce del parere del Prof. Raimondi  ribatte
  che  il trasporto regionale svolto dall'AST per conto della Regione
  non  è  qualificabile quale servizio pubblico locale che  invece  è
  gestito dagli enti locali e non dalle regioni».

             L'Assessore

                       prof. avv. Gaetano Armao

    MAIRA-FORZESE-CORDARO.-   «Al   Presidente   della   Regione    e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

    il comma 2 dell'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010,
  n. 11 (finanziaria regionale 2010) prevede che 'all'area strategica
  trasporti  pubblici  corrisponda  una  sola  società  a  totale   o
  maggioritaria partecipazione regionale o una sola impresa pubblica,
  ponendo  in  atto  le procedure necessaria alla  dismissione  delle
  partecipazioni  strategicamente non rilevanti per il  perseguimento
  dei fini istituzionali della Regione';

    all'area strategica  trasporti pubblici corrispondono attualmente
  due   società  pubbliche,  ovvero  l'AST  a  totale  partecipazione
  regionale  e  la  Jonica  Trasporti a maggioritaria  partecipazione
  regionale;

    la  Jonica  Trasporti  era  un'azienda  a  totale  partecipazione
  regionale fino a quando, con procedura concorsuale, il 49% è  stato
  ceduto, per una cifra irrisoria, ad un imprenditore privato;

    la   cessione   è  avvenuta  attraverso  un  bando   quanto   mai
  discutibile,  poiché  nessuna azienda  di  trasporto  siciliano  ha
  potuto   partecipare  alla  gara  in  quanto  prive  del  requisito
  fondamentale previsto dallo stesso bando, ovvero un fatturato annuo
  non  inferiore  ad  euro 12.000.000,00 (dodici  milioni  di  euro)a
  prescindere dall'area di mercato in cui l'offerente operava;

    considerato che:

    l'AST, successivamente alla gara di cui sopra, ha ceduto a titolo
  gratuito  alla  Jonica trasporti alcune linee  e  che  tale  scelta
  appare di dubbia legittimità;

    la legge finanziaria, nel porre l'obbligo di una sola partecipata
  nel  settore  dei  trasporti,  non  solo  sottrae  il  procedimento
  all'esame    dell'ARS    trasferendo   la   competenza    esclusiva
  all'Assessorato  regionale Economia, ma avvia  anche  l'illegittimo
  ingresso  per  incorporazione di un socio privato  nella  compagine
  azionaria dell'AST;

    il  processo  di  incorporazione della Jonica  Trasporti  farebbe
  venire  meno  i  presupposti per gli affidamenti in  house  ad  AST
  s.p.a. da parte del socio Regione che, tra l'altro, non sarebbe più
  socio unico;

    con  l'art.  76  della legge regionale 11/2010 è stato  assegnato
  all'AST un contributo straordinario di 125 milioni in cinque anni;

    la  Jonica Trasporti non è strategicamente rilevante a fronte  di
  un  parco  vetture  insignificante,  pochi  dipendenti  provenienti
  dall'ex  STAT e un servizio limitato derivante al 50%  dalle  linee
  cedute dall'AST;

    per  sapere  quali siano le ragioni per cui non  è  stato  ancora
  avviato  il  percorso  di  liquidazione della  quota  della  Jonica
  Trasporti a salvaguardia dell'interesse pubblico e di una legittima
  applicazione delle norme vigenti in materia». (1283)

     (Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
                               urgenza)

    Risposta.  -  «Con  riferimento  all'interrogazione  in  oggetto,
  appare   il  caso  di  precisare  preliminarmente  che  la  Regione
  Siciliana  possiede l'intero pacchetto azionario della  AST  S.p.A.
  che  a  sua  volta  partecipa, con una quota del 51%,  al  capitale
  sociale della Jonica Trasporti & Turismo S.p.A. dove è presente  il
  socio  privato  Mediterr  Shock Absorbers  S.p.A.  che  detiene  la
  restante  parte di capitale e la cui partecipazione è stata  a  suo
  tempo acquisita con procedura ad evidenza pubblica.
    In  attuazione delle previsioni contenute nell'art. 7 della  l.r.
  6/2009  (Norme  per la riduzione dei costi degli apparati  pubblici
  regionali)  e delle opportune istruzioni impartite dalla Ragioneria
  Generale  di  questo  Assessorato con Circ. n. 13  del  18.08.2009,
  nell'agosto  del  2009 l'AST ha trasmesso una relazione  in  ordine
  all'avvio delle procedure di cui allo stesso articolo di legge.
    L'art.   7  di  che  trattasi  impone  il  divieto  alle  società
  partecipate dell'Amministrazione regionale a capitale interamente o
  a  maggioranza  pubblico  non quotate in borsa  di  procedere  alla
  costituzione o partecipazione ad altre società od organismi vari  e
  dispone altresì l'obbligo di procedere entro 90 giorni dall'entrata
  in vigore della legge, alla liquidazione delle società od organismi
  esterni partecipati.
    Ciò  premesso,  avuto riguardo alla Jonica, nella  suddetta  nota
  dell'AST era comunicato che, nell'interesse aziendale e per evitare
  un  nocumento alla stessa capogruppo, la società riteneva opportuna
  una  fusione  per  incorporazione in  AST,  o  in  alternativa,  il
  mantenimento della partecipazione.
    Atteso che con nota a parte (prot. n. 3022 del 19.08.2009)  l'AST
  aveva  chiesto al Presidente della Regione il rilascio di  apposito
  provvedimento  autorizzativo al mantenimento della  partecipazione,
  proprio  in  relazione  all'istanza presentata  questo  Assessorato
  aveva  rappresentato all'onorevole Presidente che  il  processo  di
  incorporazione  avrebbe  fatto venir meno il  presupposto  per  gli
  affidamenti  in  house  ad  AST da parte  della  Regione,  perdendo
  quest'ultima  il  requisito di socio unico e, con riferimento  alla
  seconda  ipotesi prospettata - mantenimento della partecipazione  -
  aveva  rappresentato, cosi come riferito dalla  stessa  AST  l'alto
  valore  strategico  della  Jonica  che, nell'ambito  del  trasporto
  pubblico,  completa  la  presenza della  società  capogruppo  nella
  provincia  di  Messina  oltre ad integrare l'offerta  di  trasporto
  attraverso il servizio di noleggio con conducente per il quale è in
  possesso di regolare autorizzazione e che rappresenta una rilevante
  prerogativa industriale di gruppo.
    Questo  Assessorato aveva pertanto proposto (promemoria prot.  n.
  59141  del  30.10.2009) il mantenimento della partecipazione  della
  Jonica  da  parte di AST, considerato che le attività svolte  dalla
  stessa  potevano  qualificarsi  come   strumentali  e  strettamente
  necessarie al perseguimento dell'oggetto sociale di AST,  allegando
  apposita  bozza  di nota autorizzativa, atteso che il  rilascio  di
  tale provvedimento compete al Presidente della Regione (in aderenza
  al  disposto normativo previsto dal comma 6 dell'art. 2 della  l.r.
  16.12.2009 n. 19).
    Nelle    more    del   rilascio   del   succitato   provvedimento
  autorizzativo, la AST, nell'approfondire le tematiche  correlate  a
  quanto  prospettato,  con  il  supporto  di  due  pareri  resi  dal
  consulente  aziendale, prof. Giovanni Pitruzzella, per  il  tramite
  del Presidente del Consiglio di Sorveglianza, ha trasmesso apposita
  relazione (prot. n. 2287 del 14.07.2010) in ordine agli adempimenti
  posti  in  essere  per  la  riduzione delle  società  dalla  stessa
  partecipate,  allegando i pareri pro veritate ed  evidenziando  che
  nell'ipotesi  di  fusione per incorporazione di Jonica  in  AST  si
  sarebbe  configurato un valore esiguo dell'eventuale   rapporto  di
  concambio .
    I  due  pareri,  del 13 e 19 luglio 1010, dopo  avere  effettuato
  l'analisi   della   normativa  di  settore   (trasporto   pubblico)
  comunitaria e nazionale vigente e varie sentenze, anche della Corte
  di Giustizia CE, rilevano come la disciplina generale in materia di
  affidamenti   diretti,  che  ritiene  imprescindibile   la   totale
  partecipazione  pubblica  al  capitale della  società  affidataria,
  sembri  trovare un'importante eccezione nel settore  dei  trasporti
  pubblici sancita nell'art. 61 della legge 99/2009 che espressamente
  rinvia  al  regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento Europeo  e
  del  Consiglio del 23 ottobre 2007 relativo ai servizi pubblici  di
  trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia, in vigore  dal  3
  dicembre  2009, il quale (all'art. 5, par. 2) consente  l'in  house
  anche  se  non  vi  è  la proprietà al 100% da parte  dell'autorità
  pubblica competente, ma sempre a condizione che vi sia un'influenza
  pubblica  dominante  e che il controllo possa essere  stabilito  in
  base ad altri criteri.
    Questa  Amministrazione pertanto, esaminati i suddetti  pareri  e
  alla  luce anche di quanto previsto dalla l.r. 11/2010 in  tema  di
  razionalizzazione delle società partecipate regionali (art.  20)  e
  privatizzazione del trasporto pubblico locale (art. 76),  con  nota
  prot. n. 40273 del 30.07.2010 ha comunicato all'AST di ritenere che
  la  formulata ipotesi di incorporazione della Jonica in AST potesse
  essere  intesa come atto propedeutico alla programmata  dismissione
  da parta della Regione di una quota del capitale detenuta in AST ed
  alla  individuazione di altri soci privati mediante  una  procedura
  competitiva  ad  evidenza  pubblica,  nel  rispetto  dei   principi
  generali   relativi  ai  contratti  pubblici  e  dei  principi   di
  economicità    ed    efficacia    dell'azione    della     Pubblica
  Amministrazione.
    Inoltre, corre l'obbligo di evidenziare che dopo aver avviato  la
  procedura  sopra  rappresentata,  con  nota  prot.  n.  25553   del
  3.08.2010,  l'AST  ha  trasmesso  un  ulteriore  parere  del  Prof.
  Salvatore  Raimondi, richiesto dal gruppo parlamentare del  Partito
  Democratico presso l'Assemblea Regionale, che dopo aver esaminato i
  pareri  del  Prof.  Pitruzzella  ed  effettuato  un'analisi   della
  normativa  di  riferimento, sostanzialmente oppone  che  l'art.  61
  della  Legge  99/2009  non è applicabile alla  fattispecie  di  che
  trattasi in quanto sulla stessa prevarrebbe la disciplina contraria
  risultante dall'art. 23 bis del D.Lgs. 112/2008 come modificato dal
  D.L. n. 135/2009, convertito con modificazioni dalla Legge166/2009,
  che  non consentirebbe alcuna deroga in materia. Infatti il  parere
  sostiene  che  la  possibilità di fare ricorso  all'affidamento  in
  house   di   servizi  pubblici  locali  in  favore  di  società   a
  partecipazione   mista  pubblica  e  privata  è  subordinata   alla
  circostanza che  la selezione del socio avvenga mediante  procedure
  competitive ad evidenza pubblica .. le quali abbiano ad oggetto, al
  tempo  stesso,  la qualità di socio e l'attribuzione  di  specifici
  compiti  connessi  alla gestione del servizio e che  al  socio  sia
  attribuita una partecipazione non inferiore al 40% .
    A  sua  volta,  il  Prof.  Pitruzzella in  un  nuovo  parere  del
  14.09.2010,  pervenuto  con  nota  prot.  n.  3281  del  20.10.2010
  dell'AST,  nell'integrare i pareri già resi, ribadisce  le  proprie
  considerazioni  e  alla luce del parere del Prof. Raimondi  ribatte
  che  il trasporto regionale svolto dall'AST per conto della Regione
  non  è  qualificabile quale servizio pubblico locale che  invece  è
  gestito dagli enti locali e non dalle regioni».

             L'Assessore

                       prof. avv. Gaetano Armao

    CAPUTO.  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'economia, premesso che:

    il  Presidente  della Regione ha annunciato la possibilità  della
  costituzione di un polo bancario siciliano;

    tale   annuncio  appare  inopportuno   in  considerazione   delle
  condizioni  economiche e finanziarie in cui  versa  la  Regione  e,
  conseguentemente, tutti gli enti locali siciliani;

    considerato  che la costituzione di un polo bancario  rappresenta
  un'operazione  ad  alto  rischio per la Regione  in  quanto  l'ente
  verrebbe esposto a ingenti danni economici con ripercussioni per le
  casse regionali;

    ritenuto che l'eventuale costituzione di un polo bancario con  la
  partecipazione della Regione assume rilevanza per la stessa;

    per sapere:

    quali  provvedimenti abbiano adottato in merito alla costituzione
  del polo bancario siciliano;

    le risorse con le quali intendano realizzare il predetto progetto
  e  quali  conseguenze subirà la Regione in caso di  esito  negativo
  dell'operazione». (1364)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

    Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in oggetto,  va
  preliminarmente accennato che nel febbraio del 2010 si sono  svolte
  due  riunioni  nell'ambito  di  un tavolo  tecnico  finalizzato  al
  riordino del credito in Sicilia.
    La  necessità di istituire tale tavolo tecnico è scaturita  dalla
  precisa volontà del Presidente della Regione di farsi promotore  di
  una  riforma  del  credito  siciliano  al  fine  di  risolvere   le
  problematiche sollevate dal sistema imprenditoriale siciliano i cui
  operatori  economici,  chiamati quotidianamente  ad  affrontare  le
  criticità  imposte  dalla contingente e generale  crisi  economica,
  sono  gravati tra l'altro dalle condizioni penalizzanti del sistema
  bancario  che a livello territoriale sembra non  collaborare    con
  gli   obiettivi   di   rilancio  e  di  sviluppo   imprenditoriale,
  ostacolando l'accesso al credito.
    Il Presidente ritiene necessario appoggiare da un lato l'adozione
  di  norme che agevolino l'accesso ai finanziamenti e dall'altro  il
  progetto,  condiviso peraltro con diversi istituti di  credito,  di
  istituire  un  pool  di  banche  che  possa  specializzarsi   nelle
  operazioni  di  mediocredito nell'isola,  coinvolgendo  le  risorse
  finanziarie e professionali attualmente presenti nel panorama degli
  organismi e delle società che, a vario titolo nella nostra regione,
  si  dedicano all'esercizio di attività finanziarie ed eventualmente
  anche  soggetti  finanziari esteri per dar vita ad  una  Banca  del
  Mediterraneo.
    Il  protagonista essenziale del progetto è costituito  dall'IRFIS
  S.p.A.  che  attualmente  sta attraversando  una  fase  di  stallo,
  circostanza connessa anche al fatto che Unicredit S.p.A., azionista
  al  76,26%,  non sembra oggi interessata a mantenere  la  superiore
  Società  nel  proprio  portafoglio di attività,  rendendo  peraltro
  incerto il futuro dell'Istituto regionale di medio-credito.
    Va, comunque, considerato che alla costituzione del polo bancario
  sono connessi dei rischi dovuti, tra l'altro, sia all'iter tecnico-
  amministrativo da condurre, abbastanza complesso, sia all'incidenza
  di  incagli  e crediti attualmente presenti nel bilancio dell'IRFIS
  S.p.A.  difficilmente  esigibili. E' poi  da  considerare  che  gli
  attuali  soggetti  privati partecipanti al capitale  sociale  della
  società   hanno,   ad   eccezione  di  una  soltanto,   manifestato
  l'intendimento di non partecipare alla ristrutturazione  sociale  e
  al  rilancio della società in quanto l'attività svolta da IRFIS non
  risulta di interesse strategico della relativa azienda bancaria e/o
  gruppi bancari di riferimento.
    In  alternativa  alla costituzione del polo bancario  sono  state
  analizzate anche altre ipotesi. Infatti, in attuazione dell'art. 20
  della  l.r.  11/2010, è stato definito un piano di  riordino  delle
  partecipazioni  azionarie regionali che nel settore strategico  del
   credito   prevede  la  costituzione  di  una  società  finanziaria
  regionale  quale qualificato organismo cui affidare le attività  di
  natura  finanziaria  e di servizio, a sostegno dello  sviluppo  del
  territorio  regionale anche attraverso la promozione della  ricerca
  scientifica e tecnologica e della competitività del territorio.
    Risulta infatti percorribile l'ipotesi che l'IRFIS S.p.A., previa
  acquisizione  dell'intero  pacchetto  azionario  da   parte   della
  Regione,  possa  essere  trasformata  in  una  Società  Finanziaria
  Regionale  ex art. 107 T.U.F., al pari di altre realtà presenti  in
  diverse  regioni  italiane (si vedano gli esempi di  Finlombarda  e
  Sfirs-Sardegna). La società finanziaria diventerebbe  specializzata
  in  attività di credito agevolato ed erogazione di Fondi Regionali.
  Con  l'iscrizione nell'elenco degli intermediari finanziari ex art.
  106 T.U.B. e, se necessario nell'elenco degli intermediari speciali
  tenuto  presso  la  Banca d'Italia, potrebbe promuovere  iniziative
  imprenditoriali sia pubbliche che private finalizzate allo sviluppo
  del  territorio regionale e delle imprese cooperative e  artigiane,
  delle  piccole e medie imprese e dell'industria e svolgere attività
  strumentali   alle   funzioni  della  Regione,   aventi   carattere
  finanziario  e di servizio consistenti ad esempio nella concessione
  ed   erogazione   di   finanziamenti,   incentivi,   contributi   o
  nell'attività di consulenza e assistenza a favore della Regione,  o
  ancora nella collaborazione alla progettazione e nel sostegno delle
  politiche  di  intervento  in materia  di  ricerca,  innovazione  e
  competitività del sistema imprenditoriale siciliano, ecc.
    Tale   attività  potrà  ovviamente  svolgersi  nell'ambito  delle
  competenze  di  sicura  pertinenza  della  società  medesima  senza
  l'inopinata espansione della sfera pubblica in danno delle  imprese
  private.
    Al  riguardo si segnala che il giorno 8 aprile 2011  si  terrà  a
  Palermo  la  Conferenza  Regionale sul Credito  che  consentirà  di
  approfondire adeguatamente le questioni delle attività  bancarie  e
  finanziarie in Sicilia».

             L'Assessore

                       prof. avv. Gaetano Armao