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Resoconto d'Aula della Seduta n. 242 di martedì 05 aprile 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   POGLIESE,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  delle
  sedute  n.  240  e  n.  241  del 29 marzo 2011  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Di  Mauro,   Marinese,
  Picciolo, Donegani e Beninati hanno chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.
                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio,  gli onorevoli: Speziale  dal 4 al 5 aprile 2011;  Formica
  dal 5 all'11 aprile   2011.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  il Territorio e l'Ambiente, risposta scritta alla interrogazione:

   n.  1240  -  Assegnazione di risorse per far fronte ai disagi  dei
  comuni  del  Messinese colpiti dagli eventi calamitosi del  2009  e
  2010.
   Firmatario: Panarello Filippo

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   «Riconoscimento  e istituzione dell'albo delle  società  di  mutuo
  soccorso» (SOMS). (n. 703)
   -   di   iniziativa   parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli
  Torregrossa, Leontini, Bosco, Corona, D'Asero, Limoli e Mancuso, in
  data 24 marzo 2011.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò, con nota prot. n. 2950
  del   24  marzo 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno  di
  legge  n. 702 «Disegno di legge ai sensi dell'articolo 41 ter dello
  Statuto  siciliano per la modifica dell'articolo 36  dello  Statuto
  siciliano».

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico  i  seguenti pareri  resi  dalle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Consorzio  ASI di Trapani - Designazione componente supplente  del
  collegio dei revisori dei conti: dott. Giordano Enza. (n. 140/I)
   reso in data 29 marzo 2011.
   inviato in data 31 marzo 2011.

   Consorzio  ASI  di Agrigento - Designazione componente  effettivo,
  con  funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 141/I)
   reso in data 29 marzo 2011.
   inviato in data 31 marzo 2011.

   Consorzio ASI di Messina - Designazione componente effettivo,  con
  funzioni  di  Presidente e componente supplente  del  collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 142/I)
   reso in data 29 marzo 2011.
   inviato in data 31 marzo 2011.

   Consorzio  ASI  di Ragusa - Designazione componente supplente  del
  collegio  dei revisori dei conti: dottoressa Monastero Giulia.  (n.
  143/I)
   reso in data 29 marzo 2011.
   inviato in data 31 marzo 2011.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Piano  sanitario  regionale   Piano  della  salute  2011-2013'   -
  articolo 3 legge regionale 14 aprile 2009, n. 5. (n. 122/VI)
   reso in data 24 marzo 2011.
   inviato in data 30 marzo 2011.

       Comunicazione di delibere adottate dalla Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le delibere adottate dalla
  Giunta regionale nei mesi di gennaio e febbraio 2011.

   Comunico, altresì, che è pervenuta la deliberazione n. 500 del  30
  dicembre 2010, relativa al bimestre precedente.

   Copie  delle  medesime e il relativo elenco recante  l'oggetto  di
  ciascuna è disponibile all'archivio del Servizio delle Commissioni.
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   POGLIESE, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   preoccupanti  notizie di stampa annunciano la cancellazione  della
  'Giornata  dei Primavera' organizzata dal FAI (fondo per l'ambiente
  italiano),  che si sarebbe dovuta tenere a Bagheria  nella  storica
  villa Valguarnera il prossimo 27 marzo 2011;

   il  FAI  è una delle più prestigiose organizzazione internazionali
  di   tutela   dell'ambiente,   che  aveva   già   organizzato   una
  manifestazione  nella  storica villa  Valguarnera  di  Bagheria  lo
  scorso 5 dicembre, evento che registrò la presenza di oltre seimila
  visitatori;

   professori e studenti di varie università lavoravano da mesi  alla
  realizzazione di un percorso conoscitivo che avrebbe consentito  il
  prossimo  27  marzo  di  scoprire non  solo  la  storia  di  questa
  residenza  e  del suo storico parco, ma anche l'originario  disegno
  urbanistico di Bagheria;

   l'annullamento   della   manifestazione,   come   dichiarato   dai
  comproprietari della storica villa, i Principi Vittoria e Francesco
  Alliata  di  Valguarnera, è stato deciso  a  seguito  di  possibili
  pericoli  per la pubblica incolumità dovuta allo stato  pericolante
  di  una  parte dell'edificio, per il restauro del quale sono  stati
  presentati  da  tempo i progetti presso la soprintendenza  ai  beni
  culturali di Palermo;

   il  principe Francesco Alliata di Valguarnera, alla veneranda  età
  di  91  anni, ha deciso di ritornare a Bagheria ed insediarsi nella
  villa  Valguarnera  fino  a  quando  tutte  le  autorizzazioni  non
  verranno rilasciate ed i lavori di restauro non verranno iniziati;

   questa  clamorosa azione di protesta è finalizzata ad  evitare  un
  ulteriore  situazione di degrado verso il quale  la  storica  villa
  Valguarnera sta rapidamente precipitando;

   considerato che:

   l'annullamento  della 'Giornata di primavera' del FAI  costituisce
  un  durissimo  colpo non solo all'immagine della  storica  villa  e
  della  città  di  Bagheria, ma di tutta la Regione  siciliana,  che
  viene  privata  di un evento ampiamente pubblicizzato  ed  inserito
  all'interno  del  calendario nazionale  del  fondo  per  l'ambiente
  italiano;

   per sapere quali iniziative urgentissime intenda intraprendere per
  velocizzare  l'iter delle autorizzazioni, che da mesi attendono  di
  essere  evase,  per preservare un bene culturale la cui  storia  si
  intreccia  con  quella  del  territorio  e  della  Sicilia   tutta.
  Restituire  villa Valguarnera alla pubblica fruizione, soprattutto,
  e di grande interesse nazionale ed internazionale come l'intervento
  del  FAI in passato ha testimoniato, significa anche dimostrare una
  sensibilità  culturale e storica da utilizzare come esempio  per  i
  tanti interventi di tutela dei beni culturali e paesaggistici della
  nostra Regione». (1800)

                                                               ARICO'

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   l'articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, prevede
  norme   in  materia  di  formazione  dei  lavoratori  e  dei   loro
  rappresentanti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;

   per la partecipazione ai cantieri di lavoro di cui all'articolo 36
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, coerentemente  con  le
  previsioni  di cui al CCNL dell'edilizia, è previsto lo svolgimento
  di  attività  formative  rivolte ai  soggetti  che  non  possiedano
  pregresse esperienze nel settore edile;

   per  la  selezione  dei soggetti cui affidare  l'esecuzione  delle
  attività  formative  di  cui sopra, il dipartimento  regionale  del
  lavoro  ha  emanato un avviso pubblico (avviso n. 2  del  12  marzo
  2010)  in  cui  si  invitavano  le  associazioni  di  categoria   a
  presentare le offerte, indicando distintamente le condizioni  e  le
  modalità per lo svolgimento delle attività dette;

   atteso che:

   coerentemente  con  le  indicazioni dell'avviso  hanno  presentato
  manifestazioni  di disponibilità a realizzare i corsi  24  enti  di
  formazione;

   nonostante  soltanto  una  delle offerte risulti  pervenuta  fuori
  termine,  ben  22 sono state escluse, determinando la sopravvivenza
  di una sola offerta;

   l'esclusione  di  quasi  tutte le offerte viene  motivata  con  la
  presunta  mancanza dei requisiti degli offerenti e/o in quanto  gli
  stessi  non costituiscono enti bilaterali di formazione,  requisito
  peraltro  non  esplicitamente indicato nell'avviso e non  richiesto
  dalla vigente normativa;

   ritenuto che:

   non   si  comprendono  quali  criteri  siano  stati  adottati  per
  determinare l'esclusione delle 22 offerte;

   molti  dei  soggetti esclusi sono qualificati come enti paritetici
  bilaterali   e  pertanto  appare  palesemente  contraddittoria   la
  motivazione dedotta per la loro esclusione;

   l'indicazione di un solo soggetto titolato alla realizzazione  dei
  corsi  costituisce un'oggettiva anomalia e comporta, a carico degli
  enti che realizzeranno i cantieri, l'impossibilità di utilizzare le
  sedi formative eventualmente più vicine territorialmente;

   la  situazione determinatasi è foriera di generare contenziosi  in
  sede  giurisdizionale, che rischiano di fare slittare l'avvio tanto
  delle attività formative quanto degli stessi cantieri di lavoro;

   per sapere:

   quali  criteri e procedure siano stati adottati per  la  selezione
  degli enti accreditati per lo svolgimento dei corsi;

   se  intendano  porre  in essere le iniziative  necessarie  per  la
  revoca o la revisione degli atti che hanno condotto all'indicazione
  di un unico soggetto accreditato per le attività formative». (1802)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                              LENTINI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'ESA, ente strumentale della Regione per lo sviluppo agricolo,  a
  differenza  di  altri  enti  regionali  applica,  sin   dalla   sua
  fondazione,  il  CCNL ministeriale che a sua volta nel  tempo,  con
  decreti  del Presidente della Regione, attraverso apposite  tabelle
  di  equiparazione, si uniforma in eccesso o in difetto  ai  livelli
  retributivi del contratto di lavoro dei dipendenti Regionali;

   in atto, in materia di attuazione e recepimento e applicazione del
  CCNL comparto ministeri, con delibera n. 459/ C. A. dell'11/09/2008
  del  c.d.a.,  l'ESA ha recepito solo la parte delle qualifiche  non
  dirigenziali  del  biennio  economico  2006/2007  del   quadriennio
  giuridico  normativo 2006/2009; in pratica è stato  recepito,  solo
  per  le  qualifiche non dirigenziali e solo per il biennio  citato,
  l'aspetto monetario del CCNL di lavoro;

   la  delibera  n. 459/C. A., regolarmente approvata dall'organo  di
  controllo   per   gli  aspetti  economici,  contenendo   anche   il
  recepimento  del  CCNL,  obbligatoriamente  deve  essere  ad   oggi
  approvata dalla Giunta di Governo;

   considerato che:

   il  c.d.a. dell'ESA in carica, al fine di sollecitare quest'ultimo
  atto  da  parte della Giunta di    Governo regionale,  propedeutico
  sia  all'applicazione e recepimento della parte economica anche del
  restante biennio 2008/2009 del CCNL, sia della componente giuridico-
  normativa  dell'intero  periodo contrattuale  2006/2009,  anche  in
  ottemperanza  ad accordi sindacali stipulati con le  organizzazioni
  sindacali, con successivi atti deliberativi ha posto in essere  gli
  strumenti normativi finalizzati al recepimento integrale  in  tutte
  le sue parti del CCNL;

   specificamente  con  delibera del 12  novembre  2008  n.  516/C.A.
  approvata   dall'organo  tutorio,  è  stata  recepito  il   decreto
  assessoriale riguardante le tabelle di equiparazione ex articolo 31
  l.r. 6/97 relative al biennio contrattuale CCNL 2006/2007;

   con  delibera  del  28 dicembre 2010 n.586/C.A. è  stato  recepito
  l'aggiornamento riguardante le tabelle di equiparazione ex art.  31
  l.r. 6/97 relative al biennio contrattuale CCNL 2008/2009. Delibera
  non approvata dall'organo tutorio (Assessorato Risorse agricole)  e
  dal  dipartimento  bilancio  tesoro e  ragioneria  dall'Assessorato
  Economia,  in  quanto carente del parere del collegio dei  revisori
  dei  conti  dell'ESA, organo statutario scaduto nel mese di  luglio
  2010  e non ancora designato proprio dai due organismi di controllo
  cui spetta la vigilanza tutoria dell'atto deliberativo citato;

   con  delibera  del 28 dicembre 2010 n. 587/C.A. è  stata  recepita
  l'estensione,  l'applicazione e l'aggiornamento, per le  qualifiche
  non  dirigenziali del biennio contrattuale CCNL 2008/2009, delibera
  non  ancora approvata in quanto subordinata alla precedente n.  586
  citata,  e  per  le motivazioni per la stessa esplicitate  è  stata
  trasmessa,  in  assenza del collegio dei revisori, dall'Assessorato
  Risorse agricole, come previsto dal comma 1 dell'articolo 31  della
  l.r. n. 6/97 all'Assessorato Economia per il visto di competenza;

   tenuto conto che:

   i  lavoratori dell'ESA ormai da anni attendono il rinnovo del loro
  contratto  di  lavoro,  ostacolato solo da  ingiustificati  ritardi
  burocratici  e da responsabilità politiche del Governo,  mentre  le
  relative risorse rimangono accantonate nel bilancio dell'ente;

   rilevato  che  non  vi è un problema di risorse  economiche  o  di
  copertura  finanziaria  per l'applicazione  del  contratto,  avendo
  l'ESA  già  nel  suo  bilancio e fino a tutto il  2010  le  risorse
  finanziarie   per   la  copertura  dei  maggiori  oneri   derivanti
  dall'applicazione integrale del contratto. Applicazione  integrale,
  come  sopra  riferito,  relativa alla piena estensione  al  biennio
  economico 2008/2009 ed al quadriennio normativo 2006/2009 del CCNL;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario predisporre l'approvazione da  parte
  della  Giunta di Governo regionale dell'atto deliberativo  n.  459/
  C.A. dell'11 settembre 2008 del c.d.a. dell'ESA;

   se  non ritengano opportuno provvedere rapidamente alla nomina del
  collegio  dei revisori dei conti dell'ESA o, verificato  il  quadro
  sopra riportato, giungere alla nomina di un commissario ad acta per
  rendere  il  parere  tecnico-contabile  relativo  all'aggiornamento
  delle  tabelle  di  equiparazione e l'acquisizione  dell'avviso  di
  competenza  del  dipartimento regionale  funzione  pubblica  e  del
  personale,  nel rispetto del dettato normativo di cui  all'articolo
  31 della l.r. n. 6/97». (1803)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   oltre al grave divario infrastrutturale esistente tra il Nord e il
  Sud   del   Paese  in  termini  di  strade,  autostrade,  ferrovie,
  interporti, porti, aeroporti ed altro, esiste una differenza che si
  aggrava   sempre  di  più  relativamente  alle  infrastrutturazioni
  immateriali e alla possibilità di fruizione delle stesse  da  parte
  delle famiglie e delle imprese;

   i  dati forniti dall'ISTAT tra il 2006 e il 2007 confermano che il
  divario  tra  Nord  e  Sud si è accresciuto  significativamente  in
  percentuale  specificamente  per  ciò  che  attiene  l'accesso   ad
  internet nonché il possesso della banda larga;

   tale  dotazione fotografa un Paese diviso tra Nord e Sud,  in  cui
  solo il primo ha un tessuto d'imprese in grado di stare e competere
  sul mercato, determinando processi virtuosi orientati alla crescita
  dimensionale  e  qualitativa,  insieme  a  famiglie   nelle   quali
  rilevante risulta il grado di informatizzazione;

   rilevato che:

   la  determinazione  del suddetto gap nell'ambito  professionale  e
  nella  sfera  familiare rischia di modificare irrimediabilmente  il
  sistema   sociale  regionale  relegando  il  Mezzogiorno   ad   una
  condizione di marginalità;

   la  Regione  deve  rapidamente aprire una giusta vertenza  con  il
  Governo  nazionale a partire dal Ministero dello sviluppo economico
  per impedire una divaricazione sempre più crescente tra Nord e Sud,
  rispondendo  concretamente alle esigenze  tecnologiche  diffuse  in
  tutto  il  territorio  regionale e pretendendo  parità  di  servizi
  tecnologici rispetto alle altre parti del Paese;

   la  domanda di una adeguata dotazione tecnologica nella Regione  è
  stata  da tempo sollevata dalle organizzazioni di categoria,  dalle
  imprese  e  dai  sindacati,  anche alla luce  delle  preoccupazioni
  emerse con l'approvazione del federalismo municipale;

   a  tutt'oggi intere aree del territorio regionale non sono servite
  da collegamento a banda larga;

   ritenuto   che   occorre  avviare  un  confronto  con   l'apparato
  produttivo  e le organizzazioni sindacali per valutare attentamente
  il  fenomeno  sin  qui delineato e la prospettiva  entro  la  quale
  operare    per    porre    rapidamente    argine    alla     scarsa
  infrastrutturazione tecnologica della Sicilia;

   per sapere:

   se   esista   un   piano  del  Governo  regionale  che,   partendo
  dall'analisi  della  situazione  siciliana,  prefiguri   linee   ed
  indirizzi  di  intervento tali da consentire nei prossimi  anni  un
  adeguamento della Regione agli standard nazionali;

   quali  iniziative siano state al momento assunte e  quali  risorse
  siano  state  attivate  per incrementare la  dotazione  tecnologica
  delle  imprese  e  delle famiglie siciliane e se non  ritengano  di
  dover predisporre iniziative adeguate in tal senso;

   se  si sia aperto un confronto con il Governo nazionale, anche nel
  quadro di attuazione del federalismo, al fine di prevedere adeguati
  investimenti tali da superare le differenze esistenti con  le  aree
  più progredite del Paese». (1804)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   lo  scorso venerdì 11 marzo i lavoratori della fiction TV di  RAI3
  Agrodolce' sono riuniti in assemblea permanente presso gli studi di
  Termini  Imerese a causa della sospensione delle riprese comunicate
  dalla BTL s.r.l., società controllata dalla Einstein Multimedia che
  produce la fiction;

   la  fiction  è  infatti prodotta con finanziamento  della  Regione
  siciliana  a  seguito  di un accordo che prevede  la  realizzazione
  della seconda e terza serie, ciascuna composta da 230 puntate,  per
  un corrispettivo regionale di euro 25.500.000;

   la  Einstein  Multimedia ha comunicato che si tratta  di  problemi
  fisiologici dovuti all'aumento dei prezzi di produzione e che  sono
  in  corso  contatti  con  la  RAI  per  la  risoluzione  di  queste
  problematiche;

   la precedente serie del romanzo popolare Agrodolce, andata in onda
  su  RAI  3,  venne  realizzata sulla base di  una  convenzione  che
  prevedeva un cofinanziamento regionale di circa euro 12.750.000  di
  cui  oggi  rimane  da  pagare il saldo pari a  circa  due  milioni.
  Pagamento che dovrà effettuarsi da parte dell'Assessorato  Turismo,
  oggi competente in materia a seguito della riforma dei dipartimenti
  regionali;

   la  produzione  è  stata  interrotta  e  ripresa  svariate  volte,
  circostanza  che  ha messo in grosse difficoltà i lavoratori  della
  fiction  e  le  loro  famiglie, oltre a causare  un  ingente  danno
  economico all'indotto aggregato alla produzione di Agrodolce;

   la   Einstein  Multimedia,  società  di  produzione  prescelta  in
  autonomia dalla RAI per la realizzazione della fiction, a sua volta
  ha  incaricato  la  BTL  s.r.l. che ha  stipulato  i  contratti  di
  fornitura  con  le maestranze ed i contratti con gli  attori  e  le
  comparse.  In  tal modo la Einstein ha caricato sulla  BTL  s.r.l.,
  società   totalmente   nuova,  gli  oneri   e   le   responsabilità
  contrattuali derivanti dalla produzione della fiction Agrodolce;

   considerato che:

   i lavoratori della fiction, riuniti in assemblea permanente presso
  gli  studios di Termini Imprese, hanno incontrato le rappresentanze
  istituzionali, il Prefetto di Palermo, le organizzazioni  sindacali
  di   categoria,  i  rappresentanti  della  RAI  e  della   Einstein
  Multimedia, ma la situazione non ha ancora trovato una soluzione ne
  data certa è stata fissata per la ripresa della produzione;

   l'ultimo  incontro del 22 marzo u.s non ha sortito nessun  effetto
  se  non  quello  di una ulteriore rassicurazione verbale  da  parte
  della produzione, durante un tavolo tecnico presso la Prefettura di
  Palermo  al  quale non erano però presenti né rappresentanti  della
  Regione né della RAI;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano intraprendere per intervenire al  fine
  di  garantire la continuità dei rapporti di lavoro stipulati  dalla
  BTL  s.r.l.,  per  garantire la immediata  ripresa  dei  lavori  di
  produzione  della  fiction  ed  evitare  che  il  management  della
  Einstein  Multimedia  e  della controllata BTL  s.r.l.  possano  in
  futuro   prendere   decisioni  unilaterali  di  sospensione   della
  produzione   che   arrecano  gravissimi   problemi   economici   ai
  lavoratori;

   i   termini   dell'accordo  RAI/Regione  siciliana  al   fine   di
  individuare il corretto interlocutore per ogni possibile  soluzione
  della vertenza;

   quanti lavoratori, cast artistico e tecnico, siano occupati  nella
  produzione  della fiction, con particolare rilievo  all'indicazione
  del  numero  di occupati siciliani, e con quali criteri sono  stati
  selezionati e reclutati;

   quali  sistemi di monitoraggio siano stati attivati dalla  Regione
  per  la verifica del raggiungimento dei fini specifici legati  alla
  natura  dei fondi FAS investiti dalla Regione siciliana e  pertanto
  delle  conseguenti  ricadute occupazionali e di sviluppo  economico
  del territorio siciliano». (1810)

                                                                ARICÓ

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità,
  premesso  che la spiaggia della frazione di Gliaca, nel  comune  di
  Piraino  (ME), è soggetta ad un preoccupante processo  di  erosione
  che  mette  in  pericolo importanti infrastrutture di  collegamento
  come la ferrovia Messina-Palermo e la s.s.113;

   considerato che:

   a seguito delle mareggiate verificatesi negli ultimi mesi del 2010
  sono  stati completamente erosi la spiaggia ed il rilevato, situato
  a monte della stessa, su cui insisteva una strada che consentiva di
  raggiungere le strutture balneari;

   il  mancato  o  ritardato  intervento di  protezione  e  messa  in
  sicurezza,  in caso di eventuali ulteriori forti mareggiate,  potrà
  mettere  a  rischio la scarpata sulla cui sommità  sono  ubicati  i
  binari della ferrovia Messina-Palermo;

   il  fenomeno  erosivo  e le forti mareggiate  hanno  comunque  già
  compromesso,  dal  dicembre 2008, la stabilità della  s.s.  113  in
  località Torre delle Ciavole' del comune di Piraino, nei pressi del
  km  93  +  000, facendo franare sul sottostante arenile  parte  del
  costone roccioso e del muro di sostegno della strada statale su  di
  esso  adagiata  e costringendo l'ANAS a transennare  e  restringere
  l'infrastruttura viaria;

   l'erosione riguarda non solo la spiaggia di Gliaca di Piraino,  ma
  tutto il tratto di costa che parte da Gliaca, passa la frazione  di
  Calanovella  e  si  estende fino alle porte del comune  di  Gioiosa
  Marea;  il tratto di spiaggia sopra evidenziato è sede di strutture
  ricettive  e balneari frequentate da numerosi turisti che  popolano
  la  località per tutta la stagione balneare con ricadute economiche
  e sociali positive su tutta la zona;

   sono  fortemente penalizzate alcune strutture turistiche di Gliaca
  e  quelle di Calanovella situate lungo il tratto di costa aggredito
  dai marosi e dal fenomeno erosivo;

   le  richieste  di  intervento avanzate  da  più  parti  in  primis
  dall'Amministrazione  locale,  non  hanno  finora   sortito   alcun
  intervento   da  parte  degli  organi  preposti  alla  tutela   del
  territorio;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano assumere per fornire in  tempi  rapidi
  una  soluzione  alle questioni sopra esposte, tenuto  conto  che  è
  necessario  ripristinare la viabilità di accesso  alla  spiaggia  e
  salvaguardare le infrastrutture viarie e ferroviarie;

   se  non  considerino necessario progettare e finanziare interventi
  di  ripascimento  e di difesa della costa al fine  di  tutelare  il
  territorio,   salvaguardare  le  infrastrutture   e   le   attività
  turistiche  presenti  lungo  tutto  il  tratto  di  litorale  sopra
  menzionato». (1811)

                                                            PANARELLO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e  lo spettacolo e all'Assessore per le attività produttive,
  premesso  che  il  comprensorio  delle  Madonie,  in  provincia  di
  Palermo,  attraversa una delicatissima fase di crisi economica  che
  ha,  dapprima, visto la chiusura del villaggio Valtur e, da qualche
  giorno, anche la chiusura di cinque dei sette rifugi esistenti;

   considerato che:

   tale   situazione   determina  una   grave   crisi   del   settore
  imprenditoriale  dei  comuni delle Madonie  che  ha  sempre  visto,
  invece,  importanti  presenze turistiche nel territorio  e  che  ha
  consentito di incrementare l'economia locale;

   tale  situazione  potrebbe  subire un ulteriore  peggioramento  in
  assenza  di misure di sostegno da parte del Governo anche a seguito
  della previsione dell'istituzione, a decorrere dal prossimo mese di
  maggio, del pedaggio autostradale;

   ritenuto  che  il  territorio madonita è  in  possesso  di  grandi
  potenzialità  monumentali  e  paesaggistiche  e  che  lo  stato  di
  disattenzione  determina  una situazione drammatica  di  isolamento
  politico   ed   istituzionale  che  rischia   la   desertificazione
  demografica ed economica del territorio;

   occorre,quindi, adottare provvedimenti in favore del rilancio  del
  settore turistico ed ambientale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato  o  intendano  adottare  in
  favore del settore imprenditoriale delle Madonie;

   quali  progetti e quali misure verranno adottate per sostenere  il
  settore turistico ed ambientale del comprensorio delle Madonie,  al
  fine  di  risolvere l'attuale stato di crisi dell'economia locale».
  (1813)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   POGLIESE, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   le  ville  settecentesche di Bagheria, in  provincia  di  Palermo,
  rappresentano    una    delle    più    interessanti    espressioni
  architettoniche  del  processo  di progressiva  affermazione  della
  residenza  nobiliare extraurbana in Sicilia tra la  fine  del  XVII
  secolo e per tutto il XVIII secolo;

   secondo    Rudolf    Wittkower,   uno   dei    maggiori    storici
  dell'architettura   contemporanea,  'la  gloria   dell'architettura
  palermitana  del  XVIII  secolo sono le ville  nei  dintorni  della
  città,  particolarmente a Bagheria', mentre il  critico  e  teorico
  dell'architettura  Christian Norbert-Schulz,  sostiene  che  'nella
  Sicilia    occidentale    le    più    importanti    manifestazioni
  dell'architettura  barocca sono le numerose ville  costruite  fuori
  città  dagli aristocratici di Palermo' e aggiunge che 'le soluzioni
  più  interessanti sono dovute al genio inventivo dell'architetto  e
  frate domenicano Tommaso Maria Napoli';

   di  questo importante patrimonio storico-artistico fa parte  villa
  Valguarnera, una delle costruzioni di maggiore interesse,  sia  per
  la  qualità  architettonica del complesso sia per la sua  posizione
  nel  paesaggio, considerata, dallo studioso di tradizioni  popolari
  Giuseppe Pitré, 'la più sontuosa tra le ville bagheresi';

   villa  Valguarnera fu edificata per volere degli omonimi principi,
  la  sua  costruzione  ebbe inizio nel 1712 su progetto  di  Tommaso
  Maria  Napoli, che utilizza un linguaggio architettonico di matrice
  berniniana  e  una  chiarezza compositiva vicina  agli  esempi  più
  avanzati  del  700 italiano, in particolare piemontese.  Di  grande
  interesse,   al   suo   interno,  i  saloni  affrescati   da   Elia
  Interguglielmi  e  le  statue marmoree di coronamento  dell'attico,
  opera di Ignazio Marabitti. La villa è circondata da un vasto parco
  e  particolarmente suggestiva è la balconata con vista sul golfo  e
  su monte Catalfano;

   considerato che:

   il  21 marzo scorso, il novantunenne principe Francesco Alliata di
  Villafranca Valguarnera, uno degli attuali proprietari della villa,
  ha lanciato un appello pubblico contro l'inerzia della burocrazia e
  l'ostruzionismo delle comproprietarie, con l'obiettivo di 'ottenere
  l'avvio  concreto  di  tutte le opere necessarie  a  garantire  che
  l'intero   complesso   monumentale   non   sia   condannato    alla
  distruzione';

   nella  lettera  aperta,  l'Alliata si  dichiara  provocatoriamente
  'prigioniero  politico della burocrazia' che non gli  consentirebbe
  di salvare dal degrado la villa e spiega di avere deciso di restare
  a dormire all'interno dell'edificio 'nonostante l'umido e i rischi,
  fino a quando la Sovrintendenza ai Beni Culturali non farà, assieme
  ai  tecnici di parte, il rilievo urgente del piano nobile  e  della
  situazione  statica dei sottotetti e finché non arriverà  il  nulla
  osta definitivo al progetto di restauro del corpo centrale, redatto
  dal professore Antonio Giuffré nel lontano 1996';

   Francesco  Alliata  afferma  che 'dopo  anni  di  denunce  e  vane
  battaglie  legali,  mirate sempre a tutelare gli  abusi  e  rendere
  fruibile il monumento, proprio in questi giorni, una iniziativa del
  Fai,   il   Fondo   per  l'ambiente  italiano,   delle   scuole   e
  dell'amministrazione  comunale  di  Bagheria  sembrava   finalmente
  infrangere l'incantesimo malefico che per decenni ha isolato  Villa
  Valguarnera dalla società civile';

   il   comproprietario  dell'edificio  aggiunge  che   'studenti   e
  professori  lavoravano da mesi alla realizzazione  di  un  percorso
  conoscitivo  che avrebbe consentito alla cittadinanza, il  prossimo
  27 marzo, di inserire Villa Valguarnera tra le tappe delle Giornate
  di  primavera  del Fai, per scoprire non solo la storia  di  questa
  residenza  storica e del suo prezioso parco, ma anche  l'originario
  disegno urbanistico di Bagheria';

   tutto  ciò,  invece, non avverrà, si legge nella  lettera  aperta,
  perché  'ancora una volta questo sito, invece di diventare  simbolo
  del riscatto sociale e morale di Bagheria, sembra dovere soccombere
  al  malaffare burocratico e agli appetiti speculativi che lo stanno
  condannando alla distruzione';

   in   particolare,   la   cancellazione  dell'apertura   di   villa
  Valguarnera  dalle  giornate di primavera  del  FAI  sarebbe  stata
  dovuta all'opposizione degli altri comproprietari del complesso, le
  sorelle Teresa e Maria Correale di Santacroce, che paventavano  una
  situazione di pericolo per l'incolumità pubblica;

   Lelia   Collura,  capo  della  delegazione  Fai  di  Palermo,   ha
  dichiarato al 'Giornale di Sicilia', il 22 marzo scorso,  di  avere
  ricevuto  'una  diffida  da  parte di  un  avvocato  delle  sorelle
  Correale'  e  di avere 'preso atto con dispiacere' che l'iniziativa
  non si sarebbe potuta tenere, 'nonostante fosse stata allestita per
  tempo'  e  nonostante 'il 5 dicembre 2010 un'analoga manifestazione
  avesse portato a Villa Valguarnera oltre seimila visitatori';

   Francesco Alliata di Villafranca aggiunge che 'se mettiamo mano ai
  lavori,   con  progetti  esecutivi  presentati  da  anni,   veniamo
  denunciati  per abuso, mentre se non lo facciamo veniamo denunciati
  per  crollo  doloso'  e  ribadisce che 'per  un  verso  ci  vengono
  impedite  persino  le opere indispensabili per la vivibilità  della
  casa,  la cui urgenza è sancita da numerose sentenze, per un  altro
  si  sostiene che proprio quel degrado, cui non viene consentito  di
  porre  rimedio, impedirebbe la pubblica fruizione del viale,  delle
  corti  e  del  giardino, che invece abbiamo  salvato  e  restaurato
  interamente a nostra cura e spese, grazie a convenzioni con  l'Orto
  Botanico e la Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo';

   infine,  nella  lettera aperta l'Alliata sostiene che  'mentre  la
  volontà  dei  legittimi  proprietari di  tutelare  e  recuperare  a
  proprie  spese un bene prezioso per tutta la collettività  continua
  ad  essere  ostacolata, si consentiva a esponenti  di  primo  piano
  della  malavita organizzata di costruire nel parco vincolato  e  di
  programmare  efferate  azioni criminali all'interno  degli  edifici
  abusivi'  e  denuncia che la figlia Vittoria 'continua  a  ricevere
  intimidazioni';

   per sapere:

   se  le  gravi denunce pubbliche del principe Francesco Alliata  di
  Villafranca corrispondano al vero;

   se  non  si ritenga necessario intervenire con urgenza per evitare
  danni  irreparabili dovuti al degrado al monumento e cosa impedisca
  di  avviare i necessari interventi di restauro per rendere il  bene
  fruibile alla cittadinanza e ai turisti». (1801)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   l'Albergo  delle  povere è uno degli edifici storici  di  maggiore
  prestigio  di Palermo. La sua costruzione fu avviata nel  1733,  su
  progetto  in  stile  barocco dell'architetto  Orazio  Furetto,  per
  volere  del  re Carlo III di Borbone, con l'obiettivo di accogliere
  poveri, inabili ed orfane. I lavori si conclusero nel 1772 e furono
  seguiti  anche  dagli  architetti Venanzio Marvuglia  e  Nicolò  di
  Puglia,   che   introdussero  modifiche   in   stile   neoclassico.
  L'edificio, fronteggiato da una fontana seicentesca, si compone  di
  due corpi edificati attorno ad altrettanti chiostri, raccordati  da
  una corte centrale su cui si affaccia la chiesa;

   attualmente, l'edificio di corso Calatafimi, in parte di proprietà
  della  Regione, ospita alcune anziane povere assistite dalle  suore
  della   carità  nel  padiglione  di  sinistra,  mentre  all'interno
  dell'ala destra ha sede il nucleo operativo del carabinieri per  la
  tutela del patrimonio artistico. Infine, una parte della struttura,
  con sale espositive e di rappresentanza, viene utilizzata come sede
  di mostre temporanee o conferenze;

   considerato che:

   il  Presidente  della Regione, a fine gennaio, attraverso  il  suo
  blog, ha ipotizzato di 'utilizzare questo splendido contenitore che
  è  l'Albergo  delle Povere' come possibile location  di  una  borsa
  internazionale del turismo da spostare in Sicilia;

   il  periodico  'S', in un'inchiesta, pubblicata a  pagina  37  del
  numero   di  aprile  2011  della  rivista,  documenta  le   pessime
  condizioni  di  alcune  parti del complesso, nonostante  i  recenti
  interventi di restauro;

   in  particolare, l'articolo spiega che oltre alle sale attualmente
  utilizzate  per ospitare una mostra, si accede a locali  'con  mura
  screpolate  e fili elettrici scoperti' e racconta che 'i lavoratori
  addetti  alla  sorveglianza, che hanno  il  turno  di  notte,  sono
  costretti  a  dormire  da  due  anni  in  questi  spazi,   definiti
  provvisori';

   la  ristrutturazione  dei locali del cosiddetto  'nuovo  corpo  di
  guardia', secondo il cronista, dovevano essere 'compresi nei lavori
  di  restauro,  banditi  nel 2003 dalla Sovrintendenza  per  i  Beni
  culturali  e ambientali di Palermo, per un importo di 2  milioni  e
  939  mila  euro attinti da fondi europei POR Sicilia  2000-2006,  e
  completati nella metà del 2007, dopo essere stati appaltati ad  una
  ditta di Ciminna';

   i   lavori,   si   legge   nell'articolo,  'oltre   al   recupero,
  conservazione,    consolidamento,    trasformazione,    ripristino,
  ristrutturazione    e   manutenzione',   prevedevano    anche    la
  'realizzazione di impianti elettromeccanici, elettrici,  telefonici
  ed  elettronici  e finiture di qualsiasi tipo nonché  di  eventuali
  opere connesse, complementari e accessorie';

   al  finanziamento  iniziale, inoltre, la Regione,  alla  fine  del
  2009, avrebbe aggiunto altri 100 mila euro;

   i  locali  che  ospitano i contatori, scrive 'S',  presenterebbero
  'crepe  enormi  e pericolose, fili elettrici di alta  tensione  tra
  muri  e  pavimento',  sebbene risultino 'restaurati,  consegnati  e
  collaudati'.  Inoltre,  si  legge  nell'inchiesta,  'non  ci   sono
  riscaldamenti;  le scale di servizio sono ripide, strette  e  senza
  luce; il bagno per il pubblico è in condizioni penose, poiché,  pur
  essendo  appena terminato, risulta allagato da perdite  provenienti
  dalle  stanze  del  Nucleo  di  tutela  del  patrimonio  artistico;
  l'ingresso di via Cappuccini è in comune con un negozio  di  mobili
  e,  quando  questo è aperto, chiunque può intrufolarsi  all'interno
  dell'Albergo delle povere ed, infine, ci sarebbe una sala piena  di
  escrementi  di  piccioni, chiusa con un lucchetto e nella  quale  i
  lavoratori non entrano più';

   in  un  altro articolo, a pagina 40 dello stesso periodico,  viene
  interpellato  Stefano  Biondo, dirigente del servizio  museografico
  dell'Assessorato Beni culturali, il quale afferma: 'E' stato  fatto
  il  possibile con i soldi a disposizione. La Regione ha dovuto fare
  una  scelta  ed ha privilegiato i saloni interni ed  i  fronti  dei
  cortili  dell'Albergo. Magari potevano essere  messi  in  sicurezza
  prima  i  luoghi  dove  lavorano  i  dipendenti'.  Secondo  Biondo,
  inoltre,  i  locali del corpo di guardia 'sembrano comunque  troppo
  angusti  e  le  stanze  dove  sono attualmente  i  lavoratori  sono
  provvisorie.  In un nuovo intervento di restauro dovremo  prevedere
  nuovi locali, anche perché nel primo progetto era stato previsto un
  secondo  corpo di guardia dalla parte di via Cappuccini  e  nemmeno
  quello è ancora fruibile poiché dovrebbe chiudere la Sovrintendenza
  ai  Beni culturali'. Il dirigente, infine, spiega che la stanza che
  ospita  i  piccioni  'non era prevista nel  progetto  di  restauro.
  Magari  lo  sarà  nel nuovo. Alcune parti, in effetti,  sono  state
  ignorate. E qualche intervento, probabilmente, non è stato fatto  a
  regola d'arte visto che, dopo circa due anni dalla fine dei lavori,
  gli intonaci hanno iniziato a cedere';

   nello stesso articolo viene interpellata anche Adele Mormino, l'ex
  sovrintendente che firmò il bando per il restauro, che precisa:  'I
  lavori  sono stati consegnati secondo progetto. Il corpo di guardia
  non  è  ancora  fruibile? Circa un anno fa la Regione ha  stanziato
  ulteriori  100mila  euro per il completamento degli  impianti.  Ma,
  come sa, io non sono più il sovrintendente già da un pò';

   l'attuale   sovrintendente,  Gaetano  Gullo,  infine,  spiega   al
  cronista: 'Mi sono insediato da appena tre mesi e non mi  sono  mai
  occupato  dell'Albergo delle povere. Mancano solo gli impianti  per
  rendere  fruibili i corpi di guardia? Mi risulta sia stata  avviata
  una perizia, ma non le posso dire di più';

   per sapere:

   se i gravi fatti denunciati dalla stampa corrispondano al vero;

   se  non  si ritenga necessario avviare una verifica sui lavori  di
  restauro ultimati nel 2007;

   quali  concrete  iniziative si intendano adottare per  una  celere
  esecuzione  dei lavori ancora necessari per il pieno ed  efficiente
  utilizzo del complesso monumentale». (1805)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  ambiente,  all'Assessore  per l'energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   la  società  per  azioni  'Acqua  Geraci'  commercializza  l'acqua
  oligominerale 'Geraci', proveniente da fonti che si trovano a 1.500
  metri di altezza nel cuore del Parco delle Madonie, in provincia di
  Palermo.   Le   suddette  acque  vengono  convogliate,   attraverso
  tubazioni, fino allo stabilimento, che ha sede nel comune di Geraci
  Siculo,  dove,  con  impianti completamente automatizzati,  vengono
  imbottigliate;

   da  tempo,  la suddetta società lamenta intollerabili ritardi  per
  ottenere dalla Regione l'autorizzazione ad ampliare la concessione.
  In  particolare,  il  nulla osta, chiesto  nel  1992,  riguarda  lo
  sfruttamento  di tre nuove sorgenti in contrada 'Pietra  Giordano',
  'Dell'Occhio' e 'Iazzo Scala', che si aggiungerebbero alle due  già
  in concessione;

   a   detta   dell'amministratore  unico  della  società,   Giuseppe
  Spallina,   l'autorizzazione   permetterebbe   di   triplicare   la
  produzione e creare nuovi venti posti di lavoro;

   la società, inoltre, da tempo chiede di potere realizzare anche un
  complesso   turistico  termale,  da  abbinare  all'imbottigliamento
  dell'acqua.   A  questo  proposito,  il  settimanale   'Centonove',
  nell'edizione  del  4 marzo 2011, spiega, in un articolo,  che  'il
  progetto  è  osteggiato dall'amministrazione comunale' specificando
  che  'tra le opere da finanziare dal Pist, con due milioni e mezzo,
  l'amministrazione   ha   inserito   la   ristrutturazione   e    la
  rifunzionalizzazione dei locali dell'ex scuola  media  di  via  Don
  Orione'.  Per  l'edificio  in questione è  previsto  il  cambio  di
  destinazione  d'uso  in  centro benessere, che  verrebbe  concesso,
  secondo  il  periodico  'al  futuro gestore  privato  assieme  alle
  sorgenti di acqua oligominerale presenti sul territorio';

   un'operazione  che,  nella  medesima  inchiesta,  viene   definita
  'assurda    e    illegittima'   dalla   società    Acqua    Geraci.
  L'amministratore Spallina, infatti, ritiene che si  tratterebbe  di
  una  'disponibilità  ingannevole  per  i  futuri  destinatari,  dal
  momento  che  le sorgenti ricadono all'interno del  bacino  già  in
  concessione alla società';

   considerato che:

   il  24  marzo  scorso, il quotidiano 'La Sicilia',  a  pagina  33,
  riporta  l'ennesima  denuncia  pubblica  dell'amministratore  unico
  della   società  che  afferma:  'I  presunti  crimini  di  pubblici
  ufficiali, accusati di creare artificiosi ostacoli burocratici  per
  il   rilascio   di  una  concessione  ci  impongono   di   chiedere
  approfondite  indagini giudiziarie sulla pratica per  l'ampliamento
  della nostra concessione mineraria';

   in particolare, nell'articolo, l'amministratore della Acqua Geraci
  s.p.a. chiede di accertare perché 'l'assessorato all'Energia, nello
  stesso  territorio, ha autorizzato il passaggio di un  mastodontico
  gasdotto, mentre non rilascia la concessione all'Acqua Geraci,  che
  richiede l'interramento di piccoli tubi';

   Giuseppe  Spallina, nello stesso articolo, chiede anche per  quale
  motivo  vengono  sollecitati 'nuovi pareri  palesemente  superflui,
  nonostante l'assessorato al Territorio abbia dato parere favorevole
  all'ampliamento  della concessione, con l'assenso  dell'Ente  parco
  delle Madonie, atto finale per la concessione del nulla osta';

   'l'ultimo   passaggio   burocratico  -  si   legge   nell'articolo
  pubblicato dal settimanale 'Centonove' del 4 marzo 2011  -  avrebbe
  dovuto    essere   il   decreto   di   autorizzazione   da    parte
  dell'assessorato all'Energia che, però, il 17 febbraio si è rivolto
  all'Avvocatura  di Stato per districare la matassa dei  due  pareri
  discordanti:   il  primo  (favorevole  al  nulla   osta),   firmato
  dall'assessorato  regionale al Territorio, e il secondo  (che  dice
  vagamente ni) dell'Ente Parco delle Madonie';

   il  periodico  riporta  anche  una  dichiarazione  di  un  anonimo
  funzionario  'dall'entourage dell'assessore Marino',  che  afferma:
  'Acquisiremo  a  breve il parere dell'Avvocatura,  dopo  adotteremo
  immediatamente  il  provvedimento,  senza  ulteriori   ed   inutili
  ritardi';

   nell'interrogazione parlamentare n. 1512 del 25  novembre  2010  è
  già stato chiesto di sapere quali provvedimenti intendesse adottare
  la  Regione  per rimuovere gli ostacoli burocratici che impediscono
  l'ulteriore sviluppo dell'azienda;

   a  febbraio  è  stato reso noto che sarebbe stata  'la  giunta  ad
  occuparsi  della  vicenda e dei problemi che  hanno  determinato  i
  ritardi';

   per sapere:

   se i fatti riportati dalla stampa corrispondano al vero;

   se  la  Giunta  di  Governo  si  è effettivamente  occupata  della
  vicenda;

   se  non  ritengano di dovere intervenire per dare  celermente  una
  risposta  all'azienda  in  merito alla richiesta  di  nulla  osta».
  (1806)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nella  GURS  del 18 marzo 2001 è stato pubblicato  il  decreto  18
  febbraio  2011  con  il quale è stata indetta  una  'Selezione  per
  titoli  per  il  conferimento dell'incarico di  direttore  generale
  dell'Agenzia  regionale  per  la  protezione  dell'ambiente   della
  Sicilia per il quinquennio 2011/2016';

   il  decreto presenta forti anomalie, soprattutto per le  rilevanti
  difformità  rispetto  alle norme che disciplinano  la  fattispecie,
  talmente  palesi da lasciar supporre che il bando possa  celare  il
  tentativo di consentire a qualcuno non in possesso dei requisiti di
  legge  di  poter  partecipare e di poter essere nominato  direttore
  dell'ARPA;

   l'oggetto  del bando è una selezione 'per titoli',  ma  in  realtà
  esso  non individua alcuna procedura per la valutazione dei  titoli
  che  si  dovrebbe  sostanziare in una  graduatoria  finale,  mentre
  affida  all'Assessore per il territorio e per l'ambiente una scelta
  comparativa,  di  carattere discrezionale,  tra  tutti  coloro  che
  avranno risposto al bando;

   per  l'individuazione  di tale procedura il bando  fa  riferimento
  all'articolo 19, comma 1, della legge regionale n. 5/2009 che,  per
  la  verità,  disciplina la procedura per la  nomina  dei  direttori
  generali  delle  strutture sanitarie, con le quali forzosamente  si
  tende ad identificare l'ARPA, che è chiamata piuttosto ad occuparsi
  di protezione ambientale;

   la  norma sopra citata prevede espressamente che l'Assessore  (per
  la  sanità) debba valutare che venga 'accertata la coerenza  tra  i
  requisiti  posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento
  al  possesso  del  diploma  di laurea, al possesso  di  qualificata
  esperienza  professionale  di direzione tecnica  ed  amministrativa
  svolta  in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con  le
  modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture  dirette
  con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere';

   l'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n.  6,  che  ha
  istituito  l'ARPA,  espressamente prevede che tra  i  requisiti  in
  possesso  del direttore dell'ARPA ci sia la 'comprovata  esperienza
  in   materia  di  protezione  ambientale'  ed  omogeneamente   tale
  requisito   è   previsto  dall'articolo  3   del   regolamento   di
  organizzazione dell'ARPA, approvato con decreto n. 165 dell'1/6/05;

   nell'avviso  pubblico  allegato  al  bando,  tra  i  requisiti  di
  ammissione   non  viene  in  alcun  modo  prevista  la  'comprovata
  esperienza  in  materia  di protezione ambientale',  indispensabile
  considerata  l'attività  che l'ARPA è chiamata  a  svolgere,  né  è
  prevista  la 'reale corrispondenza delle strutture dirette  con  le
  tipologie richieste per le strutture da dirigere';

   considerato  che  in  tal  modo  è possibile  che  venga  nominato
  direttore  dell'ARPA,  in violazione alle norme,  un  soggetto  che
  abbia  titolo  di  studio  generico  e  che  nella  sua  esperienza
  professionale abbia diretto soltanto strutture pubbliche o  private
  di minuscole dimensioni, dando origine così anche a futuri ed assai
  prevedibili  contenziosi  che potrebbero  bloccare  la  nomina  del
  direttore dell'ARPA per lungo tempo;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario ritirare  il  bando  ed
  emanare un avviso pubblico aderente alle disposizioni di legge  che
  disciplinano la nomina del direttore dell'Agenzia regionale per  la
  protezione dell'ambiente». (1807)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che in data 28 gennaio 2011
  nella  GURS n. 1 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato  il
  bando  relativo al concorso pubblico per esami per la copertura  di
  n.  2 posti di dirigente, area economico-finanziaria, a tempo pieno
  ed indeterminato, di cui uno riservato al personale interno, presso
  la Provincia regionale di Siracusa;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali'  (....)  per  il triennio  successivo  all'entrata  in
  vigore  della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare,  l'art.  42 della l. r.  n.  11/2010  concernente
  'Norme  in  materia  di procedure concorsuali e  di  assunzione  di
  personale'  dispone testualmente che: 'Per gli enti  locali  e  per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite le procedure del suddetto concorso  indetto  dalla
  Provincia   di  Siracusa,  atteso  che  la  legge  prevede,   nella
  fattispecie, l'espletamento del concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica  del bando in oggetto, pubblicato nella GURS  n.  1  Serie
  speciale  concorsi del 28 gennaio 2011, onde garantire il  rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1808)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                    GALVAGNO-MARZIANO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  in data 31 dicembre 2010 nella GURS n.  18  è  stato
  pubblicato  il  bando relativo ai concorsi pubblici per  titoli  ed
  esami  per la copertura in ruolo di n. 1 posto vacante di dirigente
  analista;  n. 1 posto vacante di dirigente statistico; n.  2  posti
  vacanti  di dirigente ingegnere ad orientamento civile; n. 5  posti
  vacanti di dirigente amministrativo, indetto dall'Azienda sanitaria
  provinciale di Siracusa;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi, dispone che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali'  (....)  per  il triennio  successivo  all'entrata  in
  vigore  della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   dato  atto che l'Assessore regionale per la salute, con nota prot.
  n.  3699  del  14  gennaio 2011, indirizzata a  tutti  i  direttori
  generali   delle  aziende  del  S.S.R.  regionale,  ha   richiamato
  l'attenzione  sulle  disposizioni di cui all'art.  42  della  legge
  regionale  12  maggio  2010,  n. 11,  e  all'art.  19  della  legge
  regionale 1 settembre 1993, n. 25;

   per sapere:

   se   l'ASP   di   Siracusa  abbia  ottemperato  alle  disposizioni
  assessoriali revocando i bandi di concorso di cui in premessa e  se
  gli  stessi,  ricondotti a legittimità mediante  le  previsioni  di
  procedure per soli titoli, siano stati pubblicati nella GURS;

   in  caso  negativo,  quali provvedimenti abbia assunto  o  intenda
  assumere per fare rispettare la legge approvata dall'ARS». (1809)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                    GALVAGNO-MARZIANO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  premesso  che,  con  l'approvazione  della  legge   16
  dicembre  2008, n. 23, l'Assemblea regionale siciliana indicava  al
  Governo  della Regione, attraverso il suo articolato, le  strategie
  da intraprendere volte essenzialmente allo sviluppo economico della
  Regione;

   premesso  inoltre  che  la l.r. 23/2008 affronta  azioni  che,  se
  conseguentemente  avviate, possono certamente consentire  una  vera
  svolta   finalizzata   alla   crescita  economica   della   regione
  affrontando  in  particolare con l'art. 1 Aiuti agli  investimenti,
  con  l'art.  2  Promozione  della nuova  imprenditoria  e  sviluppo
  dell'imprenditoria giovanile e femminile, con l'art.  3  Iniziative
  agevolabili  nel settore dell'energia, con l'art. 5  Aiuti  per  la
  ricerca,  lo  sviluppo e l'innovazione, con l'art. 6  Contratti  di
  programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali, con
  l'art.  7 Finanziamenti delle commesse, con l'art. 8 Contributi  in
  conto  interessi  per il consolidamento di passività  onerose,  con
  l'art. 10 Prestiti partecipativi, ed infine con l'art. 13 Norma per
  favorire  i progetti di investimento alle imprese ubicate  in  zone
  agricole svantaggiate;

   considerato  che  le azioni di cui sopra posso  essere  finanziate
  attraverso  l'utilizzo delle risorse del programma operativo  fondo
  di  sviluppo regionale FERS 2007-2013 e che tale fondo  risulta  al
  sottoscritto interrogante enormemente sottoutilizzato;

   ritenuto  che  obiettivo prioritario del  Governo  sia  quello  di
  attivare  tutte  le  risorse  disponibili  alfine  di  favorire  lo
  sviluppo    delle   imprese   e   conseguentemente   la    crescita
  occupazionale;

   verificato    che   tutte   le   organizzazioni   imprenditoriali,
  industriali,  agricoltori,  artigiani,  commercianti  lamentano  la
  mancata  attuazione delle norme di aiuto allo sviluppo e la mancata
  attuazione della legge regionale 23/2008;

   evidenziato  che  anche Confindustria Sicilia, attraverso  il  suo
  presidente,  ha  lanciato  un appello  al  Governo  della  Regione;
  infatti, in una sua recente intervista, così dichiarava: 'La  crisi
  economica  e  sociale  che sta attraversando  la  Sicilia  richiede
  riforme ed interventi strutturali e non misure congiunturali';

   ritenuto  che  è  ormai  urgente  ed  indifferibile  attivare   le
  politiche  previste dalla legge 23 del 2008 e che  mancano  solo  2
  anni  al termine della programmazione economico-finanziaria europea
  che, come tutti sanno scade nel 2013;

   per  sapere quali iniziative urgenti volte all'attuazione di tutte
  le  norme  previste dalla normativa regionale ed in particolare  di
  quelle  previste dalla legge regionale n. 23 del 2008 e finalizzate
  agli   aiuti   agli  investimenti,  alla  promozione  della   nuova
  imprenditoria e sviluppo dell'imprenditoria giovanile e  femminile,
  alle  iniziative agevolabili nel settore dell'energia,  agli  aiuti
  per  la  ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, all'attivazione  dei
  contratti  di  programma regionali per lo sviluppo  delle  attività
  industriali,  ai finanziamenti delle commesse, all'attivazione  dei
  contributi  in conto interessi per il consolidamento  di  passività
  onerose  e  dei  prestiti  partecipativi ed  infine  a  favorire  i
  progetti  di  investimento alle imprese ubicate  in  zone  agricole
  svantaggiate intendano intraprendere». (1812)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in data 29  marzo  2011,  sono  state
  presentate le seguenti mozioni:
   -  numero  256  «Censura all'Assessore regionale per  l'economia»,
  degli  onorevoli Leontini, Mancuso, Bosco, D'Asero, Scoma,  Limoli,
  Corona,  Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo,  Campagna,
  Marinese,  Beninati, Leanza Edoardo, Torregrossa,  Formica,  Maira,
  Cordaro, Cascio Salvatore, Caronia, Dina, Catalano;
   -  numero 257 «Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di
  una  linea  di autobus Palma di Montechiaro-Caltanissetta-Catania»,
  degli  onorevoli Marinello, Di Guardo, Cracolici, Di Benedetto.  Ne
  do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che,  nella  seduta n. 238 del 22 marzo  2011,  è  stato
  approvato  l'ordine  del  giorno n.  470  recante  'Chiarimenti  ed
  iniziative in ordine alla Sicilia e-servizi s.p.a.' con il quale il
  Governo  si è impegnato a fornire ogni necessaria delucidazione  in
  ordine alle procedure poste in essere in applicazione dell'articolo
  78  della  legge regionale n. 6 del 2001, a sospendere  ogni  nuovo
  affidamento di servizi alla società Sicilia e-servizi  s.p.a.  e  a
  soprassedere  dall'effettuare  il  cosiddetto  'popolamento'  della
  stessa;

   evidenziato  che  sul tema l'Assemblea, nella seduta  173  del  19
  maggio  2010,  a  norma degli articoli 29 e 29 ter del  Regolamento
  interno, si era già espressa votando in favore dell'istituzione  di
  una commissione speciale di indagine sul piano di informatizzazione
  della Regione siciliana, con particolare riferimento alla complessa
  vicenda dell'affidamento di incarichi alla Sicilia e-servizi;

   ricordato che occorre ancora verificare se risponda al vero che:

   1)  la  società  Sicilia  e-Servizi s.p.a., nonostante  l'avanzato
  stato  di consolidamento delle proprie attività - ed in particolare
  il  fatturato ultimo consolidato 2008, di oltre 40 milioni di euro,
  ed  i  contratti acquisiti da parte dei dipartimenti regionali  nel
  2009  per oltre 150 milioni di euro, di cui oltre 78 relativi  alla
  programmazione  comunitaria  2007-2013, contrattualizzati tutti nel
  mese  di dicembre 2009 - continui ad operare, in dispregio a quanto
  previsto  dal  bando di gara, con assoluta prevalenza di  personale
  'affittato' dai soci privati a tariffe che vanno da 470 a 1030 euro
  giornalieri, con conseguente e spropositato aggravio dei  costi  di
  gestione a carico dell'Amministrazione regionale;

   2) il processo di ristrutturazione della società Sicilia e-Servizi
  s.p.a.   sia   stato  bruscamente  interrotto  dai   suoi   attuali
  amministratori   generando   una  condizione   di   illegittimo   e
  spropositato   vantaggio  economico  per   il   socio   privato   e
  determinando di fatto il protrarsi indefinito di tale condizione di
  super guadagno e notevolissimo spreco di risorse pubbliche rispetto
  ai   costi   che   verrebbero  sostenuti  con   personale   interno
  adeguatamente formato dallo stesso socio privato così come da bando
  di gara;

   3)  il socio privato (Engineering s.p.a. e Accenture s.p.a. per il
  tramite di Sicilia e-servizi Venture s.c.r.l.) operi il trattamento
  di  dati  sensibili,  personali  e  riservati  tanto  di  tutto  il
  personale  dell'Amministrazione  regionale  (inclusi  Assessori   e
  Presidente),  quanto  della  cittadinanza  siciliana   tutta,   con
  personale   non  legato  da  alcun  patto  di  riservatezza   verso
  l'Amministrazione,  e  che  lo stesso  personale,  legato  in  modo
  subordinato  e  gerarchico al socio privato, venga  'rivenduto'  ed
  addebitato a Sicilia e-servizi s.p.a., e quindi all'Amministrazione
  regionale,  a  tariffe  molto  al  di  sopra  delle  conosciute   e
  paragonabili evidenze attuali di mercato;

   4)  l'attuale amministratore delegato di Sicilia e-Servizi s.p.a.,
  in  qualità  di  dipendente subordinato della  società  Engineering
  s.p.a.,  operi  (con  ampi  e assoluti  poteri)  in  permanente  ed
  inammissibile conflitto di interesse (gestendo entrambi i ruoli  di
  fornitore e cliente) con le finalità aziendali di Sicilia e-servizi
  s.p.a.,  essendo  quest'ultima una società regionale  a  prevalente
  capitale regionale;

   sottolineato che:

   da  notizie  apprese dagli organi di stampa, la  Giunta  regionale
  avrebbe   dato  il  via  libera  a  circa  250  assunzioni   e   al
  riconoscimento  di crediti a Sicilia e-servizi,  agendo  in  aperto
  conflitto  con le decisioni assunte di fronte all'Aula parlamentare
  e  votate  alla presenza del Governo, quale conseguente conclusione
  di   un  accordo  politico  chiaro,  condiviso  da  maggioranza   e
  opposizione;

   un  passo indietro, rispetto ad atti di indirizzo politico su  cui
  l'Aula si è già espressa, è stato compiuto dall'Assessore regionale
  per  l'economia,  il  quale  avrebbe riferito  di  voler  rimettere
  all'iter  delle  Commissioni parlamentari le determinazioni  ultime
  sull'operatività   della  delibera  per  lo  stop   al   cosiddetto
  'popolamento' e sui progetti affidati in itinere;

   in  riferimento all'ipotesi di assunzioni si ribadisce  l'assoluta
  incongruenza di una simile necessità in ordine alla società Sicilia
  e-servizi  che,  com'è noto, ha avuto affidati  lavori,  servizi  e
  forniture  pari  a  circa  di  150  milioni  di  euro  proprio  per
  selezionare,  formare e trasferire risorse umane  e  know-how.  Con
  tale  operazione, condivisa dal Governo regionale, non  si  rendono
  chiare  e  accessibili a tutti le procedure per  la  selezione  del
  personale, perpetrando azioni in evidente contrasto con i  principi
  di  efficienza,  efficacia, e trasparenza richiesti nella  gestione
  amministrativa;

   l'Assessore per l'economia, disconoscendo il voto d'Aula, non solo
  non  applica la sospensione degli affidamenti a Sicilia  e-servizi,
  avviando,  come  stabilito,  le procedure  per  la  chiusura  della
  società,  ma  addirittura  riconosce e dà  acquiescenza  a  crediti
  inesigibili  per  circa  63  milioni di euro,  avanzati  dal  socio
  privato  (Sicilia  e-servizi  Venture  s.c.r.l.)  riconducibili  ad
  attività  svolte  da  quest'ultimo senza la dovuta  validazione  ed
  accettazione da parte della Regione siciliana. Infatti,  a  seguito
  della  delibera di Giunta n. 222 del 30 settembre 2008  la  società
  Sicilia  e-Innovazione, preposta alla direzione  lavori  e  program
  management  per la validazione di attività in essere da Sicilia  e-
  servizi, è stata posta in liquidazione senza che dette attività  di
  controllo e validazione (fino alla data della presente) fossero più
  poste  in  essere né da Sicilia e-Innovazione, né da altro  ente  o
  società  equivalente.  Pertanto tali  crediti  avanzati  dal  socio
  privato  (Sicilia  e-servizi  Venture s.c.r.l.)  sono  relativi  ad
  attività autonomamente esperite da socio privato a proprio  rischio
  imprenditoriale  e che comunque non possono essere riconosciuti  se
  non   a  valle  di  una  puntuale  verifica  tecnico-economica   di
  esecuzione  e  formale validazione e utilità per  l'Amministrazione
  regionale;

   si  viene  a creare un 'abuso di ufficio' finalizzato a sanare  le
  inadempienze  del socio privato, che, anziché essere  contestate  e
  fatte  garantire dall'escussione della fidejussione, vengono eluse,
  invertendo   l'onere   delle   garanzie,   ponendole    a    carico
  dell'Amministrazione regionale,

       esprime censura nei confronti dell'operato dell'Assessore
                       regionale per l'economia

   per  non  aver  applicato  ipso jure le  determinazioni  dell'Aula
  parlamentare,  con  il  cui voto è stato chiaramente  stabilito  di
  sospendere  ogni affidamento a Sicilia e-servizi, dando soprattutto
  lo  stop  a quello che è stato definito il cosiddetto 'popolamento'
  della stessa;

   per  aver  calpestato,  con  la  propria  azione,  le  prerogative
  dell'Assemblea  regionale  siciliana, mostrando,  anche  in  questa
  occasione, di disconoscere il proprio ruolo istituzionale e agendo,
  invece, secondo logiche politiche di parte a danno dell'espressione
  del   diritto   democratico   di   rappresentanza   e   di   tutela
  dell'interesse supremo dei cittadini;

   per  non aver operato i controlli previsti dalla legge e contenuti
  nel   bando  per  l'affidamento  delle  attività  informatiche   di
  competenza  delle  amministrazioni  regionali,  dando   seguito   a
  provvedimenti  in  favore della società Sicilia e-servizi  che  nel
  tempo  si sono totalmente disconnessi dagli obblighi della  società
  aggiudicatrice del bando di affidamento». (256)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella  città  di  Palma  di  Montechiaro (AG)  risiedono  numerosi
  studenti universitari, i quali prevalentemente frequentano i  corsi
  di studio offerti dalle università siciliane;

   tra  i  predetti  studenti  ve ne sono  alcuni  iscritti  al  polo
  universitario    di   Caltanissetta   ed   altri   più    numerosi,
  all'Università degli studi di Catania;

   la città di Palma di Montechiaro è priva di servizio ferroviario e
  di  servizio diretto di autobus per le città di Caltanissetta e  di
  Catania  e  ciò arreca disagi notevoli ai pendolari ed ai cittadini
  palmesi  che  devono raggiungere quelle città, a  volte  spinti  da
  necessità  primarie,  quali  trattamenti  sanitari  presso   centri
  ospedalieri specializzati;

   le  esigenze  della  collettività civile richiedono  una  maggiore
  mobilità,  atteso che Palma di Montechiaro, città  di  emigrati,  è
  lontana  dai  grossi  centri  nazionali,  anche  per  l'assenza  di
  collegamenti con gli aeroporti, situazione che determina, di fatto,
  un  isolamento  di  questa cittadina unitamente a  disagi  notevoli
  anche per l'economia locale;

   ricordato  che  negli anni scorsi sono state promosse  proteste  e
  petizioni, sottoscritte da migliaia di cittadini, per l'attivazione
  di una linea diretta di autobus Palma di Montechiaro - Catania;

   considerato che:

   la   predetta   richiesta,  sostenuta  anche  dall'Amministrazione
  comunale,  non è stata accolta dalla Regione siciliana,  perché  la
  Sicilia  è  tuttora priva del piano regionale dei trasporti  e  ciò
  preclude la possibilità di attivare nuove linee di trasporto;

   l'attivazione  del  richiesto collegamento diretto  rientra,  come
  parte  non  secondaria, nel riconoscimento del diritto allo  studio
  universitario,  costituzionalmente  garantito  anche   ai   giovani
  palmesi che frequentano le strutture universitarie di Caltanissetta
  e Catania;

   occorre  assicurare le esigenze di mobilità dei  cittadini  nonché
  dei  residenti all'estero, anche per venire incontro alle  esigenze
  di collegamento con i mercati nazionali degli imprenditori locali e
  per  favorire  la  nascita  di  un circuito  turistico  che  faccia
  conoscere le bellezze naturali ed architettoniche della cittadina;

   richiamati gli articoli 3 e 34 della Costituzione, gli articoli 14
  (lett. r), 17 (lett. d) e 20 dello Statuto, la legge costituzionale
  18  ottobre  2001, n. 3, il decreto del Presidente della Repubblica
  14  maggio 1985, n. 246, l'articolo 1 della l. r. 25 novembre 2002,
  n. 20;

   visto l'art. 27, comma 13, della legge regionale 22 dicembre 2005,
  n. 19,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere ogni iniziativa utile a garantire  l'attivazione
  di  un servizio di linea diretto dal Comune di Palma di Montechiaro
  alle  città di Caltanissetta e Catania, ponendo fine alla disparità
  di  trattamento  con altri comuni che usufruiscono di  collegamenti
  rapidi e diretti». (257)

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

        Comunicazione relativa alle mozioni numeri 242 e 253 e
                     all'interpellanza numero 110

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta d'Assemblea n. 241 del 29 marzo 2011, dell'ordine del giorno
  n.  479  Iniziative da assumere nei confronti del Governo nazionale
  sulle  problematiche  dell'accoglienza  degli  immigrati;  per   il
  ripristino  di  condizioni di  vivibilità nell'isola di  Lampedusa;
  per scongiurare che la Sicilia si trasformi in un'enorme tendopoli;
  per favorire, sostenendo le condizioni di vivibilità, la permanenza
  delle  popolazioni  migranti nei loro  Paesi  di  origine ,  devono
  intendersi superate, in quanto di analogo contenuto:
   -   le   mozioni  n.  242    Interventi  a  tutela  dell'emergenza
  umanitaria e della sicurezza della Sicilia, conseguenti al  recente
  incremento di flussi migratori , dell'onorevole Caputo ed altri,  e
  numero  253  Iniziative urgenti per fronteggiare la grave crisi  in
  atto a Lampedusa , dell'onorevole Calanducci ed altri;
   -  l'interpellanza  numero  110  Misure urgenti  per  fronteggiare
  l'arrivo  d'immigrati  in  Sicilia e  garantire  la  sicurezza  del
  territorio regionale , dell'onorevole Colianni ed altri.
   Così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  approfitto  quest'oggi  per riproporre la  carenza  nei  lavori  di
  quest'Aula di uno strumento agile e veloce che possa permettere  di
  trattare  argomenti di spinosa importanza e che hanno una  validità
  solo se potuti trattare nei termini giusti; soprattutto per rendere
  edotta  quest'Aula  e  per  vedere  come  l'Aula  si  atteggia  nei
  confronti di queste problematiche e per poter dialogare col Governo
  su questi problemi.
   L'altra  volta avevo sottoposto all'Aula, e colgo l'occasione  per
  ringraziare sia il Governo che l'AST nella persona del presidente e
  del  direttore,  ingegnere  Lo Bosco, che  hanno  dato  avvio  alla
  distribuzione  delle  tessere  gratuite  per  gli  anziani,  grazie
  all'intervento   di  quest'Aula,  rispetto  anche   alle   capacità
  economiche  a  disposizione  (infatti, le  stanno  frazionando  nel
  tempo).
   Se    qualcuno   si   lamenta   perchè   non   tutti   i    comuni
  contemporaneamente  riescono ad averle, a  mio  avviso  fanno  male
  perché si sta seguendo un ordine temporale che è giusto, quello  di
  presentazione, per cui meglio così che si sia avviato il  processo,
  altrimenti si rischiava realmente di non far usufruire gli  anziani
  di questa agevolazione.
   Oggi  ho  presentato  un'altra interrogazione,  assieme  ad  altri
  colleghi,  che  meriterebbe  di essere  discussa  in  tempo  reale:
  riguarda  l'erogazione dei contributi per i  canoni  di  locazione,
  l'ex  articolo  11  della  legge 431/98. Voglio  sottolineare  come
  quest'Aula non sia insensibile alle richieste dei ceti più  deboli,
  delle  famiglie  non abbienti, di chi ha veramente bisogno,  perché
  questi contributi sono fermi all'anno 2008.
   Signor  Presidente, le chiedo la necessaria azione per sollecitare
  la procedura
   Non è possibile che ci siano tre soggetti, enti locali, Regione  e
  Fondo nazionale, a gestire né è possibile che a farne le spese  sia
  quella  povera  gente  che, grazie ad un  modesto  contributo,  può
  trovare  sollievo nella propria esistenza. Naturalmente,  parlo  di
  famiglie il cui reddito è di undicimila o tredicimila euro  l'anno,
  e per loro è veramente importante usufruire del contributo in tempi
  celeri.  E  dei  contributi  dell'anno 2008  ancora  non  si  hanno
  notizie.
   Io  non voglio abusare della sua tolleranza, signor Presidente, ma
  ritengo  opportuno dotare quest'Aula di uno strumento che  permetta
  di  potere  discutere  realmente, soprattutto delle  questioni  che
  interessano  il  territorio, i siciliani più  deboli,  chi  ha  più
  bisogno, la povera gente.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, intervengo solo per qualche minuto.
   La  prima questione riguarda l'audizione, svoltasi stamattina,  su
  Sicilia  e-servizi  del ragioniere generale  della  Regione  dottor
  Emanuele con l'assessore per l'Economia.
   Considerato che stamattina è stata depositata una relazione  sulle
  attività  di  Sicilia  e-servizi,  abbastanza  corposa,  prego   la
  Presidenza  di segnalare alla Commissione Bilancio, secondo  quanto
  contenuto nell'ordine del giorno votato in Aula e voluto anche  dal
  Governo, una discussione più approfondita sia in I Commissione  che
  in II Commissione.
   La  seconda  questione  riguarda il bando  di  gara  che  è  stato
  pubblicato   la   settimana  scorsa  in  Gazzetta   Ufficiale   per
  trattoristi  a  tempo  determinato. Considerato  l'accordo  che  il
  Governo aveva stipulato con i sindacati riguardo i trattoristi e le
  risorse  umane  dell'ESA  e  dei  forestali,  io  preannunzio   che
  presenterò un ordine del giorno e invito la Presidenza ad attivarsi
  affinché   questo  bando  di  gara  attinga  non  da  una   diversa
  graduatoria, ma dai trattoristi e dagli operatori agricoli che  già
  hanno  svolto  questo lavoro e che si trovano in una situazione  di
  disagio senza poter occupare le ore della giornata lavorando.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza terrà conto di quanto
  da lei detto.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, premetto che ho presentato una mozione
  con  la  quale - e chiedo per questo che la stessa possa essere  al
  più presto discussa - chiedo che venga data attuazione all'articolo
  26 della legge finanziaria scorsa, quella del 2010.
   L'articolo 26 riguardava un elenco di progetti-obiettivo  per  gli
  enti  locali  che  servivano  per promuovere  e  per  sostenere  il
  territorio,  per  mitigare  il  rischio  idrogeologico  e  per   la
  prevenzione anche sismica.
   A  distanza  di un anno, purtroppo, quell'allegato 2 che  riguarda
  l'articolo 26 - che doveva essere realizzato con 70 milioni di euro
  da reperire nel PAR FAS 2007-2013 - é rimasto lettera morta.
   Ora,   poiché il Governo ha potuto anticipare queste somme  per  i
  cantieri  di  lavoro, io chiedo che il Governo si impegni  affinché
  finalmente si possa dare attuazione a quell'importante articolo  26
  che  riguarda un insieme di opere utili al territorio e  agli  enti
  locali.
   In  secondo  luogo il mio intervento, signor Presidente,  riguarda
  l'Assessorato della famiglia in quanto mi si dice,  ma  è  così  in
  effetti,  che  i  lavoratori dei cantieri di servizio,  soprattutto
  nell'Ennese,  da  quattro mesi non percepiscono la loro  indennità.
  Poiché si tratta di un sostegno al reddito per le fasce deboli, per
  chi si trova in una situazione di povertà quasi assoluta, io chiedo
  che  il  Governo  si  faccia parte diligente per  risolvere  questo
  problema.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Marco Forzese è  in  congedo
  per la presente seduta, per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                      interno, di interrogazioni
    e di interpellanza della rubrica  Energia e servizi di pubblica
                               utilità

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanza  della   rubrica
   Energia e servizi di pubblica utilità .
   Si procede con l'interrogazione numero 163 «Notizie in ordine alla
  gestione  degli  ATO rifiuti siciliani», a firma dell'onorevole  Di
  Guardo.
   Non  essendo presente in Aula l'onorevole interrogante, la  stessa
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.

   Si  passa  all'interrogazione numero 1227 «Riscatto  dell'impianto
  del  nuovo dissalatore  di Porto Empedocle da parte della Regione»,
  a firma dell'onorevole Bosco. Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   per  fronteggiare le condizioni di crisi idrica nel territorio  di
  Agrigento,  il  commissario  delegato  per  l'emergenza  idrica  ex
  ordinanza ministeriale 3189/02 procedette alla realizzazione di  un
  impianto di dissalazione di acqua di mare, ubicato nell'area ASI di
  Porto      Empedocle,     con     finalità     di      integrazione
  dell'approvvigionamento   idrico   della   città   di    Agrigento.
  L'intervento  traeva  origine dalla necessità  di  fronteggiare  la
  forte  condizione  di  crisi  in un'area sensibilmente  deficitaria
  sotto   l'aspetto  dell'approvvigionamento  idrico,   nel   periodo
  transitorio   necessario   per   il   rifacimento   delle    grandi
  infrastrutture di trattamento e trasporto;

   premesso inoltre che:

   l'impianto,  realizzato  per la produzione  di  100  L/S,  per  il
  funzionamento in un periodo di 3 anni e per un costo che  solo  per
  le  opere  civili  necessarie  per  l'istallazione  dei  moduli  di
  trattamento ha comportato oneri per la pubblica amministrazione per
  un importo complessivo a consuntivo di euro 5.250.000,00 oltre IVA,
  ha iniziato la produzione in data 9 febbraio 2007 ed in pari data è
  stata avviata la gestione triennale dei moduli di dissalazione  con
  la produzione di acqua dissalata;

   accertato  che  con il prossimo mese di luglio  scadranno  sia  il
  contratto  di  gestione dei moduli di trattamento sia quello  delle
  opere civili;

   considerato  che  il  contratto di  gestione  dei  moduli  prevede
  espressamente  all'articolo 17 la possibilità, alla  sua  scadenza,
  che  la  Regione siciliana (primo ente opzionato) eserciti entro  i
  successivi 60 giorni il diritto di riscatto dell'impianto  versando
  all'affidatario la somma di euro 500,000,00 oltre IVA. In  caso  di
  mancato  esercizio  del diritto da parte della Regione,  lo  stesso
  potrà  essere  esercitato alle medesime condizioni  dal  comune  di
  Agrigento;

   verificato  che  il  sistema  di  adduzione  dell'acqua  dissalata
  prodotta   è   concepito  immettendo  i  volumi   idrici   prodotti
  nell'acquedotto Favara di Burgio, di modo che la stessa risorsa può
  anche  essere  destinata,  grazie al  sistema  di  interconnessioni
  acquedottistiche   nel   frattempo  realizzate,   al   sistema   di
  sovrambito,  che tutti i contratti con i gestori della dissalazione
  in  Sicilia  e nelle isole minori sono posti direttamente  in  capo
  alla  Regione  e  che i fondi necessari per procedere  al  riscatto
  dell'impianto   potrebbero  essere  recuperati  tra   le   economie
  conseguite  e  conseguibili sul programma di opere  finanziato  dal
  commissario delegato, oggi in fase di completamento;

   per  sapere  se  intenda, nel ritenere essenziale il  mantenimento
  dell'impianto  di  dissalazione di acqua di mare ubicato  nell'area
  ASI di Porto Empedocle, da utilizzare come strumento ausiliario  di
  emergenza  con  finalità  di  integrazione  dell'approvvigionamento
  idrico della intera provincia di Agrigento che da tempo immemore  è
  penalizzata  dalla persistente mancanza dell'erogazione  dell'acqua
  nelle  case dei cittadini residenti, valutare la possibilità,  alla
  luce  dell'avvenuto completamento dell'ammortamento  dell'impianto,
  di acquisire lo stesso e provvedere all'indizione di una nuova gara
  di   affidamento  del  servizio  certamente  meno   onerosa   della
  precedente». (1227)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per  fornire la risposta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente, con riferimento all'atto di sindacato ispettivo
  dell'onorevole  Bosco, rivolto esclusivamente allo  scrivente,  per
  conoscere   l'intendimento  della  Regione   siciliana   circa   il
  mantenimento dell'impianto di dissalazione di acqua di mare ubicato
  nell'area  di sviluppo industriale di Porto Empedocle in  provincia
  di Agrigento, fornisco i seguenti elementi di risposta.
   A seguito delle ordinanze del Commissario delegato per l'emergenza
  idrica  in Sicilia n. 135 del 2004 e n. 412 del 2005, con contratto
  stipulato  in data 2 dicembre 2005, rep. numero 7540, il Comune  di
  Agrigento  ha  affidato a RTI CTIDA HYDRO srl mandataria  con  sede
  legale a Roma, - SISTET srl mandante, la costruzione e gestione  di
  un  impianto  di  dissalazione da 100 l/s per  l'approvvigionamento
  idrico della città di Agrigento.
   Con  contratto del 20 dicembre 2005 l'Ufficio del Genio Civile  di
  Agrigento ha affidato all'ATI Tecnofin Group spa capogruppo -  SERF
  srl - Edilmeccanica Campione srl - SISTET srl mandanti, i lavori di
  costruzione delle opere civili necessarie all'installazione  di  un
  impianto  di  dissalazione  da 100   l/s  in  Porto  Empedocle  per
  l'approvvigionamento idrico della città di Agrigento.
   Con  contratto  del 14 novembre 2007, il Comune  di  Agrigento  ha
  affidato  all'ATI  Edilmeccanica  Campione  srl  capogruppo  -  IBI
  Idrobioimpianti spa, associate, la gestione e la manutenzione delle
  opere civili per l'installazione ed il funzionamento di un impianto
  di    dissalazione   da   100   l/s   a   Porto   Empedocle,    per
  l'approvvigionamento idrico della città di Agrigento.
   Le somme necessarie alla realizzazione e alla gestione delle opere
  civili,  nonché  alla  fornitura  di  acqua  dissalata  sono  state
  finanziante  dal  Commissario Delegato per  l'Emergenza  idrica  in
  Sicilia con le ordinanze sopra citate.
   Restavano a carico del RTI CTIDA HYDRO srl, poi divenuta NEW CTIDA
  HYDRO  srl con sede in Agrigento Via Imera n. 146 - SISTET srl,  il
  costo  per  la  fornitura e la installazione delle  apparecchiature
  elettromeccaniche necessarie alla realizzazione di un  impianto  di
  dissalazione  da  100 l/s da realizzare nella zona  industriale  di
  Porto  Empedocle per la produzione di acqua potabile in favore  del
  Comune di Agrigento nonché i costi di gestione e manutenzione dello
  stesso impianto.
   L'ammortamento  dei costi sostenuti dal raggruppamento  temporaneo
  di   imprese  per  le  forniture,  le  lavorazioni  e  la  gestione
  dell'impianto  in  argomento, avveniva tramite il  pagamento  delle
  forniture di acqua potabile al soggetto gestore del Sovrambito alle
  tariffe   riportate   nei  contratti  prima  richiamati   fino   al
  raggiungimento del volume di 10 milioni circa di mc di acqua per il
  triennio 2007/2010.
   L'articolo 17 del contratto prevede che la Regione, entro sessanta
  giorni  dalla scadenza contrattuale, può esercitare il  diritto  di
  riscatto   dell'impianto   versando   all'affidatario   la    somma
  complessiva di euro 500.000,00, IVA esclusa.
   Con  nota  n.  8966  del  24 marzo 2010  è  stata  rappresenta  la
  situazione  tecnico-amministrativa dello  stato  della  pratica  in
  oggetto all'assessore per l'energia pro-tempore, per le valutazioni
  competenti  in  ordine  all'esercizio  del  diritto  di  prelazione
  dell'impianto  in  argomento ed al pagamento  della  corrispondente
  somma residua.
   Con  nota n. 2811 del 6 agosto 2010 l'Assessore per l'energia e  i
  servizi  di pubblica utilità ha delegato il Dirigente generale  del
  Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti ad esercitare il  diritto  di
  prelazione  dell'impianto,  dopo il superamento  delle  perplessità
  espresse  da Siciliacque e il reperimento delle necessarie  risorse
  finanziarie; in virtù di ciò, con nota n. 31347 del 10 agosto  2010
  il   Dipartimento   comunicava  alla  Presidenza   della   Regione,
  all'Assessore  regionale  per l'Energia e  i  servizi  di  pubblica
  utilità,  al  Comune  di  Agrigento e al gestore  dell'impianto  il
  proposito della Regione di esercitare il riscatto dell'impianto  in
  argomento.
   La  Giunta  di Governo, con propria deliberazione  n.  340  dell'1
  ottobre  2010,  deliberava  la condivisione  dell'operato  sin  qui
  svolto  dall'Assessorato, in ordine alle iniziative  sull'argomento
  intraprese.
   Il  gestore  ha  provveduto a trasmettere tutta la  documentazione
  richiesta  sulle  opere, le apparecchiature e  le  loro  condizioni
  d'uso per l'esercizio del riscatto.
   Tutto  quanto  sopra  premesso, si ritiene  di  dovere  dotare  la
  Regione  di un impianto di dissalazione di recente costruzione  con
  principio  di  funzionamento ad osmosi inversa,  caratterizzata  da
  bassi  costi  di  gestione  e in gran parte  finanziato  con  fondi
  regionali,  per  fronteggiare le emergenze idriche nell'area  della
  provincia di Agrigento.
   Per  quanto riguarda, infine, l'eventuale indizione di  una  nuova
  gara   per   l'affidamento  del  servizio   di   dissalazione,   il
  Dipartimento sta effettuando le opportune valutazioni.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Bosco  ha   facoltà   di   dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.

   BOSCO. Signor Presidente, Assessore, io intervengo a seguito della
  risposta  dell'assessore  per esprimere la  mia  soddisfazione.  Mi
  ritengo soddisfatto della risposta del Governo e, se ho ben capito,
  perché  c'erano  dei  problemi di audio  in  Aula,  il  Governo  ha
  espresso  la volontà di riscattare, così come citato dal  contratto
  di  stipula, il dissalatore di Porto Empedocle, come da me  chiesto
  con l'interrogazione di qualche tempo fa.
   Devo  dire che il Governo ha fatto una disamina puntuale dell'iter
  del  percorso  del dissalatore di Porto Empedocle, un'opera  che  è
  stata  realizzata  principalmente  con  fondi  regionali  e  che  è
  costata,  per  quanto  riguarda le opere  civili,  all'incirca  sei
  milioni  di  euro  e  ha rappresentato una risorsa  importante  per
  l'emergenza idrica alla quale è condannata da decenni la  città  di
  Agrigento e l'intera provincia. Per questo, io ritengo che un'opera
  che  è  costata tanto e con soldi pubblici può continuare ad essere
  vitale,  soprattutto può fungere da supporto nei periodi  di  crisi
  idrica  per  la città di Agrigento e non solo, ma anche  per  altri
  centri  importanti della provincia, sia da riscattare, a fronte  di
  una  cifra  che, tutto sommato, non è enorme rispetto ai soldi  che
  questa  Regione spende e che - il passato e la storia ci insegna  -
  spesso spende male.
   Quindi  approvo e soprattutto voglio esprimere pieno apprezzamento
  e  soddisfazione  per  la volontà espressa dal  Governo  regionale.
  Pertanto, mi ritengo soddisfatto per una interrogazione alla  quale
  ho  dato  vita  mesi fa e che oggi va a buon fine.  Soprattutto  ad
  esserne  soddisfatta e contenta  ritengo che in questo momento  sia
  la  città  di  Agrigento che sa, con il voto ufficiale del  Governo
  regionale,  che questa opera verrà riscattata, rimarrà  in  vita  e
  sarà  certamente  un supporto alle carenze idriche  alle  quali  la
  città di Agrigento è sempre condannata. Grazie all'Assessore per la
  risposta.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor    Presidente,   intervengo    sulla    risposta
  dell'assessore e sulle considerazioni dell'onorevole  Bosco  perchè
  il  problema  è  stato affrontato in modo parziale  dato  che,  per
  quanto  riguarda  i dissalatori per le città di Agrigento  e  Porto
  Empedocle, non bisogna tenere conto soltanto di quello nuovo che ha
  una  gestione privata, ma soprattutto del vecchio dissalatore  dove
  vi sono diversi lavoratori che negli anni  .

   PRESIDENTE, Onorevole Cimino, non è un dibattito.
   L'interrogazione   si  è  svolta,  il  Governo   ha   risposto   e
  l'interrogante  ha  espresso  la  sua  soddisfazione.  Per   questo
  intervento le darò la parola in coda al dibattito.

   CIMINO.  Signor Presidente, sono rispettosissimo del  Regolamento,
  soltanto  per  dire che su questo argomento bisogna poter  fare  un
  lavoro  completo prendendo in esame sia il dissalatore di Gela  che
  quello di Porto Empedocle.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1383  «Misure  per
  accelerare  la  conversione del polo petrolchimico di  Siracusa  in
  polo energetico», dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   negli  anni passati, soprattutto fra il 1960 e la fine degli  anni
   70,  il  polo  petrolchimico  siracusano  impegnava  oltre  20.000
  lavoratori;

   negli  ultimi  anni,  tutto è cambiato e  nella  zona  industriale
  siracusana  gli addetti impegnati sono ad oggi meno di 10.000,  con
  una espulsione violenta e senza pietà di oltre 10.000 lavoratori;

   considerato che:

   da  circa vent'anni, nonostante tutte le assicurazioni, si procede
  a  rilento verso una riconversione del polo petrolchimico  in  polo
  energetico,  al fine di ridare slancio e vitalità ad  un  sito  che
  diversamente è destinato alla chiusura definitiva;

   ad  oggi, nel sito industriale siracusano è rimasto poco  e  nulla
  delle rappresentanze della chimica di base;

   accertato che:

   le  maggiori realtà imprenditoriali della chimica, presenti ancora
  oggi nella zona industriale siracusana, sono due società del gruppo
  ENI,  la  Polimeri Europa e la Syndial, che tuttavia, insieme,  non
  riescono ad assorbire più di 600 dipendenti;

   anche le aziende impegnate in attività di raffinazione all'interno
  dell'area  industriale, come la Esso italiana e la Isab,  impiegano
  non più 600 dipendenti la prima e circa 1000 la seconda;

   il  maggior  numero di lavoratori del petrolchimico fa  parte  del
  così  detto  'indotto',  il  settore  cioè  delle  piccole  imprese
  appaltatrici;

   visto che:

   il persistere dei ritardi nella conversione del polo petrolchimico
  siracusano in polo energetico rischia di indurre alcuni  dei  pochi
  investitori rimasti ad abbandonare il sito industriale;

   la mancata realizzazione del polo energetico avvierà la fine della
  zona industriale siracusana e di un indotto che oggi impegna 10.000
  dipendenti che andranno incontro al licenziamento e incrementeranno
  la disoccupazione al Sud;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente intervenire al fine di  accelerare  le
  procedure  necessarie per la riconversione del  polo  petrolchimico
  siracusano in polo energetico;

   se non intendano sollecitare il Governo nazionale, responsabile in
  parte  dei  ritardi denunciati, e dare un futuro ecocompatibile  ad
  una  area  che diversamente sarà costretta alla chiusura con  serie
  ripercussioni   sull'occupazione  siciliana  e  di   quella   della
  provincia di Siracusa in particolare». (1383)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per fornire la risposta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Con   riferimento  all'atto  di  sindacato  ispettivo,   presentato
  dall'onorevole  Vinciullo e pervenuto all'Assessorato  in  data  29
  ottobre 2010, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
   L'interrogazione è finalizzata a conoscere le iniziative poste  in
  essere   dalla  Regione  in  merito  alla  conversione   del   polo
  petrolchimico di Siracusa in polo energetico.
   Preliminarmente,  è  opportuno evidenziare che  la  competenza  in
  materia di riconversioni industriali è ascrivibile al Ministero per
  le  attività produttive e, per gli aspetti di competenza regionali,
  all'Assessorato delle attività produttive.
   Prima di entrare nel merito dell'atto ispettivo occorre rammentare
  come  ancora  le strategie nel delicato settore della chimica  sono
  state   fortemente  condizionate,  a  livello  nazionale,   da   un
  progressivo rilascio di attenzione verso il settore; infatti grandi
  colossi  industriali  hanno  nel  tempo  abbandonato  l'Italia  per
  localizzazioni in cui le politiche nazionali si sono dimostrate più
  accoglienti.
   Solo  negli  ultimi anni il Governo nazionale ha riconsiderato  il
  settore come settore strategico, ed ha avviato iniziative destinate
  a riqualificare aree industriali in declino. Infatti, con l'accordo
  di  programma per la qualificazione e la reindustrializzazione  del
  polo petrolchimico di Priolo stipulato in data 21 dicembre 2005 tra
  la  Regione siciliana, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il
  Ministero  delle attività produttive, il Ministero dell'Economia  e
  delle  Finanze e da altri enti e associazioni, il Governo nazionale
  e  la  Regione siciliana si impegnavano a rendere disponibili,  nel
  triennio  2006-2008, agevolazioni finanziarie per  220  milioni  di
  euro  al  fine di assicurare l'attrattività e la competitività  del
  territorio,   la   reindustrializzazione   dell'area   industriale,
  attraverso   interventi  per  il  consolidamento   delle   attività
  produttive  esistenti e per promuovere la nascita di nuove  imprese
  che impegnino le produzioni, le infrastrutture e i servizi.
   Il Governo della Regione siciliana ha manifestato grande interesse
  e,  accogliendo l'invito del Governo nazionale, con delibera n. 422
  del  5  novembre  2010, ha destinato alla chiusura dell'accordo  di
  programma  denominato   Qualificazione e reindustrializzazione  del
  polo  petrolchimico di Priolo  la somma di euro sessanta milioni  a
  valere  sulle risorse liberate necessaria per dare corso  a  quanto
  previsto nel citato accordo di programma.
   Peraltro,  con deliberazione n. 396 del 15 ottobre, era già  stato
  riconfermato  lo  stanziamento  pari  ad  euro  cinquanta   milioni
  relativo    all'accordo   di   programma   sugli   interventi    di
  riqualificazione    ambientali    (bonifiche)    funzionali    alla
  reindustrializzazione ed infrastrutturazione  delle  aree  comprese
  nel sito di interesse nazionale di Priolo.
   In  aggiunta  a  quanto  sopra, sin dal mio insediamento  è  stata
  attivata  una  proficua  interlocuzione con  la  Ionio  Gas  S.r.l.
  (partecipata in modo paritetico da ERG e Shell) al fine di  portare
  a  termine  la  complessa  procedura  di  istruttoria  dell'istanza
  presentata ai sensi dell'articolo 8 della legge  340/2000,  per  la
  costruzione ed esercizio di un terminale di rigassificazione di gas
  naturale  liquefatto,  dell'opera  lineare  connessa  (gasdotto)  e
  dell'adeguamento tecnologico del pontile, opere tutte ubicate nella
  rada di Augusta in territorio del comune di Melilli.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  più
  che   utilizzare   come   prima  ipotesi  quella   di   dichiararmi
  soddisfatto,    utilizzerei   l'altra,   quella   di    dichiararmi
  insoddisfatto.
   Intanto,  Presidente,  e  mi riferisco ancora  una  volta  a  lei,
  Presidente  dell'Assemblea regionale, ci troviamo di fronte  ad  un
  assessore  che  dice  che non è di sua competenza;  però  assessore
  Marino, le vorrei fare notare che, con nota protocollo n. 2156  del
  29  ottobre  2010, il Presidente della Regione ha  delegato  lei  a
  rispondere in Aula. Non è stata una mia richiesta, non è  stata  la
  volontà  del deputato di pretendere da lei una risposta, è  il  suo
  Presidente, non il mio, che le ha chiesto di venire in  Aula  e  di
  rispondere a questa interrogazione che io ho presentato.
   Ho   visto   che   nella  parte  finale  lei   ha   accennato   al
  rigassificatore.
   Mi  sia  consentito  di  dire  che il rigassificatore  è  uno  dei
  problemi dell'area industriale della provincia di Siracusa,  non  è
  il  problema   Ma anche su questo non è possibile  che  la  Regione
  continui  a non dare risposte. Da mesi, autorevoli esponenti  della
  sua  maggioranza,  sui  giornali  -  stiamo  parlando  di  deputati
  regionali  siracusani  -  annunciano che la  settimana  entrante  è
  l'ultimo   giorno   entro  il  quale  lei,  finalmente,   concederà
  l'autorizzazione.
   L'apprendiamo da tre, quattro mesi; però questo ultimo giorno  non
  è  mai arrivato. L'ultimo mese, l'ultima settimana: sembra quasi la
  vicenda dei Moicani che erano gli ultimi a resistere.
   Vorremmo, allora, sapere cosa si voglia fare definitivamente.

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   Nessuno  di  noi  è  potenzialmente, in  partenza,  favorevole  al
  rigassificatore;  però la Regione ha chiesto a questi  investimenti
  una  serie  di  interventi  e, a quanto pare,  i  privati  si  sono
  dichiarati disponibili a fare questi interventi.
   Di  fronte ad una provincia che è ormai ridotta al lastrico  o  la
  Regione dà risposte oppure no.
   Lei  ha  parlato pure di queste disponibilità - 50, 60 milioni  di
  euro - che la Regione avrebbe messo in atto per la riqualificazione
  di  questo accordo firmato nel dicembre del 2005, però li  vorremmo
  vedere. Veda, assessore Marino, lei è nuovo, noi ormai siamo qui di
   antico pelo  e, purtroppo, siamo stati abituati a vedere le  somme
  prima inserite in bilancio e poi sparite.
   Sono  scomparsi, ad esempio, con vergogna estrema del Governo  che
  lei  rappresenta,  i  2 milioni di euro destinati  alle  donne  che
  avevano deciso di non abortire e di mantenere i propri figli;  sono
  scomparsi  i 500 mila euro che erano stati stanziati per  le  donne
  vittime  di  violenza;  sono scomparse le somme  per  gli  oratori;
  stessa cosa per i contributi a favore degli allevatori.
   Siamo abituati, purtroppo, ad avere a che fare con un Governo  che
  in Aula dice una cosa e poi ne fa un'altra. Allora, dal momento che
  lei  ha  solo  sfiorato  il  tema  da  me  proposto,  anche  perché
  all'inizio ha detto  non è competenza del mio assessorato ,  ma  su
  questo, ancora una volta, signor Presidente, ci troviamo di  fronte
  ad  assessori  che,  nonostante abbiano la delega,  dicono  di  non
  essere interessati.
   Credo, allora, che qui il problema non riguarda più il Governo, ma
  riguarda la Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana: voi  non
  state  garantendo  i  deputati; voi non  ci  state  mettendo  nelle
  condizioni di svolgere la nostra attività.
   Signor   Presidente  facente  funzioni,  vi  sono   interrogazioni
  presentate nel settembre del 2008 a cui questo Governo,  o  i  vari
  Governi  che si sono succeduti in questi mesi, non hanno  mai  dato
  risposta.
   E'  chiaro  che  la  tutela  delle prerogative  del  deputato  non
  appartiene  al  Governo, ma al Presidente dell'Assemblea.  Pertanto
  rivolgo  ancora  una volta un appello alla Presidenza  affinché  le
  prerogative istituzionali e parlamentari di chi è stato eletto  dal
  popolo siano riconosciute e rispettate.
   Comunque,   come   avevo   già  detto  all'inizio,   mi   dichiaro
  insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, faremo di tutto per recuperare il
  tempo perduto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1417  Interventi per fronteggiare
  l'emergenza  rifiuti  nel territorio della provincia  di  Palermo ,
  dell'onorevole Caputo.  Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la  conferenza  di  servizi che si è svolta a Carini  (PA)  il  30
  settembre  2010  su  iniziativa del sindaco ha evidenziato  che  la
  questione legata ai rifiuti sta assumendo notevoli dimensioni, tali
  da  costituire un pericolo per l'incolumità, la salute, l'ordine  e
  la sicurezza pubblica;

   la  mancanza di termovalorizzatori e le difficoltà finanziarie dei
  comuni  stanno  determinando  il nascere  di  una  vera  e  propria
  'emergenza rifiuti';

   la  situazione  sembra, altresì, aggravata anche dalle  difficoltà
  finanziarie delle società d'ambito del ciclo integrato dei  rifiuti
  che, a breve, non saranno in grado di assicurare il pagamento delle
  retribuzioni;

   considerato che:

   il  tema  dei  rifiuti può avere risvolti sociali preoccupanti  ed
  allarmanti,  non solo di pericolo igienico-sanitario, ma  anche  di
  ordine  sociale,  perché  sono a rischio sia  gli  stipendi  sia  i
  livelli occupazionali;

   ritenuto necessario l'intervento del Governo al fine di addivenire
  ad  una  definitiva soluzione del problema onde evitare  gravissime
  conseguenze lesive sia per la salute dei cittadini sia in danno dei
  lavoratori,  i  quali,  a causa delle difficoltà  economiche  delle
  società  d'ambito,  rischiano  di  non  vedersi  corrispondere  gli
  stipendi o addirittura la perdita del posto di lavoro;

   per sapere:

   quali provvedimenti intendano adottare per evitare l'insorgere  di
  pericoli igienico-sanitari e per l'ordine e la sicurezza;

   i  tempi ed i modi attraverso cui intendano adottare gli opportuni
  provvedimenti  per  la  realizzazione degli impianti  necessari  in
  materia di rifiuti in generale.» (1417)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MARINO,  assessore  per  l'energia e per  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'emergenza rifiuti
  nel  territorio  della provincia di Palermo è un  segmento  di  una
  realtà più generale, che coinvolge tutto il territorio regionale  e
  che  si  può imputare prevalentemente alle difficoltà di  carattere
  economico-finanziario  che  stanno  attraversando   indistintamente
  tutte  le 27 Società d'Ambito che hanno gestito il  ciclo integrato
  dei rifiuti  nelle nove province della nostra Regione.
   L'origine di tale dissesto finanziario è da imputare ad una  serie
  di  fattori  che  hanno  concorso al  risultato,  che  oggi  stiamo
  riconducendo  ad  una  governance centrale in  seguito  alla  legge
  regionale   9   dell'8   aprile   2010,   approvata   all'unanimità
  dall'Assemblea   regionale   siciliana,   che   ha    profondamente
  rivoluzionato  l'approccio  in materia di  gestione  integrata  dei
  rifiuti.
   Lo  scenario  ben  noto alla popolazione siciliana  e  di  cui  il
  Parlamento    siciliano   si   è   fatto   interprete    attraverso
  l'approvazione della legge di riordino già menzionata, è stato  ben
  descritto  nella  relazione finale della  Commissione  parlamentare
  d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei  rifiuti,
  il  cosiddetto  Rapporto Pecorella' presentato dal Presidente della
  medesima commissione all'inizio di quest'anno a Palermo.
   Come tutte le grandi riforme, anche quella che segue l'entrata  in
  vigore  della legge regionale 9/2010, necessita di un grosso sforzo
  di accompagnamento da parte dell'Amministrazione regionale ma anche
  di  una  profonda rivoluzione culturale da parte di  coloro  che  a
  vario titolo devono mettere in atto le azioni conseguenti.
   In  questo senso l'Assessorato, che mi onoro di rappresentare, sta
  mettendo  in  atto  uno sforzo davvero imponente per  supportare  e
  assistere ogni momento del passaggio dal vecchio al nuovo  sistema.
  Con  tali  obiettivi  l'Assessorato  ha  emanato  cinque  circolari
  attuative.
   La  prima,  del  29  ottobre  2010, ha regolamentato  l'intervento
  finanziario  della Regione siciliana in presenza di  situazioni  di
  crisi  nello  svolgimento del servizio integrato  di  gestione  dei
  rifiuti,  intervento consolidato al 31 dicembre  2010  per  effetto
  dell'articolo  2  della legge regionale 1 del 7  gennaio  2011  che
  stabilisce,  altresì, le modalità di rientro da parte dei  soggetti
  beneficiari.
   La  seconda, del 16 dicembre 2010, fornisce ai sensi dell'articolo
  19  della  legge regionale 9 del 2010, le linee guida  per  l'avvio
  della  norma  di  cui  sopra  e per la liquidazione  delle  vecchie
  società d'ambito.
   La terza, del 17 dicembre 2010, definisce le linee d'intervento in
  favore  dei  comuni per il ripianamento del debito  accumulato  dai
  comuni con il  Piano di rientro'.
   La  quarta,  del  marzo  scorso,  è relativa  alle  procedure  per
  l'acquisizione di beni e servizi.
   Con  l'ultima,  dei  primi  di  aprile,  sono  state  chiarite  le
  competenze  attribuite alle province regionali.  A  tal  fine  sono
  stati approvati con proprio decreto gli schemi di Statuto e di atto
  costitutivo per la creazione delle Società che si occuperanno della
  gestione dei rifiuti in Sicilia in sostituzione dei vecchi Consorzi
  o società d'ambito.
   Entro  60  giorni  i comuni e le province, ricompresi  in  ciascun
  Ambito  territoriale ottimale, dovranno approvare in  consiglio  lo
  Statuto e l'atto costitutivo nonché l'adesione, che è obbligatoria,
  alla  società consortile di capitali; nei successivi 45  giorni  si
  dovranno formalmente costituire le nuove società.
   E'  ovvio che il ciclo integrato dei rifiuti, la cui gestione sarà
  in prossimo futuro nelle mani delle costituende società SRR su base
  provinciale,  dovrà  tenere conto delle  previsioni  contenute  nel
  Piano  regionale dei rifiuti, ad oggi in fase di definizione  e  di
  cui  sono  in corso le interlocuzioni con il Dipartimento nazionale
  della Protezione civile.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CAPUTO. Signor Presidente, ringrazio l'assessore per la tempestiva
  risposta ad una interrogazione estremamente delicata.
   E'   indubbio  che  il  problema  dei  rifiuti  oggi,   nonostante
  l'approvazione  della  legge da parte di questo  Parlamento,  si  è
  aggravato.  Una situazione che ha messo in ginocchio  i  comuni  e,
  nonostante  la  liquidazione  della  maggior  parte  delle  società
  siciliane,  continuano ad esistere e ad aggravarsi i  problemi  per
  quanto riguarda il settore dei rifiuti.
   Io prendo atto della risposta che è stata esaustiva, assessore.
   La  ringrazio  sempre  per la sua attenzione,  però  la  prego  di
  vigilare  perché  i  problemi,  e  lei  sa  quali  sono  perché  ha
  presenziato   ad   incontri  importanti  con  gli   amministratori,
  continuano  a creare una situazione veramente delicata e drammatica
  che  sta  mettendo  in  ginocchio le  amministrazioni  in  Sicilia.
  Pertanto, la invito a vigilare così come sta facendo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1494  «Iniziative
  per  contenere l'aumento delle tariffe di conferimento dei  rifiuti
  nella città di Catania», dell'onorevole Falcone. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che il comune di Catania, per
  effetto del provvedimento di pianificazione dei flussi dei rifiuti,
  emesso  dalla  provincia regionale di Catania, ai  sensi  dell'art.
  197,  comma  1, d.lgs. 152/2006, utilizza l'impianto  di  discarica
  ubicato in c/da Grotte San Giorgio;

   considerato  che  con  DDG  n. 457 del  13  luglio  2010  è  stata
  approvata la tariffa del nuovo impianto di smaltimento dei  rifiuti
  solidi urbani, approvato con autorizzazione regionale giusta DRS n.
  209 del 12.03.2009;

   preso  atto che la tariffa di conferimento è stata stabilita,  per
  tonnellata  conferita, nella cifra di euro  76,20,  alla  quale  va
  aggiunta la voce relativa al pretrattamento di trito vagliatura  di
  euro  8,54,  più IVA e tributo per legge, sicuramente  maggiore  di
  quella precedente che si fermava ad euro 53,46, oltre IVA e tributo
  speciale;

   atteso  che  detto  aumento comporta il  maggiore  esborso,  nello
  specifico, per il comune di Catania di circa 4.700.000,00 annui, ma
  in  generale  l'aumento  riguarda indistintamente  tutti  i  comuni
  siciliani,  il  cui  costo,  in  ultimo,  rischia  di  gravare  sui
  cittadini;

   tenuto  conto che, malgrado la politica virtuosa posta  in  essere
  dall'amministrazione per uscire dal 'buio finanziario',  il  comune
  di  Catania versa in una delicata condizione finanziaria,  per  cui
  una  spesa  simile metterebbe a repentaglio il raggiunto equilibrio
  dei  conti  col conseguente aumento della pressione tributaria  sui
  cittadini;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza  di quanto esposto  e  se  non  ritengano
  opportuno attivare tutte le necessarie iniziative tese non soltanto
  a  garantire  una  corretta pianificazione  dello  smaltimento  dei
  rifiuti  solidi  urbani,  ma  anche il contenimento  dei  costi  di
  gestione da parte dei titolari di impianti di discarica, atteso che
  il tributo grava interamente sui cittadini;

   in caso di intervento, quali siano le iniziative che saranno poste
  in  essere ed eventualmente quale coinvolgimento sarà assicurato al
  comune  di  Catania e più in generale agli enti locali  siciliani».
  (1494)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MARINO, assessore  per l'energia e i  servizi di pubblica utilità.
  Signor   Presidente,   onorevoli   deputati,   l'interrogazione   è
  finalizzata a conoscere le iniziative poste in essere dalla Regione
  in  merito  alla  corretta  pianificazione  dello  smaltimento  dei
  rifiuti solidi urbani nella provincia di Catania e quelle poste  in
  essere  per  il  contenimento dei costi di gestione  da  parte  dei
  titolari  di  impianti  di discarica, nella considerazione  che  il
  costo  dello  smaltimento  grava  interamente  sui  cittadini.  Nel
  territorio  della provincia di Catania su 5 ATO,  quattro  sono  in
  regime di TARSU ed uno (Simeto Ambiente CT3) in regime di TIA.

              Riassume la Presidenza il Presidente Cascio

   Dai  dati in possesso del Dipartimento regionale per l'Acqua  e  i
  Rifiuti  emerge che il costo del servizio di raccolta e smaltimento
  rifiuti ammonta complessivamente a 153 milioni di euro, quello pro-
  capite oscilla dagli 87,90 euro per abitante del comprensorio CT  5
  (Caltagirone)  a 188,52 euro per abitante di Catania città,  mentre
  la  produzione pro-capite di rifiuti è pari a 574 Kg., dato che  fa
  attestare la Provincia di Catania la prima in termini di produzione
  di rifiuti.
   L'ammontare complessivo di 609.419 tonnellate di rifiuti  prodotti
  in  un  anno  dall'intero  territorio provinciale,  sono  conferite
  attualmente   presso  le  due  discariche  esistenti  di  Motta  S.
  Anastasia  contrada  Tiritì (OIKOS S.p.A) e di Grotte  San  Giorgio
  (Sicula Trasporti).
   Entrambe  le  discariche hanno un provvedimento di  autorizzazione
  integrata    ambientale   rilasciato   dall'Assessorato   regionale
  Territorio  e Ambiente ai sensi del decreto legislativo 59/2005  in
  recepimento   della   Direttiva  96/61/CE  in   materia   di   IPPC
  (Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).
   All'interno  del suddetto provvedimento viene approvato  il  piano
  finanziario della discarica relativo alle voci che concorrono  alla
  definizione della tariffa di conferimento dei rifiuti.
   Ai  sensi del decreto legislativo 36/2003, articolo 17, i titolari
  delle autorizzazioni gestori della discarica sono tenuti a redigere
  il  piano di adeguamento che prevede il rinnovo dell'autorizzazione
  alla  prosecuzione dell'attività solo a condizione che: a)  vengano
  definiti  i lavori di adeguamento; b) vengano stabilite le modalità
  di  esecuzione dei lavori; c) venga individuato il termine  per  la
  conclusione dei lavori; d) venga riclassificata la discarica.
   Tutto ciò comporta per ogni discarica: 1) la realizzazione di  una
  barriera    di   impermeabilizzazione   costituita   da   materiale
  compattato;  2)  la  realizzazione di  un  sistema  artificiale  di
  impermeabilizzazione;  3)  la  realizzazione  di  un   sistema   di
  drenaggio  e  raccolta  del percolato; 4) la  realizzazione  di  un
  sistema  di  drenaggio  e  scarico delle acque  meteoriche;  5)  la
  realizzazione  di  un  sistema  di  recupero  energetico;   6)   la
  realizzazione di una barriera  di copertura e la definizione di  un
  programma di recupero ambientale finale.
   Stante quanto premesso, al fine di adeguarsi alle norme europee  i
  gestori  delle  discariche hanno dovuto  effettuare  una  serie  di
  interventi  di  natura  tecnica  che  inevitabilmente   si   stanno
  ripercuotendo sull'entità della tariffa.
   Infatti  il  piano finanziario, che i gestori hanno  l'obbligo  di
  adeguare,  è  la garanzia che la tariffa copra realmente  i  costi,
  inclusi  quelli relativi alla fase di post-chiusura  e  quindi:  a)
  costi   relativi  a  spese  di  investimento  per  la   costruzione
  dell'impianto,   compresi  oneri  finanziari   e   costi   per   la
  realizzazione  di  mitigazione ambientale; b)  spese  per  gestione
  operativa, comprese quelle relative al personale e ai mezzi d'opera
  utilizzati; c) spese generali e tecniche; d) spese previste per  la
  ricomposizione ambientale e la gestione del periodo successivo alla
  chiusura.
   La discarica a servizio del Comune di Catania, ubicata in contrada
  Grotte   San  Giorgio,  in  possesso  di  autorizzazione  integrata
  ambientale,  ha  un  primo  Piano  finanziario  approvato  con  DRS
  (Dirigente Responsabile Servizio) n. 249 del 27 marzo 2009 in forza
  del quale la tariffa è stata fissata in euro 53,46.
   Il   piano  finanziario  è  stato  riformulato  in  seguito   agli
  adeguamenti  che  il gestore ha dovuto effettuare  in  ottemperanza
  alle  prescrizioni contenute nella direttiva comunitaria  96/61/CE.
  Da  ciò discende l'approvazione, con DDG n. 457 del 13 luglio 2010,
  della  tariffa  del nuovo impianto di smaltimento  dei  rifiuti  di
  Grotte  San Giorgio, che ammonta a 76,20 euro + 8,64 euro per  pre-
  trattamento di tritovagliatura.
   Fatte  queste premesse, questo Assessorato, al fine di mettere  in
  atto  una  politica  di contenimento dei costi  di  gestione  delle
  discariche,  e  al contempo analizzare e comparare  i  tributi  che
  attualmente gravano in maniera disomogenea sui cittadini delle nove
  province  regionali,  ha istituito l'Unità  Operativa  -  Politiche
  Tariffarie   e  Verifica  dei  costi  -  presso  l'Ispettorato   ed
  Osservatorio  Regionale  dei  Rifiuti  del  Dipartimento  Acque   e
  Rifiuti.
   L'unità  operativa ha il compito di : a) definire i  parametri  di
  ammissibilità e valutazione delle tariffe; b) definire  gli  indici
  di  produttività per la valutazione economica dei servizi resi  dai
  soggetti  gestori delle discariche; c) effettuare una  comparazione
  fra  i  diversi  piani finanziari delle discariche  e  le  relative
  tariffe  che  gravano sui cittadini; d) introdurre i correttivi  in
  modo  da  uniformare, per quanto possibile, il tributo in discarica
  che grava sugli utenti finali.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Falcone   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   FALCONE.  Signor  Presidente, purtroppo non riesco  a  dichiararmi
  soddisfatto  della risposta alla mia interrogazione che l'onorevole
  Vicepresidente  della  Regione  ha  voluto  dare  stasera  all'Aula
  perché,  nonostante  l'analisi chiara, molto attinente,  svolta  in
  maniera  compiuta  dal  Vicepresidente  della  Regione  Marino,  in
  effetti ancora la Sicilia sconta la mancata pianificazione concreta
  e  la concreta attuazione di quella norma che, l'anno scorso, sulla
  riforma del sistema dei rifiuti in Sicilia doveva rappresentare  la
  panacea sia al problema ambientale sia al problema del contenimento
  dei  costi,  cioè  un  servizio  più economico  e  altrettanto  più
  efficiente.
   Purtroppo,  oggi, abbiamo detto che dovevamo eliminare  tutto  ciò
  che  poteva  rappresentare una innovazione, tutto  ciò  che  poteva
  rappresentare  una  misura  alternativa agli  attuali  impianti  di
  discarica. Invece oggi ci ritroviamo, a distanza di tre anni, fermi
  ad una pianificazione che, purtroppo, stenta a partire.
   In  questo  senso, anche i cittadini ne pagano le  conseguenze;  i
  cittadini,  come quelli del comune di Catania, che  devono  vedersi
  aumentato  il tributo - che graverà per 4 milioni e 700  mila  euro
  soltanto  per  la città di Catania - per il conferimento  del  mero
  rifiuto. Cosa significa questo?
   Significa, tra l'altro, che a Catania viene assegnato un costo,  a
  Siracusa  o  a Palermo può essere assegnato qualunque altro  costo.
  Questo  anche  quando  parliamo dei gestori privati  e,  purtroppo,
  molte discariche oggi in Sicilia sono in mano ai gestori privati.
   Quindi, è il sistema che non è stato assolutamente riformato.
   Invito,  pertanto,  il  Governo a trovare  una  soluzione  al  più
  presto.  Abbiamo  fatto  delle  battaglie  mettendo  alla  berlina,
  stigmatizzando  determinati sistemi di smaltimento  dei  rifiuti  e
  siamo  rimasti fermi a 20 anni fa, ai famosi articoli 12 e  13  che
  vedono  ancora  sotterrare  il  rifiuto  solido  urbano  in  alcuni
  appezzamenti di terreni, considerati discariche. Ciò, naturalmente,
  fa lievitare i costi che, poi, alla fine si riversano a cascata sui
  cittadini.
   A  nome del PDL chiedo un impegno forte e costante, ma soprattutto
  immediato,  perché  finalmente possa essere  data  attuazione  alla
  legge  di riforma del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti
  per evitare che ci sia una nuova Napoli in Sicilia.

   PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 98
  «Iniziative  urgenti a tutela delle coste siciliane  a  seguito  di
  ventilate  attività  di trivellazione petrolifera»,  dell'onorevole
  Fiorenza. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  British  petrolium (di seguito Bp) ha intenzione di effettuare
  una serie di trivellazioni esplorative presso il golfo della Sirte,
  sito  a circa 150 chilometri dalla costa libica, e, fatto rilevante
  per  la  regione,  a  circa 610 chilometri dalle coste  meridionali
  della Regione;

   le  predette trivellazioni dovrebbero essere profonde circa  5.700
  piedi, ovvero 213 metri in più rispetto alle trivellazioni dalla Bp
  già operate presso il golfo del Messico, ove sono ampiamente noti i
  danni  ambientali prodotti negli scorsi mesi a causa  del  disastro
  ecologico causato dalle medesime trivellazioni;

   il  7  luglio 2010, la Commissione europea, tramite il Commissario
  responsabile per l'energia, in occasione della seduta plenaria  del
  Parlamento  europeo, ha invitato alla massima  cautela  per  quanto
  riguarda  le  nuove  trivellazioni  nel  Mar  Mediterraneo  ed   ha
  suggerito  il  blocco  dei  nuovi permessi  di  trivellazione,  che
  dovrebbero  essere subordinati a condizioni e parametri più  severi
  in considerazione di quanto accaduto nel golfo del Messico;

   numerosi  organi  di  stampa hanno rilevato i  pericoli  che  tali
  attività  potrebbero creare nell'ecosistema del  Mar  Mediterraneo,
  tra i tanti il Financial Times che, in un recentissimo articolo, ha
  indicato  come  '(...)  è  particolarmente  critica  l'attività  di
  trivellazione   che   la  Bp  ha  intenzione  di   effettuare   nel
  Mediterraneo  perché si dovrebbe effettuare a grandi  profondità  e
  questo è un elemento di ulteriore insicurezza in caso di incidente.
  Se  quello che sta accadendo in Messico accadesse nel Mediterraneo,
  un  mare  chiuso e con un ricambio lentissimo, sarebbe una sciagura
  senza eguali. L'Italia, per la posizione geografica e politica  che
  ha  nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in
  un'azione  internazionale  di  tutela  del  Mediterraneo   e   fare
  pressione  presso  il  governo  libico  per  fermare  questa  nuova
  trivellazione';

   gli  stessi  organi di stampa da tempo indicano come  anche  altre
  compagnie  petrolifere  sarebbero intenzionate  ad  iniziare  delle
  attività di trivellazione nelle medesime coste;

   rilevato che:

   il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
  ha  intenzione di riformare il testo unico ambientale  in  tema  di
  divieto  di  ricerca e perforazione nelle aree marine non  distanti
  dalla costa oltre le 12 miglia marine;

   il  Governo  libico  ha  concluso con la  Bp  un  accordo  per  un
  investimento  di  circa 900 milioni di dollari in  cambio  di  tali
  attività  esplorative e della produzione di petrolio e gas naturale
  lungo le coste del golfo della Sirte;

   il Governo italiano e il Governo libico hanno siglato il 30 agosto
  2008 un accordo internazionale di amicizia e partenariato (noto con
  il  nome  di  Trattato di Bengasi) in tema non solo di immigrazione
  clandestina, ma anche per quanto riguarda la cooperazione economica
  ed energetica tra Stato libico e regioni;

   per conoscere se:

   abbia  ricevuto  informazioni da parte del  Governo  nazionale  in
  merito  alle  suddette trivellazioni e, in ogni caso, quali  misure
  intenda intraprendere a tutela delle coste della Regione;

   a norma dell'articolo 21, comma terzo, dello Statuto della Regione
  siciliana,  abbia intenzione di sollecitare e/o partecipare  ad  un
  Consiglio dei Ministri che abbia tale tema all'ordine del  giorno».
  (98)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per fornire la risposta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor   Presidente,  onorevoli  deputati,  l'atto   di   sindacato
  ispettivo  presentato dall'onorevole interpellante mira a conoscere
  se  sono  pervenute da parte del Governo nazionale informazioni  in
  merito   alle  ventilate  trivellazioni  da  parte  della   British
  Petrolium  (Bp)  al  largo  delle  coste  siciliane,  nonché  quali
  iniziative il Governo della Regione intenda intraprendere  al  fine
  di tutelare le coste  della regione.
   Preliminarmente, occorre sottolineare che la procedura in  materia
  di  rilascio di concessioni per la ricerca di idrocarburi  in  mare
  (off-shore)  è  di  competenza  del  Ministero  e  per  quanto   di
  competenza  della  Regione  siciliana  (VIA-VAS)  del  Dipartimento
  regionale dell'Ambiente.
   A  tal uopo, ho richiesto informazioni all'Assessore regionale per
  il  territorio  e l'ambiente che, con nota prot. n. 827/Gab  del  2
  marzo 2011, ha precisato che, in merito all'avvio delle attività di
  trivellazione per la ricerca di idrocarburi da parte della  British
  Petrolium  nel Golfo della Sirte a 610 km dalle coste  siciliane  e
  150 km da quelle libiche, il Dipartimento regionale dell'ambiente e
  nello specifico il servizio 1/V.A.S. - V.I.A. - Opere connesse alle
  attività estrattive, con nota prot. n. 282 del 22 febbraio 2011  ha
  rappresentato   di  non  avere  contezza,  ad   oggi,   di   alcuna
  comunicazione  da  parte  del  Governo  nazionale  in  merito  alle
  tematiche oggetto dell'interrogazione.
   Relativamente  al  quesito posto dall'onorevole  interpellante  in
  merito  all'adozione di misure a tutela delle coste  siciliane,  il
  Governo della Regione, con deliberazioni n. 263 del 14 luglio  2010
  e  n.  4  del  3  febbraio 2011,  ha espresso una  chiara  e  netta
  contrarietà  al rilascio dei permessi di ricerca di idrocarburi  su
  piattaforme    off-shore  al  largo  delle  coste   della   Regione
  siciliana,  ai sensi della legge 21 luglio 1967, n.  613,  in  atto
  presentati  al  Ministero dello Sviluppo Economico e  di  eventuali
  altre richieste future .
   Stante  la  dimostrata sensibilità di questo Governo regionale,  è
  evidente  l'attenzione che lo stesso esercita sulle iniziative  del
  Governo  nazionale,  anche se l'attuale  condizione  di  crisi  che
  attraversa  lo  Stato della Libia, unitamente ai Paesi  dell'intera
  area  del  Nord  Africa, fanno propendere per  uno  spostamento  in
  avanti  nel tempo dei possibili investimenti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Fiorenza   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   FIORENZA.  Signor  Presidente, assessore, onorevoli  colleghi,  mi
  dichiaro  soddisfatto della risposta dell'assessore anche  se  devo
  precisare  che,  proprio  perché le dinamiche  non  riguardano  gli
  assessorati competenti della Regione siciliana ma riguardano invece
  i  Ministeri  competenti in ambito nazionale, stare  a  guardare  e
  vigilare su ciò che sta accadendo, caro Assessore, è nell'interesse
  dell'intera Regione e dei Siciliani.
   Immaginare  che  la British Petrolium stia trivellando  nel  Golfo
  della Sirte a una profondità di circa 300 piedi maggiore rispetto a
  quella che era la profondità nel Golfo del Messico, sicuramente non
  fa  stare  sereni  tutti  gli abitanti che si  affacciano  sul  Mar
  Mediterraneo e, in particolar modo, i siciliani.
   Allora, una attenzione maggiore a questo problema.
   Il  Governo  regionale  ha già adottato,  nel  giugno  scorso,  un
  provvedimento  di  diniego, ma occorre una attenzione  maggiore  da
  parte del Governo su queste tematiche, proprio perché sappiamo  che
  non  esiste  un  buon  dialogo tra il Governo  regionale  e  quello
  nazionale e, soprattutto, il fatto che dai nostri Uffici non  passa
  alcuna  autorizzazione,  è un elemento di maggior  allarme  che  il
  Parlamento siciliano vi offre.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Discussione della mozione numero 254 «Iniziative per la riapertura
                          totale e/o parziale
       ai voli civili dello scalo aeroportuale di Trapani-Birgi»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
   Discussione della mozione numero 254 «Iniziative per la riapertura
  totale  e/o  parziale  ai voli civili dello scalo  aeroportuale  di
  Trapani-Birgi» ,   degli  onorevoli  Oddo,   Cracolici,   Apprendi,
  Donegani,  Marinello,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Faraone,  Ferrara,   Galvagno,
  Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo,
  Raia, Rinaldi, Speziale, Termine.
   Ne do lettura:

                   «L' Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'Italia  sta partecipando alla missione internazionale  nata  per
  dare  seguito alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza  dell'ONU
  n.  1973  che  autorizza la 'No fly zone' sulla Libia  e  ulteriori
  misure per proteggere la popolazione civile;

   tale  coinvolgimento ha causato la chiusura totale ai voli  civili
  dell'aeroporto di Trapani Birgi e lo spostamento di  tale  traffico
  all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, arrecando vero disagio
  a migliaia di passeggeri;

   l'aeroporto V. Florio di Trapani ha visto accrescere negli  ultimi
  anni  in  modo esponenziale il numero dei passeggeri, registrandone
  nel 2010 più di 2 milioni;

   grazie  anche  alla posizione strategica, lo scalo è diventato  un
  volano  non solo per l'economia della provincia di Trapani, ma  per
  tutta la Sicilia;

   ad  oggi erano operativi ben 13 voli per destinazioni italiane  ed
  estere  ed  era programmato per le prossime settimana un  ulteriore
  aumento di queste linee;

   tale  chiusura  sta causando uno stato di incertezza occupazionale
  in  seno alle centinaia di lavoratori dello scalo aeroportuale  fra
  servizi diretti e dell'indotto;

   già  in  questi  giorni si stanno verificando  delle  disdette  di
  prenotazioni alberghiere in seno a diverse strutture ricettive  del
  trapanese a causa della chiusura dell'aeroporto ai voli civili;

   l'economia  trapanese,  in particolare,  si  era  orientata  negli
  ultimi  anni verso lo sviluppo di servizi al turismo con la nascita
  di  centinaia  di strutture ricettive e di altri servizi  correlati
  alla fruizione turistica;

   detta chiusura purtroppo non ha un termine certo e definito  ed  è
  legata    all'evolversi   della   situazione    internazionale    e
  all'intervento  militare  in Libia delle  forze  italiane  e  della
  coalizione,

                  impegna il Presidente della Regione

   a porre in essere, presso il Governo nazionale, tutte le possibili
  iniziative per chiedere la riapertura totale e/o parziale  ai  voli
  civili  dello  scalo  aeroportuale di Trapani Birgi,  spostando  il
  baricentro delle operazioni verso lo scalo militare di Sigonella  o
  di  Comiso  dove  potrebbero, auspicabilmente,  essere  allocati  i
  velivoli delle forze italiane e della coalizione». (254)

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per illustrare la mozione.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  penso  che
  tutti  i  colleghi  sanno e il Governo sa che da tre  giorni  circa
  l'operatività dell'aeroporto di Birgi è all'80 per cento.
   Da   una  chiusura  totale  siamo  passati  all'80  per  cento  di
  operatività.  Non  è,  ovviamente,  il  massimo  poiché  si   stava
  addirittura  parlando  di una espansione del numero  delle  tratte,
  delle  rotte ma, per quello che abbiamo vissuto rispetto alla crisi
  libica  e  alla  risoluzione del Consiglio di  Sicurezza  dell'ONU,
  obiettivamente   e   ragionevolmente  abbiamo  cercato   tutti   di
  adoperarci  per potere, comunque, recuperare la reale  perdita  sia
  della  società  che gestisce i servizi a terra, sia  della  società
  Ryanair  e  sia di quanti volavano su Birgi e intendono  volare  su
  Birgi.
   La questione più delicata non è legata tanto ora al raggiungimento
  del  cento  per  cento di operatività, ma a fare tesoro  di  questa
  esperienza,  a  fare tesoro di quanto accaduto e  segnalare  alcune
  questioni che, evidentemente, hanno un po' meravigliato tutti noi.
   Le  autorità militari non erano del tutto a conoscenza  che  buona
  parte  di  quell'aeroporto è stata realizzata con fondi di   Agenda
  2000', cioè l'aerostazione, compreso il piazzale confinante con  la
  pista  di decollo e atterraggio, è stata realizzata anche con fondi
  POR; in più, è chiaro che ci ha meravigliato il fatto che non erano
  bene  documentati perché, da questo punto di vista,  lì,  come  voi
  sapete, quell'aeroporto è nato come aeroporto  militare. Poi, si  è
  evoluta   la  questione  con  un  utilizzo  civile  e  i   colleghi
  sicuramente avranno letto che siamo arrivati nel 2010 a  circa  due
  milioni  di  passeggeri. Ciò significa che si potrebbe parlare  del
  sistema aeroportuale della Sicilia occidentale, sapendo che  quello
  che decolla e atterra a Birgi potrebbe contribuire a fare sì che la
  nostra  Isola,  anche  da questo punto di vista,  per  le  presenze
  turistiche  che  sono  state registrate e, quindi,  con  una  buona
  percentuale di crescita, realizzi un'economia di scala in grado  di
  poterci  dare,  anche da questo punto di vista, la  possibilità  di
  crescere complessivamente.
   Da   tempo  insistiamo  sul  sistema  aeroportuale  della  Sicilia
  occidentale,   i   due  grandi  poli,  l'oriente   e   l'occidente,
  organizzati  con  due piste a distanza di circa un'ora  dall'altra.
  Sto  parlando, evidentemente, di collegamento stradale, soprattutto
  autostradale.
   La   seconda   questione   che  ci  ha   meravigliato   moltissimo
  nell'incontro con le autorità militari è sapere, signor  Presidente
  e  signori  Assessori, che c'è una seconda pista, più corta  e  più
  stretta,  che  un  tempo si pensò di completare a Birgi;  cosa  poi
  rimasta  semplicemente  un  buon approfondimento,  ma  senza  alcun
  intervento.
   Questa  esperienza dovrebbe insegnarci, visto che non mi pare  che
  ci  sia  serenità a sud della Sicilia e nel Maghreb, non  solo  nel
  Maghreb  ma  nel  nord  Africa,  c'è molto  fermento:  ogni  giorno
  leggiamo  di una rivolta nei confronti dei dittatori o dei  governi
  in  carica  (anche se  governo , per la verità, sembra  un  termine
  troppo  generoso).  Rispetto a questo sarebbe opportuno  finalmente
  pensare ad un futuro per quell'aeroporto, insomma completare quella
  seconda  pista che già, ripeto, c'è, è più stretta e più  corta,  è
  dentro la base militare del 37  stormo di Birgi.

   Ovviamente, sarebbe consigliabile per tutti noi, e soprattutto per
  il  Governo  a  cui  mi rivolgo anche con lo specifico  emendamento
  presentato alla mozione, fare in modo di inserire, quando dico fare
  in  modo, proprio la parte dove si dice  a fare inserire  significa
  che  è  ovvio che ci vuole un confronto tra Ministero della Difesa,
  Stato Maggiore, autorità militari, in grado di affrontare realmente
  prima  uno  studio  di fattibilità e poi capire  se  veramente  può
  nascere  una seconda pista che, per giunta, nascerebbe in parallelo
  a  quella che si utilizza e, con un potenziamento degli apparati  e
  decidendo  come operare come torre di controllo, potrebbe veramente
  significare uno sviluppo serio in prospettiva di tutta questa parte
  della Sicilia che, sinceramente, non mi pare cosa di poco conto.
   Quindi, indichiamo, anche per quanto concerne la parte emendativa,
  la  possibilità  di utilizzare i fondi POR 2007-2013,  come  già  è
  stato  fatto  per l'aerostazione, per altri spazi, per parcheggi  e
  così  via. Siamo nella fase in cui si sta rimodulando il POR  2007-
  2013,  a parte i ritardi che abbiamo registrato; rispetto a  questo
  si  potrebbe comunque - programma operativo, fondi regionali e FESR
  -  individuare  una linea di intervento in grado  di  cominciare  a
  pensare  al futuro. E si pensa al futuro con possibilità  reale  di
  espansione  ulteriore per quanto concerne la scelta di vettori  che
  fanno  richiesta  di poter operare su Birgi e,  quindi,  di  potere
  decollare e atterrare.
   Certo,  nessuno vuol rendere semplice la questione ma, come  tutte
  le   questioni  che  riguardano  le  infrastrutture  nella   realtà
  siciliana, mi pare evidente che, in questo momento, Assessori,  non
  si  tratti solo di discuterne ma anche di prendere spunto da questa
  mozione  -  che speriamo e chiediamo l'Aula approvi - per  fare  in
  modo  di  iniziare una seria riflessione e cominciare  realmente  a
  pensare  di espanderci anche da questo punto di vista. Poi,  ognuno
  di noi ha la sua visione.
   Noi  vediamo la Sicilia con una rete portuale - lasciamo stare  il
  livello,  se  medio,  se  piccolo, se  grande,  lasciamo  stare  le
  definizioni puramente tecniche - attrezzata in maniera intelligente
  e,  dall'altro lato, pensiamo alle due grosse realtà,  orientale  e
  occidentale,  organizzate  anche con sistemi  integrati  a  livello
  aeroportuale e, quindi, con un venirsi incontro -  wind  and  wind'
  dicono  gli americani - fare in modo che Palermo e l'estrema  punta
  della  Sicilia occidentale, che è Trapani con l'aeroporto di Birgi,
  possano realmente rappresentare qualcosa di serio e attrarre sempre
  più, pure rispetto al low cost e non solo al low cost, vettori  che
  scelgano come base operativa i nostri aeroporti.
   Questa  non mi pare una cosa di poco conto, non credo che  sia  il
   libro  dei  sogni   e, comunque, se pure è  il  libro  dei  sogni,
  qualche  rigo scriviamolo perché su questo fronte la Sicilia  possa
  crescere  e  possa,  perché  no,  diventare  dal  punto  di   vista
  turistico, e non solo, ma anche sotto il profilo dei voli low cost,
  qualcosa di serio, invece di guardare solo chi si è già organizzato
  e continua a pensare ad organizzarsi ancora meglio.
   Lo spirito non è solo di recriminare per ciò che è accaduto, per i
  fatti  gravi  della  Libia e per la risoluzione  del  Consiglio  di
  sicurezza  dell'ONU,  ma  è quello di fare esperienza,  pensare  al
  nostro futuro, puntare alla seconda pista, guardare a quella realtà
  come  una  realtà in grande espansione che sta dando risultati  dal
  punto  di  vista economico. E' vero che le disdette  turistiche  si
  sono  registrate  in tutta la Sicilia, ma guardate  che  in  quella
  parte dell'isola i danni sono stati abbastanza elevati. Rispetto  a
  questo  dovremmo prendere tutto ciò come momento di  riflessione  e
  fare  in  modo  di  investire  e, possibilmente,  una  buona  volta
  svincolare il civile dal militare in quella realtà.

   SCILLA. Dichiaro di apporre la firma alla mozione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Signor  Presidente, oltre che  manifestare  l'indirizzo
  positivo  nei confronti di questa mozione, a cui chiedo di  apporre
  anch'io  la firma, anticipo la presentazione di un emendamento  che
  sto  preparando,  nel  condividere appieno anche  l'intervento  del
  collega Oddo.
   Un  emendamento  che prevede di inserire nella  parte  dispositiva
  della  mozione  un impegno del Governo regionale nei confronti  del
  Governo  nazionale perché  preveda una serie di sgravi fiscali  per
  il  territorio  che è stato oggetto di una ricaduta negativa,  così
  come  era  stato  accennato  precedentemente.  Sgravi  fiscali  che
  potrebbero  prevedere tra le altre cose, per esempio il blocco  dei
  mutui.  Come  noi  sappiamo,  in campo turistico  la  provincia  di
  Trapani  è  stata  una  delle pochissime  in  tutto  il  territorio
  siciliano   ad   avere   riscontri  enormemente   positivi   grazie
  all'influenza dell'aeroporto di Birgi e, proprio in virtù di quanto
  questo  ha generato, molti operatori hanno investito somme notevoli
  utilizzando le vie proprie, le vie personali di accesso al credito.
   Una  possibilità  potrebbe  essere questa:  in  virtù  dell'enorme
  numero  di disdette che sono arrivate e della crisi che, in qualche
  modo,  si è aperta nonostante la chiusura dell'aeroporto sia  stata
  limitata ad un periodo breve; nonostante tutto ciò, vi è stata  una
  ricaduta  negativa in termini di immagine, oltre che concreta,  per
  la  chiusura stessa che ancora, purtroppo, continua ad avere  degli
  influssi  negativi su tutto il territorio perché  le  disdette  non
  riguardano il periodo in itinere ma riguardano i mesi a  venire  e,
  quindi, chiaramente tutta la programmazione turistica che,  da  qui
  ai prossimi mesi, influirà sul territorio stesso.
   Poi   il   giudizio  su  quanto  é  successo  è  stato  anticipato
  dall'onorevole  Oddo: non c'è dubbio che c'è  stata  una  sorta  di
  schizofrenia  da  parte  dello Stato  maggiore  e  anche  da  parte
  dell'ENAC,  perché  non si è capito come mai  l'aeroporto  è  stato
  prima  chiuso,  poi  riaperto dopo una settimana  e  mezzo,  se  il
  ragionamento  a monte doveva essere quello che l'aeroporto  era  un
  obiettivo strategico, sensibile, non si capisce come mai poi  si  è
  convenuto di riaprirlo; come non si capisce, allo stesso  modo,  il
  fatto che il Governo nazionale abbia individuato a poco meno di  un
  chilometro   di  distanza  dall'aeroporto  militare   -   obiettivo
  strategico,  obiettivo sensibile - l'ubicazione di  una  tendopoli,
  quella  di  Kinisia, che andrà ad ospitare, come già sta ospitando,
  un  numero  considerevole di clandestini di  cui  non  sappiamo  la
  provenienza.
   E'  evidente che c'è stato forse un mal funzionamento,  forse  una
  difficoltà  di  analisi delle vicende del territorio.  Ecco  perché
  auspichiamo un maggiore raccordo fra il Governo nazionale e  quello
  regionale e soprattutto con gli Enti locali, che oggi sono chiamati
  a vivere un'emergenza che chiaramente non hanno voluto.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente  che  la
  mozione   presentata  dal  vicepresidente  Oddo  va  nella   giusta
  direzione.
   La provincia di Trapani sta pagando un prezzo sicuramente più alto
  rispetto  ad  altre  realtà.  La  questione  prima  della  chiusura
  dell'aeroporto e ora, invece, quella della tendopoli - oggi ci sono
  stati   i   primi  arrivi  -  sta  creando  grossissime  difficoltà
  economiche alla nostra provincia che vive di turismo, e proprio ora
  all'inizio  della  nuova stagione turistica.  Quindi,  occorre  che
  immediatamente  il  Governo  regionale,  per  la  propria  parte  -
  evitando  ragionamenti che portano allo scarica barile,  non  basta
  dire  che  il governo nazionale ha fatto poco sta facendo poco,  lo
  sta  facendo in maniera confusa - comprenda che la nostra provincia
  ha bisogno di aiuti, aiuti economici, aiuti forti.
   E'  evidente  che  ci sono - ne siamo tutti consapevoli  -  grosse
  difficoltà  finanziarie, ma occorre fare entrare  organicamente  la
  nostra provincia in un'operazione di comunicazione particolare  per
  dimostrare che le nostre isole, sia Pantelleria sia tutte quelle di
  fronte a Trapani, come Favignana, sono sicuramente posti dove poter
  venire  tranquillamente in vacanza, dove poter  tranquillamente  le
  proprie  ferie.  Occorre  un forte impegno  da  parte  del  Governo
  regionale,  dell'Assessorato  per  fare  in  modo  di  attuare  una
  programmazione   turistica  che  punti  al   rilancio   di   questo
  territorio.
   Sono stati annunziati dallo Stato centrale aiuti per 10 milioni di
  euro;  occorre,  quindi,  che anche la Regione  faccia  la  propria
  parte, perché già noi abbiamo pagato il nostro conto.
   Abbiamo pagato il nostro conto con la chiusura dell'aeroporto;  la
  chiusura dell'aeroporto non è una cosa di poco conto perché  quella
  struttura,  nel momento in cui è riuscita a lavorare in  una  certa
  maniera,  ha davvero rilanciato le attività economiche che  ruotano
  intorno a tutta la nostra Provincia.
   L'aeroporto  é stato parzialmente riaperto, questo è già  un  buon
  segno,  ma  non ci meritavamo sicuramente la costruzione di  questa
  tendopoli, per due motivi: primo, perché come ho detto abbiamo  già
  dato;  secondo, perché c'erano sicuramente altri siti che  potevano
  essere utilizzati senza bisogno di questi costi aggiuntivi.
   Occorre  che, da questo punto di vista, la Regione faccia  sentire
  forte la propria voce per fare in modo che questi immigrati possano
  raggiungere  altri  siti, perché occorre che il  nostro  territorio
  vada rilanciato e si comprenda che ci sono attività economiche  che
  soffrono  maledettamente,  ci sono territori  che  vivono  solo  di
  turismo, ripeto, come le nostre isole, a partire da Pantelleria,  e
  pertanto auspico che ci sia davvero un impegno serio e concreto  da
  parte del Governo regionale.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti alla mozione:

   -  dagli onorevoli Oddo, Adamo, Gucciardi, Marrocco, Ferrara e  Lo
  Giudice emd .1:
   «a far inserire, nell'ambito della rimodulazione del P.O.R.  2007-
  2013  e  nello  specifico  P.O.  F.E.S.R,  la  costruzione  e/o  il
  completamento della seconda pista di decollo-atterraggio  esistente
  presso l'aeroporto  militare 37  stormo di Birgi, in Trapani»;

   - dagli onorevoli Mancuso, Limoli, D'Asero e Leontini emd.2:
   «a  inserire  nell'ambito della rimodulazione del POR 2007/2013  e
  nello  specifico P.O. F.E.S.R., la costruzione e/o il completamento
  della   terza   pista  di  decollo-atterraggio   esistente   presso
  l'aeroporto  di  Catania  Fontanarossa e la  seconda  pista  presso
  l'aeroporto di Comiso»;

   - dagli onorevoli Marrocco, Adamo, Oddo e Ferrara emd.3:
   «a   prevedere  intervenendo  sul  Governo  nazionale,  oltre  che
  attraverso  le proprie competenze, azioni concrete di  sostegno  al
  comparto  turistico  attraverso sgravi fiscali  per  il  territorio
  della provincia di Trapani».

   Pongo in votazione  l'emendamento emd.1. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento emd.2 è inammissibile perché estraneo alla materia.
   Si passa all'emendamento emd.3. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  le
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione la mozione numero 254, come modificata  dagli
  emendamenti testé approvati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, viene data ampia delega alla Presidenza per il
  coordinamento formale del testo della mozione approvato.

   Prima  di  passare al IV punto dell'ordine del giorno  Discussione
  del disegno di legge numero 681/A , sospendo la seduta e convoco la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  alla  presenza
  dell'onorevole Torregrossa, in qualità di relatore del  disegno  di
  legge  e  del  Presidente  della Commissione  Antimafia,  onorevole
  Speziale.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.49, è ripresa alle ore 18.46)

                  Presidenza del Vicepresidente ODDO


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  comunico che in  seno  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari è  emersa  l'esigenza  di  un
  ulteriore  approfondimento del disegno di legge n. 681/A  Norme  in
  materia  di nomine di assessori regionali, provinciali e  comunali,
  di  incarichi  e  di  nomine pubbliche , per  quanto  concerne  sia
  l'aspetto  generale sia le parti che, pur se sono state debitamente
  tenute  presenti  dalle Commissioni che hanno lavorato  sul  testo,
  per  i  profili  di costituzionalità necessitano  di  un  ulteriore
  approfondimento. Pertanto, la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari ritiene che sia necessario il conseguente  rinvio  del
  disegno di legge in Commissione.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, intervengo perché rimanga agli  atti
  che  ho  partecipato  alla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  e  le  cose  che  lei  ha  comunicato  all'Aula  sono
  esattamente   fedeli   rispetto  alle   decisioni   assunte   dalla
  Conferenza.
   Ma  in quella sede, e in questa sede, ritengo quella decisione non
  opportuna  perché  il  lavoro svolto dalle due  Commissioni,  dalla
  Commissione  Antimafia  prima e dalla  I  Commissione  poi,  poteva
  essere rimesso al dibattito dell'Aula, facendo emergere, ovviamente
  se c'erano, eventuali profili e apprezzare il testo, migliorandolo,
  come si conviene in un dibattito parlamentare.
   Pertanto,  per  quanto mi riguarda, sono contrario al  rinvio  del
  testo in commissione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, a differenza del presidente  Speziale
  io  ritengo  opportuno invece che il testo - su cui c'è,  in  linea
  generale,  una  condivisione da parte di tutte le  forze  politiche
  presenti  in  questo  Parlamento -  sia  suscettibile  di  maggiori
  approfondimenti  e  di ulteriori contributi  per  evitare  che  sia
  approvato  dal  Parlamento presentando poi  delle  lacune  o  delle
  conseguenze che potrebbero travalicare nell'eccesso.
   E'  bene, anche perché vi sono dei profili di costituzionalità che
  devono  essere  attenzionati specificatamente, che  il  disegno  di
  legge  torni in commissione, dove tutte le forze politiche  possono
  dare un contributo per perfezionare questo testo che riteniamo - lo
  ribadisco - utile per una trasparenza, ma soprattutto per dare alla
  Sicilia  una  classe dirigente all'altezza di  questo  nome  e  del
  proprio compito.

   CORDARO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, io prendo atto di un  fatto,  che  il
  Presidente Speziale ha dato riconoscimento in Aula che tutto quello
  che lei ha detto è vero.
   Da  vicepresidente del gruppo dei  Popolari d'Italia Domani  posso
  andarmene   acquietato   perché  se  il  presidente   Speziale   ha
  testimoniato che è tutto vero, vuol dire che lei dice la verità.
   Al  di là di questo, io concordo con gli altri capigruppo presenti
  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, a partire dal
  presidente  del  Gruppo parlamentare PD, concordo  anche  con  lui,
  oltre che con i presidenti del Gruppo parlamentare MPA e UDC e  con
  tutti  gli  altri, perché tutti, in maniera assolutamente  univoca,
  abbiamo  ritenuto  che questo disegno di legge debba  ritornare  in
  Commissione per essere meglio approfondito.
   Questo  per  chiarezza, in quanto forse non  si  era  capito  bene
  nonostante  lei,  signor Presidente, avesse non soltanto  detto  la
  verità  ma  soprattutto  l'avesse espressa  in  modo  assolutamente
  chiaro.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso ulteriormente  che  l'Aula
  ha  sempre  tenuto presente, nella maniera più seria possibile,  il
  lavoro delle Commissioni.
   E'  ovvio che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  va  in questa direzione, senza nulla togliere al lavoro che è stato
  svolto  dalle due Commissioni. Il rinvio del disegno  di  legge  in
  Commissione  vuol  essere un approfondimento ulteriore  rispetto  a
  quanto è stato prodotto.
   Pertanto, così rimane stabilito.
   La  seduta  è rinviata a martedì, 12 aprile 2011, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 256  -   Censura all'Assessore regionale per l'economia .

     LEONTINI - MANCUSO - BOSCO - D'ASERO - SCOMA - LIMOLI - CORONA -
     CAPUTO - POGLIESE - BUZZANCA - FALCONE  - VINCIULLO - CAMPAGNA -
  MARINESE  -  BENINATI - LEANZA E. - TORREGROSSA - FORMICA - MAIRA -
                      CORDARO - CASCIO S. - CARONIA - DINA - CATALANO

   N. 257   -   Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di
         una   linea   di   autobus   Palma   di   Montechiaro    -
         Caltanissetta .

                        MARINELLO  -  DI  GUARDO  -  CRACOLICI - DI
                                                          BENEDETTO

  III  -Discussione dei disegni di legge:

    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
         (630)
  2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
  Legge di stabilità regionale.  (n. 631)

                   La seduta è tolta alle ore 18.52

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposta  scritta  ad  interrogazione  -  Rubrica  «Territorio   e
  Ambiente»

   PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che la provincia di Messina,  tra
  l'autunno  del  2009  e l'inverno del 2010, è  stata  investita  da
  disastrosi eventi calamitosi che hanno provocato numerose  vittime,
  considerevoli danni e migliaia di sfollati, tuttora assistiti dalla
  struttura commissariale preposta a gestire l'emergenza;

   considerato che:

   la  struttura  commissariale ha agito  con  lodevole  tempestività
  nella   fase   emergenziale  ed  ha,  successivamente,  predisposto
  progetti  per  la  messa  in sicurezza  degli  abitanti  e  per  la
  realizzazione di nuovi alloggi per dare una risposta agli sfollati;

   le  risorse  necessarie per consentire una rapida  attuazione  dei
  predetti  progetti si sono sostanzialmente esaurite; alla luce  dei
  fatti,  le ripetute rassicurazioni del Governo nazionale non hanno,
  finora,    prodotto    stanziamenti   adeguati    alle    necessità
  determinatesi;

   la  condizione  di emergenza necessita di interventi  immediati  e
  permane in numerosi centri abitati della provincia di Messina;

   in  particolare, sono tuttora migliaia gli sfollati a Giampilieri,
  Briga,  Pezzolo,  Molino,  S. Margherita (villaggi  del  comune  di
  Messina),  Scaletta  Zanclea, Itala, Caronia  e  S.  Fratello,  per
  citare  solo  i centri colpiti da eventi calamitosi di  particolare
  virulenza;

   tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
  mare e la Regione siciliana è in corso di definizione un accordo di
  programma  finalizzato alla programmazione ed al  finanziamento  di
  interventi  urgenti  e  prioritari per la mitigazione  del  rischio
  idrogeologico  che prevede un impegno finanziario di 304.337.176,92
  euro;

   nel  predetto  accordo sono inserite risorse anche  per  i  centri
  maggiormente colpiti sopra elencati;

   pur  essendo apprezzabili i contenuti e l'impegno finanziario  del
  predetto   accordo,  i  tempi  di  intervento,  con  le   procedure
  ordinarie,   non  consentono  di  rispondere  con  la  tempestività
  necessaria  alla perdurante situazione di emergenza  esistente  nei
  centri sopra richiamati;

   si  rischia  il  paradosso di istituzioni  che  fanno  uno  sforzo
  finanziario consistente, ancorché insufficiente, senza  riuscire  a
  risolvere  i  problemi  dei  cittadini ai  quali  sono,  anzitutto,
  indirizzati  gli  interventi, e nel contempo  continuano  a  essere
  destinate  risorse  significative per assistere  gli  sfollati  che
  vivono in albergo o hanno trovato un'autonoma sistemazione;

   le  condizioni  di precarietà, in assenza di risposte  tempestive,
  stanno   determinando esasperazione nelle comunità interessate  che
  pretendono  risposte  immediate,  come  è  già  avvenuto   con   le
  manifestazioni di protesta di S. Fratello e Caronia;

   per sapere:

   se  non  ritengano  utile  rimodulare l'accordo  di  programma  in
  maniera tale da consentire, almeno per i centri dove insistono  gli
  sfollati,  l'utilizzazione delle risorse previste  da  parte  della
  struttura  commissariale (circa 50 milioni di euro)  con  procedure
  accelerate, in un quadro di massima trasparenza, per rispondere  in
  tempi rapidi alle conclamate esigenze delle popolazioni;

   qualora   questa   opzione  risultasse   impraticabile,   se   non
  considerino  necessario prevedere, investendo  della  questione  il
  Governo  nazionale,  il  reperimento delle  risorse  necessarie  da
  mettere  a disposizione della struttura commissariale per appaltare
  e  realizzare  rapidamente  le  opere  necessarie  per  mettere  in
  sicurezza  i  centri  colpiti  e dare  un'abitazione  ai  cittadini
  sfollati». (1240)

   Risposta.  -   «Con  riferimento all'atto  ispettivo  in  oggetto,
  l'Ufficio   del   Commissario  Delegato  ex  O.P.C.M.   presso   il
  Dipartimento regionale della Protezione Civile, con nota prot.  604
  del  21.02.2011, ha rappresentato che a seguito degli eventi  meteo
  avversi  che hanno colpito i territori di Messina, Scaletta Zanclea
  ed Itala l'l ottobre 2009, è stato proclamato con DPC del 2 ottobre
  2009  lo  stato di emergenza e successivamente, in data 10  ottobre
  2009, è stata emanata l'ordinanza P.C.M. 3815/09 per la risoluzione
  dello stato emergenziale in atto nei predetti territori.
   A  seguito  degli  eventi  calamitosi  verificatisi  nei  mesi  di
  febbraio   e  marzo  2010  nel  territorio  nebroideo,  che   hanno
  determinato l'innesco dei fenomeni franosi in più aree del suddetto
  territorio, è stato emanato il 15 aprile 2010 l'OPCM 3865  per  far
  fronte alla situazione emergenziale generatasi.
   Successivamente,  poiché  si è voluto dare  immediato  avvio  agli
  interventi previsti nell'APQ Ambiente siglato il 30 marzo  2010,  è
  stato emanato l'OPCM 3886/10 di cui si riporta l'art. 1 co.1:

    Al  fine  di  accelerare le iniziative finalizzate al superamento
  del contesto emergenziale determinatosi a seguito delle eccezionali
  avversità   atmosferiche   e  dei  gravi   dissesti   idrogeologici
  verificatisi a partire dall'1 ottobre 2009 e di cui ai decreti  del
  Presidente  del  Consiglio dei Ministri del 2  ottobre  2009  e  19
  febbraio 2010 sopra richiamati, le risorse finanziarie assegnate ai
  comuni  della  provincia  di Messina, e ripartite  dall'Accordo  di
  programma  sottoscritto  dalla Regione siciliana  e  dal  Ministero
  dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare in  data  30
  marzo  2010, allegato 1, limitatamente alle voci Me 087 B opere  di
  consolidamento   località  Giampilieri  e  Me  107   B   opere   di
  consolidamento del centro abitato del comune di San Fratello,  sono
  trasferite  nelle contabilità speciali intestate al Presidente  del
  Consiglio dei Ministri n. 3815 del 10 ottobre 2009 e n. 3865 del 15
  aprile  2010 e successive modificazioni ed integrazioni  e  gravano
  sulla quota di finanziamento dell'APQ a carico dello Stato .
   Inoltre  il  medesimo Ufficio Commissariale ha comunicato  che  in
  località  Giampilieri e nel Comune di San Fratello  gli  interventi
  sono  stati  già appaltati e consegnati alle imprese aggiudicatarie
  che, a tutt'oggi, stanno effettuando i lavori.
   I  restanti  interventi che interessano la provincia  di  Messina,
  sono   gestiti   nell'ambito  dell'OPCM  3886/10  dal   Commissario
  Straordinario all'uopo nominato dal Ministero dell'Ambiente,  quale
  soggetto attuatore degli interventi.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

   L'Assessore
                                      dott. Calogero Gianmaria Sparma