Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
POGLIESE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale delle
sedute n. 240 e n. 241 del 29 marzo 2011 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Di Mauro, Marinese,
Picciolo, Donegani e Beninati hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Speziale dal 4 al 5 aprile 2011; Formica
dal 5 all'11 aprile 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
il Territorio e l'Ambiente, risposta scritta alla interrogazione:
n. 1240 - Assegnazione di risorse per far fronte ai disagi dei
comuni del Messinese colpiti dagli eventi calamitosi del 2009 e
2010.
Firmatario: Panarello Filippo
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
«Riconoscimento e istituzione dell'albo delle società di mutuo
soccorso» (SOMS). (n. 703)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli
Torregrossa, Leontini, Bosco, Corona, D'Asero, Limoli e Mancuso, in
data 24 marzo 2011.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò, con nota prot. n. 2950
del 24 marzo 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 702 «Disegno di legge ai sensi dell'articolo 41 ter dello
Statuto siciliano per la modifica dell'articolo 36 dello Statuto
siciliano».
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Consorzio ASI di Trapani - Designazione componente supplente del
collegio dei revisori dei conti: dott. Giordano Enza. (n. 140/I)
reso in data 29 marzo 2011.
inviato in data 31 marzo 2011.
Consorzio ASI di Agrigento - Designazione componente effettivo,
con funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
revisori dei conti. (n. 141/I)
reso in data 29 marzo 2011.
inviato in data 31 marzo 2011.
Consorzio ASI di Messina - Designazione componente effettivo, con
funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
revisori dei conti. (n. 142/I)
reso in data 29 marzo 2011.
inviato in data 31 marzo 2011.
Consorzio ASI di Ragusa - Designazione componente supplente del
collegio dei revisori dei conti: dottoressa Monastero Giulia. (n.
143/I)
reso in data 29 marzo 2011.
inviato in data 31 marzo 2011.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Piano sanitario regionale Piano della salute 2011-2013' -
articolo 3 legge regionale 14 aprile 2009, n. 5. (n. 122/VI)
reso in data 24 marzo 2011.
inviato in data 30 marzo 2011.
Comunicazione di delibere adottate dalla Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere adottate dalla
Giunta regionale nei mesi di gennaio e febbraio 2011.
Comunico, altresì, che è pervenuta la deliberazione n. 500 del 30
dicembre 2010, relativa al bimestre precedente.
Copie delle medesime e il relativo elenco recante l'oggetto di
ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio delle Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
POGLIESE, segretario f.f.:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
preoccupanti notizie di stampa annunciano la cancellazione della
'Giornata dei Primavera' organizzata dal FAI (fondo per l'ambiente
italiano), che si sarebbe dovuta tenere a Bagheria nella storica
villa Valguarnera il prossimo 27 marzo 2011;
il FAI è una delle più prestigiose organizzazione internazionali
di tutela dell'ambiente, che aveva già organizzato una
manifestazione nella storica villa Valguarnera di Bagheria lo
scorso 5 dicembre, evento che registrò la presenza di oltre seimila
visitatori;
professori e studenti di varie università lavoravano da mesi alla
realizzazione di un percorso conoscitivo che avrebbe consentito il
prossimo 27 marzo di scoprire non solo la storia di questa
residenza e del suo storico parco, ma anche l'originario disegno
urbanistico di Bagheria;
l'annullamento della manifestazione, come dichiarato dai
comproprietari della storica villa, i Principi Vittoria e Francesco
Alliata di Valguarnera, è stato deciso a seguito di possibili
pericoli per la pubblica incolumità dovuta allo stato pericolante
di una parte dell'edificio, per il restauro del quale sono stati
presentati da tempo i progetti presso la soprintendenza ai beni
culturali di Palermo;
il principe Francesco Alliata di Valguarnera, alla veneranda età
di 91 anni, ha deciso di ritornare a Bagheria ed insediarsi nella
villa Valguarnera fino a quando tutte le autorizzazioni non
verranno rilasciate ed i lavori di restauro non verranno iniziati;
questa clamorosa azione di protesta è finalizzata ad evitare un
ulteriore situazione di degrado verso il quale la storica villa
Valguarnera sta rapidamente precipitando;
considerato che:
l'annullamento della 'Giornata di primavera' del FAI costituisce
un durissimo colpo non solo all'immagine della storica villa e
della città di Bagheria, ma di tutta la Regione siciliana, che
viene privata di un evento ampiamente pubblicizzato ed inserito
all'interno del calendario nazionale del fondo per l'ambiente
italiano;
per sapere quali iniziative urgentissime intenda intraprendere per
velocizzare l'iter delle autorizzazioni, che da mesi attendono di
essere evase, per preservare un bene culturale la cui storia si
intreccia con quella del territorio e della Sicilia tutta.
Restituire villa Valguarnera alla pubblica fruizione, soprattutto,
e di grande interesse nazionale ed internazionale come l'intervento
del FAI in passato ha testimoniato, significa anche dimostrare una
sensibilità culturale e storica da utilizzare come esempio per i
tanti interventi di tutela dei beni culturali e paesaggistici della
nostra Regione». (1800)
ARICO'
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
l'articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, prevede
norme in materia di formazione dei lavoratori e dei loro
rappresentanti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;
per la partecipazione ai cantieri di lavoro di cui all'articolo 36
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, coerentemente con le
previsioni di cui al CCNL dell'edilizia, è previsto lo svolgimento
di attività formative rivolte ai soggetti che non possiedano
pregresse esperienze nel settore edile;
per la selezione dei soggetti cui affidare l'esecuzione delle
attività formative di cui sopra, il dipartimento regionale del
lavoro ha emanato un avviso pubblico (avviso n. 2 del 12 marzo
2010) in cui si invitavano le associazioni di categoria a
presentare le offerte, indicando distintamente le condizioni e le
modalità per lo svolgimento delle attività dette;
atteso che:
coerentemente con le indicazioni dell'avviso hanno presentato
manifestazioni di disponibilità a realizzare i corsi 24 enti di
formazione;
nonostante soltanto una delle offerte risulti pervenuta fuori
termine, ben 22 sono state escluse, determinando la sopravvivenza
di una sola offerta;
l'esclusione di quasi tutte le offerte viene motivata con la
presunta mancanza dei requisiti degli offerenti e/o in quanto gli
stessi non costituiscono enti bilaterali di formazione, requisito
peraltro non esplicitamente indicato nell'avviso e non richiesto
dalla vigente normativa;
ritenuto che:
non si comprendono quali criteri siano stati adottati per
determinare l'esclusione delle 22 offerte;
molti dei soggetti esclusi sono qualificati come enti paritetici
bilaterali e pertanto appare palesemente contraddittoria la
motivazione dedotta per la loro esclusione;
l'indicazione di un solo soggetto titolato alla realizzazione dei
corsi costituisce un'oggettiva anomalia e comporta, a carico degli
enti che realizzeranno i cantieri, l'impossibilità di utilizzare le
sedi formative eventualmente più vicine territorialmente;
la situazione determinatasi è foriera di generare contenziosi in
sede giurisdizionale, che rischiano di fare slittare l'avvio tanto
delle attività formative quanto degli stessi cantieri di lavoro;
per sapere:
quali criteri e procedure siano stati adottati per la selezione
degli enti accreditati per lo svolgimento dei corsi;
se intendano porre in essere le iniziative necessarie per la
revoca o la revisione degli atti che hanno condotto all'indicazione
di un unico soggetto accreditato per le attività formative». (1802)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
LENTINI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'ESA, ente strumentale della Regione per lo sviluppo agricolo, a
differenza di altri enti regionali applica, sin dalla sua
fondazione, il CCNL ministeriale che a sua volta nel tempo, con
decreti del Presidente della Regione, attraverso apposite tabelle
di equiparazione, si uniforma in eccesso o in difetto ai livelli
retributivi del contratto di lavoro dei dipendenti Regionali;
in atto, in materia di attuazione e recepimento e applicazione del
CCNL comparto ministeri, con delibera n. 459/ C. A. dell'11/09/2008
del c.d.a., l'ESA ha recepito solo la parte delle qualifiche non
dirigenziali del biennio economico 2006/2007 del quadriennio
giuridico normativo 2006/2009; in pratica è stato recepito, solo
per le qualifiche non dirigenziali e solo per il biennio citato,
l'aspetto monetario del CCNL di lavoro;
la delibera n. 459/C. A., regolarmente approvata dall'organo di
controllo per gli aspetti economici, contenendo anche il
recepimento del CCNL, obbligatoriamente deve essere ad oggi
approvata dalla Giunta di Governo;
considerato che:
il c.d.a. dell'ESA in carica, al fine di sollecitare quest'ultimo
atto da parte della Giunta di Governo regionale, propedeutico
sia all'applicazione e recepimento della parte economica anche del
restante biennio 2008/2009 del CCNL, sia della componente giuridico-
normativa dell'intero periodo contrattuale 2006/2009, anche in
ottemperanza ad accordi sindacali stipulati con le organizzazioni
sindacali, con successivi atti deliberativi ha posto in essere gli
strumenti normativi finalizzati al recepimento integrale in tutte
le sue parti del CCNL;
specificamente con delibera del 12 novembre 2008 n. 516/C.A.
approvata dall'organo tutorio, è stata recepito il decreto
assessoriale riguardante le tabelle di equiparazione ex articolo 31
l.r. 6/97 relative al biennio contrattuale CCNL 2006/2007;
con delibera del 28 dicembre 2010 n.586/C.A. è stato recepito
l'aggiornamento riguardante le tabelle di equiparazione ex art. 31
l.r. 6/97 relative al biennio contrattuale CCNL 2008/2009. Delibera
non approvata dall'organo tutorio (Assessorato Risorse agricole) e
dal dipartimento bilancio tesoro e ragioneria dall'Assessorato
Economia, in quanto carente del parere del collegio dei revisori
dei conti dell'ESA, organo statutario scaduto nel mese di luglio
2010 e non ancora designato proprio dai due organismi di controllo
cui spetta la vigilanza tutoria dell'atto deliberativo citato;
con delibera del 28 dicembre 2010 n. 587/C.A. è stata recepita
l'estensione, l'applicazione e l'aggiornamento, per le qualifiche
non dirigenziali del biennio contrattuale CCNL 2008/2009, delibera
non ancora approvata in quanto subordinata alla precedente n. 586
citata, e per le motivazioni per la stessa esplicitate è stata
trasmessa, in assenza del collegio dei revisori, dall'Assessorato
Risorse agricole, come previsto dal comma 1 dell'articolo 31 della
l.r. n. 6/97 all'Assessorato Economia per il visto di competenza;
tenuto conto che:
i lavoratori dell'ESA ormai da anni attendono il rinnovo del loro
contratto di lavoro, ostacolato solo da ingiustificati ritardi
burocratici e da responsabilità politiche del Governo, mentre le
relative risorse rimangono accantonate nel bilancio dell'ente;
rilevato che non vi è un problema di risorse economiche o di
copertura finanziaria per l'applicazione del contratto, avendo
l'ESA già nel suo bilancio e fino a tutto il 2010 le risorse
finanziarie per la copertura dei maggiori oneri derivanti
dall'applicazione integrale del contratto. Applicazione integrale,
come sopra riferito, relativa alla piena estensione al biennio
economico 2008/2009 ed al quadriennio normativo 2006/2009 del CCNL;
per sapere:
se non ritengano necessario predisporre l'approvazione da parte
della Giunta di Governo regionale dell'atto deliberativo n. 459/
C.A. dell'11 settembre 2008 del c.d.a. dell'ESA;
se non ritengano opportuno provvedere rapidamente alla nomina del
collegio dei revisori dei conti dell'ESA o, verificato il quadro
sopra riportato, giungere alla nomina di un commissario ad acta per
rendere il parere tecnico-contabile relativo all'aggiornamento
delle tabelle di equiparazione e l'acquisizione dell'avviso di
competenza del dipartimento regionale funzione pubblica e del
personale, nel rispetto del dettato normativo di cui all'articolo
31 della l.r. n. 6/97». (1803)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
oltre al grave divario infrastrutturale esistente tra il Nord e il
Sud del Paese in termini di strade, autostrade, ferrovie,
interporti, porti, aeroporti ed altro, esiste una differenza che si
aggrava sempre di più relativamente alle infrastrutturazioni
immateriali e alla possibilità di fruizione delle stesse da parte
delle famiglie e delle imprese;
i dati forniti dall'ISTAT tra il 2006 e il 2007 confermano che il
divario tra Nord e Sud si è accresciuto significativamente in
percentuale specificamente per ciò che attiene l'accesso ad
internet nonché il possesso della banda larga;
tale dotazione fotografa un Paese diviso tra Nord e Sud, in cui
solo il primo ha un tessuto d'imprese in grado di stare e competere
sul mercato, determinando processi virtuosi orientati alla crescita
dimensionale e qualitativa, insieme a famiglie nelle quali
rilevante risulta il grado di informatizzazione;
rilevato che:
la determinazione del suddetto gap nell'ambito professionale e
nella sfera familiare rischia di modificare irrimediabilmente il
sistema sociale regionale relegando il Mezzogiorno ad una
condizione di marginalità;
la Regione deve rapidamente aprire una giusta vertenza con il
Governo nazionale a partire dal Ministero dello sviluppo economico
per impedire una divaricazione sempre più crescente tra Nord e Sud,
rispondendo concretamente alle esigenze tecnologiche diffuse in
tutto il territorio regionale e pretendendo parità di servizi
tecnologici rispetto alle altre parti del Paese;
la domanda di una adeguata dotazione tecnologica nella Regione è
stata da tempo sollevata dalle organizzazioni di categoria, dalle
imprese e dai sindacati, anche alla luce delle preoccupazioni
emerse con l'approvazione del federalismo municipale;
a tutt'oggi intere aree del territorio regionale non sono servite
da collegamento a banda larga;
ritenuto che occorre avviare un confronto con l'apparato
produttivo e le organizzazioni sindacali per valutare attentamente
il fenomeno sin qui delineato e la prospettiva entro la quale
operare per porre rapidamente argine alla scarsa
infrastrutturazione tecnologica della Sicilia;
per sapere:
se esista un piano del Governo regionale che, partendo
dall'analisi della situazione siciliana, prefiguri linee ed
indirizzi di intervento tali da consentire nei prossimi anni un
adeguamento della Regione agli standard nazionali;
quali iniziative siano state al momento assunte e quali risorse
siano state attivate per incrementare la dotazione tecnologica
delle imprese e delle famiglie siciliane e se non ritengano di
dover predisporre iniziative adeguate in tal senso;
se si sia aperto un confronto con il Governo nazionale, anche nel
quadro di attuazione del federalismo, al fine di prevedere adeguati
investimenti tali da superare le differenze esistenti con le aree
più progredite del Paese». (1804)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
lo scorso venerdì 11 marzo i lavoratori della fiction TV di RAI3
Agrodolce' sono riuniti in assemblea permanente presso gli studi di
Termini Imerese a causa della sospensione delle riprese comunicate
dalla BTL s.r.l., società controllata dalla Einstein Multimedia che
produce la fiction;
la fiction è infatti prodotta con finanziamento della Regione
siciliana a seguito di un accordo che prevede la realizzazione
della seconda e terza serie, ciascuna composta da 230 puntate, per
un corrispettivo regionale di euro 25.500.000;
la Einstein Multimedia ha comunicato che si tratta di problemi
fisiologici dovuti all'aumento dei prezzi di produzione e che sono
in corso contatti con la RAI per la risoluzione di queste
problematiche;
la precedente serie del romanzo popolare Agrodolce, andata in onda
su RAI 3, venne realizzata sulla base di una convenzione che
prevedeva un cofinanziamento regionale di circa euro 12.750.000 di
cui oggi rimane da pagare il saldo pari a circa due milioni.
Pagamento che dovrà effettuarsi da parte dell'Assessorato Turismo,
oggi competente in materia a seguito della riforma dei dipartimenti
regionali;
la produzione è stata interrotta e ripresa svariate volte,
circostanza che ha messo in grosse difficoltà i lavoratori della
fiction e le loro famiglie, oltre a causare un ingente danno
economico all'indotto aggregato alla produzione di Agrodolce;
la Einstein Multimedia, società di produzione prescelta in
autonomia dalla RAI per la realizzazione della fiction, a sua volta
ha incaricato la BTL s.r.l. che ha stipulato i contratti di
fornitura con le maestranze ed i contratti con gli attori e le
comparse. In tal modo la Einstein ha caricato sulla BTL s.r.l.,
società totalmente nuova, gli oneri e le responsabilità
contrattuali derivanti dalla produzione della fiction Agrodolce;
considerato che:
i lavoratori della fiction, riuniti in assemblea permanente presso
gli studios di Termini Imprese, hanno incontrato le rappresentanze
istituzionali, il Prefetto di Palermo, le organizzazioni sindacali
di categoria, i rappresentanti della RAI e della Einstein
Multimedia, ma la situazione non ha ancora trovato una soluzione ne
data certa è stata fissata per la ripresa della produzione;
l'ultimo incontro del 22 marzo u.s non ha sortito nessun effetto
se non quello di una ulteriore rassicurazione verbale da parte
della produzione, durante un tavolo tecnico presso la Prefettura di
Palermo al quale non erano però presenti né rappresentanti della
Regione né della RAI;
per sapere:
quali iniziative intendano intraprendere per intervenire al fine
di garantire la continuità dei rapporti di lavoro stipulati dalla
BTL s.r.l., per garantire la immediata ripresa dei lavori di
produzione della fiction ed evitare che il management della
Einstein Multimedia e della controllata BTL s.r.l. possano in
futuro prendere decisioni unilaterali di sospensione della
produzione che arrecano gravissimi problemi economici ai
lavoratori;
i termini dell'accordo RAI/Regione siciliana al fine di
individuare il corretto interlocutore per ogni possibile soluzione
della vertenza;
quanti lavoratori, cast artistico e tecnico, siano occupati nella
produzione della fiction, con particolare rilievo all'indicazione
del numero di occupati siciliani, e con quali criteri sono stati
selezionati e reclutati;
quali sistemi di monitoraggio siano stati attivati dalla Regione
per la verifica del raggiungimento dei fini specifici legati alla
natura dei fondi FAS investiti dalla Regione siciliana e pertanto
delle conseguenti ricadute occupazionali e di sviluppo economico
del territorio siciliano». (1810)
ARICÓ
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che la spiaggia della frazione di Gliaca, nel comune di
Piraino (ME), è soggetta ad un preoccupante processo di erosione
che mette in pericolo importanti infrastrutture di collegamento
come la ferrovia Messina-Palermo e la s.s.113;
considerato che:
a seguito delle mareggiate verificatesi negli ultimi mesi del 2010
sono stati completamente erosi la spiaggia ed il rilevato, situato
a monte della stessa, su cui insisteva una strada che consentiva di
raggiungere le strutture balneari;
il mancato o ritardato intervento di protezione e messa in
sicurezza, in caso di eventuali ulteriori forti mareggiate, potrà
mettere a rischio la scarpata sulla cui sommità sono ubicati i
binari della ferrovia Messina-Palermo;
il fenomeno erosivo e le forti mareggiate hanno comunque già
compromesso, dal dicembre 2008, la stabilità della s.s. 113 in
località Torre delle Ciavole' del comune di Piraino, nei pressi del
km 93 + 000, facendo franare sul sottostante arenile parte del
costone roccioso e del muro di sostegno della strada statale su di
esso adagiata e costringendo l'ANAS a transennare e restringere
l'infrastruttura viaria;
l'erosione riguarda non solo la spiaggia di Gliaca di Piraino, ma
tutto il tratto di costa che parte da Gliaca, passa la frazione di
Calanovella e si estende fino alle porte del comune di Gioiosa
Marea; il tratto di spiaggia sopra evidenziato è sede di strutture
ricettive e balneari frequentate da numerosi turisti che popolano
la località per tutta la stagione balneare con ricadute economiche
e sociali positive su tutta la zona;
sono fortemente penalizzate alcune strutture turistiche di Gliaca
e quelle di Calanovella situate lungo il tratto di costa aggredito
dai marosi e dal fenomeno erosivo;
le richieste di intervento avanzate da più parti in primis
dall'Amministrazione locale, non hanno finora sortito alcun
intervento da parte degli organi preposti alla tutela del
territorio;
per sapere:
quali iniziative intendano assumere per fornire in tempi rapidi
una soluzione alle questioni sopra esposte, tenuto conto che è
necessario ripristinare la viabilità di accesso alla spiaggia e
salvaguardare le infrastrutture viarie e ferroviarie;
se non considerino necessario progettare e finanziare interventi
di ripascimento e di difesa della costa al fine di tutelare il
territorio, salvaguardare le infrastrutture e le attività
turistiche presenti lungo tutto il tratto di litorale sopra
menzionato». (1811)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo e all'Assessore per le attività produttive,
premesso che il comprensorio delle Madonie, in provincia di
Palermo, attraversa una delicatissima fase di crisi economica che
ha, dapprima, visto la chiusura del villaggio Valtur e, da qualche
giorno, anche la chiusura di cinque dei sette rifugi esistenti;
considerato che:
tale situazione determina una grave crisi del settore
imprenditoriale dei comuni delle Madonie che ha sempre visto,
invece, importanti presenze turistiche nel territorio e che ha
consentito di incrementare l'economia locale;
tale situazione potrebbe subire un ulteriore peggioramento in
assenza di misure di sostegno da parte del Governo anche a seguito
della previsione dell'istituzione, a decorrere dal prossimo mese di
maggio, del pedaggio autostradale;
ritenuto che il territorio madonita è in possesso di grandi
potenzialità monumentali e paesaggistiche e che lo stato di
disattenzione determina una situazione drammatica di isolamento
politico ed istituzionale che rischia la desertificazione
demografica ed economica del territorio;
occorre,quindi, adottare provvedimenti in favore del rilancio del
settore turistico ed ambientale;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare in
favore del settore imprenditoriale delle Madonie;
quali progetti e quali misure verranno adottate per sostenere il
settore turistico ed ambientale del comprensorio delle Madonie, al
fine di risolvere l'attuale stato di crisi dell'economia locale».
(1813)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
POGLIESE, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
le ville settecentesche di Bagheria, in provincia di Palermo,
rappresentano una delle più interessanti espressioni
architettoniche del processo di progressiva affermazione della
residenza nobiliare extraurbana in Sicilia tra la fine del XVII
secolo e per tutto il XVIII secolo;
secondo Rudolf Wittkower, uno dei maggiori storici
dell'architettura contemporanea, 'la gloria dell'architettura
palermitana del XVIII secolo sono le ville nei dintorni della
città, particolarmente a Bagheria', mentre il critico e teorico
dell'architettura Christian Norbert-Schulz, sostiene che 'nella
Sicilia occidentale le più importanti manifestazioni
dell'architettura barocca sono le numerose ville costruite fuori
città dagli aristocratici di Palermo' e aggiunge che 'le soluzioni
più interessanti sono dovute al genio inventivo dell'architetto e
frate domenicano Tommaso Maria Napoli';
di questo importante patrimonio storico-artistico fa parte villa
Valguarnera, una delle costruzioni di maggiore interesse, sia per
la qualità architettonica del complesso sia per la sua posizione
nel paesaggio, considerata, dallo studioso di tradizioni popolari
Giuseppe Pitré, 'la più sontuosa tra le ville bagheresi';
villa Valguarnera fu edificata per volere degli omonimi principi,
la sua costruzione ebbe inizio nel 1712 su progetto di Tommaso
Maria Napoli, che utilizza un linguaggio architettonico di matrice
berniniana e una chiarezza compositiva vicina agli esempi più
avanzati del 700 italiano, in particolare piemontese. Di grande
interesse, al suo interno, i saloni affrescati da Elia
Interguglielmi e le statue marmoree di coronamento dell'attico,
opera di Ignazio Marabitti. La villa è circondata da un vasto parco
e particolarmente suggestiva è la balconata con vista sul golfo e
su monte Catalfano;
considerato che:
il 21 marzo scorso, il novantunenne principe Francesco Alliata di
Villafranca Valguarnera, uno degli attuali proprietari della villa,
ha lanciato un appello pubblico contro l'inerzia della burocrazia e
l'ostruzionismo delle comproprietarie, con l'obiettivo di 'ottenere
l'avvio concreto di tutte le opere necessarie a garantire che
l'intero complesso monumentale non sia condannato alla
distruzione';
nella lettera aperta, l'Alliata si dichiara provocatoriamente
'prigioniero politico della burocrazia' che non gli consentirebbe
di salvare dal degrado la villa e spiega di avere deciso di restare
a dormire all'interno dell'edificio 'nonostante l'umido e i rischi,
fino a quando la Sovrintendenza ai Beni Culturali non farà, assieme
ai tecnici di parte, il rilievo urgente del piano nobile e della
situazione statica dei sottotetti e finché non arriverà il nulla
osta definitivo al progetto di restauro del corpo centrale, redatto
dal professore Antonio Giuffré nel lontano 1996';
Francesco Alliata afferma che 'dopo anni di denunce e vane
battaglie legali, mirate sempre a tutelare gli abusi e rendere
fruibile il monumento, proprio in questi giorni, una iniziativa del
Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, delle scuole e
dell'amministrazione comunale di Bagheria sembrava finalmente
infrangere l'incantesimo malefico che per decenni ha isolato Villa
Valguarnera dalla società civile';
il comproprietario dell'edificio aggiunge che 'studenti e
professori lavoravano da mesi alla realizzazione di un percorso
conoscitivo che avrebbe consentito alla cittadinanza, il prossimo
27 marzo, di inserire Villa Valguarnera tra le tappe delle Giornate
di primavera del Fai, per scoprire non solo la storia di questa
residenza storica e del suo prezioso parco, ma anche l'originario
disegno urbanistico di Bagheria';
tutto ciò, invece, non avverrà, si legge nella lettera aperta,
perché 'ancora una volta questo sito, invece di diventare simbolo
del riscatto sociale e morale di Bagheria, sembra dovere soccombere
al malaffare burocratico e agli appetiti speculativi che lo stanno
condannando alla distruzione';
in particolare, la cancellazione dell'apertura di villa
Valguarnera dalle giornate di primavera del FAI sarebbe stata
dovuta all'opposizione degli altri comproprietari del complesso, le
sorelle Teresa e Maria Correale di Santacroce, che paventavano una
situazione di pericolo per l'incolumità pubblica;
Lelia Collura, capo della delegazione Fai di Palermo, ha
dichiarato al 'Giornale di Sicilia', il 22 marzo scorso, di avere
ricevuto 'una diffida da parte di un avvocato delle sorelle
Correale' e di avere 'preso atto con dispiacere' che l'iniziativa
non si sarebbe potuta tenere, 'nonostante fosse stata allestita per
tempo' e nonostante 'il 5 dicembre 2010 un'analoga manifestazione
avesse portato a Villa Valguarnera oltre seimila visitatori';
Francesco Alliata di Villafranca aggiunge che 'se mettiamo mano ai
lavori, con progetti esecutivi presentati da anni, veniamo
denunciati per abuso, mentre se non lo facciamo veniamo denunciati
per crollo doloso' e ribadisce che 'per un verso ci vengono
impedite persino le opere indispensabili per la vivibilità della
casa, la cui urgenza è sancita da numerose sentenze, per un altro
si sostiene che proprio quel degrado, cui non viene consentito di
porre rimedio, impedirebbe la pubblica fruizione del viale, delle
corti e del giardino, che invece abbiamo salvato e restaurato
interamente a nostra cura e spese, grazie a convenzioni con l'Orto
Botanico e la Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo';
infine, nella lettera aperta l'Alliata sostiene che 'mentre la
volontà dei legittimi proprietari di tutelare e recuperare a
proprie spese un bene prezioso per tutta la collettività continua
ad essere ostacolata, si consentiva a esponenti di primo piano
della malavita organizzata di costruire nel parco vincolato e di
programmare efferate azioni criminali all'interno degli edifici
abusivi' e denuncia che la figlia Vittoria 'continua a ricevere
intimidazioni';
per sapere:
se le gravi denunce pubbliche del principe Francesco Alliata di
Villafranca corrispondano al vero;
se non si ritenga necessario intervenire con urgenza per evitare
danni irreparabili dovuti al degrado al monumento e cosa impedisca
di avviare i necessari interventi di restauro per rendere il bene
fruibile alla cittadinanza e ai turisti». (1801)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
l'Albergo delle povere è uno degli edifici storici di maggiore
prestigio di Palermo. La sua costruzione fu avviata nel 1733, su
progetto in stile barocco dell'architetto Orazio Furetto, per
volere del re Carlo III di Borbone, con l'obiettivo di accogliere
poveri, inabili ed orfane. I lavori si conclusero nel 1772 e furono
seguiti anche dagli architetti Venanzio Marvuglia e Nicolò di
Puglia, che introdussero modifiche in stile neoclassico.
L'edificio, fronteggiato da una fontana seicentesca, si compone di
due corpi edificati attorno ad altrettanti chiostri, raccordati da
una corte centrale su cui si affaccia la chiesa;
attualmente, l'edificio di corso Calatafimi, in parte di proprietà
della Regione, ospita alcune anziane povere assistite dalle suore
della carità nel padiglione di sinistra, mentre all'interno
dell'ala destra ha sede il nucleo operativo del carabinieri per la
tutela del patrimonio artistico. Infine, una parte della struttura,
con sale espositive e di rappresentanza, viene utilizzata come sede
di mostre temporanee o conferenze;
considerato che:
il Presidente della Regione, a fine gennaio, attraverso il suo
blog, ha ipotizzato di 'utilizzare questo splendido contenitore che
è l'Albergo delle Povere' come possibile location di una borsa
internazionale del turismo da spostare in Sicilia;
il periodico 'S', in un'inchiesta, pubblicata a pagina 37 del
numero di aprile 2011 della rivista, documenta le pessime
condizioni di alcune parti del complesso, nonostante i recenti
interventi di restauro;
in particolare, l'articolo spiega che oltre alle sale attualmente
utilizzate per ospitare una mostra, si accede a locali 'con mura
screpolate e fili elettrici scoperti' e racconta che 'i lavoratori
addetti alla sorveglianza, che hanno il turno di notte, sono
costretti a dormire da due anni in questi spazi, definiti
provvisori';
la ristrutturazione dei locali del cosiddetto 'nuovo corpo di
guardia', secondo il cronista, dovevano essere 'compresi nei lavori
di restauro, banditi nel 2003 dalla Sovrintendenza per i Beni
culturali e ambientali di Palermo, per un importo di 2 milioni e
939 mila euro attinti da fondi europei POR Sicilia 2000-2006, e
completati nella metà del 2007, dopo essere stati appaltati ad una
ditta di Ciminna';
i lavori, si legge nell'articolo, 'oltre al recupero,
conservazione, consolidamento, trasformazione, ripristino,
ristrutturazione e manutenzione', prevedevano anche la
'realizzazione di impianti elettromeccanici, elettrici, telefonici
ed elettronici e finiture di qualsiasi tipo nonché di eventuali
opere connesse, complementari e accessorie';
al finanziamento iniziale, inoltre, la Regione, alla fine del
2009, avrebbe aggiunto altri 100 mila euro;
i locali che ospitano i contatori, scrive 'S', presenterebbero
'crepe enormi e pericolose, fili elettrici di alta tensione tra
muri e pavimento', sebbene risultino 'restaurati, consegnati e
collaudati'. Inoltre, si legge nell'inchiesta, 'non ci sono
riscaldamenti; le scale di servizio sono ripide, strette e senza
luce; il bagno per il pubblico è in condizioni penose, poiché, pur
essendo appena terminato, risulta allagato da perdite provenienti
dalle stanze del Nucleo di tutela del patrimonio artistico;
l'ingresso di via Cappuccini è in comune con un negozio di mobili
e, quando questo è aperto, chiunque può intrufolarsi all'interno
dell'Albergo delle povere ed, infine, ci sarebbe una sala piena di
escrementi di piccioni, chiusa con un lucchetto e nella quale i
lavoratori non entrano più';
in un altro articolo, a pagina 40 dello stesso periodico, viene
interpellato Stefano Biondo, dirigente del servizio museografico
dell'Assessorato Beni culturali, il quale afferma: 'E' stato fatto
il possibile con i soldi a disposizione. La Regione ha dovuto fare
una scelta ed ha privilegiato i saloni interni ed i fronti dei
cortili dell'Albergo. Magari potevano essere messi in sicurezza
prima i luoghi dove lavorano i dipendenti'. Secondo Biondo,
inoltre, i locali del corpo di guardia 'sembrano comunque troppo
angusti e le stanze dove sono attualmente i lavoratori sono
provvisorie. In un nuovo intervento di restauro dovremo prevedere
nuovi locali, anche perché nel primo progetto era stato previsto un
secondo corpo di guardia dalla parte di via Cappuccini e nemmeno
quello è ancora fruibile poiché dovrebbe chiudere la Sovrintendenza
ai Beni culturali'. Il dirigente, infine, spiega che la stanza che
ospita i piccioni 'non era prevista nel progetto di restauro.
Magari lo sarà nel nuovo. Alcune parti, in effetti, sono state
ignorate. E qualche intervento, probabilmente, non è stato fatto a
regola d'arte visto che, dopo circa due anni dalla fine dei lavori,
gli intonaci hanno iniziato a cedere';
nello stesso articolo viene interpellata anche Adele Mormino, l'ex
sovrintendente che firmò il bando per il restauro, che precisa: 'I
lavori sono stati consegnati secondo progetto. Il corpo di guardia
non è ancora fruibile? Circa un anno fa la Regione ha stanziato
ulteriori 100mila euro per il completamento degli impianti. Ma,
come sa, io non sono più il sovrintendente già da un pò';
l'attuale sovrintendente, Gaetano Gullo, infine, spiega al
cronista: 'Mi sono insediato da appena tre mesi e non mi sono mai
occupato dell'Albergo delle povere. Mancano solo gli impianti per
rendere fruibili i corpi di guardia? Mi risulta sia stata avviata
una perizia, ma non le posso dire di più';
per sapere:
se i gravi fatti denunciati dalla stampa corrispondano al vero;
se non si ritenga necessario avviare una verifica sui lavori di
restauro ultimati nel 2007;
quali concrete iniziative si intendano adottare per una celere
esecuzione dei lavori ancora necessari per il pieno ed efficiente
utilizzo del complesso monumentale». (1805)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
ambiente, all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
la società per azioni 'Acqua Geraci' commercializza l'acqua
oligominerale 'Geraci', proveniente da fonti che si trovano a 1.500
metri di altezza nel cuore del Parco delle Madonie, in provincia di
Palermo. Le suddette acque vengono convogliate, attraverso
tubazioni, fino allo stabilimento, che ha sede nel comune di Geraci
Siculo, dove, con impianti completamente automatizzati, vengono
imbottigliate;
da tempo, la suddetta società lamenta intollerabili ritardi per
ottenere dalla Regione l'autorizzazione ad ampliare la concessione.
In particolare, il nulla osta, chiesto nel 1992, riguarda lo
sfruttamento di tre nuove sorgenti in contrada 'Pietra Giordano',
'Dell'Occhio' e 'Iazzo Scala', che si aggiungerebbero alle due già
in concessione;
a detta dell'amministratore unico della società, Giuseppe
Spallina, l'autorizzazione permetterebbe di triplicare la
produzione e creare nuovi venti posti di lavoro;
la società, inoltre, da tempo chiede di potere realizzare anche un
complesso turistico termale, da abbinare all'imbottigliamento
dell'acqua. A questo proposito, il settimanale 'Centonove',
nell'edizione del 4 marzo 2011, spiega, in un articolo, che 'il
progetto è osteggiato dall'amministrazione comunale' specificando
che 'tra le opere da finanziare dal Pist, con due milioni e mezzo,
l'amministrazione ha inserito la ristrutturazione e la
rifunzionalizzazione dei locali dell'ex scuola media di via Don
Orione'. Per l'edificio in questione è previsto il cambio di
destinazione d'uso in centro benessere, che verrebbe concesso,
secondo il periodico 'al futuro gestore privato assieme alle
sorgenti di acqua oligominerale presenti sul territorio';
un'operazione che, nella medesima inchiesta, viene definita
'assurda e illegittima' dalla società Acqua Geraci.
L'amministratore Spallina, infatti, ritiene che si tratterebbe di
una 'disponibilità ingannevole per i futuri destinatari, dal
momento che le sorgenti ricadono all'interno del bacino già in
concessione alla società';
considerato che:
il 24 marzo scorso, il quotidiano 'La Sicilia', a pagina 33,
riporta l'ennesima denuncia pubblica dell'amministratore unico
della società che afferma: 'I presunti crimini di pubblici
ufficiali, accusati di creare artificiosi ostacoli burocratici per
il rilascio di una concessione ci impongono di chiedere
approfondite indagini giudiziarie sulla pratica per l'ampliamento
della nostra concessione mineraria';
in particolare, nell'articolo, l'amministratore della Acqua Geraci
s.p.a. chiede di accertare perché 'l'assessorato all'Energia, nello
stesso territorio, ha autorizzato il passaggio di un mastodontico
gasdotto, mentre non rilascia la concessione all'Acqua Geraci, che
richiede l'interramento di piccoli tubi';
Giuseppe Spallina, nello stesso articolo, chiede anche per quale
motivo vengono sollecitati 'nuovi pareri palesemente superflui,
nonostante l'assessorato al Territorio abbia dato parere favorevole
all'ampliamento della concessione, con l'assenso dell'Ente parco
delle Madonie, atto finale per la concessione del nulla osta';
'l'ultimo passaggio burocratico - si legge nell'articolo
pubblicato dal settimanale 'Centonove' del 4 marzo 2011 - avrebbe
dovuto essere il decreto di autorizzazione da parte
dell'assessorato all'Energia che, però, il 17 febbraio si è rivolto
all'Avvocatura di Stato per districare la matassa dei due pareri
discordanti: il primo (favorevole al nulla osta), firmato
dall'assessorato regionale al Territorio, e il secondo (che dice
vagamente ni) dell'Ente Parco delle Madonie';
il periodico riporta anche una dichiarazione di un anonimo
funzionario 'dall'entourage dell'assessore Marino', che afferma:
'Acquisiremo a breve il parere dell'Avvocatura, dopo adotteremo
immediatamente il provvedimento, senza ulteriori ed inutili
ritardi';
nell'interrogazione parlamentare n. 1512 del 25 novembre 2010 è
già stato chiesto di sapere quali provvedimenti intendesse adottare
la Regione per rimuovere gli ostacoli burocratici che impediscono
l'ulteriore sviluppo dell'azienda;
a febbraio è stato reso noto che sarebbe stata 'la giunta ad
occuparsi della vicenda e dei problemi che hanno determinato i
ritardi';
per sapere:
se i fatti riportati dalla stampa corrispondano al vero;
se la Giunta di Governo si è effettivamente occupata della
vicenda;
se non ritengano di dovere intervenire per dare celermente una
risposta all'azienda in merito alla richiesta di nulla osta».
(1806)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nella GURS del 18 marzo 2001 è stato pubblicato il decreto 18
febbraio 2011 con il quale è stata indetta una 'Selezione per
titoli per il conferimento dell'incarico di direttore generale
dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della
Sicilia per il quinquennio 2011/2016';
il decreto presenta forti anomalie, soprattutto per le rilevanti
difformità rispetto alle norme che disciplinano la fattispecie,
talmente palesi da lasciar supporre che il bando possa celare il
tentativo di consentire a qualcuno non in possesso dei requisiti di
legge di poter partecipare e di poter essere nominato direttore
dell'ARPA;
l'oggetto del bando è una selezione 'per titoli', ma in realtà
esso non individua alcuna procedura per la valutazione dei titoli
che si dovrebbe sostanziare in una graduatoria finale, mentre
affida all'Assessore per il territorio e per l'ambiente una scelta
comparativa, di carattere discrezionale, tra tutti coloro che
avranno risposto al bando;
per l'individuazione di tale procedura il bando fa riferimento
all'articolo 19, comma 1, della legge regionale n. 5/2009 che, per
la verità, disciplina la procedura per la nomina dei direttori
generali delle strutture sanitarie, con le quali forzosamente si
tende ad identificare l'ARPA, che è chiamata piuttosto ad occuparsi
di protezione ambientale;
la norma sopra citata prevede espressamente che l'Assessore (per
la sanità) debba valutare che venga 'accertata la coerenza tra i
requisiti posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento
al possesso del diploma di laurea, al possesso di qualificata
esperienza professionale di direzione tecnica ed amministrativa
svolta in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con le
modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture dirette
con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere';
l'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, che ha
istituito l'ARPA, espressamente prevede che tra i requisiti in
possesso del direttore dell'ARPA ci sia la 'comprovata esperienza
in materia di protezione ambientale' ed omogeneamente tale
requisito è previsto dall'articolo 3 del regolamento di
organizzazione dell'ARPA, approvato con decreto n. 165 dell'1/6/05;
nell'avviso pubblico allegato al bando, tra i requisiti di
ammissione non viene in alcun modo prevista la 'comprovata
esperienza in materia di protezione ambientale', indispensabile
considerata l'attività che l'ARPA è chiamata a svolgere, né è
prevista la 'reale corrispondenza delle strutture dirette con le
tipologie richieste per le strutture da dirigere';
considerato che in tal modo è possibile che venga nominato
direttore dell'ARPA, in violazione alle norme, un soggetto che
abbia titolo di studio generico e che nella sua esperienza
professionale abbia diretto soltanto strutture pubbliche o private
di minuscole dimensioni, dando origine così anche a futuri ed assai
prevedibili contenziosi che potrebbero bloccare la nomina del
direttore dell'ARPA per lungo tempo;
per sapere se non ritengano necessario ritirare il bando ed
emanare un avviso pubblico aderente alle disposizioni di legge che
disciplinano la nomina del direttore dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente». (1807)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che in data 28 gennaio 2011
nella GURS n. 1 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il
bando relativo al concorso pubblico per esami per la copertura di
n. 2 posti di dirigente, area economico-finanziaria, a tempo pieno
ed indeterminato, di cui uno riservato al personale interno, presso
la Provincia regionale di Siracusa;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (....) per il triennio successivo all'entrata in
vigore della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l. r. n. 11/2010 concernente
'Norme in materia di procedure concorsuali e di assunzione di
personale' dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure del suddetto concorso indetto dalla
Provincia di Siracusa, atteso che la legge prevede, nella
fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 1 Serie
speciale concorsi del 28 gennaio 2011, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1808)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che in data 31 dicembre 2010 nella GURS n. 18 è stato
pubblicato il bando relativo ai concorsi pubblici per titoli ed
esami per la copertura in ruolo di n. 1 posto vacante di dirigente
analista; n. 1 posto vacante di dirigente statistico; n. 2 posti
vacanti di dirigente ingegnere ad orientamento civile; n. 5 posti
vacanti di dirigente amministrativo, indetto dall'Azienda sanitaria
provinciale di Siracusa;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi, dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (....) per il triennio successivo all'entrata in
vigore della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
dato atto che l'Assessore regionale per la salute, con nota prot.
n. 3699 del 14 gennaio 2011, indirizzata a tutti i direttori
generali delle aziende del S.S.R. regionale, ha richiamato
l'attenzione sulle disposizioni di cui all'art. 42 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, e all'art. 19 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25;
per sapere:
se l'ASP di Siracusa abbia ottemperato alle disposizioni
assessoriali revocando i bandi di concorso di cui in premessa e se
gli stessi, ricondotti a legittimità mediante le previsioni di
procedure per soli titoli, siano stati pubblicati nella GURS;
in caso negativo, quali provvedimenti abbia assunto o intenda
assumere per fare rispettare la legge approvata dall'ARS». (1809)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
GALVAGNO-MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che, con l'approvazione della legge 16
dicembre 2008, n. 23, l'Assemblea regionale siciliana indicava al
Governo della Regione, attraverso il suo articolato, le strategie
da intraprendere volte essenzialmente allo sviluppo economico della
Regione;
premesso inoltre che la l.r. 23/2008 affronta azioni che, se
conseguentemente avviate, possono certamente consentire una vera
svolta finalizzata alla crescita economica della regione
affrontando in particolare con l'art. 1 Aiuti agli investimenti,
con l'art. 2 Promozione della nuova imprenditoria e sviluppo
dell'imprenditoria giovanile e femminile, con l'art. 3 Iniziative
agevolabili nel settore dell'energia, con l'art. 5 Aiuti per la
ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, con l'art. 6 Contratti di
programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali, con
l'art. 7 Finanziamenti delle commesse, con l'art. 8 Contributi in
conto interessi per il consolidamento di passività onerose, con
l'art. 10 Prestiti partecipativi, ed infine con l'art. 13 Norma per
favorire i progetti di investimento alle imprese ubicate in zone
agricole svantaggiate;
considerato che le azioni di cui sopra posso essere finanziate
attraverso l'utilizzo delle risorse del programma operativo fondo
di sviluppo regionale FERS 2007-2013 e che tale fondo risulta al
sottoscritto interrogante enormemente sottoutilizzato;
ritenuto che obiettivo prioritario del Governo sia quello di
attivare tutte le risorse disponibili alfine di favorire lo
sviluppo delle imprese e conseguentemente la crescita
occupazionale;
verificato che tutte le organizzazioni imprenditoriali,
industriali, agricoltori, artigiani, commercianti lamentano la
mancata attuazione delle norme di aiuto allo sviluppo e la mancata
attuazione della legge regionale 23/2008;
evidenziato che anche Confindustria Sicilia, attraverso il suo
presidente, ha lanciato un appello al Governo della Regione;
infatti, in una sua recente intervista, così dichiarava: 'La crisi
economica e sociale che sta attraversando la Sicilia richiede
riforme ed interventi strutturali e non misure congiunturali';
ritenuto che è ormai urgente ed indifferibile attivare le
politiche previste dalla legge 23 del 2008 e che mancano solo 2
anni al termine della programmazione economico-finanziaria europea
che, come tutti sanno scade nel 2013;
per sapere quali iniziative urgenti volte all'attuazione di tutte
le norme previste dalla normativa regionale ed in particolare di
quelle previste dalla legge regionale n. 23 del 2008 e finalizzate
agli aiuti agli investimenti, alla promozione della nuova
imprenditoria e sviluppo dell'imprenditoria giovanile e femminile,
alle iniziative agevolabili nel settore dell'energia, agli aiuti
per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, all'attivazione dei
contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività
industriali, ai finanziamenti delle commesse, all'attivazione dei
contributi in conto interessi per il consolidamento di passività
onerose e dei prestiti partecipativi ed infine a favorire i
progetti di investimento alle imprese ubicate in zone agricole
svantaggiate intendano intraprendere». (1812)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che, in data 29 marzo 2011, sono state
presentate le seguenti mozioni:
- numero 256 «Censura all'Assessore regionale per l'economia»,
degli onorevoli Leontini, Mancuso, Bosco, D'Asero, Scoma, Limoli,
Corona, Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo, Campagna,
Marinese, Beninati, Leanza Edoardo, Torregrossa, Formica, Maira,
Cordaro, Cascio Salvatore, Caronia, Dina, Catalano;
- numero 257 «Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di
una linea di autobus Palma di Montechiaro-Caltanissetta-Catania»,
degli onorevoli Marinello, Di Guardo, Cracolici, Di Benedetto. Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che, nella seduta n. 238 del 22 marzo 2011, è stato
approvato l'ordine del giorno n. 470 recante 'Chiarimenti ed
iniziative in ordine alla Sicilia e-servizi s.p.a.' con il quale il
Governo si è impegnato a fornire ogni necessaria delucidazione in
ordine alle procedure poste in essere in applicazione dell'articolo
78 della legge regionale n. 6 del 2001, a sospendere ogni nuovo
affidamento di servizi alla società Sicilia e-servizi s.p.a. e a
soprassedere dall'effettuare il cosiddetto 'popolamento' della
stessa;
evidenziato che sul tema l'Assemblea, nella seduta 173 del 19
maggio 2010, a norma degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento
interno, si era già espressa votando in favore dell'istituzione di
una commissione speciale di indagine sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento alla complessa
vicenda dell'affidamento di incarichi alla Sicilia e-servizi;
ricordato che occorre ancora verificare se risponda al vero che:
1) la società Sicilia e-Servizi s.p.a., nonostante l'avanzato
stato di consolidamento delle proprie attività - ed in particolare
il fatturato ultimo consolidato 2008, di oltre 40 milioni di euro,
ed i contratti acquisiti da parte dei dipartimenti regionali nel
2009 per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi alla
programmazione comunitaria 2007-2013, contrattualizzati tutti nel
mese di dicembre 2009 - continui ad operare, in dispregio a quanto
previsto dal bando di gara, con assoluta prevalenza di personale
'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei costi di
gestione a carico dell'Amministrazione regionale;
2) il processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi
s.p.a. sia stato bruscamente interrotto dai suoi attuali
amministratori generando una condizione di illegittimo e
spropositato vantaggio economico per il socio privato e
determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione di
super guadagno e notevolissimo spreco di risorse pubbliche rispetto
ai costi che verrebbero sostenuti con personale interno
adeguatamente formato dallo stesso socio privato così come da bando
di gara;
3) il socio privato (Engineering s.p.a. e Accenture s.p.a. per il
tramite di Sicilia e-servizi Venture s.c.r.l.) operi il trattamento
di dati sensibili, personali e riservati tanto di tutto il
personale dell'Amministrazione regionale (inclusi Assessori e
Presidente), quanto della cittadinanza siciliana tutta, con
personale non legato da alcun patto di riservatezza verso
l'Amministrazione, e che lo stesso personale, legato in modo
subordinato e gerarchico al socio privato, venga 'rivenduto' ed
addebitato a Sicilia e-servizi s.p.a., e quindi all'Amministrazione
regionale, a tariffe molto al di sopra delle conosciute e
paragonabili evidenze attuali di mercato;
4) l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
in qualità di dipendente subordinato della società Engineering
s.p.a., operi (con ampi e assoluti poteri) in permanente ed
inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli di
fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-servizi
s.p.a., essendo quest'ultima una società regionale a prevalente
capitale regionale;
sottolineato che:
da notizie apprese dagli organi di stampa, la Giunta regionale
avrebbe dato il via libera a circa 250 assunzioni e al
riconoscimento di crediti a Sicilia e-servizi, agendo in aperto
conflitto con le decisioni assunte di fronte all'Aula parlamentare
e votate alla presenza del Governo, quale conseguente conclusione
di un accordo politico chiaro, condiviso da maggioranza e
opposizione;
un passo indietro, rispetto ad atti di indirizzo politico su cui
l'Aula si è già espressa, è stato compiuto dall'Assessore regionale
per l'economia, il quale avrebbe riferito di voler rimettere
all'iter delle Commissioni parlamentari le determinazioni ultime
sull'operatività della delibera per lo stop al cosiddetto
'popolamento' e sui progetti affidati in itinere;
in riferimento all'ipotesi di assunzioni si ribadisce l'assoluta
incongruenza di una simile necessità in ordine alla società Sicilia
e-servizi che, com'è noto, ha avuto affidati lavori, servizi e
forniture pari a circa di 150 milioni di euro proprio per
selezionare, formare e trasferire risorse umane e know-how. Con
tale operazione, condivisa dal Governo regionale, non si rendono
chiare e accessibili a tutti le procedure per la selezione del
personale, perpetrando azioni in evidente contrasto con i principi
di efficienza, efficacia, e trasparenza richiesti nella gestione
amministrativa;
l'Assessore per l'economia, disconoscendo il voto d'Aula, non solo
non applica la sospensione degli affidamenti a Sicilia e-servizi,
avviando, come stabilito, le procedure per la chiusura della
società, ma addirittura riconosce e dà acquiescenza a crediti
inesigibili per circa 63 milioni di euro, avanzati dal socio
privato (Sicilia e-servizi Venture s.c.r.l.) riconducibili ad
attività svolte da quest'ultimo senza la dovuta validazione ed
accettazione da parte della Regione siciliana. Infatti, a seguito
della delibera di Giunta n. 222 del 30 settembre 2008 la società
Sicilia e-Innovazione, preposta alla direzione lavori e program
management per la validazione di attività in essere da Sicilia e-
servizi, è stata posta in liquidazione senza che dette attività di
controllo e validazione (fino alla data della presente) fossero più
poste in essere né da Sicilia e-Innovazione, né da altro ente o
società equivalente. Pertanto tali crediti avanzati dal socio
privato (Sicilia e-servizi Venture s.c.r.l.) sono relativi ad
attività autonomamente esperite da socio privato a proprio rischio
imprenditoriale e che comunque non possono essere riconosciuti se
non a valle di una puntuale verifica tecnico-economica di
esecuzione e formale validazione e utilità per l'Amministrazione
regionale;
si viene a creare un 'abuso di ufficio' finalizzato a sanare le
inadempienze del socio privato, che, anziché essere contestate e
fatte garantire dall'escussione della fidejussione, vengono eluse,
invertendo l'onere delle garanzie, ponendole a carico
dell'Amministrazione regionale,
esprime censura nei confronti dell'operato dell'Assessore
regionale per l'economia
per non aver applicato ipso jure le determinazioni dell'Aula
parlamentare, con il cui voto è stato chiaramente stabilito di
sospendere ogni affidamento a Sicilia e-servizi, dando soprattutto
lo stop a quello che è stato definito il cosiddetto 'popolamento'
della stessa;
per aver calpestato, con la propria azione, le prerogative
dell'Assemblea regionale siciliana, mostrando, anche in questa
occasione, di disconoscere il proprio ruolo istituzionale e agendo,
invece, secondo logiche politiche di parte a danno dell'espressione
del diritto democratico di rappresentanza e di tutela
dell'interesse supremo dei cittadini;
per non aver operato i controlli previsti dalla legge e contenuti
nel bando per l'affidamento delle attività informatiche di
competenza delle amministrazioni regionali, dando seguito a
provvedimenti in favore della società Sicilia e-servizi che nel
tempo si sono totalmente disconnessi dagli obblighi della società
aggiudicatrice del bando di affidamento». (256)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella città di Palma di Montechiaro (AG) risiedono numerosi
studenti universitari, i quali prevalentemente frequentano i corsi
di studio offerti dalle università siciliane;
tra i predetti studenti ve ne sono alcuni iscritti al polo
universitario di Caltanissetta ed altri più numerosi,
all'Università degli studi di Catania;
la città di Palma di Montechiaro è priva di servizio ferroviario e
di servizio diretto di autobus per le città di Caltanissetta e di
Catania e ciò arreca disagi notevoli ai pendolari ed ai cittadini
palmesi che devono raggiungere quelle città, a volte spinti da
necessità primarie, quali trattamenti sanitari presso centri
ospedalieri specializzati;
le esigenze della collettività civile richiedono una maggiore
mobilità, atteso che Palma di Montechiaro, città di emigrati, è
lontana dai grossi centri nazionali, anche per l'assenza di
collegamenti con gli aeroporti, situazione che determina, di fatto,
un isolamento di questa cittadina unitamente a disagi notevoli
anche per l'economia locale;
ricordato che negli anni scorsi sono state promosse proteste e
petizioni, sottoscritte da migliaia di cittadini, per l'attivazione
di una linea diretta di autobus Palma di Montechiaro - Catania;
considerato che:
la predetta richiesta, sostenuta anche dall'Amministrazione
comunale, non è stata accolta dalla Regione siciliana, perché la
Sicilia è tuttora priva del piano regionale dei trasporti e ciò
preclude la possibilità di attivare nuove linee di trasporto;
l'attivazione del richiesto collegamento diretto rientra, come
parte non secondaria, nel riconoscimento del diritto allo studio
universitario, costituzionalmente garantito anche ai giovani
palmesi che frequentano le strutture universitarie di Caltanissetta
e Catania;
occorre assicurare le esigenze di mobilità dei cittadini nonché
dei residenti all'estero, anche per venire incontro alle esigenze
di collegamento con i mercati nazionali degli imprenditori locali e
per favorire la nascita di un circuito turistico che faccia
conoscere le bellezze naturali ed architettoniche della cittadina;
richiamati gli articoli 3 e 34 della Costituzione, gli articoli 14
(lett. r), 17 (lett. d) e 20 dello Statuto, la legge costituzionale
18 ottobre 2001, n. 3, il decreto del Presidente della Repubblica
14 maggio 1985, n. 246, l'articolo 1 della l. r. 25 novembre 2002,
n. 20;
visto l'art. 27, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere ogni iniziativa utile a garantire l'attivazione
di un servizio di linea diretto dal Comune di Palma di Montechiaro
alle città di Caltanissetta e Catania, ponendo fine alla disparità
di trattamento con altri comuni che usufruiscono di collegamenti
rapidi e diretti». (257)
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alle mozioni numeri 242 e 253 e
all'interpellanza numero 110
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta d'Assemblea n. 241 del 29 marzo 2011, dell'ordine del giorno
n. 479 Iniziative da assumere nei confronti del Governo nazionale
sulle problematiche dell'accoglienza degli immigrati; per il
ripristino di condizioni di vivibilità nell'isola di Lampedusa;
per scongiurare che la Sicilia si trasformi in un'enorme tendopoli;
per favorire, sostenendo le condizioni di vivibilità, la permanenza
delle popolazioni migranti nei loro Paesi di origine , devono
intendersi superate, in quanto di analogo contenuto:
- le mozioni n. 242 Interventi a tutela dell'emergenza
umanitaria e della sicurezza della Sicilia, conseguenti al recente
incremento di flussi migratori , dell'onorevole Caputo ed altri, e
numero 253 Iniziative urgenti per fronteggiare la grave crisi in
atto a Lampedusa , dell'onorevole Calanducci ed altri;
- l'interpellanza numero 110 Misure urgenti per fronteggiare
l'arrivo d'immigrati in Sicilia e garantire la sicurezza del
territorio regionale , dell'onorevole Colianni ed altri.
Così resta stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CALANDUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
approfitto quest'oggi per riproporre la carenza nei lavori di
quest'Aula di uno strumento agile e veloce che possa permettere di
trattare argomenti di spinosa importanza e che hanno una validità
solo se potuti trattare nei termini giusti; soprattutto per rendere
edotta quest'Aula e per vedere come l'Aula si atteggia nei
confronti di queste problematiche e per poter dialogare col Governo
su questi problemi.
L'altra volta avevo sottoposto all'Aula, e colgo l'occasione per
ringraziare sia il Governo che l'AST nella persona del presidente e
del direttore, ingegnere Lo Bosco, che hanno dato avvio alla
distribuzione delle tessere gratuite per gli anziani, grazie
all'intervento di quest'Aula, rispetto anche alle capacità
economiche a disposizione (infatti, le stanno frazionando nel
tempo).
Se qualcuno si lamenta perchè non tutti i comuni
contemporaneamente riescono ad averle, a mio avviso fanno male
perché si sta seguendo un ordine temporale che è giusto, quello di
presentazione, per cui meglio così che si sia avviato il processo,
altrimenti si rischiava realmente di non far usufruire gli anziani
di questa agevolazione.
Oggi ho presentato un'altra interrogazione, assieme ad altri
colleghi, che meriterebbe di essere discussa in tempo reale:
riguarda l'erogazione dei contributi per i canoni di locazione,
l'ex articolo 11 della legge 431/98. Voglio sottolineare come
quest'Aula non sia insensibile alle richieste dei ceti più deboli,
delle famiglie non abbienti, di chi ha veramente bisogno, perché
questi contributi sono fermi all'anno 2008.
Signor Presidente, le chiedo la necessaria azione per sollecitare
la procedura
Non è possibile che ci siano tre soggetti, enti locali, Regione e
Fondo nazionale, a gestire né è possibile che a farne le spese sia
quella povera gente che, grazie ad un modesto contributo, può
trovare sollievo nella propria esistenza. Naturalmente, parlo di
famiglie il cui reddito è di undicimila o tredicimila euro l'anno,
e per loro è veramente importante usufruire del contributo in tempi
celeri. E dei contributi dell'anno 2008 ancora non si hanno
notizie.
Io non voglio abusare della sua tolleranza, signor Presidente, ma
ritengo opportuno dotare quest'Aula di uno strumento che permetta
di potere discutere realmente, soprattutto delle questioni che
interessano il territorio, i siciliani più deboli, chi ha più
bisogno, la povera gente.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo solo per qualche minuto.
La prima questione riguarda l'audizione, svoltasi stamattina, su
Sicilia e-servizi del ragioniere generale della Regione dottor
Emanuele con l'assessore per l'Economia.
Considerato che stamattina è stata depositata una relazione sulle
attività di Sicilia e-servizi, abbastanza corposa, prego la
Presidenza di segnalare alla Commissione Bilancio, secondo quanto
contenuto nell'ordine del giorno votato in Aula e voluto anche dal
Governo, una discussione più approfondita sia in I Commissione che
in II Commissione.
La seconda questione riguarda il bando di gara che è stato
pubblicato la settimana scorsa in Gazzetta Ufficiale per
trattoristi a tempo determinato. Considerato l'accordo che il
Governo aveva stipulato con i sindacati riguardo i trattoristi e le
risorse umane dell'ESA e dei forestali, io preannunzio che
presenterò un ordine del giorno e invito la Presidenza ad attivarsi
affinché questo bando di gara attinga non da una diversa
graduatoria, ma dai trattoristi e dagli operatori agricoli che già
hanno svolto questo lavoro e che si trovano in una situazione di
disagio senza poter occupare le ore della giornata lavorando.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza terrà conto di quanto
da lei detto.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, premetto che ho presentato una mozione
con la quale - e chiedo per questo che la stessa possa essere al
più presto discussa - chiedo che venga data attuazione all'articolo
26 della legge finanziaria scorsa, quella del 2010.
L'articolo 26 riguardava un elenco di progetti-obiettivo per gli
enti locali che servivano per promuovere e per sostenere il
territorio, per mitigare il rischio idrogeologico e per la
prevenzione anche sismica.
A distanza di un anno, purtroppo, quell'allegato 2 che riguarda
l'articolo 26 - che doveva essere realizzato con 70 milioni di euro
da reperire nel PAR FAS 2007-2013 - é rimasto lettera morta.
Ora, poiché il Governo ha potuto anticipare queste somme per i
cantieri di lavoro, io chiedo che il Governo si impegni affinché
finalmente si possa dare attuazione a quell'importante articolo 26
che riguarda un insieme di opere utili al territorio e agli enti
locali.
In secondo luogo il mio intervento, signor Presidente, riguarda
l'Assessorato della famiglia in quanto mi si dice, ma è così in
effetti, che i lavoratori dei cantieri di servizio, soprattutto
nell'Ennese, da quattro mesi non percepiscono la loro indennità.
Poiché si tratta di un sostegno al reddito per le fasce deboli, per
chi si trova in una situazione di povertà quasi assoluta, io chiedo
che il Governo si faccia parte diligente per risolvere questo
problema.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marco Forzese è in congedo
per la presente seduta, per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni
e di interpellanza della rubrica Energia e servizi di pubblica
utilità
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanza della rubrica
Energia e servizi di pubblica utilità .
Si procede con l'interrogazione numero 163 «Notizie in ordine alla
gestione degli ATO rifiuti siciliani», a firma dell'onorevole Di
Guardo.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante, la stessa
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1227 «Riscatto dell'impianto
del nuovo dissalatore di Porto Empedocle da parte della Regione»,
a firma dell'onorevole Bosco. Ne do lettura:
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
per fronteggiare le condizioni di crisi idrica nel territorio di
Agrigento, il commissario delegato per l'emergenza idrica ex
ordinanza ministeriale 3189/02 procedette alla realizzazione di un
impianto di dissalazione di acqua di mare, ubicato nell'area ASI di
Porto Empedocle, con finalità di integrazione
dell'approvvigionamento idrico della città di Agrigento.
L'intervento traeva origine dalla necessità di fronteggiare la
forte condizione di crisi in un'area sensibilmente deficitaria
sotto l'aspetto dell'approvvigionamento idrico, nel periodo
transitorio necessario per il rifacimento delle grandi
infrastrutture di trattamento e trasporto;
premesso inoltre che:
l'impianto, realizzato per la produzione di 100 L/S, per il
funzionamento in un periodo di 3 anni e per un costo che solo per
le opere civili necessarie per l'istallazione dei moduli di
trattamento ha comportato oneri per la pubblica amministrazione per
un importo complessivo a consuntivo di euro 5.250.000,00 oltre IVA,
ha iniziato la produzione in data 9 febbraio 2007 ed in pari data è
stata avviata la gestione triennale dei moduli di dissalazione con
la produzione di acqua dissalata;
accertato che con il prossimo mese di luglio scadranno sia il
contratto di gestione dei moduli di trattamento sia quello delle
opere civili;
considerato che il contratto di gestione dei moduli prevede
espressamente all'articolo 17 la possibilità, alla sua scadenza,
che la Regione siciliana (primo ente opzionato) eserciti entro i
successivi 60 giorni il diritto di riscatto dell'impianto versando
all'affidatario la somma di euro 500,000,00 oltre IVA. In caso di
mancato esercizio del diritto da parte della Regione, lo stesso
potrà essere esercitato alle medesime condizioni dal comune di
Agrigento;
verificato che il sistema di adduzione dell'acqua dissalata
prodotta è concepito immettendo i volumi idrici prodotti
nell'acquedotto Favara di Burgio, di modo che la stessa risorsa può
anche essere destinata, grazie al sistema di interconnessioni
acquedottistiche nel frattempo realizzate, al sistema di
sovrambito, che tutti i contratti con i gestori della dissalazione
in Sicilia e nelle isole minori sono posti direttamente in capo
alla Regione e che i fondi necessari per procedere al riscatto
dell'impianto potrebbero essere recuperati tra le economie
conseguite e conseguibili sul programma di opere finanziato dal
commissario delegato, oggi in fase di completamento;
per sapere se intenda, nel ritenere essenziale il mantenimento
dell'impianto di dissalazione di acqua di mare ubicato nell'area
ASI di Porto Empedocle, da utilizzare come strumento ausiliario di
emergenza con finalità di integrazione dell'approvvigionamento
idrico della intera provincia di Agrigento che da tempo immemore è
penalizzata dalla persistente mancanza dell'erogazione dell'acqua
nelle case dei cittadini residenti, valutare la possibilità, alla
luce dell'avvenuto completamento dell'ammortamento dell'impianto,
di acquisire lo stesso e provvedere all'indizione di una nuova gara
di affidamento del servizio certamente meno onerosa della
precedente». (1227)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, con riferimento all'atto di sindacato ispettivo
dell'onorevole Bosco, rivolto esclusivamente allo scrivente, per
conoscere l'intendimento della Regione siciliana circa il
mantenimento dell'impianto di dissalazione di acqua di mare ubicato
nell'area di sviluppo industriale di Porto Empedocle in provincia
di Agrigento, fornisco i seguenti elementi di risposta.
A seguito delle ordinanze del Commissario delegato per l'emergenza
idrica in Sicilia n. 135 del 2004 e n. 412 del 2005, con contratto
stipulato in data 2 dicembre 2005, rep. numero 7540, il Comune di
Agrigento ha affidato a RTI CTIDA HYDRO srl mandataria con sede
legale a Roma, - SISTET srl mandante, la costruzione e gestione di
un impianto di dissalazione da 100 l/s per l'approvvigionamento
idrico della città di Agrigento.
Con contratto del 20 dicembre 2005 l'Ufficio del Genio Civile di
Agrigento ha affidato all'ATI Tecnofin Group spa capogruppo - SERF
srl - Edilmeccanica Campione srl - SISTET srl mandanti, i lavori di
costruzione delle opere civili necessarie all'installazione di un
impianto di dissalazione da 100 l/s in Porto Empedocle per
l'approvvigionamento idrico della città di Agrigento.
Con contratto del 14 novembre 2007, il Comune di Agrigento ha
affidato all'ATI Edilmeccanica Campione srl capogruppo - IBI
Idrobioimpianti spa, associate, la gestione e la manutenzione delle
opere civili per l'installazione ed il funzionamento di un impianto
di dissalazione da 100 l/s a Porto Empedocle, per
l'approvvigionamento idrico della città di Agrigento.
Le somme necessarie alla realizzazione e alla gestione delle opere
civili, nonché alla fornitura di acqua dissalata sono state
finanziante dal Commissario Delegato per l'Emergenza idrica in
Sicilia con le ordinanze sopra citate.
Restavano a carico del RTI CTIDA HYDRO srl, poi divenuta NEW CTIDA
HYDRO srl con sede in Agrigento Via Imera n. 146 - SISTET srl, il
costo per la fornitura e la installazione delle apparecchiature
elettromeccaniche necessarie alla realizzazione di un impianto di
dissalazione da 100 l/s da realizzare nella zona industriale di
Porto Empedocle per la produzione di acqua potabile in favore del
Comune di Agrigento nonché i costi di gestione e manutenzione dello
stesso impianto.
L'ammortamento dei costi sostenuti dal raggruppamento temporaneo
di imprese per le forniture, le lavorazioni e la gestione
dell'impianto in argomento, avveniva tramite il pagamento delle
forniture di acqua potabile al soggetto gestore del Sovrambito alle
tariffe riportate nei contratti prima richiamati fino al
raggiungimento del volume di 10 milioni circa di mc di acqua per il
triennio 2007/2010.
L'articolo 17 del contratto prevede che la Regione, entro sessanta
giorni dalla scadenza contrattuale, può esercitare il diritto di
riscatto dell'impianto versando all'affidatario la somma
complessiva di euro 500.000,00, IVA esclusa.
Con nota n. 8966 del 24 marzo 2010 è stata rappresenta la
situazione tecnico-amministrativa dello stato della pratica in
oggetto all'assessore per l'energia pro-tempore, per le valutazioni
competenti in ordine all'esercizio del diritto di prelazione
dell'impianto in argomento ed al pagamento della corrispondente
somma residua.
Con nota n. 2811 del 6 agosto 2010 l'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità ha delegato il Dirigente generale del
Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti ad esercitare il diritto di
prelazione dell'impianto, dopo il superamento delle perplessità
espresse da Siciliacque e il reperimento delle necessarie risorse
finanziarie; in virtù di ciò, con nota n. 31347 del 10 agosto 2010
il Dipartimento comunicava alla Presidenza della Regione,
all'Assessore regionale per l'Energia e i servizi di pubblica
utilità, al Comune di Agrigento e al gestore dell'impianto il
proposito della Regione di esercitare il riscatto dell'impianto in
argomento.
La Giunta di Governo, con propria deliberazione n. 340 dell'1
ottobre 2010, deliberava la condivisione dell'operato sin qui
svolto dall'Assessorato, in ordine alle iniziative sull'argomento
intraprese.
Il gestore ha provveduto a trasmettere tutta la documentazione
richiesta sulle opere, le apparecchiature e le loro condizioni
d'uso per l'esercizio del riscatto.
Tutto quanto sopra premesso, si ritiene di dovere dotare la
Regione di un impianto di dissalazione di recente costruzione con
principio di funzionamento ad osmosi inversa, caratterizzata da
bassi costi di gestione e in gran parte finanziato con fondi
regionali, per fronteggiare le emergenze idriche nell'area della
provincia di Agrigento.
Per quanto riguarda, infine, l'eventuale indizione di una nuova
gara per l'affidamento del servizio di dissalazione, il
Dipartimento sta effettuando le opportune valutazioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Bosco ha facoltà di dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.
BOSCO. Signor Presidente, Assessore, io intervengo a seguito della
risposta dell'assessore per esprimere la mia soddisfazione. Mi
ritengo soddisfatto della risposta del Governo e, se ho ben capito,
perché c'erano dei problemi di audio in Aula, il Governo ha
espresso la volontà di riscattare, così come citato dal contratto
di stipula, il dissalatore di Porto Empedocle, come da me chiesto
con l'interrogazione di qualche tempo fa.
Devo dire che il Governo ha fatto una disamina puntuale dell'iter
del percorso del dissalatore di Porto Empedocle, un'opera che è
stata realizzata principalmente con fondi regionali e che è
costata, per quanto riguarda le opere civili, all'incirca sei
milioni di euro e ha rappresentato una risorsa importante per
l'emergenza idrica alla quale è condannata da decenni la città di
Agrigento e l'intera provincia. Per questo, io ritengo che un'opera
che è costata tanto e con soldi pubblici può continuare ad essere
vitale, soprattutto può fungere da supporto nei periodi di crisi
idrica per la città di Agrigento e non solo, ma anche per altri
centri importanti della provincia, sia da riscattare, a fronte di
una cifra che, tutto sommato, non è enorme rispetto ai soldi che
questa Regione spende e che - il passato e la storia ci insegna -
spesso spende male.
Quindi approvo e soprattutto voglio esprimere pieno apprezzamento
e soddisfazione per la volontà espressa dal Governo regionale.
Pertanto, mi ritengo soddisfatto per una interrogazione alla quale
ho dato vita mesi fa e che oggi va a buon fine. Soprattutto ad
esserne soddisfatta e contenta ritengo che in questo momento sia
la città di Agrigento che sa, con il voto ufficiale del Governo
regionale, che questa opera verrà riscattata, rimarrà in vita e
sarà certamente un supporto alle carenze idriche alle quali la
città di Agrigento è sempre condannata. Grazie all'Assessore per la
risposta.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, intervengo sulla risposta
dell'assessore e sulle considerazioni dell'onorevole Bosco perchè
il problema è stato affrontato in modo parziale dato che, per
quanto riguarda i dissalatori per le città di Agrigento e Porto
Empedocle, non bisogna tenere conto soltanto di quello nuovo che ha
una gestione privata, ma soprattutto del vecchio dissalatore dove
vi sono diversi lavoratori che negli anni .
PRESIDENTE, Onorevole Cimino, non è un dibattito.
L'interrogazione si è svolta, il Governo ha risposto e
l'interrogante ha espresso la sua soddisfazione. Per questo
intervento le darò la parola in coda al dibattito.
CIMINO. Signor Presidente, sono rispettosissimo del Regolamento,
soltanto per dire che su questo argomento bisogna poter fare un
lavoro completo prendendo in esame sia il dissalatore di Gela che
quello di Porto Empedocle.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1383 «Misure per
accelerare la conversione del polo petrolchimico di Siracusa in
polo energetico», dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
negli anni passati, soprattutto fra il 1960 e la fine degli anni
70, il polo petrolchimico siracusano impegnava oltre 20.000
lavoratori;
negli ultimi anni, tutto è cambiato e nella zona industriale
siracusana gli addetti impegnati sono ad oggi meno di 10.000, con
una espulsione violenta e senza pietà di oltre 10.000 lavoratori;
considerato che:
da circa vent'anni, nonostante tutte le assicurazioni, si procede
a rilento verso una riconversione del polo petrolchimico in polo
energetico, al fine di ridare slancio e vitalità ad un sito che
diversamente è destinato alla chiusura definitiva;
ad oggi, nel sito industriale siracusano è rimasto poco e nulla
delle rappresentanze della chimica di base;
accertato che:
le maggiori realtà imprenditoriali della chimica, presenti ancora
oggi nella zona industriale siracusana, sono due società del gruppo
ENI, la Polimeri Europa e la Syndial, che tuttavia, insieme, non
riescono ad assorbire più di 600 dipendenti;
anche le aziende impegnate in attività di raffinazione all'interno
dell'area industriale, come la Esso italiana e la Isab, impiegano
non più 600 dipendenti la prima e circa 1000 la seconda;
il maggior numero di lavoratori del petrolchimico fa parte del
così detto 'indotto', il settore cioè delle piccole imprese
appaltatrici;
visto che:
il persistere dei ritardi nella conversione del polo petrolchimico
siracusano in polo energetico rischia di indurre alcuni dei pochi
investitori rimasti ad abbandonare il sito industriale;
la mancata realizzazione del polo energetico avvierà la fine della
zona industriale siracusana e di un indotto che oggi impegna 10.000
dipendenti che andranno incontro al licenziamento e incrementeranno
la disoccupazione al Sud;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire al fine di accelerare le
procedure necessarie per la riconversione del polo petrolchimico
siracusano in polo energetico;
se non intendano sollecitare il Governo nazionale, responsabile in
parte dei ritardi denunciati, e dare un futuro ecocompatibile ad
una area che diversamente sarà costretta alla chiusura con serie
ripercussioni sull'occupazione siciliana e di quella della
provincia di Siracusa in particolare». (1383)
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo, presentato
dall'onorevole Vinciullo e pervenuto all'Assessorato in data 29
ottobre 2010, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
L'interrogazione è finalizzata a conoscere le iniziative poste in
essere dalla Regione in merito alla conversione del polo
petrolchimico di Siracusa in polo energetico.
Preliminarmente, è opportuno evidenziare che la competenza in
materia di riconversioni industriali è ascrivibile al Ministero per
le attività produttive e, per gli aspetti di competenza regionali,
all'Assessorato delle attività produttive.
Prima di entrare nel merito dell'atto ispettivo occorre rammentare
come ancora le strategie nel delicato settore della chimica sono
state fortemente condizionate, a livello nazionale, da un
progressivo rilascio di attenzione verso il settore; infatti grandi
colossi industriali hanno nel tempo abbandonato l'Italia per
localizzazioni in cui le politiche nazionali si sono dimostrate più
accoglienti.
Solo negli ultimi anni il Governo nazionale ha riconsiderato il
settore come settore strategico, ed ha avviato iniziative destinate
a riqualificare aree industriali in declino. Infatti, con l'accordo
di programma per la qualificazione e la reindustrializzazione del
polo petrolchimico di Priolo stipulato in data 21 dicembre 2005 tra
la Regione siciliana, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il
Ministero delle attività produttive, il Ministero dell'Economia e
delle Finanze e da altri enti e associazioni, il Governo nazionale
e la Regione siciliana si impegnavano a rendere disponibili, nel
triennio 2006-2008, agevolazioni finanziarie per 220 milioni di
euro al fine di assicurare l'attrattività e la competitività del
territorio, la reindustrializzazione dell'area industriale,
attraverso interventi per il consolidamento delle attività
produttive esistenti e per promuovere la nascita di nuove imprese
che impegnino le produzioni, le infrastrutture e i servizi.
Il Governo della Regione siciliana ha manifestato grande interesse
e, accogliendo l'invito del Governo nazionale, con delibera n. 422
del 5 novembre 2010, ha destinato alla chiusura dell'accordo di
programma denominato Qualificazione e reindustrializzazione del
polo petrolchimico di Priolo la somma di euro sessanta milioni a
valere sulle risorse liberate necessaria per dare corso a quanto
previsto nel citato accordo di programma.
Peraltro, con deliberazione n. 396 del 15 ottobre, era già stato
riconfermato lo stanziamento pari ad euro cinquanta milioni
relativo all'accordo di programma sugli interventi di
riqualificazione ambientali (bonifiche) funzionali alla
reindustrializzazione ed infrastrutturazione delle aree comprese
nel sito di interesse nazionale di Priolo.
In aggiunta a quanto sopra, sin dal mio insediamento è stata
attivata una proficua interlocuzione con la Ionio Gas S.r.l.
(partecipata in modo paritetico da ERG e Shell) al fine di portare
a termine la complessa procedura di istruttoria dell'istanza
presentata ai sensi dell'articolo 8 della legge 340/2000, per la
costruzione ed esercizio di un terminale di rigassificazione di gas
naturale liquefatto, dell'opera lineare connessa (gasdotto) e
dell'adeguamento tecnologico del pontile, opere tutte ubicate nella
rada di Augusta in territorio del comune di Melilli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, più
che utilizzare come prima ipotesi quella di dichiararmi
soddisfatto, utilizzerei l'altra, quella di dichiararmi
insoddisfatto.
Intanto, Presidente, e mi riferisco ancora una volta a lei,
Presidente dell'Assemblea regionale, ci troviamo di fronte ad un
assessore che dice che non è di sua competenza; però assessore
Marino, le vorrei fare notare che, con nota protocollo n. 2156 del
29 ottobre 2010, il Presidente della Regione ha delegato lei a
rispondere in Aula. Non è stata una mia richiesta, non è stata la
volontà del deputato di pretendere da lei una risposta, è il suo
Presidente, non il mio, che le ha chiesto di venire in Aula e di
rispondere a questa interrogazione che io ho presentato.
Ho visto che nella parte finale lei ha accennato al
rigassificatore.
Mi sia consentito di dire che il rigassificatore è uno dei
problemi dell'area industriale della provincia di Siracusa, non è
il problema Ma anche su questo non è possibile che la Regione
continui a non dare risposte. Da mesi, autorevoli esponenti della
sua maggioranza, sui giornali - stiamo parlando di deputati
regionali siracusani - annunciano che la settimana entrante è
l'ultimo giorno entro il quale lei, finalmente, concederà
l'autorizzazione.
L'apprendiamo da tre, quattro mesi; però questo ultimo giorno non
è mai arrivato. L'ultimo mese, l'ultima settimana: sembra quasi la
vicenda dei Moicani che erano gli ultimi a resistere.
Vorremmo, allora, sapere cosa si voglia fare definitivamente.
Presidenza del Vicepresidente Oddo
Nessuno di noi è potenzialmente, in partenza, favorevole al
rigassificatore; però la Regione ha chiesto a questi investimenti
una serie di interventi e, a quanto pare, i privati si sono
dichiarati disponibili a fare questi interventi.
Di fronte ad una provincia che è ormai ridotta al lastrico o la
Regione dà risposte oppure no.
Lei ha parlato pure di queste disponibilità - 50, 60 milioni di
euro - che la Regione avrebbe messo in atto per la riqualificazione
di questo accordo firmato nel dicembre del 2005, però li vorremmo
vedere. Veda, assessore Marino, lei è nuovo, noi ormai siamo qui di
antico pelo e, purtroppo, siamo stati abituati a vedere le somme
prima inserite in bilancio e poi sparite.
Sono scomparsi, ad esempio, con vergogna estrema del Governo che
lei rappresenta, i 2 milioni di euro destinati alle donne che
avevano deciso di non abortire e di mantenere i propri figli; sono
scomparsi i 500 mila euro che erano stati stanziati per le donne
vittime di violenza; sono scomparse le somme per gli oratori;
stessa cosa per i contributi a favore degli allevatori.
Siamo abituati, purtroppo, ad avere a che fare con un Governo che
in Aula dice una cosa e poi ne fa un'altra. Allora, dal momento che
lei ha solo sfiorato il tema da me proposto, anche perché
all'inizio ha detto non è competenza del mio assessorato , ma su
questo, ancora una volta, signor Presidente, ci troviamo di fronte
ad assessori che, nonostante abbiano la delega, dicono di non
essere interessati.
Credo, allora, che qui il problema non riguarda più il Governo, ma
riguarda la Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana: voi non
state garantendo i deputati; voi non ci state mettendo nelle
condizioni di svolgere la nostra attività.
Signor Presidente facente funzioni, vi sono interrogazioni
presentate nel settembre del 2008 a cui questo Governo, o i vari
Governi che si sono succeduti in questi mesi, non hanno mai dato
risposta.
E' chiaro che la tutela delle prerogative del deputato non
appartiene al Governo, ma al Presidente dell'Assemblea. Pertanto
rivolgo ancora una volta un appello alla Presidenza affinché le
prerogative istituzionali e parlamentari di chi è stato eletto dal
popolo siano riconosciute e rispettate.
Comunque, come avevo già detto all'inizio, mi dichiaro
insoddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, faremo di tutto per recuperare il
tempo perduto.
Si passa all'interrogazione n. 1417 Interventi per fronteggiare
l'emergenza rifiuti nel territorio della provincia di Palermo ,
dell'onorevole Caputo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la conferenza di servizi che si è svolta a Carini (PA) il 30
settembre 2010 su iniziativa del sindaco ha evidenziato che la
questione legata ai rifiuti sta assumendo notevoli dimensioni, tali
da costituire un pericolo per l'incolumità, la salute, l'ordine e
la sicurezza pubblica;
la mancanza di termovalorizzatori e le difficoltà finanziarie dei
comuni stanno determinando il nascere di una vera e propria
'emergenza rifiuti';
la situazione sembra, altresì, aggravata anche dalle difficoltà
finanziarie delle società d'ambito del ciclo integrato dei rifiuti
che, a breve, non saranno in grado di assicurare il pagamento delle
retribuzioni;
considerato che:
il tema dei rifiuti può avere risvolti sociali preoccupanti ed
allarmanti, non solo di pericolo igienico-sanitario, ma anche di
ordine sociale, perché sono a rischio sia gli stipendi sia i
livelli occupazionali;
ritenuto necessario l'intervento del Governo al fine di addivenire
ad una definitiva soluzione del problema onde evitare gravissime
conseguenze lesive sia per la salute dei cittadini sia in danno dei
lavoratori, i quali, a causa delle difficoltà economiche delle
società d'ambito, rischiano di non vedersi corrispondere gli
stipendi o addirittura la perdita del posto di lavoro;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare per evitare l'insorgere di
pericoli igienico-sanitari e per l'ordine e la sicurezza;
i tempi ed i modi attraverso cui intendano adottare gli opportuni
provvedimenti per la realizzazione degli impianti necessari in
materia di rifiuti in generale.» (1417)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'emergenza rifiuti
nel territorio della provincia di Palermo è un segmento di una
realtà più generale, che coinvolge tutto il territorio regionale e
che si può imputare prevalentemente alle difficoltà di carattere
economico-finanziario che stanno attraversando indistintamente
tutte le 27 Società d'Ambito che hanno gestito il ciclo integrato
dei rifiuti nelle nove province della nostra Regione.
L'origine di tale dissesto finanziario è da imputare ad una serie
di fattori che hanno concorso al risultato, che oggi stiamo
riconducendo ad una governance centrale in seguito alla legge
regionale 9 dell'8 aprile 2010, approvata all'unanimità
dall'Assemblea regionale siciliana, che ha profondamente
rivoluzionato l'approccio in materia di gestione integrata dei
rifiuti.
Lo scenario ben noto alla popolazione siciliana e di cui il
Parlamento siciliano si è fatto interprete attraverso
l'approvazione della legge di riordino già menzionata, è stato ben
descritto nella relazione finale della Commissione parlamentare
d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti,
il cosiddetto Rapporto Pecorella' presentato dal Presidente della
medesima commissione all'inizio di quest'anno a Palermo.
Come tutte le grandi riforme, anche quella che segue l'entrata in
vigore della legge regionale 9/2010, necessita di un grosso sforzo
di accompagnamento da parte dell'Amministrazione regionale ma anche
di una profonda rivoluzione culturale da parte di coloro che a
vario titolo devono mettere in atto le azioni conseguenti.
In questo senso l'Assessorato, che mi onoro di rappresentare, sta
mettendo in atto uno sforzo davvero imponente per supportare e
assistere ogni momento del passaggio dal vecchio al nuovo sistema.
Con tali obiettivi l'Assessorato ha emanato cinque circolari
attuative.
La prima, del 29 ottobre 2010, ha regolamentato l'intervento
finanziario della Regione siciliana in presenza di situazioni di
crisi nello svolgimento del servizio integrato di gestione dei
rifiuti, intervento consolidato al 31 dicembre 2010 per effetto
dell'articolo 2 della legge regionale 1 del 7 gennaio 2011 che
stabilisce, altresì, le modalità di rientro da parte dei soggetti
beneficiari.
La seconda, del 16 dicembre 2010, fornisce ai sensi dell'articolo
19 della legge regionale 9 del 2010, le linee guida per l'avvio
della norma di cui sopra e per la liquidazione delle vecchie
società d'ambito.
La terza, del 17 dicembre 2010, definisce le linee d'intervento in
favore dei comuni per il ripianamento del debito accumulato dai
comuni con il Piano di rientro'.
La quarta, del marzo scorso, è relativa alle procedure per
l'acquisizione di beni e servizi.
Con l'ultima, dei primi di aprile, sono state chiarite le
competenze attribuite alle province regionali. A tal fine sono
stati approvati con proprio decreto gli schemi di Statuto e di atto
costitutivo per la creazione delle Società che si occuperanno della
gestione dei rifiuti in Sicilia in sostituzione dei vecchi Consorzi
o società d'ambito.
Entro 60 giorni i comuni e le province, ricompresi in ciascun
Ambito territoriale ottimale, dovranno approvare in consiglio lo
Statuto e l'atto costitutivo nonché l'adesione, che è obbligatoria,
alla società consortile di capitali; nei successivi 45 giorni si
dovranno formalmente costituire le nuove società.
E' ovvio che il ciclo integrato dei rifiuti, la cui gestione sarà
in prossimo futuro nelle mani delle costituende società SRR su base
provinciale, dovrà tenere conto delle previsioni contenute nel
Piano regionale dei rifiuti, ad oggi in fase di definizione e di
cui sono in corso le interlocuzioni con il Dipartimento nazionale
della Protezione civile.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CAPUTO. Signor Presidente, ringrazio l'assessore per la tempestiva
risposta ad una interrogazione estremamente delicata.
E' indubbio che il problema dei rifiuti oggi, nonostante
l'approvazione della legge da parte di questo Parlamento, si è
aggravato. Una situazione che ha messo in ginocchio i comuni e,
nonostante la liquidazione della maggior parte delle società
siciliane, continuano ad esistere e ad aggravarsi i problemi per
quanto riguarda il settore dei rifiuti.
Io prendo atto della risposta che è stata esaustiva, assessore.
La ringrazio sempre per la sua attenzione, però la prego di
vigilare perché i problemi, e lei sa quali sono perché ha
presenziato ad incontri importanti con gli amministratori,
continuano a creare una situazione veramente delicata e drammatica
che sta mettendo in ginocchio le amministrazioni in Sicilia.
Pertanto, la invito a vigilare così come sta facendo.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1494 «Iniziative
per contenere l'aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti
nella città di Catania», dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che il comune di Catania, per
effetto del provvedimento di pianificazione dei flussi dei rifiuti,
emesso dalla provincia regionale di Catania, ai sensi dell'art.
197, comma 1, d.lgs. 152/2006, utilizza l'impianto di discarica
ubicato in c/da Grotte San Giorgio;
considerato che con DDG n. 457 del 13 luglio 2010 è stata
approvata la tariffa del nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti
solidi urbani, approvato con autorizzazione regionale giusta DRS n.
209 del 12.03.2009;
preso atto che la tariffa di conferimento è stata stabilita, per
tonnellata conferita, nella cifra di euro 76,20, alla quale va
aggiunta la voce relativa al pretrattamento di trito vagliatura di
euro 8,54, più IVA e tributo per legge, sicuramente maggiore di
quella precedente che si fermava ad euro 53,46, oltre IVA e tributo
speciale;
atteso che detto aumento comporta il maggiore esborso, nello
specifico, per il comune di Catania di circa 4.700.000,00 annui, ma
in generale l'aumento riguarda indistintamente tutti i comuni
siciliani, il cui costo, in ultimo, rischia di gravare sui
cittadini;
tenuto conto che, malgrado la politica virtuosa posta in essere
dall'amministrazione per uscire dal 'buio finanziario', il comune
di Catania versa in una delicata condizione finanziaria, per cui
una spesa simile metterebbe a repentaglio il raggiunto equilibrio
dei conti col conseguente aumento della pressione tributaria sui
cittadini;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto esposto e se non ritengano
opportuno attivare tutte le necessarie iniziative tese non soltanto
a garantire una corretta pianificazione dello smaltimento dei
rifiuti solidi urbani, ma anche il contenimento dei costi di
gestione da parte dei titolari di impianti di discarica, atteso che
il tributo grava interamente sui cittadini;
in caso di intervento, quali siano le iniziative che saranno poste
in essere ed eventualmente quale coinvolgimento sarà assicurato al
comune di Catania e più in generale agli enti locali siciliani».
(1494)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione è
finalizzata a conoscere le iniziative poste in essere dalla Regione
in merito alla corretta pianificazione dello smaltimento dei
rifiuti solidi urbani nella provincia di Catania e quelle poste in
essere per il contenimento dei costi di gestione da parte dei
titolari di impianti di discarica, nella considerazione che il
costo dello smaltimento grava interamente sui cittadini. Nel
territorio della provincia di Catania su 5 ATO, quattro sono in
regime di TARSU ed uno (Simeto Ambiente CT3) in regime di TIA.
Riassume la Presidenza il Presidente Cascio
Dai dati in possesso del Dipartimento regionale per l'Acqua e i
Rifiuti emerge che il costo del servizio di raccolta e smaltimento
rifiuti ammonta complessivamente a 153 milioni di euro, quello pro-
capite oscilla dagli 87,90 euro per abitante del comprensorio CT 5
(Caltagirone) a 188,52 euro per abitante di Catania città, mentre
la produzione pro-capite di rifiuti è pari a 574 Kg., dato che fa
attestare la Provincia di Catania la prima in termini di produzione
di rifiuti.
L'ammontare complessivo di 609.419 tonnellate di rifiuti prodotti
in un anno dall'intero territorio provinciale, sono conferite
attualmente presso le due discariche esistenti di Motta S.
Anastasia contrada Tiritì (OIKOS S.p.A) e di Grotte San Giorgio
(Sicula Trasporti).
Entrambe le discariche hanno un provvedimento di autorizzazione
integrata ambientale rilasciato dall'Assessorato regionale
Territorio e Ambiente ai sensi del decreto legislativo 59/2005 in
recepimento della Direttiva 96/61/CE in materia di IPPC
(Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).
All'interno del suddetto provvedimento viene approvato il piano
finanziario della discarica relativo alle voci che concorrono alla
definizione della tariffa di conferimento dei rifiuti.
Ai sensi del decreto legislativo 36/2003, articolo 17, i titolari
delle autorizzazioni gestori della discarica sono tenuti a redigere
il piano di adeguamento che prevede il rinnovo dell'autorizzazione
alla prosecuzione dell'attività solo a condizione che: a) vengano
definiti i lavori di adeguamento; b) vengano stabilite le modalità
di esecuzione dei lavori; c) venga individuato il termine per la
conclusione dei lavori; d) venga riclassificata la discarica.
Tutto ciò comporta per ogni discarica: 1) la realizzazione di una
barriera di impermeabilizzazione costituita da materiale
compattato; 2) la realizzazione di un sistema artificiale di
impermeabilizzazione; 3) la realizzazione di un sistema di
drenaggio e raccolta del percolato; 4) la realizzazione di un
sistema di drenaggio e scarico delle acque meteoriche; 5) la
realizzazione di un sistema di recupero energetico; 6) la
realizzazione di una barriera di copertura e la definizione di un
programma di recupero ambientale finale.
Stante quanto premesso, al fine di adeguarsi alle norme europee i
gestori delle discariche hanno dovuto effettuare una serie di
interventi di natura tecnica che inevitabilmente si stanno
ripercuotendo sull'entità della tariffa.
Infatti il piano finanziario, che i gestori hanno l'obbligo di
adeguare, è la garanzia che la tariffa copra realmente i costi,
inclusi quelli relativi alla fase di post-chiusura e quindi: a)
costi relativi a spese di investimento per la costruzione
dell'impianto, compresi oneri finanziari e costi per la
realizzazione di mitigazione ambientale; b) spese per gestione
operativa, comprese quelle relative al personale e ai mezzi d'opera
utilizzati; c) spese generali e tecniche; d) spese previste per la
ricomposizione ambientale e la gestione del periodo successivo alla
chiusura.
La discarica a servizio del Comune di Catania, ubicata in contrada
Grotte San Giorgio, in possesso di autorizzazione integrata
ambientale, ha un primo Piano finanziario approvato con DRS
(Dirigente Responsabile Servizio) n. 249 del 27 marzo 2009 in forza
del quale la tariffa è stata fissata in euro 53,46.
Il piano finanziario è stato riformulato in seguito agli
adeguamenti che il gestore ha dovuto effettuare in ottemperanza
alle prescrizioni contenute nella direttiva comunitaria 96/61/CE.
Da ciò discende l'approvazione, con DDG n. 457 del 13 luglio 2010,
della tariffa del nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti di
Grotte San Giorgio, che ammonta a 76,20 euro + 8,64 euro per pre-
trattamento di tritovagliatura.
Fatte queste premesse, questo Assessorato, al fine di mettere in
atto una politica di contenimento dei costi di gestione delle
discariche, e al contempo analizzare e comparare i tributi che
attualmente gravano in maniera disomogenea sui cittadini delle nove
province regionali, ha istituito l'Unità Operativa - Politiche
Tariffarie e Verifica dei costi - presso l'Ispettorato ed
Osservatorio Regionale dei Rifiuti del Dipartimento Acque e
Rifiuti.
L'unità operativa ha il compito di : a) definire i parametri di
ammissibilità e valutazione delle tariffe; b) definire gli indici
di produttività per la valutazione economica dei servizi resi dai
soggetti gestori delle discariche; c) effettuare una comparazione
fra i diversi piani finanziari delle discariche e le relative
tariffe che gravano sui cittadini; d) introdurre i correttivi in
modo da uniformare, per quanto possibile, il tributo in discarica
che grava sugli utenti finali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
FALCONE. Signor Presidente, purtroppo non riesco a dichiararmi
soddisfatto della risposta alla mia interrogazione che l'onorevole
Vicepresidente della Regione ha voluto dare stasera all'Aula
perché, nonostante l'analisi chiara, molto attinente, svolta in
maniera compiuta dal Vicepresidente della Regione Marino, in
effetti ancora la Sicilia sconta la mancata pianificazione concreta
e la concreta attuazione di quella norma che, l'anno scorso, sulla
riforma del sistema dei rifiuti in Sicilia doveva rappresentare la
panacea sia al problema ambientale sia al problema del contenimento
dei costi, cioè un servizio più economico e altrettanto più
efficiente.
Purtroppo, oggi, abbiamo detto che dovevamo eliminare tutto ciò
che poteva rappresentare una innovazione, tutto ciò che poteva
rappresentare una misura alternativa agli attuali impianti di
discarica. Invece oggi ci ritroviamo, a distanza di tre anni, fermi
ad una pianificazione che, purtroppo, stenta a partire.
In questo senso, anche i cittadini ne pagano le conseguenze; i
cittadini, come quelli del comune di Catania, che devono vedersi
aumentato il tributo - che graverà per 4 milioni e 700 mila euro
soltanto per la città di Catania - per il conferimento del mero
rifiuto. Cosa significa questo?
Significa, tra l'altro, che a Catania viene assegnato un costo, a
Siracusa o a Palermo può essere assegnato qualunque altro costo.
Questo anche quando parliamo dei gestori privati e, purtroppo,
molte discariche oggi in Sicilia sono in mano ai gestori privati.
Quindi, è il sistema che non è stato assolutamente riformato.
Invito, pertanto, il Governo a trovare una soluzione al più
presto. Abbiamo fatto delle battaglie mettendo alla berlina,
stigmatizzando determinati sistemi di smaltimento dei rifiuti e
siamo rimasti fermi a 20 anni fa, ai famosi articoli 12 e 13 che
vedono ancora sotterrare il rifiuto solido urbano in alcuni
appezzamenti di terreni, considerati discariche. Ciò, naturalmente,
fa lievitare i costi che, poi, alla fine si riversano a cascata sui
cittadini.
A nome del PDL chiedo un impegno forte e costante, ma soprattutto
immediato, perché finalmente possa essere data attuazione alla
legge di riforma del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti
per evitare che ci sia una nuova Napoli in Sicilia.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 98
«Iniziative urgenti a tutela delle coste siciliane a seguito di
ventilate attività di trivellazione petrolifera», dell'onorevole
Fiorenza. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la British petrolium (di seguito Bp) ha intenzione di effettuare
una serie di trivellazioni esplorative presso il golfo della Sirte,
sito a circa 150 chilometri dalla costa libica, e, fatto rilevante
per la regione, a circa 610 chilometri dalle coste meridionali
della Regione;
le predette trivellazioni dovrebbero essere profonde circa 5.700
piedi, ovvero 213 metri in più rispetto alle trivellazioni dalla Bp
già operate presso il golfo del Messico, ove sono ampiamente noti i
danni ambientali prodotti negli scorsi mesi a causa del disastro
ecologico causato dalle medesime trivellazioni;
il 7 luglio 2010, la Commissione europea, tramite il Commissario
responsabile per l'energia, in occasione della seduta plenaria del
Parlamento europeo, ha invitato alla massima cautela per quanto
riguarda le nuove trivellazioni nel Mar Mediterraneo ed ha
suggerito il blocco dei nuovi permessi di trivellazione, che
dovrebbero essere subordinati a condizioni e parametri più severi
in considerazione di quanto accaduto nel golfo del Messico;
numerosi organi di stampa hanno rilevato i pericoli che tali
attività potrebbero creare nell'ecosistema del Mar Mediterraneo,
tra i tanti il Financial Times che, in un recentissimo articolo, ha
indicato come '(...) è particolarmente critica l'attività di
trivellazione che la Bp ha intenzione di effettuare nel
Mediterraneo perché si dovrebbe effettuare a grandi profondità e
questo è un elemento di ulteriore insicurezza in caso di incidente.
Se quello che sta accadendo in Messico accadesse nel Mediterraneo,
un mare chiuso e con un ricambio lentissimo, sarebbe una sciagura
senza eguali. L'Italia, per la posizione geografica e politica che
ha nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in
un'azione internazionale di tutela del Mediterraneo e fare
pressione presso il governo libico per fermare questa nuova
trivellazione';
gli stessi organi di stampa da tempo indicano come anche altre
compagnie petrolifere sarebbero intenzionate ad iniziare delle
attività di trivellazione nelle medesime coste;
rilevato che:
il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
ha intenzione di riformare il testo unico ambientale in tema di
divieto di ricerca e perforazione nelle aree marine non distanti
dalla costa oltre le 12 miglia marine;
il Governo libico ha concluso con la Bp un accordo per un
investimento di circa 900 milioni di dollari in cambio di tali
attività esplorative e della produzione di petrolio e gas naturale
lungo le coste del golfo della Sirte;
il Governo italiano e il Governo libico hanno siglato il 30 agosto
2008 un accordo internazionale di amicizia e partenariato (noto con
il nome di Trattato di Bengasi) in tema non solo di immigrazione
clandestina, ma anche per quanto riguarda la cooperazione economica
ed energetica tra Stato libico e regioni;
per conoscere se:
abbia ricevuto informazioni da parte del Governo nazionale in
merito alle suddette trivellazioni e, in ogni caso, quali misure
intenda intraprendere a tutela delle coste della Regione;
a norma dell'articolo 21, comma terzo, dello Statuto della Regione
siciliana, abbia intenzione di sollecitare e/o partecipare ad un
Consiglio dei Ministri che abbia tale tema all'ordine del giorno».
(98)
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, l'atto di sindacato
ispettivo presentato dall'onorevole interpellante mira a conoscere
se sono pervenute da parte del Governo nazionale informazioni in
merito alle ventilate trivellazioni da parte della British
Petrolium (Bp) al largo delle coste siciliane, nonché quali
iniziative il Governo della Regione intenda intraprendere al fine
di tutelare le coste della regione.
Preliminarmente, occorre sottolineare che la procedura in materia
di rilascio di concessioni per la ricerca di idrocarburi in mare
(off-shore) è di competenza del Ministero e per quanto di
competenza della Regione siciliana (VIA-VAS) del Dipartimento
regionale dell'Ambiente.
A tal uopo, ho richiesto informazioni all'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente che, con nota prot. n. 827/Gab del 2
marzo 2011, ha precisato che, in merito all'avvio delle attività di
trivellazione per la ricerca di idrocarburi da parte della British
Petrolium nel Golfo della Sirte a 610 km dalle coste siciliane e
150 km da quelle libiche, il Dipartimento regionale dell'ambiente e
nello specifico il servizio 1/V.A.S. - V.I.A. - Opere connesse alle
attività estrattive, con nota prot. n. 282 del 22 febbraio 2011 ha
rappresentato di non avere contezza, ad oggi, di alcuna
comunicazione da parte del Governo nazionale in merito alle
tematiche oggetto dell'interrogazione.
Relativamente al quesito posto dall'onorevole interpellante in
merito all'adozione di misure a tutela delle coste siciliane, il
Governo della Regione, con deliberazioni n. 263 del 14 luglio 2010
e n. 4 del 3 febbraio 2011, ha espresso una chiara e netta
contrarietà al rilascio dei permessi di ricerca di idrocarburi su
piattaforme off-shore al largo delle coste della Regione
siciliana, ai sensi della legge 21 luglio 1967, n. 613, in atto
presentati al Ministero dello Sviluppo Economico e di eventuali
altre richieste future .
Stante la dimostrata sensibilità di questo Governo regionale, è
evidente l'attenzione che lo stesso esercita sulle iniziative del
Governo nazionale, anche se l'attuale condizione di crisi che
attraversa lo Stato della Libia, unitamente ai Paesi dell'intera
area del Nord Africa, fanno propendere per uno spostamento in
avanti nel tempo dei possibili investimenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Fiorenza per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
FIORENZA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, mi
dichiaro soddisfatto della risposta dell'assessore anche se devo
precisare che, proprio perché le dinamiche non riguardano gli
assessorati competenti della Regione siciliana ma riguardano invece
i Ministeri competenti in ambito nazionale, stare a guardare e
vigilare su ciò che sta accadendo, caro Assessore, è nell'interesse
dell'intera Regione e dei Siciliani.
Immaginare che la British Petrolium stia trivellando nel Golfo
della Sirte a una profondità di circa 300 piedi maggiore rispetto a
quella che era la profondità nel Golfo del Messico, sicuramente non
fa stare sereni tutti gli abitanti che si affacciano sul Mar
Mediterraneo e, in particolar modo, i siciliani.
Allora, una attenzione maggiore a questo problema.
Il Governo regionale ha già adottato, nel giugno scorso, un
provvedimento di diniego, ma occorre una attenzione maggiore da
parte del Governo su queste tematiche, proprio perché sappiamo che
non esiste un buon dialogo tra il Governo regionale e quello
nazionale e, soprattutto, il fatto che dai nostri Uffici non passa
alcuna autorizzazione, è un elemento di maggior allarme che il
Parlamento siciliano vi offre.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della mozione numero 254 «Iniziative per la riapertura
totale e/o parziale
ai voli civili dello scalo aeroportuale di Trapani-Birgi»
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 254 «Iniziative per la riapertura
totale e/o parziale ai voli civili dello scalo aeroportuale di
Trapani-Birgi» , degli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi,
Donegani, Marinello, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Galvagno,
Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo,
Raia, Rinaldi, Speziale, Termine.
Ne do lettura:
«L' Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'Italia sta partecipando alla missione internazionale nata per
dare seguito alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
n. 1973 che autorizza la 'No fly zone' sulla Libia e ulteriori
misure per proteggere la popolazione civile;
tale coinvolgimento ha causato la chiusura totale ai voli civili
dell'aeroporto di Trapani Birgi e lo spostamento di tale traffico
all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, arrecando vero disagio
a migliaia di passeggeri;
l'aeroporto V. Florio di Trapani ha visto accrescere negli ultimi
anni in modo esponenziale il numero dei passeggeri, registrandone
nel 2010 più di 2 milioni;
grazie anche alla posizione strategica, lo scalo è diventato un
volano non solo per l'economia della provincia di Trapani, ma per
tutta la Sicilia;
ad oggi erano operativi ben 13 voli per destinazioni italiane ed
estere ed era programmato per le prossime settimana un ulteriore
aumento di queste linee;
tale chiusura sta causando uno stato di incertezza occupazionale
in seno alle centinaia di lavoratori dello scalo aeroportuale fra
servizi diretti e dell'indotto;
già in questi giorni si stanno verificando delle disdette di
prenotazioni alberghiere in seno a diverse strutture ricettive del
trapanese a causa della chiusura dell'aeroporto ai voli civili;
l'economia trapanese, in particolare, si era orientata negli
ultimi anni verso lo sviluppo di servizi al turismo con la nascita
di centinaia di strutture ricettive e di altri servizi correlati
alla fruizione turistica;
detta chiusura purtroppo non ha un termine certo e definito ed è
legata all'evolversi della situazione internazionale e
all'intervento militare in Libia delle forze italiane e della
coalizione,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere, presso il Governo nazionale, tutte le possibili
iniziative per chiedere la riapertura totale e/o parziale ai voli
civili dello scalo aeroportuale di Trapani Birgi, spostando il
baricentro delle operazioni verso lo scalo militare di Sigonella o
di Comiso dove potrebbero, auspicabilmente, essere allocati i
velivoli delle forze italiane e della coalizione». (254)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per illustrare la mozione.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso che
tutti i colleghi sanno e il Governo sa che da tre giorni circa
l'operatività dell'aeroporto di Birgi è all'80 per cento.
Da una chiusura totale siamo passati all'80 per cento di
operatività. Non è, ovviamente, il massimo poiché si stava
addirittura parlando di una espansione del numero delle tratte,
delle rotte ma, per quello che abbiamo vissuto rispetto alla crisi
libica e alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU,
obiettivamente e ragionevolmente abbiamo cercato tutti di
adoperarci per potere, comunque, recuperare la reale perdita sia
della società che gestisce i servizi a terra, sia della società
Ryanair e sia di quanti volavano su Birgi e intendono volare su
Birgi.
La questione più delicata non è legata tanto ora al raggiungimento
del cento per cento di operatività, ma a fare tesoro di questa
esperienza, a fare tesoro di quanto accaduto e segnalare alcune
questioni che, evidentemente, hanno un po' meravigliato tutti noi.
Le autorità militari non erano del tutto a conoscenza che buona
parte di quell'aeroporto è stata realizzata con fondi di Agenda
2000', cioè l'aerostazione, compreso il piazzale confinante con la
pista di decollo e atterraggio, è stata realizzata anche con fondi
POR; in più, è chiaro che ci ha meravigliato il fatto che non erano
bene documentati perché, da questo punto di vista, lì, come voi
sapete, quell'aeroporto è nato come aeroporto militare. Poi, si è
evoluta la questione con un utilizzo civile e i colleghi
sicuramente avranno letto che siamo arrivati nel 2010 a circa due
milioni di passeggeri. Ciò significa che si potrebbe parlare del
sistema aeroportuale della Sicilia occidentale, sapendo che quello
che decolla e atterra a Birgi potrebbe contribuire a fare sì che la
nostra Isola, anche da questo punto di vista, per le presenze
turistiche che sono state registrate e, quindi, con una buona
percentuale di crescita, realizzi un'economia di scala in grado di
poterci dare, anche da questo punto di vista, la possibilità di
crescere complessivamente.
Da tempo insistiamo sul sistema aeroportuale della Sicilia
occidentale, i due grandi poli, l'oriente e l'occidente,
organizzati con due piste a distanza di circa un'ora dall'altra.
Sto parlando, evidentemente, di collegamento stradale, soprattutto
autostradale.
La seconda questione che ci ha meravigliato moltissimo
nell'incontro con le autorità militari è sapere, signor Presidente
e signori Assessori, che c'è una seconda pista, più corta e più
stretta, che un tempo si pensò di completare a Birgi; cosa poi
rimasta semplicemente un buon approfondimento, ma senza alcun
intervento.
Questa esperienza dovrebbe insegnarci, visto che non mi pare che
ci sia serenità a sud della Sicilia e nel Maghreb, non solo nel
Maghreb ma nel nord Africa, c'è molto fermento: ogni giorno
leggiamo di una rivolta nei confronti dei dittatori o dei governi
in carica (anche se governo , per la verità, sembra un termine
troppo generoso). Rispetto a questo sarebbe opportuno finalmente
pensare ad un futuro per quell'aeroporto, insomma completare quella
seconda pista che già, ripeto, c'è, è più stretta e più corta, è
dentro la base militare del 37 stormo di Birgi.
Ovviamente, sarebbe consigliabile per tutti noi, e soprattutto per
il Governo a cui mi rivolgo anche con lo specifico emendamento
presentato alla mozione, fare in modo di inserire, quando dico fare
in modo, proprio la parte dove si dice a fare inserire significa
che è ovvio che ci vuole un confronto tra Ministero della Difesa,
Stato Maggiore, autorità militari, in grado di affrontare realmente
prima uno studio di fattibilità e poi capire se veramente può
nascere una seconda pista che, per giunta, nascerebbe in parallelo
a quella che si utilizza e, con un potenziamento degli apparati e
decidendo come operare come torre di controllo, potrebbe veramente
significare uno sviluppo serio in prospettiva di tutta questa parte
della Sicilia che, sinceramente, non mi pare cosa di poco conto.
Quindi, indichiamo, anche per quanto concerne la parte emendativa,
la possibilità di utilizzare i fondi POR 2007-2013, come già è
stato fatto per l'aerostazione, per altri spazi, per parcheggi e
così via. Siamo nella fase in cui si sta rimodulando il POR 2007-
2013, a parte i ritardi che abbiamo registrato; rispetto a questo
si potrebbe comunque - programma operativo, fondi regionali e FESR
- individuare una linea di intervento in grado di cominciare a
pensare al futuro. E si pensa al futuro con possibilità reale di
espansione ulteriore per quanto concerne la scelta di vettori che
fanno richiesta di poter operare su Birgi e, quindi, di potere
decollare e atterrare.
Certo, nessuno vuol rendere semplice la questione ma, come tutte
le questioni che riguardano le infrastrutture nella realtà
siciliana, mi pare evidente che, in questo momento, Assessori, non
si tratti solo di discuterne ma anche di prendere spunto da questa
mozione - che speriamo e chiediamo l'Aula approvi - per fare in
modo di iniziare una seria riflessione e cominciare realmente a
pensare di espanderci anche da questo punto di vista. Poi, ognuno
di noi ha la sua visione.
Noi vediamo la Sicilia con una rete portuale - lasciamo stare il
livello, se medio, se piccolo, se grande, lasciamo stare le
definizioni puramente tecniche - attrezzata in maniera intelligente
e, dall'altro lato, pensiamo alle due grosse realtà, orientale e
occidentale, organizzate anche con sistemi integrati a livello
aeroportuale e, quindi, con un venirsi incontro - wind and wind'
dicono gli americani - fare in modo che Palermo e l'estrema punta
della Sicilia occidentale, che è Trapani con l'aeroporto di Birgi,
possano realmente rappresentare qualcosa di serio e attrarre sempre
più, pure rispetto al low cost e non solo al low cost, vettori che
scelgano come base operativa i nostri aeroporti.
Questa non mi pare una cosa di poco conto, non credo che sia il
libro dei sogni e, comunque, se pure è il libro dei sogni,
qualche rigo scriviamolo perché su questo fronte la Sicilia possa
crescere e possa, perché no, diventare dal punto di vista
turistico, e non solo, ma anche sotto il profilo dei voli low cost,
qualcosa di serio, invece di guardare solo chi si è già organizzato
e continua a pensare ad organizzarsi ancora meglio.
Lo spirito non è solo di recriminare per ciò che è accaduto, per i
fatti gravi della Libia e per la risoluzione del Consiglio di
sicurezza dell'ONU, ma è quello di fare esperienza, pensare al
nostro futuro, puntare alla seconda pista, guardare a quella realtà
come una realtà in grande espansione che sta dando risultati dal
punto di vista economico. E' vero che le disdette turistiche si
sono registrate in tutta la Sicilia, ma guardate che in quella
parte dell'isola i danni sono stati abbastanza elevati. Rispetto a
questo dovremmo prendere tutto ciò come momento di riflessione e
fare in modo di investire e, possibilmente, una buona volta
svincolare il civile dal militare in quella realtà.
SCILLA. Dichiaro di apporre la firma alla mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, oltre che manifestare l'indirizzo
positivo nei confronti di questa mozione, a cui chiedo di apporre
anch'io la firma, anticipo la presentazione di un emendamento che
sto preparando, nel condividere appieno anche l'intervento del
collega Oddo.
Un emendamento che prevede di inserire nella parte dispositiva
della mozione un impegno del Governo regionale nei confronti del
Governo nazionale perché preveda una serie di sgravi fiscali per
il territorio che è stato oggetto di una ricaduta negativa, così
come era stato accennato precedentemente. Sgravi fiscali che
potrebbero prevedere tra le altre cose, per esempio il blocco dei
mutui. Come noi sappiamo, in campo turistico la provincia di
Trapani è stata una delle pochissime in tutto il territorio
siciliano ad avere riscontri enormemente positivi grazie
all'influenza dell'aeroporto di Birgi e, proprio in virtù di quanto
questo ha generato, molti operatori hanno investito somme notevoli
utilizzando le vie proprie, le vie personali di accesso al credito.
Una possibilità potrebbe essere questa: in virtù dell'enorme
numero di disdette che sono arrivate e della crisi che, in qualche
modo, si è aperta nonostante la chiusura dell'aeroporto sia stata
limitata ad un periodo breve; nonostante tutto ciò, vi è stata una
ricaduta negativa in termini di immagine, oltre che concreta, per
la chiusura stessa che ancora, purtroppo, continua ad avere degli
influssi negativi su tutto il territorio perché le disdette non
riguardano il periodo in itinere ma riguardano i mesi a venire e,
quindi, chiaramente tutta la programmazione turistica che, da qui
ai prossimi mesi, influirà sul territorio stesso.
Poi il giudizio su quanto é successo è stato anticipato
dall'onorevole Oddo: non c'è dubbio che c'è stata una sorta di
schizofrenia da parte dello Stato maggiore e anche da parte
dell'ENAC, perché non si è capito come mai l'aeroporto è stato
prima chiuso, poi riaperto dopo una settimana e mezzo, se il
ragionamento a monte doveva essere quello che l'aeroporto era un
obiettivo strategico, sensibile, non si capisce come mai poi si è
convenuto di riaprirlo; come non si capisce, allo stesso modo, il
fatto che il Governo nazionale abbia individuato a poco meno di un
chilometro di distanza dall'aeroporto militare - obiettivo
strategico, obiettivo sensibile - l'ubicazione di una tendopoli,
quella di Kinisia, che andrà ad ospitare, come già sta ospitando,
un numero considerevole di clandestini di cui non sappiamo la
provenienza.
E' evidente che c'è stato forse un mal funzionamento, forse una
difficoltà di analisi delle vicende del territorio. Ecco perché
auspichiamo un maggiore raccordo fra il Governo nazionale e quello
regionale e soprattutto con gli Enti locali, che oggi sono chiamati
a vivere un'emergenza che chiaramente non hanno voluto.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente che la
mozione presentata dal vicepresidente Oddo va nella giusta
direzione.
La provincia di Trapani sta pagando un prezzo sicuramente più alto
rispetto ad altre realtà. La questione prima della chiusura
dell'aeroporto e ora, invece, quella della tendopoli - oggi ci sono
stati i primi arrivi - sta creando grossissime difficoltà
economiche alla nostra provincia che vive di turismo, e proprio ora
all'inizio della nuova stagione turistica. Quindi, occorre che
immediatamente il Governo regionale, per la propria parte -
evitando ragionamenti che portano allo scarica barile, non basta
dire che il governo nazionale ha fatto poco sta facendo poco, lo
sta facendo in maniera confusa - comprenda che la nostra provincia
ha bisogno di aiuti, aiuti economici, aiuti forti.
E' evidente che ci sono - ne siamo tutti consapevoli - grosse
difficoltà finanziarie, ma occorre fare entrare organicamente la
nostra provincia in un'operazione di comunicazione particolare per
dimostrare che le nostre isole, sia Pantelleria sia tutte quelle di
fronte a Trapani, come Favignana, sono sicuramente posti dove poter
venire tranquillamente in vacanza, dove poter tranquillamente le
proprie ferie. Occorre un forte impegno da parte del Governo
regionale, dell'Assessorato per fare in modo di attuare una
programmazione turistica che punti al rilancio di questo
territorio.
Sono stati annunziati dallo Stato centrale aiuti per 10 milioni di
euro; occorre, quindi, che anche la Regione faccia la propria
parte, perché già noi abbiamo pagato il nostro conto.
Abbiamo pagato il nostro conto con la chiusura dell'aeroporto; la
chiusura dell'aeroporto non è una cosa di poco conto perché quella
struttura, nel momento in cui è riuscita a lavorare in una certa
maniera, ha davvero rilanciato le attività economiche che ruotano
intorno a tutta la nostra Provincia.
L'aeroporto é stato parzialmente riaperto, questo è già un buon
segno, ma non ci meritavamo sicuramente la costruzione di questa
tendopoli, per due motivi: primo, perché come ho detto abbiamo già
dato; secondo, perché c'erano sicuramente altri siti che potevano
essere utilizzati senza bisogno di questi costi aggiuntivi.
Occorre che, da questo punto di vista, la Regione faccia sentire
forte la propria voce per fare in modo che questi immigrati possano
raggiungere altri siti, perché occorre che il nostro territorio
vada rilanciato e si comprenda che ci sono attività economiche che
soffrono maledettamente, ci sono territori che vivono solo di
turismo, ripeto, come le nostre isole, a partire da Pantelleria, e
pertanto auspico che ci sia davvero un impegno serio e concreto da
parte del Governo regionale.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti alla mozione:
- dagli onorevoli Oddo, Adamo, Gucciardi, Marrocco, Ferrara e Lo
Giudice emd .1:
«a far inserire, nell'ambito della rimodulazione del P.O.R. 2007-
2013 e nello specifico P.O. F.E.S.R, la costruzione e/o il
completamento della seconda pista di decollo-atterraggio esistente
presso l'aeroporto militare 37 stormo di Birgi, in Trapani»;
- dagli onorevoli Mancuso, Limoli, D'Asero e Leontini emd.2:
«a inserire nell'ambito della rimodulazione del POR 2007/2013 e
nello specifico P.O. F.E.S.R., la costruzione e/o il completamento
della terza pista di decollo-atterraggio esistente presso
l'aeroporto di Catania Fontanarossa e la seconda pista presso
l'aeroporto di Comiso»;
- dagli onorevoli Marrocco, Adamo, Oddo e Ferrara emd.3:
«a prevedere intervenendo sul Governo nazionale, oltre che
attraverso le proprie competenze, azioni concrete di sostegno al
comparto turistico attraverso sgravi fiscali per il territorio
della provincia di Trapani».
Pongo in votazione l'emendamento emd.1. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento emd.2 è inammissibile perché estraneo alla materia.
Si passa all'emendamento emd.3. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e le
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 254, come modificata dagli
emendamenti testé approvati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, viene data ampia delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del testo della mozione approvato.
Prima di passare al IV punto dell'ordine del giorno Discussione
del disegno di legge numero 681/A , sospendo la seduta e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla presenza
dell'onorevole Torregrossa, in qualità di relatore del disegno di
legge e del Presidente della Commissione Antimafia, onorevole
Speziale.
(La seduta, sospesa alle ore 17.49, è ripresa alle ore 18.46)
Presidenza del Vicepresidente ODDO
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che in seno alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari è emersa l'esigenza di un
ulteriore approfondimento del disegno di legge n. 681/A Norme in
materia di nomine di assessori regionali, provinciali e comunali,
di incarichi e di nomine pubbliche , per quanto concerne sia
l'aspetto generale sia le parti che, pur se sono state debitamente
tenute presenti dalle Commissioni che hanno lavorato sul testo,
per i profili di costituzionalità necessitano di un ulteriore
approfondimento. Pertanto, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ritiene che sia necessario il conseguente rinvio del
disegno di legge in Commissione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo perché rimanga agli atti
che ho partecipato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e le cose che lei ha comunicato all'Aula sono
esattamente fedeli rispetto alle decisioni assunte dalla
Conferenza.
Ma in quella sede, e in questa sede, ritengo quella decisione non
opportuna perché il lavoro svolto dalle due Commissioni, dalla
Commissione Antimafia prima e dalla I Commissione poi, poteva
essere rimesso al dibattito dell'Aula, facendo emergere, ovviamente
se c'erano, eventuali profili e apprezzare il testo, migliorandolo,
come si conviene in un dibattito parlamentare.
Pertanto, per quanto mi riguarda, sono contrario al rinvio del
testo in commissione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, a differenza del presidente Speziale
io ritengo opportuno invece che il testo - su cui c'è, in linea
generale, una condivisione da parte di tutte le forze politiche
presenti in questo Parlamento - sia suscettibile di maggiori
approfondimenti e di ulteriori contributi per evitare che sia
approvato dal Parlamento presentando poi delle lacune o delle
conseguenze che potrebbero travalicare nell'eccesso.
E' bene, anche perché vi sono dei profili di costituzionalità che
devono essere attenzionati specificatamente, che il disegno di
legge torni in commissione, dove tutte le forze politiche possono
dare un contributo per perfezionare questo testo che riteniamo - lo
ribadisco - utile per una trasparenza, ma soprattutto per dare alla
Sicilia una classe dirigente all'altezza di questo nome e del
proprio compito.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io prendo atto di un fatto, che il
Presidente Speziale ha dato riconoscimento in Aula che tutto quello
che lei ha detto è vero.
Da vicepresidente del gruppo dei Popolari d'Italia Domani posso
andarmene acquietato perché se il presidente Speziale ha
testimoniato che è tutto vero, vuol dire che lei dice la verità.
Al di là di questo, io concordo con gli altri capigruppo presenti
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a partire dal
presidente del Gruppo parlamentare PD, concordo anche con lui,
oltre che con i presidenti del Gruppo parlamentare MPA e UDC e con
tutti gli altri, perché tutti, in maniera assolutamente univoca,
abbiamo ritenuto che questo disegno di legge debba ritornare in
Commissione per essere meglio approfondito.
Questo per chiarezza, in quanto forse non si era capito bene
nonostante lei, signor Presidente, avesse non soltanto detto la
verità ma soprattutto l'avesse espressa in modo assolutamente
chiaro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso ulteriormente che l'Aula
ha sempre tenuto presente, nella maniera più seria possibile, il
lavoro delle Commissioni.
E' ovvio che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
va in questa direzione, senza nulla togliere al lavoro che è stato
svolto dalle due Commissioni. Il rinvio del disegno di legge in
Commissione vuol essere un approfondimento ulteriore rispetto a
quanto è stato prodotto.
Pertanto, così rimane stabilito.
La seduta è rinviata a martedì, 12 aprile 2011, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 256 - Censura all'Assessore regionale per l'economia .
LEONTINI - MANCUSO - BOSCO - D'ASERO - SCOMA - LIMOLI - CORONA -
CAPUTO - POGLIESE - BUZZANCA - FALCONE - VINCIULLO - CAMPAGNA -
MARINESE - BENINATI - LEANZA E. - TORREGROSSA - FORMICA - MAIRA -
CORDARO - CASCIO S. - CARONIA - DINA - CATALANO
N. 257 - Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di
una linea di autobus Palma di Montechiaro -
Caltanissetta .
MARINELLO - DI GUARDO - CRACOLICI - DI
BENEDETTO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
(630)
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale. (n. 631)
La seduta è tolta alle ore 18.52
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio e
Ambiente»
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che la provincia di Messina, tra
l'autunno del 2009 e l'inverno del 2010, è stata investita da
disastrosi eventi calamitosi che hanno provocato numerose vittime,
considerevoli danni e migliaia di sfollati, tuttora assistiti dalla
struttura commissariale preposta a gestire l'emergenza;
considerato che:
la struttura commissariale ha agito con lodevole tempestività
nella fase emergenziale ed ha, successivamente, predisposto
progetti per la messa in sicurezza degli abitanti e per la
realizzazione di nuovi alloggi per dare una risposta agli sfollati;
le risorse necessarie per consentire una rapida attuazione dei
predetti progetti si sono sostanzialmente esaurite; alla luce dei
fatti, le ripetute rassicurazioni del Governo nazionale non hanno,
finora, prodotto stanziamenti adeguati alle necessità
determinatesi;
la condizione di emergenza necessita di interventi immediati e
permane in numerosi centri abitati della provincia di Messina;
in particolare, sono tuttora migliaia gli sfollati a Giampilieri,
Briga, Pezzolo, Molino, S. Margherita (villaggi del comune di
Messina), Scaletta Zanclea, Itala, Caronia e S. Fratello, per
citare solo i centri colpiti da eventi calamitosi di particolare
virulenza;
tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare e la Regione siciliana è in corso di definizione un accordo di
programma finalizzato alla programmazione ed al finanziamento di
interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio
idrogeologico che prevede un impegno finanziario di 304.337.176,92
euro;
nel predetto accordo sono inserite risorse anche per i centri
maggiormente colpiti sopra elencati;
pur essendo apprezzabili i contenuti e l'impegno finanziario del
predetto accordo, i tempi di intervento, con le procedure
ordinarie, non consentono di rispondere con la tempestività
necessaria alla perdurante situazione di emergenza esistente nei
centri sopra richiamati;
si rischia il paradosso di istituzioni che fanno uno sforzo
finanziario consistente, ancorché insufficiente, senza riuscire a
risolvere i problemi dei cittadini ai quali sono, anzitutto,
indirizzati gli interventi, e nel contempo continuano a essere
destinate risorse significative per assistere gli sfollati che
vivono in albergo o hanno trovato un'autonoma sistemazione;
le condizioni di precarietà, in assenza di risposte tempestive,
stanno determinando esasperazione nelle comunità interessate che
pretendono risposte immediate, come è già avvenuto con le
manifestazioni di protesta di S. Fratello e Caronia;
per sapere:
se non ritengano utile rimodulare l'accordo di programma in
maniera tale da consentire, almeno per i centri dove insistono gli
sfollati, l'utilizzazione delle risorse previste da parte della
struttura commissariale (circa 50 milioni di euro) con procedure
accelerate, in un quadro di massima trasparenza, per rispondere in
tempi rapidi alle conclamate esigenze delle popolazioni;
qualora questa opzione risultasse impraticabile, se non
considerino necessario prevedere, investendo della questione il
Governo nazionale, il reperimento delle risorse necessarie da
mettere a disposizione della struttura commissariale per appaltare
e realizzare rapidamente le opere necessarie per mettere in
sicurezza i centri colpiti e dare un'abitazione ai cittadini
sfollati». (1240)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto,
l'Ufficio del Commissario Delegato ex O.P.C.M. presso il
Dipartimento regionale della Protezione Civile, con nota prot. 604
del 21.02.2011, ha rappresentato che a seguito degli eventi meteo
avversi che hanno colpito i territori di Messina, Scaletta Zanclea
ed Itala l'l ottobre 2009, è stato proclamato con DPC del 2 ottobre
2009 lo stato di emergenza e successivamente, in data 10 ottobre
2009, è stata emanata l'ordinanza P.C.M. 3815/09 per la risoluzione
dello stato emergenziale in atto nei predetti territori.
A seguito degli eventi calamitosi verificatisi nei mesi di
febbraio e marzo 2010 nel territorio nebroideo, che hanno
determinato l'innesco dei fenomeni franosi in più aree del suddetto
territorio, è stato emanato il 15 aprile 2010 l'OPCM 3865 per far
fronte alla situazione emergenziale generatasi.
Successivamente, poiché si è voluto dare immediato avvio agli
interventi previsti nell'APQ Ambiente siglato il 30 marzo 2010, è
stato emanato l'OPCM 3886/10 di cui si riporta l'art. 1 co.1:
Al fine di accelerare le iniziative finalizzate al superamento
del contesto emergenziale determinatosi a seguito delle eccezionali
avversità atmosferiche e dei gravi dissesti idrogeologici
verificatisi a partire dall'1 ottobre 2009 e di cui ai decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2009 e 19
febbraio 2010 sopra richiamati, le risorse finanziarie assegnate ai
comuni della provincia di Messina, e ripartite dall'Accordo di
programma sottoscritto dalla Regione siciliana e dal Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare in data 30
marzo 2010, allegato 1, limitatamente alle voci Me 087 B opere di
consolidamento località Giampilieri e Me 107 B opere di
consolidamento del centro abitato del comune di San Fratello, sono
trasferite nelle contabilità speciali intestate al Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3815 del 10 ottobre 2009 e n. 3865 del 15
aprile 2010 e successive modificazioni ed integrazioni e gravano
sulla quota di finanziamento dell'APQ a carico dello Stato .
Inoltre il medesimo Ufficio Commissariale ha comunicato che in
località Giampilieri e nel Comune di San Fratello gli interventi
sono stati già appaltati e consegnati alle imprese aggiudicatarie
che, a tutt'oggi, stanno effettuando i lavori.
I restanti interventi che interessano la provincia di Messina,
sono gestiti nell'ambito dell'OPCM 3886/10 dal Commissario
Straordinario all'uopo nominato dal Ministero dell'Ambiente, quale
soggetto attuatore degli interventi.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria Sparma