Presidenza del vicepresidente Oddo
PARLAVECCHIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo scientifico
Ettore Majorana' di Scordia
PRESIDENTE. Innanzitutto, porgo il saluto dell'Assemblea regionale
siciliana agli studenti del Liceo scientifico Ettore Majorana' di
Scordia, sperando che questa loro visita sia utile per quanto
concerne non solo la conoscenza di ciò che rappresenta l'Assemblea
regionale siciliana ma anche del modo come si svolgono i lavori
della medesima.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione di denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che l'onorevole Giulia
Adamo, nella qualità di Capogruppo dell'UDC Verso il Partito della
Nazione, comunica che il gruppo costituito dagli onorevoli
Giovanni Ardizzone, Salvatore Giuffrida, Lentini Salvatore,
Nicotra Raffaele, Parlavecchio Mario, Ragusa Orazio, assume la
denominazione: Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici
di Centro (UDC).
Il gruppo è collegato al Partito Nazionale denominato Unione dei
Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro (UDC), il cui
contrassegno è così descritto Cerchio contenente nella parte
superiore un fondo rosso, su cui compare in bianco la scritta,
CASINI. Nella parte inferiore, di colore azzurro, compare sullo
sfondo, in altre tonalità, una vela, contenente tre quarti di uno
scudo crociato e un drappo, con croce. Sovrapposto al fondo
azzurro è riprodotto uno scudo crociato, con contorni rossi a
campi bianchi, sulla cui banda orizzontale compare in bianco la
scritta LIBERTAS. Sulla base inferiore del cerchio, lungo la
circonferenza, appare in bianco la scritta: Unione di Centro.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione relativa alla mozione numero 254
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento formale del
testo della mozione numero 254, l'originario titolo è stato così
modificato: Iniziative per la riapertura totale e/o parziale ai
voli civili, il potenziamento dello scalo aeroportuale di Trapani-
Birgi e per il sostegno al comparto turistico del territorio
trapanese'.
Comunico, inoltre che, a seguito di richiesta pervenuta alla
Segreteria generale dell'Assemblea da parte del primo firmatario
della sopra citata mozione, onorevole Oddo, nel primo inciso della
parte dispositiva sono state cassate le parole o di Comiso',
contenute, per errore materiale, nel testo depositato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla mozione numero 241
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che in diritto
parlamentare l'ordine del giorno e la mozione sono entrambi atti
di indirizzo politico e pertanto hanno identica valenza nei
confronti del Governo.
Comunico, pertanto che, a seguito dell'approvazione, nella seduta
d'Assemblea n. 22 del 18 settembre 2008, dell'ordine del giorno n.
9 Istituzione di un osservatorio regionale per fronteggiare il
fenomeno migratorio in Sicilia , deve intendersi preclusa, in
quanto di contenuto analogo, la mozione n. 241 Istituzione di un
Osservatorio regionale dei fenomeni migratori , dell'onorevole
Ammatuna ed altri, che in atto risulta soltanto demandata, per la
determinazione della data di discussione, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari nella seduta n. 228 del 23
febbraio 2011.
Così resta stabilito.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1797
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella
seduta d'Assemblea n. 242 del 5 aprile 2011, della mozione n. 254
«Iniziative per la riapertura totale e/o parziale ai voli civili,
il potenziamento dello scalo aeroportuale di Trapani-Birgi e per
il sostegno al comparto turistico del territorio trapanese», deve
intendersi superata, in quanto di analogo contenuto,
l'interrogazione a risposta orale n. 1797 Chiarimenti sulla
chiusura dell'aeroporto 'Vincenzo Florio' di Trapani-Birgi',
dell'onorevole Marrocco.
Così resta stabilito.
Comunicazione di ritiro dell'interrogazione numero 1824
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 328 dell'8 aprile
2011, pervenuta in pari data (protocollata al n. 3540/AULAPG
dell'11 aprile successivo) l'onorevole Vinciullo ha dichiarato di
ritirare l'interrogazione a risposta orale numero 1824, dallo
stesso parlamentare presentata in data 6 aprile 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Bonomo, Forzese, Scammacca, Caputo, Falcone.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro è in missione dal 12
al 13 aprile 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per le infrastrutture e la mobilità, le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
N. 1261 - Salvaguardia della piattaforma ferroviaria cargo
Acireale - Catania.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1262 - Notizie e chiarimenti in ordine al piano industriale
della Mediterranea holding di navigazione per valutarne l'impatto
occupazionale.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 1277 - Apertura della fermata della stazione di Fontane
Bianche (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1293 - Designazione dei componenti del consiglio di
amministrazione dell'Istituto autonomo per le case popolari di
Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1311 - Notizie sull'acquisizione, da parte della Regione
siciliana, delle compagnie di navigazione Tirrenia e Siremar.
Firmatario: Mineo Francesco
N. 1342 - Realizzazione di una rotatoria sulla SS 194 nei pressi
dello svincolo ASI di Lentini (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1349 - Chiarimenti in ordine all'annullamento della gara per
la privatizzazione della Tirrenia.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1378 - Notizie relative alla sospensione del bando di gara
relativo ai lavori di riqualificazione e adeguamento
dell'aeroporto Fontanarossa di Catania.
Firmatario: Arena Giuseppe
N. 1476 - Nomina dei presidenti degli UREGA delle province di
Siracusa e Ragusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- «Norme in materia di cooperazione internazionale». (n. 704)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Apprendi,
in data 6 aprile 2011.
- «Istituzione e disciplina delle ludoteche». (n. 705)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Lupo, Panarello, Marziano, Mattarella,
Picciolo, Rinaldi, Ammatuna, Barbagallo, De Benedictis, Di
Benedetto, Di Guardo, Di Giacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Marinello, Panepinto, Raia, Speziale
e Termine, in data 7 aprile 2011.
- «Compensazioni economiche per il mancato esercizio di pesca
speciale al novellame di sardina e rossetto nell'anno 2011». (n.
706)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Oddo,
Cracolici, Apprendi, Marinello e Donegani, in data 8 aprile 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35. (n.
680)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011
- Disegno di legge, da sottoporre al Parlamento della Repubblica,
ai sensi dell'articolo 18 dello statuto Norme per l'istituzione e
la regolamentazione delle case da gioco sul territorio siciliano'.
(n. 682)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011
- Istituzione del gruppo europeo di cooperazione territoriale
(GECT) euroregione Sicilia- Malta. (n. 698)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
U.E.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Istituzione dell'Agenzia per il Mediocredito regionale
(Mediocredito Sicilia). (n. 692)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
I e II
- Aiuti alle imprese di piccola pesca artigianale operanti nelle
Aree marine protette. (n. 695)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
U.E.
- Aiuti alle spese di gestione delle cantine sociali. (n. 699)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
Parere U.E.
- Fondo regionale di garanzia. (n. 700)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
U.E.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia.
(n. 677)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
I e U.E.
- Disciplina per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in
Sicilia. (n. 678)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
III e U.E.
- Nuove norme in materia di trasporto pubblico locale. (n. 679)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Norme per la definizione delle procedure di cui all'articolo 32
del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, in materia di condono
edilizio. Modifiche all'articolo 24 della legge regionale 5
novembre 2004, n. 15. (n. 683)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Disciplina per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in
Sicilia. (n. 686)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
III e U.E.
- Norme in materia di materiali inerti per uso edile. (n. 687)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Disciplina per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in
Sicilia. (n. 689)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
III e U.E.
- Cessazione delle attività dell'Ente autonomo portuale di
Messina e subentro dell'Autorità portuale di Messina-Milazzo nella
gestione ed amministrazione del punto franco. (690)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Istituzione del centro euromediterraneo per la protezione dai
maremoti. (696)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011, parere
I
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Provvedimenti tendenti a favorire l'introduzione e la pratica
didattica dell'arte fotografica e della lettura e scrittura
dell'audiovisivo nel curriculum ordinario di tutte le scuole della
Sicilia. (n. 685)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Norme a sostegno del riconoscimento e della valorizzazione, del
patrimonio culturale immateriale siciliano. (n. 691)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Disposizioni urgenti per il settore della formazione
professionale. (n. 693)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Disposizioni urgenti per il settore della formazione e
orientamento professionale. (n. 697)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
- Promozione e partecipazione della Regione alla costituzione
della fondazione Norman Zarcone'. (n. 701)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 aprile 2011.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il seguente parere reso dalla Commissione
Affari istituzionali (I)':
- Ente lirico regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di
Catania'. Nomina Commissario straordinario. (n. 145/I)
pervenuto in data 5 aprile 2011 e inviato in data 7 aprile 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
PARLAVECCHIO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che l'Assessore regionale per la
cooperazione, ha emanato un bando relativo al Programma Operativo
Regionale FERS 2007/2013 - Linee di intervento 1 e 5
dell'obiettivo operativo 5.1.3 del P.O. FERS Sicilia 2007/2013;
preso atto che ad oggi l'Assessorato competente non ha provveduto
a predisporre la graduatoria dei soggetti ammessi oppure esclusi
dai benefici di cui al programma operativo de quo agitur;
considerato che:
molti comuni stanno procedendo alla revoca delle aree assegnate
ai soggetti richiedenti;
i medesimi richiedenti non hanno ancora ricevuto il finanziamento
da parte della Regione;
atteso che sarebbe opportuno che codesto Assessorato emanasse un
provvedimento di indirizzo rivolto a tutti i comuni, al fine di
evitare la revoca dell'assegnazione delle aree; per sapere se non
ritengano urgente, indifferibile e non più procrastinabile
l'emanazione di una circolare, al fine di concedere a tutti i
partecipanti al programma operativo regionale di cui in premessa
una proroga dei termini, volta ad impedire la perdita
dell'eventuale finanziamento concesso agli artigiani richiedenti».
(1814)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che con il d.d.g. n. 205/Pesca del
24 marzo 2011 è stato reso disponibile sul sito ufficiale della
Regione siciliana - Assessorato regionale Risorse agricole e
alimentari - dipartimento regionale degli interventi per la pesca,
la graduatoria provvisoria della 'misura 3.3. Porti, luoghi di
sbarco e ripari di pesca';
visto:
il regolamento CE n. 498/2007 della Commissione del 26 marzo
2006, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento
CE n. 1198/2006;
il programma operativo elaborato dal MIPAAF - direzione generale
della pesca e dell'acquacoltura - ai sensi degli artt. 17, 18, 19
e 20 del regolamento CE n. 1198/2006, approvato con decisione
della Commissione europea n. 6792 del 19 dicembre 2007;
la delibera di Giunta n. 244, adottata nelle sedute del 7 e 8
ottobre 2008 presa d'atto della Programmazione 2007/2013, relativa
al Fondo Europeo per la Pesca e dei documenti approvati in sede di
Conferenza Stato - Regione;
la convenzione stipulata in data 26 febbraio 2010 tra l'autorità
di gestione del MIPAAF ed il referente dell'autorità di gestione
dell'organismo intermedio della regione siciliana ai sensi
dell'art. 38 del regolamento CE n. 498/2007;
la delibera n. 103 del 15 aprile 2010 con la quale si approva,
per presa d'atto, la predetta convenzione;
il d.d.g. n. 551/Pesca del 14 dicembre 2009 con il quale è stato
approvato, per l'anno 2010, il bando di attuazione della misura
3.3 del FEP 'Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca' - misura
3.3, per l'attuazione del programma operativo FEP 2007/2013 ed i
relativi allegati, ed è stata disposta la riapertura dei termini
per la presentazione delle istanze di contributo;
l'avviso di riapertura dei termini di cui al bando della misura
3.3 del FEP 2007/2013, pubblicato nella GURS n. 60 del 24 dicembre
2009, con il quale si comunica che le richieste di finanziamento
potranno essere presentate entro il termine perentorio di 60
giorni decorrenti dall'1 gennaio 2010;
il d.d.g. n. 41 del 24 febbraio 2010, con il quale si dispone la
proroga di 15 giorni della scadenza dei termini per la
presentazione delle istanze, di cui al bando della misura 3.3 del
FEP 2007/2013, approvato con D.D.G. n. 551/2009;
le istanze presentate ai sensi del bando approvato con il
predetto d.d.g. n. 551/Pesca del 14 dicembre 2009 dell'ex
Assessorato regionale Cooperazione, - dipartimento pesca, tendenti
ad ottenere i benefici di cui alla misura 3.3 del FEP Sicilia
2007/2013;
il d.d.g. n. 4/Pesca del 29 gennaio 2010 di composizione della
commissione di valutazione dei progetti presentati nell'ambito
della misura 3.3 del FEP Sicilia 2007/2013, modificato ed
integrato con i successivi d.d.g. 57/Pesca dell'11 marzo 2010 e
111/Pesca del 13 maggio 2010, 283/Pesca del 3 agosto 2010;
preso atto:
della nota dell'11 marzo 2011 con la quale la predetta
commissione ha trasmesso la bozza di graduatoria riguardante i
progetti ammessi e non ammessi relativi alla misura 3.3;
dei verbali delle riunioni della commissione di valutazione, nel
corso delle quali sono stati esaminati e valutati i progetti
presentati nell'ambito della misura 3.3 annualità 2010;
della decisione della commissione di valutazione di procedere
all'approvazione della graduatoria provvisoria delle istanze
ammesse ed escluse;
considerato che:
è stata approvata la graduatoria provvisoria delle istanze
ammesse ed escluse;
gli interessati, entro 10 giorni dalla pubblicazione del
provvedimento, potranno richiedere, ai sensi dell'art. 10 bis
della legge n. 241/90, con apposita istanza motivata, il riesame
del punteggio attribuito o la verifica delle condizioni di
esclusione o di non ricevibilità;
fra i 17 progetti ammessi al finanziamento nessuno è della
provincia di Siracusa;
fra i non ammessi, invece, vi sono tutti quelli della provincia
di Siracusa;
per sapere se non ritengano opportuno, urgente ed indispensabile
rivedere le istanze presentate, ammesse e non, nell'ambito della
misura 3.3, al fine di garantire una più attenta valutazione di
tali progetti, per non penalizzare, ancora una volta, la provincia
di Siracusa». (1816)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per le attività produttive, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per la salute, premesso
che:
è stata istituita, nel 1991, la società Parco scientifico e
tecnologico della Sicilia s.c.p.a., partecipata all'88% dalla
Regione siciliana e per la parte restante da privati;
detta società ha come oggetto attività di progettazione,
realizzazione e gestione di un sistema organizzativo sul
territorio siciliano idoneo a: 'facilitare e stabilire interazioni
operative tra centri di ricerca, pubblici e privati, ed imprese,
promuovendo l'ampliamento dell'offerta che della domanda di
ricerca innovativa; potenziare e realizzare strutture e servizi di
ricerca orientata all'innovazione; garantire con i propri soci un
processo continuo di trasferimento tecnologico, di alta formazione
di quadri scientifici e tecnici, di promozione
dell'imprenditorialità, di sperimentazione, sviluppo e
applicazione industriale dell'innovazione, di acquisizione di
nuove tecniche gestionali e di commercializzazione';
la società de qua persegue i suoi scopi nell'ambito degli
indirizzi fissati, per quanto attiene a ricerca ed innovazione,
dalla programmazione nazionale e dall'Unione europea e nel
rispetto delle linee di politica economica espresse dall'Assemblea
regionale siciliana e dal Governo della Regione;
preso atto che:
detta società, nel dicembre del 2009, convertiva alcuni contratti
di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, e che era
naturale aspettarsi che tale comportamento venisse adottato anche
per i rimanenti lavoratori e non solo per alcuni;
la società de qua agitur ha provveduto anche a contrattualizzare,
a partire dal 2001/2002, numerose figure professionali e che una
parte di tali contratti sono rimasti in essere sino al 31 dicembre
2010;
constatato che:
il personale utilizzato, per anni, ha mostrato il proprio
attaccamento al posto di lavoro in modo integerrimo e rispondente
al fabbisogno della società;
alcuni contratti, non più rinnovati, venivano impugnati dai
lavoratori in quanto era evidente il vincolo di subordinazione;
in atto, il giudice del lavoro adito dovrà ancora esprimersi per
decidere sull'immediato rientro o meno dei lavoratori,
riconoscendo, nel caso fosse favorevole, ai lavoratori ricorrenti
l'inserimento lavorativo a tempo indeterminato e la
quantificazione economica spettante relativa agli anni pregressi;
visto che la Regione siciliana ha, in questi ultimi due anni,
regolarizzato ed assunto tutti i lavoratori precari;
per sapere:
quale comportamento intendano assumere nei confronti di tutti i
lavoratori utilizzati sotto varie forme, molti dei quali con oltre
nove anni di servizio, al fine di giungere ad una loro possibile
stabilizzazione;
se non ritengano utile ed indispensabile attivare ed
intraprendere, anche nei loro confronti, per l'equità che deve
caratterizzare l'azione dell'Amministrazione regionale,
provvedimenti similari a quelli assunti per altre fasce di
lavoratori precari;
infine, se non ritengano opportuno dare la possibilità a detti
lavoratori di inserirsi nel mondo del lavoro, per non perdere le
loro competenze, professionalità e capacità che per oltre 9 anni
hanno sviluppato nel settore di pertinenza della società PST
Sicilia, tenendo conto anche dell'età superiore ai 50 anni circa
di molti di essi». (1817)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
in data 24 marzo 2011 l'Assessore per la famiglia, ha trasmesso
la nota prot. 11740, avente per oggetto 'Accoglienza Minori
stranieri non accompagnati' a 'Tutte le Prefetture della Sicilia,
a Tutte le Questure della Sicilia, a tutte le IPAB della Sicilia,
a tutte le Comunità Alloggio' in cui si obbligano le comunità
alloggio all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati,
senza includere nell'indirizzario i comuni che, di fatto, sono gli
enti preposti alla convenzione, alla vigilanza e ad erogare le
spese di gestione delle comunità alloggio per ogni posto
convenzionato, ma soprattutto l'unico ente locale competente in
materia di assistenza dei minori, italiani così come stranieri;
considerato che, in allegato alla nota, veniva trasmesso anche
l'elenco delle comunità alloggio iscritte all'albo, istituito ai
sensi dell'art. 26 della l.r. 22/86, senza distinguere quelle con
retta direttamente finanziata dalla Regione siciliana e quelle
invece la cui retta è a carico dei comuni dell'Isola;
atteso che la nota si chiude con la chiara minaccia che: 'qualora
questo Assessorato Regionale, su segnalazione delle autorità
competenti, avrà notizia in ordine alla mancata disponibilità
all'accoglienza di qualsiasi ente, applicherà le sanzioni previste
dalla legge, compresa la cancellazione dall' Albo regionale sopra
citato';
preso atto che l'Assessore per la famiglia, nella sua nota, ha
deliberatamente disconosciuto il ruolo dei comuni e le procedure
regolari di coinvolgimento degli stessi per l'accoglienza dei
MSNA;
per sapere:
se non ritengano opportuno ed urgente ritirare la nota n. 1174
del 24 marzo 2011, emanata dall'Assessore per la famiglia;
se intendano chiedere l'immediata convocazione di un incontro con
i sindaci dei comuni della Sicilia, il Ministro degli interni, il
Ministro delle politiche sociali, al fine di predisporre, così
come avvenuto nel 2008, un piano di posti straordinari per
l'accoglienza dei minori non accompagnati, finanziato con fondi
dell'U.E. (risorse FEI), al fine di non pesare sulle esauste
finanze dei Comuni siciliani che sarebbero costretti, da soli, a
pagare il prezzo della guerra alla Libia». (1818)
VINCIULLO-POGLIESE
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'articolo 11 della legge n. 431/98 istituisce il fondo nazionale
per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, le cui
somme sono destinate alla concessione di contributi integrativi
per il pagamento dei canoni di locazione dovuti ai proprietari
degli immobili;
la concessione dei suddetti contributi integrativi è subordinata
alla presenza di requisiti minimi riferiti al nucleo familiare del
richiedente;
tali requisiti - reddito annuo complessivo del nucleo familiare
non superiore alla somma di due pensioni minime INPS, pari a circa
11.000 euro, ovvero reddito annuo complessivo del nucleo familiare
non superiore a quello determinato per l'assegnazione degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica nell'ambito della
Regione siciliana, pari a circa 13.000 euro - costituisco
indubbiamente parametri riferibili a famiglie che versano in
difficili condizioni economiche, per le quali un siffatto
strumento costituisce un irrinunciabile sostegno al proprio
reddito;
le Regioni provvedono al riparto delle risorse tra i comuni e
questi ultimi stabiliscono l'entità e le modalità di erogazione;
considerato che:
la grave crisi economica che interessa la Regione ha determinato
un drammatico calo del potere d'acquisto delle famiglie,
aumentando la forbice tra le famiglie ad elevato tenore e quelle
che vivono in condizioni di evidente indigenza; tale situazione
sta letteralmente mettendo in ginocchio tante famiglie che prima
riuscivano, pur con sacrifici, a pagare gli affitti degli alloggi,
e che ora, invece, sono impossibilitate a farlo;
i gravi ritardi nell'erogazione dei contributi previsti dalla
l.n. 431/98 da parte dei comuni, privati delle somme a tal fine
destinate, ad oggi non erogate dalla Regione, rischia di lasciare
senza risposte decine di famiglie in difficoltà;
per sapere quali siano le ragioni di questi ritardi che aggravano
ulteriormente le condizioni di vita proprio dei cittadini con
redditi familiari più bassi e che attendono da mesi questo
contributo per sostenere il loro canone di locazione». (1819)
CALANDUCCI-GENNUSO-MUSOTTO-ARENA-CATALANO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
i drammatici eventi conseguenti al devastante sisma che ha
colpito il Giappone hanno sollevato un acceso dibattito
internazionale sui rischi connessi allo sfruttamento dell'energia
nucleare quale fonte di produzione di energia elettrica
alternativa all'utilizzo di combustibili fossili;
il forte impatto emotivo subito dall'opinione pubblica mondiale
ha generato il bisogno di una complessiva rivalutazione del tema
della sicurezza e dei rischi legati all'utilizzo dell'energia
atomica, fino all'11 marzo scorso considerata dai massimi esperti
internazionali una fonte di energia sicura e non inquinante;
gli incidenti giapponesi, causati dal collasso dei sistemi di
raffreddamento delle centrali, hanno dimostrato aspetti di
vulnerabilità che destano viva preoccupazione negli Stati che,
come l'Italia, intendono adottare strategie energetiche che
considerano il nucleare come una soluzione percorribile per
fronteggiare le gravi emergenze del settore energetico;
considerato che:
dal 1989, anno della sua laurea, il celebre fisico siciliano di
fama internazionale, dottor Fulvio Frisone, si occupa di fusione
fredda, tenendo conferenze di altissimo livello in tutto il mondo,
nonostante la tetraparesi di cui risulta affetto e grazie al
sostegno incessante della signora Lucia, madre di estremo
coraggio;
con la legge 26 marzo 2004, n. 3, la Regione siciliana ha
istituito la fondazione Fulvio Frisone, costituita con atto l'11
aprile 2005, con il fine di favorire il più ampio diritto alla
formazione scientifica e culturale, nonché l'attività di ricerca
nel settore della fisica nucleare. Lo svolgimento delle attività
di ricerca della fondazione sono state, ad oggi, garantite
attraverso un contributo annuo di funzionamento pari a 500.000
euro;
il centro ricerche della fondazione Frisone, sito nel comune di
Melilli, ha recentemente condotto un importante studio che ha
evidenziato, attraverso un accurato screening, una correlazione
tra lo stato dell'ambiente, soprattutto nell'inquinato
comprensorio Augusta-Priolo-Melilli, e l'incidenza di alcune
importanti patologie;
l'attuale sede del centro ricerche della fondazione dimostra di
essere inadeguato, rispetto ai necessari requisiti tecnologici per
gli studi sulla fusione fredda, come più volte rilevato dal
celebre fisico siciliano, di fatto bloccando l'importante
evoluzione delle teorie proposte dal dottor Frisone e la
conseguente conoscenza di frontiere scientifiche ad oggi
controverse;
preso atto che il laboratorio di ricerche ENEA di Frascati, uno
dei più prestigiosi, ha offerto al dottor Frisone, attraverso un
protocollo d'intesa siglato con la fondazione che porta il suo
nome, la propria struttura per sperimentare le sue teorie sulla
fusione fredda, riconoscendone l'importante valenza scientifica,
rispondendo così ai tanti detrattori che dal 1994 dubitano del
valore scientifico delle scoperte del fisico nucleare siciliano;
rilevato che i fondi messi a disposizione dalla fondazione
Frisone per il progetto citato non coprirebbero anche le spese di
trasferta e permanenza che il fisico nucleare dovrebbe sostenere
per svolgere la propria attività a Frascati. Il grido di allarme e
indignazione lanciato dal dottor Frisone attraverso le pagine dei
quotidiani, che vede sfumare l'opportunità di tutta una vita, la
sua, dedicata alla ricerca, affrontando sacrifici non soltanto
personali ma di un'intera famiglia che ha lottato per
l'affermazione delle idee di un grande scienziato, prima ancora
che loro figlio, merita certamente una dignitosa attenzione;
per sapere:
alla luce dell'importante opportunità offerta dall'ENEA al dottor
Frisone, quali siano le gravi ragioni che hanno determinato i
vertici della fondazione Frisone a non sostenere le naturali spese
di trasferta e permanenza a Frascati del fisico siciliano;
se non ritenga opportuno disporre una verifica della correttezza
della gestione finanziaria e dell'adeguatezza delle scelte
effettuate dall'amministrazione della fondazione Frisone». (1822)
COLIANNI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
ai sensi dell'art. 20 della l.r. 9 agosto 1988, n. 14, sono stati
individuati gli enti titolati a gestire le riserve naturali
orientate (R.N.O.);
recentemente, l'Assessorato Territorio e ambiente ha trasmesso
alla IV Commissione legislativa permanente dell'ARS, riunitasi il
9.3.2001 per il prescritto parere, la proposta di affidamento
'diretto' della R.N.O. 'Isola Bella', in difetto della previa
pubblicazione di un avviso pubblico tendente alla selezione dei
soggetti di cui all'art. 20 della l.r. 14/88;
la Provincia regionale di Messina, precedente affidataria della
gestione della R.N.O., ha manifestato la disponibilità a 'gestire'
la R.N.O.;
nel 2005, in relazione all'affidamento delle riserve naturali,
l'Assessorato regionale Territorio, in coerenza con il principio
di trasparenza e partecipazione, ha opportunamente pubblicato
nella GURS n. 34/2005 un avviso pubblico di selezione per la
scelta del soggetto gestore di numerose riserve naturali;
considerato che allo stato, da notizie assunte presso
l'Assessorato Territorio e Ambiente, non è stata stipulata alcuna
convenzione e, quindi, non risulta concluso il relativo
procedimento;
per sapere:
se non ritengano, con la massima urgenza, previa sospensione del
procedimento di affidamento diretto, illegittimo perché non
conforme ai principi di trasparenza, concorrenza e partecipazione,
di dover pubblicare il relativo avviso di selezione al fine di
individuare, sulla scorta di criteri oggettivi, la migliore
proposta gestionale. Il presente atto ispettivo è trasmesso al
Presidente della IV Commissione legislativa affinché disponga
urgente audizione dell'Assessore regionale». (1823)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
BUZZANCA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
PARLAVECCHIO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
i funzionari direttivi in servizio presso gli uffici
dell'ispettorato provinciale del lavoro della Sicilia con funzioni
di ispettore del lavoro evidenziano, da anni, lo stato di profondo
disagio in cui sono costretti a lavorare, cosa che li ha spinti in
più occasioni a dichiarare lo stato di agitazione e a riservarsi
di intraprendere idonee azioni di tutela, fra le quali la rinuncia
alle funzioni ispettive';
un'analoga interrogazione è stata presentata dallo scrivente in
data 17 marzo 2010 (n. 1100), alla quale, nella 189 seduta
dell'Assemblea regionale siciliana del 27 luglio 2010, l'Assessore
regionale per la famiglia, pro tempore, rispose dichiarando:
'Nell'ultimo incontro con gli Ispettori abbiamo istituito un
tavolo di lavoro. Pensiamo di presentare, nel mese di settembre un
disegno di legge, abbastanza condiviso con il mondo sindacale, con
gli stessi Ispettori del Lavoro e anche con la V Commissione
legislativa';
in data 6 settembre 2010 l'assemblea degli ispettori del lavoro
ha deciso di sospendere, temporaneamente, ogni azione di lotta
confidando nella disponibilità manifestata a risolvere la vertenza
da parte dell'Assessore regionale per la famiglia, spingendosi ad
esprimere apprezzamento per il proficuo lavoro svolto dal tavolo
tecnico, guidato dal dirigente generale dottoressa Alessandra
Russo, e condividendone le conclusioni a cui erano pervenuti;
considerato che:
l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 167 del 27 aprile
2010, in occasione della discussione del bilancio regionale, ha
dedicato ampio dibattito alla disamina di quanto sopra riportato e
che il Governo regionale, nella persona dell'Assessore per la
famiglia pro tempore, si è dichiarato disponibile a risolvere i
gravi problemi discussi, anche con la ripresa dell'iter
parlamentare del disegno di legge n. 138 del 2008, già votato
all'unanimità dalla Commissione legislativa competente;
gli ispettori del lavoro in servizio presso gli uffici
dell'ispettorato provinciale del lavoro di Siracusa richiedono
l'immediato ripristino dell'indennità di missione e la concessione
dell'indennità di funzione di polizia giudiziaria, così come
avviene per gli ispettori dipendenti dal Ministero del lavoro che
operano nelle restanti Regioni d'Italia;
la stipula di un'apposita polizza assicurativa a favore degli
ispettori del lavoro operanti in Sicilia, da parte dell'Assessore
regionale per la famiglia, è dovuta al fine di assicurare una
congrua copertura dei rischi, derivanti dall'esercizio delle
funzioni loro assegnate dalle vigenti normative regionali;
sembra del tutto inspiegabile che, ancora oggi, per esigenze di
servizio, gli ispettori del lavoro devono mettere a disposizione
dell'Amministrazione regionale la propria autovettura, anticipando
tutte le spese (carburante, manutenzione e usura) ed usufruendo
del solo rimborso costo benzina;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per rimuovere
le ormai insostenibili criticità o se, almeno, non ritengano di
attivarsi per l'approvazione del disegno di legge n. 138 del 15
luglio 2008, recante 'Istituzione del ruolo degli Ispettori del
Lavoro. Norme per il contrasto al lavoro irregolare', a tutt'oggi
rimasto lettera morta, nonostante sia stato già a suo tempo
licenziato dalla V Commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regionale siciliana». (1815)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
dall'1 settembre 2009, in seguito all'entrata in vigore della
legge regionale n. 5 del 2009 sul riordino delle aziende
sanitarie, l'azienda ospedaliera regionale S. Elia è confluita
nell'ASP di Caltanissetta;
di conseguenza, quest'ultima è subentrata in tutti i rapporti
giuridici che la ormai soppressa azienda ospedaliera S. Elia aveva
instaurato;
considerato che:
il 27 aprile 2006, l'ex azienda ospedaliera regionale S. Elia,
diretta dal dottor Alberto Paladino, aveva previsto, tramite
delibera n. 362, la realizzazione di un parcheggio multipiano da
realizzarsi nello spazio prospiciente l'ospedale S. Elia a
servizio dei dipendenti e fruitori dello stesso stabile e che tale
opera doveva essere finanziata mediante la formula del project
financing';
il 9 ottobre 2007, con delibera n. 362, l'ASP di Caltanissetta ha
annullato le precedenti deliberazioni, ponendo delle condizioni
sine qua non che, se non accettate, avrebbero impedito la
realizzazione dell'opera;
il 30 giugno 2008, con delibera n. 511, la previsione del
suddetto parcheggio è stata riconfermata nella nuova
programmazione triennale 2008-2010;
il 22 aprile 2009 il consiglio comunale di Caltanissetta adottava
il progetto preliminare redatto dalla ATI Final spa Falcone s.r.l.
e Consoop avente come oggetto la realizzazione di un parcheggio
multipiano da realizzarsi nello spazio prospiciente l'ospedale S.
Elia a servizio dei dipendenti e fruitori dello stesso stabile;
dal 22 aprile 2009 al 5 maggio 2010 sono state accettate e
soddisfatte dal comune di Caltanissetta, dalla società titolare
del progetto e dal vicino Cefpass le condizioni precedentemente
fissate con la delibera n. 362;
in virtù dell'accoglimento delle richieste di cui alla delibera
n. 362 è stata revocata la stessa e, pertanto, rinnovata la
dichiarazione di pubblico interesse e quindi accolta, di fatto, la
proposta progettuale avanzata dalla ditta ATI APCOA, Final spa
Falcone costruzioni in acciaio s.r.l. CONSCOOP;
a distanza di due anni non si registrano ulteriori passi in
avanti per la realizzazione dell'opera;
oggi l'area di progetto è comunque utilizzata a parcheggio a raso
e, non essendo minimamente regolamentata dall'ASP 2 di
Caltanissetta, gestita da parcheggiatori abusivi;
non avendo l'ASP mai realizzato gli stalli per i parcheggi si è
in presenza di un parcheggio anomalo all'interno del quale è
impossibile regolamentare la sosta;
risulta, per quanto da ultimo descritto, assolutamente necessaria
la realizzazione del parcheggio multipiano;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto esposto nelle premesse e al
contempo siano consapevoli dello stato di disagio in cui versano i
fruitori dell'ospedale S. Elia;
se ritengano opportuno accelerare o forse rinviare l'iter
burocratico teso alla realizzazione del parcheggio descritto in
premessa;
se, infine, non sia il caso, nelle more, di dare disposizioni
all'ASP 2 di Caltanissetta affinché provveda, nel più breve tempo
possibile, a realizzare gli stalli per i parcheggi,
regolamentando, di fatto, un'area che ad oggi non possiede nessuna
delle caratteristiche intrinseche di un parcheggio». (1820)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
TORREGROSSA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che il comune di Gioiosa Marea (ME) ha una spiccata
vocazione turistica più volte evidenziata da provvedimenti della
Regione e dalla quale provengono gran parte delle risorse
economiche degli abitanti di questa ridente cittadina costiera
famosa nel mondo per la sua ampia spiaggia che ne ha fatto un
simbolo di località balneare per tutta la costa tirrenica
siciliana;
considerato che da anni si assiste alla continua erosione della
menzionata spiaggia tanto che il suo litorale compreso tra Capo
Calavà e Capo Milazzo è stato inserito nel piano stralcio di
bacino per l'assetto idrogeologico con il livello di pericolosità
molto elevata P4' e rischio molto elevato R4';
verificato che, come si evince dal nulla osta ai lavori
rilasciato dall'Assessorato Territorio - ufficio Servizio 1 VIA -
VAS del 24 marzo 2011, il paesaggio cospiro della zona è
caratterizzato dal 1985 da intensi arretramenti della linea di
costa legati soprattutto dagli interventi di regimentazione
idraulica che hanno ridotto l'apporto dei sedimenti al litorale' e
che evidente conseguenza del fenomeno è che non sono più fruibili
una importante arteria stradale, il locale campo sportivo con i
relativi spogliatoi e, ancor più grave, una prima schiera di case
è ormai esposta direttamente ai marosi con grave pregiudizio per
la incolumità dei cittadini oltre la riduzione dell'ampiezza della
spiaggia;
verificato inoltre che dal lontano 2005, anno nel quale è stato
ultimato il primo lotto di un progetto che prevede la protezione
ed il ripascimento del litorale sopra descritto, non sono stati
avviati ulteriori lavori a completamento dell'intervento di
ripascimento dell'arenile;
ritenuto che è ormai urgente e indifferibile avviare la
definizione dell'opera a protezione del litorale che tra l'altro
ricade in parte all'interno di un'area marina protetta che subisce
anch'essa dei dannosi effetti della erosione costiera con
nocumento delle biocenosi marine e della prateria di posidonia;
per sapere se intendano procedere con urgenza al finanziamento
per il completamento dell'opera di ripascimento e protezione del
litorale della frazione San Giorgio di Gioiosa Marea a
salvaguardia della incolumità dei cittadini, delle loro
abitazioni, e per la tutela dello sviluppo economico-turistico di
tutta l'area del golfo di Patti». (1821)
CORONA
«Al Presidente della regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
attraverso un bando recentemente pubblicato nella GURS, serie
speciale concorsi, la Regione ha messo in moto un meccanismo di
selezione per nuovo personale per figure professionali che già
numerose affollano gli elenchi dei soggetti in servizio presso il
comparto forestale;
l'inserimento di nuovo personale forestale che la selezione
concorsuale immetterà nel circuito farà conseguire
all'Amministrazione regionale un doppio risultato negativo, e cioè
quello di aggiungere nuovi precari al gruppo già consistente di
forestali e vanificare ogni possibilità di nuovi investimenti per
la formazione e/o l'aggiornamento del contingente dei lavoratori;
le figure interessate al nuovo reclutamento sono quelle di:
trattorista; vivaista selezionatore di piantine o parti di pianta
(marze e/o talee); vignaiolo; operaio specializzato in vivaismo;
addetto alla coltivazione di colture arboree; conduttore di
macchine agricole vendemmiatrici addetto alla coltivazione di
vigneti; aiutante di laboratorio con capacità professionale
acquisita anche per titoli per operazioni di laboratorio
riferibili a colture in vitro, innesto a verde e
micropropagazione; conduttore patentato di trattori e automezzi;
addetto alle colture sperimentali vivaistiche; addetto alla
coltivazione di orticole in ambiente protetto;
le suddette figure sarebbero richieste per svolgere le proprie
funzioni in ambiti territoriali ricadenti nelle province di
Messina, Palermo, Ragusa e Trapani;
attualmente i trattoristi in servizio nel contingente forestale,
così come le altre figure professionali richieste nel bando, sono
in numero sufficiente e razionalmente collocate su tutte le
province siciliane, in maniera tale da sopperire ad ogni necessità
d'organico;
ricordato che:
il Governo regionale, nel mese di maggio 2009, ha sottoscritto un
accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori forestali
finalizzato ad aumentare il numero delle giornate lavorative da
questi annualmente svolte, nell'ottica di stabilizzarne
progressivamente il rapporto di lavoro in base ad una consistenza
numerica definita;
i lavoratori stagionali inseriti nell'elenco regionale ai sensi
della legge regionale n. 14 del 2006 sono in Sicilia circa 25 mila
e risultano ben distribuiti nelle nove province;
gli accordi sottoscritti dall'Amministrazione regionale dall'Ente
di sviluppo agricolo con le rappresentanze sindacali sono
finalizzati alla stabilizzazione lavorativa dei cosiddetti
trattoristi dell'ESA ormai da più di venti anni impegnati per
circa 200 giornate lavorative l'anno;
per sapere:
se non ritengano di dovere porre in essere tutte le iniziative
utili per la revoca del bando per la selezione di personale
operaio, pubblicato nella GURS, serie speciale concorsi, del 25
febbraio 2011;
se non ritengano altresì di dover provvedere alla sospensione di
tutte le procedure finalizzate alla selezione di nuovi lavoratori
agricoli ed, invece, attingere, laddove fosse necessario, alla
graduatoria dei trattoristi e degli operatori agricoli;
quali iniziative intendano assumere affinché il processo di
stabilizzazione graduale dei lavoratori stagionali, inseriti
nell'elenco regionale ai sensi della l.r. 14/2006, giunga a
conclusione» (1825)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MANCUSO - LIMOLI
«Al Presidente della regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
con decreti del dirigente generale dell'Agenzia regionale per
l'impiego, l'orientamento, i servizi e le attività formative 14
settembre 2010, n. 765 e 14 settembre 2010, n. 766, ambedue
registrati alla Corte dei conti il successivo 27 settembre 2010,
sono stati attivati i c.d. sportelli multifunzionali' di cui agli
avvisi pubblici n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010;
con nota n. 1520 del 5 ottobre 2010, la predetta agenzia ha
richiesto all'autorità di audit dei programmi finanziati dal FSE
se - atteso che nei progetti in parola vengono impiegati
lavoratori dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato - risultino finanziabili tutti gli istituti
contrattuali previsti dal contratto collettivo di lavoro della
formazione professionale ed in particolare tutti quegli istituti a
tutela del lavoratore;
considerato che:
l'autorità di audit con missiva prot. n. 5030 del 15 novembre
2010 riscontrava la richiamata richiesta di parere significando
che nei documenti di attuazione del FSE la materia non veniva
chiaramente esposta e ciò manifestava una lacuna
all'intelligibilità dei documenti, arrecando un vulnus al sistema
dei controlli;
la predetta autorità concludeva affermando la competenza
dell'autorità di gestione del FSE ad esplicitare e chiarire
l'ammissibilità a finanziamento di tutte le voci contrattuali,
evidenziando - al contempo - che taluni istituti non gravano sul
datore di lavoro, bensì su soggetti diversi e, pertanto, non
rimborsabili;
l'autorità di gestione del FSE, con decreto del dirigente
generale del Dipartimento regionale dell'istruzione e della
formazione professionale 17 dicembre 2010, n. 4950, integrava,
all'articolo 2, il vademecum per l'attuazione del POR Sicilia FSE
statuendo, tra l'altro, che i costi del personale devono essere
pertinenti alle attività dell'operazione finanziata. Gli
emolumenti ad personam, tra i quali rientra anche la maternità e
il congedo matrimoniale, non costituiscono spesa ammissibile al
finanziamento';
ritenuto che:
tale statuizione - che non interviene soltanto per gli sportelli
multifunzionali ma per tutti gli interventi finanziati con risorse
comunitarie o con i FAS - comporta la violazione di diritti
costituzionali e contrattuali, da diritti sindacali (permessi,
diritto di partecipazione alle assemblee, ecc.) a diritti
elettorali (permesso per partecipare all'espressione del voto,
ovvero rappresentante di lista o membro del seggio elettorale), ed
ancora diritti socio-assistenziali (pagamento primi tre giorni di
congedo per motivi di salute, tutela della maternità e
dell'infanzia, assistenza ai familiari portatori di handicap grave
ex legge 104) per non fare riferimento alle disposizioni
contrattuali;
la cennata disposizione viola palesemente la Costituzione della
Repubblica e segnatamente ed in particolare l'ultimo comma
dell'articolo 39, nella parte in cui prevede l'efficacia
obbligatoria dei contratti collettivi di lavoro;
per sapere quali iniziative intendano adottare al fine di
tutelare i diritti dei lavoratori costituzionalmente garantiti e
di conoscere analiticamente le spese definite ad personam nonché
la disposizione comunitaria che non ammette a finanziamento le
predette spese». (1826)
GUCCIARDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate
saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'articolo 15, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 31 maggio
2010, recante 'Misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitività economica', convertito, con
modifiche, in legge numero 122 del 30 luglio 2010, stabilisce i
criteri e le modalità di applicazione del pedaggio sulle
autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta
dell'ANAS Spa, in relazione ai costi di investimento e di
manutenzione straordinaria oltre a quelli relativi alla gestione,
nonché l'elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio;
in data 25 giugno 2010, il Presidente del Consiglio dei ministri
ha adottato un decreto con il quale, nelle more dell'adozione del
decreto di cui all'articolo 15, comma 1, del citato decreto-legge
78 del 2010', dispone, nell'articolo unico, quanto segue: Nella
tabella allegata che costituisce parte integrante del presente
provvedimento sono individuate le stazioni di esazione relative
alle autostrade a pedaggio assentite in concessione che si
interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in
gestione diretta ANAS, presso le quali, a decorrere dal 1o luglio
2010 e fino alla data di applicazione dei pedaggi di cui
all'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, numero
78, e comunque non oltre il 31 dicembre, si applica la
maggiorazione tariffaria forfettaria prevista dall'articolo 15,
comma 2, del citato decreto-legge numero 78 del 2010, secondo le
modalità ivi prescritte, che non potrà comunque comportare un
incremento superiore al 25 per cento del pedaggio altrimenti
dovuto';
con tale provvedimento, contro il quale risultano presentati
dieci ricorsi ai Tribunali amministrativi regionali da parte di
altrettante amministrazioni locali, è stata quindi approvata la
prevista maggiorazione tariffaria forfettaria transitoria ed è
stato fornito l'elenco delle stazioni e dei raccordi interessati
dal provvedimento che, in Sicilia, sono: la A29 Palermo-Mazara del
Vallo, la A29 direzione Alcamo - Trapani, la A29 diramazione per
Birgi, la A29 al raccordo per Punta Raisi, la A29 diramazione per
via Belgio e la A19 Palermo-Catania;
con l'articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 125 del 5 agosto
2010, recante 'Misure urgenti per il settore dei trasporti e
disposizioni in materia finanziaria', convertito, con modifiche,
in legge n. 163 del 01/10/2010, è stata anticipata dal 31 dicembre
al 30 aprile 2011 la data entro la quale l'ANAS Spa dovrà
provvedere ad applicare il pedaggio sulle autostrade e sui
raccordi a gestione diretta;
il 13 settembre 2010, l'ANAS ha pubblicato, con clausola
d'urgenza, un bando di gara da 150 milioni di euro, per la
fornitura e messa in opera di un sistema di esazione senza
barriere sulle autostrade e sui raccordi autostradali;
già dall'1 maggio 2011, dunque, le tratte suddette dovrebbero
essere soggette a pagamento mediante un sistema di rilevazione
automatica 'free flow', senza caselli, ma con controllo dei varchi
tramite telecamere e sistemi a radiofrequenza e microchip su
bollino da esporre sul parabrezza, in mancanza del quale sarà
inevitabile incorrere in apposita multa;
sul quotidiano 'Giornale di Sicilia' del 2 marzo 2011, si legge
che 'in Sicilia saranno soggetti al pedaggio 425 chilometri di
autostrade, pari al 45 per cento dell'intera rete di Anas. Il
costo sarebbe di 1,50 euro a tratta. Quindi, chi abita, ad
esempio, a Carini e lavora a Palermo pagherebbe tre euro per
andare e tornare. Novanta euro al mese per 20 giorni di lavoro.
Anas, però, non guadagnerebbe nulla da questa operazione, perché
la somma dei pedaggi verrà defalcata dai trasferimenti statali
alla società. In questo modo, il governo nazionale, vorrebbe
recuperare trecento milioni di euro. E circa la metà arriverà
proprio dalla Sicilia';
gli introiti, stimati per la Sicilia in oltre 150 milioni di euro
annui, dunque, non sarebbero destinati al miglioramento della rete
viaria locale esistente, ma andrebbero a ridurre i contributi
annui dovuti dallo Stato ad ANAS s.p.a.;
considerato che:
l'imposizione da parte del Governo nazionale dei pedaggi sulle
autostrade siciliane rappresenterebbe un ingiusto aggravamento
della pressione economica sui cittadini;
i siciliani sono già fortemente penalizzati da un sistema di
trasporto autostradale insicuro e fuori da ogni standard normativo
e tecnico, carente di manutenzione e privo di requisiti di
sicurezza;
con l'interrogazione n. 1248 del 24 giugno 2010 è già stato
denunciato lo stato di totale degrado e abbandono dell'autostrada
A29 Palermo-Trapani-Mazara del Vallo ed è stato chiesto un
intervento urgente del governo sull'ANAS per garantire la
sicurezza e dell'efficienza del tratto stradale. Le condizioni
della A19 Palermo-Catania non possono certo dirsi migliori;
in vista del pagamento del pedaggio, come riportano le cronache
del quotidiano La Sicilia' del 3 e 4 aprile scorso, si sono già
registrate le prime proteste dei cittadini che hanno organizzato
sit-in e raccolte di firme contro il provvedimento;
il 27 marzo scorso, i sindaci dell'area madonita si sono riuniti
in assemblea per decidere quali iniziative adottare contro il
balzello. Le misure prese in considerazione prevedono la
costituzione di un coordinamento, l'adozione di delibere dei
consigli comunali, la promozione di impugnative giurisdizionali. I
sindaci, il 4 aprile, hanno anche incontrato il prefetto di
Palermo per chiedergli di intervenire presso il governo e l'ANAS;
per conoscere se non ritengano opportuno intervenire urgentemente
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, presso il
Ministero dell'economia e il Ministero delle infrastrutture per
chiedere l'adozione di tutte le iniziative, anche in sede
parlamentare, necessarie alla revoca immediata del provvedimento
che impone il pagamento del pedaggio». (111)
MATTARELLA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 258 «Iniziative a livello centrale per il potenziamento
dell'organico dei Vigili del fuoco in provincia di Messina»,
degli onorevoli Ardizzone, Adamo, Forzese, Lentini, Ragusa,
Giuffrida, Parlavecchio e Nicotra, presentata il 5 aprile 2011;
numero 259 «Iniziative volte ad evitare la realizzazione e
l'installazione di nuovi impianti per il pagamento del pedaggio
sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta
di ANAS s.p.a.», degli onorevoli Bufardeci, Cimino, Incardona,
Mineo, Scilla, presentata il 6 aprile 2011;
numero 260 «Revoca del bando dell'Assessorato delle risorse
agricole ed alimentari, per la selezione, per titoli e prova di
idoneità, per varie qualifiche di personale operaio», degli
onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli e Corona, presentata il 7
aprile 2011. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella città di Messina si registra una serie di criticità, per
cui sarebbe necessario lo sviluppo e l'implementazione del Comando
provinciale dei Vigili del fuoco;
oltre all'instabilità geologica del territorio, la provincia di
Messina presenta ulteriori elementi di rischio che non devono
essere assolutamente trascurati nella pianificazione
dell'organizzazione dei servizi di soccorso: il rischio sismico,
zona I in base alla classificazione nazionale; il rischio
vulcanico, vista la presenza dell'arcipelago delle Eolie con due
vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre all'esistenza dell'Etna
appena al di là del confine meridionale; il rischio di incendi
estivi, favoriti anche dai forti venti di scirocco che sono in
grado di determinare improvvisi fronti di fuoco di svariati
chilometri; il rischio legato alla scarsa presenza di
infrastrutture interne di collegamento ed alla mancanza di un
sistema di viabilità efficiente, visto che la maggior parte dei
centri interni sono collegati con strade unidirezionali; il
rischio industriale, soprattutto nella zona di Milazzo, dove è
ubicata una delle raffinerie più importanti d'Europa; il rischio
connesso alla gestione delle infrastrutture portuali ad alto
traffico, quali soprattutto Messina, scalo di crociere
internazionali e dei traghetti verso il continente, con il maggior
numero di transiti nazionali annui di passeggeri. A ciò si
aggiunga il porto di Milazzo e il traffico verso le Eolie e il
rischio connesso all'imminente insediamento del cantiere del ponte
sullo Stretto;
recentemente, in una lettera indirizzata negli scorsi giorni al
sindaco della città, il comandante provinciale dei Vigili del
fuoco ha evidenziato come Messina e provincia presentino
caratteristiche di esposizione al rischio e di vulnerabilità che
impongono la massima attenzione da parte di autorità, enti ed
istituzioni preposti alla gestione del territorio, a causa delle
particolari caratteristiche dello stesso, interamente collinare e
montuoso, e predisposto a gravi e calamitosi eventi legati a
dissesti idrogeologici sia sul versante ionico che su quello
tirrenico;
considerato che:
i Vigili del fuoco della provincia di Messina sono stati più
volte messi alla prova - vedasi i più recenti, in ordine di tempo,
eventi alluvionali - gestendo l'emergenza in modo egregio.
Tuttavia ciò è dovuto più al loro spirito di sacrificio ed
abnegazione che all'organizzazione;
infatti, ad oggi Messina non dispone di un'organizzazione dei
servizi di soccorso dei Vigili del fuoco coerente con gli scenari
di emergenza che si potrebbero verificare, tenuto conto del numero
di squadre complessivamente presenti, l'ubicazione delle sedi di
servizio, nonché l'estensione del territorio da servire e l'entità
della popolazione;
l'attuale organico del Comando provinciale dei Vigili del fuoco
di Messina riesce ad assicurare il servizio con una squadra di
intervento in ciascuna delle sedi provinciali (Messina centrale e
nord, Milazzo, Patti, S. Agata di Militello, Lipari, Letojanni) e
nei due distaccamenti portuali, per un totale di circa 50 unità,
oltre ai Vigili del fuoco volontari presenti presso le sedi dei
distaccamenti volontari di S. Stefano di Camastra e Moio
Alcantara. Tuttavia, la copertura del territorio garantita dai
predetti distaccamenti è largamente insufficiente: la maggior
parte della provincia è raggiungibile con tempi superiori a 40
minuti che in molti casi arrivano ad oltre 60 minuti;
Messina presenta una grave anomalia: è la più popolosa ed estesa
città italiana di categoria S5 (organico medio di circa 130 unità:
nel complesso le unità sono 334), tuttavia diverse città
capoluogo, sia pure di superficie e popolazione inferiore a quella
di Messina (vedasi Cagliari, Salerno, Trieste) hanno categoria
superiore, mentre le altre città di categoria S5 hanno in generale
caratteristiche di popolazione e superficie inferiori a quelle di
Messina;
particolarmente critica appare la copertura della zona ionica,
dove da tempo si è in attesa dell'attivazione di un distaccamento
in corrispondenza del comune di Roccalumera, senza dimenticare che
Milazzo è servita da un distaccamento D1, vale a dire di
composizione minima e che le isole minori non sono oggi coperte da
un efficace servizio di soccorso;
ritenuto che è stata presentata al Senato della Repubblica
un'interrogazione parlamentare di contenuto identico alla presente
mozione per chiedere al Ministro degli interni se sia a conoscenza
della difficile situazione in cui versa il Comando dei vigili del
fuoco della provincia di Messina, considerata l'estensione
territoriale, la densità abitativa e soprattutto le numerose
criticità che affliggono il territorio e se, nell'ambito delle sue
competenze e facoltà, intenda tempestivamente ovviarvi attraverso,
tra l'altro, l'incremento dell'organico del Comando di Messina, in
modo da costituire anche un distaccamento nella zona sud della
città, la riclassificazione della sede cittadina in categoria S7;
il potenziamento del distaccamento di Milazzo sino a categoria D3;
l'istituzione del distaccamento permanente di Roccalumera; il
sostegno alla nascita di distaccamenti volontari in tutte le isole
minori ed in altri comuni del territorio interno,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire tempestivamente presso il Governo nazionale, ed in
particolare presso il Ministro degli interni, affinché si possa
implementare l'organico dei Vigili del fuoco in provincia di
Messina, in modo da costituire anche un distaccamento nella zona
sud della città, la riclassificazione della sede cittadina in
categoria S7; il potenziamento del distaccamento di Milazzo sino a
categoria D3; l'istituzione del distaccamento permanente di
Roccalumera; il sostegno alla nascita di distaccamenti volontari
in tutte le isole minori ed in altri comuni del territorio
interno». (258)
ARDIZZONE-ADAMO-FORZESE- LENTINI-RAGUSA-
GIUFFRIDA-PARLAVECCHIO-NICOTRA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con il comma 1 dell'articolo 15 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n.
122, sono stati stabiliti i criteri e le modalità per
l'applicazione del pedaggio sulle autostrade e sui raccordi
autostradali in gestione diretta di ANAS s.p.a.;
con il decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con
modificazioni, in legge 1 ottobre 2010, n. 163, sono state
apportate ulteriori modifiche all'articolo 15 del sopra citato
decreto - legge n. 78 del 2010, in particolare:
viene fissato al 30 aprile 2011 il termine entro il quale mettere
a regime l'applicazione del pedaggio sulle autostrade e sui
raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS s.p.a.;
viene ribadita, in fase transitoria, a decorrere dal primo giorno
del secondo mese successivo all'entrata in vigore del decreto-
legge n. 125 del 2010 e fino alla data di applicazione dei pedaggi
di cui al comma 1, la possibilità di applicare, entro e non oltre
il 31 dicembre 2011, una maggiorazione tariffaria forfetaria di un
euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi
di pedaggio 3, 4, 5, presso le stazioni di esazione delle
autostrade a pedaggio assistite che si interconnettono con le
autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta ANAS;
viene confermata la previsione che le entrate derivanti
dall'attuazione dei commi 1 e 2 vanno a riduzione dei contributi
annui dovuti dallo Stato per investimenti relativi ad opere e
interventi di manutenzione straordinaria anche in corso di
esecuzione;
vengono confermati i canoni di pedaggio chilometrico da applicare
che, a regime, cioè dall'1 gennaio 2011, saranno di due millesimi
di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B, e di sei
millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5;
considerato che:
le condizioni della sede e del manto stradale, dei sistemi e
degli standard di sicurezza di ampi tratti autostradali in Sicilia
sono ben lontani da quelli di altre autostrade del resto d'Italia,
per non paragonarle a quelle del resto d'Europa;
la cosiddetta mobilità alternativa sia per i passeggeri che per
le merci è pressoché inesistente in Sicilia. I tempi di
percorrenza di tratte medie non soddisfano minimamente le esigenze
dei viaggiatori pendolari, tanto meno delle aziende, quelle
agricole in particolare, che hanno la necessità di far muovere
celermente i prodotti freschi. Manca, di fatto, un adeguato piano
infrastrutturale che permetta lo scambio intermodale dei mezzi di
trasporto per le merci;
l'introduzione dei pedaggi autostradali, così come previsti dalla
normativa sopracitata, introdurrebbe solo un ulteriore balzello a
danno dei siciliani e un aggravio dei costi delle merci in
partenza e/o in transito dalla Sicilia, senza alcun miglioramento
del servizio e del sistema autostradale;
visto il decreto interministeriale (Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell'economia e delle
finanze) del 5 luglio 2010, notificato il 29 novembre 2010 al CAS,
'decadenza delle concessioni autostradali, con passaggio
definitivo di consegne e giurisdizione all'ANAS delle tre tratte
autostradali';
viste, altresì,
l'ordinanza n. 201100029 del 13 gennaio 2011 del Tribunale
amministrativo regionale (TAR) di Catania, con la quale si
accoglie il ricorso numero di registro generale 2484 del 2010,
integrato da motivi aggiunti, proposto dal Consorzio per le
autostrade siciliane, in persona del legale rappresentante pro
tempore, contro il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
ed il Ministero dell'economia e delle finanze, in persona dei
Ministri pro tempore, e ANAS, in persona del Presidente pro
tempore, e con la quale si sospendono gli effetti del decreto;
la sentenza del TAR del Lazio n. 1566 del 21 febbraio 2011, che
ha dichiarato illegittimo il decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 25 giugno 2010, avente ad oggetto l'individuazione
delle tratte autostradali su cui imporre nuovi pedaggi o aumentare
forfetariamente quelli precedenti, in attuazione dell'art. 15 del
sopra citato decreto - legge n. 78 del 2010, in quanto viola lo
stesso art. 15, per eccesso di potere, e, sotto altro profilo, la
direttiva CE 2006/38 in materia di pedaggi, che ha stabilito che
gli stessi debbano essere posti in luoghi consoni (autostrade) e
debbano rispondere al cosiddetto principio di beneficio;
ritenuto che la situazione in atto, dal punto di vista delle
competenze sulle autostrade e sui raccordi autostradali e sulla
possibilità di applicare in toto le previsioni di cui all'articolo
15 dei più volte citati decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 125 del
2010 appare non essere del tutto definita,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale e ad intraprendere
tutte le iniziative utili per scongiurare l'avvio dell'iter per la
realizzazione di nuovi impianti per il pagamento del pedaggio
sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta
di ANAS s.p.a;
a far sì che l'introduzione di eventuale pedaggio sulle
autostrade siciliane, dove in atto non è previsto alcun pagamento,
sia subordinata alla completa attuazione di un piano complessivo
di miglioramento del sistema viario, stradale, autostradale e
ferroviario nella Regione;
a chiedere, in subordine, la sospensione di qualsiasi attività
vessatoria nei confronti del popolo siciliano, come l'iniqua
introduzione del pedaggio sulle autostrade e sui raccordi
autostradali, fino alla definizione del contenzioso sulle
competenze e sulla giurisdizione delle autostrade siciliane».
(259)
BUFARDECI-CIMINO-INCARDONA-MINEO-SCILLA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con bando recentemente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana, serie concorsi, la Regione ha messo in moto un
meccanismo di selezione di nuovo personale, per figure
professionali che già numerose affollano gli elenchi dei soggetti
in servizio presso il comparto forestale;
l'inserimento di tale personale, che la selezione concorsuale
immetterà nel circuito, farà conseguire all'Amministrazione
regionale un doppio risultato negativo, e cioè quello di
aggiungere altri precari al già consistente gruppo di forestali e
quello di vanificare ogni possibilità di nuovi investimenti per la
formazione e/o l'aggiornamento del contingente dei lavoratori;
le figure interessate al nuovo reclutamento sono quelle di:
trattorista; vivaista selezionatore di piantine o parti di pianta
(marze e/o talee); vignaiolo; operaio specializzato in vivaismo;
addetto alla coltivazione di colture arboree; conduttore di
macchine agricole vendemmiatrici; addetto alla coltivazione di
vigneti; aiutante di laboratorio con capacità professionale
acquisita, anche per titoli, per operazioni di laboratorio
riferibili a colture in vitro, innesto a verde e
micropropagazione; conduttore patentato di trattori e automezzi;
addetto alle colture sperimentali vivaistiche; addetto alla
coltivazione di orticole in ambiente protetto;
le suddette figure sarebbero richieste per svolgere le proprie
funzioni in ambiti territoriali ricadenti nelle province dì
Messina, Palermo, Ragusa e Trapani;
attualmente i trattoristi in servizio nel contingente forestale,
così come le altre figure professionali richieste nel bando, sono
in numero sufficiente e razionalmente collocate in tutte le
province siciliane, in modo tale da sopperire ad ogni necessità di
organico;
ricordato che:
il Governo regionale, nel mese di maggio 2009, ha sottoscritto un
accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori forestali
finalizzato ad aumentare il numero delle giornate lavorative da
questi annualmente svolte nell'ottica di stabilizzare
progressivamente il rapporto di lavoro in base ad una consistenza
numerica definita;
i lavoratori stagionali, inseriti nell'elenco regionale ai sensi
della legge regionale n. 17 del 2006, sono in Sicilia circa 25
mila e risultano ben distribuiti nelle province regionali;
gli accordi sottoscritti dall'Amministrazione regionale e
dall'Ente di sviluppo agricolo con le rappresentanza sindacali
sono finalizzati alla stabilizzazione per circa 200 giornate
lavorative l'anno,
impegna il Governo della Regione
a ritirare il bando per la selezione di personale operaio,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, serie
concorsi, del 25 febbraio 2011;
a sospendere l'esecuzione di procedure finalizzate alla selezione
di nuovi lavoratori agricoli;
ad attingere dalla graduatoria dei trattoristi e degli operatori
agricoli, i quali attendono di poter avere incrementate le
giornate lavorative, sino al raggiungimento della completa
stabilizzazione occupazionale». (260)
MANCUSO-LEONITNI-LIMOLI-CORONA
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
parlamentari
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 12 aprile 2011,
sotto la presidenza del Presidente Cascio, con la partecipazione
dei vicepresidenti onorevoli Formica e Oddo, e dell'Assessore
regionale per l'economia, professor avvocato Armao, ha stabilito
all'unanimità che la sessione di bilancio si articolerà nel modo
seguente:
- la Commissione Bilancio concluderà i propri lavori entro
martedì 19 aprile;
- l'Aula terrà quindi seduta giovedì 21 aprile, alle ore 10.00,
per avviare e concludere la discussione generale congiunta del
disegno di legge di bilancio e della finanziaria.
E' stato altresì stabilito che gli emendamenti saranno presentati
entro le ore 20.00 dello stesso 21 aprile.
L'Aula tornerà a riunirsi martedì 26 aprile alle ore 16.00 per
l'esame dell'articolato, tenendo seduta antimeridiana e
pomeridiana, fino alla definitiva approvazione dei documenti
finanziari.
Così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153
del Regolamento interno, delle mozioni:
- numero 256 «Censura all'Assessore regionale per l'economia»,
degli onorevoli Leontini, Mancuso, Bosco, D'Asero, Scoma, Limoli,
Corona, Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo, Campagna,
Marinese, Beninati, Leanza Edoardo, Torregrossa, Formica, Maira,
Cordaro, Cascio Salvatore, Caronia, Dina, Catalano, presentata il
29 marzo 2011
- numero 257 «Opportune iniziative finalizzate all'attivazione di
una linea di autobus Palma di Montechiaro-Caltanissetta-Catania»,
degli onorevoli Marinello, Di Guardo, Cracolici, Di Benedetto,
presentata il 29 marzo 2011.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, intervengo soltanto per formulare una
richiesta.
Accade spesso che mozioni presentate un mese, un mese e mezzo fa,
vengano calendarizzate.
Ho presentato una mozione, insieme ad altri colleghi, che riguarda
l'Ente porto di Messina. E' passato quasi un anno e mezzo - la
mozione fu da me presentata a gennaio, anzi riformulata qui in Aula
- ma di questa mozione non vedo traccia; è come quelle cose, signor
Presidente, di cui si parla sempre ma che poi scompaiono nei
meandri di questa Assemblea.
Le sarei grato se la Presidenza dell'Assemblea vorrà attenzionare
detta mozione in quanto le mozioni che hanno una data più recente -
ripeto - vengono calendarizzate, questa invece rimane sempre ferma.
Ho piacere che nella prossima seduta questa mozione venga
calendarizzata. Non so più a chi dirlo.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari stabilisce quali mozioni vanno messe all'ordine
del giorno. Non è stato mai richiesto per la verità, a meno che
BENINATI. No, non è così
PRESIDENTE. Si fermi onorevole Beninati, forse lei ha anticipato
quello che dovevo dire, ma me lo faccia dire. Per la verità non
ricordo, avendo partecipato a quasi tutte le Conferenze dei
presidenti dei Gruppi parlamentari, che sia stata richiesta
l'inclusione di questa mozione nell'ordine del giorno.
Però, stia sereno perché chiederò personalmente che venga inclusa
nella prima seduta utile per quanto concerne la discussione sulle
mozioni.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nemmeno a citare
il Governo che è assente ormai in maniera costante. Su una cosa
dobbiamo dire che questo Governo è certo: assentarsi in
continuazione dall'Assemblea.
Volevo soltanto ricordare che abbiamo decine e decine di
interrogazioni a cui gli assessori continuano a non rispondere. In
modo particolare quelle più tarde' sono quelle della Protezione
civile. Abbiamo interrogazioni del settembre 2008, a cui il
Dipartimento di Protezione civile non risponde. In più, da qualche
mese a questa parte, è invalsa la brutta abitudine da parte degli
assessori di presentarsi in Aula e dichiarare di non essere
competenti sulla materia, nonostante vi sia allegata la delega da
parte del Presidente della Regione.
Siccome so che lei è Presidente affidabile e rispettoso delle
prerogative dei parlamentari, vorrei ancora una volta invitare la
Presidenza a fare in modo che il Governo venga in Aula, risponda e
dia risposte certe ai rappresentanti del popolo.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la Presidenza ha già inviato una
nota al Presidente della Regione invitandolo, appunto, ad adoperasi
affinché gli assessori quando sono presenti in Aula per rispondere
alle interrogazioni evitino di dichiararsi incompetenti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 21 aprile
2011, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 258 - Iniziative a livello centrale per il potenziamento
dell'organico dei Vigili del fuoco in provincia di
Messina , degli onorevoli Ardizzone, Adamo, Forzese,
Lentini, Ragusa, Giuffrida, Parlavecchio, Nicotra;
N. 259 - Iniziative volte ad evitare la realizzazione e
l'installazione di nuovi impianti per il pagamento del
pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in
gestione diretta di ANAS s.p.a. , degli onorevoli
Bufardeci, Cimino, Incardona, Mineo, Scilla;
N. 260 - Revoca del bando dell'Assessorato delle risorse
agricole ed alimentari, per la selezione, per titoli e
prova di idoneità, per varie qualifiche di personale
operaio , degli onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli,
Corona.
III -Discussione dei disegni di legge:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013. (n. 630)
2) Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale. (n. 631)
La seduta è tolta alle ore 18.14
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Infrastrutture e
mobilità'
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che da diversi mesi, nel
quadro di una rimodulazione del piano di traffico merci da parte di
Trenitalia-cargo Sicilia, si paventa la soppressione della
piattaforma commerciale della stazione ferroviaria di Acireale
(CT);
considerato che alla decisione di sopprimere la piattaforma merci
di Acireale segue la soppressione della tratta cargo di Bicocca -
Catania;
preso atto che la superiore decisione sarebbe veramente
mortificante non solo per la città di Acireale, ma per l'intera
provincia di Catania, in quanto si avrebbe come immediata
conseguenza il venir meno di decine e decine di occupati e di un
indotto che crea benessere diffuso;
atteso che la detta rimodulazione, così penalizzante per l'intera
provincia di Catania, e più in generale per la Sicilia, pare si
allinei al potenziamento della piattaforma di Gioia Tauro, col
conseguente trasferimento di risorse dalla Sicilia ad altra
regione;
tenuto conto che la superiore problematica è già stata, nei mesi
scorsi e di recente, sollevata dal consigliere comunale di Acireale
Camillo Baldi con interrogazioni consiliari, ma anche con prese di
posizioni pubbliche che hanno riscontrato l'interesse delle
istituzioni locali e degli organi di stampa;
considerato ancora che il servizio di scalo merci di Acireale
soddisfa un flusso commerciale di oltre 4.000 vagoni annui con la
facilmente quantificabile ricaduta economica sul territorio
interessato;
per sapere:
se non ritengano opportuno attivare tutte le necessarie iniziative
tese non soltanto a salvaguardare la tratta ferroviaria di
trasporto merci acese e, più in generale, della provincia di
Catania, ma a rafforzare altresì le piattaforme merci già presenti
nel territorio siciliano, al fine di garantire decine e decine di
posti di lavoro per le relative famiglie, tra personale
direttamente occupato ed indotto;
in caso di intervento, quali siano le iniziative che saranno poste
in essere ed eventualmente quale coinvolgimento sarà assicurato
agli stessi enti locali». (1261)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1261 a firma
dell'onorevole Marco Falcone presentata in origine con richiesta di
risposta orale, trasformata in scritta in occasione della seduta
d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti da parte del competente Dirigente Generale del
Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei
trasporti.
L'interrogazione dell'onorevole Falcone riguarda nello specifico
la piattaforma ferroviaria cargo Acireale-Catania, ma le criticità
evidenziate sono riconducibili alla più ampia situazione di ben
nota difficoltà in cui versa sistema dei trasporti ferroviari della
regione, situazione ulteriormente penalizzata dai continui
mutamenti delle strategie del gruppo FS.
Va detto che l'orientamento della Divisione CARGO del gruppo FS,
perseguito in questi ultimi tempi, vista la grave crisi dei mercati
nazionali ed internazionali che ha determinato un significativo
calo della produzione della Divisione CARGO, è quello di adottare
misure di razionalizzazione che possano costituire il miglior
compromesso possibile, dal punto di vista puramente industriale-
commerciale, tra le esigenze del mercato e l'inderogabile
necessità, per Trenitalia, di non avere servizi in perdita.
Tale orientamento ha comportato, di conseguenza, una
riorganizzazione degli impianti e dei terminali diffusi sulla rete
nazionale. E' chiaro che, la Divisione CARGO come tale non procede
alla soppressione di un determinato scalo che compete invece ad
RFI, il gestore della rete; ma è naturale conseguenza che la
mancanza di attività su quell'impianto, determina effetti di
chiusura dell'impianto stesso.
Venendo ora all'esame specifico della piattaforma CARGO di
Acireale, secondo quanto riportato da Trenitalia al momento, non
c'è una domanda di trasporto tale da giustificare l'organizzazione
di un servizio di treni merci da e per il Continente, infatti
"nell'intero primo semestre del 2009 - sono stati movimentati solo
117 carri carichi per spedizioni a carro singolo".
Pertanto la Divisione CARGO seguendo un criterio di sostenibilità
economica ha spostato tale servizio nello scalo di Bicocca.
A tutto ciò si deve aggiungere che queste scelte risentono della
notevole riduzione operata dal MEF, dei contributi per il sostegno
alle attività della CARGO.
Verrà tuttavia verificato se vi siano condizioni per un intervento
della Regione che incentivi il ricorso al mezzo ferroviario per il
trasporto delle merci, e poter quindi riaffrontare il discorso
relativo alla riorganizzazione degli impianti prevedendo, cioè
altre piattaforme, quale possibilmente anche quella di Acireale».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
DI BENEDETTO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
in ordine alla presentazione dell'offerta vincolante quale
passaggio nel processo di privatizzazione della Tirrenia e della
sua società Siremar, è giunta, alla scadenza dei termini previsti,
una sola offerta da parte della Mediterranea holding di
navigazione;
la compagine azionaria della società in oggetto è così costituita:
il 37% di proprietà della Regione, il 30,5% del gruppo armatoriale
greco Ttt Lines di Alexsis Tomasos, il 18,5% dell'armatore
Salvatore Lauro, l'8% della società Isolemar, il 3%
dell'imprenditore Nicola Coccia e il 3% della famiglia Busi;
da quanto emerso sulla stampa emerge che l'offerta della
Mediterranea è corredata da un piano industriale alla cui stesura
ha fornito consulenza l'advisor Ernst&Young e il cui contenuto
avrebbe l'ambizione di gestire a regime, oltre alle linee
attualmente esercitate, anche uno sviluppo dei collegamenti
nazionali ed internazionali, con l'obiettivo di puntare sull'area
di libero scambio col Maghreb, prevista dall'UE negli accordi di
Lisbona;
considerato che:
dalla prospettiva industriale emerge contestualmente una
situazione economica debitoria rilevante con la stretta operata da
alcuni fornitori e l'interrogativo circa il mantenimento alla
società delle linee di credito attivate dalle banche;
è stata più volte espressa dai sindacati preoccupazione in ordine
al numero di esuberi di personale che si configurano con l'adozione
del predetto piano industriale;
sempre i sindacati per queste ragioni hanno chiesto l'attivazione
immediata di un tavolo allo scopo di confrontarsi con la società
nel merito di quanto contenuto nel piano industriale e
prioritariamente per conoscere gli orientamenti circa il
mantenimento dei livelli occupazionali e concordare le ipotesi di
stabilizzazione dei precari;
il Presidente della Regione ha espresso soddisfazione sull'offerta
di Mediterranea, sottolineando l'importanza di utilizzare bene
tutte le risorse a disposizione a partire dal personale;
rilevato che il termine ultimo per completare il processo di
privatizzazione è fissato al 30 settembre 2010;
per sapere:
se, in considerazione del piano industriale e della cospicua
partecipazione azionaria alla società, non ritengano opportuno
fornire i necessari elementi circa l'impegno di spesa che la
Regione dovrà sostenere e se ciò non comporti ulteriori ed
irreparabili effetti sul bilancio regionale, già appesantito;
se, apprezzato il piano industriale, quali iniziative intendano
assumere a conferma delle dichiarazioni comparse sulla stampa circa
l'utilizzo di tutte le risorse a disposizione, a partire dal
personale, e se a tal fine non ritenga opportuno porre in essere
ogni iniziativa utile alla convocazione di un tavolo con le
organizzazioni sindacali per illustrare il piano industriale e
confrontarsi sul suo impatto occupazionale». (1262)
Risposta. - «In relazione all'interrogazione n. 1262 a firma
dell'onorevole Di Benedetto Giacomo, presentata in origine con
richiesta di risposta orale, e successivamente trasformata in
scritta in occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si
rappresenta che poiché alcuni degli aspetti evidenziati
dall'Onorevole interrogante rientrano tra le competenze
dell'Assessorato all'Economia, con nota prot. 13266 dell'11/02/2011
è stata inviata copia dell'atto ispettivo in oggetto alla
Segreteria tecnica dell'Ufficio di diretta collaborazione
dell'Assessore regionale per l'economia, per gli adempimenti di
relativa pertinenza.
Con riferimento a quanto di competenza dello scrivente, si
forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite
del Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti.
Con il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge 6
agosto 2008, n. 133, è stata disposta, all'art. 57 del Capo X -
Privatizzazioni -, la completa privatizzazione della Tirrenia, la
possibilità del trasferimento alle Regioni a titolo gratuito delle
società regionali e la previsione di un affidamento diretto alle
stesse dei servizi.
Poiché non apparivano chiari i contorni del trasferimento, nessuna
regione ha manifestato la volontà di prelevare le società
regionali.
Nelle more della definizione della questione, poiché la Regione
Siciliana aveva già attivato le procedure di liberalizzazione,
previste dalla legge regionale n. 12/2002, il Dipartimento
competente ha chiesto all'Ufficio Legislativo e Legale un parere in
ordine alla compatibilità dei diversi sistemi di affidamento, che
ha confermato i dubbi e le perplessità manifestati, ritenendo
obbligatoria una modifica della norma regionale, previo passaggio
alla Comunità Europea.
Successivamente l'art. 26 del decreto-legge n. 118/2008 ha
abrogato la possibilità del trasferimento delle società alle
Regioni interessate, prevedendo la diretta e completa
privatizzazione della Tirrenia e delle collegate, la proroga della
convenzione Tirrenia per l'anno 2009 e la stipula di nuove
convenzioni, ai sensi della legge finanziaria del 2007.
Dal 18 dicembre 2008 in poi hanno avuto luogo diversi incontri
presso il Ministero per procedere e concordare le varie fasi della
privatizzazione fino a che, in data 13 marzo 2009, è stato adottato
il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la
totale privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia.
Sul presupposto di una mutata esigenza politica delle Regioni
interessate (Sardegna, Toscana, Lazio e Campania e Sicilia), nel
mese di maggio 2009, è stata ripresa dal Governo l'intenzione di
cedere senza oneri ai predetti Enti le società marittime di
rispettiva pertinenza territoriale, affinché esse stesse
individuassero i percorsi di privatizzazione secondo una
tempistica, da concordare a livello comunitario, coerente con la
privatizzazione promossa dallo stesso Stato.
Le norme contenute all'art. 19 ter della legge 20 novembre 2009
n.166, di conversione del decreto legge n. 135 del 2009, hanno
sancito di trasferire alle Regioni Toscana, Sardegna e Campania le
rispettive società regionali, con l'impegno di provvedere esse
stesse alla loro privatizzazione, mentre restava in capo alla
Fintecna attivare le procedure per la Tirrenia e per la Siremar.
Le convenzioni in essere sono state prorogate fino al 30 settembre
2010, e successivamente, in data 3 novembre 2009, è stato stipulato
l'Accordo di Programma per la regolamentazione del servizio
pubblico di cabotaggio marittimo regionale tra il Ministero delle
infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'economia e delle
finanze e la Regione Siciliana, con il quale le parti si sono
impegnate a dar corso alla privatizzazione della Società Tirrenia
insieme alla Siremar, mentre le altre Regioni interessate hanno
stipulato simili accordi per l'acquisizione a titolo gratuito delle
rispettive collegate regionali, impegnandosi ad attivare esse
stesse le relative procedure di privatizzazione.
Con riferimento all'individuazione delle rotte ritenute minime
essenziali, a garanzia del diritto alla mobilità ed alla continuità
territoriale dei cittadini degli Arcipelaghi siciliani, si
rappresenta che il relativo assetto è stato elaborato, di concerto,
con la Siremar ed è stato inserito nello schema di Convenzione
predisposto dal competente Ministero e, successivamente, approvato
dall'Amministrazione regionale.
In data 27 dicembre 2009 la Fintecna ha reso pubblico l'avviso a
manifestare interesse per l'acquisto delle azioni Tirrenia e
Siremar entro il 19 febbraio 2010, prevedendo la possibilità di
partecipazione di Cordate o New Company, tra cui anche la Holding
Mediterranea citata dagli interroganti, le cui procedure di
costituzione e di successive fasi di partecipazione alla selezione
restano in capo all'Assessorato regionale dell'economia».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che:
la fermata della stazione di Fontane Bianche, nel comune di
Siracusa, costata 250 mila euro, rimane ancora inattiva, nonostante
sia tecnicamente tutto pronto da oltre un anno e i treni continuano
a passare senza fermarsi;
i treni continueranno a sfrecciare senza fermarsi finché
Trenitalia non istituirà una specifica tratta 'Siracusa-Fontane
Bianche';
montano ogni giorno le proteste dei cittadini delusi dalla mancata
valorizzazione di un'opera che ha richiesto l'impiego di una grossa
somma di denaro pubblico;
preso atto che:
è rimasta in sospeso l'attivazione di un servizio di pubblica
utilità che migliorerebbe l'offerta di trasporti pubblici non solo
per i cittadini residenti, i quali avrebbero una valida alternativa
all'automobile, che snellirebbe il traffico in uscita dal centro
urbano, ma anche per i numerosi turisti che giungono nei mesi
estivi nella frazione turistica;
è proprio con queste finalità che la fermata di Fontane Bianche è
stata ideata a suo tempo, senza contare che potrebbe essere anche
un facile approdo per i treni provenienti da Avola e Noto e la
provincia di Ragusa;
considerato che Trenitalia, attraverso gli organi di stampa, ha
fatto sapere che l'attivazione di tale servizio rientra tra le
ipotesi di potenziamento del trasporto ferroviario, previsto dal
sottoscrivendo contratto di servizio con la Regione;
per sapere se non sia opportuno programmare, con l'urgenza del
caso, un tavolo tecnico con Trenitalia per la stipula del contratto
di servizio per l'apertura della fermata della stazione di Fontane
Bianche, al fine di garantire alla cittadinanza ed ai tanti turisti
la possibilità di usufruire di un giusto e corretto servizio di
trasporto». (1277)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1277 a firma
dell'onorevole Vincenzo Vinciullo presentata in origine con
richiesta di risposta orale, e trasformata in scritta in occasione
della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono i seguenti
elementi di risposta acquisiti da parte del competente Dirigente
Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti.
La costruzione della fermata di Fontane Bianche è stata voluta
fortemente, a suo tempo, dall'Amministrazione comunale aretusea in
quanto funzionale ad una politica della mobilità mirante ad
incentivare il ricorso all'utilizzo del mezzo pubblico per gli
spostamenti quotidiani con notevoli benefici, quindi, per il
decongestionamento del traffico veicolare in entrata ed uscita dal
capoluogo lungo la direttrice SR-Noto-RG.
Nella fattispecie, la nuova fermata, favorirebbe gli spostamenti
non soltanto della popolazione residente ma anche dei numerosi
turisti che, principalmente, nel periodo estivo alloggiano nelle
diverse strutture turistico-ricettive del litorale.
L'attivazione della suddetta fermata, sia prevedendo la sosta dei
convogli attualmente previsti in orario, e, in modo, più
accentuato, se si dovesse configurare un'offerta ad hoc con la
previsione, quindi, di servizi aggiuntivi, comporta maggiori oneri
di produzione che, al momento, in mancanza di un quadro finanziario
certo relativo al nuovo Contratto di servizio non risulta possibile
coprire.
L'Amministrazione comunale di Siracusa, in passato, nel corso di
incontri con Trenitalia si era mostrata possibilista su una sua
limitata partecipazione finanziaria a copertura dei maggiori oneri
di produzione, attraverso, anche, l'acquisto di un certo numero di
abbonamenti ferroviari, con finalità propriamente di
sponsorizzazione del nuovo servizio, e che, peraltro, avrebbero
avuto un impatto limitato sul bilancio dell'Ente ( 12 mila euro
circa). Non avendo, però, tale dichiarata disponibilità avuto un
seguito sul piano operativo, e, in mancanza di risorse nell'ambito
dell'attuale Contratto di servizio con lo Stato, Trenitalia non ha
potuto procedere all'attivazione del nuovo impianto.
Pertanto, ogni decisione sull'apertura della nuova fermata, ove
l'Amministrazione comunale non dovesse essere nelle condizioni di
assicurare un suo contributo finanziario, sia pure minimo, per
rendere fruibile la struttura, non potrà che essere rinviata nel
momento in cui l'Amministrazione regionale sarà messa nelle
condizioni, da parte dei Ministeri competenti, il MEF e il MIT, di
sottoscrivere il nuovo Contratto di Servizio con Trenitalia,
semprechè lo Stato trasferisca alla Regione un volume di risorse
che consenta di prevedere, nella nuova programmazione dell'offerta,
servizi aggiuntivi. E ciò, in quanto risulta estremamente difficile
pensare di far fronte agli oneri relativi alla attivazione della
nuova fermata attraverso misure di contenimento e di
razionalizzazione che, proprio sulla linea SR-RG-CL, sono state già
poste in essere da parte di Trenitalia, in quanto un ulteriore
dilatazione delle stesse comporterebbe, inevitabilmente, una
contrazione insostenibile del palinsesto dei servizi attuali».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che l'art. 6, comma 3, num.
1, della legge regionale n. 865 del 22/10/1971 stabilisce che il
consiglio di amministrazione degli IACP è composto, tra gli altri
da: 'tre membri eletti dal Consiglio Provinciale, uno dei quali in
rappresentanza delle minoranze (...)' e che, secondo quanto
disposto dall'art. 24, comma 4, della legge regionale 1 settembre
1993, n. 26, si applicano al presidente della provincia le
disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 26 della legge
regionale 26 agosto 1992, n. 7, e, pertanto, la competenza relativa
alla definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione
dei rappresentanti della provincia presso enti, aziende ed
istituzioni, precedentemente riservata al consiglio, spetta ora al
presidente dell'ente, il quale, con provvedimento motivato, può
revocare e sostituire i rappresentanti della provincia presso enti,
aziende ed istituzioni, anche prima della scadenza del relativo
incarico;
rilevato che l'art. 4 della legge regionale 20 agosto 1994, n. 32,
come sostituito dall'art. 9 della legge regionale n. 7 del 1996,
così recita: 'Tutte le nomine, le designazioni e le revoche
attribuite dalla vigente Legislazione Nazionale o Regionale ai
Comuni o alle Province sono di competenza, rispettivamente, del
Sindaco o del Presidente della Provincia' e che l'art. 6, comma 3,
della legge regionale n. 30/2000 stabilisce che le nomine
fiduciarie demandate ai sindaci o ai presidenti delle province
regionali decadono al momento della cessazione del mandato di
sindaco o di presidente della provincia regionale;
considerato che, nonostante l'avvenuta designazione, da parte del
Presidente della Regione, dei propri rappresentanti in seno al
consiglio di amministrazione dell'Istituto autonomo case popolari
di Siracusa, il Presidente della Regione siciliana ha prorogato i
poteri del commissario straordinario del suddetto IACP fino alla
ricostituzione dell'ordinario organo di gestione e, comunque, per
un periodo non superiore a mesi sei;
ritenuto che detto provvedimento di proroga è un abuso e quindi
totalmente illegittimo;
per sapere se non ritengano, nel rispetto delle leggi ed anche
alla luce delle considerazioni sopra esposte, di procedere con
urgenza alla nomina del consiglio di amministrazione dell'Istituto
autonomo case popolari di Siracusa, oggi occupato, abusivamente, da
un commissario, il cui incarico è stato immotivatamente ed
illegittimamente prorogato». (1293)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1293 a firma
dell'onorevole Vincenzo Vinciullo presentata in origine con
richiesta di risposta orale, e trasformata in scritta in occasione
della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono i seguenti
elementi di risposta acquisiti da parte del competente Dirigente
Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti.
L'interrogazione n.1293, formulata dall'Onorevole Vincenzo
Vinciullo, è relativa alla mancata designazione dei componenti del
consiglio di amministrazione dell'Istituto autonomo case popolari
di Siracusa.
Si deve rappresentare che, come per altri casi simili di istituti
autonomi di altre realtà dell'isola, a fronte di una evidente
esigenza di riordino normativo di tale settore, non si poteva non
garantire la continuità amministrativa e contabile di questi enti.
Nel caso in questione, l'ex Dipartimento Lavori Pubblici, con nota
prot. n. 47738 del 25/07/2008 trasmessa alla Presidenza della
Regione, all'I.A.C.P., e alla Presidenza della Provincia Regionale
di Siracusa, invitava quest'ultima amministrazione a provvedere
alla designazione dei membri del Consiglio d'Amministrazione dell'
I.A.C.P., ai sensi del punto 1, comma 3, art. 6, legge n. 867/71
nel termine di 60 gg.
Con note nn. 5/E, 6/E, 7/E, del 05/05/2009, lo stesso
Dipartimento chiedeva agli Enti ed Uffici, per le rispettive
competenze, di nominare il Presidente e i componenti del Consiglio
di Amministrazione dell'I.A.C.P. .
Tali nominativi sono stati trasmessi alla Presidenza della
Regione - Segreteria Generale - Servizio 1, che ha chiesto la
presentazione di ulteriore documentazione per la conclusione
dell'istruttoria e la nomina dei componenti del consiglio in
oggetto.
In attesa della costituzione del nuovo Consiglio
d'Amministrazione, al fine di garantire la continuità
amministrativa e contabile è stato nominato, con decreto
presidenziale n. 425 del 16 luglio 2010 l'Ing. Nazzareno Mannino,
quale Commissario Straordinario dell'I.A.C.P., fino alla
ricostituzione degli ordinari organi di gestione.
Per ovviare a questa situazione di criticità generale con delibera
di giunta regionale n. 395 del 15 ottobre 2010, ho ricevuto mandato
di rivisitare il disegno di legge riguardante la trasformazione
degli Istituti autonomi case popolari.
Nelle more della approvazione del disegno di legge da parte
dell'Assemblea regionale siciliana è stato nominato dal precedente
Assessore pro-tempore un commissario straordinario per assicurare
la temporanea gestione amministrativa dell' Istituto Autonomo Case
Popolari di Siracusa per un periodo massimo di 180 giorni,
rinnovabile per altri ulteriori 180 giorni.
Con delibera n. 500 del 30 dicembre 2010, la Giunta regionale ha
apprezzato il documento riguardante lo schema del testo legislativo
di riforma degli IACP concernente la trasformazione degli stessi in
Aziende Regionali per l'Edilizia Abitativa.
Quindi a breve l'Assemblea verrà investita dell'esame di tale
d.d.l. , in tal modo conformandosi gli aspetti oggetto
dell'interrogazione in un quadro di contenimento della spesa per i
C.d.A., spesso pletorici e improduttivi».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
MINEO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
in questi ultimi mesi, gli organi di stampa hanno raccontato
quotidianamente di un'operazione di acquisizione in corso, da parte
della Regione siciliana, delle compagnie di navigazione Tirrenia e
Siremar;
secondo queste notizie, tale acquisizione dovrebbe avvenire
tramite una nuova società, la 'Mediterranea Holding', che vede la
Regione azionista di maggioranza con il 37% delle azioni;
considerato che le uniche notizie in possesso dei deputati
dell'ARS sono quelle provenienti dagli organi di informazione,
situazione assolutamente inusuale visto che, a quanto pare, si
tratta di acquisire una compagnia decisamente 'antiquata' per mezzi
e, soprattutto, con un carico debitorio non indifferente;
tenuto conto che:
tale operazione vede coinvolti migliaia di lavoratori che, a causa
di queste notizie non confermate, vivono in uno stato,
assolutamente deleterio, di insicurezza per il loro futuro;
diventa improcrastinabile avere certezze e chiarimenti sull'iter
di questa operazione commerciale, al fine di potere esaminare, in
Aula, tutti i risvolti sociali, economici e tecnici di un'eventuale
regionalizzazione delle suddette compagnie;
per sapere se non ritengano urgente illustrare all'Assemblea
regionale siciliana quali siano le motivazioni dell'acquisizione
delle compagnie di navigazione Tirrenia e Siremar, a quanto ammonti
l'investimento previsto, da quali capitoli del bilancio regionale
venga prelevato, se esistano finanziamenti statali e quali
provvedimenti si intendano adottare per salvaguardare i posti
occupazionali dei lavoratori della Tirrenia e della Siremar».
(1311)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In relazione all'interrogazione n. 1311 a firma
dell'onorevole Mineo Francesco, presentata in origine con richiesta
di risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si rappresenta
che poiché alcuni degli aspetti evidenziati dall'Onorevole
interrogante rientrano tra le competenze dell'Assessorato
dell'Economia, con nota prot. 13266 dell'11/02/2011 è stata inviata
copia dell'atto ispettivo in oggetto alla Segreteria tecnica
dell'Ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore regionale per
l'economia, per gli adempimenti di relativa pertinenza.
Con riferimento a quanto di competenza dello scrivente, si
forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti dal Dirigente
Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti.
Con il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6
agosto 2008, n. 133, è stata disposta, all'art. 57 del Capo X -
Privatizzazioni -, la completa privatizzazione della Tirrenia, la
possibilità del trasferimento alle Regioni a titolo gratuito delle
società regionali e la previsione di un affidamento diretto alle
stesse dei servizi.
Poiché non apparivano chiari i contorni del trasferimento, nessuna
regione ha manifestato la volontà di prelevare le società
regionali.
Nelle more della definizione della questione, poiché la Regione
Siciliana aveva già attivato le procedure di liberalizzazione,
previste dalla legge regionale n. 12/2002, il Dipartimento
competente ha chiesto all'Ufficio Legislativo e Legale un parere in
ordine alla compatibilità dei diversi sistemi di affidamento, che
ha confermato i dubbi e le perplessità manifestati, ritenendo
obbligatoria una modifica della norma regionale, previo passaggio
alla Comunità Europea.
Successivamente l'art. 26 del decreto-legge n. 118/2008 ha
abrogato la possibilità del trasferimento delle società alle
Regioni interessate, prevedendo la diretta e completa
privatizzazione della Tirrenia e delle collegate, la proroga della
convenzione Tirrenia per l'anno 2009 e la stipula di nuove
convenzioni, ai sensi della legge finanziaria del 2007.
Dal 18 dicembre 2008 in poi hanno avuto luogo diversi incontri
presso il Ministero per procedere e concordare le varie fasi della
privatizzazione fino a che, in data 13 marzo 2009, è stato adottato
il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la
totale privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia.
Sul presupposto di una mutata esigenza politica delle Regioni
interessate (Sardegna, Toscana, Lazio e Campania e Sicilia), nel
mese di maggio 2009, è stata ripresa dal Governo l'intenzione di
cedere senza oneri ai predetti Enti le società marittime di
rispettiva pertinenza territoriale, affinché esse stesse
individuassero i percorsi di privatizzazione secondo una
tempistica, da concordare a livello comunitario, coerente con la
privatizzazione promossa dallo stesso Stato.
Le norme contenute all'art. 19 ter della legge 20 novembre 2009
n.166, di conversione del decreto legge n. 135 del 2009, hanno
sancito di trasferire alle Regioni Toscana, Sardegna e Campania le
rispettive società regionali, con l'impegno di provvedere esse
stesse alla loro privatizzazione, mentre restava in capo alla
Fintecna attivare le procedure per la Tirrenia e per la Siremar.
Le convenzioni in essere sono state prorogate fino al 30 settembre
2010, e successivamente, in data 3 novembre 2009, è stato stipulato
l'Accordo di Programma per la regolamentazione del servizio
pubblico di cabotaggio marittimo regionale tra il Ministero delle
infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'economia e delle
finanze e la Regione Siciliana, con il quale le parti si sono
impegnate a dar corso alla privatizzazione della Società Tirrenia
insieme alla Siremar, mentre le altre Regioni interessate hanno
stipulato simili accordi per l'acquisizione a titolo gratuito delle
rispettive collegate regionali, impegnandosi ad attivare esse
stesse le relative procedure di privatizzazione.
In data 27 dicembre 2009 la Fintecna ha reso pubblico l'avviso a
manifestare interesse per l'acquisto delle azioni Tirrenia e
Siremar entro il 19 febbraio 2010, prevedendo la possibilità di
partecipazione di Cordate o New Company, tra cui anche la Holding
Mediterranea citata dagli interroganti, le cui procedure di
costituzione e di successive fasi di partecipazione alla selezione
restano in capo all'Assessorato regionale dell'economia».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la strada statale 194 dalla provincia di Siracusa raggiunge la
provincia di Ragusa, congiungendosi con la SS 514;
trattasi di un'arteria molto trafficata e che è soggetta tra
l'altro a continui incidenti, purtroppo anche mortali;
su detta strada statale, all'altezza del nuovo ospedale di
Lentini, si sta realizzando una nuova rotatoria per razionalizzare
e decongestionare il traffico in ingresso e in uscita dal
nosocomio;
preso atto che:
limitrofa a detta strada statale, vi è un'area di pertinenza del
consorzio ASI di Siracusa con numerosi insediamenti commerciali e
industriali e con la presenza di un centro alle dirette dipendenze
dell'ASI di prossima apertura;
spesso i mezzi che escono da questa area sono stati coinvolti in
numerosi incidenti anche mortali;
da più parti sono pervenute richieste, sia all'Anas che alla
provincia regionale di Siracusa, di intervenire e di finanziare una
nuova rotatoria, in prossimità del centro ASI di Lentini, al fine
di rendere più sicura e razionale l'immissione sulla SS 194;
constatato che:
vi è la disponibilità della provincia regionale di Siracusa a
contribuire alla realizzazione dell'opera de qua;
l'Anas potrebbe utilizzare i ribassi d'asta ottenuti
dall'aggiudicazione della costruenda rotatoria davanti al nuovo
ospedale di Lentini;
accertato che l'Anas sta concordando con l'Assessorato regionale
Infrastrutture tutti i nuovi interventi sulle strade di competenza
statale e che di conseguenza la parte rimanente delle somme per
realizzare la rotatoria potrebbero essere impegnate dal nuovo
accordo di programma quadro in fase di definizione;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire con l'urgenza
del caso per concordare con l'Anas tutte le procedure necessarie
affinché la rotatoria venga inserita tra le opere immediatamente
finanziabili al fine di far diminuire gli incidenti che purtroppo
hanno reso 'funesta' la predetta strada statale». (1342)
Risposta. - «L'interrogazione n. 1342 a firma dell'onorevole
Vinciullo, presentata in origine con richiesta di risposta orale, e
successivamente trasformata in scritta in occasione della seduta
d'aula n. 225 del 16/02/2001, è relativa alla mancata realizzazione
della rotatoria sulla SS 194 in prossimità del centro ASI di
Lentini (SR).
Sulla base delle notizie acquisite per il tramite del Dirigente
Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti, si è appreso che la Direzione Regionale
ANAS per la Sicilia ha già predisposto uno studio di fattibilità
per la realizzazione di una rotatoria sulla SS 194.
Tale studio di fattibilità è stato accolto favorevolmente dalla
Provincia regionale di Siracusa e dagli altri Enti competenti, che
hanno manifestato la volontà di sostenere economicamente la
realizzazione dell'opera in occasione di una riunione congiunta
tenutasi lo scorso mese presso la sede Anas di Catania».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
alla fine del 2009, aveva avuto inizio la gara per la
privatizzazione di Tirrenia, società di traghetti dello Stato;
la Regione siciliana, a differenza di altre regioni, aveva
rifiutato l'assegnazione gratuita, in via preliminare, della
compagnia Siremar, preferendo presentarsi all'asta per
l'assegnazione tanto di Siremar che di Tirrenia con altri quindici
concorrenti;
preso atto che:
progressivamente i candidati all'asta si sono ritirati, ad
esclusione della cordata siciliana raggruppata in Mediterranea
Holding, unica società ad aver presentato un'offerta per i
traghetti dello Stato e di cui la Regione siciliana detiene il 37%
delle azioni;
a conclusione della gara per la privatizzazione di Tirrenia, è
risultata aggiudicataria la società Mediterranea Holding;
considerato che:
la cordata Mediterranea Holding, dopo aver esaminato accuratamente
il contratto, si era detta favorevole alla stipula, senza lasciar
presagire l'insorgere di problemi di alcun tipo;
il 4/08/2010, data in cui era prevista la firma del contratto di
acquisto della Tirrenia da parte della Mediterranea Holding,
quest'ultima, non si è presentata alla stipulazione dell'atto
finale, vanificando così oltre sette mesi di lavori impiegati per
l'espletamento delle procedure di aggiudicazione;
visto che:
i soci privati della Mediterranea avevano destato preoccupazioni
per la presenza nella cordata della Regione siciliana, imponendo
più volte la riscrittura degli accordi di governance e lasciando
intuire una sempre meno disponibilità al 'quieto vivere' con il
partner pubblico;
il mancato perfezionamento del contratto di acquisizione da parte
della Mediterranea Holding produce l'immediato annullamento della
gara, comportando l'obbligo di dover ripetere l'intera procedura
con un ulteriore allungamento dei tempi di privatizzazione della
società;
l'annullamento della gara produce danni notevoli alla Regione
siciliana, in quanto socio di maggioranza;
anche il Ministero delle infrastrutture ha riconosciuto la gravità
della vicenda, avvertendo il dovere di attivarsi al fine di
mantenere il servizio e garantirne la continuità in attesa di nuove
procedure;
ad oggi non sono pervenute soddisfacenti e adeguate motivazioni a
spiegare cosa abbia spinto la Mediterranea Holding a sottrarsi alla
firma del contratto, e tutto ciò contribuendo ad alimentare dubbi
ed ombre attorno ad una procedura che per importanza economica e
per la compartecipazione di un ente come la Regione siciliana
impone l'obbligo della massima trasparenza;
per sapere:
se non ritengano necessario ed urgente avviare un'accurata ed
adeguata indagine al fine di far luce su una questione che ad oggi
non trova naturali giustificazioni;
se intendano chiamare a rispondere di quanto accaduto i
rappresentanti della Mediterranea Holding per eventuali
responsabilità che hanno portato all'annullamento della gara,
arrecando danni sia in termini economici che di tempo alla Regione
siciliana». (1349)
Risposta. - «In relazione all'interrogazione n. 1349 a firma
dell'onorevole Vinciullo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si rappresenta
che poiché alcuni degli aspetti evidenziati dall'Onorevole
interrogante rientrano tra le competenze dell'Assessorato
all'Economia, con nota prot. 13266 dell'11/02/2011 è stata inviata
copia dell'atto ispettivo in oggetto alla Segreteria tecnica
dell'Ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore regionale per
l'economia, per gli adempimenti di relativa pertinenza.
Con riferimento a quanto di competenza dello scrivente, si
forniscono i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite
del Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti.
Con il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge 6
agosto 2008, n. 133, è stata disposta, all'art. 57 del Capo X -
Privatizzazioni -, la completa privatizzazione della Tirrenia, la
possibilità del trasferimento alle Regioni a titolo gratuito delle
società regionali e la previsione di un affidamento diretto alle
stesse dei servizi.
Poiché non apparivano chiari i contorni del trasferimento, nessuna
regione ha manifestato la volontà di prelevare le società
regionali.
Nelle more della definizione della questione, poiché la Regione
Siciliana aveva già attivato le procedure di liberalizzazione,
previste dalla legge regionale n. 12/2002, il Dipartimento
competente ha chiesto all'Ufficio Legislativo e Legale un parere in
ordine alla compatibilità dei diversi sistemi di affidamento, che
ha confermato i dubbi e le perplessità manifestati, ritenendo
obbligatoria una modifica della norma regionale, previo passaggio
alla Comunità Europea.
Successivamente l'art. 26 del decreto-legge n. 118/2008 ha
abrogato la possibilità del trasferimento delle società alle
Regioni interessate, prevedendo la diretta e completa
privatizzazione della Tirrenia e delle collegate, la proroga della
convenzione Tirrenia per l'anno 2009 e la stipula di nuove
convenzioni, ai sensi della legge finanziaria del 2007.
Dal 18 dicembre 2008 in poi hanno avuto luogo diversi incontri
presso il Ministero per procedere e concordare le varie fasi della
privatizzazione fino a che, in data 13 marzo 2009, è stato adottato
il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la
totale privatizzazione dell'intero Gruppo Tirrenia.
Sul presupposto di una mutata esigenza politica delle Regioni
interessate (Sardegna, Toscana, Lazio e Campania e Sicilia), nel
mese di maggio 2009, è stata ripresa dal Governo l'intenzione di
cedere senza oneri ai predetti Enti le società marittime di
rispettiva pertinenza territoriale, affinché esse stesse
individuassero i percorsi di privatizzazione secondo una
tempistica, da concordare a livello comunitario, coerente con la
privatizzazione promossa dallo stesso Stato.
Le norme contenute all'art. 19 ter della legge 20 novembre 2009
n.166, di conversione del decreto legge n. 135 del 2009, hanno
sancito di trasferire alle Regioni Toscana, Sardegna e Campania le
rispettive società regionali, con l'impegno di provvedere esse
stesse alla loro privatizzazione, mentre restava in capo alla
Fintecna attivare le procedure per la Tirrenia e per la Siremar.
Le convenzioni in essere sono state prorogate fino al 30 settembre
2010, e successivamente, in data 3 novembre 2009, è stato stipulato
l'Accordo di Programma per la regolamentazione del servizio
pubblico di cabotaggio marittimo regionale tra il Ministero delle
infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell'economia e delle
finanze e la Regione Siciliana, con il quale le parti si sono
impegnate a dar corso alla privatizzazione della Società Tirrenia
insieme alla Siremar, mentre le altre Regioni interessate hanno
stipulato simili accordi per l'acquisizione a titolo gratuito delle
rispettive collegate regionali, impegnandosi ad attivare esse
stesse le relative procedure di privatizzazione.
Con riferimento all'individuazione delle rotte ritenute minime
essenziali, a garanzia del diritto alla mobilità ed alla continuità
territoriale dei cittadini degli Arcipelaghi siciliani, si
rappresenta che il relativo assetto è stato elaborato, di concerto,
con la Siremar ed è stato inserito nello schema di Convenzione
predisposto dal competente Ministero e, successivamente, approvato
dall'Amministrazione regionale.
In data 27 dicembre 2009 la Fintecna ha reso pubblico l'avviso a
manifestare interesse per l'acquisto delle azioni Tirrenia e
Siremar entro il 19 febbraio 2010, prevedendo la possibilità di
partecipazione di Cordate o New Company, tra cui anche la Holding
Mediterranea citata dagli interroganti, le cui procedure di
costituzione e di successive fasi di partecipazione alla selezione
restano in capo all'Assessorato regionale dell'economia».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
ARENA. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con decreto depositato il 9 settembre u.s., la sezione di Catania
del Tribunale amministrativo regionale, ritenendo fondati i profili
di illegittimità sollevati dall'ANCE Sicilia e dall'ANCE di
Catania, ha accolto la richiesta urgente di sospensiva della gara
relativa ai lavori di riqualificazione dell'aeroporto Fontanarossa,
rinviando la trattazione del merito al 7 ottobre p.v.;
i due profili di illegittimità, rilevati dal Giudice
amministrativo all'interno del bando della S.A.C., impugnato
dall'associazione dei costruttori edili e resi noti dal quotidiano
'La Sicilia', risulterebbero gravemente lesivi del generale
principio di libera concorrenza ed accesso al mercato, determinando
grave pregiudizio nei confronti delle numerose imprese siciliane
estromesse dalla partecipazione alla gara;
considerato che:
l'accoglimento da parte del TAR degli elementi che hanno spinto
l'ANCE a presentare ricorso desta viva preoccupazione, gettando più
di un'ombra inquietante sulla regolarità della procedura seguita
dall'ente appaltante nella predisposizione del bando di gara;
l'inserimento di una errata categoria di iscrizione lavori, stando
sempre alle notizie di stampa, infatti, ha di fatto escluso tutte
le imprese siciliane dalla partecipazione alla gara, riservando
l'accesso solo a soggetti dotati di particolari qualifiche
specialistiche, il cui ristretto novero includerebbe esclusivamente
imprese del Nord Italia, mentre il bando di gara si riferirebbe
alla realizzazione di opere ed interventi di natura generale e non
solo specialistico, ravvisandosi in tale discutibile scelta
l'estrema gravità del danno verso gli interessi collettivi;
rilevata la gravissima ed ingiustificata circostanza che l'ente
appaltante, la S.A.C., società di gestione dell'aeroporto di
Catania, nonostante il bando sia stato pubblicato il 6 agosto e la
data di presentazione delle offerte sia stata fissata per il 15
settembre, abbia incredibilmente imposto la presentazione delle
istanze per il rilascio dell'attestato di presa visione dell'intera
documentazione del bando di gara entro il 10 di agosto (a soli
quattro giorni dalla sua pubblicazione);
ritenuto di dovere esprimere piena solidarietà alla scrupolosa ed
attenta azione dell'ANCE ed all'intera categoria siciliana, che in
questa come in altre circostanze ha più volte rilevato la palese
illegittimità di numerosi appalti pubblici, auspicando, a tal fine,
un intervento deciso della magistratura ordinaria volto ad
accertare eventuali responsabilità dei gravi fatti denunciati in
sede amministrativa;
per sapere:
quali urgenti provvedimenti intendano adottare a tutela dei
legittimi interessi dell'intera imprenditoria siciliana, già
gravemente in difficoltà ed oggi spettatrice inerme del continuo
saccheggio economico condotto dai potenti gruppi imprenditoriali
settentrionali;
se non ritengano opportuno, in considerazione dei risvolti
economici ed occupazionali che determinerà la riqualificazione ed
adeguamento dell'aeroporto di Fontanarossa, disporre un'ispezione
urgente volta a verificare la sussistenza dei profili di
illegittimità della procedura di gara che hanno determinato la
sospensiva disposta dal TAR di Catania». (1378)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1378 a firma
dell'onorevole Arena Giuseppe, presentata in origine con richiesta
di risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si forniscono
gli elementi di risposta acquisiti per il tramite del competente
Dirigente Generale del Dipartimento delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti.
L'aeroporto di Catania serve circa sei milioni di passeggeri
all'anno, ed è lo scalo con maggior traffico del Mezzogiorno,
costituendo una infrastruttura di importanza strategica per la
mobilità, anche in relazione al deficit delle altre infrastrutture
in Sicilia e nel Mezzogiorno.
Lo scalo etneo è stato oggetto in questi anni di importanti
investimenti con finanziamento pubblico (in ultimo la nuova
aerostazione passeggeri inaugurata nel maggio 2007).
Dal 2007 la S.A.C., Società Aeroporto Catania s.p.a., ha avuto
affidata la concessione quarantennale per la gestione delle
attività aeroportuali dell'aeroporto di Fontanarossa di Catania;
tale affidamento comporterà investimenti in autofinanziamento per
circa 600 milioni di euro nei prossimi anni. Il complesso attuale
delle infrastrutture di volo dell'aeroporto di Catania è costituito
da una pista di volo 08-26, da tre bretelle di collegamento diretto
tra zona centrale pista e piazzale sosta aeromobili e dal piazzale
di sosta aeromobili.
Negli ultimi anni si sono resi necessari interventi tampone per
mantenere operativo lo scalo in attesa di avviare i lavori per la
riqualificazione ed adeguamento delle aree air side, a partire
dalle sottofondazioni, e ciò per garantire l'operatività dello
scalo in totale sicurezza, rispondendo anche alle ultime
prescrizioni dell'Aviazione Civile in materia di sicurezza della
navigazione aerea.
Relativamente alla sospensione del bando di gara per i lavori di
riqualificazione e adeguamento dell'aeroporto Fontanarossa di
Catania, in seguito alla impugnazione del bando da parte
dell'A.N.C.E., del Consorzio Stabile CFC a r.l. e PROCOEDI
Consorzio Stabile S.c.a.r.l., è necessario precisare alcune notizie
preliminari.
La S.A.C., dopo aver ottenuto le autorizzazioni necessarie, tra
tutte quella dell'E.N.A.C., in data 5 luglio 2010 ha bandito la
gara europea mediante procedura aperta per l'affidamento
dell'appalto dei lavori di riqualificazione ed adeguamento air
side Aeroporto di Catania ed ha trasmesso alla Commissione
Europea, ai sensi dell'art. 70 della legge 163/2006, il relativo
bando di gara a procedura aperta, poi pubblicato sulla G.U.C.E. il
successivo 8 luglio 2010. Tali opere, oltre ad accrescere la
capacità operativa dello scalo, hanno il primario obiettivo di
innalzare ulteriormente il livello di sicurezza della pista
adeguandoli alla normativa internazionale di riferimento
dell'I.C.A.O. (International Civil Aviation Organization). Si
tratta di opere di rilevante impatto sull'operatività dello scalo,
le quali permetteranno all'aeroporto di Catania di attestarsi su
livelli infrastrutturali e di sicurezza rispondenti alle esigenze
di un traffico annuo di oltre sei milioni di passeggeri, e
permetteranno di ospitare il traffico in continuo aumento, sia come
volume complessivo, che per tipologia di aeromobili, nel rispetto
degli standard di sicurezza degli aeroporti aventi simili
caratteristiche. Tra l'altro, l'E.N.A.C. con nota del 2 dicembre
2009, in merito allo stato di usura della pista oggi in uso, ha
esplicitato che i lavori riguardano la riqualifica delle
infrastrutture di volo e di rullaggio, nonché i piazzali e le strip
e rientrano nell'ambito degli interventi urgenti da eseguire
sull'aeroporto . Dal calcolo della vita utile della pavimentazione
della pista risulta che, su alcune sezioni, essa è da considerarsi
vicina all'esaurimento, per cui gli interventi proposti sono da
avviare con la massima urgenza . Il buono stato della pista di
atterraggio e decollo di un aeroporto è infatti condizione
necessaria per rendere pressoché nullo il rischio di incidenti.
L'E.N.A.C., sempre in sede di approvazione del progetto
esecutivo, ha posto la condizione secondo la quale Nell'ambito
dell'appalto dovranno essere richieste ai concorrenti l'iscrizione
di categoria per le pavimentazioni speciali (ndr. OS 26) e la
comprova delle attrezzature necessarie (impianti di produzione,
vibrofinitrici, rulli, attrezzature e mezzi adeguati) con l'obbligo
di un minimo di mezzi di riserva, al fine di garantire la
continuità delle lavorazioni ed una produzione adeguata al tempo
reso disponibile dalla chiusura della pista di volo .
In particolare i lavori oggetto dell'appalto sono i seguenti:
1) la riqualifica strutturale e funzionale della pista di volo;
2) l'adeguamento infrastrutturale Apron e raccordi esistenti;
3) i lavori di riqualifica portanza strip della pista di volo;
4) la riqualifica della pavimentazione della testata della pista
08-26.
L'A.N.C.E., regionale e provinciale, nonché il Consorzio Stabile
CFC a.r.l. e PROCOEDI Consorzio Stabile S.c.a.r.l., hanno impugnato
il bando ed il disciplinare di gara, il capitolato speciale
d'appalto e la documentazione tecnico-progettuale allegata,
assumendone l'illegittimità per l'errata individuazione della OS 26
quale categoria prevalente dei lavori.
In tale ricorso si sostiene che l'appalto riguardi lavorazioni
prevalentemente riconducibili alla categoria OG 3, e che solo la
fornitura e posa in opera di conglomerato bituminoso per strato di
collegamento ad alto modulo (binder BAM) possa ricondursi alla
categoria OS 26 e, specificamente le voci dell'elenco prezzi
AP9,AP10 e AP11 del computo metrico. Per tale motivo i ricorrenti
hanno ravvisato la violazione del principio della massima
concorrenzialità, dato che la richiesta del requisito previsto nel
bando (OS 26 Class. VIII) sarebbe, a loro giudizio, sproporzionato
ed impedirebbe alle imprese siciliane di poter partecipare alla
gara, posto che in Sicilia non vi sono imprese che soddisfano i
requisiti del bando.
Il T.A.R. Catania ha accolto, nella prima fase cautelare, la
domanda di sospensione degli atti, così disponendo:
Considerato che - sulla base del sommario esame di cui il
Collegio giudicante è investito nella fase cautelare del giudizio -
il ricorso appare provvisto di un adeguato fumus boni iuris, con
particolare riferimento alla prima censura concernente la
denunciata illegittima restrizione della platea dei possibili
partecipanti alla gara, interessati alla realizzazione di una quota
di lavori da ascrivere alla categoria OG 3;
Ritenuto sussistente il pregiudizio lamentato dalle associazioni
ricorrenti, in quanto enti esponenziali degli interessi individuali
propri delle imprese appartenenti alla categoria professionale
rappresentata;
Ritenuto, pertanto, di dover fissare ai sensi dell'art. 119, comma
3, del D.Lgs. 104/2010 la trattazione del merito all'udienza
pubblica indicata in dispositivo;
Ritenuto, altresì, sussistente il danno aggravato di cui
all'art. 119, comma 4, del D.Lgs. 104/2010, che consente di
disporre anche la sospensione del bando impugnato, tenuto conto del
bene giuridico di cui si denuncia la lesione (principio generale
della massima concorrenzialità nelle pubbliche gare) e
dell'interesse peculiare che si appunta in capo alle associazioni
ricorrenti ma investe una platea variegata di imprese, che non
potrebbe certamente essere risarcito per equivalente monetario in
ipotesi di successivo accoglimento nel merito del ricorso;
P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia -
sezione staccata di Catania (sezione interna I ) - accoglie la
domanda cautelare allegata al ricorso, e per l'effetto sospende gli
impugnati atti e provvedimenti .
Il dispositivo di sentenza è stato appellato innanzi al Consiglio
di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana dalla S.A.C.
s.p.a., che ha ribadito la legittimità del bando evidenziando che
le argomentazioni avversarie si fondavano su erronei presupposti,
quali l'assunto che la pavimentazione speciale sia solo una parte
dei lavori dell'appalto, sussistendo invece numerosi altri
interventi ossia:
a) la integrale (ovvero non limitata alla pavimentazione)
riqualifica delle infrastrutture di volo e di rullaggio; b) i
piazzali e le strip; c) l'allargamento del piazzale esistente e
che, tali interventi, non prevedono affatto la pavimentazione
speciale e dunque richiedono inderogabilmente il possesso della
qualifica OG 3. (secondo la descrizione dell'allegato A del DPR
34/2000) .
Come prima sinteticamente riferito, i lavori in questione
concernono la riqualificazione della pavimentazione dell'intera ed
unica pista dell'aeroporto -classe ICAO-di decollo e di atterraggio
degli aeromobili, della riqualificazione della pavimentazione dei
piazzali, dei raccordi e delle rampe e quindi del rifacimento della
pavimentazione di tutte le richiamate infrastrutture; il bando in
tal senso ha prescritto che le ditte partecipanti alla gara fossero
in possesso della qualifica OS 26. La fattispecie in esame non
riguarda quindi la semplice riqualificazione della pavimentazione
di una pista secondaria o di solo decollo (dove il carico e le
sollecitazioni dell'aeromobile potrebbero teoricamente essere
inferiori) o delle sole testate 08 e 26 (che sono i due estremi
della pista).
In premessa all'allegato A al DPR n. 34/2000 viene specificato che
: La qualificazione presuppone effettiva capacità operativa ed
organizzativa dei fattori produttivi necessari alla completa
esecuzione della lavorazione ed il possesso di tutte le specifiche
abilitazioni tecniche ed amministrative previste dalle vigenti
norme legislative e regolamentari .
L'OS 26 prevede la costruzione, la manutenzione o la
ristrutturazione di pavimentazioni realizzate con materiali
particolari, naturali o artificiali, in quanto sottoposti a carichi
e sollecitazioni notevoli quali, in via esemplificativa, quelle
delle piste aeroportuali mentre la categoria OG 3 non prevede le
piste aeroportuali, bensì le piste di decollo aerei ed i piazzali
di servizio di eliporti .
Nello specifico, per piste di decollo si intendono quelle piste
dedicate esclusivamente al decollo di aeromobili e che, comunque,
non subiscono le pressioni di carichi notevoli, attribuibili sia
all'impatto che l'aeromobile ha in fase di atterraggio sulla
pavimentazione aeroportuale, sia alla rincorsa per il
raggiungimento della massima velocità per il decollo.
Occorre sottolineare che la tipologia di aeromobili che interessa
l'aeroporto di Fontanarossa per oltre l'80 % è costituita da AIRBUS
319-320-321, MD 80-82 e BOEING 737, che in fase di decollo - e
soprattutto di atterraggio - sottopongono la pista a notevoli
carichi. La realizzazione del progetto richiede l'utilizzo e la
posa in opera di materiali particolari e specifici che tengono
conto, per la definizione del reale comportamento delle
sovrastrutture aeroportuali flessibili, dell'evoluzione dei
parametri meccanici dei materiali costituenti la pavimentazione in
fase d'esercizio. Tali componenti devono essere presi in
considerazione anche nella realizzazione della pista, dalla fase di
costruzione delle sottofondazioni fino a quella della speciale
bitumazione, con un monitoraggio costante e continuo della
tipologia e delle modalità di reazione dei materiali utilizzati,
ascrivibili a lavorazioni particolari che richiedono una esclusiva
professionalità degli esecutori di cui alla categoria OS 26.
L'Autorità di Vigilanza nella determinazione n. 29/2002, precisa
inoltre che il fatto che la categoria OG 3 contenga nella
declaratoria anche le pavimentazioni ha il solo significato che la
realizzazione di un intervento stradale comporta anche la
esecuzione di lavorazioni di tipo particolare. Quindi il quesito si
riduce a stabilire quali pavimentazioni non hanno bisogno di
lavorazioni appartenenti ad altre categorie per esplicare la loro
funzione e, pertanto, rientrano nella categoria specializzata OS 6,
oppure nella categoria specializzata OS 24 oppure nella categoria
specializzata OS 26. La stessa determina prosegue, l'Autorità in
base all'analisi delle declaratorie delle tre suddette categorie
nonché alle considerazioni contenute nel parere della Commissione
Consultiva di cui ai considerati in fatto è dell'avviso che:
a) le pavimentazioni stradali relative ad interventi destinati
alla mobilità su gomma, ferro e aerea sottoposti a carichi
notevoli, come nel caso delle piste aeroportuali, rientrano nella
categoria specializzata OS 26;
b) .;
c) ;
d) le pavimentazioni stradali relative ad interventi destinati
alla mobilità su gomma, ferro e aerea sottoposti a carichi normali
rientrano fra le lavorazioni proprie della categoria OG 3 .
Pertanto i lavori oggetto dell'appalto, tutti specificati nel
bando, nel computo metrico e negli elaborati tecnici ed ancora
analizzati nella nota dell'E.N.A.C. (datata 2 dicembre 2009 di
verifica del progetto esecutivo), sembrerebbero rientrare nella
categoria OS 26.
Per quanto concerne i lavori di riqualifica portanza strip della
pista di volo, occorre precisare che, la strip è una striscia
rettangolare di terreno, in asse con la pista stessa. La strip si
estende simmetricamente da ambo i lati della pista e la sua
larghezza è fissata dal Regolamento E.N.A.C., che riprende le
prescrizioni dell'Annesso 14 I.C.A.O. Tale area è fondamentale nel
caso di uscite di pista e deve possedere una resistenza idonea a
sopportare il peso dell'aereo critico, ovvero, in caso si
atterraggio o decollo condizionato da fattori straordinari, deve
garantire un coefficiente di aderenza paragonabile a quello della
pista associata.
La richiesta nel bando di possesso della certificazione della
categoria OS 26 Class. VIII delle imprese partecipanti è stata
ritenuta congrua dalla Società SAC, rientrando comunque tra i
compiti della stazione Appaltante e del R.U.P. l'individuazione
della categoria prevalente dei lavori. Tale decisione risponde a
precipue esigenze di affidare i lavori ad un contraente dotato di
comprovata esperienza professionale e tecnica, e discende da
precise disposizioni dell'E.N.A.C. (come prima riportato) cui
compete anche il compito del controllo nella successiva fase di
realizzazione ed infine del collaudo.
Per ciò che riguarda la pubblicazione del bando, per quanto a
conoscenza, lo stesso è stato trasmesso alla Commissione il 5
luglio 2010, è stato pubblicato il successivo 8 luglio 2010, e la
data ultima di ricezione delle offerte è stata fissata per il 15
settembre 2010 e, pertanto, 72 giorni dopo la data di trasmissione
del bando alla Commissione. L'8 luglio 2010 il bando è stato
trasmesso al Poligrafico per la pubblicazione sulla G.U.R.I.. Per
ciò che concerne la richiesta del rilascio di attestato di presa
visione dell'intera documentazione entro 4 giorni dalla data di
pubblicazione, non si è a conoscenza di dati specifici in merito,
in quanto rientranti tra i compiti dell'ente appaltante.
In ultimo, per quanto attiene alla richiesta dell'interrogante di
disporre un'ispezione urgente volta a verificare la sussistenza
dei profili di illegittimità delle procedure di gara che hanno
determinato la sospensiva disposta dal T.A.R. di Catania si
evidenzia che l'alta vigilanza sulle Società di Gestione
aeroportuali e sulle loro attività, è di specifica competenza
dell'E.N.A.C. e, pertanto, un'eventuale attività ispettiva in
merito può essere intrapresa esclusivamente da detto Ente, fermo
restando che in merito alla legittimità delle procedure, è in
corso una controversia legale sulla quale si sta esprimendo
l'Autorità Giudiziaria».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
con legge 11 febbraio 1994, n. 109, art. 7 ter del testo
coordinato, introdotto nell'ordinamento regionale siciliano
dall'art. 5 delle legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, furono
istituiti gli uffici regionali espletamento gare ed appalti
(UREGA);
nel corso dell'anno 2010 sono stati rinnovati gli incarichi di
presidente dei predetti uffici, tranne quello della provincia di
Siracusa;
non tutti i vicepresidenti dei medesimi enti sono stati nominati;
preso atto che:
il presidente neoincaricato dell'UREGA di Ragusa fu nominato, con
incarico ad interim, anche per l'UREGA di Siracusa, nelle more
della nomina del presidente di detto UREGA;
in data 1 ottobre 2010 il presidente dell'UREGA di Ragusa e, ad
interim, dell'UREGA di Siracusa, ha rassegnato le proprie
irrevocabili dimissioni dagli incarichi ricoperti;
visto che, a causa di dette dimissioni, peraltro tempestivamente
comunicate all'Assessorato ed al dipartimento competenti al fine di
consentire le nuove nomine, alcune gare relative all'appalto di
importanti lavori nelle province di Siracusa e Ragusa (adeguamento
norme CEI impianto di pubblica illuminazione comune di Canicattini
Bagni - Siracusa;
- importo euro 1.805.500,00; completamento cavalcaferrovia a
servizio della SP 264 Rosolini-Pachino - Siracusa - importo euro
3.540.000,00; lavori di realizzazione piano particolareggiato per
insediamenti produttivi (PIP), comune di Francofonte - Siracusa -
importo euro 1.693.350,94; costruzione di una chiesa parrocchiale
con annesso centro sociale - istituto autonomo case popolari di
Ragusa, ed altre gare con istruttoria in itinere, quali chiesa di
S. Alfio di Lentini), non possono essere svolte, nonostante siano
state definite sia le istruttorie di rito che le relative
pubblicazioni con fissazione delle date di espletamento delle gare;
rilevato che la situazione di immobilismo decisionale di fatto
realizzatasi mortifica il lavoro svolto dai funzionari degli uffici
di Siracusa e Ragusa e, soprattutto, penalizza in modo
significativo i territori delle due province, dal momento che
rallenta l'attività delle amministrazioni promotrici degli appalti
dei lavori in parola e colpisce le opportunità di sviluppo
economico delle zone interessate, potendo, altresì, provocare danni
incalcolabili ai medesimi territori, tenuto conto che gli
interventi di cui trattasi risultano finanziati con fondi
extrabilancio che, se non utilizzati nei termini di legge,
potrebbero essere revocati;
per sapere quali provvedimenti urgenti abbia intenzione di
adottare allo scopo di fornire una soluzione pronta, certa e
definitiva ai problemi evidenziati». (1476)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1476, a firma
dell'onorevole Vinciullo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si fa presente
all'Onorevole interrogante che con D.P. n. 18/Serv. 1 S.G. del 3
febbraio 2011 è stato nominato il presidente dell'UREGA di Siracusa
(ed altresì il vice presidente), e che con nota prot. 106830/Gab
del 28 dicembre 2010 si è proceduto alla designazione del
presidente dell'UREGA di Ragusa la cui nomina è in fase di
istruttoria.
In merito alla nomina del presidente dell'UREGA di Siracusa si
rappresenta che è stato necessario effettuarla nei confronti di un
soggetto (dr. Marsala Francesco) in precedenza escluso per mancanza
dei requisiti che ha tutelato la sua posizione in sede
giurisdizionale ottenendo dal TAR il riconoscimento delle proprie
ragioni».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo