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Resoconto d'Aula della Seduta n. 243 di martedì 12 aprile 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PARLAVECCHIO,  segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo scientifico
                      Ettore Majorana' di Scordia

   PRESIDENTE. Innanzitutto, porgo il saluto dell'Assemblea regionale
  siciliana agli studenti del Liceo scientifico  Ettore Majorana'  di
  Scordia,  sperando  che questa loro visita  sia  utile  per  quanto
  concerne  non solo la conoscenza di ciò che rappresenta l'Assemblea
  regionale  siciliana ma anche del modo come si  svolgono  i  lavori
  della medesima.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


         Comunicazione di denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che  l'onorevole  Giulia
  Adamo, nella qualità di Capogruppo dell'UDC Verso il Partito della
  Nazione,   comunica  che  il  gruppo  costituito  dagli  onorevoli
  Giovanni   Ardizzone,  Salvatore  Giuffrida,  Lentini   Salvatore,
  Nicotra  Raffaele,  Parlavecchio Mario, Ragusa Orazio,  assume  la
  denominazione: Unione dei Democratici Cristiani e dei  Democratici
  di Centro (UDC).
   Il  gruppo è collegato al Partito Nazionale denominato Unione dei
  Democratici  Cristiani e dei Democratici di Centro (UDC),  il  cui
  contrassegno  è  così  descritto  Cerchio contenente  nella  parte
  superiore  un  fondo rosso, su cui compare in bianco  la  scritta,
  CASINI.  Nella  parte inferiore, di colore azzurro, compare  sullo
  sfondo, in altre tonalità, una vela, contenente tre quarti di  uno
  scudo  crociato  e  un  drappo, con croce.  Sovrapposto  al  fondo
  azzurro  è  riprodotto uno scudo crociato, con  contorni  rossi  a
  campi  bianchi, sulla cui banda orizzontale compare in  bianco  la
  scritta  LIBERTAS.  Sulla base inferiore  del  cerchio,  lungo  la
  circonferenza, appare in bianco la scritta: Unione di Centro.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 254

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento formale  del
  testo  della mozione numero 254, l'originario titolo è stato  così
  modificato:  Iniziative per la riapertura totale  e/o parziale  ai
  voli civili, il  potenziamento dello scalo aeroportuale di Trapani-
  Birgi  e  per  il  sostegno al comparto turistico  del  territorio
  trapanese'.
   Comunico,  inoltre  che,  a seguito di richiesta  pervenuta  alla
  Segreteria  generale dell'Assemblea da parte del primo  firmatario
  della sopra citata mozione, onorevole Oddo, nel primo inciso della
  parte  dispositiva  sono state cassate le parole   o  di  Comiso',
  contenute, per errore materiale, nel testo depositato.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 241

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ricordo   che   in   diritto
  parlamentare  l'ordine del giorno e la mozione sono entrambi  atti
  di  indirizzo  politico  e  pertanto hanno  identica  valenza  nei
  confronti del Governo.
   Comunico, pertanto che, a seguito dell'approvazione, nella seduta
  d'Assemblea n. 22 del 18 settembre 2008, dell'ordine del giorno n.
  9   Istituzione  di un osservatorio regionale per fronteggiare  il
  fenomeno  migratorio  in  Sicilia , deve intendersi  preclusa,  in
  quanto di contenuto analogo, la mozione n. 241  Istituzione di  un
   Osservatorio  regionale  dei fenomeni migratori ,  dell'onorevole
  Ammatuna ed altri, che in atto risulta soltanto demandata,  per la
  determinazione  della  data di discussione,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari nella seduta  n.  228  del  23
  febbraio 2011.

   Così resta stabilito.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1797

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta d'Assemblea n. 242 del 5 aprile 2011, della mozione n.  254
  «Iniziative per la riapertura totale e/o parziale ai voli  civili,
  il  potenziamento dello scalo aeroportuale di Trapani-Birgi e  per
  il  sostegno al comparto turistico del territorio trapanese», deve
  intendersi    superata,   in   quanto   di   analogo    contenuto,
  l'interrogazione   a  risposta orale n. 1797    Chiarimenti  sulla
  chiusura   dell'aeroporto  'Vincenzo  Florio'  di  Trapani-Birgi',
  dell'onorevole Marrocco.

   Così resta stabilito.

        Comunicazione di ritiro dell'interrogazione numero 1824

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota prot. n.  328  dell'8  aprile
  2011,  pervenuta  in  pari data (protocollata  al  n.  3540/AULAPG
  dell'11 aprile successivo) l'onorevole Vinciullo ha dichiarato  di
  ritirare  l'interrogazione a risposta  orale  numero  1824,  dallo
  stesso parlamentare presentata in data 6 aprile 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Bonomo, Forzese, Scammacca, Caputo, Falcone.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro è in missione dal 12
  al 13 aprile 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
  per  le  infrastrutture  e la mobilità, le risposte  scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   N.  1261  -  Salvaguardia  della  piattaforma  ferroviaria  cargo
  Acireale - Catania.
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1262  -  Notizie e chiarimenti in ordine al piano industriale
  della  Mediterranea holding di navigazione per valutarne l'impatto
  occupazionale.
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   N.  1277  -  Apertura  della fermata della  stazione  di  Fontane
  Bianche (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1293   -  Designazione  dei  componenti  del  consiglio   di
  amministrazione  dell'Istituto autonomo per le  case  popolari  di
  Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1311  -  Notizie  sull'acquisizione, da parte  della  Regione
  siciliana, delle compagnie di navigazione Tirrenia e Siremar.
   Firmatario: Mineo Francesco

   N.  1342 - Realizzazione di una rotatoria sulla SS 194 nei pressi
  dello svincolo ASI di Lentini (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1349 - Chiarimenti in ordine all'annullamento della gara  per
  la privatizzazione della Tirrenia.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1378  - Notizie relative alla sospensione del bando  di  gara
  relativo    ai    lavori   di   riqualificazione   e   adeguamento
  dell'aeroporto Fontanarossa di Catania.
   Firmatario: Arena Giuseppe

   N.  1476  -  Nomina dei presidenti degli UREGA delle province  di
  Siracusa e Ragusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:
   - «Norme in materia di cooperazione internazionale». (n. 704)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Apprendi,
  in data 6 aprile  2011.

   - «Istituzione e disciplina delle ludoteche». (n. 705)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici,   Apprendi,  Lupo,  Panarello,  Marziano,   Mattarella,
  Picciolo,   Rinaldi,  Ammatuna,  Barbagallo,  De  Benedictis,   Di
  Benedetto,  Di  Guardo,  Di Giacomo, Donegani,  Faraone,  Ferrara,
  Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Panepinto, Raia, Speziale
  e Termine, in data 7 aprile 2011.

   -  «Compensazioni  economiche per il mancato esercizio  di  pesca
  speciale  al novellame di sardina e rossetto nell'anno 2011».  (n.
  706)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Cracolici, Apprendi, Marinello e Donegani, in data 8 aprile 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche alla legge regionale 15 settembre 1997, n.  35.  (n.
  680)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011

   - Disegno di legge, da sottoporre al Parlamento della Repubblica,
  ai sensi dell'articolo 18 dello statuto  Norme per l'istituzione e
  la regolamentazione delle case da gioco sul territorio siciliano'.
  (n. 682)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011

   -  Istituzione  del  gruppo europeo di cooperazione  territoriale
  (GECT) euroregione Sicilia- Malta. (n. 698)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  U.E.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Istituzione   dell'Agenzia  per  il  Mediocredito   regionale
  (Mediocredito Sicilia). (n. 692)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  I e II

   -  Aiuti alle imprese di piccola pesca artigianale operanti nelle
  Aree marine protette. (n. 695)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  U.E.

   - Aiuti alle spese di gestione delle cantine sociali. (n. 699)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
   Parere U.E.

   - Fondo regionale di garanzia. (n. 700)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  U.E.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia.
  (n. 677)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  I e U.E.

   -  Disciplina  per  il  riconoscimento  dell'Albergo  Diffuso  in
  Sicilia. (n. 678)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  III e U.E.

   - Nuove norme in materia di trasporto pubblico locale. (n. 679)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   - Norme per la definizione delle procedure di cui all'articolo 32
  del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, in materia di condono
  edilizio.  Modifiche  all'articolo  24  della  legge  regionale  5
  novembre 2004, n. 15. (n. 683)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   -  Disciplina  per  il  riconoscimento  dell'Albergo  Diffuso  in
  Sicilia. (n. 686)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  III e U.E.

   - Norme in materia di materiali inerti per uso edile. (n. 687)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   -  Disciplina  per  il  riconoscimento  dell'Albergo  Diffuso  in
  Sicilia. (n. 689)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  III e U.E.

   -  Cessazione  delle  attività  dell'Ente  autonomo  portuale  di
  Messina e subentro dell'Autorità portuale di Messina-Milazzo nella
  gestione ed amministrazione del punto franco. (690)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   -  Istituzione del centro euromediterraneo per la protezione  dai
  maremoti. (696)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
  I

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO  (V)

   -  Provvedimenti tendenti a favorire l'introduzione e la  pratica
  didattica  dell'arte  fotografica  e  della  lettura  e  scrittura
  dell'audiovisivo nel curriculum ordinario di tutte le scuole della
  Sicilia. (n. 685)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   - Norme a sostegno del riconoscimento e della valorizzazione, del
  patrimonio culturale immateriale siciliano. (n. 691)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   -   Disposizioni   urgenti  per  il  settore   della   formazione
  professionale. (n. 693)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   -   Disposizioni  urgenti  per  il  settore  della  formazione  e
  orientamento professionale. (n. 697)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

   -  Promozione  e  partecipazione della Regione alla  costituzione
  della fondazione  Norman Zarcone'. (n. 701)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente parere reso  dalla  Commissione
   Affari istituzionali (I)':

   -  Ente  lirico  regionale  Teatro Massimo  Vincenzo  Bellini  di
  Catania'. Nomina Commissario straordinario. (n. 145/I)
   pervenuto in data 5 aprile 2011 e inviato in data 7 aprile 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   PARLAVECCHIO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,   premesso   che   l'Assessore   regionale   per    la
  cooperazione, ha emanato un bando relativo al Programma  Operativo
  Regionale   FERS   2007/2013  -  Linee  di  intervento   1   e   5
  dell'obiettivo operativo 5.1.3 del P.O. FERS Sicilia 2007/2013;

   preso atto che ad oggi l'Assessorato competente non ha provveduto
  a  predisporre la graduatoria dei soggetti ammessi oppure  esclusi
  dai benefici di cui al programma operativo de quo agitur;

   considerato che:

   molti  comuni stanno procedendo alla revoca delle aree  assegnate
  ai soggetti richiedenti;

   i medesimi richiedenti non hanno ancora ricevuto il finanziamento
  da parte della Regione;

   atteso che sarebbe opportuno che codesto Assessorato emanasse  un
  provvedimento di indirizzo rivolto a tutti i comuni,  al  fine  di
  evitare la revoca dell'assegnazione delle aree; per sapere se  non
  ritengano   urgente,  indifferibile  e  non  più   procrastinabile
  l'emanazione  di  una circolare, al fine di concedere  a  tutti  i
  partecipanti al programma operativo regionale di cui  in  premessa
  una   proroga   dei   termini,  volta  ad  impedire   la   perdita
  dell'eventuale finanziamento concesso agli artigiani richiedenti».
  (1814)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che con il d.d.g. n. 205/Pesca del
  24  marzo  2011 è stato reso disponibile sul sito ufficiale  della
  Regione  siciliana  -  Assessorato regionale  Risorse  agricole  e
  alimentari - dipartimento regionale degli interventi per la pesca,
  la  graduatoria  provvisoria della 'misura 3.3. Porti,  luoghi  di
  sbarco e ripari di pesca';

   visto:

   il  regolamento  CE n. 498/2007 della Commissione  del  26  marzo
  2006,  che  stabilisce le modalità di applicazione del regolamento
  CE n. 1198/2006;

   il  programma operativo elaborato dal MIPAAF - direzione generale
  della pesca e dell'acquacoltura - ai sensi degli artt. 17, 18,  19
  e  20  del  regolamento CE n. 1198/2006, approvato  con  decisione
  della Commissione europea n. 6792 del 19 dicembre 2007;

   la  delibera di Giunta n. 244, adottata nelle sedute del  7  e  8
  ottobre 2008 presa d'atto della Programmazione 2007/2013, relativa
  al Fondo Europeo per la Pesca e dei documenti approvati in sede di
  Conferenza Stato - Regione;

   la  convenzione stipulata in data 26 febbraio 2010 tra l'autorità
  di  gestione del MIPAAF ed il referente dell'autorità di  gestione
  dell'organismo  intermedio  della  regione  siciliana   ai   sensi
  dell'art. 38 del regolamento CE n. 498/2007;

   la  delibera  n. 103 del 15 aprile 2010 con la quale si  approva,
  per presa d'atto, la predetta convenzione;

   il  d.d.g. n. 551/Pesca del 14 dicembre 2009 con il quale è stato
  approvato,  per l'anno 2010, il bando di attuazione  della  misura
  3.3  del FEP 'Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca' -  misura
  3.3,  per l'attuazione del programma operativo FEP 2007/2013 ed  i
  relativi  allegati, ed è stata disposta la riapertura dei  termini
  per la presentazione delle istanze di contributo;

   l'avviso  di riapertura dei termini di cui al bando della  misura
  3.3 del FEP 2007/2013, pubblicato nella GURS n. 60 del 24 dicembre
  2009,  con  il quale si comunica che le richieste di finanziamento
  potranno  essere  presentate entro il  termine  perentorio  di  60
  giorni decorrenti dall'1 gennaio 2010;

   il  d.d.g. n. 41 del 24 febbraio 2010, con il quale si dispone la
  proroga   di  15  giorni  della  scadenza  dei  termini   per   la
  presentazione delle istanze, di cui al bando della misura 3.3  del
  FEP 2007/2013, approvato con D.D.G. n. 551/2009;

   le  istanze  presentate  ai  sensi del  bando  approvato  con  il
  predetto  d.d.g.  n.  551/Pesca  del  14  dicembre  2009   dell'ex
  Assessorato regionale Cooperazione, - dipartimento pesca, tendenti
  ad  ottenere  i  benefici di cui alla misura 3.3 del  FEP  Sicilia
  2007/2013;

   il  d.d.g.  n. 4/Pesca del 29 gennaio 2010 di composizione  della
  commissione  di  valutazione dei progetti  presentati  nell'ambito
  della  misura  3.3  del  FEP  Sicilia  2007/2013,  modificato   ed
  integrato  con i successivi d.d.g. 57/Pesca dell'11 marzo  2010  e
  111/Pesca del 13 maggio 2010, 283/Pesca del 3 agosto 2010;

   preso atto:

   della   nota  dell'11  marzo  2011  con  la  quale  la   predetta
  commissione  ha  trasmesso la bozza di graduatoria  riguardante  i
  progetti ammessi e non ammessi relativi alla misura 3.3;

   dei  verbali delle riunioni della commissione di valutazione, nel
  corso  delle  quali  sono stati esaminati e  valutati  i  progetti
  presentati nell'ambito della misura 3.3 annualità 2010;

   della  decisione  della commissione di valutazione  di  procedere
  all'approvazione  della  graduatoria  provvisoria  delle   istanze
  ammesse ed escluse;

   considerato che:

   è  stata  approvata  la  graduatoria  provvisoria  delle  istanze
  ammesse ed escluse;

   gli   interessati,  entro  10  giorni  dalla  pubblicazione   del
  provvedimento,  potranno richiedere, ai  sensi  dell'art.  10  bis
  della  legge n. 241/90, con apposita istanza motivata, il  riesame
  del  punteggio  attribuito  o  la  verifica  delle  condizioni  di
  esclusione o di non ricevibilità;

   fra  i  17  progetti  ammessi al finanziamento  nessuno  è  della
  provincia di Siracusa;

   fra  i  non ammessi, invece, vi sono tutti quelli della provincia
  di Siracusa;

   per  sapere se non ritengano opportuno, urgente ed indispensabile
  rivedere  le istanze presentate, ammesse e non, nell'ambito  della
  misura  3.3,  al fine di garantire una più attenta valutazione  di
  tali progetti, per non penalizzare, ancora una volta, la provincia
  di Siracusa». (1816)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  l'economia,
  all'Assessore  per  le attività produttive, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   è  stata  istituita,  nel 1991, la società  Parco  scientifico  e
  tecnologico  della  Sicilia  s.c.p.a., partecipata  all'88%  dalla
  Regione siciliana e per la parte restante da privati;

   detta   società   ha  come  oggetto  attività  di  progettazione,
  realizzazione   e   gestione  di  un  sistema  organizzativo   sul
  territorio siciliano idoneo a: 'facilitare e stabilire interazioni
  operative  tra centri di ricerca, pubblici e privati, ed  imprese,
  promuovendo  l'ampliamento  dell'offerta  che  della  domanda   di
  ricerca innovativa; potenziare e realizzare strutture e servizi di
  ricerca orientata all'innovazione; garantire con i propri soci  un
  processo continuo di trasferimento tecnologico, di alta formazione
  di     quadri     scientifici    e    tecnici,    di    promozione
  dell'imprenditorialità,    di    sperimentazione,    sviluppo    e
  applicazione  industriale  dell'innovazione,  di  acquisizione  di
  nuove tecniche gestionali e di commercializzazione';

   la  società  de  qua  persegue  i suoi  scopi  nell'ambito  degli
  indirizzi  fissati, per quanto attiene a ricerca  ed  innovazione,
  dalla  programmazione  nazionale  e  dall'Unione  europea  e   nel
  rispetto delle linee di politica economica espresse dall'Assemblea
  regionale siciliana e dal Governo della Regione;

   preso atto che:

   detta società, nel dicembre del 2009, convertiva alcuni contratti
  di  lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, e  che  era
  naturale aspettarsi che tale comportamento venisse adottato  anche
  per i rimanenti lavoratori e non solo per alcuni;

   la società de qua agitur ha provveduto anche a contrattualizzare,
  a  partire dal 2001/2002, numerose figure professionali e che  una
  parte di tali contratti sono rimasti in essere sino al 31 dicembre
  2010;

   constatato che:

   il  personale  utilizzato,  per  anni,  ha  mostrato  il  proprio
  attaccamento al posto di lavoro in modo integerrimo e  rispondente
  al fabbisogno della società;

   alcuni  contratti,  non  più rinnovati,  venivano  impugnati  dai
  lavoratori in quanto era evidente il vincolo di subordinazione;

   in  atto, il giudice del lavoro adito dovrà ancora esprimersi per
  decidere   sull'immediato   rientro   o   meno   dei   lavoratori,
  riconoscendo, nel caso fosse favorevole, ai lavoratori  ricorrenti
  l'inserimento    lavorativo   a   tempo   indeterminato    e    la
  quantificazione economica spettante relativa agli anni pregressi;

   visto  che  la Regione siciliana ha, in questi ultimi  due  anni,
  regolarizzato ed assunto tutti i lavoratori precari;

   per sapere:

   quale  comportamento intendano assumere nei confronti di tutti  i
  lavoratori utilizzati sotto varie forme, molti dei quali con oltre
  nove  anni  di servizio, al fine di giungere ad una loro possibile
  stabilizzazione;

   se   non   ritengano   utile   ed  indispensabile   attivare   ed
  intraprendere,  anche nei loro confronti, per  l'equità  che  deve
  caratterizzare     l'azione    dell'Amministrazione     regionale,
  provvedimenti  similari  a  quelli  assunti  per  altre  fasce  di
  lavoratori precari;

   infine,  se non ritengano opportuno dare la possibilità  a  detti
  lavoratori  di inserirsi nel mondo del lavoro, per non perdere  le
  loro  competenze, professionalità e capacità che per oltre 9  anni
  hanno  sviluppato  nel  settore di pertinenza  della  società  PST
  Sicilia,  tenendo conto anche dell'età superiore ai 50 anni  circa
  di molti di essi». (1817)

                                                  VINCIULLO-POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   in  data  24 marzo 2011 l'Assessore per la famiglia, ha trasmesso
  la  nota  prot.  11740,  avente  per oggetto  'Accoglienza  Minori
  stranieri non accompagnati' a 'Tutte le Prefetture della  Sicilia,
  a  Tutte le Questure della Sicilia, a tutte le IPAB della Sicilia,
  a  tutte  le  Comunità Alloggio' in cui si obbligano  le  comunità
  alloggio  all'accoglienza dei minori stranieri  non  accompagnati,
  senza includere nell'indirizzario i comuni che, di fatto, sono gli
  enti  preposti  alla convenzione, alla vigilanza e ad  erogare  le
  spese   di  gestione  delle  comunità  alloggio  per  ogni   posto
  convenzionato,  ma soprattutto l'unico ente locale  competente  in
  materia  di  assistenza dei minori, italiani così come  stranieri;
  considerato  che,  in allegato alla nota, veniva  trasmesso  anche
  l'elenco  delle comunità alloggio iscritte all'albo, istituito  ai
  sensi dell'art. 26 della l.r. 22/86, senza distinguere quelle  con
  retta  direttamente  finanziata dalla Regione siciliana  e  quelle
  invece la cui retta è a carico dei comuni dell'Isola;

   atteso che la nota si chiude con la chiara minaccia che: 'qualora
  questo  Assessorato  Regionale,  su  segnalazione  delle  autorità
  competenti,  avrà  notizia  in ordine alla  mancata  disponibilità
  all'accoglienza di qualsiasi ente, applicherà le sanzioni previste
  dalla  legge, compresa la cancellazione dall' Albo regionale sopra
  citato';

   preso  atto che l'Assessore per la famiglia, nella sua  nota,  ha
  deliberatamente disconosciuto il ruolo dei comuni e  le  procedure
  regolari  di  coinvolgimento degli stessi  per  l'accoglienza  dei
  MSNA;

   per sapere:

   se  non  ritengano opportuno ed urgente ritirare la nota n.  1174
  del 24 marzo 2011, emanata dall'Assessore per la famiglia;

   se intendano chiedere l'immediata convocazione di un incontro con
  i  sindaci dei comuni della Sicilia, il Ministro degli interni, il
  Ministro  delle  politiche sociali, al fine di  predisporre,  così
  come  avvenuto  nel  2008,  un piano  di  posti  straordinari  per
  l'accoglienza  dei minori non accompagnati, finanziato  con  fondi
  dell'U.E.  (risorse  FEI),  al fine di non  pesare  sulle  esauste
  finanze  dei Comuni siciliani che sarebbero costretti, da soli,  a
  pagare il prezzo della guerra alla Libia». (1818)

                                                  VINCIULLO-POGLIESE

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'articolo 11 della legge n. 431/98 istituisce il fondo nazionale
  per  il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, le  cui
  somme  sono  destinate alla concessione di contributi  integrativi
  per  il  pagamento dei canoni di locazione dovuti  ai  proprietari
  degli immobili;

   la  concessione dei suddetti contributi integrativi è subordinata
  alla presenza di requisiti minimi riferiti al nucleo familiare del
  richiedente;

   tali  requisiti - reddito annuo complessivo del nucleo  familiare
  non superiore alla somma di due pensioni minime INPS, pari a circa
  11.000 euro, ovvero reddito annuo complessivo del nucleo familiare
  non  superiore  a  quello  determinato  per  l'assegnazione  degli
  alloggi  di  edilizia  residenziale  pubblica  nell'ambito   della
  Regione   siciliana,  pari  a  circa  13.000  euro  -  costituisco
  indubbiamente  parametri  riferibili a  famiglie  che  versano  in
  difficili   condizioni  economiche,  per  le  quali  un   siffatto
  strumento  costituisce  un  irrinunciabile  sostegno  al   proprio
  reddito;

   le  Regioni  provvedono al riparto delle risorse tra i  comuni  e
  questi ultimi stabiliscono l'entità e le modalità di erogazione;

   considerato che:

   la  grave crisi economica che interessa la Regione ha determinato
  un   drammatico   calo  del  potere  d'acquisto  delle   famiglie,
  aumentando la forbice tra le famiglie ad elevato tenore  e  quelle
  che  vivono  in condizioni di evidente indigenza; tale  situazione
  sta  letteralmente mettendo in ginocchio tante famiglie che  prima
  riuscivano, pur con sacrifici, a pagare gli affitti degli alloggi,
  e che ora, invece, sono impossibilitate a farlo;

   i  gravi  ritardi nell'erogazione dei contributi  previsti  dalla
  l.n.  431/98 da parte dei comuni, privati delle somme a  tal  fine
  destinate, ad oggi non erogate dalla Regione, rischia di  lasciare
  senza risposte decine di famiglie in difficoltà;

   per sapere quali siano le ragioni di questi ritardi che aggravano
  ulteriormente  le  condizioni di vita proprio  dei  cittadini  con
  redditi  familiari  più  bassi  e che  attendono  da  mesi  questo
  contributo per sostenere il loro canone di locazione». (1819)

                           CALANDUCCI-GENNUSO-MUSOTTO-ARENA-CATALANO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   i  drammatici  eventi  conseguenti al  devastante  sisma  che  ha
  colpito   il   Giappone  hanno  sollevato  un   acceso   dibattito
  internazionale sui rischi connessi allo sfruttamento  dell'energia
  nucleare   quale   fonte  di  produzione  di   energia   elettrica
  alternativa all'utilizzo di combustibili fossili;

   il  forte  impatto emotivo subito dall'opinione pubblica mondiale
  ha  generato il bisogno di una complessiva rivalutazione del  tema
  della  sicurezza  e  dei  rischi legati all'utilizzo  dell'energia
  atomica, fino all'11 marzo scorso considerata dai massimi  esperti
  internazionali una fonte di energia sicura e non inquinante;

   gli  incidenti  giapponesi, causati dal collasso dei  sistemi  di
  raffreddamento  delle  centrali,  hanno  dimostrato   aspetti   di
  vulnerabilità  che destano viva preoccupazione  negli  Stati  che,
  come  l'Italia,  intendono  adottare  strategie  energetiche   che
  considerano  il  nucleare  come  una  soluzione  percorribile  per
  fronteggiare le gravi emergenze del settore energetico;

   considerato che:

   dal  1989, anno della sua laurea, il celebre fisico siciliano  di
  fama  internazionale, dottor Fulvio Frisone, si occupa di  fusione
  fredda, tenendo conferenze di altissimo livello in tutto il mondo,
  nonostante  la  tetraparesi di cui risulta  affetto  e  grazie  al
  sostegno   incessante  della  signora  Lucia,  madre  di   estremo
  coraggio;

   con  la  legge  26  marzo  2004, n. 3, la  Regione  siciliana  ha
  istituito  la fondazione Fulvio Frisone, costituita con atto  l'11
  aprile  2005,  con il fine di favorire il più ampio  diritto  alla
  formazione  scientifica e culturale, nonché l'attività di  ricerca
  nel  settore della fisica nucleare. Lo svolgimento delle  attività
  di  ricerca  della  fondazione  sono  state,  ad  oggi,  garantite
  attraverso  un  contributo annuo di funzionamento pari  a  500.000
  euro;

   il  centro ricerche della fondazione Frisone, sito nel comune  di
  Melilli,  ha  recentemente condotto un importante  studio  che  ha
  evidenziato,  attraverso un accurato screening,  una  correlazione
  tra    lo    stato   dell'ambiente,   soprattutto   nell'inquinato
  comprensorio  Augusta-Priolo-Melilli,  e  l'incidenza  di   alcune
  importanti patologie;

   l'attuale  sede del centro ricerche della fondazione dimostra  di
  essere inadeguato, rispetto ai necessari requisiti tecnologici per
  gli  studi  sulla  fusione fredda, come  più  volte  rilevato  dal
  celebre   fisico   siciliano,  di  fatto  bloccando   l'importante
  evoluzione  delle  teorie  proposte  dal  dottor  Frisone   e   la
  conseguente   conoscenza  di  frontiere   scientifiche   ad   oggi
  controverse;

   preso  atto che il laboratorio di ricerche ENEA di Frascati,  uno
  dei  più prestigiosi, ha offerto al dottor Frisone, attraverso  un
  protocollo  d'intesa siglato con la fondazione che  porta  il  suo
  nome,  la  propria struttura per sperimentare le sue teorie  sulla
  fusione  fredda, riconoscendone l'importante valenza  scientifica,
  rispondendo  così  ai tanti detrattori che dal 1994  dubitano  del
  valore scientifico delle scoperte del fisico nucleare siciliano;
   rilevato  che  i  fondi  messi  a disposizione  dalla  fondazione
  Frisone per il progetto citato non coprirebbero anche le spese  di
  trasferta  e permanenza che il fisico nucleare dovrebbe  sostenere
  per svolgere la propria attività a Frascati. Il grido di allarme e
  indignazione lanciato dal dottor Frisone attraverso le pagine  dei
  quotidiani, che vede sfumare l'opportunità di tutta una  vita,  la
  sua,  dedicata  alla ricerca, affrontando sacrifici  non  soltanto
  personali   ma   di  un'intera  famiglia  che   ha   lottato   per
  l'affermazione  delle idee di un grande scienziato,  prima  ancora
  che loro figlio, merita certamente una dignitosa attenzione;

   per sapere:

   alla luce dell'importante opportunità offerta dall'ENEA al dottor
  Frisone,  quali  siano le gravi ragioni che  hanno  determinato  i
  vertici della fondazione Frisone a non sostenere le naturali spese
  di trasferta e permanenza a Frascati del fisico siciliano;

   se  non ritenga opportuno disporre una verifica della correttezza
  della   gestione  finanziaria  e  dell'adeguatezza  delle   scelte
  effettuate dall'amministrazione della fondazione Frisone». (1822)

                                                            COLIANNI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   ai sensi dell'art. 20 della l.r. 9 agosto 1988, n. 14, sono stati
  individuati  gli  enti  titolati a  gestire  le  riserve  naturali
  orientate (R.N.O.);

   recentemente,  l'Assessorato Territorio e ambiente  ha  trasmesso
  alla IV Commissione legislativa permanente dell'ARS, riunitasi  il
  9.3.2001  per  il  prescritto parere, la proposta  di  affidamento
  'diretto'  della  R.N.O. 'Isola Bella', in  difetto  della  previa
  pubblicazione  di un avviso pubblico tendente alla  selezione  dei
  soggetti di cui all'art. 20 della l.r. 14/88;

   la  Provincia regionale di Messina, precedente affidataria  della
  gestione della R.N.O., ha manifestato la disponibilità a 'gestire'
  la R.N.O.;

   nel  2005,  in relazione all'affidamento delle riserve  naturali,
  l'Assessorato regionale Territorio, in coerenza con  il  principio
  di  trasparenza  e  partecipazione, ha  opportunamente  pubblicato
  nella  GURS  n.  34/2005 un avviso pubblico di  selezione  per  la
  scelta del soggetto gestore di numerose riserve naturali;

   considerato   che   allo   stato,  da  notizie   assunte   presso
  l'Assessorato Territorio e Ambiente, non è stata stipulata  alcuna
  convenzione   e,   quindi,  non  risulta  concluso   il   relativo
  procedimento;

   per sapere:

   se  non ritengano, con la massima urgenza, previa sospensione del
  procedimento  di  affidamento  diretto,  illegittimo  perché   non
  conforme ai principi di trasparenza, concorrenza e partecipazione,
  di  dover  pubblicare il relativo avviso di selezione al  fine  di
  individuare,  sulla  scorta  di  criteri  oggettivi,  la  migliore
  proposta  gestionale. Il presente atto ispettivo  è  trasmesso  al
  Presidente  della  IV  Commissione legislativa  affinché  disponga
  urgente audizione dell'Assessore regionale». (1823)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                            BUZZANCA

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno  poste  all'ordine del giorno per essere  svolte  al  loro
  turno.
   Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   PARLAVECCHIO, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   i   funzionari   direttivi   in  servizio   presso   gli   uffici
  dell'ispettorato provinciale del lavoro della Sicilia con funzioni
  di ispettore del lavoro evidenziano, da anni, lo stato di profondo
  disagio in cui sono costretti a lavorare, cosa che li ha spinti in
  più  occasioni a dichiarare lo stato di agitazione e a  riservarsi
  di intraprendere idonee azioni di tutela, fra le quali la rinuncia
  alle funzioni ispettive';

   un'analoga  interrogazione è stata presentata dallo scrivente  in
  data  17  marzo  2010  (n. 1100), alla quale,  nella  189   seduta
  dell'Assemblea regionale siciliana del 27 luglio 2010, l'Assessore
  regionale  per  la  famiglia,  pro tempore,  rispose  dichiarando:
  'Nell'ultimo  incontro  con  gli Ispettori  abbiamo  istituito  un
  tavolo di lavoro. Pensiamo di presentare, nel mese di settembre un
  disegno di legge, abbastanza condiviso con il mondo sindacale, con
  gli  stessi  Ispettori  del Lavoro e anche con  la  V  Commissione
  legislativa';

   in  data 6 settembre 2010 l'assemblea degli ispettori del  lavoro
  ha  deciso  di sospendere, temporaneamente, ogni azione  di  lotta
  confidando nella disponibilità manifestata a risolvere la vertenza
  da  parte dell'Assessore regionale per la famiglia, spingendosi ad
  esprimere  apprezzamento per il proficuo lavoro svolto dal  tavolo
  tecnico,  guidato  dal  dirigente generale  dottoressa  Alessandra
  Russo, e condividendone le conclusioni a cui erano pervenuti;

   considerato che:

   l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 167 del 27 aprile
  2010,  in  occasione della discussione del bilancio regionale,  ha
  dedicato ampio dibattito alla disamina di quanto sopra riportato e
  che  il  Governo  regionale, nella persona dell'Assessore  per  la
  famiglia  pro tempore, si è dichiarato disponibile a  risolvere  i
  gravi   problemi   discussi,  anche  con  la   ripresa   dell'iter
  parlamentare  del  disegno di legge n. 138 del  2008,  già  votato
  all'unanimità dalla Commissione legislativa competente;

   gli   ispettori  del  lavoro  in  servizio  presso   gli   uffici
  dell'ispettorato  provinciale del lavoro  di  Siracusa  richiedono
  l'immediato ripristino dell'indennità di missione e la concessione
  dell'indennità  di  funzione  di polizia  giudiziaria,  così  come
  avviene per gli ispettori dipendenti dal Ministero del lavoro  che
  operano nelle restanti Regioni d'Italia;

   la  stipula  di un'apposita polizza assicurativa a  favore  degli
  ispettori  del lavoro operanti in Sicilia, da parte dell'Assessore
  regionale  per  la  famiglia, è dovuta al fine di  assicurare  una
  congrua  copertura  dei  rischi,  derivanti  dall'esercizio  delle
  funzioni loro assegnate dalle vigenti normative regionali;

   sembra  del tutto inspiegabile che, ancora oggi, per esigenze  di
  servizio,  gli ispettori del lavoro devono mettere a  disposizione
  dell'Amministrazione regionale la propria autovettura, anticipando
  tutte  le  spese (carburante, manutenzione e usura) ed  usufruendo
  del solo rimborso costo benzina;

   per  sapere quali provvedimenti intendano adottare per  rimuovere
  le  ormai  insostenibili criticità o se, almeno, non ritengano  di
  attivarsi  per l'approvazione del disegno di legge n. 138  del  15
  luglio  2008,  recante 'Istituzione del ruolo degli Ispettori  del
  Lavoro.  Norme per il contrasto al lavoro irregolare', a tutt'oggi
  rimasto  lettera  morta, nonostante sia  stato  già  a  suo  tempo
  licenziato    dalla    V   Commissione   legislativa    permanente
  dell'Assemblea regionale siciliana». (1815)

                                                           VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   dall'1  settembre 2009, in seguito all'entrata  in  vigore  della
  legge   regionale  n.  5  del  2009  sul  riordino  delle  aziende
  sanitarie,  l'azienda ospedaliera regionale S.  Elia  è  confluita
  nell'ASP di Caltanissetta;

   di  conseguenza,  quest'ultima è subentrata in tutti  i  rapporti
  giuridici che la ormai soppressa azienda ospedaliera S. Elia aveva
  instaurato;

   considerato che:

   il  27  aprile 2006, l'ex azienda ospedaliera regionale S.  Elia,
  diretta  dal  dottor  Alberto Paladino,  aveva  previsto,  tramite
  delibera  n. 362, la realizzazione di un parcheggio multipiano  da
  realizzarsi  nello  spazio  prospiciente  l'ospedale  S.  Elia   a
  servizio dei dipendenti e fruitori dello stesso stabile e che tale
  opera  doveva  essere finanziata mediante la formula del   project
  financing';

   il 9 ottobre 2007, con delibera n. 362, l'ASP di Caltanissetta ha
  annullato  le  precedenti deliberazioni, ponendo delle  condizioni
  sine  qua  non  che,  se  non  accettate,  avrebbero  impedito  la
  realizzazione dell'opera;

   il  30  giugno  2008,  con  delibera n. 511,  la  previsione  del
  suddetto    parcheggio   è   stata   riconfermata   nella    nuova
  programmazione triennale 2008-2010;

   il 22 aprile 2009 il consiglio comunale di Caltanissetta adottava
  il progetto preliminare redatto dalla ATI Final spa Falcone s.r.l.
  e  Consoop  avente come oggetto la realizzazione di un  parcheggio
  multipiano da realizzarsi nello spazio prospiciente l'ospedale  S.
  Elia a servizio dei dipendenti e fruitori dello stesso stabile;

   dal  22  aprile  2009  al 5 maggio 2010 sono  state  accettate  e
  soddisfatte  dal  comune di Caltanissetta, dalla società  titolare
  del  progetto  e  dal vicino Cefpass le condizioni precedentemente
  fissate con la delibera n. 362;

   in  virtù  dell'accoglimento delle richieste di cui alla delibera
  n.  362  è  stata  revocata la stessa e,  pertanto,  rinnovata  la
  dichiarazione di pubblico interesse e quindi accolta, di fatto, la
  proposta  progettuale avanzata dalla ditta ATI  APCOA,  Final  spa
  Falcone costruzioni in acciaio s.r.l. CONSCOOP;

   a  distanza  di  due  anni non si registrano ulteriori  passi  in
  avanti per la realizzazione dell'opera;

   oggi l'area di progetto è comunque utilizzata a parcheggio a raso
  e,   non   essendo  minimamente  regolamentata   dall'ASP   2   di
  Caltanissetta, gestita da parcheggiatori abusivi;

   non  avendo l'ASP mai realizzato gli stalli per i parcheggi si  è
  in  presenza  di  un parcheggio anomalo all'interno  del  quale  è
  impossibile regolamentare la sosta;

   risulta, per quanto da ultimo descritto, assolutamente necessaria
  la realizzazione del parcheggio multipiano;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza di quanto esposto nelle  premesse  e  al
  contempo siano consapevoli dello stato di disagio in cui versano i
  fruitori dell'ospedale S. Elia;

   se   ritengano  opportuno  accelerare  o  forse  rinviare  l'iter
  burocratico  teso alla realizzazione del parcheggio  descritto  in
  premessa;

   se,  infine,  non  sia il caso, nelle more, di dare  disposizioni
  all'ASP 2 di Caltanissetta affinché provveda, nel più breve  tempo
  possibile,    a   realizzare   gli   stalli   per   i   parcheggi,
  regolamentando, di fatto, un'area che ad oggi non possiede nessuna
  delle caratteristiche intrinseche di un parcheggio». (1820)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                         TORREGROSSA

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità  e all'Assessore per il territorio  e  l'ambiente,
  premesso  che  il  comune di Gioiosa Marea (ME)  ha  una  spiccata
  vocazione  turistica più volte evidenziata da provvedimenti  della
  Regione   e  dalla  quale  provengono  gran  parte  delle  risorse
  economiche  degli  abitanti di questa ridente  cittadina  costiera
  famosa  nel  mondo per la sua ampia spiaggia che ne  ha  fatto  un
  simbolo   di  località  balneare  per  tutta  la  costa  tirrenica
  siciliana;

   considerato  che da anni si assiste alla continua erosione  della
  menzionata  spiaggia tanto che il suo litorale compreso  tra  Capo
  Calavà  e  Capo  Milazzo è stato inserito nel  piano  stralcio  di
  bacino  per l'assetto idrogeologico con il livello di pericolosità
  molto elevata  P4' e rischio molto elevato  R4';

   verificato  che,  come  si  evince  dal  nulla  osta  ai   lavori
  rilasciato dall'Assessorato Territorio - ufficio Servizio 1 VIA  -
  VAS  del  24  marzo  2011,  il  paesaggio  cospiro  della  zona  è
  caratterizzato  dal 1985 da intensi arretramenti  della  linea  di
  costa   legati  soprattutto  dagli  interventi  di  regimentazione
  idraulica che hanno ridotto l'apporto dei sedimenti al litorale' e
  che  evidente conseguenza del fenomeno è che non sono più fruibili
  una  importante arteria stradale, il locale campo sportivo  con  i
  relativi spogliatoi e, ancor più grave, una prima schiera di  case
  è  ormai esposta direttamente ai marosi con grave pregiudizio  per
  la incolumità dei cittadini oltre la riduzione dell'ampiezza della
  spiaggia;

   verificato inoltre che dal lontano 2005, anno nel quale  è  stato
  ultimato  il primo lotto di un progetto che prevede la  protezione
  ed  il  ripascimento del litorale sopra descritto, non sono  stati
  avviati  ulteriori  lavori  a  completamento  dell'intervento   di
  ripascimento dell'arenile;

   ritenuto   che  è  ormai  urgente  e  indifferibile  avviare   la
  definizione  dell'opera a protezione del litorale che tra  l'altro
  ricade in parte all'interno di un'area marina protetta che subisce
  anch'essa   dei  dannosi  effetti  della  erosione  costiera   con
  nocumento delle biocenosi marine e della prateria di posidonia;

   per  sapere  se  intendano procedere con urgenza al finanziamento
  per  il completamento dell'opera di ripascimento e protezione  del
  litorale   della   frazione  San  Giorgio  di  Gioiosa   Marea   a
  salvaguardia   della   incolumità  dei   cittadini,   delle   loro
  abitazioni, e per la tutela dello sviluppo economico-turistico  di
  tutta l'area del golfo di Patti». (1821)

                                                              CORONA

   «Al  Presidente  della  regione e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   attraverso  un  bando recentemente pubblicato nella  GURS,  serie
  speciale  concorsi, la Regione ha messo in moto un  meccanismo  di
  selezione  per  nuovo personale per figure professionali  che  già
  numerose affollano gli elenchi dei soggetti in servizio presso  il
  comparto forestale;
   l'inserimento  di  nuovo  personale forestale  che  la  selezione
  concorsuale    immetterà    nel    circuito    farà     conseguire
  all'Amministrazione regionale un doppio risultato negativo, e cioè
  quello  di  aggiungere nuovi precari al gruppo già consistente  di
  forestali e vanificare ogni possibilità di nuovi investimenti  per
  la formazione e/o l'aggiornamento del contingente dei lavoratori;

   le  figure  interessate  al nuovo reclutamento  sono  quelle  di:
  trattorista; vivaista selezionatore di piantine o parti di  pianta
  (marze  e/o talee); vignaiolo; operaio specializzato in  vivaismo;
  addetto  alla  coltivazione  di  colture  arboree;  conduttore  di
  macchine  agricole  vendemmiatrici addetto  alla  coltivazione  di
  vigneti;   aiutante  di  laboratorio  con  capacità  professionale
  acquisita   anche  per  titoli  per  operazioni   di   laboratorio
  riferibili   a   colture   in   vitro,   innesto   a    verde    e
  micropropagazione; conduttore patentato di trattori  e  automezzi;
  addetto  alle  colture  sperimentali  vivaistiche;  addetto   alla
  coltivazione di orticole in ambiente protetto;

   le  suddette figure sarebbero richieste per svolgere  le  proprie
  funzioni  in  ambiti  territoriali  ricadenti  nelle  province  di
  Messina, Palermo, Ragusa e Trapani;

   attualmente i trattoristi in servizio nel contingente  forestale,
  così  come le altre figure professionali richieste nel bando, sono
  in  numero  sufficiente  e razionalmente  collocate  su  tutte  le
  province siciliane, in maniera tale da sopperire ad ogni necessità
  d'organico;

   ricordato che:

   il Governo regionale, nel mese di maggio 2009, ha sottoscritto un
  accordo  con le organizzazioni sindacali dei lavoratori  forestali
  finalizzato  ad aumentare il numero delle giornate  lavorative  da
  questi    annualmente   svolte,   nell'ottica   di   stabilizzarne
  progressivamente il rapporto di lavoro in base ad una  consistenza
  numerica definita;

   i  lavoratori stagionali inseriti nell'elenco regionale ai  sensi
  della legge regionale n. 14 del 2006 sono in Sicilia circa 25 mila
  e risultano ben distribuiti nelle nove province;

   gli accordi sottoscritti dall'Amministrazione regionale dall'Ente
  di   sviluppo  agricolo  con  le  rappresentanze  sindacali   sono
  finalizzati   alla  stabilizzazione  lavorativa   dei   cosiddetti
  trattoristi  dell'ESA  ormai da più di venti  anni  impegnati  per
  circa 200 giornate lavorative l'anno;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dovere porre in essere tutte le  iniziative
  utili  per  la  revoca  del bando per la  selezione  di  personale
  operaio,  pubblicato nella GURS, serie speciale concorsi,  del  25
  febbraio 2011;

   se  non ritengano altresì di dover provvedere alla sospensione di
  tutte  le procedure finalizzate alla selezione di nuovi lavoratori
  agricoli  ed,  invece, attingere, laddove fosse  necessario,  alla
  graduatoria dei trattoristi e degli operatori agricoli;

   quali  iniziative  intendano assumere  affinché  il  processo  di
  stabilizzazione  graduale  dei  lavoratori  stagionali,   inseriti
  nell'elenco  regionale  ai  sensi della  l.r.  14/2006,  giunga  a
  conclusione» (1825)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                    MANCUSO - LIMOLI

   «Al Presidente della regione, all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione  professionale  e all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   con  decreti  del dirigente generale dell'Agenzia  regionale  per
  l'impiego,  l'orientamento, i servizi e le attività  formative  14
  settembre  2010,  n.  765 e 14 settembre  2010,  n.  766,  ambedue
  registrati  alla Corte dei conti il successivo 27 settembre  2010,
  sono stati attivati i c.d.  sportelli multifunzionali' di cui agli
  avvisi pubblici n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010;

   con  nota  n.  1520  del 5 ottobre 2010, la predetta  agenzia  ha
  richiesto all'autorità di audit dei programmi finanziati  dal  FSE
  se   -  atteso  che  nei  progetti  in  parola  vengono  impiegati
  lavoratori dipendenti con contratto di lavoro subordinato a  tempo
  indeterminato   -  risultino  finanziabili  tutti   gli   istituti
  contrattuali  previsti dal contratto collettivo  di  lavoro  della
  formazione professionale ed in particolare tutti quegli istituti a
  tutela del lavoratore;

   considerato che:

   l'autorità  di  audit con missiva prot. n. 5030 del  15  novembre
  2010  riscontrava  la richiamata richiesta di parere  significando
  che  nei  documenti  di attuazione del FSE la materia  non  veniva
  chiaramente    esposta    e    ciò    manifestava    una    lacuna
  all'intelligibilità dei documenti, arrecando un vulnus al  sistema
  dei controlli;

   la   predetta   autorità  concludeva  affermando  la   competenza
  dell'autorità  di  gestione  del FSE  ad  esplicitare  e  chiarire
  l'ammissibilità  a  finanziamento di tutte le  voci  contrattuali,
  evidenziando - al contempo - che taluni istituti non  gravano  sul
  datore  di  lavoro,  bensì su soggetti diversi  e,  pertanto,  non
  rimborsabili;

   l'autorità  di  gestione  del  FSE,  con  decreto  del  dirigente
  generale  del  Dipartimento  regionale  dell'istruzione  e   della
  formazione  professionale 17 dicembre 2010,  n.  4950,  integrava,
  all'articolo 2, il vademecum per l'attuazione del POR Sicilia  FSE
  statuendo,  tra l'altro, che  i costi del personale devono  essere
  pertinenti   alle   attività   dell'operazione   finanziata.   Gli
  emolumenti  ad personam, tra i quali rientra anche la maternità  e
  il  congedo  matrimoniale, non costituiscono spesa ammissibile  al
  finanziamento';

   ritenuto che:

   tale  statuizione - che non interviene soltanto per gli sportelli
  multifunzionali ma per tutti gli interventi finanziati con risorse
  comunitarie  o  con  i  FAS - comporta la  violazione  di  diritti
  costituzionali  e  contrattuali, da diritti  sindacali  (permessi,
  diritto   di  partecipazione  alle   assemblee,  ecc.)  a  diritti
  elettorali  (permesso  per partecipare all'espressione  del  voto,
  ovvero rappresentante di lista o membro del seggio elettorale), ed
  ancora diritti socio-assistenziali (pagamento primi tre giorni  di
  congedo   per   motivi  di  salute,  tutela  della   maternità   e
  dell'infanzia, assistenza ai familiari portatori di handicap grave
  ex   legge  104)   per  non  fare  riferimento  alle  disposizioni
  contrattuali;

   la  cennata disposizione viola palesemente la Costituzione  della
  Repubblica  e  segnatamente  ed  in  particolare  l'ultimo   comma
  dell'articolo   39,   nella  parte  in  cui  prevede   l'efficacia
  obbligatoria dei contratti collettivi di lavoro;

   per  sapere  quali  iniziative  intendano  adottare  al  fine  di
  tutelare  i diritti dei lavoratori costituzionalmente garantiti  e
  di  conoscere analiticamente le spese definite ad personam  nonché
  la  disposizione  comunitaria che non ammette a  finanziamento  le
  predette spese». (1826)

                                                           GUCCIARDI

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  interrogazioni  testé   annunziate
  saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'articolo  15, comma 1, del decreto-legge n. 78  del  31  maggio
  2010,  recante  'Misure  urgenti  in  materia  di  stabilizzazione
  finanziaria   e  di  competitività  economica',  convertito,   con
  modifiche,  in legge numero 122 del 30 luglio 2010,  stabilisce  i
  criteri   e  le  modalità  di  applicazione  del  pedaggio   sulle
  autostrade  e  sui  raccordi  autostradali  in  gestione   diretta
  dell'ANAS  Spa,  in  relazione  ai  costi  di  investimento  e  di
  manutenzione straordinaria oltre a quelli relativi alla  gestione,
  nonché l'elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio;

   in  data 25 giugno 2010, il Presidente del Consiglio dei ministri
  ha  adottato un decreto con il quale, nelle more dell'adozione del
  decreto  di cui all'articolo 15, comma 1, del citato decreto-legge
  78  del  2010', dispone, nell'articolo unico, quanto segue:  Nella
  tabella  allegata  che costituisce parte integrante  del  presente
  provvedimento  sono individuate le stazioni di  esazione  relative
  alle  autostrade  a  pedaggio  assentite  in  concessione  che  si
  interconnettono  con  le autostrade e i raccordi  autostradali  in
  gestione diretta ANAS, presso le quali, a decorrere dal 1o  luglio
  2010  e  fino  alla  data  di  applicazione  dei  pedaggi  di  cui
  all'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, numero
  78,   e  comunque  non  oltre  il  31  dicembre,  si  applica   la
  maggiorazione  tariffaria forfettaria prevista  dall'articolo  15,
  comma  2, del citato decreto-legge numero 78 del 2010, secondo  le
  modalità  ivi  prescritte, che non potrà  comunque  comportare  un
  incremento  superiore  al  25 per cento  del  pedaggio  altrimenti
  dovuto';

   con  tale  provvedimento,  contro il quale  risultano  presentati
  dieci  ricorsi ai Tribunali amministrativi regionali da  parte  di
  altrettante  amministrazioni locali, è stata quindi  approvata  la
  prevista  maggiorazione tariffaria forfettaria  transitoria  ed  è
  stato  fornito l'elenco delle stazioni e dei raccordi  interessati
  dal provvedimento che, in Sicilia, sono: la A29 Palermo-Mazara del
  Vallo,  la A29 direzione Alcamo - Trapani, la A29 diramazione  per
  Birgi, la A29 al raccordo per Punta Raisi, la A29 diramazione  per
  via Belgio e la A19 Palermo-Catania;

   con  l'articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 125 del 5 agosto
  2010,  recante  'Misure  urgenti per il settore  dei  trasporti  e
  disposizioni  in materia finanziaria', convertito, con  modifiche,
  in legge n. 163 del 01/10/2010, è stata anticipata dal 31 dicembre
  al  30  aprile  2011  la  data entro la  quale  l'ANAS  Spa  dovrà
  provvedere  ad  applicare  il  pedaggio  sulle  autostrade  e  sui
  raccordi a gestione diretta;

   il   13  settembre  2010,  l'ANAS  ha  pubblicato,  con  clausola
  d'urgenza,  un  bando  di  gara da 150 milioni  di  euro,  per  la
  fornitura  e  messa  in  opera di un  sistema  di  esazione  senza
  barriere sulle autostrade e sui raccordi autostradali;

   già  dall'1  maggio  2011, dunque, le tratte suddette  dovrebbero
  essere  soggette  a pagamento mediante un sistema  di  rilevazione
  automatica 'free flow', senza caselli, ma con controllo dei varchi
  tramite  telecamere  e  sistemi a radiofrequenza  e  microchip  su
  bollino  da  esporre sul parabrezza, in mancanza  del  quale  sarà
  inevitabile incorrere in apposita multa;

   sul  quotidiano 'Giornale di Sicilia' del 2 marzo 2011, si  legge
  che  'in  Sicilia saranno soggetti al pedaggio 425  chilometri  di
  autostrade,  pari  al 45 per cento dell'intera rete  di  Anas.  Il
  costo  sarebbe  di  1,50  euro a tratta.  Quindi,  chi  abita,  ad
  esempio,  a  Carini  e lavora a Palermo pagherebbe  tre  euro  per
  andare  e  tornare. Novanta euro al mese per 20 giorni di  lavoro.
  Anas,  però, non guadagnerebbe nulla da questa operazione,  perché
  la  somma  dei  pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti  statali
  alla  società.  In  questo  modo, il governo  nazionale,  vorrebbe
  recuperare  trecento  milioni di euro. E circa  la  metà  arriverà
  proprio dalla Sicilia';

   gli introiti, stimati per la Sicilia in oltre 150 milioni di euro
  annui, dunque, non sarebbero destinati al miglioramento della rete
  viaria  locale  esistente, ma andrebbero a  ridurre  i  contributi
  annui dovuti dallo Stato ad ANAS s.p.a.;

   considerato che:

   l'imposizione  da parte del Governo nazionale dei  pedaggi  sulle
  autostrade  siciliane  rappresenterebbe un  ingiusto  aggravamento
  della pressione economica sui cittadini;

   i  siciliani  sono già fortemente penalizzati da  un  sistema  di
  trasporto autostradale insicuro e fuori da ogni standard normativo
  e  tecnico,  carente  di  manutenzione e  privo  di  requisiti  di
  sicurezza;

   con  l'interrogazione  n. 1248 del 24 giugno  2010  è  già  stato
  denunciato  lo stato di totale degrado e abbandono dell'autostrada
  A29  Palermo-Trapani-Mazara  del  Vallo  ed  è  stato  chiesto  un
  intervento   urgente  del  governo  sull'ANAS  per  garantire   la
  sicurezza  e  dell'efficienza del tratto stradale.  Le  condizioni
  della A19 Palermo-Catania non possono certo dirsi migliori;

   in  vista  del pagamento del pedaggio, come riportano le cronache
  del  quotidiano La Sicilia' del 3 e 4 aprile scorso, si  sono  già
  registrate  le prime proteste dei cittadini che hanno  organizzato
  sit-in e raccolte di firme contro il provvedimento;

   il  27 marzo scorso, i sindaci dell'area madonita si sono riuniti
  in  assemblea  per  decidere quali iniziative adottare  contro  il
  balzello.   Le   misure  prese  in  considerazione  prevedono   la
  costituzione  di  un  coordinamento, l'adozione  di  delibere  dei
  consigli comunali, la promozione di impugnative giurisdizionali. I
  sindaci,  il  4  aprile,  hanno anche incontrato  il  prefetto  di
  Palermo per chiedergli di intervenire presso il governo e l'ANAS;

   per conoscere se non ritengano opportuno intervenire urgentemente
  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  presso  il
  Ministero  dell'economia e il Ministero delle  infrastrutture  per
  chiedere  l'adozione  di  tutte  le  iniziative,  anche  in   sede
  parlamentare,  necessarie alla revoca immediata del  provvedimento
  che impone il pagamento del pedaggio». (111)

                                                          MATTARELLA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  258  «Iniziative a livello centrale per il  potenziamento
  dell'organico  dei  Vigili del  fuoco  in provincia  di  Messina»,
  degli   onorevoli  Ardizzone,  Adamo,  Forzese,  Lentini,  Ragusa,
  Giuffrida, Parlavecchio e Nicotra, presentata il 5 aprile 2011;

   numero  259  «Iniziative  volte ad  evitare  la  realizzazione  e
  l'installazione  di nuovi impianti per il pagamento  del  pedaggio
  sulle  autostrade e sui raccordi autostradali in gestione  diretta
  di  ANAS  s.p.a.»,  degli onorevoli Bufardeci, Cimino,  Incardona,
  Mineo, Scilla, presentata il 6 aprile 2011;

   numero  260  «Revoca  del  bando dell'Assessorato  delle  risorse
  agricole  ed alimentari, per la selezione, per titoli e  prova  di
  idoneità,  per  varie  qualifiche  di  personale  operaio»,  degli
  onorevoli  Mancuso,  Leontini, Limoli e Corona,  presentata  il  7
  aprile 2011. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella  città  di Messina si registra una serie di criticità,  per
  cui sarebbe necessario lo sviluppo e l'implementazione del Comando
  provinciale dei Vigili del fuoco;

   oltre  all'instabilità geologica del territorio, la provincia  di
  Messina  presenta  ulteriori elementi di rischio  che  non  devono
  essere     assolutamente    trascurati    nella     pianificazione
  dell'organizzazione dei servizi di soccorso: il  rischio  sismico,
  zona   I  in  base  alla  classificazione  nazionale;  il  rischio
  vulcanico, vista la presenza dell'arcipelago delle Eolie  con  due
  vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre all'esistenza dell'Etna
  appena  al  di là del confine meridionale; il rischio  di  incendi
  estivi,  favoriti anche dai forti venti di scirocco  che  sono  in
  grado  di  determinare  improvvisi fronti  di  fuoco  di  svariati
  chilometri;   il   rischio   legato  alla   scarsa   presenza   di
  infrastrutture  interne di collegamento ed  alla  mancanza  di  un
  sistema  di viabilità efficiente, visto che la maggior  parte  dei
  centri  interni  sono  collegati  con  strade  unidirezionali;  il
  rischio  industriale, soprattutto nella zona di  Milazzo,  dove  è
  ubicata  una delle raffinerie più importanti d'Europa; il  rischio
  connesso  alla  gestione  delle infrastrutture  portuali  ad  alto
  traffico,   quali   soprattutto   Messina,   scalo   di   crociere
  internazionali e dei traghetti verso il continente, con il maggior
  numero  di  transiti  nazionali annui  di  passeggeri.  A  ciò  si
  aggiunga  il porto di Milazzo e il traffico verso le  Eolie  e  il
  rischio connesso all'imminente insediamento del cantiere del ponte
  sullo Stretto;

   recentemente, in una lettera indirizzata negli scorsi  giorni  al
  sindaco  della  città, il comandante provinciale  dei  Vigili  del
  fuoco   ha   evidenziato  come  Messina  e  provincia   presentino
  caratteristiche  di esposizione al rischio e di vulnerabilità  che
  impongono  la  massima attenzione da parte di  autorità,  enti  ed
  istituzioni  preposti alla gestione del territorio, a causa  delle
  particolari caratteristiche dello stesso, interamente collinare  e
  montuoso,  e  predisposto  a gravi e calamitosi  eventi  legati  a
  dissesti  idrogeologici  sia sul versante  ionico  che  su  quello
  tirrenico;

   considerato che:

   i  Vigili  del  fuoco della provincia di Messina sono  stati  più
  volte messi alla prova - vedasi i più recenti, in ordine di tempo,
  eventi   alluvionali  -  gestendo  l'emergenza  in  modo  egregio.
  Tuttavia  ciò  è  dovuto  più al loro  spirito  di  sacrificio  ed
  abnegazione che all'organizzazione;

   infatti,  ad  oggi  Messina non dispone di un'organizzazione  dei
  servizi  di soccorso dei Vigili del fuoco coerente con gli scenari
  di emergenza che si potrebbero verificare, tenuto conto del numero
  di  squadre complessivamente presenti, l'ubicazione delle sedi  di
  servizio, nonché l'estensione del territorio da servire e l'entità
  della popolazione;

   l'attuale  organico del Comando provinciale dei Vigili del  fuoco
  di  Messina  riesce ad assicurare il servizio con una  squadra  di
  intervento in ciascuna delle sedi provinciali (Messina centrale  e
  nord, Milazzo, Patti, S. Agata di Militello, Lipari, Letojanni)  e
  nei  due distaccamenti portuali, per un totale di circa 50  unità,
  oltre  ai  Vigili del fuoco volontari presenti presso le sedi  dei
  distaccamenti  volontari  di  S.  Stefano  di  Camastra   e   Moio
  Alcantara.  Tuttavia,  la copertura del territorio  garantita  dai
  predetti  distaccamenti  è  largamente insufficiente:  la  maggior
  parte  della  provincia è raggiungibile con tempi superiori  a  40
  minuti che in molti casi arrivano ad oltre 60 minuti;

   Messina presenta una grave anomalia: è la più popolosa ed  estesa
  città italiana di categoria S5 (organico medio di circa 130 unità:
  nel   complesso  le  unità  sono  334),  tuttavia  diverse   città
  capoluogo, sia pure di superficie e popolazione inferiore a quella
  di  Messina  (vedasi Cagliari, Salerno, Trieste)  hanno  categoria
  superiore, mentre le altre città di categoria S5 hanno in generale
  caratteristiche di popolazione e superficie inferiori a quelle  di
  Messina;

   particolarmente  critica appare la copertura della  zona  ionica,
  dove  da tempo si è in attesa dell'attivazione di un distaccamento
  in corrispondenza del comune di Roccalumera, senza dimenticare che
  Milazzo  è  servita  da  un  distaccamento  D1,  vale  a  dire  di
  composizione minima e che le isole minori non sono oggi coperte da
  un efficace servizio di soccorso;

   ritenuto  che  è  stata  presentata al  Senato  della  Repubblica
  un'interrogazione parlamentare di contenuto identico alla presente
  mozione per chiedere al Ministro degli interni se sia a conoscenza
  della difficile situazione in cui versa il Comando dei vigili  del
  fuoco   della   provincia  di  Messina,  considerata  l'estensione
  territoriale,  la  densità  abitativa e  soprattutto  le  numerose
  criticità che affliggono il territorio e se, nell'ambito delle sue
  competenze e facoltà, intenda tempestivamente ovviarvi attraverso,
  tra l'altro, l'incremento dell'organico del Comando di Messina, in
  modo  da  costituire anche un distaccamento nella zona  sud  della
  città, la riclassificazione della sede cittadina in categoria  S7;
  il potenziamento del distaccamento di Milazzo sino a categoria D3;
  l'istituzione  del  distaccamento permanente  di  Roccalumera;  il
  sostegno alla nascita di distaccamenti volontari in tutte le isole
  minori ed in altri comuni del territorio interno,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad intervenire tempestivamente presso il Governo nazionale, ed in
  particolare  presso il Ministro degli interni, affinché  si  possa
  implementare  l'organico  dei Vigili del  fuoco  in  provincia  di
  Messina,  in modo da costituire anche un distaccamento nella  zona
  sud  della  città,  la riclassificazione della sede  cittadina  in
  categoria S7; il potenziamento del distaccamento di Milazzo sino a
  categoria  D3;  l'istituzione  del  distaccamento  permanente   di
  Roccalumera;  il sostegno alla nascita di distaccamenti  volontari
  in  tutte  le  isole  minori  ed in altri  comuni  del  territorio
  interno». (258)

                            ARDIZZONE-ADAMO-FORZESE- LENTINI-RAGUSA-
                                      GIUFFRIDA-PARLAVECCHIO-NICOTRA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con il comma 1 dell'articolo 15 del decreto-legge 31 maggio 2010,
  n.  78, convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n.
  122,   sono   stati  stabiliti  i  criteri  e  le   modalità   per
  l'applicazione  del  pedaggio  sulle  autostrade  e  sui  raccordi
  autostradali in gestione diretta di ANAS s.p.a.;

   con  il  decreto-legge  5 agosto 2010, n.  125,  convertito,  con
  modificazioni,  in  legge  1 ottobre  2010,  n.  163,  sono  state
  apportate  ulteriori modifiche all'articolo 15  del  sopra  citato
  decreto - legge n. 78 del 2010, in particolare:

   viene fissato al 30 aprile 2011 il termine entro il quale mettere
  a  regime  l'applicazione  del pedaggio  sulle  autostrade  e  sui
  raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS s.p.a.;

   viene ribadita, in fase transitoria, a decorrere dal primo giorno
  del  secondo  mese successivo all'entrata in vigore  del  decreto-
  legge n. 125 del 2010 e fino alla data di applicazione dei pedaggi
  di  cui al comma 1, la possibilità di applicare, entro e non oltre
  il 31 dicembre 2011, una maggiorazione tariffaria forfetaria di un
  euro  per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le  classi
  di  pedaggio  3,  4,  5,  presso le  stazioni  di  esazione  delle
  autostrade  a  pedaggio  assistite che si interconnettono  con  le
  autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta ANAS;

   viene   confermata   la  previsione  che  le  entrate   derivanti
  dall'attuazione dei commi 1 e 2 vanno a riduzione  dei  contributi
  annui  dovuti  dallo Stato per investimenti relativi  ad  opere  e
  interventi  di  manutenzione  straordinaria  anche  in  corso   di
  esecuzione;

   vengono confermati i canoni di pedaggio chilometrico da applicare
  che,  a regime, cioè dall'1 gennaio 2011, saranno di due millesimi
  di  euro  a chilometro per le classi di pedaggio A e B, e  di  sei
  millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5;

   considerato che:

   le  condizioni  della sede e del manto stradale,  dei  sistemi  e
  degli standard di sicurezza di ampi tratti autostradali in Sicilia
  sono ben lontani da quelli di altre autostrade del resto d'Italia,
  per non paragonarle a quelle del resto d'Europa;

   la  cosiddetta mobilità alternativa sia per i passeggeri che  per
  le   merci  è  pressoché  inesistente  in  Sicilia.  I  tempi   di
  percorrenza di tratte medie non soddisfano minimamente le esigenze
  dei  viaggiatori  pendolari,  tanto  meno  delle  aziende,  quelle
  agricole  in  particolare, che hanno la necessità di  far  muovere
  celermente i prodotti freschi. Manca, di fatto, un adeguato  piano
  infrastrutturale che permetta lo scambio intermodale dei mezzi  di
  trasporto per le merci;

   l'introduzione dei pedaggi autostradali, così come previsti dalla
  normativa sopracitata, introdurrebbe solo un ulteriore balzello  a
  danno  dei  siciliani  e  un aggravio dei  costi  delle  merci  in
  partenza  e/o in transito dalla Sicilia, senza alcun miglioramento
  del servizio e del sistema autostradale;

   visto    il    decreto    interministeriale   (Ministero    delle
  infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell'economia  e  delle
  finanze) del 5 luglio 2010, notificato il 29 novembre 2010 al CAS,
  'decadenza   delle   concessioni   autostradali,   con   passaggio
  definitivo  di consegne e giurisdizione all'ANAS delle tre  tratte
  autostradali';

   viste, altresì,

   l'ordinanza  n.  201100029  del 13  gennaio  2011  del  Tribunale
  amministrativo  regionale  (TAR)  di  Catania,  con  la  quale  si
  accoglie  il  ricorso numero di registro generale 2484  del  2010,
  integrato  da  motivi  aggiunti, proposto  dal  Consorzio  per  le
  autostrade  siciliane,  in persona del legale  rappresentante  pro
  tempore, contro il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
  ed  il  Ministero dell'economia e delle finanze,  in  persona  dei
  Ministri  pro  tempore,  e  ANAS, in persona  del  Presidente  pro
  tempore, e con la quale si sospendono gli effetti del decreto;

   la  sentenza del TAR del Lazio n. 1566 del 21 febbraio 2011,  che
  ha  dichiarato illegittimo il decreto del Presidente del Consiglio
  dei  Ministri  25  giugno 2010, avente ad oggetto l'individuazione
  delle tratte autostradali su cui imporre nuovi pedaggi o aumentare
  forfetariamente quelli precedenti, in attuazione dell'art. 15  del
  sopra  citato decreto - legge n. 78 del 2010, in quanto  viola  lo
  stesso art. 15, per eccesso di potere, e, sotto altro profilo,  la
  direttiva  CE 2006/38 in materia di pedaggi, che ha stabilito  che
  gli  stessi debbano essere posti in luoghi consoni (autostrade)  e
  debbano rispondere al cosiddetto principio di beneficio;

   ritenuto  che  la situazione in atto, dal punto  di  vista  delle
  competenze  sulle autostrade e sui raccordi autostradali  e  sulla
  possibilità di applicare in toto le previsioni di cui all'articolo
  15  dei più volte citati decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 125 del
  2010 appare non essere del tutto definita,

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire  presso il Governo nazionale e  ad  intraprendere
  tutte le iniziative utili per scongiurare l'avvio dell'iter per la
  realizzazione  di  nuovi  impianti per il pagamento  del  pedaggio
  sulle  autostrade e sui raccordi autostradali in gestione  diretta
  di ANAS s.p.a;

   a   far   sì  che  l'introduzione  di  eventuale  pedaggio  sulle
  autostrade siciliane, dove in atto non è previsto alcun pagamento,
  sia  subordinata alla completa attuazione di un piano  complessivo
  di  miglioramento  del  sistema viario, stradale,  autostradale  e
  ferroviario nella Regione;

   a  chiedere,  in subordine, la sospensione di qualsiasi  attività
  vessatoria  nei  confronti  del popolo  siciliano,  come  l'iniqua
  introduzione   del  pedaggio  sulle  autostrade  e  sui   raccordi
  autostradali,   fino  alla  definizione  del   contenzioso   sulle
  competenze  e  sulla  giurisdizione delle  autostrade  siciliane».
  (259)

                             BUFARDECI-CIMINO-INCARDONA-MINEO-SCILLA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  bando recentemente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione siciliana, serie concorsi, la Regione ha messo in moto  un
  meccanismo   di   selezione  di  nuovo   personale,   per   figure
  professionali che già numerose affollano gli elenchi dei  soggetti
  in servizio presso il comparto forestale;

   l'inserimento  di  tale  personale, che la selezione  concorsuale
  immetterà   nel   circuito,  farà  conseguire  all'Amministrazione
  regionale   un  doppio  risultato  negativo,  e  cioè  quello   di
  aggiungere altri precari al già consistente gruppo di forestali  e
  quello di vanificare ogni possibilità di nuovi investimenti per la
  formazione e/o l'aggiornamento del contingente dei lavoratori;

   le  figure  interessate  al nuovo reclutamento  sono  quelle  di:
  trattorista; vivaista selezionatore di piantine o parti di  pianta
  (marze  e/o talee); vignaiolo; operaio specializzato in  vivaismo;
  addetto  alla  coltivazione  di  colture  arboree;  conduttore  di
  macchine  agricole  vendemmiatrici; addetto alla  coltivazione  di
  vigneti;   aiutante  di  laboratorio  con  capacità  professionale
  acquisita,   anche  per  titoli,  per  operazioni  di  laboratorio
  riferibili   a   colture   in   vitro,   innesto   a    verde    e
  micropropagazione; conduttore patentato di trattori  e  automezzi;
  addetto  alle  colture  sperimentali  vivaistiche;  addetto   alla
  coltivazione di orticole in ambiente protetto;

   le  suddette figure sarebbero richieste per svolgere  le  proprie
  funzioni  in  ambiti  territoriali  ricadenti  nelle  province  dì
  Messina, Palermo, Ragusa e Trapani;

   attualmente i trattoristi in servizio nel contingente  forestale,
  così  come le altre figure professionali richieste nel bando, sono
  in  numero  sufficiente  e razionalmente  collocate  in  tutte  le
  province siciliane, in modo tale da sopperire ad ogni necessità di
  organico;

   ricordato che:

   il Governo regionale, nel mese di maggio 2009, ha sottoscritto un
  accordo  con le organizzazioni sindacali dei lavoratori  forestali
  finalizzato  ad aumentare il numero delle giornate  lavorative  da
  questi    annualmente   svolte   nell'ottica    di    stabilizzare
  progressivamente il rapporto di lavoro in base ad una  consistenza
  numerica definita;

   i  lavoratori stagionali, inseriti nell'elenco regionale ai sensi
  della  legge  regionale n. 17 del 2006, sono in Sicilia  circa  25
  mila e risultano ben distribuiti nelle province regionali;

   gli   accordi   sottoscritti  dall'Amministrazione  regionale   e
  dall'Ente  di  sviluppo  agricolo con le rappresentanza  sindacali
  sono  finalizzati  alla  stabilizzazione per  circa  200  giornate
  lavorative l'anno,

                   impegna il Governo della Regione

   a  ritirare  il  bando  per la selezione  di  personale  operaio,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, serie
  concorsi, del 25 febbraio 2011;

   a sospendere l'esecuzione di procedure finalizzate alla selezione
  di nuovi lavoratori agricoli;

   ad  attingere dalla graduatoria dei trattoristi e degli operatori
  agricoli,  i  quali  attendono  di  poter  avere  incrementate  le
  giornate   lavorative,  sino  al  raggiungimento  della   completa
  stabilizzazione occupazionale». (260)

                                      MANCUSO-LEONITNI-LIMOLI-CORONA

   Avverto  che  le  stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   parlamentari

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 12 aprile 2011,
  sotto  la  presidenza del Presidente Cascio, con la partecipazione
  dei  vicepresidenti  onorevoli Formica e  Oddo,  e  dell'Assessore
  regionale  per l'economia, professor avvocato Armao, ha  stabilito
  all'unanimità che la sessione di bilancio si articolerà  nel  modo
  seguente:

   -  la  Commissione  Bilancio concluderà  i  propri  lavori  entro
  martedì 19 aprile;
   -  l'Aula terrà quindi seduta giovedì 21 aprile, alle ore  10.00,
  per  avviare  e  concludere la discussione generale congiunta  del
  disegno di legge di bilancio e della finanziaria.
   E' stato altresì stabilito che gli emendamenti saranno presentati
  entro le ore 20.00 dello stesso 21 aprile.
   L'Aula  tornerà a riunirsi martedì 26 aprile alle ore  16.00  per
  l'esame   dell'articolato,   tenendo   seduta   antimeridiana    e
  pomeridiana,  fino  alla  definitiva  approvazione  dei  documenti
  finanziari.

   Così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),  e  153
  del Regolamento interno, delle mozioni:

   -  numero  256  «Censura all'Assessore regionale per l'economia»,
  degli  onorevoli Leontini, Mancuso, Bosco, D'Asero, Scoma, Limoli,
  Corona,  Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo, Campagna,
  Marinese,  Beninati, Leanza Edoardo, Torregrossa, Formica,  Maira,
  Cordaro, Cascio Salvatore, Caronia, Dina, Catalano, presentata  il
  29 marzo 2011

   - numero 257 «Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di
  una  linea di autobus Palma di Montechiaro-Caltanissetta-Catania»,
  degli  onorevoli  Marinello, Di Guardo, Cracolici,  Di  Benedetto,
  presentata il 29 marzo 2011.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, intervengo soltanto per formulare una
  richiesta.
   Accade spesso che mozioni presentate un mese, un mese e mezzo  fa,
  vengano calendarizzate.
   Ho presentato una mozione, insieme ad altri colleghi, che riguarda
  l'Ente  porto  di Messina. E' passato quasi un anno e  mezzo  -  la
  mozione fu da me presentata a gennaio, anzi riformulata qui in Aula
  - ma di questa mozione non vedo traccia; è come quelle cose, signor
  Presidente,  di  cui  si  parla sempre ma che  poi  scompaiono  nei
  meandri di questa Assemblea.
   Le  sarei grato se la Presidenza dell'Assemblea vorrà attenzionare
  detta mozione in quanto le mozioni che hanno una data più recente -
  ripeto - vengono calendarizzate, questa invece rimane sempre ferma.
   Ho   piacere  che  nella  prossima  seduta  questa  mozione  venga
  calendarizzata. Non so più a chi dirlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari stabilisce quali mozioni vanno messe all'ordine
  del giorno. Non è stato mai richiesto per la verità, a meno che

   BENINATI. No, non è così

   PRESIDENTE.  Si fermi onorevole Beninati, forse lei ha  anticipato
  quello  che  dovevo dire, ma me lo faccia dire. Per la  verità  non
  ricordo,  avendo  partecipato  a  quasi  tutte  le  Conferenze  dei
  presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  che  sia  stata   richiesta
  l'inclusione di questa mozione nell'ordine del giorno.
   Però,  stia sereno perché chiederò personalmente che venga inclusa
  nella  prima seduta utile per quanto concerne la discussione  sulle
  mozioni.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nemmeno a citare
  il  Governo  che è assente ormai in maniera costante. Su  una  cosa
  dobbiamo   dire   che  questo  Governo  è  certo:   assentarsi   in
  continuazione dall'Assemblea.
   Volevo   soltanto  ricordare  che  abbiamo  decine  e  decine   di
  interrogazioni a cui gli assessori continuano a non rispondere.  In
  modo  particolare  quelle più  tarde' sono quelle della  Protezione
  civile.  Abbiamo  interrogazioni  del  settembre  2008,  a  cui  il
  Dipartimento di Protezione civile non risponde. In più, da  qualche
  mese  a questa parte, è invalsa la brutta abitudine da parte  degli
  assessori  di  presentarsi  in Aula  e  dichiarare  di  non  essere
  competenti sulla materia, nonostante vi sia allegata la  delega  da
  parte del Presidente della Regione.
   Siccome  so  che  lei è Presidente affidabile e  rispettoso  delle
  prerogative  dei parlamentari, vorrei ancora una volta invitare  la
  Presidenza a fare in modo che il Governo venga in Aula, risponda  e
  dia risposte certe ai rappresentanti del popolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la Presidenza ha già inviato  una
  nota al Presidente della Regione invitandolo, appunto, ad adoperasi
  affinché  gli assessori quando sono presenti in Aula per rispondere
  alle interrogazioni evitino di dichiararsi incompetenti.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  giovedì,  21  aprile
  2011, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni.

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 258  -   Iniziative  a livello centrale per il  potenziamento
         dell'organico  dei  Vigili  del  fuoco  in  provincia   di
         Messina ,  degli  onorevoli  Ardizzone,  Adamo,   Forzese,
         Lentini, Ragusa, Giuffrida, Parlavecchio, Nicotra;

   N. 259  -   Iniziative  volte  ad  evitare  la  realizzazione  e
         l'installazione  di nuovi impianti per  il  pagamento  del
         pedaggio  sulle autostrade e sui raccordi autostradali  in
         gestione   diretta  di  ANAS  s.p.a. ,   degli   onorevoli
         Bufardeci, Cimino, Incardona, Mineo,  Scilla;

   N. 260  -   Revoca  del  bando  dell'Assessorato  delle  risorse
         agricole  ed  alimentari, per la selezione, per  titoli  e
         prova  di  idoneità,  per  varie qualifiche  di  personale
         operaio ,  degli  onorevoli  Mancuso,  Leontini,   Limoli,
         Corona.

  III  -Discussione dei disegni di legge:

    1)    Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario  2011 e bilancio pluriennale per il triennio  2011-
    2013.  (n. 630)
    2)    Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
    Legge di stabilità regionale.  (n. 631)

                   La seduta è tolta alle ore 18.14

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

    Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica  Infrastrutture e
                               mobilità'

   FALCONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la mobilità, premesso che da diversi  mesi,  nel
  quadro di una rimodulazione del piano di traffico merci da parte di
  Trenitalia-cargo   Sicilia,  si  paventa  la   soppressione   della
  piattaforma  commerciale  della stazione  ferroviaria  di  Acireale
  (CT);

   considerato che alla decisione di sopprimere la piattaforma  merci
  di  Acireale segue la soppressione della tratta cargo di Bicocca  -
  Catania;

   preso   atto   che   la  superiore  decisione  sarebbe   veramente
  mortificante  non solo per la città di Acireale,  ma  per  l'intera
  provincia   di  Catania,  in  quanto  si  avrebbe  come   immediata
  conseguenza il venir meno di decine e decine di occupati  e  di  un
  indotto che crea benessere diffuso;

   atteso  che la detta rimodulazione, così penalizzante per l'intera
  provincia  di  Catania, e più in generale per la Sicilia,  pare  si
  allinei  al  potenziamento della piattaforma di  Gioia  Tauro,  col
  conseguente  trasferimento  di  risorse  dalla  Sicilia  ad   altra
  regione;

   tenuto  conto che la superiore problematica è già stata, nei  mesi
  scorsi e di recente, sollevata dal consigliere comunale di Acireale
  Camillo Baldi con interrogazioni consiliari, ma anche con prese  di
  posizioni   pubbliche  che  hanno  riscontrato  l'interesse   delle
  istituzioni locali e degli organi di stampa;

   considerato  ancora  che il servizio di scalo  merci  di  Acireale
  soddisfa un flusso commerciale di oltre 4.000 vagoni annui  con  la
  facilmente   quantificabile  ricaduta  economica   sul   territorio
  interessato;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno attivare tutte le necessarie iniziative
  tese  non  soltanto  a  salvaguardare  la  tratta  ferroviaria   di
  trasporto  merci  acese  e,  più in generale,  della  provincia  di
  Catania,  ma a rafforzare altresì le piattaforme merci già presenti
  nel  territorio siciliano, al fine di garantire decine e decine  di
  posti   di   lavoro  per  le  relative  famiglie,   tra   personale
  direttamente occupato ed indotto;

   in caso di intervento, quali siano le iniziative che saranno poste
  in  essere  ed  eventualmente quale coinvolgimento sarà  assicurato
  agli stessi enti locali». (1261)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1261  a  firma
  dell'onorevole Marco Falcone presentata in origine con richiesta di
  risposta  orale, trasformata in scritta in occasione  della  seduta
  d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono i seguenti elementi  di
  risposta  acquisiti da parte del competente Dirigente Generale  del
  Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità  e  dei
  trasporti.
   L'interrogazione dell'onorevole Falcone riguarda  nello  specifico
  la  piattaforma ferroviaria cargo Acireale-Catania, ma le criticità
  evidenziate  sono  riconducibili alla più ampia situazione  di  ben
  nota difficoltà in cui versa sistema dei trasporti ferroviari della
  regione,   situazione   ulteriormente  penalizzata   dai   continui
  mutamenti delle strategie del gruppo FS.
   Va  detto che l'orientamento della Divisione CARGO del gruppo  FS,
  perseguito in questi ultimi tempi, vista la grave crisi dei mercati
  nazionali  ed  internazionali che ha determinato  un  significativo
  calo  della produzione della Divisione CARGO, è quello di  adottare
  misure  di  razionalizzazione  che possano  costituire  il  miglior
  compromesso  possibile,  dal punto di vista puramente  industriale-
  commerciale,   tra   le  esigenze  del  mercato  e   l'inderogabile
  necessità, per Trenitalia, di non avere servizi in perdita.
   Tale    orientamento   ha   comportato,   di   conseguenza,    una
  riorganizzazione degli impianti e dei terminali diffusi sulla  rete
  nazionale. E' chiaro che, la  Divisione CARGO come tale non procede
  alla  soppressione  di un determinato scalo che compete  invece  ad
  RFI,  il  gestore  della  rete; ma è naturale  conseguenza  che  la
  mancanza  di  attività  su  quell'impianto,  determina  effetti  di
  chiusura dell'impianto stesso.
   Venendo  ora  all'esame  specifico  della  piattaforma  CARGO   di
  Acireale,  secondo quanto riportato da Trenitalia al  momento,  non
  c'è  una domanda di trasporto tale da giustificare l'organizzazione
  di  un  servizio  di  treni merci da e per il  Continente,  infatti
  "nell'intero primo semestre del 2009 - sono stati movimentati  solo
  117 carri carichi per spedizioni a carro singolo".
   Pertanto  la Divisione CARGO seguendo un criterio di sostenibilità
  economica ha spostato tale servizio nello scalo di Bicocca.
   A  tutto ciò si deve aggiungere che queste scelte risentono  della
  notevole  riduzione operata dal MEF, dei contributi per il sostegno
  alle attività della CARGO.
   Verrà tuttavia verificato se vi siano condizioni per un intervento
  della Regione che incentivi il ricorso al mezzo ferroviario per  il
  trasporto  delle  merci,  e poter quindi riaffrontare  il  discorso
  relativo  alla  riorganizzazione degli  impianti  prevedendo,  cioè
  altre piattaforme, quale possibilmente anche quella di Acireale».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo

   DI  BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   in   ordine  alla  presentazione  dell'offerta  vincolante   quale
  passaggio  nel processo di privatizzazione della Tirrenia  e  della
  sua  società Siremar, è giunta, alla scadenza dei termini previsti,
  una   sola   offerta  da  parte  della  Mediterranea   holding   di
  navigazione;

   la compagine azionaria della società in oggetto è così costituita:
  il  37% di proprietà della Regione, il 30,5% del gruppo armatoriale
  greco   Ttt  Lines  di  Alexsis  Tomasos,  il  18,5%  dell'armatore
  Salvatore   Lauro,   l'8%   della   società   Isolemar,    il    3%
  dell'imprenditore Nicola Coccia e il 3% della famiglia Busi;

   da   quanto  emerso  sulla  stampa  emerge  che  l'offerta   della
  Mediterranea è corredata da un piano industriale alla  cui  stesura
  ha  fornito  consulenza l'advisor Ernst&Young e  il  cui  contenuto
  avrebbe   l'ambizione  di  gestire  a  regime,  oltre  alle   linee
  attualmente   esercitate,  anche  uno  sviluppo  dei   collegamenti
  nazionali  ed internazionali, con l'obiettivo di puntare  sull'area
  di  libero  scambio col Maghreb, prevista dall'UE negli accordi  di
  Lisbona;

   considerato che:

   dalla    prospettiva   industriale  emerge   contestualmente   una
  situazione economica debitoria rilevante con la stretta operata  da
  alcuni  fornitori  e  l'interrogativo circa  il  mantenimento  alla
  società delle linee di credito attivate dalle banche;

   è  stata più volte espressa dai sindacati preoccupazione in ordine
  al numero di esuberi di personale che si configurano con l'adozione
  del predetto piano industriale;

   sempre  i sindacati per queste ragioni hanno chiesto l'attivazione
  immediata  di un tavolo allo scopo di confrontarsi con  la  società
  nel   merito   di   quanto  contenuto  nel  piano   industriale   e
  prioritariamente   per   conoscere  gli   orientamenti   circa   il
  mantenimento dei livelli occupazionali e concordare le  ipotesi  di
  stabilizzazione dei precari;

   il Presidente della Regione ha espresso soddisfazione sull'offerta
  di  Mediterranea,  sottolineando l'importanza  di  utilizzare  bene
  tutte le risorse a disposizione a partire dal personale;

   rilevato  che  il  termine ultimo per completare  il  processo  di
  privatizzazione è fissato al 30 settembre 2010;

   per sapere:

   se,  in  considerazione  del piano industriale  e  della  cospicua
  partecipazione  azionaria  alla società,  non  ritengano  opportuno
  fornire  i  necessari  elementi circa l'impegno  di  spesa  che  la
  Regione  dovrà  sostenere  e  se  ciò  non  comporti  ulteriori  ed
  irreparabili effetti sul bilancio regionale, già appesantito;

   se,  apprezzato  il piano industriale, quali iniziative  intendano
  assumere a conferma delle dichiarazioni comparse sulla stampa circa
  l'utilizzo  di  tutte  le  risorse a disposizione,  a  partire  dal
  personale,  e se a tal fine non ritenga opportuno porre  in  essere
  ogni  iniziativa  utile  alla convocazione  di  un  tavolo  con  le
  organizzazioni  sindacali per illustrare  il  piano  industriale  e
  confrontarsi sul suo impatto occupazionale». (1262)

   Risposta.  -  «In  relazione all'interrogazione n.  1262  a  firma
  dell'onorevole  Di  Benedetto Giacomo, presentata  in  origine  con
  richiesta  di  risposta  orale,  e successivamente  trasformata  in
  scritta in occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001,  si
  rappresenta   che   poiché   alcuni   degli   aspetti   evidenziati
  dall'Onorevole   interrogante   rientrano   tra    le    competenze
  dell'Assessorato all'Economia, con nota prot. 13266 dell'11/02/2011
  è   stata  inviata  copia  dell'atto  ispettivo  in  oggetto   alla
  Segreteria   tecnica   dell'Ufficio   di   diretta   collaborazione
  dell'Assessore  regionale per l'economia, per  gli  adempimenti  di
  relativa pertinenza.
   Con  riferimento  a  quanto  di  competenza  dello  scrivente,  si
  forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite
  del   Dirigente   Generale   del   Dipartimento   regionale   delle
  infrastrutture, della mobilità e dei trasporti.
   Con il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge  6
  agosto  2008, n. 133, è stata disposta, all'art. 57 del  Capo  X  -
  Privatizzazioni -, la completa privatizzazione della  Tirrenia,  la
  possibilità del trasferimento alle Regioni a titolo gratuito  delle
  società  regionali e la previsione di un affidamento  diretto  alle
  stesse dei servizi.
   Poiché non apparivano chiari i contorni del trasferimento, nessuna
  regione   ha  manifestato  la  volontà  di  prelevare  le   società
  regionali.
   Nelle  more  della definizione della questione, poiché la  Regione
  Siciliana  aveva  già  attivato le procedure  di  liberalizzazione,
  previste   dalla  legge  regionale  n.  12/2002,  il   Dipartimento
  competente ha chiesto all'Ufficio Legislativo e Legale un parere in
  ordine  alla compatibilità dei diversi sistemi di affidamento,  che
  ha  confermato  i  dubbi  e le perplessità  manifestati,  ritenendo
  obbligatoria  una modifica della norma regionale, previo  passaggio
  alla Comunità Europea.
   Successivamente  l'art.  26  del  decreto-legge  n.  118/2008   ha
  abrogato  la  possibilità  del  trasferimento  delle  società  alle
  Regioni    interessate,   prevedendo   la   diretta   e    completa
  privatizzazione della Tirrenia e delle collegate, la proroga  della
  convenzione  Tirrenia  per  l'anno  2009  e  la  stipula  di  nuove
  convenzioni, ai sensi della legge finanziaria  del 2007.
   Dal  18  dicembre  2008 in poi hanno avuto luogo diversi  incontri
  presso il Ministero per procedere e concordare le varie fasi  della
  privatizzazione fino a che, in data 13 marzo 2009, è stato adottato
  il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la
  totale privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia.
   Sul  presupposto  di  una mutata esigenza politica  delle  Regioni
  interessate  (Sardegna, Toscana, Lazio e Campania e  Sicilia),  nel
  mese  di  maggio 2009, è stata ripresa dal Governo l'intenzione  di
  cedere  senza  oneri  ai  predetti Enti  le  società  marittime  di
  rispettiva   pertinenza   territoriale,   affinché   esse    stesse
  individuassero   i   percorsi   di  privatizzazione   secondo   una
  tempistica,  da concordare a livello comunitario, coerente  con  la
  privatizzazione promossa dallo stesso Stato.
   Le  norme  contenute all'art. 19 ter della legge 20 novembre  2009
  n.166,  di  conversione del decreto legge n. 135  del  2009,  hanno
  sancito di trasferire alle Regioni Toscana, Sardegna e Campania  le
  rispettive  società  regionali, con l'impegno  di  provvedere  esse
  stesse  alla  loro  privatizzazione, mentre restava  in  capo  alla
  Fintecna attivare le procedure per la Tirrenia e per la Siremar.
   Le convenzioni in essere sono state prorogate fino al 30 settembre
  2010, e successivamente, in data 3 novembre 2009, è stato stipulato
  l'Accordo  di  Programma  per  la  regolamentazione  del   servizio
  pubblico  di cabotaggio marittimo regionale tra il Ministero  delle
  infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'economia e  delle
  finanze  e  la  Regione Siciliana, con il quale le  parti  si  sono
  impegnate a dar corso alla privatizzazione  della Società  Tirrenia
  insieme  alla  Siremar, mentre le altre Regioni  interessate  hanno
  stipulato simili accordi per l'acquisizione a titolo gratuito delle
  rispettive  collegate  regionali,  impegnandosi  ad  attivare  esse
  stesse le relative procedure di privatizzazione.
   Con  riferimento  all'individuazione delle rotte  ritenute  minime
  essenziali, a garanzia del diritto alla mobilità ed alla continuità
  territoriale   dei  cittadini  degli  Arcipelaghi   siciliani,   si
  rappresenta che il relativo assetto è stato elaborato, di concerto,
  con  la  Siremar  ed è stato inserito nello schema  di  Convenzione
  predisposto dal competente Ministero e, successivamente,  approvato
  dall'Amministrazione regionale.
   In  data 27 dicembre 2009 la Fintecna ha reso pubblico l'avviso  a
  manifestare  interesse  per  l'acquisto  delle  azioni  Tirrenia  e
  Siremar  entro  il 19 febbraio 2010, prevedendo la  possibilità  di
  partecipazione di Cordate o New Company, tra cui anche  la  Holding
  Mediterranea  citata  dagli  interroganti,  le  cui  procedure   di
  costituzione e di successive fasi di partecipazione alla  selezione
  restano in capo all'Assessorato regionale dell'economia».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e la mobilità e all'Assessore per  il  turismo,  lo
  sport e lo spettacolo, premesso che:

   la  fermata  della  stazione di Fontane  Bianche,  nel  comune  di
  Siracusa, costata 250 mila euro, rimane ancora inattiva, nonostante
  sia tecnicamente tutto pronto da oltre un anno e i treni continuano
  a passare senza fermarsi;

   i   treni   continueranno  a  sfrecciare  senza  fermarsi   finché
  Trenitalia  non  istituirà  una specifica tratta  'Siracusa-Fontane
  Bianche';

   montano ogni giorno le proteste dei cittadini delusi dalla mancata
  valorizzazione di un'opera che ha richiesto l'impiego di una grossa
  somma di denaro pubblico;

   preso atto che:

   è  rimasta  in  sospeso l'attivazione di un servizio  di  pubblica
  utilità che migliorerebbe l'offerta di trasporti pubblici non  solo
  per i cittadini residenti, i quali avrebbero una valida alternativa
  all'automobile,  che snellirebbe il traffico in uscita  dal  centro
  urbano,  ma  anche  per i numerosi turisti che  giungono  nei  mesi
  estivi nella frazione turistica;

   è  proprio con queste finalità che la fermata di Fontane Bianche è
  stata  ideata a suo tempo, senza contare che potrebbe essere  anche
  un  facile  approdo per i treni provenienti da Avola e  Noto  e  la
  provincia di Ragusa;

   considerato  che Trenitalia, attraverso gli organi di  stampa,  ha
  fatto  sapere  che l'attivazione di tale servizio  rientra  tra  le
  ipotesi  di  potenziamento del trasporto ferroviario, previsto  dal
  sottoscrivendo contratto di servizio con la Regione;

   per  sapere  se  non sia opportuno programmare, con l'urgenza  del
  caso, un tavolo tecnico con Trenitalia per la stipula del contratto
  di  servizio per l'apertura della fermata della stazione di Fontane
  Bianche, al fine di garantire alla cittadinanza ed ai tanti turisti
  la  possibilità  di usufruire di un giusto e corretto  servizio  di
  trasporto». (1277)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1277  a  firma
  dell'onorevole  Vincenzo  Vinciullo  presentata  in   origine   con
  richiesta  di risposta orale, e trasformata in scritta in occasione
  della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono i seguenti
  elementi  di  risposta acquisiti da parte del competente  Dirigente
  Generale  del  Dipartimento regionale delle  infrastrutture,  della
  mobilità e dei trasporti.
   La  costruzione  della fermata di Fontane Bianche è  stata  voluta
  fortemente, a suo tempo, dall'Amministrazione comunale aretusea  in
  quanto  funzionale  ad  una  politica  della  mobilità  mirante  ad
  incentivare  il  ricorso all'utilizzo del mezzo  pubblico  per  gli
  spostamenti  quotidiani  con  notevoli  benefici,  quindi,  per  il
  decongestionamento del traffico veicolare in entrata ed uscita  dal
  capoluogo lungo la direttrice SR-Noto-RG.
   Nella  fattispecie, la nuova fermata, favorirebbe gli  spostamenti
  non  soltanto  della  popolazione residente ma anche  dei  numerosi
  turisti  che, principalmente, nel periodo estivo  alloggiano  nelle
  diverse  strutture turistico-ricettive del litorale.
   L'attivazione della suddetta fermata, sia prevedendo la sosta  dei
  convogli   attualmente  previsti  in  orario,  e,  in   modo,   più
  accentuato,  se si dovesse configurare un'offerta  ad hoc   con  la
  previsione, quindi, di servizi aggiuntivi, comporta maggiori  oneri
  di produzione che, al momento, in mancanza di un quadro finanziario
  certo relativo al nuovo Contratto di servizio non risulta possibile
  coprire.
   L'Amministrazione comunale di Siracusa, in passato, nel  corso  di
  incontri  con Trenitalia si era mostrata possibilista  su  una  sua
  limitata partecipazione finanziaria a copertura dei maggiori  oneri
  di  produzione, attraverso, anche, l'acquisto di un certo numero di
  abbonamenti    ferroviari,    con    finalità    propriamente    di
  sponsorizzazione  del  nuovo servizio, e che,  peraltro,  avrebbero
  avuto  un  impatto limitato sul bilancio dell'Ente ( 12  mila  euro
  circa).  Non avendo, però, tale dichiarata disponibilità  avuto  un
  seguito  sul piano operativo, e, in mancanza di risorse nell'ambito
  dell'attuale Contratto di servizio con lo Stato, Trenitalia non  ha
  potuto procedere all'attivazione del nuovo impianto.
   Pertanto,  ogni decisione sull'apertura della nuova  fermata,  ove
  l'Amministrazione comunale non dovesse essere nelle  condizioni  di
  assicurare  un  suo contributo finanziario, sia  pure  minimo,  per
  rendere  fruibile la struttura, non potrà che essere  rinviata  nel
  momento  in  cui  l'Amministrazione  regionale  sarà  messa   nelle
  condizioni, da parte dei Ministeri competenti, il MEF e il MIT,  di
  sottoscrivere  il  nuovo  Contratto  di  Servizio  con  Trenitalia,
  semprechè  lo Stato trasferisca alla Regione un volume  di  risorse
  che consenta di prevedere, nella nuova programmazione dell'offerta,
  servizi aggiuntivi. E ciò, in quanto risulta estremamente difficile
  pensare  di  far fronte agli oneri relativi alla attivazione  della
  nuova   fermata   attraverso   misure   di   contenimento   e    di
  razionalizzazione che, proprio sulla linea SR-RG-CL, sono state già
  poste  in  essere  da parte di Trenitalia, in quanto  un  ulteriore
  dilatazione   delle  stesse  comporterebbe,  inevitabilmente,   una
  contrazione insostenibile del palinsesto dei servizi attuali».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che l'art. 6, comma 3,  num.
  1,  della legge regionale n. 865 del 22/10/1971 stabilisce  che  il
  consiglio  di amministrazione degli IACP è composto, tra gli  altri
  da: 'tre membri eletti dal Consiglio Provinciale, uno dei quali  in
  rappresentanza  delle  minoranze  (...)'  e  che,  secondo   quanto
  disposto  dall'art. 24, comma 4, della legge regionale 1  settembre
  1993,  n.  26,  si  applicano  al  presidente  della  provincia  le
  disposizioni  di  cui  ai  commi 1 e 2  dell'art.  26  della  legge
  regionale 26 agosto 1992, n. 7, e, pertanto, la competenza relativa
  alla  definizione degli indirizzi per la nomina e  la  designazione
  dei   rappresentanti  della  provincia  presso  enti,  aziende   ed
  istituzioni, precedentemente riservata al consiglio, spetta ora  al
  presidente  dell'ente,  il quale, con provvedimento  motivato,  può
  revocare e sostituire i rappresentanti della provincia presso enti,
  aziende  ed  istituzioni, anche prima della scadenza  del  relativo
  incarico;

   rilevato che l'art. 4 della legge regionale 20 agosto 1994, n. 32,
  come  sostituito dall'art. 9 della legge regionale n. 7  del  1996,
  così  recita:  'Tutte  le  nomine, le  designazioni  e  le  revoche
  attribuite  dalla  vigente Legislazione Nazionale  o  Regionale  ai
  Comuni  o  alle  Province sono di competenza, rispettivamente,  del
  Sindaco o del Presidente della Provincia' e che l'art. 6, comma  3,
  della   legge  regionale  n.  30/2000  stabilisce  che  le   nomine
  fiduciarie  demandate  ai  sindaci o ai presidenti  delle  province
  regionali  decadono  al  momento della cessazione  del  mandato  di
  sindaco o di presidente della provincia regionale;

   considerato che, nonostante l'avvenuta designazione, da parte  del
  Presidente  della  Regione, dei propri rappresentanti  in  seno  al
  consiglio  di amministrazione dell'Istituto autonomo case  popolari
  di  Siracusa, il Presidente della Regione siciliana ha prorogato  i
  poteri  del commissario straordinario del suddetto IACP  fino  alla
  ricostituzione dell'ordinario organo di gestione e,  comunque,  per
  un periodo non superiore a mesi sei;

   ritenuto  che detto provvedimento di proroga è un abuso  e  quindi
  totalmente illegittimo;

   per  sapere  se non ritengano, nel rispetto delle leggi  ed  anche
  alla  luce  delle  considerazioni sopra esposte, di  procedere  con
  urgenza  alla nomina del consiglio di amministrazione dell'Istituto
  autonomo case popolari di Siracusa, oggi occupato, abusivamente, da
  un   commissario,  il  cui  incarico  è  stato  immotivatamente  ed
  illegittimamente prorogato». (1293)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1293  a  firma
  dell'onorevole  Vincenzo  Vinciullo  presentata  in   origine   con
  richiesta  di risposta orale, e trasformata in scritta in occasione
  della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono i seguenti
  elementi  di  risposta acquisiti da parte del competente  Dirigente
  Generale  del  Dipartimento regionale delle  infrastrutture,  della
  mobilità e dei trasporti.
   L'interrogazione   n.1293,   formulata   dall'Onorevole   Vincenzo
  Vinciullo, è relativa alla mancata designazione dei componenti  del
  consiglio  di amministrazione dell'Istituto autonomo case  popolari
  di Siracusa.
   Si  deve rappresentare che, come per altri casi simili di istituti
  autonomi  di  altre  realtà dell'isola, a fronte  di  una  evidente
  esigenza  di riordino normativo di tale settore, non si poteva  non
  garantire la continuità amministrativa e contabile di questi enti.
   Nel caso in questione, l'ex Dipartimento Lavori Pubblici, con nota
  prot.  n.  47738  del  25/07/2008 trasmessa alla  Presidenza  della
  Regione,  all'I.A.C.P., e alla Presidenza della Provincia Regionale
  di  Siracusa,  invitava quest'ultima amministrazione  a  provvedere
  alla  designazione dei membri del Consiglio d'Amministrazione dell'
  I.A.C.P.,  ai sensi del punto 1, comma 3, art. 6, legge  n.  867/71
  nel termine di 60 gg.
   Con   note   nn.  5/E,  6/E,  7/E,   del  05/05/2009,  lo   stesso
  Dipartimento  chiedeva  agli  Enti ed  Uffici,  per  le  rispettive
  competenze, di nominare il Presidente e i componenti del  Consiglio
  di Amministrazione dell'I.A.C.P. .
   Tali   nominativi  sono  stati  trasmessi  alla  Presidenza  della
  Regione  -  Segreteria Generale - Servizio 1,  che  ha  chiesto  la
  presentazione  di  ulteriore  documentazione  per  la   conclusione
  dell'istruttoria  e   la  nomina dei componenti  del  consiglio  in
  oggetto.
   In    attesa    della    costituzione    del    nuovo    Consiglio
  d'Amministrazione,   al   fine   di   garantire    la    continuità
  amministrativa   e   contabile  è  stato  nominato,   con   decreto
  presidenziale  n. 425 del 16 luglio 2010 l'Ing. Nazzareno  Mannino,
  quale   Commissario   Straordinario   dell'I.A.C.P.,   fino    alla
  ricostituzione degli ordinari organi di gestione.
   Per ovviare a questa situazione di criticità generale con delibera
  di giunta regionale n. 395 del 15 ottobre 2010, ho ricevuto mandato
  di  rivisitare  il  disegno di legge riguardante la  trasformazione
  degli Istituti autonomi case popolari.
   Nelle  more  della  approvazione del disegno  di  legge  da  parte
  dell'Assemblea regionale siciliana è stato nominato dal  precedente
  Assessore  pro-tempore un commissario straordinario per  assicurare
  la  temporanea gestione amministrativa dell' Istituto Autonomo Case
  Popolari  di  Siracusa  per  un  periodo  massimo  di  180  giorni,
  rinnovabile per altri ulteriori 180 giorni.
   Con  delibera n. 500 del 30 dicembre 2010, la Giunta regionale  ha
  apprezzato il documento riguardante lo schema del testo legislativo
  di riforma degli IACP concernente la trasformazione degli stessi in
  Aziende Regionali per l'Edilizia Abitativa.
   Quindi  a  breve  l'Assemblea verrà investita dell'esame  di  tale
  d.d.l.   ,   in   tal   modo  conformandosi  gli  aspetti   oggetto
  dell'interrogazione in un quadro di contenimento della spesa per  i
  C.d.A., spesso pletorici e improduttivi».

   L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo

   MINEO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   in  questi  ultimi  mesi,  gli organi di stampa  hanno  raccontato
  quotidianamente di un'operazione di acquisizione in corso, da parte
  della Regione siciliana, delle compagnie di navigazione Tirrenia  e
  Siremar;

   secondo   queste  notizie,  tale  acquisizione  dovrebbe  avvenire
  tramite  una nuova società, la 'Mediterranea Holding', che vede  la
  Regione azionista di maggioranza con il 37% delle azioni;

   considerato  che  le  uniche  notizie  in  possesso  dei  deputati
  dell'ARS  sono  quelle  provenienti dagli organi  di  informazione,
  situazione  assolutamente inusuale visto che,  a  quanto  pare,  si
  tratta di acquisire una compagnia decisamente 'antiquata' per mezzi
  e, soprattutto, con un carico debitorio non indifferente;

   tenuto conto che:

   tale operazione vede coinvolti migliaia di lavoratori che, a causa
  di   queste   notizie  non  confermate,  vivono   in   uno   stato,
  assolutamente deleterio, di insicurezza per il loro futuro;

   diventa  improcrastinabile avere certezze e chiarimenti  sull'iter
  di  questa operazione commerciale, al fine di potere esaminare,  in
  Aula, tutti i risvolti sociali, economici e tecnici di un'eventuale
  regionalizzazione delle suddette compagnie;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  illustrare  all'Assemblea
  regionale  siciliana  quali siano le motivazioni  dell'acquisizione
  delle compagnie di navigazione Tirrenia e Siremar, a quanto ammonti
  l'investimento  previsto, da quali capitoli del bilancio  regionale
  venga   prelevato,  se  esistano  finanziamenti  statali  e   quali
  provvedimenti  si  intendano adottare  per  salvaguardare  i  posti
  occupazionali  dei  lavoratori della  Tirrenia  e  della  Siremar».
  (1311)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «In  relazione all'interrogazione n.  1311  a  firma
  dell'onorevole Mineo Francesco, presentata in origine con richiesta
  di  risposta  orale, e successivamente trasformata  in  scritta  in
  occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si rappresenta
  che   poiché   alcuni  degli  aspetti  evidenziati   dall'Onorevole
  interrogante   rientrano   tra   le   competenze   dell'Assessorato
  dell'Economia, con nota prot. 13266 dell'11/02/2011 è stata inviata
  copia  dell'atto  ispettivo  in  oggetto  alla  Segreteria  tecnica
  dell'Ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore regionale per
  l'economia, per gli adempimenti di relativa pertinenza.
   Con  riferimento  a  quanto  di  competenza  dello  scrivente,  si
  forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti dal  Dirigente
  Generale  del  Dipartimento regionale delle  infrastrutture,  della
  mobilità e dei trasporti.
   Con il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6
  agosto  2008, n. 133, è stata disposta, all'art. 57 del  Capo  X  -
  Privatizzazioni -, la completa privatizzazione della  Tirrenia,  la
  possibilità del trasferimento alle Regioni a titolo gratuito  delle
  società  regionali e la previsione di un affidamento  diretto  alle
  stesse dei servizi.
   Poiché non apparivano chiari i contorni del trasferimento, nessuna
  regione   ha  manifestato  la  volontà  di  prelevare  le   società
  regionali.
   Nelle  more  della definizione della questione, poiché la  Regione
  Siciliana  aveva  già  attivato le procedure  di  liberalizzazione,
  previste   dalla  legge  regionale  n.  12/2002,  il   Dipartimento
  competente ha chiesto all'Ufficio Legislativo e Legale un parere in
  ordine  alla compatibilità dei diversi sistemi di affidamento,  che
  ha  confermato  i  dubbi  e le perplessità  manifestati,  ritenendo
  obbligatoria  una modifica della norma regionale, previo  passaggio
  alla Comunità Europea.
   Successivamente  l'art.  26  del  decreto-legge  n.  118/2008   ha
  abrogato  la  possibilità  del  trasferimento  delle  società  alle
  Regioni    interessate,   prevedendo   la   diretta   e    completa
  privatizzazione della Tirrenia e  delle collegate, la proroga della
  convenzione  Tirrenia  per  l'anno  2009  e  la  stipula  di  nuove
  convenzioni, ai sensi della legge finanziaria  del 2007.
   Dal  18  dicembre  2008 in poi hanno avuto luogo diversi  incontri
  presso il Ministero per procedere e concordare le varie fasi  della
  privatizzazione fino a che, in data 13 marzo 2009, è stato adottato
  il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la
  totale privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia.
   Sul  presupposto  di  una mutata esigenza politica  delle  Regioni
  interessate  (Sardegna, Toscana, Lazio e Campania e  Sicilia),  nel
  mese  di  maggio 2009, è stata ripresa dal Governo l'intenzione  di
  cedere  senza  oneri  ai  predetti Enti  le  società  marittime  di
  rispettiva   pertinenza   territoriale,   affinché   esse    stesse
  individuassero   i   percorsi   di  privatizzazione   secondo   una
  tempistica,  da concordare a livello comunitario, coerente  con  la
  privatizzazione promossa dallo stesso Stato.
   Le  norme  contenute all'art. 19 ter della legge 20 novembre  2009
  n.166,  di  conversione del decreto legge n. 135  del  2009,  hanno
  sancito di trasferire alle Regioni Toscana, Sardegna e Campania  le
  rispettive  società  regionali, con l'impegno  di  provvedere  esse
  stesse  alla  loro  privatizzazione, mentre restava  in  capo  alla
  Fintecna attivare le procedure per la Tirrenia e per la Siremar.
   Le convenzioni in essere sono state prorogate fino al 30 settembre
  2010, e successivamente, in data 3 novembre 2009, è stato stipulato
  l'Accordo  di  Programma  per  la  regolamentazione  del   servizio
  pubblico  di cabotaggio marittimo regionale tra il Ministero  delle
  infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'economia e  delle
  finanze  e  la  Regione Siciliana, con il quale le  parti  si  sono
  impegnate a dar corso alla privatizzazione  della Società  Tirrenia
  insieme  alla  Siremar, mentre le altre Regioni  interessate  hanno
  stipulato simili accordi per l'acquisizione a titolo gratuito delle
  rispettive  collegate  regionali,  impegnandosi  ad  attivare  esse
  stesse le relative procedure di privatizzazione.
   In  data 27 dicembre 2009 la Fintecna ha reso pubblico l'avviso  a
  manifestare  interesse  per  l'acquisto  delle  azioni  Tirrenia  e
  Siremar  entro  il 19 febbraio 2010, prevedendo la  possibilità  di
  partecipazione di Cordate o New Company, tra cui anche  la  Holding
  Mediterranea  citata  dagli  interroganti,  le  cui  procedure   di
  costituzione e di successive fasi di partecipazione alla  selezione
  restano in capo all'Assessorato regionale dell'economia».

                                               L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la  strada  statale 194 dalla provincia di Siracusa  raggiunge  la
  provincia di Ragusa, congiungendosi con la SS 514;

   trattasi  di  un'arteria molto trafficata e  che  è  soggetta  tra
  l'altro a continui incidenti, purtroppo anche mortali;

   su  detta  strada  statale,  all'altezza  del  nuovo  ospedale  di
  Lentini,  si sta realizzando una nuova rotatoria per razionalizzare
  e   decongestionare  il  traffico  in  ingresso  e  in  uscita  dal
  nosocomio;

   preso atto che:

   limitrofa  a detta strada statale, vi è un'area di pertinenza  del
  consorzio  ASI di Siracusa con numerosi insediamenti commerciali  e
  industriali e con la presenza di un centro alle dirette  dipendenze
  dell'ASI di prossima apertura;

   spesso  i mezzi che escono da questa area sono stati coinvolti  in
  numerosi incidenti anche mortali;

   da  più  parti  sono  pervenute richieste, sia all'Anas  che  alla
  provincia regionale di Siracusa, di intervenire e di finanziare una
  nuova  rotatoria, in prossimità del centro ASI di Lentini, al  fine
  di rendere più sicura e razionale l'immissione sulla SS 194;

   constatato che:

   vi  è  la  disponibilità della provincia regionale di  Siracusa  a
  contribuire alla realizzazione dell'opera de qua;

   l'Anas    potrebbe   utilizzare   i   ribassi   d'asta    ottenuti
  dall'aggiudicazione  della costruenda rotatoria  davanti  al  nuovo
  ospedale di Lentini;

   accertato  che l'Anas sta concordando con l'Assessorato  regionale
  Infrastrutture tutti i nuovi interventi sulle strade di  competenza
  statale  e  che di conseguenza la parte rimanente delle  somme  per
  realizzare  la  rotatoria  potrebbero essere  impegnate  dal  nuovo
  accordo di programma quadro in fase di definizione;

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire con  l'urgenza
  del  caso  per concordare con l'Anas tutte le procedure  necessarie
  affinché  la  rotatoria venga inserita tra le opere  immediatamente
  finanziabili  al fine di far diminuire gli incidenti che  purtroppo
  hanno reso 'funesta' la predetta strada statale». (1342)

   Risposta.  -  «L'interrogazione n.  1342  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo, presentata in origine con richiesta di risposta orale, e
  successivamente  trasformata in scritta in occasione  della  seduta
  d'aula n. 225 del 16/02/2001, è relativa alla mancata realizzazione
  della  rotatoria  sulla  SS 194 in prossimità  del  centro  ASI  di
  Lentini (SR).
   Sulla  base  delle notizie acquisite per il tramite del  Dirigente
  Generale  del  Dipartimento regionale delle  infrastrutture,  della
  mobilità  e dei trasporti, si è appreso che la Direzione  Regionale
  ANAS  per  la  Sicilia ha già predisposto uno studio di fattibilità
  per la realizzazione di una rotatoria sulla SS 194.
   Tale  studio  di fattibilità è stato accolto favorevolmente  dalla
  Provincia regionale di Siracusa e dagli altri Enti competenti,  che
  hanno  manifestato  la  volontà  di  sostenere  economicamente   la
  realizzazione  dell'opera in occasione di  una  riunione  congiunta
  tenutasi lo scorso mese presso la sede Anas di Catania».

                                          L'Assessore

  Carmelo Pietro  Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   alla   fine  del  2009,  aveva  avuto  inizio  la  gara   per   la
  privatizzazione di Tirrenia, società di traghetti dello Stato;

   la  Regione  siciliana,  a  differenza  di  altre  regioni,  aveva
  rifiutato  l'assegnazione  gratuita,  in  via  preliminare,   della
  compagnia    Siremar,   preferendo   presentarsi    all'asta    per
  l'assegnazione tanto di Siremar che di Tirrenia con altri  quindici
  concorrenti;

   preso atto che:

   progressivamente  i  candidati  all'asta  si  sono  ritirati,   ad
  esclusione  della  cordata  siciliana raggruppata  in  Mediterranea
  Holding,  unica  società  ad  aver  presentato  un'offerta  per   i
  traghetti dello Stato e di cui la Regione siciliana detiene il  37%
  delle azioni;

   a  conclusione  della gara per la privatizzazione di  Tirrenia,  è
  risultata aggiudicataria la società Mediterranea Holding;

   considerato che:

   la cordata Mediterranea Holding, dopo aver esaminato accuratamente
  il  contratto, si era detta favorevole alla stipula, senza  lasciar
  presagire l'insorgere di problemi di alcun tipo;

   il  4/08/2010, data in cui era prevista la firma del contratto  di
  acquisto  della  Tirrenia  da  parte  della  Mediterranea  Holding,
  quest'ultima,  non  si  è  presentata alla  stipulazione  dell'atto
  finale,  vanificando così oltre sette mesi di lavori impiegati  per
  l'espletamento delle procedure di aggiudicazione;

   visto che:

   i  soci  privati della Mediterranea avevano destato preoccupazioni
  per  la  presenza nella cordata della Regione siciliana,  imponendo
  più  volte  la riscrittura degli accordi di governance e  lasciando
  intuire  una  sempre meno disponibilità al 'quieto vivere'  con  il
  partner pubblico;

   il  mancato perfezionamento del contratto di acquisizione da parte
  della  Mediterranea Holding produce l'immediato annullamento  della
  gara,  comportando  l'obbligo di dover ripetere l'intera  procedura
  con  un  ulteriore allungamento dei tempi di privatizzazione  della
  società;

   l'annullamento  della  gara produce danni  notevoli  alla  Regione
  siciliana, in quanto socio di maggioranza;

   anche il Ministero delle infrastrutture ha riconosciuto la gravità
  della  vicenda,  avvertendo  il dovere  di  attivarsi  al  fine  di
  mantenere il servizio e garantirne la continuità in attesa di nuove
  procedure;

   ad oggi non sono pervenute soddisfacenti e adeguate motivazioni  a
  spiegare cosa abbia spinto la Mediterranea Holding a sottrarsi alla
  firma  del contratto, e tutto ciò contribuendo ad alimentare  dubbi
  ed  ombre  attorno ad una procedura che per importanza economica  e
  per  la  compartecipazione  di un ente come  la  Regione  siciliana
  impone l'obbligo della massima trasparenza;

   per sapere:

   se  non  ritengano  necessario ed urgente avviare  un'accurata  ed
  adeguata indagine al fine di far luce su una questione che ad  oggi
  non trova naturali giustificazioni;

   se   intendano  chiamare  a  rispondere  di  quanto   accaduto   i
  rappresentanti   della   Mediterranea   Holding    per    eventuali
  responsabilità  che  hanno  portato  all'annullamento  della  gara,
  arrecando danni sia in termini economici che di tempo alla  Regione
  siciliana». (1349)

   Risposta.  -  «In  relazione all'interrogazione n.  1349  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo, presentata in origine con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente   trasformata  in  scritta  in
  occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si rappresenta
  che   poiché   alcuni  degli  aspetti  evidenziati   dall'Onorevole
  interrogante   rientrano   tra   le   competenze   dell'Assessorato
  all'Economia, con nota prot. 13266 dell'11/02/2011 è stata  inviata
  copia  dell'atto  ispettivo  in  oggetto  alla  Segreteria  tecnica
  dell'Ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore regionale per
  l'economia, per gli adempimenti di relativa pertinenza.
   Con  riferimento  a  quanto  di  competenza  dello  scrivente,  si
  forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite
  del   Dirigente   Generale   del   Dipartimento   regionale   delle
  infrastrutture, della mobilità e dei trasporti.
   Con il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge  6
  agosto  2008, n. 133, è stata disposta, all'art. 57 del  Capo  X  -
  Privatizzazioni -, la completa privatizzazione della  Tirrenia,  la
  possibilità del trasferimento alle Regioni a titolo gratuito  delle
  società  regionali e la previsione di un affidamento  diretto  alle
  stesse dei servizi.
   Poiché non apparivano chiari i contorni del trasferimento, nessuna
  regione   ha  manifestato  la  volontà  di  prelevare  le   società
  regionali.
   Nelle  more  della definizione della questione, poiché la  Regione
  Siciliana  aveva  già  attivato le procedure  di  liberalizzazione,
  previste   dalla  legge  regionale  n.  12/2002,  il   Dipartimento
  competente ha chiesto all'Ufficio Legislativo e Legale un parere in
  ordine  alla compatibilità dei diversi sistemi di affidamento,  che
  ha  confermato  i  dubbi  e le perplessità  manifestati,  ritenendo
  obbligatoria  una modifica della norma regionale, previo  passaggio
  alla Comunità Europea.
   Successivamente  l'art.  26  del  decreto-legge  n.  118/2008   ha
  abrogato  la  possibilità  del  trasferimento  delle  società  alle
  Regioni    interessate,   prevedendo   la   diretta   e    completa
  privatizzazione della Tirrenia e  delle collegate, la proroga della
  convenzione  Tirrenia  per  l'anno  2009  e  la  stipula  di  nuove
  convenzioni, ai sensi della legge finanziaria  del 2007.
   Dal  18  dicembre  2008 in poi hanno avuto luogo diversi  incontri
  presso il Ministero per procedere e concordare le varie fasi  della
  privatizzazione fino a che, in data 13 marzo 2009, è stato adottato
  il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la
  totale privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia.
   Sul  presupposto  di  una mutata esigenza politica  delle  Regioni
  interessate  (Sardegna, Toscana, Lazio e Campania e  Sicilia),  nel
  mese  di  maggio 2009, è stata ripresa dal Governo l'intenzione  di
  cedere  senza  oneri  ai  predetti Enti  le  società  marittime  di
  rispettiva   pertinenza   territoriale,   affinché   esse    stesse
  individuassero   i   percorsi   di  privatizzazione   secondo   una
  tempistica,  da concordare a livello comunitario, coerente  con  la
  privatizzazione promossa dallo stesso Stato.
   Le  norme  contenute all'art. 19 ter della legge 20 novembre  2009
  n.166,  di  conversione del decreto legge n. 135  del  2009,  hanno
  sancito di trasferire alle Regioni Toscana, Sardegna e Campania  le
  rispettive  società  regionali, con l'impegno  di  provvedere  esse
  stesse  alla  loro  privatizzazione, mentre restava  in  capo  alla
  Fintecna attivare le procedure per la Tirrenia e per la Siremar.
   Le convenzioni in essere sono state prorogate fino al 30 settembre
  2010, e successivamente, in data 3 novembre 2009, è stato stipulato
  l'Accordo  di  Programma  per  la  regolamentazione  del   servizio
  pubblico  di cabotaggio marittimo regionale tra il Ministero  delle
  infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'economia e  delle
  finanze  e  la  Regione Siciliana, con il quale le  parti  si  sono
  impegnate  a dar corso alla privatizzazione della Società  Tirrenia
  insieme  alla  Siremar, mentre le altre Regioni  interessate  hanno
  stipulato simili accordi per l'acquisizione a titolo gratuito delle
  rispettive  collegate  regionali,  impegnandosi  ad  attivare  esse
  stesse le relative procedure di privatizzazione.
   Con  riferimento  all'individuazione delle rotte  ritenute  minime
  essenziali, a garanzia del diritto alla mobilità ed alla continuità
  territoriale   dei  cittadini  degli  Arcipelaghi   siciliani,   si
  rappresenta che il relativo assetto è stato elaborato, di concerto,
  con  la  Siremar  ed è stato inserito nello schema  di  Convenzione
  predisposto dal competente Ministero e, successivamente,  approvato
  dall'Amministrazione regionale.
   In  data 27 dicembre 2009 la Fintecna ha reso pubblico l'avviso  a
  manifestare  interesse  per  l'acquisto  delle  azioni  Tirrenia  e
  Siremar  entro  il 19 febbraio 2010, prevedendo la  possibilità  di
  partecipazione di Cordate o New Company, tra cui anche  la  Holding
  Mediterranea  citata  dagli  interroganti,  le  cui  procedure   di
  costituzione e di successive fasi di partecipazione alla  selezione
  restano in capo all'Assessorato regionale dell'economia».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro  Russo

   ARENA.  -  «Al  Presidente della Regione ed all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con  decreto depositato il 9 settembre u.s., la sezione di Catania
  del Tribunale amministrativo regionale, ritenendo fondati i profili
  di   illegittimità  sollevati  dall'ANCE  Sicilia  e  dall'ANCE  di
  Catania,  ha accolto la richiesta urgente di sospensiva della  gara
  relativa ai lavori di riqualificazione dell'aeroporto Fontanarossa,
  rinviando la trattazione del merito al 7 ottobre p.v.;

   i   due   profili   di   illegittimità,   rilevati   dal   Giudice
  amministrativo  all'interno  del  bando  della  S.A.C.,   impugnato
  dall'associazione dei costruttori edili e resi noti dal  quotidiano
  'La   Sicilia',  risulterebbero  gravemente  lesivi  del   generale
  principio di libera concorrenza ed accesso al mercato, determinando
  grave  pregiudizio  nei confronti delle numerose imprese  siciliane
  estromesse dalla partecipazione alla gara;

   considerato che:

   l'accoglimento  da parte del TAR degli elementi che  hanno  spinto
  l'ANCE a presentare ricorso desta viva preoccupazione, gettando più
  di  un'ombra  inquietante sulla regolarità della procedura  seguita
  dall'ente appaltante nella predisposizione del bando di gara;

   l'inserimento di una errata categoria di iscrizione lavori, stando
  sempre  alle notizie di stampa, infatti, ha di fatto escluso  tutte
  le  imprese  siciliane dalla partecipazione alla  gara,  riservando
  l'accesso   solo  a  soggetti  dotati  di  particolari   qualifiche
  specialistiche, il cui ristretto novero includerebbe esclusivamente
  imprese  del  Nord Italia, mentre il bando di gara  si  riferirebbe
  alla realizzazione di opere ed interventi di natura generale e  non
  solo   specialistico,  ravvisandosi  in  tale  discutibile   scelta
  l'estrema gravità del danno verso gli interessi collettivi;

   rilevata  la gravissima ed ingiustificata circostanza  che  l'ente
  appaltante,  la  S.A.C.,  società  di  gestione  dell'aeroporto  di
  Catania, nonostante il bando sia stato pubblicato il 6 agosto e  la
  data  di  presentazione delle offerte sia stata fissata per  il  15
  settembre,  abbia  incredibilmente imposto la  presentazione  delle
  istanze per il rilascio dell'attestato di presa visione dell'intera
  documentazione  del bando di gara entro il 10  di  agosto  (a  soli
  quattro giorni dalla sua pubblicazione);

   ritenuto di dovere esprimere piena solidarietà alla scrupolosa  ed
  attenta azione dell'ANCE ed all'intera categoria siciliana, che  in
  questa  come in altre circostanze ha più volte rilevato  la  palese
  illegittimità di numerosi appalti pubblici, auspicando, a tal fine,
  un   intervento  deciso  della  magistratura  ordinaria  volto   ad
  accertare  eventuali responsabilità dei gravi fatti  denunciati  in
  sede amministrativa;

   per sapere:

   quali  urgenti  provvedimenti  intendano  adottare  a  tutela  dei
  legittimi   interessi  dell'intera  imprenditoria  siciliana,   già
  gravemente  in difficoltà ed oggi spettatrice inerme  del  continuo
  saccheggio  economico  condotto dai potenti gruppi  imprenditoriali
  settentrionali;

   se   non  ritengano  opportuno,  in  considerazione  dei  risvolti
  economici  ed occupazionali che determinerà la riqualificazione  ed
  adeguamento  dell'aeroporto di Fontanarossa, disporre  un'ispezione
  urgente   volta  a  verificare  la  sussistenza  dei   profili   di
  illegittimità  della  procedura di gara che  hanno  determinato  la
  sospensiva disposta dal TAR di Catania». (1378)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1378  a  firma
  dell'onorevole Arena Giuseppe, presentata in origine con  richiesta
  di  risposta  orale, e successivamente trasformata  in  scritta  in
  occasione  della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si forniscono
  gli  elementi  di risposta acquisiti per il tramite del  competente
  Dirigente  Generale  del Dipartimento delle  infrastrutture,  della
  mobilità e dei trasporti.
   L'aeroporto  di  Catania  serve circa sei  milioni  di  passeggeri
  all'anno,  ed  è  lo  scalo con maggior traffico  del  Mezzogiorno,
  costituendo  una  infrastruttura di importanza  strategica  per  la
  mobilità,  anche in relazione al deficit delle altre infrastrutture
  in Sicilia e nel Mezzogiorno.
   Lo  scalo  etneo  è  stato oggetto in questi  anni  di  importanti
  investimenti  con  finanziamento  pubblico  (in  ultimo  la   nuova
  aerostazione passeggeri inaugurata nel maggio 2007).
   Dal  2007  la S.A.C., Società Aeroporto Catania s.p.a.,  ha  avuto
  affidata  la  concessione  quarantennale  per  la  gestione   delle
  attività  aeroportuali dell'aeroporto di Fontanarossa  di  Catania;
  tale  affidamento comporterà investimenti in autofinanziamento  per
  circa  600 milioni di euro nei prossimi anni. Il complesso  attuale
  delle infrastrutture di volo dell'aeroporto di Catania è costituito
  da una pista di volo 08-26, da tre bretelle di collegamento diretto
  tra  zona centrale pista e piazzale sosta aeromobili e dal piazzale
  di sosta aeromobili.
   Negli ultimi anni si sono resi necessari interventi  tampone   per
  mantenere operativo lo scalo in attesa di avviare i lavori  per  la
  riqualificazione  ed  adeguamento delle aree air  side,  a  partire
  dalle  sottofondazioni,  e  ciò per garantire  l'operatività  dello
  scalo   in   totale  sicurezza,  rispondendo  anche   alle   ultime
  prescrizioni  dell'Aviazione Civile in materia di  sicurezza  della
  navigazione aerea.
   Relativamente alla sospensione del bando di gara per i  lavori  di
  riqualificazione  e  adeguamento  dell'aeroporto  Fontanarossa   di
  Catania,   in  seguito  alla  impugnazione  del  bando   da   parte
  dell'A.N.C.E.,  del  Consorzio  Stabile  CFC  a  r.l.  e   PROCOEDI
  Consorzio Stabile S.c.a.r.l., è necessario precisare alcune notizie
  preliminari.
   La  S.A.C.,  dopo aver ottenuto le autorizzazioni necessarie,  tra
  tutte  quella  dell'E.N.A.C., in data 5 luglio 2010 ha  bandito  la
  gara   europea   mediante   procedura  aperta   per   l'affidamento
  dell'appalto  dei   lavori di riqualificazione ed  adeguamento  air
  side  Aeroporto  di  Catania   ed  ha  trasmesso  alla  Commissione
  Europea,  ai  sensi dell'art. 70 della legge 163/2006, il  relativo
  bando di gara a procedura aperta, poi pubblicato sulla G.U.C.E.  il
  successivo  8  luglio  2010. Tali opere,  oltre  ad  accrescere  la
  capacità  operativa  dello scalo, hanno il  primario  obiettivo  di
  innalzare  ulteriormente  il  livello  di  sicurezza  della   pista
  adeguandoli    alla   normativa   internazionale   di   riferimento
  dell'I.C.A.O.  (International  Civil  Aviation  Organization).   Si
  tratta  di opere di rilevante impatto sull'operatività dello scalo,
  le  quali  permetteranno all'aeroporto di Catania di attestarsi  su
  livelli  infrastrutturali e di sicurezza rispondenti alle  esigenze
  di  un  traffico  annuo  di  oltre sei  milioni  di  passeggeri,  e
  permetteranno di ospitare il traffico in continuo aumento, sia come
  volume  complessivo, che per tipologia di aeromobili, nel  rispetto
  degli   standard  di  sicurezza  degli  aeroporti   aventi   simili
  caratteristiche. Tra l'altro, l'E.N.A.C. con nota  del  2  dicembre
  2009,  in  merito allo stato di usura della pista oggi in  uso,  ha
  esplicitato   che    i  lavori  riguardano  la  riqualifica   delle
  infrastrutture di volo e di rullaggio, nonché i piazzali e le strip
  e  rientrano  nell'ambito  degli  interventi  urgenti  da  eseguire
  sull'aeroporto . Dal calcolo della vita utile della  pavimentazione
  della  pista risulta che, su alcune sezioni, essa è da considerarsi
  vicina  all'esaurimento, per cui gli interventi  proposti  sono  da
  avviare  con  la  massima urgenza . Il buono stato della  pista  di
  atterraggio  e  decollo  di  un  aeroporto  è  infatti   condizione
  necessaria per rendere pressoché nullo il rischio di incidenti.
   L'E.N.A.C.,   sempre   in  sede  di  approvazione   del   progetto
  esecutivo,  ha  posto la condizione secondo la  quale   Nell'ambito
  dell'appalto  dovranno essere richieste ai concorrenti l'iscrizione
  di  categoria  per le pavimentazioni speciali (ndr.  OS  26)  e  la
  comprova  delle  attrezzature necessarie (impianti  di  produzione,
  vibrofinitrici, rulli, attrezzature e mezzi adeguati) con l'obbligo
  di  un  minimo  di  mezzi  di riserva,  al  fine  di  garantire  la
  continuità  delle lavorazioni ed una produzione adeguata  al  tempo
  reso disponibile dalla chiusura della pista di volo   .
   In particolare i lavori oggetto dell'appalto sono i seguenti:
   1) la riqualifica strutturale e funzionale della pista di volo;
   2) l'adeguamento infrastrutturale Apron e raccordi esistenti;
   3) i lavori di riqualifica portanza strip della pista di volo;
   4)  la  riqualifica della pavimentazione della testata della pista
  08-26.
   L'A.N.C.E.,  regionale e provinciale, nonché il Consorzio  Stabile
  CFC a.r.l. e PROCOEDI Consorzio Stabile S.c.a.r.l., hanno impugnato
  il  bando  ed  il  disciplinare  di gara,  il  capitolato  speciale
  d'appalto   e   la  documentazione  tecnico-progettuale   allegata,
  assumendone l'illegittimità per l'errata individuazione della OS 26
  quale categoria prevalente dei lavori.
   In  tale  ricorso  si sostiene che l'appalto riguardi  lavorazioni
  prevalentemente riconducibili alla categoria OG 3, e  che  solo  la
   fornitura e posa in opera di conglomerato bituminoso per strato di
  collegamento  ad  alto modulo (binder BAM)  possa  ricondursi  alla
  categoria  OS  26  e,  specificamente le  voci  dell'elenco  prezzi
  AP9,AP10  e  AP11 del computo metrico. Per tale motivo i ricorrenti
  hanno   ravvisato  la  violazione  del  principio   della   massima
  concorrenzialità, dato che la richiesta del requisito previsto  nel
  bando  (OS 26 Class. VIII) sarebbe, a loro giudizio, sproporzionato
  ed  impedirebbe  alle imprese siciliane di poter  partecipare  alla
  gara,  posto  che in Sicilia non vi sono imprese che  soddisfano  i
  requisiti del bando.
   Il  T.A.R.  Catania  ha accolto, nella prima  fase  cautelare,  la
  domanda di sospensione degli atti, così disponendo:
    Considerato  che  -  sulla  base del sommario  esame  di  cui  il
  Collegio giudicante è investito nella fase cautelare del giudizio -
  il  ricorso  appare provvisto di un adeguato fumus boni iuris,  con
  particolare   riferimento  alla  prima   censura   concernente   la
  denunciata  illegittima  restrizione  della  platea  dei  possibili
  partecipanti alla gara, interessati alla realizzazione di una quota
  di lavori da ascrivere alla categoria OG 3;
   Ritenuto  sussistente il pregiudizio lamentato dalle  associazioni
  ricorrenti, in quanto enti esponenziali degli interessi individuali
  propri  delle  imprese  appartenenti alla  categoria  professionale
  rappresentata;
   Ritenuto, pertanto, di dover fissare ai sensi dell'art. 119, comma
  3,  del  D.Lgs.  104/2010  la trattazione  del  merito  all'udienza
  pubblica indicata in dispositivo;
   Ritenuto,  altresì,  sussistente  il   danno  aggravato   di   cui
  all'art.  119,  comma  4,  del D.Lgs.  104/2010,  che  consente  di
  disporre anche la sospensione del bando impugnato, tenuto conto del
  bene  giuridico  di cui si denuncia la lesione (principio  generale
  della   massima   concorrenzialità   nelle   pubbliche   gare)    e
  dell'interesse  peculiare che si appunta in capo alle  associazioni
  ricorrenti  ma  investe una platea variegata di  imprese,  che  non
  potrebbe  certamente essere risarcito per equivalente monetario  in
  ipotesi di successivo accoglimento nel merito del ricorso;
   P.Q.M.  Il  Tribunale Amministrativo Regionale per  la  Sicilia  -
  sezione  staccata  di Catania (sezione interna I )  -  accoglie  la
  domanda cautelare allegata al ricorso, e per l'effetto sospende gli
  impugnati atti e provvedimenti .
   Il  dispositivo di sentenza è stato appellato innanzi al Consiglio
  di  Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana dalla  S.A.C.
  s.p.a.,  che ha ribadito la legittimità del bando evidenziando  che
  le  argomentazioni avversarie si fondavano su erronei  presupposti,
  quali  l'assunto che la pavimentazione speciale sia solo una  parte
  dei   lavori   dell'appalto,  sussistendo  invece  numerosi   altri
  interventi ossia:
    a)   la  integrale  (ovvero  non  limitata  alla  pavimentazione)
  riqualifica  delle  infrastrutture di volo e  di  rullaggio;  b)  i
  piazzali  e  le strip; c) l'allargamento del piazzale esistente   e
  che,   tali  interventi,  non prevedono affatto  la  pavimentazione
  speciale  e  dunque richiedono inderogabilmente il  possesso  della
  qualifica  OG 3. (secondo la descrizione dell'allegato  A  del  DPR
  34/2000) .
   Come   prima  sinteticamente  riferito,  i  lavori  in   questione
  concernono la riqualificazione della pavimentazione dell'intera  ed
  unica pista dell'aeroporto -classe ICAO-di decollo e di atterraggio
  degli  aeromobili, della riqualificazione della pavimentazione  dei
  piazzali, dei raccordi e delle rampe e quindi del rifacimento della
  pavimentazione di tutte le richiamate infrastrutture; il  bando  in
  tal senso ha prescritto che le ditte partecipanti alla gara fossero
  in  possesso  della qualifica OS 26. La fattispecie  in  esame  non
  riguarda  quindi la semplice riqualificazione della  pavimentazione
  di  una  pista secondaria o di solo decollo (dove il  carico  e  le
  sollecitazioni   dell'aeromobile  potrebbero  teoricamente   essere
  inferiori)  o  delle sole testate 08 e 26 (che sono i  due  estremi
  della pista).
   In premessa all'allegato A al DPR n. 34/2000 viene specificato che
  :   La  qualificazione presuppone effettiva capacità  operativa  ed
  organizzativa  dei  fattori  produttivi  necessari  alla   completa
  esecuzione  della lavorazione ed il possesso di tutte le specifiche
  abilitazioni  tecniche  ed amministrative  previste  dalle  vigenti
  norme legislative e regolamentari .
   L'OS   26   prevede    la  costruzione,  la  manutenzione   o   la
  ristrutturazione   di  pavimentazioni  realizzate   con   materiali
  particolari, naturali o artificiali, in quanto sottoposti a carichi
  e  sollecitazioni  notevoli quali, in via  esemplificativa,  quelle
  delle  piste aeroportuali  mentre la categoria OG 3 non prevede  le
  piste  aeroportuali, bensì  le piste di decollo aerei ed i piazzali
  di servizio di eliporti .
   Nello  specifico, per  piste di decollo  si intendono quelle piste
  dedicate  esclusivamente al decollo di aeromobili e che,  comunque,
  non  subiscono  le pressioni di carichi notevoli, attribuibili  sia
  all'impatto  che  l'aeromobile  ha in  fase  di  atterraggio  sulla
  pavimentazione   aeroportuale,   sia   alla   rincorsa    per    il
  raggiungimento della massima velocità per il decollo.
   Occorre  sottolineare che la tipologia di aeromobili che interessa
  l'aeroporto di Fontanarossa per oltre l'80 % è costituita da AIRBUS
  319-320-321,  MD 80-82 e BOEING 737, che in fase  di  decollo  -  e
  soprattutto  di  atterraggio - sottopongono  la  pista  a  notevoli
  carichi.  La  realizzazione del progetto richiede l'utilizzo  e  la
  posa  in  opera  di materiali particolari e specifici  che  tengono
  conto,   per   la   definizione  del  reale   comportamento   delle
  sovrastrutture   aeroportuali   flessibili,   dell'evoluzione   dei
  parametri meccanici dei materiali costituenti la pavimentazione  in
  fase   d'esercizio.  Tali  componenti  devono   essere   presi   in
  considerazione anche nella realizzazione della pista, dalla fase di
  costruzione  delle  sottofondazioni fino a  quella  della  speciale
  bitumazione,   con  un  monitoraggio  costante  e  continuo   della
  tipologia  e  delle modalità di reazione dei materiali  utilizzati,
  ascrivibili a lavorazioni particolari che richiedono una  esclusiva
  professionalità degli esecutori di cui alla categoria OS 26.
   L'Autorità  di Vigilanza nella determinazione n. 29/2002,  precisa
  inoltre  che   il  fatto  che  la categoria  OG  3  contenga  nella
  declaratoria anche le pavimentazioni ha il solo significato che  la
  realizzazione   di  un  intervento  stradale  comporta   anche   la
  esecuzione di lavorazioni di tipo particolare. Quindi il quesito si
  riduce  a  stabilire quali pavimentazioni   non  hanno  bisogno  di
  lavorazioni appartenenti ad altre categorie per esplicare  la  loro
  funzione e, pertanto, rientrano nella categoria specializzata OS 6,
  oppure  nella categoria specializzata OS 24 oppure nella  categoria
  specializzata OS 26.  La stessa determina prosegue,  l'Autorità  in
  base    all'analisi delle declaratorie delle tre suddette categorie
  nonché  alle  considerazioni contenute nel parere della Commissione
  Consultiva di cui ai considerati in fatto è dell'avviso che:
   a)   le  pavimentazioni stradali relative ad interventi  destinati
  alla  mobilità  su  gomma,  ferro  e  aerea  sottoposti  a  carichi
  notevoli,  come nel caso delle piste aeroportuali, rientrano  nella
  categoria specializzata OS 26;
   b)   .;
   c)   ;
   d)   le  pavimentazioni stradali relative ad interventi  destinati
  alla  mobilità su gomma, ferro e aerea sottoposti a carichi normali
  rientrano fra le lavorazioni proprie della categoria OG 3 .
   Pertanto  i  lavori  oggetto dell'appalto, tutti  specificati  nel
  bando,  nel  computo metrico e negli elaborati  tecnici  ed  ancora
  analizzati  nella  nota dell'E.N.A.C. (datata 2  dicembre  2009  di
  verifica  del  progetto esecutivo), sembrerebbero  rientrare  nella
  categoria OS 26.
   Per  quanto concerne i lavori di riqualifica portanza strip  della
  pista  di  volo,  occorre precisare che, la strip  è  una  striscia
  rettangolare di terreno, in asse con la pista stessa. La  strip  si
  estende  simmetricamente  da ambo i  lati  della  pista  e  la  sua
  larghezza  è  fissata  dal Regolamento E.N.A.C.,  che  riprende  le
  prescrizioni dell'Annesso 14 I.C.A.O. Tale area è fondamentale  nel
  caso  di  uscite di pista e deve possedere una resistenza idonea  a
  sopportare  il  peso  dell'aereo  critico,  ovvero,  in   caso   si
  atterraggio  o  decollo condizionato da fattori straordinari,  deve
  garantire  un coefficiente di aderenza paragonabile a quello  della
  pista associata.
   La  richiesta  nel  bando di possesso della  certificazione  della
  categoria  OS  26  Class. VIII delle imprese partecipanti  è  stata
  ritenuta  congrua  dalla  Società SAC, rientrando  comunque  tra  i
  compiti  della  stazione  Appaltante e del R.U.P.  l'individuazione
  della  categoria prevalente dei lavori. Tale decisione  risponde  a
  precipue  esigenze di affidare i lavori ad un contraente dotato  di
  comprovata  esperienza  professionale  e  tecnica,  e  discende  da
  precise  disposizioni  dell'E.N.A.C.  (come  prima  riportato)  cui
  compete  anche  il compito del controllo nella successiva  fase  di
  realizzazione ed infine del collaudo.
   Per  ciò  che  riguarda la pubblicazione del bando, per  quanto  a
  conoscenza,  lo  stesso  è stato trasmesso alla  Commissione  il  5
  luglio 2010, è stato pubblicato il successivo 8 luglio 2010,  e  la
  data  ultima di ricezione delle offerte è stata fissata per  il  15
  settembre  2010 e, pertanto, 72 giorni dopo la data di trasmissione
  del  bando  alla  Commissione. L'8 luglio 2010  il  bando  è  stato
  trasmesso  al Poligrafico per la pubblicazione sulla G.U.R.I..  Per
  ciò  che concerne  la richiesta  del rilascio di attestato di presa
  visione  dell'intera documentazione entro 4 giorni  dalla  data  di
  pubblicazione, non si è a conoscenza di dati specifici  in  merito,
  in quanto rientranti tra i compiti dell'ente appaltante.
   In  ultimo, per quanto attiene alla richiesta dell'interrogante di
   disporre  un'ispezione urgente volta a verificare  la  sussistenza
  dei  profili  di  illegittimità delle procedure di gara  che  hanno
  determinato  la  sospensiva  disposta dal  T.A.R.  di  Catania   si
  evidenzia   che   l'alta  vigilanza  sulle  Società   di   Gestione
  aeroportuali  e  sulle  loro attività, è di   specifica  competenza
  dell'E.N.A.C.  e,  pertanto,  un'eventuale  attività  ispettiva  in
  merito  può  essere intrapresa esclusivamente da detto Ente,  fermo
  restando  che  in  merito alla  legittimità delle procedure,  è  in
  corso  una  controversia  legale  sulla  quale  si  sta  esprimendo
  l'Autorità Giudiziaria».

                                          L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  legge  11  febbraio  1994, n.  109,  art.  7  ter  del  testo
  coordinato,   introdotto   nell'ordinamento   regionale   siciliano
  dall'art.  5  delle  legge regionale 2 agosto 2002,  n.  7,  furono
  istituiti  gli  uffici  regionali  espletamento  gare  ed   appalti
  (UREGA);

   nel  corso  dell'anno 2010 sono stati rinnovati gli  incarichi  di
  presidente  dei predetti uffici, tranne quello della  provincia  di
  Siracusa;

   non tutti i vicepresidenti dei medesimi enti sono stati nominati;

   preso atto che:

   il  presidente neoincaricato dell'UREGA di Ragusa fu nominato, con
  incarico  ad  interim,  anche per l'UREGA di Siracusa,  nelle  more
  della nomina del presidente di detto UREGA;

   in  data 1 ottobre 2010 il presidente dell'UREGA di Ragusa  e,  ad
  interim,   dell'UREGA  di  Siracusa,  ha  rassegnato   le   proprie
  irrevocabili dimissioni dagli incarichi ricoperti;

   visto  che,  a causa di dette dimissioni, peraltro tempestivamente
  comunicate all'Assessorato ed al dipartimento competenti al fine di
  consentire  le  nuove nomine, alcune gare relative  all'appalto  di
  importanti  lavori nelle province di Siracusa e Ragusa (adeguamento
  norme  CEI impianto di pubblica illuminazione comune di Canicattini
  Bagni - Siracusa;
   -  importo  euro  1.805.500,00;  completamento  cavalcaferrovia  a
  servizio  della SP 264 Rosolini-Pachino - Siracusa -  importo  euro
  3.540.000,00;  lavori di realizzazione piano particolareggiato  per
  insediamenti produttivi (PIP), comune di Francofonte -  Siracusa  -
  importo  euro  1.693.350,94; costruzione di una chiesa parrocchiale
  con  annesso  centro sociale - istituto autonomo case  popolari  di
  Ragusa,  ed altre gare con istruttoria in itinere, quali chiesa  di
  S.  Alfio di Lentini), non possono essere svolte, nonostante  siano
  state   definite  sia  le  istruttorie  di  rito  che  le  relative
  pubblicazioni con fissazione delle date di espletamento delle gare;

   rilevato  che  la situazione di immobilismo decisionale  di  fatto
  realizzatasi mortifica il lavoro svolto dai funzionari degli uffici
  di   Siracusa   e   Ragusa  e,  soprattutto,  penalizza   in   modo
  significativo  i  territori  delle due province,  dal  momento  che
  rallenta l'attività delle amministrazioni promotrici degli  appalti
  dei  lavori  in  parola  e  colpisce  le  opportunità  di  sviluppo
  economico delle zone interessate, potendo, altresì, provocare danni
  incalcolabili   ai  medesimi  territori,  tenuto  conto   che   gli
  interventi   di  cui  trattasi  risultano  finanziati   con   fondi
  extrabilancio  che,  se  non  utilizzati  nei  termini  di   legge,
  potrebbero essere revocati;

   per  sapere  quali  provvedimenti  urgenti  abbia  intenzione   di
  adottare  allo  scopo  di  fornire una soluzione  pronta,  certa  e
  definitiva ai problemi evidenziati». (1476)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1476,  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo, presentata in origine con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente  trasformata  in  scritta   in
  occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si fa presente
  all'Onorevole interrogante che con D.P. n. 18/Serv. 1  S.G.  del  3
  febbraio 2011 è stato nominato il presidente dell'UREGA di Siracusa
  (ed  altresì  il vice presidente), e che con nota prot.  106830/Gab
  del   28  dicembre  2010  si  è  proceduto  alla  designazione  del
  presidente  dell'UREGA  di  Ragusa la  cui  nomina  è  in  fase  di
  istruttoria.
   In  merito  alla nomina del presidente dell'UREGA di  Siracusa  si
  rappresenta che è stato necessario effettuarla nei confronti di  un
  soggetto (dr. Marsala Francesco) in precedenza escluso per mancanza
  dei   requisiti   che  ha  tutelato  la  sua  posizione   in   sede
  giurisdizionale ottenendo dal TAR il riconoscimento  delle  proprie
  ragioni».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo